Resoconto della seduta n.127 del 31/10/2023
SEDUTA N. 127 DEL 31 OTTOBRE 2023
La seduta inizia alle ore 10:30
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 127 del 31 ottobre 2023. Do per letto il processo verbale della seduta n. 126 del 24 ottobre 2023, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.
Prima di iniziare la seduta odierna e lo sviluppo dei punti, vi chiedo un minuto di silenzio per le persone che hanno perso la vita dal 7 ottobre 2023 in Israele ed in Palestina.
(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)
Interrogazione n. 959
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Sostegno alla riqualificazione delle strutture ricettive marchigiane”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 959 dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Considerato che il Piano triennale 2021/2023, che rispecchia le priorità del Programma di governo di legislatura, si ribadisce che la riqualificazione delle strutture ricettive è uno degli obiettivi prioritari, nella convinzione che una adeguata accoglienza sia elemento essenziale dell’attività turistica del territorio.
L’intervento che la Regione intende mettere in campo per il nuovo ciclo di programmazione si colloca in un quadro di importanti investimenti statali per la riqualificazione delle strutture ricettive. Sono previsti, infatti, aiuti statali significativi in parte sotto forma di credito di imposta, in parte come contributi a fondo perduto o di agevolazione per l’accesso al credito.
Si precisa che è stata avviata una procedura per richiedere al Ministero del turismo i dati afferenti alle strutture turistiche della regione Marche ed è utile ricordare che sono stati espletati diversi bandi di seguito elencati:
- avviso indetto ai sensi dell’articolo 1, comma 9 del d.l. 152/2021, recante le modalità applicative per l’erogazione di contributi e crediti di imposta a favore delle imprese turistiche;
- avviso pubblico del marzo 2022 per la concessione di credito di imposta di cui all’articolo 79 del DL 104/2020, convertito con modificazioni con legge 126/2020;
- avviso pubblico “Pratiche sostenibili” del giugno 2022 per contributi a fondo perduto a valere sul fondo pratiche sostenibili, a sostegno della transizione ecologica del settore turistico alberghiero;
- in corso di istruttoria avvisi del 2 agosto 2023 e del 9 agosto 2023 per l’erogazione delle risorse di cui al decreto legge 29 dicembre 2022 n. 198, convertito dalla legge 24 febbraio 2023 n. 14, in favore dei soggetti esercenti impianti di risalita a fune e di innevamento artificiale, dei gestori di stabilimenti termali, delle imprese turistico-ricettive, delle imprese di ristorazione e delle scuole di sci, che svolgono la propria attività nei Comuni ubicati all’interno dei comprensori sciistici nelle regioni con la dorsale appenninica, come individuati dalle medesime Regioni con proprio provvedimento.
L’iter avviato per la richiesta di approvazione del progetto bandiera è ancora in fase interlocutoria, in quanto al momento la Giunta si è mossa verso il reperimento di altri fondi più significativi e di più immediata concessione.
Il riferimento è al programma unitario di interventi sul territorio della Regione Marche finalizzato allo sviluppo infrastrutturale, economico e sociale per un valore di 532,5 milioni di euro, risorse attivate con la recentissima sottoscrizione ad Acqualagna dell’accordo per la coesione per il periodo 2021/2027.
L’accordo sblocca in totale 532 milioni di euro, tra le risorse del Fondo di sviluppo e coesione pari a circa 333 milioni di euro, che vengono destinati ad opere infrastrutturali, e le risorse del fondo di rotazione, di circa 154 milioni di euro, destinate ad altri settori: imprese, turismo, cultura, inclusione sociale, istruzione e formazione, più altre risorse ordinarie nazionali pari a 44,5 milioni di euro.
Nel fondo di rotazione sono previsti complessivamente 51,5 milioni di euro per il settore del turismo e tra le diverse misure 15 milioni sono destinati alla riqualificazione delle imprese ricettive, mentre circa 15 milioni andranno a coprire la strategia borghi che pure include interventi di promozione della ricettività diffusa, tipica dei borghi.
I bandi in fase di definitiva predisposizione verranno aperti a partire dal 2024 e la definizione dei criteri mirati di impostazione del bando sarà la giusta occasione perché la Giunta definisca gli interventi prioritari e valuti le diverse tipologie di riqualificazione anche in base alle differenti esigenze dei potenziali turisti italiani e stranieri.
Si conferma, infine, quanto richiamato nella premessa dell’interrogazione, il programma annuale del turismo 2023 è stato attuato completando il rinnovo delle procedure per la classificazione delle strutture ricettive, attivando un monitoraggio permanente che comprende anche la gestione dei reclami per monitorare e migliorare la qualità delle strutture ricettive regionali.
Sono in avvio due bandi attuativi del Por-Fesr 2021/2027 destinati alle imprese turistiche per la creazione di prodotto turistico ,nello specifico 3 milioni sono destinati all’intero territorio regionale (Misura 1.3.3.1), mentre 7 milioni sono riservati alle imprese che operano nei e per i borghi.
In conclusione, le politiche per potenziare l’attrattività e le infrastrutture turistiche delle Marche che interessano la delega del Presidente sono assolutamente centrali nelle strategie della Giunta regionale, consentendo di attivare strumenti e opportunità inedite e di grande impatto potenziale per i prossimi anni.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore Antonini per la risposta precisa, le chiedo, se può, di darmi la copia di quello che ha letto perché scrivere tutto non è stato semplice.
Tra le richieste che avevamo fatto c’era la necessità di accelerare per quanto possibile l’uscita di un bando dedicato. Ritengo che sia molto importante riuscire a farlo quanto prima perché le strutture ricettive hanno bisogno di essere riqualificate e di implementare la qualità dei servizi. Strutture che devono essere sempre più moderne per riuscire a dare una risposta ai turisti che chiedono sempre molto di più.
Ho ricordato nell’interrogazione il grande investimento fatto dalla precedente amministrazione regionale con circa 25 milioni di euro, che ha visto oltre 150 strutture ricettive avere risorse rilevanti, che potevano arrivare anche a diverse centinaia di migliaia di euro, in un settore che, continuo a ribadirlo, è pronto a fare investimenti, basta che venga sostenuto.
Nella mia interrogazione chiedevo del progetto bandiera, che era stato presentato lo scorso anno alla BIT di Milano, se non ricordo male, dallo stesso Presidente. Per quanto riguarda questo progetto ho capito che ancora siamo in fase interlocutoria, non ci sono garanzie o meglio si sta ancora verificando.
Alla richiesta: quanti fondi del Ministero sono arrivati nelle Marche, lei, Assessore, mi ha detto che avete fatto una vera e propria richiesta e questo è fondamentale per capire la loro ricaduta a livello regionale.
Sono contento che siano previsti dei fondi per la riqualificazione delle strutture ricettive, fondi che provengono dallo Stato, sempre, ma chiedo anche di implementarli perché, anche se fossero 15 milioni di euro, che è una cifra importante. per avere un impatto forte nel settore sarebbero necessarie almeno il doppio delle risorse.
Adesso cercherò di capire per quanto riguarda i bandi delle risorse Por-Fesr, che fino ad oggi non mi risultavano essere presenti, realmente quante risorse ci sono.
La ringrazio per la risposta, è un tema al quale noi come Partito Democratico teniamo particolarmente anche perché riteniamo che sia rilevante.
Mi auguravo che la risposta venisse direttamente dal Presidente, che è l'Assessore competente, vedo l’abitudine del Presidente a non rispondere direttamente in Aula, comunque la risposta me l’ha data lei e la ringrazio.
Interrogazione n. 923
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Patto dei Sindaci - Sostegno ai Comuni e alle realtà territoriali per la predisposizione dei Piani di azione per l'energia sostenibile ed il clima”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 923 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie Presidente. A questa interrogazione ha risposto il Direttore del Dipartimento infrastrutture, territorio e protezione civile con il contributo della Svem.
Occorre premettere che l’Assessore all’energia, cioè il sottoscritto, durante l’iniziativa del 27 giugno, non ha fatto riferimento ad alcun sostegno finanziario diretto, solo nel senso di interesse, che confermo. Non abbiamo parlato di impegni economici diretti, tanto per essere chiari, anche perché una delle domande era proprio questa
In continuità con la linea adottata dal presente governo regionale il Patto dei Sindaci viene sostenuto attraverso l’inserimento di specifici criteri di valutazione premiali nell’ammissione degli enti locali ai finanziamenti pubblici in materia di energia. In quanto si è individuata, in tale modalità, uno strumento di sostegno più strutturale.
Tale criterio, per esempio, è stato inserito nel bando finanziato con fondi regionali, scaduto nel mese di luglio 2023, con una dotazione finanziaria di 1,5 milioni, per il quale sono stati presentati 16 progetti da parte degli enti locali, sull’efficienza energetica e lo sviluppo di energie rinnovabili. Ricordo, tra l’altro, che nelle priorità è stata inserita una struttura sportiva energivora, che era emersa rispetto ad una mozione della Consigliera Ruggeri.
Le spese di adesione al Patto vengono considerate spese tecniche e quindi finanziate; aver aderito al patto o l’intenzione di aderire, entro termini fissati dal bando, costituisce criteri di valutazione premiali per l’ammissione al finanziamento, quindi c’era la premialità per i Comuni aderenti al Patto che avevano manifestato l’intenzione di adesione.
Anche per i futuri bandi Fesr 2021/2027, a favore degli enti locali, si è stabilito di dare priorità nella valutazione dei progetti che verranno presentati dagli enti locali che hanno già aderito e aderiranno al Paes (Patto dei Sindaci).
La Svem, nell’ambito della sua attività ordinaria ha organizzato quell’incontro, a cui facevano riferimento gli interroganti, del 27 giugno, con lo scopo di approfondire i contenuti dell’iniziativa europea e rafforzare il dialogo tra i Comuni e le istituzioni su queste tematiche ritenute strategiche.
Alla riunione, il rappresentante per l’Italia dell’Ufficio europeo del Patto dei Sindaci ed i rappresentanti di ENEA - Divisione servizi integrati per lo sviluppo territoriale, nel ruolo di coordinatore nazionale del Patto dei Sindaci, hanno illustrato ai partecipanti l’iniziativa del Patto dei Sindaci ed il suo excursus storico, il Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima, i servizi a supporto delle città e degli esempi di buone prassi a livello nazionale.
L’eventuale rafforzamento della strategia regionale a sostegno del Patto e l’eventuale fabbisogno di un servizio di assistenza tecnica mirato sarà valutato a seguito dell’esito dell’attività di monitoraggio dello stato di attuazione del Patto.
In più nella risposta c’è un contributo specifico della Svem, in merito alla presente interrogazione, che allego, se i richiedenti lo vogliono passo anche la risposta della Svem che è stata allegata.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazi, Assessore. Questa mia interrogazione arriva dopo una serie di ripetuti tentativi di dialogo, purtroppo tutti miseramente falliti, attivati fin dall'inizio della legislatura nei confronti della maggioranza per avviare le misure necessarie per il rilancio del Patto dei Sindaci, uno strumento di sostegno concreto ed estremamente utile per le realtà locali.
L’obiettivo è sempre stato ripristinare lo stanziamento a bilancio dei 245 mila euro destinati a questo progetto, risorse che rappresentavano e rappresentano un aiuto fondamentale per i Comuni nella predisposizione dei Piani energetici comunali, ma che sono stati stralciati dal suo predecessore e in realtà da tutta la Giunta Acquaroli, a quanto pare.
A nulla è servita l’interpellanza n. 3 del dicembre 2020, così come inutile è stata anche la mozione n. 63 nel 2021 discussa addirittura il 28 giugno 2022, ovviamente non approvata, inutile e del tutto ignorato l’emendamento al bilancio 2023/2025 con cui si chiedeva di inserire in tabella E una dotazione finanziaria di 150 mila euro destinata al Patto che se accolta avrebbe rappresentato un positivo segnale di apertura nei confronti delle tematiche ambientali, ancora troppo ai margini della programmazione regionale.
L’indifferenza generale della Giunta Acquaroli sul tema dei cambiamenti climatici, che a mio avviso palesa un certo neanche troppo velato negazionismo, mi preoccupa molto, così come mi preoccupano i continui tagli di risorse destinate al contrasto al fenomeno, quelli dedicati al contrasto del rischio idrogeologico, quelli dedicati all’efficientamento energetico, passando alla riduzione degli stanziamenti rivolti al decoro urbano e quindi al verde pubblico, peraltro confermati poco fa dall'Assessore al bilancio a valere da ultimo sul PNRR.
Per farlo non servono le misure premiali di cui ha parlato, certo sono utili, non le avete scoperte voi, c’erano anche prima, ma è una cosa diversa, quello di cui lei ha parlato serve quando già i Comuni hanno aderito al Patto dei Sindaci, ma molti fanno fatica ad aderirvi perché all’interno dei nostri piccolissimi Comuni non si hanno quelle professionalità che servono per redigere i Paesc (Piani per l’energia sostenibile e il clima), le due misure sono, non a caso, complementari ed ecco perché, Assessore, dopo aver letto le sue dichiarazioni del giugno scorso, avevo sperato che finalmente la Giunta concretamente volesse supportare le realtà territoriali, che lei prendesse le distanze dal suo predecessore. Anticipo che faremo un emendamento a fine anno, la invito a riflettere sugli importi.
Interrogazione n. 954
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Realizzazione delle opere relative al bacino idrografico Aspio Rio Scaricalasino per la messa in sicurezza idraulica del territorio”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 954 del Consigliere Latini. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Immagino che lei ben conosca la situazione, queste previsioni risalgono ormai a molti anni fa ed io non posso ovviamente rispondere al perché si è trascinata per oltre 10 anni questa partita, posso semplicemente dire che l’abbiamo ripresa come attuale amministrazione regionale in mano nel 2021.
Mandando avanti un po’ tutta la prassi necessaria per addivenire alla realizzazione delle opere, ci si è accorti che nel frattempo, dopo oltre 10 anni, quasi 15, i prezzi hanno avuto delle modifiche e questo ci ha creato una serie di difficoltà e siamo arrivati anche alla necessità di suddividere i lavori in vari stralci per poter dilazionare i pagamenti e renderli fattibili e possibili.
Allo stato odierno, a seguito del necessario aggiornamento del progetto, risulta che i fondi disponibili nel bilancio regionale pari a 4.621.000 euro, uniti a quelli di altra entità, non sono più sufficienti per la realizzazione di tutte le sei casse, il cui costo complessivo si aggira intorno ai 15 milioni.
Pertanto, si è deciso di suddividere il progetto i tre stralci con due casse di colmata, ognuna in base alle risorse via via reperite.
Per quel che riguarda il progetto del primo stralcio è nella fase esecutiva, il prossimo anno potrà essere avviata l’esecuzione dei lavori, presumibilmente intorno a maggio e la stima dei lavori è di 365 giorni per le prime due vasche.
Per le due successive, la progettazione esecutiva del secondo stralcio è in corso e se non succedono disguidi particolari o lungaggini, non so dovuti a cosa, probabilmente si sommerà al primo anche come tempistica e nello stesso periodo primaverile potranno partire i lavori anche del secondo stralcio.
Per il terzo, la cui progettazione esecutiva è in corso, potrà presumibilmente trovare copertura finanziaria durante l'esecuzione delle altre due, rendendo possibile realizzare il complesso degli interventi senza soluzione di continuità, però in questo caso il reperimento dei finanziamenti è ancora in una fase di incertezza, mentre per i primi due stralci sono già assodati e sono già stanziati.
Oltre a quanto sopra, la Regione sta finanziando con i fondi Mase 2022, per l'importo di 3 milionidi euro, la sistemazione idraulica del fosso Offagna e San Valentino a completamento di tutte le opere previste e prevedibili per la riduzione del rischio idraulico nel bacino idrografico del Rio Scaricalasino.
Ultimate tutte queste procedure, che comunque andranno in porto il prossimo anno, per questi due corsi d'acqua il Comune di Osimo potrà provvedere successivamente alla nuova perimetrazione o meglio deperimetrazione dell’area Fai, che attualmente è a rischio idraulico.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Replico soltanto per dire, come giustamente ha sottolineato nell’introduzione della sua risposta, che le opere si riferiscono all’esondazione sulla zona Castelfidardo/Osimo/Falconara/ Ancona del 2006.
I soldi ricevuti dal Commissario straordinario del Governo di allora, circa 10 milioni di euro, erano finalizzati alla realizzazione di vasche di espansione nel territorio di Castelfidardo, Osimo e Falconara Marittima.
L’attesa è stata, come lei ha detto, lunga, troppo lunga, davvero inspiegabile. L'attuazione del primo e del secondo stralcio, che interessa una parte del territorio a ridosso della Strada Statale Adriatica 16, quindi non soltanto l'ambito territoriale del Comune di Osimo, ma anche quello di Camerano, Castelfidardo e Ancona, consentirà, una volta realizzati definitivamente i lavori, e sono convinto che avverrà nei tempi più strettamente necessari, come ha accennato in merito alla situazione dell’appalto e dell’avvio della realizzazione delle opere nella primavera prossima, la tutela delle strutture e degli immobili esistenti e di quanto altro ormai ubicato nella zona ancora in pericolo.
Per quanto riguarda il terzo stralcio, chiedo che la Regione nel suo complesso si faccia carico del reperimento dei fondi, tenendo conto che quelli che ha indicato come base sono relativi a due affluenti del fosso Scaricalasino Quindi, per completare complessivamente, in modo analitico e direi strutturalmente idoneo a tutelare l’intero territorio, c’è la necessità che l’intervento riguardi anche la parte intermedia, fra il fosso Scaricalasino, ancora non coperto dalla situazione dell'intervento, e i fossi di San Valentino e Offagna, a monte, per dare un senso unitario e non di incompiuta.
Sono convinto che questo avverrà e sono certo che vi sarà il massimo impegno dell’amministrazione regionale. Grazie.
Interrogazione n. 961
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri
“Taglio del Governo al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 961 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Seguo i vari quesiti che questa interrogazione pone, iniziando dal primo che chiede se il Ministero ha comunicato alle Regioni eventuali ristori. Questa è una conseguenzialità rispetto ad una interrogazione che avevate già posto, mi pare, qualche tempo fa, qualche mese fa, ed io in quel momento avevo posto la questione dicendo che avevo avuto alcuni rapporti con i livelli ministeriali, sottosegretari, eccetera, facendo presente la difficoltà che vedeva la nostra regione, ma deduco che sia una questione che riguarda tutte le Regioni d’Italia e conseguentemente tutti i Comuni. Devo dire che rispetto a questo le comunicazioni che ho avuto non sono state positive, nel senso che i fondi non sono stati messi a bilancio, attualmente, né mi risulta che nella Regione Marche, ed anche in senso generale, ci siano novità rispetto a questo. Deduco che non ci siano fondi ad oggi per queste tipologie di interventi indirizzati alle Regioni, certo non verso la Regione Marche, ma, ripeto, ritengo che sia un problematica generale, non solo di una singola Regione.
Mi si chiede se ho intenzione di sollecitare con forza e determinazione il Governo per rifinanziare il fondo previsto. Ripeto, questo l’abbiamo già fatto e non escludo che continueremo a farlo, ho avuto anche contatti diretti con un sottosegretario, verbali, al di là di quanto abbiamo sollecitato per iscritto, ma, ripeto, questa disponibilità ad ora non è pervenuta dal Governo centrale.
Mi chiedete anche se sia opportuno inserire a bilancio dei fondi regionali per il prossimo anno a sostegno di questo settore. Con l'impegno che ho già preso, ho previsto di poter chiedere 3 milioni di euro, che non sarebbero certo insufficienti a coprire l’effettivo fabbisogno, ma sarebbe comunque una somma dignitosa da mettere a disposizione, Mi prendo l’impegno di tentare, uso questa parola perché ancora il bilancio preventivo non è stato redatto, di inserire una voce di questo genere con una cifra di questa considerazione, perlomeno sui 3 milioni, per poter lenire il prossimo anno eventuali situazioni simili, se poi il Governo metterà del suo, tanto meglio, si andranno eventualmente a sommare.
Ci tengo anche a dire che c'era, non va certo a giustificare la manchevolezza del primo punto, che non ho difficoltà ad illustrare perché è un dato di fatto …, per quel che riguarda invece la cosiddetta morosità incolpevole, che è un fondo a favore di chi ha difficoltà a pagare affitti, eccetera. Quest'anno abbiamo reperito le somme a livello regionale, quindi i 900/800 e qualcosa che avevamo già messo lo scorso anno, che sono le esigenze espresse dai Comuni delle Marche, che sono state soddisfatte dalla Regione Marche con fondi propri per la morosità incolpevole.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Prendo atto degli impegni dell’Assessore, soprattutto rispetto a quanto detto sul possibile stanziamento nel bilancio preventivo.
Credo che la situazione sia davvero emergenziale, gli ultimi dati del Ministero dell'interno indicano che nel 2022 ci sono stati ben 30.300 sfratti eseguiti e ci sono in Italia 900.000 famiglie che sono in povertà assoluta e che vivono in affitto.
Nella nostra regione, lo dicevamo in altra occasione, il tasso di povertà assoluta o dei cittadini a rischio di povertà è aumentato e sono aumentate anche le famiglie che avrebbero bisogno di un sostegno alla locazione.
L’ho ricordato nell’interrogazione, nel 2022 lo stanziamento del fondo nazionale destinato alle Marche era pari a 7.844.000 euro ed aveva coperto solo una parte del fabbisogno. Nel 2020, durante la crisi pandemica, la nostra amministrazione di centro-sinistra aveva stanziato più di 4 milioni, oltre alle risorse nazionali e alcuni Comuni, come il Comune di Pesaro, proprio per sopperire alle mancanze ed alle mancate previsioni del Governo, ha stanziato diverse centinaia di migliaia di euro. Quindi, rinnovo la richiesta all’Assessore.
Prendo atto della mancata comunicazione del Governo di un cambio di rotta su questo argomento, credo che servano prese di posizione della Regione Marche e di tutte le Regioni molto più incisive perché rispondere alle famiglie in difficoltà è un’esigenza di tutti gli amministratori regionali, di ogni colore politico.
Come già annunciato, Assessore, mi auguro che il suo impegno sia portato avanti. I 3 milioni di euro, che vuole mettere nel bilancio preventivo, sono pochi, la invito ad insistere intanto per questi 3 milioni e magari aggiungere ulteriori risorse. E’ evidente che vedremo fra un mese e mezzo, due mesi, in quest’Aula quanto sarà stato inserito a bilancio. Ripeto, è una tra le emergenze maggiori a cui dovremo tutti far fronte. Grazie.
Interrogazione n. 970
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Attività socio-sanitario-assistenziali presso l'Ospedale di Comunità di Montegiorgio e lavori di adeguamento/miglioramento sismico e riqualificazione energetica inerenti la struttura”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 970 del Consigliere Cesetti. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie Presidente. Ringrazio anche il Consigliere per questa interrogazione che pone due questioni sul presidio di Montegiorgio, una di metodo e l’altra di merito.
Sulla questione di metodo, ahimè ,ho notato sulla stampa alcune notizie difformi rispetto a quelle comunicate al sottoscritto e all'Assemblea legislativa, sulla modalità di avanzamento dei lavori nel presidio.
Le modalità comunicate formalmente all’Assessorato e al Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici, sarebbero state modificate nel corso del tempo per non procedere più a stralci, ma per consegnare alla ditta l'intero edificio o la quasi totalità dell'edificio per l'effettuazione dei lavori.
Devo dire che questo cambiamento di metodo nell'affrontare il lavoro non mi convince, non mi convince soprattutto perché non c'è stato comunicato preventivamente, ma l’abbiamo dovuto leggere dalla stampa.
Per quanto riguarda invece la questione di merito, Consigliere, ho chiesto, proprio per quella questione di metodo che non condivido, una relazione puntuale all'AST di Fermo, che le leggo e poi le consegnerò perché si tratta di alcune cartelle, quindi il tempo messo a mia disposizione non sarà sufficiente per rispondere integralmente alle sue sollecitazioni.
“In merito ai quesiti di cui all'interrogazione in oggetto si riferisce quanto segue – scrive l’AST di Fermo - l'appalto, come previsto dal progetto elaborato dallo studio Tecproject, prevedeva interventi su tutto l'immobile che è individuato come area da cantierizzare, con lavorazioni in aree che si rendevano libere di interventi di ristrutturazione e ripristino secondo un piano a scalare, spostando le attività sulle zone finite. L’appalto è stato aggiudicato il 31 agosto 2021, il contratto firmato il 17 dicembre 2021.
In fase di impostazione del cantiere si è rilevato che il contemporaneo avvio dei lavori, collaterali, ma prioritari, per la rimozione amianto (finanziamento definito con delibera di Giunta regionale n. 76 dell’1 febbraio 2021), rendevano opportuno rinviare l’avvio dei lavori principali sia per sicurezza degli ospiti, che dei lavoratori delle imprese, potendo procedere con la consegna parziale dei lavori principali a bonifica effettuata e certificata dal competente ufficio del Dipartimento di prevenzione, ovvero in data 7 novembre 2022.
Sin dalle prime demolizioni ci si è resi conto che le condizioni di elementi strutturali e distribuzioni impiantistiche non erano nelle posizioni e condizioni che risultavano sui documenti progettuali disponibili (rappresento che la progettazione anche in questo caso, la competenza, è in capo all’AST), risalenti alla seconda metà del secolo scorso, anzi diverse opere sono state rilevate in difformità ai progetti e alle norme tecniche.
Tali fatti hanno sin da subito evidenziato la corretta scelta di non mantenere il servizio residenziale, ospitante soggetti particolarmente fragili, in coesistenza con attività di cantiere nel presidio, in particolare per l’alto rischio di interruzioni ai servizi residenziali per guasti indotti, benché involontari, a impianti sia delle utenza che di sicurezza, per cui si era preferito delocalizzare almeno l'attività più critica, contando di poter meglio gestire i servizi diurni.
Il rinvenimento di situazioni non conformi alla regola tecnica nelle opere di fondazione ha prodotto sia dei rallentamenti dovuti alla necessità di rivedere le previsioni progettuali, con l'elaborazione di una perizia di variante, sia un incremento delle lavorazioni di demolizione e rinforzo delle fondazioni, con pesante influenza sulla continuità dei servizi.
Durante le demolizioni si sono infatti verificate delle interruzioni impreviste nelle linee elettriche, trasmissione dati ed idriche, anche antincendio, a causa del taglio di condotte non tracciate sui documenti tecnici disponibili. Tali eventi hanno evidenziato la particolare criticità della coesistenza cantiere/attività sanitaria.
Le condizioni di fatto difformi da quelle documentali hanno indotto ad una impostazione di consegne lavori parziali, non disponendo più delle aree facilmente ripristinabili, come ipotizzato da progetto, perché richiedenti opere di demolizione molto più estese ed invasive.
Consigliere, mi sta finendo il tempo le consegno le cartelle che rimangono.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Assessore. Ovviamente leggerò attentamente la risposta, di cui non sono soddisfatto, lo dico subito.
Sono invece soddisfatto, e la ringrazio, della sua disponibilità come Assessore, perché da subito si è attivato quando le ho posto la questione, già prima dell'interrogazione, per questo la ringrazio, però la pregherei anche di intervenire presso l’AST e presso i bravissimi dirigenti dell'edilizia sanitaria regionale perché vengano mantenuti gli impegni a suo tempo assunti. Lei rispose nel 2021 ad una mia interrogazione e, sulla base di quello che le avevano relazionato gli uffici, confermò la scelta di eseguire i lavori senza bloccare l'erogazione dei servizi, ad eccezione di cure intermedie, che dovevano essere trasferite. Questo tra l’altro è stato ribadito dal Direttore dell'ufficio tecnico dell'AST di Fermo nel marzo del 2023.
Quindi, oggi chiediamo il mantenimento di questo impegno, perché immagino che nel momento in cui l'hanno affermato a lei, Assessore, ed è stato declinato in questa Aula fosse contrattualmente previsto.
Chiedo questo, le presenterò subito una mozione, oggi stesso o domani, trasformerò questa interrogazione in mozione per impegnare la Giunta, quindi l'Assessore, ad impartire idonee direttive in tal senso. So bene che, al di là delle direttive, l’Assessore non può fare le scelte gestionali, che competono ad altri.
Farò la mozione, però dico subito che qualora i servizi non dovessero essere mantenuti, perché si tratta di servizi sanitari per prestazioni sanitarie ai cittadini, come il punto di primo intervento, il 118, il prelievo del sangue, la radiologia, gli ambulatori, presenterò nei confronti dei Direttori dell’AST una denuncia penale per interruzione di servizio essenziale. Non l’ho mai fatto, però questa volta lo faccio come cittadino e come Consigliere regionale perché è intollerabile l'atteggiamento di questi signori che non consentono all’Assessore, che ha la responsabilità, di mantenere gli impegni assunti in questa Aula e di non mantenerli non per responsabilità propria, ma per inadempimento dei dirigenti tecnici. Quindi, la prego di intervenire, comunque presenterò una mozione.
PRESIDENTE. Adesso due comunicazioni: il Consigliere Livi è assente per malattia, quindi è giustificato. L’Assessore Saltamartini è impegnato per attività istituzionale presso l’Azienda Ospedaliera di Torrette, tra circa un’ora sarà in Aula, quindi chiedo, e poi darò la parola al Consigliere Carancini, di anticipare il punto 2, una volta terminata la proposta di legge tornare sulle interrogazioni perché a quel punto probabilmente sarà presente in Aula anche l’Assessore Saltamartini.
Proposta di legge n. 51
ad iniziativa dei Consiglieri Rossi, Ciccioli, Marcozzi, Marinelli, Latini, Pasqui
“Valorizzazione delle De.Co. (denominazioni comunali) e istituzione del registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co.”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 51 dei Consiglieri Rossi, Ciccioli, Marcozzi, Marinelli, Latini, Pasqui.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, la presente proposta di legge intende dare la giusta valorizzazione, promozione, conoscenza e regolamentazione alle De.Co. (denominazioni comunali) o anche definite De.Co (denominazioni comunali d’origine), trattasi di attestazioni deliberate dalle amministratori comunali a produzioni agroalimentari e gastronomiche, di solito strettamente collegate ai territori ed alle loro comunità.
La nascita delle De.Co. risale al 1990, quando diversi Comuni iniziarono a disciplinare le produzioni del mondo agricolo ed i piatti della tradizione locale, anche Anci, l’associazione dei Comuni, intorno agli anni 2000 iniziò a promuoverle, creando, addirittura, un apposito modello di regolamento tuttora utilizzato in diversi Comuni italiani.
Attualmente la Liguria, l'Umbria, la Sicilia e la Campania hanno una legge analoga, sottolineo che tutte le Regioni citate, tranne la Liguria, sono partite dopo di noi nel presentare le loro leggi e sono arrivate prima di noi nell’approvarle. Questa, infatti, è stata presentata dal sottoscritto il 6 maggio 2021, ciò dimostra quanto sia necessario nella nostra Regione accelerare le proposte di legge e l'attività, ma questo è un altro discorso.
La De.Co. è un’attestazione deliberata unicamente dal Comune ed identifica il legame di un prodotto con il territorio d'origine, tutto ciò chiaramente viene fatto nella piena tutela prevista dalla legge europea e statale in termini di protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli alimentari, che sono ben altra cosa.
Questa legge specifica anche che le De.Co. non sono un marchio di qualità o una certificazione, quindi anche su questo fronte la legge va a normare ed a chiarire.
Al fine di dare maggiore pubblicità ed importanza alle De.Co. la proposta di legge del sottoscritto istituisce e norma il registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co. (articolo 3), un registro che sarà pubblico, con la creazione anche di un apposito logo.
La Giunta regionale adotta il regolamento per l'iscrizione al registro, disciplinato all'articolo 3, comma 5, dando uniformità a questo mondo.
Specifico che per De.Co., come disciplinato all'articolo 2, si intende: un prodotto dell’artigianato alimentare locale che rappresenta un valore identitario di uno specifico territorio; un prodotto tipico coltivato in un particolare territorio, adattatosi nel tempo e conservato come cultura dagli abitanti; una ricetta solitamente legata ad una tradizione (e questo l’avevamo chiarito anche prima); feste, fiere e sagre legate alla storia ed alla tradizione di un determinato piatto o prodotto; un sapere riferito ad una pratica in uso in un determinato Comune, come una tecnica di pesca, di coltivazione e di allevamento.
Quindi, cari colleghi, tutto questo mondo disciplinato dai Comuni viene in una certa maniera normato e si fa finalmente chiarezza.
Questa legge consentirà di conoscere, localizzare e valorizzare tante specialità agroalimentari tradizionali marchigiane, permettendo maggiore visibilità alle stesse ed ai territori.
In questa norma, per ora, non abbiamo previsto una dotazione finanziaria, ma la stessa non è esclusa e non è escluso che nei prossimi mesi si possano prevedere delle dotazioni finanziarie, tra l'altro questa legge può essere comunque sostenuta con i fondi dedicati alla promozione.
Questa disposizione prevede il sostegno fattivo delle De.Co, con azioni che non prevedono soldi, ma che sono fondamentali, per esempio, all’articolo 4, comma 2, si specifica che la Regione si impegna a promuovere le De.Co. all'interno di manifestazioni, fiere, esposizioni, sia in Italia che all'estero organizzate dalla Regione, la quale assicura alle De.Co. visibilità e azioni di divulgazione attraverso gli strumenti informativi, anche su piattaforme digitali.
Le De.Co. lasciano l'anonimato dei Comuni, non che i Comuni non le promuovano, ma lasciano la dimensione comunale (molte volte sono anch’essi quasi sconosciuti) e grazie alla Regione vengono divulgate e promosse come previsto da questa legge anche all'interno delle manifestazioni e fiere organizzate dalla Regione, senza un dispendio finanziario si aiuta le De.Co. a fare un passo notevole in avanti.
Vorrei citare, qui abbiamo un elenco che l’associazione “Chi mangia la foglia” mi ha prodotto, un’associazione della provincia di Fermo che si occupa di queste cose. Un elenco in cui ci sono ben 44 Comuni con quasi il doppio di De.Co., non ve le cito tutte perché andremmo alle lunghe, ma ci sono tanti piatti, tanti prodotti tipici del territorio normati dagli stessi Comuni: Amandola, Ancona, Apecchio, Appignano, Arquata del Tronto, Borgo Pace, Camerino, Cantiano, Carassai, Castelleone di Suasa, Castignano, Cingoli, Colli del Tronto, Comunanza, Cupramontana, Falerone, Francavilla d’Ete, Frontone, Grottazzolina, Jesi, Lapedona, Macerata, Massignano, Monsano, Monte Falcone, Monteporzio, Monterinaldo, Montedinove, Montefiore dell’Aso, Montegiorgio, Montelupone, Colli al Metauro, Offida, Ortezzano, Pergola, Pesaro, Petritoli, Porto Recanati, Porto San Giorgio, San Lorenzo in Campo, Sant’Elpidio a Mare, Urbania e Valfornace.
Questi sono i Comuni che hanno disciplinato o è in corso l’iter per disciplinare le De.Co., che a loro volta producono eventi legati alle stesse e danno valorizzazione anche ai produttori locali. Non per fare disparità territoriale, cito il mio Paese, Apecchio, dove dietro la De.Co. del bostrengo si è aperta un’attività commerciale, un laboratorio che lo produce e lo commercializza.
Ci sono anche, come ho detto prima, fiere importanti legate ai prodotti De.Co., una per tutte la Festa della patata rossa di Sompiano a Borgo Pace. E’ stata data importanza ai produttori e si è creato un indotto rilevante anche per questo piccolo Comune.
L’importanza strategica di questi prodotti, l’importanza di portarli fuori dai loro contesti comunali, di normarli, di pubblicizzarli, è questo l'obiettivo della legge.
Tra l’altro, per la sua stesura vorrei ringraziare per il fondamentale contributo il Dott. XY, il Dott. XX, il Dott. YY, la Segretaria della II^ Commissione assembleare, nonché i miei assistenti.
Un sentito ringraziamento lo vorrei fare anche alle associazioni di categoria del commercio ed agricole per il contributo che hanno dato in II^ Commissione, un ringraziamento anche all’Umbria, all’Unione delle Pro Loco, al Presidente della II^ Commissione Consigliere Putzu ed agli altri colleghi di Commissione.
Infine i ringraziamenti vanno ai colleghi firmatari di questa legge, i capigruppo di maggioranza Consiglieri: Ciccioli, Marcozzi, Marinelli, Latini, con l’aggiunta del Vicepresidente del Consiglio regionale Consigliere Pasqui.
Concludo, precisando che questa legge esce dalla Commissione con il parere favorevole del Cal e del Crel. Questa norma ha avuto una pre-discussione, addirittura prima della Commissione, ricordo che in una videoconferenza c’eravamo ben 16 associazioni, le quali ne hanno apprezzato la validità. Oggi la Regione Marche intende andare verso questa direzione, verso la valorizzazione dei nostri prodotti tipici, la valorizzazione dei nostri territori, della nostra tradizione e dei tanti produttori che sono dietro ai prodotti agroalimentari e ai piatti tipici. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 51 introduce nell'ordinamento regionale la disciplina delle cosiddette De.Co., ovvero delle denominazioni comunali. E’ un riconoscimento istituito e concesso dai Comuni al fine di tutelare e valorizzare un prodotto tipico, una ricetta tradizionale, ma anche un'attività agroalimentare o un prodotto dell'artigianato, in stretta collaborazione con un territorio e la sua comunità.
Si tratta di una sorta di carta d’identità di un prodotto che a differenza dei marchi DOP, IGP, STG, non certifica la qualità, ma è un’attestazione geografica di tipicità.
Le De.Co. sono state istituite in seguito alla una legge statale n. 142 dell'8 giugno 1990, che consente ai Comuni la facoltà di disciplinare, nell'ambito dei principi sul decentramento amministrativo in materia di valorizzazione, delle attività agroalimentari tradizionali.
Dal 2002, quindi da 21 anni, sono normalmente istituite prendendo a modello un regolamento tipo che era stato predisposto dall’Anci, in questo regolamento tipo, vorrei sottolinearlo, ci sono articoli che prevedono nel dettaglio i requisiti e l’iter che deve essere affrontato per istituire il registro comunale.
La legge in oggetto si propone di essere semplicemente un cappello per tutte le denominazioni comunali, iscrivendole in un unico registro regionale e anche imponendo un unico logo.
Siamo certi che i consumatori sapranno cogliere la differenza tra il marchio che attesta la qualità di un prodotto, ovvero il marchio QM (Qualità Marche), che è già stato riconosciuto anche dall’Unione europea e che attesta la qualità di tanti prodotti marchigiani che sono una vera eccellenza, che potrebbe essere confuso con il marchio De.Co. nel momento in cui ci sarà un unico logo per tutte le Marche.
In alcuni casi, purtroppo, si può perfino correre il rischio che passi il messaggio sbagliato, se un prodotto ha il marchio De.Co,. ma non QM, per il consumatore potrebbe essere facile dedurre che sulla qualità di quel prodotto non ci sono garanzie della Regione.
E’ vero che a livello nazionale sono già state approvate diverse leggi regionali per avere un unico registro sulle De.Co., la Liguria lo ha fatto nel 2018, istituendo un unico registro con prodotti De.Co., la Campania nel 2021, mettendo in questa legge, ci tengo a sottolinearlo, 150 mila euro per la loro valorizzazione, l'Emilia-Romagna ha attualmente una proposta di legge, che è stata presentata lo scorso anno e non ancora discussa, che prevede 50 mila euro per la valorizzazione delle De.Co., l’Umbria ha una legge approvata quest’anno, il 28 settembre 2023, anche in questo caso ci sono esattamente 50 mila euro, la legge della Sicilia è stata impugnata dal Governo perché sembrava in conflitto con altri marchi, poi la Corte Costituzionale ha ritenuto che non ci fosse conflitto, quindi alla fine è stata approvata ad invarianza finanziaria, il Veneto ha una proposta di legge, non ancora approvata, la quale prevede 50 mila euro, la Calabria ha una legge approvata il 2 agosto, la Toscana ha una proposta di legge che è stata depositata il 23 febbraio, che è ancora ferma in Commissione, in questo caso si prevede una dotazione finanziaria di 30 mila euro.
Tante nuove leggi sono emerse, come avete sentito da questo elenco, negli ultimi due, tre anni, di fronte alle quali credo che ci si debba porre almeno tre domande: è proprio necessario creare altre norme e appesantire la burocrazia di Comuni e produttori? Se si, cosa porterà questo appesantimento della burocrazia? Perché la Regione dovrebbe interferire su un riconoscimento che è tipicamente comunale, si chiama De.Co., denominazione comunale; in che modo questa legge valorizza i prodotti De.Co. visto che il titolo della legge punta proprio alla valorizzazione?
Quanto alla prima domanda: se è proprio necessario appesantire gli iter burocratici dei Comuni, io ritengo proprio di no, anzi come legislatori dovremmo impegnarci ad alleggerirli, a snellire, a favorire l’attività amministrativa dei Comuni e di produttori, imprenditori, artigiani, di tutti coloro che lavorano. Dal momento in cui un prodotto ha già il marchio De.Co. non serve appesantire, rendere più cavilloso l’iter per un ulteriore riconoscimento, un ulteriore registro.
Quanto alle altre domande: in che modo questa legge valorizza i prodotti De.Co.? E’ comprensibile e giusta anche la proposta di un unico registro, ma voler disciplinare anche requisiti ed iter per arrivare a questo unico registro, significa anche prevaricare i Comuni e visto che la legge si pone l’obiettivo di valorizzare, ci si chiede come intenda farlo, essendo una delle poche, dal lungo elenco che vi ho letto potete capirlo, ad invarianza finanziaria.
Mi auguro che l'obiettivo non sia una semplice vetrina del Consigliere di turno, che potrà andare di paese in paese ad annunciare una birra De.Co., un formaggio De.Co., un vino De.Co., un panificato De.Co., come se fosse merito suo se queste De.Co. esistono, mentre a conferirle sono i Comuni che vengono lasciati in balia di un nuovo iter burocratico, che devono a tutti i costi, purtroppo, subire per rientrare nel registro regionale.
Un esempio emblematico è Pesaro, tra i primi Comuni delle Marche ad istituire una De.Co. per un primo piatto, i passatelli con sugo di mare, un’iniziativa dell’Assessore del Comune di Pesaro, che aveva avuto grande successo prima della pandemia. Ora il Comune di Pesaro cosa dovrebbe fare? Cestinare il logo che ha creato? Buttare il logo su cui ha investito? Sostituirlo con quello nuovo della Regione? In questa legge c’è scritto che ci sarà un nuovo logo della Regione, il tutto senza prevedere un solo euro. Quindi è lecito chiedersi: la valorizzazione sarà a denominazione comunale o a denominazione comunale/regionale?
A proposito dei 5 articoli, poi tornerò su questo punto, vorrei far presente che il primo articolo esplicita le finalità delle De.Co., che io condivido completamente, uno strumento efficace di promozione del territorio, attraverso le produzioni agroalimentari ed enogastronomiche tipiche. Si indica anche che il registro regionale promuove la conoscenza delle De.Co. nel rispetto della legislazione europea e nazionale in materia di protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazione di origine dei produttori agricoli e alimentari. Sono totalmente favorevole, proprio per questo rimando al regolamento dell’Anci, 15 articoli a cui sono allegati: il logo liberamente scelto per descrivere lo specifico prodotto che si intende riconoscere De.Co., il modulo di segnalazione in carta semplice per il riconoscimento di prodotti come De.Co. e la domanda di iscrizione nel registro produttori De.Co.. L’Anci ha già provveduto a normare, a semplificare l’iter.
L’articolo 2 della proposta di legge n. 51 prosegue, esponendo la definizione di denominazione comunale, registro regionale e regolamento di iscrizione al registro regionale De.Co.. A proposito dell’iscrizione è necessario soffermarsi e valutarne attentamente cosa prevederà il regolamento perché mi sono confrontata con alcuni rappresentanti di associazioni di categoria e i dubbi e le perplessità purtroppo sono tutti su questo argomento. Ribadisco ciò che ho detto in apertura, non solo saranno appesantite tutte le pratiche burocratiche, ma chi deciderà questo regolamento d'iscrizione, in base a cosa, come? Le associazioni di categoria avranno più o meno attenzione? Ce ne saranno alcune privilegiate rispetto ad altre? E’ lecito porsi questi dubbi.
L’articolo 3 istituisce il registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co. ed il relativo regolamento di iscrizione, stabilisce che i prodotti presenti in questo registro siano identificati da un apposito logo. Lo stesso articolo 3 istituisce anche il regolamento di iscrizione tramite delibera di Giunta regionale. Mi stupisce che nella prima versione fossero previsti 180 giorni, come avviene di solito, poi nella stesura definitiva sono stati tolti, come se non ci fosse più fretta, ma un po’ di preoccupazione. Mi permetto di intuire che forse sono stati tolti i 180 giorni perché avete colto qualche perplessità, finalmente, qualche preoccupazione da parte delle associazioni di categoria. Nello stesso articolo vengono stabilite tutte le indicazioni che dovrà avere il regolamento di iscrizione nel registro regionale De.Co., sottolineo che dovrà avere tutte le indicazioni previste dal regolamento, quindi la Regione prevede le indicazioni che il regolamento dovrà avere, quindi, mi pare che i Comuni saranno totalmente scavalcati. Ricordo che la Regione Marche attribuisce un marchio già prestigiosissimo, che è il marchio QM, riconosciuto dall’Unione europea, quindi non ha senso scavalcare i Comuni. Un semplice registro è una cosa, un regolamento di iscrizione in cui la Regione decide tutte le indicazioni e i criteri è un’altra.
A proposito dell'articolo 3, per evitare che sia io ad interpretarlo in modo non adeguato, vorrei leggere il passaggio dell'articolo 3 che desta delle perplessità: “Ferma restando la facoltà di riconoscere le De.Co. da parte delle amministrazioni comunali, il registro regionale De.Co. costituisce una base informativa pubblica e di facile divulgazione. I prodotti e i relativi disciplinari di produzioni presenti in tale registro vengono identificati da apposito logo. Il registro ha un ambito di operatività strettamente locale e non costituisce restrizione alla libera circolazione delle merci nel mercato comune, ai sensi del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, salvo che ricorrano i presupposti”. Andando avanti il comma b) dell’articolo 3 prevede che la Regione “provvede a definire le procedure di iscrizione al registro regionale De.Co., di aggiornamento, nonché le modalità di cancellazione dallo stesso”. Insomma la Regione deciderà la vita e la morte di tutte le De.Co. in maniera autoritaria e autonoma. “Comma c) a definire le sezioni e le informazioni che andranno a comporre il registro regionale De.Co.; comma d) a fornire forma grafica al logo del registro regionale De.Co.”. Quindi la Regione al comma d) chiarisce che sarà essa stessa a fornire forma grafica al logo del registro regionale De.Co.. “Comma e) a definire tutte le modalità di diffusione del registro regionale De.Co.”.
Se rimane favorevole l’intento di valorizzare le denominazioni comunali, permangono anche le perplessità che ho detto su come sarà istituito il registro, chi deciderà il regolamento e in base a quali principi, come saranno scavalcati i Comuni, come ho detto, visto che il titolo punta alla valorizzazione delle De.Co., esattamente: “Valorizzazione delle De.Co. e istituzione del registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co.”
L’articolo 5 è sull’invarianza finanziaria: “Da questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale”, come saranno valorizzate? Lo chiedo nuovamente, semplicemente con il Consigliere di turno che andrà ad annunciarla nella sua conferenza stampa, che tra l’altro ha previsto anche per oggi! Spero non sia semplicemente una vetrina del Consigliere, ma che questa legge diventi la vetrina dei produttori marchigiani e dei Comuni che decidono di valorizzarli.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Farò un po’ il bastian contrario rispetto all'entusiasmo del Consigliere Rossi, nel senso che la questione delle De.Co. è stata molto discussa dalla Comunità europea negli scorsi anni, tant’è vero che c'è una recente sentenza sulla legge 3 della Regione Sicilia, del febbraio di quest'anno, mi pare che sia la 75 del 2023, nella quale, pur rendendosi conto che ci sono denominazioni diverse, che hanno ovviamente un peso diverso, si lasciano liberi i Comuni e si concede alla Regione Sicilia di istituire un registro.
Secondo me qual è il problema? Io non so se la Regione Sicilia abbia una marchio QM come quello della Regione Marche, sul quale in tanti anni si è investito, dove la qualità dei prodotti con il marchio QM viene verificata dall’Assam, viene verificata in tutto il processo produttivo e chi acquista un latte QM sa che quel latte ha seguito dei tempi, una filiera e dei controlli anche igienico sanitari, determinati da un regolamento che è molto circoscritto e molto preciso.
Siamo pure una Regione che ha tante DOP, tante DOC, tante DOCG, abbiamo l’IGP dell’olio delle Marche, allora, quando si introducono questi acronimi, che realtà non garantiscono alcuna qualità, perché non esistono dei processi di controllo della qualità …
(interventi fuori microfono)
Anna CASINI. Non è un marchio di qualità e non lo può essere, infatti la Corte Costituzionale …
Consigliere Rossi, siamo in democrazia, io la penso in maniera diversa da lei, quindi lo dico e sto anche spiegando le motivazioni. La motivazione principale è quella che il consumatore … Queste denominazioni e questi marchi non sono finalizzati a far fare bella figura al Consigliere piuttosto che alla Giunta, ma sono finalizzati a tutelare il consumatore, quindi bisognerebbe partire dalle motivazioni che ci portano non a fare del turismo sui prodotti, perché le certificazioni non nascono così, ma sono finalizzate a dare al consumatore in etichetta un'indicazione, una fiaccola, una luce, la possibilità di capire di più rispetto ad un prodotto generico.
E’ chiaro che il consumatore in questi anni ha avuto un'evoluzione importante, sa quello che sceglie, ha aumentato la propria capacità di scelta, quindi io dico che in una Regione che ha dato tanto denaro, tanti soldi e soprattutto tanta professionalità sul QM, mettere a sistema le De.Co. … Vi invito ad andare su Google e a digitare De.Co., vedrete che escono fuori DeCo multincendi, DeCo decori e pavimenti, esce fuori una catena di supermercati che si chiama DeCo, Decò, viene fuori di tutto, tranne quello che ci interessa. Lo dico perché se digito DeCo, perché mi interessa andare a mangiare i passatelli con il pesce a Pesaro, metto DeCo, metto Pesaro, alla fine li posso trovare, invece mi esce il supermercato.
Per farvi capire che sono delle certificazioni che vengono riservate e lasciate normalmente ai Comuni, visto che si dichiarano con una delibera comunale, all'interno di una procedura che è comunque non codificata.
Secondo me la gravità è fare un regolamento, perché io, vedendo un olio, vedendo un vino, vedendo un formaggio in particolare, visto che abbiamo la caciotta di Urbino voglio fare proprio il caso del formaggio. Chi fa quel formaggio, che ha una certificazione comunitaria, sa quanto costa in termini di investimenti, di controlli, di procedure e di verifiche e vedere il vicino che fa la caciotta De.Co. …, magari il consumatore pensa che la tipologia di formaggio sia la stessa, con gli stessi controlli, quindi, secondo me, potrebbe essere considerata una certificazione, che non è una certificazione, è un'indicazione, perché non è un’IGP, ingannevole.
Credo che fino a quando rimane in capo ai Comuni, a prescindere dalla sentenza che rende legittima la possibilità per le Regioni di individuare un regolamento … Lei, Consigliere Rossi, prima si è alterato, ma io le vorrei dire che ha ragione la Consigliera Vitri, quando dice che chi ha già la De.Co. deve, per entrare nel registro, seguire i procedimenti che sono indicati nell'articolo, che le è stato suggerito dalle associazioni. E non è un caso che le sia stato suggerito dalle associazioni, che all’inizio non avevano apprezzato questa legge. Guardi un po', al punto f) le associazioni le dicono non a caso “definisce gli ambiti di potenziale conflitto con il marchio QM” … No, brava, somaro lei che non l’aveva scritto e glielo hanno fatto scrivere, somaro politico!
Nel caso di concomitanza di riconoscimento degli stessi, le faccio l'esempio della caciotta di Urbino, le faccio l'esempio del latte QM, io vendo il latte QM ad una cifra più alta perché è un prodotto di qualità ed il mio vicino vende il latte De.Co. allo stesso prezzo, ma la qualità non è la stessa, perché non è la stessa? Perché uno è seguito nel processo di produzione ed è certificato con la filiera, l’altro no. L’altro basta che sia inserita in una delibera comunale e poi in un regolamento i cui contenuti devono ancora essere stabiliti.
I modelli di disciplinare, infatti, devono ancora essere definiti, quindi quello che ha detto prima la Consigliera Vitri, che chi ha già le De.Co. si deve uniformare ai regolamenti per poter ottenere l’eventuale marchio, non è una cosa peregrina Non può dire che la Consigliera Vitri non ha capito e non ha letto la legge, la Consigliera Vitri l’ha capita perché è molto chiaro quello che c’è scritto, il regolamento definisce gli adempimenti formali che i Comuni dovranno seguire, definisce i requisiti che i prodotti disciplinari di produzione dovranno sostenere, propone i modelli di disciplinari che devono adottare i Comuni. Se uno l’ha già fatto è chiaro che poi, in una seconda fase, dovrà conformarsi a queste cose che avete scritto. Dire che la Consigliera Vitri non ha capito mi fa venire il dubbio che forse qualcun altro non si è reso conto di quello che c'è scritto.
Propone addirittura i caratteri grafici e tecnici del logo, che magari non sono quelli che ogni Comune ha già predisposto.
Poi la cosa bella sta a pagina 5, lettera h), “propone e definisce ogni altro aspetto ritenuto opportuno”, quando scriviamo queste cose mi chiedo che le scriviamo a fare, se poi la Giunta in modo autonomo può proporre e definire ogni altro aspetto ritenuto opportuno. A voi va bene, colleghi Consiglieri, che si approvi una legge dove alla fine scriviamo che la Giunta propone e definisce ogni altro aspetto ritenuto opportuno? Tutto, volendo.
Non posso dire di essere contraria a questa legge perché vedo anche tanto entusiasmo, si invitano i Comuni …, però non so se tutti i Comuni che sono stati invitati sanno che devono ripartire da zero con le procedure.
(interventi fuori microfono)
Anna CASINI. Consigliere Rossi, lo ha scritto lei, lo ha detto poco fa, anzi lo hanno scritto le associazioni perché sta nella parte destra, alla pagina 4, la Giunta regionale adotta il regolamento per l'iscrizione nel registro, definisce gli adempimenti … Se io ho la De.Co. e voglio iscrivermi nel registro devo avere questi requisiti, quindi non è vero che chi ha già la De.Co. non deve ricominciare con i requisiti, c’è scritto nella legge! … Fatto salvo cosa? Lettera c) propone modelli di disciplinare, fatta salva la facoltà …
Consigliere Rossi, che lei dica a me che devo studiare è una cosa che penso sia risibile agli occhi di tutti, quindi non mi difendo perché la sua affermazione cade da sola nel momento in cui la fa … Ma la lettera c) si riferisce ai modelli di disciplinare, non si riferisce all’inserimento nel registro, sono due fattispecie diverse.
Credo che sia una legge che complicherà la vita dei Comuni, che creerà disorientamento nel consumatore, che non capirà, che non è niente di qualità questa roba, in questa roba qui non c'è nulla di qualità, perché non c'è nessun ente certificatore, non c'è nessun ente di controllo, non c'è nessun controllo della filiera e non c'è assolutamente nessuna verifica di qualità. E questo dev'essere ben chiarito, è per questo che le associazioni vi hanno fatto inserire la questione del QM, proprio per evitare che si possano confondere i due livelli, che sono come il giorno e la notte, perché il passatello una volta che abbiamo detto come si cuoce e come si fa il sugo, è finito, diverso è fare un IGP, una DOC oppure un QM, molto diverso. Ripeto, faccio l’esempio del latte, latticini, e non solo.
Secondo me è molto pericolosa, poi il fatto che uno legga o non legga, Consigliere Rossi, ci lasci fare, ci lasci fare i somari a noi qualche volta.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Sono talmente educato che non mi abbasso al livello della Consigliera Casini a dare titoli alle persone in un Consiglio regionale, mentre lei lo ha fatto, io non le rispondo nemmeno, tra l’altro è anche uscita, quindi ...
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Onestamente sono molto dispiaciuto nel vedere una divisione su un tema che, al contrario, dovrebbe vederci tutti compatti e uniti perché parliamo di tutela della nostra storia, di valorizzazione della nostra storia, dei nostri saperi.
Oggi assistiamo a qualcosa di diverso, ma credo che sia necessario riportare la discussione in un ambito, che è quello della legge n. 51.
Ringrazio i presentatori della proposta di legge, ringrazio i tecnici, i componenti della II^ Commissione e le associazioni di categoria che hanno portato il loro contributo nella stesura della legge, in maniera fattiva, costruttiva, con uno spirito di promozione e di crescita.
Con questa legge non andiamo a fare qualcosa di nuovo, andiamo a regolamentare qualcosa che esiste, qualcuno lo ha detto, dal 1990, sono quasi 400 le De.Co..
Ha detto bene la Consigliera Vitri quando evidenziava che la De.Co. è un atto politico di un Sindaco, di una amministrazione comunale, allora mi domando: ma dove vedete la prevaricazione, l’invasione di campo della Regione sull’autonoma scelta di un Sindaco, di una amministrazione comunale di decidere se e come promozionare e rivendicare l’autenticità del proprio prodotto o del proprio sapere? Non vedo nessun tipo di invasione né tanto meno di prevaricazione, quindi un tono allarmistico ingiustificato, come quando si parla del regolamento.
Il regolamento è scritto chiaramente nella legge, è prerogativa della Giunta, solo dopo eventualmente potremo dire cosa può essere aggiustato, cosa può essere più o meno giusto e sbagliato, ma non in questa fase. Vedo un atteggiamento un po' strumentale, ripeto, troppo allarmistico.
Noi parliamo di De.Co. e di tutela del consumatore, la Consigliera Casini si preoccupa giustamente della tutela del consumatore, chiariamo che questo non è un marchio di qualità, soprattutto non è in contrasto con le certificazioni comunitarie che già esistono, è qualcosa di diverso, questo dev'essere chiaro, ma altrettanto chiaro, ed è questa la mission della Regione, è non creare un eccesso di burocrazia che di fatto non c'è. Non è limitare l'azione di un amministratore comunale, anzi, al contrario, è dare una possibilità grazie ad un registro, una elencazione, che dia una qualificazione, una certificazione a quel prodotto, che di fatto può essere promozionato, attraverso le reti di comunicazione della Regione Marche, nella presenza alle fiere, nei vari ambiti nazionali e internazionali. Questo è l'aspetto che ci deve unire, cioè il fatto che oggi una Regione si assume la responsabilità di promozionare nella misura organica, corretta, tutte le eccellenze di tutti quei Comuni, in cui esistono già delle De.Co. presenti. Anche e soprattutto sarà uno stimolo nei confronti di chi oggi non le ha, magari ricercando il suo passato, la sua storia.
Credo che istituire la De.Co. sia anche una promozione o la valorizzazione di un prodotto, ma di fatto, ed è questo il tema, usiamo questo strumento per fare promozione turistica, per creare qualcosa che riguardi lo sviluppo economico. Ricordo un dato importante, il 25% dei turisti che arrivano nelle Marche vengono per motivi enogastronomici. Questo sta a significare da un lato quanto sia rilevante la qualità, il nostro prodotto, e qui abbiamo non solo la qualità attualizzata, ma qualcosa che riguarda il nostro passato, la nostra tradizione, la nostra cultura, la nostra storia. Questo è l’atteggiamento che dobbiamo avere.
L’altro elemento che ci fa riflettere non è solo la qualità del prodotto, ma quanto sia importante insistere sull’enogastronomia per parlare di sviluppo economico e di turismo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Per la proposta di legge n. 51, che approda oggi in Aula, ringrazio il primo firmatario Consigliere Rossi, anche la sottoscritta l’ha firmata insieme ai Consiglieri Ciccioli, Marinelli, Latini e Pasqui. Un ottimo lavoro fatto dal Consigliere Rossi.
Voglio ricordare che le De.Co., così come hanno detto i due relatori sia di maggioranza che di minoranza, sono certificazioni del settore agroalimentare che hanno la funzione di legare un prodotto o le sue fasi organizzative ad un particolare territorio comunale. E qui comprendiamo l'importanza di questa legge, perché questi marchi di garanzia sono nati, così come ha detto anche il Consigliere Rossi, con la legge n. 142/1990, che consente ai Comuni la facoltà di disciplinare, nell'ambito dei principi sul decentramento amministrativo, in materia di valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali.
L’attestazione “denominazioni comunali” dimostra l'origine locale del prodotto, ne fissa la sua composizione e ne garantisce gli ingredienti ai produttori del territorio ed ai consumatori.
Col passare degli anni, così come è stato già detto, le De.Co. sono diventate anche uno strumento di marketing territoriale, comunicando e promuovendo il patrimonio culturale e ambientale presente in una determinata zona, oltre i propri confini locali e regionali.
Questa proposta di legge, ribadisco importante, intende dare la giusta valorizzazione e promozione alle denominazioni comunali e al fine di dare maggiore pubblicità all'importanza alle De.Co. istituisce e norma il registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co., con la creazione di un apposito logo, ciò consentirà di conoscere, localizzare e valorizzare tante specialità agroalimentari.
La relatrice di minoranza Consigliera Vitri ha fatto l’unica critica giusta, la mancanza di risorse. Lei ha elencato altre Regioni che hanno adottato o hanno fatto una proposta di legge sulle De.Co. con dotazione finanziaria. E’ innegabile, non possiamo dire che c’è la dotazione finanziaria, però l'impegno della Giunta è che nel bilancio di previsione metterà le risorse finanziarie. Se l’unica critica, secondo quello che ho ascoltato, è la mancanza di risorse finanziarie, a breve approderà in Aula il bilancio di previsione e lì ci saranno le risorse disponibili per questa proposta di legge.
Mi permetto di affermare che attraverso la certificazione De.Co. il prodotto territoriale agroalimentare acquista un’identità sul mercato, è una carta d'identità del prodotto ed un volano per l'economia dei nostri Comuni.
Per quanto riguarda le risorse, c'è già l’impegno della Giunta e appena arriverà in Aula il bilancio di previsione queste risorse saranno inserite.
La critica è quella, lei ha elencato altre Regioni che hanno attivato questa legge, hanno portato in Aula questa proposta di legge simile alla nostra, con dotazione finanziaria. La dotazione da noi non c’è perché ancora non abbiamo fatto il bilancio di previsione, ma stia tranquilla che la Giunta ha già detto che inserirà risorse per questa proposta di legge. Quindi, anticipo già il voto favorevole del gruppo regionale di Forza Italia, anche perché sia io che il Consigliere Pasqui siamo firmatari dell’atto, ritenendolo importante per il nostro territorio.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Alcune considerazioni, mi dispiace non essere stato presente alla relazione della Consigliera Vitri, che peraltro ci aveva anticipato il lavoro e sono certo che le sue considerazioni, ripeto, conosciute ed anticipate proprio ieri, debbano essere condivise con l'onestà politica che credo abbia rappresentato nel proprio intervento.
Devo dire che la proposta di legge appare davvero contraddittoria complessivamente, intanto per excusatio non petita, cui ha fatto riferimento il Consigliere Marinangeli. C'è un eccesso di burocrazia e lo si intravede nell'articolo 3, al comma 5, quando la Giunta regionale è chiamata a porre in essere una serie di adempimenti che davvero sono incomprensibili.
Non è che non si possa fare, non si possa scegliere questo tipo di percorso, ma noi crediamo che sia in netta contraddizione con la filosofia della qualità. Cosa vuol dire la filosofia della qualità?
Vuol dire che, accrescendo sul mercato, attraverso il marketing, la proliferazione di prodotti appetibili rispetto all’interesse e al fascino della regione in termini enogastronomici, è evidente che il soggetto interessato rimane ancora più confuso, oltre a quelli che sono i normali marchi di certificazione.
Mi riferisco alla Consigliera Marcozzi, la quale ha detto che è un marchio di certificazione, nella legge si dice che non è un marchio di certificazione, è una contraddizione con l’unitarietà di un'offerta di qualità della Regione, sostanzialmente si va ad accrescere il numero dei prodotti, svilendo quelli che costituiscono i prodotti di qualità e identitari della regione.
Attraverso questa legge, secondo la mia opinione, non fate altro che parcellizzare il patrimonio enogastronomico della regione, che si fonda in particolare sui riconoscimenti, le certificazioni e le qualità che certamente non possono venire dalla Regione, non perché non possa farlo, ma perché è in contraddizione con il sistema complessivo. Immaginate che i servizi della Regione dovranno porre in essere una serie di adempimenti, elencati in maniera puntuale all'articolo 3, comma 5. E’ davvero una contraddizione in termini, legittimamente si potrebbe dire che i Comuni vogliono una riconoscibilità. Può andar bene anche questo, ma lo deve fare il sistema dei Comuni, cioè la capacità tra i Comuni di mettersi insieme ed eventualmente individuare prodotti attraverso i quali promuovere il proprio territorio.
Ma voi potete pensare che il Comune di Macerata possa fare una De.Co, non so su che, e quello di Treia farne un altro o quello di Pollenza farne ulteriormente un altro. Questo tipo di scelta è una delegittimazione. Ribadisco, siccome è corretto avere rispetto dei Comuni e delle loro volontà politiche, credo che non ci sia niente di male, allora lasciamo a loro questo tipo di prerogativa, apriamo un canale di marketing, di valorizzazione enogastronomica all'interno di un sistema di Comuni, che dovrebbero fra loro collaborare e individuare dei marchi De.Co.. Non ci troviamo in una regione molto ampia, penso che sia sbagliato comunque, ma la proposta di legge ritengo che si imperni soprattutto sulla valorizzazione del prodotto locale, che peraltro locale è, noi definiamo locali i vincisgrassi, il ciauscolo e tante altre cose, mi sembra uno spreco, mi viene da dire quasi un danno, non per quei prodotti che magari hanno valori, ma per la Regione, Infatti noi chiediamo un sacrificio al servizio su adempimenti, lasciatemi dire, davvero incomprensibili.
Da questo punto di vista, ripeto, non ho potuto ascoltare la Consigliera Vitri, ma in ogni caso mi attesto sulla posizione espressa dalla stessa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sarò rapidissima, però mi ha stimolato l'intervento della Consigliera Marcozzi, che come me fa parte della I^ Commissione e nelle ultime sue argomentazioni ha citato un vulnus di questa legge, il fatto che non siano previsti soldi, a differenza di altre leggi di altre Regioni, ha anche detto: “Li metteremo nel bilancio di previsione”.
Ci tengo a ricordare che abbiamo votato l'assestamento 7 giorni fa, anzi meno perché è stato votato nel pomeriggio tardi di martedì scorso, lì c'era un fondo di 1.350.000 euro che i Consiglieri di maggioranza potevano decidere come usare, in teoria la dicitura era “fondo per le leggi”. Questo sta a dimostrare che siamo un'Assemblea legislativa costretta ad approvare leggi zoppe, che la maggioranza ritiene strategiche, come questa che avete detto essere importantissima, perché quando è il momento di scegliere se finanziare le leggi buone, strategiche o i campi da bocce, si scelgono quest’ultimi. Oggi, sinceramente, non sono per niente ben propensa ad appoggiare questa proposta di legge anche per questo motivo.
Prendo per buono il fatto che sia una legge importantissima, così come c’è stato detto dal proponente e da altri Consiglieri di maggioranza, ma non è questo il punto, se una legge è così buona i soldi andavano trovati oppure si aspettava ad approvarla dopo l'approvazione del bilancio di fine anno, farlo così, in questo modo, secondo me è umiliante per quest’Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ora passiamo alle repliche. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.
Consigliere ROSSI. Ho sentito degli interventi di disinformazione funzionale da parte della Consigliera Vitri e della Consigliera Casini. La relatrice di minoranza mi attacca perché dopo farò una conferenza stampa, non si può fare? Siamo in Unione Sovietica? Capisco le sue origini, magari qualcosa ritorna a galla. Tra l’altro mi accusa di andare di paese in paese a presentare ed a parlare di questa legge, certo ci vado, ma non ho bisogno di andarci per questa legge, ci vado lo stesso. Ho fatto 60 sagre, aumentano i chili, ma aumenta probabilmente anche qualche consenso, forse è questo che le dà fastidio.
Mi parla dei dubbi delle associazioni di categoria, bene le associazioni di categoria hanno partecipato, non c'è nessun dubbio, hanno partecipato ben 16 associazioni di categoria, tra l'altro il Crel ha dato parere positivo, Parla dell'appesantimento dei Comuni per quanto riguarda la disciplina, le ha risposto benissimo la Consigliera Menghi, probabilmente non avete letto per niente questa legge, non ci sarà nessun obbligo ulteriore per le De.Co. già fatte.
Anche il Consiglio delle autonomie locali ha dato parere favorevole, ci sono anche diversi Comuni qua presenti, è la dimostrazione della validità di questa legge, ma io capisco la vostra distanza oramai con la gente.
La Consigliera Casini ha detto che digitando DeCo viene fuori un supermercato, vada su Google digiti De.Co. (con i puntini), che significano denominazioni comunali, e guardi cosa esce fuori, a me non esce fuori il nome di un supermercato, a lei sì, avrà un Google speciale.
Il Consigliere Carancini dice che questa legge accresce i prodotti, ma questi prodotti ci sono già, questa norma non li accresce, che cosa sta dicendo? Ha detto la Consigliera Casini se uno fa la caciotta De.Co. … La caciotta De.Co non può essere fatta e proprio questa legge va a disciplinare, infatti dice che le De.Co. non sono un marchio di qualità, e questa specifica è stata voluta proprio dalle associazioni di categoria e dagli uffici. L’articolo 5, che voi criticate tanto, riguarda questioni tecniche che vanno ulteriormente a specificare la norma.
Sul logo, si chiede di ottenere uniformità su un logo regionale, proprio per non farlo confondere con altri marchi.
La dotazione finanziaria non c’è, però può essere benissimo messa. Ma, ripeto, la stessa legge prevede che le De.Co. siano da ora presenti, c’è inoltre la possibilità di portarle fuori, anche attraverso le manifestazioni fieristiche della regione.
Credo che da niente a questo qualcosa si possa produrre. Non vedo tutti questi attacchi strumentali. Continuate a confondere le De.Co, con le certificazioni, anzi qui si va a disciplinare che le De.Co. non sono certificazioni.
Chiedete cosa farà la Giunta in questo regolamento. La Giunta in questo regolamento andrà a normare tutto l’universo delle De.Co. delle Marche, che sono circa un'ottantina, andremo a dare delle regole ben precise, non daremo ulteriori vincoli ai Comuni, ma andremo a disciplinare una materia che adesso è caotica. Non a caso anche le altre Regioni, anche quelle di sinistra, stanno normando, stanno copiando questa legge.
Di cosa vogliamo parlare Consigliera Casini? Lei mi dà del somaro? Legga, lei la legge non l’ha studiata e rimpiango i Consiglieri Carancini e Cesetti, quest’ultimo quando era in II^ Commissione si era messo a lavorare con noi in modo propositivo su questa proposta di legge, nel momento in cui è stato sostituito ed è entrata la Consigliera Vitri avete fatto il diavolo a quattro. Tra l’altro nel precedente collegamento della Commissione la Consigliera Vitri stava leggendo il testo non emendato, figuriamoci che approfondimento ci sia stato da parte vostra su questa disciplina. Per carità, ma che fatto personale, basta che guardi la registrazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei innanzitutto chiarire un paio di aspetti a cui ha fatto riferimento il Consigliere Rossi. Secondo lui non avrebbe bisogno di cercare consensi in giro per le sagre, invece a me pare sia proprio quello che sta facendo da due anni a questa parte. Dice di non aver bisogno di consensi perché ne ha già troppi, mi spiace …, lui è entrato qui dentro con 600 voti ed io con quasi 6 mila, quindi chi non ha bisogno di consensi dovrei essere io, non lui che probabilmente ha bisogno di decuplicare. Mi spiace perché so che è una caduta di stile, ma visto che mi ha indotta a … se ne è già dimenticato, è entrato qui dentro …
PRESIDENTE. No, non può essere un battibecco, se continuiamo così sospendo la seduta. Ogni Consigliere deve avere la possibilità di intervenire e dire, nel rispetto delle norme del regolamento, quanto a contenuto quello che ritiene più giusto. Prego Consigliera.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Effettivamente è stato toccato un tasto dolente, la considero una caduta di stile, non mi piace che un Consigliere entri qui dentro e inizi a credersi Dio in terra e possa parlare di tutto come se potesse decidere qualunque cosa, con una presunzione insopportabile.
Lo ha fatto lei oggi ed a proposito di consensi c’è un’altra cosa che trovo di pessimo gusto … Questa legge dovrebbe valorizzare le denominazioni comunali ed io avevo proposto di votare a favore perché sono sempre favorevole a tutto ciò che valorizza i prodotti del nostro territorio, invece trovo di pessimo gusto che per questa conferenza stampa siano stati trattati chili di cibo, che ho visto con i miei occhi e che invece forse avreste fatto meglio … Non so a cosa serviranno, non so se sono regali, non so se sono omaggi, non so se saranno semplicemente esposti, ma la invito a portarli alla Caritas, perché c’è un altro modo per valorizzare le denominazioni comunali. Chili di cibo qua in Consiglio regionale non servono a nulla, Consigliere Rossi. Se continua a pensare di aumentare quei 600 consensi con le presentazioni nelle sagre troverà sempre il mio disappunto.
In quanto a ciò che avevo dichiarato nella mia relazione, lo ribadisco, questa è una legge che non valorizza le De.Co. per due motivi: primo, appesantisce gli iter burocratici delle amministrazioni e dei produttori, secondo, come hanno detto giustamente le mie colleghe, sia la Consigliera Casini che la Consigliera Ruggeri, potevate farla una settimana fa. Nell’assestamento di bilancio potevate metterci 50 mila euro. Sono stata l’unica a ricordare che le altre Regioni lo hanno già fatto – visto che non ha ascoltato - la Campania ci ha messo 150 mila euro nel 2021, l’Umbria ci ha messo 50 mila un mese fa (il 28 settembre), la Toscana 30 mila euro e tante altre Regioni che stanno legiferando lo hanno fatto solo per metterci dei contributi, lei lo ha fatto … altrimenti avrebbe aspettato di avere le risorse e non avrebbe scritto ad invarianza finanziaria, avrebbe prima trovato un accordo per mettere le risorse da destinare ai Comuni.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Per fare una battuta: questo somaro sarà De.Co. o non De.Co.? Vorrei sapere, visto che mi ha citato tante volte, per quale motivo non si può fare, secondo lei, la caciotta De.Co. di Peglio, la caciotta De.Co. di Urbino, la caciotta De.Co, di Ascoli Piceno …
(interventi fuori microfono)
Anna CASINI. No. non è vero. Caciotta senza “di Urbino” può significare qualunque cosa, caciotta ci posso chiamare qualunque cosa.
(interventi fuori microfono)
Anna CASINI. Consigliere, non c’è scritto qui dentro. Legga lei la legge prima di dare giudizi sulle colleghe.
Le dico un'altra cosa, lei dice che si potranno portare alle fiere, ma lei lo sa come si finanziano le fiere, come si finanziano le iniziative che facciamo in Europa? Dipende, perché in Europa e nei Paesi terzi si finanziano in maniera diversa, ma prevalentemente con i soldi che vengono dati ai consorzi delle DOP, delle IGP e delle DOC - e non vengono dati agli altri - per valorizzare quel tipo di prodotto che viene finanziato dalla Comunità europea. Voglio vedere quando si farà la fiera a spese della Regione Marche, senza i finanziamenti comunitari, che vengono utilizzati normalmente e con i quali sempre si aggancia la Regione per promuovere anche il territorio, e non è un caso se vengono portati dei prodotti di qualità certificata nelle fiere, quando si va fuori anche per il turismo. Non è una cosa casuale. Quindi, la invito ad informarsi come vengono finanziate queste iniziative, che normalmente si poggiano, quasi sempre, sui consorzi dei vini, ed i consorzi dei vini non fanno le De.Co., fanno IGP, DOC, OCG, eccetera. Prima cosa bisogna che lei si informi, io le dico di informarsi, non dico come lei che io non conosco, ci ha accusato tutti, dicendo che non conosciamo nulla, solo lei conosce, evidentemente lei non conosce. La prova provata che non conosce è che le associazioni le hanno fatto emendare la norma con il punto f) perché si può essere indotti in errore, io sono un consumatore e vedo …
(interventi fuori microfono)
Anna CASINI. No, io non ho criticato, dico che il QM Marche è un marchio di qualità conosciuto in tutt'Italia e non solo, sul quale si è lavorato tanto, questo invece è un marchietto che serve non so a che cosa, sinceramente non l’ho capito.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Abbiamo emendato, da una parte criticate, però allo stesso tempo dite che l'associazione di categoria ci ha chiesto di emendare e noi l’abbiamo fatto – una associazione di categoria su 16 - ed abbiamo prodotto un emendamento che chiarifica, ma allo stesso tempo voi criticate, io l’ho inserito, però lo criticate.
Tra l'altro, non capisco perché la Regione Marche all’interno delle fiere non possa promuovere un prodotto De.Co., non so perché, il discorso dei marchi è altra cosa, non capisco, anzi, ho visto tanti prodotti De.Co. nelle fiere.
Non capisco neanche …, quali sarebbero i chili di cibo che avrei portato, Consigliera Vitri, ma cosa sta dicendo? Che chili di cibo! Abbiamo portato una dimostrazione di qualche De.Co., l’abbiamo portata e la presenteremo in conferenza stampa. Donarli alla Caritas, ma che discorsi fa! Chili di cibo che devo donare alla Caritas. Adesso diffondo il suo intervento. Porto all’interno della conferenza stampa un pezzettino di dolce De.Co. e lei dice che porto chili di cibo che dovrei dare alla Caritas. Ma che ragionamento è questo! C’è una connessione logica nel ragionamento che lei sta facendo? Qual è il problema? Io ho portato un pezzo di dolce o qualcos’altro per presentare …
(interventi fuori microfono)
Giacomo ROSSI. Certo, li ho portati io, qual è il problema? Addirittura mi dite quello che devo fare? Se devo fare o meno la conferenza stampa? Questo non l’ho capita. Voi ancora credete di comandare in maniera indiscussa la nostra Regione? Ancora credete di dettare legge sugli altri? Questa non l’ho capita. Io faccio la conferenza stampa e voi la criticate? Un Consigliere regionale non è libero di fare una conferenza stampa?
Tra l’altro, vedo il Consigliere Cesetti abbastanza basito, sicuramente mi darà ragione, non so quello che dice, ma so che mi darà ragione.
Ragazzi, ma di cosa stiamo parlando? Dovete essere propositivi, non attaccarvi sulle cavolate, poi la gente le cose le vede, dovete essere propositivi. Continuate a fare disinformazione funzionale, continuate la storia di queste certificazioni e marchi cercando di …
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Spero, Presidente, di avere il tempo sufficiente. La mia è una richiesta ai sensi dell'articolo 100 a nome dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi e Ruggeri, per il rinvio dell’atto in Commissione e le dico perché Consigliere Rossi.
Il Consigliere Rossi ha già detto che quando ero in II^ Commissione ho lavorato attivamente e fattivamente intorno a questa proposta di legge, che, tra l’altro, è stata anche migliorata, perché credo che, oggettivamente, possa essere utile, rispetto al quale vorrei votare a favore, però non può essere una proposta di legge, questo è il punto centrale, ad invarianza finanziaria.
La legge dice che la Regione valorizza l’istituzione delle denominazioni comunali, è evidente che l'obiettivo della valorizzazione impone quantomeno un impegno di spesa, un finanziamento, altrimenti è come dicono le Consigliere Vitri e Casini. Noi rischiamo da una parte di appesantire le incombenze in capo ai Comuni e dall’altra non ci mettiamo le risorse. Quindi, penso che una legge di questo tipo per essere credibile, come tutte le leggi, debba essere finanziata perché noi abbiamo l’obbligo costituzionale di finanziarle. Non è possibile che una norma di questo tipo venga prevista ad invarianza finanziaria, dato che si pone l'obiettivo della valorizzazione.
Allora, rinviamo l’atto in Commissione, individuiamo la copertura finanziaria e tra una settimana torniamo qui, magari apportiamo qualche ulteriore miglioramento, raccogliendo le indicazioni che ha dato la Consigliera Vitri e che io condivido. Tra l’altro, ne sono testimone, la Consigliera Vitri era per votare favorevolmente purché ci fossero delle correzioni che lei ha detto e giustamente.
Per le considerazioni della Consigliera Vitri, chiedo che l’atto venga rinviato in Commissione, portiamo degli aggiustamenti, individuiamo la copertura finanziaria e se torna qui io voterò a favore, Consigliere Rossi, altrimenti non posso votare questa legge perché andrei contro me stesso. E’ dall’inizio della legislatura che dico che le leggi devono avere la copertura finanziaria, quindi non posso votarla ed insisto per il rinvio dell’atto in Commissione.
Aggiungo che è sbagliato convocare una conferenza stampa prima che la legge venga approvata. Lei ha diritto di convocare la conferenza stampa, però convocarla sulle De.Co., dando per scontato che verrà approvata …, non mi pare che sia un grande gesto. Chiedo il rinvio in Commissione per poter votare a favore.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Viste le accuse del Consigliere Rossi nei miei confronti non posso tacere. In riferimento a questa conferenza stampa, che dovrebbe iniziare tra poco, mi sono permessa di riferire a tutta l’Aula che sono arrivate quantità di cibo, che adesso provvederà a nascondere, che per lui sono piccoli e miseri pezzettini di dolce. Poi tutto è relativo. Per me possono essere quantità industriali, dipende da quanto mangia lui, ma non cambia il senso perché il problema è questo e ve lo dico subito: questa legge è una vetrina con il Consigliere Rossi testimonial delle denominazioni comunali. Non so come facciano a stare zitti gli altri Consiglieri, suoi colleghi di maggioranza.
E’ una legge in cui il faccione del Consigliere Rossi diventa il marchio delle De.Co.. Una legge che dà nulla ai produttori, perché non dà un euro, prevede un inter complicatissimo e li sottopone all’obbligo di un nuovo marchio unico. Ma oggi hanno l’opportunità di offrire dei prodotti tipici al Consigliere Rossi, di farli uscire una volta sui giornali, una volta sulle TV, ed è per questo che non fa la differenza se per me le quantità di cibo sono industriali e per lei sono solo un piccolo pezzettino di dolce.
La differenza la fa il significato di questa legge, per questo approvo e ribadisco la proposta del Consigliere Cesetti, fate una proposta seria che punta a valorizzare le De.Co., rimandate la legge in Commissione, metteteci le risorse, che siano 30 mila euro, 50 mila euro, 150 mila euro, come ha fatto la Campania, ed a quel punto saremo i primi a votarla, ma se questa legge, come stiamo capendo tutti oggi, è una vetrina per far vedere i prodotti tipici, pezzettini piccolissimi di dolci con il faccione del Consigliere Rossi, io sono contraria.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. Per una dichiarazione di voto rispetto alla richiesta di rinvio in Commissione.
PRESIDENTE. Lei faccia l’intervento come mozione d’ordine, poi traggo le conclusioni.
Carlo CICCIOLI. Anche a nome degli altri gruppi di maggioranza, esprimo contrarietà al rinvio perché la legge è andata regolarmente in Commissione, di rinvio in rinvio non andiamo avanti.
Una delle tattiche del logoramento è il rinvio, se ci sono delle modifiche si possono anche apprezzare, ma la legge deve andare avanti, è stata regolarmente incardinata, ha fatto le procedure regolari in Commissione, nella Commissione ci sono i rappresentanti del PD, quindi noi andiamo avanti, se ci sono anche dei subemendamenti all'ultimo minuto si possono prendere in considerazione.
PRESIDENTE. Traggo le conclusioni sui due punti che sono venuti fuori di ordine procedurale. Il primo è la richiesta del Consigliere Cesetti di rinvio della proposta di legge in Commissione. Il rinvio non è possibile per il semplice motivo che l'articolo 100, comma 2, stabilisce che la richiesta non può essere avanzata una volta terminata la discussione e per discussione si intende quando …, esclusi i relatori di maggioranza e di minoranza, che hanno chiesto e sono intervenuti nel dibattito. Quindi la discussione si è chiusa con intervento della Consigliera Ruggeri.
L’articolo 98, ultimo comma, dispone specificamente che le repliche dei relatori sono fuori dalla discussione, quindi la discussione è terminata, la richiesta non può essere accolta.
Il secondo punto che intendo chiarire, ho lasciato sviluppare il dibattito sui motivi del fatto personale, che vi potevano anche essere, però vi richiamo a questo aspetto, l’uso del potere da parte del Consigliere di richiedere il fatto personale, che, tra l'altro, lo dico sommessamente, deve essere concesso dal Presidente, ma qui siamo andati de plano, avviene su affermazioni o attribuzione di fatti al Consigliere, non per replica alla discussione. Nessuno di coloro che hanno chiesto la parola per fatto personale rientravano nel discorso della replica.
Lo dico perché in futuro dobbiamo regolarci e contenerci sul fatto personale, in questo caso l’epiteto del Consigliere Rossi ed altro è stato l’avvio per la concessione del fatto personale, che però non può poi interessare un aspetto specifico di un prodotto se fa parte o meno della proposta di legge.
Lo dico in maniera più che tranquilla per cercare di costruire insieme un percorso che sia il più aderente possibile al rispetto del regolamento, tenendo conto delle sensibilità di ciascuno di noi. Ognuno immagina il fatto personale sulla base della propria sensibilità rispetto all'uso della dialettica politica, ma non possiamo andare oltre al dettato dell’articolo 61.
Chiudo questi due aspetti, Consigliere, vuole intervenire per mozione d’ordine? Prego.
Fabrizio CESETTI. Presidente, ha ragione lei, ma io ovviamente lo sapevo, ne avevo parlato anche con il Segretario generale, però è evidente che la mia non è una richiesta fatta con forza, anche perché i numeri non ci consentono di sprigionare la forza in quest’Aula. Era un’indicazione, qualora l’Assemblea avesse condiviso la necessità di rimandarla in Commissione, per individuare la copertura finanziaria in modo che anche noi, anch'io perlomeno, avremmo potuto votare a favore. Si poteva fare, Il Consigliere Ciccioli legittimamente dice di no, quindi, per carità, prendo atto, è corretta l’interpretazione del Presidente sulla decadenza del diritto di richiedere il rinvio dell’atto in Commissione, ma ovviamente lo sapevo perché l’articolo 100 parla chiaro.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Aggiungere il voto favorevole del Consigliere Marinelli.
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei ribadire la contrarietà su questo punto, quello dell’invarianza finanziaria. Noi siamo favorevoli, avremmo voluto votare a favore di questa legge perché, ribadisco, siamo favorevoli ad ogni norma che punti a valorizzare il territorio e i nostri prodotti, ma non possiamo accettare una legge, tra l'altro scritta anche in modo talvolta poco chiaro, che crea complicazioni burocratiche ai Comuni, che non è una vetrina per i Comuni e per i loro prodotti, ma è una vetrina per la Regione e per chi rappresenta la Regione. Soprattutto, una legge che non mette un euro, come intende valorizzarli se il titolo è valorizzazione dei prodotti. Chi li deve valorizzare? Con che strumenti? Con un Consigliere testimonial? Che valorizzazione è un Consigliere regionale testimonial della birra, un Consigliere regionale testimonial del bostrengo, un Consigliere regionale testimonial di un panificato? Ci rendiamo conto di che Regione siamo? Usciamo dal confine comunale, andiamo a Milano, andiamo a Torino e noi promuoviamo la birra con la faccia del Consigliere regionale? Ma scherziamo? Augurandoci che il Consigliere regionale abbia un aspetto da testimonial perché quando non è così il prodotto ci rimette.
Ribadiamo, una legge con l’invarianza finanziaria è inaccettabile in questo contesto, o ci mettete le risorse e noi la votiamo, oppure senza un euro diventa una legge vetrina per il Consigliere regionale che mette la propria faccia a fianco al prodotto e, lo ripeto, in questo modo penalizza i Comuni. Sta ai Comuni capire che così vengono solo penalizzati, perché non ricevono un euro, ricevono un iter burocratico in più da subire, purtroppo obbligatorio. Quindi, sull’invarianza finanziaria siamo contrari.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Sul fatto che non sia un ottimo testimonial d'immagine …, questo senza ombra di dubbio, sicuramente sarebbe meglio lei come testimonial, magari senza parlare tanto.
Volevate votare a favore di questa legge, ma l’avete criticata due ore, poi probabilmente qualche Sindaco del vostro partito dagli spalti ha fatto qualche faccia ed allora avere cambiato idea, adesso addirittura la volevate votare, l’avete massacrata fino ad ora, però la volevate votare e vi attaccate all’invarianza finanziaria.
Ripeto, questa legge si impegna a promuovere le De.Co. anche all’interno delle manifestazioni e delle fiere della Regione, ed è già un passo avanti, un punto di valorizzazione senza spendere soldi, poi, ci possono essere risorse, potranno essere messe, ma intanto la legge l’abbiamo fatta, un passo in avanti l’abbiamo fatto.
Allora, senza fare tante scene, se veramente credete in questa legge …, ma non lo so perché l’avete massacrata fino ad ora, adesso però la volete finanziare, non ho capito.
Al di là di questo, avete criticato l’invarianza finanziaria, vi abbiamo dato una risposta ed intanto la legge la mettiamo nel cassetto.
Chiaramente non sarò io il testimonial, ma io sono legittimato a fare la mia attività da Consigliere e, ripeto, se il sottoscritto vuol fare una conferenza stampa e vuol portare un pezzo di dolce lo fa, è libero di farlo perché è una prerogativa di un Consigliere regionale, anzi, Consigliera Vitri venga che le faccio assaggiare un pezzo di bostrengo almeno si addolcisce un po’ oggi, magari qualche altro dolce della tradizione marchigiana, vedo qui “Lu serpe” della provincia di Fermo, tanti altri dolci che magari possono dare una mano ad addolcire, anche il suo carattere che oggi molto spinoso.
Mi fa strano perché ritengo che si sia andati anche oltre il discorso dialettico, c’è stato un attacco molto forte a questa legge ed anche alla mia persona, apostrofato come somaro da parte della Consigliera Casini. Credo che non ci abbiate fatto una bella figura come Partito Democratico, mi dispiace per lei, Consigliere Cesetti.
PRESIDENTE. Ho già espresso la mia ferma condanna e censura a non utilizzare parole nei confronti delle colleghe e dei colleghi, che possono apparire come limitazione dei propri diritti personali e delle proprie condizioni di genere. Vi prego di rispettare questa mia prescrizione, certamente necessaria.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Consigliere Rossi, non si deve dispiacere per me. Innanzitutto non mi sono permesso nessuna critica nei suoi confronti, ci mancherebbe altro, anzi, le ho dato atto che è buono l'intendimento di presentare questa legge, e lei sa benissimo che in Commissione c'era la mia disponibilità a votare a favore, a migliorarla. Avrei voluto votare a favore anche in questa Aula, però il tema dell’invarianza finanziaria … Non è che io mi attacchi all’invarianza finanziaria, ma è dall'inizio della legislatura che dico, il Consigliere Marinelli lo può confermare, che le leggi devono essere finanziate, lo dice la stessa Corte dei Conti in sede di parifica, ogni volta. Il Governo dice che le leggi devono essere finanziate, lo impone la nostra Costituzione che prevede che ogni legge deve individuare la copertura finanziaria, e questa non solo è ad invarianza finanziaria, ma non la individua, per sua espressa disposizione da questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, quindi lo esclude. Ma come si fa a dire che non derivano né possono derivare maggiori oneri se la Regione con questa legge valorizza l'istituzione delle denominazioni comunali? Come si può attuare una legge senza che possano derivare conseguenze, l’avete scritto, si rende conto, Consigliere Rossi, qual è il punto?
E’ evidente, se lei individua questa copertura io voto a favore e non mi dica che lo farà domani perché una settimana fa abbiamo votato l’assestamento e su 1.380.000 euro del fondo specifico per la copertura delle leggi, c’è un fondo specifico, segno evidente che le leggi devono essere coperte, avete preso e finanziato le marchette della tabella E. Perché non avete preso 50 mila euro per finanziare questa legge? Ed io oggi avrei votato a favore, tutto qui.
Dal mio punto di vista, non ho sentito neanche quello che hanno detto gli altri, dico che le leggi devono essere finanziate, altrimenti sono i soliti attestati per appiccicarvi le medagliette, per dire “io ho fatto questa legge”, così gli operatori sono contenti, ma questa legge non produrrà alcun effetto, anzi produrrà solo danni.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Innanzitutto voglio ringraziare i colleghi Consiglieri per il dibattito molto importante, ho avuto modo di approfondire in Commissione questa legge, che finalmente è arrivata in Aula, dopo audizioni, incontri, dibattiti, proposte. Su questo la Commissione era in linea con le aspettative della legge, ma voglio cogliere al volo la proposta del Consigliere Cesetti perché mi piacerebbe che questa legge venisse approvata all'unanimità, facendo una proposta.
Ho avuto modo di ascoltare la Consigliera Vitri, che dice di investire delle risorse su questa legge, io sono favorevole, visto che l’idea l’ha data il Consigliere Cesetti, la cifra potrebbe essere di 30 mila euro, quindi, approviamo la legge, facciamo una risoluzione che nel bilancio 2024 … Il Consigliere Cesetti, che è politicamente navigato, sa che questa legge approvata oggi andrà nel BUR tra qualche giorno. Noi dobbiamo lavorare per il futuro e siccome abbiamo il bilancio di previsione, possiamo prevedere, una volta approvata la legge, con una risoluzione, un impegno per mettere 30 mila euro nel 2024.
La proposta del Consigliere Cesetti è molto intelligente, ovviamente non potevamo destinare nell’assestamento di bilancio 30 mila euro prima di approvare la legge, lo sa meglio di me, se poi vogliamo fare demagogia la possiamo fare, però accolgo personalmente la sua proposta.
Parlo non solo come Presidente di Commissione, ma anche a nome dell’intera maggioranza, con una risoluzione ci impegniamo ad investire come Consiglio regionale 30 mila euro. Sono certo che la sua proposta diventerà un voto favorevole, come ha promesso prima. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Il Consigliere Putzu è il Presidente della Commissione e dice che faranno una risoluzione, io dico questo: sospendiamo 5 minuti il Consiglio, si riunisce la Commissione, è un attimo individuare da quel fondo 30 mila euro, ed il Consigliere Putzu in qualità di Presidente della Commissione può presentare un emendamento e lo votiamo, sul quale voterò a favore. La risoluzione no, perché dall’inizio della legislatura non ho mai votato in quest’Aula - ho sempre espresso la mia contrarietà - una legge che non preveda la copertura finanziaria.
Questo è il punto. La risoluzione non è sostitutiva della copertura finanziaria perché la risoluzione è un atto politico, quindi, sospendiamo 5 minuti, ci vuole un attimo ad individuare 30 mila euro, il Presidente Putzu presenta l’emendamento, lo votiamo ed io voto a favore. Cosa devo dire di più?
PRESIDENTE. Ora devo dare la parola al Consigliere Putzu, però chiunque poi vorrà intervenire non avrà il mio assenso. Riprendiamo la marcia regolare dei lavori secondo le norme regolamentari.
Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Sull’ordine dei lavori. Presidente, bisogna anche ricordare le cose come stanno. Se prevediamo i fondi all’interno di questa legge ci sono due aspetti, come sa bene il Consigliere Cesetti da politico navigato. Io sono fortunato ad aver fatto politica da ragazzino, conosco bene i meccanismi della politica, noi adesso abbiamo un problema tecnico, una volta riunita la Commissione, se mettiamo dei fondi, dobbiamo trovare insieme al Servizio bilancio la copertura finanziaria – il Consigliere Cesetti sa bene, avendo fatto l’Assessore al bilancio, che non ci vogliono 5 minuti - in più dobbiamo chiedere un parere alla Commissione bilancio, che non sarà un parere vincolante, ma comunque lo dobbiamo chiedere. Proprio per evitare di bloccare tutto - capisco che l’ostruzionismo è l’arma migliore - ho fatto una proposta politica perché c’è un impegno univoco da parte di tutti, anche perché, è vero, che la risoluzione è un impegno politico, ma è altrettanto vero che verrà allegata alla votazione di questa legge.
La sua proposta la condivido in pieno, possiamo tranquillamente trovare 30 mila euro per questa legge tra qualche mese, perché sa bene che approveremo il bilancio di previsione entro il 30 dicembre. Dobbiamo aspettare un mese e mezzo, non c’è nulla di male, anche perché è una proposta di buon senso, sulla quale possiamo andare spediti.
Proprio per questo propongo di sospendere 5 minuti per fare una risoluzione e approvarla.
PRESIDENTE. Noi possiamo sospendere soltanto per fare …
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Comprendo, regoliamoci, consentitemi di gestire l’attività dell'Aula perché siamo davvero fuori. Siamo alla dichiarazione di voto dell’ultimo articolo, abbiamo cominciato a fare un’attività di natura politica, che è permessa, ma con le norme del regolamento.
Riprendiamo questa situazione per comunicare che l’ordine del giorno può essere allegato alla proposta di legge, niente altro.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Il mio intervento è telegrafico. Mi sento di prendere un impegno come Giunta regionale per reperire le risorse nel bilancio di previsione 2024/2025/2026 nei termini indicati come cifra, dal Consigliere Putzu.
PRESIDENTE. Articolo 5. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Prima di passare al voto finale della legge, c’è ancora la richiesta dell’ordine del giorno, di concedere dei minuti di sospensione per stilare e redigerlo oppure no?
Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Visto che c’è stata la proposta dell’Assessore, potremmo anche non farlo, perché ha preso pubblicamente l’impegno che per me è come un ordine del giorno. Ovviamente se per il PD è un pretesto, personalmente non ho problemi a firmare un ordine del giorno perché il Partito Democratico ha detto che il problema per votare questa legge è che non c’è un impegno finanziario. Il Consigliere Cesetti ha proposto 30 mila euro ed io come Presidente di Commissione dico che vanno messi nel bilancio 2024, visto che è intervenuto l'Assessore dicendo che metterà le risorse nel 2024, 30 mila euro nel prossimo bilancio, neanche servirebbe, vedete voi.
Noi abbiamo recepito la vostra proposta, che è agli atti, perché un Consiglio regionale è registrato e c’è anche il resoconto. Per me basterebbe l’intervento dell’Assessore e credo che il PD possa votare a favore.
PRESIDENTE Il Consigliere Putzu ritira le proposte di presentare un atto e di sospensione.
Consigliere Cesetti, anche lei ha chiesto la sospensione, ovviamente non possiamo farla per convocare la Commissione, proposta che ha fatto lei, ma per stilare e proporre un ordine del giorno relativo all’oggetto che lei ha posto.
Prego, Consigliere.
Fabrizio CESETTI. L’esperienza mi precede, non ho mai visto che si attesti la copertura finanziaria di una legge con una risoluzione o con un impegno dell’Assessore. Quello è un atto politico, ma la legge è qualcosa di diverso dall’atto politico, è la legge, che, ripeto, deve rispettare il dettato costituzionale, che prevede che tutte le leggi devono essere finanziate, devono rispettare il dettato del D.Lgs. 118, devono rispettare il dettato dello Statuto regionale. Le leggi devono essere finanziate, tant’è che chiedo alla Presidenza di valutare l’ammissibilità delle proposte di legge che non hanno la copertura finanziaria. Lo dico al Presidente sempre molto puntuale nel valutare il Regolamento, valuti se sia corretto scrivere: “da questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale”, però poi si dice “alla sua attuazione si provvede con le risorse finanziarie, umane e strumentali previste dalla vigente legislazione”.
lo posso capire se fosse stato scritto soltanto il primo emendamento, da questa legge non derivano e non possono derivare … Se la Regione vuole valorizzare le De.Co. non so come potrà farlo senza metterci un euro. E’ una legge ad invarianza, ma se sotto poi dice, secondo comma, “alla sua attuazione si provvede con risorse finanziarie, umane e strumentali previste dalla legislazione vigente”, significa che le risorse finanziarie sono necessarie, se sono necessarie devono essere determinate, an et quantum, nella clausola finanziaria. Lo dite voi al secondo comma che sono necessarie, allora le dovete indicare perché il dettato costituzionale ci dice che ogni legge deve prevedere le risorse e la copertura finanziaria per farvi fronte, è l’abc.
Se si fa l’emendamento io voto a favore, la risoluzione è tamquant non esset, l’ordine del giorno idem.
PRESIDENTE. Non c’è neanche la richiesta del Consigliere Cesetti per la sospensione dei lavori e la redazione dell’ordine del giorno, l’unico atto che in questo momento possiamo fare.
Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Sulla proposta del Consigliere Putzu. Vorrei innanzitutto ringraziarlo perché mi fa piacere che abbia colto, come abbiamo fatto noi, il punto debole di questa legge. Ho apprezzato la proposta perché questo è uno dei veri punti deboli della norma, quindi, mi fa piacere che il Presidente della Commissione se ne sia reso conto.
D’altra parte, è verissimo quello che ha detto il Consigliere Cesetti, noi non possiamo votare una risoluzione che promette 30 mila euro per quest’anno e poi gli anni prossimi? Qui c’è scritto chiaramente nell’articolo 5, lo ha appena letto il Consigliere Cesetti, “da questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale”, cioè nel 2024, nel 2025, nel 2026. Quando probabilmente le De.Co. saranno 5 volte di più rispetto a quelle che abbiamo oggi, dove troveremo le risorse per valorizzarle e per sostenerle?
E’ per questo, Consigliere Putzu, che non possiamo accettare una risoluzione, ma vogliamo un emendamento all’articolo 5, se lei mi dice … prevediamo che questa legge sia sempre finanziata, a quel punto sarò la prima, come relatrice di minoranza, a dire che siamo favorevoli, nonostante le altre criticità che ho evidenziato prima a proposito di un unico logo regionale, di iter burocratici, di altre piccole lacune, su cui abbiamo delle perplessità.
Se ci date la disponibilità ad intervenire sull’invarianza finanziaria dell’articolo 5, dando a tutti i Comuni garanzie anche per gli anni a venire, a quel punto io stessa sarò favorevole a votarla.
Pongo anche un altro tema non da poco, a proposito della risoluzione che ha proposto il Consigliere Putzu, la promessa verbale dell’Assessore Brandoni di 30 mila euro pone una serie di quesiti non da poco. Come saranno poi distribuiti? A chi? La prima De.Co. regionale avrà di più dell’ultima? Saranno conferiti in parti uguali? Le nuove De.Co. potranno avere lo stesso contributo? Vanno fatte valutazioni adeguate rispetto alle denominazioni comunali che abbiamo al momento. In ogni caso ribadisco che ho apprezzato moltissimo la proposta del Consigliere Putzu, che ha dimostrato di approvare le criticità, che noi del Partito Democratico oggi abbiamo evidenziato.
Non si può proporre una legge senza dare gli strumenti per valorizzare le De.Co., perché così non valorizza le denominazioni comunali, non valorizza il Comune, non valorizza il territorio, così valorizza semplicemente la Regione quando va a proporre, quindi ringrazio ancora il Consigliere Putzu.
PRESIDENTE. Non c’è da parte di nessuno la richiesta di sospensione, che riguarda la domanda che avevo posto.
Prima di mettere in votazione il coordinamento tecnico, preciso il punto che ha sollevato il Consigliere Cesetti, in merito al ruolo che svolgo, sulla copertura finanziaria.
Il secondo comma dell'articolo 5 è una riconferma del primo, cioè che al momento della votazione in questa legge non sono previsti oneri a carico del bilancio regionale, quelli previsti sono all’interno delle risorse finanziarie già stabilite e riguardano l'attività di servizi svolti dal personale, che sono già incasellati in appositi capitoli.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Confermo che voterò contro questa legge perché la Regione Marche ha fin troppe leggi che questa maggioranza ha deciso di non finanziare. La settimana scorsa sono stati bocciati un sacco di emendamenti proposti dal Movimento 5 Stelle per finanziare leggi che ritenevamo fondamentali, come quelle sulla comunità energetiche, sulla rimozione dell’amianto dagli edifici privati, sul bullismo e cyberbullismo. Potrei fare una lunghissima fila, leggi rilevanti che non vengono applicate perché non c'è la dotazione finanziaria, perché questa maggioranza ritiene più importante che la Regione si occupi di manutenere fontane, campi da calcio o campi da basket.
C’è un approccio politico che mi separa e separa il mio gruppo dal modus operandi del centro-destra.
Detto questo, è facile intuire come possa ritenere non indispensabile l'approvazione di una ennesima legge, che non prevedendo la copertura finanziaria, rimarrà zoppa.
Ribadisco il voto contrario del Movimento 5 Stelle. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bilò.
Mirko BILO’. Grazie, Presidente. Il gruppo Lega è fortemente favorevole a questa legge. Dico una cosa, abbiamo discusso un paio d’ore su questa legge, esaminando l’articolato e alla fine qualcuno dell’opposizione ha detto che non era finanziata, come non sono finanziate anche altre leggi, io sono certo che andranno finanziate tutte. Questo è il nostro auspicio con questa votazione.
Dico anche un’altra cosa, chi ci ascolta credo si interessi al fatto che la Regione Marche, la Giunta regionale, l’Assemblea legislativa e la Commissione – mi faccio carico come componente e ringrazio il Consigliere Putzu di far parte della II^ Commissione - facciano queste leggi, valorizzino i territori ed i nostri prodotti,. Incaponiamoci quando ci mandano i prodotti dall’estero, parliamo due ore lì, ma quando c'è il Made in Italy ed il Made in Marche andiamo avanti, siamo convinti di essere sulla buona strada, quindi fortemente favorevoli a questa legge. Ben vengano le altre leggi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Sono già intervenuta e ribadisco che il gruppo regionale di Forza Italia è favorevolissimo a questa proposta di legge, di cui sono anche firmataria.
Devo dire, Consigliera Vitri, come le ho già detto nel mio primo intervento, che le critiche riguardano solo l’invarianza finanziaria. E’ vero che non ci sono le risorse, lo abbiamo detto sin dall’inizio, ma c’è l'impegno della Giunta ed è intervenuto anche, mi fa piacere, l'Assessore Brandoni che ha ribadito che nel momento in cui approderà in Aula il bilancio di previsione le risorse su questa legge ci saranno, perché è importante, e lo sappiamo benissimo. Ribadisco e sottolineo che ha bisogno di risorse. Mi fa piacere l’intervento dell'Assessore, quindi il voto è favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Come al solito diamo il nostro contributo coerente, non abbiamo mai votato in questa Aula una legge che non avesse un’adeguata copertura finanziaria, mai. Vi abbiamo chiesto di arrivare a quel tipo di percorso e lo sforzo del Presidente di Commissione Putzu, che ho molto apprezzato, è un intervento tardivo, perché non sono gli ordini del giorno, le mozioni che possono garantire … Penso alla legge Carlo Urbani, l’abbiamo votata all’unanimità, tutte le volte con la famiglia vi assumete l’impegno che ci sarà la copertura, poi improvvisamente vi dimenticate, lo avete fatto per enne numero di leggi. Vi devo dire cosa avete fatto con l’Istituto di storia Marche? C’era l’impegno di 60 mila euro per garantire la funzionalità dell'istituto, poi improvvisamente decidete che lo sgambatoio dei cani è più importante.
Guardo la relatrice di minoranza, noi ci siamo confrontati ed avevamo mille perplessità, per come è stata costruita, è stata declinata molto bene l’efficacia di questa norma, forse anche sul territorio nazionale, perché la valorizzazione la si fa con protocolli chiari e non con provvedimenti raffazzonati, però c’era la piena disponibilità a sostenerla con la speranza che negli anni ci fosse una manutenzione in modo da renderla efficace.
Non mettete nessuna copertura, quindi, ancora una volta diventa una legge manifesto, sulla quale, come al solito, farete la vostra propaganda, coinvolgere0te le associazioni, che, magari, anche in buona fede si fanno ammiccare da questo tipo di approccio, ma vi garantisco che senza risorse … Mi fa piacere anche l’impegno dell’Assessore Brandoni, che senza aver ascoltato nessuno si assume questa bella responsabilità.
Vi aspettiamo al bilancio e dico pure che 30 mila euro sono insufficienti, dovrete anche riportarla in Aula per correggere l’articolo 5 perché, lo dichiarate, non ci devono essere né ora né in futuro degli impegni per questa norma.
Una proposta che ha oggi poco senso, domani avrete la grande pagina per l’idea di valorizzare i prodotti dei nostri Comuni, senza norme, come ha detto la Consigliera Vitri. Quello che mettete in campo andrà ad articolare, a rendere difficile, anche con un’articolazione dei tempi che non è compatibile con l’efficacia dei Comuni, ma soprattutto, come al solito, senza nessun tipo di copertura finanziaria, quindi il nostro voto, nonostante le proposte che il Consigliere Cesetti vi ha messo a disposizione e che erano tutte percorribili, sarà convintamente contrario.
Portate le leggi senza copertura e noi continueremo a votare contro, lo faremo con grande coerenza che, però, a voi non appartiene e nemmeno vi tocca perché continuate, come sempre, a giocare muscolarmente a colpi di maggioranza.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Sarà anche la mia ultima dichiarazione. Come ho detto prima si possono valorizzare le De.Co. anche senza risorse, come? Innanzitutto disciplinando questa materia che fa chiarezza su questi prodotti, facendo partecipare le De.Co. alle manifestazioni ed agli eventi regionali, non c'è spesa di risorse, ma c'è una valorizzazione delle stesse inserendo le De.Co. nei canali telematici regionali, inserendo le De.Co. all'interno dei programmi di valorizzazione e di promozione, che sono già finanziati dalla Regione.
Nulla vieta di fare tutto ciò, inoltre, abbiamo avuto la rassicurazione dell'Assessore Brandoni, c’è stata la disponibilità alla risoluzione da parte del Presidente della Commissione, Consigliere Putzu, che ringrazio, che non è stata accolta, c'è stata la disponibilità dell'Assessore, non l’avete accolta di nuovo, allora, cosa volete? Volete continuare a creare pretesti.
Approfitto del mio intervento per salutare i tanti amministratori presenti, che sconfessano quello che dite, del non valore di questa legge. E’ da un pezzo che voi siete lontani dai nostri territori, e saluto i Comuni di Frontone, Offida, Falerone, Sant’Elpidio a Mare, Montefiore dell’Aso, Belvedere Ostrense, Porto San Giorgio, Apecchio e tanti altri che sono presenti qui. Già la loro presenza per voi è una botta nei denti inesorabile, vi sconfessa e sconfessa tutto il teatrino che avete intavolato dietro questa legge, che avete criticato prima nel tecnico e siccome siete stati sconfessati andate a rompere le scatole sulle risorse.
C’è stata la disponibilità della risoluzione+, non l’avete accettata, c’è stato l’impegno dell'Assessore, non vi è andato bene, una figura peggio di così su questa legge nei confronti dei Comuni non la potevate fare.
Adesso vado a recuperare quei chili di cibo che ho fatto nascondere, come ha detto la Consigliera Vitri, e mi assento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Voglio ringraziare tutti per il contributo che è stato dato su questa legge, una norma, secondo me, utile ai vari Comuni, ai Sindaci, ai nostri prodotti tipici locali.
Ho avuto modo di ascoltare la parola “proposte” dal Consigliere Mangialardi, in Commissione non c’era, mi dispiace dire che le proposte di emendamento all’interno della Commissione … Io sono un tipo molto istituzionale quando serve, ma dobbiamo ristabilire la verità, le proposte che sono state fatte a voce dal Consigliere Cesetti, le ho apprezzate moltissimo, a voce della Consigliera Vitri, ma le proposte di emendamento della Consigliera Vitri come relatrice di minoranza sono pari a zero.
Se volevate togliere l’invarianza finanziaria potevate farlo con un emendamento in Commissione, l’avremmo valutato insieme, anche lì le proposte sono state pari a zero.
E’ questo quello che voglio dire perché, se poi andiamo nel tecnico e vogliamo trovare il cavillo, ci troviamo a dire la verità. Se uno va a guardare gli atti della nostra Commissione vede che le uniche proposte sono state fatte dal Consigliere Rossi, oltre alla legge firmata anche da altri. Proposte legate ad alcuni emendamenti tecnici per migliorare la legge, dato che abbiamo visto che alcune questioni, dopo aver parlato con le associazioni di categoria e con tutti gli interlocutori, andavano modificate. Il Consigliere Rossi ne ha preso atto ed ha fatto delle proposte emendative per migliorare la legge.
Ora, Consigliere Mangialardi, venite in Aula a dire: “le nostre proposte non sono state accettate”, io dico: quali? A voce? Abbiamo una Commissione e tutti noi ne facciamo parte. Capisco, ci mancherebbe altro, che la Consigliera Vitri è entrata in corsa come relatrice di minoranza al posto del Consigliere Cesetti, ma abbiamo avuto modo di discutere la proposta di legge insieme a lei, lo possiamo dire pubblicamente, e mi aspettavo qualche proposta in Commissione da valutare, ci sono gli emendamenti, si scriveva un emendamento. Se c’era questa folle voglia di votarla a favore, per l’aspetto finanziario potevate fare un emendamento e lo potevamo valutare insieme.
Oggi venite in Aula a dire che le vostre proposte non sono state accettate, vi ricordo che le vostre proposte sono state pari a zero in Commissione, non volevo dirlo, ma adesso lo dico. E siccome sono una persona realista sono dispiaciuto perché come Presidente di Commissione ci tenevo che la proposta di legge venisse approvata all’unanimità, anche perché da quello che vedo non avete fatto alcuna obiezione sugli aspetti della legge, non avete fatto alcuna obiezione sull’utilità della legge. Credetemi, i primi che vogliono che questa legge venga finanziata sono proprio i Consiglieri regionali che l’hanno firmata perché credo che una volta fatta la legge e trovati i finanziamenti o i fondi della tabella E … A proposito se metteremo 30 mila euro nel prossimo bilancio in tabella E, Consigliere Cesetti, mi aspetto che voti a favore, perché mi ricorderò quello che è stato detto oggi, di trovare dei fondi a bilancio per questa legge, me lo ricorderò, e purtroppo verrete smentiti un’altra volta dai fatti.
Volevo darvi una grande opportunità, quella di dire: “Ok, volevamo dei fondi subito”. Sapete benissimo che è stato fatto un assestamento, ovviamente non potevamo prevedere subito le risorse, ma verranno previste per il 2024 per i tempi tecnici.
Troviamo un Partito Democratico che prima poteva forse criticare la legge, qualcuno ha detto per far fare pubblicità ad un Consigliere regionale, io credo che così non sia perché le leggi vengono votate per dare risposte alle esigenze dei territori, così è. Ovviamente potevamo trovare i fondi insieme, non solo con un impegno, io avevo proposto una risoluzione, bocciata dal Partito Democratico, l’Assessore Brandoni ha dato una grande disponibilità nel mettere fondi. Sono certo che nel bilancio prossimo, una volta che ci saranno questi fondi, ricorderemo al Partito Democratico, allo stesso Consigliere Cesetti, che ha proposto di metterci 30 mila euro, la sua proposta, che secondo me verrà accettata. 30 mila euro ci sono, sono certo che l’Assessore Antonini, che poi prenderà la parola, riuscirà a supportare ancor di più questa legge, ma di certo venite smentiti.
Non ci parlate di proposte perché le uniche proposte che dovevano essere fatte erano due, in Commissione con degli emendamenti, in Aula con degli emendamenti, non sono stati fatti, mi dispiace, significa che nello scacco matto del gioco siete rimasti fregati, purtroppo non solo da noi, ma anche dai marchigiani. Il voto è favorevole.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Putzu ha detto che non abbiamo avanzato proposte in Commissione, è vero che non abbiamo presentato degli emendamenti, ma, per dovere di trasparenza e correttezza, devo ricordarvi che ho chiesto, dal momento in cui sono subentrata al Consigliere Cesetti, in corsa, di avere una settimana in più per ascoltare anche le associazioni di categoria e i Sindaci ed il Consigliere Putzu … mi aveva detto di sì, anzi, aveva anche apprezzato la disponibilità dicendomi non c’è problema, “Per me va bene, anche una settimana in più, tanto questa legge aspetta da due anni”. Quando l’ho chiesto al Consigliere Rossi mi ha detto: “No. “Non ce ne frega nulla, la discutiamo fra 4, 5 giorni”, e l’ha buttata così.
Un’ora prima di andare in Commissione ho scaricato via e-mail una serie di emendamenti, da parte dello stesso Consigliere Rossi, quindi questa critica andrebbe posta al proponente piuttosto che a me. Ha apprezzato la disponibilità, ma non è vero che non abbiamo fatto proposte in Commissione, io avevo chiesto di poterle fare, di avere il tempo per farle, di avere tempo per valutarle insieme.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Per essere chiari, perché non mi faccio portare in giro da nessuno, Consigliera Vitri, sono abituato a ridere ed a scherzare, ma in politica non mi faccio portare in giro da nessuno.
Gli emendamenti li potevate fare sia in Commissione che in Aula, in Aula non li avete fatti, parliamo di un emendamento di 30 mila euro sull’invarianza finanziaria.
Consigliera Vitri, se vuole prendere in giro me non è un problema, avete preso in giro i marchigiani e ve l’hanno fatta pagare politicamente. Se continuate così noi siamo contenti perché noi facciamo le leggi, troviamo i fondi e diamo le risposte. A voi spetta la demagogia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. La Giunta è estremamente favorevole alla presentazione ed approvazione di questa proposta di legge, d'altronde l’Assessore Brandoni, che ha la competenza delle deleghe al bilancio, si è espresso in tal senso.
Le motivazioni sono da trovarsi sotto due aspetti, innanzitutto è una modalità assolutamente in linea con le politiche regionali rispetto alla valorizzazione del nostro territorio, con l’esaltazione dei prodotti enogastronomici, agricoli, legati al territorio. Si promuove il territorio, lo stiamo facendo attraverso tantissime modalità, tantissime iniziative e atti, e si promuove anche attraverso i prodotti enogastronomici.
Lo abbiamo fatto adesso con la legge sull’agriturismo, che tra l'altro dà seguito alla legge sull’enoturismo e ne faremo altre.
Fare una legge, a prescindere dalla competenza, dalla parte finanziaria, che indubbiamente è un'importante, è fondamentale perché sottolinea l’attenzione e l'importanza di un determinato contesto.
Riconoscere, questo è l’altro aspetto, ai Comuni, quindi alle comunità locali, un senso di identità, di appartenenza, che si esprime con la riconoscibilità di alcuni prodotti che hanno fatto la storia di quel Comune, che non è solo un aspetto gastronomico turistico, ma è un aspetto culturale, identitario, di appartenenze.
Anche questo è un qualcosa che, come Regione, stiamo portando avanti, insieme alla legge sui borghi e a tante altre iniziative che cercano di unire la valorizzazione turistica del territorio al riconoscimento dell’identità dei Comuni e dei territori. Quei valori fatti di tradizioni e di memorie che hanno creato un contesto quasi unico nel panorama nazionale, di tanti piccoli borghi e comunità così diversi. Se pensiamo alle De.Co. di Comuni vicini con prodotti apparentemente simili, ma, a distanza di pochi chilometri, con una tradizione differente, perché in ogni contesto si è sviluppata una cultura, una memoria, una storia specifica, tipica di quel Comune e non di un altro, magari vicino a pochi chilometri.
Queste differenze sono la vera forza della nostra regione che si muove, tra l’altro, faccio anche un parallelismo, su un piano di biodiversità legato all'agricoltura ed alla terra, ma, secondo me, strettamente connesso anche alla parte economica, se non sfociamo nella parte più commerciale/artigianale di tante piccole imprese che rappresentano il tessuto economico della nostra regione.
La Regione Marche è caratterizzata dal punto di vista economico, culturale, agricolo e della biodiversità da tante piccole differenze, che ne rappresentano l'identità e la forza. Quindi, ben venga questa legge, che, a prescindere dalla dotazione finanziaria, attraverso i vari strumenti che ho, dal commercio all'agricoltura … I vari bandi, anche di sostegno alle sagre ed alle fiere, che gestiamo come Assessorato, possono avere delle premialità e delle priorità, ovviamente delle De.Co. che sono riconosciute e sono all'interno di un registro regionale che ha la funzione di classificarle e di dare possibilità e priorità quando daremo i contributi, quando faremo i bandi, anche di valorizzazione e diffusione delle stesse De.Co..
Grazie, la Giunta è d’accordo e in linea con i Consiglieri proponenti della legge.
PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, il suo gruppo ha già espresso il voto, quindi può esprimersi solo in dissenso.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso concordato e autorizzato, infatti, in dissenso dal gruppo non parteciperò al voto, perché, ripeto, non voto una legge che non ha la copertura finanziaria. Questo è il motivo per il quale non partecipo al voto, altrimenti avrei votato a favore.
La mia richiesta di un emendamento che prevedesse la copertura finanziaria non era affatto strumentale, perché il Consigliere Rossi sa, come lo sa il Presidente Putzu, che quando ero in Commissione ero d’accordo con questa legge, ma così come è stata varata è una legge manifesto, è una presa in giro nei confronti di quei Comuni che il Consigliere Rossi ha indicato, che non credo siano disponibili ad essere presi in giro.
Una legge come questa, che valorizza le De.Co., senza prevedere le necessarie risorse finanziarie, si determinerà in un aggravio per i Comuni.
Adesso dico dove prenderà i 30 mila, sui quali si è impegnato l’Assessore, rispetto ai quali il Presidente Putzu voleva fare la risoluzione. Non solo sono intenzioni scritte sulla sabbia, ma sono intenzioni che non possono essere scritte e dico perché l’Assessore Brandoni non potrà mantenere la sua parola. E’ semplice, questa legge non può essere finanziata se non c'è un emendamento correttivo all'articolo 5. Ha ragione la Consigliera Vitri.
Consigliere Rossi, quando interloquite con me, interloquite con un Consigliere che prima di parlare connette il cervello e il gioco lo conosce e nel momento in cui scrivete che da questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, l’Assessore Brandoni non può finanziare una legge che impone che non devono derivare impegni, non lo può fare, la legge glielo vieta.
Bisognava presentare un emendamento, se non ci credete chiedete l’ausilio del Presidente e del Segretario generale, che vi potranno confermare quello che voi non volete …, perché io non posso pensare che voi non sappiate queste regole elementari della dinamica istituzionale e dell'iter legislativo, non posso pensarlo.
Da questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, bisognava fare un emendamento soppressivo del primo comma, nel quale si prevedeva la copertura dei 30 mila euro, che oggi non si può fare. Non potete finanziare questa legge. Semplice, quindi i Sindaci che sono qui …, è scritto: “da questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale”, lo dite voi, questo è scritto e non lo potete cancellare con l’impegno dell’Assessore Brandoni, non potete farlo con una risoluzione. Consigliere Rossi, non siamo al festival della risata, siamo in un'Assemblea legislativa che fa delle leggi che dispongono e impongono. Questa legge vieta di destinare risorse a se stessa, è scritto qui, il resto è zero, dovreste semplicemente fare un attimo di raccoglimento e di autocritica e ripassare anche qualche principio elementare di diritto legislativo, che non vi farebbe male. Roba di educazione civica, che si studia alle elementari. Se una legge dice che non si può fare dovete modificare la legge, quindi ci vuole l’emendamento, non ci vuole la risoluzione o l’impegno.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini, anche lei con una posizione diversa dal gruppo.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Sono in dissenso ed esco dall’Aula perché ho una posizione diversa, ma vorrei ricordare al presentatore di maggioranza che, non lo dico io, nella scheda di analisi tecnico/normativa, cosa che le avevo già detto, ma non si fida di quello che le dico, è scritto: “La proposta interferisce con la disciplina europea in materia di denominazioni di origine protetta, che risultano ormai totalmente armonizzate a livello europeo, eccetera”, quindi c'è una critica … so che non interessa, però potrebbe interessare a qualcuno, all'Assessore, per esempio, che ha detto che si parteciperà con appositi bandi. Siamo attenti, non lo dico io, ma nella scheda di analisi tecnico/normativa si dice che la proposta interferisce con la disciplina europea delle denominazioni, che è esattamente quello che ho detto prima. Pur avendo la Corte Costituzionale ribadito che si può istituire il registro, lo ha ribadito con la sentenza n. 75 del 2023 Regione Sicilia, starei molto attenta a parlare di questioni che riguardano i finanziamenti, quindi non sono d'accordo con il Consigliere Cesetti, sono in disaccordo, perché la Comunità europea finanzia le certificazioni, che rilascia, e punisce coloro che utilizzano le risorse messe a disposizione con i piani di sviluppo rurale, non solo, che ne “approfittano” o che non le espongono in maniera corretta, addirittura, la dicitura deve essere visibile, ci sono delle regole ferree.
Ribadisco la mia contrarietà perché questa legge può indurre in errore il consumatore e, ripeto, svilisce il lavoro che viene fatto da tutti quelli che hanno delle IGP, delle DOP oppure che hanno il marchio QM, che vengono controllati in maniera quotidiana dall’Assam, dal Servizio sanitario regionale, eccetera.
Capisco che al presentatore della norma non interessa il mio pensiero, ma non credo che sia un problema del Consigliere Rossi perché la cosa è biunivoca, il problema è che fa confusione e quindi disturba.
PRESIDENTE. La Consigliera Casini ha perfettamente ragione, richiamo i Consiglieri Rossi, Bilò, Marinangeli, Marcozzi e Ciccioli a fare silenzio.
Consigliere Rossi, la prego di fare silenzio e di stare al suo posto, se dovete parlare uscite dall’Aula. Le chiedo scusa Consigliera e la prego di continuare.
Anna CASINI. Si ritiene, come ritiene l'ufficio dal punto di vista tecnico/normativo, che richiama la stessa sentenza che ho richiamato io, che è legittima con i contenuti che riguardano la normativa italiana. Per quello che riguarda la compatibilità dell'intervento con l'ordinamento dell'Unione europea e con quello internazionale, parlo anche dei Paesi terzi, la proposta interferisce, quindi sarei molto cauta sia a dire che si fanno delle sagre sia a dire che si mettono dei soldi in bilancio su cose che sono, diciamo, sul crinale della legittimità e del rispetto dell'ordinamento comunitario, con il quale viviamo tutti, sappiatelo. Se l'agricoltura e l'alimentazione vivono nelle Marche è grazie agli oltre 500 milioni di euro che la Comunità europea mette ogni quinquennio, ricordiamocelo tutti.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi anch’io come capogruppo svolgo la mia dichiarazione di voto.
Il mio voto è a favore di questa proposta di legge, perché è un atto molto rilevante per la promozione dei prodotti originali agroalimentari tipici marchigiani, ma ancora di più è rilevante per coloro che li producono, che vivono da oltre 70 anni una crisi che li porta ad ottenere scarsissimi risultati.
E’ un riconoscimento che mai è venuto, almeno per quanto riguarda la loro attività, l’attività primaria, che oggi è tanto rivalutata quanto non riconsiderata dal punto di vista economico.
Chiudo questo mio breve intervento anche facendo una puntualizzazione per quanto riguarda la copertura finanziaria, per la prossima proposta di legge finanziaria di bilancio 2024 mi faccio promotore, insieme a tutti gli altri capigruppo della maggioranza e anche dell'opposizione, di sottoscrivere un emendamento per garantire il futuro della proposta di legge in termini di impegno economico, realizzato venendo meno alle eccezioni che sono state sollevate dai Consiglieri che sono intervenuti in merito, quindi aderire alla posizione dell’Assessore Brandoni ed alla proposta del Consigliere Putzu.
(La Consigliera regionale Casini abbandona l’Aula)
Proposta di legge n. 51. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Bora.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Compreso il voto contrario della Consigliera Vitri.
(La Consigliera regionale Casina rientra in Aula)
Interrogazione n. 952
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Riapertura di un punto prelievi Ancona Sud/Osimo stazione”
Interrogazione n. 968
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Riapertura del punto prelievi di Osimo stazione”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 952 del Consigliere Latini e l’interrogazione n. 968 dei Consiglieri Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il punto prelievi di Osimo Stazione era stato chiuso e sostituito da un centro per la somministrazione di vaccini durante il periodo Covid, ora sono mature le condizioni per riaprire il centro prelievi di prossimità in località Osimo Stazione.
C’è stata un’interlocuzione tra l'Azienda sanitaria regionale e il Comune di Osimo che ha la disponibilità di locali che sono di proprietà dell'ente Ferrovie. Solamente qualche giorno fa abbiamo appreso che il Comune di Osimo è disposto a metterlo a disposizione fino all'esaurimento del contratto, che dovrebbe scadere nei prossimi mesi.
L'Azienda a questo punto avvierà tutte le procedure per far sì che il Centro possa essere riaperto, così come lo era prima dell'avvio della stagione epidemiologica del Covid 19.
Naturalmente occorrerà verificare - questa è stata la raccomandazione dell'Assessorato all'Azienda – che, qualora questi interventi igienico-sanitari si rendessero necessari, l’investimento riguardi un servizio che dovrà protrarsi nel tempo, non certo per qualche mese. Quindi, l’Azienda è stata sollecitata anche a verificare se tra il Comune e il proprietario dei locali RFI ci possa essere la possibilità di allungare la vita del centro prelievi, non solo fino alla primavera prossima, ma anche nei prossimi anni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, per la risposta all’interrogazione. Si tratta di recuperare e ripristinare il punto prelievi della frazione di Osimo Stazione, che non riguarda solo la città di Osimo, ma l’intero bacino a sud di Ancona. Era un punto prelievi attivo da oltre 20 anni fa, che ha sempre costituito un importante servizio per gli assistiti, ma la sua trasformazione in unità di pronto intervento per il Covid ha fatto sì che ci si sia dimenticati della sua originaria destinazione.
Sono molto contento, prevedere questo riferimento pubblico per le fasce più deboli della popolazione in tale bacino di utenza è un'offerta in più, anzi, è una nuova offerta per coloro che hanno necessità del servizio pubblico per le prestazioni dei prelievi. In misura ancora maggiore sono contento per aver risolto la questione dell’unità immobiliare su cui si realizza il servizio. In particolar modo per quanto riguarda la possibilità di rinnovo una volta terminata la locazione fra Comune e Ferrovie dello Stato. Lo dico perché a suo tempo, essendo stato Sindaco pro tempore, il Comune ha iniziato questo rapporto di locazione sui locali dismessi dalle Ferrovie e l’impegno della Regione, che si continuerà anche quando il Comune non proseguirà nella locazione, ovvero fra un anno circa, va nella conferma di dare questo importante servizio pubblico di carattere sanitario ad una comunità di assistiti che è molto popolosa. Grazie.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Mi ritengo parzialmente soddisfatto della risposta, Assessore, poi voglio vedere i fatti perché ho partecipato a diverse iniziative pubbliche ad Osimo ed era stata sollecitata a più voci la riapertura di questo importante servizio, determinante soprattutto per gli abitanti di Osimo Stazione, ma non era ben chiaro il percorso che si stava attuando, anche per quel rapporto che lei ha citato tra il Comune e Ferrovie dello Stato per l’edificio che dovrebbe ospitarlo.
Poi sulla stampa ho letto che sembrava che tutto fosse pronto per …, ad oggi il servizio non è partito e c’è il limite che lei ha detto, il contratto che a primavera scade.
Una situazione che continuerò a tenere sotto monitoraggio, mi piacerebbe, Assessore, che ci comunicasse quando formalmente il servizio verrà ripristinato, perché dall’articolo di giornale è trascorso quasi un mese ed a primavera scade la convenzione. Posso immaginare che la struttura, nelle more di riattivare quel servizio, voglia verificare che poi ci sia la continuità delle prestazioni, Quindi, un’apertura di credito, ci tenga aggiornati sulla tempistica reale, senza fughe in avanti, che potrebbero illudere e non rispondere alle necessità dei cittadini che attendono con grande trepidazione questo tipo di servizio.
Interrogazione n. 943
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini
“Separazione del Centro regionale per la fibromialgia presso l’Ospedale Carlo Urbani di Jesi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 943 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La legge n. 3 del 14 febbraio 2022 sulla fibromialgia prevede che nella nostra regione vengano istituiti più centri.
Il Comitato tecnico scientifico sulla fibromialgia e la sensibilità chimica multipla, che si è riunito nel mese di luglio, ha espresso la proposta e la necessità di istituire un Centro di riferimento regionale su questa patologia presso l’Università politecnica delle Marche.
Ritengo, anche a seguito di numerosissimi incontri avuti con le associazioni, che sia necessario dare più ampia copertura a questa patologia, che affligge numerosissimi pazienti. La Regione Marche è intenzionata ad avviare un percorso di potenziamento, quindi, oltre a Jesi ci sarà anche la possibilità che il Prof. XY possa seguire la Clinica reumatologica della Politecnica delle Marche e allargare lo spettro di assistenza e di cura di questa patologia.
Devo essere sincero, la Consigliera Vitri propone sempre delle interrogazioni per far emergere la carenza dei servizi sanitari, ecco, non capisco questa interrogazione, che vorrebbe evitare l’apertura di un nuovo centro, che senso ha dal momento che questa patologia investe tantissime donne ed è particolarmente invalidante? Credo che sia sbagliato il metodo, oggi c’è l’articolo sul Corriere Adriatico con cui lei si oppone all'apertura, mettendo in evidenza una non possibile concorrenza tra le strutture o addirittura la carenza di risorse.
L’abbiamo messo anche nel Piano socio-sanitario, la fibromialgia è una patologia che intendiamo curare ed assicurare alle donne che sono affette da questa malattia il più ampio spettro di tutela e di assistenza sanitaria.
Un centro presso Torrette, il primo ospedale d'Italia, significa avviare un percorso di approfondimento di tutte le tecniche che possono curare, anche dal punto di vista psicologico, questa patologia. Siamo orgogliosi di poter dire che parte un percorso per potenziare l’assistenza per la fibromialgia.
Abbiamo partecipato a numerosissimi convegni, questo era l’impegno che avevamo assunto, che io avevo assunto ed è quello che manteniamo. Ci sarà un nuovo centro per la cura della fibromialgia anche a Torrette.
La domanda se ci sono o non ci sono le risorse, certo che ci sono perché questo tipo di percorso diagnostico e di cura avviene all’interno del reparto del primo ospedale d’Italia, così come è stato classificato da Agenas la scorsa settimana, quindi è un onore e un vanto che Torrette possa aprire questa via. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare l’Assessore Saltamartini e voglio mettere in evidenza che è stato corretto in questo percorso di ascolto e avvicinamento delle associazioni che rappresentano le persone affette da fibromialgia. Sono stata la prima, il 22 marzo, a portare questo tema in Aula con un’interrogazione, le avevo chiesto di convocare il tavolo tecnico e lei giustamente ha dato seguito a quello che mi aveva detto in Aula. La voglio ringraziare per aver ascoltato la mia proposta e per aver dato seguito a quello che ci eravamo promessi.
Tuttavia, voglio chiarire la mia richiesta, forse lei leggendo il giornale l’ha fraintesa, io non sono contraria al nuovo centro per le persone affette da fibromialgia, ho chiesto dei chiarimenti perché il dubbio è un altro, innanzitutto sta girando una delibera di Giunta che contrariamente a quello che ha dichiarato oggi, non prevede un nuovo centro dedicato alle persone affette da fibromialgia all’Ospedale Torrette, anzi, sono due sindromi diverse, Assessore, attenzione, e prevede che vengano separate, che a Torrette ci sia il nuovo centro di riferimento regionale per la sensibilità chimica multipla presso la Clinica medico universitaria politecnica delle Marche e rimanga a Jesi quello per le persone affette da fibromialgia. Sono due cose diverse, quindi, mi chiedo se le risorse rimarranno le stesse, sia economiche che umane (medici e infermieri). Come fate a sdoppiare il centro? Come fate ad istituirne uno nuovo? Rischiano di rimetterci le persone affette da fibromialgia, che attualmente sono prese in carico a Jesi, perché vedranno depotenziato quel centro, visto che ne istituite un altro solo per quelli che sono affetti da sensibilità chimica multipla.
Le ricordo che il Consigliere Ciccioli con un atto in Aula ha deciso di sdoppiare i registri, dovrebbero esserci due registri regionali, uno per le fibromialgie ed uno per le … Lo faccio presente perché è un altro problema non da poco. Con un decreto del Dirigente regionale dell’ottobre 2021, quindi lei era già in carica, sono stati disposti 25 mila euro a favore di Asur per il Centro di riferimento regionale della fibromialgia a Jesi, poi alcune associazioni, tra cui l’Associazione nazionale malati reumatici, hanno fatto presente che nonostante ci fossero questi soldi è mancata la risposta dell’Asur, che il Centro regionale di Jesi non era ancora operativo, e ne volete istituire un altro? Io le chiedo di valutare con il tavolo tecnico insieme all’AFI, Associazione fibromialgia Italia, se sia opportuno o meno andare avanti con un nuovo centro, senza soldi.
Interrogazione n. 966
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Nomina direttore generale Azienda sanitaria territoriale di Macerata”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 966 dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Il Consigliere Carancini con la sua interrogazione chiede informazioni circa la nomina del prossimo direttore dell’Azienda sanitaria territoriale di Macerata. Al riguardo è bene precisare che l'articolo 3 bis, comma 2, del decreto legislativo 502/1992, prevede che la nomina deve essere effettuata entro, massimo, 60 giorni dalla data di vacanza dell’ufficio.
La Dott.ssa XY ha rassegnato le sue dimissioni e la sentenza di II grado con cui il Tribunale di Roma l’ha esclusa dall’elenco non è stata ancora notificata all’Avvocatura di Stato, ma lei ha rassegnato le dimissioni il 6 ottobre, per cui i tempi massimi dovrebbero essere quelli del 6 dicembre.
Rassicuro sul fatto che è stato avviato il procedimento, conto che la Giunta potrà deliberare la sua sostituzione in una delle prossime sedute.
Segnatamente alla domanda se si possa riscontrare una illegittimità o un'invalidità degli atti posti in essere dalla Dott.ssa XY, tengo a precisare che, com’è noto, nel diritto amministrativo vale la regola del tempus regit actum, cioè gli atti devono rispondere all’ordinamento ed alle norme vigenti nel momento in cui sono adottati. Peraltro gli atti devono presentare la conformità tecnica e contabile, per cui richiedono la cooperazione anche di altri dirigenti.
In merito alla valutazione: se gli atti compiuti dalla dott.ssa XY possono essere invalidi, illegittimi o addirittura nulli, naturalmente non spetta all’Assessore stabilirlo perché si tratta di atti che sono stati assunti nell'esercizio di una facoltà e di una legittimità piena da parte dell’allora direttore generale. Quindi, ritengo che gli atti siano perfettamente legittimi, posto che, nel momento in cui ha esercitato la sua funzione a seguito della sentenza di I grado, era nell'esercizio delle proprie funzioni.
Concludo, sulla legittimità degli atti amministrativi ci sono una serie di atti di sanatoria che sono: la convalida prevista dall’articolo 21 octies della legge 241, la ratifica, la conversione. Quindi, semmai ci dovesse essere l’ombra di una illegittimità ci sono degli strumenti che possono sanare gli atti che sono stati posti in essere. Comunque, da parte dell’Assessorato alla sanità e da parte dei dirigenti delle Aziende non si paventa questo tipo di rischio o di pericolo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Prendo atto delle risposte dell'Assessore a proposito della presunta o non presunta legittimità degli atti, però sono molto insoddisfatto della risposta in relazione alla situazione della Azienda sanitaria n. 3 di Macerata.
Credo che i maceratesi abbiano il diritto di sapere, Assessore, di cosa è stato capace questo governo regionale sulla sanità maceratese, ad oggi, 31 ottobre, non c’è un direttore generale, a seguito di una sentenza, come ha detto lei, del Tribunale, che ha affermato che XY non aveva i presupposti per essere direttore generale. Le ricordo che la dott.ssa XY ha avuto la comunicazione della sentenza l'11 settembre ed ha atteso fino al 6 ottobre per le proprie dimissioni.
Assessore, non c'è un direttore sanitario a Macerata e nonostante XY fosse stata nominata l’1 giugno, in quasi 100 giorni non è riuscita a nominare un direttore sanitario. Le malelingue dicono che se lo lasciava per lei qualora le cose fossero andate male a Roma, però attendere 100 giorni e non nominare il direttore sanitario è davvero un atto molto grave.
Assessore, da oggi non c'è più il direttore di presidio all’Ast 3 di Macerata, da oggi XX è andato in pensione, quindi, tutta la sanità maceratese è stata decapitata senza che lei e la sua Giunta abbiate mosso una foglia per rimetterla in piena disponibilità.
State umiliando la storia dell’Azienda sanitaria territoriale di Macerata, state umiliando tutte le persone che ci sono là dentro.
Non le racconto la vicenda del primario di cardiologia a Camerino perché, lei lo sa, è rimasto solo. Un altro atto vergognoso. Le lascio le parole di XX, che è un uomo, direttore di presidio a Macerata, che in una bella intervista rilasciata ieri ha fatto questo commento: “Dopo tre anni di attività sono venute meno tutte le condizioni per rimanere qui, vado via. Ho fatto nella mia vita l'ispettore sanitario, ho sempre svolto questa attività, non mi sono mai sognato di deviare dalla mia specializzazione per svolgere altre funzioni, è come affidare un aereo militare da caccia, che costa milioni di euro, a chi ha sempre fatto altro”. Si faccia una domanda, Assessore, a chi sarà rivolta questa affermazione di un uomo scelto da voi, che ha lavorato per voi dopo tutto quello che è successo? Voi vi infischiate della sanità maceratese, purtroppo lei è il massimo responsabile insieme al Presidente Acquaroli.
Interrogazione n. 974
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Rimborso farmaci ‘salvavita’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 974 dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Occorre premettere innanzitutto che la nostra Regione, diversamente da altre, non prevede per i farmaci il pagamento di alcun ticket, il termine farmaco salvavita è un termine giornalistico, non è un termine previsto nelle classificazioni dei medicinali.
La legge 219/2006 prevede una serie di interventi riguardo a queste forniture ed ai fini della rimborsabilità. I farmaci sono classificati in tre diverse fasce, la fascia A comprende i farmaci essenziali e quelli per le malattie croniche interamente rimborsate dal Servizio sanitario nazionale, a meno che non sia presente una nota Aifa che ne vincoli la rimborsabilità specifica in condizioni patologiche o terapeutiche in atto. La modalità di fornitura dei farmaci di fascia A avviene attraverso le farmacie territoriali o le strutture sanitarie pubbliche.
La fascia H comprende i farmaci ad esclusivo uso ospedaliero, utilizzabili solo in ospedale, che possono essere distribuiti dalle strutture sanitarie.
La fascia C comprende farmaci a totale carico del paziente con riferimento a regime di fornitura. I farmaci di classe C sono distinti in farmaci con obbligo di prescrizione medica e farmaci senza obbligo di prescrizione medica.
Ora, il regime di fornitura di questi farmaci è disciplinato dalle norme e soprattutto dall’Aifa, quindi, in conseguenza delle problematiche riscontrate quando è disponibile solo un farmaco ad un costo maggiore rispetto a quello di riferimento, l'amministrazione ha fatto già presente all’Agenzia italiana del farmaco che provveda a sospendere un farmaco dalla lista di trasparenza (ovvero la lista dei farmaci equivalenti), affinché l’assistito non sia obbligato a pagare alcunché. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Se l’Assessore mi può dare la risposta …, perché in realtà non ho ben capito. E’ chiaro che sono farmaci di fascia A quelli a cui mi riferisco, chi le ha fatto la risposta potrebbe impegnare tutto questo spirito in altre cose in sanità, visto che ce ne abbiamo tanto bisogno. Non so chi gliel’ha scritta, mi pare un impegno degno di miglior causa, che polemizzare sull'abc che tutti conosciamo. Solo che chi mi ha fatto la richiesta l’ha scritta in questo modo ed io non ho voluto modificarla, affinché la sua risposta fosse comprensibile anche ad un pubblico non così informato.
Non ho capito bene, è chiaro che mi riferisco a dei farmaci di fascia A, che sono necessari per delle patologie importanti. In farmacia succede spesso, come ho scritto, che non essendoci il farmaco generico, si chieda al paziente di prendere il farmaco equivalente, che però costa ed è per interno a carico del paziente.
E’ una questione che è stata sollevata da diversi pazienti, che hanno patologie serie ed hanno necessità di questi farmaci. Avete fatto molto bene a far intervenire l’Aifa, però il problema rimane. Adesso leggerò l’ultima frase, non l’ho capita quando l’ha letta per un mio problema di comprensione, non certo per la sua spiegazione.
Speriamo che finisca questo giochetto nelle farmacie di dire che non c'è il farmaco equivalente, giochetto o non giochetto, poi non so se è vero che finiscono a livello italiano, non penso che sia una questione di farmaci che non esistono come tipologia a livello nazionale, piuttosto siano le forniture delle singoli farmacie ad essere il problema, comunque leggerò la risposta e nel frattempo la ringrazio.
PRESIDENTE. Sul punto 3 (mozioni nn. 411 e 415) chiedo di fare 5 minuti di sospensione per verificare l’impegno di questa mattina in sede di Conferenza dei Presidenti dei gruppi, cioè riuscire a trovare una risoluzione comune sulle due mozioni presentate.
La seduta è sospesa alle ore 14,05
La seduta riprende alle ore 14,35
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta e passiamo alla trattazione delle mozioni.
Mozione n. 411
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Richiesta di cessate il fuoco in Israele e Palestina”
Mozione n. 415
ad iniziativa del Consigliere Ciccioli
“Solidarietà ad Israele ed immediata ripresa dei negoziati partendo dagli accordi di Oslo”
(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 411 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri e la mozione n. 415 del Consigliere Ciccioli. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. Dobbiamo prendere atto che da sabato 7 ottobre si è aperta una nuova e terribile finestra di guerra nel Mediterraneo e si riaccendono i fuochi tra lo Stato ebraico e le organizzazioni terroristiche.
La storia è nota, Hamas nella sera di sabato è penetrata nel territorio di Israele uccidendo circa 1.250 persone, circa 1.800 nel conteggio finale, purtroppo tristissimo conteggio. Nei giorni successivi la reazione dello Stato d'Israele ha portato altre migliaia di morti, tenendo presente anche l'età media della popolazione palestinese, che è molto bassa, alcune migliaia sono bambini, ragazzi, comunque giovani.
E’ una condizione invivibile che dura da tantissimi anni e che purtroppo in circostanze diverse riemerge nel suo tragico conflitto.
Cos’è che recita la risoluzione dell'Assemblea? Condivide la ferma condanna, già espressa dal Governo italiano, alla brutale aggressione di Hamas contro il territorio ed i cittadini dello Stato di Israele, contravvenendo a tutte le norme del diritto internazionale aggressione. Aggressione, qui non è scritto, che è stata fatta a freddo, c'era un conflitto strisciante, ma un’operazione di queste proporzioni con centinaia di morti non era prevedibile, tant’è vero che non c’è stata quasi reazione nelle prime ore.
La risoluzione continua: si ribadisce con forza, come già manifestato dal Governo italiano e dal Consiglio d’Europa, il diritto di Israele a difendersi in linea con il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario. Sottolineiamo questo aspetto, si tratta del dovere della tutela della popolazione civile, ovunque residente, in Israele come a Gaza. Si rinnova la condanna più ferma ad ogni forma di antisemitismo, richiamandosi alla definizione di antisemitismo internazionale, che include il “negare agli ebrei il diritto all’autodeterminazione (per esempio), sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’espressione di razzismo”.
Poi si scrive che in Israele risiedono cittadini italiani di religione ebraica. Si ribadisce la ferma condanna del ricorso a torture e massacri disumani, indiscriminati, soprattutto contro la popolazione inerme.
Si esprime ferma condanna al massacro del 7 ottobre, vicinanza e solidarietà - questo lo sottolineo perché è un punto di equilibrio - al popolo palestinese, che Hamas utilizza come scudo umano, nonché la più profonda preoccupazione per il peggioramento della situazione umanitaria a Gaza.
Si impegna la Giunta regionale a sollecitare il Governo italiano al fine di: evitare che arrivino fondi ad Hamas attraverso canali istituzionalizzati, organizzazioni internazionali o private, che siano utilizzati per finanziare attacchi terroristici; attivarsi immediatamente affinché l'Italia partecipi e sostenga ogni iniziativa in seno all’Unione europea, che, insieme ai nostri alleati ed alle organizzazioni internazionali, consenta di giungere alla liberazione di tutti gli ostaggi israeliani, senza alcuna condizione, di proteggere le popolazioni civili e garantire ad Israele il diritto di esistere e di difendersi con il rispetto del diritto internazionale e umanitario; a mettere in campo ogni sforzo - questo è un passaggio importante - per costruire un processo di pace e riaffermare il diritto di Israele e della Palestina alla coesistenza sulla base dello spirito e delle condizioni poste dagli Accordi di Oslo (accordi estremamente fondati che non sono stati più portati avanti), dopo anni di colpevole abbandono, valorizzando l’atteggiamento responsabile dell'autorità palestinese (di fatto in questi anni l’autorità palestinese è stata delegittimata, lasciando spazio aperto ad organizzazioni terroristiche. L’autorità palestinese era rappresentante, legittima e prevista istituzionalmente del popolo palestinese); a chiedere di assicurare un processo umanitario continuo, rapido e sicuro, senza restrizioni, nonché l'arrivo di aiuti ai bisognosi attraverso tutte le misure necessarie, comprese pause e corridoi umanitari per le esigenze umanitarie e per garantire la messa in sicurezza della popolazione civile coinvolta, ricercando un cessate il fuoco da ambo le parti; ad inviare la presente all'Ambasciatore israeliano in Italia, alla rappresentanza dell’autorità palestinese italiana ed al Governo italiano.
L’atto è firmato da tutti i gruppi, dal sottoscritto e dai Consiglieri Mangialardi, Marinelli, Marcozzi, Latini, Santarelli, non c’è Rossi in Aula perché ha una conferenza stampa, ma credo che non abbia problemi.
Concludo e chiedo al Consiglio l’approvazione, poi ciascuno si esprimerà.
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Chiedo la sospensione di due minuti per approfondire un passaggio. Grazie.
La seduta è sospesa alle ore 14,42
La seduta riprende alle ore 15,10
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Sulle due mozioni presentate è stata fatta una risoluzione a firma dei Consiglieri Latini, Ciccioli, Mangialardi, Bora, Casini, Cesetti, Carancini, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Ruggeri, Ausili, Lupini, Marinelli, Bilò, Menghi, Rossi, il cui testo recita in questo modo: “l’Assemblea legislativa regionale delle Marche condannando quanto avviene dal 7 ottobre 2023 nei territori e nei confronti di donne e uomini di Israele e Gaza, esprime la totale solidarietà alle famiglie delle vittime ed alle popolazioni colpite; la ferma condanna del massacro di ebrei avvenuto il 7 ottobre 2023 e l’utilizzo spietato e strumentale di ostaggi civili; la solidarietà al popolo israeliano per i vili attacchi che subisce: la solidarietà al popolo palestinese; Impegna la Giunta regionale a sollecitare le autorità competenti nazionali a svolgere ogni più opportuna azione tesa: ad ottenere la liberazione degli ostaggi israeliani di Hamas; a proteggere le popolazioni civili e ad aprire corridoi umanitari per la loro salvaguardia; a garantire a Israele il diritto di esistere e difendersi nel rispetto del diritto internazionale che lo ha riconosciuto come Stato; ad impedire che siano destinati fondi ad Hamas per finanziare il suo armamento per attacchi terroristici e azioni di guerriglia contro Israele; all’attuazione della risoluzione dell’Onu di due Paesi e due Stati; a chiedere che Israele rispetti il diritto internazionale nella sua azione militare all’interno del territorio di Gaza; a promuovere ogni sforzo per una pace immediata e la fine di ogni azione violenta, ricercando il cessate il fuoco da entrambe le parti.
Su questa risoluzione chiedo l’espressione del voto.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Dichiaro a nome del gruppo soddisfazione per il lavoro che è stato fatto per arrivare ad una sintesi delle due mozioni, era il mandato che avevamo assunto in Conferenza dei Presidenti e abbiamo fatto uno scatto in avanti secondo me importante.
Noi avevamo presentato due settimane fa la mozione, che è stata depositata a seguito dell’aggressione criminale terroristica preparata il 7 ottobre da Hamas ai danni della popolazione civile israeliana, con quasi 1,500 persone brutalmente sterminate, a cui hanno fatto seguito i bombardamenti indiscriminati da parte di Israele sulla Striscia di Gaza, che hanno causato migliaia di vittime.
Secondo le stime di Save the Children su 7.703 persone uccise nella Striscia più del 40% sono minori, parliamo di 3.195 bambini. Le attività militari di Israele stanno proseguendo anche in questi giorni e questa notte si stimano ulteriori 50 vittime. Siamo probabilmente intorno a 8.500 morti in totale.
Tutte le organizzazioni umanitarie evidenziano come la situazione della Striscia sia ormai insostenibile: i palestinesi patiscono la fame, la sete, non possono accedere a cure adeguate, a cui vanno aggiunte anche le conseguenze dirette e indirette del totale isolamento in cui si torva oggi la Striscia.
Non dobbiamo dimenticare la situazione anche della Cisgiordania, dove la popolazione palestinese è sottoposta a continue aggressioni da parte di coloni estremisti che stanno uccidendo, requisendo terre, aumentando di conseguenza la tensione.
Come non possiamo dimenticare i 200 ostaggi israeliani che a tutt’oggi sono nelle mani di Hamas, dei quali chiediamo con forza l’immediata liberazione senza condizioni.
Di fronte a questa situazione di guerra, di fronte al rischio di una ulteriore escalation che potrebbe portare al coinvolgimento di altri Stati di quella regione, noi formuliamo una immediata richiesta di cessare il fuoco e le ostilità da entrambe le parti.
Questa è l’invocazione che raccogliamo dalle 2.000 persone che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dall'Università della Pace, domenica scorsa, alla quale il nostro gruppo ha aderito convintamente.
Sono anche molto soddisfatto che il Partito Democratico, timido fino a poco tempo fa, oggi con la Segretaria abbia assunto posizioni più marcate. Ritengo che anche il partito regionale, che era abbastanza equidistante, con le due mozioni che sono state votate la settimana scorsa ha assunto una posizione più marcata rispetto alla ricerca del negoziato e alla pace in ogni occasione e in ogni situazione.
Riprenderei l’intervento e l’appello della Fondazione Perugia-Assisi: “Fermiamo le stragi. Mobilitiamoci per la pace” che articola e ci guida rispetto alle posizioni che dobbiamo assumere.
Penso che quell’appello, che rimarrà agli atti, deve essere condiviso da tutto il Consiglio regionale, auspico che in questo senso la risoluzione possa essere, come abbiamo visto, votata all'unanimità, condivisa. Anche la Consigliera Ruggeri si è orientata dopo il contributo che abbiamo dato.
Ritengo che dobbiamo tentare anche in questo Consiglio - abbiamo dato, penso, un segno importante – di trovare su questo tema momenti di condivisione, facendo uno scatto in avanti, presentando anche due risoluzioni diametralmente opposte, ma la guerra è sempre un problema e non è mai una soluzione, quindi, è dentro questo percorso che il Partito Democratico ha messo a disposizione un documento rilevante, che ha permesso a questo Consiglio di arrivare ad una risoluzione condivisa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. Premesso che quando c'è un argomento così delicato, così sensibile, così tragico, la morte di 10.000 persone circa, facendo dei conti brutali da una parte e dall’altra, non ci si può fermare sui cavilli, però una risoluzione unitaria deve raccogliere le sensibilità di tutti.
E’ stato fatto un aggiustamento per cercare di rappresentare il dramma che si svolge in quei territori, un dramma aperto ormai da 70 anni, ci sono state tre guerre, adesso siamo alla vigilia probabilmente di un altro conflitto più generalizzato - speriamo che sia circoscritto, speriamo che il buonsenso prevalga - che ha già visto la morte di tante persone.
Non possiamo non far presente che tutto nasce da un assalto predatorio perché non c'erano le circostanze per una rappresaglia per qualcosa che era accaduto. C'era un conflitto endemico, sottotraccia, che vedeva ogni tanto l’uccisione di qualche persona e via di seguito. La notte di sabato 7 ottobre sono state uccise più di 1.500 persone, poi ulteriori 1.800 cittadini israeliani a seguito dei razzi lanciati nei giorni successivi e via di seguito.
Una tragedia che, come tutte, dà origine a provvedimenti conseguenti che hanno portato alla morte di altre migliaia di persone, che già soffrono moltissimo nell’essere coscritte in uno spazio molto angusto, qual è quello di Gaza.
Esiste il problema sempre irrisolto, ahimè, si era arrivati a degli accordi quale quello di Oslo, che poteva essere la fine di una tensione infinita, la nascita di due Stati, però questo non ha mai trovato una conseguenza reale sul territorio. L’autorità palestinese è stata delegittimata, poteva rappresentare l’intero popolo, i diritti di un’area vasta, di chi da sempre ha abitato la Palestina, nello stesso tempo la tutela dello Stato di Israele, che è stato riconosciuto, ha diritto ad esistere in tutti gli organismi internazionali, in tutti i trattati internazionali. Purtroppo siamo a questo.
Sono amareggiato perché c’è stato un tentativo di condizionare la risoluzione, detto questo, conta il contenuto e soprattutto lo spirito di quest'Assemblea, che ovviamente non decide assolutamente niente sulla vicenda, però è un pronunciamento autorevole, perché questa Assemblea rappresenta una regione, rappresenta una popolazione, uno spicchio d’Italia.
E’ evidente che noi siamo in linea con l'azione del Governo italiano che ha partecipato alla Conferenza di Pace al Cairo. Il Presidente del Consiglio si è recato successivamente sia a Tel Aviv che ad un incontro con il Presidente dell’Autorità palestinese Maḥmūd ʿAbbās, cercando di riunire e di andare nella direzione quantomeno di un cessate il fuoco e di una de-escalation del conflitto. Una parola che è stata più pronunciata in questi giorni è de-escalation, cioè cercare di non aggravare la situazione, ma di disinnescare, per quanto si può, in parte, la tragedia di questi giorni.
Con questo spirito l’Assemblea vota la risoluzione, che vuole essere un appello unitario al Governo italiano. Mi dispiace che non si sia stato scritto “all'Ambasciata israeliana in Italia ed all’Autorità Palestinese in Italia”.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ci tengo a ringraziare il capogruppo del PD Consigliere Mangialardi per aver sottoposto per primo all’Aula, insieme al suo gruppo, questo tema, ringrazio anche il capogruppo di Fratelli d'Italia Consigliere Ciccioli per la pazienza che ha messo in atto quest'oggi per arrivare ad una risoluzione, in effetti non è stato semplice visto il tema. Vorrei anche ringraziare il Presidente dell'Assemblea Latini per aver trovato una mediazione, che secondo me era un'operazione estremamente difficile, diplomaticamente difficile, ma è riuscito ad andare a buon fine, quindi ci tengo a ringraziarlo.
Immagino che a questo punto, dopo averlo sottoscritto tutti, arriveremo ad esprimere un voto favorevole nei confronti di questo testo.
E’ passato poco più di un anno da quando abbiamo votato in quest'Aula la risoluzione per la pace in merito alla guerra tra Russia e Ucraina, ve lo ricorderete, una guerra che purtroppo è ancora in atto e già ci troviamo a riparlare di nuovo di pace, quindi di guerra, per il conflitto israelo-palestinese.
Le immagini strazianti del 7 ottobre sono entrate nelle nostre case, nella nostra testa e nel nostro cuore.
Con il passare delle ore si delinea un quadro che parla di oltre 8.000 vittime tra quanto accaduto nelle primissime ore in Israele e le successive azioni che Israele ha compiuto nella Striscia di Gaza.
L’attacco indiscriminato da parte di Hamas ad Israele va condannato con la massima fermezza, come già fatto da larghissima parte della comunità internazionale, a partire dall'Unione europea, che ha offerto pieno sostegno ad Israele, come previsto dal diritto internazionale. Non dimentichiamoci mai che una cosa è smantellare Hamas con un'operazione antiterrorismo condotta con azioni mirate, un’altra è rispondere con un assedio totale e un attacco indiscriminato contro civili innocenti che l’Onu ha qualificato come una “punizione collettiva” che viola il diritto internazionale.
Credo che l'impegno della comunità internazionale si debba basare su alcuni aspetti fondamentali: far cessare l'uso delle armi e arrivare ad una situazione che consenta a chi sta in queste terre di fuggire, ove possibile, con la creazione di corridori umanitari.
Sostanzialmente è questo il centro dell'impegno che si chiede alla Giunta affinché si adoperi con il Governo nazionale in modo che accada quanto richiesto, agendo in tutte le sedi internazionali.
Occorre necessariamente ripartire dalla formula “due Stati per due popoli”, sancita dagli Accordi di Oslo nel 1993, unica in grado di garantire sia i diritti dei palestinesi che la sicurezza degli israeliani.
In queste ultime ore si sta leggendo dell’assalto ai magazzini per procurarsi il cibo ed è per questo che è necessario intervenire con gli aiuti umanitari. Tutti noi abbiamo la responsabilità di far sentire la nostra voce sul cessate il fuoco. Anche il Papa durante l'Angelus ha implorato di garantire gli aiuti umanitari, di liberare gli ostaggi, ricordando che la guerra è sempre una sconfitta.
Esprimo piena solidarietà alla popolazione colpita e angoscia per l'enorme carico di vittime civili e per i numerosi ostaggi rapiti, di cui si chiede urgentemente la liberazione, prima che sia troppo tardi.
La creazione dei corridori umanitari e gli aiuti umanitari s'inseriscono nel contesto di diritto internazionale, così come la preghiera che tutti noi facciamo, ovvero che non ci siano più civili che cadano sotto le bombe degli uni e degli altri. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.
Mirko BILO’. Ringrazio il Presidente Marinelli per avermi dato questa possibilità e voglio ringraziare questa Assemblea perché abbiamo fatto sintesi tutti insieme su un tema molto particolare. Ringrazio il Presidente Latini ed i Presidenti dei gruppi di maggioranza ed opposizione, perché di fronte a questi atroci attacchi violenti non possiamo rimanere indifferenti, indifferenti a qualcosa che in questo momento ci passa sopra la testa, ma può capitare a tutti. Guerra, come dicevamo e ricordava la Consigliera Ruggeri, con l'Ucraina, in un'altra zona, dove civili perdono la loro vita e subiscono questi attacchi, purtroppo sopra la loro volontà.
Oggi abbiamo dimostrato un senso di responsabilità, tutti insieme, dicendo al nostro Governo di prendersi cura, di cercare di promuovere con ogni sforzo una pace immediata e la fine di ogni azione violenta, ricercando il cessate il fuoco da entrambe le parti.
Sono particolarmente felice di questa sintesi, di questa risoluzione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Anche da parte nostra massima condanna agli atti terroristici di Hamas. Non ero in Aula, ma, al penultimo punto, quando chiediamo che Israele rispetti il diritto internazionale nella sua azione militare all’interno del territorio di Gaza, chiederei di aggiungere: “sospendendo i bombardamenti sui civili”, daremo un rafforzativo.
PRESIDENTE. C’è una frase sotto, che la racchiude. La frase finale.
Giacomo ROSSI. Secondo me si può anche evidenziare perché sono ingiustificabili sia gli attacchi terroristici di Hamas, che gli attacchi ai civili da parte di Israele, tra l'altro anche condannati da una risoluzione dell'Onu, da 120 Paesi, in maniera molto chiara.
Se si chiede la pace, si deve chiedere la pace da entrambe le parti, penso che questo sia chiaro.
Secondo me possiamo mettere questo rafforzativo, chiedendo ad Israele il rispetto il diritto internazionale e la sospensione dei bombardamenti sui civili. che tutt’ora continuano ad avvenire. Siamo arrivati a dei rapporti assurdi, quasi 8 mila, 10 mila persone. Metterei questo rafforzativo, altrimenti si rischia di dare l’idea che ci schieriamo da una parte piuttosto che dall'altra. Noi dobbiamo schierarci per il cessate il fuoco, questo è evidente. Diciamo chiaramente: rispetto del diritto internazionale nella sua azione militare, sospendendo i bombardamenti sui civili. Siete d'accordo che Israele continui a bombardare dei civili? No, le bombe sui civili non sono mai giustificabili. Noi dobbiamo essere chiari nella nostra azione, come è stata chiara anche l'Assemblea delle Nazioni unite. Io la firmo se viene inserita …
(interventi fuori microfono)
Giacomo ROSSI. Penso che occorra dirlo, qui si parla di dare contro alle azioni terroristiche, ma bisogna condannare anche gli attacchi sui civili perché quello che sta avvenendo è vergognoso.
PRESIDENTE. Invito a tenere questa situazione, vi prego di ascoltare questa posizione, che è quella che in pratica ripete l'intervento la Consigliera Ruggeri.
Abbiamo trovato con grande sforzo una posizione unitaria, se la modifichiamo vi invito a non votarla adesso e ad rinviarla alla prossima volta, così la valutiamo nel suo complesso, perché le posizioni sono molto chiare e molto evidenti; nello stesso tempo dobbiamo considerare le conseguenze che ci sono sia all’interno dell’Aula che fuori, molti di noi rappresentano partiti nazionali che hanno anche posizioni ben chiare.
Il tentativo è stato di ricondurre ad una situazione in cui i punti in comune sono i più importanti e tutte le posizioni sono state in qualche modo indicate. Se evidenziamo l’una o l’altra … E’ chiaro che l'invito è per consentire a tutti di valutare approfonditamente, come più volte mi è stato detto, anche fino a pochi minuti fa, quindi, di rinviarla alla prossima volta in modo tale che ciascuno abbia la possibilità di ampliare la riflessione. Credo che l'unico punto in comune sia questo.
Non voglio non condividere quello che ha detto il Consigliere, però lo sforzo che è stato fatto questa mattinata, in questo Consiglio regionale, è stato quello di mettere tutti i punti in comune e tutti sono stati messi.
Se andiamo oltre, l’invito che faccio è di non provocare una situazione di polemica così grande, più grande dello sforzo che l'Assemblea deve fare, cioè quello di rafforzare la posizione dell'Italia e di tutti coloro che vogliono quegli indirizzi che sono compresi nella risoluzione. Quindi una posizione di grande maturità. Possiamo anche rivederla, non è necessario farlo adesso. Dobbiamo prenderci il tempo e, fra una settimana, avremo tutti la possibilità di approfondire il testo e portare il risultato.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ritengo che rinviarla sarebbe un colossale errore, che andrebbe a vanificare lo sforzo che è stato fatto da tutti quanti. Credo che questa risoluzione, Consigliere Rossi, rappresenti l'intendimento condiviso dell'Aula e quello che giustamente dice lei, che io condivido totalmente: la sospensione dei bombardamenti sulle popolazioni civili a Gaza, è contenuto in questa risoluzione, primo perché si impegna la Giunta regionale a sollecitare le autorità competenti nazionali a svolgere ogni opportuna azione resa a proteggere le popolazioni civili, ad aprire corridoi umanitari per la salvaguardia; poi si dice a chiedere che Israele rispetti il diritto internazionale nella sua azione militare all'interno del territorio di Gaza, è evidente che il diritto internazionale vieta, e lo fa la risoluzione dell'Onu, l'azione di rappresaglia e il bombardamento sulla popolazione civile, quindi quello che lei legittimamente dice è contenuto all'interno “a chiedere che Israele rispetti il diritto internazionale nella sua azione militare all'interno di Gaza”. Consigliere Rossi, quello che lei dice è contenuto già, credo che dobbiamo votare la risoluzione, auspicabilmente con il suo voto, che è importante come quello di ciascuno di noi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Intendendo quello che dice il Consigliere Cesetti la firmerò e la voterò, fermo restando che trovo che da una parte si parla di ferma condanna al massacro di ebrei, e chiaramente sono pienamente d'accordo, e dall’altra si dice rispetto del diritto internazionale, però si omette di scrivere “sospendere i bombardamenti sui civili”.
Sto a quello che dice l’Aula per non alimentare discussioni. La finalità di questa risoluzione è chiara, avrei chiesto un po’ più di coraggio, però chiaramente non c’è, la firmo, mi attengo ed auspico che tutto cessi il prima possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Se il Consigliere Rossi avesse voluto votare quel tipo di risoluzione avrebbe dovuto sottoscrivere la nostra mozione. Invece abbiamo fatto tutti uno sforzo importante perché le negoziazioni si fanno con quelle modalità, si cerca di trovare il punto massimo di caduta alle condizioni date. Per noi era molto più comodo, lo dico, votare la nostra risoluzione e dare un segnale non adeguato.
Mi permetto di chiudere con la dichiarazione di voto, con l’appello della Fondazione Perugia-Assisi, “Fermiamo la strage, mobilitiamoci per la pace! Bomba su bomba, raid su raid, assassinio dopo assassinio, razzo dopo razzo, attentato dopo attentato, strage dopo strage, la violenza sta superando ogni immaginazione. Ad un’esplosione straordinaria di violenza occorre contrapporre un'azione altrettanto straordinaria di segno contrario” e penso che il nostro documento abbia questo tipo di impronta. “Condanniamo senza se e senza l’attacco ad Israele e la reazione che sta scatenando.
Non possiamo limitarci a condannare, salviamo le vite umane che possiamo ancora salvare. Non arrendiamoci all'escalation, non lasciamoci trascinare nel baratro. Non assecondiamo la spirale di morte”. A 30 anni dalla firma degli Accordi di Oslo, dopo decenni di denunce e di allarmi caduti nel vuoto, dobbiamo recitare tutti un mea culpa per riportare la pace, che invece abbiamo sempre ricondotto a nemici di qualcosa. C’è un solo modo per mettere fine a questo incubo in Terra Santa, minacciata da fiamme ogni giorno, è quello di ridare la dignità al popolo palestinese, cercando di attuare l'unico obiettivo possibile: due Stati per due popoli. Stessa dignità, stessi diritti, stessa sicurezza. Dobbiamo perseguirlo e ritengo che l’atto di oggi, piccolo, sia un segnale che va in quella direzione.
Il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico alla risoluzione che nasce su proposta delle due mozioni, che trova una mediazione del Presidente dell’Assemblea Latini.
Ringrazio il Consigliere Ciccioli, lo faccio convintamente per lo sforzo che ha messo in campo, partendo da una posizione completamente diversa dalla nostra, ma che non ha perso l’unico obiettivo: cessare il fuoco e ridare la pace, per quello che possiamo, a quei popoli martoriati da oltre 70 anni.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per ringraziare i gruppi che si sono uniti in questa risoluzione. Mi piace ricordare due passaggi, l'Italia ripudia la guerra come strumento per dirimere i conflitti, è nella nostra Costituzione, e mi piace anche ricordare la convenzione universale dei diritti dell’uomo e la dichiarazione Onu del 1948, per cui ogni uomo ha diritto all’acqua, al cibo, ad un vestito e ad una casa. Sono diritti di tutti i popoli, di tutti i cittadini del mondo. Credo che il ripudio alla guerra, come strumento per dirimere i conflitti e il diritto inviolabile degli uomini ad avere dell’acqua, del cibo, un vestito ed una casa, siano compendiati in questo atto, in questa risoluzione.
Sono i principi che animano la Costituzione italiana del 1948, sono i principi fondamentali del diritto degli uomini e delle persone libere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. Per confermare l’adesione alla risoluzione, che, come tutte le risoluzioni, tiene conto delle diverse sensibilità, però l’obiettivo importante è rispettare i quattro punti fondamentali che sono: la condanna del massacro degli ebrei avvenuto il 7 ottobre, non ci sono giustificazioni per un attacco a freddo che ha ucciso circa 1.200 persone arrivate ad oggi a 1.800, trovando cadaveri anche nei giorni successivi, e il sequestro di cittadini utilizzati come ostaggio. Non ci sono giustificazioni, neanche se ci fossero delle ragioni ulteriori di fondo.
La seconda cosa è che la reazione giustificata, questa sì giustificata, non può ricadere sul popolo palestinese, un popolo innocente, che purtroppo ha al suo interno la presenza di organizzazioni terroristiche le cui finalità, a mio parere - questo ovviamente è un parere personale - vanno al di là della semplice vicenda Israele-Palestina, ma trova radici anche nel fondamentalismo islamico, che tra l'altro utilizza metodi e comportamenti che ripugnano qualsiasi essere umano.
Gli altri aspetti fondamentali sono il tentativo di proteggere la popolazione civile, sia quella palestinese che quella dei coloni, che non può subire continuamente attacchi e razzi, che spesso costano la vita a molti di loro. Occorre portare un minimo di conforto alle popolazioni che si trovano in questo contesto, attraverso aiuti di natura umanitaria internazionale.
Ultimo punto: cercare di arrivare alla pace, è un obiettivo lontanissimo forse in fondo ad un tunnel, per ora oscuro, ma almeno cessare il fuoco, almeno bloccare la strage che continua ogni giorno.
Questi punti la risoluzione mi sembra che li centri tutti e sulla base di questa è possibile trovare un ragionamento comune, ovviamente un appello comune che deve andare agli Stati, alle organizzazioni internazionali ed agli attori in campo.
PRESIDENTE. Risoluzione sulle mozioni n. 411 e n. 415. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15:45