Resoconto della seduta n.129 del 13/11/2023
SEDUTA N. 129 DEL 13 NOVEMBRE 2023

La seduta inizia alle ore 10:30

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 129 del 13 novembre 2023. Do per letto il processo verbale della seduta n. 128 del 7 novembre 2023, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Commemorazione

Vi chiedo un minuto di silenzio perché è venuto a mancare Luigi Micci, Consigliere della Regione Marche nel quinquennio 1990/1995. E’ stato Presidente dell’allora CO.RE.CO., Sindaco di Ripe, Presidente della Confederazione delle cooperative delle Marche e Presidente degli ex Consiglieri.
Ricordo personalmente l'attività intensa a favore del sociale, che nella sua posizione di politico dell’area di centro ha sempre tenuto in considerazione come finalità del suo impegno, non soltanto nell’ambito lavorativo, ma soprattutto istituzionale.
Note le sue attività e le sue finalità che nel quinquennio 1990/1995 avevano portato il Consiglio regionale ad assumere importanti iniziative ed alcune leggi a favore delle categorie più fragili.
Vi chiedo, quindi, un minuto di silenzio.

(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)

Interrogazione n. 958
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Servizio Potes (Postazioni Territoriali di Soccorso) presso la Città di Filottrano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 958 del Consigliere Latini. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. A seguito dei lavori che si stanno realizzando sul ponte San Carlo a Jesi, si è reso difficoltoso il collegamento , quindi anche il trasporto del 118 tra il Comune di Filottrano e l’Ospedale di Jesi.
Al riguardo l’Azienda sanitaria territoriale riferisce di aver allocato un'auto medica, che è al servizio di tutta quella zona, e un'ambulanza, un mezzo di soccorso di base, che opera in quell'area dalle 8:00 alle 20:00 in modo tale da garantire il servizio.
Cionondimeno, è evidente che la questione è all'attenzione dell'Azienda e ulteriori misure organizzative sono previste per garantire la tempestività dei soccorsi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha chiarito con questa sua risposta un sentimento di attesa, non polemico, da parte dei cittadini e della comunità di Filottrano.
L’interrogazione nasce dall'esigenza di rispondere alle tante richieste pervenute da quella parte del territorio, che si trova, nell’orario diurno e nelle ore notturne, in carenza del servizio delle Potes, soprattutto, come ha detto lei, a seguito della chiusura del Ponte San Carlo di Borgo Minonna di Jesi, che complica la possibilità a tutti i residenti nella zona di un servizio qualificato h24.
Presso la città di Filottrano presta servizio, vorrei segnalarlo per quantificare l'impegno del servizio regionale, in orario diurno, dalle 8:00 alle 20:00, un’ambulanza con infermiere a bordo che interviene anche nel Comune di Santa Maria Nuova. La zona di Filottrano, che era collegata grazie al Ponte San Carlo alla città di Jesi, in orario notturno è servita solo da un’ambulanza con a bordo personale non sanitario. La chiusura del suddetto ponte ha una ripercussione pesante in tema di soccorso sanitario per tutte quelle malattie definite tempo dipendenti.
La sua risposta mi sollecita a rispondere ai cittadini interessati che c’è un impegno da parte della Regione affinché questa carenza temporanea venga in qualche modo superata attraverso situazioni e servizi suppletivi in merito alla situazione che si è venuta a verificare. Grazie.

Interrogazione n. 979
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Nuova localizzazione del Centro dedicato alle persone con disturbi dello spettro autistico con sede a Pesaro”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 979 dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Rispondo a questa interrogazione del Consigliere Biancani, che fa seguito ad un’altra precedente.
Per poter comprendere esattamente il contenuto di questo atto ispettivo occorre premettere che con la delibera di Giunta regionale n. 1564/2017 sono stati stanziati 800 mila euro per due centri per l’autismo, uno al nord e uno al sud della nostra regione.
A seguito di tutta una serie di interlocuzioni e di riunioni si era individuato di realizzare questo centro in un edificio di proprietà dell'Azienda sanitaria di Pesaro, stiamo parlando dell’Area vasta di Pesaro, nella precedente conformazione ordinamentale della nostra regione, che abbiamo poi modificato con la legge n. 21 dello scorso anno. Mentre si era nella fase della progettazione, ancorché 400 mila euro non possono essere ritenuti sufficienti per la realizzazione di questo centro per l’autismo, sono intervenuti gli investimenti del PNRR, quindi l'Azienda, che doveva progettare la realizzazione di una COT in un edificio di proprietà, non poteva essere un edificio in affitto come la stragrande maggioranza degli edifici utilizzati dai servizi sanitari dell'ex Area vasta di Pesaro, ha deciso in quella circostanza di realizzare nel plesso di Via Vatielli la Centrale operativa territoriale.
Ora, a seguito dell’unificazione delle due Aziende, Marche Nord (ricca di proprietà immobiliari) e l’ex Area vasta 1 di Pesaro, è stata identificata un’area in cui è possibile allocarvi un nuovo edificio, una nuova struttura necessaria per la domanda sanitaria di assistenza e cura delle persone autistiche.+
L'Azienda attuale, l’Ast di Pesaro, ha avviato un procedimento per giungere ad un finanziamento per la realizzazione di una nuova struttura che possa utilizzare i 400 mila euro stanziati precedentemente, nel 2017, che non sono stati impiegati e che richiedono un'integrazione piuttosto corposa.
La risposta è che l’area su cui può sorgere la nuova struttura è di proprietà dell’ex Marche Nord, adesso Ast di Pesaro, e occorrerà integrare il finanziamento per rispettare questa esigenza, che è datata 2017. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Assessore, la ringrazio come sempre per la risposta, ma il tema è che siamo in alto mare ed oggi il problema non sono le risorse, per carità, fosse quello, ma il fatto che il progetto non c’è ed io voglio sapere a che punto è il nuovo progetto. L’area dal punto di vista urbanistico è a posto? L’Asur ha fatto una richiesta di variante urbanistica sulla base di un progetto pagato ad un tecnico esterno sull’area di Via Vatielli? Fatto il progetto, il Comune ha fatto la variante? Le ricordo, Assessore, che a 100 metri dall’ospedale ci sono 250 metri quadrati liberi che potevano essere utilizzati dalla COT, Asur o Marche Nord, ma non è questo il tema perché la COT, voglio ricordarlo, è un ufficio con quattro operatori che alzano la cornetta, non è una centrale nucleare, quindi, poteva andare lì.
Prendo atto della mancanza di servizi per realizzare in tempi rapidi questa struttura. So che lei, Assessore, ci tiene perché le ho già parlato, però gli uffici non hanno nessuna intenzione di farla o comunque l’hanno “presa a gamboni” perché, come ha detto giustamente, i fondi sono del 2017.
Il sottoscritto aveva individuato l’area, dopodiché voi vi siete insediati e tutti insieme - questa cosa non è in conflitto tra maggioranza e opposizione - abbiamo deciso ed avviato la variante, che è stata approvata ed è stato dato un incarico esterno. Abbiamo sempre detto dell’incompatibilità e l’Asur per tre interrogazioni, ne ho fatte cinque, ha dichiarato la compatibilità - così pesiamo chi dichiara cosa e con che persone abbiamo a che fare – poi il giorno in cui è stata approvata la variante è venuta fuori l’incompatibilità. Gli stessi adesso dicono che hanno individuato un’area, io le proprietà di Asur e Marche nord le conosco tutte ed ho già capito qual è, ma su quell’area nessuno ha avviato uno studio, se aspettiamo che lo fanno i nostri!
Quello che le chiedo, Assessore, è che almeno dia un incarico esterno un’altra volta, anche se spendiamo i soldi due volte non è sicuramente un problema perché ritengo che le persone e le famiglie dopo sei anni, quasi sette, abbiano il diritto di avere una risposta, che la precedente legislatura aveva avviato, ma che non è riuscita a chiudere per tutta una serie di cose. Tanto le persone sono sempre le stesse, oggi ci ritroviamo a tre anni dalla nuova Giunta che comunque è rimasta ferma.

Interrogazione n. 976
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Carancini, Mangialardi, Biancani, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Danneggiamento server Sanzio Regione Marche e mancato ripristino dati storici. Tutela per operatori e pazienti in caso di richiesta di accesso da parte dell'utenza”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 976 dei Consiglieri Bora, Carancini, Mangialardi, Biancani, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Com'è noto, a seguito di un incidente avvenuto durante l'attività di manutenzione del centro dati digitali della sanità della nostra Regione, dovuto ad un evento accidentale di un operaio addetto alla manutenzione, i locali che contenevano i data base del Servizio sanitario regionale sono stati allagati per l’accensione impropria del sistema di spegnimento antincendio.
Immediatamente si è intervenuti con le Aziende che hanno la responsabilità della manutenzione e della gestione del centro e l’intervento di rimessa in pristino è avvenuto subito dopo, già dal 20 gennaio, mentre il ripristino dei dati storici del sistema Sirte, che hanno richiesto un intervento di altissima qualificazione professionale, sono intervenuti i maggiori esperti in materia a livello nazionale, è avvenuto solo di recente, esattamente il 21 ottobre.
Nell’interrogazione si chiede se vi possa essere in qualche modo una forma di responsabilità del personale che opera all'interno del sistema per eventuali disguidi derivanti da questo problema. La risposta che viene fornita è negativa, nel senso che non vi può essere responsabilità del personale poiché si tratta di eventi che non derivano dall'azione diretta dei funzionari. La responsabilità deriva, in applicazione del principio generale di cui all'articolo 2043 del codice civile, da eventuali comportamenti dolosi o colposi, o comunque negligenti-
Devo concludere questa mia risposta dicendo che tutti i dati del sistema Sirte sono stati recuperati, quelli storici dal 21 ottobre, gli altri sin dal gennaio di quest’anno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Guardi, Presidente, noi non ne possiamo più delle non risposte e devo aggiungere, purtroppo non è la prima volta, anche delle vostre bugie perché in questa Aula davanti ai marchigiani è stato detto che dal 21 ottobre i dati sono stati ripristinati, ma così non è. Se adesso devo organizzare un altro tour, anche per questo lo farò. Mi sono messa ad organizzare i tour, e credo che questa cosa sia senza precedenti, proprio per verificare le bugie che vengono dette in quest'Aula.
Assessore, verificherò nel giro di 24 ore, dopodiché se qualcuno oggi ha detto delle bugie ne risponderà perché tutti sono preoccupati, allarmati, dal fatto che sono scomparsi i fascicoli sanitari e il nostro Assessore alla sanità è venuto a dire che dal 21 di ottobre abbiamo di nuovo tutto, lo verificheremo e torneremo presto su questo argomento.

Interrogazione n. 985
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri
“Persone con disabilità. Unità multidisciplinari età evolutiva ed età adulta. Dotazione organica e tempi di attesa per la presa in carico”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 985 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Occorre anche in questo caso premettere che l’interrogazione verte su due strutture, Umee e Umea.
L’Umee è la struttura multidisciplinare dell’età evolutiva che si occupa di neuropsichiatria infantile e questi servizi relativi alla disabilità richiedono un intervento multidisciplinare anche di psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione, oppure, secondo le singole condizioni, di logopedisti, fisioterapisti, psicomotricisti ed altre professionalità necessarie.
L’unità disciplinare dell’età adulta, l’Umea, si occupa della tutela della salute dei disabili dai 18 ai 65 anni, con consulenze specialistiche relative alla residenzialità e semiresidenzialità. Anche in questo caso si tratta di interventi multidisciplinari che richiedono l’intervento di neurologi, fisiatri, psicologi, sociologi, assistenti sociali ed anche tecnici della riabilitazione e specialisti secondo la personale condizione dei soggetti.
Qual è l’attuale condizione organica che emerge? Io ho una tabella con una serie di numeri che fornirò all’interrogante. Si deve rilevare che c'è una condizione di sotto organico del personale e questo problema, dovendo garantire i servizi, potrà essere affrontato Azienda sanitaria territoriale per Azienda sanitaria territoriale, con i nuovi assetti aziendali.
Come sappiamo la riforma del 2021 ha previsto la sostituzione dell'Asur con le Aziende sanitarie territoriali e a seguito dell'approvazione del Piano socio-sanitario, che è avvenuta nel mese di agosto, le Aziende sono state chiamate alla revisione della dotazione organica, strumentale e funzionale in modo di dare risposte tempestive a queste esigenze.
Voglio anche aggiungere che i problemi che riguardano sia l’Umee che l’Umea sono trattati quasi quotidianamente nell'ambito dell’Assessorato perché coinvolgono, anche dopo il Covid, un numero di persone sempre maggiore, anche per l’aumentato stress psicologico derivante da una serie di condizioni sociali, economiche e personali.
Consegno la tabella con la dotazione organica attuale, tenendo conto che nella revisione degli atti aziendali si dovrà tener conto di queste esigenze.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, lei ammette, come già aveva fatto all’inizio dell’anno, che Umea e Umee sono sotto organico, lo aveva fatto in risposta ad un’altra nostra interrogazione su questo tema, un tema che lei dice è all’ordine del giorno delle Aziende sanitarie territoriali, quotidianamente, ma nel Piano socio-sanitario era trattato in un paio di fugaci passaggi su centinaia e centinaia di pagine, quindi non è una materia che voi avete principalmente a cuore, è chiaro, perché in tre anni di legislatura non c'è stato nessun incremento di organico che a noi risulti, vedremo le tabelle che ci fornisce.
E’ palese che le unità multidisciplinari sono il perno del sistema di accoglienza, valutazione e presa in carico, ma devono essere messe nella condizione di operare.
In particolare per le Umee la situazione è molto preoccupante, l’avevamo già detto ad inizio anno, a fronte di un aumento della richiesta di interventi si sta verificando una progressiva riduzione degli operatori e questo comporta notevoli ritardi che evidentemente portano a diagnosi intempestive e spesso all’impossibilità di accedere alle cure e ai benefici previsti dalla legge. Questo provoca un grave pregiudizio per i minori e le loro famiglie che subiscono ritardi nella valutazione, che rappresenta il primo passo per avviare un percorso di integrazione sia a scuola che negli altri contesti di vita.
Risposte su questi enormi problemi ancora non ne date, sono passati tre anni, rinviate di anno in anno, prima la legge sull’organizzazione, poi il Piano socio-sanitario, arriveremo a fine legislatura che sulle Umee, sulle Umea, sui consultori, sulla salute mentale, su tutti i servizi socio-sanitari non avremo risposte adeguate. Grazie.

Interrogazione n. 988 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo
“Sollecito pubblicazione bando rimozione e smaltimento amianto entro il mese di novembre 2023”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 988 – a risposta immediata – dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. L’ho già detto prima alla Consigliera Vitri, questa interrogazione, come la precedente, era stata assegnata ad un altro Assessore, solo stamattina venendo qui ho saputo che è assegnata a me, del resto guardando il contesto è chiaro che sia una mia interrogazione. Avrei preferito in un primo momento non rispondere per essere più preciso nella risposta, magari valutandola un po’ meglio, comunque leggendo il contesto direi che una risposta la posso dare.
Se ho fatto questa premessa è solo per dire che non ho approfondito la situazione, però dal contesto devo dire che la risposta è molto chiara. Mi si chiede se entro novembre uscirà un bando, no, non uscirà un bando, la risposta è evidente.
Voglio aggiungere quel poco che riesco a dire non avendo, ripeto, potuto approfondire la questione. Gli interroganti fanno riferimento alla legge dell'Emilia-Romagna che mette una cifra consistente, da 4 milioni di euro fino a 150 mila euro, per le imprese che vogliono smaltire, eccetera. La Regione Marche non ha una legge che consente oggi di fare questo, in quanto la legge approvata, mi pare, nel 2020 dalla passata amministrazione, che poi abbiamo cercato di mettere in campo già dal primo anno a fine 2020, si riferiva solo ad interventi per proprietà private fino a un massimo di 2 mila euro. E’ chiaro che non può essere adattato a quella legge un bando per intervenire in favore di imprese e utenza, che ovviamente meriterebbe cifre ben diverse.
Conseguentemente alla domanda che mi viene posta: se esce un bando, molto onestamente devo dire no, non esce perché non è stato predisposto e finanziato un bando di questo genere in questo momento, se però facciamo riferimento ad un bando rivolto alle imprese sia agricole che di altro tipo dico che non c'è nella legislazione della Regione Marche ad oggi una normativa che ci consenta di fare questo.
Se avessimo pubblicato nuovamente il bando con il massimale di 2 mila euro, come abbiamo tentato di fare tre anni fa, probabilmente sarebbe andato solo parzialmente a buon fine. Mi ricordo che a suo tempo c’erano state pochissime le domande di privati per accedere a quel tipo di bando. Pur non essendomi preparato riesco a darvi questa risposta, che credo sia un po' la sostanza della cosa.
Se il Consiglio regionale, su indicazione dell’Assessorato o anche per iniziativa propria, volesse portare una normativa, una legge, che consenta un tipo di attività similare a quella dell'Emilia-Romagna, bisognerà valutare una nuova legge o una variazione di quella esistente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Innanzitutto la ringrazio, Assessore, per avermi dato una risposta nonostante non fosse preparato. Devo dirle che questo è un segnale allarmante di quanto questa Giunta sia interessata al problema enorme dello smaltimento dell’amianto. Purtroppo nemmeno sapete a chi compete la risposta. Per carità, è stato un errore e lo comprendo, non c’è problema, però l’errore più grande è a monte, da un anno aspettiamo un bando che, come lei ha detto, è previsto da una legge del 2020, pubblicata dalla Giunta precedente poco prima della fine del mandato.
Non solo c’è indifferenza, ma anche inadempienza perché questo bando per contributi allo smaltimento di amianto non è mai uscito.
E’ vero ciò che lei dice, che era una legge che prevedeva solo 200 mila euro per piccoli quantitativi di amianto e piccoli contributi, lei ha proposto di fare una modifica, una riforma, e le dico che l’ho già presentata, quindi, anche su questo non solo c’è indifferenza, ma anche disinformazione.
Ho già depositato a mia prima firma, insieme a tutto il gruppo del Partito Democratico, la modifica di legge, almeno un mese fa, non solo, l’Emilia-Romagna non prevede 4 milioni di euro con una legge, li prevede con una delibera di Giunta, quindi anche lei avrebbe potuto farla in qualunque momento.
Il bando dell’Emilia-Romagna prevede 4 milioni con un bando pubblicato il 2 novembre, che chiuderà il 28 novembre, per questo le chiedevo di intervenire urgentemente in quanto noi siamo al confine e si crea anche una disparità concorrenziale tra imprese che vivono tra il nord delle Marche e l’Emilia-Romagna, le quali possono avere contributi per lo smaltimento dell’amianto da 15 mila a 150 mila euro, garantendo così luoghi di lavoro sicuri in Emilia-Romagna e al confine con le Marche, purtroppo, no, perché questa Regione continua ad essere indifferente al problema dello smaltimento dell’amianto.

Interrogazione n. 990
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Posticipo data inizio delle vendite di fine stagione invernale 2023-2024”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 990 dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo.
L’Assessore Antonini è assente giustificato.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ribadisco il fatto che la Giunta dovrebbe organizzarsi e quando un Assessore non c'è dovrebbe rispondere un altro. Noi non ci rivolgiamo all’Assessore, ma, ripeto, al Presidente, dopodiché il Presidente o meglio la Segreteria dovrebbe dirottarla, se l’Assessore non c’è, ad un altro Assessore.
Presidente, le chiedo, siccome è un’interrogazione urgente e la prossima settimana non sono previste interrogazioni - per avere una risposta bisogna aspettare il 5 e siamo troppo in là – di prevedere nel prossimo Consiglio regionale magari solo le interrogazioni che verranno rinviate oggi. Grazie.

Interrogazione n. 991 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Cancellazione delle destinazioni dall'Aeroporto internazionale ''Raffaello Sanzio'' di Falconara Marittima per Barcellona, Bucarest e Vienna”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 991 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Ricordo che rispondo leggendo la comunicazione fornitami direttamente da ATIM, che riporto testualmente: “Si ribadisce che ATIM non ha alcuna competenza relativamente ai voli. Le competenze di ATIM sono quelle previste dall'articolo 2 della legge regionale 35/2021. Tale richiesta va effettuata all’aeroporto internazionale di Ancona o si può evincere dalla consultazione del sito Aeritalia”.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Buongiorno, Presidente. Buongiorno a tutti.
Assessore, oggi è il 13 novembre 2023 e penso che la data sia destinata a passare alla storia come il giorno della vergogna dell’Aeroporto internazionale Sanzio.
Dopo poco più di un mese dall’attivazione le rotte per Vienna, Bucarest e Barcellona, operate dal vettore Aeroitalia, sono state cancellate, generando quello che sappiamo. Pensando alle persone che avevano prenotato, a quelle che avevano pensato di farlo, spero che almeno siano stati restituiti i soldi, avevano programmato qualche volo ed invece è andata così.
Il motivo, stando alla comunicazione che lei oggi ci ha riportato, è il mancato rispetto dell'accordo stipulato il 31 luglio tra la compagnia aerea e ATIM, convenzione rispetto alla quale non sono stati dati i contenuti, quindi, ancora una volta gestione opaca e poco trasparente, che vi ha caratterizzato.
Questo ovviamente è solo la punta dell’iceberg, una gestione che marca un’incapacità amministrativa sia della Giunta che di ATIM, ma io dico più della Giunta. Lo riconfermate stamattina recuperando il comunicato stringato di ATIM, che porta a non capire come sono state investite le risorse dei marchigiani e delle marchigiane.
Un disastro che noi ovviamente non lasceremo lì, adesso ci trasferiremo sui volumi di traffico delle tratte rispetto al bando della continuità territoriale per capire quanto costa ad ogni cittadino.

Interrogazione n. 992 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Opere di pulizia invasi del Furlo, S. Lazzaro e Tavernelle”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 992 – a risposta immediata – del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Rossi pone una questione che è nella volontà di questa amministrazione e di questo Assessorato da tempo. Anche con la presenza del Consigliere, che si è sempre interessato a questa questione, abbiamo incontrato più volte l'ente gestore, che è Enel Green Power, per quel che riguarda la pulizia degli invasi dislocati lungo il fiume Metauro.
Parlo di invasi in senso generale lungo il fiume Metauro perché sono tre: c'è quello del Furlo di Fermignano, quello di San Lazzaro di Fossombrone e quello di Tavernelle di Colli al Metauro. Lì ci sono delle captazioni per l’acqua potabile per le città più importanti della provincia di Pesaro-Urbino: Fano e Pesaro innanzitutto.
Conseguentemente è fondamentale avere a disposizione il maggiore quantitativo d’acqua che viene immagazzinato nei mesi invernali per poi utilizzarlo nei mesi estivi.
Tutti e tre questi bacini messi insieme, chi più chi meno, fanno una media del 50% di detriti depositati all'interno degli stessi, quindi chi più chi meno ha …
Per quanto riguarda la disponibilità di Enel Green Power, che abbiamo riscontrato, si è iniziato con lo sfangamento del Furlo.
Per dire come è la situazione riepilogo in questo modo: il 20 novembre ci sarà l’ultima conferenza dei servizi, per la quale stiamo attendendo da tutti gli enti, che poi le leggo, i vari pareri, che crediamo essere positivi, perlomeno era un accordo fatto in una precedente conferenza dei servizi. Vorrebbe dire a questo punto autorizzare i lavori per il prossimo anno, probabilmente nella fase estiva, quando si potranno fare.
Ci tengo a dirle quanto sia complicata questa partita. Per quel che riguarda il procedimento, i pareri devono arrivare dalla Regione Marche per l’avvio del procedimento per la gestione degli invasi, poi concessione di occupazione temporanea del demanio idrico e autorizzazione idraulica rilasciate dal Settore Genio civile Marche nord: autorizzazione idraulica sempre del settore Genio civile Marche nord; valutazione di incidenza e autorizzazione per intervento interno, ente gestore la Provincia; autorizzazione intervento a tutela della fauna ittica della Regione Marche autorizzazione utilizzo e valorizzazione del sedimento scavato della Regione Marche, Agenzia delle entrate e Agenzia del demanio, autorizzazione recupero cava attiva Provincia; autorizzazione recupero cava dismessa Comune; autorizzazione paesaggistica interventi in area sottoposta a vincolo Sovrintendenza; eventuale autorizzazione paesaggistica recupero cava dismessa Comune di Cagli; contributo istruttorio Comune di Acqualagna; contributo istruttorio Comune di Fossombrone; contributo istruttorio Comune di Fermignano; contributo istruttorio Arpam; autorizzazione allo svaso secondo i Piani Ufficio dighe del Dipartimento nazionale; contributo istruttorio per interferenze con l’approvvigionamento idropotabili Ato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Assessore. Questa è una tematica che ho deciso di seguire sin dall'inizio, seria, su cui torno periodicamente. Già la sua risposta in parte ci soddisfa e ci rassicura perché dà una data per questa conferenza.
Chiaramente non è il problema di questa Giunta e di questo Assessorato se lo stato di questi invasi è quello che è, ma è una problematica che avanza ormai da tempo, sulla quale questa Giunta deve porre attenzione, perché la pulizia di questi invasi è paragonabile ad una grande …, anche perché è necessaria sia per l’approvvigionamento idrico, per l'idroelettrico, che per la sicurezza degli stessi fiumi. Si veda quello che comporta la mancata pulizia del Furlo, per esempio in zona Golena, o del San Lazzaro in zona Sterpeti.
Questa situazione denota quanto la burocrazia in questo Paese faccia schifo. E’ bene che si provveda e che, soprattutto, Assessore, si faccia un cronoprogramma delle azioni da porre in atto, in maniera tale che anche i cittadini siano rassicurati, anche perché, come ha detto, ci sono tanti pareri. Poi non vorremmo che l’Enel e gli altri enti rimettano sempre all'anno del mai la prossima conferenza dei servizi. Quindi, è necessario un cronoprogramma per intervenire subito e urgentemente perché questa è una delle opere pubbliche più importanti da farsi nella provincia di Pesaro-Urbino. Grazie.

Interrogazione n. 982
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Vicenda sulla interruzione dei voli dell'aeroporto Raffaello Sanzio”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 982 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Anche qui rispondo leggendo testualmente le indicazioni fornitami da ATIM: “Nel ribadire che ATIM non ha alcuna competenza relativamente ai voli e nel precisare che l'azione dell'Agenzia ha prodotto un incremento dell'8% di turisti stranieri fino a 31 agosto 2023, si precisa che è stato sottoscritto da ATIM un contratto con Aeroitalia che aveva un termine iniziale all’1 dicembre 2023, a fronte del quale non vi è stata alcuna corresponsione di somme di denaro pubblico, senza alcun tipo di connessione con i voli operati da Aeroitalia sull'aeroporto di Ancona, sulle rotte nazionali ed internazionali.
Nel contratto esiste una clausola di riservatezza che impedisce ad oggi di poter divulgare il contenuto delle interlocuzioni in corso.
Si rinviano ulteriori precisazioni a quando sarà possibile divulgare il contenuto senza ledere i diritti di alcuna delle parti, ivi compresa Aeroitalia”.
Mi lasci concludere, Consigliera Ruggeri, lei è Consigliera in questa legislatura, chi le parla è stato 11 anni in Assemblea di Aerdorica e un anno e mezzo nel CdA di Aerdorica, quando ha tempo si vada a vedere chi sono i responsabili, chi ha mandato in fallimento l'Aeroporto di Falconara, se lo chieda e ripercorra tutta la storia delle persone nominate.
Non è oggetto dell'interrogazione, ma mi permetto di darle un suggerimento, vada a vedere tutte le persone che hanno portato al fallimento dell'aeroporto ed ai 50 milioni di debiti, nominate da chi? Da chi stava lì. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Vorrei specificare che la mia interrogazione, a parte aver fatto tre domande molto puntuali a cui ho avuto parziale risposta, non era rivolta ad ATIM, ma al Presidente ed all’Assessore competente perché a me interessava una risposta politica, risposta che non ho avuto.
Di tutto quello che è successo nella storia delle Marche, Assessore, mi interessa poco perché, come lei dice, io sono stata eletta adesso e adesso devo fare il mio lavoro, che mi porta a dire che sulla continuità territoriale questa maggioranza ha avuto la possibilità di ricollegarsi ad un lavoro portato avanti dal Movimento 5 Stelle, tant’è che l'emendamento famoso che ci ha fatto avere i soldi per la continuità territoriale è a firma di XY ed è frutto del lavoro di due ex, uno dei quali attuale parlamentare del Movimento 5 Stelle, che sono XX e YY.
Bene, quando abbiamo avuto l’ok per la continuità territoriale - oltre al fatto che siete andati tutti sui giornali a far gran propaganda, compreso l'ex Assessore, che non so che ruolo abbia all’interno del Parlamento, penso che sia un deputato - sembrava fosse un lavoro vostro, però adesso l’ex Assessore non l’ho sentito pronunciare una parola sul disastro che avete fatto, perché di disastro d'immagine dobbiamo parlare.
Siamo finiti su tutti i giornali e tv, non solo locali e regionali ma anche nazionali, perché si è riaperto un gran caos all'interno del nostro aeroporto, parzialmente risolto con l'ingresso di Enac, che ha detto che avrebbe diffidato Aeroitalia, quindi qualcosa si è sistemato. Ne ha parlato il Consigliere Mangialardi poco fa.
Penso che la responsabilità, Assessore, sia politica, quindi, se qualcosa è stato fatto, vorrei sapere se questa Giunta ha aperto una verifica interna. Ma lei non mi ha risposto.
Voglio sapere se nel contratto, che è stato sottoscritto, c'è il mancato adempimento degli impegni presi da parte di ATIM, perché sarebbe una vergogna per la nostra Regione, e a me la clausola di riservatezza interessa poco. Voglio espletare il mio mandato, quindi ho già fatto l’accesso agli atti e spero che questo contratto mi sia inviato quanto prima, vedremo poi cosa succederà quando lo avrò in mano, potrò leggere che cosa c'è scritto, potrò farmi un'idea, che non sono riuscita a farmi con le risposte stringate, elusive ed opache che sono state date in quest’Aula da lei.

Interrogazione n. 983
ad iniziativa del Consigliere Santarelli
“Riapertura del Ponte della Chiusa tra frazioni Vallone e Cannella di Senigallia”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 983 del Consigliere Santarelli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Vado a memoria, Consigliere, perché conosco questa situazione e non ho bisogno di andare a scartabellare.
Intanto la porto a conoscenza con esattezza che la prossima settimana sarà pronto il progetto esecutivo da parte del Consorzio di bonifica ed entro un mese saranno portati avanti i lavori. Loro mi parlano della spalla del ponte, non so bene cosa voglia dire, praticamente non si fa il ponte per intero, ma si rafforza la parte che è stata danneggiata pesantemente dall’alluvione.
Questo per rassicurare lei ed ovviamente tutto il Consiglio sul fatto che i lavori partiranno prestissimo ed entro un mese dovrebbero essere realizzati.
Voglio precisare che appena terminati i lavori si riaprirà quel ponte al traffico leggero (auto). Dico questo perché un po’ di tempo in più ci è voluto al Consorzio di bonifica per capire com’era strutturato storicamente quel ponte e per capire anche che tipo di intervento portarvi. Non si è riusciti tramite la Provincia di Ancona, che era titolare tantissimi anni fa della realizzazione di quel ponte. Si è trovato il progetto iniziale, ma non il collaudo, quindi non si sa se sia stato collaudato o meno, come è ancorato a terra, se ha dei pali o meno, non ci è dato sapere.
Cosa fa il Consorzio di bonifica? Prima di tutto sistema il danno apportato dall'alluvione e poi riapre al traffico leggero, che è in sicurezza. Nel frattempo ha richiesto al Vicecommissario straordinario di avere delle cifre in più per fare degli studi, degli scavi, probabilmente per capire com’è strutturato il ponte, per fare poi una prova di carico per riaprirlo anche al traffico pesante.
Quindi, abbiamo tre fasi: si fanno i lavori, il ponte viene riaperto al traffico leggero, su questo c'è certezza anche di una tempistica abbastanza rapida, conseguentemente un approfondimento per capire effettivamente se quel ponte può o meno sopportare, anche con prove di carico, il traffico che ha sempre sopportato. Che le devo dire? Un conto è sopportarlo perché lo ha sempre fatto, e va bene così, un conto è intervenire strutturalmente senza avere un collaudo o una prova.
Sappiamo benissimo che i ponti realizzati dagli antichi romani non sono stati mai collaudati, però continuano a tenere. Non vorrei che un ponte di più recente fabbricazione, che non è stato collaudato, possa cadere e provocare una disgrazia per cui si va in galera.
I lavori si fanno, si riapre al traffico leggero, successivamente si farà una serie di attività per capire, ed io spero che sia così, dato che ha sempre resistito, la staticità comprovata e riaprilo anche al traffico pesante.
C’è voluto un po’ di più, mi hanno detto dal Consorzio di bonifica, nel predisporre il progetto perché si è cercato di capire il progetto iniziale del ponte e come poter intervenire, però il progetto non è mai stato trovato e, sa benissimo, se non si trovano i documenti di collaudo ...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Buongiorno a tutti. Buongiorno al Presidente, alla Giunta e ai dipendenti del Consiglio regionale. Grazie, Assessore. Noi di Rinasci Marche siamo parzialmente soddisfatti e le vado a leggere in maniera puntuale il perché.
La ringrazio perché in questa sua risposta, con precisione, ha fatto un excursus che noi invieremo alle popolazioni delle due valli dell’arceviese e della … Sembra un piccolo territorio, ma da un anno a questa parte, molte famiglie, avendo la scuola nella frazione Vallone, sono costrette quotidianamente a percorrere 20 chilometri in più.
Il tema dell’interrogazione, che noi abbiamo puntualmente sottolineato, riguarda la riapertura del ponte ed il fatto che gli abitanti di quest'area sono isolati.
La carenza dell'infrastruttura ha comportato danni alle attività economiche e ancora peggio la chiusura di diverse attività, che hanno perso dei clienti in seguito all’inagibilità del ponte.
La Regione, giustamente, con l’Assessore di competenza ha fatto un sopralluogo di recente, il 13 ottobre, ed ha dichiarato che i lavori di riapertura erano già in atto, quindi, perché questa interrogazione? Perché lo stato dei lavori di ripristino del ponte Chiusa Vallone Cannella … L’Assessore ci ha detto adesso quale sia l’attuale stato dell’arte, però ricordo che in seguito all’alluvione del 15 settembre il Consorzio di bonifica era stato incaricato di ripristinare il ponte che collega le due frazioni.
Molti non sanno che anche negli angoli più sperduti della nostra regione, in questo caso non proprio sperduto perché siamo a 4 chilometri dall’autostrada, noi abbiamo obbligato due comunità ad una viabilità che ha messo le mani nelle tasche delle famiglie, dato che la scuola si trova dall'altra parte della valle, ed anche gli esercizi commerciali che insistevano in quel territorio hanno cessato le loro attività, sono poche.
Noi abbiamo sempre fatto il nostro lavoro di civici proprio per la base, la base di un territorio che ha bisogno di risposte, risposte che daremo nei prossimi mesi fino al termine della nostra legislatura e fin quando avremo fiato.
Anche le piccole comunità vanno tutelate, questa per mia fortuna è una comunità che conosco molto bene. Sono stato puntuale, come l’Assessore, e sono andato anch’io a braccio. Grazie.

Mozione n. 269
ad iniziativa dei Consiglieri Latini, Rossi, Ruggeri, Mangialardi, Marinelli, Marcozzi, Santarelli, Ciccioli
“Modalità di pagamento del ticket sanitario”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 269 dei Consiglieri Latini, Rossi, Ruggeri, Mangialardi, Marinelli, Marcozzi, Santarelli, Ciccioli.
La mozione vuole inquadrare la possibilità di effettuare il pagamento del ticket sanitario con i consueti e ormai conosciuti metodi di pagamento in via telematica, dando un ulteriore supporto ai due che sono in questo momento in funzione, cioè lo sportello presso gli ospedali e il pagamento attraverso la piattaforma Marche payman, che ha necessità di una particolare procedura che può qualche volta mettere in difficoltà coloro che non sono dentro la tematica dei pagamenti telematici o on-line.
Seguendo un po' il percorso di altre Regioni italiane, che hanno già il pagamento del ticket sanitario attraverso una piattaforma con metodi complessivamente usuali, si propone l'attivazione per le Marche del pagamento del ticket sanitario con i metodi più diffusi e decentrati, attraverso il servizio Pagopa e presso gli sportelli più tradizionali che conosciamo, anche esercizi commerciali, quindi sportelli ATM, tabaccherie, uffici postali e bancari, in modo da consentire il pagamento del ticket nella maniera più facile per i nostri assistiti.
Questa è la mozione ed il mio intervento.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Oggi, come ha già detto lei, vogliamo portare all'attenzione dell'Aula un tema che tocca la vita quotidiana di molti: le modalità di pagamento del ticket sanitario.
Questo argomento, apparentemente tecnico, è in realtà un tassello fondamentale nella costruzione di una società più giusta ed inclusiva.
Attualmente, come ha già detto lei, i nostri concittadini senza esenzione pagano il ticket per accedere a visite mediche e accertamenti diagnostici. Il sistema attuale, seppure funzionale, presenta limitazioni che non possiamo ignorare.
Il ticket può essere pagato, come è già stato detto, agli sportelli delle strutture sanitarie, o on-line attraverso la piattaforma Marche payman.
Questo sistema digitale rappresenta un'innovazione significativa, permettendo di evitare lunghe attese, ma non è privo di sfide.
Consideriamo la realtà dei nostri cittadini, non tutti sono ugualmente abili nell'utilizzo di strumenti digitali, molte persone, in particolare gli anziani e chi vive in zone meno digitalizzate, trovano ostacoli nell'accesso a questi servizi. L'obbligo di connessione Internet, la necessità di un indirizzo e-mail e l'uso di una carta di credito possono rappresentare barriere insormontabili per alcuni. Non possiamo permettere che la tecnologia, che dovrebbe essere un ponte, diventi un muro.
La mozione, che discutiamo in questa sede, propone un'evoluzione del nostro sistema di pagamento del ticket sanitario, così come hanno fatto altre Regioni italiane, un sistema che non sostituisce quello attuale, ma lo arricchisce, lo implementa, lo rende più flessibile e accessibile. Un sistema che permette ad ogni cittadino di scegliere il metodo di pagamento che più si confà alle sue esigenze e capacità, sia esso digitale o fisico.
Con questa mozione si vuole fornire un ulteriore ventaglio di possibilità per il pagamento del ticket sanitario, in questo modo, oltre agli sportelli ospedalieri e alla piattaforma on line, i cittadini possono utilizzare sportelli ATM, tabaccherie, uffici postali e bancari. Questo fornirebbe la possibilità anche a chi non ha familiarità con la tecnologia di accedere facilmente ai servizi sanitari.
La proposta che portiamo oggi in Aula è quella di integrare il nostro sistema con metodi di pagamento più diffusi e decentrati.
L'adozione di servizi come Pagopa e gli altri, di cui ho fatto cenno, potrebbero essere un passo in questa direzione, fornendo una varietà di opzioni che includono anche canali fisici.
La nostra responsabilità, come rappresentanti del popolo, è garantire che ogni cittadino abbia uguali opportunità di accedere ai servizi essenziali. Con questa innovazione possiamo fare un passo avanti, verso una società più equa dove la salute e il benessere non sono limitati da barriere tecnologiche o burocratiche.
Per questo motivo, chiediamo a quest'Assemblea regionale di valutare con attenzione questa proposta. E’ un'opportunità per mostrare che la Regione Marche, così come hanno fatto altre Regioni italiane, è all'avanguardia non solo in termini di tecnologia, ma anche di inclusività e accessibilità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Brevemente per dire che la vita per tutti noi è molto complicata. Ognuno la mattina comincia ad affrontare la giornata e ogni giorno porta la sua difficoltà tecnica e tecnologica, quindi, l’introduzione di un’ulteriore modalità di pagamento del ticket sanitario va nella direzione di semplificare la vita dei i cittadini. Ovviamente il mio parere, a nome di tutto il gruppo di Fratelli d'Italia, è favorevole, anche perché ho sottoscritto la mozione, quindi non potrebbe essere diversamente.
Cercare di dare più opportunità di pagamento ad ogni cittadino, cercare di fare in modo che sia più semplice l'inserimento dei dati, complessivamente riuscire talvolta ad accelerare le prestazioni, è cosa ovvia, anzi uno dovrebbe chiedersi perché non ci si è pensato fino adesso.
Detto questo, non ho altro da aggiungere se non quanto è già scritto nella mozione e quanto è stato illustrato dal Consigliere Latini e successivamente dalla Consigliera Marcozzi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILO’. Grazie, Presidente. Anche noi siamo d’accordo con questa mozione, personalmente la condivido. Come giustamente hanno illustrato precedentemente i colleghi, questo atto ci vede vicini alle esigenze dei cittadini e tutto quello che può andare incontro a queste situazioni ben venga. Quindi, sono favorevole, siamo favorevoli a questa iniziativa ed a questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Anche il nostro gruppo ha firmato la mozione, come tutti i Presidenti di gruppo, che riporta puntualmente la modalità di pagamento del ticket sanitario.
Nella premessa si sottolinea che le persone che non hanno diritto all’esenzione devono pagare il ticket, quindi una quota di partecipazione alla spesa sanitaria per le visite mediche e gli accertamenti diagnostici.
Porto la mia esperienza da operatore sanitario, spesso mi sono trovato di fronte anche a delle necessità per cui alcune famiglie, alcuni professionisti, alcune persone che avevano una vita più complicata, purtroppo, in giornate veloci si trovavano a trascorrere ore nelle file del ticket sanitario. In alcuni Comuni, quelli più disagiati, il povero cittadino, che non aveva l’esenzione del ticket ed anche chi ce l’aveva, doveva fare la prestazione in un Comune, in un luogo, ed il pagamento del ticket doveva farlo in un altro Comune. Porto l’esempio di Montemarciano e Chiaravalle.
Ci troviamo di fronte ad una mozione che i cittadini marchigiani aspettano da tempo, noi come gruppo Rinasci Marche ringraziamo il Presidente del Consiglio regionale Consigliere Latini, che ci ha dato l’opportunità di seguirlo in questa linea di attività.
Il sistema di pagamento ha il vantaggio per i cittadini, come ho sottolineato, di evitare le attese davanti alle casse degli ospedali.
Questa è una semplice mozione, noi impegniamo la Giunta, in questo caso vedo l’Assessore Saltamartini che già si è prenotato, quindi spero in una sua risposta immediata su questo tema, perché il proficuo utilizzo, anche attraverso semplici competenze informatiche, può migliorare la vita di tanti cittadini. L'implementazione in questa Regione - già in altre Regioni ci sono puntuali sistemi on line, ormai i giovani lavorano con lo smartphone, pagano il caffè, pagano con una e-mail o con il proprio cellulare - potrebbe migliorare la qualità della vita di tutti quei cittadini che spesso si vedono attanagliati dalla burocrazia. Noi abbiamo un sistema sanitario regionale, io dico per fortuna, poche volte inefficiente, ma quando lo è ci troviamo davanti una montagna, che è il sistema delle liste d’attesa. Quando è inefficiente ci troviamo davanti una montagna di burocrazia da scalare.
Quindi costringere i cittadini marchigiani …, e questo vale da Novafeltria a Maltignano, dal sud fino all'estremo nord delle Marche. Addirittura alcuni Comuni in passato hanno chiesto di uscire dalle Marche per andare nella vicina Emilia-Romagna, Regione in cui il sistema amministrativo, il sistema sanitario ed il sistema burocratico sono più snelli. L’ho toccato con mano, con la mia famiglia, purtroppo per motivi di salute mi sono dovuto rivolgere a quei sistemi e l’efficienza di quei sistemi è anche un’efficienza ...
In questo caso la mozione riporta puntualmente la modalità di pagamento del ticket sanitario, un’efficienza amministrativa.
Come gruppo Rinasci Marche chiediamo all’Assessore Saltamartini quali azioni ha messo in campo perché l'efficienza amministrativa è anche efficienza sanitaria, considerato che il bene salute parte da una prima montagna, che è quella, a volte, di prenotare, lo vediamo dall’attesa. Oggi sul Corriere Adriatico è presente un articolo a firma della direttrice dell’Agenzia regionale sanitaria, la quale dice che per l'Agenzia non ci sono problemi di liste d’attesa.
Quello che voglio sottolineare è che quotidianamente i cittadini quando escono di casa hanno problemi. Per fortuna il 3%, il 5% dei cittadini legge i quotidiani e per nostra fortuna molti si rivolgono alle strutture sanitarie, quindi gran parte delle telefonate che ricevo non solo sulle cose che sono state scritte anche nei nostri confronti, sul nostro gruppo in passato, in questi mesi, ma spesso sono per dire che c’è una questione o un’altra, e molte sono di carattere amministrativo.
Bene la mozione, bene il Consigliere Latini che ha portato in Aula un tema apparentemente banale, apparentemente semplice, ma in questa banalità, in questa semplicità, c'è la vita dei nostri concittadini, c'è la vita dei cittadini marchigiani e io sono "un politico che fa la politica in maniera pratica”. Un paio di anni fa il Consigliere Cesetti mi disse: “Consigliere Santarelli qui stiamo facendo politica”, nel senso che a volte io parlo in maniera pratica, in maniera semplice, banale. Questa banalità e questo mio intervento lo darò a tutti quei cittadini che mi scrivono e mi telefonano, anche sul tema del pagamento del ticket sanitario, in particolar modo in quei Comuni dove molti cittadini devono prendere la macchina, siamo nel 2023, per andare ad esempio da Montemarciano a Chiaravalle per pagare il ticket. Questo esempio può sembrare banale o superficiale, ma rappresenta la vita dei nostri concittadini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La mozione è assolutamente condivisibile. Il tema del pagamento riguarda il sistema di digitalizzazione del sistema sanitario regionale, sul quale, per recuperare le arretratezze del sistema stesso, pensiamo solo al fascicolo, è intervenuto il Piano nazionale di ripresa e resilienza con un progetto coordinato direttamente dal Ministero della salute.
Tengo anche a precisare che molti ritardi derivano dall’arretratezza della stesura della fibra ottica, nel senso che la trasmissione dati avviene ancora oggi sul filo di rame delle linee telefoniche. Per fortuna ci sono questi investimenti che faranno recuperare una serie di situazioni arretrate.
Il sistema di pagamento, anche con Pagopa e con altri meccanismi, quali per esempio il versamento con bonifico mediante l’Iban, garantirà ai cittadini maggiore celerità nelle prestazioni delle pubbliche amministrazioni, che oggi stentiamo anche a verificare.
La sollecitazione che viene da questa mozione, che io apprezzo in modo particolare, è anche nei confronti degli organi amministrativi affinché ci sia piena consapevolezza del fatto che la velocità con cui le prestazioni vengono erogate e le modalità con cui i cittadini si relazionano con la pubblica amministrazione fanno addirittura ritenere che il prodotto interno lordo del nostro Paese potrebbe aumentare del 4%.
Non posso sottacere sul fatto che per fare il pagamento di una prestazione presso la pubblica amministrazione ci si debba spostare in un altro Comune, i tempi che vengono sottratti al ciclo produttivo delle persone che sono in attività costituiscono un danno ben più grave che non la stessa disfunzione della pubblica amministrazione.
Ben venga questa mozione del Consiglio regionale.
Ringrazio i proponenti e tutti i colleghi che sono intervenuti perché dimostrano una sensibilità con cui questa Assise regionale si approccia ad una pubblica amministrazione moderna, in particolare ad una pubblica amministrazione tanto delicata e sensibile ai bisogni dei cittadini, quale può essere quella che si occupa dei servizi sanitari e del diritto alla salute.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Un’ottima iniziativa, un plauso al proponente.
L'auspicio è che, compatibilmente con quello che si può fare con la realtà dei servizi legati alle linee telefoniche, questo atto si possa concretizzare.
Diversi sono stati gli atti presentati in maniera simile, ricordo il discorso dell'unificazione dei centralini telefonici, da cui è nata una mozione che ho proposto e che è stata votata all'unanimità.
L'auspicio è che gli uffici in qualche maniera riescano a concretizzare quello che la politica, ed è intenzione di questo Consiglio, propone in questa sede, altrimenti tutto resta lettera morta.
Se c'è l'impegno di tutto il sistema sanitario, compatibilmente, ripeto, con le possibilità che ci sono, sicuramente questo è un piccolo ma importante passo avanti, soprattutto per quelle comunità locali che sono più dislocate. Grazie.

PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ritengo anch'io importante questa mozione, però dalla risposta non ho capito bene se verrà fatto o no.
Assessore, mettere insieme il fascicolo elettronico, che sicuramente è un problema per il quale occorre accelerare il più possibile … Però il pagamento del ticket, secondo me, esula dal problema del fascicolo elettronico, basta attivarlo, quindi, chiederei ai servizi di non trovare ulteriori scuse perché il fascicolo elettronico rispetto al pagamento del ticket è un altro mondo. Ci vuole volontà da parte degli uffici, se non riescono perché oberati di lavoro dovrebbero farsi aiutare da qualcuno esterno.
Il pagamento, come qualsiasi altra operazione, è una cavolata, è la semplice attivazione di un pagamento attraverso un’applicazione o nel modo che si ritiene opportuno. Se si può fare ritengo che in 10 giorni potrebbe essere attivato.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. La ringrazio anche per questa mozione che obiettivamente punta ad offrire un servizio indispensabile ai cittadini.
Siamo nel 2023 e trovo inconcepibile che ancora oggi ci si trovi di fronte ad ostacoli che possono impedire il libero svolgimento delle più semplici attività. Le faccio l’esempio, Assessore Saltamartini, di ciò che avviene a Pesaro perché è una realtà che conosco bene, mi è stata segnalata ed ho voluto provarla io stessa. Nel momento in cui si vanno a fare delle analisi del sangue in un laboratorio pubblico a Pesaro, come può essere ad esempio il laboratorio di Via Comandino, prima di ritirare il referto (2, 3, 4 giorni dopo), occorre andare a pagare la prestazione a circa 4 chilometri di distanza. Quindi, un anziano non autosufficiente, senza patente, dopo aver fatto le analisi, magari comodamente a due passi da casa, deve farsi accompagnare per pagare o mandare qualcuno a pagare, poi con la ricevuta del pagamento può ritirare le analisi nei giorni successivi. Sarebbe molto più comodo permettere il pagamento nel luogo in cui si effettua l’analisi oppure con tutte le modalità che vengono offerte oggi dai sistemi informatici.
Credo che questo la Giunta regionale dovrebbe consentirlo ed attivarsi per farlo entro poche settimane. E’ un suggerimento per agevolare la vita dei cittadini e delle cittadine, non è una polemica, anzi ringrazio il Presidente Latini per aver posto la mozione.
Tutt’altra cosa è il fascicolo digitale che permette di condividere i referti on-line da una struttura sanitaria all’altra, da un medico all’altro. Io stessa un anno fa ho presentato un'interrogazione su questo, colgo l'occasione per invitarla a riguardarla, a rileggerla e per invitare anche i funzionari e i dirigenti a rileggere ciò che avevo scritto in quell’interrogazione, con la quale analizzavo nel dettaglio la problematica che attualmente vivono molti medici nei nostri ospedali. Infatti, viene utilizzato un software che crea problemi pesanti a tutti i medici che lavorano nelle strutture sanitarie, che non solo blocca il sistema, ma molto spesso non consente di condividere le cartelle, mentre in Emilia-Romagna, ad esempio, abbiamo fatto un confronto, si utilizza un software molto più agevole che mette tutti i dati a disposizione in tempo reale. Anche in questo caso provi ad immaginare, facendo lo stesso esempio di una persona non autosufficiente, anziana, che arriva per la prima volta in uno studio medico, magari accompagnato da una badante che non conosce la sua cartella clinica, il suo percorso. Il medico si trova davanti un paziente che non sa nemmeno se ha avuto un intervento di appendicite oppure no, quindi, diventa sempre più urgente fare in modo che il fascicolo digitale sia implementato al 100% e per farlo, le ricordavo nel mio atto, occorre anche mettere a disposizione dei medici di base del personale amministrativo perché da soli non possono trasferire 600 cartelle cliniche nel proprio sistema on-line.
Le ho fatto presente tre temi diversi, su cui mi auguro lei possa impegnarsi già da oggi, per agevolare non solo la vita dei marchigiani e delle marchigiane, ma anche del personale medico sanitario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Grazie per questa mozione che va nella giusta direzione dello snellimento delle procedure amministrative per favorire sempre di più l’accesso dell’utente alle prestazioni sanitarie, in questo caso il pagamento del ticket. E’ utile e necessario adeguare la strumentazione all’evolversi dei tempi, della tecnologia, quindi benissimo, la direzione è quella giusta.
Chiaramente ringraziamo per i suggerimenti e le osservazioni, alcuni sono condivisibili e da recepire. Mi fa strano, sinceramente, che di tutte queste soluzioni che siete in grado di trovare, negli ultimi trent'anni in cui avete governato la Regione, non ne abbiate applicata una, come se aveste vissuto sulla luna. Adesso siete tutti bravi a risolvere qualsiasi tipo di situazione o problema che ha questa Regione. Visto che è così brava e preparata poteva suggerirla anche all’amministrazione precedente oppure a quella precedente ancora, sempre del suo partito, oppure al Presidente della Regione, che era suo amico ed era Assessore alla sanità.
Benissimo i suggerimenti, grazie, Consigliera Vitri, li terremo in considerazione, questo è chiaro, se giusti devono essere presi in considerazione, però non fate finta di aver vissuto sulla luna fino adesso, venendo qui a dare lezioni su tutto. Grazie.

PRESIDENTE. Leggo il dispositivo della mozione n. 269: “Impegna il Presidente della Giunta regionale: a valutare la possibilità di integrare gli attuali sistemi di pagamento del ticket sanitario con metodi più diffusi e decentrati, anche attraverso l’attivazione dei servizi Pagopa, al fine di consentire i pagamenti attraverso sportelli ATM, tabaccherie, uffici postali e bancari”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Noi abbiamo sottoscritto convintamente la mozione in l’Ufficio di Presidenza, quindi mi sembra un messaggio importante.
Mi sorprende un po’ il dibattito di oggi, articolato, vedo anche che i suggerimenti che sono pervenuti dalla Consigliera Vitri vengono vissuti come un indice puntato, invece, io lo punto sul serio perché sembra tutto semplice, lo facciamo rapidamente con grande condivisione di tutti, ma tra qualche mese presenterò una mia mozione di ricognizione e così vedremo come questo afflato che c’è stato, convinto, addirittura con il recupero della tecnologia del passato … Vi vorrei solo dire cosa avevamo nel ritardo nella fibra, e quello che c’è mi sembra che qualche volta non venga nemmeno compensato, nemmeno recuperato. Sistemi che vengono messi in campo oggi e che nel dibattito di questa mattina trovano la condivisione di tutti.
Grazie, Presidente, della nostra proposta, l’abbiamo fatta insieme, c’è piena disponibilità dell'Assessore.
Come ha detto il Consigliere Biancani, forse non è nemmeno troppo complicato attivarlo, tra qualche settimana verificheremo se tutto è possibile, se c’è stata la volontà politica, che viene espressa anche da una condivisione amministrativa. Verificheremo insieme se tecnicamente tra qualche settimana daremo questo indispensabile servizio ai nostri utenti. Quindi, il voto favorevole del nostro gruppo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Come gruppo Rinasci Marche abbiamo firmato questa mozione proposta dal Presidente, che è il Presidente di tutti noi, ma in questo caso è un Consigliere regionale che ha proposto una mozione.
Il primo giorno, il 19 ottobre 2020, abbiamo detto che saremo stati sempre dalla parte dei cittadini e dei più fragili e questa è una mozione che va a sostenere le fragilità, perché nell’impegno della Giunta c'è scritto questo. Noi ci adeguiamo all'impegno che abbiamo sottoscritto insieme a tutti i capigruppo, a tutti gli otto capigruppo: “A valutare la possibilità di integrare gli attuali sistemi di pagamento del ticket sanitario con metodi più diffusi e decentrati, anche attraverso l’attivazione dei servizi Pagopa, al fine di consentire i pagamenti attraverso ATM, tabaccherie, uffici postali e bancari”. Bene, se in certi luoghi non ci sono queste possibilità dovremo recuperare anche nella riorganizzazione regionale metodi alternativi, quindi valuteremo, non dico subito, ma entro l'inizio del nuovo anno, se questa mozione è stata messa a terra.
Vi porto un esempio e sarà oggetto delle prossime nostre interrogazioni, noi due anni fa abbiamo portato in quest’Aula una mozione sulla scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera. Il collega del Partito Democratico disse che l’avrebbero votata tutti, in maniera congiunta e all'unanimità. Adesso non ricordo, appena rientro nel mio ufficio in Piazza Cavour, terminato il Consiglio regionale, la riprendo e depositerò un'interrogazione per capire perché ad oggi i relativi fondi non sono arrivati. Quindi, è vero che non c’è un comitato per la valutazione delle politiche e quando andiamo a scrivere delle leggi se applichiamo la clausola valutativa …

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. A ragione il Consigliere Santarelli, vi prego di fare silenzio in Aula, chi deve parlare esca.
Prego, Consigliere.

Luca SANTARELLI. Come gruppo Rinasci Marche abbiamo portato alcune mozioni, in maniera propositiva, sempre a servizio dei marchigiani, ed abbiamo avuto la soddisfazione di vederle votate all'unanimità …

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Dobbiamo sospendere. Non so se abbiamo capito! Il Consigliere Santarelli richiede, giustamente, che il suo intervento sia nel dovuto silenzio. Non riesce ad andare avanti, è la terza volta, rischiamo la sospensione dell’attività del Consiglio.
Vi prego di fare silenzio, prego.

Luca SANTARELLI. Prima che mi interrompessero stavo dicendo per quarta volta che il nostro gruppo ha portato azioni propositive, concrete, che addirittura hanno visto la soddisfazione … Torni a casa dopo una giornata di lavoro in Consiglio regionale, per scrivere una mozione hai impiegato settimane, se non mesi, perché in un gruppo piccolo non è che tutti gli assistenti o tutti i segretari, che collaborano, scrivono qualcosa, a volte lo devi scrivere di tuo pugno, non dico a penna, ma quasi.
In passato abbiamo ricevuto alcune gratificazioni in merito ad alcune mozioni, guardo l’Assessore Brandoni che mi ha ricevuto e mi ha dato garanzie su quella mozione, votata all’unanimità, anche se lui non era presente, c’era l’ex Assessore oggi Senatore.
Nella mozione dei farmacisti ospedalieri dicevamo con soddisfazione a otto famiglie marchigiane che erano tutelate con delle borse di studio, che i loro figli potevano specializzarsi in farmacia ospedaliera a Camerino. Non ho neanche speculato dal punto di vista politico, non è neanche il mio collegio, a Camerino non mi votano, non faccio le cose perché qualcuno mi voti. Come gruppo Rinasci Marche facciamo le cose per il bene della comunità, e non vorrei che la mozione n. 269 andasse a finire nella stessa maniera.
Nella mozione dei farmacisti ospedalieri …, guardo il Consigliere Ciccioli che disse di essere orgoglioso perché tutta l’Aula aveva sostenuto i farmacisti ospedalieri, carenti nelle nostre strutture sanitarie pubbliche, che andavano a fare il tirocinio in Veneto, in altre Regioni più virtuose. Avevamo previsto 21 mila euro, non una cifra spropositata, ma in quei 21 mila euro c'era il rispetto dei marchigiani, di quelle famiglie i cui figli non si possono specializzare in farmacia ospedaliera.
Guardo l'Assessore che viene dal Ministero dell'interno, dissi hanno le stesse caratteristiche sia i poliziotti, che lavorano al Ministero dell’interno, che gli infermieri, come i dipendenti, come i commessi, che hanno uno stipendio sotto i 2 mila euro. Fare specializzare un ragazzo sotto i 2 mila euro, magari di una famiglia monoreddito, magari con due figli, è molto faticoso.
Noi dicevamo in quella mozione, all’all'unanimità il gruppo Rinasci Marche è stato gratificato da quest’Aula, di mettere dei soldini. Bene, in quel caso erano dei soldini, oggi i soldini sono più grandi perché andiamo a chiedere l'impegno all'Assessorato alla sanità di implementare un sistema più complesso.
Quindi, chiedo a voi, se sarà votata all'unanimità, l'attenzione su tutte le mozioni votate all’unanimità che non hanno avuto un decorso, che, lo dico in termini politichesi, a questo punto per noi è solo fuffa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Innanzitutto la voglio ringraziare per aver redatto questa mozione, che è un impegno concreto che ci stiamo prendendo tutti e lo trasmettiamo nelle mani dell'Assessore Saltamartini. La ringrazio anche per aver proposto la sottoscrizione a tutti i capogruppo.
Naturalmente il tema che ha sollevato il Consigliere Santarelli è rilevante perché sappiamo che se questi impegni vengono portati avanti dalla Giunta diventano cogenti e trovano riscontro per il bene dei nostri concittadini, altrimenti rimangono carta. Quindi, dico al Consigliere Santarelli che forse tutti dovremmo essere più attenti e presentare interrogazioni sugli impegni che abbiamo preso all'unanimità in quest’Aula. Anch’io ho delle mozioni che sono state approvate, ma non sono state ancora attuate, però mi auguro che questa, visto che proviene dal Presidente del Consiglio, abbia una sorte ben diversa e tutti saremo sentinelle della sua reale applicazione, naturalmente il voto è positivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Voglio far riflettere questo Consiglio sulla quantità di persone che pagano il ticket in questo Paese perché io sono uno che scrive le ricette ed anche le esenzioni da ticket. Secondo me questo è un Paese esente dal ticket, c'è un numero impressionante di persone che non contribuiscono al Servizio sanitario nazionale e probabilmente potrebbero farlo. Le esenzioni sono legate all'età, al reddito, che non viene controllato in maniera certosina.
E’ impressionante il numero dei cittadini che usufruisce dell'esenzione da ticket, i cittadini che in questo Paese pagano il ticket in realtà sono molto pochi. Volevo solo sollecitare questa riflessione.
Dopodiché su questa mozione assolutamente d'accordo, qualsiasi strumento in più per far pagare il ticket agli italiani è buono e dobbiamo utilizzarlo, magari riusciremo ad avere un contributo che per il Servizio sanitario nazionale potrebbe essere migliore rispetto a quello che abbiamo adesso.

PRESIDENTE. Mozione n. 269. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La mozione n. 404 la possiamo fare, ma non c’è l’Assessore Antonini. Il primo firmatario è il Consigliere Ausili che mi ha chiesto il rinvio al prossimo Consiglio, quando sarà presente l’Assessore.

Mozione n. 309
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Contrarietà alla bozza del DDL su autonomia differenziata”

Mozione n. 365
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Disegno di legge – A.S. n. 615 – recante ‘Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione’”

Mozione n. 366
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Biancani, Mastrovincenzo
“Disegno di legge n. 615 recante ‘Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione’”
(abbinate)
(Votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 309 della Consigliera Ruggeri, la mozione n. 365 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, la mozione n. 366 dei Consiglieri Carancini, Biancani, Mastrovincenzo.
Le mozioni sono state già discusse, non vi è una risoluzione unitaria, quindi cominciamo con le dichiarazioni di voto sulla mozione n. 365.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ricordo solo, per i colleghi in Aula, che il dibattito sulle tre mozioni è stato svolto. In quell’occasione è stato richiesto un rinvio per tentare una risoluzione che non ha prodotto nessun tipo di effetto ed ora votiamo le mozioni presentate. Per tutte e tre c’è il voto favorevole del Partito Democratico.
Rimango al limite della dichiarazione personale in questa del gruppo perché in questo periodo il dibattito sull’autonomia differenziata è stato abbastanza stucchevole, rilanciato in meandri che non erano i propri. Vedo che in questi giorni è stato ripreso ancora una volta dalla Lega, dopo mesi in cui era sedimentato, forse anche per compensare le azioni di Fratelli d’Italia.
Un progetto che dovrebbe avere un grande respiro, invece è utilizzato come merce di scambio per altri percorsi istituzionali, come quello dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio, che vede questa corsa, quasi imbarazzante, dei due partiti di governo.
Dico, stando a fatica dentro la nostra mozione, che ho sottoscritto, che sono contrario all’autonomia differenziata. Guardate, così almeno ci capiamo, anche per un dibattito tutto interno nostro, io ero contrario alla modifica del Titolo V, proprio per quanto riguarda la sanità che ha creato questo mostro ad oltre 20 teste, che impedisce di avere un trattamento equo, strutturato e universalistico sul territorio nazionale. Parto da lì e paradossalmente sono anche d'accordo con le posizioni espresse dall'onorevole XY di Fratelli d'Italia, che dice della fretta e della scarsa condivisione con cui abbiamo approvato la riforma del Titolo V della Costituzione, pasticciata sia dallo Stato che dalle Regioni. XY è uno di quelli che sta frenando il percorso dell'autonomia differenziata in Parlamento.
Rispetto alla nostra mozione, noi abbiamo messo a disposizione di tutti una piattaforma per discutere e ridare i valori importanti, soprattutto rispetto alla gestione, ai temi che possono riguardare la nostra regione.
E’ rientrata la Consigliera Ruggeri, che si è persa la posizione personale del capogruppo del Partito Democratico sull'autonomia differenziata, sulla quale le nostre posizioni sono molto più vicine di quelle che a livello nazionale hanno distinto i percorsi dei nostri partiti.
Quindi, un voto favorevole del nostro gruppo.
Non avevamo nessun dubbio sul fatto che non si sarebbe arrivati ad una risoluzione, nonostante l'impegno, lo devo dichiarare, sia del Consigliere Carancini, primo firmatario della mozione successiva, che del Consigliere Cesetti, con il quale abbiamo sottoscritto questo percorso.
La risoluzione non c’è e noi votiamo convintamente la nostra mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Come tutti sanno le riforme costituzionali implicano sempre sensibilità e vedute diverse. Non è un caso che nell'Assemblea costituente, dove è nata la Costituzione italiana, ci furono interminabili dibattiti su aspetti non secondari della nostra Carta.
La riforma delle autonomie è terreno conflittuale, ci sono più visioni, più pensieri, non ho nessun imbarazzo a dire che ci sono anche, non voglio dire difficoltà, percorsi in salita nella sintesi dei partiti di maggioranza, figurarsi la sintesi anche con i partiti di opposizione.
Qui bisogna essere anche franchi, non ingannarsi vicendevolmente, ci sono punti di vista a volte convergenti tra aree della minoranza e della maggioranza e confliggenti nella stessa maggioranza. Ci si sta lavorando, c’è una proposta di sintesi del Consiglio dei Ministri, sulla quale ovviamente ci sarà la bozza, ci saranno altre modifiche, altre variazioni. La minoranza in Parlamento darà altri contributi, spero, se si blocca sul suo punto di vista certamente sarà difficile anche modificare.
Ritengo che complessivamente le istituzioni italiane debbano essere riformate e a mio parere, per esempio, la proposta di riforma dello Stato, con un sistema di elezione diretta che dia più stabilità al Governo, quindi l’elezione di un Premier che abbia possibilità di intervenire in maniera energica sui problemi del Paese, sia meglio di una gestione da logoramento, quale quella che purtroppo si è sviluppata negli anni della Costituzione italiana. Non è un caso che ci siano stati tantissimi governi, la durata media del governo in Italia è di un anno e mezzo e in un anno mezzo non c’è visione, i problemi non vengono risolti perché poi succede un altro Governo, che magari ha altri indirizzi. Un periodo sufficientemente lungo di governo è essenziale per la soluzione dei problemi.
Siamo di fronte ad una realtà molto complessa e articolata della società in cui per modificare le cose non basta una decisione, che deve essere declinata all’interno del sistema giuridico di pesi e contrappesi, il che richiede un tempo necessario per tutti.
Chiunque governi, centro-destra, centro-sinistra, 5 Stelle, ha bisogno di una prospettiva temporale abbastanza lunga, quindi, credo che la riforma dello Stato debba essere complessiva, deve essere quella centrale, con l'espressione di un Premier che possa indicare la soluzione e di un Parlamento che, all’interno dell’Assemblea, recepisce le sensibilità e i testi delle leggi. Ma oggi la gestione esecutiva spesso prevale su quella legislativa, i cui effetti sono sempre molto spalmati nel tempo, per cui, nell'ambito della riforma dello Stato, un’autonomia maggiore delle Regione è sicuramente importante in quanto ci sono decisioni, che essendo delegate allo Stato, perdono efficacia. Invece, ci sono decisioni sulle quali lo Stato deve intervenire in maniera netta e le Regioni in maniera precisa, secondo me, devono estenderle sul territorio.
E’ in corso un dibattito nelle sedi politiche e parlamentari e mozioni che recepiscono punti di vista alternativi a quelli indicati dalla maggioranza di governo non appaiono utili, quindi, fin da adesso preannuncio il voto contrario del gruppo Fratelli d’Italia e della coalizione in generale.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie Presidente. Finora è stata trattata solo la mozione n. 309, a seguire la n. 365 e la n. 366.
Con la proposta di mozione 309/2023, si chiede di impegnare il Presidente e la Giunta regionale ad intraprendere ogni iniziativa utile per contrastare il disegno di legge in oggetto, almeno fino a quando non siano definiti su base nazionale i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), sulla base dei quali finanziare i fabbisogni standard delle Regioni con minore capacità fiscale sulla base di apposita perequazione.
Sul piano della stretta legittimità tutte le mozioni appaiono ammissibili, nel senso che rientra nel potere della Assemblea legislativa promuovere simili iniziative per cercare di ottenere il ritiro dei disegni di legge statali oppure per convocare sedute tecniche o politiche dedicate all'approfondimento della proposta di riforma per l’autonomia differenziata delle Regioni ,richieste in entrambi le mozioni.
Quanto al merito amministrativo, si rilevano, in riferimento alle mozioni n. 309 e 365, alcuni aspetti che non adeguatamente presi in considerazione condizionano la proposta, di segno negativo. rispetto al valore della riforma, che promuove il regionalismo in termini di maggiore autonomia, senza incidere sul finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), sulla base di precise garanzie normative, come stabilito dall’articolo 8, comma 3, del decreto.
Nella relazione alla proposta di legge si evidenzia quanto segue. “Con l'autonomia differenziata non si vuol dividere il Paese, né favorire Regioni che già viaggiano a velocità diversa rispetto alle aree più deboli dell’Italia. L’auspicio è che tutti aumentino la velocità, sia le aree del Paese che con l’autonomia possono accelerare sia quelle che finalmente possono crescere. A tal fine, il fondo di perequazione previsto dall’articolo 119, terzo comma, della Costituzione dovrà essere utilizzato anche dalle Regioni che non fanno richiesto dell'autonomia differenziata. In questo modo cresce l’Italia”.
Il DDL 615 definisce, a differenza di quanto accaduto nel passato, un percorso istituzionale su basi trasparenti, chiare e sostanzialmente eque, per promuovere l'autonomia di tutte le Regioni e per una definizione dei Lep di competenza regionale, da finanziare, dato che la riforma fissa, con il citato articolo 8, comma 3, precise garanzie valide per tutte le Regioni.
Giova ricordare che nella XVII legislatura, il 28 febbraio 2018, il Governo Gentiloni aveva sottoscritto con tre Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia E Veneto) un accordo preliminare per avviare il percorso per il riconoscimento di forme di autonomia differenziata di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, definendo nei medesimi accordi preliminari, e non in una legge, i termini della questione, ossia i principi generali, la metodologia e un elenco di materie trasferibili con intesa, senza fissare garanzie finanziarie per le Regioni con minore capacità contributiva ed organizzativa.
La Giunta regionale, in tale quadro normativo, più incerto dell’attuale, aveva espresso un orientamento favorevole all'iniziativa del Governo Gentiloni ed aveva assunto iniziative per cercare un accordo e ricevere maggiore autonomia, senza ottenerlo.
Il “regionalismo asimmetrico”, che consegue all'autonomia differenziata, viene oggi disciplinato con DDL, in una articolata cornice normativa, che consente una programmazione dei livelli nazionali e regionali dell'esercizio delle varie competenze, per cui non appare corretto affermare che sicuramente deriverà una frammentazione o un disagio ai cittadini che vivono e lavoro spostandosi fra varie regioni.
Riconoscendo un ruolo di traino alle Regioni organizzativamente in grado di accorpare alle funzioni gestite, le ulteriori funzioni che lo Stato oggi esercita, nelle medesime materie, sovrapponendosi spesso alle Regioni, si potrebbe tenere una semplificazione e non necessariamente una frammentazione.
Inoltre, la riforma non si pone l'obiettivo di dividere il Paese né di favorire Regioni che viaggiano a velocità diversa rispetto alle aree più fragili d’Italia, ma di creare un circolo virtuoso ed emulativo tra le aree del Paese che con l’autonomia possono accelerare e crescere valorizzando le proprie potenzialità.
La riforma risponde anche all'esigenza di rivedere il sistema di finanziamento statale a tutte le Regioni nella parte in cui all'articolo 1, comma 2, prevede una preventiva determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione, con la previsione della garanzia del relativo finanziamento.
Il passaggio dal criterio della spesa storica, per dividere le risorse statali fra le Regioni, al criterio dei LEP ,finora non è avvenuto a causa della mancata completa attuazione, da parte dei precedenti Governi, della legge 42/2009, che non aveva definito i criteri, le modalità, le procedure per un passaggio graduale dal vecchio al nuovo sistema, in modo da non penalizzare il quadro della finanza locale per tutte le Regioni.
Il DDL 615/2023 definisce un percorso trasparente, con garanzie per la definizione dei LEP e con le intese per il conferimento alle Regioni di ulteriori funzioni.
In questo caso le regole generali sono sancite prima e non dopo l’attuazione della riforma, a differenza di quanto è avvenuto in occasione del riordino delle funzioni di cui alla legge 56/2004, cosiddetta riforma Delrio, alla quale ha fatto seguito l'azzeramento o il prelievo forzoso dei trasferimenti erariali e fiscali correlati alle funzioni provinciali oggetto di riordino con l'articolo 1, commi 418 e seguenti, della legge 190/2014.
Inoltre, nel citato disegno di legge per l'autonomia differenziata è prevista una Commissione paritetica che procederà annualmente alla valutazione degli oneri finanziari derivanti, per ciascuna Regione interessata, dall'esercizio delle funzioni e dall’erogazione dei servizi connessi a ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.
L'intesa tra Stato e Regione potrà avere una durata precisa, potendo essere anche modificata nel tempo, salvo il caso in cui lo Stato o la Regione chieda la cessazione della sua efficacia.
Per quanto attiene alla richiesta della mozione 309, di definire i LEP, prima dell’autonomia differenziata, si evidenzia che le Regioni, in modo unitario, hanno già approvato un documento che chiede al Governo una tempestiva definizione dei LEP.
Sul punto, il documento, che non è citato nella proposta di mozione 309, assume una posizione ponderata che appare opportuno riportare: “Le Regioni e le Province autonome ritengono indispensabile che lo Stato proceda alla determinazione, secondo tempistiche certe e stringenti, dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali) che devono essere garantiti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale in relazione:
- alle materie o agli ambiti di materie per le quali è possibili definirli;
- alla ricognizione della spesa storica a carattere permanente dell'ultimo triennio sostenuta dallo Stato in ciascuna Regione per l'insieme delle materie di cui all’articolo 16, comma 3;
- alla determinazione dei costi e fabbisogni standard, assicurando il pieno e sistematico coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome in tutte le fasi della loro definizione.
Ritenendo che la precisa definizione dei LEP risponda, altresì, all'esigenza di certezza delle risorse disponibili in ciascun territorio, per l'esercizio delle relative funzioni amministrative, si prende atto favorevolmente dell'impostazione dell’articolo 143 del ddl bilancio 2023, secondo cui ‘l'attribuzione di alcune forme e condizioni particolari di autonomia di cui all'articolo 16, comma 3, della Costituzione, relative a materie o ambiti di materie riferibili, ai sensi del comma 3, lettera c) del presente articolo, ai diritti civili e sociali che devono essere garantiti in tutto il territorio nazionale, è consentita subordinatamente alla determinazione dei relativi livelli essenziali delle prestazioni (LEP)’. L’individuazione dei LEP consentirà, altresì, il superamento della spesa storica”.
Tale posizione delle Regioni ha portato all'approvazione del disposto di cui ai commi dal 791 all’801 della legge 29 dicembre 2022 n. 197 in vigore, che:
- subordina alla definizione dei LEP il riconoscimento dell'autonomia differenziata;
- istituisce una cabina di regia con il compito di predisporre uno o più schemi di provvedimento con cui siano determinati i LEP e i correlati costi e fabbisogni standard, soggetti alla preventiva intesa con la Conferenza unificata;
- prevede la nomina di un Commissario nel caso di mancato completamento delle accennate attività nei termini prescritti.
Nel subordinare la definizione dei LEP il riconoscimento dell'autonomia differenziata, il comma 791, dell’articolo 1 della legge 197/2022, prescrive, in buona sostanza, quanto richiesto con la mozione n. 309/2023.
Con riferimento, infine, alla mozione n. 366 ed all'obiettiva complessità delle analisi da svolgere, ogni occasione di confronto istituzionale, su basi oggettive, potrà essere proficua per approfondire le peculiarità del nostro sistema regionale e le sue potenzialità di sviluppo, in modo da favorire il pluralismo, il corretto esercizio delle prerogative regionali e parlamentari, quindi la crescita sociale ed economica della nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Con il rispetto dell'Assessore, noi siamo in dichiarazione di voto, non si è compreso esattamente cosa sia stato il suo intervento, che io ho apprezzato. A mio parere era già stato fatto in precedenza quando abbiamo discusso, ora la dichiarazione di voto si è trasformata in un intervento che ci aiuta però …

(interventi fuori microfono)

Romano CARANCINI. Se siamo in dichiarazione di voto e abbiamo gli stessi tempi, uno deve fare la dichiarazione di voto, altrimenti …

PRESIDENTE. Consigliere, queste tre mozioni sono abbinate, l'Assessore poteva intervenire su ognuna, ma deve andare via. Sarebbero stati 15 minuti a sua disposizione, abbiamo dato più tempo perché adesso va e non fa altri interventi.
Su ogni mozione l’Assessore competente può intervenire ed è intervenuto, non farà altri interventi perché ha un impegno. Questa è la motivazione.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Partendo dal presupposto che la discussione si è fatta abbondantemente l'altra volta, cercherò di stare nei parametri della dichiarazione di voto.
Voglio semplicemente dire al Consiglio quello che ha detto il Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Presidente del Friuli Venezia Giulia, l'autonomia differenziata è un patto rinnovato fra Regioni, Stato e autonomie, secondo il modello delineato dall'articolo 116 della Costituzione, che valorizza le diversità, l'autonomia e l'autogoverno regionale. Lo stesso Presidente ha parlato dei famosi livelli essenziali di prestazione, dicendo che dovranno essere determinati in favore di tutte le Regioni, indipendentemente dall'eventuale richiesta di differenziazione dei livelli essenziali di prestazione, che a tutt'oggi non sono mai stati definiti. E questo è un punto sul quale bisogna lavorare molto.
In base all'articolo 116, comma 3, della Costituzione con legge dello Stato possono essere attribuite alle Regioni a statuto ordinario, che ne facciano richiesta, forme e condizioni particolari di autonomia nelle 23 materie richiamate dallo stesso articolo 116, parliamo di materie a legislazione concorrente fra Stato e Regioni.
Bene, voglio ricordare che siamo favorevoli all'autonomia differenziata perché riteniamo che sia un modello da perseguire per il futuro politico di questo Paese, in quanto avvicina i poteri decisionali ai cittadini, come dicevamo l'altro volta. Quindi, non possiamo essere favorevoli a queste mozioni che vanno nella direzione opposta.
Voglio ricordare che anche le altre Regioni, tra l’altro non governate dal centro-destra ed in particolare dalla Lega, avevano richiesto in passato l'autonomia differenziata su diverse materie: il Veneto e Lombardia l’avevano richiesta su tutte e 23 le materie, l'Emilia-Romagna su 15, il Piemonte su 12, la Liguria sulle grandi reti di trasporto, la Puglia e la Campania addirittura sulla sanità, è coraggioso chiedere l’autonomia su temi quali ad esempio la sanità.
Ora cosa dire, una volta definiti i livelli essenziali di prestazione, i fabbisogni standard, e considerata anche la spesa storica, bisogna, per la modernizzatore di questo Paese, andare nella direzione che noi un tempo chiamavamo progetto federalista. Noi veniamo da quel percorso politico lì e crediamo molto all'autodeterminazione su diverse materie che le Regioni devono e possono fare a seconda delle esigenze del territorio, all'interno dei livelli essenziali di prestazione che devono essere garantiti ovviamente per tutti.
L'Assessore Brandoni, che mi ha preceduto, ha detto che questa riforma non vuole minare lo Stato così come è, vuole essere uno stimolo in due sensi: per le regioni più produttive del Paese ad essere ancora più produttive e ad avere modelli organizzativi più moderni e migliori, e per tutte quelle che sono palesemente rimaste indietro questo modello di autonomia differenziata deve essere uno stimolo per andare verso processi e percorsi di crescita.
Quindi, non sono d'accordo su queste mozione che non tengono in considerazione un modello politico ed istituzionale più moderno, che altri Paesi d'Europa, anche più avanti di noi, hanno già sposato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato con molta attenzione il Consigliere Cancellieri e mi sorprendo che abbia detto in fase di dichiarazione di voto di votare contro la mozione del Movimento 5 Stelle, perché il dispositivo, se lo legge, dice più o meno quello che lui ha detto adesso. Noi diciamo di contrastare il disegno di legge Calderoli almeno fino a quando non siano stati definiti i LEP (livelli essenziali di prestazione) a livello nazionale, che è esattamente quello che ha chiesto lui; noi abbiamo anche aggiunto l'istituzione di un fondo perequativo a favore dei territori con minore capacità fiscale, come sono le Marche, che sono una delle regioni meno popolate e con minore capacità fiscale pro-capite, per mettere in sicurezza i nostri concittadini. Anche perché, sinceramente, contro il disegno di legge Calderoli alcuni Presidenti di Regioni, anche del centro-destra, hanno espresso dei dubbi. Come i dubbi che ho espresso io e anche lei in questa sede, come il Presidente della Regione Calabria e il Presidente della Regione Basilicata, quindi non c'è unanimità. Tra l'altro, vorrei ricordare che il 3 febbraio la Presidente del Consiglio non si è recata alla conferenza stampa sul disegno di legge.
In ultimo, ho presentato questa mozione il 9 gennaio, siamo riusciti a discuterla il 27 giugno, riusciamo a votarla il 13 novembre, verrà bocciata, ma i discorsi che facciamo sono esattamente quelli che sono contenuti e ancora validi, mi viene da dire, all'interno del testo che ho proposto a gennaio. Quindi, in tutti questi mesi non siamo riusciti a cavare un ragno dal buco. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Ha detto bene il Consigliere Ciccioli, serve una riforma complessiva, proprio per questo mi asterrò su questa mozione perché ho dei dubbi sul ddl e perché vorrei che fosse fatta una riforma seria, che parla di autonomia, di ritorno delle Province, vere, di una riforma macro regionale per gestire le macro politiche e il recepimento delle politiche comunitarie.
Non possiamo permetterci un’Italia a due velocità perché questo danneggerebbe, quindi serve una riforma più forte ed anche più certa. A me questo sembra un mezzo palliativo, un po' come i Ministeri trasferiti a Monza, non so se ci sono più. Per far vedere che si spostava qualcosa anche al nord hanno portato qualche ufficio a Monza.
Noi dovremmo andare verso una vera equità territoriale, così come dice il mio amico deputato siciliano XY, equità territoriale, e non verso una autonomia differenziata, ma verso una vera autonomia.
Tra l'altro, il testo deve ancora uscire dalla Commissione e ancora non si sa bene come sarà, potremmo sicuramente esprimerci con la mozione dettando e fornendo dei principi come Assemblea legislativa, non dire che siamo contrari o a favore.
Come unico movimento civico, regionalista ed autonomista - strutturato con un gruppo consiliare e anche con degli amministratori locali – ci asterremo. Da vero movimento regionalista e autonomista ci asterremo, ripeto, perché vorremmo che fosse fatta una vera riforma autonomista, ma allo stesso tempo non vorremmo bocciare eventuali aspirazioni e giusti principi in essa contenuti. Quindi, il nostro voto in questo caso è di astensione. Grazie.

PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, la dichiarazione di voto per il gruppo è stata fatta dal Consigliere Mangialardi, non so se il suo intervento è in dissenso.
Permettetemi solo di ricordare che, non essendoci stata nessuna proposta di risoluzione, le tre mozioni verranno votate singolarmente ed ognuna merita la dichiarazione di voto.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, pensavo di intervenire sulla mozione della Consigliera Ruggeri perché sulla mia non posso intervenire in dissenso - l’ha fatta il Consigliere Mangialardi - perché sono il primo firmatario. Mi prenoto su quella della Consigliera Ruggeri.

PRESIDENTE. Mozione n. 365. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Ora possiamo alla mozione 309. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Come ho detto poc'anzi, sulla nostra mozione la dichiarazione di voto l’ha fatta il Consigliere Mangialardi, intervengo su sua delega sulla mozione della Consigliera Ruggeri per dire che il Partito Democratico voterà favorevolmente, anche perché di fatto è una mozione sovrapponibile alla nostra. Colgo l'occasione per dire, come ho detto l'altra volta in discussione generale, che non siamo pregiudizialmente contrari all’autonomia differenziata, tanto è vero che nella scorsa legislatura, la Giunta, di cui facevo parte come Assessore al bilancio e tante altre cose, presentò nel 2018 la delibera n. 254, previa acquisizione del parere del Consiglio delle autonomie locali, e deliberò di presentare all’Assemblea legislativa delle Marche una proposta di deliberazione concernente gli indirizzi per l'avvio del negoziato con lo Stato, finalizzato alla definizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. L'Assemblea legislativa deliberò l’atto n. 72 il 29 maggio 2018 ed approvò gli indirizzi.
Ricordo che in qualità di Assessore al bilancio a quel tempo avviai un confronto molto serrato con la Conferenza dei Presidenti di gruppo, con le Commissioni consiliari, con le forze economiche e sociali.
A quel tempo si parlava di autonomia differenziata, lo fecero l'Emilia-Romagna, il Veneto e la Lombardia, la Regione Marche non restò indifferente a quel dibattito, ma volle dire la sua attraverso una deliberazione dell'Assemblea legislativa regionale.
Oggi, a livello nazionale sull'autonomia differenziata c’è una discussione molto serrata, che stagna all'interno della Commissione, la Regione Marche è del tutto silente, per non dire indifferente, tanto che ha dovuto attendere le odierne mozioni: una del PD a prima firma mia, una del PD a prima firma del Consigliere Carancini e una della Consigliera Ruggeri, per aprire un dibattito.
Tra l'altro, già in precedenza con la mia interrogazione n. 481 del 19 maggio chiedevo conto alla Giunta Acquaroli di quale idea avesse dell'autonomia differenziata, già nel 2022, silenzio assordante e se c'è stato un dibattito è grazie alle nostre mozioni.
Anche qui è stata persa una straordinaria occasione: quella di fare un tentativo affinché quest'Assemblea legislativa - come già avvenuto la scorsa volta – potesse esprimersi, manifestando l'opinione della Regione Marche. Questo non è avvenuto, noi oggi ce ne rammarichiamo perché riteniamo che sia stata persa una grande occasione.
Cosa chiedeva di fatto la nostra mozione? Il ritiro del disegno di legge Calderoli, ma nel contempo non diceva no all'autonomia differenziata, bensì chiedeva l’apertura un tavolo istituzionale per trovare un accordo concordato e condiviso con tutte le Regioni, le Province ed i Comuni perché è evidente che in questo dibattito c'è, ad esempio, la contrarietà dei Comuni italiani e di tante Regioni. Quindi era necessario fare questo e credo che la richiesta fosse accoglibile. Invece, ripeto, l'Amministrazione regionale attuale, come la maggioranza in questa Aula, vuole rimanere assente e silente di fronte a questo dibattito importante, che allo stato attuale costituisce una sorta di scambio politico e istituzionale con la cosiddetta riforma avanzata del premierato all'italiana.
Voteremo a favore di questa mozione.

PRESIDENTE. Mozione n. 309. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Passiamo ora alla mozione n. 366. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Mi pare che gli interventi di dichiarazione di voto precedenti già segnino, purtroppo, il voto negativo della maggioranza.
Quello che dispiace, mi rivolgo in particolare al Consigliere Cancellieri, è il fatto che probabilmente non si sono lette tutte le mozioni perché, l’hanno detto molto puntualmente la Consigliera Ruggeri ed anche il Consigliere Cesetti ed il capogruppo Mangialardi, in realtà non c'è una pregiudiziale assoluta sulla questione dell'autonomia differenziata.
Non c'è bisogno che spieghi l'importanza dell'autonomia differenziata, in particolare rispetto alle materie che potrebbero entrare in questa negoziazione.
Quello che mi piace dire, lo dico a chi ha orecchie per ascoltare e non si limita a sentire, è che la mozione presentata a mia prima firma, con la sottoscrizione di altre perfettamente compatibili, fa un ragionamento diverso, Consigliere Cancellieri, in realtà chiede esclusivamente che la discussione sull'autonomia differenziata venga raccolta in sede legislativa. Per chi avesse la sventura di non saperlo, siamo noi che facciamo la richiesta al Governo per scegliere l'intensità dell'autonomia differenziata. E’ l'Assemblea legislativa, è il governo regionale, che decide di ampliare al massimo la richiesta di autonomia o ridurla e in qualche maniera modularla. Allora mi chiedo: cosa c'è di rivoluzionario - per questo dispiace che l’Assessore Brandoni, probabilmente, si faccia preparare le risposte, ma non legge le mozioni - nella richiesta di una discussione all'interno dell'Assemblea legislativa per approfondire insieme il tema? Non c'è niente di rivoluzionario.
Ricordo all’Aula che il Presidente Acquaroli, nella Commissione istituzionale del Parlamento al Senato l’1 giugno, è andato a rappresentare la posizione della Regione Marche, che è legittima dal suo punto di vista, ma è normale che un Presidente prima di andare in Parlamento non discuta di un tema così delicato in Aula? A me pare una cosa inaccettabile, non certo per dire che non ha ragione, lui fa delle affermazioni – andatele a leggere – per certi aspetti comprensibili, siamo d'accordo, ma ci sono tante criticità.
E’ normale, è legittimo che l'Assemblea legislativa possa su questo esprimere la propria posizione? Credo di sì, perché votate contro? Votate contro per un pregiudizio. Perché non volete che si discuta tra noi? Guardate che riguarda noi, siamo noi, a seguito della negoziazione tra Stato e Regioni, qualora formulassimo la richiesta, a dover intervenire. E perché non ne discutiamo tra noi? Lo ha detto puntualmente il Consigliere Cesetti, noi non siamo pregiudiziali, anche perché non si può esserlo, lo prevede la legge.
Aggiungo però, attenzione, è una facoltà, non è detto che la Regione possa richiedere un’autonomia differenziata.
E qual è il luogo naturale? Qual è il luogo in cui non si espropria i Consiglieri del diritto di discutere. Che male facciamo ad istituire una Commissione o comunque a destinare una seduta monotematica? Votate contro la discussione in Consiglio regionale su un tema che ci appartiene, io chiedo … Per carità, se uno si alza al mattino e dice: “Su tutto quello che presenta l'opposizione votiamo contro”, va bene, Peraltro il Presidente Acquaroli all’inizio disse che c'era ampia disponibilità. Ma quale problema c’è a discuterne? A voi sembra normale tutto questo? Io credo che ci sia grettezza nell’indisponibilità.

PRESIDENTE. Mozione n. 366. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 376
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi, Vitri, Biancani, Cesetti, Casini, Mastrovincenzo, Bora, Carancini
“Miglioramento delle condizioni lavorative degli educatori professionali nelle Marche”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 376 dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi, Vitri, Biancani, Cesetti, Casini, Mastrovincenzo, Bora, Carancini.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Cercherò di riassumere brevemente questa mozione a cui tengo particolarmente. In Italia la figura professionale dell'educatore è di due tipi: l'educatore professionale socio-pedagogico e l'educatore professionale socio-sanitario.
L'educatore professionale è l'operatore sociale e sanitario che organizza e attua specifici progetti educativi e riabilitativi all'interno dei servizi sanitari o all'interno dei servizi socio-educativi per persone in difficoltà, come minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani.
Questa figura professionale lavora in equipe multidisciplinare, operando principalmente in appalto o in regime di accreditamento per il settore pubblico, anche se i contesti di lavoro più diffusi sono le cooperative sociali e in alcuni casi le associazioni, oltre che le Aziende sanitarie locali, i Comuni, i consorzi e le scuole.
Nella regione Marche l'educatore professionale lavora soprattutto sull’educativa scolastica territoriale e nei servizi domiciliari. Nel periodo post-pandemico tali professionalità sono state molto ricercate, in quanto facenti parte di un settore sottoposto, a causa dell'aggravarsi di situazioni di disagio, a forte pressione.
Nell'autunno del 2022 si è costituito un Comitato per i diritti degli educatori professionali delle Marche, che riunisce professionisti di diverse formazione e provenienza con l'obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro di questa categoria. Quali sono i problemi? Le ore di assistenza per malattia o per altri motivi dell’utente non vengono riconosciute agli educatori. I tempi di spostamento previsti per lo svolgimento del lavoro, come ad esempio il tragitto scuola/casa dell'utente, non vengono considerati né riconosciuti come tempo lavoro, come non viene riconosciuto il lavoro intellettuale, ovvero il tempo necessario per elaborare e progettare il percorso educativo e per preparare i materiali. Tra l’altro, agli educatori che operano nelle scuole non viene garantita una retribuzione costante, sono determinanti la chiusura delle scuole ed anche eventi straordinari, come è successo, purtroppo, recentemente con la pandemia o le alluvioni.
Il Comitato dei diritti degli educatori professionali delle Marche ha denunciato più volte la loro condizione contrattuale, ma non ha avuto adeguata risposta da parte delle istituzioni.
Vorrei ricordare che molti educatori purtroppo hanno scelto di fare altri lavori e questo ha portato ad un impoverimento dal punto di vista professionale della categoria, con inevitabili ricadute negative sui progetti a favore degli utenti in situazioni di fragilità. E questo è il punto importante che mi sta più a cuore.
Quindi, l'impegno che chiediamo al Presidente ed all'Assessore competente è di condividere e fare proprie le istanze che vengono dal Comitato per i diritti degli educatori professionali delle Marche, quali: il riconoscimento delle ore in assenza dell'utente; il riconoscimento degli spostamenti come tempo lavoro ed i rimborsi chilometrici; il riconoscimento del lavoro intellettuale indiretto per la progettazione del percorso educativo e per la preparazione dei materiali. Inoltre, aprire un dialogo con le cooperative, i consorzi e gli enti gestori al fine di produrre delle linee guida per la stesura dei bandi pubblici, inserendo una clausola di salvaguardia a tutela degli educatori professionali.
Ringrazio anche il capogruppo e tutti i Consiglieri del PD che hanno sottoscritto questa mozione. Chiedo anche ai Consiglieri di maggioranza, nel caso abbiano sensibilità verso questo tema, se hanno la volontà, di sottoscrivere la mozione, che in questo caso verrebbe anche condivisa con tutta l’Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho voluto anch'io sottoscrivere questa mozione e ringrazio la Consigliera Ruggeri di averla presentata come prima firmataria.
Ho avuto modo di approfondire le problematiche che si trovano ad affrontare quotidianamente gli educatori professionali che, nella nostra regione, sono diverse decine - sicuramente più di 100 - tanto da aver formato un Comitato nel 2022, che da quasi un anno si impegna in prima linea per riconoscere i propri diritti.
Purtroppo, dopo averli incontrati ed essermi confrontata con loro, mi sono resa conto che molto spesso gli enti sono impreparati di fronte ad una normativa costantemente in evoluzione. I bandi che richiedono queste figure professionali ricalcano spesso quelli che sono stati pubblicati negli anni precedenti, invece c’è stata un’evoluzione normativa che oggi richiede certi requisiti. Di conseguenza, anche il compenso dovrebbe cambiare in base ai titoli, come ad esempio la laurea. E’ necessario, quindi, che gli enti che pubblicano bandi per servizi indispensabili alla collettività…, in questo caso specifico per alcune fasce più fragili della collettività, visto che molto spesso gli educatori, che si occupano di bambini e bambine disabili o di chi ha un particolare stato di fragilità, diventano un riferimento assoluto e indispensabile,
Sono figure professionali che vanno valorizzate e non sminuite, a loro va riconosciuto anche economicamente il trattamento che gli spetta per la formazione specifica. Quindi, è necessario che la Regione intervenga per fare in modo che i bandi pubblicati d'ora in poi possano essere adeguati, inserendo una clausola di salvaguardia a tutela degli educatori professionali.
Chiedo anch'io, come proponente di questa mozione, il riconoscimento delle ore in assenza dell'utente, il riconoscimento degli spostamenti come tempo lavoro e i rimborsi chilometrici, il riconoscimento del lavoro intellettuale indiretto per la progettazione del percorso educativo e per la preparazione dei materiali.
Dobbiamo fare in modo insieme, Consiglieri di minoranza e di maggioranza, che tutte queste figure professionali d'ora in poi siano riconosciute e valorizzate.
Mi permetto di ricordare che, nel periodo post pandemico e soprattutto durante la pandemia, queste professionalità sono state ricercatissime, facenti parte di un settore sottoposto a forte pressione a causa dell'aggravarsi di alcuni disagi e della nascita di nuove esigenze, evidenziando una domanda esponenzialmente crescente.
La professione dell'educatore professionale socio-sanitario, ricordo, è definita dal decreto del Ministero della sanità n. 520 del 1998 ed è stata collocata, 10 anni dopo, nel 2018, tra le professioni sanitarie della riabilitazione. Quindi, è giunto il momento di dare una vera e propria rete di supporto a queste figure che sono indispensabili per il nostro sistema educativo e socio-assistenziale.
La professione dell'educatore socio-sanitario non può essere lasciata a bandi non adeguati, ai tempi e alla mancata risposta delle istituzioni, a fronte di condizioni di lavoro sempre più precarie. Tutto ciò sta purtroppo portando ad una fuga di alcuni educatori da tutti i servizi, portandoli, anche quando hanno un’esperienza ultraventennale, a preferire altre professioni.
Chiedo, quindi, la massima sensibilità e attenzione verso questo tema che viene portato avanti nel nostro territorio dal Comitato per i diritti degli educatori professionali delle Marche, che riunisce professionisti di diversa formazione e provenienza, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro di tutta la categoria.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Il contenuto della mozione è largamente condivisibile, è un settore che ovviamente conosco personalmente e professionalmente avendo lavorato per tantissimi anni nei servizi socio-sanitari, io nella parte sanitaria, ma comunque sia nell’area della salute mentale che delle tossicodipendenze, nel Dipartimento dipendenze.
La figura dell'operatore professionale socio-sanitario è centrale, ho meno esperienza della figura dell’educatore professionale socio-pedagogico, ma anch’essa è essenziale in tutti i servizi di prevenzione, soprattutto Comuni, Umea e servizi di riabilitazione. Su questo nulla quaestio, anzi ritengo che in Italia rispetto ad altri Paesi europei, cito la Francia in particolare, che in questo settore è molto avanzata, o gli anglosassoni, la figura dell'operatore professionale si differenzia dall'attività che oggi viene svolta soprattutto dagli assistenti sociali ed è un’assistenza a tutto raggio a conduzione di un periodo molto più lungo.
Fino a qui nulla da dire. Nel 2017 è entrata in vigore una nuova legge, che inquadra i problemi del settore ed ha dato origine a delle criticità legate al fatto che molti educatori erano formati attraverso corsi non normati, alcuni erano addirittura improvvisati. Mi ricordo di aver avuto, poi sono andato in pensione, nel mio servizio degli educatori che erano autodidatti, con grandissimo impegno, grandissima volontà, ma senza una grande formazione.
Oggi la legge ha cercato di intervenire in questo settore, quindi si sono creati due problemi, il primo riguarda coloro che hanno lavorato fino ad ora, che ovviamente sono in una condizione di sanatoria. Ricordo quando gli infermieri non erano formati con corsi professionali, con corsi universitari, ma con corsi di un solo anno, nel frattempo la normativa era passata a tre anni e ci furono dei corsi di aggiornamento della durata di un anno che dovevano determinare una crescita del livello formativo, del livello delle prestazioni. E’ una fase transitoria da affrontare però non può essere affrontata sic et simpliciter con una sanatoria, ma con un progetto formativo.
L'altro aspetto riguarda il problema dell'inquadramento, che è relativo ad una contrattazione sindacale che non può essere normata d’emblée con una legge. Quindi i sindacati su questo, immediatamente, chiederebbero di occuparsene loro e di non delegare a delle norme. L'inquadramento va messo a punto, però non può essere un inquadramento d'ufficio.
Per quanto riguarda gli impegni per la Giunta, mi sento di esprimere due cose: le istanze del Comitato per i diritti degli educatori devono essere prese in considerazione, come il riconoscimento del lavoro in assenza dell'utente. Utenti che molto spesso sono problematici, danno buca, ma l'operatore è a loro disposizione. Poi è chiaro che nell'intesa tra l'utente e il prestatore delle funzioni educative dovrebbe crearsi un feeling che eviti questi default.
Concludo, dicendo che le rivendicazioni devono essere oggetto di attenzione e prese in considerazione per quanto è previsto. L'altro aspetto, che è siano le cooperative, i consorzi e gli enti gestori a determinare i bandi pubblici, è problematico. I bandi pubblici in quanto tali devono contenere tutte le indicazioni della normativa, leggi di Stato e regionali. La clausola di salvaguardia non può essere trattata con le cooperative, i consorzi e gli gestori, che hanno nel loro indirizzo la tutela di tutti quelli che sono in servizio, ma deve passare attraverso un progetto che elevi il livello di competenza, un progetto formativo con orari ben definiti e la formazione prevista che consenta di partecipare ai bandi pubblici, questa è l'unica via d'uscita.
Non ci possono esenzioni, ma linee guida che prevedono progetti di inserimento, come fu fatto in passato per gli infermieri – oggi non più in servizio - che erano stati assunti con corsi di un solo anno, nel passaggio alla formazione triennale, che era ovviamente molto più avanzata e completa.
Nello stesso modo bisogna prevedere che queste figure, attraverso un percorso di parificazione, possano entrare a pieno titolo nei servizi con l'affidabilità derivante dal servizio pregresso ed anche con la formazione.

Presiede il Vicepresidente
Andrea Biancani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLLIERI. Voglio fare una proposta alla Consigliera Ruggeri, prima firmataria di questa mozione, per le attenzioni, il merito, che dobbiamo avere verso gli educatori professionali, sul quale non c'è assolutamente alcun dubbio.
Condivido largamente il discorso del capogruppo Ciccioli, dovremo avere attenzione nei confronti di questa categoria per tutte le situazioni che ha sollevato la Consigliera Ruggeri, però vorremo avere un po' di tempo per ragionarci perché ci sono normative legate ai contratti di lavoro e anche ad aspetti sindacali che dovremo affrontare e sui quali dobbiamo fare un ragionamento più profondo.
Vorrei chiedere almeno qualche settimana di tempo per poterci ragionare e magari uscire con una mozione più cogente rispetto al momento che stiamo vivendo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche la maggioranza per la disponibilità che sta dimostrando. Mi sono confrontata anche con il capogruppo del PD e non abbiamo problemi a rinviare la votazione di questo atto.
Per tranquillizzare i Consiglieri che sono qui in Aula, vorrei dire che questo punto io l’ho preso da un ordine del giorno, anzi, da due ordini del giorno che sono stati già votati dal Consiglio regionale del Piemonte, gli ordini del giorno n. 1149 e n. 1174, entrambi avevano questo punto, mentre l'ordine del giorno del Movimento 5 Stelle, che pure è passato, aveva l'altro punto, quindi, ho messo insieme le cose che mi sembravano più importanti dei tre ordini del giorno, che sono stati presentati da tre partiti o forse anche di più, e che sono stati votati tutti, sono passati tutti, quindi c’è già un precedente.
Vi voglio tranquillizzare dicendo che un precedente c’è, però non ho nessun problema a rinviare la votazione alla prossima seduta o a quella dopo ancora. Grazie.

PRESIDENTE. Vista la disponibilità dei firmatari, della Consigliera Ruggeri ed anche del Consigliere Mangialardi e presumo anche di tutti gli altri, rinviamo la discussione. Ripartiremo da dove siamo arrivati oggi.
Lo dico alle funzionarie che devono organizzare la prossima convocazione, non iscriviamo la mozione nel prossimo ordine del giorno, ma in quello ancora successivo ed ovviamente la metteremo come primo punto all’ordine del giorno delle mozioni. Non possiamo? La seconda va benissimo.
Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Chiedo, siccome è un tema che riguarda le competenze dell’Assessore alla sanità e servizi sociali, un’indicazione ufficiale dell’Assessorato.
E’ una mozione che riguarda il settore socio-sanitario, che rinviamo per rivedere… Vorrei capire se, per gli educatori professionali, c’è una richiesta di sanatoria per il cambiamento delle normative per cui sono previsti dei corsi di laurea e non più corsi professionali come in passato. C'è un irrigidimento della formazione, vorrei sapere se c’è un orientamento dell’Assessorato oppure se la questione è da rivedere attraverso il documento che rinviamo alla prossima seduta.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Avevo già espresso al Consigliere Cancellieri i dubbi e le riserve per il fatto che l'ordinamento delle professioni, stabilito con legge statale, è disciplinato dalla contrattazione collettiva nazionale del lavoro, quindi, mi sono permesso di dire che forse sarebbe stato opportuno verificare i contenuti dello stato giuridico di questo personale, anche perché, se si approva una mozione in conflitto, in antinomia - si dice nel mondo del diritto - con norme o con la contrattazione collettiva, è evidente che verrà spuntata nelle sue funzionalità.
Credo che il nostro compito, anche a seguito di un dibattito generale, sia quello di garantire almeno nella pubblica amministrazione… del personale hanno diritto
Ho letto nei giornali che non si può toccare l'orario di lavoro, il trattamento minimo, semplicemente perché ci sono degli appalti pubblici affidati a cooperative che hanno dei trattamenti sotto il minimo. Quindi, credo che l'oggetto di questa mozione, mi rivolgo alla Consigliera Ruggeri, sia l'eventuale sfruttamento delle condizioni di lavoro del personale, che ha delle professionalità ben previste, acquisite addirittura tramite corsi di laurea, ma che alla fine si risolvono in trattamenti che molto spesso sono anche umilianti.
Se riusciamo a garantire questo approfondimento, credo che potremo dare un indirizzo chiaro, se la pubblica amministrazione fa un’attività di dumping sulle prestazione e sui trattamenti credo che questo Paese non risolverà mai i propri problemi.
Grazie a tutti voi, anche alla sollecitazione del Consigliere Ciccioli, serve un approfondimento tecnico-giuridico per verificare l'ordinamento e i contenuti della contrattazione collettiva che disciplina questo tipo di rapporti. Poi la Giunta è a vostra disposizione per eventuali incontri con gli uffici in merito ai servizi che devono essere dispiegati da queste professionalità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Mi dispiace parlare dopo l’Assessore, volevo intervenire, ma mi ha proceduto.
Il gruppo Rinasci Marche si associa e dato che siamo in tempo di ringraziamenti, vorrei ringraziare la prima firmataria Consigliera Ruggeri e, qualora questa mozione si trasformi in una risoluzione, dare la nostra disponibilità a portare il nostro contributo fattivo. Anche in considerazione dell’esperienza che ho avuto essendo stato per 9 anni componente di un ordine, che al tempo non era neanche un ordine. Ho vissuto in prima persona quello che ha sottolineato il Consigliere Ciccioli, lui magari l’ha sentita dire o l’ha toccata con mano nel reparto perché come psichiatra lavorava con chi aveva una, cosiddetta, formazione a vari livelli.
Dietro la formazione a vari livelli non ci sono solo i codici SDE e SNT2, come ha scritto la Consigliera Ruggeri puntualmente, ci sono delle persone, c’è una formazione, c’è un percorso che guarda al futuro.
Bene che la Consigliera Ruggeri abbia sollevato questo tema, che in sanità abbiamo già vissuto dai primi anni ’90. Come operatore sono il primo esempio di quella trasformazione, non politica, giustamente, perché io lavoravo in quel contesto in cui l'operatore accedeva al posto di lavoro attraverso … Dico che nella formazione degli operatori il nostro sistema sanitario nazionale, che poi ricade in quello regionale, ha visto dai primi anni ’90 … Io ho avuto la fortuna di essere attore sia per il posto di lavoro, nel quale portavo il mio contributo, sia all’ordine, che al tempo si chiamava Collegio infermieri, assistenti sanitari, vigilatori d’infanzia; successivamente anche nel sindacato, il sindacato con i contratti collettivi nazionali di lavoro, il quale aveva trasformato queste sigle in cose concrete.
Ed oggi la Consigliera Ruggeri come Movimento 5 Stelle a livello nazionale se ne fa carico, anche attraverso dei codici, quindi, impegna la Giunta …, e qui condivido quello che ha detto l’Assessore, se prendiamo un impegno in Consiglio regionale dobbiamo sapere che lo stesso va al di sopra dei nostri impegni perché dietro c'è una legislazione nazionale e ci sono dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Soprattutto vi dico che ci vuole onestà intellettuale. Spesso questo termine viene sottolineato dal Consigliere Cesetti, il quale interviene puntualmente in questa Aula ricordando la Costituzione, i vari contratti ed anche le azioni giuridiche. L’impegno assunto con le mozioni è importante, che non sia un impegno lasciato a se stesso, ma non è nelle nostre facoltà.
Questa mozione puntuale, relativa al miglioramento delle condizioni lavorative degli educatori professionali delle Marche, chi non la condivide? Chi di noi a casa non ha una persona fragile, un anziano, o anche un ragazzino, chi non ha interesse – come ha detto il Consigliere Ciccioli che ha lavorato gomito a gomito con questi educatori - che queste figure professionali vengano in questa Aula per essere valorizzate, tutelate, sostenute. Qui si legge: l’impegno verso la Giunta …, la totalità degli aderenti al Comitato lavora per cooperative o agenzie educative che operano in appalto o in regime di accreditamento per l'ente pubblico (Comuni, consorzi, scuole, Asl).
Io dico che è la nostra vita, sono le nostre fragilità, sono le persone a noi care, che spesso anche in maniera superficiale … I nostri educatori invece sono i badanti. Noi affidiamo le nostre fragilità, le nostre persone più care, i nostri genitori, i nostri zii, i nostri figli, a dei badanti, ci fanno comodo, non abbiamo dietro da un lato l’organo di tutela e dall’altro un qualcosa economicamente vantaggioso.
Bene questa mozione, scriviamo però - noi saremo firmatari e ringrazio la Consigliera Ruggeri per averci dato la possibilità di mettere in campo una risoluzione - le cose vere, quelle che possiamo risolvere in quest’Aula, perché se deve essere una risoluzione o una mozione solo per fare un comunicato stampa o per dare ai cittadini delle informazione in considerazione che già è iniziata la campagna elettorale - dovete saperlo – noi come gruppo Rinasci Marche, sottolineo civico e solidale, non ci stiamo. Cerchiamo di dare una mano, la diamo sempre e puntualmente, se conosciamo i temi, se li abbiamo studiati, se li abbiamo approfonditi.
Caro, Vicepresidente Biancani, vedo che spesso annuisce perché a volte ce la intendiamo positivamente. Lei ha un’esperienza molto più importante della nostra, del gruppo Rinasci Marche, sia qui in Consiglio che nel Comune di Pesaro, che è un grande Comune.
Dico di mettere su questa mozione le cose che servono, che non vanno in conflitto, come dice spesso il Consigliere Cesetti, da un lato con la nostra Costituzione e dall’altro con le leggi dello Stato, perché questa mozione potrebbe confliggere con le leggi dello Stato. Grazie.

PRESIDENTE. A questo punto la mozione viene rinviata perché ho visto che c’è la volontà di tutti i firmatari. Quindi, rinviamo la mozione n. 376.

Mozione n. 214
ad iniziativa del Consigliere Santarelli
“Tutela per gli operatori proprietari di stabilimenti balneari della costa marchigiana”

Mozione n. 329
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Biancani, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Concessioni balneari - Applicazione della direttiva Bolkestein”
(abbinate)
(Votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 214 del Consigliere Santarelli e la mozione n. 329 dei Consiglieri Mangialardi, Biancani, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri (abbinate ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento interno).
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Aggiornare e aggiornarla. Il dibattuto c'è già stato e c’è una proposta di risoluzione per la quale abbiamo fatto trascorrere un po' di tempo. C’è la necessità di approfondire il testo della proposta che avanziamo all’Aula.

PRESIDENTE. La risoluzione, lo chiedo alla Segreteria, non ce l’abbiamo. L’avete consegnata? Sennò dobbiamo farla distribuire, facendo prima le fotocopie.
Andiamo avanti, se poi volete possiamo tornare indietro, altrimenti anche questa la facciamo la prossima volta. Sarebbe meglio riuscire a farla oggi perché la prossima seduta, ricordo, c’è un Consiglio abbastanza pieno.
Ha la parola il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Vicepresidente Biancani, lei non ha la stessa padronanza del Presidente Latini, che è più avvezzo, stando ormai da 30 mesi.
Su queste due mozioni, che sono state abbinate ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento Interno, a noi come Rinasci Marche non è arrivata nessuna comunicazione, quindi le chiedo di discuterle anche perché oggi sono attuali, dato che venerdì l'On. XY ha fatto un’azione in Parlamento. Dico ai Consiglieri del PD che su questa azione noi potremo mettere in campo alcune informazioni puntuali, visto che, con la mozione n. 214 del 18 febbraio 2022, del gruppo Rinasci Marche, del Consigliere Sandrelli - quella del Partito Democratico è la mozione n. 329 del 17 febbraio 2023 - abbiamo posto la questione. Guardo il Consigliere Mangialardi, con il quale lavoravo insieme in Consiglio comunale, con i balneari abbiamo fatto il Piano degli arenili e tante azioni che come Rinasci Marche conosciamo bene.
Dico che la mozione la dobbiamo discutere, se non altro per il lavoro che ha messo in campo il gruppo Rinasci Marche su questo tema. Riusciamo a scrivere poche cose, però le scriviamo puntualmente in maniera concreta, quindi, abbiamo tutto il diritto di discuterla. Presidente, le chiedo in questo momento di non fare il partigiano, noi vogliamo discuterla, vogliamo lavorare su questo tema, che a noi interessa, interessa particolarmente la tutela degli operatori proprietari di stabilimenti balneari della costa marchigiana. Magari qualcuno sta ascoltando perché sapeva del nostro intervento. Noi di Rinasci Marche ci vediamo costretti a ribadire, dopo mesi dall'ultimo esame qui in Consiglio, che è trascorso ben oltre un anno e mezzo dalla presentazione della mozione, ad iniziativa del gruppo Rinasci Marche, abbinata ad un’altra successiva da parte di numerosi Consiglieri di minoranza, rimarcando la nostra volontà a fare il possibile per tutelare questa categoria di operatori economici, sottoscrivendo, come da precedente atto, una recente risoluzione più estesa e congiunta, che però non ci è arrivata.
Stiamo davvero rischiando di distruggere il lavoro di migliaia di persone, che spesso con sacrifici, spese e investimenti hanno impiegato ingenti risorse per offrire e potenziare servizi e infrastrutture, anche se non sono proprietarie. Abbiamo degli sviluppi che preoccupano, il 17 luglio di quest'anno, 2023, dopo che è stata scritta la mozione di Rinasci Marche, la Corte di Giustizia UE ha precisato che andranno a gara anche le concessioni rilasciate prima del 2009, non in applicazione della direttiva Bolkestein, ma dell'articolo 49 del Trattato di Lisbona, che impone tali gare. La mappatura – questa è una parola che è girata nell’ultimo anno – è quasi pronta. Il Comitato nazionale popolo produttivo a cui mi rivolgo – che mi sta ascoltando, sapeva del mio intervento - sta lottando in Regioni come: Veneto, Lazio, Abruzzo ed anche nelle Marche. La recente interrogazione parlamentare, prima firmataria XY di Forza Italia, con la quale abbiamo fatto una federazione, ha imposto la questione per sospendere delle tempistiche così ravvicinate, in mancanza di modalità applicative chiare e di una responsabilità degli enti…

PRESIDENTE. Facciamo un attimo il punto, le due mozioni, la n. 214 e la n. 329, sono abbinate e sono un punto unico, quindi, vanno avanti insieme, si rinviano o si discutono entrambe. Il Consigliere Santarelli, primo firmatario della mozione 214, ha chiesto la discussione in questo momento, adesso do la parola al Consigliere Mangialardi per un intervento contro.

Maurizio MANGIALARDI. Questione procedurale, mi deve perdonare, non sono io che devo dare il percorso, è stato deciso da quest’Aula, se poi il Consigliere Santarelli è in confusione, mica è un problema mio. Ad un certo momento occorre che uno riconnetta i neuroni e li riporti a verità.
Abbiamo discusso queste mozioni e ci sono le risoluzioni concordate, questa è una risoluzione concordata, poi se deve fare lo show, meglio lo show che qualcos’altro.
Comunque le abbiamo già discusse, è stata sospesa la discussione perché era stato dato mandato ai due primi firmatari di trovare una possibile risoluzione, la risoluzione - spero che i miei l’abbiano fatta firmare con il sangue perché quando uno è un confusione poi diventa complicato - è questa, concordata tra i miei collaboratori e quelli del gruppo del Consigliere Santarelli, non la sto inventando io.
Presidente, per me diventa pregiudiziale rimettere in fila le questioni, Non è che il Consigliere Mangialardi non la vuole discutere oggi, ci mancherebbe altro. Il Consigliere Mangialardi sulla questione Bolkestein ha presentato atti, con altri ruoli, da tempo, in Aula. Quindi, la mozione del Consigliere Santarelli, che vuole mettere la bandiera non so su cosa, solo per un bagnino che lo ascolta… Il bagnino che ascolta bisogna che sappia che gli atti discussi in quest’Aula sono antecedenti. Ne abbiamo fatti 540, non sto a guardare il percorso cronologico dei nostri atti, non lavoro così, lavoriamo in maniera diversa e seria. Quindi, o la rimettiamo in fila noi…, non è che il Consigliere Mangialardi non vuole discuterla, ma voglio capire: dobbiamo riaprire la discussione? Allora ditelo, sennò sembra che qui …

(interventi fuori microfono)

Maurizio MANGIALARDI. Voglio sapere, Presidente, se la discussione generale è chiusa. Quindi, lei lo deve dire che il dibattito è stato aperto e poi chiuso, sennò quelli che sono in confusione…

PRESIDENTE. Consigliere Mangialardi, il tema è: il Consigliere Santarelli chiede di non discutere oggi, la risoluzione al momento non è stata presentata. Lui chiede di rinviare il punto. Se viene rinviata la mozione n. 214 viene rinviata anche la n. 329.
Scusate, il Consigliere Santarelli chiede di fare oggi la mozione, lei la vuole fare oggi o la vuole rinviare? La risoluzione dovete firmarla tutti insieme.

Maurizio MANGIALARDI. Continuo a dire: o il Presidente rimette in fila le questioni…

PRESIDENTE. Io le ho messe in fila, benissimo. Lei la vuole discutere oggi o no?

Maurizio MANGIALARDI. Ma è stata già discussa!

PRESIDENTE. La vuole votare oggi o no?

Maurizio MANGIALARDI. Usiamo i termini adeguati!

PRESIDENTE. Lei la vuole votare oggi o no? Ancora non lo ha detto!

Maurizio MANGIALARDI. Io la voto oggi.

PRESIDENTE. Benissimo. Adesso apriamo la votazione per decidere se va rinviata o no. Ha parlato per 5 minuti e non ha detto che cosa voleva fare!
Consigliere Mangialardi, lei mi deve dire se la vuole votare oggi o no?

Maurizio MANGIALARDI. Siccome i fatti riportati non corrispondono, come spesso accade, ai percorsi…

PRESIDENTE. Lei parli con me, la vuol votare oggi o no? Il Consigliere Santarelli la vuole votare oggi, quindi, procediamo direttamente con la votazione.

Maurizio MANGIALARDI. Va bene.

PRESIDENTE. Apriamo le dichiarazioni di voto sulla mozione 214 che sarà la prima ad essere votata.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Faccio una precisazione. Il Consigliere Sandrelli ha citato l'On. XY, dicendo che con Forza Italia avrebbero fatto una federazione. Consigliere Santarelli lei la federazione con Forza Italia non l’ha più fatta perché è entrato in Lega. Lei ha fatto una conferenza stampa con il Segretario della Lega, ha deciso di passare in Lega ed oggi qui non può dire: “con cui abbiamo fatto una federazione”. Falso!

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Per fatto personale doppio. Il primo, almeno così è più istantaneo, a noi piace dire le cose in maniera serena, istantanea e soprattutto pacata.
La Consigliera Marcozzi si è scaldata, in giornata telefonerò, quando posso, quando ho tempo, all’On. XY e registrerò queste cose perché a me sembra che chi sia in confusione sia lei.
Invece al Consigliere Mangialardi dico una cosa, quando cita parole - le parole sono dei macigni - violente, come: sangue, neuroni… Lui sa benissimo che abbiamo lavorato insieme in Comune, io sono stato vent'anni in clinica neurologica, dove la parola che più si usava era neuroni. Ho avuto anche un professore che diceva: “Basta, Luca. Lei ha un solo neurone ed è più che sufficiente, perché è in grado di portare avanti protocolli e linee guida e sa lavorare bene anche con un neurone”. Ci divertivano sulla parola neuroni, l’importante è averne uno.
Usare queste parole in Aula – sangue - come macigni, cattive nei confronti di una persona che lavora da trent’anni, che non si è mai messa di traverso, neanche nel fare cose semplici come il lavoro in Aula, il lavoro con i gruppi.
Sentiamo delle parole e mi rivolgo a lei, Presidente, perché queste parole vanno calmierate perché lei è dello stesso partito del Consigliere Mangialardi. Queste parole sono dei macigni.
Invito la Consigliera Marcozzi a leggere bene la stampa, ma leggendo la stampa spesso non legge gli atti che facciamo in Consiglio regionale. Il nostro caso è molto semplice, noi abbiamo avuto dei percorsi diretti, che non hanno avuto…, lo spostamento è assolutamente coerente con le nostre idee. Rinasci Marche civica e solidale ha lanciato la possibilità, a tutti quelli che vogliono di aderire ad un progetto civico per le Marche, di una coalizione federativa, questo era l'intento. I numerosi intenti comuni: lavoro, anziani, sanità, chi soffre, chi non ce la fa, commercio, questa è la mia posizione, che è saldamente alla Presidenza del gruppo di Rinasci Marche civica e solidale. Tutto qui Consigliera Marcozzi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Vicepresidente, mi riferisco sempre al fatto personale che ancora una volta sottolinea la confusione che c’è in Aula, se non dentro le teste delle persone, perché io continuo a dire che le due mozioni sono state discusse in Aula, è stata chiusa la discussione generale, è stata preparata una risoluzione in cui c'è la mia firma e quella del Consigliere Santarelli. Non mi sto inventando nulla, c’è una risoluzione che non è stata depositata, ma che è stata condivisa e che adesso produrrò, almeno evitiamo… Non sto dentro il percorso e se il Consigliere Santarelli vuol discutere un'altra cosa, perché si è dimenticato che abbiamo già fatto la discussione generale sui due punti, che l’abbiamo chiusa e che dovevamo arrivare alla risoluzione.., non è colpa mia. Se ho detto: “La prossima volta la firmiamo con il sangue”, metaforicamente Consigliere Santarelli, perché quella firmata con la china non conta nulla, se l’è dimenticata, la stretta di mano non funziona. C’è la necessità di riportare la verità, Presidente, sennò chi ci ascolta può fare confusione tra chi fa un ragionamento lineare e chi invece nella sua circolarità perde i vari punti e riferimenti.
Io non ho detto nulla di offensivo, non ho detto nulla di quello che penso, quindi mi sembra che non ci fosse il fatto personale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Per replicare ancora una volta, siamo molto chiari, c’è stata una federazione ed oggi non c’è più. Poi ognuno può dire quello che vuole, può aprire bocca e dire tutte le cose che vuole, ma devono essere veritiere. Può chiamare XY, forse non risponderà neanche.
A questo punto non c’è nessuna federazione, Consigliere Santarelli, è inutile che lei lo continui a ribadire, forse l’avevamo, ma oggi non c’è più nulla, Consigliere Santarelli. Non è possibile fare una federazione perché lei si presenta con un altro partito, è stato legittimato a farlo, non c’è alcun problema, ma questa federazione con lei non c’è più.

PRESIDENTE. La risoluzione a questo punto non c’è perché il Consigliere Santarelli dichiara di non averla firmata ed il Consigliere Mangialardi non l’ha presentata.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Solo per sottolineare il ruolo e la funzione della Conferenza dei Presidenti che si fa da 120 o 130 Consigli regionali alle 9,30. Funzione per cui oggi noi, come Presidenti di gruppo, abbiamo votato l'ordine del giorno.
A me dispiace che non sia presente il Presidente Latini, c’è lei Vicepresidente, che è in grado di sostituirlo degnamente.
Oggi alla Conferenza dei Presidenti abbiamo votato l'ordine del giorno, che al punto 7) prevede la mozione n. 214 del Consigliere Santarelli “Tutela per gli operatori proprietari di stabilimenti balneari della costa marchigiana” e la mozione n. 329 dei Consiglieri… “Concessioni balneari applicazione della direttiva Bolkestein”, abbinate ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento interno.
Porto sempre con me il Regolamento interno, è un consiglio che mi ha dato un impiegato della Regione, uno di quelli che il collega dice che ha un neurone. Quell'impiegato quando mi ha detto queste cose, mi ha anche detto: “Consigliere le consiglio, quando andrà in Consiglio regionale, di portarsi dietro il Regolamento” ed io mi porto anche la Costituzione.
Oggi discuto questa mozione perché l’abbiamo depositata, abbiamo il diritto di discuterla e chiedo al Presidente Biancani di fare silenzio.

PRESIDENTE. C’è un silenzio di tomba. Prego, Consigliere.

Luca SANTARELLI. Grazie a tutti per la pazienza. Noi di Rinasci Marche, proseguendo con quanto detto in precedenza, non lo voglio ripetere, ci assumiamo la responsabilità di fronte a tutti gli operatori balneari che vedono al centro della loro azione due temi cardine: in primo luogo è stato accertato recentemente che non c’è scarsità del bene, parliamo del 67% circa di costa. Ci sono chilometri e chilometri non utilizzati. In secondo luogo il decreto “Mille proroghe” porterebbe più in là la scadenza per l'avvio delle gare, sino al 31 dicembre 2024. Alle condizioni attuali, anche solo un anno in più, caro Vicepresidente…, saluto il Presidente che è rientrato.
A me dispiace quello che è successo oggi, non me ne voglia, ma è vitale la sopravvivenza di centinaia, io dico centinaia di migliaia, di lavoratori che hanno questa sorda spada di Damocle sulla testa. Senza dimenticare qual è il fondamentale ruolo dei balneari, il ruolo sociale di tutti i bagnini, perché oltre ad essere un'attività economica è anche un'attività che fa ritrovare le persone, crea comunità, e non solo nei mesi estivi. Stiamo parlando di veri e propri custodi/sentinelle ed io questi custodi/sentinelle, a differenza di quello che dice il Consigliere Mangialardi, li conosco, dal Cesano fino alla riva del Musone. Personalmente ho la fortuna di avere un caro familiare che fa questo lavoro nella regione Marche ed ha a cuore la tutela della costa.
Guardo l’Assessore Aguzzi, del tema dei balneari ne abbiamo parlato più volte, infatti l'emendamento in Parlamento l’ha portato proprio l'On. XY, voglio sottolineare che ha portato un buon emendamento, che risponde al popolo produttivo che ci sta ascoltando. Il nostro mare…, puliscono le spiagge, controllano e spesso ci rimettono anche di tasca propria.
Nello specifico, devo sottolinearlo, ma molti di voi lo sanno, il demanio marittimo è un luogo in cui i balneari hanno investito, in strutture, che spesso sono anche di proprietà, e tutto questo andrebbe in fumo. Quindi, al Comitato su menzionato, che ci ha fornito testimonianze dettagliate, che si è già mosso inviando diffide via Pec a quei funzionari e dirigenti comunali che stanno procedendo con i bandi di gara, con la relativa assegnazione dall’1 gennaio 2024, noi diciamo una cosa: prendiamo un impegno per fermare e per aiutare i balneari che sono pronti a citare in giudizio questo illegittimo affidamento a soggetti terzi, che secondo i legali dei balneari contempla e può portare comunque…, e guardo il Consigliere Cesetti che spesso lo sottolinea.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Si osserva che le mozioni sono datate febbraio 2022 e febbraio 2023 e pertanto in alcuni aspetti superate: si sottolinea come la situazione sia evoluta radicalmente e sia tuttora in fase di definizione.
La recente sentenza della Commissione 348/22 del 20 aprile 2023, ribadisce l'obbligo di disapplicare disposizioni nazionali che prevedano proroghe e, al tempo stesso, demanda allo Stato membro la piena discrezionalità nella definizione dei criteri applicabili per la quantificazione della scarsità di risorse.
Si precisa che le gare ad evidenza pubblica sono previste solo nel caso di “scarsità di risorse” (direttiva Bolkestein).
In questa direzione si è avviata pertanto l'attività dei Ministeri e delle Regioni, promuovendo inizialmente una ricognizione utile alla mappatura del demanio marittimo effettuata anche tramite il SID - sistema informativo del Demanio - i dati provvisori sembrano attestare una limitata occupazione della costa data in concessione.
Attualmente, il lavoro del tavolo tecnico si sta concentrando sulla definizione dei criteri utili a stabilire se si tratta di risorsa scarsa o meno, così da capire l'eventuale assoggettabilità alla direttiva Bolkestein (Direttiva 2006/123 della Commissione europea del Parlamento europeo e del Consiglio) al fine di gestire gli esiti all'Unione europea.
Rispetto al coinvolgimento delle associazioni di categoria, si precisa che oltre 20 associazioni di categoria sono già coinvolte nell'attività del tavolo tecnico consultivo istituito con DPCM 11/5/2023, e che non si intende procedere al momento con un tavolo regionale, in quanto in questa fase è centrale la diretta competenza statale in materia, tanto che in occasione dell'ultima riunione del tavolo degli Assessori al demanio marittimo, tenutasi lo scorso 19 ottobre, è stata condivisa la necessità di sollecitare un confronto con il Governo rispetto al tema delle concessioni anche considerata la prossimità della scadenza del 31 dicembre 2023 (sebbene sia stata rimessa in discussione dalla sentenza del Tar Puglia del 2 novembre 2023, che considera come vigente la scadenza al 31 dicembre del prossimo anno).
La Regione Liguria, in qualità di Regione capofila del coordinamento tecnico, ha inoltrato la richiesta al Presidente della Conferenza delle Regioni, affinché si faccia portavoce di questa necessità.
In ogni caso l'obiettivo della Giunta regionale è fare quanto in suo potere per dare un riscontro certo e definitivo agli operatori del settore per tutta l’area delle imprese balneari esistenti, consapevole degli investimenti fatti dagli operatori per la riqualificazione delle strutture e della rilevanza economica del settore per le Marche.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bilò.

Mirko BILO’. Grazie, Presidente. Oggi apprendo dall’Aula…, in effetti c’è stata un po’ di confusione, nel senso che dovevamo arrivare ad una risoluzione.
Detto questo, non saliamo in cattedra per dire che abbiamo la soluzione in tasca, io ho fiducia nel Governo e in quello che poc'anzi l’Assessore Brandoni ha enunciato. Quindi, confidiamo in una situazione che possa essere quanto prima risolta a livello nazionale, dallo Stato, essendo competenza statale, ma anche una competenza che può essere rimandata a livello regionale. Allora, a quel punto credo che possiamo fare qualcosa, so che si sta lavorando per la ricognizione, le mappature e tutto quanto.
Dico che anch’io sono parte in causa perché di famiglia ho uno stabilimento balneare, a me fa molto piacere che questa questione venga quanto prima risolta e possa dare certezze e sicurezza ai nostri balneari.
Ecco, confidiamo su quanto può fare il Governo, che non starà fermo e non lo è mai stato. Il Governo di centro-destra ha sempre dimostrato particolare attenzione, anche il partito Lega ed il centro-destra tutto. Non credo che sia una questione di destra o di sinistra, ma una questione che riguarda la responsabilità di chi ha un ruolo importante a livello istituzionale, che deve capire che queste situazioni devono essere risolte e che non possiamo essere più la berlina a livello europeo. Che l'Italia e le nostre famiglie, che hanno investito negli stabilimenti balneari, abbiano la sicurezza e la certezza di poter continuare ad investire ed essere tranquilli nel proprio lavoro. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 214. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Passiamo alla mozione n. 329. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ricordo a lei, che non era in Aula, che la discussione era conclusa e c'era il mandato di arrivare ad una risoluzione, evidentemente non ci sono state le condizioni, o meglio quelle scritte, quelle firmate, non hanno trovato poi il deposito, quindi ci muoviamo con le due mozioni separate.
Noi riteniamo che il tema della Bolkestein sia stato affrontato in maniera non adeguata dai Governi che si sono succeduti nel tempo, che ogni volta hanno illuso i concessionari con il classico percorso della proroga.
Oggi le responsabilità che venivano attribuite “all’Europa” sono sancite dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con le sentenze n. 17 e n. 18 del novembre 2021. Di fatto le proroghe non sono più consentite, se non l’ultima che scade a dicembre 2024, quindi è necessario procedere con la modalità prevista dalla norma europea che non sottolinea, che non ha visto mai una azione pro-attiva da parte dei governi.
Vedete, oggi siamo in una condizione che mette quegli operatori, quegli imprenditori, quelle famiglie del nostro territorio di avere delle certezze, non dei proclami elettoralistici, come è capitato. Ricordo e lo ricordo all’Aula quando era stato sottolineato che impugnare le sentenze avrebbe permesso di superare l’empasse che si era determinato, lo ricordava l’ex Assessore al bilancio prima di lasciare quest’Aula e lo ricordava la Presidente del Consiglio in campagna elettorale lo scorso anno.
Ahimè, oggi quegli imprenditori sono dentro un tourbillon di grande preoccupazione perché abbiamo capito che le proroghe non sono possibili, ci inventiamo il percorso della mappatura per prendere ancora del tempo quando sappiamo bene che, dal punto di vista del richiamo degli atti dei Piani regolatori dei Comuni, basterebbe un click, a proposito di tecnologia, per avere il dato complessivo tra le aree concesse e quelle disponibili. Quindi, non dobbiamo prendere ulteriore tempo, andremo lì a verificare la disponibilità del bene che a quel punto potrebbe uscire dalla Bolkestein.
Invece la nostra mozione, l’ennesima che abbiamo presentato in questi anni, mette al centro le preoccupazioni degli operatori, gli investimenti che loro hanno realizzato e i dovuti riconoscimenti, qualora si dovesse procedere a gara per gli investimenti e per la possibilità che ci sia un diritto di prelazione.
Sono fatti concreti ed invece dal tavolo nazionale, che rispetto molto, non abbiamo visto ancora - è passato un anno da allora - nessun segnale in quella direzione: quello che deve mettere in sicurezza, quello che deve dare prospettive, deve dare riconoscimenti e deve dare la possibilità di non vandalizzare...

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Le sorprese in politica ci sono sempre, quindi non posso fare altro che dare un parere positivo alla mozione presentata dal gruppo del PD. Però devo ricordare che in passato i Governi a guida PD non ci hanno aiutato e non hanno aiutato soprattutto i balneari perché l'introduzione delle misure, che sono oggi in vigore, dettate dalle direttive europee, non sono figlie del Governo Meloni o di altri, ma di altre coalizioni politiche, rispetto alle quali dobbiamo invertire la rotta. Il Governo Meloni è riuscito a guadagnare uno spazio, è riuscito ad arrivare ad una posizione interlocutoria che non è definitiva, come ha detto il Consigliere Mangialardi.
I balneari hanno bisogno di certezze, noi non riusciamo ancora a dare certezze per colpa degli accordi dei Governi precedenti di centro-sinistra, le indicazioni che sono state date allora erano tutte lesive delle economie e della coesione sociale, soprattutto dell'Italia.
Il prossimo anno, il 9 giugno, ci saranno le elezioni europee, ci sarà il rinnovo del Parlamento europeo, speriamo di invertire la rotta su quelle che sono state le politiche dell’Unione europea nei confronti dell’Italia. Possiamo citare l’agricoltura, la pesca, la balneazione, i cibi, settore in cui l'Italia è protagonista, l'enogastronomico. Regolamenti europei nella direzione esatta e contraria a quelli che sono gli interessi nazionali, italiani. Ho detto della nostra coesione sociale, della nostra produzione e qualità.
Quindi noi stiamo andando verso…, spero che ci sia un vento uguale e contrario rispetto alle direttive di prima, che recuperi non le decisioni dell’élite, ma il sentimento dei popoli europei, perché poi si dice che c’è un atteggiamento antieuropeo, no, l’Europa siamo noi, sono gli altri che hanno espropriato l’Europa dei contenuti dei popoli europei. Noi dobbiamo andare in questa direzione.
Spero che il 9 giugno del prossimo anno ci sia questa volontà popolare molto forte, che però si coglie in mille situazioni, che ci sia, quindi, un’Europa che sia coesa tra il sentire del popolo, il sentire dei nostri territori, il sentire della nostra storia, delle nostre radici, ed i vertici europei.
Il problema sono il Parlamento europeo e la Commissione europea, che è il governo europeo, non un’espressione diretta del Parlamento europeo come espressione degli Stati. Anche qui, secondo me, nell’arco di un anno o due andremo verso una normalizzazione della frattura tra il sentire dei popoli d'Europa e delle élite europee, le quali in maniera astratta indicano sulla cultura, sull'agricoltura, sulla balneazione, che dovrebbe essere un tema molto particolare e, rispetto alle grandi politiche europee, certamente non centrale, sulla pesca. Noi abbiamo la mortificazione della pesca italiana in seguito alle indicazioni che ci vengono dall’Europa, noi stiamo distruggendo la nostra flotta marittima perché continuamente c'è la restituzione delle licenze per condizioni antieconomiche, con la conseguente riduzione dello sforzo di pesca. Noi importiamo da Paesi extraeuropei gli agrumi e distruggiamo gli agrumi della nostra Italia meridionale (Sicilia e Calabria), ma che senso ha tutto questo?
La mozione impegna ad attivare immediatamente un tavolo di confronto, devo dire che c’è già, tante volte si è incontrata la Giunta regionale, anche la struttura regionale, ci sono stati incontri importanti anche in questo Consiglio regionale. Noi continuiamo in questa linea sicuri che stiamo facendo gli interessi del mondo balneare italiano.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Per ribadire quella che da sempre è la nostra posizione, la posizione della Lega. Tante azioni ed atti sono stati compiuti a tutela e a difesa di un comparto che riteniamo importante, soprattutto da tutelare.
In questa mozione si dichiara la volontà di vicinanza ai balneari, la ricerca di solide sicurezze alle imprese balneari, ma io ci leggo l’accelerazione di un processo, che voi definite un’ulteriore perdita di tempo, noi invece diciamo: “investiamo ulteriore tempo”.
La diversità sta proprio in questo passaggio. Noi riteniamo che bisogna continuare su questa linea, non stiamo perdendo tempo perché ci sono dei tavoli aperti, ci sono dei lavori in corso, quindi, fino all'ultimo spenderemo qualsiasi scelta, qualsiasi posizione, pur di difendere un comparto che abbiamo, ripeto, da sempre convintamente difeso.
Questa sarà la nostra linea, con l'obiettivo - e questo sarà un ulteriore passaggio e probabilmente l’investire tempo va anche in questa direzione - secondo quello che accadrà nelle prossime elezioni europee, di cambiare molte delle scelte scellerate che l'Europa sta facendo in diverse direzioni, compresa l'agricoltura, la pesca, in questo caso la Bolkestein.
Il nostro impegno va in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Questa dichiarazione di voto è positiva anche se abbiamo appreso che sulla mozione n. 214, a firma del Consigliere Santarelli, “Tutela degli operatori proprietari di stabilimenti balneari della costa marchigiana”, il Partito Democratico, compatto, ha votato contro.
Diciamo che bisogna essere coerenti, anche se ci è stato additato il fatto della non coerenza, noi siamo coerenti, quindi abbiamo esposto la mozione.
Queste due mozioni sono state abbinate - non con una stretta di mano, ma con il deposito di atti amministrativi, chiamiamolo sindacato ispettivo - non sono arrivate oggi in Aula e se alla Conferenza dei Presidenti abbiamo accettato l'ordine del giorno, bisogna leggere che al punto 7) prevede la mozione n. 214 del Consigliere Santarelli “Tutela per gli operatori proprietari di stabilimenti balneari della costa marchigiana” e la mozione n. 329, abbinate ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento interno (votazione). Io questo ho letto ed è quello che porto in Aula. Quindi, caro Presidente, lei oggi mi deve sottolineare le cose che sono state dette di fronte al gruppo Rinasci Marche, che non sono vere, allora chi mi attacca, da che pulpito mi attacca?
Al di là della risoluzione, ribadisco il discorso di essere stato fedele a quello che abbiamo detto più di un anno fa, e questa mattina lo sottolineo per la seconda volta, la decisione come capogruppo, insieme a tutti i capigruppo presenti ed al Vicepresidente Biancani, di essere totalmente dalla parte di chi lavora e dei balneari, con impegni nei confronti della Regione che vuole unirsi a questa battaglia.
E’ stato detto che conosciamo un bagnino solo. Bene, finché ci sottovalutano o ci sottostimano noi andremo avanti a lavorare, a fare l’interesse del bene comune. L’interesse del bene comune guarda a quegli operatori che danno, sempre di più, la loro vita in mano ad un legislatore. Non è un lusso per pochi, come spesso viene loro additato.
Preciso che questo interesse guarda, purtroppo, ai nuovi mercati, che vogliono entrare nel nostro Paese.
Le nostre coste sono sempre di più fragili, lo vediamo con il dissesto idrogeologico che riguarda sempre di più la costa.
Il Comitato che ho menzionato prima, non voglio sottolineare l'ennesima gaffe che oggi abbiamo messo in campo, ci ha fornito testimonianze dettagliate, e non è un solo bagnino, e si è mosso inviando diffide e Pec.
Io li chiamo custodi/sentinelle, perché gli operatori balneari, che ci hanno avvicinato, hanno tutti un minimo comune denominatore: sono custodi/sentinelle del nostro mare, delle nostre coste: puliscono le spiagge, controllano, si mettono a disposizione, io dico anche socialmente, perché spesso il ruolo sociale dei balneari è quello… Io stesso, come penso la maggior parte delle persone che sono in quest’Aula, ho affidato i miei figli minorenni a quelli che nel nord delle Marche si chiamano bagnini e nel sud delle Marche si chiamano chalet. Spesso, più che dei balneari, sono degli assistenti sociali, degli psicologi, persone che ascoltano i clienti. Chi abita sulla costa trascorre gran parte delle proprie vacanze, non dico i genitori, ma i figli, gran parte dell'estate... Solo per questo e oltre a questo ringrazio tutti gli operatori balneari.
Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Esprimo il voto favorevole sulla mozione del gruppo PD, però ci tengo anche a dire che nell'ordine del giorno, magari su questo mi potete dare conforto voi, non c'è mai scritto risoluzione, anche se c'era l’accordo di farla, succede spesso su tanti temi, quindi, per forza nell'ordine del giorno non c'era scritto.
Poi a me va benissimo, come dice il Consigliere Santarelli o come ha scelto il Consigliere Mangialardi, che si votino separatamente i due testi, però volevo semplicemente fare chiarezza sul fatto che il termine risoluzione nell'ordine del giorno non c'è mai. E’ così, Presidente?

PRESIDENTE. Si, nell’ordine del giorno non c'è.
Mozione n. 309. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Le mozioni n. 213, nn. 218 e 234 (abbinate), n. 231 sono rinviate.

Mozione n. 367
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Visite e prestazioni di Cardiochirurgia e Cardiologia Pediatrica e Congenita”

Interrogazione n. 790
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Permanenza di criticità al Centro di Cardiochirurgia e Cardiologia Pediatrica e Congenita dell’AUO Ospedali Riuniti di Ancona”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 367 dei Consiglieri Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo e l’interrogazione n. 790 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Carancini.

xxxRomano CARANCINI. Grazie, Presidente. E’ una mozione condivisa con l'intero gruppo consiliare, una mozione rispetto alla quale si chiede particolare attenzione.
Parto da alcuni dati, Presidente. Ogni anno in Italia nascono 4.000 bambini affetti da cardiopatie congenite, si tratta di un gruppo eterogeneo di patologie piuttosto frequenti, che rappresentano circa il 40% di tutte le malformazioni neonatali e costituiscono, pertanto, una fattispecie né rara né isolata che coinvolge una copiosa categoria di utenti del Servizio sanitario nazionale ed ovviamente regionale.
Il 30% di queste cardiopatie congenite rappresenta potenzialmente una condizione d'urgenza immediata alla nascita, tuttavia, grazie ai continui progressi sia a livello di tecniche interventistiche e chirurgiche che di diagnosi e cura, oggi l’85-90% dei bambini nati con cardiopatia congenita raggiungere l'età adulta. Sono certo che l'Assessore di questo conosca bene.
E’ una premessa fondamentale, Presidente, Consiglieri, perché, come voi sapete, nella regione Marche solo la struttura sanitaria di Cardiochirurgia e Cardiologia Pediatrica e Congenita dell'ospedale Lancisi di Ancona è centro di eccellenza nazionale e internazionale, credo che lo stesso capogruppo su questo, attraverso l'interrogazione, confermerà questa circostanza.
In quel luogo così importante ci sono visite cardiologiche e pediatriche, vengono effettuate prestazioni specialistiche, tra le quali l’holter pediatrico, indispensabile per un percorso di controllo e cura di piccoli pazienti affetti da cardiopatologie congenite complesse.
Per comprendere va detto che l'holter pediatrico è uno strumento che serve a misurare in particolare la condizione pressoria dei bambini, in maniera molto precisa, uno strumento particolarmente determinante. Per effettuare questa prestazione è necessario, anzi è indispensabile, avere un organico all'altezza, che sia in grado di installare e di refertare. Purtroppo la condizione complessiva della sanità regionale da questo punto di vista non consente più di riuscire a rispondere, dal punto di vista delle visite e delle liste, a tutte le persone, in particolare ai pazienti. Ci sono situazioni che riguardano bambini che hanno queste patologie, che stanno nei territori, lontani dall'unico Centro regionale, ripeto, di livello internazionale, che purtroppo, senza andare a cercare ragioni particolari, non è in grado di rispondere.
Purtroppo questa realtà, Presidente Latini e amici Consiglieri, si è aggravata perché il preannuncio della pensione del dr. XY e il fatto che lo stesso Direttore dell'Unità operativa complessa debba usufruire del proprio periodo di ferie, ha aggravato ancora di più la situazione e questi bambini sono costretti, addirittura, ovviamente non tutti, ma in numero significativo, a recarsi in altri centri, quello più vicino è Bologna.
Voi capite bene che questa è una condizione difficilmente accettabile perché riguarda un segmento fragile, che necessita di una protezione particolare.
Soprattutto è una condizione inaccettabile per tutte quelle famiglie che vivono in condizioni tali da non poter, per esempio, spostarsi periodicamente, una volta al mese, o addirittura con una frequenza maggiore, per effettuare questi controlli. Per esempio, una famiglia con bambini piccoli, in genere famiglie molto giovani, nella quale lavorano sia il padre che la madre.
Questo ha fatto sì che nel tempo si determinasse un fortissimo disagio, da un lato perché il tipo di malattia è una cosa particolarmente seria, dall'altro, ripeto…
La mozione impegna, Presidente, il Presidente della Giunta regionale a definire, di concerto con la Direzione generale dell'Azienda ospedaliera universitaria delle Marche, un potenziamento del reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica, in quanto centro di eccellenza nazionale e indispensabile punto di riferimento – è presente anche l'Assessore e mi fa piacere, questa è una mozione abbastanza vecchia – nonché l'utilizzo di nuove tecnologie sanitarie all'interno dei vari ospedali di primo livello dei territori, nonché la strumentazione e ovviamente il personale, come ho detto, necessario per l'istallazione e la refertazione, l’installazione del servizio di holter pediatrico, così che entri in gioco nelle situazioni particolari.
Ne sono giunte alcune alla stampa, ci sono delle famiglie, segnalo quella di Camerino, che periodicamente è costretta a muoversi con l'impossibilità familiare, allora, la Regione, da questo punto di vista, decida di integrare il servizio in rete e di portare all'interno degli ospedali di primo livello questo tipo di servizio, che sarebbe connesso, collegato, dipendente dal punto di vista organizzativo, ovviamente non entro nel merito… Sarebbe una risposta molto significativa a quella che la Giunta regionale ha definito, e lo dico senza alcuna polemica, la territorialità della sanità.
Ecco la territorialità della sanità, l’irradiazione nei territori, in questa situazione, attraverso l’holter pediatrico, potrebbe avere la possibilità di essere attuata in maniera pratica, concreta e soprattutto funzionale agli interessi di pochi, che purtroppo hanno poca voce. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI, Grazie, Presidente. Ringrazio anche il Consigliere Carancini, come mai il suo intervento è conforme e coerente con le indicazioni che l'Assessorato ha indirizzato su questo reparto.
Cerchiamo di fare il punto sulla situazione, si tratta di un reparto di assoluta eccellenza, guidato da uno straordinario professionista il Dr. XY e da uno staff di cardiologi e di specialisti di fama nazionale, sia per la loro caratura professionale sia per l'attività svolta.
All'interno di questo reparto è organizzata da anni un'associazione di familiari molto importante, che assicura l'assistenza alle famiglie che vengono da altre regioni, garantisce una serie di servizi collaterali ai bambini che sono ricoverati.
In questi tre anni penso che sia stata la materia di cui l'Assessorato e l'Assessore si siano occupati di più proprio per la sensibilità e la visione di questo servizio.
Riallacciandomi all’intervento del collega, che richiede la realizzazione di una rete ospedaliera cardiologica anche per gli ospedali di primo livello, seppure trattasi di cardiologia pediatrica, si sono avute delle discrepanze tra le Aziende perché la cardiologia di Ancona rivendica il primato e l'esclusività su questa materia e, alfine di alleggerire le liste d'attesa. si è cercato di rafforzare, a livello di visite preliminari, l'intervento di specialisti della cardiologia, tanto più per il fatto che non esiste una specializzazione in cardiologia pediatrica, ma esiste semplicemente una specializzazione in cardiologia.
Diciamo che nella visione della razionalizzazione delle risorse esistenti, l'indicazione che noi forniremo è quella di creare una rete di cardiologi che si possano specializzare ed occupare, in stretta cooperazione con l'Azienda universitaria di Torrette, della cardiologia pediatrica.
Voglio aggiungere a questo riguardo, nell'eventualità che ci siano dei familiari, che la stessa Associazione può seguire i lavori di questa assise. Ci sono state delle conferenze presso l’Azienda di Torrette, in cui tutte e quattro specializzazioni, importantissime della cardiologia, i quattro reparti, le quattro unità operative che si occupano della materia, possono cooperare per garantire alla Cardiologia pediatrica tutte le risorse e le specializzazioni necessarie.
Voglio anche rassicurare sul fatto che se dovesse esserci questa esigenza, oppure se si dovesse prospettare quanto è stato detto nel precedente intervento, che addirittura i genitori di bambini cardiopatici devono rivolgersi ad altre Aziende, se ci dovesse essere una sola di queste opportunità, chiedo che sia segnalata perché questo non può avvenire, nel senso che questo reparto ha la priorità su tutte le priorità dell'Ospedale di Torrette proprio perché assicura questo servizio a dei bambini. Se ci dovessero essere delle liste di attesa su questo tema, sarebbe necessario esplicitare che l'Azienda non segue le direttive che sono state emanate dall'Assessorato proprio perché le indicazioni fornite all’Ars e al Dipartimento salute sono quelle di prevedere per questi bambini tutte le terapie necessarie, tutte le risorse necessarie, che sono a disposizione della O. di Torrette.
Voglio anche precisare, proprio per chiudere il quadro di questa situazione, che con le leggi Madia, con le risorse aggiuntive che sono state fornite alla Regione Marche sul tetto di spesa, tutte le risorse che la Regione Marche ha avuto in aggiunta rispetto al fondo sanitario nazionale, sono state concentrate sull'Ospedale Torrette, quindi, in una condizione di questo tipo non ci possono essere giustificazioni sulle liste d'attesa per i bambini cardiopatici di Torrette.
Conclusivamente, nell’aver… nuovi piani aziendali. Credo che sia opportuno che i reparti di cardiologia di tutti gli ospedali di primo livello cooperino almeno per le prime visite con l'Ospedale di Torrette, con la specializzazione della Cardiologia pediatrica di Torrette, che all'interno dell’unica specializzazione di Cardiologia ci possa essere un sistema che garantisce ai bambini e alle famiglie, non dico la visita giornaliera, ma sicuramente la visita il giorno seguente. Mettendoci nei panni di chi ha un bambino cardiopatico, penso che questo sia il minimo che possiamo fare per questo tipo di condizione patologica.
Questi sono i contenuti degli indirizzi forniti dalla Regione Marche, dal Dipartimento salute, dall’Ars all’Azienda sanitaria di Torrette. Auspico che ci sia piena condivisione nel trovare le condizioni di cooperazione tra tutti gli ospedali di primo livello e i reparti di Cardiologia ed il reparto di Cardiologia pediatrica dell'Azienda ospedaliera di Torrette, perché questo rappresenta sicuramente un rafforzamento del servizio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Siamo stati costretti a presentare atti ispettivi, come la mozione a prima firma del Consigliere Carancini, e l’interrogazione dell’intero gruppo, a seguito, Assessore, dell’audizione in Commissione in occasione del Piano socio-sanitario, dove tra gli auditi c’era anche l’Associazione Battito di Ali, alla quale abbiamo fatto riferimento, che fa parte, da sempre, in modo olistico, al progetto della Cardiologia e della Cardiochirurgia pediatrica di Torrette.
Assessore, lo voglio richiamare, siamo un po' in sintonia con le rassicurazioni che oggi ci ha dato, che sono condivisibili perché il Centro è un’eccellenza sul piano nazionale, è un punto di riferimento di altre tre regioni e l'impegno che le amministrazioni in passato hanno dedicato a questa struttura è stato sempre condiviso anche con l’associazione.
Le preoccupazioni della mozione ed anche l’impegno che andiamo a proporre a questa assise stanno all’interno di questo percorso, però, Assessore, le rassicurazioni - ce lo ricordiamo tutti quel giorno, poi sono agli atti - erano analoghe a quelle di oggi.
Condividiamo le necessità, condividiamo le finalità - lo dico per il Presidente che è stato attento a convocare immediatamente l’associazione, ne apprezziamo la dedizione - ma il Dr. XY, il primario, va in pensione e ad oggi non l’abbiamo sostituito. E’ stato fatto un bando con un solo partecipante, di fatto lo dobbiamo riemettere e procedere nuovamente, quindi un buco. Guardo il Consigliere Cancellieri che aveva colto anche lui la sollecitazione dell’associazione.
Per quanto possiamo stigmatizzare la necessità di un impegno su questo ambito, quei pazienti, purtroppo, sono costretti a recarsi fuori regione, quindi non coincide con il mandato. Assessore, lei ci sollecita e dice: “Portatemi a conoscenza, se ci sono, delle discrepanze tra l'impegno di carattere politico e amministrativo, che noi mettiamo in campo. Le conseguenze dirette di quello che accade, se ci sono dei delta, voglio essere messo a conoscenza”. Noi ribadiamo che ci sono lunghe liste di attesa, che i pazienti pediatrici sono costretti a recarsi fuori regione e che il primario non è stato sostituito, creando oggettivamente un disagio abnorme non rispetto alle attese, che erano state in qualche maniera prive di una conseguenza sugli impegni assunti in Commissione. Perché oggi quelle preoccupazioni sono diventate realtà e noi vogliamo essere messi nelle condizioni di capire qual è la tempistica. Se a fronte di proclami e di impegni non ci sono gli atti conseguenti, l'eccellenza alla quale facciamo riferimento, gli impegni che abbiamo messo nella mozione finiscono ancora una volta nel vuoto e rischiamo che dal 23 aprile (il passaggio in Commissione) ad oggi nulla è cambiato, anzi, è decisamente peggiorato rispetto alle preoccupazioni che non sono solo del Partito Democratico o del gruppo del Movimento 5 Stelle, ma sono quelle che l'associazione sistematicamente e con grande dedizione ci mette a disposizione, rispetto alle quali noi non diamo le risposte adeguate.
Il tema, Assessore, è di questi giorni, quindi se vuole la sollecitazione del nostro gruppo non mancherà, se possiamo evidenziare il percorso che non coincide con le dichiarazioni che sono state fatte in Commissione… Rischiamo che anche oggi, condividendo tutta la premessa, assumendone gli obiettivi, alla resa dei conti i dati non corrispondono, quindi la sostituzione e l'affiancamento che era indispensabile al Dr. XY, che ringrazio anche per il grande contributo che ha dato in questi anni, per come quella struttura è cresciuta anche nei collaboratori grazie all’eccellenza e al riferimento…

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Mangialardi è bene a conoscenza dell'interesse personale e come genitori che abbiamo avuto su questo tema. Sa benissimo qual è stato l’interesse della Commissione sanità anche nei confronti del Dr. XY, che anch'io ho incontrato più volte.
Conosco benissimo il tema e tutto il lavoro fatto dall'Associazione un Battito di Ali che aiuta queste famiglie in un momento delicatissimo della loro vita.
Nel contempo è a conoscenza dell'interesse dell’Assessore su questa materia, quindi, diciamo tutti la stessa cosa, abbiamo tutti l’interesse a preservare e potenziare questo reparto.
Come lei sicuramente sa, il bando è stato presentato il 5 settembre, c’è stato un solo candidato, adesso è stata ripresentata la domanda per la riapertura dei termini, che scadranno il 4 dicembre. Quindi c’è l’intenzione da parte dell'Azienda di trovare subito un sostituto all'ottimo professionista Dr. XY.
Ritengo condivisibile nel merito questa mozione, però ci sono alcune situazioni che secondo me, Consigliere, avremo modo di chiarire, se siete d’accordo, facendo una risoluzione comune, oppure rimandandola alla seduta successiva.
Ci sono delle situazioni nel dispositivo che non possono essere facilmente accoglibili, dovremmo superarle magari con una risoluzione. L’interesse è lo stesso, Consigliere Carancini, non vedo il motivo per non trovare una soluzione. Questa è la richiesta che mi sento di fare, parlando con l’Assessore, possiamo farla adesso o possiamo decidere di farla nella prossima seduta per conciliare l’interesse, che è lo stesso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Cerco di essere realista e serio, non è una questione che riguarda in particolare il primario, il fatto che ci sia stato un solo candidato e che siano stati riaperti i termini, l'oggetto della mozione è un altro.
L’oggetto della mozione, in particolare, è quello di mettere in rete, mi pare che l'Assessore abbia compreso, dare la possibilità di poter effettuare l’holter pediatrico all'interno degli ospedali di primo livello…

(interventi fuori microfono)

Romano CARANCINI. In realtà credo che abbiano cercato anche lei, non voglio creare polemiche né strumentalizzare, voglio raccontare la verità. Se ci sono delle famiglie che abitano a Camerino, piuttosto che nell’entroterra pesarese, e devono fare un holter pediatrico, vuol dire andare ad Ancona, installarlo, tornare a casa e ritornare per la refertazione. La richiesta ragionevole è quella di poterlo fare a Pesaro, piuttosto che ad Ascoli Piceno, piuttosto che a Fermo, piuttosto che a Macerata. E’ l'unico elemento.
Ovviamente comprendiamo che è una scelta, perché occorrono persone all'altezza, che sappiano non solo istallarlo, ma anche refertarlo, ma pensate al trasferimento di questi bambini, non solo ai genitori, oltre a tutto quello che ruota intorno.
Dico al Presidente Baiocchi che è una mozione molto semplice, un impegno che non vuol dire che domani mattina l'Assessore, piuttosto che la Giunta… Significa che l'Assemblea legislativa regionale vota un impegno rispetto a questo, poi tra un anno o fra sei mesi, magari sarebbe meglio se ci riuscissimo fra tre mesi, verificheremo questo.
A me non sembra di dover necessariamente firmare una risoluzione, firmate questa. Che vi devo dire, non possiamo farne una primogenitura, io non ne faccio una primogenitura, ma se il Consiglio regionale uscisse con un voto unanime non ci sarebbe nulla di scandaloso, poi se l’ha presentata un Consigliere del PD credo che non ci sia nulla di male.
La mia richiesta è anche una preghiera. Ho ascoltato l'Assessore con attenzione, il tema centrale non è solo e anche la visita, è l'approntamento, la realizzazione del servizio, quindi, da questo punto di vista è molto importante che l'Assemblea dia una risposta e in particolare trasmetta all'esterno, a queste famiglie, un filo di speranza rispetto alla possibilità che chi abita nell'entroterra possa fare questo servizio. Niente di più. Ci riusciremo fra due mesi? Fra tre mesi? Prima ci riusciamo e meglio è, questo è il senso in particolare della mozione a mia prima firma.
Altro tema ugualmente importante, sottolineato dal Presidente di gruppo, riguarda il primariato; tuttavia la richiesta più pressante che arriva dalle famiglie è quella di non percorrere 200 chilometri al giorno, quindi 400, spostando dei bambini che hanno questa patologia. Mi sembra una mozione ragionevole e certamente non polemica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Ho sempre il compito di dire le cose che non si devono dire, ormai ho questa funzione, quindi le dico.
Non tutto è stato perfetto nella gestione della Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica, quindi, secondo me, sarebbe opportuno un restyling. Ci sono delle condizioni, il Prof. XY sta andando in pensione, cessa dal suo servizio. Presso l’Azienda ospedaliera di Torrette è già stato fatto un bando aperto a tutti. Vedremo, come tutti i concorsi, quali saranno le persone che si presenteranno, poi ci sarà una Commissione e via di seguito.
C’è bisogno di una riorganizzazione complessiva, non c’è dubbio che dobbiamo andare in questa direzione. C'è un problema di numeri perché queste altissime specializzazioni hanno bisogno di un bacino importante di persone, funzionano quando ci sono molte persone e soprattutto c'è uno staff, un gruppo di lavoro coeso. Noi andiamo nella direzione di fare il concorso, ovviamente aperto all'universo mondo, per scegliere i migliori. Ricordo che nel passato non sempre è stato così, e se per caso lo facciamo noi non va bene lo stesso. Non bisogna fare i concorsi finalizzati ad una persona che abbiamo in testa, bisogna fare dei concorsi aperti e scegliere il meglio che c'è in circolazione in Italia, talvolta anche dall’estero. Non tanti anni fa a Torrette, per esempio, sono stati fatti dei concorsi per i quali era stato deciso a tavolino il vincitore. Vincitore che ha smontato il reparto, per cui non c'è più attività - non sto parlando della Cardiologia - ma un dimezzamento, anzi un quarto delle attività precedenti che c’erano nella buona struttura. Lì dobbiamo rivedere molte cose perché la sanità politica non dà buoni risultati, questo è un dato.
Sulla Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica congenita c'è grazie a Dio un basso bacino d'utenza e le Marche possono rappresentare un'attrazione per tutta la costa Adriatica, anche per l'Albania. Non voglio dire che l'Albania si appresta a diventare una enclave italiana, ma si appresta ad entrare in Europa ed è un Paese in cui un terzo della popolazione parla italiano ed i rapporti tra l’Italia e l’Albania, soprattutto Marche e Puglia, sono molto intensi. Quindi, potremo rappresentare un centro di eccellenza, con un numero, una casistica forte per l'intera area Adriatica, perlomeno centro-basso Adriatico. In questo magari la Cardiologia e la Cardiochirurgia pediatrica possono essere un esempio, un percorso virtuoso.
Andiamo in questa direzione, facciamo questo, c'è bisogno di un po' di tempo, ma il concorso è stato già bandito, si tratta di aspettare qualche mese per fare le cose nel migliore dei modi. Spero che al bando partecipino delle eccellenze provenienti da tutta Italia e quindi si possa scelga la personalità più adeguata, con una maggiore capacità di gestione, non solo personale, ma di gruppo. E’ importante che rientrino delle persone che sono allontanate dal reparto di Cardiochirurgia pediatrica nel tempo, che si sono messe in aspettativa ed hanno fatto prestazioni anche fuori dall’Italia, addirittura all'estero, con successo. Recuperando questa dimensione è possibile andare anche nella direzione di fare prestazioni anche periferiche, perché no? Bisogna partire dal vertice e andando giù si può fare un piano di lavoro complessivo che riguardi le Marche, ma, in questo caso, con l'occhio aperto al centro-sud dell’Italia e dell’Albania.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Credo che probabilmente la mozione del Consigliere Carancini non sia stata chiara, nel senso che lui non intendeva mettere in discussione o ridisegnare il sistema, assolutamente, lui si poneva un problema, che ci poniamo tutti noi che l’abbiamo sottoscritta, che questo Consiglio si deve porre, il solito problema delle aree interne e della difficoltà per i genitori di questi bambini cardiopatici ogni volta di arrivare fino ad Ancona. La proposta è quella di dire…, Fermo restando la centralità di Ancona, perché condivido con il Consigliere Ciccioli il fatto che laddove si ha un’erogazione di maggiori servizi c'è maggiore esperienza e maggiore sicurezza. Siamo ben convinti che il nucleo centrale debba rimanere ad Ancona, però un holter pediatrico può essere benissimo impiantato e messo in una chirurgia pediatrica di un’Ast a livello provinciale, poi magari letto, visto che abbiamo la telemedicina, da Ancona per una consulenza. E’ soltanto un modo per evitare alle famiglie ulteriori disagi, nessuno è entrato nel merito di grandi organizzazioni, ma si è sottolineata l'importanza della rete.
Credo che questo, soprattutto per le aree più disagiate, sia un aiuto perché vivere in un’area disagiata, magari anche terremotata, purtroppo conosco delle famiglie, e avere anche un bambino piccolo che ha problemi cardiologici e cardiaci, non sia una gran fortuna.
Ritengo che potremo soltanto dire: “Ok, questa possibilità ci vede d'accordo”. Non diamo termini perentori, non c’è una richiesta di risorse, però tutti dobbiamo farci carico di questa possibilità.
Rispetto alla dichiarazione fatta tranquillamente dal Consigliere Ciccioli, secondo cui sono stati nominati dei primari con intendimenti non tecnici e non dalla Commissione, mi trovo talmente d'accordo sulla sua battaglia, faccia una denuncia, vada alla Procura, faccia una denuncia contro Tizio e Caio. Tutti noi, quando si tratta di sanità, quando entriamo in ospedale vogliamo trovarci di fronte non l’amico, ma quello più bravo, non quello più vicino. Penso alla diatriba tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Io non voglio trovare quello che mi sta più vicino, voglio trovare quello più bravo, che mi salva la vita quando serve e se devo fare una ecografia posso anche aspettare, se non sono un oncologico e se non ho una presa in carico.
La sanità è una cosa seria, i primari sono coloro che organizzano i reparti, in capo a loro non è richiesta soltanto la competenza tecnica, ma anche quella manageriale. Quindi, se lei sa di concorsi truccati o gestiti dalla politica, le chiedo, e le sarò a fianco, di fare delle denunce alla Procura.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Rinnovo la richiesta ai presentatori di rinviare alla prossima seduta per concordare una risoluzione, altrimenti chiedo alla maggioranza di votare contro.
Il tema è molto semplice, se nel Piano socio-sanitario sono previsti degli interventi, se le Aziende devono riscrivere l’atto aziendale, si può immaginare che il Consiglio regionale proponga decine di mozione, che intervengono sull'organizzazione sanitaria, come sta avvenendo in questa legislatura? Se andate a vedere un po’ di letteratura di quello che accadeva negli anni precedenti, non c'è traccia di quello che sta succedendo in questo Consiglio regionale per cui, di fatto, attraverso delle mozioni si vorrebbe che i piani aziendali della sanità - che è stata privatizzata e che ha un'organizzazione aziendale sulla base della domanda di prestazioni - siano riscritti qui, nel Consiglio regionale, senza nessuna visione strategica dei problemi.
Vi invito a riflettere sul fatto che per quanto riguarda la Cardiologia a Torrette abbiamo quattro Dipartimenti che se ne occupano, c'è il dipartimento del Dr. XY, che è un Dipartimento molto ampio con tutta una serie di specializzazione, c'è l'Unità operativa complessa della aritmologia del Dr. X, che si occupa della materia, c’è la Cardiochirurgia del Dr. YY, che dovremmo ragionare come farla cooperare con la Cardiologia pediatrica dell’unità operativa complessa del Dr. XY, poi ci sono tutte le altre Cardiologie degli Ospedali di primo livello.
Ora c'è da tener conto che di tutto quello di cui stiamo parlando…, perché stiamo parlando del fatto che il primario Dr. XY si sia dimesso, quindi l'amministrazione ha bandito un nuovo concorso, che sarà completato all’inizio di dicembre. A metà dicembre avremo il nuovo primario dell’Unità cardiologica pediatrica, che dovrà coordinarsi con gli altri Dipartimenti di Torrette e con le altre Aziende sanitarie regionali. Stabilire oggi in Consiglio regionale, prescindendo da ogni valutazione dei numeri, delle esigenze, di quello che è stato affermato, come le lunghissime liste d'attesa... Poco fa ho chiamato il Direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, che nega che ci siano delle liste d'attesa di questa natura, allora, ci dobbiamo chiarire, perché se si vuole fare politica su questo, sempre denigrando il Servizio sanitario regionale, io non sono assolutamente d'accordo, poi i colleghi potranno ragionare conseguentemente.
Se vogliamo fare demagogia sempre e dobbiamo farci scrivere dall'opposizione che cosa dobbiamo fare, c'è un problema della maggioranza, della Giunta e delle Aziende.
Ragionevolmente, ripeto, rinnovo l'invito all'opposizione perché c'è la concorde volontà della Giunta regionale di garantire i servizi e della maggioranza di scrivere insieme, ripeto, la risoluzione, valutando e sentendo i primari delle quattro Unità operative complesse di Torrette, a cui non possiamo far trovare un vestitino già compilato senza il loro parere, senza ragionare sui numeri, senza ragionare delle competenze che sono richieste in questi casi, semplicemente perché dobbiamo ascoltare uno dei tanti cittadini che si è lamentato della questione. Quando si governa, lo dico ai colleghi di maggioranza, bisogna stare molto attenti, bisogna sempre ascoltare tutti e soprattutto ascoltare i primari delle Unità operative complesse che si occupano di questo tema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Non le nascondo che sto trattenendo una risposta dura rispetto alle sue affermazioni, peraltro, l’Assessore confonde volutamente l'oggetto della mozione.
A me delle questioni che voi avete a Torrette non importa niente, potete avere una o centomila Unità operative di pediatria. Non ci interessano le magagne che esistono, l'oggetto della mozione è semplicemente questo: “a costituire su base provinciale, auspicabilmente presso i reparti di pediatria degli ospedali di primo livello, almeno le prestazioni di base più richieste, come l'installazione e la refertazione dell'holter pediatrico, al fine di garantire a tutti i cittadini un equo accesso alle cure, senza distinzione di carattere economico e territoriale”. Ho fatto una polemica predisponendo una mozione o ci stiamo interessando, come Consiglio regionale, di un servizio? Non ci sono politiche sanitarie, chiediamo che il Consiglio regionale consideri questo tema rilevante. I contenuti ed il linguaggio della mozione non hanno nessuna valenza polemica, chiedono solamente che si tenga conto che ci sono, rispetto a questa specifica patologia, una delicatezza, una problematicità. Bambini che vengono trasferiti per centinaia di chilometri da un giorno ad un altro. Chiediamo solo…, e credo che dobbiamo chiederlo a lei, Assessore, non me lo faccia chiedere al Sottosegretario. Poi deciderete voi quando farlo e in che modo. Si tratta di riconoscere che la prestazione dell'holter, che è una prestazione molto esigente, molto problematica per i bambini, venga in una qualche maniera… Lo ha detto molto bene la Consigliera Casini, non mettiamo in discussione il Centro di livello nazionale di Ancona, ci mancherebbe altro.
Una prestazione così importante e semplice nello stesso tempo, chiediamo che venga resa disponibile nei quattro ospedali di primo livello.
Ora, se ho capisco bene, lei ha detto: “La facciamo insieme la prossima volta”, la scriviamo insieme, ma cosa dobbiamo scrivere di diverso, c'è la necessità di mettere il cappello? Sono+ pronto a dire che tutto il Consiglio regionale, in testa l'Assessore, ha aderito meritocraticamente a questa cosa. Ma possibile che dobbiamo farne una questione di appartenenza? Io mi chiedo questo. Se si condivide, si vota e basta, poi lo farete fra 6 mesi. Se sta scritto nel Piano socio-sanitario a maggior ragione lei e la maggioranza uscirete rafforzati da un Consiglio regionale che dice che per l’holter pediatrico e per tutte le questioni - che non sto a ripetere, altrimenti ci si annoia - cercheremo di territorializzare questo tema. Tra l'altro, ve lo dico, è in linea con quello che avete detto in campagna elettorale, ovvero che gli ospedali vanno in tutto il mondo, in ogni Comune. Va bene, è la vostra linea, una sorta di capacità di andare sui territori, ma questo è il simbolo ideale di andare sui territori, perché votate contro?
Mi stupisco, francamente, dell'intervento del Consigliere Ciccioli, che ha parlato di primariato, quello del primario è un problema che ci sta, lo affronterete, rispettiamo quello che volete, ma parliamo di servizio. Credo che il Consiglio regionale abbia diritto e dico anche il dovere di approvare questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Se mi è consentito faccio l’invito di trovare un punto di caduta comune perché la mozione ha colto il plauso della maggioranza, ma mi sembra di aver capito bene le ragioni complesse evidenziate dall’Assessore in termini di interconnessione con il Piano socio-sanitario, che è in essere.
Il rischio è che ci scontriamo su un aspetto su cui tutti siamo d’accordo, ma di fronte alla realtà sostanziale dovremo trovare uno snodo funzionale, che forse è possibile trovare fra qualche giorno, valutando tutti insieme la mozione e la posizione dell’Assessorato.
La Giunta non ha detto no, ha detto: “Dobbiamo incastrarla con le modalità del Piano socio-sanitario…

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Non si riduce soltanto all'attuazione di uno strumento a difesa delle persone che sono affette da problemi cardiologici. Questa è una spiegazione complessa che ho cercato, non butterei via questa situazione per uscire tutti insieme su un aspetto così delicato, cercando di fare un ulteriore passo in avanti sul tema dell’assistenza sanitaria pubblica.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Semplicemente per dire, Consigliere Carancini, chi non è d'accordo a fare un holter pediatrico in ogni provincia? Questo implica personale, quindi, bisogna un attimo ragionarci, è una scelta politica. Adesso ci sono gli atti aziendali da fare, abbiamo i nuovi direttori, non c’è dubbio che portare sul territorio i servizi è sicuramente un vantaggio per i cittadini, dico però che bisogna farlo bene. Non è che fare un holter pediatrico sia così difficile, però, occorre la parte infermieristica, la parte medica per leggere il referto.

(interventi fuori microfono)

Giorgio CANCELLIERI. Semplicemente non vogliamo buttare a mare questa mozione perché sul piano del merito e dell'importanza la Cardiochirurgia in questa regione ha risolto tanti problemi, anche a noi medici di medicina generale, quindi, va tenuta in considerazione e va qualificata. Riconosciamo la valenza che ha perché è un’eccellenza regionale, non c'è dubbio. Tra l’altro, facciamo anche una grande fatica a trovare dei ragazzi che si iscrivono alle scuole di specializzazione di Cardiochirurgia, vogliono fare tutti il cardiologo, ma il cardiochirurgo non lo vogliono fare, invece abbiamo bisogno anche di questi.
Voglio dire al Consigliere Carancini e a tutto il PD di condividere una risoluzione, di condividere questo tema sul quale siamo tutti d'accordo. Magari su quelle poche cose che condividiamo, facciamo un atto unico. Io andrei in questa direzione ed andrei dietro a quello che giustamente ha detto l’Assessore, che ha detto che abbiamo fatto: l’organizzazione sanitaria di questa Regione, un Piano socio-sanitario, la nomina dei Direttori, che faranno gli atti aziendali. Non è che ogni volta con la mozione di turno possiamo…, non possiamo promettere, possiamo dare dei consigli anche ad un direttore che farà un atto aziendale, ma non possiamo prendere impegni che vanno al di là della programmazione sanitaria, che la politica e i Direttori faranno in questa Regione. Secondo me, ci vogliono documenti condivisi, anche i più saggi possibili, i più equilibrati, non che questo non lo sia.
Quindi, la proposta del gruppo Lega è quella di posticipare il voto di questa mozione e di fare una risoluzione che possa trovarci tutti d'accordo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Noi chiediamo il rinvio e un atto comune, altrimenti bocciamo la mozione, molto semplicemente e si sa come va a finire.

PRESIDENTE. Consigliere, andiamo al voto? Bene.
Mozione n. 367. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini.
Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15:15