Resoconto della seduta n.131 del 22/11/2023
SEDUTA N. 131 DEL 22 NOVEMBRE 2023

La seduta inizia alle ore 10:45

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

(Mancato funzionamento del sistema audio e di registrazione)

Anna CASINI … E’ una norma che è presente in molte altre leggi regionale, non solo così, c’è anche la figura del garante ed altro Questa è la base di ampliamento della partecipazione dei soggetti competenti e non solo, anche dei cittadini.

PRESIDENTE. Grazie Consigliera.

Anna CASINI. Posso? Lo dico direttamente io, è legato, anche se non solo, alla commissione paritetica e anche al tavolo tecnico per cui non avendo accettato il mio emendamento precedente che introduceva quegli organismi, credo che questo credo che sia…

PRESIDENTE. Emendamento 3 bis/1. Decaduto.

Articolo 4. Ci sono tredici emendamenti.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’articolo 4 attiene alla Conferenza di copianificazione e valutazione interistituzionale. Ci sono degli emendamenti a firma della Consigliera Casini che tendono a sostituire la Conferenza di copianificazione e valutazione interistituzionale con la Conferenza dei servizi ai sensi dell’articolo 14 della legge 7 agosto 1990 n. 241. Emendamenti che ovviamente ho sottoscritto e che non ho presentato perché sarebbe stata una ripetizione e una sovrapposizione.
Il mio emendamento, il primo, tende a modificare la rubrica dell’articolo 4, quindi le parole “Conferenza di copianificazione e valutazione interistituzionale” con “Conferenza dei sevizi ai sensi dell’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241”, che ci dice che la Conferenza dei servizi istruttoria può essere indetta dall'amministrazione procedente, anche su richiesta di altra amministrazione coinvolta. Quella deve essere la procedura normale non questa invenzione della Conferenza di copianificazione e valutazione interistituzionale. Anche questo è il tributo pagato al Ministero della cultura, che poi partecipa all’interno di questa conferenza con un potere interdittivo, che non può essergli attribuito perché il Ministero della cultura non può pretendere di scrivere i piani, il PPAR, il PTC e il PUG. Non lo può fare! Il Ministero della cultura si deve attenere nell’ambito delle sue competenze che gli vengono attribuite dal d.lgs. n. 42 del 2004. Non il potere interdittivo che gli si attribuisce all’interno di questo pessimo articolato, che paralizzerà tutta l’attività e metterà sotto tutela le prerogative e le competenze degli enti locali e della stessa Regione
Tanto è vero che sull’articolo 4, se andiamo nel testo, ci sono altri nostri emendamenti ed uno andrà a cassare…, dove si dice che – come ho detto io - il procedimento di approvazione del PTR, del PTCP, del PUG e delle loro varianti si svolge con il metodo della copianificazione e della valutazione interistituzionale, attraverso la partecipazione delle amministrazioni competenti in materia di pianificazione territoriale, urbanistica e di tutela del paesaggio. Noi chiediamo di cancellare questo, almeno lasciateci “la partecipazione delle amministrazioni competenti”. Punto. Ad esempio una delle amministrazioni competenti, lo dico all’Assessore Aguzzi, è il Ministero dell’ambiente, che qui viene escluso. Al Ministero dell’ambiente viene assegnata questa funzione dal d.lgs.42/2004.
Queste cose bisogna un po’ conoscerle e mi dispiace che il Ministero della cultura, che pretende di riscrivere questo testo, non le conosca, perché, ad esempio, l’articolo 143 del d.lgs. 42/2004 ci dice al comma 2 “le Regioni, il Ministero della cultura ed il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare possono stipulare intese” lo dice qua, quindi come si fa ad escluderlo? Allora lasciamo “le amministrazioni competenti” poi gli aspetti di competenza.
Questo è il tema, quindi gli emendamenti a questo articolo da una parte sono diretti a snellire le procedure all’interno della Conferenza di pianificazione, che immagino lascerete respingendo i nostri emendamenti, ma dall'altro a dare a ciascuno il suo, perché non può essere, ripeto, una sovraesposizione del Ministro della cultura. Capisco, altrimenti c'è il timore che impugnino questa legge, che di fatto hanno scritto loro e questo non può essere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Le osservazioni del Crel sull'articolo 4, comma 1, chiedevano di inserire dopo la parola “interistituzionale CeVI” “nonché degli altri soggetti qualificati”. Noi questo “nonché degli altri soggetti qualificati” lo respingiamo, non viene accolto perché alla CeVI partecipano le amministrazioni competenti in materia di pianificazione urbanistica territoriale e di tutela e valorizzazione del passaggio. Inoltre, la proposta di legge n. 217 dispone espressamente che “i soggetti con competenza in materia ambientale e i soggetti la cui partecipazione sia ritenuta necessaria possono partecipare sempre nel procedimento di approvazione del PTR e del PTCP e del PUG”, quindi lo respingiamo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie Presidente. Solamente per sottolineare alcuni misteri dentro al comma 1, dell'articolo 4. Perché, se è vero che il principio di sussidiarietà è un principio riconosciuto peraltro dalla Costituzione, non è ben chiaro che cosa si intenda per principio di differenziazione. In urbanistica il principio di differenziazione non è mai esistito, questo per riportarvi alle invenzioni, alle fantasmagorie, alle fantasie che hanno originato questa legge e per confermare che è scritta male.
Cosa vuol dire principio di differenziazione? Domando all'illustre Assessore, che ne è il padre, cosa vuol dire differenziazione? Non so se riguarda le competenze, è evidente sono ben distribuite, sono ben individuate, invece differenziazione… Le parole hanno evidentemente sempre un significato.
Per confermare sostanzialmente le critiche precedenti, naturalmente senza ribadire ancora una volta che appare superfluo e pleonastico aggiungere che la Conferenza dei servizi opera nel rispetto del principio di trasparenza e semplificazione, sono concetti sovraesposti, ecco perché paiono davvero incomprensibili.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Faccio un appello al Partito Democratico come metodo di lavoro, che, secondo me, potrebbe essere utile per la giornata odierna, poi siete liberi di fare come volete, sarebbe bello che le discussioni articolo per articolo vengano fatte bene, poi sugli emendamenti magari andare un po’ più veloci sull’approvazione.
Noi non abbiamo fretta nell’approvare questa legge, però, secondo me, potrebbe essere molto più utile. Questo per dire che sull'articolo 4, la Conferenza di copianificazione e valutazione interistituzionale, noi ci crediamo fortemente. Sappiamo che voi tra gli emendamenti inserite al suo posto la Conferenza de servizi, a nostro avviso a livello legislativo tiene banco questa Conferenza, che riteniamo molto opportuna e fondamentale per snellire la burocrazia che oggi un imprenditore o una famiglia che vuole investire nel nostro territorio ha di fronte quando serve una variante urbanistica. Noi con il metodo della CeVI semplifichiamo la vita di cittadini ed imprese.
Nel merito degli emendamenti intervengo ora e poi non più. Due emendamenti accolgono le istanze del Crel, ad esempio quella di dare convocazione della CeVI notizia sul sito istituzionale dell’ente, parliamo dell’emendamento 4/7 - poi c’è il 4/5 – che prevede di tener conto all'interno della CeVI anche degli eventuali pareri, nulla osta ed atti di assenso, comunque denominati, previsti dalla normativa vigente. Questo è un emendamento di fatto tecnico, che successivamente rivedremo, lo diciamo adesso e non lo diciamo più, all’interno dei vari Piani regionali e provinciali.
Sul comma 8 di questo articolo che dice: “la Giunta regionale può ulteriormente disciplinare il funzionamento della Conferenza di CeVI”, a nostro avviso sarebbe importante fare un ulteriore passaggio in Commissione e aggiungeremo…, che di fatto è anche un emendamento che anche il PD ha presentato, quindi molto probabilmente lo accoglieremo togliendo l'eventuale “Commissione paritetica”, che avete inserito e che naturalmente è da stralciare. Ci tenevo ad intervenire, non interverrò più su questo articolo che noi riteniamo molto importante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il problema della CeVI e della Conferenza dei servizi è un problema che attiene ad aspetti di illegittimità, io l’ho già sottolineata questa cosa e voi insistete ad andare avanti.
Vi spiego brevemente quali sono gli aspetti di illegittimità che abbiamo rilevato come Partito Democratico. Il primo, la proposta di legge 217 contiene una cosa buona, che è quella di mettere in parallelo la procedura della Vas con la procedura di approvazione dell'atto di pianificazione, ora però, quando succede questo, la legge 152/2006, articolo 10, quindi lo potete andare a verificare, prevede che la Vas sia prevalente rispetto all'altra procedura, non solo, ma stabilisce che si debbano acquisire i pareri degli SCA (soggetti competenti in maniera ambientale) in via ordinaria, ovvero utilizzando esclusivamente la Conferenza dei servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 241/1990.
E’ scritto chiaro all'articolo 10, non si può sostituire quella Conferenza dei servizi e vi spiego perché. La Conferenza dei servizi nella ratio del legislatore viene convocata dal responsabile unico del procedimento, Consigliere Assenti, non dal legale rappresentante dell'ente per cui è una Conferenza squisitamente tecnica e fonda il suo procedimento soltanto su una conformità a norme … tecnica. La CeVI è importante, infatti il Partito Democratico non la cassa, la individua e la mette in una fase prodromica rispetto all'inizio del procedimento di adozione e approvazione del Piano e della Vas che vanno in parallelo.
Ora, ripeto, la Vas non finisce con un parere di conformità e chi ha scritto questa cosa, ha ragione il Consigliere Cesetti, dovrebbe andare a leggere il 152 che lo spiega con chiarezza, ma credo che chi si occupa della mia materia dovrebbe sapere che la Vas non finisce con una parere di approvazione o di diniego, lo sa tutta l'Europa da circa vent'anni.
Detto questo, mi dispiace che ieri sono stata accusata di aver copiato una legge, ammesso e non concesso che l’ho fatto, e non l’ho fatto, io non sono pagata come consulente, né come dirigente, e non sono pagata per scrivere una legge. Quindi, ammesso e non concesso che se voglio modificare una legge e copiare di sana pianta, poi non vengo neanche aiutata dalla Segretaria della Commissione che, invece, scrive gli emendamenti per la maggioranza. Questa è una cosa che poi risolveremo a latere,. R in altre sedi.
Ripeto, non è la questione di non capire che la CeVI è una conferenza politica, noi lo abbiamo capito perché è scritto molto bene ed è determinante in una fase prodromica rispetto all'avvio di quelle che sono, invece, le procedure di scrittura del Piano.
Mi chiedo che cosa possa capire il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia, o il Sindaco, o il Ministero della cultura, che potrebbe partecipare su questioni meramente tecniche, come il calcolo del dimensionamento dal punto di vista dei nuovi abitanti insediabili. Tutti sappiamo fare una divisione, una moltiplicazione, ma bisogna anche sapere quali sono i numeri che devi utilizzare all'interno della moltiplicazione, quindi, mentre può esistere. ed è giusto ed è una buona idea, la CeVI in una fase del procedimento, le Province, i Comuni, gli Enti, tutti, sono assolutamente contrari perché non può essere approvato un Piano regolatore, un PUG di un Comune, con il veto del Ministro della cultura, o del Presidente della Regione, o del Presidente della Provincia. Sarebbe una scelta politica che andrebbe ad inficiare l'autonomia del Comune, che è stabilita dalla Costituzione. Queste sono le motivazioni che rendono illegittimo l'utilizzo della CeVI in quella fattispecie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Sarò più breve rispetto alla Consigliera Casini che ha già spiegato bene. Non so se avete letto questa legge, ma potrà essere legale? Convocata dal rappresentante legale dell’ente, ma potrà il Sindaco o il Presidente della Regione convocare la CeVI, ma sapete quante ce ne sono di varianti?
Se nella variante rientra anche il Piano casa - non si capisce - ma potrà essere il rappresentante legale? Ma poi che parere dà? Politico ovviamente, a meno che il Sindaco o il Presidente di Regione non sia un architetto o un geometra. Anche se fosse architetto o geometra non è detto che abbia le competenze per poter convocare la CeVI, ma qui c’è il tema che questa legge non gira, non può funzionare. Ma può essere il legale rappresentante a convocare la CeVI? Voi avete fatto gli amministratori, addirittura togliamo responsabilità ai funzionari, il procedimento è puramente tecnico, c’è una valutazione della legittimità rispetto alle norme non rispetto ad una valutazione politica. Ripeto, si toglie la possibilità al Sindaco, che rimane, secondo me, l'unico soggetto che dovrebbe pianificare, insieme al proprio Consiglio comunale, lo ripeto, l'urbanistica, la pianificazione del proprio territorio, mentre si trova un altro politico che dà un parere vincolante su quello che vuol fare il Sindaco.
Ieri ho fatto l’esempio dell’Assessore Aguzzi che è stato Sindaco di Fano, adesso faccio l’esempio del Consigliere Cancellieri che ha fatto il Sindaco di Fermignano, pensate se si ritrovava il Presidente della Giunta alla Conferenza per la variante di Fermignano, avrebbe detto “Sta scherzando? Altrimenti può tornare da dove viene” …

(interventi fuori microfono)

Andrea BIANCANI. Il suo delegato, cosa vuol dire? Deve essere un delegato del Presidente, dovrà essere un tecnico che valuta la conformità …

(interventi fuori microfono)

Andrea BIANCANI. A parte che “suo delegato” qui non c’è scritto, “la Conferenza del CeVI è convocata e presieduta dal legale rappresentante dell’ente competente all’approvazione del piano o della variante, o da un suo delegato”.

PRESIDENTE. Chiedo di seguire le regole dell’Aula, quindi uno alla volta, poi si chiede la parola.

Andrea BIANCANI. Il tema è che si presuppone la possibilità che sia un rappresentante politico ad andare a rappresentare la Regione, l'ente Regione deve dare la conformità rispetto alle norme, non entrare su … Il politico è vero può delegare un tecnico, speriamo, ma se decide di andare lui, di cosa parla, legge quello che gli ha preparato il tecnico. Se deve andare a leggere quello che gli ha preparato il tecnico è riduttivo, ma il Presidente di Regione o un Sindaco mica è un esperto in urbanistica, di cosa parla? Guarderà la piantina e darà una valutazione sulla opportunità, sennò che senso ha che vada un politico se non può esprimere un giudizio soggettivo, è inutile. Se va un politico è normale che dia un giudizio soggettivo, io mica vengo chiamato a dire se … Quando vado in Commissione mica guardo le norme, ci vado e butto occhio, do un giudizio politico, ma ovviamente il mio giudizio mica è vincolante. Se il Sindaco di Pesaro decide di fare una pianificazione di un certo tipo, magari il Consigliere Baiocchi. che non è d’accordo, chiama il Presidente della Regione dello stesso partito e gli dice: “Guarda che a Pesaro vorrebbero fare una variante di questo tipo, la bocci”, arriva il Presidente Acquaroli che è della stessa parte politica del Consigliere Baiocchi e vota negativamente…

(interventi fuori microfono)

Andrea BIANCANI. Ma non lo abbiamo fatto mai.

PRESIDENTE. Scusate, non è così che possiamo andare avanti, ci aspetta oltretutto un lavoro molto importante, per correttezza e per rispetto del Regolamento vi prego di chiedere la parola, chi ha la parola parla, chi non ha la parola ascolta e di conseguenza chi vuole intervenire …, sennò non andiamo avanti in questo modo.

Andrea BIANCANI. Il tema è che per la Provincia non ci va il Presidente della Provincia ci va il tecnico, dopodiché se lei dice che il tecnico viene influenzato dal Presidente della Provincia è un altro tema, ma almeno ci va il tecnico e dà una motivazione tecnica. Dopodiché io non vivo fuori dal mondo, non vengo da Marte, però non è possibile che ci vada direttamente un amministratore, che non può che dare un parere politico. Se il Presidente della Regione deve leggere il parere dell’architetto XY, che è il responsabile del servizio, io col cavolo che ci andrei. Vado a leggere il parere dell’architetto XY, sto a sentire XY? Dal punto di vista tecnico sì, ma se io vado parlo per quello che posso dire, non per quello che mi dice l’architetto XY, è il contrario semmai. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Intervengo perché la CeVI è uno dei passaggi fondamentali della nuova normativa urbanistica che stiamo approvando. Voglio solo leggere due passaggi, che sono i commi 3 e 4 dell'articolo 4, senza commentarli, li leggo e basta: “La Conferenza di CeVI è convocata e presieduta dal legale rappresentante dell'ente competente all’approvazione del piano o della variante, o da un suo delegato – e questo mette in chiaro quanto finora detto impropriamente –. Ogni amministrazione partecipa alla conferenza con un rappresentante unico, che si pronuncia tenendo conto dei contributi forniti dalle strutture, dagli organi e dagli uffici dell’ente rappresentato. Il rappresentante unico può in ogni caso avvalersi delle strutture tecniche dell’ente di appartenenza, che intervengono ai lavori della conferenza con funzioni di ausilio e di supporto”. Credo che non servano altre discussioni.

PRESIDENTE. Emendamento 4/01 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Esordisco rivolgendomi al Presidente Serfilippi, con il quale in Commissione abbiamo lavorato molto bene ed anche abbastanza celermente, cosa che non è avvenuta qui e non per responsabilità nostra.
Il Consigliere Serfilippi ha detto: “Noi non abbiamo fretta” ed io rispondo che noi abbiamo tempo, quindi siamo d’accordo perché ovviamente noi dobbiamo intervenire su tutto e ci vuole tempo.
Come è stato ammesso qui abbastanza platealmente questo testo è stato condiviso con il Ministero della cultura, tra l'altro lo stesso Assessore Aguzzi lealmente e molto francamente ha ammesso che è così, tanto è vero che si vanta, dal suo punto di vista, giustamente, che il Ministero della cultura lo prenda come legislazione tipo, addirittura, quindi ha questa pretesa il Ministero della cultura, non solo di scrivere un testo per le Marche, ma, addirittura, divulgarlo a livello nazionale per imporlo alle altre Regioni, soltanto che quelli del Ministero della cultura che si sono dedicati a questo testo sono degli ignoranti sotto il profilo istituzionale e sotto il profilo legislativo. Ripeto, ieri si è detto che alcuni nostri emendamenti, che tra l’altro richiamavano le attribuzioni, le competenze, costituzionalmente previste, non potevano essere inseriti perché avrebbero pregiudicato il testo. Roba da matti, non si può raccontare. Non credo che gli uffici legislativi della Regione Marche abbiano detto un’oscenità del genere, probabilmente sono stati quelli del Ministero che hanno pensato solo a se stessi e questo articolo 4 va in questa direzione. Lo hanno detto bene i Consiglieri Casini e Biancani, io non starò a ripetere, ma dopo ci arriveremo perché ci sono dei miei emendamenti sul punto, ma diciamo semplicemente che dalla Conferenza dei servizi di cui all’articolo 14 della legge 241 non si può prescindere e quindi va inserita nel testo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Vale la pena precisare che la Conferenza di CeVI non va confusa con la Conferenza dei servizi ai sensi della 241/1990, questo è chiaro, lo avete letto, lo avete capito. Avete capito che non è un’altra cosa? Sennò non siamo noi che non leggiamo, forse avete letto male voi questa volta. E dico il perché, perché, come è noto, costituisce lo strumento di semplificazione…

(interventi fuori microfono)

Andrea ASSENTI. Si ne ho viste fare tante da Vicesindaco, ne ho viste tante, ho fatto anche 10 anni di opposizione al Governo, 5 di amministrazione provinciale, 5 anni da Vicesindaco e 3 da Consigliere regionale, penso di sapere cos’è la Conferenza dei servizi, Un metodo in cui sono coinvolti vari interessi pubblici in un procedimento amministrativo, un metodo di copianificazione istituzionale degli enti in quanto tali e non dei loro servizi, già ampliamente applicato in molte altre Regioni, come: Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana, che la stessa Corte Costituzionale riconosce quale strumento in grado di garantire i principi di leale collaborazione e sussidiarietà tra gli enti e pertanto in grado di assicurare una partecipazione sostanziale e non solo formale. Questa è la differenza con la legge 241/1990. La Corte Costituzionale con la sentenza 125/2021 ha affermato, in riferimento a disposizioni legislative della Regione Piemonte, che la disciplina in materia di procedimento di formazione e approvazione del Piano regolatore comunale rientra nella competenza regionale concorrente in materia di governo del territorio. Essa delinea un procedimento complesso e articolato, in linea sia con i principi stabiliti dal legislatore statale, dagli articoli 7 e 10 della legge urbanistica n. 1150 del 1942, sia con i provvedimenti legislativi che, a partire dal 1972, hanno disposto il trasferimento delle competenze in materia urbanistica alle Regioni. Ritroviamo lo stesso riferimento anche in dottrina, la quale segnala, quale elemento innovativo presente in alcune leggi regionali, la previsione di forme concertative, conferenze di pianificazione tra Regioni, Province, Comuni ed altri soggetti pubblici. Lo scopo è quello di sdrammatizzare o stemperare il momento del controllo sul Piano adottato - sia esso svolto mediante l’approvazione di un ente sovraordinato o attraverso rilievi nel corso del procedimento. In genere tali conferenze hanno per oggetto un documento preliminare, elaborato dal Comune stesso, che indica le linee portanti del futuro Piano regolatore e delle parti di esso che si intende variare.
Penso di aver messo il punto sulla quesitone della Conferenza di CeVI.

PRESIDENTE. Emendamento 4/01. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Emendamento 4/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento cassa le parole “in materia di pianificazione territoriale, urbanistica e di tutela del paesaggio “quello che in parte dicevo prima.
“Il procedimento di approvazione del PTR, del PTCP, del PUC e delle loro varianti si svolge con il metodo della copianificazione e delle valutazioni interistituzionali, attraverso la partecipazione delle amministrazioni competenti in materia di pianificazione territoriale urbanistica e di tutela del paesaggio”, se scriviamo questo escludiamo tutte le altre. Ma, Consigliere Assenti, l'italiano ha un senso anche nella tecnica legislativa e giuridica, se noi scriviamo che partecipa in materia di pianificazione territoriale urbanistica e di tutela del paesaggio significa che tutte le altre sono escluse, ad esempio il Ministero dell'ambiente è escluso, tant’è vero che lei prima ha detto che le altre amministrazioni possono… No, lei non può scrivere “possono”, ma “devono”, devono quelle competenti.
Se approvate questo emendamento non togliete nulla al Ministero della cultura, che vi ha scritto la legge e che è un somaro sotto il profilo istituzionale, si vede anche dai tratti esteriori. Se noi togliamo questo restano “amministrazioni competenti” e siccome il Ministero della cultura è una amministrazione competente, non gli togliamo nulla, però non escludiamo gli altri.
Mi pare ovvio che dovrete approvare questo emendamento, che è un'opportunità che vi diamo anche sotto il profilo estetico, perché l'estetica è una bella cosa nella legge, che devono leggere in tantissimi. Questo credo vi faccia anche bene. Allora, in questo senso, raccomando l’approvazione di questo emendamento anche per evitare questa sovraesposizione, questa captatio benevolentiae nei confronti del Ministero, che, questa sì, è antiestetica sotto il profilo istituzionale.

PRESIDENTE. Emendamento 4/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, a nome del Consigliere Mastrovincenzo e del capogruppo Consigliere Mangialardi chiedo l’appello nominale su tutte le votazioni da qui fino alla fine, perché quando andremo sui territori a fare la campagna elettorale – voi ci andrete a fare la campagna elettorale dicendo che avete fatto la legge urbanistica – diremo che avete fatto una pessima legge urbanistica e diremo i motivi, che abbiamo già detto in questa sede. Sono quelli relativi agli emendamenti e alle discussioni. Ad esempio, cito il Consigliere Rossi, sugli impianti fotovoltaici e sull’individuazione delle aree idonee e non idonee mi serve l’appello nominale perché quando andrò a fare campagna elettorale dove vogliono mettere gli impianti fotovoltaici, dove ci sono i comitati, dove il Consigliere Rossi, giustamente, come me fa, il tribuno del popolo, che cosa dirò? Che quando c’era l’emendamento per individuare le aree idonee o non idonee il Consigliere Rossi ha votato contro e porto la strisciata dell’appello nominale, dicendo che ha mentito a se stesso e quindi non è credibile. Noi faremo sui territori la campagna elettorale, sia se siamo candidati sia se non lo siamo e se non saremo la faremo a supporto di quelli che sono candidati. Quindi, servirà a questo perché tanto voi questa legge la farete.
Immaginate una legge che andrà in vigore tra 48 mesi, quattro anni, per approvare i PUG, che possono essere portati a 96. Ieri il Presidente onestamente ha detto che se serve poi verrà modificata. Si allungano i termini, è ovvio, figuriamoci questa legge quando va a finire. Quindi, a voi serve per fare la campagna elettorale per dire … come avete fatto con quella sul riordino del sistema sanitario, “abbiamo dato la personalità giuridica” e poi quelli operano con che cosa? Con dei budget provvisori, nei quali devono rientrare, la personalità giuridica ha trasferito le responsabilità e ha accentrato i poteri, senza soldi, e quelli non possono fare nulla.
Per questo motivo servono la discussione e l’appello nominale: ci serviranno in seguito per spiegarlo al popolo, tutto qui.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Il tribuno Rossi poi passerà dietro e dirà che non è competenza di questa legge stabilire le aree idonee e non idonee, ma della legge nazionale. Ha fatto una proposta di legge che il tribuno Rossi chiaramente appoggerà, quindi rimandiamo alla legge, perché è la legge nazionale che deve stabilire quali sono le aree idonee e non idonee, non questa legge. E’ la stessa trafila di ieri, del discorso della sicurezza sul lavoro, questa è una legge urbanistica, non è un maxi emendamento dove mettiamo anche la tutela delle ricette della nonna. Se lei, Consigliere Cesetti, farà campagna elettorale dicendo che il tribuno Rossi non rispetta quello che dice, io chiaramente passerò dietro o addirittura verrò direttamente con lei in macchina. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare il Consigliere Cesetti per il grande materiale audiovisivo che ci sta fornendo, perché se parliamo di campagna elettorale, una volta approvata questa legge, non dovremo fare null’altro che far ascoltare tutti gli interventi del Consigliere Cesetti ai cittadini marchigiani. Sicuramente la campagna elettorale la faremo senza difficoltà, con tranquillità e scioltezza, non vorrei dire come se una squadra di serie A incontra una squadra di amatori.
Mi vorrei confrontare con il Consigliere Cesetti non sulle virgole, sulle parole, però capisco che si fa opposizione. Io l’ho fatta per una vita e so come si fa opposizione, non voglio insegnarla perché se mi metto ad insegnare come si fa opposizione vi potrei mettere in difficoltà. Ognuno la fa come vuole ed è giusto che ciascuno faccia le proprie scelte, i propri emendamenti poiché è nelle prerogative di un Consigliere regionale. Ma credo che tra fare ostruzionismo ed opposizione c’è una differenza enorme ed è proprio su questo che vorrei far riflettere il Consigliere Cesetti, il quale mi risponderà: “Ma questo non è ostruzionismo, perché ho fatto solo 300 emendamenti, se avessi voluto fare ostruzionismo ne avrei fatti 2000”. Va benissimo, però, più che confrontarmi su questo, mi piacerebbe… Ieri non sono mai intervenuto, ho ascoltato attentamente, mi è capitato di ascoltare alcuni interventi sensati ed altri apertamente ostruzionistici per allungare l’approvazione della legge.
C’è una piccola differenza, questa Giunta, credetemi, con grande coraggio, dopo tanti anni, ha avuto il coraggio di mettere mano alla legge urbanistica, quello che da Assessore regionale il Consigliere Cesetti non è riuscito a fare. Forse si arrabbia anche per questo, un po’ come abbiamo fatto noi…

(interventi fuori microfono)

Andrea PUTZU. E’ vero che c’era anche la sua Consigliera Casini, però non lo dica forte perché ci avete perso le elezioni. Io volevo salvarla.
Sulla sanità, anche il Consigliere Cesetti voleva fare, lo ricordo benissimo perché era un sogno di noi fermani avere l’autonomia come Azienda sanitaria territoriale. Oggi abbiamo un altro sogno che stiamo realizzando, Consigliere Cesetti, fare una legge urbanistica per dare delle risposte al territorio. Certo, il Presidente Acquaroli non la fa alla fine della legislatura, la fa all’inizio perché sono temi che interessano i cittadini marchigiani.
Non voglio fare moniti, però credo che, piuttosto che fare ostruzionismo, sia meglio fare opposizione con proposte, piuttosto che emendamenti per cambiare le virgole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Il Consigliere Putzu, si è visto da questo intervento, ieri non era attento o non c’era, è evidente, e probabilmente non ha letto gli emendamenti. Lui è brillantissimo ed ha detto una cosa giusta, che credo vada valorizzata: la Regione, il Presidente Acquaroli, questa amministrazione regionale hanno messo le mani sull’urbanistica. Ha detto la cosa più giusta, perché, come abbiamo spiegato ieri, avete accentrato, avete condizionato la pianificazione del territorio spostandola, riportandola alla Regione, che è una scelta politica legittima, ma che riporta indietro. Come ho già detto ieri, è un principio di sussidiarietà al contrario, significa che il principio di sussidiarietà viene negato e naturalmente sul territorio - come puntualmente esemplificava il Consigliere Biancani rispetto al Consigliere Cancellieri quand'era Sindaco - è evidente, la Regione condizionerà ogni piano urbanistico territoriale, diciamo quello comunale, ma anche gli altri. Naturalmente quando uno può condizionare - sapete bene come funziona, ci sono gli amici degli amici – fa una telefonata e dice: “Guarda che li forse è bene fare una variante” oppure “non è bene fare una variante”. Per chi ha avuto la fortuna di governare i Comuni, questo è un classico. E, come si è affrontato, la Costituzione parla del principio di sussidiarietà, ad ognuno le proprie competenze da questo punto di vista nel rispetto delle altre.
Ho ascoltato, siccome lo stimo, con grande attenzione il Consigliere Assenti rispetto alla CeVI e ha dato un'interpretazione. La CeVI è un organo politico, tanto che lei ha citato e letto una sentenza, la quale dice che è uno strumento di ammorbidimento, coagulazione, per cui mi chiedo: vuol dire che è una sovrapposizione. Voto in dissenso.

PRESIDENTE. Emendamento 4/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Carancini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo, a differenza di quello che dice il Consigliere Putzu, non è un emendamento ostruzionistico.
Mi rivolgo al Presidente che capisce sotto il profilo istituzionale, devo dire una cosa pubblicamente in quest’Aula, quando hanno fatto tutta quella pantomima sulla crisi, il rimpasto, eccetera, all’inizio andai in I Commissione affari istituzionali e dissi al Consigliere Ciccioli: “Guardate, questi possono girare quanto gli pare, ma il Presidente Acquaroli è tutto fuorché stupido e di sicuro non tocca niente, al massimo può mettere un sottosegretario per commissariare qualcuno”.
Torniamo al tema degli emendamenti, se il Consigliere Putzu mi dice che un emendamento è ostruzionistico, ripetitivo o ridondante, me lo indica ed io lo ritiro. Questo voglio dire al Consigliere Putzu, quindi, non potrà fare la campagna elettorale mandando all’esterno i miei interventi. Primo, perché mi dicono che parlo abbastanza bene, a differenza sua, e gli argomenti sono di sostanza, quindi vanno bene per la campagna elettorale. Ma c’è di più, come ho detto ieri, noi scriveremo - capisco, hanno detto che il testo l'hanno condiviso con il Ministero della cultura, ma ieri sono stati bocciati degli emendamenti tipo quello sulle norme antinfortunistiche - al Presidente della Repubblica, al quale manderemo gli emendamenti che abbiamo fatto perché intervenga presso il Governo. Non è possibile che si dica: “Abbiamo dovuto condividerla con il Ministero della cultura, altrimenti avrebbe impugnato la legge”. Lo ha detto il consulente in Commissione. Si ledono le prerogative nostre, quindi, siccome sono un Consigliere regionale ed anch’io rappresento la Regione Marche, sebbene con ruoli e funzioni diverse rispetto al Presidente, lo dico al Presidente della Repubblica.

PRESIDENTE. Emendamento 4/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ripeto ancora una volta perché spero che giovi ripetere, per tradurre una frase latina. Abbiamo ben capito che la Conferenza CeVI non è la Conferenza dei servizi, anche perché se fossi stata pagata dalla Provincia di Ascoli Piceno, per trent'anni, per fare una media di due/trecento Conferenze dei servizi e non le avessi sapute fare, sarebbe stato un danno erariale.
Detto questo, la prendo un po’ a ridere, la differenza è questa e vi invito a leggere bene gli articoli che riguardano le procedure di approvazione. La CeVI di fatto non è una conferenza di copianificazione preliminare. come noi cerchiamo di farla diventare inserendo degli emendamenti. E’ una conferenza che dà un parere e si sostituisce alla Conferenza dei servizi. Guardo sempre il Presidente e gli dico che non si può sostituire alla Conferenza dei servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 241/1990 perché il codice dell'ambiente 152/2006 all'articolo 10, comma 2, stabilisce che l'unica modalità di non acquisire i pareri fiore per fiore è quella di utilizzare la Conferenza dei servizi di cui alla legge 241. Non si può sostituire, perché la Conferenza dei servizi della legge 241/1990, per esempio, viene convocata dal responsabile del procedimento e partecipano i tecnici, non partecipano i politici. Prima ha detto che l'Assessore può delegare, sappiamo bene che la delega va per funzioni, lei Consigliere Assenti è stato Assessore, quindi sa bene che io Sindaco o Presidente della Regione non posso delegare l'usciere, è una delega politica, infatti c’è scritto che può acquisire elementi tecnici, può non deve.
In teoria, mi metto nei panni di un Presidente di Provincia che dice: “Sai che c’è, io alla CeVI ci vado sempre, entro nel merito delle scelte e casso le scelte dei Comuni che non mi piacciono”, in forma tecnica? No, non devo dimostrare niente a nessuno.
Nella VAS, cosa ancora più grave, oltre a non esistere il parere di conformità…, quindi non si comprende neanche che cos’è la VAS e questo mi addolora. Non che non lo capisca, lei fa l’avvocato, quindi non deve capire il significato, ma che non lo capisca chi ha scritto la legge. Ripeto, abbiamo un dirigente e gente pagata per consulenza.

PRESIDENTE Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Quello che è stato testé detto dalla Consigliera Casini non è scritto da nessuna parte, non è scritto da nessuna parte della legge 241/1990 della sussidiarietà, non c'entra nulla, questo è un nuovo strumento di copianificazione che deve entrare, a tutti noi cittadini marchigiani, proprio perché innovativo, unico e quasi irripetibile nel sistema delle Regioni italiane. Quindi la legge 241/1990 è, tecnicamente oggi, secondo la Conferenza dei servizi, così come lei l’ha rappresentata, non dico superata, ma è la preistoria, oggi c'è un elemento di novità…

(interventi fuori microfono)

Andrea ASSENTI. Non è obbligatorio, io le sto dicendo le funzioni, i tratti somatici della CeVI, della Conferenza di copianificazione, che sdrammatizza, questo ho detto prima, sdrammatizza nel senso che semplifica. Nelle 300 Conferenze di servizio fatte dall’architetto Casini, c’erano minimo 60 persone sul tavolo, forse di più, oggi la sdrammatizziamo con 4 soggetti. Poi che la copianificazione sia stata, per sussidiarietà, spostata in alto sulla Regione e non lasciata sul grado intermedio provinciale, è una scelta con diritto di veto. Allora, ne parliamo, ma non è impossibile evitare la sussidiarietà o impossibile applicare la CeVI, dalle parole della Consigliera Casini si capisce il contrario, sembra che noi stiamo attivando una Conferenza che sia contra legem. Non è così, la sentenza l’ho letta adesso, va indicata perfettamente nel nuovo procedimento di classificazione, di codificazione per i PUG e per i Piani, questo lo dobbiamo mettere a verbale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Voto in dissenso ed approfitto di questo intervento del Consigliere Assenti. Non è chiaro, a parte il termine sdrammatizzare che in termini urbanistici è davvero qualcosa di preoccupante, ho capito il senso, perché pochi minuti fa nel suo intervento precedente, che ho ascoltato con attenzione, nella citazione di una sentenza costituzionale ha detto che la Conferenza dei servizi resta vigente, bene, se la Conferenza dei servizi resta vigente ed è evidentemente legge, non ci può essere la CeVI, che è un’altra cosa. Lei ha detto, se interpreto bene, che è un nuovo strumento che affianca la Conferenza dei servizi per sdrammatizzare le eventuali problematiche fra i vari enti rispetto agli strumenti. Non so se ho interpretato bene, ma se questo è, questo intervento della CeVI è successivo, come si rapporta con l'approvazione e le competenze di chi deve approvare il PTR, o il PUG o gli altri atti e strumenti urbanistici?
Si comprende che è una sovrapposizione, una superfetazione, una burocratizzazione. Di cosa si deve parlare lì, della questione politica o di quella tecnica? Questo è il punto centrale del problema, di cosa parla il rappresentante o un suo delegato? Perché se il PUG non lo approva la CeVI, come non lo approva, se il PTR non lo approva la CeVI, come non lo approva, di cosa vanno a parlare i rappresentanti unici? Questo non è chiaro e lo dico senza porre una domanda retorica, è una domanda a cui sono certo lei risponderà perché non si comprende. Se dice che è un nuovo strumento, che serve ad affiancare chi approva il PTR, chi approva il PUG o il PPR, va bene, ne prendiamo atto e confermiamo che vi smentite da soli perché dite che semplificate ed invece ce ne mettete un altro. Se infine la CeVI dà, per caso, un parere contrastante con il PTR o con il PUG che succede? Niente.

PRESIDENTE. Emendamento n. 4/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Carancini, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/5 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è di fatto l’emendamento della maggioranza, con il quale alla fine del comma 3 dell’articolo 4 si sente la necessità di aggiungere che della convocazione della CeVI è data notizia nel sito istituzionale dell'ente. Questo è un emendamento ostruzionistico, inutile o comunque ridondante. Ci mancherebbe altro che l'ente che convoca la CeVI non ne dia notizia nel sito istituzionale dell’ente. A cosa serve? Si sente la necessità di inserire questo emendamento, però non si è sentita la necessità di inserire il richiamo alla Costituzione ed allo Statuto regionale, quello no, però si può fare.
Immagino che gli uffici l’avranno consigliato, è necessario scrivere che si dà notizia nel sito istituzionale della Conferenza, come se questo non fosse obbligatorio, però non si mette il richiamo alla Costituzione, allo Statuto, il richiamo al principio della tutela dell’ambiente di cui all’articolo 9 della Costituzione o all’articolo 41, oppure non si mette il richiamo alla prevenzione e alle norme antinfortunistiche, quello può creare danno, questo invece no.
Chiaramente in tutto questo si vede la sostanza. Posso capire, lo ha scritto il Ministero della cultura, ma qui c’è anche un altro aspetto, una legge, un articolato, non è un quadro che si dipinge, un progetto, eccetera, un articolato di legge è una cosa un po’ complessa e non dovrebbero essere inserite le cose inutili, ridondanti come questa, implicite, e poi si escludono le norme di sostanza, alle quali la legislazione si deve attenere.
Noi voteremo contro questo emendamento della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Penso sia stato detto in apertura dal Presidente della Commissione Serfilippi, abbiamo accolto l'invito del Crel ad inserire questo, che il Consigliere Cesetti definisce ridondante. Lo abbiamo inserito su richiesta del Crel, come emendamento della maggioranza.

PRESIDENTE. Emendamento 4/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 4/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non sarebbe stato neanche un problema se ci fosse stato il mio voto favorevole, nonostante avessi dichiarato il contrario.
Certo, Consigliere Assenti, avete approvato l’emendamento del Crel, approvate cose completamente inutili, lo prendete pure in giro. Le cose inutili le approvate, quelle utili e di sostanza no.
Questo emendamento riprende un po' quello che diceva prima il Consigliere Biancani, su chi deve partecipare per l'amministrazione. Non si capisce chi è il soggetto che partecipa perché il comma 4 dice “ogni amministrazione partecipa alla Conferenza con un rappresentante unico”, sopra dice che è convocata dal legale rappresentante unico che si pronuncia tenendo conto delle posizioni espresse dalle strutture. Poi dice: il rappresentate unico può in ogni caso avvalersi delle strutture tecniche dell'ente. Non si può fare! Ve lo ha spiegato la Consigliera Casini prima, perché è un fatto tecnico. Allora, che faccio? Cerco di recuperare questo strafalcione legislativo e che scrivo? Innanzitutto non si capisce, prima, sopra il comma, è il legale rappresentante, sotto il rappresentante unico, ma se permettete il rappresentante unico è una cosa diversa dal legale rappresentante perché può non essere il legale rappresentante. Allora, io dico che dobbiamo identificarlo: ogni amministratore partecipa alla Conferenza con il legale rappresentante dell’ente, che è quello che la convoca. Sarebbe sbagliato, ma come lo recupero? Lo hanno detto loro prima, nel comma prima c’è il legale rappresentante, non posso mettere una cosa diversa, quindi, lo recupero in questo modo: “O di un suo delegato, che si pronuncia motivatamente sulla base dei documenti istruttori redatti dalle strutture tecniche dell'ente medesimo”. Quindi che cosa metto? Non metto “può, tenendo conto”, ma metto l’obbligo di pronunciarsi sulla base dei documenti istruttori redatti dall’ente medesimo e qualora dissenta deve motivare. Metto il principio della motivazione che fa salvi le prerogative, i doveri delle strutture tecniche, questo è.
Cerco di recuperare con un esercizio, a dimostrazione che non è come dice il Consigliere Putzu, che questi sono emendamenti ostruzionistici. Questo è un emendamento di tecnica legislativa.

PRESIDENTE. Emendamento 4/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/7 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Votiamo contro questo emendamento. Prima non ho terminato, ma è ovvio che l'emendamento basta vederlo. Se il Consigliere Putzu lo legge vede che quell’emendamento che voi avete respinto andava a correggere uno strafalcione, questo è un ulteriore strafalcione perché il comma 4 dell’articolo 4 prevede: “si esprime tenendo conto delle posizioni espresse”, ma che significa tenendo conto? Si può tenere o non si può tenere, ma si può scrivere in una legge “tenendo conto”? Ma che è una poesia? Ma che significa tenere conto?
Non esiste sotto il profilo legislativo “tenendo conto”, almeno mettiamoci “motivatamente”.
Dopo le parole “tenendo conto dei contributi” si aggiunge “e degli eventuali pareri, nulla osta e atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente”. Cos’è questa genericità? Eventuali pareri, ma i pareri ci sono o non ci sono, i pareri non sono mai eventuali perché se sono eventuali non servono. Certo, ci sono il parere facoltativo, il parere obbligatorio, il parere obbligatorio vincolante, il parere obbligatorio non vincolante, ma questo si scrive, no “tenendo conto degli eventuali pareri”. Dobbiamo dire come sono questi pareri, che significa eventuali? Un eventuale parere è una cosa che non serve, quindi non c'è bisogno di tenerne conto, perché non serve.
Noi votiamo contro a questo emendamento, che è un ulteriore strafalcione, lo voglio dire perché resti agli atti.

PRESIDENTE. Emendamento 4/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 4/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo lo ritiro perché, visto che è stato bocciato quello di prima, sarebbe un emendamento ridondante. Solo perché è stato bocciato quello di prima lo ritiro

PRESIDENTE. Emendamento 4/9 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente Serfilippi, devo intervenire, non per la passione di intervenire. A parte, Presidente, che io sono abituato a cogliere le opportunità da quello che facciamo, queste sono anche prove tecniche, ma non vi dico di che, ovviamente.
Intervengo perché resti agli atti, a dimostrazione che questi emendamenti non sono ostruzionistici in alcun modo, se non lo facessi qualcuno all’esterno potrebbe pensare - non ci segue nessuno – che gli emendamenti sono per dare fastidio. No, questo è.
“Il comma 6 dell'articolo 4 è soppresso”, che dice il comma 6? La mancata espressione dei partecipanti con diritto di voto alla Conferenza conclusiva dei procedimenti di approvazione del PTCP e del PUG di cui agli articoli … si considera espressione di assenso”, ma questa è una oscenità giuridica che contrasta con la normativa nazionale sulle Conferenze dei servizi, come ha detto la Consigliera Casini. Quindi, devo intervenire, tant’è che dopo c’è il mio emendamento 4/10 che cassa “almeno il Ministero della cultura” perché anche qui, lo vedremo dopo, gli si dà un certo potere.
La mancata espressione dei partecipanti con diritto di voto nella conferenza conclusiva dei procedimenti di approvazione del PTCP e del PUG di cui agli articoli 10 e 15 si considera espressione di assenso. La mancata espressione dei partecipati con diritto di voto, espressione di diritto di voto, però non si fanno votare, hanno l’espressione del diritto di voto però non votano, anzi, si esprimono. Come se uno anziché votare contro fa un intervento in cui si esprime dicendo se vota a favore o contro. Ovviamente non è dichiarazione di voto. Allora, se è così, si considera espressione di assenso, ma poi alla fine si dice, siccome l’interessato non ha parlato, che è favorevole. Ma questa è una roba da matti sotto il profilo istituzionale, non si può raccontare.

PRESIDENTE. Emendamento 4/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/10 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Se il Consigliere Assenti, che è un bravo collega ed avvocato, scrivesse in quel modo le comparse, le cause le perderebbe tutte. Se uno va a fare l’esame da avvocato o in magistratura e scrive in questo modo lo mandano via subito. Però lo ha scritto il Ministero della cultura ed è stato condiviso con lui.
Consigliere Biancani, lei non conterà più nulla quando sarà il Sindaco di Pesaro con questa cosa qua.
“La mancata espressione dei partecipanti con diritto di voto alla conferenza conclusiva dei procedimenti di approvazione del PTCP e dei PUG di cui agli articoli 13 e 15, ad eccezione del Ministero della cultura, si considera espressione di assenso”.
L’emendamento della Consigliera Casini era molto più chiaro, perché eliminava il comma 6.
Il mio emendamento va ad eliminare le parole “ad eccezione del Ministero della cultura”, perché al Ministero della cultura gli si dà tutto questo potere. Se nessuno si esprime, tutti i partecipati - immaginiamo la Regione in un PUG, la Provincia e il Comune - significa che è assenso, però se non si esprime il Ministero della cultura allora è contro, oppure bisogna aspettare, siccome sappiamo qual è il tempo di pronunciamento delle Soprintendenze, l'anno del mai. La portano per le lunghe, non si capisce, chiedono osservazioni di qua e di là, sapete che significa? Che questa cosa blocca tutto, almeno togliete “ad eccezione del Ministero della cultura” oppure mettete “il Ministero della cultura si pronuncia per gli aspetti di competenza”, invece qui gli date un potere interdittivo su tutto e questo non può essere perché lo fanno a casa loro. Noi su questo, ripeto, scriveremo al Presidente della Repubblica perché non è possibile che questi vengano a commissariarci e ad espropriarci delle nostre prerogative, anche di carattere costituzionale.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Emendamento 4/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/11 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie. Presidente. In alcuni casi non la penso nello stesso modo del Consigliere Cesetti. Lui è molto più preparato dal punto di vista giuridico-amministrativo e quindi ha deciso di cassare pezzetti di commi.
Io casso direttamente. quello precedente, faccio un piccolo passo indietro, perché, secondo la mia idea e quindi gli emendamenti che ho predisposto insieme ai colleghi, la Conferenza Cevi non deve essere bandita, ha una funzione, ripeto, propedeutica rispetto all'avvio dell'approvazione sic et simpliciter che va lasciata agli organismi che sono stabiliti per legge.
Faccio riferimento al testo unico dell'ambiente 252/2006, che stabilisce che i pareri degli SCA e i pareri in procedura di VAS devono essere presi uno ad uno, solo con il metodo della Conferenza dei servizi, e acquisiti. Le dico che lei non può sostituire la procedura di VAS con la CeVI perché è formata da soggetti completamente diversi, che vengono definiti per legge, ovvero dagli articoli 14 e seguenti.
In questo caso mi sono permessa di cassare questo comma perché è pleonastico. Non so chi può scrivere un comma che dice “dei lavori della Conferenza e della loro conclusione si dà conto in appositi verbali”. E’ vero che in questa Regione non sempre la verbalizzazione è ben fatta, a volte si dimenticano delle cose, a volte se ne aggiungono altre, però è normale che ci sia un segretario verbalizzante e da che mondo è mondo dopo ogni riunione di ogni organismo ci deve essere un verbale che viene inviato a tutti i soggetti rappresentanti, una volta che è stato condiviso rappresenta l'esito della seduta. Lo vogliamo scrivere in una legge urbanistica questo oppure questa è una roba che chi la deve fare lo fa e si dà per scontato? Questo è una articolo che non serve e che dimostra purtroppo quello che ha detto il Consigliere Cesetti più volte, ma io non mi posso permettere di dirlo perché non ho l'esperienza che ha lui, ma certo mi fa venire un dubbio: perché l’ufficio legislativo della Giunta, che partecipava con una dottoressa. non ha partecipato negli ultimi due mesi?

PRESIDENTE. Emendamento 4/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/12 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie. Presidente. Dico alla Consigliera Casini, che ringrazio per il grande lavoro, che io e lei la pensiamo allo stesso modo, tant’è che ho firmato tutti suoi emendamenti e lei ha firmato tutti i miei. Ho approfittato delle sue competenze tecniche per renderle intellegibili, dal mio punto di vista accettabili sotto il profilo della tecnica legislativa, tant’è che prima ho difeso il suo emendamento, che era interamente soppressivo e poi il mio era subordinato, cercava di metterci una pezza. Questo per dire che condivido integralmente la sua mentalità di approccio.
Questo è l’emendamento soppressivo del comma 8. Loro prima fanno la Conferenza Cevi, sostitutiva di fatto di quella dei servizi, e non può essere, e poi dicono che la Giunta regionale può ulteriormente disciplinare il funzionamento della CeVI. Abbiate pazienza, ma possiamo dare una delega in bianco? Scrivere questo significa che oggi legiferiamo, come legislatori, sulla CeVI, ne discipliniamo il funzionamento, stabilendo, ad esempio, che nel caso di mancata espressione dei pareri l’eccezione del Ministero si considera espressione di assenso – prima abbiamo votato questo - però diciamo che la Giunta può disciplinare il funzionamento. Se la Giunta disciplina il funzionamento significa che domani può fare una cosa diversa da quella che oggi decidiamo con il voto, ma vi pare possibile? Non è possibile! Se questa è una competenza legislativa deve restare in capo al legislatore e non si può dare una delega in bianco alla Giunta, tutto qui. Da qui il mio emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Emendamento 4/12. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 4/13/1 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Credo che questo sia decaduto, Presidente, perché parla della conferenza paritetica, già ne sono decaduti altri. Il mio è decaduto. Chi ha scritto il subemendamento probabilmente non si è reso conto che era decaduto. Lo dico contro il mio interesse: è decaduto e lo ritiro.

PRESIDENTE. Questo è quello dei Consiglieri Serfilippi e Assenti, poi viene il suo. Questo subemendamento è legato all’emendamento 4/13 che è stato ritirato dalla Consigliera Casini e questo fa decadere anche il subemendamento.
Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Intervengo per fare nostro l’emendamento 4/13 che la Consigliera Casini ritirato.

PRESIDENTE. Bene, torna tutto in vigore. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. L'ho già anticipato prima, noi riteniamo opportuno, come è scritto nel testo, che la Giunta possa ulteriormente disciplinare il funzionamento della Conferenza Cevi e aggiungiamo “previo parere della Commissione consiliare competente”. Grazie.

PRESIDENTE. Subemendamento 4/13/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Latini, Livi, Lupini, Mangialardi, Marcozzi, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Putzu, Rossi, Ruggeri, Santarelli, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 4/13 a firma dei Consiglieri Serfilippi e Assenti. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Si, hanno fatto proprio l’emendamento che dice: “La Giunta regionale può disciplinare il funzionamento della Conferenza di Cevi previa acquisizione del parere della competente Commissione consiliare e nella Conferenza paritetica di cui all’articolo 2 bis”. Io su questo voterò a favore perché è l’emendamento della Consigliera Casini ed è importante perché, dopo che non è stato approvato il mio che cassava la disposizione di cui al comma 8 - prima dicevo che non esiste, che noi siamo legislatori - legiferiamo la Conferenza di Cevi e poi diamo la possibilità alla Giunta di disciplinarne ulteriormente il funzionamento. Non esiste, e allora, almeno in questo caso, questo emendamento, lo dico alla Consigliera Casini, ci mette una pezza perché dice che la Giunta - secondo me non dovrebbe disciplinarla - può disciplinare previo parere della competente Commissione consiliare. Almeno la funzione del Consiglio regionale viene recuperata. Quindi, voto convintamente a favore di questo emendamento che, ovviamente, sebbene fatto proprio dai Consiglieri Serfilippi ed Assenti, resta l'emendamento della Consigliera Casini, che avevo firmato perché era subordinato, che io non avevo fatto perché lo aveva fatto la Consigliera Casini.

PRESIDENTE. Emendamento 4/13, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Latini, Livi, Lupini, Mangialardi, Marcozzi, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Ruggeri, Santarelli, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, sull’ordine dei lavori, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Presidente, l'andamento della giornata è poco chiaro, ovviamente parlo a nome mio, come Consigliere regionale. Sarebbe opportuno che ci dessimo delle regole fin d'ora per sapere che cosa faremo in questa giornata, se finiamo, non finiamo, eventualmente a che ora finiamo, perché penso che ognuno di noi debba, da questo punto di vista, sapere come organizzarsi.

PRESIDENTE. La Conferenza dei capigruppo ieri aveva deciso che la seduta di ieri si sarebbe svolta fino alle ore 20,00. come di fatto è avvenuto, ed oggi, con eventuale possibile proseguimento a domani, senza indicazione dell’orario del termine. Quindi, invito, se siete d’accordo, a svolgere una Conferenza dei capigruppo nel tardo pomeriggio (ore 19,00) per decidere come proseguire i lavori. Almeno fino alle 19,00 andiamo avanti, poi sospendiamo, facciamo la Conferenza dei Presidenti dei gruppi e stabiliamo il percorso successivo. Fino a quell'ora abbiamo la decisione presa ieri mattina, di portare avanti l’attività sia nella giornata di ieri che di oggi. Va bene?
Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Solamente per questo, farla nel tardo pomeriggio significa sostanzialmente non sapere. E’ evidente che se finiamo alle 19,00 o alle 20,00 magari uno che non è lontanissimo torna a casa, se decidiamo di finire a mezzanotte è evidente che qualcuno deve organizzarsi, solo per questo dico di non decidere troppo tardi.

PRESIDENTE. Va bene, la possiamo anticipare alle ore 14,00 o appena dopo le 14,00, concluso l’articolo che in quel momento stiamo votando, ci fermiamo e facciamo la Conferenza dei Presidenti dei gruppi.
Articolo 4. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Su questo articolo avevamo presentato degli emendamenti correttivi che lo avrebbero reso accettabile. Questi emendamenti sono stati respinti, se non recuperati in extremis, un emendamento della Consigliera Casini ha messo una pezza ad un altro strafalcione, con il quale si attribuisce alla Giunta regionale competenze che sono proprie del Consiglio regionale, almeno qui previo parere della competente Commissione consiliare, quindi noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Articolo 4, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri,
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5, sul quale ci sono 5 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ho pensato che, visto che questo articolo parla di sviluppo sostenibile e di valutazioni ambientali, come avevo precedentemente inserito nell'articolo 1, lo sviluppo sostenibile non vada valutato in maniera puntuale, ma in maniera sostanziale ed a lungo termine, perché un sistema complesso come quello della Regione Marche deve essere valutato mettendo insieme una serie di aspetti.
Allora, mi sono permessa di aggiungere a questa norma la legge regionale 14/2008, che è molto importante perché, oltre ad interessarsi di edilizia sostenibile, di certificazioni di sostenibilità, eccetera, ci ha consentito come Regione Marche di avere la Presidenza nazionale di Itaca, l'istituto per la trasparenza degli appalti e la sostenibilità ambientale. Itaca è un istituto molto importante, è il braccio operativo della Conferenza delle Regioni dal punto di vista tecnico e degli appalti. A mio avviso questa legge è da mantenere e da indicare in questo articolo.
Una cosa che vi voglio dire è che, magari vorrei che ascoltasse il Presidente, ma è in tutt’altre faccende affaccendato, la Regione Marche ha avuto sempre la Presidenza di Itaca fino a quando non è arrivata questa Giunta. La Presidenza di Itaca, che è un istituto, ripeto, importantissimo perché è il braccio operativo della Conferenza delle Regioni per tutto ciò che attiene gli appalti, le certificazioni ambientali, l'energia da fonti rinnovabili, l’ha presa il Veneto. Quando ero Presidente di Itaca, la mia Presidente era l’Assessora XY, anche lei un architetto, e siamo state per 5 anni a fianco nel portare avanti molte iniziative, tra cui la certificazione urbana di Itaca. Quindi se Itaca aveva un protocollo soltanto per gli edifici, non avrebbe avuto molto senso richiamarla in questa legge, che riguarda i sistemi urbani e di governo del territorio, ma ha senso perché Itaca ha approvato già da molti anni un protocollo che può aiutare le certificazioni…

(brusio in Aula)

Anna CASINI. Mi rendo conto, Presidente, che questi temi non sono di interesse, però aver perso la Presidenza di Itaca, averla lasciata al Veneto non è stata una bella cosa. Sa perché l’abbiamo lasciata al Veneto? Perché nessuno è andato a votare alla Conferenza delle Regioni, XY mi chiamò e mi disse: “Dei tuoi non c’è nessuno, io mi presento con il Veneto e penso di avere la maggioranza perché siamo tutte Regioni di destra” ed il Veneto si è preso la Presidenza di questo Istituto.
Vedo che non interessa a nessuno, tanto “chi governa fa legge” ed anche in questo caso chi governa fa legge e rinuncia ad essere rappresentato in organismi importanti.
Mi auguro che possa essere inserita la legge 14/2008, che ha iniziato un processo ed un percorso di attenzione alle certificazioni ambientali e io ho avuto l'onore di rappresentare le Marche proprio su questa legge e Itaca…, perché sono state considerate dalla Comunità europea una buona pratica.
Credo che dovrebbe essere di interesse, ma visto l'interesse di questa Assemblea rispetto a certi temi non mi meraviglio che si sia più interessati al chiacchiericcio al caffè oppure ad altro, non mi meraviglia assolutamente.
Confido nel Presidente perché mi pare, insieme a pochi altri, l'unico che ha interesse per questa norma.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Nell’articolo 5 ci sono pochi emendamenti, ma credo significativi. Il primo, che interviene all'inizio dell'articolo 5, dice che nell’esercizio delle funzioni di pianificazione di cui a questa legge la Regione, le Province, i Comuni promuovono lo sviluppo sostenibile…, l’elevato livello di protezione dell’ambiente nel rispetto della normativa europea e statale vigente. La maggioranza in Commissione ha accolto una richiesta delle associazioni ambientaliste: in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione. Quello che dicevo ieri. Per forza lo deve mettere perché c’è stata questa modifica, però non va bene così, dovete anche accogliere il mio emendamento che dice: “in attuazione degli articoli 9 e 41 della Costituzione, promuovono lo sviluppo sostenibile e assicurano la tutela dall'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi”. Questo perché l'articolo 9 ci dice che la Repubblica - quindi anche noi - assicura la tutela dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi - aggiunge - nell'interesse delle future generazioni.
Poi c'è l'articolo 41 perché qui è connessa all'attività economica, come modificato dalla legge costituzionale del 2022, che ovviamente i redattori di questa legge non hanno letto, non posso dire che non la conoscono, si sono dimenticati. C’è stata questa modifica e se la sono scordata, non l’hanno letta, hanno quella vecchia, perché l'articolo 41 ci dice…, non solo se la sono scordata loro, ma se la sono scordata anche quelli che hanno redatto questa Costituzione della Repubblica, perché in questa Costituzione della Repubblica non c'è la riforma del 2022, che prevede che l’iniziativa economica non si può svolgere in modo da arrecare danno dell'ambiente. Questa la modifica dell'articolo, in più che cosa dice il mio emendamento? Assicura un elevato livello di protezione dell’ambiente, ma non si può scrivere una cosa del genere. Non si può dire: assicura un elevato livello di protezione, perché la Costituzione stabilisce: tutela l’ambiente. Dire assicura un elevato livello di protezione, è come scrivere assicuro un elevato grado di prevenzione della corruzione, oppure, in un articolo a caso, la libertà e la segretezza della corrispondenza, oppure tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa. Non si può scrivere assicura un elevato livello di professione della fede religiosa, come non si può scrivere: un elevato livello di protezione dell'ambiente. E’ un errore di una gravità inaudita, perché, ripeto, è in contrasto con il dettato costituzionale. Su questo scriveremo al Presidente della Repubblica per evidenziare l'ignoranza dei redattori di questa legge. Non si può scrivere un elevato livello di protezione, si deve scrivere tutela dell'ambiente. Quindi. cercate di approvare il nostro emendamento che almeno cerca di mettere una pezza al monumento dell'ignoranza costituzionale di questa legge, che non può trovare ospitalità in una Aula del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Per esprimere favorevolmente l’accoglimento di questo emendamento perché, così come già detto in sede di Commissione, per quanto riguarda le associazioni ambientaliste, abbiamo fatto espresso richiamo all’articolo 9 della Costituzione, quindi, in attuazione dell’articolo 9, completato poi con l'inserimento dell’articolo 41, dandogli un dettato sicuramente più pronto, fermo e diretto. Quindi lo accogliamo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Raccolgo positivamente l'espressione del Consigliere Assenti. Formalmente e, direi anche, per l'immagine che la Regione deve trasmettere all'esterno, non introdurlo è evidentemente una contraddizione rispetto a quello che avete votato, contrariamente alle finalità e all'articolo 1. E’ davvero una cosa incomprensibile. Quindi chiedo, non so cosa si potrà fare, di scrivere nell'articolo 1 che noi aderiamo agli ordinamenti europei su una legge urbanistica e neghiamo l'introduzione del principio dell'articolo 9, come fate in maniera puntuale adesso. E’ davvero una cosa che va ben al di là dell'appartenenza politica. Credo che se ci fosse un minimo ragionamento che vada ben oltre la scelta politica di accentrare… Non discutiamo della scelta politica di accentrare nella Regione, discutiamo di un valore assoluto, tra l'altro innovativo. L'introduzione del comma relativo all'ambiente è una scelta oggettivistica, che peraltro fa seguito ad un'evoluzione giurisprudenziale, non inserirla all'interno delle finalità…, e adesso in maniera assolutamente seria approvarlo, mi pare un elemento che svilisce la legge che andate ad approvare. Oltretutto vi dico questo, almeno che io non abbia capito niente, l'ordinamento europeo non c'entra niente, l'ordinamento europeo con le leggi urbanistiche che governano il territorio… Non so se dentro un coordinamento tecnico.
Guardate che il tema del mancato richiamo all'articolo 9 o alla Costituzione al tema dell'ambiente, quindi all'urbanistica, mi sembra davvero una bestemmia istituzionale.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie Presidente. Ieri sera non sono intervenuto per non rallentare i lavori di quest’Aula, ma mi pare che si dicano delle cose di cui non riusciamo proprio a comprenderne il fondamento. Che una legge regionale possa contenere al suo interno un richiamo esplicito alle norme della Costituzione o alle norme dell’Unione europea, che sono comunque in parte sovraordinate sulla base dei trattati, che ci sia l'espresso rinvio o non ci sia, è del tutto inconferente in questo tema.
La normazione in materia urbanistica a seguito della riforma della Costituzione, operata con la legge costituzionale 30/2001, è affidata alla competenza concorrente delle Regioni. La normazione concorrente delle Regioni è basata su due pilastri fondamentali, il primo è che lo Stato detta i principi, quindi, se volete sostenere che c'è una violazione della Costituzione dovete individuare quali sono i principi statali che violiamo con questa legge; in seconda analisi il Consiglio regionale ha la sovranità di legiferare come meglio ritiene perché la potestà normativa è affidata allo Stato ed alle Regioni a seguito di una riforma costituzionale.
Ora, dire che si scrive al Presidente della Repubblica, che è organo di garanzia… semmai qui la garanzia è fornita dalla Corte Costituzionale, alla quale lo Stato può ricorrere direttamente oppure può adire in via incidentale. Inoltre la Corte Costituzionale può essere adita dalle giurisdizioni comuni nel caso in cui le cause al suo esame non siano manifestamente infondate dal punto di vista della costituzionalità e rilevanti. Che il Presidente della Repubblica… Qui in altre occasioni la minoranza, con delle interrogazioni, si è rivolta al Prefetto, che è del tutto incompetente. Noi siamo un organo sovraordinato per costituzione, abbiamo pari dignità, come spesso sottolinea il Consigliere Cesetti, abbiamo pari dignità sulla base dell'articolo 114, abbiamo un potere normativo che ci è riconosciuto dalla Costituzione, quindi, da ieri tutta questa litania: il Presidente della Repubblica, l’incostituzionalità sempre richiamata, è del tutto infondata. Se volete sostenere che questa legge viola il principio della legislazione concorrente dovete individuare le norme statali che noi violiamo. I principi della Costituzione sono sovraordinati e non ce li dovete ricordare voi perché non siete i custodi della Costituzione, non interpretate la Costituzione in modo esclusivo. Questo continuo modo di intervenire in questa Aula, dicendo che da questa parte c’è l'ignoranza, che violiamo, è sbagliato, ve lo dico sulla base dell’esperienza in Commissione affari costituzionali, in cui la Presidente Finocchiaro o dei giuristi di primo livello del PD venivano e portavano esattamente il punto che veniva leso. Non venivano a dire che noi siamo tutti ignoranti e voi siete i custodi del verbo.
Concludo questo mio intervento, altrimenti all'esterno di quest'Assemblea diamo un'immagine per cui ci sono i custodi della Costituzione, gli esegeti della Costituzione, che non siete voi.
Per quanto riguarda i confini tra l'esercizio del potere legislativo dello Stato e delle Regioni c’è la Corte Costituzionale che può essere adita direttamente dallo Stato o incidentalmente dal giudice quando il fatto è non manifestamente infondato. Questo è il sistema della costituzionalità dell'Europa, che è entrato nel nostro sistema con la Costituzione Weimar, ci sono dei libri alti così di giuristi, quali Merkel in particolare, che aveva affrontato questo tema. E’ un sistema diverso da quello anglosassone, da quello americano e da quello degli altri Paesi.
Quindi, per cortesia, noi abbiamo le stesse cognizioni che avete voi, dimostrateci che questa legge viola i principi dello Stato e poi saremo qui a confutare, a riconoscere le vostre osservazioni.

PRESIDENTE. Emendamento 5/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'approvazione di questo emendamento da parte della maggioranza è la dimostrazione plastica che il Vicepresidente Saltamartini, pur avendo una discreta competenza, ha saltato qualche pagina perché ha detto: “Diteci voi dove starebbe la violazione”. Semplice, in questa norma c'è scritto “nell'esercizio delle funzioni di pianificazione di cui a questa legge, la Regione, le Province e i Comuni, in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, promuovono lo sviluppo sostenibile e assicurano un elevato livello di protezione dell'ambiente”. Questa è la violazione, perché l'articolo 9 della Costituzione, come modificato, non dalla legge del 2001, che io tra l’altro ho contribuito a scrivere, ma dalla legge costituzionale n. 1/2022 dice: “tutela dell’ambiente”, non “un elevato livello di protezione”. Se mettiamo un elevato livello di protezione è come scrivere un elevato livello di protezione della libertà e non si può fare. Questo è un principio fondamentale.
Ricordo all’Assessore Saltamartini che il rispetto della Costituzione lo deve fare non solo la legge dello Stato, ma anche e soprattutto la legge regionale. Quindi c'è una violazione della Costituzione, che adesso voi correggete.
Il richiamo al Presidente della Repubblica è semplice perché il Presidente della Repubblica - anche qui credo che l’Assessore abbia saltato qualche pagina - è il massimo garante della Costituzione e qualora, ad esempio, una legge dello Stato violi la Costituzione può rinviarla alle Camere, può non promulgarla. Se mi si viene a dire in Commissione, l’Assessore, il consulente, che questa legge è stata condivisa con il Ministero della cultura sennò l’avrebbe impugnata. Se questa legge contiene una violazione della Costituzione, posso scrivere al Presidente della Repubblica, massimo garante della Costituzione, per segnalare le violazioni affinché intervenga presso il Governo per impugnarla perché possa essere riportata a conformità costituzionale. Questo è il punto. La dimostrazione che noi diciamo la verità, Assessore Saltamartini, è che la maggioranza intelligentemente accoglie questo mio emendamento che corregge uno strafalcione.

PRESIDENTE. Emendamento 5/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Mangialardi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Ai voti favorevoli si aggiunge il voto del Consigliere Mangialardi. Perfetto

Emendamento 5/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Noi voteremo favorevolmente sulla base delle indicazioni che ci ha fornito la Consigliera Casini, però non si può fare a meno di intervenire sull'intervento dell’Assessore Saltamartini, sul diritto costituzionale. Se ci fosse un professore le direbbe che è andato fuori tema. Le lezioni che lei ci fa sulla gerarchia delle fonti, credo che le conosciamo praticamente tutti, il tema è un altro, ecco perché lei non ha risposto, non ha risposto al fatto che si inserisce nell'articolo 5 il tema di cui agli articoli 9 e 41 della Costituzione, hanno votato favorevolmente, ma non era inserito all'interno dell'articolo 1, delle finalità.
Ieri ho ascoltato il suo intervento e lei sosteneva che poteva essere pleonastico, perché, è evidente, la gerarchia delle fonti porta a considerare il governo delle leggi o della costituzionalità in un modo o nell'altro. Quello che nel suo intervento non ha detto, ma io aspetto con fiducia, è perché non si inserisce nelle finalità, considerata l’importanza dell’articolo 9, e si inserisce, invece, in questo mi farebbe piacere ascoltarla, il termine tecnico “ordinamento europeo”. Lei ha già detto in maniera chiara che l’ordinamento europeo non si occupa di governo del territorio. Perché all’interno della finalità di cui all’articolo 1 inserite “ordinamento europeo” e non Costituzione? ... Su questo siamo d’accordo, ecco perché chiedevo, visto che l’avete approvato, magari una riflessione.
Giustamente, qui nessuno è maestro, qui sbagliamo tutti o abbiamo tutti buone opinioni, anche l’affermazione del Consigliere, lo dico bonariamente con rispetto nei confronti dell’Assessore Saltamartini, è un richiamo in un'Aula politica assolutamente rispettabile, che va rispettata.
La mia sollecitazione è solo in questo senso, ecco perché dicevo, se troviamo il modo, al di là di come avete votato, di inserire all'interno dell'articolo 1 questa cosa che è …

PRESIDENTE. Emendamento 5/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 5/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Coerente con questo articolo, dico all'Assessore Saltamartini - non avevo terminato – che articolo 121 della Costituzione prevede che il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Allora, quando l'articolo 9 dice che la Repubblica tutela l'ambiente è una funzione che la Costituzione attribuisce alle Regioni, quali articolazioni della Repubblica, ex articolo 114, quindi è tenuta a farlo e hanno fatto bene ad approvare il mio emendamento. Certo c’è un problema, lo correggeremo dopo, vi ricordate quando avete bocciato l’emendamento 1/8, con il quale chiedevo di sostituire le parole “garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente” con le parole “tutela l'ambiente”, cosa che avete fatto oggi, mentre ieri sera l'avete respinto.
Adesso non so come farete a coordinare questa norma con quella che avete approvato oggi, non è un problema, avete rimediato, la correggeremo. Lo dico per dimostrare che non c’è nessun intento defatigatorio al momento debito, però vedete se è possibile recuperare l’approvazione di quell'emendamento.
Perché voglio che venga soppressa la lettera b) del comma 5? Qui si dice: fermo restando…, si individua per la Conferenza, all'interno dei Comuni quelli che si…, in possesso dei seguenti requisiti: un adeguato grado di autonomia, che significa? Sulla base di che cosa? L’autonomia c’è o non c’è, che significa adeguato grado? Chi lo stabilisce? Quali sono i criteri per dire se c'è o non c’è. Se domani fanno un atto e viene impugnato al Tar si può dire che non aveva l’autonomi adeguata? L’autonomia c’è o non c’è. Quindi, chiedo che venga soppressa questa cosa perché dovrebbe essere un fatto implicito, ci mancherebbe che non fosse autonomo.

PRESIDENTE. Emendamento 5/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 5/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo va a sopprimere il comma 7 dell’articolo 5. Il comma 7 dice: “La Giunta regionale disciplina le modalità di verifica del possesso dei requisiti di cui al comma 5”. Abbiate pazienza, i requisiti di cui parlavo prima ci dicono: fermo restando quanto previsto dall’articolo 19, eccetera, come modificato da questa legge, per gli strumenti di pianificazione comunale l’autorità competente per la VAS è individuata all’interno del Comune o della forma associativa tra Comuni a cui compete… purché in possesso dei seguenti requisiti”. Quindi il Comune individua e la Regione valuta il possesso dei requisiti, perché? Ma la Regione già non ci partecipa con un suo componente? Sì, e perché deve valutare i requisiti del rappresentante, ad esempio, del Comune e della forma associativa tra Comuni? Perché lo deve valutare la Regione? Però nel momento in cui c’è, almeno mettiamoci una pezza. Non è possibile attribuire questo potere alla Giunta regionale, che, tra l'altro, va ad espropriare l'autonomia del Comune, che, esso sì, deve individuare in autonomia secondo scienza e coscienza i requisiti che deve possedere il soggetto interessato. Quando la Consigliera Casini partecipava alle Conferenze dei servizi per la Provincia di Ascoli Piceno, i requisiti chi li valutava? Li valutava la Giunta regionale o il dirigente della Provincia di Ascoli Piceno? Ci mancherebbe che il possesso lo deve valutare la Regione, allora è come dico io, quindi bisogna cassare questo comma a dimostrazione che questi emendamenti non solo per niente ostruzionistici, non defatigatori, non ridondanti, ma sono necessari perché nel momento in cui li ho fatti, sapevo quello che facevo. Quindi conviene cassarlo questo comma perché va a ledere, ripeto, il principio di autonomia, in contrasto, tra l'altro, con le stesse disposizioni della 241/1990. Deve essere individuato dalle strutture del Comune, in quel caso, o in forma associativa.

PRESIDENTE. Emendamento 5/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 5/5 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Non so se è decaduto, ma in coerenza con l'emendamento del Consigliere Cesetti lo ritiro.

PRESIDENTE. Articolo 5. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Che la Consigliera Casini lo ritiri è una sua autonomia, lo fa, ed io mi adeguo, ma non è decaduto perché è un emendamento che ci dice… Poi se la Consigliera Casini lo ritira io mi adeguo, io mi irrito soltanto in una occasione, quando qualcuno mi dice quello che devo fare, perché io so quello che faccio. Questo emendamento non solo non è decaduto, ma io adesso lo faccio proprio e dico il perché.
E’ un emendamento puntuale, perché dopo che è stato respinto il mio… Io so come si fa, Presidente Acquaroli, conosco la procedura, io volevo cassare il comma 7 dell'articolo 5. Perché la Giunta deve stabilire i requisiti? Viola il principio dell’autonomia, la maggioranza era contraria ed è stato bocciato, a questo punto che cosa succede? Vi viene in soccorso l'emendamento della Consigliera Casini che dice che la Giunta disciplina le modalità di verifica del possesso dei requisiti di cui al comma 5, … sentita la competente Commissione consiliare e la Conferenza paritetica istituzionale. Io lo faccio mio. Ricordo che uno identico precedentemente è stato accolto.

PRESIDENTE. Facciamo il punto sulle modalità di stare in Aula, bisogna intervenire uno per volta, non fare le interlocuzioni fra due o più Consiglieri e rispettare l’ordine dei lavori dati.
L’emendamento 5/5 era decaduto e comunque è stato ritirato dalla Consigliera Casini, quindi siamo in dichiarazione di voto dell'articolo 5.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Consigliere Cesetti, noi prima lo abbiamo ritirato, fatto proprio e cassato nella parte dove… Se oggi la proponente lo ritira è perché la Commissione paritetica è stata bocciata dal 2 bis, se lei lo fa proprio per rimetterlo sulla Commissione paritetica, non c’è non ha senso… Quindi, lo subemenda e lo toglie, ma lei lo vuole subemendare e togliere direttamente, però non ha senso, comunque non lo approviamo.

PRESIDENTE. Articolo 5, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Annulliamo e ripetiamo la votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Cesetti (*), Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Spiego al Consigliere Cesetti e a tutta l’Aula che cosa è successo, l’emendamento 5/5 è decaduto perché fa riferimento ad una Conferenza istituzionale paritetica inserita nell'ambito di un emendamento che noi abbiamo bocciato, quindi non poteva essere sottoposto a discussione e votazione. Tra l'altro a conferma di questo, comunque per un altro profilo che ha lo stesso risultato, la Consigliera Casini ha fatto il suo intervento ed ha ritirato l'emendamento, cosa che abbiamo fatto.
Siamo passati all’articolo 5, ho chiesto chi voleva intervenire per dichiarazione di voto, è intervenuto il Consigliere Cesetti, che giustamente ha esposto il suo l'intendimento, il suo principio, sull'emendamento 5/5 da far rimanere in vigore, però la dichiarazione di voto era relativa all'articolo 5 ed abbiamo assunto anche la dichiarazione di voto del Consigliere Assenti e siamo andati al voto.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

(*) Fabrizio CESETTI. Solo perché resti agli atti che il mio voto era contrario, ho votato per errore a favore.

PRESIDENTE. Si, il voto a favore del Consigliere Cesetti si trasforma in un voto contrario, quindi 17 voti a favore e 7 contrari.
Appena conclusa la discussione sull’articolo 6, ci fermiamo per la Conferenza dei Presidenti di gruppo.

Articolo 6. Ci sono 23 emendamenti.
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Farò un unico intervento spiegando adesso quali sono i miei emendamenti, seguo un po’ la linea che ha tracciato il Presidente della III Commissione,.
Siamo a discutere gli emendamenti all'articolo 6, che si occupa del contrasto al consumo di suolo e, dopo aver richiamato gli indirizzi europei e nazionali finalizzati al raggiungimento di un bilancio a saldo zero del consumo di suolo, prevede la possibilità di ampie deroghe nei commi 3, 4, 7 e 8. Questi emendamenti, quelli che sto per presentare adesso e che ho presentato anche in Commissione, ma hanno avuto un esito negativo, vanno a modificare i suddetti commi nei quali sono presenti importanti eccezioni alle disposizioni di contrasto del consumo di suolo.
L’emendamento 6/9 barra sopprime il comma 3; l'emendamento 6/13 è sostitutivo e alla lettera d) inserirei “favoriscono la rigenerazione urbana e territoriale di cui al Capo VI del Titolo V, quali modalità prioritarie per il soddisfacimento dei fabbisogni insediativi”; l’emendamento 6/17 sopprime il comma 7. Per quanto riguarda il comma 8 ho proposto un emendamento sostitutivo, il 6/21, con il quale al comma 8 inserirei questo comma: “Nell’ambito della VAS e degli strumenti di pianificazione sono considerate prioritarie le alternative previsionali e localizzative insediativo-infrastrutturali che non comportino consumo di suolo”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Noi riteniamo questo articolo uno dei più importanti che doveva trovare una rilevanza nel testo della legge. Ho firmato anche gli emendamenti della Consigliera Ruggeri, perché, pur non confrontandoci, ci siamo trovati di fatto con la stessa impostazione negli emendamenti.
L’articolo 6 ha un titolo esplicito, quello del contrasto al consumo di suolo, però vorrei, Presidente, che si evitasse quell’approccio fuorviante che spesso vi caratterizza, lo dico senza polemica, perché magari c’era lo slancio per ottenere un risultato legato alle presentazioni, alle condivisioni, anche quelle pubbliche, poi invece l’efficacia del provvedimento non va in quella direzione.
Penso che l’articolato così come impostato vada contro al contrasto del consumo di suolo anche perché con l’articolo 33, comma 8, si prevede che fino all’entrata in vigore dei PUG sono fatti salvi tutti gli strumenti urbanistici adottati o approvati.
Penso, lo abbiamo detto nella relazione iniziale, che non saranno due anni, non saranno tre anche per il computo da fare, passeranno addirittura lustri e noi continueremo a costruire senza sosta. Diventano anche qui fuorvianti le dichiarazioni rese pubblicamente dall’Assessore Aguzzi e dal Presidente Acquaroli, che abbiamo ascoltato anche ieri in Aula, e lette sui comunicati stampa. “Si limiterebbe, si contrasterebbe, si conterrebbe il consumo di suolo”. Invece penso che sia esattamente il contrario e allora, come direbbe il Consigliere Cesetti, lo facciamo per voi, vi diamo ancora una volta una mano con un emendamento che è molto chiaro, non lascia adito ad interpretazioni, perché nel nostro emendamento il contrasto del suolo è semplice da interpretare perché non consente un ulteriore consumo di suolo rispetto alle previsioni contenute nei PRG vigente o in quelli adottati alla data dell’approvazione del presente atto. Il consumo di suolo è consentito esclusivamente, e penso che sia un ragionamento rispetto al quale ci ritroviamo tutti, per le opere pubbliche o di interesse pubblico, quindi, l’interesse pubblico che voi volete introdurre come elemento di condivisione nel Piano Casa, qui avrebbe la finalità più opportuna.
Penso che questo emendamento ed anche quelli a cascata che cancellano gli altri commi facilitano l'interpretazione, danno la visione chiara sul consumo di suolo e permettono la spinta opportuna, come rigenerazione urbana, perché se noi continuiamo a consentire periodi finestra, come sono previsti in questa norma, inevitabilmente anche le amministrazioni si metteranno nella condizione di estendere i loro piani regolatori portando ad un incremento del consumo di suolo, che poi dirò.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Avevo già anticipato ieri il mio pensiero rispetto a questa normativa, nella quale si continua a raccontare che tende allo zero per quanto riguarda il consumo del suolo. Avevo già detto che dal nostro punto di vista non è così perché questa normativa fa salvi tutti i Piani regolatori, cioè tutte le capacità edificatorie già esistenti, consente la possibilità di fare nuove varianti, sia non sostanziali che sostanziali, ed inserisce, quando verrà approvato il PUG, ulteriori capacità edificatorie attraverso quelle che vengono definite aree vocate.
Ovviamente è una scelta, però l’importante è che non si continui a raccontare una storia che non è quella reale, magari si può condividere, non si può condividere, però sicuramente questa non è una legge che contrasta il consumo di suolo quando, ripeto, mantiene tutto quello che c’è e aggiunge.
La scelta che ha fatto l’Emilia-Romagna è stata quella di azzerare tutte le capacità edificatorie, dando il tempo ai Comuni, ma soprattutto ai privati, di poter dare seguito ai propri diritti legati alle capacità edificatorie dei vecchi Piani regolatori, di avviare i propri piani attuativi o quello che serviva per dar seguito alla proposta edificatoria. Si riparte da zero perché c'è un'idea nuova di sviluppo, che io condivido, del territorio e di pianificazione del territorio.
In questo caso non si è voluto fare questa scelta, che è difficile, di azzerare quelli che vengono definiti diritti acquisiti. E’ una scelta che ovviamente non sto qui a contrastare, ma sono qui a dire che non si può dire che questa norma vada nella direzione del consumo di suolo zero. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Se si può dare una faccia a questa legge, la faccia è l'insieme dell'articolo 6 attraverso i suoi commi e da questo punto di vista si manifesta chiaramente il gioco delle tre carte, già introdotto, già illustrato, in sede di discussione.
Nel comma 1 si affermano tante bellissime cose, nel comma 3 si afferma come in realtà il consumo del suolo lo si può fare, giustificando e legittimando eventuali misure compensative, peraltro non precisando quali sono le misure compensative, che possono essere di diverse intensità. E’ evidente che se io consumo il suolo e poi metto a dimora una serie di alberi sostanzialmente non avviene nessun elemento positivo, il consumo zero vuol dire fare una chiara scelta politica che impedisca la realizzazione di nuove volumetrie, ovviamente rispetto a specifiche destinazioni, a meno che, e voi non lo avete fatto nella scelta, gli enti che vogliono introdurre nuove volumetrie, non riescono ad annullare, revocare o riavere indietro volumetrie già assentite. Questo è il termine del consumo zero e tutto questo sostanzialmente va contro i principi che voi affermate. Peraltro in una qualche maniera rifiutate di effettuare un'analisi dei dati che sarebbe stata interessante. Come quando in sede di discussione chiedevo al relatore Consigliere Assenti: perché fate questa operazione? Perché non ci dite, per esempio, negli ultimi anni, dopo l'introduzione della legge che ha riguardato il limite del 75% rispetto a nuove volumetrie, quali sono stati gli sviluppi nei Comuni? Come mai non è stata effettuata questa analisi che ci avrebbe aiutato, per esempio, a disciplinare anche il futuro? E’ evidente tutto questo, voi non mettete nella condizione l'Assemblea legislativa di conoscere i dati dello sviluppo del consumo del suolo nella regione e negli ultimi anni, segnatamente dal 2011. Questo vi avrebbe probabilmente… - lo dico senza avere dati e quindi potrei sbagliare, ma con l’esperienza da Sindaco - senza avere la consapevolezza che in realtà quella norma ha davvero fermato, ridotto, depotenziato, la possibilità di sviluppo volumetrico dei vari territori.
Aggiungo che nei vostri interventi, molto spesso, anche ieri ed anche oggi, fate riferimento al fatto che questa legge farà sviluppare gli imprenditori o altro, sostanzialmente non si può confondere il tema relativo allo sviluppo, alle aree destinate con quegli specifici obiettivi, con quelli che riguardano le volumetrie, le varianti, che riguardano altri interessi. Da questo punto di vista è una scelta ben chiara, è la norma che serve ad affermare che voi in realtà il consumo del suolo lo vorrete e lo vorrete a costo zero. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Per smentire tutte le parole che avete detto sul contrasto al consumo del suolo. Questo articolo e questi commi rafforzano uno dei principi cardine di questa legge. Mi dispiace che il Partito Democratico abbia…, chiaramente loro fanno ostruzionismo e fanno la loro parte, quando dicono consumo zero, ad esempio, da domani secondo la loro visione, tutti coloro che hanno un'area edificabile dovrebbe tornare agricola. Questo è quello che di fatto voi dite con i vostri emendamenti, poi andatelo a dire nelle varie città che amministrate, che dall’oggi al domani, come ha fatto l'Emilia-Romagna, i terreni edificabili ritornano agricoli.
Noi invece crediamo che con il mettono della CeVI questa cosa a regime sarà una cosa possibile. Non si individuano dei lotti precisi, ma si individua un'area di espansione dove chi vuole investire può investire, quindi non ci sarà solamente un piccolo lotto, ma diversi lotti che avranno un’eventuale futura capacità edificatoria. Sarà un modo molto più snello per far sì che i comparti esistenti non rimangano bloccati, come assistiamo da decenni nella nostra regione Marche frutto di una legge vecchia, e di un modo di pianificare il territorio vecchio.
Con il metodo della CeVI e con i PUG sarà possibile individuare delle zone di espansione, dove non è indicato il lotto preciso… Quindi se dentro il comparto, faccio un esempio, i due terzi non sono disponibili o la metà non è disponibile, il comparto non parte, con il nuovo metodo della CeVI e con i PUG sarà possibile far sì che gli eventuali proprietari che ricadono all'interno di quell'area possano partire, se è prevista a livello di PUG l'eventuale lottizzazione. Secondo noi è un metodo molto più innovativo, molto più snello, che sicuramente punta al contrasto del consumo del suolo. Il comma 3 di questo articolo dice che sono interventi che determinano consumo di suolo, incrementando la copertura artificiale, comporta la contestuale realizzazione di misure compensative. Questa è una cosa innovativa volta alla rinaturalizzazione, alla deimpermeabilizzazione, a riportare il suolo consumato in suolo in grado di assicurare i servizi ecosistemici propri dei suoli naturali.
Altra cosa importante sul consumo di suolo, al comma 9 abbiamo aggiunto un'osservazione che ci è pervenuta dall'Università Politecnica delle Marche e dalle altre Università, per cui la Giunta può istituire l’Osservatorio sul consumo di suolo, costituito dalle strutture regionali e provinciali competenti, avvalendosi, mediante specifici accordi, anche di soggetti individuati dalle università marchigiane. Ecco, credo che questa sia una cosa importante, che c'è stata suggerita e che come Commissione abbiamo voluto provarci. Ci sono anche altri emendamenti, che abbiamo colto dalle proposte che abbiamo approvato. Abbiamo accolto, ad esempio, dall’Associazione dei geologi, sul comma 4, dopo la “biodiversità” anche la “geodiversità”.
Credo che sia un articolo molto importante, che non crei speculazione edilizia, come avete detto nei vostri interventi, ma punti al contrasto del consumo di suolo. Naturalmente avrà bisogno di tempo perché tutta questa legge partirà quando i Comuni si doteranno dei PUG. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Io vado in ausilio di quello che dice il Presidente della Commissione Consigliere Serfilippi. Penso che l’articolo 6 sia stato pensato e scritto ed anche impostato nei suoi 9 commi, con un certo criterio di gradualità, di importanza, di definizione e di iter. Lo trovo impostato in maniera corretta, sia nella parte definitoria, quindi sulle sue definizioni. Consigliere Carancini quando lei legge il comma 3 e fa una sorta di accusa sulle opere compensative, ma non ultima la lettura: “volte alla rinaturalizzazione - magari non è spiegato come si rinaturalizza, però è definito - deimpermeabilizzazione o a riportare il suolo consumato a suolo in grado di assicurare i servizi propri dei suoli naturali”. C'è già una definizione di opera compensativa, ma fatto questo… Poi andiamo sulla parte programmatoria della definizione di consumo di suolo, quindi, come si deve intervenire sul PTR, come si interviene sulle sue definizioni, che significa consumo di suolo zero o meno, o limitazione del consumo di suolo, questo noi lo andiamo ad individuare, lo andiamo a definire e a regolamentare anche con la famosa CeVI.
C’è anche un grado ulteriore perché interviene anche nel procedimento di VAS e viene istituito anche, a seguito degli interventi fatti in Commissione, l'Osservatorio, quindi per una sorta di qualificazione del controllo sul consumo di suolo.
Secondo me l'articolo 6 è impostato in maniera perfetta, è stato pensato e fatto molto bene, anche perché è sulla legge il consumo di suolo, la limitazione del consumo di suolo e il consumo zero è uno dei pilastri portanti di questa legge. Quando noi andiamo verso un'ipotesi di consumo di suolo zero, andiamo verso una riqualificazione dell’esistente, andiamo verso una programmazione perfetta, non capisco quali sono le cose che vi destano sospetti, io francamente sul consumo di suolo zero non le vedo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Su questo punto intervengo per due motivi. Il primo è per chiarire un aspetto che è stato detto ieri, che poi un po’ è stato interpretato, allora ci tengo a chiarirlo all’Aula.
La mia dichiarazione, che qui confermo, è che questa legge può essere discussa in maniera ampia in questa giornata, nelle prossime giornate, perché è una legge che la Regione Marche aspetta da tanti anni, quindi è giusto che il Consiglio, l’Assemblea possa fare tutte le sue riflessioni in maniera serena e con i tempi che sono dovuti, è fondamentale ascrivere il miglior atto possibile.
Questo aspetto si somma ad un’altra affermazione che ho fatto e che confermo, che la legge del governo del territorio, che ha implicitamente una ripercussione sugli enti, sull'economia, su tutte le nostre comunità, sui privati, sulle imprese, può, come penso sia normale, evidenziare fra sei mesi, un anno, una criticità e se questa criticità nell'applicazione dovesse emergere, noi non avremmo difficoltà a riconoscerla e a mettere mano, perché i principi cardine a cui noi ci ispiriamo non devono diventare qualcosa nel testo di intoccabile quando il principio a cui noi ci ispiriamo non è penalizzato, credo che agevolare il funzionamento di un sistema di procedure nuove, di organismi nuovi, sia nella normalità delle cose e sia anche auspicabile e di buon senso.
Quello che ho affermato ieri non era per dire o autodenunciare un’inefficienza della legge, era per dire: guardate che se nell'applicazione ci saranno delle criticità noi siamo disponibili. Ma questo dovrebbe essere per tutti, sempre, non dovrebbe essere una cosa straordinaria per la legge. Io l’ho detto perché l’approvazione oggi a metà legislatura inoltrata ci lascia il tempo anche per continuare nella stesura dei PUG, nella stesura dei Regolamenti, per rivedere eventualmente alcuni aspetti che possono essere rivisti.
Infine, vorrei fare sul consumo del territorio un piccolo passaggio. Abbiamo visto in grandissima parte del territorio marchigiano varie aree, penso alle aree artigianali, alle aree industriali, alle zone commerciali, alle zone di espansione urbanistica, negli anni si è visto praticamente di tutto, non c'è stata una visione complessiva del nostro territorio, noi vediamo una città che inizia ed una città che finisce, in maniera continua, con i servizi che non sono stati individuati, definiti, poi abbiamo delle lottizzazioni che di fatto sono iniziate, ma sono rimaste per anni incomplete, incompiute, questo determina che cosa? C'è stato un consumo del territorio che ha portato delle ferite alle nostre comunità, ai nostri Comuni ed a tutte le aree, che diventano insanabili
Ora, lo strumento che ha concesso alcuni scempi non è sicuramente quello che stiamo per approvare noi, è stata una legge che negli anni della maggiore espansione urbanistica non ha messo mano e non ha dato la possibilità di costruire una visione complessiva. Questa legge si pone l'obiettivo, senza creare drammi, di mettere mano a quella che è stata una carenza e credo che su questo la legge sia molto chiara, Metterla in dubbio su questo obiettivo a mio avviso non fa onore all’articolo 6 ed a quello che c’è scritto.
Chiudo con una un'ultima osservazione che riguarda i tempi di applicazione, una legge come questa presumibilmente avrà un’efficacia per 15, 20 anni, cercherà di essere interprete di questi anni, mi auguro bene per i prossimi 15, 20 anni, dopodiché sarà normale, come è stato normale oggi, che dopo di noi si dovrà rivedere e riscrivere in base alle esigenze dei tempi, ma quello che credo debba risultare importante, è che l’obiettivo non è quello di fare una legge efficace domani mattina, che mette fuori gioco e crea difficoltà a tutti, che conceda tempi dove i Comuni, le Province, la Regione, gli uffici, i geometri, gli ingegneri, gli architetti, le imprese, tutti gli ordini e tutti i soggetti interessati possano passare ad un nuovo sistema nella migliore maniera possibile. Che non significa voler perdere tempo o voler concedere speculazioni, ma significa voler mettere in campo una legge, che non solo diventa norma, ma che dà una cultura di orientamento e di sviluppo alla nostra regione, che è quella che è mancata oggi, che è quello che ha creato danni al nostro territorio. Ferite irreparabili con effetti anche sulla tenuta idrogeologica e di sicurezza delle nostre comunità, che sono sotto gli occhi di tutti, perché i continui allagamenti dei garage nelle prossimità dei fiumi…, sono stati realizzati accanto ad aree esondabili
Credo che questo strumento debba con efficacia evitare che alcuni errori, che sono stati fatti nella nostra Regione negli anni 1980, 1990, 2000, non possano più verificarsi. Questo è l'obiettivo fatto con responsabilità e maturità ed anche con i tempi che sono necessari a far sì che una norma così importante possa trovare piena efficacia, piena consapevolezza, ma anche piena capacità di produrre i suoi effetti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sarei intervenuto ugualmente e capita dopo il Presidente Acquaroli, diciamo che questa è un’opportunità in più. Ieri ho esordito dicendo che condividevo l’impostazione del Presidente Acquaroli però alla stessa non seguivano i fatti, avevo aggiunto subito, e purtroppo è stato così perché poi abbiamo visto.
Ieri, tra l’altro, dicevo che questa legge così com'è scritta, Presidente, leggo testualmente, produrrà l’effetto paralizzante, da una parte per lo sviluppo del territorio e dall’altra per la necessità della sua messa in sicurezza e la sua valorizzazione, proprio quello che ha detto poc’anzi lei. Una legge per fare questo, per determinare lo sviluppo di un territorio e la sua messa in sicurezza, dopo i disastri che sono capitati anche a causa…, vero che i garage sono stati costruiti a ridosso dei fiumi o sotto il livello. Una legge deve dare certezze da subito perché questi interventi, sia quelli di sviluppo che quelli di messa in sicurezza ed anche di manutenzione del territorio, e le attività produttive di sviluppo hanno bisogno di programmazione. Uno programma che cosa? Fa un programma sulla base di una legge che c’è, programmano i progettisti, gli imprenditori, gli enti locali, e per questo devono sapere con quale strumento devono operare. Devono sapere che è uno strumento “stabile”, non può essere uno strumento dinamico che si cambia all’occorrenza, magari poi si cambia per venire incontro alle esigenze di qualcuno, ma nel contempo si scontenta qualcun altro, che già ha operato tenendo conto di quella legge. Quindi è proprio il contrario di quello che dice il Presidente Acquaroli.
Le criticità devono essere risolte oggi, Presidente, ma ci sarà tempo, per carità, ma non ce la farete, perché approverete una pessima legge. Non c’è tempo perché magari fra sei mesi, sappiamo benissimo, si farà un intervento di manutenzione e noi vi aiuteremo,, fra l’altro perché questi emendamenti li ripresenteremo trascorsi sei mesi, quando si potrà intervenire per la manutenzione della legge. Però va fatto ora, non va fatto domani.
Insisto per dire ancora un’altra cosa: sarebbe opportuno poter condividere le modifiche di un testo e se avessimo creato le condizioni per un testo condiviso, questo avrebbe dato stabilità, evitando domani di cambiarlo. Non è un valore poterlo cambiare, che significa? Se uno dice: “Bene, domani vincete voi le elezioni, tra tre anni cambiate la legge, allora, che certezza dà la legge, nessuna. Questo era importante.
Quindi le criticità potevano e dovevano essere risolte ora, altrimenti era meglio intervenire sull'esistente attraverso un'opera di manutenzione dell'esistente, che sarebbe stata più efficace, qui,, invece si cambia tutto, con procedimenti farraginosi, con la sovraesposizione, l’abbiamo detto, del Ministero della cultura.
Veniamo all’articolo, pensiamo al consumo di suolo, ma si vede, sapete da che cosa si vede? Ne parleremo dopo con gli emendamenti. Assessore Aguzzi, lei è stato Sindaco e oggi è Assessore con deleghe abbastanza importanti, tra l’altro dovrebbe essere dotato di un'esperienza molto pratica, ma si può scrivere in una legge, ma ne parleremo dopo, “in armonia con le politiche”. Non si scrive in armonia, l’armonia la fa la poesia, non una legge (ne parleremo dopo con l’emendamento), oppure, quando si parla di garantire gli elevati livelli di protezione e qualità dell’ambiente…, anche qui dovrete approvare il nostro emendamento, l'avete votato poco fa, non è che poco fa avete scritto “tutela dell'ambiente” ed avete sostituito le parole “elevato livello di protezione e cura dell’ambiente”, e adesso le lasciate qua, come avete fatto in precedenza, quindi dovete approvare quell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Come già ho fatto prima, a volte seguo il dibattito e mi sembra la commedia dell’assurdo, perché voi dite alcune cose che per smentirle basterebbe leggere l'articolo. Quello che ho sentito dire qui: “Avete fatto una legge che prevede il consumo di suolo zero, però non è vero perché consentite quello, quello e quell’altro. Poi non è vero perché parlate di compensazione, eccetera”. Vi leggo l’articolo “in armonia con le politiche e gli indirizzi internazionali, europei e statali, nonché con il Piano di transizione ecologica per la sicurezza energetica di cui al comma tal dei tali, finalizzate al bilancio del consumo di suolo pari a zero”, quindi, indica le indicazioni nazionali, internazionali, eccetera, che sono vocate al consumo di suolo zero. Non è la nostra legge che dice consumo di suolo zero, è vocata a quelle indicazioni e, prosegue, questa legge persegue obiettivi di contrasto al consumo di suolo, e poi potrei continuare.
Vi leggo questo perché state facendo la commedia di quello che dite, voi dite di fare una legge a consumo di suolo zero però poi vi smentire con le varie fasi dell'articolato- Non è una legge che prevede il consumo di suolo zero, basta leggere l’articolo, che dice: “Questa legge persegue obiettivi di contrasto al consumo di suolo, quale risorsa unica, rara e non riproducibile”, ed è in armonia con il dettato delle normative nazionali, internazionali e, se mi permettete, di opportunità. Di conseguenza non capisco di cosa… Il terzo comma parla compensazioni, quando si va ad incidere su un suolo non costruito proprio perché la legge non parla di consumo di suolo zero, ma dice che si va incontro al massimo rispetto del non consumo, come dire che è vocata a quello. Lo dice l'articolo stesso. E’ chiaro che voi state facendo il vostro lavoro, che io rispetto, quindi non vi sto dicendo che non dovete fare quello che state facendo, vi sto solo dicendo che quello che state facendo lo conosciamo benissimo, contraddice voi stessi, noi lo accettiamo e ne stiamo discutendo, però non venite ad insegnarci cose che sono scritte con chiarezza assoluta in un articolo. E’ altrettanto chiaro che vi state contraddicendo da un intervento all’altro, mentre i il nostro fare è molto coerente perché questa legge non parla di consumo di suolo zero, ma parla di obiettivo vocato al maggior rispetto del suolo, è vocata a consumarne il meno possibile, in armonia con quelle che sono le normative nazionali, internazionali, eccetera. State dicendo cose che sono scritte nella legge e non c’è bisogno nemmeno di studiare tanto.

PRESIDENTE. Emendamento 6/1 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Su questo emendamento esplicito un voto contrario perché è un’indicazione di buone prassi, che non vengono raggiunte all'interno di questa legge. A me basta l’intervento dell'Assessore Aguzzi che qui in questa Aula dice cose diverse rispetto a quelle che ha detto nella platea di Fano, dove c'erano circa 200 persone.
Per bocciare questa legge, a me non serve neanche discutere gli altri emendamenti, né i miei né quelli dei miei colleghi, è una legge che non prevede il consumo di suolo zero, mentre voi continuate a fare propaganda dicendo che persegue questo scopo. Non è vero, per fortuna l'ha detto l'Assessore ai microfoni e questo sì che dovrà girare perché per me è il cuore del problema di questa legge.
Voterò contro questo emendamento e voterò contro quello che riguarda la composizione di questa legge, il motivo non c’è neanche bisogno che lo spiego, l’ha spiegato l’Assessore Aguzzi. Grazie.

PRESIDENTE. All’emendamento 6/1 c’è un sub emendamento.
Subemendamento 6/1/1 a firma del Consigliere Serfilippi, che recita: “’Dopo le parole consumo di suolo pari a zero’ sono inserite le seguenti ‘nel rispetto della normativa sulla tutela delle acque e sulla gestione delle risorse idriche della normativa sulla bonifica dei siti inquinati’”, quindi, credo che la dichiarazione di voto della Consigliera Ruggeri valga anche per questo subemendamento.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Spiace, Presidente, che non ci sia il Presidente Acquaroli perché nelle enunciazioni si continua ad essere quasi visionari, in questo caso, invece, guardiamo proprio indietro.
Vedete, il tema della necessità di uno strumento innovativo per il contrasto al consumo di suolo non lo si può fare dicendo: quelli di prima, sono vent'anni che hanno determinato delle scelte che hanno portato nei Comuni alla antropizzazione, ai terreni consumati che hanno contaminato e determinato situazioni imbarazzanti, anche sulla gestione idrografica del territorio. Non è così, siamo qui chiamati a guardare il futuro e dobbiamo farlo con coraggio, consumo zero di territorio, lo dico alla Consigliera Casini… Lo dobbiamo evitare tutti, tranne le drammatiche situazioni della legge ponte n. 765 del 1967, perché, cosa succede con questa norma,? Lo vedrete, il sistema nazionale della protezione ambientale con il report che ha pubblicato il 10 ottobre dice che abbiamo consumato nelle Marche nel 2022 65.000 ettari di territorio, vedremo cosa accadrà con la vostra legge il prossimo anno. Non si capiscono gli emendamenti che si fanno perché sono tecnici, questo invece lo vediamo immediatamente perché, aprendo il tema e non mettendo i paletti seri…. Il consumo di territorio zero, dovete andare a vedere chi nei Comuni l’ha fatto, chi ha ridotto l’indice da 0,86 a 0,22, capite che tipo di efficacia ha? Oggi aprite, invece, una finestra dove, ahimè, le amministrazioni saranno orientate a correre per ampliare i propri piani regolatori, per mettersi in salvaguardia anche in maniera poco lungimirante rispetto alle pressioni che ci saranno di imprenditori, legittime, che vorranno andare in una direzione completamente opposta al consumo di territorio. Lo vedremo, non sapremo cosa fare sul resto, ma quello lo compareremo senza grandi difficoltà.

PRESIDENTE. Subemendamento 6/1/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 6/1 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Intervengo senza polemica. Consigliere Serfilippi, lei prima non era in Aula, si vada a rivedere il minuto 13,38, perché noi diciamo che voi continuate a dire… Io gli articoli li leggo, come le interviste, gli articoli e tutto quello che c'è, siete voi che continuate a dire che la vostra norma è contro il consumo di suolo, vada a rivedere il minuto 13,38. Noi stiamo dicendo che la norma non è contro il consumo di suolo, quindi, non accetto il fatto che lei abbia dichiarato che noi siamo – posso essere anche d’accordo ma non l’ho mai dichiarato – per azzerare le capacità edificatorie esistenti. E’ lei, dicendo il consumo di suolo zero, che avrebbe dovuto farlo, siccome non l’ha fatto, non vada a dire che questa legge è per il consumo di suolo zero. Non ci metta in bocca delle parole che non abbiamo detto perché è chiaro che la legge è la vostra, la votate voi. E voi non potete dire che il consumo di suolo zero quando confermate tutte le capacità edificatorie e che, come ha detto il Consigliere Mangialardi, nei prossimi 24 mesi non ci sia, ovviamente mi auguro di sbagliare nell’interesse di tutti, la corsa a voler avviare le varianti o le nuove costruzioni.

(interventi fuori microfono)

Andrea BIANCANI. Questo è sostanziale perché le persone quando cambia qualcosa vogliono avviare subito quello che hanno perché hanno paura che nel futuro ci possa essere qualche problema. Il rischio è che ci sia una corsa ad avviare capacità edificatorie che magari non si sarebbero avviate e nel momento in cui si fa la scelta di non decidere come sarà il futuro, ma si fa una scelta e non si capisce più o meno come andrà a finire, questo potrebbe essere il risultato. Risultato che ovviamente reputo negativo.
Volevo chiarire solamente questo con il Consigliere Serfilippi perché non vorrei che domani mattina si dica che il Consigliere Biancani voleva azzerare. Il Consigliere Biancani non voleva azzerare, dice che lei non può dire che il consumo di suolo con questa legge arriva a zero.

PRESIDENTE. Emendamento 6/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 6/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 6/3 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Decaduto.

Emendamento 6/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.
.

Emendamento 6/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

PRESIDENTE. Decadono perché, dal 6/2 al 6/5, si riferiscono al vecchio articolo 6, comma 1, che è stato sostituito. Automaticamente le modifiche del 6/2, 6/3, 6/4, 6/5 che si riferivano al vecchio comma 1 dell’articolo 6, non possono essere inserite.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Se fosse stato così avrei presentato un subemendamento, il tema è questo: il 6/2 va a sostituire una parola che non è stata modificata, che resta anche nel subemendamento approvato, tra l’altro un’ opportunità, idem il 6/4, ed è tanto vero, Presidente, che il 6/4 è identico ad un emendamento approvato già dalla maggioranza in precedenza, che sarebbe addirittura un obbrobrio se non venisse modificato. Come fanno ad essere dichiarati decaduti, ma stiamo scherzando? Se invece della parola ‘’armonia’’ fosse stato scritto ‘coerentemente’, allora si, non c’è più la parola, ma se la parola c’è l'emendamento soppressivo resta. E poi secondo me è un’opportunità anche per voi, ma di che parliamo?

PRESIDENTE. E’ una questione di carattere generale, non di parole o di frasi. In pratica con l'emendamento 6/1 si è sostituito l’intero comma, invece gli emendamenti successivi si riferiscono al comma che non c'è più, quindi per forza di cose dobbiamo …

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Sarebbe stato diverso se fosse stato relativo all'emendamento 6/1, non c’è più il comma di cui parla perché sostituito dall’emendamento 6/1, è l’impostazione generale che viene data. Quindi, per forza di cose, riferendosi gli emendamenti 6/2, 6/3, 6/4 e 6/5 al vecchio comma 1 dell’articolo 6, che non c'è più, essendo stato sostituito da un altro comma, non si può riferire a quegli emendamenti.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Siccome sono sostanziali, io dico al Presidente Latini, questa interpretazione ovviamente va a costituire un precedente, che è come dico io, concorda anche il Consigliere Assenti ed il Consigliere Serfilippi.
Dico, Presidente, se lei con l'Ufficio di Presidenza fa questa interpretazione, tenga presente che la prossima volta ci saranno emendamenti che saranno per forza ostruzionistici, perché non sono mica nato ieri o sto con l’anello al naso. Se era così, facevo 70 subemendamenti e buona notte, stavamo qui una settimana in più. Non è così perché è sostitutivo. allora. ad oggi, allo stato dell'arte, Presidente… E’ stato approvato l'emendamento sostitutivo del comma 1, oggi allo stato dell’arte, se ci fermassimo qua, Presidente, siamo arrivati all’articolo 6, comma 1 della pdl 217, è un testo, provvisorio, ma è un testo. Che cosa dice oggi il comma 1 dell’articolo 6 della proposta di legge n. 217? Dice “in armonia con le politiche di indirizzo internazionale”. L’emendamento dei Consiglieri Cesetti, Casini, eccetera, che cosa dice?

PRESIDENTE. Ripeto il tema di fondo: con l’emendamento 6/1 è stato sostituito il comma, quindi tutti gli emendamenti riferiti al comma abrogato non possono essere presi in conservazione, è una impostazione generale che non riguarda il fatto. Come segnala giustamente il Consigliere Cesetti, alcune parole possono essere riferibili anche al 6/1 nuovo, ma purtroppo l’impostazione generale è quella che se non c’è il comma, che è stato abrogato, tutte le modifiche relative a quel comma decadono automaticamente.
La situazione era…, se c'erano giustamente modifiche testuali, allora andava bene.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Qual era il termine per i subemendamenti?

PRESIDENTE. Prima che venisse votato l’emendamento 6/1.

Fabrizio CESETTI. Perfetto.

PRESIDENTE. Emendamento 6/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ribadisco, Presidente, che questa vostra interpretazione costerà molto tempo a quest’Aula, perché nelle prossime proposte di legge o quello che faremo, se ci sarà un subemendamento noi faremo dei subemendamenti ai subemendamenti. Non si capisce, è una cosa questa che non si racconta.
Questo emendamento sostituisce…

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Ma li avreste accolti perché la Presidenza ha fatto uno svarione, immaginate che un emendamento, che è stato dichiarato inammissibile, che dice “sostituire … per garantire la tutela dell’ambiente”, quindi, era coerente con la Costituzione, coerente con quello che hanno approvato prima, in modo che la legge adesso che fa, parla all’articolo 1 di garantire elevata protezione e qualità dell’ambiente. Cosa bella, garantire elevata protezione della libertà, poi su uno scrive tutela dell’ambiente, accogliendo il mio e poi su quello dopo ritorna a garantire gli elevati livelli di protezione e qualità dell’ambiente. Roba che non si racconta, e poi viene dichiarato inammissibile? Ma fosse altro per un tema di coerenza, lo dovreste fare in sede di coordinamento tecnico, addirittura, quindi non può essere inammissibile …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Come “non lo sapevamo?” E’ sbagliata l'interpretazione, ma ci mancherebbe altro, certo, se l’emendamento avesse sostituito il testo e da quel testo fossero sostituite le parole che noi andavamo ad emendare, allora sì, che aveva ragione, ma le parole restano ed è evidente che quell'emendamento resta. Fosse altro per un'interpretazione autentica, dovrebbe essere ricondotto a un subemendamento implicitamente, doveva essere almeno considerato un subemendamento, al di là di quello che c'è scritto, ma è così e questa cosa resta agli atti, ma voi avete scritto una cosa che non si racconta.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. La previsione era quella di accogliere sia il 6/2, con il quale sostituivamo la parola armonia con coerenza, quindi eravamo d'accordo, che il 6/4, dove abbiamo precedentemente emendato, quindi, andiamo ad uniformare il testo. Se formalmente l'articolo viene sostituito e non è emendabile avremmo dovuto fare un subemendamento ma non lo pensavamo nemmeno noi, perché non pensavamo una cosa del genere.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. La risposta che ha dato il Consigliere Assenti si basa sul fatto che sono decaduti, non sono stati fatti subemendamenti all'emendamento sostitutivi, questa è la ragione per cui gli emendamenti da 6/2 a 6/5 sono stati dichiarati decaduti. Si riferivano ad un comma che non esisteva più, se erano stati presentati i subemendamenti all’emendamento 6/1 andava nella direzione giusta.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Se con me perde 30 secondi, li guadagna dopo, altrimenti ci costringete ad atti dal netto sapore ostruzionistico. Questi non lo erano.
Allora qual è il termine per il subemendamento? E’ all’atto della votazione dell’articolo, se loro fanno un emendamento, come posso fare il subemendamento se non so se quello viene approvato? Non posso mica farlo prima. Allora, nel momento in cui viene approvato, poi va in discussione il mio, è ovvio che implicitamente è un subemendamento, anche perché non ho il tempo materiale per scriverlo. E’ così, la Consigliera Casini dice che io sono geniale, ma non sono geniale, è qualcun altro che ha qualche problema, io sono normale.

PRESIDENTE. Sulla genialità non si discute, diciamo genialità e normalità in termini di intelligenza, non si discute su nessuno, solo che, purtroppo, l’impostazione dei subemendamenti… E’ che vanno presentati prima proprio per prevedere la possibilità della modifica dell’emendamento se passa o non passa. Bisogna che andiamo avanti su questa impostazione.

Emendamento 6/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Qui c’è il tema della storia permanente, è il mio emendamento, è come quelli di prima, in questa legge si parla ha proposito di consumo di suolo, di coperture provvisorie, di coperture artificiali, ad esempio reversibili e permanenti. Io anziché reversibili sull'emendamento che avete bocciato avevo inserito “provvisorio” e qui metto permanente, perché non sono solo gli chalet. Immaginavo gli impianti fotovoltaici o un impianto agrifotovoltaico, quella che è secondo voi una copertura artificiale, come? E’ una copertura artificiale reversibile, voi avete scritto, quindi quella si può fare? Io invece ci metto “provvisoria” perché quasi tutto è reversibile, lo chalet, l’impianto fotovoltaico, l’impianto agrifotovoltaico. Allora il tema di mettere “permanente” significa proprio questo, non è soltanto lo chalet, ma immaginiamo appunto una copertura di un agrofotovoltaico.
Allora bisogna mettere alla lettera b), comma 2, dell'articolo 6 “copertura artificiale permanente”.

PRESIDENTE. Emendamento 6/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto

Emendamento 6/9 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Questo è l’emendamento più importante rispetto al quale il dibattito è completamente deformato, ma non sono deformati i numeri. Prima ho detto ai miei colleghi quale fosse l'impronta del consumo di suolo in questa regione, siamo ad oltre 65.000 ettari, con un incremento negli ultimi anni di oltre 4.000 ettari, penso che siano abbastanza significativi rispetto al percorso che stiamo mettendo in campo.
Noi riteniamo che se non dovesse essere approvato questo emendamento, ahimè, quei numeri saranno completamente sconvolti ed incrementati in maniera sostanziale. Lo dico per l’Assessore e lo vedremo insieme, se rimarrà qui, l'effetto rimbalzo della vostra legge che determinerà, inevitabilmente, un percorso di sollecitazione da parte di soggetti interessati a far cambiare la destinazione d'uso del proprio terreno, proprio perché il futuro, come quello dell'Emilia-Romagna e della Toscana, è il consumo zero davvero. Siccome la tendenza è quella, e gli strumenti urbanistici… Guardo anche quelli che stanno arrivando, ai Sindaci di fine mandato, che normalmente tendono a mettere in campo strumenti per trovare una visione di futuro e un segno importante per le nuove generazioni, ma oggi vanno in tutt'altra direzione. I Sindaci lungimiranti fanno quello che diceva il Consigliere Biancani prima, riduzione dei loro piani regolatori per guardare alla tutela del territorio e ad un decremento sostanziale di quelle previsioni.
Quindi, vi invito a ragionare perché poi gli altri articoli si possono recuperare e soprattutto si rafforza in maniera marcata, netta, senza ambiguità, la scelta che voi avete indicato, che invece, lo ricordava la Consigliera Ruggeri prima, è assolutamente smantellata dal proseguo dei vostri articoli.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Noi siamo contrari su questo perché è un elemento fondante della parte, della 33, della transitoria. Cioè, in attesa, stiamo ragionando sulla nuova legge urbanistica che programmerà da qui il futuro della Regione e dei Comuni.
Adesso voi vi appigliate, o meglio, ci riprendete sul fatto che dite: va bene, voi non potete modificare le varianti generali, i piani regolatori generali, nemmeno con la transitoria, quindi noi consentiamo quella che è, in questo periodo transitorio…, per arrivare all’estensione dei PUG perché i Comuni i PUG li possono votare e attivare già dal 1 gennaio, però, dobbiamo mettere i Comuni nella condizione e nella possibilità di finire l'adozione di quello che c'era precedentemente o comunque di avere una adozione di variante entro il termine dei due anni.
Questa è la norma transitoria che noi portiamo, se voi intendete il consumo di suolo in questo senso forse è l’unica norma transitoria che vi permette di dire il consumo di suolo, ma non c'è un intervento ulteriore oltre a questa possibilità di variante, perché tutto il resto sostanzialmente è consentito. Poi parleremo delle opere pubbliche famose, le abbiamo dette anche in Commissione. Quindi non c’è un consumo di suolo ulteriore se non il termine dell’adozione dei piani, delle varianti, da parte dei Comuni, quindi io non farei una…, anche perché il termine di variante ordinario classico, e ce lo insegnate, dei Comuni come minimo va dall’anno e mezzo in poi, e richieste ulteriori di varianti, che hanno fatto nell’ultimo periodo, non ce ne sono state, sono, non dico minime, ma forse di più.
Quindi, bisogna fare un ragionamento specifico come norma di passaggio per arrivare all’approvazione dei PUG, però in questa norma non c'è un ulteriore consumo di suolo che non sia indicato e disciplinato dall’articolo 6.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini (in dissenso dal gruppo di appartenenza).

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Voto in dissenso rispetto al mio gruppo e rispondo al Consigliere Assenti. Innanzitutto, non solo le varianti adottate sono fatte salve, adottate fino al 31 dicembre, ma fatta salva la possibilità, ben venga per carità, però bisogna che lo diciamo, per i Comuni di approvare i PUG fino alla data di entrata in vigore di questa legge che prevedano l'intervento CeVI nelle more dell’approvazione del PPR. Con la medesima procedura, di cui all’articolo, eccetera, è fatta salva la possibilità di adottare varianti ai PRG vigenti, varianti diverse da quelle stabilite, quelle del 75% e quelle che riducono il consumo di suolo. Quindi, quelle, diciamo, da tana libera tutti, entro 12 mesi che poi porteremo a 24. Bisogna che queste cose le diciamo, per me va benissimo se è scritto nella legge, ma lei non mi può dire che viene congelato il consumo di suolo, perché il consumo di suolo è ammesso nel momento in cui vengono ammesse, giustamente, le varianti adottate entro il 31 dicembre, come pure tutti i Piani casa attivati entro il 31 dicembre, ma anche le varianti, non le varianti a basso consumo di suolo, a basso intervento, vedi il 75% delle aree residenziali e non, le varianti ordinarie che possono prevedere nuove volumetrie, e per quelle non si applica il 75%.
Detto questo, ricordo che il PUG deve essere approvato in coerenza, poi vedremo come declineremo coerenza dal punto di vista pratico, con i piani regionali e i piani provinciali. Scommetto con lei una cena di pesce a San Benedetto del Tronto, gliela offro, se sarà approvato, se saremo ancora vivi perché dubito che questa legge entrerà in vigore in tempi compatibili con l'esistenza umana. Se un PTC della Regione Marche, di una delle qualunque 5 Province verrà approvato in 6 mesi, sarà la prima volta che lei mangia a spese di una donna e questo le farebbe onore, perché sono termini assurdi. Secondo lei chi è che fa un PUG e spende dei soldi prima che vengano approvati i piani sovraordinati? Faranno tutti PRG da qui a due anni, modifiche dei PRG in esubero.

PRESIDENTE. Emendamento 6/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Casini, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/10 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Per rispondere al relatore di maggioranza, verificheremo già dal prossimo anno, ahimè, cosa accadrà. Non mi aggiungo alla cena di pesce perché per quella ci vorrà tanto tempo, i numeri invece li vedremo immediatamente, abbiamo fatto tutti gli amministratori e lo sappiamo.
Vi voglio dare anche il credito della buona fede perché l’intento era inevitabile, questo articolo ci doveva essere, ma non potete parlare di rigenerazione urbana se oggi, non dieci anni fa, come diceva il Presidente, non abbiamo il coraggio di mettere un limite al consumo di suolo da subito, perché questo articolo fa salve le previsioni urbanistiche vigenti, quindi non tocca nulla, chi fino ad oggi aveva già pianificato si ritrova con un riscontro adeguato, questo al 31 dicembre, da domani, vero, ma questo è il vero… Vi posso dire che forse avete fatto anche bene, forse siete gli unici che l’avete letto, perché non lo hanno letto nemmeno i miei, era scritto nel mio programma elettorale, c'era scritto questo, consumo zero immediato, forse ho perso anche per quello.

PRESIDENTE. Emendamento 6/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Mangialardi, Ruggeri, Santarelli, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Latini, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/11 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Latini, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

La seduta è sospesa dalle ore 14:20

La seduta riprende alle ore 14:45

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Prima di ricominciare vi comunico che nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi abbiamo deciso la seguente organizzazione dei lavori assembleari: questa sera la seduta terminerà intorno alle ore 20,00; domani riprenderà alle ore 9,30 e terminerà alle ore 15,00, poi il Consiglio si riaggiornerà a lunedì 27 novembre 2023, alle ore 10,00. Queste sono le modalità di svolgimento dei lavori del Consiglio.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Volevo integrare, se è possibile, dicendo al Consigliere Cesetti che lunedì mattina il Presidente Marinelli ha anticipato che la I Commissione verrà convocata alle ore 9,00 direttamente qui. Domani mattina alle ore 9,30, però, lo dico all’Assessore Biondi, qui presente, se non c’è un Assessore non possiamo cominciare, mi raccomando sennò arriviamo qui presto inutilmente. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 6/12 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.


Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Marcozzi, Marinelli, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/13 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Latini, Livi, Marcozzi, Marinelli, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi pare piuttosto banale, nel senso che non è richiamato nella legge. Più volte e più volte ho chiesto di inserire anche la qualità, la qualità dei servizi e il benessere dei cittadini; credo che sia la base di una legge che parla e che si interessa del governo del territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Solo per esprimere il voto favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento 6/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Rossi, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 6/15 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questi emendamenti, firmati dal nostro capogruppo e dalla Consigliera Ruggeri, sono finalizzati ad eliminare tutte quelle procedure successive e quei rimandi alla definizione di consumo di suolo che vengono lasciati ai piani sovraordinati, in questo caso al PTCP oppure al PTR, quindi, una serie di matriosche, una dentro l'altra. Alla fine non si capisce la definizione di consumo di suolo perché è vero che questo articolo contiene una definizione di uso di suolo, ma è stata presa, non so se qualcuno di voi se ne è accorto, dalla definizione dell’ISPRA, per cui la definizione che avete messo nell'articolo 6 non è una definizione urbanistica, ma è una definizione ambientale, che significa? Sono due mondi completamente diversi, che si intersecano, ma in determinate condizioni, ma sono sottoposti a norme, regolamenti e procedure totalmente diverse.
Nel caso di specie viene cassata la definizione di piani a cascata mediante i quali viene definito il consumo di suolo, perché la definizione dovrebbe essere integrata, quella del comma 2, perché, ripeto, è finalizzata alle questioni ambientali, per intenderci discariche, rifiuti e quant'altro, e non alla pianificazione territoriale in senso stretto. Quindi, vengono cassate la proroga e il trasferimento di competenze in merito alla definizione ad altri piani.

PRESIDENTE. Emendamento 6/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/16 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/17 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/18 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 6/19 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Per esprimere il parere favorevole, quindi il voto favorevole.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Emendamento 6/19. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 6/20 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo emendamento è molto simile agli altri, ma è più specifico, nel senso che dice che “Nell'ambito della Vas degli strumenti di pianificazione sono considerate le alternative previsionali e localizzative insediativo infrastrutturali - quindi diverse - che non comportino consumo di suolo”. Nei relativi provvedimenti è specificatamente e adeguatamente motivata l'eventuale necessità di prevedere l’utilizzo di suolo non consumato.
Questa è una norma che non esiste. nel senso che è vero che nella Vas sono considerate più possibilità e viene scelta quella che è meno impattante, ma non è possibile nella localizzazione di infrastrutture che non si consumi il suolo. Credo che sia impossibile fare una nuova strada senza consumare solo, quindi, questo è una un comma che non ha alcun significato e può essere pericoloso per questo viene cassato, pericoloso perché può creare interpretazioni non omogenee.

PRESIDENTE. Emendamento 6/20. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/21 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/22 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6/23 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il comma 9 dell'articolo 6 dice. “I Comuni rendono pubblici i dati…, eccetera” e sono state aggiunte, dopo l'esame della Commissione le seguenti parole: “A tal fine può istituire l'Osservatorio sul consumo di suolo, costituito dalle strutture regionali e provinciali competenti, avvalendosi, mediante specifici accordi, anche di soggetti individuati dalle Università marchigiane.
Questo va bene, è stato accolto per dare il contentino alle Università, che sono state audite, però io dico di cambiare questo comma, che resta, però a tal fine dico che la Regione non può istituire, se noi diciamo può istituire, diamo una facoltà, noi siamo i legislatori e non possiamo dare una delega “in bianco” circa l'istituzione di un Osservatorio sul consumo di suolo, che dovrebbe avere una funzione centrale per la programmazione del suolo, per tutti quegli obiettivi della legge: la rigenerazione urbana, il contenimento del consumo del suolo (che non è a suolo zero), la tutela dell’assetto idrogeologico, la valorizzazione dei beni ambientali e culturali. Tutte quelle finalità che persegue la legge a cui dovrebbe essere preposto l'Osservatorio. Noi non possiamo dire che la Regione a tal fine può istituire, chi? La Giunta regionale, perché?
Allora, noi dobbiamo dire, da qui l’emendamento, che a tal fine istituisce, noi diciamo che la Giunta istituisce perché siamo i legislatori e noi non diamo una cambiale in bianco, una facoltà.
Poi dice: “costituito dalle strutture regionali e provinciali competenti, potendosi avvalere – questo si mediante specifici accordi anche di soggetti individuati dalle Università marchigiane”. Ma il punto centrale è quello. L'emendamento come è stato costruito va bene, e le parole “può istituire”, le dobbiamo sostituire con la parola “istituisce” perché noi siamo i legislatori e diciamo quello che bisogna fare, non diciamo quello che si può fare. Non esercitiamo l'autorità della legge facendo in questo modo, ma la riduciamo a mero orpello delle facoltà altrui, questo non può essere.

PRESIDENTE. Emendamento 6/23. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 6. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo è l'articolo che segna in maniera chiara, trasparente, mi viene da dire sfacciata, la vera volontà, il vero indirizzo della riforma urbanistica. Il consumo di suolo è simbolicamente e direi anche sostanzialmente uno dei valori assoluti, che vuol dire certamente non consumo di suolo zero, ma vuol dire verso il consumo di suolo zero, su questo mi pare che non ci siano problemi.
Che sia un articolo importante lo dimostra l'intervento del Presidente Acquaroli, che si è sentito in dovere, nella necessità, di intervenire per precisare alcuni aspetti. Purtroppo le precisazioni che ha dato il relatore di maggioranza riguardo al comma 1 dell'articolo 6 sono in netta contraddizione con l'articolo 6, comma 3. Si afferma un principio, ma in realtà al terzo comma lo si smentisce, lo si sconfessa, anzi si teorizza che il consumo del suolo può avvenire.
Mi ha fatto sorridere l’Assessore Aguzzi quando ha detto: “basta, che lo leggete”, certo basta leggerlo perché il comma 3 dice: “Ogni intervento che determini il consumo di suolo incrementando la copertura artificiale comporta la contestuale realizzazione di misure compensative volte alla rinaturalizzazione, alla deimpermeabilizzazione”, sì, come avevamo già detto. In realtà la naturalizzazione non è un elemento che serve a decongestionare e a ridurre nel tempo il trend zero, perché voi potete continuare a costruire, andrebbe detto all’Assessore Aguzzi. Nello stesso tempo non eliminate volumetrie assentite, lo dico al Consigliere Serfilippi, che costituiscono diritti soggettivi e che per volontà delle parti possono essere anche rinunciate. Da questo punto di vista è evidente come questa legge abbia nell'articolo 6 l'elemento caratterizzante, non avete avuto neanche la disponibilità di andare incontro ad alcuni degli emendamenti che servivano a temperare e a dare la possibilità di migliorare questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti (in dissenso dal gruppo di appartenenza).

Fabrizio CESETTI. Io dissento in dissenso concordato, quindi, su questo articolo mi astengo, perché, così come costruito, non merita neanche il voto contrario, non merita l'onore delle armi, neanche della sconfitta.
Io non posso votarlo, anzi, facciamo così, mi assento e non partecipo al voto perché è talmente scritto male, contraddice in modo evidente la sua funzione. Ce lo diceva l’Assessore Aguzzi nel suo intervento, quando il Presidente della Giunta regionale ci ha detto che questa legge potrà essere cambiata, all'occorrenza avverrà quello che dice il Consigliere Biancani, ci sarà la corsa al consumo di suolo per paura che poi venga cambiata e questo avverrà nel tempo medio, in quel tempo di mezzo tra l'entrata in vigore della norma (1 gennaio) e la sua definitiva operatività, ed eventualmente il tempo del cambiamento che sarà necessario perché è una pessima legge.
C'è quel tempo di mezzo in cui può venire tutto, ci sarà la confusione più totale, ci sarà l'anarchia perché ci sarà la corsa e voi pensate di poter gestire quella corsa scrivendo in una legge “in armonia”, voi avete scritto “in armonia” con le politiche e gli indirizzi. Ma chi è quel somaro istituzionale che scrive una parola del genere? La legge non può essere in armonia perché la legge non è una poesia. L'armonia è consonanza di voci o di strumenti, di accordi. “Loro e grati quindi all’orecchio ed al cuore ed erra l’armonia per questa valle”, diceva Leopardi, questa è l'armonia.
C’era un mio emendamento che non è stato ammesso, che era, invece, la coerenza.

PRESIDENTE. Articolo 6, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Ci sono 9 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'articolo 7 attiene al quadro conoscitivo, parliamo dell'emendamento 7/1…

PRESIDENTE. Consigliere, adesso c’è la discussione su tutto.

Fabrizio CESETTI. Non ci sono su questo molti emendamenti, noi ne abbiamo fatti alcuni, a mia prima firma ce ne sono due o tre. Questo articolo attiene al quadro conoscitivo, raccolta e interscambio dei dati informativi.
Gli emendamenti sono diretti a mettere un po' d'ordine su questo articolo, ad esempio quando si dice “Per evitare duplicazioni nell’esercizio dell’attività di rappresentazione e di valutazione di cui al comma 1, la Regione, le Province e i Comuni predispongono il quadro conoscitivo dei propri strumenti di pianificazione nel rispetto del comma 2, dell'articolo 3.
Anche qui richiama “in attuazione dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione che trovano espressione attraverso la copianificazione, eccetera”, quindi, sembrerebbe che il quadro conoscitivo debba essere redatto con quelle medesime modalità, quindi, ancora volta ci va di mezzo il Ministro della cultura, ci vanno di mezzo le Soprintendenze. C'è tutto quel meccanismo farraginoso anche per il quadro conoscitivo, quando dovrebbe essere una questione meramente tecnica, che deve essere lasciata nell’autonomia dell'ente locale che lo predispone finalizzato all'adozione nel tempo del PPR, del PTR, del PTCP e del PUG, quelli che ci ascoltano fuori diranno ma questi che scrivono?
Io dico che deve essere lasciato un quadro di autonomia agli enti, quindi va bene che poi si tenga conto del quadro conoscitivo del livello superiore, anche qui, questa cosa a me fa specie, non presentato emendamenti, ma dice: “tenga conto del quadro conoscitivo degli altri livelli istituzionali”, ma c'è bisogno di scriverlo? Se uno non ne tiene conto che succede? E quindi perché quella particolare procedura… e quindi c'è l'emendamento soppressivo.
Un altro emendamento che io ho predisposto riguarda anche qui il ruolo, Presidente Acquaroli, della Regione, che cura altresì l’inserimento nella piattaforma informatica dei dati relativi ai PPR, condivisi e validati con il Ministero della cultura,. Un’altra volta si fa commissariare, l’hanno scritta loro, ma dove sta l’autonomia regionale? Ma come si fa a scrivere queste cose? Ma il Ministero della cultura faccia il suo mestiere ed eserciti le sue competenze e le sue prerogative come definite dalla legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Al di là di quello che può apparire, questo è un altro articolo molto importante, perché l'amministrazione regionale, il Governo che presenta questa legge in realtà si limita a fare un pezzo del percorso dovuto. Anche questo oltre al consumo di suolo era un altro argomento che nel mio intervento avevo sottolineato. Quello che manca è perché fate questa legge e soprattutto quali sono i dati di riferimento dell'urbanistica della Regione Marche negli ultimi anni. Perché, invece di destinare, credo in maniera insufficiente, 90.000 euro, voi fare un impegno nel 2024 sull'articolo 7 nella parte finanziaria, articolo 32, rispetto all’articolo 7, di 90.000 euro?
Ma quello che manca e quello che andrebbe spiegato ai cittadini marchigiani è per quale ragione fate la legge, sulla base di quali dati voi legiferate su un tema così delicato, peraltro un tema misurabile, perché la cosa interessante che ci avrebbe aiutato, ma che purtroppo è un elemento che voi aggirate, eludete, quando si fanno leggi credo che sia il primo elemento, ovviamente è un'opinione, è la conoscenza dei fatti. Per esempio, in termini sanitari, al di là di come poi è andata, il quadro conoscitivo c'è stato, qui non c'è. La domanda è: ma quante variazioni, quanta volumetria in questi ultimi anni, prendendo a riferimento il 2011, che è molto significativo rispetto alla possibilità di fare varianti e se non si fosse sostanzialmente superato il 75%, ci avrebbe aiutato, ci avrebbe dato un trend delle volumetrie, avrebbe dato un trend delle Province, avrebbe dato un trend delle destinazioni urbanistiche, perché un conto è che parliamo di volumetrie diciamo edificabili, usiamo un termine improprio destinato alla costruzione di edifici per abitare, un conto è l'espansione che riguarda il tratto industriale. Realizzare una mappa territoriale regionale, che ci avesse messo nelle condizioni di capire, attraverso colorazioni, specificazioni, dove siamo ora. Avrebbe aiutato a fare una legge che è ad occhi chiusi, come se non ci fosse un domani, come se non si comprenda che la legge urbanistica è una legge dinamica, è una legge che interviene dentro un dinamismo, è chiaro questo o no?
Non solo, ribadisco quello che avevo già affermato in sede di intervento, ma noi abbiamo un territorio molto significativo che ha subito un terremoto, noi abbiamo un territorio significativo che ha subito alluvioni, eventi catastrofici, che ci avrebbero aiutato a comprendere rispetto a quelle specifiche destinazioni, quale fosse il quadro attuale. Ecco perché il quadro conoscitivo ha un senso, ma mancano i piedi, mancano i fondamentali per una legge così, per questo ribadisco che interverremo con una serie di emendamenti che speriamo possano avere una significativa adesione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Credo che il Consigliere Carancini abbia centrato l'importanza di questo articolo perché il quadro conoscitivo è la base. Senza analisi di contesto non è possibile pianificare, ma per pianificare è necessario che ci siano degli strumenti che devono essere dati agli enti territoriali, alle autonomie locali, per esempio penso, propongo e scrivo quali sono le cartografie.
Leggere in una legge nel 2023 “catastale” già fa brutto, nel senso che le planimetrie catastali non vengono usate nella pianificazione, vengono usate e sono importanti quando si tratta di piani attuativi e quando si tratta di perequazione, perché è chiaro che se ho il catastale riesco a capire di chi sono le particelle, però nella pianificazione vera, non nella pianificazione di secondo livello, il catastale non viene assolutamente usato, invece viene usata la carta tecnica, che è importantissimo riverificare; vengono usate le aerofotogrammetrie in scala, perché scrivo scala a 10.000 e 2.000? Il 10.000 e il 25.000, anche il 5.000 sono importantissimi, perché come avete scritto, e come dice il 42/2004 che tanto voi avete a cuore insieme alla Soprintendenza, che il PPR sarà immediatamente esecutivo, immediatamente cogente e tutti i Comuni si dovranno adeguare. Se lo facciamo in scala a 50.000 è chiaro che i Comuni hanno una riga che vale 50 metri, cioè una riga sulla planimetria fatta con il pennarello corrisponde a 50 metri, ed è chiaro che non si capisce che cosa si vuole determinare con quegli elaborati. Quindi, le indagini demografiche sono importanti, come è importantissimo recuperare il sistema informativo territoriale che è stato, ahimè, un po' lasciato da parte e che contiene tutti quegli elementi importantissimi. Oltre a questo ci sono tutte le indagini dell'Istat, penso per esempio alle indagini demografiche, alle fasce prevalenti per stabilire i servizi, penso alle carte geologiche e geomorfologiche, penso alle carte botanico/vegetazionali, penso a quelle storico/culturali, noi abbiamo per esempio dei manufatti storici extraurbani che devono essere riverificati, che non sono le case coloniche ai sensi dell'articolo 13.
Un'altra cosa che mi piacerebbe sapere è che fine ha fatto l’atlante del consumo di suolo, perché questa Regione per un periodo lo ha aggiornato. Ora, se noi potessimo avere una cartografia di base con l’atlante del consumo di suolo avremmo immediatamente la visione, dal punto di vista territoriale, di quali sono le zone ipertrofiche che vanno liberate dalle volumetrie, quelle che vanno tutelate e quelle che invece vanno rigovernate, riprogettate, ricucite, quindi secondo me queste sono assolutamente importanti.
Un’altra occasione che si potrebbe cogliere, non ho fatto un emendamento, ma vi invito a farlo, come voi sapete non c'è stata mai una uniformità di rappresentazione grafica delle singole zone omogenee. Faccio un esempio per chi non è del mestiere, normalmente le zone C di espansione vengono colorate di giallo, quelle industriali di verde, ma ognuno fa come vuole perché non c'è una codificazione, sarebbe forse questo il momento di inserire un'omogeneità e di dire per la Regione Marche le zone artigianali industriali sono rosa, visto che quasi tutti le hanno fatte rosa, dipende dagli studi tecnici che hanno prevalentemente progettato i piani regolatori, le zone di altro colore hanno questa destinazione, per rendere omogenea la lettura per i cittadini, così che un cittadino qualunque possa rendersi conto di quello che è previsto dal punto di vista dell'espansione/riqualificazione in qualunque Comune.

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani

Emendamento 7/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Al di là delle questioni, oggi ho incontrato un Assessore di questa Giunta che mi ha detto: “Fosse stato per me i vostri emendamenti li avrei accolti tutti perché erano scritti bene, avrebbero migliorato la legge e vi avrebbero messo in difficoltà perché poi avreste dovuto votarla”. Io gli ho risposto: “Non ci avreste messo in difficoltà” perché già ieri sera con i miei ci eravamo sentiti sugli emendamenti all’articolo 1 ed all'articolo 2 e avevamo detto che se accoglievate gli emendamenti che miglioravano avremmo votato a favore. Certo, ovviamente, il nostro voto finale sarebbe stato contrario, ma su tantissimi articoli avremmo votato a favore come deciso ieri sera. Quindi, ripeto, avete perso un'occasione straordinaria fidandovi, così mi diceva quell’Assessore: “In effetti gli uffici legislativi hanno detto che questi …”, ma come creavano problemi, mi ha detto che non erano gli uffici legislativi della Giunta, non so di quali uffici legislativi parlava.
Queste sono le parole di un Assessore di cui ovviamente non svelo il nome, lo stesso Presidente ieri,, a margine dell’Aula scherzando diceva: “Gli emendamenti che sono fatti bene è un'opportunità accoglierli”, poi non è stato fatto,.
Questo per fare il quadro a dimostrazione che non sono ostruzionistici e a dimostrazione che il Consigliere Assenti ha perso una straordinaria occasione in qualità di relatore perché verrà ricordato come il relatore di una legge che il Presidente ha già detto che cambierà perché ha messo le mani avanti, della serie io l'avevo detto. Un avvocato che come relatore presenta una legge in “armonia”, che deve regolare il consumo di suolo.
Raccomando l'approvazione di questo emendamento perché non si capisce come si dovrebbe fare questo quadro conoscitivo, almeno togliamo il riferimento al rispetto del comma 2 dell’articolo 3, che non si capisce quello che è. Se noi togliamo questo, il comma diventa non solo accettabile, ma anche leggibile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Solo per anticipare che alcuni emendamenti li accetteremo, uno è quello di cui parlava prima la Consigliera Casini sulla carta tecnica regionale, ricordando, però, che l’atlante del consumo di suolo è del 2007 e non è stato mai aggiornato. Accoglieremo anche l'emendamento 7/7: “previo parere della competente Commissione assembleare permanete”. Per ricordare questo a tutti, ovviamente me per primo, che i contributi che riteniamo utili ad essere inseriti per una collaborazione fattiva vengono sempre accolti, come in questo caso ed anche come in questo articolo.
Sul discorso della coerenza è stata una questione tecnica/legislativa che è sfuggita anche a lei purtroppo, scriveremo insieme le comparse nei confronti dell’ufficio legislativo.

PRESIDENTE. Emendamento 7/1. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione dell’emendamento.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Cesetti.

Emendamento 7/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Io spero che venga accolto, l’atlante del consumo di suolo è stato aggiornato molto tempo fa, il Consigliere Assenti ha ragione, ma chi dice 2007 non sa che è stato aggiornato nel 2012, tanto per correttezza. E’ stato aggiornato nel 2012, quindi sicuramente siamo inadempienti noi, ma chi le suggerisce le cose ne sa meno di me.
Detto questo, dire che l’atlante del consumo di suolo è fermo al 2007 non è una risposta rispetto al fatto avere contezza rispetto all'atlante del consumo di suolo di quanto suolo è stato consumato, che nel vederlo lo capiamo tutti perché è una planimetria dove il consumo di suolo è colorato rispetto al resto. Credo che sia molto utile per la pianificazione di ogni ambito territoriale, quindi vorrei che invece di fare la ripicca ogni volta, si entrasse nel merito e quindi dire: serve la carta tecnica regionale? Se vado a guardare all'articolo 32, poi ne parleremo, e vedo la dotazione economica, penso che quando fu fatta la legge 34/1992 furono messi, e questo si può controllare con facilità, aggiornati all'euro, all'epoca c'erano le lire, circa 7 milioni di euro.
Invece per la pianificazione dei territori fu messo il corrispettivo per i Comuni e le Province di 26 milioni di euro, allora con 500.000 euro, che servono a tutta la pianificazione secondo voi, mi sento un po' preoccupata, però, abbiamo adesso il nuovo bilancio di previsione, quindi penso che nel 2024, entrando in vigore la legge per quello che attiene la vostra pianificazione, quindi la pianificazione del PPR e del PTR, le risorse verranno messe, perché non si possono fare le nozze con i funghi.
Quindi, la prima cosa è aggiornare queste carte, no al catastale nella pianificazione fino ai piani attuativi, perché non bisogna pianificare non conoscendo le proprietà, questa è una norma che applicano tutte le Regioni italiane, non si guardano le proprietà quando si pianifica, si guardano altre cose. La pianificazione non ha bisogno del catastale se non a livello esecutivo e in fase di perequazione, perché è chiaro che se io ti devo lasciare dei terreni, bisogna che sappia quanto valgono e quanti sono.

PRESIDENTE. Emendamento 7/2. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 7/3 a firma dei Consiglieri Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Quest'emendamento vuole rendere operativa la piattaforma che viene prevista e ha l'obiettivo di poterla utilizzare per tutta la fase della pianificazione. Crediamo che questo sia assolutamente importante perché potrebbe essere utile anche per tener sotto controllo tutte le varie proposte in tempo reale.
Per cui speriamo davvero che quest'emendamento venga accolto perché valorizza l'introduzione di questa piattaforma,, che se me lo consentite, forse è una delle poche cose utili di questa legge. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Emendamento 7/3. Lo pongo in votazione
Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 7/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo è un emendamento che tende a sopprimere questo periodo, che dice la Regione cura altresì l'inserimento nella piattaforma informatica dei dati relativi al PPR condivisi e validati con il Ministero dalla cultura. Perché condivisi e validati con il Ministero della cultura? Con il Ministero della cultura nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legge, non con tutto.
Guardate che il decreto 42/2004 ci dice, a dimostrazione che non è ostruzionistico, che lo Stato e le Regioni assicurano che tutto il territorio sia regolarmente conosciuto, salvaguardando il pianificato e gestito in ragione dei differenti valori espressi dai diversi contesti che li costituiscono, a tal fine le Regioni sottopongono a specifica normativa d’uso il territorio mediante piani paesaggistici, ovvero piani urbanistici territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici (entrambi di seguito nominati piani paesaggistici). L'elaborazione dei piani paesaggistici avviene congiuntamente tra Ministri e Regioni, limitatamente ai beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, ma è così, voi non potete scrivere in una legge regionale quello che non si scrive neanche nella legge nazionale e voi ci volete condividere tutto? E volete che tutto sia condiviso e validato? Ma che cosa vi dice la coscienza istituzionale, ma si può scrivere una cosa del genere? Voi non potete scrivere che tutto viene convalidato e condiviso!

PRESIDENTE. Emendamento 7/4. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 7/5 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Qui parliamo delle cartografie, ma voglio fare riferimento a quello che diceva prima il Consigliere Cesetti, allora il 42/2004 è un testo unico che richiama alcune leggi, due delle quali sono leggi del 1939, una è la 1497 una è la 1089, in più riporta la legge 431/1985 meglio conosciuta come Legge Galasso.
Queste tre leggi, che sono quelle fondamentali e che ci interessano o meglio che vengono anche mal utilizzate da questa legge, in particolare la 1089, la 1497 va benissimo, ma ci sono delle esenzioni di queste leggi per le zone B, invece probabilmente voi vi riferite alle case, agli edifici che vengono tutelati dalla legge 1089, ma di questi esiste pienamente traccia perché sono già censiti dalla Soprintendenza. Quindi, nelle zone B, ripeto, non si dovrebbe fare nessun accordo con la Soprintendenza, le zone B, per chi non lo sapesse, sono le brutte periferie. Cosa devo discutere con la Soprintendenza se voglio ampliare del 20% un edificio brutto di una periferia? Sarà difficile che ci trovi un edificio bello, qualora ci fosse l’edificio bello esso sarebbe già censito dalla Soprintendenza e sarebbe già sottoposto a tutela dalla ex 1089, che è una legge del 1939, quindi credo che oggi sarebbe censita. La legge n. 1497 si attua tramite decreti che stabiliscono l'ambito nel quale c'è la tutela, ma non dicono perché è tutelato, ma soprattutto non dicono cosa si deve fare, per questo nel PPR, sono certa, ci sarà la cosiddetta vestizione dei vincoli sulla quale vorrei che gli uffici s'impegnassero, perché essendo tanti questi decreti, sarebbe opportuno che i Comuni capissero dove e soprattutto quello che possono fare. Sapete che il decreto 42/2004 non riduce la possibilità di edificare, né tantomeno la vieta dice solo che ogni intervento è subordinato ad un'autorizzazione paesaggistica, quindi, stiamo dando il potere ad un ente che è la Soprintendenza che ha potere di dire se una cosa va bene o non va bene rispetto ad un determinato contesto in maniera puntuale, le stiamo dando un potere … e un potere edilizio, cosa che, dai tempi del Duce ad oggi, non è stato dato a nessuno.

PRESIDENTE. Emendamento 7/5. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 7/6 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 7/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento al comma 7 dell'articolo 7, dice che la Giunta regionale individua i contenuti minimi e gli elaborati, le regole tecniche, ed anche qui ho inserito… Sì, Consigliere Assenti, dice: “previo parere della competente Commissione assembleare permanente”.
Votano favorevolmente, ci credo che votate favorevolmente, perché siamo legislatori, ma a me non è che la cosa mi faccia piacere, anzi, mi dispiace a questo punto perché ovviamente questo dice la legge, ma non è sufficiente. Quello di prima era l’emendamento che dovevate approvare, perché quando dite, e ci torno, che curate l’inserimento dei dati condivisi e validati con il Ministero della cultura, voi attribuite al Ministero della cultura un potere che, come dicevo prima e come ha detto la Consigliera Casini dopo, non gli ha dato mai nessuno, non glielo dà neanche la legge perché la legge lo prevede limitatamente ai piani paesaggistici Ma il tema qual è? Che nel momento in cui voi date questo potere glielo date anche in nome e per conto dei Comuni e delle Province, perché i Comuni e le Province quando fanno i quadri conoscitivi devono attenersi agli enti sovraordinati, quindi al quadro conoscitivo della Regione, va da sé che se la Regione deve condividere con il Ministero della cultura il proprio quadro conoscitivo e lo deve validare, poi gli enti locali, i Comuni e le Province, saranno condizionati. E questa è un'espropriazione delle loro prerogative. Poi mi dovete spiegare una cosa, perché nel PPR si condividono i dati e si valutano con il Ministero della cultura e non con il Ministero dell'ambiente, quando il 143 dice che le Regioni e il Ministro dell’ambiente stipulano intese. La legge dice questo e voi non potete indicare il Ministero della cultura ed escludere gli altri. Perché non lo fate con il Ministero dell'agricoltura? Il territorio agricolo per le Marche è una risorsa eccezionale, un territorio rurale che voi volete pure tutelare, perché non partecipa il Ministero dell’agricoltura e dell'ambiente e partecipa solo il Ministero della cultura per tutto? Ma vi rendete conto di quello che state scrivendo? Ma il Ministero della cultura la legge se la scrive a casa sua, non da noi, qui la dobbiamo scrivere noi perché anch’io sono un legislatore regionale. Qui ci torneremo allo sfinimento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Torno al ragionamento che ho fatto prima, in dissenso, perché il Consigliere Cesetti ha detto che l’articolo… Se ci fosse qui un dirigente potremmo dirlo al dirigente, ma evidentemente gli uffici non sono stati coinvolti, eppure i dirigenti vengono, credo, pagati lautamente e potrebbero anche rimanere fuori dall’orario di ufficio come fanno le funzionarie qui. Non parlo dei funzionari normali, ma i dirigenti potrebbero stare qui a disposizione, magari ci potrebbero spiegare per quale motivo non hanno detto al Presidente Serfilippi che l'articolo 153 del 42/2004, che è il decreto legislativo che “obbliga” a coinvolgere il Ministero della cultura, prevede che l'intesa vada fatta anche con il Ministero dell'ambiente volendo, e sarebbe utile, perché il Ministero dell'ambiente non credo che sarà contento quando vedrà tutto questo strapotere su materie di sua competenza, vedi la VAS, lo strapotere del Ministero della cultura. Quando si parla di questioni ambientali e paesaggistiche, la prevalenza è quella ambientale e di tutela della salute di fronte a qualunque cosa, perché, come lei saprà, quando si doveva decidere di fare le piazzole per far atterrare le ambulanze in area montana - è vero, c'erano le aquile, quindi l'elicottero faceva rumore quando le aquile erano in fase di riproduzione - si disse se c’è qualcuno stava morendo le aquile potevano passare in secondo piano rispetto alla salute pubblica Ecco, in qualunque pianificazione le questioni ambientali sono prevalenti, ma questo lo dice anche la Comunità europea. Lei se lo può segnare, è l'articolo 153, comma 2. Detto questo, torniamo alle questioni paesaggistiche.
Uno degli articoli riprende la legge n. 431, cioè la legge Galasso, che pone delle tutele senza il divieto di costruire per categorie… del territorio, quindi a 150 metri dai fiumi, a 300 metri dalla linea di battigia, ma non sono divieti, allora, perché noi dobbiamo limitare la nostra pianificazione quando non c'è alcun divieto di legge?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Mi sapete dire in quale PPR il Ministero dell'ambiente ha dato un parere? Voi volete la copianificazione con il Ministero, allora mi sapete dire se può, innanzitutto, il Ministero dell’ambiente dare pareri su PPR e se lo fa dove.

PRESIDENTE. Emendamento 7/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Livi, Lupini, Mangialardi, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 7/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Penso che questo sia pleonastico, che sia la Regione a redigere la Carta tecnica regionale credo che sia scontato e che non ci sia niente da aggiungere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso concordato. Per parlare…, io mi asterrò, primo perché non voglio congiungere il mio voto con quello del Consigliere Assenti – è una battuta – che ha detto: ditemi voi dov’è che il Ministero dell’ambiente in un PPAR…, lo dice il 143, comma 2. Voi dovete studiare, la politica è anche studio perché se la politica si avvale soltanto dei tecnici e si fida ciecamente, se quei tecnici in quel momento particolare non stanno in forma, e si è visto che non stanno in forma, fa danni.
Allora rispondo, articolo 143, comma 2: le Regioni, il Ministero della cultura, perché è quello dei piani paesaggistici, ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, possono stipulare intese per la definizione delle modalità di elaborazione congiunta dei piani paesaggistici, …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. E’ proprio quello che dico io, ma se tu non li inserisci che succede? Se tu non li inserisci e c’è una questione di loro competenza, come la VAS, ma anche se non ci fosse la VAS, qualsiasi altra cosa, è ovvio che il Ministero dell'ambiente per una questione di sua competenza, immaginiamo un sito che deve essere bonificato, può impugnare quell'atto. Per questo le intese non sono un limite, ma un’opportunità e allora per quale motivo tu validi i dati condivisi con il Ministero della cultura e non con il Ministero dell’ambiente? Ma se c’è un sito da bonificare che fate, dopo fate impugnare l’atto e il PPAR ve lo fate impugnare dal Ministero? Ma questo è l’ABC, al di là delle questioni di merito, la politica è dinamica, perché poi la questione tecnica si può recuperare, ma il metodo no.

PRESIDENTE. Emendamento 7/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Ciccioli, Livi, Lupini, Mangialardi, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Ruggeri, Serfilippi.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 7/9 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questa è un’opportunità, qui si dice: “L'aggiornamento del quadro conoscitivo del PPR, del PTCP, del PUG è effettuato con cadenza almeno quadriennale! e l'aggiornamento del PPAR? Quando tu fai il quadro conoscitivo, articolo 7, degli strumenti, eccetera, perché il PPAR non c’è? Lo avete scritto prima! La Regione cura l'inserimento nella piattaforma dei dati del PPAR condivisi con i l Ministero della cultura, poi al comma successivo invece l’aggiornamento del quadro conoscitivo del PPAR è sparito? E ce l’ho messo io con l’emendamento, per darvi una mano a voi ed alla legge.

PRESIDENTE. Emendamento 7/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 7. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Mi meraviglio, ma capisco, la tecnica qual è? Quello che mi diceva l’Assessore che non nomino: “io li avrei approvati tutti perché erano scritti bene”, la maggioranza consiliare invece che cosa ha fatto? Per paura che ci fosse qualche trabocchetto, inesistente, e l'abbiamo visto, vota contro, ma non ha letto niente e uno che non legge poi è ovvio che si smarrisce nella rappresentazione del percorso legislativo, e dice: “dopo c'è tutto un articolo che dedichiamo al PPAR”. Allora questo che lo abbiamo scritto a fare? Ma nel momento in cui lo abbiamo scritto se la parte prima dice “allo scopo di semplificare la predisposizione del quadro conoscitivo degli strumenti di pianificazione comunale e di agevolare la conformazione e l'adeguamento al PPAR, eccetera, quadro conoscitivo” poi qua lo toglie, è una roba che non si può guardare.
Poi torno sulla questione grave perché tutti noi sappiamo quanto sia talvolta paralizzante l'atteggiamento delle Soprintendenze, ricordo che quando il Presidente della Campania faceva certe rappresentazioni, io andavo a volte alla Conferenza delle Regioni per conto dell’ex Presidente, questa storia della sovraesposizione del Ministero della cultura che esclude altri non è legittima, il tema è questo, perché espropria tanti Comuni e le Province, quindi, Presidente, votiamo contro.

PRESIDENTE. Articolo 7, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Ci sono 7 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Innanzitutto dico che ho scritto un’altra cosa pleonastica, che magari è sfuggita a chi ha scritto il testo, ma con la legge 9 gennaio 2006 n. 14 la convenzione del paesaggio è stata riconosciuta in Italia, quindi credo che vada richiamata la legge nazionale che ha recepito la convenzione del paesaggio. Credo che la legge nazionale che ha preso atto della convenzione del paesaggio vada citata perché non si può riportare la convenzione del paesaggio nelle norme, bisogna riportarci una norma e la norma c'è ed è nazionale, la legge 9 gennaio 2016 n. 14 “Ratifica ed esecuzione della convenzione europea sul paesaggio”, direi che visto che parliamo di PPR sia il minimo sindacale da mettere.
Ha detto bene il Consigliere Cesetti, non è corretto il fatto che voi abbiate stipulato e stipulerete un'intesa con il Ministero della cultura entro fine anno, ignorando il fatto che d'intesa si parla nel comma 2 dell'articolo 143 del 42/2004, ma si dice che le Regioni, il Ministero della cultura e il Ministero dell'ambiente stipulano intese, perché? Perché non è indifferente quello di cui ha ben parlato il Consigliere Cesetti tante volte, che era piano ambientale regionale, quell’A era la A di ambiente, perché ci sono competenze che si sovrappongono.
Voi inserite la conferenza di copianificazione che secondo me non è un organismo che non ha una sua valenza, tutt'altro, ha una sua valenza, ma sempre in funzione prodromica alla approvazione dal punto di vista tecnico.
Mi spiego meglio, decido in maniera condivisa e copianificata - e questa è una cosa molto bella, possibilmente in maniera più partecipata, e poca partecipazione c’è nella legge, poi dopo lo vedremo e lo aggiungeremo - le linee di indirizzo dello sviluppo, possibilmente sostenibile, che voglio dare ad un determinato territorio.
Ripeto che bisognerà dividere i territori dei piccoli Comuni dai grandi Comuni, cercare di mettere insieme i Comuni il più possibile con una pianificazione di area più vasta rispetto al mero territorio comunale, queste linee di indirizzo importanti che determinano lo sviluppo di quel territorio. Lo sviluppo non è detto che sia nuova costruzione e non è detto che sia aumento di volumetrie perché quando parliamo di consumo di suolo - a San Benedetto del Tronto ne abbiamo un esempio - un conto è il consumo di suolo e un conto è l'aumento della volumetria. Posso avere identico consumo di suolo, ma triplicare il dimensionamento, triplicare il numero degli abitanti, basta cambiare l'indice volumetrico, perché io sullo stesso metro quadrato ci posso mettere 1, 2, 3, 4, 5 fino a 6 metri cubi, secondo il dm, e c'è una bella differenza perché nelle Marche ad ogni 120 metri cubi corrisponde un abitante, quindi è chiaro che il dimensionamento lo devo fare e devo sapere.
Detto questo, la CeVI ha la sua bella importanza in questa fase di pianificazione condivisa e di partecipazione degli enti, poi arriva una fase nella quale sono chiamati i tecnici a dire se quell’area è esondabile, se dell'intervento si può fare dal punto di vista ambientale, se le infrastrutture esistenti,. parlo di fogne, parlo di strade, sostengono o no quel tipo di intervento, se ci sono le infrastrutture primarie, quello che serve Se andiamo a toccare determinate zone agricole, se c'è un vincolo di tutela, se c'è una visuale panoramica, per dire, perché non c'è niente di peggio di guardare un panorama e vedere, come diceva il Consigliere Cesetti, un impianto fotovoltaico piuttosto che un casermone. Quando vado al belvedere di Grottammare mi affaccio e vedo davanti una costruzione che sarebbe da buttare all'aria, tutti noi lo pensiamo, perché è stata fatta male.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Velocissimo perché l’ho già detto al Consigliere Assenti, io non ho capito chi pensate possa partecipare del Ministero della cultura. Il Ministero della cultura non è l'edificio da 12 piani in vetro a Roma, con almeno 3.000 persone dentro, il Ministero della cultura è la Soprintendenza regionale. Voi pensate che la Soprintendenza regionale con il personale che ha - devo dire che le persone sono tutte più che preparate sia in grado di stare dietro alla CeVI? Ripeto, sono conosciuto per uno concreto, ma vedo che la Soprintendenza non ce la fa a stare dietro a niente e voi l’inserite nella pianificazione di tutto e di più, io li toglierei tutti. Siamo ancora in tempo, facciamo dei subemendamenti dall’articolo 1 all’articolo 37 e togliamo dappertutto “Ministero dell’ambiente”. Avete un’idea di come sono messi dal punto di vista dell’organico? Per fare qualsiasi richiesta, torniamo alle telefonate, perché io faccio sempre riferimento alle telefonate…, quante telefonate vi dicono che l’atto è fermo in Soprintendenza, per qualsiasi cosa oggi ci vogliono 8 o 9 mesi. Come pensate che possono contribuire in questa maniera dentro la pianificazione per qualsiasi variante. Io vi invito perché poi vengono fuori i problemi davvero, e non è il tema se è obbligatorio o no. Vi garantisco che non c’è un tecnico… se in una legge è richiesto il parere della Soprintendenza, anche se sono passati i 60 giorni, il tecnico va avanti senza la Soprintendenza, per carità, non ce n’è uno che fa una roba del genere. Si parla di un ente di cui tutti hanno paura, quindi non va avanti niente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo è un punto centrale perché la pianificazione paesaggistica, come è giusto che sia, come è per disposizioni nazionali, come viene in questo caso opportunamente articolata in questo strumento legislativo, è uno strumento sovraordinato al quale devono sottostare in coerenza, non in armonia, i piani sottordinati, i PTR, il PTCP ed anche il PUG.
Questo ovviamente disciplina gli aspetti generali e poi parleremo del procedimento di approvazione.
Qui ci sono alcuni emendamenti, il primo è centrale perché è un po' quello che dicevo prima, che poi hanno ripetuto il Consigliere Biancani e la Consigliera Casini. Qui si scrive nel rispetto dell'articolo 9 della Costituzione - finalmente l’hanno citato una volta tanto, c’è voluto parecchio però l’hanno citato – che nel nuovo testo prevede che la Repubblica tutela il paesaggio, se noi diciamo nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione, ergo chiamiamo in causa il Ministero dell'ambiente, anche perché, se rispetti la Convenzione europea sul paesaggio e richiami l’articolo 9, come fai a non chiamare in causa il Ministro dell'ambiente.
Ferme restando le funzioni del Ministero della cultura i soggetti di pianificazione, eccetera, e perché non quelle del Ministero dell'ambiente? E perché no quelle del Ministero dell'agricoltura?
Non c'è soltanto una omissione nel momento in cui si escludono e si mette solo il Ministro della cultura, e le intese si possono sottoscrivere non solo con il 143, che dice che possono essere stipulate intese tra le Regioni e il Ministero dell'ambiente, sapete che significa? Che quel possono diventa devono perché ad esempio quando noi parliamo di bonificare un sito l'intesa diventa obbligatoria se vogliamo fare quella bonifica.
Allora, come si fa, ripeto, ad escludere…, qui ho presentato degli emendamenti di cui ne parleremo. Questa questione va corretta perché poi, anche sotto, se prendiamo il secondo comma, c'è un emendamento soppressivo perché togliamo il Ministero della cultura e ci vanno quelli previsti dalla legge nazionale che disciplina, questo è il tema. Il PPAR è disciplinato innanzitutto e prioritariamente dalla legge nazionale, rispetto alla quale non si può derogare.
Anche qui, c'è un ulteriore emendamento della Giunta regionale che provvede e noi inseriamo “previo parere della Commissione competente”, mi sembra ovvio, non possiamo continuare a dare deleghe in bianco alla Giunta su aspetti che attengono alla questione legislativa. Ed infine il comma 8 dell'articolo 8…

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Mi ero ripromesso di non intervenire, però sull’articolo 8 del Piano paesaggistico regionale ci tengo ad intervenire perché non prendiamo lezioni da voi del PD su questo articolo. Il Partito Democratico dal 2004 doveva aggiornare il Piano paesaggistico regionale, non avuto né la forza né la voglia di aggiornarlo. Noi su tutti i procedimenti abbiamo sempre il MIC che ci punta il dito perché non abbiamo aggiornato il Piano paesaggistico regionale e adesso ci venite a proporre gli emendamenti o a fare la filippica perché interpelliamo il MIC? Noi interpelliamo il MIC perché voi in tutti gli anni in cui avete governato le Marche non avete mai fatto nulla, quindi siamo una Regione molto indietro in questo settore, che ci vincola su tutto l'articolato che abbiamo visto anche oggi.
Uno degli obiettivi che ci prefiggiamo con questa legge è quello di arrivare entro un anno, mi auguro anche prima, ad un accordo con il MIC per redigere il nuovo Piano paesaggistico regionale, noi siamo fermi all'intesa del 2011, L'anno scorso gli uffici hanno fatto un accordo preliminare, un tavolo interessante che sta iniziando a produrre, anche con questa legge, i suoi frutti. Ma è chiaro che la priorità assoluta della Regione Marche è aggiornare il piano paesaggistico. Ieri citavate il problema del terremoto che, è chiaro, è stato un problema importante della scorsa legislatura, però voi non avete avuto la forza e forse anche la voglia. Leggevo una nota di Italia Nostra del 2010 in cui vi criticava per le scelte che non stavate facendo sul Piano paesaggistico regionale.
Quindi, chiedo all’Assessore Aguzzi di dare una accelerata sul Piano paesaggistico regionale, è un documento molto complicato, anche frutto di un accordo importante con il MIC, sappiamo che tecnici sono al lavoro su questo e noi con questa legge mettiamo una pezza alle mancanze del Partito Democratico, e da voi oggi non prendiamo lezioni su questo articolo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Sarò brevissima, in questa Aula non esiste nemmeno più la cavalleria perché la maleducazione supera ogni limite. Detto questo, voglio ricordare al Consigliere Serfilippi, che tanto è giudicante quando parla, che non abbiamo fatto il Piano paesaggistico ambientale regionale non perché ci fosse il terremoto, anche per quello, ma perché abbiamo fatto come tutte le altre Regioni d'Italia, in quanto non conviene farlo. Lo hanno fatto soltanto sei Regioni d'Italia e non lo hanno fatto proprio le vostre Regioni, fatevi una domanda e datevi una risposta.

PRESIDENTE. Emendamento 8/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ribadisco quello che ho detto prima, che la convenzione del paesaggio è stata ratificata con una legge del 2006, sarebbe opportuno riportare nell'articolo la legge piuttosto che la convenzione, perché la convenzione non può essere inserita nel PPAR, mentre la legge può essere ben utilizzata. Questo è l'emendamento, piuttosto semplice.

PRESIDENTE. Emendamento 8/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 8/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Quest'emendamento in parte va a recuperare anche quello precedente, che è stato respinto dalla maggioranza. Sostituisce le parole di cui al comma 1, nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione e della Convenzione europea del paesaggio. Poi dice “e del decreto legislativo 42/2004 e ferme restando le funzioni del Ministero della cultura ai sensi del medesimo decreto”. Noi sostituiamo queste parole: nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione e della Convenzione europea del paesaggio e della normativa statale vigente, così recuperiamo anche quello procedente della Consigliera Casini, che avete bocciato, e recuperiamo anche la legge 14/2006, !e ferme restando le funzioni per gli aspetti di competenza - e ci mettiamo - del Ministero della cultura - quindi lo recuperiamo - del Ministero dell'ambiente - e della sicurezza energetica - con il quale possono essere stipulate intese - e del Ministero dell’agricoltura.
C'è scritto per gli aspetti di competenza, significa che se non ci sarà una competenza in materia di agricoltura, se non ci sarà una competenze in materia di ambiente, se non ci sarà una competenze in materia di cultura, non sarà necessaria la presenza di questi enti, se ci sarà la competenza di qualcuno verrà inserito, quindi, nel rispetto degli aspetti di competenza.
Mi pare che sia una scrittura migliore, più chiara, che non esclude nessuno, che include tutti, che non viola alcuna disposizione normativa perché richiama la normativa statale vigente, alla quale ovviamente non si può derogare perché noi siamo in regime di legislazione concorrente. Basta vedere una rappresentazione soltanto fotografica di questi due scritti e la professoressa Consigliera Ruggeri direbbe che l'emendamento,, che noi abbiamo presentato corregge il dettato normativo in modo assolutamente accettabile rispetto allo strafalcione che attualmente è scritto al primo comma dell'articolo 8.

PRESIDENTE. Emendamento 8/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 8/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, la legge scrive: in attuazione e nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 42/2004. Roba da matti, ma scusate, abbiate… Quando parlo di strafalcioni parlo di strafalcioni sotto il profilo della tecnica legislativa, ma c’è bisogno di richiamarlo ogni volta? E’ in vigore, lo conosciamo, perché lo richiamiamo ogni volta? Per cosa serve? E’ il prezzo che avete dovuto pagare al Ministero della cultura, ho capito, ma è anti-estetico e poi questa sì che è una excusatio non petita perché voi lo dite ogni volta, ve lo hanno scritto loro, non è neanche dignitoso sotto il profilo istituzionale.
Allora, con questo emendamento che cosa facciamo? Diciamo molto più semplicemente che il Piano paesaggistico regionale definisce gli obiettivi, lo avete detto sopra tra l’altro, il richiamo al decreto legislativo 42/2004! Ma come si fa, ma la tecnica legislativa ci impone anche snellezza, io vedo qui gli uffici, che non parlano perché non possono parlare, ma in cuor loro…, perché li affatichiamo in questo modo?
L’avete scritto al primo comma nel rispetto del decreto legislativo 42, c’è bisogno di scriverlo anche sotto? Ma se voi su una comparsa in diritto civile ogni periodo ripetete la stessa cosa, alla fine il Giudice vi dice che rischiate di perdere la causa, perché siete ripetitivi. Io sono costretto a ripetermi, ma le nostre ripetizioni sono conseguenza delle vostre ripetizioni e sono conseguenza delle vostre omissioni. Mi dovete spiegare perché dopo averlo scritto sopra sentite la necessità di ripeterlo anche al comma 2, toglietelo e dategli dignità, non fate camminare il PPAR con un fardello sopra le spalle, gli mettete la zavorra del Ministero della cultura con queste Soprintendenze che poi bloccano sempre tutto, non è possibile, un po’ di coraggio, di dignità.

PRESIDENTE. Emendamento 8/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 8/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Abbiamo introdotto un altro comma nel quale vengono inseriti alcuni obiettivi che deve avere il PPR, perché, come diceva prima il Consigliere Cesetti, oltre a ripetere che tutto deve essere conforme, uguale, sottoposto alla verifica del 42/2004, del Ministero della cultura, non si entra nel merito delle scelte. Questo Piano paesaggistico regionale cosa deve tutelare? Che cosa deve conservare? Quali indirizzi deve avere?
Noi pensiamo che nella legge ci debba essere scritto qualcosa che vada oltre il mero richiamo al 42/2004, che poi rispetto al PPAR si compone di tre articoli, mi pare siano 190 articoli e solo tre riguardano i Piani paesaggistici, quindi non è che il 42 dedica così tanto.., quindi noi abbiamo proposto apposite prescrizioni: la conservazione di elementi costitutivi e delle morfologia dei beni paesaggistici sottoposti a tutela tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali costruttivi, nonché delle esigenze di ripristino dei valori ambientali; la salvaguardia delle aree compromesse o degradate; la salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche degli altri ambiti territoriali assicurando al contempo il minor consumo di suolo; l'individuazione delle linee di sviluppo urbanistico ed edilizio, in funzione della loro compatibilità con i diversi valori paesaggistici riconosciuti e tutelati, con particolare attenzione alla salvaguardia dei paesaggi rurali e dei siti inseriti nella lista del patrimonio dell'Unesco.
Perché dico questo? Perché il paesaggio viene osservato e visto anche da altri punti di vista e quando si fa una pianificazione paesaggistica sono molto importanti, per esempio, i coni visuali e i punti di vista alti, dai quali c'è una visione ampia del territorio, perché quel territorio può essere maggiormente deturpato da interventi che non sono conformi ad una visione che sia molto più ampia.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Emendamento 8/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Marinelli, Menghi, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 8/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo probabilmente lo accolgono perché non costa nulla, dice: ai fini dell’approvazione del PPR e della ricognizione delle caratteristiche fisiche, ecologiche, storiche e culturali del paesaggio marchigiano, la Giunta regionale provvede alla definizione di elenchi o inventari di beni naturali e storici del territorio ulteriori rispetto a quelli vincolati ai fini paesaggistici. Io ho inserito “previo parere della Commissione assembleare permanente”, mi sembra il minimo, perché non possiamo dare alla Giunta questa facoltà, perché la Giunta regionale non lo può fare così, almeno il parere della competente Commissione. Quando parliamo di PPAR dice: ricognizione delle caratteristiche fisiche, ecologiche, e noi vogliamo escludere, come avete escluso, il Ministero dell'ambiente? E’ sbagliato, quindi, l'inserimento del parere della Commissione assemblea permanente mi sembra quantomeno il minimo sindacale per questo articolo.

PRESIDENTE. Emendamento 8/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Favorevole il voto del Consigliere Mangialardi e contrario il voto del Consigliere Rossi.

Emendamento 8/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, vogliamo sopprimere il comma 8 dell'articolo 8, esatto, perché voi dite solo della partecipazione del Ministero della cultura. Parliamo del procedimento di conformazione e adeguamento… Guardate, io non vorrei disturbarvi dai vostri…, però se voi continuate a fare così perdiamo ancora più tempo, perché io poi mi fermo ed intervengo dopo sugli emendamenti.
Visto che alcuni sono stati cassati,, magari vedo se è il caso domani di fare altri subemendamenti e così,, come si dice vi facciamo vedere, se serve, di cosa siamo capaci.
L’ostruzionismo finora non lo abbiamo fatto, chiedo questo sempre ai fini collaborativi, cercate di non costringerci a fare ostruzionismo, perché lo sappiamo fare molto bene. Finora non lo abbiamo fatto.
Se mi dite un emendamento ostruzionistico tra quelli che abbiamo presentato, ne tirate fuori uno ed io vi chiedo scusa, ma se voi non lo tirate fuori, vi faccio vedere nei prossimi giorni quello che è l’ostruzionismo, perché non mi potete accusare di una cosa che non esiste in questo articolato che noi abbiamo fatto. Vi faccio vedere qual è la differenza, così potete capire cos’è l’ostruzionismo e noi potremo di dimostrare che il nostro ostruzionismo non era attraverso l’ostruzionismo che faremo, per far vedere la differenza, se non la capite… Di questo siamo capaci e siccome voi non avete fretta e noi abbiamo tempo, ci regoliamo in questa direzione, quindi, con calma andiamo avanti così.
L’abrogazione di questo comma mi sembra il minimo perché contraddice anche la premessa, quando voi parlate di ricognizioni ambientali, perché esclude il Ministero dell'ambiente e ci mettete quello della cultura. Questa non è una fissa del Consigliere Cesetti, è che non ci deve stare perché deve stare al posto che gli assegna la legge nazionale.

PRESIDENTE. Emendamento 8/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 8/7 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Avrebbe potuto fare l'intervento il Consigliere Cesetti al posto mio perché abbiamo condiviso ogni cosa insieme al gruppo, non è che il gruppo del Partito Democratico e anche, mi permetto di dire, il Movimento 5 Stelle non sono d'accordo su tutti gli emendamenti, su alcuni punti il Consigliere Cesetti ha utilizzato tecniche più raffinate rispetto alle mie, io ci sono andata giù con l’accetta perché non sono un avvocato.
Proprio per quello che abbiamo detto, cioè che il comma 2 dell'articolo 153 prevede che ci sia un'intesa anche con il Ministero dell'ambiente, ci siamo permessi di riscrivere il comma 8, e la partecipazione del Ministero della cultura e del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica è assicurata tramite l'intesa di cui al comma 2 dell’articolo 143.
Una cosa che tanto mi fa pensare è che avete scritto il 42/2004 in tutte le sue forme, ma mai che fosse citato l'articolo 144, pubblicità, informazione e partecipazione, perché coerentemente con la legge non avete partecipato alle autonomie locali, conformemente all'articolo 144 del 42/2004, che è quello per cui fate l’intesa con la Soprintendenza, sta roba della partecipazione non ce la mettete mai, e allora il Partito Democratico inserisce un obbligo di legge perché il 144 riguarda informazione, partecipazione e pubblicità dei Piani paesaggistici regionali, non dell’informazione che fa il Partito Democratico, quindi noi mettiamo che si applica per la partecipazione quanto disposto dall'articolo 144 del medesimo decreto legislativo. Mi riferisco al 42/2004, ulteriori forme di partecipazione, informazione e comunicazione possono essere definite dalla Conferenza interistituzionale. Voi potete in questo momento dichiarare che questo emendamento è decaduto, oppure farlo vostro, fare una bella azione e inserire l'articolo 144 del 42/2004.

PRESIDENTE. L’emendamento è decaduto.

Articolo 8. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi su questo, come si è visto, abbiamo presentato pochi emendamenti e ringrazio il Presidente Latini di aver dato atto che i nostri emendamenti non erano ostruzionistici, ovviamente l'ha fatto perché da persona scaltra qual è - siccome avevo minacciato i subemendamenti per farvi vedere cos’è l’ostruzionismo – ha detto che non sono ostruzionistici, così il Consigliere Cesetti si quieta.
Il Presidente Latini è di cultura democristiana, sempre accomodante, però non mi ha commosso, diciamo che mi ha soddisfatto, ma non mi ha commosso e piegato alle ragioni del buon senso che non meritate, perché siete sordi rispetto alle esigenze della ragione, perché, tra l’altro, la forza noi non l’abbiamo, abbiamo i numeri molto limitati.
Noi voteremo contro questo articolo, sebbene se ne potessero condividere gli obiettivi di fondo perché è quello che regola in generale la pianificazione paesaggistica. I pochi nostri emendamenti erano dirimenti in questo senso, perché, ad esempio non limitare, non sovraesporre il ruolo del Ministero della cultura a discapito di altri, che non possono essere esclusi, ci sembrava e ci sembra una necessità oltre che una opportunità per non paralizzare l'attività e commissariare il ruolo, le prerogative e le competenze degli enti locali e della stessa Regione.
Diceva il Consigliere Serfilippi: noi non prendiamo lezioni dal Partito Democratico perché il Partito Democratico non ha aggiornato il PPAR, a parte che lo abbiamo detto, noi ci siamo insediati nel 2015, poco interessa, ciò che avveniva nel 2010, abbiamo avuto il terremoto, ma se oggi voi lo aggiornate, dovete farlo bene, e questo non è l’aggiornamento, questa è la legge che disciplina l'aggiornamento, e la dovete scrivere bene perché se la scrivete male non riuscirete ad aggiornare il PPAR, oppure lo farete male, oppure ve lo farete impugnare, perché noi scriveremo al Ministro dell’ambiente. Vogliamo vedere come giustificherà il Ministero dell’ambiente la sua esclusione reiterata attraverso la bocciatura dei nostri emendamenti a vantaggio della sovraesposizione del Ministro della cultura, vedremo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. E’ stato dichiarato oggi che il PPAR non è stato fatto nella vostra precedente tornata elettorale, soprattutto perché non conveniva - a parte il terremoto, per carità – e addirittura sei Regioni di centro-destra non lo hanno fatto, quindi non lo abbiamo fatto neanche noi, parole verbalizzate.
Secondo me il Consigliere Cesetti è coerente perché ha detto in Commissione che, pur votando noi i vostri emendamenti, non avrebbe mai votato né gli articoli, né la legge, quindi in questo è coerente.

PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi, (*).
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Il voto del Consigliere Cancellieri è favorevole.

Articolo 9. Ci sono per la precisione 15 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, come relatore di questa legge non so se lei oggi ci fa o c’è, io penso che ci faccia. Ho detto prima che se venivano votati i nostri emendamenti, ritenuti tutti accoglibili da un componente della Giunta, avevamo condiviso come gruppo che avremmo votato a favore degli articoli, sebbene avremmo votato contro nel voto finale. Lei sa cosa significa votare a favore di alcuni articoli? Significa che domani il Partito Democratico sarebbe impedito da se stesso a cambiarli, invece ora alla mia collaboratrice do tutti quelli che respingete e troveremo l'occasione per ripresentarli.
Presidente, lo ha detto anche lei, siamo qua, non vi preoccupate, guardate che a me la vita ha insegnato che in tutte le sue manifestazioni noi possiamo cogliere delle opportunità e possiamo cogliere il lato positivo. E’ il privilegio dell'ottimismo, perché se facessi questa attività qui, oggi, con la convinzione che non serva a nulla, diventerei un pessimista subito, cronico. Immaginate voi, direi che non è servito a nulla, invece io ho la consapevolezza che si può cogliere delle opportunità. So bene che questo lavoro non sarà invano, ovviamente nell'esercizio del mio dovere di Consigliere regionale perché vengo pagato per questo. Questo è.
Tra gli emendamenti all'articolo 9 c'è un nostro emendamento che tratta del procedimento di approvazione del PPAR che, come strutturato da voi, non approverete mai, ve lo garantisco. Siamo qua, vedrete se verrò smentito, anche sulla riorganizzazione del Sistema sanitario regionale, quello che dicevo è avvenuto: non ce la farete a mandarla in vigore, ed intanto avete dovuto commissariare le Ast, che vanno ancora avanti con il bilancio provvisorio.
Qui che ho fatto? Ho fatto prima un emendamento sostitutivo, che vi chiedo di leggere bene dell’articolo 9 con un procedimento molto più snello, e dove l’ho preso? C'è una Regione molto simile alla nostra, che è l'Umbria, Presidente Acquaroli, tra l'altro noi siamo il mare dell'Umbria, diretta da una Presidente di Fratelli d'Italia, di centro-destra. Ho fatto l’emendamento all’articolo 9 adattato alla nostra realtà, l’ho preso di sana pianta dal testo unico dell’Umbria, lo so fare, il Presidente Acquaroli sa che lo so fare, quindi, cogliete questa opportunità. Vedete com'è scritto, se è scritto meglio questo o quello che hanno scritto gli scienziati che hanno redatto questo articolato, basta il profilo lessicale, lo leggete e vedrete che è meglio.

PRESIDENTE. Emendamento 9/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Basta leggerlo, parla da solo, quest'emendamento è dotato anche della voce: formazione, adozione e approvazione del PPAR. A differenza vostra che scrivete il PPAR elaborato congiuntamente dalla Regione e dal Ministero della cultura ai sensi degli articoli 135 e 143. Ma che dite? Non è così, non si può scrivere questo, non lo dice il 143 perché gli articoli 143 e 135 vi dicono che i Piani paesaggistici sono elaborati congiuntamente tra il Ministero e le Regioni, limitatamente ai beni paesaggistici, non potete scrivere elaborato congiuntamente per tutti gli aspetti, vi rendete conto di che cosa state scrivendo?
In Umbria si dice che la Giunta regionale preadotta il PPR curando l'acquisizione, eccetera, previa espressione del parere del Cal e del Crel. Lo adotta, lo trasmette all'Assemblea legislativa, la Giunta esamina le osservazioni, lo trasmette all'Assemblea legislativa unitamente ai pareri di Crel e Cal, l’Assemblea legislativa decide in merito alle proposte e le osservazioni ed approva il PPAR, nel rispetto degli articoli 135 e 143, pubblicato poi nel Bur e nei siti istituzionali della Regione, fatto salvo quanto disposto dal comma 7. Approvato ed efficace dal giorno successivo, a far data dal… sugli immobili e scattano ovviamente le norme di salvaguardia,.
Assessore Aguzzi, se lei legge questo testo, che ho preso dall’Umbria, è scritto meglio rispetto al vostro, che è farraginoso, non si capisce chi fa che cosa, questa sovraesposizione del Ministero, quindi cogliete questa opportunità.

PRESIDENTE. Emendamento 9/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il Presidente Acquaroli si era rivolto al relatore Assenti per dire che lo avevo quasi convinto, non si è rivolto al Consigliere Assenti per dire che dobbiamo fare? Ma avete fatto caso che il Consigliere Assenti ha i tappi alle orecchie? Lui si è silenziato completamente, però, io che cosa ho fatto? Quello era sostitutivo, ovviamente, prevedendo che lo respingevate, adesso intervengo, ma non in modo ostruzionistico, sul vostro testo per migliorarlo.
Il PPAR è elaborato congiuntamente dalla Regione e dal Ministero della cultura ai sensi degli articoli …, non può essere perché l’intesa è limitatamente ai beni paesaggistici, allora il mio emendamento dice che il PPAR è elaborato dalla Regione d'intesa con il Ministero della cultura limitatamente ai beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, lettere b) e c). Ripeto esattamente il dettato normativo, non faccio altro, poi dico: nonché con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero dell’agricoltura e delle foreste per gli aspetti di competenza e comunque nel rispetto delle forme e modalità previste dall'articolo 143 del decreto 42/2004, che prevede l'intesa tra Regione, Ministero dell'ambiente e Ministero dei beni culturali.
Se voi vedete questo emendamento, non potete che convenire che il primo comma è scritto 100 volte meglio del vostro, allora accoglietelo, ma per rendere questa legge accettabile, tutto qui. Leggetelo, non potete essere sordi e muti di fronte a questo, perché migliorate una legge, rischiate che ve la impugni il Ministero dell'ambiente, non potete, non le capite queste cose? Siamo la Commissione competente in questa materia, non siamo la Commissione della cultura.

PRESIDENTE. Emendamento 9/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Avete bocciato l'articolo sostitutivo, avete bocciato l’emendamento sostitutivo che era scritto meglio, resta il PPAR elaborato congiuntamente dalla Regione e dal Ministero della cultura, ma c’è bisogno di scrivere dopo: ai fini di cui al comma 1 la Giunta regionale adotta… il Piano condiviso con il Ministero della cultura nell’ambito dei lavori di elaborazione del Piano medesimo, ma lo avete scritto prima! Noi siamo legislatori, ci metto la faccia pure io. Consigliere Ciccioli, lei non si occupa di questo, ma lei è stato come me il legislatore nazionale, è stato in Parlamento, glielo dica a questi ragazzi quello che devono fare. Non possiamo scrivere una cosa del genere perché qui c’è anche la sua e la mia faccia. E’ una vergogna ripetere questo.
Vi dico un'altra cosa, qui ci divertiamo e ci stiamo un bel po’, poi questi emendamenti come li prendo li do alla mia collaboratrice perché alla prima occasione utile, dovranno passare sei mesi, ve li ripresento tutti, come ripresenteremo quelli sul servizio sanitario che sono ancora attuali, li ripresenteremo nel bilancio, questi magari li ripresenteremo tra un altro anno, sapete perché? Perché pensate che io mi diverta a discutere qua dentro? Noi questi li ripresentiamo tutti e raccomando l’approvazione dell’emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Come dice giustamente il Consigliere Cesetti, non si può fare tutto, io tento di fare tuttologia, ma non ci riesco, quindi alcune cose le delego e qui c'è l'avvocato Assenti, nostro collega Consigliere, che è molto ferrato.
Riflettevo su questo, se viene meno il Consigliere Cesetti qui non c’è più il PD, sono preoccupato, a noi l’opposizione serve.
Credo che su alcuni rilievi bisogna essere corretti e seri con l’opposizione, io mi sento delle volte di fare dei rilievi alla mia maggioranza, quindi figurarsi se l’opposizione non deve giustamente fare dei rilievi, però evitiamo di essere esagerati, cioè su alcune cose ovviamente non c’è, a mio parere, proprio la sostanza, non c’è il motivo per intervenire, se posso permettermi di dare un consiglio, concentratevi su alcune cose forti, che magari sono rilievi utili e che possiamo prendere in considerazione, tant’è vero che alcuni emendamenti sono stati accolti perché avevano un contenuto, altri mi sembrano…

PRESIDENTE. Emendamento 9/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Adesso mi rivolgo al Consigliere Ciccioli, la prego di leggere gli emendamenti miei, compreso questo, che ho fatto a questi articoli. Non mi deve dire nulla, ma mi deve dare l'onore delle armi, leggerli e poi separatamente parli con il Consigliere Assenti che fa l'avvocato, è un collega, bravo, ma qui non fa l’avvocato, qui fa il pretoriano di questa pessima legge, tra l'altro gli riesce molto male.
Questo emendamento perché è ripetitivo? Tolgo: all’esito della prosecuzione dei lavori per l’approvazione congiunta con il Ministero della cultura, guardate che chi ha scritto questa legge ha avuto anche qualche problema, secondo me, di apprendimento. E’ una ignoranza in senso latino, non in senso assoluto, mi dice come si fa a ripetere su tre commi dello stesso articolo la stessa frase? “All’esito della prosecuzione lavori per l’approvazione congiunta con il Ministero della cultura”, vi ha messo sotto tutela, ma vi siete innamorati del Ministro alla cultura? XY diventerebbe di mille colori se vedesse una cosa di questo tipo, quindi, secondo me, voi avete una passione particolare con il Ministro alla cultura e qualche suo collaboratore ha scritto questa legge e per tre volte lo ha ripetuto, ovviamente qui c'è un po' di narcisismo da parte del Ministero della cultura in questa legge, narcisismo istituzionale, ma c’è.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Io non do un parere su questo, è da ieri che si insiste sempre e esclusivamente su questa questione perché il Ministero della cultura sì, perché il Ministero dell’ambiente no, è molto semplice, perché il Ministero della cultura ha una giurisdizione diretta sulla legge regionale del Piano paesaggistico, quello dell’ambiente e quello delle infrastrutture hanno normative nazionali e non regionali, che noi richiamiamo continuamente all'interno di questa legge, ma non c'è bisogno di coinvolgerli direttamente.

PRESIDENTE. Emendamento 9/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/5 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Quale migliore occasione, Assessore Aguzzi, per dirle qual è la motivazione per cui insistiamo sul fatto che voi insistiate a scrivere una roba che non sta né in cielo e né in terra. Le leggo l’articolo 143 del decreto legislativo 42/2004 che oggi abbiamo imparato a memoria, non tutto perché sono 185 articoli, allora l'articolo 143, Assessore, quando parla del Piano paesaggistico e si riferisce al Piano paesaggistico regionale al comma 2 scrive: “Le Regioni, il Ministero della cultura e il Ministero dell'ambiente possono stipulare intese per la definizione”, benissimo, allora andiamo sul “possono”, ma possono entrambi, cioè voi potete approvare il Piano paesaggistico ambientale regionale, facendo un’intesa con i due Ministeri, ovvero no, potete anche non fare l’intesa, ma se fate l’intesa il comma 2 prevede entrambi i Ministeri, quindi noi ci meravigliamo del fatto che voi abbiate cassato la possibilità di sottoscrivere l’intesa anche con il Ministero dell'ambiente, e sa perché? Perché voi nominate, giustamente è un obbligo di legge, la VAS, che è una competenza del Ministero dell'ambiente, quindi all’interno della legge che voi andrete ad approvare…, perché noi non l’approveremo neanche se accoglierete tutti i nostri emendamenti, però c’è scritto il Ministero dell'ambiente, che non viene citato, ma vengono citate numerose volte normative che prevedono proprio competenze dell'ambiente, all’interno della pianificazione. Faremo presente al Ministero dell’ambiente che voi l’avete completamente eliminato anche dalle competenze previste per legge.

PRESIDENTE. Emendamento 9/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Qui abbiamo raggiunto un livello mai raggiunto da nessuno, ve lo leggo e penso che ognuno lo possa capire da sé, senza che lo spieghi.
Il Ministero della cultura, perché c'è anche in questo comma, adotta il progetto preliminare di PPAR corredato del rapporto ambientale unitamente ai suoi allegati. Ora, chiunque abbia fatto il Sindaco o l'Assessore sa che non esiste il Piano perché il Piano, qualunque esso sia, è costituito dagli allegati,. Non esiste un Piano con degli allegati, tanto è vero che la precedente legge 34 avevo un articolo nel quale erano elencati gli elaborati che costituiscono il Piano, sia esso PPAR, sia esso PTR (all'epoca PIT), sia esso PRG ora PUG. C’è l’elenco dei documenti che fanno parte del Piano. quindi chi ha scritto la frase “viene pubblicato il Piano con i suoi allegati”, è uno che non lo ha mai visto nella sua vita, e mi preoccupa da cittadina marchigiana e da rappresentante dei cittadini che mi hanno votato, sapere che ha scritto la legge qualcuno che non sa come è costituito un Piano, figuriamoci se può capire come viene approvato, o quello che deve contenere. Ma come si fa a scrivere una cosa così lontana dalla realtà?
Questi sono piccoli argomenti, come quelli che ha sottolineato il Consigliere Cesetti, che sono delle cartine tornasole, che fanno capire ed evidenziano con chiarezza l'incapacità di scrivere questa norma. Consigliere Assenti, le ricordo che l'ufficio legislativo della Giunta regionale ha smesso da un mese e passa di venire agli incontri della Commissione e capisco anche perché, non ci viene per la… di leggere questa roba. L’avvocatessa che veniva alle riunioni è venuta per le prime due, tre riunioni e poi non è venuta più ed io mi chiedevo ma perché l’ufficio legislativo della Giunta regionale non partecipa alle riunioni della Commissione? Forse, leggendo queste norme il sospetto diventa una verità, una verità assoluta, probabilmente perché provava imbarazzo nel leggere queste norme scritte così.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. La Consigliera Casini ha parlato giustamente in modo pertinente, ma ha parlato sull’emendamento 9/7.

PRESIDENTE. Facciamo così, intervenga sul 9/6, poi votiamo il 9/6 e il 9/7 insieme.

Fabrizio CESETTI. Qui vado a sopprimere, poi il resto lo ha detto la Consigliera Casini, il comma 3 dell'articolo 9. Dico all’Assessore Aguzzi, che quello che dice lui non è vero perché il Ministro della cultura, lo abbiamo detto allo sfinimento, è il 135, opera limitatamente ai beni paesaggistici. Come si fa a ripetere per ogni comma lo stesso Ministero, la stessa dicitura. Questo terzo comma che voglio sopprimere dice: conclusa la fase preliminare, di cui al comma 2, la Giunta regionale all’esito … dei lavori per l’elaborazione congiunta con il Ministero della cultura adotta il progetto preliminare di PPAR corredato del rapporto ambientale VAS. Poi dice; dalla data di adozione della proposta preliminare del PPAR decorrono le misure di salvaguardia di cui al comma 9 dell’articolo 143, qui se uno va ad interpretare questa norma domani c'è un contenzioso, tutti questi passaggi… Supponiamo un cittadino, un portatore di interessi, un ente locale, uno qualsiasi, che dice: guardate, ai sensi del terzo comma dell’articolo 9 quell’atto è nullo, illegittimo, o qualcosa del genere perché c’è questa violazione. Qui ci vuole un tomo così solo per dare una interpretazione autentica di quello che c’è scritto, è una cosa farraginosa, contorta, sembra che descriva una sorta di maratona.

PRESIDENTE. Emendamento 9/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Marinelli.

Emendamento 9/7 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere.

Emendamento 9/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Consigliere Assenti, sono costretta a dare sempre ragione al Consigliere Cesetti, che è una cosa, debbo dire, neanche così comune all'interno del nostro gruppo. “E’ portato a conoscenza delle Province”, lei mi deve dire cosa significa “è portato a conoscenza”, “è comunicato”, è portato a conoscenza non è roba che si scrive in una legge, allora vede che in questa legge, come dice il Consigliere Cesetti, che è esperto in materia, io che sono solo sua discepola trovo queste anomalie, quindi, per cortesia correggiamo “è portato a conoscenza”, sennò ha ragione il Consigliere Cesetti che le Marche, rispetto alle altre Regioni, fanno la figura degli scappati di casa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Sicuramente, ma vede che quando dite qualcosa di intelligente noi vi veniamo dietro! In questo caso voteremo favorevolmente ed accogliamo un'ulteriore emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 9/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Mangialardi, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 9/9 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche qui, se leggete un attimo il comma 5 dell'articolo 9, a parte l'ennesima ripetizione, dice “d'intesa con il Ministero della cultura”. L'ennesima, senza mettere limitatamente ai beni paesaggistici di cui all'articolo 143, l’intesa deve essere fatta limitatamente a quelli, altrimenti questo è un articolo adottato in violazione del comma 1 dell'articolo 135 del decreto legislativo 42 del 22 gennaio 2004. E’ in violazione di quello perché dice una cosa diversa. Lì c’è limitatamente e siccome la nostra è materia di legislazione concorrente, ex articolo 117, secondo comma, si deve integrare con quella nazionale, che è, diciamo, per certi versi sovraordinata e parallela.
Voi non potete dire una cosa diversa da quel richiamo, allora che cosa ho fatto? Ho sostituito il comma 5 dell'articolo 9, tra l’altro, se lo leggete, anche questo è farraginoso, roba tra parentesi, è scritto malissimo. Prima avete accolto l’emendamento perché è più corretto in italiano, questo è scritto malissimo, basta leggerlo. Voi non avete letto questa legge, altrimenti non è possibile che non provavate orrore, io che ho fatto? L’ho sostituito e questo comma 5 dell’articolo 9 sapete da dove l’ho preso? Dal Testo unico della Regione Umbria che è in vigore dal 2015, adattato al nostro caso, però guardate la differenza di come è scritta, così capite come si scrivono le leggi, questo non l'ho scritto io, l’ha scritto la Regione Umbria.

PRESIDENTE. Emendamento 9/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/10 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Non voglio ripetere per l'ennesima volta quello ho già detto all'Assessore Aguzzi, cioè il richiamo all'articolo 2 del 143, quindi non dico nulla, ho già spiegato la motivazione per cui deve essere aggiunto anche il Ministero dell'ambiente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Non citeremo più il Ministero dell’ambiente.

PRESIDENTE. Emendamento 9/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Favorevole anche il voto del Consigliere Rossi.

Emendamento 9/11 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Consigliere Assenti, questo è un emendamento di quelli ai quali teniamo particolarmente, mi dispiace che non ci sia il Presidente Acquaroli perché lui, essendo stato Sindaco …, ma anche tutti voi ricorderete l'articolo 60 del Nta del PPAR, vi vedo annuire, perché tutti conoscete il significato di quest'articolo, che è importante. Voi non mettete nell'articolato mai le esenzioni al PPAR, io non sono una che ama particolarmente le esenzioni, però ci sono dei casi particolari per i quali non si può bloccare l'attività amministrativa. Anche se il PPAR è immediatamente cogente, bisogna riconoscere alcuni casi di esenzione.
Allora nel vecchio PPAR, nell'attuale, vigente PPAR… Noi parliamo di PPAR senza ricordare che non esiste più il PPAR se non per 16 Comuni, perché tutti gli altri hanno adeguato i piani regolatori al PPAR. quindi hanno i Piani regolatori che contengono il PPAR, che è diventato norma urbanistica all'interno dei Piani regolatori. Ma questo è un altro tema. Ora è importante inserire delle esenzioni, per esempio, alle opere pubbliche, per esempio, ad tipi di fabbricati rurali, per esempio, ai piani attuativi che sono già convenzionati dei quali siano state comunque realizzate le opere di urbanizzazione primaria, per esempio, gli attraversamenti dei corsi d'acqua, le opere provvisorie. Ci sono una serie di attività che magari si potrebbero andare a recuperare, modificandole, migliorandole, che hanno funzionato per 30 anni, anzi, forse di più, perché il PPAR delle Marche è del 1989, quindi hanno funzionato per 33 anni quelle esenzioni e hanno comunque mantenuto la tutela del paesaggio. Non erano state scritte per scardinare le tutele e le limitazioni all'edificazione del Piano paesistico ambientale, così si chiama ancora, ma credo che siano importanti perché nel momento in cui la legge stabilisce che siano cogenti e immediatamente prevalenti su ogni … urbanistica le norme del PPAR, è necessario inserire delle norme di salvaguardia. E’ importantissimo che ci siano nel momento in cui voi dettagliate la norma.

PRESIDENTE. Emendamento 9/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/12 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi questi emendamenti sulla sovraesposizione del Ministero della cultura, … l’ignorare il Ministro dell'ambiente, quindi, respingendo i nostri emendamenti, oltre che ripresentarli, noi che facciamo? Noi li mandiamo al Ministero dell'ambiente e vediamo se gli sta bene, mi pare si chiami XY, è un amico dell’Assessore Aguzzi, glieli mandiamo e vedremo se gli va bene, poi se non dice nulla non c’è problema, li ripresenteremo alla prossima occasione, passati 6 mesi. Glieli rimandiamo ancora perché se non dicono nulla su questo, non potranno dirlo neanche alle altre Regioni d’Italia, almeno gli facciamo un favore, quindi non vi preoccupate.
Ad esempio, questo emendamento io l’ho adattato al caso concreto. Sapete che vi potete fidare, che lo so fare, questo è preso dal Testo unico della Regione Umbria. Voi scrivete “Il PPR pubblicato nel sito istituzionale della Regione unitamente alla documentazione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 152/2006, Codice dell’ambiente, fatto salvo quanto disposto dal comma 9 dell’articolo 193 del decreto legislativo 42/2004”. Richiamate il Codice dell’ambiente e l’altra parte escludete il Ministro dell’ambiente, come se mandaste la macchina da sola. senza autista. Questo è il punto, allora io faccio quest'emendamento tratto dal testo dell’Umbria, adattato al caso nostro. Chiaramente ho dovuto studiare, il Consiglio-Assemblea legislativa, quindi noi, decide in merito alle proposte ed osservazioni ad approvare il PPAR nel rispetto degli articoli 135 e 143, quelli che richiamano le rispettive competenze, approvato e pubblicato. Ma noi lo facciamo, è l'Assemblea legislativa che lo fa, Presidente, non è che lo fa la Giunta o qualcun altro, o il Ministero, nel rispetto degli articoli 135 e 143, quindi anche delle prerogative del Ministero della cultura e del Ministero dell'ambiente. Questa è la differenza fra questo emendamento, che sostituisce il primo capoverso di quel vostro comma orrendo, quindi se dite di no va bene, poi noi lo mandiamo al Ministero.

PRESIDENTE. Emendamento 9/12. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/13 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo è un obbligo di legge e mi pare pleonastico anche ripeterlo, ma non c’è nella norma: “e inserita nella piattaforma informatica unica in formato aperto - nel senso che tutti lo possano vedere - e di tipo aperto secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale”. E’ necessario mettere tutta la cartografia e tutti gli elaborati che costituiscono il PPAR a disposizione di tutti i cittadini. Questa è la partecipazione, non quella che non viene scritta in questa norma e questo è un obbligo di legge, quindi potete anche cassarlo, potete anche non votare l'emendamento, ma dovrete per forza applicarlo. Mi dispiaceva che non fosse citato e siccome non è mai stato citato ripeto l'articolo 144 del 42/2004 che pure tanto vi piace.

PRESIDENTE. Emendamento 9/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/14 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo sembra un emendamento di poco conto, invece è un emendamento di straordinaria importanza e vi dico perché: “7. A far data dall’adozione del PPR le relative previsioni e … sono immediatamente cogenti e prevalenti sulle previsioni degli strumenti di pianificazione territoriale urbanistica”. Con questo scritto voi bloccare tutto, allora che bisogna fare? Bisogna approvare il nostro emendamento che dice: “A far data dall’adozione del PPR non sono consentiti, sugli immobili e nelle aree di cui all'articolo 134 - e sarebbero dei beni paesaggistici - , del decreto legislativo 42/2004, interventi in contrasto con le prescrizioni di tutela previste nel piano stesso”. Limitatamente ai Piani paesaggistici, altrimenti bloccate tutto, lo volete capire o no?
Quindi questo emendamento è di straordinaria importanza, altro che volontà di stare qui …, se lei scrive a far data dall’approvazione del PPR le relative … sono immediatamente cogenti, tutte, … allora dovete scrivere di cui all’articolo 134.
Per chiudere il cerchio vi dico una cosa, anche questo l’ho preso di sana pianta dal Testo unico della Regione Umbria, che ha una legge in vigore dal 2015, che non è stata intaccata né dal Ministero della cultura, né dal Ministero dell'ambiente, né da nessuno, invece la vostra deve entrare ancora in vigore. L’ho copiato di sana pianta dalla Regione Umbria, altrimenti bloccate tutto, non lo volete fare? Fate quel che vi pare, voi lo potete fare solo limitatamente ai Piani paesaggistici altrimenti le previsioni del PPR vi blocca tutto, andate a risanare un sito, ad esempio l’ex Fim di Porto Sant’Elpidio, guardate le Soprintendenze che hanno fatto giù, hanno bloccato sempre tutto. Ricordo quando abbiamo fatto l’Ospedale di Fermo, abbiamo dovuto spostare i parcheggi da un'altra parte perché la Soprintendenza non ci faceva andare avanti, ci bloccava tutto, alla fine dissi al dirigente i: “Cambiamo tutto, portiamo i parcheggi da un’altra parte e li ci mettiamo il verde, così sotto resta la storia e questi se la fanno finita”. Questo è il punto, vi porto cose concrete.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Consigliere Cesetti, lei conferma quello che diceva la Consigliera Casini prima, che non conveniva fare il PPR, se lei non riconosce la cogenza delle norme del PPR che secondo lei blocca tutto, che cosa lo approvi a fare? Questo è italiano!
Lei mi deve spiegare che cosa blocca, che cosa ingessa, lei sta facendo terrorismo politico dicendo che blocchiamo una intera regione, ma come fa a dire certe cose, me lo dimostri, me lo spieghi, mi deve dire cosa blocca, lei mi deve spiegare perché io approvo, la Giunta approva il PPR, le norme sono cogenti, e si blocca una regione, perché? Non solo lo deve spiegare a me, lo deve spiegare a tutti quanti, perché non blocca nulla! Iniziamo a dire le cose come stanno, troppe inesattezze si dicono qua, capisco l’avvocatuccio di provincia, capisco che gli altri sono incapaci nel redigere, capisco la Regione Umbria che ha un fior fiore di avvocati e magistrati, capisco tutto, però ad un certo punto basta! Entriamo nel merito della vicenda, lei mi deve spiegare perché la cogenza del PPR a lei blocca tutto!

PRESIDENTE. Emendamento 9/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/15 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, lei non è un avvocato di provincia, lei è un avvocato che opera come me in una provincia, è un bravo avvocato, che, tra l’altro e opportunamente, si dedica non a tutto, ma alle cose che approfondisce. E’ un bravo avvocato e lo so, come relatore non ha studiato perché si è dovuto fidare oppure si è dovuto convertire a fare l’avvocato delle cause perse, quelle di questa legge. Glielo dico io che blocca tutto, a far data dall’approvazione del PPR le relative previsioni e prescrizioni sono immediatamente cogenti e prevalenti sulla previsione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica. Se lei non mette limitatamente ai beni paesaggistici lei blocca tutto. Ad esempio, se deve fare l'ampliamento dell'autostrada da Porto Sant'Elpidio a Pedaso, se deve fare la terza corsia, che passa da alcune zone, se lei non mette limitatamente ai Piani paesaggistici e la Soprintendenza fa uno scavo e ci trova, come è successo per l’Ospedale, dei reperti il progetto iniziale che non prevedeva la “bonifica archeologica”…, deve rifare il progetto, mettere altri soldi, correre… Io feci modificare il parcheggio, questo è il punto, oppure la bonifica di un sito, ma che stiamo dicendo?
Consigliere Assenti, mettiamoci d'accordo, lei sta interloquendo con uno che sa quello che dice perché l’ha studiato e l’ha vissuto, perché io ho fatto il Sindaco, ho fatto il Presidente della Provincia, ho fatto il Parlamentare, ho fatto l’Assessore regionale e faccio il Consigliere regionale, sono un avvocato, sono uno che studia, quindi, sia chiaro, io ci capisco, ci capisco nel concreto e le ho fatto l’esempio dell’ospedale. Allora, lei ci deve mettere “limitatamente ai Piani paesaggistici”, altrimenti il Ministero della cultura mette bocca sulle cose nostre e blocca lo sviluppo del territorio, è successo con l’Ospedale di Fermo, è successo con l’ex Fim a Porto Sant’Elpidio, che dopo una infinità di anni sta ancora lì.

PRESIDENTE. Emendamento 9/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 9. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non mi voglio ripetere però sono quasi solidale con tanti di voi che sanno che noi abbiamo ragione, anche perché non avremmo motivo di prenderci una ragione che non esiste. Noi lo facciamo nell'interesse di questa comunità, lo facciamo nell'interesse della regione, nell’interesse degli enti locali. Vi ho citato degli esempi, noi non abbiamo motivo di metterci anche tutto questo.
Io e la Consigliera Casini per conto del gruppo ed insieme al gruppo ci siamo occupati prioritariamente di questa vicenda, è evidente, lei è la relatrice, io sono Vicepresidente della Commissione, chi se ne deve occupare prioritariamente? Noi due, mi pare evidente, anzi, abbiamo avuto la fortuna che gli altri colleghi ci hanno dato una mano in tutto questo, come i nostri collaboratori.
Perché lo facciamo? Veramente pensate che abbiamo interesse a farvi ritardare l’approvazione di questa legge? Ma siamo i primi che la riteniamo necessaria, però deve essere una legge scritta bene e non può essere una legge che paralizza attraverso procedimenti farraginosi con questa sovresposizione del Ministero della cultura a danno degli altri Ministeri. Questo creerà problemi, perché sapete qual è il problema dell’esclusione del Ministero dell’ambiente, ad esempio, che è prevista? Non è tanto il fatto che il Ministero dell'ambiente possa impugnare la legge, il tema è questo, che un domani… Ad esempio immaginiamo la bonifica di un’area, l’ampliamento di una autostrada, l’esclusione del Ministero dell'ambiente potrebbe comportare che possa impugnare quell’atto. Sapete perché non venne fatta la prosecuzione dell'autostrada? Perché la impugnarono i Sindaci di Fermo e di Porto San Giorgio, ma la impugnarono deducendo problemi ambientali, impugnarono il provvedimento addirittura del Consiglio dei Ministri ed ebbero ragione dal Tar, questo è il tema, capite? Non è tanto la legge, è quello che una pessima legge può produrre, perché se escludiamo … poi domani gli atti che saranno emanati in esecuzione di quella legge potranno essere impugnati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Si può far aggiustare questo sistema? Qua non funziona il microfono, là c’è un microfono che pende da due anni e mezzo …

PRESIDENTE. Va bene, il Segretario ha già indicato degli interventi.

PRESIDENTE. Articolo 9, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 10. Presenta 10 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L'articolo 10 era quello che volevamo concludere con il Consigliere Serfilippi ieri, l'avremmo fatto se ci fosse stato un atteggiamento diverso, invece stiamo ancora qua. Anche questo attiene alla pianificazione regionale, non c’è mezzo emendamento che abbia carattere defaticatorio, ostruzionistico, ridondante, ripetitivo, eccetera, sono tutti puntuali.
Anche qui, abbiamo apportato correzioni, che poi dirò, molte le abbiamo prese, anche qui, dal Testo unico dell'Umbria, perché questo? Perché, come dicevo prima, non è tanto…, e quella è una legge scritta bene perché è in vigore dal 2015 ed non è stata impugnata.
Se oggi scriviamo una legge in modo sbagliato, lei che fa l’avvocato, come me, mi insegna che domani non è tanto il tema della legge, anche se venisse impugnata, può impugnare un articolo, poi il resto va in vigore lo stesso, non è questo il problema. Se il Governo impugna una legge, lei domani torna qua fa la modifica e sta apposto, ma proprio per questo non era necessaria questa sovraesposizione del Ministero. Che faceva? L'impugnava se non gli andava bene, la correggevamo dopo, questo è il tema, per non farla cassare dalla Corte Costituzionale.
Qui il tema qual è? Non è tanto una legge, che non succede nulla, perché se noi scriviamo al Ministero, il Ministero la impugna, loro vengono qua, la correggono e stanno a posto, ma è quello che viene dopo, quando questa legge va in vigore, perché se in base a questa legge viene emesso un atto… Consigliere Mangialardi, noi facciamo la legge, approviamo l'articolo 10 (Piano territoriale regionale), che dice come deve essere approvato, se lo facciamo male questo viene approvato male e domani questa legge produce degli effetti. Tu fai il Piano, a seguito di quel Piano si adottano dei provvedimenti, ripeto, la bonifica di un’area, un dissesto idrogeologico, che dev'essere curato, un sito da bonificare, un ampliamento da fare in un'autostrada, che ne so la Mare-Monti da fare nel fermano, la prosecuzione della Mezzina, la dorsale adriatica, se noi facciamo un atto del genere, domani il primo portatore di interesse, il primo Comune, la Provincia, i portatori di interesse, le associazioni ambientaliste, possono impugnare l’atto e bloccare. Quanti esempi abbiamo noi di grossi progetti che rimangono nei cassetti perché c’è stato un ricorso al Tar e ha dato la sospensiva. Quanta incertezza crea tutto questo, per questo le leggi vanno scritte bene, apposta io ho preso tanto dal Testo unico dell’Umbria, che è pure di centro-destra. Sono appassionato dell’Umbria? No, perché è una legge che è in vigore dal 2015, è una legge già sperimentata sul campo, che non mi pare abbia fatto tanti danni.
Anche su questo articolo ci sono diversi emendamenti che sono tutti diretti a migliorare un testo e a renderlo meno dannoso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie Presidente. L'articolo mi dà la possibilità di ritornare sul tema del consumo di suolo, visto che al comma 2, lettera e), parlate di criteri, indirizzi e modalità tecniche e parametri quantitativi per contrastare il consumo di suolo a livello regionale, provinciale e comunale.
Vedete, se ci fosse stata coerenza rispetto alle dichiarazioni, anche in Aula, del Presidente Acquaroli, che ci ha richiamarlo ai trascorsi, alle norme che non hanno inciso e che hanno portato a quell’impronta che dicevamo prima, di 65.000 ettari di territorio consumato, rispetto al quale oggi dovremo fare assolutamente qualcos'altro.
Vedete, ci ha provato l'Emilia-Romagna e sono convinto che oggi, che sta rivedendo in manutenzione una legge del 2017, la dovrà fare guardando avanti, perché anche loro come noi hanno avuto il territorio devastato da eventi che hanno compromesso le valli. Quindi, c’è la necessità, al di là delle croci che mettete sulle leggi precedenti che hanno permesso espansioni, hanno consentito…, erano altri tempi, oggi abbiamo altre modalità e dobbiamo avere un’altra visione. Se non lo mettiamo oggi il consumo zero di territorio, quando lo andiamo a fare? Lo dico guardando chi è stato dall’altra parte e sappiamo tutti cosa abbiamo fatto come amministratori locali con i nostri Piani regolatori, anche prima del PTC dove il coordinamento non c'era e non c’era mai uno dei nostri Piani in riduzione, erano tutti in espansione, tutti che pensavano al raddoppio degli abitanti equivalenti nel proprio territorio. Se non lo facciamo in questo momento, in maniera coraggiosa, quando lo mettiamo in campo?
Se aveste approvato l’emendamento che metteva d'accordo tutti, non perché era il mio e perché ci tenevo in modo particolare… Capisco l’avete impostata con tutto un articolato che poi dovrete recuperare, anche in questo articolo, però, lo dico in prospettiva, se non lo facciamo ora la partita è persa. Lo dobbiamo sapere, la parte in transizione qui non è ecologica, questa è di sopravvivenza, perché ci sono indicazioni in questa norma che permettono di guardare alla rigenerazione urbana, ma chi fa rigenerazione se date la possibilità di intervenire ancora sui terreni agricoli e convertirli, chi li fa? Nessuno! Non è economicamente sostenibile.
Ribadisco, quando tu metti le finestre in questo tema inevitabilmente tutti andranno a orientarsi per cercare di capitalizzare quello che è l’interesse privato rispetto a una necessità pubblica, e questo è. Non abbiamo avuto il coraggio, io sono convinto che l'Emilia-Romagna dopo le vicende di maggio lo dovrà ripensare e siccome noi abbiamo avuto tanti “maggio” in questa regione, con tante situazioni che sono legate ad antropizzazioni abnormi, se continuiamo e lasciamo quelle finestre, siamo responsabili oggettivamente delle devastazioni che continueranno. Non era complicato e non avremmo fatto nemmeno nessun danno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Ci tenevo a dirle che il mio microfono è perfetto, quindi non serve aggiustarlo.
Per rispondere al Consigliere Mangialardi, credo che sull’articolo 9 il procedimento di approvazione del PPR vada più che bene, però gli emendamenti che lui cita, e apprezzo lo sforzo che sta facendo, credo che siano tutti politici, ovvero di avvicinamento al Movimento 5 Stelle, che sul contrasto al consumo di suolo è sempre stato coerente, a differenza del Partito Democratico. Magari voi qui fate la pantomima, ci fate la morale, tutto quello che volete, poi nei Comuni dove amministrate…, io sono Consigliere comunale a Fano ed il Partito Democratico sta facendo l’esatto opposto. Ha fatto un Piano regolatore dove del consumo di suolo zero, che voi oggi state dicendo, ha quasi il 70% di espansione prevista rispetto all’attuale.
Quindi è chiaro gli emendamenti del PD, tanto qui siamo tutti per far politica, sono di avvicinamento al Movimento 5 Stelle, che giustamente l’ha posto come veto e li ha sottoscritti perché è una loro battaglia storica. Non so se dove amministrano poi sono stati conseguenti, sarebbe curioso andare a vedere, penso solamente a Roma, però il Partito Democratico che governa in diversi Comuni della regione Marche sta facendo l'esatto opposto di quello che dite e i Comuni dove amministrate, non solo…A Fano ha approvato il Piano regolatore dove ha previsto l'espansione delle aree edificabili, ma con le varianti sostanziali per un anno, che noi sposteremo a due anni, sono i vostri Sindaci che le hanno chieste, quindi diamo una risposta anche a quello che vi hanno chiesto i vostri Sindaci. Quindi voi state andando contro i vostri Sindaci con questi emendamenti, penso che diversi Sindaci che sono del PD probabilmente seguiranno la nostra normativa regionale, forse si avvicineranno e la prossima volta si candideranno con noi, perché sono convinto che questa legge andrà a dare una grande mano ai Sindaci della nostra regione Marche. Pertanto, mi auguro che per il Piano regionale avvenga quanto prima l'iter dopo il PPR, sarà anche un modo di confrontarsi con loro, con l’Anci e con tutte le altre categorie, questo è uno strumento importante che andrà condiviso il prima possibile.
E’ il primo tassello della nuova legge urbanistica, ci tenevo solamente ad evidenziare che è chiaro che questi sono emendamenti sottoscritti anche dalla Consigliera Ruggeri con cui probabilmente il PD prova un avvicinamento, ma contrasta con quello che sta facendo nei Comuni, che invece utilizzeranno, per fortuna, la legge che stiamo approvando oggi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Si ascolta con piacere il Consigliere Serfilippi il quale non perde occasione per scagliarsi contro il Partito Democratico, ma lei di quale parrocchia fa parte? Della Lega in continua discesa, la quale non è in grado di dire esattamente cosa pensa a proposito del consumo del suolo. Lei viene qui…, io non ho fatto lezioni, nessuno vi dà lezione, lei invece le dà, dà giudizi di etica. Lei che fa parte della Lega, che pensa di fare? Lo sa cosa ha fatto la Lega nei Comuni amministrati? Lo sa che siete passati dal 30 all'8% e penso che sarà ancora peggio, visto che parla male del Partito Democratico. E’ in grado di dire a nome della Lega, piuttosto che imputare al Partito Democratico, cosa pensa del consumo del suolo? No, non l’ho ancora sentito dire a nome della vostra rappresentanza politica cosa ne pensa. E’ chiaro? Ma quello che pensa lo sappiamo, lei è per il consumo del suolo, racconta la sua esperienza come se l'esperienza di Fano fosse il centro del mondo, grazie a Dio non è il centro il mondo, è un pezzetto del mondo, non è l'ombelico, siete un pezzetto… No, Castelraimondo è molto più dignitoso rispetto alle sue affermazioni, perché ci sono Comuni che in realtà non solo non hanno ampliato l'espansione, addirittura l'hanno ridotta e a guidarli c’era il Partito Democratico, quindi, questa generalizzazione tipica di chi non sa esattamente cosa dire a proposito della propria posizione rappresenta quello che è dal punto di vista politico. Io non do lezioni, caro Consigliere Serfilippi, siete stati tanto accettati dai Sindaci che vi hanno bocciato, non siete stati in grado di emanare un parere del Cal, non siete stati capaci. Ma lo sapete perché? Perché erano tutti contro. E non avete avuto il coraggio di farlo arrivare in quest’Aula, a seguito del quale… con una approvazione illegittima, perché le regole del Cal dicono che i pareri devono essere favorevoli, contrari o favorevoli con prescrizioni, non lo avete dato, siete stati capaci di farvi bocciare questa proposta di legge dalle Province, dagli ordini, da tutti.
Ora, caro Consigliere Serfilippi, dica una parola della Lega, ci faccia una dichiarazione a nome della Lega. Può darsi pure che qualcuno venga da voi, ma siete rimasti talmente in pochi che la necessità ci sta. Ecco, tutto questo, caro Consigliere Serfilippi… Consigliere Marinelli, c'è chi c’è stato approfonditamente più di lei, per tanti anni, quindi lei sta solo rincorrendo e lo fa bene, noi ci siamo già passati, quindi…
Quello che voglio dire è che non si parla di procedura. Consigliere Serfilippi, ha fatto il suo intervento, ma questo non è l’articolo della procedura, è quello successivo. Adesso si parla di un'altra cosa, delle funzioni del PTR, ovviamente gli emendamenti non sono particolarmente significativi, nel senso che stravolgono, tentano di apportare in maniera costruttiva dei miglioramenti nella formulazione, se voi li andate a vedere quelli che riguardano l'articolo 10 con le varie lettere, non sono altro che miglioramenti costruttivi che servono a migliorare.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Parlo con serenità perché non sono del PD, né della Lega, sono di un partito che ha una sua stabilità, oggi come oggi, anche nei sondaggi, io sono stato nel glorioso Partito Comunista Italiano quando la politica era molto più seria di oggi, storicamente – la prima Repubblica la stiamo rimpiangendo in molti – e quando ho capito che quel partito nella sua evoluzione era diventato un comitato di altro, non faceva più politica, ma interessi di alcune forti categorie, di alcuni territori, ho deciso di fare il civico, da quel civico ho iniziato a votare il partito più a sinistra che c’è nel centro-destra che è Forza Italia e mi sono iscritto per serietà quando mi ha dato la fiducia di candidarmi nelle sue liste e di darmi poi questo prestigioso incarico. La mia serietà mi ha portato ad aderirvi con convinzione.
Detto questo, non facciamo la storia della nostra vita politica, ovviamente non rinnego nessuna delle sue parti, né sto a giudicare quella degli altri perché ognuno ovviamente fa le proprie considerazioni legittime.
Su questa storia del consumo di suolo zero non vi nascondo, anche perché lo sappiamo tutti, che nella prima stesura di questa legge la proroga dei 12 mesi, che poi sono diventati 24 tramite emendamenti, non c'era. Siccome voi ci dite che non abbiamo concertato, non abbiamo ascoltato, non abbiamo partecipato, da tutti gli ordini professionali, dalla stragrande maggioranza dei Sindaci e dall’Anci, dalle associazioni di categoria, ci è arrivato questo richiamo “fate bene a puntare al consumo di suolo zero, però date un minimo di gradualità. Può succedere che un Sindaco che oggi sta governando abbia in mente un Piano di sviluppo, una variante, che però non ha ancora adottato, quindi rischia di non portarla a compimento per questione di poche settimane, date spazio”. Questo richiamo ci è arrivato da tutte le parti e questo richiamo ci siamo sentiti di portarlo avanti tramite una rivisitazione della norma, che oggi verrebbe, se quell’emendamento passa, ulteriormente ampliata.
Lo spirito è quello che io condivido, di minor consumo di suolo possibile fino ad arrivare al consumo di suolo zero. Non per niente questa norma si basa molto sulla rigenerazione, riutilizzo e quant'altro, ma non sto a ripetermi.
Voglio precisare una cosa importante, avete detto al microfono che c'è stato il parere negativo del Cal, no, io c’ero, eravamo presenti in 24, 20 Sindaci e 4 Presidenti di Provincia. 16 Sindaci hanno votato a favore, 4 Sindaci hanno votato contro, quello di Pesaro, di Jesi, Castelfidardo e Castignano, gli altri hanno votato tutti a favore. Delle 4 Province presenti (Macerata, Ascoli Piceno, Pesaro Urbino, Ancona) 3 hanno votato contro ed 1 ha votato a favore (Macerata). Ero presente e vi dico, correggetemi se potete, che su 20 Sindaci presenti 16 hanno votato a favore e 4 contro, su 4 Province, 3 hanno votato contro ed una a favore, quindi il Cal su 24 ha avuto 17 voti a favore. Non è vero che il Cal ha votato contro, anzi è stata la supponenza dei 3 Presidenti di Provincia che senza tener conto dei Sindaci della loro provincia, che hanno votato a favore, hanno posto un problema di veto, questo è stato al Cal.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Vorrei sollevare un tema politico, perché non è più possibile sentire su tanti argomenti la questione che se il centrodestra fa una cosa che reputa un errore, come fare le proroghe che prima non c'erano, che voi non volevate, ma che adesso avete messo, la colpa è dell’opposizione. Fare l'ospedale nuovo a Muraglia di Pesaro è colpa del Sindaco, quando invece avete usato quella farloccata relazione tecnica, poi è venuto fuori, che non valeva niente. Siete stati ubbidienti, così dite, al Sindaco di Pesaro, ma vorrei ricordare che siete voi che governate, quindi le scelte che approvate voi sono responsabilità vostra. Non è che se i Sindaci si lamentano, se le Province si lamentano e voi andate incontro loro e fate una cosa che non ritenete giusta la responsabilità è degli altri.
Prendetevi tutta la responsabilità, perché siete stati eletti per fare quello che credete giusto. Non è più possibile andare avanti con questo modus operandi perché non sta in piedi, la gente comincia a credere che non sapete che pesci prendere.
Per quanto mi riguarda il Movimento 5 Stelle non ha mai avuto contraddizioni, abbiamo votato contro il PRG, e qui è testimone il Consigliere Serfilippi, che è stato approvato a Fano e voteremo contro questa legge perché secondo noi non fa abbastanza per il consumo di suolo zero. Quindi c'è qualcuno che porta avanti una bandiera. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Piano territoriale di coordinamento, Consigliere Serfilippi, noi non abbiamo mai detto una parola o di fianco alla parola o di fianco al commento abbiamo messo un partito politico. Lei ogni volta che interviene, ed è anche Presidente della Commissione, invece di entrare nel merito - come sta facendo il Consigliere Assenti, possiamo non essere d'accordo, ma il Consigliere Assenti entra nel merito, anzi, ridendo l'avevo minacciato: “Mi raccomando entri nel merito”, pur non condividendo quello che dice non si può dire che non entri nel merito – fa dei pipponi sul Partito Democratico. Ripeto, è già stato detto, alle amministrative di Ancona non avete neanche preso il 3% fatevi una domanda, vi stavate scannando in Giunta, quindi se parlasse Fratelli d’Italia pure, se parlate voi è il bue che dice cornuto all’asino!
Tornando al Cal, non ho dubbi rispetto a quello che dice l’Assessore, anzi penso che abbia ragione: 16 Comuni, 12 Sindaci hanno votato a favore e 4 no, ma c’è il veto delle Province e quindi il parere doveva essere favorevole. Due cose mi chiedo, la prima, come mai le Province hanno mandato per iscritto dei pareri non tecnici firmati dai Presidenti contrari, hanno detto tutte e 5 di essere contrarie, molti Sindaci hanno espresso parere contrario alla riunione del Cal una settimana prima e poi c’è stato questo cambio di pensiero. Quindi, già presumo che ci siano, forse, chissà, state delle pressioni? Non lo so, però mi viene il dubbio che ci possano essere state delle pressioni.
Tolte le pressioni, mi domando, ma non è, Assessore, che il parere favorevole a lei non facesse tanto piacere? Il parere favorevole avrebbe contenuto tutte le prescrizioni avanzate dagli enti, che erano una pletora, se non sbaglio. Tante prescrizioni e se il Cal vi avesse dato... No, Assessore, è lei candidato Sindaco a Fano, non io, lei ha dichiarato sui giornali che se la chiamano a candidarsi è disponibile. Penso che il suo Partito la debba chiamare, comunque c'è una probabilità molto alta che lei sia candidato a Fano, sono maligna? Non lo so, lei non smentisce completamente. Vedo qualcuno che accenna in maniera positiva, la cosa che mi dispiace, Assessore, è che lei si sta tagliando le gambe da solo, perché sta facendo una legge che, il tempo è galantuomo, esiste il Karma e le si ritorcerà contro perché lei sarà verosimilmente, mi auguro di no, speriamo proprio di no, il nuovo Sindaco di Fano e si troverà con un Piano regolatore verosimilmente adottato da altri e da quello che ho capito non le piace, a volerlo cambiare e ad avere… No, lo ha detto il Consigliere Serfilippi che è un Piano non condivisibile, pieno di nuove volumetrie e lei potrebbe trovarsi un domani a dover modificare quel Piano e ad avere le mani legate dalle cose che lei stesso ha scritto. Magari anche con lei faremo una cena, ma è troppo distante, venga da me per un caffè, che le offro volentieri.
Credo che la questione del Cal sia molto seria, perché, benché potesse esprimere un parere contrario, favorevole o favorevole con competizione, non si è espresso. Questo mi fa sospettare, l’ho seguito in diretta pure se non c’ero, che abbia fatto comodo questo non parere?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Vedo che i Consiglieri del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle sono già molto preoccupati per le elezioni amministrative, probabilmente fanno bene ad avere una certa preoccupazione. Vedo che il Movimento 5 Stelle sostiene e corre in difesa dei Sindaci del Partito Democratico, quindi le alleanze che avete fatto stanno già iniziando a dare i loro frutti.
Nel Consiglio comunale monotematico i Consiglieri del Movimento 5 Stelle, quando si è approvato un ordine del giorno che contrastava l’eliminazione dell’ospedale unico, che invece è sempre stata una battaglia che la Consigliera Ruggeri ha prontamente e correttamente - gliel’ho sempre riconosciuto - sostenuto, quel documento aveva una valenza politica importante, sono andati su una linea totalmente diversa. La stessa dovrebbe ben conoscere che la parte urbanistica la decide il Comune, quindi sa benissimo come è andata la situazione, la Consigliera ha avanzato una critica in ordine alla scelta della localizzazione di Muraglia piuttosto che un'altra scelta, dicendo che è stata fatta una pantomima. In realtà sa benissimo come è andata la vicenda, sa benissimo che il Presidente Acquaroli ha ben pensato ed ha voluto fortemente la realizzazione dell’Ospedale di Pesaro, tant’è che siamo in una fase di progettazione e a giorni si dovrebbe sapere anche qual è la ditta vincitrice per l’Ospedale di Pesaro. Il Sindaco di Pesaro ha espresso in maniera molto chiara, lapalissiana, qual era la sua volontà, quella di fare l’Ospedale di Pesaro a Muraglia, altrimenti non si sarebbe fatto.
E’ stata fatta una valutazione tecnica, con i tecnici della Regione ed i tecnici del Comune, rimane la valutazione sulla quale c’è stata una forte spinta del Sindaco di Pesaro per fare l’Ospedale a Muraglia, dopo i tecnici hanno deciso in questo modo, rimangono le perplessità di alcuni e rimane come sempre l’arroganza del Sindaco di Pesaro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Siccome sono stata tirata in ballo più volte anche su considerazioni che non c'entrano nulla con l'argomento di oggi, vorrei chiarire che non sono solo Consigliera regionale, ma sono anche la coordinatrice provinciale ed il documento che è stato votato anche dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle l’ho vagliato prima e lì non c'è neanche una parola in favore dell'Ospedale unico, perché su questo tema non abbiamo cambiato idea. L'unico passaggio che c'è è un…, adesso non ricordo il termine preciso, se fosse il caso di fare una rivalutazione sull'Azienda Marche Nord, io ho accettato che ci fosse questo passaggio. Siccome non siete stati in grado di far funzionare la sanità, secondo me si potrebbe verificare se forse non è stato fatto un errore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Sostengo che proceduralmente non c’era, secondo me, il fatto personale, ma non ho nessun problema ad ascoltare la replica, però le assicuro che in quel documento, forse le è sfuggito, ci sono dei riferimenti importantissimi sull'esistenza di Marche Nord e sulla creazione dell’ospedale unico. Comunque dopo lo riguardiamo insieme e se ho sbagliato le chiedo scusa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. A tratti questa discussione è anche avvincente, ogni tanto ci inerpichiamo sulle questioni politiche, come ad esempio il Cal. Il Cal è importante perché si rappresentano due realtà sostanzialmente diverse, ma la realtà poi rimane sempre una, cioè è esatto quello che dice l'Assessore Aguzzi, che i Sindaci hanno votato a maggioranza piena, ma parere positivo no. Non risultano invece corrette le prescrizioni indicate dal Cal perché non ne abbiamo traccia, così come, invece, in sede di Commissione abbiamo avuto tante istanze alle quali lei ha partecipato, una su tutte l’Ance, le categorie, le professioni, tutti si sono… Addirittura, Assessore, se non ricordo male, qualcuno è venuto a contestarci la bozza di legge sul testo sbagliato, perché, mi sembra, che qualcuno ci ha messo in prima pagina adducendo cose, che erano state già superate, con un testo sballato.
Diciamole tutte, noi abbiamo avuto un ascolto massimo su tutti e con tutti, abbiamo cercato di recepire le istanze di tutti e abbiamo fatto le modifiche che ritenevamo opportune politicamente e per il territorio, perché, torniamo sul consumo di suolo zero e la variante sostanziale, quello è il problema. Quello che dicevamo prima, Consigliere Mangialardi, anche separatamente. Tolto questo aspetto non c'è nella previsione di legge, nel testo di legge, alcunché che preveda consumo di suolo, se non negli strumenti previsti dall'ordinamento, che noi approveremo con i PUG dove si fa programmazione. Tra l'altro, le previsioni urbanistiche in variante, per dircela tutta, potremmo eventualmente acquisirle al PUG già da subito per i Comuni. Poi c’è stata la battaglia, il dietro front da parte delle Province e dell’Upi, perché l’Upi ha fatto il diavolo a quattro quando è venuta in audizione si è vista spogliata di una funzione predominante sul PTC, quindi si è incavolata. Questa è la verità, la sussidiarietà, che diceva il Consigliere Carancini, al contrario, giustamente. Siccome non hanno avuto più il ruolo di prima, si sono piccati. Questa è la realtà su come è andata la vicenda del Cal. Secondo me è inaccettabile che il Cal, che esprime 25 membri con una maggioranza piena, più che assoluta, quasi che qualificata, esca con una sorta di non parere.

PRESIDENTE. Emendamento 10/1. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo articolo, questa aggiunta, credo che sia necessaria per l'emendamento che verrà dopo. Tra l’altro, anche questo l’ho tratto dal Testo unico dell’Umbria.
Voglio dire una cosa sul Cal e dico che è l’unica volta in cui questa situazione .dissento da alcuni del mio gruppo, ma non c’è nulla di male A parte che io tengo in debito conto quello che dicono i Sindaci, per il resto decidiamo noi, ci mancherebbe che decidessimo sotto dettatura dei Sindaci, loro fanno il loro mestiere e noi facciamo il nostro, però dobbiamo tener conto di quello che dicono. I Presidenti della Province idem.
Ritengo che quel provvedimento, il parere non dato, sia una cosa giusta e inevitabile perché, come dicevo ieri al mio capogruppo, il Cal è costituito da Unioni montane, Province e Comuni, se una componente, questo è il regolamento, vota contro, non si può dare il parere, altrimenti significherebbe attribuire un diritto di veto in positivo o in negativo. Secondo me è del tutto regolare, se vogliamo l'ingenuità l'hanno commessa le Province…

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Un attimo.. Assessore Aguzzi. fatemi dire, le cose evidenti non possono meravigliare, hanno fatto una ingenuità, le Province sono contro, ,poco fa mi hanno telefonato alcuni funzionari di alcune Province e sono contrari, ma non perché vengono espropriati, tre Province hanno votato contro, quella di Fermo non c’era, quella di Macerata l'ha fatto per ragioni politiche, sapete che dovevano fare le Province? Dovevano dare parere favorevole subordinato all’accoglimento di queste condizioni, quello dovevano fare. Sono stati sotto il profilo istituzionale degli ingenui, hanno detto contro, parere non dato, invece se dovevano dare parere favorevole subordinatamente all’accoglimento di queste condizioni, sarebbe stato accolto.

PRESIDENTE. Emendamento 10/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Qui chiedo l’attenzione da parte dell'Assessore Aguzzi. Il Consigliere Assenti, come dice la Consigliera Casini, entra nel merito, solo che dice sempre quello perché gli hanno messo il disco e da lì non si schioda di un millimetro. Voi avete scritto, parliamo del PTR, “in armonia con le strategie e le politiche europee e nazionali nel rispetto del PPR e dei Piani di cui all’articolo 65, il PTR in particolare…”, io dico, perché soltanto il rispetto delle politiche europee e dei piani, eccetera? Faccio un emendamento in cui dico: “Il PTR, in coordinamento con gli strumenti regionali di programmazione economico-finanziaria, nonché con i riferimenti programmatici”, dispone, quindi io aggiungo che cosa? Il coordinamento con gli strumenti regionali di programmazione economico-finanziaria. Faccio un esempio, il PTR decide le infrastrutture, allargamento della terza corsia, la Mare-Monti nel fermano, le dorsali, quali sono i programmi regionali? Il programma regionale di programmazione economico- finanziaria non è il PR, è il documento di economia e finanza regionale, quello è il documento che precostituisce le condizioni per il bilancio di previsione, che destina le risorse all'interno di quella programmazione, con quelle risorse. Come disegnato dal PTR vengono realizzati gli obiettivi, questo è il punto, se non scrivete questo espropriate la Regione delle sue prerogative, rinunciate alla programmazione. Il PTR è quello che disegna la programmazione che voi decidete, la programmazione non è un disegno, la programmazione è una progettualità economico-finanziaria, sono idee che poi vengono disegnate.

PRESIDENTE. Emendamento 10/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Come quello di prima, siccome voi avete scritto: “costituisce il quadro strutturale di riferimento per il disegno strategico dei processi di sviluppo e sostenibilità del territorio regionale - quello che dicevo prima – per la programmazione economica”, io aggiungo “nonché dei contenuti propri degli strumenti di programmazione economico-finanziaria”. Come si fa a non fare riferimento in questo caso al documento regionale di economia e finanza. Penso che fare questo riferimento, oltre ad essere un atto doveroso, renda la legge più coerente con se stessa.

PRESIDENTE. Emendamento 10/3. Lo pongo in votazione. Annulliamo e ripetiamo la votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi, (*).
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto contrario del Consigliere Bilò.

Emendamento 10/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento va a completare questa legge che indica le infrastrutture, ma quali? L’emendamento indica: “le infrastrutture lineari, ferroviarie, stradali ed escursionistiche, di interesse regionale - d'interesse regionale perché non possiamo indicare quelli di interesse nazionale - nonché quelle energetiche e per le telecomunicazioni e stabilisce, indirizza e prescrizioni per la definizione delle conseguenti scelto di assetto e di organizzazione territoriale”.
Qui, Consigliere Rossi, c’è anche il tema delle infrastrutture energetiche, degli insediamenti delle energie, quindi l’emendamento va a meglio specificare perché quando parliamo di infrastrutture è troppo generico, mica può indicare il PTR le infrastrutture di interesse nazionale, ma quelle di interesse regionale, poi il tutto deve essere coordinato con gli strumenti di pianificazione e di programmazione economico-finanziaria.
L'emendamento va in questa direzione.
Aggiungo che non mi sono inventato nulla ad esempio quando parliamo di infrastrutture escursionistiche noi come Giunta precedente abbiamo fatto tanti investimenti ad esempio sulle ciclovie, lo state facendo anche voi e non lo vogliamo indicare? Non è questa una infrastruttura ad esempio escursionistica? Perché non lo mettiamo? Lo dobbiamo mettere e tra l’altro anche questo io l’ho tratto dalla testo unico della Regione Umbria molto simile mi pare sia l'Emilia-Romagna e anche il Lazio, quindi non mi sono inventato nulla se non ho tratto quest'emendamento da altre legislazioni regionali che sono tuttora in vigore e che sono state sperimentate.

PRESIDENTE. Emendamento 10/4. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/4 bis a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Molto coerente con l’emendamento all’articolo 6, quindi, come ho indicato durante la discussione di carattere generale, ci doveva essere l’abrogazione di questo comma.
Riprendo, se possibile, guardando l’Assessore Aguzzi, devo evidenziare in questo caso anche la sua onestà rispetto al percorso che avevano ipotizzato, perché ha detto: “Guardate, anche noi volevamo fare una cosa più adeguata al momento”. Forse perché è più consapevole di altri di cosa vuol dire dissesto idrogeologico e dei danni che abbiamo subito in questi anni. Quindi, c'era la necessità di arrivare al consumo zero reale, forse l’impostazione era quella giusta, però abbiamo ascoltato…, ma non potete ascoltare i Sindaci quando dicono: “Abbiamo le varianti che vanno in espansione” e poi non li ascoltate al Cal, o li ascoltate in maniera parziale. Poi sul Cal torno.
E’ vero, Assessore, che gli amministratori rischiano di avere quella tendenza, perché ho mandato un file al Presidente della Commissione Serfilippi…, perché con tanto rispetto del Movimento 5 Stelle sono molto contento di trovare una assoluta sintonia su dei grandi temi, sintonia che forse c’era anche prima. Per la mia azione, nel 2011, c’era un Sindaco in questa regione, l’unico in Italia, che aveva messo in campo una variante, non senza togliere niente al Comune, dove se tu togli non succede nulla, l’avevamo fatta in un Comune dove il valore immobiliare è uno dei più alti d'Italia, l'abbiamo ridotto nel 2011 quando ancora di consumo di suolo non ne parlava nessuno, tranne Mangialardi, invitato al Congresso nazionale per portare l’esempio di cosa si doveva fare. Poi ci sono state delle vicende e purtroppo, non lo so, però eravamo in quella condizione.
Assessore, eravate sulla strada giusta, avete ascoltato in modo sbagliato in questo caso.

PRESIDENTE. Emendamento 10/4 bis. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Rossi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

C’è il voto del Consigliere Rossi, che non è stato preso, da favorevole a contrario.

Emendamento 10/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Qui chiedo l’attenzione del Consigliere Putzu, perché con lui abbiamo condiviso la necessità di verificare la fattibilità dell’ex linea ferroviaria Porto San Giorgio/Amandola, tratto ferroviario dismesso nel 1956. Abbiamo condiviso insieme la possibilità di realizzare lì una metrotranvia, previo studio di fattibilità, tant’è vero che abbiamo presentato delle mozioni, io ne ho presentata una, il Consigliere Putzu un’altra. Io avevo chiesto delle risorse da assegnare alla Provincia di Fermo, 75.000 euro, ma l’emendamento non è stato approvato, però è stato approvato l’emendamento del Consigliere Putzu di 25.000 euro da destinare alla Provincia di Fermo per iniziare questo studio di fattibilità. Emendamento che condividiamo.
Questo emendamento che cosa dice? Che negli obiettivi del PTR, tra i tanti, ci sia “contiene indirizzi per la conservazione del territorio - perché abbiamo detto rigenerazione - con una nuova mobilità sostenibile per l’istituzione di metrotranvie e ferrovie turistiche - ad esempio la Fabriano/Pergola - mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico e archeologico”.
Aggiungo, tra l'altro, solo la lettera f) e che c’è la legge nazionale n. 128 del 9 agosto 2017 dal titolo “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante l'impiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico e archeologico”. Ho ripreso la dicitura della legge 128/2017 e siccome voi fate sempre riferimento alla legislazione statale in questa legge, allora, richiamare un principio di una legge in vigore, la 128/2017, credo che sia un'opportunità, una necessità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Fa sorridere che questo emendamento sia firmato anche dai colleghi di Pesaro perché sono gli stessi che in provincia di Pesaro, al posto di conservare il territorio per una nuova mobilità sostenibile con l'istituzione di metrotranvie e ferrovie turistiche, hanno criticato il nostro Assessore Baldelli. E’ stato criticato dai Consiglieri regionali del PD sul treno famoso Pergola/Fabriano, in cui il PD voleva fare una pista ciclabile, ricordiamocelo bene, ed oggi venite a riproporre di…, quindi le cose sono due: o ha ragione l’Assessore Baldelli, oppure su Pesaro è bene che i Consiglieri si espongano altrimenti firmano un emendamento, che lo stesso Assessore Baldelli è riuscito a fare contro i Consiglieri del Partito Democratico, che oggi firmano questo emendamento.
C’è una certa contraddizione nel leggere quest'emendamento e nel capire i fatti e le dichiarazioni pubbliche dei Consiglieri pesaresi del Partito Democratico.
Secondo me, non sono io il relatore della legge, non serve mettere questo perché già l’Assessore Baldelli ha dimostrato che si può fare tranquillamente anche senza mettere questo emendamento.
Ricordo la questione della metrotranvia, fa sorridere e fa anche piacere che il Consigliere Cesetti, dopo cinque anni del suo governo nella Regione Marche, si accorga ora che nel fermano c'è bisogno di questo. Ovviamente capisco, quando non si è in maggioranza è semplice fare emendamenti, sparando cifre come se fossero numeri al lotto. Però, diciamo che non sono stato solo io e voglio ringraziare il Consigliere Marinangeli per aver condiviso questo, dando un'opportunità per un progetto di prefattibilità. Anche lì dobbiamo capire, per essere sinceri e chiari, come abbiamo detto al comitato, perché qui nessuno può fare promesse che non si possono mantenere, quindi, vediamo il progetto di prefattibilità per capire se c’è la possibilità, uno, di realizzarla e, due, di trovare i fondi necessari per realizzarla.
Capisco che per l’opposizione è semplice annunciarla, ma è altrettanto vero che quando si governa bisogna essere coscienti e consapevoli, soprattutto nel rispettare gli impegni presi, come abbiamo fatto con il comitato, senza promettere di fare una metrotranvia. Comunque siamo contrari. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Potrei intervenire per esprimere il mio dissenso ed anche per fatto personale perché il Consigliere Putzu ci ha chiamato in causa parlando dei Consiglieri di Pesaro, quindi mi sembra doveroso rispondere.
Innanzitutto, non credo che abbia letto attentamente l'emendamento…

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, ha detto che vota in dissenso.

Micaela VITRI. Consigliere Baiocchi è la prima volta che parlo, si è svegliato. E’ stato zitto fino adesso. Ho aperto bocca per la prima volta e si è svegliato il Consigliere Baiocchi. Parlerò più spesso. Non ha neanche sentito cosa ho detto.
Ripeto, mi asterrò perché c'è stato chiesto dal Consigliere Putzu, chiamandoci in causa, come mai abbiamo firmato questo emendamento. Lo voglio spiegare, potremo fare 30 esempi, visto che lei non è mai stato nel nostro territorio e non lo conosce. C’è un progetto che riguarda una nuova tranvia proposta dall'Assessore Baldelli proprio nel mio Comune, a Vallefoglia, da Vallefoglia a Pesaro. Una linea veloce che il Comune di Vallefoglia, il Sindaco, ha approvato e che potrà essere realizzata nei prossimi due anni. Quindi, l’emendamento è perfettamente coerente perché chiede di dare indirizzi per la conservazione del territorio ed anche per l'istituzione di metrotranvie e ferrovie turistiche, chiede di dare indirizzi. Questo è un esempio, l’altro potrebbe riguardare altre parti del territorio. Lei ha parlato di Pergola e Fabriano, se leggesse bene, l'emendamento chiede di dare indirizzi per la conservazione del territorio e non per vietare l'istituzione di metrotranvie, laddove siamo favorevoli.

PRESIDENTE. Emendamento 10/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli, Vitri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non ho capito perché il Consigliere Putzu va a scomodare quelli di Pesaro, l’emendamento è chiaro, perché bisogna dire quando c'eravate voi?
Noi stiamo parlando di legge urbanistica e assetto del territorio, contiene indirizzi per la conservazione del territorio con una nuova mobilità sostenibile, per l’istituzione di metrotranvie e ferrovie turistiche mediante il reimpiego di… Questa norma parla a tutto il territorio regionale.
Tra l'altro questi indirizzi sono stati tratti ed adattati dal Testo unico della legge dell'Umbria, che ha un territorio la cui conformazione per certi versi, a parte il mare, è molto simile alla nostra, pensiamo ai borghi storici e via dicendo. Quindi vuole dare soltanto indirizzi, nient’altro, lo rende coerente.
Voi oggi lo bocciate, non è un problema, come sanno quelli del comitato. Tra l’altro, mi sono occupato di questa vicenda da quando ero Presidente della Provincia di Fermo…

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Sta facendo una ricognizione sulla mitigazione.

Fabrizio CESETTI. Certo. Il Presidente ha capito perfettamente, a differenza del Consigliere Serfilippi, che non è che non capisce, capisce, però è stanco.
Sto facendo una ricognizione. L'emendamento che il Presidente correttamente ha interpretato, “indica le azioni necessarie per la mitigazione del rischio territoriale ambientale, al risanamento delle singole componenti dell'ecosistema e alla valorizzazione delle specificità territoriali delle Marche”, quindi va da se che questo emendamento recupera in parte quello precedente, sebbene sia una specificazione molto più generale, a dimostrazione che li facciamo anche con una certa coerenza. Ne raccomando l'approvazione. Per il resto, ripeto, mi occupavo di questa vicenda da quando ero Presidente della Provincia, andai a Spoleto insieme a quelli del comitato, e lo sanno, per verificare la fattibilità di quell’opera. Comunque lo metteremo nel Defr, non è un problema, ci torneremo sopra.

PRESIDENTE. Emendamento 10/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è sul PTR, guardate quanto è scritto bene, al comma 10 del PTR voi dite che il PTR in armonia con le strategie e le politiche, in particolare… Fa un sacco di cose, tra queste, ad esempio, avete dimenticato di dire che “definisce scelte, indirizzi, direttive, limiti e regole per tutelare i siti e gli ecosistemi che costituiscono punti di eccellenza ambientale e per preservare il suolo agricolo quale risorsa limitata e non rinnovabile”. Non volete mettere un criterio del genere? Ma che ho fatto a fare il Piano territoriale regionale? Per cosa serve, per fare qualche casa? Per dire in campagna elettorale che avete fatto la legge urbanistica? Ma ci vengo anch’io in campagna elettorale, candidato o no, e dico che avete bocciato questo. Guardate, parla da solo. Tra l’altro è anche evocativo, altro che le fisarmoniche, di cui avete approvato la legge, definisce scelte, indirizzi, direttive, limiti e regole per tutelare i siti. Pensiamo ai siti di pregio, agli ecosistemi, pensiamo alle aree devastate dal terremoto, dai dissesti, da tutto, che costituiscono punti di eccellenza ambientale, anche per preservare il suolo agricolo quale risorsa limitata e non rinnovabile. Questo è un messaggio che va nella direzione che questa Regione dovrà individuare con legge regionale, ad esempio, le aree idonee e non idonee per gli impianti fotovoltaici e agrifotovoltaici, che vanno a devastare i nostri territori. Parlo della mia provincia, i crinali della Val d’Aso, dove da Presidente della Provincia feci una modifica al Piano territoriale di coordinamento provinciale e davo questi indirizzi, e non li vuole dare il Piano territoriale regionale? A cosa serve, a grattare l’ego del Ministero della cultura? Serve a grattare il suo ego? Ma pensate un po', lo mettete da tutte le parti, ma se non lo scrivete qui? Ma a cosa serve il PTR?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Per votare favorevolmente su questo emendamento, apprezzabile anche lo sforzo di inserire gli ecosistemi su una parte effettivamente mancante, quindi lo votiamo.

PRESIDENTE. Emendamento 10/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Mangialardi, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 10/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Avete fatto bene ad approvare quell'emendamento che dà dignità al PTR, lo dice uno che si è dovuto misurare con il PTCP da Presidente della Provincia per 6 anni.
L’emendamento che discutiamo adesso è il corollario, è la conseguenza di quello di prima e secondo me può essere approvato perché è un principio generale che va a recuperare questo, è una conseguenza.
Ricordo che il Consigliere Ciccioli, quando si è occupato della questione di Sassoferrato, ha ritenuto necessario che quella legge venisse all’attenzione dell'Aula, abbiamo votato mozioni…
L’emendamento dice: individua aree con indicatori di presuntiva non idoneità nonché, in applicazione del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 (lo richiamiamo), del Parlamento europeo, eccetera, richiamiamo tutto, aree con indicatori di idoneità alla realizzazione di impianti fotovoltaici, impianti con moduli fotovoltaici posizionati a terra, impianti agrovoltaici e di impianti fotovoltaici fluttuanti e galleggianti, E’ un principio generalissimo, coerente con la legge nazionale, che richiama. Non indica nessuna area, ma dice solo che bisognerà individuare indicatori di presuntiva idoneità e non idoneità sulla base della legislazione nazionale. E’ coerente con le mozioni che noi abbiamo approvato, è coerente con la proposta di legge che giace all'esame della Commissione, una a mia prima firma, l'altra a prima firma del Consigliere Serfilippi.
Credo che questo sia il corollario, ripeto, richiamo la disposizione nazionale, se votiamo questo, lo dico al Consigliere Ciccioli, almeno si danno una calmata. Non votiamo nulla di male perché diciamo: individua aree con indicatori di presuntiva non idoneità ed idoneità in applicazione del decreto legislativo 8 novembre 2021 n. 199, più di questo, quindi votatelo che veramente ci qualifica.

PRESIDENTE. Emendamento 10/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/9 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo è un ulteriore opportunità, ovviamente graduata, “individua le aree idonee e non idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici attraverso un contemperamento”, anche qui, lo dico al Consigliere Ciccioli perché poi che gli raccontate ai comitati quando li andiamo ad incontrare?
Avete approvato quell’emendamento prima e va bene, ma su quello di poco fa che avete bocciato voglio vedere che gli dite.
Questo dice: “attraverso un contemperamento degli interessi coinvolti dalla realizzazione degli stessi in funzione del conseguimento degli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili, come definiti nel piano nazionale integrato per l'energia ed il clima, con i valori di tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-artistico, delle tradizioni agroalimentari locali e della biodiversità, e in coerenza con l'obiettivo del consumo di suolo zero”. C'è scritto, lei Consigliere Mangialardi può anche dissentire, ma diciamo che dissente da se stesso, a me capita tante volte. Può essere un'opportunità, vediamo di coglierla, però la deve motivare bene.
Questo emendamento è coerente perché richiama le disposizioni di carattere nazionale. Quindi, ripeto, ne raccomando l’approvazione perché è coerente con le disposizioni nazionali, con le disposizioni europee, l’ho fatto apposta, è coerente con la legge che giace all’attenzione della Commissione che dovremo affrontare in Aula, è coerente con le mozioni approvate da questa Aula. Altrimenti voi parlate con lingua biforcuta, perché non è possibile che da una parte approvate una mozione, poi firmate una legge e poi ci sono da mettere degli indirizzi, che di fatto non fanno né caldo né freddo perché dovranno essere dati, e per quando verranno dati probabilmente ci sarà anche la legge. Richiamo la normativa nazionale e votate contro, non lo so, datevi una regolata.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Presidente, sono in dissenso da me stesso, poi sono quello che delega il Consigliere Cesetti.
Ovviamente sono d'accordo con l’impostazione dell’emendamento, dico pure che se avessimo votato l'articolo 6, modificato come da noi proposto, avrebbe rafforzato la posizione del Consigliere Cesetti e la posizione della mozione, perché a quel punto sarebbe stato prevalente il consumo di territorio zero, lasciando al pubblico la possibilità di derogare in funzione delle scelte, come da emendamento del Consigliere Cesetti e non lasciava la libertà ai Sindaci magari di gestire in maniera compulsiva il percorso.
A proposito di Sindaci, torno sull’oggetto dell'apertura di questa sessione perché avevo posto la questione pregiudiziale del parere del Cal e qui sono in dissenso dal mio mentore legislativo, non solo comportamentale e di grande competenza, ma sono convinto che su questo stiamo commettendo un enorme errore, lo dico all’Assessore Aguzzi, anche lui ha fatto il Sindaco al Cal, senza sapere che il regolamento era cambiato.
L’articolo 21 del regolamento del Cal non è di difficile interpretazione, dice: i pareri del Consiglio sono espressi in forma scritta secondo le seguenti formule, parere favorevole, parere contrario, parere favorevole con condizione, questo è come si esprime, non dice non si esprime e il non espresso fa riferimento solo ai 15 giorni trascorsi senza aver espresso il parere. Ancora di più, l’articolo 18, lo dico per l’Assessore Aguzzi che era convinto che ci fosse la quota di rappresentanza, dice come si esprimono i voti. I voti si esprimono per teste, quindi se è vero che avevate la maggioranza dei voti quelli alzavano la mano e davano il parere favorevole, così non è, e su questo io lo impugno e chiedo al Governo di impugnarlo.

PRESIDENTE. Emendamento 10/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/10 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Rispetto a questo articolo non posso non ritornare sul consumo di suolo perché questo è il nucleo portante. Lo dico pensando alle necessità che non abbiamo colto. Guardate, sono contento che rimanga a verbale perché la posizione dell’Assessore Aguzzi continuo a dire che era seria rispetto anche alla pressione che alcune amministrazioni fanno per soddisfare le organizzazioni che intendono mettere a disposizione dei cittadini, però lo si fa perché non c'è una norma regionale che dà un indirizzo e noi avevamo quest'occasione. Certo, se mettiamo periodi finestra oppure del consumo di suolo non se ne parla, è ovvio che le amministrazioni si muovono con le articolazioni che hanno e con le norme che hanno. Se non hai una norma nazionale, una regionale, che ti permette di applicare la riduzione di suolo, quando vai a modificare il Piano regolatore, se non c'è una convergenza dei soggetti interessati, rischi ricorsi e gli amministratori spesso, che non devono essere coraggiosi, vanno in autotutela.
Oggi era l'occasione di mettere nelle condizioni tutti i Comuni di poter avere una norma che facilitasse quel tipo di scelta, invece ne facciamo un'altra e guardiamo indietro sulle sollecitazioni dei territori che si ancorano a percorsi che sono antichi, inadeguati e inopportuni e la perdiamo davvero. Il Presidente dice: “lo andremo a sperimentare”, ritorno a dire che i numeri in questa maniera sono misurabili, avremo il consumo di territorio del prossimo anno e ci dirà quanto avete sbagliato, quanto avete sollecitato il consumo di suolo perché quando mettiamo a disposizione delle opportunità, ovviamente ci sono soggetti che la sfruttano, ci sono amministrazioni che le assecondano e il risultato è che andremo nella direzione opposta a quella che avete ipotizzato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Mi astengo, ho tenuto come sempre un atteggiamento corretto, quindi debbo dire che dissento dal mio capogruppo. Tenete presente che può capitare, tra l’altro ho talmente stima del mio capogruppo che posso dire che è stato votato da tutti, ma l’ho proposto io come capogruppo, anche riproposto ed ho rinunciato alla richiesta di qualcuno, non di tutti, che facessi io il capogruppo in sua vece. Ho detto no perché lui è il mio capogruppo, però devo dire che in questo caso anche lui ha saltato qualche pagina, per quello che dicevo ieri e che ho detto prima. Il parere che è stato dato è corretto, articolo 16, questo lo dobbiamo dire perché siamo seri: “Sono validi se è presente la maggioranza dei Consiglieri in carica. Le deliberazioni sono approvate quando i voti favorevoli prevalgono su quelli contrari, sempre che non vi sia stato il voto contrario della maggioranza dei componenti assegnati al Consiglio appartenenti ad una tipologia di enti. Significa che se una componente, come lì, ha dato parere contrario il parere si dà non dato, è sbagliato, la legge sicuramente ha un vuoto perché non può essere, però succede, è una sorta… Lo diciamo qui perché noi siamo un gruppo serio e diciamo la verità, quello che dice il Consigliere Mangialardi ha una sua coerenza, ma purtroppo non è come dice lui, non è così per un vuoto della legislazione. E’ una sorta di potere di veto rispetto ad un parere, altrimenti come se ne esce? D’altra parte se sta all’Onu, il potere di veto può stare anche al Cal delle Marche, altrimenti come se ne esce? In quel caso se si fosse votato per testa cosa sarebbe successo? Perdevano comunque le Province, invece, che avrebbero dovuto fare le Province? Avrebbero dovuto dire parere favorevole subordinato all’accoglimento di queste condizioni, avrebbe messo in difficoltà gli altri Sindaci e le Unioni montane, che dovevano votarlo, e ovviamente le loro condizioni dovevano essere accolte altrimenti era parere contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 10/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 10. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Qui è stato accolto un emendamento, ma a me che me ne viene? Anzi, è stato accolto un emendamento che oggettivamente non poteva non essere accolto perché migliora il testo, mentre sono stati bocciati altri che erano la conseguenza. Se li andate a vedere anche quelli coprivano da una parte delle carenze del PTR e dall’altra erano coerenti con i deliberati di questo Consiglio regionale e con questioni con le quali questo Consiglio regionale si dovrà misurare.
Penso che anche qui sia stata persa un’ottima occasione, come vedete cerco di essere oggettivo, però, ripeto, quando voi non mettete nel PTR gli indirizzi per le aree idonee e non idonee, tra l’altro sulla base della legislazione nazionale, quindi è evidente che deve essere riferito a livello nazionale. Avete paura che venga impugnata? Lo sapete quante domande ci sono sui territori? Quante domande giacciono in Provincia? Ad esempio nella Provincia di Fermo tra i vari impianti fotovoltaici ce n’è uno a Falerone che attraversa Piane di Montegiorgio, dove passa l’elettrodotto ci sono aree di pregio, la terra per la dieta mediterranea (una legge che ha fatto questa Giunta regionale), il piantone di Falerone, e lì non diamo gli indirizzi per dire che quella è un’area che non può essere vocata e magari non li mettiamo su qualche capannone industriale, su qualche area dismessa? Se non dice questo il Piano territoriale di coordinamento, il Piano territoriale regionale, a che servono? Servono ad appagare o a grattare l’ego del Ministero della cultura.

PRESIDENTE. Articolo 10, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri,
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 11. Ci sono 32 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L'articolo 11 attiene al procedimento di approvazione del PTR, prima abbiamo parlato degli indirizzi, delle linee generali, adesso parliamo del procedimento. Ci sono diversi emendamenti nostri, a mia prima firma e a prima firma della Consigliera Casini. Anche qui potete verificare come noi non ci siamo sovrapposti, perché, se avessimo voluto, la Consigliera Casini poteva presentare i miei ed io i suoi e gli emendamenti anziché 300 sarebbero diventati 600.
Parlo per i miei, per quelli a prima firma della Consigliera Casini ci penserà lei. Il primo, l'articolo 11 lo sostituiamo attraverso una procedura più snella che chiamiamo procedimento di formazione, adozione e approvazione del PTR, ne parleremo dopo.
Questo emendamento è tratto, anche questo adattato al caso concreto, dal Testo unico della legge dell’Umbria: articolo 9 (Procedimento di formazione, adozione e approvazione del PST). Gli altri emendamenti, nella previsione opportuna che voi boccerete questo emendamento, che potrebbe costituire un’opportunità, vanno ad aggiustare il testo per renderlo da una parte più snello, più aderente alla realtà, più efficace e più efficiente. Perché, ripeto, uno strumento di programmazione come il PTR nei suoi obiettivi, nelle sue finalità e nel suo procedimento di approvazione è lacunoso. Non andrà mai in vigore, ma non solo, scatenerà, quello che diceva il Consigliere Biancani prima, che lui in modo pratico ha colto, una corsa alle velleità edificatorie, perché ovviamente la farraginosità dei Piani, la lungaggine, andrà a consolidare questa corsa forsennata. Quindi, noi andiamo e lo facciamo in questa direzione. Pensate che l'articolo 11 consta di 15 commi e ogni comma non so quante lettera ha. Invece, il mio emendamento ha esattamente 5 commi, quindi è molto più snello.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Su quest'articolo abbiamo presentato 32 emendamenti perché è veramente scritto male, a cominciare dalla procedura di VAS, lo diciamo con il cuore in mano perché non credo che i marchigiani meritino questa sciatteria nella redazione di questo atto. Le consultazioni, per esempio, faccio un focus soltanto sulle consultazioni, sono stabilite ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo 152/2006 e prevedono una consultazione nella fase preliminare di VAS e qui non si comprende se chi ha scritto la norma conosca le due differenti procedure: quella di screening e quella cosiddetta di scoping. Evidentemente no, l'articolo 14 non viene assolutamente citato, ma si citano partecipazione con le modalità e i tempi comunque non inferiori a 30 giorni. In realtà l’articolo 14 è obbligatorio e quando questa norma sarà impugnata perché il Ministero dell'ambiente, per motivazioni che sono palesi, dirà che non viene rispettata la procedura stabilita dalla normativa vigente di VAS per lo scoping perché in questo caso è chiaro che un Piano territoriale regionale non può andare a screening, assolutamente, per verificarne l'assoggettabilità, ma è ovvio che vada a scoping perché è normale che vada a VAS proprio per i suoi contenuti e per lo spessore del Piano.
La Conferenza di CeVI, ripeto, non è conforme alla normativa vigente, che prevede, ripeto, all'articolo 10 del 152/2006, che è il testo unico dell'ambiente dell'Italia, che non può essere altro che la Conferenza dei servizi di cui agli articoli 14 e seguenti l’organismo mediante il quale i pareri degli SCA, non solo possono essere acquisiti - invece di essere acquisiti uno alla volta, perché si può anche attivare una procedura che prevede che è libero l'ente proponente di decidere di acquisire i pareri degli SCA uno alla volta – ma possono essere mandati per iscritto invece di utilizzare la modalità della Conferenza dei servizi.
La Giunta regionale poi adotta il progetto preliminare corredato dal rapporto ambientale di VAS, quindi, si presuppone che la parte precedente sia relativa all'articolo 12, ma la legge non lo cita, quindi non lo possiamo sapere. Un’altra volta abbiamo che il Piano territoriale regionale viene approvato unitamente ai suoi allegati, ci domandiamo e vi domandiamo che significa unitamente ai suoi allegati, cioè il PTR è formato dagli allegati a cominciare dalla relazione tecnica e proseguendo con tutti gli elaborati che vanno dalla…
Rinuncio al mio intervento, Presidente, perché è tardi, non c’è interesse e il problema della non conformità non riguarda me perché la legge non è mia , ma l’ha presentata qualcun altro, che si vanta di averla presentata. Vorrà dire che sarà un problema del Consigliere Assenti e del Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. Emendamento 11/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Rinuncio all’illustrazione, lo do per letto e ne chiedo l’approvazione, l’ho tratto dal testo unico della Regione Umbria.

PRESIDENTE. Emendamento 11/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ho cercato di spiegarlo prima nel disastro generale, le procedure relative all’approvazione di un Piano che si approva insieme al documento di Vas seguono la procedura di scoping o quella di screening, nel caso di specie anche se qui non si dice, si segue quella di scoping perché sicuramente si andrà a VAS perché è un piano che ha un'importanza notevole. Il PTR deciderà tutte le infrastrutture, quantomeno regionali, quindi ha una dignità di Piano d'area vasta perché riguarda tutta la regione Marche.
La legge nazionale, anzi il Testo unico dell'ambiente 152/2006, all'articolo 14 stabilisce come si fa la pubblicazione e la consultazione in maniera obbligatoria e deve essere pubblicato per 45 giorni. Voi riscrivete la norma, scrivete una cosa vaga che non si scrive, perché non va bene scrivere le norme così, quando si tratta di pubblicazioni che hanno tutte delle normative di riferimento. Questo mi indigna come cittadina della regione Marche, perché non è giusto che ci siano delle persone che hanno scritto questa roba. E’ poco riguardoso nei confronti di tutti i cittadini che neanche si rendono conto di quello che sta scritto in questa norma, ma io che me ne rendo conto e che li difendo mi indigno. Il documento programmatico è reso pubblico nei modi più idonei ad assicurare adeguate forme di informazione e partecipazione con … i tempi comunque non inferiori a 30 giorni indicati nel documento medesimo ed è trasmesso alle Province ed ai Comuni anche al fine dei lavori della Conferenza di CeVI e dell'eventuale integrazione dei suoi contenuti. Non è conforme alla legge, esiste un articolo, che è il 14, che stabilisce questo e questo va seguito. Questa norma non conosce le procedure della Vas ed è una roba grave, perché noi questa gente la paghiamo, come siamo pagati noi per approvare le leggi perché noi legiferiamo e se ci vuole un’ora, un giorno, un mese in più… Sono un po’ stanca di vedere tutti che sbuffano o ci prendono in giro, io voglio esaminare la legge fino all’ultimo comma, va bene? E sto qui fino a quando non l’abbiamo esaminata tutta e voi avete la responsabilità di bocciare quello che io propongo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Questo emendamento è bocciato perché facciamo riferimento all'articolo 11, comma 9, dove c'è scritto che le consultazioni ai fini della VAS si svolgono rispetto all’articolo 14 del d.lgs. 152/2006, noi lo verbalizziamo e sta qui, il riferimento è all’articolo 11, comma 9, quindi bocciamo il suo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 11/2. Lo pongo in votazione. Annulliamo la votazione e la rifacciamo.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 11/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Se non passa decadono i seguenti emendamenti: 11/4, 11/11, 11/16, 11/17, 11/23, 11/26 e 11/30. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Voglio che resti verbalizzato che l'articolo 11 e l'articolo 14 sono due procedure completamente diverse, che si applicano a due fattispecie diverse.
Spero che il Ministero dell'ambiente questa roba la veda, soprattutto che la CeVI, così come individuata, descritta e formata da questa legge, con i membri stabiliti da questa legge, non può sostituire la Conferenza dei servizi che viene prescritta come unica via in alternativa al parere fior da fiore dallo stesso 152 nell’articolo 10. L’ho detto mille volte, non volete per un atteggiamento anche un po' presuntuoso, se volete, perché è scritto nella norma, basta leggerlo, cioè la norma dice che esiste una procedura di scoping è una procedura di screening, cioè una verifica di assoggettabilità. Quando so che la verifica di assoggettabilità non la devo fare è perché sono certa che è assoggettata, utilizzo una procedura diversa da quella che utilizzo per lo screening. Alla fine sono un po' stanca di ripetere sempre queste cose, vorrà dire che chi è esperto, chi vi ha scritto queste norme se ne prenderà la responsabilità alla fine. Non potete pubblicare per 30 giorni perché è obbligatorio per 45 giorni, non lo dice Anna Cassini, non lo dice il Partito Democratico, lo dice la legge nazionale e se non vi bastasse è richiamato un articolo sbagliato…
Consigliere Assenti, può rispondere a quello che io dico, lo sto dicendo, e non mi fa piacere doverlo ripetere per l’ennesima volta alle 20,00, dopo una giornata che siamo qui. Lo faccio perché sento il dovere morale di proporre modifiche a questa norma perché è scritta con i piedi, ma se fosse scritta con i piedi e non avesse un impatto sui cittadini, sarebbe una cosa formale, invece questa ha un impatto sui cittadini importante e di questo ve ne assumete la responsabilità, Cal o non Cal.

PRESIDENTE. Emendamento 11/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto

Emendamento 11/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento molto importante che credo vada nella direzione di raccogliere…, perlomeno a me sono arrivate indicazioni di tanti Sindaci. Noi qui parliamo del PTR, che dice che la Regione convoca la prima conferenza di CeVI, a cui partecipano le Province e i Comuni capoluogo di Provincia, che forniscono il loro contributo, ma gli altri si fanno dettare la linea dai Comuni capoluogo? Decidono quello degli altri? Facciamo l’esempio dell'ampliamento della A14, facciamo decidere solo al Comune di Fermo, che è capoluogo e il Comune di Porto San Giorgio dove passa l'ampliamento sta zitto? Fa quello che dice Fermo? Ma che scherziamo? Allora con questo emendamento togliamo: i Comuni capoluogo di provincia, di modo che resta partecipano alla conferenza di CeVI le Province e basta. Non i Comuni capoluogo di Provincia, perché l’esempio è quello dell’ampliamento della A14, ma che scherziamo? Si fa la Conferenza di CeVI e ci partecipano la Regione, il Ministero della cultura, il Comune di Fermo e il Comune di Porto San Giorgio, a cui passa davanti casa, il quale non parla, sta zitto e fa quello che dice Fermo? Come si fa a pensare una cosa del genere? Tra l’atro questa norma è lesiva, è incostituzionale, perché l’articolo 9 della Costituzione dice la Repubblica tutela l’ambiente e siccome la Repubblica sono anche i Comuni, il territorio del Comune di Porto San Giorgio non lo può tutelare il Comune di Fermo, ma lo tutela il Comune di Porto San Giorgio. E’ una prerogativa costituzionale, se lo espropriate questa legge la rendete incostituzionale, oltre che essere un’ingiustizia.
Accogliete quest'emendamento, altrimenti fate un obbrobrio costituzionale ed una vergogna.

La seduta è sospesa alle ore 14:20

La seduta riprende alle ore 14:45

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Ascoltando il dibattito ogni tanto una perplessità viene e questa perplessità l’ho voluta chiarire perché in quella Conferenza di CeVI, in cui si prevede la presenza anche del Comune capoluogo di Provincia…, ho visto che più avanti c’è un emendamento che prevede anche la partecipazione delle Unioni Montane. Comunque, detto questo, ho verificato che in quella Conferenza non vota il Comune capoluogo, partecipa ma non vota, non c’è un voto da esprimere, quindi il Comune capoluogo non vota. L’ho voluto verificare…, era peggio se votava e se avesse avuto una predisposizione a dare una indicazione, partecipa eventualmente per dare suggerimenti. Ho voluto chiarire questo, che mi lasciava un po’ perplesso- E’ consuntiva, poi è la Regione che decide da quella Conferenza dei servizi, quindi il Comune dà un parere.
Mi rivolgo anche ai Consiglieri di maggioranza, mi aveva messo una perplessità questo intervento, e l’ho voluta verificare. Se fosse stato una Cevi in cui votavano la Provincia, il Comune capoluogo e il Comune, che non è capofila, dico io, fa? Non è peggio perché la CeVI è solo consultiva. Quindi mi sento più rassicurato rispetto alle questioni che sono state sollevate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Qui parliamo del PTR. Il comma 3 riporta che partecipano alla Conferenza di CeVI le Province e i Comuni capoluogo di Provincia - che voi volete togliere, ed io sono assolutamente contrario - che forniscono il loro contributo e rappresentano la loro valutazione, anche attraverso l’espressione di un parere facoltativo in seno alla Conferenza medesima.
Alla Conferenza di CeVI partecipa anche il Ministero e il comma 4 dispone che vi partecipano inoltre i soggetti competenti in materia ambientale e, lettera b), i soggetti la cui partecipazione è ritenuta necessaria ai fini della copianificazione della valutazione.
Scusate, sull’arretramento della ferrovia è chiaro che vengono coinvolti tutti i Comuni lungo la ferrovia, ma perché volete usare strumentalmente degli emendamenti? E’ chiaro che sono tranquillo nell’andare diritto, abbiamo valutato politicamente, su richiesta anche del Cal, di inserire le Unioni Montane, quindi c'è un emendamento, credo che sia vostro, che approveremo che riguarda le Unioni Montane.
Dalla CeVI non viene escluso nessuno, se un Comune è interessato su un punto del Piano territoriale regionale viene coinvolto, ha la possibilità di essere coinvolto.
Dopodiché oggi probabilmente non arriveremo all'approvazione finale dell’atto perché il tempo sta scadendo, ma se la maggioranza valuta necessario un emendamento per aggiungere una parolina, che può essere più esplicita, possiamo aggiungerla, ci prendiamo la nottata eventualmente per aggiungerla.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso rispetto a quello che diceva il Consigliere Cesetti e che dirà il mio capogruppo.
Dico questo, noi stiamo approvando la procedura e anche i contenuti del Piano territoriale regionale che secondo me, qui dentro, di voi non l’ha visto mai nessuno. Sono sicura che, eccetto alcuni, nessun ha aperto mai una tavola di questo Piano e non ha neanche in testa come è fatto, infatti scrivete che viene pubblicato insieme ai suoi elaborati perché non sapete che esso stesso è i suoi elaborati.
Premesso questo, è detto anche al Consigliere Assenti, l'articolo 13 prevede comunque 45 giorni, quindi qualunque procedura ci metti sono sempre 45 giorni e non 30, ma questo è un problema di legittimità che avrete quando sbatterete la faccia con i pareri di legittimità nazionale. Allora i Comuni…, bene l’esempio fatto dal Consigliere Cesetti, stabiliamo l'arretramento della A14 e invece di starci lei, Consigliere Serfilippi, ci sto io che sono un Assessore, e guarda caso sono di Ascoli Piceno e non mi va per niente di chiamare San Benedetto del Tronto nel cui territorio ricadrà l'arretramento della A14. Ve lo leggo: “I soggetti la cui partecipazione sia ritenuta necessaria ai fini della…”, chi lo ritiene necessario? Chi la convoca? Io credo “utile e necessario” non solo in una norma, o sono necessario o non sono necessario... Mi spiegate su tutta la costa, da Fermo in giù e da Fermo in su, nessun Comune potrà parlare se non i capoluoghi di Provincia, che tra l’altro potranno esprimere… Rileggo: partecipano alla Conferenza di CeVI le Province e i Comuni capoluoghi di Provincia che forniscono il loro contributo e rappresentano la loro valutazione, anche attraverso l'espressione di un parere facoltativo in seno alla Conferenza medesima, poi vi partecipano i soggetti competenti in materia ambientale. Assessore, è obbligatorio per legge e lei mette una procedura che fa acqua da tutte le parti. I soggetti la cui partecipazione sia ritenuta necessaria, da chi è ritenuta necessaria? Chi fa le convocazioni? Se le faccio io e mi sta sulle scatole San Benedetto del Tronto - faccio un esempio, o un altro Assessore che ha un problema politico – non sono obbligato e posso non chiamarlo non è obbligato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Leggendo l'emendamento del Consigliere Cesetti inizialmente ero favorevole perché non avevo visto i commi dopo e mi sembrava che il Consigliere Cesetti avesse ragione. Uno legge e cerca di capire, poi ho avuto modo di approfondire e devo dare atto…, e voglio ringraziare di cuore il Presidente della Commissione Consigliere Serfilippi, che ha fatto una chiarezza impressionante.
Dall'altra parte ho persone titolate, come avvocati, architetti, persone competenti che fanno politica e che non solo sanno leggere e sanno interpretare… Siccome ho del tempo, apro una parentesi sul caso della A14 dove il Presidente Acquaroli, l’Assessore Baldelli e la Giunta stanno portando a casa un altro sogno che aveva il Consigliere Cesetti e che non era riuscito a fare. Lui era andato con coraggio contro il Ministro De Micheli, che aveva stracciato il finanziamento della A14. Ricordo che il Presidente e l’Assessore sono riusciti a coinvolgere tutti i Sindaci interessati dalla A14, cosa storica, cosa che purtroppo la sua Giunta ed il suo Presidente non sono mai riusciti a fare. Questo mi fa molto piacere proprio per dimostrare che c’è stata una grande partecipazione.
Tornando al merito dell'emendamento, si capisce al volo quando dice: i soggetti la cui partecipazione è ritenuta necessaria ai fini della copianificazione della valutazione, però qui a fianco c’è un emendamento necessario e utile. Sotto ancora dice che la Conferenza può altresì consultare altri soggetti, anche portatori di interessi diffusi. Fermiamoci, siamo stati tutti amministratori pubblici, non credo che venite dalla luna, se c’è un problema, se c’è un’opera pubblica, i Sindaci scriveranno alla Regione, si o no, se hanno l’interesse di portare a casa quell’opera pubblica. Sono soggetti portatori di interessi? Io credo di si, se proprio non vengono convocati, portano l'interesse collettivo pubblico dei cittadini e io credo che questo… Credetemi, ero inizialmente favorevole all’emendamento del Consigliere Cesetti, ma ho fatto chiarezza, ho letto ancora e sono certo che il Consigliere lo ritirerà.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Intervengo in dissenso dal gruppo. Intanto provo a spiegare, a motivare, la sciocchezza giuridica per scelta politica. E? chiaro quello che voi dite, che ha illustrato il Consigliere Serfilippi, voi pensate di recuperare tutti gli altri Comuni attraverso l'affermazione, l'espressione letterale: i soggetti la cui partecipazione è necessaria. Intanto il soggetto ente territoriale non è un soggetto, è un ente territoriale, e quando scrivo che la legge fa schifo per come è scritta, se l'ente territoriale è un ente, non un soggetto.
Secondo elemento, sono certo che il Consigliere Putzu, che non è pregiudiziale…
Chiedo il silenzio, in quanto vorrei apportare un contributo.
Scrivere che i soggetti scelti sono quelli ritenuti necessari, significa individuare un criterio discrezionale, se volevate mettere qui questo elemento, sarebbe stato sufficiente individuare un criterio obiettivo con la stessa geografia legislativa, piuttosto che agganciare gli altri Comuni alla valutazione discrezionale non so di chi. Sarebbe sufficiente che a quella specifica adozione fossero presenti oltre i Sindaci dei capoluoghi, tutti i Sindaci che sono interessati per territorio rispetto a quella decisione. Per tornare all’esempio, a cui ha fatto riferimento il Consigliere Cesetti, dell’allontanamento, è sufficiente dire: partecipano tutti i Comuni che vengono toccati per territorio da quell'opera. Quel tema non è discrezionale, quel tema garantisce i Comuni e ovviamente, secondo la vostra impostazione, non partecipano quelli non c'entrano niente. Capisce, Consigliere Putzu, che il contesto è una legge, l'affermazione scritta in cui la partecipazione è necessaria, comprendete che non è un criterio legislativo, occorre agganciarlo ad un criterio oggettivo.

PRESIDENTE. Emendamento 11/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mangialardi, Vitri.
Contrari: Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Carancini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Con questa votazione, terminano i lavori per oggi, come stabilito. Ci vediamo domani.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 20:00