Resoconto della seduta n.145 del 27/02/2024
SEDUTA N. 145 DEL 27 FEBBRAIO 2024

La seduta inizia alle ore 10:45

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 145 del 27 febbraio 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 144 del 20 febbraio 2024, il quale ove non vi siano opposizioni si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Comunico che hanno chiesto congedo il Presidente della Giunta regionale Acquaroli e la Consigliera Lupini.

Iscrizione della mozione n. 446/24, da abbinare con le altre mozioni presenti al punto 4. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

PRESIDENTE. Colgo l'occasione per proporre alla vostra attenzione il rinvio del punto 5 in Commissione, che sono le proposte di legge a iniziativa del Consigliere Latini, modifica leggi regionali 23/95 e successive modificazioni, unita alla proposta di legge n. 194, sempre del Consigliere Latini, su modifica della legge regionale 30 giugno 2014, riorganizzazione della struttura amministrativa del Consiglio regionale. Il testo unificato è ovviamente il frutto, praticamente, delle due proposte di legge. Il relatore di maggioranza è il Consigliere Assenti, il relatore di minoranza il Consigliere Cesetti. A nome di tre Consiglieri, Consigliere Biancani, Consigliere Pasqui, propongo il rinvio delle due proposte di legge, del testo unificato, perché si tratta della riorganizzazione, che va discussa in maniera... rispetto alla valutazione che è stata fatta.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Io non ci penso, ma trattandosi di disposizioni in materia di riorganizzazione della struttura amministrativa del Consiglio regionale, dinanzi ad una richiesta del Presidente non avrei nulla da obiettare. Però vorrei sapere, anche come relatore di minoranza, le ragioni sottostanti a questa richiesta, del tutto legittima, visto che la Commissione comunque aveva licenziato un testo unificato sul quale, tra l’altro, tutti erano d'accordo, per sapere le ragioni affinché io, come relatore di minoranza, le possa anche valutare.

PRESIDENTE. Abbiamo concordato, in sede di Conferenza dei Capigruppo, di finire oggi la proposta di legge sull'editoria perché l'altra volta avevamo detto che comunque sarebbe stata discussa. Le due proposte di legge comportano che il lavoro del Consiglio si estenda ad orari non praticabili o, quantomeno, non definibili. È un rinvio tecnico alla prossima seduta.
Rinvio del testo unificato delle proposte di legge n. 161 e n. 194. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 1102 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Legge regionale n. 35/2021 art. 5 comma 5 – Funzioni del direttore dell’ATIM e predisposizione del Programma annuale delle attività per l’anno 2024 e del bilancio triennale 2024/2026”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1102 - a risposta immediata -dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Il direttore dell' ATIM ha approvato il programma operativo annuale e il bilancio economico preventivo 2024-2026 con decreto n. 47 del 19 febbraio 2024, ai sensi dell'articolo 5, comma 4, della legge regionale 35/2021. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Ma che dire, Presidente, provare a mettere le toppe è sempre difficile, il più delle volte riesce male, specie quando il buco è una voragine e ATIM è una voragine e la mancanza di supervisione e controllo da parte del Presidente Acquaroli, che ha la delega al turismo, è un'altra voragine. Ci dite oggi che il Piano è stato approvato, ma gliel'avevo detto anch'io, Assessore, la settimana scorsa, lo sappiamo, me l'avete anche trasmesso in risposta alla mia richiesta di accesso agli atti del 14 febbraio.
Peccato che il Piano porti la data del 19 febbraio, una quasi coincidenza di date che fatico a definire casuale. Oltretutto, 5 giorni, Assessore, per redigere un Piano annuale, sollecitato dalla minoranza e, a vostro dire, strategico, da oltre 8 milioni di euro per il solo 2024, mi sembrano un po' pochini, lei che dice?
Aggiungo anche che queste risorse mi sembra che non siano ancora state trasferite dalla Regione all'Agenzia. Quindi, come funziona, Assessore? Come si stanno coprendo finanziariamente gli impegni assunti dal Direttore di ATIM nel frattempo? Ma sicuramente lei, Assessore Brandoni, non saprà neanche questo, perché lei non sa mai nulla. In fondo non sapeva neanche che il Direttore di ATIM aveva sottoscritto un contratto di 750.000 euro con Aeroitalia senza una procedura pubblica.
Mi chiedo di che cosa avevate parlato quando abbracciava l'aeroplano all'aeroporto Sanzio. Ma la vera domanda è: è così che si intende portare avanti la delega al turismo fino al 2025? Mi piacerebbe che un giorno ci fosse anche l'Assessore, ma oramai abbiamo tutti quanti capito che l'unica cosa che è capace di fare è lo scaricabarile.

Interrogazione n. 1081
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Attività di comunicazione dell’attività di programmazione comunitaria FESR e FSE+ per il settennio 2021/2027”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1081 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Si evidenzia in premessa come l'attività di comunicazione venga svolta in maniera integrata tra i due fondi FESR e FSE, essendo unica l'Autorità di gestione dei programmi, che lei ben conosce, e sulla base di una stretta collaborazione tra le due società esterne selezionate per l'attività di comunicazione, che lavorano in sinergia con lo sportello Europe Direct Regione Marche, incardinato all'interno della stessa Autorità di gestione.
L’attività di comunicazione viene svolta in modalità multicanale e vede l'affiancamento di modalità tradizionali, quali gli eventi, gli incontri in presenza, le newsletter mensili o lo stesso portale EuropaMarche.it, a modalità più innovative, quali i canali social e il social media management.
Con l'avvio della nuova programmazione si è palesata anzitutto la necessità di un aggiornamento della struttura del portale regionale EuropaMarche.it, per consentire l'inserimento delle nuove sezioni dedicate all'FSE Plus e al FESR della nuova programmazione 2021-2027. Questo ha comportato un intervento che ha profondamente modificato la struttura del sito, per consentire la convivenza tra la programmazione 2014-2020, in chiusura ma che comunque va mantenuta, e la nuova programmazione 2021-2027, che si trova in piena fase attuativa.
Dopo l'aggiornamento della struttura è continuata l'attività di implementazione, mantenendo il sito come fonte di informazione, documentazione e aggiornamenti sugli eventi. Viene infatti utilizzato per pubblicare bandi e proroghe, fornire documenti utili ai beneficiari, comunicare eventi e aggiornamenti sulla programmazione 2021-2027.
Per quanto riguarda i canali social, vengono impiegati per condividere con gli utenti nuovi avvisi pubblici in arrivo e in scadenza, insieme alla relativa documentazione, che include corsi di formazione, webinar informativi, eventi e seminari in programma, attraverso la pubblicazione di post, foto e video, utilizzando tutte le piattaforme attualmente disponibili.
Qualora rimanga del tempo alla fine della lettura della mia risposta alla predetta interrogazione, vi darò i dati di utilizzo dei canali social dei fondi europei; se non rimanesse del tempo, invito l'interrogante a venire in Assessorato a prenderne atto.
Subito dopo l'approvazione dei programmi da parte della Commissione europea, ho ritenuto opportuno informare le imprese marchigiane sulle future uscite dei bandi. Come primo scambio di informazioni ho quindi inviato una PEC a tutte le imprese, come da elenco fornitomi dalla Camera di commercio, per comunicare il link dove reperire bandi, avvisi, decreti e altri atti pubblici.
L'organizzazione degli eventi nel territorio nel 2023, tra FESR e FSE: oltre 30 incontri in presenza con live sui diversi social per aumentare la visibilità, con un totale di presenze tra istituzioni, aziende, sindaci e cittadini di oltre 2.000 partecipanti. 13 incontri diretti con e nelle imprese per raccontare opportunità e visitare progetti FESR realizzati dal 15 febbraio al 13 dicembre.
Newsletter mensile congiunta FSE, FESR ed Europe Direct: sono state inviate 12 newsletter durante il 2023, nella seconda settimana del mese; media numero destinatari per ogni invio: 6.510, con un dato in costante crescita negli anni.
Comunicazione digitale e social media management: è stato aggiornato e potenziato il sito web Europa Marche, piattaforma unica per il FESR e l'FSE Plus, che nel 2023 ha registrato 206.300 visualizzazioni, in costante aumento di anno in anno dal 2018.
Canali social condivisi tra FESR, FSE ed Europe Direct: i canali social contemplano le piattaforme, in condivisione con Europe Direct, Plus FESR, Facebook, Instagram e LinkedIn. I canali a disposizione del solo FESR, dedicato alle imprese: YouTube, Telegram e WhatsApp. Le piattaforme di uso esclusivo FSE: TikTok e YouTube.
Media relation: organizzate due conferenze stampa per presentare al pubblico importanti progetti e la programmazione FSE Plus. La rassegna stampa locale del 2023, per articoli in cui compare la sola parola chiave FESR, è di 1.160 articoli, in costante aumento rispetto agli anni precedenti, ad esempio nel 2020 erano 650. Oltre 50, diciamo 51, i servizi TV con interviste e approfondimenti per il racconto delle opportunità e dei bandi FESR.
Piano media, acquisto spazi: sono state realizzate campagne sponsorizzate su Facebook, oltre a trasmissioni televisive realizzate presso i beneficiari.
In conclusione, voglio ribadire che tutti gli strumenti utilizzati, come dimostrano i numeri, hanno avuto un incremento costante di visualizzazioni, follower e destinatari. Grande importanza è stata data agli incontri diretti con i potenziali beneficiari tramite un numero decisamente importante di eventi in presenza e, nel contempo, in live streaming. Questo percorso…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Intanto non c'è bisogno che l’Assessore Brandoni mi inviti ad andare in Assessorato a leggere questi dati che lui non ha fatto in tempo a leggere; potrebbe fare quello che succedeva sempre nella legislatura precedente, cioè consegnare all'interrogante la risposta, ma d'altronde, se fossero dati di cui lei andrebbe fiero, li avrebbe letti per prima.
Così come mi chiedo, ed è da tempo che me lo chiedo, Assessore Brandoni, se lei queste relazioni e le risposte le legge prima di illustrarle qui in Aula, cioè mette in dubbio quello che le scrivono gli uffici o fa ogni volta un atto di fede? Però poi mi rendo anche conto che fare a lei queste domande è un po' come sparare sulla Croce Rossa.
Il tema è, Assessore Brandoni, che il senso di questo atto ispettivo è quello di sollecitare il ripristino delle modalità di trasmissione e pubblicizzazione dei bandi FESR e FSE Plus emanati dalla Regione Marche, sia a mezzo PEC che tramite la newsletter, strumenti che io stessa controllavo quando stavo al suo posto e che sono stati trascurati. Io sarei stata felice se voi li aveste addirittura migliorati, ma sono stati completamente abbandonati dalla Giunta Acquaroli.
Per quanto riguarda l'utilizzo della PEC, noi prima facevamo un'altra cosa, non è che mandavamo una PEC per tutto il settennio alle imprese dicendo: “Se volete informazioni le trovate qui” No, no, noi, in base ai codici Ateco delle aziende, ogni volta che c'era un bando dicevamo: “C'è questo bando, se vuoi partecipa”
E per quanto riguarda la newsletter, devo ammettere che io stessa ho provato a iscrivermi, l'ho fatto fare anche da una mia collaboratrice, proprio per verificarne il regolare utilizzo, e non mi sono mai arrivati né aggiornamenti né comunicazioni. È chiaro che c'è qualcosa che non va. Anche per questo ho ritenuto opportuno intervenire su questo aspetto, oltre alle tante lamentele che ho ricevuto da tanti cittadini e da tanti imprenditori.
Stiamo parlando di due strumenti che sono stati diffusamente utilizzati nel corso della scorsa legislatura e che si sono dimostrati particolarmente efficaci. Siamo riusciti a raggiungere risultati ragguardevoli, siamo stati tra le Regioni più virtuose d'Italia per quanto riguarda l'impegno e la certificazione delle spese e abbiamo raggiunto tutti gli standard e gli obiettivi imposti dall'Unione europea.
Ora è iniziata la nuova fase, la programmazione 2021-2027 è iniziata da 3 anni, siamo già in ritardo. Non possiamo commettere errori, perché le risorse a disposizione sono tantissime. Non possiamo rischiare di perdere un solo centesimo. È indispensabile utilizzare sia modalità di comunicazione nuove, al passo col processo di digitalizzazione, ma anche rimettere in campo strumenti già rodati e sicuramente efficaci.
La sua risposta non fornisce, di fatto, le rassicurazioni che avrei voluto avere, quindi anticipo che torneremo sulla questione in maniera più approfondita, magari con una richiesta di accesso agli atti più specifica e dettagliata.

Interrogazione n. 1060
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Proposta di riorganizzazione assetto Carabinieri nel territorio Fermano - Trasferimento Comando della Compagnia dei Carabinieri da Montegiorgio a Porto Sant'Elpidio e soppressione Stazione Carabinieri S. Vittoria in Matenano”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1060 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Con questa interrogazione, rivolta alla Giunta regionale delle Marche, si chiedono informazioni in merito all'attività relativa alla riorganizzazione della Compagnia Carabinieri in provincia di Fermo, tenendo conto che questo potere ispettivo, che viene esercitato in quest'Aula, non si attaglia ai poteri che sono attribuiti alla Regione Marche, poiché la materia, come noto, riguarda una competenza esclusiva dello Stato a livello legislativo e una competenza esclusiva delle amministrazioni statali centrali per quanto riguarda l'organizzazione amministrativa.
Precedentemente a questa interrogazione, l'Aula aveva deliberato una risoluzione sempre sul tema della sicurezza e dell'ordine pubblico, che è una materia, come ripeto, non di competenza né della Giunta né del Consiglio regionale delle Marche, risoluzione che è stata trasmessa agli organi di Governo, con la finalità di avviare una sollecitazione sul tema della sicurezza pubblica, non certo per poter modificare gli assetti organizzativi della sicurezza sulla regione Marche.
Io credo, con tutta franchezza, dopo che se ne parla da diverse settimane anche sugli organi di stampa, che sia giusto e legittimo stabilire, una volta per tutte, quali sono le materie che sono di competenza di quest’Assise, perché questo limite all'esercizio del potere pubblico è di natura costituzionale, quindi, non ci possono essere fraintendimenti sulla materia, né ritengo che il Consiglio regionale possa andare a sindacare l'organizzazione dell'Arma dei Carabinieri, che è un Corpo che si autodetermina, si autorganizza secondo le esigenze del Corpo stesso.
Vero è che la materia riguarda, come peraltro per la sanità, il mancato recepimento da parte del Governo delle istanze che provengono dai Corpi di Polizia dello Stato, che sono stati sottostimati dal punto di vista organizzativo, tant'è che negli organici di questi Corpi mancano più di 40.000 operatori, per il noto tema del tetto di spesa, che spero il Governo attuale abbia la possibilità di aumentare e di integrare.
Il tema della sicurezza, che non appartiene alla sfera di competenza né della Giunta, per cui rispondo, né del Consiglio regionale, deve essere indirizzato soprattutto al controllo del territorio e alla quantità di uomini che operano nei territori della nostra regione e anche del Fermano, non certo per intervenire sull’organizzazione amministrativa interna all'Arma stessa.
Io voglio anche sottolineare che, tenendo conto di tutto questo e anche del fatto che il riparto delle competenze tra Stato e Regione affida ai Comuni, in particolare, la materia della sicurezza integrata dal punto di vista amministrativo con i Corpi di Polizia locale e a quest’Assemblea la competenza in materia di potere legislativo, credo che dobbiamo tener conto che la Regione Marche, dopo tanti anni in cui non si era mai fatto nulla in materia, ha investito una somma molto significativa sui temi della sicurezza, attribuendo più di 500.000 euro ai Comuni per la riorganizzazione dei loro sistemi di polizia locale, di controllo del territorio, finanziando telecamere, sistemi avanzati di monitoraggio delle targhe e, soprattutto, interventi diretti all'ammodernamento dei parchi tecnologici e delle autovetture.
Questo è stato fatto dalla Giunta Acquaroli nell'esercizio di questa consigliatura e non abbiamo parlato di sicurezza solamente per chiedere la modifica dell’allocazione degli uffici dell'Arma, ma lo abbiamo fatto con la concretezza e con lo spirito di poter portare una risoluzione e il contributo che è di competenza della Giunta e anche di questo Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Io so bene, Assessore Saltamartini, che la Regione Marche non ha una competenza operativa ed organizzativa per quanto riguarda la sicurezza, ci mancherebbe altro che la Regione non possa avere una competenza o non possa esercitare le sue prerogative per garantire la sicurezza. Questo è il punto.
Come ricordava il Vicepresidente, noi abbiamo approvato in quest'Aula, su mia proposta, le mozioni, erano mie e del Consigliere Marinelli, delle risoluzioni unitarie che, tra l'altro, hanno in parte portato i loro frutti.
Voglio ringraziare l’Assessore Saltamartini e il Consigliere Bilò dell'aumento dell'organico del personale di Polizia Stradale, diverse unità per Fano e Porto San Giorgio, credo proprio all'esito di quella risoluzione.
In questo caso perché c'è una competenza? Perché in quella risoluzione, proprio su richiesta dell’Assessore Saltamartini, venne inserito che la Giunta regionale si impegnava ad avviare un progetto sperimentale per il controllo permanente del territorio nei Comuni di Fermo, Civitanova Marche e Porto Sant'Elpidio, da avviare con le Prefetture.
Oggi che succede? Che questa proposta di riorganizzazione, per la quale porterebbero via il Comando dei Carabinieri di Montegiorgio per portarlo a Porto Sant'Elpidio, sottrae addirittura la competenza di parte della costa, che oggi è sotto la competenza di Fermo, per darla a Porto Sant'Elpidio. Ad esempio Lido Tre Archi, dove avevamo approvato una risoluzione per il presidio fisso, lo sottrae a Lido di Fermo, per metterlo sotto la competenza di Porto Sant’Elpidio e questo non va bene.
Perché non va bene che abbiano deciso questo? Perché nel luglio del 2023, quindi adesso, la Prefettura ha promulgato un bando per reperire i locali da adibire a Comando della Compagnia di Montegiorgio, a Montegiorgio. A luglio ha ritenuto che era necessario tenerla lì, siccome non ha risposto nessuno, a settembre ha cambiato idea.
Questo non può essere, perché non è che il Comando dei Carabinieri può fare quello che vuole, però ci sarà tempo per discutere di questo. Noi possiamo e dobbiamo discutere, perché dobbiamo intervenire sul Ministro dell’interno. Trasformerò l'interrogazione in mozione, perché faremo un'approfondita discussione in quest'Aula. Grazie.

Interrogazione n. 1074
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Situazione U.O. Pronto Soccorso – Murg del P.O. San Benedetto del Tronto”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1074 dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In merito all'interrogazione a prima firma della Consigliera Casini, c'è da tener conto che sono stati avviati dei lavori nel Pronto Soccorso dell'Ospedale di San Benedetto del Tronto, necessari per l'adeguamento di questi locali e, a tal fine, sono state introdotte delle modifiche ordinamentali e riorganizzative della stessa struttura.
I lavori si prevede possano essere portati a conclusione entro la fine del mese di giugno e l'inizio del mese di luglio.
Sull'argomento si è avviata tutta una serie di polemiche dal punto di vista politico-istituzionale, perché c'è stata la volontà di criticare questa riorganizzazione, che è una riorganizzazione che postula la messa in sicurezza e l'adeguamento di questi locali secondo le norme per un ufficio così importante per la sanità qual è il Pronto Soccorso.
Saranno impiegati 239.000 euro e si presuppone che questi locali possano essere restituiti alla funzionalità iniziale, secondo l'organizzazione preesistente, cioè alla conclusione di questi lavori.
Devo anche aggiungere, a riguardo, che questa modifica, necessitata dall'opportunità e dalla possibilità di mettere a sistema i locali del Pronto Soccorso dell'Ospedale di San Benedetto del Tronto, non andrà a impingere sui trattamenti del personale che viene chiamato a operare all'interno del Pronto Soccorso. Non si tratta di una temporanea riorganizzazione che andrà a modificare gli assetti retributivi del personale, il quale potrà essere chiamato ad effettuare prestazioni aggiuntive con il trattamento che è stato delineato dal decreto-legge sulla materia, a 100 euro l'ora.
Voglio rassicurare i medici, gli infermieri e tutti gli operatori che operano nel Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto che non vi saranno diminuzioni di trattamento o modifiche sulle loro condizioni retributive.
Tengo, conclusivamente, ad aggiungere che, com'è noto, la Giunta regionale ha avviato questo progetto di intervento sull'Ospedale, sul Pronto Soccorso, che io avevo portato già due anni fa sul Piano delle opere e degli interventi degli ospedali e si sta delineando la progettazione per il nuovo Ospedale di San Benedetto del Tronto, e questa è la notizia che a noi interessa.
Lo voglio dire qui, a scanso di tante informazioni che vengono esplicitate a riguardo, che la Regione Marche ha la possibilità, dal punto di vista finanziario, di finanziare anche quest'opera, oltre a quelle dell'Ospedale di Pesaro e dell'Ospedale di Macerata.
Voglio sottolineare che questa riorganizzazione è necessitata dalle opere e dai lavori che dovranno essere eseguiti e, contestualmente, questa riorganizzazione passa attraverso l'esercizio del potere organizzativo che compete ai dirigenti, senza alcun intervento da parte degli organi di indirizzo politico né dell'Assessorato, perché la competenza a riorganizzare i servizi e a gestire il personale per garantire le prestazioni è esclusiva dei dirigenti e, in questo senso, rispondo all’interrogazione valutando che i lavori erano necessitati e anche tutte le conseguenti determinazioni riorganizzative all'interno sono la conseguenza di questi interventi edilizi. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mio padre diceva: «Come ti chiami?» e la risposta è: «Ho mangiato i fagioli». La stessa cosa ha fatto l'Assessore, perché io gli ho chiesto delle cose molto precise, seppure queste potessero essere degli atti di competenza dirigenziale. Le ho chiesto, per esempio, mediante quale atto amministrativo; lei mi poteva dire: determina numero del, ma non me l'ha potuto dire perché la delibera non c'è e mi ha soltanto detto che le risorse che sono state impegnate sono 200 e passa mila euro, ma io le avevo chiesto se fossero quelle del decreto 34/2020 e lei non ha voluto o non ha potuto rispondere. Le avevo chiesto se fossero, per caso, dei residui dei fondi stabiliti dal decreto 34/2020 e lei non mi ha risposto.
È inutile, Consigliere Assenti, che annuisce, perché neanche lei lo sa; non ha risposto neanche a lei, o forse lei lo sa, ma non me lo vuole dire.
Le ho chiesto come è stato scelto il soggetto contraente. Ci sarà una determina con la quale la direttrice, o chi per lei, ha dato un incarico e poi lei mi ha risposto con tanti condizionali, Presidente.
Io, invece, le ricordo, rispetto a quello che lei ha detto, che tutti i medici del Pronto Soccorso, e dico tutti, anche quelli che non hanno “sposato” sempre la linea del primario, hanno scritto una lettera molto pesante, nella quale si parla del rischio di eventi clinici avversi e nella quale si dice che le modifiche che si stanno attuando…, e lei non mi ha risposto per quale motivo si fanno i lavori, perché genericamente mi ha detto che ci voleva una riorganizzazione, e trovo che il 18 gennaio … E’
veramente faticoso, Presidente: o lei gioca col telefonino o tiene l’Aula.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, era per dire che il Presidente Acquaroli ha appena finito e sta rientrando in Aula. Chiedo scusa e chiedo di fare silenzio. Grazie.

Anna CASINI. Non è semplice, non è la mia materia ed oltretutto è complessa, perché o la facciamo in maniera superficiale o, se uno la vuole approfondire, ci vuole un minimo di concentrazione.
La direttrice in un'intervista - la nostra direttrice parla per interviste, anche da Sanremo o su Facebook- del 18 gennaio dichiarava che quando furono fatti i lavori, non fu completato l'intervento dei flussi d'aria. Noi abbiamo avuto dei letti di semi-intensiva in una stanza dove non c'erano i flussi d'aria, che sono fondamentali per avere l'autorizzazione del reparto; ergo, il reparto, così com'era, non era autorizzato e questa è una cosa molto grave, secondo me.
Poi dice una cosa un po' peregrina, perché dice che questo rappresenta una riduzione di cinque letti. Figuriamoci, in un ospedale dove abbiamo 200 letti, non ne troviamo cinque quando ne abbiamo circa 200? Ma questi sono posti letto di semi-intensiva che hanno sempre funzionato, e non esiste una motivazione per questi lavori che sono stati fatti, guarda caso, quando si è alzato il livello di scontro. L'idea è proprio quella di chiudere questi cinque posti letto e questo crea dei problemi anche nella gestione notturna perché, dicono sempre i medici nella lettera che hanno mandato, c’è il rischio di eventi clinici avversi.
Assessore, qualcuno la responsabilità se la prende e non potrà certo essere del reparto, sarà di chi ha voluto attivare queste azioni pur avendo contro tutti gli operatori, che hanno detto che l'assenza del medico di guardia notturna, deputato alla sorveglianza e gestione dei pazienti ricoverati in OBI, non genericamente nel Pronto Soccorso e nella MURG, costituisce fonte di elevato rischio clinico.
Questo non lo dice il Partito Democratico, non lo dice la Consigliera Casini, questo lo dicono gli operatori del Pronto Soccorso e della MURG di San Benedetto del Tronto. Credo che sia una scelleratezza.
Poi un'altra cosa: la notizia è che abbiamo 140 milioni di euro, che crescono come i marenghi di Pinocchio, crescono ad ogni piè sospinto, ma finché non mi fate vedere l'atto dove questi soldi sono inseriti, io, che sono un'ascolana e non sono propensa a credere alle notizie che non sono verificate, non ci credo. Invece di fare tante chiacchiere, di parlare… Assessore, le comunico che dopo la sua intervista ad Ascoli Piceno ho fatto una richiesta di accesso agli atti per verificare i dati che le hanno dato.

Interrogazione n. 1013
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Mangialardi, Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Vitri
“Funzionamento delle cure domiciliari. Figure professionali impiegate e tempi di erogazione”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1013 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Mangialardi, Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Devo dare lettura della risposta perché chiede dei dati: la dotazione organica, le figure professionali, addirittura per ogni distretto sanitario, che operano all'interno dei servizi di cure domiciliari, comprese le cure palliative, i tempi di erogazione, su quanti giorni e con quale articolazione oraria. Domande incompatibili con i tempi di risposta all’interrogazione.
Da una rilevazione effettuata da GENAS nell'ottobre del 2021 era emersa una notevole differenza tra i servizi di cure domiciliari che operano nei vari distretti sanitari marchigiani, dovuta all'andamento storico caratteristico di ogni territorio, alla diversa disponibilità di risorse, variabilità e differenze che non sono state superate dall'Azienda sanitaria regionale unica (ASUR).
Le differenze rilevate riguardavano i seguenti aspetti: il numero degli addetti rispetto alla popolazione, all'orografia e viabilità dei territori, le figure professionali coinvolte, la modalità organizzativa e di collaborazione con altri settori sanitari, il ricorso alle esternalizzazioni.
Ad oggi la normativa nazionale è stabilita, come noto, dal decreto ministeriale n. 77 del 2022 e il manuale regionale di autorizzazione e accreditamento individua i requisiti minimi strutturali, tecnologici ed operativi per i servizi di cure domiciliari. Questa uniformità dovrebbe estendersi ai tempi di assistenza, alle procedure e ai protocolli applicati, ai sistemi di monitoraggio e verifica della qualità.
Un'indagine effettuata nel mese di dicembre dall'Agenzia regionale sanitaria conferma le criticità e le eccellenze disperse a macchia di leopardo nel territorio della Regione Marche.
Per quanto riguarda la dotazione organica e le figure professionali coinvolte, si rileva che la presenza di infermieri, fisioterapisti e di altro personale varia tra i distretti e le sedi distrettuali. In quasi tutte le realtà il personale non è dedicato alle sole cure domiciliari, ma afferisce a più servizi. I medici specialisti sono spesso contattati al bisogno, come pure gli psicologi, dietisti ed assistenti sociali. Sono poche le realtà che hanno questo personale dedicato alle cure domiciliari.
Il personale riabilitativo e gli operatori sociosanitari sono spesso esternalizzati con diverse forme contrattuali, come ad esempio l'utilizzo del personale che eroga cure palliative, spesso attivato tramite contratti con Onlus del territorio o attingendo al personale assegnato agli hospice pubblici.
Per quanto riguarda i tempi di erogazione, in tutto il territorio regionale la presa in carico della persona da parte delle cure domiciliari si realizza tra le 24 e le 72 ore dalla richiesta, tranne che per la deospedalizzazione, e l'orario di erogazione del servizio è nei giorni feriali dalle 7:00-7:30 alle ore 19:00-20:00 circa, garantendo almeno 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì.
La giornata del sabato è solitamente coperta per le 6 ore mattutine, il pomeriggio con un servizio di pronta disponibilità che si estende anche alle domeniche per le 12 ore diurne in tutte le realtà.
Il disegno della sanità territoriale richiesto dall'applicazione del decreto ministeriale n. 77 del 2022, su cui si sta lavorando, è molto articolato e complesso e va calato sulla Regione Marche tenendo conto del fabbisogno della popolazione non autosufficiente e dell'attuale offerta dei servizi, che va rimodulata seguendo le indicazioni del decreto ministeriale n. 77 del 2022.
Ora, su questa relazione, c'è da tener conto che la nostra Regione, come è stato rilevato, ha questo gap che si è consolidato nel corso degli anni e che nei primi 3 anni di Governo non siamo riusciti a colmare. Sappiamo però che il futuro, che è delineato dalle normative italiane ed europee, dalla riforma sanitaria che abbiamo posto in essere e dal Piano socio-sanitario, individua quella strada per garantire la cura alle persone meno giovani che sono nella nostra Regione, circa un terzo della popolazione.
Si valuti pure che, dopo il Giappone e la città di Montecarlo, l'Italia è la Nazione con la popolazione più longeva.
In quella direzione si spinge la riorganizzazione anche degli assetti aziendali, le Case di comunità, gli Ospedali di comunità, i Punti salute che stiamo attivando in tutta la Regione per garantire quella prossimità ai servizi e alle famiglie che finora sono mancati e si domandi l'interrogante, per quale ragione sono mancati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Di fatto la risposta sta in alcune parole che ha detto l'Assessore, cioè l'Agenzia sanitaria a dicembre ha confermato le criticità di questo servizio e l'Assessore ha detto che non c'è l’esclusività nelle prestazioni da parte dei professionisti e degli operatori sanitari rispetto alle cure domiciliari. La copertura oraria c'è, ma è evidente che anche questa non è sufficiente ed è carente proprio per mancanza di figure che coprano tutti i servizi.
Ricordo che sono migliaia le persone non autosufficienti che vivono a casa e che necessitano, senza riceverli spesso, di continuativi interventi sanitari e socio-sanitari domiciliari.
Si tratta di prestazioni, in particolare di tipo medico, infermieristico e riabilitativo e ricordo anche che le cure domiciliari rientrano tra le prestazioni di livello essenziale che il servizio sanitario è tenuto a garantire.
La Regione Marche ne ha disciplinato l'erogazione con la delibera n. 791 del 2014. Il livello di intensità assistenziale presente nelle linee guida del 2014 è lo stesso di quello presente nella normativa sui LEA.
La delibera definisce gli standard, ovvero le figure professionali impiegate, i tempi degli accessi domiciliari definiti sulla base dell'impegno, dell'intensità assistenziale e della complessità dell'intervento, così come definiti dal Piano di assistenza individualizzato.
Pur essendo un servizio di livello essenziale e, come tale, da assicurare, nella gran parte del territorio, questo, di fatto, lo ammetteva anche l'Assessore, non viene erogato, ma gli standard di livello essenziale sono vincolanti e non discrezionali.
Allo stesso modo non viene assicurata la copertura oraria che deve invece andare da 5 a 7 giorni a settimana, perché per alcuni giorni siamo scoperti.
Nel Piano socio-sanitario approvato 6 mesi fa questo tema è liquidato in due pagine, dove si indicano, tra l'altro, obiettivi prioritari di medio termine che, a distanza di 6 mesi, non sono stati raggiunti.
Se si vuole davvero promuovere la domiciliarità e aiutare le persone e le famiglie che si impegnano a garantire l'onere dell'assistenza e della cura, è necessario che i sostegni siano previsti.
Troppo spesso il ricorso alle strutture residenziali è determinato dall’inadeguato sostegno che ricevono le famiglie, così come il rientro a domicilio dopo una malattia acuta che determina non autosufficienza si trasforma in abbandono terapeutico per la mancanza dei necessari sostegni sanitari e sociosanitari. Curare a casa non può e non deve essere uno slogan privo di contenuti, ma un diritto che va rivendicato con determinazione.
Poi, Assessore, se mi può dare...

Interrogazione n. 1014
a iniziativa del Consigliere Latini
“Riorganizzazione attività cliniche dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1014 del Consigliere Latini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Presidente, la sua interrogazione in merito ai servizi presso l'Ospedale regionale di Torrette necessita e richiede una premessa che lei sicuramente conoscerà bene.
L'Ospedale di Torrette è un ospedale di secondo livello, con la maggiore specializzazione della nostra regione e anche a livello nazionale e, non per caso, vanta questo background, di essere stato considerato da AGENAS il primo ospedale d'Italia nei due anni successivi, 2022 e 2023.
In considerazione di questa missione e in considerazione che si tratta di un ospedale a cui accedono numerosi cittadini di tutte le province e di tutte le Aziende sanitarie regionali, è considerato un punto strategico per le politiche sanitarie da erogare ai cittadini di questa regione.
In considerazione di questo, l'Ospedale di Torrette, nei tre anni di governo della nostra amministrazione, ha sempre ricevuto un trattamento, una valutazione di particolare riguardo, proprio per questa sua specificità.
Tengo anche a sottolineare che, nell'ultimo riparto di risorse che lo Stato ha concesso alle Regioni per l'assunzione di personale, l'Ospedale di Torrette, su 9 milioni di finanziamento, ha visto assegnati 5.200.00 euro. Facendo un conto rapidissimo del costo di un medico, di un infermiere o comunque di un operatore delle professioni sanitarie, con 5.200.000 euro è possibile assumere 73 medici o 130 infermieri. Questo a valere naturalmente su tutte le informazioni e le notizie che sono state scritte anche sugli organi di stampa, più o meno giustamente o erroneamente, e tende a evidenziare come quelle informazioni in cui si parlava di tagli, di scarsa attenzione nei riguardi di Torrette, fossero delle dichiarazioni o delle informazioni del tutto sballate e non conformi alla realtà degli interventi che la Regione indirizza verso l'Ospedale di Torrette.
È opportuno anche sottolineare che questo sforzo deve essere fatto tenendo conto che la Regione si occupa anche di tutto il territorio della regione Marche; esistono anche altri 12 ospedali di primo livello, con specializzazioni anche di secondo livello in talune strutture ospedaliere.
Premesso tutto questo, credo che l'opinione pubblica possa essere rassicurata sul fatto che la Regione Marche sta investendo molte risorse, soprattutto per il completamento dell'Ospedale dell'INRCA, che garantirà ai cittadini di Ancona e di quell'area sud della città di Ancona quelle prestazioni che non sono di elevata eccellenza, ma che possono garantire l'esecuzione di prestazioni diagnostiche necessarie a prevenire tutte le patologie che in questo momento sono curate da Torrette.
Questo è l'intento della Regione Marche, è il senso dei finanziamenti che abbiamo indirizzato sulla provincia d'Ancona che, tra INRCA, AST e Ospedale di Torrette, ha assorbito gran parte della possibilità di spesa assunzionale aggiuntiva.
Questo viene fatto non perché si tratta di investire su un centro o su un bacino di servizi sanitari, quanto e soprattutto perché occorre potenziare e garantire a Torrette di eseguire tutte le prestazioni che sono domandate a livello regionale, quindi, è necessario e opportuno che questo investimento prosegua con gli investimenti che questa Giunta aveva fatto negli anni precedenti.
La scelta su quali figure professionali, in che forma e in che termini possano essere impiegate queste risorse aggiuntive, è una scelta aziendale che, con il Presidente Acquaroli, nell'incontro che abbiamo fatto la scorsa settimana con tutti i medici…

PRESIDENTE. Assessore, la ringrazio per la sua lunga risposta e molto esaudiente.
Resta il fatto che noi dobbiamo fare di tutto affinché l'Azienda Ospedaliera di Torrette, tanto per essere più evidente possibile nella risposta, abbia una riorganizzazione clinica adeguata alle attese e alle esigenze degli assistiti.
Il sovraffollamento del Pronto Soccorso, l'indisponibilità dei posti letto, i medici destinati ai ricoveri urgenti e quanto ho accennato nell’interrogazione fanno parte di un accorato appello che, come a noi, è rivolto a tutte le istituzioni da parte di coloro che vivono all'interno dell'Ospedale di Torrette, che danno ogni giorno importantissime e fondamentali prestazioni di assistenza a tutela della salute degli assistiti.
E’ per questo che sono convinto, anzi spero, che l'impostazione che è stata data e l'impegno della Giunta Regione Marche a far sì che la scelta dell'Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche, per garantire standard assistenziali sostenibili, avvenga attraverso adeguati finanziamenti ed i finanziamenti che sono stati erogati e che verranno erogati in futuro è una chiara indicazione della specificità del presidio ospedaliero stesso.

Interrogazione n. 1067
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Misure per contrastare la penuria di Creon 10.000 farmaco salvavita per l'insufficienza pancreatica”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1067 dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Carancini chiede di conoscere quali misure sono state adottate per contrastare la penuria di Creon 10.000, un farmaco salvavita che viene utilizzato per l'insufficienza pancreatica.
Il tema dell'insufficienza del Creon si lega all'indisponibilità, in tutta Europa, di questo farmaco. L’AIFA l’ha inserito nella lista dei farmaci carenti e, da una sollecitazione fatta a seguito anche di questa interrogazione, ha comunicato che si sta adoperando per l'importazione dall'estero.
Si deve tener conto, tuttavia, che nelle farmacie ospedaliere, intanto, è stato messo a disposizione un farmaco con lo stesso principio attivo e gli assistiti della Regione Marche possono chiedere alle farmacie ospedaliere o territoriali di residenza questo tipo di trattamento.
Per poter rispondere compiutamente a questa interrogazione, ho chiesto quale fosse la disponibilità e, alla data del 24 febbraio, nella nostra Regione c'è una disponibilità di 411 confezioni.
Devo ringraziare, a questo riguardo, l'impegno di Federfarma, con cui la Regione Marche, com’è noto, ha avviato un percorso di partenariato con le farmacie dei servizi che garantiscono, in tutta la nostra regione, soprattutto nei punti più interni, dove persino non ci sono i medici di famiglia, l'erogazione di prestazioni molto importanti per la popolazione, modello che è stato ritenuto da Federfarma e anche da altre Regioni un esempio a cui ispirarsi.
In relazione a questo ottimo rapporto con Federfarma, il farmaco di cui interrogazione, il Creon 10.000, viene garantito finora, pur nelle difficoltà di approvvigionamento di cui si è detto.
Questa risposta deve tener conto del fabbisogno e degli interessi delle persone che devono curarsi con questo farmaco salvavita, quindi l'impegno dei servizi farmacologici della Regione Marche, sia con Federfarma sia con le farmacie ospedaliere, è incessante proprio per garantire a tutte le persone il trattamento di cui necessitano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Come lei avrà compreso, è un'interrogazione che tende, più che al valore politico, a un'informativa su un tema così delicato.
Ci sono decine di persone che, purtroppo, hanno a che fare con la necessità dell'utilizzo di questo medicinale, il Creon 10.000, non solo, anche quello 25.000 e anche la creonite 35.000.
Con tutta franchezza e senza ombra di polemica, mi sarei aspettato delle risposte più precise, perché chi ascolta quest’interrogazione assorbe meno di quello che si sarebbe potuto aspettare.
Lei ci dice che ci sono 411 confezioni. Sarebbe stato utile che lei ci avesse detto in quale rapporto si trovano con il numero dei malati e, soprattutto, quali sono le eventuali scorte rispetto al tempo.
Dice una cosa imprecisa, Assessore, che questo farmaco è assente in tutta Europa. Non è assolutamente vero perché, se lei si fosse informato, avrebbe saputo che la Regione Piemonte ha fatto una serie di accordi con la Francia tesi a ricevere una serie di scorte di questo importante e fondamentale farmaco salvavita, che lì si trova. Questo è un fatto negativo che non posso attribuire a lei, ma un'assoluta incomprensibilità per quanto riguarda i rapporti con la distribuzione e con la produzione deve essere fatta carico al Ministero. Non si comprende come mai in altri Paesi d'Europa questo farmaco si trovi e non si trovi nella nostra regione.
Mi sarei aspettato, Assessore, anche che avesse potuto dire qualcosa di più sulla programmazione perché pensare di restare passivi di fronte a questa situazione non è una cosa positiva per chi ci ascolta.
Per esempio, talvolta copiare, come diceva una mia vecchia insegnante, è anche una cosa positiva, bisogna saperlo fare e soprattutto bisogna pensarci nel farlo. Potrebbe, per esempio, imitare quello che è accaduto con il Piemonte e lei non ci ha detto che non è…

Interrogazione n. 1083
a iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Finanziamenti e tempi di realizzazione della ciclovia del Foglia”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1083 dei Consiglieri Biancani Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Con l'interrogazione i Consiglieri chiedono lo stato dell'arte sui finanziamenti, i tempi di realizzazione della Ciclovia del Foglia.
In relazione all'interrogazione presentata, gli uffici relazionano quanto segue.
Con riferimento al lotto 1 della Ciclovia turistica del Foglia, rappresentata dal tratto Pesaro - Borgo Santa Maria - Vallefoglia, si significa che, a seguito del chiarimento reso da Società Autostrade per l'Italia S.p.A. già ad aprile 2023 circa l'insussistenza di situazioni di interferenza tra le opere compensative della terza corsia della A14 e il tracciato dell'infrastruttura ciclabile, come previsto dal progetto definitivo, gli uffici regionali competenti hanno invitato nuovamente il Comune di Pesaro a predisporre gli elaborati di variante urbanistica e ad avviare le attività necessarie per le procedure di esproprio.
Tuttavia, a quanto risulta, tali attività propedeutiche alla stipula dell'accordo di programma in variante urbanistica, ad oggi, non sono state ancora poste in essere. Il Comune di Pesaro chiede, a seguito delle sollecitazioni della Regione Marche, una diversa soluzione progettuale del percorso ciclabile in adiacenza alla sponda sinistra del fiume Foglia, una zona che potrebbe comportare, ci relazionano gli uffici, possibili interferenze temporali e strutturali con le opere compensative che ASPI deve realizzare.
La Giunta regionale ha reso disponibili risorse per 8 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture ciclabili, con la volontà di destinarle anche al lotto 1 della Ciclovia del Foglia, Pesaro - Borgo Santa Maria - Vallefoglia. Al momento, tali risorse non sono destinabili a questa infrastruttura ciclabile per la mancanza delle attività di competenza del Comune, propedeutiche all'accordo di programma in variante urbanistica, che rende l'opera attualmente non cantierabile.
Con riferimento al lotto 2, invece, dell'interconnessione valliva Ciclovia turistica del Foglia, rappresentato dal tratto Vallefoglia - Montecalvo in Foglia, per il quale la Regione Marche ha stanziato fondi per 5.500.000 euro, i lavori sono in fase avanzata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta e cerco di riassumerla. Mi dice che ci sono 8 milioni in generale e che, comunque, appena sarà pronto il progetto definitivo, avremo gli espropri, una parte di quelle risorse andranno per questo.
Le chiedo un favore, lo faccio pubblicamente in Aula, al di là di darle la mia disponibilità, se poi lei la vorrà, di organizzare un incontro con il Comune perché, lo sa, sono abbastanza puntiglioso, guardo, leggo le verifiche, tutte le lettere e quant'altro, ho capito questo: che c’è stato il ricorso di questi 3 anni ad una serie di interlocuzioni tramite lettera.
Ritengo che questo possa funzionare in una situazione normale. Lei può convocare un incontro per definire bene a che punto siamo. Ricordo che, nell'altra interrogazione, che avevamo fatto già nel 2020, lei mi aveva detto che i lavori sarebbero iniziati nel primo trimestre del 2022. Questa tempistica è andata in là per quanto riguarda la ciclovia del secondo lotto, ma sono contento comunque che sono partiti i lavori, che si sta procedendo con il lotto Montecchio - Borgo Massano.
Ma mi sarei aspettato, è vero, un po' di ritardo, però oggi siamo a marzo 2024 e ancora c'è questa incertezza rispetto alle reali particelle per approvare il progetto in Consiglio comunale e avviare le procedure di esproprio.
Siccome ad oggi ci sono stati incontri con tutti tecnici, ritengo che sia ora di convocare un incontro di tipo politico per capire, definire come si può procedere perché, a mio avviso, questa infrastruttura è strategica per questo territorio, soprattutto per il centro abitato di Borgo Santa Maria, ma per tutti i territori da Montecchio in su, anche perché realizzare l'infrastruttura che parte da Montecchio e sale senza un collegamento con la città, perché era previsto…, sicuramente non avrà quella funzione.
Le chiedo di attivarsi. Do la mia disponibilità, come sa conosco parecchie persone in quel territorio, compresa l'amministrazione comunale. Ritengo che non possa essere rimandato ulteriormente questo intervento perché è strategico.
Le risorse c'erano, quando abbiamo lasciato il nuovo Governo regionale, c'era l'incarico e il progetto di fattibilità fatto e c'erano le risorse. Dopo 3 anni non abbiamo approvato l'esecutivo, le risorse ci sono ma non sono state destinate in maniera puntuale. Grazie.

Interrogazione n. 1109
è a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Casini, Biancani, Carancini, Vitri, Cesetti
“Crisi del sistema sanitario regionale e conseguenze sulla città di Ancona”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1083 dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Casini, Biancani, Carancini, Vitri, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Questa risposta richiede di richiamare l'evento che si è svolto ieri presso il Comune di Ancona, una seduta aperta del Consiglio comunale con il Presidente Acquaroli e l’Assessore Baldelli, in cui è stata approfondita una serie di temi.
Vengo qui, nell'esercizio del potere di sindacato ispettivo che è concesso i Consigli regionali, a rassegnare alcune risposte.
In prima analisi, la prima risposta è che entro la fine di giugno sarà operativo l'Umberto I di Ancona. Sono stati terminati i lavori strutturali e si sta proseguendo con le operazioni di collaudo.
In seconda analisi, si comunica che è stato presentato il progetto di fattibilità per la Casa di comunità in viale Cristoforo Colombo ex CRASS e quel progetto è stato approvato. Il progetto esecutivo è attualmente in fase di realizzazione e i lavori si stimano possano essere conclusi entro 18 mesi.
In terza analisi, entro la fine di aprile riaprirà la Casa Rossa, che è stata oggetto di numerose interrogazioni. Come avevo annunciato in risposta alle predette interrogazioni, la struttura, che si era resa inagibile a seguito delle scosse sismiche del 9 novembre 2022, potrà riaprire per i 15 ragazzi con problemi di natura psichiatrica entro la fine del mese di aprile.
Per il Poliambulatorio di Collemarino è stato rinnovato per un anno il contratto di affitto e si sta attualmente valutando la possibilità di rinnovarlo per gli anni futuri.
In quinta analisi, la medicina del territorio è stata rafforzata. Sono aumentate le ore specialistiche ambulatoriali di cardiologia e di neurologia e si sta provvedendo all'arruolamento di nuovi specialisti di oculistica e odontoiatria, perché il personale che prima vi era impiegato è stato collocato in quiescenza.
Per quanto concerne i rapporti con le strutture convenzionate, questi, come noto, sono disciplinati dagli accordi quadro e tutti questi rapporti stanno per essere rinnovati in relazione alle ultime disposizioni che sono state emanate in materia, in fatto di concorrenza.
Per quanto riguarda l'Azienda ospedaliera di Torrette, ho risposto poco fa. Nel riparto di fondi aggiuntivi per l'assunzione del personale, il nosocomio ospedaliero e universitario ha ricevuto un riconoscimento piuttosto significativo, con un incremento del budget del tetto di spesa del personale di 5.200.000 euro, che potrà consentire, per comprendere la dimensione finanziaria, l'assunzione di 83 medici o di 130 infermieri.
Inoltre, c'è da tener conto che si sta procedendo speditamente anche per incrementare il personale dell'Officina trasfusionale di Torrette, che aveva dimostrato alcune lacune per effetto, anche qui, della mobilità e del pensionamento di alcuni dipendenti.
E, non da ultimo, l'investimento e il progetto su INRCA e qui, relativamente al Tambroni, come noto, a seguito anche della realizzazione del nuovo ospedale, è stata programmata l'alienazione, la vendita dell'immobile.
Una volta riattivato il nuovo nosocomio, è chiaro che l’INRCA assumerà un ruolo non solo e non esclusivamente quale istituto di ricerca e di ricovero per anziani - che fa sì che l’INRCA sia l'unico istituto a livello nazionale sulla geriatria - in un momento in cui l'invecchiamento della popolazione fa sì che il nostro Paese, come dicevo prima, sia uno dei più longevi a livello mondiale. Quindi, c'è un bisogno enorme dei servizi e della ricerca dell’INRCA. Ebbene, quando verrà riattivato il nuovo ospedale, si potranno attivare dei procedimenti e dei processi per la diagnostica, che possano sgravare anche Torrette. Com’è noto, quindi, rispondendo a questa interrogazione, gli interventi sono concreti e puntuali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Non nascondo, Assessore, che l'interrogazione l'avevo preparata e poi l'abbiamo sottoscritta in occasione del percorso che avrebbe portato al Consiglio aperto di Ancona di ieri, tra l'altro, anche condivisa con i Gruppi di minoranza che hanno esposto i temi che sono oggetto dell'interrogazione di oggi.
Io ho seguito con grande attenzione ieri il Consiglio via streaming e devo dire che, adesso, al di là delle valutazioni e delle risposte che ci ha messo a disposizione, quello che mi ha sorpreso è l'approccio sul piano politico che c'è stato perché, Assessore, davanti alle giuste critiche della minoranza, dei sindacati, degli operatori, quello che è emerso è che anche la maggioranza di Ancona, che non fa riferimento né al centro-sinistra né al Gruppo del Movimento 5 Stelle, è stata particolarmente dura e preoccupata rispetto alla vostra gestione.
Devo dire che, a differenza di oggi, quello che mi ha sorpreso sono le risposte che avete fornito perché, a sentirvi, invito tutti a recuperare lo streaming, sembrava che ci fosse una sorta di ingratitudine rilevata da parte del Presidente rispetto alle tante cose che state facendo e che nessuno capisce, nessuno vede e nessuno riesce a cogliere. Ma poi, di fronte a questo, ci sono le difficoltà che non affrontate quotidianamente, trasformandole in pura propaganda e il risultato è che le liste d'attesa, il personale, le infrastrutture sono gli elementi che subiscono.
Assessore, dico: la posizione sua risponde più all'elettorato suo e alla Lega che alle necessità che la…

Interpellanza n. 25
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Mobilità passiva, come intende intervenire la Regione”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 25 della Consigliera Ruggeri, ha chiesto la parola per l’illustrazione, ne ha facoltà.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Questa è un'interrogazione che abbiamo, Assessore, rimandato un po' di volte perché ci tenevo che ci fosse proprio lei in Aula a rispondermi e non l'Assessora Biondi, che comunque ringrazio perché si è offerta di farlo al posto suo nelle scorse settimane.
Il tema è molto spinoso, scottante, che è quello della mobilità passiva, che sappiamo avere delle ricadute economiche molto significative per la nostra Regione e di questo ne date conto anche nel Piano socio-sanitario regionale che è stato approvato l'anno scorso.
Ci è costata 400 milioni di euro in 10 anni, soldi che avremmo potuto, a nostro avviso, investire in potenziamento dei servizi pubblici ai cittadini e che invece sono finiti a rimpinguare le casse di altre Regioni, principalmente l'Emilia-Romagna e la Lombardia.
Sappiamo anche che la mobilità passiva maggiore proviene dalla provincia di Pesaro e Urbino e riguarda soprattutto l'area ortopedica, con interventi di media e bassa complessità, come le protesi all'anca e al ginocchio, ed è per questo motivo che già da qualche mese è comparsa la notizia dell’interesse da parte di un gruppo, quello di Villa Santa Maria S.p.A., a costruire e gestire un ospedale privato che dovrebbe essere simile, anche nelle specialistiche, al Maria Cecilia Hospital di Cotignola.
Di fatto si sta avverando quello che era uno dei cavalli di battaglia del passato Governatore, che diceva: «Invece di mandare i pesaresi e i marchigiani a Cotignola, portiamo Cotignola a Pesaro».
Di fatto si sta andando a larghi passi perché è stata approvata in Consiglio comunale una variante al Piano regolatore generale, all'unanimità tra l'altro, e quindi adesso è ancora più recente il fatto che sulla stampa emerga spesso che sarà realizzato questo ospedale privato e viene definito già accreditato per 80 posti letto per acuti. La notizia, proprio di oggi, è che saranno previsti anche 90 posti letto di RSA.
Questi servizi però, soprattutto quelli di ortopedia, sono servizi già esistenti nella nostra provincia. Abbiamo 27 posti letto ad Urbino, 29 posti letto a Pesaro e il Day Surgery con 8 posti letto nell'ospedale di Fano, quindi chiediamo conto della vostra posizione politica: ritenete che una clinica privata sia più utile ad abbassare la mobilità passiva piuttosto che potenziare il pubblico? Poi, nella replica, sarò più precisa.
Ricordiamoci che oltre la metà del valore delle prestazioni di ricovero e dei day hospital che vengono fatte fuori regione vengono erogate dal privato accreditato e poi la valutazione dell'impatto economico complessivo della mobilità sanitaria non permette di quantificare altri elementi indiretti che incidono sulle famiglie, quali ad esempio il numero dei pazienti e dei caregiver coinvolti, i costi sostenuti per gli spostamenti ed eventuali alloggi, i costi indiretti quali ad esempio i giorni di permesso o di ferie.
Poi c'è il ricorso alla libera professione. Sappiamo che nella nostra Regione sta diventando un'esigenza e non più una libera scelta perché le lunghe liste d'attesa spesso obbligano i cittadini a ricorrere al settore privato a proprie spese.
I principali fondamenti del nostro Servizio sanitario nazionale, cioè l'universalità, l'uguaglianza e l'equità, pare che ormai siano sostituiti da lunghe liste d'attesa, dall'aumento della spesa privata, dalle disuguaglianze di accesso alle prestazioni sanitarie, dalla rinuncia alle cure, cosa che è stata certificata anche dai Revisori dei conti e c'è stata larga polemica anche in quest'Aula su questa questione.
Gli ultimi dati disponibili, sappiamo che sono quelli dell'anno 2022, e la mobilità passiva è aumentata a 44,5 milioni.
Le domande sono tre, che ho riassunto. - sta finendo il tempo - con quella prima domanda che le ho fatto a inizio della mia presentazione dell'interpellanza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Questa interpellanza pone un tema molto spinoso, centrale nel dibattito del Servizio sanitario, che è quello di frenare il fenomeno della mobilità passiva verso le Regioni del nord, in particolare con la confinante Emilia-Romagna.
Ora, si deve tener conto che questo fenomeno della mobilità dal sud verso il nord esiste in tutte le Regioni, tant'è vero che il deficit di mobilità passiva è di soli 40 milioni perché abbiamo una mobilità proveniente dalla Puglia, soprattutto dall'Abruzzo, nelle strutture sanitarie del sud della nostra Regione, che comporta peraltro un problema perché l'organizzazione della sanità in quella zona deve essere ed è commisurata al fabbisogno e alle esigenze della popolazione residente. Quindi, se vi è una mobilità dalle altre Regioni, poi si verificano anche dei problemi da quel lato.
Ciò premesso, c'è da tener conto che le misure che la Regione Marche ha cercato di organizzare, come per esempio l'allestimento di Marche nord, non hanno mai prodotto i frutti sperati.
Peraltro, dal 2015 al 2022 la nostra Regione aveva anche violato il parametro di spesa sulla sanità privata, che fissava la spesa a un tetto, e proprio in ragione di questa giustificazione, per frenare il fenomeno della mobilità passiva, la Regione Marche lo scorso anno è stata chiamata a ridurre la spesa sulla sanità privata, proprio per dare attuazione a quella previsione contenuta nella legge di bilancio del 2015.
La situazione italiana, che non credo possa essere stata determinata…,quindi anche la situazione regionale, dalla nostra Giunta che è in carica da 3 anni, prevede che il 50% dei posti letto ospedalieri in Italia siano assegnati alla sanità privata.
Ora, c'è da tener conto che quando fu fatta la riforma della sanità con la legge n. 502 del 1992, la riforma del Presidente Amato, l'idea era quella di mettere in competizione il sistema sanitario privato, che è strutturato sulla base delle imprese che perseguono un'utilità societaria, rispetto all'organizzazione della sanità pubblica.
In quel senso non solo venne avviato il percorso sul duplice binario dell'affidamento di servizi alla sanità privata convenzionata, con cui si sono stipulati gli accordi, ma si è privatizzato il sistema di organizzazione della sanità pubblica, stabilendo che le norme organizzative sono quelle aziendali contenute nel Codice civile e che lo stesso ordinamento del personale è basato sui contratti individuali.
Rispondendo all'interpellanza, devo dire che il diritto di un imprenditore di chiedere un'autorizzazione per costruire un ospedale e il diritto di un imprenditore di chiedere un accreditamento sono attività vincolate nei riguardi della pubblica amministrazione, nel senso che la Regione Marche non può rifiutare né l'accreditamento né l'autorizzazione, che peraltro è di competenza del Comune.
Diversa è la valutazione del convenzionamento, cioè dell'attribuzione al privato dei servizi in cambio, naturalmente, di una tariffa.
Ora, noi siamo nella condizione per cui la riforma aziendale, la riorganizzazione del Piano socio-sanitario, la revisione dell'atto aziendale devono garantire un potenziamento del sistema pubblico. Come ho detto più volte, come ho ribadito anche nel Consiglio comunale di Fano, perché lo spazio che il privato ha assunto nella nostra Regione è enorme e, a mio giudizio, esuberante.
Se però il sistema pubblico non è in grado di garantire i servizi, questa sarà una valutazione successiva. Noi, in questo momento, stiamo aspettando la riorganizzazione, con il nuovo atto aziendale, per verificare se quella mobilità può essere frenata perché quello è l'obiettivo finale della nostra Regione: garantire ai marchigiani i servizi nella nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Io non mi sento per nulla soddisfatta, Assessore, anche se in parte la sua risposta è simile a quello che mi auguravo e che penso anch'io, ma non mi è piaciuta nel passaggio in cui lei dice che valuteremo se la sanità pubblica... A voi non compete valutare, ma compete fare tutto quello che è possibile per rendere la sanità pubblica al 100% delle sue potenzialità.
Siccome quello che le sto dicendo non me lo sono inventato la mattina, ma mi sono confrontata con importanti esperti del settore e operatori sanitari, che l'hanno anche espresso pubblicamente, il problema della mobilità passiva, per quanto riguarda l'ortopedia, risulta dal fatto che negli ospedali di Pesaro e di Urbino, principalmente, l'80% degli interventi riguarda la traumatologia, per cui si allungano a dismisura le liste d'attesa che riguardano la protesica, che è rimasta una fettina microscopica, il 20% degli interventi programmati. Per cui i nostri concittadini marchigiani, ma anche e soprattutto quelli della provincia di Pesaro e Urbino, per avere la possibilità di fare questi interventi chirurgici sono costretti ad andare fuori dalla nostra regione e sono anche costretti, nella maggior parte dei casi, per più della metà dei casi, a rivolgersi al privato.
La domanda che io facevo era questa: “Avete intenzione di puntare sul potenziamento dei servizi ortopedici pubblici, mettendo i nostri operatori nelle condizioni di operare al meglio?”
Servirebbe innanzitutto riorganizzare l'attività ortopedica, per esempio ampliando l'area dei posti letto nell'ospedale di Fano che si occupi solo, per esempio, della protesica. La traumatologia si potrebbe fare a Pesaro e a Fano si potrebbe fare la protesica, anche riagganciandosi alle promesse che lei ha fatto in maniera solenne nel Consiglio comunale di Fano, dove ha detto che i 50 posti letto che erano previsti dal famoso protocollo del 2018 sarebbero rimasti a Fano perché di Fano sono.
Io mi aspetto che questi posti letto, se non tutti, almeno una parte, siano di area ortopedica. Poi la questione del convenzionamento si verificherà dopo, se ha un senso o no. Ma da come si stanno svolgendo di fretta le cose sembra quasi che noi abbiamo tirato i remi in barca e che, visto che non abbiamo i servizi pubblici, puntiamo al privato che, dove c'è la possibilità di fare profitto, ci si getta capofitto e lo fa perché fa i propri interessi.
L'altro problema è che in questo modo c'è il rischio di un'ulteriore emorragia di nostri professionisti che dagli ospedali pubblici…

Interpellanza n. 26
a iniziativa del Consigliere Santarelli
“Misure di prevenzione e sostegno a persone affette da celiachia”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 26 del Consigliere Santarelli.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Saltamartini.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Buongiorno, gentili colleghi, Giunta, colleghi Consiglieri.
Questa interpellanza vuole mettere in evidenza le misure di prevenzione e sostegno delle persone affette da celiachia.
Vediamo che, nel lavoro svolto nella precedente legislatura, già dal 2017, la Giunta aveva approvato la delibera di Giunta regionale n. 271/2017, di marzo 2017, che prevedeva un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA). All'interno di queste malattie infiammatorie croniche intestinali, la Regione Marche ha intrapreso un percorso sulla celiachia e ha definito, grazie all'attiva collaborazione con l'Associazione Italiana Celiachia Marche, delle linee guida attraverso percorsi diagnostici e di follow-up legati alla celiachia.
Anche il Ministero della Sanità ha elaborato dei percorsi.
La celiachia non è un solo disturbo alimentare, ma è considerata una malattia cronica e invalidante che riguarda, sottolineo, 15.000 marchigiani, con numeri che peraltro sono sottostimati perché studi recenti evidenziano che i celiaci sono molto di più rispetto a quelli diagnosticati. Le evidenze scientifiche stanno rilevando che vi è un numero crescente di persone che sviluppano sensibilità o allergia al glutine anche senza una sintomatologia evidente.
Si osserva che le persone celiache hanno diritto a usufruire gratuitamente dei prodotti dietetico-terapeutici privi di glutine. Questo è previsto dall'articolo 4 della legge regionale del 2005.
Per quanto vi sia un recente provvedimento, un decreto ministeriale di 5 anni fa, del 10 agosto 2018, che vincola e limita la spesa per sesso e per fasce d'età, soprattutto perché i prezzi medi del mercato riferiti ai canali di distribuzione, si evidenzia che i costi nelle farmacie e nei negozi specializzati…
Le spinte inflattive sui prezzi, in particolar modo il conflitto russo-ucraino, hanno messo in evidenza tutte quelle cause che ricadono sui pazienti.
Diventa, inoltre, importante la formazione e l'aggiornamento professionale anche del settore della filiera alimentare. La sicurezza nei servizi di ristorazione e soprattutto, secondo quanto previsto dalla legge del 2005, sulle mense scolastiche e ospedaliere.
Nella nostra regione, i servizi bar e ristoranti pubblici sono spesso privi di queste attenzioni, senza specifica ordinazione, ciò ha portato il nostro gruppo ad evidenziare che in molti ristoranti c'è un sovrapprezzo e, soprattutto, questi prodotti, rispetto al menù ordinario, hanno costi elevati.
Per questo siamo qui a interpellare il Presidente e la Giunta regionale per conoscere quale sia la politica di governo regionale atta a realizzare programmi, incontri ed eventi mirati soprattutto alla sensibilizzazione della cittadinanza sui disturbi e sulle malattie derivanti da allergie e intolleranze alimentari, rispetto a questo tema così importante come la celiachia, coinvolgendo di concerto l'Assessore all'Istruzione, le scuole di ogni ordine e grado, inserendo alimenti certificati e garantiti senza glutine e senza lattosio nei menù delle mense scolastiche, nei distributori automatici, negli alimenti e nelle bevande, nonché nei servizi di mensa e ristorazione presenti nelle strutture sanitarie, prevedendo sezioni specifiche dei siti web e lavorando perché i nostri ragazzi che soffrono di questa problematica, vivendo molto i social media, possano trovare informazioni tramite i social media istituzionali, con mappe di bar e ristoranti che offrono servizi e garantiscono sicurezza alimentare in termini di alimenti privi di glutine e allergeni.
Quindi, con la presentazione di questa interpellanza, abbiamo voluto sottolineare, e lo risottolineo, l'oggetto: misure di prevenzione e sostegno alle persone affette da celiachia. Sottolineo che soffrono di questa problematica 15.000 marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Questa interpellanza è alquanto opportuna perché il numero delle persone affette da questa vera e propria patologia cronica è elevato, si stima che siano oltre 15.000. E’ diventata effettivamente una vera e propria piaga sociale, soprattutto quando colpisce ragazzi giovani e, com’è noto, questa patologia colpisce persone comprese nel range di età tra i 18 e i 59 anni.
Finora si è fatto un percorso abbastanza importante: sono 437 le mense scolastiche, 55 quelle ospedaliere, 128 quelle pubbliche, ma questo non può bastare.
In realtà, l'Agenzia regionale sanitaria, attraverso il settore veterinario e sicurezza alimentare, dal 2008 ha istituito un gruppo di lavoro che determina e organizza ogni anno dei corsi per il personale, garantiti e previsti nei piani di prevenzione del Ministero della Salute.
Lo stesso Piano della prevenzione 2025, nel programma “Scuole che promuovono salute”, prevede la formazione e l'informazione del personale docente e l'organizzazione di corsi per i ragazzi e tutti i discenti.
La Regione Marche, con la delibera n. 263/2020, ha approvato il percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) della celiachia della Regione Marche e individuato anche le strutture hub e spoke.
Ciò non di meno, ritengo di condividere la richiesta fatta dall'interpellante in merito alla necessità di promuovere delle forme di integrazione e di incontro con tutte le realtà sociali, comprese quelle all'interno degli istituti scolastici, per fare più formazione e soprattutto garantire più informazione.
Devo aggiungere, conclusivamente, che la delibera n. 1624 della Giunta regionale, che ha affidato alle farmacie convenzionate della regione la possibilità di fornire gratuitamente i prodotti dietetici senza glutine, riportati nel Registro nazionale come erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale tramite presentazione della ricetta medica, prevede anche la possibilità per gli esercizi commerciali di vendere al pubblico prodotti senza glutine.
Ricevo, quindi, con piacere anche la sollecitazione di intervenire sull'organizzazione commerciale di questi servizi e verificare con quali modalità sia possibile garantire alle persone affette da questa patologia tutti quei servizi di cui necessitano, anche sollecitando le organizzazioni rappresentative degli esercizi commerciali a garantire e ad attuare questa sensibilità che è stata promossa dal Consigliere Santarelli con la sua interpellanza.
Per questa ragione, lo ringrazio di aver presentato quest'atto ispettivo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Assessore, io la ringrazio perché lei, in quest'Aula, spesso fa il parafulmine di tutte quelle che sono le interrogazioni distruttive. Spesso, sono pochi, quelli che la interrogano in maniera anche violenta.
Presente sono io, in questo momento, a farle un'interpellanza, per così dire, costruttiva.
Lei mi ha risposto serenamente, avete fatto un approfondimento negli uffici, quindi noi, come Gruppo Rinasci Marche, diciamo che le misure dettagliate e fattive che abbiamo presentato con questa interpellanza, su questa malattia, a cui riservare un'attenzione crescente…, perché purtroppo aumentano le persone che ne soffrono, e ricordo che i 15.000 marchigiani che sviluppano intolleranza al glutine, seppur non sempre così conclamata, meritano attenzione.
La celiachia arreca danni permanenti e per questo riteniamo che la politica regionale debba essere tempestiva nell'attivare tutte le iniziative a sostegno, nonché agevolazioni economiche, oltre a quelle già previste a livello nazionale, perché i prodotti alimentari senza glutine, come noto, hanno costi e prezzi molto più alti di quelli con cereali e di quelli di largo consumo.
Si deve intervenire anche in termini di sensibilizzazione e cultura alimentare. Questo lo rivolgo all'Assessore al ramo e all'Assessore alla Pubblica istruzione Biondi, perché è un tema molto sentito e riguarda soprattutto i bambini, con riferimento alle mense scolastiche.
Noi del Gruppo Rinasci Marche, quale unica forza civica e solidale, torniamo ancora una volta a trattare una tematica sempre al fianco dei soggetti più fragili e auspichiamo che questo atto possa dare stimolo ad azioni di governo regionale, come già è stato fatto. Ringrazio di nuovo l'Assessore per le iniziative che verranno intraprese per la prevenzione e il sostegno delle persone affette da celiachia.
L'intervento che l'Assessore ha preparato insieme agli uffici denota rispetto e sensibilità nei confronti del nostro Gruppo regionale, che si è sempre posto a difesa di quelli che sono gli ultimi, perché una patologia o una tematica magari considerata di nicchia, come le malattie rare o altre situazioni analoghe, vengono spesso messe in secondo piano.
Confidiamo che questa nostra interpellanza raccolga una risposta condivisa e concreta, dico concreta perché la risposta mi sembrava molto sul pezzo e puntuale.
Vigileremo e chiederemo nuovamente contezza delle misure che verranno attuate; depositeremo in futuro una mozione che impegnerà direttamente anche la Giunta. Grazie.

Interpellanza n. 27
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Vitri “Sanità penitenziaria”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 27 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. La situazione nelle nostre strutture carcerarie, anche quelle delle Marche, è sempre più critica, anche per una grave carenza di psicologi, educatori, personale sanitario, agenti di polizia penitenziaria e mediatori culturali.
C'è un costante aumento di detenuti affetti da patologie particolari e, di contro, una costante carenza di professionalità che seguono questi aspetti. Il 70% dei detenuti nelle carceri della nostra regione fa uso di psicofarmaci. Aumenta, purtroppo, anche il numero di suicidi, anche nelle nostre carceri, e di tentativi di suicidio.
È evidente che il tema della sanità penitenziaria è dunque di assoluta priorità.
Con delibera n. 57 del 2023 il Consiglio regionale ha approvato il Piano socio-sanitario 2023-2025. Su questo tema c'è uno specifico capitolo, il 217, in cui all'inizio c’è scritto che la sanità penitenziaria ricomprende servizi di medicina generale, di pronto intervento, di medicina specialistica, di salute mentale e per le dipendenze. Poi si precisa che, con delibera della Giunta regionale n. 1220 del 2015, è stata disegnata la Rete regionale dei servizi sanitari penitenziari.
Bisogna considerare che, nello specifico paragrafo “Screening e Piano rischio suicidario”, si scrive che si ritiene che per l'assistenza sanitaria penitenziaria debbano essere utilizzate principalmente le regole proprie del Sistema sanitario, che sono essenzialmente cliniche. Si deve fare riferimento ai LEA, privilegiare la medicina di iniziativa rispetto all'anacronistica medicina di attesa, che fa riferimento alle richieste dei detenuti, rispettare l'appropriatezza delle prestazioni, adottare priorità cliniche per le prestazioni, tutto ciò e quant'altro può servire nel rispetto comunque della specificità dei diritti dei detenuti e delle necessità dell'amministrazione penitenziaria. Questo è scritto nel Piano.
Si evidenzia poi che occorre proporre e condurre azioni di sviluppo, in accordo con l'amministrazione penitenziaria, in diversi ambiti: quello dell'assistenza di base, dell'ambito specialistico, in ambito della salute mentale, delle dipendenze, per garantire una diffusa assistenza psichiatrica e psicologica, anche per evitare il rischio suicidario, e la cura delle dipendenze, infine in ambito diagnostico, sperimentando la possibilità di erogare interventi diagnostici o specialistici complessi in istituti penitenziari che possano fungere da hub per altri istituti, in una logica di rete, anche attraverso servizi di telerefertazione, telemedicina e teleconsulto.
A pagina 104 del Piano c'è scritto che, per la realizzazione di questo programma, occorre investire nella stabilizzazione di alcuni operatori sanitari, in particolare i referenti clinici psichiatrici e gli infermieri, che possano garantire la qualità delle cure e l'equità all'accesso, un investimento tecnologico informatico al fine di assicurare le prestazioni specialistiche necessarie.
Particolare attenzione dovrà essere posta nei confronti dei detenuti immigrati, rafforzando la mediazione culturale, nonché ai servizi che tutelano il passaggio dalle cure carcerarie alle cure territoriali.
Questo è scritto nel Piano socio-sanitario e oggi noi, con questa interpellanza, chiediamo al Presidente e all'Assessore competente quale politica di sanità penitenziaria sia stata messa in atto in questi primi tre anni di legislatura e quali interventi di sanità penitenziaria, che sono previsti nel Piano socio-sanitario 2023-2025, siano stati programmati o attivati dopo oltre sei mesi dall'approvazione del Piano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il tema della sanità penitenziaria è particolarmente rilevante e delicato, posto che devono essere assicurate nel nostro Paese, anche a chi ha commesso gravissimi reati, per cui è stato condannato all’esecuzione di una pena detentiva, tutte le misure sanitarie capaci di garantire la dignità di queste persone.
Sappiamo tutti che il padre della criminologia, Beccaria, aveva scritto nel suo famoso libro “Dei delitti e delle pene” che la civiltà di un Paese si misura dal trattamento penitenziario. Io, che per professione ho frequentato i penitenziari, so perfettamente che dentro questi istituti c'è tantissima sofferenza, che spesso è incompatibile con la necessità di rieducazione delle persone e questo è un tema che un Paese civile deve affrontare. A maggior ragione è un richiamo a chi appartiene a partiti che hanno la responsabilità di governo della nostra Regione e anche del Governo nazionale.
Ciò premesso, la Regione Marche ha avviato tutta una serie di misure, a cui io ho partecipato per l'individuazione di queste misure, con incontri con i dirigenti e i responsabili di istituti penitenziari, con i responsabili dei settori sanitari, tenendo conto che all'inizio di questa consigliatura abbiamo assistito a delle problematiche piuttosto significative di medici che stentavano a lavorare all'interno dei penitenziari. Non riuscivamo a trovare, in alcuni istituti di pena, il personale che si recasse all'interno per assistere i detenuti.
In questo senso rivendico, come esempio, la medicina di iniziativa, tenendo conto che molte delle misure che sono attualmente vigenti dentro i penitenziari sono state enunciate nella presentazione dell’interpellanza dal Consigliere Mastrovincenzo. Rivendico nel 2021 l'avvio del percorso, per esempio, per lo screening sperimentale sull'epatite C. Inoltre, rivendico di aver portato avanti, il 9 maggio, insieme ai giudici di sorveglianza, che ringrazio per il loro impegno nei riguardi delle condizioni e dei trattamenti dei detenuti… Il nostro Paese ha giurisdizionalizzato la competenza sull'esecuzione della pena, con un giudice che è competente esattamente per i trattamenti. Ebbene, il 9 maggio 2022 abbiamo sottoscritto uno schema di accordo volto a potenziare la medicina generale negli istituti penitenziari.
Inoltre, rivendico anche di aver inserito nel Piano socio-sanitario gli interventi diretti al coordinamento clinico-assistenziale per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza all'interno degli istituti di pena.
Voglio impiegare quest'ultimo minuto per rispondere a questa interpellanza, per dire che nella stragrande maggioranza dei casi, in cui persone commettono reati gravissimi, c'è sempre la manifestazione di una qualche patologia che va a toccare le condizioni psicofisiche di chi commette un reato. Io non sono affatto convinto che l'uomo nasca delinquente, come scriveva Cesare Lombroso. Sono convinto che le caratteristiche psicosomatiche non determinano la commissione di reati. Sono convinto che il percorso sanitario debba garantire anche a chi è stato condannato per gravissimi reati il percorso terapeutico e assistenziale e, in questa direzione, credo che gli interventi sull'edilizia penitenziaria siano indispensabili, anche per garantire l'assistenza sanitaria.
In ogni caso, per quanto mi riguarda, il mio Assessorato resta sempre a disposizione perché la sensibilità su questo tema è grande.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. E’ importante il richiamo che ha fatto all'inizio della sua risposta, con le parole di Cesare Beccaria, che devono essere un monito per tutti noi che amministriamo la cosa pubblica.
Quello che lei ha riportato, come interventi e misure, non mi lascia soddisfatto, perché cita una delibera del 2021, un’altra iniziativa del maggio scorso e poi quello che è scritto nel Piano socio-sanitario, è quello che ho riportato nell’interpellanza. E proprio nell'interpellanza chiedevo, rispetto al Piano, cosa si fosse attivato in questi sei mesi.
Va ricordato che il problema dell'assistenza sanitaria, Assessore, è uno tra i molteplici che affliggono le nostre strutture carcerarie.
La carenza di personale sanitario è sicuramente un tema importante; poi c'è la carenza di educatori, degli agenti di polizia penitenziaria (ne sono in servizio 587 mentre quelli previsti sono 771) e di mediatori culturali.
C'è una carenza di risorse. Le strutture, lo diceva lei nella risposta, sono fatiscenti, in particolare Villa Fastiggi e Montacuto. C'è un marcato sovraffollamento: 932 persone detenute per una capienza di 837. Una carenza di attività trattamentali per mancanza di fondi, che la Giunta regionale non stanzia. Una scarsissima presenza di strutture idonee, le REMS, adibite all'accoglienza di persone che hanno commesso reati e che sono affette da disturbi alimentari. Nelle Marche c'è solo la struttura di Macerata Feltria, con 20 posti, sempre piena.
Le Marche e l'Emilia-Romagna hanno un Provveditorato di amministrazione penitenziaria interregionale. La Giunta regionale si deve battere con il suo Governo amico per esigere una struttura che si occupi esclusivamente della nostra regione.
Credo che occorra fare molto di più: prevedere e incrementare il personale, gli operatori, e ognuno, il Ministero e il Governo regionale, deve fare la sua parte.
Vanno aumentate le risorse per le attività trattamentali. Bisogna urgentemente migliorare lo stato dell'edilizia carceraria. Occorre investire in sanità penitenziaria e sulla salute mentale fuori dal carcere, perché le situazioni critiche, Assessore, vanno intercettate prima del carcere. Ma le Marche continuano ad essere penultime in Italia per la percentuale di spesa nella salute mentale.

PRESIDENTE. Prima di passare al prossimo punto all'ordine del giorno, che è la mozione sull'agricoltura, nell'ultimo Consiglio regionale il Consigliere Carancini aveva chiesto una percentuale delle interrogazioni. Era il tema dei dati sulle interrogazioni.
Sono state presentate finora n. 1.095 interrogazioni, di cui n. 119 a risposta scritta. Di queste n. 1.095, ne sono state svolte n. 976, di cui n. 84 a risposta scritta; ne sono state ritirate n. 41.
Mozioni presentate n. 439, ne sono state svolte n. 256: n. 125 approvate, n. 48 non approvate, n. 83 approvate con risoluzione, n. 61 ritirate.
Anche qui, come media, siamo oltre, intorno al 60-70%, mentre sulle interrogazioni è molto più alta.
Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Per ringraziarla dei dati. Se è possibile averli. C'è un'insoddisfazione rispetto alle mozioni, che era un po' l'oggetto della discussione dell'ultimo Consiglio.
Comunque la ringrazio per la disponibilità e, se è possibile, vorrei avere i dati. Grazie.

PRESIDENTE. Le mando lo schema. Grazie.

Mozione n. 403
a iniziativa del Consigliere Latini
“Grave crisi finanziaria delle imprese agricole del territorio marchigiano”

Mozione n. 437
a iniziativa del Consigliere Latini
“Grave crisi settore agricolo della Regione Marche”

Mozione n. 442
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Stop alla ratifica dell’Accordo economico e commerciale globale con il Canada (CETA) e altre iniziative a tutela della filiera produttiva italiana”

Mozione n. 446
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Sostegno agli agricoltori marchigiani”
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 403 e n. 437 del Consigliere Latini, la mozione n. 442 della Consigliera Ruggeri e la mozione n. 446 dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
Abbiamo cercato di raggiungere una risoluzione, che adesso mi perviene.
Ringrazio per il lavoro tutti quanti, in particolar modo la Consigliera Casini e il Consigliere Livi, i Capigruppo che anche questa mattina in Conferenza di Capigruppo si sono adoperati per trovare un punto di incontro unitario a sostegno degli agricoltori.
PRESIDENTE. Vi leggo il dispositivo, dando per letta la premessa: “Impegna il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente:
• a sollecitare l'Unione europea affinché adotti politiche di sostegno più efficaci per il settore agricolo, che tengano conto delle specificità del territorio marchigiano e promuovano una distribuzione più equa dei finanziamenti e delle risorse;
• a facilitare la conoscenza, la possibilità e l’uso dei 400 milioni previsti per l'acquisto di macchine agricole, dei 100 milioni per i frantoi, dei 90 milioni per l'acquisto dei trattori e dei 100 milioni di fondi a sostegno delle filiere, dei 300 milioni per un nuovo fondo per le emergenze in agricoltura, tra altri cospicui finanziamenti del PNRR dedicati al settore agricolo, per sostenere produttori spesso colpiti da eventi negativi e straordinari;
• a continuare il costante dialogo con le organizzazioni agricole e gli altri attori del settore, ai fini di raccogliere informazioni sulle esigenze e le prospettive degli agricoltori locali, dando loro voce nel processo decisionale regionale e nazionale;
• a intervenire presso il Governo centrale per rilanciare serie politiche agricole a sostegno della categoria, come ad esempio i crediti d'imposta presenti nel pacchetto Agricoltura 4.0, per accompagnare il settore verso la transizione ecologica e l'agricoltura biologica e di precisione;
• a intervenire, per quanto di competenza, in sede europea, anche alla luce delle discussioni in corso su altri negoziati internazionali, come ad esempio quelli tra l'UE e il blocco commerciale del Mercosur, che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, che sembrerebbe porsi in netto contrasto con gli obiettivi del Green Deal europeo e della lotta ai cambiamenti climatici, a cominciare dalla deforestazione amazzonica e dall'incremento del commercio di derrate agroalimentari prodotte con tecniche obsolete, in contrasto con le normative europee cui devono sottostare i produttori europei, al fine di salvaguardare il pianeta e tutelare i prodotti tipici italiani e marchigiani;
• a far riconoscere tra gli ecoschemi per gli impollinatori anche il prato-pascolo delle aree interne;
• a valorizzare gli agricoltori marchigiani anche attraverso l'aumento del premio accoppiato;
• a riportare il valore attuale del titolo base alla precedente media nazionale del regime PAC 2014-2020, eliminando i tagli orizzontali e non riducendoli ai titoli fino a 300 euro;
• a introdurre una premialità, oltre al titolo base, per gli agricoltori che scelgono di assumere volontariamente impegni aggiuntivi alla condizionalità, indirizzati alla sostenibilità ambientale e climatica;
• a introdurre un'immediata semplificazione delle procedure, specie per i piccoli allevatori e agricoltori che svolgono il ruolo di custodi del territorio, soprattutto nelle aree interne;
• a ribadire l'impegno assunto con la risoluzione n. 42 del 12 luglio 2017, la netta e chiara contrarietà al CETA”.
Credo che sia da sottoscrivere da parte di tutti i Consiglieri presenti, nessuno escluso, se siamo d'accordo.
Se ci sono interventi, altrimenti, come abbiamo in qualche modo indicato, concordato e comunque auspicato in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Casini, Livi, Ruggeri, Latini, Marinelli, Mangialardi, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Santarelli, Vitri, Biancani, Bora, Ciccioli.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. Sono molto soddisfatto di aver trovato la quadra insieme a tutti i Gruppi consiliari. Abbiamo lavorato su questa risoluzione, ognuno di noi ha portato le proprie convinzioni e le proprie idee.
Certo è che è una mozione importante, proprio in questo periodo storico in cui abbiamo visto le difficoltà che vive questo mondo e posso dire che il nostro Governo, grazie alla perseveranza del Presidente del Consiglio Meloni e del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, abbia cominciato a dare delle risposte serie e concrete.
Quello che mi fa piacere è aver trovato la condivisione di tutti gli altri Gruppi in quest'Aula e mi auguro di approvare all'unanimità la risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Capogruppo Marinelli che mi delega a fare la dichiarazione di voto per il nostro Gruppo.
Volevo prendere anche l'occasione per dire alcune cose rispetto alla protesta degli agricoltori che si sta vivendo in questi giorni e la si sta vivendo anche nella mia provincia, nella provincia di Pesaro.
Gli agricoltori non si sentono più rappresentati, in questo momento storico, dai sindacati agricoli e questo è un problema serio. C'è un problema di rappresentatività degli agricoltori stessi.
C'è, in questo momento, una difficile attuazione dei regolamenti della nuova PAC, perché il regolamento della nuova PAC riguarda tutti i 27 Paesi dell'Unione europea, ma sono Paesi eterogenei, non omogenei, né dal punto di vista del clima né del terreno. Penso ai Paesi del Nord Europa rispetto ai Paesi del Sud Europa.
Ci sono dei tempi burocratici allucinanti ai quali oggi anche i lavoratori agricoli sono sottoposti. Più del 30% del lavoro necessario in un'azienda agricola è destinato a mansioni di tipo burocratico e chi fa agricoltura biologica addirittura spende il 40% del proprio tempo per mansioni di tipo burocratico.
Voi capite che non è più una cosa normale. Penso ai tempi clinici in medicina: un medico utilizza solo il 20% del suo tempo per fare attività clinica, l'80% è tempo amministrativo.
Siamo di fronte a una deriva totale. La burocrazia è diventata largamente più importante rispetto ai tempi di lavoro.
Si chiede di vietare l'importazione di prodotti agricoli ed alimentari da Paesi che non rispettano le stesse norme e le stesse regole che rispettano i produttori europei e italiani. Si eviterebbe così la concorrenza sleale rispetto alle nostre derrate agricole.
Si vorrebbe che lo Stato italiano valorizzasse e proteggesse la ricchezza delle produzioni agricole ed agroalimentari italiane. Noi abbiamo molte DOP, quindi è giusto continuare in questa direzione e valorizzarle.
Tra l'altro, gli agricoltori sono l'ultima barriera ai cibi industriali e artificiali. Morte le aziende agricole, l'unico cibo sarà e diventerà quello artificiale.
Si vorrebbe ridurre l'aliquota IVA sui prodotti agroalimentari, così da poter portare del buon cibo al giusto prezzo sulle tavole degli italiani.
Si debbono vietare gli alimenti OGM e quelli di origine artificiale o sintetica. Oggi si parla di farine di insetti, di carne e di pesce artificiali; stiamo uscendo completamente dal seminato.
Si debbono limitare i danni da fauna selvatica. Purtroppo si continua a parlare dei danni che producono i cinghiali e anche i lupi, ma continuiamo a non fare niente in questo settore che sia incisivo e bisogna risarcire prontamente gli agricoltori che vengono danneggiati dalla fauna selvatica.
Tra l'altro, gli agricoltori stessi propongono degli interventi tecnici per abbattere i cinghiali in maniera più numerosa rispetto a quanto si stia facendo adesso; basterebbe ascoltarli.
Gli agricoltori si prendono cura del territorio e della natura. Le coltivazioni catturano gran parte della CO₂ presente nell'aria e sono i primi a volere un ambiente sano dove lavorare.
Basti considerare la riduzione dell'uso dei concimi chimici e degli agrofarmaci che è avvenuta negli ultimi 10 anni. C'è una grande e accresciuta sensibilità verso l'ambiente e, grazie anche allo sviluppo dell'agricoltura biologica, la provincia di Pesaro, una delle prime in Italia che ha mosso i passi nei confronti dell'agricoltura biologica, oggi ha un seminativo del 35% coltivato con il metodo biologico.
I contributi PAC: molti di questi agricoltori mi dicono che vogliono il giusto prezzo dei loro prodotti, che non vogliono neanche il contributo PAC, che comunque devono essere erogati. Negli ultimi anni è stato tolto addirittura più del 60% del contributo PAC e si sta peggiorando la situazione. Altri dicono che non si vuole il contributo PAC sul numero degli ettari, ma sul prodotto, sulle tonnellate di prodotto, perché sarebbe...

PRESIDENTE. Siamo nella situazione in cui non abbiamo fatto neanche gli interventi. Due minuti al Consigliere Cancellieri. Può riprendere il microfono, per favore? A lei Consigliere.

Giorgio CANCELLIERI. E’ solo per aggiungere, rispetto alle considerazioni sulla PAC, che gli agricoltori dicono che sarebbe giusto dare la PAC sul quintalaggio, sulle tonnellate di prodotto, non sul numero di ettari che un agricoltore dichiara.
Ci vuole soprattutto un giusto prezzo per i prodotti dei nostri agricoltori perché gli attuali prezzi dei prodotti agricoli, legati anche alla diminuzione dei raccolti dovuta alle calamità naturali e al taglio dei contributi, rischiano di far fallire le nostre imprese, che finirebbero di nuovo in mano alle banche.
Le tasse in agricoltura vengono calcolate sulle rendite catastali e non sull'effettiva redditività economica dell'azienda. Questo è un altro problema e bisogna occuparsi anche di questo.
Viene ritenuto ingiusto non coltivare il 4% dei terreni sopra i 10 ettari, relativamente agli agricoltori di grano e di mais, quando invece si tende ad importare questo prodotto che non viene coltivato come lo coltiviamo noi, cioè con poche micotossine e anche senza l'uso dei pesticidi, grazie pure al biologico.
Ci sono tanti temi che gli agricoltori sollevano, compresa la questione dell'aumento dei costi dei concimi, degli antiparassitari, dell'energia e del gasolio. Temi che vengono sostenuti e posti dagli agricoltori, ai quali, secondo me, dobbiamo dare sensibilità e valore e dimostrare di voler risolvere questi problemi per questo settore strategico, importante e fondamentale per la vita degli esseri umani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ringrazio i Consiglieri che hanno deciso di arrivare a questa risoluzione. Mi fa molto piacere soprattutto che si sia capito che i temi sono molto diversi da quelli che vengono sollevati dagli agricoltori con i trattori in Germania e in Francia.
Da noi non ci sono problemi con i carburanti, con la rotazione o con il 4%, perché noi già in Italia e particolarmente nelle Marche produciamo in maniera sostenibile, biologica o con la lotta integrata.
Da noi si applicano ormai già da 10 anni, come ha detto il Consigliere Cancellieri, gli accordi agroambientali d'area, che riguardano intere zone delle nostre province, intere vallate, dove centinaia di agricoltori si mettono insieme con l'obiettivo comune, per esempio, di ridurre i pesticidi o di annullarli completamente, di utilizzare la lotta integrata e di ridurre i rischi di dissesto idrogeologico. Questo è importante.
Credo che da una parte ci sia, certo, da rimborsare i danni che i cambiamenti climatici stanno causando; dall'altra, la sfida è quella di prevenirli.
Alla Comunità europea dovremmo far capire due cose in particolare. La prima è che gli agricoltori e gli allevatori, non me ne dimentico, sono i custodi del territorio anche dal punto di vista ambientale.
Noi, rispetto alla transizione ecologica, buttiamo l'immondizia nella raccolta differenziata. Questo ci viene chiesto. Agli agricoltori invece viene chiesto un impegno maggiore perché è maggiormente incisiva la loro azione sul territorio. Per esempio, la tutela delle acque, le famose cavate, la regimazione delle acque, il taglio del bosco e del sottobosco per evitarne l'impermeabilizzazione. Tutte queste azioni, se noi perdiamo gli agricoltori e gli allevatori delle aree interne, saranno un problema serio per noi a valle. Quindi noi dovremmo spiegare alla Comunità europea che in Italia e nelle Marche, dove non ci sono tante zone pianeggianti, quindi parlo della nostra regione, ma dell'Appennino tutto, è necessario che vengano riconosciute delle risorse per chi sta lì dalla mattina alla sera e soprattutto per chi fa la zootecnia estensiva, perché anche questo è importante: un conto è la zootecnia estensiva e un conto è la zootecnia fatta invece dentro le stalle.
Sul CETA devo ringraziare i Consiglieri, tra cui la Capogruppo del Movimento 5 Stelle, che ha presentato una mozione. Ricordo che nel 2017 ne abbiamo portata una in Consiglio ed è stata votata una risoluzione da tutta l'Assemblea legislativa delle Marche.
In questo documento viene richiamata e ribadita la nostra contrarietà, come proposto dal Movimento 5 Stelle, all'applicazione del CETA, che voi sapete essere molto pericoloso.
La PAC è un problema perché, in taluni casi, si è ridotta, come diceva prima il Consigliere Cancellieri, del 60% e la PAC, specie nell'accoppiato, è un modo per poter aiutare l’agricoltore. Perché è vero che andrebbe fatta a quintale, ma è anche vero che, laddove hai le aree interne, il quintalaggio è molto basso. Se tu riesci a sopravvivere… Cosa che noi dobbiamo fare anche basando l'agricoltura sulla nostra biodiversità, che è un'arma vincente. Noi siamo la regione più biodiversa d'Italia e su questo dobbiamo puntare, mantenere questa biodiversità grazie a loro, che ne sono i custodi, e utilizzarla anche ai fini commerciali.
Se noi ci mettiamo a produrre grano tenero, non abbiamo speranze rispetto ad altre nazioni come la Russia. Non ci possiamo mettere in competizione sulla quantità, noi ci dobbiamo mettere in competizione sulla qualità. Quindi, per esempio, grani antichi, grano duro, Senatore Cappelli… Ne conosciamo tanti di grani che devono però avere una filiera dove il primo anello, che è l'agricoltore, non venga sottopagato. Il primo anello, che è quello più debole, deve essere pagato perché è quello che produce con più fatica e soprattutto gli deve essere riconosciuto anche il valore di custode del territorio. Questo, secondo me, è un cambio di paradigma importantissimo che dovremmo far capire all'Italia, perché ogni nazione è diversa.
Prima il Piano di sviluppo rurale dalla Comunità europea arrivava direttamente nelle Regioni, che avevano maggiore possibilità di contestualizzarlo alle realtà locali. Oggi il Piano è di livello nazionale, quindi la Regione ha relative possibilità di movimento.
Però bisogna far capire che in Italia… Non so quante specie di arance abbiamo. Nelle Marche, quando abbiamo avuto il riconoscimento dell'IGP dell'olio delle Marche, non ce lo volevano riconoscere perché avevamo 12 cultivar autoctone o ormai alloctone. Non ce lo volevano riconoscere perché erano troppe specie. Ma noi siamo caratterizzati da questo, siamo proprio biodiversi e quindi dobbiamo aiutare l'agricoltura a mantenere questa caratteristica che per noi è identitaria e che non è slegata, dal punto di vista economico, banalmente e cinicamente, dal turismo.
Perché se noi abbiamo un paesaggio così bello è perché c'è qualcuno che produce biodiversità e c'è qualcuno che fa la rotazione, quello che non vogliono in Germania. Per noi è importantissima che ci sia la rotazione perché significa che il paesaggio varia, è variegato e attrae in tutti i periodi dell'anno.
Io vi ringrazio, sono appassionata di questa materia e credo che sia centrale, sia dal punto di vista della salute e della qualità del cibo, che, anche oggi, dal punto di vista della sopravvivenza della nostra specie, in particolare nelle aree interne, perché l'uomo è uno degli animali delle aree interne. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Proposta di legge n. 237
a iniziativa della Giunta regionale
“Norme per il sostegno dell’informazione locale”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 237 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Questa proposta cerca di riaprire un capitolo che la Regione Marche ha affrontato nel 1997 e che dal 2014 è stato quasi dimenticato, non è stato più valorizzato.
C'è stata una profonda trasformazione dell'informazione. La regione Marche, un po' come tutte le regioni d'Italia, aveva un'editoria locale sulla carta stampata piuttosto significativa. Ci sono alcuni fogli locali che hanno fatto la storia del dibattito locale, sulle vicende locali e hanno formato anche gruppi di intellettuali.
Negli ultimi anni, l'avvento delle nuove tecnologie, che è cominciato con la radio, le radio locali e poi le televisioni, ha in qualche modo desertificato l'editoria. Tant’è vero che molti piccoli fogli locali hanno chiuso, non hanno più avuto intorno a loro un gruppo che efficacemente li sostenesse e portasse avanti le iniziative, sia per il problema dei costi sia per la perdita della coesione nel tessuto culturale locale.
Oggi questa legge si pone il problema di rilanciare l'editoria locale con le nuove forme. La rete e la digitalizzazione hanno cambiato molte cose. C'è una forte ripresa dell’ascolto radiofonico e ci sono alcune emittenti locali che danno, proprio perché hanno l'intero palinsesto dedicato soprattutto alle cose che avvengono nel territorio, un contributo importante. Anche se apparentemente l'ascolto è limitato, è una frazione. Queste realtà formano, e secondo me è l'aspetto più importante, operatori culturali, persone che si dedicano all'informazione, alle problematiche locali e alla comunicazione tra le persone.
Questa legge vuole mettere ordine e dare sostegno. È una legge che da quando è stata scritta ha subito qualche modifica, soprattutto nella dotazione finanziaria. Abbiamo avuto un aumento significativo della dotazione finanziaria nei tre anni di programmazione e la legge aspira a sostenere un'occupazione stabile, persone che siano iscritte all'albo dei pubblicisti o dei giornalisti professionisti, che abbiano contratti, anche a tempo parziale, ma trasparenti. Si possono sviluppare una serie di collaborazioni. Possono essere valorizzate anche persone che, pur agendo in altri ambiti, insegnanti, persone che partecipano alle attività delle Pro Loco, alla promozione del turismo, possono contribuire complessivamente all'immagine della regione.
Si cerca di preservare il pluralismo, la libertà e l'indipendenza, la completezza dell'informazione e l'obiettivo è quello di scongiurare l'impoverimento del panorama informativo locale e, in qualche modo, come ho detto, contribuire alla formazione e alla stabilizzazione dell'occupazione.
La legge è composta da 10 articoli. Il problema del sostegno e dei contributi è il problema centrale della legge e le iniziative che si intendono premiare sono quelle volte alla promozione dell’immagine della regione, delle tradizioni, della cultura e della storia marchigiana, i vari prodotti radiotelevisivi ed editoriali, l'accessibilità all'informazione, i nuovi progetti, la sensibilizzazione dei cittadini sulla legalità, sull'ambiente, sulla parità di genere tra uomo e donna, sulla formazione e sulla stabilizzazione di tutto ciò che gira intorno al soggetto editoriale. Non aggiungo altro.
C'è un registro perché, per legge, tutte le attività editoriali devono essere registrate in tribunale con il nome del responsabile. E’ prevista anche l'iscrizione da almeno due anni al ROC, che è una cosa molto importante perché rappresenta una forma di trasparenza più applicata, considerato che spesso le redazioni giornalistiche sono piuttosto spontaneistiche, con persone che si cimentano al di là dell'avere un atteggiamento di attenzione verso la normativa. Mi fermerei qui.
Il parere è favorevole. Ci sarà una verifica annuale da parte della Commissione competente, il CORECOM e via di seguito. La Giunta dovrà successivamente individuare i criteri per la ripartizione delle risorse e i requisiti per accedere alle misure di sostegno, poi valuteremo l'efficacia dei risultati.
Tutte le leggi sono perfettibili e non sono mai perfette, però credo che sia un grande contributo per dare sostegno a questo settore. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ho assunto in corsa il ruolo di relatore di minoranza, non mi sottraggo.
Il principio del sostegno pubblico all'editoria locale è condivisibile, anche se le normative nazionali, finanziaria 2024, lo riservano ormai a poche fattispecie: cooperative, enti senza fini di lucro, minoranze linguistiche, giornali per italiani all'estero, non vedenti.
Noi siamo d'accordo nel sostegno pubblico, però non posso dare un parere favorevole a questa proposta di legge. Ho presentato molti emendamenti, nessuno di carattere ostruzionistico e ridondante. Li ho presentati insieme al Gruppo PD ed insieme al Gruppo del Movimento 5 Stelle, a mia prima firma; altri sono a prima firma del Capogruppo, sottoscritti pure dal Gruppo PD, dal Gruppo del Movimento 5 Stelle ed anche da me.
Se questi emendamenti verranno accolti, tutti ad eccezione di due, che io provvederò a ritirare d'intesa con il mio Gruppo, il mio parere sarà, come relatore di minoranza, favorevole, ma solo in quel caso. Perché, se voi prendete quegli emendamenti e li legate alla proposta di legge come uscita dalla Giunta, potrete vedere che emerge un testo alternativo che non contraddice per niente lo spirito di quella proposta, ma ne centra meglio gli obiettivi, perché questa proposta di legge travalica lo spirito di un corretto sostegno all'editoria locale nel momento in cui lo subordina ad interventi di merito nei contenuti editoriali.
Ci sono infatti emendamenti in questa direzione. Uno scambio inammissibile che appare un vulnus all'autonomia dell'informazione e un tentativo di condizionare i contenuti, legandoli al finanziamento. Non risultano precedenti in questo senso in nessuna legge di sostegno all’editoria.
Questa proposta di legge presenta anche profili di legittimità costituzionale, perché limita l'equilibrio tra potere legislativo e potere esecutivo nel momento stesso in cui incide sulla tutela del pluralismo, con particolare riferimento alla necessità di garantire le minoranze ed anche qui ho presentato emendamenti sul ruolo del potere legislativo, che tra l'altro è impersonificato da quest'Aula.
È vero che questa proposta di legge riprende un testo che risale al 1997, ma quella legge non è mai stata finanziata ed è nata in un contesto completamente diverso dall'attuale. Erano gli anni della scalata berlusconiana verso il monopolio privato, trascinando anche radio e TV locali, ed era quindi logico che si pensasse a forme di sostegno pubblico all'editoria locale.
Occorre rimuovere da questa legge, ed anche in questo ci sono emendamenti, ogni tipo di intervento sui contenuti editoriali, articolo 1, comma 1, lettera a), e prevedere anche che siano escluse dai contributi le attività che siano riconducibili alla comunicazione istituzionale perché, altrimenti, gli importi previsti, di certo consistenti, anziché il sostegno per il pluralismo e la libertà di informazione, costituiranno, per come è strutturata la legge, il prezzo della resa dell'informazione al potere politico di turno, tant'è che anche in questa direzione ci sono emendamenti da me proposti.
Le mie non sono affermazioni così, diciamo, da comiziante, ma queste affermazioni poi vengono messe a terra attraverso la presentazione di testi legislativi come gli emendamenti.
Se ipotizzare che i vincoli di palinsesto siano riferiti non alla Giunta ma all'insieme di Giunta e Consiglio non risolve il problema, certo almeno cerca di attenuare le conseguenze del vulnus al pluralismo e alla libertà di informazione ed anche in questo senso ci sono emendamenti.
L'importo ipotizzato è particolarmente consistente ed è ovvio che, se una Regione in difficoltà finanziarie su altri fronti decide di investire cifre consistenti nel sostegno all'editoria locale, questo può avvenire solo in cambio di solide garanzie sul fronte occupazionale e su quello industriale, quindi ci sono anche in questa direzione emendamenti: vincolare i sostegni alla crescita occupazionale, con contratti regolari e stabilizzazione a tempo indeterminato. Poi su questo noi ritireremo due emendamenti.
Il mondo dell'informazione è già pieno di precarietà e non può essere la Regione a produrne di nuova. Peraltro, in questa stessa direzione si muove la finanziaria del 2024 che la maggioranza di centrodestra ha votato, per la precisione articolo 1, comma 316, della legge 213 del 2023.
Vincolare sostegni incrementali all'assunzione a tempo indeterminato di giovani giornalisti, come peraltro prevede la finanziaria 2024 sopracitata.
Vincolare i sostegni alla disponibilità comprovata per l'assunzione di giornalisti operanti nel medesimo comparto il cui rapporto di lavoro si sia troncato a seguito di operazioni di ristrutturazione aziendale, come prevede la legge finanziaria 2024 sopracitata. Anche in questa direzione ci sono emendamenti a firma del Capogruppo Mangialardi, anche da me sottoscritti, e della Capogruppo Ruggeri.
Destinare una quota percentuale certa, almeno il 50%, agli investimenti in nuove tecnologie, consentendo all'impresa editoriale di svilupparsi in modo duraturo.
A fronte di importi consistenti a sostegno dell'editoria locale, occorre che il privato offra garanzie di rispetto del pluralismo politico-istituzionale, consentendo al CORECOM di svolgere il suo compito istituzionale di verificare l'applicazione della legge 28 del 2000.
Occorre destinare risorse adeguate per effettuare i controlli al CORECOM. L'avevamo previsto, c'è un emendamento a firma del Consigliere Mangialardi nella misura del 10% dell'importo annuale stanziato.
Questo emendamento verrà ritirato anche su suggerimento della Consigliera Vitri, che voglio ringraziare, perché avrebbe sottratto risorse proprio all'editoria locale che invece noi vogliamo finanziare e le funzioni di controllo del CORECOM possono ugualmente essere esercitate, quindi non vogliamo sottrarre risorse, questo emendamento verrà ritirato. Come verrà ritirato l'altro emendamento, ad esempio sulla stabilizzazione a tempo indeterminato perché, talvolta, poter svolgere il lavoro a tempo determinato non pieno può costituire un'opportunità per lo stesso lavoratore, pensiamo ad esempio alle lavoratrici madri. Anche su questo, su suggerimento della Consigliera Vitri, verrà ritirato e d'accordo con il Capogruppo Mangialardi e la Capogruppo Ruggeri.
È necessario prevedere che la Regione, con questa legge, concorra a promuovere la diffusione nelle scuole marchigiane di periodici e quotidiani di interesse nazionale e locale e con modalità tali da consentire la più ampia possibilità di confronto tra le diverse testate.
Anche qui io ho presentato un emendamento in questa direzione come relatore che, tra l'altro, voglio dire al Consigliere Marinelli, Presidente della Commissione, ricalca la legge del 1997, è previsto in quella legge. Io l'ho rimesso qui.
È necessario che, sotto il profilo dei costi ammissibili, vengano altresì valorizzate le voci di costo legate ad attività di informazione locale orientate alla sensibilizzazione dei cittadini sui temi legati al contrasto alla violenza di genere, alle truffe agli anziani, alle ludopatie e alle tossicodipendenze.
Ad esempio, mi rivolgo ai Consiglieri di maggioranza, noi prevediamo questo perché sono temi, tra l'altro, oggetto di produzione legislativa regionale.
Noi abbiamo approvato… C'è una legge è in discussione sul reddito di libertà domani, ringrazio il Consigliere Baiocchi che la sposterà alla settimana prossima perché domani, purtroppo, sarò assente per ragioni personali. Però quella è una legge attualmente in vigore.
La giornata dell'anziano l'abbiamo approvata, le ludopatie e le tossicodipendenze sono temi che devono essere inseriti e ci sono emendamenti.
È altresì necessario prevedere che i contributi regionali siano concessi nella misura del 75%, affinché i destinatari concorrano a sostenere la spesa ammissibile. Credo che questo sia giusto, come accade e dovrebbe accadere sempre. Anche qui c'è un emendamento.
L'istituzione è un punto centrale. Qui mi rivolgo anche al relatore di maggioranza perché questo può costituire un'opportunità per tutti, perché oggi governa il centrodestra, ma domani potrebbe governare il centrosinistra. Avete visto in Sardegna, può succedere anche nella difficoltà della più rosea previsione, può accadere, voto disgiunto. Tante volte la coscienza, nel segreto dell'urna, si libera dalla prigionia della ragione, delle convenienze, delle opportunità e corre libera verso se stessa.
L'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio regionale, degli elenchi delle imprese fornitrici di servizi di media audiovisivi e radiofonici, le emittenti radiofoniche ed i soggetti esercenti in editoria elettronica. Questa Consigliere Mangialardi, mi è venuta di getto, colleghi che ci posso fare. E’ la nostra vittoria, inaspettata, che mi ha ispirato.
È infine necessario prevedere che gli interventi regionali a sostegno dell'informazione locale siano sì stabiliti annualmente dalla Giunta, ma in apposito programma presentato al Consiglio-Assemblea legislativa, per l'approvazione entro il 31 gennaio di ciascun anno.
Se noi approviamo in quest'Aula il programma della cultura, dell'agricoltura, non vogliamo approvare il programma che fa la Giunta sull’informazione locale, per garantire quello che dicevo prima, il pluralismo dell'informazione? Anche su questo ci sono emendamenti.
Che il programma indichi criteri e modalità predeterminati per la concessione dei contributi. Perché predeterminati? Perché questo è necessario affinché tutti sappiano prima quali sono le condizioni, i criteri, le modalità e soprattutto che questo sia formato previo parere del CORECOM. Anche qui ci sono emendamenti perché nella legge c'è scritto "sentito il CORECOM". Certo, un'audizione non si nega a nessuno, noi invece vogliamo che ci sia un parere, che è una cosa diversa.
In sede di prima applicazione, poi, occorre prevedere che la Giunta regionale provveda agli adempimenti di quell'articolo 4,previo parere del CORECOM.
Questi sono i punti salienti della critica alla proposta di legge come uscita dalla Commissione, però non è una critica e un'opposizione da parte del relatore di minoranza fine a se stessa, ma è, se vogliamo, opposizione propositiva perché, su queste critiche che sono fatti oggettivi, com'è strutturata la legge lede quella che è l'obiettività e il pluralismo dell'informazione e ci sono degli emendamenti.
Ogni mia parola di critica è stata tramutata in emendamenti e, se voi vedete il testo a fronte… Il Consigliere Marinelli che è sempre molto attento. Questa volta voglio sperare che facciate finta di non vedere.
Se questi emendamenti verranno approvati, il mio parere in sede di replica sarà positivo ed anche il mio voto sarà positivo, poi salvo il pregiudicato del Gruppo, ma immagino... Se invece questi emendamenti non verranno approvati, il mio parere su questa proposta di legge, così come è uscita dalla Commissione, sarà negativo e proporrò di votare contro per le ragioni che ho declinato nel mio intervento e che comunque sono state messe a terra attraverso la predisposizione degli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Il mio sarà un intervento breve, ma vuole essere un plauso a questa legge, a questa presa di posizione importante della Giunta sul mondo dell'editoria e dell'informazione. Un tema che avevo particolarmente seguito, ma ben ha pensato la Giunta di legiferare su questo argomento importantissimo, che ricordiamo è una legge che non veniva finanziata dal 2015.
Sull'editoria è un momento importante di riconoscimento di tema, di un settore complicato, complesso ma importante della nostra Regione. Serve a garantire la pluralità e la capillarità delle informazioni all'interno del nostro territorio, ad adeguare la legge anche alle evoluzioni che sono avvenute negli ultimi anni e che si sono presentate dopo l'approvazione della vecchia legge.
Complimenti alla Giunta. Le relazioni di maggioranza e di minoranza sono state molto esaustive, ma cerchiamo di arrivare nel brevissimo periodo, in questa mattinata, all'approvazione di una legge che tante persone aspettano, in un mondo abbastanza difficile, complesso, in difficoltà, che ha bisogno dell'aiuto e del sostegno della Regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Finalmente una legge sul sostegno alle emittenti televisive, radio, portali di informazione web che, insieme alla carta stampata, rappresentano il tessuto dell'informazione capillare nei nostri territori.
Finalmente una legge che, come avviene già in altre Regioni, prevede un sostegno economico a editori marchigiani e giornalisti, nella maggior parte dei casi precari e sottopagati, che lavorano nelle redazioni.
Questo è quello che oggi avrei voluto dire fermandomi qui. Purtroppo, però, gli articoli di questa legge non me lo consentono e vi spiego perché. Questa legge non sostiene in nessun modo il prezioso lavoro di informazione e soprattutto non garantisce la libera informazione nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione e della par condicio.
Stanziare contributi per emittenti TV, radio e web, come fa questa legge, è sacrosanto, è diventato indispensabile dopo la pandemia per consentire la sopravvivenza delle piccole emittenti. Basti pensare che, ad esempio, la Toscana l'anno scorso ha stanziato 1,5 milioni di euro, l'Emilia-Romagna nel 2023 250 mila euro, la Lombardia, sempre nel 2023, con una legge che è stata più o meno poi copiata dalle Marche, 1 milione di euro. Nelle Marche si è passati dai 100 mila euro iniziali, che erano briciole, a 400 mila euro all'anno per il 2024, 2025 e 2026. Sono esclusi i quotidiani e tutta la carta stampata, probabilmente perché i contributi pubblici all'editoria cominciano già con la legge n. 416 dell1981, la cosiddetta riforma dell'editoria; proseguono con la legge n. 198 del 2016, “Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione”, mantenendo il criterio del finanziamento a pioggia proporzionato alle copie vendute, ma restringendo la platea dei beneficiari, in particolare all'articolo 2 della legge 198 del 2016.
Ad oggi la legge nazionale riserva i contributi a cooperative, enti senza fine di lucro, giornali per minoranze linguistiche, giornali per italiani all'estero, non vedenti, associazioni dei consumatori.
La richiesta per i contributi per l'editoria con i requisiti sopra indicati è scaduta il 31 gennaio 2024 e la normativa per la carta stampata premia chi vende più copie.
La legge di bilancio 2019 del Governo Conte I aveva ridotto progressivamente i contributi pubblici fino ad azzerarli nel 2022. I successivi Milleproroghe ne hanno diluito i termini, però l'azzeramento dei contributi, lo voglio ribadire, è previsto solo nel 2027. Ad oggi ci sono ancora dei contributi pubblici.
È importante evidenziare, però, che mentre il contributo pubblico all'editoria, che sia carta stampata, TV, radio o giornale, è indispensabile per mantenerne la sopravvivenza, il contributo governativo ha riguardato soprattutto, e in alcuni casi esclusivamente, nelle Marche le più grandi emittenti, ovvero quelle che per le radio hanno almeno due dipendenti, per le TV almeno 10. Quindi, questa legge regionale doveva fare in modo di aiutare quel tessuto capillare di chi lavora con tanti sacrifici quotidianamente per dare informazioni.
Parlo di tanti giornalisti che mandano avanti quasi da soli siti di informazione web. Ne cito alcuni noti nel mio territorio: “Vivere Pesaro”, “Vivere Marche”, “Primo Comunicazione”, “Più 24”.
Parlo anche di giornalisti Co.Co.Co., pagati da 5 a 10 euro ad articolo, che sono la spina dorsale di tante redazioni.
Parlo anche dei datori di lavoro, titolari di TV e radio locali, che garantiscono ai cittadini un'informazione trasparente, corretta, che parlano di amministrazioni pubbliche nel bene e nel male, perché lo fanno nell'interesse dei cittadini e non parlano solo della Regione quando tutto va bene. Editori ed editrici spesso coraggiosi e coraggiose perché investono in un settore difficile e scelgono non solo di valorizzare e di difendere chi governa, ma anche di dar voce a problemi, difficoltà, disagi dei cittadini.
È giusto e doveroso che chi fa informazione valorizzi infatti gli eventi, i successi di un territorio, le manifestazioni, le piccole sagre, ma anche che non venga mai meno il dovere di cronaca.
In questa legge non c'è nulla di tutto ciò. Purtroppo c'è invece il tentativo di ingraziarsi e comprarsi le redazioni. Che lo sappia bene chi ha fatto questa legge: non si era mai visto prima, in modo così greve e sfacciato, uno scambio tra contributi pubblici e giornalisti.
È evidente che chi ha scritto questa legge, immagino la stessa persona che aveva fatto già quella del 1997, non venga dal mondo del giornalismo, mi pare evidente. Mi permetto di dirlo perché con un po' di orgoglio appartengo a questo mondo, ci ho lavorato per 15 anni come giornalista per un quotidiano e per una TV locale.
So bene quanto sia impegnativo l'esame di Stato e so che, tra scritti e orale, i capisaldi, sia per chi lavora nelle testate sia per gli uffici stampa pubblici, dipendono dall'etica giornalistica, ma sono in primis la piena autonomia.
Chi ha scritto questa legge, nonostante due audizioni, sicuramente non è giornalista. Altrimenti saprebbe che i giornalisti non sono in vendita, saprebbe che nell'esercitare la professione si rispettano rigidi codici deontologici e magari all'articolo 1 avrebbe scritto che le redazioni lavorano nel rispetto della legge 69 del 1963, istitutiva dell'Ordine dei giornalisti, che all'articolo 2 sottolinea il diritto insopprimibile dei giornalisti alla libertà di informazione e di critica e il loro obbligo inderogabile al rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Allo stesso modo conoscerebbe il Testo unico dei doveri del giornalista del 2016 e della legge 28 del 2000 che regola la par condicio.
Invece cosa fa questa legge? Chiede sostanzialmente di parlare bene della Giunta Acquaroli.
All'articolo 1, comma 1, lettera a), prevede contributi per chi promuove la conoscenza dell'attività svolta dall'amministrazione regionale. Ciò significa che si danno soldi a chi parla bene della Giunta Acquaroli.
Abbiamo cercato con qualche emendamento di far capire, invece, che i finanziamenti si danno all'editoria per parlare in modo corretto e trasparente di cosa avviene in una Regione.
All'articolo 2, comma 1, lettera a), addirittura si parla di promozione dell'immagine della Regione. Promuovere l'immagine della Regione significa che, se la sanità va male, non può essere detto? È come dare contributi a un'azienda di scarpe solo se sul tacco ci scrive: “Viva Acquaroli”.
Di male in peggio, all'articolo 4, comma 2, che chiediamo di cassare completamente per un po' di rispetto per la professione dei giornalisti, si chiede che i criteri siano definiti dalla Giunta regionale. Si decide a chi dare contributi con criteri decisi dalla Giunta Acquaroli e qui ringrazio ancora il relatore di minoranza, il Consigliere Cesetti, per aver scelto di cassare completamente questo articolo perché è inaccettabile che decida la Giunta Acquaroli autonomamente a chi dare contributi. Quantomeno un sussulto di rispetto per il Consiglio regionale e fare in modo che sia dato un parere dalla Commissione, dal Consiglio regionale, valutando i criteri in modo rispettoso, obiettivo e oggettivo.
Lo ribadisco: sosteniamo chi lavora nell'informazione, come hanno fatto già altre Regioni che hanno dato ancora più risorse. Bene le risorse all'editoria, ma guai ad avallare in una legge l'idea che i giornalisti siano in vendita. Non si paga la promozione dell'immagine perché questa si chiama pubblicità, quindi, vi invito a comprare pubblicità. Compratela, avete le risorse, compratela.
È un'altra cosa. I contributi vanno a chi fa informazione corretta e trasparente, a costo di parlar male della Regione, a costo di dire cosa non va, che non significa promuovere l'immagine, significa dare ai cittadini le giuste informazioni, a costo di dire cosa sta subendo la sanità marchigiana, a costo di dire cosa sta subendo il turismo marchigiano. O non si potrà più parlare di lunghe liste d'attesa?
Questa legge, purtroppo, chiede, così come è formulata, di dare contributi a chi promuove l'immagine della Regione e chi lo deciderà? Solo la Giunta Acquaroli. Mi sembra un grave atteggiamento nei confronti dei giornalisti che, lo ribadisco, non sono in vendita.
Se tutti i nostri emendamenti dovessero essere oggi approvati, accettati, noi voteremo a favore perché siamo totalmente a favore di un sostegno alle redazioni giornalistiche, agli editori che lavorano con grandi sacrifici nelle Marche, piccoli e grandi, TV, radio e giornali.

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. In realtà non volevo intervenire su questa proposta di legge, mi ha stimolato l'intervento della Consigliera Vitri, che ha parlato adesso.
Non lo so se lei, Consigliera, si rende conto delle affermazioni che ha appena fatto. Se si rende conto, credo che sia ancora più grave la questione.
Da un punto di vista politico avete dei seri problemi perché quello che lei ha detto è sconvolgente, come se noi stessimo qui ad approvare una legge per andare a favorire gli amici o chi parla bene della Giunta Acquaroli.
Credo che questo sia assurdo, è una cosa gravissima quello che ha detto lei, ma non solo è gravissima perché ha tentato di colpire noi, cosa che secondo me non è riuscita a fare, ma perché così offende la categoria dei giornalisti, come se ci fossero delle redazioni che si fanno comprare. Qui non è una questione del Presidente Acquaroli, può essere Tizio, Caio, Sempronio, è una cosa di una gravità inaudita.
Anzi, mi rivolgo anche alla stampa che sta qui, perché queste affermazioni vanno a ledere proprio la professionalità di chi ogni giorno lavora, come è stato giustamente detto, molte volte anche sottopagato. Con queste dichiarazioni non colpisce noi, colpisce una categoria. Invece, in questo momento, con tutti gli sforzi che può fare questa Regione, stiamo cercando di sostenere e di aiutare, anche con qualcosa in più rispetto a quello che si dava in passato, negli anni precedenti.
Credo che queste dichiarazioni siano di una gravità inaudita. Non avevo previsto questo intervento, ho ascoltato i due relatori, ringrazio il nostro relatore di maggioranza, Consigliere Ciccioli. Credo che queste affermazioni siano gravissime.
Non intendiamo comprare nessuno, cerchiamo di fare il nostro dovere quotidianamente, lo facciamo con grandissimo sforzo tutti, a partire dal Governatore, passando per la Giunta, gli Assessori e i Consiglieri, tutti i Consiglieri, non solo quelli di maggioranza.
Queste affermazioni sono molto gravi e sono un'offesa profonda, seria, nei confronti dei professionisti, dei giornalisti che quotidianamente fanno il loro lavoro, a prescindere da quello che scrivono, perché poi possiamo essere d'accordo o non d'accordo, possiamo discuterne quanto vogliamo, però nel principio le sue parole, secondo me, sono state gravissime.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare, quindi chiudo la discussione generale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Considero irricevibili le dichiarazioni della Consigliera Vitri. Vedo i cinque giornalisti che sono lì, secondo la Consigliera Vitri sono in vendita?
Credo che le redazioni esprimano sensibilità diverse, punti di vista diversi. Noi che siamo al Governo molto spesso abbiamo paginate di giornali o servizi televisivi ostili. Questo non significa che non dobbiamo sostenere complessivamente l'informazione.
Questa è, tra l'altro, una cosa che era già stata fatta dalle Giunte di centrosinistra: sostenere l'informazione locale che, pur avendo un'audience più modesta rispetto all'informazione a carattere nazionale, ha una sua logica e un suo terreno importante, soprattutto di formazione.
La maggior parte dei giornalisti, anche affermati sulle grandi reti e sulle testate nazionali, sono nati da esperienze di stampa locale.
Sostenere questo significa sostenere anche la normalizzazione dei contratti di lavoro, la possibilità di avere presso anche queste piccole iniziative editoriali giornalisti iscritti all'Albo dei professionisti e dei pubblicisti. Credo che sia una cosa positiva, non un attacco alla libertà.
Se devo dire la mia esperienza, io ho avuto, più spesso, la stampa, le televisioni e anche le testate online contro piuttosto che a favore. Qualche volta è bene anche avere articoli critici, perché ti permettono poi di intervenire e di poter esprimere il tuo punto di vista.
Premesso che tutte le leggi sono perfettibili, e l'ho detto illustrando il testo che è stato proposto.
Abbiamo anche fatto un incontro. non voglio fare previsioni, ma ci sono sette emendamenti che accoglieremo. Abbiamo deciso che sono un contributo positivo, altri li respingeremo perché escono dalla logica del nostro testo.
Del resto, e questo lo rivendico, i Governi e le maggioranze scrivono le leggi e io qualche volta sono molto critico con la mia coalizione, quando scriviamo leggi sotto dettatura dell'opposizione o della minoranza, è estremamente negativo. Le maggioranze, i Governi, devono avere un loro pensiero che poi è sottoposto al giudizio degli elettori.
Noi, questa mattina, in Sardegna, abbiamo visto che qualcosa non è andato. Gli elettori hanno giudicato…, anche se per 3.000 voti, non per nove punti percentuali come accaduto nelle Marche qualche anno fa, ma per lo 0,27%; un dato che pesa.
Un Governo, una maggioranza, un movimento politico hanno un progetto. Quel progetto, che con il consenso degli elettori viene costruito, deve essere messo a terra nel migliore dei modi, con le correzioni in corso d'opera e poi si valuta.
Noi crediamo che sull'editoria locale debba esserci un sostegno che deve avere dei criteri: la promozione del territorio, dell’informazione e anche della formazione, perché è importante che si formino dei giornalisti, prima pubblicisti e collaboratori, che ci sia una promozione della cultura locale, delle tradizioni locali e poi questo sarà il 5% della fruizione dal punto di vista degli elettori, ma quella piccola area, quel piccolo campo, va coltivata.
Con questo spirito abbiamo anche ritenuto di accogliere degli emendamenti ed andiamo alle votazioni per l'approvazione della legge.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Al Consigliere Ciccioli dico che quello 0,27 fa male, perché lo 0,27 non è il sintomo e il segnale della sconfitta, è la simbologia della resa, perché quello 0,27 è la conseguenza del voto disgiunto. Dietro il voto disgiunto c'è il tradimento che sempre coltiva colui che è costretto alla resa, che è costretto a passare sotto le forche caudine della resa.
È evidente che la Lega è stata piegata sotto le forche caudine dell'imposizione della Presidente Meloni, che con la sua forza ha voluto imporre un candidato che, come è stato detto, chi lo conosceva lo evitava e l’ha voluto evitare attraverso la liberazione della coscienza dalla prigionia della ragione e della convenienza. Per questo lo 0,27 fa male, perché può essere replicato.
Si può controllare con il potere, si controlla la ragione, ma non si controlla la coscienza: la si può imprigionare.
La Consigliera Vitri non ha criticato gli organi di informazione e l’editoria, lei ha evocato quello che voi vorreste fare dell'editoria e dell'informazione.
Quando voi scrivete all’articolo 1, tra le finalità, comma 1, lettera a): “La Regione con questa legge sostiene l'informazione al fine di promuovere la conoscenza da parte dei cittadini dell'attività svolta dall'amministrazione regionale”, ma questo non succede neanche nei regimi più totalitari, non succede da nessuna parte, ma non lo potete neanche fare.
Vi invito ad accogliere i nostri emendamenti. La proposta di legge dice: “a promuovere la conoscenza da parte dei cittadini dell’attività svolta dall'amministrazione regionale”, è qualcosa di più della comunicazione istituzionale, perché, se aveste scritto “comunicare l'attività svolta”, no, avete scritto “promuovere”, significa che in quel caso ci deve essere anche una informazione talmente particolare che deve promuovere, non criticare. Ad esempio, non potrebbe dire quando noi critichiamo le liste di attesa, no, perché deve promuovere.
È proprio questo che vuole dire la Consigliera Vitri. Non è che io debba fare l'avvocato difensore della Consigliera Vitri, sono le sue parole che solo voi potevate interpretare perché ci andate con la riserva mentale di cui questa legge è permeata ed è qui che dimostrate quello che volete fare.
Come dicevo io nella mia relazione, va rimosso il comma 1, lettera a), perché questi importi previsti, di certo consistenti, anziché il sostegno per il pluralismo e la libertà di informazione, costituiranno, per come è strutturata la legge, il prezzo per la resa dell'informazione al potere politico di turno. Queste sono le parole che ho detto io e che ha detto la Consigliera Vitri.
Se voi pensate che non sia così, dovete approvare i nostri emendamenti, approvarli tutti, non i sette che dice il Consigliere Ciccioli. Ne approva, sì, i sette, il Consigliere Ciccioli, e ci credo, vi migliorano la legge.
Questa è la dimostrazione che da parte nostra non c'è la volontà di contrastare o la volontà di una logica di parte perché, quando si fa una legge, è vero che le leggi le propongono le maggioranze, ma le leggi le scrivono le Assemblee elettive deputate alla loro approvazione, che è cosa diversa dalla proposta. Una legge deve essere auspicabilmente approvata dall'Assemblea legislativa, magari nella sua interezza, perché è quella che dispone per tutti.
Una legge non può avere un tempo limitato, perché se una parte politica che ha vinto le elezioni scrive la legge e l'approva, poi quella legge opera in quel lasso di tempo, ma se domani vince qualcun altro e la cambia, in quel caso non è una buona legge, perché è una legge che ha fatto gli interessi di una parte. Una buona legge è quella che resiste nel tempo. Una buona legge è quella che resiste al cambio delle maggioranze, quella è una buona legge.
Una legge dell'informazione deve rispondere a questi requisiti, perché all'informazione devono essere garantiti il pluralismo, la libertà e la democrazia e questo ce lo dice addirittura il dettato costituzionale.
Non si può fare una legge che scrive una parte. Dove sta scritto? Facciamo un esempio: l’informazione a livello nazional… perché la Commissione di vigilanza è appannaggio delle forze di opposizione? Per garanzia.
Voi fate una legge sull'informazione e la volete scrivere voi secondo i vostri dettami? Dovreste condividerla, perché se non la condividete domani vinceremo noi, cambieremo e magari sbaglieremo anche noi. A quel punto, sull'onda del torto subito, potremmo essere tentati di cambiarla come diciamo noi, facendo un altro errore. Bisognerebbe fare uno sforzo per condividerla.
Il Consigliere Ciccioli dice che accoglie i sette emendamenti, perché quello è il minimo sindacale, ma per voi, quella è un'opportunità per voi, non per la legge. Tant’è vero che, se approvate gli altri, bene, altrimenti noi voteremo contro e adesso vi spiegheremo perché, ma in parte ve l'abbiamo già detto.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Farò un intervento veramente breve, innanzitutto per ringraziare i Consiglieri d'opposizione che sono intervenuti, il relatore di minoranza e anche la Consigliera Vitri, che molto più di noi sa di cosa si parla. Mi sembra che le sue parole siano state volutamente travisate. Consigliera, non si stupisca perché era già nei fatti.
Io ho sottoscritto, e ringrazio i primi firmatari per avermeli sottoposti, tutti gli emendamenti nella convinzione che, anche nel caso fossero stati tutti approvati, avrei bocciato questa legge, perché ritengo fondamentalmente sbagliato che si provi a commisurare la quantità di finanziamento alla quantità di spazio che viene dato alla Giunta e anche alla qualità di quello che si dice della Giunta. Per me è una cosa che non può essere tollerabile.
Approvando tutti gli emendamenti si sarebbe sicuramente data una raddrizzata a questo testo, ma non a sufficienza, secondo me, perché 1,2 milioni di euro in 3 anni…, arrivando ad approvarla velocemente per abbracciare le prossime amministrative e le prossime regionali, secondo me grida vendetta e su questo voglio essere chiara.
I punti di disaccordo sono alla base e il giudizio è negativo.
Vorrei anche dire che spesso la propaganda non è sufficiente, perché ai cittadini non basta sentirsi dire che le cose vanno sempre bene quando poi nella vita quotidiana si scontrano con difficoltà enormi, di cui abbiamo parlato fino a poco fa con tutte le interrogazioni. Non è sufficiente e a un certo punto, con la matita, fanno una rivoluzione.
È capitato a voi, ma è ciclica la politica, quindi non si sa quando, ma capiterà anche che ci sarà qualcuno che verrà al vostro posto, quindi fare questi tipi di leggi, secondo me, è sbagliato.
Tra l'altro, fatemelo dire, anche se c'entra poco, c'è quel giornalino che si intitola Le Marche, che anche quello è una vergogna, perché parla solo di ciò che fa la Giunta, non c'è il minimo spazio dato ai Capigruppo. Una cosa che non ho mai visto.
I Comuni fanno i giornalini sul lavoro del Consiglio regionale, ma c'è lo spazio della Giunta, che è più ampio, ma poi c'è almeno una pagina per ogni Capogruppo, perché le Marche non sono solo l'esecutivo. Le Marche sono tutte, sono anch’io che sono sola in quest'Aula, che dovrei avere lo spazio per far arrivare a tutti i cittadini delle Marche, come fate voi, anche la posizione del Gruppo del Movimento 5 Stelle, seppur minoritario ad oggi in quest'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 1. Che deve discusso nella sua interezza ed anche con gli emendamenti presentati.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Lo devo fare perché, essendo relatore ed essendo firmatario degli emendamenti, anche per dire alla Consigliera Ruggeri che la ringrazio per averli sottoscritti… Se venissero approvati succederebbe quello che dice lei, quindi potrebbe votare a favore. Ma tanto non li approveranno, anche perché vanno nella direzione che lei poc'anzi indicava.
Infatti, il primo emendamento sopprime quello che dicevo prima. “Tra le finalità…, la Regione promuove la conoscenza, da parte dei cittadini, dell'attività svolta dall'amministrazione regionale”. Ma che scherziamo? Questo va cassato per le ragioni che dicevo prima, per quello che dicevano le Consigliere Ruggeri e Vitri. Questo emendamento cassa la lettera a).
Ce n'è un altro che ha un carattere subordinato, almeno se non lo cassate …, e immagino che questo sarà uno di quelli accolti, verrà accolto per forza, altrimenti la legge si cestinerebbe da sola. “Promuovere la conoscenza da parte dei cittadini dell'attività svolta”, noi sostituiamo le parole “dall'amministrazione regionale”, con le parole “dalla Regione”, come istituzione. Ma questo è probabile che venga accolto.
Un terzo, sempre a scalare, lo dico al Presidente, aggiunge, qualora non ci si metta “la Regione”, “e dal Consiglio-Assemblea legislativa regionale”, per quella equiparazione tra potere esecutivo e potere legislativo e per garantire il pluralismo dell'informazione ed anche la tutela delle minoranze, perché è naturale che le minoranze si esprimano in quest'Aula, dato che non si possono esprimere nella Giunta. Quando noi critichiamo le liste d'attesa non è che lo possiamo fare in Giunta, lo possiamo fare in quest'Aula. L'emendamento va in questa direzione, però, ripeto, sempre subordinata.
L'altro emendamento va sulla lettera c), che dice: “Preservare il pluralismo, la libertà, l'indipendenza, la completezza dell'informazione”, aggiungiamo anche “l'obiettività” perché questo è un dato assolutamente necessario.
Poi l’altro interviene sulla lettera c), anche qui aggiunge nel rispetto e dice: “Preservare il pluralismo, la libertà, l'indipendenza...”.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Noi accogliamo tre emendamenti dell'articolo 1: 1/2, 1/6 e 1/7, l’1/2 riguarda non l'amministrazione, ma la Regione nel suo insieme, l'1/7, è relativo alle parole “incoraggiare e sostenere”, che sono più specifiche, e l'1/6, “favorire l'occupazione”.
Sono tre punti che noi riteniamo opportuno accogliere per correggere meglio la legge.
Poi la Regione è una, siamo Regione sia maggioranza che opposizione, è evidente che le politiche regionali hanno un senso.
Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Emendamento 1/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Su questo insisto e per questo prendo la parola. Non è sufficiente l'approvazione dell'atto, perché è vero che si dice “Regione”, però inserire “e dal Consiglio-Assemblea legislativa regionale delle Marche” significa quell'equiparazione tra il potere esecutivo e il potere legislativo. È specificare che anche le attività…, significa di fatto promuovere la conoscenza da parte dei cittadini dell'attività svolta non solo dalla Regione, ma anche dal Consiglio-Assemblea legislativa regionale . Credo che questa sia un'opportunità per voi per accoglierlo.

PRESIDENTE. Emendamento 1/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/5 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Chiedo il voto nominale su tutti gli articoli e gli emendamenti che andremo a votare, da qui fino alla conclusione dell'atto. Lo richiedo a nome mio e dei Consiglieri Ruggeri e Cesetti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo emendamento dice che preservare il pluralismo, la libertà, l'indipendenza e la completezza dell'informazione, dopo che avete respinto quello sull'obiettività, che essere “nel rispetto della legge n. 69/1963, istitutiva dell'Ordine dei giornalisti, del conseguente Testo unico dei doveri del giornalista del 3 febbraio 2016 e della legge 28/2000, che regola la par condicio”. Mi pare che sia un richiamo, tra l'altro conseguente a quello che più volte abbiamo detto in quest'Aula.

PRESIDENTE. Emendamento 1/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.

Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sostituisce le parole “anche in relazione all'incremento dell'occupazione” con “favorendo l’occupazione”, perché in quel modo avrebbe favorito l'occupazione precaria e non l'occupazione vera. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Livi, Mangialardi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Santarelli.
(
L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 1/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Livi, Mangialardi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Santarelli, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Emendamento 1/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Si parla di incoraggiare. Poi abbiamo visto che è stato approvato l'emendamento: “sostenere” gli investimenti finalizzati all'innovazione tecnologica, al miglioramento degli standard di qualità dell'informazione.
Ci deve essere anche il miglioramento delle condizioni di sicurezza e allora, siccome questo, ahimè, è un dibattito purtroppo attuale a seguito delle tragedie che si sono verificate recentemente, tant'è che addirittura c'è la proposta della cosiddetta patente a punti per quanto riguarda le imprese in tema di sicurezza, proposta dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, quindi, chiedo che venga inserito il sostegno agli investimenti anche per favorire il rispetto degli adempimenti previsti dalle norme sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Questo è importante anche per le redazioni giornalistiche. Pensiamo a quando i giornalisti vengono inviati, faccio un esempio banale, in alcuni luoghi fisici. Quindi, garantire e sostenere gli investimenti diretti a rispettare le norme sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Credo che vada inserito, penso che sia un dovere non emendabile.

PRESIDENTE. Emendamento 1/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/9 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento… Qui voglio dirlo ai colleghi: c'era questa disposizione nella legge del 1997 che voi andate ad abrogare.
Sostanzialmente diciamo che “la Regione – badate bene: non l’amministrazione regionale - con questa legge, concorre a promuovere la diffusione nelle scuole marchigiane di periodici e quotidiani di interesse nazionale e locale, e con modalità tali da consentire la più ampia possibilità di confronto tra le diverse testate”.
Questo coniuga, da una parte, un sostegno all'editoria, perché i giornali poi vanno acquistati, ma nello stesso tempo promuove la diffusione e promuove anche la formazione, se vogliamo, degli studenti.

PRESIDENTE. Emendamento 1/9. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 1, come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. XY in versione direttore d'orchestra non l'avevo mai visto, mio amico dai tempi gloriosi, lui sa, Presidente Acquaroli, i tempi gloriosi della Presidenza dell'UPI, tempi gloriosi che lui ha condiviso e riconosciuto. Oggi lo vedo in versione direttore d'orchestra. È comprensibile. No, orchestra stonata, orchestra rintronata, che dopo la batosta di stanotte ha bisogno di essere guidata perché non smarrisca se stessa. Anche il Presidente Acquaroli ha accusato il colpo, ci pensa XY. Dopo essere stati costretti a passare sotto le forche caudine della Presidente Meloni, vi siete fatti sconfiggere da una forcaiola come l'attuale Presidente della Regione Sardegna. È notorio che il Gruppo del Movimento 5 Stelle sia composto da noti forcaioli, e questo è ancora più preoccupante. Io sono soddisfatto perché preferisco sempre colui che issa la forca rispetto a colui che ci mette dentro il collo.
All'articolo 1, non votando quell'emendamento, avete, nonostante sia stato migliorato con gli altri che avete approvato, lasciato un vulnus a quello che è il pluralismo e alla libertà di informazione. Per questo voteremo contro.

PRESIDENTE. Articolo 1, come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri..
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva )

Articolo 2. Passiamo al suo esame con i relativi emendamenti.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Lo dicevo prima nella mia relazione, è il primo emendamento che incide sulla lettera f) del comma 1, che dice: “Iniziative rivolte alla sensibilizzazione dei cittadini sui temi del rispetto della legalità, dell'ambiente, della parità di genere tra uomo e donna”, io aggiungo: “nonché sulla violenza di genere, delle truffe agli anziani, della ludopatia e delle tossicodipendenze”.
Sono temi di cui ci siamo occupati anche con leggi in questo Consiglio regionale, credo che vadano inseriti.
L'altro è volto alla lettera g), sempre del comma 1, che dice: “Alla formazione, alla stabilizzazione e all'incremento del personale”, togliere “e all’incremento”, perché se lasciamo la parola “incremento” si può anche incrementare il personale precario.
All'articolo 2, lettera g), sono inserite le parole “personale non precario”.
Alla lettera g), sempre dopo il comma 1 dell'articolo 2, che dice: Alla formazione, alla stabilizzazione e all’incremento del personale”, aggiungiamo “giornalistico e non, nel rispetto dei relativi contratti collettivi nazionali di categoria”.
Si aggiunge una lettera g bis, che dice: “alla disponibilità comprovata per l'assunzione di giornalisti operanti nel medesimo comparto, il cui rapporto di lavoro si sia troncato a seguito di operazioni di ristrutturazione aziendale” e anche questo credo che sia importante e pertinente con quello che è successo nella nostra regione.
All'articolo 2: “La Regione, inoltre, concede ai soggetti di cui al comma 1 contributi per investimenti pari ad almeno il 50% dell'importo complessivamente stanziato”. Si prevede che ci sia un 50% per investimenti.
L'altro emendamento prevede che i contributi regionali siano concessi nella misura massima del 75% della spesa ritenuta ammissibile, affinché…, per consentire che concorrano anche i beneficiari.
Il 2 bis è ritirato perché era quello che prevedeva la destinazione…

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani

PRESIDENTE. Emendamento 2/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Livi, Mangialardi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Emendamento 2/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Marinangeli, Marinelli, Menghi.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Casini, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi .
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/5 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/6 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi.
Astenuti : Nessuno.
L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/7 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/9 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. E’ ritirato come avevo annunciato già in relazione.

PRESIDENTE. Emendamento 2/9. Ritirato.

Emendamento 2/10 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi .
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto favorevole dei Consiglieri Casini e Mangialardi.

Articolo 2, come emendato.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Votiamo contro perché, ovviamente, gli emendamenti che sono stati accolti sono sì importanti, ma non modificano la struttura che noi avevamo, diciamo, proposto, di fatto come struttura alternativa.
Tra l'altro, c'è un punto fondamentale: non avete accolto l'emendamento 2/10 – non sono intervenuto per guadagnare tempo - che cosa diceva? “Che sono escluse dai contributi le attività riconducibili alla comunicazione istituzionale”.
Questo mi pare che dovrebbe essere il minimo sindacale per una comunicazione trasparente, plurale e obiettiva, anche perché, tra l'altro, la comunicazione istituzionale la devono fare gli uffici preposti del Consiglio e della Giunta.
È evidente, perché era necessario questo emendamento? Era necessario perché voi, all'articolo 1, avete lasciato la disposizione: “la finalità di questa legge è quella di promuovere la conoscenza da parte dei cittadini dell'attività svolta dalla Regione”. È ovvio che quella è comunicazione istituzionale, quindi questo emendamento lo voleva escludere. Non è stato approvato, quindi noi voteremo contro l'articolo 2

PRESIDENTE. Articolo 2, come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Ci sono cinque emendamenti. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Mi preme particolarmente intervenire su questo articolo perché riguarda i destinatari degli interventi, ovvero coloro che potranno avere i contributi.
Sono previsti 400.000 euro all'anno per i prossimi 3 anni, ma ad oggi non sappiamo né come né a chi saranno dati perché, lo ribadisco, i criteri secondo questa legge li sceglierà autonomamente il Presidente Acquaroli con la sua Giunta. E questo è un vero e proprio schiaffo all'istituzione Consiglio regionale, ma anche al mondo del giornalismo. In particolare voglio farvi notare…

PRESIDENTE. Chi deve parlare esca dall’Aula. Rispetto per chi interviene.

Micaela Vitri. Grazie. In questo modo voglio dire ai Consiglieri della maggioranza, che sono andati a telefonare ad amici e amiche giornalisti dicendo: "Vi do 1.000 euro, vi do 5.000 euro", come se fosse il mercato del pesce, che sono tagliati fuori - non ve ne siete accorti perché non conoscete questo mondo - tutti i giornalisti lavoratori autonomi, quelli che mandano avanti i siti web da soli e non sono pochi, perché il vostro articolo 3 prevede che debbano essere per forza iscritti al ROC.
Il Consigliere Baiocchi è già preoccupato al telefono perché così sono tagliati fuori alcuni suoi amici. Lui non sapeva che non fossero iscritti al ROC, probabilmente.
Ma la cosa peggiore…, sì, potete anche rimandarlo ancora in Commissione, noi l'approviamo perché siamo favorevoli a dare contributi a chi lavora nel mondo del giornalismo. Così è tagliato fuori chi non è iscritto al ROC, primo requisito.
Alcuni requisiti sono indispensabili: sede legale nelle Marche, iscrizione presso il tribunale competente. Questo è indispensabile che ci sia, quindi su molti requisiti siamo favorevoli. Ma altri tagliano fuori chi lavora davvero per pochi euro, non viene riconosciuto, non avrà nulla.
Posso anche dire che sono molto preoccupata per questi criteri che deciderà autonomamente il Presidente Acquaroli con i suoi perché, da quanto mi è stato riferito nelle audizioni, si parla…, a parte di briciole, per cui ad esempio le TV avranno da 3.000 a 8.000 euro l'anno perché puntate a darli a pioggia e non avete previsto di dare di più a chi non ha già il contributo statale.
Arrivano dallo Stato circa 800.000 euro all'anno all'emittente televisiva regionale che ha più di 10 dipendenti, cosa se ne fa di altri 3.000 euro, se ne prende già 800.000, quasi 1 milione, dallo Stato?
Avete tagliato fuori chi non prende niente dal Governo o quasi, prenderà delle briciole.

PRESIDENTE. Emendamento 3/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Livi, Mangialardi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Putzu, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Emendamento 3/2 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti Mastrovincenzo, Ruggeri.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

(mancato funzionamento del sistema audio)

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Emendamento 3/3 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti Mastrovincenzo, Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento importante perché tutela i lavoratori e le lavoratrici di questo settore, affinché la loro attività sia meno precaria di quello che purtroppo è allo stato attuale, quindi, dovrebbe favorire i contratti a tempo indeterminato.
Mi sembra importante che anche la maggioranza capisca questo e lo possa approvare. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 3/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 3/4 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti Mastrovincenzo, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 3/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'avevo già detto nella mia relazione, questo è un emendamento che dice: “1 bis. Sono istituiti presso la Presidenza del Consiglio regionale gli elenchi delle imprese fornitrici di cui al comma 1 e la tenuta e l'aggiornamento degli stessi sono affidati al Comitato regionale per le comunicazioni”. Questo è un problema di chiarezza. In qualsiasi attività c'è un albo: c'è l'albo degli avvocati, dei commercialisti, dei fornitori.
Non ho capito per quale strano motivo, se noi diciamo che “sono destinatari di interventi i fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici”, di questi fornitori di servizi non ci sia un elenco al quale ognuno si può iscrivere, che, però, deve essere tenuto dal Consiglio-Assemblea legislativa, a garanzia dell'obiettività.
PRESIDENTE. Emendamento 3/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 3, come emendato.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Contrari.

PRESIDENTE. Articolo 3, come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui Putzu.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Cercherò poi di non intervenire sui singoli emendamenti.
Qui c'è un emendamento sul quale chiedo un attimo di attenzione, ma capisco che non ce la mettano altrimenti si ribella la coscienza; allora, per non correre rischi...
Questo è un emendamento sostitutivo. Proprio così Consigliere Marinelli, che dice che è quello di prima e che lo disciplina lo Stato. Quello che vi pare disciplina lo Stato. Dice qui: “Le modalità di attuazione degli interventi di cui all'articolo 2”, e l'articolo 2 è quello degli interventi a sostegno dell'informazione locale, “sono stabilite annualmente dalla Giunta regionale entro il mese di febbraio”. Come le stabilisce la Giunta regionale? Che fa, se la suona e se la canta?
Ho presentato un emendamento sostitutivo in cui dico: “Gli interventi dell'articolo 2 sono stabiliti annualmente dalla Giunta regionale in apposito programma presentato al Consiglio-Assemblea legislativa regionale per l'approvazione entro il 31 gennaio”. Mi pare il minimo, altrimenti – lo dico al Presidente Pasqui, che il Presidente pro-tempore di quest’Aula - questo è da regime totalitario, dove l'Assemblea legislativa è piegata alle esigenze dell'esecutivo, neanche come un pretoriano, ma come uno schiavo.
Ma se i programmi della cultura li fa la Giunta e li approva quest'Aula, tutti i programmi li approva quest'Aula, e che sarebbe? Gli interventi sulla formazione li fa la Giunta, e siamo d'accordo, ma poi li presenta a quest'Aula che li approva.
Questa cosa subito mi è saltata agli occhi come relatore, ma mi pare che, avendo fatto un esame delle legislazioni che ci sono in altre Regioni, sia così dappertutto e, secondo me, non potrebbe neanche essere diversamente.
Tant'è che, se non approvate questo emendamento, questa legge collide con quella che è la tutela, tra l’altro, del rapporto tra potere esecutivo e potere legislativo.
Noi diamo le risorse col bilancio, la Giunta fa il programma, se la suona e se la canta. Ma su!

PRESIDENTE. Emendamento 4/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu .
Astenuti : Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/2 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Qui è centrale. Dico una cosa: voi non avete votato prima l'emendamento 4/1, che diceva che gli interventi venivano stabiliti dalla Giunta regionale, ma presentati al Consiglio-Assemblea legislativa per l'approvazione.
Ma qui la maggioranza ce l'avete voi, siete 21 contro 9. Non votando questo emendamento avete fatto un torto a voi stessi. In questo caso l'orchestra rinuncia, addirittura fa finta di suonare, in playback, fa finta di cantare e di suonare, ma sarà cantata e sarà suonata dall'esecutivo. Ma siete voi la maggioranza.
Dico una cosa: un po' di “orgoglio istituzionale”, anche politico, per il vostro ruolo e per la vostra funzione dove sta?
Come voi, da una parte, date alla Giunta, attraverso l'approvazione del bilancio, le risorse, che sono 1,2 milioni di euro in una Regione che ha difficoltà su tanti settori, pensiamo alle liste d'attesa, al personale. Date 1,2 milioni di euro, rispetto ai quali noi siamo d'accordo per il ruolo che in una democrazia svolgono i mezzi di informazione e l'editoria, ma non può essere piegata ai piedi dell'esecutivo e, in questo caso, piegata ai piedi dell'esecutivo con voi piegati ugualmente.
Come si fa? Ma l'attività legislativa è di quest'Aula. Il programma lo fa la Giunta? Ma la Giunta lo deve fare, ma deve tener conto anche dell'attività dell'Assemblea legislativa.
Pensiamo al bilancio, al Piano socio-sanitario, ai programmi in agricoltura, nella cultura. La Giunta fa il Piano e lo presenta a noi perché questa Assemblea, se non lo ritiene adeguato anche alle sue esigenze, non lo approva o lo emenda. Questo era il senso di questo emendamento. Questo è l’abc della cultura istituzionale.
Con questo emendamento e con quello successivo diciamo almeno che lo stabilisca il CORECOM, ma non può stabilirlo la Giunta, non può suonarsela e cantarsela come meglio crede.

PRESIDENTE. Emendamento 4/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Questa votazione fa decadere l’emendamento 4/4.

Emendamento 4/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Qui hanno avuto un sussulto di orgoglio e accoglieranno questo emendamento. Addirittura c'è scritto che la Giunta lo fa, sentito il Comitato regionale. Il nostro emendamento, invece, prevede: “previo parere”. È ovvio che almeno questo è subordinato, almeno c'è l'obbligo della motivazione rispetto a un parere che deve essere acquisito.
Resta un altro punto: il Consiglio-Assemblea legislativa abdica a se stesso, rinuncia alle sue prerogative ma, secondo me, rinuncia anche ai suoi doveri, perché da che mondo è mondo tutti i programmi vengono approvati dal Consiglio-Assemblea legislativa. Li predispone la Giunta, che è l'organo esecutivo e di Governo, ma li approva il Consiglio.
Se questo è il programma degli interventi, i programmi li propone la Giunta, ma li approva il Consiglio.
Sotto questo aspetto la legge…, capisco che al Governo ci state anche voi, ma voglio vedere che cosa dirà il Governo quando andrà a esaminarla, perché è evidente la volontà, il tentativo, con questa legge, di sottrarre questi finanziamenti, come le attività, al controllo del Consiglio-Assemblea legislativa.
Nel tentativo, secondo me, non vi riuscirà perché si ribelleranno, di controllare i mezzi di informazione e di far dire loro quello che ritiene la Giunta. Questo è il punto centrale. Non ci riuscirete, però magari qualcuno che si trova in difficoltà potrebbe anche piegarsi a queste esigenze che sono, secondo me, arbitrarie.

PRESIDENTE. Emendamento 4/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Livi, Mangialardi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 4/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Decaduto.

Emendamento 4/5 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Cesetti ha già anticipato le motivazioni per cui abbiamo presentato questi emendamenti. Ora ce n'è un altro che invito ad approvare perché, badate bene, dietro a queste parole c'è tutto il significato della democrazia e della libera informazione.
Ringrazio il mio Capogruppo per avermi delegata e dato il consenso a motivare questo emendamento, ed anche la Consigliera Ruggeri del Gruppo Movimento 5 Stelle per averlo firmato.
Credo che proporre di far scegliere alla Giunta chi avrà i contributi per l'editoria sia a dir poco spudorato e ribadisco la metafora che ho usato prima: è come se l'Assessore Antonini facesse un bando per dare contributi al calzaturiero, ma chiedesse di decidere autonomamente i requisiti e volesse che ci fosse scritto "Viva Acquaroli" o "Viva Antonini" sulle scarpe.
È uguale, non c'è nessuna differenza. È come se dicesse: io do i contributi a chi parla di me, a chi parla della mia Giunta. È come se dicesse: sì, noi diamo contributi all'editoria, benissimo, bravi giornalisti, però ve li diamo se parlate bene di noi, se tutelate e valorizzate l'immagine della Regione.
Tornano spesso i termini “valorizzare”, “promuovere”, “immagine”, “Regione” e tutti gli emendamenti che ci avete approvato sono quelli che vi aiutano a rendere la legge leggibile, con dei termini appropriati, ma a livello sostanziale non approvate quello che tutela veramente l'autonomia dei giornalisti, degli uffici stampa, dei giornalisti che lavorano sia nelle redazioni TV che radio che nei siti web.
Abbiate ora un sussulto di dignità, cercate almeno di cambiare questa parola. I criteri non devono essere decisi dal Presidente Acquaroli e dai suoi Assessori.
Quando i giornalisti hanno letto questa legge, quelli che lavorano, e quasi tutti, devo dire, nelle Marche in maniera professionale, sono rimasti scandalizzati. Almeno i criteri fateli decidere al CORECOM, almeno quelli.
È giusto dare contributi, ma per me sono pochi, lo dico in maniera personale, perché non so se condivide il mio Gruppo, sono pochi 400.000 euro. La Toscana ha dato 1,5 milioni di euro nel 2023.
Ma i requisiti devono essere decisi in maniera autonoma, non dal Presidente Acquaroli e da quattro o cinque persone che gli stanno attorno, devono essere decisi almeno dal CORECOM, se non dal Consiglio.
Il Consigliere Livi prima, purtroppo, non aveva capito nulla. Ora...

PRESIDENTE. Emendamento 4/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Emendamento 4/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’avete approvato sì, “la Giunta regionale in particolare individua...”. Questo tradiva proprio l’intenzione, Consigliera Vitri.
Questo sembra poco significativo, ma non è così. “La Giunta regionale, in particolare, individua i criteri e le modalità per la ripartizione delle risorse disponibili - parliamo di risorse, criteri per le risorse - e definisce la procedura per l’assegnazione dei contributi, fermi restando i requisiti minimi”.
Allora dobbiamo mettere “nel rispetto”, perché se noi mettiamo “fermi restando i requisiti minimi”, si presta al fatto che, all'interno di quelli, se ne possano prevedere anche altri e, magari, prevedendone altri, si può avvantaggiare qualcuno ed escludere altri.
Questo emendamento, che può sembrare un gioco di parole ma non lo è, dice: “nel rispetto dei requisiti minimi”. Non se ne possano prevedere altri. Magari ne metto altri perché quel tipo lì non si è comportato bene con me, non ha promosso bene il mio non fare o i danni che combino. Allora faccio ulteriori requisiti rispetto a quelli minimi così non ci rientra e lo escludo.
Vorrei dire ai mezzi di informazione, che magari ci stanno ascoltando, che quello che diciamo noi va nel loro interesse, perché il loro interesse non è tanto e soltanto i finanziamenti, giusti e necessari, ma anche che siano tutelate la loro libertà, autonomia, indipendenza e obiettività, che sia tutelato il pluralismo, che siano protagonisti di loro stessi e non piegati a quelle che sono le esigenze del potere di turno.

PRESIDENTE. Emendamento 4/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/9 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche questo è subordinato, dice: “La Giunta, in particolare, individua i criteri, le modalità, le risorse...” e c'è scritto “previo parere della Commissione assembleare competente”. Ma almeno questo. Nella Commissione ce l’avete voi la maggioranza, ma almeno il parere della Commissione, che lo mettete dappertutto.
Allora, dico al direttore d'orchestra, che sa quanto lo stimi, sebbene su sponde diverse abbiamo lavorato per diverso tempo, che il ruolo dei Consiglieri è zero in questa vicenda. Almeno il parere della Commissione.
Ma parliamo dei criteri, delle modalità di ripartizione delle risorse. Quando facciamo i piani, sul PSR, sui fondi europei, le Commissioni non danno i pareri? Sono obbligatori, tra l'altro.
E voi a questo votate contro! Raccomando l’approvazione di questo emendamento perché, dopo, rischio di esagerare, ma mi ci porta la consapevolezza del ruolo, mica altro. Però mi taccio.

PRESIDENTE. Emendamento 4/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)


Articolo 4, come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Votiamo contro, Presidente, perché una cosa di questo tipo, come quella prevista dall'articolo 4, neanche nei regimi più totalitari c'è.
Non è solo questo, ma, tra l'altro, come ho detto poc'anzi, questo aspetto, per questo intervengo, sennò ripeto le stesse cose, consegna a questa legge … Spero che i funzionari del Ministero non stiano lì a guardare le leggi solo quando aggrada a loro, soltanto quando devono scrivere la legge sul governo del territorio, perché lì ve la siete fatta scrivere, scrivendo, tra l'altro, delle oscenità sotto l'aspetto istituzionale e legislativo, con una scrittura, tra l'altro, pessima, per cui verrebbero bocciati al primo esame universitario di giurisprudenza.
Lì hanno scritto la legge, qui voglio vedere che dicono, perché, com'è strutturato, l'articolo 4 non dà alcun ruolo al Consiglio regionale, neanche attraverso il parere della Commissione, sapete qual è il punto? Che in Consiglio regionale non ci state solo voi, ci stanno anche le minoranze, che devono essere tutelate in virtù del pluralismo dell’informazione.
Questo articolo presenta anche profili di illegittimità costituzionale perché limita l'equilibrio tra potere legislativo ed esecutivo nel momento stesso in cui incide sulla tutela del pluralismo, con particolare riferimento alla necessità di garantire le minoranze.
Voglio aggiungere una cosa, mi rivolgo alla Presidenza di questo Consiglio-Assemblea legislativa, quando noi adottiamo gli atti legislativi, dovrebbe essere più attenta alla tutela delle minoranze, che in questo caso non vengono, ad esempio, tutelate. Dovrebbe essere più attenta e dovrebbe anche, prima di ammettere determinate proposte, fare un esame per verificare se magari non ledano le prerogative dell'Assemblea legislativa. Tra le prerogative dell'Assemblea legislativa ci sono quelle delle minoranze, che hanno diritto al pluralismo. È un invito che faccio anche alla Presidenza.

PRESIDENTE. Articolo 4, come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini Casini, Cesetti, Mastrovincenzo Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva )

Articolo 4 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 4 bis/1 a firma dei Consiglieri Biancani, Cesetti, Mastrovincenzo, Carancini.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. E’ un emendamento semplicissimo, chiede che il personale dei servizi stampa dell'Assemblea legislativa e della Giunta, coloro che sono gli addetti stampa, sia iscritto all'ordine dei giornalisti o al massimo pubblicisti.
Può sembrare pleonastico, ma in realtà nella legge n. 51 del 1997 era definita questa cosa, che per poter lavorare negli uffici stampa ci volevano dei requisiti, in questa normativa non c'è neppure questo riferimento. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4 bis/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 5. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Poche parole. Intanto per ringraziare, fin d'ora, poi se ce ne sarà occasione lo rifarò, chi nel Gruppo del Partito Democratico in particolare è intervenuto e ha lavorato su questo: il Consigliere Cesetti, la Consigliera Vitri e anche gli altri, ma in particolare loro.
C'è un convitato di pietra su questa vicenda, che è il nostro Presidente della Regione Marche. Il suo nome è Francesco Acquaroli. Assente. È uno scandalo.
Questa è la pagina più nera, insieme a quella relativa all’approvazione delle modifiche sulle sale da gioco, funzionalmente a quanto è accaduto a Civitanova Marche
Questa è un'altra pagina vergognosa, non tanto dell'Assemblea legislativa, che purtroppo non ha la schiena dritta per essere capace di rispondere su un tema così importante, ma di una Giunta regionale con un Presidente assente, invisibile e che, nonostante la legge sia ad iniziativa della Giunta, non è in grado di giustificare una marchetta prima delle elezioni europee e di quelle che verranno. Una pagina nera, inaccettabile.
Avete messo in campo una legge che, invece di occuparsi del lavoro di un settore così in difficoltà, del lavoro che significa sostegno alle persone, ai giornalisti, che purtroppo in questo contesto hanno difficoltà ad andare avanti, vi siete preoccupati di dare mance e mancette alle vostre amicizie, agli amici degli amici. Non solo, non avete neanche il pudore di essere attenti su un tema delicatissimo come quello del controllo – sì, chiamiamo il Presidente, che forse è capace di ascoltare, perché il sistema editoriale ha una funzione di controllo e c'è un comitato apposito.
Ringrazio chi ha presentato fin qui gli emendamenti.
Non c'è un'indicazione sul comitato di controllo, volete fare tutto quello che vi pare.
Un'altra legge vergogna, di cui il primo a vergognarsi dovrebbe essere il Presidente Francesco Acquaroli.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Ho l'impressione che sia stato toccato un nervo debole del Partito Democratico, che è quello della comunicazione.
Ci sono settori dove il Partito Democratico non vuole sentire ragioni, più in generale la sinistra. Uno è la cultura: come uno fa qualcosa di diverso dalle linee guida e dai criteri obbligatori del pensiero della sinistra: scandalo.
L'altro è l'informazione. Se uno poco poco... La polemica sulla RAI. Casualmente l'altra mattina stavo in auto e sentivo RAI Radio 1: tutti i servizi sembravano dettati dal Comitato centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, mentre dovrebbe la RAI…, la corazzata del Governo di centrodestra. Una roba inascoltabile, volevo buttare via la radio.
Non riesce a fare abbastanza e a fare i cambiamenti dei giornalisti che danno le linee guida, è incredibile.
Cosa ha fatto nella passata legislatura la precedente amministrazione? Ha addirittura pagato delle persone presso la Giunta per gestire la comunicazione. Non bandi, non contributi: persone che organicamente interferivano sulla comunicazione. Questa è la verità.
Noi, molto più obiettivamente, cerchiamo di dare contributi a tutti coloro che già svolgono quest’attività.
Purtroppo riconosco che siamo insufficienti perché non abbiamo la stessa capacità vostra di agire con la repressione sull’informazione. Da parte vostra c'è repressione, siete degli industriali del settore, mentre noi siamo poveri artigiani, che qualche volta cerchiamo di avere anche la nostra informazione.
Non è accettabile che ci sia una linea guida che viene data da un partito, tra l'altro all'opposizione. Governano? Hanno vinto? I cittadini gli hanno dato il mandato? No. Pur non avendo vinto vogliono imporre il loro pensiero organico. Questo è inaccettabile.
Noi daremo, con dei criteri obiettivi, con delibera di Giunta…, dei criteri per finanziare tutti gli editori secondo l'attività che svolgeranno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Devo, Presidente, come relatore di minoranza, intervenire perché il Consigliere Ciccioli ha svelato l'obiettivo e dice che abbiamo assunto persone che si dedicavano all’informazione. Certo che l'abbiamo fatto.
Quando facevo il Presidente della Provincia avevo assunto un addetto alla comunicazione, ma quella era la comunicazione istituzionale. Quella persona veniva assunta con il compito di comunicare le iniziative del Governo, lì era provinciale, o del Governo regionale. Nessuno nega al Presidente Acquaroli di assumere un soggetto che faccia la comunicazione istituzionale e che faccia informazione, nessuno lo nega.
Quello che noi invece riteniamo intollerabile è che il Presidente Acquaroli, in questo caso, voglia comprare l'informazione, che è una cosa diversa. mentre il comunicatore lo assume ed è un suo collaboratore, questa legge sostiene l'informazione locale.
La prima cosa che bisogna sostenere dell'informazione locale è l'indipendenza, il pluralismo, l'obiettività.
Che significa che abbiamo assunto persone?
È questo che dimostra…, volete equiparare questa legge? Siccome noi li abbiamo assunti, voi fate questa legge? Per fortuna che le dichiarazioni stanno a verbale.
Chiedo al mio Capogruppo che questa ultima dichiarazione del Consigliere Ciccioli, per carità legittima, venga allegata a una richiesta che noi faremo al Governo, che venga allegata la dichiarazione del relatore di maggioranza insieme alla legge, se poi ritiene…. Perché questo svela il vero obiettivo di questa legge, che è quello di voler comprare la cosiddetta editoria, che sono sicuro non si farà comprare, ma l'intendimento è questo.
Consigliere Mangialardi, mandiamola questa perla, questo passaggio che il Consigliere Ciccioli, nella sua sincerità, ha voluto dire.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Siamo in fase di discussione dell'articolo 5, quindi mi pare che possa parlare.
State calmi, so che vorreste censurare anche me perché avete preso ormai l'abitudine a censurare tutto e tutti, però mi permetto di intervenire, nonostante abbia già detto tutto il Consigliere Cesetti.
Consigliere Ciccioli, vorrei parlare con lei, però vedo che esce dall'Aula, perché la vedo molto confuso.
Purtroppo mi pare che non abbia ben chiaro cosa significhi il giornalismo, cosa facciano i giornalisti. Le ultime parole, e condivido l'opinione del Consigliere Cesetti, sarebbe il caso di metterle a verbale, stamparle e farle conoscere a tutti. Ha svelato l'intento di questa legge: diamo soldi a tutte le redazioni per promuovere la Giunta. Lo ha detto alla fine, quando il microfono era chiuso.
Noi diciamo: diamo contributi a tutte le redazioni per sostenere la loro attività, ma purché continuino a fare informazione trasparente, corretta, nella piena autonomia della professione, non per promuovere la Giunta, lo ribadiamo.
Il Consigliere Ciccioli, che ora è uscito dall'Aula, probabilmente, non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire, non sa cosa fa il giornalista ed è gravissimo perché, come è stato detto, questa è una legge da regime.
State arrivando a censurare i giornalisti con ogni strumento e probabilmente anche questa legge, in modo velato, ha questo intento: dare contributi, secondo i criteri decisi dalla Giunta, a chi parla solo in modo appropriato e favorisce la Giunta regionale Acquaroli.
Io spero, mi auguro e sono anche convinta, conoscendo molti giornalisti e molte giornaliste, che non si faranno comprare per due spiccioli. Me lo auguro davvero.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire se non in dichiarazione di voto finale, ma purtroppo il Consigliere Ciccioli - non se la deve prendere con me, come ha detto il Consigliere Cesetti, ogni tanto gli sfugge la frizione - in un passaggio delicato, si è giocato, ahimè, l'Assessorato che era di suo diritto, forse anche di maggiore competenza. Se lui continua così si gioca anche la candidatura alle europee, perché quello che ha detto è di una gravità inaudita.
Ammettere pubblicamente che, siccome la stampa è di sinistra e non siete in grado di controllarla sul piano politico, allora la comprate.
Consigliere Cesetti, qui bisogna fare l'allegato alla legge, non possono sperare che, siccome il Governo è amico, possa soprassedere alle valutazioni che si fanno.
Ero qui tranquillo, non avevo nemmeno tanta voglia, ma come si fa? Diventa un fatto politico di una gravità inaudita.
Che ci fosse una legge ferma da 40 anni, che nessuno aveva mai finanziato, nata in un'era politica completamente diversa , che voi riesumiate a 3 mesi dal voto e a un anno dalle regionali, non dovete dirlo a noi, dovete dire ai cittadini perché l'avete fatto.
Questa volta li dovevate dare a pioggia, senza nemmeno dire una parola: sosteniamo l'editoria. Punto. Invece no, volete entrare nel merito, volete dare indicazioni e la pagella a chi vi sostiene meglio, che deve dire che avete fatto un bel Piano socio-sanitario, che le liste d'attesa non esistono. L'avete scritto. Poi abbiamo provato a correggerlo, ma non ci ascoltate. E perché vi serve.
Dico pure che forse avete fatto bene, perché forse il vento, se improvvisamente cambiasse…, noi vi assicuriamo che ci siamo già passati: eravamo al 40% e un altro po' andavamo all'estinzione. Il vento può cambiare anche per voi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Non so se si vuole fare polemica a tutti i costi, ed è giusto se si vuole fare opposizione a tutti i costi, altrettanto lo condivido, ma vorrei un attimo correggere il Capogruppo Mangialardi.
Questa legge è stata sospesa, c'era già, gli aiuti venivano dati alle emittenti locali dal Governo Ceriscioli, noi abbiamo ripreso quella e lo si fa con un bando.
Non so se conoscete la parola bando, criteri, oppure conoscete solo marchette elettorali.
Si fa con un bando, con dei criteri e io credo che sia fondamentale supportare l'editoria locale.
A me fa sorridere perché quando facciamo le leggi e ci sono pochi fondi; facciamo le leggi e non ci mettiamo i fondi, quando le facciamo e ci sono più fondi, ci vogliamo comprare, questa volta, l'editoria locale, la prossima volta saranno le imprese, tra qualche anno saranno le società cooperative. Mettetevi d'accordo.
Credo che, se la Giunta Acquaroli avesse voluto comprare le emittenti locali, non avrebbe avuto bisogno di fare una legge con dei bandi. Avrebbe fatto continuamente delle sponsorizzazioni su tutte le emittenti locali per milioni di euro, senza che servisse alcun bando.
Mi dispiace smentirvi, capisco che l'euforia per la vittoria in una Regione vi porti, soprattutto a voi del PD, a esultare per aver fatto vincere uno del Movimento 5 Stelle. Voi eravate subalterni e avete dovuto subire sotto certi aspetti.
Rispondo anche al Consigliere Cesetti sulla sconfitta. La sconfitta è statistica, come il calcio. Non si possono vincere tutte le Regioni, siamo uomini che guardano il calcio. Non è che chi vince un campionato vince tutte le partite. Io credo che, alla fine, conti soprattutto questo.
Tornando qui, ci fa anche riflettere, a noi tutti, ci mancherebbe altro. Spero che la sconfitta del 2020 abbia fatto riflettere voi sui vostri errori. Questo dovrebbe fare una sconfitta. Noi umilmente cerchiamo di capire le sconfitte delle altre Regioni per renderci conto degli sbagli che si fanno quando si governa. Questo si chiama umiltà. Non so se appartiene a voi, a noi appartiene.
Tra l'altro non è una sconfitta del Presidente Acquaroli, non è una sconfitta nostra, ma una sconfitta di una Regione amica, che però ci deve far riflettere.
Concludo, dicendo che si sta guardando un film diverso. Magari, se lo volete raccontare nelle vostre assemblee pubbliche, ne ho vista una vicino casa mia con 48 persone… Vi devo fare i complimenti perché state aumentando, però, occhio, perché qui si faranno dei bandi e non le marchette.

PRESIDENTE. Articolo 5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Bora, Carancini Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'articolo 6 è la clausola valutativa. Il Consiglio-Assemblea legislativa regionale valuta i risultati e l'efficacia degli interventi disciplinati da questa legge, però nel contempo non può mettere penna su criteri, modalità, finanziamenti, programmi, su nulla. Non so come potrà valutare i risultati degli interventi disciplinati da questa legge e la loro efficacia.
Ma l'efficacia rispetto a che cosa? A programmi che lei approva? Per questo c'è la clausola valutativa.
La clausola valutativa si mette perché l'Assemblea legislativa valuti l'efficacia degli interventi e dei programmi, invece questo non c'è. L'Assemblea delega tutto alla Giunta, totalmente..

PRESIDENTE. Emendamento 6/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche qui, ovviamente, è subordinato e insufficiente.
Il Consiglio-Assemblea legislativa valuta i risultati di questa legge. A tal fine, con cadenza biennale, la Giunta regionale presenta alla Commissione assembleare competente una relazione che documenta gli interventi realizzati, le risorse stanziate, i risultati conseguiti. Roba che non si racconta.
La Giunta presenta a consuntivo il piano dell'attività, quando invece lo dovrebbe presentare prima. Questo è assurdo.
Vedete come tutto torna e questa è la dimostrazione di come al Consigliere Ciccioli gli sia sfuggito il piede dalla frizione perché, a forza di guidare col cambio automatico, alla fine è scivolato.
Poi c'è un aspetto che prima sottolineava il Consigliere Carancini. Questa è una legge fatta perché ci sono le elezioni regionali, sulle quali ha interesse il Presidente Acquaroli, che si gioca molto. Ancora di più l'interesse ce l'ha il Consigliere Ciccioli perché sembra che sia candidato alle elezioni europee e magari questo fa comodo.
Dov'è la dimostrazione di questo? Perché dice: “A tal fine, con cadenza biennale, presenta”. Tra due anni questo Consiglio-Assemblea legislativa è sciolto, non c'è più. Quindi, cadenza biennale.
Io ho fatto l'emendamento: cadenza annuale. Almeno fateci vedere quanto avete speso e come avete speso, almeno questo al Consiglio.
Approvate questo emendamento, lo facciamo in modo annuale, così l'Assemblea legislativa può esercitare le prerogative connesse alla clausola valutativa. Altrimenti questo diventa tamquam non esset, niente. Zero!
Mi rivolgo sempre all'Assemblea perché la clausola valutativa è di competenza dell'Assemblea legislativa. Se noi la facciamo a distanza di due anni…, poi vedremo che succede in sede di prima applicazione.

PRESIDENTE. Emendamento 6/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu .
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Biancani, Carancini Casini, Cesetti, Mastrovincenzo Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Vista l'assenza del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ricordo a tutti che questa è una legge ad iniziativa della Giunta regionale.
Non so se sia autorizzato a parlare l'Assessore Brandoni. Parliamo di disposizione finanziaria, non so se sia autorizzato. Sarebbe interessante capire, se mi guarda con aria interrogativa, mi siedo, magari non è in grado, io non ho… oppure può far rispondere al Consigliere Putzu. Le comiche oggi, purtroppo, le fanno coloro che approveranno questa legge.
All'Assessore al bilancio chiederei quali siano stati i criteri per determinare i 1.200.000 euro che voi mettete a disposizione di questi progetti.
Primo, perché c'è, diciamo, una sorta di disallineamento, un'asimmetria rispetto alle risorse tra il 2024, il 2025 e anche il 2026 e, soprattutto, come pensate di strutturare queste risorse in relazione alle funzioni che voi dichiarate verranno scaricate a terra? Se è complicata la domanda, ne faccio un'altra. È importante.
Se lei è così gentile, perché l'Assessore al bilancio è un Assessore importante. Io l'ho vista spesso essere triste rispetto alle problematiche sanitarie, ai problemi che riguardano il mancato reperimento dei farmaci salvavita, a tutte le questioni che riguardano… Sarebbe interessante che il Consigliere Marinelli ascolti. Assessore, sarebbe interessante capire la scelta di una risorsa così importante rispetto alle problematiche relative alla sanità.
Lo dico perché, non in maniera estemporanea, sosteniamo da tempo come vi sia una carenza di risorse sul tema sanitario e magari anche su altri temi. Perché no? Anche su questo, al di là della farsa relativa alla clausola valutativa. Ci sono delle priorità, c'è una priorità sanitaria rispetto a questa vicenda oppure no?
Visto che lamenta spesso la carenza…

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. A proposito delle disposizioni finanziarie, voglio evidenziare un aspetto che avevo già anticipato nella discussione generale.
In questo caso parlo anche a titolo personale perché probabilmente non abbiamo tutti o tutte la stessa opinione, io sono favorevole ai contributi alle emittenti televisive, radio e siti di informazione web e ribadisco che sono veramente pochi.
Addirittura all'inizio avevate messo 100.000 euro l'anno e ho capito che chi ha scritto questa legge è la stessa persona che l'aveva scritta nel 1997. Probabilmente chi è in maggioranza sa anche di chi sto parlando, senza rendersi conto che, in mezzo, dal 1997 al 2023 è passato di tutto e di più, è cambiato il mondo, ma chi l'ha scritta non l'ha capito. 400.000 euro sono briciole.
Ho visto anche come intendete poi ripartirle perché è girata la bozza dei criteri che questa Giunta vuole approvare senza coinvolgerci. Quindi, i siti internet avranno al massimo da 1.000 a 3.000 euro, se dovesse essere quella…, ma alcuni dei principali siti internet, lo ribadisco, sarebbero tagliati fuori perché non sono iscritti al ROC o non hanno dipendenti, sono partite IVA, lavoratori autonomi che lavorano a volte 12-15 ore al giorno perché stanno sul pezzo, sulla notizia, fanno cronaca. A questi non date nulla? Sono il tessuto capillare dell'informazione nel territorio.
Secondo i vostri criteri non prenderanno quasi niente. Quei criteri daranno la maggior parte dei contributi a chi ha più dipendenti e che, quindi, nella maggior parte dei casi, ha già anche il contributo governativo.
I vostri criteri tagliano fuori anche le redazioni della carta stampata, dove la maggior parte del lavoro, considerata bassa manovalanza, la fanno i giornalisti e le giornaliste pagati 5-10 euro ad articolo e voi li dimenticate.
I criteri che avete considerato non valorizzano in alcun modo l'attività giornalistica, danno qualche contributo a pioggia pensando di accaparrarsi così il favore di qualche editore o di qualche editrice.
400.000 euro, va bene, per me sono pochi. La Toscana, lo ricordo, dà 1,5 milioni di euro, l'Emilia-Romagna dà 250.000 euro, la Lombardia mi pare dia 1 milione e l'ha già fatto nel 2023, quindi arrivate già in ritardo. E gira voce che non solo arriviate in ritardo, ma che vogliate privilegiare chi ha assunto nel 2023.
Cosa pensiamo? Che tra i vostri criteri ci sia chi è già stato avvisato dalla maggioranza, chi ha già fatto assunzioni nel…

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Faccio solamente una considerazione.
Visto che, capisco, anche a livello nazionale il Partito Democratico è molto diviso e spaccato, qui non vogliono contraddire e andare su quella linea perché, da un lato, vedo un Consigliere che, anche legittimamente, dice che quei soldi li avrebbe spesi in altre situazioni, pur sapendo che parliamo di ambiti molto diversi. Qui parliamo dell'editoria. Dall'altro lato, la Consigliera Vitri dice, altrettanto rispettabile la sua opinione, che per lei quei soldi sono pochi.
Secondo me o ci mettiamo d'accordo su questa posizione… Mi auguro che vi capiate, che vi chiariate magari in separata sede e cercate e di darci la versione ufficiale del Partito Democratico.
Chiaramente ogni Consigliere ha la capacità di dire anche in dissenso quello che pensa, però rimane il fatto che tutto quello che abbiamo sentito è aberrante. Sono stati usati dei termini veramente gravi anche nei confronti del Presidente Acquaroli.
Consigliere Carancini, mi perdoni, il suo sarcasmo nei confronti dell'Assessore non mi è piaciuto per niente perché bisogna sempre avere rispetto dell'attività dell'Assessore e mi sembra inopportuna la considerazione che ha fatto.
Ritenere che questa Giunta, con questo atto, voglia comprare le redazioni rimane una considerazione gravissima e mi auguro che chi le ha fatte si prenda tutta la responsabilità di quello che ha detto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Anch'io non volevo intervenire. E’ una discussione che, su un testo che dovevamo migliorare riguardante l'editoria, dovevamo dare un nostro contributo per tutto quello che il mondo del giornalismo e questa professione stanno facendo per noi, abbiamo ridicolizzato: dai pochi soldi, all'articolo che, magari, includeva o escludeva, e tutte quelle polemiche che non ritengo utili.
Sono sconcertato perché, se devo pensare che la politica, o pensare male come state facendo voi, dicendo che sbagliamo tutto, allora, forse, sarebbe stato più utile, invece di fare una legge con dei bandi -come sappiamo – per chi ha i requisiti e rientra nei requisiti, fare l'assegnazione diretta.
Come hanno detto il Consigliere Putzu e altri che mi hanno preceduto, dare consulenze ai professionisti era più facile. Come avete fatto voi. Avete fatto bene e noi non l'abbiamo fatto.
Mi deve venire il dubbio di dire: ma siamo sulla strada giusta? Siamo troppo onesti e trasparenti? Noi che facciamo la legge e i bandi, siamo così fessi? Credo di no. Siamo su una strada onesta e trasparente e cerchiamo di dare qualcosa in più a queste professioni, soprattutto dignità.
Consigliera Vitri, mi perdoni, ma quello che ho ascoltato prima è un insulto a quelle professioni, come ricordava anche il Consigliere Livi. Credo che siamo fuori da ogni logica.
Partiamo dalle elezioni in Sardegna per screditare quel voto, quel consenso che io rispetto, che deve servirci per fare meglio, per stare con i piedi per terra e, su questo, sono d'accordo, magari ci fa bene. Ma attenzione, perché se ci fa bene poi non ce n'è per nessuno.
Sono convinto che questa legge sia buona. Portiamola avanti. Tutto è perfettibile, ma facciamo i bandi, le marchette sono un'altra cosa che forse, magari, se le facevamo anche noi, facevamo qualcosa di utile.
Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 7/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L’emendamento 7/1 dice: “La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le variazioni necessarie ai fini della gestione”. Pure questo, ma perché c'è bisogno di metterlo? Voi avete mai – mi rivolgo alla Consigliera Ruggeri che, molto spesso, anzi quasi sempre, fa la relatrice degli atti di bilancio - visto che in una legge…, dove sta la necessità di scrivere: “la Giunta regionale è autorizzata ad apportare le variazioni necessarie ai fini della gestione”. Le variazioni al documento tecnico e al bilancio finanziario gestionale si fanno per legge, perché è scritto qui? Con questa clausola, "è autorizzata", significa che la Giunta regionale potrebbe spendere anche di più di quello che è previsto in questa legge, perché la Giunta regionale è autorizzata ad apportare le variazioni, di che, di bilancio necessarie ai fini della gestione, magari prende, sotto la stessa missione e sotto lo stesso programma, le risorse e ne può destinare altre. Sembra un comma così, messo come clausola di stile. No, siccome a noi non ci sfugge niente, abbiamo fatto l'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Emendamento 7/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri .
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu .
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Biancani, Carancini Casini, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva )

Articolo 8. Che ha due emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'articolo 8, stimolavo il Consigliere Carancini perché lui aveva prima evidenziato questo aspetto, riguarda le disposizioni transitorie.
In sede di prima applicazione, la Giunta regionale provvede agli adempimenti di cui all’articolo 4, quello di cui abbiamo discusso, che noi dicevamo doveva fare il Consiglio, entro il mese di febbraio 2024 - bisogna spicciarsi, da qui l'urgenza, perché le elezioni incombono - e, comunque, non oltre 60 giorni dall’entrata in vigore di questa legge. Siccome il termine del mese di febbraio 2024, è stato cancellato, rimangono i 60 giorni. L'urgenza perché ci sono le elezioni.
Noi diciamo semplicemente che almeno ci sia “previo parere del Comitato regionale per le comunicazioni”, (il cosiddetto CORECOM), in sede di prima applicazione. Ci sia non solo il parere del CORECOM, ma il parere della Commissione consiliare competente. Poiché, come abbiamo visto prima, avete bocciato l'emendamento relativo alla clausola valutativa con cadenza annuale, anziché biennale (quando questo Consiglio se ne sarà andato), a questo punto almeno che ci sia il parere del CORECOM e della Commissione consiliare. Altrimenti, in sede di prima applicazione… Non è possibile che la Giunta regionale faccia ciò che meglio le aggrada, senza alcun tipo di controllo da parte di un organismo terzo come il CORECOM e almeno della Commissione consiliare. Veramente, questo non è soltanto da regime autoritario e monocratico, ma credo che sia… Tra l'altro, sotto questo aspetto la legge presenta profili seri di incostituzionalità, perché va a ledere il pluralismo, la libertà, l'obiettività dell'informazione e non c'è alcun controllo dell'organo legislativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Voglio rassicurare il Consigliere Baiocchi, probabilmente gli è sfuggito il senso del mio intervento, oppure mi sono spiegato male. Io ho fatto riferimento, con una domanda non retorica, all’Assessore Brandoni. Ho chiesto se avesse valutato il rapporto fra questa scelta, le problematiche individuabili con le priorità. Non ho detto che doveva scegliere questo e le assicuro che con la Consigliera Vitri, su questo, siamo perfettamente d'accordo. Non a caso la seconda parte della domanda era, se ricorda bene, capire quale fosse la stratificazione dell'investimento di 400.000 euro, proprio per capire, rispetto agli obiettivi dati, quale fosse.
Non ero sarcastico, però diciamoci fra di noi che su un'iniziativa di legge così delicata e importante sulla comunicazione politica, ad iniziativa della Giunta regionale, non sono riuscito ad ascoltare un solo Presidente e un solo Assessore. Confesso che dall’Assessore Brandoni, che stimo anche per conoscenza personale, per i rapporti di colleganza istituzionale, mi aspettavo qualcosa, ma non alla fine con il solito pistolotto per dire: vogliamoci bene, abbiamo fatto tutti in questo modo, ma voi siete sempre negativi.
Noi aspettavamo che giustificasse una legge sull'editoria perché, tornando all'articolo di cui si discute, voi mettete in campo i bandi entro 60 giorni. Un minimo di dignità avrebbe indotto la Giunta regionale a dire: i bandi partiranno dopo le europee. Sarebbe stato un atto di onestà intellettuale. Però certo, capisco che c'è il Consigliere Ciccioli, quindi è difficile.
Senza considerare la vicenda del CORECOM, che è un organo fondamentale della democrazia, ne esce con le ossa rotte, con una dignità calpestata e, su questo, purtroppo, voi non avete neppure il senso del rispetto. Ecco perché non usavo nessun tipo di sarcasmo e con la Consigliera Vitri sono…

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Credo che stanotte noi abbiamo dormito male e quindi oggi, in un parziale stato di confusione, abbiamo bisogno del direttore d'orchestra. Ma penso che la confusione l'avete dimostrata abbondantemente voi, in posizioni contrapposte, perché da un lato parlate di risorse che devono essere giustificate da quali criteri, dall'altra parlate di risorse importanti. Su questo dobbiamo metterci d'accordo.
Ma, al di là di questo, il mio intervento va in una direzione. Ci sta che voi cerchiate strumentalmente di parlare di cose gravissime, come il fatto di comprare la comunicazione, ci sta che diciate che vogliamo controllare il mercato della comunicazione, ci sta tutto, ma sicuramente un elemento non ci sta e di questo dovreste chiedere scusa ai professionisti, i professionisti della comunicazione. Perché, se da un lato, secondo la vostra mentalità, c'è qualcuno disposto a comprare, dall'altra parte ci deve essere qualcuno disposto ad essere comprato. Di questo dovete chiedere scusa ai professionisti della comunicazione, non a noi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Sono basita dalla vostra capacità di girare le frittate, perché si è parlato di tutt'altro e, invece di entrare nel merito degli articoli… Ad esempio, avete votato contro la possibilità che la Commissione consiliare, che voi presiedete, dove avete la maggioranza, possa verificare l'utilizzo delle risorse. È sciocco da parte dei Consiglieri, perché questo controllo non viene individuato in capo alla minoranza, ma in capo alla maggioranza. Quindi, un passaggio in Commissione consiliare per verificare che le azioni della Giunta siano coerenti col pensiero del Consiglio, mi pare da matti non averlo approvato, ma ognuno è responsabile delle proprie azioni.
Non è responsabile o è responsabile, ma sbaglia, chi vuole infilarsi in una spaccatura che non esiste, perché due sono stati gli aspetti. L'uno è dire: ma sono congrue queste risorse rispetto all'obiettivo? Come sono stabilite? Da dove sono state tolte? Potevano essere usate in maniera diversa? E questo è un tema. L'altro tema è quello della Consigliera Vitri, che è molto più complesso, è molto più raffinato. Capisco che, essendo una materia complessa ed essendo la Consigliera Vitri una giornalista, che ha dovuto iscriversi, ed è iscritta, all'ordine professionale, ed ha una conoscenza completa della materia... Ma lei ha sollevato proprio il problema dei giornali e dei giornalisti, che guadagnano pochissimo, per esempio, a pezzo che va sul giornale. Esistono anche delle categorie che potevano essere considerate in maniera diversa.
Non capisco davvero dove sia questa frattura nel Partito Democratico. Pensate alle fratture vostre, che pure ne avete avute. Avete dormito bene, avete dormito male, è inaccettabile sentire quello che si è sentito prima, delle aggressioni senza alcuna motivazione, quando oggi ci aspettavamo che un po’ di tranquillità l'aveste, perché quando uno perde, almeno un momento si chiede come mai ha perso, Come mai avete perso è chiaro a tutti. Già da diverso tempo sono state fatte molte analisi, quindi è chiaro a tutti che la Lega, che tanto alza la voce, ha preso il 3,8. Vi auguro di risalire, ma hai voglia.

PRESIDENTE. Emendamento 8/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri .
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu .
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 8/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Con questo emendamento diciamo che, in sede di prima applicazione, la Giunta regionale provvede agli adempimenti di quell'articolo 4, sulle modalità di attuazione degli interventi di cui all'articolo 2, relativi agli interventi di sostegno dell'informazione locale. Ma che la Giunta, in sede di prima applicazione, provveda a questi adempimenti entro 60 giorni…, almeno previo parere della Commissione assembleare competente. La Commissione che ha licenziato la legge, la Commissione che è un'emanazione di quest’Assemblea.
Consigliere Marinangeli, non è come dice lei. Qui nessuno ha detto che se c'è il tentativo di comprare, qualcuno che si vende. Non è così. Io sto parlando del fatto che non ci deve essere il tentativo, che non si deve ottenere il rifiuto per essere vanificato, ma è la legge che lo deve impedire.
Lei mi deve spiegare, in qualità di Consigliere regionale, come sia possibile che una legge dal titolo "Norme per il sostegno all'informazione locale", in sede di prima applicazione, consenta alla Giunta di stabilire. gli interventi regionali di sostegno, chi sono i soggetti destinatari; possa stabilire tutto, il tutto e di più, senza neanche previo parere della Commissione assembleare.
Con una Giunta, tra l'altro, alla quale avete autorizzato: ad apportare le variazioni necessarie ai fini della gestione. Questo significa che può destinare anche altre risorse, magari prendendole nella missione e nel programma competente, però ne può destinare altre e che deve presentare una clausola valutativa dopo due anni, quindi è una presa in giro di voi, perché tra due anni non saremmo nella condizione, probabilmente voteremo prima…, ma in ogni caso non faremo in tempo ad insediarci, chi ci sarà.
Almeno in sede di prima applicazione, vogliamo che ci sia un parere della Commissione. Tanto c'è il Consigliere Ciccioli in Commissione.
È ovvio che questa legge è fatta e finalizzata all'urgenza per le europee, però la Lega già è precipitata al 4%; se continuate di questo passo Fratelli d'Italia vi asfalta.

PRESIDENTE. Emendamento 8/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri .
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu .
Astenuti : Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 8. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo è centrale, perché resti agli atti.
Presidente Acquaroli, questa legge è stata licenziata dalla Giunta, ma vi pare possibile che la Giunta, in sede di prima applicazione…, lo scrivete voi, questa è una legge che parte dalla legge del 1997, che di fatto non è stata mai finanziata, l’ho detto nella relazione. Oggi la riesumate a distanza di tanti anni, sono passati quasi 30 anni, a distanza di oltre 3 anni dal vostro insediamento. Dove sta la necessità di fare oggi questa legge a sostegno dell'informazione locale? La necessità è dettata dalle elezioni europee, che sono lo spartiacque per verificare, da una parte, i rapporti di forza all'interno della coalizione di centro-destra della Regione e, dall’altra per gettare le basi e dare la linea per le prossime elezioni regionali. E’ evidente che, dopo le europee e le amministrative locali, si apriranno per tutti, anche per noi, i dossier per le regionali.
Questo è lo spartiacque. Certo che voi volete fare il sostegno all'informazione adesso, infatti 60 giorni, perché poi si presentano le liste. E vi pare possibile che in sede di prima applicazione, con l'autorizzazione alla Giunta regionale di apportare addirittura le variazioni di bilancio che saranno necessarie, l'attività della Giunta sull'informazione - nello stabilire gli interventi regionali per l'informazione, i destinatari degli interventi, i cosiddetti fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici, le emittenti radiofoniche e i soggetti esercenti l'attività elettronica - possa essere fatta tutta dalla Giunta senza alcun controllo e senza neanche un parere della Commissione? Quei soggetti destinatari a chi si rivolgeranno come interlocutori? Alla Giunta. Non avranno bisogno neanche di vendersi, però è evidente che, se vorranno essere finanziati, si dovranno rapportare con la Giunta e basta. Questo non può e non deve essere perché è illegittimo. Questa diventa una legge-provvedimento e, come tale, illegittima.

PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Biancani, Carancini Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva )

Sull’articolo 8 qual era il suo voto, Consigliere Cesetti? Il Consigliere Cesetti sta dicendo, il microfono non si sente, che il suo voto sull’articolo 8 è contrario.

Fabrizio CESETTI. Assolutamente contrario, come ho detto prima, perché l’articolo 8 consegna a questa legge l'attestato di legge provvedimento, che come tale costituisce una legge vergogna. E’ una legge provvedimento che come tale è una legge vergogna.

PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, mi perdoni, non è colpa mia perché è democrazia, l’ho fatto dire al Consigliere, con la sua voce, però da lì a ripartire ce n'è. Grazie.

Articolo 9. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Marinelli è il Presidente della Commissione e, tra l'altro, debbo dire che, nel fare il Presidente della Commissione, dal mio punto di vista, io ho lavorato tante volte in tante Commissioni, ha anche una discreta capacità, ma a me dispiace che lui non si renda conto, che non voglia rendersi conto, della gravità di consentire il licenziamento di un provvedimento del genere e di non farlo correggere in Aula.
A dimostrazione di questo che c'è? Vi ricordate che questo provvedimento era stato iscritto l'altra volta all'ordine del giorno? Noi avevamo presentato degli emendamenti, per cui è stato rinviato su richiesta dello stesso Consigliere Marinelli, in quanto li voleva esaminare - dal mio punto di vista è un Presidente sufficientemente attento - però, ne ha accolti pochi.
Mi meraviglio di questo, sotto questo aspetto, rispetto alle potenzialità di cui secondo lei dispone, pur non condividendo nulla di quello che pensa, sta perdendo colpi perché l'articolo 9 va ad abrogare la legge del 1997, ma, nello stesso tempo, il Consigliere Ciccioli dice che questa legge è sulla scia di quella del 1997.
Quando io vado a riprendere, con gli emendamenti, alcuni passaggi significativi di quella legge, su tutti le prerogative di questo Consiglio-Assemblea legislativa, voi votate contro e vi consegnate all'inutilità politica e istituzionale, cedendo le vostre prerogative alla Giunta. Ma questo non può essere, perché diventa un provvedimento illegittimo e voi andate ad abrogare una legge che c'è, che riconosce le prerogative di questo Consiglio, e poi la licenziate in questo modo. Non lo so, fate una riflessione, se veramente il gioco valga la candela.

PRESIDENTE. Articolo 9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Biancani, Carancini Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva )

Articolo 10 (dichiarazione d’urgenza). Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Mi dovete spiegare dove sta l'urgenza di approvare una legge, “Norme per il sostegno dell'informazione locale “che abroga una legge del 1997, di 27 anni fa. Dove sta l'urgenza? Una legge che potevate fare, se del caso, 3 anni fa. Sono 3 anni e passa che vi siete insediati. Dove sta l'urgenza di dichiarare l'urgenza di questa legge? Dove sta, se non nelle elezioni regionali, per consentire a chi si candida…, con il concorso della Giunta, che non vede l'ora di mandarlo in Europa, perché così si fanno anche meno danni politici.
Perché adesso lo scopre il Consigliere Cesetti che promoveatur ut amoveatur, come dicevano i latini. Mi è successo tante volte che mi volessero mandare altrove per togliermi da qualche parte, perché davo fastidio, mica perché ero stupido. Era un riconoscimento, però sta nelle cose.
La mia non è un'offesa, ci mancherebbe, è un riconoscimento, ma è una constatazione.
In questa legge l'urgenza c'è perché qualcuno ha la necessità di affrontare le elezioni regionali e vuole, attraverso questo meccanismo, anche con il meccanismo delle disposizioni transitorie di prima applicazione, tentare, non è detto che ci riesca, però gli sarà facile, controllare l'informazione per la campagna elettorale.
Questo è evidente e voi glielo consentite mani e piedi, è un dato di fatto. Se qualcuno di voi mi spiega dove sta l'urgenza di questa legge, di approvarla, me lo deve spiegare, anche perché l'altra volta è stata rinviata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Innanzitutto trovo vergognoso che si dica che il Consigliere Acquaroli voglia comprare l'informazione. Lo trovo vergognoso, anche perché è stato chiesto di mettere agli atti che il Presidente Acquaroli vuole comprare l'informazione locale. Ricordiamocelo bene.
A prescindere da questo, è normale, è il gioco delle parti, però ricordiamocelo tutti. Mentre ascoltavo mi sono reso conto - forse ho sentito male, ero distratto e invece no – di aver sentito dire da qualcuno che il Presidente Acquaroli vuole comprare l'informazione locale.
Capisco che si faccia il gioco delle parti, cercando di spaccare una coalizione che non è mai stata così unita, questo l’abbiamo sempre visto, nelle votazioni siamo sempre stati uniti e continueremo ad esserlo.
Parliamo di urgenza, questa è una legge che è stata approvata a novembre dalla Giunta regionale, correggetemi se sbaglio, la Commissione l'ha calendarizzata, l'ha portata avanti e, se qualcuno pensa che sia per le elezioni europee, sono dispiaciuto - capisco che si voglia fare demagogia politica – perché nulla c'entra con la questione delle elezioni europee.
Ricordo anche - non so se ultimamente voi del Partito Democratico vi state concentrando solo sulla Sardegna – che il vostro Governatore della Campania ha fatto affiggere manifesti, con il logo della Regione, contro il Governo Meloni. Quella sì che è una vergogna, utilizzare i soldi dei contribuenti e dei cittadini campani per fare campagna elettorale per il Presidente della Campania. Manifesti contro il Governo Meloni, questo è vergognoso.
Voi non l'avete detto, è normale, non siete bravissimi a fare autocritica, lo stiamo vedendo in questi anni che, nonostante la vostra sconfitta, ci state dando grandi lezioni politiche. Noi vi ascoltiamo, però è anche vero che mi dispiace smentire che il bando verrà fatto…; se verrà fatto prima o dopo le europee lo vedremo, ma di certo sappiamo bene che la Giunta Acquaroli ha voluto fare questa legge per supportare gli editori locali che hanno grandi difficoltà.
Speravo che stessimo fianco a fianco su questo, magari per voi non è la priorità, lo diremo anche a loro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Ormai ne ho sentite tante della politica e non ci faccio più caso, ma questa è fuori posto. Noi potremmo utilizzare tutti quei soldi che sono nei capitolo di spesa per chiamare un'agenzia di comunicazione e darla al Presidente, potrebbe essere, come è già stato fatto nel passato. Ne ho viste di tutti i colori, addirittura tutti gli ex Consiglieri regionali, a cominciare da XY e non solo, consulenti del Presidente, si è visto di tutto.
Mi ricordo molto bene che una volta andai a mangiare a Fonte Avellana e c'erano tutti i monaci che, a me, sembrava mangiassero con un buon appetito. Allora, scherzando, eravamo in un momento conviviale, dissi: “Ma quanto mangiate?” – io sono di buon appetito - e il priore mi rispose: «Qui si è digiunato talmente tanto che noi, per anni e anni, potremmo mangiare in abbondanza”.
Questa è la stessa storia vostra. Voi avete fatto talmente tante brutte cose che noi, per molti anni, potremmo fare brutte cose solo per pareggiare. Ma non dico questo. Noi vogliamo fare meglio, vogliamo fare bene, essere onesti, coerenti e, anche se è sempre difficile, la via del Paradiso, la via delle buone intenzioni purtroppo è lastricata di errori…, però fare dei bandi, invece di dare quei soldi, 400.000 euro per anno...
Bene, Presidente Acquaroli, ritiriamo questa legge, 400.000 euro per anno lei li spende per la sua comunicazione. Questa sarebbe, secondo loro, la via corretta. No, noi cerchiamo di dare incentivi a radio, televisioni, testate locali che fanno le cose in base a criteri oggettivi che saranno prodotti dalla Giunta con una delibera pubblica. Mi sembra ben diverso da quello che ci proponete voi come via maestra.
Tutte le leggi – come dico sempre - non sono mai perfette, sono perfettibili. Magari ci accorgeremo che c'è qualche pezza che non va, ma questa è la via buona. Noi diamo i soldi a coloro che danno comunicazione, a cui anche voi mandate i comunicati stampa, fate le dichiarazioni e dite le cose come faremo noi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Consigliere Ciccioli, colleghi della Giunta, non ci avete detto perché è urgente. Non c'è stata una sola parola con la quale ci spiegate perché la legge è urgente, svicolate, non lo spiegate.
Non spiegate perché la legge è urgente, come invece avreste dovuto. Ricordo a tutti, ed è un aspetto di legittimità, conta poco, che l'urgenza va spiegata e non c'è neanche nella relazione per quale ragione voi approvate una legge con urgenza.
Però la risposta al Consigliere Cesetti gliela do io. Consigliere Cesetti, non ha capito niente, oppure smentisce se stesso. Se non fosse stata urgente, che cosa sarebbe accaduto? Che sarebbero trascorsi 30 giorni, se non vado errato, poi altri 60, a cui si riferisce uno specifico articolo, e saremmo arrivati nell'incombenza delle regole che disciplinano le risorse per la propaganda, rischiando di non arrivarci.
Ho capito bene quello che hanno detto il Consigliere Putzu e anche il Consigliere Ciccioli. Il Consigliere Putzu l'ha detto in maniera puntuale: noi finanziamo gli editori. Non so se ha capito la Consigliera Vitri, noi finanziamo gli editori. Non vi occupate del lavoro dei giornalisti, della fascia dei giornalisti che percepiscono meno risorse, voi finanziate gli editori. E c'è una logica rispetto a questo, perché gli editori incassano e, non avendo il vincolo di destinare quelle risorse a chi ne ha bisogno, le destinano ai loro giusti interessi.
Nessuno ha detto che si compra qualcuno, a parte la spiegazione puntualissima del Consigliere Cesetti. Abbiamo detto che destinate mance e mancette a chi vuole accettarle, e ben venga chi le accetta.
L’ultima questione: Consigliere Ciccioli, ancora dite. “Nel passato avete fatto questo?” Ma voi siete al Governo. Se quelli di prima hanno sbagliato, voi fate la stessa cosa?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Qui probabilmente non sappiamo più cosa dire, cosa fare, ci criticate perché facciamo poche leggi, le facciamo male, rimangono indietro, che le Commissioni non lavorano. Una volta che un'Amministrazione, una Giunta, si prende la briga, dopo 30 anni, di mettere mano a una legge dell'editoria per andare incontro alle esigenze di quelle professioni, per i posti di lavoro, per arricchire le strutture e la tecnologia, ne potrei parlare, ma credo che l'abbiamo letta, la critichiamo.
L'urgenza c'è. Quello che possiamo fare oggi è non rimandarla a domani. Credo che sia una cosa utile. I cittadini si aspettano risposte da noi, non chiacchiere. Noi stasera abbiamo chiacchierato sempre. Mi auguro che approviamo la legge e andiamo incontro a quelli che sono i bisogni di queste professioni, dei giornalisti ad ogni livello.
La legge è importantissima, investe in contributi per garantire il pluralismo dell'informazione, incoraggiare gli investimenti per il miglioramento degli standard di qualità tecnica, salvaguardare l'occupazione di settore. Cosa c'è di più urgente di questo? C'è l'urgenza!
Credo che stiamo superando i limiti. Capisco i cittadini marchigiani se non ci votano, se chiacchieriamo solo noi. Invece non vogliamo chiacchierare, abbiamo l'urgenza di fare queste riforme, queste leggi e oggi questo è un dato di fatto e mi auguro che chi ci ascolta possa apprezzare e non, come diceva chi mi ha preceduto, fare altro, dare consulenze, che sarebbe stata la cosa migliore, avrebbe prodotto qualcosa di più dare delle consulenze dirette. Ma noi facciamo bandi, trasparenza e legalità.
Io vi ringrazio e mi auguro che alla fine qualcosa possa subentrare nelle vostre menti e farvi votare questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Elezi.

Linda ELEZI. Grazie, Presidente. Come ultima arrivata in questo Consiglio, mi meraviglio delle parole pesanti, delle offese importanti che vengono fatte in quest’Aula. Noi siamo l'esempio per chi ci ascolta fuori, per chi ci fa da maestro, per chi ci fa da insegnante per una buona politica, invece dall'altra parte sono i primi che offendono.
Noi stiamo approvando una legge che, dopo 27 anni, sostituisce una legge vecchia, lo stiamo facendo perché era ora. Fino ad ora eravamo impegnati in altre leggi più importanti. Tutti i giorni l'opposizione ci dice che ci sono altre leggi, come la sanità e altri temi molto più importanti, ma è arrivato il momento che anche questa legge abbia la sua dignità.

PRESIDENTE. Mi scusi, Consigliera, possiamo fare silenzio?

Linda ELEZI. Era ora che, dopo 27 anni, si intervenisse con questa legge. Io sono anche in Commissione, l'abbiamo fatto insieme alla maggioranza e all'opposizione, l’abbiamo fatta come Dio comanda, seguendo l'iter di tutte le leggi: l'abbiamo esaminata, l'abbiamo discussa e oggi deve essere approvata.
Perché i giornalisti, tutte quelle aziende che lavorano dietro queste informazioni, come ha detto anche la Consigliera Vitri, a cui bisogna dare tanto rispetto, tutti i giorni si occupano dell'informazione ed hanno bisogno che questa legge venga approvata il prima possibile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Ne abbiamo sentite tante, forse anche troppe. L'avevamo affrontata in Commissione in modo molto tranquillo, cercando di approfondire i temi. Abbiamo rinviato di una settimana perché volevamo vedere e capire come la legge potesse essere migliorata.
Sicuramente è un intervento che dà una mano a far conoscere quella che è l'attività che la Regione sta portando avanti, è importante. Le risorse potevano essere utilizzate per una cosa piuttosto che per un'altra, ma questo lo possiamo dire per ogni legge, per ogni argomento. Quando parliamo di cultura, è meglio investire in cultura; quando investiamo in sanità, è meglio investire in attività produttive o in altri settori. È sempre molto complicato fare delle valutazioni.
Ne ho sentite di tutti i colori. Pensare che noi, con 3, 4 o 5 mila euro, andiamo ad acquistare, come si è detto, dei giornalisti, penso che sia la cosa più sbagliata possibile.
L'Ordine dei giornalisti ha la sua dignità, ha la propria autorevolezza e queste illazioni non le trovo giuste.
Si è parlato che fatto che non abbiamo inserito il CORECOM come organo di controllo, che ha una funzione di vigilanza. Far fare al CORECOM quello che dicevate voleva dire che lo stesso doveva indirizzare e vigilare. Qualcosa che non era accoglibile.
Siamo arrivati un po' alla frutta. È vero che i risultati elettorali, in qualche modo, hanno fatto risorgere qualcuno o hanno dato la possibilità di parlare, però questa legge va nella giusta direzione, va a promuovere l'attività della Giunta ed è giusto...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Penso che quando uno non ci vuole stare, non ci sta. La legge è stata approvata in Giunta il 30 novembre 2023. Era stata predisposta il mese precedente, quindi nell'ottobre 2023. Sono 5 mesi che il testo gira, pubblicato in data 30 novembre. Precedentemente era stato iscritto, ma non è stato poi approvato. Noi abbiamo avuto 5 mesi in cui la legge è stata, in qualche modo, resa pubblica e poi discussa.
In Commissione, il Presidente Marinelli, con grande saggezza, ne ha parlato, poi l'abbiamo discussa; dopo la discussione generale abbiamo presentato gli emendamenti. Non eravamo pronti. È stata due volte iscritta all'ordine del giorno e non l'abbiamo discussa perché abbiamo ritenuto altri provvedimenti di legge più importanti e più urgenti.
Se una critica può essere fatta, non è che siamo andati veloci, ma siamo andati un po' lenti. Siamo arrivati oggi, che è il 27 febbraio, a distanza di 5 mesi dal primo testo presentato all'attenzione della Giunta. Non mi sembra che ci sia tutta questa fretta.
Le proposte vanno portate avanti. C'è una richiesta, invece, che devo segnalare, degli editori locali che sono in difficoltà. Questa è la verità. Alcuni giornali hanno già chiuso e non escono da alcuni mesi, per questo abbiamo ritenuto di portarla in Aula e per questo ne vogliamo l'approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Vi ho visti un po' agitati. Nonostante ci fosse un grande direttore d'orchestra, gli erano sfuggiti alcuni suonatori stonati e vi siete salvati per il rotto della cuffia, come si dice, nonostante anche gli interventi pilotati e lunghi.
Intanto voglio ringraziare il relatore di minoranza, il Consigliere Cesetti, e la Consigliera Vitri per la competenza. Hanno messo a disposizione elementi che forse nemmeno noi conoscevamo. Lo hanno fatto contattando, confrontandosi e cercando, come al solito, di darvi un contributo, perché pensiamo e riteniamo che, più che sull'informazione, non ci sia altro argomento dove maggioranza e opposizione debbano costruire strumenti insieme.
Doveva essere la vostra volontà, il vostro desiderio, il vostro impegno. Noi ce l'abbiamo messa tutta. Avevamo costruito un atto che, se lo andate a leggere, rispondeva alle necessità di sostenere fortemente l'editoria in difficoltà e con risorse che ci dovreste dire come e dove reperite, ma forse non sono nemmeno sufficienti, se è vero, com'è vero, che c'è una grande difficoltà in quell'ambito. Trasformarlo, in maniera umiliante, in un tentativo, anche mal riuscito…, perché poi i giornalisti volano a un livello completamente diverso, non interessa loro il tentativo di compravendita che mettete in campo, non interessa nulla. Però c'è ed è palese e non l'avete nemmeno negato.
L'arroganza, avete iniziato a capire, non vi paga più e forse è già finita. Ve lo dicevo, è capitato a noi. Siamo stati alcune volte arroganti, supponenti, abbiamo schernito l'opposizione e siamo passati da quest'altra parte. Vi state mettendo nelle stesse identiche condizioni.
Il voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l'Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Sento il dovere di intervenire alla conclusione di questa importantissima legge per sottolinearne l'importanza e, in particolare, il fatto che, quando si parla di libertà di stampa e di finanziamento dei giornali, dimentichiamo che la libertà di stampa è stata il presupposto dello sviluppo delle democrazie. Senza i book dei Padri costituenti non sarebbe nata la democrazia americana.
Io mi permetto di ricordare che il mercato dell'editoria e della stampa viaggia attraverso un pensiero che era quello di John Locke: il libero mercato delle idee forma la democrazia.
Nel nostro Paese c'è un ordine, quello dei giornalisti, che è chiamato a garantire la corretta, precisa e puntuale informazione, che ha lo scopo anche di formare l'opinione pubblica.
Non capisco quindi come la sinistra, che vanta rapporti molto importanti con grandi mezzi di comunicazione, possa preoccuparsi di questa legge, che ha il senso e la dignità di difendere il libero pensiero e la libera espressione dei giornali.
Io rassegno queste piccole conclusioni, essendo un giornalista minore rispetto ai professionisti, ma essendo iscritto all'Ordine da tanti anni, per rimarcare come la nostra azione di Governo sia finalizzata a garantire questi diritti di libertà e come questo finanziamento sia un finanziamento giusto e opportuno.
Il tentativo, di cui parlava il Capogruppo, di comprare addirittura una qualche opinione, si giustifica da solo proprio con l'idea di poter dominare la libera informazione. È il free market of ideas, il principio del libero mercato delle idee.
La democrazia si forma su questo, l'opinione pubblica si forma sulla libertà di circolazione delle idee.
Questa è una bella giornata per la nostra maggioranza, peraltro, non abrogare la legge preesistente avrebbe significato che sarebbe stata abrogata, per abrogazione implicita, da una legge successiva. Stiamo raccontando una favola che si scontra con i principi del diritto. La legge successiva prevale su quella precedente.
Grazie, colleghi di maggioranza. È stato ed è un bel percorso. Ringrazio il Consigliere Ciccioli, ringrazio anche il Consigliere Cesetti. È un bel passaggio questo della nostra maggioranza di centro-destra.

PRESIDENTE. Articolo 10 (dichiarazione d’urgenza). Vi ricordo che serve la maggioranza qualificata. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Biancani, Carancini Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 237, come emendata.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Contrari: Biancani, Carancini Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16:30.