Resoconto della seduta n.157 del 06/08/2024
SEDUTA N. 157 DEL 6 AGOSTO 2024
La seduta inizia alle ore 10:20
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 157 del 6 agosto 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 156 del 30 luglio 2024, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Intervengo per segnalare una situazione sgradevole che lede l'onorabilità di questa Assemblea legislativa per la quale la invito a prendere dei provvedimenti, se non altro nel futuro. Al termine della scorsa seduta la Consigliera Segretaria Vitri si è messa a filmare la Sala Agricoltura dove è avvenuta la conferenza stampa della Gara ciclistica Capodarco e dove c'era un piccolo tavolo con i rimasugli di un buffet portato dall'Associazione stessa. La Consigliera Vitri ha fatto un video di questo tavolino e ha postato sui social il tutto, facendo credere che i Consiglieri di destra, come ci ha definito, si mettono a fare chissà quali gozzoviglie durante le sedute del Consiglio regionale.
Primo punto: a parte che, come ben sa la Consigliera Vitri, le conferenze stampa si fanno quasi sempre nel giorno in cui si svolge la seduta del Consiglio, perché vi è a disposizione la stampa.
Secondo punto: non c'è stato nessun banchetto, e questo ci tengo a dirlo ai cittadini all'esterno, ma solo due bottiglie e dei vassoi portati dalle Associazioni. Quindi, non è che i Consiglieri di destra, come lei ci definisce, sono stati durante tutto il tempo del Consiglio regionale a fare i rinfreschi.
Lanciare questi messaggi fasulli all'esterno dell'Aula è grave. Credo che le bugie, le distorsioni non facciano bene a nessuno e non fa bene discreditare quest'Aula.
Chiedo di ristabilire la verità ed invito anche il Gruppo Partito Democratico a riprendere la Consigliera Vitri ad un comportamento consono a quest'Aula. I video alla XY e le stupidaggini si fanno fuori, non si fanno all'interno di una sede istituzionale. Piuttosto invito la Consigliera Vitri ad occuparsi dei banchetti quelli veri, quelli che hanno fatto i suoi amici a Pesaro che si sono “pappati” 516.000 euro di fondi e per cui la Procura di Pesaro ha aperto anche un fascicolo. Si occupi delle cose serie, perché non voglio essere tirato in ballo in suoi video fasulli che mettono alla pubblica gogna quest’Aula e danno una cattiva…
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ritengo le parole del Consigliere Rossi siano veramente inopportune e indegne rispetto a quest'Aula. Ha definito la Consigliera Vitri come la XY che si fa i selfie, ha fatto delle accuse rispetto agli amministratori del Comune di Pesaro e, probabilmente, è lui che deve chiedere scusa, innanzitutto, all'Aula, che ha dovuto sopportare le sue parole e, in secondo luogo, alla Consigliera Vitri, che, devo dire, rappresenta un numero di cittadini - e non voglio calcolare quanti rispetto a lui - e anche loro devono essere rispettati. Quindi le chiedo, Presidente, di evitare interventi di questo tenore in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche la Presidente del mio Gruppo per le parole, ma mi chiedo dove trovi questa spudoratezza il Consigliere Rossi che effettivamente interviene a caso senza nemmeno dar senso a ciò che dice. Io ho postato un video e lui poteva rispondermi con lo stesso strumento come e quando voleva. È stato lui il primo a tirarmi in ballo e sfido chiunque a confutare ciò che ho detto in quel video, lo voglio ribadire, perché siamo stanchi di questo metodo, poi entreremo anche nel merito…
Ribadisco, mi ha dato la parola e la ringrazio, almeno i cittadini sapranno. Mentre noi siamo qui in Aula a votare la variazione di bilancio, che, probabilmente, non ha nemmeno letto, lei stava a pasteggiare con vassoi, pasticcini, bottiglie per oltre un'ora nella sala a fianco per presentare una gara ciclistica. Nulla contro la gara ciclistica, ma i cittadini devono sapere che questo lei lo può fare il lunedì, il mercoledì, il martedì quando finisce il Consiglio, ma, evidentemente, se lo fa durante il Consiglio e lo fa così a lungo… Poteva fare la conferenza stampa poi tornare, ma non è bastato, dopo la conferenza stampa ha addirittura servito il buffet, stappato le bottiglie, quello forse era da evitare… no perché lei era lì… e, quindi, io mi sono permessa di dirlo ai cittadini che, mentre noi votavamo la variazione di bilancio, lì si pasteggiava e ho fatto vedere anche i vassoi. Ma l'ho fatto perché lei, Consigliere Rossi, continua a permettersi di puntare il dito contro tutto e tutti come se fosse il modello di Consigliere esemplare. Ecco, questo non lo accetto, visto che si permette di parlare di come ci si dovrebbe comportare, inizi lei per primo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Per replica al fatto personale perché… tra l'altro le ho anche risposto che ero qua. Far credere con dei video fasulli che nel mezzo del Consiglio regionale i Consiglieri di destra vanno a fare i rinfreschi è una cosa fasulla. Lei approfitta delle sedi istituzionali per fare cattiva informazione, perché ben sa quello che è successo, ben sa chi c'era, ben sa quando vengono svolte le conferenze stampa.
Si occupi delle questioni serie, per questo che io invito… tra l'altro lei è anche una Consigliera Segretaria e avrebbe l'obbligo di rispettare quest'Aula, non di fare le cretinate e mettere alla pubblica gogna dicendo che noi, mentre facciamo i Consigli regionali, facciamo qualcos'altro. Ma lei si rende conto di quello che fa? Lei si rende conto del ruolo che ha? Lei si rende conto di quello che state facendo e avete fatto a Pesaro con gli amici degli amici? Lei si rende conto? Ma punti il dito contro di lei e non su queste scemenze.
Invito il Presidente Latini a prendere dei provvedimenti su questa situazione, se nelle sedi istituzionali iniziamo a fare i “tik tok” o le scemenze - già c'è una cattiva percezione della politica – se facciamo credere che invece di lavorare - eravamo qui e abbiamo anche votato, se non avessimo votato chiaramente non sarebbe passato - si fa chissà quali cose… tutti sanno quello che è avvenuto, tutti sanno. Si sono viste anche le immagini, era un piccolo buffet portato dagli altri. Non siamo andati lì a fare chissà cosa, a fare una festa, eccetera. A parte che non ho stappato assolutamente niente, le bottiglie le stappo fuori da qui, ne stappo anche diverse, non qui dentro.
Al di là di questo, chiedo che la Presidenza del Consiglio regionale possa ridare onorabilità a questa Assemblea legislativa e che queste cose, queste scemenze vengano fatte fuori dall'Aula, perché non mi voglio sentire alla gogna come Consigliere regionale per dei video fasulli fatti da una Consigliera che si dovrebbe occupare dei problemi dei cittadini e non delle cavolate. Grazie.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ritengo che siano stati espletati i diritti di tutti. Prendo atto di quello che è stato detto. Non sapevo quello che il Consigliere Rossi avrebbe esposto nella richiesta di mozione d'ordine. Il racconto di quello che è successo evidenzia che ciò è avvenuto fuori dall'Aula consiliare e fuori dalla seduta, quindi fuori da quelli che sono i miei poteri.
Resta il fatto che sarebbe opportuno non svolgere attività diverse da quella a noi demandata nell'ambito della seduta. Non farle in contemporanea e nella contestualizzazione dello svolgimento della seduta proprio per evitare situazioni come quella che è avvenuta.
Parlerò dell'intera situazione con l'Ufficio di Presidenza e nel corso della prossima seduta del Consiglio valuteremo anche le migliori azioni possibili per difendere l'onorabilità dell'attività che svolgiamo come Consiglio regionale e di ciascuno.
L’interrogazione n. 1190 non può essere svolta per l’assenza dell’Assessore Antonini, che si trova a Roma per trattare il tema della crisi della moda, essendo l’Assessore di riferimento di tutte le Regioni come pure la n. 1195.
Interrogazione n. 1199
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Rapporti sulla Ricostruzione Sisma”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1199 dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Vado a leggere il contributo fornito dal Commissario straordinario. Posto che le modalità e la tempistica del report sono stabilite nel decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2023, ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, di nomina dell'Avvocato Senatore Guido Castelli come Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e alla ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, questo prevedeva lo sviluppo di una relazione al 31 maggio 2023 sullo stato di attuazione della ricostruzione, richiesta che è stata soddisfatta regolarmente.
Punto 2: non si rappresenta nessuna mancata rendicontazione visto che anche per l'anno 2024 è in corso lo sviluppo del report con i dati aggiornati al 31 maggio 2024.
Punto 3: il Commissario, che giornalmente è impegnato a garantire una puntuale e capillare comunicazione istituzionale, sia tramite i mezzi tradizionali che digitali, tra l'altro puntualmente pubblicati nel portale web della Struttura commissariale www.sisma2016.it, si rende disponibile ad intervenire personalmente fin da ora in Assemblea per rappresentare ogni ulteriore elemento utile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Brandoni, la ringrazio della risposta. Credo che, prima di tutto, vada fatta una ricostruzione temporale: la mia interrogazione è esattamente del 16 maggio del 2024 e, a distanza sostanzialmente di un anno, non aveva ancora avuto una rendicontazione, un report sulla ricostruzione nella Regione Marche. Ora credo che, come è avvenuto per Giovanni Legnini e gli altri Commissari, il Commissario Castelli avrebbe dovuto avere il senso di responsabilità di rendicontare, quindi svolgere un report periodico sulla ricostruzione. Si è insediato il 13 gennaio 2023, a quella data c'era già un report per tutto il 2022 di Giovanni Legnini. Il Commissario Castelli fa un report al 31 maggio 2023, dopo 5 mesi - non si sa per quale ragione, ma va apprezzato, adesso le dirò perché - e dopo questa interrogazione - ma sono certo che lui neppure l'avrà letta - guarda caso, la settimana prima della discussione di questo atto, esce il report. Noi siamo contenti, io sono molto contento, penso che la sua responsabilità e il suo ruolo dovrebbero portarlo a farli un po' più spesso. Oddio, se i risultati sono quelli che in conferenza stampa, fra un'ora e mezza, presenteremo, c’è da essere preoccupati, perché leggere i dati dell'ultimo report del 2024 fa drizzare un po' i capelli, poi ve li racconteremo in maniera più pubblica. Quello che mi piace dire e anticipare, da questo punto di vista, è che i dati che leggeremo e conosceremo sulla ricostruzione mi fanno citare l’ex Assessore Castelli in merito ad interrogazione che feci nel 2021. Rispetto alla ricostruzione il Commissario Castelli ha un'idea della politica di affiliazione al partito dominante, che sembra evocare un ritorno alla mezzadria politica. E’ il suo rapporto con la ricostruzione. Una gestione ottriata, riconosciuta dall'alto di chi pensa di essere il padrone delle coscienze, era un'accusa che faceva alla Giunta precedente che oggi… infondata perché le sue tabelle C, poi diventate E, erano ancora più…, molto più numerose. Ma sui numeri della ricostruzione, scandalosi, diremo più avanti e quella sarà l’occasione per sapere esattamente come stanno le cose. Grazie.
Interrogazione n. 1206
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Interventi previsti nelle gallerie di Cà Gulino e Furlo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1206 del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Grazie al Consigliere Rossi che pone grande attenzione alle tematiche del territorio e chiede informazioni sulla galleria Cà Golino e sulla galleria del Furlo per cui il Dipartimento Infrastrutture ha chiesto informazione al gestore delle strade, delle opere di interesse e, quindi, riportiamo la comunicazione pervenuta dalla struttura territoriale di Anas. In risposta all’interrogazione in oggetto indicata si comunica che Anas ha assicurato la copertura economica relativa alle opere in argomento. Nella fattispecie, relativamente alla Galleria del Furlo, lungo la Strada Statale 3 Flaminia sono stati stanziati 3,5 milioni di euro per i lavori di prima fase riguardanti il risanamento dell’estradosso, il miglioramento della segnaletica verticale di sicurezza, la piena funzionalità del bypass in ambo i fornici. Attualmente sono in corso le attività di progettazione, si prevede l'avvio dei relativi lavori dopo l'estate, compatibilmente con la redazione del progetto esecutivo. Per quanto attiene alla galleria Cà Gulino lungo la Strada Statale 73 bis di Bocca Trabaria è stato assicurato un investimento complessivo pari ad euro 4,4 milioni, di cui 1,9 milioni di euro per lavori urgenti per il ripristino dell'impianto di illuminazione del cavo termosensibile e 2,5 milioni di euro per il ripristino dell'impianto di ventilazione. Attualmente sono in corso le attività di progettazione ed anche per questi interventi si prevede l'avvio dei relativi lavori dopo l'estate, compatibilmente con la redazione del progetto esecutivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore per le sue delucidazioni sempre molto puntuali e anche per il lavoro che sta svolgendo. Inviterei Anas a far presto soprattutto sulla galleria di Cà Gulino ed iniziare anche i lavori sull’altra canna del Furlo perché urge, tra l'altro, la messa in sicurezza della galleria per quanto riguarda tutto l'impianto di illuminazione di emergenza, perché da un lato o, meglio, lato mare e monti non vi è la segnaletica d'emergenza anche se Anas dice che è tutto regolare per quanto riguarda la normativa. Invito anche Anas a una completa pulizia della SS 3 Flaminia, soprattutto nei tratti che vanno da Acqualagna fino a Cantiano, perché urge, anche lì, una manutenzione e ringrazio, tra l'altro, per i lavori di pulizia che sono stati fatti nella S.R. 257 Apecchiese. Per quanto riguarda il viadotto di Pagino ci sono dei rallentamenti perché i lavori dovevano finire, credo, entro l'estate, però, penso che l'apertura sia imminente. Questo ci fa piacere perché, purtroppo, la galleria è a senso unico in una sola carreggiata con autovelox. Tra l'altro questa situazione all'interno ha provocato anche dei disagi e delle preoccupazioni da parte dei cittadini. Quindi chiedo alla Regione di essere sempre vigile e chiedo ad Anas di dare la maggiore attenzione possibile a questa arteria, perché è fondamentale per i collegamenti, non solo tra coste ed entroterra, ma interregionali verso Umbria e Toscana. Aspettiamo che questi interventi… e, soprattutto, su Cà Gulino che sia ripristinata la doppia circolazione perché ci sono dei problemi anche per entrare ad Urbino specialmente ora con il flusso turistico nella strada delle Conce non è comodo. Grazie.
Interrogazione n. 1259
ad iniziativa della Consigliera Elezi
“Piattaforma polifunzionale per il recupero e trattamento di rifiuti pericolosi e non e per la produzione di End of Waste a Jesi, zona Z.I.P.A.”
(Svolgimento)
PRESIDSENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1259 della Consigliera Elezi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Grazie, Consigliera Elezi, per aver sollevato all'attenzione questa situazione, perché mi viene sollecitata da molte persone anche della zona di Jesi, che mi cercano per saperne di più, ho avuto anche la visita di alcuni Consiglieri regionali nei giorni scorsi e anche lo stesso Consigliere Bilò mi chiedeva, proprio ieri, informazioni su questa iniziativa. Come si evince dall'interrogazione, nonché dagli articoli di stampa, il progetto dell'impianto in argomento prevede il trattamento di terre provenienti dalle bonifiche e dai siti contaminati finalizzato al loro recupero quale alternativa allo smaltimento in discarica. Inoltre è prevista una linea di trattamento chimico, fisico, biologico di rifiuti liquidi per produrre un fluido di lavaggio. Leggo quanto dalle richieste viene proposto, poi, tecnicamente, non saprei neanche ben tradurlo per quel che riguarda le specificità che prevede questo impianto. Premesso quanto sopra, si rappresenta che i settori regionali che seguono questi settori non hanno, in questo caso, una competenza diretta, tant'è che non sono chiamati ad esprimersi nel procedimento di cui trattasi, come correttamente indicato anche nella sua stessa interrogazione. Il tutto, infatti, è posto in capo alla Provincia di Ancona, quale autorità competente sia per la procedura di valutazione dell'impatto ambientale sia per quella di autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio dell'impianto procedimentalmente unificate nel P.A.U.R. di cui alla citata istanza presentata in data 7 febbraio 2024. Per quanto concerne eventuali aspetti di pertinenza della struttura in materia di rifiuti è opportuno rammentare che il Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato con deliberazione dell'Assemblea legislativa il 14 aprile 2015, prevede al suo interno i criteri per le localizzazioni degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, fornendo un quadro di riferimento regolatorio certo ed inequivocabile, la cui applicazione è, comunque, demandata alle autorità competenti al rilascio dei titoli richiesti, in questo caso la Provincia e, per quel che riguarda potenziali vincoli da dover inserire, eventualmente il Comune. Non sussistono le ragioni da parte nostra, voglio sperare, per dubitare che tali criteri verranno senz'altro tenuti presenti dalla Provincia di Ancona nella fase istruttoria dell'iter autorizzativo. Comunque si ribadisce che i nostri settori regionali sono disponibili ad intervenire, qualora si siano richiesti i contributi, al fine della corretta applicazione delle disposizioni del Piano regionale di gestione dei rifiuti qualora, però, l'autorità competente ne faccia richiesta. Ad oggi alla Regione Marche non è pervenuta alcuna richiesta, tantomeno di partecipare, ma anche di chiarimenti a situazioni di questo genere. Per serietà dico anche quanto è contenuto nelle normative, che non ci aiutano, in questo senso, per le preoccupazioni sollevate, nel senso che in termini del tutto generali senza alcun riferimento al caso specifico - quindi parlo in generale - voglio evidenziare che il legislatore - parlo dei livelli nazionali ovviamente - ha riconosciuto la pubblica utilità degli impianti di gestione dei rifiuti dandone esplicitazione nella stessa formulazione del decreto legge n. 152 del 2006 che al comma 6 - questo ci tengo a dirlo anche all'Assemblea, per quanto siano cose abbastanza risapute – recita: “L'approvazione di iniziative di questo genere - non solo di questa, parlo in generale - sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, costituisce, ove occorra, variante allo stesso strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità dei lavori”. Cioè, impianti di questo genere, quando vengono presentati da un privato, nel momento della loro approvazione dalla Conferenza dei Servizi, in questo caso convocata dalla Provincia, danno mandato a tutta questa cosa che ho appena letto, compresa una potenziale variante urbanistica, qualora quella non fosse zona industriale. In questo caso, non credo neanche che serva una variante urbanistica, perché è già una zona industriale, non so bene se è vocata a tutto questo. Metto in evidenza, ahinoi, ai noi la durezza delle norme, nel senso che è con questo che con cui dobbiamo in qualche modo fare i conti, non è la prima volta che ci imbattiamo in situazioni di questo genere. Le situazioni eventualmente… questo è un mio umile pensiero ma non è sempre semplice, perché non si sa cosa viene richiesto da privati e quant'altro, le situazioni occorrerebbe eventualmente anticiparle…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. La ringrazio, Assessore, per la risposta che, tuttavia, mi impone di ribadire un concetto fondamentale circa l'impianto per il recupero di rifiuti pericolosi a Jesi. L'economia circolare è un punto nodale della politica di gestione dei rifiuti, ma ritengo che sia un dovere della politica considerarla un modo per tutelare la qualità della vita dei cittadini e non per consentire il libero sfogo dell’interesse privato. È evidente che l'economia circolare non può essere attuata a dispetto della sua sostenibilità sociale. Al di là delle specifiche deleghe, la richiesta di P.A.U.R. - Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale per un impianto che è il primo del suo genere in regione obbliga, a mio avviso, a fare scelte di indirizzo che non siano solo legate a parametri tutti da verificare sul campo. La stessa Edison nel progetto evidenzia la possibilità che quello di Jesi diventi un polo provinciale e regionale della produzione di End of Waste da terreni contaminati visto che nelle Marche ci sono più di 1.100 siti contaminati censiti e il più grande cantiere del sisma centro Italia. Edison chiede di costruire un impianto pericoloso che avrà delle ricadute molto pesanti sull'area già Aerca, gravata dall'inquinamento delle falde acquifere e da polveri sottili e prossima al costruendo hub di Amazon. Le criticità sono evidenti tanto che il Comune di Jesi, solo dopo un anno dalla richiesta e solo sulla spinta delle proteste, si è confrontato con la cittadinanza. Tra i doveri dei Sindaci c'è anche la salvaguardia della salute pubblica, che ma non può essere compatibile con un impianto per rifiuti pericolosi costruito vicino ad una mensa e in un'area dove gravitano aziende che muovono migliaia di persone ogni giorno. Credo che, anche a fronte del lavoro che andremo a fare sul nuovo Piano regionale dei rifiuti, la politica debba porsi prepotentemente il problema di conciliare la sostenibilità ambientale con l'effettiva qualità della vita e mi auguro che facciamo tutti insieme un buon lavoro in questo senso. Invito nuovamente la Regione ad essere propositiva per un’interlocuzione con il Comune e gli enti coinvolti in modo da dare voce ai tanti cittadini che non per miopia, ma per riscontri oggettivi sull’impatto ambientale ammessi anche da Edison si stanno esprimendo anche con una raccolta firme sacrosanto. Grazie.
Interrogazione n. 1243 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Mangialardi, Bora, Casini, Cesetti, Vitri
“Riduzione attività del Centro TAO (Terapia anticoagulante orale) all'Ospedale regionale di Torrette di Ancona”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1243 - a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Mangialardi, Bora, Casini, Cesetti, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il centro TAO è il Centro che svolge per i suoi servizi importanti, servizi sanitari sui pazienti trattati con terapia anticoagulante orale. Questo Centro non ha ridotto le sue prestazioni, ma, semplicemente, ha rimodulato le sue attività interne, riferisce il Direttore generale, senza trascurare nessuno. Tuttavia, per poter seguire le situazioni più croniche e più difficili è in corso una interlocuzione coordinata dall'Agenzia Regionale Sanitaria, affinché alcuni pazienti con l'interessamento di specialisti di riferimento dei Medici di Medicina generale possano essere trattati anche dalle altre Aziende Sanitarie Territoriali. L'interrogazione mette una lente di ingrandimento su questo servizio. Per quanto mi riguarda, seguirò a fondo questa vicenda, affinché quanto è stato prospettato, che cioè il Centro TAO di Torrette non sia ridimensionato, effettivamente avvenga e che l'eventuale inserimento delle Aziende Sanitarie Territoriali nei servizi in parola possano potenziare questo tipo di trattamento per i pazienti affetti da queste patologie e non diminuirne l'impatto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Faccio presente che questa era un'interrogazione a risposta immediata presentata ormai un mese fa, Assessore. Dico anche che lei ha parlato di rimodulazione secondo quanto indicato dal Direttore generale, a noi risulta, invece, che ci sia una vera e propria riduzione di servizi. Ci sono arrivate segnalazioni da pazienti che indicano una riduzione, non una rimodulazione. Glielo faccio presente adesso perché ero un attimo distratto. Il fatto stesso che Direttore generale precisi che sono in atto interlocuzioni con altre strutture delle Aziende Territoriali evidenzia che, probabilmente, Torrette non è più in grado di offrire il servizio di prima, perché, altrimenti, questo non dovrebbe essere un ruolo e un compito svolto da Torrette, ma dal Servizio Sanitario Regionale. La invito fortemente, l'ha detto lei al termine della risposta, a controllare, a verificare che questo servizio non sia effettivamente ridotto, come risulta a noi. Ripeto, ci sono giunte diverse segnalazioni a conferma che l'interrogazione è basata su fatti concreti, perché questo servizio è fondamentale, come metteva in evidenza lei nella sua risposta, e una sua riduzione andrebbe a colpire persone già, dal punto di vista sanitario, particolarmente fragili. Grazie.
Interrogazione n. 1154
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Concorso pubblico per esami per la copertura di n. 5 posti ‘Operatore Tecnico CUR NUE 112’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1154 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In merito a questa interrogazione su un concorso svolto dall'Agenzia Regionale Sanitaria per l'assunzione di personale per il Centro NUE 112 di Ancona, la risposta che può fornire l'Assessore è che il concorso è perfettamente conforme alle disposizioni vigenti, tant'è vero che non risulta siano stati impugnati atti di gravame nei riguardi dello stesso concorso. In merito specificamente ad alcuni punti posti nell'interrogazione, se, cioè, le materie che erano indicate nel bando di concorso fossero inserite tra i quesiti del concorso stesso, la risposta è positiva, nel senso che tutte le trenta domande riportate nella prova scritta vertevano sugli argomenti previsti indicati nel bando e inquadrabili nei sei argomenti riportati nello stesso. Questi sono la normativa nazionale regionale di riferimento e numero unico di emergenza 112, le caratteristiche e la funzionalità della centrale NUE 112, il ruolo e le funzioni dell'Agenzia Regionale Sanitaria, il ruolo e le funzioni del personale NUE 112, nozioni di informatica e di strumenti web, nozione di geografia regionale comprendente le Marche, l'Umbria, la cartografia di base. Quindi, non si rilevano elementi tali da valutare questo concorso non in linea con le disposizioni vigenti. Certo è che una prova come questa, che ha visto centinaia di candidati per solo cinque posti, sottolinea come ci sia nel nostro Paese anche una domanda di lavori intellettuali a cui il nostro Paese deve prestare attenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche il Vicepresidente Saltamartini. Per la verità, non mi aspettavo una risposta diversa. Voglio fare una premessa al Vicepresidente. Quando faccio interrogazioni e spesso mi è capitato in merito a concorsi, conferimenti di incarichi, eccetera, lo faccio sempre su segnalazioni che mi pervengono e, qualora queste segnalazioni mi pervengano verbalmente, pretendo sempre una e-mail esplicativa su quello che hanno da raccontare. Perché c'è in me la presunzione di regolarità ovviamente nell'espletamento dei concorsi e nel conferimento degli incarichi conoscendo bene, tra l'altro, per aver fatto cinque anni e tre mesi l'Assessore al personale e all'organizzazione, la correttezza degli uffici. Però, nel caso di specie, appunto, mi sono pervenute segnalazioni e, tra queste, c'era proprio il fatto che la prova verteva su materie che non erano previste nel bando. E c'è un punto, questo è un concorso pubblico per cinque posti di Operatore Tecnico CUR NUE 112, esperti categoria B, profilo B1, operatore tecnico. Già B1 la dice lunga sulla non particolare eccellenza che si richiede per un'attività del genere. Ebbene partecipano 662 concorrenti, vengono ammessi alla prova scritta 246 concorrenti, superano la prova scritta, guarda caso, soltanto cinque concorrenti. Cinque soltanto. Questi cinque B vengono ammessi alla prova orale e la passano tutti e cinque. Capisce, Vicepresidente, il dubbio aleggia dirompente, 662 concorrenti, ne vengono ammessi soltanto cinque dei 246 che lo espletano e quei cinque superano tutti e cinque questa prova. Mah, non lo so, però, ci torneremo sopra ad approfondire questa vicenda, perché non rileva il fatto che non abbiano ricorso, perché, poi, abbiamo visto che, quando ricorrono, solitamente vincono e abbiamo visto, ad esempio, che è successo all'ufficio di ricostruzione…
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi
Interrogazione n. 1180
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Vitri
“Fondo regionale non autosufficienza e attuazione Piano nazionale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1180 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In merito all'interrogazione in argomento, relativa al Fondo regionale per la non autosufficienza, devo confutare quanto è contenuto nel testo dell'interrogazione, che, cioè, la Regione Marche non avrebbe stanziato fondi per questa importantissima materia. I fondi che sono stati stanziati sono tratti dal Fondo POC e, chiaramente, si tratta di fondi che vengono impiegati per questo importante tema della non autosufficienza in attuazione del Piano nazionale. I fondi che sono stati impiegati nel 2022, fra il Fondo regionale non autosufficienza, il POC, il Fondo nazionale ammontavano per 2022 a 26.750.000 euro. Nel successivo anno 2023 i fondi sono leggermente aumentati portandoli a 26.938.000 euro. Sono risorse importanti, non sufficienti a garantire una copertura ampia su questo tema, ma mi preme sottolineare come siano tutti importi con il segno più rispetto agli anni precedenti. In merito alla presunta censura, secondo cui ci sarebbero dei ritardi nell'attuazione della delibera n. 1496 del 2023, c’è da tener conto che il nuovo percorso istruttorio di questi provvedimenti, che tendono a far sì che la Regione proponga poi al Ministero la deduzione di queste misure, che devono essere validate a livello nazionale, si è registrato quest’anno un rallentamento proprio per il parere espresso dal Ministero, tenendo conto che la nostra Regione è stata una delle prime ad aver avanzato la sua proposta. In realtà, alla complessità del percorso istruttorio per l'adozione dei provvedimenti in argomento traggono le radici, sulla complessità di alcuni LEPS, alcuni percorsi, perché quest'anno, appunto, sono stati individuati questi Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, per cui si è ritenuto di convocare degli appositi gruppi di studio con i soggetti interessati per condividerne i contenuti e la portata esecutiva dei provvedimenti stessi. Ad oggi, gli atti adottati in materia sono la delibera n. 592 del 22 aprile 2024 “Contributi alla disabilità gravissima e vita indipendente”, la delibera di Giunta regionale n. 848 del 4 giugno 2024, relativa all'attuazione degli interventi SAD, la delibera di Giunta regionale n. 849 del 4 giugno 2024, relativa all'attuazione dell'intervento di capacitazione degli ATS ed è in fase di completamento un'ulteriore delibera di Giunta regionale, prevista per settembre, per la programmazione attuativa degli interventi LEPS. Quindi, dal punto di vista del finanziamento di questi servizi, i segni sono tutti positivi. La Regione legittimamente impiega anche fondi dell'Unione Europea, che possono essere impiegati a questo riguardo, e il procedimento sta riguardando i nostri uffici, che vanno ringraziati perché, comunque, la velocità di esecuzione degli atti amministrativi con cui si impiegano queste risorse è una velocità encomiabile, dal mio punto di vista, posto che c'è una difficoltà proprio operativa, in quanto i poteri in materia sono condivisi tra l'autorità statale, l’autorità regionale e, poi, tutte le delibere devono seguire il percorso del parere del CAL, delle Commissioni consiliari competenti. Quindi c'è un allargamento delle procedure di approfondimento della materia che hanno riportato dei risultati comunque apprezzabili per quanto riguarda l'attuazione di queste misure. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Nessuno mette in dubbio l'encomiabile lavoro degli uffici del Servizio politiche sociali della Regione, assolutamente, però, si tratta anche di fare il punto su alcune scelte politiche. Perché nell’interrogazione noi citiamo il fatto che, ad esempio, nel 2022 il Fondo non autosufficienza, che prima era finanziato completamente, in buona parte, da fondi regionali, è stato, di fatto, sostituito integralmente da Fondi europei. È evidente che, rispetto a una domanda altissima di servizi, mi riferisco all'assistenza domiciliare, alla disabilità gravissima, alle persone che hanno diritto ad assegni di cura, sostituire le risorse senza ampliarle non dà quella risposta necessaria ai cittadini che sono in condizione di fragilità. Rimane un gap enorme tra domanda e offerta francamente inaccettabile. Dopodiché lei ha sottolineato che alcuni provvedimenti sono stati messi in campo. Altrettanto faccio io con quelli che, invece, non sono stati attivati, dal Piano di assistenza individuale ai criteri dei progetti degli ambiti per le soluzioni abitative per gli anziani e alle linee guida per l'assistenza domiciliare. Ci sono una serie di provvedimenti non attivati. E così come chiediamo nell'interrogazione, che ci sia un maggior controllo sul reale utilizzo dei fondi, delle risorse che sono destinate agli ambiti, reale utilizzo da parte dei Comuni, perché molti Comuni non utilizzano le risorse destinate all'assistenza domiciliare e, su questo, chiediamo alla Regione di fare luce, perché è evidente che ci sono troppi cittadini che poi rimangono senza adeguati servizi. Ma soprattutto, a chiusura della mia replica, rinnovo l'invito ad ampliare la base dal punto di vista finanziario, perché i fondi stanziati sono, al momento, solo quelli europei. Servono più risorse e chiedo, quindi, di ripristinare quelle che erano le risorse regionali per dare più risposte ai territori, in particolar modo alle persone che soffrono in una situazione di grave fragilità. Grazie.
Interrogazione n. 1204
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“CUP fuori servizio: un problema che ha paralizzato la Regione”
Interrogazione n. 1216
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Blocco Cup regionale – Richiesta spiegazioni”
Interrogazione n. 1233
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Poliambulatori di Castelfidardo – disservizi sportelli CUP”
(Abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1204 della Consigliera Ruggeri, l’interrogazione n. 1216 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri e l’interrogazione n. 1233 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALATAMARTINI. Grazie, Presidente. Il sistema CUP della nostra Regione è stato oggetto di un attacco hacker che si è dispiegato in via digitale nei mesi precedenti. Di questo attacco hacker, che manifesta estremi di reato, se ne sta occupando l'autorità giudiziaria e anche l'autorità nazionale di vigilanza in materia. A seguito di questo attacco hacker, innanzitutto, non sono state perse notizie o informazioni sensibili dei cittadini marchigiani, ma si è creata solamente una condizione per cui, per alcuni giorni, ogni tanto si ripetono delle disfunzioni determinate dal fatto che, a seguito di questo attacco, è stato necessario aumentare la protezione di accesso degli operatori e anche di coloro i quali accedevano al CUP, come per esempio le farmacie, misure aggiuntive che sono state richieste e concordate dai tecnici che si occupano della sicurezza digitale. Ora, c'è da tener conto che, a seguito di questi attacchi, si sono verificati nella nostra Regione dei ritardi che, a loro volta, hanno determinato ulteriori ritardi nell'accesso dei cittadini al numero CUP unico regionale. Questo ha determinato la Regione e l'Azienda Sanitaria Regionale, a cui appartiene la responsabilità del settore, ad aumentare ulteriori linee per incrementare il volume degli accessi al CUP regionale e, in queste settimane, si sta lavorando per potenziare tutto il sistema mediante l'allaccio alla fibra ottica. Senonché, nel quartiere dove è stato installato il CUP regionale, quella parte del quartiere della città di Pesaro non è coperta dalla fibra ottica. Quindi, per noi questo problema ha comportato ulteriori ritardi, che stiamo cercando di affrontare con Fastweb e con Telecom, tenuto conto che, in una città importante come Pesaro, il fatto che un quartiere non sia servito dalla fibra ottica ha creato ulteriori problemi. Rispondendo complessivamente alle tre interrogazioni, devo dire che il problema è in via di superamento per l'aumento delle linee e, soprattutto, per l'allaccio alla fibra, che consentirà un numero indefinito di accessi dall'esterno al CUP regionale e anche la possibilità di prenotare prestazioni sanitarie attraverso le farmacie, che in questo momento non è possibile, perché il sistema delle farmacie deve completare un percorso di garanzia di accesso attraverso l'individuazione di ogni operatore che accede al CUP regionale. Quindi, il sistema della prenotazione per le farmacie dovrà essere reintegrato in queste misure di sicurezza e la previsione è che dovrebbe essere sistemato il tutto entro le prossime settimane. Tutto il sistema della sicurezza digitale è stato oggetto di ampi approfondimenti da parte, ripeto, anche delle autorità nazionali che si sono occupate di sicurezza cibernetica e, quindi, ritengo che, per le prossime settimane, tutto il CUP regionale sarà posto, nelle attuali conoscenze, nelle condizioni di operare senza ulteriori aggravi. Sappiamo, tuttavia, che tutto il mondo del digitale è un mondo in continua trasformazione, non c'è mai un punto ben definito, tant'è vero che si sono registrati, non nella nostra Regione ma in altre Regioni, attacchi hacker attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale. Quindi è un po' una rincorsa verso la protezione rispetto a ciò che l'evoluzione digitale comporta in fatto di sviluppo di questa importantissima materia. Quindi noi stiamo cercando di adottare tutte le misure possibili e necessarie. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore per la risposta. Dal modo in cui ha risposto sono pienamente consapevole del fatto che anche lei abbia coscienza che il CUP nelle Marche non funziona, non ha funzionato e continua a non funzionare. Non ho la sua serenità nel dire che entro qualche settimana tutto sarà a posto. Questo lo posso affermare perché, quando c'è stato il primo attacco hacker il 19 maggio, dopo poche ore lei ha risposto sulla stampa che entro il 23 maggio, quindi, a distanza di quattro giorni, sarebbe stata ripristinata la piena attività del sistema e, come ci ha detto adesso, purtroppo oggi, che siamo il 6 di agosto, ancora la situazione non è questa. Quando ieri ho incontrato un po' di persone e mi hanno chiesto di che cosa avremmo parlato oggi, ho detto che avrei parlato del funzionamento del CUP e tutti, tutti, quelli con cui ho parlato di questa cosa mi hanno detto: “Per favore, dica a nome nostro all'Assessore che il CUP non funziona, continua a non funzionare”. Ancora in farmacia non è possibile prenotare, lo dice anche lei. Telefonando, anche se avete messo una linea telefonica in più, succede che si sta ore al telefono perché o non si prende la linea o, se la si prende, si è l’ultra centesimo in attesa. Quando non cade la chiamata e si arriva a parlare con l'operatore, che dice che l'agenda è chiusa. Anche se lei non se lo vuol sentir dire, purtroppo è quello che si sentono dire tante persone che si rivolgono al CUP. Non funziona anche il meccanismo di richiamata, perché, sul punto, le ho fatto tante interrogazioni in questi mesi, lei ha sempre detto che il cittadino che chiama una volta poi viene preso in carico dal sistema. Assessore, purtroppo non funziona così, non ti richiamano, quindi le persone sono costrette a richiamare - e glielo dico anche a titolo personale - non si sa quante volte, per poi non vedere evasa la propria richiesta. Quindi, il tema della sicurezza è sicuramente un tema importante, ma anche il tema dell’accesso alle cure, alle visite e agli esami è importantissimo e non è assolutamente pensabile che nelle Marche ci si debba rivolgere per forza al privato perché sennò nel pubblico non si riesce a farsi curare. Qui è un cane che si morde la coda. Con tutti questi disfunzionamenti, ho chiesto alla mia assistente di stamparmi gli articoli che sono stati pubblicati da quando c'è stato il primo attacco hacker fino ad oggi. Mancano gli articoli dell'ultima settimana. Ecco, ci si potrebbe scrivere un romanzo, purtroppo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la sua replica che mi lascia, però, molto insoddisfatta. Una curiosità, da dove nasce tutta questa sicurezza nell'affermare che i dati non sono stati violati? Non sarebbe stato forse più corretto e onesto dire: “Non abbiamo raccolto abbastanza evidenze)” o “Non abbiamo sistemi per raccogliere queste evidenze su quello che accade nella rete?” È troppo comodo, Assessore, affermare che non c'è stata violazione dei dati, quando, in realtà, non sapete proprio cosa hanno realmente fatto i soggetti ostili durante l'attacco informatico. E non lo sapete semplicemente perché i sistemi di difesa regionali non sono in grado di dirvelo. Ad esempio: raccogliete i log dei sistemi Windows e li mandate periodicamente e costantemente ad un sistema di monitoraggio? Avete almeno adottato la tecnologia necessaria per effettuare un corretto monitoraggio e previsto la successiva e tempestiva risposta ad un eventuale attacco? Sapete che cos'è un EDR? O vi basate ancora su un'obsoleta tecnologia degli anni Novanta, come un semplice antivirus? E, allora, se non ve ne siete accorti, vi aiutiamo noi. Il mondo è andato avanti e voi evidentemente no. Questo, però, purtroppo per noi, vi impedisce di adottare sistemi di protezione da attacchi informatici all'avanguardia e capaci di tutelare al meglio la privacy dei cittadini/pazienti e gli interessi economici della nostra Regione. La prego, quindi, di evitare di fornire una falsa informazione o false rassicurazioni su cosa sia stato violato e cosa no, perché la verità è che nemmeno voi lo sapete, proprio perché in tutti questi anni è mancata una giusta strategia di difesa. Dopo quattro anni meritate ancora un quattro perché non avete fatto i compiti a casa e, purtroppo, per questo a pagarne le conseguenze sono, ancora una volta, i cittadini marchigiani. Una famosa barzelletta americana recita: “No logs, no crime”. Non ci sono logs e non c'è crimine, giusto, Assessore? Lei la conosce questa espressione. Puntualmente torniamo sullo stesso problema. La verità è che su questo argomento, come su tanti altri, la vostra strategia è sempre la stessa, quella dello struzzo che nasconde la testa nella sabbia. Ricordiamo per la cronaca che già nell'aprile del 2022 l'Agenzia regionale per la Protezione Ambientale Marche era stata vittima di un attacco e, poi, nel 2023 un ulteriore attacco ha coinvolto il sistema SIRTE, con conseguente perdita di dati e fascicoli sanitari. Il Gruppo del Partito Democratico ha seguito e chiesto spiegazioni con la presentazione di diversi atti ispettivi per entrambi i casi, ma, ancora oggi, siamo qui a parlare dei disagi subiti da utenti, pazienti ed operatori a causa dell'ennesimo attacco hacker che ha mandato in tilt le strutture informatiche del Sistema Sanitario Regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Qui, in realtà, non è entrato nel merito l'Assessore Saltamartini, probabilmente perché non sapeva proprio che cosa rispondere. Per quanto riguarda i disservizi che ci hanno segnalato, fino allo scorso venerdì, in relazione al CUP di Castelfidardo sappiamo che si tratta di un disagio grave, non episodico, che incide sulla percezione che la comunità locale ha della sanità territoriale. Dei tre sportelli presenti, solamente uno risulta essere operativo. La miglior riprova di una sanità territoriale che grazie alla vostra riforma e al vostro Piano Socio Sanitario non va oltre le promesse e lascia senza risposte i bisogni e le richieste dei pazienti. L'insufficienza di personale incide sulla qualità della prestazione erogata che necessariamente, per essere evasa, subirà dei forti rallentamenti. A questo si aggiunge, fin troppo spesso, la brutta sorpresa di non vedere soddisfatta la richiesta di prenotazione di esami o visite specialistiche in ragione delle agende regionali chiuse. Oggi lei, Assessore, non ci ha dato risposte, non ha fornito soluzioni strutturali che possano tranquillizzare gli oltre 18.000 cittadini fidardensi, e di questo ne prendiamo atto. Le file che negli ultimi mesi si formano presso gli sportelli del Poliambulatorio sono il pessimo biglietto da visita della vostra Giunta e anche della realizzazione di un sistema territoriale che comporta disagi non solo per i pazienti che devono prenotare, pagare, cancellare, ritirare referti, chiedere informazioni, ma anche per gli operatori addetti che si trovano in prima linea a gestire il loro malcontento. La sanità è un bene collettivo e non possiamo accettare che i marchigiani continuino a subire questa riduzione di servizi pubblici essenziali e a questo siete chiamati a rispondere. Il Gruppo consiliare del Partito Democratico continuerà a monitorare questo, come altri casi simili, mi riferisco, ad esempio, al CUP di Osimo e di Corinaldo, teatro nelle ultime settimane di disservizi analoghi se non peggiori. Grazie.
Interrogazione n. 1209
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Realizzazione Centro Residenziale Autismo AST Ascoli Piceno”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1209 dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Come noto all'interrogante, con la delibera di Giunta regionale n. 1564 del 18 dicembre 2017 si è proceduto a dare avvio alle procedure per l'attivazione di strutture dedicate a persone con disturbi dello spettro autistico. Sulla base di quel documento, si è ritenuto di strutturare due strutture che sarebbero state collocate una a nord, Area Vasta 1 o Area Vasta 2, e l'altra al sud, Area Vasta 3 o Area Vasta 4 della Regione. Con successiva delibera del Comune di Ascoli Piceno n. 367 del 3 novembre 2022, si è proceduto ad accogliere l'istanza del Direttore dell’AST 5 di Ascoli Piceno, dichiarando la volontà dell'Amministrazione comunale di concedere la porzione di un'area di proprietà comunale in diritto di superficie a titolo gratuito per un periodo di 50 anni, rinnovabile per un periodo uguale, a far data dalla sottoscrizione di un apposito protocollo di intesa per la realizzazione di una struttura destinata a Centro residenziale per l'autismo. L'Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli Piceno ha ricevuto il relativo finanziamento e, con determina del 3 gennaio 2024, ha iscritto alla voce di stato patrimoniale il bene e, per quanto sopra, si è avviata la procedura per la progettazione dell'opera stessa. Naturalmente, su questo punto c'è da tener conto, tenuto conto che l'interrogante aveva una responsabilità di Vicepresidente nella nostra Regione, che l'opera, dal 2017 al 15 ottobre del 2020, non aveva mosso alcun passo e, quindi, questa attività di realizzazione di questa importante struttura ha risentito, naturalmente, dei due anni e mezzo di Covid e di tutto ciò che ha riguardato l'emergenza del Covid-19 nella nostra Regione e anche nell'Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli Piceno. Evidentemente, però, c'è da tener conto, concludendo questa mia risposta all'interrogazione, che l'attualità e l'aumento della domanda, soprattutto per queste condizioni dell’autismo, che vedono aumentare il numero delle persone che chiedono questi servizi, dovrà comportare un’accelerazione del procedimento che, come ho detto, era stato individuato nel 2017, ma che finora ha mosso pochi passi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, lei non ha risposto in maniera soddisfacente e, rispetto alla chiosa dei tempi, le dico che lei si è dimenticato di dire che è stata approvata la delibera nel 2017, ma il 18 dicembre 2017, quindi diciamo 2018. E, quindi, se vogliamo fare i conti, lei è Assessore dal 2020, insomma, mi pare che in quattro anni nulla si sia mosso. Qual è la differenza però, Assessore? È che noi non abbiamo mai giocato con il problema dell'autismo, non ci siamo mai fatti le fotografie. Lei, se mi dà un attimo di attenzione, può guardare i giornali locali di Ascoli Piceno, nei quali il Sindaco di Ascoli Piceno e l'Assessore ai Servizi sociali si prendono meriti e si fanno fotografie dicendo: “Vicini alle persone con disabilità”. La soddisfazione del Sindaco di Ascoli Piceno e dell'Assessore ai Servizi sociali, quindi, le fotografie con le quali dicevano: “Che bello abbiamo iniziato l'iter”. Peccato che l'iter sia stato iniziato due anni fa ed è assolutamente fermo. È stata individuata un'area, ma lei stesso mi dice che nessuno ha fatto nulla per iniziare, progettazione, risorse e quant'altro. Quindi, tra la delibera degli inizi del 2018 e, invece, il proseguo c’è molta differenza. C'è una reale presa in giro di persone che hanno problemi seri e non parlo soltanto dell'autistico, che, probabilmente, è quello che ha meno problemi rispetto alle famiglie, ai genitori, a volte genitori anziani, perché abbiamo anche il problema del dopo di noi, ma anche rispetto, a volte, ai fratelli che vivono una condizione di grandissimo disagio all'interno della famiglia. Quindi il Centro residenziale per l'autismo, che era partito nel 2018, seppur con… in due anni la Giunta precedente non ha portato avanti, se non finanziamenti e avvio delle procedure… si può certo dire che dal 2020 al 2024 voi non avete fatto null'altro se non fotografie nelle quali, in una eterna campagna elettorale, il Sindaco di Ascoli Piceno e l'Assessore ai Servizi sociali si sono vantati di qualcosa che, in realtà, non esiste. Soprattutto, non esiste ed è qualcosa di utile, anzi, direi, essenziale per persone di una particolare e grandissima, enorme fragilità. Grazie.
Interrogazione n.1087
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Realizzare un centro residenziale per persone affette da demenza o Alzheimer a Fano, è una priorità"
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1087 della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In risposta all'interrogazione, occorre tener conto che nel Distretto Sanitario di Fano sono attive diverse strutture residenziali destinate alle persone anziane non autosufficienti, sia con livelli di assistenza estensiva, quali Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), sia con livelli di assistenza di mantenimento, protezione e così via. Occorre tener conto del fatto che il fabbisogno di queste strutture risulta ancora fissato dalla delibera di Giunta regionale n. 1105 del 2017 e, sulla base di questo atto, che individua il fabbisogno regionale, in questo momento non vi sarebbero disponibilità di posti né di tipo estensivo, né per le demenze, né di lungoassistenza, mantenimento e così via. È evidente che queste strutture vanno a completare l'anello di questo percorso, che è stato avviato in questa legislatura, di riforma del Sistema Sanitario Regionale, che è partito con la riforma delle Aziende, con la sostituzione dell'Azienda unica ASUR con le cinque Aziende Territoriali e le due, INRCA e Torrette, con l'approvazione del nuovo Piano Socio Sanitario, che individua la domanda effettiva anche su questa materia, con gli interventi PNRR. Questo percorso, come abbiamo già detto più volte in quest'Aula, si andrà a completare con la predisposizione degli atti aziendali previsti, come ho già detto nella precedente seduta del Consiglio regionale, tra il mese di settembre e il mese di ottobre. Dopodiché dovrà essere fatta la ricognizione della domanda che dal 2017 ad oggi, dopo otto anni, sostanzialmente, dovrà essere fatta nella nostra regione. Perché, come è noto a tutti, la longevità, l'allungamento della vita, la bassa natalità esistente nella nostra regione, ma in tutto il territorio nazionale, richiedono con insistenza questo tipo di servizi territoriali, anche se l'indirizzo delle politiche sanitarie, sia dell'Unione europea che del nostro Paese, attraverso l'applicazione del decreto ministeriale n. 77, si rivolge molto di più all'assistenza domiciliare, con gli infermieri di famiglia, gli infermieri di comunità, che non alla realizzazione di queste strutture. Quindi, complessivamente, dovendo dare delle risposte, e da una ricognizione della domanda che è maturata di queste strutture dal 2017 ad oggi, l'ARS ha ricevuto l'incarico di fare la ricognizione dei posti che servono nella nostra regione e di effettuarne la ripartizione territoriale. E, quindi, sicuramente si darà soddisfazione a quanto proviene dal territorio del Pesarese, in particolare dalla vallata che si rivolge verso Fano, per queste strutture. Voglio anche aggiungere - perché altrimenti in quest'Aula sembra che ci siano, diciamo così, dei maghi che riescono a risolvere dei problemi - che dobbiamo tener conto che il servizio pubblico sanitario riesce a soddisfare la domanda nel momento in cui il servizio è finanziato. Ricordo a tutti che dal 2012 fino al 2019 il Servizio Sanitario è stato potato di 40 miliardi. Poi, qualcuno si domanderà quali sono stati i Governi che l’hanno fatto. Dobbiamo anche aggiungere che, per la prima volta, la legge finanziaria di quest'anno ha portato il Fondo sanitario, ancorché insufficiente rispetto al prodotto interno lordo, a 134 miliardi, più 19 miliardi rispetto al 2019. Quindi, in termini assoluti, i 134 miliardi mettono un segno più, rispetto ai segni meno dei Governi precedenti. Sono perfettamente d'accordo che il 6,3% del prodotto interno lordo è inferiore a quanto investono Germania, Francia e Regno Unito e sono anche convinto che, in una visione non ideologica del diritto alla salute, dovremmo tutti batterci per far aumentare quel fondo e, per quanto mi riguarda, fino alla fine di questa…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. A parte il fatto che, sull'ultimo punto, quello del bisogno dell'aumento del fondo, abbiamo votato all'unanimità una proposta di deliberazione che era a prima firma dell'allora Capogruppo del Partito Democratico, Consigliere Maurizio Mangialardi. Quindi, siamo tutti d'accordo sul fatto che debba essere aumentato. Sulla questione dell’aggiornamento del fabbisogno, relativamente alla delibera di Giunta regionale di cui lei parlava, la n. 1105 del 2017, ho fatto recentemente un'interrogazione e, anche su questo, concordo con lei sul fatto che debba essere rivisto questo fabbisogno per fare una corretta programmazione e, nella scorsa risposta, mi aveva assicurato che entro la fine dell'anno ci sarebbe stata. Quindi mi auguro che questa tempistica sia rispettata. Ma saluto con grande favore quello che lei ha detto in un passaggio un pochino sfumato, ma che mi sento di interpretare in maniera positiva, quando dice, addirittura con un avverbio estremamente affermativo, che sicuramente si darà soddisfazione al Pesarese, alla Vallata del Metauro, quindi, io interpreto Fano, per queste strutture. Questo lo dico perché la mia interrogazione risale al 2 febbraio di quest'anno. Quattro giorni dopo è arrivata una mozione da parte dell'allora Consigliere regionale Serfilippi, che si è trascinato dietro la mia interrogazione. Nel frattempo il Consigliere è diventato Sindaco di Fano e, anche in campagna elettorale e nei giorni a seguire, quando è stato eletto, si è fatto interprete di questa esigenza del nostro territorio. Quindi, la realizzazione di un Centro residenziale Alzheimer a Fano è largamente condivisa da tutti i partiti politici. Quindi, visto che il Consigliere Serfilippi non siede più in quest'Aula – mentre io ci sono – e che la sua mozione è decaduta in seguito alle sue dimissione per andare a fare il Sindaco di Fano, considerato che l'interesse di tutti è fare il bene della comunità che rappresentiamo, oggi faccio mia la sua mozione, la protocollo, in modo che, immagino, verrà discussa più avanti, dato che siamo molto indietro sulle mozioni, e quando ci sarà l’aggiornamento del fabbisogno e avremo chiari i numeri che serviranno.
Naturalmente, da quello che sappiamo, ci servirebbero almeno 60 posti letto per il Centro residenziale per demenze e Alzheimer e, possiamo dirlo anche senza tema di smentita, sicuramente c'è bisogno nella nostra zona, perché nelle Marche sono 30.000 le persone affette da demenza, 5.000 sono quelle della nostra provincia di Pesaro e Urbino, 1.000 nel...
Proposta di legge n. 274
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifica alla legge regionale 3 aprile 2013, n. 5 (Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno)”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 274 della Giunta regionale. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Con questa modifica alla legge regionale 3 aprile 2013, n. 5, “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno”, si vanno a modificare alcune date di apertura e chiusura del periodo di cerca e raccolta dei tartufi, in maniera da tutelare maggiormente la presenza e la riproduzione di questi funghi ipogei nel territorio regionale.
In maniera molto sintetica, la raccolta slitta al 1° ottobre e la stagione si conclude qualche settimana prima.
Vorrei ringraziare l'Assessore Antonini e il Presidente della II Commissione, Consigliere Putzu, perché questa modifica è frutto di una concertazione del tavolo tecnico del tartufo che, finalmente, con questa Giunta, è stato riunito e ha trovato all'unanimità una soluzione per quanto riguarda la questione delle aperture. C’è questo slittamento perché con i cambiamenti climatici le stagioni si allungano e si è evidenziata questa esigenza.
Nel tavolo tecnico del tartufo sono presenti le rappresentanze dei tartufai, dei tartuficoltori, della Regione c'è il sottoscritto che è stato delegato dalla II Commissione, come da legge, ci sono gli enti locali, ci sono i commercianti e si è trovata questa sintesi. È importante. Si riunirà ad Ascoli Piceno il 20 agosto nuovamente il tavolo tecnico e discuteremo altre modifiche, migliorie da fare alla legge, a tutto il comparto di questo rilevante settore che, per noi marchigiani, da nord a sud, è molto importante.
Potete vedere l'allegato A, nella tabella dove ci sono le date di apertura (al 1° ottobre) e di chiusura dei tartufi. Questo riguarda il tuber magnatum picum, il tartufo bianco, la trifola, conosciuta come tartufo bianco del Piemonte o, meglio, conosciuta e rivendicata da noi come tartufo bianco di Acqualagna.
Allo stesso tempo sono spostate anche la data di raccolta del tuber aestivum e del tuber macrosporum e del tartufo nero di Bagnoli. Queste sono questioni più tecniche.
C'è questa nuova visione del tartufo, nuova valorizzazione. Già come tavolo tecnico ci siamo riuniti due volte e siamo partiti dalla cosa sulla quale eravamo tutti d'accordo: lo spostamento in avanti di una settimana per tutelare il prodotto tartufo e anche l'anticipazione della chiusura, che l'anno scorso era stata invece spostata in avanti. Si sono concertate queste esigenze e credo che questo sia un bene.
Per altre eventuali proposte che potranno venire, come tavolo del tartufo siamo disponibili a discuterne e, visto che il tartufo non è solo un prodotto ad esclusiva dei commercianti o dei cavatori o dei tartuficoltori, è un prodotto di filiera che riguarda tutti, è bene che tutte le azioni siano concertate per non andare contro a nessuno. Questo è il metodo di lavoro che contraddistingue l'Assessorato, ma credo anche la Giunta, come su tante altre cose. Anche la condivisione, la presentazione, mi viene in mente, dei bandi dell'Agricoltura ex PSR, importanti. Una condivisione non solo con le associazioni di categoria, ma con i territori, con gli attori principali. L'Assessorato all’Agricoltura va nei territori, spiega il bando, riceve eventuali critiche o proposte, anche di modifiche. C'è un rapporto tra istituzioni e il cittadino ben diverso.
Credo che il tavolo tecnico del tartufo incarni bene quest’aspetto, perché ci sono dentro tutti, ma ci sono dentro tutti anche a livello territoriale: rappresentanti della provincia di Pesaro e Urbino, del Piceno, delle altre province. Anche la rappresentatività territoriale all'interno di questo tavolo è comunque garantita, anche perché da territorio a territorio ci sono anche diverse esigenze, perché le Marche hanno tante tipologie di tartufi, anzi, le Marche sono una delle poche Regioni che hanno tutte le tipologie di tartufo, tutto l’anno. Noi di questo dovremmo farne vanto e dovremmo farne promozione.
Ringrazio anche gli altri Consiglieri di maggioranza o di minoranza che vorranno darci anche le loro proposte da discutere all'interno del tavolo, tanto da farne sintesi e poi, ognuno è libero di fare la propria azione legislativa qua in Aula. Però è chiaro che, se queste proposte vengono prima discusse all'interno di questo tavolo tecnico…, tra l'altro all'interno del tavolo tecnico ci sono anche i tecnici e gli uffici, c'è anche l'apporto importante e di consultazione di AMAP, c'è anche una visione scientifica dello stesso tartufo. E’ un prodotto talmente delicato che non possiamo affrontare le tematiche del tartufo a seconda delle nostre esigenze territoriali, particolari o di categoria.
Tra l'altro mi sono dimenticato, all'interno del tavolo del tartufo ci sono anche le associazioni di categoria agricole, perché molte volte i tartuficoltori sono anche agricoltori e, allo stesso tempo, tanti agricoltori sono anche tartufai. Ne cito uno dei maggiori della storia di questa regione, che è mio padre. Questa è una digressione molto personale, che ci tenevo a fare.
Al di là delle battute, se ci sono proposte, che vengano presentate alla Commissione o al tavolo, al Presidente della Commissione o al sottoscritto, in maniera tale da discuterne.
Anche questo, l'importanza che la Commissione venga fatta anche nei luoghi dove ci sono i tartufi. La prossima è ad Ascoli Piceno, poi sarà nella provincia di Pesaro e Urbino, e la dimostrazione che c'è una vicinanza anche ai territori.
Io vorrei anche sottolineare l'importante rilancio che sta affrontando AMAP e Regione Marche per il centro di tartuficoltura di Sant'Angelo in Vado, che è molto importante, anche quello di Amandola. C'è un'attenzione nuova a questo prodotto anche in promozione.
C'è stata la delegazione della Regione in Francia, a Parigi, e anche lì il tartufo è stato protagonista. Noi abbiamo questo Ambasciatore e questo oro nero della terra che possiamo vantare. Possiamo vantare a 360° in tutti i territori della nostra regione ed anche 365 giorni all'anno. Bene il percorso che stiamo affrontando come Regione.
Vedo che ci sono due emendamenti. Come abbiamo detto in Commissione, li bocceremo. Non entriamo nel merito, entriamo nel metodo di questa presentazione. C'è questo tavolo tecnico. Come abbiamo detto in Commissione, abbiamo invitato a presentare questo emendamento al tavolo tecnico per essere discusso, poi, se verrà bocciato, potrete ripresentarlo in Aula. Il tavolo tecnico serve per concertare. In Commissione avevamo detto di non portarlo in Aula, ma di darlo al tavolo tecnico, in maniera tale di concertarlo. Non l'ho nemmeno letto, non perché non lo condivida, ma perché il tavolo tecnico, che non è una cosa astrusa o fuori dagli schemi, è un elemento previsto dalla legge regionale.
Il tavolo è emanazione della legge regionale, che dice: vista la complessità del tartufo, le questioni del tartufo affrontatele prima all'interno del tavolo tecnico, che tra l'altro è stato da noi allargato ulteriormente.
Chiedo anche, per spirito di collaborazione, di ritirare l'emendamento. Lo portiamo al tavolo tecnico del tartufo, che sarà tra pochi giorni, il 20 agosto, ad Ascoli Piceno, ne parliamo con le parti in causa e, se viene accolto, ben venga, se non viene accolto, poi avrete la possibilità di ripresentarlo.
Vedo qui anche il Consigliere Minardi, con il quale abbiamo lavorato sui consorzi apistici in un'ottica anche di collaborazione e di condivisione delle cose, ben conosce quali possono essere i frutti di una maggior concentrazione con le parti.
Chiediamo che l’emendamento venga ritirato e discusso all'interno del tavolo, anche per rispetto delle categorie, perché, se c'è questo tavolo, anche le categorie dovranno far sentire la propria voce. Credo che non sia nemmeno qualcosa di non recepibile. Vi invito a ritirarlo e mi impegno a portarlo così come è scritto al tavolo tecnico del tartufo del 20 agosto ad Ascoli Piceno, così che le categorie possano vederlo e concertare.
Poi, se vogliamo lo scontro, vogliamo far polemiche, le facciamo, però non è produttivo per nessuno e soprattutto credo che non sia rispettoso nei confronti delle categorie, del tavolo stesso, ma anche della legge che prevede il tavolo per poter concertare le azioni migliori da mettere in atto per il tartufo. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Questa proposta di legge, la n. 274, è stata presentata dalla Giunta regionale un mese fa, esattamente il 1° luglio 2024, e modifica la legge regionale del 3 aprile 2013, n. 5, dal titolo “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno”.
È una proposta di legge che esattamente modifica le date di apertura e chiusura della cerca e raccolta dei tartufi nel territorio marchigiano, quindi è composta solo da due articoli. Il primo contiene proprio la tabella di modifica del calendario di raccolta dei tartufi allegato alla legge regionale n. 5 del 2013 e, come si legge nella nota dei tecnici, in sede di discussione al tavolo permanente di filiera sul tartufo, istituito ai sensi dell'articolo 2 bis della legge regionale n. 5 del 2013, riunitosi in data 22 aprile 2024, è emersa la necessità di rivedere alcune date di apertura e chiusura della cerca e raccolta dei tartufi, in modo da tutelare maggiormente la presenza e la riproduzione dei tartufi nel territorio regionale.
In particolare, la continua fase di evoluzione del cambiamento climatico ha visto spostarsi sempre più avanti il periodo di maturazione dei tartufi, soprattutto del tuber magnatum, una delle eccellenze del territorio marchigiano, che è necessario tutelare posticipando la data di apertura della raccolta e anticipandone la chiusura.
Allo stesso modo vengono allineate alla data del 1° ottobre anche altre date di apertura di alcuni tartufi, in modo da avere il mese di settembre come mese di sospensione per la raccolta, con evidenti riflessi positivi per la biologia degli stessi.
Questa la relazione tecnica, su cui non abbiamo nulla da eccepire e riteniamo giuste le variazioni di calendario di raccolta del tartufo.
Sono esattamente quattro. Il tuber magnatum picum, detto tartufo bianco o anche tartufo bianco del Piemonte o di Alba o tartufo di Acqualagna, prima aveva l'apertura della raccolta la prima domenica di settembre e chiudeva il 20 gennaio; ora, con questa proposta di legge, l'apertura sarà il 1° ottobre e la chiusura invece anticipata al 15 gennaio.
Per ciò che riguarda poi il tuber aestivum, detto anche tartufo uncinato o tartufo nero di Fragno, il periodo di raccolta era dall'ultima domenica di settembre al 31 dicembre. Con questa proposta di legge, invece, sarà dal 1° ottobre al 31 dicembre.
La terza modifica riguarda il tuber macrosporum Vitt., detto anche tartufo nero liscio. L'apertura prima era l'ultima domenica di settembre e si andava fino al 31 dicembre; con questa proposta di modifica si va invece dal 1° ottobre e si chiude sempre il 31 dicembre.
Infine, la quarta modifica riguarda il cosiddetto tartufo nero ordinario o tartufo nero di Bagnoli. Prima l'apertura era l'ultima domenica di settembre e si chiudeva il 31 gennaio; anche in questo caso, invece, viene posticipata l'apertura al 1° ottobre e si chiude sempre il 31 gennaio.
Rimangono invariati i periodi di raccolta di altri tipi di tartufi, ovvero il tuber melanosporum dal 1° dicembre al 15 marzo e, limitatamente ai territori dei Comuni confinanti con la Regione Abruzzo, dal 15 novembre al 15 marzo. Il tuber brumale, detto volgarmente tartufo moscato, dal 1° gennaio al 15 marzo. Il tuber aestivum, detto volgarmente tartufo d'estate o scorzone, rimane sempre dal 1° giugno al 31 agosto e dal 1° ottobre al 31 dicembre. Il tuber brumale var. moschatum, detto volgarmente tartufo nero d'inverno o trifola nera, rimane dal 1° gennaio al 15 marzo. Infine, il cosiddetto bianchetto o marzuolo rimane dal 15 gennaio al 15 aprile. Questo è ciò che prevede la tabella, quindi l'articolo 1.
C'è poi l'articolo 2. - questa legge è composta solo da due articoli - che prevede il carattere d'urgenza di questa legge, su cui siamo in realtà molto critici, perché è stata portata per la prima volta in II Commissione giovedì 11 luglio e approvata definitivamente nella stessa Commissione, con il voto d'astensione della minoranza, una settimana dopo, giovedì 18 luglio, prima di arrivare oggi in Aula, senza ascoltare per niente in II Commissione il tavolo permanente di filiera sul tartufo, composto da tutti i protagonisti del mondo della tartuficoltura, che potevano portare il proprio contributo ed emendamenti diversi per migliorare la legge, a prescindere dalla tabella su cui non abbiamo obiezioni, a prescindere dalla modifica sul calendario.
È ovvio, infatti, che quando ci si appresta a modificare una legge possano emergere diverse istanze relative non solo alla sostanziale modifica della proposta arrivata in Commissione. In questo caso, ad esempio, la tartuficoltura è talmente preziosa per le Marche che la Regione ha l'obbligo di tutelare tutti gli ambiti del settore, da chi pratica la ricerca libera a chi investe nella coltivazione. Di fatto, invece, il ruolo della II Commissione è stato esautorato, lasciando solo una settimana, senza nessun confronto agli esponenti della minoranza con il tavolo di filiera. Per questo ritengo inopportuno, specifico, non aver coinvolto l'opposizione nel confronto con il tavolo permanente di filiera e soprattutto aver fissato il prossimo tavolo di filiera, dopo l'approvazione di questa legge, il 20 agosto ad Ascoli Piceno.
Ricordo esattamente da chi è composto il tavolo di filiera… Prezioso giustamente e previsto dalla legge, come ha detto anche il relatore di maggioranza, dovrebbe essere un riferimento prezioso proprio perché è composto: dall'Assessore competente in materia o suo delegato, un componente della competente Commissione assembleare, due rappresentanti per provincia delle associazioni dei tartufai delle Marche, un rappresentante per provincia delle associazioni dei tartuficoltori delle Marche, due rappresentanti delle associazioni dei trasformatori e dei commercianti di tartufo delle Marche, un rappresentante dei centri sperimentali di tartuficoltura delle Marche previsti all'articolo 4 della stessa legge istitutiva e un rappresentante delle unioni montane designato dall'UNCEM.
Mi chiedo, quindi, perché non darci tempo di confrontarci con questo prezioso tavolo di filiera. La maggioranza lo ha ascoltato ad aprile, ha portato la richiesta di modifica in Commissione a luglio, una settimana dopo ha approvato la modifica di calendario senza nemmeno considerare che gli esponenti della minoranza potessero in qualche modo intervenire e confrontarsi con loro.
Ribadisco: benissimo la modifica del calendario, ma non il metodo, perché il famoso metodo di cui ha parlato il mio collega relatore di maggioranza va preso in considerazione proprio perché è importante ascoltare il tavolo di filiera. Ma questo tavolo di filiera dovevate ascoltarlo anche con noi in Commissione, darci il tempo di confrontarci. Che senso ha darci una settimana per parlare di una modifica di legge e fissare il tavolo, quando la legge è già approvata, il 20 agosto ad Ascoli? Non vorrei fosse questo incontro ad Ascoli, in occasione di una festa, l'ennesima occasione per fare la cena in allegria senza coinvolgere nessuno della minoranza, altrimenti il tavolo di filiera convocato il 20 agosto non ha alcun senso quando la legge è già stata approvata.
Oggi sento in Aula che il relatore di maggioranza, Consigliere Rossi, ci dice: “Portate le vostre proposte, a prescindere dalle proposte - poi interverrò anche nel merito, ma comunque, a prescindere, stiamo parlando di metodo - portatele in tavolo di filiera”, ma allora convocatelo prima di arrivare in Aula.
Se questo tavolo di filiera è così importante, andava convocato nel lasso di tempo in cui la legge arriva in Commissione e poi va in Aula. Invece, in questo caso, la legge è arrivata in Commissione, lo ribadisco, giovedì 11 luglio, approvata dalla stessa Commissione con i soli voti della maggioranza una settimana dopo, nella Commissione successiva, giovedì 18 luglio, e oggi siamo qua a discuterla.
Per concludere, benissimo la modifica del calendario, perché ce lo impongono i cambiamenti climatici e si torna alle date che erano già previste anche anni fa, ma sul metodo abbiamo molto da eccepire, perché se il tavolo di filiera è prezioso ed importante, come noi riteniamo, va consentito il confronto prima dell'approvazione di ogni modifica di legge. .
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Condivido l'intervento della Consigliera Vitri, che è anche relatrice di minoranza, e non abbiamo alcun problema rispetto alla traslazione delle date, perché è chiaro che con i cambiamenti climatici il tartufo si trova sempre più tardi.
Non è questo il problema. Il problema è il mancato coinvolgimento. Si è persa l'occasione di rivedere un po' la legge, che aveva tanti aspetti che potevano essere verificati con il tavolo di filiera.
Ora, riunire il tavolo il 20 agosto, in piena estate e quando tutte le attività sono chiuse…, per di più all'interno della “sagra” che si tiene ad Ascoli Piceno e che riguarda l'oliva fritta ripiena…, quindi non ha nulla a che vedere con il tartufo, se non per il fatto che va dietro alle olive mischiate con le paste di tartufo, che per i puristi ascolani, che dovrebbero far parte della categoria che espone in Piazza Arringo le prelibatezze, è proprio un controsenso.
È un modo per riempire la giornata della sagra con un evento che diventa autorevole proprio perché sono invitati i rappresentanti della filiera del tartufo, sennò non capisco l'attinenza. Un conto è l'oliva ascolana DOP, sia quella biforcuta, in salamoia o ripiena, e un'altra cosa è il tartufo. Bisogna tenere separate le due cose, perché sono due realtà completamente diverse che si mischiano soltanto nei prodotti di bassa categoria, perché il tartufo nell'oliva ascolana non c'è e non ci deve essere. Guardo la Consigliera Acciarri, ogni ascolana sa che non si devono mischiare altri prodotti se non quelli che sono stabiliti nel disciplinare.
Ho presentato due emendamenti che, capisco, possono creare delle polemiche tra il cavatore classico di tartufo e chi invece lo coltiva.
Si comincia a coltivare anche il tartufo bianco nelle Marche, quindi di questo bisognerà cominciare a parlare nei tavoli e non far finta che il tartufo bianco non possa essere coltivato, perché il Piemonte sta un passo avanti rispetto a noi e questo noi non ce lo possiamo permettere.
Quali sono i due emendamenti che ho presentato? Il primo è di buon senso. Se sono un coltivatore di tartufi e ho piantato delle piante micorrizate, le ho comprate, le ho pagate, ho preparato il terreno, ho fatto la recinzione - queste piante produrranno tartufi, in genere, dopo una decina d'anni, se sono fortunato, se no anche quindici anni - perché dopo cinque anni devo rinnovare l'autorizzazione? Per quale motivo c'è questo capestro di rinnovare l'autorizzazione dopo cinque anni? Perché c'è qualcuno che forse ha interesse a predisporre il progetto, a farsi pagare il progetto e a farsi pagare tutta la procedura? Questo, lo dico a tutti, ha soltanto un appesantimento burocratico, perché tutti sanno che il tartufo ha bisogno di anni, di particolari condizioni e di particolari tecniche di coltivazione. Magari potessimo avere tartufi in un periodo inferiore ai cinque anni. Quindi, perché non abolire questo capestro e non dire che si rinnova l'autorizzazione dopo dieci anni? Io non capisco che cosa possa cambiare, visto che sono tartufaie che sono perimetrate e sono recintate. Non capisco perché questo emendamento debba creare problemi.
L'altro sulle tabelle li crea: nel caso del bianco la tabella è messa a quattro metri dal corso d'acqua. Se sono il proprietario di un terreno e sto coltivando tartufo bianco - che significa fare sperimentazione perché non esiste una tecnica codificata – significa che sto sperimentando vicino al corso d'acqua, magari vicino a dei pioppi, controllando se c'è la ghiaia e attivandomi. Poi, però, arriva il cavatore della domenica col suo cagnolino e raccoglie il bianco che io ho tanto penato per far nascere in quell'ambiente. Sapete che il tartufo bianco è un indicatore ambientale di grande pregio e dove nasce l'ambiente è perfetto? E’ il prodotto più snob del mondo, anche buono, il più pregiato. Mentre il nero, lo scorzone, l'uncinato crescono anche in ambienti sempre di un certo tipo, il bianco è un indicatore, come le api, ancora più snob.
Nel mio secondo emendamento chiedo di eliminare queste tabelle che vengono da un Regio Decreto, quindi è stato approvato ai tempi del Re, sul quale ci sono tantissime sentenze.
Ho sentito prima il relatore di maggioranza, Consigliere Rossi, proporre di ritirare questi emendamenti per discuterne al tavolo. Per me, come diceva la Consigliera Vitri prima, è un tavolo più di altro genere, però, Consigliere Rossi, se lei si prende l'impegno, come relatore di maggioranza, di portare in discussione al tavolo del 20 agosto questi due temi in particolare - sono molto sensibile a quello del capestro burocratico dell'autorizzazione obbligatoria dopo cinque anni, quando ancora le piantine sono basse e non producono nulla, il che è un appesantimento burocratico che a nulla serve se non a far guadagnare a chi sta nel campo (non nel campo che coltiva ma nel campo di proprio interesse - io ritiro i due emendamenti. Però lei mi deve garantire, per quello che può, che ne discuterà il 20 e, qualora ciò non fosse possibile perché magari si mangiano troppe olive, si discuta nella seduta immediatamente successiva del tavolo. Se lei mi assicura questo, i due emendamenti si intendono ritirati.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Prendo atto delle relazioni che sono state fatte su questa proposta di legge in merito al tartufo. Non dobbiamo sottovalutare che la legge sul tartufo è un punto di equilibrio non semplice, non facile, anche per interessi particolari, che sono diversi. Ci sono gli interessi dei commercianti, dei cavatori, di chi ha le tartufaie coltivate, controllate, capite bene che la legge deve trovare un punto di equilibrio non facile, non semplice. Peraltro, continuano ad essere rilasciati legittimamente tesserini a coloro che ne fanno richiesta per la ricerca del tartufo, quindi, il numero dei cavatori o raccoglitori sta aumentando notevolmente.
È chiaro che non possiamo non tener conto dei cambiamenti climatici. Io ricordo che la vecchia legge, prima della modifica, prevedeva che la raccolta del tuber magnatum picum fosse dal 1° ottobre, poi è stata modificata, anche se quella modifica, che faceva partire la raccolta dall'ultima domenica di settembre, è stata una modifica quasi capestro, perché l'ultima domenica di settembre può essere anche il 30 settembre, quindi il giorno prima della data che, invece, era nella vecchia legge. L'ultima domenica di settembre può essere il 23 o anche il 30 settembre. In un caso cambiava di una settimana, nell'altro caso di un giorno, ma questo non lo determiniamo noi, lo determina il calendario. Forse sarebbe stato più opportuno, nel momento in cui è stata fatta la modifica, mettere magari dal 20 settembre. I cambiamenti climatici li vediamo sotto i nostri occhi quotidianamente e l'opportunità del cambiamento delle date credo che sia importante e quantomeno opportuna, su questo sono d'accordo.
Sull'altra questione, quella degli emendamenti, faccio presente che - prendendo atto di quello che ha detto la Capogruppo Consigliera Casini, che si è detta disponibile a ritirarli se il relatore di maggioranza porterà queste proposte sul tavolo tecnico, sul tavolo di filiera - ci sono interessi non solo economici, contrapposti. E’ chiaro che fare delle modifiche così, direttamente in Aula, senza avere il tempo, che invece è stato anche evocato dalla Consigliera Vitri rispetto alla possibilità di modificare una legge ascoltando tutti gli attori del settore… Cosa che non è stata fatta perché, se la proposta di legge è stata portata in Commissione l'11 e licenziata il 18, non ci sono stati i tempi e neppure la volontà, perché, se si voleva, si poteva fare.
Se c'è questo impegno di portare gli emendamenti sul tavolo e discuterli, colgo positivamente l'appello che è stato fatto anche dalla Consigliera Casini di ritirarli, per arrivare ad una eventuale decisione, non dico condivisa, perché non sempre si riesce a condividere tutto, ma quantomeno discussa, valutata e approfondita con tutti gli attori del settore che, come è stato detto, sono: i raccoglitori, i trasformatori, i commercianti, ma anche le associazioni di categoria del settore agricolo, che svolgono anch'esse un ruolo importante.
Ora, chi ha le tartufaie controllate, chi ha quelle coltivate, ha un suo interesse specifico, ma non possiamo non tener conto della raccolta del tartufo nelle zone demaniali, che sono gli alvei dei fossi e dei fiumi, dove il tartufo viene notoriamente raccolto dai cercatori che hanno il tesserino.
Sulle proposte che riguardano la modifica del calendario credo che siamo d'accordo, se gli emendamenti saranno rinviati, potremmo trovare un punto di intesa, in modo da poter modificare subito la legge per quello che riguarda le date, perché la prossima data è subito dopo le ferie estive, e poi andare nel merito.
Poi, magari, guardare anche la legge che, al di là di questi due emendamenti, potrebbe avere qualche altro aspetto da modificare e nel momento in cui si apre un tavolo di discussione, all'interno del quale sono presenti tutti i settori rappresentati interessati, credo che sia un'ottima cosa.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare il relatore di maggioranza Consigliere Rossi e la relatrice di opposizione Consigliera Vitri.
Dispiace ascoltare parole un po' demagogiche. Ho avuto modo di apprezzare il Consigliere Minardi in qualità di consulente dei consorzi apistici, un po' meno quando fa demagogia, per un semplice motivo: questa legge, come ben sa, non è una modifica alla legge regionale, parliamo solo ed esclusivamente del calendario.
Tra l'altro, in Commissione abbiamo messo a verbale, su mia proposta…, perché devo ammettere che il Partito Democratico ha fatto delle proposte in Commissione, la stessa Consigliera Vitri le ha fatte e le abbiamo discusse.
Per quanto riguarda il mancato coinvolgimento delle associazioni di riferimento, credo che il Consigliere Minardi sappia benissimo, non so se è aggiornato, forse, nel tempo, non essendo più Consigliere regionale, avrà perso qualche aggiornamento, che esiste un tavolo permanente del tartufo dove continuamente si fanno le proposte, si incontra con il servizio, con l'Assessore.
Tanto che in Commissione abbiamo chiesto al Partito Democratico di ritirare gli emendamenti ed ho fatto mettere a verbale, non in qualità di Consigliere, ma di Presidente della Commissione, rappresentando tutta la Commissione, che le proposte sarebbero state discusse all'interno del tavolo. Abbiamo parlato, sia io che il Consigliere Rossi, che voglio ringraziare, con l'Assessore Antonini, che si è preso l’impegno di parlarne all'interno del tavolo tecnico.
A prescindere da questo, gli emendamenti fanno parte dell'aspetto legislativo ed è giusto e lecito da parte di un'opposizione presentarli.
Il Gruppo di Fratelli d'Italia voterà contro, perché già abbiamo espresso il motivo e spiegato come si poteva superare.
Non posso che ringraziare anche la Consigliera Vitri per il contributo che ha dato, perché a volte bisogna anche essere onesti su questo, è riuscita a dare un contributo, ciò significa che la Commissione si è confrontata. Voglio ringraziare anche lei.
Ma quello che chiedo… capisco, è normale, parlo per il Consigliere Minardi, che il ruolo dell'opposizione sia quello di fare demagogia, come è normale sia quello, a volte, di fare delle proposte, come questi emendamenti. Ma è giusto discutere ed essere informati, altrimenti si rischia di fare scivoloni politici, senza mettere bucce di banana, noi della maggioranza li facciamo facilmente.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione.
Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Molte volte, cari Consiglieri, sono sconcertato perché qui si gioca a mistificare la realtà. Si parla di mancato coinvolgimento, specialmente da parte della Consigliera Casini, che era Assessore all'agricoltura e non ha mai convocato il tavolo tecnico del tartufo.
Noi siamo stati eletti, l'abbiamo convocato. C'è stato un coinvolgimento su tutto ciò che riguarda il tartufo, degli attori portatori di interesse di questo settore. C'è stato un tavolo il 22 aprile in cui è stato detto di trovare un minimo comune denominatore, una cosa che serva e che accomuni tutti.
Abbiamo affrontato il discorso che da tempo doveva essere modificato, quello dello spostamento delle date e siamo andati avanti, perché le cose da discutere sarebbero state tante. Dovremmo stare tutti i giorni col tavolo tecnico del tartufo, anche per convocarlo... Chi viene lo fa in maniera volontaria, non può tutti i giorni, tutte le settimane essere convocato al tavolo tecnico del tartufo.
Siamo partiti su questo punto d'unione, l'abbiamo portato in Commissione, ne abbiamo discusso.
Parlate di coinvolgimento della minoranza, ma c'è una legge ben chiara che dice che nel tavolo tecnico del tartufo il rappresentante del Consiglio regionale è delegato dalla II Commissione, che ha delegato il sottoscritto. Il tavolo del tartufo non deve sentire la maggioranza o la minoranza o ha l'obbligo di fare qualsiasi altra cosa. Se volete essere coinvolti, portate le vostre proposte nel tavolo tecnico del tartufo e saranno discusse.
Di che coinvolgimento parlate? Di quale condivisione parlate, quando siete stati i primi a non averlo mai convocato questo tavolo? Mistificare la realtà ci può anche stare in un confronto politico, ma non a questi livelli, perché state dicendo delle cose non vere.
Mancato coinvolgimento? L'ha deciso il tavolo tecnico del tartufo, l'abbiamo portato in Commissione, la portiamo in Consiglio, vi diciamo di portare le proposte all'interno del tavolo tecnico del tartufo, ma di che mancata condivisione parlate? Perché i cittadini qui fuori devono sapere qual è la realtà e la realtà canta nella carta.
A questo punto è più lodevole il discorso della Consigliera Casini, che dice: “Noi accettiamo la vostra proposta, vi impegnate a portarla nel tavolo tecnico del tartufo e ne discuterete”. Il tavolo tecnico del tartufo è lì per mettere insieme tante sensibilità diverse ed arrivare ad una sintesi non è semplice.
Visto che la stagione di raccolta del Bianco sta per iniziare, abbiamo fatto tutto in maniera celere e abbiamo portato la proposta di legge ora per dare modo ai tartufai e ai commercianti di sapere la data certa. Molte volte la fine coincide, il discorso che ha fatto il Consigliere Minardi, noi non l'abbiamo spostata oltre perché c'è anche il discorso delle fiere del tartufo. Se la spostavamo più avanti andavamo a scalare un calendario oramai assodato e andavamo a fare dei danni ai Comuni. Anche lì abbiamo trovato una giusta concertazione per la salvaguardia del tartufo e delle nostre mostre mercato, delle fiere che si svolgono da tempo. Anche questo è stato fatto con una cognizione, con una ratio.
Non c'è stato il coinvolgimento? Chiedetevi perché non avete mai convocato il tavolo tecnico del tartufo. Ditelo, perché non l'avete mai convocato. Per la prima volta, lavoriamo sul tartufo con una concertazione vera.
PRESIDENTE. Consigliere Minardi, lei non può intervenire. Vuole intervenire per fatto personale? Mi esponga il fatto personale, perché ho seguito, ma non a sufficienza.
Renato Claudio MINARDI. Intervengo perché sono stato chiamato in causa dal Consigliere Putzu e per fare una precisazione e una richiesta al Consigliere Rossi.
PRESIDENTE. Non è fatto personale. Il fatto personale è relativo alla sua funzione di esperto prima e poi di Consigliere regionale. Prego.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Al Consigliere Putzu voglio dire che la mia non è stata demagogia. Se ha visto gli emendamenti che sono stati presentati alla proposta di legge, non c'è la mia firma, non c'è nessuna volontà di fare polemica o demagogia.
La cosa importante, credo, è quella che è stata detta prima dalla Consigliera Casini, che, se c'è la volontà di portare gli emendamenti che lei ha presentato nel tavolo tecnico di filiera, li avrebbe ritirati. Se il Consigliere Rossi dà questa disponibilità, lei ha dichiarato che li avrebbe ritirati. Questo non l'ho sentito da lei. Se lei dà questa disponibilità, la Consigliera Casini ha detto che li avrebbe ritirati.
Nessuna volontà polemica o di fare demagogia, soltanto per arrivare ad una sintesi condivisa.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Non capisco che cosa c’entrino le olive all’ascolana…. Comunque sì, noi porteremo, come tra l'altro avevo già detto in II Commissione, i vostri emendamenti e li discuteremo con il tavolo tecnico del tartufo, ed invitiamo anche altri Consiglieri a portare delle proposte.
E questo non è coinvolgimento? Secondo voi, noi ogni volta che convochiamo il tavolo del tartufo, dovremmo chiamare anche la minoranza, contro legge. Perché la legge non prevede che ci sia l'intervento nel tavolo del tartufo degli esponenti della minoranza. Però il coinvolgimento c'è, perché le vostre proposte le portiamo. Possiamo anche non farle, bocciarle e chiudere baracche e burattini. Se questo non è coinvolgimento, non è condivisione.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Io eviterei polemiche e tenderei a mettere in evidenza quello che c'è di positivo per questo settore così prezioso per la nostra Regione, un settore che ha chiesto di modificare le date di apertura e noi accogliamo la loro richiesta e ci fa piacere.
L'unica parte che mi permetto di ribadire e su cui abbiamo avuto da eccepire è il famoso metodo, perché se la legge arriva in Commissione l'11 luglio ed il 18 luglio la Commissione si riunisce e ci chiede di votarla…, è ovvio che noi non possiamo audire in alcun modo in Commissione quel tavolo e l'opposizione è stata esautorata dal proprio ruolo.
Avrei preferito avere in audizione in Commissione i rappresentanti del tavolo di filiera. Lo avevo già detto in Commissione, oggi lo ribadisco, perché, per quanto possa essere giusta la modifica di questo calendario, possono esserci anche altri aspetti da valutare su cui confrontarsi. Lo farete il 20 agosto? Benissimo, ma noi non ci potremmo essere, perché non facciamo parte del tavolo di filiera.
Ricordo che il tavolo di filiera è un tavolo tecnico, la Commissione invece ha un ruolo di indirizzo politico ben diverso, che in questo caso è stato superato e lasciato in secondo piano.
A prescindere da questo, mi permetto di aggiungere che voteremo favorevolmente la legge, la modifica del calendario, per i motivi che ho già esposto, se la maggioranza oggi si prende la responsabilità e ci garantisce di valutare anche altre eventuali proposte nel prossimo tavolo tecnico, magari coinvolgendo anche i proponenti delle modifiche
Infine, per ciò che riguarda tutti gli altri aspetti del settore, vorrei ribadire che sarebbe opportuna un'audizione anche in Commissione per capire se, al di là delle date di apertura e chiusura della stagione, ci siano anche altre eventuali criticità o altre eventuali possibilità di miglioramento della legge che insieme vorremmo valutare.
PRESIDENTE. Entriamo nell’articolato della legge.
Articolo 01 (articolo aggiuntivo). Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Come già anticipato dalla nostra Capogruppo Consigliera Casini, Gli emendamenti si intendono entrambi ritirati, se la maggioranza ci conferma la disponibilità ad affrontare il tema nel tavolo tecnico di filiera. Grazie.
PRESIDENTE. Il Consigliere Rossi l’ha più forte confermato.
Emendamento 01/1 a firma dei Consiglieri Casini, Mastrovincenzo, Bora, Mangialardi, Carancini, Cesetti. Ritirato.
Emendamento 01/2 a firma dei Consiglieri Casini, Mastrovincenzo, Bora, Mangialardi, Carancini, Cesetti. Ritirato
Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 2 (dichiarazione d’urgenza).
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Come avevo anticipato nella mia relazione iniziale, siamo critici sul carattere d'urgenza, perché non c'è stato dato tempo in Commissione di confrontarci con il tavolo tecnico di filiera, di avere audizioni e, in alcun modo, non abbiamo potuto avere l'opportunità di una eventuale modifica di altri aspetti di questa legge.
E’ ovvio che, quando ci si confronta e si ha l'opportunità di modificare una legge, vanno valutati tutti gli aspetti di questa legge, quindi, potrebbe essere un'occasione importante per capire se mantenerla tale o se modificarla in qualunque parte del suo articolato.
Sul carattere d’urgenza, una settimana soltanto per valutarla, siamo invece piuttosto critici, per cui ci asterremo.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. L'urgenza c'è stata anche per la questione del calendario.
Qui si continua a dire cose non vere. Forse non ha capito: il tavolo tecnico di filiera del tartufo, come tutti i tavoli tecnici, non è uno strumento per il confronto con la minoranza,. Sono strumenti dove gli attori, i protagonisti di quella filiera, discutono e trovano soluzioni.
Cosa significa: non c'è stato dato tempo per incontrarci con il tavolo di filiera del tartufo? Legga la legge sui tartufi. È inutile che continua a dire cose senza senso. Non c'entra niente il tavolo tecnico di filiera. Continua a dire cose senza senso. Non è che a disposizione sua, trovi una sintesi.
Il tavolo tecnico del tartufo trova una sintesi interna. Lei le modifiche le fa in la Commissione, mentre il tavolo tecnico dà degli input alla Commissione, all'Assemblea legislativa. Se lei vuole confrontarsi personalmente, con chi reputa opportuno, ma non c'è nessun obbligo.
È inutile che dice che non c'è stato tempo di confrontarci con un tavolo che, ripeto per l’ennesima volta, voi non avete mai convocato.
Su tutti i tavoli di filiera, perché non esiste solo quello del tartufo, in ogni norma che si tocca, ad esempio, nel settore agricolo, lei pretende di confrontarsi.
Tra l'altro, all'interno del tavolo di filiera del tartufo non è previsto l'intervento esterno, dettato da un articolo della legge regionale sulla raccolta dei funghi e tartufi. È inutile che continua a distorcere la realtà. Io continuo a replicare e a dire la verità. Vuole venire ad Ascoli Piceno, vuol venire con me in macchina? L’accompagno anche, qua è il problema? La invito anche, la invitiamo. Cosa vuole di più. Non ho capito, perché continua a dire cose inesatte? Non c'è nessun obbligo che il tavolo di filiera la ascolti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Deo gratias, mai ho apprezzato l'interruzione dei tempi.
La Consigliera Vitri presumo volesse intendere che il tavolo della filiera del tartufo fosse audito in Commissione perché, una volta che si tocca una norma…, fatta male, addirittura fatta da prima di noi, obsoleta, vecchia, non aderente, mal fatta e mal modificata…, perché se i marchigiani ci hanno bocciato e ci hanno mandato a casa era fatta male. Visto che voi siete così bravi, avreste potuto convocare il tavolo di filiera nella Commissione al fine di verificare se la legge fosse da contestualizzare. Poteva chiederlo, lei lo ha chiesto…
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Per favore lasciate fare la dichiarazione. Prego, Consigliera.
Anna CASINI. Consigliere Rossi, lascerei questa veemenza per miglior causa rispetto a quella del tavolo del tartufo.
L'unica cosa che, ripeto, è che rispetto al 20 agosto forse ci poteva essere una data precedente alla modifica per cogliere l'occasione di portare migliorie necessarie alla legge - prima scherzavo, ma in realtà lo penso davvero - contestualizzandole e ricordando che è un sistema … Certo, che è una fatica, Presidente.
PRESIDENTE. Ha ragione. Vi prego di fare silenzio tutti. Ha perfettamente ragione, la comprendo.
Facciamo un attimo di silenzio, poi lei completi il suo intervento. La comprendo benissimo. Lei non può rinunciare, perché ha diritto di parlare.
Ci fermiamo un secondo, poi lei riprende col minuto e trenta ancora a sua disposizione.
Vi prego di fare silenzio.
Consigliere Rossi, la prego di fare silenzio, per favore.
Ripartiamo da un minuto e trenta, per favore, per la Consigliera. Consigliera Casini, due minuti, perché non possiamo dividere il minuto.
Vi prego di fare silenzio, per favore.
Un attimo solo, Consigliere Rossi, vi prego di fare silenzio. Non andiamo in un incidente che non cerca nessuno.
Anna CASINI. Anche perché non si sta usando nessun tipo di veemenza, anzi mi pare di essere stata anche ironica quando ho detto che abbiamo perso le elezioni… Cose che vengono sempre ripetute, le dice sempre il Consigliere Putzu, questa volta l'ho anticipato.
Ho detto che poteva essere utile cambiare questa norma e contestualizzarla, anche dal punto di vista dell'innovazione perché, come sappiamo, nel il mondo del tartufo e nel mondo dell'agricoltura l'innovazione è quotidiana, c'è un altissimo livello di tecnologia, approfondimento scientifico, e una legge così vecchia poteva essere migliorata.
La Consigliera chiedeva di riunire il tavolo della filiera del tartufo. È ovvio che è un tavolo tecnico in cui non ci sono né maggioranza né minoranza, ma poteva essere convocato in audizione in Commissione. Chiedeva l'opportunità di riunirlo, non per riempire un buco alla festa di Ascoliva con un mondo molto autorevole e assolutamente fuori contesto rispetto all'iniziativa, di riunirlo prima della modifica normativa. Sarebbe stato molto utile e questo è lapalissiano, non mi pare che la Consigliera abbia detto una cosa che non sta in piedi.
Lei dice di cambiare la legge, ma prima facciamo una sana partecipazione politica, nel senso più alto del termine, dopodiché si lascia al tavolo tecnico la possibilità di verificare la valenza della norma ancora oggi e poi si approva la norma, e non tutto al contrario. Ci si è comportati un po' al contrario: prima si approva la norma e poi si riuniscono gli organismi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. La ringrazio, Presidente, soprattutto per la comprensione, perché mi chiedo come possa permettersi un Consigliere non solo tutta questa confidenza nei confronti di una collega, ma anche una certa mancanza di eleganza istituzionale, su cui voglio soprassedere.
Ma le chiedo una cosa, Consigliere Rossi: faccia uno sforzo e provi anche ad ascoltare le parole, a capirne il significato quando parliamo, perché abbiamo dovuto usare per l'ennesima volta la traduzione della Consigliera Casini, perché lei non aveva capito cosa avevamo detto. Capiscono tutti tranne lei.
Siccome mi ha accusata di non averlo proposto in Commissione, le ricordo e la invito magari a leggere il verbale, l'ho proposto in Commissione. Avevo chiesto in Commissione, ma lei era collegato da remoto senza telecamera, quindi probabilmente le era sfuggito.
PRESIDENTE. Prego di fare silenzio, per favore. Sospendo la seduta! Rimaniamo qua per un altro po' di tempo. Non lo dico più.
Micaela VITRI. Vedo che il Consigliere Rossi continua a parlare senza ascoltare, come probabilmente è avvenuto anche a metà luglio.
Avevo proposto di valutare questa modifica di legge dopo il tavolo di filiera, proprio per dare il giusto valore al tavolo di filiera che voi avevate già ascoltato il 22 aprile, noi no, quindi avevo proposto di attendere e chiamarli in audizione oppure di convocare prima il tavolo tecnico.
L'ho ribadito, adesso glielo ha spiegato anche la mia Capogruppo, senza nessuna veemenza, senza nessuna aggressività. La invito la prossima volta ad ascoltare, così ci risparmiamo anche dibattiti inutili.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Prima di tutto, lo può vedere dai registri, io non ero collegato a telecamera spenta, ma ero presente, già la prima falsità.
Abbiamo riunito il tavolo di filiera, deciso e portato in Commissione e lei non ha detto di convocare il tavolo di filiera, ha detto di parlarne dopo la convocazione. Però le ricordo che ci sono dei tempi tecnici. Parliamo dell'apertura del 1° ottobre. Le abbiamo detto che non c'erano i tempi tecnici., le abbiamo detto in Commissione che, se voleva, poteva portare le sue proposte in Commissione, nel tavolo del tartufo. E siccome non eravate contrari nel merito alla proposta, siamo andati avanti. Buttate avanti delle polemiche perché non sapete cosa dire.
Riguardo allo stile, pensi al suo. Io l'ho solo invitata a venire ad Ascoli Piceno. Se non vuole non ci viene. Propone le sue proposte, mi assurgo a postino del Partito Democratico e porterò le proposte con tanto di firme. Porto direttamente l'emendamento all'interno del tavolo tecnico ad Ascoli Piceno.
Se volete continuare a parlare d'aria fritta o d'olive fritte…, che anche in questo caso non c'entrano niente, noi l'abbiamo fatta il 20 agosto perché poteva essere un momento anche di condivisione. C'è la festa, ma non è che il tavolo istituzionale lo facciamo dentro la festa, lo facciamo in una sede opportuna e abbiamo deciso di vederci dopo. Siccome c'è anche un rapporto umano tra di noi, tra tutti gli attori del tartufo, abbiamo trovato il modo per approfittarne per andare ad Ascoli Piceno a conoscere questa bellissima festa. Non ho capito il discorso delle olive al tartufo, discorsi che non c’entrano niente.
Ripeto, massima condivisione. Se si vuol fare strumentalizzazione, la si faccia, perché ognuno qui è libero di dire ciò che vuole, però andiamo alla serietà dei fatti, occupiamoci delle cose serie. C'è tanto da fare sul tartufo, aiutateci.
C'è un organo tecnico che non può essere convocato a seconda di quello che noi vogliamo o non vogliamo. Lo vuole convocare in Commissione? Faccia la richiesta scritta, come abbiamo fatto tutti, e chieda di convocarlo, poi vede...
PRESIDENTE. Articolo 2 (dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti).
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Esprimerò un voto favorevole, come mi pare di aver capito che esprimerà tutta l'opposizione, compreso il PD. Quindi, scusatemi, ma io resto basita da queste due ore di polemiche inutili che non si comprendono, quando il voto tra l'altro è all'unanimità.
Il voto è favorevole perché dimostra… Siccome anche in quest'Aula capita che arrivi l'ombra dei negazionisti climatici, questo dimostra che i cambiamenti climatici, ahimè, sono una realtà e vanno affrontati. Anche in questo caso oggi lo facciamo e lo facciamo insieme.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ribadisco, come già anticipato, che il nostro voto sarà favorevole perché siamo favorevoli al cambiamento delle date previste in questa modifica di legge.
Voglio anche evidenziare, rispondendo alla Consigliera Ruggeri, che ne abbiamo parlato due ore perché c'erano degli emendamenti che invece avrebbero modificato anche altre parti della legge. Lo dico in maniera collaborativa e propositiva. Quindi ci hanno fatto pensare che forse sarebbe stato opportuno un maggiore confronto in Commissione.
Solo per questo ci siamo permessi di intervenire e ribadirlo, perché poi è un settore talmente complesso, che deve contemperare esigenze di settori e ambiti diversi, che meritava un adeguato confronto anche in Commissione.
Sul calendario favorevoli, nulla da eccepire. Il Partito Democratico voterà a favore.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Per ribadire il voto favorevole del Gruppo Lega a questa legge, perché comunque vanno sempre recepite tutte le istanze che vengono presentate al tavolo di filiera, a questo comitato costituito, che lavori il più possibile, Consigliere Rossi, che si riunisca il più frequentemente possibile, anche alla luce del fatto che questo comitato e questo tavolo di filiera l'abbiamo aumentato nei soggetti, nei portatori di interesse. Questa è una cosa che non abbiamo detto: abbiamo aumentato la partecipazione rispetto al tavolo di filiera, coinvolgendo anche altre associazioni. Si riunisca il più possibile, decida il più possibile, dopodiché l'Assemblea legislativa sarà sensibile a tutto ciò che emergerà all'interno del tavolo di filiera.
Tanto è vero che ci sono altre richieste da parte di altri istituti e persone che sono dentro il tavolo di filiera. Per esempio, i tartuficoltori hanno espresso altre richieste ed altre esigenze che prenderete in considerazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Anche noi del Gruppo Misto siamo d'accordo su questa proposta di legge. Sono tutte proposte di legge che vengono dal basso.
Siamo favorevoli, noi del Gruppo Misto, insieme alla maggioranza.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Mi viene da fare una battuta: fortuna che votiamo all'unanimità questa proposta di legge, altrimenti non immagino che cosa sarebbe successo. Concedetemi questa battuta, vi chiedo scusa.
Preannuncio il voto favorevole anche del Gruppo di Fratelli d'Italia.
Ringrazio chi ha lavorato su questa proposta di legge: i due relatori, il relatore di maggioranza Consigliere Rossi e la relatrice di minoranza, la Consigliera Vitri, la Commissione che ci ha lavorato.
Sono questioni prettamente tecniche sulle quali il tavolo tecnico è stato coinvolto. Penso che, come diceva il Consigliere Rossi, anche in futuro qualsiasi altro tipo di proposta potrà essere presa in considerazione e valutata.
Ribadisco il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 274. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
PRESIDENTE. Adesso ci sono una serie di votazioni, per il rinvio, su leggi iscritte ai sensi dell’articolo 86 del Regolamento interno.
Proposta di legge n.123
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Disposizioni per la qualità, la tutela e la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 123 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo (iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Va bene il rinvio in Commissione, che a quanto è dato sapere costituisce, ahimè, l'unica possibilità per far muovere alcune proposte di legge dell'opposizione.
Sono d'accordo per il rinvio in Commissione, però voglio dire una cosa: per quel che mi riguarda è l'ultima volta che si fa, altrimenti si viene in Aula e ci si assume la responsabilità di esaminare una proposta di legge, perché se una mia proposta di legge viene bocciata dall'Aula a me non provoca alcun dolore.
Io devo fare il mio dovere e credo che, come primo firmatario, presentare una proposta di legge ad oggetto “Disposizioni per la qualità, la tutela, la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici”, che attiene alla sicurezza sul lavoro, sia una cosa molto importante, di cui l'Aula si dovrebbe occupare.
Tra l’altro, attiene alla sicurezza, ma anche all'affidamento dei lavori nei contratti pubblici, alle modalità, alle garanzie.
Vorrei ricordare, tra le altre cose, Presidente, che quest'Aula ha approvato una risoluzione all'unanimità su proposta del Presidente Latini ad oggetto: azioni di contrasto sul lavoro nelle Marche, in cui l'Aula, tra le altre cose, invitava la Commissione consiliare competente a calendarizzare quanto prima le proposte di legge inerenti il tema, e questa ne è una.
Voglio aggiungere, tra l'altro, Presidente, che questa materia è legislazione corrente e quindi noi abbiamo titolo per esaminarla e per intervenire.
Tra l'altro c'è un precedente, perché la legge n. 19 del 30 maggio 2024, approvata dalla Regione Puglia, non è stata impugnata dal Governo e recava disposizioni per la qualità della sicurezza del lavoro, contrasto al dumping.
Lo dico anche al Presidente della Commissione: che alla ripresa questa legge venga esaminata, portata in Aula e poi l'Aula si assumerà le proprie responsabilità, se approvarla o meno. Però, su questo, Presidente, penso che abbia il diritto, come primo firmatario, anche a nome del mio Gruppo, che non si facciano eccezioni.
PRESIDENTE. Prendo atto, è giustissimo. Fa la richiesta a nome suo, se posso, del Consigliere Mastrovincenzo e del Consigliere Minardi.
Mettiamo in votazione il rinvio. Il Presidente e la Commissione competente potranno intervenire nei limiti del possibile, per calendarizzare quanto prima la proposta di legge e farla rientrare nei canoni ordinari.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 123. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di legge n.199
a iniziativa del Consigliere Latini
“Riconoscimento della giusta remunerazione non inferiore ai costi di produzione agricoli e zootecnici”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 199 del Consigliere Latini, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno.
Faccio mio quanto già detto dal Consigliere Cesetti, chiedo ai Consiglieri dell’Ufficio di Presidenza Pasqui e Borroni di sostenermi nella richiesta di rinvio in Commissione con le stesse indicazioni che già ha esposto compiutamente il Consigliere Cesetti.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo perché, è vero che è una materia diversa, ma è anche attinente perché noi parliamo di disposizioni per la qualità, la tutela e la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici e la sua proposta parla del riconoscimento della giusta remunerazione inferiore ai costi di produzione, eccetera.
Non possono essere abbinate, ci mancherebbe, però credo che anche la sua proposta, dal mio punto di vista, sia importante e magari potrebbero essere esaminate congiuntamente. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 199. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di legge n. 203
a iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Modifica all'articolo 4 della legge regionale 20 aprile 2015, n. 17 (Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia edilizia)”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 203 dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. La proposta dell'ex Consigliere, attuale Sindaco di Pesaro, si riferisce ad una fattispecie di edilizia libera e intende modificare l'articolo 4, mi sembra, della legge 177 del 2015.
Per edilizia libera, si intendono quelle opere che non hanno necessità di autorizzazione e, in queste, egli intendeva proporre di inserire le tettoie a protezione dei mezzi meccanici aperti almeno su tre lati.
Ora, secondo me, il rinvio in Commissione sarebbe importante anche per verificare la fattispecie che proponeva l'ex Consigliere, oggi Sindaco di Pesaro, con il regolamento edilizio tipo, così come modificato con l'Intesa nazionale. Credo che dovremmo verificare se già la fattispecie è ammessa, a prescindere dalla sentenza della Corte del 2019. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 203. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di legge n. 223
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Istituzione della Giornata regionale per la lotta alla droga”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 223 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Va bene, Presidente, il rinvio in Commissione, però anche qui che ci sia veramente un particolare impegno ad esaminarla.
Oggi discuterla no, perché è l’ultima seduta, però che ci sia l'impegno ad esaminarla e a consegnarla all'Aula. D'altra parte, Presidente, quante volte in Aula, come oggi, spesso siamo impegnati su interrogazioni, mozioni, quando invece siamo legislatori.
Presidente Marinelli, esaminiamo queste proposte di legge nelle Commissioni, le Commissioni concludono l'esame, le consegniamo all'Aula, che è sovrana e decide, però lo si faccia, perché non mi sembrano, tra l'altro, proposte di legge, quelle che poc'anzi abbiamo tutte rinviate in Commissione, che siano così... Se l'Aula esamina, con tutto il rispetto, ci mancherebbe altro, la legge sui tartufi, la legge sul saltarello, le infiorate e le fisarmoniche, sulle quali noi abbiamo votato a favore - l’Aula ha esaminato di tutto e di più - credo che possa esaminare anche queste proposte di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio richiesto a nome dei Consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo e Minardi, come le altre due? Giusto.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 223. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di legge n. 236
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ''Statuto della Regione Marche''
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 236 del Consigliere Cesetti,
iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sembra che ce l'abbiano con me, perché sono tutte le mie proposte. Per questa non ci vogliono risorse. Capisco che le leggi non si esaminano perché la Giunta non ci mette le risorse, come è successo alla legge sulla fisarmonica, allora si fanno le mozioni e si dà spazio alle chiacchiere.
Questa, ad esempio, riguarda la modifica statutaria, non comporta un impegno di spesa, quindi, si può esaminare, si deve esaminare. Tra l’altro, questa legge statutaria è un atto dovuto, perché la legge costituzionale dell'11 febbraio 2022, la n. 1, ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione, prevedendo tra i principi fondamentali, all'articolo 9, la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. Tema di cui ci siamo occupati anche nella legge sul fotovoltaico, sull'urbanistica.
Poi l'articolo 41 dice che l'iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in modo tale da recare danno all'ambiente, cosa che prima non c'era, una modifica del 2022. E’ stato modificato anche il comma 3 dell'articolo 9 della Costituzione, che prevede un criterio di azione dei pubblici poteri orientato verso la protezione degli animali. Anche qui ce ne siamo occupati, vi ricordate la legge sulla caccia e le mozioni? Sono delle modifiche della nostra Costituzione ed è di tutta evidenza che lo Statuto della Regione Marche, che è la Costituzione della Regione Marche, non può non uniformarsi alla Costituzione della Repubblica Italiana. È vero, Segretario generale? Glielo dica ai Consiglieri della maggioranza, che questo è un atto dovuto e, a maggior ragione, visto che ci accingiamo alla scadenza del mandato di questa legislatura regionale, sarebbe grave se completassimo questo mandato senza aver uniformato la nostra Costituzione, che è lo Statuto, alla Costituzione della Repubblica Italiana.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 236. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di deliberazione n.12
a iniziativa dei Consiglieri Rossi, Bilò
“Proposta di legge alle Camere concernente: “Integrazioni al recepimento della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche: introduzione di un regime di deroga per la specie Canis lupus e per gli ibridi della specie Canis lupus”.
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 12 dei Consiglieri Rossi e Bilò, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Chiediamo il rinvio.
PRESIDENTE. a nome dei Consiglieri Bilò, Rossi e Marinelli.
Rinvio in Commissione della proposta di deliberazione n. 12. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Mozione n. 246
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Vitri, Mangialardi, Mastrovincenzo, Cesetti, Carancini, Biancani
“Riconoscimento di fibromialgia, sensibilità chimica multipla, vulvodinia e neuropatia del pudendo come malattie croniche e invalidanti”
(Votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 246 dei Consiglieri Bora, Casini, Vitri, Mangialardi, Mastrovincenzo, Cesetti, Carancini, Biancani.
Qui c'è solo una votazione da fare, se vi ricordate.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Quindi la 11 la rinviamo?
PRESIDENTE. La rinviamo in attesa che ritorni l’Assessore Aguzzi, adesso facciamo questa votazione, poi ritorniamo, prima della fine del Consiglio, e vediamo se è il caso di rinviarla ufficialmente.
Ha la parola, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. C'eravamo presi l’impegno di condividere una risoluzione cosa che è stato fatto ripetutamente per mail. Siamo sempre stati pronti a votarla e se l'Aula è pronta ne prendo atto favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE. Possiamo votare la risoluzione?
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. La risoluzione non ce l'ho. Non c’è l'Assessore Saltamartini con cui avevamo il piacere di vederla.
PRESIDENTE. Rinviamo anche questa.
Ha la parola il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. La stessa cosa che ha detto il Consigliere Baiocchi, non c'è l'Assessore Saltamartini, gradirei che ci fosse anche lui per approvare la risoluzione sulla mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare all'Aula che, senza sconfessare quello che è stato detto finora, le mozioni non hanno la necessità della presenza dell'Assessore, è un atto di cortesia che voi state facendo, ma se si volesse votare, si vota ugualmente. Questo ai fini del regolamento.
C'è la richiesta del Consigliere Baiocchi di rinviarla a quando è presente l’Assessore alla sanità, si tratta solo della votazione della risoluzione.
Ha la parola la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Ormai sono mesi che ci siamo presi questi impegni. Ogni volta che l'opposizione fa queste aperture, poi sono questi i risultati. Ognuno ne prenda atto. Non tanto per noi, a me dispiace perché purtroppo a settembre non potrò essere in grado di discuterlo, ma dispiace per le tante donne marchigiane che aspettano un segnale.
Se i Consiglieri non sono autonomi e non sono in grado di votare una mozione come questa senza l'Assessore…, poi, ognuno si farà la propria idea. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. La risoluzione penso che sia stata inviata dalla Consigliera Bora per mail mesi fa, pensavo che quest'Aula potesse avere un po’ più di rispetto, e tutti quanti noi, guardo in particolare le donne, per queste patologie, per questa risoluzione che la Consigliera Bora ha preparato. La risoluzione vi è stata inviata per email. La facciamo stampare subito.
Chiedo all'Aula, visto che la Consigliera Bora a settembre non potrà esserci per evidenti motivi, di prenderci 10 minuti di tempo perché chi non l'ha letta, e non è certo colpa o responsabilità della Consigliera Bora, la possa leggere ed eventualmente sottoscriverla per approvarla oggi stesso. Grazie.
PRESIDENTE. Facciamo distribuire le copie. Non fermiamo i lavori del Consiglio, lasciamo in sospeso la mozione n. 246 (punto 12), come le mozioni n. 464 e 465 (punto 11). Andiamo al punto 13.
Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Abbiamo saltato le mozioni n. 464 e n. 465 (punto 11) per l’assenza dell'Assessore. Adesso c’è.
PRESIDENTE. Adesso sì, non l'avevo visto, chiedo scusa.
Mozione n. 464
a iniziativa dei Consiglieri Putzu, Marinangeli, Marcozzi
“Realizzazione impianto biogas A San Marco alle Paludi”
Mozione n. 465
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano nel Comune di Fermo in località San Marco alle Paludi”
(abbinate)
(Discussione e votazione)
PRESIDRENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 464 dei Consiglieri Putzu, Marinangeli, Marcozzi e la mozione n. 465 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho presentato questa mozione il 17 maggio, insieme agli altri Consiglieri, perché credo sia giusto che la politica possa unirsi. Ho visto che anche i Consiglieri del Partito Democratico, il 22 maggio, hanno presentato un'altra mozione e sono certo che su questo tema troveremo convergenza.
Parliamo di un impianto biogas in località San Marco alle Paludi, nel Comune di Fermo, dove, tra l'altro, la Regione Marche sta investendo sulla viabilità e dove abbiamo investito fondi FSC per la realizzazione della bretella che dal casello di Porto Sant'Elpidio va al Lungo Tenna, dove anche lì sono stati investiti ulteriori fondi, sia dalla precedente amministrazione regionale con i fondi POR FESR 2014-2020, sia da questa. Ulteriori 10 milioni, sempre per il Lungo Tenna. Lì, purtroppo, sembra che siano andate avanti le procedure per la realizzazione di un impianto a biogas a San Marco alle Paludi.
Leggo la mozione per essere veloce: “Premesso che, a marzo del 2023, è stata presentata al Comune di Fermo la richiesta di realizzazione di un impianto per la produzione di biometano che utilizzerebbe reflui zootecnici (prevalentemente letame di pollo) per circa 5.400 tonnellate l'anno; l'impianto si svilupperebbe su una superficie di 2 ettari, occupata da cisterne di stoccaggio, compostatori e aree asfaltate per il carico e scarico, ma comporta l'edificazione e il recupero di tre ricettori con diametro di 20 metri; la richiesta è stata oggetto di una procedura autorizzativa semplificata di silenzio-assenso, che rende possibile la realizzazione dell'impianto decorsi 30 giorni dalla sua presentazione, tenuto conto che il Comune di Fermo non ha chiesto integrazioni né ha svolto adempimenti amministrativi per la sospensione della procedura…”.
Tra l'altro, permettetemi di dire che qui la politica c'entra poco, c'entrano i funzionari. Come spesso il Consigliere Cesetti evidenzia, a volte comandano più i funzionari che i politici. In questo caso è successo che un funzionario…, da quello che sembra, noto esponente della sinistra ambientalista, è ambientalista quando si candida alle elezioni, ma quando è funzionario della Provincia di Fermo pensa di meno all'ambientalismo e di più ad espletare le funzioni, come ognuno nel proprio lavoro. Mi sarebbe piaciuto che questa persona fosse stata molto ambientalista nel chiedere ulteriori integrazioni alla proprietà che vorrebbe realizzare l'impianto a biogas a Fermo.
“L'opera sembrerebbe non conforme alle destinazioni previste dal vigente Piano regolatore generale del Comune di Fermo, che individua per l'area indicata interventi finalizzati alla riqualificazione ambientale e al mantenimento delle sue caratteristiche peculiari, coerenti con la costituzione di un parco fluviale intercomunale”, che tra l'altro è lì vicino.
Su questo impianto a biogas si sono mossi non solo il comitato promotore di San Marco alle Paludi, ma sono stati coinvolti vari comitati di quartiere: zona San Filippo, Faleriense, il quartiere di Porto Sant'Elpidio, l'altro quartiere a Sant'Elpidio a Mare, Luce e Cretarola e una zona che interessa in parte Monte Urano. Quel parco fluviale è contiguo, vicino e ci sono due Comuni, ma quest'area viene interessata da quattro Comuni: Fermo, Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio a Mare e Monte Urano.
Parliamo di un impianto che potrebbe avere ripercussioni enormi sul territorio, sia dal punto di vista ambientale che da quello sociale ed economico. Si tratta di un'area agricola di particolare pregio, ovviamente non solo paesaggistico, vicina al fiume Tenna, che risulterebbe gravemente compromessa dalle esalazioni, dal rumore continuo del funzionamento dell'impianto e dal passaggio dei carichi di letame.
L'area interessata è inoltre non lontana da un sito culturale e religioso di grande importanza, non solo a livello regionale, qual è il complesso dell'Abbazia del Monastero di San Marco alle Paludi, chiesa risalente all'XI secolo.
Si chiede di impegnare il Presidente della Giunta regionale – in questo caso voglio ringraziare anche l'Assessore competente - a sollecitare l'amministrazione comunale di Fermo ad avviare i necessari approfondimenti tecnici ed amministrativi volti alla verifica della correttezza della procedura semplificata, valutando anche la possibilità dell'esercizio del potere di annullamento in autotutela del silenzio-assenso, anche alla luce del prevalente interesse pubblico alla non realizzazione dell'impianto; a chiedere alle competenti strutture ARPAM e al Servizio sanitario regionale di valutare gli impatti sull'ambiente dell'impianto sopra richiamato.
Permettetemi però, infine, di fare una piccola chiosa, perché politicamente c'è una piccola responsabilità da parte della politica, ma non degli enti locali. Premesso che la Regione non ha responsabilità dirette in merito a questa questione, è altrettanto vero che - magari qualcuno si vergogna a dirlo, io no – se oggi questi impianti vengono fatti con una procedura semplificata, la colpa è del Governo Draghi, perché il Ministro competente l’aveva proposto all'interno del Consiglio dei Ministri, che aveva dato la possibilità di attuare le procedure semplificate. Su questo credo che bisogna fare attenzione, perché quando si fanno le procedure semplificate… Se si vuole parlare di impianti energetici e di rinnovamento energetico, è importante farlo, ma dobbiamo stare attenti a non creare danni al nostro ambiente, al territorio, ma soprattutto allo sviluppo e al turismo della destinazione turistica, che sempre di più sta diventando appetibile in tutta Italia e in tutto il mondo, che è la Regione Marche.
Concludo, auspicando il voto unanime di tutti i Consiglieri regionali, perché su questi temi c'è un'ampia convergenza politica, sia dell'amministrazione comunale di Fermo, che si è dimostrata disponibile nel trovare soluzioni alternative, sia del Partito Democratico, con il Consigliere Cesetti. Sono stati fatti degli atti amministrativi, è stata fatta un'interrogazione urgente, la mozione, sono state fatte anche delle assemblee pubbliche su questo e su questa battaglia credo che ci possiamo unire tutti per il bene del nostro territorio. In questo momento è importante anteporre il nostro territorio alle magliette che ognuno di noi indossa in questa legislatura, in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sono d'accordo con il Consigliere Putzu sull'obiettivo finale e sull'analisi, in parte di merito, e dico subito che sono disponibile a votare la sua mozione, purché lui sia disponibile a votare la nostra, perché non ci possiamo dividere su una questione di questo tipo. Però non sono d'accordo con il Consigliere Putzu quando sposta la vicenda sul Governo Draghi. Tra l'altro, non era certamente il mio Governo, ma qui non c'entrano nulla le procedure semplificate. Il tema è se qui poteva o non poteva essere utilizzata la procedura semplificata. Poi dirò perché.
Lo stesso Consigliere Putzu sposta l'attenzione quando chiama in causa dirigenti che, tra l'altro, io non so chi siano nel caso di specie, perché solitamente non mi occupo dei dirigenti o delle loro pulsioni ambientaliste. Il tema è il ruolo della politica e delle istituzioni, anche sulla base di quello che dicevamo poc'anzi, quando abbiamo rinviato in Commissione la proposta di legge di modifica statutaria per recepire il dettato costituzionale che modifica l'articolo 9, che pone la tutela dell'ambiente tra i principi fondamentali.
Vorrei ricordare a me stesso, perché è pertinente, se la tutela dell'ambiente è tra i principi fondamentali della nostra Costituzione e la Repubblica deve tutelare l'ambiente, la Repubblica è costituita anche dai Comuni. Quindi, in quel caso, il Sindaco di Fermo non può essere esente da qualsiasi responsabilità perché l’atto è di competenza del dirigente. Non è così, è ora di farla finita che la politica, come scrivo in questa mozione, in tempi non sospetti, dica che tutto avviene a sua insaputa.
Sono sconcertanti, se rispondono a verità, le notizie riportate dalla stampa, secondo le quali il Sindaco di Fermo avrebbe affermato di non sapere nulla dell'iniziativa del privato, nonostante abbia anche la delega all'urbanistica e sia Vicepresidente della Provincia.
Ma è possibile che un impianto di queste dimensioni, come è stato descritto dal Consigliere Putzu, con questo impatto terribile, se vogliamo, sull'ambiente e sulle nostre comunità, che tra l'altro tocca quattro comunità, oltre il Comune di Fermo, anche i Comuni di Sant'Elpidio a Mare, Porto Sant’Elpidio, Monte Urano… E’ possibile che il Sindaco di Fermo non sapesse nulla e non avesse il dovere di controllare anche quello che gli uffici facevano nell'ambito delle loro competenze?
Il Consigliere Putzu è stato insieme a me, Consigliere di opposizione in Provincia, si ricorderà quando a Campiglione, dove adesso c'è l'ospedale voluto da noi e che voi, speriamo presto, renderete funzionante, ci volevano mettere la centrale a biomasse. Io ero Presidente della Provincia, anche quello era un atto di competenza degli uffici, ma io intervenni affinché facessero il loro dovere, applicassero la legge nel rispetto dell'interesse pubblico. E l'interesse pubblico era che quell'impianto a biomasse non doveva stare in quella realtà e infatti non c'è, c’è l'ospedale, come oggi l'interesse pubblico è che questo impianto a biomassa non si realizzi in località San Marco.
Di fronte all'interesse pubblico, che è prioritario su tutto, di fronte alla tutela dell'ambiente, che è un precetto della nostra Costituzione (articolo 9, articolo 41), che dice che l'iniziativa economica privata deve rispettare l'ambiente… Se il Sindaco di Porto Sant’Elpidio dice che non va bene e non sapeva nulla, se il Sindaco di Sant’Elpidio a Marche dice che non va bene, se tutti dicono che non va bene, come può il Sindaco della città capoluogo e il Vicepresidente della Provincia di Fermo dire che non sapeva nulla? Può il Presidente della Provincia di Fermo non pronunciarsi in merito e non sapere nulla? Il Sindaco di Fermo governa col centrodestra, il Presidente della Provincia è dello stesso partito del Consigliere Putzu: può non sapere nulla?
Che cosa avrebbe detto il Consigliere Putzu se allora, Presidente della Provincia, dinanzi alla centrale che volevano mettere a Campiglione, avessi detto che era competenza del dirigente e non potevo fare nulla? No, io sono intervenuto e ci sono i video su YouTube. Quando il Consiglio di Stato ci dette torto una volta, io ho fatto un video in cui smontavo quella sentenza, pur non avendo la competenza giuridica, perché non ho mai fatto amministrativo, ma faccio politica. Io ho smontato quella sentenza sotto il profilo politico ed ho chiesto pubblicamente che gli uffici valutassero la possibilità di emettere un nuovo provvedimento di rigetto e me ne sono assunto la responsabilità.
Mi hanno anche denunciato quando volevano fare la centrale a biomasse a Cerquabella a Piane di Montegiorgio, poi, ovviamente, sono stato archiviato, perché non facevo altro che il mio dovere.
Ricordo che – lo dico al Consigliere Putzu - quando ero Presidente della Provincia andai a Roma, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, c'era l'allora Sindaco di Montegiorgio, Armando Benedetti, di centrodestra. Ricordo che dissi d un funzionario regionale – uno tra quelli che poi vennero inquisiti e a cui per poco non misi le mani addosso: “Ma è sua questa centrale?”
Il tema è, al di là della mozione, che la politica e le istituzioni non possono essere assenti e silenti e trincerarsi nel dire che la politica non sa nulla. Se un politico, un rappresentante delle istituzioni dice che una cosa avviene a sua insaputa, nella migliore delle ipotesi è un connivente con dolo o è uno stupido che permette che le cose avvengano a sua insaputa. Ma chi deve rispettare la legge? Un Sindaco, un Presidente, un Assessore e deve pretendere che gli uffici rispettino la legge. Li deve controllare.
E come si fa a dire? Veniamo al punto della questione del governo Draghi. Il Sindaco di Fermo dice alla stampa: «Le carte del progetto raccontavano qualcosa di diverso da qualcosa di piccolo». Se dice questo significa che il progetto è stato aggiustato o è stato fatto aggiustare. Allora, il Sindaco lo sapeva in quel caso. E se quel progetto è stato fatto aggiustare, siamo oltre la valutazione della politica.
Credo che si dovrebbe interrogare anche l'autorità giudiziaria, perché l'autorità giudiziaria, le Procure della Repubblica non stanno lì soltanto quando devono fare le pulci a quelli che fanno il proprio dovere. Dovrebbero fare le pulci anche quando qualcuno non fa il proprio dovere. E questo è scritto qui, sulla stampa.
Anch'io spero che questa mozione venga approvata. Se non lo sarà, anche l'Aula si assumerà le sue responsabilità, ma io ho fatto il mio dovere, non dovevo fare altro che il mio dovere.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Solo brevi considerazioni sul contenuto, in particolare della mozione del Consigliere Cesetti, sulla questione della realizzazione dell'impianto di biogas a San Marco alle Paludi.
Non conosco in maniera approfondita e analitica la questione, ma c'è un punto di quella mozione che a me sembra particolarmente importante e che ritengo possa essere considerata la chiave di una responsabilità politica nell'ambito dei territori.
L'intervento è un po' ispirato dall'esperienza della città di Macerata, in particolare, laddove vengono messi in campo progetti astrattamente legittimi dal punto di vista amministrativo, ma in realtà in contrasto con quello che sarebbe un metodo e poi il merito della vicenda.
Cosa voglio dire? Scrive il Consigliere Cesetti: “Appare all'evidenza arbitrario e illegittimo che il Comune di Fermo non abbia ritenuto necessario ed almeno opportuno che i temi ambientali correlati all'intervento venissero esaminati e discussi attraverso la diretta partecipazione delle comunità”. È esattamente la parola chiave di questa mozione, che voterò: la partecipazione. Che vuol dire sostanzialmente e realmente coinvolgimento dei cittadini a un progetto, un'idea, un percorso che, in maniera evidente, esplica conseguenze ed effetti sugli stessi.
Fanno bene i Consiglieri a porre l'attenzione della comunità regionale, della politica anche provinciale, della Provincia di Fermo, su questo tema.
I cittadini vanno sempre coinvolti per le questioni fondamentali e prioritarie, ascoltati e, dentro questo ragionamento, posti davanti a disposizione alternative.
Non è pensabile che la politica, purtroppo, indipendentemente dal colore della giacca che si indossa e dell'appartenenza, divenga autoreferenziale. Molto spesso ciò avviene: decidiamo senza aver ascoltato e condiviso con la comunità.
Ecco perché è una mozione importante, per certi aspetti, che, ovviamente, si riferisce a un territorio, ma credo che abbia il merito, in particolare, di sottoporre all'attenzione di tutti noi un metodo che molto spesso diventa determinante e positivo nella decisione di portare avanti, concludere, attuare un progetto così importante e così impattante. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. C'è una proposta d'accordo, d'intesa con il Consigliere Putzu, col quale condividiamo l'obiettivo finale, di votare insieme questi due atti. Sono abbinati, penso che si possa fare, prima l'una, poi l'altra. Voteremo la mozione a prima firma del Consigliere Putzu e, adesso lo dirà lui, il centrodestra voterà la mozione a prima firma mia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per fare una precisazione sull'intervento del Consigliere Cesetti, non questo, ma quello precedente, e per annunciare che voteremo a favore della mozione dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora. Credo che questo sia il senso, a volte, della politica: unirsi su questioni importanti che riguardano un territorio, in cui tutti noi viviamo. Spero che sia l'esempio anche per altre province, per altre zone, perché credo che la politica, così unita, dia un grande segnale di forza al nostro territorio.
Vorrei precisare al Consigliere Cesetti che spiegava la mia vicinanza al Presidente della Provincia. È vero, dopo tanti anni siamo riusciti a vincere la Provincia di Fermo e ha fatto benissimo il Consigliere Cesetti a ricordare che il centrodestra, insieme alle liste civiche, ha vinto la Provincia di Fermo. Michele Ortensi non è iscritto al mio partito, è il Sindaco di Montegiorgio, è una persona nota di centrodestra, come non è iscritto al PD il responsabile del Comune di Fermo, ma è persona nota, vicina al centrosinistra, candidata più volte nelle liste ecologiste e comuniste alle varie elezioni comunali.
Proprio per questo dico al Consigliere Cesetti che io parlo con XY, magari si può scandalizzare, anche se non abbiamo parlato di questo perché non era di competenza della Provincia, ma mi scandalizza ancora di più che il PD stia facendo una battaglia dove la funzionaria era, fino a poco tempo fa…, adesso è stata cambiata. Hanno messo un nuovo funzionario responsabile, che non ha colpe, non ha firmato nulla, è l'ex Presidente della Provincia, ma non c'entra nulla. Prima, invece, c'era un'altra persona, candidata anche alle regionali con la coalizione del Consigliere Mangialardi, nota per il suo comunismo, ambientalismo, che in questo caso, però, non ha dimostrato.
Proprio per questo dico al Consigliere Cesetti: come mai non lo sapevate? Sapevamo solo noi che questa funzionaria, vicina alle vostre idee, organizza insieme a voi banchetti con la CGIL per le vostre battaglie politiche importanti, eppure, vi siete dimenticati di parlare di questa questione molto
importante per i cittadini della Provincia di Fermo.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Voteremo a favore perché condividiamo la parte dispositiva. Dico però al Consigliere Putzu - senza alcuna polemica, anche perché la cosa non ci riguarda – che non so chi sia il funzionario, anche se forse adesso ho capito.
Posso solo aggiungere una cosa: se quello è il funzionario, una volta difesi un dirigente in un processo penale - in quel caso ero il difensore - denunciato, mi pare, da quella funzionaria. Se è quella che penso, tanto nomi non ne facciamo, a parte che qui non ci sarebbe nulla di male. Vinsi la causa perché, oltre a qualche capacità, quel dirigente aveva ragione e le carte in regola. Di fatto, come avvocato difensore, ero contro quella persona che, dice, si candida nelle liste del centrosinistra.
Non mi risulta che si candidi nelle liste del PD, poi che ci sarebbe di male? Un funzionario pubblico, un dirigente, deve rispettare la legge, non può fare politica, quindi non c'entra nulla questo. Lei mi insegna che, in politica, dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io, il vecchio adagio.
Il tema qui, invece… Non si può spostare l'attenzione. Non è quello che fa il dirigente. Il dirigente lo fa se opera nel rispetto della legge, ma qui il tema è un altro, è la politica, perché se il Sindaco dice: “Le carte del progetto raccontavano qualcosa di diverso da qualcosa di piccolo”, significa che quel progetto inizialmente era una cosa diversa, se era una cosa diversa ed era una cosa più grande, allora quel progetto doveva essere assoggettato a valutazione, non a procedura semplificata. Questo è il punto centrale e l’altro punto centrale è che la politica - per questo oggi votiamo questa mozione – non può dire…, il Sindaco non può dire che non sapeva nulla, che tutto avveniva a sua insaputa, a maggior ragione per quello che dice il Consigliere Putzu, perché se è vero che c'è un funzionario o un dirigente che fa politica, perché organico alle file della sinistra dentro un ufficio, a maggior ragione il Sindaco deve dare una vista per vedere quello che succede, come opera quel funzionario. È un aggravante. Anche il più sprovveduto degli osservatori comprende questa cosa. Quella considerazione fatta in un'aula di tribunale sarebbe una cosiddetta difesa suicida.
Se si dice che si è insediata nell'Ufficio Ambiente SUAP del Comune di Fermo una masnada di ambientalisti, che militano nelle file della sinistra, un Governo di centrodestra ha, a maggior ragione, il dovere di controllare quello che avviene in quell'ufficio.
La parte dispositiva la condivido, credo di poter parlare anche a nome del Gruppo, noi voteremo la mozione del Consigliere Putzu. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Scusate, ma non ho assistito, se non alla parte finale, all'intervento del Consigliere Cesetti, per esprimere qualche perplessità su come questa richiesta, fatta dai privati, possa essere emersa in maniera così tardiva pubblicamente, perché la richiesta è datata marzo 2023.
È vero che è stata seguita la procedura prevista dalla legge, che, dopo 30 giorni, attraverso il silenzio assenso, avrebbe consentito al privato di attuare il progetto presentato, tuttavia non lo ha fatto perché, nel frattempo, i contributi del GSE non erano in campo e sappiamo che, senza contributo, l’operazione può rappresentare una manovra antieconomica.
Voglio ricordare che si tratta di un impianto non piccolissimo perché, comunque, occuperà una superficie di 20.000 metri quadrati, con cisterne di stoccaggio. Ci saranno aree asfaltate in una zona oggi abbastanza vergine sotto quel profilo, con un fabbricato di compostaggio di circa 3.000 metri quadrati, vasche di 26 metri di diametro, tre silos digestori del diametro di 20 metri con altezza di 6 metri più 2 interrate, per dire che si tratta di qualcosa di impattante. che, a tal punto, e qui una prima perplessità, non può emergere dopo quasi un anno da quella richiesta. Qualche dubbio ci viene in maniera normalissima: come mai un progetto del genere non è venuto a galla prima?
Ma al di là di questo, io mi voglio esprimere sull'opportunità, in questo caso inopportunità, di favorire un intervento di quel tipo in una zona che oggi, tra l'altro, risulta essere parco fluviale. Noi, in quella parte di Fermo…, che poi qui non parliamo solo di Fermo perché quella è una zona di confine nel fiume Tenna e, nell'arco di 2-3 chilometri ci sono altri Comuni, c'è Porto Sant'Elpidio, c'è zona Cretarola, Sant'Elpidio a Mare, il fatto che non ci sia stata una conferenza di servizi, in cui venissero coinvolti tutti gli attori in campo, qualche perplessità, dubbio, ce lo dà.
Quello che voglio esprimere, in un contesto di quel tipo, è la mia contrarietà, non al tipo di investimento che ci può stare…, quindi non voglio parlare di inquinamento perché non ce n'è, se non la determinazione di un brutto odore che potrebbe favorire questo contesto, ma la contrarietà arriva dal contesto logistico in cui si vorrebbe fare quel tipo di investimento. Una zona intatta da un punto di vista paesaggistico; tra l'altro lo ha ribadito anche una nota della Soprintendenza per i beni architettonici delle Marche, inviata al Comune di Fermo nel maggio del 2024. Un'area in qualche modo tutelata, in cui la Regione sta facendo degli investimenti. Penso al collegamento del ponte da realizzare tra l'uscita del casello autostradale di Porto Sant'Elpidio lungo la Lungo Tenna.
Credo che la mozione vada nella direzione di fare luce su questa procedura, verificare che tutto il percorso tecnico sia stato eseguito in maniera corretta, ma credo di poter dire in maniera forte e chiara che ritengo, politicamente, che non possa essere quella l'area, il luogo dove fare un investimento del genere. Grazie.
PRESIDENTE. Mozione n. 464. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti. (Moz. n. 465)
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sollecito l'approvazione e il voto favorevole, già preannunciato dal Consigliere Putzu, che ringrazio, a questa mozione che si integra bene con la precedente, perché si impegna il Presidente della Giunta regionale ad invitare il Dipartimento regionale competente a richiedere al Comune di Fermo la trasmissione di tutti gli atti relativi al progetto di cui all'oggetto, per la verifica della sussistenza delle condizioni per la procedura semplificata o se, invece, l'impianto di produzione di biometano di che trattasi non sia soggetto ad autorizzazione unica di competenza della Regione; a richiedere al Comune di Fermo, viste le competenze della Regione Marche, chiarimenti sulle affermazioni del Sindaco di Fermo, secondo il quale “le carte del progetto raccontavano qualcosa di diverso da qualcosa di piccolo, ma poi hanno fatto i chiarimenti dovuti ed il progetto è stato riportato all'impianto originale che prevede la procedura facilitata” - il punto centrale, che indicavo precedentemente, è questo; ad intraprendere ogni azione utile nei confronti del Comune di Fermo per l'immediata sospensione della realizzazione dell'impianto di produzione di biometano nel Comune di Fermo, in località San Marco alle Paludi, per la migliore tutela delle comunità interessate, per preservare il territorio, l'ecosistema agro-ambientale ed il valore turistico della zona nel rispetto delle procedure di legge e delle stesse prerogative della Regione Marche e, nel contempo, invitare il Comune stesso ad esercitare il potere di annullamento in autotutela del silenzio assenso nella sussistenza dei presupposti di legge per assoggettare l'impianto ad autorizzazione unica”, presupposti di legge che vengono appositamente richiamati. Grazie.
PRESIDENTE. Mozione n. 465. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, sull’ordine dei lavori, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Ho parlato con la Consigliera Bora e anche con il Consigliere Minardi e abbiamo convenuto sul punto precedente, che avevamo rinviato, la risoluzione, il punto 12 all'ordine del giorno, di rinviarlo.
PRESIDENTE. Consigliere, scusi, siamo alla proposta di legge n. 114.
Nicola BAIOCCHI. Abbiamo rinviato precedentemente il punto, che prima di andare avanti, volevamo chiudere, perché … Se la Consigliera Bora lo ritiene, se no lo facciamo dopo, non c'è nessun problema. Grazie.
PRESIDENTE. Facciamo prima la proposta di legge n. 114 e poi…
Nicola BAIOCCHI. Era soltanto per non andare avanti.
Proposta di legge n.114
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2011, n. 30 (Disposizioni in materia di risorse idriche e di servizio idrico integrato).
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 114 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore Aguzzi per essere in Aula. L’abbiamo aspettata perché mi faceva piacere dire alcune cose su questa proposta di legge anche in sua presenza.
Il principio che sta alla base di questa proposta di legge è quello di favorire una gestione pubblica efficiente ed efficace del servizio, condotta secondo principi di economicità di gestione, ma soprattutto con riguardo al primato della tutela degli interessi dei cittadini utenti rispetto agli interessi economici delle grandi multiutility private.
La mia proposta di legge modifica la legge regionale del 2011 sul servizio idrico integrato, con l’obiettivo di preparare i presupposti giuridici per una stagione di grandi investimenti pubblici e, se ne parla tantissimo in questo periodo dell’anno, da alcuni anni, in tutta la Regione, introducendo una dimensione sovra provinciale sia della governance politica del settore che degli enti gestori affidatari del servizio idrico integrato.
La nostra proposta di legge prevede la suddivisione della Regione in due ATO: Marche Nord, che comprenderebbe gli attuali ATO 1 e 2, e Marche Sud, che comprenderebbe gli attuali ATO 3, 4 e 5. Questo perché proponiamo un orizzonte ancora più vasto di quello provinciale e quindi una dimensione degli ambiti territoriali ottimali più in linea con la media nazionale rispetto alla dimensione attuale, perché diventerebbero due ambiti composti da circa 750.000 abitanti contro una media nazionale di 970.000.
Si parla anche di un ATO unico regionale, però noi del Movimento 5 Stelle riteniamo che sarebbe un errore perché verrebbe meno il principio dell’unicità della gestione all’interno dell’ambito territoriale ottimale.
La proposta di legge ha anche l’effetto di favorire l’estensione a tutta la regione del modello, e questa è la cosa che ci sta più a cuore, di gestione prevalente, ovvero la gestione pubblica in house, mediante l’affidamento diretto da parte degli ambiti territoriali ottimali.
Ho dovuto chiedere di discutere in Aula questa proposta di legge perché, quando l’ex Consigliere Serfilippi non era ancora Sindaco di Fano, ma era Presidente della III Commissione, purtroppo ha messo all’ordine del giorno della Commissione solo una volta questa proposta di legge.
Ho avuto l’occasione, di fronte ai dirigenti e anche ai Consiglieri della Commissione, di fare una descrizione molto più dettagliata di quella che sono riuscita a fare oggi in Aula. Ho ricevuto da tutti grandi complimenti, però alla fine non se n’è fatto più niente, non è stata più calendarizzata.
Capisco che questo sia un tema molto importante, molto scottante, e mi auguravo comunque di portare in discussione qualcosa che avrebbe destato un minimo di dibattito, invece, purtroppo, è calato il silenzio.
Quella funzione che avevamo pensato in origine per approfondire queste tematiche, queste problematiche - che saranno prestissimo all’ordine del giorno anche nel nostro territorio, Assessore - e avrebbero potuto suscitare interesse…, invece sono qui di nuovo a proporre la discussione e spero che questa volta si faccia. Anche se manca solo un anno alla fine di questa legislatura, quantomeno iniziamo a ragionarci insieme. Questo è il mio augurio. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Premetto che non ho alcuna presunzione di dettare una linea in questo senso, non abbiamo discusso né approfondito.
Dico un mio pensiero e poi vi faccio anche un invito che, se venisse accolto, potrebbe essere opportuno, altrimenti l’Aula decide secondo le proprie peculiarità.
L'interesse verso queste normative è indubbio, lo vediamo, è sotto gli occhi di tutti noi. Proprio in queste ore la crisi si sta facendo sempre più grave e non è più una crisi occasionale, che succede una volta ogni tanto, quando non piove. Qui, purtroppo, ogni estate andiamo verso momenti di grande sofferenza, in modo particolare nel Piceno, ma anche in altre parti della nostra regione, come nel Pesarese.
Sempre di più occorre valutare queste situazioni attraverso attività che non riguardano i singoli territori. Si parla dell’anello dei Sibillini, che comprende quattro province diverse. Nel Pesarese , in queste ore, abbiamo la richiesta di una società che gestisce Rimini di prelevare l’acqua nella provincia di Pesaro Urbino. Mentre noi soffriamo della nostra crisi idrica, altre Regioni ci vengono a chiedere di utilizzare la nostra acqua. Su questo si aprirà un dibattito che ho già aperto: invece di darla ai riminesi, forse è meglio che prendiamo noi quell’acqua lì, perché parliamo della diga del Mercatale. Però questa è un’altra partita, non entriamo nei particolari.
La situazione più drammatica, in queste ore, si registra nel sud della regione, in parte del Fermano e dell’Ascolano, mentre nelle altre zone stiamo ancora mettendo in atto interventi che compensano la mancanza di acqua dovuta alle piogge. Nel sud abbiamo già messo in campo tutto quanto era fattibile: la riduzione dei consumi, il rilascio minimo vitale per i fiumi e l’attivazione di alcuni pozzi d’emergenza. Purtroppo, però, già da un po’ di giorni si va avanti anche con chiusure notturne in alcuni Comuni. Interventi che non migliorano la situazione, purtroppo, perché non sono previste piogge almeno da qui a Ferragosto e le temperature sono in aumento per questo fine settimana.
Detto questo, credo che un’iniziativa di questo genere, che tende ad eliminare quella burocrazia… Come dire: io nella mia provincia ragiono fino al confine perché dal confine poi c’è un’altra provincia che magari la pensa in un altro modo, un altro ATO che la pensa in un altro modo. Secondo me dobbiamo cominciare a ragionare su bacini più ampi. È opportuno, non pretendo che sia questa la scelta, i Consiglieri e l’Aula decidono.
Lo dico anche per quel che riguarda l’ATA Rifiuti, ad esempio, sono molto convinto del bacino unico sia per l’uno che per l’altro, però questo è un mio pensiero personale.
So che questa proposta di legge era stata vista in III Commissione -me lo disse l’ex Consigliere Serfilippi - una sola volta, credo, ma non mi pare che si fossero approfondite più di tanto le cose, tant’è che dissi all’allora Presidente Serfilippi: “Perché non l’approfondite meglio. Non è una cosa da non tenere in considerazione”. Poi non dico che va bene o non va bene la legge, ma è un tema che merita un’attenzione approfondita.
Farei un richiamo, poi vedete voi cosa ritenete più opportuno, anche alla nuova Presidente, se è d’accordo anche la proponente, la Consigliera Ruggeri, di riportarla in III Commissione e discuterla, vedere se ha delle basi sulle quali si può ulteriormente approfondire o magari anche apportare delle modifiche condivise da tutti, perché è un tema che, sinceramente, vale la pena approfondire, non guardando alle appartenenze, perché è un problema che abbiamo sotto gli occhi, ahimè, ogni giorno.
Questo è il mio pensiero, è una proposta. Spero che possa essere accolta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Acciarri.
Monica ACCIARRI. Condivido l’intervento dell’Assessore. Ho dato anche uno sguardo alla proposta di legge che dobbiamo riportare in Commissione.
Condivido anche questo sguardo, di cui ho parlato un po’ con l’Assessore, sia sui rifiuti che sull’acqua, che devono vedere una visione più regionale e guardare ai territori in maniera integrata. Sarà uno dei primi punti all’ordine del giorno alla ripresa della Commissione e lo faremo anche in collaborazione con l’Assessore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio sia l'Assessore che la Presidente di Commissione. Devo dire che l'idea di affrontare la questione per quanto riguarda i rifiuti è molto importante, allettante. Non ci abbiamo messo mano perché, voi capite, la situazione è ancora più complessa rispetto a quella dell'acqua.
C’è già stato un lavoro di mesi, perché questa non è una proposta di legge che abbiamo preso da altri territori, non abbiamo fatto un copia-incolla e poi portata nelle Marche, ma l'abbiamo costruita con un'indagine creata per la nostra Regione, motivo per cui siamo riusciti a farla per l'acqua, ma ci è stato impossibile, essendo all'opposizione e da sola e, come sapete, avendo anche pochi assistenti, prevedere qualcosa di analogo per i rifiuti. Ben venga se si riuscirà fare questa cosa insieme entro la fine della legislatura. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Accogliamo sia il suggerimento dell'Assessore, sia la volontà della presentatrice e capogruppo del Movimento 5 Stelle, Consigliera Ruggeri, di approfondire questo tema.
Il ciclo integrato delle acque e del servizio idrico è un tema complesso, sia per le motivazioni climatiche, di cui si parlava prima, quindi per la carenza dell'acqua, che per le questioni di gestione e territoriali. È un tema che riguarda sia la parte della programmazione, che non può essere ristretta ad un solo ambito, che, anche e soprattutto, la gestione.
Prima si è fatto riferimento all'anello dei Sibillini. Benissimo, Assessore, se ne parla da tanto tempo. Mi chiedo però cosa ci metteremo dentro, perché l'acqua nei Sibillini, se non si cercano nuove pozze, come succede nella mia provincia e anche nella provincia di Fermo, sarà molto difficile, posto che con il terremoto del 2016 le falde si sono spostate verso il Maceratese, ma soprattutto verso l'Umbria, e in ogni caso si è persa la portata delle sorgenti ed è necessario assolutamente...
Questa carenza e questo cambiamento geologico, geomorfologico importantissimo, è stato, per quello che riguarda…, mi dispiace dirlo perché il Presidente della CIP ci ha lasciati, non è più in vita, però la responsabilità la devo individuare in capo sia a lui che ai suoi uffici tecnici, che si sono rifiutati in maniera caparbia di cercare nuove sorgenti con la scusa che il Parco dei Sibillini lo avrebbe impedito.
È una sciocchezza. Il Parco dei Sibillini ha delle priorità, l'acqua è un bene primario, quindi ha una priorità la ricerca di nuove sorgenti ed anche la captazione dell'acqua.
È una legge di grandissima importanza, epocale. Se n'è discusso molto anche nella nostra consigliatura, senza arrivare ad una conclusione, perché non è cosa da poco, e che si apra una discussione sia nelle Commissioni che in Aula è importante. Ringrazio per aver dato questi incipit la Consigliera Ruggeri.
PRESIDENTE. La richiesta di rinvio della proposta di legge n. 114 in Commissione è stata avanzata dal Presidente della Commissione, come nei suoi poteri e nelle sue funzioni.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 114. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il punto 12, la mozione n. 246 della Consigliera Bora ed altri, che abbiamo detto prima doveva solo essere votata, si è trovata un'intesa fra la proponente e i componenti della maggioranza, in particolare il Presidente della Commissione Baiocchi, per cui se ne discuterà la prossima volta.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Brevemente, perché sono intervenuta prima. Ho sentito la Consigliera Bora che, alla luce di alcuni altri elementi emersi, che lei conosce e che conosce anche il Consigliere Minardi… La Consigliera mi ha chiamato e mi ha chiesto di rinviare, perché preferisce rinunciare ad essere presente alla discussione piuttosto che inserire altri argomenti di interesse delle donne. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 246. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:10.
La seduta inizia alle ore 10:20
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 157 del 6 agosto 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 156 del 30 luglio 2024, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Intervengo per segnalare una situazione sgradevole che lede l'onorabilità di questa Assemblea legislativa per la quale la invito a prendere dei provvedimenti, se non altro nel futuro. Al termine della scorsa seduta la Consigliera Segretaria Vitri si è messa a filmare la Sala Agricoltura dove è avvenuta la conferenza stampa della Gara ciclistica Capodarco e dove c'era un piccolo tavolo con i rimasugli di un buffet portato dall'Associazione stessa. La Consigliera Vitri ha fatto un video di questo tavolino e ha postato sui social il tutto, facendo credere che i Consiglieri di destra, come ci ha definito, si mettono a fare chissà quali gozzoviglie durante le sedute del Consiglio regionale.
Primo punto: a parte che, come ben sa la Consigliera Vitri, le conferenze stampa si fanno quasi sempre nel giorno in cui si svolge la seduta del Consiglio, perché vi è a disposizione la stampa.
Secondo punto: non c'è stato nessun banchetto, e questo ci tengo a dirlo ai cittadini all'esterno, ma solo due bottiglie e dei vassoi portati dalle Associazioni. Quindi, non è che i Consiglieri di destra, come lei ci definisce, sono stati durante tutto il tempo del Consiglio regionale a fare i rinfreschi.
Lanciare questi messaggi fasulli all'esterno dell'Aula è grave. Credo che le bugie, le distorsioni non facciano bene a nessuno e non fa bene discreditare quest'Aula.
Chiedo di ristabilire la verità ed invito anche il Gruppo Partito Democratico a riprendere la Consigliera Vitri ad un comportamento consono a quest'Aula. I video alla XY e le stupidaggini si fanno fuori, non si fanno all'interno di una sede istituzionale. Piuttosto invito la Consigliera Vitri ad occuparsi dei banchetti quelli veri, quelli che hanno fatto i suoi amici a Pesaro che si sono “pappati” 516.000 euro di fondi e per cui la Procura di Pesaro ha aperto anche un fascicolo. Si occupi delle cose serie, perché non voglio essere tirato in ballo in suoi video fasulli che mettono alla pubblica gogna quest’Aula e danno una cattiva…
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ritengo le parole del Consigliere Rossi siano veramente inopportune e indegne rispetto a quest'Aula. Ha definito la Consigliera Vitri come la XY che si fa i selfie, ha fatto delle accuse rispetto agli amministratori del Comune di Pesaro e, probabilmente, è lui che deve chiedere scusa, innanzitutto, all'Aula, che ha dovuto sopportare le sue parole e, in secondo luogo, alla Consigliera Vitri, che, devo dire, rappresenta un numero di cittadini - e non voglio calcolare quanti rispetto a lui - e anche loro devono essere rispettati. Quindi le chiedo, Presidente, di evitare interventi di questo tenore in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche la Presidente del mio Gruppo per le parole, ma mi chiedo dove trovi questa spudoratezza il Consigliere Rossi che effettivamente interviene a caso senza nemmeno dar senso a ciò che dice. Io ho postato un video e lui poteva rispondermi con lo stesso strumento come e quando voleva. È stato lui il primo a tirarmi in ballo e sfido chiunque a confutare ciò che ho detto in quel video, lo voglio ribadire, perché siamo stanchi di questo metodo, poi entreremo anche nel merito…
Ribadisco, mi ha dato la parola e la ringrazio, almeno i cittadini sapranno. Mentre noi siamo qui in Aula a votare la variazione di bilancio, che, probabilmente, non ha nemmeno letto, lei stava a pasteggiare con vassoi, pasticcini, bottiglie per oltre un'ora nella sala a fianco per presentare una gara ciclistica. Nulla contro la gara ciclistica, ma i cittadini devono sapere che questo lei lo può fare il lunedì, il mercoledì, il martedì quando finisce il Consiglio, ma, evidentemente, se lo fa durante il Consiglio e lo fa così a lungo… Poteva fare la conferenza stampa poi tornare, ma non è bastato, dopo la conferenza stampa ha addirittura servito il buffet, stappato le bottiglie, quello forse era da evitare… no perché lei era lì… e, quindi, io mi sono permessa di dirlo ai cittadini che, mentre noi votavamo la variazione di bilancio, lì si pasteggiava e ho fatto vedere anche i vassoi. Ma l'ho fatto perché lei, Consigliere Rossi, continua a permettersi di puntare il dito contro tutto e tutti come se fosse il modello di Consigliere esemplare. Ecco, questo non lo accetto, visto che si permette di parlare di come ci si dovrebbe comportare, inizi lei per primo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Per replica al fatto personale perché… tra l'altro le ho anche risposto che ero qua. Far credere con dei video fasulli che nel mezzo del Consiglio regionale i Consiglieri di destra vanno a fare i rinfreschi è una cosa fasulla. Lei approfitta delle sedi istituzionali per fare cattiva informazione, perché ben sa quello che è successo, ben sa chi c'era, ben sa quando vengono svolte le conferenze stampa.
Si occupi delle questioni serie, per questo che io invito… tra l'altro lei è anche una Consigliera Segretaria e avrebbe l'obbligo di rispettare quest'Aula, non di fare le cretinate e mettere alla pubblica gogna dicendo che noi, mentre facciamo i Consigli regionali, facciamo qualcos'altro. Ma lei si rende conto di quello che fa? Lei si rende conto del ruolo che ha? Lei si rende conto di quello che state facendo e avete fatto a Pesaro con gli amici degli amici? Lei si rende conto? Ma punti il dito contro di lei e non su queste scemenze.
Invito il Presidente Latini a prendere dei provvedimenti su questa situazione, se nelle sedi istituzionali iniziamo a fare i “tik tok” o le scemenze - già c'è una cattiva percezione della politica – se facciamo credere che invece di lavorare - eravamo qui e abbiamo anche votato, se non avessimo votato chiaramente non sarebbe passato - si fa chissà quali cose… tutti sanno quello che è avvenuto, tutti sanno. Si sono viste anche le immagini, era un piccolo buffet portato dagli altri. Non siamo andati lì a fare chissà cosa, a fare una festa, eccetera. A parte che non ho stappato assolutamente niente, le bottiglie le stappo fuori da qui, ne stappo anche diverse, non qui dentro.
Al di là di questo, chiedo che la Presidenza del Consiglio regionale possa ridare onorabilità a questa Assemblea legislativa e che queste cose, queste scemenze vengano fatte fuori dall'Aula, perché non mi voglio sentire alla gogna come Consigliere regionale per dei video fasulli fatti da una Consigliera che si dovrebbe occupare dei problemi dei cittadini e non delle cavolate. Grazie.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ritengo che siano stati espletati i diritti di tutti. Prendo atto di quello che è stato detto. Non sapevo quello che il Consigliere Rossi avrebbe esposto nella richiesta di mozione d'ordine. Il racconto di quello che è successo evidenzia che ciò è avvenuto fuori dall'Aula consiliare e fuori dalla seduta, quindi fuori da quelli che sono i miei poteri.
Resta il fatto che sarebbe opportuno non svolgere attività diverse da quella a noi demandata nell'ambito della seduta. Non farle in contemporanea e nella contestualizzazione dello svolgimento della seduta proprio per evitare situazioni come quella che è avvenuta.
Parlerò dell'intera situazione con l'Ufficio di Presidenza e nel corso della prossima seduta del Consiglio valuteremo anche le migliori azioni possibili per difendere l'onorabilità dell'attività che svolgiamo come Consiglio regionale e di ciascuno.
L’interrogazione n. 1190 non può essere svolta per l’assenza dell’Assessore Antonini, che si trova a Roma per trattare il tema della crisi della moda, essendo l’Assessore di riferimento di tutte le Regioni come pure la n. 1195.
Interrogazione n. 1199
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Rapporti sulla Ricostruzione Sisma”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1199 dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Vado a leggere il contributo fornito dal Commissario straordinario. Posto che le modalità e la tempistica del report sono stabilite nel decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2023, ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, di nomina dell'Avvocato Senatore Guido Castelli come Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e alla ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, questo prevedeva lo sviluppo di una relazione al 31 maggio 2023 sullo stato di attuazione della ricostruzione, richiesta che è stata soddisfatta regolarmente.
Punto 2: non si rappresenta nessuna mancata rendicontazione visto che anche per l'anno 2024 è in corso lo sviluppo del report con i dati aggiornati al 31 maggio 2024.
Punto 3: il Commissario, che giornalmente è impegnato a garantire una puntuale e capillare comunicazione istituzionale, sia tramite i mezzi tradizionali che digitali, tra l'altro puntualmente pubblicati nel portale web della Struttura commissariale www.sisma2016.it, si rende disponibile ad intervenire personalmente fin da ora in Assemblea per rappresentare ogni ulteriore elemento utile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Brandoni, la ringrazio della risposta. Credo che, prima di tutto, vada fatta una ricostruzione temporale: la mia interrogazione è esattamente del 16 maggio del 2024 e, a distanza sostanzialmente di un anno, non aveva ancora avuto una rendicontazione, un report sulla ricostruzione nella Regione Marche. Ora credo che, come è avvenuto per Giovanni Legnini e gli altri Commissari, il Commissario Castelli avrebbe dovuto avere il senso di responsabilità di rendicontare, quindi svolgere un report periodico sulla ricostruzione. Si è insediato il 13 gennaio 2023, a quella data c'era già un report per tutto il 2022 di Giovanni Legnini. Il Commissario Castelli fa un report al 31 maggio 2023, dopo 5 mesi - non si sa per quale ragione, ma va apprezzato, adesso le dirò perché - e dopo questa interrogazione - ma sono certo che lui neppure l'avrà letta - guarda caso, la settimana prima della discussione di questo atto, esce il report. Noi siamo contenti, io sono molto contento, penso che la sua responsabilità e il suo ruolo dovrebbero portarlo a farli un po' più spesso. Oddio, se i risultati sono quelli che in conferenza stampa, fra un'ora e mezza, presenteremo, c’è da essere preoccupati, perché leggere i dati dell'ultimo report del 2024 fa drizzare un po' i capelli, poi ve li racconteremo in maniera più pubblica. Quello che mi piace dire e anticipare, da questo punto di vista, è che i dati che leggeremo e conosceremo sulla ricostruzione mi fanno citare l’ex Assessore Castelli in merito ad interrogazione che feci nel 2021. Rispetto alla ricostruzione il Commissario Castelli ha un'idea della politica di affiliazione al partito dominante, che sembra evocare un ritorno alla mezzadria politica. E’ il suo rapporto con la ricostruzione. Una gestione ottriata, riconosciuta dall'alto di chi pensa di essere il padrone delle coscienze, era un'accusa che faceva alla Giunta precedente che oggi… infondata perché le sue tabelle C, poi diventate E, erano ancora più…, molto più numerose. Ma sui numeri della ricostruzione, scandalosi, diremo più avanti e quella sarà l’occasione per sapere esattamente come stanno le cose. Grazie.
Interrogazione n. 1206
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Interventi previsti nelle gallerie di Cà Gulino e Furlo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1206 del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Grazie al Consigliere Rossi che pone grande attenzione alle tematiche del territorio e chiede informazioni sulla galleria Cà Golino e sulla galleria del Furlo per cui il Dipartimento Infrastrutture ha chiesto informazione al gestore delle strade, delle opere di interesse e, quindi, riportiamo la comunicazione pervenuta dalla struttura territoriale di Anas. In risposta all’interrogazione in oggetto indicata si comunica che Anas ha assicurato la copertura economica relativa alle opere in argomento. Nella fattispecie, relativamente alla Galleria del Furlo, lungo la Strada Statale 3 Flaminia sono stati stanziati 3,5 milioni di euro per i lavori di prima fase riguardanti il risanamento dell’estradosso, il miglioramento della segnaletica verticale di sicurezza, la piena funzionalità del bypass in ambo i fornici. Attualmente sono in corso le attività di progettazione, si prevede l'avvio dei relativi lavori dopo l'estate, compatibilmente con la redazione del progetto esecutivo. Per quanto attiene alla galleria Cà Gulino lungo la Strada Statale 73 bis di Bocca Trabaria è stato assicurato un investimento complessivo pari ad euro 4,4 milioni, di cui 1,9 milioni di euro per lavori urgenti per il ripristino dell'impianto di illuminazione del cavo termosensibile e 2,5 milioni di euro per il ripristino dell'impianto di ventilazione. Attualmente sono in corso le attività di progettazione ed anche per questi interventi si prevede l'avvio dei relativi lavori dopo l'estate, compatibilmente con la redazione del progetto esecutivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore per le sue delucidazioni sempre molto puntuali e anche per il lavoro che sta svolgendo. Inviterei Anas a far presto soprattutto sulla galleria di Cà Gulino ed iniziare anche i lavori sull’altra canna del Furlo perché urge, tra l'altro, la messa in sicurezza della galleria per quanto riguarda tutto l'impianto di illuminazione di emergenza, perché da un lato o, meglio, lato mare e monti non vi è la segnaletica d'emergenza anche se Anas dice che è tutto regolare per quanto riguarda la normativa. Invito anche Anas a una completa pulizia della SS 3 Flaminia, soprattutto nei tratti che vanno da Acqualagna fino a Cantiano, perché urge, anche lì, una manutenzione e ringrazio, tra l'altro, per i lavori di pulizia che sono stati fatti nella S.R. 257 Apecchiese. Per quanto riguarda il viadotto di Pagino ci sono dei rallentamenti perché i lavori dovevano finire, credo, entro l'estate, però, penso che l'apertura sia imminente. Questo ci fa piacere perché, purtroppo, la galleria è a senso unico in una sola carreggiata con autovelox. Tra l'altro questa situazione all'interno ha provocato anche dei disagi e delle preoccupazioni da parte dei cittadini. Quindi chiedo alla Regione di essere sempre vigile e chiedo ad Anas di dare la maggiore attenzione possibile a questa arteria, perché è fondamentale per i collegamenti, non solo tra coste ed entroterra, ma interregionali verso Umbria e Toscana. Aspettiamo che questi interventi… e, soprattutto, su Cà Gulino che sia ripristinata la doppia circolazione perché ci sono dei problemi anche per entrare ad Urbino specialmente ora con il flusso turistico nella strada delle Conce non è comodo. Grazie.
Interrogazione n. 1259
ad iniziativa della Consigliera Elezi
“Piattaforma polifunzionale per il recupero e trattamento di rifiuti pericolosi e non e per la produzione di End of Waste a Jesi, zona Z.I.P.A.”
(Svolgimento)
PRESIDSENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1259 della Consigliera Elezi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Grazie, Consigliera Elezi, per aver sollevato all'attenzione questa situazione, perché mi viene sollecitata da molte persone anche della zona di Jesi, che mi cercano per saperne di più, ho avuto anche la visita di alcuni Consiglieri regionali nei giorni scorsi e anche lo stesso Consigliere Bilò mi chiedeva, proprio ieri, informazioni su questa iniziativa. Come si evince dall'interrogazione, nonché dagli articoli di stampa, il progetto dell'impianto in argomento prevede il trattamento di terre provenienti dalle bonifiche e dai siti contaminati finalizzato al loro recupero quale alternativa allo smaltimento in discarica. Inoltre è prevista una linea di trattamento chimico, fisico, biologico di rifiuti liquidi per produrre un fluido di lavaggio. Leggo quanto dalle richieste viene proposto, poi, tecnicamente, non saprei neanche ben tradurlo per quel che riguarda le specificità che prevede questo impianto. Premesso quanto sopra, si rappresenta che i settori regionali che seguono questi settori non hanno, in questo caso, una competenza diretta, tant'è che non sono chiamati ad esprimersi nel procedimento di cui trattasi, come correttamente indicato anche nella sua stessa interrogazione. Il tutto, infatti, è posto in capo alla Provincia di Ancona, quale autorità competente sia per la procedura di valutazione dell'impatto ambientale sia per quella di autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio dell'impianto procedimentalmente unificate nel P.A.U.R. di cui alla citata istanza presentata in data 7 febbraio 2024. Per quanto concerne eventuali aspetti di pertinenza della struttura in materia di rifiuti è opportuno rammentare che il Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato con deliberazione dell'Assemblea legislativa il 14 aprile 2015, prevede al suo interno i criteri per le localizzazioni degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, fornendo un quadro di riferimento regolatorio certo ed inequivocabile, la cui applicazione è, comunque, demandata alle autorità competenti al rilascio dei titoli richiesti, in questo caso la Provincia e, per quel che riguarda potenziali vincoli da dover inserire, eventualmente il Comune. Non sussistono le ragioni da parte nostra, voglio sperare, per dubitare che tali criteri verranno senz'altro tenuti presenti dalla Provincia di Ancona nella fase istruttoria dell'iter autorizzativo. Comunque si ribadisce che i nostri settori regionali sono disponibili ad intervenire, qualora si siano richiesti i contributi, al fine della corretta applicazione delle disposizioni del Piano regionale di gestione dei rifiuti qualora, però, l'autorità competente ne faccia richiesta. Ad oggi alla Regione Marche non è pervenuta alcuna richiesta, tantomeno di partecipare, ma anche di chiarimenti a situazioni di questo genere. Per serietà dico anche quanto è contenuto nelle normative, che non ci aiutano, in questo senso, per le preoccupazioni sollevate, nel senso che in termini del tutto generali senza alcun riferimento al caso specifico - quindi parlo in generale - voglio evidenziare che il legislatore - parlo dei livelli nazionali ovviamente - ha riconosciuto la pubblica utilità degli impianti di gestione dei rifiuti dandone esplicitazione nella stessa formulazione del decreto legge n. 152 del 2006 che al comma 6 - questo ci tengo a dirlo anche all'Assemblea, per quanto siano cose abbastanza risapute – recita: “L'approvazione di iniziative di questo genere - non solo di questa, parlo in generale - sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, costituisce, ove occorra, variante allo stesso strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità dei lavori”. Cioè, impianti di questo genere, quando vengono presentati da un privato, nel momento della loro approvazione dalla Conferenza dei Servizi, in questo caso convocata dalla Provincia, danno mandato a tutta questa cosa che ho appena letto, compresa una potenziale variante urbanistica, qualora quella non fosse zona industriale. In questo caso, non credo neanche che serva una variante urbanistica, perché è già una zona industriale, non so bene se è vocata a tutto questo. Metto in evidenza, ahinoi, ai noi la durezza delle norme, nel senso che è con questo che con cui dobbiamo in qualche modo fare i conti, non è la prima volta che ci imbattiamo in situazioni di questo genere. Le situazioni eventualmente… questo è un mio umile pensiero ma non è sempre semplice, perché non si sa cosa viene richiesto da privati e quant'altro, le situazioni occorrerebbe eventualmente anticiparle…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. La ringrazio, Assessore, per la risposta che, tuttavia, mi impone di ribadire un concetto fondamentale circa l'impianto per il recupero di rifiuti pericolosi a Jesi. L'economia circolare è un punto nodale della politica di gestione dei rifiuti, ma ritengo che sia un dovere della politica considerarla un modo per tutelare la qualità della vita dei cittadini e non per consentire il libero sfogo dell’interesse privato. È evidente che l'economia circolare non può essere attuata a dispetto della sua sostenibilità sociale. Al di là delle specifiche deleghe, la richiesta di P.A.U.R. - Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale per un impianto che è il primo del suo genere in regione obbliga, a mio avviso, a fare scelte di indirizzo che non siano solo legate a parametri tutti da verificare sul campo. La stessa Edison nel progetto evidenzia la possibilità che quello di Jesi diventi un polo provinciale e regionale della produzione di End of Waste da terreni contaminati visto che nelle Marche ci sono più di 1.100 siti contaminati censiti e il più grande cantiere del sisma centro Italia. Edison chiede di costruire un impianto pericoloso che avrà delle ricadute molto pesanti sull'area già Aerca, gravata dall'inquinamento delle falde acquifere e da polveri sottili e prossima al costruendo hub di Amazon. Le criticità sono evidenti tanto che il Comune di Jesi, solo dopo un anno dalla richiesta e solo sulla spinta delle proteste, si è confrontato con la cittadinanza. Tra i doveri dei Sindaci c'è anche la salvaguardia della salute pubblica, che ma non può essere compatibile con un impianto per rifiuti pericolosi costruito vicino ad una mensa e in un'area dove gravitano aziende che muovono migliaia di persone ogni giorno. Credo che, anche a fronte del lavoro che andremo a fare sul nuovo Piano regionale dei rifiuti, la politica debba porsi prepotentemente il problema di conciliare la sostenibilità ambientale con l'effettiva qualità della vita e mi auguro che facciamo tutti insieme un buon lavoro in questo senso. Invito nuovamente la Regione ad essere propositiva per un’interlocuzione con il Comune e gli enti coinvolti in modo da dare voce ai tanti cittadini che non per miopia, ma per riscontri oggettivi sull’impatto ambientale ammessi anche da Edison si stanno esprimendo anche con una raccolta firme sacrosanto. Grazie.
Interrogazione n. 1243 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Mangialardi, Bora, Casini, Cesetti, Vitri
“Riduzione attività del Centro TAO (Terapia anticoagulante orale) all'Ospedale regionale di Torrette di Ancona”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1243 - a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Mangialardi, Bora, Casini, Cesetti, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il centro TAO è il Centro che svolge per i suoi servizi importanti, servizi sanitari sui pazienti trattati con terapia anticoagulante orale. Questo Centro non ha ridotto le sue prestazioni, ma, semplicemente, ha rimodulato le sue attività interne, riferisce il Direttore generale, senza trascurare nessuno. Tuttavia, per poter seguire le situazioni più croniche e più difficili è in corso una interlocuzione coordinata dall'Agenzia Regionale Sanitaria, affinché alcuni pazienti con l'interessamento di specialisti di riferimento dei Medici di Medicina generale possano essere trattati anche dalle altre Aziende Sanitarie Territoriali. L'interrogazione mette una lente di ingrandimento su questo servizio. Per quanto mi riguarda, seguirò a fondo questa vicenda, affinché quanto è stato prospettato, che cioè il Centro TAO di Torrette non sia ridimensionato, effettivamente avvenga e che l'eventuale inserimento delle Aziende Sanitarie Territoriali nei servizi in parola possano potenziare questo tipo di trattamento per i pazienti affetti da queste patologie e non diminuirne l'impatto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Faccio presente che questa era un'interrogazione a risposta immediata presentata ormai un mese fa, Assessore. Dico anche che lei ha parlato di rimodulazione secondo quanto indicato dal Direttore generale, a noi risulta, invece, che ci sia una vera e propria riduzione di servizi. Ci sono arrivate segnalazioni da pazienti che indicano una riduzione, non una rimodulazione. Glielo faccio presente adesso perché ero un attimo distratto. Il fatto stesso che Direttore generale precisi che sono in atto interlocuzioni con altre strutture delle Aziende Territoriali evidenzia che, probabilmente, Torrette non è più in grado di offrire il servizio di prima, perché, altrimenti, questo non dovrebbe essere un ruolo e un compito svolto da Torrette, ma dal Servizio Sanitario Regionale. La invito fortemente, l'ha detto lei al termine della risposta, a controllare, a verificare che questo servizio non sia effettivamente ridotto, come risulta a noi. Ripeto, ci sono giunte diverse segnalazioni a conferma che l'interrogazione è basata su fatti concreti, perché questo servizio è fondamentale, come metteva in evidenza lei nella sua risposta, e una sua riduzione andrebbe a colpire persone già, dal punto di vista sanitario, particolarmente fragili. Grazie.
Interrogazione n. 1154
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Concorso pubblico per esami per la copertura di n. 5 posti ‘Operatore Tecnico CUR NUE 112’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1154 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In merito a questa interrogazione su un concorso svolto dall'Agenzia Regionale Sanitaria per l'assunzione di personale per il Centro NUE 112 di Ancona, la risposta che può fornire l'Assessore è che il concorso è perfettamente conforme alle disposizioni vigenti, tant'è vero che non risulta siano stati impugnati atti di gravame nei riguardi dello stesso concorso. In merito specificamente ad alcuni punti posti nell'interrogazione, se, cioè, le materie che erano indicate nel bando di concorso fossero inserite tra i quesiti del concorso stesso, la risposta è positiva, nel senso che tutte le trenta domande riportate nella prova scritta vertevano sugli argomenti previsti indicati nel bando e inquadrabili nei sei argomenti riportati nello stesso. Questi sono la normativa nazionale regionale di riferimento e numero unico di emergenza 112, le caratteristiche e la funzionalità della centrale NUE 112, il ruolo e le funzioni dell'Agenzia Regionale Sanitaria, il ruolo e le funzioni del personale NUE 112, nozioni di informatica e di strumenti web, nozione di geografia regionale comprendente le Marche, l'Umbria, la cartografia di base. Quindi, non si rilevano elementi tali da valutare questo concorso non in linea con le disposizioni vigenti. Certo è che una prova come questa, che ha visto centinaia di candidati per solo cinque posti, sottolinea come ci sia nel nostro Paese anche una domanda di lavori intellettuali a cui il nostro Paese deve prestare attenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche il Vicepresidente Saltamartini. Per la verità, non mi aspettavo una risposta diversa. Voglio fare una premessa al Vicepresidente. Quando faccio interrogazioni e spesso mi è capitato in merito a concorsi, conferimenti di incarichi, eccetera, lo faccio sempre su segnalazioni che mi pervengono e, qualora queste segnalazioni mi pervengano verbalmente, pretendo sempre una e-mail esplicativa su quello che hanno da raccontare. Perché c'è in me la presunzione di regolarità ovviamente nell'espletamento dei concorsi e nel conferimento degli incarichi conoscendo bene, tra l'altro, per aver fatto cinque anni e tre mesi l'Assessore al personale e all'organizzazione, la correttezza degli uffici. Però, nel caso di specie, appunto, mi sono pervenute segnalazioni e, tra queste, c'era proprio il fatto che la prova verteva su materie che non erano previste nel bando. E c'è un punto, questo è un concorso pubblico per cinque posti di Operatore Tecnico CUR NUE 112, esperti categoria B, profilo B1, operatore tecnico. Già B1 la dice lunga sulla non particolare eccellenza che si richiede per un'attività del genere. Ebbene partecipano 662 concorrenti, vengono ammessi alla prova scritta 246 concorrenti, superano la prova scritta, guarda caso, soltanto cinque concorrenti. Cinque soltanto. Questi cinque B vengono ammessi alla prova orale e la passano tutti e cinque. Capisce, Vicepresidente, il dubbio aleggia dirompente, 662 concorrenti, ne vengono ammessi soltanto cinque dei 246 che lo espletano e quei cinque superano tutti e cinque questa prova. Mah, non lo so, però, ci torneremo sopra ad approfondire questa vicenda, perché non rileva il fatto che non abbiano ricorso, perché, poi, abbiamo visto che, quando ricorrono, solitamente vincono e abbiamo visto, ad esempio, che è successo all'ufficio di ricostruzione…
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi
Interrogazione n. 1180
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Vitri
“Fondo regionale non autosufficienza e attuazione Piano nazionale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1180 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In merito all'interrogazione in argomento, relativa al Fondo regionale per la non autosufficienza, devo confutare quanto è contenuto nel testo dell'interrogazione, che, cioè, la Regione Marche non avrebbe stanziato fondi per questa importantissima materia. I fondi che sono stati stanziati sono tratti dal Fondo POC e, chiaramente, si tratta di fondi che vengono impiegati per questo importante tema della non autosufficienza in attuazione del Piano nazionale. I fondi che sono stati impiegati nel 2022, fra il Fondo regionale non autosufficienza, il POC, il Fondo nazionale ammontavano per 2022 a 26.750.000 euro. Nel successivo anno 2023 i fondi sono leggermente aumentati portandoli a 26.938.000 euro. Sono risorse importanti, non sufficienti a garantire una copertura ampia su questo tema, ma mi preme sottolineare come siano tutti importi con il segno più rispetto agli anni precedenti. In merito alla presunta censura, secondo cui ci sarebbero dei ritardi nell'attuazione della delibera n. 1496 del 2023, c’è da tener conto che il nuovo percorso istruttorio di questi provvedimenti, che tendono a far sì che la Regione proponga poi al Ministero la deduzione di queste misure, che devono essere validate a livello nazionale, si è registrato quest’anno un rallentamento proprio per il parere espresso dal Ministero, tenendo conto che la nostra Regione è stata una delle prime ad aver avanzato la sua proposta. In realtà, alla complessità del percorso istruttorio per l'adozione dei provvedimenti in argomento traggono le radici, sulla complessità di alcuni LEPS, alcuni percorsi, perché quest'anno, appunto, sono stati individuati questi Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, per cui si è ritenuto di convocare degli appositi gruppi di studio con i soggetti interessati per condividerne i contenuti e la portata esecutiva dei provvedimenti stessi. Ad oggi, gli atti adottati in materia sono la delibera n. 592 del 22 aprile 2024 “Contributi alla disabilità gravissima e vita indipendente”, la delibera di Giunta regionale n. 848 del 4 giugno 2024, relativa all'attuazione degli interventi SAD, la delibera di Giunta regionale n. 849 del 4 giugno 2024, relativa all'attuazione dell'intervento di capacitazione degli ATS ed è in fase di completamento un'ulteriore delibera di Giunta regionale, prevista per settembre, per la programmazione attuativa degli interventi LEPS. Quindi, dal punto di vista del finanziamento di questi servizi, i segni sono tutti positivi. La Regione legittimamente impiega anche fondi dell'Unione Europea, che possono essere impiegati a questo riguardo, e il procedimento sta riguardando i nostri uffici, che vanno ringraziati perché, comunque, la velocità di esecuzione degli atti amministrativi con cui si impiegano queste risorse è una velocità encomiabile, dal mio punto di vista, posto che c'è una difficoltà proprio operativa, in quanto i poteri in materia sono condivisi tra l'autorità statale, l’autorità regionale e, poi, tutte le delibere devono seguire il percorso del parere del CAL, delle Commissioni consiliari competenti. Quindi c'è un allargamento delle procedure di approfondimento della materia che hanno riportato dei risultati comunque apprezzabili per quanto riguarda l'attuazione di queste misure. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Nessuno mette in dubbio l'encomiabile lavoro degli uffici del Servizio politiche sociali della Regione, assolutamente, però, si tratta anche di fare il punto su alcune scelte politiche. Perché nell’interrogazione noi citiamo il fatto che, ad esempio, nel 2022 il Fondo non autosufficienza, che prima era finanziato completamente, in buona parte, da fondi regionali, è stato, di fatto, sostituito integralmente da Fondi europei. È evidente che, rispetto a una domanda altissima di servizi, mi riferisco all'assistenza domiciliare, alla disabilità gravissima, alle persone che hanno diritto ad assegni di cura, sostituire le risorse senza ampliarle non dà quella risposta necessaria ai cittadini che sono in condizione di fragilità. Rimane un gap enorme tra domanda e offerta francamente inaccettabile. Dopodiché lei ha sottolineato che alcuni provvedimenti sono stati messi in campo. Altrettanto faccio io con quelli che, invece, non sono stati attivati, dal Piano di assistenza individuale ai criteri dei progetti degli ambiti per le soluzioni abitative per gli anziani e alle linee guida per l'assistenza domiciliare. Ci sono una serie di provvedimenti non attivati. E così come chiediamo nell'interrogazione, che ci sia un maggior controllo sul reale utilizzo dei fondi, delle risorse che sono destinate agli ambiti, reale utilizzo da parte dei Comuni, perché molti Comuni non utilizzano le risorse destinate all'assistenza domiciliare e, su questo, chiediamo alla Regione di fare luce, perché è evidente che ci sono troppi cittadini che poi rimangono senza adeguati servizi. Ma soprattutto, a chiusura della mia replica, rinnovo l'invito ad ampliare la base dal punto di vista finanziario, perché i fondi stanziati sono, al momento, solo quelli europei. Servono più risorse e chiedo, quindi, di ripristinare quelle che erano le risorse regionali per dare più risposte ai territori, in particolar modo alle persone che soffrono in una situazione di grave fragilità. Grazie.
Interrogazione n. 1204
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“CUP fuori servizio: un problema che ha paralizzato la Regione”
Interrogazione n. 1216
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Blocco Cup regionale – Richiesta spiegazioni”
Interrogazione n. 1233
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Poliambulatori di Castelfidardo – disservizi sportelli CUP”
(Abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1204 della Consigliera Ruggeri, l’interrogazione n. 1216 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri e l’interrogazione n. 1233 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALATAMARTINI. Grazie, Presidente. Il sistema CUP della nostra Regione è stato oggetto di un attacco hacker che si è dispiegato in via digitale nei mesi precedenti. Di questo attacco hacker, che manifesta estremi di reato, se ne sta occupando l'autorità giudiziaria e anche l'autorità nazionale di vigilanza in materia. A seguito di questo attacco hacker, innanzitutto, non sono state perse notizie o informazioni sensibili dei cittadini marchigiani, ma si è creata solamente una condizione per cui, per alcuni giorni, ogni tanto si ripetono delle disfunzioni determinate dal fatto che, a seguito di questo attacco, è stato necessario aumentare la protezione di accesso degli operatori e anche di coloro i quali accedevano al CUP, come per esempio le farmacie, misure aggiuntive che sono state richieste e concordate dai tecnici che si occupano della sicurezza digitale. Ora, c'è da tener conto che, a seguito di questi attacchi, si sono verificati nella nostra Regione dei ritardi che, a loro volta, hanno determinato ulteriori ritardi nell'accesso dei cittadini al numero CUP unico regionale. Questo ha determinato la Regione e l'Azienda Sanitaria Regionale, a cui appartiene la responsabilità del settore, ad aumentare ulteriori linee per incrementare il volume degli accessi al CUP regionale e, in queste settimane, si sta lavorando per potenziare tutto il sistema mediante l'allaccio alla fibra ottica. Senonché, nel quartiere dove è stato installato il CUP regionale, quella parte del quartiere della città di Pesaro non è coperta dalla fibra ottica. Quindi, per noi questo problema ha comportato ulteriori ritardi, che stiamo cercando di affrontare con Fastweb e con Telecom, tenuto conto che, in una città importante come Pesaro, il fatto che un quartiere non sia servito dalla fibra ottica ha creato ulteriori problemi. Rispondendo complessivamente alle tre interrogazioni, devo dire che il problema è in via di superamento per l'aumento delle linee e, soprattutto, per l'allaccio alla fibra, che consentirà un numero indefinito di accessi dall'esterno al CUP regionale e anche la possibilità di prenotare prestazioni sanitarie attraverso le farmacie, che in questo momento non è possibile, perché il sistema delle farmacie deve completare un percorso di garanzia di accesso attraverso l'individuazione di ogni operatore che accede al CUP regionale. Quindi, il sistema della prenotazione per le farmacie dovrà essere reintegrato in queste misure di sicurezza e la previsione è che dovrebbe essere sistemato il tutto entro le prossime settimane. Tutto il sistema della sicurezza digitale è stato oggetto di ampi approfondimenti da parte, ripeto, anche delle autorità nazionali che si sono occupate di sicurezza cibernetica e, quindi, ritengo che, per le prossime settimane, tutto il CUP regionale sarà posto, nelle attuali conoscenze, nelle condizioni di operare senza ulteriori aggravi. Sappiamo, tuttavia, che tutto il mondo del digitale è un mondo in continua trasformazione, non c'è mai un punto ben definito, tant'è vero che si sono registrati, non nella nostra Regione ma in altre Regioni, attacchi hacker attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale. Quindi è un po' una rincorsa verso la protezione rispetto a ciò che l'evoluzione digitale comporta in fatto di sviluppo di questa importantissima materia. Quindi noi stiamo cercando di adottare tutte le misure possibili e necessarie. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore per la risposta. Dal modo in cui ha risposto sono pienamente consapevole del fatto che anche lei abbia coscienza che il CUP nelle Marche non funziona, non ha funzionato e continua a non funzionare. Non ho la sua serenità nel dire che entro qualche settimana tutto sarà a posto. Questo lo posso affermare perché, quando c'è stato il primo attacco hacker il 19 maggio, dopo poche ore lei ha risposto sulla stampa che entro il 23 maggio, quindi, a distanza di quattro giorni, sarebbe stata ripristinata la piena attività del sistema e, come ci ha detto adesso, purtroppo oggi, che siamo il 6 di agosto, ancora la situazione non è questa. Quando ieri ho incontrato un po' di persone e mi hanno chiesto di che cosa avremmo parlato oggi, ho detto che avrei parlato del funzionamento del CUP e tutti, tutti, quelli con cui ho parlato di questa cosa mi hanno detto: “Per favore, dica a nome nostro all'Assessore che il CUP non funziona, continua a non funzionare”. Ancora in farmacia non è possibile prenotare, lo dice anche lei. Telefonando, anche se avete messo una linea telefonica in più, succede che si sta ore al telefono perché o non si prende la linea o, se la si prende, si è l’ultra centesimo in attesa. Quando non cade la chiamata e si arriva a parlare con l'operatore, che dice che l'agenda è chiusa. Anche se lei non se lo vuol sentir dire, purtroppo è quello che si sentono dire tante persone che si rivolgono al CUP. Non funziona anche il meccanismo di richiamata, perché, sul punto, le ho fatto tante interrogazioni in questi mesi, lei ha sempre detto che il cittadino che chiama una volta poi viene preso in carico dal sistema. Assessore, purtroppo non funziona così, non ti richiamano, quindi le persone sono costrette a richiamare - e glielo dico anche a titolo personale - non si sa quante volte, per poi non vedere evasa la propria richiesta. Quindi, il tema della sicurezza è sicuramente un tema importante, ma anche il tema dell’accesso alle cure, alle visite e agli esami è importantissimo e non è assolutamente pensabile che nelle Marche ci si debba rivolgere per forza al privato perché sennò nel pubblico non si riesce a farsi curare. Qui è un cane che si morde la coda. Con tutti questi disfunzionamenti, ho chiesto alla mia assistente di stamparmi gli articoli che sono stati pubblicati da quando c'è stato il primo attacco hacker fino ad oggi. Mancano gli articoli dell'ultima settimana. Ecco, ci si potrebbe scrivere un romanzo, purtroppo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la sua replica che mi lascia, però, molto insoddisfatta. Una curiosità, da dove nasce tutta questa sicurezza nell'affermare che i dati non sono stati violati? Non sarebbe stato forse più corretto e onesto dire: “Non abbiamo raccolto abbastanza evidenze)” o “Non abbiamo sistemi per raccogliere queste evidenze su quello che accade nella rete?” È troppo comodo, Assessore, affermare che non c'è stata violazione dei dati, quando, in realtà, non sapete proprio cosa hanno realmente fatto i soggetti ostili durante l'attacco informatico. E non lo sapete semplicemente perché i sistemi di difesa regionali non sono in grado di dirvelo. Ad esempio: raccogliete i log dei sistemi Windows e li mandate periodicamente e costantemente ad un sistema di monitoraggio? Avete almeno adottato la tecnologia necessaria per effettuare un corretto monitoraggio e previsto la successiva e tempestiva risposta ad un eventuale attacco? Sapete che cos'è un EDR? O vi basate ancora su un'obsoleta tecnologia degli anni Novanta, come un semplice antivirus? E, allora, se non ve ne siete accorti, vi aiutiamo noi. Il mondo è andato avanti e voi evidentemente no. Questo, però, purtroppo per noi, vi impedisce di adottare sistemi di protezione da attacchi informatici all'avanguardia e capaci di tutelare al meglio la privacy dei cittadini/pazienti e gli interessi economici della nostra Regione. La prego, quindi, di evitare di fornire una falsa informazione o false rassicurazioni su cosa sia stato violato e cosa no, perché la verità è che nemmeno voi lo sapete, proprio perché in tutti questi anni è mancata una giusta strategia di difesa. Dopo quattro anni meritate ancora un quattro perché non avete fatto i compiti a casa e, purtroppo, per questo a pagarne le conseguenze sono, ancora una volta, i cittadini marchigiani. Una famosa barzelletta americana recita: “No logs, no crime”. Non ci sono logs e non c'è crimine, giusto, Assessore? Lei la conosce questa espressione. Puntualmente torniamo sullo stesso problema. La verità è che su questo argomento, come su tanti altri, la vostra strategia è sempre la stessa, quella dello struzzo che nasconde la testa nella sabbia. Ricordiamo per la cronaca che già nell'aprile del 2022 l'Agenzia regionale per la Protezione Ambientale Marche era stata vittima di un attacco e, poi, nel 2023 un ulteriore attacco ha coinvolto il sistema SIRTE, con conseguente perdita di dati e fascicoli sanitari. Il Gruppo del Partito Democratico ha seguito e chiesto spiegazioni con la presentazione di diversi atti ispettivi per entrambi i casi, ma, ancora oggi, siamo qui a parlare dei disagi subiti da utenti, pazienti ed operatori a causa dell'ennesimo attacco hacker che ha mandato in tilt le strutture informatiche del Sistema Sanitario Regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Qui, in realtà, non è entrato nel merito l'Assessore Saltamartini, probabilmente perché non sapeva proprio che cosa rispondere. Per quanto riguarda i disservizi che ci hanno segnalato, fino allo scorso venerdì, in relazione al CUP di Castelfidardo sappiamo che si tratta di un disagio grave, non episodico, che incide sulla percezione che la comunità locale ha della sanità territoriale. Dei tre sportelli presenti, solamente uno risulta essere operativo. La miglior riprova di una sanità territoriale che grazie alla vostra riforma e al vostro Piano Socio Sanitario non va oltre le promesse e lascia senza risposte i bisogni e le richieste dei pazienti. L'insufficienza di personale incide sulla qualità della prestazione erogata che necessariamente, per essere evasa, subirà dei forti rallentamenti. A questo si aggiunge, fin troppo spesso, la brutta sorpresa di non vedere soddisfatta la richiesta di prenotazione di esami o visite specialistiche in ragione delle agende regionali chiuse. Oggi lei, Assessore, non ci ha dato risposte, non ha fornito soluzioni strutturali che possano tranquillizzare gli oltre 18.000 cittadini fidardensi, e di questo ne prendiamo atto. Le file che negli ultimi mesi si formano presso gli sportelli del Poliambulatorio sono il pessimo biglietto da visita della vostra Giunta e anche della realizzazione di un sistema territoriale che comporta disagi non solo per i pazienti che devono prenotare, pagare, cancellare, ritirare referti, chiedere informazioni, ma anche per gli operatori addetti che si trovano in prima linea a gestire il loro malcontento. La sanità è un bene collettivo e non possiamo accettare che i marchigiani continuino a subire questa riduzione di servizi pubblici essenziali e a questo siete chiamati a rispondere. Il Gruppo consiliare del Partito Democratico continuerà a monitorare questo, come altri casi simili, mi riferisco, ad esempio, al CUP di Osimo e di Corinaldo, teatro nelle ultime settimane di disservizi analoghi se non peggiori. Grazie.
Interrogazione n. 1209
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Realizzazione Centro Residenziale Autismo AST Ascoli Piceno”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1209 dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Come noto all'interrogante, con la delibera di Giunta regionale n. 1564 del 18 dicembre 2017 si è proceduto a dare avvio alle procedure per l'attivazione di strutture dedicate a persone con disturbi dello spettro autistico. Sulla base di quel documento, si è ritenuto di strutturare due strutture che sarebbero state collocate una a nord, Area Vasta 1 o Area Vasta 2, e l'altra al sud, Area Vasta 3 o Area Vasta 4 della Regione. Con successiva delibera del Comune di Ascoli Piceno n. 367 del 3 novembre 2022, si è proceduto ad accogliere l'istanza del Direttore dell’AST 5 di Ascoli Piceno, dichiarando la volontà dell'Amministrazione comunale di concedere la porzione di un'area di proprietà comunale in diritto di superficie a titolo gratuito per un periodo di 50 anni, rinnovabile per un periodo uguale, a far data dalla sottoscrizione di un apposito protocollo di intesa per la realizzazione di una struttura destinata a Centro residenziale per l'autismo. L'Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli Piceno ha ricevuto il relativo finanziamento e, con determina del 3 gennaio 2024, ha iscritto alla voce di stato patrimoniale il bene e, per quanto sopra, si è avviata la procedura per la progettazione dell'opera stessa. Naturalmente, su questo punto c'è da tener conto, tenuto conto che l'interrogante aveva una responsabilità di Vicepresidente nella nostra Regione, che l'opera, dal 2017 al 15 ottobre del 2020, non aveva mosso alcun passo e, quindi, questa attività di realizzazione di questa importante struttura ha risentito, naturalmente, dei due anni e mezzo di Covid e di tutto ciò che ha riguardato l'emergenza del Covid-19 nella nostra Regione e anche nell'Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli Piceno. Evidentemente, però, c'è da tener conto, concludendo questa mia risposta all'interrogazione, che l'attualità e l'aumento della domanda, soprattutto per queste condizioni dell’autismo, che vedono aumentare il numero delle persone che chiedono questi servizi, dovrà comportare un’accelerazione del procedimento che, come ho detto, era stato individuato nel 2017, ma che finora ha mosso pochi passi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, lei non ha risposto in maniera soddisfacente e, rispetto alla chiosa dei tempi, le dico che lei si è dimenticato di dire che è stata approvata la delibera nel 2017, ma il 18 dicembre 2017, quindi diciamo 2018. E, quindi, se vogliamo fare i conti, lei è Assessore dal 2020, insomma, mi pare che in quattro anni nulla si sia mosso. Qual è la differenza però, Assessore? È che noi non abbiamo mai giocato con il problema dell'autismo, non ci siamo mai fatti le fotografie. Lei, se mi dà un attimo di attenzione, può guardare i giornali locali di Ascoli Piceno, nei quali il Sindaco di Ascoli Piceno e l'Assessore ai Servizi sociali si prendono meriti e si fanno fotografie dicendo: “Vicini alle persone con disabilità”. La soddisfazione del Sindaco di Ascoli Piceno e dell'Assessore ai Servizi sociali, quindi, le fotografie con le quali dicevano: “Che bello abbiamo iniziato l'iter”. Peccato che l'iter sia stato iniziato due anni fa ed è assolutamente fermo. È stata individuata un'area, ma lei stesso mi dice che nessuno ha fatto nulla per iniziare, progettazione, risorse e quant'altro. Quindi, tra la delibera degli inizi del 2018 e, invece, il proseguo c’è molta differenza. C'è una reale presa in giro di persone che hanno problemi seri e non parlo soltanto dell'autistico, che, probabilmente, è quello che ha meno problemi rispetto alle famiglie, ai genitori, a volte genitori anziani, perché abbiamo anche il problema del dopo di noi, ma anche rispetto, a volte, ai fratelli che vivono una condizione di grandissimo disagio all'interno della famiglia. Quindi il Centro residenziale per l'autismo, che era partito nel 2018, seppur con… in due anni la Giunta precedente non ha portato avanti, se non finanziamenti e avvio delle procedure… si può certo dire che dal 2020 al 2024 voi non avete fatto null'altro se non fotografie nelle quali, in una eterna campagna elettorale, il Sindaco di Ascoli Piceno e l'Assessore ai Servizi sociali si sono vantati di qualcosa che, in realtà, non esiste. Soprattutto, non esiste ed è qualcosa di utile, anzi, direi, essenziale per persone di una particolare e grandissima, enorme fragilità. Grazie.
Interrogazione n.1087
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Realizzare un centro residenziale per persone affette da demenza o Alzheimer a Fano, è una priorità"
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1087 della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In risposta all'interrogazione, occorre tener conto che nel Distretto Sanitario di Fano sono attive diverse strutture residenziali destinate alle persone anziane non autosufficienti, sia con livelli di assistenza estensiva, quali Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), sia con livelli di assistenza di mantenimento, protezione e così via. Occorre tener conto del fatto che il fabbisogno di queste strutture risulta ancora fissato dalla delibera di Giunta regionale n. 1105 del 2017 e, sulla base di questo atto, che individua il fabbisogno regionale, in questo momento non vi sarebbero disponibilità di posti né di tipo estensivo, né per le demenze, né di lungoassistenza, mantenimento e così via. È evidente che queste strutture vanno a completare l'anello di questo percorso, che è stato avviato in questa legislatura, di riforma del Sistema Sanitario Regionale, che è partito con la riforma delle Aziende, con la sostituzione dell'Azienda unica ASUR con le cinque Aziende Territoriali e le due, INRCA e Torrette, con l'approvazione del nuovo Piano Socio Sanitario, che individua la domanda effettiva anche su questa materia, con gli interventi PNRR. Questo percorso, come abbiamo già detto più volte in quest'Aula, si andrà a completare con la predisposizione degli atti aziendali previsti, come ho già detto nella precedente seduta del Consiglio regionale, tra il mese di settembre e il mese di ottobre. Dopodiché dovrà essere fatta la ricognizione della domanda che dal 2017 ad oggi, dopo otto anni, sostanzialmente, dovrà essere fatta nella nostra regione. Perché, come è noto a tutti, la longevità, l'allungamento della vita, la bassa natalità esistente nella nostra regione, ma in tutto il territorio nazionale, richiedono con insistenza questo tipo di servizi territoriali, anche se l'indirizzo delle politiche sanitarie, sia dell'Unione europea che del nostro Paese, attraverso l'applicazione del decreto ministeriale n. 77, si rivolge molto di più all'assistenza domiciliare, con gli infermieri di famiglia, gli infermieri di comunità, che non alla realizzazione di queste strutture. Quindi, complessivamente, dovendo dare delle risposte, e da una ricognizione della domanda che è maturata di queste strutture dal 2017 ad oggi, l'ARS ha ricevuto l'incarico di fare la ricognizione dei posti che servono nella nostra regione e di effettuarne la ripartizione territoriale. E, quindi, sicuramente si darà soddisfazione a quanto proviene dal territorio del Pesarese, in particolare dalla vallata che si rivolge verso Fano, per queste strutture. Voglio anche aggiungere - perché altrimenti in quest'Aula sembra che ci siano, diciamo così, dei maghi che riescono a risolvere dei problemi - che dobbiamo tener conto che il servizio pubblico sanitario riesce a soddisfare la domanda nel momento in cui il servizio è finanziato. Ricordo a tutti che dal 2012 fino al 2019 il Servizio Sanitario è stato potato di 40 miliardi. Poi, qualcuno si domanderà quali sono stati i Governi che l’hanno fatto. Dobbiamo anche aggiungere che, per la prima volta, la legge finanziaria di quest'anno ha portato il Fondo sanitario, ancorché insufficiente rispetto al prodotto interno lordo, a 134 miliardi, più 19 miliardi rispetto al 2019. Quindi, in termini assoluti, i 134 miliardi mettono un segno più, rispetto ai segni meno dei Governi precedenti. Sono perfettamente d'accordo che il 6,3% del prodotto interno lordo è inferiore a quanto investono Germania, Francia e Regno Unito e sono anche convinto che, in una visione non ideologica del diritto alla salute, dovremmo tutti batterci per far aumentare quel fondo e, per quanto mi riguarda, fino alla fine di questa…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. A parte il fatto che, sull'ultimo punto, quello del bisogno dell'aumento del fondo, abbiamo votato all'unanimità una proposta di deliberazione che era a prima firma dell'allora Capogruppo del Partito Democratico, Consigliere Maurizio Mangialardi. Quindi, siamo tutti d'accordo sul fatto che debba essere aumentato. Sulla questione dell’aggiornamento del fabbisogno, relativamente alla delibera di Giunta regionale di cui lei parlava, la n. 1105 del 2017, ho fatto recentemente un'interrogazione e, anche su questo, concordo con lei sul fatto che debba essere rivisto questo fabbisogno per fare una corretta programmazione e, nella scorsa risposta, mi aveva assicurato che entro la fine dell'anno ci sarebbe stata. Quindi mi auguro che questa tempistica sia rispettata. Ma saluto con grande favore quello che lei ha detto in un passaggio un pochino sfumato, ma che mi sento di interpretare in maniera positiva, quando dice, addirittura con un avverbio estremamente affermativo, che sicuramente si darà soddisfazione al Pesarese, alla Vallata del Metauro, quindi, io interpreto Fano, per queste strutture. Questo lo dico perché la mia interrogazione risale al 2 febbraio di quest'anno. Quattro giorni dopo è arrivata una mozione da parte dell'allora Consigliere regionale Serfilippi, che si è trascinato dietro la mia interrogazione. Nel frattempo il Consigliere è diventato Sindaco di Fano e, anche in campagna elettorale e nei giorni a seguire, quando è stato eletto, si è fatto interprete di questa esigenza del nostro territorio. Quindi, la realizzazione di un Centro residenziale Alzheimer a Fano è largamente condivisa da tutti i partiti politici. Quindi, visto che il Consigliere Serfilippi non siede più in quest'Aula – mentre io ci sono – e che la sua mozione è decaduta in seguito alle sue dimissione per andare a fare il Sindaco di Fano, considerato che l'interesse di tutti è fare il bene della comunità che rappresentiamo, oggi faccio mia la sua mozione, la protocollo, in modo che, immagino, verrà discussa più avanti, dato che siamo molto indietro sulle mozioni, e quando ci sarà l’aggiornamento del fabbisogno e avremo chiari i numeri che serviranno.
Naturalmente, da quello che sappiamo, ci servirebbero almeno 60 posti letto per il Centro residenziale per demenze e Alzheimer e, possiamo dirlo anche senza tema di smentita, sicuramente c'è bisogno nella nostra zona, perché nelle Marche sono 30.000 le persone affette da demenza, 5.000 sono quelle della nostra provincia di Pesaro e Urbino, 1.000 nel...
Proposta di legge n. 274
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifica alla legge regionale 3 aprile 2013, n. 5 (Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno)”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 274 della Giunta regionale. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Con questa modifica alla legge regionale 3 aprile 2013, n. 5, “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno”, si vanno a modificare alcune date di apertura e chiusura del periodo di cerca e raccolta dei tartufi, in maniera da tutelare maggiormente la presenza e la riproduzione di questi funghi ipogei nel territorio regionale.
In maniera molto sintetica, la raccolta slitta al 1° ottobre e la stagione si conclude qualche settimana prima.
Vorrei ringraziare l'Assessore Antonini e il Presidente della II Commissione, Consigliere Putzu, perché questa modifica è frutto di una concertazione del tavolo tecnico del tartufo che, finalmente, con questa Giunta, è stato riunito e ha trovato all'unanimità una soluzione per quanto riguarda la questione delle aperture. C’è questo slittamento perché con i cambiamenti climatici le stagioni si allungano e si è evidenziata questa esigenza.
Nel tavolo tecnico del tartufo sono presenti le rappresentanze dei tartufai, dei tartuficoltori, della Regione c'è il sottoscritto che è stato delegato dalla II Commissione, come da legge, ci sono gli enti locali, ci sono i commercianti e si è trovata questa sintesi. È importante. Si riunirà ad Ascoli Piceno il 20 agosto nuovamente il tavolo tecnico e discuteremo altre modifiche, migliorie da fare alla legge, a tutto il comparto di questo rilevante settore che, per noi marchigiani, da nord a sud, è molto importante.
Potete vedere l'allegato A, nella tabella dove ci sono le date di apertura (al 1° ottobre) e di chiusura dei tartufi. Questo riguarda il tuber magnatum picum, il tartufo bianco, la trifola, conosciuta come tartufo bianco del Piemonte o, meglio, conosciuta e rivendicata da noi come tartufo bianco di Acqualagna.
Allo stesso tempo sono spostate anche la data di raccolta del tuber aestivum e del tuber macrosporum e del tartufo nero di Bagnoli. Queste sono questioni più tecniche.
C'è questa nuova visione del tartufo, nuova valorizzazione. Già come tavolo tecnico ci siamo riuniti due volte e siamo partiti dalla cosa sulla quale eravamo tutti d'accordo: lo spostamento in avanti di una settimana per tutelare il prodotto tartufo e anche l'anticipazione della chiusura, che l'anno scorso era stata invece spostata in avanti. Si sono concertate queste esigenze e credo che questo sia un bene.
Per altre eventuali proposte che potranno venire, come tavolo del tartufo siamo disponibili a discuterne e, visto che il tartufo non è solo un prodotto ad esclusiva dei commercianti o dei cavatori o dei tartuficoltori, è un prodotto di filiera che riguarda tutti, è bene che tutte le azioni siano concertate per non andare contro a nessuno. Questo è il metodo di lavoro che contraddistingue l'Assessorato, ma credo anche la Giunta, come su tante altre cose. Anche la condivisione, la presentazione, mi viene in mente, dei bandi dell'Agricoltura ex PSR, importanti. Una condivisione non solo con le associazioni di categoria, ma con i territori, con gli attori principali. L'Assessorato all’Agricoltura va nei territori, spiega il bando, riceve eventuali critiche o proposte, anche di modifiche. C'è un rapporto tra istituzioni e il cittadino ben diverso.
Credo che il tavolo tecnico del tartufo incarni bene quest’aspetto, perché ci sono dentro tutti, ma ci sono dentro tutti anche a livello territoriale: rappresentanti della provincia di Pesaro e Urbino, del Piceno, delle altre province. Anche la rappresentatività territoriale all'interno di questo tavolo è comunque garantita, anche perché da territorio a territorio ci sono anche diverse esigenze, perché le Marche hanno tante tipologie di tartufi, anzi, le Marche sono una delle poche Regioni che hanno tutte le tipologie di tartufo, tutto l’anno. Noi di questo dovremmo farne vanto e dovremmo farne promozione.
Ringrazio anche gli altri Consiglieri di maggioranza o di minoranza che vorranno darci anche le loro proposte da discutere all'interno del tavolo, tanto da farne sintesi e poi, ognuno è libero di fare la propria azione legislativa qua in Aula. Però è chiaro che, se queste proposte vengono prima discusse all'interno di questo tavolo tecnico…, tra l'altro all'interno del tavolo tecnico ci sono anche i tecnici e gli uffici, c'è anche l'apporto importante e di consultazione di AMAP, c'è anche una visione scientifica dello stesso tartufo. E’ un prodotto talmente delicato che non possiamo affrontare le tematiche del tartufo a seconda delle nostre esigenze territoriali, particolari o di categoria.
Tra l'altro mi sono dimenticato, all'interno del tavolo del tartufo ci sono anche le associazioni di categoria agricole, perché molte volte i tartuficoltori sono anche agricoltori e, allo stesso tempo, tanti agricoltori sono anche tartufai. Ne cito uno dei maggiori della storia di questa regione, che è mio padre. Questa è una digressione molto personale, che ci tenevo a fare.
Al di là delle battute, se ci sono proposte, che vengano presentate alla Commissione o al tavolo, al Presidente della Commissione o al sottoscritto, in maniera tale da discuterne.
Anche questo, l'importanza che la Commissione venga fatta anche nei luoghi dove ci sono i tartufi. La prossima è ad Ascoli Piceno, poi sarà nella provincia di Pesaro e Urbino, e la dimostrazione che c'è una vicinanza anche ai territori.
Io vorrei anche sottolineare l'importante rilancio che sta affrontando AMAP e Regione Marche per il centro di tartuficoltura di Sant'Angelo in Vado, che è molto importante, anche quello di Amandola. C'è un'attenzione nuova a questo prodotto anche in promozione.
C'è stata la delegazione della Regione in Francia, a Parigi, e anche lì il tartufo è stato protagonista. Noi abbiamo questo Ambasciatore e questo oro nero della terra che possiamo vantare. Possiamo vantare a 360° in tutti i territori della nostra regione ed anche 365 giorni all'anno. Bene il percorso che stiamo affrontando come Regione.
Vedo che ci sono due emendamenti. Come abbiamo detto in Commissione, li bocceremo. Non entriamo nel merito, entriamo nel metodo di questa presentazione. C'è questo tavolo tecnico. Come abbiamo detto in Commissione, abbiamo invitato a presentare questo emendamento al tavolo tecnico per essere discusso, poi, se verrà bocciato, potrete ripresentarlo in Aula. Il tavolo tecnico serve per concertare. In Commissione avevamo detto di non portarlo in Aula, ma di darlo al tavolo tecnico, in maniera tale di concertarlo. Non l'ho nemmeno letto, non perché non lo condivida, ma perché il tavolo tecnico, che non è una cosa astrusa o fuori dagli schemi, è un elemento previsto dalla legge regionale.
Il tavolo è emanazione della legge regionale, che dice: vista la complessità del tartufo, le questioni del tartufo affrontatele prima all'interno del tavolo tecnico, che tra l'altro è stato da noi allargato ulteriormente.
Chiedo anche, per spirito di collaborazione, di ritirare l'emendamento. Lo portiamo al tavolo tecnico del tartufo, che sarà tra pochi giorni, il 20 agosto, ad Ascoli Piceno, ne parliamo con le parti in causa e, se viene accolto, ben venga, se non viene accolto, poi avrete la possibilità di ripresentarlo.
Vedo qui anche il Consigliere Minardi, con il quale abbiamo lavorato sui consorzi apistici in un'ottica anche di collaborazione e di condivisione delle cose, ben conosce quali possono essere i frutti di una maggior concentrazione con le parti.
Chiediamo che l’emendamento venga ritirato e discusso all'interno del tavolo, anche per rispetto delle categorie, perché, se c'è questo tavolo, anche le categorie dovranno far sentire la propria voce. Credo che non sia nemmeno qualcosa di non recepibile. Vi invito a ritirarlo e mi impegno a portarlo così come è scritto al tavolo tecnico del tartufo del 20 agosto ad Ascoli Piceno, così che le categorie possano vederlo e concertare.
Poi, se vogliamo lo scontro, vogliamo far polemiche, le facciamo, però non è produttivo per nessuno e soprattutto credo che non sia rispettoso nei confronti delle categorie, del tavolo stesso, ma anche della legge che prevede il tavolo per poter concertare le azioni migliori da mettere in atto per il tartufo. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Questa proposta di legge, la n. 274, è stata presentata dalla Giunta regionale un mese fa, esattamente il 1° luglio 2024, e modifica la legge regionale del 3 aprile 2013, n. 5, dal titolo “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno”.
È una proposta di legge che esattamente modifica le date di apertura e chiusura della cerca e raccolta dei tartufi nel territorio marchigiano, quindi è composta solo da due articoli. Il primo contiene proprio la tabella di modifica del calendario di raccolta dei tartufi allegato alla legge regionale n. 5 del 2013 e, come si legge nella nota dei tecnici, in sede di discussione al tavolo permanente di filiera sul tartufo, istituito ai sensi dell'articolo 2 bis della legge regionale n. 5 del 2013, riunitosi in data 22 aprile 2024, è emersa la necessità di rivedere alcune date di apertura e chiusura della cerca e raccolta dei tartufi, in modo da tutelare maggiormente la presenza e la riproduzione dei tartufi nel territorio regionale.
In particolare, la continua fase di evoluzione del cambiamento climatico ha visto spostarsi sempre più avanti il periodo di maturazione dei tartufi, soprattutto del tuber magnatum, una delle eccellenze del territorio marchigiano, che è necessario tutelare posticipando la data di apertura della raccolta e anticipandone la chiusura.
Allo stesso modo vengono allineate alla data del 1° ottobre anche altre date di apertura di alcuni tartufi, in modo da avere il mese di settembre come mese di sospensione per la raccolta, con evidenti riflessi positivi per la biologia degli stessi.
Questa la relazione tecnica, su cui non abbiamo nulla da eccepire e riteniamo giuste le variazioni di calendario di raccolta del tartufo.
Sono esattamente quattro. Il tuber magnatum picum, detto tartufo bianco o anche tartufo bianco del Piemonte o di Alba o tartufo di Acqualagna, prima aveva l'apertura della raccolta la prima domenica di settembre e chiudeva il 20 gennaio; ora, con questa proposta di legge, l'apertura sarà il 1° ottobre e la chiusura invece anticipata al 15 gennaio.
Per ciò che riguarda poi il tuber aestivum, detto anche tartufo uncinato o tartufo nero di Fragno, il periodo di raccolta era dall'ultima domenica di settembre al 31 dicembre. Con questa proposta di legge, invece, sarà dal 1° ottobre al 31 dicembre.
La terza modifica riguarda il tuber macrosporum Vitt., detto anche tartufo nero liscio. L'apertura prima era l'ultima domenica di settembre e si andava fino al 31 dicembre; con questa proposta di modifica si va invece dal 1° ottobre e si chiude sempre il 31 dicembre.
Infine, la quarta modifica riguarda il cosiddetto tartufo nero ordinario o tartufo nero di Bagnoli. Prima l'apertura era l'ultima domenica di settembre e si chiudeva il 31 gennaio; anche in questo caso, invece, viene posticipata l'apertura al 1° ottobre e si chiude sempre il 31 gennaio.
Rimangono invariati i periodi di raccolta di altri tipi di tartufi, ovvero il tuber melanosporum dal 1° dicembre al 15 marzo e, limitatamente ai territori dei Comuni confinanti con la Regione Abruzzo, dal 15 novembre al 15 marzo. Il tuber brumale, detto volgarmente tartufo moscato, dal 1° gennaio al 15 marzo. Il tuber aestivum, detto volgarmente tartufo d'estate o scorzone, rimane sempre dal 1° giugno al 31 agosto e dal 1° ottobre al 31 dicembre. Il tuber brumale var. moschatum, detto volgarmente tartufo nero d'inverno o trifola nera, rimane dal 1° gennaio al 15 marzo. Infine, il cosiddetto bianchetto o marzuolo rimane dal 15 gennaio al 15 aprile. Questo è ciò che prevede la tabella, quindi l'articolo 1.
C'è poi l'articolo 2. - questa legge è composta solo da due articoli - che prevede il carattere d'urgenza di questa legge, su cui siamo in realtà molto critici, perché è stata portata per la prima volta in II Commissione giovedì 11 luglio e approvata definitivamente nella stessa Commissione, con il voto d'astensione della minoranza, una settimana dopo, giovedì 18 luglio, prima di arrivare oggi in Aula, senza ascoltare per niente in II Commissione il tavolo permanente di filiera sul tartufo, composto da tutti i protagonisti del mondo della tartuficoltura, che potevano portare il proprio contributo ed emendamenti diversi per migliorare la legge, a prescindere dalla tabella su cui non abbiamo obiezioni, a prescindere dalla modifica sul calendario.
È ovvio, infatti, che quando ci si appresta a modificare una legge possano emergere diverse istanze relative non solo alla sostanziale modifica della proposta arrivata in Commissione. In questo caso, ad esempio, la tartuficoltura è talmente preziosa per le Marche che la Regione ha l'obbligo di tutelare tutti gli ambiti del settore, da chi pratica la ricerca libera a chi investe nella coltivazione. Di fatto, invece, il ruolo della II Commissione è stato esautorato, lasciando solo una settimana, senza nessun confronto agli esponenti della minoranza con il tavolo di filiera. Per questo ritengo inopportuno, specifico, non aver coinvolto l'opposizione nel confronto con il tavolo permanente di filiera e soprattutto aver fissato il prossimo tavolo di filiera, dopo l'approvazione di questa legge, il 20 agosto ad Ascoli Piceno.
Ricordo esattamente da chi è composto il tavolo di filiera… Prezioso giustamente e previsto dalla legge, come ha detto anche il relatore di maggioranza, dovrebbe essere un riferimento prezioso proprio perché è composto: dall'Assessore competente in materia o suo delegato, un componente della competente Commissione assembleare, due rappresentanti per provincia delle associazioni dei tartufai delle Marche, un rappresentante per provincia delle associazioni dei tartuficoltori delle Marche, due rappresentanti delle associazioni dei trasformatori e dei commercianti di tartufo delle Marche, un rappresentante dei centri sperimentali di tartuficoltura delle Marche previsti all'articolo 4 della stessa legge istitutiva e un rappresentante delle unioni montane designato dall'UNCEM.
Mi chiedo, quindi, perché non darci tempo di confrontarci con questo prezioso tavolo di filiera. La maggioranza lo ha ascoltato ad aprile, ha portato la richiesta di modifica in Commissione a luglio, una settimana dopo ha approvato la modifica di calendario senza nemmeno considerare che gli esponenti della minoranza potessero in qualche modo intervenire e confrontarsi con loro.
Ribadisco: benissimo la modifica del calendario, ma non il metodo, perché il famoso metodo di cui ha parlato il mio collega relatore di maggioranza va preso in considerazione proprio perché è importante ascoltare il tavolo di filiera. Ma questo tavolo di filiera dovevate ascoltarlo anche con noi in Commissione, darci il tempo di confrontarci. Che senso ha darci una settimana per parlare di una modifica di legge e fissare il tavolo, quando la legge è già approvata, il 20 agosto ad Ascoli? Non vorrei fosse questo incontro ad Ascoli, in occasione di una festa, l'ennesima occasione per fare la cena in allegria senza coinvolgere nessuno della minoranza, altrimenti il tavolo di filiera convocato il 20 agosto non ha alcun senso quando la legge è già stata approvata.
Oggi sento in Aula che il relatore di maggioranza, Consigliere Rossi, ci dice: “Portate le vostre proposte, a prescindere dalle proposte - poi interverrò anche nel merito, ma comunque, a prescindere, stiamo parlando di metodo - portatele in tavolo di filiera”, ma allora convocatelo prima di arrivare in Aula.
Se questo tavolo di filiera è così importante, andava convocato nel lasso di tempo in cui la legge arriva in Commissione e poi va in Aula. Invece, in questo caso, la legge è arrivata in Commissione, lo ribadisco, giovedì 11 luglio, approvata dalla stessa Commissione con i soli voti della maggioranza una settimana dopo, nella Commissione successiva, giovedì 18 luglio, e oggi siamo qua a discuterla.
Per concludere, benissimo la modifica del calendario, perché ce lo impongono i cambiamenti climatici e si torna alle date che erano già previste anche anni fa, ma sul metodo abbiamo molto da eccepire, perché se il tavolo di filiera è prezioso ed importante, come noi riteniamo, va consentito il confronto prima dell'approvazione di ogni modifica di legge. .
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Condivido l'intervento della Consigliera Vitri, che è anche relatrice di minoranza, e non abbiamo alcun problema rispetto alla traslazione delle date, perché è chiaro che con i cambiamenti climatici il tartufo si trova sempre più tardi.
Non è questo il problema. Il problema è il mancato coinvolgimento. Si è persa l'occasione di rivedere un po' la legge, che aveva tanti aspetti che potevano essere verificati con il tavolo di filiera.
Ora, riunire il tavolo il 20 agosto, in piena estate e quando tutte le attività sono chiuse…, per di più all'interno della “sagra” che si tiene ad Ascoli Piceno e che riguarda l'oliva fritta ripiena…, quindi non ha nulla a che vedere con il tartufo, se non per il fatto che va dietro alle olive mischiate con le paste di tartufo, che per i puristi ascolani, che dovrebbero far parte della categoria che espone in Piazza Arringo le prelibatezze, è proprio un controsenso.
È un modo per riempire la giornata della sagra con un evento che diventa autorevole proprio perché sono invitati i rappresentanti della filiera del tartufo, sennò non capisco l'attinenza. Un conto è l'oliva ascolana DOP, sia quella biforcuta, in salamoia o ripiena, e un'altra cosa è il tartufo. Bisogna tenere separate le due cose, perché sono due realtà completamente diverse che si mischiano soltanto nei prodotti di bassa categoria, perché il tartufo nell'oliva ascolana non c'è e non ci deve essere. Guardo la Consigliera Acciarri, ogni ascolana sa che non si devono mischiare altri prodotti se non quelli che sono stabiliti nel disciplinare.
Ho presentato due emendamenti che, capisco, possono creare delle polemiche tra il cavatore classico di tartufo e chi invece lo coltiva.
Si comincia a coltivare anche il tartufo bianco nelle Marche, quindi di questo bisognerà cominciare a parlare nei tavoli e non far finta che il tartufo bianco non possa essere coltivato, perché il Piemonte sta un passo avanti rispetto a noi e questo noi non ce lo possiamo permettere.
Quali sono i due emendamenti che ho presentato? Il primo è di buon senso. Se sono un coltivatore di tartufi e ho piantato delle piante micorrizate, le ho comprate, le ho pagate, ho preparato il terreno, ho fatto la recinzione - queste piante produrranno tartufi, in genere, dopo una decina d'anni, se sono fortunato, se no anche quindici anni - perché dopo cinque anni devo rinnovare l'autorizzazione? Per quale motivo c'è questo capestro di rinnovare l'autorizzazione dopo cinque anni? Perché c'è qualcuno che forse ha interesse a predisporre il progetto, a farsi pagare il progetto e a farsi pagare tutta la procedura? Questo, lo dico a tutti, ha soltanto un appesantimento burocratico, perché tutti sanno che il tartufo ha bisogno di anni, di particolari condizioni e di particolari tecniche di coltivazione. Magari potessimo avere tartufi in un periodo inferiore ai cinque anni. Quindi, perché non abolire questo capestro e non dire che si rinnova l'autorizzazione dopo dieci anni? Io non capisco che cosa possa cambiare, visto che sono tartufaie che sono perimetrate e sono recintate. Non capisco perché questo emendamento debba creare problemi.
L'altro sulle tabelle li crea: nel caso del bianco la tabella è messa a quattro metri dal corso d'acqua. Se sono il proprietario di un terreno e sto coltivando tartufo bianco - che significa fare sperimentazione perché non esiste una tecnica codificata – significa che sto sperimentando vicino al corso d'acqua, magari vicino a dei pioppi, controllando se c'è la ghiaia e attivandomi. Poi, però, arriva il cavatore della domenica col suo cagnolino e raccoglie il bianco che io ho tanto penato per far nascere in quell'ambiente. Sapete che il tartufo bianco è un indicatore ambientale di grande pregio e dove nasce l'ambiente è perfetto? E’ il prodotto più snob del mondo, anche buono, il più pregiato. Mentre il nero, lo scorzone, l'uncinato crescono anche in ambienti sempre di un certo tipo, il bianco è un indicatore, come le api, ancora più snob.
Nel mio secondo emendamento chiedo di eliminare queste tabelle che vengono da un Regio Decreto, quindi è stato approvato ai tempi del Re, sul quale ci sono tantissime sentenze.
Ho sentito prima il relatore di maggioranza, Consigliere Rossi, proporre di ritirare questi emendamenti per discuterne al tavolo. Per me, come diceva la Consigliera Vitri prima, è un tavolo più di altro genere, però, Consigliere Rossi, se lei si prende l'impegno, come relatore di maggioranza, di portare in discussione al tavolo del 20 agosto questi due temi in particolare - sono molto sensibile a quello del capestro burocratico dell'autorizzazione obbligatoria dopo cinque anni, quando ancora le piantine sono basse e non producono nulla, il che è un appesantimento burocratico che a nulla serve se non a far guadagnare a chi sta nel campo (non nel campo che coltiva ma nel campo di proprio interesse - io ritiro i due emendamenti. Però lei mi deve garantire, per quello che può, che ne discuterà il 20 e, qualora ciò non fosse possibile perché magari si mangiano troppe olive, si discuta nella seduta immediatamente successiva del tavolo. Se lei mi assicura questo, i due emendamenti si intendono ritirati.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Prendo atto delle relazioni che sono state fatte su questa proposta di legge in merito al tartufo. Non dobbiamo sottovalutare che la legge sul tartufo è un punto di equilibrio non semplice, non facile, anche per interessi particolari, che sono diversi. Ci sono gli interessi dei commercianti, dei cavatori, di chi ha le tartufaie coltivate, controllate, capite bene che la legge deve trovare un punto di equilibrio non facile, non semplice. Peraltro, continuano ad essere rilasciati legittimamente tesserini a coloro che ne fanno richiesta per la ricerca del tartufo, quindi, il numero dei cavatori o raccoglitori sta aumentando notevolmente.
È chiaro che non possiamo non tener conto dei cambiamenti climatici. Io ricordo che la vecchia legge, prima della modifica, prevedeva che la raccolta del tuber magnatum picum fosse dal 1° ottobre, poi è stata modificata, anche se quella modifica, che faceva partire la raccolta dall'ultima domenica di settembre, è stata una modifica quasi capestro, perché l'ultima domenica di settembre può essere anche il 30 settembre, quindi il giorno prima della data che, invece, era nella vecchia legge. L'ultima domenica di settembre può essere il 23 o anche il 30 settembre. In un caso cambiava di una settimana, nell'altro caso di un giorno, ma questo non lo determiniamo noi, lo determina il calendario. Forse sarebbe stato più opportuno, nel momento in cui è stata fatta la modifica, mettere magari dal 20 settembre. I cambiamenti climatici li vediamo sotto i nostri occhi quotidianamente e l'opportunità del cambiamento delle date credo che sia importante e quantomeno opportuna, su questo sono d'accordo.
Sull'altra questione, quella degli emendamenti, faccio presente che - prendendo atto di quello che ha detto la Capogruppo Consigliera Casini, che si è detta disponibile a ritirarli se il relatore di maggioranza porterà queste proposte sul tavolo tecnico, sul tavolo di filiera - ci sono interessi non solo economici, contrapposti. E’ chiaro che fare delle modifiche così, direttamente in Aula, senza avere il tempo, che invece è stato anche evocato dalla Consigliera Vitri rispetto alla possibilità di modificare una legge ascoltando tutti gli attori del settore… Cosa che non è stata fatta perché, se la proposta di legge è stata portata in Commissione l'11 e licenziata il 18, non ci sono stati i tempi e neppure la volontà, perché, se si voleva, si poteva fare.
Se c'è questo impegno di portare gli emendamenti sul tavolo e discuterli, colgo positivamente l'appello che è stato fatto anche dalla Consigliera Casini di ritirarli, per arrivare ad una eventuale decisione, non dico condivisa, perché non sempre si riesce a condividere tutto, ma quantomeno discussa, valutata e approfondita con tutti gli attori del settore che, come è stato detto, sono: i raccoglitori, i trasformatori, i commercianti, ma anche le associazioni di categoria del settore agricolo, che svolgono anch'esse un ruolo importante.
Ora, chi ha le tartufaie controllate, chi ha quelle coltivate, ha un suo interesse specifico, ma non possiamo non tener conto della raccolta del tartufo nelle zone demaniali, che sono gli alvei dei fossi e dei fiumi, dove il tartufo viene notoriamente raccolto dai cercatori che hanno il tesserino.
Sulle proposte che riguardano la modifica del calendario credo che siamo d'accordo, se gli emendamenti saranno rinviati, potremmo trovare un punto di intesa, in modo da poter modificare subito la legge per quello che riguarda le date, perché la prossima data è subito dopo le ferie estive, e poi andare nel merito.
Poi, magari, guardare anche la legge che, al di là di questi due emendamenti, potrebbe avere qualche altro aspetto da modificare e nel momento in cui si apre un tavolo di discussione, all'interno del quale sono presenti tutti i settori rappresentati interessati, credo che sia un'ottima cosa.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare il relatore di maggioranza Consigliere Rossi e la relatrice di opposizione Consigliera Vitri.
Dispiace ascoltare parole un po' demagogiche. Ho avuto modo di apprezzare il Consigliere Minardi in qualità di consulente dei consorzi apistici, un po' meno quando fa demagogia, per un semplice motivo: questa legge, come ben sa, non è una modifica alla legge regionale, parliamo solo ed esclusivamente del calendario.
Tra l'altro, in Commissione abbiamo messo a verbale, su mia proposta…, perché devo ammettere che il Partito Democratico ha fatto delle proposte in Commissione, la stessa Consigliera Vitri le ha fatte e le abbiamo discusse.
Per quanto riguarda il mancato coinvolgimento delle associazioni di riferimento, credo che il Consigliere Minardi sappia benissimo, non so se è aggiornato, forse, nel tempo, non essendo più Consigliere regionale, avrà perso qualche aggiornamento, che esiste un tavolo permanente del tartufo dove continuamente si fanno le proposte, si incontra con il servizio, con l'Assessore.
Tanto che in Commissione abbiamo chiesto al Partito Democratico di ritirare gli emendamenti ed ho fatto mettere a verbale, non in qualità di Consigliere, ma di Presidente della Commissione, rappresentando tutta la Commissione, che le proposte sarebbero state discusse all'interno del tavolo. Abbiamo parlato, sia io che il Consigliere Rossi, che voglio ringraziare, con l'Assessore Antonini, che si è preso l’impegno di parlarne all'interno del tavolo tecnico.
A prescindere da questo, gli emendamenti fanno parte dell'aspetto legislativo ed è giusto e lecito da parte di un'opposizione presentarli.
Il Gruppo di Fratelli d'Italia voterà contro, perché già abbiamo espresso il motivo e spiegato come si poteva superare.
Non posso che ringraziare anche la Consigliera Vitri per il contributo che ha dato, perché a volte bisogna anche essere onesti su questo, è riuscita a dare un contributo, ciò significa che la Commissione si è confrontata. Voglio ringraziare anche lei.
Ma quello che chiedo… capisco, è normale, parlo per il Consigliere Minardi, che il ruolo dell'opposizione sia quello di fare demagogia, come è normale sia quello, a volte, di fare delle proposte, come questi emendamenti. Ma è giusto discutere ed essere informati, altrimenti si rischia di fare scivoloni politici, senza mettere bucce di banana, noi della maggioranza li facciamo facilmente.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione.
Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Molte volte, cari Consiglieri, sono sconcertato perché qui si gioca a mistificare la realtà. Si parla di mancato coinvolgimento, specialmente da parte della Consigliera Casini, che era Assessore all'agricoltura e non ha mai convocato il tavolo tecnico del tartufo.
Noi siamo stati eletti, l'abbiamo convocato. C'è stato un coinvolgimento su tutto ciò che riguarda il tartufo, degli attori portatori di interesse di questo settore. C'è stato un tavolo il 22 aprile in cui è stato detto di trovare un minimo comune denominatore, una cosa che serva e che accomuni tutti.
Abbiamo affrontato il discorso che da tempo doveva essere modificato, quello dello spostamento delle date e siamo andati avanti, perché le cose da discutere sarebbero state tante. Dovremmo stare tutti i giorni col tavolo tecnico del tartufo, anche per convocarlo... Chi viene lo fa in maniera volontaria, non può tutti i giorni, tutte le settimane essere convocato al tavolo tecnico del tartufo.
Siamo partiti su questo punto d'unione, l'abbiamo portato in Commissione, ne abbiamo discusso.
Parlate di coinvolgimento della minoranza, ma c'è una legge ben chiara che dice che nel tavolo tecnico del tartufo il rappresentante del Consiglio regionale è delegato dalla II Commissione, che ha delegato il sottoscritto. Il tavolo del tartufo non deve sentire la maggioranza o la minoranza o ha l'obbligo di fare qualsiasi altra cosa. Se volete essere coinvolti, portate le vostre proposte nel tavolo tecnico del tartufo e saranno discusse.
Di che coinvolgimento parlate? Di quale condivisione parlate, quando siete stati i primi a non averlo mai convocato questo tavolo? Mistificare la realtà ci può anche stare in un confronto politico, ma non a questi livelli, perché state dicendo delle cose non vere.
Mancato coinvolgimento? L'ha deciso il tavolo tecnico del tartufo, l'abbiamo portato in Commissione, la portiamo in Consiglio, vi diciamo di portare le proposte all'interno del tavolo tecnico del tartufo, ma di che mancata condivisione parlate? Perché i cittadini qui fuori devono sapere qual è la realtà e la realtà canta nella carta.
A questo punto è più lodevole il discorso della Consigliera Casini, che dice: “Noi accettiamo la vostra proposta, vi impegnate a portarla nel tavolo tecnico del tartufo e ne discuterete”. Il tavolo tecnico del tartufo è lì per mettere insieme tante sensibilità diverse ed arrivare ad una sintesi non è semplice.
Visto che la stagione di raccolta del Bianco sta per iniziare, abbiamo fatto tutto in maniera celere e abbiamo portato la proposta di legge ora per dare modo ai tartufai e ai commercianti di sapere la data certa. Molte volte la fine coincide, il discorso che ha fatto il Consigliere Minardi, noi non l'abbiamo spostata oltre perché c'è anche il discorso delle fiere del tartufo. Se la spostavamo più avanti andavamo a scalare un calendario oramai assodato e andavamo a fare dei danni ai Comuni. Anche lì abbiamo trovato una giusta concertazione per la salvaguardia del tartufo e delle nostre mostre mercato, delle fiere che si svolgono da tempo. Anche questo è stato fatto con una cognizione, con una ratio.
Non c'è stato il coinvolgimento? Chiedetevi perché non avete mai convocato il tavolo tecnico del tartufo. Ditelo, perché non l'avete mai convocato. Per la prima volta, lavoriamo sul tartufo con una concertazione vera.
PRESIDENTE. Consigliere Minardi, lei non può intervenire. Vuole intervenire per fatto personale? Mi esponga il fatto personale, perché ho seguito, ma non a sufficienza.
Renato Claudio MINARDI. Intervengo perché sono stato chiamato in causa dal Consigliere Putzu e per fare una precisazione e una richiesta al Consigliere Rossi.
PRESIDENTE. Non è fatto personale. Il fatto personale è relativo alla sua funzione di esperto prima e poi di Consigliere regionale. Prego.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Al Consigliere Putzu voglio dire che la mia non è stata demagogia. Se ha visto gli emendamenti che sono stati presentati alla proposta di legge, non c'è la mia firma, non c'è nessuna volontà di fare polemica o demagogia.
La cosa importante, credo, è quella che è stata detta prima dalla Consigliera Casini, che, se c'è la volontà di portare gli emendamenti che lei ha presentato nel tavolo tecnico di filiera, li avrebbe ritirati. Se il Consigliere Rossi dà questa disponibilità, lei ha dichiarato che li avrebbe ritirati. Questo non l'ho sentito da lei. Se lei dà questa disponibilità, la Consigliera Casini ha detto che li avrebbe ritirati.
Nessuna volontà polemica o di fare demagogia, soltanto per arrivare ad una sintesi condivisa.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Non capisco che cosa c’entrino le olive all’ascolana…. Comunque sì, noi porteremo, come tra l'altro avevo già detto in II Commissione, i vostri emendamenti e li discuteremo con il tavolo tecnico del tartufo, ed invitiamo anche altri Consiglieri a portare delle proposte.
E questo non è coinvolgimento? Secondo voi, noi ogni volta che convochiamo il tavolo del tartufo, dovremmo chiamare anche la minoranza, contro legge. Perché la legge non prevede che ci sia l'intervento nel tavolo del tartufo degli esponenti della minoranza. Però il coinvolgimento c'è, perché le vostre proposte le portiamo. Possiamo anche non farle, bocciarle e chiudere baracche e burattini. Se questo non è coinvolgimento, non è condivisione.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Io eviterei polemiche e tenderei a mettere in evidenza quello che c'è di positivo per questo settore così prezioso per la nostra Regione, un settore che ha chiesto di modificare le date di apertura e noi accogliamo la loro richiesta e ci fa piacere.
L'unica parte che mi permetto di ribadire e su cui abbiamo avuto da eccepire è il famoso metodo, perché se la legge arriva in Commissione l'11 luglio ed il 18 luglio la Commissione si riunisce e ci chiede di votarla…, è ovvio che noi non possiamo audire in alcun modo in Commissione quel tavolo e l'opposizione è stata esautorata dal proprio ruolo.
Avrei preferito avere in audizione in Commissione i rappresentanti del tavolo di filiera. Lo avevo già detto in Commissione, oggi lo ribadisco, perché, per quanto possa essere giusta la modifica di questo calendario, possono esserci anche altri aspetti da valutare su cui confrontarsi. Lo farete il 20 agosto? Benissimo, ma noi non ci potremmo essere, perché non facciamo parte del tavolo di filiera.
Ricordo che il tavolo di filiera è un tavolo tecnico, la Commissione invece ha un ruolo di indirizzo politico ben diverso, che in questo caso è stato superato e lasciato in secondo piano.
A prescindere da questo, mi permetto di aggiungere che voteremo favorevolmente la legge, la modifica del calendario, per i motivi che ho già esposto, se la maggioranza oggi si prende la responsabilità e ci garantisce di valutare anche altre eventuali proposte nel prossimo tavolo tecnico, magari coinvolgendo anche i proponenti delle modifiche
Infine, per ciò che riguarda tutti gli altri aspetti del settore, vorrei ribadire che sarebbe opportuna un'audizione anche in Commissione per capire se, al di là delle date di apertura e chiusura della stagione, ci siano anche altre eventuali criticità o altre eventuali possibilità di miglioramento della legge che insieme vorremmo valutare.
PRESIDENTE. Entriamo nell’articolato della legge.
Articolo 01 (articolo aggiuntivo). Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Come già anticipato dalla nostra Capogruppo Consigliera Casini, Gli emendamenti si intendono entrambi ritirati, se la maggioranza ci conferma la disponibilità ad affrontare il tema nel tavolo tecnico di filiera. Grazie.
PRESIDENTE. Il Consigliere Rossi l’ha più forte confermato.
Emendamento 01/1 a firma dei Consiglieri Casini, Mastrovincenzo, Bora, Mangialardi, Carancini, Cesetti. Ritirato.
Emendamento 01/2 a firma dei Consiglieri Casini, Mastrovincenzo, Bora, Mangialardi, Carancini, Cesetti. Ritirato
Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 2 (dichiarazione d’urgenza).
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Come avevo anticipato nella mia relazione iniziale, siamo critici sul carattere d'urgenza, perché non c'è stato dato tempo in Commissione di confrontarci con il tavolo tecnico di filiera, di avere audizioni e, in alcun modo, non abbiamo potuto avere l'opportunità di una eventuale modifica di altri aspetti di questa legge.
E’ ovvio che, quando ci si confronta e si ha l'opportunità di modificare una legge, vanno valutati tutti gli aspetti di questa legge, quindi, potrebbe essere un'occasione importante per capire se mantenerla tale o se modificarla in qualunque parte del suo articolato.
Sul carattere d’urgenza, una settimana soltanto per valutarla, siamo invece piuttosto critici, per cui ci asterremo.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. L'urgenza c'è stata anche per la questione del calendario.
Qui si continua a dire cose non vere. Forse non ha capito: il tavolo tecnico di filiera del tartufo, come tutti i tavoli tecnici, non è uno strumento per il confronto con la minoranza,. Sono strumenti dove gli attori, i protagonisti di quella filiera, discutono e trovano soluzioni.
Cosa significa: non c'è stato dato tempo per incontrarci con il tavolo di filiera del tartufo? Legga la legge sui tartufi. È inutile che continua a dire cose senza senso. Non c'entra niente il tavolo tecnico di filiera. Continua a dire cose senza senso. Non è che a disposizione sua, trovi una sintesi.
Il tavolo tecnico del tartufo trova una sintesi interna. Lei le modifiche le fa in la Commissione, mentre il tavolo tecnico dà degli input alla Commissione, all'Assemblea legislativa. Se lei vuole confrontarsi personalmente, con chi reputa opportuno, ma non c'è nessun obbligo.
È inutile che dice che non c'è stato tempo di confrontarci con un tavolo che, ripeto per l’ennesima volta, voi non avete mai convocato.
Su tutti i tavoli di filiera, perché non esiste solo quello del tartufo, in ogni norma che si tocca, ad esempio, nel settore agricolo, lei pretende di confrontarsi.
Tra l'altro, all'interno del tavolo di filiera del tartufo non è previsto l'intervento esterno, dettato da un articolo della legge regionale sulla raccolta dei funghi e tartufi. È inutile che continua a distorcere la realtà. Io continuo a replicare e a dire la verità. Vuole venire ad Ascoli Piceno, vuol venire con me in macchina? L’accompagno anche, qua è il problema? La invito anche, la invitiamo. Cosa vuole di più. Non ho capito, perché continua a dire cose inesatte? Non c'è nessun obbligo che il tavolo di filiera la ascolti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Deo gratias, mai ho apprezzato l'interruzione dei tempi.
La Consigliera Vitri presumo volesse intendere che il tavolo della filiera del tartufo fosse audito in Commissione perché, una volta che si tocca una norma…, fatta male, addirittura fatta da prima di noi, obsoleta, vecchia, non aderente, mal fatta e mal modificata…, perché se i marchigiani ci hanno bocciato e ci hanno mandato a casa era fatta male. Visto che voi siete così bravi, avreste potuto convocare il tavolo di filiera nella Commissione al fine di verificare se la legge fosse da contestualizzare. Poteva chiederlo, lei lo ha chiesto…
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Per favore lasciate fare la dichiarazione. Prego, Consigliera.
Anna CASINI. Consigliere Rossi, lascerei questa veemenza per miglior causa rispetto a quella del tavolo del tartufo.
L'unica cosa che, ripeto, è che rispetto al 20 agosto forse ci poteva essere una data precedente alla modifica per cogliere l'occasione di portare migliorie necessarie alla legge - prima scherzavo, ma in realtà lo penso davvero - contestualizzandole e ricordando che è un sistema … Certo, che è una fatica, Presidente.
PRESIDENTE. Ha ragione. Vi prego di fare silenzio tutti. Ha perfettamente ragione, la comprendo.
Facciamo un attimo di silenzio, poi lei completi il suo intervento. La comprendo benissimo. Lei non può rinunciare, perché ha diritto di parlare.
Ci fermiamo un secondo, poi lei riprende col minuto e trenta ancora a sua disposizione.
Vi prego di fare silenzio.
Consigliere Rossi, la prego di fare silenzio, per favore.
Ripartiamo da un minuto e trenta, per favore, per la Consigliera. Consigliera Casini, due minuti, perché non possiamo dividere il minuto.
Vi prego di fare silenzio, per favore.
Un attimo solo, Consigliere Rossi, vi prego di fare silenzio. Non andiamo in un incidente che non cerca nessuno.
Anna CASINI. Anche perché non si sta usando nessun tipo di veemenza, anzi mi pare di essere stata anche ironica quando ho detto che abbiamo perso le elezioni… Cose che vengono sempre ripetute, le dice sempre il Consigliere Putzu, questa volta l'ho anticipato.
Ho detto che poteva essere utile cambiare questa norma e contestualizzarla, anche dal punto di vista dell'innovazione perché, come sappiamo, nel il mondo del tartufo e nel mondo dell'agricoltura l'innovazione è quotidiana, c'è un altissimo livello di tecnologia, approfondimento scientifico, e una legge così vecchia poteva essere migliorata.
La Consigliera chiedeva di riunire il tavolo della filiera del tartufo. È ovvio che è un tavolo tecnico in cui non ci sono né maggioranza né minoranza, ma poteva essere convocato in audizione in Commissione. Chiedeva l'opportunità di riunirlo, non per riempire un buco alla festa di Ascoliva con un mondo molto autorevole e assolutamente fuori contesto rispetto all'iniziativa, di riunirlo prima della modifica normativa. Sarebbe stato molto utile e questo è lapalissiano, non mi pare che la Consigliera abbia detto una cosa che non sta in piedi.
Lei dice di cambiare la legge, ma prima facciamo una sana partecipazione politica, nel senso più alto del termine, dopodiché si lascia al tavolo tecnico la possibilità di verificare la valenza della norma ancora oggi e poi si approva la norma, e non tutto al contrario. Ci si è comportati un po' al contrario: prima si approva la norma e poi si riuniscono gli organismi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. La ringrazio, Presidente, soprattutto per la comprensione, perché mi chiedo come possa permettersi un Consigliere non solo tutta questa confidenza nei confronti di una collega, ma anche una certa mancanza di eleganza istituzionale, su cui voglio soprassedere.
Ma le chiedo una cosa, Consigliere Rossi: faccia uno sforzo e provi anche ad ascoltare le parole, a capirne il significato quando parliamo, perché abbiamo dovuto usare per l'ennesima volta la traduzione della Consigliera Casini, perché lei non aveva capito cosa avevamo detto. Capiscono tutti tranne lei.
Siccome mi ha accusata di non averlo proposto in Commissione, le ricordo e la invito magari a leggere il verbale, l'ho proposto in Commissione. Avevo chiesto in Commissione, ma lei era collegato da remoto senza telecamera, quindi probabilmente le era sfuggito.
PRESIDENTE. Prego di fare silenzio, per favore. Sospendo la seduta! Rimaniamo qua per un altro po' di tempo. Non lo dico più.
Micaela VITRI. Vedo che il Consigliere Rossi continua a parlare senza ascoltare, come probabilmente è avvenuto anche a metà luglio.
Avevo proposto di valutare questa modifica di legge dopo il tavolo di filiera, proprio per dare il giusto valore al tavolo di filiera che voi avevate già ascoltato il 22 aprile, noi no, quindi avevo proposto di attendere e chiamarli in audizione oppure di convocare prima il tavolo tecnico.
L'ho ribadito, adesso glielo ha spiegato anche la mia Capogruppo, senza nessuna veemenza, senza nessuna aggressività. La invito la prossima volta ad ascoltare, così ci risparmiamo anche dibattiti inutili.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Prima di tutto, lo può vedere dai registri, io non ero collegato a telecamera spenta, ma ero presente, già la prima falsità.
Abbiamo riunito il tavolo di filiera, deciso e portato in Commissione e lei non ha detto di convocare il tavolo di filiera, ha detto di parlarne dopo la convocazione. Però le ricordo che ci sono dei tempi tecnici. Parliamo dell'apertura del 1° ottobre. Le abbiamo detto che non c'erano i tempi tecnici., le abbiamo detto in Commissione che, se voleva, poteva portare le sue proposte in Commissione, nel tavolo del tartufo. E siccome non eravate contrari nel merito alla proposta, siamo andati avanti. Buttate avanti delle polemiche perché non sapete cosa dire.
Riguardo allo stile, pensi al suo. Io l'ho solo invitata a venire ad Ascoli Piceno. Se non vuole non ci viene. Propone le sue proposte, mi assurgo a postino del Partito Democratico e porterò le proposte con tanto di firme. Porto direttamente l'emendamento all'interno del tavolo tecnico ad Ascoli Piceno.
Se volete continuare a parlare d'aria fritta o d'olive fritte…, che anche in questo caso non c'entrano niente, noi l'abbiamo fatta il 20 agosto perché poteva essere un momento anche di condivisione. C'è la festa, ma non è che il tavolo istituzionale lo facciamo dentro la festa, lo facciamo in una sede opportuna e abbiamo deciso di vederci dopo. Siccome c'è anche un rapporto umano tra di noi, tra tutti gli attori del tartufo, abbiamo trovato il modo per approfittarne per andare ad Ascoli Piceno a conoscere questa bellissima festa. Non ho capito il discorso delle olive al tartufo, discorsi che non c’entrano niente.
Ripeto, massima condivisione. Se si vuol fare strumentalizzazione, la si faccia, perché ognuno qui è libero di dire ciò che vuole, però andiamo alla serietà dei fatti, occupiamoci delle cose serie. C'è tanto da fare sul tartufo, aiutateci.
C'è un organo tecnico che non può essere convocato a seconda di quello che noi vogliamo o non vogliamo. Lo vuole convocare in Commissione? Faccia la richiesta scritta, come abbiamo fatto tutti, e chieda di convocarlo, poi vede...
PRESIDENTE. Articolo 2 (dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti).
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Esprimerò un voto favorevole, come mi pare di aver capito che esprimerà tutta l'opposizione, compreso il PD. Quindi, scusatemi, ma io resto basita da queste due ore di polemiche inutili che non si comprendono, quando il voto tra l'altro è all'unanimità.
Il voto è favorevole perché dimostra… Siccome anche in quest'Aula capita che arrivi l'ombra dei negazionisti climatici, questo dimostra che i cambiamenti climatici, ahimè, sono una realtà e vanno affrontati. Anche in questo caso oggi lo facciamo e lo facciamo insieme.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ribadisco, come già anticipato, che il nostro voto sarà favorevole perché siamo favorevoli al cambiamento delle date previste in questa modifica di legge.
Voglio anche evidenziare, rispondendo alla Consigliera Ruggeri, che ne abbiamo parlato due ore perché c'erano degli emendamenti che invece avrebbero modificato anche altre parti della legge. Lo dico in maniera collaborativa e propositiva. Quindi ci hanno fatto pensare che forse sarebbe stato opportuno un maggiore confronto in Commissione.
Solo per questo ci siamo permessi di intervenire e ribadirlo, perché poi è un settore talmente complesso, che deve contemperare esigenze di settori e ambiti diversi, che meritava un adeguato confronto anche in Commissione.
Sul calendario favorevoli, nulla da eccepire. Il Partito Democratico voterà a favore.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Per ribadire il voto favorevole del Gruppo Lega a questa legge, perché comunque vanno sempre recepite tutte le istanze che vengono presentate al tavolo di filiera, a questo comitato costituito, che lavori il più possibile, Consigliere Rossi, che si riunisca il più frequentemente possibile, anche alla luce del fatto che questo comitato e questo tavolo di filiera l'abbiamo aumentato nei soggetti, nei portatori di interesse. Questa è una cosa che non abbiamo detto: abbiamo aumentato la partecipazione rispetto al tavolo di filiera, coinvolgendo anche altre associazioni. Si riunisca il più possibile, decida il più possibile, dopodiché l'Assemblea legislativa sarà sensibile a tutto ciò che emergerà all'interno del tavolo di filiera.
Tanto è vero che ci sono altre richieste da parte di altri istituti e persone che sono dentro il tavolo di filiera. Per esempio, i tartuficoltori hanno espresso altre richieste ed altre esigenze che prenderete in considerazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Anche noi del Gruppo Misto siamo d'accordo su questa proposta di legge. Sono tutte proposte di legge che vengono dal basso.
Siamo favorevoli, noi del Gruppo Misto, insieme alla maggioranza.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Mi viene da fare una battuta: fortuna che votiamo all'unanimità questa proposta di legge, altrimenti non immagino che cosa sarebbe successo. Concedetemi questa battuta, vi chiedo scusa.
Preannuncio il voto favorevole anche del Gruppo di Fratelli d'Italia.
Ringrazio chi ha lavorato su questa proposta di legge: i due relatori, il relatore di maggioranza Consigliere Rossi e la relatrice di minoranza, la Consigliera Vitri, la Commissione che ci ha lavorato.
Sono questioni prettamente tecniche sulle quali il tavolo tecnico è stato coinvolto. Penso che, come diceva il Consigliere Rossi, anche in futuro qualsiasi altro tipo di proposta potrà essere presa in considerazione e valutata.
Ribadisco il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 274. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
PRESIDENTE. Adesso ci sono una serie di votazioni, per il rinvio, su leggi iscritte ai sensi dell’articolo 86 del Regolamento interno.
Proposta di legge n.123
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Disposizioni per la qualità, la tutela e la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 123 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo (iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Va bene il rinvio in Commissione, che a quanto è dato sapere costituisce, ahimè, l'unica possibilità per far muovere alcune proposte di legge dell'opposizione.
Sono d'accordo per il rinvio in Commissione, però voglio dire una cosa: per quel che mi riguarda è l'ultima volta che si fa, altrimenti si viene in Aula e ci si assume la responsabilità di esaminare una proposta di legge, perché se una mia proposta di legge viene bocciata dall'Aula a me non provoca alcun dolore.
Io devo fare il mio dovere e credo che, come primo firmatario, presentare una proposta di legge ad oggetto “Disposizioni per la qualità, la tutela, la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici”, che attiene alla sicurezza sul lavoro, sia una cosa molto importante, di cui l'Aula si dovrebbe occupare.
Tra l’altro, attiene alla sicurezza, ma anche all'affidamento dei lavori nei contratti pubblici, alle modalità, alle garanzie.
Vorrei ricordare, tra le altre cose, Presidente, che quest'Aula ha approvato una risoluzione all'unanimità su proposta del Presidente Latini ad oggetto: azioni di contrasto sul lavoro nelle Marche, in cui l'Aula, tra le altre cose, invitava la Commissione consiliare competente a calendarizzare quanto prima le proposte di legge inerenti il tema, e questa ne è una.
Voglio aggiungere, tra l'altro, Presidente, che questa materia è legislazione corrente e quindi noi abbiamo titolo per esaminarla e per intervenire.
Tra l'altro c'è un precedente, perché la legge n. 19 del 30 maggio 2024, approvata dalla Regione Puglia, non è stata impugnata dal Governo e recava disposizioni per la qualità della sicurezza del lavoro, contrasto al dumping.
Lo dico anche al Presidente della Commissione: che alla ripresa questa legge venga esaminata, portata in Aula e poi l'Aula si assumerà le proprie responsabilità, se approvarla o meno. Però, su questo, Presidente, penso che abbia il diritto, come primo firmatario, anche a nome del mio Gruppo, che non si facciano eccezioni.
PRESIDENTE. Prendo atto, è giustissimo. Fa la richiesta a nome suo, se posso, del Consigliere Mastrovincenzo e del Consigliere Minardi.
Mettiamo in votazione il rinvio. Il Presidente e la Commissione competente potranno intervenire nei limiti del possibile, per calendarizzare quanto prima la proposta di legge e farla rientrare nei canoni ordinari.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 123. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di legge n.199
a iniziativa del Consigliere Latini
“Riconoscimento della giusta remunerazione non inferiore ai costi di produzione agricoli e zootecnici”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 199 del Consigliere Latini, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno.
Faccio mio quanto già detto dal Consigliere Cesetti, chiedo ai Consiglieri dell’Ufficio di Presidenza Pasqui e Borroni di sostenermi nella richiesta di rinvio in Commissione con le stesse indicazioni che già ha esposto compiutamente il Consigliere Cesetti.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo perché, è vero che è una materia diversa, ma è anche attinente perché noi parliamo di disposizioni per la qualità, la tutela e la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici e la sua proposta parla del riconoscimento della giusta remunerazione inferiore ai costi di produzione, eccetera.
Non possono essere abbinate, ci mancherebbe, però credo che anche la sua proposta, dal mio punto di vista, sia importante e magari potrebbero essere esaminate congiuntamente. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 199. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di legge n. 203
a iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Modifica all'articolo 4 della legge regionale 20 aprile 2015, n. 17 (Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia edilizia)”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 203 dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. La proposta dell'ex Consigliere, attuale Sindaco di Pesaro, si riferisce ad una fattispecie di edilizia libera e intende modificare l'articolo 4, mi sembra, della legge 177 del 2015.
Per edilizia libera, si intendono quelle opere che non hanno necessità di autorizzazione e, in queste, egli intendeva proporre di inserire le tettoie a protezione dei mezzi meccanici aperti almeno su tre lati.
Ora, secondo me, il rinvio in Commissione sarebbe importante anche per verificare la fattispecie che proponeva l'ex Consigliere, oggi Sindaco di Pesaro, con il regolamento edilizio tipo, così come modificato con l'Intesa nazionale. Credo che dovremmo verificare se già la fattispecie è ammessa, a prescindere dalla sentenza della Corte del 2019. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 203. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di legge n. 223
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Istituzione della Giornata regionale per la lotta alla droga”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 223 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Va bene, Presidente, il rinvio in Commissione, però anche qui che ci sia veramente un particolare impegno ad esaminarla.
Oggi discuterla no, perché è l’ultima seduta, però che ci sia l'impegno ad esaminarla e a consegnarla all'Aula. D'altra parte, Presidente, quante volte in Aula, come oggi, spesso siamo impegnati su interrogazioni, mozioni, quando invece siamo legislatori.
Presidente Marinelli, esaminiamo queste proposte di legge nelle Commissioni, le Commissioni concludono l'esame, le consegniamo all'Aula, che è sovrana e decide, però lo si faccia, perché non mi sembrano, tra l'altro, proposte di legge, quelle che poc'anzi abbiamo tutte rinviate in Commissione, che siano così... Se l'Aula esamina, con tutto il rispetto, ci mancherebbe altro, la legge sui tartufi, la legge sul saltarello, le infiorate e le fisarmoniche, sulle quali noi abbiamo votato a favore - l’Aula ha esaminato di tutto e di più - credo che possa esaminare anche queste proposte di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio richiesto a nome dei Consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo e Minardi, come le altre due? Giusto.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 223. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di legge n. 236
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ''Statuto della Regione Marche''
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 236 del Consigliere Cesetti,
iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sembra che ce l'abbiano con me, perché sono tutte le mie proposte. Per questa non ci vogliono risorse. Capisco che le leggi non si esaminano perché la Giunta non ci mette le risorse, come è successo alla legge sulla fisarmonica, allora si fanno le mozioni e si dà spazio alle chiacchiere.
Questa, ad esempio, riguarda la modifica statutaria, non comporta un impegno di spesa, quindi, si può esaminare, si deve esaminare. Tra l’altro, questa legge statutaria è un atto dovuto, perché la legge costituzionale dell'11 febbraio 2022, la n. 1, ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione, prevedendo tra i principi fondamentali, all'articolo 9, la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. Tema di cui ci siamo occupati anche nella legge sul fotovoltaico, sull'urbanistica.
Poi l'articolo 41 dice che l'iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in modo tale da recare danno all'ambiente, cosa che prima non c'era, una modifica del 2022. E’ stato modificato anche il comma 3 dell'articolo 9 della Costituzione, che prevede un criterio di azione dei pubblici poteri orientato verso la protezione degli animali. Anche qui ce ne siamo occupati, vi ricordate la legge sulla caccia e le mozioni? Sono delle modifiche della nostra Costituzione ed è di tutta evidenza che lo Statuto della Regione Marche, che è la Costituzione della Regione Marche, non può non uniformarsi alla Costituzione della Repubblica Italiana. È vero, Segretario generale? Glielo dica ai Consiglieri della maggioranza, che questo è un atto dovuto e, a maggior ragione, visto che ci accingiamo alla scadenza del mandato di questa legislatura regionale, sarebbe grave se completassimo questo mandato senza aver uniformato la nostra Costituzione, che è lo Statuto, alla Costituzione della Repubblica Italiana.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 236. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Proposta di deliberazione n.12
a iniziativa dei Consiglieri Rossi, Bilò
“Proposta di legge alle Camere concernente: “Integrazioni al recepimento della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche: introduzione di un regime di deroga per la specie Canis lupus e per gli ibridi della specie Canis lupus”.
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 12 dei Consiglieri Rossi e Bilò, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Chiediamo il rinvio.
PRESIDENTE. a nome dei Consiglieri Bilò, Rossi e Marinelli.
Rinvio in Commissione della proposta di deliberazione n. 12. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Mozione n. 246
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Vitri, Mangialardi, Mastrovincenzo, Cesetti, Carancini, Biancani
“Riconoscimento di fibromialgia, sensibilità chimica multipla, vulvodinia e neuropatia del pudendo come malattie croniche e invalidanti”
(Votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 246 dei Consiglieri Bora, Casini, Vitri, Mangialardi, Mastrovincenzo, Cesetti, Carancini, Biancani.
Qui c'è solo una votazione da fare, se vi ricordate.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Quindi la 11 la rinviamo?
PRESIDENTE. La rinviamo in attesa che ritorni l’Assessore Aguzzi, adesso facciamo questa votazione, poi ritorniamo, prima della fine del Consiglio, e vediamo se è il caso di rinviarla ufficialmente.
Ha la parola, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. C'eravamo presi l’impegno di condividere una risoluzione cosa che è stato fatto ripetutamente per mail. Siamo sempre stati pronti a votarla e se l'Aula è pronta ne prendo atto favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE. Possiamo votare la risoluzione?
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. La risoluzione non ce l'ho. Non c’è l'Assessore Saltamartini con cui avevamo il piacere di vederla.
PRESIDENTE. Rinviamo anche questa.
Ha la parola il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. La stessa cosa che ha detto il Consigliere Baiocchi, non c'è l'Assessore Saltamartini, gradirei che ci fosse anche lui per approvare la risoluzione sulla mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare all'Aula che, senza sconfessare quello che è stato detto finora, le mozioni non hanno la necessità della presenza dell'Assessore, è un atto di cortesia che voi state facendo, ma se si volesse votare, si vota ugualmente. Questo ai fini del regolamento.
C'è la richiesta del Consigliere Baiocchi di rinviarla a quando è presente l’Assessore alla sanità, si tratta solo della votazione della risoluzione.
Ha la parola la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Ormai sono mesi che ci siamo presi questi impegni. Ogni volta che l'opposizione fa queste aperture, poi sono questi i risultati. Ognuno ne prenda atto. Non tanto per noi, a me dispiace perché purtroppo a settembre non potrò essere in grado di discuterlo, ma dispiace per le tante donne marchigiane che aspettano un segnale.
Se i Consiglieri non sono autonomi e non sono in grado di votare una mozione come questa senza l'Assessore…, poi, ognuno si farà la propria idea. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. La risoluzione penso che sia stata inviata dalla Consigliera Bora per mail mesi fa, pensavo che quest'Aula potesse avere un po’ più di rispetto, e tutti quanti noi, guardo in particolare le donne, per queste patologie, per questa risoluzione che la Consigliera Bora ha preparato. La risoluzione vi è stata inviata per email. La facciamo stampare subito.
Chiedo all'Aula, visto che la Consigliera Bora a settembre non potrà esserci per evidenti motivi, di prenderci 10 minuti di tempo perché chi non l'ha letta, e non è certo colpa o responsabilità della Consigliera Bora, la possa leggere ed eventualmente sottoscriverla per approvarla oggi stesso. Grazie.
PRESIDENTE. Facciamo distribuire le copie. Non fermiamo i lavori del Consiglio, lasciamo in sospeso la mozione n. 246 (punto 12), come le mozioni n. 464 e 465 (punto 11). Andiamo al punto 13.
Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Abbiamo saltato le mozioni n. 464 e n. 465 (punto 11) per l’assenza dell'Assessore. Adesso c’è.
PRESIDENTE. Adesso sì, non l'avevo visto, chiedo scusa.
Mozione n. 464
a iniziativa dei Consiglieri Putzu, Marinangeli, Marcozzi
“Realizzazione impianto biogas A San Marco alle Paludi”
Mozione n. 465
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano nel Comune di Fermo in località San Marco alle Paludi”
(abbinate)
(Discussione e votazione)
PRESIDRENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 464 dei Consiglieri Putzu, Marinangeli, Marcozzi e la mozione n. 465 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho presentato questa mozione il 17 maggio, insieme agli altri Consiglieri, perché credo sia giusto che la politica possa unirsi. Ho visto che anche i Consiglieri del Partito Democratico, il 22 maggio, hanno presentato un'altra mozione e sono certo che su questo tema troveremo convergenza.
Parliamo di un impianto biogas in località San Marco alle Paludi, nel Comune di Fermo, dove, tra l'altro, la Regione Marche sta investendo sulla viabilità e dove abbiamo investito fondi FSC per la realizzazione della bretella che dal casello di Porto Sant'Elpidio va al Lungo Tenna, dove anche lì sono stati investiti ulteriori fondi, sia dalla precedente amministrazione regionale con i fondi POR FESR 2014-2020, sia da questa. Ulteriori 10 milioni, sempre per il Lungo Tenna. Lì, purtroppo, sembra che siano andate avanti le procedure per la realizzazione di un impianto a biogas a San Marco alle Paludi.
Leggo la mozione per essere veloce: “Premesso che, a marzo del 2023, è stata presentata al Comune di Fermo la richiesta di realizzazione di un impianto per la produzione di biometano che utilizzerebbe reflui zootecnici (prevalentemente letame di pollo) per circa 5.400 tonnellate l'anno; l'impianto si svilupperebbe su una superficie di 2 ettari, occupata da cisterne di stoccaggio, compostatori e aree asfaltate per il carico e scarico, ma comporta l'edificazione e il recupero di tre ricettori con diametro di 20 metri; la richiesta è stata oggetto di una procedura autorizzativa semplificata di silenzio-assenso, che rende possibile la realizzazione dell'impianto decorsi 30 giorni dalla sua presentazione, tenuto conto che il Comune di Fermo non ha chiesto integrazioni né ha svolto adempimenti amministrativi per la sospensione della procedura…”.
Tra l'altro, permettetemi di dire che qui la politica c'entra poco, c'entrano i funzionari. Come spesso il Consigliere Cesetti evidenzia, a volte comandano più i funzionari che i politici. In questo caso è successo che un funzionario…, da quello che sembra, noto esponente della sinistra ambientalista, è ambientalista quando si candida alle elezioni, ma quando è funzionario della Provincia di Fermo pensa di meno all'ambientalismo e di più ad espletare le funzioni, come ognuno nel proprio lavoro. Mi sarebbe piaciuto che questa persona fosse stata molto ambientalista nel chiedere ulteriori integrazioni alla proprietà che vorrebbe realizzare l'impianto a biogas a Fermo.
“L'opera sembrerebbe non conforme alle destinazioni previste dal vigente Piano regolatore generale del Comune di Fermo, che individua per l'area indicata interventi finalizzati alla riqualificazione ambientale e al mantenimento delle sue caratteristiche peculiari, coerenti con la costituzione di un parco fluviale intercomunale”, che tra l'altro è lì vicino.
Su questo impianto a biogas si sono mossi non solo il comitato promotore di San Marco alle Paludi, ma sono stati coinvolti vari comitati di quartiere: zona San Filippo, Faleriense, il quartiere di Porto Sant'Elpidio, l'altro quartiere a Sant'Elpidio a Mare, Luce e Cretarola e una zona che interessa in parte Monte Urano. Quel parco fluviale è contiguo, vicino e ci sono due Comuni, ma quest'area viene interessata da quattro Comuni: Fermo, Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio a Mare e Monte Urano.
Parliamo di un impianto che potrebbe avere ripercussioni enormi sul territorio, sia dal punto di vista ambientale che da quello sociale ed economico. Si tratta di un'area agricola di particolare pregio, ovviamente non solo paesaggistico, vicina al fiume Tenna, che risulterebbe gravemente compromessa dalle esalazioni, dal rumore continuo del funzionamento dell'impianto e dal passaggio dei carichi di letame.
L'area interessata è inoltre non lontana da un sito culturale e religioso di grande importanza, non solo a livello regionale, qual è il complesso dell'Abbazia del Monastero di San Marco alle Paludi, chiesa risalente all'XI secolo.
Si chiede di impegnare il Presidente della Giunta regionale – in questo caso voglio ringraziare anche l'Assessore competente - a sollecitare l'amministrazione comunale di Fermo ad avviare i necessari approfondimenti tecnici ed amministrativi volti alla verifica della correttezza della procedura semplificata, valutando anche la possibilità dell'esercizio del potere di annullamento in autotutela del silenzio-assenso, anche alla luce del prevalente interesse pubblico alla non realizzazione dell'impianto; a chiedere alle competenti strutture ARPAM e al Servizio sanitario regionale di valutare gli impatti sull'ambiente dell'impianto sopra richiamato.
Permettetemi però, infine, di fare una piccola chiosa, perché politicamente c'è una piccola responsabilità da parte della politica, ma non degli enti locali. Premesso che la Regione non ha responsabilità dirette in merito a questa questione, è altrettanto vero che - magari qualcuno si vergogna a dirlo, io no – se oggi questi impianti vengono fatti con una procedura semplificata, la colpa è del Governo Draghi, perché il Ministro competente l’aveva proposto all'interno del Consiglio dei Ministri, che aveva dato la possibilità di attuare le procedure semplificate. Su questo credo che bisogna fare attenzione, perché quando si fanno le procedure semplificate… Se si vuole parlare di impianti energetici e di rinnovamento energetico, è importante farlo, ma dobbiamo stare attenti a non creare danni al nostro ambiente, al territorio, ma soprattutto allo sviluppo e al turismo della destinazione turistica, che sempre di più sta diventando appetibile in tutta Italia e in tutto il mondo, che è la Regione Marche.
Concludo, auspicando il voto unanime di tutti i Consiglieri regionali, perché su questi temi c'è un'ampia convergenza politica, sia dell'amministrazione comunale di Fermo, che si è dimostrata disponibile nel trovare soluzioni alternative, sia del Partito Democratico, con il Consigliere Cesetti. Sono stati fatti degli atti amministrativi, è stata fatta un'interrogazione urgente, la mozione, sono state fatte anche delle assemblee pubbliche su questo e su questa battaglia credo che ci possiamo unire tutti per il bene del nostro territorio. In questo momento è importante anteporre il nostro territorio alle magliette che ognuno di noi indossa in questa legislatura, in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sono d'accordo con il Consigliere Putzu sull'obiettivo finale e sull'analisi, in parte di merito, e dico subito che sono disponibile a votare la sua mozione, purché lui sia disponibile a votare la nostra, perché non ci possiamo dividere su una questione di questo tipo. Però non sono d'accordo con il Consigliere Putzu quando sposta la vicenda sul Governo Draghi. Tra l'altro, non era certamente il mio Governo, ma qui non c'entrano nulla le procedure semplificate. Il tema è se qui poteva o non poteva essere utilizzata la procedura semplificata. Poi dirò perché.
Lo stesso Consigliere Putzu sposta l'attenzione quando chiama in causa dirigenti che, tra l'altro, io non so chi siano nel caso di specie, perché solitamente non mi occupo dei dirigenti o delle loro pulsioni ambientaliste. Il tema è il ruolo della politica e delle istituzioni, anche sulla base di quello che dicevamo poc'anzi, quando abbiamo rinviato in Commissione la proposta di legge di modifica statutaria per recepire il dettato costituzionale che modifica l'articolo 9, che pone la tutela dell'ambiente tra i principi fondamentali.
Vorrei ricordare a me stesso, perché è pertinente, se la tutela dell'ambiente è tra i principi fondamentali della nostra Costituzione e la Repubblica deve tutelare l'ambiente, la Repubblica è costituita anche dai Comuni. Quindi, in quel caso, il Sindaco di Fermo non può essere esente da qualsiasi responsabilità perché l’atto è di competenza del dirigente. Non è così, è ora di farla finita che la politica, come scrivo in questa mozione, in tempi non sospetti, dica che tutto avviene a sua insaputa.
Sono sconcertanti, se rispondono a verità, le notizie riportate dalla stampa, secondo le quali il Sindaco di Fermo avrebbe affermato di non sapere nulla dell'iniziativa del privato, nonostante abbia anche la delega all'urbanistica e sia Vicepresidente della Provincia.
Ma è possibile che un impianto di queste dimensioni, come è stato descritto dal Consigliere Putzu, con questo impatto terribile, se vogliamo, sull'ambiente e sulle nostre comunità, che tra l'altro tocca quattro comunità, oltre il Comune di Fermo, anche i Comuni di Sant'Elpidio a Mare, Porto Sant’Elpidio, Monte Urano… E’ possibile che il Sindaco di Fermo non sapesse nulla e non avesse il dovere di controllare anche quello che gli uffici facevano nell'ambito delle loro competenze?
Il Consigliere Putzu è stato insieme a me, Consigliere di opposizione in Provincia, si ricorderà quando a Campiglione, dove adesso c'è l'ospedale voluto da noi e che voi, speriamo presto, renderete funzionante, ci volevano mettere la centrale a biomasse. Io ero Presidente della Provincia, anche quello era un atto di competenza degli uffici, ma io intervenni affinché facessero il loro dovere, applicassero la legge nel rispetto dell'interesse pubblico. E l'interesse pubblico era che quell'impianto a biomasse non doveva stare in quella realtà e infatti non c'è, c’è l'ospedale, come oggi l'interesse pubblico è che questo impianto a biomassa non si realizzi in località San Marco.
Di fronte all'interesse pubblico, che è prioritario su tutto, di fronte alla tutela dell'ambiente, che è un precetto della nostra Costituzione (articolo 9, articolo 41), che dice che l'iniziativa economica privata deve rispettare l'ambiente… Se il Sindaco di Porto Sant’Elpidio dice che non va bene e non sapeva nulla, se il Sindaco di Sant’Elpidio a Marche dice che non va bene, se tutti dicono che non va bene, come può il Sindaco della città capoluogo e il Vicepresidente della Provincia di Fermo dire che non sapeva nulla? Può il Presidente della Provincia di Fermo non pronunciarsi in merito e non sapere nulla? Il Sindaco di Fermo governa col centrodestra, il Presidente della Provincia è dello stesso partito del Consigliere Putzu: può non sapere nulla?
Che cosa avrebbe detto il Consigliere Putzu se allora, Presidente della Provincia, dinanzi alla centrale che volevano mettere a Campiglione, avessi detto che era competenza del dirigente e non potevo fare nulla? No, io sono intervenuto e ci sono i video su YouTube. Quando il Consiglio di Stato ci dette torto una volta, io ho fatto un video in cui smontavo quella sentenza, pur non avendo la competenza giuridica, perché non ho mai fatto amministrativo, ma faccio politica. Io ho smontato quella sentenza sotto il profilo politico ed ho chiesto pubblicamente che gli uffici valutassero la possibilità di emettere un nuovo provvedimento di rigetto e me ne sono assunto la responsabilità.
Mi hanno anche denunciato quando volevano fare la centrale a biomasse a Cerquabella a Piane di Montegiorgio, poi, ovviamente, sono stato archiviato, perché non facevo altro che il mio dovere.
Ricordo che – lo dico al Consigliere Putzu - quando ero Presidente della Provincia andai a Roma, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, c'era l'allora Sindaco di Montegiorgio, Armando Benedetti, di centrodestra. Ricordo che dissi d un funzionario regionale – uno tra quelli che poi vennero inquisiti e a cui per poco non misi le mani addosso: “Ma è sua questa centrale?”
Il tema è, al di là della mozione, che la politica e le istituzioni non possono essere assenti e silenti e trincerarsi nel dire che la politica non sa nulla. Se un politico, un rappresentante delle istituzioni dice che una cosa avviene a sua insaputa, nella migliore delle ipotesi è un connivente con dolo o è uno stupido che permette che le cose avvengano a sua insaputa. Ma chi deve rispettare la legge? Un Sindaco, un Presidente, un Assessore e deve pretendere che gli uffici rispettino la legge. Li deve controllare.
E come si fa a dire? Veniamo al punto della questione del governo Draghi. Il Sindaco di Fermo dice alla stampa: «Le carte del progetto raccontavano qualcosa di diverso da qualcosa di piccolo». Se dice questo significa che il progetto è stato aggiustato o è stato fatto aggiustare. Allora, il Sindaco lo sapeva in quel caso. E se quel progetto è stato fatto aggiustare, siamo oltre la valutazione della politica.
Credo che si dovrebbe interrogare anche l'autorità giudiziaria, perché l'autorità giudiziaria, le Procure della Repubblica non stanno lì soltanto quando devono fare le pulci a quelli che fanno il proprio dovere. Dovrebbero fare le pulci anche quando qualcuno non fa il proprio dovere. E questo è scritto qui, sulla stampa.
Anch'io spero che questa mozione venga approvata. Se non lo sarà, anche l'Aula si assumerà le sue responsabilità, ma io ho fatto il mio dovere, non dovevo fare altro che il mio dovere.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Solo brevi considerazioni sul contenuto, in particolare della mozione del Consigliere Cesetti, sulla questione della realizzazione dell'impianto di biogas a San Marco alle Paludi.
Non conosco in maniera approfondita e analitica la questione, ma c'è un punto di quella mozione che a me sembra particolarmente importante e che ritengo possa essere considerata la chiave di una responsabilità politica nell'ambito dei territori.
L'intervento è un po' ispirato dall'esperienza della città di Macerata, in particolare, laddove vengono messi in campo progetti astrattamente legittimi dal punto di vista amministrativo, ma in realtà in contrasto con quello che sarebbe un metodo e poi il merito della vicenda.
Cosa voglio dire? Scrive il Consigliere Cesetti: “Appare all'evidenza arbitrario e illegittimo che il Comune di Fermo non abbia ritenuto necessario ed almeno opportuno che i temi ambientali correlati all'intervento venissero esaminati e discussi attraverso la diretta partecipazione delle comunità”. È esattamente la parola chiave di questa mozione, che voterò: la partecipazione. Che vuol dire sostanzialmente e realmente coinvolgimento dei cittadini a un progetto, un'idea, un percorso che, in maniera evidente, esplica conseguenze ed effetti sugli stessi.
Fanno bene i Consiglieri a porre l'attenzione della comunità regionale, della politica anche provinciale, della Provincia di Fermo, su questo tema.
I cittadini vanno sempre coinvolti per le questioni fondamentali e prioritarie, ascoltati e, dentro questo ragionamento, posti davanti a disposizione alternative.
Non è pensabile che la politica, purtroppo, indipendentemente dal colore della giacca che si indossa e dell'appartenenza, divenga autoreferenziale. Molto spesso ciò avviene: decidiamo senza aver ascoltato e condiviso con la comunità.
Ecco perché è una mozione importante, per certi aspetti, che, ovviamente, si riferisce a un territorio, ma credo che abbia il merito, in particolare, di sottoporre all'attenzione di tutti noi un metodo che molto spesso diventa determinante e positivo nella decisione di portare avanti, concludere, attuare un progetto così importante e così impattante. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. C'è una proposta d'accordo, d'intesa con il Consigliere Putzu, col quale condividiamo l'obiettivo finale, di votare insieme questi due atti. Sono abbinati, penso che si possa fare, prima l'una, poi l'altra. Voteremo la mozione a prima firma del Consigliere Putzu e, adesso lo dirà lui, il centrodestra voterà la mozione a prima firma mia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per fare una precisazione sull'intervento del Consigliere Cesetti, non questo, ma quello precedente, e per annunciare che voteremo a favore della mozione dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora. Credo che questo sia il senso, a volte, della politica: unirsi su questioni importanti che riguardano un territorio, in cui tutti noi viviamo. Spero che sia l'esempio anche per altre province, per altre zone, perché credo che la politica, così unita, dia un grande segnale di forza al nostro territorio.
Vorrei precisare al Consigliere Cesetti che spiegava la mia vicinanza al Presidente della Provincia. È vero, dopo tanti anni siamo riusciti a vincere la Provincia di Fermo e ha fatto benissimo il Consigliere Cesetti a ricordare che il centrodestra, insieme alle liste civiche, ha vinto la Provincia di Fermo. Michele Ortensi non è iscritto al mio partito, è il Sindaco di Montegiorgio, è una persona nota di centrodestra, come non è iscritto al PD il responsabile del Comune di Fermo, ma è persona nota, vicina al centrosinistra, candidata più volte nelle liste ecologiste e comuniste alle varie elezioni comunali.
Proprio per questo dico al Consigliere Cesetti che io parlo con XY, magari si può scandalizzare, anche se non abbiamo parlato di questo perché non era di competenza della Provincia, ma mi scandalizza ancora di più che il PD stia facendo una battaglia dove la funzionaria era, fino a poco tempo fa…, adesso è stata cambiata. Hanno messo un nuovo funzionario responsabile, che non ha colpe, non ha firmato nulla, è l'ex Presidente della Provincia, ma non c'entra nulla. Prima, invece, c'era un'altra persona, candidata anche alle regionali con la coalizione del Consigliere Mangialardi, nota per il suo comunismo, ambientalismo, che in questo caso, però, non ha dimostrato.
Proprio per questo dico al Consigliere Cesetti: come mai non lo sapevate? Sapevamo solo noi che questa funzionaria, vicina alle vostre idee, organizza insieme a voi banchetti con la CGIL per le vostre battaglie politiche importanti, eppure, vi siete dimenticati di parlare di questa questione molto
importante per i cittadini della Provincia di Fermo.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Voteremo a favore perché condividiamo la parte dispositiva. Dico però al Consigliere Putzu - senza alcuna polemica, anche perché la cosa non ci riguarda – che non so chi sia il funzionario, anche se forse adesso ho capito.
Posso solo aggiungere una cosa: se quello è il funzionario, una volta difesi un dirigente in un processo penale - in quel caso ero il difensore - denunciato, mi pare, da quella funzionaria. Se è quella che penso, tanto nomi non ne facciamo, a parte che qui non ci sarebbe nulla di male. Vinsi la causa perché, oltre a qualche capacità, quel dirigente aveva ragione e le carte in regola. Di fatto, come avvocato difensore, ero contro quella persona che, dice, si candida nelle liste del centrosinistra.
Non mi risulta che si candidi nelle liste del PD, poi che ci sarebbe di male? Un funzionario pubblico, un dirigente, deve rispettare la legge, non può fare politica, quindi non c'entra nulla questo. Lei mi insegna che, in politica, dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io, il vecchio adagio.
Il tema qui, invece… Non si può spostare l'attenzione. Non è quello che fa il dirigente. Il dirigente lo fa se opera nel rispetto della legge, ma qui il tema è un altro, è la politica, perché se il Sindaco dice: “Le carte del progetto raccontavano qualcosa di diverso da qualcosa di piccolo”, significa che quel progetto inizialmente era una cosa diversa, se era una cosa diversa ed era una cosa più grande, allora quel progetto doveva essere assoggettato a valutazione, non a procedura semplificata. Questo è il punto centrale e l’altro punto centrale è che la politica - per questo oggi votiamo questa mozione – non può dire…, il Sindaco non può dire che non sapeva nulla, che tutto avveniva a sua insaputa, a maggior ragione per quello che dice il Consigliere Putzu, perché se è vero che c'è un funzionario o un dirigente che fa politica, perché organico alle file della sinistra dentro un ufficio, a maggior ragione il Sindaco deve dare una vista per vedere quello che succede, come opera quel funzionario. È un aggravante. Anche il più sprovveduto degli osservatori comprende questa cosa. Quella considerazione fatta in un'aula di tribunale sarebbe una cosiddetta difesa suicida.
Se si dice che si è insediata nell'Ufficio Ambiente SUAP del Comune di Fermo una masnada di ambientalisti, che militano nelle file della sinistra, un Governo di centrodestra ha, a maggior ragione, il dovere di controllare quello che avviene in quell'ufficio.
La parte dispositiva la condivido, credo di poter parlare anche a nome del Gruppo, noi voteremo la mozione del Consigliere Putzu. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Scusate, ma non ho assistito, se non alla parte finale, all'intervento del Consigliere Cesetti, per esprimere qualche perplessità su come questa richiesta, fatta dai privati, possa essere emersa in maniera così tardiva pubblicamente, perché la richiesta è datata marzo 2023.
È vero che è stata seguita la procedura prevista dalla legge, che, dopo 30 giorni, attraverso il silenzio assenso, avrebbe consentito al privato di attuare il progetto presentato, tuttavia non lo ha fatto perché, nel frattempo, i contributi del GSE non erano in campo e sappiamo che, senza contributo, l’operazione può rappresentare una manovra antieconomica.
Voglio ricordare che si tratta di un impianto non piccolissimo perché, comunque, occuperà una superficie di 20.000 metri quadrati, con cisterne di stoccaggio. Ci saranno aree asfaltate in una zona oggi abbastanza vergine sotto quel profilo, con un fabbricato di compostaggio di circa 3.000 metri quadrati, vasche di 26 metri di diametro, tre silos digestori del diametro di 20 metri con altezza di 6 metri più 2 interrate, per dire che si tratta di qualcosa di impattante. che, a tal punto, e qui una prima perplessità, non può emergere dopo quasi un anno da quella richiesta. Qualche dubbio ci viene in maniera normalissima: come mai un progetto del genere non è venuto a galla prima?
Ma al di là di questo, io mi voglio esprimere sull'opportunità, in questo caso inopportunità, di favorire un intervento di quel tipo in una zona che oggi, tra l'altro, risulta essere parco fluviale. Noi, in quella parte di Fermo…, che poi qui non parliamo solo di Fermo perché quella è una zona di confine nel fiume Tenna e, nell'arco di 2-3 chilometri ci sono altri Comuni, c'è Porto Sant'Elpidio, c'è zona Cretarola, Sant'Elpidio a Mare, il fatto che non ci sia stata una conferenza di servizi, in cui venissero coinvolti tutti gli attori in campo, qualche perplessità, dubbio, ce lo dà.
Quello che voglio esprimere, in un contesto di quel tipo, è la mia contrarietà, non al tipo di investimento che ci può stare…, quindi non voglio parlare di inquinamento perché non ce n'è, se non la determinazione di un brutto odore che potrebbe favorire questo contesto, ma la contrarietà arriva dal contesto logistico in cui si vorrebbe fare quel tipo di investimento. Una zona intatta da un punto di vista paesaggistico; tra l'altro lo ha ribadito anche una nota della Soprintendenza per i beni architettonici delle Marche, inviata al Comune di Fermo nel maggio del 2024. Un'area in qualche modo tutelata, in cui la Regione sta facendo degli investimenti. Penso al collegamento del ponte da realizzare tra l'uscita del casello autostradale di Porto Sant'Elpidio lungo la Lungo Tenna.
Credo che la mozione vada nella direzione di fare luce su questa procedura, verificare che tutto il percorso tecnico sia stato eseguito in maniera corretta, ma credo di poter dire in maniera forte e chiara che ritengo, politicamente, che non possa essere quella l'area, il luogo dove fare un investimento del genere. Grazie.
PRESIDENTE. Mozione n. 464. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti. (Moz. n. 465)
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sollecito l'approvazione e il voto favorevole, già preannunciato dal Consigliere Putzu, che ringrazio, a questa mozione che si integra bene con la precedente, perché si impegna il Presidente della Giunta regionale ad invitare il Dipartimento regionale competente a richiedere al Comune di Fermo la trasmissione di tutti gli atti relativi al progetto di cui all'oggetto, per la verifica della sussistenza delle condizioni per la procedura semplificata o se, invece, l'impianto di produzione di biometano di che trattasi non sia soggetto ad autorizzazione unica di competenza della Regione; a richiedere al Comune di Fermo, viste le competenze della Regione Marche, chiarimenti sulle affermazioni del Sindaco di Fermo, secondo il quale “le carte del progetto raccontavano qualcosa di diverso da qualcosa di piccolo, ma poi hanno fatto i chiarimenti dovuti ed il progetto è stato riportato all'impianto originale che prevede la procedura facilitata” - il punto centrale, che indicavo precedentemente, è questo; ad intraprendere ogni azione utile nei confronti del Comune di Fermo per l'immediata sospensione della realizzazione dell'impianto di produzione di biometano nel Comune di Fermo, in località San Marco alle Paludi, per la migliore tutela delle comunità interessate, per preservare il territorio, l'ecosistema agro-ambientale ed il valore turistico della zona nel rispetto delle procedure di legge e delle stesse prerogative della Regione Marche e, nel contempo, invitare il Comune stesso ad esercitare il potere di annullamento in autotutela del silenzio assenso nella sussistenza dei presupposti di legge per assoggettare l'impianto ad autorizzazione unica”, presupposti di legge che vengono appositamente richiamati. Grazie.
PRESIDENTE. Mozione n. 465. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, sull’ordine dei lavori, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Ho parlato con la Consigliera Bora e anche con il Consigliere Minardi e abbiamo convenuto sul punto precedente, che avevamo rinviato, la risoluzione, il punto 12 all'ordine del giorno, di rinviarlo.
PRESIDENTE. Consigliere, scusi, siamo alla proposta di legge n. 114.
Nicola BAIOCCHI. Abbiamo rinviato precedentemente il punto, che prima di andare avanti, volevamo chiudere, perché … Se la Consigliera Bora lo ritiene, se no lo facciamo dopo, non c'è nessun problema. Grazie.
PRESIDENTE. Facciamo prima la proposta di legge n. 114 e poi…
Nicola BAIOCCHI. Era soltanto per non andare avanti.
Proposta di legge n.114
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2011, n. 30 (Disposizioni in materia di risorse idriche e di servizio idrico integrato).
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 114 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore Aguzzi per essere in Aula. L’abbiamo aspettata perché mi faceva piacere dire alcune cose su questa proposta di legge anche in sua presenza.
Il principio che sta alla base di questa proposta di legge è quello di favorire una gestione pubblica efficiente ed efficace del servizio, condotta secondo principi di economicità di gestione, ma soprattutto con riguardo al primato della tutela degli interessi dei cittadini utenti rispetto agli interessi economici delle grandi multiutility private.
La mia proposta di legge modifica la legge regionale del 2011 sul servizio idrico integrato, con l’obiettivo di preparare i presupposti giuridici per una stagione di grandi investimenti pubblici e, se ne parla tantissimo in questo periodo dell’anno, da alcuni anni, in tutta la Regione, introducendo una dimensione sovra provinciale sia della governance politica del settore che degli enti gestori affidatari del servizio idrico integrato.
La nostra proposta di legge prevede la suddivisione della Regione in due ATO: Marche Nord, che comprenderebbe gli attuali ATO 1 e 2, e Marche Sud, che comprenderebbe gli attuali ATO 3, 4 e 5. Questo perché proponiamo un orizzonte ancora più vasto di quello provinciale e quindi una dimensione degli ambiti territoriali ottimali più in linea con la media nazionale rispetto alla dimensione attuale, perché diventerebbero due ambiti composti da circa 750.000 abitanti contro una media nazionale di 970.000.
Si parla anche di un ATO unico regionale, però noi del Movimento 5 Stelle riteniamo che sarebbe un errore perché verrebbe meno il principio dell’unicità della gestione all’interno dell’ambito territoriale ottimale.
La proposta di legge ha anche l’effetto di favorire l’estensione a tutta la regione del modello, e questa è la cosa che ci sta più a cuore, di gestione prevalente, ovvero la gestione pubblica in house, mediante l’affidamento diretto da parte degli ambiti territoriali ottimali.
Ho dovuto chiedere di discutere in Aula questa proposta di legge perché, quando l’ex Consigliere Serfilippi non era ancora Sindaco di Fano, ma era Presidente della III Commissione, purtroppo ha messo all’ordine del giorno della Commissione solo una volta questa proposta di legge.
Ho avuto l’occasione, di fronte ai dirigenti e anche ai Consiglieri della Commissione, di fare una descrizione molto più dettagliata di quella che sono riuscita a fare oggi in Aula. Ho ricevuto da tutti grandi complimenti, però alla fine non se n’è fatto più niente, non è stata più calendarizzata.
Capisco che questo sia un tema molto importante, molto scottante, e mi auguravo comunque di portare in discussione qualcosa che avrebbe destato un minimo di dibattito, invece, purtroppo, è calato il silenzio.
Quella funzione che avevamo pensato in origine per approfondire queste tematiche, queste problematiche - che saranno prestissimo all’ordine del giorno anche nel nostro territorio, Assessore - e avrebbero potuto suscitare interesse…, invece sono qui di nuovo a proporre la discussione e spero che questa volta si faccia. Anche se manca solo un anno alla fine di questa legislatura, quantomeno iniziamo a ragionarci insieme. Questo è il mio augurio. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Premetto che non ho alcuna presunzione di dettare una linea in questo senso, non abbiamo discusso né approfondito.
Dico un mio pensiero e poi vi faccio anche un invito che, se venisse accolto, potrebbe essere opportuno, altrimenti l’Aula decide secondo le proprie peculiarità.
L'interesse verso queste normative è indubbio, lo vediamo, è sotto gli occhi di tutti noi. Proprio in queste ore la crisi si sta facendo sempre più grave e non è più una crisi occasionale, che succede una volta ogni tanto, quando non piove. Qui, purtroppo, ogni estate andiamo verso momenti di grande sofferenza, in modo particolare nel Piceno, ma anche in altre parti della nostra regione, come nel Pesarese.
Sempre di più occorre valutare queste situazioni attraverso attività che non riguardano i singoli territori. Si parla dell’anello dei Sibillini, che comprende quattro province diverse. Nel Pesarese , in queste ore, abbiamo la richiesta di una società che gestisce Rimini di prelevare l’acqua nella provincia di Pesaro Urbino. Mentre noi soffriamo della nostra crisi idrica, altre Regioni ci vengono a chiedere di utilizzare la nostra acqua. Su questo si aprirà un dibattito che ho già aperto: invece di darla ai riminesi, forse è meglio che prendiamo noi quell’acqua lì, perché parliamo della diga del Mercatale. Però questa è un’altra partita, non entriamo nei particolari.
La situazione più drammatica, in queste ore, si registra nel sud della regione, in parte del Fermano e dell’Ascolano, mentre nelle altre zone stiamo ancora mettendo in atto interventi che compensano la mancanza di acqua dovuta alle piogge. Nel sud abbiamo già messo in campo tutto quanto era fattibile: la riduzione dei consumi, il rilascio minimo vitale per i fiumi e l’attivazione di alcuni pozzi d’emergenza. Purtroppo, però, già da un po’ di giorni si va avanti anche con chiusure notturne in alcuni Comuni. Interventi che non migliorano la situazione, purtroppo, perché non sono previste piogge almeno da qui a Ferragosto e le temperature sono in aumento per questo fine settimana.
Detto questo, credo che un’iniziativa di questo genere, che tende ad eliminare quella burocrazia… Come dire: io nella mia provincia ragiono fino al confine perché dal confine poi c’è un’altra provincia che magari la pensa in un altro modo, un altro ATO che la pensa in un altro modo. Secondo me dobbiamo cominciare a ragionare su bacini più ampi. È opportuno, non pretendo che sia questa la scelta, i Consiglieri e l’Aula decidono.
Lo dico anche per quel che riguarda l’ATA Rifiuti, ad esempio, sono molto convinto del bacino unico sia per l’uno che per l’altro, però questo è un mio pensiero personale.
So che questa proposta di legge era stata vista in III Commissione -me lo disse l’ex Consigliere Serfilippi - una sola volta, credo, ma non mi pare che si fossero approfondite più di tanto le cose, tant’è che dissi all’allora Presidente Serfilippi: “Perché non l’approfondite meglio. Non è una cosa da non tenere in considerazione”. Poi non dico che va bene o non va bene la legge, ma è un tema che merita un’attenzione approfondita.
Farei un richiamo, poi vedete voi cosa ritenete più opportuno, anche alla nuova Presidente, se è d’accordo anche la proponente, la Consigliera Ruggeri, di riportarla in III Commissione e discuterla, vedere se ha delle basi sulle quali si può ulteriormente approfondire o magari anche apportare delle modifiche condivise da tutti, perché è un tema che, sinceramente, vale la pena approfondire, non guardando alle appartenenze, perché è un problema che abbiamo sotto gli occhi, ahimè, ogni giorno.
Questo è il mio pensiero, è una proposta. Spero che possa essere accolta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Acciarri.
Monica ACCIARRI. Condivido l’intervento dell’Assessore. Ho dato anche uno sguardo alla proposta di legge che dobbiamo riportare in Commissione.
Condivido anche questo sguardo, di cui ho parlato un po’ con l’Assessore, sia sui rifiuti che sull’acqua, che devono vedere una visione più regionale e guardare ai territori in maniera integrata. Sarà uno dei primi punti all’ordine del giorno alla ripresa della Commissione e lo faremo anche in collaborazione con l’Assessore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio sia l'Assessore che la Presidente di Commissione. Devo dire che l'idea di affrontare la questione per quanto riguarda i rifiuti è molto importante, allettante. Non ci abbiamo messo mano perché, voi capite, la situazione è ancora più complessa rispetto a quella dell'acqua.
C’è già stato un lavoro di mesi, perché questa non è una proposta di legge che abbiamo preso da altri territori, non abbiamo fatto un copia-incolla e poi portata nelle Marche, ma l'abbiamo costruita con un'indagine creata per la nostra Regione, motivo per cui siamo riusciti a farla per l'acqua, ma ci è stato impossibile, essendo all'opposizione e da sola e, come sapete, avendo anche pochi assistenti, prevedere qualcosa di analogo per i rifiuti. Ben venga se si riuscirà fare questa cosa insieme entro la fine della legislatura. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Accogliamo sia il suggerimento dell'Assessore, sia la volontà della presentatrice e capogruppo del Movimento 5 Stelle, Consigliera Ruggeri, di approfondire questo tema.
Il ciclo integrato delle acque e del servizio idrico è un tema complesso, sia per le motivazioni climatiche, di cui si parlava prima, quindi per la carenza dell'acqua, che per le questioni di gestione e territoriali. È un tema che riguarda sia la parte della programmazione, che non può essere ristretta ad un solo ambito, che, anche e soprattutto, la gestione.
Prima si è fatto riferimento all'anello dei Sibillini. Benissimo, Assessore, se ne parla da tanto tempo. Mi chiedo però cosa ci metteremo dentro, perché l'acqua nei Sibillini, se non si cercano nuove pozze, come succede nella mia provincia e anche nella provincia di Fermo, sarà molto difficile, posto che con il terremoto del 2016 le falde si sono spostate verso il Maceratese, ma soprattutto verso l'Umbria, e in ogni caso si è persa la portata delle sorgenti ed è necessario assolutamente...
Questa carenza e questo cambiamento geologico, geomorfologico importantissimo, è stato, per quello che riguarda…, mi dispiace dirlo perché il Presidente della CIP ci ha lasciati, non è più in vita, però la responsabilità la devo individuare in capo sia a lui che ai suoi uffici tecnici, che si sono rifiutati in maniera caparbia di cercare nuove sorgenti con la scusa che il Parco dei Sibillini lo avrebbe impedito.
È una sciocchezza. Il Parco dei Sibillini ha delle priorità, l'acqua è un bene primario, quindi ha una priorità la ricerca di nuove sorgenti ed anche la captazione dell'acqua.
È una legge di grandissima importanza, epocale. Se n'è discusso molto anche nella nostra consigliatura, senza arrivare ad una conclusione, perché non è cosa da poco, e che si apra una discussione sia nelle Commissioni che in Aula è importante. Ringrazio per aver dato questi incipit la Consigliera Ruggeri.
PRESIDENTE. La richiesta di rinvio della proposta di legge n. 114 in Commissione è stata avanzata dal Presidente della Commissione, come nei suoi poteri e nelle sue funzioni.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 114. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il punto 12, la mozione n. 246 della Consigliera Bora ed altri, che abbiamo detto prima doveva solo essere votata, si è trovata un'intesa fra la proponente e i componenti della maggioranza, in particolare il Presidente della Commissione Baiocchi, per cui se ne discuterà la prossima volta.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Brevemente, perché sono intervenuta prima. Ho sentito la Consigliera Bora che, alla luce di alcuni altri elementi emersi, che lei conosce e che conosce anche il Consigliere Minardi… La Consigliera mi ha chiamato e mi ha chiesto di rinviare, perché preferisce rinunciare ad essere presente alla discussione piuttosto che inserire altri argomenti di interesse delle donne. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 246. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:10.