Resoconto della seduta n.161 del 01/10/2024
SEDUTA N. 161 DELL’1 OTTOBRE 2024
La seduta inizia alle ore 10:40
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti, dichiaro aperta la seduta n. 161 dell’1 ottobre 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 160 del 24 settembre 2024 il quale ove, non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno. Informo, inoltre, che l'Ufficio di Presidenza con la deliberazione n. 469 di 17 settembre 2024 ha modificato la precedente deliberazione n. 461 del 30 luglio 2024 relativo la costituzione dei Gruppi consiliari prendendo atto della comunicazione del Consigliere Bilò, ai sensi del comma 12 dell'articolo 19 del Regolamento interno.
Hanno chiesto congedo L’Assessore Antonini e i Consiglieri Bora, Ruggeri e Bilò.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. C'è un'Aula un po' freddina un'aria condizionata abbastanza antipatica.
PRESIDENTE. Ho già dato disposizione.
Romano CARANCINI. Grazie.
Interrogazione n. 1309 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti
“Urgente ripristino del Centro di Salute Mentale a Pesaro”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1309 – a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Quest’interrogazione, come al solito, è la solita interrogazione infondata, allarmistica, che sostiene delle cose che non sono nella realtà. Non si capisce come mai si debba rispondere a questo tipo di atti.
Ciò premesso, nel servizio psichiatrico dell'Azienda sanitaria di Pesaro lavorano quattordici psichiatri più un libero professionista, sono quindici psichiatri e di questi quindici sette sono impiegati interamente nel Centro di salute mentale di Pesaro.
Ora c'è da domandarsi come mai, nonostante questo servizio, che risente di tutti i problemi che noi ben conosciamo in quest'Aula: la difficoltà di reperire specializzandi in psichiatria, perché non sono stati formati e in questo momento si stanno formando, il tetto di spesa che impedisce molto spesso di privilegiare un certo tipo di prestazione rispetto ad altre. Questo tipo di interrogazioni, che rientrano nella formula di un principio democratico di contrapposizione delle minoranze alle maggioranze, danno delle informazioni che sono fuorvianti. Non penso che sia giusto, per tanti pazienti, per tante famiglie, andare a scrivere o sostenere esattamente il contrario della realtà.
Sappiamo perfettamente che la materia di questo tipo di patologie ha ricevuto un incremento notevole per il Covid. Ci sono delle statistiche che dimostrano come i due anni, tre anni, di pandemia abbiano aumentato la domanda di prestazioni in materia, ma ciò non di meno non si può dire che il servizio è stato smontato, che non funziona o, esattamente, non si possono propalare i contenuti dell’interrogazione.
In conclusione, devo sottolineare come il centro è garantito da 7 medici, alcuni dei quali sono specializzandi, perché il sistema prevede la possibilità di impiegare degli specializzandi. È nostra intenzione potenziare sempre questo servizio quando entreranno in vigore le disposizioni recentemente approvate dal Governo in materia di liste d’attesa, che consentono un aumento degli organici, soprattutto dei sanitari, con un incremento del 10% rispetto all'aumento del Fondo sanitario nazionale.
Ritengo che questa materia non possa essere confinata solo all'interno di una critica apolitica, ma meriti di essere valutata all'interno di un servizio prestigioso che viene svolto nell'Azienda sanitaria di Pesaro.
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Saltamartini. Io non so se pensare che le abbiano passato informazioni totalmente errate e fuorvianti o se questa risposta sia stata, mi permetto di dire così, riferita in modo approssimativo, perché credo nella sua buona fede. Ho sempre apprezzato il suo impegno e la sua disponibilità, però in questo caso le devo dire che la situazione è totalmente diversa da quella che lei ha raccontato e le posso dire perché, in modo dettagliato.
Ci sono persone che si sono rivolte al Centro di Salute Mentale da inizio agosto, costantemente, fino a due giorni fa, e non hanno mai avuto un appuntamento. La risposta è sempre stata: attualmente non ci sono psichiatri, zero. Gli unici due che dalla psichiatria prestavano servizio qua ora sono o in ferie o hanno altri impegni. Non è vero, come lei ha detto, che dei quindici psichiatri del reparto di psichiatria, sette sono attivi costantemente al Centro di Salute Mentale. Anzi, le dirò che, persino, persone che hanno avuto problemi seri, conosco anche donne che hanno subito stalking, si sono rivolte al Centro di Salute Mentale ed è stato detto loro che non potevano prendere appuntamento perché le liste erano chiuse. Sono poi tornate nuovamente tre giorni fa ed il primo appuntamento gliel'hanno dato per l'8 ottobre. Finalmente ci sarà uno psichiatra dall'8 di ottobre. Uno. Se questo psichiatra dovesse avere un'influenza? Se fosse impossibilitato nel lavoro?
La salute mentale richiede un rapporto fiduciario per il paziente, stabilità, solidità. Non può essere un medico che arriva lì una volta e poi sparisce.
PRESIDENTE. Salto l’interrogazione n. 1270 per l’assenza dell’Assessore, come dichiarato dal Presidente prima. Attendiamo l’arrivo dei Consiglieri per le interrogazioni n. 1262, n. 1229, 1235. Arriviamo alla 1274 dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi e Vitri. “Valutazione performance 2023 personale AST Ascoli Piceno”. Saltiamola in attesa di una fase organizzativa. Andiamo alla 1275 dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi e Vitri. Teniamo in sospesa anche questa, sperando che l’Assessore Saltamartini abbia trovato la risposta, passiamo alla 1276 dei Consiglieri Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, risponde l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Presidente, chiedo scusa, ma a questa interrogazione deve rispondere l’Assessore Baldelli, non è la mia. Se facciamo saltare completamente l’ordine… Chiedo scusa, ma io sono sempre presente qui alla mattina alle ore 10, non mi voglio trovare in difficoltà e se ci sono prima le interrogazioni a risposta orale e ci sono gli altri…, bisogna che qui veniamo all’orario prestabilito. Non trovavo l’ultima delle interrogazioni. Comunque ora c’è il Consigliere Brandoni che può rispondere.
PRESIDENTE. Ha assolutamente ragione, ho cercato di ottimizzare il tempo che avevamo, forse, perduto, però capisco che riorganizzarsi rispetto all’ordine del giorno può essere un po’ complicato.
Interrogazione n. 1305 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Caos notifiche bolli auto non pagati”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1305 – a risposta immediata – del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Si premette che, con riferimento alle modalità di notifica degli avvisi d'accertamento per omesso pagamento della tassa automobilistica, la Regione Marche si è adeguata alla normativa nazionale che prevede di affidare il servizio di notifica a PagoPA S.p.A., società interamente partecipata dal MISE, in qualità di gestore esclusivo della piattaforma SEND (Servizio notifica digitale).
In concreto, gli atti di accertamento vengono inviati tramite SEND dalla Regione Marche e PagoPA, che provvede a notificare ai contribuenti tramite PEC per i destinatari che ne hanno possesso, mentre per gli altri contribuenti la notifica avviene in modalità cartacea.
Con particolare riferimento alla notifica in modalità cartacea, oggetto dell'interrogazione, si evidenzia che la gara per l'affidamento del servizio raccomandato ricevuta e ritorno è stata interamente gestita da PagoPA ed ha visto come aggiudicatario del lotto territoriale denominato Adriatico, che comprende anche le Marche, il fornitore Poste and Service Group, che è uno dei soggetti privati nazionali titolari della licenza speciale rilasciata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e già fornitore di amministrazioni piccole e di grandi dimensioni, tra le quali l'INPS e il Comune di Milano.
Il servizio di recapito, sia digitale che cartaceo, è interamente e direttamente amministrato da PagoPA, in qualità di gestore esclusivo della piattaforma SEND. Per quanto riguarda i punti di giacenza degli avvisi oggetto dell'interrogazione, si precisa che questi, nella provincia di Pesaro e Urbino, sono ubicati come di seguito:
• quattro nel Comune di Pesaro;
• due nel Comune di Fano;
• uno nel Comune di Urbino;
• uno nel Comune di Fossombrone;
• uno nel Comune di Terre Roveresche.
La Regione Marche, già da maggio 2024, ha reso note a PagoPA le segnalazioni ricevute dai contribuenti in merito alle difficoltà di reperire tali avvisi e, sulla base di dette segnalazioni, la stessa PagoPA ha intrapreso tutte le azioni necessarie per ripristinare la qualità del servizio, utilizzando i rimedi contrattuali sia previsti dal contratto che dal Codice dei contratti pubblici.
In particolare, PagoPA ha reso noto che è in corso di espletamento la procedura per il cambio di fornitore, già decorrente dall'annualità 2024, in modo da consentire il corretto completamento del recapito di tutti gli atti di accertamento della Regione Marche.
Si precisa, infine, che la Regione Marche provvede al riconoscimento dell'esenzione dalla tassa automobilistica per le persone con disabilità, ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 449 del 1997 e della legge regionale n. 20 del 2010, e successive modificazioni; pertanto, tali soggetti non sono destinatari di avvisi di accertamento.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta e per le delucidazioni che ci ha dato sull'argomento, che ha dell'assurdo. Addirittura molti cittadini, che poi hanno telefonato, seguendo il fogliettino che la ditta lasciava nella cassetta delle poste, si sono sentiti dire che dovevano andare a Pesaro.
Sappiamo adesso che ci sono addirittura vari punti di giacenza, però sarebbe opportuno che questi vari punti di giacenza siano attuati perlomeno nei vari Comuni, come una qualsiasi raccomandata.
È assurdo che un cittadino di Borgo Pace o di Apecchio debba andare a Campanara, che è a 85 chilometri da questi centri e fare 170 chilometri tra andata e ritorno per ricevere una raccomandata.
La ringraziamo, Assessore, per averci dato delle rassicurazioni in merito e speriamo che PagoPA sia subito solerte a risolvere il problema, anche perché è un problema reale.
Anche il discorso del pagamento del bollo, sarebbe opportuno che venisse pubblicizzato meglio, perché la Regione fornisce questo strumento utile anche on-line. Molte volte i cittadini non lo sanno. Una campagna di informazione su come pagare il bollo comodamente, dovrebbe essere fatta anche telefonicamente.
La ringrazio, Assessore, perché ci dà delle risposte concrete in virtù anche del comportamento di questa ditta.
Interrogazione n. 1275
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Legge 26 giugno 2024, n. 86 “Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1275 dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. L'ho divisa in cinque punti: se la Regione intende produrre, in caso contrario, se la Regione intende impugnare; se non si reputi opportuno dedicare... In caso favorevole, questo l'ho diviso in cinque, quindi vi darò le cinque risposte.
1. La Regione intende programmare un percorso di confronto costruttivo, in sede tecnica ed istituzionale, con le rappresentanze istituzionali e con le categorie economiche e sociali interessate, per valutare tutti gli aspetti finanziari ed organizzativi prima di decidere se chiedere il conferimento di funzioni ex articolo 3, legge 86/2024.
2. La richiesta di autonomia differenziata può essere definita nei dettagli solo sulla base di un complessivo progetto di riorganizzazione finanziaria e amministrativa ed all'esito di un ampio ed approfondito confronto con i soggetti sopraindicati, per ottenere le necessarie garanzie in merito alla fattibilità delle organizzazioni.
3. La Regione non ha intenzione di impugnare la legge n. 86/2024, espressione del fondamentale principio di sussidiarietà, perché essa attua una norma costituzionale e garantisce i livelli essenziali delle prestazioni.
4. È possibile programmare una seduta monotematica dell'Assemblea legislativa per analizzare i sostenibili percorsi per il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e delle infrastrutture nell'ambito di progetti per l'autonomia differenziata. Tale seduta assembleare dovrà essere conseguente ad un grado di approfondimento tecnico di cui sopra almeno in stato avanzato.
5. Ai sensi dell'articolo 49, comma 7, del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa, è possibile, previa deliberazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, convocare detta seduta assembleare in forma aperta, dedicata al tema, alla quale potrebbero partecipare non solo i rappresentanti dell'ANCI Marche, ma anche i rappresentanti delle associazioni delle categorie produttive e sindacali, dopo una fase di raccolta delle rispettive valutazioni tecniche e di predisposizione dello schema di intesa Stato-Regioni.
Adesso ascolto la risposta, dopo devo partecipare a un video call e poi torno per le altre mie interrogazioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Brandoni della risposta, che mi ha parzialmente soddisfatto, ma non posso non fare qualche considerazione.
Francesco Acquaroli è il nostro Presidente della Regione, eletto dai marchigiani, tra l'altro anche Assessore al Turismo, ma ha una strana concezione del rapporto con l'Assemblea legislativa delle Marche, con questi 30 peones che noi siamo - è un'affermazione ironica - che pure sono stati eletti e votati da migliaia di cittadini. Per lui noi Consiglieri regionali siamo abbastanza invisibili e, diciamoci la verità, da Presidente della Regione ha fatto un po' il prezioso, considerato che i suoi interventi in Aula sono stati davvero rari. Complessivamente sono state fatte 1.700 discussioni, Assessore, con una media di 10 atti a seduta. Il Presidente Acquaroli è intervenuto in 42 occasioni, il 2,45%. Certo, non è un obbligo intervenire, ma sarebbe stato auspicabile, per gli argomenti e i temi cruciali, ascoltare la figura di riferimento che trasmette una linea e un segno della Regione.
Questa premessa per farci qualche domanda: sarà dovere del Presidente della Regione venire nell'Aula dell'Assemblea legislativa regionale ed esporre il proprio pensiero politico e amministrativo sulla legge n. 86, che ha stabilito l'autonomia differenziata? Non è una cosina da bocciofila.
Lo Stato stabilisce che le Regioni possano chiedere l'autonomia amministrativa e politica su tutti o alcuni dei 23 settori della vita dei marchigiani e noi continuiamo ad assistere al silenzio rispetto a cosa pensi il nostro Presidente della Regione.
Credo che, da questo punto di vista, non ci sia nessuna polemica. Come lei vede, noi chiediamo solo di discutere. Peraltro lo abbiamo fatto con una mozione un po' di tempo fa, che la maggioranza ha bocciato.
Lei stamattina ci dice che il Presidente sarà, su questo, generoso. Io credo che, da questo punto di vista, un ruolo lo debbano e lo possano svolgere anche i Consiglieri di maggioranza, perché credo che sia naturale che questa Assise legislativa possa discutere politicamente la questione. Tecnicamente, pensateci voi, ma politicamente credo che sia dovere farlo.
A proposito della solitudine dei numeri primi, in un acuto articolo di qualche tempo fa viene spontanea un'asimmetrica citazione… A proposito di un articolo recente sul Presidente Acquaroli, sulla solitudine dei numeri primi, che si riferiva a lui. Nello stesso libro di Paolo Giordano si cita: "Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante". Far scontare meno ai cittadini dovrebbe essere l'obiettivo principale del nostro Presidente, magari anche democraticamente, con uno schietto confronto. Grazie.
Interrogazione n. 1274
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Valutazione performance 2023 personale AST Ascoli Piceno”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione verte sulla performance dell’Azienda, del personale e dei dirigenti dell'Azienda sanitaria di Ascoli Piceno e riguarda uno strumento importante di valutazione della pubblica amministrazione, che fu introdotto nel nostro ordinamento nel 2008 dalla riforma Brunetta e poi inserito all'interno del testo unico degli impiegati civili, il TUPI, il decreto legislativo n. 165 del 2001.
Relativamente alla domanda che viene posta, c'è da tener conto che l'evoluzione successiva di questo strumento di valutazione della performance è inserita all'interno del contenuto del PIAO, Piano Integrato di Attività e Organizzazione, che contiene non solo il piano della performance, ma anche la previsione del Piano triennale del personale, il piano per il lavoro agile e altri strumenti di valutazione.
Premesso tutto questo, c'è da tener conto che l'Azienda sanitaria di Ascoli Piceno ha approvato il PIAO 2023-2025 e, all'interno dell'apposita sezione, è contenuto il piano della performance.
La direzione rappresenta che la formalizzazione delle schede di budget, che è avvenuta a novembre del 2023, in esito alla negoziazione avviata a settembre, prevedeva che gli obiettivi inseriti nelle schede negoziate e formalizzate riproponessero in gran parte gli obiettivi regionali, in continuità con quelli degli anni precedenti, ovvero che risultassero meri adempimenti normativi già conosciuti dai professionisti, rientranti nei normali obblighi istituzionali delle unità operative. Ebbene, tutto questo percorso non fa altro che proseguire gli atti aziendali di riorganizzazione che sono contenuti anche nella legge di riforma, che ha conferito autonomia organizzativa, amministrativa e aziendale alla AST di Ascoli Piceno, e all'interno del Piano sociosanitario, che è stato approvato dal Consiglio regionale, si inserisce il piano delle performance.
L’Azienda riporta anche che, rispetto al personale del comparto, relativamente alla quota di valutazione attinente alla performance organizzativa, pari al 70% della valutazione, il premio sarà erogato per intero e non si determineranno decurtazioni economiche, in quanto, su n. 72 unità operative complesse con obiettivi relativi al personale del comparto, tutte e 72 hanno ottenuto una valutazione superiore al 90%.
Si specifica, infatti, riferisce l'Azienda, che il vigente contratto collettivo integrativo, parte normativa 2018-2020, approvato e recepito con determina n. 1287 del 7 novembre 2019 ed espressamente richiamato da altri provvedimenti, al punto 3 recita: “Si conviene che l'erogazione degli emolumenti riconosciuti per il raggiungimento degli obiettivi assegnati con le schede di budget di ciascuna unità operativa avviene per intero se il grado di raggiungimento complessivo degli obiettivi è maggiore, pari o uguale al 90%”.
Con riferimento alla quota di valutazione relativa alla performance individuale, pari al 30% della valutazione, risultano n. 26 istanze aperte a fronte di 2.049 schede individuali concluse.
Rispetto all'area della dirigenza, l'attività istruttoria è ancora in corso e, a conclusione, sarà sottoposta all'Organismo interno di valutazione per la validazione di competenza.
Si precisa, conclude l'Azienda, che ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 150, riforma Brunetta, come successivamente modificato dal decreto legislativo n. 74, riforma Madia, si prevede, rispetto ai criteri per la differenziazione della valutazione nell'ambito del ciclo della performance, che il contratto collettivo nazionale, nell'ambito delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance, ai sensi dell'articolo 40, terzo comma-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, stabilisca la quota delle risorse destinate a remunerare rispettivamente la performance organizzativa e quella individuale e fissi criteri idonei a garantire una significativa differenziazione dei giudizi.
È un tema strettamente tecnico. Io consegno la risposta scritta, in modo tale che l'interrogante possa trarre ogni più utile giudizio di valutazione. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, lei legge quello che le scrivono perché, come ha detto, la valutazione della performance è squisitamente tecnica e ha ragione quando legge quello che le è stato detto.
Non mi ha risposto ad una domanda. Io mi chiedo, e si chiedono anche i giornali, perché avrà visto la rassegna stampa, come mai ci sono dei casi nei quali coloro che hanno chiesto la conciliazione rispetto alla valutazione non è stata pagata la produttività.
Inoltre, mi chiedo come possa un dirigente che è stato assunto a novembre 2023 valutare i dipendenti sul 2023. In base a quali criteri lo possa aver fatto è un mistero. Soprattutto, questi valori così bassi delle performance non possono essere giustificati, come lei ha giustificato, per il fatto che i dipendenti farebbero lo stesso identico lavoro, perché questo vale anche per la direttrice e, a scendere, per tutti gli altri dirigenti che continuano a fare gli stessi identici lavori. Perché, se c'è stata una modifica del Piano sociosanitario, ha interessato tutti i dipendenti o non ha interessato nessuno.
La cosa che è stata scorretta, secondo me, dal punto di vista amministrativo, che non le è stata rappresentata, Assessore, è che a chi voleva attivare una procedura di ricorso contro la valutazione è stata inviata una bella letterina dal dirigente che, se non sbaglio, è lo stesso delle barche a vela, nella quale ha scritto: “Valutazione performance individuale. Riscontro alla richiesta del dipendente Tizio e Caio di revisione della propria scheda di valutazione della performance individuale”. Che cosa scrive ad ogni dipendente? Che la performance era quella e che conferma che la scheda di valutazione non necessita di modifiche, sottraendo di fatto al dipendente la possibilità di andare in conciliazione, o cercando di sottrarre al dipendente la possibilità di andare in conciliazione, perché il dipendente ci è andato lo stesso.
Assessore, io la invito a tenere d'occhio l'AST 5 Ascoli Piceno, perché, come lei vede, ci sono movimenti sindacali. Stasera ci sarà l’ennesima protesta ad Ascoli Piceno. Tutti i giorni…
Lei saprà che il primario di chirurgia di San Benedetto del Tronto andrà via, lo ha scritto sui social ed un chirurgo molto bravo di Ascoli Piceno è già andato via, è andato in una struttura privata. Ci metta, per favore, attenzione.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1307 non la possiamo fare perché è assente giustificato l’Assessore Antonini, quindi, la dobbiamo rinviare.
Interrogazione n. 1192
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Nomina Direttore Socio-Sanitario della AST di Fermo – Determina Direttore Generale AST Fermo n. 302 del 06/05/2024”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1192 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione del Consigliere Cesetti riguarda la scelta operata dal Direttore generale della AST di Fermo in merito alla nomina del Direttore sociosanitario, che è caduta, in quel caso, nei riguardi dell'ingegner XY, della stessa Azienda sanitaria regionale.
Com’è noto ai colleghi che sono qui presenti, con il processo di aziendalizzazione del Sistema sanitario nazionale operato con la legge n. 502 del 1992, che ha stabilito la privatizzazione dell'organizzazione come se fosse un'azienda e l'applicazione delle norme del Codice civile in fatto di organizzazione delle imprese, con i poteri di micro-organizzazione affidati ai dirigenti e riservando alla legge solamente i poteri di macro-organizzazione previsti dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001, in materia sanitaria la nomina dei direttori sanitario, amministrativo e sociosanitario ricade interamente nell'ambito delle prerogative del Direttore generale.
Non c'è alcuna interferenza da parte degli organi di indirizzo politico, né ci può essere un'interferenza, perché si tratta appunto di poteri organizzativi a livello aziendale di stampo privatistico, diretti a dare efficienza al Sistema sanitario nazionale.
Questa scelta crea molteplici problemi al sistema sanitario, perché è evidente che un conto è organizzare un'azienda per produrre frigoriferi o mattoni, un altro è organizzare una struttura pubblica che si deve occupare della salute delle persone, in particolare di proteggere la vita dei cittadini.
Questa scelta era legata a fattori di estrema criticità nei riguardi del sistema pubblicistico. Devo dire che la scelta di individuare il dottor XY come Direttore sociosanitario è stata motivata dal Direttore generale della AST di Fermo con la necessità di avere un dirigente che conoscesse la storia di quell'azienda e, in particolare, attraverso la sua esperienza, potesse essere competente non solo sull'integrazione sociosanitaria, sul lavoro di prevenzione e di assicurazione del servizio nei territori, ma anche per il completamento dei due ospedali di Fermo e di Amandola, per l'avvio e la conduzione dei lavori nell'ambito del finanziamento PNRR, per la prosecuzione dei lavori con il completamento dell'ex ospedale di Montegiorgio. Riferisce che la scelta rientra nelle esclusive prerogative e responsabilità del dottor XX.
Questa scelta è stata determinata anche dal fatto che il dottor XY è riuscito ad efficientare il sistema, in quanto le sue capacità relazionali, tecniche e di gestione del budget hanno permesso di risolvere innumerevoli problemi dell'Azienda sanitaria, che ha acquisito l'autonomia organizzativa, funzionale e istituzionale con la riforma varata da questa Assemblea nel 2022, ed è stato ritenuto la persona con maggiori capacità che potesse assolvere pienamente a questo compito di Direttore sociosanitario, in una visione strategica e coerente con gli atti precedenti.
Enumera il dottor XX tutta una serie di performance positive del Direttore sociosanitario, tra cui la realizzazione e l'apertura della COT di Fermo, che è una struttura operativa che garantisce servizi soprattutto di coordinamento territoriale, e ne affida la funzionalità non solo a livello organizzativo, ma anche la funzionalità per il coordinamento dei servizi sanitari e sociosanitari allo stesso ingegner XY.
Poi riferisce sempre il dottor XX che questa funzione di Direttore sociosanitario è importante anche per l'implementazione dei Punti Salute che la Regione Marche ha avviato e che devono essere garantiti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Condivido molte delle cose che dice il Vicepresidente Saltamartini, ad esempio circa il fatto che non si può gestire un'Azienda sanitaria come si gestisce un'azienda privata, con le stesse logiche.
Criticava questo e diceva: noi però non possiamo intervenire, perché sulle scelte gestionali del Direttore generale la Giunta non può intervenire.
Non è così, non è così, perché, certo, non si può intervenire imponendo atti gestionali, ma si può, ad esempio, dire ad un Direttore generale, con degli atti di indirizzo politico, quali siano e quali debbano essere comunque gli obiettivi sui quali quel Direttore generale deve essere valutato, proprio perché si tratta di organizzazione della salute.
Sento troppo parlare, in questa nostra Regione, dappertutto, del fatto che la politica si trincera dietro a quelle che sono le scelte della tecnica. Non è così. La politica deve controllare la politica, perché altrimenti, quantomeno, è un omesso controllo, perché la politica deve agire, amministrare con quella disciplina ed onore che deve imporre anche a coloro che sono deputati a delle scelte tecniche.
Nel caso di specie, ad esempio, non sono in discussione, come io dico nell'interrogazione, le capacità e le competenze del Direttore sociosanitario, ma proprio perché aveva quelle competenze tecniche… Guardate, è un ingegnere che è stato nominato Direttore sociosanitario, quando invece quell'ingegnere era preposto alla direzione dell'aspetto tecnico, che doveva soprintendere un servizio strategico quale quello tecnico, che deve completare i due nuovi ospedali, quello di Fermo e di Amandola, ci sono da realizzare le Case della salute, tutte le opere previste dal PNRR. Ad esempio, abbiamo visto sull'ospedale di Montegiorgio dove sono dovuti intervenire gli Assessori Saltamartini e Baldelli, che ringrazio entrambi nel caso di specie. Allora, l'ingegner XY, proprio per tutte quelle capacità che hanno giustificato questa nomina, doveva restare lì. Questo è il punto!
Interrogazione n. 1283
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Fuga dei medici dall'AST 1”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1283 dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Anche quest’interrogazione, come altre, prende spunto da alcuni articoli, probabilmente di stampa, per cui si chiede di rispondere in merito alla presunta fuga - dall'idea di un famoso film “Fuga da Alcatraz” - dei medici.
Ora, c'è da tener conto di un tema: che gli organi di stampa di un Paese democratico fanno correttamente la loro informazione. I giornali escono tutti i giorni, c'è anche una concorrenza tra testate online e stampate e hanno anche una funzione fondamentale, che è quella di formare l'opinione pubblica.
La notizia ricevuta da un giornalista su una presunta partecipazione di un medico, di un importante chirurgo, come è avvenuto in questo caso, ad un concorso verso l'Umbria, spinge il giornalista e il capo del servizio a fare un titolo che magari può essere di grande suggestione. Però bisogna leggere la stampa dei giorni successivi, in modo tale che si possa capire che questo non è vero, non è avvenuto.
Non c'è nessuna fuga da parte dell'Azienda sanitaria di Pesaro, perché i medici di cui si parlava sulla stampa sono rimasti al loro posto. Anzi, c'è una valorizzazione di questi sanitari, soprattutto a Fano, perché si tratta di un importante medico che opera con uno strumento innovativo importante, che è la struttura robotica, e non c'è nessuna fuga né da parte di un medico di Urbino né di Fano.
C'è da dire che se l'opera dei rappresentanti dei cittadini - siamo in un Parlamento, perché questa non è un'Assemblea comunale, ma legislativa, quindi un vero e proprio Parlamento - si riduce a commentare i titoli o gli articoli di un giornale, penso che noi stiamo frustrando la nostra funzione. Tanto più per il fatto che, diciamolo con grande chiarezza, i dirigenti della pubblica amministrazione, anche per una valutazione della propria competenza e del proprio aggiornamento, partecipano ad altri concorsi.
Io ero un dirigente del Ministero dell'Interno, partecipavo ad altri concorsi e, se la valutazione era positiva, potevo rivendicare rispetto alla mia amministrazione le mie capacità. Era un metodo di valutazione delle mie capacità personali nel momento in cui superavo concorsi anche in altre pubbliche amministrazioni.
Per i medici vale questo. Un medico che partecipa ad altri concorsi annovera sul suo background personale una statistica indubitabile: che è idoneo anche per più plessi ospedalieri. Non ci dobbiamo meravigliare, lo dico a chi ci ascolta, del fatto che dei medici possano partecipare ad altri concorsi o che possano ambire a posizioni ben più qualificate o, in taluni casi, ben meglio remunerate.
Qual è oggi la concorrenza tra il settore pubblico e il settore privato? Il settore pubblico ha una limitazione dei trattamenti, diciamo così, molto forte, molto stringente. Un sanitario ospedaliero arriva a un trattamento di circa 3.000 euro netti. Ben altri trattamenti vengono corrisposti dal settore privato e questo deve far riflettere su molte questioni trattate ampiamente e in modo demagogico.
Dobbiamo dirlo con grande chiarezza, il finanziamento pubblico, che quest'anno ha raggiunto la sua misura storica maggiore di 134 miliardi, deve tener conto che in Italia molti cittadini hanno le assicurazioni sulla sanità e l'ultimo report individua 64 miliardi nella spesa degli italiani per la sanità privata e la prima compagnia che copre la sanità privata è l'Unipol. Cerchiamo di capire esattamente poi come sono andati, nel corso di questi anni, questi percorsi.
Non c'è nessuna fuga. Noi cerchiamo di garantire ai medici dell’Azienda sanitaria territoriale di Pesaro la massima soddisfazione, però questa è la seconda interrogazione che il Consigliere pone. L'altra volta aveva detto che erano state chiuse le sale operatorie a Fano, adesso in questa seconda interrogazione dice che c'è la fuga dei sanitari da Pesaro. Bisognerebbe valutare bene i titoli dei giornali, gli articoli e leggere anche i giornali successivi, che hanno smentito questa cosa. La stessa giornalista che aveva scritto questo ha poi scritto esattamente…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Non siamo abituati a rincorrere i titoli o le pagine dei giornali, perché i giornali certamente li leggiamo, ma siamo anche abituati a stare in mezzo alla gente e ai sanitari, quei sanitari che lavorano nel sistema del Servizio sanitario regionale e che vivono con molto malessere il fatto di non essere spesso valutati, presi in considerazione da quel sistema che non dà o non è in grado di dare delle risposte.
Mi verrebbe da dire che nella AST…, lei ha fatto una precisazione rispetto ad un caso specifico che riguarda il primario di chirurgia, tra l'altro non di Fano ma di Pesaro, anche se ha delle sale operatorie anche a Fano, ma non mi ha dato risposta su altre questioni.
Mi verrebbe da dire come nella AST 1 abbiamo avuto, in 21 mesi, quattro direttori di area. Si è dimesso il Direttore sanitario, se ne sono andati a maggio sei anestesisti, che non sono stati sostituiti, Assessore, questo credo che lei lo sappia, è stato sostituito uno con tre specializzandi, che non hanno l'autonomia che possono avere dei medici formati o che sono nel pieno delle proprie capacità.
È vero che il primario di chirurgia ha fatto un concorso in una regione limitrofa, peraltro proviene da quel territorio, ma magari, se ha fatto quel concorso, non lo ha fatto semplicemente per avere nel suo curriculum vitae un titolo, ma perché c'era anche del malessere.
Il responsabile della struttura semplice cardiologica di Fano sappiamo tutti che se n'è andato e non rientrerà, come risulta che se ne sta andando anche il primario dell'Ospedale di Urbino del Pronto soccorso.
Lei ha fatto riferimento, Assessore, ad un caso specifico, che anche a noi risulta sia rientrato, la rassicuro che non andiamo...
Vorrei ricordare che c'è una fuga di medici anche nell'Area sanitaria territoriale, nella zona territoriale 5, che se ne sono andati.
Assessore, quali provvedimenti pensa di prendere rispetto non solo alla sostituzione dei medici che se ne vanno, ma anche per far sì che i medici non se ne vadano, soprattutto quando sono medici di qualità, qualificati e che sono in grado di dare delle risposte adeguate al nostro territorio, ai nostri cittadini. Tenendo conto che questi professionisti hanno bisogno di essere ascoltati e di avere delle risposte per poter lavorare al meglio e dare le risposte ai cittadini che curano.
Interrogazione n. 1304 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano nel Comune di Fermo in località San Marco alle Paludi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1304 – a risposta immediata – dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa interrogazione fa riferimento volta a due mozioni che vennero votate ad agosto, se non ricordo male. Queste mozioni sono state poi inviate, con le rispettive richieste, al Comune di Fermo.
Con una nota che risale ad inizio novembre, il Comune di Fermo, a sua volta, ci ha scritto e ci ha trasmesso una documentazione in cui ha fatto presente di aver inviato una richiesta di approfondimenti sia ad ARPAM che alla AST, per capire un attimo come poter proseguire su questo percorso.
A ritroso voglio riportare che nelle precedenti note il Comune di Fermo il 7 maggio scorso ci ha detto che il procedimento è stato avviato dalla Società Agricola Ramadori Sergio & C. e che il Comune di Fermo è l'autorità competente in merito. Trattasi, infatti, della realizzazione di un nuovo impianto per la produzione di biometano da biomasse, attività agricola della capacità produttiva pari a 100 SMC/ora, inferiore al limite massimo previsto dalla vigente normativa, che avrebbe una semplificazione tramite una SCIA.
Tuttavia, proprio grazie anche a questa mozione che abbiamo votato, il Comune di Fermo ci premette che ha fatto questi approfondimenti. In un primo momento aveva scritto che era “tutto già inquadrato”. Non dico che fosse d'accordo, dico che le norme consentivano l'avvio di tutti i procedimenti senza intoppi. Dopo questa mozione, invece, ci precisa che ha richiesto degli approfondimenti sia all’ASUR, all’AST che all’ARPAM.
Qui c'è una piccola riproduzione di quello che rispondono. Interessante questo, l'ARPAM, a un certo punto, dice: “L'esercizio dell'impianto comporterà lo stoccaggio, il trasferimento e la gestione principalmente di materiali di origine agricola e pollina, nonché l'estrazione e la maturazione di digestato residuo dalla fermentazione, destinato successivamente alla fertilizzazione dei terreni circostanti. Tali aspetti del ciclo produttivo possono comportare impatti nell'area circostante in termini di emissione di sostanze volatili maleodoranti”. È un passaggio che fa l'ARPAM nel suo intervento.
L'AST, prendendo atto, dice: “Dalla relazione di ARPAM emerge che il ciclo produttivo dell'impianto può potenzialmente comportare impatti nell'area circostante. Il gestore dell'impianto dovrà, quindi, adottare le migliori tecniche attualmente disponibili per l'abbattimento degli inquinanti in atmosfera e degli odori molesti”.
Queste sono le risposte che attualmente sia l’AST sia l’ARPAM hanno dato al Comune di Fermo, che adesso ci informa che, a sua volta, ha approvato una mozione che, di fatto, indirizza, tramite un atto anche di Consiglio comunale, ad approfondire le situazioni sul progetto, nonché informare i cittadini, attraverso i propri tecnici comunali e di settore, sulle possibili problematiche che si possono creare a seguito della realizzazione dell'impianto, oltre a compiere tutte le verifiche possibili sulla compatibilità degli impianti con la quotidianità dei residenti e della cittadinanza tutta.
Stanno approfondendo questa cosa, che interessa tutti i residenti, questo dopo che noi abbiamo inviato le nostre mozioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. È la dimostrazione che, se vogliamo, qualche volta gli atti che produciamo servono a qualcosa. Tant’è vero che sembra che il Comune di Fermo si stia attivando per verificare se questo impianto sia autorizzabile con la procedura semplificata, come si voleva fare all'inizio, o se invece sia soggetto ad una procedura molto più complicata, di competenza, in questo caso, della Regione Marche.
Questo è il caso di cui dicevo prima, nella nostra Regione dove la politica si trincera dietro: “E’ una competenza tecnica”, poi deve venire allo scoperto.
Il Sindaco di Fermo ci diceva che non poteva farci nulla. Invece, dopo questi nostri atti e dopo il deliberato del Consiglio regionale su iniziativa nostra, del PD, ma anche su iniziativa del centro-destra, tra cui i Consiglieri Putzu e Marinangeli, si è mosso con una mozione, con un atto politico, per dire agli uffici quello che dovevano fare: approfondire.
Questo è il punto in cui noi dobbiamo tornare. È ora di farla finita di trincerarsi dietro le competenze tecniche, perché un politico che non fa quello che ha fatto adesso, tardivamente, il Comune di Fermo, il Sindaco di Fermo, è un politico che non fa il proprio dovere.
La Regione deve fare anch'essa qualcosa di più. Deve chiedere la trasmissione degli atti per verificare se sia possibile autorizzare il progetto con la SCIA (procedura semplificata), altrimenti è di competenza della Regione. Quindi, la Regione, su questo, è interessata, perché deve chiedere al Comune di Fermo questi chiarimenti.
Il Sindaco ha detto che le carte del progetto raccontavano qualcosa di diverso, qualcosa di piccolo, che poi hanno aggiustato dopo i chiarimenti. All'inizio questo progetto doveva essere respinto, no che lo facciamo aggiustare…
Interrogazione n. 1276
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Cronoprogramma per la realizzazione del nuovo ospedale di Pesaro”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1276 dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Le domande che ci hanno rivolto i Consiglieri interroganti riguardano lo stato dell'arte della procedura per la realizzazione del nuovo Ospedale di Pesaro.
In relazione all'interrogazione presentata, sentito anche l'ufficio competente, si relaziona quanto segue. Con decreto n. 83 del giugno 2024, il dirigente del Settore SUAM Lavori Pubblici della Regione Marche ha emesso il provvedimento di aggiudicazione efficace della procedura per l'affidamento della progettazione del nuovo Ospedale di Pesaro.
Con propria deliberazione, la Giunta regionale ha approvato lo schema di accordo di programma, secondo l'articolo 20 della legge n. 67 del 1988, con il Ministero della Salute e il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
La deliberazione di Giunta, unitamente al documento programmatico relativo all'intervento, è stata trasmessa al Ministero della Salute e la procedura presso il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero medesimo, con cui è intercorso l'usuale confronto preliminare, è ora in corso di definitiva approvazione.
La Regione Marche è pronta a procedere con l'avvio delle lavorazioni e attende soltanto l'esito, previsto nei prossimi giorni, del ricorso davanti al Tribunale amministrativo promosso dal secondo classificato avverso la procedura di gara della stazione appaltante.
Si procederà, quindi, con la demolizione e l'avvio della realizzazione del nuovo Ospedale di Pesaro che, visto il sito prescelto, verranno gestite in maniera parallela e concomitante.
Siamo pronti a dare avvio alla realizzazione non appena avremo la decisione del Tribunale amministrativo sui primi due che hanno vinto la gara e hanno presentato un ricorso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore, ho seguito il cronoprogramma che lei ha tracciato, ma rimangono dei punti oscuri.
A giugno la SUAM ha assegnato il lavoro ed è ancora in corso – ci ha detto - la procedura del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero della Salute, al quale voi avete mandato tutta la documentazione.
Quel "ancora in corso" ci lascia diverse perplessità, perché cosa significa? Che, se non fosse completamente favorevole, il progetto potrebbe essere bloccato o rallentato? Quali conseguenze ci sarebbero in termini di tempi di progettazione e realizzazione, di contenuti del progetto, di finanziamenti?
Anche perché voi avete fatto lo schema dell'accordo di programma prima di questa valutazione, prima di questa autorizzazione e non è trascurabile il parere del Ministero, se si considera che questo Ospedale da 204 milioni di euro è finanziato per la maggior parte da fondi statali, perché erano già stati previsti in passato 181 milioni di euro di fondi dello Stato, più 16 milioni della Regione e 7 milioni da fondi europei.
In particolare, nel documento istruttorio della delibera, per il parere del Nucleo di valutazione, viene specificato che, per la stipula dell'accordo di programma in oggetto, la documentazione sarà prima trasmessa al Ministero della Salute, cosa che lei oggi mi ha detto avete già fatto, poi sottoposta alla valutazione del Nucleo di valutazione, che, mi ha detto, è ancora in fase di valutazione e verifica degli investimenti pubblici e solo una volta ottenuto il parere necessario verrà acquisita l'intesa. Successivamente alla sottoscrizione sarà trasmesso al Ministero della Salute il provvedimento di approvazione del progetto. Ho letto il virgolettato dall'accordo.
Siamo ancora in attesa della risposta del Nucleo di valutazione, permesso indispensabile per l'approvazione del progetto. Come farete allora: a procedere alla demolizione, a procedere alla ricostruzione su tutto il terreno in cui si è ricavato lo spazio necessario entro il 31 dicembre 2024? Sembra impossibile. Nemmeno per costruire una casa si riesce a fare tutto ciò in due mesi, figuriamoci un ospedale. Forse sarebbe giusto iniziare a dire che siamo molto in ritardo, non leggermente.
Chiedevo esattamente, nelle quattro domande, nei quattro quesiti espliciti che ho posto nella mia interrogazione, quando inizieranno i lavori relativi alle demolizioni e su questo non mi ha potuto rispondere perché, come ho appena ricostruito, non potete saperlo, essendo ancora nella fase di attesa della risposta del Nucleo di valutazione del Ministero.
Quando inizieranno i lavori di demolizione non me l'ha potuto dire, quelli per la realizzazione dell'opera ancora meno e questo mi fa dedurre che si naviga a vista, che non siano rispettati i tempi del cronoprogramma iniziale, purtroppo. Non vi imputo colpe, ma bisogna anche prendere atto che sull'ospedale di Pesaro ancora siamo in alto mare, non ci sono altre deduzioni.
PRESIDENTE. Inserimento della mozione n. 484 (al punto 2). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Mozione n. 484
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Rossi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Solidarietà nei confronti della popolazione libanese e richiesta di cessate il fuoco in Medioriente”
(discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 484 dei Consiglieri Mangialardi, Rossi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie alla Conferenza dei Capigruppo e all'intero Consiglio per avere dato a noi tutti questa opportunità, in modo inusuale, ma oggi, penso, quanto mai opportuna.
Lo dico con il cuore spezzato perché proprio ieri, quando preparavamo la mozione, speravamo tutti che fosse un documento che potesse avere maggiore tempo e maggiore respiro. Invece, ahimè, queste ore sono tragiche per tutto il Medio Oriente, in modo particolare per il Libano, perché proprio questa mattina le truppe armate di Israele hanno invaso quello Stato.
È una terribile escalation bellica quella che stiamo assistiamo da un anno a questa parte. Un conflitto che sta insanguinando tutta quella parte del mondo e che interessa noi, interessa questo pianeta, perché mai come in questo momento i due nuclei così ardenti, da una parte quello del Medio Oriente, rispetto al quale potremmo dire che a “ritorni” potevamo essere anche abituati, e dall'altra il nucleo della guerra alle nostre porte, possono far presagire…, se non ci sarà un'attenzione degli Stati sovrani e della politica tutta. È per questo che sono molto, molto contento che oggi possa venire da quest'Aula un segnale positivo.
Averla iscritta e votata all'unanimità, con le modifiche che sono pervenute dai Gruppi di maggioranza, in modo particolare dal Capogruppo Consigliere Livi, che ringrazio, perché potevamo attendere una settimana, un segnale così repentino e puntuale dell'Aula ha un valore veramente importante.
Un’escalation che nasce da quell’atto efferato, ingiustificabile, barbaro, tremendo, cruento, del quale abbiamo già discusso in quest'Aula, del 7 ottobre dello scorso anno, dal quale è partita la nostra solidarietà al popolo e alle famiglie ebree che sono state colpite. Ma riteniamo, e non lo diciamo noi, lo ha detto l'ONU, tanto da attirare l'attenzione del Tribunale penale internazionale, che ha emesso il mandato d'arresto del premier Netanyahu, che quella reazione oggi, agli occhi di tutti, è considerata sproporzionata, non giustificata, con mezzi e strumenti che attengono alla guerra da una parte, alla guerriglia dall'altra e agli attentati da altri punti di vista.
L'utilizzo di modalità magari molto puntuali, che fanno riflettere su cosa si sarebbe potuto fare e come lo si sarebbe potuto fare in un altro momento, diventa invece un atto barbarico, ingiustificato e ingiustificabile.
Gaza non la possiamo più nemmeno citare. Gaza non esiste più. Hanno dilaniato con la scusa dei tunnel, dei passaggi, con il pretesto dei nascondigli hanno distrutto completamente un territorio e dilaniato un popolo. Forse quell'attentato del 7 ottobre è stato utilizzato come pretesto dentro un percorso al quale Israele negli anni ci ha abituato con i territori occupati, nel silenzio complessivo delle comunità internazionali. Ci ha abituati all'invasione del Libano, e ormai si sono abituati anche loro. Ricordo le stragi indicibili come quella di Sabra e Shatila e oggi ricominciamo. Non ci sono bastati gli oltre 40.000 morti passati quasi nell'indifferenza della comunità internazionale. Apriamo i nostri network e vediamo cosa accade e il giorno dopo non c'è un Governo che chiede e che pretende quello che dovrebbe essere il percorso prioritario in questo caso. Nessuno! Lo dico con grande rammarico, la posizione del Governo degli Stati Uniti ieri, a fronte della preparazione all'invasione, ancora giustificava quel tipo di atto, richiamando la necessità di difesa di un territorio.
Penso che la storia, ancora una volta, sembri una cattiva maestra di vita. Non abbiamo imparato niente né dalle tragedie del secondo conflitto mondiale, che abbiamo risolto con l'utilizzo di armi terribili, che ogni tanto vengono invocate anche oggi, passate nel dimenticatoio, se non per la commozione e l'emozione di vedere migliaia di bambini trucidati e privi di ogni prospettiva.
Penso che la nostra posizione sia molto chiara. Doveva essere no all'invasione, ma ormai la certifichiamo. Uno stop al conflitto e la riattivazione, o l'attivazione, di un percorso di diplomazia che porti immediatamente a un cessate il fuoco, anche, come è stato scritto, con la liberazione immediata di tutti gli ostaggi e il ripristino del senso della dignità dei popoli.
Ringrazio anticipatamente tutti i Consiglieri. Penso che da quest’Assise possa venire un piccolo segno. È il primo e l'occasione l'abbiamo sfruttata non solo per trovarci nelle condizioni di sottolinearlo, ma anche per dare un segno che possa impegnare il nostro Governo a recuperare un tempo che quelle popolazioni e le nostre coscienze non hanno più a disposizione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Nella Conferenza dei Capigruppo stamattina abbiamo deciso insieme di discutere questa mozione perché, come ricordava adesso il Consigliere Mangialardi, è purtroppo, ahimè, molto attuale, tanto più oggi.
Credo di parlare anche a nome degli altri Gruppi, noi siamo disponibili anche a votare e controfirmare questa mozione, con delle modifiche che ho già presentato al Consigliere Mangialardi. Poi fatemi sapere, perché il testo che è arrivato sul banco non è corretto, non ha quelle modifiche che avevamo proposto. Chiedo al Consigliere Mangialardi, che è il primo firmatario, se verranno recepite così come le abbiamo presentate. Laddove questo si avverasse, noi siamo disponibili a votare questa mozione. Ci mancherebbe altro, non avremmo nessun tipo di problema.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Mangialardi, che si è fatto promotore di questa mozione, che tra l'altro ho sottoscritto. Sono contento che l'Aula tutta, anche con i nuovi aggiustamenti, recepisca questa mozione.
È importante perché esprimiamo, come Assemblea legislativa, un'importante vicinanza al popolo libanese e anche a quello che ormai da tempo, non lo diciamo noi, ma dice l'ONU…
La comunità internazionale è quasi unanime nella condanna delle recenti azioni dello Stato di Israele. Vorrei aggiungere, ma so benissimo che non si può, una condanna a chi continua a supportare lo Stato di Israele in questa invasione e in questo massacro, sia del popolo palestinese sia ora con l'invasione del Libano, ovvero gli Stati Uniti d'America, che sono nettamente complici di questa aggressione.
Vorrei ricordare che noi abbiamo un alleato militare, gli Stati Uniti, che tutti gli anni, con 3,8 miliardi di euro, aiuta e sostiene Israele per la propria difesa, ormai di fatto lo sostiene anche per l'invasione illegittima di altri Stati. Dal 7 ottobre scorso gli Stati Uniti hanno inviato ad Israele ben 14.000 bombe da 900 kg, 650 da 230 kg, 3.000 missili, 1.000 bombe bunker, 2.600 bombe di piccolo diametro, oltre che gli aiuti monetari di sostegno.
Noi andiamo a condannare Israele, ma abbiamo un alleato militare che fa parte di quella coalizione militare, che ormai non ha più diritto di esistere, secondo il mio modesto parere, che si chiama NATO, e che aiuta Israele nell'invasione di altri Stati.
Tra l'altro, la situazione internazionale va a ripercuotersi sull'economia globale, sulle nostre aziende e anche sulla nostra economia.
È una condanna e uno stop alle azioni militari perché le azioni militari, comunque sia, non fanno bene. O meglio, tutte queste azioni militari, sia quelle portate avanti da Israele sia altre azioni militari in altri contesti, arricchiscono un solo Paese, che è quello che ho nominato prima.
All'interno di questa mozione metterei anche una decisa condanna nei confronti degli Stati Uniti per l'appoggio militare e strategico che stanno dando ad Israele nell'invasione prima della Palestina e nel massacro dei palestinesi e ora nei confronti del Libano.
È chiaro che non si può, perché ormai siamo da 80 anni colonia degli Stati Uniti, però ogni tanto qualche voce di dissenso, anche nelle pubbliche assemblee, c'è. Una è la mia. Dovremmo essere consapevoli del ruolo che il nostro maggiore alleato militare ha a livello internazionale. Bisognerebbe, dopo 80 anni, ragionare anche sul ruolo strategico delle nostre alleanze internazionali. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Solo mozione d'ordine anche in relazione all'eventuale intervento. Vorrei capire quali siano le eventuali modifiche in modo tale da votare la mozione o non votarla se modificata. Se le modifiche, almeno secondo la mia opinione non andranno in una certa direzione, vorrei infatti intervenire. Ecco perché sarebbe opportuno conoscere quali sono i contenuti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Facendo riferimento anche a quanto ha detto il Consigliere Carancini, direi di prenderci 10 minuti per verificare sia all'interno della maggioranza che della minoranza se aggiustare quelle modifiche apportate o apportarne altre. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Condivido, anch’io avrei chiesto di leggere le modifiche, oltre me anche il primo firmatario. Aspettiamo di vederle per comporre poi una risoluzione, se del caso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Chiedo anch'io a nome della Giunta un rinvio per vedere il testo. Grazie.
PRESIDENTE. Chiede il rinvio, Assessore, o la sospensione?
Filippo SALTAMARTINI. La sospensione per valutare il testo. Grazie.
PRESIDENTE. Concediamo 10 minuti di sospensione alle ore 12 rientriamo in Aula.
La seduta è sospesa alle ore 12,02.
La seduta riprende alle ore 12,45.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori e chiedo scusa per la lunga pausa, che spero sia servita.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. E’ stata chiesta la pausa per una riflessione, che avevo proposto questa mattina, visto l'argomento complesso, che va approfondito. A nome della maggioranza chiedo che la mozione venga rinviata al prossimo Consiglio in modo di trovare una soluzione unanime, che possa essere condivisa da tutti.
Questa stamattina nella Conferenza di Capigruppo ero su questa linea. Se riusciamo a trovare una soluzione proviamoci, ma, al di là di questo, anche noi come maggioranza vogliamo riflettere bene, quindi, chiediamo di spostarla al prossimo consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Prendiamo atto della poca coerenza della maggioranza, perché noi avremmo potuto accettare anche delle integrazioni e degli emendamenti alla mozione, che si potevano discutere.
Avremmo potuto votare oggi l'argomento, che è importante e non può vederci indifferenti. Soprattutto non credo sia necessario approfondire, visto che ad ogni telegiornale è la notizia di apertura. Anche non volendo ascoltare telegiornali, radiogiornali, anche non guardando i social, in ogni caso non possiamo non esserci fatti un'idea di quello che sta accadendo in Libano, Israele o a Gaza. Ne abbiamo tutti piena contezza, come, credo, abbiamo contezza di quello che può accadere in più rispetto allo stato attuale.
Siamo contrari a non discutere, a non votare questa mozione, quindi il mio intervento è contrario alla proposta di rinviare alla prossima seduta del Consiglio.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. C'è stata la proposta del Consigliere Marinelli per il rinvio, poi è intervenuta come oratore contro la Consigliera Casini. Ora può intervenire uno che è favorevole alla richiesta di rinvio del Consigliere Marinelli. Se fa l'intervento, è per il rinvio della mozione.
Rinvio alla prossima seduta della mozione n. 484. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Interrogazione n. 1308 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Bando continuità territoriale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1308 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. La pubblicazione dei bandi di gara per l'affidamento del servizio aereo di continuità territoriale sulle tratte Ancona-Roma, Ancona-Milano, Ancona-Napoli e viceversa è in capo ad ENAC.
L'iter procedurale che condurrà alla nuova gara per l'affidamento dei servizi aerei onerati da e per Ancona dovrà necessariamente ripercorrere le stesse tappe che avevano portato nel 2023 all'iniziale affidamento.
Negli ultimi mesi le interlocuzioni con i competenti uffici del MIT e dell'ENAC (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) sono andate avanti senza interruzione, per addivenire dapprima ad una proroga del servizio e poi per definire gli elementi che debbono essere messi a base del nuovo progetto di OSP, fase tuttora in corso. Si tratta, in particolare, di individuare gli elementi necessari per definire la misura della compensazione massima da porre a base di gara, in modo da scongiurare il rischio di una gara deserta. Rientrano tra questi il numero delle frequenze, le fasce orarie dei voli, i posti minimi da offrire e le tariffe massime da applicare.
A tal riguardo, vista la specificità della materia, si è ritenuto opportuno affidare un apposito servizio di supporto specialistico economico-finanziario per la determinazione della compensazione massima da riconoscere al vettore.
Attualmente si è in fase di definizione del progetto dei nuovi oneri di servizio pubblico con ENAC e MIT e, immediatamente dopo, si provvederà ad attivare le procedure propedeutiche all'attivazione del medesimo servizio.
Ad ogni buon conto, sono state avviate interlocuzioni con ENAC per la richiesta di proroga dell'attuale servizio.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato con grande attenzione il documento che è stato messo a disposizione di quest'Aula da parte dell’Assessore Brandoni, ma avrei bisogno dell'utilizzo dell'indicativo, Assessore, perché non so se è ben chiaro, ma il 1° novembre questo servizio deve essere interrotto, se non per la proroga che lei ha indicato. Quindi, dire che siete in ritardo sarebbe in assoluto allineamento con i voli di continuità: siete in ritardo su tutto.
Ancora dobbiamo capire quali siano i criteri per strutturare con ENAC, perché è vero che il bando è di ENAC, ma viene condiviso con la Giunta e ancora non avete dato indicazioni tali da compensare quel disastro che sta accadendo.
Prima almeno avevate attribuito la responsabilità ad Aeroitalia, oggi c'è un vettore diverso, strutturato e, lo ricordava lei la volta scorsa, con trasporto zero: voli che paghiamo noi con zero persone a bordo, oltre 30 voli. Ci dichiariamo soddisfatti? No.
Siete in ritardo, cambiate rotta, perché così…
Interrogazione n. 1229
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri
“Marche Pride 2024 – Mancata concessione patrocinio Regione Marche, richiesta chiarimenti”;
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1229 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. I patrocini vengono assegnati e concessi sulla base della deliberazione n. 4 del 2023 della Giunta regionale, che stabilisce i criteri e le modalità per la concessione. La valutazione ai fini della sussistenza o meno dei requisiti è demandata agli uffici competenti, che applicano i criteri previsti da tale delibera.
Tra i criteri previsti dalla delibera citata, al punto 4.1, si specifica che il patrocinio non può essere concesso alle iniziative che siano promosse da partiti o movimenti politici. Tale criterio è fondamentale per la salvaguardia dei principi di imparzialità e correttezza istituzionale della pubblica amministrazione.
Alla manifestazione in oggetto è stato negato il patrocinio perché presenta i caratteri di un evento politico proposto da un movimento di natura politica. Ciò si evince chiaramente dal manifesto del Coordinamento Marche Pride, che tra l'altro recita testualmente così: “In questo documento e nella prassi della nostra lotta politica continuiamo a praticare la libertà e il diritto all'autodeterminazione”.
In altri termini, nel manifesto del soggetto promotore dell'evento si riconosce lo svolgimento di prassi di una lotta politica basata su una piattaforma di principi aventi chiaramente un proposito di natura politica. Non riconoscere la natura politica del soggetto Marche Pride sarebbe anche irrispettoso nei suoi confronti.
Inoltre, la decisione del diniego non vuole in alcun modo sminuire l'importanza o la valenza dell'iniziativa stessa, ma riflette la necessità di mantenere una chiara distinzione tra le attività politiche e quelle istituzionali, per preservare l'imparzialità istituzionale dell'ente pubblico.
Pertanto, la valutazione tecnica effettuata dagli uffici regionali competenti risulta condivisibile e fondata su un chiaro rispetto dei criteri fissati per garantire l'imparzialità istituzionale della Regione rispetto ad iniziative promosse da partiti o movimenti politici. In particolare, ciò si evince proprio dall'analisi del manifesto che illustra in modo dettagliato i motivi per cui viene organizzata questa manifestazione.
Dall'analisi si desume una chiara piattaforma di proposta politica che fa assumere al Coordinamento Marche Pride i caratteri di un movimento di attivismo politico che svolge lotta politica, quale portatore di un preciso manifesto di pensiero che viene celebrato in occasione dell'evento per il quale il patrocinio è stato richiesto. Viene esposto un vero e proprio proposito politico, costituito non solo da valori e ideologie, ma anche da concrete iniziative che denotano una presa di posizione non solo nei confronti dei diritti della persona, ma anche nei confronti di alcuni importanti temi politici.
Di conseguenza, necessariamente la manifestazione non risulta patrocinabile proprio per l'essenza politica sia del soggetto proponente sia dell'evento stesso. Tale regola di valutazione viene rispettata dalla Regione Marche in occasione di qualsiasi istanza, attraverso una scrupolosa istruttoria.
La priorità è garantire che il patrocinio della Regione Marche rimanga uno strumento per promuovere attività culturali, sociali e civiche che siano indipendenti da qualsiasi influenza politica, garantendo i principi di imparzialità e correttezza istituzionale dell'ente pubblico.
Inoltre, ad avvalorare ulteriormente il diniego del patrocinio di quest'anno è intervenuta anche la legge sulla par condicio, la n. 28 del 22 febbraio 2000, per cui il CORECOM ha più volte rinnovato l'invito a rispettarla, con riferimento alle consultazioni europee e amministrative in calendario l'8 e 9 giugno, con eventuale turno di ballottaggio il 23 e 24.
Nelle comunicazioni del CORECOM viene riaffermato che per l'attività di comunicazione dell'ente non possono essere utilizzati il logo, i mezzi, le risorse, il personale e le strutture della Pubblica Amministrazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, davvero non so da dove cominciare, se dalla par condicio che lei invoca quando invece viene negata, oppure dal fatto che lei non ha risposto all'interrogazione.
Era talmente preso dal motivare il perché non sia stato dato il patrocinio al Gay Pride che non ha letto la domanda, oppure chi le ha scritto la risposta non l'ha saputa scrivere, perché nessuno le ha chiesto per quale motivo non è stato dato il patrocinio, ma le è stato chiesto quali erano i motivi per cui la Giunta Acquaroli non aveva ravvisato l'opportunità di confrontarsi con l'Arcigay Ancona e, più in generale, con il Comitato Marche Pride, per conoscere il lavoro svolto e le richieste emergenti della nostra regione. Per esempio, lei sa che c'è uno sportello attivo che aiuta e supporta, che è finanziato dal Ministero, dal Governo, e ha anche dei finanziamenti e dei sostegni pubblici? Ed era questo quello che veniva chiesto.
Sul fatto della politica, ogni gesto che facciamo è politico, Assessore, nell'accezione più alta, quella che deriva da polis, cioè da governo e che attiene allo Stato, al governo dello polis, quindi, della città.
È evidente che loro hanno una piattaforma di principi e anche di sentimenti che difendono e che portano avanti, ma questo non è partitico. Lei deve fare una separazione tra la questione politica e la questione partitica, perché loro non sono un partito, ma sono un'associazione che porta… Semplicemente quello che lei diceva: par condicio lo possiamo tradurre così: pari opportunità, non pregiudizio, non giudizio, non accettazione.
Queste sono questioni che andrebbero affrontate, anche le questioni del gender, soprattutto nelle scuole, e il lavoro che fa l'Arcigay, soprattutto di Ancona, sarebbe stato importante che lei lo conoscesse. Le viene da ridere, ma a me non viene affatto da ridere.
Sul Gay Pride è gravissimo che per due anni non sia stato dato il patrocinio, ma è altrettanto grave che lei si sia impegnato nella risposta. Mio padre, quando non rispondevamo a delle domande che ci faceva a pranzo o a cena, ci diceva: "Vi ho chiesto come vi chiamate, mi avete risposto che avete mangiato pasta e fagioli". La stessa cosa ha fatto lei: le abbiamo chiesto una cosa e lei ne ha risposto un'altra, omettendo di dirci per quale motivo non c'è un'interlocuzione con questo mondo, che è un mondo che esiste, che ha una grande rappresentanza, che è variegato e che non deve essere discriminato. Per quale motivo voi non avete rapporti con loro e con le loro esigenze?
Mozione n. 474
a iniziativa dei Consiglieri Latini, Elezi
“Insediamento dell’impianto di trattamento di rifiuti tossici di Edison SPA nel Comune di Jesi”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 474 del Consigliere Latini.
La mozione, come voi sapete, perché è un tema di carattere pubblico, almeno pubblico locale, tratta dell'insediamento del grande impianto di trattamento di rifiuti che la Edison vorrebbe realizzare a Jesi, nella zona industriale della ZIPA, un'area fortemente antropizzata che già da tempo è rientrata nella categoria ERCA (Area ad Elevato Rischio Ambientale) e che vede diversi insediamenti industriali, nonché centri commerciali, quindi quotidianamente vissuta da migliaia di persone.
Sono davvero molte le preoccupazioni e le proteste sollevate dalla cittadinanza in merito ai potenziali impatti negativi che l'impianto provocherebbe sul territorio.
Si intende dunque impegnare la Giunta regionale ad intervenire in merito alla delicata questione, esprimendo contrarietà all'insediamento e avviando possibilmente un processo di consultazione pubblica per valutare soluzioni alternative di gestione dei rifiuti, nel rispetto dell'ambiente e della salute pubblica.
Aggiungo, da ultimo, la notizia che è proprio di oggi, ma relativa alla riunione dell'inchiesta pubblica avvenuta due giorni fa, dell'esito dell'inchiesta pubblica nel nuovo procedimento avviato nell'ambito della proposta della Provincia di Ancona, che ha dato anch'essa esito negativo alla realizzazione dell'impianto di trattamento di Edison S.p.A..
Il dispositivo della mozione invita il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti:
• ad esprimere contrarietà all'insediamento dell'impianto di trattamento di Edison S.p.A. nel Comune di Jesi;
• a richiedere un incontro con le autorità competenti per ottenere chiarimenti e sollevare le preoccupazioni espresse dalla cittadinanza riguardo al progetto;
• ad avviare un processo di consultazione pubblica, come già sta avvenendo, per coinvolgere i cittadini e le associazioni locali nella discussione delle alternative per la gestione dei rifiuti nel rispetto dell'ambiente e della salute pubblica;
• infine, anche e soprattutto, a promuovere campagne informative e di sensibilizzazione sui rischi legati all'insediamento dell'impianto di trattamento e sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti, per garantire la tutela del nostro territorio, della salute dei cittadini e dell'ambiente, costituendo un passo fondamentale verso una gestione sostenibile dei rifiuti a Jesi.
Ha la parola la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Signor Presidente, colleghi Consiglieri, con questa mozione richiamo alla necessaria attenzione di noi legislatori un tema centrale non solo per Jesi, ma per tutte le Marche, che stanno affrontando, in tutte le province, vecchie e nuove complessità nella gestione dei rifiuti.
Un tema da sempre scottante per le sue implicazioni Nimby, che significa "non nel mio cortile", dall'inglese, ma che non possono giustificare scelte da cui dipende la salute futura del nostro territorio, ora che siamo impegnati nella redazione di un nuovo Piano regionale dei rifiuti.
Siamo chiamati ad applicare le regole europee e nazionali, ma anche ad avere una visione di indirizzo nell'approccio alla gestione circolare dei rifiuti, in cui sostenibilità e salute non siano in nessun modo secondarie rispetto a pur legittimi interessi economici.
L'impianto per la trasformazione End of Waste che Edison intende costruire in un ambiente pressoché urbano come la zona industriale ZIPA di Jesi, pone un tema nuovo, che va affrontato con la doverosa cautela, non priva di apertura, che la novità impone.
È un impianto che non ha precedenti e ci pone di fronte alla questione della decontaminazione e della trasformazione dei rifiuti in risorsa, per le quali vanno stabilite regole nuove che dovranno entrare nel nuovo Piano regionale dei rifiuti.
Rispondendo alla mia interrogazione sul tema dell'agosto scorso, l’Assessore Aguzzi aveva fatto riferimento alla chiarezza delle regole vigenti. È evidente che queste regole non sono né esaustive né chiare, tanto che il Comune di Jesi e la Provincia di Ancona stanno facendo un rapido dietrofront sull'autorizzazione, anche sulla spinta del pronunciamento dei cittadini, che hanno evidenziato un approccio consapevole e costruttivo, al contrario della politica.
Le regole attuali risalgono al 2015 e nel frattempo il tema ambientale e le tecniche che su di esso impattano, attraverso la circolarità, hanno fatto passi da gigante. Ciò che disciplina la gestione classica dei rifiuti non basta a disciplinare l'End of Waste, compatibilmente con la tutela della salute dei cittadini, da cui non si può e non si deve prescindere.
Bisogna ripensare l'approccio normativo, a livello nazionale lo hanno fatto con il recente decreto del Ministero dell'Ambiente; a livello regionale dobbiamo necessariamente, tassativamente e improrogabilmente lavorare tutti insieme per impostare una gestione circolare dei rifiuti che non demonizzi tecnologia e opportunità, ma che allo stesso tempo metta sempre in primo piano la salute dei cittadini.
Il caso dell’impianto Edison di Jesi, a cui va detto no senza se e senza ma, sia guida per questa riflessione e questo impegno. La mobilitazione sociale, nel senso più vasto del termine, che ha portato con sé questa battaglia per tutelare ambiente e futuro di Jesi e di tutto il suo territorio, così come quella per la discarica di Riceci, non sono espressioni di una filosofia Nimby, ma il richiamo al nostro dovere di amministratori, a cui spetta trovare le soluzioni migliori possibili per una sostenibilità che è fondamentale, così come la tutela della salute dei cittadini è inderogabile.
È nostro dovere lavorare perché queste due esigenze possano procedere in parallelo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Non ho la presunzione o la pretesa che la mozione venga votata o non votata, ritirata o non ritirata; dico alcune questioni.
Intanto, chiedere all’Assessore o alla Giunta regionale di dire di no… in questo caso non è che noi, “politicamente”, possiamo dire di no. Posso essere preoccupato per l'invasività di un’iniziativa del genere, condividendo e sposando anche le preoccupazioni dei territori, però non è che noi - tantomeno come Assessore e come e Ente regionale - siamo chiamati a dare un sì o un no.
È una situazione, sapete benissimo, demandata a conferenze di servizi tecniche, dove, a seconda di quello che viene chiesto, delle condizioni e delle normative che si trovano, i dirigenti si esprimono. Non so neanche con esattezza come si esprimerà o meno la dirigenza della Regione Marche, nel senso che non ho approfondito questa cosa e magari lo farò anche, perché è doveroso farlo, ma non è che io, politicamente, oggi possa dire no o sì, nel senso che noi non siamo proprio chiamati in causa in questo senso. Non c'è un voto che dobbiamo dare.
Questa prima cosa è una richiesta legittima della proponente, però quando si chiede di impegnare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente ad esprimere contrarietà…, noi non siamo chiamati qui a votare. Non è che posso dire: sono contrario e clicco perché sono contrario. Non è il ruolo che abbiamo, nel senso che non dobbiamo votare noi questa cosa.
La Regione, immagino, sarà interessata da una conferenza di servizi dove tecnicamente dirà la sua, ma questo è un procedimento che è a carico del Comune di Jesi, non è a carico di altri, e della Provincia di Ancona. Sono situazioni che vengono portate avanti da loro.
Oltretutto so che c'è stato il coinvolgimento della popolazione, che è qualcosa di sacrosanto, anche di inedito, prevista nella normativa nazionale da pochissimo tempo. Non era esistente questa opportunità fino a pochi mesi fa. C'è stata questa ulteriore iniziativa. Non ho partecipato, forse lei avrà partecipato, immagino. Non so neanche quale risvolto abbia avuto, lo posso immaginare.
Una mozione che impegna la Giunta regionale a dire di no: noi non siamo chiamati a dire né sì né no, proprio non ci compete come ruolo.
Non so, se è una mozione a sostegno di una preoccupazione, che dia maggior peso alle preoccupazioni dei territori, che inviti gli enti preposti ad avere un’attenzione ulteriore e approfondita, si può benissimo votare.
Dire a noi di votare di no, cioè, possiamo anche votarla, anche se la votate non è che domani vado, alzo la mano e dico di no. In quale sede? In quale luogo? Non partecipo alla conferenza dei servizi. La politica non partecipa alla Conferenza dei servizi.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Intervengo per annunciare, a nome del nostro Gruppo, la presentazione di un ordine del giorno su questa mozione, della quale condividiamo il primo punto dove c'è l'impegno, anche se ritengo che ci possano essere, se poi verrà approvato il nostro ordine del giorno, dei passaggi migliorativi della stessa.
Rispetto al progetto della piattaforma polifunzionale per il recupero e il trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi presentata da Edison, insistente nel territorio di Jesi, noi siamo perfettamente in linea con la mozione votata dalla Giunta e dal Consiglio Comunale di Jesi, che poi troverà, come ricordato dalla Consigliera presentatrice della mozione un passaggio all'interno della conferenza dei servizi.
Ritengo, e per noi è determinante, che ci sia una forte coerenza tra l'azione del Comune e quella del Consiglio comunale.
Dico questo perché, Assessore, rimango qualche volta basito dalle dichiarazioni che non riscontro in quest’Aula. Noi siamo chiamati qui non solo a presentare atti ispettivi, ma siamo dei legislatori. Dobbiamo fare le norme che non mettano in difficoltà i territori, che aiutino i Comuni ad uscire dalle complicazioni che si possono determinare a legislazione vigente. Ricordo un’interrogazione della Consigliera Vitri, proprio all'inizio del mandato, con la quale si manifestavano preoccupazioni per le pressioni che arrivavano sui territori rispetto ai nuovi insediamenti, o delle discariche o dei biodigestori. Guardo il Consigliere Cesetti, che ha avuto una risposta alle interrogazioni rispetto a quello che accade a Fermo.
Assessore, capisco che il tempo con voi è tiranno - per fortuna non lo sarà con i cittadini- ma lei disse che in sei mesi avreste recuperato tutti i danni che avevamo fatto noi con il Piano, che era fermo al 2015.
Come diceva la Consigliera Elezi, quel Piano è superato e ha bisogno di un aggiornamento. Sei mesi dal 2021 non ci portano, a occhio e croce, al 2025, perché oggi, ad agosto, avete presentato un po' di slide, un po' di cose, niente di pubblico. Con la pelle d'oca, ho visto la parola inceneritore e già sarebbe sufficiente per capire che cosa state combinando. Ma non è bastato, perché non si può andare agli incontri fomentando i cittadini e stando dalla loro parte quando si è maggioranza nella filiera. Se c'è un piccolo buco, andate lì solo per alimentare tensioni. Non è che funziona così, perché bisogna raccontare le cose come stanno. Ce lo dice in modo un po' così, coreografico ma efficace, il consulente di Edison, il dottor XY, penso che si chiami così.
Quello che dite, che presenta un impianto compromettente, inquinante e tutte quelle cose che sottoscrivo…, però il consulente di Edison faceva notare, con le carte in mano, quelle poche che loro hanno visto e noi no, che la proposta dell'impianto rispetta la proposta aggiornata al vostro Piano, dove ci sarebbe il superamento della logica di allontanamento dai centri, molto simile a quello di Riceci. Nel nuovo Piano quel tipo di previsione potrebbe già essere recuperato.
Noi siamo coerenti con la posizione di quel territorio, messo in difficoltà da voi perché non siete stati in grado di scrivere una norma che allineasse alle necessità impiantistiche che abbiamo…. Perché dobbiamo finirla di dire no al biodigestore, no all’impianto fotovoltaico, no all'eolico e poi dite sì all'inceneritore. A forza di dire no, l'unica cosa banale che vi può venire in mente è quella di partire dalla fine, perché se gli impianti non li facciamo dove servono e dove si possono fare, il rischio è questo.
Noi finiamo anche con una proposta, perché chiediamo l'esclusione delle aree a rischio ex Aerca, perché se nel Piano e nella norma fosse stato inserito questo…
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Io mi ritrovo con quanto ha detto il Consigliere Mangialardi e nell'ordine del giorno che abbiamo presentato, in particolar modo nell'impegno finale che chiediamo, di cui mi auguro la Giunta tenga conto.
Preciso solo alcune cose che sono state dette prima in merito a un ipotetico dietrofront che sarebbe stato fatto dalla politica, quindi dalle amministrazioni locali su questa vicenda. Credo che, invece, in questo caso, si sia utilizzato il metodo giusto, un metodo partecipativo, e si sia andato al contrario di come di solito si va: le decisioni vengono prese dall'alto e successivamente si spiegano alla cittadinanza.
In questo caso si sono evitati i populismi, è stata avviata un'inchiesta pubblica a cui prima faceva riferimento il Presidente Latini, che ha dato esito negativo; c'è stato un percorso altamente partecipativo che ha permesso di raccogliere tutte le informazioni, tutti i pro e i contro rispetto a questo insediamento e di prendere poi la posizione più opportuna.
Un percorso è stato avviato il 3 luglio, poi ha avuto vari passaggi. Il 18 dello stesso mese c'è stato il Consiglio comunale aperto, a fine mese sono stati incontrati i comitati, il 5 agosto c'è stato l'incontro del tavolo tecnico con l'interlocuzione con l'Università Politecnica delle Marche e in quell'occasione è emersa l'incompatibilità di quell'impianto con la città, per quanto riguarda l'ubicazione e il dimensionamento soprattutto. Il Sindaco ha partecipato a tutte le riunioni, laddove è stato invitato, dei comitati e il 24 settembre scorso è stata approvata all'unanimità, mi sembra con due astensioni, dal Consiglio comunale di Jesi una risoluzione che va nella stessa direzione del nostro ordine del giorno.
Il problema di fondo è che i Sindaci e gli amministratori locali troppo spesso si trovano ad operare senza una cornice, senza contesti normativi e programmatori degli enti sovraordinati, in questo caso della Regione. Non c'è una visione, lo diceva bene il Vicepresidente Mangialardi. Si parla di termovalorizzatori, si parla, come ha evidenziato il consulente di Edison, del superamento della logica di allontanamento a grande distanza dai centri abitati degli impianti di economia circolare. Si va verso una direzione completamente opposta.
Formulo due auspici. Il primo è che la Giunta dia seguito all'impegno che, spero, oggi l'Aula voterà all'unanimità, con questi due atti di indirizzo. Il secondo auspicio è che l'Aula e le forze politiche che si trovano in questo Consiglio – che spero, si uniscano su questi due atti di indirizzo - si ritrovino sempre nelle battaglie da portare avanti, anche negli atti che la Giunta si troverà ad approvare nel prossimo futuro.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Siamo due Consiglieri regionali a rispondere all'Assessore su un tema così delicato, molto sentito nei territori, che con questa mozione vogliamo portare in Consiglio regionale, molto sentito.
Volevo rispondere al Consigliere Mangialardi sul tema che ha accennato per quanto riguarda la funzione... Ha citato la Regione perché ci sono state precedentemente delle mancanze da parte della stessa - bisogna dire la verità - perché questo è un tema che ha gestito il Comune di Jesi, che è del PD, insieme alla Provincia.
Noi non abbiamo una mancanza di visione per quanto riguarda il biodigestore, perché io ero il Capogruppo di maggioranza ai tempi di XX, quando in Regione governava il PD. Non ci è stato permesso di aprire un biodigestore, e parlavamo di bucce di banane e torsoli di mele. Invece qui parliamo di un'altra struttura, con rifiuti pericolosi e non. Dipende solamente dal Comune di Jesi e per un anno e mezzo il Sindaco e tutta la maggioranza non hanno coinvolto nessuno. Come è stato detto precedentemente dall'altro Consigliere di minoranza, è stato messo tutto sotto traccia finché la questione è stata portata in Commissione e l'opposizione ne è venuta a sapere.
Da lì è successo il finimondo. Non si poteva non far uscire la notizia dal momento in cui in Commissione era arrivato un tema così importante, perché si parla della salute dei cittadini. Dopodiché è uscita allo scoperto e siamo venuti a sapere che stavano lavorando per dar l’OK a questo impianto di rifiuti pericolosi e non.
Nel territorio ci siamo organizzati, abbiamo raccolto 3.000 firme, portando in strada, a Jesi, una manifestazione di 2.000. Dopo la mobilitazione di tutti i cittadini di Jesi, che hanno capito che lì si parlava del rischio per la propria salute e per le future generazioni, la Provincia ha fatto dietrofront perché si è trovata in difficoltà.
Abbiamo fatto questa mozione, anche precedente alla mia interrogazione, insieme al Presidente Latini, con la quale chiediamo all'Assessore un impegno, come ribadisco, letto dal Presidente, tutti i punti che non voglio più ripetere, una sensibilizzazione, una campagna, anche un tavolo tecnico che comunque...
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Penso che quando si parla di questi temi bisognerebbe un minimo informarsi, capire a che punto siamo delle procedure, perché io ho un protocollo del Comune di Jesi, esattamente del 20 giugno 2023, con il quale chiede chiarimenti e integrazioni rispetto, per esempio, alle acque di falda.
Questa è la prima cosa che voglio dire: dare la colpa al Comune di Jesi…, tra l’altro siamo nella fase preliminare della procedura, anche questo andrebbe detto, non è ancora iniziata neanche la valutazione di impatto ambientale, siamo in una fase prodromica. Questo andrebbe chiarito.
Il ruolo dell’Assessore. Assessore, come è già stato detto, se avesse approvato il nuovo piano dei rifiuti…, dato che quello vecchio non è più conforme, non è più corrente, magari avrebbe potuto inserire… avrebbe potuto approvarlo in questi quattro anni, perché ricordo che lei, quando parlammo del biodigestore della Valle dell'Aso a Force, due mesi dopo che c'eravamo insediati, disse che era imminente l'uscita del nuovo piano. Forse le aree ex Aerca andavano eliminate e considerate delle aree non idonee, essendo aree ad elevato rischio di crisi ambientale, con una grande fragilità ambientale. Nel caso di specie, è vero…
C'è la piazza del mercato, il Presidente non c'è mai e quando c'è fa il mercato della zootecnia.
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio, per favore. Se uno deve parlare, esca dall'Aula. Grazie.
Anna CASINI. Non è Consigliere, può anche non venire, noi eravamo costretti con la vecchia legge, adesso no, perché non si conta la presenza.
Riprendere il ragionamento su una materia così complessa non è facile, se si continua poi a chiacchierare.
Per esempio, tutti sappiamo che ci sono dei limiti nel vecchio piano, uno è quello dei 500 metri dalle abitazioni o dalle aree residenziali. Nel caso di specie esiste una norma tecnica, forse la Consigliera non lo sa, non so se lo sanno gli altri, se lo sa l'Assessore, che parla di città consolidata e dice una cosa aberrante dal punto di vista urbanistico, ma che in questo caso è molto chiara: sono destinazioni d'uso destinate D - per intenderci - zone artigianali di produzione, ma anche residenze e uffici annessi.
Era un'area consolidata, perché non penso che i colleghi della Provincia di Ancona avrebbero mai consentito una norma del genere. Questa è un'area già consolidata, per cui i 500 metri si potrebbero ben considerare, anche se non ci sono residenze vicine, ma è possibile poterle realizzare. Questa è un’altra questione che potrebbe…
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi prego di non intercalare.
Anna CASINI. Per carità di Dio, se lei mi dice che è una zona B ci credo, ma non ci può essere l'artigianato in quel caso. Non so chi glielo abbia detto.
Sulla questione dei criteri localizzativi, che esistono già oggi, come il limite dei 500 metri, sia una zona B di completamento residenziale…, cosa che mi pare molto strana, piuttosto sono propensa a pensare che sia una zona D di completamento, la quale ammette anche residenze, ad ogni buon conto, si potrebbe utilizzare la questione dei 500 metri, che è un limite previsto, per valutare l'impatto ambientale.
Non è affatto vero che la Provincia si è comportata da pesce in barile. Uno dovrebbe leggere gli atti, perché da questi si determinano delle conclusioni ben precise. Il collega XX e la collega YY fanno un'istruttoria relativa a degli atti preliminari, non hanno della documentazione e questa carenza si evince anche dai pareri di ARPAM, dell'AST, di tutti gli SCA, per cui danno atto della conclusione della fase preliminare del provvedimento autorizzativo unico.
Anche qui bisogna considerare che il provvedimento autorizzativo potrebbe determinare anche la variante urbanistica. Questa è un'altra questione da valutare e non si possono lasciare, caro Assessore e cari Consiglieri tutti, i Sindaci da soli con problemi di questo genere.
A nostro avviso, se fosse stato fatto il piano, invece delle 30 slide che vanno girando, in cui si finisce la chiusura del ciclo con l'inceneritore, anche questo diciamocelo… Perché due cose vengono dette nelle slide che vengono presentate. La prima è l'ATA unica, sulla quale noi siamo ancora in discussione, ma di cui lei, invece, tramite i tecnici, spiega il senso e la necessità; l'altra è che la chiusura del ciclo e del cerchio va fatta con l'inceneritore. Lo chiamiamo inceneritore, lo chiamiamo in altro modo, però di inceneritore si tratta.
Nella Regione Marche la proposta di piano prevede questo, una proposta di piano che rimane, giustamente o meno… Ce ne sono 47 in Italia, alcuni in realizzazione, come l'Assessore saprà, uno è in approvazione nella Regione Abruzzo e un altro nella Regione Umbria, che sono molto vicini e che potrebbero essere utilizzati senza che si faccia nelle Marche, anche perché un inceneritore deve poter funzionare, avendo un bacino di utenza ampio.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho deciso di intervenire perché sono rimasta esterrefatta dalle dichiarazioni dell'Assessore Aguzzi, perché sono 4 anni che continuiamo a confrontarci sulle problematiche legate alla gestione dei rifiuti e ogni volta ascolto una cosa nuova e una posizione diversa.
Mi è capitato, in uno degli ultimi suoi interventi, di sentirlo intestarsi tutti i meriti per la chiusura del progetto discarica Riceci nel Comune di Petriano. Anzi, invito eventualmente a riguardarlo, ma era qui davanti a me l'Assessore Aguzzi che diceva: se quel progetto è stato bloccato è grazie a me. Ebbene, oggi dobbiamo dire che se è stato bloccato è grazie al no e alle motivazioni della Provincia di Pesaro e Urbino, che è stata la prima a redigere un documento esaustivo con le motivazioni del no.
Ma poi, soprattutto, non ho capito se lei crede a quello che ha detto oggi o a quello che ha detto l'altra volta: ha delle responsabilità e dei poteri sulla gestione dei rifiuti oppure no? Noi crediamo di sì, lo credo io e lo crede anche la Consigliera del suo Gruppo di maggioranza Elezi, se le ha presentato una mozione del genere, perché l'ha presentata una Consigliera di maggioranza fino a prova contraria.
Lei oggi invece ci ha detto di no, ha fatto tutto un intervento dicendo: "Io non so nulla, non è mia competenza, non dipende da me, non sono nemmeno bene informato". E mi sembra piuttosto grave che un Assessore che ha questa delega non si sia informato sulla richiesta di un impianto del genere, come quello della Edison a Jesi.
Mi sembra grave che non si sia informato, l'ha detto lei poco fa, anche perché quattro giorni fa, il 26 settembre, in occasione della prima parte dell'inchiesta pubblica relativa al progetto di Jesi sottoposto alla procedura PAUR, il consulente di Edison ha sottolineato come il nuovo progetto di piano regionale di gestione dei rifiuti, che qualcuno della Regione gli avrà mostrato e illustrato, proposta formulata dalla Giunta Acquaroli, prevede il superamento della logica di allontanamento a grandi distanze dai centri abitati degli impianti dell'economia circolare.
Assessore, faccia chiarezza: lei può o non può? Questo piano di gestione dei rifiuti è suo o non è suo? Il consulente di Edison da chi ha saputo queste cose?
E poi, soprattutto, visto che 4 anni fa mi aveva risposto anche molto aggressivamente dicendo che, a differenza di quelli che c'erano prima, e non sono io perché sono arrivata con lei, lei sarebbe stato efficace, efficiente e avrebbe dato un piano di gestione dei rifiuti nuovo entro 6 mesi, visto che era scaduto quello del 2015. Ebbene, non sono passati 6 mesi, ma 4 anni, abbiamo già buttato 120.000 euro dei cittadini, che lei ha pagato a uno studio di Milano per la redazione del nuovo piano di gestione dei rifiuti. Nessuno ha visto nulla, se non questo spettro dell'inceneritore che tutti però fanno finta di non conoscere.
È uscito, a microfoni spenti, un Consigliere di maggioranza, che non nominerò, che poco fa ha esclamato, forse inavvertitamente, il suo favore per il progetto dell'inceneritore. Ma ciò che mi stupisce ancora, lo ribadisco, è l'incoerenza. Oggi ci ha detto che su Jesi lei non ha poteri, lei non sa nulla, lei non ha nemmeno approfondito, mentre di Riceci se ne intesta il merito, eppure i progetti sono quasi identici. Anzi, diciamo la verità: quello di Jesi è in una zona industriale, quello di Riceci è in una zona che dovrebbe avere il vincolo ambientale, perché è il famoso paesaggio vista Urbino patrimonio UNESCO, in cui passeggiava Dustin Hoffman dicendo "Bellezza all'infinito", promuovendo la Regione Marche.
A che punto siamo per tutelare questo paesaggio? Lei ha la possibilità, il potere di mettere un vincolo ambientale su quella collina. Io gliel'ho chiesto a marzo, ancora oggi, ad ottobre, non ci ha risposto. Manca, a quanto pare, la risposta della Commissione incaricata, di cui fanno parte anche la Soprintendenza e la Regione. La Provincia ha già fatto tutto ciò che era di sua competenza, dicendo di essere favorevole al vincolo, ma mancano Soprintendenza e, non so, Regione a questo punto, perché poi non ci ha più risposto.
Ricordo che anche la Soprintendenza dovrebbe avere un legame strettissimo con lei, visto che avete sbandierato mille volte la filiera del centrodestra, anzi direi solo della destra, ma questa filiera funziona solo quando vi fa comodo, perché il vincolo doveva essere dichiarato sulla collina di Riceci entro 60 giorni da quando si è composta la Commissione. A marzo ho portato il tema in Aula, lei mi ha detto di essere favorevole, invece di 60 giorni ne sono passati più del doppio, direi almeno 5 mesi.
Oggi sono stupita. Non volevo intervenire su Jesi, ma non posso farne a meno, perché se la Consigliera di area centrodestra dice che lei non sa, non vede, non sente, non parla, mentre a noi aveva detto che era merito suo se era stato abolito il progetto Riceci.
E poi, ancora oggi, aggiungiamo: non possiamo cantare vittoria, perché la Conferenza dei servizi ha dato parere negativo grazie alla Provincia, ma la società Aurora ha già fatto ricorso. Quindi, qual è l'unico modo per bloccare davvero la discarica Riceci? Lo strumento che ha in mano lei, solo lei, insieme alla Soprintendenza: il vincolo ambientale.
Assessore Aguzzi, le hanno dato un gran potere perché ha l'Assessorato all'ambiente, però non lo utilizzi solo quando le fa comodo.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Ringrazio i Consiglieri regionali che hanno preparato la mozione, ringrazio anche i Consiglieri del Partito Democratico che hanno lavorato, in particolare i Consiglieri anconetani, insieme ad altri, all'ordine del giorno.
Anch'io non sarei voluto intervenire, ma mi tocca ripetere, anche passando dalle parole della Consigliera Vitri poco fa.
Parliamoci chiaro fra noi, Consiglieri regionali, e anche con i cittadini di Jesi. Qui stamattina c'è un grande assente, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Quella sedia sempre vuota non posso neanche criticarla, perché c'è il Vicepresidente che è costantemente presente, molto spesso in contrasto con me, ma il grande assente, il grande invisibile di questa Regione è il Presidente Acquaroli. Nell’interrogazione che ho fatto prima, ho fatto una piccola statistica, per chi non l'avesse ascoltata, il Presidente Acquaroli è intervenuto su 1.700 discussioni 42 volte, il 2,44%, vuol dire che a lui Pilato fa un baffo: si lava le mani, non entra nel merito, non fa un intervento per dare una linea alla politica regionale, in questo caso sui rifiuti. Ma a voi pare normale che il Presidente della Regione Marche non intervenga in maniera chiara, netta e sia assente in queste discussioni? Credo che siamo davvero a un punto di degrado politico, di assenza politica, di assenza di personalità sulle scelte, imbarazzante.
Non commento le parole dell'Assessore Aguzzi. Dovrei dire cose strane. Un Assessore che dice, su un tema così importante, su una delle città più importanti della Regione, che non è informato, delega di Assessore di cui è competente. Fa tenerezza un uomo così. Se avesse detto una cosa del genere nel suo Consiglio comunale, un’oppositrice come la Consigliera Menghi se lo sarebbe mangiato.
Come si fa, Assessore, a dire che non è una questione politica? Non c'è niente di più politico di un indirizzo sul tema ambientale e dei rifiuti, dove voi avete l'obbligo, il dovere, la responsabilità di intervenire.
Lei ci dice che non sa niente, non è informato, non è il suo tema, ci sono i tecnici. Allora mettete i tecnici lì. Voi siete stati eletti dai cittadini marchigiani: Assessore Aguzzi, invisibile Presidente Acquaroli, siete stati eletti dai cittadini, avete il dovere, non il piacere, di dire cosa pensate. Avete il dovere nei confronti dei cittadini di dire la vostra posizione.
Francamente avrei apprezzato, Assessore, che lei avesse detto qualcosa, anche il contrario di quello che pensiamo noi, ma quello che è ancora più grave è che non è un caso isolato: siete assenti, ambigui, vi lavate le mani su tanti altri temi e ascoltare stamattina queste parole davvero sembra imbarazzante.
Ma credo che non dobbiamo dire nulla fra noi. Basterebbe trasmettere il suo intervento ai cittadini di Jesi. Io sarei contento: trasmettete quello che ha detto e fate capire loro da chi siamo governati, la Regione Marche, da chi è governata, da persone che non sanno cosa vuol dire politica, che delegano le responsabilità ai tecnici.
Mettetevi una mano sulla coscienza, dite qualcosa, non vi chiedo di dire qualcosa di destra, ma dite qualcosa, che è una cosa grossa. Dite qualcosa di destra. Non sapete dove andare.
Al di là del tema importante e fondamentale per Jesi, stamattina, plasticamente in questa discussione e plasticamente anche dal punto di vista fisico, un Presidente di Regione su un tema così delicato lo vediamo volare intorno, mentre un Assessore ci dice che non sa niente. Questa è la Regione Marche, questo è il Governo delle destre delle Marche.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Dallasta.
Giovanni DALLASTA. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire, ma la Consigliera Vitri mi ha chiamato in causa pur non facendo il mio nome.
Il Consigliere Carancini lamenta il fatto che il Presidente Acquaroli sia assente, io vengo da una città che è Pesaro, in cui il Sindaco del PD non c'era mai, era sempre in televisione e della sua città non gliene fregava niente.
La Consigliera Vitri si lamenta della spesa di 160.000 euro per un incarico. A Pesaro avete speso 3 milioni per progettare un ospedale a Villa Fastiggi che non avete mai realizzato. Sono andati anche in causa per ricevere questi soldi e avete il coraggio di parlare.
Non avete previsto un termovalorizzatore. Siamo una delle due Regioni in Italia che non ce l'ha e continuate a chiamarlo inceneritore per svilirlo.
Io sono a favore del termovalorizzatore e voi siete favorevoli a buttare la mondezza nel 2024 nelle discariche? Dove la volete buttare, su Marte?
Dite che il piano rifiuti è vecchio, quando è stato fatto dal vostro Governo PD? Avete governato solo voi. Se noi adesso non abbiamo un termovalorizzatore è solo colpa vostra, che non l'avete previsto 10 anni fa. Gli altri ne hanno 12, 7, 5, 3; l'Emilia-Romagna ne ha 7, governata da voi. Di cosa volete parlare? Di malgoverno del centrodestra della Regione Marche?
Questo è l'inizio dei miei interventi.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Neanche io volevo intervenire, però ci chiamate…, perché non è possibile.
Consigliere Dallasta, sono 4 anni e oltre che governate e dire quello che non abbiamo fatto noi non vi assolve, non vi assolve dai vostri peccati, perché sono veri e propri peccati, come quello che diceva poc'anzi l'Assessore Aguzzi.
Ho sempre pensato, e lo dico per l'ennesima volta in questo Consiglio regionale, che l'Assessore Aguzzi è, tra i componenti di questa pessima Giunta, il mio è un giudizio politico, uno dei più esperti, per aver fatto comunque 10 anni il Sindaco in una città importante, per svolgere oggi un compito importante con deleghe assai rilevanti.
Non può l'Assessore Aguzzi trincerarsi dietro le competenze tecniche, perché le competenze sono dei dirigenti, dei dipartimenti. Lo dicevo poc'anzi a proposito della questione di Fermo, non è così, non può un amministratore, che nomina un dirigente, il quale ha il compito di emettere atti che impegnano l'amministrazione all'esterno, i cosiddetti atti gestionali, essere indifferente rispetto a quegli atti. Non sta scritto da nessuna parte. Non può essere indifferente, perché non possono essere indifferenti gli atti politici ai quali il dirigente, chi ha la competenza tecnica, si deve attenere. Non credo che quando faceva il Sindaco si trincerasse dietro questo. Il Sindaco è forse il ruolo più importante, che ti fa interfacciare con la tua comunità. Non credo che l'Assessore Aguzzi facesse così.
Quando ero Presidente della Provincia…, e lo cito perché, ripeto, l'esperienza che ho fatto è stata a diretto contatto con la realtà, oltre a quella di Sindaco, ma ero Sindaco in un piccolo Comune, in materia ambientale, quante volte l'ho detto qua…, e quando si azzardava un dirigente a non dirmi l'atto che stava per emettere? È evidente che poi era completamente autonomo, altrimenti avrei commesso un reato se gli avessi detto l'atto da emettere. Gli dicevo che nell'emettere quell'atto, doveva attenersi all'interno di un percorso giuridicamente sostenibile, di un percorso di legalità, salvando la sua autonomia, doveva emettere quell'atto all'interno delle linee politiche che l'amministrazione intendeva intraprendere.
Quando la linea dell'amministrazione provinciale di Fermo era quella di dire no agli impianti a biomasse, dove non dovevano stare, di dire no ai pannelli fotovoltaici nei crinali della Valle dell'Aso, quelle erano decisioni politiche alle quali il tecnico, nel rispetto della legge, si doveva attenere e non esisteva che non venissi a conoscenza dell'atto che stava per essere emesso.
Assessore Aguzzi, ho premesso che lei è una persona, secondo me, di grande esperienza, non è possibile che venga qua e dica che non sapeva di questo impianto, che credo sia uno dei suoi temi. Ma questo è gravissimo. Ma non è tanto grave che l'Assessore Aguzzi dica che non lo sapeva, è grave che non l'abbiano informato.
La Regione Marche ha espresso una sorta di parere, protocollo 680363 del 6 giugno 2023: “prima della conclusione del procedimento della Conferenza dei servizi, sono intervenuti, da parte degli enti e delle amministrazioni competenti ad esprimersi sulla valutazione del progetto, i contributi di seguito indicati, allegati alla presente determinazione”. Atto del 6 giugno 2023, che emette un dirigente di questa Regione Marche. Emette quest'atto senza avvertire l'amministrazione di questo impianto che si sarebbe insediato sul territorio, come se questo impianto non avesse una sua rilevanza nel governo del territorio. È stata approvata qui la legge urbanistica. Come se non avesse quest'atto una sua rilevanza col piano dei rifiuti, del quale lei ha già avviato il procedimento. Come si fa? E come può non avere la prerogativa una Regione di dire di no sotto il profilo politico?
Se è vero che il Consiglio comunale di Jesi ha dato mandato all'amministrazione di esprimere, in Conferenza dei servizi, parere negativo, perché questo non lo può fare la Regione Marche? Certo, non solo lo può fare, ma lo deve fare, perché nel momento in cui la Regione Marche ritiene, sotto il profilo politico, che quell'insediamento sia incompatibile con l'idea che noi abbiamo del territorio, con le vocazioni del territorio, con il piano regionale che andremo a fare, non solo abbiamo il diritto, ma abbiamo il dovere di esprimere la nostra contrarietà. E poi facciano quel che vogliono.
E sa perché abbiamo il dovere e il diritto? Perché, ad esempio, qualora quel dirigente...
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Vorrei capire queste parole nei confronti dell'Assessore, riguardando la mozione che è stata presentata, nella quale al primo punto del dispositivo c'è scritto esattamente: "ad esprimere contrarietà all'insediamento dell'impianto di trattamento di rifiuti tossici di Edison S.p.A. nel Comune di Jesi".
Che cosa ha detto l'Assessore? Devo capire dai Consiglieri del PD cosa ha detto l'Assessore di male. Ha detto che c'è una mozione che impegna la Giunta e l'Assessore competente e l'Assessore competente ha detto, in modo giusto, che non è compito della Giunta o dell'Assessore competente, che possono politicamente esprimere un parere, ma il parere è tecnico.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio.
Simone LIVI. Abbiamo ascoltato 16 interventi del PD, on ho proferito parola e sono stato attento ad ascoltare, quindi gradirei che questi due minuti...
Torno a dire: cosa ha detto? Questo è un parere politico. Uno politicamente può essere d'accordo o non può essere d'accordo. Nella fattispecie, noi condividiamo la mozione che è stata presentata dai colleghi Consiglieri Latini ed Elezi, ma, al di là di questo, c'è una struttura tecnica che deve operare e deve dare un parere tecnico in base alle normative, perché il parere tecnico deve attenersi alle normative.
Per quanto riguarda invece le dichiarazioni, queste sì politiche, che il Consigliere Carancini ha fatto poc'anzi, quando ha detto per l'ennesima volta in quest'Aula "fate tenerezza"…, ma a me fate tenerezza voi.
Noi sappiamo dove andare; voi che siete allo sbando, siete voi che ogni volta cercate di arrampicarvi sugli specchi, non avendo argomenti da controbattere da un punto di vista politico a questa maggioranza. Se c'è qualcuno che fa tenerezza, siete voi.
Non credo che si possa accusare, tra l'altro, il Presidente che è sempre qui. Vedo di fronte a me il Vicepresidente Saltamartini, che passa più ore qui che a lavorare negli uffici, che sempre risponde puntualmente, così come il Presidente quando viene chiamato in causa, e tutti gli altri Assessori, che dimostrano sempre una grandissima disponibilità nei confronti di quest'Aula, anche nei confronti delle tante cose assurde che dobbiamo ascoltare dai banchi dell'opposizione.
È una questione di buon senso, che noi utilizziamo nel momento in cui siamo qui ad ascoltare e cerchiamo di capire laddove si possa generare un confronto leale e non basato solo sugli slogan o sull'attacco personale al Presidente, al Vicepresidente o ai membri della Giunta. Credo che questa sia una cosa fondamentale.
Voi avete avuto 25 anni per essere giudicati dai marchigiani. Noi, dopo 4 anni, avremmo dovuto risolvere tutti i problemi. Addirittura, qualcuno diceva che queste sono scuse accampate dal centrodestra perché già dopo un anno non valevano più. Delle due l’una: o i marchigiani ci hanno messo troppo a capire il grande inganno che gli avete propinato per 25 anni, oppure dateci anche a noi la possibilità di governare e di dimostrare ai cittadini quello che stiamo facendo.
Consigliera Casini, lei annuisce, ma io sono convinto che i cittadini capiscono e, vi dirò di più, le ultime tornate elettorali nella nostra Regione lo dimostrano chiaramente. Siamo fiduciosi, ma non tanto per questo, quanto per il lavoro che con impegno e serietà portiamo avanti.
Credo che queste cose vadano rimarcate e che sia il momento di farla finita con queste polemiche che sono strumentali e che non servono a nulla rispetto a quello che discutiamo in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Sono abbastanza anziano e forse anche un po' esperto, come diceva prima il Consigliere Cesetti. Non mi meraviglio di tutte le commedie, ovviamente, e degli equivoci che tendenzialmente si esprimono in questi momenti.
Voi siete bravi da questo punto di vista, in diversi, particolarmente uno, di cui non faccio il nome perché sennò poi chiede il "fatto personale" e riprende la parola. Siete bravi a fare le commedie e ci sta: fate l'opposizione, fate il vostro lavoro e siete bravi.
Prendo le parole del Consigliere Cesetti e le faccio mie, perché nel mio intervento iniziale, ed ero in attesa del dibattito per poter intervenire più approfonditamente, ho detto alla Consigliera Elezi che condivido perfettamente le preoccupazioni che lei esprime, se non sbaglio, anche il Consigliere Latini, entrambi giustamente. Le condivido, tant'è che vi premetto che secondo me va votata questa mozione.
Però ho semplicemente detto che quando si dice: "impegna l'Assessore ad essere contrario", ho solo detto che l'Assessore, pur nella sua preoccupazione e contrarietà, non sarà chiamato, come nessuno di voi qui dentro, ad alzare le mani perché non sarà, purtroppo, una scelta politica.
Non ho detto che non me ne frega o che non mi interessa, ho detto che non saremo noi. Se questa mozione si intende come parere negativo della Giunta al momento del voto, non c'è un voto della Giunta su questo, non c'è, perché è la Conferenza dei servizi, non vota la Giunta. Io ho solo detto questo.
Non ho detto che non va sostenuta la mozione, che non va condivisa la preoccupazione e che non vanno indirizzati gli uffici alla massima attenzione nel momento in cui si elaborano queste situazioni. Non ho mai detto questo.
Ho ascoltato con simpatia gli interventi perché, ripeto, sono abbastanza anziano e non mi scandalizzo di questo. Semmai mi scandalizza l'insistenza con la quale, sempre alcuni, non tutti i Consiglieri di opposizione, insistono sul fatto che, siccome non c'è il piano regionale dei rifiuti approvato, allora queste cose non si possono impedire.
Allora qui, per l'ennesima volta, dico a quest'Assemblea che il piano regionale dei rifiuti, sia quello vecchio, che è ancora attuale, sia quello nuovo, quando sarà votato, non prevede e non prevedrà questo tipo di iniziative, perché gli impianti di rifiuti di questo tipo sono impianti a libero mercato, di iniziativa privata, che non vengono previsti all'interno del piano regionale dei rifiuti, ma sono proposti da chi li vuole proporre, come, purtroppo, in questo caso o nel caso di Riceci. Non erano previsti o non previsti nel piano provinciale dei rifiuti.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Lasciamo terminare, non interveniamo sopra. Grazie.
Stefano AGUZZI. Secondo me, quello che dice la persona qui dietro…, alla fine comincerà a crederci, perché un conto è la commedia, ma a forza di insistere finirà che non lo saprà per davvero.
La discarica di Riceci, come questa qui di Edison, è proposta da un privato che dice di voler smaltire rifiuti speciali non pericolosi, non dice di voler smaltire rifiuti urbani.
I piani regionali dei rifiuti si interessano dei rifiuti urbani, del trattamento della raccolta differenziata, anche della loro differenziazione e del loro riutilizzo. Non entrano nel merito di altro, non possono entrarvi, sono altra cosa.
Il giudizio che gli enti locali devono dare nel momento in cui un privato propone un impianto è diverso. Quando il privato ha proposto l'impianto di Riceci, ho sempre detto che era la Provincia, alla fine, che doveva dare il diniego e tutte le volte che ne abbiamo parlato la persona qui dietro ha detto che era la Regione.
Stavolta che la Provincia ha dato parere negativo, perché la Regione ha detto che dovevano rispettare i 2.000 metri, sennò non c’erano altre motivazioni…, è merito della Provincia. La famosa commedia degli equivoci.
La Provincia ha fatto il proprio lavoro, ha visto che la Regione ha imposto una norma che prevede 2.000 metri, quindi, non poteva autorizzare quella discarica.
Parlando di Jesi…, se avesse letto il parere espresso dal nostro ufficio un anno fa avrebbe visto che non è un parere positivo a quell'impianto, ma pone una serie di questioni che la Conferenza dei servizi deve approfondire.
Quando dite che il Comune di Jesi ha approvato un documento contrario, no, ha approvato un documento politico, come quello che approveremo noi oggi e se avrà degli elementi tecnici e pratici di legge, di norma, che impediranno quell'impianto, il dirigente dirà di no.
Se il Comune di Jesi dice di no e il dirigente non troverà un appiglio di legge, di norma, per impedirlo, non potrà attenersi a quell'indirizzo.
Votando sì a questa mozione…, se domani il dirigente della Regione Marche non troverà un appiglio normativo e legislativo sostenibile, non andrà lì a dire di no. Spero che lo trovi e che faccia di tutto per seguire l'indirizzo che io già ho dato da un anno fa e che daremo votando questa mozione. Spero che lo trovi. Però non scordiamoci che è da un anno e mezzo che la Provincia di Ancona e il Comune di Jesi seguono questa cosa. Non hanno detto di no, hanno detto di sì, però non è concluso il procedimento, che è stato presentato correttamente. Il giudizio dovrà essere dato e spero che sia negativo, ma voglio sperare che ci siano le condizioni per poterlo dare.
Io ho suggerito ai miei uffici: “Quei 2.000 metri che come Regione Marche prevediamo per gli impianti di questo genere, che devono essere a 2 chilometri dai centri abitati, voglio sperare che valgano anche per Jesi”, perché è importante.
Non in senso polemico, ma in senso informativo, tutti i piani dei rifiuti delle Regioni intorno, da me visionate, prevedono la stessa distanza sia per i rifiuti urbani che per i rifiuti speciali: 500 metri. Lo prevedono l'Umbria, l'Abruzzo e l'Emilia-Romagna. Addirittura l'Emilia-Romagna prevede zero, non prevede distanze e le giudica di volta in volta a seconda delle proposte.
Nella Regione Marche abbiamo 500 metri per i rifiuti urbani e 2.000 metri per le discariche di rifiuti speciali. Per questo la Provincia di Pesaro e Urbino ha potuto dire di no a Riceci, perché la Regione Marche ha una norma che prevede 2.000 metri. Norma che abbiamo fortemente sostenuta e rivendicata tecnicamente ed il tecnico che è andato lì l'ha sostenuta. Nel verbale c'è scritto, lo legga Consigliera, che hanno detto di no perché la Regione Marche ha detto che devono stare a 2.000 metri. E’ riportato nel verbale.
Per il nuovo piano regionale dei rifiuti abbiamo fatto cinque riunioni con tutte le associazioni di categoria e ambientaliste, incontri con i Sindaci di tutte e cinque le Province. L'hanno visto? Sì, l'abbiamo illustrato con tutte le slide nei minimi dettagli. Certo che l'hanno visto.
Nella proposta della società che ci ha fatto lo studio la distanza dai centri abitati era a 500 metri, uniformata a tutte le Regioni qui intorno, come per i rifiuti urbani, ho preteso che fosse a 1.500 metri, perché se l'avessimo portata a meno di 1.500 metri, qualcuno avrebbe potuto dire che lo facevamo apposta per Riceci, che è a 1.000 metri dal centro abitato. Invece viene leggermente diminuita rispetto ai 2.000 metri e viene portata a 1.500 metri.
Questa è la proposta, perché poi la Giunta adotterà quell'atto, ma ci saranno le fasi delle osservazioni e della discussione. Prima che verrà in Aula passeranno ancora alcuni mesi.
PRESIDENTE. È stato presentato un ordine del giorno sulla mozione n. 474, a firma del Gruppo consiliare PD, Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri, il cui dispositivo è il seguente: "Impegna il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente a: uniformarsi al deliberato del Consiglio comunale di Jesi, esprimendo contrarietà al progetto di una piattaforma polifunzionale per il recupero e il trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi e la produzione di ?End of Waste’ da realizzarsi in via dell'Industria 7, Jesi, su proposta dell'azienda Edison; coinvolgere adeguatamente il Consiglio regionale e le cittadinanze nella redazione del nuovo PRGR.; prevedere nel nuovo PRGR adeguate distanze dai centri abitati in relazione alla realizzazione di impianti dell'economia circolare, rettificando il superamento della logica di allontanamento a grandi distanze dai centri abitati degli impianti dell'economia circolare; prevedere nel nuovo PRGR ulteriori garanzie in termini di tutela ambientale per le zone classificate ad alto rischio ambientale (ex Aerca)”.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Voto favorevole del nostro Gruppo, al quale spero si aggiunga quello dell'intera Assise, visto che va a migliorare il testo specificando meglio il percorso, analogamente a quello che è accaduto nel Consiglio comunale di Jesi.
Abbiamo preso quell'atto perché ci deve essere una coerenza, e spero che anche la Giunta assuma un atto analogo, che dia indicazioni precise rispetto al diniego, verificata la sussistenza delle condizioni, a quello assunto dal Comune di Jesi, in modo che la Regione Marche, in sede di Conferenza dei servizi, possa esprimere un parere negativo. Così verifichiamo pure questa idea, che oggi è stata ribadita dall'Assessore solo nel secondo intervento, visto l'incalzare preciso e dettagliato degli interventi del Partito Democratico.
Ritengo che la mancata pianificazione, che l'Assessore ha ribadito…, in conclusione ci ha ricordato pure che non arriverà il piano perché, è anche giusto, è stato presentato ad agosto a tutti i vari soggetti, l'iter è ancora molto lontano e per questo quinquennio non avremmo fatto assolutamente nulla.
I risultati sono molto chiari perché l'Assessore continua a dire che il piano si occupa solo degli urbani, non di pianificare gli impianti sul territorio, ma quelli degli urbani si possono fare.
Invece il Consigliere Cesetti ha presentato un'interrogazione poc'anzi rispetto a un impianto che si riferiva agli urbani, ma siccome non abbiamo delineato, individuato, indicato…, perché quello lo fanno i tecnici che applicano la norma e noi la ottemperiamo, Creiamo solo tensioni sul territorio e poi ci intestiamo le possibili soluzioni che avvengono solo dopo che il territorio insorge. Insorge per Riceci, insorge a Jesi.
Dico al Consigliere Dallasta, che si è dichiarato disponibile ad ospitare l'impianto a Fano…, dice di non essere contrario, quindi potrebbe andare benissimo nella provincia di Pesaro Urbino, io invece sono assolutamente contrario perché quando non costruiamo gli impianti dell'economia circolare è ovvio che l'ultimo baluardo rimane la discarica da una parte e l'inceneritore dall'altra, ma non funziona così e chi ha costruito l’inceneritore...
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno è un semplice doppione, per cui perde importanza la mozione stessa. Non si può salvare la faccia del Sindaco di Jesi che doveva dire politicamente no. Votiamo contro e ci concentriamo sulla nostra mozione, del Presidente Latini è mia. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta ordine del giorno sulla mozione n. 474. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Mozione n. 474. Ha la parola, per dichiarazione di voto, in dissenso dal Gruppo di appartenenza, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Chiedo alla mia Capogruppo la facoltà di non partecipare al voto, per una ragione molto semplice, avrei votato a favore della mozione, ci mancherebbe altro, è un atto importante, ma per lo stesso motivo coloro che hanno presentato questa mozione avrebbero dovuto votare a favore dell'ordine del giorno, come tra l'altro ha fatto – mi pare - il Presidente del Consiglio regionale, che ha votato favorevolmente.
Votare contro, Consigliera Elezi, indebolisce di molto la mozione, non vi sfuggirà che un atto approvato all'unanimità nel complesso…, perché l'ordine del giorno andava ad integrare la mozione.
Mi assento, non partecipo al voto e vorrei aggiungere questo, ripetere all'Assessore Aguzzi che non è vero che la Giunta non può fare un atto, perché la Giunta, preso atto del voto del Consiglio, potrebbe ben esprimere un parere contrario ed invitare il dirigente preposto a partecipare alla Conferenza dei servizi ad esprimere la contrarietà, se il parere è richiesto, una motivata contrarietà nella sussistenza e in conformità con la legislazione regionale e nazionale, perché nessuno dice di andare contro la legge.
Non è scritto da nessuna parte che la Giunta regionale non possa dire ad un dirigente di esprimere, se ed in quanto richiesto, la contrarietà della Regione nella sussistenza e in conformità ai presupposti di legge. Questo è ovvio che si possa e si debba fare e, tra l'altro, l'ha fatto bene e l'ha fatto il Consiglio comunale di Jesi in questa direzione.
Non partecipo al voto per le motivazioni che ho detto poc'anzi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Noi voteremo a favore, però la precisazione che ha fatto il Consigliere Cesetti non mi vede distante, nel senso che questa non è una critica, infatti la mozione non contiene una critica rispetto al Comune di Jesi, perché rispetto a questo tema abbiamo tutti una parte di responsabilità e l'ultimo che può avere responsabilità è chi ha dei piani sovraordinati dei quali deve comunque tenere conto e ha delle norme delle quali deve tenere conto… Non può essere considerato tutto il negativo della questione.
Al netto delle critiche che noi rigettiamo rispetto all'amministrazione di Jesi, le rigettiamo fortemente, al netto di queste critiche noi possiamo votare favorevolmente la mozione, però, che sia chiaro che la censura non ci è piaciuta.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. Esprimo a nome del Gruppo Lega il voto positivo a questa mozione e ringrazio personalmente l'Assessore Aguzzi per la precisazione, nel secondo intervento, rispetto alle strumentalizzazioni che sono state fatte in merito ad alcune affermazioni del primo intervento, durante la discussione del tema.
Il tema è molto interessante e mi ha vista impegnata per molti anni. Approfitto, spero che mi sia concessa la possibilità di dire perché ho votato personalmente e convintamente contro l'ordine del giorno precedente.
Non mi è piaciuta la strumentalizzazione che è stata fatta rispetto all'ordine del giorno e rispetto a un tema molto delicato. Ringrazio personalmente i Consiglieri Latini ed Elezi, che l'hanno posto e che hanno consentito la discussione in Aula.
Non mi sono piaciute, però, l'ipocrisia e la strumentalizzazione sul piano regionale dei rifiuti rispetto all'inceneritore, perché ricordo a quest'Aula e ad una sinistra che ha poca memoria che, quando in Regione si dichiarava contrarietà all'inceneritore, noi a Macerata ce lo siamo sorbettato per molti anni.
Personalmente ciò mi ha vista, non solo da Sindaco ed anche all’opposizione del centrosinistra maceratese, impegnata e soddisfatta quando l'inceneritore COSMARI è stato spento. Grazie.
PRESIDENTE. La mia proposta non voleva creare polemiche, voleva solo aggiungere un indirizzo del Consiglio della Regione Marche sulla questione, accanto alla scelta del Comune di Jesi, all'intervento della Provincia, che è ancora in itinere, soprattutto accanto alla posizione di buona parte della popolazione interessata, che è stata espressa in maniera pubblica e chiara.
In questo senso la mia dichiarazione di voto è a favore dell'approvazione della mozione. Grazie.
Mozione n. 474. La pongo in votazione.
Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Battistoni, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Dallasta, Elezi, Latini, Livi, Mangialardi, Marcozzi, Marinangeli, Mastrovincenzo, Menghi, Minardi, Pasqui, Putzu, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:25
La seduta inizia alle ore 10:40
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti, dichiaro aperta la seduta n. 161 dell’1 ottobre 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 160 del 24 settembre 2024 il quale ove, non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno. Informo, inoltre, che l'Ufficio di Presidenza con la deliberazione n. 469 di 17 settembre 2024 ha modificato la precedente deliberazione n. 461 del 30 luglio 2024 relativo la costituzione dei Gruppi consiliari prendendo atto della comunicazione del Consigliere Bilò, ai sensi del comma 12 dell'articolo 19 del Regolamento interno.
Hanno chiesto congedo L’Assessore Antonini e i Consiglieri Bora, Ruggeri e Bilò.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. C'è un'Aula un po' freddina un'aria condizionata abbastanza antipatica.
PRESIDENTE. Ho già dato disposizione.
Romano CARANCINI. Grazie.
Interrogazione n. 1309 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti
“Urgente ripristino del Centro di Salute Mentale a Pesaro”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1309 – a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Quest’interrogazione, come al solito, è la solita interrogazione infondata, allarmistica, che sostiene delle cose che non sono nella realtà. Non si capisce come mai si debba rispondere a questo tipo di atti.
Ciò premesso, nel servizio psichiatrico dell'Azienda sanitaria di Pesaro lavorano quattordici psichiatri più un libero professionista, sono quindici psichiatri e di questi quindici sette sono impiegati interamente nel Centro di salute mentale di Pesaro.
Ora c'è da domandarsi come mai, nonostante questo servizio, che risente di tutti i problemi che noi ben conosciamo in quest'Aula: la difficoltà di reperire specializzandi in psichiatria, perché non sono stati formati e in questo momento si stanno formando, il tetto di spesa che impedisce molto spesso di privilegiare un certo tipo di prestazione rispetto ad altre. Questo tipo di interrogazioni, che rientrano nella formula di un principio democratico di contrapposizione delle minoranze alle maggioranze, danno delle informazioni che sono fuorvianti. Non penso che sia giusto, per tanti pazienti, per tante famiglie, andare a scrivere o sostenere esattamente il contrario della realtà.
Sappiamo perfettamente che la materia di questo tipo di patologie ha ricevuto un incremento notevole per il Covid. Ci sono delle statistiche che dimostrano come i due anni, tre anni, di pandemia abbiano aumentato la domanda di prestazioni in materia, ma ciò non di meno non si può dire che il servizio è stato smontato, che non funziona o, esattamente, non si possono propalare i contenuti dell’interrogazione.
In conclusione, devo sottolineare come il centro è garantito da 7 medici, alcuni dei quali sono specializzandi, perché il sistema prevede la possibilità di impiegare degli specializzandi. È nostra intenzione potenziare sempre questo servizio quando entreranno in vigore le disposizioni recentemente approvate dal Governo in materia di liste d’attesa, che consentono un aumento degli organici, soprattutto dei sanitari, con un incremento del 10% rispetto all'aumento del Fondo sanitario nazionale.
Ritengo che questa materia non possa essere confinata solo all'interno di una critica apolitica, ma meriti di essere valutata all'interno di un servizio prestigioso che viene svolto nell'Azienda sanitaria di Pesaro.
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Saltamartini. Io non so se pensare che le abbiano passato informazioni totalmente errate e fuorvianti o se questa risposta sia stata, mi permetto di dire così, riferita in modo approssimativo, perché credo nella sua buona fede. Ho sempre apprezzato il suo impegno e la sua disponibilità, però in questo caso le devo dire che la situazione è totalmente diversa da quella che lei ha raccontato e le posso dire perché, in modo dettagliato.
Ci sono persone che si sono rivolte al Centro di Salute Mentale da inizio agosto, costantemente, fino a due giorni fa, e non hanno mai avuto un appuntamento. La risposta è sempre stata: attualmente non ci sono psichiatri, zero. Gli unici due che dalla psichiatria prestavano servizio qua ora sono o in ferie o hanno altri impegni. Non è vero, come lei ha detto, che dei quindici psichiatri del reparto di psichiatria, sette sono attivi costantemente al Centro di Salute Mentale. Anzi, le dirò che, persino, persone che hanno avuto problemi seri, conosco anche donne che hanno subito stalking, si sono rivolte al Centro di Salute Mentale ed è stato detto loro che non potevano prendere appuntamento perché le liste erano chiuse. Sono poi tornate nuovamente tre giorni fa ed il primo appuntamento gliel'hanno dato per l'8 ottobre. Finalmente ci sarà uno psichiatra dall'8 di ottobre. Uno. Se questo psichiatra dovesse avere un'influenza? Se fosse impossibilitato nel lavoro?
La salute mentale richiede un rapporto fiduciario per il paziente, stabilità, solidità. Non può essere un medico che arriva lì una volta e poi sparisce.
PRESIDENTE. Salto l’interrogazione n. 1270 per l’assenza dell’Assessore, come dichiarato dal Presidente prima. Attendiamo l’arrivo dei Consiglieri per le interrogazioni n. 1262, n. 1229, 1235. Arriviamo alla 1274 dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi e Vitri. “Valutazione performance 2023 personale AST Ascoli Piceno”. Saltiamola in attesa di una fase organizzativa. Andiamo alla 1275 dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi e Vitri. Teniamo in sospesa anche questa, sperando che l’Assessore Saltamartini abbia trovato la risposta, passiamo alla 1276 dei Consiglieri Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, risponde l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Presidente, chiedo scusa, ma a questa interrogazione deve rispondere l’Assessore Baldelli, non è la mia. Se facciamo saltare completamente l’ordine… Chiedo scusa, ma io sono sempre presente qui alla mattina alle ore 10, non mi voglio trovare in difficoltà e se ci sono prima le interrogazioni a risposta orale e ci sono gli altri…, bisogna che qui veniamo all’orario prestabilito. Non trovavo l’ultima delle interrogazioni. Comunque ora c’è il Consigliere Brandoni che può rispondere.
PRESIDENTE. Ha assolutamente ragione, ho cercato di ottimizzare il tempo che avevamo, forse, perduto, però capisco che riorganizzarsi rispetto all’ordine del giorno può essere un po’ complicato.
Interrogazione n. 1305 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Caos notifiche bolli auto non pagati”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1305 – a risposta immediata – del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Si premette che, con riferimento alle modalità di notifica degli avvisi d'accertamento per omesso pagamento della tassa automobilistica, la Regione Marche si è adeguata alla normativa nazionale che prevede di affidare il servizio di notifica a PagoPA S.p.A., società interamente partecipata dal MISE, in qualità di gestore esclusivo della piattaforma SEND (Servizio notifica digitale).
In concreto, gli atti di accertamento vengono inviati tramite SEND dalla Regione Marche e PagoPA, che provvede a notificare ai contribuenti tramite PEC per i destinatari che ne hanno possesso, mentre per gli altri contribuenti la notifica avviene in modalità cartacea.
Con particolare riferimento alla notifica in modalità cartacea, oggetto dell'interrogazione, si evidenzia che la gara per l'affidamento del servizio raccomandato ricevuta e ritorno è stata interamente gestita da PagoPA ed ha visto come aggiudicatario del lotto territoriale denominato Adriatico, che comprende anche le Marche, il fornitore Poste and Service Group, che è uno dei soggetti privati nazionali titolari della licenza speciale rilasciata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e già fornitore di amministrazioni piccole e di grandi dimensioni, tra le quali l'INPS e il Comune di Milano.
Il servizio di recapito, sia digitale che cartaceo, è interamente e direttamente amministrato da PagoPA, in qualità di gestore esclusivo della piattaforma SEND. Per quanto riguarda i punti di giacenza degli avvisi oggetto dell'interrogazione, si precisa che questi, nella provincia di Pesaro e Urbino, sono ubicati come di seguito:
• quattro nel Comune di Pesaro;
• due nel Comune di Fano;
• uno nel Comune di Urbino;
• uno nel Comune di Fossombrone;
• uno nel Comune di Terre Roveresche.
La Regione Marche, già da maggio 2024, ha reso note a PagoPA le segnalazioni ricevute dai contribuenti in merito alle difficoltà di reperire tali avvisi e, sulla base di dette segnalazioni, la stessa PagoPA ha intrapreso tutte le azioni necessarie per ripristinare la qualità del servizio, utilizzando i rimedi contrattuali sia previsti dal contratto che dal Codice dei contratti pubblici.
In particolare, PagoPA ha reso noto che è in corso di espletamento la procedura per il cambio di fornitore, già decorrente dall'annualità 2024, in modo da consentire il corretto completamento del recapito di tutti gli atti di accertamento della Regione Marche.
Si precisa, infine, che la Regione Marche provvede al riconoscimento dell'esenzione dalla tassa automobilistica per le persone con disabilità, ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 449 del 1997 e della legge regionale n. 20 del 2010, e successive modificazioni; pertanto, tali soggetti non sono destinatari di avvisi di accertamento.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta e per le delucidazioni che ci ha dato sull'argomento, che ha dell'assurdo. Addirittura molti cittadini, che poi hanno telefonato, seguendo il fogliettino che la ditta lasciava nella cassetta delle poste, si sono sentiti dire che dovevano andare a Pesaro.
Sappiamo adesso che ci sono addirittura vari punti di giacenza, però sarebbe opportuno che questi vari punti di giacenza siano attuati perlomeno nei vari Comuni, come una qualsiasi raccomandata.
È assurdo che un cittadino di Borgo Pace o di Apecchio debba andare a Campanara, che è a 85 chilometri da questi centri e fare 170 chilometri tra andata e ritorno per ricevere una raccomandata.
La ringraziamo, Assessore, per averci dato delle rassicurazioni in merito e speriamo che PagoPA sia subito solerte a risolvere il problema, anche perché è un problema reale.
Anche il discorso del pagamento del bollo, sarebbe opportuno che venisse pubblicizzato meglio, perché la Regione fornisce questo strumento utile anche on-line. Molte volte i cittadini non lo sanno. Una campagna di informazione su come pagare il bollo comodamente, dovrebbe essere fatta anche telefonicamente.
La ringrazio, Assessore, perché ci dà delle risposte concrete in virtù anche del comportamento di questa ditta.
Interrogazione n. 1275
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Legge 26 giugno 2024, n. 86 “Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1275 dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. L'ho divisa in cinque punti: se la Regione intende produrre, in caso contrario, se la Regione intende impugnare; se non si reputi opportuno dedicare... In caso favorevole, questo l'ho diviso in cinque, quindi vi darò le cinque risposte.
1. La Regione intende programmare un percorso di confronto costruttivo, in sede tecnica ed istituzionale, con le rappresentanze istituzionali e con le categorie economiche e sociali interessate, per valutare tutti gli aspetti finanziari ed organizzativi prima di decidere se chiedere il conferimento di funzioni ex articolo 3, legge 86/2024.
2. La richiesta di autonomia differenziata può essere definita nei dettagli solo sulla base di un complessivo progetto di riorganizzazione finanziaria e amministrativa ed all'esito di un ampio ed approfondito confronto con i soggetti sopraindicati, per ottenere le necessarie garanzie in merito alla fattibilità delle organizzazioni.
3. La Regione non ha intenzione di impugnare la legge n. 86/2024, espressione del fondamentale principio di sussidiarietà, perché essa attua una norma costituzionale e garantisce i livelli essenziali delle prestazioni.
4. È possibile programmare una seduta monotematica dell'Assemblea legislativa per analizzare i sostenibili percorsi per il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e delle infrastrutture nell'ambito di progetti per l'autonomia differenziata. Tale seduta assembleare dovrà essere conseguente ad un grado di approfondimento tecnico di cui sopra almeno in stato avanzato.
5. Ai sensi dell'articolo 49, comma 7, del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa, è possibile, previa deliberazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, convocare detta seduta assembleare in forma aperta, dedicata al tema, alla quale potrebbero partecipare non solo i rappresentanti dell'ANCI Marche, ma anche i rappresentanti delle associazioni delle categorie produttive e sindacali, dopo una fase di raccolta delle rispettive valutazioni tecniche e di predisposizione dello schema di intesa Stato-Regioni.
Adesso ascolto la risposta, dopo devo partecipare a un video call e poi torno per le altre mie interrogazioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Brandoni della risposta, che mi ha parzialmente soddisfatto, ma non posso non fare qualche considerazione.
Francesco Acquaroli è il nostro Presidente della Regione, eletto dai marchigiani, tra l'altro anche Assessore al Turismo, ma ha una strana concezione del rapporto con l'Assemblea legislativa delle Marche, con questi 30 peones che noi siamo - è un'affermazione ironica - che pure sono stati eletti e votati da migliaia di cittadini. Per lui noi Consiglieri regionali siamo abbastanza invisibili e, diciamoci la verità, da Presidente della Regione ha fatto un po' il prezioso, considerato che i suoi interventi in Aula sono stati davvero rari. Complessivamente sono state fatte 1.700 discussioni, Assessore, con una media di 10 atti a seduta. Il Presidente Acquaroli è intervenuto in 42 occasioni, il 2,45%. Certo, non è un obbligo intervenire, ma sarebbe stato auspicabile, per gli argomenti e i temi cruciali, ascoltare la figura di riferimento che trasmette una linea e un segno della Regione.
Questa premessa per farci qualche domanda: sarà dovere del Presidente della Regione venire nell'Aula dell'Assemblea legislativa regionale ed esporre il proprio pensiero politico e amministrativo sulla legge n. 86, che ha stabilito l'autonomia differenziata? Non è una cosina da bocciofila.
Lo Stato stabilisce che le Regioni possano chiedere l'autonomia amministrativa e politica su tutti o alcuni dei 23 settori della vita dei marchigiani e noi continuiamo ad assistere al silenzio rispetto a cosa pensi il nostro Presidente della Regione.
Credo che, da questo punto di vista, non ci sia nessuna polemica. Come lei vede, noi chiediamo solo di discutere. Peraltro lo abbiamo fatto con una mozione un po' di tempo fa, che la maggioranza ha bocciato.
Lei stamattina ci dice che il Presidente sarà, su questo, generoso. Io credo che, da questo punto di vista, un ruolo lo debbano e lo possano svolgere anche i Consiglieri di maggioranza, perché credo che sia naturale che questa Assise legislativa possa discutere politicamente la questione. Tecnicamente, pensateci voi, ma politicamente credo che sia dovere farlo.
A proposito della solitudine dei numeri primi, in un acuto articolo di qualche tempo fa viene spontanea un'asimmetrica citazione… A proposito di un articolo recente sul Presidente Acquaroli, sulla solitudine dei numeri primi, che si riferiva a lui. Nello stesso libro di Paolo Giordano si cita: "Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante". Far scontare meno ai cittadini dovrebbe essere l'obiettivo principale del nostro Presidente, magari anche democraticamente, con uno schietto confronto. Grazie.
Interrogazione n. 1274
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Valutazione performance 2023 personale AST Ascoli Piceno”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione verte sulla performance dell’Azienda, del personale e dei dirigenti dell'Azienda sanitaria di Ascoli Piceno e riguarda uno strumento importante di valutazione della pubblica amministrazione, che fu introdotto nel nostro ordinamento nel 2008 dalla riforma Brunetta e poi inserito all'interno del testo unico degli impiegati civili, il TUPI, il decreto legislativo n. 165 del 2001.
Relativamente alla domanda che viene posta, c'è da tener conto che l'evoluzione successiva di questo strumento di valutazione della performance è inserita all'interno del contenuto del PIAO, Piano Integrato di Attività e Organizzazione, che contiene non solo il piano della performance, ma anche la previsione del Piano triennale del personale, il piano per il lavoro agile e altri strumenti di valutazione.
Premesso tutto questo, c'è da tener conto che l'Azienda sanitaria di Ascoli Piceno ha approvato il PIAO 2023-2025 e, all'interno dell'apposita sezione, è contenuto il piano della performance.
La direzione rappresenta che la formalizzazione delle schede di budget, che è avvenuta a novembre del 2023, in esito alla negoziazione avviata a settembre, prevedeva che gli obiettivi inseriti nelle schede negoziate e formalizzate riproponessero in gran parte gli obiettivi regionali, in continuità con quelli degli anni precedenti, ovvero che risultassero meri adempimenti normativi già conosciuti dai professionisti, rientranti nei normali obblighi istituzionali delle unità operative. Ebbene, tutto questo percorso non fa altro che proseguire gli atti aziendali di riorganizzazione che sono contenuti anche nella legge di riforma, che ha conferito autonomia organizzativa, amministrativa e aziendale alla AST di Ascoli Piceno, e all'interno del Piano sociosanitario, che è stato approvato dal Consiglio regionale, si inserisce il piano delle performance.
L’Azienda riporta anche che, rispetto al personale del comparto, relativamente alla quota di valutazione attinente alla performance organizzativa, pari al 70% della valutazione, il premio sarà erogato per intero e non si determineranno decurtazioni economiche, in quanto, su n. 72 unità operative complesse con obiettivi relativi al personale del comparto, tutte e 72 hanno ottenuto una valutazione superiore al 90%.
Si specifica, infatti, riferisce l'Azienda, che il vigente contratto collettivo integrativo, parte normativa 2018-2020, approvato e recepito con determina n. 1287 del 7 novembre 2019 ed espressamente richiamato da altri provvedimenti, al punto 3 recita: “Si conviene che l'erogazione degli emolumenti riconosciuti per il raggiungimento degli obiettivi assegnati con le schede di budget di ciascuna unità operativa avviene per intero se il grado di raggiungimento complessivo degli obiettivi è maggiore, pari o uguale al 90%”.
Con riferimento alla quota di valutazione relativa alla performance individuale, pari al 30% della valutazione, risultano n. 26 istanze aperte a fronte di 2.049 schede individuali concluse.
Rispetto all'area della dirigenza, l'attività istruttoria è ancora in corso e, a conclusione, sarà sottoposta all'Organismo interno di valutazione per la validazione di competenza.
Si precisa, conclude l'Azienda, che ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 150, riforma Brunetta, come successivamente modificato dal decreto legislativo n. 74, riforma Madia, si prevede, rispetto ai criteri per la differenziazione della valutazione nell'ambito del ciclo della performance, che il contratto collettivo nazionale, nell'ambito delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance, ai sensi dell'articolo 40, terzo comma-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, stabilisca la quota delle risorse destinate a remunerare rispettivamente la performance organizzativa e quella individuale e fissi criteri idonei a garantire una significativa differenziazione dei giudizi.
È un tema strettamente tecnico. Io consegno la risposta scritta, in modo tale che l'interrogante possa trarre ogni più utile giudizio di valutazione. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, lei legge quello che le scrivono perché, come ha detto, la valutazione della performance è squisitamente tecnica e ha ragione quando legge quello che le è stato detto.
Non mi ha risposto ad una domanda. Io mi chiedo, e si chiedono anche i giornali, perché avrà visto la rassegna stampa, come mai ci sono dei casi nei quali coloro che hanno chiesto la conciliazione rispetto alla valutazione non è stata pagata la produttività.
Inoltre, mi chiedo come possa un dirigente che è stato assunto a novembre 2023 valutare i dipendenti sul 2023. In base a quali criteri lo possa aver fatto è un mistero. Soprattutto, questi valori così bassi delle performance non possono essere giustificati, come lei ha giustificato, per il fatto che i dipendenti farebbero lo stesso identico lavoro, perché questo vale anche per la direttrice e, a scendere, per tutti gli altri dirigenti che continuano a fare gli stessi identici lavori. Perché, se c'è stata una modifica del Piano sociosanitario, ha interessato tutti i dipendenti o non ha interessato nessuno.
La cosa che è stata scorretta, secondo me, dal punto di vista amministrativo, che non le è stata rappresentata, Assessore, è che a chi voleva attivare una procedura di ricorso contro la valutazione è stata inviata una bella letterina dal dirigente che, se non sbaglio, è lo stesso delle barche a vela, nella quale ha scritto: “Valutazione performance individuale. Riscontro alla richiesta del dipendente Tizio e Caio di revisione della propria scheda di valutazione della performance individuale”. Che cosa scrive ad ogni dipendente? Che la performance era quella e che conferma che la scheda di valutazione non necessita di modifiche, sottraendo di fatto al dipendente la possibilità di andare in conciliazione, o cercando di sottrarre al dipendente la possibilità di andare in conciliazione, perché il dipendente ci è andato lo stesso.
Assessore, io la invito a tenere d'occhio l'AST 5 Ascoli Piceno, perché, come lei vede, ci sono movimenti sindacali. Stasera ci sarà l’ennesima protesta ad Ascoli Piceno. Tutti i giorni…
Lei saprà che il primario di chirurgia di San Benedetto del Tronto andrà via, lo ha scritto sui social ed un chirurgo molto bravo di Ascoli Piceno è già andato via, è andato in una struttura privata. Ci metta, per favore, attenzione.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1307 non la possiamo fare perché è assente giustificato l’Assessore Antonini, quindi, la dobbiamo rinviare.
Interrogazione n. 1192
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Nomina Direttore Socio-Sanitario della AST di Fermo – Determina Direttore Generale AST Fermo n. 302 del 06/05/2024”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1192 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione del Consigliere Cesetti riguarda la scelta operata dal Direttore generale della AST di Fermo in merito alla nomina del Direttore sociosanitario, che è caduta, in quel caso, nei riguardi dell'ingegner XY, della stessa Azienda sanitaria regionale.
Com’è noto ai colleghi che sono qui presenti, con il processo di aziendalizzazione del Sistema sanitario nazionale operato con la legge n. 502 del 1992, che ha stabilito la privatizzazione dell'organizzazione come se fosse un'azienda e l'applicazione delle norme del Codice civile in fatto di organizzazione delle imprese, con i poteri di micro-organizzazione affidati ai dirigenti e riservando alla legge solamente i poteri di macro-organizzazione previsti dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001, in materia sanitaria la nomina dei direttori sanitario, amministrativo e sociosanitario ricade interamente nell'ambito delle prerogative del Direttore generale.
Non c'è alcuna interferenza da parte degli organi di indirizzo politico, né ci può essere un'interferenza, perché si tratta appunto di poteri organizzativi a livello aziendale di stampo privatistico, diretti a dare efficienza al Sistema sanitario nazionale.
Questa scelta crea molteplici problemi al sistema sanitario, perché è evidente che un conto è organizzare un'azienda per produrre frigoriferi o mattoni, un altro è organizzare una struttura pubblica che si deve occupare della salute delle persone, in particolare di proteggere la vita dei cittadini.
Questa scelta era legata a fattori di estrema criticità nei riguardi del sistema pubblicistico. Devo dire che la scelta di individuare il dottor XY come Direttore sociosanitario è stata motivata dal Direttore generale della AST di Fermo con la necessità di avere un dirigente che conoscesse la storia di quell'azienda e, in particolare, attraverso la sua esperienza, potesse essere competente non solo sull'integrazione sociosanitaria, sul lavoro di prevenzione e di assicurazione del servizio nei territori, ma anche per il completamento dei due ospedali di Fermo e di Amandola, per l'avvio e la conduzione dei lavori nell'ambito del finanziamento PNRR, per la prosecuzione dei lavori con il completamento dell'ex ospedale di Montegiorgio. Riferisce che la scelta rientra nelle esclusive prerogative e responsabilità del dottor XX.
Questa scelta è stata determinata anche dal fatto che il dottor XY è riuscito ad efficientare il sistema, in quanto le sue capacità relazionali, tecniche e di gestione del budget hanno permesso di risolvere innumerevoli problemi dell'Azienda sanitaria, che ha acquisito l'autonomia organizzativa, funzionale e istituzionale con la riforma varata da questa Assemblea nel 2022, ed è stato ritenuto la persona con maggiori capacità che potesse assolvere pienamente a questo compito di Direttore sociosanitario, in una visione strategica e coerente con gli atti precedenti.
Enumera il dottor XX tutta una serie di performance positive del Direttore sociosanitario, tra cui la realizzazione e l'apertura della COT di Fermo, che è una struttura operativa che garantisce servizi soprattutto di coordinamento territoriale, e ne affida la funzionalità non solo a livello organizzativo, ma anche la funzionalità per il coordinamento dei servizi sanitari e sociosanitari allo stesso ingegner XY.
Poi riferisce sempre il dottor XX che questa funzione di Direttore sociosanitario è importante anche per l'implementazione dei Punti Salute che la Regione Marche ha avviato e che devono essere garantiti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Condivido molte delle cose che dice il Vicepresidente Saltamartini, ad esempio circa il fatto che non si può gestire un'Azienda sanitaria come si gestisce un'azienda privata, con le stesse logiche.
Criticava questo e diceva: noi però non possiamo intervenire, perché sulle scelte gestionali del Direttore generale la Giunta non può intervenire.
Non è così, non è così, perché, certo, non si può intervenire imponendo atti gestionali, ma si può, ad esempio, dire ad un Direttore generale, con degli atti di indirizzo politico, quali siano e quali debbano essere comunque gli obiettivi sui quali quel Direttore generale deve essere valutato, proprio perché si tratta di organizzazione della salute.
Sento troppo parlare, in questa nostra Regione, dappertutto, del fatto che la politica si trincera dietro a quelle che sono le scelte della tecnica. Non è così. La politica deve controllare la politica, perché altrimenti, quantomeno, è un omesso controllo, perché la politica deve agire, amministrare con quella disciplina ed onore che deve imporre anche a coloro che sono deputati a delle scelte tecniche.
Nel caso di specie, ad esempio, non sono in discussione, come io dico nell'interrogazione, le capacità e le competenze del Direttore sociosanitario, ma proprio perché aveva quelle competenze tecniche… Guardate, è un ingegnere che è stato nominato Direttore sociosanitario, quando invece quell'ingegnere era preposto alla direzione dell'aspetto tecnico, che doveva soprintendere un servizio strategico quale quello tecnico, che deve completare i due nuovi ospedali, quello di Fermo e di Amandola, ci sono da realizzare le Case della salute, tutte le opere previste dal PNRR. Ad esempio, abbiamo visto sull'ospedale di Montegiorgio dove sono dovuti intervenire gli Assessori Saltamartini e Baldelli, che ringrazio entrambi nel caso di specie. Allora, l'ingegner XY, proprio per tutte quelle capacità che hanno giustificato questa nomina, doveva restare lì. Questo è il punto!
Interrogazione n. 1283
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Fuga dei medici dall'AST 1”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1283 dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Anche quest’interrogazione, come altre, prende spunto da alcuni articoli, probabilmente di stampa, per cui si chiede di rispondere in merito alla presunta fuga - dall'idea di un famoso film “Fuga da Alcatraz” - dei medici.
Ora, c'è da tener conto di un tema: che gli organi di stampa di un Paese democratico fanno correttamente la loro informazione. I giornali escono tutti i giorni, c'è anche una concorrenza tra testate online e stampate e hanno anche una funzione fondamentale, che è quella di formare l'opinione pubblica.
La notizia ricevuta da un giornalista su una presunta partecipazione di un medico, di un importante chirurgo, come è avvenuto in questo caso, ad un concorso verso l'Umbria, spinge il giornalista e il capo del servizio a fare un titolo che magari può essere di grande suggestione. Però bisogna leggere la stampa dei giorni successivi, in modo tale che si possa capire che questo non è vero, non è avvenuto.
Non c'è nessuna fuga da parte dell'Azienda sanitaria di Pesaro, perché i medici di cui si parlava sulla stampa sono rimasti al loro posto. Anzi, c'è una valorizzazione di questi sanitari, soprattutto a Fano, perché si tratta di un importante medico che opera con uno strumento innovativo importante, che è la struttura robotica, e non c'è nessuna fuga né da parte di un medico di Urbino né di Fano.
C'è da dire che se l'opera dei rappresentanti dei cittadini - siamo in un Parlamento, perché questa non è un'Assemblea comunale, ma legislativa, quindi un vero e proprio Parlamento - si riduce a commentare i titoli o gli articoli di un giornale, penso che noi stiamo frustrando la nostra funzione. Tanto più per il fatto che, diciamolo con grande chiarezza, i dirigenti della pubblica amministrazione, anche per una valutazione della propria competenza e del proprio aggiornamento, partecipano ad altri concorsi.
Io ero un dirigente del Ministero dell'Interno, partecipavo ad altri concorsi e, se la valutazione era positiva, potevo rivendicare rispetto alla mia amministrazione le mie capacità. Era un metodo di valutazione delle mie capacità personali nel momento in cui superavo concorsi anche in altre pubbliche amministrazioni.
Per i medici vale questo. Un medico che partecipa ad altri concorsi annovera sul suo background personale una statistica indubitabile: che è idoneo anche per più plessi ospedalieri. Non ci dobbiamo meravigliare, lo dico a chi ci ascolta, del fatto che dei medici possano partecipare ad altri concorsi o che possano ambire a posizioni ben più qualificate o, in taluni casi, ben meglio remunerate.
Qual è oggi la concorrenza tra il settore pubblico e il settore privato? Il settore pubblico ha una limitazione dei trattamenti, diciamo così, molto forte, molto stringente. Un sanitario ospedaliero arriva a un trattamento di circa 3.000 euro netti. Ben altri trattamenti vengono corrisposti dal settore privato e questo deve far riflettere su molte questioni trattate ampiamente e in modo demagogico.
Dobbiamo dirlo con grande chiarezza, il finanziamento pubblico, che quest'anno ha raggiunto la sua misura storica maggiore di 134 miliardi, deve tener conto che in Italia molti cittadini hanno le assicurazioni sulla sanità e l'ultimo report individua 64 miliardi nella spesa degli italiani per la sanità privata e la prima compagnia che copre la sanità privata è l'Unipol. Cerchiamo di capire esattamente poi come sono andati, nel corso di questi anni, questi percorsi.
Non c'è nessuna fuga. Noi cerchiamo di garantire ai medici dell’Azienda sanitaria territoriale di Pesaro la massima soddisfazione, però questa è la seconda interrogazione che il Consigliere pone. L'altra volta aveva detto che erano state chiuse le sale operatorie a Fano, adesso in questa seconda interrogazione dice che c'è la fuga dei sanitari da Pesaro. Bisognerebbe valutare bene i titoli dei giornali, gli articoli e leggere anche i giornali successivi, che hanno smentito questa cosa. La stessa giornalista che aveva scritto questo ha poi scritto esattamente…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Non siamo abituati a rincorrere i titoli o le pagine dei giornali, perché i giornali certamente li leggiamo, ma siamo anche abituati a stare in mezzo alla gente e ai sanitari, quei sanitari che lavorano nel sistema del Servizio sanitario regionale e che vivono con molto malessere il fatto di non essere spesso valutati, presi in considerazione da quel sistema che non dà o non è in grado di dare delle risposte.
Mi verrebbe da dire che nella AST…, lei ha fatto una precisazione rispetto ad un caso specifico che riguarda il primario di chirurgia, tra l'altro non di Fano ma di Pesaro, anche se ha delle sale operatorie anche a Fano, ma non mi ha dato risposta su altre questioni.
Mi verrebbe da dire come nella AST 1 abbiamo avuto, in 21 mesi, quattro direttori di area. Si è dimesso il Direttore sanitario, se ne sono andati a maggio sei anestesisti, che non sono stati sostituiti, Assessore, questo credo che lei lo sappia, è stato sostituito uno con tre specializzandi, che non hanno l'autonomia che possono avere dei medici formati o che sono nel pieno delle proprie capacità.
È vero che il primario di chirurgia ha fatto un concorso in una regione limitrofa, peraltro proviene da quel territorio, ma magari, se ha fatto quel concorso, non lo ha fatto semplicemente per avere nel suo curriculum vitae un titolo, ma perché c'era anche del malessere.
Il responsabile della struttura semplice cardiologica di Fano sappiamo tutti che se n'è andato e non rientrerà, come risulta che se ne sta andando anche il primario dell'Ospedale di Urbino del Pronto soccorso.
Lei ha fatto riferimento, Assessore, ad un caso specifico, che anche a noi risulta sia rientrato, la rassicuro che non andiamo...
Vorrei ricordare che c'è una fuga di medici anche nell'Area sanitaria territoriale, nella zona territoriale 5, che se ne sono andati.
Assessore, quali provvedimenti pensa di prendere rispetto non solo alla sostituzione dei medici che se ne vanno, ma anche per far sì che i medici non se ne vadano, soprattutto quando sono medici di qualità, qualificati e che sono in grado di dare delle risposte adeguate al nostro territorio, ai nostri cittadini. Tenendo conto che questi professionisti hanno bisogno di essere ascoltati e di avere delle risposte per poter lavorare al meglio e dare le risposte ai cittadini che curano.
Interrogazione n. 1304 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano nel Comune di Fermo in località San Marco alle Paludi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1304 – a risposta immediata – dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa interrogazione fa riferimento volta a due mozioni che vennero votate ad agosto, se non ricordo male. Queste mozioni sono state poi inviate, con le rispettive richieste, al Comune di Fermo.
Con una nota che risale ad inizio novembre, il Comune di Fermo, a sua volta, ci ha scritto e ci ha trasmesso una documentazione in cui ha fatto presente di aver inviato una richiesta di approfondimenti sia ad ARPAM che alla AST, per capire un attimo come poter proseguire su questo percorso.
A ritroso voglio riportare che nelle precedenti note il Comune di Fermo il 7 maggio scorso ci ha detto che il procedimento è stato avviato dalla Società Agricola Ramadori Sergio & C. e che il Comune di Fermo è l'autorità competente in merito. Trattasi, infatti, della realizzazione di un nuovo impianto per la produzione di biometano da biomasse, attività agricola della capacità produttiva pari a 100 SMC/ora, inferiore al limite massimo previsto dalla vigente normativa, che avrebbe una semplificazione tramite una SCIA.
Tuttavia, proprio grazie anche a questa mozione che abbiamo votato, il Comune di Fermo ci premette che ha fatto questi approfondimenti. In un primo momento aveva scritto che era “tutto già inquadrato”. Non dico che fosse d'accordo, dico che le norme consentivano l'avvio di tutti i procedimenti senza intoppi. Dopo questa mozione, invece, ci precisa che ha richiesto degli approfondimenti sia all’ASUR, all’AST che all’ARPAM.
Qui c'è una piccola riproduzione di quello che rispondono. Interessante questo, l'ARPAM, a un certo punto, dice: “L'esercizio dell'impianto comporterà lo stoccaggio, il trasferimento e la gestione principalmente di materiali di origine agricola e pollina, nonché l'estrazione e la maturazione di digestato residuo dalla fermentazione, destinato successivamente alla fertilizzazione dei terreni circostanti. Tali aspetti del ciclo produttivo possono comportare impatti nell'area circostante in termini di emissione di sostanze volatili maleodoranti”. È un passaggio che fa l'ARPAM nel suo intervento.
L'AST, prendendo atto, dice: “Dalla relazione di ARPAM emerge che il ciclo produttivo dell'impianto può potenzialmente comportare impatti nell'area circostante. Il gestore dell'impianto dovrà, quindi, adottare le migliori tecniche attualmente disponibili per l'abbattimento degli inquinanti in atmosfera e degli odori molesti”.
Queste sono le risposte che attualmente sia l’AST sia l’ARPAM hanno dato al Comune di Fermo, che adesso ci informa che, a sua volta, ha approvato una mozione che, di fatto, indirizza, tramite un atto anche di Consiglio comunale, ad approfondire le situazioni sul progetto, nonché informare i cittadini, attraverso i propri tecnici comunali e di settore, sulle possibili problematiche che si possono creare a seguito della realizzazione dell'impianto, oltre a compiere tutte le verifiche possibili sulla compatibilità degli impianti con la quotidianità dei residenti e della cittadinanza tutta.
Stanno approfondendo questa cosa, che interessa tutti i residenti, questo dopo che noi abbiamo inviato le nostre mozioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. È la dimostrazione che, se vogliamo, qualche volta gli atti che produciamo servono a qualcosa. Tant’è vero che sembra che il Comune di Fermo si stia attivando per verificare se questo impianto sia autorizzabile con la procedura semplificata, come si voleva fare all'inizio, o se invece sia soggetto ad una procedura molto più complicata, di competenza, in questo caso, della Regione Marche.
Questo è il caso di cui dicevo prima, nella nostra Regione dove la politica si trincera dietro: “E’ una competenza tecnica”, poi deve venire allo scoperto.
Il Sindaco di Fermo ci diceva che non poteva farci nulla. Invece, dopo questi nostri atti e dopo il deliberato del Consiglio regionale su iniziativa nostra, del PD, ma anche su iniziativa del centro-destra, tra cui i Consiglieri Putzu e Marinangeli, si è mosso con una mozione, con un atto politico, per dire agli uffici quello che dovevano fare: approfondire.
Questo è il punto in cui noi dobbiamo tornare. È ora di farla finita di trincerarsi dietro le competenze tecniche, perché un politico che non fa quello che ha fatto adesso, tardivamente, il Comune di Fermo, il Sindaco di Fermo, è un politico che non fa il proprio dovere.
La Regione deve fare anch'essa qualcosa di più. Deve chiedere la trasmissione degli atti per verificare se sia possibile autorizzare il progetto con la SCIA (procedura semplificata), altrimenti è di competenza della Regione. Quindi, la Regione, su questo, è interessata, perché deve chiedere al Comune di Fermo questi chiarimenti.
Il Sindaco ha detto che le carte del progetto raccontavano qualcosa di diverso, qualcosa di piccolo, che poi hanno aggiustato dopo i chiarimenti. All'inizio questo progetto doveva essere respinto, no che lo facciamo aggiustare…
Interrogazione n. 1276
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Cronoprogramma per la realizzazione del nuovo ospedale di Pesaro”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1276 dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Le domande che ci hanno rivolto i Consiglieri interroganti riguardano lo stato dell'arte della procedura per la realizzazione del nuovo Ospedale di Pesaro.
In relazione all'interrogazione presentata, sentito anche l'ufficio competente, si relaziona quanto segue. Con decreto n. 83 del giugno 2024, il dirigente del Settore SUAM Lavori Pubblici della Regione Marche ha emesso il provvedimento di aggiudicazione efficace della procedura per l'affidamento della progettazione del nuovo Ospedale di Pesaro.
Con propria deliberazione, la Giunta regionale ha approvato lo schema di accordo di programma, secondo l'articolo 20 della legge n. 67 del 1988, con il Ministero della Salute e il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
La deliberazione di Giunta, unitamente al documento programmatico relativo all'intervento, è stata trasmessa al Ministero della Salute e la procedura presso il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero medesimo, con cui è intercorso l'usuale confronto preliminare, è ora in corso di definitiva approvazione.
La Regione Marche è pronta a procedere con l'avvio delle lavorazioni e attende soltanto l'esito, previsto nei prossimi giorni, del ricorso davanti al Tribunale amministrativo promosso dal secondo classificato avverso la procedura di gara della stazione appaltante.
Si procederà, quindi, con la demolizione e l'avvio della realizzazione del nuovo Ospedale di Pesaro che, visto il sito prescelto, verranno gestite in maniera parallela e concomitante.
Siamo pronti a dare avvio alla realizzazione non appena avremo la decisione del Tribunale amministrativo sui primi due che hanno vinto la gara e hanno presentato un ricorso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore, ho seguito il cronoprogramma che lei ha tracciato, ma rimangono dei punti oscuri.
A giugno la SUAM ha assegnato il lavoro ed è ancora in corso – ci ha detto - la procedura del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero della Salute, al quale voi avete mandato tutta la documentazione.
Quel "ancora in corso" ci lascia diverse perplessità, perché cosa significa? Che, se non fosse completamente favorevole, il progetto potrebbe essere bloccato o rallentato? Quali conseguenze ci sarebbero in termini di tempi di progettazione e realizzazione, di contenuti del progetto, di finanziamenti?
Anche perché voi avete fatto lo schema dell'accordo di programma prima di questa valutazione, prima di questa autorizzazione e non è trascurabile il parere del Ministero, se si considera che questo Ospedale da 204 milioni di euro è finanziato per la maggior parte da fondi statali, perché erano già stati previsti in passato 181 milioni di euro di fondi dello Stato, più 16 milioni della Regione e 7 milioni da fondi europei.
In particolare, nel documento istruttorio della delibera, per il parere del Nucleo di valutazione, viene specificato che, per la stipula dell'accordo di programma in oggetto, la documentazione sarà prima trasmessa al Ministero della Salute, cosa che lei oggi mi ha detto avete già fatto, poi sottoposta alla valutazione del Nucleo di valutazione, che, mi ha detto, è ancora in fase di valutazione e verifica degli investimenti pubblici e solo una volta ottenuto il parere necessario verrà acquisita l'intesa. Successivamente alla sottoscrizione sarà trasmesso al Ministero della Salute il provvedimento di approvazione del progetto. Ho letto il virgolettato dall'accordo.
Siamo ancora in attesa della risposta del Nucleo di valutazione, permesso indispensabile per l'approvazione del progetto. Come farete allora: a procedere alla demolizione, a procedere alla ricostruzione su tutto il terreno in cui si è ricavato lo spazio necessario entro il 31 dicembre 2024? Sembra impossibile. Nemmeno per costruire una casa si riesce a fare tutto ciò in due mesi, figuriamoci un ospedale. Forse sarebbe giusto iniziare a dire che siamo molto in ritardo, non leggermente.
Chiedevo esattamente, nelle quattro domande, nei quattro quesiti espliciti che ho posto nella mia interrogazione, quando inizieranno i lavori relativi alle demolizioni e su questo non mi ha potuto rispondere perché, come ho appena ricostruito, non potete saperlo, essendo ancora nella fase di attesa della risposta del Nucleo di valutazione del Ministero.
Quando inizieranno i lavori di demolizione non me l'ha potuto dire, quelli per la realizzazione dell'opera ancora meno e questo mi fa dedurre che si naviga a vista, che non siano rispettati i tempi del cronoprogramma iniziale, purtroppo. Non vi imputo colpe, ma bisogna anche prendere atto che sull'ospedale di Pesaro ancora siamo in alto mare, non ci sono altre deduzioni.
PRESIDENTE. Inserimento della mozione n. 484 (al punto 2). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Mozione n. 484
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Rossi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Solidarietà nei confronti della popolazione libanese e richiesta di cessate il fuoco in Medioriente”
(discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 484 dei Consiglieri Mangialardi, Rossi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie alla Conferenza dei Capigruppo e all'intero Consiglio per avere dato a noi tutti questa opportunità, in modo inusuale, ma oggi, penso, quanto mai opportuna.
Lo dico con il cuore spezzato perché proprio ieri, quando preparavamo la mozione, speravamo tutti che fosse un documento che potesse avere maggiore tempo e maggiore respiro. Invece, ahimè, queste ore sono tragiche per tutto il Medio Oriente, in modo particolare per il Libano, perché proprio questa mattina le truppe armate di Israele hanno invaso quello Stato.
È una terribile escalation bellica quella che stiamo assistiamo da un anno a questa parte. Un conflitto che sta insanguinando tutta quella parte del mondo e che interessa noi, interessa questo pianeta, perché mai come in questo momento i due nuclei così ardenti, da una parte quello del Medio Oriente, rispetto al quale potremmo dire che a “ritorni” potevamo essere anche abituati, e dall'altra il nucleo della guerra alle nostre porte, possono far presagire…, se non ci sarà un'attenzione degli Stati sovrani e della politica tutta. È per questo che sono molto, molto contento che oggi possa venire da quest'Aula un segnale positivo.
Averla iscritta e votata all'unanimità, con le modifiche che sono pervenute dai Gruppi di maggioranza, in modo particolare dal Capogruppo Consigliere Livi, che ringrazio, perché potevamo attendere una settimana, un segnale così repentino e puntuale dell'Aula ha un valore veramente importante.
Un’escalation che nasce da quell’atto efferato, ingiustificabile, barbaro, tremendo, cruento, del quale abbiamo già discusso in quest'Aula, del 7 ottobre dello scorso anno, dal quale è partita la nostra solidarietà al popolo e alle famiglie ebree che sono state colpite. Ma riteniamo, e non lo diciamo noi, lo ha detto l'ONU, tanto da attirare l'attenzione del Tribunale penale internazionale, che ha emesso il mandato d'arresto del premier Netanyahu, che quella reazione oggi, agli occhi di tutti, è considerata sproporzionata, non giustificata, con mezzi e strumenti che attengono alla guerra da una parte, alla guerriglia dall'altra e agli attentati da altri punti di vista.
L'utilizzo di modalità magari molto puntuali, che fanno riflettere su cosa si sarebbe potuto fare e come lo si sarebbe potuto fare in un altro momento, diventa invece un atto barbarico, ingiustificato e ingiustificabile.
Gaza non la possiamo più nemmeno citare. Gaza non esiste più. Hanno dilaniato con la scusa dei tunnel, dei passaggi, con il pretesto dei nascondigli hanno distrutto completamente un territorio e dilaniato un popolo. Forse quell'attentato del 7 ottobre è stato utilizzato come pretesto dentro un percorso al quale Israele negli anni ci ha abituato con i territori occupati, nel silenzio complessivo delle comunità internazionali. Ci ha abituati all'invasione del Libano, e ormai si sono abituati anche loro. Ricordo le stragi indicibili come quella di Sabra e Shatila e oggi ricominciamo. Non ci sono bastati gli oltre 40.000 morti passati quasi nell'indifferenza della comunità internazionale. Apriamo i nostri network e vediamo cosa accade e il giorno dopo non c'è un Governo che chiede e che pretende quello che dovrebbe essere il percorso prioritario in questo caso. Nessuno! Lo dico con grande rammarico, la posizione del Governo degli Stati Uniti ieri, a fronte della preparazione all'invasione, ancora giustificava quel tipo di atto, richiamando la necessità di difesa di un territorio.
Penso che la storia, ancora una volta, sembri una cattiva maestra di vita. Non abbiamo imparato niente né dalle tragedie del secondo conflitto mondiale, che abbiamo risolto con l'utilizzo di armi terribili, che ogni tanto vengono invocate anche oggi, passate nel dimenticatoio, se non per la commozione e l'emozione di vedere migliaia di bambini trucidati e privi di ogni prospettiva.
Penso che la nostra posizione sia molto chiara. Doveva essere no all'invasione, ma ormai la certifichiamo. Uno stop al conflitto e la riattivazione, o l'attivazione, di un percorso di diplomazia che porti immediatamente a un cessate il fuoco, anche, come è stato scritto, con la liberazione immediata di tutti gli ostaggi e il ripristino del senso della dignità dei popoli.
Ringrazio anticipatamente tutti i Consiglieri. Penso che da quest’Assise possa venire un piccolo segno. È il primo e l'occasione l'abbiamo sfruttata non solo per trovarci nelle condizioni di sottolinearlo, ma anche per dare un segno che possa impegnare il nostro Governo a recuperare un tempo che quelle popolazioni e le nostre coscienze non hanno più a disposizione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Nella Conferenza dei Capigruppo stamattina abbiamo deciso insieme di discutere questa mozione perché, come ricordava adesso il Consigliere Mangialardi, è purtroppo, ahimè, molto attuale, tanto più oggi.
Credo di parlare anche a nome degli altri Gruppi, noi siamo disponibili anche a votare e controfirmare questa mozione, con delle modifiche che ho già presentato al Consigliere Mangialardi. Poi fatemi sapere, perché il testo che è arrivato sul banco non è corretto, non ha quelle modifiche che avevamo proposto. Chiedo al Consigliere Mangialardi, che è il primo firmatario, se verranno recepite così come le abbiamo presentate. Laddove questo si avverasse, noi siamo disponibili a votare questa mozione. Ci mancherebbe altro, non avremmo nessun tipo di problema.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Mangialardi, che si è fatto promotore di questa mozione, che tra l'altro ho sottoscritto. Sono contento che l'Aula tutta, anche con i nuovi aggiustamenti, recepisca questa mozione.
È importante perché esprimiamo, come Assemblea legislativa, un'importante vicinanza al popolo libanese e anche a quello che ormai da tempo, non lo diciamo noi, ma dice l'ONU…
La comunità internazionale è quasi unanime nella condanna delle recenti azioni dello Stato di Israele. Vorrei aggiungere, ma so benissimo che non si può, una condanna a chi continua a supportare lo Stato di Israele in questa invasione e in questo massacro, sia del popolo palestinese sia ora con l'invasione del Libano, ovvero gli Stati Uniti d'America, che sono nettamente complici di questa aggressione.
Vorrei ricordare che noi abbiamo un alleato militare, gli Stati Uniti, che tutti gli anni, con 3,8 miliardi di euro, aiuta e sostiene Israele per la propria difesa, ormai di fatto lo sostiene anche per l'invasione illegittima di altri Stati. Dal 7 ottobre scorso gli Stati Uniti hanno inviato ad Israele ben 14.000 bombe da 900 kg, 650 da 230 kg, 3.000 missili, 1.000 bombe bunker, 2.600 bombe di piccolo diametro, oltre che gli aiuti monetari di sostegno.
Noi andiamo a condannare Israele, ma abbiamo un alleato militare che fa parte di quella coalizione militare, che ormai non ha più diritto di esistere, secondo il mio modesto parere, che si chiama NATO, e che aiuta Israele nell'invasione di altri Stati.
Tra l'altro, la situazione internazionale va a ripercuotersi sull'economia globale, sulle nostre aziende e anche sulla nostra economia.
È una condanna e uno stop alle azioni militari perché le azioni militari, comunque sia, non fanno bene. O meglio, tutte queste azioni militari, sia quelle portate avanti da Israele sia altre azioni militari in altri contesti, arricchiscono un solo Paese, che è quello che ho nominato prima.
All'interno di questa mozione metterei anche una decisa condanna nei confronti degli Stati Uniti per l'appoggio militare e strategico che stanno dando ad Israele nell'invasione prima della Palestina e nel massacro dei palestinesi e ora nei confronti del Libano.
È chiaro che non si può, perché ormai siamo da 80 anni colonia degli Stati Uniti, però ogni tanto qualche voce di dissenso, anche nelle pubbliche assemblee, c'è. Una è la mia. Dovremmo essere consapevoli del ruolo che il nostro maggiore alleato militare ha a livello internazionale. Bisognerebbe, dopo 80 anni, ragionare anche sul ruolo strategico delle nostre alleanze internazionali. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Solo mozione d'ordine anche in relazione all'eventuale intervento. Vorrei capire quali siano le eventuali modifiche in modo tale da votare la mozione o non votarla se modificata. Se le modifiche, almeno secondo la mia opinione non andranno in una certa direzione, vorrei infatti intervenire. Ecco perché sarebbe opportuno conoscere quali sono i contenuti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Facendo riferimento anche a quanto ha detto il Consigliere Carancini, direi di prenderci 10 minuti per verificare sia all'interno della maggioranza che della minoranza se aggiustare quelle modifiche apportate o apportarne altre. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Condivido, anch’io avrei chiesto di leggere le modifiche, oltre me anche il primo firmatario. Aspettiamo di vederle per comporre poi una risoluzione, se del caso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Chiedo anch'io a nome della Giunta un rinvio per vedere il testo. Grazie.
PRESIDENTE. Chiede il rinvio, Assessore, o la sospensione?
Filippo SALTAMARTINI. La sospensione per valutare il testo. Grazie.
PRESIDENTE. Concediamo 10 minuti di sospensione alle ore 12 rientriamo in Aula.
La seduta è sospesa alle ore 12,02.
La seduta riprende alle ore 12,45.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori e chiedo scusa per la lunga pausa, che spero sia servita.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. E’ stata chiesta la pausa per una riflessione, che avevo proposto questa mattina, visto l'argomento complesso, che va approfondito. A nome della maggioranza chiedo che la mozione venga rinviata al prossimo Consiglio in modo di trovare una soluzione unanime, che possa essere condivisa da tutti.
Questa stamattina nella Conferenza di Capigruppo ero su questa linea. Se riusciamo a trovare una soluzione proviamoci, ma, al di là di questo, anche noi come maggioranza vogliamo riflettere bene, quindi, chiediamo di spostarla al prossimo consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Prendiamo atto della poca coerenza della maggioranza, perché noi avremmo potuto accettare anche delle integrazioni e degli emendamenti alla mozione, che si potevano discutere.
Avremmo potuto votare oggi l'argomento, che è importante e non può vederci indifferenti. Soprattutto non credo sia necessario approfondire, visto che ad ogni telegiornale è la notizia di apertura. Anche non volendo ascoltare telegiornali, radiogiornali, anche non guardando i social, in ogni caso non possiamo non esserci fatti un'idea di quello che sta accadendo in Libano, Israele o a Gaza. Ne abbiamo tutti piena contezza, come, credo, abbiamo contezza di quello che può accadere in più rispetto allo stato attuale.
Siamo contrari a non discutere, a non votare questa mozione, quindi il mio intervento è contrario alla proposta di rinviare alla prossima seduta del Consiglio.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. C'è stata la proposta del Consigliere Marinelli per il rinvio, poi è intervenuta come oratore contro la Consigliera Casini. Ora può intervenire uno che è favorevole alla richiesta di rinvio del Consigliere Marinelli. Se fa l'intervento, è per il rinvio della mozione.
Rinvio alla prossima seduta della mozione n. 484. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Interrogazione n. 1308 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Bando continuità territoriale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1308 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. La pubblicazione dei bandi di gara per l'affidamento del servizio aereo di continuità territoriale sulle tratte Ancona-Roma, Ancona-Milano, Ancona-Napoli e viceversa è in capo ad ENAC.
L'iter procedurale che condurrà alla nuova gara per l'affidamento dei servizi aerei onerati da e per Ancona dovrà necessariamente ripercorrere le stesse tappe che avevano portato nel 2023 all'iniziale affidamento.
Negli ultimi mesi le interlocuzioni con i competenti uffici del MIT e dell'ENAC (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) sono andate avanti senza interruzione, per addivenire dapprima ad una proroga del servizio e poi per definire gli elementi che debbono essere messi a base del nuovo progetto di OSP, fase tuttora in corso. Si tratta, in particolare, di individuare gli elementi necessari per definire la misura della compensazione massima da porre a base di gara, in modo da scongiurare il rischio di una gara deserta. Rientrano tra questi il numero delle frequenze, le fasce orarie dei voli, i posti minimi da offrire e le tariffe massime da applicare.
A tal riguardo, vista la specificità della materia, si è ritenuto opportuno affidare un apposito servizio di supporto specialistico economico-finanziario per la determinazione della compensazione massima da riconoscere al vettore.
Attualmente si è in fase di definizione del progetto dei nuovi oneri di servizio pubblico con ENAC e MIT e, immediatamente dopo, si provvederà ad attivare le procedure propedeutiche all'attivazione del medesimo servizio.
Ad ogni buon conto, sono state avviate interlocuzioni con ENAC per la richiesta di proroga dell'attuale servizio.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato con grande attenzione il documento che è stato messo a disposizione di quest'Aula da parte dell’Assessore Brandoni, ma avrei bisogno dell'utilizzo dell'indicativo, Assessore, perché non so se è ben chiaro, ma il 1° novembre questo servizio deve essere interrotto, se non per la proroga che lei ha indicato. Quindi, dire che siete in ritardo sarebbe in assoluto allineamento con i voli di continuità: siete in ritardo su tutto.
Ancora dobbiamo capire quali siano i criteri per strutturare con ENAC, perché è vero che il bando è di ENAC, ma viene condiviso con la Giunta e ancora non avete dato indicazioni tali da compensare quel disastro che sta accadendo.
Prima almeno avevate attribuito la responsabilità ad Aeroitalia, oggi c'è un vettore diverso, strutturato e, lo ricordava lei la volta scorsa, con trasporto zero: voli che paghiamo noi con zero persone a bordo, oltre 30 voli. Ci dichiariamo soddisfatti? No.
Siete in ritardo, cambiate rotta, perché così…
Interrogazione n. 1229
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri
“Marche Pride 2024 – Mancata concessione patrocinio Regione Marche, richiesta chiarimenti”;
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1229 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. I patrocini vengono assegnati e concessi sulla base della deliberazione n. 4 del 2023 della Giunta regionale, che stabilisce i criteri e le modalità per la concessione. La valutazione ai fini della sussistenza o meno dei requisiti è demandata agli uffici competenti, che applicano i criteri previsti da tale delibera.
Tra i criteri previsti dalla delibera citata, al punto 4.1, si specifica che il patrocinio non può essere concesso alle iniziative che siano promosse da partiti o movimenti politici. Tale criterio è fondamentale per la salvaguardia dei principi di imparzialità e correttezza istituzionale della pubblica amministrazione.
Alla manifestazione in oggetto è stato negato il patrocinio perché presenta i caratteri di un evento politico proposto da un movimento di natura politica. Ciò si evince chiaramente dal manifesto del Coordinamento Marche Pride, che tra l'altro recita testualmente così: “In questo documento e nella prassi della nostra lotta politica continuiamo a praticare la libertà e il diritto all'autodeterminazione”.
In altri termini, nel manifesto del soggetto promotore dell'evento si riconosce lo svolgimento di prassi di una lotta politica basata su una piattaforma di principi aventi chiaramente un proposito di natura politica. Non riconoscere la natura politica del soggetto Marche Pride sarebbe anche irrispettoso nei suoi confronti.
Inoltre, la decisione del diniego non vuole in alcun modo sminuire l'importanza o la valenza dell'iniziativa stessa, ma riflette la necessità di mantenere una chiara distinzione tra le attività politiche e quelle istituzionali, per preservare l'imparzialità istituzionale dell'ente pubblico.
Pertanto, la valutazione tecnica effettuata dagli uffici regionali competenti risulta condivisibile e fondata su un chiaro rispetto dei criteri fissati per garantire l'imparzialità istituzionale della Regione rispetto ad iniziative promosse da partiti o movimenti politici. In particolare, ciò si evince proprio dall'analisi del manifesto che illustra in modo dettagliato i motivi per cui viene organizzata questa manifestazione.
Dall'analisi si desume una chiara piattaforma di proposta politica che fa assumere al Coordinamento Marche Pride i caratteri di un movimento di attivismo politico che svolge lotta politica, quale portatore di un preciso manifesto di pensiero che viene celebrato in occasione dell'evento per il quale il patrocinio è stato richiesto. Viene esposto un vero e proprio proposito politico, costituito non solo da valori e ideologie, ma anche da concrete iniziative che denotano una presa di posizione non solo nei confronti dei diritti della persona, ma anche nei confronti di alcuni importanti temi politici.
Di conseguenza, necessariamente la manifestazione non risulta patrocinabile proprio per l'essenza politica sia del soggetto proponente sia dell'evento stesso. Tale regola di valutazione viene rispettata dalla Regione Marche in occasione di qualsiasi istanza, attraverso una scrupolosa istruttoria.
La priorità è garantire che il patrocinio della Regione Marche rimanga uno strumento per promuovere attività culturali, sociali e civiche che siano indipendenti da qualsiasi influenza politica, garantendo i principi di imparzialità e correttezza istituzionale dell'ente pubblico.
Inoltre, ad avvalorare ulteriormente il diniego del patrocinio di quest'anno è intervenuta anche la legge sulla par condicio, la n. 28 del 22 febbraio 2000, per cui il CORECOM ha più volte rinnovato l'invito a rispettarla, con riferimento alle consultazioni europee e amministrative in calendario l'8 e 9 giugno, con eventuale turno di ballottaggio il 23 e 24.
Nelle comunicazioni del CORECOM viene riaffermato che per l'attività di comunicazione dell'ente non possono essere utilizzati il logo, i mezzi, le risorse, il personale e le strutture della Pubblica Amministrazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, davvero non so da dove cominciare, se dalla par condicio che lei invoca quando invece viene negata, oppure dal fatto che lei non ha risposto all'interrogazione.
Era talmente preso dal motivare il perché non sia stato dato il patrocinio al Gay Pride che non ha letto la domanda, oppure chi le ha scritto la risposta non l'ha saputa scrivere, perché nessuno le ha chiesto per quale motivo non è stato dato il patrocinio, ma le è stato chiesto quali erano i motivi per cui la Giunta Acquaroli non aveva ravvisato l'opportunità di confrontarsi con l'Arcigay Ancona e, più in generale, con il Comitato Marche Pride, per conoscere il lavoro svolto e le richieste emergenti della nostra regione. Per esempio, lei sa che c'è uno sportello attivo che aiuta e supporta, che è finanziato dal Ministero, dal Governo, e ha anche dei finanziamenti e dei sostegni pubblici? Ed era questo quello che veniva chiesto.
Sul fatto della politica, ogni gesto che facciamo è politico, Assessore, nell'accezione più alta, quella che deriva da polis, cioè da governo e che attiene allo Stato, al governo dello polis, quindi, della città.
È evidente che loro hanno una piattaforma di principi e anche di sentimenti che difendono e che portano avanti, ma questo non è partitico. Lei deve fare una separazione tra la questione politica e la questione partitica, perché loro non sono un partito, ma sono un'associazione che porta… Semplicemente quello che lei diceva: par condicio lo possiamo tradurre così: pari opportunità, non pregiudizio, non giudizio, non accettazione.
Queste sono questioni che andrebbero affrontate, anche le questioni del gender, soprattutto nelle scuole, e il lavoro che fa l'Arcigay, soprattutto di Ancona, sarebbe stato importante che lei lo conoscesse. Le viene da ridere, ma a me non viene affatto da ridere.
Sul Gay Pride è gravissimo che per due anni non sia stato dato il patrocinio, ma è altrettanto grave che lei si sia impegnato nella risposta. Mio padre, quando non rispondevamo a delle domande che ci faceva a pranzo o a cena, ci diceva: "Vi ho chiesto come vi chiamate, mi avete risposto che avete mangiato pasta e fagioli". La stessa cosa ha fatto lei: le abbiamo chiesto una cosa e lei ne ha risposto un'altra, omettendo di dirci per quale motivo non c'è un'interlocuzione con questo mondo, che è un mondo che esiste, che ha una grande rappresentanza, che è variegato e che non deve essere discriminato. Per quale motivo voi non avete rapporti con loro e con le loro esigenze?
Mozione n. 474
a iniziativa dei Consiglieri Latini, Elezi
“Insediamento dell’impianto di trattamento di rifiuti tossici di Edison SPA nel Comune di Jesi”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 474 del Consigliere Latini.
La mozione, come voi sapete, perché è un tema di carattere pubblico, almeno pubblico locale, tratta dell'insediamento del grande impianto di trattamento di rifiuti che la Edison vorrebbe realizzare a Jesi, nella zona industriale della ZIPA, un'area fortemente antropizzata che già da tempo è rientrata nella categoria ERCA (Area ad Elevato Rischio Ambientale) e che vede diversi insediamenti industriali, nonché centri commerciali, quindi quotidianamente vissuta da migliaia di persone.
Sono davvero molte le preoccupazioni e le proteste sollevate dalla cittadinanza in merito ai potenziali impatti negativi che l'impianto provocherebbe sul territorio.
Si intende dunque impegnare la Giunta regionale ad intervenire in merito alla delicata questione, esprimendo contrarietà all'insediamento e avviando possibilmente un processo di consultazione pubblica per valutare soluzioni alternative di gestione dei rifiuti, nel rispetto dell'ambiente e della salute pubblica.
Aggiungo, da ultimo, la notizia che è proprio di oggi, ma relativa alla riunione dell'inchiesta pubblica avvenuta due giorni fa, dell'esito dell'inchiesta pubblica nel nuovo procedimento avviato nell'ambito della proposta della Provincia di Ancona, che ha dato anch'essa esito negativo alla realizzazione dell'impianto di trattamento di Edison S.p.A..
Il dispositivo della mozione invita il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti:
• ad esprimere contrarietà all'insediamento dell'impianto di trattamento di Edison S.p.A. nel Comune di Jesi;
• a richiedere un incontro con le autorità competenti per ottenere chiarimenti e sollevare le preoccupazioni espresse dalla cittadinanza riguardo al progetto;
• ad avviare un processo di consultazione pubblica, come già sta avvenendo, per coinvolgere i cittadini e le associazioni locali nella discussione delle alternative per la gestione dei rifiuti nel rispetto dell'ambiente e della salute pubblica;
• infine, anche e soprattutto, a promuovere campagne informative e di sensibilizzazione sui rischi legati all'insediamento dell'impianto di trattamento e sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti, per garantire la tutela del nostro territorio, della salute dei cittadini e dell'ambiente, costituendo un passo fondamentale verso una gestione sostenibile dei rifiuti a Jesi.
Ha la parola la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Signor Presidente, colleghi Consiglieri, con questa mozione richiamo alla necessaria attenzione di noi legislatori un tema centrale non solo per Jesi, ma per tutte le Marche, che stanno affrontando, in tutte le province, vecchie e nuove complessità nella gestione dei rifiuti.
Un tema da sempre scottante per le sue implicazioni Nimby, che significa "non nel mio cortile", dall'inglese, ma che non possono giustificare scelte da cui dipende la salute futura del nostro territorio, ora che siamo impegnati nella redazione di un nuovo Piano regionale dei rifiuti.
Siamo chiamati ad applicare le regole europee e nazionali, ma anche ad avere una visione di indirizzo nell'approccio alla gestione circolare dei rifiuti, in cui sostenibilità e salute non siano in nessun modo secondarie rispetto a pur legittimi interessi economici.
L'impianto per la trasformazione End of Waste che Edison intende costruire in un ambiente pressoché urbano come la zona industriale ZIPA di Jesi, pone un tema nuovo, che va affrontato con la doverosa cautela, non priva di apertura, che la novità impone.
È un impianto che non ha precedenti e ci pone di fronte alla questione della decontaminazione e della trasformazione dei rifiuti in risorsa, per le quali vanno stabilite regole nuove che dovranno entrare nel nuovo Piano regionale dei rifiuti.
Rispondendo alla mia interrogazione sul tema dell'agosto scorso, l’Assessore Aguzzi aveva fatto riferimento alla chiarezza delle regole vigenti. È evidente che queste regole non sono né esaustive né chiare, tanto che il Comune di Jesi e la Provincia di Ancona stanno facendo un rapido dietrofront sull'autorizzazione, anche sulla spinta del pronunciamento dei cittadini, che hanno evidenziato un approccio consapevole e costruttivo, al contrario della politica.
Le regole attuali risalgono al 2015 e nel frattempo il tema ambientale e le tecniche che su di esso impattano, attraverso la circolarità, hanno fatto passi da gigante. Ciò che disciplina la gestione classica dei rifiuti non basta a disciplinare l'End of Waste, compatibilmente con la tutela della salute dei cittadini, da cui non si può e non si deve prescindere.
Bisogna ripensare l'approccio normativo, a livello nazionale lo hanno fatto con il recente decreto del Ministero dell'Ambiente; a livello regionale dobbiamo necessariamente, tassativamente e improrogabilmente lavorare tutti insieme per impostare una gestione circolare dei rifiuti che non demonizzi tecnologia e opportunità, ma che allo stesso tempo metta sempre in primo piano la salute dei cittadini.
Il caso dell’impianto Edison di Jesi, a cui va detto no senza se e senza ma, sia guida per questa riflessione e questo impegno. La mobilitazione sociale, nel senso più vasto del termine, che ha portato con sé questa battaglia per tutelare ambiente e futuro di Jesi e di tutto il suo territorio, così come quella per la discarica di Riceci, non sono espressioni di una filosofia Nimby, ma il richiamo al nostro dovere di amministratori, a cui spetta trovare le soluzioni migliori possibili per una sostenibilità che è fondamentale, così come la tutela della salute dei cittadini è inderogabile.
È nostro dovere lavorare perché queste due esigenze possano procedere in parallelo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Non ho la presunzione o la pretesa che la mozione venga votata o non votata, ritirata o non ritirata; dico alcune questioni.
Intanto, chiedere all’Assessore o alla Giunta regionale di dire di no… in questo caso non è che noi, “politicamente”, possiamo dire di no. Posso essere preoccupato per l'invasività di un’iniziativa del genere, condividendo e sposando anche le preoccupazioni dei territori, però non è che noi - tantomeno come Assessore e come e Ente regionale - siamo chiamati a dare un sì o un no.
È una situazione, sapete benissimo, demandata a conferenze di servizi tecniche, dove, a seconda di quello che viene chiesto, delle condizioni e delle normative che si trovano, i dirigenti si esprimono. Non so neanche con esattezza come si esprimerà o meno la dirigenza della Regione Marche, nel senso che non ho approfondito questa cosa e magari lo farò anche, perché è doveroso farlo, ma non è che io, politicamente, oggi possa dire no o sì, nel senso che noi non siamo proprio chiamati in causa in questo senso. Non c'è un voto che dobbiamo dare.
Questa prima cosa è una richiesta legittima della proponente, però quando si chiede di impegnare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente ad esprimere contrarietà…, noi non siamo chiamati qui a votare. Non è che posso dire: sono contrario e clicco perché sono contrario. Non è il ruolo che abbiamo, nel senso che non dobbiamo votare noi questa cosa.
La Regione, immagino, sarà interessata da una conferenza di servizi dove tecnicamente dirà la sua, ma questo è un procedimento che è a carico del Comune di Jesi, non è a carico di altri, e della Provincia di Ancona. Sono situazioni che vengono portate avanti da loro.
Oltretutto so che c'è stato il coinvolgimento della popolazione, che è qualcosa di sacrosanto, anche di inedito, prevista nella normativa nazionale da pochissimo tempo. Non era esistente questa opportunità fino a pochi mesi fa. C'è stata questa ulteriore iniziativa. Non ho partecipato, forse lei avrà partecipato, immagino. Non so neanche quale risvolto abbia avuto, lo posso immaginare.
Una mozione che impegna la Giunta regionale a dire di no: noi non siamo chiamati a dire né sì né no, proprio non ci compete come ruolo.
Non so, se è una mozione a sostegno di una preoccupazione, che dia maggior peso alle preoccupazioni dei territori, che inviti gli enti preposti ad avere un’attenzione ulteriore e approfondita, si può benissimo votare.
Dire a noi di votare di no, cioè, possiamo anche votarla, anche se la votate non è che domani vado, alzo la mano e dico di no. In quale sede? In quale luogo? Non partecipo alla conferenza dei servizi. La politica non partecipa alla Conferenza dei servizi.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Intervengo per annunciare, a nome del nostro Gruppo, la presentazione di un ordine del giorno su questa mozione, della quale condividiamo il primo punto dove c'è l'impegno, anche se ritengo che ci possano essere, se poi verrà approvato il nostro ordine del giorno, dei passaggi migliorativi della stessa.
Rispetto al progetto della piattaforma polifunzionale per il recupero e il trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi presentata da Edison, insistente nel territorio di Jesi, noi siamo perfettamente in linea con la mozione votata dalla Giunta e dal Consiglio Comunale di Jesi, che poi troverà, come ricordato dalla Consigliera presentatrice della mozione un passaggio all'interno della conferenza dei servizi.
Ritengo, e per noi è determinante, che ci sia una forte coerenza tra l'azione del Comune e quella del Consiglio comunale.
Dico questo perché, Assessore, rimango qualche volta basito dalle dichiarazioni che non riscontro in quest’Aula. Noi siamo chiamati qui non solo a presentare atti ispettivi, ma siamo dei legislatori. Dobbiamo fare le norme che non mettano in difficoltà i territori, che aiutino i Comuni ad uscire dalle complicazioni che si possono determinare a legislazione vigente. Ricordo un’interrogazione della Consigliera Vitri, proprio all'inizio del mandato, con la quale si manifestavano preoccupazioni per le pressioni che arrivavano sui territori rispetto ai nuovi insediamenti, o delle discariche o dei biodigestori. Guardo il Consigliere Cesetti, che ha avuto una risposta alle interrogazioni rispetto a quello che accade a Fermo.
Assessore, capisco che il tempo con voi è tiranno - per fortuna non lo sarà con i cittadini- ma lei disse che in sei mesi avreste recuperato tutti i danni che avevamo fatto noi con il Piano, che era fermo al 2015.
Come diceva la Consigliera Elezi, quel Piano è superato e ha bisogno di un aggiornamento. Sei mesi dal 2021 non ci portano, a occhio e croce, al 2025, perché oggi, ad agosto, avete presentato un po' di slide, un po' di cose, niente di pubblico. Con la pelle d'oca, ho visto la parola inceneritore e già sarebbe sufficiente per capire che cosa state combinando. Ma non è bastato, perché non si può andare agli incontri fomentando i cittadini e stando dalla loro parte quando si è maggioranza nella filiera. Se c'è un piccolo buco, andate lì solo per alimentare tensioni. Non è che funziona così, perché bisogna raccontare le cose come stanno. Ce lo dice in modo un po' così, coreografico ma efficace, il consulente di Edison, il dottor XY, penso che si chiami così.
Quello che dite, che presenta un impianto compromettente, inquinante e tutte quelle cose che sottoscrivo…, però il consulente di Edison faceva notare, con le carte in mano, quelle poche che loro hanno visto e noi no, che la proposta dell'impianto rispetta la proposta aggiornata al vostro Piano, dove ci sarebbe il superamento della logica di allontanamento dai centri, molto simile a quello di Riceci. Nel nuovo Piano quel tipo di previsione potrebbe già essere recuperato.
Noi siamo coerenti con la posizione di quel territorio, messo in difficoltà da voi perché non siete stati in grado di scrivere una norma che allineasse alle necessità impiantistiche che abbiamo…. Perché dobbiamo finirla di dire no al biodigestore, no all’impianto fotovoltaico, no all'eolico e poi dite sì all'inceneritore. A forza di dire no, l'unica cosa banale che vi può venire in mente è quella di partire dalla fine, perché se gli impianti non li facciamo dove servono e dove si possono fare, il rischio è questo.
Noi finiamo anche con una proposta, perché chiediamo l'esclusione delle aree a rischio ex Aerca, perché se nel Piano e nella norma fosse stato inserito questo…
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Io mi ritrovo con quanto ha detto il Consigliere Mangialardi e nell'ordine del giorno che abbiamo presentato, in particolar modo nell'impegno finale che chiediamo, di cui mi auguro la Giunta tenga conto.
Preciso solo alcune cose che sono state dette prima in merito a un ipotetico dietrofront che sarebbe stato fatto dalla politica, quindi dalle amministrazioni locali su questa vicenda. Credo che, invece, in questo caso, si sia utilizzato il metodo giusto, un metodo partecipativo, e si sia andato al contrario di come di solito si va: le decisioni vengono prese dall'alto e successivamente si spiegano alla cittadinanza.
In questo caso si sono evitati i populismi, è stata avviata un'inchiesta pubblica a cui prima faceva riferimento il Presidente Latini, che ha dato esito negativo; c'è stato un percorso altamente partecipativo che ha permesso di raccogliere tutte le informazioni, tutti i pro e i contro rispetto a questo insediamento e di prendere poi la posizione più opportuna.
Un percorso è stato avviato il 3 luglio, poi ha avuto vari passaggi. Il 18 dello stesso mese c'è stato il Consiglio comunale aperto, a fine mese sono stati incontrati i comitati, il 5 agosto c'è stato l'incontro del tavolo tecnico con l'interlocuzione con l'Università Politecnica delle Marche e in quell'occasione è emersa l'incompatibilità di quell'impianto con la città, per quanto riguarda l'ubicazione e il dimensionamento soprattutto. Il Sindaco ha partecipato a tutte le riunioni, laddove è stato invitato, dei comitati e il 24 settembre scorso è stata approvata all'unanimità, mi sembra con due astensioni, dal Consiglio comunale di Jesi una risoluzione che va nella stessa direzione del nostro ordine del giorno.
Il problema di fondo è che i Sindaci e gli amministratori locali troppo spesso si trovano ad operare senza una cornice, senza contesti normativi e programmatori degli enti sovraordinati, in questo caso della Regione. Non c'è una visione, lo diceva bene il Vicepresidente Mangialardi. Si parla di termovalorizzatori, si parla, come ha evidenziato il consulente di Edison, del superamento della logica di allontanamento a grande distanza dai centri abitati degli impianti di economia circolare. Si va verso una direzione completamente opposta.
Formulo due auspici. Il primo è che la Giunta dia seguito all'impegno che, spero, oggi l'Aula voterà all'unanimità, con questi due atti di indirizzo. Il secondo auspicio è che l'Aula e le forze politiche che si trovano in questo Consiglio – che spero, si uniscano su questi due atti di indirizzo - si ritrovino sempre nelle battaglie da portare avanti, anche negli atti che la Giunta si troverà ad approvare nel prossimo futuro.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Siamo due Consiglieri regionali a rispondere all'Assessore su un tema così delicato, molto sentito nei territori, che con questa mozione vogliamo portare in Consiglio regionale, molto sentito.
Volevo rispondere al Consigliere Mangialardi sul tema che ha accennato per quanto riguarda la funzione... Ha citato la Regione perché ci sono state precedentemente delle mancanze da parte della stessa - bisogna dire la verità - perché questo è un tema che ha gestito il Comune di Jesi, che è del PD, insieme alla Provincia.
Noi non abbiamo una mancanza di visione per quanto riguarda il biodigestore, perché io ero il Capogruppo di maggioranza ai tempi di XX, quando in Regione governava il PD. Non ci è stato permesso di aprire un biodigestore, e parlavamo di bucce di banane e torsoli di mele. Invece qui parliamo di un'altra struttura, con rifiuti pericolosi e non. Dipende solamente dal Comune di Jesi e per un anno e mezzo il Sindaco e tutta la maggioranza non hanno coinvolto nessuno. Come è stato detto precedentemente dall'altro Consigliere di minoranza, è stato messo tutto sotto traccia finché la questione è stata portata in Commissione e l'opposizione ne è venuta a sapere.
Da lì è successo il finimondo. Non si poteva non far uscire la notizia dal momento in cui in Commissione era arrivato un tema così importante, perché si parla della salute dei cittadini. Dopodiché è uscita allo scoperto e siamo venuti a sapere che stavano lavorando per dar l’OK a questo impianto di rifiuti pericolosi e non.
Nel territorio ci siamo organizzati, abbiamo raccolto 3.000 firme, portando in strada, a Jesi, una manifestazione di 2.000. Dopo la mobilitazione di tutti i cittadini di Jesi, che hanno capito che lì si parlava del rischio per la propria salute e per le future generazioni, la Provincia ha fatto dietrofront perché si è trovata in difficoltà.
Abbiamo fatto questa mozione, anche precedente alla mia interrogazione, insieme al Presidente Latini, con la quale chiediamo all'Assessore un impegno, come ribadisco, letto dal Presidente, tutti i punti che non voglio più ripetere, una sensibilizzazione, una campagna, anche un tavolo tecnico che comunque...
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Penso che quando si parla di questi temi bisognerebbe un minimo informarsi, capire a che punto siamo delle procedure, perché io ho un protocollo del Comune di Jesi, esattamente del 20 giugno 2023, con il quale chiede chiarimenti e integrazioni rispetto, per esempio, alle acque di falda.
Questa è la prima cosa che voglio dire: dare la colpa al Comune di Jesi…, tra l’altro siamo nella fase preliminare della procedura, anche questo andrebbe detto, non è ancora iniziata neanche la valutazione di impatto ambientale, siamo in una fase prodromica. Questo andrebbe chiarito.
Il ruolo dell’Assessore. Assessore, come è già stato detto, se avesse approvato il nuovo piano dei rifiuti…, dato che quello vecchio non è più conforme, non è più corrente, magari avrebbe potuto inserire… avrebbe potuto approvarlo in questi quattro anni, perché ricordo che lei, quando parlammo del biodigestore della Valle dell'Aso a Force, due mesi dopo che c'eravamo insediati, disse che era imminente l'uscita del nuovo piano. Forse le aree ex Aerca andavano eliminate e considerate delle aree non idonee, essendo aree ad elevato rischio di crisi ambientale, con una grande fragilità ambientale. Nel caso di specie, è vero…
C'è la piazza del mercato, il Presidente non c'è mai e quando c'è fa il mercato della zootecnia.
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio, per favore. Se uno deve parlare, esca dall'Aula. Grazie.
Anna CASINI. Non è Consigliere, può anche non venire, noi eravamo costretti con la vecchia legge, adesso no, perché non si conta la presenza.
Riprendere il ragionamento su una materia così complessa non è facile, se si continua poi a chiacchierare.
Per esempio, tutti sappiamo che ci sono dei limiti nel vecchio piano, uno è quello dei 500 metri dalle abitazioni o dalle aree residenziali. Nel caso di specie esiste una norma tecnica, forse la Consigliera non lo sa, non so se lo sanno gli altri, se lo sa l'Assessore, che parla di città consolidata e dice una cosa aberrante dal punto di vista urbanistico, ma che in questo caso è molto chiara: sono destinazioni d'uso destinate D - per intenderci - zone artigianali di produzione, ma anche residenze e uffici annessi.
Era un'area consolidata, perché non penso che i colleghi della Provincia di Ancona avrebbero mai consentito una norma del genere. Questa è un'area già consolidata, per cui i 500 metri si potrebbero ben considerare, anche se non ci sono residenze vicine, ma è possibile poterle realizzare. Questa è un’altra questione che potrebbe…
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi prego di non intercalare.
Anna CASINI. Per carità di Dio, se lei mi dice che è una zona B ci credo, ma non ci può essere l'artigianato in quel caso. Non so chi glielo abbia detto.
Sulla questione dei criteri localizzativi, che esistono già oggi, come il limite dei 500 metri, sia una zona B di completamento residenziale…, cosa che mi pare molto strana, piuttosto sono propensa a pensare che sia una zona D di completamento, la quale ammette anche residenze, ad ogni buon conto, si potrebbe utilizzare la questione dei 500 metri, che è un limite previsto, per valutare l'impatto ambientale.
Non è affatto vero che la Provincia si è comportata da pesce in barile. Uno dovrebbe leggere gli atti, perché da questi si determinano delle conclusioni ben precise. Il collega XX e la collega YY fanno un'istruttoria relativa a degli atti preliminari, non hanno della documentazione e questa carenza si evince anche dai pareri di ARPAM, dell'AST, di tutti gli SCA, per cui danno atto della conclusione della fase preliminare del provvedimento autorizzativo unico.
Anche qui bisogna considerare che il provvedimento autorizzativo potrebbe determinare anche la variante urbanistica. Questa è un'altra questione da valutare e non si possono lasciare, caro Assessore e cari Consiglieri tutti, i Sindaci da soli con problemi di questo genere.
A nostro avviso, se fosse stato fatto il piano, invece delle 30 slide che vanno girando, in cui si finisce la chiusura del ciclo con l'inceneritore, anche questo diciamocelo… Perché due cose vengono dette nelle slide che vengono presentate. La prima è l'ATA unica, sulla quale noi siamo ancora in discussione, ma di cui lei, invece, tramite i tecnici, spiega il senso e la necessità; l'altra è che la chiusura del ciclo e del cerchio va fatta con l'inceneritore. Lo chiamiamo inceneritore, lo chiamiamo in altro modo, però di inceneritore si tratta.
Nella Regione Marche la proposta di piano prevede questo, una proposta di piano che rimane, giustamente o meno… Ce ne sono 47 in Italia, alcuni in realizzazione, come l'Assessore saprà, uno è in approvazione nella Regione Abruzzo e un altro nella Regione Umbria, che sono molto vicini e che potrebbero essere utilizzati senza che si faccia nelle Marche, anche perché un inceneritore deve poter funzionare, avendo un bacino di utenza ampio.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho deciso di intervenire perché sono rimasta esterrefatta dalle dichiarazioni dell'Assessore Aguzzi, perché sono 4 anni che continuiamo a confrontarci sulle problematiche legate alla gestione dei rifiuti e ogni volta ascolto una cosa nuova e una posizione diversa.
Mi è capitato, in uno degli ultimi suoi interventi, di sentirlo intestarsi tutti i meriti per la chiusura del progetto discarica Riceci nel Comune di Petriano. Anzi, invito eventualmente a riguardarlo, ma era qui davanti a me l'Assessore Aguzzi che diceva: se quel progetto è stato bloccato è grazie a me. Ebbene, oggi dobbiamo dire che se è stato bloccato è grazie al no e alle motivazioni della Provincia di Pesaro e Urbino, che è stata la prima a redigere un documento esaustivo con le motivazioni del no.
Ma poi, soprattutto, non ho capito se lei crede a quello che ha detto oggi o a quello che ha detto l'altra volta: ha delle responsabilità e dei poteri sulla gestione dei rifiuti oppure no? Noi crediamo di sì, lo credo io e lo crede anche la Consigliera del suo Gruppo di maggioranza Elezi, se le ha presentato una mozione del genere, perché l'ha presentata una Consigliera di maggioranza fino a prova contraria.
Lei oggi invece ci ha detto di no, ha fatto tutto un intervento dicendo: "Io non so nulla, non è mia competenza, non dipende da me, non sono nemmeno bene informato". E mi sembra piuttosto grave che un Assessore che ha questa delega non si sia informato sulla richiesta di un impianto del genere, come quello della Edison a Jesi.
Mi sembra grave che non si sia informato, l'ha detto lei poco fa, anche perché quattro giorni fa, il 26 settembre, in occasione della prima parte dell'inchiesta pubblica relativa al progetto di Jesi sottoposto alla procedura PAUR, il consulente di Edison ha sottolineato come il nuovo progetto di piano regionale di gestione dei rifiuti, che qualcuno della Regione gli avrà mostrato e illustrato, proposta formulata dalla Giunta Acquaroli, prevede il superamento della logica di allontanamento a grandi distanze dai centri abitati degli impianti dell'economia circolare.
Assessore, faccia chiarezza: lei può o non può? Questo piano di gestione dei rifiuti è suo o non è suo? Il consulente di Edison da chi ha saputo queste cose?
E poi, soprattutto, visto che 4 anni fa mi aveva risposto anche molto aggressivamente dicendo che, a differenza di quelli che c'erano prima, e non sono io perché sono arrivata con lei, lei sarebbe stato efficace, efficiente e avrebbe dato un piano di gestione dei rifiuti nuovo entro 6 mesi, visto che era scaduto quello del 2015. Ebbene, non sono passati 6 mesi, ma 4 anni, abbiamo già buttato 120.000 euro dei cittadini, che lei ha pagato a uno studio di Milano per la redazione del nuovo piano di gestione dei rifiuti. Nessuno ha visto nulla, se non questo spettro dell'inceneritore che tutti però fanno finta di non conoscere.
È uscito, a microfoni spenti, un Consigliere di maggioranza, che non nominerò, che poco fa ha esclamato, forse inavvertitamente, il suo favore per il progetto dell'inceneritore. Ma ciò che mi stupisce ancora, lo ribadisco, è l'incoerenza. Oggi ci ha detto che su Jesi lei non ha poteri, lei non sa nulla, lei non ha nemmeno approfondito, mentre di Riceci se ne intesta il merito, eppure i progetti sono quasi identici. Anzi, diciamo la verità: quello di Jesi è in una zona industriale, quello di Riceci è in una zona che dovrebbe avere il vincolo ambientale, perché è il famoso paesaggio vista Urbino patrimonio UNESCO, in cui passeggiava Dustin Hoffman dicendo "Bellezza all'infinito", promuovendo la Regione Marche.
A che punto siamo per tutelare questo paesaggio? Lei ha la possibilità, il potere di mettere un vincolo ambientale su quella collina. Io gliel'ho chiesto a marzo, ancora oggi, ad ottobre, non ci ha risposto. Manca, a quanto pare, la risposta della Commissione incaricata, di cui fanno parte anche la Soprintendenza e la Regione. La Provincia ha già fatto tutto ciò che era di sua competenza, dicendo di essere favorevole al vincolo, ma mancano Soprintendenza e, non so, Regione a questo punto, perché poi non ci ha più risposto.
Ricordo che anche la Soprintendenza dovrebbe avere un legame strettissimo con lei, visto che avete sbandierato mille volte la filiera del centrodestra, anzi direi solo della destra, ma questa filiera funziona solo quando vi fa comodo, perché il vincolo doveva essere dichiarato sulla collina di Riceci entro 60 giorni da quando si è composta la Commissione. A marzo ho portato il tema in Aula, lei mi ha detto di essere favorevole, invece di 60 giorni ne sono passati più del doppio, direi almeno 5 mesi.
Oggi sono stupita. Non volevo intervenire su Jesi, ma non posso farne a meno, perché se la Consigliera di area centrodestra dice che lei non sa, non vede, non sente, non parla, mentre a noi aveva detto che era merito suo se era stato abolito il progetto Riceci.
E poi, ancora oggi, aggiungiamo: non possiamo cantare vittoria, perché la Conferenza dei servizi ha dato parere negativo grazie alla Provincia, ma la società Aurora ha già fatto ricorso. Quindi, qual è l'unico modo per bloccare davvero la discarica Riceci? Lo strumento che ha in mano lei, solo lei, insieme alla Soprintendenza: il vincolo ambientale.
Assessore Aguzzi, le hanno dato un gran potere perché ha l'Assessorato all'ambiente, però non lo utilizzi solo quando le fa comodo.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Ringrazio i Consiglieri regionali che hanno preparato la mozione, ringrazio anche i Consiglieri del Partito Democratico che hanno lavorato, in particolare i Consiglieri anconetani, insieme ad altri, all'ordine del giorno.
Anch'io non sarei voluto intervenire, ma mi tocca ripetere, anche passando dalle parole della Consigliera Vitri poco fa.
Parliamoci chiaro fra noi, Consiglieri regionali, e anche con i cittadini di Jesi. Qui stamattina c'è un grande assente, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Quella sedia sempre vuota non posso neanche criticarla, perché c'è il Vicepresidente che è costantemente presente, molto spesso in contrasto con me, ma il grande assente, il grande invisibile di questa Regione è il Presidente Acquaroli. Nell’interrogazione che ho fatto prima, ho fatto una piccola statistica, per chi non l'avesse ascoltata, il Presidente Acquaroli è intervenuto su 1.700 discussioni 42 volte, il 2,44%, vuol dire che a lui Pilato fa un baffo: si lava le mani, non entra nel merito, non fa un intervento per dare una linea alla politica regionale, in questo caso sui rifiuti. Ma a voi pare normale che il Presidente della Regione Marche non intervenga in maniera chiara, netta e sia assente in queste discussioni? Credo che siamo davvero a un punto di degrado politico, di assenza politica, di assenza di personalità sulle scelte, imbarazzante.
Non commento le parole dell'Assessore Aguzzi. Dovrei dire cose strane. Un Assessore che dice, su un tema così importante, su una delle città più importanti della Regione, che non è informato, delega di Assessore di cui è competente. Fa tenerezza un uomo così. Se avesse detto una cosa del genere nel suo Consiglio comunale, un’oppositrice come la Consigliera Menghi se lo sarebbe mangiato.
Come si fa, Assessore, a dire che non è una questione politica? Non c'è niente di più politico di un indirizzo sul tema ambientale e dei rifiuti, dove voi avete l'obbligo, il dovere, la responsabilità di intervenire.
Lei ci dice che non sa niente, non è informato, non è il suo tema, ci sono i tecnici. Allora mettete i tecnici lì. Voi siete stati eletti dai cittadini marchigiani: Assessore Aguzzi, invisibile Presidente Acquaroli, siete stati eletti dai cittadini, avete il dovere, non il piacere, di dire cosa pensate. Avete il dovere nei confronti dei cittadini di dire la vostra posizione.
Francamente avrei apprezzato, Assessore, che lei avesse detto qualcosa, anche il contrario di quello che pensiamo noi, ma quello che è ancora più grave è che non è un caso isolato: siete assenti, ambigui, vi lavate le mani su tanti altri temi e ascoltare stamattina queste parole davvero sembra imbarazzante.
Ma credo che non dobbiamo dire nulla fra noi. Basterebbe trasmettere il suo intervento ai cittadini di Jesi. Io sarei contento: trasmettete quello che ha detto e fate capire loro da chi siamo governati, la Regione Marche, da chi è governata, da persone che non sanno cosa vuol dire politica, che delegano le responsabilità ai tecnici.
Mettetevi una mano sulla coscienza, dite qualcosa, non vi chiedo di dire qualcosa di destra, ma dite qualcosa, che è una cosa grossa. Dite qualcosa di destra. Non sapete dove andare.
Al di là del tema importante e fondamentale per Jesi, stamattina, plasticamente in questa discussione e plasticamente anche dal punto di vista fisico, un Presidente di Regione su un tema così delicato lo vediamo volare intorno, mentre un Assessore ci dice che non sa niente. Questa è la Regione Marche, questo è il Governo delle destre delle Marche.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Dallasta.
Giovanni DALLASTA. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire, ma la Consigliera Vitri mi ha chiamato in causa pur non facendo il mio nome.
Il Consigliere Carancini lamenta il fatto che il Presidente Acquaroli sia assente, io vengo da una città che è Pesaro, in cui il Sindaco del PD non c'era mai, era sempre in televisione e della sua città non gliene fregava niente.
La Consigliera Vitri si lamenta della spesa di 160.000 euro per un incarico. A Pesaro avete speso 3 milioni per progettare un ospedale a Villa Fastiggi che non avete mai realizzato. Sono andati anche in causa per ricevere questi soldi e avete il coraggio di parlare.
Non avete previsto un termovalorizzatore. Siamo una delle due Regioni in Italia che non ce l'ha e continuate a chiamarlo inceneritore per svilirlo.
Io sono a favore del termovalorizzatore e voi siete favorevoli a buttare la mondezza nel 2024 nelle discariche? Dove la volete buttare, su Marte?
Dite che il piano rifiuti è vecchio, quando è stato fatto dal vostro Governo PD? Avete governato solo voi. Se noi adesso non abbiamo un termovalorizzatore è solo colpa vostra, che non l'avete previsto 10 anni fa. Gli altri ne hanno 12, 7, 5, 3; l'Emilia-Romagna ne ha 7, governata da voi. Di cosa volete parlare? Di malgoverno del centrodestra della Regione Marche?
Questo è l'inizio dei miei interventi.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Neanche io volevo intervenire, però ci chiamate…, perché non è possibile.
Consigliere Dallasta, sono 4 anni e oltre che governate e dire quello che non abbiamo fatto noi non vi assolve, non vi assolve dai vostri peccati, perché sono veri e propri peccati, come quello che diceva poc'anzi l'Assessore Aguzzi.
Ho sempre pensato, e lo dico per l'ennesima volta in questo Consiglio regionale, che l'Assessore Aguzzi è, tra i componenti di questa pessima Giunta, il mio è un giudizio politico, uno dei più esperti, per aver fatto comunque 10 anni il Sindaco in una città importante, per svolgere oggi un compito importante con deleghe assai rilevanti.
Non può l'Assessore Aguzzi trincerarsi dietro le competenze tecniche, perché le competenze sono dei dirigenti, dei dipartimenti. Lo dicevo poc'anzi a proposito della questione di Fermo, non è così, non può un amministratore, che nomina un dirigente, il quale ha il compito di emettere atti che impegnano l'amministrazione all'esterno, i cosiddetti atti gestionali, essere indifferente rispetto a quegli atti. Non sta scritto da nessuna parte. Non può essere indifferente, perché non possono essere indifferenti gli atti politici ai quali il dirigente, chi ha la competenza tecnica, si deve attenere. Non credo che quando faceva il Sindaco si trincerasse dietro questo. Il Sindaco è forse il ruolo più importante, che ti fa interfacciare con la tua comunità. Non credo che l'Assessore Aguzzi facesse così.
Quando ero Presidente della Provincia…, e lo cito perché, ripeto, l'esperienza che ho fatto è stata a diretto contatto con la realtà, oltre a quella di Sindaco, ma ero Sindaco in un piccolo Comune, in materia ambientale, quante volte l'ho detto qua…, e quando si azzardava un dirigente a non dirmi l'atto che stava per emettere? È evidente che poi era completamente autonomo, altrimenti avrei commesso un reato se gli avessi detto l'atto da emettere. Gli dicevo che nell'emettere quell'atto, doveva attenersi all'interno di un percorso giuridicamente sostenibile, di un percorso di legalità, salvando la sua autonomia, doveva emettere quell'atto all'interno delle linee politiche che l'amministrazione intendeva intraprendere.
Quando la linea dell'amministrazione provinciale di Fermo era quella di dire no agli impianti a biomasse, dove non dovevano stare, di dire no ai pannelli fotovoltaici nei crinali della Valle dell'Aso, quelle erano decisioni politiche alle quali il tecnico, nel rispetto della legge, si doveva attenere e non esisteva che non venissi a conoscenza dell'atto che stava per essere emesso.
Assessore Aguzzi, ho premesso che lei è una persona, secondo me, di grande esperienza, non è possibile che venga qua e dica che non sapeva di questo impianto, che credo sia uno dei suoi temi. Ma questo è gravissimo. Ma non è tanto grave che l'Assessore Aguzzi dica che non lo sapeva, è grave che non l'abbiano informato.
La Regione Marche ha espresso una sorta di parere, protocollo 680363 del 6 giugno 2023: “prima della conclusione del procedimento della Conferenza dei servizi, sono intervenuti, da parte degli enti e delle amministrazioni competenti ad esprimersi sulla valutazione del progetto, i contributi di seguito indicati, allegati alla presente determinazione”. Atto del 6 giugno 2023, che emette un dirigente di questa Regione Marche. Emette quest'atto senza avvertire l'amministrazione di questo impianto che si sarebbe insediato sul territorio, come se questo impianto non avesse una sua rilevanza nel governo del territorio. È stata approvata qui la legge urbanistica. Come se non avesse quest'atto una sua rilevanza col piano dei rifiuti, del quale lei ha già avviato il procedimento. Come si fa? E come può non avere la prerogativa una Regione di dire di no sotto il profilo politico?
Se è vero che il Consiglio comunale di Jesi ha dato mandato all'amministrazione di esprimere, in Conferenza dei servizi, parere negativo, perché questo non lo può fare la Regione Marche? Certo, non solo lo può fare, ma lo deve fare, perché nel momento in cui la Regione Marche ritiene, sotto il profilo politico, che quell'insediamento sia incompatibile con l'idea che noi abbiamo del territorio, con le vocazioni del territorio, con il piano regionale che andremo a fare, non solo abbiamo il diritto, ma abbiamo il dovere di esprimere la nostra contrarietà. E poi facciano quel che vogliono.
E sa perché abbiamo il dovere e il diritto? Perché, ad esempio, qualora quel dirigente...
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Vorrei capire queste parole nei confronti dell'Assessore, riguardando la mozione che è stata presentata, nella quale al primo punto del dispositivo c'è scritto esattamente: "ad esprimere contrarietà all'insediamento dell'impianto di trattamento di rifiuti tossici di Edison S.p.A. nel Comune di Jesi".
Che cosa ha detto l'Assessore? Devo capire dai Consiglieri del PD cosa ha detto l'Assessore di male. Ha detto che c'è una mozione che impegna la Giunta e l'Assessore competente e l'Assessore competente ha detto, in modo giusto, che non è compito della Giunta o dell'Assessore competente, che possono politicamente esprimere un parere, ma il parere è tecnico.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio.
Simone LIVI. Abbiamo ascoltato 16 interventi del PD, on ho proferito parola e sono stato attento ad ascoltare, quindi gradirei che questi due minuti...
Torno a dire: cosa ha detto? Questo è un parere politico. Uno politicamente può essere d'accordo o non può essere d'accordo. Nella fattispecie, noi condividiamo la mozione che è stata presentata dai colleghi Consiglieri Latini ed Elezi, ma, al di là di questo, c'è una struttura tecnica che deve operare e deve dare un parere tecnico in base alle normative, perché il parere tecnico deve attenersi alle normative.
Per quanto riguarda invece le dichiarazioni, queste sì politiche, che il Consigliere Carancini ha fatto poc'anzi, quando ha detto per l'ennesima volta in quest'Aula "fate tenerezza"…, ma a me fate tenerezza voi.
Noi sappiamo dove andare; voi che siete allo sbando, siete voi che ogni volta cercate di arrampicarvi sugli specchi, non avendo argomenti da controbattere da un punto di vista politico a questa maggioranza. Se c'è qualcuno che fa tenerezza, siete voi.
Non credo che si possa accusare, tra l'altro, il Presidente che è sempre qui. Vedo di fronte a me il Vicepresidente Saltamartini, che passa più ore qui che a lavorare negli uffici, che sempre risponde puntualmente, così come il Presidente quando viene chiamato in causa, e tutti gli altri Assessori, che dimostrano sempre una grandissima disponibilità nei confronti di quest'Aula, anche nei confronti delle tante cose assurde che dobbiamo ascoltare dai banchi dell'opposizione.
È una questione di buon senso, che noi utilizziamo nel momento in cui siamo qui ad ascoltare e cerchiamo di capire laddove si possa generare un confronto leale e non basato solo sugli slogan o sull'attacco personale al Presidente, al Vicepresidente o ai membri della Giunta. Credo che questa sia una cosa fondamentale.
Voi avete avuto 25 anni per essere giudicati dai marchigiani. Noi, dopo 4 anni, avremmo dovuto risolvere tutti i problemi. Addirittura, qualcuno diceva che queste sono scuse accampate dal centrodestra perché già dopo un anno non valevano più. Delle due l’una: o i marchigiani ci hanno messo troppo a capire il grande inganno che gli avete propinato per 25 anni, oppure dateci anche a noi la possibilità di governare e di dimostrare ai cittadini quello che stiamo facendo.
Consigliera Casini, lei annuisce, ma io sono convinto che i cittadini capiscono e, vi dirò di più, le ultime tornate elettorali nella nostra Regione lo dimostrano chiaramente. Siamo fiduciosi, ma non tanto per questo, quanto per il lavoro che con impegno e serietà portiamo avanti.
Credo che queste cose vadano rimarcate e che sia il momento di farla finita con queste polemiche che sono strumentali e che non servono a nulla rispetto a quello che discutiamo in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Sono abbastanza anziano e forse anche un po' esperto, come diceva prima il Consigliere Cesetti. Non mi meraviglio di tutte le commedie, ovviamente, e degli equivoci che tendenzialmente si esprimono in questi momenti.
Voi siete bravi da questo punto di vista, in diversi, particolarmente uno, di cui non faccio il nome perché sennò poi chiede il "fatto personale" e riprende la parola. Siete bravi a fare le commedie e ci sta: fate l'opposizione, fate il vostro lavoro e siete bravi.
Prendo le parole del Consigliere Cesetti e le faccio mie, perché nel mio intervento iniziale, ed ero in attesa del dibattito per poter intervenire più approfonditamente, ho detto alla Consigliera Elezi che condivido perfettamente le preoccupazioni che lei esprime, se non sbaglio, anche il Consigliere Latini, entrambi giustamente. Le condivido, tant'è che vi premetto che secondo me va votata questa mozione.
Però ho semplicemente detto che quando si dice: "impegna l'Assessore ad essere contrario", ho solo detto che l'Assessore, pur nella sua preoccupazione e contrarietà, non sarà chiamato, come nessuno di voi qui dentro, ad alzare le mani perché non sarà, purtroppo, una scelta politica.
Non ho detto che non me ne frega o che non mi interessa, ho detto che non saremo noi. Se questa mozione si intende come parere negativo della Giunta al momento del voto, non c'è un voto della Giunta su questo, non c'è, perché è la Conferenza dei servizi, non vota la Giunta. Io ho solo detto questo.
Non ho detto che non va sostenuta la mozione, che non va condivisa la preoccupazione e che non vanno indirizzati gli uffici alla massima attenzione nel momento in cui si elaborano queste situazioni. Non ho mai detto questo.
Ho ascoltato con simpatia gli interventi perché, ripeto, sono abbastanza anziano e non mi scandalizzo di questo. Semmai mi scandalizza l'insistenza con la quale, sempre alcuni, non tutti i Consiglieri di opposizione, insistono sul fatto che, siccome non c'è il piano regionale dei rifiuti approvato, allora queste cose non si possono impedire.
Allora qui, per l'ennesima volta, dico a quest'Assemblea che il piano regionale dei rifiuti, sia quello vecchio, che è ancora attuale, sia quello nuovo, quando sarà votato, non prevede e non prevedrà questo tipo di iniziative, perché gli impianti di rifiuti di questo tipo sono impianti a libero mercato, di iniziativa privata, che non vengono previsti all'interno del piano regionale dei rifiuti, ma sono proposti da chi li vuole proporre, come, purtroppo, in questo caso o nel caso di Riceci. Non erano previsti o non previsti nel piano provinciale dei rifiuti.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Lasciamo terminare, non interveniamo sopra. Grazie.
Stefano AGUZZI. Secondo me, quello che dice la persona qui dietro…, alla fine comincerà a crederci, perché un conto è la commedia, ma a forza di insistere finirà che non lo saprà per davvero.
La discarica di Riceci, come questa qui di Edison, è proposta da un privato che dice di voler smaltire rifiuti speciali non pericolosi, non dice di voler smaltire rifiuti urbani.
I piani regionali dei rifiuti si interessano dei rifiuti urbani, del trattamento della raccolta differenziata, anche della loro differenziazione e del loro riutilizzo. Non entrano nel merito di altro, non possono entrarvi, sono altra cosa.
Il giudizio che gli enti locali devono dare nel momento in cui un privato propone un impianto è diverso. Quando il privato ha proposto l'impianto di Riceci, ho sempre detto che era la Provincia, alla fine, che doveva dare il diniego e tutte le volte che ne abbiamo parlato la persona qui dietro ha detto che era la Regione.
Stavolta che la Provincia ha dato parere negativo, perché la Regione ha detto che dovevano rispettare i 2.000 metri, sennò non c’erano altre motivazioni…, è merito della Provincia. La famosa commedia degli equivoci.
La Provincia ha fatto il proprio lavoro, ha visto che la Regione ha imposto una norma che prevede 2.000 metri, quindi, non poteva autorizzare quella discarica.
Parlando di Jesi…, se avesse letto il parere espresso dal nostro ufficio un anno fa avrebbe visto che non è un parere positivo a quell'impianto, ma pone una serie di questioni che la Conferenza dei servizi deve approfondire.
Quando dite che il Comune di Jesi ha approvato un documento contrario, no, ha approvato un documento politico, come quello che approveremo noi oggi e se avrà degli elementi tecnici e pratici di legge, di norma, che impediranno quell'impianto, il dirigente dirà di no.
Se il Comune di Jesi dice di no e il dirigente non troverà un appiglio di legge, di norma, per impedirlo, non potrà attenersi a quell'indirizzo.
Votando sì a questa mozione…, se domani il dirigente della Regione Marche non troverà un appiglio normativo e legislativo sostenibile, non andrà lì a dire di no. Spero che lo trovi e che faccia di tutto per seguire l'indirizzo che io già ho dato da un anno fa e che daremo votando questa mozione. Spero che lo trovi. Però non scordiamoci che è da un anno e mezzo che la Provincia di Ancona e il Comune di Jesi seguono questa cosa. Non hanno detto di no, hanno detto di sì, però non è concluso il procedimento, che è stato presentato correttamente. Il giudizio dovrà essere dato e spero che sia negativo, ma voglio sperare che ci siano le condizioni per poterlo dare.
Io ho suggerito ai miei uffici: “Quei 2.000 metri che come Regione Marche prevediamo per gli impianti di questo genere, che devono essere a 2 chilometri dai centri abitati, voglio sperare che valgano anche per Jesi”, perché è importante.
Non in senso polemico, ma in senso informativo, tutti i piani dei rifiuti delle Regioni intorno, da me visionate, prevedono la stessa distanza sia per i rifiuti urbani che per i rifiuti speciali: 500 metri. Lo prevedono l'Umbria, l'Abruzzo e l'Emilia-Romagna. Addirittura l'Emilia-Romagna prevede zero, non prevede distanze e le giudica di volta in volta a seconda delle proposte.
Nella Regione Marche abbiamo 500 metri per i rifiuti urbani e 2.000 metri per le discariche di rifiuti speciali. Per questo la Provincia di Pesaro e Urbino ha potuto dire di no a Riceci, perché la Regione Marche ha una norma che prevede 2.000 metri. Norma che abbiamo fortemente sostenuta e rivendicata tecnicamente ed il tecnico che è andato lì l'ha sostenuta. Nel verbale c'è scritto, lo legga Consigliera, che hanno detto di no perché la Regione Marche ha detto che devono stare a 2.000 metri. E’ riportato nel verbale.
Per il nuovo piano regionale dei rifiuti abbiamo fatto cinque riunioni con tutte le associazioni di categoria e ambientaliste, incontri con i Sindaci di tutte e cinque le Province. L'hanno visto? Sì, l'abbiamo illustrato con tutte le slide nei minimi dettagli. Certo che l'hanno visto.
Nella proposta della società che ci ha fatto lo studio la distanza dai centri abitati era a 500 metri, uniformata a tutte le Regioni qui intorno, come per i rifiuti urbani, ho preteso che fosse a 1.500 metri, perché se l'avessimo portata a meno di 1.500 metri, qualcuno avrebbe potuto dire che lo facevamo apposta per Riceci, che è a 1.000 metri dal centro abitato. Invece viene leggermente diminuita rispetto ai 2.000 metri e viene portata a 1.500 metri.
Questa è la proposta, perché poi la Giunta adotterà quell'atto, ma ci saranno le fasi delle osservazioni e della discussione. Prima che verrà in Aula passeranno ancora alcuni mesi.
PRESIDENTE. È stato presentato un ordine del giorno sulla mozione n. 474, a firma del Gruppo consiliare PD, Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri, il cui dispositivo è il seguente: "Impegna il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente a: uniformarsi al deliberato del Consiglio comunale di Jesi, esprimendo contrarietà al progetto di una piattaforma polifunzionale per il recupero e il trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi e la produzione di ?End of Waste’ da realizzarsi in via dell'Industria 7, Jesi, su proposta dell'azienda Edison; coinvolgere adeguatamente il Consiglio regionale e le cittadinanze nella redazione del nuovo PRGR.; prevedere nel nuovo PRGR adeguate distanze dai centri abitati in relazione alla realizzazione di impianti dell'economia circolare, rettificando il superamento della logica di allontanamento a grandi distanze dai centri abitati degli impianti dell'economia circolare; prevedere nel nuovo PRGR ulteriori garanzie in termini di tutela ambientale per le zone classificate ad alto rischio ambientale (ex Aerca)”.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Voto favorevole del nostro Gruppo, al quale spero si aggiunga quello dell'intera Assise, visto che va a migliorare il testo specificando meglio il percorso, analogamente a quello che è accaduto nel Consiglio comunale di Jesi.
Abbiamo preso quell'atto perché ci deve essere una coerenza, e spero che anche la Giunta assuma un atto analogo, che dia indicazioni precise rispetto al diniego, verificata la sussistenza delle condizioni, a quello assunto dal Comune di Jesi, in modo che la Regione Marche, in sede di Conferenza dei servizi, possa esprimere un parere negativo. Così verifichiamo pure questa idea, che oggi è stata ribadita dall'Assessore solo nel secondo intervento, visto l'incalzare preciso e dettagliato degli interventi del Partito Democratico.
Ritengo che la mancata pianificazione, che l'Assessore ha ribadito…, in conclusione ci ha ricordato pure che non arriverà il piano perché, è anche giusto, è stato presentato ad agosto a tutti i vari soggetti, l'iter è ancora molto lontano e per questo quinquennio non avremmo fatto assolutamente nulla.
I risultati sono molto chiari perché l'Assessore continua a dire che il piano si occupa solo degli urbani, non di pianificare gli impianti sul territorio, ma quelli degli urbani si possono fare.
Invece il Consigliere Cesetti ha presentato un'interrogazione poc'anzi rispetto a un impianto che si riferiva agli urbani, ma siccome non abbiamo delineato, individuato, indicato…, perché quello lo fanno i tecnici che applicano la norma e noi la ottemperiamo, Creiamo solo tensioni sul territorio e poi ci intestiamo le possibili soluzioni che avvengono solo dopo che il territorio insorge. Insorge per Riceci, insorge a Jesi.
Dico al Consigliere Dallasta, che si è dichiarato disponibile ad ospitare l'impianto a Fano…, dice di non essere contrario, quindi potrebbe andare benissimo nella provincia di Pesaro Urbino, io invece sono assolutamente contrario perché quando non costruiamo gli impianti dell'economia circolare è ovvio che l'ultimo baluardo rimane la discarica da una parte e l'inceneritore dall'altra, ma non funziona così e chi ha costruito l’inceneritore...
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno è un semplice doppione, per cui perde importanza la mozione stessa. Non si può salvare la faccia del Sindaco di Jesi che doveva dire politicamente no. Votiamo contro e ci concentriamo sulla nostra mozione, del Presidente Latini è mia. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta ordine del giorno sulla mozione n. 474. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Mozione n. 474. Ha la parola, per dichiarazione di voto, in dissenso dal Gruppo di appartenenza, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Chiedo alla mia Capogruppo la facoltà di non partecipare al voto, per una ragione molto semplice, avrei votato a favore della mozione, ci mancherebbe altro, è un atto importante, ma per lo stesso motivo coloro che hanno presentato questa mozione avrebbero dovuto votare a favore dell'ordine del giorno, come tra l'altro ha fatto – mi pare - il Presidente del Consiglio regionale, che ha votato favorevolmente.
Votare contro, Consigliera Elezi, indebolisce di molto la mozione, non vi sfuggirà che un atto approvato all'unanimità nel complesso…, perché l'ordine del giorno andava ad integrare la mozione.
Mi assento, non partecipo al voto e vorrei aggiungere questo, ripetere all'Assessore Aguzzi che non è vero che la Giunta non può fare un atto, perché la Giunta, preso atto del voto del Consiglio, potrebbe ben esprimere un parere contrario ed invitare il dirigente preposto a partecipare alla Conferenza dei servizi ad esprimere la contrarietà, se il parere è richiesto, una motivata contrarietà nella sussistenza e in conformità con la legislazione regionale e nazionale, perché nessuno dice di andare contro la legge.
Non è scritto da nessuna parte che la Giunta regionale non possa dire ad un dirigente di esprimere, se ed in quanto richiesto, la contrarietà della Regione nella sussistenza e in conformità ai presupposti di legge. Questo è ovvio che si possa e si debba fare e, tra l'altro, l'ha fatto bene e l'ha fatto il Consiglio comunale di Jesi in questa direzione.
Non partecipo al voto per le motivazioni che ho detto poc'anzi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Noi voteremo a favore, però la precisazione che ha fatto il Consigliere Cesetti non mi vede distante, nel senso che questa non è una critica, infatti la mozione non contiene una critica rispetto al Comune di Jesi, perché rispetto a questo tema abbiamo tutti una parte di responsabilità e l'ultimo che può avere responsabilità è chi ha dei piani sovraordinati dei quali deve comunque tenere conto e ha delle norme delle quali deve tenere conto… Non può essere considerato tutto il negativo della questione.
Al netto delle critiche che noi rigettiamo rispetto all'amministrazione di Jesi, le rigettiamo fortemente, al netto di queste critiche noi possiamo votare favorevolmente la mozione, però, che sia chiaro che la censura non ci è piaciuta.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. Esprimo a nome del Gruppo Lega il voto positivo a questa mozione e ringrazio personalmente l'Assessore Aguzzi per la precisazione, nel secondo intervento, rispetto alle strumentalizzazioni che sono state fatte in merito ad alcune affermazioni del primo intervento, durante la discussione del tema.
Il tema è molto interessante e mi ha vista impegnata per molti anni. Approfitto, spero che mi sia concessa la possibilità di dire perché ho votato personalmente e convintamente contro l'ordine del giorno precedente.
Non mi è piaciuta la strumentalizzazione che è stata fatta rispetto all'ordine del giorno e rispetto a un tema molto delicato. Ringrazio personalmente i Consiglieri Latini ed Elezi, che l'hanno posto e che hanno consentito la discussione in Aula.
Non mi sono piaciute, però, l'ipocrisia e la strumentalizzazione sul piano regionale dei rifiuti rispetto all'inceneritore, perché ricordo a quest'Aula e ad una sinistra che ha poca memoria che, quando in Regione si dichiarava contrarietà all'inceneritore, noi a Macerata ce lo siamo sorbettato per molti anni.
Personalmente ciò mi ha vista, non solo da Sindaco ed anche all’opposizione del centrosinistra maceratese, impegnata e soddisfatta quando l'inceneritore COSMARI è stato spento. Grazie.
PRESIDENTE. La mia proposta non voleva creare polemiche, voleva solo aggiungere un indirizzo del Consiglio della Regione Marche sulla questione, accanto alla scelta del Comune di Jesi, all'intervento della Provincia, che è ancora in itinere, soprattutto accanto alla posizione di buona parte della popolazione interessata, che è stata espressa in maniera pubblica e chiara.
In questo senso la mia dichiarazione di voto è a favore dell'approvazione della mozione. Grazie.
Mozione n. 474. La pongo in votazione.
Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Battistoni, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Dallasta, Elezi, Latini, Livi, Mangialardi, Marcozzi, Marinangeli, Mastrovincenzo, Menghi, Minardi, Pasqui, Putzu, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:25