Resoconto della seduta n.164 del 29/10/2024
SEDUTA N. 164 DEL 29 OTTOBRE 2024

La seduta inizia alle ore 11:05

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti, dichiaro aperta la seduta n. 164 del 29 ottobre 2024. Comunico che il processo verbale della seduta n. 163 del 22 ottobre 2024 verrà distribuito insieme a quello odierno ed entrambi saranno sottoposti all’approvazione dell’Assemblea legislativa regionale in una prossima seduta regionale.
Comunico che hanno chiesto congedo gli Assessori Antonini e Saltamartini e le Consigliere Bora e Marcozzi.

PRESIDENTE. Ha la parola, sull’ordine dei lavori, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ricordo bene che abbiamo fatto una Capigruppo nella quale si era deciso di fare una sola seduta del Consiglio, nella quale parlare dell'alluvione del 2022 e di tutto ciò che riguardava le opere da realizzare, quello che era successo anche prima, negli anni precedenti. Dopodiché, quando lei ci ha riunito, ci ha detto che il Presidente Acquaroli aveva chiesto di tenere un'altra seduta del Consiglio, sempre a tema, non aperta, sull’alluvione del 2014, ed è stata convocata oggi.
Ora, se il Presidente Acquaroli ha ritenuto, facendo, diciamo, anche una forzatura, la vogliamo chiamare così, poiché la Conferenza dei Presidenti di gruppo all'unanimità aveva deciso di trattare l’argomento in un'unica giornata…, ma voi non trovate che sia quantomeno singolare che il Presidente non presieda e non sia in Aula oggi? È stato lui a chiederla, è stato lui a insistere per avere due sedute. Siamo tutti Consiglieri e lei ci ha fatto trovare, Presidente, e la ringraziamo, lo Statuto della Regione Marche e il Regolamento, è molto chiaro, le convocazioni che vengono chieste dal Presidente della Giunta e dalla Giunta sono delle fattispecie molto particolari, disciplinate nello Statuto e nel Regolamento.
Trovo questa cosa gravissima per quest'Aula, la trovo grave... Sono contenta che sia arrivato il Presidente Acquaroli. Grazie.

PRESIDENTE. Preciso, per quanto ha detto la Consigliera Casini, che la richiesta, come ha detto lei, è partita dalla Giunta, tramite il Presidente, di fare due comunicazioni in due sedute del Consiglio regionale diverse. La prima comunicazione riguarda l'alluvione del 2014 a Senigallia e dintorni e la seconda comunicazione riguarderà l'alluvione del 2022.
Nell'ambito delle comunicazioni, l'articolo 62 non prevede chi e per conto della Giunta può intervenire per dare le comunicazioni: può essere il Presidente o l'Assessore delegato. In ogni caso, sia il Presidente che l'Assessore delegato sono presenti in Aula.

Comunicazioni della Giunta regionale in merito a “Alluvione del 2014”
Ha la parola, per le comunicazioni, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Io non entro nel merito delle decisioni del Consiglio regionale di affrontare questi temi e di affrontarli in più o meno sedute. Io mi attengo a quello che è l’ordine del giorno e reputo, comunque, utile approfondire questi temi.
Quando dico utile, non per ricercare chissà quali situazioni di sofferenza o meno, ma perché situazioni di questo genere, purtroppo, le vediamo nella nostra regione, ma anche a livello nazionale e spesso anche a livello internazionale.
Questi eventi estremi sono sempre più frequenti. Parlarne, individuarne magari alcuni ritardi che potrebbero esserci stati in altri anni, in altri momenti, in altre epoche, ci può aiutare ad affrontare meglio le situazioni in futuro.
Per quel che riguarda l’alluvione del 2014, inutile dire che non l'ho direttamente vissuta, né questa Amministrazione l'ha direttamente vissuta, molti di noi non l'hanno direttamente vissuta in qualità di Consiglieri e di Assessori, ma da cittadini magari sì.
Vi leggo una serie di situazioni, un po' per riportare quanto avvenne in quei momenti, proprio per evitare qualsiasi deviazione fuori luogo, dal rapporto di evento dell'allora capo dipartimento di Protezione civile. Parto da questo, dal suo rapporto.
Tra le giornate del 2 e del 4 maggio 2014 il territorio marchigiano è stato interessato da precipitazioni diffuse che, in diverse occasioni, hanno assunto carattere di forte temporale. Le piogge hanno determinato un significativo innalzamento dei livelli idrometrici, soprattutto nei bacini minori della regione, con conseguenti fenomeni di esondazione.
I principali effetti si sono avuti a Senigallia, dove l'esondazione del fiume Misa ha allagato gran parte del territorio comunale, colpendo in particolar modo parte del centro e le frazioni poste a monte lungo il fiume Misa.
Lungo il bacino del Misa e Nevola, gli effetti si sono verificati a partire dalla parte terminale del Nevola, in prossimità della confluenza con il Misa, fino alla sua foce, verificandosi 25 rotture arginali lungo il tratto suddetto.
L'intera area è stata inoltre soggetta ad interruzione della distribuzione dell'energia elettrica, del servizio di telefonia, anche mobile, e da una diffusa interruzione della viabilità, che ha reso maggiormente difficoltoso l'intervento dei soccorritori.
L'esondazione si è avuta il terzo giorno di una serie di precipitazioni continue dal 2 al 4 maggio.
Le precipitazioni del 2 maggio sono state precedute da un periodo molto piovoso che ha determinato la saturazione dei suoli e ridotto la capacità di infiltrazione delle acque nel terreno. Nei 30 giorni che hanno preceduto l'evento si sono avute precipitazioni abbondanti sull'intero territorio regionale, con valori più elevati nelle porzioni interne e meridionali. La media dell'intero areale mensile sulla regione è stata di circa 99 mm. Le cumulate più elevate sulle 48 ore, nelle giornate del 2 e del 3 maggio, si sono registrate ai pluviometri di Foglia 2 Montelabbate 161 mm, Montecchio 149 mm, San Lorenzo in Campo 102 mm, Fermo 102 mm, Tesino 99 mm, Spinetoli 102 mm. Questo ad evidenziare che, per quel che riguarda il bacino del Misa, non è stato un evento “così eccezionale”, però perdurato nel tempo, che ha creato delle condizioni di particolare gravità. Si è trattato di un evento non particolarmente intenso, ma molto lungo, caratterizzato da molte rotture arginali. Questo è quello che scrisse il capo dipartimento di Protezione civile all'epoca.
Fatta questa piccola premessa, vi do qualche dato, sempre prendendo spunto da quanto scritto allora e dalle ordinanze di allora. Non do giudizi miei o situazioni da me non vissute direttamente.
A seguito di quanto descritto, il Consiglio dei Ministri ha deliberato il 30 giugno 2014 lo stato di emergenza, due mesi dopo l’avvenuto l'evento, e si basava su una stima di danni che erano stati evidenziati dall’allora Amministrazione Spacca di 360 milioni di euro. Una stima approssimativa. Le stime che si fanno nell'immediatezza degli eventi, che non sempre sono esattamente sovrapponibili. A seguito di questo, i primi interventi avvennero il 10 luglio 2014. Anche qui, a due mesi circa dall'evento, con l'ordinanza n. 179 del Dipartimento nazionale di Protezione civile.
Con questa ordinanza vennero stanziati 10 milioni di euro per gli interventi più urgenti e sono stati così utilizzati:
• 5.514.000 euro per assistenza alla popolazione. Questo vuol dire il vettovagliamento, il cibo, le attività legate nell'immediatezza all'ospitalità, gli alberghi, a quanto avviene nell'immediatezza. Non parliamo di lavori ma di assistenza alle popolazioni colpite;
• 1.721.000 euro per il contributo di assistenza e il famoso CAS, autonoma sistemazione;
• 2.889.000 euro per interventi di somma urgenza, quello che i territori in qualche modo toccati, comuni, provincia o altri enti, hanno dovuto fare molto velocemente nelle prime ore di quell'evento e vanno a ristoro di questo;
• 257.000 euro per il ripristino degli idrometri e delle segnalazioni sul territorio che erano state, anche in questo caso, malridotte. Così come del resto avvenne in quella del 2022.
Era la prima ordinanza: 10 milioni di euro così utilizzati.
Successivamente, con l'ordinanza n. 378 del 2016, ad un anno e mezzo di fatto dagli eventi, il Dipartimento di Protezione civile stabilisce le modalità di ristoro dei danni a privati, quindi famiglie, nella misura di 10.300.664 euro, e alle attività economiche per la somma di 6.219.000 euro. Questi sono i ristori alle famiglie e alle imprese. Le misure di ristoro hanno riguardato 1.250 famiglie, di cui 992 residenti nel comune di Senigallia, e 197 imprese lungo il territorio toccato da questa alluvione. Non ci sono stati in quell'occasione ristori, ad esempio, per le auto e i mezzi. Non c’era questa indicazione, questa scelta all'epoca.
Oltre alle somme stanziate nel periodo emergenziale, 27 milioni di euro con le due ordinanze, la n. 179 e la n. 378, terminato il periodo emergenziale, successivamente, con accordi di programma tra il Ministero dell'Ambiente e la Regione Marche, sono stati assegnati altri 5.120.000 euro per lavori di manutenzione straordinaria. Utilizzati tendenzialmente per il ripristino di arginature - parlavamo di 25 rotture lungo il Misa e il Nevola - per la messa in sicurezza delle arginature.
Sono stati ricavati ulteriori 100.000 euro a copertura delle somme che aveva sostenuto la Provincia di Ancona, che non erano state ancora ristorate all'epoca. Questo ulteriore stanziamento, che esce dalla fase emergenziale, è frutto di un accordo tra Regione e Ministero per ottenere ulteriori fondi per la messa in sicurezza del territorio, oltre alle due ordinanze emergenziali.
Oltre a questi fondi, con fondi POR FESR 2014-2020 sono stati utilizzati altri 4.300.000 euro e sono stati indirizzati per la realizzazione del Ponte 2 Giugno e per il dragaggio della foce del Misa.
Questo per dirvi che, al di là della fase emergenziale, con le due ordinanze sono stati utilizzati circa 27 milioni di euro; ulteriori 9.420.000 euro, parte POR FESR e parte ministeriali, sono stati utilizzati sempre per i danni ed i ripristini causati dall'alluvione.
Questo ci porta a dire che complessivamente, a fronte dei 360 milioni di danni stimati in una prima fase, gli interventi complessivi a fronte di quell'emergenza e di quel disagio sono stati di 35.940.000 euro. Fondi in parte emergenziali, in parte ministeriali e in parte POR FESR, finalizzati a questo tipo di attività. Questo è un po' il quantum, le cifre asciutte. Quelle che ho ricostruito attraverso i nostri tecnici e chi ha vissuto queste vicende all'epoca.
In quel momento l'Autorità di bacino regionale, competente in materia di rischio idrogeologico, con la delibera n. 67 del 25 marzo 2016 ha redatto un piano di assetto di progetto del bacino del fiume Misa, di cui riportiamo una tabella riepilogativa del fabbisogno economico e degli interventi prioritari. Come dire, dopo quanto è avvenuto, al di là di ristorare quanto è stato possibile e di ripristinare per la messa in sicurezza, sono state individuate una serie di attività che avrebbero dovuto essere realizzate per una messa in sicurezza più definitiva. Per quanto di "definitivo", in questi casi è difficile parlarne, però in maniera più stabile per il futuro.
Questi interventi ammontano complessivamente a 48.717.000 euro. All’indomani di questa vicenda l’Autorità di bacino prevede che, per mettere in sicurezza il fiume Nevola e il Misa, zona Senigallia e tutte le altre aree toccate da questa alluvione, occorrerebbe portare avanti:
• area di laminazione Pancaldo;
• area di laminazione Pianello;
• area di laminazione ZIPA;
• area di laminazione Ponte Lucerna, ce ne sono due, non so, forse sarà avvenuto in due fasi;
• dragaggio dell'alveo, questo è avvenuto, perché parla di foce, sicuramente è quello che è stato realizzato con i fondi di cui abbiamo parlato prima;
• verifica, manutenzione e adeguamento argini per 10.600.000 euro, vale a dire risagomatura complessiva del Misa, quello che si sta facendo in questa ultima fase;
• manutenzione ordinaria dell'alveo per altri 5 milioni;
• verifica, adeguamento e ampliamento di sezione;
• eventuali nuove arginature, altri 2 milioni utilizzati dai fondi POR-FESR, quindi una parte di queste opere sono state realizzate;
• verifica e manutenzione di un ulteriore argine in altre zone, lo segnalo perché credo che sia tra gli interventi realizzati;
• rifacimento dei ponti, il ponte 2 Giugno è stato rifatto;
• monitoraggio.
Tutti questi interventi ammontano a 48.717.000 euro.
Aggiungo che erano stati finanziati precedentemente, non in questa fase di emergenza, 4.500.000 euro per la vasca di Bettolelle. Era stata finanziata molti anni prima del 2014, infatti non è inserita in questa tabellina in quanto era già stata predisposta e prevista da prima. Di conseguenza aggiungo a questi 48,7 milioni altri 4,5 milioni che devono essere utilizzati per la messa in sicurezza di questo territorio, per arrivare quindi a circa 53 milioni complessivamente.
Di questa previsione noi, fino al nostro insediamento, abbiamo visto realizzare attività per 9.420.000 euro: il Ponte 2 Giugno, la foce del Misa e il ripristino di tutte quelle arginature che erano state rovinate dall'alluvione e che avevano provocato l’esondazione.
Queste sono un po' le situazioni, asciutte, numeriche. Quanto è stato stanziato, quanto in teoria l'Autorità di bacino aveva previsto. Poi capisco che le previsioni sono sempre difficili da attuare nella loro complessità.
Cosa posso aggiungere? Proprio due frasi, senza voler minimamente entrare troppo nel merito di questa vicenda che, ripeto, non ho neanche vissuto. Ho l'idea che all’epoca ci sia stata scarsa considerazione, sinceramente, del Governo nazionale verso le esigenze di quel territorio. A fronte di 360 milioni di danni, disagi, morti, purtroppo, la situazione meritava un'attenzione maggiore e maggiori stanziamenti, al di là dei 27 milioni di euro delle due ordinanze. Questa è la prima cosa che mi salta all'occhio.
Mi saltano all'occhio anche i 9,4 milioni utilizzati tramite POR FESR per attivare una serie di attività che, per carità, sono state fatte, dato che le arginature sono state ripristinate. Infatti hanno tenuto nel 2022, fortunatamente. Purtroppo lì c'è stato un altro tipo di attività, c'è stata un'esondazione. Le arginature sono state scavalcate, mentre nel 2014 non è stato tanto uno scavalco quanto una rottura vera e propria degli argini, in buona parte
La cosa che devo dire, e di questo andiamo anche un po’ orgogliosi, è la questione della vasca di Bettolelle. Lo voglio dire perché è qualcosa sul quale ci siamo fortemente impegnati e i nostri uffici, l'ufficio Ambiente, sono riusciti ad ottenere tutte quelle autorizzazioni che si cercavano da anni e anni. I soldi c'erano, ma mancava sempre qualche autorizzazione. Una volta era la Provincia, una volta era non so chi. C'era sempre qualcosa che impediva la realizzazione di queste vasche. Noi abbiamo sbloccato tutto questo ambaradan e fortunatamente, nel 2022, abbiamo appaltato i lavori che sono iniziati, ironia della sorte, un mese prima dell'alluvione del 15 settembre. Non avrebbe risolto il problema, per essere molto seri, perché quello che è avvenuto nel 2022 è qualcosa che, secondo me…, anche se tutte queste opere fossero state realizzate, probabilmente non avrebbero contenuto un disastro di quel genere. Però la vasca di Bettolelle l'avevamo appaltata e i lavori erano iniziati ad agosto-settembre 2022, proprio poco prima che succedesse tutto quanto.
Oggi, nonostante l’alluvione del 2022 e i danni provocati anche sui lavori della vasca di Bettolelle, compreso un mezzo della ditta che è stato portato via, questa vasca è terminata. Non collaudata, perché non ha un meccanismo di automatismo, ma è una vasca che quando il Misa cresce troppo esonda automaticamente. Il Misa, grazie a tutti i lavori fatti in questi ultimi anni, non è neanche riuscito a esondare nella vasca predisposta di Bettolelle. Questa è una bella notizia per chi vive su questi territori . Ci inorgoglisce un po' per il lavoro fatto, ma ci fa anche piacere perché, fortunatamente, non sono successi fatti gravi.
Io mi sono attenuto molto ai numeri, in modo asciutto e tranquillo. Non sto qui a dare giudizi. Qualche considerazione finale l'ho fatta perché una disattenzione del loro Governo nazionale su questa vicenda c'è stata, perché probabilmente si poteva fare di più. Qui mi fermo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Il mio è un intervento anche per spiegare - quando sono entrato in Aula ho sentito una leggera polemica – il motivo della richiesta di questo Consiglio regionale rispetto all'alluvione del 2014.
Innanzitutto perché l'alluvione 2014 e l'alluvione del 2022 sono diverse. Se noi andiamo a vedere la Valle del Misa e la Valle del Nevola in maniera particolare, scopriamo che nel 2014 l'esondazione o la rottura degli argini è avvenuta dopo un periodo prolungato di precipitazioni intense. Dall'altra parte, nel 2022, credo che su Senigallia non abbia piovuto per niente o quasi per niente, quindi si tratta di due eventi completamente diversi e forse, in sé per sé, neanche dal punto di vista delle precipitazioni paragonabili.
Il tema è comprendere quelli che sono gli effetti non solo del cambiamento climatico, ma dell'opera dell'uomo sul territorio, che possono aiutarci, riflettendo anche sui dati che l'Assessore Aguzzi ha appena citato, a mettere in campo tutte quelle iniziative e anche un dibattito utile a comprendere cosa sta accadendo, dove dobbiamo andare, cosa dobbiamo fare.
Mi permetto di dire, e sarò breve perché poi ci sarà una discussione e eventualmente potrò intervenire successivamente, che a me interessa la sicurezza del territorio, a noi interessa la sicurezza del territorio e per garantire la sicurezza del territorio c'è bisogno di risorse, perché la manutenzione ordinaria e straordinaria, le infrastrutture che devono essere messe in campo, devono essere raggiunte con degli investimenti ingenti e gli investimenti ingenti non sono totalmente nella disponibilità di un ente come la nostra Regione.
Si tratta di investimenti molto forti, importanti, cospicui. Vi do un numero: dal 2022 a oggi, ma poi ne parleremo la settimana prossima, sono stati rimossi circa mezzo milione di metri cubi dall'alveo dei fiumi, una quantità enorme.
Oggi, rispetto all’approccio che gli enti locali, la Regione e gli altri soggetti interessati devono o possono mettere insieme, occorre cercare di cambiare l’approccio, che deve essere un po' diverso rispetto a quello che abbiamo visto in passato.
Lo dico perché ritengo, ad esempio, che con la legge del Governo del territorio, a mio avviso, si sia iniziato un percorso di concertazione diverso rispetto a quello che c'era con la legge precedente, dove per tanti anni la nostra Regione è cresciuta, variante su variante, senza dare una visione complessiva al territorio. Sicuramente nel Misa e nel Nevola, nelle nostre città, si è tenuto poco conto l'impatto e gli effetti della meteorologia sul territorio.
Senza andare oltre, penso che già questo sia un tema da affrontare, e cercare di capire come poter recuperare quello che negli anni è avvenuto nei nostri territori.
Aggiungo a questa riflessione la necessità di prendere in considerazione un'azione forte che possa restituire un approccio diverso sulle manutenzioni. Ha fatto bene l'Assessore Aguzzi a citare quello che avrebbe potuto essere il contributo del Governo nazionale per la messa in sicurezza, all'indomani del 2014, di quell’area, per la mitigazione di quell'area. Questo può avvenire con le risorse. L’attenzione avrebbe potuto portare anche a prendere in considerazione il cambio di alcune norme.
Lo dico anche perché il problema nella nostra regione non è solo sul Misa, sul Nevola. Noi l'abbiamo visto qualche settimana fa a Castelferretti, all'Aspio, e all'Aspio non è la prima volta che questi eventi capitano. Nel 2012 tutto questo è avvenuto in un'altra provincia, in un'altra zona della nostra regione e anche lì purtroppo ci sono stati danni ingenti alle cose e, purtroppo, anche alle persone.
Il nostro bellissimo territorio marchigiano, che riesce ad attrarre visitatori da altre regioni italiane, dall'Europa e da tutto il mondo, denota una certa fragilità proprio per la sua conformazione. Credo, quindi, sia necessaria una riflessione sul governo del territorio, sulla sua manutenzione e su come poter raggiungere il livello di manutenzione.
Qualche anno fa ero in Consiglio regionale e sedevo sui banchi dell'opposizione. All'epoca il Presidente della Commissione ambiente era il Consigliere Giancarli e si era instaurato un dibattito sull'ipotesi di un intervento tra pubblico e privato che potesse consentire la rimozione del materiale in eccesso sui fiumi per poterlo poi utilizzare per finalità anche di natura pubblica, cercando di venirsi incontro. Era un'idea che, purtroppo, è rimasta completamente archiviata.
Vado oltre. Insieme a quell'idea ci possono essere altri spunti che come istituzione dobbiamo prendere, che l'Assemblea può prendere a livello regionale, essendo anche di supporto a livello nazionale.
Vedete, lo dico, il 2014, ma potrei citare anche il 2012, anche se era un evento avvenuto in un altro luogo della nostra regione, ed il 2011 erano eventi completamente diversi da quello che è capitato nel 2022. Mentre nel 2006, nel 2011, nel 2012, potrei aver commesso un errore, ci sono state delle precipitazioni perduranti, nel 2022, torno a ripeterlo, in alcune zone colpite, e ne parleremo la settimana prossima, non è neanche piovuto e a valle si è avuto l'effetto di quanto accadeva dal punto di vista meteorologico nell'entroterra.
Credo che l'Assemblea e anche la Giunta, per quello che è di sua competenza, possano dare un contributo a un percorso che realmente cambi approccio.
Lo dico, anche qui, senza polemica, perché so che questo tema è trasversale. Un certo approccio ambientalista ideologico, che ha cercato, in maniera, forse, non dico, inconsapevole delle conseguenze, di tutelare lo stato dei luoghi, in maniera intatta, senza consentire interventi o rendendo molto complicati quelli di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, di rimozione di tutto quello che c'era lungo i corsi dei fiumi…, è un approccio che noi abbiamo visto nella nostra regione come in altre regioni d'Italia e che oggi ci lascia anche, purtroppo, un'eredità pesante da gestire su tutto il territorio regionale.
Non ci può essere luogo diverso dal Consiglio regionale per parlare di questi temi in maniera consapevole, per cercare di dare delle risposte, dei suggerimenti, delle valutazioni e anche delle critiche, se qualcuno può e deve criticare quello che abbiamo fatto in questi mesi al governo della Regione, per carità.
Penso che il tema che affrontiamo sia sulle agende di tutti, è un tema molto più complesso di quello che si può registrare nelle battute di polemica che a volte mi capita di ascoltare e sentire.
Noi vogliamo la messa in sicurezza del territorio, vogliamo che il territorio possa essere in grado di vivere con tranquillità e che possa superare questa fase nella massima competitività, perché non possiamo scordarci che lungo quelle valli ci sono famiglie, imprese, comunità.
Su quanto possiamo fare a livello regionale, voglio ricordare che ogni anno, se non erro, c'è l'Assessore al bilancio, noi stanziamo 7 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d'acqua. È una cifra enorme per il bilancio della Regione, sicuramente uno sforzo senza precedenti nella nostra storia, ma non basta, perché ci rendiamo conto che, nonostante lo sforzo, le richieste e gli interventi da mettere in campo sono enormi.
Bisognerebbe comprendere e pensare ad una strategia che possa vederci protagonisti per le nostre competenze e per le nostre possibilità, in una fase dove la nostra Regione può essere di riferimento anche nel dare un contributo alla legislazione nazionale, cercando di individuare quelle che possono essere delle soluzioni.
A mio avviso, poi, se vuole, può intervenire l'Assessore Aguzzi, se non sbaglio nella nostra Regione c'è anche un esperimento di manutenzione straordinaria sui corsi per l'utilizzo del materiale lungo la costa, sull'Esino. Questa può essere una fattispecie che può essere riproposta, ma è un'idea, è un'opportunità.
Vorrei che l'Aula ne discuta, tenendo in considerazione un fatto: se non prendiamo in considerazione la necessità di manutenzione e di risposte da parte del territorio, purtroppo non riusciremo a dare una visione d’insieme a un fenomeno che sicuramente dipende dal cambiamento climatico, ma che non può non tenere in considerazione quando successo negli ultimi 40 anni intorno ai nostri corsi d'acqua primari, al reticolo idrografico minore e all'approccio e all'effetto dell'azione dell'uomo.
Nella legge del governo del territorio, nel saldo zero, nel recupero delle aree che sono abbandonate e nella delocalizzazione di alcune zone, credo ci debba essere una valutazione di quello che è successo nel corso degli anni, facendo sì che tutto quello che sta accadendo possa esserci d'insegnamento. Perché la cosa peggiore per la politica e per le istituzioni è non prendere atto degli insegnamenti che anche la natura ci consegna.
Questi insegnamenti sono importanti, di cui dobbiamo prendere atto per cercare di dare delle risposte legislative e amministrative, anche nei nostri bilanci.
Questo il senso del Consiglio regionale su quanto avvenuto nel 2014, che, ripeto, è la sintesi di quello avvenuto nel 2011, nel 2006 e, qualcuno lo ha citato, nel 2023 e nel 2024.
Devo dire che comunque c'è un tema che si pone in continuità in questi anni, ma non sono, per come è avvenuta la precipitazione e gli effetti derivati, paragonabili all'evento del 2022.
Chiudo, poi, cercando di seguire il più possibile il dibattito, cercherò anche di prendere la parola.
Non dobbiamo restare inermi. Quello che mi sento di condividere con l'Assessore Aguzzi è il tema del Governo del 2014 a livello nazionale. Non voglio citare…, perché sappiamo quelle che sono le disponibilità e le risorse a livello locale, sarebbe una lotta tra poveri, cercando di puntare il dito e non credo che questo sia il senso che vogliamo dare a questa occasione.
Sicuramente, davanti a quanto è avvenuto nel 2011 e nel 2014, il Governo nazionale poteva darci strumenti dal punto di vista legislativo, emergenziale e finanziario per dare delle risposte che potessero essere importanti.
L'altro giorno ho avuto l'occasione di incontrare dei rappresentanti del comitato... Ora, premesso che il rischio zero non ci sarà mai e su questo mai nessuno potrà dire che siamo stati più bravi, perché su questi temi nessuno può dirsi bravo, c’è però un dato scientifico che voglio citare. Dopo le recenti precipitazioni, che sono state molto copiose, oltre i 200, 220, 230 mm, gli interventi sul Misa hanno determinato un impatto minore rispetto a quello che avevano avuto altre precipitazioni, che non avevano neanche visto il Misa esondare, meno copiose e con un impatto più forte.
Che significa? Significa che bisogna mettere mano alle vasche di laminazione, alle infrastrutture, rendendole più adeguate ai cambiamenti climatici. Per carità, sono priorità da perseguire, ma a mio avviso la manutenzione dei corsi d'acqua resta la priorità principale che noi dobbiamo perseguire insieme, perché è, credo, spero, sono certo, un obiettivo di tutti: mettere in sicurezza il più possibile il territorio della regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Aguzzi, perché ci ha fatto un resoconto di notizie che comunque conoscevamo, dati che conoscevamo bene.
Ci è sembrato un po' strano che il Presidente della Giunta regionale, a distanza di 10 anni dall'alluvione che ha colpito la provincia di Ancona, abbia ritenuto necessario quasi imporre questo Consiglio e questa seduta e, come ho già detto prima, convocare un Consiglio tematico quando ci sono state un'alluvione nel 2022, una nel 2023 e una nel 2024, quindi potevamo parlare di cose che la riguardavano.
Infatti, come ha detto bene l'Assessore Aguzzi, nel 2014 nessuno di noi era protagonista. Presidente, Giunta e Consiglio regionale erano rappresentati da altri soggetti, diversi dagli attuali, e questa iniziativa del Presidente appare avere uno scopo squisitamente politico: "quanto siamo bravi noi, voi siete stati meno bravi", che è un modus che sentiamo da quando ci siamo insediati. Cerca di spostare l'attenzione dalla sua, in realtà, inefficienza nell'utilizzare i famosi soldi che sono stati stanziati per la realizzazione delle opere strutturali ed infrastrutturali dal Commissario, che sono rimasti lì, intonsi. Vero è che ha deciso di assegnare alla società SOGESID tutti gli atti amministrativi e tecnici che riguardano la realizzazione di queste opere.
Mi chiedo e vi chiedo: dove era il Presidente Acquaroli 10 anni fa? Dov'era nel 2014? Durante l'alluvione era Consigliere regionale, lui l'ha detto, ma malgrado ciò non esiste un atto pubblicato nel sito della Regione Marche nel quale, in quell’anno, si sia posto il problema dell'alluvione. Non era Sindaco, lo è diventato a luglio e a maggio era ancora Consigliere. È stato nominato a luglio, le dico anche la data, di questo sono certa, anche perché si trova facilmente sui social, non è difficile. Non esiste nessun atto a sua firma in merito ai fatti dal 4 maggio fino a quando non è diventato Sindaco. Nel 2015 si è candidato a Presidente di questa Regione, quindi avrà avuto un programma che riguardava questi temi, ma, anche lì, non abbiamo trovato nulla che riguardasse la lotta al dissesto idrogeologico. Dopodiché, nel marzo 2018 viene eletto parlamentare e anche lì non si è distinto per un interesse particolare per la Regione Marche, segnatamente per il dissesto idrogeologico. Il suo mandato è terminato il 22 ottobre 2020, perché è stato eletto Presidente il 21 settembre e, Presidente, dopo 4 anni si pone il problema che bisogna pensare ad una strategia.
Noi vogliamo parlare di dissesto idrogeologico, lei ne parla e finalmente si è reso conto che ci sono i cambiamenti climatici. Le ricordo che la Comunità europea… La Regione Marche, in particolare, fa obbligatoriamente applicare la verifica degli impatti sui cambiamenti climatici, Presidente, dagli anni '90, nelle matrici ambientali delle VAS e delle VIA ci sono i cambiamenti climatici, dal 1996.
Oggi, nel 2024, mi sembra anacronistico che lei prenda atto che ci sono i cambiamenti climatici.
Ma andiamo avanti. Ci piacerebbe sapere, visto che è stato messo, che fine ha fatto l'assetto di progetto di media e bassa valle del fiume Misa, che era un progetto che riguardava tutto il bacino idrografico, perché lei ci ha insegnato prima che, se piove all'interno e c'è un temporale che si autoricicla, esonda a valle il fiume. Non è detto che debba esondare dove piove. Se piove 3 giorni esonda dove piove, ma se piove a monte, esonda a valle. Se piove a monte in un'area molto vasta, esonda alla fine del bacino idrografico più grande.
Questa è idraulica, Presidente, e quando lei si vanta, senza aver tenuto conto dell'assetto di progetto della media e bassa valle del Misa, di aver fatto estrarre milioni di metri cubi di materiale, mi terrorizza, perché tirando via i materiali dall'alveo si aumenta la velocità dell'acqua e gli interventi puntuali fatti sul Misa…, quando lei avrà una laurea specifica magari mi potrà contraddire, sennò parlo con un tecnico.
Se si aumenta la velocità dell'acqua senza disporre di vasche di espansione a monte è pericoloso a valle, pertanto, sarebbe necessario toccare tutto il fiume, cosa che non è stata fatta.
L'assetto di progetto della media e bassa valle del fiume Misa è stato adottato dal Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino della Regione Marche già nel 2016. Mi chiedo anche che fine abbia fatto il tavolo tecnico regionale permanente per il coordinamento dei contratti di fiume, anche questo sparito da tutte le parti, e quello che c'era scritto non è stato fatto.
Non è stato fatto a tal punto che, guarda caso, troviamo l'anno scorso, a luglio, una mozione dei Consiglieri Latini e Bilò, mai discussa in Consiglio, Presidente, tanto era il suo interesse per il Misa, con la quale chiedevano che fine avessero fatto queste due pianificazioni e dicevano, leggo quello che hanno scritto: "Le popolazioni che si affacciano sul Misa e sul Nevola hanno subito una nuova e più violenta esondazione, con 13 morti e danni di gran lunga superiori all'alluvione del 2014", certificando, di fatto, la sua inadempienza.
I colleghi Consiglieri, tra l'altro, evidenziano anche un'altra cosa: che lei ha deciso, ma lo poteva ben fare, di delegare ad una società terza, come ho detto prima, seppur partecipata al 100% dal Ministero dell'ambiente, le funzioni tecnico-amministrative necessarie a utilizzare tutti i fondi stanziati, non realizzando, come invece si è fatto con il terremoto, un ufficio di piano con personale locale, marchigiano.
Lei, come l'ATIM, mutatis mutandis, ha spostato tutto a Roma. Le piace tanto Roma, le piacciono tanto i romani e quindi ha preferito privilegiare quel mondo.
Nell'ultima esondazione, Presidente, non c'è stato nessun supporto ai Sindaci e ai territori, perché non ci sono state squadre, come per esempio ci furono con il terremoto, che hanno aiutato i Sindaci a fare una valutazione dei danni e una rendicontazione dopo. Non è stato assunto personale negli uffici.
Poi un'altra domanda. Lei mi spiega perché un marchigiano che è stato terremotato avrà la sua casa ristrutturata e recuperata al 100% dei danni e un alluvionato all'80%? Lei mi spiega perché una seconda casa alluvionata avrà il 50% delle risorse stanziate e una terremotata il 100%? Lei mi spiega perché un'impresa terremotata è stata risarcita del totale del danno e invece per quelle alluvionate, soprattutto nel Pesarese, c'è un tetto solo di 400.000 euro?
Però gli abbiamo pagato le macchine. Col terremoto le macchine non le abbiamo pagate, abbiamo ricostruito le case, non solo, anche le strade.
Le amministrazioni comunali sono state abbandonate.
Poi oggi è facile parlare di risorse. Abbiamo reperito tante risorse. Difficile era nel 2014, molto più facile oggi, perché abbiamo il PNRR, che ha consentito di liberare fondi statali per poterli posizionare in altre poste di bilancio. Credo che sia facile oggi dire di avere tanti soldi, però lei, Presidente, dal 2022 non è riuscito a spenderli, se ha dovuto cercare a Roma un aiuto totale.
L'ufficio del povero ingegner XY è composto da due sole persone e, da quello che raccontano i territori, soprattutto quelli delle aree interne, XY veniva e aiutava, ma era da solo. Nessuno ha dato loro una mano a rendicontare, per esempio, oppure a erogare i CAS.
Erogare i CAS è una questione complessa, anche perché ci sono responsabilità personali quando si trattano i soldi e nei Comuni piccoli, in cui ci sono un responsabile dell'ufficio tecnico e un responsabile dell'ufficio amministrativo, quasi sempre a scavalco, è difficile da soli.
Con il terremoto furono assunte tante persone che si sono formate, sono rimaste nei Comuni perché parte di loro è stata stabilizzata. No, in realtà il Governo Meloni ha deciso di prorogare questa volta, quindi non ha avuto il coraggio, come il precedente Governo, di stabilizzare questi ragazzi che sono stati formati e che sono preziosi per la Regione Marche.
Noi, come per i Papi, troviamo qualcuno. Per i Papi abbiamo trovato qualcuno con l'ATIM, che aveva addirittura depositato il marchio. Tu guarda la combinazione. Questa società ha depositato il marchio proprio per fare la mostra dei Papi delle Marche. Pensa che lungimiranza, una cosa incredibile.
Ora mi chiedo per quale motivo lei ci abbia fatto venire qui oggi. È stato molto interessante l'intervento dell'Assessore Aguzzi, anche molto appropriato, e devo dire che ci ha ricordato un periodo che non abbiamo vissuto direttamente, perché qui non c'è nessuno che era presente, tranne il Consigliere Mangialardi, ma per questo ci sono altre aule e le terrei separate, non come fa la Presidente Meloni che le mischia.
Io mi aspettavo che il Presidente, invece di dire: "Faremo", "Diremo", "Ci informeremo", "Ci siamo resi conto che ci sono i cambiamenti climatici", ci avesse detto qualcosa di più attinente al tema, come ha fatto l'Assessore Aguzzi.
Probabilmente tutto questo ce lo dirà il 5, quando parleremo di ciò che è di sua competenza, quello che è successo da quando è Presidente ad oggi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Elezi.

Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, Signor Presidente, colleghi Consiglieri. A 10 anni dall'alluvione che ha messo in ginocchio Senigallia e le Valli del Misa e del Nevola, i dati certificano la distanza siderale che c'è tra le risposte che ha dato la sinistra con il Governo Renzi e quelle che ha dato e continua a dare la filiera di governo di centrodestra.
Per l'alluvione del maggio 2014 il Governo Renzi ha deliberato lo stato di emergenza due mesi dopo. Il Governo Meloni, per l'alluvione del 15 settembre 2022, ci ha impiegato due giorni.
Al Governo Renzi ci sono voluti più di 2 mesi per finanziare con 10 milioni di euro gli interventi più urgenti, due anni per l'ordinanza dei ristori a privati e attività produttive.
Il centrodestra, che governa oggi la Regione Marche, dopo un anno dall'alluvione del 2022 aveva già impiegato non 10, ma 400 milioni di euro, stanziati dal Governo Meloni per il triennio 2022-2024, 40 volte quanto stanziato da Renzi per l'alluvione del 2014. 40 volte!
Non basta, la Regione Marche, guidata dal centrodestra, in un anno, con l'ordinanza n. 1011 del 23 giugno 2023, è riuscita ad approvare il piano operativo del Commissario da 106 milioni di euro delle opere complesse per la prevenzione del rischio idrogeologico.
Una differenza sostanziale nell'approccio alla gestione e alla tutela del territorio, che non è stata dettata solo dall'emergenza. La Giunta Acquaroli, già prima dell'alluvione del 2022, aveva implementato con i fondi propri le risorse per il dissesto idrogeologico, stanziando circa 24 milioni di euro.
Ecco perché le polemiche politiche stanno a zero, perché i fatti parlano e dicono che questa maggioranza ha dato e sta dando risposte forti e fattive, perché lavora non solo per rispondere all'emergenza, ma anche e soprattutto per prevenire e ricostruire, garantendo quella sicurezza che la sinistra ha sempre trascurato.
Voglio rispondere alla Consigliera Casini, il Presidente oggi ha voluto discutere di un tema così importante, delicato e sentito dalla nostra maggioranza, dell'alluvione, ma le polemiche a questo punto stanno a zero, sono sterili, divulgando notizie che, come ha detto prima, non sull'alluvione, ma sul terremoto, ci portano su temi che non c'entrano niente con la discussione di oggi.
Partite sempre attaccando, quando oggi il momento era opportuno per discutere e riflettere insieme. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire, ma lo faccio perché il Presidente Acquaroli ha citato l'alluvione del 2011 ed io ero Presidente della Provincia di Fermo e, a differenza di altri, a quel tempo il Consigliere Putzu mi fu abbastanza vicino e comunque non ostile – questo non lo dimentico - a differenza di altri del centrodestra.
Io ero il Presidente della Provincia che ha avuto la prima catastrofe in questa Regione, perché nel 2011 si è verificata la prima gravissima alluvione, nella quale, purtroppo, hanno perso la vita un giovane uomo ed una ragazza, che andavano al lavoro la mattina presto, spazzati via da uno tsunami a Casette d'Ete. I rami bloccavano il fiume, è scoppiata una bomba ed è diventato uno tsunami ed è stata travolta quell'auto con quell'uomo e quella ragazza.
Quella notte, tra l'1 e il 2 marzo, io sono nato il 2… La sera avevo riunito i Sindaci, da Presidente della Provincia, nella sala provinciale, avevo fatto diramare l'allerta dall'Assessore alla Protezione civile - l'attuale Sindaco di Amandola - ed avvertii i Sindaci: “Tornate sui territorio perché questa notte non sarà bella”.
La notte stessa io e XY – un professionista che non finirò mai di ringraziare, di eccellente valore, perché ha il coraggio che manca a tanti, poi dirò quanto sia importante il coraggio in tutto questo - eravamo al telefono, alle tre di notte, e lui mi informò che era un casino, che, però, tutto andava abbastanza bene. Poi scoppiò lo tsunami a Casette d'Ete. Lui non poteva, pur stando a controllare il fiume, prevedere che lì si sarebbero intasati quei rami e che sarebbe scoppiato tutto, succedendo quello che è successo. Questo avveniva nel 2011.
È avvenuto nel 2011, per questo… Tra l’altro, Presidente, questo Consiglio di oggi sul 2014 non l'ho capito, questo glielo voglio dire. Non l'ho capito, anche perché è un Consiglio dove uno dovrebbe “attaccare” la responsabilità. Nel 2014 al Governo della Regione c'era Gian Mario Spacca, al Governo nazionale, nel 2014, c'era il Presidente del Consiglio Renzi. Poi diremo, ad esempio, chi c'era nel 2011.
Io non ritengo che in quell'occasione… Ad esempio, lo dirò dopo, devo ringraziare l'attuale Segretario generale, che all'epoca era il Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta Spacca, se non sbaglio. Faccio nomi e cognomi.
Mentre oggi non apprezzo questo Consiglio sul 2014, perché si poteva parlare in una seduta sia del 2014 che del 2022, di tutto, apprezzo il taglio che è stato dato sia dall'Assessore che dal Presidente, e poi dirò alcune cose che condivido.
Dicevo del 2011. La Provincia di Fermo – di cui sono stato Presidente, essendomi insediato nel 2009 – era una giovane Provincia, era partita allora ed aveva avuto la prima alluvione nel 2009, come ricorderà il Consigliere Putzu. Era Presidente XX. Prima delle elezioni, ricordo, ero in campagna elettorale e mi salvai per poco, perché un albero a Monsampietro Morico… Stavo facendo la campagna elettorale, andavo a Montefortino e vidi questo albero. Con me c'era una ragazza, mi fermai perché mi sentivo male, mi sembrava che mi girasse la testa, invece era l'albero che era caduto.
Prima alluvione nel 2010, era Segretario generale della Provincia YY, già dirigente di questa Regione. Un macello lungo il Tenna, a Fermo, un disastro, perché? Perché bisognava fare le manutenzioni, ma non c'erano le risorse. Non c'erano le risorse per fare le manutenzioni.
Nel 2010 ci fu la prima avvisaglia forte, senza morti, senza feriti, con i cancelli delle fabbriche spazzati via. Se avessero preso una macchina con le persone dentro, queste sarebbero morte. La fortuna volle che non presero persone. Non c'erano risorse e non si potevano fare manutenzioni.
Nel 2011 ci furono i morti per la mancanza di risorse che impedirono di fare le necessarie manutenzioni. Che cosa successe nel 2011, appena avvenuta quell'alluvione?
Dopo una notte insonne, la mattina, con il Segretario generale YY, già dirigente di questa Regione, e XX, ho dato ordine di provvedere agli interventi di somma urgenza per 13.600.000 euro, nel 2011, affidati per lotti separati alle imprese, avendo cura di non dare incarichi a imprese che avessero rapporti con il sottoscritto. Procedemmo immediatamente ai lavori con le somme urgenze senza avere un euro in cassa, a debito, però abbiamo fatto le somme urgenze.
Abbiamo messo in sicurezza il territorio con il coraggio mio e della maggioranza che mi sosteneva - all'epoca non ero iscritto al PD - con la non ostilità del Consigliere Putzu, ma con l'ostilità di altri, tra cui l'allora Sindaco di Fermo, che criticava i lavori; con ostilità di altri che mi denunciarono e la Procura fece un'indagine. Non mi è successo nulla, semplicemente perché io ho rivendicato quella scelta, quella decisione. Però c'era il tema delle risorse a debito.
Che cosa successe? Nel frattempo, caduto il Governo Berlusconi, c'era il Governo Monti. Io dovevo dare copertura perché non avevo 1 euro. Io ho fatto i lavori senza avere 1 euro.
Ricordo che andai a Montecitorio a manifestare e presi il megafono. Con me c'era l’allora Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, a darmi una mano.
Chiesi al Presidente Spacca le risorse e non mi costrinse…Però, ringrazio l’allora Capo di Gabinetto perché mi indicò la via, mi disse che quelle erano le regole di ingaggio, un termine che mi piacque poco a quel tempo.
Venni qui con i Sindaci, con le fasce tricolori, con la corriera, per rivendicare le risorse e lui mi disse che dovevo chiedere di fare un'intervista sulla televisione e chiedere l'aumento delle accise della benzina, così da reperire le risorse, i 13.600.000 euro. Poi, alla fine, il Governo nazionale stanziò 25 milioni per quegli interventi in tutta la regione e demmo copertura.
Perché vi ho raccontato questa cosa? Per parlare di me? No, è passato tanto tempo, per dirvi una cosa molto semplice: di fronte alle calamità mancano le risorse e il coraggio.
Quello che ad esempio sta avvenendo in Emilia-Romagna o in altre parti. Quando c'è un'alluvione, Assessore, non si possono fare le gare per intervenire, bisogna avere il coraggio di intervenire immediatamente per mettere in sicurezza il territorio. Si fa quello che venne fatto a quel tempo nel nostro piccolo.
Ma la tragedia fu altrettanto grande nella Provincia di Fermo, con me c'era XX, che era il dirigente, che venne sostenuto in questo. Ci mise il coraggio, ma venne sostenuto dalla decisione politica.
Come ha detto poc'anzi la Consigliera Casini, bisogna mettere i nostri dirigenti nelle condizioni di poter operare e di operare al meglio.
E poi il coraggio anche per battere la pregiudiziale, talvolta, ambientalista, perché bisognava pulire i fiumi e io dissi a XX, a quel tempo - tanto è tutto prescritto - usai questa frase: “Vai giù, sbraga tutto, pulisci”.
L'anno successivo, o due anni dopo, successe, ed era il mese di luglio, una bomba d'acqua verso Monsampietro Morico che spazzò via il ponte che stanno ricostruendo adesso, tra Monsampietro Morico e Belmonte Piceno. Venne spazzato via il ponte.
Pensate voi, una bomba d'acqua in piena estate, luglio. Sapete perché in quell'occasione non successe un'ulteriore tragedia? Perché avevamo fatto quegli interventi di manutenzione in somma urgenza sui fiumi, altrimenti si sarebbe ripetuta.
Assessore, talvolta bisogna intervenire tempestivamente, bisogna farlo con coraggio, con gli strumenti che pure ci sono, perché ad esempio l'istituto della somma urgenza va utilizzato e non può venire un magistrato a dire…

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Mi farebbe piacere se il Presidente Acquaroli rimanesse in Aula, perché ha chiesto lui questo Consiglio monotematico sull'alluvione del 2014 e immagino che alla fine avrà delle conclusioni, nelle quali, mi auguro, risponda a una domanda precisa e chiara: perché lei ci ha chiesto oggi di parlare dell'alluvione del 2014? Qual è il motivo?
Sinceramente lo vorrei sentire da lei, ma l'unica risposta che riesco a darmi è che questa Giunta continua a guardare al passato, come fa nella sanità, senza assumersi le proprie responsabilità.
Eppure, Presidente Acquaroli, farebbe bene a guardare al suo mandato e ai giorni più recenti e più vicini, perché, le posso dire che se, invece di pensare al 2014, avesse pensato all'alluvione del 2022, avrebbe potuto prevenire un'altra alluvione.
Le spiego perché. Se il Presidente Acquaroli non può ascoltarmi adesso, avendo cose più importanti da fare, potrà vedere la replica.
Lo ripeto: se si fosse interessato di quello che state facendo adesso, sareste riusciti ad evitare un problema a Cantiano.
Il 12 settembre si è tenuta un'assemblea alla quale lei era invitato, non solo come Presidente della Regione, ma anche come Commissario delegato al post-alluvione, e non si è presentato. Io lo considero sinceramente un gravissimo schiaffo, umiliante per tutti i residenti in quella zona. Lei non si è presentato, ha mandato l'Assessore Aguzzi al suo posto.
Probabilmente, se si fosse presentato, avrebbe potuto ascoltare anche delle domande precise sugli interventi richiesti in zona Pian Balbano o Pian di Balbano, la chiamano in entrambi i modi.
La struttura commissariale per questo intervento ha reso disponibili oltre 6 milioni di euro e si è in attesa di far partire a breve il progetto. Progetto che in due 2 anni non è partito, tanto che 15 giorni dopo lì è nuovamente straripato, il 10 ottobre. Sa cosa dicono i residenti, a partire dal Sindaco di Cantiano, a proposito di ciò che è avvenuto una settimana fa, dieci giorni fa, a Cantiano?
Le piogge abbondanti del pomeriggio del 10 ottobre hanno portato il fiume, in località Pian di Balbano, a straripare nuovamente, perché qui non è stato fatto nulla negli ultimi 2 anni.
Lei continua a preoccuparsi del 2014, ma ci dica perché. Si preoccupi di quello per cui lei ha avuto un mandato. Nel 2014 lei aveva un altro mandato, lo ha detto benissimo la mia Capogruppo: era Consigliere regionale di opposizione, come me adesso.
Le chiedo: ha mai chiesto un Consiglio monotematico sull'alluvione nel 2014? Non fa sorridere, perché lei non lo ha mai chiesto. Lo ha chiesto quando è arrivato qua da Presidente della Regione, 4 anni fa? Se le stava tanto a cuore, poteva chiederlo quando è arrivato qua 4 anni fa. Lo ha chiesto oggi e lo ha chiesto solo dopo che noi, in maniera collaborativa, abbiamo chiesto di parlare del 2022, per esporre i problemi e per provare a risolverli assieme. Ma è l'atteggiamento giusto da parte del Presidente della Regione rispondere con una specie di ripicca?
A me non sembra una ripicca, perché noi non ci sentiamo toccati o accusati o minimamente coinvolti. Anzi, crediamo che forse lei dovrebbe farsi due domande.
Cosa ha fatto lei in questi 4 anni? Ci dica cosa ha fatto lei per l'alluvione del 2014. Appena arrivato ha chiesto un Consiglio monotematico? Ce lo chiede adesso? Quando era parlamentare ha presentato degli atti sull'alluvione del 2014? Io non ne ho trovato neanche uno a sua prima firma.
Oggi viene qua, ci fa parlare dell'alluvione del 2014, ma intanto a Cantiano non avete fatto nulla, nemmeno dopo l'Assemblea che si è tenuta, a cui lei era invitato e non ha partecipato.
Quello che le chiedo ora è un atto di responsabilità e di rispetto nei confronti dei marchigiani e delle marchigiane. Non siamo all'asilo, noi chiediamo un Consiglio monotematico e lei fa una ripicca e dice di parlare di 10 anni fa. No. Parliamo di quello che stiamo facendo, di quello di cui hanno bisogno i marchigiani. Rispondiamo ai nostri concittadini in modo responsabile.
Ma quello che lei oggi ha messo in scena in questo Consiglio regionale non è solo un atto di ripicca da bambini dell'asilo, è un'umiliazione per i cittadini che hanno vissuto l'alluvione nel 2022, perché continua a non dare risposte, non si presenta alle riunioni.
Negli ultimi due anni le hanno chiesto ripetutamente dei tavoli tecnici e lei, pur avendo promesso i tavoli tecnici due anni fa, ancora non ne ha fatto neanche uno.
Il Sindaco di Cantiano le aveva detto: “Proponiamo dei tavoli tecnici ai quali potremmo partecipare noi Sindaci, tutti quelli della zona Catria e Nerone”. Ci dica quanti tavoli tecnici ha fatto in 2 anni.
Le fa piacere parlare del 2014? Ci dica quanti tavoli tecnici ha fatto. Zero.
Ci dica quante volte è stato all'Assemblea dei cittadini a Cantiano. Zero.
È stato sul palco all'anniversario l'anno scorso, eppure all'Assemblea dei cittadini lei non c'era. Ci dica perché non è intervenuto con la sua filiera, il suo Governo Meloni e la sua filiera romana, per fare in modo che anche qua, come in Emilia-Romagna, i rimborsi fossero al 100%.
Ci dica perché qui i rimborsi, sia delle attività economiche che dei privati, non sono al 100% come in Emilia-Romagna.
Siete al Governo, chiamate Roma, fate una telefonata quando serve. Ma ci vuole molto?
Solo quando vi fa comodo c'è la filiera?
Adesso scaricherete le colpe su chi c'era prima, ma se siete al Governo e governate voi, fatelo, dimostratelo, rendetelo utile. O la filiera serve solo per gli affidi diretti di ATIM, solo quando mandiamo i soldi a Roma, dall'ospedale Bambin Gesù fino al campionato di calcio dilettantistico?
La filiera fatela valere quando devono avere il rimborso al 100% gli alluvionati. È lì che serve la filiera, Presidente Acquaroli. E se oggi vuol continuare a parlare del 2014, ci dica cosa ha fatto nel 2014 per l'alluvione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Come diceva qualcuno, non volevo intervenire, ma vista l'intensità e la qualità, gli interventi meritano attenzione e risposte.
Finora ho sentito solo attacchi sterili e pesanti, ma non ho sentito un ringraziamento. Lo faccio io alla Giunta Acquaroli, che ha accolto una richiesta legittima, giustissima della minoranza, cioè quella di fare un Consiglio sul...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, silenzio in Aula, per rispetto di chi sta intervenendo. Grazie.

Marco MARINANGELI. Faccio personalmente un ringraziamento alla Giunta per aver convocato questo Consiglio sul 2022 e sul 2014. State dicendo che è fuori posto, ma secondo me non lo è.
Il tema è molto delicato e, quando ci sono danni alle cose, alle persone, quando purtroppo ci sono anche vittime, il tema diventa pesante, molto delicato, tra l'altro anche con delle indagini della magistratura ancora in corso.
La delicatezza del tema probabilmente impone una grande responsabilità nell'approcciare una situazione che, purtroppo, ha visto le Marche piegarsi sia nel 2014 sia nel 2022, come nel 2011, come ha ricordato il Consigliere Cesetti, a Casette d’Ete.
Credo che sia necessario evitare strumentalizzazioni, polemiche perché, se ci sono dei responsabili su eventuali gestioni errate, non dovremmo essere noi a stabilirlo, ma ci sono altri organi che provvedono ad approfondire e a fare tutte le opportune valutazioni.
Quello che voglio dire sul tema del 2014, cercando di sforzarmi di non fare polemica, è che una valutazione politica possa e debba essere fatta su quello che è successo, sulla responsabilità non tanto del Governo del 2014, del Governo Spacca, quanto del Governo Renzi, che nel 2014 non intervenne in maniera adeguata, congrua, sulle necessità di una Regione che autonomamente non avrebbe mai potuto affrontare, come accade sempre in ogni situazione, problematiche di quella portata e intensità finanziaria.
Quel Governo, a fronte di danni stimati per circa 366 milioni di euro, intervenne con una prima tranche di 10 milioni di euro, con una successiva di 17 milioni di euro e poi con altri 9,4 milioni. A fronte di 366 milioni di euro si intervenì per circa il 10%, 36 milioni di euro. Possiamo dire – io credo di sì - che il Governo Renzi dimenticò le Marche?
Questo è il tema su cui oggi possiamo confrontarci e fare delle valutazioni di carattere politico e non gestionale dell'alluvione. Oggi ho sentito altre cose.
Qual è il motivo, come dice la Consigliera Vitri, per cui parlare del 2014? Un invito a parlare dell'attualità. Nel prossimo Consiglio parleremo del 2022, tra l'altro raccontando che non è stato fatto nulla, accuse personali e politiche al Presidente, che è assente alle riunioni, non fa tavoli tecnici, non si presenta all'assemblea dei cittadini. Ma a me risulta l'esatto contrario.
Ho sentito dei comitati avere delle risposte di apprezzamento su quella che è stata la conduzione politica, fino ad oggi, di questa problematica importante.
Consigliera Casini, noi non dobbiamo dimostrare quanto siamo bravi. Saranno gli altri a valutarlo.
Il problema del Presidente Acquaroli, cosa ha fatto da Consigliere regionale, credo che questo non sia il tema. Non sia importante capire cosa ha fatto nel 2014, quando è diventato parlamentare. Credo che il tema sia di carattere diverso. Un governo Renzi totalmente assente, perché quando si arriva nelle Marche per fare passerelle… Vi ricordo che in quel momento c'era il problema dell’Indesit a Fabriano, di Banca Marche, una tra le prime 10 banche in Italia. Altre banche sono state salvate, per Banca Marche non si è fatto nessun intervento. Credo che il tema sia diverso.
Visto che la Consigliera Vitri ci invita a parlare dell'attualità, l'attualità parla chiaro, abbiamo dei numeri che ci parlano dell’alluvione 2022, per la quale sono stati stimati circa 800 milioni di euro di danni, ma mi sembra che il Governo Meloni sia prontamente intervenuto con una cifra importante, 400 milioni di euro.
Mi sembra che altri 21 milioni di euro siano stati determinati da fondi europei e risorse altrettanto importanti e, da un punto di vista finanziario, imponenti, di circa 28 milioni spalmati su 4 anni e già ci sono risorse spese.
Anche questo è il tema: “Finora non avete fatto niente”, ma, a fronte dei 400 milioni di euro arrivati dal Governo Meloni, oggi sono stati spesi 135 milioni per somme urgenze e per interventi sul territorio, 24 milioni per ristori a imprese e privati, 130 milioni per il piano delle opere strutturali commissariali. Parliamo di quasi 290 milioni. Se dobbiamo dirci le cose, diciamocele in maniera responsabile.
E vengo al tema, voglio sottolineare l'atteggiamento, il taglio responsabile che hanno dato sia l'Assessore Aguzzi che il Presidente Acquaroli nel determinare la loro posizione su questo tema.
Quello che voglio mettere in evidenza è che l'attuale Amministrazione, di fronte a un problema enorme come questo, si è mossa con il Governo centrale, altrimenti, da sola sarebbe stato impossibile. Mancano le risorse per fronteggiare problemi di questa portata.
Sta lavorando per far sì che si possano creare le condizioni necessarie per evitare in qualche modo e misura o magari attenuare l'intensità dei danni di fronte a simili catastrofi.
L’ha ricordato il Presidente Acquaroli, in questi giorni, di fronte a circa 224 millimetri di acqua caduta a Senigallia, grazie alle opere che sono state fatte di pulizia dei fiumi, di fronte a un ingrossamento del fiume, grandi problematiche non ci sono state.
Qui apro un altro tema, è l'atteggiamento ideologico che deve cambiare. Prima la Consigliera Casini lo ha detto, ci ha parlato di condanna della pulizia dei fiumi, dei detriti.
Credo che sia più vero quello che dice il Consigliere Cesetti quando consigliava, fuori microfono, “sbraga tutto”, per cercare, non dico di azzerare, ma fortemente limitare i danni.
Invito tutti, me per primo, ad una maggiore responsabilità e a una minore strumentalizzazione, perché parliamo di danni ingenti e parliamo della vita delle persone e delle aziende. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Innanzitutto avrei caldamente evitato di fare questi due Consigli, per due semplici motivi: perché ognuno di noi in quest'Aula ha a disposizione sia gli atti ispettivi che gli atti di indirizzo. Se qualcuno voleva parlare d'alluvione, poteva benissimo farlo normalmente in sedute ordinarie.
È anche vero che, quando è stato richiesto il Consiglio sull'alluvione 2022, il Presidente ha voluto che si facesse anche quello relativo all'alluvione 2014, non perché non eravamo al Governo della Regione, ma perché molte cose che sono avvenute nel 2022 sono frutto di quello che non è stato fatto dopo il 2014 e questo l'ha detto bene l'Assessore Aguzzi.
Quindi è inutile fare le scene e dire perché parliamo anche dell'alluvione 2014. Se vogliamo parlare dell'alluvione 2022, dobbiamo inevitabilmente parlare anche del 2014, anche perché poi si rischia che questi Consigli diventino più un battibecco tra minoranza e maggioranza e, alla fine, non si discutono i problemi che invece gran parte di questa maggioranza affronta quotidianamente nel territorio. Io sono uno che si mette a disposizione delle amministrazioni del mio territorio per cercare, in maniera spicciola, di risolvere i problemi.
È vero anche che c'è un'impostazione ideologica verde, turbo ambientalista, che interviene sempre sulle questioni e non consente di intervenire nei nostri fiumi, o meglio: i verdi intervengono mettendo i bastoni fra le ruote con i ricorsi. Ma è anche vero che ci dovrebbero essere leggi nazionali che permettono di fare. Questo è il mio auspicio, sia da destra che a sinistra, di poter cambiare le leggi nazionali, perché tutti dicono che i fiumi non si possono toccare, ma se le leggi si cambiano possiamo anche, come avviene in altri Paesi europei, intervenire nei fiumi in maniera adeguata.
Questo è un messaggio che noi Civici Marche facciamo ai partiti romani.
Intervengo su quello che ha detto la Consigliera Vitri. In quest'Aula ci vorrebbe anche un po' di onestà intellettuale. Non si può dire che il Presidente Acquaroli non sia mai andato a Cantiano. Nel giro di pochi minuti, nel mio Facebook ho digitato “Cantiano alluvione” e ho visto una riunione tecnica del 15 gennaio 2023 con il Presidente Acquaroli a Cantiano, una riunione tecnica il 4 dicembre 2023, sempre a Cantiano, in Comune, e più tutte le altre partecipazioni, anche degli Assessori, non ultima quella del 13 settembre dove eravamo presenti io e l'Assessore Aguzzi ed era presente anche la Consigliera Vitri.
Credo che le sue scuse nei confronti del Presidente siano doverose, anche perché non si può fare menzogna politica spicciola, pretendendo che una bugia diventi una verità su argomenti così importanti.
Penso che la Consigliera Vitri debba fare le sue scuse al Presidente Acquaroli, perché ha detto una falsità netta. 15 gennaio 2023, 4 dicembre 2023: il Presidente Acquaroli era a Cantiano e lei non può dire che il Presidente Acquaroli non si è mai presentato a Cantiano. Non lo può dire, perché afferma una falsità nella maggiore Aula politica della nostra Regione. Questo è vergognoso da parte sua.
Visto che si parla di quello che si poteva fare e di quello che si può ancora fare, approfitto di questa seduta, ancora una volta, per rimettere il dito su una questione che ben sapete mi sta a cuore, che è quella della riforma di un ente che ha a che fare con la gestione del nostro reticolo idrografico minore, che è il Consorzio di bonifica.
Mi fa piacere che in data 20 ottobre il Partito Democratico di Senigallia si sia scagliato contro il Consorzio di bonifica, dicendo che i suoi interventi sono stati inadeguati o addirittura inesistenti.
Condivido al 100% l'analisi, ma mi sorge spontaneo chiedermi dove fosse il Partito Democratico di Senigallia quando il PD ha riportato in auge il Consorzio di bonifica con la relativa tassa e mi domando dov'era in questi anni, visto che il Consorzio di bonifica è in mano a tanti iscritti del Partito Democratico. Uno per tutti, un tal XX, iscritto e capo del PD dell'Alto Montefeltro, XY e tante altre persone.
Condivido pienamente l'analisi e dico che la manutenzione fatta in capo al Consorzio di bonifica in questi anni è stata insufficiente, è stata a tratti anche inesistente e non lo dice Giacomo Rossi, lo fanno presagire anche le indagini della magistratura, quindi, la questione la lasciamo alla magistratura.
Auspico, al di là degli scontri o delle falsità dette dalla Consigliera Vitri nei confronti del nostro Presidente Acquaroli, che tutti insieme si possa, da qui a un anno, visto che poi finirà la legislatura, affrontare in maniera seria la riforma del Consorzio di bonifica, che il sottoscritto ha messo a disposizione. Affrontarla affinché questo ente, che gestisce gran parte del reticolo minore, possa essere riformato e, in qualche maniera, funzionare.
E questo lo dico anche alle associazioni di categoria che ancora continuano a difendere lo status quo di un ente che dovrà andare da qui a poco addirittura al voto. Ma che voto? Questo è un ente che va commissariato, è un ente che non ha adempiuto alle funzioni demandate.
Una riforma che riconosce in capo al Consorzio di bonifica anche la gestione eventuale del dissesto idrogeologico, secondo dei canoni ben precisi. Invito a una riflessione, a un qualcosa di positivo, anche creare, magari, una Commissione apposita per poter lavorare sulla riforma di questo ente. Una proposta al di là dei battibecchi, perché alla fine alla gente interessa le proposte, interessa quello che possiamo fare, quello che abbiamo fatto con il Commissario all'interno del perimetro dell'alluvione, interessa quello che possiamo fare anche da qui in avanti.
Questo ente lo ritenete fondamentale sulla gestione del reticolo idrografico minore? Sì o no? Se sì, bisogna intervenire perché tutti siete d'accordo e credo che qui in Aula, presa una ad una, non ci sia una persona che difenda l'operato di questo ente. Però non si ha il coraggio di andare avanti. Questa è la mia proposta, al di là dei battibecchi.
Ritorno al tema alluvione. Ho visto che la Consigliera Vitri interverrà per fatto personale, ma lei deve chiedere scusa, glielo ricordo, all'Assemblea e ai marchigiani che ci stanno ascoltando, perché ha mentito. In data 15 gennaio 2023, in data 4 dicembre 2023 e 13 settembre, il Presidente Acquaroli era in prima fila e anche in assemblea pubblica a metterci la faccia per discutere insieme al Commissario le questioni inerenti l'alluvione di Cantiano.
Dire che il Presidente non si è mai presentato - guardate la registrazione - è una mera menzogna. Quindi lei deve chiedere scusa. L'intervento per fatto personale…, ma deve chiedere scusa, perché lei ha detto cose non vere su un argomento che riguarda una questione importante per i cittadini, addirittura tragica. Lei continua a fare politica su una questione non vera.
Poi non contiamo tutte le volte che, in maniera tecnica e in maniera anche solidale… C'è un messaggio di oggi del Sindaco di Cantiano per un'altra questione, però denota anche il contatto, al di là delle divisioni partitiche che si vogliono mettere in atto all'interno di quest'Aula. Con il Sindaco di Cantiano c'è stato sempre e comunque, anche con gli altri Sindaci del territorio, un rapporto di collaborazione.
Mi ricordo, tra l'altro, che a seguito del 4 dicembre facemmo addirittura una riunione in Comune a Cagli, insieme a tutti i Sindaci della zona alluvionata, con i Consiglieri e con l'Assessore.
Tutte le volte ci abbiamo messo la faccia e ci diamo da fare in maniera concreta. Non facciamo le chiacchiere, non diciamo le bugie all'interno dei Consigli regionali. Lavoriamo quotidianamente nel territorio. Commettiamo degli errori, delle dimenticanze, lo possiamo fare, però lavoriamo in maniera seria, senza strumentalizzare argomenti che riguardano i cittadini.
Lei, nel suo intervento, se ha onestà intellettuale, dica che non è vero che il Presidente Acquaroli non si è mai presentato a Cantiano. Lei cosa farà? Taglierà il suo video, lo manderà via Facebook con l'idea che la sua menzogna diventi comunque una verità. Questo è veramente vergognoso da parte di un Consigliere regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Devo replicare e chiarire…

PRESIDENTE. Qual è il fatto personale?

Micaela VITRI. Visto che mi ha accusata di aver dichiarato delle falsità più volte.
Vorrei ribadire che il Consigliere Rossi ha sempre un po' di difficoltà ad ascoltare quando gli altri parlano.
Io non ho detto che il Presidente non è mai stato a Cantiano, figuriamoci, era sul palco a un anno dall'anniversario, c'è stato altre volte. Ho detto che è stato invitato il 13 settembre, anniversario dei 2 anni dall'alluvione, e non c'era. Ora lo ribadisco. Se non fosse stato chiaro, registratelo e postatelo anche voi.
Il 13 settembre il Presidente Acquaroli era all'assemblea pubblica dopo due anni dall'alluvione? No.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, seguiamo le regole dei lavori d'Aula.

Micaela VITRI. Ho pure aggiunto che sul palco c'è stato più volte a Cantiano, alle manifestazioni, ma ho anche detto: ha mai organizzato i tavoli tecnici che aveva promesso?
Lei forse si è confuso su questo.
I tavoli tecnici richiesti e proposti sono mai stati...?

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Consigliera, mi perdoni, questo non è il modo di andare avanti in Aula. Parliamo uno alla volta. S siccome la parola viene data a tutti, rispettiamoci e soprattutto rispettiamo chi ci ascolta e anche il tema della discussione.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Visto che vogliamo ristabilire l'ordine e la verità, e visto che in quest'Aula, credo, ci siano al massimo due o tre Consiglieri della maggioranza che sono stati a Cantiano, io vi invito ad andare a Cantiano, a parlare con i cittadini, a chiedere quante volte hanno visto il Presidente Acquaroli, a chiedere se il Presidente Acquaroli era all'Assemblea del 13 settembre per l'anniversario di 2 anni dall'alluvione, a chiedere quanti tavoli tecnici promessi ha organizzato il Presidente Acquaroli. Zero.
E qua il Consigliere Rossi può sbraitare quanto vuole, con un atteggiamento che è ai limiti della violenza verbale. Parlano i fatti.
Il 13 settembre Cantiano è stata ferita due volte, perché non mancava solo il Presidente della Regione, mancava il Commissario delegato, che era stato invitato per essere lì.
Il Consigliere Rossi può usare quest'Aula per fare tutte le battaglie personali che vuole, ma visto che vuol parlare anche del Consorzio di bonifica, inizi a dire ai suoi elettori perché non ha tolto la tassa di bonifica, per la quale ha fatto una battaglia in campagna elettorale.
Governate voi. Ha promesso di togliere la tassa di bonifica. Perché non l'ha tolta? Vedo che ancora la tassa di bonifica c'è.
A prescindere dalle sue battaglie personali, inizi a sollecitare il suo Presidente Acquaroli a fare qualcosa, invece che a difenderlo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Per fatto personale, ho onestà intellettuale, quindi, ho sollecitato ancora una volta e pubblicamente un intervento messo a programma, che non è andato avanti, e l'ho detto in questa seduta.
Mentre io ho onestà intellettuale, lei no. Continua, e invito tutti i cittadini e tutte le persone qui dentro ad ascoltare quello che ha detto la Consigliera Vitri, che continua a dire che il Presidente Acquaroli non si è mai presentato a Cantiano: bugia totale.
Mentre il sottoscritto usa l’onestà intellettuale, dalla maggioranza invita la maggioranza a portare avanti una riforma e a togliere una tassa illegittima, che è la tassa di bonifica. Non è che l'ho detto, ho fatto la proposta e poi me ne sono scappato. Sono qui a ribadirlo e a ribadire quella che è una nostra battaglia.
Io vado avanti con onestà intellettuale e chiedo, tra l'altro, anche collaborazione da parte di tutti, lei è qui e, invece di chiedere scusa, ribadisce una bugia dicendo che il Presidente Acquaroli non si è presentato alle assemblee tecniche a Cantiano, non ha fatto nessuna assemblea tecnica, che non è vero.
Il 13 settembre la Regione era ben presente con me, ed ero seduto vicino a lei, e con l'Assessore Aguzzi, che ha ben risposto in maniera tecnica a molte delle domande che il pubblico ha fatto.
Mentre noi eravamo lì, in maniera seria, a dire quello che la Regione ha fatto e a rispondere ai cittadini, lei ha iniziato a rompere le scatole, anche lì, e a cercare di strumentalizzare quella che è una tragedia.
A Cantiano non ci va solo lei, anzi io a Cantiano probabilmente ci sono stato 10 volte più di lei e le dico di più: ci vado anche oggi, ci vado non a fare i teatrini o le polemiche, ci vado a cercare di risolvere i problemi, in contatto con la struttura e in accordo anche con i miei Consiglieri di maggioranza, con il Commissario e con gli Assessori.
Ho anche criticato alcune lentezze quando ci sono state, vedi la questione del Ponte Romano, che ho portato in Consiglio regionale e non voi dell'opposizione.
Ho sempre agito in maniera intellettualmente molto onesta, a differenza di quello che ha fatto lei.
Io mi sarei aspettato delle scuse nei confronti del Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Non voglio entrare in questi battibecchi e nelle polemiche, ma voglio ringraziare l'Assessore regionale della Protezione civile Stefano Aguzzi per l'esaustiva relazione riguardo l'alluvione del 2014, che ha dato dei suggerimenti anche futuri su come gestire queste criticità, e il Presidente Acquaroli per l'intervento pacato e indirizzato ad una partecipazione più ampia nella condivisione di questi temi delicatissimi, guardando avanti e migliorando le condizioni, in cui esistono delle criticità, per i nostri cittadini marchigiani. Questo è un dato di fatto.
Qui non ci sono tribunali né processi. I tribunali faranno il loro corso, verificheranno se ci sono state negligenze o responsabilità.
Sicuramente in passato non si è avuta una visione e non si è avuta neanche una criticità così tremenda del tempo, del clima, dei fatti che poi abbiamo visto.
Voglio entrare nel merito, senza polemiche, come dicevo, per fare alcune considerazioni, evidenziando l'importanza della prevenzione dei disastri idrogeologici. È davvero cruciale che ci si concentri sulla prevenzione anziché solo sui rimedi, una volta che il danno è già fatto.
Da ex appartenente alle Forze di polizia, posso confermare che la prevenzione è sempre più efficace e sostenibile rispetto alla gestione dell'emergenza.
È vero che l'aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi estremi è un segnale allarmante del cambiamento climatico in corso. La negligenza del passato, e di questo dobbiamo anche parlare, senza una visione e la mancanza di interventi preventivi possono avere conseguenze devastanti non solo per l'ambiente ma anche per le comunità umane coinvolte.
Sono d'accordo, lo ribadisco e condivido, con l'intervento dell'Assessore regionale alla Protezione civile sul fatto che una politica efficace dell'ambiente e del territorio sia essenziale per affrontare queste sfide in modo proattivo.
La prevenzione richiede un impegno costante e una collaborazione tra enti governativi, comunità locali ed esperti del settore.
La sicurezza e la tutela dell'ambiente sono priorità importanti che meritano attenzione e azione e questo Governo Acquaroli, io credo, lo abbia fatto.
Certo, si può fare di più e anche meglio, ma credo che delle esperienze, ci si basa sulle esperienze negative e su quelle che si devono migliorare, questo Governo ne abbia fatto tesoro.
I recenti disastri idrogeologici nelle Marche davvero commuovono e mettono in evidenza l'urgenza di affrontare il problema della prevenzione. L'ho ripetuto più di una volta questo termine, prevenzione, e credo che questo Governo, la Regione e i Comuni stiano dando risposte concrete. Soprattutto con gli importanti finanziamenti del Governo Meloni, si sta andando verso la prevenzione e la messa in sicurezza dei nostri territori, che i cittadini marchigiani ci chiedono.
Oltre che ai ristori dei danni, i nostri cittadini oggi ci chiedono di mettere in sicurezza i territori e su questo credo che tutti insieme, senza polemiche e senza rimbalzi di responsabilità, dobbiamo concentrarci da adesso in avanti.
È triste vedere intere comunità colpite da eventi estremi, come le bombe d'acqua, con conseguenze così devastanti sia in termini di vite perse che di danni materiali.
È importante sottolineare che, sebbene alcuni possano considerare questi eventi catastrofici come imprevedibili per la loro tempestività e portata, in realtà ci sono spesso segnali premonitori che possono essere riconosciuti e interpretati per adottare misure preventive.
Qui la Protezione civile regionale sta facendo un importante lavoro dotandosi di attrezzature e di sistemi di allarme che ci possono mettere in condizione, sia i Sindaci sia i cittadini, di essere pronti a evacuare o ad allontanarsi dai territori. Un grande investimento importante.
In passato ci sono stati numerosi esempi di disastri idrogeologici in diverse regioni italiane che avrebbero potuto fungere da avvertimento per il futuro.
Mi auguro sinceramente che gli sforzi per sviluppare e implementare un sistema di allerta preventivo ed efficace vengano intensificati e che vengano adottate misure concrete per proteggere le comunità vulnerabili.
È essenziale che la sicurezza e il benessere dei cittadini siano prioritari nelle politiche pubbliche e che venga prestata maggior attenzione alla prevenzione e alla gestione delle emergenze ambientali.
Su questo noi dobbiamo confrontarci per il futuro. Grazie.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. La ricostruzione puntuale fatta dall'Assessore Aguzzi ci fa entrare in maniera molto chiara in quello che è successo in quei giorni, dal 2 al 4 maggio 2014, e ha ben rappresentato anche quale sia stata la portata di questi eventi atmosferici.
Ancor di più ha spiegato in maniera inequivocabile quali siano state le fonti di finanziamento in quel periodo e, da parte nostra, sarebbe stato molto semplice, cercando di fare delle polemiche, puntare il dito contro qualcuno, cosa che non abbiamo volutamente fatto e non vogliamo sicuramente fare, a fronte di investimenti pari a 35 milioni di euro e a presunti danni pari a 366 milioni di euro.
Ma anche questa volta, purtroppo, mi devo ricredere. Pensavo che ci fosse un approccio diverso, molto più costruttivo.
Ho apprezzato molto l'intervento del Consigliere Cesetti, che ha parlato di una sua esperienza e di un approccio, secondo me, pragmatico e costruttivo che gli amministratori debbono avere, sempre nel rispetto delle leggi.
Sarebbe stato ancor più facile parlare del fatto che, a fronte di spese previste dall'Autorità di bacino pari a 48 milioni di euro, siano stati spesi solamente 9.420.000 euro.
Ma non è proprio il nostro intento. Non era neanche quello di cercare un nesso di causa, magari, tra non aver fatto alcuni lavori e l'evento tragico del 2022.
Quello che mi interessa evidenziare è invece una responsabilità politica nazionale, molto chiara. Al Governo c'era il Presidente Renzi, che, a parte le passerelle locali, non ha dedicato nessun tipo di interesse alla nostra Regione.
Ma mi pare quanto mai ancora più opportuno ricordare chi era il Vicepresidente nazionale del Partito Democratico. La Consigliera Vitri lo dovrebbe ricordare benissimo, che era l'ex sindaco di Pesaro, che non mi sembra si sia stracciato le vesti per cercare di portare contributi o aiuti alla propria Regione. Ricordo che era il vicepresidente nazionale del Partito Democratico.
Fortunatamente, il Consigliere Cesetti ci dà anche un assist. Ci ricorda che nel 2011, invece, l'ex sindaco di Pesaro andò a chiedere fondi, dopo l'alluvione che avvenne nella provincia di Fermo, in maniera corretta.
Quindi c'è stato un vero e proprio disinteresse nazionale da parte del Partito Democratico del tempo e del Governo Renzi.
Come non ricordare che in quegli anni ci furono anche degli scandali, non possiamo che definirli così, come la chiusura, la morte di Banca Marche, una banca importantissima del territorio marchigiano, un aiuto fondamentale per il nostro territorio, che si è lasciato completamente morire nel disinteresse totale della politica nazionale.
Questa è, a parere del sottoscritto, una ricostruzione chiara, a differenza degli stanziamenti del Governo Meloni, pari a 400 milioni di euro.
Non volevo nemmeno entrare nella diatriba tra la Consigliera Vitri e il Consigliere Rossi, però effettivamente è molto corretto quello che sostiene il Consigliere Rossi, perché il 15 gennaio, ricordo quella data perché ero presente...

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio. Continui, Consigliere. Cerchiamo di tornare alla normalità.

Nicola BAIOCCHI. Non mi sembra di aver mancato di rispetto a nessuno.
Sostenevo questo: che il Governo Renzi e l'allora Sindaco di Pesaro, Vicepresidente del PD, non fecero niente per il nostro territorio, a differenza del Governo Meloni, che nell'immediatezza dei fatti e tempestivamente ha stanziato 400 milioni di euro.
Mi dispiace che, ancora una volta, la Consigliera Casini e la Consigliera Vitri abbiano cercato di rovinare la costruzione di un Consiglio regionale che era improntato in tutt'altro modo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per fare qualche constatazione a seguito del dibattito.
Mi spiace che non ci sia il Presidente Acquaroli, dato che, quando aveva chiesto di fare questo Consiglio, io avevo qualche titubanza. L'avevo detto in sede di Capigruppo, ma mi sto rendendo conto dell'importanza, invece, di questo Consiglio. Importante, nel senso che dobbiamo essere costruttivi.
Vedere quello che è successo nel 2014, nel 2022, quello che succede quotidianamente, ci deve far rendere conto che c'è un problema reale, che sta crescendo in modo esponenziale: quello delle alluvioni e del cambiamento climatico. Quindi, se 10 anni fa avevano stanziato 37 milioni, oggi siamo arrivati a 400, senza dire chi era stato allora e chi oggi, c'è stata una tendenza in aumento.
Quello che vorrei dire è che da quest'Assemblea dovrebbe venir fuori qualcosa di costruttivo: se un'alluvione costa un miliardo di euro, perché non facciamo prevenzione in modo da evitare disagi e spendere anche meno?
Quello che noi dovremmo chiedere al Governo e alle istituzioni è di essere attenti nel fare la pulizia dei fiumi, far sì che, magari, la ghiaia nel fiume possa essere rimossa, come è sempre successo negli anni che ci hanno preceduto, quando costruivano le case, prendevano il materiale dai fiumi e facevano anche la pulizia dei fiumi.
Questo non è stato fatto, anche per questioni ideologiche, perché dobbiamo lasciare tutto com'è, creando anche delle problematiche.
Il Consiglio di oggi lo ritengo molto importante. Ci sono stati un paio di interventi che potevamo evitare, quello dell'attacco iniziale della Consigliera Casini, che, secondo me, poteva essere più tranquillo, la quale ha detto che non c'è stata assistenza, non c’è stata vicinanza ed ha fatto il paragone con il terremoto.
Non toccate questo argomento. Non toccate l’assistenza, avete costretto 80-90 Sindaci a venire ad Ancona a fare le riunioni, non vi siete mai spostati sul territorio. Non parliamo di assistenza, è una ferita che mi sento dentro. L'ho detto anche un'altra volta, non ci ritorniamo.
La vicinanza di questa Amministrazione è stata costante e puntuale in ogni situazione, cosa che magari non c’è stata in chi ci ha preceduto. Io non lo sollevo, ma non sollevatelo voi. Non avete fatto una riunione, tranne la prima, il primo novembre, a Macerata sul sisma, tutte ad Ancona. Avete costretto i Sindaci del territorio a perdere giornate intere, togliendole alle attività che si potevano svolgere sul territorio. Non l'avete mai fatto.
Non parliamo né di vicinanza né del fatto che uno non era presente. Lasciamo perdere.
Vogliamo parlare dei Commissari Errani o De Micheli? La De Micheli era un po' più presente a tagliare i nastri quando, dopo 4 anni, abbiamo aperto le prime casette, costate in modo pauroso, lottizzazioni da 7-8.000 euro a metro quadro per abitazione. Cose assurde. Con quei soldi, forse, potevamo sistemare tanti fiumi e fare tante opere.
Al di là di tutto, dico che questo Consiglio ci deve servire per renderci consapevoli che quando ci sono le emergenze…, poi alla fine chi ci si trova ci deve in qualche modo rimettere, perché quando ci sei è sempre difficile. Però cerchiamo di guardare avanti. Cerchiamo di fare un po' di prevenzione.
Chiediamo al Governo delle risorse, come ha fatto la Regione, che ha messo per la pulizia dei fiumi, su quattro anni, 7 milioni all’anno.
Chiediamo al Governo di aiutarci, dicendo che se ci dà 100, 200 milioni adesso, forse ne risparmierà 2 miliardi fra qualche anno, quando ci saranno alluvioni o altre necessità. Su questo, secondo me, dovremmo batterci. Questo è il vero argomento che dovremmo portare avanti.
Penso che questo sia essenziale: la pulizia dei fiumi, perché quando abbiamo i danni, diventa difficile rincorrerli. Poi possiamo dire che uno ha risarcito l'80%, uno il 100%, uno il 40%, ma dobbiamo fare in modo che i danni siano il meno possibili.
Sul terremoto è più complicato, quando ricostruiamo cerchiamo di ricostruire bene, in modo da non avere poi dei danni. Le alluvioni sono un po' più prevedibili, quindi possiamo intervenire preventivamente.
Questo è quello che mi sento di dire e, se alla fine usciamo con questo intento, penso che sia la cosa più importante, perché rincorrere costa sempre di più che anticipare. Due anni fa il Presidente Acquaroli ha voluto tagliare, mi ricordo, tutta la Tabella E per destinare le risorse alla pulizia dei fiumi.
Posso dire che il fiume che ho vicino casa oggi è pulito, mi fa stare molto più tranquillo. L'acqua corre più velocemente e gli argini riversano sempre e, anche quando c'è tanta pioggia, ma si vede che c'è molto margine prima che il fiume arrivi a sfiorare.
Interveniamo su questo. L'esempio del Presidente Acquaroli, che ha voluto in tutti i modi… e quando abbiamo tagliato la Tabella E tutti eravamo un po' così, ma è stato fatto questo intervento, che ha guardato avanti.
Questo dovremmo chiedere anche al Governo, affinché ci possa consentire di non avere più danni per il futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Credo che sia intanto utile, per i cittadini, ricostruire il perché di questo Consiglio regionale sull'alluvione del 2014.
Le opposizioni chiedono un Consiglio regionale sull'alluvione del 2022, lo chiedono in maniera legittima. La politica vuole che si diano risposte attuali e tempestive, quindi credo che sia nella normale dialettica politica rispetto ai bisogni delle persone chiedere un Consiglio regionale sull'alluvione del 2022.
Il Presidente Acquaroli, per quello che viene riferito, pretende, impone un Consiglio regionale sull'alluvione del 2014 e questo, certo, lascia un po' stupiti.
Credo che l'intervento della Consigliera Casini sia stato, su questo, particolarmente puntuale. Stupisce, però, che a distanza di 10 anni un Presidente di Regione chieda una discussione su quell’evento. Stupisce, ma è evidente la volontà di far riemergere situazioni del 2014.
Ho apprezzato l'intervento del Presidente Acquaroli, quasi scolastico, salvo in un passaggio quando, in modo generale, ci dice che vuole fare questo intervento perché è importante che tutti siamo consapevoli delle manutenzioni, di una legge urbanistica che abbiamo approvato, contro un approccio ambientalista ideologico e che a noi interessa la sicurezza del territorio.
In realtà, Presidente, nasconde la sua volontà. Sarebbe stato, secondo me, più onesto intellettualmente che lei non avesse, in una qualche maniera, lasciato spazio o non avesse consentito che le polemiche emergessero dalla maggioranza politica.
Perché basta ascoltare gli interventi dei vari Consiglieri regionali e si capisce perché si è voluto questo Consiglio regionale, a partire dall'Assessore Aguzzi, il quale nel suo intervento, facendo una ricostruzione e leggendo quello che disse il capo dipartimento della Protezione civile, dice: “Voi ci avete messo 35 milioni a fronte di 360 milioni di danni e noi abbiamo messe 400 milioni di euro”.
La realtà è questa. Sgomberiamo il campo dalle ipocrisie.
Il Presidente Acquaroli impone questo Consiglio regionale per compensare, per aprire una polemica compensativa rispetto al tema del 2022. Poi fa un intervento, che io ho apprezzato, però, Presidente, ci deve ancora spiegare perché ha preteso un Consiglio regionale sull'alluvione del 2014.
Avrei apprezzato se lei, piuttosto che questo, avesse detto: “Guardate, facciamo un Consiglio regionale sull’attuale situazione ambientale”.
Lei ha evocato un tema centrale, non per le Marche, per il Paese, per l'Europa , salvo il caso che, assieme a Geert Wilders, a Marine Le Pen, ad Alice Weidel, la Presidente Giorgia Meloni ed il Vicepresidente Salvini neghino l'emergenza climatica.
Lei appartiene alla stessa famiglia. Voi negate l'emergenza climatica del mondo, a fronte del suo ecumenico intervento, a livello nazionale ed europeo negate questo.
Lei ha voluto questo scontro ed è evidente, mandando avanti gli altri, come molto spesso le capita.
Credo che sia stata una sua espressione molto chiara, che va dietro agli interventi, ma è evidente, ci può stare, ma penso che sia sbagliato. In un passaggio del suo intervento dice: “Non ci sono state…, abbiamo investito risorse senza precedenti”. L'ha ripetuto tre volte.
Lei però non ricorda, con una disonestà intellettuale e politica… e non ha contestualizzato. Non glielo dico io, gliel'ha detto la Consigliera Casini, quello che ha fatto.
Io non rimprovero personalmente, ma lei è stato politicamente e intellettualmente disonesto, perché se avesse detto la verità e avesse fatto il Presidente di Regione avrebbe dovuto dire che quelle risorse non le ha trovate la Presidente. Meloni.
Quelle risorse arrivano dalla possibilità del Governo di sfruttare le risorse europee, risorse sulle quali voi e la vostra maggioranza politica non avete votato a livello europeo. Lo so che vi fa ridere, perché l’onestà intellettuale non è di casa vostra.
Avete votato contro tutte le risorse europee e, grazie a Dio, sono arrivate risorse europee che in parte avete utilizzato. Ma non è una colpa, è un merito. È il merito di chi capisce come stanno le cose. La responsabilità è di chi le nega.
Da questo punto di vista, quindi, il tema è delle risorse. C'è qualcuno che nega che nel 2014 il Governo Renzi non ha dato le risorse? Occorreva che ce lo diceste voi? Occorreva che ci fosse la necessità di compensare quello che non ha fatto il Governo Renzi con quello che ha fatto la Presidente Meloni? Nessuno lo dice, mica neghiamo l'evidenza.
Ma mi sembra inaccettabile sotto il profilo politico il taglio dell'intervento del Presidente Acquaroli, che dice: “Siamo bravi, parliamo di ambiente e tutto quanto”, ma poi non contestualizza.
Ricordo a tutti…, nessuno l'ha citato, a sproposito il Consigliere Marinelli, il quale è sette volte che si lamenta da Sindaco del terremoto di essersi dovuto spostare ad Ancona. Ero Sindaco di un Comune terremotato, dentro al cratere, e con 150 Sindaci…, credo che non fosse tutto questo problema.
La realtà è completamente diversa. Nel 2016, dopo il 2014, e questo non giustifica certamente il Governo Renzi, c'è stato un piccolo evento nelle Marche: un terremoto che le ha drammaticamente distrutte.
Lo dico alla Consigliera Elezi, che nel 2014-2015 non so di quale famiglia facesse parte, mi pare della famiglia renziana o comunque del centrosinistra, queste lezioncine che ci vengono fatte rispetto a tutto ciò sono inutili e dico che in realtà i livelli di discussione di questo Consiglio erano due: quello che ha fatto il Consigliere Acquaroli, non sporcandosi le mani ma, legittimamente, facendole sporcare ai Consiglieri regionali, anzi per volontà.
Il Consigliere Marinangeli dice che la visione del Governo Renzi non è stata quella della Presidente Meloni. Il Consigliere Rossi addirittura parla del Consorzio di bonifica. Consigliere Rossi, chi ha dato gli incarichi al Consorzio di bonifica? Sono 4 anni che governate, mi perdoni, evidentemente non conta niente? Se in 4 anni non è riuscito a smantellare il Consorzio di bonifica, che critica e io pure qualche volta ho criticato, evidentemente qualche cosa c'è. O non conta niente o non conta niente, le cose sono due.
Mi dispiace che anche il Consigliere Bilò da questo punto di vista abbia parlato di visione.
Siamo onesti: le regole di ingaggio che avete voluto avviare, non dentro la discussione, ma con la volontà di discutere di questo argomento a 10 anni di distanza, stanno a significare che volevate lo scontro, rappresentare simbolicamente queste differenze.
Ora credo che sia stato quasi inutile. Avete dimostrato che il Governo Renzi non ha investito risorse nel 2014. Anche il Consigliere Marinangeli cita dei numeri.
Consigliere Marinangeli, il piano delle opere pubbliche, ma non intervengo per polemizzare, ma per precisare, l'avete fatto a dicembre 2023, a un anno e mezzo dall'alluvione. Ha riferito che abbiamo speso 130 milioni di euro. Vedremo dove andranno. Fino ad oggi non si è speso un euro, ma vedrete che verranno spesi. Dove verranno spesi ve lo racconteremo fra un po' di giorni, ma verranno spesi.
C'è un'ultima questione che mi pare, fra le tante sensibilità che credo andassero tenute in considerazione, il Presidente Acquaroli non abbia tenuto in considerazione: rispetto alla vicenda del 2014, ci sono ancora procedimenti in piedi, come puntualmente qualcuno dei Consiglieri di maggioranza ha citato.
Io voglio dire che la sensibilità avrebbe voluto, da parte del Presidente Acquaroli, che questa discussione fosse stata eventualmente rinviata a un minuto successivo, a quando la vicenda si fosse realizzata, perché questo significa utilizzare, come è stato fatto da alcuni Consiglieri, quella vicenda per un parallelo, un para-attacco politico a chi, purtroppo, ancora se la trova sulle spalle.
Penso che, al di là delle parole buone, ecumeniche, da statista mondiale, che il nostro Presidente stamattina ha utilizzato, in realtà la vera responsabilità politica di questa discussione inutile…

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Ce lo siamo chiesti tutti: quali erano le reali intenzioni nel momento in cui il Partito Democratico ha chiesto di fare un Consiglio sull'alluvione del 2022? Nobili, forse? Probabilmente sì. Ma sentendo i discorsi, da una parte del Presidente Acquaroli e dall'altra della Capogruppo Casini, mi sembra di capire quali siano le reali intenzioni, le solite: il Partito Democratico lavora bene, il centrodestra lavora male.
Ma a che cosa serve un ragionamento del genere? Forse serve alla vostra militanza, a voi come partito, posso capire.
Però chiedo di provare a fare uno sforzo, di cambiare prospettiva. Quello che viene detto in quest’Aula, il dibattito che viene fatto qui, forse dovrebbe avere al centro il territorio.
Credo che la gente voglia sentirsi dire altro da noi, piuttosto che un partito fa bene e l'altro fa tutto male.
Chi ha un'azienda vorrebbe sentire, in quest'Aula, i motivi per cui può ancora provare a investire su questo territorio, può far rimanere gli stabilimenti, le imprese, farle rimanere anche sulla Valle del Misa e del Nevola.
Credo che la gente, che ha una casa, che abita in quelle parti, vorrebbe sentire dal Consiglio regionale perché deve rimanere ad abitare lì e far crescere i propri figli lì. Penso che questo la gente voglia.
A questo scopo è utile un ragionamento sul lungo periodo, perché sul lungo periodo si evita il bisticcio puntuale su quell'atto in particolare e si fa un ragionamento complessivo. Alle persone si dice il percorso di questa Regione, che viene dai 10-20 anni precedenti, e si guarda ai prossimi 10, 20, 50 anni, che sono il futuro di questo territorio, il futuro in cui aziende e famiglie si devono muovere.
Bene avere ampliato un po' il tema del discorso, perché la gente dalla politica vuole che sappia governare sul lungo periodo, avere una visione sui 20-40 anni futuri. La gente, io credo, ha capito che la Regione Marche ha bisogno di peso politico, che dalla politica è necessaria una programmazione sul lungo periodo. Serve una politica che produce, che fa gli atti, che fa le cose, che movimenta i territori, anziché perdere tempo, come al solito, nelle inutili polemiche, e se ne sono sentite tante anche questa mattina.
Credo che la gente si sia accorta già nel 2020 che le Marche erano scivolate su una marginalità rispetto ad altre Regioni ed ho sentito parlare di come sono state trattate certe crisi aziendali imponenti che hanno riguardato la nostra Regione. Ho sentito parlare dell’Indesit, non ripeto come è stata trattata la crisi di Banca Marche nella nostra regione, di quello che non è stato fatto dai Governi nazionali a quel tempo.
Credo che la marginalità della Regione Marche sia stata sotto gli occhi di tutti già dal 2020. Non in base a quello che è stato l'esito elettorale, intendo.
Si capiva bene che le Marche erano state portate verso un isolamento che ha riguardato anche lo sviluppo infrastrutturale e altro, che c'era un inceppamento dovuto a tanti motivi, anche, ad esempio, ad un approccio ideologico e estremista alle cose.
Quante volte abbiamo sentito persone appartenenti allo schieramento del centrosinistra, magari ambientalisti verdi, dire che i fiumi non si possono toccare, che la natura va chiusa in una teca, in un museo e va solamente guardata da lontano dall'uomo? Queste sono state le cose che hanno creato dei problemi enormi e che oggi paghiamo.
Se parliamo dell’alluvione 2014, non mi pare che siano state additate colpe particolari ai Governi regionali. Come fanno un Governo regionale, gli enti locali, i Comuni, a gestire cose così imponenti?
È ovvio che in questi casi si deve poter contare su un contributo che viene dai piani istituzionali più alti, quindi dai Governi nazionali.
I numeri parlano chiaro. A quell'epoca 47 milioni di euro sono state le risorse intercettate per far fronte a quel tipo di alluvione.
La Consigliera Casini ha detto: “Nel 2024 che atti ha fatto il Presidente Acquaroli per affrontare l'alluvione?” Stiamo scherzando? Eravate voi al Governo, Acquaroli era all'opposizione. Volete dire che la gestione sbagliata di quell'alluvione è dipesa da Acquaroli e non da voi? Ma siamo arrivati a un punto tale di menzogna?
Il Presidente Acquaroli ha ampiamente dimostrato, lui con la sua Giunta, quello che si può fare in questi casi, potendo contare su quello che dicevo prima, sul sostegno del Governo nazionale, altrimenti non si va da nessuna parte.
Il Presidente Acquaroli ha ampiamente dimostrato di sapere fare gli atti nel momento in cui ha intercettato i 463 milioni di euro.
Badate bene, il Consigliere Carancini ha detto che questi soldi sono utilizzabili perché adesso c'è il PNRR, ma se c'era la volontà politica 300-200 milioni di euro si trovano, magari poteva trovarli il Governo Renzi, evitando quei bonus a pioggia con i quali ha disperso miliardi di euro. Se c'era volontà politica si trovavano. E vale anche per oggi: se non ci fosse stata la volontà politica del Governo Meloni, anche se c'è il PNRR, magari quei soldi andavano ad altre Regioni, andavano ad altre cose, invece sono venuti qui perché c'è un peso politico di questa Regione.
La pulizia dei fiumi. Gli atti li sappiamo fare quando siamo in maggioranza. La pulizia dei fiumi ha raggiunto ormai dei risultati storici. Il Presidente dice mezzo milione di metri cubi, ma ho sentito nell'intervento della Consigliera Casini perché il Partito Democratico questi interventi di pulizia non li ha fatti nel tempo: perché l'acqua scorre più veloce ed è più pericolosa.
Consigliera Casini, tremo all'idea che l'ingegner XX e tanta parte di quei professionisti, che hanno preso parte all'organizzazione di questi interventi, abbiano ascoltato questa sua argomentazione. Adesso ho capito perché non si sono puliti i fiumi: perché l'acqua sarebbe andata più veloce, avrebbe creato problemi.
La collaborazione dei Sindaci. Siete andati nei Comuni della Val Misa a sentire qual è il parere dei Sindaci di centrodestra, di centrosinistra e civici su quella che è stata l'azione?
Noi sì. Ci siamo andati anche recentemente, con delle assemblee importanti sul territorio organizzate da quei Sindaci e c'erano centinaia di persone. Sindaci che ci hanno ringraziato e noi ringraziamo loro per quello che è stato un impegno straordinario.
Gli atti li sappiamo fare, nel momento in cui con 2,2 milioni di euro si vanno a ristorare 668 auto e 85 furgoni.
Consigliera Casini, dico che gli atti, quando si è in maggioranza, si sanno fare e si sanno fare anche nel momento in cui si mette in moto la filiera per cui si riconoscono i contributi anche alle aziende agricole e zootecniche, cosa che non era accaduta prima.
Chiudo dicendo: cosa vogliono sentire le persone da questo Consiglio regionale? Forse, è un'ipotesi, credo che vogliano sentire che si sta lavorando e vorrei poter dire che si sta lavorando insieme, no? Anche se a volte si fa fatica a poterlo dire.
Si sta lavorando per mitigare un rischio che non potrà mai essere azzerato, perché viviamo in un contesto in cui ci sono anche dei processi globali, lo dicevate prima, che riguardano anche il nostro ambiente, che sono imponenti e che necessitano di una politica che in realtà fa fronte comune e non perde tempo nelle inutili polemiche.
Credo che la gente abbia piacere a sentirsi dire che una programmazione sulla lunga durata c'è e che prende le mosse anche da riforme che sono strutturali. Penso a quella sull'urbanistica, ma anche a quella sulla sanità, perché no, che ti fanno dire che nei prossimi 10-20-30 anni qui c'è una visione, c'è un progetto, si può stare qui, si può vivere qui.
Credo che il peso politico sia dimostrato anche nel momento in cui si ha la stabilità amministrativa e di governo e che questo Governo nazionale sta riuscendo a esprimere in questo tempo. Credo che nel prossimo anno riusciremo a dimostrare anche noi, per i prossimi 5 anni, una stabilità che porterà peso politico e serietà.
Dico che c'è una comunità marchigiana che deve essere rispettata e si deve poter dire a questa comunità marchigiana che nelle Marche si può stare bene nei prossimi 20-30-40 anni, perché c'è una politica che lavora e ci sono dei fattori che ci fanno dire che la comunità marchigiana può avere un futuro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare di cuore l'Assessore Aguzzi per aver spiegato con una relazione dettagliata. Ringrazio la Giunta che ha accettato le proposte dell'opposizione, perché credo che sia giusto avallare anche le prerogative di questo Consiglio, dell'opposizione, sui Consigli regionali aperti.
Mi sono un po' divertito ad ascoltare delle accuse dei vari Consiglieri del Partito Democratico, che si sono dimenticati che hanno governato questa Regione.
Tra l'altro, l'alluvione, per chi si ricorda, quella del 2014, è avvenuta nei primi di maggio e, se vi ricordate bene, l'anno dopo il Presidente Ceriscioli vinse le elezioni regionali e la Consigliera Casini diventò Vicepresidente della Regione. Proprio lei che oggi è venuta qui a dare lezioni di politiche ambientalistiche.
Quello che mi fa sorridere, ovviamente, è che l'anno dopo entrano loro e la colpa è nostra se nel 2022, come dice la Consigliera Vitri, il Presidente Acquaroli non ha potuto prevedere l'alluvione del Misa e del Nevola, quando dal 2015 al 2020 hanno governato loro. Sono abituato ad ascoltarne di tutti i colori.
Mi fa molto piacere…, così come quando il Consigliere Carancini dice che la Presidente Meloni nega l'esistenza dei cambiamenti climatici, la classica fake news del PD. Però è giusto smentirla al volo, perché la Presidente Giorgia Meloni, il 7 novembre 2022, quando ha partecipato come Presidente del Consiglio alla COP27 a Sharm el-Sheikh in Egitto, insieme agli altri, ha fatto questa dichiarazione: "Siamo in un momento decisivo nella lotta ai cambiamenti climatici, di cui sperimentiamo i drammatici effetti. Siamo tutti chiamati a compiere sforzi più profondi e più rapidi per proteggere il nostro pianeta e la nostra casa comune". Questa è una delle tante dichiarazioni che volevo portare a conoscenza del Partito Democratico, che è normale, facendo opposizione, provi un po' a fare demagogia politica. Poi vediamo che ogni volta i cittadini si esprimono, ovviamente il Partito Democratico, seppur crescendo ed esprimendo un loro candidato Presidente…, ad esempio in Liguria, partendo da un vantaggio clamoroso e nonostante sia stato arrestato l’ex Presidente, che l'hanno dovuto far dimettere, sono riusciti a perdere.
Il Partito Democratico qui in Aula dà lezioni, ma quando torna in mezzo al popolo le lezioni gliele dà il popolo. Questo è un dato di fatto.
A prescindere da questo, vado alla questione dei fondi europei, perché è stato detto che non è merito del Governo Meloni se arrivano fondi al Presidente Acquaroli, perché noi siamo contrari ai fondi europei. Non ho mai visto una dichiarazione, una votazione contraria ai fondi europei. Ha anche tempo, nel prossimo Consiglio regionale, di trovare una votazione di Fratelli d'Italia contraria ai fondi europei.
Mi preme dire una cosa…

(intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Prego di fare silenzio e di lasciare parlare.

Andrea PUTZU. Lo so benissimo, Consigliere Carancini, perché a differenza sua noi di Fratelli d'Italia i nostri parlamentari europei li chiamiamo per nome, perché siamo amici. Lei dovrà prendere appuntamento con una segretaria.
I parlamentari europei che hanno votato…, ma a prescindere da questo, i parlamentari europei di Fratelli d'Italia nella scorsa legislatura si sono astenuti sulla questione del PNRR, non hanno votato contro.
Tanto che, spiegando alcune posizioni legate a Fratelli d'Italia – di cui, tra l'altro, oggi parlano in molti, e mi fa piacere perché il Consigliere Carancini è una persona intelligente - ricordo che i fondi stanziati dal Governo Meloni (lei è un avvocato capace e persona che la politica la fa da tanto tempo) non sono del PNRR, ma della programmazione europea. E questo mi preoccupa, perché sono due filoni diversi.
Può andare tranquillamente a ripetizione da qualcuno del Partito Democratico, che potrà spiegarle meglio la differenza tra i fondi del PNRR e i fondi europei che ovviamente si dividono in FESR, FSE, FSC. Potremmo anche discutere su questo, però è normale, capisco che nel calderone della politica si possa dire di tutto.
Quello che mi sorprende e che mi piacerebbe capire è perché il Partito Democratico dice che noi siamo contrari ai fondi europei, che i fondi non sono arrivati dal Governo Meloni perché il Governo Meloni ha voluto investire nelle Marche, ma perché i fondi europei sono stati voluti dal PD, quindi il Governo Meloni li dà alle Marche.
Si dimenticano di dire che nel 2014 c'erano gli innamorati dei fondi europei: il Governo Renzi, il Partito Democratico, ma le Marche non se le sono filate. Lo sa benissimo il collega, ex sindaco di Senigallia, Consigliere Mangialardi, di quando veniva il Presidente Renzi a fare le passerelle.
E’ anche giusto fare le differenze, perché i cittadini marchigiani devono sapere quanto ha speso questo Governo e quanto ha speso il Governo nel 2014. Non credo vi faccia male.
Credo che si chiami operazione verità. Nessuno può dire...
Ho apprezzato molto il Consigliere Cesetti quando ha parlato di abbattere l'ambientalismo ideologico.
Tra l'altro il Consigliere Cesetti oggi è del PD, ma mi ricordo quando era Consigliere provinciale dei Verdi, una persona intellettualmente onesta, il quale si ricorda benissimo che il sottoscritto, quando c'è stata l'alluvione del 2011, era all'opposizione in Provincia. Non ho fatto opposizione per forza, ostruzionismo, non sono andato in giro a raccontare quello che la Provincia di Fermo non aveva investito, perché sapevo che c'erano delle difficoltà. Da Consigliere provinciale responsabile qual ero, non mi sembrava giusto andare a strumentalizzare.
Magari mi fa sorridere sentire il Consigliere Carancini, dire che il piano delle opere pubbliche è arrivato dopo un anno e mezzo. Ci credo. Consideri che siamo riusciti a costruire un ponte – il Consigliere Cesetti ha parlato dell’alluvione del 2011 - dove la Giunta precedente non era manco riuscita a fare il progetto, a Casette d’Ete e l'alluvione era del 2011. Per farvi capire che siamo riusciti a mettere in campo azioni relative al 2011. E qui voglio ringraziare l'Assessore Aguzzi e i dirigenti del Genio Civile per aver investito i fondi per il ponte su Casette d’Ete. Non l'avete fatto voi, l'abbiamo fatto noi. Questo è quello che mi fa sorridere.
Non potete contestare il Presidente Acquaroli che ha fatto il piano delle opere pubbliche insieme al Commissario, che voglio ringraziare di cuore, per la grande professionalità, tra l'altro riconosciuta anche da una parte dell'opposizione. Solo il Consigliere Cesetti è stato onesto nel raccontare che era la persona migliore che il Presidente Acquaroli poteva mettere in quel ruolo.
A prescindere da questo, a me fa molto piacere che dopo un anno e mezzo sia stato fatto il piano delle opere pubbliche, sa bene il Consigliere Carancini, che è stato Sindaco, che la Regione deve fare la ricognizione dei danni, parlare con i Sindaci, avere tutta la documentazione dei Sindaci e dei Comuni. Non è una cosa che si fa in pochi giorni, lo sappiamo benissimo. Ci mancherebbe altro, per chi come noi dà delle risposte più veloci ed efficienti.
Mi dispiace ascoltare la propaganda politica della Consigliera Vitri, che addirittura mescola la questione dell'alluvione, dicendo che il Presidente Acquaroli è stato poco presente perché in una riunione c'era l'Assessore Aguzzi. Ma Aguzzi è l'Assessore competente della provincia di Pesaro e Urbino. Non so chi ci voleva, l’ex Sindaco di Pesaro al posto di Aguzzi? È l'Assessore competente!
Tra l'altro sono anche contento che su questa alluvione abbiamo un subcommissario marchigiano. Quando governavate voi e si parlava del terremoto, ci avete messo tutti i commissari dell'Emilia-Romagna, perché diciamolo: il Partito Democratico marchigiano non ha mai contato nulla, contava l'Emilia-Romagna.
Tanto che molti Comuni del Pesarese, di sinistra, sono stati talmente attratti dalle politiche del PD della Romagna, molto delusi dalle politiche del PD delle Marche, che sono andati con un referendum in Romagna e lì noi siamo stati zitti.
I cittadini della provincia di Pesaro e Urbino hanno preferito, invece che essere governati dalla fotocopia del PD, andare da quelli originali della Romagna, perché forse ci sarebbero trovati meglio. Ma su questo stiamo zitti.
Tra l'altro nel 2014 ricordo molto bene…, forse la Consigliera Vitri, impegnata sulle vicende politiche di Pesaro… tra l’altro, oggi, mi dispiace, è arrivato un avviso di garanzia al Capo di Gabinetto del Sindaco. Mi dispiace che la stessa si dimentichi che nel 2014 la Regione Marche aveva stanziato dei fondi per la provincia di Pesaro e Urbino per un tratto dell'alluvione. Credo che lo sappia benissimo ed il Presidente della provincia era il suo amico, però si dimentica di dire che quando l'alluvione capita al PD la colpa è della natura, quando invece l'alluvione capita al centrodestra è perché non si fa manutenzione. Ma nel 2014 la manutenzione dei fiumi era di competenza della Provincia e questo significa che il Partito Democratico a Pesaro non è riuscito a farla.
Dopo volete dare la colpa al Governo Meloni? No, il Governo Meloni è stato eletto dopo. Nel 2014 c'era il Governo Renzi, nel 2015 è succeduto il Governo Gentiloni ed altri... Questo per farvi capire che, ci dispiace, c’è della demagogia politica. Oggi, ancora di più, vi verrà contro come un boomerang.
Io non devo dare consigli, perché sono l'ultimo a dover dare consigli, non voglio fare il professore perché non ho il titolo di abilitazione, sono un semplice studente, però credo che questi Consigli regionali aperti debbano far riflettere noi che facciamo politica.
Queste cose devono far riflettere. Se ci mettiamo a battibeccare sulle stupidaggini o a dire o a prendere in giro qualcuno - quando invece sarebbe normale spiegare che il PD è stato più bravo rispetto agli altri - a noi questo fa sorridere. Perché poi, ricordatevelo sempre: qui potete anche pensare di essere i migliori, ma i nostri insegnanti e professori sono i cittadini marchigiani. Questo è un dato di fatto.
Come è successo per la Liguria, succederà per l'Umbria e poi lo vedrete anche alle prossime elezioni regionali.
Sono certo che i cittadini marchigiani, nonostante le nostre difficoltà… Il Presidente Acquaroli non ha potuto governare cinque anni pieni, voi lo sapete benissimo, anche se siete abituati ad andare pochissimo in giro nei territori, perché siete più abituati ai giochi da tavolo all'interno del PD. Credo che il Presidente Acquaroli abbia potuto governare in questi ultimi due anni, due anni e mezzo, a tempo pieno e sta finendo.
Sulla questione terremoto, non ne volevo parlare, preferisco che il PD non intervenga, perché già avete perso le elezioni regionali su questo e credo che ne avrete per molto.
Concludo il mio intervento cercando di far riflettere quest’Aula sull'opportunità che la politica ci sta dando con questo confronto, nel dire che nessuno è più bravo dell'altro, che tanto gli errori politici li fanno tutti.
Una cosa è certa: quando c'è l'impegno, la trasparenza, l'onestà, la professionalità e l'amore per il territorio, non c'è partito politico che tenga.
Per questo voglio ringraziare il Presidente Acquaroli, la Giunta e l'ingegner XX per la grande professionalità che hanno messo a disposizione. Ma diciamo pure che voi non avete avuto il coraggio – solo il Consigliere Cesetti l'ha avuto - di dire che l'ambientalismo ideologizzato ed estremizzato ha rovinato la questione legata ai fiumi. Bisogna anche dire che tutto questo, a prescindere dai partiti, è stato voluto dall'ecologismo vergognoso ed esagerato, per un semplice motivo, bisogna avere il coraggio di dirlo, non è possibile...
Oggi voglio ringraziare il Governo Meloni, che ha voluto prendere, insieme al Ministro Lollobrigida, delle misure, ad esempio, finalizzate a pulire i fiumi. Quando ero piccolo, andavo con mio nonno lungo il fiume a prendere la legna, che poi mettevamo nel camino. Negli ultimi anni non si poteva più fare per colpa di un ambientalismo esasperato, vergognoso, che sta rovinando la nostra Nazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Menghi.

Anna MENGHI. Grazie, Presidente. Non c'era bisogno del mio intervento su un tema che, diciamo, conosco relativamente, anche perché le zone colpite sono lontane dal mio territorio, ma ho deciso di intervenire dopo la ricostruzione abbastanza interessante, fantasiosa, quanto politicamente pungente del Consigliere Carancini. Questo mi ha stimolato, perché credo che vadano ribadite alcune questioni, alcuni punti, per non mandare sprecati Consigli regionali come questi.
Innanzitutto, ricordo a me stessa e a tutti noi che questo è un consesso politico, nel rispetto dei ruoli e delle cariche ricoperte, ma noi non siamo tecnici. Possiamo avere, in base agli argomenti trattati…, nel caso specifico magari la Consigliera Casini ha una competenza un po' più inerente al tema trattato, ma noi qui stiamo discutendo di aspetti politici.
Nella ricostruzione fantasiosa e politica del Consigliere Carancini - che da un po' di tempo vedo che ha assunto un ruolo politico molto importante all'interno del PD, e di questo mi compiaccio, quindi ha azionato una linea, ricordo qualche Consiglio regionale fa, un attacco molto pesante nei confronti del Presidente Acquaroli, che non ha certo bisogno della mia difesa, non faccio l'avvocato difensore di alcuno - c'è stato un aspetto che mi ha dato particolarmente fastidio. Ha considerato gli interventi dei Consiglieri regionali, li ha messi un po' nel ridicolo, quasi sostenendo che il Consiglio richiesto dal Presidente Acquaroli…, che il Presidente Acquaroli fosse una sorta di deus ex machina che gestisce i Consiglieri a suo piacimento.
Questo il Presidente Acquaroli, non me ne vorrà, lo poteva dire, ma lo voglio dire perché non funziona così per i Consiglieri e non funziona così per me.
Allora avevo la necessità di ribadirlo, di ribadirlo e di sottolinearlo, perché mi è dispiaciuto il modo e il tono con cui sono stati trattati i Consiglieri Bilò ed Elezi, che sono intervenuti per sottolineare un aspetto. I due Consiglieri sono intervenuti con dei fatti, perché non ce ne voglia il Partito Democratico, ma ci vorrete impedire pure,,,. l'andazzo dell'opposizione, del Partito Democratico, si era capito fin da subito.
Ricordo il primo Consiglio regionale: io ero a casa ed era sulla pandemia. Fu fatto un Consiglio, pure quello, tematico - non so se vi ricordate - sulla pandemia. Si ricorderà il Presidente Acquaroli, io ero a casa e sono dovuta intervenire in maniera molto pesante. Si parlava di sanità, perché il giorno prima era intervenuto - adesso non ricordo chi fosse - l'allora direttore dell'Area Vasta, sostenendo una posizione molto politica più che tecnica.
Questo va sottolineato. Noi non siamo burattini, siamo Consiglieri regionali tutti con pari dignità.
Il Presidente Acquaroli non è una sorta di... è un Presidente. L'ha detto anche in un'intervista pochi giorni fa: si vuole far chiamare Presidente perché la legge prevede il Presidente e non il Governatore. Anche questo qualcosa vorrà dire.
È un ragazzo, mi consenta, Presidente, più giovane di me. È un ragazzo - io sono una ragazza, lui è più ragazzo di me – che fa politica da tanto tempo, sta dimostrando di governare…, ha governato un piccolo Comune del nostro territorio, ha governato anche a livello comunale.
Non mi è piaciuto quando ha dato un po' troppo retta al Consigliere Carancini, da Sindaco, glielo dico, apro e chiudo una parentesi. Però nessuno è perfetto, Presidente Acquaroli, nemmeno lei.
Sono intervenuta per puntualizzare alcune questioni politiche, a mio avviso molto importanti.
Una fra tutte, quando il Consigliere Carancini ha parlato della negazione del Vicepremier Salvini e della Presidente Meloni sulla questione dell'emergenza climatica.
Per la Presidente Meloni ci ha pensato il Consigliere Putzu, io non devo difendere il Vicepremier Salvini, non mi viene neanche bene, ma voglio sottolineare un appunto fondamentale.
Ci sono fior di giornalisti come XY e quest'estate eravamo – c’era anche il Presidente Acquaroli - alla presentazione del suo libro. XY è anche azionista, lo dico con grande orgoglio, di una casa editrice importante del nostro territorio regionale, in particolare maceratese. Tutta l'attività che XY ha fatto tecnicamente sulla questione e sulla strumentalizzazione dell'emergenza climatica è un dato di fatto.
Temi così delicati, come diceva il Presidente Acquaroli all'inizio, non possono essere trattati grezzamente, perché rischiamo di fare un grave torto a chi ci ascolta e a chi guarda la politica con attenzione ed un dato ci dovrebbe preoccupare tutti: la scarsa affluenza alle urne registrata nella Regione Liguria, e di questo siamo tutti responsabili.
Chiudo la parentesi dicendo, per esempio, che l’approccio, che forse il Vicepremier Salvini e la Presidente Meloni hanno sulla questione climatica, porta a riprendere la questione dal punto di vista del buon senso, rispetto alla pulizia degli argini e ai contadini custodi del territorio. Questo lo dice una figlia di contadini come la sottoscritta e mi piace in questa sede ricordare, per esempio, non solo quello che faceva mio padre, ma soprattutto una delle prime leggi che il Presidente della Commissione Agricoltura ha fatto per consentire la pulizia dei fiumi e dare la possibilità ai contadini e agli agricoltori di raccogliere la legna.
Pensate, c'è voluta una legge. Questo ci dovrebbe far riflettere su come in realtà, nel corso del tempo, sia stata trattata un po' ideologicamente la questione della cura del territorio.
Dico questo perché in Consigli come questo dovremmo ragionare tutti, al di là delle appartenenze politiche, con il ruolo e con il rispetto del ruolo che ognuno di noi ha in questa sede.
Alla luce di questo fatto voglio dire che, se serve una legge per portare via la legna da lungo gli argini dei fiumi, e l'ha fatta il Presidente della Commissione Agricoltura, questo ci dovrebbe, per certi versi, far riflettere.
Non entro nelle polemiche che ci sono state tra il Consigliere Rossi e la Consigliera Vitri, ma a me dispiace quando colleghe, come la Consigliera Casini, debbano, in un dibattito anche acceso tra maggioranza e opposizione, tra Consiglieri regionali, che al di là del sesso hanno pari dignità, richiamarsi alla violenza verbale. Questo lo dice una persona che di violenza verbale ne ha subita parecchia, in consessi che non sono certo questi, ma forse anche in questi. Una volta, devo dire, la Consigliera Casini, gliene do atto, mi ha difeso quando, simpaticamente, il Consigliere Carancini mi ha detto che dovevo stare zitta.
Voglio chiudere queste mie riflessioni, fatte all'impronta, con una considerazione. Vedete, quando c'è la polemica fine a se stessa… In 4 anni di polemiche fine a se stesse ne abbiamo viste tanta, anche stamattina. Mi dispiace…, e lo dico alla Consigliera Casini, che stimo e che ho imparato a conoscere in questi 4 anni. Non la conoscevo, ne avevo sentito parlare come Vicepresidente della Regione, lavoro bene con lei nel Comitato per la valutazione delle politiche e lavoro bene con lei quando interviene in Commissione Sanità, nella quale ha avuto modo di dare il proprio contributo su importanti leggi, ad alcune delle quali stiamo lavorando in questo periodo.
Stamattina la Consigliera Casini ha fatto l’esempio, e lo uso come polemica fine a se stessa, poi ne parleremo più approfonditamente nel prossimo Consiglio, dei fondi destinati dal Governo Meloni per risarcire chi ha perduto un'auto.
Consigliera Casini, siamo molto orgogliosi del fatto che la Regione Emilia-Romagna abbia copiato quest’azione. L’ha fatto la Regione Emilia-Romagna che credo all'interno del centrosinistra sia considerata una Regione inespugnabile - non c'è nulla di inespugnabile, aggiungo io – ed è considerata un modello per il centrosinistra,

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ci tengo a intervenire, anche se avevo deciso, prima dell'inizio di questo Consiglio, che non avrei proferito parola, perché già precedentemente avevo immaginato che sarebbe stato un teatrino propagandistico, e così è stato: inutile per i cittadini marchigiani, ma utile a qualcuno di noi per fare prove di campagna elettorale.
Però sarebbe anche il caso di dire, in quest'Aula, le cose come stanno, perché durante la Conferenza dei Presidenti di gruppo, e lei Presidente Latini era presente, la capogruppo del Partito Democratico ha avanzato la proposta di fare un Consiglio monotematico sull'alluvione, la proposta è stata messa da lei ai voti ed è passata all'unanimità. Tutti i capigruppo di maggioranza ed opposizione hanno votato per fare il Consiglio monotematico.
Magari lei, Presidente Acquaroli, non lo sa. Vuol dire che tutti i gruppi politici ritenevano che fosse il caso di fare un approfondimento sulle alluvioni.
Dopodiché è successo che la maggioranza ha fatto un bel passo indietro nella Capigruppo che si è tenuta la settimana, nella quale è stato detto: il Presidente Acquaroli ha chiesto di fare due Consigli, uno sul 2014.
È inutile che torno nel dire che nessuno di noi era qui, che riguardava il Governo Renzi, quindi, capite che per me è anche difficile prendere le difese di un Governo che ho fortemente contestato, quindi non lo farò. E’ anche per questo motivo che non volevo mettere bocca su questa cosa.
Però si è tornati indietro perché il Presidente Acquaroli ha voluto fortemente separare le cose, fare un Consiglio sul 2014 in quanto aveva dei sassolini dalle scarpe da togliersi - questa è stata l'interpretazione che un po' tutti ci siamo dati – e la settimana prossima faremo un secondo Consiglio sugli eventi più recenti, partendo, immagino, dal 2022.
Come opposizione sostengo e sosterrò anche la prossima settimana che separare le due cose, Presidente, non aveva senso. Tant'è che oggi l'abbiamo dimostrato qui - parliamo di eventi disastrosi in cui hanno perso la vita i nostri concittadini - facendo polemica, sbeffeggiandoci l'un l'altro, dando un'immagine pessima di quest'Aula. Mi si rompe la voce, perché sono disgustata da quello che è successo qui. È stato fatto da tutti.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Per favore.

Marta RUGGERI. Un Consigliere aveva già un discorso pronto, polemico, che ha letto, perché così era stato preparato dalla maggioranza.
Secondo me non è questo il modo, Presidente, mi scusi, di affrontare questo tipo di temi e mi viene proprio dal cuore censurare questo modo di fare. Lei ha fatto un discorso omissivo per alcune parti, per carità, ma ha volato un po' più alto. Poi i singoli Consiglieri, ciascuno per il proprio verso, hanno individuato un tema polemico per fare in quest'Aula polemica, per fare prove di campagna elettorale su una questione che non merita di essere trattata così.
La seconda cosa che ci tengo a dire è che in quest'Aula, Presidente Latini, non si può tollerare un certo tipo di linguaggio. Mesi fa mi è stato detto di non rompere le scatole, oggi è stato detto che la Consigliera rompeva, l'altra volta è stato detto alla Consigliera Menghi di stare zitta, non è possibile che i Consiglieri uomini si rivolgano così alle Consigliere donne. Grazie.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Consigliere Borroni, prendo atto della dichiarazione, anzi della sollecitazione che ha fatto la Consigliera Ruggeri, che peraltro aveva già anticipato. Pur non essendo presente in Aula al momento dei fatti che mi sono stati riferiti, vi prego ed esprimo la mia prescrizione a far sì che le espressioni siano in qualche modo continenti anche alla critica più importante della dialettica politica, ma che non trascendano in quelle che possono apparire violazioni della persona. In questo caso delle Consigliere coinvolte, a cui rivolgo il mio personale attestato di solidarietà e, mi sia consentito, quello dell'intero Consiglio, non potendo, ripeto, intervenire in questo momento per sanzionare chicchessia, non essendo stato presente in Aula al momento dei fatti.
Ha la parola il Consigliere Borroni.

Pierpaolo BORRONI. Grazie, Presidente. Farò un intervento pacato, tranquillo, anche perché penso che questa sia una questione molto delicata.
Ho ascoltato con molta attenzione le parole dell'Assessore Aguzzi e del Presidente Acquaroli e devo dire che, riguardo all'alluvione del 2014, sono convinto della bontà dell'azione fatta da questa Amministrazione regionale, anche perché quando si parla di problematiche come queste, in cui ci sono danni, vittime, gente che ha sofferto in maniera reale e concreta, bisogna essere pacati e lucidi nel fare determinate asserzioni.
Indubbiamente c’è una problematica di cambiamento climatico, è sotto gli occhi di tutti, questo è chiaro. Al contempo bisogna dire che se come amministratori non preveniamo il peggio che potrebbe succedere e che ciclicamente succede nel nostro territorio, facciamo un'omissione importante di quello che avremmo dovuto fare.
Non voglio entrare in nessun tipo di polemica con le Amministrazioni regionali che hanno preceduto l'Amministrazione di centrodestra, che in realtà non ha governato 4 anni, ma 2 anni e mezzo, come tutti noi sappiamo, perché il primo anno e mezzo è stato completamente dedicato alla problematica del Covid.
Al contempo, non cerco lo scontro, come ha indicato il Consigliere Carancini, e mi dispiace che stia uscendo dall'Aula, dovrebbe ascoltare, gli farebbe bene, ma io faccio solamente un'operazione di verità.
Politicamente tendo a sottolineare come le amministrazioni nazionali abbiano reagito a questi due eventi simili, ma di entità diversa, nel 2014 e nel 2022.
Nel 2014 abbiamo avuto danni per 366 milioni di euro, interventi immediati del Governo, relativamente immediati, perché i primi fondi sono arrivati dopo due mesi e sono arrivati 10 milioni di euro, per un totale di 37 milioni di euro complessivi, a fronte di 360 milioni di euro di danni.
Ricordiamo che il Vicepresidente del Partito Democratico in quel momento era l’ex Sindaco di Pesaro, dobbiamo averlo bene a mente.
Invece nel 2022, a fronte di danni ingenti ed enormi, il Governo nazionale, in risposta anche alle richieste di aiuto della Regione Marche, ha immediatamente stanziato 400 milioni di euro, che sono un'enormità rispetto a quanto era stato messo in campo dai Governi di centrosinistra nel 2014, circa 10 volte tanto, anche di più.
Questo ha consentito immediatamente di dare risposte concrete al nostro territorio e alla nostra Regione, con ristori importanti. Sono stati ripagati: 668 auto, almeno in parte, e 35 autocarri alle persone che avevano perso questi mezzi. Soprattutto si è messo mano alla problematica della pulizia degli alvei fluviali, che per decenni non era stata fatta.
Ma per quale motivo? Sono di questi giorni le famose fotografie, pubblicate sui social, delle cinque o sei nuove colline, formate dai 500.000 metri cubi di ghiaia rimossi dal Misa. Sono state create cinque o sei nuove colline, enormi, visibili ad occhio nudo, che rappresentano bene quanto negli anni non sia stato fatto. La motivazione di questa assenza è un'interpretazione estremista del concetto di ambientalismo. Perché l'ambientalismo è indubbiamente il rispetto dell'ambiente, più che l'ambientalismo è importante il rispetto dell'ambiente, ma l'estremizzazione di questo concetto ha portato al quanto è accaduto a Senigallia e noi oggi stiamo tentando di porre mano a questa situazione.
Di fronte a questa realtà devo dire di essere orgoglioso di fare parte di questa maggioranza, che ha fatto e sta intraprendendo delle azioni concrete, che daranno a quei territori tanta stabilità e sicurezza, anche di fronte a eventi ed intemperie gravi, come quelli che sono capitati ultimamente, con 220-230 mm di acqua per metro quadrato, che sono importanti. Una pioggia del genere è passata sulla città di Senigallia senza grandi problemi.
Il lavoro fatto dall'Amministrazione regionale, grazie all'aiuto del Governo centrale - cosa che non è avvenuta nel 2014 con l'Amministrazione del Governo Renzi - sta andando nella direzione giusta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Claudio Renato MINARDI. Grazie, Presidente. Anch'io volevo ribadire quello che è stato detto prima dalla Consigliera, che non è accettabile rivolgersi ai Consiglieri, mi riferisco sia agli uomini che alle donne, in una modalità come è stato fatto prima, dicendo di non rompere le scatole.
Siamo Consiglieri, siamo qua, diciamo quello che pensiamo e dobbiamo avere rispetto l'un l'altro, perché il rispetto l'un l'altro credo che sia anche il sale della democrazia.
Per cui grazie, Presidente, per aver preso posizione rispetto a quanto asserito da un collega prima, anche se lei non era presente.
Di questo Consiglio regionale non si è capita fino in fondo la motivazione. Se da una parte c'era un percorso di atti depositati che portavano alla gestione di una seduta monotematica, decisa da tutti i capigruppo all'unanimità, non si è capito il motivo per cui – dopo la decisione assunta dai capigruppo – si sia dovuta per forza fare una seduta sull’alluvione del 2014. Sembra quasi che si volesse dimostrare qualcosa all'Aula e all'opinione pubblica o si volesse attivare quasi uno scontro politico.
Questo aspetto non l'abbiamo capito, non solo, ma la discussione che c'è stata questa mattina in Aula è stata ha visto contrapporsi posizioni diverse, in alcune situazioni anche atti di accusa.
Non dobbiamo mai dimenticare che questo Consiglio regionale deve valutare, ragionare, discutere, trovare soluzioni rispetto ad una serie di problemi per fatti che sono accaduti, non dimentichiamocelo, e che hanno visto aziende con un metro e passa d'acqua al proprio interno, famiglie che hanno avuto le case distrutte, in alcuni casi anche sventrate, in un Comune della mia provincia, e famiglie che hanno visto cambiare il percorso della loro vita.
Noi a quelle famiglie, persone, aziende dobbiamo grande rispetto e non è la discussione, la contrapposizione in Aula che porta soluzioni. Le soluzioni vanno valutate, trovate.
Chi ha responsabilità di governo ha la responsabilità primaria di trovare le soluzioni, ma non possiamo non tener conto di quelle persone, famiglie, aziende, esseri umani, e non possiamo non tenere conto anche delle 13 vittime che ci sono state nell'alluvione del 2022.
Le contrapposizioni e lo scontro non aiutano - comunque non sarebbero compresi da parte di coloro che hanno subito i danni - a trovare le soluzioni.
Dico questo perché questo Consiglio regionale, a mio avviso, ha perso un'opportunità e un'occasione, quando per esempio avremmo potuto tranquillamente parlare del tema delle alluvioni in un’unica seduta già programmata.
Dico questo perché non c’è nessuno che deve difendere il Governo di centrosinistra o il Governo di centrodestra. Lo dico con molto senso di responsabilità, perché abbiamo la consapevolezza che il Governo Renzi non mise a disposizione le risorse adeguate nell'immediato per l'alluvione del 2014.
Del Governo Renzi, casomai, va ricordato che mise in campo, a seguito di una serie di eventi catastrofici che ci furono in quel periodo, l'unità di missione che faceva riferimento a Palazzo Chigi, che si chiamava Italia Sicura, che non è stata chiusa dal PD, è stata chiusa da un Governo successivo al Governo Renzi.
A mio avviso è stato un grave errore la chiusura di quell'unità di missione, che aveva un disegno specifico, un obiettivo specifico, che era quello di garantire e tutelare l'assetto idrogeologico del territorio italiano, del nostro Paese, che è particolarmente fragile. Infatti, stiamo vedendo sempre di più in questo periodo, in questi ultimi mesi e anni, come gli eventi climatici estremi si ripetono continuamente.
Avete memoria, nei decenni passati, che l'Emilia-Romagna fosse andata sotto l'acqua per quattro volte come è accaduto negli ultimi due anni? Non era mai accaduto. Sono eventi estremi che si stanno ripetendo continuamente e di questo non possiamo non tenerne conto.
Nella scorsa seduta, quando è stato messo in votazione il piano triennale delle opere pubbliche, dissi che gli eventi climatici devono essere oggi l'obiettivo principale, primario, di cui tener conto nella programmazione e pianificazione degli interventi e degli investimenti del nostro Paese, in particolare della nostra Regione, che è particolarmente fragile. Non possiamo non tenerne conto, non possiamo far finta di niente rispetto a quello che sta accadendo.
L’Italia è circondata completamente dal mare, probabilmente, io non sono un fisico o un meteorologo tanto da poter tirare delle conclusioni, se questi eventi succedono prevalentemente in Italia piuttosto che nei Paesi del centro Europa o del nord Europa una motivazione ci sarà.
Rispetto ai cambiamenti climatici dobbiamo avere grande attenzione.
Gli investimenti sempre di più dovranno essere finalizzati alla tutela, alla pulizia dei fiumi, alle reti idrografiche, a cercare di evitare le frane, a cercare di fare in modo che questi eventi, quantomeno, siano evitati il più possibile attraverso un'attività seria di prevenzione.
Non è negando i cambiamenti climatici, come è successo di recente e anche meno di recente, per quanto riguarda la transizione delle auto che, abbandonando i carburanti fossili, devono trasformarsi in elettriche nel 2035. Nei confronti di questa scelta dell'Europa sono state utilizzate parole sprezzanti, che io non condivido, da esponenti del centrodestra e da autorevoli componenti del Governo del nostro Paese. Credo che su questo dovremmo avere maggiore attenzione.
Voglio invece far rilevare - ed è per questo che la discussione è andata avanti – che se da una parte non siamo nelle condizioni di poter difendere alcune scelte fatte nel 2014 dal Governo, dall’altra, una cosa è certa, è quella relativa alla gestione dell'alluvione del 2022 rispetto al territorio dell'entroterra pesarese, sulla quale non possiamo non dire nulla. Se ci sono delle differenze di percentuali di indennizzo degli edifici, tra coloro che hanno avuto il terremoto e coloro che hanno avuto le alluvioni, sono ingiustificate. Soprattutto non sono stati utilizzati criteri nell'assegnazione delle risorse. Non ci sono regole e non ci sono criteri e, se non ci sono, dei Comuni hanno visto vantaggi particolari a danno di altri, magari Comuni che hanno avuto maggiori danni, hanno avuto meno risorse. Tenuto conto che ad oggi non ci sono cantieri aperti e non ci sono interventi strutturali in corso.
Ci sono anche delle scelte, come per esempio quella di rifare la rete fognaria di un Comune del nostro entroterra, che è un investimento strutturale non legato direttamente al problema dell'alluvione o ai danni provocati dall'alluvione. Quando, invece, i Comuni alluvionati non hanno avuto la possibilità di avere interventi strutturali e non sono partite le opere che servivano, perché non ci sono cantieri in corso. È inutile fare il rimpallo delle responsabilità.
Mi sembra che a distanza di 10 anni si sia voluto cercare uno scontro che non serve a niente e a nessuno. Non serve alla politica, ma non serve in particolar modo a quelle famiglie e a quelle persone che hanno avuto dei danni e che ancora non sono state indennizzate, perché dopo 2 anni e un mese sono ancora in attesa degli indennizzi.
Su questo chiedo un intervento più celere al Commissario e al Vicecommissario, dare delle risposte concrete, dare anche un criterio sugli interventi che vengono pianificati e programmati. A sentire i Sindaci di quel territorio, gli interventi sono fatti a spot o per simpatia e questo credo che non vada assolutamente bene.
Si deve tener conto di criteri e di regole, che devono mettere tutti nelle condizioni di avere delle risposte adeguate, secondo quelli che sono i danni avuti, stabilendo anche delle priorità.
Concludo, dicendo che ho partecipato a questo Consiglio regionale e sinceramente non ho gradito questo palleggio di responsabilità: “Siamo più bravi noi”, “La colpa è vostra”, “Voi avete fatto questo, voi avete fatto quest'altro”.
Non mi piace questo modo di fare, che mi è parso sia emerso in particolar modo da parte del centrodestra, che voleva dimostrare non so che cosa, quando in un unico Consiglio regionale avremmo potuto discutere il problema delle alluvioni nel suo complesso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Cercherò di essere telegrafico, perché penso che oggi lo scontro non sia voluto e non sia stato richiesto da alcuno.
Nel senso che nessuno ha pensato di fare questa duplice sessione di Consiglio per cercare uno scontro, appendersi qualche medaglia al petto. Penso di no.
Anzi, personalmente ero tra quelli che ne voleva un terzo, perché c'è una prima alluvione nelle Marche che è quella del 9 aprile 1992, dove anch’io, tra i 1.100 alluvionati, devo ottenere giustizia. Purtroppo non si parlava di ricorsi, né di risarcimenti, né di responsabilità. Mi ricordo che l'attività di mio padre era sotto 2,08 metri d'acqua e abbiamo perso tutto in un secondo, per poi ripartire con la forza che un grande e bravo marchigiano ha, avendone avuto la possibilità, a differenza di tanti altri che, purtroppo, oltre al danno materiale, hanno perso la vita.
Lo scopo di questi Consigli regionali, di queste sessioni di approfondimento, è capire il perché, dove stanno le problematiche, dove nascono e come poterle risolvere.
Anche perché sulle responsabilità non ci pensa il Consiglio regionale, qualora ci fossero, ci pensa il Tribunale ordinario, nel caso del risarcimento del danno il Tribunale delle Acque e il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che hanno sede alla Corte d'Appello di Roma.
Dobbiamo fare un ragionamento diverso. Non è un volersi appendere una medaglia, è cercare di capire per non ripetere. Se ci sono state lacune omissive umane è un conto, se ci sono state lacune naturali, dovute ai fenomeni naturali che ci circondano, è un altro.
Noi dovremmo cercare di capire dove risiedono i problemi, dove nascono, per risolverli. Altrimenti la prossima alluvione, che accadrà inevitabilmente, non si sa né dove né quando, dovremmo essere pronti a d superarla.
Questo è lo scopo del Consiglio regionale, non è voler mettere un merito o un demerito ad altri, è semplicemente capire la situazione di fatto, una fotografia: 1992, 2022, 2014, per cercare di capire le differenze alluvionali nel tempo.
Quando abbiamo approvato il GIZC, si parlava di TR100 sulle acque di ritorno, perché si fa programmazione così. Dobbiamo farlo sugli eventi alluvionali, perché sta a noi, alla politica programmatoria, cercare di capire e di dare consiglio al tecnico, che tecnicamente cerca di risolvere. Non è un voler additare qualcuno o qualcun altro.
Francamente, Consiglieri Minardi e Ruggeri, penso che sia stato sbagliato il vostro approccio iniziale, quando la Consigliera Casini ha iniziato il suo intervento cercando quasi, in difesa, di attaccare, senza volere… dopo le relazioni dell'Assessore e del Presidente nessuno ha cercato di creare uno scontro, non penso.
Non era questa l'idea, non era quella di cercare lo scontro, era quella di studiare per capire.
Io penso che sia questo l'atteggiamento giusto: studiare gli eventi che sono accaduti e succeduti nel tempo per capire e cercare di risolverli, con un approccio solutorio alle cose, per approntarlo nel prossimo futuro.
Quando lei, Consigliera Menghi, dice che c'è stata una violenza verbale, dico simpaticamente che nessuno ha attaccato la Consigliera Vitri. Semplicemente la bugia non è né donna né uomo, è una bugia. Se una persona dice una bugia, vuol dire…

(intervento fuori microfono)

Andrea ASSENTI. Appunto: l'ospedale arriverà, deve avere fiducia. Però non sposti l'attenzione.
Quando lei richiamò l'allora Assessore Castelli perché richiamava la presenza di XY su un evento, lei si imbestialì…, stesso caso spiccicato della Consigliera Vitri, con tanto di date ed orario. Si sarà confusa sulla data, quindi, è stata detta una non verità, è stata detta una bugia, è stata richiamata al senso della verità. Non è stato detto nient’altro.
Non ci sono violenze verbali, attacchi maschi-femmine, non ci sono attacchi di niente, perché nulla è stato detto da questa parte.
Rispondendo ai richiami cosiddetti di violenza nei confronti delle donne, voglio richiamare al buon senso, perché se uno non può richiamare un fatto come una bugia perché viene attaccato, tra un po', di violenza sulle donne, stiamo esagerando.
Ho richiamato l’esempio proprio per far capire all'Aula e a tutti i Consiglieri che lo stesso richiamo fatto nei confronti dell'Assessore Castelli…, ha chiesto anche scusa perché si era sbagliato, è la stessa cosa che abbiamo detto qui alla Consigliera.
Sull'opportunità del Consiglio ho già detto. Avrei preferito anche un terzo Consiglio su quello del 1992, perché, apro e chiudo parentesi, sono solamente 80 le famiglie risarcite dell’alluvione del 1992 e mancano ancora 1.020 famiglie che devono trovare giustizia da quell’evento alluvionale. Però questo è servito anche, nella sua drammaticità, per cercare di capire le conseguenze e come affrontare e approntare un'ipotesi solutoria da qui in avanti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. In realtà, a questo punto, il rischio fortissimo è di ripetersi su tante cose che sono state già dette in quest'Aula. Ci sono stati, mi pare, più di 20 interventi stamattina e questo è un segnale, secondo me, molto positivo, perché vuol dire che l'Aula è molto attenta a questo tipo di argomento e partecipa anche con vigore, che pure questo ci sta nella discussione politica.
Vorrei rimarcare, e questo lo faccio da subito nel mio intervento, la posatezza con cui sia il Presidente, il Governatore Acquaroli, sia l'Assessore Aguzzi hanno, in apertura di seduta, presentato questo punto all'ordine del giorno.
Credo che l'approccio sia stato di grandissima serenità, enunciando tecnicamente gli interventi che ci sono stati nel 2014.
Qui mi rivolgo alla Consigliera Ruggeri, lei sa la stima che ho per lei, e lo dico, però non mi sembra che sia stata questa maggioranza a cercare la polemica. Noi siamo partiti con due interventi di presentazione, sia dell'Assessore Aguzzi sia del Presidente Acquaroli, con un approccio sereno e non polemico.
I dati che prima ha ricordato l'Assessore, sono dati che all'epoca aveva messo nero su bianco il capo dipartimento della Protezione civile.
Si parlava di circa 366 milioni di euro di danni, quelli stimati ovviamente, poi abbiamo constatato che sono stati spesi solo 36 milioni, che rappresentano il 10% rispetto ai danni stimati. Questi sono dati ufficiali, che possono essere interpretati da un punto di vista politico.
Mi pare che invece diverso sia stato l'approccio che ha avuto quest'Amministrazione di recente con l'alluvione del 2022.
Però anche io ci tengo, e faccio anche qui un passo indietro, a precisare e a ricordare, perché serve anche per questo il Consiglio, non solo a noi stessi, ma anche ai marchigiani, quello che è stato l'operato di un'Amministrazione e di una Giunta. Credo che sia importante.
Ricordiamo, e lo faccio anch'io, chi era nel 2014 al Governo nel nostro Paese? C'era Matteo Renzi, esponente all'epoca del PD, ora non più, e qualcuno prima di me lo ha ricordato. Il vicesegretario del PD nazionale era l’ex Sindaco di Pesaro, il nostro concittadino pesarese. Quello è stato il momento in cui, è stato detto anche questo, ma ho detto all’inizio che, purtroppo, mi dovrò ripetere su tante cose che sono state già dette, le Marche hanno conosciuta una pagina molto buia della propria storia.
È stata ricordata l’Indesit, abbiamo detto di Banca Marche, del referendum di quei nove Comuni che sono voluti andare in Emilia-Romagna. Quello è stato un periodo molto buio della storia della nostra Regione.
Per non citare poi il sisma, dove il Consigliere Marinelli prima, giustamente, si è molto alterato toccando questo argomento, perché ha vissuto sulla propria pelle, da Sindaco e da cittadino, quello che è successo all'epoca, quando siamo stati, tra virgolette, commissariati dall'Emilia-Romagna: prima dal Commissario Errani e poi dal Commissario De Micheli. Come se non avessimo avuto da noi un commissario adatto – l’abbiamo dimostrato anche in questi ultimi due anni - a portare avanti tutto il discorso della ricostruzione post-sisma.
Anzi, approfitto anche per ringraziare il senatore Castelli per l'impegno che sta mettendo nei nostri territori, su questa ricostruzione, collaborando con tutte le amministrazioni locali.
Ringrazio pure i sindaci che con tanta passione quotidianamente fanno delle grandissime battaglie per andare avanti e per cercare di riavere quanto prima i propri borghi dignitosamente rappresentati, come prima del sisma.
Voglio anche ricordare che dall’alluvione del settembre 2022 ad oggi, questa maggioranza ha messo dal proprio bilancio circa 35 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 400 milioni di euro di cui abbiamo abbondantemente parlato anche stamattina, erogati grazie al Governo Meloni. Credo che questo sia un risultato straordinario, non un risultato scontato. Qui diamo delle cifre come se fosse tutto scontato. Nulla è scontato.
Noi abbiamo avuto un Governo che, grazie all'interlocuzione del Governatore Acquaroli, si è subito prodigato per poter dare alla Regione Marche i fondi per ripartire dopo quel tragico evento. E non è scontato questo.
Lo dico a tutti, lo ripeto anche a me stesso, lo dico a tutta l'Aula, maggioranza e opposizione. Credo che questo sia un risultato non importante, di più: importantissimo. Tra l'altro, lo ricordava qualcuno prima, circa 290 milioni sono stati già investiti.
Abbiamo parlato dell'approccio ideologico da un punto di vista ambientale. Credo che anche noi del centrodestra dovremmo incentivare il Governo nazionale a mettere in atto delle norme e delle soluzioni per superare questo approccio ideologico da un punto di vista ambientale.
Perché, è stato detto, ma credo che una volta, quando c'era la pulizia dei fiumi, quando si tirava fuori la ghiaia, queste catastrofi capitavano molto meno.
Il cambiamento climatico ci sarà anche questo, però l'approccio ideologico della sinistra in questo Paese non ci ha aiutati a evitare le catastrofi.
Avevo preso un paio di appunti anche per replicare molto serenamente ai Consiglieri che mi hanno preceduto, tutti dell'opposizione.
Hanno detto: perché dobbiamo fare due Consigli? Per capire quello che è successo oggi si deve giustamente partire da quello che è accaduto ieri.
Non vedo questo scandalo nell'aver voluto due Consigli separati, senza nessun tipo di polemica o di battibecco politico, in modo sereno, capire quello che è successo nel 2014 e capire quello che è successo nel 2022. Penso che sia stata una scelta giusta.
Ho sentito parlare dei tavoli permanenti, unità. Noi a queste cose burocratiche rispondiamo con i fatti: investimenti, azioni, lavori. Ripeto, lo stiamo dimostrando su come stiamo spendendo e fondi che sono a disposizione a seguito dell'alluvione del 2022.
È già stato risposto alla Consigliera Vitri. Mi è sembrato un po’ assurdo che lei abbia detto che il Presidente non è stato presente nei territori, oltre a Cantiano, ricordiamoci, ci sono anche altri territori. Mi pare di poter dire che il Presidente è stato sempre presente. Ha ascoltato sia gli amministratori locali che i comitati, che lo hanno ringraziato, che lo hanno spesso e volentieri ringraziato per il lavoro svolto e non solo per l'attenzione posta in essere nei loro confronti. Anche per il lavoro che ha svolto con grande dedizione insieme all'Assessore Aguzzi, alla Giunta e alla struttura tecnica, che approfitto per ringraziare.
Il Consigliere Putzu mi ha rubato la frase della Presidente Meloni alla conferenza annuale sul clima che si era svolta alla fine del 2022 in Egitto. Le avevo segnate anch'io, mi ha anticipato il Consigliere Putzu, bene così.
Questa è la dimostrazione che la Presidente Meloni non è una negazionista e che certi ragionamenti vanno fatti al di fuori di qualsiasi convinzione ideologica.
Questi sono momenti di approfondimento necessari. C'è la possibilità di confrontarsi su temi che ritengo essere importantissimi, ma soprattutto c'è, in queste occasioni, la possibilità di cercare, insieme, come la politica può in qualche modo incidere sulla mitigazione del rischio. L’abbiamo detto prima, l'ha detto anche il Governatore Acquaroli, il rischio zero è impossibile. Certo è che noi teniamo al territorio e porteremo avanti tutti gli interventi atti a difenderlo.
Anche la stessa legge urbanistica che abbiamo approvato lo scorso anno rappresenta un fattore importante anche su questo tema, lo dobbiamo dire e credo che sia giusto dirlo.
Queste occasioni devono servire per fare in modo che la politica si possa confrontare, per cercare il più possibile di evitare le catastrofi che hanno, purtroppo, in questi anni interessato la nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Presidente Acquaroli.
Vedo che abbiamo difficoltà nella nostra memoria breve, perché ricordiamo a noi tutti i motivi per i quali oggi siamo qui e lo abbiamo fatto tralasciando, qualcuno forse volutamente e qualcun altro inconsapevolmente, l'oggetto.
In questi due anni, oltre agli interventi in Aula, abbiamo depositato una messe importante di atti ispettivi che si sono accumulati, tra mozioni e interrogazioni, e lo dico riconoscendo alla proponente il merito di averli messa a disposizione di tutti.
Siccome eravamo vicini alla ricorrenza dei 2 anni, la Consigliera Vitri ha avanzato la proposta di riassumere quella decina di atti – poi magari dico perché siamo arrivati al 2014 - in una sola seduta, per cercare di approfondire, di dare il nostro contributo importante a questo tema determinante per il futuro dei nostri territori.
Siamo passati dalle mozioni e dalle interrogazioni presentate da noi… Forse al Presidente Acquaroli, vedendo che gran parte di quelle interrogazioni e quelle mozioni erano a firma mia, è tornato in mente il 2014. Lo dico così, altrimenti non si spiega.
Ha ragione la Consigliera Ruggeri quando dice: “Siamo arrivati con la proposta della Consigliera Casini in Conferenza dei Presidenti ed abbiamo deciso all'unanimità questo tipo di percorso, senza sbavature”. Lo dico per il Consigliere Livi, abbiamo deciso così.
Se ci aveste detto di no, per noi sarebbe stato anche meglio, perché avevamo otto mozioni da discutere e saremmo stati in Aula lo stesso tempo, forse un po' più efficaci, forse con meno tensioni e più puntuali sul tema del 2022.
E’ vero, che tutto quello che è accaduto è stato propedeutico per quello che è stato fatto, ma non dimentichiamoci che in mezzo ci sono state tante altre alluvioni e tanti altri territori interessati. Ci siamo fissati sul 2014.
Allora io dico: Presidente Acquaroli ha sbagliato... Non è mai un problema mio, il problema è sempre di chi non c'è, non è il mio.
Lui ha sbagliato perché io posso anche capire che nell’agone, nella convinzione di aver fatto tanto e tanto di più rispetto al passato, rendendosi conto che su questo tema non c'è l'afflato dei cittadini, non c'è l'afflato delle imprese, non c'è l'afflato un riconoscimento così importante come magari il Presidente era convinto di poter trovare. Questa cosa non c'è.
Presidente, nelle indicazioni delle nostre mozioni, che oggi le avete viste con fare polemico, c'erano esattamente la fotografia del passato, la considerazione del contingente e tutta una serie di proposte che venivano dal confronto sistematico con il territorio. Quello che oggi, magari, Presidente, non le riconosce il lavoro che ha fatto e che aveva alcune soluzioni.
Il martedì dopo, il primo Consiglio utile dopo il 15 settembre, avanzammo la proposta di utilizzare l'avanzo di amministrazione per destinare immediatamente 8 milioni di euro a quelle popolazioni. Sapete perché? Perché l'Aula mia è questa, non è altra. Perché avevo l'esperienza di quello che era accaduto l'altra volta e il delta temporale che si determina tra i provvedimenti statali e regionali e le necessità contingenti dei cittadini, che non avrebbero trovato immediatamente un soggetto che avrebbe permesso, faccio la battuta, ma non è una battuta, di ricomprare la caldaia, la lavatrice, il deumidificatore, quegli interventi immediati...
Subito, quel martedì ci avete detto che la competenza non era la vostra, stavate aspettando la dichiarazione di stato di emergenza, che c'è stata. Lo dico per la Consigliera Elezi, lo stato d'emergenza, dichiarato il giorno dopo, senza polemica, lo ha fatto il Governo Draghi. Ha messo poco? Sì, è vero, ha messo 5 milioni di euro, però l'ha fatto il giorno dopo.
È vero anche, Presidente Acquaroli, che nel 2014 la dichiarazione di emergenza avvenne dopo quasi 2 mesi. Lo dico ricordando quello che è accaduto in quei due mesi, con qualche amministratore un po' coraggioso. Guardo il Consigliere Santarelli, che votò con me, in Consiglio, una variazione di bilancio per destinare 4 milioni di euro agli interventi in emergenza, pur non essendoci la dichiarazione dello stato di emergenza, che si configura, lo dico per me, ma vale per tutti, come un debito fuori bilancio. Quindi, votai un debito fuori bilancio e rimase lì per due mesi con la promessa di qualcuno che avrebbe potuto ristorare.
Quello ha permesso a quella città, in 20 giorni, di far sparire completamente il danno provocato direttamente dal fiume.
Non cancellò i morti, la paura, il terrore di quel serpente, ma ci rimise nelle condizioni di ripartire e di avere una stagione estiva incredibile.
Presidente, avete sbagliato. Anzi, posso dire: ha sbagliato perché cercare la comparazione tra due ere politiche, climatiche, economiche non ha senso oggi, non ha nessun senso.
Venite a comparare il Governo, intanto il Governo regionale… Io vi faccio la battuta perché i numeri...
Ahimè, forse di tutto questo Consiglio l'unico che conosce i fatti e conosce gli atti, con giacche diverse, quella del Sindaco di una città colpita, quella del Presidente dell’ANCI regionale e quella del coordinatore nazionale dell’ANCI che stava ai tavoli nazionali per trattare le questioni del nostro territorio. Era un'era completamente diversa ed è sbagliato… Il patto di stabilità, le risorse che non c'erano, i progetti che non si riuscivano a concretizzare.
Ve la faccio come battuta - voi volete capire - sapete come si chiamavano, lo dico da Sindaco, quando arrivavano le allerte meteo? Non erano gialle o, come si capisce oggi, arancioni o rosse. Erano “modesta”, “moderata”. “Moderata” corrispondeva all'arancione di oggi. “Moderata”!
Ed è sbagliato, Presidente. Cosa dovete dimostrare? Come avete speso le risorse e quanto siete stati bravi a reperirle? Io non penso che sia questo l'obiettivo.
Presidente, del suo intervento ho colto un aspetto che mi convince molto, quando ha detto: “Bisogna avere la consapevolezza”.
Adesso vi faccio l'esempio della vostra consapevolezza, perché dal 2020, da quando siete arrivati, al 2022, mi dite quante risorse avete speso su quel mostro pericoloso che si chiama fiume Misa? Ve lo dico io: zero. E’ pericoloso anche lì.
Sapete cosa è successo a Natale del 2021, autorizzato da voi, tanto eravate consapevoli della pericolosità di quel fiume, nel tratto cittadino, quello che oggi è andato fuori, quello che ha devastato la città, che ha fatto migliaia di euro di danni? Avete autorizzato il posizionamento delle luci di Natale.
La Giunta comunale di Senigallia è venuta qui, dopo che il fiume, per nemesi propria, il 14 dicembre aveva portato via tutto; è venuta dall'Assessore Aguzzi a chiedere il riposizionamento dei cavi, avevano bucato gli argini per posizionare le lucine che erano andate via. Lo dico non in maniera negativa. Ahimè, è il recupero del suo intervento: la consapevolezza che non c'è. Ahimè, come per me, la consapevolezza l'avete fatta sulla vostra pelle. Perché la vasca di espansione di Bettolelle, 1982, così almeno non sto lì a dire di chi fosse e quanto tempo di ritardo, l'avete chiusa dopo che il 15 settembre è passato tutto lì sopra.
Presidente, non serviva, però colgo da parte sua, come dire, la disponibilità al confronto serio. Non mettete le bandierine, perché qualche volta la consigliano pure male.
Perché se prende le ultime piogge e dice: “Quanto siamo stati bravi”, quelle piogge non sono cadute dove fanno male al fiume Misa, sono cadute...

PRESIDENTE. Sono terminati gli interventi dei colleghi Consiglieri.
Adesso la parola torna alla Giunta.
Considerata l'importanza delle comunicazioni, il dibattito e i tanti Consiglieri che sono intervenuti nel dibattito, l'intervento del Presidente sarà di 10 minuti.
Ha la parola il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Ringrazio tutta l'Aula per gli interventi fatti.
Devo dire che non voglio essere polemico, però la patente di quello che è giusto e non è giusto non ce la può dare nessuno di noi, sicuramente non il PD.
Rivendico la richiesta che ho fatto alla maggioranza di scindere le due discussioni. La rivendico perché li ritengo due fenomeni diversi, due approcci e due argomenti completamente diversi.
Gli eventi del 2014, del 2011 e possiamo metterci il 2006 hanno determinato delle conseguenze e una sensibilità magari diversa. Forse è anche sbagliato dire questo, perché in tutto il comprensorio del Misa-Nevola, a Senigallia, la sensibilità era alta da anni.
La rivendico perché credo che un conto sia trattare le argomentazioni per come sono state poste dall'Assessore Aguzzi e da me nell'introduzione di questo Consiglio regionale, un conto sarà quello che faremo martedì prossimo, dove andremo nel merito delle cose che secondo noi sono state fatte e secondo voi non sono state fatte, ma che comunque rappresentano delle procedure, delle gestioni di qualcosa che c'è, è materializzato, è concreto ed è più o meno, lo diremo martedì prossimo, giudicabile, però è sotto gli occhi di tutti.
Cosa diversa è invece parlare del fenomeno del dissesto idrogeologico, di come va affrontato e di quello che dobbiamo fare per affrontarlo.
Dico anche, molto sinceramente, oltre a rivendicare la scelta di due discussioni diverse, con le motivazioni le ho appena dette e che confermo, c'è tanta gente che, girando in questi territori, mi ha chiesto e ci chiede di parlare di quegli anni perché politicamente, in quegli anni, dai Governi nazionali e comunque dalle istituzioni che potevano dare una spinta diversa, raccogliendo una sfida che stava accadendo intorno a quel territorio…, non sono state fatte.
Dico, rispondendo al Consigliere Carancini, che non mi permetto mai di giudicare nessuno, perché chi ha fatto il Sindaco, chi ha avuto una responsabilità amministrativa sa benissimo che tutti noi possiamo sbagliare, che la verità nessuno di noi la detiene totalmente, ma che i Consigli servono per confrontarsi, a volte per criticarci, per accusarci rispetto alle scelte che ognuno di noi ritiene più giuste e più legittime.
Ma mai, questo lo voglio proprio dire, voglio liberare me, la maggioranza e quest'Aula dal dare giudizi su quello che fanno gli altri, perché noi riteniamo sempre tutti in estrema buona fede, però ci sono delle cose, e spero nell'ordine del giorno che la maggioranza presenterà, che vanno fatte.
Io auspicavo una discussione che andasse in quella direzione. Avrei voluto ascoltare…, invece, purtroppo, non sono riuscito ad ascoltarle questa mattina.
Perché se la buona fede e anche la volontà di rivendicare quello che era stato o non era stato fatto, anche a livello normativo nazionale…, perché no, diciamocelo, se degli eventi stanno cambiando, se una Regione sostanzialmente e strutturalmente denota delle problematiche, sarebbe giusto che il dibattito politico regionale e nazionale indirizzasse le scelte in una direzione.
Quando parliamo di ambientalismo ideologico non parliamo di qualcuno che, in qualche maniera, giustamente, rivendica degli aspetti. Il mio giudizio è che quell'ambientalismo ideologico ha prodotto dei danni enormi e continua a produrre dei danni enormi. Non voglio attaccare nessuno, ma la manutenzione in un territorio come quello marchigiano è una delle prime priorità. Non è necessario l'evento eccezionale se non facciamo gli scoli sui campi, se non puliamo i fossi, se non c'è la manutenzione degli argini e degli alvei dei fiumi. Basta poco per creare criticità, che si possono togliere.
Cosa diversa sono i cambiamenti climatici. Non si può pensare alla governance di un territorio continuando a vedere i crinali su cui si è costruito, un approccio dell'uomo e delle amministrazioni sul territorio scollegato tra territorio, valle e collina, l'una dall'altra, rispondendo all'esigenza particolare, ma non tenendo in considerazione le problematiche complessive e generali. Avrei voluto parlare questa mattina.
La legge del governo del territorio, che piaccia o no, che sia condivisa o no, ha affrontato un problema: quello del saldo zero, che è un tema centrale nella gestione del territorio.
Guardate, dato che mi è stato chiesto cosa facevamo nel 2014, premesso che a giugno del 2014 sono stato eletto Sindaco e un mese dopo, neanche un mese dopo… Prima che il Governo nazionale dichiarasse lo stato di emergenza per l'alluvione, sono stato eletto Sindaco.
Ma al netto di questo, in quegli anni avevamo lavorato alla legge sul governo del territorio, che poi non fu approvata a fine mandato da quella maggioranza. Problemi che riguardavano quella maggioranza e quel Consiglio. Io non entro e non giudico nessuno. Dico solo che c'era una Commissione che aveva lavorato in quella direzione. Non solo non è stata approvata dal 2014 fino al 2015, non è stata neanche approvata dal 2015 al 2020.
Sono aspetti fondamentali perché, purtroppo, lo dico anche in maniera costruttiva, approvare leggi che affrontano queste problematiche è una missione nostra, è una missione vostra, anche trasmettere al Governo nazionale le difficoltà di questi territori.
Le risorse sono una parte della partita, ma le leggi sono fondamentali, perché la legge fa cultura. Oggi c'è la paura ad intervenire da parte dei contadini, dei proprietari dei fondi, degli enti, dei funzionari, dei dirigenti, perché fuori dall'emergenza c'è un approccio di difficoltà nelle manutenzioni, anche quelle che apparentemente possono sembrare più semplici.
Mi aspetto dalle istituzioni…, come ha fatto – ha detto bene la Consigliera Menghi – il Presidente della Commissione Agricoltura, che, vivendo queste esperienze, nel suo nuovo ruolo le ha portate all'attenzione del Governo nazionale. La semplificazione di togliere il legname, credo che sia un atto dovuto.
Possiamo continuare in quella direzione, rivendicando anche le cose fatte e l'approccio, perché noi le stiamo dicendo queste cose, con le difficoltà, le carenze, con tutti quelli che sono anche i limiti che abbiamo, e non pensiamo di essere superuomini, anche se qua dentro ogni tanto sento qualcuno che assomiglia più, dalle parole, a un superuomo che a una persona che vive sulla terra. Ma noi le ammettiamo e le vogliamo affrontare. Scevri dalla volontà di appropriarsi di un risultato.
Ma non si possono dire le bugie. Ne ho sentite alcune questa mattina, non le ripeto. Soprattutto non si può dire che non abbiamo messo…, gettando il cuore al di là dell'ostacolo, su questi temi e su queste priorità.
Perché, dalla legge del governo del territorio agli oltre 30 milioni di euro di bilancio, risorse ordinarie destinate alla manutenzione dei corsi d'acqua… Guardate, se voi fate la sommatoria: 30 milioni di euro… di fondi di natura regionale, non presi dai Ministeri o dalle programmazioni europee… Presumibilmente, dico una cosa senza avere un riscontro, se facciamo la verifica, 30 milioni di euro non so se siano stati stanziati in tutte le legislature messe insieme. Non lo dico facendo un'accusa a qualcuno, perché per alcuni anni, fino al 2016, la Regione non aveva la competenza, quindi non poteva stanziare fondi su una materia di cui non era competente. Tutto questo non avviene per accusare qualcuno, avviene per distinguere.
Resto delle mie convinzioni: se avessimo affrontato i due Consigli insieme, oggi avremmo parlato di tutt'altro rispetto a quella che era l'intenzione. Facendo le dovute differenze rispetto a quella che era l'intenzione, che noi avevamo e che volevamo affrontare in questo Consiglio, ragionare.
Ne siamo convinti, ne sono convinto, credo che nessuno possa mettere in discussione le mie convinzioni.
Sono convinto in estrema buona fede, come sono convinto che martedì prossimo voi cercherete di dire che tutto quello che noi abbiamo fatto, a partire dal Governo nazionale, non funziona. Se non è così, martedì prossimo smentitemi. Grazie.

PRESIDENTE. Vi verrà distribuita una proposta di risoluzione, come ha anticipato il Presidente Acquaroli, a firma di tutti i componenti della maggioranza, Consiglieri Livi, Marinelli, Rossi, Bilò, Putzu, Dallasta, Acciarri, Marinangeli, Baiocchi, Assenti, Battistoni, Ausili, Menghi, Elezi, Borroni, Latini, Pasqui.
“Premesso che l'evento alluvionale che ha colpito Senigallia e il Misa, tra il 2 e il 4 maggio 2014, territorio fortemente colpito anche dai recenti eventi meteorologici del 2022, aveva già causato ingenti danni sul territorio, evidenziando già 10 anni fa la necessità di interventi strutturali di manutenzione e mitigazione del rischio idrogeologico in futuro, così come evidenziato nelle comunicazioni del Presidente Francesco Acquaroli e nella relazione dell'Assessore Stefano Aguzzi nella seduta odierna del Consiglio regionale;
Considerato che tali problematiche scaturiscono da un orientamento fortemente ideologico che per decenni ha orientato le scelte legislative a livello nazionale e anche l'approccio locale sul tema, che hanno successivamente condizionato l'operatività e le scelte di programmazione; i più recenti avvenimenti che hanno colpito anche altre Regioni testimoniano l'abbandono che i territori hanno subito negli ultimi decenni e l'urgenza di intervenire in modo strutturale; tutto ciò considerato, impegna il Presidente e la Giunta a farsi portavoce nei confronti del Governo nazionale per porre in essere tutte le iniziative al fine di individuare eventuali modifiche normative volte a semplificare le possibilità di intervento e potenziare la programmazione, al fine di porre in essere le condizioni per un governo del territorio più sicuro e rispondente alle esigenze legate alle problematiche causate dai cambiamenti climatici.”
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questo impegno, secondo noi, praticamente dimostra l'inefficienza del Presidente, perché il Presidente e la Giunta devono farsi portavoce nei confronti del Governo nazionale per porre in essere tutte le iniziative al fine di individuare eventuali modifiche normative, che neanche sapete, volte a semplificare la possibilità di intervento e a potenziare la programmazione.
Ora, Presidente, se è vero come è vero quello che lei ha detto che ha messo in atto tutte le norme che potevano avvantaggiare e scongiurare il rischio idrogeologico e ha addirittura parlato di saldo zero e di consumo di suolo zero… , se l'è proprio sognato il saldo zero, lo ha sognato stanotte, la invito a chiedere agli uffici se è vero che c'è il saldo zero, perché non c'è.
E non solo: “a potenziare la programmazione”, ma non è lei quello che ha sottoscritto un accordo con una società romana per fare tutte le pianificazioni e progettazioni di tutte le opere che sono state date dal Commissario? Lo sapete voi, Consiglieri, che è stato sottoscritto questo accordo? Certo che lo sapete, siete d'accordo.
Come possiamo essere d'accordo? Se lei questa nota l'avesse messa il 5, ci saremmo pure potuti mettere d'accordo, nel senso che effettivamente...
Ma lei chiede oggi, a distanza di 10 anni, di farsi portavoce. Impegnano lei a farsi portavoce nei confronti del Governo, lei non è portavoce che è il Commissario? Lo dico per la sua maggioranza, Presidente.
Lei è già il Commissario, non ha bisogno di fare il portavoce o di essere indicato come portavoce. Ma lei lo capisce che questo impegno l'affievolisce? Lei è il Commissario e non ha bisogno di fare il portavoce.
Poi: “…le condizione per un governo del territorio più sicuro e rispondere alle esigenze legate alle problematiche causate dai cambiamenti climatici”. Quello che si deve fare è quello che lei ha detto e che sta facendo. Perché la sua maggioranza le chiede di impegnarsi a fare questo, se lei ha detto che lo sta facendo? Lo dico per lei. Lei è già il Commissario, lo ripeto per l'ennesima volta.
E poi: “l'evento alluvionale che ha colpito Senigallia e il Misa tra il 2 e il 4 maggio”, io ci metterei pure il Fermano nel 2011, va là. Visto che ci siamo, mettiamoci pure il 2022, il 2023, il 2024, perché è di oggi, sul giornale, che il comitato degli alluvionati si lamenta di quello che sta facendo lei, Presidente. Ci possiamo anche mettere questo articolo, che è uscito in data odierna, se vogliamo arrivare ai nostri giorni.
Ma a lei, Presidente, chi le ha consigliato questa Assemblea aperta? Io vi domando: perché? Lo dico per il suo bene, per quale motivo si mette nelle nostre mani, che le diciamo quello che pensiamo, quello che sappiamo e quello che è scritto negli atti, quando poteva benissimo intervenire tranquillamente il 5, dicendo quello che aveva fatto, i fondi che aveva ottenuto e tutte le cose che lei ha fatto e sta facendo, senza dover essere umiliato con questo impegno?
Presidente, noi, anche per la figura del Commissario, oltre che per le premesse narrative, voteremo contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire, però, Consigliera Casini, abbia pazienza, veramente, glielo chiedo a mani giunte, abbia pazienza.
Che lei arrivi a dire al Presidente che viene umiliato da quest’Aula mi sembra qualcosa di abbastanza pesante.
Ribadisco, perché l'ho detto già nel mio intervento prima e lo hanno detto tanti altri Consiglieri, penso il contrario: che questo Consiglio sia servito proprio per fare chiarezza.
E sa che c'è, Consigliera Casini? Questa chiarezza serve non tanto a noi che stiamo qui, ma anche a noi per sapere le cose, per conoscere sempre nel dettaglio quello che succede in questa Regione, ma serve soprattutto ai cittadini, perché hanno capito la differenza che c'è stata tra il 2014 e il 2022 e lo capiranno ancora meglio.
Tra una settimana torneremo sull'alluvione del 2022, perché qualcuno ha detto serviva per far capire… Certo serviva ai cittadini marchigiani per capire quello che sta succedendo da un punto di vista tecnico e politico.
L'invito alla maggioranza, che ha sottoscritto la risoluzione, è quello di votarla. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva).

La seduta è terminata.

La seduta termina alle ore 15:05.