Resoconto della seduta n.167 del 19/11/2024
SEDUTA N. 167 DEL 19 NOVEMBRE 2024
La seduta inizia alle ore 10:35
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti, dichiaro aperta la seduta n. 167 del 19 novembre 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 166 del 12 novembre 2024, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Interrogazione n.1372 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Gravi carenze di primari e personale nell’Ospedale di Fermo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1372 - a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il presidio di Fermo e l'Azienda sanitaria territoriale di Fermo sono tra le aziende più performanti della nostra Regione, tanto più per il fatto che presto vedrà la luce il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo e, a breve, fra un mese, anche l'ospedale di Amandola. All'interno di questi presidi ospedalieri verranno installate le migliori tecnologie di cui, in questo momento, la scienza dispone E’ un’Azienda sanitaria di particolare attrattività per coloro che svolgono le professioni sanitarie.
Naturalmente, il tema della mobilità o della possibilità che i professionisti, non solo della sanità, hanno di cercare le migliori opportunità nel mercato della sanità pubblica, non limita la mobilità tra sanitari e tra presidi ospedalieri. Vero è, però, che oggettivamente l'attrattività dell'Azienda sanitaria territoriale di Fermo è altissima, alla luce non solo degli investimenti che sono stati fatti e che vengono fatti dalla nostra Regione, ma anche per l'altissima caratura dei professionisti che operano nell'Azienda sanitaria territoriale di Fermo.
L'Azienda riferisce che è in via di emanazione una serie di concorsi, proprio per sopperire alla pianta organica, per ripianare la pianta organica, in particolare nella rianimazione, nella patologia clinica, nell'otorino, nella fisiatria, nella sanità animale e nelle malattie infettive.
Non è vero ciò che viene scritto nell'interrogazione, che fa seguito a tutta una sequela di pesantissime critiche che danneggiano l'immagine dell'organizzazione sanitaria dell'Azienda sanitaria territoriale di Fermo e anche l'impegno e la professionalità di tantissimi professionisti, perché non credo che il conflitto e la lotta politica in un'Assemblea legislativa possano portare a queste continue critiche diuturne sulle dimissioni di un sanitario.
Voglio ricordare che quel primario che oggi lascia l'Azienda sanitaria di Fermo era il seconda in graduatoria. Se c'è stato un errore, è stato proprio quello di averlo assunto, attingendo il secondo di un concorso e non il primo, e questo è avvenuto in epoche di cui il Consigliere Cesetti ben dovrebbe averne chiara memoria.
L'Azienda sanitaria territoriale di Fermo gode di ottima salute, è una fonte di grande attrattività per i sanitari. Stiamo investendo e, per la prima volta nella storia, avranno due ospedali per acuti, Fermo e Amandola. Il resto lo lascio giudicare ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. È la prima volta, in 4 anni, che l’Assessore Saltamartini, nell'interfacciarsi con me per rispondere alle interrogazioni, mente sapendo di mentire.
Dice che l'Azienda del fermano è una delle più performanti delle Marche perché ci sono due ospedali in costruzione, terminati. Bene, li abbiamo decisi, programmati e finanziati noi, la precedente Giunta. Voi andate soltanto a tagliare i nastri, con ritardo, perché quello di Fermo è terminato da tempo con le risorse da noi stanziate e voi, ad oggi, non ci avete messo 1 euro.
Quello di Amandola, che andrete ad inaugurare il 14 dicembre, lo abbiamo programmato e finanziato noi e non è vero che... perché Il Sole 24 Ore ha pubblicato su Italia Oggi una classifica sulla qualità della vita e la sanità è l'aspetto che penalizza Fermo, terzultima davanti soltanto a sud Sardegna e Vibo Valentia. Sono 4 anni che voi siete al Governo di questa nostra Regione e la provincia di Fermo è la terzultima d'Italia! Questa è la verità sulla vostra organizzazione della sanità.
E che cosa fanno? Lo ha indicato prima l’Assessore Saltamartini: non è coperto un post, al Pronto soccorso il primario manca da 2 anni…
Interrogazione n. 1375 – a risposta immediata
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Realizzazione di impianti per la realizzazione di energia elettrica da fonte eolica denominati "Sessaglia" e "Apecchio" ubicati nel Comune di Apecchio (PU) con relative opere connesse ed infrastrutture nei Comuni di Apecchio (PU). Città di Castello (PG), San Giustino (PG) e Mercatello sul Metauro (PU) e impianto "Monte Miesola" ubicato nei Comuni di Sassoferrato (An) e Fabriano (An)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1375 - a risposta immediata – del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Occorre premettere che gli impianti citati nell'interrogazione concorrono alla produzione di energia da fonte rinnovabile. Infatti, sono state attivate le procedure finalizzate all'ottenimento dell'autorizzazione ai sensi dell'articolo 12 della legge 387 del 2003.
La legge dello Stato ritiene tali impianti strategici, tanto da dare all'autorizzazione forza da variante urbanistica laddove fosse necessario.
Appare, pertanto, evidente che allo stato attuale il procedimento sia in una fase di valutazione tecnica. Saranno quindi gli uffici regionali competenti che, attraverso istruttorie tecniche e partecipazioni delle fasi di inchiesta pubblica, verificheranno l'esistenza o meno dei fattori tecnico-giuridici di vincolo che non consentono la realizzazione di tali impianti.
Se si intende andare oltre, occorre ovviamente dare uno sguardo anche al di là delle singole situazioni, perché dal 21 giugno 2024 è uscito un decreto, così titolato: "Disciplina per l'individuazione di superfici e aree idonee per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili", quello che attendevamo da due o tre anni per poter redigere poi una successiva legge regionale.
Su questa legge regionale si sta lavorando, è di competenza dell'Assessore Antonini come produzione di energia. Questo non vuol dire che a me non interessi, però so che è stato dato un incarico all'Università di Ancona per poter redigere queste linee guida, che dovranno rispettare gli indirizzi che il decreto dà. Non è che la Regione può dire no dappertutto, ci sono degli indirizzi che il decreto dà.
Oltre a questo, purtroppo c'è l’obbligo di raggiungere l'obiettivo di 2,3 GW entro il 2026, al quale noi non ci possiamo sottrarre, e oggi siamo circa a 0,8, quindi, vuol dire quasi triplicare l'attuale produzione di rinnovabili nella nostra Regione.
A questo punto la limitazione qual è? Noi dobbiamo perseguire l'obiettivo di produzione di energia e, allo stesso momento, dobbiamo cercare, per quel che mi riguarda, di tutelare al massimo le aree, soprattutto quelle più delicate, che abbiamo nelle nostre zone collinari o montane.
Cosa devo rispondere a quest'interrogazione? Non posso che raccomandare ai nostri tecnici la massima attenzione, ovviamente, e rigidità nel rispetto delle normative, delle leggi e di quanto ci viene indicato. Non possiamo sottrarci a questo e chiaro che…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Cari colleghi, i nostri crinali appenninici sono diventati oggetto di un'ulteriore volontà speculativa, richieste su richieste di ditte extraregionali che intendono ricoprire i nostri monti di decine e decine di pale mega eoliche, dall'altezza anche di 200 metri.
Dopo lo scempio del parco mega eolico sito nel Monte dei Sospiri, nel mio comune, ad Apecchio, e altre brutture autorizzate in passato, sono arrivate altre richieste di altre 12 pale ad Apecchio, 8 tra Sassoferrato e Fabriano, alle quali si aggiungono altri impianti al confine dei nostri Comuni del Montefeltro e dell'Alta Valle del Metauro. Ci sono, tra l'altro, anche richieste di altri impianti in altre province, come a Macerata.
Nessuno è contrario all'energia eolica, lo tengo a precisare, ma coprire i nostri crinali di questi mega impianti non è solo devastante per il nostro paesaggio, è in pieno contrasto con la vocazione turistico-ricettiva di queste zone e con le scelte politiche, anche regionali, fatte in questo territorio, vocato ormai da decenni al turismo grazie all'unicità della natura e del nostro paesaggio.
Considerate, tra l'altro, che si ha la volontà di installare alcuni di questi impianti vicini a delle abitazioni, vicino ad aziende agricole, portando ad una loro inevitabile svalutazione immobiliare e un deprezzamento dovuto anche al disturbo uditivo procurato dalle pale.
Inoltre, ingenti e irrimediabili problemi saranno procurati alla fauna migratoria, visto che i nostri passi appenninici sono il luogo naturale di passaggio dell'avifauna europea.
Se l'Europa ci chiede di arrivare a una percentuale considerevole di energia verde, posso essere anche d'accordo che la stessa venga prodotta in altri siti. Volete il mega eolico? Fatelo nel mare, a miglia di distanza dalla costa, come già autorizzato in Emilia-Romagna.
La Regione può fare tanto, escludendo queste aree appenniniche dal piano delle zone idonee che dovrà essere redatto a breve, ma celermente bisogna anche che il Ministero dell'Ambiente si attivi affinché questi progetti non vengano calati dall'alto, progetti discutibili anche da un punto di vista economico. Labile il confine tra l'energia verde e gli incentivi…
PRESIDENTE. Partiamo male questa mattina, Consigliere. Dobbiamo fermarci, siamo nelle interrogazioni a risposta immediata, Question Time. Concedo un minuto in più alla prossima interrogazione a risposta immediata, che è quella della Consigliera Vitri, ma non perché è la Consigliera Vitri, perché così parifichiamo maggioranza e opposizione.
Rispettiamo le regole del Regolamento interno, rispettiamo anche le parole che diciamo in relazione alla dignità dei nostri colleghi quando facciamo delle affermazioni, sia in termini di risposte sia in termini di replica. Vi chiedo vivamente di farlo.
Interrogazione n. 1376 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti
“Sollecito pubblicazione bando rimozione e smaltimento amianto entro il mese di dicembre 2024”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1376 - a risposta immediata – dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti. Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa legge è stata approvata a maggio del 2020, che l'attuale amministrazione regionale finanziò a fine 2020, per il primo anno, con € 200.000.
Le finalità della legge sono di erogare contributi per lo smaltimento e la rimozione di piccole quantità di amianto da proprietà private, negli immobili di proprietà privata situati sul territorio regionale, e negli immobili ad uso residenziale. Questo è importante. Gli immobili di proprietà privata diversi da quelli individuati dalla lettera A, residenziali, ma che sono ubicati nel territorio omogeneo A, B, C, dell'articolo 2 del decreto, che abbiano la conformità, per farla in sintesi, quindi, che siano di civile abitazione, residenziale, e che abbiano la conformità edilizia.
I contributi sono previsti e concessi per un importo pari al 60%, a fondo perduto, della spesa complessivamente sostenuta, per un massimo di 2.000 euro.
Quando la finanziammo nel 2020 per il 2021, su 200.000 euro finanziati si erogarono solo 72.000, perché era complicato da parte del cittadino porre le richieste, avere le caratteristiche, le conformità edilizie, le spese, come per il progettista professionista che doveva elaborare il tutto, a fronte di soli 2.000 euro di contributo. Ciò ha portato al fallimento delle previsioni di quella legge, seppure fosse ben impostata. Tant'è che io la trovai approvata, non finanziata, e la finanziai.
Per il momento si ritiene che l'ipotesi di avviare un ulteriore percorso attuativo della legge non possa prescindere, allo stato attuale, da una preliminare revisione in sede legislativa. Per capirci, noi cambiamo la legge rendendola più ampia, più fluida, più accessibile e magari anche più conveniente, alzando anche il limite del contributo, altrimenti riproporre la legge così com'è, per un ulteriore finanziamento, significa semplicemente creare una grande aspettativa nell'idea del cittadino che poi difficilmente riesce ad ottenere il contributo.
Attualmente non siamo intenzionati a rifinanziarla a queste condizioni, ma sono ben disponibile e ci sto, in qualche modo, lavorando con le esigue risorse di personale dei miei uffici, che sono chiamate a mille situazioni in questi periodi tra richieste che arrivano per i fotovoltaici e tutto il resto. Comunque, cercheremo di modificare questa legge in modo da renderla magari più fruttuosa e finanziabile, eventualmente sul prossimo periodo, sul prossimo anno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore Aguzzi, siamo d'accordo su tutto. La ringrazio per la risposta e mi fa piacere che ci sia la volontà, però mancano i fatti, perché io sono alla terza interrogazione su questo tema.
Lei mi ha sempre risposto che non ha intenzione di pubblicare i bandi perché la legge della Giunta precedente non ha dato i risultati sperati e oggi mi dice, e mi fa piacere, che sta lavorando ad una proposta, ad una modifica di legge.
Allora le chiedo, Assessore Aguzzi, magari me lo può dire dopo, per le vie brevi: c'è già? Lei l'ha vista? C'è già la proposta di modifica di legge, è la mia, che ho depositato il 22 aprile 2020, ed è la proposta di legge n. 14. E’ una modifica alla legge precedente in cui chiedo di estendere le maglie e anche i requisiti degli aventi diritto al contributo. Avendo individuato i motivi per cui molti non avevano partecipato al bando, con questa proposta di legge - che è depositata e ferma in III Commissione -chiedo semplicemente di modificare la legge precedente in modo che tutti possano partecipare, perché vede, smaltire amianto non è un vezzo perché l'amianto è brutto e non ci piace, ma è da 32 anni fuori legge e ogni anno nelle Marche muoiono 180 persone di mesotelioma e nel 90% dei casi la motivazione è proprio l'esposizione all'amianto.
Lei è Assessore all'ambiente, ma questo è anche un dovere nei confronti dei marchigiani, doverli proteggere, fare in modo che questo bando esca al più presto.
Noi abbiamo anche una mozione, le ricordo, che chiede di intervenire, a lei come al Presidente Acquaroli e a tutta la Giunta, con il Governo nazionale affinché si arrivi ad un testo unico che dia delle linee guida a tutti gli enti per la rimozione dell'amianto.
Deve essere una battaglia senza appartenenze politiche, Assessore. Non mi basta oggi, alla quarta interrogazione che presento, che lei venga qua a dirmi: no, il bando non lo faccio e, con i tempi possibili e la disponibilità dei funzionari e delle funzionarie, faremo una nuova legge.
C'è già, l'ho fatta io, l'ho presentata, ci ho lavorato. Cerchiamo almeno su questo di collaborare, Assessore Aguzzi. Faccia partire l'iter in Commissione della mia legge, questo è un primo passo, e poi faccia il bando estendendo i requisiti.
Non è difficile, non servono 100 dipendenti. Basta far partire l'iter in III Commissione, questo è già un primo passo, e il bando entro...
Interrogazione n.1377 – a risposta immediata -
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Proposta di atto aziendale degli enti del SSR”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1377 - a risposta immediata – dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. A seguito della complessa situazione in cui verteva la sanità della nostra Regione, il programma elettorale della maggioranza, che ha vinto queste elezioni, prevedeva un ampio percorso riformatore che, peraltro, è stato avviato durante i 2 anni e mezzo di Covid nella nostra Regione. E’ stata approvata la legge di riforma della sanità regionale, mediante la quale è stata sostituita l'Azienda sanitaria unica ASUR con 5 Aziende sanitarie territoriali e, a seguito dell'approvazione della legge regionale, è stato approvato il Piano socio-sanitario regionale.
In conseguenza di questi due atti di programmazione, la legge prevedeva la redazione degli atti aziendali, cioè degli atti riorganizzativi del sistema sanitario regionale, sulla base, evidentemente, dei criteri organizzativi previsti dalla legge regionale e dagli atti di programmazione, non solo di quelli regionali, ma anche di quelli nazionali: Piano nazionale esiti, Piano nazionale socio-sanitario.
Le aziende che hanno ricevuto la responsabilità di redigere gli atti aziendali hanno ricevuto una direttiva precisa sulla redazione degli atti aziendali, che consentisse di predisporre quest'atto alla luce di una concertazione specifica con ogni dirigente sanitario della nostra Regione. L’attività di concertazione, che aveva alla luce di questo percorso la domanda sanitaria che era stata individuata da una ricerca fatta dall'Università Politecnica delle Marche e dall'Università Bicocca di Milano, è un percorso che si sta concludendo in questi giorni.
Voglio anche sottolineare che non è vero quello che è stato affermato più volte in dichiarazioni stampa e nei giornali, che c'è un ritardo, che c'è chissà quale danno all'organizzazione e ai servizi sanitari dei nostri cittadini. Non è vera nessuna di queste affermazioni, perché l'atto di riorganizzazione aziendale deve tener conto delle premesse che io ho svolto e soprattutto delle necessità dei territori. I primi esiti che abbiamo della complessa attività di riforma della nostra Regione, eravamo rimasti l'unica Regione ad avere un'unica Azienda sanitaria regionale, stanno producendo i loro effetti, come dimostrano in questi giorni alcuni dati che sono di riscontro all'aumento dell'efficienza.
Non c'è nessun tipo di preoccupazione da parte dei cittadini sulla redazione degli atti aziendali, che saranno pronti al più presto per il concerto e anche per essere sottoposti alla Commissione salute.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, non si smentisce, il suo linguaggio del corpo e il balbettio sulla risposta dicono tutto.
Credo che sia giusto ricordare ai cittadini che la riforma simbolo dell'era Acquaroli è la riorganizzazione sanitaria, che è la più importante e lo strumento più importante era l'atto aziendale.
Voi avete approvato questa legge ad agosto 2022 ed è entrata in vigore il primo gennaio 2023. Avevate messo a disposizione dei Direttori generali 60 giorni per predisporre l'atto aziendale. Lo dico ai Consiglieri di ogni territorio: 60 giorni, scaduto l'8 ottobre. E’ uno scandalo, ad oggi, che siamo il 19 novembre ancora non sappiamo quale tipo di programmazione e gestione ogni azienda ha.
Lei dice che non ha fatto effetto questi 2 anni di assoluta assenza? Glielo dico io: nelle liste di attesa siamo tra le peggiori in Italia; c'è una mobilità passiva che cresce, perdete 40 milioni; il 9,7% delle famiglie marchigiane non si cura più, un dato superiore a quello nazionale. Il CUP è diventato una barzelletta, sono più i giorni che sta interrotto che al servizio delle persone. In questi 4 anni avete ricevuto più soldi degli altri anni.
Non mi interrompa, Assessore, per infastidirmi, non mi interrompa, le sto raccontando solo alcune delle disgrazie sanitarie che avete provocato voi, perché non solo siete inadeguati, siete anche arroganti e presuntuosi.
Interrogazione n. 1378 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Centro di diabetologia pediatrica presso l’Ospedale Salesi di Ancona”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1377 - a risposta immediata – dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Anche su questa interrogazione il tema è quello di un organico adeguato alle esigenze della domanda sanitaria della nostra Regione ed è legato, indubitabilmente, al tema che nel nostro Paese i medici non sono stati formati e noi li stiamo formando. Questo è il tema dirimente a livello politico.
Quest'anno entreranno in servizio 10.000 medici che sono stati decisi nel 2015 e in pensione ne andranno 16.000. Nel 2015 c'era il Governo guidato dall'onorevole Renzi.
Il tema è che, attraverso la nuova formazione dei medici che stiamo operando dal 2022, più 150 l'anno…, è vero che alcune specializzazioni non sono appetibili, ma il numero di medici che arriveranno nella nostra Regione, indubitabilmente, irrefutabilmente, sarà adeguato dai prossimi anni a coprire la domanda del servizio sanitario.
Il Salesi, che è un'eccellenza che noi vogliamo riportare ad essere una delle prime eccellenze nazionali, ha una carenza di alcuni specialisti. Ci dobbiamo domandare se in Italia e nelle Marche mancano i pediatri, se la responsabilità può essere attribuita al Governo della Regione Marche, all'esecutivo della Regione Marche che governa da 4 anni.
La risposta è molto semplice: si sta redigendo l'atto aziendale riorganizzativo e l'Azienda mi risponde che l'organizzazione e l'organico di questo specifico reparto sono concertati con il primario, c'è un rapporto dialogico tra l'Azienda e l'organizzazione specialistica del settore e mi riferisce il Direttore generale di Torrette, che si è data priorità all'assunzione di un dirigente medico, di prossima attuazione, concertata con il primario, e, parimenti, ci sarà un'integrazione con personale infermieristico.
Il tema, indubbiamente, è il solito, quello dei professionisti che mancano e noi li stiamo formando, che c'è un aumento del Fondo sanitario nazionale che, al di là di tutto quello che si può dire, verrà portato da 134 miliardi, almeno dalle notizie che abbiamo. Sappiamo che da 25 anni la legge finanziaria si chiude con la predisposizione da parte del Governo dell'atto di fiducia, la richiesta di fiducia.
Avremo la legge finanziaria del prossimo anno chiusa e approvata alla fine di quest'anno e, dico, queste sono le notizie che i cittadini devono sapere, perché rispetto al passato, rispetto a tagli di 40 miliardi del Fondo sanitario, rispetto alla mancata formazione dei medici, il sistema si avvia verso la risoluzione dei problemi che i cittadini hanno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, come sempre le faccio una domanda e lei mi dà una risposta rispetto ad un altro tema, perché la domanda che avevo fatto con questa interrogazione, ma evidentemente lei vede il futuro, per cui mi ha risposto anche su altri temi, è per quale motivo non ci sia una dotazione di personale infermieristico dedicato alla diabetologia pediatrica.
Ora, lei penso che saprà, rispetto a tutti i numeri che ha fino adesso elencato, che non abbiamo fatto noi il Piano socio-sanitario e non c'è bisogno dell'atto aziendale, perché lei ha scritto nel Piano quale deve essere dotazione per la pediatria, e sono 4/5 infermieri dedicati. Lo ha scritto lei, è stato approvato dalla sua maggioranza e invece abbiamo mezza infermiera dedicata e questo, nel caso di bambini pediatrici, è gravissimo.
Sono certa che lei saprà che la prevenzione e le cure immediate possono aumentare le aspettative di vita nei bambini, infatti, se la malattia compare sotto i 10 anni, è causa della perdita di 16 anni nell'aspettativa di vita. Non solo, nel ricovero in ospedale dei bambini che hanno questa patologia deve essere considerato anche lo stress che subiscono le famiglie, perché non è semplice seguirli dal punto di vista dietetico. Non stiamo guardando una dietista che deve organizzare una dieta per una situazione post o pre operatoria, ma per dei bambini che devono rinunciare a dei cibi, che devono fare l'insulina e che possono avere delle complicanze gravissime.
Il fatto che non ci siano medici - non racconti le balle come sempre - né infermieri, né dietisti, fa di questo reparto un reparto che può diventare, invece che un'eccellenza, pericoloso. Grazie.
Interrogazione n. 1379 – a risposta immediata -
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Progetto per la realizzazione del nuovo Ponte Garibaldi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1377 - a risposta immediata – dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Parliamo spesso di quest'opera e ne testimonia anche l'importanza, con la quale occorre dare una risposta celere.
Mi rivolgo adesso a chi ha proposto quest’interrogazione. Non rifarei per intero la storia che abbiamo detto più volte all'interno di questa situazione, dell'abbattimento del vecchio ponte Garibaldi dopo l'alluvione del 2015, la passerella pedonale che successivamente è stata posta, giustamente, per non creare un disservizio in quel territorio e poi la presentazione del primo progetto e la discussione sul franco idraulico, cioè su quanto dovesse essere alto o meno rispetto alle normative uscite nel frattempo. L’individuazione di un problema, perché posizionare un ponte con quella nuova altezza prevista avrebbe portato un danno; anche un parere negativo della Sovrintendenza per quel che riguarda l'oscuramento dei portici che si hanno di fronte. Questa è un po' la storia, alla quale, ripeto, ho voluto un attimo accennare senza ripercorrerla.
Alla luce di tutto questo, lo scorso anno è stato richiesto ad ANAS, che è il soggetto attuatore, di sviluppare un progetto definitivo che è stato reso disponibile la scorsa estate, pochi mesi fa, poiché il manufatto presentava un impatto non trascurabile. Era stato chiesto ad ANAS di sviluppare alternative progettuali rispetto a quelle iniziali. Le successive interlocuzioni con la Soprintendenza hanno richiesto modifiche alle rampe di accesso e all'impalcato.
Ad oggi, pertanto, al termine di una complessa fase di concertazione per conciliare la sicurezza idraulica, il pieno rispetto delle norme e l'inserimento del manufatto nel contesto urbano, il progetto finale del ponte è disponibile e si è in attesa della Conferenza dei servizi per l'approvazione definitiva.
Per quel che riguarda l'esplicita domanda dell’interrogazione, non c'è nessun incarico alla società SOGESID per quel che riguarda questo tipo di struttura, perché il tutto è in carico ad ANAS è il soggetto attuatore, che sta portando avanti la progettualità definitiva. Non c'è stato nessun incarico alla SOGESID per quel che riguarda questa infrastruttura e non è previsto..., anzi siamo alla fase finale, dovremmo essere a questo punto, poi l'appalto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, ha fatto bene a ripercorrere l'iter del ponte interessato dall'alluvione del 15-16 settembre, la demolizione, forse anche inopportuna, del ponte che era stato interessato, ma non compromesso, ma soprattutto lo stato attuale.
Assessore, noi abbiamo incaricato ANAS di progettare un intervento autostradale all'interno della città di Senigallia. Perché ANAS, con tutto il rispetto dei progettisti, è intervenuta, lo ha ricordato, con la prima proposta che era un ponte autostradale e la seconda che forse era peggiore della prima.
Non sono assolutamente soddisfatto della sua risposta. Vi chiedo di approfondire. SOGESID era quasi una provocazione:. Date l'incarico a qualcuno che costruisca ponti dentro la città, che li faccia adeguati a quella quinta, in assoluta sicurezza. Prima la sicurezza e poi la quinta scenica, ma non si può evitare di costruire un manufatto adeguato alla città di Senigallia.
In alternativa, siccome il problema non è a valle ma a monte, acceleriamo la costruzione delle vasche di espansione, portiamo a 300 metri cubi il quantitativo di acqua al secondo all'interno della città e, a quel punto, il ponte… altrimenti, meglio non costruirlo.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1249 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, “Relazione Commissario Straordinario nominato dalla Giunta in relazione alla situazione dell'Ambito Territoriale di Caccia Ancona 2”, l’Assessore Antonini è assente, quindi l’interrogazione viene rinviata.
Interrogazione n. 1215
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini
“Realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano ed ammendante di qualità da FORSU nel Comune di Force (AP) – loc. San Salvato”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1215 dei Consiglieri Cesetti, Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. L'impianto di cui si tratta è per la produzione di biometano da FORSU, che è stato sottoposto al procedimento autorizzativo unico avente la Provincia di Ascoli Piceno come autorità competente. Ciò in relazione al fatto che, trattandosi di un impianto di trattamento rifiuti da sottoporre a valutazione di impatto ambientale, l'autorizzazione da rilasciare ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 387 del 2003, in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili, ne abbiamo parlato anche nell’interrogazione precedente, è confluita nel procedimento di cui sopra, cioè in capo alla Provincia.
Vale la pena ricordare che, sia per la qualità di impianto che effettua trattamento di rifiuti, sia per il fatto che produce energia da fonte rinnovabile, biometano, le leggi dello Stato prevedono che tali impianti siano di interesse pubblico, indifferibili e urgenti, tanto che le autorizzazioni, qualora necessario, costituiscono variante allo strumento urbanistico. Su questo, purtroppo, ne parliamo spesso, non perché non vogliamo intervenire, ma perché comunque occorre stare all'interno dei canoni di norme di legge, che non dipendono da questa Regione o da una Provincia o da un Comune, bensì da normative dello Stato abbastanza stringenti.
Questo non vuol dire che si è d'accordo e che tutto si debba autorizzare, però di fatto non si può neanche, a prescindere, dire che la politica è contraria perché quell'impianto lì non piace, oppure potrebbe produrre cattivi odori o potrebbe produrre chissà che altro, e vietarlo. Questo è un piccolo inciso che voglio fare perché, purtroppo, parliamo spesso di queste situazioni legate alla cosiddetta transizione ecologica. Tutte queste situazioni, vuoi fotovoltaico, agri-fotovoltaico, pale eoliche o attività di questo genere, producono sempre un impatto sui territori e nello stesso momento impattano con le normative.
Pensate che - visto che ho tre minuti lo dico, non c'entra niente con questo e chiedo anche scusa – la legge Draghi prevede, addirittura, per impianti di questo genere, non dico di FORSU, ma fotovoltaici, un privato può essere espropriato del proprio terreno anche contro la sua volontà. Se un privato oggi viene a identificare un terreno, sul quale vuole porre un fotovoltaico o una pala eolica, e il proprietario è contrario può avvalersi dell'esproprio, anche se è un privato. Questo lo ritengo assurdo, perché un conto è che un privato venga espropriato perché deve passare un'autostrada, un immobile pubblico, una scuola, un qualcosa di urgente, ma essere espropriati da un altro privato solo perché vuole porre lì una pala eolica, lo reputo un po' oltre le righe. Voglio anche pensare e sperare che il Governo attuale, futuro o quale che sia, possa rimediare un attimo a questa cosa, perché è un eccesso. Scusate questo inciso, considerato che ho più tempo di prima, ho voluto fare questa chiosa per dire il mio pensiero personale, al di là del contesto.
Tornando a quello che riguarda Force, il procedimento si è concluso con un'autorizzazione unica rilasciata dalla Provincia di Ascoli Piceno, che include il parere favorevole all'autorizzazione, sempre per quel che riguarda la legge n. 387 del 2003, formulato dai funzionari e dal Dirigente del Settore Fonti Energetiche, Rifiuti e Cave Miniere della Provincia di Ascoli Piceno.
C'è stato poi un ricorso da parte dei Sindaci del territorio ed in questo momento il procedimento è giunto nelle sedi giudiziarie e, se mi permettete, a questo punto, dette le cose tecniche e pratiche così come sono, non mi addentro in ulteriori giudizi, visto che c'è anche un procedimento che giace ed in sviluppo, non so in quale forma, nelle sedi giudiziarie.
Consigliere, lei ha posto una questione reale, che ho cercato di intendere anche dando il mio umile pensiero personale. È una fase conclusa con un'autorizzazione che era in capo alla Provincia tramite conferenza di servizi ed è stata impugnata. Io non le posso dire come può o non può andare a finire questa evoluzione. Spero nel miglior modo possibile per i cittadini e per tutti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore, mi rendo conto che non mi poteva rispondere niente di diverso, però forse la Regione…, magari gli uffici potevano fare qualcosina in più.
Siamo d'accordo tutti, penso che sia inopportuna la realizzazione di quell'impianto di produzione di biometano nell'area industriale di San Salvatore di Force. Perché siamo tutti d’accordo? Perché il primo atto che venne presentato in questa direzione fu a prima firma della Consigliera Capogruppo Casini , anche a mia firma e, nel contempo, venne presentato un atto a prima firma del Consigliere Antonini, poi diventato Assessore regionale.
All'esito, il Consiglio regionale delle Marche approvò una risoluzione all'unanimità con la quale si chiedeva alla Provincia di Ascoli Piceno di soprassedere al rilascio dell'autorizzazione unica e di sollecitare le ATA ancora inadempienti a dotarsi del Piano d'Ambito di Gestione dei Rifiuti. Tutte queste cose non so se siano state fatte dalla Regione Marche. Infatti, prima le avevo chiesto di rinviare, poi ho visto che c'era questa risoluzione approvata all'unanimità.
Forse si poteva fare qualcosa in più, perché non è che quello che decidono i giudici in sede giudiziaria, in questo caso il Consiglio di Stato, sia oro colato, passatemi questa espressione. Certo che noi dobbiamo rispettare le decisioni dei giudici, ma la Regione ha anche la possibilità di emettere degli atti.
Voglio ricordare che questo impianto nasce con un'istanza del 4 ottobre 2018, ma dopo il 2018 è cambiato un po' il mondo, perché è del 2022 la riforma della Costituzione - quante volte l'abbiamo detto in quest'Aula? - che all'articolo 9 prevede che la tutela dell'ambiente è tra i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale. Dice che la Repubblica tutela l'ambiente e la Repubblica è costituita sempre da Comuni, Province e Regioni, oltre che dallo Stato e la normativa Draghi che decide o la normativa nazionale, che ci ha ricordato l'Assessore, va interpretata anche alla luce di queste modifiche della Costituzione.
Secondo me ci torneremo sopra. Vedremo cosa è successo, so che a ottobre c'era un'udienza per la revocazione. Accertiamo quello che è successo e poi magari ci torneremo sopra.
Interrogazione n. 1262
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Posti letto Santa Croce ancora tanta incertezza e confusione”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1262 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Incertezza e confusione probabilmente albergano sia nella visione dell'interrogante, sia nel Partito a cui lei appartiene.
In realtà il sistema della nostra Regione, che era tracollato nell'incipiente avvio della pandemia da Covid-19, aveva portato i marchigiani a domandare l'efficientamento di quel sistema. Un sistema che era basato, come abbiamo più volte ricordato in quest'Aula, su un'unica Azienda regionale, con tutti i limiti che questo aveva, perché il modello organizzativo della sanità che, come noto, è affidato per Costituzione alle Regioni e nessuna Regione d'Italia aveva un'Azienda così grande, di 1,5 milioni di abitanti.
Il programma di questa coalizione, che si è affermata nel 2020, prevedeva la riforma dell'organizzazione sanitaria, riforma che è stata approvata con legge regionale, sostituendo l'Azienda unica con cinque Aziende territoriali e attraverso la predisposizione del nuovo Piano socio-sanitario… Lo voglio ricordare perché l'abbiamo detto più volte, non per i Consiglieri regionali che sono qui presenti, ma per l'eventuale possibilità che ci sia qualche cittadino che ci ascolta.
Il Piano socio-sanitario che abbiamo redatto insieme all'organizzazione poggia su due pilastri fondamentali, uno è la ricerca della domanda delle prestazioni sanitarie fatte alla nostra Regione. C'è uno studio preciso dell'Università delle Marche e dell'Università Bicocca, che individua quali sono i flussi della domanda sanitaria attraverso cui possiamo riorganizzare il sistema sanitario.
Nella nostra Regione non c'era stato nessun tipo di studio sull'argomento e questo ci pone nella capacità di riorganizzare il sistema secondo un elemento oggettivo, che è la domanda dei servizi sanitari.
I posti letto nella città di Fano non sono un canovaccio da sbandierare nelle elezioni per strappare un posto letto in più a qualche altro presidio della provincia di Pesaro o da un'altra parte. I posti letto nell'ospedale di Fano devono garantire la precisa domanda di un ospedale così importante per la città di Fano, che ha 60.000 abitanti, e per l'intera vallata, che siano in grado di rispondere alla domanda sanitaria.
C'è da tener conto che, per fare questo tipo di intervento… Intervento che spetta, come ho già detto per gli atti aziendali, rispondendo alla precedente interrogazione…, da questa interlocuzione che passa tramite la domanda dei flussi sanitari, la riorganizzazione e le proposte dei primari e degli specialisti dell'ospedale.
I posti letto non sono una domanda della politica o del Consigliere di Fano, che deve spiegare ai suoi elettori che porta i posti letto o li difende, i posti letto di Fano sono necessari per dare una risposta alla domanda dei cittadini.
Su questi posti letto, su cui ho risposto più volte in quest'Aula, c'è la delibera n. 639 del 2018, approvata dalla precedente Giunta regionale, che noi non abbiamo modificato, che prevedeva che i posti letto fossero propedeutici a garantire le attività ortopediche e riabilitative in strutture da individuare.
L'ospedale di Fano ha 289 posti letto. Stiamo facendo degli interventi, anche edilizi, molto significativi e importanti. L'atto aziendale garantirà, come ho già detto, la risposta ai flussi della domanda e la risposta la potremmo fornire nel momento in cui ci sarà un aumento del finanziamento del Fondo sanitario nazionale, anche regionale – non dimentichiamoci: meno 40 miliardi dal 2012 al 2020 - e l'aumento dei medici che avremo a disposizione. Perché ho toccato il Partito della Consigliera interrogante? Perché ogni volta che viene a interrogare: perché non ci sono i medici o perché non c'è quello, la risposta è: chi è contrario ad assumere medici?
Il problema è che nel nostro Paese, anche per le politiche del suo partito, che ha sfondato il bilancio pubblico portandolo da 2.700 miliardi a 3.000 miliardi… La spesa solo per gli interessi è lievitata a 100 miliardi di euro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Non cedo alle provocazioni dell'Assessore Saltamartini, che evidentemente è in difficoltà. Però ci tengo anche a dire che se è in confusione la sottoscritta e il mio Partito, il suo non è messo meglio, perché le ricordo che il Sindaco di Fano è della Lega ed era Consigliere regionale.
Sa il Sindaco di Fano, al secondo Consiglio comunale, chi ha convocato? Come ha risposto alle interrogazioni su questo punto? Ha risposto senza citare neanche la specialistica di ortopedia, come se non sapesse, dopo tre anni e passa che è stato in questo Consiglio comunale, che il buco nero della mobilità passiva dipendeva da questa specialistica, non sapeva neanche che il Protocollo d'Intesa del 2018, che io conosco bene, Assessore, glielo assicuro, prevedeva ciò. Prima questione.
La seconda è che, siccome ha parlato di tutto tranne che di ortopedia, il giorno dopo il Sindaco è stato intervistato dai giornalisti e gli hanno chiesto se almeno sapesse che i posti erano riservati a ortopedia e quanti, a suo parere, ne servissero per l'ospedale di Fano, anche per quella specialistica. Sa come ha risposto il suo Sindaco, che è anche il mio? Che per l’ospedale Santa Croce servono 100 posti letto, Assessore, 20 per ortopedia, gli altri potrebbero essere sparsi negli altri reparti e 50 per altri servizi. Adesso le leggo quali servizi ha detto. Potrebbero andare ai privati, compreso il progetto della clinica privata convenzionata di Carignano, quando la stessa ditta Romani, che vuole mettere in piedi questo progetto, ha dichiarato a mezzo stampa che per andare avanti con questo progetto, basta che i posti letto di ortopedia siano attivati all'ospedale Santa Croce di Fano
In più c'è anche una mozione che è stata bocciata in quest'Aula quando l'ho proposta io, ma approvata in Consiglio comunale a Fano, che chiede che 50 posti letto vadano all'ospedale pubblico e quella volta un Consigliere di Fratelli d'Italia ha votato contro e il nostro Sindaco è uscito coraggiosamente dall'Aula senza votare. Ma non basta. Qui lei non ha letto neanche le mie domande, perché ha risposto con la solita tiritera di tutti gli atti che avete fatto, che evidentemente non hanno portato i risultati. L'ha detto brillantemente il Consigliere Carancini.
Lei non sa neanche che il suo Capogruppo della Lega ha dichiarato: "La Fano del Sindaco Serfilippi sfida la Regione. Attacco della Lega sul polo della sanità privata, Cotignola 2 a Pesaro". “Acquaroli e Saltamartini, cosa c'è dietro a questa accelerazione?” Ci levate i nostri 50 posti letto per accreditarne 80 a Villa Fastiggi. Lei oggi, come al solito, non mi ha risposto e non solo Ruggeri, il Sindaco di Fano e XY rimarranno nella confusione più totale, ma ci rimarranno anche i cittadini, non solo di Fano ma della provincia. Questo perché gli atti aziendali sono in ritardo e lei non ci vuole dire, in quest'Aula, che cosa prevedono. Questo è quanto.
Interrogazione n. 1306
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mangialardi, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Riapertura del bando per sostenere i progetti di vita indipendente per le persone diversamente abili”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1306 dei Consiglieri Vitri, Mangialardi, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Quest’interrogazione mi permette di mettere a fuoco un tema particolarmente delicato, che è quello del sostegno a delle persone con gravissime forme di disabilità, tema che credo non possa appassionare il conflitto politico tra maggioranza e opposizione, perché rischiamo di toccare una categoria che merita la maggiore attenzione fra tutte le categorie di disabilità che esistono, senza fare una graduatoria.
Credo che ci siano dei dati molto eloquenti al riguardo, nel senso che per Vita Indipendente il finanziamento che abbiamo trovato all'atto di assumere questa responsabilità di governo della Regione Marche era di 3.100.000 euro. Il fondo è stato aumentato negli anni successivi, permettendo dal prossimo anno il raddoppio, perché abbiamo messo 1,5 milioni di euro l'anno e lo faremo anche nel prossimo bilancio di previsione.
Nei quattro anni di governo, se ci seguirete…, se andrete voi al governo come preannunciate dopo l'Emilia-Romagna e l'Umbria,… noi la partita ce la giocheremo, non dubitate. Se succederà questo, mi piacerebbe che voi assumeste lo stesso impegno di portare nei vostri esercizi 1,5 milioni di euro l'anno, perché noi lo stiamo facendo e abbiamo raddoppiato il fondo per Vita Indipendente.
Ora è evidente che la rivendicazione che viene da quei ragazzi, mi permetto di definirli così, ma si sono offesi, quindi da quelle persone è di avere l'autonomia funzionale con quattro o cinque assistenti per ciascuno di loro, il che significa portare questa somma per Vita Indipendente a 40 o 50.000 euro. Non so se questo sarà possibile.
Voglio solo dire che, per questi ragazzi, la nostra Regione - questo è merito anche dei Consiglieri dell'opposizione e di questo Consiglio regionale che ha approvato i provvedimenti di bilancio – è, in proporzione al rapporto di queste persone, la Regione che ha il più alto finanziamento in Italia.
Almeno una bandiera, diciamo così, di riconoscimento per questa sensibilità che trova origine e si radica nel Consiglio regionale delle Marche spero si possa avere. Non lo rivendico come Assessore, quando ho portato questi provvedimenti all'approvazione della Giunta, lo rivendico a nome del Consiglio regionale delle Marche, e questo io lo voglio dire in modo chiaro.
Se c'è un elemento su cui possiamo essere uniti, è l'attuazione di quella famosa Costituzione che viene richiamata qui, ma che poi non viene rispettata quando si approvano i documenti di bilancio, quando non si finanzia il Servizio sanitario regionale, quando non si formano i medici. La Costituzione all'articolo 3, secondo comma, lo voglio citare, impegna la Repubblica, la Regione, lo Stato a garantire la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione della persona umana. Compito della Repubblica è la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione della persona umana, da cui poi tutto il resto si dipana: diritti alla salute, sociali, civili e così via.
Noi lo stiamo facendo. Mi piacerebbe che, per la prima volta dopo quattro anni, da parte dell'opposizione ci sia il riconoscimento che nella nostra gestione, quando andremo a elezioni a novembre o dicembre del prossimo anno, abbiamo raddoppiato il fondo per Vita Indipendente, portandolo da 3 a 6 milioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, scusi, chiedevo se avesse concluso e nel caso non avesse completato, le avrei chiesto di completare la risposta, perché io le chiedevo informazioni anche relativamente al bando e lei su questo non mi ha detto nulla. Mi permettevo di chiederle informazioni, perché la domanda era proprio questa. Pensavo fosse una dimenticanza o una mancanza di tempo. Deduco che non mi abbia voluto rispondere… C'è il bando? Ci dà il testo del bando? Uscirà il bando? Mi darà il testo della risposta. Non posso interloquire, altrimenti non ci sentono. Mi darà il testo della risposta, ma la mia domanda era anche per sapere se intende riaprire il bando regionale, per permettere a tante persone in attesa di poter accedere al progetto, e quando.
Ma non solo. Lei ci ha detto che ha raddoppiato il fondo. Noi chiedevamo un vero e proprio adeguamento del progetto alle esigenze di oggi, in termini di aumento del budget, ma non solo a causa dell'inflazione.
La cifra attuale, al momento, è insufficiente. Addirittura alcune persone riescono a permettersi solo il pagamento di un assistente per quattro o cinque mesi all'anno. Ricordiamo che hanno bisogno di assistenti H24, persino di notte, per alzarsi a bere e con l'attuale budget non possono permettersi l'assistente per tutti i dodici mesi.
Le chiedevamo anche, e questo è molto importante e non mi ha risposto, di rivalutare i progetti esistenti e l'adozione di una nuova scala di valutazione a favore della disabilità intellettiva e sensoriale, oggi ancora esclusa.
Dalla manifestazione che si è tenuta davanti alla sede della Regione, con i rappresentanti delle associazioni, mi pare non sia cambiato nulla, nonostante loro siano stati molto chiari. Ringrazio tutti coloro che si sono esposti, hanno partecipato e hanno manifestato le proprie richieste.
Da allora ad oggi, da quello che ho capito dalla sua risposta, non hanno ottenuto nulla, non è cambiato nulla. Ma soprattutto mi spiace molto, Assessore, sentirla così arrabbiato, risentito, anche piccato nei confronti sia delle persone con disabilità che nei nostri confronti.
Non capisco perché ci viene a dire che dobbiamo essere uniti e lavorare assieme per portare avanti una richiesta, un risultato, e poi qua la sentiamo rancoroso nei confronti delle persone con disabilità, che non chiedono nulla di strano. Io le ho ribadito le richieste.
Oggi ho posto, con questa interrogazione, due domande e non ho avuto risposta a nessuna delle due. Assessore Saltamartini, mi fa piacere che lei mi dia il testo scritto e proverò a leggerlo con attenzione, sperando di trovare qualcosa in più rispetto a quello che mi ha detto, perché mi sembra di aver sentito solo un po' di risentimento, addirittura pensando alle elezioni. Mi spiace, Assessore.
Interrogazione n. 1325
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi. Vitri
Stato di avanzamento dell’edilizia sanitaria PNRR - Missione 6 Componente 1”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1325 a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In premessa vorrei dire che io sono stato eletto come voi e uso i timbri e le modalità di espressione che ritengo più consoni. Non mi arrabbio, per carattere e natura, per favore, non appiccicatemi questi adesivi, queste etichette tipiche della sinistra e, la prossima volta, se volete, la risposta la scrivete voi, così io leggo quello che volete sentirvi dire, se così è. Comunque procedo per la mia strada, voi potete dire di essere soddisfatti o non soddisfatti, fate quello che ritenete più opportuno.
È un'interrogazione che, come al solito, segue il solco dell'opposizione, in particolare del Consigliere Carancini, sui presunti ritardi nell'attuazione del PNRR. Non è vero assolutamente nulla. Il PNRR della Regione Marche procede secondo i target previsti da un controllo e da un monitoraggio nazionale, semplicemente per la considerazione che, se vi è un solo ritardo nell'esecuzione di queste prestazioni, di questi lavori, c'è un problema per il nostro Paese, perché l'Unione Europea ha impegnato l'Italia a garantire, nei termini stabiliti dall'accordo, l'esecuzione di questi lavori.
Ci sono state delle discrasie con alcuni lavori che sono stati affidati a Invitalia, che, come sanno i Consiglieri dell'opposizione, è un'agenzia che è stata strutturata per aiutare gli enti.
Ora, il quadro generale è gigantesco. Proviamo un attimo a ripassare brevemente quello che si è fatto in questi quattro anni: due anni e mezzo di Covid, gestiti nelle migliori condizioni; la riforma della legge sanitaria; il Piano socio-sanitario; stiamo facendo gli atti aziendali e sono in programma, con gli investimenti PNRR, ben 29 Case della Comunità, 9 Ospedali di Comunità e tutte le COT, che sono già state realizzate.
Ora, io ritengo che sia indispensabile che l'informazione, anche politica, sia corretta nei riguardi dell'opinione pubblica, perché da precedenti interrogazioni si diceva che non c'erano le risorse, poi che erano stati tagliati dei posti, poi che c'erano altri problemi. Noi stiamo portando avanti con grande determinazione questo intervento, che è strategico, come sappiamo, perché individua la lacuna fondamentale del Servizio sanitario nazionale, che riguarda le organizzazioni sanitarie territoriali, a fronte di una politica che aveva individuato nel centralismo degli ospedali unici il sistema per poter garantire i servizi ai cittadini, metodo e modello che il Covid ha dimostrato essere particolarmente fallimentare.
Ora, nell'interrogazione è contenuta anche la domanda su che cosa e in che termini queste strutture potranno essere rese funzionali con il personale. Mi limito a dire semplicemente che gli investimenti previsti dal PNRR prevedono il personale per questo tipo di strutture. Il personale è stato autorizzato ad essere assunto secondo delle scadenze; quando verranno aperte queste strutture, dall'articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, la legge finanziaria del 2022.
Per quanto riguarda le Marche, il personale che viene assunto per garantire la funzionalità delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità è prevalentemente infermieristico e di altre specializzazioni sanitarie che, per fortuna, troviamo nella nostra Regione, mentre altre Regioni stanno assumendo infermieri di altre nazioni (indiani, cubani).
Le nostre università, anche per una precedente programmazione, hanno formato gli infermieri, quindi i bandi di concorso nelle Marche sono bandi di concorso in cui gli infermieri ci sono per essere assunti.
Io conto che le strutture e i lavori saranno completati nei termini stabiliti dal PNRR, perché la sanzione sarebbe pesantissima per il nostro Paese e anche per la nostra Regione, e anche il personale che si sta formando garantirà la piena funzionalizzazione di queste strutture che vanno a coprire una lacuna che era ormai ventennale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, le faccio una premessa. Non so dove abbia ascoltato che noi siamo certi di vincere. Il Partito Democratico e le opposizioni si occupano di scongiurare la disgrazia, la sciagura sanitaria che avete portato in questa Regione e mi dispiace che lei non abbia letto - perché non le legge - le interrogazioni. Non c'era niente di politico, volevo solo fare riferimento allo stato dell'arte e, come lei sa, perché c'è passato la scorsa settimana, quando diceva che io davo dei numeri a caso… Lei e il suo Presidente, che parlava di export, non so se poi lei si sia informato.
Le ho portato i documenti, perché questo è un accesso agli atti fatto alla Regione Marche, non preso fuori da qui, dalla Regione, per poterla informare. Le dico che, a fronte di 52.838.000 euro per quanto riguarda le Case di Comunità e di 25 milioni di euro per gli Ospedali di Comunità, voi avete portato a casa, ad oggi, 400.000 euro per le Case di Comunità di Chiaravalle e Loreto. Nella sostanza, Assessore Saltamartini, avete portato a casa l'1,53% delle spese previste.
A questo proposito, non lo dice il Consigliere Carancini, lo dice la Corte dei Conti, che nella propria parifica spiega che avete portato a casa il 4,5% rispetto al 12% nazionale, sono incluse anche le COT, che peraltro ai cittadini non servono a niente.
Lei non risponde ancora una volta alle domande. Le chiedevo, Assessore Saltamartini, cosa pensa di fare per accelerare, perché lei sa meglio di me che accelerare la realizzazione di Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità può essere uno strumento fondamentale per rafforzare la sanità del territorio.
Non ha parlato per niente sulla prevedibilità, al 31 dicembre, come le chiedevo…, a quale punto sarà portata la realizzazione di queste infrastrutture? Non parla neanche di personale. Rispetto al personale, ho chiesto anche se avevate la consapevolezza di come strutturarlo…
Interrogazione n. 1326
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Emergenza idrica e pulizia invasi della provincia di Pesaro-Urbino”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1326 dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Faccio una premessa. Guardo il Consigliere Minardi, perché per questa risposta i miei uffici ed esattamente il dirigente XY hanno redatto 14 pagine, una risposta molto complessa.
Adesso le do alcune risposte sulle prime questioni, poi le passo direttamente il tutto, così magari lo approfondisce. Chiedo scusa per questo, ma lei conoscerà il dirigente XY, è molto preciso e anche, a parte, un'ottima persona. Mi ha fatto questa relazione, ma non riesco a tradurre 14 pagine di risposta.
Lei e gli altri firmatari ponete varie domande. In merito alle interlocuzioni con Enel Green Power per chiedere loro di provvedere allo sfangamento, rispondo che ci sono le interlocuzioni. Stanno andando avanti, per quel che mi riguarda, fin dai primi momenti che mi sono seduto in Regione.
Gli invasi di Enel Green Power presenti nel bacino del Candigliano e del Metauro necessitano da decenni di interventi di rimozione dei sedimenti. Nel caso dell'invaso del Furlo è stato approvato il piano di gestione ed il primo piano operativo, con decreto n. 109 del 2023, per lo sfangamento di circa 75.000 metri cubi in coda all'invaso, non senza problematiche ambientali e logistiche per confrontarsi con il cantiere vero e proprio, al fine di dare inizio ai lavori nell'estate del 2024. Dovevano partire i lavori nell’estate 2024.
Su richiesta dell'ATO di Pesaro Urbino e delle aziende che gestiscono le reti idriche, ASET e Marche Multiservizi, in una riunione fatta da me in Provincia con tutti gli interlocutori, si era deciso di soprassedere nel 2024, la scorsa estate, per capirci, su questi lavori, perché c'era questa fortissima crisi idrica in atto, non aveva mai nevicato durante l'inverno e si deduceva una forte crisi estiva. Anche rispetto a Pesaro Capitale della Cultura, con una presenza di persone maggiore rispetto agli altri anni, si è soprasseduto ed è stato rinviato al 2025 questo tipo di intervento, cosa che sta e può andare avanti secondo i piani.
Dico può, perché sulla seconda cosa che chiede, giro la pagina e le do anche una novità potenziale per promuovere ulteriormente questi interventi. Lei mi chiede: come si intende intervenire per ottenere la pulizia completa degli invasi? Per rimuovere i circa 1,6 milioni di metri cubi di sedimenti accumulati negli invasi del bacino Candigliano-Metauro, occorrerebbe ripetere l'intervento previsto per il 2025, come dicevo prima, dei 75.000 metri cubi, per circa 20 anni, se dovessimo portare avanti la stessa situazione.
La Direzione Ambiente ha creato uno specifico processo interlocutorio con Enel. L'ho caldeggiato io incontrando i vertici Enel, non molte settimane fa, per prendere in considerazione una tecnica, diciamo così, storica ma mai effettuata, la cosiddetta fluttuazione, poi cerco di spiegarlo con parole mie, che magari si capisce meglio, per evitare di assegnare appalti dedicati alla rimozione.
Le dighe che sono poste sul bacino del Candigliano e del Metauro sono vocate alla produzione di energia, ma poi, con interlocuzioni successive, sono state anche messe a disposizione per l'approvvigionamento idrico e per il deflusso minimo vitale.
C'è stata sempre una buona collaborazione tra Regione e Green Power in tutti questi anni, anche in passato, sotto questo punto di vista.
Non è stato mai effettuato, almeno nella storia recente, lo svuotamento dal basso della diga, poiché avrebbe danneggiato la produzione di energia e non era nell'interesse di Enel. Oggi Enel parla di questa soluzione che potrebbe essere effettuata sostituendo gli sfangamenti meccanici, perché solo l’intervento al Furlo comporterebbe la movimentazione di 4.000 viaggi di camion, con un enorme disagio che si creerebbe sul territorio.
Se ci fosse la disponibilità di Enel, ogni volta che avviene una piena, non sempre, ma quando avviene una grossa piena, si aprirebbe dal basso in modo da far defluire anche i sedimenti. Mi dicono, e si sta approfondendo questa parte, che i sedimenti potrebbero scorrere fuori dalle dighe. A questo punto si potrebbe realizzare anche in quella di San Lazzaro e in quella di Tavernelle. I sedimenti sarebbero maggiori rispetto a quelli che si potrebbero rimuovere con il meccanismo che abbiamo già individuato. Stiamo approfondendo questo punto.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore. Capisco che ci sono degli interventi in corso, ma la situazione rimane molto preoccupante, nel senso che, a fronte dei cambiamenti climatici che sono in atto, purtroppo ,in questi ultimi anni… Poi ci sono i negazionisti che dicono che gli eventi climatici non ci sono, quando in verità siamo di fronte ad un'emergenza climatica che riguarda in parte l'agricoltura, in parte le alluvioni, quindi l'assetto idrogeologico, e riguarda di fatto anche l'approvvigionamento idropotabile per le popolazioni.
È chiaro che, di fronte ai cambiamenti climatici – per via dei quali l'estate del 2024 è risultata la più calda di sempre, con un 2024 più caldo del 2023 e un 2023 più caldo rispetto agli anni precedenti -c’è un trend di innalzamento delle temperature di dimensioni estremamente importanti.
Quindi, a fronte di questo, il tema dell'approvvigionamento idropotabile per la provincia di Pesaro Urbino, che ha un approvvigionamento prevalentemente da acque superficiali, è di assoluta rilevanza, con il fatto che anche quest'anno si è dovuto provvedere all'apertura del Pozzo del Burano, cosa che sappiamo bene quale sensibilità susciti, soprattutto nelle aree interne.
La lettera che ha mandato Enel Green Power non dà grandi segnali. È vero che ci sarà uno sfangamento della diga del Furlo, programmato per il 2024, che come ha detto è slittato al 2025 per motivazioni oggettive, ma stiamo parlando di 75.000 metri cubi a fronte di una sua dichiarazione, che ho recuperato nella stampa, di 1.500.000-1.600.000 metri cubi complessivi sulle tre dighe di Furlo, San Lazzaro di Fossombrone e Tavernelle. È chiaro che i 75.000 metri cubi, anche se fatti, sono poca cosa rispetto all'entità del problema.
Dopodiché, se tecnicamente si riesce a fare lo sfangamento dal basso- io non sono un tecnico, non sono un ingegnere - mi viene il dubbio che i sedimenti che escono dal Furlo, dal basso, andranno a finire a San Lazzaro e bisognerà trovare il modo di farli uscire sempre dal basso fino a farli arrivare al mare. Non so se sia così facile, però non entro nel merito di questo problema.
È chiaro che la cosa che si chiede è un maggior intervento, con insistenza e con determinazione, rispetto al ruolo di Enel Green Power, perché se nel 2029 scadono le...
Interrogazione n. 1328
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Antenna per telefonia mobile nel territorio del Parco del Conero”
Interrogazione n. 1329
a iniziativa del Consigliere Latini
“Richiesta installazione maxi antenna da parte della compagnia Iliad Italia Spa all'interno del Parco del Conero”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1328 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1329
del Consigliere Latini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Anche in questo caso, do una risposta e rispondo a entrambe le interrogazioni, una in particolare chiede se la Regione intende attivare un'interlocuzione con l'Ente Parco. L'interlocuzione è in corso.
Adesso entro, per quel che riesco, nel merito anche delle situazioni che si stanno evolvendo.
Alla domanda che il Consigliere Latini pone: quali sono le motivazioni specifiche che hanno portato alla proposta di installare un'antenna nell'area del Parco, su questo ovviamente non posso che prendere atto di un'iniziativa che è arrivata al Comune di Ancona, che poi l'ha girata anche all'Ente Parco. I gestori, i titolari di impianti hanno propri piani di rete e propri programmi di sviluppo che propongono, localizzando le aree a seconda delle loro evidenti esigenze. La richiesta sarebbe casomai da formalizzare agli stessi. Adesso non me ne voglia. Solitamente, a risposta, tendo a immaginare che sia la mancanza di una copertura di rete in zona, per cui viene individuata quella zona come un potenziale sviluppo.
Per quel che riguarda, invece, la seconda domanda: “se siano state condotte valutazioni di impatto ambientale riguardanti i progetti”, mi risulta che siano in corso le valutazioni, inserite nel procedimento legato alla conferenza di servizi che, come ho detto anche precedentemente sugli impianti di produzione di energia, comprende tutti gli enti interessati ed è chiaro che in quella sede c'è in corso la valutazione, così come da lei richiesto.
“Quali misure sono previste per garantire la protezione dell'ambiente e della salute pubblica?” In questo caso, le misure eventualmente necessarie saranno anch'esse valutate rispetto a quanto indicato nel decreto legislativo n. 259 del 2003, che sono quelle che impongono la conferenza di servizi, legate anche alla legge regionale n. 12 del 30 marzo 2017, che sono volte alla tutela di questi interessi, che in egual misura sono seguite dai nostri dirigenti. Ogni volta che ci sono procedimenti così delicati, quello che raccomando sempre ai dirigenti della Regione Marche è la massima attenzione e rigidità su queste autorizzazioni. Non posso dare un'indicazione politica: se dire sì o no su un procedimento che ha una valenza esclusivamente tecnica e procedurale.
Per quanto riguarda un’eventuale consultazione pubblica che permetta ai cittadini di esprimersi, non è prevista, in questo caso, la consultazione pubblica. Ma nel caso di specie, l'Ente Parco, nel procedimento di valutazione di incidenza, pubblicherà sul proprio sito web sia il progetto che lo studio di incidenza, al fine di garantire la partecipazione del pubblico mediante la presentazione di eventuali osservazioni, con termine di 30 giorni dalla pubblicazione on-line.
Le osservazioni che potranno essere valutate saranno quelle che riguarderanno gli impatti sui siti Natura 2000, nonché quelle di natura paesaggistica e di salute pubblica. Non c'è un obbligo di legge, ma l'Ente Parco lo farà pubblicando tutto sul proprio sito.
“Quali misure intendono adottare per incidere sul parere di non ammissibilità al progetto da parte della Regione Marche”, le ho già in parte risposto prima. Questa è anche la risposta per l'altra interrogazione. che chiede se c’è stata un'interlocuzione.
Ho già ascoltato e parlato con i responsabili dell'Ente Parco. È un procedimento che è arrivato in capo al Comune di Ancona e ha interessato direttamente l'Ente Parco. Come ho detto poco fa, ho già raccomandato in molte altre occasioni, ed in egual misura in questa, ai dirigenti che seguono questi procedimenti la massima attenzione ed il massimo scrupolo, ancor di più in un caso come questo, dove tutta questa iniziativa avviene all'interno di un'area protetta, anche molto delicata. Se le devo dire l'orientamento sia dell'Ente Parco che dei tecnici della Regione, che siedono in conferenza di servizi, è quello di evitare questo tipo di intervento. Questo potrà effettivamente essere evitato con le normative vigenti e altro? Voglio auspicare e sperare di sì. Non riesco a dirle oggi qui: sì riusciremo ad evitarlo, perché non è un'autorizzazione che viene data direttamente dalla parte politica.
PRESIDENTE. Ho concordato con il Consigliere Mangialardi di rispondere per primo all'interrogazione.
La replica non è in termini critici nei confronti dell'Amministrazione regionale, però, il problema che abbiamo di fronte riguardo alla telefonia mobile - soprattutto all'installazione degli impianti a sostegno del 5G, le cosiddette antenne per la telefonia 5G - è una questione che dobbiamo affrontare in termini di inquadramento e soprattutto di organizzazione delle regole regionali, per non trovarci di fronte a un chiassoso e fortemente polemico deserto, nel quale le compagnie telefoniche avranno la possibilità, in qualche modo, di realizzare i loro intenti, che sono leciti, ma di natura esclusivamente privata.
Lo scontro che è in atto è fra la necessità di modernità che le antenne 5G pongono e il principio di precauzione che, sempre di più, i comitati, che si costituiscono fra i cittadini vicini all'ubicazione delle antenne 5G, si trovano a dover reclamare, il rispetto della tutela e del diritto alla salute o quello che loro ritengono un principio indissolubile della tutela delle loro persone.
Su questo fenomeno ho presentato proprio recentemente, nell'aprile scorso, una proposta di legge regionale che, pur tenendo conto della situazione in cui andrà ad operare, molto stretta fra i limiti di ordine europeo, regole europee, e di legislazione nazionale, può mettere un freno a tre grandi limiti, tre grandi punti su cui vi è e vi sarà polemica.
Innanzitutto: ubicazione, installazione, privato o pubblico. L'indicazione di un piano che tenga conto di limiti stretti di natura urbanistica può, in questo senso, privare molti dei richiedenti della possibilità di installare le antenne dove vogliono, creando difficoltà alla popolazione residente.
Due. La possibilità di limitare la realizzazione, intesa come altezza e come capacità di tenere in piedi una sola antenna rispetto a più antenne di compagnie diverse, così da depotenziare l'uso sconfinato di territori vicini per compagnie diverse l'una dall'altra e con installazioni che sono davvero dei mostri a cielo aperto.
Il terzo punto è invece il più importante: un controllo costante di natura preventiva, nel termine di uno strumento di partecipazione preventiva, e cioè quello di mettere in condizione tutti i cittadini interessati di partecipare in modo attivo alla conoscenza della richiesta di ogni singola compagnia telefonica e poter in qualche modo intervenire per dare indicazioni, per dare deduzioni, per indicare quelle che sono le possibili situazioni di pericolo che coloro che fanno domanda non conoscono nei termini puntuali.
Il secondo aspetto è quello di un controllo sui limiti delle emissioni che oggi, voglio dire, non hanno dal punto di vista effettivo dei dati statistici una natura nociva certa, ma sicuramente, come detto, creano un allarmismo nella popolazione che deve essere tutelata, certa di un controllo continuo che gli strumenti pubblici non riescono, per ovvie ragioni di diffusione della loro capacità di controllo, a svolgere.
In questo senso la Regione può e deve intervenire per non lasciare davvero una prateria sconsiderata, i cui effetti negativi e perversi determinerebbero un continuo scontro fra cittadini, che non si sentono tutelati, e l'applicazione di una legge che, nei suoi criteri di legittimità, può dare vasta autostrada a coloro che potrebbero realizzare in serie continua ubicazioni e installazioni di antenne 5G, con gli effetti che portano a quelle contestazioni che vediamo oggi.
Per quanto riguarda il Parco, apro parentesi, ho fatto domanda anche all'Ente Parco per chiedere delle modalità di risposta alla richiesta della compagnia in termini di ubicazione, chiudo parentesi, e coloro che invece propendono per una regolamentazione in favore della modernità della telefonia, ma estremamente regolamentata per quanto riguarda gli interessi collettivi che il pubblico e soprattutto i cittadini richiedono. Grazie.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Devo dire che su questo tema e sull'impostazione che ha dato il Presidente Latini sono totalmente d'accordo e lo voglio dire pubblicamente, aderendo alla proposta di legge che ha depositato e che penso debba giungere al più presto in quest'Aula, in quanto il tema della gestione complessiva del territorio rispetto a questi insediamenti è contingente.
Guardo il dibattito nella mia città, Senigallia, dove l'Amministrazione tende a sottrarsi a una pianificazione, però, nelle more di un'auspicata necessità della norma, si rischia un far west nella distribuzione delle antenne, che asseconda solo le necessità dei gestori e non quelle dei cittadini.
Penso che quel passaggio, Presidente, che è stato incardinato, analogamente alla proposta che diceva prima la collega sull'amianto, debba giungere in Aula e aprire un dibattito, mettendo nelle condizioni le amministrazioni, tutte, di avere uno strumento in grado di gestire quel percorso.
Nella fattispecie mi sembra più semplice. L'Ente Parco del Conero, in conferenza di servizi, si deve esprimere in maniera negativa, perché un palo di 36 metri in un'area di quel pregio, penso che non debba essere messo, direi, in discussione rispetto alla non realizzabilità.
Presidente, l'impegno è reciproco. Ringrazio per aver anticipato un'azione, Assessore, che doveva essere della Giunta, ma faremo di tutto, per quanto riguarda noi, per sostenere la proposta perché va nella direzione di tante altre proposte di legge che gestiscono il territorio e che non possono vedere la Regione sottrarsi da questo tipo di responsabilità e di impegno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Per una chiosa, siccome mi piace essere attenta, mi è stato evidenziato dagli altri che il Consigliere Carancini ha avuto 3 minuti per la replica e lei ne ha avuti 5 minuti, lo voglio sottolineare.
PRESIDENTE. Il Consigliere Carancini ha avuto, per la risposta immediata, tre minuti poi, per la risposta ordinaria, ha avuto i minuti previsti. Se non ha avuto tre minuti in maniera automatica, non me ne sono proprio accorto, guardo qua quando finisce.
Consigliere Carancini, se è avvenuto le chiedo scusa, ma certamente non era previsto né tanto meno voluto. Siamo passati dalle interrogazioni a risposta immediata a quelle ordinarie e lei ha risposto a due interrogazioni.
Diamo ancora due minuti al Consigliere Mangialardi. Chiedo scusa, è un'impostazione automatica. Sulle repliche alle risposte ordinarie i minuti sono quelli previsti per tutti, cioè cinque. Chiedo scusa se è avvenuto.
Interpellanza n. 34
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Politiche regionali di contrasto al bullismo e al cyberbullismo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 34 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. L'interpellanza ha oggetto un tema che purtroppo è ritornato di stretta attualità con i recenti fatti drammatici di Senigallia, cioè il tema del bullismo e del cyberbullismo.
Sono sempre più frequenti, anche nella nostra Regione, gravi episodi che portano a volte anche a conseguenze drammatiche, come purtroppo accaduto recentemente a Senigallia.
Nelle Marche esiste la legge n. 32 del 2018 che disciplina proprio la prevenzione e il contrasto ai fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e della cyberpedofilia.
Questa legge era stata finanziata per il triennio 2018-2020 con 260.000 euro. Nelle leggi di bilancio delle annualità successive non sono stati previsti ulteriori stanziamenti, nonostante le ripetute richieste da parte del gruppo PD attraverso degli emendamenti, sempre respinti.
Nel bilancio preventivo 2024 sono stati stanziati 40.000 euro. Il 5 agosto 2024 la Giunta regionale ha approvato la delibera n. 1210, con cui sono stati definiti criteri e modalità per il finanziamento dei progetti regionali di carattere educativo per la promozione del benessere digitale, per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di bullismo, cyberbullismo e cyberpedofilia.
Quest’intervento, pur apprezzabile, lo sottolineo, è assolutamente insufficiente e le risorse stanziate in questi anni, a nostro avviso, sono totalmente insufficienti rispetto alle necessità che emergono quotidianamente nel mondo giovanile e nella nostra comunità.
In questi quattro anni di legislatura non è stato approvato il Piano delle politiche regionali integrate all’educazione per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di bullismo, non si è riunito il Comitato sul bullismo e cyberbullismo, non è stata celebrata anche in quest'Aula la Giornata di educazione ai nuovi media per la prevenzione e il contrasto del bullismo, cyberbullismo e cyberpedofilia.
La legge, lo ricordo, all'articolo 3 prevedeva la promozione di iniziative di carattere educativo sui temi della gestione dei conflitti, del rispetto reciproco, della diversità di genere, la realizzazione di campagne di prevenzione, sensibilizzazione e informazione prioritariamente rivolte alle scuole, agli studenti, ai docenti e all'altro personale scolastico, e anche alle figure che svolgono funzioni genitoriali.
L'organizzazione di corsi di formazione di docenti e dell'altro personale scolastico, di educatori e figure che svolgono la funzione genitoriale, che dovevano garantire l'acquisizione di pratiche educative e competenze psicologiche per attuare un'azione efficace e preventiva di contrasto dei fenomeni che sono oggetto della legge di contrasto al cyberbullismo.
Progetti anche all'interno delle scuole per la formazione di studenti in veste di mediatori scolastici, progetti per favorire l'emersione dei fenomeni, come ad esempio servizi di ascolto anche telefonici, compreso il numero verde regionale e punti di accesso telematici, e progetti per il sostegno alle vittime. Questo è molto importante. Il recupero degli autori, degli spettatori degli atti di bullismo e cyberbullismo e anche dei minori vittime di cyberpedofilia.
Con questa interpellanza noi chiediamo di aumentare considerevolmente la posta in bilancio a finanziamento della legge n. 32 del 2018, a partire dalla prossima legge di bilancio, e chiediamo quali interventi la Giunta abbia intenzione di attivare prioritariamente nei prossimi mesi per contrastare questo fenomeno gravissimo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Ringrazio per quest’interpellanza.
Una piccola precisazione per quello che riguarda l'aspetto del finanziamento, perché in realtà sono stati stanziati 90.000 euro, 40.000 euro nel 2024 euro e 50.000 nel 2025.
È un finanziamento che personalmente ho fortemente voluto, soprattutto perché sono consapevole dell'importanza di investire in azioni mirate per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo.
Questi fenomeni continuano appunto a rappresentare una sfida crescente, non solo a livello scolastico ma anche nel contesto sociale più ampio, con ripercussioni significative sul benessere dei giovani e delle loro famiglie. Tuttavia è importante sottolineare che il contrasto al bullismo non può basarsi unicamente su una legge, ma richiede una strategia più ampia e integrata e quindi, accanto a questi interventi, la Regione Marche tra l'altro si è dotata di un'altra legge, che è quella sulla psicologia scolastica, che rappresenta un supporto fondamentale per il benessere emotivo e psicologico dei nostri ragazzi.
Ritengo inoltre che, anche attraverso i programmi e le azioni che mettiamo in atto con il Fondo nazionale delle politiche giovanili, che comunque andiamo anche a cofinanziare come Regione Marche, consentiamo di sviluppare dei progetti che sono proprio mirati alla crescita personale, alla prevenzione del disagio giovanile e alla promozione di una cittadinanza attiva e consapevole.
Questa visione a 360 gradi permette di affrontare il fenomeno del bullismo non solo come un problema isolato, ma come una sfida più ampia che riguarda il benessere collettivo dei giovani e la costruzione di una comunità educativa forte e inclusiva. Quindi, in questo senso, la Regione Marche intende continuare ad investire e a collaborare su più fronti per garantire ai giovani gli strumenti necessari per crescere in un ambiente sicuro e stimolante.
Per quello che riguarda la seconda domanda dell'interpellanza, grazie ai fondi che sono stati stanziati, è stato approvato il bando, come ricordavamo, con la deliberazione di Giunta regionale n. 1210 del 5 agosto 2024: "Il bullismo non prende campo". Questo bando rappresenta sicuramente un tassello fondamentale per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, in quanto coinvolge in maniera integrata tutte le misure chiave del contesto educativo.
Gli studenti, sicuramente delle classi IV e V della scuola primaria, in questo caso perché il progetto mira ad intervenire in un momento cruciale della crescita, quando i ragazzi iniziano a formare le proprie relazioni sociali e ad utilizzare strumenti digitali. L'obiettivo è fornire loro strumenti per riconoscere, affrontare e prevenire situazioni di bullismo e cyberbullismo, promuovendo valori come il rispetto e l'empatia.
Si rivolge inoltre ai docenti e agli educatori. Il personale scolastico ricopre un ruolo strategico ed essendo in prima linea nella gestione di episodi di bullismo, il bando infatti include azioni formative mirate a rafforzare le loro competenze, fornendo strumenti pratici per individuare precocemente comportamenti a rischio e intervenire in modo efficace. Coinvolge anche famiglie e figure genitoriali. Il coinvolgimento delle famiglie è essenziale per creare un ambiente educativo coerente tra scuola e casa.
Le attività previste dal bando puntano a sensibilizzare i genitori sull'importanza del loro ruolo, fornendo loro le conoscenze per riconoscere segnali di disagio nei figli e strumenti per sostenere i ragazzi nel percorso di crescita.
Di fatto, l'attivazione dei progetti del bando consentirà non solo il lavoro nelle scuole, ma determinerà una vera e propria campagna di sensibilizzazione rivolta all'intera comunità per sottolineare l'importanza di un'azione collettiva contro il bullismo.
Consentirà la formazione di docenti ed educatori, anche attraverso metodologie innovative per affrontare il bullismo, comprese tecniche di gestione delle emozioni e costruzione di ambienti inclusivi.
Pertanto è mia intenzione istituire un sistema di monitoraggio per verificare l'efficacia dei progetti in tempo reale, garantendo che raggiungano gli obiettivi prefissati. Al termine del ciclo scolastico, una fase di valutazione permetterà quindi di identificare le buone pratiche da replicare in altri contesti scolastici e comunitari.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, non sono soddisfatto della risposta perché, rispetto alla prima domanda, che era di fatto una sollecitazione, le chiedevamo se la Giunta era intenzionata ad aumentare...
PRESIDENTE. Lo vorrei imporre con forza. Vi prego di fare silenzio. Chi deve parlare esca dall'Aula, così manteniamo il clima giusto per coloro che devono intervenire.
Prego, Consigliere, continui.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Non sono soddisfatto perché, rispetto alla prima domanda, non abbiamo avuto risposte. Era una sollecitazione affinché la Giunta stanziasse più risorse, a partire dal prossimo bilancio annuale e pluriennale, su questo tema così importante.
Lei, Assessore, faceva riferimento ai 40-50.000 euro 2024-2025. Le do atto che da quando si è insediata lei in questo Assessorato sono cambiate alcune cose. Negli anni precedenti nulla era stato fatto, tant'è vero che i dati fino al 2022 ci dicono che il fenomeno nella nostra Regione era drammaticamente in crescita.
Le vittime di bullismo almeno una volta negli ultimi due mesi, sono il 20% degli undicenni, erano il 13% nel 2018, e il 15% dei tredicenni, erano il 13% nel 2018, così come è aumentato tra i quindicenni e, rispetto al 2018, questo fenomeno è complessivamente aumentato soprattutto negli undicenni e nei diciassettenni.
Questo è il rapporto del documento regionale di pratiche raccomandate per la promozione e l'educazione alla salute nella Regione Marche dell'Agenzia Regionale Sanitaria, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione.
Credo che ci voglia un cambio di passo. Bene, il bando a cui faceva riferimento, ma è tanto vero che i soldi stanziati, 40.000 più 50.000, testimoniano, ancora una volta, come annualmente serva di più, perché li avete inseriti tutti in un unico atto.
È evidente che, se nel triennio 2018-2020 avevamo stanziato 260.000 euro, quello era un fabbisogno minimo per dare delle risposte concrete a questo fenomeno, che va affrontato da parte di tutta la comunità marchigiana, a partire dalle istituzioni.
Rispetto agli atti che dovreste compiere, ricordo ancora che il Comitato non è stato riunito, il Piano delle politiche regionali non è stato approvato e mi augurerei che dal prossimo anno, e lo dico anche al Presidente Latini, almeno nell'ultimo anno di legislatura fosse celebrata, se faremo ancora in tempo – per me non faremo in tempo - la giornata nel mese di novembre, evidentemente l'anno prossimo non ce la faremo, di contrasto al bullismo, al cyberbullismo, così come avevamo fatto in passato in concomitanza con la Giornata dell'infanzia. Grazie.
PRESIDENTE. L’interpellanza n. 35 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, la rinviamo.
Proposta di legge n.100
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Cesetti, Casini, Biancani, Carancini, Bora, Mastrovincenzo, Vitri
“Disposizioni in materia di istituzione del servizio di psicologia di base”
(iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 100 dei Consiglieri Mangialardi, Cesetti, Casini, Biancani, Carancini, Bora, Mastrovincenzo, Vitri, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Ne ho parlato anche con il Consigliere Mangialardi, sono a chiedere di portarla in Commissione con l'impegno da parte mia di calendarizzarla nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le leggi che abbiamo già messo all'ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Uno pro uno contro per quanto riguarda la proposta di rinvio in Commissione.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Sarei contro il rinvio, ma apprezzo l'intervento del Presidente della Commissione, che chiede il ritorno in Commissione e l'impegno, in questo caso anche celere, anche se i tempi della nostra Commissione sono molto serrati e pieni di atti.
Questo atto, anche rispetto al tema che è stato affrontato poc'anzi sulla proposta dell'interpellanza del Consigliere Mastrovincenzo, è quanto mai necessario e impellente da affrontare. Lo psicologo di base è del 2022, vado a memoria, oggi c'è questo tipo di necessità. Sono favorevole alla richiesta di rinvio in Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Apprezzo la decisione del Consigliere Mangialardi, che ha parlato con il Consigliere Baiocchi, però non è la prima volta che ci troviamo a rinviare leggi che hanno due o tre anni di attesa in Commissione.
Credo che dobbiamo cominciare a fare un calendario serio, visto che è rimasto un anno di lavoro a questo Consiglio, per decidere di accelerare nelle Commissioni l'esame delle proposte di legge.
So che il Consigliere Baiocchi sta lavorando a due proposte di legge, una mia e una del Consigliere Cancellieri, che credo chiuderemo in tempi brevi. Questa è la rassicurazione.
Questa è una legge che è stata presentata nel 2022. Io penso che sia opportuno fare, per ogni Commissione, un calendario. È quello che propongo ai Presidenti.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 100. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. E’ solo per fare un'integrazione, ho chiesto la parola rispetto alla replica sull’interpellanza, avevo detto di essere insoddisfatto, perché resti a verbale, ed annuncio la presentazione di una mozione sullo stesso tema. Grazie.
PRESIDENTE. Su quel tema aveva detto di essere insoddisfatto e richiamava anche la Presidenza del Consiglio a tenere conto della giornata contro la violenza per bullismo e cyberbullismo.
Proposta di legge n. 104
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Misure di sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa nei piccoli Comuni marchigiani delle aree interne e del cratere sismico”
(iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 104 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Per annunciare che, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, chiediamo di riportare questa proposta in Commissione. Chiedo il rinvio in Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, relatore a favore, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Mi sostituisco al Presidente della Commissione, sono stati nominati i relatori di questa proposta di legge, è stata incardinata, ma nel frattempo avevo chiesto l'iscrizione.
Spero che abbia un seguito veloce perché anche questa è del 2021, vado anche qui a memoria. Grazie.
PRESIDENTE. La proposta che avanza il Consigliere Livi, non essendo il Presidente della Commissione interessata, deve essere supportata dal sostegno di altri due Consiglieri, quindi; Consiglieri Livi, Assenti e Baiocchi?
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Consiglieri Assenti e Baiocchi. Grazie.
PRESIDENTE. La proposta di rinvio è a nome dei Consiglieri Baiocchi e Assenti oltre che del Consigliere Livi.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 104. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 129
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Cesetti, Vitri, Ruggeri
“Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale”
(iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 129 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Cesetti, Vitri, Ruggeri, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Ai sensi dell'articolo 100, chiedo il rinvio in Commissione, anche per questa c'è stata un'interlocuzione con il Consigliere Mangialardi ed è già stata calendarizzata due settimane fa, poi c’è stato un problema ed abbiamo dovuto spostarla, sarà mia cura provvedere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Come primo firmatario mi fido del Presidente, anche qui sono stati nominati il relatore di maggioranza e di minoranza non vorrei essere, però, nelle vesti del Presidente perché iniziamo in Commissione le audizioni, che sono state sollecitate. Questa ha un'impellenza, poi l'Aula deciderà, però diamole seguito, incardiniamo, come facciamo sempre, le audizioni che servono e procediamo.
Su questo, ancora una volta, mi fido dell'impegno del Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 129. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 69
a iniziativa della Giunta regionale
“Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano - Triennio 2025/2027. Legge regionale 3 giugno 2003, n. 12, articolo 8, comma 1”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 69 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. La legge n. 12 del 2003, “Tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano”, prevede l'approvazione del piano settoriale ogni 3 anni. Il piano vigente andrà a scadere quest'anno e risulta necessario approvare il nuovo Piano triennale.
A tal fine ci siamo confrontati con AMAP, che è il soggetto regionale gestore del repertorio regionale del patrimonio genetico, per poi procedere, come Direzione Agricoltura regionale, alla redazione del Piano triennale.
Sostanzialmente il nuovo piano settoriale per il triennio 2025-2027 prevede di dare continuità alle attività già avviate, con previsioni di interventi sia nel campo agricolo che forestale, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio genetico regionale nel suo complesso.
La copertura finanziaria dell’intervento è garantita dal CSR (Complemento di Sviluppo Rurale) con le misure SRA 16 Conservazione biodiversità e Banca del germoplasma, per 750.000 euro, e SRA 31 Sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche forestali, per 300.000 euro.
L’obiettivo del piano è lo studio e il censimento della biodiversità animale e vegetale, oltre che approcciare lo studio e la tutela della biodiversità microbica; favorire iniziative sia pubbliche che private per far conoscere la biodiversità autoctona; assumere iniziative specifiche per la tutela, il miglioramento e la moltiplicazione delle risorse iscritte al repertorio regionale; prevedere specifiche iniziative a favore degli agricoltori custodi e degli itinerari della biodiversità.
Le azioni sono due, nel settore agricolo e nel settore forestale. Non ve le elenco per non tediarvi ulteriormente, però tutte le azioni saranno monitorate e verificate al fine di capire anche il loro impatto e la loro ricaduta.
Dal 2025, e qui me ne prendo un po' la responsabilità, verrà avviato il procedimento per l'iscrizione della patata rossa di Sompiano nella sezione vegetale del repertorio regionale del patrimonio genetico.
Noi avevamo un altro tubero similare alla patata rossa di Sompiano, che è quella di Montecopiolo. Tra l'altro tutti sappiamo che Montecopiolo è emigrato in Emilia-Romagna, ma ne abbiamo una che appunto merita questo procedimento e AMAP sta avviando questo procedimento per l'iscrizione, che dà via a una maggiore valorizzazione di questo tubero che viene coltivato nello specifico nel Comune di Borgo Pace.
Invitiamo a fare in modo di concretizzare sempre maggiormente le azioni di tutela di questi prodotti, tramite azioni concrete di valorizzazione degli stessi.
Vogliamo che questi studi abbiano sempre di più ricadute concrete nel territorio e soprattutto ricadute per tutto quel mondo agricolo che sostiene, di fatto, e vive anche tramite la coltivazione di questi prodotti e non solo.
Avrei terminato. Ho cercato di sintetizzare il tutto e ringrazio, tra l'altro, anche la II Commissione Agricoltura, che è competente, che ha lavorato e analizzato il tutto, e ringrazio anche AMAP, che continua l'importante lavoro di valorizzazione e di conservazione di queste risorse genetiche sia animali che vegetali. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Su questo piano ha già detto il Consigliere Rossi. Il piano settoriale d’intervento è previsto dalla legge n. 12 del 2003, nella quale sono state stabilite le linee guida per le attività inerenti la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario.
Coerentemente con l'indirizzo intrapreso già negli ultimi tre piani triennali, vengono comprese nell'ambito di attività del piano anche le attività che sono ritenute opportune per garantire la conservazione del patrimonio genetico forestale sul territorio regionale.
Pertanto questo piano triennale prevede attività sia per il settore agricolo che per quello forestale e rappresenta la pianificazione relativa all'ottavo periodo di programmazione dall'approvazione della legge regionale n. 12 del 2003.
L'AMAP, ex ASSAM, è da sempre il soggetto deputato all'attuazione della pianificazione prevista dalla normativa di settore, sia per il settore agricolo che per quello forestale, nei precedenti periodi di programmazione.
Con il piano si intendono proseguire e ampliare le attività e le azioni funzionali alla conservazione, tutela e valorizzazione della biodiversità agricola e della biodiversità forestale.
Come detto, vengono riproposte attività già presenti nelle precedenti programmazioni, a partire da quelle per gli agricoltori custodi, fondamentali per mantenere specie autoctone a rischio di erosione genetica, fino al lavoro di formazione previsto nelle scuole.
È previsto il finanziamento delle attività attraverso le risorse messe a disposizione dal Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Marche 2023-2027. In particolare, le risorse saranno garantite dagli interventi Conservazione agrobiodiversità, Banche del germoplasma e Sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche forestali, per un totale di 1,050 milioni di euro.
Per il settore agricolo, specifiche attività possono inoltre essere attuate utilizzando le risorse che potranno essere messe a disposizione dalla legge n. 194 del 2015, “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, attraverso quanto previsto dall'articolo 10.
La quantificazione delle risorse previste per il finanziamento delle attività del piano triennale è specificata al capitolo 4 e le attività previste dal piano potranno essere incrementate qualora nel corso del triennio si manifestasse la disponibilità di ulteriori risorse che possano essere destinate anche al perseguimento degli obiettivi del piano stesso.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Come già hanno detto i due relatori, di maggioranza e di minoranza, questo è un piano che viene redatto ogni 3 anni.
Nel merito condividiamo pienamente la scelta di mantenere e tutelare la biodiversità, gli agricoltori custodi e di continuare a mantenere, soprattutto a valorizzare le razze autoctone.
Il Partito Democratico voterà a favore, così come si è potuto capire dall'intervento del relatore di minoranza, Consigliere Mastrovincenzo.
PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 69. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 70
a iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Elezione di una componente della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna in sostituzione della componente dimissionaria”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 70 dell’Ufficio di Presidenza. Dobbiamo discuterne nell’Ufficio di Presidenza e chiediamo il rinvio.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questa è stata rinviata, rinviata, guardo la Consigliera Vitri, rinviata, rinviata da tanto tempo. Non si capisce per quale motivo non si possa sostituire, posto che c'è anche una proposta di sostituzione.
Non capiamo per quale motivo, visto che si tratta di pari opportunità, visto che il 25 abbiamo un Consiglio dedicato proprio contro la violenza sulle donne - non capisco se questa non sia anche una violenza - rinviare l'integrazione della Commissione Pari Opportunità senza motivazioni, perché la proposta è stata presentata il 21 ottobre, è un bel po' vecchia, da tempo ci sono state le dimissioni della Consigliera che deve essere sostituita.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Borroni.
Pierpaolo BORRONI. Grazie, Presidente. Chiedo il rinvio dell'elezione di una componente della Commissione regionale per le Pari Opportunità tra uomo e donne, in sostituzione del componente dimissionario, in quanto l'Ufficio di Presidenza deve ancora dibattere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Trovo molto grave, visto che l'Ufficio di Presidenza, invece, Consigliere, l'ha discussa e, come lei può anche guardare in alto, ci sono i verbali dell'Ufficio di Presidenza che lo dimostrano.
Lei ha detto una cosa non esatta e l'ha verbalizzata, ma questo è un problema suo. Ognuno sceglie di dire quello che pensa.
C'è la proposta di atto con il nome, che è stato esaminato anche in Ufficio di Presidenza. Alla vigilia del 25, lasciare non perfetto un organismo così importante, credo che sia una posizione sbagliata, che non ha nessuna motivazione.
Non vedo alcuna motivazione per il rinvio, soprattutto perché, al contrario della motivazione che ha dato lei, che è stata data dalla maggioranza, cioè che non è stata esaminata, l'esame c'è stato e non esiste una motivazione reale, se non un dispetto di genere, chiamiamolo così.
PRESIDENTE. Rinvio della proposta di atto amministrativo n. 70 . Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di deliberazione n. 27
a iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
"Sostituzione componente del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 27 dell’Ufficio di Presidenza. In sostituzione della Consigliera Lindita Elezi si propone il Consigliere Mirko Bilò.
Proposta di deliberazione n. 27. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Presidenza del Presidente
Dino Latini
Mozione n. 488
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Situazione Dengue a Fano”
Interrogazione n. 1296
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Quali rischi e che azioni di contenimento della diffusione del virus Dengue nelle Marche?”
Interrogazione n.1311
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Misure di vigilanza sanitaria nei confronti del virus della Dengue”
Interrogazione n. 1313
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Epidemia Dengue a Fano, efficacia dei kit distribuiti in farmacia ad iniziativa del Comune”
Interrogazione n. 1332
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Virus Dengue a Fano e nelle Marche, servono efficaci sistemi di prevenzione del contagio”
(abbinate)
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 488 dei Consiglieri Cesetti, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo e Vitri, interrogazione n.1311 della Consigliera Ruggeri, interrogazione n. 1313 della Consigliera Ruggeri, interrogazione n. 1332 dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il fenomeno che è stato riscontrato nella città di Fano deriva dal fatto che alcuni cittadini, che si sono recati per vacanza in alcuni Paesi, sono stati attinti da questo virus, sono stati i vettori con cui questo virus si è manifestato nella città.
In questo momento il fenomeno è esaurito, non ci sono più questo tipo di manifestazioni o patologie e, pertanto, possiamo dire che il percorso attraverso cui i servizi sanitari della città di Fano dell'Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro hanno affrontato il tema si è concluso positivamente, probabilmente per l'arrivo della stagione autunnale che, abbassando le temperature, ha impedito la proliferazione della zanzara.
Questo ci deve autorizzare a far sì che si possa avviare un'ampia campagna di informazione dell'opinione pubblica per evitare la proliferazione di questa zanzara e, soprattutto, per attuare, d'intesa con le municipalità, tutti i percorsi diretti a garantire la prevenzione della diffusione di questa zanzara.
Naturalmente vale, anche in questa occasione, quello che è stato detto, anche rispondendo precedentemente a delle interrogazioni, in merito al fatto che, per quanto si possa ragionare in via di prevenzione, è necessario che tutti i cittadini possano utilizzare quello che veniva definito anche nel Codice civile il metodo del buon padre di famiglia, affinché tutto ciò che possa prevenire la proliferazione di questa zanzara possa essere evitato, come i sottovasi e tutto ciò che noi conosciamo dal punto di vista della sepsi.
Ora c'è da aggiungere, naturalmente, che in merito a un passaggio sanitario regionale, a norma dell'articolo 50 del Testo unico degli enti locali, la materia è di competenza dei Sindaci che hanno il potere di emanare provvedimenti di necessità e d'urgenza, che possano sopperire ad eventuali lacune che il sistema non abbia coperto.
Nel caso specifico di Fano c'è stata un'ampia cooperazione. Desidero ringraziare il Sindaco per la tempestività con cui è intervenuto e per gli investimenti del Comune, attraverso la disinfestazione con mezzi e strumenti comunali. Desidero anche ringraziare il dirigente della prevenzione dell'Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro per la tempestività con cui ha concertato tutti gli interventi.
Voglio anche aggiungere, per precisare meglio gli interventi che sono stati adottati, che tutto ciò è avvenuto con una concertazione tra l'Azienda Sanitaria Regionale per i Servizi Sanitari, il Dipartimento Salute della Regione, l'Azienda Sanitaria di Pesaro e Urbino e il Ministero della Salute. Nulla è stato fatto senza che vi fosse un concerto da parte di questi organismi tecnici che si occupano di sanità.
Dopodiché, se ci saranno ulteriori necessità, interverrò nella discussione della mozione per chiarire eventuali aspetti che non dovessi aver trattato in sede di questa mia risposta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, è chiaro che la situazione della Dengue a Fano è stata sicuramente è stata importata da qualche soggetto che è stato all'estero e che ha portato il virus nel nostro territorio. Non essendo la nostra una zona endemica, il virus ha un'origine sicuramente autoctona.
Vorrei, però richiamare l'interrogazione che aveva fatto il Consigliere Mastrovincenzo il 21 marzo 2024, a cui lei aveva dato la risposta a seguito di una circolare ministeriale che era stata emanata esattamente il 21 marzo dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria: un invito alle Regioni a predisporre tutte le misure previste dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi (PNA 2020-2025), atte a ridurre il rischio di trasmissione autoctona di virus Dengue.
In particolare, si raccomandava di potenziare la sorveglianza dei casi umani di Dengue su tutto il territorio nazionale, implementare tutte le azioni di bonifica ambientale previste, mirate a ridurre i siti di proliferazione e di riparo per le zanzare, provvedere alla predisposizione, previa programmazione, di misure locali di monitoraggio e di contrasto dei vettori, individuare, come da linee guida riportate, tutti i potenziali siti a rischio di introduzione di nuove specie di zanzare invasive e predisporre tutte le misure di sorveglianza e controllo, provvedere alla formazione e aggiornamento in tema di Dengue, così come altre arbovirosi, diretti al personale sanitario e agli operatori addetti, provvedere alle attività di una corretta comunicazione che aumentino la consapevolezza del rischio, in particolare nei luoghi pubblici, scuole, aree urbane, luoghi ricreativo-sportivi.
Non mi pare, dalle risposte che ha dato l'Assessore Saltamartini, rispetto alla circolare che era stata emanata dal Ministero e anche in considerazione della risposta che aveva dato al Consigliere Mastrovincenzo, che siano state messe in atto delle azioni.
È chiaro che il problema a Fano è stato di particolare rilevanza, poi i casi censiti sono soltanto una minima parte dei casi che sono stati in realtà verificati. Basta parlare con i medici di medicina generale che inizialmente avevano ipotizzato questa infezione, finché non è stato chiaro cosa fosse. Inizialmente erano state considerate come infezioni di tipo influenzale.
I contagiati sono stati un numero importante, presumibilmente non ci sono state risposte preventive adeguate rispetto alle indicazioni che aveva dato il Ministero.
Dopodiché, è chiaro che gli interventi che sono stati messi in atto sono stati quasi immediati, ma sicuramente tardivi, anche perché gli interventi fatti sulle uova che si possono trovare nei luoghi dove c'è acqua vanno fatti in modo preventivo.
La preoccupazione non riguarda la gestione della fase critica, nel periodo dell'infezione nel mese di settembre-ottobre che si è fermata grazie alle temperature che si sono abbassate, ma, sentendo il servizio veterinario, di fatto risulta che se le temperature non dovessero andare sotto i -10°, le uova delle zanzare potrebbero sopravvivere e -10° nelle nostre latitudini non si sono verificate mai negli ultimi anni. Possiamo immaginare che le larve, nella prossima primavera, potrebbero schiudersi e provocare un'estensione delle infezioni. E questa cosa è molto preoccupante, Assessore.
È molto preoccupante il fatto che coloro che sono stati colpiti dal virus, se contagiati dagli altri sierotipi potrebbero avere dei rischi molto elevati per la salute.
Se una persona ha avuto l'infezione in modo asintomatico, recandosi all'estero per un viaggio o per motivi di lavoro, non sapendo di essere stata contagiata, rischia di essere contagiata in luoghi dove c'è una diffusione importante di questo virus e rischiare anche la vita.
La cosa che le chiedo ulteriormente è che, di fatto, non abbiamo avuto una risposta: quali sono le azioni che la Regione sta mettendo in campo, soprattutto per la prossima stagione primaverile ed estiva, tenuto conto che gli interventi di disinfestazione sono tutti a carico dei Comuni? Riteniamo ci possa essere la possibilità di intervenire anche economicamente e finanziariamente per aiutare i Comuni.
Il problema è importante, vedrà impegnati i Comuni, soprattutto a partire dalla prossima stagione estiva, quindi avranno sicuramente bisogno di un sostegno della Regione dal punto di vista anche economico-finanziario perché, soprattutto i piccoli Comuni, se si trovano ad affrontare delle spese immediate e improvvise, non programmate, queste peserebbero sui loro bilanci, che sono sempre più stretti.
Dopodiché una battuta la faccio, poi interverrò quando parleremo della mozione: il famoso kit che ha messo in campo l'Azienda dei servizi della città di Fano, in accordo con il Comune, di fatto non ha assolutamente visto coinvolto il Servizio sanitario regionale, che non ne sapeva nulla. Questa la considero una cosa molto sbagliata, la ritengo anche molto grave, fuorviante rispetto anche ai problemi che i cittadini si sono trovati ad affrontare in un momento così complicato come quello della diffusione del virus. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche l'Assessore per le risposte che ha dato a queste quattro interrogazioni, anche se non ha risposto puntualmente a tutte le domande, perché con i tempi che abbiamo in questo Consiglio regionale siamo arrivati a discutere di questo tema a inverno già avviato ed inoltrato.
Comunque, ci tengo a dire lo stesso delle cose perché, a mio avviso, in tutta questa vicenda ci sono state sia delle sottovalutazioni che dei ritardi.
Ritardi innegabili, dato che le disinfestazioni massive contro la zanzara tigre sono state fatte a Fano un mese dopo i primi contagi, che non erano stati riconosciuti, perché il 15 settembre il focolaio era già sviluppato e contava 89 casi, un numero elevato.
Tutti questi numeri li ho presi dal bollettino epidemiologico del focolaio Dengue della provincia di Pesaro e Urbino che è stato redatto dall'ARS.
C'è stato un ritardo nel rilevamento del virus da parte delle strutture sanitarie e sicuramente è imputabile un ritardo, come diceva il Consigliere Minardi, nell'attuazione del protocollo, come ci invitava a fare invece il Ministero, con un relativo ritardo degli interventi di disinfestazione.
In effetti, quando è arrivato l'allarme dell'AST al Comune per la donna incinta di Centinarola, avevamo già 57 infetti nella città di Fano ed erano ricoverati 16 positivi. Il primo caso di ricovero era del 22 agosto. Abbiamo aspettato diverse settimane prima che ci si accorgesse che le persone erano malate di Dengue.
La disinfestazione non è vero che è stata tempestiva, è stata intempestiva, perché le informazioni sono arrivate tardi, ma questo perché nessuno proveniva da un Paese tropicale o subtropicale, quindi non si è dato troppo peso ai sintomi.
La comunicazione ai cittadini, che in questa situazione, come ha detto l'Assessore, hanno un ruolo attivo, è slittata purtroppo in avanti, perché sono stati fatti dei convegni e una campagna di comunicazione quando i numeri erano elevati.
Il kit era inadeguato, inutile che ci giriamo intorno, perché prevedeva un composto repellente a base di prodotti naturali. Ve li leggo: pepe della Tasmania, olio di avocado, camomilla, calendula, oli essenziali di lavanda. C'erano delle pasticche larvicide, ma era tardi per utilizzarle, poi uno spray lenitivo post puntura. Ditemi voi che effetto positivo poteva avere nell'evitare la diffusione di questo virus.
Sinceramente, anche i parchi e i giardini sono stati disinfestati tardivamente, sia i parchi pubblici che i giardini privati. In altre realtà, invece, i giardini privati sono stati disinfestati subito, nella nostra città questo non è avvenuto.
Un ritardo fortissimo nella bonifica del canale Albani.
Un'altra cosa che va sottolineata è che abbiamo fatto una figuraccia a livello nazionale anche con le due turiste fiorentine che si sono infettate venendo in vacanza nelle Marche, ma anche a livello internazionale per via del G7 Salute, che si è svolto, ahimè, proprio in quel periodo e ha avuto come protagonista la città di Fano, non certo in termini positivi.
Gli allarmi continui diffusi a mezzo stampa e sulle TV nazionali dai virologi e dagli epidemiologi di fama internazionale, che hanno schernito non solo la nostra città, ma anche la nostra Regione, sicuramente tanto bene non ci hanno fatto.
Questo è il quadro di quanto è successo.
Solo perché siamo arrivati all'inverno non tenterei di sottovalutarlo, perché il problema potrebbe benissimo riproporsi, anzi ci dobbiamo preparare ad affrontarlo. Si riproporrà molto probabilmente nella prossima primavera, quindi non possiamo in questo caso farci trovare impreparati. C'è bisogno di dare delle direttive e, anche qui, c'è l'Assessore Brandoni, prevedere delle risorse ai Comuni, soprattutto quelli piccoli, per affrontarlo al meglio.
Fano ha registrato tantissimi casi, qualche centinaio di casi, e purtroppo la situazione si è diffusa anche nel resto delle Marche, ne parlavamo la settimana scorsa proprio in quest'Aula. Sono state rese obbligatorie delle disinfestazioni anche in altre città. Da lì, purtroppo, si è diffusa nella nostra regione ma anche altrove, come dicevo prima. Grazie.
PRESIDENTE. Procediamo con la mozione n. 488, ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Presento la mozione. Ringrazio il Consigliere Cesetti, che mi ha chiesto gentilmente di illustrarla, e vorrei ringraziare anche il Consigliere Carancini, che è stato il primo a chiedere una riunione in IV Commissione, la Commissione che si occupa di sanità, per affrontare questo tema che ha visto poi un'audizione con i responsabili della sanità e del Servizio sanitario regionale, a partire dal responsabile dell'Azienda Sanitaria Territoriale n. 1 di Pesaro e Urbino.
È chiaro che il tema della Dengue, come abbiamo detto nella replica all'interrogazione, si è posto apparentemente all'improvviso, ma non va sottovalutato l'allarme che era stato dato in precedenza da parte del Ministero con una circolare e con una comunicazione ad hoc, specifica.
Gli interventi che sono stati fatti sono stati anche immediati, posto che poi in quei giorni si è generata nella nostra città un po' di confusione nella predisposizione delle ordinanze, che si sono dovute susseguite a causa del maltempo. Ma nel momento in cui c'è stato anche il G7 Salute, sicuramente non abbiamo fatto una bella figura, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, tenuto conto che è andata anche sul Times la notizia dell'infestazione di Dengue nella nostra regione, nel Comune di Fano. Tanto che anche autorevoli virologi hanno rilasciato importanti dichiarazioni, il virologo XY ha detto che il focolaio di Fano era paragonabile ad un incendio e sarebbe stato solo la punta di un iceberg, mentre il professor Bassetti ha parlato di sottovalutazione del problema e il professor Burioni ha scritto che un caso su venti può avere problemi molto gravi, e che quello di Fano poteva essere un focolaio sotto controllo.
Su questo credo, Assessore, credo che occorra fare una riflessione molto seria, perché quello che è accaduto, come è stato detto, è stato sicuramente la punta di un iceberg, ma la parte dell'iceberg che è ancora sotto l'acqua rischia di venir fuori fra qualche mese, ovvero nel momento in cui arriverà la prossima primavera.
Se non ci saranno i trattamenti con le disinfestazioni, a partire dalle larvicide e successivamente anche dalle adulticide, si rischierà, l’anno prossimo, di avere un focolaio, non come quello di quest'anno, che è avvenuto grazie a Dio a fine stagione, ma ben più importante.
L'appello che facciamo, e che è contenuto nella mozione, è quello di adottare i necessari provvedimenti affinché la Regione assuma direttamente responsabilità e oneri per la necessaria attività di prevenzione, ovvero fare un lavoro di coordinamento attraverso il Servizio sanitario regionale con tutti i Comuni delle Marche affinché si faccia attività di prevenzione, ovvero si facciano i trattamenti, ma non nel momento in cui vengono alla luce i casi, bensì in modo assolutamente preventivo, facendo in primis i trattamenti larvicidi, soprattutto nei tombini o nei luoghi dove c'è ristagno d'acqua.
Questa credo sia la prima cosa che, a nostro avviso, deve essere fatta da parte della Regione. Deve prevedere anche adeguate risorse nel bilancio della Regione Marche.
Nel prossimo mese andremo ad approvare il bilancio del 2025 e mi auguro e auspico che la Regione e la Giunta regionale mettano a disposizione risorse, in coordinamento con i Comuni, per affrontare questo tema delicato.
Non sottovalutiamo il problema, perché è vero che circa l'80% dei contagiati sono asintomatici, ma è altrettanto vero che gli asintomatici, proprio perché non sanno di aver avuto l'infezione, nel momento in cui si dovessero recare in luoghi in cui c'è una diffusione endemica del virus, rischiano di correre dei pericoli addirittura maggiori.
È dimostrato infatti che, a fronte del sierotipo 1, che abbiamo avuto nella nostra regione, il contagio da sierotipi 2, 3 e 4 espone al rischio di patologie molto più gravi. Se uno non sa di aver avuto la patologia è a maggior rischio, perché chi sa di averla avuta e di doversi recare in un luogo dove c'è una diffusione endemica del virus magari provvede a vaccinarsi, se invece non lo sa, la situazione è molto più rischiosa. Va aumentato il livello di guardia rispetto al controllo e alla prevenzione.
L’ultima cosa che voglio dire riguarda il kit: un provvedimento che definire ridicolo, è poco. Sentir dire che il Sindaco di Fano e il Presidente dell’Azienda servizi abbiamo lanciato un kit per combattere o prevenire la Dengue, per poi sentirli deridere non solo dal professor Burioni... Del resto sappiamo quali siano gli elementi all'interno del kit. Il professor Burioni ha detto che non conteneva principi attivi efficaci e che per i larvicidi era troppo tardi. Ha affermato che il kit antizanzare a base di menta e lavanda era del tutto inutile.
Oltre a quello che ha detto il professor Burioni, anche in IV Commissione Sanità i responsabili del Servizio sanitario regionale hanno detto che del kit non ne sapevano nulla, non solo, non erano stati coinvolti, come per dire che di questa cosa non ne volevano sapere niente.
Mi auguro che la Giunta regionale e l'Assessore prendano anche dei provvedimenti nei confronti di coloro che hanno diffuso notizie false e tendenziose, erano destinate a rassicurare la popolazione, ma si sono rivelate tutt'altro. Provvedimenti che ovviamente non possono essere coercitivi, ma del tipo: non fate più queste cose, perché rischiate di dare informazioni sbagliate alla popolazione.
Presento due emendamenti anche a firma dei Consiglieri che hanno sottoscritto la mozione. L'emendamento n. 1 “sopprime il capoverso: "ritenuto che la possibilità per i cittadini di ricorrere al kit anti Dengue". Questa parte viene cassata, credo che gli emendamenti siano stati distribuiti, e va tolta anche la frase: "e garantire comunque l'accesso gratuito al kit per la prevenzione", perché quando è stata presentata la mozione inizialmente c'era la consapevolezza che questo kit potesse avere un'efficacia rispetto al problema delle infezioni da Dengue, ma nei giorni successivi è emerso che era del tutto inadeguato.
Concludo la presentazione. Per sintetizzare, l'auspicio è: prevenzione, prevenzione, prevenzione. Si mettano in campo azioni di concerto con i Comuni per affrontare il problema dalla fine di febbraio, primi di marzo, come ci dice il nostro sistema veterinario, proprio per evitare che le larve, una volta schiuse, possano far nascere zanzare che possono essere infette, perché sono state deposte dalle zanzare del 2023.
Siccome le temperature non andranno sicuramente sotto i -10 °C nel nostro territorio, almeno questo di solito non accade, credo che sia utile e opportuno che questi provvedimenti di prevenzione vengano presi di concerto con i Comuni, sostenendoli anche dal punto di vista economico e finanziario.
I Comuni si troverebbero infatti in difficoltà ad affrontare un tema di questa portata, perché le disinfestazioni, non solo quelle larvicide ma anche quelle adulticide, dovranno essere effettuate, da quello che ci dice il sistema sanitario, almeno ogni 15 giorni. Capite bene quale impatto economico provvedimenti e attività di questo genere potrebbero avere nei bilanci dei Comuni, ma sono azioni che devono essere fatte a tutela della sanità e della salute pubblica. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Non posso non intervenire perché questa questione è stata anche analizzata all'interno della IV Commissione su richiesta molto tempestiva del Consigliere Carancini, in audizione, che è stata prontamente svolta con i dirigenti della Regione Marche, nell'ambito del Dipartimento di Prevenzione e della prevenzione dell'ARS, che hanno chiarito in maniera esemplare quali erano state le tempistiche degli interventi da parte della Regione Marche e, come correttamente riportato dall'Assessore, in concertazione con il Ministero della Salute, l'Istituto Superiore di Sanità e tutti gli enti preposti a gestire una tematica così grave e complessa.
Ci sono state delle forti rassicurazioni da parte dei dirigenti all'interno della Commissione, ma vedo che il Consigliere Minardi, forse in questo caso, era distratto, tant'è che la prima cosa che ha fatto quando è uscito dalla Commissione è stata quella di fare un post adducendo tutte le presunte mancanze che c'erano state da parte del Comune di Pesaro, da parte della Regione Marche, anche a livello di tempistiche. Cosa assolutamente, secondo me, inopportuna, perché si è ben guardato dall'andare a dire cosa hanno detto i dirigenti della sanità marchigiana in ordine a tutte le azioni che sono state tempestivamente proposte per porre un limite a questo gravissimo problema.
Mi dispiace non aver sentito, in questo caso, mai un ringraziamento, un riconoscimento nei confronti sia del Sindaco di Fano, sia del Dipartimento di Prevenzione dell'AST di Pesaro Urbino, perché voi dovreste anche riconoscere e sapere che già dal 27 ottobre non ci sono stati più casi di Dengue all'interno della provincia di Pesaro Urbino. Ma la voglia era talmente ghiotta di provare ad attaccare il Sindaco del vostro comune che non avete avuto nessun scrupolo a dire che questa mozione o queste interrogazioni erano superate.
Vi sarebbe convenuto riconoscere e dire quello che i dirigenti hanno detto in ordine alla prevenzione, alle azioni che stanno mettendo in campo, alla riunione che ci sarebbe stata a brevissimo con ANCI e con i soggetti preposti, e che la Regione Marche avrebbe anche valutato, eventualmente, l'ipotesi di aiutare i Comuni in ordine a questo problema.
Capisco che voi, in alcuni casi, vi ricordate più di essere Consiglieri regionali che cittadini della città di Fano, e questo mi dispiace in maniera molto importante, perché non è questo l'atteggiamento da tenere all'interno di un Consiglio regionale. Abbiamo dei ruoli istituzionali che presuppongono il fatto che le situazioni che sono state gestite bene debbano essere riconosciute. Non dovevate avere il coraggio di attaccare il Sindaco di Fano o il Dipartimento di Prevenzione, che si sono mossi in maniera perfetta, puntuale. Questo lo sapete benissimo, ma purtroppo anche l'avvicinarsi alle elezioni regionali ci porta a cercare ogni occasione per poter strumentalizzare tutto.
Ringrazio i soggetti preposti per tutto quello che hanno fatto, grazie ai componenti della Commissione Sanità, grazie al Consigliere Carancini, che ha richiesto l'audizione che abbiamo prontamente attivato, come sempre ci muoviamo all'interno della Commissione. Io di questo sono assolutamente... Siccome siamo sempre a contestarlo, ogni tanto conviene anche ringraziarlo per qualcosa. Se qualcosa di giusto fa, è giusto riconoscerlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Credo che non ci dobbiamo ringraziare, nel senso che noi siamo Consiglieri regionali, lavoriamo a livello politico e cerchiamo di fare gli interessi dei cittadini, magari con valutazioni e soluzioni differenti.
Per questo sono un po' dispiaciuto del taglio che ha voluto dare il Presidente della IV Commissione, Consigliere Baiocchi, su questo tema. Devo dare atto che, rispetto alla questione Dengue, immediatamente la IV Commissione, su prerogativa del Presidente, ha fatto sì che potessimo ascoltare gli esperti. Cosa mi lascia, diciamo, perplesso, Presidente Baiocchi? Che in realtà i temi di questa mozione e che ci coinvolgono sono due in questa vicenda.
Il primo è la vicenda in sé del virus, che è un tema molto serio e che probabilmente non si è esaurito con lo stretto lasso di tempo nel quale noi lo abbiamo affrontato. L'audizione, credo voluta da tutti, al di là di chi l'ha chiesta, era per la preoccupazione perché in quel momento, in particolare, il virus non era completamente “estirpato”, comunque neutralizzato, quindi abbiamo verificato, grazie alla struttura regionale, che le preoccupazioni in quel momento non dovessero esserci. Ringrazio i nostri…, perché credo che le azioni messe in campo, le indicazioni e gli indirizzi fossero positivi.
Però ho l'impressione che il Presidente Baiocchi non abbia colto in pieno il senso della mozione del Consigliere Minardi, che ha svolto e svolge un ruolo, direi, onesto. Perché il contenuto della mozione non è affatto polemico, a parte l'ultimo passaggio di cui poi dirò, perché lui pone un problema che credo sia il suo e di tutti, primi fra tutti del Presidente e dell'Assessore.
Quello che ci hanno detto gli esperti in quell'audizione è che a primavera, sperando che i tempi e il meteo siano nell'ordinarietà, questo problema rischiamo di ricorrerlo. Quando il Consigliere Minardi fa luce, cerca di mettere in evidenza questo tema, e non lo dico solamente per appartenenza, me ne faccio carico anch’io, come credo tutti quanti noi, perché è capitato a Fano, ma potrebbe capitare in qualsiasi altro posto della regione.
Quando si presenta una mozione di questo tipo, attraverso la quale si tenta di condividere una preoccupazione sotto il profilo sanitario, qui entra in gioco la mia critica, quello che non è accettabile è che ogni tipo di atto amministrativo, in questo caso una mozione dell'opposizione, debba essere abbattuto solo perché presentato dall'opposizione.
Credo che i toni, le parole, gli obiettivi e gli impegni siano compatibili per lanciare un messaggio di attenzione. Ma so anche dell'attenzione del Presidente Baiocchi su questo. Ecco perché dico che, da questo punto di vista, mi sorprenderei perché in quattro anni credo non sia mai capitato, al di là degli scontri più o meno radicali, che ci sia stata un'accettazione di una mozione così “pacifica” e condivisa nel merito, senza che questo possa in una qualche maniera passare come un attacco a qualcuno o a qualcosa.
Il virus è una minaccia che rischiamo, secondo quello che abbiamo ascoltato, di affrontare tutti e per questo dobbiamo aiutarci d affrontarlo. Ecco perché, francamente, mi aspetterei un voto positivo.
Il secondo elemento riguarda il kit. Qui dobbiamo essere seri e, nella considerazione degli stessi argomenti e di alcuni emendamenti che arriveranno dopo, mi chiedo: ma l'imbarazzo - erano presenti il Presidente Baiocchi, i commissari e gli auditi - di chi è stato audito sul tema del kit era evidente. Se avessimo potuto riprenderli, spalancavano gli occhi.
Che cosa fa specie? Indipendentemente da chi l'ha fatto, un Sindaco della Lega che stava qua, la sanità è una cosa seria, un virus è una cosa seria. Mi chiedo come sia potuto accadere che sia stato predisposto, ma soprattutto aver fatto credere, o comunque introiettato, nella consapevolezza dei cittadini, che quel kit fosse una cosa che avrebbe risolto. A me sembra una cosa abbastanza grave. Per questo credo che vada stigmatizzato, senza che si immagini un attacco, ad ogni costo, al Sindaco di Fano.
Ecco perché penso, spero, e ringrazio il Consigliere Minardi di questa attenzione, che la mozione possa essere approvata.
PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Dopo il Covid-19, dobbiamo fare i conti con queste pandemie. Dobbiamo cominciare a immaginare che la salute, così come l'abbiamo conosciuta, è sottoposta a tutta una serie di rischi e, tra questi rischi, vi è anche quello della zanzara tigre.
La seconda considerazione che voglio fare è che dobbiamo assolutamente cercare di capire che molto, su queste materie, deve essere fatto con un'educazione, con una cultura alla prevenzione, che non è solo quella che svolgono le amministrazioni sanitarie o le amministrazioni comunali, ma soprattutto quella svolta da parte dei cittadini.
Immaginare che chi va all'estero, in paesi a rischio, possa vaccinarsi per evitare di portare a casa, nella sua abitazione prima e poi nella sua città, il virus, potrebbe essere un modo per poter viaggiare nel mondo, così come potrebbe essere un modo intelligente quello di evitare i famosi ristagni, che sono i focolai attraverso cui la zanzara tigre si riproduce.
Sempre in uno spirito di leale cooperazione o di confronto tra di noi, dobbiamo anche immaginare il fatto che ormai il sistema nazionale scarica, se mi permettete, le abilità o le funzioni sui Comuni, che hanno la responsabilità diretta sull'igiene e la sanità a carattere locale; dobbiamo anche immaginare che sempre ai Comuni viene attribuita questa responsabilità, che non è quella che molto spesso viene confusa con l'organizzazione sanitaria. È una responsabilità in materia diretta di igiene e sanità a carattere locale, nella quale i Sindaci sono autorità sanitarie locali responsabili di queste materie.
Ora, io voglio dire, non in modo provocatorio ai Consiglieri: quando qui si viene in Regione, cosa fa la Regione ad aiutare il Comune di Fano o altri? Certamente, quando siamo stati Sindaci la Regione ci ha trasferito un sacco di risorse per affrontare questi problemi. Nel mio Comune il conto corrente veniva alimentato tutte le settimane, tutti i mesi, dalla Regione, che ci aiutava, e questo lo voglio dire non in modo provocatorio, perché la storia che la Regione, che ha la responsabilità della sanità, ha tutti questi fondi, è un percorso a ostacoli.
Il Consigliere Cesetti lo ripete sempre, la Repubblica è formata da Stato, Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane. Gli enti che formano la Repubblica sono finanziati con il trasferimento statale, perché in Italia le imposte, salvo quelle della tassa di circolazione, arrivano tutte a Roma e Roma poi le ridistribuisce, in Costituzione, secondo il pieno finanziamento delle attività attribuite.
Ora, cerchiamo di essere chiari su questo tema. Cosa possono fare i Sindaci di fronte a questa materia, se non concertare con Regione e Stato tutte le misure quando la manifestazione della Dengue si esplicita, si manifesta? Credo che per evitare che possa essere il Sindaco di Fano a dover rispondere di qualcosa… , questo, consentitemi, non lo dico al Consigliere Minardi, ai Consiglieri di Pesaro, ma portare nell'Assemblea regionale, i problemi locali o territoriali non va bene, perché questa è un'Assemblea regionale.
Mi sono permesso di fare questo esperimento. Probabilmente la nostra legge elettorale, mediante la quale siamo eletti in un collegio territoriale, è sbagliata, perché noi siamo Consiglieri regionali, dovremmo candidarci nell'intera regione, perché non solo l'Assessore ma i Consiglieri regionali non siamo qui a rappresentare il proprio Comune o la propria provincia.
Che cosa possiamo fare ragionevolmente, tenendo conto che lo Stato finanzia le materie attribuite ai Comuni, alle province e alle Regioni? Non è che i Comuni con quel finanziamento possono finanziare un'altra cosa, o le Regioni un'altra.
Abbiamo chiesto all'ANCI di fare un incontro con tutti i Sindaci per vedere cosa si poteva fare insieme e che cosa fare insieme con lo Stato, con il Ministero della Salute in particolare.
Consentitemi di dirvi anche un'altra cosa, perché non auguro a nessuno di vivere l'esperienza che abbiamo vissuto nella Regione Marche, avendo la responsabilità della sanità con il Covid-19, quando non c'erano il vaccino, gli anticorpi monoclonali, i posti letto in terapia intensiva.
Guardate, se non affrontiamo questa materia e quello che potrà succedere… Pensiamo semplicemente all'antibiotico-resistenza. Ormai c'è un abuso degli antibiotici, per cui, se è vero quello che dicono i virologi, ci sono delle patologie che non saremo più in grado di curare. Spero che questo non si avveri.
Facciamo un percorso a livello istituzionale, di cooperazione. L’ANCI, anche nella conferenza con i Comuni, con i Sindaci, con la Regione e con lo Stato, per vedere cosa possiamo mettere in campo.
Non c'è dubbio alcuno che i servizi di prevenzione ci sono. Io, per primo, ritengo che i servizi di prevenzione debbano prevedere delle misure preventive concrete perché questo fenomeno non si possa verificare. Ma immaginare che da primavera in poi, per evitare l'espansione di questi fenomeni, si cominci a irrorare le strade, le piazze, i giardini pubblici, gli orti e i giardini, con quali mezzi non lo so, con quali strumenti non lo so, perché non credo che i Comuni abbiano tutte queste tecnologie e tutte queste attrezzature. Non penso che neppure le imprese private abbiano queste tecnologie per irrorare questi luoghi dove si possa sviluppare. Penso che ci sia un modo per affrontare realisticamente, con i piedi per terra, questo problema.
Penso che la mozione sia più strumentale per mettere in luce il Sindaco di Fano. Sul kit debbo dire questa cosa: se il Sindaco è stato ingannato, probabilmente lo siete stati anche voi, perché l'avete messo in mozione. Quindi, secondo me, se possiamo uscire tutti insieme come Consiglio regionale per dire che insieme, amministrazione e Giunta, facciamo un programma serio su questo, sono a disposizione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ho lasciato al Consigliere Minardi l'intervento su questa mozione, però, diciamo, non posso esimermi, perché si è dedotto in quest'Aula che la mozione sarebbe un atto strumentale.
Valutate voi se è un atto strumentale, perché forse non ci dovremmo occupare di una questione del genere? Credo che quest'Aula si occupi dell'universo mondo, qui ci facciamo rientrare di tutto e di più, e non vogliamo farci rientrare una questione del genere, quando c'è la situazione della Dengue, che è una questione anche sanitaria, di prevenzione, dove c'è proprio una competenza specifica della Regione in materia di sanità? Penso che se ne debba occupare questo Consiglio regionale.
Tra l'altro, l'ho presentata, e voglio ringraziare chi mi ha invitato a questo tipo di intervento, tant'è che c'era chi, prima di me, già era intervenuto, come i Consiglieri Mastrovincenzo e Minardi, infatti, ho citato in questa mozione i loro atti. Dopodiché è stata corretta ed ho presentato due emendamenti.
Tra l'altro, credo che il Sindaco di Fano sia stato, semmai, lasciato solo su questa vicenda e, per quanto riguarda l'eventuale errore sul kit, che noi abbiamo citato, e lo rivendico…, ma poi abbiamo corretto con l'emendamento, perché del kit ha parlato anche il dottor Bassetti, che non possiamo ascoltare soltanto quando vogliamo, ne ha parlato il professor Burioni, dicendo che non era efficace e poi è stata...
(intervento fuori microfono).
PRESIDENTE. C’è un disguido tecnico, ho avvertito il capogruppo, parla lei ma compare ancora l'immagine...
Fabrizio CESETTI. Ma non è un problema. Penso che, a questo punto, conoscano sia me che il Sindaco di Fano che l’Assessore Saltamartini, che ci accomuna lo stesso anno di nascita e una stima reciproca, al di là di qualche frizione che talvolta c'è perché ricopriamo ruoli diversi.
Si citano le dichiarazioni del professor Bassetti, segno evidente... Solitamente non cito mai a caso, difficilmente mi capita, quasi mai, di parlare a sproposito, come cito il professor Burioni.
Se la Commissione, presieduta dal Consigliere Baiocchi, ha ritenuto di audire gli esperti per parlare del kit, va da sé che anche i membri della Commissione Sanità hanno ritenuto che quel tema andava approfondito, o no? È così, sennò perché sono stati auditi rispetto a quello? Questo per ristabilire un po' la verità, perché per fare i primi della classe ci vuole un percorso di studi.
Questa mozione è stata corretta, prendeva l'avvio da due atti, uno del Consigliere Mastrovincenzo e l’altro del Consigliere Minardi, e alla fine si impegna il Presidente e la Giunta regionale ad impartire le necessarie disposizioni per effettuare uno screening da parte della competente AST, per avere un quadro preciso delle persone venute in contatto con il virus.
E chi parla di screening di massa? C'è scritto, no? Va fatto un minimo screening, magari alle persone a contatto, ai familiari, non lo so. Io non sono un medico, non sono un tecnico, non sono neanche un addetto alla prevenzione, ma credo che qualcosa vada fatto, oppure possiamo dire di non fare nulla e aspettare l’arrivo la primavera, e tutto qui.
Lo ricordo e termino, abbiamo presentato due emendamenti, con uno si chiede di espungere il riferimento al kit anti Dengue del tutto, che è stato ritenuto inefficace, e con l’altro si chiede, al punto due del dispositivo, di espungere le parole: "a garantire comunque l'accesso gratuito al kit per la prevenzione", e si lascia soltanto: impegna la Giunta ad adottare i necessari provvedimenti affinché la Regione Marche assuma direttamente la responsabilità e gli oneri per la necessaria attività di prevenzione.
La Regione Marche deve assumere su di sé gli oneri e la responsabilità. Abbiate pazienza, se c'è la zanzara tigre che diffonde e c'è una sorta di “epidemia”, questa diffusione, di chi è la competenza? Del Ministero della Salute. Anche sul Covid è del Ministero della Salute, ma la sanità e la prevenzione sono una competenza concorrente, siccome la sanità è una competenza della Regione, la prevenzione in sanità è l'obiettivo principe dell'organizzazione sanitaria, quindi, è una competenza regionale - non lo dico a voi - altrimenti non si sa di cosa parliamo.
Se noi pensiamo che la prevenzione non sia una competenza della Regione, che teniamo a fare gli uffici di prevenzione? Io, che faccio il vaccino antinfluenzale, dove lo faccio Negli uffici di prevenzione dell'Azienda Sanitaria 4 di Fermo, l'ho faccio lì. È una competenza. Mica vado al Ministero della Salute o dal Sindaco di Fermo a fare questa attività di prevenzione.
Questa è una mozione assolutamente... non parla di screening di massa, ne potrebbe parlare, però non mi pare che questo sia il caso, perché mi sembrerebbe esagerato.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Sindaco di Fano, che si è attivato con assoluta velocità, certezza e competenza. È stato bravissimo. Non sembrava un Sindaco alle prime armi, capitato in una situazione che non gli era dovuta mai capitare, perché non aveva mai avuto un incarico di quel tipo. Voglio ringraziare, invece, il nostro direttore del Dipartimento di Prevenzione, che è stato bravissimo.
Vi risparmio tutte le questioni tecniche sul virus Dengue, sulla zanzara tigre, su cosa infetta, su come infetta, su cosa dà, però una cosa bisogna che ve la dica: noi parliamo di un'infezione assolutamente banale se colpisce un soggetto sano. È un'infezione che diventa pericolosa solo nei casi in cui il soggetto che la prende ha delle comorbilità importanti.
Abbiamo passato vicende clamorose come quella del Covid ed i Sindaci dalle nostre parti giravano con delle targhette con la scritta “No panico”, e poi sappiamo come è andata a finire.
Fare speculazioni politiche e strumentali su una vicenda come questa, che non assomiglia minimamente a una patologia di grande peso, mi pare un attimo eccessivo.
Dopodiché, se nella mozione diciamo che la Regione deve dare una mano a tutti quei Sindaci che non hanno risorse per fare le disinfestazioni, questo è un altro discorso. Nella nostra provincia conosco tantissimi Sindaci che non hanno fatto una minima disinfestazione. Io ho fatto il Sindaco per 10 anni e vi assicuro che, almeno una volta all’anno, nel mio Comune, pagata col bilancio comunale, facevo la disinfestazione.
Devo dire che, per le difficoltà economiche che i Comuni hanno, ce ne sono una marea, anche nella nostra provincia, che non hanno fatto neanche una volta la disinfestazione.
Se vogliamo ragionare sull’aiutare economicamente i Comuni per poter fare questo lavoro, può essere un ragionamento. Però dico che le linee di indirizzo sulle malattie infettive le dà il Ministero della Salute.
È vero che il vaccino antinfluenzale lo fa il medico di base, ma è vero che quel vaccino antinfluenzale lo ha deciso prima l'OMS e poi il Ministero della Salute, che ha deciso di darlo gratuitamente a categorie e persone a rischio, per età, comorbilità e malattia.
Se noi vogliamo fare un passo avanti in tal senso, bisogna sensibilizzare il Ministero della Salute a fare un lavoro sulle malattie infettive in termini di prevenzione, mettendoci anche delle risorse.
Capisco che oggi non è facile. Con l'invecchiamento della popolazione c'è un bisogno impressionante di risorse che vanno verso la sanità, perché noi abbiamo tanti temi. L'Assessore Saltamartini lo dice continuamente: la sanità deve affrontare tanti temi di tipo sanitario, socio-sanitario, umano, etico. Sono tanti i problemi che deve affrontare il Ministero della Salute. Allora dovrebbe essere previsto un finanziamento ad hoc per fare prevenzione in questo senso.
Quello che può fare la Regione è, in Conferenza Stato-Regioni, parlare di questo tema e del fatto che arriva anche il virus Dengue, come arriveranno altri virus, e sarà così in futuro, sarà ripetutamente così. Quindi, cosa facciamo in termini di prevenzione? Come possiamo aiutare i Comuni anche dal punto di vista economico? Questo, Assessore, può fare la Regione.
Noi non riusciamo a garantire prestazioni e siamo sollecitati tutti i giorni su alcune prestazioni, parlo delle liste d'attesa, e voglio dire in questo momento, visto che ho la parola, che stiamo migliorando, Assessore.
Ho notato da diversi mesi che, in molte prestazioni di diagnostica strumentale e di visite specialistiche, stiamo riducendo in maniera sensibile le liste d'attesa. Glielo voglio dire così, proprio perché la vivo giornalmente. Oggi rispondiamo, parlo del nostro territorio, a risonanze magnetiche che davamo a tre mesi, sei-sette mesi, in una settimana. Sulle risonanze magnetiche che davamo a sei-sette mesi, un anno, adesso rispondiamo in un mese, un mese e mezzo, massimo due mesi. Vedo un sensibile miglioramento e glielo dico da addetto ai lavori. La gente quasi si meraviglia.
Su alcune diagnostiche strumentali, su alcune visite, stiamo facendo passi importanti e questo mi fa molto piacere, perché vuol dire che il grande lavoro che è stato fatto in questi anni, e che pare che sul territorio non sia accaduto, in realtà, un po' alla volta, comincia a fare anche dei passi pratici, sensibili, e lo vede anche il cittadino.
Dopodiché, io sono aperto a tutto, ma credo che il passo che deve fare la Regione sia proprio questo, sensibilizzare lo Stato in questo settore affinché i Comuni possano avere delle risorse per poter fare, in pratica, queste disinfestazioni, che gran parte non fanno per mancanza di liquidità.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. ha la parola, per replica, il Consigliere Minardi
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Voglio mettere in evidenza che il lavoro che è stato fatto in Commissione è stato utile, perché l'audizione dei dirigenti del servizio sanitario ha messo in luce una serie di problematiche ed ha messo nelle condizioni i commissari, che erano presenti, di conoscere la situazione direttamente da chi si è trovato a gestirla, con una serie di informazioni di tipo tecnico, forse il termine giusto è sanitario, per capire come stanno le cose. Ribadisco che il lavoro che è stato fatto in Commissione è stato utile e, siccome la competenza della sanità è regionale, anche se c'è una parte concorrente, è stato un passaggio importante.
Non abbiamo mai detto che il sistema dell'AST, il Servizio Prevenzione Sanità Pubblica, non abbia lavorato bene. Dal momento in cui si sono verificati i primi casi, il sistema sanitario, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'AST Pesaro Urbino e il suo staff hanno lavorato nel modo adeguato.
Noi abbiamo detto, nell’interrogazione e nella presentazione della mozione, che non avevamo riscontro rispetto alla circolare del Ministero del 21 marzo, che dava una serie di raccomandazioni rispetto ad un potenziale rischio di contagi di Dengue nel nostro territorio nazionale, quindi anche nella nostra Regione. Di tutte queste indicazioni che il Ministero ha dato non abbiamo avuto riscontro, se hanno avuto o meno una attuazione specifica.
La cosa, invece, su cui siamo stati estremamente critici è il tema del kit. Non si può andare a mettere in commercio il kit per la problematica della Dengue, il kit anti-Dengue, mettendo il pepe della Tasmania, l'olio di avocado, camomilla e calendula. Un kit che si è dimostrato inutile dal punto di vista scientifico. Non ce lo ha detto soltanto il professor Burioni, ma ci è stato detto anche direttamente in Commissione, tant'è che abbiamo capito perfettamente che il dirigente del servizio sanitario della nostra Regione ha preso le distanze, perché non ne condivideva affatto il contenuto.
Non abbiamo attaccato il Sindaco di Fano per l’intempestività. Sappiamo che ha fatto di tutto per essere tempestivo rispetto alle disinfestazioni che, nel momento in cui è venuto fuori il problema, andavano fatte. Forse il problema era a monte, nel fatto che le disinfestazioni non sono state fatte adeguatamente in via preventiva.
Detto questo, noi abbiamo criticato il Sindaco di Fano e l'AST per l'inefficace kit che è stato messo in vendita, creando delle aspettative nella popolazione che non potevano essere evase rispetto ai contenuti dello stesso.
È sicuramente un problema sanitario. L'appello che facciamo, e che abbiamo fatto anche nella mozione, è quello di coinvolgere i Comuni, cercando di far sì che possano avere anche un sostegno dal punto di vista finanziario rispetto alle potenziali infezioni che potrebbero accadere a partire dalla prossima primavera.
Poi il richiamo che facciamo è quello dell’informazione, siccome l'80% dei positivi, di coloro che sono stati contagiati, sono solitamente asintomatici, il rischio è che, qualora si dovessero recare in posti dove c'è una situazione endemica, di essere contagiati di nuovo da un sierotipo magari diverso, rischiando molto di più dal punto di vista delle conseguenze per la salute.
È su questo che insistiamo, perché si faccia una informazione che riguardi non soltanto i turisti, ma anche le persone che vanno fuori per lavoro, tenuto conto che...
PRESIDENTE. Sono stati distribuiti due emendamenti, che io in questo momento non ho. Il primo emendamento è presentato dal gruppo consiliare PD: “Il punto del ‘Ritenuto che” della mozione sostituito da seguente: ‘gli esperti auditi in IV Commissione hanno dichiarato l'assoluta inefficacia del kit anti Dengue”.
Il secondo emendamento: “Al secondo punto del dispositivo della mozione le parole ‘e garantire, comunque, l'accesso gratuito al kit per la prevenzione’ sono soppresse”, anche questo presentato dai Consiglieri del gruppo del Partito Democratico.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non sono emendamenti presentati oggi, per la verità, concordati con il Consigliere Minardi molto tempo fa, quasi immediatamente dopo, appena la mozione è stata calendarizzata in Aula.
Gli emendamenti sono l'uno la conseguenza dell'altro, perché si dà atto dell'ottimo lavoro che è stato svolto in Commissione, dopo che opportunamente il Consigliere Carancini ne aveva chiesto l'audizione degli esperti, i quali hanno dichiarato l'assoluta inefficacia del kit anti-Dengue. Noi siamo stati conseguenti e abbiamo espunto questo fatto dalla mozione.
Una mozione, però, che voglio ribadirlo, poi non interverrò più, non si può dire che sia stata presentata per attaccare il Sindaco di Fano, strumentalizzare. Ma che scherziamo?
Addirittura, prima degli emendamenti, in questa mozione si dava atto…, si riportavano, a me è stato chiesto esattamente, le dichiarazioni del professor Bassetti e del professor Burioni. Questo viene fatto in questa mozione.
Non è “un attacco” al Sindaco di Fano. Se la leggete bene, non può essere revocato in dubbio che questa mozione, nella situazione data di allora, semmai era un sostegno al Sindaco di Fano, perché, qualora il kit fosse stato efficace, la diffusione doveva essere garantita.
L'attività di prevenzione, da Comune e Regione, come dice il professor Bassetti… Riporto le dichiarazioni del professor Bassetti, non sono le mie, che ha detto: “Qualcosa a Fano non ha funzionato nella disinfestazione e non si può chiedere al cittadino di spendere 15 euro per acquistare i kit. In un sistema sanitario nazionale forte come il nostro, l'attività di prevenzione deve essere svolta da Comune e Regione”. Anche il professor Bassetti riteneva che il kit potesse essere efficace in un primo momento, non lo dovevo ritenere io che faccio politica, abbiate pazienza. L'ho scritto qui, virgolettato, poi gli esperti hanno detto che non funzionava e l'ho espunto.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Insisto nella linea che avevo sostenuto in precedenza, quella di augurarmi e sperare che la mozione venga approvata.
Dispiace anche a me che l'intervento del Consigliere Cancellieri, in una qualche maniera, utilizzi un fatto inesistente. Non c'è un solo attacco nella mozione contro qualcuno. È sufficiente leggere la mozione del Consigliere Cesetti, perché di questa mi pare che parliamo e, paradossalmente, mi viene da dire che nella premessa c'è scritto: la possibilità per i cittadini di ricorrere al kit anti-Dengue per la prevenzione deve essere garantita dal Servizio sanitario regionale senza alcun onere.
Il Consigliere Cesetti, in un momento in cui non aveva, diciamo, conoscenza della situazione, come non l'avevamo tutti, perché anche in Commissione avevamo chiesto: se c'è un kit, facciamo in modo che questo venga garantito a tutti quanti.
Non c'è nessun tipo di attacco. Introdurre nella nostra discussione l’attacco al Sindaco di Fano non c'è, non esiste. Basta leggere.
Ho ascoltato l’Assessore Saltamartini con attenzione. L’Assessore, in una qualche maniera, cerca di spostare il baricentro. Qui non si chiede niente altro che, lo dico da ex Sindaco, la Regione Marche possa aiutare i Sindaci. Per esempio, dico io, mi aspetterei, attraverso una serie di linee direttive, di indirizzo, indicazioni su come i Sindaci devono muoversi da qui alla primavera, quali azioni devono essere messe in campo, informazioni.
Quello che dice lei è talmente vero che l'informazione non è percepita dai cittadini. Quello che lei dice stamattina, che per le persone sane non vi è alcun problema, non lo sa nessuno. Ecco perché dico che l'attività di prevenzione, come sostengo da tempo su tutti i temi, è fondamentale.
Quindi nella risposta dell’Assessore Saltamartini mi sarei aspettato proprio questo. Quello che rispetto all’ANCI…, quello che ci si sarebbe attesi, senza polemica.
Discutiamo di un tema che domani potrebbe essere un problema per i marchigiani, un pezzetto di problema. Siccome si tratta di prevenzione, probabilmente la Regione - attraverso gli esperti e il proprio Dipartimento - dovrebbe, forse, dico io, ma non sono in grado, dare delle linee di indirizzo, discuterle con i Sindaci e, qualora fossero necessarie mettere delle risorse. Ma, se non fossero necessarie, perché molto spesso è sufficiente l'informazione, basterebbe, per esempio, che i Sindaci potessero mettere in campo iniziative in alcune zone, perché magari quel tipo di virus si diffonde in determinate zone.
Ecco perché penso che noi creiamo una mozione completamente diversa da quella che, invece, costruttivamente, il PD ha presentato.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Reputo gli emendamenti che hanno presentato i colleghi del PD quanto mai opportuni perché, in effetti, quando ho letto questa mozione, un po' sono rimasta sorpresa, perché già la polemica sul kit anti-Dengue a Fano imperversava.
Vorrei anche dire che leggo un buonismo da tutte le parti. Qualcosa non ha funzionato. Se non ce lo diciamo tra di noi oggi qui, che ci stiamo a fare? Qualcosa non ha funzionato, perché da quando c'è stato il primo ricovero per questo virus a quando è stato riconosciuto, a quando è stata fatta la disinfestazione, sono passate settimane importanti.
Quando finalmente il Comune di Fano ha deciso di fare la disinfestazione dei giardini pubblici, sono passate altre settimane. Nel frattempo i numeri crescevano. Ce lo vogliamo dire o no? Mi dispiace che non ci sia l’Assessore Saltamartini. Non è l’intento di voler attaccare il Sindaco di Fano né di portare problematiche fanesi in Consiglio regionale quando dovremmo parlare di tutt'altro. Ma il fatto è che è stata un'epidemia che ha avuto un impatto nazionale, anzi internazionale, perché a ridosso c'è stato il G7 nella nostra Regione. Ce lo vogliamo dire o no?
Scusate se insisto, però secondo me qualcosa è sfuggita. Anche perché sul famoso kit la stessa amministrazione di Fano è poi intervenuta dicendo: abbiamo sbagliato la comunicazione, i prodotti sono intercambiabili. Se qualcuno vuole un prodotto con sostanze chimiche più efficaci può chiedere di cambiarlo pagando una differenza di prezzo. Un po’ di confusione, purtroppo, c'è stata e l'abbiamo pagata a livello di immagine.
Detto questo, voterò a favore degli emendamenti e della mozione del gruppo PD.
Seppure non lo dovrei dire io, ma lo dovrebbe dire la maggioranza, ritengo che almeno, da quello che so, il primo punto sia stato fatto: lo screening nei confronti delle persone - così come chiedeva il Ministero, ed era una delle mie domande – dei conviventi e dei familiari, a me risulta che nelle Marche sia stato fatto. L’Assessore non ha risposto, però ho letto tutti i bollettini che sono usciti dalla Regione, sono stati analizzati…, non c'è scritto in modo massivo.
L'altra domanda era quella sulle trappole...
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Diamo un minuto in più alla Consigliera Ruggeri, prego
Consigliere Cesetti, Consigliere Cancellerei vi prego di attenervi al rispetto e di far parlare.
Prego, Consigliera.
Marta RUGGERI. Per quanto riguarda l’altra domanda, che non è stata evasa dall'Assessore, anche se era stata fatta in maniera puntuale, la risposta l'abbiamo avuta sempre dai bollettini che uscivano dalla Regione: nelle trappole per le zanzare, mentre all'inizio si trovavano zanzare malate, adesso sono settimane e settimane che non si trovano più.
Queste sono tutte cose che ci devono tranquillizzare, ma l'attenzione la dobbiamo tenere alta per i prossimi mesi, sennò va a finire che ci ritroviamo in una situazione analoga.
Secondo me la mozione del PD è sostenibile, la potreste votare anche voi, perché il primo punto è già di fatto evaso; il secondo, dagli interventi che ha fatto anche la maggioranza, mi sembra di capire che lo condividete. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Continuate a spostare l'attenzione su questo benedetto kit, ma l'oggetto della Commissione sanità che abbiamo tenuto non è stato in alcun modo il kit. È stata fatta una relazione generale, globale, sullo stato della Dengue, sulle misure che erano state prese dall'AST e dalla Regione Marche. Il tema è stato, a livello strumentale, tirato fuori dal Consigliere Minardi e dal Consigliere Carancini, che hanno posto una domanda ai tecnici della Regione, che hanno risposto. Andare a inserire e contestualizzare tutto questo problema su un kit che è stato fatto dal Comune di Fano, dove è stato detto che la Regione Marche non c'entrava nulla, mi sembra assolutamente pretestuoso.
Rimango nel merito contrario a questa mozione, perché continuate a parlare di screening, dove chi era presente alla Commissione si ricorderà sicuramente, mi corregga il Consigliere Minardi se sbaglio, che ha posto una domanda al Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'AST Pesaro Urbino in ordine allo screening e al dirigente del settore Prevenzione ARS della Regione Marche, che hanno risposto, e sono dei tecnici. Magari un avvocato come me può dire una cosa non corretta, che non era sicuramente consigliata e opportuna secondo le linee guida del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità. State proponendo una cosa che è totalmente contraria a quella che i nostri dirigenti hanno proposto. Siccome noi ci fidiamo dei nostri dirigenti, siamo assolutamente contrari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Due questioni. La prima: lo screening ha una platea e la platea, quella del colon retto, non è la stessa platea del papilloma virus, quella della mammella non è la stessa del colon retto. Ogni screening ha una platea.
È del tutto evidente che la platea non è l'intero mondo, o è totale o è tutta la popolazione di Fano. La platea la stabilirà chi la deve stabilire e sarà stabilita da un tecnico, ma non potrà essere corrispondente all'intera popolazione di Fano; sarà ristretta a chi ha avuto dei comportamenti a rischio, vedi viaggi, come è stato anche accennato.
Altra questione è la correzione… in maniera semplice, il punto della mozione in cui si aggiunge: dopo che gli esperti auditi in IV Commissione hanno dichiarato l'assoluta inefficacia del kit anti Dengue. Ma questa è una cosa che noi avevamo proposto nella mozione e, siccome noi avevamo proposto il kit, lo ritenevamo una cosa efficace; ma i tecnici ci hanno detto che non lo è, correggiamo la mozione cassando le parole: “garantire l'accesso gratuito al kit per la prevenzione”.
Noi abbiamo chiesto alla Regione che si facesse promotrice di dare il kit garantito a tutti. Avendo saputo in IV Commissione che non serve a nulla, chiediamo di togliere la frase che dispone, perché è nel dispositivo, di garantire a tutti il kit. Penso di averlo chiarito. Vi dovete spiegare dove c'è un attacco a qualcuno. Secondo me è una presa d'atto di un errore, di non perfetta conoscenza del funzionamento del kit e dei contenuti anche farmacologici e, ascoltati i tecnici esperti, si torna indietro e si dice: non dovete dare più il kit gratuito. Regione, abbiamo sbagliato, abbiamo ascoltato e diamo retta ai tecnici che abbiamo audito in IV Commissione, quindi, cassiamo la richiesta di dare il kit gratuito a tutti. È una cosa coerente, normale, non è un attacco a nessuno. Se lo vogliamo leggere così com'è; se poi lo vogliamo interpretare, l'interpretazione è la cosa più soggettiva del mondo, in re ipsa.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. Per aggiungere alcune considerazioni, anche alla luce dell'audizione che abbiamo fatto in IV Commissione con gli esperti.
Quello che si imputa un po' alla politica del Partito Democratico, senza personalizzare Consigliere per Consigliere, è un po' un approccio che noi troviamo strumentale quando ci sono questioni emergenziali, come quella della Dengue, dove sembra che si vada un po' a caccia dell'errore o del passo falso per poter colpire. In questo mi permetto di interpretare le parole dell'Assessore, che non ha certo bisogno di essere interpretato, però, come le intendo io, si va un po' a caccia di una sorta di errore, si gioca un po' sulle parole. In realtà, l'approccio della Commissione è sempre stato quello di massima partecipazione e collaborazione, infatti, la richiesta di audizione è stata immediatamente accolta.
L'altra questione fondamentale, dove mi pare che chi mi ha preceduto, ma anche l'Assessore, ha detto che si sta facendo, ed era venuta fuori anche quel giorno dell'audizione, è un percorso con l’ANCI e con i Comuni, relativo al fatto che il tema della prevenzione, sul quale mi pare molti Consiglieri anche del Partito Democratico abbiano insistito, è delicato e complesso.
Il giorno dell'audizione dei tecnici mi sono permessa di intervenire, anche portando l'esempio del Comune di Macerata. Il Comune di Macerata e, mi pare, il Comune di Pesaro hanno un veterinario assunto a livello di Comune, hanno istituito un ufficio e hanno fatto un'azione di prevenzione e di informazione.
La Dengue c'è sempre stata, non è una novità di questo periodo, e ne abbiamo parlato. Il Comune di Macerata ha fatto una campagna informativa a riguardo, per esempio per l'acqua dei sottovasi, ma non vorrei neanche che sulla questione della disinfestazione - di cui si è parlato anche quel giorno in Commissione – riponessimo molte iniziative e molte aspettative che possono, invece, andare fallite. Questo relativamente anche al fatto che, per esempio, se facciamo la disinfestazione in un determinato momento e il giorno dopo o tre giorni piove… Noi sappiamo perfettamente che quella disinfestazione non produce gli effetti desiderati. È un tema complesso e complicato quello della prevenzione.
Chiudo con un'altra questione, un chiarimento su cui la Consigliera Ruggeri ha insistito, ossia il fatto che si è fatto fatica a capire che si trattasse di Dengue. Sì, l'hanno detto espressamente i tecnici in Commissione: hanno fatto fatica perché le prime persone infettate non erano state in nessun modo all'estero e non si pensava proprio a quel tipo di patologia. Su questo io, invece, voglio ringraziare non solo tutti i sanitari, ma tutti coloro che comunque hanno gestito quella fase emergenziale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. In una trasmissione simpatica, mi hanno fatto una domanda: qual è l'ultimo libro che ha letto il Consigliere Cesetti? Io ho risposto che ho poco tempo per leggere, molto per studiare. Questo è il mio problema, però credo che diventi anche il problema di chi non studia.
Il primo punto di questa mozione: “Impegna il Presidente della Giunta ad impartire le necessarie disposizioni per effettuare uno screening da parte della competente AST per avere un quadro preciso delle persone venute in contatto con il virus”. Queste parole sono state dette dal professor Bassetti, riportate dalla stampa, dal Resto del Carlino, il 2 ottobre, dove dice che sarebbe utile uno screening da parte di AST per avere un quadro preciso delle persone venute in contatto con il virus.
Io l'ho copiato di sana pianta perché, riconoscendo di non essere un tuttologo ma di studiare, mi è stata sottoposta la questione - tra l'altro, di Fano si occupano il Consigliere Minardi e la Consigliera Vitri; io mi occupo della mia provincia solitamente – mi era stata sollecitata da una persona, mica si può neanche lasciare solo il Sindaco. Infatti, come vi ha spiegato anche per mio conto il Consigliere Carancini prima, in questa mozione non vedete neanche un accenno di critica al Sindaco di Fano, se non di sostegno.
Viene fuori. “Dengue a Fano, infezioni fuori controllo, Fano diventa un caso nazionale”, tant'è che intervistano i professori Burioni e Bassetti ed io riporto esattamente nella mozione le loro parole. Se il professor Bassetti, che è un infettivologo, dice che sarebbe utile uno screening da parte di AST per avere un quadro preciso delle persone venute a contatto con il virus, debbo ritenere che sia possibile e necessario questo screening e l'ho scritto di sana pianta nella mozione, con le parole del professor Bassetti, che smentiscono quello che ha detto poc'anzi il Consigliere Cancellieri, che tra l'altro stimo moltissimo. Tant'è che se ho qualche dubbio sulla salute, io ricorro al Consigliere Cancellieri prima di altri. Sotto Covid, prendevo il telefono e lo chiamavo. Perché lo faccio? Perché mi è simpatico? No, assolutamente, perché lo stimo e ne apprezzo la professionalità e la preparazione.
Oggi mi dice che non so che significa lo screening, io lo so perché l'ho ripreso dal professor Bassetti, ed è questo che chiedo. Poi ve l'ha spiegato la Consigliera Casini, un conto è lo screening per il colon retto, un conto lo screening per il papilloma…, ma questo è.
Dice anche il professor Bassetti che bisogna eliminare... Anche il professor Burioni parla di “situazione fuori controllo e le infezioni come minimo sono il doppio, molto più del doppio”.
Si parla di attività di prevenzione. Si parla che l'attività di prevenzione… è così, e non può non essere anche a carico dell'azienda. E poi, quando dice: “Adottare i necessari provvedimenti affinché la Regione assuma direttamente la responsabilità degli oneri per le relative attività di prevenzione”. Tra le attività di prevenzione, ad esempio, rientra quella che in cui il servizio competente dell'AST - che è regionale - invita il Sindaco ad adottare i provvedimenti urgenti di propria competenza, poiché la disinfestazione è un’attività di prevenzione. Disporre, ordinare o invitare il Sindaco ad effettuare la disinfestazione, anche quella è attività di prevenzione, perché ti dico quello che devi fare, come devi esercitare le competenze per prevenire un caso che potrebbe andare fuori controllo e diventare un caso nazionale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Non entro nel merito del kit perché penso che, quando un Sindaco è alle strette e trova situazioni, specialmente di fronte a patologie infettive, si possa anche spaventare. Qualsiasi soluzione ti propinano uno la accoglie, anche da un punto di vista scientifico, ma anche in maniera impropria. Questo può essere successo anche in questo caso, però non voglio parlarne.
Mi rivolgo alla Consigliera Ruggeri. Non è facile fare diagnosi inizialmente di una malattia infettiva. Noi qui oggi potremmo avere incubato il virus della Dengue, come avremmo potuto avere già incubato il virus influenzale. Per quanto facciamo prevenzione, spendiamo sacchi di soldi, tanti soldi, con le vaccinazioni per fare la prevenzione per l'influenza, noi abbiamo una sindrome influenzale molto rappresentata, con tanti focolai di polmonite, anche in questa fase. È difficile inizialmente fare diagnosi rispetto a una malattia infettiva o rispetto a un'altra.
Nella fattispecie, prima di arrivare alla diagnosi di Dengue, già magari c'erano diversi casi in giro, molti erano asintomatici e si pensava a una banale influenza. Dopodiché, quando il Dipartimento di prevenzione ha accertato che si era di fronte a quel virus, il Comune si è dovuto attivare per fare la disinfestazione specifica per quel virus. È chiaro che passano delle settimane, ci si deve organizzare.
Il Sindaco di Fano, secondo me, ha lavorato bene. Ho pensato di essere nei suoi panni e, secondo me, ha lavorato il più celermente possibile, aiutato dal Dipartimento di prevenzione.
Se vogliamo fare prevenzione, siccome quest'anno si suggerisce di fare disinfestazioni già da marzo-aprile, come hanno detto il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'AST Pesaro Urbino e il Dirigente del settore Prevenzione ARS della Regione Marche, allora, dico che durante l’estate il Comune di Fano avrebbe dovuto fare una disinfestazione importante. Non so se l'hanno fatta. So solo che molti Comuni dell'interno non hanno fatto uno straccio di disinfestazione per problemi economici.
Io sono sensibile solo a un fatto rispetto a questa mozione: che i Comuni vengano aiutati in qualche modo da qualcuno, da un punto di vista economico, per fare disinfestazioni. Io solo su questo sono d'accordo.
Dopodiché, Fano un po' di screening l'ha fatto. I donatori, sia quelli di Fano che quelli di Pesaro, sono stati controllati; molti familiari intorno… ecco la platea di cui parlava la Consigliera Casini, ma uno screening su una malattia infettiva lo potresti e lo dovresti fare allargandolo a tutta la popolazione. Quanto ti costa e quanto tempo ci vuole? Per sapere se hai gli anticorpi contro la Dengue, per sapere se hai avuto un virus che nell'80% dei casi è anche banale. Magari molti di noi l'hanno già avuto.
Questo screening in maniera generica… Bassetti dice che… Bassetti trovi i soldi. Qui parlano tutti. Questa gente ha parlato tanto, e ce lo ricordiamo, durante il Covid, un giorno dicevano una cosa e il giorno dopo ne dicevano un'altra. Siccome questa gente ha parlato tanto, a questa gente darei qualche consiglio. Io sono di quelli che respira miliardi di germi al giorno dentro all’ambulatorio, che, se avessi il microscopio elettronico, vedrei miliardi di germi che respiro per ore. A questi che parlano molto, gli direi di essere un po’ più saggi con queste uscite estemporanee, che il giorno dopo possono essere smentite dal punto di vista scientifico. Questa gente parla troppo. Questa gente che parla così dia una mano a trovare le risorse per fare la prevenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Per fare una precisazione al Consigliere Cesetti: il Dipartimento di prevenzione ha confermato in maniera inequivocabile che lo screening dei conviventi, dei familiari asintomatici dei casi confermati e probabili, risulta negativo. Quindi è stato fatto. Se intende quel tipo di screening lì, che era stato previsto dal Ministero, è stato già fatto. Viene meno anche l'oggetto dell'impegno della mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto contrarie alla mozione del Consigliere Baiocchi e del Consigliere Cancellieri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Acciarri.
Monica ACCIARRI. Grazie, Presidente. Contraria alla mozione perché… per dire, come hanno detto la Consigliera Casini, il Consigliere Cesetti e anche il Consigliere Minardi - e questo lo abbiamo capito anche dalle parole di Bassetti, che sono parole datate – la mozione aveva un senso in quel periodo in cui è accaduto il fatto, tant'è che Bassetti diceva di fare uno screening a tappeto, perché eravamo in un momento di focolaio aperto e avevamo un problema concreto.
Lo screening, a cui faceva riferimento la Consigliera Casini, sull'HPV o su altre patologie è diverso: resta sempre attuale perché mira a prevenire alcune malattie. Durante un’emergenza virale, lo screening di massa ha senso se sei in pieno virus; come per il Covid, noi facevamo i tamponi in quel momento perché il Covid circolava.
Credo che qualcosa si possa scrivere e si possa fare anche in termini di più alta prevenzione anche su questa tipologia di cosa, ma è proprio fuori contesto, secondo me, questo tipo di mozione. Possiamo costruire, magari per la prossima volta, proprio per le questioni che riguarderanno la prossima estate o la prossima primavera, una cosa più congrua.
Questa è una mozione giusta, ma datata al momento di emergenza, e le cose che ha detto Bassetti o Burioni, che io ritengo giuste, erano riferite a quel momento di emergenza.
Su questo, secondo me, ma anche sulle proposte che fate, lo screening non ha senso farlo adesso. La gente ci dice che siamo pazzi. Fuori contesto, fuori momento virale, andiamo a fare lo screening. Ma di che cosa?
PRESIDENTE. Emendamento 488/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Minardi, Casini, Nora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 488/12a firma dei Consiglieri Cesetti, Minardi, Casini, Nora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Mozione n. 488. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Mozione n. 512
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Ruggeri, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri
“Reperimento delle risorse necessarie alla ricostruzione post-sisma 2022”
Interrogazione n. 1360
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri
“Risorse legge Finanziaria 2025 per ricostruzione dopo il sisma del 2022 che ha colpito la città di Ancona”
(abbinate)
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 512 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Ruggeri, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti, Minardi e Vitri e interrogazione n. 1360 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi e Vitri (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi. (
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Il 9 novembre 2022 due scosse di terremoto, una di magnitudo 5,7, l'altra di magnitudo 5,4, hanno colpito duramente la provincia di Ancona e quella di Pesaro Urbino. Un sisma che ha danneggiato 55 edifici, coinvolgendo circa 650 persone, di cui almeno 100 di queste sono sfollate, e ha colpito anche e non solo il capoluogo di regione, lo dico per provenienza, ma alcuni Comuni costieri come quello di Senigallia, tanto che il Duomo, ma lo porto solo come esempio, a tutt'oggi è un edificio chiuso nella città.
Questa calamità ha avuto fin da subito un iter molto particolare, se non eccezionale. Lo ricordo a me, per ricordarlo a tutti, ci fu una grande difficoltà nel dichiarare addirittura lo stato di emergenza. Ricordo che feci immediatamente un'interrogazione per sollecitare la dichiarazione dello stato di emergenza. Mi venne risposto da un collega che non dovevamo esasperare la situazione, perché avremmo potuto compromettere il turismo di questa regione. Ma poi è continuato. Ritengo che non ci siano esempi analoghi in tutto il territorio nazionale. Non è mai accaduto che, davanti ad un sisma, ad un'alluvione, davanti a una situazione così complicata, ci fosse il totale disinteresse del Governo e della nostra Regione.
È stato un sisma abbandonato, dimenticato e, a oggi, dopo 2 anni, siamo ancora in queste condizioni. E vi assicuro che non è finita. Lo dico anche con grande difficoltà, perché non si è mai visto che un Governo cittadino, regionale e nazionale non assumesse gli atti obbligatori, stato d'emergenza e risorse conseguenti. Invece così è accaduto.
Tante sono state le pacche sulle spalle e tante le promesse disattese da parte di tutte le istituzioni nei confronti, per esempio, del Comitato 707, che sin dall'inizio, con coraggio, necessità e dedizione, ha richiesto quell'aiuto normale che doveva essere conseguente agli atti, che invece, ancora oggi, non ha permesso loro di rientrare nelle case lesionate. Spesso non ci si può nemmeno rientrare per i sopralluoghi, per lo stato di dichiarazione di inagibilità.
Non da ultimo, lo ricordo – lo dico guardando il Consigliere Mastrovincenzo e la Consigliera Bora, che, insieme a me, sono stati anche molto attenti - la Giunta non è stata attenta, anzi disinteressata, analogamente a tutto il resto. Siamo stati attenti, come in questo caso, a non disturbarvi, perché sappiamo che siete anche abbastanza permalosi e abbiamo evitato di starvi sempre addosso, perché se poi, magari non venivano assunti i provvedimenti… perché era l'opposizione, la minoranza, noi, quelli che conoscono, quelli che stanno, quelli che si confrontano, che si erano assunti un tema.
Lo dico perché forse ho fatto il Sindaco di una città e dentro la città, in 10 anni, sono successe tante cose e so benissimo che se non te ne fai carico immediatamente, poi, trovare le soluzioni, risulta quanto mai complicato.
Il 22 maggio 2024 il Commissario straordinario alla ricostruzione Castelli rassicurava tutti. Era già passato oltre un anno. Diceva di non preoccuparsi, “Non abbiamo messo niente prima, ma ci siamo attivati, noi siamo bravi e nella prossima legge di bilancio troverete le risorse che servono”. E siamo ad oggi, nella legge di bilancio quante risorse ci sono? Zero.
Non so come non si possa avere rispetto delle persone che sono fuori di casa. Si può togliere tutto, ma non si può togliere loro la speranza. Del Duomo di Senigallia chiuso mi spiace, ma è uno dei tanti altri edifici. Ma le persone sono fuori di casa e ricordo, Consigliera Casini, che uno dei motivi della mia sconfitta, oltre la sanità, è stato quello del terremoto. Eravamo stati incapaci. Eppure, in quel terremoto del 2016, furono messe immediatamente le risorse per ricostruire la prima e la seconda casa, edifici pubblici e infrastrutture.
Perché lo dico? Nonostante quei provvedimenti fossero fatti con grande attenzione e in un tempo immediato, dopo 3 anni ancora non si vedeva assolutamente nulla, se non le macerie in giro. E questo il cittadino l’ha percepito come un ritardo incolmabile.
Oggi, senza mettere nulla, vuol dire che non è partito nessun iter, che non ci sono le risorse per la progettazione… Guardate, è una posizione certificata, ieri c'è stato il Consiglio comunale di Ancona e quando un gruppo, penso la Consigliera XY, ha posto il tema, l'Assessore, in maniera candida, ha detto che ancora non c’erano le condizioni per verificare, se gli edifici erano meritevoli dell'attenzione del Governo per mettere quelle poste necessarie in bilancio.
Quella tanto invocata filiera, in questo frangente, è perfetta: non lo vuole il Governo nazionale, non lo vuole il Governo regionale, non lo vuole nemmeno il terminale ultimo. Siamo a questo. Una decisione sbagliata, addirittura inumana, che non tiene conto della sofferenza delle persone, del rispetto e della loro dignità.
Con l'intero gruppo del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle abbiamo fatto l'ennesimo atto, una mozione che impegna il Governo regionale ad attivare la filiera al contrario, quindi fare un esame di coscienza, imporre al Governo quello che dovrebbe mettere, la quota a bilancio con un emendamento alla legge finanziaria, che spero venga votato all'unanimità.
Non c'è. Allora abbiamo attivato i nostri parlamentari, che hanno presentato a loro volta l'emendamento per ripristinare questo giusto percorso e almeno, lo dico parlando al Presidente, la cifra per consentire di avviare la progettazione. Se non progettano, prima che le opere vengano realizzate trascorrono 10 anni. Ma non lo dice il Consigliere Mangialardi perché è all'opposizione. Ve lo dice uno che ha esperienza su quel fronte e lo sappiamo che, se non si preme il tasto, quella burocrazia non la consuma nessuno. E a oggi siamo al tempo zero.
Diciamo pure nella mozione che il Governo si è dimenticato di voi - per fortuna che non si è dimenticato dell’Emilia-Romagna perché le promesse durano il tempo degli stivali infangati- quindi, mettete voi le risorse per la progettazione. Analogamente a quello che avevamo detto per l'alluvione del 15-16 settembre 2021...
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. La struttura commissariale sisma 2016 ha effettuato la rilevazione del danno, che è stata trasmessa al Ministro Musumeci. La proposta effettuata nella legge di bilancio, attualmente in corso di valutazione, è quella di assegnare la ricostruzione alla struttura commissariale sisma 2016.
Come noto, dal 2027 sarà utilizzabile un importo del fondo per la ricostruzione creato dal Governo, che potrà essere utilizzato anche per il terremoto di Ancona. A ciò si aggiunge che è stato presentato un emendamento alla legge di bilancio, a prima firma dell'onorevole XY, già per una prima copertura delle risorse necessarie a valere per l'anno prossimo, 2025.
Il grado di maturazione della manovra non consente di confermare e di rappresentare un atto definitivo, ma questa è la direzione nella quale Governo e Parlamento stanno lavorando. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio MANGIALARDI
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Assessore. È una risposta a dir poco imbarazzante, e penso che lei pure lo possa ammettere tranquillamente. Avevate promesso i soldi nel 2024, li avevate promessi nel decreto Milleproroghe, li avevate promessi nella finanziaria 2025.
Io ho assistito, Presidente, alle sue rassicurazioni nei confronti dei cittadini di Ancona e ho letto le sue dichiarazioni: stiamo sciogliendo il nodo. Era marzo di quest'anno. Così come le dichiarazioni del Commissario Castelli: stiamo arrivando a una definizione delle risorse da inserire nella finanziaria. E oggi ci dite delle risorse del 2027, 1,5 milioni di euro, che riguardano tutte le catastrofi che sempre più, purtroppo, coinvolgono il nostro Paese e ci parlate di un emendamento di un deputato di Ancona, di cui non ci specificate l'entità, e già questo è molto indicativo. Però poi, a nome suo, dite: il Parlamento sta lavorando. Non può certo l'onorevole XY a determinare l'entità dei soldi e soprattutto la volontà di un Governo e di un Parlamento. Serve un'azione istituzionale forte, che però ad oggi non c'è stata o, se c'è stata, è stata completamente inconcludente.
Presidente, lei è andato a Roma dal Ministro Musumeci - ci ricordiamo i comunicati – ha incontrato le famiglie che sono rimaste senza casa, eppure non si è mosso nulla. Il Commissario Castelli anche li ha incontrati, non si è mosso nulla. E non è possibile che il Sindaco di Ancona non riceva le famiglie che sono rimaste fuori casa.
Voi fate promesse che poi non sono mantenute e adesso mandate avanti un emendamento senza neanche dirci in quanto consiste la cifra che è in esso contenuta e, soprattutto, qual è la volontà del Governo, in particolar modo dei Ministri Giorgetti, Musumeci e della Presidente del Consiglio.
Trovo, e lo confermo, questa risposta davvero imbarazzante. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, che cosa deve dire? Ha ragione. Mi è nel cuore, perché se XY, che comunque rappresenta una forza di Governo, ha bisogno di fare un emendamento e non ha neanche contezza di quante risorse deve chiedere, quante rispetto alle esigenze, significa che siamo all'anno zero.
Se siamo all'anno zero, Assessore, la responsabilità è chiara di chi sia. Non la posso proprio dare a lei in questo momento, perché in data 22 maggio 2024 l'Ufficio speciale per la ricostruzione annunciava, con una nota stampa, che tanto piace all'Ufficio per la ricostruzione, visto che ne fa di media due al giorno, l'avvio delle ricognizioni. Una fase, questa dei sopralluoghi, che avrebbe dovuto terminare alla fine di agosto 2024.
Siamo a ottobre e, evidentemente e questa mancata fase ricognitiva, senza la quale anche il Governo, volendo, non potrebbe stanziare delle risorse, ha una responsabilità individuata in capo a chi ha detto che avrebbe fatto la ricognizione. Quindi è facile stabilire dove sono le responsabilità.
Queste 650 persone che sono fuori casa e che costano un CAS, a noi tutti cittadini…, i 55 edifici e queste persone, non possono essere risarciti soltanto con i 10 milioni di euro che sono stati messi a disposizione all'inizio, quelli che servono per le operazioni di Protezione Civile. C'è bisogno che i cittadini vengano considerati cittadini esattamente come quelli dell'altro cratere.
Questo ragionamento l'avevo già fatto per quello che riguardava l'alluvione, ma lì almeno una conta dei danni era stata fatta. Qui il fatto che sia stato individuato un soggetto che deve verificare, con le schede AEDES, quanti danni hanno avuto gli edifici e stabilire per quanto possano essere risarciti, quando si iniziano a presentare i progetti… Se non si hanno le risorse hai voglia al povero XY che fa l'emendamento.
Secondo me siamo ancora, dopo due anni, molto indietro, perché la prima cosa da fare è vedere quanti sono i danni, dove sono i danni e come possono essere usate le risorse.
Faccio un esempio. Per sistemare dal punto di vista sismico un condominio di 10 appartamenti ci vuole circa un milione di euro. Se noi, come Marche, ce ne abbiamo 10, voi capite che il paragone è improponibile.
Andrebbe sollecitato il Governo per mettere a disposizione delle risorse, ma principalmente andrebbe sollecitato chi deve…. E io leggo dall'interrogazione, perché manifesto la mia ignoranza rispetto a degli atti veri. Leggo sui giornali che l'Ufficio della ricostruzione che avrebbe dovuto, entro agosto, fare la ricognizione delle risorse.
Ora Assessore, lei che ha il bilancio, se dovessimo perdere, a causa della mancata individuazione del fabbisogno, delle risorse importanti per i cittadini, non sarebbe bella questa cosa. Perché io sfido qualunque Governo a mettere delle risorse, anche sull'emendamento XY, se non sa neanche quanti soldi servono. Non è serio.
Ricomincerei dalla base, che adesso va tanto di moda, da tutti i punti di vista, e vedrei quello che si può fare, anche con gli emendamenti, e penso anche gli onorevoli XX e YY saranno a disposizione per sottoscrivere. Credo questo.
Mi pare che stiamo all'anno zero. Avendo vissuto il sisma del 2016, noi, per carità, con tutti i nostri difetti, la conta dei danni, malgrado ci fosse un terremoto ogni 10 minuti che è durato per un anno, e il conto delle risorse che servivano li abbiamo fatti e non mi pare che siano state insufficienti. Sono diventate insufficienti oggi perché le usiamo, secondo me, per mettere a posto le chiese dei vari paesini, cosa che dovrebbe fare l'Istituto diocesano per il sostentamento del clero, o le utilizziamo magari, come è capitato, per il Festival dell'Aria. Mai oggetto fu più pertinente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sarò brevissimo, non ho molto altro da aggiungere se non due cose.
La prima è che ho appurato in cosa consiste l'emendamento dell'onorevole XY: consiste in 5 milioni di euro. Ed è evidente che è una clamorosa presa in giro, a fronte di una cifra che è stata dichiarata dal Commissario Castelli, non da noi, 450 milioni di euro, attualmente, per la ricostruzione.
Mettere genericamente 5 milioni di euro è un'offesa. Almeno abbiate il buon gusto di presentare un emendamento di larghe prospettive, di speranza, con cifre consistenti. 5 milioni di euro a fronte di 450 milioni, mancano 445 milioni. Ripeto: definizione del Commissario Castelli.
Mi aspetto, visto che la mozione contiene anche questa richiesta di impegno, che a questo punto ci sia un impegno concreto, lo chiedo a lei, che è l’Assessore al bilancio, per sopperire almeno alla prima fase, come ha detto prima il Consigliere Mangialardi, di questo processo che lunghissimo.
Sono passati due anni e siamo all'anno zero. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Penso che sia utile questo momento, quindi ringraziamo chi, insieme a noi, continua a portare il dibattito anche su questo tema, perché c'è bisogno di tenere alta l'attenzione su questo argomento, come su altri. Però, nel momento in cui lo si fa, bisogna ricordarsi sempre che noi qui stiamo parlando a delle persone di una cosa molto delicata.
Non credo sia molto utile sfruttare, utilizzare questo momento per fare delle polemiche sul Festival dell'Aria o sugli interventi alle chiese. Mescolare troppo le cose credo che, in una fase così, sia davvero improduttivo e indelicato nei confronti di chi ascolta.
Tuttavia, sfruttiamo questo momento per tornare sul fatto ed esprimere attenzione nei confronti delle famiglie coinvolte, che conosciamo bene, nome per nome. Non sono 650, come diceva lei, Consigliera Casini.
Quello che possiamo portare oggi di utile al dibattito sono notizie concrete, più che polemiche inutili. E le notizie concrete sono che è in corso quanto questa mozione va a suggerire. In realtà c'è una procedura che è già in corso. È in corso nei fatti e no nei propositi. E’ in corso negli atti, perché l'assegnazione alla struttura commissariale è una procedura che è in corso negli atti e l'emendamento al bilancio, a livello nazionale, è una procedura che è in corso negli atti.
Usiamo questo momento, però usiamolo per spiegare concretamente quali sono gli atti che si stanno mettendo in fila, cercando di comprendere tutti le difficoltà di mettere in fila atti del genere. Ricordiamo che un lavoro è stato fatto, si sta facendo in questi giorni e noi vogliamo aggiornare di questo lavoro che si sta facendo, passo, le famiglie coinvolte.
Sfruttiamo il momento per fare questo tipo di informazione, più che altro, e abbiamo fiducia. Questo gruppo, questa maggioranza, questa Regione hanno fiducia nel lavoro che si sta compiendo a livello di Governo centrale, che ha dimostrato attenzione, serietà e lavoro nei confronti dei nostri territori, dall'alluvione a tanti altri temi che ora non vado a citare.
Confidando in questo lavoro, noi siamo a fianco del Governo che sta andando in questa direzione con atti concreti e ci riproponiamo di interloquire con le famiglie, con il territorio, per monitorare passo passo i risultati che stanno arrivando. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino LATINI
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono passati 2 anni e ancora usiamo questo momento per dare informazioni alle famiglie che sono rimaste fuori casa. A me non sembra proprio quello che ci compete, ma ci compete fare tutto quello che è possibile per farle rientrare a casa, perché è questo quello che chiedono. E, come dice il Consigliere Ausili, hanno nomi, cognomi, storie e nessuno vuole negarlo. Anzi, da quello che sembra un volere comune, siamo tutti qui con i nostri parlamentari per vedere di proporre emendamenti, chi con una cifra, chi con un'altra, però la volontà politica sembra comune.
Quello che è chiaro è che servono soldi e i soldi ci sono. I soldi sono frutto di scelte. Quando i soldi ci sono, la politica sceglie dove indirizzarli. Io faccio parte di quel partito, insieme ad altri, che sa perfettamente che qui andrebbero messi i soldi e non certo i 5 milioni dell'emendamento di cui ha parlato l'Assessore.
Oltre a ringraziare il Partito Democratico, con cui abbiamo fatto questa mozione, che ho sottoscritto e che voterò…, la voterò per l'impegno a sollecitare il Governo nazionale, che mi sembra il minimo e mi sembra che tutti lo stiamo facendo. Anche perché, a mio avviso, bisogna che questa Regione, visto che siamo a ridosso dell'approvazione dell'assestamento e soprattutto del bilancio triennale dei prossimi anni che arriverà a dicembre, debba reperire delle risorse per far fronte alle mancanze del Governo nazionale, perché ad oggi, dopo 2 anni, ancora ci sono queste mancanze. Non è più possibile. Assessore, guardo lei perché i cordoni della borsa delle finanze regionali ce li ha lei. Mi auguro che la sensibilità enunciata a parole trovi un riscontro nei fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare i miei colleghi per questa mozione, perché ci sembra doveroso non solo fare il punto e informare, come ha detto poco fa il Consigliere Ausili, ma soprattutto sollecitare, visto che da quando abbiamo presentato un'interrogazione, circa un anno fa, io e l’attuale Sindaco di Pesaro, ex Consigliere, ho notato che purtroppo non è stato fatto nulla. Un anno fa, più o meno in questo periodo, chiedevamo di renderci conto degli interventi e avevamo tracciato anche un report in base a quanto avevano dichiarato i Comuni.
Pesaro, per esempio, aveva avuto 1,7 milioni di danni al patrimonio pubblico, Fano addirittura 8,3 milioni. Le risorse previste erano insufficienti e deduciamo che anche oggi questi 5 milioni aggiuntivi, che ha previsto l'onorevole XY, possano servire a ben poco.
Perché, al di là dei danni… Voglio elencarli brevemente: a Pesaro sono stati 147 gli edifici, tra scuole, teatri, chiese, cimiteri, sedi provinciali e comunali, in totale, in tutta la provincia, 62 milioni di euro di danni. 5 milioni serviranno a ben poco.
Ma soprattutto, al di là del patrimonio pubblico, per i privati non era stato previsto un solo euro. A giugno un decreto finanziario aveva annunciato 4.860.000 euro, ma ancora i privati, che hanno avuto dei danni nelle proprie abitazioni, non hanno potuto presentare nessuna richiesta.
La situazione in particolare era sentita nei Comuni di Pesaro e Fano, ma anche lungo tutta la costa. Con questi due atti oggi chiediamo, soprattutto, di sollecitare gli interventi e di fare in modo che le risorse non si limitino a questi 5 milioni, che avete appena annunciato, perché sarebbe come rispondere in ritardo ai privati, dicendo che per loro non ci sono risorse di alcun genere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Lo stimolo ad intervenire me lo dà il Consigliere Ausili e dico questo: lei è di Ancona, credo che il quadro dei danni che attualmente esistono in questa città, a seguito del terremoto del 2022, sia palese a tutti e io immagino anche a lei. Come si fa a fare un intervento privo di alcun riferimento e di alcun impegno, come ha fatto lei?
Mi sarei aspettato, francamente, grazie alla mozione e all'interrogazione della minoranza, un impegno . mi verrebbe da dire anche un impegno opportunistico - nel dire: "Farò in modo che arrivi al nostro parlamentare di riferimento l'impegno verso le persone terremotate". Lei questo non lo prende, dice genericamente il nulla e credo che vada evidenziato.
Lei non si interessa del tema dei terremotati di Ancona, questa è la sostanza, altrimenti avrebbe fatto un intervento diverso. Chiedo scusa, non voglio intervenire con l’Assessore Brandoni, con rispetto chiamo in causa il Presidente Acquaroli, perché qui le chiacchiere stanno a zero.
La domanda è: Presidente Acquaroli, c'è un tema relativo ai terremotati di Ancona? Sì o no? Presidente Acquaroli, c'è un tema di risorse, di quantificazione? Io non ho approfondito la questione, ho ascoltato i colleghi, che mi pare lancino un grido di allarme, di aiuto, un appello accorato affinché il Presidente della Regione, di fronte a una mozione-interrogazione come questa, si alzi e dica: "Cari Consiglieri regionali, ad Ancona c'è un tema sul terremoto. Abbiamo quantificato, o si presume si sia quantificato, il danno in 200 milioni - dico forse una banalità, perché il Consigliere Mastrovincenzo ha fatto riferimento a 450 milioni – la Regione Marche è in prima fila per chiedere al Governo nazionale un impegno preciso (credo che questo sia il minimo). Farò in modo, o meglio, mi impegnerò (adesso arrivo alla conclusione) affinché il tema dei terremotati di Ancona sia incluso, in maniera coerente e naturale, nel più ampio sistema della ricostruzione con il senatore Castelli”, che invece di finanziare i festival dell'aria o dell'umidità, dovrebbe occuparsi dei terremotati veri. E di fronte a un'Aula, direi, servito su un piatto d'argento, impegnarsi. Poi sappiamo tutti quanti che il Governo può assumere decisioni, anche da questo punto di vista, non perfettamente coerenti con le richieste, può programmare in più anni, ma dare un segnale a queste persone affinché il Governo riconosca loro una dignità. Io penso che il Presidente regionale, su un tema così importante, debba intervenire.
Lo dico, al di là di quello che si può credere, quasi solidalmente. Lo so che può apparire strano, ma solidalmente, perché il capo di questa Regione non può far finta, non può essere indifferente o non può restare in silenzio di fronte a una mozione come questa. Magari potrà dirci che la Regione o la Giunta si impegnerà a fare luce su questo tema, ma non può restare indifferente. Perché il messaggio che passa ai cittadini colpiti da questo problema è un messaggio pessimo.
E non crediate che complessivamente la politica debba necessariamente sfruttare… Penso, come è accaduto prima, che su alcune questioni, sul terremoto, sui danni che investono le abitazioni, le case delle persone, ci debba essere un'attenzione. Oppure, al contrario, si abbia il coraggio di dire che il terremoto di Ancona non merita l'attenzione del Governo e della Regione, che non ha la dignità di richiedere le risorse perché non ci sono stati danni. Qualsiasi giustificazione, ci si alzi in piedi e si dica questo. È quello che le chiediamo, Presidente, e le chiediamo anche di interpretare le parole dell'opposizione non sempre contro, preventivamente e pregiudizialmente, o in modo propagandistico contro di lei. L'opposizione fa l'opposizione e trasmette la voce di chi, qualche volta, capita, non è tutelato.
Guardi, Presidente, glielo dice uno che questa voce l'ha alzata anche quando al Governo c'erano i propri amici, chiamiamoli così. Non mi vergogno di dirlo, perché in talune situazioni questo avviene.
Le chiedo, su questo, una parola chiara, una parola di impegno o di disimpegno. Questo è il tema. Con il rispetto che ho per l'Assessore Brandoni, è il Presidente della Regione che deve rispondere su questi temi.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Non so se l'opposizione si rende conto di quello che sta dicendo. È stato già detto, ma lo ripeterò all'infinito: strumentalizzare questi argomenti è qualcosa di incredibile.
Voi parlate del Commissario Castelli, ma sapete benissimo, ecco perché ne parlate con questa acredine, che grazie a lui e grazie al Governo a guida della Presidente Meloni, da 2 anni a questa parte, la ricostruzione post-sisma del 2016 ha accelerato rispetto a quello che stava accadendo prima.
Parlate voi di sisma? Ma ve li ricordate i Commissari alla ricostruzione Errani e De Micheli, quando venivano a fare le passerelle e non si muoveva nulla? Non ricordo quante ordinanze siano state fatte in 3-4 anni, una cosa incredibile.
Quei territori li conosco e parlo con tanti amici che sono anche della parte vostra politicamente, mi capita di parlare anche con amministratori che sono di centrosinistra che però, in questo momento, ringraziano il Governo e il Commissario Castelli per il lavoro che stanno svolgendo su quei territori. Questo è un dato di fatto.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio. Consigliere Livi può continuare.
Simone LIVI. Ha detto il Presidente, Consigliere Carancini, che posso continuare, grazie per la concessione.
Il ragionamento che stava facendo prima il Consigliere Ausili è di buon senso, perché non viene in quest'Aula a promettere chissà cosa, viene in quest'Aula per un momento di confronto, come ha giustamente detto nel suo intervento.. È importante che ci sia questo confronto, anche laddove si possano trovare punti di discordia, che poi, in casi come questi, punti di discordia non andrebbero trovati, perché tutti abbiamo a cuore... Ma voi pensate davvero che qualcuno non abbia a cuore la situazione delle famiglie terremotate del Comune di Ancona? Non credo che ci sia qualcuno in quest'Aula che non l'abbia a cuore, però certamente i fatti sono quelli che esponeva prima il Consigliere Ausili.
La struttura commissariale del 2016 prenderà in carico anche questo terremoto. Quello che noi stiamo mettendo sul bilancio del 2025, noi nel senso del Governo centrale, è solo un primo passaggio per poter poi arrivare completamente a gestire, sperando di farlo nel miglior modo possibile, tutta la questione.
Volevo dire solo questo, ci tenevo a farlo perché conosco molto bene il Consigliere Ausili. Certamente non è una persona che viene qui a strumentalizzare una cosa così importante come quella che riguarda le famiglie terremotate del 2022.
Mi permetto di dirlo a nome di Fratelli d'Italia, credo che non abbia senso votare questa mozione, perché di fatto il Governo si sta muovendo in tal senso, per cui riteniamo che sia inutile votarla.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Mi sembra che: "Ausili, non te ne importa nulla del terremoto di Ancona" sia una frase del tutto offensiva e inadeguata, se posso.
Caro Consigliere Carancini, conferma quella che era la mia ipotesi, che si sfrutta questo momento per fare bassa polemica. Io non penso che ci siano Consiglieri regionali che non si interessano ai temi. Io penso che lei si interessi a tanti temi, a tutti i temi che riguardano il suo territorio e io non credo di averle mai detto o che qualcuno possa averle indicato una cosa del genere.
Mi dice che faccio un'operazione opportunistica, ma chi è che fa operazioni opportunistiche? Chi si basa sul nulla e va a narrare una realtà fittizia. Io non ho bisogno di fare operazioni opportunistiche perché, grazie a Dio, ho un Governo nazionale che sta già facendo quello che lei oggi ci viene a proporre.
Ringrazio se questo è un momento informativo, ma se questo è un momento di bassa polemica del genere viene sprecato, e viene sprecato con un atto, il vostro, che è del tutto tardivo, perché le cose che voi proponete lì oggi noi le sappiamo già da un anno e le stiamo facendo.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. La ringrazio, Presidente, che mi dà la possibilità di fare la replica.
Le voglio evidenziare che dire che un Consigliere non si occupa di una questione non è un fatto offensivo, personale, questo è evidente. Se fossi stato, quando facevo il Sindaco, sui fatti personali, dalla mattina alla sera mi occupavo di questi.
Il Consigliere Ausili, anche in questo intervento, non dice esattamente qual è la sua posizione, qual è la sua volontà politica. Lui racconta che il Governo di destra è interessato ai terremotati di Ancona. Ad oggi c'è un emendamento, non c'è un atto governativo, legislativo, con il quale si chiedono 5 milioni.
La domanda è: Consiglieri Ausili e Livi, 5 milioni sono la somma, l'investimento che riesce a coprire i terremotati di Ancona? C'è un atto commissariale che prevede che ad Ancona andranno più dei 5 milioni? Sì o no? Se c'è, indicatecelo ed io, come dire, faccio venia e chiedo scusa.
C'è la volontà politica, non la promessa. Quello che chiedo è un impegno politico, al di là di quello che poi si raggiunge. Questo è il tema, non altro. Non vi chiediamo di mettere soldi, di fare promesse, vi chiediamo un impegno che sia formalizzato, solennizzato da quattro parole dette, non certo dal Consigliere Ausili, che credo abbia la volontà, ma probabilmente non l'autorevolezza.
Quello che si chiede è che il Presidente Acquaroli ci dica: "Faremo di tutto per impegnarci a sostenere questa causa", presumiamo con un po' più dei 5 milioni, noccioline che vengono destinate ai terremotati di Ancona.
Ecco perché l'interpretazione che viene data sia dal Consigliere Ausili che dal Consigliere Livi è un'interpretazione sempre contrappositiva. Lei è di Ancona, credo che nessuno le direbbe nulla se dicesse che vi impegnate a chiedere più risorse, a meno che non si ipotizzi che le risorse di 5 milioni siano sufficienti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. È noto, difficilmente perdo la calma e soprattutto il rispetto istituzionale nei toni, nei modi e nel linguaggio. Vi dico che oggi faccio tanta fatica, perché i fatti non sono equivocabili.
Siccome facciamo sempre dei grandi ragionamenti sul perché il cittadino non si rechi più alle urne, perché vi sia una disaffezione, oggi bastava entrare qui, alzare la mano, chiedere scusa e dire: non ci siamo impegnati in modo adeguato o ci sono state 10.000 difficoltà per farlo.
Almeno il Presidente utilizzava un argomento che a lui è tanto caro: l'alluvione della Valle del Misa e del Nevola. Ne abbiamo parlato a lungo, 10 ore. Potrei parlare anche di quella del 2014, ma non è il caso.
Alluvione del 15 settembre. La settimana dopo il Governo dichiarava lo stato di emergenza e metteva 5 milioni di euro. Questo il Governo Draghi e il Governo Meloni, immediatamente dopo, 400 milioni di euro. Si mettono tutte le medaglie, non so cosa ci hanno fatto, cosa combinano, ma non mi interessa.
Terremoto, 9 novembre 2022. Due mesi dopo, 40 giorni dopo, il Governo Meloni dichiara lo stato di emergenza l'11 aprile e mette 4,8 milioni di euro. Atto successivo della Presidente Meloni? Zero.
Consigliere Ausili, ma perché parlate di speculazione politica e di bassa polemica? Ci sono le famiglie fuori, andate a parlare con loro. Anzi, vi dico, non ne parlo nemmeno più, perché dovete chiedere scusa. Mille problemi li conosciamo, è difficile gestire, ma gli impegni, la propaganda, le promesse, le pacche sulle spalle funzionano bene. Quelli sono fuori di casa, ma di cosa parlate?
Non avete messo, dopo 2 anni, non 2 mesi, 0 euro. XY deve elemosinare 5 milioni, perché? Ma di cosa parlate?
Quasi a vergognarmi del mio ruolo, pensate voi. Io mi vergogno di non essere stato in grado di incidere con le interrogazioni, le mozioni, le telefonate, il lavoro che dovrebbe aiutare. Mi vergogno. Invece voi no. Continuate: la Presidente Meloni ha detto, noi siamo stati bravi, il Commissario alla ricostruzione Castelli è bravissimo, e quelli non hanno 1 euro.
Ma come vi permettete? Ma perché non chiedete scusa? Sull'alluvione siete stati bravi, fate il ponte più brutto del mondo, asfaltate il fiume, bravissimi, mettetevi la medaglia. Ma qui chiedete scusa. Avranno votato per voi, sono elettori vostri, pensate a quello.
Ma come vi viene in mente? Siete vergognosi davanti alle famiglie, alle persone che sono fuori di casa, dopo due anni che non avete messo nulla.
Io non replico, non ne voglio parlare più. Mi vergogno per me e per voi, che non siete nemmeno in grado di chiedere scusa alle persone. 75 persone sono fuori di casa e non hanno nemmeno una speranza e XY mette 5 milioni di euro...
PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.
Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. E’ solo per dire che c'è un emendamento a prima firma XY di 5 milioni di euro, che finora non è stato possibile presentare perché è un emendamento del Governo ed ora ci sono gli emendamenti parlamentari. Ci sarà un emendamento del Governo che affiderà il sisma di Ancona alla struttura commissariale, con tutte le coperture finanziarie. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Accogliamo con piacere e con gioia le comunicazioni del Presidente, se l'avesse fatta due ore fa, forse avremmo risparmiato fatica, tempo, aria condizionata e tutto.
Vabbè, sono molto contenta, però leggo sul giornale di oggi che, al Comune di Ancona, il Vicesindaco ha riferito che sono stati considerati lesionati 85 edifici, sono stati verificati solo 85 edifici con danni parziali e, una volta effettuata la stima totale dei danni, l'ufficio ricostruzione chiederà al Governo la copertura economica. Una cosa diversa da quella che ha detto il Presidente. Per questo eravamo un po'…, ma la procedura per l'erogazione dei fondi… Se voglio mettere a posto casa mia dopo 2 anni, la posso mettere a posto con i soldi dello Stato, così come è successo nel cratere? Perché io la mia casa l'ho messa a posto dopo un anno e mezzo dal terremoto, rinunciando ai fondi… Il Consigliere Ausili , pensa che ci sia l'educazione istituzionale solo quando parla lui, invece c'è sempre.
La procedura per l'erogazione non è dietro l'angolo, dice il Vicesindaco di Ancona, dovrà poi essere individuata dal MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) e dall'ufficio ministeriale competente. Dunque, è normale che ad oggi non esista alcuna cifra dedicata nel testo base della finanziaria e, di conseguenza, non ci siano soldi neanche nella finanziaria regionale. Questo lo dice il Vicesindaco di Ancona, che ieri ha dichiarato, non il PD, che non ci sono ancora le verifiche. Ripeto, mi fa piacere quello che ha detto il Presidente, ne prendiamo atto. La finanziaria verrà approvata verosimilmente entro l'anno, quindi, ricorderemo al Presidente se quello che ha detto corrisponderà a verità.
Quando faccio riferimento al Festival dell'aria o alle chiese, lo faccio perché so bene da dove vengono le risorse del cratere sismico. Lo so bene per averne gestito l'erogazione dal primo giorno e so bene su quale poste erano state messe. So bene quanto abbiamo fatto fatica a far partire i cantieri e so bene quanti disagi hanno avuto i terremotati e quante critiche giuste all'epoca ci facevano, e quanto era ampio il cratere, perché parliamo di due crateri completamente diversi. Questo, per fortuna, non può neanche definirsi un cratere. Si poteva agire con maggiore velocità, anche perché la scossa è stata una e non sono state migliaia, decine di migliaia di scosse. Sono due cose completamente diverse.
So bene che quelle risorse devono andare in primis ai cittadini che hanno avuto le prime case distrutte e che hanno avuto i familiari morti, perché ricordo che nel terremoto del 2016 abbiamo avuto oltre 50 vittime, di cui nessuno parla. E, malgrado un terremoto che è durato un anno, la ricognizione dei danni è stata fatta una, due, tre volte, ogni volta che c'era una scossa. Ma non si può dire che non sia stato chiesto al Governo quello che serviva e, soprattutto, che non sia stato erogato.
Il Consigliere Carancini ha detto che è stato il Commissario straordinario Legnini a trovare le risorse con il Governo, che aveva un rapporto di rispetto istituzionale tale che quando lui mandava delle richieste, venivano accolte, in primis.
In secundis, ricordo, a tutti quelli che hanno un minimo di conoscenza del cratere, l'ordinanza 100, per esempio, e il Testo unico della ricostruzione, che ha messo insieme tante e tante norme che prima erano difficili da consultare.
Quando diciamo che ci dispiace che vengano usati i fondi del terremoto per il Festival dell'aria, forse lo diciamo perché questo lo dicono anche i cittadini e sono tanti i cittadini che lo dicono, ma lo dicono a bassa voce perché hanno paura di alzarla.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Occasione sprecata, perché? Perché si è ridotto tutto a una polemica inutile, come ogni volta. Inizialmente, nel mio intervento precedente, ho ringraziato per il fatto di aver portato oggi in Aula questa discussione, perché ritenevo potesse essere un momento di verità. Invece è stato usato, con attacchi personali, per fare bassa polemica, perché se noi mescoliamo tutte le argomentazioni, come quelle sul Festival dell'aria o su come è stato gestito il passato terremoto, sull'alluvione…, avete mescolato tutto e di più per fare fumo che crea solo una polemica inutile.
Io potrei rispondere a queste polemiche con la polemica, potrei ricordare come il PD ha lasciato questa Regione nel 2020, potrei farlo, ma perché devo farlo davanti ad un argomento così delicato, davanti a delle persone che, anche in quest'Aula e da casa, ci stanno ascoltando? Preferisco usare questo momento per fare un'informazione chiara, netta, vera, precisa su come stanno andando le cose. E le cose stanno andando come abbiamo tentato di dire noi e come ha tentato di dire il Presidente Acquaroli poco fa, e cioè che la struttura commissariale guidata da Guido Castelli va ad acquisire le procedure riguardanti il terremoto di Ancona e lo fa ora.
È stato un percorso lungo? Sì, forse, ma adesso è finito e si compie proprio adesso. Quindi queste polemiche sul fatto dell'emendamento dei 5 milioni, in realtà 7 milioni, sono infondate, perché se c'è una struttura commissariale che acquisisce nelle sue competenze il terremoto, è evidente che ha le risorse sufficienti per completare l'opera.
Ai cittadini coinvolti dico che è trascorso del tempo, è vero, ma se vogliamo usare questo momento in maniera informativa, come vi prego di fare, dico che le cose si stanno compiendo e si stavano compiendo già prima della presentazione di questa mozione. È un iter che era già in corso, le famiglie sanno che è stato un percorso lungo, che finalmente sta dando i suoi risultati. Non faccio polemiche, nè voglio rispondere alle vostre polemiche, voglio solo informare, tranquillizzare la città, le famiglie, perché questo iter iniziato da noi insieme a voi, da lungo tempo, si sta concludendo adesso con tutte le risorse necessarie per farvi fronte.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Voterò a favore di questa mozione, che ho anche sottoscritto, però mi viene da dire che, invece di fare informazione, abbiamo fatto disinformazione, perché, prendendo per buono tutto quello che è stato detto dalla maggioranza, ne esce un quadro che non è chiaro per niente.
Siccome, ad oggi, nessuno di noi sa nulla - forse solo il Presidente, se sa qualcosa che noi non sappiamo, può affermare che le risorse ci sono, che quell’emendamento andrà in porto e altre cose da parte del Governo – le cose le sapremo domani, quando verrà approvato dal Parlamento, non certo oggi. Quindi, se seguiranno i fatti, ben vengano; se invece continueranno per altri mesi ad essere solo parole … Non siamo qui per strumentalizzare, ma per dare risposte ai cittadini, quindi, sicuramente, faremo altri atti ispettivi per sapere come si sta muovendo e se si sta muovendo questa questione.
Certo è che il Presidente ha detto in pochi secondi, secondo lui, quello che avverrà per certo, ce l'ha dato come una cosa acquisita. L'avrebbe potuta dire due ore fa, su questo do atto alla Consigliera Casini che ha ragione, ma poi è uscito e non ha sentito tutto il resto delle questioni tirate fuori dalla maggioranza, che non combaciano perfettamente con la sua versione. Quindi, resto in attesa di sapere quando queste 100 persone rientreranno nelle loro case.
PRESIDENTE. Mozione n. 512. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15:30.
La seduta inizia alle ore 10:35
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti, dichiaro aperta la seduta n. 167 del 19 novembre 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 166 del 12 novembre 2024, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Interrogazione n.1372 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Gravi carenze di primari e personale nell’Ospedale di Fermo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1372 - a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il presidio di Fermo e l'Azienda sanitaria territoriale di Fermo sono tra le aziende più performanti della nostra Regione, tanto più per il fatto che presto vedrà la luce il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo e, a breve, fra un mese, anche l'ospedale di Amandola. All'interno di questi presidi ospedalieri verranno installate le migliori tecnologie di cui, in questo momento, la scienza dispone E’ un’Azienda sanitaria di particolare attrattività per coloro che svolgono le professioni sanitarie.
Naturalmente, il tema della mobilità o della possibilità che i professionisti, non solo della sanità, hanno di cercare le migliori opportunità nel mercato della sanità pubblica, non limita la mobilità tra sanitari e tra presidi ospedalieri. Vero è, però, che oggettivamente l'attrattività dell'Azienda sanitaria territoriale di Fermo è altissima, alla luce non solo degli investimenti che sono stati fatti e che vengono fatti dalla nostra Regione, ma anche per l'altissima caratura dei professionisti che operano nell'Azienda sanitaria territoriale di Fermo.
L'Azienda riferisce che è in via di emanazione una serie di concorsi, proprio per sopperire alla pianta organica, per ripianare la pianta organica, in particolare nella rianimazione, nella patologia clinica, nell'otorino, nella fisiatria, nella sanità animale e nelle malattie infettive.
Non è vero ciò che viene scritto nell'interrogazione, che fa seguito a tutta una sequela di pesantissime critiche che danneggiano l'immagine dell'organizzazione sanitaria dell'Azienda sanitaria territoriale di Fermo e anche l'impegno e la professionalità di tantissimi professionisti, perché non credo che il conflitto e la lotta politica in un'Assemblea legislativa possano portare a queste continue critiche diuturne sulle dimissioni di un sanitario.
Voglio ricordare che quel primario che oggi lascia l'Azienda sanitaria di Fermo era il seconda in graduatoria. Se c'è stato un errore, è stato proprio quello di averlo assunto, attingendo il secondo di un concorso e non il primo, e questo è avvenuto in epoche di cui il Consigliere Cesetti ben dovrebbe averne chiara memoria.
L'Azienda sanitaria territoriale di Fermo gode di ottima salute, è una fonte di grande attrattività per i sanitari. Stiamo investendo e, per la prima volta nella storia, avranno due ospedali per acuti, Fermo e Amandola. Il resto lo lascio giudicare ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. È la prima volta, in 4 anni, che l’Assessore Saltamartini, nell'interfacciarsi con me per rispondere alle interrogazioni, mente sapendo di mentire.
Dice che l'Azienda del fermano è una delle più performanti delle Marche perché ci sono due ospedali in costruzione, terminati. Bene, li abbiamo decisi, programmati e finanziati noi, la precedente Giunta. Voi andate soltanto a tagliare i nastri, con ritardo, perché quello di Fermo è terminato da tempo con le risorse da noi stanziate e voi, ad oggi, non ci avete messo 1 euro.
Quello di Amandola, che andrete ad inaugurare il 14 dicembre, lo abbiamo programmato e finanziato noi e non è vero che... perché Il Sole 24 Ore ha pubblicato su Italia Oggi una classifica sulla qualità della vita e la sanità è l'aspetto che penalizza Fermo, terzultima davanti soltanto a sud Sardegna e Vibo Valentia. Sono 4 anni che voi siete al Governo di questa nostra Regione e la provincia di Fermo è la terzultima d'Italia! Questa è la verità sulla vostra organizzazione della sanità.
E che cosa fanno? Lo ha indicato prima l’Assessore Saltamartini: non è coperto un post, al Pronto soccorso il primario manca da 2 anni…
Interrogazione n. 1375 – a risposta immediata
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Realizzazione di impianti per la realizzazione di energia elettrica da fonte eolica denominati "Sessaglia" e "Apecchio" ubicati nel Comune di Apecchio (PU) con relative opere connesse ed infrastrutture nei Comuni di Apecchio (PU). Città di Castello (PG), San Giustino (PG) e Mercatello sul Metauro (PU) e impianto "Monte Miesola" ubicato nei Comuni di Sassoferrato (An) e Fabriano (An)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1375 - a risposta immediata – del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Occorre premettere che gli impianti citati nell'interrogazione concorrono alla produzione di energia da fonte rinnovabile. Infatti, sono state attivate le procedure finalizzate all'ottenimento dell'autorizzazione ai sensi dell'articolo 12 della legge 387 del 2003.
La legge dello Stato ritiene tali impianti strategici, tanto da dare all'autorizzazione forza da variante urbanistica laddove fosse necessario.
Appare, pertanto, evidente che allo stato attuale il procedimento sia in una fase di valutazione tecnica. Saranno quindi gli uffici regionali competenti che, attraverso istruttorie tecniche e partecipazioni delle fasi di inchiesta pubblica, verificheranno l'esistenza o meno dei fattori tecnico-giuridici di vincolo che non consentono la realizzazione di tali impianti.
Se si intende andare oltre, occorre ovviamente dare uno sguardo anche al di là delle singole situazioni, perché dal 21 giugno 2024 è uscito un decreto, così titolato: "Disciplina per l'individuazione di superfici e aree idonee per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili", quello che attendevamo da due o tre anni per poter redigere poi una successiva legge regionale.
Su questa legge regionale si sta lavorando, è di competenza dell'Assessore Antonini come produzione di energia. Questo non vuol dire che a me non interessi, però so che è stato dato un incarico all'Università di Ancona per poter redigere queste linee guida, che dovranno rispettare gli indirizzi che il decreto dà. Non è che la Regione può dire no dappertutto, ci sono degli indirizzi che il decreto dà.
Oltre a questo, purtroppo c'è l’obbligo di raggiungere l'obiettivo di 2,3 GW entro il 2026, al quale noi non ci possiamo sottrarre, e oggi siamo circa a 0,8, quindi, vuol dire quasi triplicare l'attuale produzione di rinnovabili nella nostra Regione.
A questo punto la limitazione qual è? Noi dobbiamo perseguire l'obiettivo di produzione di energia e, allo stesso momento, dobbiamo cercare, per quel che mi riguarda, di tutelare al massimo le aree, soprattutto quelle più delicate, che abbiamo nelle nostre zone collinari o montane.
Cosa devo rispondere a quest'interrogazione? Non posso che raccomandare ai nostri tecnici la massima attenzione, ovviamente, e rigidità nel rispetto delle normative, delle leggi e di quanto ci viene indicato. Non possiamo sottrarci a questo e chiaro che…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Cari colleghi, i nostri crinali appenninici sono diventati oggetto di un'ulteriore volontà speculativa, richieste su richieste di ditte extraregionali che intendono ricoprire i nostri monti di decine e decine di pale mega eoliche, dall'altezza anche di 200 metri.
Dopo lo scempio del parco mega eolico sito nel Monte dei Sospiri, nel mio comune, ad Apecchio, e altre brutture autorizzate in passato, sono arrivate altre richieste di altre 12 pale ad Apecchio, 8 tra Sassoferrato e Fabriano, alle quali si aggiungono altri impianti al confine dei nostri Comuni del Montefeltro e dell'Alta Valle del Metauro. Ci sono, tra l'altro, anche richieste di altri impianti in altre province, come a Macerata.
Nessuno è contrario all'energia eolica, lo tengo a precisare, ma coprire i nostri crinali di questi mega impianti non è solo devastante per il nostro paesaggio, è in pieno contrasto con la vocazione turistico-ricettiva di queste zone e con le scelte politiche, anche regionali, fatte in questo territorio, vocato ormai da decenni al turismo grazie all'unicità della natura e del nostro paesaggio.
Considerate, tra l'altro, che si ha la volontà di installare alcuni di questi impianti vicini a delle abitazioni, vicino ad aziende agricole, portando ad una loro inevitabile svalutazione immobiliare e un deprezzamento dovuto anche al disturbo uditivo procurato dalle pale.
Inoltre, ingenti e irrimediabili problemi saranno procurati alla fauna migratoria, visto che i nostri passi appenninici sono il luogo naturale di passaggio dell'avifauna europea.
Se l'Europa ci chiede di arrivare a una percentuale considerevole di energia verde, posso essere anche d'accordo che la stessa venga prodotta in altri siti. Volete il mega eolico? Fatelo nel mare, a miglia di distanza dalla costa, come già autorizzato in Emilia-Romagna.
La Regione può fare tanto, escludendo queste aree appenniniche dal piano delle zone idonee che dovrà essere redatto a breve, ma celermente bisogna anche che il Ministero dell'Ambiente si attivi affinché questi progetti non vengano calati dall'alto, progetti discutibili anche da un punto di vista economico. Labile il confine tra l'energia verde e gli incentivi…
PRESIDENTE. Partiamo male questa mattina, Consigliere. Dobbiamo fermarci, siamo nelle interrogazioni a risposta immediata, Question Time. Concedo un minuto in più alla prossima interrogazione a risposta immediata, che è quella della Consigliera Vitri, ma non perché è la Consigliera Vitri, perché così parifichiamo maggioranza e opposizione.
Rispettiamo le regole del Regolamento interno, rispettiamo anche le parole che diciamo in relazione alla dignità dei nostri colleghi quando facciamo delle affermazioni, sia in termini di risposte sia in termini di replica. Vi chiedo vivamente di farlo.
Interrogazione n. 1376 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti
“Sollecito pubblicazione bando rimozione e smaltimento amianto entro il mese di dicembre 2024”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1376 - a risposta immediata – dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti. Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa legge è stata approvata a maggio del 2020, che l'attuale amministrazione regionale finanziò a fine 2020, per il primo anno, con € 200.000.
Le finalità della legge sono di erogare contributi per lo smaltimento e la rimozione di piccole quantità di amianto da proprietà private, negli immobili di proprietà privata situati sul territorio regionale, e negli immobili ad uso residenziale. Questo è importante. Gli immobili di proprietà privata diversi da quelli individuati dalla lettera A, residenziali, ma che sono ubicati nel territorio omogeneo A, B, C, dell'articolo 2 del decreto, che abbiano la conformità, per farla in sintesi, quindi, che siano di civile abitazione, residenziale, e che abbiano la conformità edilizia.
I contributi sono previsti e concessi per un importo pari al 60%, a fondo perduto, della spesa complessivamente sostenuta, per un massimo di 2.000 euro.
Quando la finanziammo nel 2020 per il 2021, su 200.000 euro finanziati si erogarono solo 72.000, perché era complicato da parte del cittadino porre le richieste, avere le caratteristiche, le conformità edilizie, le spese, come per il progettista professionista che doveva elaborare il tutto, a fronte di soli 2.000 euro di contributo. Ciò ha portato al fallimento delle previsioni di quella legge, seppure fosse ben impostata. Tant'è che io la trovai approvata, non finanziata, e la finanziai.
Per il momento si ritiene che l'ipotesi di avviare un ulteriore percorso attuativo della legge non possa prescindere, allo stato attuale, da una preliminare revisione in sede legislativa. Per capirci, noi cambiamo la legge rendendola più ampia, più fluida, più accessibile e magari anche più conveniente, alzando anche il limite del contributo, altrimenti riproporre la legge così com'è, per un ulteriore finanziamento, significa semplicemente creare una grande aspettativa nell'idea del cittadino che poi difficilmente riesce ad ottenere il contributo.
Attualmente non siamo intenzionati a rifinanziarla a queste condizioni, ma sono ben disponibile e ci sto, in qualche modo, lavorando con le esigue risorse di personale dei miei uffici, che sono chiamate a mille situazioni in questi periodi tra richieste che arrivano per i fotovoltaici e tutto il resto. Comunque, cercheremo di modificare questa legge in modo da renderla magari più fruttuosa e finanziabile, eventualmente sul prossimo periodo, sul prossimo anno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore Aguzzi, siamo d'accordo su tutto. La ringrazio per la risposta e mi fa piacere che ci sia la volontà, però mancano i fatti, perché io sono alla terza interrogazione su questo tema.
Lei mi ha sempre risposto che non ha intenzione di pubblicare i bandi perché la legge della Giunta precedente non ha dato i risultati sperati e oggi mi dice, e mi fa piacere, che sta lavorando ad una proposta, ad una modifica di legge.
Allora le chiedo, Assessore Aguzzi, magari me lo può dire dopo, per le vie brevi: c'è già? Lei l'ha vista? C'è già la proposta di modifica di legge, è la mia, che ho depositato il 22 aprile 2020, ed è la proposta di legge n. 14. E’ una modifica alla legge precedente in cui chiedo di estendere le maglie e anche i requisiti degli aventi diritto al contributo. Avendo individuato i motivi per cui molti non avevano partecipato al bando, con questa proposta di legge - che è depositata e ferma in III Commissione -chiedo semplicemente di modificare la legge precedente in modo che tutti possano partecipare, perché vede, smaltire amianto non è un vezzo perché l'amianto è brutto e non ci piace, ma è da 32 anni fuori legge e ogni anno nelle Marche muoiono 180 persone di mesotelioma e nel 90% dei casi la motivazione è proprio l'esposizione all'amianto.
Lei è Assessore all'ambiente, ma questo è anche un dovere nei confronti dei marchigiani, doverli proteggere, fare in modo che questo bando esca al più presto.
Noi abbiamo anche una mozione, le ricordo, che chiede di intervenire, a lei come al Presidente Acquaroli e a tutta la Giunta, con il Governo nazionale affinché si arrivi ad un testo unico che dia delle linee guida a tutti gli enti per la rimozione dell'amianto.
Deve essere una battaglia senza appartenenze politiche, Assessore. Non mi basta oggi, alla quarta interrogazione che presento, che lei venga qua a dirmi: no, il bando non lo faccio e, con i tempi possibili e la disponibilità dei funzionari e delle funzionarie, faremo una nuova legge.
C'è già, l'ho fatta io, l'ho presentata, ci ho lavorato. Cerchiamo almeno su questo di collaborare, Assessore Aguzzi. Faccia partire l'iter in Commissione della mia legge, questo è un primo passo, e poi faccia il bando estendendo i requisiti.
Non è difficile, non servono 100 dipendenti. Basta far partire l'iter in III Commissione, questo è già un primo passo, e il bando entro...
Interrogazione n.1377 – a risposta immediata -
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Proposta di atto aziendale degli enti del SSR”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1377 - a risposta immediata – dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. A seguito della complessa situazione in cui verteva la sanità della nostra Regione, il programma elettorale della maggioranza, che ha vinto queste elezioni, prevedeva un ampio percorso riformatore che, peraltro, è stato avviato durante i 2 anni e mezzo di Covid nella nostra Regione. E’ stata approvata la legge di riforma della sanità regionale, mediante la quale è stata sostituita l'Azienda sanitaria unica ASUR con 5 Aziende sanitarie territoriali e, a seguito dell'approvazione della legge regionale, è stato approvato il Piano socio-sanitario regionale.
In conseguenza di questi due atti di programmazione, la legge prevedeva la redazione degli atti aziendali, cioè degli atti riorganizzativi del sistema sanitario regionale, sulla base, evidentemente, dei criteri organizzativi previsti dalla legge regionale e dagli atti di programmazione, non solo di quelli regionali, ma anche di quelli nazionali: Piano nazionale esiti, Piano nazionale socio-sanitario.
Le aziende che hanno ricevuto la responsabilità di redigere gli atti aziendali hanno ricevuto una direttiva precisa sulla redazione degli atti aziendali, che consentisse di predisporre quest'atto alla luce di una concertazione specifica con ogni dirigente sanitario della nostra Regione. L’attività di concertazione, che aveva alla luce di questo percorso la domanda sanitaria che era stata individuata da una ricerca fatta dall'Università Politecnica delle Marche e dall'Università Bicocca di Milano, è un percorso che si sta concludendo in questi giorni.
Voglio anche sottolineare che non è vero quello che è stato affermato più volte in dichiarazioni stampa e nei giornali, che c'è un ritardo, che c'è chissà quale danno all'organizzazione e ai servizi sanitari dei nostri cittadini. Non è vera nessuna di queste affermazioni, perché l'atto di riorganizzazione aziendale deve tener conto delle premesse che io ho svolto e soprattutto delle necessità dei territori. I primi esiti che abbiamo della complessa attività di riforma della nostra Regione, eravamo rimasti l'unica Regione ad avere un'unica Azienda sanitaria regionale, stanno producendo i loro effetti, come dimostrano in questi giorni alcuni dati che sono di riscontro all'aumento dell'efficienza.
Non c'è nessun tipo di preoccupazione da parte dei cittadini sulla redazione degli atti aziendali, che saranno pronti al più presto per il concerto e anche per essere sottoposti alla Commissione salute.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, non si smentisce, il suo linguaggio del corpo e il balbettio sulla risposta dicono tutto.
Credo che sia giusto ricordare ai cittadini che la riforma simbolo dell'era Acquaroli è la riorganizzazione sanitaria, che è la più importante e lo strumento più importante era l'atto aziendale.
Voi avete approvato questa legge ad agosto 2022 ed è entrata in vigore il primo gennaio 2023. Avevate messo a disposizione dei Direttori generali 60 giorni per predisporre l'atto aziendale. Lo dico ai Consiglieri di ogni territorio: 60 giorni, scaduto l'8 ottobre. E’ uno scandalo, ad oggi, che siamo il 19 novembre ancora non sappiamo quale tipo di programmazione e gestione ogni azienda ha.
Lei dice che non ha fatto effetto questi 2 anni di assoluta assenza? Glielo dico io: nelle liste di attesa siamo tra le peggiori in Italia; c'è una mobilità passiva che cresce, perdete 40 milioni; il 9,7% delle famiglie marchigiane non si cura più, un dato superiore a quello nazionale. Il CUP è diventato una barzelletta, sono più i giorni che sta interrotto che al servizio delle persone. In questi 4 anni avete ricevuto più soldi degli altri anni.
Non mi interrompa, Assessore, per infastidirmi, non mi interrompa, le sto raccontando solo alcune delle disgrazie sanitarie che avete provocato voi, perché non solo siete inadeguati, siete anche arroganti e presuntuosi.
Interrogazione n. 1378 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Centro di diabetologia pediatrica presso l’Ospedale Salesi di Ancona”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1377 - a risposta immediata – dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Anche su questa interrogazione il tema è quello di un organico adeguato alle esigenze della domanda sanitaria della nostra Regione ed è legato, indubitabilmente, al tema che nel nostro Paese i medici non sono stati formati e noi li stiamo formando. Questo è il tema dirimente a livello politico.
Quest'anno entreranno in servizio 10.000 medici che sono stati decisi nel 2015 e in pensione ne andranno 16.000. Nel 2015 c'era il Governo guidato dall'onorevole Renzi.
Il tema è che, attraverso la nuova formazione dei medici che stiamo operando dal 2022, più 150 l'anno…, è vero che alcune specializzazioni non sono appetibili, ma il numero di medici che arriveranno nella nostra Regione, indubitabilmente, irrefutabilmente, sarà adeguato dai prossimi anni a coprire la domanda del servizio sanitario.
Il Salesi, che è un'eccellenza che noi vogliamo riportare ad essere una delle prime eccellenze nazionali, ha una carenza di alcuni specialisti. Ci dobbiamo domandare se in Italia e nelle Marche mancano i pediatri, se la responsabilità può essere attribuita al Governo della Regione Marche, all'esecutivo della Regione Marche che governa da 4 anni.
La risposta è molto semplice: si sta redigendo l'atto aziendale riorganizzativo e l'Azienda mi risponde che l'organizzazione e l'organico di questo specifico reparto sono concertati con il primario, c'è un rapporto dialogico tra l'Azienda e l'organizzazione specialistica del settore e mi riferisce il Direttore generale di Torrette, che si è data priorità all'assunzione di un dirigente medico, di prossima attuazione, concertata con il primario, e, parimenti, ci sarà un'integrazione con personale infermieristico.
Il tema, indubbiamente, è il solito, quello dei professionisti che mancano e noi li stiamo formando, che c'è un aumento del Fondo sanitario nazionale che, al di là di tutto quello che si può dire, verrà portato da 134 miliardi, almeno dalle notizie che abbiamo. Sappiamo che da 25 anni la legge finanziaria si chiude con la predisposizione da parte del Governo dell'atto di fiducia, la richiesta di fiducia.
Avremo la legge finanziaria del prossimo anno chiusa e approvata alla fine di quest'anno e, dico, queste sono le notizie che i cittadini devono sapere, perché rispetto al passato, rispetto a tagli di 40 miliardi del Fondo sanitario, rispetto alla mancata formazione dei medici, il sistema si avvia verso la risoluzione dei problemi che i cittadini hanno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, come sempre le faccio una domanda e lei mi dà una risposta rispetto ad un altro tema, perché la domanda che avevo fatto con questa interrogazione, ma evidentemente lei vede il futuro, per cui mi ha risposto anche su altri temi, è per quale motivo non ci sia una dotazione di personale infermieristico dedicato alla diabetologia pediatrica.
Ora, lei penso che saprà, rispetto a tutti i numeri che ha fino adesso elencato, che non abbiamo fatto noi il Piano socio-sanitario e non c'è bisogno dell'atto aziendale, perché lei ha scritto nel Piano quale deve essere dotazione per la pediatria, e sono 4/5 infermieri dedicati. Lo ha scritto lei, è stato approvato dalla sua maggioranza e invece abbiamo mezza infermiera dedicata e questo, nel caso di bambini pediatrici, è gravissimo.
Sono certa che lei saprà che la prevenzione e le cure immediate possono aumentare le aspettative di vita nei bambini, infatti, se la malattia compare sotto i 10 anni, è causa della perdita di 16 anni nell'aspettativa di vita. Non solo, nel ricovero in ospedale dei bambini che hanno questa patologia deve essere considerato anche lo stress che subiscono le famiglie, perché non è semplice seguirli dal punto di vista dietetico. Non stiamo guardando una dietista che deve organizzare una dieta per una situazione post o pre operatoria, ma per dei bambini che devono rinunciare a dei cibi, che devono fare l'insulina e che possono avere delle complicanze gravissime.
Il fatto che non ci siano medici - non racconti le balle come sempre - né infermieri, né dietisti, fa di questo reparto un reparto che può diventare, invece che un'eccellenza, pericoloso. Grazie.
Interrogazione n. 1379 – a risposta immediata -
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Progetto per la realizzazione del nuovo Ponte Garibaldi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1377 - a risposta immediata – dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Parliamo spesso di quest'opera e ne testimonia anche l'importanza, con la quale occorre dare una risposta celere.
Mi rivolgo adesso a chi ha proposto quest’interrogazione. Non rifarei per intero la storia che abbiamo detto più volte all'interno di questa situazione, dell'abbattimento del vecchio ponte Garibaldi dopo l'alluvione del 2015, la passerella pedonale che successivamente è stata posta, giustamente, per non creare un disservizio in quel territorio e poi la presentazione del primo progetto e la discussione sul franco idraulico, cioè su quanto dovesse essere alto o meno rispetto alle normative uscite nel frattempo. L’individuazione di un problema, perché posizionare un ponte con quella nuova altezza prevista avrebbe portato un danno; anche un parere negativo della Sovrintendenza per quel che riguarda l'oscuramento dei portici che si hanno di fronte. Questa è un po' la storia, alla quale, ripeto, ho voluto un attimo accennare senza ripercorrerla.
Alla luce di tutto questo, lo scorso anno è stato richiesto ad ANAS, che è il soggetto attuatore, di sviluppare un progetto definitivo che è stato reso disponibile la scorsa estate, pochi mesi fa, poiché il manufatto presentava un impatto non trascurabile. Era stato chiesto ad ANAS di sviluppare alternative progettuali rispetto a quelle iniziali. Le successive interlocuzioni con la Soprintendenza hanno richiesto modifiche alle rampe di accesso e all'impalcato.
Ad oggi, pertanto, al termine di una complessa fase di concertazione per conciliare la sicurezza idraulica, il pieno rispetto delle norme e l'inserimento del manufatto nel contesto urbano, il progetto finale del ponte è disponibile e si è in attesa della Conferenza dei servizi per l'approvazione definitiva.
Per quel che riguarda l'esplicita domanda dell’interrogazione, non c'è nessun incarico alla società SOGESID per quel che riguarda questo tipo di struttura, perché il tutto è in carico ad ANAS è il soggetto attuatore, che sta portando avanti la progettualità definitiva. Non c'è stato nessun incarico alla SOGESID per quel che riguarda questa infrastruttura e non è previsto..., anzi siamo alla fase finale, dovremmo essere a questo punto, poi l'appalto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, ha fatto bene a ripercorrere l'iter del ponte interessato dall'alluvione del 15-16 settembre, la demolizione, forse anche inopportuna, del ponte che era stato interessato, ma non compromesso, ma soprattutto lo stato attuale.
Assessore, noi abbiamo incaricato ANAS di progettare un intervento autostradale all'interno della città di Senigallia. Perché ANAS, con tutto il rispetto dei progettisti, è intervenuta, lo ha ricordato, con la prima proposta che era un ponte autostradale e la seconda che forse era peggiore della prima.
Non sono assolutamente soddisfatto della sua risposta. Vi chiedo di approfondire. SOGESID era quasi una provocazione:. Date l'incarico a qualcuno che costruisca ponti dentro la città, che li faccia adeguati a quella quinta, in assoluta sicurezza. Prima la sicurezza e poi la quinta scenica, ma non si può evitare di costruire un manufatto adeguato alla città di Senigallia.
In alternativa, siccome il problema non è a valle ma a monte, acceleriamo la costruzione delle vasche di espansione, portiamo a 300 metri cubi il quantitativo di acqua al secondo all'interno della città e, a quel punto, il ponte… altrimenti, meglio non costruirlo.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1249 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, “Relazione Commissario Straordinario nominato dalla Giunta in relazione alla situazione dell'Ambito Territoriale di Caccia Ancona 2”, l’Assessore Antonini è assente, quindi l’interrogazione viene rinviata.
Interrogazione n. 1215
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini
“Realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano ed ammendante di qualità da FORSU nel Comune di Force (AP) – loc. San Salvato”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1215 dei Consiglieri Cesetti, Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. L'impianto di cui si tratta è per la produzione di biometano da FORSU, che è stato sottoposto al procedimento autorizzativo unico avente la Provincia di Ascoli Piceno come autorità competente. Ciò in relazione al fatto che, trattandosi di un impianto di trattamento rifiuti da sottoporre a valutazione di impatto ambientale, l'autorizzazione da rilasciare ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 387 del 2003, in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili, ne abbiamo parlato anche nell’interrogazione precedente, è confluita nel procedimento di cui sopra, cioè in capo alla Provincia.
Vale la pena ricordare che, sia per la qualità di impianto che effettua trattamento di rifiuti, sia per il fatto che produce energia da fonte rinnovabile, biometano, le leggi dello Stato prevedono che tali impianti siano di interesse pubblico, indifferibili e urgenti, tanto che le autorizzazioni, qualora necessario, costituiscono variante allo strumento urbanistico. Su questo, purtroppo, ne parliamo spesso, non perché non vogliamo intervenire, ma perché comunque occorre stare all'interno dei canoni di norme di legge, che non dipendono da questa Regione o da una Provincia o da un Comune, bensì da normative dello Stato abbastanza stringenti.
Questo non vuol dire che si è d'accordo e che tutto si debba autorizzare, però di fatto non si può neanche, a prescindere, dire che la politica è contraria perché quell'impianto lì non piace, oppure potrebbe produrre cattivi odori o potrebbe produrre chissà che altro, e vietarlo. Questo è un piccolo inciso che voglio fare perché, purtroppo, parliamo spesso di queste situazioni legate alla cosiddetta transizione ecologica. Tutte queste situazioni, vuoi fotovoltaico, agri-fotovoltaico, pale eoliche o attività di questo genere, producono sempre un impatto sui territori e nello stesso momento impattano con le normative.
Pensate che - visto che ho tre minuti lo dico, non c'entra niente con questo e chiedo anche scusa – la legge Draghi prevede, addirittura, per impianti di questo genere, non dico di FORSU, ma fotovoltaici, un privato può essere espropriato del proprio terreno anche contro la sua volontà. Se un privato oggi viene a identificare un terreno, sul quale vuole porre un fotovoltaico o una pala eolica, e il proprietario è contrario può avvalersi dell'esproprio, anche se è un privato. Questo lo ritengo assurdo, perché un conto è che un privato venga espropriato perché deve passare un'autostrada, un immobile pubblico, una scuola, un qualcosa di urgente, ma essere espropriati da un altro privato solo perché vuole porre lì una pala eolica, lo reputo un po' oltre le righe. Voglio anche pensare e sperare che il Governo attuale, futuro o quale che sia, possa rimediare un attimo a questa cosa, perché è un eccesso. Scusate questo inciso, considerato che ho più tempo di prima, ho voluto fare questa chiosa per dire il mio pensiero personale, al di là del contesto.
Tornando a quello che riguarda Force, il procedimento si è concluso con un'autorizzazione unica rilasciata dalla Provincia di Ascoli Piceno, che include il parere favorevole all'autorizzazione, sempre per quel che riguarda la legge n. 387 del 2003, formulato dai funzionari e dal Dirigente del Settore Fonti Energetiche, Rifiuti e Cave Miniere della Provincia di Ascoli Piceno.
C'è stato poi un ricorso da parte dei Sindaci del territorio ed in questo momento il procedimento è giunto nelle sedi giudiziarie e, se mi permettete, a questo punto, dette le cose tecniche e pratiche così come sono, non mi addentro in ulteriori giudizi, visto che c'è anche un procedimento che giace ed in sviluppo, non so in quale forma, nelle sedi giudiziarie.
Consigliere, lei ha posto una questione reale, che ho cercato di intendere anche dando il mio umile pensiero personale. È una fase conclusa con un'autorizzazione che era in capo alla Provincia tramite conferenza di servizi ed è stata impugnata. Io non le posso dire come può o non può andare a finire questa evoluzione. Spero nel miglior modo possibile per i cittadini e per tutti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore, mi rendo conto che non mi poteva rispondere niente di diverso, però forse la Regione…, magari gli uffici potevano fare qualcosina in più.
Siamo d'accordo tutti, penso che sia inopportuna la realizzazione di quell'impianto di produzione di biometano nell'area industriale di San Salvatore di Force. Perché siamo tutti d’accordo? Perché il primo atto che venne presentato in questa direzione fu a prima firma della Consigliera Capogruppo Casini , anche a mia firma e, nel contempo, venne presentato un atto a prima firma del Consigliere Antonini, poi diventato Assessore regionale.
All'esito, il Consiglio regionale delle Marche approvò una risoluzione all'unanimità con la quale si chiedeva alla Provincia di Ascoli Piceno di soprassedere al rilascio dell'autorizzazione unica e di sollecitare le ATA ancora inadempienti a dotarsi del Piano d'Ambito di Gestione dei Rifiuti. Tutte queste cose non so se siano state fatte dalla Regione Marche. Infatti, prima le avevo chiesto di rinviare, poi ho visto che c'era questa risoluzione approvata all'unanimità.
Forse si poteva fare qualcosa in più, perché non è che quello che decidono i giudici in sede giudiziaria, in questo caso il Consiglio di Stato, sia oro colato, passatemi questa espressione. Certo che noi dobbiamo rispettare le decisioni dei giudici, ma la Regione ha anche la possibilità di emettere degli atti.
Voglio ricordare che questo impianto nasce con un'istanza del 4 ottobre 2018, ma dopo il 2018 è cambiato un po' il mondo, perché è del 2022 la riforma della Costituzione - quante volte l'abbiamo detto in quest'Aula? - che all'articolo 9 prevede che la tutela dell'ambiente è tra i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale. Dice che la Repubblica tutela l'ambiente e la Repubblica è costituita sempre da Comuni, Province e Regioni, oltre che dallo Stato e la normativa Draghi che decide o la normativa nazionale, che ci ha ricordato l'Assessore, va interpretata anche alla luce di queste modifiche della Costituzione.
Secondo me ci torneremo sopra. Vedremo cosa è successo, so che a ottobre c'era un'udienza per la revocazione. Accertiamo quello che è successo e poi magari ci torneremo sopra.
Interrogazione n. 1262
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Posti letto Santa Croce ancora tanta incertezza e confusione”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1262 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Incertezza e confusione probabilmente albergano sia nella visione dell'interrogante, sia nel Partito a cui lei appartiene.
In realtà il sistema della nostra Regione, che era tracollato nell'incipiente avvio della pandemia da Covid-19, aveva portato i marchigiani a domandare l'efficientamento di quel sistema. Un sistema che era basato, come abbiamo più volte ricordato in quest'Aula, su un'unica Azienda regionale, con tutti i limiti che questo aveva, perché il modello organizzativo della sanità che, come noto, è affidato per Costituzione alle Regioni e nessuna Regione d'Italia aveva un'Azienda così grande, di 1,5 milioni di abitanti.
Il programma di questa coalizione, che si è affermata nel 2020, prevedeva la riforma dell'organizzazione sanitaria, riforma che è stata approvata con legge regionale, sostituendo l'Azienda unica con cinque Aziende territoriali e attraverso la predisposizione del nuovo Piano socio-sanitario… Lo voglio ricordare perché l'abbiamo detto più volte, non per i Consiglieri regionali che sono qui presenti, ma per l'eventuale possibilità che ci sia qualche cittadino che ci ascolta.
Il Piano socio-sanitario che abbiamo redatto insieme all'organizzazione poggia su due pilastri fondamentali, uno è la ricerca della domanda delle prestazioni sanitarie fatte alla nostra Regione. C'è uno studio preciso dell'Università delle Marche e dell'Università Bicocca, che individua quali sono i flussi della domanda sanitaria attraverso cui possiamo riorganizzare il sistema sanitario.
Nella nostra Regione non c'era stato nessun tipo di studio sull'argomento e questo ci pone nella capacità di riorganizzare il sistema secondo un elemento oggettivo, che è la domanda dei servizi sanitari.
I posti letto nella città di Fano non sono un canovaccio da sbandierare nelle elezioni per strappare un posto letto in più a qualche altro presidio della provincia di Pesaro o da un'altra parte. I posti letto nell'ospedale di Fano devono garantire la precisa domanda di un ospedale così importante per la città di Fano, che ha 60.000 abitanti, e per l'intera vallata, che siano in grado di rispondere alla domanda sanitaria.
C'è da tener conto che, per fare questo tipo di intervento… Intervento che spetta, come ho già detto per gli atti aziendali, rispondendo alla precedente interrogazione…, da questa interlocuzione che passa tramite la domanda dei flussi sanitari, la riorganizzazione e le proposte dei primari e degli specialisti dell'ospedale.
I posti letto non sono una domanda della politica o del Consigliere di Fano, che deve spiegare ai suoi elettori che porta i posti letto o li difende, i posti letto di Fano sono necessari per dare una risposta alla domanda dei cittadini.
Su questi posti letto, su cui ho risposto più volte in quest'Aula, c'è la delibera n. 639 del 2018, approvata dalla precedente Giunta regionale, che noi non abbiamo modificato, che prevedeva che i posti letto fossero propedeutici a garantire le attività ortopediche e riabilitative in strutture da individuare.
L'ospedale di Fano ha 289 posti letto. Stiamo facendo degli interventi, anche edilizi, molto significativi e importanti. L'atto aziendale garantirà, come ho già detto, la risposta ai flussi della domanda e la risposta la potremmo fornire nel momento in cui ci sarà un aumento del finanziamento del Fondo sanitario nazionale, anche regionale – non dimentichiamoci: meno 40 miliardi dal 2012 al 2020 - e l'aumento dei medici che avremo a disposizione. Perché ho toccato il Partito della Consigliera interrogante? Perché ogni volta che viene a interrogare: perché non ci sono i medici o perché non c'è quello, la risposta è: chi è contrario ad assumere medici?
Il problema è che nel nostro Paese, anche per le politiche del suo partito, che ha sfondato il bilancio pubblico portandolo da 2.700 miliardi a 3.000 miliardi… La spesa solo per gli interessi è lievitata a 100 miliardi di euro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Non cedo alle provocazioni dell'Assessore Saltamartini, che evidentemente è in difficoltà. Però ci tengo anche a dire che se è in confusione la sottoscritta e il mio Partito, il suo non è messo meglio, perché le ricordo che il Sindaco di Fano è della Lega ed era Consigliere regionale.
Sa il Sindaco di Fano, al secondo Consiglio comunale, chi ha convocato? Come ha risposto alle interrogazioni su questo punto? Ha risposto senza citare neanche la specialistica di ortopedia, come se non sapesse, dopo tre anni e passa che è stato in questo Consiglio comunale, che il buco nero della mobilità passiva dipendeva da questa specialistica, non sapeva neanche che il Protocollo d'Intesa del 2018, che io conosco bene, Assessore, glielo assicuro, prevedeva ciò. Prima questione.
La seconda è che, siccome ha parlato di tutto tranne che di ortopedia, il giorno dopo il Sindaco è stato intervistato dai giornalisti e gli hanno chiesto se almeno sapesse che i posti erano riservati a ortopedia e quanti, a suo parere, ne servissero per l'ospedale di Fano, anche per quella specialistica. Sa come ha risposto il suo Sindaco, che è anche il mio? Che per l’ospedale Santa Croce servono 100 posti letto, Assessore, 20 per ortopedia, gli altri potrebbero essere sparsi negli altri reparti e 50 per altri servizi. Adesso le leggo quali servizi ha detto. Potrebbero andare ai privati, compreso il progetto della clinica privata convenzionata di Carignano, quando la stessa ditta Romani, che vuole mettere in piedi questo progetto, ha dichiarato a mezzo stampa che per andare avanti con questo progetto, basta che i posti letto di ortopedia siano attivati all'ospedale Santa Croce di Fano
In più c'è anche una mozione che è stata bocciata in quest'Aula quando l'ho proposta io, ma approvata in Consiglio comunale a Fano, che chiede che 50 posti letto vadano all'ospedale pubblico e quella volta un Consigliere di Fratelli d'Italia ha votato contro e il nostro Sindaco è uscito coraggiosamente dall'Aula senza votare. Ma non basta. Qui lei non ha letto neanche le mie domande, perché ha risposto con la solita tiritera di tutti gli atti che avete fatto, che evidentemente non hanno portato i risultati. L'ha detto brillantemente il Consigliere Carancini.
Lei non sa neanche che il suo Capogruppo della Lega ha dichiarato: "La Fano del Sindaco Serfilippi sfida la Regione. Attacco della Lega sul polo della sanità privata, Cotignola 2 a Pesaro". “Acquaroli e Saltamartini, cosa c'è dietro a questa accelerazione?” Ci levate i nostri 50 posti letto per accreditarne 80 a Villa Fastiggi. Lei oggi, come al solito, non mi ha risposto e non solo Ruggeri, il Sindaco di Fano e XY rimarranno nella confusione più totale, ma ci rimarranno anche i cittadini, non solo di Fano ma della provincia. Questo perché gli atti aziendali sono in ritardo e lei non ci vuole dire, in quest'Aula, che cosa prevedono. Questo è quanto.
Interrogazione n. 1306
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mangialardi, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Riapertura del bando per sostenere i progetti di vita indipendente per le persone diversamente abili”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1306 dei Consiglieri Vitri, Mangialardi, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Quest’interrogazione mi permette di mettere a fuoco un tema particolarmente delicato, che è quello del sostegno a delle persone con gravissime forme di disabilità, tema che credo non possa appassionare il conflitto politico tra maggioranza e opposizione, perché rischiamo di toccare una categoria che merita la maggiore attenzione fra tutte le categorie di disabilità che esistono, senza fare una graduatoria.
Credo che ci siano dei dati molto eloquenti al riguardo, nel senso che per Vita Indipendente il finanziamento che abbiamo trovato all'atto di assumere questa responsabilità di governo della Regione Marche era di 3.100.000 euro. Il fondo è stato aumentato negli anni successivi, permettendo dal prossimo anno il raddoppio, perché abbiamo messo 1,5 milioni di euro l'anno e lo faremo anche nel prossimo bilancio di previsione.
Nei quattro anni di governo, se ci seguirete…, se andrete voi al governo come preannunciate dopo l'Emilia-Romagna e l'Umbria,… noi la partita ce la giocheremo, non dubitate. Se succederà questo, mi piacerebbe che voi assumeste lo stesso impegno di portare nei vostri esercizi 1,5 milioni di euro l'anno, perché noi lo stiamo facendo e abbiamo raddoppiato il fondo per Vita Indipendente.
Ora è evidente che la rivendicazione che viene da quei ragazzi, mi permetto di definirli così, ma si sono offesi, quindi da quelle persone è di avere l'autonomia funzionale con quattro o cinque assistenti per ciascuno di loro, il che significa portare questa somma per Vita Indipendente a 40 o 50.000 euro. Non so se questo sarà possibile.
Voglio solo dire che, per questi ragazzi, la nostra Regione - questo è merito anche dei Consiglieri dell'opposizione e di questo Consiglio regionale che ha approvato i provvedimenti di bilancio – è, in proporzione al rapporto di queste persone, la Regione che ha il più alto finanziamento in Italia.
Almeno una bandiera, diciamo così, di riconoscimento per questa sensibilità che trova origine e si radica nel Consiglio regionale delle Marche spero si possa avere. Non lo rivendico come Assessore, quando ho portato questi provvedimenti all'approvazione della Giunta, lo rivendico a nome del Consiglio regionale delle Marche, e questo io lo voglio dire in modo chiaro.
Se c'è un elemento su cui possiamo essere uniti, è l'attuazione di quella famosa Costituzione che viene richiamata qui, ma che poi non viene rispettata quando si approvano i documenti di bilancio, quando non si finanzia il Servizio sanitario regionale, quando non si formano i medici. La Costituzione all'articolo 3, secondo comma, lo voglio citare, impegna la Repubblica, la Regione, lo Stato a garantire la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione della persona umana. Compito della Repubblica è la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione della persona umana, da cui poi tutto il resto si dipana: diritti alla salute, sociali, civili e così via.
Noi lo stiamo facendo. Mi piacerebbe che, per la prima volta dopo quattro anni, da parte dell'opposizione ci sia il riconoscimento che nella nostra gestione, quando andremo a elezioni a novembre o dicembre del prossimo anno, abbiamo raddoppiato il fondo per Vita Indipendente, portandolo da 3 a 6 milioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, scusi, chiedevo se avesse concluso e nel caso non avesse completato, le avrei chiesto di completare la risposta, perché io le chiedevo informazioni anche relativamente al bando e lei su questo non mi ha detto nulla. Mi permettevo di chiederle informazioni, perché la domanda era proprio questa. Pensavo fosse una dimenticanza o una mancanza di tempo. Deduco che non mi abbia voluto rispondere… C'è il bando? Ci dà il testo del bando? Uscirà il bando? Mi darà il testo della risposta. Non posso interloquire, altrimenti non ci sentono. Mi darà il testo della risposta, ma la mia domanda era anche per sapere se intende riaprire il bando regionale, per permettere a tante persone in attesa di poter accedere al progetto, e quando.
Ma non solo. Lei ci ha detto che ha raddoppiato il fondo. Noi chiedevamo un vero e proprio adeguamento del progetto alle esigenze di oggi, in termini di aumento del budget, ma non solo a causa dell'inflazione.
La cifra attuale, al momento, è insufficiente. Addirittura alcune persone riescono a permettersi solo il pagamento di un assistente per quattro o cinque mesi all'anno. Ricordiamo che hanno bisogno di assistenti H24, persino di notte, per alzarsi a bere e con l'attuale budget non possono permettersi l'assistente per tutti i dodici mesi.
Le chiedevamo anche, e questo è molto importante e non mi ha risposto, di rivalutare i progetti esistenti e l'adozione di una nuova scala di valutazione a favore della disabilità intellettiva e sensoriale, oggi ancora esclusa.
Dalla manifestazione che si è tenuta davanti alla sede della Regione, con i rappresentanti delle associazioni, mi pare non sia cambiato nulla, nonostante loro siano stati molto chiari. Ringrazio tutti coloro che si sono esposti, hanno partecipato e hanno manifestato le proprie richieste.
Da allora ad oggi, da quello che ho capito dalla sua risposta, non hanno ottenuto nulla, non è cambiato nulla. Ma soprattutto mi spiace molto, Assessore, sentirla così arrabbiato, risentito, anche piccato nei confronti sia delle persone con disabilità che nei nostri confronti.
Non capisco perché ci viene a dire che dobbiamo essere uniti e lavorare assieme per portare avanti una richiesta, un risultato, e poi qua la sentiamo rancoroso nei confronti delle persone con disabilità, che non chiedono nulla di strano. Io le ho ribadito le richieste.
Oggi ho posto, con questa interrogazione, due domande e non ho avuto risposta a nessuna delle due. Assessore Saltamartini, mi fa piacere che lei mi dia il testo scritto e proverò a leggerlo con attenzione, sperando di trovare qualcosa in più rispetto a quello che mi ha detto, perché mi sembra di aver sentito solo un po' di risentimento, addirittura pensando alle elezioni. Mi spiace, Assessore.
Interrogazione n. 1325
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi. Vitri
Stato di avanzamento dell’edilizia sanitaria PNRR - Missione 6 Componente 1”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1325 a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In premessa vorrei dire che io sono stato eletto come voi e uso i timbri e le modalità di espressione che ritengo più consoni. Non mi arrabbio, per carattere e natura, per favore, non appiccicatemi questi adesivi, queste etichette tipiche della sinistra e, la prossima volta, se volete, la risposta la scrivete voi, così io leggo quello che volete sentirvi dire, se così è. Comunque procedo per la mia strada, voi potete dire di essere soddisfatti o non soddisfatti, fate quello che ritenete più opportuno.
È un'interrogazione che, come al solito, segue il solco dell'opposizione, in particolare del Consigliere Carancini, sui presunti ritardi nell'attuazione del PNRR. Non è vero assolutamente nulla. Il PNRR della Regione Marche procede secondo i target previsti da un controllo e da un monitoraggio nazionale, semplicemente per la considerazione che, se vi è un solo ritardo nell'esecuzione di queste prestazioni, di questi lavori, c'è un problema per il nostro Paese, perché l'Unione Europea ha impegnato l'Italia a garantire, nei termini stabiliti dall'accordo, l'esecuzione di questi lavori.
Ci sono state delle discrasie con alcuni lavori che sono stati affidati a Invitalia, che, come sanno i Consiglieri dell'opposizione, è un'agenzia che è stata strutturata per aiutare gli enti.
Ora, il quadro generale è gigantesco. Proviamo un attimo a ripassare brevemente quello che si è fatto in questi quattro anni: due anni e mezzo di Covid, gestiti nelle migliori condizioni; la riforma della legge sanitaria; il Piano socio-sanitario; stiamo facendo gli atti aziendali e sono in programma, con gli investimenti PNRR, ben 29 Case della Comunità, 9 Ospedali di Comunità e tutte le COT, che sono già state realizzate.
Ora, io ritengo che sia indispensabile che l'informazione, anche politica, sia corretta nei riguardi dell'opinione pubblica, perché da precedenti interrogazioni si diceva che non c'erano le risorse, poi che erano stati tagliati dei posti, poi che c'erano altri problemi. Noi stiamo portando avanti con grande determinazione questo intervento, che è strategico, come sappiamo, perché individua la lacuna fondamentale del Servizio sanitario nazionale, che riguarda le organizzazioni sanitarie territoriali, a fronte di una politica che aveva individuato nel centralismo degli ospedali unici il sistema per poter garantire i servizi ai cittadini, metodo e modello che il Covid ha dimostrato essere particolarmente fallimentare.
Ora, nell'interrogazione è contenuta anche la domanda su che cosa e in che termini queste strutture potranno essere rese funzionali con il personale. Mi limito a dire semplicemente che gli investimenti previsti dal PNRR prevedono il personale per questo tipo di strutture. Il personale è stato autorizzato ad essere assunto secondo delle scadenze; quando verranno aperte queste strutture, dall'articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, la legge finanziaria del 2022.
Per quanto riguarda le Marche, il personale che viene assunto per garantire la funzionalità delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità è prevalentemente infermieristico e di altre specializzazioni sanitarie che, per fortuna, troviamo nella nostra Regione, mentre altre Regioni stanno assumendo infermieri di altre nazioni (indiani, cubani).
Le nostre università, anche per una precedente programmazione, hanno formato gli infermieri, quindi i bandi di concorso nelle Marche sono bandi di concorso in cui gli infermieri ci sono per essere assunti.
Io conto che le strutture e i lavori saranno completati nei termini stabiliti dal PNRR, perché la sanzione sarebbe pesantissima per il nostro Paese e anche per la nostra Regione, e anche il personale che si sta formando garantirà la piena funzionalizzazione di queste strutture che vanno a coprire una lacuna che era ormai ventennale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, le faccio una premessa. Non so dove abbia ascoltato che noi siamo certi di vincere. Il Partito Democratico e le opposizioni si occupano di scongiurare la disgrazia, la sciagura sanitaria che avete portato in questa Regione e mi dispiace che lei non abbia letto - perché non le legge - le interrogazioni. Non c'era niente di politico, volevo solo fare riferimento allo stato dell'arte e, come lei sa, perché c'è passato la scorsa settimana, quando diceva che io davo dei numeri a caso… Lei e il suo Presidente, che parlava di export, non so se poi lei si sia informato.
Le ho portato i documenti, perché questo è un accesso agli atti fatto alla Regione Marche, non preso fuori da qui, dalla Regione, per poterla informare. Le dico che, a fronte di 52.838.000 euro per quanto riguarda le Case di Comunità e di 25 milioni di euro per gli Ospedali di Comunità, voi avete portato a casa, ad oggi, 400.000 euro per le Case di Comunità di Chiaravalle e Loreto. Nella sostanza, Assessore Saltamartini, avete portato a casa l'1,53% delle spese previste.
A questo proposito, non lo dice il Consigliere Carancini, lo dice la Corte dei Conti, che nella propria parifica spiega che avete portato a casa il 4,5% rispetto al 12% nazionale, sono incluse anche le COT, che peraltro ai cittadini non servono a niente.
Lei non risponde ancora una volta alle domande. Le chiedevo, Assessore Saltamartini, cosa pensa di fare per accelerare, perché lei sa meglio di me che accelerare la realizzazione di Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità può essere uno strumento fondamentale per rafforzare la sanità del territorio.
Non ha parlato per niente sulla prevedibilità, al 31 dicembre, come le chiedevo…, a quale punto sarà portata la realizzazione di queste infrastrutture? Non parla neanche di personale. Rispetto al personale, ho chiesto anche se avevate la consapevolezza di come strutturarlo…
Interrogazione n. 1326
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Emergenza idrica e pulizia invasi della provincia di Pesaro-Urbino”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1326 dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Faccio una premessa. Guardo il Consigliere Minardi, perché per questa risposta i miei uffici ed esattamente il dirigente XY hanno redatto 14 pagine, una risposta molto complessa.
Adesso le do alcune risposte sulle prime questioni, poi le passo direttamente il tutto, così magari lo approfondisce. Chiedo scusa per questo, ma lei conoscerà il dirigente XY, è molto preciso e anche, a parte, un'ottima persona. Mi ha fatto questa relazione, ma non riesco a tradurre 14 pagine di risposta.
Lei e gli altri firmatari ponete varie domande. In merito alle interlocuzioni con Enel Green Power per chiedere loro di provvedere allo sfangamento, rispondo che ci sono le interlocuzioni. Stanno andando avanti, per quel che mi riguarda, fin dai primi momenti che mi sono seduto in Regione.
Gli invasi di Enel Green Power presenti nel bacino del Candigliano e del Metauro necessitano da decenni di interventi di rimozione dei sedimenti. Nel caso dell'invaso del Furlo è stato approvato il piano di gestione ed il primo piano operativo, con decreto n. 109 del 2023, per lo sfangamento di circa 75.000 metri cubi in coda all'invaso, non senza problematiche ambientali e logistiche per confrontarsi con il cantiere vero e proprio, al fine di dare inizio ai lavori nell'estate del 2024. Dovevano partire i lavori nell’estate 2024.
Su richiesta dell'ATO di Pesaro Urbino e delle aziende che gestiscono le reti idriche, ASET e Marche Multiservizi, in una riunione fatta da me in Provincia con tutti gli interlocutori, si era deciso di soprassedere nel 2024, la scorsa estate, per capirci, su questi lavori, perché c'era questa fortissima crisi idrica in atto, non aveva mai nevicato durante l'inverno e si deduceva una forte crisi estiva. Anche rispetto a Pesaro Capitale della Cultura, con una presenza di persone maggiore rispetto agli altri anni, si è soprasseduto ed è stato rinviato al 2025 questo tipo di intervento, cosa che sta e può andare avanti secondo i piani.
Dico può, perché sulla seconda cosa che chiede, giro la pagina e le do anche una novità potenziale per promuovere ulteriormente questi interventi. Lei mi chiede: come si intende intervenire per ottenere la pulizia completa degli invasi? Per rimuovere i circa 1,6 milioni di metri cubi di sedimenti accumulati negli invasi del bacino Candigliano-Metauro, occorrerebbe ripetere l'intervento previsto per il 2025, come dicevo prima, dei 75.000 metri cubi, per circa 20 anni, se dovessimo portare avanti la stessa situazione.
La Direzione Ambiente ha creato uno specifico processo interlocutorio con Enel. L'ho caldeggiato io incontrando i vertici Enel, non molte settimane fa, per prendere in considerazione una tecnica, diciamo così, storica ma mai effettuata, la cosiddetta fluttuazione, poi cerco di spiegarlo con parole mie, che magari si capisce meglio, per evitare di assegnare appalti dedicati alla rimozione.
Le dighe che sono poste sul bacino del Candigliano e del Metauro sono vocate alla produzione di energia, ma poi, con interlocuzioni successive, sono state anche messe a disposizione per l'approvvigionamento idrico e per il deflusso minimo vitale.
C'è stata sempre una buona collaborazione tra Regione e Green Power in tutti questi anni, anche in passato, sotto questo punto di vista.
Non è stato mai effettuato, almeno nella storia recente, lo svuotamento dal basso della diga, poiché avrebbe danneggiato la produzione di energia e non era nell'interesse di Enel. Oggi Enel parla di questa soluzione che potrebbe essere effettuata sostituendo gli sfangamenti meccanici, perché solo l’intervento al Furlo comporterebbe la movimentazione di 4.000 viaggi di camion, con un enorme disagio che si creerebbe sul territorio.
Se ci fosse la disponibilità di Enel, ogni volta che avviene una piena, non sempre, ma quando avviene una grossa piena, si aprirebbe dal basso in modo da far defluire anche i sedimenti. Mi dicono, e si sta approfondendo questa parte, che i sedimenti potrebbero scorrere fuori dalle dighe. A questo punto si potrebbe realizzare anche in quella di San Lazzaro e in quella di Tavernelle. I sedimenti sarebbero maggiori rispetto a quelli che si potrebbero rimuovere con il meccanismo che abbiamo già individuato. Stiamo approfondendo questo punto.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore. Capisco che ci sono degli interventi in corso, ma la situazione rimane molto preoccupante, nel senso che, a fronte dei cambiamenti climatici che sono in atto, purtroppo ,in questi ultimi anni… Poi ci sono i negazionisti che dicono che gli eventi climatici non ci sono, quando in verità siamo di fronte ad un'emergenza climatica che riguarda in parte l'agricoltura, in parte le alluvioni, quindi l'assetto idrogeologico, e riguarda di fatto anche l'approvvigionamento idropotabile per le popolazioni.
È chiaro che, di fronte ai cambiamenti climatici – per via dei quali l'estate del 2024 è risultata la più calda di sempre, con un 2024 più caldo del 2023 e un 2023 più caldo rispetto agli anni precedenti -c’è un trend di innalzamento delle temperature di dimensioni estremamente importanti.
Quindi, a fronte di questo, il tema dell'approvvigionamento idropotabile per la provincia di Pesaro Urbino, che ha un approvvigionamento prevalentemente da acque superficiali, è di assoluta rilevanza, con il fatto che anche quest'anno si è dovuto provvedere all'apertura del Pozzo del Burano, cosa che sappiamo bene quale sensibilità susciti, soprattutto nelle aree interne.
La lettera che ha mandato Enel Green Power non dà grandi segnali. È vero che ci sarà uno sfangamento della diga del Furlo, programmato per il 2024, che come ha detto è slittato al 2025 per motivazioni oggettive, ma stiamo parlando di 75.000 metri cubi a fronte di una sua dichiarazione, che ho recuperato nella stampa, di 1.500.000-1.600.000 metri cubi complessivi sulle tre dighe di Furlo, San Lazzaro di Fossombrone e Tavernelle. È chiaro che i 75.000 metri cubi, anche se fatti, sono poca cosa rispetto all'entità del problema.
Dopodiché, se tecnicamente si riesce a fare lo sfangamento dal basso- io non sono un tecnico, non sono un ingegnere - mi viene il dubbio che i sedimenti che escono dal Furlo, dal basso, andranno a finire a San Lazzaro e bisognerà trovare il modo di farli uscire sempre dal basso fino a farli arrivare al mare. Non so se sia così facile, però non entro nel merito di questo problema.
È chiaro che la cosa che si chiede è un maggior intervento, con insistenza e con determinazione, rispetto al ruolo di Enel Green Power, perché se nel 2029 scadono le...
Interrogazione n. 1328
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Antenna per telefonia mobile nel territorio del Parco del Conero”
Interrogazione n. 1329
a iniziativa del Consigliere Latini
“Richiesta installazione maxi antenna da parte della compagnia Iliad Italia Spa all'interno del Parco del Conero”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1328 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1329
del Consigliere Latini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Anche in questo caso, do una risposta e rispondo a entrambe le interrogazioni, una in particolare chiede se la Regione intende attivare un'interlocuzione con l'Ente Parco. L'interlocuzione è in corso.
Adesso entro, per quel che riesco, nel merito anche delle situazioni che si stanno evolvendo.
Alla domanda che il Consigliere Latini pone: quali sono le motivazioni specifiche che hanno portato alla proposta di installare un'antenna nell'area del Parco, su questo ovviamente non posso che prendere atto di un'iniziativa che è arrivata al Comune di Ancona, che poi l'ha girata anche all'Ente Parco. I gestori, i titolari di impianti hanno propri piani di rete e propri programmi di sviluppo che propongono, localizzando le aree a seconda delle loro evidenti esigenze. La richiesta sarebbe casomai da formalizzare agli stessi. Adesso non me ne voglia. Solitamente, a risposta, tendo a immaginare che sia la mancanza di una copertura di rete in zona, per cui viene individuata quella zona come un potenziale sviluppo.
Per quel che riguarda, invece, la seconda domanda: “se siano state condotte valutazioni di impatto ambientale riguardanti i progetti”, mi risulta che siano in corso le valutazioni, inserite nel procedimento legato alla conferenza di servizi che, come ho detto anche precedentemente sugli impianti di produzione di energia, comprende tutti gli enti interessati ed è chiaro che in quella sede c'è in corso la valutazione, così come da lei richiesto.
“Quali misure sono previste per garantire la protezione dell'ambiente e della salute pubblica?” In questo caso, le misure eventualmente necessarie saranno anch'esse valutate rispetto a quanto indicato nel decreto legislativo n. 259 del 2003, che sono quelle che impongono la conferenza di servizi, legate anche alla legge regionale n. 12 del 30 marzo 2017, che sono volte alla tutela di questi interessi, che in egual misura sono seguite dai nostri dirigenti. Ogni volta che ci sono procedimenti così delicati, quello che raccomando sempre ai dirigenti della Regione Marche è la massima attenzione e rigidità su queste autorizzazioni. Non posso dare un'indicazione politica: se dire sì o no su un procedimento che ha una valenza esclusivamente tecnica e procedurale.
Per quanto riguarda un’eventuale consultazione pubblica che permetta ai cittadini di esprimersi, non è prevista, in questo caso, la consultazione pubblica. Ma nel caso di specie, l'Ente Parco, nel procedimento di valutazione di incidenza, pubblicherà sul proprio sito web sia il progetto che lo studio di incidenza, al fine di garantire la partecipazione del pubblico mediante la presentazione di eventuali osservazioni, con termine di 30 giorni dalla pubblicazione on-line.
Le osservazioni che potranno essere valutate saranno quelle che riguarderanno gli impatti sui siti Natura 2000, nonché quelle di natura paesaggistica e di salute pubblica. Non c'è un obbligo di legge, ma l'Ente Parco lo farà pubblicando tutto sul proprio sito.
“Quali misure intendono adottare per incidere sul parere di non ammissibilità al progetto da parte della Regione Marche”, le ho già in parte risposto prima. Questa è anche la risposta per l'altra interrogazione. che chiede se c’è stata un'interlocuzione.
Ho già ascoltato e parlato con i responsabili dell'Ente Parco. È un procedimento che è arrivato in capo al Comune di Ancona e ha interessato direttamente l'Ente Parco. Come ho detto poco fa, ho già raccomandato in molte altre occasioni, ed in egual misura in questa, ai dirigenti che seguono questi procedimenti la massima attenzione ed il massimo scrupolo, ancor di più in un caso come questo, dove tutta questa iniziativa avviene all'interno di un'area protetta, anche molto delicata. Se le devo dire l'orientamento sia dell'Ente Parco che dei tecnici della Regione, che siedono in conferenza di servizi, è quello di evitare questo tipo di intervento. Questo potrà effettivamente essere evitato con le normative vigenti e altro? Voglio auspicare e sperare di sì. Non riesco a dirle oggi qui: sì riusciremo ad evitarlo, perché non è un'autorizzazione che viene data direttamente dalla parte politica.
PRESIDENTE. Ho concordato con il Consigliere Mangialardi di rispondere per primo all'interrogazione.
La replica non è in termini critici nei confronti dell'Amministrazione regionale, però, il problema che abbiamo di fronte riguardo alla telefonia mobile - soprattutto all'installazione degli impianti a sostegno del 5G, le cosiddette antenne per la telefonia 5G - è una questione che dobbiamo affrontare in termini di inquadramento e soprattutto di organizzazione delle regole regionali, per non trovarci di fronte a un chiassoso e fortemente polemico deserto, nel quale le compagnie telefoniche avranno la possibilità, in qualche modo, di realizzare i loro intenti, che sono leciti, ma di natura esclusivamente privata.
Lo scontro che è in atto è fra la necessità di modernità che le antenne 5G pongono e il principio di precauzione che, sempre di più, i comitati, che si costituiscono fra i cittadini vicini all'ubicazione delle antenne 5G, si trovano a dover reclamare, il rispetto della tutela e del diritto alla salute o quello che loro ritengono un principio indissolubile della tutela delle loro persone.
Su questo fenomeno ho presentato proprio recentemente, nell'aprile scorso, una proposta di legge regionale che, pur tenendo conto della situazione in cui andrà ad operare, molto stretta fra i limiti di ordine europeo, regole europee, e di legislazione nazionale, può mettere un freno a tre grandi limiti, tre grandi punti su cui vi è e vi sarà polemica.
Innanzitutto: ubicazione, installazione, privato o pubblico. L'indicazione di un piano che tenga conto di limiti stretti di natura urbanistica può, in questo senso, privare molti dei richiedenti della possibilità di installare le antenne dove vogliono, creando difficoltà alla popolazione residente.
Due. La possibilità di limitare la realizzazione, intesa come altezza e come capacità di tenere in piedi una sola antenna rispetto a più antenne di compagnie diverse, così da depotenziare l'uso sconfinato di territori vicini per compagnie diverse l'una dall'altra e con installazioni che sono davvero dei mostri a cielo aperto.
Il terzo punto è invece il più importante: un controllo costante di natura preventiva, nel termine di uno strumento di partecipazione preventiva, e cioè quello di mettere in condizione tutti i cittadini interessati di partecipare in modo attivo alla conoscenza della richiesta di ogni singola compagnia telefonica e poter in qualche modo intervenire per dare indicazioni, per dare deduzioni, per indicare quelle che sono le possibili situazioni di pericolo che coloro che fanno domanda non conoscono nei termini puntuali.
Il secondo aspetto è quello di un controllo sui limiti delle emissioni che oggi, voglio dire, non hanno dal punto di vista effettivo dei dati statistici una natura nociva certa, ma sicuramente, come detto, creano un allarmismo nella popolazione che deve essere tutelata, certa di un controllo continuo che gli strumenti pubblici non riescono, per ovvie ragioni di diffusione della loro capacità di controllo, a svolgere.
In questo senso la Regione può e deve intervenire per non lasciare davvero una prateria sconsiderata, i cui effetti negativi e perversi determinerebbero un continuo scontro fra cittadini, che non si sentono tutelati, e l'applicazione di una legge che, nei suoi criteri di legittimità, può dare vasta autostrada a coloro che potrebbero realizzare in serie continua ubicazioni e installazioni di antenne 5G, con gli effetti che portano a quelle contestazioni che vediamo oggi.
Per quanto riguarda il Parco, apro parentesi, ho fatto domanda anche all'Ente Parco per chiedere delle modalità di risposta alla richiesta della compagnia in termini di ubicazione, chiudo parentesi, e coloro che invece propendono per una regolamentazione in favore della modernità della telefonia, ma estremamente regolamentata per quanto riguarda gli interessi collettivi che il pubblico e soprattutto i cittadini richiedono. Grazie.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Devo dire che su questo tema e sull'impostazione che ha dato il Presidente Latini sono totalmente d'accordo e lo voglio dire pubblicamente, aderendo alla proposta di legge che ha depositato e che penso debba giungere al più presto in quest'Aula, in quanto il tema della gestione complessiva del territorio rispetto a questi insediamenti è contingente.
Guardo il dibattito nella mia città, Senigallia, dove l'Amministrazione tende a sottrarsi a una pianificazione, però, nelle more di un'auspicata necessità della norma, si rischia un far west nella distribuzione delle antenne, che asseconda solo le necessità dei gestori e non quelle dei cittadini.
Penso che quel passaggio, Presidente, che è stato incardinato, analogamente alla proposta che diceva prima la collega sull'amianto, debba giungere in Aula e aprire un dibattito, mettendo nelle condizioni le amministrazioni, tutte, di avere uno strumento in grado di gestire quel percorso.
Nella fattispecie mi sembra più semplice. L'Ente Parco del Conero, in conferenza di servizi, si deve esprimere in maniera negativa, perché un palo di 36 metri in un'area di quel pregio, penso che non debba essere messo, direi, in discussione rispetto alla non realizzabilità.
Presidente, l'impegno è reciproco. Ringrazio per aver anticipato un'azione, Assessore, che doveva essere della Giunta, ma faremo di tutto, per quanto riguarda noi, per sostenere la proposta perché va nella direzione di tante altre proposte di legge che gestiscono il territorio e che non possono vedere la Regione sottrarsi da questo tipo di responsabilità e di impegno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Per una chiosa, siccome mi piace essere attenta, mi è stato evidenziato dagli altri che il Consigliere Carancini ha avuto 3 minuti per la replica e lei ne ha avuti 5 minuti, lo voglio sottolineare.
PRESIDENTE. Il Consigliere Carancini ha avuto, per la risposta immediata, tre minuti poi, per la risposta ordinaria, ha avuto i minuti previsti. Se non ha avuto tre minuti in maniera automatica, non me ne sono proprio accorto, guardo qua quando finisce.
Consigliere Carancini, se è avvenuto le chiedo scusa, ma certamente non era previsto né tanto meno voluto. Siamo passati dalle interrogazioni a risposta immediata a quelle ordinarie e lei ha risposto a due interrogazioni.
Diamo ancora due minuti al Consigliere Mangialardi. Chiedo scusa, è un'impostazione automatica. Sulle repliche alle risposte ordinarie i minuti sono quelli previsti per tutti, cioè cinque. Chiedo scusa se è avvenuto.
Interpellanza n. 34
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Politiche regionali di contrasto al bullismo e al cyberbullismo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 34 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. L'interpellanza ha oggetto un tema che purtroppo è ritornato di stretta attualità con i recenti fatti drammatici di Senigallia, cioè il tema del bullismo e del cyberbullismo.
Sono sempre più frequenti, anche nella nostra Regione, gravi episodi che portano a volte anche a conseguenze drammatiche, come purtroppo accaduto recentemente a Senigallia.
Nelle Marche esiste la legge n. 32 del 2018 che disciplina proprio la prevenzione e il contrasto ai fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e della cyberpedofilia.
Questa legge era stata finanziata per il triennio 2018-2020 con 260.000 euro. Nelle leggi di bilancio delle annualità successive non sono stati previsti ulteriori stanziamenti, nonostante le ripetute richieste da parte del gruppo PD attraverso degli emendamenti, sempre respinti.
Nel bilancio preventivo 2024 sono stati stanziati 40.000 euro. Il 5 agosto 2024 la Giunta regionale ha approvato la delibera n. 1210, con cui sono stati definiti criteri e modalità per il finanziamento dei progetti regionali di carattere educativo per la promozione del benessere digitale, per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di bullismo, cyberbullismo e cyberpedofilia.
Quest’intervento, pur apprezzabile, lo sottolineo, è assolutamente insufficiente e le risorse stanziate in questi anni, a nostro avviso, sono totalmente insufficienti rispetto alle necessità che emergono quotidianamente nel mondo giovanile e nella nostra comunità.
In questi quattro anni di legislatura non è stato approvato il Piano delle politiche regionali integrate all’educazione per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di bullismo, non si è riunito il Comitato sul bullismo e cyberbullismo, non è stata celebrata anche in quest'Aula la Giornata di educazione ai nuovi media per la prevenzione e il contrasto del bullismo, cyberbullismo e cyberpedofilia.
La legge, lo ricordo, all'articolo 3 prevedeva la promozione di iniziative di carattere educativo sui temi della gestione dei conflitti, del rispetto reciproco, della diversità di genere, la realizzazione di campagne di prevenzione, sensibilizzazione e informazione prioritariamente rivolte alle scuole, agli studenti, ai docenti e all'altro personale scolastico, e anche alle figure che svolgono funzioni genitoriali.
L'organizzazione di corsi di formazione di docenti e dell'altro personale scolastico, di educatori e figure che svolgono la funzione genitoriale, che dovevano garantire l'acquisizione di pratiche educative e competenze psicologiche per attuare un'azione efficace e preventiva di contrasto dei fenomeni che sono oggetto della legge di contrasto al cyberbullismo.
Progetti anche all'interno delle scuole per la formazione di studenti in veste di mediatori scolastici, progetti per favorire l'emersione dei fenomeni, come ad esempio servizi di ascolto anche telefonici, compreso il numero verde regionale e punti di accesso telematici, e progetti per il sostegno alle vittime. Questo è molto importante. Il recupero degli autori, degli spettatori degli atti di bullismo e cyberbullismo e anche dei minori vittime di cyberpedofilia.
Con questa interpellanza noi chiediamo di aumentare considerevolmente la posta in bilancio a finanziamento della legge n. 32 del 2018, a partire dalla prossima legge di bilancio, e chiediamo quali interventi la Giunta abbia intenzione di attivare prioritariamente nei prossimi mesi per contrastare questo fenomeno gravissimo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Ringrazio per quest’interpellanza.
Una piccola precisazione per quello che riguarda l'aspetto del finanziamento, perché in realtà sono stati stanziati 90.000 euro, 40.000 euro nel 2024 euro e 50.000 nel 2025.
È un finanziamento che personalmente ho fortemente voluto, soprattutto perché sono consapevole dell'importanza di investire in azioni mirate per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo.
Questi fenomeni continuano appunto a rappresentare una sfida crescente, non solo a livello scolastico ma anche nel contesto sociale più ampio, con ripercussioni significative sul benessere dei giovani e delle loro famiglie. Tuttavia è importante sottolineare che il contrasto al bullismo non può basarsi unicamente su una legge, ma richiede una strategia più ampia e integrata e quindi, accanto a questi interventi, la Regione Marche tra l'altro si è dotata di un'altra legge, che è quella sulla psicologia scolastica, che rappresenta un supporto fondamentale per il benessere emotivo e psicologico dei nostri ragazzi.
Ritengo inoltre che, anche attraverso i programmi e le azioni che mettiamo in atto con il Fondo nazionale delle politiche giovanili, che comunque andiamo anche a cofinanziare come Regione Marche, consentiamo di sviluppare dei progetti che sono proprio mirati alla crescita personale, alla prevenzione del disagio giovanile e alla promozione di una cittadinanza attiva e consapevole.
Questa visione a 360 gradi permette di affrontare il fenomeno del bullismo non solo come un problema isolato, ma come una sfida più ampia che riguarda il benessere collettivo dei giovani e la costruzione di una comunità educativa forte e inclusiva. Quindi, in questo senso, la Regione Marche intende continuare ad investire e a collaborare su più fronti per garantire ai giovani gli strumenti necessari per crescere in un ambiente sicuro e stimolante.
Per quello che riguarda la seconda domanda dell'interpellanza, grazie ai fondi che sono stati stanziati, è stato approvato il bando, come ricordavamo, con la deliberazione di Giunta regionale n. 1210 del 5 agosto 2024: "Il bullismo non prende campo". Questo bando rappresenta sicuramente un tassello fondamentale per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, in quanto coinvolge in maniera integrata tutte le misure chiave del contesto educativo.
Gli studenti, sicuramente delle classi IV e V della scuola primaria, in questo caso perché il progetto mira ad intervenire in un momento cruciale della crescita, quando i ragazzi iniziano a formare le proprie relazioni sociali e ad utilizzare strumenti digitali. L'obiettivo è fornire loro strumenti per riconoscere, affrontare e prevenire situazioni di bullismo e cyberbullismo, promuovendo valori come il rispetto e l'empatia.
Si rivolge inoltre ai docenti e agli educatori. Il personale scolastico ricopre un ruolo strategico ed essendo in prima linea nella gestione di episodi di bullismo, il bando infatti include azioni formative mirate a rafforzare le loro competenze, fornendo strumenti pratici per individuare precocemente comportamenti a rischio e intervenire in modo efficace. Coinvolge anche famiglie e figure genitoriali. Il coinvolgimento delle famiglie è essenziale per creare un ambiente educativo coerente tra scuola e casa.
Le attività previste dal bando puntano a sensibilizzare i genitori sull'importanza del loro ruolo, fornendo loro le conoscenze per riconoscere segnali di disagio nei figli e strumenti per sostenere i ragazzi nel percorso di crescita.
Di fatto, l'attivazione dei progetti del bando consentirà non solo il lavoro nelle scuole, ma determinerà una vera e propria campagna di sensibilizzazione rivolta all'intera comunità per sottolineare l'importanza di un'azione collettiva contro il bullismo.
Consentirà la formazione di docenti ed educatori, anche attraverso metodologie innovative per affrontare il bullismo, comprese tecniche di gestione delle emozioni e costruzione di ambienti inclusivi.
Pertanto è mia intenzione istituire un sistema di monitoraggio per verificare l'efficacia dei progetti in tempo reale, garantendo che raggiungano gli obiettivi prefissati. Al termine del ciclo scolastico, una fase di valutazione permetterà quindi di identificare le buone pratiche da replicare in altri contesti scolastici e comunitari.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, non sono soddisfatto della risposta perché, rispetto alla prima domanda, che era di fatto una sollecitazione, le chiedevamo se la Giunta era intenzionata ad aumentare...
PRESIDENTE. Lo vorrei imporre con forza. Vi prego di fare silenzio. Chi deve parlare esca dall'Aula, così manteniamo il clima giusto per coloro che devono intervenire.
Prego, Consigliere, continui.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Non sono soddisfatto perché, rispetto alla prima domanda, non abbiamo avuto risposte. Era una sollecitazione affinché la Giunta stanziasse più risorse, a partire dal prossimo bilancio annuale e pluriennale, su questo tema così importante.
Lei, Assessore, faceva riferimento ai 40-50.000 euro 2024-2025. Le do atto che da quando si è insediata lei in questo Assessorato sono cambiate alcune cose. Negli anni precedenti nulla era stato fatto, tant'è vero che i dati fino al 2022 ci dicono che il fenomeno nella nostra Regione era drammaticamente in crescita.
Le vittime di bullismo almeno una volta negli ultimi due mesi, sono il 20% degli undicenni, erano il 13% nel 2018, e il 15% dei tredicenni, erano il 13% nel 2018, così come è aumentato tra i quindicenni e, rispetto al 2018, questo fenomeno è complessivamente aumentato soprattutto negli undicenni e nei diciassettenni.
Questo è il rapporto del documento regionale di pratiche raccomandate per la promozione e l'educazione alla salute nella Regione Marche dell'Agenzia Regionale Sanitaria, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione.
Credo che ci voglia un cambio di passo. Bene, il bando a cui faceva riferimento, ma è tanto vero che i soldi stanziati, 40.000 più 50.000, testimoniano, ancora una volta, come annualmente serva di più, perché li avete inseriti tutti in un unico atto.
È evidente che, se nel triennio 2018-2020 avevamo stanziato 260.000 euro, quello era un fabbisogno minimo per dare delle risposte concrete a questo fenomeno, che va affrontato da parte di tutta la comunità marchigiana, a partire dalle istituzioni.
Rispetto agli atti che dovreste compiere, ricordo ancora che il Comitato non è stato riunito, il Piano delle politiche regionali non è stato approvato e mi augurerei che dal prossimo anno, e lo dico anche al Presidente Latini, almeno nell'ultimo anno di legislatura fosse celebrata, se faremo ancora in tempo – per me non faremo in tempo - la giornata nel mese di novembre, evidentemente l'anno prossimo non ce la faremo, di contrasto al bullismo, al cyberbullismo, così come avevamo fatto in passato in concomitanza con la Giornata dell'infanzia. Grazie.
PRESIDENTE. L’interpellanza n. 35 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, la rinviamo.
Proposta di legge n.100
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Cesetti, Casini, Biancani, Carancini, Bora, Mastrovincenzo, Vitri
“Disposizioni in materia di istituzione del servizio di psicologia di base”
(iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 100 dei Consiglieri Mangialardi, Cesetti, Casini, Biancani, Carancini, Bora, Mastrovincenzo, Vitri, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Ne ho parlato anche con il Consigliere Mangialardi, sono a chiedere di portarla in Commissione con l'impegno da parte mia di calendarizzarla nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le leggi che abbiamo già messo all'ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Uno pro uno contro per quanto riguarda la proposta di rinvio in Commissione.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Sarei contro il rinvio, ma apprezzo l'intervento del Presidente della Commissione, che chiede il ritorno in Commissione e l'impegno, in questo caso anche celere, anche se i tempi della nostra Commissione sono molto serrati e pieni di atti.
Questo atto, anche rispetto al tema che è stato affrontato poc'anzi sulla proposta dell'interpellanza del Consigliere Mastrovincenzo, è quanto mai necessario e impellente da affrontare. Lo psicologo di base è del 2022, vado a memoria, oggi c'è questo tipo di necessità. Sono favorevole alla richiesta di rinvio in Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Apprezzo la decisione del Consigliere Mangialardi, che ha parlato con il Consigliere Baiocchi, però non è la prima volta che ci troviamo a rinviare leggi che hanno due o tre anni di attesa in Commissione.
Credo che dobbiamo cominciare a fare un calendario serio, visto che è rimasto un anno di lavoro a questo Consiglio, per decidere di accelerare nelle Commissioni l'esame delle proposte di legge.
So che il Consigliere Baiocchi sta lavorando a due proposte di legge, una mia e una del Consigliere Cancellieri, che credo chiuderemo in tempi brevi. Questa è la rassicurazione.
Questa è una legge che è stata presentata nel 2022. Io penso che sia opportuno fare, per ogni Commissione, un calendario. È quello che propongo ai Presidenti.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 100. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. E’ solo per fare un'integrazione, ho chiesto la parola rispetto alla replica sull’interpellanza, avevo detto di essere insoddisfatto, perché resti a verbale, ed annuncio la presentazione di una mozione sullo stesso tema. Grazie.
PRESIDENTE. Su quel tema aveva detto di essere insoddisfatto e richiamava anche la Presidenza del Consiglio a tenere conto della giornata contro la violenza per bullismo e cyberbullismo.
Proposta di legge n. 104
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Misure di sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa nei piccoli Comuni marchigiani delle aree interne e del cratere sismico”
(iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 104 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Per annunciare che, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, chiediamo di riportare questa proposta in Commissione. Chiedo il rinvio in Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, relatore a favore, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Mi sostituisco al Presidente della Commissione, sono stati nominati i relatori di questa proposta di legge, è stata incardinata, ma nel frattempo avevo chiesto l'iscrizione.
Spero che abbia un seguito veloce perché anche questa è del 2021, vado anche qui a memoria. Grazie.
PRESIDENTE. La proposta che avanza il Consigliere Livi, non essendo il Presidente della Commissione interessata, deve essere supportata dal sostegno di altri due Consiglieri, quindi; Consiglieri Livi, Assenti e Baiocchi?
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Consiglieri Assenti e Baiocchi. Grazie.
PRESIDENTE. La proposta di rinvio è a nome dei Consiglieri Baiocchi e Assenti oltre che del Consigliere Livi.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 104. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 129
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Cesetti, Vitri, Ruggeri
“Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale”
(iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 129 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Cesetti, Vitri, Ruggeri, iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Ai sensi dell'articolo 100, chiedo il rinvio in Commissione, anche per questa c'è stata un'interlocuzione con il Consigliere Mangialardi ed è già stata calendarizzata due settimane fa, poi c’è stato un problema ed abbiamo dovuto spostarla, sarà mia cura provvedere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Come primo firmatario mi fido del Presidente, anche qui sono stati nominati il relatore di maggioranza e di minoranza non vorrei essere, però, nelle vesti del Presidente perché iniziamo in Commissione le audizioni, che sono state sollecitate. Questa ha un'impellenza, poi l'Aula deciderà, però diamole seguito, incardiniamo, come facciamo sempre, le audizioni che servono e procediamo.
Su questo, ancora una volta, mi fido dell'impegno del Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 129. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 69
a iniziativa della Giunta regionale
“Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano - Triennio 2025/2027. Legge regionale 3 giugno 2003, n. 12, articolo 8, comma 1”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 69 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. La legge n. 12 del 2003, “Tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano”, prevede l'approvazione del piano settoriale ogni 3 anni. Il piano vigente andrà a scadere quest'anno e risulta necessario approvare il nuovo Piano triennale.
A tal fine ci siamo confrontati con AMAP, che è il soggetto regionale gestore del repertorio regionale del patrimonio genetico, per poi procedere, come Direzione Agricoltura regionale, alla redazione del Piano triennale.
Sostanzialmente il nuovo piano settoriale per il triennio 2025-2027 prevede di dare continuità alle attività già avviate, con previsioni di interventi sia nel campo agricolo che forestale, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio genetico regionale nel suo complesso.
La copertura finanziaria dell’intervento è garantita dal CSR (Complemento di Sviluppo Rurale) con le misure SRA 16 Conservazione biodiversità e Banca del germoplasma, per 750.000 euro, e SRA 31 Sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche forestali, per 300.000 euro.
L’obiettivo del piano è lo studio e il censimento della biodiversità animale e vegetale, oltre che approcciare lo studio e la tutela della biodiversità microbica; favorire iniziative sia pubbliche che private per far conoscere la biodiversità autoctona; assumere iniziative specifiche per la tutela, il miglioramento e la moltiplicazione delle risorse iscritte al repertorio regionale; prevedere specifiche iniziative a favore degli agricoltori custodi e degli itinerari della biodiversità.
Le azioni sono due, nel settore agricolo e nel settore forestale. Non ve le elenco per non tediarvi ulteriormente, però tutte le azioni saranno monitorate e verificate al fine di capire anche il loro impatto e la loro ricaduta.
Dal 2025, e qui me ne prendo un po' la responsabilità, verrà avviato il procedimento per l'iscrizione della patata rossa di Sompiano nella sezione vegetale del repertorio regionale del patrimonio genetico.
Noi avevamo un altro tubero similare alla patata rossa di Sompiano, che è quella di Montecopiolo. Tra l'altro tutti sappiamo che Montecopiolo è emigrato in Emilia-Romagna, ma ne abbiamo una che appunto merita questo procedimento e AMAP sta avviando questo procedimento per l'iscrizione, che dà via a una maggiore valorizzazione di questo tubero che viene coltivato nello specifico nel Comune di Borgo Pace.
Invitiamo a fare in modo di concretizzare sempre maggiormente le azioni di tutela di questi prodotti, tramite azioni concrete di valorizzazione degli stessi.
Vogliamo che questi studi abbiano sempre di più ricadute concrete nel territorio e soprattutto ricadute per tutto quel mondo agricolo che sostiene, di fatto, e vive anche tramite la coltivazione di questi prodotti e non solo.
Avrei terminato. Ho cercato di sintetizzare il tutto e ringrazio, tra l'altro, anche la II Commissione Agricoltura, che è competente, che ha lavorato e analizzato il tutto, e ringrazio anche AMAP, che continua l'importante lavoro di valorizzazione e di conservazione di queste risorse genetiche sia animali che vegetali. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Su questo piano ha già detto il Consigliere Rossi. Il piano settoriale d’intervento è previsto dalla legge n. 12 del 2003, nella quale sono state stabilite le linee guida per le attività inerenti la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario.
Coerentemente con l'indirizzo intrapreso già negli ultimi tre piani triennali, vengono comprese nell'ambito di attività del piano anche le attività che sono ritenute opportune per garantire la conservazione del patrimonio genetico forestale sul territorio regionale.
Pertanto questo piano triennale prevede attività sia per il settore agricolo che per quello forestale e rappresenta la pianificazione relativa all'ottavo periodo di programmazione dall'approvazione della legge regionale n. 12 del 2003.
L'AMAP, ex ASSAM, è da sempre il soggetto deputato all'attuazione della pianificazione prevista dalla normativa di settore, sia per il settore agricolo che per quello forestale, nei precedenti periodi di programmazione.
Con il piano si intendono proseguire e ampliare le attività e le azioni funzionali alla conservazione, tutela e valorizzazione della biodiversità agricola e della biodiversità forestale.
Come detto, vengono riproposte attività già presenti nelle precedenti programmazioni, a partire da quelle per gli agricoltori custodi, fondamentali per mantenere specie autoctone a rischio di erosione genetica, fino al lavoro di formazione previsto nelle scuole.
È previsto il finanziamento delle attività attraverso le risorse messe a disposizione dal Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Marche 2023-2027. In particolare, le risorse saranno garantite dagli interventi Conservazione agrobiodiversità, Banche del germoplasma e Sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche forestali, per un totale di 1,050 milioni di euro.
Per il settore agricolo, specifiche attività possono inoltre essere attuate utilizzando le risorse che potranno essere messe a disposizione dalla legge n. 194 del 2015, “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, attraverso quanto previsto dall'articolo 10.
La quantificazione delle risorse previste per il finanziamento delle attività del piano triennale è specificata al capitolo 4 e le attività previste dal piano potranno essere incrementate qualora nel corso del triennio si manifestasse la disponibilità di ulteriori risorse che possano essere destinate anche al perseguimento degli obiettivi del piano stesso.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Come già hanno detto i due relatori, di maggioranza e di minoranza, questo è un piano che viene redatto ogni 3 anni.
Nel merito condividiamo pienamente la scelta di mantenere e tutelare la biodiversità, gli agricoltori custodi e di continuare a mantenere, soprattutto a valorizzare le razze autoctone.
Il Partito Democratico voterà a favore, così come si è potuto capire dall'intervento del relatore di minoranza, Consigliere Mastrovincenzo.
PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 69. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 70
a iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Elezione di una componente della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna in sostituzione della componente dimissionaria”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 70 dell’Ufficio di Presidenza. Dobbiamo discuterne nell’Ufficio di Presidenza e chiediamo il rinvio.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questa è stata rinviata, rinviata, guardo la Consigliera Vitri, rinviata, rinviata da tanto tempo. Non si capisce per quale motivo non si possa sostituire, posto che c'è anche una proposta di sostituzione.
Non capiamo per quale motivo, visto che si tratta di pari opportunità, visto che il 25 abbiamo un Consiglio dedicato proprio contro la violenza sulle donne - non capisco se questa non sia anche una violenza - rinviare l'integrazione della Commissione Pari Opportunità senza motivazioni, perché la proposta è stata presentata il 21 ottobre, è un bel po' vecchia, da tempo ci sono state le dimissioni della Consigliera che deve essere sostituita.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Borroni.
Pierpaolo BORRONI. Grazie, Presidente. Chiedo il rinvio dell'elezione di una componente della Commissione regionale per le Pari Opportunità tra uomo e donne, in sostituzione del componente dimissionario, in quanto l'Ufficio di Presidenza deve ancora dibattere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Trovo molto grave, visto che l'Ufficio di Presidenza, invece, Consigliere, l'ha discussa e, come lei può anche guardare in alto, ci sono i verbali dell'Ufficio di Presidenza che lo dimostrano.
Lei ha detto una cosa non esatta e l'ha verbalizzata, ma questo è un problema suo. Ognuno sceglie di dire quello che pensa.
C'è la proposta di atto con il nome, che è stato esaminato anche in Ufficio di Presidenza. Alla vigilia del 25, lasciare non perfetto un organismo così importante, credo che sia una posizione sbagliata, che non ha nessuna motivazione.
Non vedo alcuna motivazione per il rinvio, soprattutto perché, al contrario della motivazione che ha dato lei, che è stata data dalla maggioranza, cioè che non è stata esaminata, l'esame c'è stato e non esiste una motivazione reale, se non un dispetto di genere, chiamiamolo così.
PRESIDENTE. Rinvio della proposta di atto amministrativo n. 70 . Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di deliberazione n. 27
a iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
"Sostituzione componente del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 27 dell’Ufficio di Presidenza. In sostituzione della Consigliera Lindita Elezi si propone il Consigliere Mirko Bilò.
Proposta di deliberazione n. 27. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Presidenza del Presidente
Dino Latini
Mozione n. 488
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Situazione Dengue a Fano”
Interrogazione n. 1296
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Quali rischi e che azioni di contenimento della diffusione del virus Dengue nelle Marche?”
Interrogazione n.1311
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Misure di vigilanza sanitaria nei confronti del virus della Dengue”
Interrogazione n. 1313
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Epidemia Dengue a Fano, efficacia dei kit distribuiti in farmacia ad iniziativa del Comune”
Interrogazione n. 1332
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Virus Dengue a Fano e nelle Marche, servono efficaci sistemi di prevenzione del contagio”
(abbinate)
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 488 dei Consiglieri Cesetti, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo e Vitri, interrogazione n.1311 della Consigliera Ruggeri, interrogazione n. 1313 della Consigliera Ruggeri, interrogazione n. 1332 dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il fenomeno che è stato riscontrato nella città di Fano deriva dal fatto che alcuni cittadini, che si sono recati per vacanza in alcuni Paesi, sono stati attinti da questo virus, sono stati i vettori con cui questo virus si è manifestato nella città.
In questo momento il fenomeno è esaurito, non ci sono più questo tipo di manifestazioni o patologie e, pertanto, possiamo dire che il percorso attraverso cui i servizi sanitari della città di Fano dell'Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro hanno affrontato il tema si è concluso positivamente, probabilmente per l'arrivo della stagione autunnale che, abbassando le temperature, ha impedito la proliferazione della zanzara.
Questo ci deve autorizzare a far sì che si possa avviare un'ampia campagna di informazione dell'opinione pubblica per evitare la proliferazione di questa zanzara e, soprattutto, per attuare, d'intesa con le municipalità, tutti i percorsi diretti a garantire la prevenzione della diffusione di questa zanzara.
Naturalmente vale, anche in questa occasione, quello che è stato detto, anche rispondendo precedentemente a delle interrogazioni, in merito al fatto che, per quanto si possa ragionare in via di prevenzione, è necessario che tutti i cittadini possano utilizzare quello che veniva definito anche nel Codice civile il metodo del buon padre di famiglia, affinché tutto ciò che possa prevenire la proliferazione di questa zanzara possa essere evitato, come i sottovasi e tutto ciò che noi conosciamo dal punto di vista della sepsi.
Ora c'è da aggiungere, naturalmente, che in merito a un passaggio sanitario regionale, a norma dell'articolo 50 del Testo unico degli enti locali, la materia è di competenza dei Sindaci che hanno il potere di emanare provvedimenti di necessità e d'urgenza, che possano sopperire ad eventuali lacune che il sistema non abbia coperto.
Nel caso specifico di Fano c'è stata un'ampia cooperazione. Desidero ringraziare il Sindaco per la tempestività con cui è intervenuto e per gli investimenti del Comune, attraverso la disinfestazione con mezzi e strumenti comunali. Desidero anche ringraziare il dirigente della prevenzione dell'Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro per la tempestività con cui ha concertato tutti gli interventi.
Voglio anche aggiungere, per precisare meglio gli interventi che sono stati adottati, che tutto ciò è avvenuto con una concertazione tra l'Azienda Sanitaria Regionale per i Servizi Sanitari, il Dipartimento Salute della Regione, l'Azienda Sanitaria di Pesaro e Urbino e il Ministero della Salute. Nulla è stato fatto senza che vi fosse un concerto da parte di questi organismi tecnici che si occupano di sanità.
Dopodiché, se ci saranno ulteriori necessità, interverrò nella discussione della mozione per chiarire eventuali aspetti che non dovessi aver trattato in sede di questa mia risposta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, è chiaro che la situazione della Dengue a Fano è stata sicuramente è stata importata da qualche soggetto che è stato all'estero e che ha portato il virus nel nostro territorio. Non essendo la nostra una zona endemica, il virus ha un'origine sicuramente autoctona.
Vorrei, però richiamare l'interrogazione che aveva fatto il Consigliere Mastrovincenzo il 21 marzo 2024, a cui lei aveva dato la risposta a seguito di una circolare ministeriale che era stata emanata esattamente il 21 marzo dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria: un invito alle Regioni a predisporre tutte le misure previste dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi (PNA 2020-2025), atte a ridurre il rischio di trasmissione autoctona di virus Dengue.
In particolare, si raccomandava di potenziare la sorveglianza dei casi umani di Dengue su tutto il territorio nazionale, implementare tutte le azioni di bonifica ambientale previste, mirate a ridurre i siti di proliferazione e di riparo per le zanzare, provvedere alla predisposizione, previa programmazione, di misure locali di monitoraggio e di contrasto dei vettori, individuare, come da linee guida riportate, tutti i potenziali siti a rischio di introduzione di nuove specie di zanzare invasive e predisporre tutte le misure di sorveglianza e controllo, provvedere alla formazione e aggiornamento in tema di Dengue, così come altre arbovirosi, diretti al personale sanitario e agli operatori addetti, provvedere alle attività di una corretta comunicazione che aumentino la consapevolezza del rischio, in particolare nei luoghi pubblici, scuole, aree urbane, luoghi ricreativo-sportivi.
Non mi pare, dalle risposte che ha dato l'Assessore Saltamartini, rispetto alla circolare che era stata emanata dal Ministero e anche in considerazione della risposta che aveva dato al Consigliere Mastrovincenzo, che siano state messe in atto delle azioni.
È chiaro che il problema a Fano è stato di particolare rilevanza, poi i casi censiti sono soltanto una minima parte dei casi che sono stati in realtà verificati. Basta parlare con i medici di medicina generale che inizialmente avevano ipotizzato questa infezione, finché non è stato chiaro cosa fosse. Inizialmente erano state considerate come infezioni di tipo influenzale.
I contagiati sono stati un numero importante, presumibilmente non ci sono state risposte preventive adeguate rispetto alle indicazioni che aveva dato il Ministero.
Dopodiché, è chiaro che gli interventi che sono stati messi in atto sono stati quasi immediati, ma sicuramente tardivi, anche perché gli interventi fatti sulle uova che si possono trovare nei luoghi dove c'è acqua vanno fatti in modo preventivo.
La preoccupazione non riguarda la gestione della fase critica, nel periodo dell'infezione nel mese di settembre-ottobre che si è fermata grazie alle temperature che si sono abbassate, ma, sentendo il servizio veterinario, di fatto risulta che se le temperature non dovessero andare sotto i -10°, le uova delle zanzare potrebbero sopravvivere e -10° nelle nostre latitudini non si sono verificate mai negli ultimi anni. Possiamo immaginare che le larve, nella prossima primavera, potrebbero schiudersi e provocare un'estensione delle infezioni. E questa cosa è molto preoccupante, Assessore.
È molto preoccupante il fatto che coloro che sono stati colpiti dal virus, se contagiati dagli altri sierotipi potrebbero avere dei rischi molto elevati per la salute.
Se una persona ha avuto l'infezione in modo asintomatico, recandosi all'estero per un viaggio o per motivi di lavoro, non sapendo di essere stata contagiata, rischia di essere contagiata in luoghi dove c'è una diffusione importante di questo virus e rischiare anche la vita.
La cosa che le chiedo ulteriormente è che, di fatto, non abbiamo avuto una risposta: quali sono le azioni che la Regione sta mettendo in campo, soprattutto per la prossima stagione primaverile ed estiva, tenuto conto che gli interventi di disinfestazione sono tutti a carico dei Comuni? Riteniamo ci possa essere la possibilità di intervenire anche economicamente e finanziariamente per aiutare i Comuni.
Il problema è importante, vedrà impegnati i Comuni, soprattutto a partire dalla prossima stagione estiva, quindi avranno sicuramente bisogno di un sostegno della Regione dal punto di vista anche economico-finanziario perché, soprattutto i piccoli Comuni, se si trovano ad affrontare delle spese immediate e improvvise, non programmate, queste peserebbero sui loro bilanci, che sono sempre più stretti.
Dopodiché una battuta la faccio, poi interverrò quando parleremo della mozione: il famoso kit che ha messo in campo l'Azienda dei servizi della città di Fano, in accordo con il Comune, di fatto non ha assolutamente visto coinvolto il Servizio sanitario regionale, che non ne sapeva nulla. Questa la considero una cosa molto sbagliata, la ritengo anche molto grave, fuorviante rispetto anche ai problemi che i cittadini si sono trovati ad affrontare in un momento così complicato come quello della diffusione del virus. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche l'Assessore per le risposte che ha dato a queste quattro interrogazioni, anche se non ha risposto puntualmente a tutte le domande, perché con i tempi che abbiamo in questo Consiglio regionale siamo arrivati a discutere di questo tema a inverno già avviato ed inoltrato.
Comunque, ci tengo a dire lo stesso delle cose perché, a mio avviso, in tutta questa vicenda ci sono state sia delle sottovalutazioni che dei ritardi.
Ritardi innegabili, dato che le disinfestazioni massive contro la zanzara tigre sono state fatte a Fano un mese dopo i primi contagi, che non erano stati riconosciuti, perché il 15 settembre il focolaio era già sviluppato e contava 89 casi, un numero elevato.
Tutti questi numeri li ho presi dal bollettino epidemiologico del focolaio Dengue della provincia di Pesaro e Urbino che è stato redatto dall'ARS.
C'è stato un ritardo nel rilevamento del virus da parte delle strutture sanitarie e sicuramente è imputabile un ritardo, come diceva il Consigliere Minardi, nell'attuazione del protocollo, come ci invitava a fare invece il Ministero, con un relativo ritardo degli interventi di disinfestazione.
In effetti, quando è arrivato l'allarme dell'AST al Comune per la donna incinta di Centinarola, avevamo già 57 infetti nella città di Fano ed erano ricoverati 16 positivi. Il primo caso di ricovero era del 22 agosto. Abbiamo aspettato diverse settimane prima che ci si accorgesse che le persone erano malate di Dengue.
La disinfestazione non è vero che è stata tempestiva, è stata intempestiva, perché le informazioni sono arrivate tardi, ma questo perché nessuno proveniva da un Paese tropicale o subtropicale, quindi non si è dato troppo peso ai sintomi.
La comunicazione ai cittadini, che in questa situazione, come ha detto l'Assessore, hanno un ruolo attivo, è slittata purtroppo in avanti, perché sono stati fatti dei convegni e una campagna di comunicazione quando i numeri erano elevati.
Il kit era inadeguato, inutile che ci giriamo intorno, perché prevedeva un composto repellente a base di prodotti naturali. Ve li leggo: pepe della Tasmania, olio di avocado, camomilla, calendula, oli essenziali di lavanda. C'erano delle pasticche larvicide, ma era tardi per utilizzarle, poi uno spray lenitivo post puntura. Ditemi voi che effetto positivo poteva avere nell'evitare la diffusione di questo virus.
Sinceramente, anche i parchi e i giardini sono stati disinfestati tardivamente, sia i parchi pubblici che i giardini privati. In altre realtà, invece, i giardini privati sono stati disinfestati subito, nella nostra città questo non è avvenuto.
Un ritardo fortissimo nella bonifica del canale Albani.
Un'altra cosa che va sottolineata è che abbiamo fatto una figuraccia a livello nazionale anche con le due turiste fiorentine che si sono infettate venendo in vacanza nelle Marche, ma anche a livello internazionale per via del G7 Salute, che si è svolto, ahimè, proprio in quel periodo e ha avuto come protagonista la città di Fano, non certo in termini positivi.
Gli allarmi continui diffusi a mezzo stampa e sulle TV nazionali dai virologi e dagli epidemiologi di fama internazionale, che hanno schernito non solo la nostra città, ma anche la nostra Regione, sicuramente tanto bene non ci hanno fatto.
Questo è il quadro di quanto è successo.
Solo perché siamo arrivati all'inverno non tenterei di sottovalutarlo, perché il problema potrebbe benissimo riproporsi, anzi ci dobbiamo preparare ad affrontarlo. Si riproporrà molto probabilmente nella prossima primavera, quindi non possiamo in questo caso farci trovare impreparati. C'è bisogno di dare delle direttive e, anche qui, c'è l'Assessore Brandoni, prevedere delle risorse ai Comuni, soprattutto quelli piccoli, per affrontarlo al meglio.
Fano ha registrato tantissimi casi, qualche centinaio di casi, e purtroppo la situazione si è diffusa anche nel resto delle Marche, ne parlavamo la settimana scorsa proprio in quest'Aula. Sono state rese obbligatorie delle disinfestazioni anche in altre città. Da lì, purtroppo, si è diffusa nella nostra regione ma anche altrove, come dicevo prima. Grazie.
PRESIDENTE. Procediamo con la mozione n. 488, ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Presento la mozione. Ringrazio il Consigliere Cesetti, che mi ha chiesto gentilmente di illustrarla, e vorrei ringraziare anche il Consigliere Carancini, che è stato il primo a chiedere una riunione in IV Commissione, la Commissione che si occupa di sanità, per affrontare questo tema che ha visto poi un'audizione con i responsabili della sanità e del Servizio sanitario regionale, a partire dal responsabile dell'Azienda Sanitaria Territoriale n. 1 di Pesaro e Urbino.
È chiaro che il tema della Dengue, come abbiamo detto nella replica all'interrogazione, si è posto apparentemente all'improvviso, ma non va sottovalutato l'allarme che era stato dato in precedenza da parte del Ministero con una circolare e con una comunicazione ad hoc, specifica.
Gli interventi che sono stati fatti sono stati anche immediati, posto che poi in quei giorni si è generata nella nostra città un po' di confusione nella predisposizione delle ordinanze, che si sono dovute susseguite a causa del maltempo. Ma nel momento in cui c'è stato anche il G7 Salute, sicuramente non abbiamo fatto una bella figura, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, tenuto conto che è andata anche sul Times la notizia dell'infestazione di Dengue nella nostra regione, nel Comune di Fano. Tanto che anche autorevoli virologi hanno rilasciato importanti dichiarazioni, il virologo XY ha detto che il focolaio di Fano era paragonabile ad un incendio e sarebbe stato solo la punta di un iceberg, mentre il professor Bassetti ha parlato di sottovalutazione del problema e il professor Burioni ha scritto che un caso su venti può avere problemi molto gravi, e che quello di Fano poteva essere un focolaio sotto controllo.
Su questo credo, Assessore, credo che occorra fare una riflessione molto seria, perché quello che è accaduto, come è stato detto, è stato sicuramente la punta di un iceberg, ma la parte dell'iceberg che è ancora sotto l'acqua rischia di venir fuori fra qualche mese, ovvero nel momento in cui arriverà la prossima primavera.
Se non ci saranno i trattamenti con le disinfestazioni, a partire dalle larvicide e successivamente anche dalle adulticide, si rischierà, l’anno prossimo, di avere un focolaio, non come quello di quest'anno, che è avvenuto grazie a Dio a fine stagione, ma ben più importante.
L'appello che facciamo, e che è contenuto nella mozione, è quello di adottare i necessari provvedimenti affinché la Regione assuma direttamente responsabilità e oneri per la necessaria attività di prevenzione, ovvero fare un lavoro di coordinamento attraverso il Servizio sanitario regionale con tutti i Comuni delle Marche affinché si faccia attività di prevenzione, ovvero si facciano i trattamenti, ma non nel momento in cui vengono alla luce i casi, bensì in modo assolutamente preventivo, facendo in primis i trattamenti larvicidi, soprattutto nei tombini o nei luoghi dove c'è ristagno d'acqua.
Questa credo sia la prima cosa che, a nostro avviso, deve essere fatta da parte della Regione. Deve prevedere anche adeguate risorse nel bilancio della Regione Marche.
Nel prossimo mese andremo ad approvare il bilancio del 2025 e mi auguro e auspico che la Regione e la Giunta regionale mettano a disposizione risorse, in coordinamento con i Comuni, per affrontare questo tema delicato.
Non sottovalutiamo il problema, perché è vero che circa l'80% dei contagiati sono asintomatici, ma è altrettanto vero che gli asintomatici, proprio perché non sanno di aver avuto l'infezione, nel momento in cui si dovessero recare in luoghi in cui c'è una diffusione endemica del virus, rischiano di correre dei pericoli addirittura maggiori.
È dimostrato infatti che, a fronte del sierotipo 1, che abbiamo avuto nella nostra regione, il contagio da sierotipi 2, 3 e 4 espone al rischio di patologie molto più gravi. Se uno non sa di aver avuto la patologia è a maggior rischio, perché chi sa di averla avuta e di doversi recare in un luogo dove c'è una diffusione endemica del virus magari provvede a vaccinarsi, se invece non lo sa, la situazione è molto più rischiosa. Va aumentato il livello di guardia rispetto al controllo e alla prevenzione.
L’ultima cosa che voglio dire riguarda il kit: un provvedimento che definire ridicolo, è poco. Sentir dire che il Sindaco di Fano e il Presidente dell’Azienda servizi abbiamo lanciato un kit per combattere o prevenire la Dengue, per poi sentirli deridere non solo dal professor Burioni... Del resto sappiamo quali siano gli elementi all'interno del kit. Il professor Burioni ha detto che non conteneva principi attivi efficaci e che per i larvicidi era troppo tardi. Ha affermato che il kit antizanzare a base di menta e lavanda era del tutto inutile.
Oltre a quello che ha detto il professor Burioni, anche in IV Commissione Sanità i responsabili del Servizio sanitario regionale hanno detto che del kit non ne sapevano nulla, non solo, non erano stati coinvolti, come per dire che di questa cosa non ne volevano sapere niente.
Mi auguro che la Giunta regionale e l'Assessore prendano anche dei provvedimenti nei confronti di coloro che hanno diffuso notizie false e tendenziose, erano destinate a rassicurare la popolazione, ma si sono rivelate tutt'altro. Provvedimenti che ovviamente non possono essere coercitivi, ma del tipo: non fate più queste cose, perché rischiate di dare informazioni sbagliate alla popolazione.
Presento due emendamenti anche a firma dei Consiglieri che hanno sottoscritto la mozione. L'emendamento n. 1 “sopprime il capoverso: "ritenuto che la possibilità per i cittadini di ricorrere al kit anti Dengue". Questa parte viene cassata, credo che gli emendamenti siano stati distribuiti, e va tolta anche la frase: "e garantire comunque l'accesso gratuito al kit per la prevenzione", perché quando è stata presentata la mozione inizialmente c'era la consapevolezza che questo kit potesse avere un'efficacia rispetto al problema delle infezioni da Dengue, ma nei giorni successivi è emerso che era del tutto inadeguato.
Concludo la presentazione. Per sintetizzare, l'auspicio è: prevenzione, prevenzione, prevenzione. Si mettano in campo azioni di concerto con i Comuni per affrontare il problema dalla fine di febbraio, primi di marzo, come ci dice il nostro sistema veterinario, proprio per evitare che le larve, una volta schiuse, possano far nascere zanzare che possono essere infette, perché sono state deposte dalle zanzare del 2023.
Siccome le temperature non andranno sicuramente sotto i -10 °C nel nostro territorio, almeno questo di solito non accade, credo che sia utile e opportuno che questi provvedimenti di prevenzione vengano presi di concerto con i Comuni, sostenendoli anche dal punto di vista economico e finanziario.
I Comuni si troverebbero infatti in difficoltà ad affrontare un tema di questa portata, perché le disinfestazioni, non solo quelle larvicide ma anche quelle adulticide, dovranno essere effettuate, da quello che ci dice il sistema sanitario, almeno ogni 15 giorni. Capite bene quale impatto economico provvedimenti e attività di questo genere potrebbero avere nei bilanci dei Comuni, ma sono azioni che devono essere fatte a tutela della sanità e della salute pubblica. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Non posso non intervenire perché questa questione è stata anche analizzata all'interno della IV Commissione su richiesta molto tempestiva del Consigliere Carancini, in audizione, che è stata prontamente svolta con i dirigenti della Regione Marche, nell'ambito del Dipartimento di Prevenzione e della prevenzione dell'ARS, che hanno chiarito in maniera esemplare quali erano state le tempistiche degli interventi da parte della Regione Marche e, come correttamente riportato dall'Assessore, in concertazione con il Ministero della Salute, l'Istituto Superiore di Sanità e tutti gli enti preposti a gestire una tematica così grave e complessa.
Ci sono state delle forti rassicurazioni da parte dei dirigenti all'interno della Commissione, ma vedo che il Consigliere Minardi, forse in questo caso, era distratto, tant'è che la prima cosa che ha fatto quando è uscito dalla Commissione è stata quella di fare un post adducendo tutte le presunte mancanze che c'erano state da parte del Comune di Pesaro, da parte della Regione Marche, anche a livello di tempistiche. Cosa assolutamente, secondo me, inopportuna, perché si è ben guardato dall'andare a dire cosa hanno detto i dirigenti della sanità marchigiana in ordine a tutte le azioni che sono state tempestivamente proposte per porre un limite a questo gravissimo problema.
Mi dispiace non aver sentito, in questo caso, mai un ringraziamento, un riconoscimento nei confronti sia del Sindaco di Fano, sia del Dipartimento di Prevenzione dell'AST di Pesaro Urbino, perché voi dovreste anche riconoscere e sapere che già dal 27 ottobre non ci sono stati più casi di Dengue all'interno della provincia di Pesaro Urbino. Ma la voglia era talmente ghiotta di provare ad attaccare il Sindaco del vostro comune che non avete avuto nessun scrupolo a dire che questa mozione o queste interrogazioni erano superate.
Vi sarebbe convenuto riconoscere e dire quello che i dirigenti hanno detto in ordine alla prevenzione, alle azioni che stanno mettendo in campo, alla riunione che ci sarebbe stata a brevissimo con ANCI e con i soggetti preposti, e che la Regione Marche avrebbe anche valutato, eventualmente, l'ipotesi di aiutare i Comuni in ordine a questo problema.
Capisco che voi, in alcuni casi, vi ricordate più di essere Consiglieri regionali che cittadini della città di Fano, e questo mi dispiace in maniera molto importante, perché non è questo l'atteggiamento da tenere all'interno di un Consiglio regionale. Abbiamo dei ruoli istituzionali che presuppongono il fatto che le situazioni che sono state gestite bene debbano essere riconosciute. Non dovevate avere il coraggio di attaccare il Sindaco di Fano o il Dipartimento di Prevenzione, che si sono mossi in maniera perfetta, puntuale. Questo lo sapete benissimo, ma purtroppo anche l'avvicinarsi alle elezioni regionali ci porta a cercare ogni occasione per poter strumentalizzare tutto.
Ringrazio i soggetti preposti per tutto quello che hanno fatto, grazie ai componenti della Commissione Sanità, grazie al Consigliere Carancini, che ha richiesto l'audizione che abbiamo prontamente attivato, come sempre ci muoviamo all'interno della Commissione. Io di questo sono assolutamente... Siccome siamo sempre a contestarlo, ogni tanto conviene anche ringraziarlo per qualcosa. Se qualcosa di giusto fa, è giusto riconoscerlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Credo che non ci dobbiamo ringraziare, nel senso che noi siamo Consiglieri regionali, lavoriamo a livello politico e cerchiamo di fare gli interessi dei cittadini, magari con valutazioni e soluzioni differenti.
Per questo sono un po' dispiaciuto del taglio che ha voluto dare il Presidente della IV Commissione, Consigliere Baiocchi, su questo tema. Devo dare atto che, rispetto alla questione Dengue, immediatamente la IV Commissione, su prerogativa del Presidente, ha fatto sì che potessimo ascoltare gli esperti. Cosa mi lascia, diciamo, perplesso, Presidente Baiocchi? Che in realtà i temi di questa mozione e che ci coinvolgono sono due in questa vicenda.
Il primo è la vicenda in sé del virus, che è un tema molto serio e che probabilmente non si è esaurito con lo stretto lasso di tempo nel quale noi lo abbiamo affrontato. L'audizione, credo voluta da tutti, al di là di chi l'ha chiesta, era per la preoccupazione perché in quel momento, in particolare, il virus non era completamente “estirpato”, comunque neutralizzato, quindi abbiamo verificato, grazie alla struttura regionale, che le preoccupazioni in quel momento non dovessero esserci. Ringrazio i nostri…, perché credo che le azioni messe in campo, le indicazioni e gli indirizzi fossero positivi.
Però ho l'impressione che il Presidente Baiocchi non abbia colto in pieno il senso della mozione del Consigliere Minardi, che ha svolto e svolge un ruolo, direi, onesto. Perché il contenuto della mozione non è affatto polemico, a parte l'ultimo passaggio di cui poi dirò, perché lui pone un problema che credo sia il suo e di tutti, primi fra tutti del Presidente e dell'Assessore.
Quello che ci hanno detto gli esperti in quell'audizione è che a primavera, sperando che i tempi e il meteo siano nell'ordinarietà, questo problema rischiamo di ricorrerlo. Quando il Consigliere Minardi fa luce, cerca di mettere in evidenza questo tema, e non lo dico solamente per appartenenza, me ne faccio carico anch’io, come credo tutti quanti noi, perché è capitato a Fano, ma potrebbe capitare in qualsiasi altro posto della regione.
Quando si presenta una mozione di questo tipo, attraverso la quale si tenta di condividere una preoccupazione sotto il profilo sanitario, qui entra in gioco la mia critica, quello che non è accettabile è che ogni tipo di atto amministrativo, in questo caso una mozione dell'opposizione, debba essere abbattuto solo perché presentato dall'opposizione.
Credo che i toni, le parole, gli obiettivi e gli impegni siano compatibili per lanciare un messaggio di attenzione. Ma so anche dell'attenzione del Presidente Baiocchi su questo. Ecco perché dico che, da questo punto di vista, mi sorprenderei perché in quattro anni credo non sia mai capitato, al di là degli scontri più o meno radicali, che ci sia stata un'accettazione di una mozione così “pacifica” e condivisa nel merito, senza che questo possa in una qualche maniera passare come un attacco a qualcuno o a qualcosa.
Il virus è una minaccia che rischiamo, secondo quello che abbiamo ascoltato, di affrontare tutti e per questo dobbiamo aiutarci d affrontarlo. Ecco perché, francamente, mi aspetterei un voto positivo.
Il secondo elemento riguarda il kit. Qui dobbiamo essere seri e, nella considerazione degli stessi argomenti e di alcuni emendamenti che arriveranno dopo, mi chiedo: ma l'imbarazzo - erano presenti il Presidente Baiocchi, i commissari e gli auditi - di chi è stato audito sul tema del kit era evidente. Se avessimo potuto riprenderli, spalancavano gli occhi.
Che cosa fa specie? Indipendentemente da chi l'ha fatto, un Sindaco della Lega che stava qua, la sanità è una cosa seria, un virus è una cosa seria. Mi chiedo come sia potuto accadere che sia stato predisposto, ma soprattutto aver fatto credere, o comunque introiettato, nella consapevolezza dei cittadini, che quel kit fosse una cosa che avrebbe risolto. A me sembra una cosa abbastanza grave. Per questo credo che vada stigmatizzato, senza che si immagini un attacco, ad ogni costo, al Sindaco di Fano.
Ecco perché penso, spero, e ringrazio il Consigliere Minardi di questa attenzione, che la mozione possa essere approvata.
PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Dopo il Covid-19, dobbiamo fare i conti con queste pandemie. Dobbiamo cominciare a immaginare che la salute, così come l'abbiamo conosciuta, è sottoposta a tutta una serie di rischi e, tra questi rischi, vi è anche quello della zanzara tigre.
La seconda considerazione che voglio fare è che dobbiamo assolutamente cercare di capire che molto, su queste materie, deve essere fatto con un'educazione, con una cultura alla prevenzione, che non è solo quella che svolgono le amministrazioni sanitarie o le amministrazioni comunali, ma soprattutto quella svolta da parte dei cittadini.
Immaginare che chi va all'estero, in paesi a rischio, possa vaccinarsi per evitare di portare a casa, nella sua abitazione prima e poi nella sua città, il virus, potrebbe essere un modo per poter viaggiare nel mondo, così come potrebbe essere un modo intelligente quello di evitare i famosi ristagni, che sono i focolai attraverso cui la zanzara tigre si riproduce.
Sempre in uno spirito di leale cooperazione o di confronto tra di noi, dobbiamo anche immaginare il fatto che ormai il sistema nazionale scarica, se mi permettete, le abilità o le funzioni sui Comuni, che hanno la responsabilità diretta sull'igiene e la sanità a carattere locale; dobbiamo anche immaginare che sempre ai Comuni viene attribuita questa responsabilità, che non è quella che molto spesso viene confusa con l'organizzazione sanitaria. È una responsabilità in materia diretta di igiene e sanità a carattere locale, nella quale i Sindaci sono autorità sanitarie locali responsabili di queste materie.
Ora, io voglio dire, non in modo provocatorio ai Consiglieri: quando qui si viene in Regione, cosa fa la Regione ad aiutare il Comune di Fano o altri? Certamente, quando siamo stati Sindaci la Regione ci ha trasferito un sacco di risorse per affrontare questi problemi. Nel mio Comune il conto corrente veniva alimentato tutte le settimane, tutti i mesi, dalla Regione, che ci aiutava, e questo lo voglio dire non in modo provocatorio, perché la storia che la Regione, che ha la responsabilità della sanità, ha tutti questi fondi, è un percorso a ostacoli.
Il Consigliere Cesetti lo ripete sempre, la Repubblica è formata da Stato, Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane. Gli enti che formano la Repubblica sono finanziati con il trasferimento statale, perché in Italia le imposte, salvo quelle della tassa di circolazione, arrivano tutte a Roma e Roma poi le ridistribuisce, in Costituzione, secondo il pieno finanziamento delle attività attribuite.
Ora, cerchiamo di essere chiari su questo tema. Cosa possono fare i Sindaci di fronte a questa materia, se non concertare con Regione e Stato tutte le misure quando la manifestazione della Dengue si esplicita, si manifesta? Credo che per evitare che possa essere il Sindaco di Fano a dover rispondere di qualcosa… , questo, consentitemi, non lo dico al Consigliere Minardi, ai Consiglieri di Pesaro, ma portare nell'Assemblea regionale, i problemi locali o territoriali non va bene, perché questa è un'Assemblea regionale.
Mi sono permesso di fare questo esperimento. Probabilmente la nostra legge elettorale, mediante la quale siamo eletti in un collegio territoriale, è sbagliata, perché noi siamo Consiglieri regionali, dovremmo candidarci nell'intera regione, perché non solo l'Assessore ma i Consiglieri regionali non siamo qui a rappresentare il proprio Comune o la propria provincia.
Che cosa possiamo fare ragionevolmente, tenendo conto che lo Stato finanzia le materie attribuite ai Comuni, alle province e alle Regioni? Non è che i Comuni con quel finanziamento possono finanziare un'altra cosa, o le Regioni un'altra.
Abbiamo chiesto all'ANCI di fare un incontro con tutti i Sindaci per vedere cosa si poteva fare insieme e che cosa fare insieme con lo Stato, con il Ministero della Salute in particolare.
Consentitemi di dirvi anche un'altra cosa, perché non auguro a nessuno di vivere l'esperienza che abbiamo vissuto nella Regione Marche, avendo la responsabilità della sanità con il Covid-19, quando non c'erano il vaccino, gli anticorpi monoclonali, i posti letto in terapia intensiva.
Guardate, se non affrontiamo questa materia e quello che potrà succedere… Pensiamo semplicemente all'antibiotico-resistenza. Ormai c'è un abuso degli antibiotici, per cui, se è vero quello che dicono i virologi, ci sono delle patologie che non saremo più in grado di curare. Spero che questo non si avveri.
Facciamo un percorso a livello istituzionale, di cooperazione. L’ANCI, anche nella conferenza con i Comuni, con i Sindaci, con la Regione e con lo Stato, per vedere cosa possiamo mettere in campo.
Non c'è dubbio alcuno che i servizi di prevenzione ci sono. Io, per primo, ritengo che i servizi di prevenzione debbano prevedere delle misure preventive concrete perché questo fenomeno non si possa verificare. Ma immaginare che da primavera in poi, per evitare l'espansione di questi fenomeni, si cominci a irrorare le strade, le piazze, i giardini pubblici, gli orti e i giardini, con quali mezzi non lo so, con quali strumenti non lo so, perché non credo che i Comuni abbiano tutte queste tecnologie e tutte queste attrezzature. Non penso che neppure le imprese private abbiano queste tecnologie per irrorare questi luoghi dove si possa sviluppare. Penso che ci sia un modo per affrontare realisticamente, con i piedi per terra, questo problema.
Penso che la mozione sia più strumentale per mettere in luce il Sindaco di Fano. Sul kit debbo dire questa cosa: se il Sindaco è stato ingannato, probabilmente lo siete stati anche voi, perché l'avete messo in mozione. Quindi, secondo me, se possiamo uscire tutti insieme come Consiglio regionale per dire che insieme, amministrazione e Giunta, facciamo un programma serio su questo, sono a disposizione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ho lasciato al Consigliere Minardi l'intervento su questa mozione, però, diciamo, non posso esimermi, perché si è dedotto in quest'Aula che la mozione sarebbe un atto strumentale.
Valutate voi se è un atto strumentale, perché forse non ci dovremmo occupare di una questione del genere? Credo che quest'Aula si occupi dell'universo mondo, qui ci facciamo rientrare di tutto e di più, e non vogliamo farci rientrare una questione del genere, quando c'è la situazione della Dengue, che è una questione anche sanitaria, di prevenzione, dove c'è proprio una competenza specifica della Regione in materia di sanità? Penso che se ne debba occupare questo Consiglio regionale.
Tra l'altro, l'ho presentata, e voglio ringraziare chi mi ha invitato a questo tipo di intervento, tant'è che c'era chi, prima di me, già era intervenuto, come i Consiglieri Mastrovincenzo e Minardi, infatti, ho citato in questa mozione i loro atti. Dopodiché è stata corretta ed ho presentato due emendamenti.
Tra l'altro, credo che il Sindaco di Fano sia stato, semmai, lasciato solo su questa vicenda e, per quanto riguarda l'eventuale errore sul kit, che noi abbiamo citato, e lo rivendico…, ma poi abbiamo corretto con l'emendamento, perché del kit ha parlato anche il dottor Bassetti, che non possiamo ascoltare soltanto quando vogliamo, ne ha parlato il professor Burioni, dicendo che non era efficace e poi è stata...
(intervento fuori microfono).
PRESIDENTE. C’è un disguido tecnico, ho avvertito il capogruppo, parla lei ma compare ancora l'immagine...
Fabrizio CESETTI. Ma non è un problema. Penso che, a questo punto, conoscano sia me che il Sindaco di Fano che l’Assessore Saltamartini, che ci accomuna lo stesso anno di nascita e una stima reciproca, al di là di qualche frizione che talvolta c'è perché ricopriamo ruoli diversi.
Si citano le dichiarazioni del professor Bassetti, segno evidente... Solitamente non cito mai a caso, difficilmente mi capita, quasi mai, di parlare a sproposito, come cito il professor Burioni.
Se la Commissione, presieduta dal Consigliere Baiocchi, ha ritenuto di audire gli esperti per parlare del kit, va da sé che anche i membri della Commissione Sanità hanno ritenuto che quel tema andava approfondito, o no? È così, sennò perché sono stati auditi rispetto a quello? Questo per ristabilire un po' la verità, perché per fare i primi della classe ci vuole un percorso di studi.
Questa mozione è stata corretta, prendeva l'avvio da due atti, uno del Consigliere Mastrovincenzo e l’altro del Consigliere Minardi, e alla fine si impegna il Presidente e la Giunta regionale ad impartire le necessarie disposizioni per effettuare uno screening da parte della competente AST, per avere un quadro preciso delle persone venute in contatto con il virus.
E chi parla di screening di massa? C'è scritto, no? Va fatto un minimo screening, magari alle persone a contatto, ai familiari, non lo so. Io non sono un medico, non sono un tecnico, non sono neanche un addetto alla prevenzione, ma credo che qualcosa vada fatto, oppure possiamo dire di non fare nulla e aspettare l’arrivo la primavera, e tutto qui.
Lo ricordo e termino, abbiamo presentato due emendamenti, con uno si chiede di espungere il riferimento al kit anti Dengue del tutto, che è stato ritenuto inefficace, e con l’altro si chiede, al punto due del dispositivo, di espungere le parole: "a garantire comunque l'accesso gratuito al kit per la prevenzione", e si lascia soltanto: impegna la Giunta ad adottare i necessari provvedimenti affinché la Regione Marche assuma direttamente la responsabilità e gli oneri per la necessaria attività di prevenzione.
La Regione Marche deve assumere su di sé gli oneri e la responsabilità. Abbiate pazienza, se c'è la zanzara tigre che diffonde e c'è una sorta di “epidemia”, questa diffusione, di chi è la competenza? Del Ministero della Salute. Anche sul Covid è del Ministero della Salute, ma la sanità e la prevenzione sono una competenza concorrente, siccome la sanità è una competenza della Regione, la prevenzione in sanità è l'obiettivo principe dell'organizzazione sanitaria, quindi, è una competenza regionale - non lo dico a voi - altrimenti non si sa di cosa parliamo.
Se noi pensiamo che la prevenzione non sia una competenza della Regione, che teniamo a fare gli uffici di prevenzione? Io, che faccio il vaccino antinfluenzale, dove lo faccio Negli uffici di prevenzione dell'Azienda Sanitaria 4 di Fermo, l'ho faccio lì. È una competenza. Mica vado al Ministero della Salute o dal Sindaco di Fermo a fare questa attività di prevenzione.
Questa è una mozione assolutamente... non parla di screening di massa, ne potrebbe parlare, però non mi pare che questo sia il caso, perché mi sembrerebbe esagerato.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Sindaco di Fano, che si è attivato con assoluta velocità, certezza e competenza. È stato bravissimo. Non sembrava un Sindaco alle prime armi, capitato in una situazione che non gli era dovuta mai capitare, perché non aveva mai avuto un incarico di quel tipo. Voglio ringraziare, invece, il nostro direttore del Dipartimento di Prevenzione, che è stato bravissimo.
Vi risparmio tutte le questioni tecniche sul virus Dengue, sulla zanzara tigre, su cosa infetta, su come infetta, su cosa dà, però una cosa bisogna che ve la dica: noi parliamo di un'infezione assolutamente banale se colpisce un soggetto sano. È un'infezione che diventa pericolosa solo nei casi in cui il soggetto che la prende ha delle comorbilità importanti.
Abbiamo passato vicende clamorose come quella del Covid ed i Sindaci dalle nostre parti giravano con delle targhette con la scritta “No panico”, e poi sappiamo come è andata a finire.
Fare speculazioni politiche e strumentali su una vicenda come questa, che non assomiglia minimamente a una patologia di grande peso, mi pare un attimo eccessivo.
Dopodiché, se nella mozione diciamo che la Regione deve dare una mano a tutti quei Sindaci che non hanno risorse per fare le disinfestazioni, questo è un altro discorso. Nella nostra provincia conosco tantissimi Sindaci che non hanno fatto una minima disinfestazione. Io ho fatto il Sindaco per 10 anni e vi assicuro che, almeno una volta all’anno, nel mio Comune, pagata col bilancio comunale, facevo la disinfestazione.
Devo dire che, per le difficoltà economiche che i Comuni hanno, ce ne sono una marea, anche nella nostra provincia, che non hanno fatto neanche una volta la disinfestazione.
Se vogliamo ragionare sull’aiutare economicamente i Comuni per poter fare questo lavoro, può essere un ragionamento. Però dico che le linee di indirizzo sulle malattie infettive le dà il Ministero della Salute.
È vero che il vaccino antinfluenzale lo fa il medico di base, ma è vero che quel vaccino antinfluenzale lo ha deciso prima l'OMS e poi il Ministero della Salute, che ha deciso di darlo gratuitamente a categorie e persone a rischio, per età, comorbilità e malattia.
Se noi vogliamo fare un passo avanti in tal senso, bisogna sensibilizzare il Ministero della Salute a fare un lavoro sulle malattie infettive in termini di prevenzione, mettendoci anche delle risorse.
Capisco che oggi non è facile. Con l'invecchiamento della popolazione c'è un bisogno impressionante di risorse che vanno verso la sanità, perché noi abbiamo tanti temi. L'Assessore Saltamartini lo dice continuamente: la sanità deve affrontare tanti temi di tipo sanitario, socio-sanitario, umano, etico. Sono tanti i problemi che deve affrontare il Ministero della Salute. Allora dovrebbe essere previsto un finanziamento ad hoc per fare prevenzione in questo senso.
Quello che può fare la Regione è, in Conferenza Stato-Regioni, parlare di questo tema e del fatto che arriva anche il virus Dengue, come arriveranno altri virus, e sarà così in futuro, sarà ripetutamente così. Quindi, cosa facciamo in termini di prevenzione? Come possiamo aiutare i Comuni anche dal punto di vista economico? Questo, Assessore, può fare la Regione.
Noi non riusciamo a garantire prestazioni e siamo sollecitati tutti i giorni su alcune prestazioni, parlo delle liste d'attesa, e voglio dire in questo momento, visto che ho la parola, che stiamo migliorando, Assessore.
Ho notato da diversi mesi che, in molte prestazioni di diagnostica strumentale e di visite specialistiche, stiamo riducendo in maniera sensibile le liste d'attesa. Glielo voglio dire così, proprio perché la vivo giornalmente. Oggi rispondiamo, parlo del nostro territorio, a risonanze magnetiche che davamo a tre mesi, sei-sette mesi, in una settimana. Sulle risonanze magnetiche che davamo a sei-sette mesi, un anno, adesso rispondiamo in un mese, un mese e mezzo, massimo due mesi. Vedo un sensibile miglioramento e glielo dico da addetto ai lavori. La gente quasi si meraviglia.
Su alcune diagnostiche strumentali, su alcune visite, stiamo facendo passi importanti e questo mi fa molto piacere, perché vuol dire che il grande lavoro che è stato fatto in questi anni, e che pare che sul territorio non sia accaduto, in realtà, un po' alla volta, comincia a fare anche dei passi pratici, sensibili, e lo vede anche il cittadino.
Dopodiché, io sono aperto a tutto, ma credo che il passo che deve fare la Regione sia proprio questo, sensibilizzare lo Stato in questo settore affinché i Comuni possano avere delle risorse per poter fare, in pratica, queste disinfestazioni, che gran parte non fanno per mancanza di liquidità.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. ha la parola, per replica, il Consigliere Minardi
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Voglio mettere in evidenza che il lavoro che è stato fatto in Commissione è stato utile, perché l'audizione dei dirigenti del servizio sanitario ha messo in luce una serie di problematiche ed ha messo nelle condizioni i commissari, che erano presenti, di conoscere la situazione direttamente da chi si è trovato a gestirla, con una serie di informazioni di tipo tecnico, forse il termine giusto è sanitario, per capire come stanno le cose. Ribadisco che il lavoro che è stato fatto in Commissione è stato utile e, siccome la competenza della sanità è regionale, anche se c'è una parte concorrente, è stato un passaggio importante.
Non abbiamo mai detto che il sistema dell'AST, il Servizio Prevenzione Sanità Pubblica, non abbia lavorato bene. Dal momento in cui si sono verificati i primi casi, il sistema sanitario, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'AST Pesaro Urbino e il suo staff hanno lavorato nel modo adeguato.
Noi abbiamo detto, nell’interrogazione e nella presentazione della mozione, che non avevamo riscontro rispetto alla circolare del Ministero del 21 marzo, che dava una serie di raccomandazioni rispetto ad un potenziale rischio di contagi di Dengue nel nostro territorio nazionale, quindi anche nella nostra Regione. Di tutte queste indicazioni che il Ministero ha dato non abbiamo avuto riscontro, se hanno avuto o meno una attuazione specifica.
La cosa, invece, su cui siamo stati estremamente critici è il tema del kit. Non si può andare a mettere in commercio il kit per la problematica della Dengue, il kit anti-Dengue, mettendo il pepe della Tasmania, l'olio di avocado, camomilla e calendula. Un kit che si è dimostrato inutile dal punto di vista scientifico. Non ce lo ha detto soltanto il professor Burioni, ma ci è stato detto anche direttamente in Commissione, tant'è che abbiamo capito perfettamente che il dirigente del servizio sanitario della nostra Regione ha preso le distanze, perché non ne condivideva affatto il contenuto.
Non abbiamo attaccato il Sindaco di Fano per l’intempestività. Sappiamo che ha fatto di tutto per essere tempestivo rispetto alle disinfestazioni che, nel momento in cui è venuto fuori il problema, andavano fatte. Forse il problema era a monte, nel fatto che le disinfestazioni non sono state fatte adeguatamente in via preventiva.
Detto questo, noi abbiamo criticato il Sindaco di Fano e l'AST per l'inefficace kit che è stato messo in vendita, creando delle aspettative nella popolazione che non potevano essere evase rispetto ai contenuti dello stesso.
È sicuramente un problema sanitario. L'appello che facciamo, e che abbiamo fatto anche nella mozione, è quello di coinvolgere i Comuni, cercando di far sì che possano avere anche un sostegno dal punto di vista finanziario rispetto alle potenziali infezioni che potrebbero accadere a partire dalla prossima primavera.
Poi il richiamo che facciamo è quello dell’informazione, siccome l'80% dei positivi, di coloro che sono stati contagiati, sono solitamente asintomatici, il rischio è che, qualora si dovessero recare in posti dove c'è una situazione endemica, di essere contagiati di nuovo da un sierotipo magari diverso, rischiando molto di più dal punto di vista delle conseguenze per la salute.
È su questo che insistiamo, perché si faccia una informazione che riguardi non soltanto i turisti, ma anche le persone che vanno fuori per lavoro, tenuto conto che...
PRESIDENTE. Sono stati distribuiti due emendamenti, che io in questo momento non ho. Il primo emendamento è presentato dal gruppo consiliare PD: “Il punto del ‘Ritenuto che” della mozione sostituito da seguente: ‘gli esperti auditi in IV Commissione hanno dichiarato l'assoluta inefficacia del kit anti Dengue”.
Il secondo emendamento: “Al secondo punto del dispositivo della mozione le parole ‘e garantire, comunque, l'accesso gratuito al kit per la prevenzione’ sono soppresse”, anche questo presentato dai Consiglieri del gruppo del Partito Democratico.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non sono emendamenti presentati oggi, per la verità, concordati con il Consigliere Minardi molto tempo fa, quasi immediatamente dopo, appena la mozione è stata calendarizzata in Aula.
Gli emendamenti sono l'uno la conseguenza dell'altro, perché si dà atto dell'ottimo lavoro che è stato svolto in Commissione, dopo che opportunamente il Consigliere Carancini ne aveva chiesto l'audizione degli esperti, i quali hanno dichiarato l'assoluta inefficacia del kit anti-Dengue. Noi siamo stati conseguenti e abbiamo espunto questo fatto dalla mozione.
Una mozione, però, che voglio ribadirlo, poi non interverrò più, non si può dire che sia stata presentata per attaccare il Sindaco di Fano, strumentalizzare. Ma che scherziamo?
Addirittura, prima degli emendamenti, in questa mozione si dava atto…, si riportavano, a me è stato chiesto esattamente, le dichiarazioni del professor Bassetti e del professor Burioni. Questo viene fatto in questa mozione.
Non è “un attacco” al Sindaco di Fano. Se la leggete bene, non può essere revocato in dubbio che questa mozione, nella situazione data di allora, semmai era un sostegno al Sindaco di Fano, perché, qualora il kit fosse stato efficace, la diffusione doveva essere garantita.
L'attività di prevenzione, da Comune e Regione, come dice il professor Bassetti… Riporto le dichiarazioni del professor Bassetti, non sono le mie, che ha detto: “Qualcosa a Fano non ha funzionato nella disinfestazione e non si può chiedere al cittadino di spendere 15 euro per acquistare i kit. In un sistema sanitario nazionale forte come il nostro, l'attività di prevenzione deve essere svolta da Comune e Regione”. Anche il professor Bassetti riteneva che il kit potesse essere efficace in un primo momento, non lo dovevo ritenere io che faccio politica, abbiate pazienza. L'ho scritto qui, virgolettato, poi gli esperti hanno detto che non funzionava e l'ho espunto.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Insisto nella linea che avevo sostenuto in precedenza, quella di augurarmi e sperare che la mozione venga approvata.
Dispiace anche a me che l'intervento del Consigliere Cancellieri, in una qualche maniera, utilizzi un fatto inesistente. Non c'è un solo attacco nella mozione contro qualcuno. È sufficiente leggere la mozione del Consigliere Cesetti, perché di questa mi pare che parliamo e, paradossalmente, mi viene da dire che nella premessa c'è scritto: la possibilità per i cittadini di ricorrere al kit anti-Dengue per la prevenzione deve essere garantita dal Servizio sanitario regionale senza alcun onere.
Il Consigliere Cesetti, in un momento in cui non aveva, diciamo, conoscenza della situazione, come non l'avevamo tutti, perché anche in Commissione avevamo chiesto: se c'è un kit, facciamo in modo che questo venga garantito a tutti quanti.
Non c'è nessun tipo di attacco. Introdurre nella nostra discussione l’attacco al Sindaco di Fano non c'è, non esiste. Basta leggere.
Ho ascoltato l’Assessore Saltamartini con attenzione. L’Assessore, in una qualche maniera, cerca di spostare il baricentro. Qui non si chiede niente altro che, lo dico da ex Sindaco, la Regione Marche possa aiutare i Sindaci. Per esempio, dico io, mi aspetterei, attraverso una serie di linee direttive, di indirizzo, indicazioni su come i Sindaci devono muoversi da qui alla primavera, quali azioni devono essere messe in campo, informazioni.
Quello che dice lei è talmente vero che l'informazione non è percepita dai cittadini. Quello che lei dice stamattina, che per le persone sane non vi è alcun problema, non lo sa nessuno. Ecco perché dico che l'attività di prevenzione, come sostengo da tempo su tutti i temi, è fondamentale.
Quindi nella risposta dell’Assessore Saltamartini mi sarei aspettato proprio questo. Quello che rispetto all’ANCI…, quello che ci si sarebbe attesi, senza polemica.
Discutiamo di un tema che domani potrebbe essere un problema per i marchigiani, un pezzetto di problema. Siccome si tratta di prevenzione, probabilmente la Regione - attraverso gli esperti e il proprio Dipartimento - dovrebbe, forse, dico io, ma non sono in grado, dare delle linee di indirizzo, discuterle con i Sindaci e, qualora fossero necessarie mettere delle risorse. Ma, se non fossero necessarie, perché molto spesso è sufficiente l'informazione, basterebbe, per esempio, che i Sindaci potessero mettere in campo iniziative in alcune zone, perché magari quel tipo di virus si diffonde in determinate zone.
Ecco perché penso che noi creiamo una mozione completamente diversa da quella che, invece, costruttivamente, il PD ha presentato.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Reputo gli emendamenti che hanno presentato i colleghi del PD quanto mai opportuni perché, in effetti, quando ho letto questa mozione, un po' sono rimasta sorpresa, perché già la polemica sul kit anti-Dengue a Fano imperversava.
Vorrei anche dire che leggo un buonismo da tutte le parti. Qualcosa non ha funzionato. Se non ce lo diciamo tra di noi oggi qui, che ci stiamo a fare? Qualcosa non ha funzionato, perché da quando c'è stato il primo ricovero per questo virus a quando è stato riconosciuto, a quando è stata fatta la disinfestazione, sono passate settimane importanti.
Quando finalmente il Comune di Fano ha deciso di fare la disinfestazione dei giardini pubblici, sono passate altre settimane. Nel frattempo i numeri crescevano. Ce lo vogliamo dire o no? Mi dispiace che non ci sia l’Assessore Saltamartini. Non è l’intento di voler attaccare il Sindaco di Fano né di portare problematiche fanesi in Consiglio regionale quando dovremmo parlare di tutt'altro. Ma il fatto è che è stata un'epidemia che ha avuto un impatto nazionale, anzi internazionale, perché a ridosso c'è stato il G7 nella nostra Regione. Ce lo vogliamo dire o no?
Scusate se insisto, però secondo me qualcosa è sfuggita. Anche perché sul famoso kit la stessa amministrazione di Fano è poi intervenuta dicendo: abbiamo sbagliato la comunicazione, i prodotti sono intercambiabili. Se qualcuno vuole un prodotto con sostanze chimiche più efficaci può chiedere di cambiarlo pagando una differenza di prezzo. Un po’ di confusione, purtroppo, c'è stata e l'abbiamo pagata a livello di immagine.
Detto questo, voterò a favore degli emendamenti e della mozione del gruppo PD.
Seppure non lo dovrei dire io, ma lo dovrebbe dire la maggioranza, ritengo che almeno, da quello che so, il primo punto sia stato fatto: lo screening nei confronti delle persone - così come chiedeva il Ministero, ed era una delle mie domande – dei conviventi e dei familiari, a me risulta che nelle Marche sia stato fatto. L’Assessore non ha risposto, però ho letto tutti i bollettini che sono usciti dalla Regione, sono stati analizzati…, non c'è scritto in modo massivo.
L'altra domanda era quella sulle trappole...
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Diamo un minuto in più alla Consigliera Ruggeri, prego
Consigliere Cesetti, Consigliere Cancellerei vi prego di attenervi al rispetto e di far parlare.
Prego, Consigliera.
Marta RUGGERI. Per quanto riguarda l’altra domanda, che non è stata evasa dall'Assessore, anche se era stata fatta in maniera puntuale, la risposta l'abbiamo avuta sempre dai bollettini che uscivano dalla Regione: nelle trappole per le zanzare, mentre all'inizio si trovavano zanzare malate, adesso sono settimane e settimane che non si trovano più.
Queste sono tutte cose che ci devono tranquillizzare, ma l'attenzione la dobbiamo tenere alta per i prossimi mesi, sennò va a finire che ci ritroviamo in una situazione analoga.
Secondo me la mozione del PD è sostenibile, la potreste votare anche voi, perché il primo punto è già di fatto evaso; il secondo, dagli interventi che ha fatto anche la maggioranza, mi sembra di capire che lo condividete. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Continuate a spostare l'attenzione su questo benedetto kit, ma l'oggetto della Commissione sanità che abbiamo tenuto non è stato in alcun modo il kit. È stata fatta una relazione generale, globale, sullo stato della Dengue, sulle misure che erano state prese dall'AST e dalla Regione Marche. Il tema è stato, a livello strumentale, tirato fuori dal Consigliere Minardi e dal Consigliere Carancini, che hanno posto una domanda ai tecnici della Regione, che hanno risposto. Andare a inserire e contestualizzare tutto questo problema su un kit che è stato fatto dal Comune di Fano, dove è stato detto che la Regione Marche non c'entrava nulla, mi sembra assolutamente pretestuoso.
Rimango nel merito contrario a questa mozione, perché continuate a parlare di screening, dove chi era presente alla Commissione si ricorderà sicuramente, mi corregga il Consigliere Minardi se sbaglio, che ha posto una domanda al Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'AST Pesaro Urbino in ordine allo screening e al dirigente del settore Prevenzione ARS della Regione Marche, che hanno risposto, e sono dei tecnici. Magari un avvocato come me può dire una cosa non corretta, che non era sicuramente consigliata e opportuna secondo le linee guida del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità. State proponendo una cosa che è totalmente contraria a quella che i nostri dirigenti hanno proposto. Siccome noi ci fidiamo dei nostri dirigenti, siamo assolutamente contrari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Due questioni. La prima: lo screening ha una platea e la platea, quella del colon retto, non è la stessa platea del papilloma virus, quella della mammella non è la stessa del colon retto. Ogni screening ha una platea.
È del tutto evidente che la platea non è l'intero mondo, o è totale o è tutta la popolazione di Fano. La platea la stabilirà chi la deve stabilire e sarà stabilita da un tecnico, ma non potrà essere corrispondente all'intera popolazione di Fano; sarà ristretta a chi ha avuto dei comportamenti a rischio, vedi viaggi, come è stato anche accennato.
Altra questione è la correzione… in maniera semplice, il punto della mozione in cui si aggiunge: dopo che gli esperti auditi in IV Commissione hanno dichiarato l'assoluta inefficacia del kit anti Dengue. Ma questa è una cosa che noi avevamo proposto nella mozione e, siccome noi avevamo proposto il kit, lo ritenevamo una cosa efficace; ma i tecnici ci hanno detto che non lo è, correggiamo la mozione cassando le parole: “garantire l'accesso gratuito al kit per la prevenzione”.
Noi abbiamo chiesto alla Regione che si facesse promotrice di dare il kit garantito a tutti. Avendo saputo in IV Commissione che non serve a nulla, chiediamo di togliere la frase che dispone, perché è nel dispositivo, di garantire a tutti il kit. Penso di averlo chiarito. Vi dovete spiegare dove c'è un attacco a qualcuno. Secondo me è una presa d'atto di un errore, di non perfetta conoscenza del funzionamento del kit e dei contenuti anche farmacologici e, ascoltati i tecnici esperti, si torna indietro e si dice: non dovete dare più il kit gratuito. Regione, abbiamo sbagliato, abbiamo ascoltato e diamo retta ai tecnici che abbiamo audito in IV Commissione, quindi, cassiamo la richiesta di dare il kit gratuito a tutti. È una cosa coerente, normale, non è un attacco a nessuno. Se lo vogliamo leggere così com'è; se poi lo vogliamo interpretare, l'interpretazione è la cosa più soggettiva del mondo, in re ipsa.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. Per aggiungere alcune considerazioni, anche alla luce dell'audizione che abbiamo fatto in IV Commissione con gli esperti.
Quello che si imputa un po' alla politica del Partito Democratico, senza personalizzare Consigliere per Consigliere, è un po' un approccio che noi troviamo strumentale quando ci sono questioni emergenziali, come quella della Dengue, dove sembra che si vada un po' a caccia dell'errore o del passo falso per poter colpire. In questo mi permetto di interpretare le parole dell'Assessore, che non ha certo bisogno di essere interpretato, però, come le intendo io, si va un po' a caccia di una sorta di errore, si gioca un po' sulle parole. In realtà, l'approccio della Commissione è sempre stato quello di massima partecipazione e collaborazione, infatti, la richiesta di audizione è stata immediatamente accolta.
L'altra questione fondamentale, dove mi pare che chi mi ha preceduto, ma anche l'Assessore, ha detto che si sta facendo, ed era venuta fuori anche quel giorno dell'audizione, è un percorso con l’ANCI e con i Comuni, relativo al fatto che il tema della prevenzione, sul quale mi pare molti Consiglieri anche del Partito Democratico abbiano insistito, è delicato e complesso.
Il giorno dell'audizione dei tecnici mi sono permessa di intervenire, anche portando l'esempio del Comune di Macerata. Il Comune di Macerata e, mi pare, il Comune di Pesaro hanno un veterinario assunto a livello di Comune, hanno istituito un ufficio e hanno fatto un'azione di prevenzione e di informazione.
La Dengue c'è sempre stata, non è una novità di questo periodo, e ne abbiamo parlato. Il Comune di Macerata ha fatto una campagna informativa a riguardo, per esempio per l'acqua dei sottovasi, ma non vorrei neanche che sulla questione della disinfestazione - di cui si è parlato anche quel giorno in Commissione – riponessimo molte iniziative e molte aspettative che possono, invece, andare fallite. Questo relativamente anche al fatto che, per esempio, se facciamo la disinfestazione in un determinato momento e il giorno dopo o tre giorni piove… Noi sappiamo perfettamente che quella disinfestazione non produce gli effetti desiderati. È un tema complesso e complicato quello della prevenzione.
Chiudo con un'altra questione, un chiarimento su cui la Consigliera Ruggeri ha insistito, ossia il fatto che si è fatto fatica a capire che si trattasse di Dengue. Sì, l'hanno detto espressamente i tecnici in Commissione: hanno fatto fatica perché le prime persone infettate non erano state in nessun modo all'estero e non si pensava proprio a quel tipo di patologia. Su questo io, invece, voglio ringraziare non solo tutti i sanitari, ma tutti coloro che comunque hanno gestito quella fase emergenziale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. In una trasmissione simpatica, mi hanno fatto una domanda: qual è l'ultimo libro che ha letto il Consigliere Cesetti? Io ho risposto che ho poco tempo per leggere, molto per studiare. Questo è il mio problema, però credo che diventi anche il problema di chi non studia.
Il primo punto di questa mozione: “Impegna il Presidente della Giunta ad impartire le necessarie disposizioni per effettuare uno screening da parte della competente AST per avere un quadro preciso delle persone venute in contatto con il virus”. Queste parole sono state dette dal professor Bassetti, riportate dalla stampa, dal Resto del Carlino, il 2 ottobre, dove dice che sarebbe utile uno screening da parte di AST per avere un quadro preciso delle persone venute in contatto con il virus.
Io l'ho copiato di sana pianta perché, riconoscendo di non essere un tuttologo ma di studiare, mi è stata sottoposta la questione - tra l'altro, di Fano si occupano il Consigliere Minardi e la Consigliera Vitri; io mi occupo della mia provincia solitamente – mi era stata sollecitata da una persona, mica si può neanche lasciare solo il Sindaco. Infatti, come vi ha spiegato anche per mio conto il Consigliere Carancini prima, in questa mozione non vedete neanche un accenno di critica al Sindaco di Fano, se non di sostegno.
Viene fuori. “Dengue a Fano, infezioni fuori controllo, Fano diventa un caso nazionale”, tant'è che intervistano i professori Burioni e Bassetti ed io riporto esattamente nella mozione le loro parole. Se il professor Bassetti, che è un infettivologo, dice che sarebbe utile uno screening da parte di AST per avere un quadro preciso delle persone venute a contatto con il virus, debbo ritenere che sia possibile e necessario questo screening e l'ho scritto di sana pianta nella mozione, con le parole del professor Bassetti, che smentiscono quello che ha detto poc'anzi il Consigliere Cancellieri, che tra l'altro stimo moltissimo. Tant'è che se ho qualche dubbio sulla salute, io ricorro al Consigliere Cancellieri prima di altri. Sotto Covid, prendevo il telefono e lo chiamavo. Perché lo faccio? Perché mi è simpatico? No, assolutamente, perché lo stimo e ne apprezzo la professionalità e la preparazione.
Oggi mi dice che non so che significa lo screening, io lo so perché l'ho ripreso dal professor Bassetti, ed è questo che chiedo. Poi ve l'ha spiegato la Consigliera Casini, un conto è lo screening per il colon retto, un conto lo screening per il papilloma…, ma questo è.
Dice anche il professor Bassetti che bisogna eliminare... Anche il professor Burioni parla di “situazione fuori controllo e le infezioni come minimo sono il doppio, molto più del doppio”.
Si parla di attività di prevenzione. Si parla che l'attività di prevenzione… è così, e non può non essere anche a carico dell'azienda. E poi, quando dice: “Adottare i necessari provvedimenti affinché la Regione assuma direttamente la responsabilità degli oneri per le relative attività di prevenzione”. Tra le attività di prevenzione, ad esempio, rientra quella che in cui il servizio competente dell'AST - che è regionale - invita il Sindaco ad adottare i provvedimenti urgenti di propria competenza, poiché la disinfestazione è un’attività di prevenzione. Disporre, ordinare o invitare il Sindaco ad effettuare la disinfestazione, anche quella è attività di prevenzione, perché ti dico quello che devi fare, come devi esercitare le competenze per prevenire un caso che potrebbe andare fuori controllo e diventare un caso nazionale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Non entro nel merito del kit perché penso che, quando un Sindaco è alle strette e trova situazioni, specialmente di fronte a patologie infettive, si possa anche spaventare. Qualsiasi soluzione ti propinano uno la accoglie, anche da un punto di vista scientifico, ma anche in maniera impropria. Questo può essere successo anche in questo caso, però non voglio parlarne.
Mi rivolgo alla Consigliera Ruggeri. Non è facile fare diagnosi inizialmente di una malattia infettiva. Noi qui oggi potremmo avere incubato il virus della Dengue, come avremmo potuto avere già incubato il virus influenzale. Per quanto facciamo prevenzione, spendiamo sacchi di soldi, tanti soldi, con le vaccinazioni per fare la prevenzione per l'influenza, noi abbiamo una sindrome influenzale molto rappresentata, con tanti focolai di polmonite, anche in questa fase. È difficile inizialmente fare diagnosi rispetto a una malattia infettiva o rispetto a un'altra.
Nella fattispecie, prima di arrivare alla diagnosi di Dengue, già magari c'erano diversi casi in giro, molti erano asintomatici e si pensava a una banale influenza. Dopodiché, quando il Dipartimento di prevenzione ha accertato che si era di fronte a quel virus, il Comune si è dovuto attivare per fare la disinfestazione specifica per quel virus. È chiaro che passano delle settimane, ci si deve organizzare.
Il Sindaco di Fano, secondo me, ha lavorato bene. Ho pensato di essere nei suoi panni e, secondo me, ha lavorato il più celermente possibile, aiutato dal Dipartimento di prevenzione.
Se vogliamo fare prevenzione, siccome quest'anno si suggerisce di fare disinfestazioni già da marzo-aprile, come hanno detto il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'AST Pesaro Urbino e il Dirigente del settore Prevenzione ARS della Regione Marche, allora, dico che durante l’estate il Comune di Fano avrebbe dovuto fare una disinfestazione importante. Non so se l'hanno fatta. So solo che molti Comuni dell'interno non hanno fatto uno straccio di disinfestazione per problemi economici.
Io sono sensibile solo a un fatto rispetto a questa mozione: che i Comuni vengano aiutati in qualche modo da qualcuno, da un punto di vista economico, per fare disinfestazioni. Io solo su questo sono d'accordo.
Dopodiché, Fano un po' di screening l'ha fatto. I donatori, sia quelli di Fano che quelli di Pesaro, sono stati controllati; molti familiari intorno… ecco la platea di cui parlava la Consigliera Casini, ma uno screening su una malattia infettiva lo potresti e lo dovresti fare allargandolo a tutta la popolazione. Quanto ti costa e quanto tempo ci vuole? Per sapere se hai gli anticorpi contro la Dengue, per sapere se hai avuto un virus che nell'80% dei casi è anche banale. Magari molti di noi l'hanno già avuto.
Questo screening in maniera generica… Bassetti dice che… Bassetti trovi i soldi. Qui parlano tutti. Questa gente ha parlato tanto, e ce lo ricordiamo, durante il Covid, un giorno dicevano una cosa e il giorno dopo ne dicevano un'altra. Siccome questa gente ha parlato tanto, a questa gente darei qualche consiglio. Io sono di quelli che respira miliardi di germi al giorno dentro all’ambulatorio, che, se avessi il microscopio elettronico, vedrei miliardi di germi che respiro per ore. A questi che parlano molto, gli direi di essere un po’ più saggi con queste uscite estemporanee, che il giorno dopo possono essere smentite dal punto di vista scientifico. Questa gente parla troppo. Questa gente che parla così dia una mano a trovare le risorse per fare la prevenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Per fare una precisazione al Consigliere Cesetti: il Dipartimento di prevenzione ha confermato in maniera inequivocabile che lo screening dei conviventi, dei familiari asintomatici dei casi confermati e probabili, risulta negativo. Quindi è stato fatto. Se intende quel tipo di screening lì, che era stato previsto dal Ministero, è stato già fatto. Viene meno anche l'oggetto dell'impegno della mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto contrarie alla mozione del Consigliere Baiocchi e del Consigliere Cancellieri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Acciarri.
Monica ACCIARRI. Grazie, Presidente. Contraria alla mozione perché… per dire, come hanno detto la Consigliera Casini, il Consigliere Cesetti e anche il Consigliere Minardi - e questo lo abbiamo capito anche dalle parole di Bassetti, che sono parole datate – la mozione aveva un senso in quel periodo in cui è accaduto il fatto, tant'è che Bassetti diceva di fare uno screening a tappeto, perché eravamo in un momento di focolaio aperto e avevamo un problema concreto.
Lo screening, a cui faceva riferimento la Consigliera Casini, sull'HPV o su altre patologie è diverso: resta sempre attuale perché mira a prevenire alcune malattie. Durante un’emergenza virale, lo screening di massa ha senso se sei in pieno virus; come per il Covid, noi facevamo i tamponi in quel momento perché il Covid circolava.
Credo che qualcosa si possa scrivere e si possa fare anche in termini di più alta prevenzione anche su questa tipologia di cosa, ma è proprio fuori contesto, secondo me, questo tipo di mozione. Possiamo costruire, magari per la prossima volta, proprio per le questioni che riguarderanno la prossima estate o la prossima primavera, una cosa più congrua.
Questa è una mozione giusta, ma datata al momento di emergenza, e le cose che ha detto Bassetti o Burioni, che io ritengo giuste, erano riferite a quel momento di emergenza.
Su questo, secondo me, ma anche sulle proposte che fate, lo screening non ha senso farlo adesso. La gente ci dice che siamo pazzi. Fuori contesto, fuori momento virale, andiamo a fare lo screening. Ma di che cosa?
PRESIDENTE. Emendamento 488/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Minardi, Casini, Nora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 488/12a firma dei Consiglieri Cesetti, Minardi, Casini, Nora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Mozione n. 488. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Mozione n. 512
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Ruggeri, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri
“Reperimento delle risorse necessarie alla ricostruzione post-sisma 2022”
Interrogazione n. 1360
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri
“Risorse legge Finanziaria 2025 per ricostruzione dopo il sisma del 2022 che ha colpito la città di Ancona”
(abbinate)
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 512 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Ruggeri, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti, Minardi e Vitri e interrogazione n. 1360 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi e Vitri (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi. (
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Il 9 novembre 2022 due scosse di terremoto, una di magnitudo 5,7, l'altra di magnitudo 5,4, hanno colpito duramente la provincia di Ancona e quella di Pesaro Urbino. Un sisma che ha danneggiato 55 edifici, coinvolgendo circa 650 persone, di cui almeno 100 di queste sono sfollate, e ha colpito anche e non solo il capoluogo di regione, lo dico per provenienza, ma alcuni Comuni costieri come quello di Senigallia, tanto che il Duomo, ma lo porto solo come esempio, a tutt'oggi è un edificio chiuso nella città.
Questa calamità ha avuto fin da subito un iter molto particolare, se non eccezionale. Lo ricordo a me, per ricordarlo a tutti, ci fu una grande difficoltà nel dichiarare addirittura lo stato di emergenza. Ricordo che feci immediatamente un'interrogazione per sollecitare la dichiarazione dello stato di emergenza. Mi venne risposto da un collega che non dovevamo esasperare la situazione, perché avremmo potuto compromettere il turismo di questa regione. Ma poi è continuato. Ritengo che non ci siano esempi analoghi in tutto il territorio nazionale. Non è mai accaduto che, davanti ad un sisma, ad un'alluvione, davanti a una situazione così complicata, ci fosse il totale disinteresse del Governo e della nostra Regione.
È stato un sisma abbandonato, dimenticato e, a oggi, dopo 2 anni, siamo ancora in queste condizioni. E vi assicuro che non è finita. Lo dico anche con grande difficoltà, perché non si è mai visto che un Governo cittadino, regionale e nazionale non assumesse gli atti obbligatori, stato d'emergenza e risorse conseguenti. Invece così è accaduto.
Tante sono state le pacche sulle spalle e tante le promesse disattese da parte di tutte le istituzioni nei confronti, per esempio, del Comitato 707, che sin dall'inizio, con coraggio, necessità e dedizione, ha richiesto quell'aiuto normale che doveva essere conseguente agli atti, che invece, ancora oggi, non ha permesso loro di rientrare nelle case lesionate. Spesso non ci si può nemmeno rientrare per i sopralluoghi, per lo stato di dichiarazione di inagibilità.
Non da ultimo, lo ricordo – lo dico guardando il Consigliere Mastrovincenzo e la Consigliera Bora, che, insieme a me, sono stati anche molto attenti - la Giunta non è stata attenta, anzi disinteressata, analogamente a tutto il resto. Siamo stati attenti, come in questo caso, a non disturbarvi, perché sappiamo che siete anche abbastanza permalosi e abbiamo evitato di starvi sempre addosso, perché se poi, magari non venivano assunti i provvedimenti… perché era l'opposizione, la minoranza, noi, quelli che conoscono, quelli che stanno, quelli che si confrontano, che si erano assunti un tema.
Lo dico perché forse ho fatto il Sindaco di una città e dentro la città, in 10 anni, sono successe tante cose e so benissimo che se non te ne fai carico immediatamente, poi, trovare le soluzioni, risulta quanto mai complicato.
Il 22 maggio 2024 il Commissario straordinario alla ricostruzione Castelli rassicurava tutti. Era già passato oltre un anno. Diceva di non preoccuparsi, “Non abbiamo messo niente prima, ma ci siamo attivati, noi siamo bravi e nella prossima legge di bilancio troverete le risorse che servono”. E siamo ad oggi, nella legge di bilancio quante risorse ci sono? Zero.
Non so come non si possa avere rispetto delle persone che sono fuori di casa. Si può togliere tutto, ma non si può togliere loro la speranza. Del Duomo di Senigallia chiuso mi spiace, ma è uno dei tanti altri edifici. Ma le persone sono fuori di casa e ricordo, Consigliera Casini, che uno dei motivi della mia sconfitta, oltre la sanità, è stato quello del terremoto. Eravamo stati incapaci. Eppure, in quel terremoto del 2016, furono messe immediatamente le risorse per ricostruire la prima e la seconda casa, edifici pubblici e infrastrutture.
Perché lo dico? Nonostante quei provvedimenti fossero fatti con grande attenzione e in un tempo immediato, dopo 3 anni ancora non si vedeva assolutamente nulla, se non le macerie in giro. E questo il cittadino l’ha percepito come un ritardo incolmabile.
Oggi, senza mettere nulla, vuol dire che non è partito nessun iter, che non ci sono le risorse per la progettazione… Guardate, è una posizione certificata, ieri c'è stato il Consiglio comunale di Ancona e quando un gruppo, penso la Consigliera XY, ha posto il tema, l'Assessore, in maniera candida, ha detto che ancora non c’erano le condizioni per verificare, se gli edifici erano meritevoli dell'attenzione del Governo per mettere quelle poste necessarie in bilancio.
Quella tanto invocata filiera, in questo frangente, è perfetta: non lo vuole il Governo nazionale, non lo vuole il Governo regionale, non lo vuole nemmeno il terminale ultimo. Siamo a questo. Una decisione sbagliata, addirittura inumana, che non tiene conto della sofferenza delle persone, del rispetto e della loro dignità.
Con l'intero gruppo del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle abbiamo fatto l'ennesimo atto, una mozione che impegna il Governo regionale ad attivare la filiera al contrario, quindi fare un esame di coscienza, imporre al Governo quello che dovrebbe mettere, la quota a bilancio con un emendamento alla legge finanziaria, che spero venga votato all'unanimità.
Non c'è. Allora abbiamo attivato i nostri parlamentari, che hanno presentato a loro volta l'emendamento per ripristinare questo giusto percorso e almeno, lo dico parlando al Presidente, la cifra per consentire di avviare la progettazione. Se non progettano, prima che le opere vengano realizzate trascorrono 10 anni. Ma non lo dice il Consigliere Mangialardi perché è all'opposizione. Ve lo dice uno che ha esperienza su quel fronte e lo sappiamo che, se non si preme il tasto, quella burocrazia non la consuma nessuno. E a oggi siamo al tempo zero.
Diciamo pure nella mozione che il Governo si è dimenticato di voi - per fortuna che non si è dimenticato dell’Emilia-Romagna perché le promesse durano il tempo degli stivali infangati- quindi, mettete voi le risorse per la progettazione. Analogamente a quello che avevamo detto per l'alluvione del 15-16 settembre 2021...
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. La struttura commissariale sisma 2016 ha effettuato la rilevazione del danno, che è stata trasmessa al Ministro Musumeci. La proposta effettuata nella legge di bilancio, attualmente in corso di valutazione, è quella di assegnare la ricostruzione alla struttura commissariale sisma 2016.
Come noto, dal 2027 sarà utilizzabile un importo del fondo per la ricostruzione creato dal Governo, che potrà essere utilizzato anche per il terremoto di Ancona. A ciò si aggiunge che è stato presentato un emendamento alla legge di bilancio, a prima firma dell'onorevole XY, già per una prima copertura delle risorse necessarie a valere per l'anno prossimo, 2025.
Il grado di maturazione della manovra non consente di confermare e di rappresentare un atto definitivo, ma questa è la direzione nella quale Governo e Parlamento stanno lavorando. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio MANGIALARDI
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Assessore. È una risposta a dir poco imbarazzante, e penso che lei pure lo possa ammettere tranquillamente. Avevate promesso i soldi nel 2024, li avevate promessi nel decreto Milleproroghe, li avevate promessi nella finanziaria 2025.
Io ho assistito, Presidente, alle sue rassicurazioni nei confronti dei cittadini di Ancona e ho letto le sue dichiarazioni: stiamo sciogliendo il nodo. Era marzo di quest'anno. Così come le dichiarazioni del Commissario Castelli: stiamo arrivando a una definizione delle risorse da inserire nella finanziaria. E oggi ci dite delle risorse del 2027, 1,5 milioni di euro, che riguardano tutte le catastrofi che sempre più, purtroppo, coinvolgono il nostro Paese e ci parlate di un emendamento di un deputato di Ancona, di cui non ci specificate l'entità, e già questo è molto indicativo. Però poi, a nome suo, dite: il Parlamento sta lavorando. Non può certo l'onorevole XY a determinare l'entità dei soldi e soprattutto la volontà di un Governo e di un Parlamento. Serve un'azione istituzionale forte, che però ad oggi non c'è stata o, se c'è stata, è stata completamente inconcludente.
Presidente, lei è andato a Roma dal Ministro Musumeci - ci ricordiamo i comunicati – ha incontrato le famiglie che sono rimaste senza casa, eppure non si è mosso nulla. Il Commissario Castelli anche li ha incontrati, non si è mosso nulla. E non è possibile che il Sindaco di Ancona non riceva le famiglie che sono rimaste fuori casa.
Voi fate promesse che poi non sono mantenute e adesso mandate avanti un emendamento senza neanche dirci in quanto consiste la cifra che è in esso contenuta e, soprattutto, qual è la volontà del Governo, in particolar modo dei Ministri Giorgetti, Musumeci e della Presidente del Consiglio.
Trovo, e lo confermo, questa risposta davvero imbarazzante. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, che cosa deve dire? Ha ragione. Mi è nel cuore, perché se XY, che comunque rappresenta una forza di Governo, ha bisogno di fare un emendamento e non ha neanche contezza di quante risorse deve chiedere, quante rispetto alle esigenze, significa che siamo all'anno zero.
Se siamo all'anno zero, Assessore, la responsabilità è chiara di chi sia. Non la posso proprio dare a lei in questo momento, perché in data 22 maggio 2024 l'Ufficio speciale per la ricostruzione annunciava, con una nota stampa, che tanto piace all'Ufficio per la ricostruzione, visto che ne fa di media due al giorno, l'avvio delle ricognizioni. Una fase, questa dei sopralluoghi, che avrebbe dovuto terminare alla fine di agosto 2024.
Siamo a ottobre e, evidentemente e questa mancata fase ricognitiva, senza la quale anche il Governo, volendo, non potrebbe stanziare delle risorse, ha una responsabilità individuata in capo a chi ha detto che avrebbe fatto la ricognizione. Quindi è facile stabilire dove sono le responsabilità.
Queste 650 persone che sono fuori casa e che costano un CAS, a noi tutti cittadini…, i 55 edifici e queste persone, non possono essere risarciti soltanto con i 10 milioni di euro che sono stati messi a disposizione all'inizio, quelli che servono per le operazioni di Protezione Civile. C'è bisogno che i cittadini vengano considerati cittadini esattamente come quelli dell'altro cratere.
Questo ragionamento l'avevo già fatto per quello che riguardava l'alluvione, ma lì almeno una conta dei danni era stata fatta. Qui il fatto che sia stato individuato un soggetto che deve verificare, con le schede AEDES, quanti danni hanno avuto gli edifici e stabilire per quanto possano essere risarciti, quando si iniziano a presentare i progetti… Se non si hanno le risorse hai voglia al povero XY che fa l'emendamento.
Secondo me siamo ancora, dopo due anni, molto indietro, perché la prima cosa da fare è vedere quanti sono i danni, dove sono i danni e come possono essere usate le risorse.
Faccio un esempio. Per sistemare dal punto di vista sismico un condominio di 10 appartamenti ci vuole circa un milione di euro. Se noi, come Marche, ce ne abbiamo 10, voi capite che il paragone è improponibile.
Andrebbe sollecitato il Governo per mettere a disposizione delle risorse, ma principalmente andrebbe sollecitato chi deve…. E io leggo dall'interrogazione, perché manifesto la mia ignoranza rispetto a degli atti veri. Leggo sui giornali che l'Ufficio della ricostruzione che avrebbe dovuto, entro agosto, fare la ricognizione delle risorse.
Ora Assessore, lei che ha il bilancio, se dovessimo perdere, a causa della mancata individuazione del fabbisogno, delle risorse importanti per i cittadini, non sarebbe bella questa cosa. Perché io sfido qualunque Governo a mettere delle risorse, anche sull'emendamento XY, se non sa neanche quanti soldi servono. Non è serio.
Ricomincerei dalla base, che adesso va tanto di moda, da tutti i punti di vista, e vedrei quello che si può fare, anche con gli emendamenti, e penso anche gli onorevoli XX e YY saranno a disposizione per sottoscrivere. Credo questo.
Mi pare che stiamo all'anno zero. Avendo vissuto il sisma del 2016, noi, per carità, con tutti i nostri difetti, la conta dei danni, malgrado ci fosse un terremoto ogni 10 minuti che è durato per un anno, e il conto delle risorse che servivano li abbiamo fatti e non mi pare che siano state insufficienti. Sono diventate insufficienti oggi perché le usiamo, secondo me, per mettere a posto le chiese dei vari paesini, cosa che dovrebbe fare l'Istituto diocesano per il sostentamento del clero, o le utilizziamo magari, come è capitato, per il Festival dell'Aria. Mai oggetto fu più pertinente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sarò brevissimo, non ho molto altro da aggiungere se non due cose.
La prima è che ho appurato in cosa consiste l'emendamento dell'onorevole XY: consiste in 5 milioni di euro. Ed è evidente che è una clamorosa presa in giro, a fronte di una cifra che è stata dichiarata dal Commissario Castelli, non da noi, 450 milioni di euro, attualmente, per la ricostruzione.
Mettere genericamente 5 milioni di euro è un'offesa. Almeno abbiate il buon gusto di presentare un emendamento di larghe prospettive, di speranza, con cifre consistenti. 5 milioni di euro a fronte di 450 milioni, mancano 445 milioni. Ripeto: definizione del Commissario Castelli.
Mi aspetto, visto che la mozione contiene anche questa richiesta di impegno, che a questo punto ci sia un impegno concreto, lo chiedo a lei, che è l’Assessore al bilancio, per sopperire almeno alla prima fase, come ha detto prima il Consigliere Mangialardi, di questo processo che lunghissimo.
Sono passati due anni e siamo all'anno zero. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Penso che sia utile questo momento, quindi ringraziamo chi, insieme a noi, continua a portare il dibattito anche su questo tema, perché c'è bisogno di tenere alta l'attenzione su questo argomento, come su altri. Però, nel momento in cui lo si fa, bisogna ricordarsi sempre che noi qui stiamo parlando a delle persone di una cosa molto delicata.
Non credo sia molto utile sfruttare, utilizzare questo momento per fare delle polemiche sul Festival dell'Aria o sugli interventi alle chiese. Mescolare troppo le cose credo che, in una fase così, sia davvero improduttivo e indelicato nei confronti di chi ascolta.
Tuttavia, sfruttiamo questo momento per tornare sul fatto ed esprimere attenzione nei confronti delle famiglie coinvolte, che conosciamo bene, nome per nome. Non sono 650, come diceva lei, Consigliera Casini.
Quello che possiamo portare oggi di utile al dibattito sono notizie concrete, più che polemiche inutili. E le notizie concrete sono che è in corso quanto questa mozione va a suggerire. In realtà c'è una procedura che è già in corso. È in corso nei fatti e no nei propositi. E’ in corso negli atti, perché l'assegnazione alla struttura commissariale è una procedura che è in corso negli atti e l'emendamento al bilancio, a livello nazionale, è una procedura che è in corso negli atti.
Usiamo questo momento, però usiamolo per spiegare concretamente quali sono gli atti che si stanno mettendo in fila, cercando di comprendere tutti le difficoltà di mettere in fila atti del genere. Ricordiamo che un lavoro è stato fatto, si sta facendo in questi giorni e noi vogliamo aggiornare di questo lavoro che si sta facendo, passo, le famiglie coinvolte.
Sfruttiamo il momento per fare questo tipo di informazione, più che altro, e abbiamo fiducia. Questo gruppo, questa maggioranza, questa Regione hanno fiducia nel lavoro che si sta compiendo a livello di Governo centrale, che ha dimostrato attenzione, serietà e lavoro nei confronti dei nostri territori, dall'alluvione a tanti altri temi che ora non vado a citare.
Confidando in questo lavoro, noi siamo a fianco del Governo che sta andando in questa direzione con atti concreti e ci riproponiamo di interloquire con le famiglie, con il territorio, per monitorare passo passo i risultati che stanno arrivando. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino LATINI
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono passati 2 anni e ancora usiamo questo momento per dare informazioni alle famiglie che sono rimaste fuori casa. A me non sembra proprio quello che ci compete, ma ci compete fare tutto quello che è possibile per farle rientrare a casa, perché è questo quello che chiedono. E, come dice il Consigliere Ausili, hanno nomi, cognomi, storie e nessuno vuole negarlo. Anzi, da quello che sembra un volere comune, siamo tutti qui con i nostri parlamentari per vedere di proporre emendamenti, chi con una cifra, chi con un'altra, però la volontà politica sembra comune.
Quello che è chiaro è che servono soldi e i soldi ci sono. I soldi sono frutto di scelte. Quando i soldi ci sono, la politica sceglie dove indirizzarli. Io faccio parte di quel partito, insieme ad altri, che sa perfettamente che qui andrebbero messi i soldi e non certo i 5 milioni dell'emendamento di cui ha parlato l'Assessore.
Oltre a ringraziare il Partito Democratico, con cui abbiamo fatto questa mozione, che ho sottoscritto e che voterò…, la voterò per l'impegno a sollecitare il Governo nazionale, che mi sembra il minimo e mi sembra che tutti lo stiamo facendo. Anche perché, a mio avviso, bisogna che questa Regione, visto che siamo a ridosso dell'approvazione dell'assestamento e soprattutto del bilancio triennale dei prossimi anni che arriverà a dicembre, debba reperire delle risorse per far fronte alle mancanze del Governo nazionale, perché ad oggi, dopo 2 anni, ancora ci sono queste mancanze. Non è più possibile. Assessore, guardo lei perché i cordoni della borsa delle finanze regionali ce li ha lei. Mi auguro che la sensibilità enunciata a parole trovi un riscontro nei fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare i miei colleghi per questa mozione, perché ci sembra doveroso non solo fare il punto e informare, come ha detto poco fa il Consigliere Ausili, ma soprattutto sollecitare, visto che da quando abbiamo presentato un'interrogazione, circa un anno fa, io e l’attuale Sindaco di Pesaro, ex Consigliere, ho notato che purtroppo non è stato fatto nulla. Un anno fa, più o meno in questo periodo, chiedevamo di renderci conto degli interventi e avevamo tracciato anche un report in base a quanto avevano dichiarato i Comuni.
Pesaro, per esempio, aveva avuto 1,7 milioni di danni al patrimonio pubblico, Fano addirittura 8,3 milioni. Le risorse previste erano insufficienti e deduciamo che anche oggi questi 5 milioni aggiuntivi, che ha previsto l'onorevole XY, possano servire a ben poco.
Perché, al di là dei danni… Voglio elencarli brevemente: a Pesaro sono stati 147 gli edifici, tra scuole, teatri, chiese, cimiteri, sedi provinciali e comunali, in totale, in tutta la provincia, 62 milioni di euro di danni. 5 milioni serviranno a ben poco.
Ma soprattutto, al di là del patrimonio pubblico, per i privati non era stato previsto un solo euro. A giugno un decreto finanziario aveva annunciato 4.860.000 euro, ma ancora i privati, che hanno avuto dei danni nelle proprie abitazioni, non hanno potuto presentare nessuna richiesta.
La situazione in particolare era sentita nei Comuni di Pesaro e Fano, ma anche lungo tutta la costa. Con questi due atti oggi chiediamo, soprattutto, di sollecitare gli interventi e di fare in modo che le risorse non si limitino a questi 5 milioni, che avete appena annunciato, perché sarebbe come rispondere in ritardo ai privati, dicendo che per loro non ci sono risorse di alcun genere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Lo stimolo ad intervenire me lo dà il Consigliere Ausili e dico questo: lei è di Ancona, credo che il quadro dei danni che attualmente esistono in questa città, a seguito del terremoto del 2022, sia palese a tutti e io immagino anche a lei. Come si fa a fare un intervento privo di alcun riferimento e di alcun impegno, come ha fatto lei?
Mi sarei aspettato, francamente, grazie alla mozione e all'interrogazione della minoranza, un impegno . mi verrebbe da dire anche un impegno opportunistico - nel dire: "Farò in modo che arrivi al nostro parlamentare di riferimento l'impegno verso le persone terremotate". Lei questo non lo prende, dice genericamente il nulla e credo che vada evidenziato.
Lei non si interessa del tema dei terremotati di Ancona, questa è la sostanza, altrimenti avrebbe fatto un intervento diverso. Chiedo scusa, non voglio intervenire con l’Assessore Brandoni, con rispetto chiamo in causa il Presidente Acquaroli, perché qui le chiacchiere stanno a zero.
La domanda è: Presidente Acquaroli, c'è un tema relativo ai terremotati di Ancona? Sì o no? Presidente Acquaroli, c'è un tema di risorse, di quantificazione? Io non ho approfondito la questione, ho ascoltato i colleghi, che mi pare lancino un grido di allarme, di aiuto, un appello accorato affinché il Presidente della Regione, di fronte a una mozione-interrogazione come questa, si alzi e dica: "Cari Consiglieri regionali, ad Ancona c'è un tema sul terremoto. Abbiamo quantificato, o si presume si sia quantificato, il danno in 200 milioni - dico forse una banalità, perché il Consigliere Mastrovincenzo ha fatto riferimento a 450 milioni – la Regione Marche è in prima fila per chiedere al Governo nazionale un impegno preciso (credo che questo sia il minimo). Farò in modo, o meglio, mi impegnerò (adesso arrivo alla conclusione) affinché il tema dei terremotati di Ancona sia incluso, in maniera coerente e naturale, nel più ampio sistema della ricostruzione con il senatore Castelli”, che invece di finanziare i festival dell'aria o dell'umidità, dovrebbe occuparsi dei terremotati veri. E di fronte a un'Aula, direi, servito su un piatto d'argento, impegnarsi. Poi sappiamo tutti quanti che il Governo può assumere decisioni, anche da questo punto di vista, non perfettamente coerenti con le richieste, può programmare in più anni, ma dare un segnale a queste persone affinché il Governo riconosca loro una dignità. Io penso che il Presidente regionale, su un tema così importante, debba intervenire.
Lo dico, al di là di quello che si può credere, quasi solidalmente. Lo so che può apparire strano, ma solidalmente, perché il capo di questa Regione non può far finta, non può essere indifferente o non può restare in silenzio di fronte a una mozione come questa. Magari potrà dirci che la Regione o la Giunta si impegnerà a fare luce su questo tema, ma non può restare indifferente. Perché il messaggio che passa ai cittadini colpiti da questo problema è un messaggio pessimo.
E non crediate che complessivamente la politica debba necessariamente sfruttare… Penso, come è accaduto prima, che su alcune questioni, sul terremoto, sui danni che investono le abitazioni, le case delle persone, ci debba essere un'attenzione. Oppure, al contrario, si abbia il coraggio di dire che il terremoto di Ancona non merita l'attenzione del Governo e della Regione, che non ha la dignità di richiedere le risorse perché non ci sono stati danni. Qualsiasi giustificazione, ci si alzi in piedi e si dica questo. È quello che le chiediamo, Presidente, e le chiediamo anche di interpretare le parole dell'opposizione non sempre contro, preventivamente e pregiudizialmente, o in modo propagandistico contro di lei. L'opposizione fa l'opposizione e trasmette la voce di chi, qualche volta, capita, non è tutelato.
Guardi, Presidente, glielo dice uno che questa voce l'ha alzata anche quando al Governo c'erano i propri amici, chiamiamoli così. Non mi vergogno di dirlo, perché in talune situazioni questo avviene.
Le chiedo, su questo, una parola chiara, una parola di impegno o di disimpegno. Questo è il tema. Con il rispetto che ho per l'Assessore Brandoni, è il Presidente della Regione che deve rispondere su questi temi.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Non so se l'opposizione si rende conto di quello che sta dicendo. È stato già detto, ma lo ripeterò all'infinito: strumentalizzare questi argomenti è qualcosa di incredibile.
Voi parlate del Commissario Castelli, ma sapete benissimo, ecco perché ne parlate con questa acredine, che grazie a lui e grazie al Governo a guida della Presidente Meloni, da 2 anni a questa parte, la ricostruzione post-sisma del 2016 ha accelerato rispetto a quello che stava accadendo prima.
Parlate voi di sisma? Ma ve li ricordate i Commissari alla ricostruzione Errani e De Micheli, quando venivano a fare le passerelle e non si muoveva nulla? Non ricordo quante ordinanze siano state fatte in 3-4 anni, una cosa incredibile.
Quei territori li conosco e parlo con tanti amici che sono anche della parte vostra politicamente, mi capita di parlare anche con amministratori che sono di centrosinistra che però, in questo momento, ringraziano il Governo e il Commissario Castelli per il lavoro che stanno svolgendo su quei territori. Questo è un dato di fatto.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio. Consigliere Livi può continuare.
Simone LIVI. Ha detto il Presidente, Consigliere Carancini, che posso continuare, grazie per la concessione.
Il ragionamento che stava facendo prima il Consigliere Ausili è di buon senso, perché non viene in quest'Aula a promettere chissà cosa, viene in quest'Aula per un momento di confronto, come ha giustamente detto nel suo intervento.. È importante che ci sia questo confronto, anche laddove si possano trovare punti di discordia, che poi, in casi come questi, punti di discordia non andrebbero trovati, perché tutti abbiamo a cuore... Ma voi pensate davvero che qualcuno non abbia a cuore la situazione delle famiglie terremotate del Comune di Ancona? Non credo che ci sia qualcuno in quest'Aula che non l'abbia a cuore, però certamente i fatti sono quelli che esponeva prima il Consigliere Ausili.
La struttura commissariale del 2016 prenderà in carico anche questo terremoto. Quello che noi stiamo mettendo sul bilancio del 2025, noi nel senso del Governo centrale, è solo un primo passaggio per poter poi arrivare completamente a gestire, sperando di farlo nel miglior modo possibile, tutta la questione.
Volevo dire solo questo, ci tenevo a farlo perché conosco molto bene il Consigliere Ausili. Certamente non è una persona che viene qui a strumentalizzare una cosa così importante come quella che riguarda le famiglie terremotate del 2022.
Mi permetto di dirlo a nome di Fratelli d'Italia, credo che non abbia senso votare questa mozione, perché di fatto il Governo si sta muovendo in tal senso, per cui riteniamo che sia inutile votarla.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Mi sembra che: "Ausili, non te ne importa nulla del terremoto di Ancona" sia una frase del tutto offensiva e inadeguata, se posso.
Caro Consigliere Carancini, conferma quella che era la mia ipotesi, che si sfrutta questo momento per fare bassa polemica. Io non penso che ci siano Consiglieri regionali che non si interessano ai temi. Io penso che lei si interessi a tanti temi, a tutti i temi che riguardano il suo territorio e io non credo di averle mai detto o che qualcuno possa averle indicato una cosa del genere.
Mi dice che faccio un'operazione opportunistica, ma chi è che fa operazioni opportunistiche? Chi si basa sul nulla e va a narrare una realtà fittizia. Io non ho bisogno di fare operazioni opportunistiche perché, grazie a Dio, ho un Governo nazionale che sta già facendo quello che lei oggi ci viene a proporre.
Ringrazio se questo è un momento informativo, ma se questo è un momento di bassa polemica del genere viene sprecato, e viene sprecato con un atto, il vostro, che è del tutto tardivo, perché le cose che voi proponete lì oggi noi le sappiamo già da un anno e le stiamo facendo.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. La ringrazio, Presidente, che mi dà la possibilità di fare la replica.
Le voglio evidenziare che dire che un Consigliere non si occupa di una questione non è un fatto offensivo, personale, questo è evidente. Se fossi stato, quando facevo il Sindaco, sui fatti personali, dalla mattina alla sera mi occupavo di questi.
Il Consigliere Ausili, anche in questo intervento, non dice esattamente qual è la sua posizione, qual è la sua volontà politica. Lui racconta che il Governo di destra è interessato ai terremotati di Ancona. Ad oggi c'è un emendamento, non c'è un atto governativo, legislativo, con il quale si chiedono 5 milioni.
La domanda è: Consiglieri Ausili e Livi, 5 milioni sono la somma, l'investimento che riesce a coprire i terremotati di Ancona? C'è un atto commissariale che prevede che ad Ancona andranno più dei 5 milioni? Sì o no? Se c'è, indicatecelo ed io, come dire, faccio venia e chiedo scusa.
C'è la volontà politica, non la promessa. Quello che chiedo è un impegno politico, al di là di quello che poi si raggiunge. Questo è il tema, non altro. Non vi chiediamo di mettere soldi, di fare promesse, vi chiediamo un impegno che sia formalizzato, solennizzato da quattro parole dette, non certo dal Consigliere Ausili, che credo abbia la volontà, ma probabilmente non l'autorevolezza.
Quello che si chiede è che il Presidente Acquaroli ci dica: "Faremo di tutto per impegnarci a sostenere questa causa", presumiamo con un po' più dei 5 milioni, noccioline che vengono destinate ai terremotati di Ancona.
Ecco perché l'interpretazione che viene data sia dal Consigliere Ausili che dal Consigliere Livi è un'interpretazione sempre contrappositiva. Lei è di Ancona, credo che nessuno le direbbe nulla se dicesse che vi impegnate a chiedere più risorse, a meno che non si ipotizzi che le risorse di 5 milioni siano sufficienti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. È noto, difficilmente perdo la calma e soprattutto il rispetto istituzionale nei toni, nei modi e nel linguaggio. Vi dico che oggi faccio tanta fatica, perché i fatti non sono equivocabili.
Siccome facciamo sempre dei grandi ragionamenti sul perché il cittadino non si rechi più alle urne, perché vi sia una disaffezione, oggi bastava entrare qui, alzare la mano, chiedere scusa e dire: non ci siamo impegnati in modo adeguato o ci sono state 10.000 difficoltà per farlo.
Almeno il Presidente utilizzava un argomento che a lui è tanto caro: l'alluvione della Valle del Misa e del Nevola. Ne abbiamo parlato a lungo, 10 ore. Potrei parlare anche di quella del 2014, ma non è il caso.
Alluvione del 15 settembre. La settimana dopo il Governo dichiarava lo stato di emergenza e metteva 5 milioni di euro. Questo il Governo Draghi e il Governo Meloni, immediatamente dopo, 400 milioni di euro. Si mettono tutte le medaglie, non so cosa ci hanno fatto, cosa combinano, ma non mi interessa.
Terremoto, 9 novembre 2022. Due mesi dopo, 40 giorni dopo, il Governo Meloni dichiara lo stato di emergenza l'11 aprile e mette 4,8 milioni di euro. Atto successivo della Presidente Meloni? Zero.
Consigliere Ausili, ma perché parlate di speculazione politica e di bassa polemica? Ci sono le famiglie fuori, andate a parlare con loro. Anzi, vi dico, non ne parlo nemmeno più, perché dovete chiedere scusa. Mille problemi li conosciamo, è difficile gestire, ma gli impegni, la propaganda, le promesse, le pacche sulle spalle funzionano bene. Quelli sono fuori di casa, ma di cosa parlate?
Non avete messo, dopo 2 anni, non 2 mesi, 0 euro. XY deve elemosinare 5 milioni, perché? Ma di cosa parlate?
Quasi a vergognarmi del mio ruolo, pensate voi. Io mi vergogno di non essere stato in grado di incidere con le interrogazioni, le mozioni, le telefonate, il lavoro che dovrebbe aiutare. Mi vergogno. Invece voi no. Continuate: la Presidente Meloni ha detto, noi siamo stati bravi, il Commissario alla ricostruzione Castelli è bravissimo, e quelli non hanno 1 euro.
Ma come vi permettete? Ma perché non chiedete scusa? Sull'alluvione siete stati bravi, fate il ponte più brutto del mondo, asfaltate il fiume, bravissimi, mettetevi la medaglia. Ma qui chiedete scusa. Avranno votato per voi, sono elettori vostri, pensate a quello.
Ma come vi viene in mente? Siete vergognosi davanti alle famiglie, alle persone che sono fuori di casa, dopo due anni che non avete messo nulla.
Io non replico, non ne voglio parlare più. Mi vergogno per me e per voi, che non siete nemmeno in grado di chiedere scusa alle persone. 75 persone sono fuori di casa e non hanno nemmeno una speranza e XY mette 5 milioni di euro...
PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.
Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. E’ solo per dire che c'è un emendamento a prima firma XY di 5 milioni di euro, che finora non è stato possibile presentare perché è un emendamento del Governo ed ora ci sono gli emendamenti parlamentari. Ci sarà un emendamento del Governo che affiderà il sisma di Ancona alla struttura commissariale, con tutte le coperture finanziarie. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Accogliamo con piacere e con gioia le comunicazioni del Presidente, se l'avesse fatta due ore fa, forse avremmo risparmiato fatica, tempo, aria condizionata e tutto.
Vabbè, sono molto contenta, però leggo sul giornale di oggi che, al Comune di Ancona, il Vicesindaco ha riferito che sono stati considerati lesionati 85 edifici, sono stati verificati solo 85 edifici con danni parziali e, una volta effettuata la stima totale dei danni, l'ufficio ricostruzione chiederà al Governo la copertura economica. Una cosa diversa da quella che ha detto il Presidente. Per questo eravamo un po'…, ma la procedura per l'erogazione dei fondi… Se voglio mettere a posto casa mia dopo 2 anni, la posso mettere a posto con i soldi dello Stato, così come è successo nel cratere? Perché io la mia casa l'ho messa a posto dopo un anno e mezzo dal terremoto, rinunciando ai fondi… Il Consigliere Ausili , pensa che ci sia l'educazione istituzionale solo quando parla lui, invece c'è sempre.
La procedura per l'erogazione non è dietro l'angolo, dice il Vicesindaco di Ancona, dovrà poi essere individuata dal MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) e dall'ufficio ministeriale competente. Dunque, è normale che ad oggi non esista alcuna cifra dedicata nel testo base della finanziaria e, di conseguenza, non ci siano soldi neanche nella finanziaria regionale. Questo lo dice il Vicesindaco di Ancona, che ieri ha dichiarato, non il PD, che non ci sono ancora le verifiche. Ripeto, mi fa piacere quello che ha detto il Presidente, ne prendiamo atto. La finanziaria verrà approvata verosimilmente entro l'anno, quindi, ricorderemo al Presidente se quello che ha detto corrisponderà a verità.
Quando faccio riferimento al Festival dell'aria o alle chiese, lo faccio perché so bene da dove vengono le risorse del cratere sismico. Lo so bene per averne gestito l'erogazione dal primo giorno e so bene su quale poste erano state messe. So bene quanto abbiamo fatto fatica a far partire i cantieri e so bene quanti disagi hanno avuto i terremotati e quante critiche giuste all'epoca ci facevano, e quanto era ampio il cratere, perché parliamo di due crateri completamente diversi. Questo, per fortuna, non può neanche definirsi un cratere. Si poteva agire con maggiore velocità, anche perché la scossa è stata una e non sono state migliaia, decine di migliaia di scosse. Sono due cose completamente diverse.
So bene che quelle risorse devono andare in primis ai cittadini che hanno avuto le prime case distrutte e che hanno avuto i familiari morti, perché ricordo che nel terremoto del 2016 abbiamo avuto oltre 50 vittime, di cui nessuno parla. E, malgrado un terremoto che è durato un anno, la ricognizione dei danni è stata fatta una, due, tre volte, ogni volta che c'era una scossa. Ma non si può dire che non sia stato chiesto al Governo quello che serviva e, soprattutto, che non sia stato erogato.
Il Consigliere Carancini ha detto che è stato il Commissario straordinario Legnini a trovare le risorse con il Governo, che aveva un rapporto di rispetto istituzionale tale che quando lui mandava delle richieste, venivano accolte, in primis.
In secundis, ricordo, a tutti quelli che hanno un minimo di conoscenza del cratere, l'ordinanza 100, per esempio, e il Testo unico della ricostruzione, che ha messo insieme tante e tante norme che prima erano difficili da consultare.
Quando diciamo che ci dispiace che vengano usati i fondi del terremoto per il Festival dell'aria, forse lo diciamo perché questo lo dicono anche i cittadini e sono tanti i cittadini che lo dicono, ma lo dicono a bassa voce perché hanno paura di alzarla.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Occasione sprecata, perché? Perché si è ridotto tutto a una polemica inutile, come ogni volta. Inizialmente, nel mio intervento precedente, ho ringraziato per il fatto di aver portato oggi in Aula questa discussione, perché ritenevo potesse essere un momento di verità. Invece è stato usato, con attacchi personali, per fare bassa polemica, perché se noi mescoliamo tutte le argomentazioni, come quelle sul Festival dell'aria o su come è stato gestito il passato terremoto, sull'alluvione…, avete mescolato tutto e di più per fare fumo che crea solo una polemica inutile.
Io potrei rispondere a queste polemiche con la polemica, potrei ricordare come il PD ha lasciato questa Regione nel 2020, potrei farlo, ma perché devo farlo davanti ad un argomento così delicato, davanti a delle persone che, anche in quest'Aula e da casa, ci stanno ascoltando? Preferisco usare questo momento per fare un'informazione chiara, netta, vera, precisa su come stanno andando le cose. E le cose stanno andando come abbiamo tentato di dire noi e come ha tentato di dire il Presidente Acquaroli poco fa, e cioè che la struttura commissariale guidata da Guido Castelli va ad acquisire le procedure riguardanti il terremoto di Ancona e lo fa ora.
È stato un percorso lungo? Sì, forse, ma adesso è finito e si compie proprio adesso. Quindi queste polemiche sul fatto dell'emendamento dei 5 milioni, in realtà 7 milioni, sono infondate, perché se c'è una struttura commissariale che acquisisce nelle sue competenze il terremoto, è evidente che ha le risorse sufficienti per completare l'opera.
Ai cittadini coinvolti dico che è trascorso del tempo, è vero, ma se vogliamo usare questo momento in maniera informativa, come vi prego di fare, dico che le cose si stanno compiendo e si stavano compiendo già prima della presentazione di questa mozione. È un iter che era già in corso, le famiglie sanno che è stato un percorso lungo, che finalmente sta dando i suoi risultati. Non faccio polemiche, nè voglio rispondere alle vostre polemiche, voglio solo informare, tranquillizzare la città, le famiglie, perché questo iter iniziato da noi insieme a voi, da lungo tempo, si sta concludendo adesso con tutte le risorse necessarie per farvi fronte.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Voterò a favore di questa mozione, che ho anche sottoscritto, però mi viene da dire che, invece di fare informazione, abbiamo fatto disinformazione, perché, prendendo per buono tutto quello che è stato detto dalla maggioranza, ne esce un quadro che non è chiaro per niente.
Siccome, ad oggi, nessuno di noi sa nulla - forse solo il Presidente, se sa qualcosa che noi non sappiamo, può affermare che le risorse ci sono, che quell’emendamento andrà in porto e altre cose da parte del Governo – le cose le sapremo domani, quando verrà approvato dal Parlamento, non certo oggi. Quindi, se seguiranno i fatti, ben vengano; se invece continueranno per altri mesi ad essere solo parole … Non siamo qui per strumentalizzare, ma per dare risposte ai cittadini, quindi, sicuramente, faremo altri atti ispettivi per sapere come si sta muovendo e se si sta muovendo questa questione.
Certo è che il Presidente ha detto in pochi secondi, secondo lui, quello che avverrà per certo, ce l'ha dato come una cosa acquisita. L'avrebbe potuta dire due ore fa, su questo do atto alla Consigliera Casini che ha ragione, ma poi è uscito e non ha sentito tutto il resto delle questioni tirate fuori dalla maggioranza, che non combaciano perfettamente con la sua versione. Quindi, resto in attesa di sapere quando queste 100 persone rientreranno nelle loro case.
PRESIDENTE. Mozione n. 512. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15:30.