Resoconto della seduta n.177 del 11/03/2025
SEDUTA N. 177 DELL’11 MARZO 2025
La seduta inizia alle ore 10:20
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n.177 dell’11 marzo 2025. Do per letto il processo verbale della seduta n. 176 del 18 febbraio 2025 il quale ove non vi siano opposizioni si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Interrogazione n. 1447 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Termini per l’istanza di autorizzazione per il convenzionamento con il SSR da parte delle strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali regionali”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1447 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La legge n. 502 del 1992 stabilisce che le strutture sanitarie private debbano accedere al percorso per lo svolgimento del servizio attraverso tre passaggi: l'autorizzazione, che viene rilasciata dal SUAP dei municipi, l'accreditamento ed eventualmente il convenzionamento.
Sulla base delle disposizioni che sono state emanate e che sono state richiamate nell'interrogazione, c'è da dire che le convenzioni attualmente vigenti non richiedono di riavviare il percorso di autorizzazione con il SUAP. Le convenzioni esistenti, fino alla scadenza, non richiedono di riavviare il percorso di autorizzazione e accreditamento, mentre le convenzioni che sono via via in scadenza, per ottenere di nuovo l'accreditamento, dovranno riavviare il percorso di autorizzazione secondo i nuovi manuali.
Per le strutture che attualmente sono convenzionate, ci si dovrà preparare, alla conclusione del periodo di convenzionamento, a riottenere l'autorizzazione sulla base dei nuovi manuali autorizzativi.
Queste sono le disposizioni e l'indirizzo interpretativo delle disposizioni di cui all'interrogazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio almeno per la chiarezza, l’Assessore, anche se rispetto all'accreditamento e alle proroghe che c'erano state non ho sentito nessun tipo di riferimento. E’ vero che le strutture dovevano presentare nuove richieste di accreditamento entro il 31 dicembre 2024, come previsto da una delibera di Giunta, poi però è subentrato il Milleproroghe, che invece posizionava quella data al 31 dicembre 2025.
L'interrogazione, che era già giunta in Aula, Assessore, non trovava soddisfazione perché anche lei non aveva, come dire, il quadro chiaro rispetto all'interpretazione che, come ha detto e come ci ha riferito l'altra volta, gli uffici non avevano ancora messo in campo gli adeguati approfondimenti.
Dalle sue parole di oggi sembra che, e guardo il Consigliere Carancini, in quanto insieme abbiamo posto al Consigliere Baiocchi questo tema in Commissione, tutto sia chiarito, cioè che per le convenzioni esistenti non sia necessario riavviare il percorso di accreditamento. Comunque, prendiamo per buono, e non potrebbe essere diversamente, quanto previsto dal Milleproroghe, tra l'altro convertito nel 2026.
Siamo soddisfatti nella misura in cui poi si darà seguito all'impegno che abbiamo ascoltato oggi in Consiglio regionale. Grazie.
Interrogazione n.1490 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Fondo regionale di solidarietà”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1490 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione del Consigliere Mastrovincenzo riguarda il finanziamento del Fondo di Solidarietà per le residenze per disturbi mentali e disabilità.
Prima di rispondere nel merito a questa interrogazione, occorre premettere che il Fondo di Solidarietà, previsto dalla norma di bilancio e dalla deliberazione della Giunta regionale n. 1195 del 2013, si radicava nel fatto che, in quell'anno, venivano rideterminate le quote di compartecipazione a carico degli utenti rispetto alle Regioni. Questa applicazione, che comportava una ripartizione diversa tra la quota sociale a carico delle famiglie e la quota sanitaria, determinava la necessità che la Regione intervenisse con questo Fondo di Solidarietà, proprio per mitigare lo sbilanciamento che veniva posto a carico delle famiglie.
Fatta questa premessa, occorre aggiungere che, indipendentemente dalla previsione di bilancio sul Fondo di Solidarietà, nel bilancio regionale 2025-2027 sono state previste risorse piuttosto significative. In particolare, sono stati previsti contributi alla quota sociale della retta per i servizi sociosanitari residenziali per anziani non autosufficienti, di cui alla legge regionale n. 21 del 2016, per gli anni 2024, 2025 e 2026, pari a 4 milioni di euro, non inferiori al Fondo di Solidarietà.
È previsto pure un contributo straordinario alla quota sociale della retta per i servizi sociosanitari residenziali e semiresidenziali per persone con disabilità, di cui alla legge regionale n. 21 del 2016, in relazione agli aggiornamenti tariffari dell'anno 2024, pari a 465.000 euro.
Indipendentemente dal Fondo di Solidarietà, la Regione ha finanziato queste strutture con 4.465.000 euro. Indipendentemente dall’allocazione nel bilancio della nostra Regione, queste spese sono state coperte in misura superiore al finanziamento di cui all'interrogazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, lei parla di 4 milioni senza specificare che quei 4 milioni sono dedicati al triennio, non sono annuali. Il Fondo di Solidarietà prevedeva 3 milioni l'anno per sostenere le rette delle persone che sono ospitate nelle strutture, persone con disabilità o con problemi di carattere psichico, ed è una bella differenza parlare di 9 milioni, cioè 3 per 3, rispetto a 4 milioni.
Mi sembra la sua una vera e propria mistificazione, perché qui parliamo di numeri e i numeri sono tali e vanno letti così.
A bilancio ci sono solo 179.000 euro per il 2025 per il Fondo di Solidarietà. Questo è il numero, questa è la cifra. Negli anni passati, mediamente dal 2019 al 2022, erano destinati a questo Fondo 3 milioni all'anno per dare risposta a circa 400 famiglie della nostra Regione.
Aggiungo che, oltre a queste 400 famiglie che hanno persone con disabilità o con problemi di carattere psichico a casa, ci sono migliaia di famiglie a cui non state dando risposta.
Ci sono 1.911 bambini e ragazzi in attesa di una valutazione da parte delle strutture preposte, parliamo delle UMEE. Ci sono migliaia, decine di migliaia di utenti che attendono risposte per quanto riguarda l'assistenza domiciliare. La Regione riesce a dare assistenza solo al 4% delle decine di migliaia di persone che ne avrebbero diritto.
Tutto ciò fa capo a una scelta che voi avete fatto, una scelta sbagliatissima, di cui ho parlato più volte in quest'Aula: destinare i 6 milioni di euro, che erano per le politiche sociali, a partire dalla non autosufficienza, ad altre finalità e coprirli con i fondi europei.
È evidente che, se fossero stati aggiuntivi, i fondi europei avrebbero consentito di dare risposte a più persone, a più famiglie, a centinaia di famiglie. Ma, visto che avete dislocato altrove queste risorse, è evidente che le richieste a cui date risposta sono sempre inferiori, sono sempre di meno, mentre le famiglie che chiedono sono sempre di più.
Questo è un dato, Assessore.
Interrogazione n.1495 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti
“Trasloco dei reparti presenti nell’Ospedale di Muraglia”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1495 – a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La Consigliera Vitri, con quest'interrogazione, chiede dove saranno trasferiti i reparti presenti all'interno dell'Ospedale di Muraglia.
Le risposte sono le seguenti:
• Posti letto di oncologia e posti letto in day hospital, già trasferiti ed operativi al secondo piano della palazzina Solazzi;
• Posti letto di ematologia e Centro Trapianti, già trasferiti ed operativi al primo piano della palazzina Solazzi;
• UMACA, Camera Bianca, Criobanca e farmacia, già trasferite ed operative presso lo stabile adiacente alla palazzina Solazzi;
• Fisica medica, già trasferita ed operativa presso lo stabile adiacente alla palazzina Solazzi;
• Formazione universitaria e formazione aziendale, già trasferite ed operative presso l'immobile situato a Pesaro, in via degli Abeti;
• Centro di Salute Mentale, già trasferito ed operativo presso la palazzina H, piano terra, con ingresso esterno indipendente, dell'Ospedale San Salvatore di Pesaro;
• Posti letto di psichiatria, già trasferiti ed operativi presso il padiglione Domodossola dell'Ospedale Santa Croce di Fano;
• Punto prelievi: entro la fine di aprile 2025 sarà trasferito presso un immobile sito a Pesaro, in via Redipuglia, piano terra della palazzina della riabilitazione, nei locali appositamente ristrutturati;
• Centro di diabetologia: entro il mese di aprile 2025 verrà trasferito al terzo piano della palazzina B dell'Ospedale San Salvatore di Pesaro;
• Ufficio accettazione cassa: spostamento entro il 30 aprile 2025 dalla sede attuale all'ingresso della palazzina Solazzi, in locali opportunamente dedicati;
• UMEA (Unità Multidisciplinare dell'Età Adulta): entro la fine di aprile 2025 sarà trasferita presso l'immobile sito a Pesaro, in via Redipuglia, piano terra della palazzina della riabilitazione, nei locali appositamente ristrutturati;
• Comunità protette e psichiatria: entro la fine del mese di aprile 2025 affidamento della gestione degli utenti ad ente gestore esterno individuato con procedura ad evidenza pubblica, non essendo pronti i locali di Galantara e Mombaroccio, dove i pazienti dovevano essere trasferiti in virtù dell'Accordo di programma sottoscritto il 17 ottobre 2022 dal Presidente della Regione Marche, dal Sindaco di Pesaro e dall'allora Direttore generale dell'ASUR;
• RSA Tomasello: gli utenti verranno trasferiti entro il 30 aprile 2025 ad ente gestore esterno individuato con procedura ad evidenza pubblica, non avendo l'Amministrazione comunale di Pesaro ottemperato al proprio impegno di mettere a disposizione dell'Azienda sanitaria territoriale di Pesaro i relativi locali.
L'Azienda sanitaria di Pesaro Urbino, con nota del 3 settembre, ha invitato il Comune di Pesaro a mettere a disposizione i locali entro il 30 settembre 2024. Il Comune di Pesaro ha riscontrato tale richiesta con formale nota del 12 settembre, rappresentando la disponibilità dell'Amministrazione comunale a procedere con gli atti necessari. Nonostante tale impegno, ad oggi i locali non sono stati consegnati.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Non so se all'Assessore serve altro tempo per completare la risposta, altrimenti lo ringrazio.
Le chiedo anche, Assessore, vista la difficoltà nel riuscire a comprendere tutti i dettagli dei traslochi previsti a Pesaro, se sia possibile avere la risposta scritta.
La ringrazio, intanto, per averci illustrato per la prima volta quali saranno le decisioni da attuare nell'arco di questo mese e dove saranno trasferiti tutti i reparti.
Mi pare di capire, però, che ci sia ancora qualche punto interrogativo, nonostante la demolizione di tutti gli stabili, esclusa la palazzina Solazzi, dovrebbe iniziare entro il prossimo mese.
Per questo le chiedo di rivedere la risposta scritta e capire, come abbiamo già fatto in queste ultime settimane, se sia il caso o meno di demolire tutti gli attuali stabili contemporaneamente o procedere per step, perché probabilmente quei reparti sui quali ci sono ancora dei punti interrogativi, in quanto non si sa dove potranno essere trasferiti, potrebbero rimanere lì.
Noi abbiamo anche avanzato una proposta. Siccome solitamente, quando si costruisce, l'azienda che vince il bando per la costruzione è la stessa che demolisce, abbiamo chiesto di fare un unico bando e di agire contestualmente: chi demolirà dovrà anche costruire, per accelerare i tempi.
In questo caso, per la prima volta, invece, la Regione ha previsto due bandi diversi. Non vorremmo quindi che si facesse terra bruciata, buttando giù tutto, anche ciò che invece potrebbe continuare a lavorare lì senza creare troppi disagi.
È per questo, Assessore, che le chiedo quali siano, in questa fase, i trasferimenti già decisi. Sulla comunità protetta, ad esempio, mi ha detto che aspettate il bando ad evidenza pubblica; però so che anche questo tra quindici giorni dovrà trasferirsi.
Interrogazione n.1497 – a riposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Provvedimenti atto aziendale Ascoli Piceno”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1497 – a risposta immediata - dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'atto aziendale dell'Azienda sanitaria territoriale di Pesaro è stato approvato con determina n. 23 del 31 gennaio 2025.
Ascoli Piceno... cosa ho detto? Pesaro? È un incubo, chiedo scusa.
Lo ripeto, chiedo scusa: l'atto aziendale dell'Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno è stato approvato con determina n. 23 del 31 gennaio 2025, il giorno prima della cessazione del rapporto con il Direttore generale.
L'atto non è stato approvato dal Collegio sindacale della AST di Ascoli Piceno e, quindi, il procedimento, anche su indicazione dell'Assessorato, dovrà riprendere tutti i percorsi previsti dalla legge.
In conclusione, la risposta a questa interrogazione è che il procedimento dovrà essere conformato a quanto previsto dalla legge.
In questo momento l'atto pende di fronte al Collegio sindacale dell'Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno e, quindi, una volta che il Collegio sindacale lo avrà approvato e saranno garantiti tutti i percorsi di coordinamento e di confronto con l'Assemblea dei Sindaci e con le organizzazioni sindacali, il provvedimento prenderà efficacia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Devo dire che sono parzialmente, se non totalmente, soddisfatta, Assessore, per questa risposta e credo che lo siano anche le associazioni sindacali, i rappresentanti sindacali e il personale.
Mi fa piacere che lei abbia capito che non era possibile che un Direttore generale, in partenza per un'altra Regione, potesse comunque predisporre un atto che doveva e essere, oltretutto, condiviso, come lei ha ricordato, sia con l'Assemblea dei Sindaci sia con i rappresentanti sindacali, cosa che non era stata fatta.
Infatti le sigle sindacali le hanno scritto, come hanno scritto a tutti noi, evidenziando delle carenze importanti, ma evidenziando soprattutto delle non conformità con la deliberazione della Giunta regionale n. 291, che è quella con la quale sono state approvate le linee di indirizzo regionali per la redazione degli atti aziendali.
Non esiste un'analisi di contesto in questa proposta di atto aziendale, non esiste una definizione dell'adeguatezza dell'assetto organizzativo rapportata ai servizi da erogare, tenendo conto delle peculiarità territoriali.
Inoltre, mi preme sottolineare che non c'è stato alcun tipo di rapporto, soprattutto con l'Assemblea dei Sindaci. Le ricordo, se non lo sa, che la Direttrice ha mandato alle 12:.30 la bozza di atto aziendale ai sindaci e doveva incontrarli alle 15:00 dello stesso giorno. Poi, in maniera perentoria, neanche troppo democratica, ha chiesto loro, in cinque giorni, di presentare le osservazioni ad un atto che, secondo le linee guida e secondo il Piano sanitario regionale, dovrebbe essere predisposto insieme al territorio e soprattutto insieme a chi si rende conto maggiormente della salute dei cittadini, nonché insieme ai dipendenti.
Interrogazione n.1498 – a risposta immediata
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Chiusura del servizio medico di base nel Comune di Monte San Martino (MC)”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1498 – a risposta immediata - del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In esito all'interrogazione del Consigliere Rossi, desidero informarlo che il servizio non è stato soppresso, perché il contratto che impegnava un medico per quel servizio è stato rinnovato fino alla fine dell'anno.
È stata parimenti pubblicato il posto vacante nel Comune di Monte San Martino, affinché possa essere ricoperto da medici di medicina generale che vogliano e abbiano interesse a prendere quella posizione.
La risposta è positiva, nel senso che il medico che già c'era ha visto rinnovato il contratto fino alla fine dell'anno e, come previsto dal contratto di lavoro, la posizione vacante viene pubblicata per consentire le valutazioni di altri medici di medicina generale che possono, a quel punto, ambire a svolgere la loro professione in quel centro.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per averci dato l'opportunità di chiarire questa questione.
Ringrazio anche il Sindaco di Monte San Martino, che mi ha sollecitato a presentare questa interrogazione.
Sono arrivate alcune lettere da alcuni cittadini del Paese, e non al Sindaco. Questo, infatti, ci sembra anche strano. Chiaramente non è colpa sua, Assessore, perché non può essere dappertutto e in ogni luogo. Sono arrivate delle lettere aventi ad oggetto la cessazione dell'incarico, nelle quali si invitavano i cittadini a rivolgersi ad altri medici vicini, e la stessa comunicazione al Comune non è stata data.
Ci si è trovati in una situazione di caos, anche dopo il pensionamento nell'aprile 2022 e la reintroduzione del servizio dal 1° gennaio 2023.
Lei ci assicura, Assessore, che comunque il servizio sarà garantito fino alla fine dell'anno, se non sbaglio. Lo ha detto ed è una notizia positiva.
Adesso dovremmo però mettere in atto delle azioni. Sappiamo che ci sono delle difficoltà, ma dobbiamo fare tutto il possibile, come Regione Marche e come AST 3, per riuscire a sopperire alla mancanza di questo medico di base, soprattutto in questo Comune, perché è dislocato anche da un punto di vista viario e i cittadini avrebbero il medico più vicino a decine di chilometri di distanza. La popolazione è anche anziana.
Confido, Assessore, che lei possa fare il meglio.
Interrogazione n. 1499 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Sicurezza dei lavoratori, prevenzione nei luoghi di lavoro e contrasto al caporalato nelle Marche”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1499 – a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il tema evocato con quest’interrogazione dal Consigliere Cesetti è un tema di stringente attualità, posto che gli infortuni sul lavoro, anche esiziali, sono di una percentuale piuttosto significativa nel nostro Paese, in alcune circostanze molto più che in altre nazioni dell'Unione Europea.
Per questa ragione, nel Piano socio-sanitario approvato da quest’Assemblea legislativa vi erano delle chiarissime indicazioni, tra cui quella di adeguare l'organizzazione dei servizi dedicati alla sicurezza del lavoro, agli infortuni e ai servizi ispettivi. Questa era l'indicazione programmatica.
Nel 2024, in conseguenza di ciò, sono stati ispezionati oltre 1.000 cantieri edili e sono state controllate 3.280 aziende edili e 172 imprese operanti nel settore dell'agricoltura, con un incremento rispetto agli anni precedenti: 575 controlli nell'edilizia e 33 nell'agricoltura. Le violazioni riscontrate sono state 619 nell'edilizia e 49 nell'agricoltura.
Occorre tener conto che, con il decreto legislativo n. 215 del 2021, l'Ispettorato nazionale del lavoro ha assunto funzioni di vigilanza sui luoghi di lavoro in materia sanitaria pari a quelle attribuite alle Regioni e, da allora, interviene in autonomia con il proprio personale ispettivo, che voglio ricordare essere composto sia da ispettori sia dalla Polizia giudiziaria dei Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro.
Ciò premesso, essendo questo un tema di particolare rilevanza, poiché, come noto, nella nostra Regione è in esecuzione la ricostruzione post-sisma e le imprese che lavorano sul territorio della Regione Marche provengono anche da altre Regioni, questa attività di controllo e di verifica della sicurezza sul lavoro assume una particolare importanza.
In relazione a tutto questo, negli atti di indirizzo sul fabbisogno del personale e sul tetto del personale, che è stato aumentato dal Fondo sanitario nazionale, l'indirizzo è stato quello di assumere più medici, infermieri e personale specializzato della sanità che possano corroborare gli organici degli PSAL e svolgere questo tipo di funzione.
Conclusivamente, intendo sottolineare che l'argomento che il Consigliere Cesetti ha voluto evidenziare con quest’interrogazione rappresenta un tema centrale delle politiche della nostra Regione e degli atti di programmazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la consapevolezza che dimostra di avere e per il fatto che condivida che la sicurezza dei lavoratori e la prevenzione nei luoghi di lavoro impongano una costante, attenta e qualificata attività di prevenzione in tutti i luoghi di lavoro, attraverso un altrettanto costante e attento controllo, attività indispensabili e imprescindibili per le quali occorrono risorse e personale dedicato in numero adeguato.
In questa prospettiva, le strutture regionali preposte a tale tipo di attività sono i Dipartimenti di prevenzione insediati presso le Aziende sanitarie territoriali, di cui all'articolo 34 della legge n. 19 del 2022 sulla riorganizzazione del Servizio sanitario regionale.
Non a caso, però, la prevenzione è il tallone d'Achille nelle graduatorie annuali che misurano il rispetto dei LEA. Infatti, nella categoria prevenzione, mentre le altre sono il distretto e l'ospedaliero, nell'ultimo dato disponibile, riferito al 2023, i LEA della prevenzione misurano 74 su 100 e, nel 2022, 61 su 100, ai limiti dell'insufficienza, che avrebbe portato le Marche tra le Regioni non rispettose dei LEA.
In questa prospettiva, noi abbiamo presentato delle modifiche all'articolo 34 che vanno in questa direzione, per implementare le competenze sulla prevenzione. Inoltre, abbiamo ripetutamente presentato, insieme al Consigliere Carancini, emendamenti che portassero la spesa per la prevenzione nelle Marche ad almeno il 5% della spesa complessiva.
Da ultimo, tra l'altro, negli atti di indirizzo degli atti aziendali abbiamo tentato di introdurre questo principio, addirittura…
PRESIDENTE. Siamo sull'interrogazione a risposta immediata, so che lei è un grande oratore, era un piacere sentirla, era musica per le mie orecchie. Trenta secondi, se vuole concludere. Prego.
Fabrizio CESETTI. Per concludere, perché lo stesso Vicepresidente aveva sottolineato l'importanza di questo aspetto.
Noi abbiamo presentato, anche in questo caso, tramite il Consigliere Carancini, atti di indirizzo sugli atti aziendali.
Oggi, se vediamo gli atti aziendali approvati, di sicuro su quello di Fermo, non c'è nulla in questa direzione, se non la trasposizione dell'articolo 34 della legge n. 19. Addirittura dimostrano di non conoscere neanche quelle modifiche normative che noi abbiamo apportato in questa direzione. Non soltanto vi è il mancato recepimento dell'atto di indirizzo e di quanto giustamente il Vicepresidente ci dice in quest'Aula.
Io la prego, Vicepresidente, di intervenire in questa direzione per far emendare gli atti aziendali per quanto riguarda l'attività dei Dipartimenti di prevenzione.
PRESIDENTE. È un'informazione di servizio: trenta secondi in più a tutti. Un minuto, mettiamo un minuto in più per tutti coloro che, da ora in poi, faranno la replica per tutte le interrogazioni a risposta immediata e ordinaria.
Interrogazione n. 1500 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Realizzazione di un Centro di permanenza temporanea e il rimpatrio presso l'area in prossimità del sedime aeroportuale nel Comune di Falconara Marittima.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1500 – a risposta immediata - dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La legge n. 124 del 2023, molto recente, di conversione del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, rubricata "Disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonché in materia di immigrazione", all'articolo 21, comma 2, prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell'Interno e della Difesa, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, sia approvato il piano straordinario per l'individuazione delle aree interessate alla realizzazione di un numero idoneo di strutture di cui all'articolo 10 ter in materia di immigrazione.
Questa è la legge che prevede un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Precedentemente, la normativa preesistente, che comunque doveva essere coordinata nell'interpretazione con queste nuove disposizioni, prevedeva che i CPR dovessero essere individuati o costituiti con decreto del Ministero dell'Interno, sentito il Presidente della Regione o della Provincia autonoma interessata, privilegiando le aree esterne ai centri urbani che risultino più facilmente raggiungibili.
Ciò premesso, sulla base di queste disposizioni, il Ministero dell'Interno, anche a seguito di interrogazioni e di articoli pubblicati sugli organi di stampa, ha comunicato che il procedimento per l'individuazione di un CPR nel Comune di Falconara dovesse trovare un'adeguata concertazione con la Regione e, sostanzialmente, il procedimento è fermo, sulla base di quanto lo stesso Ministro dell’Interno ha confermato al Presidente della Regione Marche.
La posizione della Regione Marche è esattamente quella prevista dalla normativa preesistente, ossia che questi centri debbano essere individuati in aree esterne ai centri urbani e facilmente raggiungibili.
Ora, c'è da tener conto, in conclusione, che per quanto riguarda, in via generale, l'individuazione di questi centri di identificazione, essi sono necessari per la lotta all'immigrazione clandestina e soprattutto per garantire adeguati livelli di sicurezza nel nostro Paese.
Segnatamente alla risposta riguardante la città di Falconara, la posizione della Regione è contraria all'individuazione di un centro che vada contro le disposizioni della normativa previgente.
Il Ministero dell'Interno dovrà tener conto che la Regione Marche ritiene che il CPR da istituire nelle Marche non possa essere allocato nella città di Falconara.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. La risposta dovrebbe essere un po' più complessa.
Intanto mi viene da dire all'Assessore Saltamartini: la vostra è una posizione contraria, ma ve ne siete accorti solo adesso? Lo sa di questa vostra contrarietà la Presidente Meloni?
La Regione Marche, me lo consenta, non ha solo il diritto, ha il dovere di opporsi a questa ipotesi.
In ogni caso, la vostra posizione è assolutamente dovuta. Avete fatto il vostro dovere, in questo caso, niente di più.
Ma la realizzazione di un CPR a Falconara Marittima rappresenta, ed è per questo che ho detto che la risposta dovrebbe essere più complessa, una scelta sbagliata sotto ogni punto di vista: logistico, politico e soprattutto sociale.
È una misura che non risolve i problemi legati all'immigrazione irregolare, ma anzi rischia di creare nuove tensioni e disagi per il territorio.
La decisione del Governo Meloni di aumentare il numero dei CPR, rendendone obbligatoria la presenza di almeno uno per ogni Regione, rappresenta una scelta anacronistica e ideologicamente sbagliata.
Questi centri, concepiti come strumenti di gestione dell'immigrazione irregolare, si sono dimostrati inefficaci e spesso teatro di gravi violazioni dei diritti umani.
Solo tre mesi fa il Consiglio d'Europa ha denunciato maltrattamenti e l'uso di psicofarmaci nei CPR italiani, evidenziando come queste strutture siano luoghi di detenzione per persone che non hanno commesso alcun reato, ma che subiscono condizioni degradanti e disumane.
La realizzazione di un CPR a Falconara Marittima, o anche in altri luoghi, non risponde a una reale necessità, ma appare come una misura propagandistica volta a rafforzare un approccio securitario al fenomeno migratorio.
Questo progetto non tiene conto delle specificità del territorio e delle esigenze delle comunità locali, ignorando il principio di concertazione tra istituzioni e cittadini.
La Sindaca di Falconara e la sua Giunta hanno già espresso chiaramente la loro contrarietà, così come numerose associazioni e forze politiche.
La Regione Marche, anche se tardivamente, oggi si è accodata.
Ma l'area individuata per la realizzazione del CPR presenta criticità logistiche e ambientali che l'avrebbero resa, in ogni caso, del tutto inadeguata.
La zona dell'ex caserma dell'Aeronautica si trova, infatti, in prossimità dell'aeroporto...
Interrogazione n. 1501 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Hospice per le cure palliative pediatriche a Fano”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1501 – a risposta immediata - dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il vigente Piano socio-sanitario, approvato da questo Consiglio regionale, prevedeva la copertura di una lacuna che riguardava le cure palliative pediatriche, la realizzazione di un Hospice pediatrico nella regione Marche e la creazione di una rete.
In questo Consiglio regionale il collega Serfilippi, oggi Sindaco di Fano, aveva presentato una mozione che impegnava la Regione a realizzare l'Hospice pediatrico nella città di Fano.
Il procedimento è stato avviato, il finanziamento è presente e il procedimento sta proseguendo secondo il previsto iter di affidamento ed esecuzione dei lavori.
In risposta alla domanda: se sia ancora possibile realizzare il nuovo Hospice pediatrico per le cure palliative a Fano, la risposta è positiva. Quanto previsto nel Piano socio-sanitario, cioè la realizzazione di una rete e di un centro di cure palliative pediatriche, nonché la realizzazione di un Hospice pediatrico, sta procedendo secondo le previsioni del Piano socio-sanitario.
Devo anche aggiungere che, per la realizzazione di un Hospice pediatrico, i riferimenti progettuali erano solamente tre o quattro a livello nazionale. Non è stato facile, neppure per i progettisti, individuare le caratteristiche tecniche e strutturali di questo Hospice.
Si sta procedendo, come ho detto, e voglio anche aggiungere che questa è un'iniziativa, lo ripeto, consiliare, votata in quest’Assemblea legislativa su iniziativa dell'attuale Sindaco di Fano, già Consigliere regionale Luca Serfilippi.Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore.
Sinceramente non sono soddisfatto della risposta che ha dato all'interrogazione a risposta immediata, in quanto, prima di tutto, l'iniziativa di realizzare un hospice pediatrico per le cure palliative a Fano non è soltanto dell'ex Consigliere, oggi Sindaco di Fano, ma è un'iniziativa che ha coinvolto sia la Lega, sia il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico, di cui faccio parte, che portarono alla votazione di questo Consiglio regionale della risoluzione n. 31 del 2021.
Sappiamo che c'è un problema molto serio riguardo alle cure palliative per i bambini che necessitano di una presa in carico e che, purtroppo, non possono guarire a causa di malattie oncologiche, neuromuscolari, genetiche e degenerative.
Il centro regionale che era stato individuato a Fano ancora non è stato neppure progettato. I finanziamenti sono stati previsti con 500.000 euro nel 2025, 1,1 milione nel 2026 e 4,5 milioni nel 2027, quando nella delibera n. 140 del 2022, ovvero il Master Plan dell'edilizia sanitaria, era previsto che la struttura fosse realizzata ed entrasse in funzione nel 2025.
Ma la cosa più strana è che, in questo percorso, tutti gli operatori interessati al servizio e alla realizzazione dell'hospice pediatrico non sapevano nulla della nascita di questa struttura, che è stata definita addirittura hub, che l'Assessore Saltamartini ha detto che spera venga potenziata, mentre il Direttore generale dell'Azienda ospedaliera afferma che il personale dovrà essere incrementato.
Lei capisce, Assessore, che noi siamo fortemente preoccupati perché, ad oggi, non c'è il progetto. È stata avviata soltanto una variante urbanistica e le risorse verranno messe, guarda caso, dopo le elezioni regionali, quando probabilmente non sarete più al governo di questa Regione.
Credo che i tempi persi debbano essere recuperati, occorre fare chiarezza anche con gli operatori sanitari e con tutti coloro che hanno necessità e interesse in questo settore, rispetto al ruolo che dovrà avere questo hub regionale e rispetto all'hospice pediatrico che, comunque, per volontà di questo Consiglio regionale, anche con deliberazione della Giunta regionale, dovrà essere realizzato nella città di Fano. Grazie.
Interrogazione n.1492 -a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Improvviso blocco di aeromobili della compagnia Sky Alps da parte di Enac”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1492 – a risposta immediata - dei Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Acquisite le informazioni della Direzione territoriale competente, si segnala che, in relazione al provvedimento emesso da ENAC relativo al fermo di sette degli otto velivoli in uso alla compagnia aerea SkyAlps, il vettore al momento utilizza, mediante accordi commerciali di wet lease, aeromobili di altri vettori aerei europei, rimanendo obbligato a garantire gli obblighi imposti dalla cosiddetta continuità territoriale.
L'Ente, mediante le proprie strutture, è in costante contatto con la società SkyAlps, allo scopo di verificare il rientro dei rilievi mossi e il ripristino dei propri velivoli secondo le prescrizioni normative.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Brandoni, la ringrazio del chiarimento.
Credo che su questa vicenda la Regione Marche, ancora una volta, abbia omesso il proprio dovere, cioè quello di informare.
La Regione Marche, a seguito di questo grave fatto, e lo dico per i cittadini…, sono stati fermati sette aeromobili che le Marche utilizzano per i voli di continuità territoriale.
Ma, ancor più gravi, sono le ragioni del fermo, che riguardano la sicurezza. Nel provvedimento di ENAC si scrive sostanzialmente che sugli aeromobili sono emerse una serie di non conformità. Le discrepanze hanno evidenziato la sussistenza di carenze nelle attestazioni delle manutenzioni degli aeromobili rispetto ai requisiti normativi di sicurezza del volo fissati dal regolamento europeo.
Se è avvenuto questo fatto, la Regione Marche avrebbe dovuto innanzitutto fare un'immediata comunicazione per informare i cittadini. Non è un fatto di secondo livello, non è un fatto che va derubricato, è un fatto grave rispetto alla continuità territoriale.
Certo, vedendo tutte le comunicazioni che fa il Presidente Acquaroli ogni domenica mattina, appena alzato…, forse avrebbe potuto dire anche questo e rassicurare i cittadini.
Ma c'è un ulteriore profilo grave, Assessore Brandoni. Noi siamo a dieci mesi dall'incarico relativo a SkyAlps. Voi avete messo in bilancio 18 milioni per i voli di continuità, oltre ai 18 milioni che avete fatto stanziare dal Parlamento, e ad oggi non abbiamo ancora il bando.
A voi sembra normale questo atteggiamento? Siete in grado di dirci perché siete ancora fermi? Siete in grado di dirci per quali ragioni c'è questa fermata, questo stop? Siete in grado di dirci come mai oggi le prenotazioni sui voli di continuità in Italia sono ferme al mese di marzo? Ma vi rendete conto dei danni e delle conseguenze che questa incertezza comporta per i voli di continuità territoriale?
Credo che voi non siate consapevoli della situazione e, soprattutto, vi riempite la bocca dei vostri risultati, ma ogni giorno emerge un fatto negativo, come quello relativo a SkyAlps.
Dateci risposte.
Interrogazione 1496 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti Minardi, Vitri
“Progetto per la realizzazione del nuovo ponte Garibaldi”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1496 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Darò la risposta così come mi viene posta, però forse, dopo la dodicesima interrogazione su questa questione, è il caso che io faccia una piccola chiarezza.
Nel senso che io sono Assessore alla Protezione civile e al Genio civile e questa situazione legata al Ponte Garibaldi, per quel che mi riguarda, ci ha coinvolto nella demolizione del ponte vecchio, che era stato danneggiato, nella messa in sicurezza dell'alveo del fiume mediante l'eliminazione delle pile, nonché nella costruzione della passerella pedonale, che è stata realizzata tramite il Consorzio di bonifica.
A questo punto, l'attuazione del nuovo Ponte Garibaldi riguarda la viabilità interna del Comune di Senigallia, approvata dal Comune di Senigallia ed il finanziamento è della Struttura commissariale, mentre l'ente attuatore del progetto è ANAS.
Rispondo sempre perché mi sento in dovere di farlo, ma ogni volta devo acquisire informazioni da enti terzi che non fanno capo all'Assessorato che gestisco.
Ho voluto fare questa chiarezza una volta per tutte. Non l'ho mai detto fino ad ora, mi sono sempre fatto carico di questa vicenda.
Detto questo, la ditta incaricata della realizzazione del Ponte Garibaldi è già stata individuata da ANAS. È una ditta dell'Aquila, non mi chiedete il nome perché in questo momento non lo ricordo.
Il progetto esecutivo è stato approvato ed è stato inviato al Ministero per acquisire un ultimo parere, obbligatorio, che deve essere espresso entro trenta giorni. Mi pare che la scadenza sia il 10 aprile, ma nulla esclude che possa arrivare prima.
Una volta acquisito quest'ultimo parere ministeriale, il progetto esecutivo sarà definitivamente approvato, la ditta è già stata individuata e si potranno avviare i lavori.
Nulla toglie che la ditta potrebbe iniziarli anche prima, perché dovrebbe partire dalle rampe, che esulano dal parere atteso da Roma. Parlo ovviamente per assurdo;: se il parere da Roma dovesse impedire la realizzazione del ponte, sarebbe inutile iniziare le rampe.
Pertanto deduco che la ditta inizierà anche gli interventi sulle rampe, che esulano dal parere che stanno aspettando, solo quando quest'ultimo avrà chiarito definitivamente la realizzabilità dell'intera opera.
Se mi chiedete se ciò avverrà entro marzo, credo di no; se mi chiedete se avverrà entro ad di aprile, direi di sì.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. La ringrazio davvero, perché io non ho mai visto un'opera che non ha padre, madre, figlia, che non ha nessun tipo di soggetto responsabile. Però, proprio in questo caso, è stato onesto. Non è una metafora e non voglio essere nemmeno sarcastico, è stato onesto.
Quel ponte a Senigallia e nella valle del Misa e del Nevola non vuole nessuno, compreso il Sindaco, che continua a dire: "Io non lo voglio, ma lo fa la Regione", tra l'altro non ha fatto nemmeno un atto, tenendo presente che quel ponte è iscritto al patrimonio comunale e non a quello regionale.
È vero, Assessore, che lo avete demolito. Io dico anche in maniera un po' improvvida, perché senza un progetto quel ponte poteva continuare ad essere utilizzato almeno dal punto di vista pedonale e ciclabile. Invece l'avete demolito, tra l'altro con dei costi che tra qualche giorno andremo a verificare insieme.
Ma ha ragione quando dice che la vostra responsabilità era lì, dopodiché, siccome siete stati al Consiglio grande, e non eravamo nemmeno soli, c'erano altri Consiglieri, vedo il Consigliere Mastrovincenzo che era con me… Io ero in piedi perché il Presidente del Consiglio mi aveva detto che dovevo rimanere in mezzo al pubblico ed io, in maniera precisa e istituzionale, sono rimasto in mezzo al pubblico.
Ma quel ponte, Assessore, non lo vuole nessuno. C'era anche lei, seduto senza diritto di parola. Le associazioni di categoria non lo vogliono, le associazioni ambientaliste non lo vogliono, il Consiglio comunale scricchiola, il Sindaco prende le distanze perché dice…
I progettisti hanno fatto un ponte che di solito si fa, anche bello, ma per l'autostrada, non davanti ai Portici Ercolani e nel cuore di una città monumentale come Senigallia.
Voi state proponendo un progetto assolutamente inadeguato ed io vi dico: fermatevi.
Ma, se non è sufficiente questo, ho un'altra interrogazione e alla fine riprenderò il tema.
Fermatevi, perché soluzioni alternative esistono. Se non volete quella con i martinetti, pensate ad un ponte provvisorio, come avete fatto per quello pedonale e ciclabile. Realizziamo, invece, le vasche di espansione e ragioniamo in maniera diversa.
Interrogazione n. 1388
ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Dragaggio Porto di Fano e stoccaggio fanghi nella cassa di colmata: c’è sempre più urgenza”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1388 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa è una vicenda che conosco molto bene perché l'Accordo di programma per depositare questi fanghi nella cassa di colmata di Ancona l'ho stipulato io il 28 febbraio 2008, quando ero Sindaco di Fano, e l'ho seguita perfettamente.
Poi è avvenuto... il soggetto attuatore era già allora l'Autorità Portuale di Ancona, che avrebbe dovuto portare avanti tutta la procedura, ma la cassa di colmata in quegli anni non è mai stata completata dall'Autorità Portuale.
Tant'è che nel 2012, non potendo più entrare e uscire i pescherecci dal porto di Fano, mi assunsi, tra virgolette, la responsabilità, come Sindaco, di sfangare il porto e depositare quei sedimenti in un'area esterna al porto, di proprietà pubblica e a valenza industriale, non edificata, a Torrette di Fano. Sappiamo benissimo questa vicenda.
Mi hanno criticato perché non li avevo lasciati in mezzo al campo. Successivamente ci sono stati dieci anni di amministrazioni di sinistra e i fanghi sono ancora lì, non è che siano stati più bravi di me quelli che sono venuti dopo.
Detto questo, il 20 agosto, quando ero già Assessore, abbiamo trovato la soluzione per portare via quei fanghi da Torrette. Mi sono detto: ho creato il problema e lo risolvo dopo dieci anni da Assessore regionale. Invece, la ditta che ha vinto l'appalto per trasportarli nella cassa di colmata ha subito un ricorso al TAR da parte della seconda classificata e la situazione si è sbloccata soltanto pochi giorni fa. Finalmente sembrerebbe che siamo arrivati a una soluzione.
Però le domande erano altre. Questa premessa l'ho voluta fare visto il tempo a disposizione.
La prima domanda è quali provvedimenti la Regione Marche stia mettendo in atto rispetto al sempre più urgente e necessario dragaggio del Porto di Fano.
La Regione, in merito al necessario futuro dragaggio del Porto di Fano, che esula però dall'Accordo di programma sul quale poi tornerò, ha messo a disposizione 2,5 milioni di euro per il dragaggio e la pulizia del porto. Si tratta di 500 mila euro per il 2026, 1,6 milioni di euro per il 2027 e 400 mila euro per il 2028.
I soldi a disposizione per il dragaggio del Porto di Fano sono stati inseriti nel bilancio regionale di quest'anno.
L'altra domanda era: se i fanghi risultano essere molto inquinati, come da giornali. Ecco, le analisi non le fanno i giornalisti, le fa l'ARPAM, e quando sarà portato avanti il progetto si faranno le analisi e i carotaggi per capire la tipologia dei fanghi e dove dovranno essere conferiti. Parlo dei nuovi materiali da escavare, non di quelli già ricompresi nell'Accordo di programma.
Per quanto riguarda invece le altre domande, cioè quanti metri cubi sono ancora a disposizione di quella cassa di colmata, voglio ricordare che grazie a quell'Accordo di programma la Giunta Seri, nel 2017, ha realizzato un dragaggio del Porto di Fano per 19.584 metri cubi e ha potuto conferire quei materiali nella cassa di colmata di Ancona proprio grazie all'Accordo di programma del 2008.
Quindi, 19.584 metri cubi scavati nel 2017; quelli depositati a Torrette e all'interno del porto sono pari a 20.800 metri cubi. Rimarrebbero, semplicemente, nella cassa di colmata, per eventuali nuove escavazioni, circa 1.800 metri cubi, quindi pochissimo rispetto al vecchio Accordo di programma.
Noi siamo stati fino ad oggi perfettamente all'interno dell'Accordo di programma, sia per quanto riguarda la rimozione dei fanghi depositati fuori dall'area portuale, a Torrette, e all’interno dell'area portuale ancora bancati, oltre a quelli escavati nel 2017.
Quindi siamo perfettamente in linea con l'Accordo di programma e la cassa di colmata di Ancona, con i suoi 42.000 metri cubi, ha garantito quell'azione del 2017 e garantirà la rimozione dei fanghi che, in queste ore, si stanno sbloccando e dovranno essere traslati.
Detto questo, per quanto riguarda interventi futuri, ci si dovrà basare su nuovi eventuali Accordi di programma o su nuove soluzioni. Ad esempio, se i fanghi non risultassero particolarmente inquinati, potrebbero essere conferiti in mare. Dipenderà dalle analisi e da che tipo di progettualità porterà avanti il Comune di Fano.
Per quanto riguarda la Regione, noi abbiamo garantito 2,5 milioni di euro perché questo si possa fare.
Siamo in linea con il vecchio Accordo di programma, finalmente anche per quanto riguarda la rimozione dei fanghi depositati fuori dall'area portuale, ma abbiamo anche messo a disposizione ulteriori 2,5 milioni di euro per eventuali nuove azioni necessarie all'interno del Porto di Fano.
Queste erano le domande e queste sono le risposte. Credo di aver anche ripercorso le tappe che hanno portato a questa situazione e spiegato come quell'antico Accordo di programma non sia stato ancora completamente realizzato, non perché il Comune di Fano non lo abbia voluto, ma perché la cassa di colmata di Ancona non era ancora pronta.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Assessore, chiedo scusa, ma non ho capito bene una cosa.
Nel rispetto dell'Accordo di programma, i fanghi che sono attualmente a Torrette e quelli che sono fuori dal sedime portuale, ma comunque a ridosso del Porto di Fano, saranno trasferiti con la gara di cui ha parlato adesso, che si è sbloccata qualche giorno fa? Parrebbe di sì, volevo capire soltanto questo.
È chiaro che c'è un livello di preoccupazione rispetto alla situazione del Porto di Fano perché le notizie che sono uscite, è vero che le analisi non le fa la stampa ma l'ARPAM, però è poi la stampa che dà le informazioni e amplifica le notizie.
Ci siamo preoccupati perché, quando abbiamo capito che la situazione attuale dei fanghi all'interno del Porto di Fano presentava un livello di inquinamento che potrebbe non consentire ulteriori dragaggi…, questa cosa rischia di essere fortemente problematica. Perché una volta trasferiti quelli di cui parlavamo prima, quelli vecchi, per capirci, di Torrette e quelli a ridosso del porto, quelli che sono attualmente da dragare all'interno del Porto di Fano - e c'è bisogno di fare un dragaggio - dove si porteranno? Spero in mare, ma quello che emerge dalle informazioni della stampa, che non se è inventate, sono dati che emergono da esami che sono stati fatti.
Questa è la preoccupazione, per cui il suggerimento che mi sento di poter dare è anche quello di pianificare e programmare un dragaggio non solo del Porto di Fano, ma di tutti i porti, in modo periodico, con tempi relativamente stretti, in modo tale che i cosiddetti fanghi, che vengono dichiarati inquinati e che hanno una classificazione in base alla normativa, possano essere dragati e portati in mare perché, diversamente, con le casse di colmata sappiamo quali e quante sono le difficoltà per la realizzazione dell'opera.
Comunque, lei sostanzialmente mi garantisce che i metri cubi assegnati al Porto di Fano in base all'Accordo di programma sono stati rispettati per il trasferimento di questi fanghi.
Grazie.
Interrogazione n. 1321
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Avvio screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA)”
Interrogazione n.1435
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Avvio screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA) – richiesta aggiornamenti”
(abbinate)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1321 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e interrogazione n.1435 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Le due interrogazioni riguardano l'avvio dello screening neonatale per l'atrofia muscolare spinale nella nostra Regione.
Il Piano socio-sanitario approvato da quest'Assemblea legislativa prevedeva l'avvio di uno screening neonatale per questo tipo di patologia, l'atrofia muscolare spinale, e con provvedimenti successivi, in particolare con la delibera di Giunta regionale n. 1422 del 2024, è stato avviato il programma regionale di screening neonatale esteso all'atrofia muscolare spinale.
L'esecuzione di questa attività è stata individuata a carico del Centro di riferimento regionale dell'Azienda sanitaria di Pesaro e Urbino. Sono state individuate e assegnate al suddetto Centro anche risorse per 249.636 euro, che sono nel bilancio 2024-2026, annualità 2024.
Lo screening è partito il 15 febbraio 2025, poco tempo fa, e per la corretta esecuzione di questo procedimento, con decreto dell'Azienda sanitaria regionale n. 115 del 2024, è stato individuato l'organismo chiamato a coordinare questo tipo di attività, che è composto dal dirigente del settore territorio integrazione sociosanitaria dell'AST, dal direttore del Centro di riferimento regionale per lo screening neonatale, che abbiamo detto essere individuato nell'AST di Pesaro e Urbino, dal direttore e da un coordinatore dei punti nascita per ogni Azienda sanitaria territoriale, dal direttore e coordinatore del punto nascita dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, dal direttore della SOD di Neuropsichiatria infantile e da un rappresentante del Centro clinico NEMO di Ancona.
Questo importantissimo screening è partito. Gli atti di indirizzo programmatico, che sono di competenza di questo Consiglio, sono stati approvati dal Piano socio-sanitario e qui stiamo parlando dell'esecuzione di un'importante attività.
Naturalmente mi fa piacere che, in questo percorso così importante e significativo, che va a coprire anche una lacuna regionale, ci sia stata anche la sollecitazione delle opposizioni attraverso le interrogazioni, che naturalmente non hanno sostituito e non possono sostituire il valore della programmazione del Piano socio-sanitario e delle delibere che sono state approvate.
In conclusione, parte un servizio fondamentale e importante e mi pare di poter dire che, attraverso l'individuazione e il coordinamento dei più alti livelli dirigenziali sanitari della nostra Regione, questo piano possa avere un successo immediato per garantire alle famiglie un servizio adeguato e idoneo, in un servizio sanitario regionale come quello delle Marche, che è uno tra i primi a livello nazionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la sua risposta, che come sempre arriva a giochi fatti, strategicamente in ritardo e soltanto dopo ripetute sollecitazioni. Infatti, sono già due le interrogazioni che abbiamo collezionato a riguardo.
Però, Assessore, bisogna essere onesti: se non fosse stato per l'iniziativa e per l'attenzione di noi Consiglieri del Partito Democratico, probabilmente non saremmo mai arrivati a questo risultato.
È dal 19 maggio 2022 che stiamo cercando di attivare lo screening neonatale per la SMA nella nostra Regione, ovvero da quando abbiamo depositato la nostra proposta di legge, che voi avete tenuto chiusa nel cassetto della Commissione sanità per tutto questo tempo.
Per due volte questa proposta di legge è stata rinviata in Commissione, per due volte, per il completamento dell'iter di approvazione. Poi, improvvisamente, a settembre 2024 viene approvata una delibera che finalmente dà avvio allo screening, con l'istituzione del tavolo e lo stanziamento delle risorse. Meglio una delibera, vero, piuttosto che una legge, specie se questa è a firma della minoranza. Cosa si fa per appropriarsi del lavoro e delle iniziative degli altri, vero?
E poi che cosa è successo? Di fatto molto poco e quel poco molto lentamente, dato che lo screening, che avrebbe dovuto essere avviato dal primo gennaio, invece è partito soltanto a metà febbraio, e questo soltanto perché da settembre vi stiamo col fiato sul collo e chiediamo continuamente aggiornamenti sulle procedure.
Per non parlare dell'incognita dei 250.000 euro stanziati dalla Regione Marche nel 2024 per l'acquisizione delle tecnologie e l'assunzione di personale specializzato, che ancora devono arrivare. Come sono stati utilizzati, Assessore, questi soldi?
Certo, è difficile immaginare in un laboratorio lavorare senza materiali e personale, ma su questo ci riserveremo di approfondire e speriamo di non trovare scheletri negli armadi a giustificazione dei vostri inspiegabili e irresponsabili ritardi.
Comunque, al netto di ogni critica, voglio finalmente esprimere grande soddisfazione. Una cosa però ci tengo a precisare: nostra è la proposta e nostro è il merito.
Non accettiamo che chi si è completamente disinteressato al tema possa oggi fregiarsi di un risultato che non è suo. Anzi, credo che una Giunta e un'Assemblea legislativa che tardano ad agire e che devono essere continuamente pungolate rispetto a un tema importantissimo che riguarda la salute dei bambini e le loro prospettive di vita dimostrino tutta la loro irresponsabilità e insensibilità.
È solo grazie al nostro intervento, al nostro pressing e alle nostre continue sollecitazioni che oggi i bambini marchigiani e le loro famiglie possono beneficiare di una diagnosi precoce che permetterà loro di vivere una vita serena e in salute.
Interrogazione n.1369
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“AST Ascoli Piceno, sorveglianza medica dei lavoratori esposti al rischio da radiazione ionizzante”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1369 dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In esito all'interrogazione della Consigliera Casini, l'Azienda sanitaria di Ascoli Piceno riferisce che il dirigente medico addetto alla sorveglianza medica dei lavoratori esposti a rischio di radiazioni ionizzanti è la dottoressa XY.
L'espletamento delle funzioni di relativa competenza, mediante l'effettuazione di visite ai lavoratori radioesposti ai sensi della normativa vigente, viene svolto nello specifico con riferimento al decreto legislativo n. 101 del 2020 e successive modificazioni e integrazioni.
L'Azienda sanitaria conferma, altresì, che la dottoressa XX non ricopre tale incarico e che il dirigente addetto a questo tipo di attività è la dottoressa XY. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Io ero a conoscenza della sostituzione, ma ho mantenuto questa interrogazione perché non ero sicura che lei decidesse comunque di bloccare l'iter dell'atto aziendale. Avrei sottolineato, nel caso ciò non fosse successo, che i Direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere sono tenuti a garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori, avvalendosi di figure professionali molto importanti, soprattutto per quanto riguarda la fisica medica.
Nella nostra AST, nell'atto aziendale, era stata cassata l'Unità operativa complessa, oltre a quella di anestesia e rianimazione, anche quella riguardante la fisica medica.
Ora, la fisica medica magari non l’abbiamo tanto presente, e guardo il Consigliere Carancini, con il quale invece abbiamo approfondito il tema. In realtà, si tratta di tutti quegli operatori, i fisici medici, che tengono e controllano tutti gli apparecchi ai quali noi ci sottoponiamo, che emettono radiazioni, che possono essere molto pericolose. Quando, ad esempio, si deve effettuare una radioterapia, questi strumenti devono essere puntualmente tarati e la taratura delle apparecchiature è importantissima. Più la tecnologia è avanzata, maggiore è la complessità del lavoro di questo gruppo di operatori che, tra l'altro, nel Piceno sono pochissimi, perché alcuni lavoratori sono andati in pensione e non sono stati, come spesso accade, sostituiti.
Visto che si è deciso di riscrivere l'atto aziendale, magari chiederemo un'attenzione particolare a questa Unità operativa, che può sembrare di nicchia ma di nicchia non è, perché impatta fortemente sulla salute sia degli operatori sia dei pazienti che si sottopongono agli esami diagnostici e alla radioterapia.
Interrogazione n. 1380
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi
“Chiusura negativa del bilancio 2023 dell’INRCA MARCHE a seguito della situazione debitoria del Presidio INRCA di Cosenza”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1380 dei Consiglieri Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'INRCA è l'unico istituto di ricerca geriatrico a livello nazionale.
Storicamente ha una sede centrale nella Regione Marche e due sedi periferiche, una in Lombardia e una in Calabria.
La gestione dell’azienda calabrese risente delle condizioni della sanità della Regione Calabria, commissariata da molti anni e, da ultimo, oggetto anche di alcuni decreti-legge.
Questa condizione nei rapporti tra la Regione Marche e la Regione Calabria esiste da moltissimi anni e, nel 2018, è stato concluso un concordato con la Regione Calabria affinché fossero ripianati i pagamenti relativi alle prestazioni che l'INRCA eroga in Calabria, che sono stati tutti puntualmente adempiuti.
Fino ad oggi la Regione Calabria ha regolarmente adempiuto a tutte le obbligazioni e a tutti i pagamenti relativi alle prestazioni effettuate dall'INRCA nella Regione Calabria.
Ora, si deve tener conto che, contrariamente a tutta la polemica che è stata fatta sui giornali, e che io ritengo rappresenti un livello bassissimo della politica nella nostra Regione, il rapporto tra la Regione Marche e la Regione Calabria è istituzionale. Non si tratta di un rapporto con un soggetto privato, ma con un'istituzione pubblica che in questo momento è vigilata dai Ministeri e dal Governo.
Le obbligazioni che sono sorte tra la Regione Marche e la Regione Calabria trovano una garanzia istituzionale e anche governativa. Non si può parlare di inadempienza e non si può neppure parlare che le prestazioni erogate in Calabria verranno sostenute economicamente dai marchigiani.
A me dispiace che la Regione Calabria, in un recente collegamento che abbiamo effettuato, sia stata così attaccata e oggetto di una durissima reprimenda. Noi dobbiamo andare, sicuramente, all’esame elettorale a ottobre, ma non si possono portare scontri istituzionali quando non esistono, strumentalizzando tali situazioni.
In ogni caso, con la Regione Calabria siamo sostanzialmente addivenuti ad un accordo. Sono in corso interlocuzioni istituzionali anche con il Ministero dell'Economia e delle Finanze per prevedere un piano di adempimenti anche futuri.
La Regione Calabria non ha inserito nel suo atto di finanziamento l'INRCA di Cosenza. Ma, in ogni caso, indipendentemente da questo inserimento, che avverrà e che è dovuto a logiche finanziarie e istituzionali, lo ripeto, di una Regione che è stata commissariata, ciò non di meno, lo voglio sottolineare, non c'è nessun tipo di debito o di obbligazione che la Regione Calabria non ha adempiuto nei riguardi della Regione Marche.
Addirittura trasportare, per lotta politica e per interesse locale… Non capisco la Consigliera Vitri, evidentemente deve trovare un'immagine nel suo collegio elettorale di Pesaro, che porta addirittura allo scontro istituzionale tra due regioni, senza tener conto dei fatti oggettivi che portano quella Regione a un adempimento certo, che è garantito anche dal Ministero della Salute e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, semplicemente perché i rapporti tra le regioni, anche in materia di mobilità passiva e mobilità attiva, sono governati a livello centrale attraverso il trasferimento di fondi del Fondo Sanitario Nazionale.
Mi dispiace moltissimo che la Regione Marche, che ha interesse ad avere la sede dell'INRCA, che è un centro di ricerca, anche in Calabria, abbia portato in quest'Aula e fuori dall'Aula uno scontro partitico che nulla ha a che fare con gli interessi dell'INRCA e mi dispiace veramente tanto anche per quello che ha fatto l’interrogante, la Consigliera Vitri, perché i rapporti tra le Regioni sono rapporti cooperativi, i problemi, quando emergono, si risolvono nell'ambito di un rapporto istituzionale. Siamo istituzioni, non sono organi politici o partitici.
Conclusivamente, non c'è dubbio alcuno che la Calabria abbia sempre adempiuto alle sue obbligazioni, non c'è dubbio alcuno che queste obbligazioni siano garantite anche dallo Stato e che il problema non sussiste.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Io, Assessore Saltamartini, sono allibita, mi chiedo dove lei riesca a trovare il coraggio di smentire, nascondere la realtà in questo modo.
Al di là degli attacchi personali, che sono veramente imbarazzanti, ma non per me, ma per chi me li rivolge, lei sta offendendo anche la dirigente dell'INRCA. Ci sono una infinità di mail e di atti in cui la dirigente dell'INRCA di Ancona mostra la propria preoccupazione per quello che sta accadendo. Oggi mi parla di accordi in corso per piani di adempimenti futuri, ho trascritto le sue parole e qui c'è l'unica verità in tutto ciò che ha detto.
Se ci sono accordi in corso oggi, dopo la mia interrogazione, che era stata presentata il 15 novembre, non è difficile capire come mai fino ad oggi, per 2 anni, non sia stato fatto nulla, ma improvvisamente, dopo la mia interrogazione, che arriva in Aula con quasi 4 mesi di ritardo, chiediamoci anche qui perché, finalmente, sono iniziati degli accordi e, al di là di tutto il suo discorso, in cui, parlando, non risponde a nulla delle sette domande che ho posto. Sette quesiti che non hanno avuto una risposta e io ripresenterò l'interrogazione, Assessore Saltamartini, perché ancora oggi lei non mi ha detto chi ripagherà questi 17 milioni di debito.
Mi ha detto solo che sono in corso degli accordi e, lo ribadisco, lo ripeto per gli utenti marchigiani, che purtroppo non possono nemmeno, molte volte, avere accesso alle cure, quindi lo voglio ricordare: il presidio ospedaliero INRCA di Cosenza non adotta un proprio bilancio di esercizio, ma le risultanze contabili riferite a questo presidio sono rappresentate in un sezionale all'interno del bilancio INRCA della nostra Regione, ed era la stessa dirigente dell'INRCA di Ancona che, con una determina, la n. 197 del 31 maggio 2024, quasi un anno fa, al punto 2, scriveva di dare atto che il bilancio dell'esercizio si è chiuso con un risultato di meno 3.985.000 euro, quindi quasi 4 milioni di perdita, e che lo stesso ha origine e provenienza interamente dal sezionale del presidio di Cosenza.
Noi eravamo già in perdita di 4 milioni per la situazione dell'INRCA di Cosenza, a questa passività, messa in evidenza nella determina della direttrice dell'INRCA di Ancona, se ne sommavano altre, caro Assessore, perché si sommavano anche le passività di oltre 9 milioni per il triennio 2019-2021, di oltre 4.200.000 euro per il 2022, portando un debito maturato dell'INRCA di Cosenza a 17.548.000 euro. Io oggi voglio capire chi dovrà pagarli, perché lei ha fatto riferimento ad un accordo transattivo del 2018 e le ricordo bene…
PRESIDENTE. Un minuto. Prego
Micaela VITRI. Assessore Saltamartini, perché fa finta di non sapere che l'INRCA di Cosenza era già piena di debiti nel 2018. Sono stati chiusi allora con un accordo transattivo tra Regione Calabria e Regione Marche e se li era accollati tutti la Regione Calabria.
Oggi, invece, questo debito, se non intervenite, rischia di ricadere sui marchigiani, totalmente sull'INRCA di Ancona, perché invece il Presidente della Regione Calabria se n'è lavato le mani fino ad ora. Speriamo che il mio intervento, l'intervento del PD, possa svoltare e dare una svolta alla situazione concreta, perché cosa è successo? Il Commissario ad acta aveva escluso l'INRCA dalla gestione sanitaria centrata, questo significa che non la riconosceva più sotto la propria competenza, lasciandola abbandonata a se stessa nelle mani dell'INRCA di Ancona.
Lei, Assessore Saltamartini, oggi non può nascondere la realtà.
Interrogazione n. 1412
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Progetto Casa di Comunità e Residenza Protetta per anziani non autosufficienti nel Comune di Civitanova Marche (MC)”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1412 dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Com’è noto a quest’Assemblea, la politica di questa maggioranza è stata quella di evitare e di rafforzare la sanità territoriale, sorvolando sull'idea degli ospedali unici provinciali.
In relazione a questa politica di potenziamento della sanità territoriale e in adesione alla Missione 6 del PNRR, sono stati individuati due interventi per il circondario di Civitanova Marche, ospedale di Civitanova e Comuni collegati a quel tipo di assistenza sanitaria.
In particolare, sono stati individuati due interventi importanti: una Casa di comunità e una Residenza protetta. Una Casa di comunità finanziata con 6 milioni di fondi regionali e una Residenza protetta con un finanziamento PNRR da 1,5 miliardi di euro, per un investimento complessivo di oltre 7 milioni di euro.
Ora voglio ricordare a quest'Aula che, con i finanziamenti PNRR, noi abbiamo deciso di costruire nella nostra Regione 29 Case di comunità, 9 Ospedali di comunità e 15 COT. La realizzazione di queste Case di comunità tende a superare la lacuna che si era manifestata nella nostra regione dell'assistenza territoriale, per cui c'era una concentrazione della domanda sugli ospedali, sui Pronto soccorso, con sovraffollamento e così via.
Nel 2022 la Regione Marche, con il POR, il Piano operativo regionale, ha individuato le località dove dovevano essere realizzate queste strutture della Missione 6 e la valutazione del POR, del costo di questa struttura, è stata fatta su una stima sommaria, non poteva essere altrimenti.
Redatto il documento di indirizzo progettuale e successivamente, a seguito degli eventi bellici e dell'aumento dei costi dei materiali nell'edilizia, dovuti nella nostra regione anche ai cantieri del terremoto, si è verificato un aumento dei costi, così come avvenuto per tutte le altre strutture.
Per evitare di dover fermare i cantieri per adeguare il finanziamento, queste due progettualità, la Casa di comunità e la Residenza protetta, che insistono nello stesso stabilimento, cioè nello stesso plesso, sono stati individuati due stralci: uno stralcio PNRR per la Casa di comunità, che sta procedendo, e un secondo stralcio per la Residenza protetta. Entrambi questi interventi stanno procedendo e, da quello che risulta, i fondi per la realizzazione di queste due strutture sono interamente coperti.
Voglio dire che, con questi interventi, noi saremo in grado di coprire la domanda di servizi territoriali che, come ho detto prima, mancavano nella nostra regione e questa mancanza di strutture territoriali è una delle ragioni per cui c'è una carenza di servizi sanitari nei riguardi dei cittadini.
Come ho più volte avuto modo di sottolineare con i miei interventi, questi problemi nascono fondamentalmente per la carenza, la mancata formazione di medici che, purtroppo, dal 2015 si è verificata nel nostro Paese.
Quest'anno entreranno in servizio, come ho già detto più volte, 10.000 medici, su un atto di programmazione del Governo Renzi del 2015, ma in pensione quest'anno ne andranno 16.000.
Tuttavia, già con le borse di specializzazione, con l'aumento dei medici che lo Stato sta formando, noi sin dal prossimo anno e dalla fine di quest'anno avremo i medici necessari per queste strutture, quindi stiamo procedendo alacremente a realizzare i nuovi Ospedali di comunità, le 29 Case di comunità, perché è certo e sicuro che i medici e il personale che serviranno per queste strutture li stiamo formando.
Questo intervento su Civitanova tende a far sì che - oltre agli interventi di edilizia sul pronto soccorso di edilizia, oltre agli interventi sulla realizzazione di 4 sale operatorie nuove, con tutte le tecnologie – si dia la possibilità alla città, che serve con un ospedale di primo livello un bacino territoriale di 150.000 abitanti, di avere anche questa struttura. Lo ripeto, una Residenza protetta, da anni domandata, e questa Casa di comunità finanziata con i fondi PNRR. Tutti questi lavori sono finanziati.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, lei non risponde alle quattro domande, lei racconta un sacco di bugie e soprattutto svia i ragionamenti raccontando altro rispetto alla Casa della comunità e alla Residenza protetta.
Ha raccontato bugie, non ci sono le risorse a cui lei fa riferimento. Ci dovete dire a chi dovete fare un favore, Assessore Saltamartini. Costruite una Residenza protetta a Civitanova Marche, nella storia delle Marche mai è stata finanziata una Residenza protetta.
Per fare una Residenza protetta con 20 posti letto occorrono 800 metri quadri, altri 800 ne servono per una Casa della comunità, secondo i moduli standard. I metri quadri di queste due strutture sono 1.350.
Non è vero quello che lei racconta, non si sa a che titolo la realizzate ma, soprattutto, vi inventate e illudete i cittadini di Civitanova Marche, perché arrivate in un primo momento a finanziare 8 milioni e poi tornate indietro.
Ad oggi, Assessore Saltamartini, che non sa esattamente lo stato della situazione o non è stato informato bene, voi realizzerete solo il primo lotto di 4.200.000 euro, l'altro è ancora accantonato e quindi, da questo punto di vista, non c'è assolutamente una coerenza rispetto a questo.
Non rispondete a un'altra domanda: invece di spendere quello che oggi non siete in grado di spendere, quegli otto posti relativi alla Residenza protetta, che voi dichiarate negli atti necessari per la realizzazione, avreste potuto invece attingerli alle residenze, alle strutture private accreditate vicino a Civitanova Marche. Perché non lo avete fatto? Perché dovevate spendere, in realtà, programmare una Residenza protetta che ad oggi non siete in grado di rispondere.
Praticamente dovrete fare un favore a qualcuno, Assessore Saltamartini, e questo è uno degli elementi più gravi rispetto alla vostra programmazione. Non siete stati in grado di programmare la Casa della comunità e la Residenza protetta e siete passati via via a diverse valutazioni, a stime; ad oggi non è così come dice lei.
Non risponde neanche, Assessore Saltamartini, alla tempistica perché lei non lo sa, ma questo è il documento, l'atto relativo alla determina dell'approvazione del progetto esecutivo: 17 febbraio 2025, tre anni dopo rispetto a quando voi la programmate.
Quando racconta la bugia che ci sono stati aumenti, rispetto…, è la giustificazione perché voi decidete di fare questa operazione ad agosto 2023, con un atto del Comune di Civitanova Marche.
Assessore Saltamartini è sbugiardato in ogni occasione, ma a me non danno fastidio le sue bugie perché io sono abituato; dà fastidio che lei porti in giro i cittadini marchigiani, racconta delle balle incredibili, convinto che le persone ancora credano a lei. Questa è veramente l'ultima perla di cui è stato autore.
Interrogazione n. 1334
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Stato di attuazione della Risoluzione n. 57/22 ‘Sperimentazione per l'introduzione dello Psicologo delle cure primarie e finanziamento delle prestazioni erogate per la salute mentale e prevenzione del disagio psichico per giovani e fasce fragili’”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1334 dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L’interrogazione del Consigliere Cesetti, non per compiacerla, è importante perché comunque va a toccare un tasto, una discrasia, una lacuna che deriva dal fatto che ormai la multidisciplinarità del trattamento sanitario deve includere necessariamente quella che è la scoperta più importante di 2.500 anni fa dei Greci, la psichiatria.
In riferimento alla possibilità di avviare una sperimentazione per l'introduzione dello psicologo delle cure primarie, si deve osservare, devo leggere a memoria perché ci sono dei dati, che la Giunta regionale è impegnata a dare piena attuazione al Decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022 per lo sviluppo dell'assistenza territoriale, in cui questo obiettivo è stato individuato come un obiettivo centrale del Sistema sanitario nazionale.
A tale proposito si sottolinea che, nelle proposte degli atti aziendali di prossima formalizzazione da parte della Regione, sono previsti un Servizio di psicologia territoriale, staff al Direttore sociosanitario, e una UOSD di Psicologia clinica del Dipartimento salute mentale; una UOSD di Psicologia del Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche nell'AST di Ascoli Piceno; una rete psicologica nel nodo delle reti di servizio nell'AST di Fermo e una UOC di Psicologia ospedaliera e territoriale del Dipartimento presidio ospedaliero di Pesaro Urbino; e poi, non per ultimo, la previsione dello psicologo delle Case di comunità nell'AST di Macerata.
In riferimento al finanziamento per le prestazioni erogate per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico per giovani e fasce più fragili della popolazione, si osserva che tali tematiche per la Giunta regionale costituiscono delle priorità, come si evince dai seguenti atti deliberativi.
Con la Delibera di Giunta regionale n. 950 del 25 luglio 2022, concernente le linee d'indirizzo per la realizzazione di progetti regionali volti al potenziamento dei Dipartimenti salute mentale, sono stati rafforzati, in termini di reclutamento del personale, questo tipo di centri, con un impegno di spesa di 1.700.000 euro.
Con Delibera di Giunta regionale n. 1044 dell'8 agosto 2022 è stato approvato il piano biennale di consolidamento dei servizi delle reti per i disturbi del comportamento alimentare, anche qui per un finanziamento di 642.000 euro.
Con la Delibera di Giunta regionale n. 1139 del 31 luglio 2023 è stato rifinanziato il progetto Servizi di sollievo, anche qui per un impegno di spesa piuttosto significativo di oltre 2.880.000 euro.
Poiché la tutela della salute mentale, con particolare riguardo ai giovani, ai fragili e alle loro famiglie, anche in chiave preventiva e di lotta allo stigma, rappresenta una priorità della Giunta regionale, a breve verrà presentata in Consiglio regionale una proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale per stabilizzare i servizi di sollievo dopo circa 20 anni di progettualità.
Non per ultimo, con Delibera di Giunta regionale n. 2026 del 30 dicembre 2024 è stato approvato il piano di attività in riferimento al Decreto ministeriale n. 810/2024 di riparto per il 2024 del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, per 254.000 euro.
Infine, con Delibera di Giunta regionale n. 54 del 27 gennaio 2025, al punto 2-B, si prevede che, a partire da quest'anno, la quota incrementale del tetto di spesa del personale del Servizio sanitario regionale dovrà essere finalizzata, per circa 1 milione, al potenziamento dei Dipartimenti di salute mentale e dei Centri disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
Questi provvedimenti sono anch'essi legati ai vincoli di finanza pubblica, però, nonostante questo, c'è da riscontrare da parte della Regione Marche un impegno concreto su un percorso che deve dare sollievo e aiuto alle tante famiglie che si trovano a doversi misurare con propri familiari affetti da queste condizioni.
Credo che, anche mediante queste sollecitazioni che vengono dall'opposizione, contrariamente agli interventi precedenti, ci sia la cooperazione e la volontà di cooperare e di raggiungere un obiettivo che è quello dell'interesse pubblico, quando l'interrogazione e la critica non siano solamente strumentali all'immagine personale o alla deificazione delle straordinarie capacità personali, ma siano solo ed esclusivamente un intervento diretto a garantire l'interesse pubblico nell'ambito dello spirito di servizio, che connota la militanza politica e soprattutto la rappresentanza di tutti i cittadini che ci hanno portato in questo Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Dopo la grande sintonia tra il Vicepresidente e il Consigliere Carancini, io ho qualche difficoltà ad intervenire, però nel condividere nel merito quello che poc'anzi, sulla precedente interrogazione, diceva il Consigliere Carancini, che pure io ho sottoscritto, per quanto riguarda quest’interrogazione, che anche il Consigliere Carancini ha sottoscritto e che io ringrazio, do atto che qualcosa è stato fatto, Assessore Saltamartini, e come lei correttamente ha ricordato, grazie anche all'intervento dell'opposizione, soprattutto grazie all'intervento dell'opposizione, però non è stato fatto abbastanza.
L’intervento dell'opposizione, voglio ricordare che all'indomani della pandemia e in relazione all'impatto di questa sulla sfera psicologica ed emozionale degli individui, veniva presentata la mozione n. 202.
All'esito di quella mozione presentata dal gruppo PD, in quest'Aula c'era un dibattito e si perveniva all'approvazione di una risoluzione, che aveva, diciamo, ad oggetto l'introduzione del servizio dello psicologo delle cure primarie e azioni a sostegno dell'intercettazione dei disturbi psicologici e dei bisogni di benessere psicologico dei cittadini.
L'Assemblea approvava una risoluzione e lo ricordo bene, anche con il consenso, perché altrimenti non sarebbe avvenuto, dell'Assessore Saltamartini, Assessore alla sanità, con la quale si impegnava la Giunta a valutare la possibilità di avviare una sperimentazione per l'introduzione dello psicologo delle cure primarie nei servizi offerti dagli erogatori pubblici e privati accreditati e a garantire il finanziamento per le prestazioni erogate per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico.
D'altra parte non c'era solo questa risoluzione, ma giace agli atti una proposta di legge del Partito Democratico, a prima firma del Vicepresidente Maurizio Mangialardi, sull'istituzione della figura dello psicologo di base, una legge che, come tante altre, purtroppo giace nel cassetto e qui non è che c'è la responsabilità dell'Assessore Saltamartini, per carità.
Prendo atto che qualcosa è stato fatto, non basta, non bastano neanche le indicazioni che vengono date alle Aziende sanitarie territoriali…
Interrogazione n.1415
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Vitri, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo e Minardi
“Programmazione della rete scolastica regionale e dell'offerta formativa per l'a.s. 2025/2026”
Interrogazione n.1423
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Programmazione della rete scolastica regionale e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2025/2026”
(abbinate)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1415 dei Consiglieri Carancini, Vitri, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo e Minardi e interrogazione n.1423 dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Rispondo in maniera separata perché sono delle richieste diverse.
Relativamente all’interrogazione n. 1415, per quanto attiene gli accorpamenti proposti nella Delibera di Giunta n. 2016/2024, richiamato il documento istruttorio sottoposto al parere della Commissione consiliare in data 30 dicembre 2024, sono state ponderate le varie ipotesi tenendo conto della consistenza della popolazione scolastica, aggiornata all'anno scolastico corrente 2024-2025, validata dall'Ufficio scolastico regionale per le Marche, delle istituzioni scolastiche autonome e sedi di dirigenza, dei collegamenti tra territori, plessi e punti di erogazione, delle caratteristiche demografiche, quindi natalità, popolazione in età scolare, variazioni percentuali della popolazione residente, orografiche, quindi Comuni montani, piccoli comuni, densità abitativa, economica e socioculturale del bacino di utenza, supportate da uno studio di fattibilità condiviso dall'Ufficio scolastico regionale per le Marche.
Per quanto attiene la tempistica, appare importante evidenziare che la Regione procede alla programmazione della rete scolastica acquisiti i pareri e i piani provinciali e che l'ultimo piano provinciale è stato notificato al protocollo regionale in data 29 novembre 2024 e che già in data 5 dicembre 2024 si provvedeva prontamente a convocare, inizialmente per l'11 dicembre, data modificata al 13 dicembre per motivata richiesta, il Tavolo interistituzionale per l'istruzione.
Successivamente, in data 23 dicembre 2024, la Giunta provvedeva con Delibera n. 2016/2024 ad inviare la richiesta di parere alla competente Commissione consiliare.
La Commissione consiliare veniva pertanto convocata d'urgenza, come documentato dall'interrogazione in oggetto, il 30 dicembre 2024 alle ore 10.
Per quanto attiene alla modifica intervenuta sulla Delibera di Giunta regionale n. 2016/2024, che ha visto l'accorpamento nel Comune di Chiaravalle dell'Istituto Montessori con l'Istituto Montalcini, ipotesi più volte ventilata dalla stessa Provincia di Ancona nelle proprie delibere 2023 e 2024, a fronte dell'accorpamento dell'Istituto comprensivo Pian di Meleto con Macerata Feltria "Raffaello Sanzio", preme ricordare che nella seduta del 30 dicembre 2024 la Commissione, pur esprimendo parere favorevole a maggioranza, aveva sollevato alcune criticità anche in merito alla distribuzione territoriale degli accorpamenti proposti, che insistevano esclusivamente su due province, criticità riprese in esame nella seduta della Giunta del 30 dicembre 2024 pomeriggio e che, per ristrettezza della tempistica di approvazione della programmazione entro e non oltre il 30 dicembre 2024, come sollecitati dallo stesso MIM, non è stato possibile riportare in sede consiliare.
È opportuno ricordare, infatti, che il 17 dicembre 2024 il MIM rammentava alle Regioni l'importanza del rispetto della scadenza, rimarcando che “il corretto adempimento entro il termine suindicato costituisce un dovere per tutte le Regioni, sulla base del necessario rispetto degli impegni comunitari assunti per la citata riforma PNRR, oltre che per la necessità, nell'attuare la riforma medesima, di contribuire al raggiungimento di maggiori livelli di efficienza del sistema scolastico”, concludendo che, “nella denegata ipotesi in cui una Regione non dovesse adempiere nei termini indicati dalla legge, potrebbero sussistere le condizioni per attivare il procedimento per l'esercizio dei poteri sostitutivi nell'ambito dell'attuazione del PNRR, previsto ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito in legge con modificazioni dall'articolo 1, comma 1, della legge 29 luglio 2021, n. 108”.
Per quanto concerne l'interrogazione n. 1423, la prima parte è identica, ma andando nello specifico, con riferimento ai criteri enunciati, gli istituti accorpati all'interno di un altro istituto hanno una popolazione scolastica in continuo calo, ovvero al di sotto dei 500 iscritti, e non hanno un dirigente scolastico assegnato. In particolare, l'Istituto Montessori e lo Scipione Lapi di Apecchio si trovano in una situazione di reggenza da diversi anni.
L'Istituto Scipione Lapi di Apecchio, in particolare, nell'anno scolastico in corso 2024-2025 condivide in reggenza il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo a cui viene accorpato, che è il Mattei di Acqualagna.
È importante ricordare che la reggenza del dirigente scolastico comporta diversi problemi che possono influenzare negativamente la gestione delle scuole. In particolare, essendo la reggenza una soluzione temporanea, finisce con il generare una discontinuità gestionale e amministrativa, il che può portare a una mancanza di continuità nella gestione delle scuole, finendo con il creare instabilità e incertezza tra il personale scolastico, gli studenti e le stesse famiglie.
Inoltre, come più volte precisato, il dimensionamento non interviene sui plessi scolastici, che rimangono un presidio territoriale, e il dislocamento del dirigente in altro Comune non è dissimile all'assegnazione di un dirigente in reggenza da un altro istituto scolastico collocato fuori Comune.
Continuando quindi nel merito, l'unica modifica intervenuta successivamente alla convocazione della Commissione consiliare competente del 30 dicembre mattina, ovvero l'accorpamento dei due istituti di Chiaravalle, come già risposto nelle interrogazioni, è stata dettata da tempi contingenti che la stessa Giunta ha dovuto osservare, meno di 30 giorni, allo scopo di concedere un maggior tempo alle Province per redigere i loro piani provinciali, ma che tuttavia non hanno soddisfatto l'obiettivo imposto dal decreto del Ministro n. 127/2023.
Le autonomie scolastiche nell'anno scolastico 2025-2026, ricordo, sono 208, quindi meno 6 rispetto all'anno scolastico precedente, motivo per cui non è stato possibile accogliere la richiesta della Provincia di Pesaro e Urbino di mantenimento dell'autonomia scolastica dello Scipione Lapi.
Vero è che sulle tempistiche è necessario fare anche una riflessione in virtù della recente normativa, il decreto-legge 16 gennaio 2025, n. 21, che porterebbe la scadenza ultima per l'approvazione della programmazione della rete scolastica regionale e dell'offerta formativa, tra l'altro, al 30 ottobre di ogni anno.
Ricordo comunque che, proprio a seguito del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, il n. 1, la Regione Marche è considerata una regione virtuosa in questo senso. Pertanto, ha potuto beneficiare di alcune agevolazioni che vanno sicuramente a favore della popolazione scolastica, in maniera particolare, che sono:
• la possibilità di costituire comunque delle classi anche senza il numero previsto dalla normativa;
• la salvaguardia del contingente organico ATA 2025-2026;
• la possibilità di un docente con funzioni vicarie del dirigente scolastico sulle scuole che sono oggetto di dimensionamento.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore, riparto da una delle sue ultime dichiarazioni, quando lei dice che siamo virtuosi agli occhi del Ministro dell’istruzione e del merito. Io credo che lei dovrebbe un po' vergognarsi di questa affermazione, perché voi siete virtuosi sulla pelle di tanti alunni e studenti delle aree interne che avete massacrato con l'ultima delibera di Giunta regionale del 30 dicembre 2024. Una roba da vergogna.
I cittadini non sanno che siamo andati in Commissione al mattino, alle 10, per esprimere un parere su un'ipotesi di accorpamento; la maggioranza ha approvato quella ipotesi, ma guarda caso, nelle poche ore successive, nel pomeriggio, il Presidente Acquaroli e soci, unitamente all'Assessore Biondi, succede il pandemonio, modificano quella soluzione, cancellando l'accorpamento che avevano fatto su Pian di Meleto e Macerata Feltria e andando a penalizzare Chiaravalle.
Uno scandalo, Assessore Biondi, e prima che voi riusciate a giustificare questo cambiamento, guarda caso autorevoli esponenti della Lega cantano vittoria.
È evidente che c'è stata una telefonata fra il Presidente Acquaroli e un deputato della Lega, che ha ordinato al Presidente Acquaroli di modificare quella prospettiva e naturalmente avete sacrificato il rispetto istituzionale. Non siete stati in grado di giustificare.
Lei, Assessore Biondi, fa una figura meschina perché non si è impegnata prima a ragionare soprattutto sulle aree interne.
Per quanto riguarda la provincia di Macerata, vi avevano prospettato soluzioni alternative e non a caso state subendo dei ricorsi amministrativi. Voi ve ne siete fregati, avete fatto degli accorpamenti sugli omnicomprensivi, su Comuni che stanno da una parte e dall'altra, fra Caldarola e Sarnano.
Uno scandalo, Assessore, significa che lei non conosce per niente la geografia dei Comuni dell'entroterra maceratese.
Veramente una roba inaccettabile: l'approssimazione, il dilettantismo ma, soprattutto, lo schiaffo a tutte quelle famiglie dell'entroterra, nei confronti delle quali avete fatto una cosa inaccettabile.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Condivido anch'io la rabbia del Consigliere Carancini perché, purtroppo, dover accettare in modo accondiscendente gli ordini imposti dall'alto dal Governo Meloni e dal Ministro dell’istruzione e del merito ed esserne pure orgogliosi, è un insulto a tutti gli studenti e a tutte le famiglie dell'entroterra. Perché, per il secondo anno consecutivo nella manovra finanziaria, la Premier Meloni impone e qua si esegue senza battere ciglio.
Dopo gli accorpamenti dello scorso anno, quest'anno ne sono stati imposti altri sei, dei quali tre nella provincia di Pesaro e Urbino e addirittura avete provato pure a incolpare la stessa Provincia perché non ve li ha proposti.
Io vi ricordo che, a differenza di questa Giunta regionale, in Toscana il problema è stato affrontato in un modo opposto: il Presidente della Toscana ha fatto ricorso al TAR, si è rifiutato di accorpare le scuole, ha difeso i propri cittadini, studenti e le proprie scuole. Qua invece li avete dati in pasto al Governo Meloni, perché vuole tagliare sulle scuole a partire dai livelli amministrativi.
E quello che è accaduto con un vergognoso blitz di Natale, e non può essere definito in altro modo, è veramente imbarazzante per la Giunta Acquaroli.
Siamo stati convocati tra Natale e Capodanno per una Commissione il 30 dicembre, il mattino. Forse speravate che non ci presentassimo, invece c'eravamo tutti e tutte e, avete deciso quel mattino, con il nostro voto contrario, dell'opposizione, di andare avanti comunque con quegli accorpamenti, io mi chiedo anche con che coraggio.
Vi abbiamo chiesto in ogni modo di evitare quegli accorpamenti, di prendere tempo, non vi è interessato, siete andati avanti.
La stessa Assessore in Commissione ci diceva che bisognava rispettare la richiesta del Ministro dell’istruzione e del merito e siete andati avanti; due ore dopo vi sono passati sopra la testa l'onorevole Carloni e l'onorevole Latini, senza considerare quello che avevate detto in Commissione, e hanno deciso di accorpare a Chiaravalle invece che a Pian di Meleto e Macerata Feltria.
Benissimo per la mia provincia, perché è la stessa cosa che chiedevamo noi, ma allo stesso tempo mi chiedo: perché questa disparità? Perché le scelte avvengono solo in base ai colori politici? Ma i cittadini di Apecchio e di Acqualagna sono di serie B? Perché ad Apecchio e ad Acqualagna non avete sospeso l'accorpamento?
Oltretutto Apecchio è il Comune più periferico delle aree interne, era quello che aveva più diritto a sospendere questo accorpamento. E vi do una notizia: ieri il sindaco di Apecchio ha confermato il ricorso al TAR. Non solo ha fatto ricorso al TAR la Provincia di Pesaro e Urbino, ma anche il Comune di Apecchio. Il Sindaco di Apecchio, che nonostante non sia stato appoggiato dal Consigliere Rossi del suo territorio, anzi...
Interrogazione n. 1430
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Iniziative messe in campo dalla Giunta regionale in vista dell’apertura dello stabilimento Amazon”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1430 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Come già ribadito nei precedenti riscontri, a fronte dell’interesse manifestato da parte di tutti gli enti coinvolti per l’ipotesi della nuova stazione ferroviaria Amazon a Jesi, in zona Coppetella, si ribadisce la necessità che il Comune di Jesi si attivi con la società Amazon per fornire i dati di flusso del traffico passeggeri, dal momento che solo la predetta azienda può avere contezza di tale dato.
Infatti, solo in esito a quanto sopra la Regione potrà rendersi parte attiva per avviare le necessarie interlocuzioni e coordinare un tavolo con i soggetti interessati.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore Brandoni, io penso che il tempo del "vedremo", del "faremo" e del "valuteremo" sia finito oggi.
Passiamo sistematicamente sulla strada e vediamo la bella struttura di Amazon, che si sta completando, anche con inserimenti del verde assolutamente qualificanti per l’intera zona, è comparso anche il logo, ancora coperto, e noi stiamo ancora ragionando su cosa bisogna fare, cosa dovremmo fare o chi deve fare che cosa.
Ancora peggio, scarichiamo sul Comune di Jesi la necessità di porre il tema della stazione ferroviaria in quel luogo.
Assessore, sono due anni che poniamo questo tema, visto che il sottoscritto era uno che si era impegnato prima e poi anche durante, perché quell'insediamento, che vi era un po' sfuggito, venisse realizzato nella nostra regione, perché per noi vuol dire economia e vuol dire occupazione, un volano per il polo di Jesi molto importante.
Vi avevamo detto di costituire un tavolo istituzionale per far sì che la viabilità non ricadesse nella zona, non si sapesse dove dovessero passare…, dove, chi e che cosa.
Cosa succede? Succede che quelli aprono, e ben venga, e voi cosa avete fatto? Nulla. Dobbiamo alzare la mano? Alzare... Non abbiamo fatto nulla, perché tocca al Comune? Forse al Comune di Chiaravalle perché quando usciranno le migliaia di mezzi dal casello di Ancona nord finiranno tutti su via Verdi. Nessuno si è preso in carico questo tema e, ahimè, oggi, all'apertura della struttura, la Regione Marche ha fatto come al solito: si è nascosta.
Anzi, mi prendo pure gli strali del Consigliere Putzu che diceva: “Il Consigliere Mangialardi è stato cassandrico. Vedete che invece noi siamo bravi?” Sì, siete stati bravi prima a respingere Amazon, perché non ve ne siete occupati, ed oggi siete bravi a non esservi fatti carico del tema della viabilità. Se era Jesi che lo doveva fare, dovevate decidere…
PRESIDENTE. Non essendo presente l'Assessore Antonini, la mozione del Consigliere Latini, unita all'interpellanza dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Casini, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo e Vitri e all'interrogazione dei Consiglieri Bora ed altri sulla questione sulla salvaguardia del settore automotive, sulla crisi dell'automotive e, per ultimo, sul piano industriale dell'IMR, sono rinviate, anche se è presente l'Assessore Aguzzi, a una fase successiva del Consiglio. L'Assessore Antonini in questo momento è impegnato con il Presidente in un'attività non rinviabile di carattere istituzionale.
La proposta di legge n. 228 del Consigliere Pasqui, in questo momento, non essendo presente, viene sospesa e rinviata a un momento successivo.
Proposta di legge n. 269
a iniziativa dei Consiglieri Ausili, Ciccioli, Livi, Borroni, Assenti, Putzu, Marinelli, Elezi, Menghi, Serfilippi, Rossi, Lupini, Bilò, Marinangeli, Latini, Cancellieri, Pasqui, Baiocchi, Marcozzi, Santarelli
“Interventi a tutela dei soggetti affetti da malattia celiaca”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 269 dei Consiglieri Ausili, Ciccioli, Livi, Borroni, Assenti, Putzu, Marinelli, Elezi, Menghi, Serfilippi, Rossi, Lupini, Bilò, Marinangeli, Latini, Cancellieri, Pasqui, Baiocchi, Marcozzi, Santarelli.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Siamo davanti a una proposta di legge che ha a che fare direttamente con la vita di molte persone, perché si calcolano in 5.000 i marchigiani che presentano celiachia; questo numero si reputa sia sottostimato, perché, attraverso evidenze scientifiche, si va a stimare che l'1% della popolazione, in Italia e nel mondo, sia celiaca.
Siamo davanti a numeri importanti e alla necessità di tutelare la salute di queste persone, ma siamo anche davanti alla necessità di migliorare la loro qualità della vita. Difatti, le persone con celiachia rischiano talvolta di dover rinunciare alla vita sociale, ma anche ad occasioni professionali che magari si presentano loro nel loro cammino e a esperienze personali quali si vogliano.
La celiachia può essere affrontata solamente attraverso una dieta senza glutine. Pertanto, l'accesso ad alimenti senza glutine diventa sempre più dirimente per migliorare la qualità della vita di queste persone e, allora, con questa proposta di legge noi andiamo ad avanzare delle iniziative, delle misure che permettono che l'accesso ad alimenti senza glutine sia sempre più capillare, controllato e guidato sul territorio regionale.
Questo lo si può fare con delle linee guida rivolte agli esercenti attività di somministrazione e ristorazione che preparano e somministrano alimenti senza glutine, una formazione adeguata degli stessi operatori, magari anche attraverso il sostegno dell'associazionismo presente su questo territorio.
È anche avanzata, attraverso questa proposta, l’ipotesi di un registro, un registro che sia pubblico e accessibile da chiunque, attraverso opportuni portali della Regione, che permetta di visualizzare l'elenco aggiornato delle attività che, su questo territorio, preparano, somministrano e vendono questo tipo di alimenti.
È necessario poi affrontare in maniera continuativa e strutturale il tema. Tanta è l'attenzione di questa Regione sulla materia che stiamo avendo ad oggetto; ora un contributo ulteriore può derivare dal comitato tecnico-politico che questa proposta di legge avanza, un comitato che coinvolga anche l'associazionismo, che su questo territorio è attivo sul tema, e che serva a migliorare il tentativo di affrontare in maniera sempre più continuativa e strutturale la materia e quindi la celiachia.
Poi è evidente: è necessario sostenere e diffondere la corretta conoscenza sulla celiachia e sulla dieta senza glutine. È necessario arrivare sempre più ad un'informazione e a una sensibilizzazione della popolazione a tal riguardo.
Attraverso questa proposta di legge andiamo ad individuare risorse e andiamo a legare il contributo degli enti locali all'impegno della Regione e dell'associazionismo per fare cultura sul territorio. Questi sono, a questo proposito, i punti salienti di questa proposta di legge e l'obiettivo di fondo.
Ringraziamo l'Associazione Italiana Celiachia Marche, nella persona della Presidente e tutti gli altri, per il percorso di costruzione del testo. Ringraziamo il contributo dell'Assessore Saltamartini, di tutta la maggioranza, del Presidente della IV Commissione, Consigliere Baiocchi, di tutti i firmatari e anche della minoranza che in Commissione ha collaborato nel tentativo di arrivare magari ad un'approvazione unanime. Ringraziamo anche tutti i collaboratori sparsi sul territorio, tra cui la Consigliera comunale di Ancona. Grazie
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, oggi discutiamo, come ha già illustrato il relatore di maggioranza, una proposta di legge che tocca il sistema sanitario e sociale di grande rilevanza: la tutela delle persone affette da celiachia.
Si tratta di una patologia cronica autoimmune che colpisce circa l'1% della popolazione e che impone ai pazienti una dieta rigorosa priva di glutine per tutta la vita.
Un tema, quello della celiachia, che spesso viene assolutamente sottovalutato. Ancora molti, l'abbiamo sentito nelle audizioni che abbiamo fatto, e ringrazio per questo anche il Presidente della Commissione per la conduzione, pensano che sia semplicemente una forma di intolleranza o addirittura una moda alimentare.
Invece la realtà, sappiamo, è ben diversa. La celiachia è una condizione seria, invalidante, che, se non gestita correttamente, porta anche a gravi complicanze come la malnutrizione, l'osteoporosi, l'infertilità e persino forme tumorali dell'apparato digerente.
Io penso che sia una proposta di legge necessaria, lo abbiamo già detto, che ha anche dei limiti; proviamo a condividerli insieme.
La proposta di legge che discutiamo ha il pregio di portare finalmente all'attenzione di questo Consiglio regionale un problema reale che riguarda migliaia di persone nelle Marche. Tuttavia, credo che sia necessario affrontare questo tema con il giusto approccio, evitando che si trasformi in una norma di principio senza un impatto concreto sulla vita dei cittadini e dei malati di questa patologia.
Gli obiettivi principali della legge, come ha ricordato Consigliere Ausili, sono tre:
- definire le linee guida per la sicurezza alimentare, garantendo che la preparazione e la somministrazione degli alimenti senza glutine avvengano in ambienti sicuri, evitando contaminazioni accidentali;
- promuovere la formazione degli operatori della ristorazione affinché chi lavora in mense scolastiche, ospedaliere e ristoranti abbia le competenze necessarie per garantire pasti sicuri per i celiaci;
- istituire un registro regionale dei celiaci con l'elenco degli esercizi certificati, così da offrire trasparenza e sicurezza a chi deve seguire una dieta senza glutine.
Si tratta di un quadro normativo, Presidente, condivisibile e necessario. Ma devo dire, e abbiamo avuto anche modo di confrontarci su questo in Commissione, che ci sono delle criticità che magari nel tempo potranno essere superate.
Intanto c'è un tema: le risorse economiche sono insufficienti. È ovvio che affrontare un tema come questo, con un testo così come l'abbiamo approvato, che prevede 30.000 euro in due anni, è assolutamente insufficiente per coprire le reali esigenze della formazione, del controllo e del supporto delle strutture coinvolte.
Se vogliamo che questa legge abbia un impatto reale, dobbiamo garantire più fondi per la formazione degli operatori, affinché il personale delle mense, dei ristoranti e delle strutture sanitarie riceva una preparazione adeguata sulla gestione dei pasti senza glutine; un maggiore sostegno economico agli esercizi che si adeguano, perché comunque ciò determina un costo di gestione importante, soprattutto per le piccole attività che vogliono garantire un'offerta sicura per i celiaci; e risorse per le campagne di sensibilizzazione, perché ancora oggi molti non comprendono, come dicevamo prima, la gravità di questa patologia e i rischi legati alla contaminazione accidentale.
Senza un adeguato finanziamento, questa rischia di restare una legge di buone intenzioni senza effetti concreti.
L'altro tema è la mancanza di un piano di controllo e monitoraggio, una criticità che mi sento di rilevare, perché se non c'è un meccanismo chiaro di controllo diventa difficile garantire che l'elenco degli esercizi certificati rispetti adeguatamente le prescrizioni della norma.
Ci poniamo il tema di chi potrà vigilare rispetto alle regole che vengono imposte ai ristoranti e alle mense; quali strumenti verranno utilizzati per i controlli, per evitare che l'adesione alla rete degli esercizi certificati diventi una semplice dichiarazione di intenti e come saranno coinvolte le associazioni dei pazienti per verificare l'effettiva applicazione della legge.
Sono temi, guardo il Presidente Baiocchi, che abbiamo già avuto modo di discutere. Da parte nostra c'è un'apertura di credito e confidiamo davvero, Presidente, che non faccia la fine di tante altre norme che abbiamo approvato, che avevano la rilevanza che riconosco anche nell'azione dei proponenti, ma che poi non hanno trovato la giusta concretizzazione, perché abbiamo preferito dirottare risorse con modalità diverse.
Ringrazio ancora una volta il Presidente della Commissione perché abbiamo avuto tempo per approfondirla; ci sono state audizioni, ci sono stati elementi che hanno permesso ai commissari stessi di conoscere la patologia, di cui non tutti conoscevano i risvolti.
Il voto che propongo al mio gruppo è quello favorevole, che poi verrà ribadito dalla Capogruppo.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Il mio sarà un brevissimo intervento di ringraziamento per il lavoro svolto, in primis dal Consigliere Ausili, anche con la collaborazione dell'Assessore Saltamartini, che ha partecipato e ha seguito l'evolversi di questa legge. Legge che va in una direzione molto giusta, che è quella di dare voce rispetto a una tipologia di disagio, a una malattia che queste persone hanno, ed è giusto che la Regione Marche dia questo riconoscimento.
È stato fatto un ottimo lavoro in Commissione, posso dire come sempre, dai Consiglieri di maggioranza e opposizione. Sono state fatte diverse audizioni e questo è un elemento che dimostra ancor di più la volontà di approfondire, anche da parte dei singoli Consiglieri, tematiche che magari possono essere ad alcuni sconosciute.
Grazie all'Associazione Italiana Celiachia Marche, che ha dato un contributo importante per la redazione e per l'approfondimento su queste tematiche.
Sono molto contento anche della condivisione e della richiesta di voto favorevole da parte del Consigliere Mangialardi su una tematica che riguarda tutti e, ancor di più su queste tematiche, mi pare sempre più opportuno ricordare che dividersi non servirebbe veramente a niente.
Grazie anche per il contributo che è stato dato da tutti, quindi sono assolutamente favorevole a questa legge. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Condivido molto quello che è stato detto dal relatore di maggioranza e dal relatore di minoranza, che hanno riferito tanti dati e hanno dato la giusta enfasi su una malattia che ha un impatto sempre maggiore sulla popolazione, avendo la possibilità, ultimamente, di fare una diagnosi più certa di questa patologia.
Siamo stati per anni di fronte a disturbi di tipo gastrointestinale, a dolore e malassorbimento, senza capire in realtà quale fosse la vera patologia. Ora, attraverso una diagnostica sempre più attenta, riusciamo a chiamarla per nome: la chiamiamo malattia celiaca, intolleranza al glutine, e stiamo facendo diagnosi sempre più frequenti di questa patologia, anche nelle età più disparate e anche nelle età più avanzate.
Oggi si trovano ultrasessantenni con alcuni disturbi di tipo gastroenterico ai quali poi, attraverso la diagnostica che abbiamo a disposizione, facciamo diagnosi di malattia celiaca, di intolleranza al glutine, che ha tutt'oggi un'unica terapia: quella della dieta, dell'astensione dal glutine, dall'introduzione di alimenti contenenti glutine. Ed è evidente che, in una condizione come questa, la somministrazione, la vendita e la produzione di questi alimenti, fatta in maniera certosina, diventa l'unica terapia socio-sanitaria veramente efficace.
Questa legge, che prevede la formazione di questi soggetti che somministrano e preparano alimenti non contenenti glutine, fatti nella maniera più idonea, fatti in regime di separazione nella preparazione di questi alimenti in modo da non contaminarli… Perché se si prepara un alimento senza glutine nelle stesse strutture, con le stesse modalità e utilizzando gli stessi tavoli in cui si preparano alimenti contenenti glutine, c’è una contaminazione e il risultato non viene raggiunto.
Una legge, che prepara e forma i soggetti che si occuperanno della produzione, somministrazione e vendita di questi alimenti, in un contesto dove anche le associazioni che si occupano di malattia celiaca sono coinvolte, dove anche gli operatori sanitari vengano coinvolti in maniera ancora più forte, può portare al risultato di avere, sia nel settore pubblico che nel privato, alimenti che non contengono in maniera certosina glutine, che chi è affetto da questa patologia può utilizzare serenamente.
Era ora di occuparsi di una malattia che sta aumentando. Adesso parliamo dell'1% della popolazione, ma secondo me i soggetti intolleranti al glutine sono sicuramente di più.
Non solo sono favorevole, ma anche il nostro gruppo e tutte le persone di equilibrio e di buon senso non possono che essere d'accordo nell'approvare questa legge, che ha bisogno però, giustamente, come diceva il relatore di minoranza, Consigliere Mangialardi, di essere finanziata e di avere a disposizione delle cifre sulle quali si possano fare iniziative per la formazione di tutti quelli che producono, somministrano e vendono alimenti non contenenti glutine. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Penso che sia una norma necessaria e che forse arriva anche in ritardo rispetto all'evoluzione che c'è stata nell'attenzione e nella diagnosi rispetto a questa problematica, che colpisce sempre più persone perché, fortunatamente, si riesce a diagnosticare sempre più agevolmente.
Le altre Regioni in Italia hanno già da tempo legiferato su questo tema, integrando la normativa nazionale. Mi pare che la prima norma nazionale sulla celiachia sia del 2003; poi tutte le altre Regioni hanno favorito, con norme specifiche, l'applicazione di quella nazionale, ma anche altri interventi che puntano sia alla sensibilizzazione su questo tema che alla formazione di ristoratori e operatori.
Sono anch'io favorevole a questa norma. Mi chiedo però anche come potrà essere applicata nel miglior modo possibile, se si considera che le risorse partiranno dal 2026. Questi 30.000 euro previsti per questa legge non sono per quest'anno, ma per il 2026 e il 2027. 30.000 sono totalmente insufficienti per tutta la Regione Marche, se si considera che potranno servire per i ristoratori che decidono di applicare al meglio le norme di attenzione rispetto al gluten free, potranno essere utilizzati anche, ad esempio, per gli istituti alberghieri, perché io penso sia necessario attivare una specifica formazione in tutti gli istituti alberghieri delle Marche. Alcuni lo hanno già fatto, altri invece no. Le mie perplessità riguardano soprattutto questo stanziamento, che mi auguro possa essere integrato in seguito.
Poi ho visto che nella nuova legge che ci accingiamo ad approvare c'è la composizione precisa di un comitato per la tutela dei soggetti affetti da malattia celiaca e, in questo caso, credo che tutto il Consiglio debba porre un'attenzione particolare a chi farà parte di questo comitato, perché avrà il compito importantissimo di curare i rapporti con i soggetti coinvolti nella realizzazione delle finalità, decidere a chi andranno i contributi, a chi andranno questi 30.000 euro, e dovrà anche collaborare alla redazione delle linee guida per cui saranno assegnati gli stessi contributi. Non solo la Giunta regionale costituisce questo comitato, che sarà composto anche dallo stesso Assessore alla sanità, da diversi dirigenti della Giunta regionale, dal direttore dell'ARS, dal direttore generale di ciascuna Azienda sanitaria e dal rappresentante di ciascuna delle associazioni private aventi come scopo la cura e la prevenzione della malattia celiaca, dell'AIC. Questo comitato avrà un compito fondamentale e vorrei capire se sarà composto entro questa legislatura oppure no, o se si prevede di prendere tempo e slittare al 2026, quando sono previste le risorse a bilancio.
In ogni caso, voglio far presente che, proprio per ciò che riguarda i compiti di questo comitato, dovremmo considerare quello che sta avvenendo anche nelle altre Regioni che, come anticipavo, hanno già da tempo legiferato. La Regione Lazio, ad esempio, ha attuato un piano per l'assistenza ai celiaci che comprende già il finanziamento di corsi di formazione sia per operatori sanitari che l'inserimento di alimenti senza glutine nelle scuole, oltre a un supporto per la diagnosi precoce della celiachia. In questo caso il supporto per la diagnosi è avvenuto in parte da diversi anni anche nelle Marche. L'Emilia-Romagna, invece, ha già sviluppato una rete di ristoranti e strutture ricettive gluten free, garantendo così la sicurezza alimentare anche fuori casa e, anche qui, sono già previsti corsi di educazione nutrizionale specifici per le famiglie. La Toscana, invece, ha previsto da tanto tempo il contributo economico per l'acquisto di prodotti senza glutine, come avviene anche nelle Marche, che viene rimborsato tramite il sistema sanitario regionale, ma non solo, perché ha anche promosso diverse iniziative di sensibilizzazione in tutti i territori della Regione. a Puglia ha avviato invece una serie di screening precoci con il fine di diagnosticare la celiachia soprattutto nei bambini più piccoli, prima ancora di quanto avvenga nelle Marche. Inoltre, cosa abbastanza all'avanguardia rispetto alle altre Regioni, la Puglia ha disposto anche un supporto psicologico per le persone affette da celiachia o, nel caso di minorenni, per le loro famiglie.
In generale, quindi, le politiche regionali si concentrano su un duplice obiettivo: garantire un'assistenza sanitaria adeguata e l'accesso ai prodotti senza glutine a prezzi accessibili.
Ogni Regione è responsabile dell'implementazione delle normative nazionali, ma ha anche un margine di manovra per adottare interventi adeguati alle specificità locali, come la presenza di strutture sanitarie, le risorse economiche e le esigenze dei cittadini.
Credo, per concludere, che questa norma sia oggi importante e anch'io la voterò, ma che sia soprattutto importante ciò che avverrà da domani in poi: ciò che farà il comitato nominato dalla Giunta, come saranno distribuite queste risorse, visto che 30.000 euro saranno veramente insufficienti e pochissimi rispetto alle esigenze del territorio, e chi vigilerà sulla distribuzione di queste risorse, affinché poi tutte le persone celiache e i loro familiari possano davvero ricevere un sostegno nella vita quotidiana.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voti favorevoli dei Consiglieri Assenti e Mangialardi.
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 5. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voto favorevole della Consigliera Acciarri.
Articolo 6. Lo pongo in votazione
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voto favorevole del Consigliere Rossi.
Articolo 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voto favorevole del Consigliere Santarelli.
Coordinamento Tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa approva all’unanimità)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. A nome del gruppo Lega esprimo voto favorevole su questa proposta di legge.
Ringrazio il Consigliere Ausili per l'iniziativa che ha preso e per averla condivisa con tutta la maggioranza e voglio dire che questa legge, a breve, colmerà un vuoto della Regione Marche, in particolare sulla diffusione e sensibilizzazione rispetto alle linee guida dei ristoratori su una malattia molto particolare che, come ricordava il Consigliere Cancellieri, è sempre più diffusa.
A questo proposito sottolineo anche il buon lavoro che abbiamo svolto in Commissione, come spesso accade, non solo con leggi di iniziativa consiliare, ma anche con l'esame degli atti e delle leggi che arrivano dalla Giunta.
Questo lo voglio dire perché, ad un ascoltatore distratto, che magari si collega o ascolta il Consiglio di oggi, potrebbe apparire questo gioco, a volte, tra maggioranza e opposizione, in cui l'opposizione dice che va tutto male e la maggioranza che va tutto bene. Non è così.
Il lavoro delle Commissioni, che non è un lavoro che appare e non è pubblico come quello del Consiglio, in realtà vede un lavoro, con i Consiglieri Mangialardi e Carancini, sempre molto puntuale. Lo dimostra anche il voto favorevole e all'unanimità su questa legge, ma non solo. Condividiamo molto spesso valutazioni e osservazioni nello spirito non solo della maggioranza consiliare, ma della maggioranza di governo di questa Regione, che non governa a dispetto dei marchigiani, ma cerca di governare con buon senso, anche in un momento così difficile e delicato.
A questo proposito mi piace anche sottolineare la positività con la quale la Consigliera Casini, stamattina, in un'interrogazione, ringraziava l'Assessore Saltamartini.
Chiudo con una valutazione di carattere generale dicendo che questa è una legge importante e lo affermo anche in risposta alla Consigliera Vitri, che nel dibattito sulla legge ci ha fatto un po' il panorama di quello che fanno, hanno fatto o si apprestano a fare le altre Regioni.
Dico alla Consigliera Vitri che noi, che governiamo la Regione Marche per la prima volta, e questo lo voglio sottolineare, lo facciamo con le nostre capacità, ma anche con le nostre incapacità o imperfezioni, perché non siamo perfetti. Pensiamo che perfetto sia uno solo, per chi ci crede, e quindi ci accontentiamo di quello che stiamo facendo. Ringraziamo anche l'opposizione che ha condiviso, non solo in Commissione, ma anche in Consiglio regionale, come mi pare di aver capito dagli autorevoli interventi.
Non siamo presi da questa cosa del "come fanno gli altri" e diciamo che, non certo lei, Consigliera Vitri, ma chi l'ha preceduta, avrebbe potuto colmare questo gap. Noi, con le nostre difficoltà e con i nostri limiti, stiamo cercando di fare la nostra parte.
Consapevoli e consci che lei, nel suo intervento, ha chiesto una serie di chiarimenti e spiegazioni che non credo questa sia la sede per porre già i problemi. Noi vogliamo valorizzare le opportunità che stiamo offrendo. Se invece lei interpreta il ruolo dell'opposizione sottolineando solo i problemi, credo che non interpreti correttamente il ruolo dell'opposizione, che in una democrazia è un ruolo altrettanto delicato e importante come quello della maggioranza.
Con questo vi ringrazio.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Il voto di Fratelli d'Italia sarà favorevole ad una legge che, come abbiamo ricordato, prende in esame un tema molto importante e molto delicato.
Grazie ancora al Consigliere Ausili e grazie a tutta la Commissione.
Volevo evidenziare una differenza di approccio tra due Consiglieri dello stesso partito, distanti mezzo metro: il Consigliere Mangialardi analizza una legge, dà un contributo importante in Commissione, evidenzia le positività ed anche delle cose da modificare, la Consigliera, a mezzo metro, non riesce proprio in alcun modo a spogliarsi da questa veste ideologica del suo partito e a riconoscere, per una volta, la positività di un provvedimento. Una volta, le chiedo. Magari in cinque anni una volta la sentirò ringraziare qualcuno e dire: "Porca miseria, per una volta un provvedimento è giusto". Invece non c'è niente da fare, è veramente più forte di lei. Ma se era un tema così interessante per lei, perché non ha proposto una legge in tal senso? Perché i Consiglieri della precedente amministrazione non hanno proposto nulla in tal senso? Se riesce a spiegarmelo, io sono qui ad ascoltarla, ma purtroppo non riesce. È più forte di lei, non riesce ad evidenziare una volta una cosa positiva e questo sinceramente mi rattrista.
Da una Consigliera che, ad un'inaugurazione di un macchinario a Fano, molti di voi non c'erano, vista la cordialità dell'Assessore Saltamartini nel far parlare tutti i Consiglieri, mentre gli altri Consiglieri non si sono permessi di dire nulla, lei ha avuto il coraggio, durante un'inaugurazione di un macchinario, di attaccare la maggioranza. Lei si deve vergognare.
Se io fossi stato l'Assessore Saltamartini, non l'avrei fatta nemmeno parlare, dopo le argomentazioni che lei ha avuto il coraggio di sostenere, perché lei deve imparare. È alla prima legislatura come me, ma io non mi sarei mai permesso, ad un'inaugurazione, di criticare la maggioranza. Non l'ho mai fatto a Pesaro e non lo farò mai. Grazie.
PRESIDENTE. Innanzitutto è fuori tema, però adesso cerchiamo... Stiamo approvando una proposta di legge all'unanimità. Se poi ci dividiamo, diamo un'immagine distorta.
Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Brevemente, per fatto personale, perché è inaccettabile che, parlando di una legge sulla celiachia, il Consigliere Baiocchi colga l'occasione per attaccarmi in un modo vergognoso.
Primo, è fuori tema. Lei non si deve permettere di dire che io sono venuta a Fano ad attaccare la Giunta, perché io a Fano ho fatto delle domande lecite, che poi hanno dato le risposte che cercavo nei giorni seguenti. Questo non significa attaccare, significa svolgere il ruolo. Se a lei dà fastidio che io svolga il mio ruolo, informandomi, studiando e approfondendo, non è un problema mio.
Tutta questa rabbia che prova nei miei confronti dice tanto rispetto a come lei svolge il suo ruolo, perché le domande che ho posto io a Fano avrebbe dovuto porle anche lei, non solo io.
Oggi portare qui in Aula questo tema per attaccarmi, insultandomi come se io non potessi permettermi di fare domande, è inaccettabile.
Sulla celiachia, su questa legge, forse non era attento, perché ho visto che non era in Aula quando parlavo, ho detto di essere favorevole, ma al tempo stesso, visto che sono qui e rappresento dei cittadini, ho anche avanzato delle proposte affinché questa legge venga applicata nel modo migliore. Se a lei non va bene nemmeno questo, mi dica che io non posso parlare e siamo a posto.
Io ho detto di essere favorevole, ho ringraziato sia la maggioranza che la minoranza, perché sono favorevole ad una norma, ma mi è sembrato giusto dare il mio contributo, dire cosa fanno le altre Regioni e chiedere di applicare la norma nei prossimi anni nel migliore dei modi, visto che le risorse saranno dal 2026 e magari nel 2026 qui non ci sarà nessuno di noi ad applicarle, o forse sì, o forse solo qualcuno. Voglio lasciare il mio contributo affinché sia utile.
Se a lei non sta bene che io parli, che apra bocca, è un problema suo, probabilmente. Ma le ricordo che io sono qui perché mi hanno votato i cittadini, non perché è stato nominato un Assessore e sono subentrata.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Dimostra sempre una signorilità unica.
Quello che lei non ha compreso, che io cercavo di farle capire, è il rispetto istituzionale. Quando si va a un'inaugurazione, io a Pesaro sono stato invitato tantissime volte dall'amministrazione di sinistra, ho ringraziato il Sindaco per quello che si stava facendo, ma non mi sono mai permesso… Se lei non capisce queste cose, questo è un problema tutto suo, perché io sono convinto che i Consiglieri qui non si siano mai permessi.
La Consigliera Ruggeri è intervenuta con un tono tranquillo, il Consigliere Minardi, molto esperto, è intervenuto con un tono tranquillo, propositivo su alcune cose, benissimo, ero in prima fila, lei ha cominciato a sparare contro l’atto aziendale. Che domande? Lei ha avuto un atteggiamento completamente contrario alle norme, non sono norme deontologiche, io parlo da avvocato, ma di comportamento all'interno di questo Consiglio.
Benissimo che lei possa dare la sua opinione, che abbia studiato, ne sono molto contento, che abbia sentito anche le situazioni nelle altre Regioni, però che lei non riesca mai a riconoscere una cosa positiva, questo secondo me non le fa onore e neanche alle tante persone che l'hanno votata.
Più di me? Ha ragione, ha avuto più voti di me, benissimo, ma la pochezza di fare questa precisazione non le fa sicuramente onore. Io non ho nessun problema. Io sono in questo scranno del Consiglio perché ho preso il posto dell'Assessore Baldelli, penso di fare il mio ruolo nel migliore dei modi. A lei non va bene e io non ho nessun tipo di problema.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il PD, come già anticipato dal Vicepresidente del Consiglio Mangialardi, esprimerà un voto favorevole.
Vorrei leggere alcune frasi che poco fa ha detto il Consigliere Baiocchi: "Intervengo per farle capire”, “Lei non conosce il rispetto istituzionale”, “Lei non capisce”, “Lei spara”, “Lei ha degli atteggiamenti contrari alle norme di comportamento di questo Consiglio”, “Le persone che l'hanno votata..."., “È stata volgare nel ricordare dei numeri”.
Consigliere Baiocchi, i numeri, lei sta qui perché non è stato eletto; se non ci fosse stata la legge, lei sarebbe a casa, invece la Consigliera Vitri è stata eletta. Questa è una cosa. La legge l'abbiamo fatta noi, ma a prescindere da questo, da chi ha fatto la legge che l'ha molto agevolata, lei, come tanti altri, c'è chi è stato eletto e lo dice, qual è il problema, Consigliere Baiocchi?
Se lei non ha problemi, io ce li ho. Ho problemi quando qualcuno dietro di me dice "deficiente", "imbecille" e cose di questo genere, parolacce dietro di me, e le dice alla Consigliera Vitri, le indirizza a me in questo momento!
Presidente, o lei fa il Presidente di quest'Assemblea e insegna l'educazione di base...
PRESIDENTE. Sospendo per cinque minuti l'Aula. Non siamo degni di arrivare alla conclusione di questo atto. Grazie.
La seduta è sospesa alle ore 13:02.
La seduta riprende alle ore 13:12.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Riprendiamo da dove abbiamo lasciato.
Ha la parola la Consigliera Casini, pregandola di rimanere sul tema della votazione del gruppo. Poi andiamo al voto.
Prego gli altri Consiglieri di fare silenzio. Riprendiamo in un modo dignitoso, l'attività dell'Aula.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Come aveva già anticipato il Vicepresidente Mangialardi, il nostro è un parere favorevole, perché il provvedimento è stato costruito anche attraverso il percorso svolto in Commissione. C'è stata la partecipazione del Gruppo del Partito Democratico e il nostro parere è favorevole.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l'Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. A nome della Giunta regionale esprimo la soddisfazione per questo percorso legislativo importante e significativo, con cui si aggiunge un servizio che prima non c'era.
Ringrazio la maggioranza per aver avuto questa sensibilità al riguardo e, in realtà, anche su questo tema c'era una previsione specifica nel Piano socio-sanitario. Questo dimostra come ci sia grande maturità nel gruppo di maggioranza nell'assolvere a un tema di rappresentanza territoriale che tende a superare delle difficoltà preesistenti.
Mi fa molto piacere che si sia giunti, anche da parte dell'Assemblea legislativa, ad un percorso con una legge regionale in materia.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Dallasta.
Giovanni DALLASTA. Grazie, Presidente. Siamo molto contenti che si sia arrivati in fondo a questo procedimento, a questa legge, che rappresenta comunque un forte passo in avanti nei confronti di queste persone che, purtroppo, già si trovano a convivere con le difficoltà di questa malattia, che è cronica e invalidante e le espone già a numerose difficoltà.
La maggioranza ha mostrato grande sensibilità e penso che si debba ancora fare tanto per queste malattie che, anche se colpiscono comunque l'1% delle persone, sono molto invalidanti e molto difficili da contrastare. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 269. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voto favorevole dei Consiglieri Acciarri e Marinelli.
Proposta di legge n. 228
ad iniziativa del Consigliere Pasqui, concernente:
“Istituzione del Registro regionale degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 228 del Consigliere Pasqui.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Pasqui.
Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Con questa proposta di legge n. 228, che si sta apprestando a diventare legge, andiamo a colmare un vuoto importante, che è quello della mancanza del registro per quanto riguarda l'informatore scientifico del farmaco e del parafarmaco.
È un vuoto importante perché, con questa proposta di legge che diventerà legge, andremo anche a dare trasparenza e importanza ad una figura professionale essenziale nel rapporto che c'è tra la fase produttiva, la creazione del medicinale, e quella che si rivolge invece a chi tutti i giorni, come i medici, è in prima linea per andare poi a sanare le problematiche del paziente, la cura del paziente.
Sino ad oggi non era mai stato previsto un registro per queste figure, che sono figure professionali rilevanti nell'ambito medico. Soprattutto, l'importanza non è solo quella di dare un registro alla nostra Regione, ma di permettere un percorso su scala nazionale che porterà, dopo che diverse Regioni l’hanno già fatto, noi oggi lo facciamo e speriamo che altre continueranno, ad avere un registro su scala nazionale.
Questa proposta di legge ha quattro articoli. Il primo va a dare un aggiornamento e un riconoscimento a questa figura professionale che, come dicevo prima, svolge un'attività importante, di aggiornamento sui farmaci attraverso il percorso già descritto.
Poi c'è l'articolo 2 che, al secondo comma, stabilisce che le modalità di iscrizione al registro sono definite dalla Giunta; mentre l'articolo 3 prevede che la Giunta regionale approvi il regolamento, previsto dal secondo comma dell'articolo 2, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge.
È una proposta importante che sono certo troverà un consenso unanime, così come c’è stato all'interno della IV Commissione, per il quale ringrazio tutti i componenti che hanno lavorato su questa proposta, portando contributi importanti che sono culminati in un voto unanime.
Devo anche dire che sia il CAL che il CREL hanno espresso un parere favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Poco da aggiungere rispetto alla relazione che ha fatto il Vicepresidente Pasqui. In Commissione ci siamo confrontati e abbiamo svolto una serie di audizioni che ci hanno convinto della bontà della proposta e che, pur nella sua semplicità, risponde ad un'esigenza manifestata sia dai medici, e qui ringrazio per il contributo che ha dato il Consigliere Cancellieri, sia dalle aziende che si trovano nelle condizioni di avere un registro, che permette di individuare il soggetto e accreditarlo, evitando, per chi conosce il settore, anche confusioni nel momento dell'accesso nelle sale d'attesa.
La proposta nasce perché, in alcuni casi, dei soggetti avevano manifestato la necessità, e questa è stata la richiesta, di essere certificati.
Anche qui, anticipando la dichiarazione che svolgerà la Capogruppo Consigliera Casini, c'è un parere favorevole del nostro gruppo, come già espresso in Commissione dal sottoscritto e dal Consigliere Carancini.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Vi dico con estrema onestà che pensavo che questo registro esistesse già, il registro degli informatori farmaceutici.
È una vita che faccio questo mestiere, il medico di medicina generale, incontro gli informatori scientifici e pensavo che questo registro fosse già stato istituito tantissimi anni fa. Invece così non è e mi fa molto piacere che il nostro college, il Vicepresidente Pasqui abbia pensato di andare in questa direzione, cioè di fare una proposta di legge che andasse ad istituire il registro degli informatori farmaceutici, che hanno avuto e hanno ancora un ruolo di estrema importanza per quanto riguarda l'informazione scientifica del farmaco.
Ammetto con molta umiltà che noi medici di medicina generale, rispetto alla conoscenza del farmaco in sé, abbiamo attinto per anni dagli informatori farmaceutici proprio la conoscenza del meccanismo d'azione e di come può funzionare un farmaco per i nostri pazienti.
Abbiamo conosciuto le tante molecole nuove che questi professionisti nel tempo ci hanno presentato e sono stati di grande aiuto per la medicina di prossimità, ma anche per la medicina ospedaliera. L'informatore del farmaco si rivolge a tutti gli operatori sanitari, sia quelli del territorio sia quelli che lavorano nelle strutture ospedaliere.
Tra l'altro, l'istituzione di questo registro valorizza la professionalità di queste figure professionali, le valorizza fortemente e crea chiarezza anche nei confronti di chi li riceve, della popolazione e dei tanti pazienti che vengono a contatto, anche nelle nostre sale d'attesa, con gli informatori farmaceutici.
Grazie al Vicepresidente Pasqui e al Vicepresidente Mangialardi; in particolare al Vicepresidente Pasqui, che ha proposto questa legge che rende giustizia nei confronti di questa categoria, che è un anello essenziale per quanto riguarda l'informazione scientifica dei nostri operatori.
Assolutamente d'accordo. Questo è stato un bel esempio di lavoro congiunto tra maggioranza e minoranza e questo succede spesso nella nostra Commissione sanità. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Più voto favorevole della Consigliera Vitri.
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 4. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. A nome del gruppo Lega esprimo il voto favorevole a questa proposta di legge, ringraziando il Vicepresidente Pasqui per aver colmato questo vuoto.
Voglio sottolineare l'intervento del Consigliere Cancellieri, è l'occasione di una legge che, a costo zero, a invarianza finanziaria, riconosce una professione, un ruolo che, come ha detto il Consigliere Cancellieri, è stato ed è importante per i medici di base. Sappiamo bene, oggi che stiamo governando la sanità delle Marche, quanto siano importanti in una riscrittura, in una riorganizzazione che stiamo portando avanti anche con risultati che ci stanno indicando che la strada che abbiamo intrapreso è importante ed è giusta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per esprimere anche in questo caso la soddisfazione della Giunta regionale. Questo albo serve per certificare la professionalità di persone che svolgono un ruolo molto significativo e importante, oltre la lacuna si dà certezza ai rapporti giuridici e soprattutto alla frequenza negli studi professionali di persone qualificate e titolate a rappresentare società farmaceutica e così via. Mi pare che ci sia un principio anche di certezza delle professioni che svolgono queste attività, fondamentali per il funzionamento del servizio sanitario.
Quindi la gratitudine e il ringraziamento della Giunta a tutta la maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, Il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Mi sono preso la responsabilità solo per dire una cosa, che vanno ringraziati i Consiglieri di maggioranza che hanno riconosciuto il lavoro fatto in comune in Commissione, e lo dico sia al Presidente della Commissione Baiocchi che alla Consigliera Menghi che è intervenuta, perché in effetti la IV Commissione su questo ha lavorato molto spesso anche in contrasto.
Lasciatemi dire non è bellissimo sentire dal Vicepresidente del Consiglio regionale, per la seconda volta consecutiva, che ringrazia la maggioranza, questa è una legge che abbiamo approvato insieme, discusso insieme. Se fosse stato un vero Vicepresidente del Consiglio della Giunta regionale avrebbe detto grazie a tutti, ma non ha avuto il coraggio di dirlo.
PRESIDENTE. Consigliere Carancini voto favorevole ovviamente.
Proposta di legge n. 228. La pongo in votazione.
(L'Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)
Proposta di legge n. 123
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Disposizioni per la qualità, la tutela e la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici”
(iscritta ai sensi del comma 13 dell’articolo 86 del Regolamento interno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 123 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Consigliere Cesetti, propone il rinvio in Commissione.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Tanto, anche se noi non siamo d'accordo, la rinviate lo stesso in Commissione.
Con l'occasione, esprimo tutta la mia contrarietà a questo modo di procedere perché, Presidente, credo che questa sia una legge importante e ce lo confermava prima il Vicepresidente Saltamartini, quando, nel rispondere alla mia interrogazione a risposta immediata, ci ha detto quanto sia nelle corde della sua amministrazione la gestione della sanità il tema, ad esempio, della prevenzione nel lavoro e nei luoghi di lavoro. Lo ha detto il Vicepresidente.
Questa legge va in questa direzione, altrimenti le mozioni e le interrogazioni sono, per carità, tutte discussioni utilissime, ma sono inutili perché non hanno… Invece una legge obbliga, ha delle disposizioni precettive.
Tra l'altro, questa non è una legge per la quale si possa dire: «Non c'è la copertura finanziaria», perché è una legge che non necessita di copertura finanziaria.
Ad esempio, nella scorsa legislatura noi approvammo un protocollo d'intesa con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL per la legalità sui contratti pubblici; approvammo, all'interno della Consulta, dei protocolli d'intesa con la Fondazione contro le agromafie per quanto riguarda i fondi dell'agricoltura, il rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro, la collocazione nel lavoro e il contrasto al caporalato in agricoltura, specialmente, dove purtroppo si ricorre sempre di più a queste forme.
Anche recentemente, la settimana scorsa, da notizie di stampa viene fuori che gli ispettori del lavoro e i Carabinieri dedicati, che ci ricordava stamattina proprio il Vicepresidente Saltamartini, in base ad una legge devono controllare certi fenomeni. Vediamo che nel Fermano, ad esempio, nella mia realtà, sono stati trovati lavoratori in nero in agricoltura, sono stati effettuati controlli sui cantieri e rilevate violazioni delle norme antinfortunistiche. Poi, giustamente, nella zona del cratere sismico il Commissario alla ricostruzione rivendica, un po' tardivamente, il cosiddetto badge elettronico. Noi è da tempo che lo diciamo. All'inizio della legislatura ci sono interrogazioni e mozioni in questa direzione da parte del gruppo del Partito Democratico.
Questa legge va in questa direzione. Quindi, Presidente Latini, non ho capito per quale motivo un Consiglio regionale che troppo spesso si dedica alle chiacchiere, sebbene utili, attraverso mozioni e interrogazioni, e poi non fa le leggi... Però, Presidente e Assessore Saltamartini, questa è una responsabilità vostra e anche di questa maggioranza, che dovrebbe favorire l'approvazione di queste leggi.
Anziché discutere stamattina della mia interrogazione a risposta immediata sulla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione, anziché discutere la mozione iscritta successivamente. Guarda caso all'ordine del giorno di oggi c’è iscritta una mozione che riguarda proprio questi temi. Quante ne sono state approvate, ad esempio, su iniziativa del Consigliere Mastrovincenzo in questa direzione?
Se tutto quel tempo, giustamente dedicato al dibattito, lo avessimo invece dedicato ad approvare una legge come questa, sebbene opportunamente emendata…, perché è nel potere e nelle prerogative della maggioranza modificare una proposta di legge che magari non ritiene utile a conseguire determinati obiettivi, la può modificare come ritiene. Ma resta una legge. Perché noi siamo un'Assemblea legislativa e non siamo «un comitato che fa le chiacchiere».
Vedo che l'Assessore Saltamartini è d'accordo con me, però lei è il Vicepresidente della Giunta e dovrebbe dirlo anche alla sua maggioranza e ai Presidenti di Commissione.
PRESIDENTE. Ci sono tre componenti del Consiglio che chiedono il rinvio in Commissione? Consiglieri Bilò, Dallasta, Acciarri. Facciamo in questo modo? Sono convintissimi, lo si vede, però prima…, altrimenti non andiamo avanti.
C'è la richiesta dei tre componenti. Su questo volevo aggiungere, a quanto detto, che proprio questa mattina, in sede di Conferenza dei Presidenti di gruppo, su richiesta del suo Capogruppo Casini, mi è stato dato l'incarico di sollecitare i Presidenti delle Commissioni, nel rispetto della loro autonomia, discrezionalità e anche della legittimità degli atti da portare in Aula, di velocizzare quanto più possibile il licenziamento delle proposte di legge e degli atti amministrativi ancora in discussione e ferme nelle Commissioni. In modo da poter lavorare in Aula e andare nella direzione condivisa da lei, dall'Assessore Saltamartini e da tutti.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Questo?
Prima concludiamo questa votazione e l'altra, poi parliamo dell'ordine dei lavori.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 123. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 236 (proposta di legge statutaria)
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’”
(iscritta ai sensi del comma 13 dell’articolo 86 del Regolamento interno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 236 del Consigliere Cesetti.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Approfitto adesso anche sull'ordine dei lavori. Lei prima ha detto… Presidente Latini, lei non se la può cantare e suonare come ritiene perché qui con tutta la reciproca simpatia non siamo a Osimo. Non siamo ad Osimo dove se la canta, se la suona e fa ballare in tutte le discipline possibili e immaginabili.
PRESIDENTE. La prego di attenersi all'argomento per non mettermi in difficoltà.
Fabrizio CESETTI. Li fa ballare, roba che non si racconta, diciamo. L'abilità di un uomo solo di tenere in scacco tutti gli attori, l'ultimo che ho visto, il massimo, è stato il mio grandissimo amico XY, un grande.
Al di là di questa digressione, non è che… Io ho avuto modo di ringraziare separatamente il Capogruppo Casini per questo modo, come è stato sollecitato. Il Presidente Latini dice che inviterà i Presidenti delle Commissioni, ma non è una facoltà dei Presidenti delle Commissioni, persone che io stimo tantissimo, tra l'altro. I Presidenti delle Commissioni devono consegnare all'Aula le proposte di legge perché, Presidente Latini, la prerogativa, il potere e dovere dell'Aula di esaminare una proposta di legge, come quello di approvarla, bocciarla o rinviarla in Commissione per un esame ulteriore... Questo è un potere dell'Assemblea, che non può essere sotto scacco del Presidente della Commissione che non esamina una proposta di legge e non la invia in Aula.
Come l’Assessore Saltamartini sono stato in Parlamento, lui lo potrà dire, non esiste una cosa del genere, la Commissione può decidere in quel caso di esaminare una proposta di legge in sede referente o in sede legislativa, ma deve essere autorizzata dall'Aula, altrimenti non lo può fare, deve consegnare quell'atto in Aula.
Sul tema di questa modifica statutaria…, anche qui questa che cos'è una legge in cui c'è la copertura finanziaria? No. Perché, cos'è questa modifica statutaria? Quante volte in quest'Aula, Presidente Latini, ho avuto modo di dire che la nostra Costituzione è stata modificata dalla legge costituzionale n. 1 del 2022, sono stati modificati l'articolo 9 e l'articolo 45 e sono state messe tra i principi generali la tutela dell'ambiente e della biodiversità nell'interesse delle future generazioni.
Per l'attività economica…, vedete vado a braccio e non sbaglio quasi niente, segno evidente di una memoria invidiabile, grazie a Dio.
Quella modifica ci dice che, da un lato, bisogna tutelare l'ambiente, la Repubblica, dall'altro, che l'attività economica non si deve svolgere in contrasto con l'ambiente. L'inserimento nei principi generali…, quante volte lo abbiamo detto in un'Aula, che si è occupata, ad esempio, della devastazione dei territori con gli impianti fotovoltaici. Un principio generale di questo tipo significa che la tutela dell'ambiente non è più una legislazione esclusiva dello Stato, ex articolo 117, ma diventa, siccome messa nei principi generali, una prerogativa della Repubblica. Allora significa che diventa una prerogativa dello Stato, della Regione, delle Province, delle Città metropolitane, dove sussistono, e dei Comuni, che sono articolazioni della Repubblica. E allora noi non vogliamo modificare il nostro Statuto, Presidente, in questa direzione? In questa direzione va la proposta di legge e perché non la possiamo esaminare e votare oggi? Sapete perché non lo fate? Alla Consigliera Casini ho già detto che non lo fate per una ragione semplice, Consigliere Bilò, perché non la volete intestare a noi. La legge sul reddito di libertà non l'avete fatta perché non la volete intestare a noi, quella sulla sicurezza non la volete fare perché non la volete intestare a noi, questa lo stesso, non la volete intestare a noi. Questa è la ragione per cui le proposte di legge non vengono qua, non per la copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Il Consigliere insiste per l’esame e la votazione in Aula, in questo momento, della proposta di legge n. 236. C'è la richiesta del proponente che è l'unico firmatario della proposta di legge a modifica statutaria.
Trattazione della proposta di legge n. 236. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Baiocchi, Battistoni, Bilò, Dallasta, Latini, Livi, Lupini, Menghi, Pasqui.
Astenuti: Nessuno.
(L'Assemblea legislativa regionale non approva).
PRESIDENTE. La proposta non viene approvata, quindi non viene dato seguito al rinvio. Questa proposta verrà iscritta nel prossimo Consiglio regionale, in modo tale che, se vi sarà la possibilità da parte della Commissione di esaminarla, ci sarà tutto il tempo per poterla riportare in Aula.
Volevo solo precisare che, per quanto riguarda l'uso da parte mia della parola "indegni", il riferimento era al dibattito, che ritenevo immeritevole per le parole che erano state utilizzate. Non era certo riferito ai soggetti, cioè ai colleghi intervenuti, ma al contesto oggettivo della questione, considerato che si era in presenza di un voto all'unanimità.
Grazie.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13:45.
La seduta inizia alle ore 10:20
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n.177 dell’11 marzo 2025. Do per letto il processo verbale della seduta n. 176 del 18 febbraio 2025 il quale ove non vi siano opposizioni si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Interrogazione n. 1447 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Termini per l’istanza di autorizzazione per il convenzionamento con il SSR da parte delle strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali regionali”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1447 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La legge n. 502 del 1992 stabilisce che le strutture sanitarie private debbano accedere al percorso per lo svolgimento del servizio attraverso tre passaggi: l'autorizzazione, che viene rilasciata dal SUAP dei municipi, l'accreditamento ed eventualmente il convenzionamento.
Sulla base delle disposizioni che sono state emanate e che sono state richiamate nell'interrogazione, c'è da dire che le convenzioni attualmente vigenti non richiedono di riavviare il percorso di autorizzazione con il SUAP. Le convenzioni esistenti, fino alla scadenza, non richiedono di riavviare il percorso di autorizzazione e accreditamento, mentre le convenzioni che sono via via in scadenza, per ottenere di nuovo l'accreditamento, dovranno riavviare il percorso di autorizzazione secondo i nuovi manuali.
Per le strutture che attualmente sono convenzionate, ci si dovrà preparare, alla conclusione del periodo di convenzionamento, a riottenere l'autorizzazione sulla base dei nuovi manuali autorizzativi.
Queste sono le disposizioni e l'indirizzo interpretativo delle disposizioni di cui all'interrogazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio almeno per la chiarezza, l’Assessore, anche se rispetto all'accreditamento e alle proroghe che c'erano state non ho sentito nessun tipo di riferimento. E’ vero che le strutture dovevano presentare nuove richieste di accreditamento entro il 31 dicembre 2024, come previsto da una delibera di Giunta, poi però è subentrato il Milleproroghe, che invece posizionava quella data al 31 dicembre 2025.
L'interrogazione, che era già giunta in Aula, Assessore, non trovava soddisfazione perché anche lei non aveva, come dire, il quadro chiaro rispetto all'interpretazione che, come ha detto e come ci ha riferito l'altra volta, gli uffici non avevano ancora messo in campo gli adeguati approfondimenti.
Dalle sue parole di oggi sembra che, e guardo il Consigliere Carancini, in quanto insieme abbiamo posto al Consigliere Baiocchi questo tema in Commissione, tutto sia chiarito, cioè che per le convenzioni esistenti non sia necessario riavviare il percorso di accreditamento. Comunque, prendiamo per buono, e non potrebbe essere diversamente, quanto previsto dal Milleproroghe, tra l'altro convertito nel 2026.
Siamo soddisfatti nella misura in cui poi si darà seguito all'impegno che abbiamo ascoltato oggi in Consiglio regionale. Grazie.
Interrogazione n.1490 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Fondo regionale di solidarietà”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1490 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione del Consigliere Mastrovincenzo riguarda il finanziamento del Fondo di Solidarietà per le residenze per disturbi mentali e disabilità.
Prima di rispondere nel merito a questa interrogazione, occorre premettere che il Fondo di Solidarietà, previsto dalla norma di bilancio e dalla deliberazione della Giunta regionale n. 1195 del 2013, si radicava nel fatto che, in quell'anno, venivano rideterminate le quote di compartecipazione a carico degli utenti rispetto alle Regioni. Questa applicazione, che comportava una ripartizione diversa tra la quota sociale a carico delle famiglie e la quota sanitaria, determinava la necessità che la Regione intervenisse con questo Fondo di Solidarietà, proprio per mitigare lo sbilanciamento che veniva posto a carico delle famiglie.
Fatta questa premessa, occorre aggiungere che, indipendentemente dalla previsione di bilancio sul Fondo di Solidarietà, nel bilancio regionale 2025-2027 sono state previste risorse piuttosto significative. In particolare, sono stati previsti contributi alla quota sociale della retta per i servizi sociosanitari residenziali per anziani non autosufficienti, di cui alla legge regionale n. 21 del 2016, per gli anni 2024, 2025 e 2026, pari a 4 milioni di euro, non inferiori al Fondo di Solidarietà.
È previsto pure un contributo straordinario alla quota sociale della retta per i servizi sociosanitari residenziali e semiresidenziali per persone con disabilità, di cui alla legge regionale n. 21 del 2016, in relazione agli aggiornamenti tariffari dell'anno 2024, pari a 465.000 euro.
Indipendentemente dal Fondo di Solidarietà, la Regione ha finanziato queste strutture con 4.465.000 euro. Indipendentemente dall’allocazione nel bilancio della nostra Regione, queste spese sono state coperte in misura superiore al finanziamento di cui all'interrogazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, lei parla di 4 milioni senza specificare che quei 4 milioni sono dedicati al triennio, non sono annuali. Il Fondo di Solidarietà prevedeva 3 milioni l'anno per sostenere le rette delle persone che sono ospitate nelle strutture, persone con disabilità o con problemi di carattere psichico, ed è una bella differenza parlare di 9 milioni, cioè 3 per 3, rispetto a 4 milioni.
Mi sembra la sua una vera e propria mistificazione, perché qui parliamo di numeri e i numeri sono tali e vanno letti così.
A bilancio ci sono solo 179.000 euro per il 2025 per il Fondo di Solidarietà. Questo è il numero, questa è la cifra. Negli anni passati, mediamente dal 2019 al 2022, erano destinati a questo Fondo 3 milioni all'anno per dare risposta a circa 400 famiglie della nostra Regione.
Aggiungo che, oltre a queste 400 famiglie che hanno persone con disabilità o con problemi di carattere psichico a casa, ci sono migliaia di famiglie a cui non state dando risposta.
Ci sono 1.911 bambini e ragazzi in attesa di una valutazione da parte delle strutture preposte, parliamo delle UMEE. Ci sono migliaia, decine di migliaia di utenti che attendono risposte per quanto riguarda l'assistenza domiciliare. La Regione riesce a dare assistenza solo al 4% delle decine di migliaia di persone che ne avrebbero diritto.
Tutto ciò fa capo a una scelta che voi avete fatto, una scelta sbagliatissima, di cui ho parlato più volte in quest'Aula: destinare i 6 milioni di euro, che erano per le politiche sociali, a partire dalla non autosufficienza, ad altre finalità e coprirli con i fondi europei.
È evidente che, se fossero stati aggiuntivi, i fondi europei avrebbero consentito di dare risposte a più persone, a più famiglie, a centinaia di famiglie. Ma, visto che avete dislocato altrove queste risorse, è evidente che le richieste a cui date risposta sono sempre inferiori, sono sempre di meno, mentre le famiglie che chiedono sono sempre di più.
Questo è un dato, Assessore.
Interrogazione n.1495 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti
“Trasloco dei reparti presenti nell’Ospedale di Muraglia”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1495 – a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La Consigliera Vitri, con quest'interrogazione, chiede dove saranno trasferiti i reparti presenti all'interno dell'Ospedale di Muraglia.
Le risposte sono le seguenti:
• Posti letto di oncologia e posti letto in day hospital, già trasferiti ed operativi al secondo piano della palazzina Solazzi;
• Posti letto di ematologia e Centro Trapianti, già trasferiti ed operativi al primo piano della palazzina Solazzi;
• UMACA, Camera Bianca, Criobanca e farmacia, già trasferite ed operative presso lo stabile adiacente alla palazzina Solazzi;
• Fisica medica, già trasferita ed operativa presso lo stabile adiacente alla palazzina Solazzi;
• Formazione universitaria e formazione aziendale, già trasferite ed operative presso l'immobile situato a Pesaro, in via degli Abeti;
• Centro di Salute Mentale, già trasferito ed operativo presso la palazzina H, piano terra, con ingresso esterno indipendente, dell'Ospedale San Salvatore di Pesaro;
• Posti letto di psichiatria, già trasferiti ed operativi presso il padiglione Domodossola dell'Ospedale Santa Croce di Fano;
• Punto prelievi: entro la fine di aprile 2025 sarà trasferito presso un immobile sito a Pesaro, in via Redipuglia, piano terra della palazzina della riabilitazione, nei locali appositamente ristrutturati;
• Centro di diabetologia: entro il mese di aprile 2025 verrà trasferito al terzo piano della palazzina B dell'Ospedale San Salvatore di Pesaro;
• Ufficio accettazione cassa: spostamento entro il 30 aprile 2025 dalla sede attuale all'ingresso della palazzina Solazzi, in locali opportunamente dedicati;
• UMEA (Unità Multidisciplinare dell'Età Adulta): entro la fine di aprile 2025 sarà trasferita presso l'immobile sito a Pesaro, in via Redipuglia, piano terra della palazzina della riabilitazione, nei locali appositamente ristrutturati;
• Comunità protette e psichiatria: entro la fine del mese di aprile 2025 affidamento della gestione degli utenti ad ente gestore esterno individuato con procedura ad evidenza pubblica, non essendo pronti i locali di Galantara e Mombaroccio, dove i pazienti dovevano essere trasferiti in virtù dell'Accordo di programma sottoscritto il 17 ottobre 2022 dal Presidente della Regione Marche, dal Sindaco di Pesaro e dall'allora Direttore generale dell'ASUR;
• RSA Tomasello: gli utenti verranno trasferiti entro il 30 aprile 2025 ad ente gestore esterno individuato con procedura ad evidenza pubblica, non avendo l'Amministrazione comunale di Pesaro ottemperato al proprio impegno di mettere a disposizione dell'Azienda sanitaria territoriale di Pesaro i relativi locali.
L'Azienda sanitaria di Pesaro Urbino, con nota del 3 settembre, ha invitato il Comune di Pesaro a mettere a disposizione i locali entro il 30 settembre 2024. Il Comune di Pesaro ha riscontrato tale richiesta con formale nota del 12 settembre, rappresentando la disponibilità dell'Amministrazione comunale a procedere con gli atti necessari. Nonostante tale impegno, ad oggi i locali non sono stati consegnati.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Non so se all'Assessore serve altro tempo per completare la risposta, altrimenti lo ringrazio.
Le chiedo anche, Assessore, vista la difficoltà nel riuscire a comprendere tutti i dettagli dei traslochi previsti a Pesaro, se sia possibile avere la risposta scritta.
La ringrazio, intanto, per averci illustrato per la prima volta quali saranno le decisioni da attuare nell'arco di questo mese e dove saranno trasferiti tutti i reparti.
Mi pare di capire, però, che ci sia ancora qualche punto interrogativo, nonostante la demolizione di tutti gli stabili, esclusa la palazzina Solazzi, dovrebbe iniziare entro il prossimo mese.
Per questo le chiedo di rivedere la risposta scritta e capire, come abbiamo già fatto in queste ultime settimane, se sia il caso o meno di demolire tutti gli attuali stabili contemporaneamente o procedere per step, perché probabilmente quei reparti sui quali ci sono ancora dei punti interrogativi, in quanto non si sa dove potranno essere trasferiti, potrebbero rimanere lì.
Noi abbiamo anche avanzato una proposta. Siccome solitamente, quando si costruisce, l'azienda che vince il bando per la costruzione è la stessa che demolisce, abbiamo chiesto di fare un unico bando e di agire contestualmente: chi demolirà dovrà anche costruire, per accelerare i tempi.
In questo caso, per la prima volta, invece, la Regione ha previsto due bandi diversi. Non vorremmo quindi che si facesse terra bruciata, buttando giù tutto, anche ciò che invece potrebbe continuare a lavorare lì senza creare troppi disagi.
È per questo, Assessore, che le chiedo quali siano, in questa fase, i trasferimenti già decisi. Sulla comunità protetta, ad esempio, mi ha detto che aspettate il bando ad evidenza pubblica; però so che anche questo tra quindici giorni dovrà trasferirsi.
Interrogazione n.1497 – a riposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Provvedimenti atto aziendale Ascoli Piceno”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1497 – a risposta immediata - dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'atto aziendale dell'Azienda sanitaria territoriale di Pesaro è stato approvato con determina n. 23 del 31 gennaio 2025.
Ascoli Piceno... cosa ho detto? Pesaro? È un incubo, chiedo scusa.
Lo ripeto, chiedo scusa: l'atto aziendale dell'Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno è stato approvato con determina n. 23 del 31 gennaio 2025, il giorno prima della cessazione del rapporto con il Direttore generale.
L'atto non è stato approvato dal Collegio sindacale della AST di Ascoli Piceno e, quindi, il procedimento, anche su indicazione dell'Assessorato, dovrà riprendere tutti i percorsi previsti dalla legge.
In conclusione, la risposta a questa interrogazione è che il procedimento dovrà essere conformato a quanto previsto dalla legge.
In questo momento l'atto pende di fronte al Collegio sindacale dell'Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno e, quindi, una volta che il Collegio sindacale lo avrà approvato e saranno garantiti tutti i percorsi di coordinamento e di confronto con l'Assemblea dei Sindaci e con le organizzazioni sindacali, il provvedimento prenderà efficacia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Devo dire che sono parzialmente, se non totalmente, soddisfatta, Assessore, per questa risposta e credo che lo siano anche le associazioni sindacali, i rappresentanti sindacali e il personale.
Mi fa piacere che lei abbia capito che non era possibile che un Direttore generale, in partenza per un'altra Regione, potesse comunque predisporre un atto che doveva e essere, oltretutto, condiviso, come lei ha ricordato, sia con l'Assemblea dei Sindaci sia con i rappresentanti sindacali, cosa che non era stata fatta.
Infatti le sigle sindacali le hanno scritto, come hanno scritto a tutti noi, evidenziando delle carenze importanti, ma evidenziando soprattutto delle non conformità con la deliberazione della Giunta regionale n. 291, che è quella con la quale sono state approvate le linee di indirizzo regionali per la redazione degli atti aziendali.
Non esiste un'analisi di contesto in questa proposta di atto aziendale, non esiste una definizione dell'adeguatezza dell'assetto organizzativo rapportata ai servizi da erogare, tenendo conto delle peculiarità territoriali.
Inoltre, mi preme sottolineare che non c'è stato alcun tipo di rapporto, soprattutto con l'Assemblea dei Sindaci. Le ricordo, se non lo sa, che la Direttrice ha mandato alle 12:.30 la bozza di atto aziendale ai sindaci e doveva incontrarli alle 15:00 dello stesso giorno. Poi, in maniera perentoria, neanche troppo democratica, ha chiesto loro, in cinque giorni, di presentare le osservazioni ad un atto che, secondo le linee guida e secondo il Piano sanitario regionale, dovrebbe essere predisposto insieme al territorio e soprattutto insieme a chi si rende conto maggiormente della salute dei cittadini, nonché insieme ai dipendenti.
Interrogazione n.1498 – a risposta immediata
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Chiusura del servizio medico di base nel Comune di Monte San Martino (MC)”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1498 – a risposta immediata - del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In esito all'interrogazione del Consigliere Rossi, desidero informarlo che il servizio non è stato soppresso, perché il contratto che impegnava un medico per quel servizio è stato rinnovato fino alla fine dell'anno.
È stata parimenti pubblicato il posto vacante nel Comune di Monte San Martino, affinché possa essere ricoperto da medici di medicina generale che vogliano e abbiano interesse a prendere quella posizione.
La risposta è positiva, nel senso che il medico che già c'era ha visto rinnovato il contratto fino alla fine dell'anno e, come previsto dal contratto di lavoro, la posizione vacante viene pubblicata per consentire le valutazioni di altri medici di medicina generale che possono, a quel punto, ambire a svolgere la loro professione in quel centro.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per averci dato l'opportunità di chiarire questa questione.
Ringrazio anche il Sindaco di Monte San Martino, che mi ha sollecitato a presentare questa interrogazione.
Sono arrivate alcune lettere da alcuni cittadini del Paese, e non al Sindaco. Questo, infatti, ci sembra anche strano. Chiaramente non è colpa sua, Assessore, perché non può essere dappertutto e in ogni luogo. Sono arrivate delle lettere aventi ad oggetto la cessazione dell'incarico, nelle quali si invitavano i cittadini a rivolgersi ad altri medici vicini, e la stessa comunicazione al Comune non è stata data.
Ci si è trovati in una situazione di caos, anche dopo il pensionamento nell'aprile 2022 e la reintroduzione del servizio dal 1° gennaio 2023.
Lei ci assicura, Assessore, che comunque il servizio sarà garantito fino alla fine dell'anno, se non sbaglio. Lo ha detto ed è una notizia positiva.
Adesso dovremmo però mettere in atto delle azioni. Sappiamo che ci sono delle difficoltà, ma dobbiamo fare tutto il possibile, come Regione Marche e come AST 3, per riuscire a sopperire alla mancanza di questo medico di base, soprattutto in questo Comune, perché è dislocato anche da un punto di vista viario e i cittadini avrebbero il medico più vicino a decine di chilometri di distanza. La popolazione è anche anziana.
Confido, Assessore, che lei possa fare il meglio.
Interrogazione n. 1499 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Sicurezza dei lavoratori, prevenzione nei luoghi di lavoro e contrasto al caporalato nelle Marche”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1499 – a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il tema evocato con quest’interrogazione dal Consigliere Cesetti è un tema di stringente attualità, posto che gli infortuni sul lavoro, anche esiziali, sono di una percentuale piuttosto significativa nel nostro Paese, in alcune circostanze molto più che in altre nazioni dell'Unione Europea.
Per questa ragione, nel Piano socio-sanitario approvato da quest’Assemblea legislativa vi erano delle chiarissime indicazioni, tra cui quella di adeguare l'organizzazione dei servizi dedicati alla sicurezza del lavoro, agli infortuni e ai servizi ispettivi. Questa era l'indicazione programmatica.
Nel 2024, in conseguenza di ciò, sono stati ispezionati oltre 1.000 cantieri edili e sono state controllate 3.280 aziende edili e 172 imprese operanti nel settore dell'agricoltura, con un incremento rispetto agli anni precedenti: 575 controlli nell'edilizia e 33 nell'agricoltura. Le violazioni riscontrate sono state 619 nell'edilizia e 49 nell'agricoltura.
Occorre tener conto che, con il decreto legislativo n. 215 del 2021, l'Ispettorato nazionale del lavoro ha assunto funzioni di vigilanza sui luoghi di lavoro in materia sanitaria pari a quelle attribuite alle Regioni e, da allora, interviene in autonomia con il proprio personale ispettivo, che voglio ricordare essere composto sia da ispettori sia dalla Polizia giudiziaria dei Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro.
Ciò premesso, essendo questo un tema di particolare rilevanza, poiché, come noto, nella nostra Regione è in esecuzione la ricostruzione post-sisma e le imprese che lavorano sul territorio della Regione Marche provengono anche da altre Regioni, questa attività di controllo e di verifica della sicurezza sul lavoro assume una particolare importanza.
In relazione a tutto questo, negli atti di indirizzo sul fabbisogno del personale e sul tetto del personale, che è stato aumentato dal Fondo sanitario nazionale, l'indirizzo è stato quello di assumere più medici, infermieri e personale specializzato della sanità che possano corroborare gli organici degli PSAL e svolgere questo tipo di funzione.
Conclusivamente, intendo sottolineare che l'argomento che il Consigliere Cesetti ha voluto evidenziare con quest’interrogazione rappresenta un tema centrale delle politiche della nostra Regione e degli atti di programmazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la consapevolezza che dimostra di avere e per il fatto che condivida che la sicurezza dei lavoratori e la prevenzione nei luoghi di lavoro impongano una costante, attenta e qualificata attività di prevenzione in tutti i luoghi di lavoro, attraverso un altrettanto costante e attento controllo, attività indispensabili e imprescindibili per le quali occorrono risorse e personale dedicato in numero adeguato.
In questa prospettiva, le strutture regionali preposte a tale tipo di attività sono i Dipartimenti di prevenzione insediati presso le Aziende sanitarie territoriali, di cui all'articolo 34 della legge n. 19 del 2022 sulla riorganizzazione del Servizio sanitario regionale.
Non a caso, però, la prevenzione è il tallone d'Achille nelle graduatorie annuali che misurano il rispetto dei LEA. Infatti, nella categoria prevenzione, mentre le altre sono il distretto e l'ospedaliero, nell'ultimo dato disponibile, riferito al 2023, i LEA della prevenzione misurano 74 su 100 e, nel 2022, 61 su 100, ai limiti dell'insufficienza, che avrebbe portato le Marche tra le Regioni non rispettose dei LEA.
In questa prospettiva, noi abbiamo presentato delle modifiche all'articolo 34 che vanno in questa direzione, per implementare le competenze sulla prevenzione. Inoltre, abbiamo ripetutamente presentato, insieme al Consigliere Carancini, emendamenti che portassero la spesa per la prevenzione nelle Marche ad almeno il 5% della spesa complessiva.
Da ultimo, tra l'altro, negli atti di indirizzo degli atti aziendali abbiamo tentato di introdurre questo principio, addirittura…
PRESIDENTE. Siamo sull'interrogazione a risposta immediata, so che lei è un grande oratore, era un piacere sentirla, era musica per le mie orecchie. Trenta secondi, se vuole concludere. Prego.
Fabrizio CESETTI. Per concludere, perché lo stesso Vicepresidente aveva sottolineato l'importanza di questo aspetto.
Noi abbiamo presentato, anche in questo caso, tramite il Consigliere Carancini, atti di indirizzo sugli atti aziendali.
Oggi, se vediamo gli atti aziendali approvati, di sicuro su quello di Fermo, non c'è nulla in questa direzione, se non la trasposizione dell'articolo 34 della legge n. 19. Addirittura dimostrano di non conoscere neanche quelle modifiche normative che noi abbiamo apportato in questa direzione. Non soltanto vi è il mancato recepimento dell'atto di indirizzo e di quanto giustamente il Vicepresidente ci dice in quest'Aula.
Io la prego, Vicepresidente, di intervenire in questa direzione per far emendare gli atti aziendali per quanto riguarda l'attività dei Dipartimenti di prevenzione.
PRESIDENTE. È un'informazione di servizio: trenta secondi in più a tutti. Un minuto, mettiamo un minuto in più per tutti coloro che, da ora in poi, faranno la replica per tutte le interrogazioni a risposta immediata e ordinaria.
Interrogazione n. 1500 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Realizzazione di un Centro di permanenza temporanea e il rimpatrio presso l'area in prossimità del sedime aeroportuale nel Comune di Falconara Marittima.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1500 – a risposta immediata - dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La legge n. 124 del 2023, molto recente, di conversione del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, rubricata "Disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonché in materia di immigrazione", all'articolo 21, comma 2, prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell'Interno e della Difesa, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, sia approvato il piano straordinario per l'individuazione delle aree interessate alla realizzazione di un numero idoneo di strutture di cui all'articolo 10 ter in materia di immigrazione.
Questa è la legge che prevede un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Precedentemente, la normativa preesistente, che comunque doveva essere coordinata nell'interpretazione con queste nuove disposizioni, prevedeva che i CPR dovessero essere individuati o costituiti con decreto del Ministero dell'Interno, sentito il Presidente della Regione o della Provincia autonoma interessata, privilegiando le aree esterne ai centri urbani che risultino più facilmente raggiungibili.
Ciò premesso, sulla base di queste disposizioni, il Ministero dell'Interno, anche a seguito di interrogazioni e di articoli pubblicati sugli organi di stampa, ha comunicato che il procedimento per l'individuazione di un CPR nel Comune di Falconara dovesse trovare un'adeguata concertazione con la Regione e, sostanzialmente, il procedimento è fermo, sulla base di quanto lo stesso Ministro dell’Interno ha confermato al Presidente della Regione Marche.
La posizione della Regione Marche è esattamente quella prevista dalla normativa preesistente, ossia che questi centri debbano essere individuati in aree esterne ai centri urbani e facilmente raggiungibili.
Ora, c'è da tener conto, in conclusione, che per quanto riguarda, in via generale, l'individuazione di questi centri di identificazione, essi sono necessari per la lotta all'immigrazione clandestina e soprattutto per garantire adeguati livelli di sicurezza nel nostro Paese.
Segnatamente alla risposta riguardante la città di Falconara, la posizione della Regione è contraria all'individuazione di un centro che vada contro le disposizioni della normativa previgente.
Il Ministero dell'Interno dovrà tener conto che la Regione Marche ritiene che il CPR da istituire nelle Marche non possa essere allocato nella città di Falconara.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. La risposta dovrebbe essere un po' più complessa.
Intanto mi viene da dire all'Assessore Saltamartini: la vostra è una posizione contraria, ma ve ne siete accorti solo adesso? Lo sa di questa vostra contrarietà la Presidente Meloni?
La Regione Marche, me lo consenta, non ha solo il diritto, ha il dovere di opporsi a questa ipotesi.
In ogni caso, la vostra posizione è assolutamente dovuta. Avete fatto il vostro dovere, in questo caso, niente di più.
Ma la realizzazione di un CPR a Falconara Marittima rappresenta, ed è per questo che ho detto che la risposta dovrebbe essere più complessa, una scelta sbagliata sotto ogni punto di vista: logistico, politico e soprattutto sociale.
È una misura che non risolve i problemi legati all'immigrazione irregolare, ma anzi rischia di creare nuove tensioni e disagi per il territorio.
La decisione del Governo Meloni di aumentare il numero dei CPR, rendendone obbligatoria la presenza di almeno uno per ogni Regione, rappresenta una scelta anacronistica e ideologicamente sbagliata.
Questi centri, concepiti come strumenti di gestione dell'immigrazione irregolare, si sono dimostrati inefficaci e spesso teatro di gravi violazioni dei diritti umani.
Solo tre mesi fa il Consiglio d'Europa ha denunciato maltrattamenti e l'uso di psicofarmaci nei CPR italiani, evidenziando come queste strutture siano luoghi di detenzione per persone che non hanno commesso alcun reato, ma che subiscono condizioni degradanti e disumane.
La realizzazione di un CPR a Falconara Marittima, o anche in altri luoghi, non risponde a una reale necessità, ma appare come una misura propagandistica volta a rafforzare un approccio securitario al fenomeno migratorio.
Questo progetto non tiene conto delle specificità del territorio e delle esigenze delle comunità locali, ignorando il principio di concertazione tra istituzioni e cittadini.
La Sindaca di Falconara e la sua Giunta hanno già espresso chiaramente la loro contrarietà, così come numerose associazioni e forze politiche.
La Regione Marche, anche se tardivamente, oggi si è accodata.
Ma l'area individuata per la realizzazione del CPR presenta criticità logistiche e ambientali che l'avrebbero resa, in ogni caso, del tutto inadeguata.
La zona dell'ex caserma dell'Aeronautica si trova, infatti, in prossimità dell'aeroporto...
Interrogazione n. 1501 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Hospice per le cure palliative pediatriche a Fano”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1501 – a risposta immediata - dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il vigente Piano socio-sanitario, approvato da questo Consiglio regionale, prevedeva la copertura di una lacuna che riguardava le cure palliative pediatriche, la realizzazione di un Hospice pediatrico nella regione Marche e la creazione di una rete.
In questo Consiglio regionale il collega Serfilippi, oggi Sindaco di Fano, aveva presentato una mozione che impegnava la Regione a realizzare l'Hospice pediatrico nella città di Fano.
Il procedimento è stato avviato, il finanziamento è presente e il procedimento sta proseguendo secondo il previsto iter di affidamento ed esecuzione dei lavori.
In risposta alla domanda: se sia ancora possibile realizzare il nuovo Hospice pediatrico per le cure palliative a Fano, la risposta è positiva. Quanto previsto nel Piano socio-sanitario, cioè la realizzazione di una rete e di un centro di cure palliative pediatriche, nonché la realizzazione di un Hospice pediatrico, sta procedendo secondo le previsioni del Piano socio-sanitario.
Devo anche aggiungere che, per la realizzazione di un Hospice pediatrico, i riferimenti progettuali erano solamente tre o quattro a livello nazionale. Non è stato facile, neppure per i progettisti, individuare le caratteristiche tecniche e strutturali di questo Hospice.
Si sta procedendo, come ho detto, e voglio anche aggiungere che questa è un'iniziativa, lo ripeto, consiliare, votata in quest’Assemblea legislativa su iniziativa dell'attuale Sindaco di Fano, già Consigliere regionale Luca Serfilippi.Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore.
Sinceramente non sono soddisfatto della risposta che ha dato all'interrogazione a risposta immediata, in quanto, prima di tutto, l'iniziativa di realizzare un hospice pediatrico per le cure palliative a Fano non è soltanto dell'ex Consigliere, oggi Sindaco di Fano, ma è un'iniziativa che ha coinvolto sia la Lega, sia il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico, di cui faccio parte, che portarono alla votazione di questo Consiglio regionale della risoluzione n. 31 del 2021.
Sappiamo che c'è un problema molto serio riguardo alle cure palliative per i bambini che necessitano di una presa in carico e che, purtroppo, non possono guarire a causa di malattie oncologiche, neuromuscolari, genetiche e degenerative.
Il centro regionale che era stato individuato a Fano ancora non è stato neppure progettato. I finanziamenti sono stati previsti con 500.000 euro nel 2025, 1,1 milione nel 2026 e 4,5 milioni nel 2027, quando nella delibera n. 140 del 2022, ovvero il Master Plan dell'edilizia sanitaria, era previsto che la struttura fosse realizzata ed entrasse in funzione nel 2025.
Ma la cosa più strana è che, in questo percorso, tutti gli operatori interessati al servizio e alla realizzazione dell'hospice pediatrico non sapevano nulla della nascita di questa struttura, che è stata definita addirittura hub, che l'Assessore Saltamartini ha detto che spera venga potenziata, mentre il Direttore generale dell'Azienda ospedaliera afferma che il personale dovrà essere incrementato.
Lei capisce, Assessore, che noi siamo fortemente preoccupati perché, ad oggi, non c'è il progetto. È stata avviata soltanto una variante urbanistica e le risorse verranno messe, guarda caso, dopo le elezioni regionali, quando probabilmente non sarete più al governo di questa Regione.
Credo che i tempi persi debbano essere recuperati, occorre fare chiarezza anche con gli operatori sanitari e con tutti coloro che hanno necessità e interesse in questo settore, rispetto al ruolo che dovrà avere questo hub regionale e rispetto all'hospice pediatrico che, comunque, per volontà di questo Consiglio regionale, anche con deliberazione della Giunta regionale, dovrà essere realizzato nella città di Fano. Grazie.
Interrogazione n.1492 -a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Improvviso blocco di aeromobili della compagnia Sky Alps da parte di Enac”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1492 – a risposta immediata - dei Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Acquisite le informazioni della Direzione territoriale competente, si segnala che, in relazione al provvedimento emesso da ENAC relativo al fermo di sette degli otto velivoli in uso alla compagnia aerea SkyAlps, il vettore al momento utilizza, mediante accordi commerciali di wet lease, aeromobili di altri vettori aerei europei, rimanendo obbligato a garantire gli obblighi imposti dalla cosiddetta continuità territoriale.
L'Ente, mediante le proprie strutture, è in costante contatto con la società SkyAlps, allo scopo di verificare il rientro dei rilievi mossi e il ripristino dei propri velivoli secondo le prescrizioni normative.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Brandoni, la ringrazio del chiarimento.
Credo che su questa vicenda la Regione Marche, ancora una volta, abbia omesso il proprio dovere, cioè quello di informare.
La Regione Marche, a seguito di questo grave fatto, e lo dico per i cittadini…, sono stati fermati sette aeromobili che le Marche utilizzano per i voli di continuità territoriale.
Ma, ancor più gravi, sono le ragioni del fermo, che riguardano la sicurezza. Nel provvedimento di ENAC si scrive sostanzialmente che sugli aeromobili sono emerse una serie di non conformità. Le discrepanze hanno evidenziato la sussistenza di carenze nelle attestazioni delle manutenzioni degli aeromobili rispetto ai requisiti normativi di sicurezza del volo fissati dal regolamento europeo.
Se è avvenuto questo fatto, la Regione Marche avrebbe dovuto innanzitutto fare un'immediata comunicazione per informare i cittadini. Non è un fatto di secondo livello, non è un fatto che va derubricato, è un fatto grave rispetto alla continuità territoriale.
Certo, vedendo tutte le comunicazioni che fa il Presidente Acquaroli ogni domenica mattina, appena alzato…, forse avrebbe potuto dire anche questo e rassicurare i cittadini.
Ma c'è un ulteriore profilo grave, Assessore Brandoni. Noi siamo a dieci mesi dall'incarico relativo a SkyAlps. Voi avete messo in bilancio 18 milioni per i voli di continuità, oltre ai 18 milioni che avete fatto stanziare dal Parlamento, e ad oggi non abbiamo ancora il bando.
A voi sembra normale questo atteggiamento? Siete in grado di dirci perché siete ancora fermi? Siete in grado di dirci per quali ragioni c'è questa fermata, questo stop? Siete in grado di dirci come mai oggi le prenotazioni sui voli di continuità in Italia sono ferme al mese di marzo? Ma vi rendete conto dei danni e delle conseguenze che questa incertezza comporta per i voli di continuità territoriale?
Credo che voi non siate consapevoli della situazione e, soprattutto, vi riempite la bocca dei vostri risultati, ma ogni giorno emerge un fatto negativo, come quello relativo a SkyAlps.
Dateci risposte.
Interrogazione 1496 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti Minardi, Vitri
“Progetto per la realizzazione del nuovo ponte Garibaldi”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1496 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Darò la risposta così come mi viene posta, però forse, dopo la dodicesima interrogazione su questa questione, è il caso che io faccia una piccola chiarezza.
Nel senso che io sono Assessore alla Protezione civile e al Genio civile e questa situazione legata al Ponte Garibaldi, per quel che mi riguarda, ci ha coinvolto nella demolizione del ponte vecchio, che era stato danneggiato, nella messa in sicurezza dell'alveo del fiume mediante l'eliminazione delle pile, nonché nella costruzione della passerella pedonale, che è stata realizzata tramite il Consorzio di bonifica.
A questo punto, l'attuazione del nuovo Ponte Garibaldi riguarda la viabilità interna del Comune di Senigallia, approvata dal Comune di Senigallia ed il finanziamento è della Struttura commissariale, mentre l'ente attuatore del progetto è ANAS.
Rispondo sempre perché mi sento in dovere di farlo, ma ogni volta devo acquisire informazioni da enti terzi che non fanno capo all'Assessorato che gestisco.
Ho voluto fare questa chiarezza una volta per tutte. Non l'ho mai detto fino ad ora, mi sono sempre fatto carico di questa vicenda.
Detto questo, la ditta incaricata della realizzazione del Ponte Garibaldi è già stata individuata da ANAS. È una ditta dell'Aquila, non mi chiedete il nome perché in questo momento non lo ricordo.
Il progetto esecutivo è stato approvato ed è stato inviato al Ministero per acquisire un ultimo parere, obbligatorio, che deve essere espresso entro trenta giorni. Mi pare che la scadenza sia il 10 aprile, ma nulla esclude che possa arrivare prima.
Una volta acquisito quest'ultimo parere ministeriale, il progetto esecutivo sarà definitivamente approvato, la ditta è già stata individuata e si potranno avviare i lavori.
Nulla toglie che la ditta potrebbe iniziarli anche prima, perché dovrebbe partire dalle rampe, che esulano dal parere atteso da Roma. Parlo ovviamente per assurdo;: se il parere da Roma dovesse impedire la realizzazione del ponte, sarebbe inutile iniziare le rampe.
Pertanto deduco che la ditta inizierà anche gli interventi sulle rampe, che esulano dal parere che stanno aspettando, solo quando quest'ultimo avrà chiarito definitivamente la realizzabilità dell'intera opera.
Se mi chiedete se ciò avverrà entro marzo, credo di no; se mi chiedete se avverrà entro ad di aprile, direi di sì.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. La ringrazio davvero, perché io non ho mai visto un'opera che non ha padre, madre, figlia, che non ha nessun tipo di soggetto responsabile. Però, proprio in questo caso, è stato onesto. Non è una metafora e non voglio essere nemmeno sarcastico, è stato onesto.
Quel ponte a Senigallia e nella valle del Misa e del Nevola non vuole nessuno, compreso il Sindaco, che continua a dire: "Io non lo voglio, ma lo fa la Regione", tra l'altro non ha fatto nemmeno un atto, tenendo presente che quel ponte è iscritto al patrimonio comunale e non a quello regionale.
È vero, Assessore, che lo avete demolito. Io dico anche in maniera un po' improvvida, perché senza un progetto quel ponte poteva continuare ad essere utilizzato almeno dal punto di vista pedonale e ciclabile. Invece l'avete demolito, tra l'altro con dei costi che tra qualche giorno andremo a verificare insieme.
Ma ha ragione quando dice che la vostra responsabilità era lì, dopodiché, siccome siete stati al Consiglio grande, e non eravamo nemmeno soli, c'erano altri Consiglieri, vedo il Consigliere Mastrovincenzo che era con me… Io ero in piedi perché il Presidente del Consiglio mi aveva detto che dovevo rimanere in mezzo al pubblico ed io, in maniera precisa e istituzionale, sono rimasto in mezzo al pubblico.
Ma quel ponte, Assessore, non lo vuole nessuno. C'era anche lei, seduto senza diritto di parola. Le associazioni di categoria non lo vogliono, le associazioni ambientaliste non lo vogliono, il Consiglio comunale scricchiola, il Sindaco prende le distanze perché dice…
I progettisti hanno fatto un ponte che di solito si fa, anche bello, ma per l'autostrada, non davanti ai Portici Ercolani e nel cuore di una città monumentale come Senigallia.
Voi state proponendo un progetto assolutamente inadeguato ed io vi dico: fermatevi.
Ma, se non è sufficiente questo, ho un'altra interrogazione e alla fine riprenderò il tema.
Fermatevi, perché soluzioni alternative esistono. Se non volete quella con i martinetti, pensate ad un ponte provvisorio, come avete fatto per quello pedonale e ciclabile. Realizziamo, invece, le vasche di espansione e ragioniamo in maniera diversa.
Interrogazione n. 1388
ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Dragaggio Porto di Fano e stoccaggio fanghi nella cassa di colmata: c’è sempre più urgenza”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1388 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa è una vicenda che conosco molto bene perché l'Accordo di programma per depositare questi fanghi nella cassa di colmata di Ancona l'ho stipulato io il 28 febbraio 2008, quando ero Sindaco di Fano, e l'ho seguita perfettamente.
Poi è avvenuto... il soggetto attuatore era già allora l'Autorità Portuale di Ancona, che avrebbe dovuto portare avanti tutta la procedura, ma la cassa di colmata in quegli anni non è mai stata completata dall'Autorità Portuale.
Tant'è che nel 2012, non potendo più entrare e uscire i pescherecci dal porto di Fano, mi assunsi, tra virgolette, la responsabilità, come Sindaco, di sfangare il porto e depositare quei sedimenti in un'area esterna al porto, di proprietà pubblica e a valenza industriale, non edificata, a Torrette di Fano. Sappiamo benissimo questa vicenda.
Mi hanno criticato perché non li avevo lasciati in mezzo al campo. Successivamente ci sono stati dieci anni di amministrazioni di sinistra e i fanghi sono ancora lì, non è che siano stati più bravi di me quelli che sono venuti dopo.
Detto questo, il 20 agosto, quando ero già Assessore, abbiamo trovato la soluzione per portare via quei fanghi da Torrette. Mi sono detto: ho creato il problema e lo risolvo dopo dieci anni da Assessore regionale. Invece, la ditta che ha vinto l'appalto per trasportarli nella cassa di colmata ha subito un ricorso al TAR da parte della seconda classificata e la situazione si è sbloccata soltanto pochi giorni fa. Finalmente sembrerebbe che siamo arrivati a una soluzione.
Però le domande erano altre. Questa premessa l'ho voluta fare visto il tempo a disposizione.
La prima domanda è quali provvedimenti la Regione Marche stia mettendo in atto rispetto al sempre più urgente e necessario dragaggio del Porto di Fano.
La Regione, in merito al necessario futuro dragaggio del Porto di Fano, che esula però dall'Accordo di programma sul quale poi tornerò, ha messo a disposizione 2,5 milioni di euro per il dragaggio e la pulizia del porto. Si tratta di 500 mila euro per il 2026, 1,6 milioni di euro per il 2027 e 400 mila euro per il 2028.
I soldi a disposizione per il dragaggio del Porto di Fano sono stati inseriti nel bilancio regionale di quest'anno.
L'altra domanda era: se i fanghi risultano essere molto inquinati, come da giornali. Ecco, le analisi non le fanno i giornalisti, le fa l'ARPAM, e quando sarà portato avanti il progetto si faranno le analisi e i carotaggi per capire la tipologia dei fanghi e dove dovranno essere conferiti. Parlo dei nuovi materiali da escavare, non di quelli già ricompresi nell'Accordo di programma.
Per quanto riguarda invece le altre domande, cioè quanti metri cubi sono ancora a disposizione di quella cassa di colmata, voglio ricordare che grazie a quell'Accordo di programma la Giunta Seri, nel 2017, ha realizzato un dragaggio del Porto di Fano per 19.584 metri cubi e ha potuto conferire quei materiali nella cassa di colmata di Ancona proprio grazie all'Accordo di programma del 2008.
Quindi, 19.584 metri cubi scavati nel 2017; quelli depositati a Torrette e all'interno del porto sono pari a 20.800 metri cubi. Rimarrebbero, semplicemente, nella cassa di colmata, per eventuali nuove escavazioni, circa 1.800 metri cubi, quindi pochissimo rispetto al vecchio Accordo di programma.
Noi siamo stati fino ad oggi perfettamente all'interno dell'Accordo di programma, sia per quanto riguarda la rimozione dei fanghi depositati fuori dall'area portuale, a Torrette, e all’interno dell'area portuale ancora bancati, oltre a quelli escavati nel 2017.
Quindi siamo perfettamente in linea con l'Accordo di programma e la cassa di colmata di Ancona, con i suoi 42.000 metri cubi, ha garantito quell'azione del 2017 e garantirà la rimozione dei fanghi che, in queste ore, si stanno sbloccando e dovranno essere traslati.
Detto questo, per quanto riguarda interventi futuri, ci si dovrà basare su nuovi eventuali Accordi di programma o su nuove soluzioni. Ad esempio, se i fanghi non risultassero particolarmente inquinati, potrebbero essere conferiti in mare. Dipenderà dalle analisi e da che tipo di progettualità porterà avanti il Comune di Fano.
Per quanto riguarda la Regione, noi abbiamo garantito 2,5 milioni di euro perché questo si possa fare.
Siamo in linea con il vecchio Accordo di programma, finalmente anche per quanto riguarda la rimozione dei fanghi depositati fuori dall'area portuale, ma abbiamo anche messo a disposizione ulteriori 2,5 milioni di euro per eventuali nuove azioni necessarie all'interno del Porto di Fano.
Queste erano le domande e queste sono le risposte. Credo di aver anche ripercorso le tappe che hanno portato a questa situazione e spiegato come quell'antico Accordo di programma non sia stato ancora completamente realizzato, non perché il Comune di Fano non lo abbia voluto, ma perché la cassa di colmata di Ancona non era ancora pronta.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Minardi.
Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Assessore, chiedo scusa, ma non ho capito bene una cosa.
Nel rispetto dell'Accordo di programma, i fanghi che sono attualmente a Torrette e quelli che sono fuori dal sedime portuale, ma comunque a ridosso del Porto di Fano, saranno trasferiti con la gara di cui ha parlato adesso, che si è sbloccata qualche giorno fa? Parrebbe di sì, volevo capire soltanto questo.
È chiaro che c'è un livello di preoccupazione rispetto alla situazione del Porto di Fano perché le notizie che sono uscite, è vero che le analisi non le fa la stampa ma l'ARPAM, però è poi la stampa che dà le informazioni e amplifica le notizie.
Ci siamo preoccupati perché, quando abbiamo capito che la situazione attuale dei fanghi all'interno del Porto di Fano presentava un livello di inquinamento che potrebbe non consentire ulteriori dragaggi…, questa cosa rischia di essere fortemente problematica. Perché una volta trasferiti quelli di cui parlavamo prima, quelli vecchi, per capirci, di Torrette e quelli a ridosso del porto, quelli che sono attualmente da dragare all'interno del Porto di Fano - e c'è bisogno di fare un dragaggio - dove si porteranno? Spero in mare, ma quello che emerge dalle informazioni della stampa, che non se è inventate, sono dati che emergono da esami che sono stati fatti.
Questa è la preoccupazione, per cui il suggerimento che mi sento di poter dare è anche quello di pianificare e programmare un dragaggio non solo del Porto di Fano, ma di tutti i porti, in modo periodico, con tempi relativamente stretti, in modo tale che i cosiddetti fanghi, che vengono dichiarati inquinati e che hanno una classificazione in base alla normativa, possano essere dragati e portati in mare perché, diversamente, con le casse di colmata sappiamo quali e quante sono le difficoltà per la realizzazione dell'opera.
Comunque, lei sostanzialmente mi garantisce che i metri cubi assegnati al Porto di Fano in base all'Accordo di programma sono stati rispettati per il trasferimento di questi fanghi.
Grazie.
Interrogazione n. 1321
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Avvio screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA)”
Interrogazione n.1435
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Avvio screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA) – richiesta aggiornamenti”
(abbinate)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1321 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e interrogazione n.1435 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Le due interrogazioni riguardano l'avvio dello screening neonatale per l'atrofia muscolare spinale nella nostra Regione.
Il Piano socio-sanitario approvato da quest'Assemblea legislativa prevedeva l'avvio di uno screening neonatale per questo tipo di patologia, l'atrofia muscolare spinale, e con provvedimenti successivi, in particolare con la delibera di Giunta regionale n. 1422 del 2024, è stato avviato il programma regionale di screening neonatale esteso all'atrofia muscolare spinale.
L'esecuzione di questa attività è stata individuata a carico del Centro di riferimento regionale dell'Azienda sanitaria di Pesaro e Urbino. Sono state individuate e assegnate al suddetto Centro anche risorse per 249.636 euro, che sono nel bilancio 2024-2026, annualità 2024.
Lo screening è partito il 15 febbraio 2025, poco tempo fa, e per la corretta esecuzione di questo procedimento, con decreto dell'Azienda sanitaria regionale n. 115 del 2024, è stato individuato l'organismo chiamato a coordinare questo tipo di attività, che è composto dal dirigente del settore territorio integrazione sociosanitaria dell'AST, dal direttore del Centro di riferimento regionale per lo screening neonatale, che abbiamo detto essere individuato nell'AST di Pesaro e Urbino, dal direttore e da un coordinatore dei punti nascita per ogni Azienda sanitaria territoriale, dal direttore e coordinatore del punto nascita dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, dal direttore della SOD di Neuropsichiatria infantile e da un rappresentante del Centro clinico NEMO di Ancona.
Questo importantissimo screening è partito. Gli atti di indirizzo programmatico, che sono di competenza di questo Consiglio, sono stati approvati dal Piano socio-sanitario e qui stiamo parlando dell'esecuzione di un'importante attività.
Naturalmente mi fa piacere che, in questo percorso così importante e significativo, che va a coprire anche una lacuna regionale, ci sia stata anche la sollecitazione delle opposizioni attraverso le interrogazioni, che naturalmente non hanno sostituito e non possono sostituire il valore della programmazione del Piano socio-sanitario e delle delibere che sono state approvate.
In conclusione, parte un servizio fondamentale e importante e mi pare di poter dire che, attraverso l'individuazione e il coordinamento dei più alti livelli dirigenziali sanitari della nostra Regione, questo piano possa avere un successo immediato per garantire alle famiglie un servizio adeguato e idoneo, in un servizio sanitario regionale come quello delle Marche, che è uno tra i primi a livello nazionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la sua risposta, che come sempre arriva a giochi fatti, strategicamente in ritardo e soltanto dopo ripetute sollecitazioni. Infatti, sono già due le interrogazioni che abbiamo collezionato a riguardo.
Però, Assessore, bisogna essere onesti: se non fosse stato per l'iniziativa e per l'attenzione di noi Consiglieri del Partito Democratico, probabilmente non saremmo mai arrivati a questo risultato.
È dal 19 maggio 2022 che stiamo cercando di attivare lo screening neonatale per la SMA nella nostra Regione, ovvero da quando abbiamo depositato la nostra proposta di legge, che voi avete tenuto chiusa nel cassetto della Commissione sanità per tutto questo tempo.
Per due volte questa proposta di legge è stata rinviata in Commissione, per due volte, per il completamento dell'iter di approvazione. Poi, improvvisamente, a settembre 2024 viene approvata una delibera che finalmente dà avvio allo screening, con l'istituzione del tavolo e lo stanziamento delle risorse. Meglio una delibera, vero, piuttosto che una legge, specie se questa è a firma della minoranza. Cosa si fa per appropriarsi del lavoro e delle iniziative degli altri, vero?
E poi che cosa è successo? Di fatto molto poco e quel poco molto lentamente, dato che lo screening, che avrebbe dovuto essere avviato dal primo gennaio, invece è partito soltanto a metà febbraio, e questo soltanto perché da settembre vi stiamo col fiato sul collo e chiediamo continuamente aggiornamenti sulle procedure.
Per non parlare dell'incognita dei 250.000 euro stanziati dalla Regione Marche nel 2024 per l'acquisizione delle tecnologie e l'assunzione di personale specializzato, che ancora devono arrivare. Come sono stati utilizzati, Assessore, questi soldi?
Certo, è difficile immaginare in un laboratorio lavorare senza materiali e personale, ma su questo ci riserveremo di approfondire e speriamo di non trovare scheletri negli armadi a giustificazione dei vostri inspiegabili e irresponsabili ritardi.
Comunque, al netto di ogni critica, voglio finalmente esprimere grande soddisfazione. Una cosa però ci tengo a precisare: nostra è la proposta e nostro è il merito.
Non accettiamo che chi si è completamente disinteressato al tema possa oggi fregiarsi di un risultato che non è suo. Anzi, credo che una Giunta e un'Assemblea legislativa che tardano ad agire e che devono essere continuamente pungolate rispetto a un tema importantissimo che riguarda la salute dei bambini e le loro prospettive di vita dimostrino tutta la loro irresponsabilità e insensibilità.
È solo grazie al nostro intervento, al nostro pressing e alle nostre continue sollecitazioni che oggi i bambini marchigiani e le loro famiglie possono beneficiare di una diagnosi precoce che permetterà loro di vivere una vita serena e in salute.
Interrogazione n.1369
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“AST Ascoli Piceno, sorveglianza medica dei lavoratori esposti al rischio da radiazione ionizzante”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1369 dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In esito all'interrogazione della Consigliera Casini, l'Azienda sanitaria di Ascoli Piceno riferisce che il dirigente medico addetto alla sorveglianza medica dei lavoratori esposti a rischio di radiazioni ionizzanti è la dottoressa XY.
L'espletamento delle funzioni di relativa competenza, mediante l'effettuazione di visite ai lavoratori radioesposti ai sensi della normativa vigente, viene svolto nello specifico con riferimento al decreto legislativo n. 101 del 2020 e successive modificazioni e integrazioni.
L'Azienda sanitaria conferma, altresì, che la dottoressa XX non ricopre tale incarico e che il dirigente addetto a questo tipo di attività è la dottoressa XY. Grazie.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Io ero a conoscenza della sostituzione, ma ho mantenuto questa interrogazione perché non ero sicura che lei decidesse comunque di bloccare l'iter dell'atto aziendale. Avrei sottolineato, nel caso ciò non fosse successo, che i Direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere sono tenuti a garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori, avvalendosi di figure professionali molto importanti, soprattutto per quanto riguarda la fisica medica.
Nella nostra AST, nell'atto aziendale, era stata cassata l'Unità operativa complessa, oltre a quella di anestesia e rianimazione, anche quella riguardante la fisica medica.
Ora, la fisica medica magari non l’abbiamo tanto presente, e guardo il Consigliere Carancini, con il quale invece abbiamo approfondito il tema. In realtà, si tratta di tutti quegli operatori, i fisici medici, che tengono e controllano tutti gli apparecchi ai quali noi ci sottoponiamo, che emettono radiazioni, che possono essere molto pericolose. Quando, ad esempio, si deve effettuare una radioterapia, questi strumenti devono essere puntualmente tarati e la taratura delle apparecchiature è importantissima. Più la tecnologia è avanzata, maggiore è la complessità del lavoro di questo gruppo di operatori che, tra l'altro, nel Piceno sono pochissimi, perché alcuni lavoratori sono andati in pensione e non sono stati, come spesso accade, sostituiti.
Visto che si è deciso di riscrivere l'atto aziendale, magari chiederemo un'attenzione particolare a questa Unità operativa, che può sembrare di nicchia ma di nicchia non è, perché impatta fortemente sulla salute sia degli operatori sia dei pazienti che si sottopongono agli esami diagnostici e alla radioterapia.
Interrogazione n. 1380
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi
“Chiusura negativa del bilancio 2023 dell’INRCA MARCHE a seguito della situazione debitoria del Presidio INRCA di Cosenza”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1380 dei Consiglieri Vitri, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'INRCA è l'unico istituto di ricerca geriatrico a livello nazionale.
Storicamente ha una sede centrale nella Regione Marche e due sedi periferiche, una in Lombardia e una in Calabria.
La gestione dell’azienda calabrese risente delle condizioni della sanità della Regione Calabria, commissariata da molti anni e, da ultimo, oggetto anche di alcuni decreti-legge.
Questa condizione nei rapporti tra la Regione Marche e la Regione Calabria esiste da moltissimi anni e, nel 2018, è stato concluso un concordato con la Regione Calabria affinché fossero ripianati i pagamenti relativi alle prestazioni che l'INRCA eroga in Calabria, che sono stati tutti puntualmente adempiuti.
Fino ad oggi la Regione Calabria ha regolarmente adempiuto a tutte le obbligazioni e a tutti i pagamenti relativi alle prestazioni effettuate dall'INRCA nella Regione Calabria.
Ora, si deve tener conto che, contrariamente a tutta la polemica che è stata fatta sui giornali, e che io ritengo rappresenti un livello bassissimo della politica nella nostra Regione, il rapporto tra la Regione Marche e la Regione Calabria è istituzionale. Non si tratta di un rapporto con un soggetto privato, ma con un'istituzione pubblica che in questo momento è vigilata dai Ministeri e dal Governo.
Le obbligazioni che sono sorte tra la Regione Marche e la Regione Calabria trovano una garanzia istituzionale e anche governativa. Non si può parlare di inadempienza e non si può neppure parlare che le prestazioni erogate in Calabria verranno sostenute economicamente dai marchigiani.
A me dispiace che la Regione Calabria, in un recente collegamento che abbiamo effettuato, sia stata così attaccata e oggetto di una durissima reprimenda. Noi dobbiamo andare, sicuramente, all’esame elettorale a ottobre, ma non si possono portare scontri istituzionali quando non esistono, strumentalizzando tali situazioni.
In ogni caso, con la Regione Calabria siamo sostanzialmente addivenuti ad un accordo. Sono in corso interlocuzioni istituzionali anche con il Ministero dell'Economia e delle Finanze per prevedere un piano di adempimenti anche futuri.
La Regione Calabria non ha inserito nel suo atto di finanziamento l'INRCA di Cosenza. Ma, in ogni caso, indipendentemente da questo inserimento, che avverrà e che è dovuto a logiche finanziarie e istituzionali, lo ripeto, di una Regione che è stata commissariata, ciò non di meno, lo voglio sottolineare, non c'è nessun tipo di debito o di obbligazione che la Regione Calabria non ha adempiuto nei riguardi della Regione Marche.
Addirittura trasportare, per lotta politica e per interesse locale… Non capisco la Consigliera Vitri, evidentemente deve trovare un'immagine nel suo collegio elettorale di Pesaro, che porta addirittura allo scontro istituzionale tra due regioni, senza tener conto dei fatti oggettivi che portano quella Regione a un adempimento certo, che è garantito anche dal Ministero della Salute e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, semplicemente perché i rapporti tra le regioni, anche in materia di mobilità passiva e mobilità attiva, sono governati a livello centrale attraverso il trasferimento di fondi del Fondo Sanitario Nazionale.
Mi dispiace moltissimo che la Regione Marche, che ha interesse ad avere la sede dell'INRCA, che è un centro di ricerca, anche in Calabria, abbia portato in quest'Aula e fuori dall'Aula uno scontro partitico che nulla ha a che fare con gli interessi dell'INRCA e mi dispiace veramente tanto anche per quello che ha fatto l’interrogante, la Consigliera Vitri, perché i rapporti tra le Regioni sono rapporti cooperativi, i problemi, quando emergono, si risolvono nell'ambito di un rapporto istituzionale. Siamo istituzioni, non sono organi politici o partitici.
Conclusivamente, non c'è dubbio alcuno che la Calabria abbia sempre adempiuto alle sue obbligazioni, non c'è dubbio alcuno che queste obbligazioni siano garantite anche dallo Stato e che il problema non sussiste.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Io, Assessore Saltamartini, sono allibita, mi chiedo dove lei riesca a trovare il coraggio di smentire, nascondere la realtà in questo modo.
Al di là degli attacchi personali, che sono veramente imbarazzanti, ma non per me, ma per chi me li rivolge, lei sta offendendo anche la dirigente dell'INRCA. Ci sono una infinità di mail e di atti in cui la dirigente dell'INRCA di Ancona mostra la propria preoccupazione per quello che sta accadendo. Oggi mi parla di accordi in corso per piani di adempimenti futuri, ho trascritto le sue parole e qui c'è l'unica verità in tutto ciò che ha detto.
Se ci sono accordi in corso oggi, dopo la mia interrogazione, che era stata presentata il 15 novembre, non è difficile capire come mai fino ad oggi, per 2 anni, non sia stato fatto nulla, ma improvvisamente, dopo la mia interrogazione, che arriva in Aula con quasi 4 mesi di ritardo, chiediamoci anche qui perché, finalmente, sono iniziati degli accordi e, al di là di tutto il suo discorso, in cui, parlando, non risponde a nulla delle sette domande che ho posto. Sette quesiti che non hanno avuto una risposta e io ripresenterò l'interrogazione, Assessore Saltamartini, perché ancora oggi lei non mi ha detto chi ripagherà questi 17 milioni di debito.
Mi ha detto solo che sono in corso degli accordi e, lo ribadisco, lo ripeto per gli utenti marchigiani, che purtroppo non possono nemmeno, molte volte, avere accesso alle cure, quindi lo voglio ricordare: il presidio ospedaliero INRCA di Cosenza non adotta un proprio bilancio di esercizio, ma le risultanze contabili riferite a questo presidio sono rappresentate in un sezionale all'interno del bilancio INRCA della nostra Regione, ed era la stessa dirigente dell'INRCA di Ancona che, con una determina, la n. 197 del 31 maggio 2024, quasi un anno fa, al punto 2, scriveva di dare atto che il bilancio dell'esercizio si è chiuso con un risultato di meno 3.985.000 euro, quindi quasi 4 milioni di perdita, e che lo stesso ha origine e provenienza interamente dal sezionale del presidio di Cosenza.
Noi eravamo già in perdita di 4 milioni per la situazione dell'INRCA di Cosenza, a questa passività, messa in evidenza nella determina della direttrice dell'INRCA di Ancona, se ne sommavano altre, caro Assessore, perché si sommavano anche le passività di oltre 9 milioni per il triennio 2019-2021, di oltre 4.200.000 euro per il 2022, portando un debito maturato dell'INRCA di Cosenza a 17.548.000 euro. Io oggi voglio capire chi dovrà pagarli, perché lei ha fatto riferimento ad un accordo transattivo del 2018 e le ricordo bene…
PRESIDENTE. Un minuto. Prego
Micaela VITRI. Assessore Saltamartini, perché fa finta di non sapere che l'INRCA di Cosenza era già piena di debiti nel 2018. Sono stati chiusi allora con un accordo transattivo tra Regione Calabria e Regione Marche e se li era accollati tutti la Regione Calabria.
Oggi, invece, questo debito, se non intervenite, rischia di ricadere sui marchigiani, totalmente sull'INRCA di Ancona, perché invece il Presidente della Regione Calabria se n'è lavato le mani fino ad ora. Speriamo che il mio intervento, l'intervento del PD, possa svoltare e dare una svolta alla situazione concreta, perché cosa è successo? Il Commissario ad acta aveva escluso l'INRCA dalla gestione sanitaria centrata, questo significa che non la riconosceva più sotto la propria competenza, lasciandola abbandonata a se stessa nelle mani dell'INRCA di Ancona.
Lei, Assessore Saltamartini, oggi non può nascondere la realtà.
Interrogazione n. 1412
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Progetto Casa di Comunità e Residenza Protetta per anziani non autosufficienti nel Comune di Civitanova Marche (MC)”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1412 dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Com’è noto a quest’Assemblea, la politica di questa maggioranza è stata quella di evitare e di rafforzare la sanità territoriale, sorvolando sull'idea degli ospedali unici provinciali.
In relazione a questa politica di potenziamento della sanità territoriale e in adesione alla Missione 6 del PNRR, sono stati individuati due interventi per il circondario di Civitanova Marche, ospedale di Civitanova e Comuni collegati a quel tipo di assistenza sanitaria.
In particolare, sono stati individuati due interventi importanti: una Casa di comunità e una Residenza protetta. Una Casa di comunità finanziata con 6 milioni di fondi regionali e una Residenza protetta con un finanziamento PNRR da 1,5 miliardi di euro, per un investimento complessivo di oltre 7 milioni di euro.
Ora voglio ricordare a quest'Aula che, con i finanziamenti PNRR, noi abbiamo deciso di costruire nella nostra Regione 29 Case di comunità, 9 Ospedali di comunità e 15 COT. La realizzazione di queste Case di comunità tende a superare la lacuna che si era manifestata nella nostra regione dell'assistenza territoriale, per cui c'era una concentrazione della domanda sugli ospedali, sui Pronto soccorso, con sovraffollamento e così via.
Nel 2022 la Regione Marche, con il POR, il Piano operativo regionale, ha individuato le località dove dovevano essere realizzate queste strutture della Missione 6 e la valutazione del POR, del costo di questa struttura, è stata fatta su una stima sommaria, non poteva essere altrimenti.
Redatto il documento di indirizzo progettuale e successivamente, a seguito degli eventi bellici e dell'aumento dei costi dei materiali nell'edilizia, dovuti nella nostra regione anche ai cantieri del terremoto, si è verificato un aumento dei costi, così come avvenuto per tutte le altre strutture.
Per evitare di dover fermare i cantieri per adeguare il finanziamento, queste due progettualità, la Casa di comunità e la Residenza protetta, che insistono nello stesso stabilimento, cioè nello stesso plesso, sono stati individuati due stralci: uno stralcio PNRR per la Casa di comunità, che sta procedendo, e un secondo stralcio per la Residenza protetta. Entrambi questi interventi stanno procedendo e, da quello che risulta, i fondi per la realizzazione di queste due strutture sono interamente coperti.
Voglio dire che, con questi interventi, noi saremo in grado di coprire la domanda di servizi territoriali che, come ho detto prima, mancavano nella nostra regione e questa mancanza di strutture territoriali è una delle ragioni per cui c'è una carenza di servizi sanitari nei riguardi dei cittadini.
Come ho più volte avuto modo di sottolineare con i miei interventi, questi problemi nascono fondamentalmente per la carenza, la mancata formazione di medici che, purtroppo, dal 2015 si è verificata nel nostro Paese.
Quest'anno entreranno in servizio, come ho già detto più volte, 10.000 medici, su un atto di programmazione del Governo Renzi del 2015, ma in pensione quest'anno ne andranno 16.000.
Tuttavia, già con le borse di specializzazione, con l'aumento dei medici che lo Stato sta formando, noi sin dal prossimo anno e dalla fine di quest'anno avremo i medici necessari per queste strutture, quindi stiamo procedendo alacremente a realizzare i nuovi Ospedali di comunità, le 29 Case di comunità, perché è certo e sicuro che i medici e il personale che serviranno per queste strutture li stiamo formando.
Questo intervento su Civitanova tende a far sì che - oltre agli interventi di edilizia sul pronto soccorso di edilizia, oltre agli interventi sulla realizzazione di 4 sale operatorie nuove, con tutte le tecnologie – si dia la possibilità alla città, che serve con un ospedale di primo livello un bacino territoriale di 150.000 abitanti, di avere anche questa struttura. Lo ripeto, una Residenza protetta, da anni domandata, e questa Casa di comunità finanziata con i fondi PNRR. Tutti questi lavori sono finanziati.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, lei non risponde alle quattro domande, lei racconta un sacco di bugie e soprattutto svia i ragionamenti raccontando altro rispetto alla Casa della comunità e alla Residenza protetta.
Ha raccontato bugie, non ci sono le risorse a cui lei fa riferimento. Ci dovete dire a chi dovete fare un favore, Assessore Saltamartini. Costruite una Residenza protetta a Civitanova Marche, nella storia delle Marche mai è stata finanziata una Residenza protetta.
Per fare una Residenza protetta con 20 posti letto occorrono 800 metri quadri, altri 800 ne servono per una Casa della comunità, secondo i moduli standard. I metri quadri di queste due strutture sono 1.350.
Non è vero quello che lei racconta, non si sa a che titolo la realizzate ma, soprattutto, vi inventate e illudete i cittadini di Civitanova Marche, perché arrivate in un primo momento a finanziare 8 milioni e poi tornate indietro.
Ad oggi, Assessore Saltamartini, che non sa esattamente lo stato della situazione o non è stato informato bene, voi realizzerete solo il primo lotto di 4.200.000 euro, l'altro è ancora accantonato e quindi, da questo punto di vista, non c'è assolutamente una coerenza rispetto a questo.
Non rispondete a un'altra domanda: invece di spendere quello che oggi non siete in grado di spendere, quegli otto posti relativi alla Residenza protetta, che voi dichiarate negli atti necessari per la realizzazione, avreste potuto invece attingerli alle residenze, alle strutture private accreditate vicino a Civitanova Marche. Perché non lo avete fatto? Perché dovevate spendere, in realtà, programmare una Residenza protetta che ad oggi non siete in grado di rispondere.
Praticamente dovrete fare un favore a qualcuno, Assessore Saltamartini, e questo è uno degli elementi più gravi rispetto alla vostra programmazione. Non siete stati in grado di programmare la Casa della comunità e la Residenza protetta e siete passati via via a diverse valutazioni, a stime; ad oggi non è così come dice lei.
Non risponde neanche, Assessore Saltamartini, alla tempistica perché lei non lo sa, ma questo è il documento, l'atto relativo alla determina dell'approvazione del progetto esecutivo: 17 febbraio 2025, tre anni dopo rispetto a quando voi la programmate.
Quando racconta la bugia che ci sono stati aumenti, rispetto…, è la giustificazione perché voi decidete di fare questa operazione ad agosto 2023, con un atto del Comune di Civitanova Marche.
Assessore Saltamartini è sbugiardato in ogni occasione, ma a me non danno fastidio le sue bugie perché io sono abituato; dà fastidio che lei porti in giro i cittadini marchigiani, racconta delle balle incredibili, convinto che le persone ancora credano a lei. Questa è veramente l'ultima perla di cui è stato autore.
Interrogazione n. 1334
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Stato di attuazione della Risoluzione n. 57/22 ‘Sperimentazione per l'introduzione dello Psicologo delle cure primarie e finanziamento delle prestazioni erogate per la salute mentale e prevenzione del disagio psichico per giovani e fasce fragili’”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1334 dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L’interrogazione del Consigliere Cesetti, non per compiacerla, è importante perché comunque va a toccare un tasto, una discrasia, una lacuna che deriva dal fatto che ormai la multidisciplinarità del trattamento sanitario deve includere necessariamente quella che è la scoperta più importante di 2.500 anni fa dei Greci, la psichiatria.
In riferimento alla possibilità di avviare una sperimentazione per l'introduzione dello psicologo delle cure primarie, si deve osservare, devo leggere a memoria perché ci sono dei dati, che la Giunta regionale è impegnata a dare piena attuazione al Decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022 per lo sviluppo dell'assistenza territoriale, in cui questo obiettivo è stato individuato come un obiettivo centrale del Sistema sanitario nazionale.
A tale proposito si sottolinea che, nelle proposte degli atti aziendali di prossima formalizzazione da parte della Regione, sono previsti un Servizio di psicologia territoriale, staff al Direttore sociosanitario, e una UOSD di Psicologia clinica del Dipartimento salute mentale; una UOSD di Psicologia del Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche nell'AST di Ascoli Piceno; una rete psicologica nel nodo delle reti di servizio nell'AST di Fermo e una UOC di Psicologia ospedaliera e territoriale del Dipartimento presidio ospedaliero di Pesaro Urbino; e poi, non per ultimo, la previsione dello psicologo delle Case di comunità nell'AST di Macerata.
In riferimento al finanziamento per le prestazioni erogate per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico per giovani e fasce più fragili della popolazione, si osserva che tali tematiche per la Giunta regionale costituiscono delle priorità, come si evince dai seguenti atti deliberativi.
Con la Delibera di Giunta regionale n. 950 del 25 luglio 2022, concernente le linee d'indirizzo per la realizzazione di progetti regionali volti al potenziamento dei Dipartimenti salute mentale, sono stati rafforzati, in termini di reclutamento del personale, questo tipo di centri, con un impegno di spesa di 1.700.000 euro.
Con Delibera di Giunta regionale n. 1044 dell'8 agosto 2022 è stato approvato il piano biennale di consolidamento dei servizi delle reti per i disturbi del comportamento alimentare, anche qui per un finanziamento di 642.000 euro.
Con la Delibera di Giunta regionale n. 1139 del 31 luglio 2023 è stato rifinanziato il progetto Servizi di sollievo, anche qui per un impegno di spesa piuttosto significativo di oltre 2.880.000 euro.
Poiché la tutela della salute mentale, con particolare riguardo ai giovani, ai fragili e alle loro famiglie, anche in chiave preventiva e di lotta allo stigma, rappresenta una priorità della Giunta regionale, a breve verrà presentata in Consiglio regionale una proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale per stabilizzare i servizi di sollievo dopo circa 20 anni di progettualità.
Non per ultimo, con Delibera di Giunta regionale n. 2026 del 30 dicembre 2024 è stato approvato il piano di attività in riferimento al Decreto ministeriale n. 810/2024 di riparto per il 2024 del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, per 254.000 euro.
Infine, con Delibera di Giunta regionale n. 54 del 27 gennaio 2025, al punto 2-B, si prevede che, a partire da quest'anno, la quota incrementale del tetto di spesa del personale del Servizio sanitario regionale dovrà essere finalizzata, per circa 1 milione, al potenziamento dei Dipartimenti di salute mentale e dei Centri disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
Questi provvedimenti sono anch'essi legati ai vincoli di finanza pubblica, però, nonostante questo, c'è da riscontrare da parte della Regione Marche un impegno concreto su un percorso che deve dare sollievo e aiuto alle tante famiglie che si trovano a doversi misurare con propri familiari affetti da queste condizioni.
Credo che, anche mediante queste sollecitazioni che vengono dall'opposizione, contrariamente agli interventi precedenti, ci sia la cooperazione e la volontà di cooperare e di raggiungere un obiettivo che è quello dell'interesse pubblico, quando l'interrogazione e la critica non siano solamente strumentali all'immagine personale o alla deificazione delle straordinarie capacità personali, ma siano solo ed esclusivamente un intervento diretto a garantire l'interesse pubblico nell'ambito dello spirito di servizio, che connota la militanza politica e soprattutto la rappresentanza di tutti i cittadini che ci hanno portato in questo Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Dopo la grande sintonia tra il Vicepresidente e il Consigliere Carancini, io ho qualche difficoltà ad intervenire, però nel condividere nel merito quello che poc'anzi, sulla precedente interrogazione, diceva il Consigliere Carancini, che pure io ho sottoscritto, per quanto riguarda quest’interrogazione, che anche il Consigliere Carancini ha sottoscritto e che io ringrazio, do atto che qualcosa è stato fatto, Assessore Saltamartini, e come lei correttamente ha ricordato, grazie anche all'intervento dell'opposizione, soprattutto grazie all'intervento dell'opposizione, però non è stato fatto abbastanza.
L’intervento dell'opposizione, voglio ricordare che all'indomani della pandemia e in relazione all'impatto di questa sulla sfera psicologica ed emozionale degli individui, veniva presentata la mozione n. 202.
All'esito di quella mozione presentata dal gruppo PD, in quest'Aula c'era un dibattito e si perveniva all'approvazione di una risoluzione, che aveva, diciamo, ad oggetto l'introduzione del servizio dello psicologo delle cure primarie e azioni a sostegno dell'intercettazione dei disturbi psicologici e dei bisogni di benessere psicologico dei cittadini.
L'Assemblea approvava una risoluzione e lo ricordo bene, anche con il consenso, perché altrimenti non sarebbe avvenuto, dell'Assessore Saltamartini, Assessore alla sanità, con la quale si impegnava la Giunta a valutare la possibilità di avviare una sperimentazione per l'introduzione dello psicologo delle cure primarie nei servizi offerti dagli erogatori pubblici e privati accreditati e a garantire il finanziamento per le prestazioni erogate per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico.
D'altra parte non c'era solo questa risoluzione, ma giace agli atti una proposta di legge del Partito Democratico, a prima firma del Vicepresidente Maurizio Mangialardi, sull'istituzione della figura dello psicologo di base, una legge che, come tante altre, purtroppo giace nel cassetto e qui non è che c'è la responsabilità dell'Assessore Saltamartini, per carità.
Prendo atto che qualcosa è stato fatto, non basta, non bastano neanche le indicazioni che vengono date alle Aziende sanitarie territoriali…
Interrogazione n.1415
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Vitri, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo e Minardi
“Programmazione della rete scolastica regionale e dell'offerta formativa per l'a.s. 2025/2026”
Interrogazione n.1423
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Programmazione della rete scolastica regionale e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2025/2026”
(abbinate)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1415 dei Consiglieri Carancini, Vitri, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo e Minardi e interrogazione n.1423 dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Rispondo in maniera separata perché sono delle richieste diverse.
Relativamente all’interrogazione n. 1415, per quanto attiene gli accorpamenti proposti nella Delibera di Giunta n. 2016/2024, richiamato il documento istruttorio sottoposto al parere della Commissione consiliare in data 30 dicembre 2024, sono state ponderate le varie ipotesi tenendo conto della consistenza della popolazione scolastica, aggiornata all'anno scolastico corrente 2024-2025, validata dall'Ufficio scolastico regionale per le Marche, delle istituzioni scolastiche autonome e sedi di dirigenza, dei collegamenti tra territori, plessi e punti di erogazione, delle caratteristiche demografiche, quindi natalità, popolazione in età scolare, variazioni percentuali della popolazione residente, orografiche, quindi Comuni montani, piccoli comuni, densità abitativa, economica e socioculturale del bacino di utenza, supportate da uno studio di fattibilità condiviso dall'Ufficio scolastico regionale per le Marche.
Per quanto attiene la tempistica, appare importante evidenziare che la Regione procede alla programmazione della rete scolastica acquisiti i pareri e i piani provinciali e che l'ultimo piano provinciale è stato notificato al protocollo regionale in data 29 novembre 2024 e che già in data 5 dicembre 2024 si provvedeva prontamente a convocare, inizialmente per l'11 dicembre, data modificata al 13 dicembre per motivata richiesta, il Tavolo interistituzionale per l'istruzione.
Successivamente, in data 23 dicembre 2024, la Giunta provvedeva con Delibera n. 2016/2024 ad inviare la richiesta di parere alla competente Commissione consiliare.
La Commissione consiliare veniva pertanto convocata d'urgenza, come documentato dall'interrogazione in oggetto, il 30 dicembre 2024 alle ore 10.
Per quanto attiene alla modifica intervenuta sulla Delibera di Giunta regionale n. 2016/2024, che ha visto l'accorpamento nel Comune di Chiaravalle dell'Istituto Montessori con l'Istituto Montalcini, ipotesi più volte ventilata dalla stessa Provincia di Ancona nelle proprie delibere 2023 e 2024, a fronte dell'accorpamento dell'Istituto comprensivo Pian di Meleto con Macerata Feltria "Raffaello Sanzio", preme ricordare che nella seduta del 30 dicembre 2024 la Commissione, pur esprimendo parere favorevole a maggioranza, aveva sollevato alcune criticità anche in merito alla distribuzione territoriale degli accorpamenti proposti, che insistevano esclusivamente su due province, criticità riprese in esame nella seduta della Giunta del 30 dicembre 2024 pomeriggio e che, per ristrettezza della tempistica di approvazione della programmazione entro e non oltre il 30 dicembre 2024, come sollecitati dallo stesso MIM, non è stato possibile riportare in sede consiliare.
È opportuno ricordare, infatti, che il 17 dicembre 2024 il MIM rammentava alle Regioni l'importanza del rispetto della scadenza, rimarcando che “il corretto adempimento entro il termine suindicato costituisce un dovere per tutte le Regioni, sulla base del necessario rispetto degli impegni comunitari assunti per la citata riforma PNRR, oltre che per la necessità, nell'attuare la riforma medesima, di contribuire al raggiungimento di maggiori livelli di efficienza del sistema scolastico”, concludendo che, “nella denegata ipotesi in cui una Regione non dovesse adempiere nei termini indicati dalla legge, potrebbero sussistere le condizioni per attivare il procedimento per l'esercizio dei poteri sostitutivi nell'ambito dell'attuazione del PNRR, previsto ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito in legge con modificazioni dall'articolo 1, comma 1, della legge 29 luglio 2021, n. 108”.
Per quanto concerne l'interrogazione n. 1423, la prima parte è identica, ma andando nello specifico, con riferimento ai criteri enunciati, gli istituti accorpati all'interno di un altro istituto hanno una popolazione scolastica in continuo calo, ovvero al di sotto dei 500 iscritti, e non hanno un dirigente scolastico assegnato. In particolare, l'Istituto Montessori e lo Scipione Lapi di Apecchio si trovano in una situazione di reggenza da diversi anni.
L'Istituto Scipione Lapi di Apecchio, in particolare, nell'anno scolastico in corso 2024-2025 condivide in reggenza il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo a cui viene accorpato, che è il Mattei di Acqualagna.
È importante ricordare che la reggenza del dirigente scolastico comporta diversi problemi che possono influenzare negativamente la gestione delle scuole. In particolare, essendo la reggenza una soluzione temporanea, finisce con il generare una discontinuità gestionale e amministrativa, il che può portare a una mancanza di continuità nella gestione delle scuole, finendo con il creare instabilità e incertezza tra il personale scolastico, gli studenti e le stesse famiglie.
Inoltre, come più volte precisato, il dimensionamento non interviene sui plessi scolastici, che rimangono un presidio territoriale, e il dislocamento del dirigente in altro Comune non è dissimile all'assegnazione di un dirigente in reggenza da un altro istituto scolastico collocato fuori Comune.
Continuando quindi nel merito, l'unica modifica intervenuta successivamente alla convocazione della Commissione consiliare competente del 30 dicembre mattina, ovvero l'accorpamento dei due istituti di Chiaravalle, come già risposto nelle interrogazioni, è stata dettata da tempi contingenti che la stessa Giunta ha dovuto osservare, meno di 30 giorni, allo scopo di concedere un maggior tempo alle Province per redigere i loro piani provinciali, ma che tuttavia non hanno soddisfatto l'obiettivo imposto dal decreto del Ministro n. 127/2023.
Le autonomie scolastiche nell'anno scolastico 2025-2026, ricordo, sono 208, quindi meno 6 rispetto all'anno scolastico precedente, motivo per cui non è stato possibile accogliere la richiesta della Provincia di Pesaro e Urbino di mantenimento dell'autonomia scolastica dello Scipione Lapi.
Vero è che sulle tempistiche è necessario fare anche una riflessione in virtù della recente normativa, il decreto-legge 16 gennaio 2025, n. 21, che porterebbe la scadenza ultima per l'approvazione della programmazione della rete scolastica regionale e dell'offerta formativa, tra l'altro, al 30 ottobre di ogni anno.
Ricordo comunque che, proprio a seguito del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, il n. 1, la Regione Marche è considerata una regione virtuosa in questo senso. Pertanto, ha potuto beneficiare di alcune agevolazioni che vanno sicuramente a favore della popolazione scolastica, in maniera particolare, che sono:
• la possibilità di costituire comunque delle classi anche senza il numero previsto dalla normativa;
• la salvaguardia del contingente organico ATA 2025-2026;
• la possibilità di un docente con funzioni vicarie del dirigente scolastico sulle scuole che sono oggetto di dimensionamento.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore, riparto da una delle sue ultime dichiarazioni, quando lei dice che siamo virtuosi agli occhi del Ministro dell’istruzione e del merito. Io credo che lei dovrebbe un po' vergognarsi di questa affermazione, perché voi siete virtuosi sulla pelle di tanti alunni e studenti delle aree interne che avete massacrato con l'ultima delibera di Giunta regionale del 30 dicembre 2024. Una roba da vergogna.
I cittadini non sanno che siamo andati in Commissione al mattino, alle 10, per esprimere un parere su un'ipotesi di accorpamento; la maggioranza ha approvato quella ipotesi, ma guarda caso, nelle poche ore successive, nel pomeriggio, il Presidente Acquaroli e soci, unitamente all'Assessore Biondi, succede il pandemonio, modificano quella soluzione, cancellando l'accorpamento che avevano fatto su Pian di Meleto e Macerata Feltria e andando a penalizzare Chiaravalle.
Uno scandalo, Assessore Biondi, e prima che voi riusciate a giustificare questo cambiamento, guarda caso autorevoli esponenti della Lega cantano vittoria.
È evidente che c'è stata una telefonata fra il Presidente Acquaroli e un deputato della Lega, che ha ordinato al Presidente Acquaroli di modificare quella prospettiva e naturalmente avete sacrificato il rispetto istituzionale. Non siete stati in grado di giustificare.
Lei, Assessore Biondi, fa una figura meschina perché non si è impegnata prima a ragionare soprattutto sulle aree interne.
Per quanto riguarda la provincia di Macerata, vi avevano prospettato soluzioni alternative e non a caso state subendo dei ricorsi amministrativi. Voi ve ne siete fregati, avete fatto degli accorpamenti sugli omnicomprensivi, su Comuni che stanno da una parte e dall'altra, fra Caldarola e Sarnano.
Uno scandalo, Assessore, significa che lei non conosce per niente la geografia dei Comuni dell'entroterra maceratese.
Veramente una roba inaccettabile: l'approssimazione, il dilettantismo ma, soprattutto, lo schiaffo a tutte quelle famiglie dell'entroterra, nei confronti delle quali avete fatto una cosa inaccettabile.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Condivido anch'io la rabbia del Consigliere Carancini perché, purtroppo, dover accettare in modo accondiscendente gli ordini imposti dall'alto dal Governo Meloni e dal Ministro dell’istruzione e del merito ed esserne pure orgogliosi, è un insulto a tutti gli studenti e a tutte le famiglie dell'entroterra. Perché, per il secondo anno consecutivo nella manovra finanziaria, la Premier Meloni impone e qua si esegue senza battere ciglio.
Dopo gli accorpamenti dello scorso anno, quest'anno ne sono stati imposti altri sei, dei quali tre nella provincia di Pesaro e Urbino e addirittura avete provato pure a incolpare la stessa Provincia perché non ve li ha proposti.
Io vi ricordo che, a differenza di questa Giunta regionale, in Toscana il problema è stato affrontato in un modo opposto: il Presidente della Toscana ha fatto ricorso al TAR, si è rifiutato di accorpare le scuole, ha difeso i propri cittadini, studenti e le proprie scuole. Qua invece li avete dati in pasto al Governo Meloni, perché vuole tagliare sulle scuole a partire dai livelli amministrativi.
E quello che è accaduto con un vergognoso blitz di Natale, e non può essere definito in altro modo, è veramente imbarazzante per la Giunta Acquaroli.
Siamo stati convocati tra Natale e Capodanno per una Commissione il 30 dicembre, il mattino. Forse speravate che non ci presentassimo, invece c'eravamo tutti e tutte e, avete deciso quel mattino, con il nostro voto contrario, dell'opposizione, di andare avanti comunque con quegli accorpamenti, io mi chiedo anche con che coraggio.
Vi abbiamo chiesto in ogni modo di evitare quegli accorpamenti, di prendere tempo, non vi è interessato, siete andati avanti.
La stessa Assessore in Commissione ci diceva che bisognava rispettare la richiesta del Ministro dell’istruzione e del merito e siete andati avanti; due ore dopo vi sono passati sopra la testa l'onorevole Carloni e l'onorevole Latini, senza considerare quello che avevate detto in Commissione, e hanno deciso di accorpare a Chiaravalle invece che a Pian di Meleto e Macerata Feltria.
Benissimo per la mia provincia, perché è la stessa cosa che chiedevamo noi, ma allo stesso tempo mi chiedo: perché questa disparità? Perché le scelte avvengono solo in base ai colori politici? Ma i cittadini di Apecchio e di Acqualagna sono di serie B? Perché ad Apecchio e ad Acqualagna non avete sospeso l'accorpamento?
Oltretutto Apecchio è il Comune più periferico delle aree interne, era quello che aveva più diritto a sospendere questo accorpamento. E vi do una notizia: ieri il sindaco di Apecchio ha confermato il ricorso al TAR. Non solo ha fatto ricorso al TAR la Provincia di Pesaro e Urbino, ma anche il Comune di Apecchio. Il Sindaco di Apecchio, che nonostante non sia stato appoggiato dal Consigliere Rossi del suo territorio, anzi...
Interrogazione n. 1430
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Iniziative messe in campo dalla Giunta regionale in vista dell’apertura dello stabilimento Amazon”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1430 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Come già ribadito nei precedenti riscontri, a fronte dell’interesse manifestato da parte di tutti gli enti coinvolti per l’ipotesi della nuova stazione ferroviaria Amazon a Jesi, in zona Coppetella, si ribadisce la necessità che il Comune di Jesi si attivi con la società Amazon per fornire i dati di flusso del traffico passeggeri, dal momento che solo la predetta azienda può avere contezza di tale dato.
Infatti, solo in esito a quanto sopra la Regione potrà rendersi parte attiva per avviare le necessarie interlocuzioni e coordinare un tavolo con i soggetti interessati.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore Brandoni, io penso che il tempo del "vedremo", del "faremo" e del "valuteremo" sia finito oggi.
Passiamo sistematicamente sulla strada e vediamo la bella struttura di Amazon, che si sta completando, anche con inserimenti del verde assolutamente qualificanti per l’intera zona, è comparso anche il logo, ancora coperto, e noi stiamo ancora ragionando su cosa bisogna fare, cosa dovremmo fare o chi deve fare che cosa.
Ancora peggio, scarichiamo sul Comune di Jesi la necessità di porre il tema della stazione ferroviaria in quel luogo.
Assessore, sono due anni che poniamo questo tema, visto che il sottoscritto era uno che si era impegnato prima e poi anche durante, perché quell'insediamento, che vi era un po' sfuggito, venisse realizzato nella nostra regione, perché per noi vuol dire economia e vuol dire occupazione, un volano per il polo di Jesi molto importante.
Vi avevamo detto di costituire un tavolo istituzionale per far sì che la viabilità non ricadesse nella zona, non si sapesse dove dovessero passare…, dove, chi e che cosa.
Cosa succede? Succede che quelli aprono, e ben venga, e voi cosa avete fatto? Nulla. Dobbiamo alzare la mano? Alzare... Non abbiamo fatto nulla, perché tocca al Comune? Forse al Comune di Chiaravalle perché quando usciranno le migliaia di mezzi dal casello di Ancona nord finiranno tutti su via Verdi. Nessuno si è preso in carico questo tema e, ahimè, oggi, all'apertura della struttura, la Regione Marche ha fatto come al solito: si è nascosta.
Anzi, mi prendo pure gli strali del Consigliere Putzu che diceva: “Il Consigliere Mangialardi è stato cassandrico. Vedete che invece noi siamo bravi?” Sì, siete stati bravi prima a respingere Amazon, perché non ve ne siete occupati, ed oggi siete bravi a non esservi fatti carico del tema della viabilità. Se era Jesi che lo doveva fare, dovevate decidere…
PRESIDENTE. Non essendo presente l'Assessore Antonini, la mozione del Consigliere Latini, unita all'interpellanza dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Casini, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo e Vitri e all'interrogazione dei Consiglieri Bora ed altri sulla questione sulla salvaguardia del settore automotive, sulla crisi dell'automotive e, per ultimo, sul piano industriale dell'IMR, sono rinviate, anche se è presente l'Assessore Aguzzi, a una fase successiva del Consiglio. L'Assessore Antonini in questo momento è impegnato con il Presidente in un'attività non rinviabile di carattere istituzionale.
La proposta di legge n. 228 del Consigliere Pasqui, in questo momento, non essendo presente, viene sospesa e rinviata a un momento successivo.
Proposta di legge n. 269
a iniziativa dei Consiglieri Ausili, Ciccioli, Livi, Borroni, Assenti, Putzu, Marinelli, Elezi, Menghi, Serfilippi, Rossi, Lupini, Bilò, Marinangeli, Latini, Cancellieri, Pasqui, Baiocchi, Marcozzi, Santarelli
“Interventi a tutela dei soggetti affetti da malattia celiaca”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 269 dei Consiglieri Ausili, Ciccioli, Livi, Borroni, Assenti, Putzu, Marinelli, Elezi, Menghi, Serfilippi, Rossi, Lupini, Bilò, Marinangeli, Latini, Cancellieri, Pasqui, Baiocchi, Marcozzi, Santarelli.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Siamo davanti a una proposta di legge che ha a che fare direttamente con la vita di molte persone, perché si calcolano in 5.000 i marchigiani che presentano celiachia; questo numero si reputa sia sottostimato, perché, attraverso evidenze scientifiche, si va a stimare che l'1% della popolazione, in Italia e nel mondo, sia celiaca.
Siamo davanti a numeri importanti e alla necessità di tutelare la salute di queste persone, ma siamo anche davanti alla necessità di migliorare la loro qualità della vita. Difatti, le persone con celiachia rischiano talvolta di dover rinunciare alla vita sociale, ma anche ad occasioni professionali che magari si presentano loro nel loro cammino e a esperienze personali quali si vogliano.
La celiachia può essere affrontata solamente attraverso una dieta senza glutine. Pertanto, l'accesso ad alimenti senza glutine diventa sempre più dirimente per migliorare la qualità della vita di queste persone e, allora, con questa proposta di legge noi andiamo ad avanzare delle iniziative, delle misure che permettono che l'accesso ad alimenti senza glutine sia sempre più capillare, controllato e guidato sul territorio regionale.
Questo lo si può fare con delle linee guida rivolte agli esercenti attività di somministrazione e ristorazione che preparano e somministrano alimenti senza glutine, una formazione adeguata degli stessi operatori, magari anche attraverso il sostegno dell'associazionismo presente su questo territorio.
È anche avanzata, attraverso questa proposta, l’ipotesi di un registro, un registro che sia pubblico e accessibile da chiunque, attraverso opportuni portali della Regione, che permetta di visualizzare l'elenco aggiornato delle attività che, su questo territorio, preparano, somministrano e vendono questo tipo di alimenti.
È necessario poi affrontare in maniera continuativa e strutturale il tema. Tanta è l'attenzione di questa Regione sulla materia che stiamo avendo ad oggetto; ora un contributo ulteriore può derivare dal comitato tecnico-politico che questa proposta di legge avanza, un comitato che coinvolga anche l'associazionismo, che su questo territorio è attivo sul tema, e che serva a migliorare il tentativo di affrontare in maniera sempre più continuativa e strutturale la materia e quindi la celiachia.
Poi è evidente: è necessario sostenere e diffondere la corretta conoscenza sulla celiachia e sulla dieta senza glutine. È necessario arrivare sempre più ad un'informazione e a una sensibilizzazione della popolazione a tal riguardo.
Attraverso questa proposta di legge andiamo ad individuare risorse e andiamo a legare il contributo degli enti locali all'impegno della Regione e dell'associazionismo per fare cultura sul territorio. Questi sono, a questo proposito, i punti salienti di questa proposta di legge e l'obiettivo di fondo.
Ringraziamo l'Associazione Italiana Celiachia Marche, nella persona della Presidente e tutti gli altri, per il percorso di costruzione del testo. Ringraziamo il contributo dell'Assessore Saltamartini, di tutta la maggioranza, del Presidente della IV Commissione, Consigliere Baiocchi, di tutti i firmatari e anche della minoranza che in Commissione ha collaborato nel tentativo di arrivare magari ad un'approvazione unanime. Ringraziamo anche tutti i collaboratori sparsi sul territorio, tra cui la Consigliera comunale di Ancona. Grazie
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, oggi discutiamo, come ha già illustrato il relatore di maggioranza, una proposta di legge che tocca il sistema sanitario e sociale di grande rilevanza: la tutela delle persone affette da celiachia.
Si tratta di una patologia cronica autoimmune che colpisce circa l'1% della popolazione e che impone ai pazienti una dieta rigorosa priva di glutine per tutta la vita.
Un tema, quello della celiachia, che spesso viene assolutamente sottovalutato. Ancora molti, l'abbiamo sentito nelle audizioni che abbiamo fatto, e ringrazio per questo anche il Presidente della Commissione per la conduzione, pensano che sia semplicemente una forma di intolleranza o addirittura una moda alimentare.
Invece la realtà, sappiamo, è ben diversa. La celiachia è una condizione seria, invalidante, che, se non gestita correttamente, porta anche a gravi complicanze come la malnutrizione, l'osteoporosi, l'infertilità e persino forme tumorali dell'apparato digerente.
Io penso che sia una proposta di legge necessaria, lo abbiamo già detto, che ha anche dei limiti; proviamo a condividerli insieme.
La proposta di legge che discutiamo ha il pregio di portare finalmente all'attenzione di questo Consiglio regionale un problema reale che riguarda migliaia di persone nelle Marche. Tuttavia, credo che sia necessario affrontare questo tema con il giusto approccio, evitando che si trasformi in una norma di principio senza un impatto concreto sulla vita dei cittadini e dei malati di questa patologia.
Gli obiettivi principali della legge, come ha ricordato Consigliere Ausili, sono tre:
- definire le linee guida per la sicurezza alimentare, garantendo che la preparazione e la somministrazione degli alimenti senza glutine avvengano in ambienti sicuri, evitando contaminazioni accidentali;
- promuovere la formazione degli operatori della ristorazione affinché chi lavora in mense scolastiche, ospedaliere e ristoranti abbia le competenze necessarie per garantire pasti sicuri per i celiaci;
- istituire un registro regionale dei celiaci con l'elenco degli esercizi certificati, così da offrire trasparenza e sicurezza a chi deve seguire una dieta senza glutine.
Si tratta di un quadro normativo, Presidente, condivisibile e necessario. Ma devo dire, e abbiamo avuto anche modo di confrontarci su questo in Commissione, che ci sono delle criticità che magari nel tempo potranno essere superate.
Intanto c'è un tema: le risorse economiche sono insufficienti. È ovvio che affrontare un tema come questo, con un testo così come l'abbiamo approvato, che prevede 30.000 euro in due anni, è assolutamente insufficiente per coprire le reali esigenze della formazione, del controllo e del supporto delle strutture coinvolte.
Se vogliamo che questa legge abbia un impatto reale, dobbiamo garantire più fondi per la formazione degli operatori, affinché il personale delle mense, dei ristoranti e delle strutture sanitarie riceva una preparazione adeguata sulla gestione dei pasti senza glutine; un maggiore sostegno economico agli esercizi che si adeguano, perché comunque ciò determina un costo di gestione importante, soprattutto per le piccole attività che vogliono garantire un'offerta sicura per i celiaci; e risorse per le campagne di sensibilizzazione, perché ancora oggi molti non comprendono, come dicevamo prima, la gravità di questa patologia e i rischi legati alla contaminazione accidentale.
Senza un adeguato finanziamento, questa rischia di restare una legge di buone intenzioni senza effetti concreti.
L'altro tema è la mancanza di un piano di controllo e monitoraggio, una criticità che mi sento di rilevare, perché se non c'è un meccanismo chiaro di controllo diventa difficile garantire che l'elenco degli esercizi certificati rispetti adeguatamente le prescrizioni della norma.
Ci poniamo il tema di chi potrà vigilare rispetto alle regole che vengono imposte ai ristoranti e alle mense; quali strumenti verranno utilizzati per i controlli, per evitare che l'adesione alla rete degli esercizi certificati diventi una semplice dichiarazione di intenti e come saranno coinvolte le associazioni dei pazienti per verificare l'effettiva applicazione della legge.
Sono temi, guardo il Presidente Baiocchi, che abbiamo già avuto modo di discutere. Da parte nostra c'è un'apertura di credito e confidiamo davvero, Presidente, che non faccia la fine di tante altre norme che abbiamo approvato, che avevano la rilevanza che riconosco anche nell'azione dei proponenti, ma che poi non hanno trovato la giusta concretizzazione, perché abbiamo preferito dirottare risorse con modalità diverse.
Ringrazio ancora una volta il Presidente della Commissione perché abbiamo avuto tempo per approfondirla; ci sono state audizioni, ci sono stati elementi che hanno permesso ai commissari stessi di conoscere la patologia, di cui non tutti conoscevano i risvolti.
Il voto che propongo al mio gruppo è quello favorevole, che poi verrà ribadito dalla Capogruppo.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Il mio sarà un brevissimo intervento di ringraziamento per il lavoro svolto, in primis dal Consigliere Ausili, anche con la collaborazione dell'Assessore Saltamartini, che ha partecipato e ha seguito l'evolversi di questa legge. Legge che va in una direzione molto giusta, che è quella di dare voce rispetto a una tipologia di disagio, a una malattia che queste persone hanno, ed è giusto che la Regione Marche dia questo riconoscimento.
È stato fatto un ottimo lavoro in Commissione, posso dire come sempre, dai Consiglieri di maggioranza e opposizione. Sono state fatte diverse audizioni e questo è un elemento che dimostra ancor di più la volontà di approfondire, anche da parte dei singoli Consiglieri, tematiche che magari possono essere ad alcuni sconosciute.
Grazie all'Associazione Italiana Celiachia Marche, che ha dato un contributo importante per la redazione e per l'approfondimento su queste tematiche.
Sono molto contento anche della condivisione e della richiesta di voto favorevole da parte del Consigliere Mangialardi su una tematica che riguarda tutti e, ancor di più su queste tematiche, mi pare sempre più opportuno ricordare che dividersi non servirebbe veramente a niente.
Grazie anche per il contributo che è stato dato da tutti, quindi sono assolutamente favorevole a questa legge. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Condivido molto quello che è stato detto dal relatore di maggioranza e dal relatore di minoranza, che hanno riferito tanti dati e hanno dato la giusta enfasi su una malattia che ha un impatto sempre maggiore sulla popolazione, avendo la possibilità, ultimamente, di fare una diagnosi più certa di questa patologia.
Siamo stati per anni di fronte a disturbi di tipo gastrointestinale, a dolore e malassorbimento, senza capire in realtà quale fosse la vera patologia. Ora, attraverso una diagnostica sempre più attenta, riusciamo a chiamarla per nome: la chiamiamo malattia celiaca, intolleranza al glutine, e stiamo facendo diagnosi sempre più frequenti di questa patologia, anche nelle età più disparate e anche nelle età più avanzate.
Oggi si trovano ultrasessantenni con alcuni disturbi di tipo gastroenterico ai quali poi, attraverso la diagnostica che abbiamo a disposizione, facciamo diagnosi di malattia celiaca, di intolleranza al glutine, che ha tutt'oggi un'unica terapia: quella della dieta, dell'astensione dal glutine, dall'introduzione di alimenti contenenti glutine. Ed è evidente che, in una condizione come questa, la somministrazione, la vendita e la produzione di questi alimenti, fatta in maniera certosina, diventa l'unica terapia socio-sanitaria veramente efficace.
Questa legge, che prevede la formazione di questi soggetti che somministrano e preparano alimenti non contenenti glutine, fatti nella maniera più idonea, fatti in regime di separazione nella preparazione di questi alimenti in modo da non contaminarli… Perché se si prepara un alimento senza glutine nelle stesse strutture, con le stesse modalità e utilizzando gli stessi tavoli in cui si preparano alimenti contenenti glutine, c’è una contaminazione e il risultato non viene raggiunto.
Una legge, che prepara e forma i soggetti che si occuperanno della produzione, somministrazione e vendita di questi alimenti, in un contesto dove anche le associazioni che si occupano di malattia celiaca sono coinvolte, dove anche gli operatori sanitari vengano coinvolti in maniera ancora più forte, può portare al risultato di avere, sia nel settore pubblico che nel privato, alimenti che non contengono in maniera certosina glutine, che chi è affetto da questa patologia può utilizzare serenamente.
Era ora di occuparsi di una malattia che sta aumentando. Adesso parliamo dell'1% della popolazione, ma secondo me i soggetti intolleranti al glutine sono sicuramente di più.
Non solo sono favorevole, ma anche il nostro gruppo e tutte le persone di equilibrio e di buon senso non possono che essere d'accordo nell'approvare questa legge, che ha bisogno però, giustamente, come diceva il relatore di minoranza, Consigliere Mangialardi, di essere finanziata e di avere a disposizione delle cifre sulle quali si possano fare iniziative per la formazione di tutti quelli che producono, somministrano e vendono alimenti non contenenti glutine. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Penso che sia una norma necessaria e che forse arriva anche in ritardo rispetto all'evoluzione che c'è stata nell'attenzione e nella diagnosi rispetto a questa problematica, che colpisce sempre più persone perché, fortunatamente, si riesce a diagnosticare sempre più agevolmente.
Le altre Regioni in Italia hanno già da tempo legiferato su questo tema, integrando la normativa nazionale. Mi pare che la prima norma nazionale sulla celiachia sia del 2003; poi tutte le altre Regioni hanno favorito, con norme specifiche, l'applicazione di quella nazionale, ma anche altri interventi che puntano sia alla sensibilizzazione su questo tema che alla formazione di ristoratori e operatori.
Sono anch'io favorevole a questa norma. Mi chiedo però anche come potrà essere applicata nel miglior modo possibile, se si considera che le risorse partiranno dal 2026. Questi 30.000 euro previsti per questa legge non sono per quest'anno, ma per il 2026 e il 2027. 30.000 sono totalmente insufficienti per tutta la Regione Marche, se si considera che potranno servire per i ristoratori che decidono di applicare al meglio le norme di attenzione rispetto al gluten free, potranno essere utilizzati anche, ad esempio, per gli istituti alberghieri, perché io penso sia necessario attivare una specifica formazione in tutti gli istituti alberghieri delle Marche. Alcuni lo hanno già fatto, altri invece no. Le mie perplessità riguardano soprattutto questo stanziamento, che mi auguro possa essere integrato in seguito.
Poi ho visto che nella nuova legge che ci accingiamo ad approvare c'è la composizione precisa di un comitato per la tutela dei soggetti affetti da malattia celiaca e, in questo caso, credo che tutto il Consiglio debba porre un'attenzione particolare a chi farà parte di questo comitato, perché avrà il compito importantissimo di curare i rapporti con i soggetti coinvolti nella realizzazione delle finalità, decidere a chi andranno i contributi, a chi andranno questi 30.000 euro, e dovrà anche collaborare alla redazione delle linee guida per cui saranno assegnati gli stessi contributi. Non solo la Giunta regionale costituisce questo comitato, che sarà composto anche dallo stesso Assessore alla sanità, da diversi dirigenti della Giunta regionale, dal direttore dell'ARS, dal direttore generale di ciascuna Azienda sanitaria e dal rappresentante di ciascuna delle associazioni private aventi come scopo la cura e la prevenzione della malattia celiaca, dell'AIC. Questo comitato avrà un compito fondamentale e vorrei capire se sarà composto entro questa legislatura oppure no, o se si prevede di prendere tempo e slittare al 2026, quando sono previste le risorse a bilancio.
In ogni caso, voglio far presente che, proprio per ciò che riguarda i compiti di questo comitato, dovremmo considerare quello che sta avvenendo anche nelle altre Regioni che, come anticipavo, hanno già da tempo legiferato. La Regione Lazio, ad esempio, ha attuato un piano per l'assistenza ai celiaci che comprende già il finanziamento di corsi di formazione sia per operatori sanitari che l'inserimento di alimenti senza glutine nelle scuole, oltre a un supporto per la diagnosi precoce della celiachia. In questo caso il supporto per la diagnosi è avvenuto in parte da diversi anni anche nelle Marche. L'Emilia-Romagna, invece, ha già sviluppato una rete di ristoranti e strutture ricettive gluten free, garantendo così la sicurezza alimentare anche fuori casa e, anche qui, sono già previsti corsi di educazione nutrizionale specifici per le famiglie. La Toscana, invece, ha previsto da tanto tempo il contributo economico per l'acquisto di prodotti senza glutine, come avviene anche nelle Marche, che viene rimborsato tramite il sistema sanitario regionale, ma non solo, perché ha anche promosso diverse iniziative di sensibilizzazione in tutti i territori della Regione. a Puglia ha avviato invece una serie di screening precoci con il fine di diagnosticare la celiachia soprattutto nei bambini più piccoli, prima ancora di quanto avvenga nelle Marche. Inoltre, cosa abbastanza all'avanguardia rispetto alle altre Regioni, la Puglia ha disposto anche un supporto psicologico per le persone affette da celiachia o, nel caso di minorenni, per le loro famiglie.
In generale, quindi, le politiche regionali si concentrano su un duplice obiettivo: garantire un'assistenza sanitaria adeguata e l'accesso ai prodotti senza glutine a prezzi accessibili.
Ogni Regione è responsabile dell'implementazione delle normative nazionali, ma ha anche un margine di manovra per adottare interventi adeguati alle specificità locali, come la presenza di strutture sanitarie, le risorse economiche e le esigenze dei cittadini.
Credo, per concludere, che questa norma sia oggi importante e anch'io la voterò, ma che sia soprattutto importante ciò che avverrà da domani in poi: ciò che farà il comitato nominato dalla Giunta, come saranno distribuite queste risorse, visto che 30.000 euro saranno veramente insufficienti e pochissimi rispetto alle esigenze del territorio, e chi vigilerà sulla distribuzione di queste risorse, affinché poi tutte le persone celiache e i loro familiari possano davvero ricevere un sostegno nella vita quotidiana.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voti favorevoli dei Consiglieri Assenti e Mangialardi.
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 5. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voto favorevole della Consigliera Acciarri.
Articolo 6. Lo pongo in votazione
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voto favorevole del Consigliere Rossi.
Articolo 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voto favorevole del Consigliere Santarelli.
Coordinamento Tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa approva all’unanimità)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. A nome del gruppo Lega esprimo voto favorevole su questa proposta di legge.
Ringrazio il Consigliere Ausili per l'iniziativa che ha preso e per averla condivisa con tutta la maggioranza e voglio dire che questa legge, a breve, colmerà un vuoto della Regione Marche, in particolare sulla diffusione e sensibilizzazione rispetto alle linee guida dei ristoratori su una malattia molto particolare che, come ricordava il Consigliere Cancellieri, è sempre più diffusa.
A questo proposito sottolineo anche il buon lavoro che abbiamo svolto in Commissione, come spesso accade, non solo con leggi di iniziativa consiliare, ma anche con l'esame degli atti e delle leggi che arrivano dalla Giunta.
Questo lo voglio dire perché, ad un ascoltatore distratto, che magari si collega o ascolta il Consiglio di oggi, potrebbe apparire questo gioco, a volte, tra maggioranza e opposizione, in cui l'opposizione dice che va tutto male e la maggioranza che va tutto bene. Non è così.
Il lavoro delle Commissioni, che non è un lavoro che appare e non è pubblico come quello del Consiglio, in realtà vede un lavoro, con i Consiglieri Mangialardi e Carancini, sempre molto puntuale. Lo dimostra anche il voto favorevole e all'unanimità su questa legge, ma non solo. Condividiamo molto spesso valutazioni e osservazioni nello spirito non solo della maggioranza consiliare, ma della maggioranza di governo di questa Regione, che non governa a dispetto dei marchigiani, ma cerca di governare con buon senso, anche in un momento così difficile e delicato.
A questo proposito mi piace anche sottolineare la positività con la quale la Consigliera Casini, stamattina, in un'interrogazione, ringraziava l'Assessore Saltamartini.
Chiudo con una valutazione di carattere generale dicendo che questa è una legge importante e lo affermo anche in risposta alla Consigliera Vitri, che nel dibattito sulla legge ci ha fatto un po' il panorama di quello che fanno, hanno fatto o si apprestano a fare le altre Regioni.
Dico alla Consigliera Vitri che noi, che governiamo la Regione Marche per la prima volta, e questo lo voglio sottolineare, lo facciamo con le nostre capacità, ma anche con le nostre incapacità o imperfezioni, perché non siamo perfetti. Pensiamo che perfetto sia uno solo, per chi ci crede, e quindi ci accontentiamo di quello che stiamo facendo. Ringraziamo anche l'opposizione che ha condiviso, non solo in Commissione, ma anche in Consiglio regionale, come mi pare di aver capito dagli autorevoli interventi.
Non siamo presi da questa cosa del "come fanno gli altri" e diciamo che, non certo lei, Consigliera Vitri, ma chi l'ha preceduta, avrebbe potuto colmare questo gap. Noi, con le nostre difficoltà e con i nostri limiti, stiamo cercando di fare la nostra parte.
Consapevoli e consci che lei, nel suo intervento, ha chiesto una serie di chiarimenti e spiegazioni che non credo questa sia la sede per porre già i problemi. Noi vogliamo valorizzare le opportunità che stiamo offrendo. Se invece lei interpreta il ruolo dell'opposizione sottolineando solo i problemi, credo che non interpreti correttamente il ruolo dell'opposizione, che in una democrazia è un ruolo altrettanto delicato e importante come quello della maggioranza.
Con questo vi ringrazio.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Il voto di Fratelli d'Italia sarà favorevole ad una legge che, come abbiamo ricordato, prende in esame un tema molto importante e molto delicato.
Grazie ancora al Consigliere Ausili e grazie a tutta la Commissione.
Volevo evidenziare una differenza di approccio tra due Consiglieri dello stesso partito, distanti mezzo metro: il Consigliere Mangialardi analizza una legge, dà un contributo importante in Commissione, evidenzia le positività ed anche delle cose da modificare, la Consigliera, a mezzo metro, non riesce proprio in alcun modo a spogliarsi da questa veste ideologica del suo partito e a riconoscere, per una volta, la positività di un provvedimento. Una volta, le chiedo. Magari in cinque anni una volta la sentirò ringraziare qualcuno e dire: "Porca miseria, per una volta un provvedimento è giusto". Invece non c'è niente da fare, è veramente più forte di lei. Ma se era un tema così interessante per lei, perché non ha proposto una legge in tal senso? Perché i Consiglieri della precedente amministrazione non hanno proposto nulla in tal senso? Se riesce a spiegarmelo, io sono qui ad ascoltarla, ma purtroppo non riesce. È più forte di lei, non riesce ad evidenziare una volta una cosa positiva e questo sinceramente mi rattrista.
Da una Consigliera che, ad un'inaugurazione di un macchinario a Fano, molti di voi non c'erano, vista la cordialità dell'Assessore Saltamartini nel far parlare tutti i Consiglieri, mentre gli altri Consiglieri non si sono permessi di dire nulla, lei ha avuto il coraggio, durante un'inaugurazione di un macchinario, di attaccare la maggioranza. Lei si deve vergognare.
Se io fossi stato l'Assessore Saltamartini, non l'avrei fatta nemmeno parlare, dopo le argomentazioni che lei ha avuto il coraggio di sostenere, perché lei deve imparare. È alla prima legislatura come me, ma io non mi sarei mai permesso, ad un'inaugurazione, di criticare la maggioranza. Non l'ho mai fatto a Pesaro e non lo farò mai. Grazie.
PRESIDENTE. Innanzitutto è fuori tema, però adesso cerchiamo... Stiamo approvando una proposta di legge all'unanimità. Se poi ci dividiamo, diamo un'immagine distorta.
Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Brevemente, per fatto personale, perché è inaccettabile che, parlando di una legge sulla celiachia, il Consigliere Baiocchi colga l'occasione per attaccarmi in un modo vergognoso.
Primo, è fuori tema. Lei non si deve permettere di dire che io sono venuta a Fano ad attaccare la Giunta, perché io a Fano ho fatto delle domande lecite, che poi hanno dato le risposte che cercavo nei giorni seguenti. Questo non significa attaccare, significa svolgere il ruolo. Se a lei dà fastidio che io svolga il mio ruolo, informandomi, studiando e approfondendo, non è un problema mio.
Tutta questa rabbia che prova nei miei confronti dice tanto rispetto a come lei svolge il suo ruolo, perché le domande che ho posto io a Fano avrebbe dovuto porle anche lei, non solo io.
Oggi portare qui in Aula questo tema per attaccarmi, insultandomi come se io non potessi permettermi di fare domande, è inaccettabile.
Sulla celiachia, su questa legge, forse non era attento, perché ho visto che non era in Aula quando parlavo, ho detto di essere favorevole, ma al tempo stesso, visto che sono qui e rappresento dei cittadini, ho anche avanzato delle proposte affinché questa legge venga applicata nel modo migliore. Se a lei non va bene nemmeno questo, mi dica che io non posso parlare e siamo a posto.
Io ho detto di essere favorevole, ho ringraziato sia la maggioranza che la minoranza, perché sono favorevole ad una norma, ma mi è sembrato giusto dare il mio contributo, dire cosa fanno le altre Regioni e chiedere di applicare la norma nei prossimi anni nel migliore dei modi, visto che le risorse saranno dal 2026 e magari nel 2026 qui non ci sarà nessuno di noi ad applicarle, o forse sì, o forse solo qualcuno. Voglio lasciare il mio contributo affinché sia utile.
Se a lei non sta bene che io parli, che apra bocca, è un problema suo, probabilmente. Ma le ricordo che io sono qui perché mi hanno votato i cittadini, non perché è stato nominato un Assessore e sono subentrata.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Dimostra sempre una signorilità unica.
Quello che lei non ha compreso, che io cercavo di farle capire, è il rispetto istituzionale. Quando si va a un'inaugurazione, io a Pesaro sono stato invitato tantissime volte dall'amministrazione di sinistra, ho ringraziato il Sindaco per quello che si stava facendo, ma non mi sono mai permesso… Se lei non capisce queste cose, questo è un problema tutto suo, perché io sono convinto che i Consiglieri qui non si siano mai permessi.
La Consigliera Ruggeri è intervenuta con un tono tranquillo, il Consigliere Minardi, molto esperto, è intervenuto con un tono tranquillo, propositivo su alcune cose, benissimo, ero in prima fila, lei ha cominciato a sparare contro l’atto aziendale. Che domande? Lei ha avuto un atteggiamento completamente contrario alle norme, non sono norme deontologiche, io parlo da avvocato, ma di comportamento all'interno di questo Consiglio.
Benissimo che lei possa dare la sua opinione, che abbia studiato, ne sono molto contento, che abbia sentito anche le situazioni nelle altre Regioni, però che lei non riesca mai a riconoscere una cosa positiva, questo secondo me non le fa onore e neanche alle tante persone che l'hanno votata.
Più di me? Ha ragione, ha avuto più voti di me, benissimo, ma la pochezza di fare questa precisazione non le fa sicuramente onore. Io non ho nessun problema. Io sono in questo scranno del Consiglio perché ho preso il posto dell'Assessore Baldelli, penso di fare il mio ruolo nel migliore dei modi. A lei non va bene e io non ho nessun tipo di problema.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il PD, come già anticipato dal Vicepresidente del Consiglio Mangialardi, esprimerà un voto favorevole.
Vorrei leggere alcune frasi che poco fa ha detto il Consigliere Baiocchi: "Intervengo per farle capire”, “Lei non conosce il rispetto istituzionale”, “Lei non capisce”, “Lei spara”, “Lei ha degli atteggiamenti contrari alle norme di comportamento di questo Consiglio”, “Le persone che l'hanno votata..."., “È stata volgare nel ricordare dei numeri”.
Consigliere Baiocchi, i numeri, lei sta qui perché non è stato eletto; se non ci fosse stata la legge, lei sarebbe a casa, invece la Consigliera Vitri è stata eletta. Questa è una cosa. La legge l'abbiamo fatta noi, ma a prescindere da questo, da chi ha fatto la legge che l'ha molto agevolata, lei, come tanti altri, c'è chi è stato eletto e lo dice, qual è il problema, Consigliere Baiocchi?
Se lei non ha problemi, io ce li ho. Ho problemi quando qualcuno dietro di me dice "deficiente", "imbecille" e cose di questo genere, parolacce dietro di me, e le dice alla Consigliera Vitri, le indirizza a me in questo momento!
Presidente, o lei fa il Presidente di quest'Assemblea e insegna l'educazione di base...
PRESIDENTE. Sospendo per cinque minuti l'Aula. Non siamo degni di arrivare alla conclusione di questo atto. Grazie.
La seduta è sospesa alle ore 13:02.
La seduta riprende alle ore 13:12.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Riprendiamo da dove abbiamo lasciato.
Ha la parola la Consigliera Casini, pregandola di rimanere sul tema della votazione del gruppo. Poi andiamo al voto.
Prego gli altri Consiglieri di fare silenzio. Riprendiamo in un modo dignitoso, l'attività dell'Aula.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Come aveva già anticipato il Vicepresidente Mangialardi, il nostro è un parere favorevole, perché il provvedimento è stato costruito anche attraverso il percorso svolto in Commissione. C'è stata la partecipazione del Gruppo del Partito Democratico e il nostro parere è favorevole.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l'Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. A nome della Giunta regionale esprimo la soddisfazione per questo percorso legislativo importante e significativo, con cui si aggiunge un servizio che prima non c'era.
Ringrazio la maggioranza per aver avuto questa sensibilità al riguardo e, in realtà, anche su questo tema c'era una previsione specifica nel Piano socio-sanitario. Questo dimostra come ci sia grande maturità nel gruppo di maggioranza nell'assolvere a un tema di rappresentanza territoriale che tende a superare delle difficoltà preesistenti.
Mi fa molto piacere che si sia giunti, anche da parte dell'Assemblea legislativa, ad un percorso con una legge regionale in materia.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Dallasta.
Giovanni DALLASTA. Grazie, Presidente. Siamo molto contenti che si sia arrivati in fondo a questo procedimento, a questa legge, che rappresenta comunque un forte passo in avanti nei confronti di queste persone che, purtroppo, già si trovano a convivere con le difficoltà di questa malattia, che è cronica e invalidante e le espone già a numerose difficoltà.
La maggioranza ha mostrato grande sensibilità e penso che si debba ancora fare tanto per queste malattie che, anche se colpiscono comunque l'1% delle persone, sono molto invalidanti e molto difficili da contrastare. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 269. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Voto favorevole dei Consiglieri Acciarri e Marinelli.
Proposta di legge n. 228
ad iniziativa del Consigliere Pasqui, concernente:
“Istituzione del Registro regionale degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 228 del Consigliere Pasqui.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Pasqui.
Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Con questa proposta di legge n. 228, che si sta apprestando a diventare legge, andiamo a colmare un vuoto importante, che è quello della mancanza del registro per quanto riguarda l'informatore scientifico del farmaco e del parafarmaco.
È un vuoto importante perché, con questa proposta di legge che diventerà legge, andremo anche a dare trasparenza e importanza ad una figura professionale essenziale nel rapporto che c'è tra la fase produttiva, la creazione del medicinale, e quella che si rivolge invece a chi tutti i giorni, come i medici, è in prima linea per andare poi a sanare le problematiche del paziente, la cura del paziente.
Sino ad oggi non era mai stato previsto un registro per queste figure, che sono figure professionali rilevanti nell'ambito medico. Soprattutto, l'importanza non è solo quella di dare un registro alla nostra Regione, ma di permettere un percorso su scala nazionale che porterà, dopo che diverse Regioni l’hanno già fatto, noi oggi lo facciamo e speriamo che altre continueranno, ad avere un registro su scala nazionale.
Questa proposta di legge ha quattro articoli. Il primo va a dare un aggiornamento e un riconoscimento a questa figura professionale che, come dicevo prima, svolge un'attività importante, di aggiornamento sui farmaci attraverso il percorso già descritto.
Poi c'è l'articolo 2 che, al secondo comma, stabilisce che le modalità di iscrizione al registro sono definite dalla Giunta; mentre l'articolo 3 prevede che la Giunta regionale approvi il regolamento, previsto dal secondo comma dell'articolo 2, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge.
È una proposta importante che sono certo troverà un consenso unanime, così come c’è stato all'interno della IV Commissione, per il quale ringrazio tutti i componenti che hanno lavorato su questa proposta, portando contributi importanti che sono culminati in un voto unanime.
Devo anche dire che sia il CAL che il CREL hanno espresso un parere favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Poco da aggiungere rispetto alla relazione che ha fatto il Vicepresidente Pasqui. In Commissione ci siamo confrontati e abbiamo svolto una serie di audizioni che ci hanno convinto della bontà della proposta e che, pur nella sua semplicità, risponde ad un'esigenza manifestata sia dai medici, e qui ringrazio per il contributo che ha dato il Consigliere Cancellieri, sia dalle aziende che si trovano nelle condizioni di avere un registro, che permette di individuare il soggetto e accreditarlo, evitando, per chi conosce il settore, anche confusioni nel momento dell'accesso nelle sale d'attesa.
La proposta nasce perché, in alcuni casi, dei soggetti avevano manifestato la necessità, e questa è stata la richiesta, di essere certificati.
Anche qui, anticipando la dichiarazione che svolgerà la Capogruppo Consigliera Casini, c'è un parere favorevole del nostro gruppo, come già espresso in Commissione dal sottoscritto e dal Consigliere Carancini.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Vi dico con estrema onestà che pensavo che questo registro esistesse già, il registro degli informatori farmaceutici.
È una vita che faccio questo mestiere, il medico di medicina generale, incontro gli informatori scientifici e pensavo che questo registro fosse già stato istituito tantissimi anni fa. Invece così non è e mi fa molto piacere che il nostro college, il Vicepresidente Pasqui abbia pensato di andare in questa direzione, cioè di fare una proposta di legge che andasse ad istituire il registro degli informatori farmaceutici, che hanno avuto e hanno ancora un ruolo di estrema importanza per quanto riguarda l'informazione scientifica del farmaco.
Ammetto con molta umiltà che noi medici di medicina generale, rispetto alla conoscenza del farmaco in sé, abbiamo attinto per anni dagli informatori farmaceutici proprio la conoscenza del meccanismo d'azione e di come può funzionare un farmaco per i nostri pazienti.
Abbiamo conosciuto le tante molecole nuove che questi professionisti nel tempo ci hanno presentato e sono stati di grande aiuto per la medicina di prossimità, ma anche per la medicina ospedaliera. L'informatore del farmaco si rivolge a tutti gli operatori sanitari, sia quelli del territorio sia quelli che lavorano nelle strutture ospedaliere.
Tra l'altro, l'istituzione di questo registro valorizza la professionalità di queste figure professionali, le valorizza fortemente e crea chiarezza anche nei confronti di chi li riceve, della popolazione e dei tanti pazienti che vengono a contatto, anche nelle nostre sale d'attesa, con gli informatori farmaceutici.
Grazie al Vicepresidente Pasqui e al Vicepresidente Mangialardi; in particolare al Vicepresidente Pasqui, che ha proposto questa legge che rende giustizia nei confronti di questa categoria, che è un anello essenziale per quanto riguarda l'informazione scientifica dei nostri operatori.
Assolutamente d'accordo. Questo è stato un bel esempio di lavoro congiunto tra maggioranza e minoranza e questo succede spesso nella nostra Commissione sanità. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Più voto favorevole della Consigliera Vitri.
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 4. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. A nome del gruppo Lega esprimo il voto favorevole a questa proposta di legge, ringraziando il Vicepresidente Pasqui per aver colmato questo vuoto.
Voglio sottolineare l'intervento del Consigliere Cancellieri, è l'occasione di una legge che, a costo zero, a invarianza finanziaria, riconosce una professione, un ruolo che, come ha detto il Consigliere Cancellieri, è stato ed è importante per i medici di base. Sappiamo bene, oggi che stiamo governando la sanità delle Marche, quanto siano importanti in una riscrittura, in una riorganizzazione che stiamo portando avanti anche con risultati che ci stanno indicando che la strada che abbiamo intrapreso è importante ed è giusta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per esprimere anche in questo caso la soddisfazione della Giunta regionale. Questo albo serve per certificare la professionalità di persone che svolgono un ruolo molto significativo e importante, oltre la lacuna si dà certezza ai rapporti giuridici e soprattutto alla frequenza negli studi professionali di persone qualificate e titolate a rappresentare società farmaceutica e così via. Mi pare che ci sia un principio anche di certezza delle professioni che svolgono queste attività, fondamentali per il funzionamento del servizio sanitario.
Quindi la gratitudine e il ringraziamento della Giunta a tutta la maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, Il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Mi sono preso la responsabilità solo per dire una cosa, che vanno ringraziati i Consiglieri di maggioranza che hanno riconosciuto il lavoro fatto in comune in Commissione, e lo dico sia al Presidente della Commissione Baiocchi che alla Consigliera Menghi che è intervenuta, perché in effetti la IV Commissione su questo ha lavorato molto spesso anche in contrasto.
Lasciatemi dire non è bellissimo sentire dal Vicepresidente del Consiglio regionale, per la seconda volta consecutiva, che ringrazia la maggioranza, questa è una legge che abbiamo approvato insieme, discusso insieme. Se fosse stato un vero Vicepresidente del Consiglio della Giunta regionale avrebbe detto grazie a tutti, ma non ha avuto il coraggio di dirlo.
PRESIDENTE. Consigliere Carancini voto favorevole ovviamente.
Proposta di legge n. 228. La pongo in votazione.
(L'Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)
Proposta di legge n. 123
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Disposizioni per la qualità, la tutela e la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici”
(iscritta ai sensi del comma 13 dell’articolo 86 del Regolamento interno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 123 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Consigliere Cesetti, propone il rinvio in Commissione.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Tanto, anche se noi non siamo d'accordo, la rinviate lo stesso in Commissione.
Con l'occasione, esprimo tutta la mia contrarietà a questo modo di procedere perché, Presidente, credo che questa sia una legge importante e ce lo confermava prima il Vicepresidente Saltamartini, quando, nel rispondere alla mia interrogazione a risposta immediata, ci ha detto quanto sia nelle corde della sua amministrazione la gestione della sanità il tema, ad esempio, della prevenzione nel lavoro e nei luoghi di lavoro. Lo ha detto il Vicepresidente.
Questa legge va in questa direzione, altrimenti le mozioni e le interrogazioni sono, per carità, tutte discussioni utilissime, ma sono inutili perché non hanno… Invece una legge obbliga, ha delle disposizioni precettive.
Tra l'altro, questa non è una legge per la quale si possa dire: «Non c'è la copertura finanziaria», perché è una legge che non necessita di copertura finanziaria.
Ad esempio, nella scorsa legislatura noi approvammo un protocollo d'intesa con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL per la legalità sui contratti pubblici; approvammo, all'interno della Consulta, dei protocolli d'intesa con la Fondazione contro le agromafie per quanto riguarda i fondi dell'agricoltura, il rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro, la collocazione nel lavoro e il contrasto al caporalato in agricoltura, specialmente, dove purtroppo si ricorre sempre di più a queste forme.
Anche recentemente, la settimana scorsa, da notizie di stampa viene fuori che gli ispettori del lavoro e i Carabinieri dedicati, che ci ricordava stamattina proprio il Vicepresidente Saltamartini, in base ad una legge devono controllare certi fenomeni. Vediamo che nel Fermano, ad esempio, nella mia realtà, sono stati trovati lavoratori in nero in agricoltura, sono stati effettuati controlli sui cantieri e rilevate violazioni delle norme antinfortunistiche. Poi, giustamente, nella zona del cratere sismico il Commissario alla ricostruzione rivendica, un po' tardivamente, il cosiddetto badge elettronico. Noi è da tempo che lo diciamo. All'inizio della legislatura ci sono interrogazioni e mozioni in questa direzione da parte del gruppo del Partito Democratico.
Questa legge va in questa direzione. Quindi, Presidente Latini, non ho capito per quale motivo un Consiglio regionale che troppo spesso si dedica alle chiacchiere, sebbene utili, attraverso mozioni e interrogazioni, e poi non fa le leggi... Però, Presidente e Assessore Saltamartini, questa è una responsabilità vostra e anche di questa maggioranza, che dovrebbe favorire l'approvazione di queste leggi.
Anziché discutere stamattina della mia interrogazione a risposta immediata sulla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione, anziché discutere la mozione iscritta successivamente. Guarda caso all'ordine del giorno di oggi c’è iscritta una mozione che riguarda proprio questi temi. Quante ne sono state approvate, ad esempio, su iniziativa del Consigliere Mastrovincenzo in questa direzione?
Se tutto quel tempo, giustamente dedicato al dibattito, lo avessimo invece dedicato ad approvare una legge come questa, sebbene opportunamente emendata…, perché è nel potere e nelle prerogative della maggioranza modificare una proposta di legge che magari non ritiene utile a conseguire determinati obiettivi, la può modificare come ritiene. Ma resta una legge. Perché noi siamo un'Assemblea legislativa e non siamo «un comitato che fa le chiacchiere».
Vedo che l'Assessore Saltamartini è d'accordo con me, però lei è il Vicepresidente della Giunta e dovrebbe dirlo anche alla sua maggioranza e ai Presidenti di Commissione.
PRESIDENTE. Ci sono tre componenti del Consiglio che chiedono il rinvio in Commissione? Consiglieri Bilò, Dallasta, Acciarri. Facciamo in questo modo? Sono convintissimi, lo si vede, però prima…, altrimenti non andiamo avanti.
C'è la richiesta dei tre componenti. Su questo volevo aggiungere, a quanto detto, che proprio questa mattina, in sede di Conferenza dei Presidenti di gruppo, su richiesta del suo Capogruppo Casini, mi è stato dato l'incarico di sollecitare i Presidenti delle Commissioni, nel rispetto della loro autonomia, discrezionalità e anche della legittimità degli atti da portare in Aula, di velocizzare quanto più possibile il licenziamento delle proposte di legge e degli atti amministrativi ancora in discussione e ferme nelle Commissioni. In modo da poter lavorare in Aula e andare nella direzione condivisa da lei, dall'Assessore Saltamartini e da tutti.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Questo?
Prima concludiamo questa votazione e l'altra, poi parliamo dell'ordine dei lavori.
Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 123. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 236 (proposta di legge statutaria)
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’”
(iscritta ai sensi del comma 13 dell’articolo 86 del Regolamento interno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 236 del Consigliere Cesetti.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Approfitto adesso anche sull'ordine dei lavori. Lei prima ha detto… Presidente Latini, lei non se la può cantare e suonare come ritiene perché qui con tutta la reciproca simpatia non siamo a Osimo. Non siamo ad Osimo dove se la canta, se la suona e fa ballare in tutte le discipline possibili e immaginabili.
PRESIDENTE. La prego di attenersi all'argomento per non mettermi in difficoltà.
Fabrizio CESETTI. Li fa ballare, roba che non si racconta, diciamo. L'abilità di un uomo solo di tenere in scacco tutti gli attori, l'ultimo che ho visto, il massimo, è stato il mio grandissimo amico XY, un grande.
Al di là di questa digressione, non è che… Io ho avuto modo di ringraziare separatamente il Capogruppo Casini per questo modo, come è stato sollecitato. Il Presidente Latini dice che inviterà i Presidenti delle Commissioni, ma non è una facoltà dei Presidenti delle Commissioni, persone che io stimo tantissimo, tra l'altro. I Presidenti delle Commissioni devono consegnare all'Aula le proposte di legge perché, Presidente Latini, la prerogativa, il potere e dovere dell'Aula di esaminare una proposta di legge, come quello di approvarla, bocciarla o rinviarla in Commissione per un esame ulteriore... Questo è un potere dell'Assemblea, che non può essere sotto scacco del Presidente della Commissione che non esamina una proposta di legge e non la invia in Aula.
Come l’Assessore Saltamartini sono stato in Parlamento, lui lo potrà dire, non esiste una cosa del genere, la Commissione può decidere in quel caso di esaminare una proposta di legge in sede referente o in sede legislativa, ma deve essere autorizzata dall'Aula, altrimenti non lo può fare, deve consegnare quell'atto in Aula.
Sul tema di questa modifica statutaria…, anche qui questa che cos'è una legge in cui c'è la copertura finanziaria? No. Perché, cos'è questa modifica statutaria? Quante volte in quest'Aula, Presidente Latini, ho avuto modo di dire che la nostra Costituzione è stata modificata dalla legge costituzionale n. 1 del 2022, sono stati modificati l'articolo 9 e l'articolo 45 e sono state messe tra i principi generali la tutela dell'ambiente e della biodiversità nell'interesse delle future generazioni.
Per l'attività economica…, vedete vado a braccio e non sbaglio quasi niente, segno evidente di una memoria invidiabile, grazie a Dio.
Quella modifica ci dice che, da un lato, bisogna tutelare l'ambiente, la Repubblica, dall'altro, che l'attività economica non si deve svolgere in contrasto con l'ambiente. L'inserimento nei principi generali…, quante volte lo abbiamo detto in un'Aula, che si è occupata, ad esempio, della devastazione dei territori con gli impianti fotovoltaici. Un principio generale di questo tipo significa che la tutela dell'ambiente non è più una legislazione esclusiva dello Stato, ex articolo 117, ma diventa, siccome messa nei principi generali, una prerogativa della Repubblica. Allora significa che diventa una prerogativa dello Stato, della Regione, delle Province, delle Città metropolitane, dove sussistono, e dei Comuni, che sono articolazioni della Repubblica. E allora noi non vogliamo modificare il nostro Statuto, Presidente, in questa direzione? In questa direzione va la proposta di legge e perché non la possiamo esaminare e votare oggi? Sapete perché non lo fate? Alla Consigliera Casini ho già detto che non lo fate per una ragione semplice, Consigliere Bilò, perché non la volete intestare a noi. La legge sul reddito di libertà non l'avete fatta perché non la volete intestare a noi, quella sulla sicurezza non la volete fare perché non la volete intestare a noi, questa lo stesso, non la volete intestare a noi. Questa è la ragione per cui le proposte di legge non vengono qua, non per la copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Il Consigliere insiste per l’esame e la votazione in Aula, in questo momento, della proposta di legge n. 236. C'è la richiesta del proponente che è l'unico firmatario della proposta di legge a modifica statutaria.
Trattazione della proposta di legge n. 236. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Baiocchi, Battistoni, Bilò, Dallasta, Latini, Livi, Lupini, Menghi, Pasqui.
Astenuti: Nessuno.
(L'Assemblea legislativa regionale non approva).
PRESIDENTE. La proposta non viene approvata, quindi non viene dato seguito al rinvio. Questa proposta verrà iscritta nel prossimo Consiglio regionale, in modo tale che, se vi sarà la possibilità da parte della Commissione di esaminarla, ci sarà tutto il tempo per poterla riportare in Aula.
Volevo solo precisare che, per quanto riguarda l'uso da parte mia della parola "indegni", il riferimento era al dibattito, che ritenevo immeritevole per le parole che erano state utilizzate. Non era certo riferito ai soggetti, cioè ai colleghi intervenuti, ma al contesto oggettivo della questione, considerato che si era in presenza di un voto all'unanimità.
Grazie.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13:45.