Resoconto della seduta n.191 del 05/08/2025
SEDUTA N. 191 DEL 5 AGOSTO 2025

La seduta inizia alle ore 11:20

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti, dichiaro aperta la seduta n. 191 del 5 agosto 2025. Do per letto il processo verbale della seduta n. 190 del 29 luglio 2025, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Comunico che, al termine di questa seduta, che rappresenta l'ultima della XI legislatura, si procederà anche all'approvazione del processo verbale della seduta odierna.
Prima di iniziare i lavori dell'odierna seduta, previo accordo con i Presidenti dei Gruppi consiliari, comunico che ieri, lunedì 4 agosto, l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale si è riunito per valutare e decidere in merito al ricorso per l'incandidabilità nei confronti di un Consigliere regionale. L'Ufficio di Presidenza ha deciso a maggioranza di avviare la procedura, richiedendo tutta la documentazione necessaria nel rispetto delle norme regolamentari vigenti in materia. Poi si procederà all'istruzione della pratica e all’eventuale assunzione dell'atto da portare e da proporre al Consiglio regionale.

Iscrizione della proposta di legge n. 312 (al punto 6 bis). Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Solo per mozione d'ordine…, prima però dobbiamo votare per la questione degli emendamenti.

PRESIDENTE. Votiamo l'inserimento, poi le lascio la parola per mozione d'ordine.
Iscrizione della proposta di legge n. 318 (al punto 6 bis). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 90 (punto 6 ter). Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Parere contrario del Partito Democratico, perché trovo a dir poco vergognoso che una programmazione come l'FSE Plus venga portata l'ultimo giorno, all'ultimo Consiglio regionale.
Questa Giunta sarà ricordata per la programmazione a valle, invece che a monte. Stiamo facendo, e oggi faremo, atti di programmazione che andavano fatti, non dico 5 anni fa, ma almeno 4 anni fa. Li facciamo oggi. Tra un po' vedremo anche quello delle infrastrutture 2023-2032, addirittura, parte dal 2023 per arrivare al 2032.
Sull’FSE Plus, oggi, l'ultimo giorno, parere contrario.

PRESIDENTE. Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 90 (punto 6 ter). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

PRESIDENTE. Ultima comunicazione: sono tra noi, per assistere alla seduta odierna, 13 giovani partecipanti al Tour Educational 2025, accompagnati dalla scuola Campus Magnolie e dai Presidenti dei Consiglieri Marchigiani all'estero. Grazie della vostra presenza.
Ha la parola, per mozione d’ordine, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Volevo solo che indicasse il termine orario per la presentazione degli emendamenti, per le nuove iscrizioni. Grazie.

PRESIDENTE. Il termine che abbiamo concordato nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, per quanto riguarda la proposta di atto amministrativo, era le 11:30, ma siccome sono le 11:24 direi di portarlo alle 12:15.
Il termine per la presentazione degli emendamenti sui due atti che abbiamo inserito, 6 bis e 6 ter, è, per entrambi, alle ore 12:15. Dopodiché ci sarà la riunione della Commissione per giudicare la loro ammissibilità o meno, se comportano aspetti di natura finanziaria.
Non ci sono ancora gli Assessori per il primo punto delle interrogazioni, svolgeremo poi le interrogazioni secondo gli Assessori presenti.
Vi comunico che l'Assessore Antonini è assente, ha giustificato la sua assenza, come sono assenti il Vicepresidente Pasqui e il Consigliere Putzu.
Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Solo un chiarimento, perché non ho capito bene, o forse potrebbe essersi espresso male, non lo so. Il termine per gli emendamenti è alle 12:15 per la proposta di legge n. 318, sul Terzo settore o e sul 6 ter?

PRESIDENTE. Ho detto prima per tutti e due.

Renato Claudio MINARDI. Mi sembra che abbia citato soltanto...

PRESIDENTE. No, ho detto per tutti e due alle ore 12:15, sia per la proposta di atto amministrativo sia per la proposta di legge.

Proposta di regolamento n.1/25
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni in materia di ecomusei in attuazione dell’articolo 4 della legge regionale 27 aprile 2022, n. 9 (Promozione e disciplina degli ecomusei)”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di regolamento n. 1/25 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. La proposta di regolamento che oggi presento in Aula come relatrice di maggioranza, rappresenta un passo fondamentale per dare piena attuazione alla legge regionale n. 9 del 2022, che promuove e disciplina gli ecomusei nel nostro territorio.
Con questo provvedimento la Regione Marche si dota finalmente di uno strumento attuativo organico, concreto ed efficace, che definisce in modo puntuale i criteri e le modalità di gestione degli ecomusei, i requisiti minimi per il riconoscimento della qualifica di ecomuseo di interesse regionale e le modalità per l'iscrizione nell'elenco regionale.
Gli ecomusei sono una realtà viva e dinamica, profondamente radicata nei territori, capace di coniugare valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico con partecipazione attiva delle comunità locali. Non si tratta solo di luoghi della memoria, ma di spazi aperti, diffusi, condivisi, in cui la cultura si vive, si trasmette e si rigenera ogni giorno.
Il regolamento recepisce appieno lo spirito della legge istitutiva, rafforzando il principio secondo cui l'ecomuseo è il frutto di un processo partecipato, promosso da soggetti organizzati ma rappresentativi della comunità locale, che si pone l'obiettivo dello sviluppo sostenibile, della coesione sociale e della valorizzazione identitaria dei vari territori marchigiani.
Entrando brevemente nel merito del testo, segnalo alcuni elementi qualificanti. Viene definita con chiarezza la nozione di ambito territoriale ecomuseale, come contesto omogeneo e coeso in cui la comunità si riconosce. Si precisa la composizione del patrimonio ecomuseale, che include elementi materiali e immateriali da tutelare, trasmettere e valorizzare in modo partecipato. Si delineano in modo dettagliato le attività e le funzioni di un ecomuseo, che vanno dalla gestione degli spazi espositivi alla ricerca, dalla didattica alla promozione culturale.
Sono introdotti criteri rigorosi per il riconoscimento regionale, tra cui la presenza di una sede operativa, un coordinatore tecnico-scientifico, uno spazio espositivo e un sito web aggiornato. Particolare attenzione viene poi data alla continuità operativa, richiedendo almeno due anni di attività documentata prima della domanda di riconoscimento.
Il progetto di interpretazione ambientale e culturale, che è il cuore pulsante dell'ecomuseo, dovrà essere elaborato coinvolgendo effettivamente la comunità, con obiettivi strategici, cronoprogramma e piano di attuazione triennale.
Un altro elemento importante è il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Marche, che comporta l'iscrizione in un elenco pubblico, l'uso del logo regionale e la possibilità di accedere ai contributi previsti dalla legge.
Il regolamento disciplina anche i meccanismi di mantenimento del riconoscimento, richiedendo agli ecomusei di aggiornare periodicamente la propria programmazione e attestare la permanenza dei requisiti.
Infine, voglio sottolineare che, per il solo anno 2025, in via transitoria, i termini per la presentazione delle domande saranno definiti dalla Giunta, così da garantire un avvio ordinato ed efficace del sistema.
Cari colleghi, con questo regolamento diamo piena dignità e sostegno a una rete di realtà che già opera con passione e visione sul nostro territorio. Sosteniamo quindi un modello culturale che parte dal basso, valorizza le diversità locali, costruisce senso di appartenenza e promuove sviluppo.
Ringrazio tutti i colleghi, la I Commissione, la Giunta regionale, il Servizio cultura e il Comitato tecnico-scientifico per il lavoro puntuale e approfondito che è stato svolto.
Auspico un voto naturalmente favorevole e condiviso da parte dell'Aula per dare finalmente piena attuazione alla legge e rafforzare la nostra identità culturale regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Purtroppo sono costretta a esprimere una posizione critica su questa proposta di regolamento che, lo ricordo, ha il compito di dare attuazione a una legge regionale che vuole promuovere uno strumento innovativo e partecipativo come quello degli ecomusei.
Ricordo che si tratta di una legge fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, approvata grazie a una nostra proposta di legge, la proposta di legge n. 54 del 2021, di cui sono stata prima firmataria.
Un provvedimento che nasce con l'ambizione di riconoscere e sostenere le esperienze di valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e sociale dei nostri territori attraverso un protagonismo diretto delle comunità.
Proprio per questo ci rammarica constatare che il regolamento oggi all'esame non rispetta pienamente quanto previsto dalla norma: manca anche di visione strategica, di concretezza operativa e soprattutto di quegli strumenti che dovrebbero rendere realmente efficace e inclusivo il modello degli ecomusei. Manca una parte che dovrebbe essere centrale, quella relativa ai finanziamenti, al sostegno concreto, alla consulenza e alla formazione.
Parliamo di ecomusei, cioè di realtà spesso nate dal basso, fondate sul lavoro volontario, sull'impegno delle comunità locali e su reti fragili. Non possiamo illuderci che basti una qualifica formale per garantire qualità e continuità.
Serve un impegno chiaro da parte della Regione sulla tipologia di risorse disponibili, sulla promozione istituzionale coordinata, su percorsi di formazione professionale per fornire le competenze necessarie e soprattutto su un sistema di accompagnamento e consulenza per aiutare i soggetti proponenti, specialmente quelli più piccoli, a costruire progettualità solide. Senza strumenti la partecipazione resta una parola vuota.
Inoltre, nel regolamento non c'è nessuna trasparenza sull'accesso ai contributi. Si prevede genericamente la possibilità di contributi all'articolo 7, comma 4, ma non si specifica nulla sulle modalità di accesso. Ci chiediamo come verranno assegnati questi contributi. Chi decide? Quali saranno i criteri? Quali garanzie avranno i soggetti esclusi?
Serve un sistema di bandi pubblici chiari e trasparenti, criteri oggettivi di selezione, regole puntuali per la rendicontazione e il monitoraggio dei progetti finanziati. Altrimenti il rischio è quello di lasciare spazio a discrezionalità, disequilibri e, diciamolo, anche a dinamiche clientelari.
Manca inoltre qualsiasi criterio di priorità. Tutto è uguale a tutto. Manca totalmente una visione strategica.
Se vogliamo davvero sostenere il protagonismo delle comunità locali, allora il regolamento deve dare priorità a quei progetti che dimostrano innovazione culturale e sociale, inclusione di soggetti fragili o giovani, costruzione di reti territoriali e partenariati solidi. Serve cioè una chiara visione politica. Dobbiamo scegliere di premiare chi lavora bene, chi rischia, chi investe sulla qualità e sulla coesione. Non basta verificare se ci sia una sede, un sito internet o un logo. Dobbiamo scommettere su contenuti, impatto e partecipazione vera.
Inoltre, come ho sottolineato anche in I Commissione, è inaccettabile l'assenza di una norma sulla revoca o sulla decadenza del riconoscimento. oppure parliamo di un riconoscimento ufficiale da parte della Regione, che dà diritto all'uso di un logo istituzionale e a ricevere fondi pubblici. È improponibile che non siano previsti casi specifici di decadenza per inattività, irregolarità, cessazione dell'attività o perdita dei requisiti. Serve una procedura chiara e trasparente di revoca, con garanzie di contraddittorio ma anche con tempi certi. Non si può lasciare un riconoscimento a vita senza un meccanismo di verifica serio. Questo è un principio di buon senso e di rispetto verso tutte le realtà che operano con serietà.
In conclusione, questa proposta di regolamento non è all'altezza delle aspettative. È un testo troppo burocratico, troppo attento ai requisiti formali e poco attento alla sostanza. Non dà risposte né strumenti, non assume una visione di sistema e non protegge la credibilità del riconoscimento regionale.
Il nostro giudizio come opposizione non è ideologico, ma tecnico e politico allo stesso tempo. Questo regolamento può e deve essere migliorato e spero che lo sarà nella prossima legislatura.
Gli ecomusei, accompagnati da una governance seria e partecipata, possono diventare davvero una risorsa strategica per le Marche, ma serve il coraggio di fare bene, non solo di fare.
Mi rammarico anche perché in I Commissione eravamo tutti concordi sul fatto che, sui temi di cui ho parlato anche ora, dovessero essere predisposti degli emendamenti. Avevamo dato mandato agli uffici di predisporli. In Commissione non sono arrivati, in Aula non sono arrivati, quindi resta un regolamento che, secondo me, andrà migliorato in diverse sue parti. Quella della revoca in caso di inadempienze, eccetera, è sicuramente la parte più sensibile.
Detto questo, per non intervenire ulteriormente, io mi asterrò e, come relatrice di minoranza, consiglio anche al resto dell'opposizione di esprimere questo voto. Grazie.

PRESIDENTE. Chiudiamo la discussione. Passiamo alla votazione articolo per articolo.
ARTICOLO 1. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Condividendo la relazione della Consigliera Ruggeri, noi decidiamo, come Gruppo Partito Democratico, per l'astensione.

PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Voto favorevole anche dei Consiglieri Marcozzi e Assenti.

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di regolamento n.1/25. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 87
ad iniziativa della Giunta regionale
“Piano regionale delle Infrastrutture Marche 2032. Legge regionale 24 dicembre 1998, n. 45 e legge regionale 5 settembre 1992, n. 46”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 87 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. Devo dire, cari colleghi, che sono davvero molto orgoglioso di essere il relatore di maggioranza di questo punto e approfitto subito per ringraziare l'Assessore Baldelli, che è presente qui con noi, per il grande lavoro che ha svolto, ma anche la Commissione, a partire dalla Presidente Consigliera Acciarri, alla relatrice di minoranza, e tutti coloro che hanno lavorato su questo Piano.
In realtà, avevo anche una relazione scritta, molto bella, però vorrei evitare di leggerla e dire a braccio quello che mi sento di dire, ma soprattutto quello che è stato un po' il percorso di questa maggioranza. Vorrei far presente che questo Piano delle infrastrutture Marche 2032 rappresenta una vera e propria visione rispetto agli obiettivi che questa Amministrazione si era posta già dal 2020, dal proprio insediamento. Una visione che prevede, in questo Piano, 6 miliardi di investimenti, senza poi contare tanti altri interventi che non sono stati previsti nel Piano.
Dico subito che la durata del Piano è di 10 anni, così come previsto dalle norme, e il Piano stesso si divide in quattro assi strategici, così li abbiamo definiti: il primo, riconnettere Ancona e le Marche con l'Italia e l'Europa; il secondo, costruire un nuovo corridoio europeo TEN-T diagonale; il terzo, creare una rete infrastrutturale a maglia; il quarto, realizzare infrastrutture moderne ed efficienti.
In questa regione abbiamo riscontrato una carenza infrastrutturale che è durata purtroppo da diversi decenni. Se infatti escludiamo il completamento della Statale 77 (progetto Quadrilatero, voluto all'epoca dal Viceministro XY), le Marche sono una regione che dal punto di vista infrastrutturale è rimasta indietro clamorosamente.
Secondo noi, con questo Piano, finalmente anche la Regione Marche può diventare realmente protagonista. Noi siamo convinti di questo.
Dico pure che il lavoro di concertazione con l'esterno, con gli stakeholder e quant'altro, è iniziato nel 2023. Dopodiché c'è stato tutto un lavoro interno da parte di questa maggioranza di centrodestra, che spesso si è confrontata sia con il Governatore Acquaroli, sia con la Giunta e con l'Assessore Baldelli, per arrivare a redigere il Piano infrastrutturale definitivo. È stato un grandissimo lavoro.
Io posso garantire che, da quando sono entrato in quest'Aula, in Consiglio regionale, ho potuto constatare la bontà del lavoro che è stato fatto e che oggi ci porta all'approvazione del Piano stesso.
Quattro sono i settori che andiamo a toccare con questo Piano: le infrastrutture stradali, ferroviarie, la portualità e i nodi intermodali, le infrastrutture ciclabili. Ripeto, parliamo di un investimento di circa 6 miliardi di euro, che sono qualcosa di straordinario per questa regione. Credo che su questo dovremmo essere tutti d'accordo, perché interventi per 6 miliardi di euro nella nostra regione non si erano nemmeno sognati.
Importante è anche il rapporto costante che c'è stato con la Giunta, a partire dal Presidente e dall'Assessore Baldelli, con gli altri enti, proprio per andare a coprire un gap infrastrutturale che esisteva da tempo. Mi riferisco, per esempio, alla dorsale ferroviaria adriatica, all'alta velocità, alla terza corsia dell'autostrada A14. Un lavoro che ci ha portato oggi ad approvare questo Piano, che è qualcosa di concreto.
Ho qui segnati i maggiori interventi che sono previsti da questo Piano, ma vado a elencarne solo alcuni. Per quanto riguarda la provincia di Pesaro: la Grosseto-Fano, poi gli interventi Anas per la messa in sicurezza dei tratti tra Fano e Fossombrone, la manutenzione e la messa in sicurezza dei viadotti e delle gallerie provinciali sulla Flaminia, la Valcesano, l'Urbinate, l'Adriatica, eccetera, il ripristino della ferrovia Fano-Urbino.
Per quanto riguarda la provincia di Ancona: il potenziamento e il raddoppio della ferrovia Orte-Falconara, l'adeguamento del Fosso San Valentino a Osimo, i collegamenti con la Statale 16, l'ultimo miglio e tanti altri interventi sul porto di Ancona, tanto per ricordarne un altro.
Per quanto riguarda la provincia di Macerata, che è la mia provincia, investimenti molto importanti che cambieranno proprio l'aspetto della provincia, a cominciare dalla Pedemontana, che tra l'altro riguarda tutta la regione perché unirà il pesarese all'ascolano. Sulla Pedemontana parliamo di circa un miliardo di investimenti.
Proprio ieri abbiamo avuto l'onore e il piacere di avere la presenza della Presidente del Consiglio all'inaugurazione di uno dei cantieri della Pedemontana. Ricordo che ero ragazzino, cominciavo appena a fare politica e già si parlava di Pedemontana: un progetto che è rimasto sempre sulla carta, che è rimasto sempre nei cassetti e che oggi, grazie all'Amministrazione del Presidente Acquaroli, vede la propria realizzazione.
Credo che questo intervento sia fondamentale per lo sviluppo delle aree interne. Lo diciamo sempre e lo ribadisco anche oggi: parliamo spesso di aree interne e dello sviluppo delle stesse; credo che un'infrastruttura come quella della Pedemontana sia assolutamente fondamentale.
Sempre restando nella provincia di Macerata: l'Intervalliva che da Sforzacosta collegherà Macerata con la prosecuzione della bretella che ci porterà fino a Villa Potenza. Tanto per far capire a chi non è del posto: oggi, nelle ore di punta, per percorrere quel tratto di strada ci mettiamo anche mezz'ora; una volta realizzati questi due interventi, lo potremo fare nell'arco di pochissimi minuti; lo svincolo di Civitanova Marche, per non parlare poi dell'Intervalliva di Civitanova Marche e dello svincolo autostradale a Potenza Picena. Tante opere che, devo dire, in alcuni casi sono già in cantiere.
Altri interventi nella provincia di Ascoli Piceno: l'elettrificazione e il raddoppio della linea ferroviaria Ascoli-Porto d'Ascoli, la messa in sicurezza di ponti, strade provinciali e frane.
Per la provincia di Fermo: la connessione stradale a Campiglione di Fermo, la sicurezza dei porti di Fermo e Porto San Giorgio e tante altre opere.
Le ho segnate qua, sono veramente tanti gli interventi che rendono sicuramente questa regione…, che fanno fare un passo avanti a questa regione a livello infrastrutturale rispetto a quello che fino a oggi non avevamo mai avuto.
Credo che questo Piano sia di grandissima visione, che va approvato e che soprattutto certifica il grande lavoro che è stato fatto, prima nei confronti del mondo esterno, degli stakeholder, delle amministrazioni e quant'altro, poi attraverso una concertazione che, come dicevo all'inizio del mio intervento, ha visto protagonista la maggioranza di centrodestra, grazie al lavoro del Presidente Acquaroli e del nostro Assessore alle infrastrutture Baldelli.
Quindi, l'invito che faccio è di votare a favore di questo Piano infrastrutture Marche 2032; ringrazio ancora tutti quelli che hanno lavorato su questo Piano, a cominciare dalle nostre strutture che, come al solito, si adoperano per portare avanti i nostri progetti.

Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. La penso in maniera completamente diversa, anche perché quando vedo le planimetrie in scala 1:100.000 con delle fasce di pennarello larghe 100 metri penso che le decisioni non siano state assunte.
Si è parlato prima di un programma partito nel 2023 che arriverà nel 2032. Io mi chiedo: era proprio necessario presentarlo oggi, ultimo giorno, ultimo Consiglio? Presentare un così importante strumento di programmazione che dovrebbe stabilire le strategie di comunicazione di tutta la Regione Marche.
Ora, io guardo le interferenze, vedo delle tavole, guardo le interferenze con il PPAR e mi rendo conto che non si parla affatto dei PTC, le Province non vengono minimamente considerate, però viene fatta la valutazione di incidenza. La valutazione di incidenza, per chi conosce un po' il tema, viene fatta valutando quale incidenza hanno determinati interventi sul territorio. Ma se non sappiamo neanche dove sono gli interventi? Faccio due esempi.
Il famoso arretramento della ferrovia è una riga: non si sa né come né dove si farà, non si parla delle connessioni che ci saranno con la costa, quindi è fuffa.
L'arretramento della A14. Il Presidente Acquaroli non è presente, lo voglio sottolineare, non è neanche interessato a questo programma, oltre a non essere interessato a nessuno degli argomenti, e lo dico per l'ennesima volta, che si sono discussi in questo Consiglio. Non c'è. La cosa che dà fastidio è che viene, timbra e poi esce. Questa volta non è venuto per niente. Magari lo vedremo se arriverà per l'approvazione, perché in genere il Presidente non partecipa alla nostra discussione. Ritengo che sia anche normale che non sia interessato al mio pensiero, al pensiero del mio Partito e del mio gruppo consiliare, ma almeno al pensiero dei suoi Consiglieri dovrebbe essere minimamente interessato, cosa che invece ha dimostrato.
Le solite cose che prima il collega ha elencato, a parte che ha più volte detto "manutenzione", quindi la manutenzione non è una questione strategica, è il minimo sindacale. La Orte-Falconara, l'ultimo miglio, ricordo che non sono merito di questa Amministrazione, ma della precedente.
Poi ha detto. “Abbiamo inaugurato tanti cantieri”, adesso c'è la moda di inaugurare i cantieri, ma non quando finiscono. Noi inauguriamo proprio il cantiere, quando ancora neanche è stato aperto e di cantieri ne sono stati inaugurati anche pochi.
L'elettrificazione dell'Ascoli-Porto d'Ascoli è stata fatta, quindi non la mettete tra gli obiettivi perché mi pare abbastanza risibile.
Una visione, quindi, senza obiettivi. Chi è che non è d'accordo sulla Pedemontana? Peccato che non ci siano risorse. Chi non è d'accordo sull'arretramento della A14? Arretriamo dopo Pedaso o non arretriamo? Che facciamo sulla A14? Facciamo la terza corsia in sede oppure quell'idea assurda di sdoppiare le due corsie, una verso nord e una verso sud, a senso unico? Non si sa. Non è dato sapere quale sia la progettazione. Che valutazione ambientale strategica facciamo e che valutazione di incidenza facciamo se non sappiamo neanche quali sono i tracciati? In cinque anni, rispetto all'arretramento della ferrovia e rispetto anche alla terza corsia della A14, non è stato fatto neanche uno studio di fattibilità.
Mi sono riguardata un po' le dichiarazioni del Presidente Acquaroli. Ha avuto tante "interlocuzioni", ha interloquito con tutti, è andato a Roma a interloquire, ma non è tornato con uno straccio di proposta, perché in Ferrovie, Anas e Autostrade non esiste uno straccio…
Se l’Assessore Baldelli dirà che esistono dei progetti di fattibilità rispetto a queste grandi arterie, io gli dirò che mente, perché non esistono assolutamente studi di fattibilità. Solo chiacchiere fatte e basta. Nient'altro. Proposte buttate lì senza neanche un'indicazione.
Prima il Consigliere Livi, relatore di maggioranza, ha detto che la maggioranza si è consultata con l'Assessore Baldelli, con il Presidente Acquaroli e con gli stakeholder, che sareste voi. A me non pare che noi abbiamo avuto questo grande coinvolgimento o che ci sia stato un grande coinvolgimento dei territori, perché le tavole che sono andate in giro e le cose che sono state fatte vedere erano delle slide sulle quali come si può non dire… Volete la terza corsia? Certo che sì. Volete l'arretramento della ferrovia? Certo che sì. Come possiamo non essere d'accordo rispetto a questi temi?
I problemi sono: uno, le risorse; due, i tempi. Qui non ci sono neanche dei cronoprogrammi seri, non ci sono finanziamenti neppure per gli studi di fattibilità. C'è qualcosa in più sulle ciclovie, ma fino a oggi i nastri che avete tagliato sono di ciclovie finanziate dalla precedente Amministrazione.
Il fatto di avere risorse come la Ciclovia Adriatica è perché qualcuno prima di voi è diventato capofila della Ciclovia Adriatica, riuscendo a mettere d'accordo dal Veneto alla Puglia tutte le Regioni che si affacciano sul Mare Adriatico. Questo ve lo siete trovato. Il fatto di essere capofila presupponeva di avere un budget maggiore, visto che c'erano degli impegni da sostenere, da poter utilizzare per la realizzazione di tratti di ciclovia lungo la costa. Non mi pare che tutto questo lavoro fatto dagli uffici, peraltro su scale molto alte...
Mi è venuto da ridere perché ho visto che c'è ancora la Ferrovia dei Due Mari, quella che dovrebbe unire l'Adriatico con il Tirreno passando per Ascoli Piceno. A ogni vigilia di campagna elettorale, vi sfido a riguardare indietro i giornali, credo siano trent'anni, viene riproposta questa arteria. C'era stata la promessa da parte di soggetti ascolani, che oggi hanno anche funzioni importanti, di portare a casa almeno lo studio di fattibilità tecnico-economica. Neanche questo sappiamo. Non sappiamo neanche quanto costerebbe quell'infrastruttura. Quando si parla di 6 miliardi, 6 miliardi calcolati in base a cosa? Se non abbiamo neanche il valore delle cifre da impegnare, perché non abbiamo neanche i progetti.
Questo è un bel libro: "Interventi stradali potenzialmente interferenti con la rete Natura 2000". Se non abbiamo neanche i progetti delle strade, che cosa volete valutare? Le interferenze?
Io credo che siano due bei libroni per i quali abbiamo speso probabilmente delle gran belle somme. Vengono riportati gli obiettivi dell'Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile. Come non riportarli? Dal 2020 vanno avanti, è chiaro che devono essere riportati.
Per gli studi di incidenza sono stati utilizzati pennarelli talmente spessi per cui i tracciati potrebbero essere distanti 50-100 metri, addirittura E’ un libro dei sogni che, in linea teorica, potrebbe essere anche condiviso perché, fondamentalmente, la regione Marche è fatta così: ha una costa e delle vallate perpendicolari e quindi è del tutto evidente che bisogna sviluppare sia il pettine che la Pedemontana o comunque l'area della Mezzina. Su questo pensiero siamo fondamentalmente d'accordo per molti aspetti. Il problema è che è tardivo, Assessore, è tardivo, e nel totale disinteresse del Presidente Acquaroli, che ancora si deve riprendere, forse, dall'annuncio della ZES della Presidente del Consiglio Meloni. Ma diciamo che la ZES è un disegno di legge. Noi ci aspettavamo un DPCM, ci aspettavamo una copertura, invece, guarda un po', è anche a isorisorse.
Quindi, questo è un altro bel regalo di fuffa. Ma voi siete abituati a ricevere ed erogare fuffa e anche questa della ZES, che è cosa buona e giusta… Guardo, ma non c'è, la Consigliera Marcozzi che si era tanto impegnata negli scorsi anni, però anche lei non potrà che convenire con me. Magari il cittadino non lo capisce, non capisce la differenza tra un DPCM e un disegno di legge a isorisorse, ma noi che siamo qui dentro capiamo bene che è una presa in giro.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Grazie ai due relatori, al relatore di maggioranza Capogruppo Consigliere Livi e alla Capogruppo Consigliera Casini. Grazie per il contributo dato anche in questi anni di Giunta regionale, a voi, ai vostri gruppi e a tutto il Consiglio regionale.
È vero, oggi stiamo approvando un atto particolarmente importante per il futuro della nostra regione. Impropriamente si è detto prima che i tempi sarebbero tardivi per l'approvazione o troppo lunghi nella programmazione del Piano. Si è in qualche modo fatta dell'ironia sul riferimento al 2032.
Vorrei ricordare al Consiglio, forse è sfuggito anche nei lavori della Commissione, che sono i termini previsti dalla normativa: dieci anni di programmazione per la visione infrastrutturale di una comunità importante come quella regionale, quindi, sono i tempi previsti dalla normativa.
Ma c'è di più. Il Piano è stato approvato in tempi consoni con ciò che il Consiglio regionale, l'Assemblea legislativa, su impulso della Giunta regionale, va a programmare per una propria visione infrastrutturale complessa di rilancio di una regione che non è soltanto il collegamento tra il nord e il sud della nazione, ma è anche una cerniera fondamentale tra l'est e l'ovest, tra il mare Adriatico e il mare Tirreno, tra i Balcani occidentali e la Penisola Iberica.
È evidente che il Piano delle infrastrutture, approvato oggi con la deliberazione dell'Assemblea legislativa, redatto in 21 mesi, con in mezzo l'esame, la valutazione, il rapporto ambientale, la valutazione ambientale strategica e infine l'approvazione dell'Assemblea legislativa, rappresenta un dato e un punto fermo da cui ripartono le infrastrutture di questa regione.
Se pensiamo che l'ultimo Piano, che non era stato sottoposto a valutazione ambientale strategica, nemmeno flessibile o modificabile, era del 2011, questo ci dà la misura dell'importanza della procedura e del procedimento che stiamo completando insieme.
Il Piano Marche Infrastrutture, il Piano strategico delle infrastrutture di questa Regione, rappresenta un vero e proprio cambio di passo, soprattutto per quello che è stato detto in precedenza e sottolineato dal Capogruppo Consigliere Livi.
Questo Piano è nato dal confronto. Pensate che il primo confronto è avvenuto nei primi tre anni di legislatura, con una pandemia in corso. Abbiamo dovuto accelerare i tempi per recuperare quelli in cui eravamo impossibilitati a girare per la nostra regione e ad incontrarci.
Abbiamo incontrato i territori, i Sindaci, abbiamo stilato un decalogo di priorità con le associazioni di categoria, con la Camera di commercio, con le professioni. Poi ci sono state interlocuzioni anche con il Consiglio regionale. Ricordo, ad esempio, il confronto con la Consigliera Casini sull'intervento della Mezzina, ricordando che la provincia di Ascoli Piceno aveva purtroppo perso lo stanziamento della precedente Giunta di circa 10 milioni di euro per la realizzazione di uno stralcio di questa importante strada di mezzo . Noi lo abbiamo reinserito con la nostra Giunta, senza buttare a mare alcuni interventi che avevamo trovato programmati in precedenza. Una collaborazione continua, così come per il Fermano e per tutte le altre province della nostra regione, anche grazie alle sollecitazioni avvenute più volte in Aula su interventi infrastrutturali non rimandabili e non rinviabili.
Quali obiettivi si pone questo Piano? Quattro macro-obiettivi: riconnettere Ancona e le Marche al centro Italia e al resto del sistema Paese; costruire un nuovo corridoio europeo TEN-T diagonale, che rappresenti un'anticipazione di quelle che necessariamente dovranno essere le scelte europee: l'avvicinamento ai Balcani occidentali, ai nostri amici che stanno al di là del mare Adriatico, utilizzando una piattaforma logistica naturale e straordinaria che abbiamo, il nostro mare Adriatico, davanti a uno dei porti più importanti della nostra nazione, il porto di Ancona. Insieme agli altri porti della regione: San Benedetto del Tronto, Pesaro e gli altri porti regionali della costa adriatica.
Come non ricordare poi il triangolo logistico Ancona-Falconara-Jesi, con porto, aeroporto e interporto delle Marche: infrastrutture che vogliamo mettere a disposizione dell'Europa e dei Balcani occidentali, per evitare ai nostri amici dall’altra parte dell’Adriatico di risalire tutta la costa ad est del nostro mare, arrivare a Trieste e poi attraversare l'Europa fino ad arrivare al corridoio atlantico o alla penisola iberica.
Il nostro porto è a servizio del mare Adriatico e degli amici dei Balcani occidentali. Questo Piano programma questa inversione di tendenza: considerare la nostra piattaforma logistica come una piattaforma logistica che doveva fallire senza investimenti sul porto di Ancona.
Quando ci siamo insediati abbiamo trovato richieste di investimento per soli 20 milioni di euro nell'Autorità di sistema portuale. Quegli investimenti sono stati ottuplicati, arrivando a 160 milioni di euro per il porto di Ancona e per i porti ad esso connessi. Lo stesso vale per l'Aeroporto delle Marche, da cui non si volava ed era in una fase di pre-dissesto, o per l'Interporto di Jesi, diventato oggetto di uno degli investimenti europei più importanti nel settore della logistica mondiale. Da lì siamo partiti per cambiare la visione delle infrastrutture marchigiane, altro grande punto cardine del Piano delle infrastrutture: non più a pettine ma a maglia.
L'infrastruttura stradale non deve essere a pettine, ma a maglia, per valorizzare e ridurre il divario non solo tra nord e sud della regione, ma anche tra est e ovest, tra costa ed entroterra, tra costa e fascia subappenninica. Questo lo facciamo con la Pedemontana, una grande autostrada dei territori interni. Ieri abbiamo avuto la visita del Presidente del Consiglio che ha dato il via al primo lotto e al primo stralcio dei lavori della Pedemontana sud. Presto lo faremo anche a nord, per questo grande strumento infrastrutturale che dovrà far crescere il nostro Appennino, oggetto di uno spopolamento che riguarda non solo il nostro Appennino, ma tutte le aree interne, non solo del nostro sistema Paese, ma del sistema europeo.
E qui abbiamo deciso, anche con questo Piano, anche con la ZES che è stata annunciata ieri… Vorrei dire al Consiglio che qui sento tante lamentele, ma ho appena letto un articolo del Presidente della Giunta regionale dell'Umbria che esalta il provvedimento, lo stesso di cui è destinataria la nostra Regione.
Allora, mettiamoci d'accordo, non strumentalizziamo e non dobbiamo essere degli anti-marchigiani quando abbiamo l'occasione di poterci avvalere di strumenti fondamentali come quello della ZES, di una zona economica speciale, che dovremo declinare insieme per portare un grande moltiplicatore dell'economia del nostro territorio.
Con il Piano delle infrastrutture, tutti insieme, dobbiamo creare le precondizioni per accorciare i tempi di percorrenza, per rendere più sicure le nostre strade, per avere un vero welfare sociale, per permettere ai nostri giovani, alle nostre famiglie, alle nostre comunità di crescere tutti insieme, sia che ci si trovi al nord della nostra regione, sia che ci si trovi al sud, sia che ci si trovi lungo la costa o si viva nell'entroterra.
Infine, in questa struttura a maglia delle nostre infrastrutture, non possiamo dimenticare la ferrovia. Prima ho sentito dire che l'Ascoli-Porto d'Ascoli era già stata elettrificata. Infatti, leggendo bene e attentamente il Piano e non in maniera superficiale…, si è detto che ci abbiamo messo 20 mesi ad approvare un Piano, abbiamo avuto 20 mesi anche per leggerlo.
Infatti, non parliamo dell'Ascoli-Porto d'Ascoli per la sua elettrificazione, ma parliamo di un potenziamento dell'Ascoli-Porto d'Ascoli e di un incrocio, eventualmente, anche con l'alta velocità ferroviaria che chiediamo con forza nel Piano strategico delle infrastrutture, per la quale in questi mesi abbiamo lavorato e abbiamo ottenuto ottime notizie: alta velocità per tutta la nostra regione con un atto e un fatto concreto, la nomina di un Commissario, l'amministratore delegato di RFI, l'ingegnere XX, tra l'altro persona particolarmente capace, che abbiamo già testato nello stesso gruppo ferroviario come amministratore delegato di ANAS.
Quindi, potenziamento dell'Ascoli-Porto d'Ascoli, ma qualcosa di più: una rete ferroviaria che possa servire, guardando proprio quella sostenibilità di cui ci parla l'Agenda europea, che possa costituire un anello ferroviario che riguardi sia l'entroterra che la costa, con la riattivazione anche di alcune tratte ferroviarie dismesse, purtroppo, ahimè, nel passato per una politica irrazionale dei Governi nazionali. Scelte che dovrebbero essere riviste.
Noi questo richiediamo, oltre all'elettrificazione della Civitanova-Albacina: che quella linea ferroviaria continui e prosegua verso Urbino e torni poi verso Fano e verso Pesaro, per collegare da Ascoli, da un punto di vista ferroviario, anche tutta la nostra regione e tutto il nostro entroterra.
Lo sviluppo sostenibile è sostenibilità ambientale. Abbiamo acquisito alcuni studi di Camera di Commercio, delle associazioni di categoria, della stessa Regione Marche, ma anche da ANAS, che ci dicono che con questa nuova rete viaria sosteniamo l'ambiente perché, per percorrere gli stessi tragitti che oggi noi percorriamo, costruendo ad esempio bretelle stradali di tipo C che collegano le nostre grandi superstrade… Penso alla Fano-Grosseto, all'Ancona-Perugia, alla Civitanova-Foligno, ma anche alla Salaria, dove sono già stati investiti e sono disponibili 2,2 miliardi di euro per tutta questa grande strada e la rigenerazione di questa arteria fondamentale per tutto il nostro territorio ascolano. Ebbene, queste bretelle di tipo C, poco invasive da un punto di vista paesaggistico e ambientale, produrrebbero la riduzione di chilometri percorsi pari a centinaia e centinaia di chilometri rispetto agli attuali tragitti ai quali siamo costretti per la mancanza di visione infrastrutturale che questa Regione ha avuto nei decenni.
Questo che cosa comporta? La riduzione delle emissioni di CO2, ma comporta anche una sostenibilità sociale dei nostri territori. Lo dicevamo prima: permettere alle nostre imprese e aziende di non delocalizzare, ma dare loro l'opportunità, grazie alle infrastrutture e alla zona economica speciale, della riduzione del divario non solo tra nord e sud, ma anche tra est e ovest della nostra regione.
Quindi, chiedo al Consiglio, proprio perché tutto il Consiglio ha portato in queste discussioni, in questi 5 anni, dei suggerimenti utili alla costruzione del nostro Piano strategico delle infrastrutture, di sostenere questo Piano che non ha una maglietta di appartenenza, a seconda che si appartenga alla maggioranza o all'opposizione di quest'Assemblea legislativa. Ha un'unica appartenenza, quella della marchigianità, quella di superare le barriere che dividono le nostre valli con un piano delle infrastrutture coraggioso. Come quando abbiamo parlato di Pedemontana, trovai nel Governo precedente un disinteresse perché non si potevano unire Comuni di poche migliaia di abitanti. Siamo stati coraggiosi e siamo arrivati all'inaugurazione dell'avvio dei cantieri che penso che, in una Regione che come ultima opera infrastrutturale di grande rilievo ha visto nel tempo solo il Quadrilatero, sia davvero un momento da celebrare.
Abbiamo cambiato passo, lo facciamo sulla Ferrovia Adriatica, ma lo facciamo anche in relazione a questo Piano che, vi dicevo, è coraggioso.
La Consigliera Casini diceva: «Vedo solo delle fasce». Per forza, non è la raccolta di progetti un Piano delle infrastrutture. Viene chiamato Piano perché è una pianificazione. All'interno della pianificazione c'è l'aspettativa di risollevare un intero territorio, non i fantomatici bypass che avrebbero distrutto la nostra costa, il nostro territorio, per garantire al sistema Paese il passaggio di treni merci. Avremmo avuto un passaggio continuo di treni merci e l'impossibilità di avere treni passeggeri lungo le nostre città della costa, distruggendo turismo, paesaggio e qualità della vita…, ma un grande progetto che abbia una visione da Gabicce fino a Porto d'Ascoli, dalla provincia di Pesaro fino ad Ascoli Piceno, avendo delle stazioni ad alta velocità per non rimanere indietro rispetto a tutta l'Italia del nord, per non rimanere indietro rispetto alla costa tirrenica e per non rimanere indietro rispetto al nostro sud, che ha investimenti maggiori proprio per recuperare quel divario.
E allora dico ai Consiglieri: non prendiamolo come una contrapposizione preelettorale, ma come il frutto di un lavoro di tutti noi per il rilancio di questa nostra Regione.
Dobbiamo essere coraggiosi, ma non solo noi della maggioranza, bensì tutti insieme come Assemblea legislativa, perché il Piano infrastrutture, come la zona economica speciale, non ha colori e l'unico colore è quello della marchigianità, di cui siamo orgogliosi. Grazie, Presidente. Grazie, Consiglieri.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'Assessore Baldelli parla di campagna elettorale, infatti questa maggioranza sta facendo campagna elettorale. Ha citato la ZES ed essa ne è l'esempio più evidente.
Non so da cosa tragga la sua soddisfazione la Presidente della Regione Umbria. Forse, diciamo, è stata la necessità di un rapporto istituzionale corretto con la Presidenza del Consiglio e magari corroborato dal fatto che l'Umbria forse non presenta le gravità che ci sono nella nostra regione, le emergenze della nostra regione, e allora esprime la sua soddisfazione per un disegno di legge che è l'esaltazione delle intenzioni.
Perché, se la Presidente del Consiglio, Assessore Baldelli, avesse voluto veramente estendere la ZES unica al territorio delle Marche, avrebbe adottato ieri pomeriggio un decreto-legge, perché mai, come nella nostra regione, sussistono i requisiti della necessità e dell'urgenza. Una necessità per le nostre imprese, per i nostri operatori economici e l'urgenza di misure che sostengano investimenti urgenti. Allora, un decreto-legge immediatamente efficace, non un disegno di legge che è una colossale presa in giro. Io non ci sto perché rappresento, insieme a voi, la nostra comunità regionale. Non ci sto a queste colossali prese in giro, perché un disegno di legge non si sa se, come e quando verrà approvato. Un disegno di legge che, tra l'altro, prevede, all'articolo 2, che entro 60 giorni dall'entrata in vigore di questa legge, che non si sa se, come e quando avverrà, verrà aggiornato il piano strategico per la ZES unica.
Non solo, Assessore Baldelli, è qui la prova provata della presa in giro e questo che non è decoroso da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, perché in questo disegno di legge si dice che dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Quindi, è un atto che guarda al futuro rispetto proprio alla non estensione della ZES. Come potranno essere garantiti i benefici fiscali per le imprese se da quel provvedimento non devono derivare nuovi oneri a carico della finanza pubblica? Dov'è la copertura nel bilancio dello Stato? Certo, non c'è, perché altrimenti gli Uffici del Tesoro non avrebbero potuto dare copertura a questi provvedimenti. Qui chi prendete in giro? Io l'ho scritto subito ieri, ho fatto un post in cui dicevo questo. Stamattina mi hanno detto che ci sono su quello migliaia di visualizzazioni. Evidentemente qualcuno legge. Forse il fumo negli occhi…, la gente probabilmente lo apre questo fumo negli occhi.
Voi dite qualcosa di diverso, ma mi dovete spiegare perché non sia stato adottato un decreto-legge. Quindi è una colossale presa in giro.
Come è una colossale presa in giro, anche qui con evidente intenzione elettorale, questo Piano regionale delle infrastrutture Marche 2032 che, come sostiene il Consigliere Livi, prevede miliardi di investimenti.
Guarda caso, questo Piano ci viene presentato l'ultimo giorno utile della legislatura regionale, a distanza di 5 anni dall'insediamento della Giunta; non contiene alcuna priorità, nessuna priorità, e voi sapete che quando un Piano del genere non contiene alcuna priorità è soltanto fumo negli occhi.
Infatti l'Assessore Baldelli, con l'onestà che lo contraddistingue, ha parlato di immaginazione, ha parlato di visione, immaginazione, immaginario. No, non è vietato immaginare, non è vietato avere una visione, non è vietato sognare. Questo è possibile, anzi spesso nutre la coscienza, soprattutto nutre la coscienza politica di chi non ha coscienza politica. È ovvio che è così. Non c'è alcuna priorità.
Vorrei dire una cosa, parliamo un attimo del mio Fermano, della provincia di Fermo. Sulla provincia di Fermo, in generale, io mi riporto a quanto ha detto la Capogruppo, la Consigliera Casini.
Vorrei ricordare quello che dovrebbe essere noto, che la provincia di Fermo veniva riconosciuta, insieme a parte della provincia di Macerata, area di crisi complessa pelli-calzature. All'esito di quella procedura veniva sottoscritto un accordo di programma tra MISE, ANPAL, Ministero delle Infrastrutture, Regione Marche, Provincia di Macerata, Provincia di Fermo e Invitalia, sulla base del confronto territoriale e in ottemperanza a quanto è previsto dall'articolo n. 27, comma 3, del decreto-legge n. 83 del 2012, che stabilisce l'urgenza e l'indifferibilità delle opere e degli impianti compresi nel Piano di riconversione industriale, dichiarati di pubblica utilità.
La Regione Marche individuava i seguenti interventi infrastrutturali per le aree di crisi Fermano-Maceratese: completamento della terza corsia A14 Porto Sant'Elpidio-Pedaso; realizzazione della strada Mare-Monti; completamento della Transcollinare Piceno-Fermana; Mezzina; Valliva dell'Ete Morto; Strada del Cappello; Intervalliva Tolentino-San Severino Marche-Castelraimondo; miglioramento degli standard di funzionalità e di sicurezza della rete provinciale interconnessa tra Fermo e Macerata. Confrontate l'accordo di programma, pagine 40 e 41. Veniva previsto, tra l'altro, in quell'accordo di programma, un addendum successivo per dare attuazione a questo piano infrastrutturale.
Qui parliamo del 2020. Nel 2021 il Ministro dello Sviluppo Economico, incontrava il giorno 19 settembre 2021 gli imprenditori della provincia di Fermo e della provincia di Macerata al MICAM di Milano. Perché li incontrava al MICAM di Milano? Perché diceva, leggo le testuali parole, non posso essere smentito: “Incontro le Marche a Milano perché sono una delle Regioni più irraggiungibili d'Italia. Il Governo nazionale dovrà assumere delle decisioni opportune per superare finalmente queste criticità”. Se non sbaglio, era Ministro del Governo Draghi. Poi nel 2022 si insediava il Governo Meloni, la filiera istituzionale, e addirittura assurgeva al ruolo di Ministro dell'Economia. Siccome è un uomo forte e ancora giovane, immagino che disponga di ottima memoria. Queste sono le sue parole.
A distanza quindi di 5 anni non c'è nulla. Ci si presenta un Piano infrastrutturale che costituisce un arretramento rispetto all'accordo di programma firmato dalla Regione Marche nel 2020. L'ho firmato io insieme al Presidente della provincia di Macerata, insieme alla Presidente della provincia di Fermo, nel 2020.
Dimenticato tutto!
Oggi presentate un Piano infrastrutturale in cui ci stanno anche quelle opere. Tra l'altro, badate bene, anch'io dispongo di ottima memoria, succede che quest'Assemblea legislativa, il 4 aprile 2023, nella seduta n. 107, ha approvato una risoluzione all'unanimità in cui riconfermava la volontà di quelle opere, però in 5 anni non è stato votato nulla da voi.
Oggi, a distanza di 5 anni, c'è il nulla e il bravo Assessore Baldelli taglia solo i nastri delle opere e degli interventi infrastrutturali progettati e programmati dalla Consigliera Casini, dalla Giunta Ceriscioli e finanziati dal Consigliere Cesetti, che era l'Assessore al Bilancio. Per il resto non si vede un'opera, neanche un tombino avete fatto.
Oggi presentate il Piano infrastrutturale: roba fuffa, fuffa. Non c'è nulla. Fumo negli occhi, immaginazione, immaginazione, visione immaginaria, neanche tanto concreta, ripeto, dimenticando quello che avete fatto 5 anni fa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Non vedo l'Assessore Baldelli e non vedo neanche il Presidente Acquaroli in Aula nell'ultima seduta, per un atto amministrativo che lo stesso Assessore Baldelli ha definito storico.
Credo che il Presidente della Regione Marche e lo stesso Assessore dovrebbero essere in Aula almeno ad ascoltare, ma è un contegno istituzionale che abbiamo visto in questi anni più volte e che non ci sorprende più.
Un Presidente della Regione serio non avrebbe portato questo atto amministrativo nell'ultima seduta utile dell'Assemblea legislativa regionale dopo 5 anni. Non lo avrebbe fatto perché noi ci apprestiamo al passaggio elettorale e credo che, ammesso e non concesso che questo possa essere o potrà essere una programmazione, un approccio serio avrebbe imposto al Presidente Acquaroli, semmai dovesse essere nuovamente eletto Presidente della Regione Marche, di portarlo quale primo atto amministrativo del 2025, del prossimo mandato.
E guardate, è un fatto grave, perché qualcuno si potrà chiedere: per quale ragione lo ha portato? Sono evidenti le osservazioni, le argomentazioni e le riflessioni che facevano prima la Capogruppo Consigliera Casini e poi anche il Consigliere Cesetti. È un atto che serve a portare in giro, a buttare fumo negli occhi dei marchigiani utilizzando la comunicazione, facendo credere che questo atto sia serio, vicino, imminente alla soluzione del tema affrontato, cioè quello delle infrastrutture.
Un Assessore serio non lo avrebbe portato, ma lui è già stato smascherato. Il parolaio Assessore Baldelli, che in 5 anni ci ha raccontato una serie, davvero, di menzogne incredibili. Ne cito una, quella dell'ospedale di Macerata, che in un’occasione disse: «Noi abbiamo tutte le risorse». Una menzogna, una menzogna, chiarissima.
Ma ne possiamo citare altre di figuracce che il parolaio Assessore Baldelli ha fatto in questi 5 anni. Lui ha fatto cancellare, lo dico perché conosco bene la questione che riguarda la nostra provincia- senza avere il coraggio, ha parlato oggi di coraggio, io sono costernato - dal dirigente del servizio economico 5 milioni di euro, anzi 6 milioni di euro per essere più precisi, per la progettazione, anzi per i lavori che riguardavano l'INRCA di Appignano. Sono stati cancellati così, con un colpo di cancellino, dall'oggi al domani, lavori progettati, affidati in appalto, cancellati. E lo ha fatto in combutta con l'Assessore Saltamartini, umiliando gli appignanesi, portandoli in giro e, peraltro, venendo meno all'impegno di rimettere quei soldi. Ad oggi non c'è niente, neanche in l'assestamento. Principali responsabili: il Presidente Acquaroli, l'Assessore Saltamartini e il parolaio Assessore Baldelli.
Un Assessore serio non l'avrebbe portato, avrebbe avuto la dignità di dire: «Scusate, non possiamo portarlo questo». Ma fa il paio con le considerazioni che ascoltavamo stamattina. Questa è una Giunta che è stata capace, in questi ultimi tempi, di inaugurare le facciate. Non so se i marchigiani siano consapevoli di quello che sta avvenendo. Hanno inaugurato la facciata dell'INRCA di Appignano che non si sa quando finirà. Ma vi rendete conto, marchigiani, di cosa ci troviamo di fronte?
Non cito neanche i letti che spostate per le vostre facezie e le vostre propagande. Guardate che è un modo di affrontare i cittadini e la politica in maniera davvero incredibile. Come ci si può affidare a questa gente?
Un Assessore serio, e l'Assessore Baldelli politicamente non lo è, ribadisco, un parolaio nato, avrebbe invece fatto un'altra cosa. Avrebbe portato qui, Consigliere Bilò, quello che è stato in grado di fare in questi 5 anni, quello avrebbe dovuto fare. Avrebbe dovuto dire: “Guardate, queste sono le opere che abbiamo realizzato, questi sono gli investimenti che abbiamo realizzato e da qui a 2 anni, siccome sono in gara o sono stati approvati i progetti esecutivi, faremo questo”. Si è guardato bene dal farlo ed ha riferito bene il Consigliere Cesetti quando ha detto che lui è riuscito a fare, e non tutto, solo quello che la Giunta precedente era riuscita a fare.
Fra le perle che vanno raccontate del parolaio Assessore Baldelli, io cito la RSA di San Ginesio. Sono 5 anni che ci racconta che la RSA di San Ginesio, a servizio delle persone di quel territorio montano, sarebbe partita. Ad oggi ancora non c'è un affidamento. Ecco perché questo modo di affrontare i temi non è serio. Ma aggiungo anche, perché questo è un atto della Giunta, solamente un paio di indicazioni.
Il Piano relativo alle strutture stradali e scenario di riferimento è fatto di 57 interventi, 53 dei quali riguardano opere di priorità alta. Un Assessore serio ci avrebbe detto che cosa voglia dire priorità alta, ma lui si è guardato bene dal farlo. Lo sapete quanto si prevede per i 53 interventi di priorità alta entro lo scenario 2027? 2.790.000.000. Ma un Assessore serio può presentare un elenco di opere pubbliche di priorità alta impegnandosi a realizzare 2.790.000.000? Guardate, siamo alla follia pura. Siamo alla follia pura.
Senza considerare, lo cito perché in questo elenco ci sono tanti interventi che sono stati procurati da altri. Ne cito uno perché mi riguarda e riguarda il collegamento fra via Mattei e non la Pieve, perché non hanno neanche scritto correttamente come sono i progetti. Il povero parolaio Assessore Baldelli non sa che il progetto è via Mattei-Campogiano, c'è il collegamento dalla città sul fronte ovest alla superstrada. Non lo sa il parolaio perché se si fosse interessato e fosse stato una persona seria, avrebbe saputo che il progetto è più ampio di quello che scrivono in queste carte. È chiaro?
Risorse e visione ad opera di chi c'era prima, fissate, peraltro, ancora lo ricordo, con un impegno del Sindaco di Macerata, del Presidente della Provincia e all'epoca, del Presidente della Giunta Spacca, con impegno progettuale che poi è stato portato avanti. Insomma, ci sarà occasione più avanti anche per sottolineare altre cose.
Il parolaio Assessore Baldelli, per esempio, non ha avuto la dignità di venirci a raccontare perché, con l'ultimo assestamento, con un colpo di penna, ha cancellato la bretella di Osimo. Oltre 7 milioni, un po' come è accaduto con Appignano. Non so se sia normale questo. Ma è serio, dignitoso e istituzionale un atteggiamento, una postura da bugiardo politico, parolaio, su questi temi?
Non è serio portare in Aula, a 15 giorni o a 20 giorni dall'inizio della campagna elettorale, un atto di questo tipo. Un atto, va detto ai cittadini, il Piano regionale delle infrastrutture, colmo di bugie, immaginazione, di sogni che la notte fa l'Assessore Baldelli rispetto a quello che sarà. Lui non sogna quando dorme, sogna quello che non farà.
Non so se stamattina abbiamo avuto una dissertazione sulle strade a pettine piuttosto che…, ma io non so se vi rendete conto. Ma è normale, per voi è normale?
Guardate che non fa uno sfavore a noi, fa uno sfavore, è una vergogna per la politica, perché tutti siamo accomunati da uno che racconta queste cose qui. Siamo accomunati dall'inaffidabilità della politica. Ecco quale deve essere il punto centrale di un impegno: quello realizzativo, quello vicino, imminente, che possa dare un segno.
Poi la programmazione, ribadisco, si può scrivere qualsiasi cosa e l’atto amministrativo di oggi è uno degli atti più infimi politicamente, teso a truffare politicamente, a cercare di buttare fumo negli occhi dei cittadini marchigiani, credendo di carpire il voto sulla base di questo. Se ce la farete, sarete bravi, ma resterete bugiardi. Bravi, ma bugiardi.
E’ questo il senso della politica? Ecco perché è impensabile votare un atto come questo.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Acciarri.

uffici a chiarimento di tutti quei dubbi che ognuno di noi poteva avere rispetto a un Piano che comunque era stato fortemente condiviso e relazionato nei territori a cura dell'assessore proprio per avere quei i suggerimenti giusti che poi servono per chiudere un Piano così importante, il nostro Piano strategico per le infrastrutture. Del resto questo era un Piano, che come ci ricordava l’Assessore risaliva l'ultima stesura al 2011 e noi siamo stati siamo molto fieri di aver portato a compimento questo qualcuno lo chiama libro dei sogni, qualcuno lo chiama il libro della programmazione, qualcuno lo chiama la visione di quest'Aula e di questa maggioranza che rilascerà questo Piano oggi e ognuno si assumerà la responsabilità di ciò che giustamente vuole votare, ma io credo che questo sia perfettamente in linea e perfettamente inscritto nel ruolo che la Regione ha. La Regione ha una funzione programmatoria, il ruolo più importante della regione è la funzione programmatoria. Quindi io credo che dal 2011 mancavamo di un Piano delle infrastrutture e la nostra funzione programmatoria, la responsabilità della maggioranza ha portato a portare a compimento un Piano, così come abbiamo fatto sul Piano sanitario, perché la nostra funzione programmatoria ci ha portato che non avevamo un piano sanitario dal 2014 era saltata, la legislatura Ceriscioli sul Piano sanitario, ma noi ci siamo assunti la responsabilità di redigere un Piano sanitario per dire che questa maggioranza ha pienamente assolto la propria funzione programmatoria. Poi è chiaro, c'è una responsabilità della maggioranza, minoranza, c'è una responsabilità dell'Aula di licenziare atti programmatori. Però è proprio nelle funzioni della Regione, per cui quando sentiamo dire che licenziare atti programmatori è frutto di uno spot elettorale, ma noi siamo proprio il nostro mandato ci chiede di programmare. Se poi programmiamo o licenziamo un atto programmatorio che abbiamo preparato nel tempo, lo licenziamo a metà o a fine legislatura, fa parte del compito che i cittadini ci hanno dato, per cui non possiamo scandalizzarci se licenziamo atti programmatori è quello è proprio il nostro compito. Ecco, io credo che questo compito, questa legislatura l'abbia avuto forte e chiaro prima sul Piano sanitario e oggi sul Piano infrastrutture per cui ringrazio tutti quelli che hanno lavorato. Sono contenta di com'è andata per la provincia di Ascoli, perché abbiamo portato a casa la Mezzina e altre cose che giustamente erano anche state fatte e programmate prima, ma come ci ricordava il nostro Assessore, noi siamo qui per fare l'interesse dei cittadini Marchigiani una volta che siamo al Governo e non è che ci preoccupiamo se qualcuno aveva detto qualcosa prima e quindi noi non lo facciamo perché qualcuno aveva detto qualcosa prima. E’ davvero è un atto molto importante e quindi ritengo che oggi porteremo a casa un risultato importante. Dire che facciamo le cose a fine legislatura io credo che i cittadini ci paghino per lavorare fino all'ultimo giorno utile per poter licenziare atti e per poter fare cose. Per cui dire che si fa una cosa un mese o due mesi prima delle elezioni, e beh, noi che dobbiamo fare? Dobbiamo starcene a casa due mesi prima delle elezioni? Ci pagano per questo e dobbiamo farlo fino alla fine. Faccio solo un passaggio sulla ZES perché ieri c'è stato questo importante annuncio e voglio ringraziare la Consigliera Marcozzi, l'onorevole Battistoni, la Presidente del Consiglio, il Vicepresidente Tajani perché questa filiera ha portato davvero a un'azione importantissima. un disegno di legge, che avrà il suo iter che poi porterà sicuramente ad atterrare la ZES nelle Marche. Non lo dice questa maggioranza, non lo dice solo la Presidente dell'Umbria, ma mi pare che oggi lo dicano i sindaci interessati, lo dicano le associazioni di categoria e io non credo che i sindaci e le associazioni di categoria non siano in grado di valutare se questo è un atto che è stato buttato là, tanto per essere buttato là o se davvero se c'è un Presidente del Consiglio, un Vicepresidente del Consiglio, impegnati su un disegno di legge non siano in grado di portarlo a casa, ma questo lo stanno dicendo i sindaci delle Marche interessati e delle associazioni di categoria, non ce lo stiamo dicendo da soli. Per cui io voglio ringraziare i sindaci, le associazioni di categoria perché hanno compreso e ci hanno fatto da megafono per un atto importante. Poi la politica è fatta di tempi, ha avuto una maturazione e alla fine siamo arrivati. Del resto, il Governo precedente non era stato in grado di portarla a casa la ZES. Magari noi all'ultimo minuto utile abbiamo fatto questo annuncio, c'è un disegno di legge concreto, però la porteremo a casa il Governo precedente non c'è riuscito. Noi siamo sereni, siamo tranquilli, vogliamo lavorare fino all'ultimo giorno. Secondo me è improprio parlare in un'Aula istituzionale come questa ogni volta che si fa un atto di Campagna elettorale, perché si fanno atti istituzionali, poi le campagne elettorali ognuno di noi le fa fuori da qui, ma non è possibile che ogni atto istituzionale sia Campagna elettorale, altrimenti non c'è proprio il riconoscimento delle elezioni che abbiamo svolto 5 anni fa, perché se noi gridiamo alla Campagna elettorale ogni volta che le istituzioni preposte compiono un atto, diventa poi difficile, governare, perché uno si sente anche che non sta facendo il proprio dovere, ma i cittadini delle Marche sanno che noi abbiamo fatto il nostro dovere programmatorio, che l'abbiamo portato avanti, che lo abbiamo fatto nelle varie cose che erano state un po' lasciate indietro. Queste due date le ricordo, 2011 per il Piano infrastrutture e lo portiamo a casa noi 2014 tutta l'era Ceriscioli non fa il Piano sanitario, lo portiamo a casa noi nel 2023 dopo una discussione seria fatta anche in quest'Aula. Grazie.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

Monica ACCIARRI. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare gli uffici che hanno redatto questo Piano, dopo una campagna di ascolto molto importante; ringraziare l'Assessore Baldelli, il relatore di maggioranza Consigliere Livi e la relatrice di minoranza Consigliera Casini, anche per il buon lavoro che è stato svolto in Commissione, anche con gli uffici, a chiarimento di tutti quei dubbi che ognuno di noi poteva avere rispetto a un Piano che comunque era stato fortemente condiviso e relazionato nei territori, a cura dell'Assessore, proprio per avere quei suggerimenti giusti che poi servivano per chiudere un Piano così importante, il nostro Piano strategico per le infrastrutture.
Del resto, questo era un Piano che, come ci ricordava l’Assessore, risaliva, nell'ultima stesura, al 2011 e noi siamo molto fieri di averlo portato a compimento. Qualcuno lo chiama libro dei sogni, qualcuno lo chiama il libro della programmazione, qualcuno lo chiama la visione di quest'Aula e di questa maggioranza, che lo licenzierà oggi. Poi ognuno si assumerà la responsabilità di ciò che giustamente vuole votare, ma io credo che questo sia perfettamente in linea e perfettamente inscritto nel ruolo che la Regione ha.
La Regione ha una funzione programmatoria, il ruolo più importante della Regione è la funzione programmatoria. Quindi io credo che, dal 2011, mancavamo di un Piano delle infrastrutture e la nostra funzione programmatoria, la responsabilità della maggioranza, ha portato a compimento un Piano, così come abbiamo fatto sul Piano sanitario, perché la nostra funzione programmatoria ci ha portato... Non avevamo un Piano sanitario dal 2014, era saltata la precedente legislatura sul Piano sanitario, ma noi ci siamo assunti la responsabilità di redigerlo per dire che questa maggioranza aveva pienamente assolto la propria funzione programmatoria.
Poi è chiaro, c'è una responsabilità della maggioranza, della minoranza, c'è una responsabilità dell'Aula di licenziare gli atti programmatori. Però è proprio nelle funzioni della Regione. Per cui, quando sentiamo dire che licenziare atti programmatori è frutto di uno spot elettorale, ma noi siamo... il nostro mandato ci chiede di programmare. Se poi programmiamo o licenziamo un atto programmatorio, che abbiamo preparato nel tempo, a metà o a fine legislatura, fa parte del compito che i cittadini ci hanno dato, per cui non possiamo scandalizzarci se licenziamo atti programmatori: quello è proprio il nostro compito.
Ecco, credo che questo compito questa legislatura l'abbia avuto forte e chiaro: prima sul Piano sanitario e oggi sul Piano delle infrastrutture. Per cui ringrazio tutti quelli che ci hanno lavorato.
Sono contenta di com'è andata per la provincia di Ascoli, perché abbiamo portato a casa la Mezzina e altre cose che giustamente sono state fatte ed erano programmate prima. Come ricordava il nostro Assessore, noi siamo qui per fare l'interesse dei cittadini marchigiani una volta che siamo al Governo e non ci preoccupiamo se qualcuno aveva detto qualcosa prima e, magari, non lo facciamo.
È davvero un atto molto importante, quindi, ritengo che oggi portiamo a casa un risultato importante.
Dire che facciamo le cose a fine legislatura…, credo che i cittadini ci paghino per lavorare fino all'ultimo giorno utile per poter licenziare gli atti e fare le cose. Per cui dire che si fa una cosa un mese o due mesi prima delle elezioni... Noi che dobbiamo fare? Dobbiamo starcene a casa due mesi prima delle elezioni? Ci pagano per questo e dobbiamo farlo fino alla fine.
Faccio solo un passaggio sulla ZES, perché ieri c'è stato questo importante annuncio e voglio ringraziare la Consigliera Marcozzi, l'onorevole Battistoni, la Presidente del Consiglio, il Vicepresidente Tajani, perché questa filiera ha portato davvero a un'azione importantissima: un disegno di legge che avrà il suo iter, che poi porterà sicuramente ad attivare la ZES nelle Marche.
Non lo dice questa maggioranza, non lo dice solo la Presidente dell'Umbria, ma mi pare che oggi lo dicano i Sindaci interessati, lo dicano le associazioni di categoria, che non credo che non siano in grado di valutare se questo è un atto che è stato buttato là, tanto per essere buttato là, o se davvero… Se c'è un Presidente del Consiglio e un Vicepresidente del Consiglio impegnati su un disegno di legge, non siano in grado di portarlo a casa? Ma questo lo stanno dicendo i Sindaci delle Marche interessati e le associazioni di categoria, non ce lo diciamo da soli.
Per cui voglio ringraziare i Sindaci e le associazioni di categoria, perché hanno compreso e ci hanno fatto da megafono per un atto importante. Poi la politica è fatta di tempi, ha avuto una maturazione e alla fine siamo arrivati.
Del resto, il Governo precedente non era stato in grado di portarla a casa, la ZES. Magari noi, all'ultimo minuto utile, abbiamo fatto questo annuncio, c'è un disegno di legge concreto, però la porteremo a casa; il Governo precedente non c'è riuscito.
Noi siamo sereni, siamo tranquilli, vogliamo lavorare fino all'ultimo giorno. Secondo me è improprio parlare, in un'Aula istituzionale come questa, ogni volta che si fa un atto, di campagna elettorale, perché si fanno atti istituzionali. Poi le campagne elettorali ognuno di noi le fa fuori da qui, ma non è possibile che ogni atto istituzionale sia campagna elettorale, altrimenti non c'è proprio il riconoscimento delle elezioni che abbiamo svolto 5 anni fa, perché se noi gridiamo alla campagna elettorale ogni volta che le istituzioni preposte compiono un atto, diventa poi difficile governare, perché uno si sente che non sta facendo il proprio dovere.
Ma i cittadini delle Marche sanno che noi abbiamo fatto il nostro dovere programmatorio, che l'abbiamo portato avanti, che lo abbiamo fatto nelle varie cose che erano state un po' lasciate indietro.
Ricordo queste due date: il 2011, anno del Piano infrastrutture, che portiamo a casa noi; il 2015, inizio dell’era del precedente Presidente della Giunta, che non ha fatto il Piano sanitario, che abbiamo portato a casa noi nel 2023, dopo una discussione seria fatta anche in quest'Aula. Grazie.

PRESIDENTE, Ha la parola la Consigliera Marcozzi

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. L'atto amministrativo che oggi andiamo ad approvare è importantissimo: il Piano delle infrastrutture.
Voglio ringraziare l'Assessore Baldelli, il relatore di maggioranza Consigliere Livi, la Consigliera di minoranza, tutta l'Aula e gli uffici per il lavoro importante che è stato fatto.
Devo dire che è un atto programmatorio, non è campagna elettorale. Riguarda un investimento elevato di oltre 6 miliardi di euro per 10 anni, fino al 2032. Le infrastrutture riguardano quelle stradali, come ha detto l'Assessore Baldelli, ferroviarie, portuali, ciclabili, quindi andiamo a ridisegnare la nostra regione a livello infrastrutturale.
Voglio ricordare a questa minoranza che ho fatto parte dei banchi della minoranza dal 2015 al 2020 e voglio ricordare che le infrastrutture, e l'avevo sempre detto in Aula, rappresentano il volano per l'economia di una regione. L'ultima infrastruttura che è stata inaugurata dall'allora maggioranza è stata il Quadrilatero, voluto dal Governo Berlusconi. Questo non ce lo dimentichiamo. Io, quando ero in minoranza, lo ribadivo in continuazione.
Vorrei però soffermarmi sulla ZES, perché ho ascoltato il Consigliere Cesetti che parla di campagna elettorale. Voglio ricordare a quest'Aula che correva l'anno 2021, quando la sottoscritta, il gruppo regionale e quello parlamentare hanno chiesto l'estensione della ZES alle Marche, nel giugno 2021, con il Governo Draghi.
Perché abbiamo chiesto l'estensione? Perché, come avete giustamente detto più volte, le Marche sono una Regione in transizione. Che cosa significa essere una Regione in transizione? Significa che le Marche hanno dati economici come le Regioni del Sud. Più volte è stato ribadito che sono cambiati i parametri e noi siamo Regione in transizione. Perfetto. I parametri sono però cambiati per tutte le Regioni, non solo per le Marche, e noi siamo Regione in transizione. Essendo Regione in transizione, però, non avevamo le stesse agevolazioni che hanno le regioni del Sud e nel 2022 abbiamo ottenuto l'estensione della ZES anche alle Marche. All'epoca la ZES era a microzone, non era su tutta la regione, a macchia di leopardo. Nel 2022 abbiamo ottenuto l'estensione della ZES alle Marche. Purtroppo è caduto il Governo e poi non ci sono stati i tempi tecnici per attivarla.
Abbiamo ricominciato l'iter e abbiamo chiesto di estendere la ZES alle Marche. Non solo, nel 2024, abbiamo presentato un ordine del giorno a firma dell’onorevole Battistoni, e lo abbiamo concordato con tutte le associazioni di categoria, per estendere anche la decontribuzione al sud alle Marche.
Che cosa significa? Significa uno sconto sui contributi privati pari al 30% per il 2025, al 20% per il 2026 e al 10% per il 2027.
Ma quando si fanno queste cose, il risultato, l'attivazione, non arriva dalla sera alla mattina. Noi abbiamo programmato, abbiamo fatto un percorso iniziato da anni e c'è un disegno di legge che ha un suo iter. Noi le cose le facciamo, le programmiamo, le facciamo, le portiamo a termine e la ZES, cari colleghi della minoranza, la porteremo a termine. Ringrazio anche la Presidente del Consiglio che ieri ha fatto l'annuncio, perché questo è importantissimo per le nostre aziende.
Ieri abbiamo ricevuto tanti messaggi dalle associazioni di categoria per quanto riguarda la ZES. La sottoscritta può dire che ha lavorato in continuazione con le varie associazioni, Confindustria, Confartigianato, CNA, tutte le associazioni di categoria e i sindacati. C'è stato un iter.
Ieri la Presidente del Consiglio non ha detto: disegno di legge per la ZES. C'è stato un percorso e un confronto con le associazioni e con gli imprenditori, una programmazione, un percorso iniziato da anni e un disegno di legge che porteremo a termine.
Questa è la maggioranza, questo è quello che abbiamo fatto. Non dite campagna elettorale. Sarebbe stata campagna elettorale se l'avessimo detto e annunciato oggi, ma c'è stato un percorso che è durato anni.
Ringrazio in questo momento gli uffici e l'Assessore Baldelli per la programmazione che è stata fatta per quanto riguarda il Piano infrastrutturale, importante per la nostra Regione perché, lo voglio ricordare, è inutile che qui facciamo polemiche. Ricordo che quando ero in minoranza ribadivo che le infrastrutture rappresentavano il volano per l'economia della nostra regione e che l'ultima infrastruttura inaugurata era la Quadrilatero, voluto dal Governo Berlusconi. Da allora in poi non è stato inaugurato più nulla. Per fare un'opera ci vogliono anni, ci vuole la programmazione e ci vuole un percorso.
Basta dire, ogni qualvolta che intervenite, che è campagna elettorale.
Noi voteremo favorevolmente quest'atto importante per la nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Credo che la discussione meriti un attimino dei chiarimenti e degli approfondimenti necessari, quantomeno per ristabilire un po' di ordine e anche di verità.
È evidente che l'Assessore Baldelli non ha bisogno della mia difesa, perché sono i numeri, la qualità del lavoro, del Piano, a testimoniare la qualità e, direi, aggiungo, la quantità del lavoro svolto attraverso la presentazione di questo Piano infrastrutturale, che facciamo tra gli ultimi atti. Questo sta a significare quanto quest’amministrazione abbia lavorato fino alla fine. E’ vero che arriviamo all'ultimo Consiglio regionale, ma è anche vero che questo lavoro è partito il 19 ottobre 2020, quando questa Giunta ed il Presidente Acquaroli si sono insediati, quindi oggi certifichiamo, materializziamo uno studio, un lavoro svolto dalla Giunta.
Capisco che siamo ormai in campagna elettorale, quindi ci sta che, in qualche modo, Consigliera Carancini si strumentalizzi, si cerchi magari di confondere anche le acque. Però direi che parlare di bugie, immaginazione, truffe politiche, addirittura dell'Assessore Baldelli come del parolaio che non dorme la notte..,. ma io sono sicuro che l’Assessore Baldelli dorma abbastanza serenamente tutte le notti. Credo che sia decisamente troppo e, direi, anche non credibile, vista la sproporzione tra il lavoro svolto e quello che le opposizioni in qualche modo cercano di raccontare erroneamente.
Ma perché dico questo? Anzitutto partiamo da un presupposto: questa Regione oggettivamente è stata ferma da tantissimi anni, decenni. Qualcuno ricordava l'ultimo lavoro concreto, l'intervento del completamento del Quadrilatero, che, tra l'altro, abbiamo visto i benefici che ha portato all'economia delle Marche, quindi un intervento decisivo e di estrema qualità.
Abbiamo ereditato situazioni, ne accennava l'Assessore, come quella del porto. Abbiamo avuto un porto dove c'erano a monte investimenti per circa 20 milioni di euro. Noi oggi abbiamo la disponibilità di risorse per 160 milioni di euro, con un porto che ha ripreso la sua attività commerciale e turistica, quindi attivissimo.
Idem per l'aeroporto Raffaello Sanzio. Siamo arrivati qua con un aeroporto in predissesto, vicino al dissesto, senza voli, senza servizi, quindi senza collegamenti tra la regione Marche e il resto d'Italia.
Questo era il quadro con il quale noi siamo partiti in questa programmazione, che è una programmazione a medio e lungo termine. È evidente che le cose non possiamo farle in una legislatura. Ma è anche vero, attenzione, che non è un Piano frutto dell'immaginazione, perché ci sono già opere che sono state cantierate, partite. L'immaginazione lasciamola agli altri. Qui stiamo facendo cose concrete.
È chiaro che ci vuole del tempo, sicuramente, ma soprattutto l'elemento decisivo è che qui, signori, ci sono le risorse, disponibilità finanziarie che rendono credibili questi investimenti, questa pianificazione che il Presidente Acquaroli con la sua Giunta ha fatto e prodotto in questi 5 anni.
Ci tengo a dire che stiamo parlando di cose concrete, non di truffe politiche, non di immaginazione. Lo dico al "parolaio" Assessore Baldelli, troviamo il sinonimo di parolaio in maniera tale che riusciamo anche qui a ristabilire un po' la verità.
È un Piano ambizioso, sicuramente. È un Piano di lungo respiro. L'orizzonte temporale è il 2032, dove ci sono ipotesi realizzative per 6 miliardi di euro, ma è un Piano coraggioso, che restituirà quella dignità alla Regione Marche, connettendola con il resto dell'Italia e con i Balcani.
È un Piano ricco e voglio fare degli esempi perché, se c'è qualcuno che ci ascolta, io credo che i numeri siano gli elementi per chiarire tante cose, per dare certezza e concretezza a ciò che diciamo. Faccio l'esempio della provincia di Fermo. Il Piano della provincia di Fermo prevede il completamento della Mare-Monti Amandola-Servigliano. A fronte di un costo di intervento di 100 milioni di euro, ci sono già disponibili 80,70 milioni di euro e c'è un progetto definitivo.
Abbiamo la bretella di collegamento di via Einaudi, a Civitanova Marche, verso la Strada provinciale 16 di Porto Sant'Elpidio, esattamente nella zona Sant'Elpidio a Mare-Cascinare. Lì abbiamo un costo di intervento pari a 48,20 milioni, con risorse integralmente disponibili e un progetto di fattibilità tecnico-economica.
Abbiamo l'ammodernamento della Strada statale 433 Valdaso, nel tratto frazione San Biagio, Montefalcone Appennino, Santa Vittoria e Montelparo. Ci sono 14 milioni di euro di costo con le relative risorse disponibili.
C'è l'ammodernamento della Lungotenna, iniziato con la Giunta Ceriscioli, con l'Assessore Cesetti, che aveva messo in campo 4,25 milioni di euro sulla Lungotenna. Ci sono altri 15 milioni aggiunti. Abbiamo interventi interamente finanziati e con lavori già iniziati e appaltati.
C'è il bypass Molini-Conceria, sulla Strada provinciale 219. A fronte di un costo di intervento di 15 milioni, ci sono 15 milioni di euro di risorse disponibili.
C'è la bretella di connessione Lungotenna da San Marco al casello autostradale di Porto Sant'Elpidio, sulla A14, verso la Lungotenna, il cui costo è di 24,7 milioni, interamente finanziato, con un progetto di fattibilità tecnico-economica.
Mi devo fermare qui perché voglio esprimere questo concetto: i numeri – io vengo dal mondo dei numeri - non mentono. Poi possono essere interpretati, ma sono dati oggettivi.
Sto dicendo questo per ribadire la concretezza di questo Governo regionale nell'affrontare un Piano infrastrutturale concreto.
E vi dico questo: mi limito alla provincia di Fermo, ma questo discorso, in proporzione, vale anche per le altre quattro province, vale per tutta la regione. Noi abbiamo trovato investimenti, risorse concrete da parte della precedente amministrazione per 6,45 milioni di euro, circa 6,5 milioni. Se faccio il conto degli investimenti di questo Piano infrastrutturale - mi sono divertito in questi minuti a fare una sommatoria a penna - sono investimenti per 206,9 milioni di euro, quasi 207. Sapete quanti ne sono finanziati? Quante sono le risorse disponibili? Sono 197,6 milioni. Tradotto significa la quasi totalità.
Questi sono i numeri, certificano la qualità del lavoro, ma soprattutto certificano la concretezza. Questi sono i numeri che daranno uno sviluppo a questa regione, che lo aspettava ormai da decenni, e siamo sulla strada giusta.
Ho gli ultimi due minuti per dire qualcosa sulla ZES. Sulla ZES è chiaro che, se ci fosse stato un decreto-legge, saremmo stati molto più veloci. Però io vi chiedo di avere fiducia. Ma perché vi chiedo di avere fiducia? Vi chiedo di avere fiducia per il rapporto che questo Governo regionale ha dimostrato in questi anni con il Governo nazionale. Fiducia che vi deve arrivare da due elementi essenziali: i 400 milioni di euro arrivati prontamente per l'alluvione che abbiamo avuto purtroppo nell'alto Anconetano e l'Accordo di Acqualagna del 28 ottobre 2023, se non ricordo male, che ha messo in campo 532 milioni di euro per la Regione Marche.
Questi sono gli elementi che noi sappiamo essere concreti. Non dobbiamo avere fiducia, ma è la fiducia che io chiedo a voi. Abbiate fiducia che anche questa cosa riusciremo a farla concretamente: la ZES. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Non è facile intervenire su un atto di programmazione come questo nell'ultima seduta del Consiglio regionale, o penultima.
Non è facile perché, rispetto a un'elencazione di interventi pianificati che hanno un orizzonte temporale che guarda al 2032, è chiaro che ci sono delle cose che possono essere condivise, altre magari un po' meno, ma possono essere delle opportunità per la nostra comunità regionale.
La cosa che mi sconvolge è questa, e cioè che l'atto venga presentato non all'inizio di un mandato, non all'inizio della legislatura o dopo averlo pianificato e programmato un anno, un anno e mezzo dopo, ma proprio in zona Cesarini, come si dice nel calcio, all'ultimo minuto, come sta avvenendo non solo per quest’atto, ma anche per le leggi che ci vengono portate a tambur battente in queste ore, presentate 10 giorni fa, esaminate velocemente in Commissione, votate e iscritte d'urgenza, agli atti del Consiglio regionale. È un modo che sinceramente non mi appartiene.
Io non so se sono truffe, è una visione tardiva, è un modo di arrivare a dire ai marchigiani: “Faremo, faremo, faremo”, perché fra un mese e mezzo, due mesi, si vota. Mentre se si fosse stati bravi nell’organizzazione, nella pianificazione, si sarebbe potuto dire e fare questo con molto anticipo.
Peraltro debbo rilevare come, in questa elencazione di progetti e di provvedimenti, spesso e volentieri ci sia scritto: ipotesi progettuale, proposta di inserimento al MIT, ipotesi progettuale.
Peraltro faccio riferimento, per esempio, a un caso, ma questo è pieno di "ipotesi progettuali, ipotesi progettuali, ipotesi progettuali". Ma se sono ipotesi progettuali e poi si dà la priorità 1, la priorità alta, allora non possono essere ipotesi progettuali. Se si dà la priorità 1 significa che questi progetti dovrebbero essere pronti per essere finanziati ed appaltati.
Faccio riferimento, per esempio, alla Variante sud che riguarda la mia città, la città di Fano, che è stata inserita nell'elencazione, Variante Strada statale 16 Fano-Marotta, costo dell'intervento 91 milioni, una settimana fa avete tolto le risorse che erano a bilancio, spostandole al 2027, per la progettazione. Questo è stato votato dal Consiglio regionale una settimana fa, ovvero si dà la priorità 1, dopodiché l'orizzonte temporale è il 2032, ma nel frattempo si tolgono le risorse che c'erano per fare il progetto e si spostano al 2027.
Credo che sul merito delle questioni si possa entrare poco. Dico semplicemente che ci sono una serie di situazioni che non vanno.
Sicuramente c'era bisogno di coraggio, concretezza, di fare un'analisi all'inizio del mandato, della legislatura, per fare un Piano creando delle aspettative e dando delle risposte all'intero territorio, cosa che in questo modo non avviene perché siamo sottoposti al vaglio della comunità marchigiana di qui a 45-50 giorni.
Credo che i cittadini marchigiani dovranno e potranno decidere chi sarà al Governo dai primi di ottobre di quest'anno per i prossimi 5 anni, ma portare un atto di pianificazione all'ultimo minuto credo che non sia un modo corretto di organizzare soprattutto la parte complessa che riguarda gli investimenti.
Aggiungo, è vero che è stato detto: siamo pagati fino all'ultimo giorno. Certo, siamo pagati fino all'ultimo giorno per fare il nostro dovere, il nostro lavoro, ma credo che nelle ultime sedute si debba raccogliere il frutto del lavoro che è stato predisposto negli anni precedenti, non gli atti di pianificazione o di programmazione che guardano al domani e al futuro.
Peraltro vorrei fare una precisazione su due questioni. Bene i 27 milioni che sono arrivati dal Ministero per il completamento della Ciclovia Adriatica. Peccato però che con 27 milioni, nell'allegato della delibera si dice che sono finanziati 67 chilometri con un costo chilometrico di 402 euro. Ora, io sfido chiunque a fare 67 chilometri di pista ciclabile a 402 euro al metro.
Anche questo è un atto di programmazione su cui vengono fatte delle scelte. Probabilmente bisognava fare la scelta non di mettere dentro tutto e il contrario di tutto, ma dire: queste sono le 3, 4, 5 cose che con 27 milioni saremo in grado di fare. Perché, se devo fare un esempio, i 9,7 chilometri che riguardano il Comune di Fano, su cui non è previsto il ponte sul fiume Metauro, sicuramente le risorse non saranno sufficienti neanche per fare un primo minimo stralcio di questi 9,7 chilometri, se non, magari, raddoppiare il percorso a senso unico di una ciclabile in una strada già asfaltata ed esistente, perché quella avrebbe soltanto il costo materiale della segnaletica.
Le ultime cose che vorrei dire sono queste. Sul bypass ferroviario credo che si stia facendo un grave errore. Tra l'altro, ormai mi pare che la scelta fatta sia quella di togliere le risorse che erano destinate alla nostra Regione per realizzare il bypass ferroviario alle porte di Pesaro, che sarebbe dovuto continuare fino a dopo Fano. Credo che questa sia la scelta giusta, che avrebbe potuto essere il primo tratto stralcio dell'alta velocità, su cui non sono d'accordo. Per me l'alta velocità deve essere realizzata, però non prendiamoci in giro: l'alta velocità costa 85 miliardi, a detta del Ministero delle Infrastrutture. 85 miliardi che non solo non ci sono, ma non ci sono neppure i progetti, mentre invece sul bypass ferroviario i progetti ci sono. Nel contempo, il Ministro delle Infrastrutture sta cercando risorse solo ed esclusivamente per finanziare il Ponte sullo Stretto di Messina.
Un'ultima cosa che voglio dire relativamente alla ZES. Anch'io voglio sottolineare il fatto che, se questa è una Regione in transizione e ieri si è tenuto il grande summit alla Mole Vanvitelliana con la Presidente del Consiglio, il Ministro delle Infrastrutture, i due Vicepremier, per dare concretezza, senza prendere in giro i marchigiani rispetto alla scadenza elettorale, sarebbe stato più giusto, opportuno e doveroso fare un decreto-legge dicendo dove prendere le risorse. Per cui non solo non si sa come e quando verrà approvato il disegno di legge, perché potrebbe essere approvato come potrebbe non essere approvato, potrebbe essere modificato, ma non ci sono le risorse. Signori, non ci sono le risorse. Le risorse si prevedranno togliendole a chi oggi è già nei territori dove la Zona Economica Speciale è già funzionante ed è già stata approvata.
Credo che anche questa sia una scelta sbagliata, che avrebbe dovuto essere evitata. Se si voleva dare una risposta e non una presa in giro alla comunità marchigiana, la Presidente del Consiglio e il Governo avrebbero potuto fare un decreto e dare corso al provvedimento mettendo a disposizione le risorse.
Concludo dicendo un'ultima cosa sul progetto dell'hospice pediatrico. Assessore, non solo ci sono 5 anni di ritardo rispetto a quanto promesso all'inizio del mandato, ma ancora oggi le risorse per l'hospice pediatrico sono previste nel 2027. Francamente, ho trovato di cattivo gusto il fatto che il progetto dell'hospice pediatrico sia stato presentato alla città in una sede elettorale. Credo che non sia una cosa corretta. Penso che avrebbe dovuto essere presentato nelle sedi istituzionali e non nelle sedi elettorali di un candidato.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. In realtà molto velocemente, perché ho già detto nel mio intervento iniziale, abbiamo sviscerato alcuni temi fondamentali di questo Piano.
Voglio partire proprio dalle parole che ha detto il Consigliere Minardi. Certo che voi del PD siete veramente strani. In Umbria la Presidente della Regione gioisce per questa notizia della Presidente del Consiglio sulla ZES, istituita sia nelle Marche che in Umbria; qui il PD non riesce a digerire questa notizia. Non riesco a capire, eppure siamo Regioni confinanti, ci dovrebbe essere anche una certa affinità tra il PD marchigiano e quello umbro. Evidentemente non è così.
È anche stucchevole questa polemica dell'ultimo minuto. L'ha ribadito anche prima l'Assessore Baldelli: si sta lavorando su questo Piano dal 2023, ci stiamo lavorando da 2 anni e ribadisco quello che abbiamo già detto prima, che per arrivare alla stesura definitiva di questo Piano c'è stata una serie di concertazioni, anche con gli stakeholder, con cui ci si è confrontati proprio per addivenire alla stesura definitiva di un Piano che non è fuffa, perché ho sentito dire anche questo.
Questo è un Piano che ha una grande visione e, come diceva sempre l'Assessore Baldelli prima, questo è un vero e proprio cambio di passo. Noi questi investimenti sulle infrastrutture nella nostra Regione non li avevamo, e l'ho ribadito anche nel mio intervento iniziale, nemmeno immaginati negli anni precedenti. Credo che sia un Piano con una grandissima visione.
Qualcuno ha detto "libro dei sogni", non lo so, per carità, ognuno può dire tutto quello che vuole, però vorrei anche ricordare che molti di questi interventi sono cantierati, la maggior parte di questi interventi sono comunque già finanziati. Poi è vero che mancano ancora delle risorse su alcuni interventi, però la maggior parte di questi interventi sono finanziati o comunque ci sono dei progetti definitivi che stanno andando avanti.
Il Piano si chiama Marche Infrastrutture 2032. È stato ricordato anche prima: ci sono 10 anni perché è previsto così dalla norma e comunque noi siamo convinti che, continuando a governare, porteremo avanti questa visione senza il benché minimo problema.
Perché, vedete, poi vado a concludere, è vero quanto ho detto tante volte, anche prima l’ha ricordato in qualche modo 'Assessore Baldelli: il problema del centro-sinistra e dell’opposizione è che voi tifate contro, tifate contro questa Regione. L'esempio della ZES che ho fatto all'inizio del mio intervento ne è la chiara testimonianza.
Voi tifate contro, questo è il problema. Ma è un problema per voi, perché i cittadini marchigiani sanno benissimo quello che ha fatto quest’amministrazione a guida del Presidente Acquaroli in questi 5 anni e l'abbiamo detto e ribadito in diecimila lingue, in tutti i modi possibili. Con mille difficoltà, ma certamente con una visione, con un programma che, rispetto a quello che era stato detto ai cittadini marchigiani nel 2020, è stato largamente rispettato, anche al di sopra.
Voi siete bravi a fare le battutine, i sorrisetti, ma non è questo il problema. Ai marchigiani non interessano né le battutine né i sorrisetti. Ai marchigiani interessa questo: una visione che un'amministrazione deve avere ed è la visione che ha l'amministrazione a guida del Presidente Acquaroli. Perché vede, Consigliere Carancini, il vero parolaio qui è lei.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. La visione strategica che la Giunta Acquaroli ha ce la comunica oggi. Con tutto il bene che ci possiamo volere, fra 60 giorni il Presidente Acquaroli, o perlomeno la Giunta…, perché il Presidente potrebbe rimanere, certamente la Giunta non sarà questa, perché, anche se doveste per caso vincere, cosa che non credo, la Giunta non sarà questa e non è certo la visione di questa Giunta che si può portare all'ultimo momento.
Facciamo una discussione semplicemente numerica.
(interventi fuori microfono)
Anna CASINI. Il coro non mutuo è necessario, Presidente? Per sapere. Grazie.

PRESIDENTE. Vi chiedo di fare silenzio. Prego, Consigliera Casini.

Anna CASINI. Si parla di 6 miliardi e io dico che è il libro dei sogni, perché basta guardare i numeri, Consigliere Livi. Noi abbiamo approvato un Piano annuale e triennale un mese fa, se non sbaglio, che cuba 400 milioni di euro, di cui soltanto 85 sono nell'annualità 2025 e, di questi 85 milioni di euro, soltanto 6 milioni hanno un progetto preliminare. Di che cosa stiamo parlando?
Anche perché di questi 438, non mi ricordo, milioni di euro, la maggior parte, oltre la metà, è postata sul 2027, quando voi, nel senso dell'Assessore Baldelli, io mi auguro per lui che rimanga, probabilmente non ci sarà. Dire che è un libro dei sogni perché non ci sono le risorse.
Rispetto ai cantieri che avete aperto e che avete in questo momento…, a parte i tagli di nastro dell'apertura, ricordo l'INRCA, le ciclabili, tante ne avete. Vi ricordo che abbiamo lasciato il Salesi, l'ospedale di Fermo, l'ospedale di Amandola, la Strada statale 16 a nord di Ancona.
Poi è stato detto che abbiamo lasciato l'aeroporto in un dissesto. L'aeroporto non aveva affatto un dissesto finanziario, l'aeroporto era in bonis e chi lo dice afferma una stupidaggine; come probabilmente chi non era in questo Consiglio regionale non ricorda che nel 2019 fu adottato il Piano socio-sanitario e approvato il 4 febbraio 2020. Anche chi afferma certe cose…, ma io lo posso capire, chi non viene eletto e entra in corsa nel secondo mandato può non sapere alcune cose.
Per quello che riguarda la ZES, è giusto che gioisca l'Umbria. Gioisce per le stesse motivazioni per cui noi stessi possiamo gioire, anche se è la certificazione, come è stato detto da tutti, del malgoverno di questa Regione, sennò non avremmo avuto necessità di avere una ZES. Avreste fatto talmente tanto bene tutte le operazioni e le iniziative per cui noi adesso saremmo in salita invece che in discesa. Anche questo annuncio sa di presa in giro. È un disegno di legge a isorisorse e non è un DPCM, come tutti si aspettavano, magari il cittadino comune ha anche difficoltà a capirlo, per cui passa la comunicazione: avremo la ZES, e tutti contenti e tutti d'accordo.
Poi, oltretutto, l'entroterra e le aree terremotate non hanno tanto necessità della ZES quanto invece della ZFU, che viene richiesta da tutti perché riguarda la possibilità di far fare investimenti alle piccole e medie imprese ed è quindi più utile, soprattutto perché contiene degli sgravi fiscali che sono cuciti a misura delle aree interne terremotate.
Quindi, benissimo la ZES, purché sia finanziata e non arrivi fra 4 o 5 anni, visto che è un disegno di legge, ma guardiamo anche altri strumenti che sono chiesti dall'entroterra e che sarebbero necessari per aiutare le aree interne, in particolare quelle terremotate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Una bella discussione, lo dico agli altri Capigruppo, agli altri componenti dell'Assemblea legislativa che sono intervenuti e al Consigliere Livi.
Mi verrebbe da dire che ancora non abbiamo capito perché avete portato nell'ultima Assemblea legislativa, nell'ultima sessione, questo documento e, rispetto anche alle osservazioni che venivano fatte sull’assenza di un vero fondamento, basti ricordare un passaggio dell'intervento dell’Assessore Baldelli, che questo sogno, queste immaginazioni o allucinazioni dell’Assessore Baldelli servono per affrontare e risolvere lo spopolamento.
Assessore, ma che dice? Lo sa come funziona nelle aree interne? Non lo sa, perché per affrontare il tema dello spopolamento... no, non lo sa, perché la gente è andata via dalle aree interne in questi 5 anni più di prima, perché non avete affrontato il tema del lavoro, non avete riportato il lavoro. Voi avete portato avanti la retorica dei borghi con le feste, ma la sera le persone vanno via. Questo non lo avete capito. Ma lasciamo stare.
Ho ascoltato la Consigliera Acciarri quando parla di "noi", non ho ben capito se fa riferimento al periodo precedente p ad oggi: Noi quando? Prima o adesso? Perché prima mi sa che lei stava in un altro posto. Bisognerebbe che lei chiarisse, così siamo tutti meno confusi.
Alla Consigliera Marcozzi, alla quale va dato atto dell'onestà intellettuale, perché con molta coerenza si è battuta per la ZES, però non ha risposto a una domanda. Ma come mai i suoi colleghi di Consiglio, per 5 anni, compreso il Presidente, hanno fatto finta che la ZES non fosse importante? Perché avete cancellato la Zona franco urbana, che nelle aree interne pretendono e richiedono? Ci dica perché.
Perché vi siete accorti solo a 45 giorni dal… Avete bocciato più volte emendamenti, ve li elenchiamo. Per 5 anni avete fatto questo e oggi vi scoprite con la ZES? Siamo contenti, ma perché, lei lo ha fatto, ma i suoi Consiglieri hanno sempre votato contro?
Al Consigliere Marinangeli vorrei dire una cosa: le parole contano poco, contano i documenti, gli atti. Parlava dei trasporti e dell'aeroporto, ma è al corrente che il traffico dei passeggeri nel 2023 si è ridotto del 2,2%, il 4,4% in meno sui traghetti, che non è compensato dall'aumento dei crocieristi? Raccontiamo le cose come stanno, non come le favole che lei racconta, o ha raccontato, almeno in parte.
L'onestà intellettuale avrebbe dovuto dire, siccome accusa il centrosinistra…, noi siamo contenti. Le sfugge che il centrosinistra ha messo a disposizione dell'intero cratere sismico 28 miliardi di euro, che voi state spendendo per feste e festicciole. Ma i 28 miliardi li ha messi a disposizione chi c'era prima di voi. Questo va detto e non lo dite, non lo dite.
Tutto ciò per dire che non è serio portare un atto come questo nell'ultima Assemblea legislativa e raccontare che, siccome occorre farlo, per lavoro bisogna farlo e allora si fa. Consigliera Acciarri, ci sono innumerevoli atti che avrebbero avuto bisogno di attenzione, per esempio quello del sollievo mentale, che non è stato fortunatamente scritto perché sono anni che vi chiedono un intervento, ma voi fate propaganda elettorale, così come è avvenuto anche ieri. Ma su questo ci torneremo nel prossimo atto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Grazie al nostro bravo Assessore, alla Giunta, al Presidente per aver proposto un atto eccezionale, cosa che non era mai successa nella Regione Marche.
L’'abbiamo fatto due mesi prima delle elezioni? Siamo entro i termini, quindi siamo nel pieno rispetto della normativa. Dopodiché, se i cittadini cominciano a ricordarsi quello che quest’amministrazione sta facendo, penso che sia anche utile che siano informati.
È un Piano completo, nel quale ci sono moltissimi interventi. Io parlo per la parte che mi riguarda: dal Casello di Porto Potenza Picena con la Regina, con il miglioramento della Val Potenza, con il miglioramento del tratto che va da San Severino Marche a Fiuminata e altro. Sono interventi importanti, per non parlare di tantissimi altri interventi. Parlo di quelli che mi riguardano.
L'allargamento della strada di Cingoli, il collegamento San Severino Marche-Tolentino, l'Intervalliva che vogliamo tutti fortemente, è inserita nel Piano. Sono cose strabilianti.
Io fino a qualche anno fa raccontavo che da ragazzino non c'erano la televisione, il telefono, la lavatrice, non c'era niente. L'unica cosa rimasta uguale sono le strade e le infrastrutture. Oggi ci stiamo mettendo mano e siete invidiosi, ma vergognatevi, vergognatevi di fronte a una cosa del genere.
Non saranno realizzabili tutte subito, però c'è una visione che abbiamo dimostrato, un qualcosa che proponiamo ai nostri concittadini, delle cose che sono vere, reali. Ieri eravamo a Cessapalombo, non eravamo in mezzo al fango a inaugurare un'opera, non eravamo a spasso.
Sulla ZES, ma di che stiamo parlando? La settimana scorsa il Consigliere Carancini diceva: "Ah, ma la ZES non siete riusciti... la filiera istituzionale...". Ma di che state parlando? E poi oggi dice che non va bene. Ma ci stiamo con la testa? No, no, non ho ascoltato? Glielo dico io. Non va bene, non va bene, mi sbaglio? Però io vi ho detto che vi dovete mettere d'accordo, perché lei dice una cosa e quella che le sta a fianco dice il contrario.
Su quest'atto, posso dire che sono orgoglioso che venga realizzato, perché il 19 ottobre 2019 avevamo fatto un incontro, un patto a Torre del Parco tra Castelraimondo e Camerino, nel quale erano coinvolte le associazioni di categoria e tutti i Comuni, e io ero il primo firmatario. Oggi sono la persona più felice di questo mondo. Abbiamo dei risultati che potranno far rinascere questo nostro territorio.
La ZFU è stata prorogata 15 giorni fa. Voi che siete grandi scienziati, la Regione in transizione ce l'avete mandata voi, non lei Consigliere Carancini, ma chi c'era prima. È inutile che venite a dire: "Ma, ma, ma...". Siamo in transizione grazie a voi, grazie a quello che avete fatto.
Non so di che cosa dobbiamo andare a parlare. Un Piano che poteva essere fatto un mese prima, ma questo non cambia. Ho parlato prima di infrastrutture stradali, ma c'è la ferrovia. Io vedo nel mio piccolo paese la ferrovia che viene rimessa a posto, la Pedemontana che sta andando avanti, ma siamo in un altro mondo e andiamo a criticare questo? Siamo fuori dai tempi.
Certo, lo presentiamo adesso, lo facciamo sapere agli elettori e forse ci riconfermano e ci fanno rimanere... Io no, ma penso che la maggioranza e il Presidente sicuramente saranno qui. Il Presidente sicuramente sarà qui. Capisco che questo vi possa un po' urtare, però questo non è quello che conta.
Come Gruppo Lega votiamo con entusiasmo quest’atto. Finalmente vedo un cambiamento vero. Lo ripeto: il mondo è cambiato, le strade e le infrastrutture sono sempre le stesse. Ci stiamo mettendo mano. Dovreste dirci grazie a nome di tutti i cittadini marchigiani.
Grazie, il voto della Lega è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Vorrei chiarire con il Consigliere Carancini, che ringrazio per aver detto che mi sono impegnata sulla ZES, chi della maggioranza è venuto contro alla ZES, alla Zona Economica Speciale. Chi? Il Presidente?
Nel 2022 abbiamo fatto un incontro con i commissari della ZES, Regione, Camera di Commercio, c'era anche il Presidente o chi per lui. Non solo, abbiamo fatto qui in Regione una riunione con le associazioni di categoria e c'era presente il Presidente. Chi della maggioranza è andato contro alla Zona Economica Speciale? Nessuno, perché abbiamo fatto riunioni anche con i commissari della ZES, quindi questo è falso.
Lei mi abbia dato atto che mi sono impegnata, sì, mi sono impegnata perché è importantissima, ma come mi sono impegnata io si sono impegnati il Presidente, la Giunta, tutti i Consiglieri.
Poi, nel 2022, con l'Accordo di partenariato, è caduto il Governo, non ci sono state le condizioni, ma abbiamo continuato a chiedere la Zona Economica Speciale.
Da ultimo, lo ricordo, un ordine del giorno presentato alla Camera e al Senato per estendere la decontribuzione del sud anche alle Marche, importantissimo.
E non è un caso che ieri gli imprenditori abbiano detto sì a questa misura, alla Zona Economica Speciale. Non è un caso che le associazioni di categoria abbiano applaudito a questo e ringraziato la Presidente del Consiglio che ieri ha fatto l'annuncio.
Voglio ricordare, e qui c'è una mia intervista di 10 giorni fa con RAI 3, che ho detto che il nostro Vicepremier Antonio Tajani stava lavorando in Europa per l'estensione della decontribuzione del sud anche alle Marche.
Ricordo che i risultati non si ottengono dalla sera alla mattina. C'è un percorso, un iter e noi oggi siamo orgogliosi perché, come si dice, la raccontiamo.
Ebbene sì, perché era un grande rammarico non aver ottenuto la Zona Economica Speciale e lo dico con estrema sincerità nei vari incontri che ho fatto, però la speranza non l'ho mai persa e diciamo grazie al Governo per aver ottenuto la Zona Economica Speciale, l'estensione alle Marche e all'Umbria. Quindi il nostro voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole di Noi Moderati e per rinnovare i ringraziamenti al Presidente Acquaroli, all'Assessore Baldelli, alla Giunta e a tutto il Consiglio che ha partorito un Piano infrastrutturale 2032 ambizioso e coraggioso. Lo ha fatto, voglio sottolinearlo, anche con il metodo del confronto e dell'ascolto con i territori.
Presentato alla fine? Sì, lo abbiamo detto. Questo conferma quanto quest’amministrazione abbia lavorato fino all'ultimo giorno, ma precisiamo pure che questo lavoro è partito diversi anni fa, all'inizio della legislatura, e oggi arriva a compimento. Si certifica e si porta in Aula un Piano che crea sviluppo per la Regione Marche.
È un Piano concreto. Lo è nella misura in cui le risorse stanziate sono sul piatto, lo è nella misura in cui ci sono progetti in corso, lo è nella misura in cui ci sono lavori appaltati e iniziati.
Credo e sono sicuro che questo Piano connetterà le Marche con il resto d'Italia e con il resto d'Europa e ridarà, aggiungo orgogliosamente, dignità a una Regione che troppo spesso è stata dimenticata e alla quale sicuramente questo Governo di centrodestra, il Governo Meloni, sta restituendo attenzione.
Noi Moderati voterà convintamente sì.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. Non aggiungo altro rispetto a quanto già detto.
Preannuncio chiaramente il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia. Se mi è concesso, vorrei approfittare - probabilmente questo, non so, sarà l'ultimo Consiglio regionale di questa legislatura - per ringraziare, sul lavoro specifico, l'Assessore Baldelli e la III Commissione per il lavoro svolto su questo punto, come su tante altre cose che siamo riusciti ad approvare in Aula.
Un ringraziamento generale ritengo doveroso farlo sia al Presidente Acquaroli, a tutti gli Assessori, a tutti i colleghi della maggioranza che in questi anni si sono battuti per dare risposte concrete per il nostro territorio e ai nostri concittadini.
Lasciatemi ringraziare anche, molto velocemente, ma davvero di cuore, le strutture, sia quelle del Consiglio che quelle della Giunta, per il grande lavoro incessante che fanno ogni giorno e che sostengono l'azione della politica in modo continuativo e importante.
Concedetemi anche un saluto, un ringraziamento per il grande lavoro al mio Gruppo. Io sono onorato di essere il vostro Capogruppo, è davvero un onore per me. Credo che insieme abbiamo fatto un bel percorso e sono convinto che proseguirà anche dopo le prossime elezioni.
In ultimo, ma non per ultimo, ringrazio la nostra Segreteria, rappresentata dal nostro Capo Segreteria, e tutti i membri e tutti gli addetti della Segreteria, senza escludere nessuno, perché sono stati di grandissimo supporto in questo periodo e ci hanno sostenuto passo dopo passo nel cammino che abbiamo compiuto.
Non volevo scendere nella retorica, però volevo approfittare di questo probabile ultimo Consiglio di legislatura per fare dei ringraziamenti davvero con il cuore.
Ritornando al punto, vi chiedo scusa se ho deragliato un pochino, ribadisco con grande fermezza e con grande convinzione il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Io volevo ringraziare la maggioranza del Presidente Acquaroli, l'Assessore Baldelli, perché fortunatamente dopo anni hanno dato una visione riguardante le infrastrutture, soprattutto nel nostro entroterra, dove c'era un deserto infrastrutturale sia nella progettazione e nel finanziamento, ma soprattutto nella manutenzione.
Prima delle elezioni manderò un report ai miei colleghi del Partito Democratico di come, quando era Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, il loro candidato Presidente lasciava le nostre strade.
Nella Strada 257 Apecchiese c'erano delle buche talmente grandi che ci stava dentro la mia testa e, come ben potete vedere, l'ho già detto un'altra volta, non è proprio così piccola.
Ecco come erano lasciate quelle infrastrutture, che prima hanno voluto dall'ANAS, poi non le hanno sapute gestire e hanno richiesto all'ANAS di riprendersele e non sono nemmeno riusciti a farsele riprendere. Un teatrino imbarazzante.
Parlate di infrastrutture? Venite nell'entroterra, dove per la prima volta dopo tanti anni sono state messe in campo non solo progettazioni e finanziamenti, ma tante opere manutentive sulla rete infrastrutturale esistente. Molte opere che molto spesso non sono state nemmeno comunicate, ma che sono state fatte: rifacimento di ponti, manti stradali, interventi su frane, su una viabilità che era stata completamente abbandonata. E questo non lo dice il Consigliere Rossi. Qui basta vedere e fare un elenco degli interventi che sono stati fatti.
Io parlo della mia zona, dal Furlo in su, quello che è stato fatto è stato visibile: i cantieri, gli interventi sulle gallerie, sui ponti. Per la prima volta dopo anni non avevamo mai visto niente di simile.
Parlate candidando una persona che sulle infrastrutture ha fatto pietà. Vi porterò questo report, visto che faccio politica non da 5 anni a questa parte, ma da quando ero ragazzino e con la mia macchina fotografica - lui è stato Presidente dal 2009 in poi - ho girato quasi tutte le strade della provincia di Pesaro e Urbino, strade provinciali, quando ancora la Provincia aveva i soldi per intervenire. Vi darò il report di come lasciava il nostro entroterra. Addirittura furono fatte fior fiore di manifestazioni contro la Provincia di Pesaro e Urbino, dove c'erano persone che protestavano sullo stato di abbandono.
Vi invito a percorrere le nostre strade dal confine umbro-toscano in poi e potrete constatare gli interventi che in questi anni sono stati fatti. Non interventi faraonici, ma interventi importanti e fondamentali per il mantenimento della nostra viabilità. Sono quegli interventi che io reputo fondamentali, quelli importanti per la viabilità ordinaria, oltre che tutte le grandi progettazioni e l'avvio di opere che erano ferme da 30 anni.
Avete parlato prima della Guinza e adesso c'è un cantiere…, voi presentate a Presidente chi ci andava a dormire e a fare teatrini con le tende. Mi ricordo una cosa veramente imbarazzante: slogan su slogan, Governi dello stesso colore politico e il nulla.
Davanti al nulla, in 5 anni abbiamo invertito la rotta e abbiamo invertito il modus operandi.
Vorrei ringraziare, da cittadino dell'entroterra e da rappresentante del nostro entroterra di Pesaro e Urbino, il Presidente Acquaroli, l'Assessore Baldelli, tutta la Giunta, la III Commissione, tutti noi della maggioranza che abbiamo lavorato per tutto ciò.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Grazie, Consiglieri, per il dibattito.
Sono davvero a volte sorpreso di sentire parlare di territori interni da chi confonde le cause con le conseguenze.
I territori interni della nostra Regione si spopolano perché qualcuno ha cancellato e depotenziato i servizi nei territori interni. Ha lasciato le strade come se fossero bombardate, non ha fatto alcun intervento qualificante nell'accorciare i tempi di percorrenza tra il nostro entroterra e la fascia subappenninica con la costa e verso i servizi ospedalieri, dove sono stati, con grave responsabilità politica, chiusi e depotenziati i servizi. Ecco perché l'entroterra è stato impoverito, perché non è stato più attrattivo per le nostre aziende, artigiani e commercianti. Questo avete fatto in questa Regione, se vogliamo guardare alle responsabilità politiche di chi l'ha governata per 50 anni.
Attenzione, però, a criticare quei provvedimenti che ridanno una visione e uno sviluppo al nostro territorio. Perché se oggi inauguriamo i cantieri significa che non possiamo inaugurare l'apertura di nuove strade, ferrovie e servizi per la nostra Regione, perché negli anni precedenti ai nostri nessuno ha programmato quei cantieri. E il Presidente Acquaroli non inaugura la facciata di un ospedale, come qualcuno ironicamente vuole dire.
Il Presidente Acquaroli è andato a verificare quello che stava accadendo, nel 2020 all'INRCA di Camerano non c'era nemmeno un mattone posato, dove oggi si sta completando un ospedale e si stanno smontando le impalcature. In 5 anni, saranno 6, abbiamo dimostrato che un ospedale di quelle dimensioni si può costruire con lavoro, concretezza, determinazione e filiera istituzionale, di cui noi non ci vergogniamo.
So che qualcuno in quest'Aula si deve vergognare della propria filiera istituzionale. Noi no, perché il nostro Presidente, la nostra Giunta hanno mantenuto costantemente i rapporti con il Governo nazionale e lavoriamo perché quel Governo nazionale possa continuare a rappresentare gli italiani insieme al nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, perché dà risposte concrete ai territori.
La stessa risposta che ci ha dato ieri con la Zona Economica Speciale, che Presidenti intelligenti, e non mi riferisco, e lo ritengo intelligente, al nostro Presidente Acquaroli, ma mi riferisco al Presidente della Regione Umbria, che questa mattina sul Corriere dell'Umbria afferma testualmente: "Meloni approva, Proietti ringrazia". Questi sono i Presidenti che vogliono il bene dei loro territori. Noi ci vantiamo del nostro legame con la nostra filiera istituzionale che dà risposte a questi territori.
Io vivo in un territorio interno. Ho ambito, lottato per avere una Pedemontana, un'Intervalliva che attraversasse i miei territori. C'è voluta la Presidente Meloni per sbloccare quell'opera, per finanziare la galleria della Guinza e la progettazione della seconda canna.
E allora non sputate contro le Marche, non attaccate le Marche. Siate orgogliosi di essere marchigiani, siate orgogliosi di appartenere a quest’Assemblea legislativa. E ve lo dico nell'ultimo Consiglio regionale, nell'ultima Assemblea legislativa, dove abbiamo approvato un Piano infrastrutture che voi in decenni non avete avuto la capacità di portare all'interno di quest’Assemblea legislativa.
L'unico Piano che avete portato nel 2011 non ha ottenuto nemmeno la valutazione ambientale, era carta straccia. Capite il danno che avete fatto a questa Regione? Capite perché nel 2018 questa Regione è entrata in transizione?
Non provate a puntare il dito contro il centrodestra, contro il Presidente Acquaroli, contro questa Giunta. Vergognatevi di non aver approvato un Piano infrastrutture e di non aver fatto approvare da Governi a voi omologhi una Zona Economica Speciale per la nostra Regione. Però avete fatto acquistare l'Indesit dalla Whirlpool, avete fatto fallire una banca quando eravate al Governo. Sono queste le vere responsabilità.
E allora chi si deve vergognare non è il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni o il Presidente Acquaroli, è chi ha governato maldestramente questa Regione, non sicuramente questa maggioranza.
Grazie, Consiglieri. Grazie, Presidente del Consiglio. Grazie, Presidente Acquaroli.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli. Vi prego di non applaudire.
Che succede? Fatto personale? Ma quale fatto personale? Non c'è fatto personale. Dai, lasciamo...
Non esiste fatto personale. Non proprio, non esiste. Non esiste davvero, non esiste.
Sono stato molto attento nel chiedere chi doveva intervenire tra i Consiglieri, prima della dichiarazione finale della Giunta. L'ho detto due volte in modo chiaro. Quindi non c'è fatto personale né dissenso.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Sì, però doveva farla prima, siamo nella fase finale. Farà il suo intervento nella prossima proposta.
Non andiamo nelle discussioni, siamo stati molto ligi. Io ho lasciato parlare ed esprimere in maniera totale.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Non voglio entrare in una provocazione.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. No, non può parlare neanche in dissenso, perché più volte ho detto che chi voleva intervenire in dissenso lo doveva fare. C'è stata la prima dichiarazione di voto del Consigliere Carancini, ha avuto tutto il tempo, non può intervenire dopo la dichiarazione dell'Assessore Baldelli.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Sì, certo. Infatti l'invito che faccio è proprio questo, ma è tutto uguale. Avrà modo poi di dirlo.
Ci sono stati insulti politici reciproci, diciamo che è stato un bel mismatch, e adesso portiamo a conclusione quest'atto con la dichiarazione del Presidente della Giunta regionale Marche, Presidente Acquaroli.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. No, guardi, non glielo consento, altrimenti io sospendo la seduta e non la riprendiamo finché non si va a una posizione di tranquillità. Io ho ascoltato tutte le posizioni, sono state molto dure, molto cruente da ogni parte, compresa l'ultima dichiarazione di voto da parte dell’Assessore Baldelli, molto dura anche dalla sua parte.
Io ho ascoltato gli interventi, ho lasciato fare, non ho ripreso. Sono andato anche a verificare cosa volessero dire alcune parole, nel senso dell'etimologia, per capire se si trattasse di diffamazione o insulto, e ho lasciato correre per consentire un dibattito amplissimo e non essere, in qualche modo, censore di ciascuno di voi.
Adesso lasciamo concludere alla Giunta l'intervento della dichiarazione di voto.
Ci sono tanti altri atti, finiremo molto tardi questa sera, quindi abbiamo modo di ritornarci sopra, su una questione di natura politica generale, anche dopo.
Ha la parola il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Penso che l'approvazione di quest’atto, che avviene il 5 agosto 2025, sia frutto di un grande lavoro svolto dall'Assessore, dalla Commissione, da tanti Consiglieri sul territorio, con una concertazione, condivisione e confronto che ha coinvolto veramente tutti.
È un percorso iniziato tanti mesi fa, tanti anni fa in realtà, che poi è stato portato alla massima condivisione e che ha visto alcuni passaggi di natura tecnica, tipo la Valutazione di Impatto Ambientale, che non è nella disponibilità della Giunta né nella disponibilità di ognuno di noi. È un percorso necessario a rendere questo Piano infrastrutture un piano credibile, serio e approvato in Assemblea. E’ un documento di riferimento.
È un Piano a cui noi tenevamo tantissimo, a cui abbiamo veramente dedicato tanta energia, sia in termini politici e di concertazione, sia in termini istituzionali, cercando interlocuzioni con tutti i soggetti che potevano portare un valore aggiunto.
Non si tratta di un Piano scritto in quattro e quattr’otto. È un Piano che ha visto una condivisione anche con le aziende che gestiscono le infrastrutture, per cercare gli approfondimenti, le soluzioni sostenibili e le migliori visioni possibili per il futuro della nostra Regione.
Mentre questo Piano era in approvazione, tante opere, che erano bloccate, ferme o che erano ormai archiviate, hanno preso il via, hanno visto la progettazione, la realizzazione definitiva, i cantieri, sono in corso di realizzazione.
È un Piano che ha visto, oltre a una visione da parte della Giunta regionale e del Consiglio regionale, di questa maggioranza, anche delle azioni concrete che iniziavano a prendere corpo.
Credo che la visione su una rete infrastrutturale per la nostra Regione sia fondamentale. Io ero in quest'Aula, anzi ero pure in Commissione, quando era stato approvato l'ultimo Piano. Parliamo di un periodo che va oltre il decennio. Oltre 10 anni fa la situazione era comunque diversa, diversa sotto molteplici punti di vista.
Ora un nuovo Piano, una nuova visione, ci comporta, e questo è anche uno dei motivi che credo debbano portare all'approvazione di questo Piano, un fattore essenziale: chiunque vinca avrà uno strumento con cui parlare con il Governo. E questo non per dire grazie a una parte politica, ma per dare una prospettiva pratica e percorribile a chi vincerà le prossime elezioni, si insedierà nel mese di ottobre e sarà chiamato alla responsabilità di governo della Regione Marche. Lo ritengo un fattore positivo.
Non è solo un grande Piano, perché diamo anche atto che questo è un Piano innovativo che comporta e prevede la realizzazione della Pedemontana, la realizzazione di tante infrastrutture che miglioreranno la qualità, o meglio, sulla carta sono il presupposto per il miglioramento della qualità e della competitività del nostro territorio.
È un Piano che io ritengo all'altezza della sfida futura che dovrà compiere la Regione Marche sui porti, sulle infrastrutture stradali, sull’aeroporto, sull’interporto, ma anche sull'alta velocità.
E qui voglio fare, una volta su tutte, chiarezza rispetto a un fattore. Non c'è alcun progetto sul bypass. C'era un'idea di progetto, un'idea di percorso che praticamente era stata elaborata, ma non c'era alcun progetto. E l'alta velocità non è compatibile con quella bretella, perché l'alta velocità sarà posizionata e dovrà essere posizionata in una collocazione più interna rispetto alla costa, proprio per una questione di compatibilità.
Quando parliamo, cerchiamo di parlare in maniera pertinente e soprattutto cerchiamo di utilizzare, nel dibattito sulle scelte funzionali, strategiche e fondamentali per la nostra Regione, argomenti che siano fondati, perché altrimenti rischiamo di creare aspettative o anche, nel dibattito politico, dei vuoti che poi non sono utili sicuramente a nessuno.
La ZES non è un argomento di questa seduta, ma è stata citata. È un po' come per il Piano infrastrutture. La ZES non è qualcosa che ognuno fa da sé. La ZES presuppone un'approvazione da parte dell'Unione europea, quindi evidentemente quello che è stato annunciato ieri è qualcosa che è iniziato prima, che ha avuto un lungo percorso e che ieri è arrivato a una prima definizione.
Credo che dobbiamo accogliere con un plauso chi ha lavorato per dare dignità a dei territori che erano finiti in transizione nel 2018, che erano finiti in transizione in una fase in cui oggettivamente i criteri che erano cambiati erano cambiati per tutti, ma noi siamo retrocessi. Non retrocediamo oggi che c'è una soluzione che ci vuole spingere. Siamo retrocessi nel 2018. Chi vuole creare un equivoco lo fa mistificando la realtà e cercando di fatto di incolpare noi di qualcosa di cui non potevamo avere responsabilità, perché siamo stati per tantissimi anni in minoranza in questa Regione.
Voglio anche fare un passaggio aggiuntivo. Quando noi scrivevamo questo Piano delle infrastrutture si dava soluzione e anche cantiere a una delle opere simbolo del Centro Italia, che era la galleria della Guinza. Lo voglio dire perché, se noi non riusciamo a riconoscere le verità che sono palesi, non ci potremo lamentare se poi la gente, le comunità, i cittadini, gli aventi diritto non crederanno più a niente e a nessuno, non crederanno più alle istituzioni. Perché quando le istituzioni negano se stesse diventa difficile essere credibili.
Io credo che la votazione di questo Piano possa essere uno strumento per dare alla nostra Regione una visione condivisa delle infrastrutture e poi chi vincerà, se non lo riterrà all'altezza o lo riterrà superato, lo potrà modificare o lo potrà riscrivere. Ma non votare oggi questo Piano, perché siamo all'ultima seduta del Consiglio regionale, significa negare e bruciare un lavoro svolto anche con delle risorse pubbliche.

(Applausi)

PRESIDENTE. Ho concesso due minuti in più al Presidente, che recupereremo, come per tutti gli altri, nei punti successivi dell'ordine del giorno.
Proposta di atto amministrativo n. 87. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n.1514
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Avvio screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA) – richiesta chiarimenti”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca I’interrogazione n.1514 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In risposta a quest’interrogazione della Consigliera Bora, va detto che nell'allegato al Decreto dell'Agenzia regionale sanitaria n. 154 del 19 dicembre 2024 sono riportate le strutture regionali operative che si occupano della gestione clinica e diagnostica dei campioni e le modalità e gli accordi per l'attuazione dello screening neonatale per l'atrofia muscolare spinale.
Le strutture sono:
• l'Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche con la SOD di Neuropsichiatria infantile e la SOD di Genetica medica e malattie rare;
• l'AST di Pesaro e Urbino con l'Unità dipartimentale diagnostica ad alta complessità, settore Genetica molecolare, presso lo stabilimento ospedaliero San Salvatore di Pesaro, e l'Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile, Centro unico di screening neonatale regionale, presso lo stabilimento ospedaliero Santa Croce di Fano;
• i centri nascita regionali.
Il percorso sullo screening neonatale della SMA non prevede il coinvolgimento di strutture extraregionali.
Le modalità e gli accordi logistici per l'effettuazione dello screening neonatale sono i seguenti:
- ciascun centro nascita esegue il prelievo del campione ematico per lo screening SMA entro e non oltre 48-72 ore dalla nascita,
- i campioni dedicati allo screening SMA, raccolti giornalmente, vengono inviati all'AST di Pesaro e Urbino, al Centro unico di screening neonatale regionale, tramite il servizio di trasporto incaricato;
- il Centro screening neonatale regionale provvede poi a inviare i campioni ematici alla Genetica molecolare dell'ospedale San Salvatore di Pesaro, utilizzando il servizio di trasporto attivo tra i due stabilimenti ospedalieri;
- i campioni ematici vengono consegnati giornalmente, dal lunedì al sabato, dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e il risultato del test genetico è disponibile entro 24 ore per i campioni ematici consegnati dal lunedì al venerdì ed entro 48 ore per i campioni ematici consegnati il sabato o nei giorni prefestivi.
Infine, in caso di positività del campione ematico, il laboratorio di Genetica contatta il pediatra del centro nascita di riferimento, il neuropsichiatra infantile e i genitori del neonato per comunicare il risultato del test genetico e per l'attivazione del percorso di presa in carico del neonato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie Assessore, ma la sua risposta non ci soddisfa perché, nonostante gli annunci trionfali sull'avvio dello screening neonatale per la SMA già nel settembre 2024, di fatto è avvenuto a febbraio di quest'anno e soltanto grazie alle nostre ripetute sollecitazioni, la realtà è ben diversa da come voi ce la raccontate.
A gennaio 2025 l'avvio del progetto era già in grave ritardo e oggi, a distanza di mesi, stiamo ancora aspettando di vedere completato un percorso, costretti a constatare l'ennesimo fallimento gestionale della sanità pubblica, fallimento di cui siete i soli ed unici responsabili.
Ci risulta infatti che ancora non sia stato completato l'iter tecnologico previsto. Un ritardo inaccettabile per un progetto partito 8 mesi fa che dovrebbe garantire diagnosi tempestive e salvavita.
Per quanto riguarda la dotazione di personale, la situazione è altrettanto allarmante. Il 23 giugno è stata approvata la graduatoria per tecnici a tempo determinato, ma la prima candidata ha rifiutato. L'ufficio personale sta ancora scorrendo la lista. Il 16 luglio è stata approvata la graduatoria per i biologi, ma si sta procedendo con chiamate per coprire un posto vacante nel laboratorio di Urbino. Nulla è previsto per il centro SMA, caro Assessore.
Il risultato è che almeno per tutto il mese di agosto i campioni continueranno …, perché vengono inviati lì. Io ho avuto modo di verificarlo con la visita che ho effettuato personalmente; mi è stato detto dai vostri dirigenti. Quindi come può lei affermare che non risultano strutture extraregionali?
Siccome su questo abbiamo avuto anche un acceso confronto, mi aspettavo almeno adesso che dicesse le cose come stanno, caro Assessore, perché c'è un limite a tutto, anche alle menzogne e anche all'indecenza.
E questo nonostante la Regione Marche abbia stanziato nel 2024 circa 250.000 euro proprio per garantire l'autonomia del laboratorio di genetica di Pesaro. Una struttura perfettamente adeguata, all'avanguardia, che potrebbe rappresentare un fiore all'occhiello per la sanità marchigiana, ma che viene ignorata e penalizzata da una gestione sanitaria miope e fallimentare, oltre che da una grave e colpevole mancanza di volontà politica, tanto più grave nella misura in cui si parla della vita dei bambini.
Un paradosso che grida vendetta. La finalità di questo progetto, per il quale mi batto personalmente dal 2022, era chiara: rendere la Regione Marche autonoma nelle prestazioni diagnostiche. Un'autonomia che avrebbe consentito di implementare le prestazioni ed è evidente che in questo progetto non ci avete mai creduto, non lo avete mai voluto e in realtà lo avete subito. E oggi non state facendo nulla per renderlo efficace.
Presidente, Assessore, è ora di smetterla.

Interrogazione n.1525
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Crollo porzione controsoffitto al Dipartimento di Prevenzione - AST Fermo e sicurezza dei luoghi di lavoro presso la AST Fermo”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1525 dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri .
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In merito a questo incidente, comunico che l'Azienda sanitaria di Fermo ha indetto una gara ad evidenza pubblica con determina n. 231 del 24 giugno 2025, mediante procedura aperta, per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione di una porzione del tetto del Dipartimento di prevenzione.
L'apertura delle buste è prevista in questi giorni e i lavori verranno eseguiti celermente, tenendo conto del fatto che vi è urgenza di provvedere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il Vicepresidente Saltamartini di solito è molto preciso, questa volta però non ha risposto alcunché. Ci mancherebbe altro, che non sia stata disposta la gara per fare questi lavori. È un po' tardi, per la verità, perché siamo ad agosto e il crollo c'è stato a marzo.
Il tema è: perché quel crollo si è verificato nel Dipartimento di prevenzione in via Zeppilli a Fermo e perché i lavori non sono stati fatti in precedenza, nonostante fossero stati segnalati? Ad esempio, la CISL lamentava che, nonostante ci fosse un progetto della precedente Direzione e nonostante ci fossero i soldi stanziati, la Direzione dell'Area vasta non aveva dato corso alle gare e all’esecuzione dei lavori che, se del caso, dovevano essere effettuati in somma urgenza.
Io voglio dire che per il crollo, ad esempio, del controsoffitto dell'ITI Montani, i dirigenti della Provincia di Fermo sono stati sotto processo per 6 anni. Poi sono stati prosciolti, ma sono stati sotto processo. Qui, invece, non è successo niente. Come sempre, si minimizza.
I lavori non sono stati fatti, addirittura il crollo si verifica nel Dipartimento di prevenzione che dovrebbe essere preposto alla tutela e alla sicurezza dei lavoratori e del lavoro. Una cosa incredibile.
Questa, Vicepresidente Saltamartini, è la conseguenza di quella pessima riforma del sistema sanitario regionale che, nel decentrare ai direttori delle aziende sanitarie le responsabilità e non le risorse per esercitarle, ha determinato che le Direzioni, in particolare quella di Fermo, pensassero soltanto a compiacere la parte politica di riferimento. Tra l'altro, sono sicuro che la parte politica di riferimento su questo non abbia alcuna responsabilità, ma la volontà di compiacerla è evidente. Basta citare il tentativo di inaugurazione farlocca del nuovo ospedale di Fermo, con il trasferimento dei letti dall'ospedale di Amandola a quello di Fermo. Una cosa veramente incredibile, poi minimizzata dal Direttore che ha detto: "Ma no, erano prove tecniche". Una cosa incredibile, quando non è così, perché, come ho scritto addirittura in un'ulteriore interrogazione, quella Direzione ha acquistato anche mobili e arredi, ha chiesto preventivi per la pulizia di quei locali. Non solo, ma ieri, 4 agosto, ho ricevuto un messaggio in cui si dice: "Il Presidente Acquaroli ha rinunciato alla visita al nuovo ospedale programmata per il 7 agosto".
Ho già detto allora che il Presidente Acquaroli di sicuro era all'oscuro di tutto, ma c'è il fatto che quella Direzione ha cercato di compiacere la parte politica, organizzando, a spese dei contribuenti, con risorse pubbliche, un'inaugurazione farlocca.
Mandare dei camion ad Amandola, prendere dei letti, riportarli su, chiedere dei preventivi, acquistare degli arredi: sono risorse pubbliche che non sono state utilizzate a suo tempo per sistemare il controsoffitto del Montani, che poi è crollato, nonostante quella situazione di pericolo fosse stata segnalata non solo dal sindacato e nonostante i lavori fossero stati previsti dalla precedente Direzione. C'è in questo un'evidente responsabilità. La domanda che ho fatto alla parte politica è: si intende o no accertare quelle responsabilità in capo alla Direzione? Se ci sono, devono pagare, anche e soprattutto con la rimozione, perché è evidente che quella Direzione sanitaria, in questa ulteriore dimostrazione, è totalmente inadeguata a esercitare quel ruolo e rappresenta un pericolo per i lavoratori e per gli utenti. Basta pensare ai cittadini che stazionano per giorni lungo le corsie del pronto soccorso di Fermo.

Interrogazione n.1619
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Caso XX. Sottrazione internazionale di minori”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1619 del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini. Se lei non è deputato a rispondere, nel senso che non ha la risposta, non possiamo certamente svolgere l'interrogazione.
Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Non capisco questo fatto. Se non è dell’Assessore, sarà di qualche altro Assessore, però mi sia concesso perlomeno il tempo di esporre l'interrogazione, che verte sul caso di sottrazione internazionale che riguarda l'amico e cittadino marchigiano XY e sua figlia.
Una questione che quest'Aula conosce bene, perché ha votato all'unanimità, oramai nel 2021, una mozione, credo nel 2021, che chiedeva al Governo di attivarsi. Nel frattempo la vicenda giudiziaria è andata avanti, la vessazione continua, qualcosina si è mosso, però chiaramente non è necessario.
Ringrazio per la dignità e l'equilibrio con cui si muove XY. Ieri c'era la presenza del Primo Ministro e anche del Ministro degli Esteri, avrebbe potuto manifestare fuori, fare atti eclatanti, ma, avendo rispetto delle istituzioni, si è contenuto. Non era quello il contesto e quindi non ne abbiamo parlato.
Però è altresì vero che la politica non può continuare a girare le spalle a questo caso incredibile di sottrazione internazionale che, ripeto, riguarda due cittadini marchigiani.
Io, Presidente, avevo preparato una maglia: "Giustizia per XY". Tra l'altro XY è qua. Io non la metto per rispetto dell'Aula, perché c'è un regolamento, la metteremo dopo.
Quest’interrogazione vuole anche alzare di nuovo l'attenzione su questo caso. Bisogna che tutti i partiti, i movimenti, il Governo si muovano, perché la Grecia non sta tutelando i diritti di un cittadino di uno Stato europeo, né lo sta facendo la nostra nazione, che è l'Italia.
Non stiamo parlando di un Paese extraeuropeo, stiamo parlando della Grecia e qui c'è una bambina che non ha il diritto di avere il padre e c'è un padre e ci sono dei nonni che non hanno il diritto di avere la paternità e l'affetto nei confronti di questa bambina.
Due cittadini marchigiani di Sassoferrato che pagano entrambi le tasse in questa Regione. È una vergogna, attiviamoci.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Trattandosi di una materia di stretta competenza dello Stato, assumo qui, di fronte al Consiglio regionale, l'impegno di sollecitare il Ministero degli Esteri e il Ministero della Giustizia affinché possano portare avanti, con i provvedimenti che competono alle autorità statali e alle autorità giudiziarie, una sollecitazione anche nei riguardi delle autorità greche.
Mi pare ovvio che il diritto internazionale riconosca una protezione, in forza di trattati internazionali, a questi bambini e anche ai loro genitori.
Ritengo che sia opportuno che il nostro Paese si faccia parte attiva, non solo nei riguardi della Grecia, ma anche delle autorità giurisdizionali dell'Unione europea, poiché si tratta di un Paese che aderisce al Trattato sull'Unione Europea e il Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea prevede che ci sia il pieno rispetto nei riguardi dei minori, anche in forza dei contenuti del Trattato di Nizza e della CEDU, ovvero della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
Comunico al Consigliere Rossi e anche al genitore di questa bambina che la Regione Marche si farà parte attiva nei riguardi dell'Esecutivo nazionale affinché questo caso possa essere sollecitato e si possano applicare le norme di diritto internazionale che riguardano la protezione di questi bambini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, sull’ordine dei lavori, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Presidente, manca la mia interrogazione.

PRESIDENTE. Non c'è l'Assessore Brandoni.

Micaela VITRI. Di solito, visto che è l'ultimo Consiglio, si delega qualcun altro, anche perché non potrò chiedere di rispondere il prossimo Consiglio, questo è l'ultimo.

PRESIDENTE. Lo so, però è fuori, ha giustificato l'assenza per una conferenza di lavoro e dovrebbe rientrare in Aula prima della fine dei lavori. Attendiamo, magari dopo. Se per caso non viene fatta, se non rientra l'Assessore Brandoni, farà il suo intervento.

Mozione n. 551
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Interventi urgenti per la manutenzione straordinaria della rete fognaria a Marcelli di Numana”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 551 del Consigliere Latini.
Per quanto riguarda la mozione, espongo brevissimamente, ma in maniera significativa, il contenuto della stessa, ringraziando i Capigruppo che hanno consentito di anticipare la proposta di mozione e di porla in questo Consiglio, considerata la sua urgenza.
La mozione si incentra sulla necessità di interventi urgenti per la manutenzione straordinaria della rete fognaria di Marcelli di Numana. Questo perché, fra le tante situazioni dettate dagli eventi calamitosi che sempre di più incombono e causano danni sul territorio della Regione Marche, le piogge del 18 e 19 settembre 2024 hanno provocato molti allagamenti significativi anche nella località di Marcelli di Numana, causando ingentissimi danni e allagamenti in numerosi immobili ed esercizi commerciali.
Non a caso questo avviene anche perché Marcelli rappresenta il punto più basso della rete fognaria che raccoglie sia le acque reflue sia le acque pluviali di Sirolo e Numana, rendendo la località particolarmente vulnerabile agli eventi meteorologici avversi, come è già accaduto in passato, prima del settembre 2024.
Per questo è fondamentale garantire la sicurezza dei cittadini, nonché preservare l'immagine turistica della Riviera del Conero, che rischia di essere davvero compromessa da nuovi allagamenti, specialmente durante la stagione balneare.
Al Sindaco del Comune di Numana è stata presentata una petizione sottoscritta da quasi 200 cittadini della zona per evidenziare l'urgenza di interventi di manutenzione straordinaria della rete fognaria e per cercare la realizzazione di soluzioni a questa problematica.
Il progetto di manutenzione straordinaria della rete fognaria, redatto nel 2019 da Acqua Ambiente, prevede un investimento di 12 milioni di euro che rappresenta un’importante opportunità per garantire la sicurezza idraulica di Marcelli e dell’intera area che, non a caso, proprio anche in relazione al nubifragio di domenica scorsa, è andata in difficoltà, così come avvenuto in passato, compreso quanto è avvenuto nel settembre 2024.
Nella mozione torno a specificare che il turismo è un volano fondamentale per lo sviluppo della nostra Regione, con 19 Comuni marchigiani, tra cui Numana e Sirolo, che nel 2024 hanno ricevuto le Bandiere Blu, attestando la qualità dei servizi e delle acque, e che gli effetti di questi allagamenti, con conseguenti sversamenti in mare, hanno un impatto davvero devastante sull'immagine turistica delle Marche, oltre ai danni che ho citato prima, con ripercussioni economiche dirette e profondamente e lungamente indirette per tutta la comunità, compresa anche quella regionale.
Per tutto questo, la mozione impegna il Presidente della Giunta regionale Marche a sollecitare le autorità competenti a mettere in atto le procedure necessarie affinché il progetto di manutenzione straordinaria della rete fognaria, del valore di 12 milioni di euro, venga finanziato o cofinanziato, riconoscendo l'importanza di questa spesa come investimento strategico per il turismo e la sicurezza della comunità, e a promuovere in tal senso anche un tavolo di confronto continuo tra Regione, Enti locali e Acqua Ambiente, per monitorare l'avanzamento del progetto e garantire che venga realizzato nel più breve tempo possibile.
Sfrutto i minuti a mia disposizione anche per esporre l'emendamento che ho presentato, a seguito anche della situazione che riguarda il litorale che va da Marcelli di Numana fino a Scossicci di Porto Recanati, perché non solo le piogge del settembre 2024, ma anche quelle del 3 agosto, hanno provocato allagamenti significativi anche lungo il litorale, erodendo praticamente la costa e la spiaggia.
Vi è necessità anche per tale tratto di un intervento che tenga conto…, però, che la Regione possa essere messa nella condizione di valutare i progetti che è necessario portare avanti nei tempi dovuti dagli Enti locali competenti, in particolare dal Comune di Porto Recanati.
Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per esprimere il parere favorevole della Giunta per quest’ordine del giorno e per le misure conseguenti.
Vorrei aggiungere che la Regione Marche ha già stanziato una somma significativa di oltre 3 milioni di euro e si impegna a portare in esecuzione tutti i provvedimenti necessari a garantire l'intervento di cui ci stiamo occupando.
Intervengo in sostituzione dell’Assessore Aguzzi, che è impegnato nella Conferenza Stato-Regioni, e lo sostituisco per esprimere il giudizio positivo della Giunta e dell'Assessore Aguzzi, che segue personalmente questa vicenda e questo procedimento. Ha avuto modo di dimostrare la sensibilità della Regione Marche verso un centro turistico così importante, quale è il centro estivo del Comune di Numana e, per tale ragione, la Giunta regionale si avvale di un intervento molto importante che deve essere eseguito anche da Acqua Ambiente, con le modalità e le norme previste dal servizio idrico integrato e da tutto ciò che può essere anche oggetto di finanziamento ulteriore da parte del sistema idrico nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. La ringrazio anche per questa mozione e per l'emendamento. È una questione di vitale importanza per il nostro territorio: la manutenzione straordinaria della rete fognaria di Marcelli di Numana.
Ho seguito questa vicenda per anni anche come ex sindaco di Numana e conosco bene le preoccupazioni dei cittadini e dei commercianti.
Approfitto per salutare una parte del gruppo degli alluvionati presenti qui oggi in Aula.
La storia degli interventi e le sfide del presente: questo è il tema. Dal 1990 ad oggi sono stati fatti molti passi avanti per prevenire gli allagamenti. Pensate che Numana è sotto il livello del mare e abbiamo visto situazioni veramente drammatiche.
Tuttavia, i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi ci impongono di fare di più. Le piogge torrenziali sono delle vere bombe d'acqua che mettono a dura prova le infrastrutture esistenti, creando danni e incertezza per chi vive e lavora in questi luoghi. Le ingenti piogge, veniva ricordato, del 18 e 19 settembre 2024, nonché quelle del 3 agosto.
Ho avuto diversi colloqui, l'ultimo diretto con il Sindaco di Numana e con il Presidente di Acqua Ambiente e posso rassicurare tutti che la situazione è gestita con la massima serietà e urgenza.
Il problema non è sottovalutato ed il progetto della vasca di laminazione: una soluzione concreta. Acqua Ambiente, in stretta collaborazione con il Comune, ha già agito concretamente. In soli 45 giorni uno studio specializzato di Milano ha elaborato un progetto specifico per la costruzione di una vasca di laminazione. Si tratta di una soluzione tecnica fondamentale per gestire l'eccesso di flusso durante le precipitazioni più intense, prevenendo così gli allagamenti.
Ma questo progetto non è un'iniziativa isolata. È il primo passo di un piano molto più ampio e strutturale che mira a mettere in sicurezza l'intero sistema fognario dei Comuni di Sirolo e Numana.
Questo piano a lungo termine ha un costo complessivo di ben 12,7 milioni di euro, a dimostrazione di un impegno serio per risolvere definitivamente le criticità esistenti. Il piano economico-finanziario per il progetto della vasca è stato approvato dal Consiglio di amministrazione di Acqua Ambiente il 24 luglio ed è stato prontamente inviato al Servizio idrico ambientale della Regione Marche per l'iter di finanziamento.
Ringrazio oggi la risposta del Vicepresidente Saltamartini, in assenza dell’Assessore Aguzzi, per questa importante attenzione.
Il nostro ruolo: sostenere e accelerare. L'impegno da parte degli enti locali e dei gestori è evidente. Ora il nostro compito, in quest'Aula, è chiaro: dobbiamo sostenere e accelerare le procedure necessarie per garantire che i fondi vengano stanziati il prima possibile e che i lavori possano iniziare senza indugio.
Nel frattempo voglio sottolineare che Acqua Ambiente sta già effettuando manutenzioni ordinarie quotidiane per garantire il miglior funzionamento possibile dell'intera rete fognaria di Numana e Marcelli. Questo dimostra una costante attenzione anche alla gestione ordinaria del problema.
Per tutte queste ragioni, esprimo il mio pieno sostegno alla mozione e mi impegno, insieme ai colleghi Consiglieri, a vigilare e a supportare l'iter finanziario. Dobbiamo garantire che i residenti e i turisti di Numana e Marcelli possano beneficiare al più presto di un sistema fognario efficiente e sicuro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Elezi.

Lindita ELEZI. Signor Presidente, colleghi Consiglieri, il 19 settembre scorso Marcelli di Numana è stata duramente colpita da un evento meteorologico estremo. Piogge torrenziali, in poche ore, hanno provocato allagamenti diffusi, evacuazioni e danni ingenti a case, attività commerciali e strutture turistiche.
Un colpo durissimo per la nostra comunità, già provata, che rappresenta uno dei poli turistici e produttivi più importanti della nostra costa.
Il mio pensiero va anzitutto alle famiglie colpite, a chi ha perso beni, ricordi e, in alcuni casi, il frutto del lavoro di una vita. Va anche un sincero ringraziamento ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, alle Forze dell'Ordine, al personale sanitario e ai tanti volontari che, in quelle ore difficilissime, hanno dato prova di coraggio e dedizione.
Ma oggi non siamo qui solo per esprimere vicinanza. Siamo qui per assumerci una responsabilità: trasformare questa tragedia in un'azione concreta di prevenzione e messa in sicurezza. Non possiamo fermare la pioggia, ma possiamo evitare che eventi come quelli del 19 settembre si trasformino in disastri.
Oggi la Regione Marche ha l'occasione e il dovere di dare un segnale forte: essere al fianco di Marcelli di Numana non solo nell'emergenza, ma soprattutto nella prevenzione.
Invito tutti i Consiglieri a sostenere questa mozione, perché la sicurezza delle nostre comunità non ha colore politico, ma è un dovere che ci unisce. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento a firma del Consigliere Latini. “"Nelle premesse, il terzo paragrafo è sostituito dal seguente: ‘Le ingenti piogge del 18-19 settembre 2024, nonché del 3 agosto 2025, hanno provocato allagamenti significativi nelle località costiere di Numana, Marcelli fino a Scossicci, causando danni ingenti e allagamenti in numerosi immobili ed esercizi commerciali’”, nel dispositivo, dopo la parola comunità, si aggiunge la frase: “Nonché ugualmente progetti per la costa in località Scossicci da parte degli Enti locali competenti”. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 551, così come emendata. La pongo in votazione.

Proposta di legge n. 259
ad iniziativa dei Consiglieri Latini, Marinangeli
“Interventi della Regione a sostegno del design e dell’ergonomia”

Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 259 dei Consiglieri Latini, Marinangeli.
La discussione generale è aperta, ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 259 si inserisce formalmente nel quadro delle politiche regionali per l'innovazione e lo sviluppo economico, con l'intento dichiarato di valorizzare il design e l'ergonomia come strumenti strategici.
Un obiettivo condivisibile, certamente, se non altro per il tentativo della proposta di dare la dovuta attenzione alla sostenibilità, alla circolarità e al benessere degli utenti. Tutto molto interessante, se non ci trovassimo nel pieno di un'enorme contraddizione, per la quale sarebbero necessarie almeno alcune spiegazioni.
Tanto mi chiedo, soprattutto vi chiedo: ma perché discutere e approvare questa legge oggi, quando appena una settimana fa è stata approvata la legge "Disposizioni in materia di politica industriale regionale", ovvero il tanto decantato testo unico sulla politica industriale regionale? Un provvedimento che, secondo il vostro parere, ha l'ambizione di riordinare l'intero impianto normativo in materia, coinvolgendo tutti i settori produttivi e tutte le piccole, micro e medie imprese del territorio.
Non capisco, non capiamo. Da una parte parlate di riordino normativo, abrogate leggi di appena 3 anni fa e, dall'altra, continuate ad approvare leggi vuote che hanno tutto il sapore, lasciatemelo dire, di propaganda elettorale.
E ancora, qual è la vera utilità e l'obiettivo di questa proposta di legge? La proposta della creazione di reti collaborative tra soggetti del settore? Bene, ma allora a cosa serve il Tavolo regionale per la politica industriale e manifatturiera previsto dall'articolo 15 di questo importantissimo testo unico, licenziato dall'Aula appena una settimana fa? Non è forse quello lo strumento deputato a favorire il dialogo e la sinergia tra gli attori economici di tutto il sistema imprenditoriale della nostra Regione? Oppure succederà quello che è accaduto con il Comitato per il sostegno del credito e dei servizi bancari, previsto dalla legge regionale n. 5 del 17 aprile 2025?
Una legge fortemente voluta dalla maggioranza e che il Partito Democratico ha fortemente criticato. Un comitato faraonico, necessario, anzi indispensabile, per risolvere i problemi della desertificazione bancaria nelle aree interne eppure mai costituito, nonostante siano già trascorsi i 90 giorni previsti dalla stessa legge e che, a quanto ci risulta, l'Assessore Antonini non ha alcuna intenzione di istituire.
Chiediamo ancora, Presidente Latini, se davvero questa legge vuole sostenere lo sviluppo economico e l'innovazione del settore del design e dell'ergonomia, com'è tra l'altro giusto che sia, perché duplicare quanto già previsto dagli articoli 7 e 8 del testo unico, che parlano rispettivamente di interventi a favore del trasferimento tecnologico e a favore della ricerca e dello sviluppo? Perché riscrivere ciò che, su scala regionale e intersettoriale, è già stato discusso e approvato?
E ancora, se l'obiettivo di questa proposta di legge è promuovere collaborazioni nazionali e internazionali, organizzare grandi esposizioni sul design e l'ergonomia, perché non prevedere questi interventi semplicemente all'interno dei piani triennali di programmazione regionale in capo alle competenze della Giunta? Perché appesantire il quadro normativo con leggi bandiera?
Senza dimenticare che esiste già la possibilità di predisporre bandi regionali mirati, utilizzando le risorse FESR e FSE, che possono essere orientate su questo settore specifico. Oserei addirittura dire che, se queste stesse risorse fossero state programmate con maggiore lungimiranza e con una visione settoriale strategica sin dall'inizio della programmazione 2021-2027, il settore del design e dell'ergonomia avrebbe già potuto beneficiare di un grande sostegno da almeno 2 anni.
E infine la questione più grave, ovvero la totale mancanza di una copertura finanziaria. Infatti questa legge, come tra l'altro tutte le altre, non prevede alcun fondo dedicato e nessuna risorsa aggiuntiva. Mi chiedo e vi chiedo come pensate di attuarla. Con lo stesso criterio con cui intendete dare attuazione al testo unico, anch'esso privo di copertura?
Presidente, senza dilungarmi troppo per commentare un atto del tutto privo di contenuti, concludo dicendo che oggi state proponendo l'ennesimo pannicello caldo, l'ennesima iniziativa priva di sostanza, utile solo a confondere i cittadini e a raccogliere consensi fini a se stessi, come il tentativo maldestro della scorsa settimana con l'ordine del giorno sugli impianti crematori. Per l'ennesima volta illudete i marchigiani con provvedimenti tanto inutili quanto inattuabili.

Presidenza del Presidente
Dino LATINI

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Questa è una legge che crea e dà degli strumenti…, che poi la legge possa essere applicata e funzionare, chiaramente do ragione alla Consigliera Bora.
E’ una proposta di legge che mette in campo degli interventi che intendono valorizzare dei progetti relativi al design e all'ergonomia, intesi come progettazione e sviluppo di prodotti, servizi e sistemi innovativi che siano sostenibili economicamente, socialmente e dal punto di vista ambientale, in quanto strumenti atti a favorire l'innovazione e la crescita delle imprese del territorio.
Per attuare questi obiettivi, la legge propone sinteticamente:
a) la realizzazione di una rete di collaborazione tra i vari soggetti che operano nel settore del design innovativo ed ergonomico, lo sviluppo della ricerca, in modo da creare valore aggiunto e accrescere la competitività dei prodotti. Speriamo che questa rete possa concretizzarsi e funzionare;
b) integrare i programmi già previsti dalla legge regionale 2 agosto 2021, n. 19, "Norme per la tutela, lo sviluppo e la promozione dell'artigianato marchigiano", rafforzando i programmi delle filiere e dell'ecosistema regionale dell'innovazione, rafforzando i programmi cofinanziati con risorse comunitarie;
c) rafforzamento delle collaborazioni istituzionali con la Camera di Commercio, Comuni e fondazioni che sostengono sul territorio il design innovativo ed ergonomico;
d) monitorare e valutare l'attuazione della legge tramite la presentazione da parte della Giunta all'Assemblea legislativa di una relazione biennale che fornisca informazioni analitiche, quantitative e qualitative sugli effetti degli interventi messi in atto in materia di design, di ricerca e di ergonomia;
e) provvedere che gli enti locali possano inserire nei loro strumenti urbanistici la definizione di tipologie edilizie e d'uso secondo criteri ispirati alla qualità del design ecosostenibile ed ergonomico.
Si propongono. altresì, intese con i soggetti che operano nel territorio regionale, che sono interessati allo sviluppo in materia di design e di ergonomia, come università, Accademia di Belle Arti, centri di ricerca sia pubblici che privati, imprese, centri per l'innovazione tecnologica, Camere di Commercio, associazioni di categoria, SVEM.
Le intese realizzate tra questi soggetti possono essere finalizzate alla costituzione di un apposito Centro regionale per il design e l'ergonomia, che rappresenti un'occasione di confronto, approfondimento e scambio di esperienze di settore.
La proposta è a invarianza finanziaria, dà degli strumenti che speriamo possano in qualche maniera essere concretizzati perché poi, se si concretizzano, sono utili sia per i cittadini ma anche, dico io, per le imprese. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. A nome mio e di parte del Partito Democratico e della Consigliera Ruggeri del Movimento 5 Stelle, presentiamo un ordine del giorno. Grazie.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno a firma dei Consiglieri Casini, Ruggeri, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri, presentato dal Gruppo consiliare del Partito Democratico e dalla Consigliera Ruggeri del Movimento 5 Stelle, riguarda una posizione estranea all'oggetto della proposta di legge perché tocca la questione che ho comunicato questa mattina sulla presunta incandidabilità di un Consigliere regionale. Quindi, relativa alla presenza del Consigliere Putzu nell'ambito della Commissione, credo di dedurre questo.
L'ordine del giorno dice: “Il Presidente del Consiglio impegna il Presidente del Consiglio, l’Assemblea, l'Ufficio di Presidenza, la Conferenza dei Gruppi, a consentire un pronunciamento dell'Assemblea legislativa, previo parere istruttorio degli uffici competenti, in via pregiudiziale ad ogni ulteriore attività, vista la richiesta del dottor ..., di cui alla PEC e all'odierna trasmissione formale, dichiarazione di nullità con conseguente revoca del Consigliere, con la documentazione alla stessa allegata”. Però, ai sensi dell'articolo 107, è totalmente estraneo all'argomento di cui stiamo discutendo. In questo caso non posso ammettere l'ordine del giorno.
Se, come proponenti, voi insistete, sempre in base all'articolo 107, l'Assemblea decide senza discussione, con una votazione palese e semplice. L'opportunità per voi è solo quella di insistere.
Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Credo che la Consigliera Ruggeri la pensi come me. Insistiamo, quindi facciamo un voto palese.
D'altronde, Presidente, mi permetto di dire che stiamo soltanto dicendo all'Aula quello che ci siamo detti, in buona sostanza, nella Conferenza dei Capigruppo e lei si era impegnato, insieme all'Ufficio di Presidenza, a istruire la pratica con i tempi dovuti.
Giustamente lei ha necessità, sia per la tutela del Consigliere Putzu, sia per la tutela del richiedente, di approfondire la questione anche dal punto di vista dell'acquisizione degli atti amministrativi, quindi noi siamo perfettamente d'accordo. Però le chiediamo di discuterne, di portarla in Aula e di relazionare in Aula, cosa che peraltro lei ha già dichiarato di voler fare, perché ci ha anche detto che il Consiglio, dopo il 14, può essere comunque convocato perché si tratta di un argomento d'urgenza.
Noi l'abbiamo invitata e invitiamo il Consiglio a rafforzare questa posizione, a dire: “Benissimo, prima della fine del mese lei ci dovrà relazionare su questa questione”, che non è indifferente per noi perché rimangono aperte molte questioni.
PRESIDENTE. Consigliere Carancini, non posso darle la parola per il semplice motivo che, se il proponente insiste, l'Assemblea decide senza discussione.
Ho consentito alla Consigliera Casini di esprimere la posizione nel ribadire…, però non lo possiamo fare. Aprirei una deroga che, in questo momento, considerata la delicatezza della situazione e la posizione che abbiamo assunto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo – formalizzata con un comunicato del Presidente, del sottoscritto, ringrazio per avermi delegato - in modo chiaro, oggettivo e, a mio avviso, equilibrato, a tutela di tutte le parti.
Dobbiamo andare subito al voto, se voi insistete.
La prego di non entrare sull'argomento specifico adesso. Sulla procedura ci siamo, però vi prego di non toccare l'argomento specifico.
Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CRANCINI. Grazie, Presidente. Io non entro nell'argomento specifico, però, Presidente. non so se questa è l'occasione, il momento, in ogni caso farei la stessa considerazione. Credo che l'Ufficio di Presidenza, in particolare lei come Presidente, debba sentirsi in dovere di comunicare all'Aula assembleare quale sia la situazione rispetto alla questione.

PRESIDENTE. L'ho fatto questa mattina dopo un lunghissimo confronto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. L’Ufficio di Presidenza ed i Gruppi sono un conto, l’Aula dell’Assemblea legislativa è un altro.

PRESIDENTE. Consigliere, non possiamo discutere questa cosa in questo momento. Qui c'è soltanto un ordine del giorno che se il proponente, quindi il Gruppo consiliare PD e il Gruppo Movimento 5 Stelle, insiste per la sua ammissione lo dobbiamo mettere ai voti senza discussione. Tutto il resto l'abbiamo svolto, a mio modesto avviso, nella massima celerità e con la massima comunicazione, il massimo coinvolgimento.
Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CRANCINI. In Aula non è venuto niente, Presidente.

PRESIDENTE. È venuta la comunicazione. Non deve venire altro finché la procedura non è stata determinata in nessun modo. Violerei l'articolo n. 17 del Regolamento, che prevede la questione delle situazioni di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità, che è molto chiara e, se posso, non entriamo nell'argomento.
Noi dobbiamo solo accettare e votare sì, oppure respingere.
Ho consentito alla Consigliera Casini solo per spiegare meglio i contorni dell'ordine del giorno.
Mettiamo in votazione l'ordine del giorno perché, ai sensi del penultimo comma dell'articolo 107, il proponente, il Gruppo consiliare PD e il Gruppo Movimento 5 Stelle, insiste sull'ordine del giorno che ho prima citato e che ho esplicitato in maniera chiara.
Chi vota a favore, cioè nel senso dell'ammissione … Votazione nominale a richiesta del Capogruppo del PD. No, lo dovete chiedere, basta che lo chieda lei come Capogruppo.
Il voto sarà nominale.
Proposta di ordine del giorno. Lo ponga in votazione per appello nominale.

Favorevoli: Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Minardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Battistoni, Bilò, Borroni, Cancellieri, Dallasta, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Santarelli.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Entriamo nella votazione dell’articolato della proposta di legge.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Soppresso.

Articolo 5. Soppresso.

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Soppresso.

Articolo 8. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Io sto soltanto guardando un attimo perché non ho seguito. Non faccio parte della II Commissione, e mi sono anche molto fidata, ma non leggo da nessuna parte, non so se qualcuno di noi sa che esiste una Scuola di Design nelle Marche, Scuola di Architettura e Design, che è una tra le più famose d'Italia.
Mi pare una cosa veramente assurda che all'interno di questa norma non venga minimamente riportata la Scuola di Design, perché non so SVEM, con tutto il rispetto, che esperienza possa avere di design, non ne ho la più pallida idea, ma che non venga minimamente considerato un rapporto minimo, in questa rete che viene costituita, con la Scuola di Design, tra l'altro pubblica, intitolata al professor Eduardo Vittoria, tra l'altro, un celebre e grande architetto, ora scomparso…
Se sono l'unica che sa questa cosa all'interno di quest'Aula, diventa grave. Mi pare una carenza gravissima questa, che forse mi convince... non so, ci ragionerò un attimo con il Gruppo nel voto finale.

PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Soppresso.

Articolo 10. Soppresso.

Articolo 11. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Siamo arrivati all'ultimo articolo di questa legge e mi preme evidenziare un aspetto importante, perché questa legge è stata affrontata e discussa in II Commissione, di cui è stato Presidente per 5 anni il Consigliere regionale Putzu, che oggi non è in Aula, e in questo momento vedo il Presidente Acquaroli al telefono.
Io continuo a porre una questione politica importante, perché noi non siamo qui in un'Aula di tribunale, non siamo qui per dare giudizi, ma vorrei capire se tutti gli atti affrontati in questi 5 anni, in cui io sono stata Consigliera regionale in II Commissione, sono ancora validi e legittimi. Io credo che questa domanda, in qualche modo, debba essere posta.
Questo è l'ultimo Consiglio regionale. Dove dovremmo affrontare questo tema? Ci dite che avremo risposte più avanti? Io mi auguro di sì.
Stiamo continuando ad affrontare atti che sono stati discussi in una Commissione di cui il Consigliere regionale Putzu era Presidente, scelto dalla sua maggioranza, oggi è assente.
A proposito dei lavori che ha portato avanti questa Commissione per 5 anni, ci sarebbero diverse valutazioni da fare. Ad esempio, ci sono leggi che non hanno nemmeno iniziato l'iter. Penso alla legge di abrogazione di ATIM, a tante altre proposte che non sono state discusse.
Quest'ordine del giorno è stato deciso, coordinato e voluto dal Presidente della Commissione insieme alla sua maggioranza.
Tutta una serie di valutazioni che, nel momento in cui oggi andiamo a votare una legge discussa in questa Commissione, secondo me vanno prese in considerazione.
Poi ci avete chiesto di non affrontare il tema sulla eventuale incandidabilità del Consigliere? Benissimo, non ne parleremo, ma il tema degli atti discussi in questa Commissione per 5 anni non può essere ignorato.

PRESIDENTE. Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Il nostro è un voto favorevole. Tra l'altro siamo firmatari di questa legge perché va nella direzione di sviluppare, favorire la nascita e soprattutto il consolidamento delle imprese innovative.
Questa legge va nella direzione di avere, in prospettiva, imprese sempre più innovative, all'avanguardia e quindi sempre più competitive. Vuole anche andare nella direzione del miglioramento delle condizioni di lavoro per i lavoratori: più benessere, qualità produttiva e più efficienza. E poi, non ultimo, significa anche creare figure professionali più qualificate e più opportunità di lavoro, soprattutto per i più giovani.
Il Gruppo Noi Moderati voterà favorevolmente a questa nostra proposta di legge a sostegno del design e dell'ergonomia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Come avevo anche lasciato intendere nel mio intervento, il voto del Gruppo del Partito Democratico non può essere favorevole perché, sebbene sia una legge nobile nei propri obiettivi, appare quantomeno inefficace.
Ha fatto bene la Capogruppo, Consigliera Casini, che ringrazio, ad evidenziare la grave assenza dell'Accademia del Design in questa proposta di legge.
Il nostro voto sarà un voto di astensione perché, francamente, non ha nemmeno tanto senso votare contro una proposta di legge a totale invarianza finanziaria, presentata mezz'ora prima della fine della legislatura.
L'auspicio è che, invece, a partire dalla prossima legislatura, il sostegno a settori come questo possa evidenziare maggiore concretezza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Il Gruppo Lega vota a favore di questa proposta, che va nella direzione giusta, andando a valorizzare le nuove imprese e le nuove tecnologie.
Il Gruppo Lega vota convintamente a favorevole di questa iniziativa.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 259. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 88
ad iniziativa della Giunta regionale
“Piano triennale cultura 2025/2027. Legge regionale 3 aprile 2009, n. 11 e legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 88 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Battistoni.

Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Oggi sottoponiamo all'Assemblea l'approvazione del Piano Triennale della Cultura 2025-2027, già deliberato dalla Giunta regionale il 30 giugno scorso e licenziato dalla I Commissione il 25 luglio con voto favorevole a maggioranza.
Consentitemi di ringraziare senz'altro il personale dell'Assessorato alla Cultura e anche i colleghi della I Commissione Bilancio e Cultura, guidata dal Presidente Consigliere Marinelli, per il lavoro svolto.
Un ringraziamento voglio rivolgerlo anche al CREL (Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro), che ha espresso parere favorevole all'unanimità, sottolineando tre elementi centrali: la costruzione di una comunità culturale integrata, con approccio territoriale e sistemico; il raccordo con progetti e soggetti di rilievo nazionale; l'ampiezza del Piano, articolato in quattro aree strategiche.
Infatti, il Piano Triennale della Cultura, che vado brevemente ad illustrare, è formato da quattro sezioni: il contesto normativo, istituzionale e strategico; i sistemi culturali delle Marche; patrimonio, musei e biblioteche; le misure attuative, la formazione e il welfare culturale.
Per quanto riguarda il quadro normativo generale, il Piano nasce in attuazione di tre leggi: due del 2009, la n. 7 e la n. 11, che trattano rispettivamente il cinema, l'audiovisivo e lo spettacolo dal vivo, e la legge n. 4 del 2010, che si occupa di beni e attività culturali. Insieme rappresentano la normativa di riferimento regionale dedicata al sostegno delle attività e dei beni culturali delle Marche. Una normativa che, nel suo complesso, mira a intercettare tutte le risorse finanziarie regionali, statali e comunitarie affinché venga data attuazione alla programmazione regionale dedicata al settore cultura.
A queste tre leggi si aggiungono poi leggi specifiche che tutelano figure di eccellenza delle Marche, come ad esempio Maria Montessori, Federico II, Carlo Urbani, e che comunque valorizzano il patrimonio religioso o i borghi storici delle Marche.
Per quanto riguarda il contesto culturale nel quale viene costruito questo Piano triennale, come sappiamo, le Marche si distinguono per essere una Regione in cui il patrimonio culturale è estremamente diffuso, in un territorio policentrico nel quale veramente ogni borgo, chiesa e palazzo custodisce un patrimonio unico di storia, arte e tradizione.
Terra natale di artisti come Raffaello, Gentile da Fabriano, Leopardi, Rossini, Pergolesi, Gigli, Spontini, è una Regione che conta oltre 400 musei, sette siti archeologici e un tessuto diffuso di biblioteche e archivi.
Le Marche sono un laboratorio culturale a cielo aperto.
In questo contesto così ricco e variegato, la Regione adotta con questo Piano una logica integrata e intersettoriale per valorizzare la cultura come motore di coesione sociale e anche di sviluppo territoriale.
Importanti sono le strutture di sistema del settore cultura della Regione, come l'Osservatorio regionale della cultura, già istituito con la legge n. 4/2010, la Fondazione Marche Cultura, che è il punto di riferimento soprattutto per la gestione della Film Commission e dei grandi eventi, e la direzione APIC, per le attività produttive e l'internazionalizzazione della cultura.
Il Piano comprende anche progetti regionali di rilievo nazionale che vengono sviluppati in collaborazione con il Ministero della Cultura.
Tra questi, un importante progetto è rappresentato dalla candidatura UNESCO dei teatri storici.
Le Marche sono conosciute anche come terra dei cento teatri. In particolare, 62 sono definiti teatri storici e di questi 14 teatri sono candidati alla Tentative List UNESCO, quindi come patrimonio mondiale dell'UNESCO, con la Regione Marche capofila, in quanto la candidatura comprende anche due teatri dell'Umbria e due dell'Emilia-Romagna.
Un altro progetto in collaborazione con il MIC è rappresentato da Villa Bonaccorsi, un esempio di rigenerazione culturale e sociale di un bene confiscato e che è attualmente in fase di restauro.
Altro progetto nazionale è rappresentato da Teatri in Festa, un'iniziativa per la valorizzazione del teatro come strumento di cittadinanza attiva. Anche questo in collaborazione con il MIC e con il coinvolgimento di scuole, comunità locali e compagnie teatrali in una rete territoriale per il teatro partecipativo.
Per la valorizzazione del patrimonio diffuso è stata introdotta la figura del direttore di rete per migliorare la qualità, la fruizione e la sostenibilità soprattutto delle reti museali.
Invece, per la valorizzazione dei borghi storici, ai quali questa Regione punta molto per il loro ripopolamento e per la valorizzazione anche sotto l'aspetto architettonico e culturale, il progetto di punta in ambito culturale è MArCHESTORIE, che coinvolge piccoli Comuni con spettacoli dal vivo.
Un altro aspetto è rappresentato dalla valorizzazione del patrimonio culturale materiale attraverso la creazione di una rete dei teatri storici delle Marche, una strategia per valorizzare ancora di più i 14 teatri candidati alla Tentative List UNESCO.
Altro progetto volto a valorizzare i siti archeologici è Archeorete.
Ancora, la Regione intende attuare un ecosistema digitale regionale, quindi un processo di digitalizzazione del patrimonio, in particolare di 500.000 beni culturali e la catalogazione di 500 giardini storici, entro il 2025.
Sotto l'aspetto delle risorse, questo Piano triennale 2025-2027 conta su risorse regionali che ammontano a circa 7,3 milioni di euro, 7.282.050 euro, ripartiti nel triennio, di cui 2,3 milioni per l'annualità 2025, 4,9 milioni per l'annualità 2026 e 60.000 euro per l'annualità 2027.
Sono risorse a cui si aggiungono poi i fondi statali, come ad esempio il Fondo di rotazione 2021-2027, che ammonta a circa 14,9 milioni di euro, dei quali 10 milioni riferiti alle annualità 2025, 2026 e 2027.
Come dicevo, il Piano triennale è diviso in quattro sezioni. La seconda sezione riguarda i sistemi culturali regionali, quindi la valorizzazione del patrimonio culturale rappresentato anche da mulini storici, ville, parchi e giardini, la valorizzazione del sistema museale, con il rafforzamento anche degli ecomusei, di cui abbiamo parlato questa mattina, e anche la valorizzazione del sistema bibliotecario.
La sezione tre del Piano riguarda le imprese culturali, lo spettacolo e il cinema. Si punta molto sulla valorizzazione delle imprese culturali creative, che possono essere sostenute anche con l'utilizzo dei fondi europei e soprattutto nei borghi come motore di sviluppo economico.
Altro punto di forza di questo Piano è rappresentato dallo spettacolo dal vivo, sostenendo i soggetti PIR di primario interesse regionale e anche con il cofinanziamento del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, rinnovando il ruolo del Consorzio Marche Spettacolo.
Importante anche il ruolo dell'industria cinematografica attraverso l'attività di Marche Film Commission, che è operativa all'interno della Fondazione Marche Cultura.
Qui, nel periodo 2023-2027, sono stati stanziati 16 milioni di euro e sono tra l'altro attivi due bandi: uno di 2,4 milioni per le sale cinematografiche e uno di 2,6 milioni per la produzione audiovisiva. In questo ambito si punta anche a sviluppare il distretto del cinema di animazione.
L'ultima sezione del Piano pluriennale riguarda la formazione e il welfare culturale.
Ultimo, ma non meno importante, questo asse è volto a sostenere la formazione degli operatori culturali su gestione, innovazione e imprenditorialità; l'integrazione tra cultura e scuola con laboratori teatrali, musicali e museali; e il rafforzamento delle biblioteche scolastiche.
Il welfare culturale è un'innovazione di valore, in quanto cultura e salute si incontrano in progetti condivisi anche con enti del terzo settore e con il sistema sanitario. Sono iniziative promosse dal Consorzio Marche Spettacolo.
In conclusione, questo Piano rappresenta un'offerta culturale della Regione Marche straordinariamente ricca, articolata e diffusa, che impone un'attività di razionalizzazione, pianificazione e anche di monitoraggio, perché è necessario poi valutare i risultati attesi di queste iniziative per poter fare sì che possano avere anche un impatto di tipo economico e occupazionale sul territorio.
In questo modo si potrà far sì che la cultura abbia un'identità per le Marche, non solo in termini di valorizzazione artistica, ma anche di sviluppo economico e occupazionale.
Esiste infatti un legame profondo tra la cultura e lo stesso made in Italy o anche la valorizzazione dei distretti della nostra Regione, perché comunque questo rappresenta l'incontro tra le radici culturali e la capacità imprenditoriale, che è molto diffusa nella nostra Regione.
Sono fortemente convinta che la cultura possa diventare uno dei motori di sviluppo della nostra Regione anche sotto l'aspetto imprenditoriale e occupazionale e mi auguro che quest’Assemblea legislativa esprima un voto favorevole all'approvazione del Piano Triennale della Cultura 2025-2027. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie. La proposta dell’atto amministrativo n. 88 si basa su due leggi fondamentali e importanti in questo settore: la legge regionale n. 11 del 2009 e la legge regionale del 9 febbraio 2010 n. 4, e arriva in Aula per la sua discussione e approvazione con un gravissimo ritardo e non possiamo ignorarlo, perché questo Piano è atteso da almeno 4-5 mesi e in qualche modo ha già paralizzato una parte del settore degli operatori del mondo della cultura.
Da un punto di vista delle risorse è facile constatare che il comparto cultura è retto, in particolare, da risorse europee e nazionali: 18 milioni dalla programmazione 2021-2027, di cui 16 milioni per il sostegno alla filiera dell'audiovisivo e 2 milioni per il sostegno alle imprese culturali e creative; 11.783.888 dal PNRR, di cui 9.516.000 milioni per la protezione e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale, 2.119.000 per la digitalizzazione del patrimonio culturale, 148.449 per i programmi per valorizzare l'identità dei luoghi, parchi e giardini storici.
Poi 14.871.000 stanziati dal CIPESS quale fondo di rotazione per finanziare 11 diverse misure: interventi di valorizzazione, gestione e fruizione del patrimonio culturale, efficientamento energetico, riduzione del rischio sismico, interventi di gestione e fruizione del patrimonio culturale e poi promozione di attività di marketing commission, interventi di valorizzazione per eventi espositivi di rilievo regionale, bandi per l'assegnazione di contributi nell'ambito del progetto Marche, il dono dell'infinito, MArcheSTORIE V edizione, oltre a bandi per il sostegno a premi, rassegne e festival multidisciplinari, bandi per il sostegno alle attività e ai progetti dello spettacolo dal vivo di rilievo regionale proposti dal territorio, interventi di valorizzazione dell'arte contemporanea, adeguamento funzionale e strutturale del sistema informativo regionale del patrimonio culturale, fondo regionale della catalogazione del patrimonio culturale, interventi di digitalizzazione del patrimonio culturale bibliografico ed archivistico marchigiano.
A queste si aggiungono ulteriori risorse statali: 270.000 euro dal Fondo Unico per lo Spettacolo per il progetto interregionale Residenze.
In questo Piano regionale però si evidenziano soprattutto due cambiamenti. Al di là dell'elenco che mi sono tenuta a riportare sulla divisione delle risorse, i cambiamenti che impatteranno di più su questo settore sono due.
Il primo riguarda l'organizzazione interna perché, a partire da questo luglio, da questo mese, il Settore beni e attività culturali (BACU) confluisce in una nuova direzione all'interno dell'organigramma della Regione Marche con il nome di Direzione Attività Produttive, Imprese e Cultura, Direzione APIC.
Per questo possiamo concepire la cultura anche come motore di sviluppo economico. Non mi sento di contestare totalmente questa decisione, però va detto che è la prima volta in Italia, in una Regione italiana, che viene presa in considerazione una tale riforma gestionale e credo che, prima di tutto, dovremmo pensare la cultura come strumento di inclusione sociale, coesione territoriale, legata ai servizi educativi, scolastici e al turismo, cosa che invece con questa riforma non avviene assolutamente, purtroppo.
Una riforma che non possiamo valutare perché dovrà iniziare, ma che comunque pone già dei limiti perché è scollegata totalmente, ad esempio, dal settore turismo, su cui ancora vige la totale autonomia di ATIM, l'Azienda Turismo e Internazionalizzazione Marche, che opera autonomamente come un ente di secondo livello che prende le risorse dal Consiglio, ma poi ne fa ciò che vuole.
La seconda riforma importante è quella sulla modalità di gestione e di uscita dei bandi. Nell'annualità 2023, per la prima volta, la Regione Marche aveva emanato il bando unico della cultura che aveva come obiettivo principale quello di semplificare le procedure attuative e agevolare gli utenti attraverso una modalità più accessibile e interamente digitale.
Grazie al Settore della transizione digitale e informatica era stata progettata la piattaforma SmartBandi come supporto strumentale e operativo del Bando unico della cultura, dove gli utenti hanno avuto già dal 2023 la possibilità di visualizzare contemporaneamente tutte le proposte del settore cultura e scegliere così il bando o i bandi a cui partecipare.
La nota dolente è che questi bandi, quest'anno soprattutto, sono arrivati in fortissimo ritardo, tanto che è ancora atteso il bando dello spettacolo dal vivo 2025. Mi chiedo e chiedo al Presidente Acquaroli: si è posto questo problema? Ha pensato a chi lavora in questo settore, deve anticipare le risorse, programmare e non ha certezza di avere la copertura economica? È questo l'interesse che avete per il mondo della cultura?
Non è sufficiente stanziare risorse per garantire poi la possibilità a chi opera in questo settore di lavorare adeguatamente. Anzi, tutti coloro che devono partecipare a un bando per lo spettacolo dal vivo sono ancora in attesa di avere certezze di copertura per quest'anno e mi sembra veramente molto grave e un segnale di totale mancanza di attenzione e sensibilità agli operatori di questo settore.
Spiace poi constatare che i capitoli della formazione, della scuola e del welfare culturale siano relegati in fondo a questo Piano triennale con una certa superficialità, purtroppo, con obiettivi molto vaghi per il futuro. Quella del welfare è la frontiera forse più nuova e anche più importante in questo Piano della cultura 2025-2027. Andrebbe trattata probabilmente con una maggiore attenzione perché sul rapporto tra benessere psicofisico della persona e interventi di carattere culturale si gioca anche una nuova sfida centrale per i prossimi anni, dando risposte sempre crescenti a settori come il sociale, ma anche l'ambiente, la sanità, probabilmente legandoli anche alla prevenzione e al benessere, con effetti poi a cascata sul mondo delle imprese creative che operano anche nel filone del benessere.
Soprattutto, però, voglio evidenziare che non emerge in questo Piano un collegamento con il turismo e il paesaggio, perché la cultura è legata molto spesso anche alla valorizzazione del nostro splendido paesaggio marchigiano, così come all'agricoltura e all'enologia, per un concetto più ampio e completo di cultura.
Anche il capitolo della comunicazione è purtroppo molto fragile perché, oltre a ricordare l'apertura di una pagina Facebook e di un account Instagram, manca una strategia per attrarre nuovi pubblici, soprattutto esteri e giovani, e dare maggiore visibilità al nostro patrimonio culturale in un'epoca in cui il digitale ha cambiato profondamente la società, le abitudini delle persone e le modalità di accesso ai contenuti.
Dovendo tornare quindi in questo Piano nel dettaglio, su come è stato presentato, è stato già anticipato dalla collega: si tratta di un Piano diviso in quattro parti. Un quadro normativo, i progetti regionali di rilievo nazionale, i progetti a regia regionale; poi una seconda parte che riguarda i sistemi culturali.
La gran parte della programmazione in ambito culturale nelle Marche si poggia su tre leggi fondamentali. Prima ne accennavo due: la legge regionale del 2010, Norme in materia di beni e attività culturali, la legge regionale n. 11, Disciplina degli interventi in materia di spettacolo, e aggiungo la legge regionale n. 7 del 2009, Sostegno al cinema e all'audiovisivo.
Nel tempo sono state approvate poi 8 leggi che riguardano la memoria storica nella nostra Regione, 17 leggi sulle città ed eccellenze locali e territoriali, una legge sulla promozione del libro e della lettura, più nove leggi sui personaggi illustri.
Era auspicabile dunque, lo ripeto al Presidente Acquaroli e anche all'Assessore regionale competente, che nel corso della legislatura, di questi 5 anni, si iniziasse almeno un percorso per un quadro normativo in materia culturale meno frammentato, per riuscire a portare avanti, almeno in quest'ultimo Piano della Giunta Acquaroli, un percorso organico, univoco, unico, che potesse dar voce a tutti i settori del mondo della cultura.
Analizzando quindi nel dettaglio le diverse parti di questo Piano, la prima riguarda i progetti regionali che hanno un rilievo nazionale e che vengono portati avanti in collaborazione con il Ministero della Cultura.
Nel Piano sono menzionati: a) la candidatura dei teatri storici nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, dalla quale purtroppo sono rimasti esclusi gioielli del nostro territorio che avrebbero potuto arricchire la candidatura.
Mi permetto di aggiungere che tutto questo percorso, per quanto potesse essere un'opportunità preziosa, unica e importante per i nostri teatri, invece è stato un vero e proprio pasticcio. Ha escluso teatri che ne avevano i requisiti in base a una serie di paletti che sono stati imposti da una commissione interna senza vere e proprie motivazioni. Penso ad esempio alla data messa come requisito indispensabile entro cui il teatro doveva essere inaugurato. Alcuni sono stati ammessi a prescindere da questo requisito, e penso al teatro storico di Fabriano, altri esclusi per questo requisito, e penso al teatro storico di Cagli, creando una vera e propria disparità tra teatri gioiello del nostro territorio regionale.
Pur avendo portato avanti anche una richiesta con appelli ufficiali per poter ottenere l'ammissione del Teatro Storico di Cagli, non è stato posto rimedio. È arrivato lì il Ministro della cultura, facendo promesse, ma oggi noi chiudiamo con l'ultimo Consiglio regionale senza nessuna garanzia.
b) Nel capitolo dedicato a questi progetti di rilievo nazionale c'è poi il complesso monumentale di Villa Bonaccorsi, un bene di grande rilievo storico e paesaggistico situato a Potenza Picena, acquistato dal Demanio a seguito del diritto di prelazione da parte del Ministero della Cultura. Al momento è in corso un accordo di valorizzazione da parte del Ministero in qualità di soggetto proprietario, quindi staremo a vedere: anche qui c'è ancora molto da fare e nulla è totalmente realizzato.
c) Progetto speciale Teatri in Festa, un progetto che per il 2025 nasce in occasione dell'ottavo centenario della composizione del Cantico delle Creature di Francesco d'Assisi. Quest’evento individua cinque teatri storici marchigiani, uno per ogni provincia, come luoghi simbolici da cui muovere per dar corpo a una vera e propria festa del teatro. Mi sembra una splendida idea, aggiungo, per valorizzare comunque anche tutti i territori provinciali, ma anche qui ancora si tratta solo di progettualità un po' fumose.
E poi ci sono sempre, in questo capitolo, le progettualità a regia regionale. Ebbene, qui devo evidenziare che si tratta di progetti fermi alla riforma del 2022 che aveva istituito il direttore di rete quale soggetto capace di operare in una logica aggregativa e di condivisione, in grado di garantire una gestione integrata delle attività, attivare economie di scala, strategie di finanziamento e scelte di programmazione unitarie.
Sono stati selezionati sette soggetti beneficiari: il Comune di Montalto delle Marche, l'Unione dei Comuni della Valdaso, i Comuni di San Severino Marche, Gradara, Fano, il Consorzio del Bacino Imbrifero del Fiume Tronto, il Comune di San Ginesio, enti capofila di aggregazioni composte da almeno tre Comuni ai quali spettava il compito di individuare il direttore di rete. La misura ha visto il coinvolgimento di 34 Comuni, un ente provinciale, un'Unione di Comuni e un Consorzio, per un totale di oltre 70 istituti e luoghi della cultura. In virtù di questo sistema di governance si intende attivare un avviso pubblico per la presentazione di proposte volte alla valorizzazione dell'aggregazione degli istituti e dei luoghi della cultura, siano essi musei pubblici o privati. Successivamente farò riferimento, se il tempo me lo consentirà, ad altri progetti a regia regionale.
Voglio però evidenziare che, in base anche a quanto esposto fino ad ora, non ci sono progetti né di rilievo nazionale nel Piano né a regia regionale legati invece al progetto di candidatura di Pesaro e Urbino, le due città co-capoluogo, come Capitale europea della cultura 2033. Mi spiace non ci sia nulla in questo Piano, nonostante la Giunta Acquaroli abbia dato invece pieno sostegno a un progetto concorrente dell'Umbria, quello legato alla candidatura di Norcia come Capitale europea della cultura.
La Regione ha dato 40.000 euro a Norcia per presentare il suo progetto e lavorare alla progettazione, quando ancora non si sa nemmeno se Norcia sarà ammessa. Non ha dato nulla né a Pesaro né a Urbino, nonostante io abbia presentato un emendamento nell'ultimo bilancio di assestamento che, ribadisco, la Giunta Acquaroli ha bocciato. Quindi nessun sostegno né nel bilancio di assestamento né in questo Piano a due città capoluogo che devono presentare il proprio progetto e che non avranno un euro per lavorarci dalla Regione, che invece sostiene il progetto umbro con 40.000 euro.
Poi, tra i progetti di rilievo regionale, cerco di accelerare per mancanza di tempo, la rete dei teatri storici delle Marche, il progetto Archeorete, il patrimonio immateriale, la digitalizzazione del patrimonio culturale.
Poi c'è una seconda parte dedicata ai sistemi culturali che riguarda gli interventi sul patrimonio culturale, in cui vengono menzionati la legge regionale sulla valorizzazione dei mulini storici ad acqua nelle Marche, la legge regionale con interventi di valorizzazione di dimore, ville, castelli e complessi architettonici, interventi di finanziamento con il PNRR, azioni per la riduzione del rischio sismico e l'efficientamento energetico e la riqualificazione con rifunzionalizzazione degli istituti e luoghi della cultura di proprietà degli enti locali e di altri soggetti pubblici.
Ci sono in questa seconda parte anche interventi di gestione e messa in rete di musei e altri luoghi della cultura. Anche qui però devo aggiungere che non viene offerta una visione innovativa da parte della Giunta Acquaroli in termini di gestione dei musei e dei luoghi della cultura.
Vengono infatti indicati interventi passati, come la legge regionale n. 6 del 1998 dal titolo Nuove norme in materia di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale delle Marche” e le innovazioni prodotte nel Piano triennale della cultura 2017-2019, nel quale sono stati individuati nuovi modelli aggregativi e delineati per ciascuno di essi i requisiti basilari di servizio.
Tuttavia non c'è una visione strategica innovativa.
Diversamente, la rete museale territoriale e tematica è stata riconosciuta come modello di aggregazione tra istituti museali appartenenti a realtà urbane differenti, ma culturalmente affini per storie e tradizioni o omogenei per tipologia e ambito tematico, capaci di proporre strategie di valorizzazione integrata.
Anche sugli ecomusei, di cui abbiamo discusso oggi con la legge, quasi nulla è stato fatto dall'approvazione della stessa legge regionale e si arriva in extremis, proprio nell'ultimo Consiglio regionale, per approvare la legge con un regolamento che, ricordo, doveva essere approvato invece nel 2022.
Per quanto riguarda la gestione delle biblioteche, si ripete ancora oggi in questo Piano lo stesso refrain di anni sull'importanza della progressiva integrazione dei due poli regionali, Bibliomarche Nord e Bibliomarche Sud, in un unico sistema, senza aver però prodotto risultati tangibili nel corso di 5 anni.
Leggendo il Piano siamo ancora fermi, una volta definito il progetto esecutivo di integrazione, si potrà procedere con i successivi molteplici step, cito, sia di ridefinizione degli aspetti amministrativi sia di ridisegno tecnico del sistema (data center unico, interfacce, web, app, sistemi di autenticazione e tutto il resto). Ad oggi però, anche su questo, non è stato fatto nulla di concreto.
Vedo che mi manca solo un minuto e mi riservo di proseguire, purtroppo, con altri strumenti.
C'era poi una terza parte importante in questo Piano che riguarda le imprese culturali, le attività culturali, lo spettacolo dal vivo, il cinema e l'audiovisivo.
Il disegno strategico qui è fermo alla stagione del distretto culturale voluto e partito nel 2013 e alla conseguente scelta di sostenere le imprese culturali creative sia con la programmazione 2014-2020, con ben 10 milioni di euro, sia con la programmazione 2021-2027, invece con soli 3 milioni di euro. Direi che la differenza non è poca e sta pesando massicciamente su chi lavora in questo settore, che ha subito diversi tagli.
L'ultima programmazione ha finanziato infatti 23 progetti, di cui 7 in forma aggregata e 16 che hanno presentato la domanda in forma singola.
Manca poi una totale attenzione alle grandi celebrazioni di personaggi illustri. Ne dimentichiamo moltissimi nel nostro territorio e io chiedevo che fosse finanziata in maniera importante, penso a personaggi come Ferruccio Mengaroni, uno dei più grandi ceramisti della storia.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ringrazio le relatrici per le tante cose che hanno detto, ma a me è bastato guardare le pagine 2, 3 della delibera n. 1022 del 30 giugno 2025 per vedere che, in realtà, per questa annualità ci sono soltanto 2,3 milioni di euro, di cui 1,5 milioni di euro sono di cofinanziamento per il FUS, o sbaglio delibera oppure questo è così.
Tutto il resto sono: 30.000 euro per il fondo di investimenti per le amministrazioni locali; 85.000 euro di spese per la realizzazione del progetto interregionale delle residenze e della quota regionale, posto che quella del FUS è obbligatoria; fondo a sostegno per il cinema 130.000 euro; funzioni regionali in materia di beni e attività culturali 112.000 euro; fondo per gli interventi regionali nei settori dei beni culturali 18.000 euro; consorzio Marche Spettacolo 70.000 euro; funzioni regionali in materia di beni ed attività culturali, trasferimenti all'Università 124.000 euro; contributi di rilievo regionale, legge regionale n. 410, 51.000 euro; contributi per il sistema bibliotecario 174.000 euro.
L'unica posta importante è quella obbligatoria del FUS. Io mi chiedo, nel 2025, se siano veramente risibili 2 milioni. Assessore, non è colpa sua… Sto guardando l'annualità 2025; l'annualità 2026, Assessore, 4,.9 milioni di euro, ma non sono su questa annualità, sono sulla prossima, quindi chi verrà vedrà.
Noi votiamo il triennale e devo dire che sul 2027 abbiamo soltanto 60.000 euro in tutta l'annualità. Questo è quello che vedo io. Poi, se ho sbagliato a guardare rispetto alle tante voci che sono state citate, nominate, descritte, per carità, tutto molto bello, molte cose condivisibili, però io dico che la sostanza è questa e, devo dire, che è poca cosa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Ci apprestiamo a votare il Piano triennale della cultura. Devo dire che, leggendolo, si prova un po' di tristezza per quello che si legge e, in fondo, non possiamo neppure attribuire responsabilità a un Assessore, messo in minoranza dalla Giunta. Una Giunta che non ha avuto fiducia in alcun modo, atto o passaggio, anche nei buoni auspici che l'Assessore Biondi proponeva, dopo il tracollo e dopo le follie di un precedente Assessore della cultura che davvero non resterà nella storia di questa Regione e che, peraltro, è scappata e ha abbandonato la Regione ben prima che si verificassero i disastri che aveva impostato. Parlo della precedente Assessora.
Se voi guardate le attività da parte della Giunta regionale, la parola cultura è scomparsa dal vocabolario, dal confronto pubblico, da una visione di un settore che è stato cancellato a beneficio del turismo o, meglio, rispetto al settore cultura si è ritenuto che il turismo fosse l'elemento centrale e il valore indipendente. Un errore medievale da parte del Presidente Acquaroli, un errore che ha portato la Regione Marche, sul sistema cultura, indietro di 60 anni e non esagero, 60 anni, perché non si è capito quanto il settore cultura potesse avere importanza non solo per il valore intrinseco che personaggi, storia, tradizioni e valori hanno generato nel corso del tempo, ma soprattutto perché non si è considerata la cultura come un valore riconducibile al settore del lavoro.
È un errore madornale, che non dà visione della propria attività e che, purtroppo, ci fa scadere, fa trasmigrare il concetto di cultura in quello di turismo. Ma tutto questo è dimostrato. Lo diceva poco fa anche la Capogruppo Consigliera Casini. Va ricordato che nel 2025, Assessore Biondi, le risorse regionali si sono abbassate ulteriormente a 2.425.000, molto meno del 2019, 3.813.000, molto meno del 2020, 5.647.000, molto meno rispetto al 2022, 8.732.000, molto meno rispetto al 2023. Siete andati calando, avete ritenuto la cultura figlia di un Dio minore.
Certo, se la Consigliera relatrice di maggioranza dimentica, fra le figure centrali della storia di questa Regione, Padre Matteo Ricci, capiamo tutto quello che può voler dire per la Regione il valore della cultura. No, forse non lo conosce, non è il candidato, ce n'è stato un altro e purtroppo non l'ha citato. Mi dispiace per lei, ma non l'ha citato. Ecco, l'ha citato il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, perché lui sa probabilmente cosa ha voluto dire per questa Regione e per la storia europea Padre Matteo Ricci.
Insomma, tutto si può migliorare con qualche approfondimento. Certo, va detto che tutto questo ha determinato la frustrazione da parte del sistema. Basta dire che, ad oggi, Assessore Biondi, siamo l'unica Regione in Italia in cui, rispetto alla programmazione del 2025, non sono state bandite tutte le disponibilità relative ai vari settori. Ce l'hanno detto i vostri funzionari.
Noi, da un lato, programmiamo il 2032 per le infrastrutture, ma nello stesso tempo non riusciamo a programmare qualche milione di euro, poche centinaia di migliaia di euro per il settore cultura. È una cosa grave, non solo e non tanto nei confronti dei cittadini marchigiani, ma soprattutto di tutto quel settore del lavoro, dei tanti giovani, delle associazioni del terzo settore che si occupano di cultura e cercano di veicolare l'identità e tutto quello che attiene al significato del valore Marche sul sistema culturale generale.
In questo diventa centrale la bestemmia che avete posto in essere escludendo lo Sferisterio dai teatri storici. Una roba che è un'offesa alla storia, di cui vi dovreste vergognare. Lo dico in generale, lo dico ai cittadini maceratesi e all'intera provincia: lo Sferisterio di Macerata non è stato incluso nell'elenco dei teatri, in cui avrebbe dovuto risultare, anche favorendo l'immagine di tutti gli altri, riconoscimento significativo UNESCO.
È la Regione Marche, è il Presidente Acquaroli, è tutta la Giunta, miopi e direi anche ciechi su questo, non sono riusciti a inserire il teatro, nonostante il censimento del 1880 avesse considerato lo Sferisterio teatro storico, ma voi non avete letto.
Chiudo con un altro esempio emblematico. Ora non c'è il Presidente Acquaroli, ma parliamo di Villa Bonaccorsi, che grazie al Governo precedente era stata acquistata dal Ministero dei Beni Culturali e faceva parte del Piano strategico grandi progetti culturali. Un'opera settecentesca di grandissimo valore, un luogo, un sito fondamentale, rispetto al quale voi, dal 2021, quando è stata avviata questa importante e significativa operazione culturale per la Regione Marche, ve ne siete infischiati, l'avete abbandonato a sé stesso.
Villa Bonaccorsi, dal 2022, è abbandonata a sé stessa e, per fortuna, che noi abbiamo il Presidente regionale che non ha perso occasione per rivendicare quell'operazione. Purtroppo il Presidente Acquaroli ha affossato la valorizzazione di quell'opera, l'ha affossata perché dal 2022 non è stato in grado di mettere in campo la definizione del Piano che tendesse alla valorizzazione.
Peraltro, va ricordato che quel Piano aveva previsto un accordo con la Politecnica delle Marche per verificare la realizzazione. Verrebbe da chiedersi, e da chiedere al Presidente Acquaroli, che fine abbia fatto quel documento, quel dossier che doveva mettere in campo? Non esiste. Abbiamo regalato soldi alla Politecnica e non c'è il rapporto su quello che avrebbe dovuto essere.
Però abbiamo messo in campo ulteriori risorse per una società di Roma, chissà perché, con affidamento diretto, che avrebbe dovuto valorizzare quell'opera e finalmente portare a termine l'accordo sul federalismo demaniale. Naturalmente il Presidente Acquaroli se n'è infischiato, se n'è sbattuto le scatole di valorizzarla e, soprattutto, ha mortificato tutti i cittadini di Potenza Picena che più volte, in questi anni, si sono appellati al suo ruolo e alla sua importanza.
Siamo fermi al 2022 e, ad oggi, Villa Bonaccorsi è stata totalmente dimenticata, senza un documento di programmazione, di valorizzazione, senza la possibilità di capire dove si sarebbe andati. Aggiungo: con la mortificazione delle associazioni e della partecipazione dei cittadini che si erano messi a disposizione sul tema di Villa Bonaccorsi.
Predicare bene e razzolare male. Questo noi lo abbiamo visto anche in altri passaggi. Villa Bonaccorsi è un altro esempio emblematico dei fallimenti politici del Presidente Acquaroli. Certamente con il dispiacere, perché quella è una struttura che avrebbe potuto vivere; direi anche con uno spreco, uno sperpero di denaro pubblico, rispetto al quale non abbiamo risultati.
Il Piano triennale della cultura 2025-2027? Direi: non pervenuto, mortificando una visione della cultura, i protagonisti della cultura e un valore coeso, coevo, essenziale e implicito nel sistema della cultura, che è il valore del lavoro.
Non solo sanità e università, ma il Piano della cultura, che dovrebbe essere una delle forze trainanti della Regione, è stato totalmente abbandonato dalla Giunta del Presidente Acquaroli.

Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi

PRESIDENTE. Intervengo nella veste di Consigliere, non in quella di Vicepresidente, e lo faccio con una serie articolata di situazioni imbarazzanti, perché dico che all'Assessore Biondi, ahimè più volte sfiduciata dai segretari regionali dei partiti di maggioranza e addirittura esclusa dall'inaugurazione alla presenza dei Ministri della Lega, va la mia solidarietà e stima. Lo dico con sincerità, come mi caratterizza, ma è stato evidente che il suo mandato è stato inficiato da questo tipo di atteggiamento ostativo nei suoi confronti.
Lo ricordo con un po' di tristezza: lo scorso anno, proprio in questi periodi, nel momento in cui era stata sfiduciata formalmente, l'Assessora, non mi può smentire perché non lo farebbe mai, non intervenne per nulla sul suo Piano triennale.
Non capisco come abbiamo fatto e chi sia la mente che ha costruito questa proposta che sicuramente non è politica. È un lavoro meramente compilatorio, elaborato dagli uffici, senza nessuna visione, prospettiva, programmazione strutturata e senza alcuna organicità. Lo diceva con grande approfondimento la Consigliera Vitri, non c'è nessun tipo di investimento strutturale in un bilancio regionale che ormai da tempo ha totalmente dimenticato la parola cultura e, forse, lo dico, anche per lo scarso peso politico assegnato all'Assessora.
Addirittura non c'è stata mai nemmeno la volontà politica di finanziare, e questo è stato terribile, lo ricordava il Consigliere Carancini prima, le tante leggi regionali approvate in passato. Abbiamo fatto tante battaglie, ricordo quelle che ho evidenziato, penso alla legge sull'Istituto di storia, la n. 15 del 1973, quasi con atteggiamenti supplicanti per consentire di trovare una copertura finanziaria a leggi strategiche che avevano visione e prospettiva. Ricordo, e poi ci ritorno, la legge che era stata approvata nella scorsa legislatura, quella di Senigallia Città della Fotografia.
Vedete, se lo dicessi io ha un peso, se lo dicono il Consigliere Carancini e la relatrice di minoranza, Consigliera Vitri…, ma non dobbiamo fare nient'altro che prendere e assumere le considerazioni che fa il CREL: un inutile elenco di tante leggi regionali sulla cultura che poi non vengono coperte da adeguate risorse.
Poi ci sono situazioni paradossali, come quella, per esempio, di MArCHESTORIE, il festival ideato dalla precedente Assessora, che invece trova particolare attenzione e risorse finanziarie.
Anzi, forse ce n'è anche un'altra. Mi sembrava che fosse l'unica, invece c'è anche un altro settore che è stato finanziato, non con fondi propri, ma con quelli europei, ed è il cinema. Marche Film Commission può sorridere, forse può farlo molto meno il suo Presidente, che ha lavorato talmente bene che, sulla scorta dell'atteggiamento avuto con l'Assessore Biondi, non è stato nemmeno incluso nelle liste, nonostante il suo bell'impegno e curriculum politico.
Lo dicevano sia il Consigliere Carancini, sia la Capogruppo Consigliera Casini, ma soprattutto la relatrice di minoranza, Consigliera Vitri: welfare culturale zero, fotografia zero. Siete riusciti, per esempio, a non approvare, e lo dico con grande imbarazzo, una legge a firma mia e del Presidente Latini per riconoscere il centenario della nascita di Mario Giacomelli. Sì, Mario Giacomelli, assolutamente sconosciuto in questa Regione, è l'unico fotografo marchigiano, anzi dico di più, l'unico fotografo italiano che espone fotografie proprie al MoMA. Ve lo siete dimenticato. Abbiamo tentato, con il Presidente Latini, anche di recuperare mestamente, forse nemmeno adeguatamente, dedicandogli un piccolo spazio dentro il Palazzo delle Marche, ma voi non siete stati nemmeno in grado di dare il patrocinio per le due grandi mostre di Milano, Roma e quelle di Parigi, che segnano e organizzano in maniera importante la presenza di Mario Giacomelli nel mondo.
La relatrice di maggioranza al punto 3.22 della proposta riprendeva le grandi celebrazioni di personaggi illustri, Giacomelli nemmeno menzionato. Lo potevate chiamare per nome, Mario, e sarebbe diventato un soggetto non identificato, ma almeno avrebbe avuto un piccolo merito. Noi ci domandiamo perché di tanto accanimento. È incomprensibile, com'è incomprensibile l'intero impianto di questo Piano.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Chiedo la possibilità di una sospensione perché, come Giunta, abbiamo presentato oggi degli emendamenti a questo Piano triennale della cultura.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Una mozione d'ordine, perché come relatrice di minoranza mi sento in dovere di dire che ci sentiamo anche un po' presi in giro. Doveva arrivare a marzo, siamo ad agosto e in più gli emendamenti a sorpresa in Aula? Adesso dobbiamo riunire la Commissione perché la Giunta regionale non è pronta neanche ad agosto?
Aspettiamo questo Piano cultura da marzo, siamo in fortissimo ritardo. Non abbiamo protestato per il ritardo, credo, mai, né qui in Aula, né sui media, né sulla stampa. Arriviamo qui, lo discutiamo in maniera pacifica e collaborativa e adesso ci fate la sorpresa degli emendamenti dopo averlo discusso?
Neanche questa mattina, nella Conferenza dei Capigruppo, avete avuto il minimo di rispetto per annunciarli? Io sono la relatrice di minoranza, almeno dirmelo per le vie brevi.
Per carità, noi adesso, dato che governate voi, ci dobbiamo sempre adeguare. Dovremmo riunire la Commissione, discutere gli emendamenti, votarli, ma ci rendiamo conto che un minimo di rispetto istituzionale non l'avete avuto nemmeno nell'ultimo giorno?
A parte il rispetto istituzionale, che non avete nemmeno in quest'ultimo Consiglio regionale, ma poi mi domando: che cosa avete fatto fino ad oggi? Mai visto un Piano in ritardo fino a questo punto. E non è nemmeno completo, dovete emendarlo voi?
Io avrei avuto mille emendamenti da presentare. Mille. Potevo, per esempio, ripresentare quello che mi avete bocciato nell'assestamento di bilancio: 40.000 euro per aiutare Pesaro Urbino nella progettazione della candidatura a Capitale europea della cultura 2033.
Potevo ripresentarlo, ridiscuterlo, non l'ho fatto per non far perdere tempo, pensando che in maniera collaborativa oggi, come ultimo Consiglio, dovessimo tutti lavorare nel modo più proficuo possibile. Invece arriviamo qua e non c'è per niente il Presidente della II Commissione, Putzu, e discutiamo comunque le leggi che ha fatto…

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. La sua posizione è molto chiara. La richiesta, così come è stata presentata, non può essere accolta, perché non vi sono i presupposti: non sono rispettati i termini per la presentazione degli emendamenti, non c'è la richiesta della Commissione di essere riunita e non ci sono i tempi. Purtroppo questa è la situazione.
Io direi, se vogliamo valutarla meglio, possiamo sospendere, ma siamo già in una fase di discussione inoltrata. Lo dico anche ad alta voce: potremmo sospendere la discussione e andare avanti con le altre proposte, però francamente non riesco a trovare una giustificazione, una valida motivazione per dire che adesso l'emendamento va portato in Commissione per essere discusso.
Anche perché non siamo neanche nell'esame della Conferenza dei Presidenti di gruppo di questa mattina e non c'è neppure un'urgenza. No, c'è un eventuale Consiglio d'urgenza. Questo è l'ultimo Consiglio e, come ho detto questa mattina, solo per situazioni urgenti e indifferibili.
Mi sembra che la richiesta non possa essere accolta. Proseguiamo. Eravamo rimasti all'intervento del Consigliere Mangialardi. Se ci sono altri interventi.
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Mi dispiace che proprio adesso sia uscita l'Assessora, ma a lei volevo rivolgermi per forza, non posso esimermi dal farlo.
Nelle Commissioni dove abbiamo analizzato questo Piano triennale della cultura io ho sottolineato più volte l'assenza dell'Assessora, perché non era mai successo che un Assessore non si presentasse durante le Commissioni in cui si affrontano temi così importanti.
Questo è il Piano triennale, sarà in vigore per 3 anni., ha subito tagli profondi, perché abbiamo un Piano da 2,3 milioni, quando di solito è oltre i 4 milioni. Quindi, fossi stata in lei, sarei stata quantomeno in Commissione per verificare che cosa c'è.
Gli operatori si lamentano tutti, perché non c'è solo una questione che riguarda il ritardo del Piano e il ritardo dei bandi. Stamattina non ho controllato, ma fino a pochi giorni fa si andava sul sito della Regione e appariva la scritta: "bandi in prossima uscita". Di altri sappiamo perfettamente che non ci sono i fondi. Il bando per i progetti speciali quest'anno non si farà, i bandi per i festival cinematografici quest'anno non si faranno.
È stato martoriato il settore della cultura e tutto questo con l'Assessora che non si è manco seduta in Commissione e oggi se ne viene dicendo, all'ultimo momento, che vuole presentare un emendamento di Giunta. A me sembra un modo di lavorare assolutamente inconcepibile e non do manco giustificazioni legate al fatto dei cambi di casacca, dei Ministri, di quello e di quell'altro.
L'Assessora politicamente fa le scelte che vuole, passa da un partito a un altro. A me non interessa. Però ha una delega e quindi si deve interessare a questa delega e soprattutto si deve interessare agli operatori di questo settore, che è stato maltrattato dal centrodestra e quest'anno peggio del solito.
Non so come andrà a finire la questione degli emendamenti, resta il fatto che, se il Piano è questo, è un Piano assolutamente insufficiente. Non lo dice il Movimento 5 Stelle e non lo dice il Partito Democratico, ma lo dicono gli operatori del settore e, per quanto mi riguarda, voterò contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Innanzitutto grazie per la discussione che è stata svolta fino a questo momento. Entro puntualmente nelle contestazioni che sono state fatte e sollevate.
Innanzitutto, partendo dai fondi, non lo so, non leggete attentamente, ma i fondi che quest'anno sono a disposizione della cultura, puntualizziamo, sono esattamente 8,2 milioni di euro.
Diciamo inoltre che, rispetto, ad esempio, al Piano triennale della cultura precedente, che non era mio, c'è stato un aumento, perché i fondi a disposizione sono aumentati del 25%. È verissimo, basta vedere gli atti.
Generalmente sono una che parla per atti, perché so che la pubblica amministrazione parla per atti, quindi parliamo per atti amministrativi. Non siamo assolutamente indietro come Regione Marche per quello che riguarda il settore cultura, anzi siamo una Regione che si sta imponendo sul panorama nazionale.
Una misura su tutte: faccio riferimento, ad esempio, a quella del direttore di rete, alla costituzione delle reti culturali. Forse sarà sfuggito a qualcuno, ma la Regione Marche ha attivato già sei reti nel nostro territorio, dal 2023, con dei capacissimi direttori di rete che le stanno guidando in maniera egregia. Siamo, tra l'altro, una Regione pilota sotto questo punto di vista, tanto che siamo stati attenzionati anche da ICOM, che mi auguro conosciate e sappiate quale sia il significato.
Siamo inoltre una Regione pilota per quello che riguarda il progetto dei Teatri UNESCO e, tra l'altro, lo Stato italiano ha deciso di candidare il sistema dei teatri condominiali all'italiana a Patrimonio Mondiale UNESCO. C'è sicuramente una visione particolare.
Per quello che riguarda, ad esempio, l'organizzazione interna a cui si è fatto riferimento in precedenza, dove parliamo di questa nuova direzione che si chiama APIC, siamo l'unica Regione in Italia dove la cultura oggi è accanto all'impresa. Questo sta sicuramente a significare che l'obiettivo della Regione Marche, in maniera particolare, è quello di credere fortemente nel settore cultura come leva strategica, perché se lo si mette accanto alle imprese ciò sta a significare che c'è un interesse particolare.
Per quello che riguarda la gestione dei bandi, confermo che nel 2023 abbiamo attivato la piattaforma dello SmartBandi, una piattaforma con il bando unico della cultura che è stata un successo. In quel caso i fondi che avevamo a disposizione provenivano dal bilancio regionale. P
Quest'anno i fondi a disposizione non sono arrivati solo da risorse regionali, ma abbiamo avuto l'opportunità di poter attingere ad altre risorse, in maniera particolare fondi derivanti dalla programmazione comunitaria. Penso che chi conosce il settore sappia perfettamente che le piattaforme con le quali si processano determinati bandi non sono più gestibili attraverso SmartBandi.
Per quanto riguarda, ad esempio, la richiesta di fondi per Pesaro Urbino Capitale europea della cultura 2033, confermo che ad oggi, per quello che riguarda il mio settore, non è arrivata nessuna richiesta specifica e pertanto non è stata inserita.
Per quanto riguarda invece le imprese culturali e creative, faccio presente che proprio lo scorso anno è stato fatto un bando molto importante e non solo nel settore cultura, ma anche attraverso altre opportunità, come negli altri settori, è possibile accedere a questa tipologia di bandi.
Confermo che come settore cultura non siamo assolutamente indietro. Anzi, la Regione Marche si sta imponendo in maniera particolare. È stato citato anche prima il panorama dell'audiovisivo, perché per la prima volta questa Giunta regionale ha fatto una scelta strategica importante investendo 16 milioni di euro, una cifra senza precedenti, che sta dando ottimi risultati sul nostro territorio, perché oltre alla partecipazione ai più importanti festival a livello nazionale e internazionale, la Regione Marche sta diventando una terra di attrazione da parte di registi e produzioni importanti, con tutto quello che ne consegue.
Entrando più dettagliatamente, per quello che riguarda la mia posizione personale, io non sono stata sfiduciata. Anzi, ho sempre avuto il pieno sostegno da parte del Presidente Acquaroli e di tutti i miei colleghi di Giunta. Pertanto, in questi anni abbiamo portato avanti tutti insieme i vari settori.
Questo è il punto di vista della Giunta regionale e il mio in maniera particolare, per quello che riguarda il Piano triennale della cultura: un Piano che va a rafforzare in maniera significativa tutte le azioni che sono state messe in atto in questi anni. Grazie, eventualmente interverrò successivamente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Come ha illustrato adesso l'Assessora, che non ha parlato di nessun emendamento, non essendo arrivato niente, andiamo avanti nell'approvazione dell'atto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. La proposta dell'Assessora alla cultura Biondi di presentare emendamenti adesso, dopo la presentazione del Piano, rigettata anche dal Presidente della Commissione cultura, Consigliere Marinelli, ci fa quasi sorridere. Saremo curiosi di sapere cosa avrebbe voluto aggiungere così, last minute, per provare a mettere qualche pezza a un Piano che era atteso già da marzo.
In ogni caso, vorrei approfittare di questo tempo perché prima non ho potuto concludere la mia relazione, che è divisa in quattro parti e purtroppo mi ero fermata alla terza, mentre l'ultima forse era una delle più importanti.
Ricapitolando, la prima parte è quella del quadro normativo dei progetti regionali di rilievo nazionale, dei progetti a regia regionale; la seconda è quella dei sistemi culturali; la terza parte è quella delle imprese culturali, delle attività culturali, dello spettacolo dal vivo, del cinema e dell'audiovisivo, alla quale mi ero fermata.
La quarta parte è quella che, purtroppo, è stata relegata proprio in fondo al Piano: il welfare culturale, l'educazione, la scuola e la formazione. In virtù del cambiamento deciso proprio in quest'ultimo mese di luglio dalla Giunta regionale, questa parte assume anche un particolare significato, perché c'è la scelta di far confluire il settore dei beni e delle attività culturali nella direzione Attività produttive, imprese e cultura, cosa mai avvenuta in nessun'altra Regione italiana.
Poco fa l'Assessora, nel suo intervento, ci ha detto che si intende dare una spinta in più, far capire che l'Assessorato alle attività economiche può aiutare il settore cultura e farne comprendere le potenzialità, mettendolo in collegamento con le attività economiche. Tuttavia, mi pare che questo legame sia totalmente carente in questo Piano, perché c'è un settore non pervenuto: non c'è per nulla il turismo. È come se la cultura non fosse un volano per il turismo. Lo legate al lavoro e non al turismo? Vorrei ricordare che in questi cinque anni, per la prima volta, sono stati separati l'Assessorato alla cultura e l'Assessorato al turismo. Proprio la delega al turismo, considerata particolarmente importante, è stata mantenuta dallo stesso Presidente Acquaroli. Ebbene, cosa ha portato questa delega in questi cinque anni? Un carrozzone poltronificio come ATIM, senza nessuna strategia, che ad oggi non ha dato nulla neanche al settore della cultura. Continuate, in questo Piano, a dimostrare che parliamo di due mondi scollegati.
Eppure vorrei ricordarle, Presidente Acquaroli, che se in questo Piano il turismo non è pervenuto, invece la cultura può esserne un volano fondamentale. L'esempio di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024 ha parlato chiarissimo. Ci sono state 265.000 presenze in più in un anno a Pesaro. Non lo dico io, ma lo dicono i dati basati anche sulla tassa di soggiorno. Ci sono stati 30 milioni di euro di indotto in più in un anno nel settore turistico grazie alla cultura.
E come ha collaborato la Regione Marche nell'anno in cui Pesaro era Capitale italiana della cultura? Avrebbe potuto contattare il Comune di Pesaro e fare in modo che ogni capoluogo di provincia delle Marche, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, avesse un mese dedicato o una stagione dedicata alla Capitale della cultura in collaborazione con Pesaro. Avrebbe potuto rendere la Capitale italiana della cultura un simbolo per tutte le Marche e creare progetti in rete con tutto il territorio regionale. Nulla. Non ha fatto nulla. A prescindere dalle nostre proposte, dalle nostre proteste, nulla.
Ora che ci aspetta un'altra sfida importante come quella della candidatura a Capitale europea della cultura 2033, che potrebbe essere un'occasione per fare un pezzo di storia per tutte le Marche, l'Assessora Biondi prima mi risponde che non ha ricevuto nessuna richiesta, quindi non ha dato 40.000 euro, come invece li ha dati alla città umbra di Norcia. Assessora, io mi sento in imbarazzo per lei, sinceramente. Lei non ha il numero di telefono dei Comuni di Urbino e Pesaro? Lei non può dire: "La Regione è a disposizione, dato che abbiamo aiutato Norcia e, per par condicio, non aiutiamo solo l'Umbria, ma aiutiamo anche la nostra Regione"? Ma stiamo scherzando?
Questo non è campanilismo. Proprio il suo partito, anzi, ha cambiato partito, scusi, quello che era il suo partito aveva come slogan "Prima i marchigiani". Adesso deve diventare "Prima l'Umbria"? Perché questo Piano della cultura di sicuro non mette prima i marchigiani, ma mette prima l'Umbria per una candidatura importante.

PRESIDENTE. Adesso passiamo alle dichiarazioni di voto. Ha la parola, per dichiarazione di voto la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio i miei colleghi per la delega alla dichiarazione di voto che non può che essere contraria, per tutte le motivazioni che abbiamo esposto poco fa, perché questo è un Piano carente sotto tutti i punti di vista.
Non solo sono ridotte le risorse previste nel Piano triennale, ridotte in questo Piano, Poi se andiamo a considerare le risorse per tutto il settore cultura, fondi europei e altri canali, è logico che ci siano anche altre risorse, ma questo è un Piano che le riduce rispetto al passato. Soprattutto arriva con un ritardo che ha penalizzato, paralizzato il settore della cultura in tutta la nostra Regione.
È un Piano che non valorizza i progetti ed è un Piano talmente carente che vedeva persino un emendamento della stessa Assessora regionale. Talmente carente che lei stessa oggi, in extremis, voleva presentare un nuovo emendamento e su questo si sono opposti addirittura il Presidente della Commissione cultura, Consigliere Marinelli, e altri.
Il nostro voto non può che essere negativo.
Ci spiace perché avete perso l'ultima occasione per investire nella cultura e dimostrarci che invece questa Giunta regionale la considera un settore importante per le Marche.
In questi cinque anni avete maltrattato tutto il mondo della cultura, continuamente, fin dall'inizio, dall'Assessora che c'era prima di lei, che è stata pure premiata in Parlamento nonostante abbia maltrattato la nostra Regione sotto tutti i punti di vista nel mondo della cultura. Prima ho portato l'esempio della candidatura dei teatri storici a patrimonio UNESCO, un'idea che noi avevamo anche apprezzato e provato a rilanciare in modo collaborativo, perché inizialmente non era stato posto un limite al numero di teatri storici che potevano essere considerati patrimonio UNESCO. Poi questo limite è stato posto dalla Commissione che voi avete nominato. Quindi voi avete scelto di escludere alcuni teatri, voi avete scelto di escludere il Teatro di Cagli, voi avete scelto di escludere lo Sferisterio di Macerata, voi avete scelto quali requisiti imporre per questa rosa di teatri candidati a patrimonio UNESCO.
E poi magari pensavate di dare il contentino con l'arrivo del Ministro alla cultura a Cagli, dicendo: "Che bello questo teatro". Perché non l'avete visto nei quattro o cinque anni precedenti. Lei, Presidente Acquaroli, c'è mai stato dentro il Teatro di Cagli, o l'ha visto solo quando il nostro testimonial è andato a girare lo spot? Perché probabilmente, se lei ci fosse stato, si sarebbe imposto per farlo entrare nella rosa dei teatri storici.
Ora il Ministro della cultura ci ha detto che proverà a rimediare, a metterci una pezza, ma da Parigi, dall'UNESCO, sappiamo che la candidatura e il fascicolo sono ormai chiusi. Questo è solo un esempio emblematico di come ha lavorato questa Giunta.
Scusate, mi sono interrotta perché sento il Presidente Acquaroli che sta parlando, quindi, proseguo?

RESIDENTE. Prego, continui.

Micaela VITRI. Vedo il Presidente Acquaroli che non è interessato a quello che dico e che addirittura arriva a parlare qui vicino a me, quindi pensavo volesse interloquire.
A proposito di questo Piano, ho voluto riportare l'esempio della candidatura dei teatri a patrimonio UNESCO perché è emblematico di come ha lavorato questa Giunta in cinque anni. Pur avendo anche un'intuizione che noi avevamo condiviso, appoggiato e provato a rilanciare in modo collaborativo, è stata comunque ostacolata ed è finita con un pasticcio che ha escluso importanti città.
Al di là di questo e delle risorse mancanti nel Piano, ribadisco che il limite principale riguarda i bandi mancanti, il ritardo delle risorse, la riorganizzazione e anche l'accesso che viene reso più difficoltoso ai bandi nell'ultimo Piano, perché cambia anche la modalità di accesso. Mentre prima era stata in qualche modo semplificata con il bando unico della cultura, ora viene nuovamente aggravata e quindi resa burocraticamente più pesante.
Non possiamo sapere chi guiderà questa Regione, ma mi auguro di essere qui insieme a una nuova Giunta che potrà modificare soprattutto gli assi portanti di questa Regione, abolendo un baraccone come ATIM, perché questi 12 milioni di euro, invece di essere dati in affidamenti diretti a destra e a manca, dei quali un terzo a piccole società romane, potevano essere utilizzati anche per il settore della cultura e per chi ci lavora.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Battistoni.

Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Capogruppo Consigliere Livi per avermi consentito di intervenire.
Vorrei ribadire che stiamo parlando del Piano triennale cultura Marche 2025-2027, per cui di un documento di indirizzo e programmazione che individua le attività e le priorità culturali per il triennio e fornisce la base per l'emanazione dei bandi e per una progettualità regionale che consentirà l'attrazione di fondi sia a livello nazionale sia a livello comunitario.
Pertanto, le risorse che abbiamo definito, intorno ai 7,3 milioni di euro, potranno essere incrementate anche grazie alla politica di cofinanziamento che sta adottando questa Regione.
C'è da dire che partiamo da una situazione in cui la cultura nelle Marche non ha mai rappresentato una priorità, e mi riferisco agli anni passati, per cui c'è tutto da costruire per quanto riguarda la programmazione e la razionalizzazione delle tante opportunità che ci sono in questo territorio. C'è da scoprire quello che è il valore culturale delle Marche e non c'è solamente Padre Matteo Ricci da valorizzare, piuttosto che Mario Giacomelli. Abbiamo decine e decine di personaggi da valorizzare in questo territorio, così come tutto il patrimonio culturale, ma siamo veramente in una fase in cui c'è bisogno di pianificazione e razionalizzazione.
Soprattutto si sta aprendo una nuova consapevolezza: il fatto che la cultura e il turismo possano diventare dei veri volani di crescita, non solo della Regione Marche, ma anche a livello italiano, e in questa direzione stanno andando tutte le forze.
Per cui lo stesso Made in Italy, come dicevo anche prima, non sarebbe potuto nascere senza l'unione tra quelle che sono le radici culturali e la capacità imprenditoriale. Questo è ancora più vero nella nostra Regione se pensiamo ai diversi distretti industriali che sono nati dalle abilità dei diversi territori. Per cui questo è un Piano che ha messo in campo una moltitudine di iniziative in tanti ambiti che potranno essere sviluppati in futuro, attraendo anche risorse a livello nazionale e comunitario.
Parlo a nome del Gruppo, grazie a questa delega del coordinatore, la valutazione è positiva. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 88. La pongo in votazione.
(
L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 318
ad iniziativa della Giunta regionale
“Norme per il sostegno e la formazione del Terzo settore dell'attivismo civico e dell'economia sociale della Regione Marche”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 318 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Il Terzo settore ha, dal nostro punto di vista, un'importanza fondamentale per il corretto sviluppo della nostra comunità. Le istituzioni possono, sicuramente, e devono fare tanto; tuttavia, quello che fa la differenza sono effettivamente le persone che si muovono sui territori.
Il nostro Terzo settore si distingue, tra l'altro, per una capillarità e una forza numerica evidenti. Sono 4.282 gli enti del Terzo settore presenti nella nostra Regione. Attraverso il Terzo settore si dà peso alle comunità locali, in un contesto storico nel quale alcuni fenomeni, come quello della globalizzazione, spingono le realtà locali a essere sempre più determinate dalla dimensione globale.
Con questa proposta di legge si può addivenire effettivamente a un aggiornamento della normativa regionale, in linea con quella nazionale. Penso al Codice del Terzo settore e ad altre normative che spingono verso una società sempre più solidale.
Con questa proposta di legge, inoltre, si avanzano alcune innovazioni nella nostra Regione, ad esempio nell'ambito della collaborazione istituzionale con il Terzo settore.
Entriamo rapidamente nel corpo della proposta di legge che siamo qui a presentare.
Il primo aspetto che riteniamo utile sottolineare all'Assemblea è il coinvolgimento e la partecipazione del Terzo settore. Viene quindi istituito il Consiglio regionale del Terzo settore, quale organo di consultazione e di partecipazione degli enti del Terzo settore della Regione.
Attraverso questo Consiglio regionale si possono esprimere pareri in materia di Terzo settore, promuovere indagini conoscitive, verificare l'attuazione della legge stessa una volta approvata e avanzare proposte.
Si stabilisce, inoltre, con questa proposta, di convocare almeno una volta ogni due anni la Conferenza regionale del Terzo settore e dell'economia sociale, con il compito di esaminare le problematiche che in questa materia si possono presentare.
Viene inoltre istituito l'Osservatorio regionale del Terzo settore e sull'amministrazione condivisa, con il compito di monitorare, analizzare e studiare le attività e la consistenza del Terzo settore nella nostra Regione.
Secondo aspetto degno di nota è il fatto che questa proposta va a promuovere pratiche di amministrazione condivisa molto innovative e nelle quali noi crediamo molto, e che, una volta attuate, pensiamo possano davvero produrre frutti positivi sul nostro territorio. Attraverso, ad esempio, l'istituto della coprogrammazione, la Regione e gli enti locali collaborano con gli enti del Terzo settore per indagare i bisogni che sul territorio si presentano.
Vi è poi l'istituto della coprogettazione, attraverso il quale si possono definire e realizzare specifici progetti, servizi o interventi finalizzati a soddisfare bisogni definiti. Interventi e progetti che vedono la collaborazione della Regione, degli enti locali e anche del Terzo settore.
Con questa proposta si promuovono le convenzioni tra enti pubblici e associazioni APS o ODV per svolgere, in favore di terzi, attività o servizi sociali di interesse generale, più favorevoli rispetto al ricorso al mercato. Collaborazione che può prevedere il rimborso delle spese per APS e ODV nell'attuazione dei progetti stessi.
Si prevedono poi i patti per la valorizzazione di beni immobili e mobili di proprietà regionale o degli enti locali, ad esempio per portare a termine iniziative. Ricordiamo quanto il tema dell'organizzazione di iniziative sul nostro territorio da parte delle associazioni sia particolarmente delicato, soprattutto negli ultimi anni. Ebbene, questo aspetto può evidentemente semplificare anche tali procedure.
Si chiarisce e si promuove la procedura per attribuire beni immobili o mobili agli enti del Terzo settore, agevolandone l'utilizzo.
Infine, terzo punto degno di nota, è la promozione del volontariato attraverso il coinvolgimento del Centro Servizi per il Volontariato (CSV), al quale va la lode per l'impegno profuso in questo tempo.
Poi la promozione della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani. Sappiamo il valore che questo può avere nel cammino di educazione e di crescita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze.
Con questa proposta di legge andiamo oggi a consolidare un'impalcatura sulla quale abbiamo lavorato e sulla quale la prossima legislatura potrà lavorare con profitto, perché effettivamente si mettono in campo scelte che hanno un enorme potenziale.
Ringraziamo il Presidente Acquaroli, l'intera Giunta, l'Assessore Biondi, il Presidente della Commissione, Consigliere Baiocchi, tutta la Commissione, il relatore di minoranza e tutto il Consiglio regionale che, ci auguriamo, possa approvare questa normativa all'unanimità.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. È una proposta di legge importante quella che arriva stasera in Consiglio. Le considerazioni e le osservazioni che faceva il relatore di maggioranza, Consigliere Ausili, sono sostanzialmente condivisibili.
È uno strumento fondamentale di indirizzo per il sistema complessivo del Terzo settore che certamente potrà mettere questa Regione nella condizione di esprimere meglio e appieno le potenzialità di una comunità sociale particolarmente sensibile alle questioni riconducibili al tema dell'impegno volontario e, soprattutto, a favore del sociale.
Mi pare che le elencasse e le individuasse puntualmente il Consigliere Ausili: ci sono delle chiavi di lettura di questa proposta di legge importanti. Quella più significativa riguarda gli articoli centrali, secondo la nostra opinione, gli articoli 7, 8, 9 e 10. L'articolo 7 individua gli organi di partecipazione, il Consiglio regionale del Terzo settore… Chiedo scusa, in realtà faccio riferimento al Titolo II, che riguarda gli organi di partecipazione: il Consiglio regionale del Terzo settore, la Conferenza regionale del Terzo settore (articolo 4) e l'Osservatorio regionale del Terzo settore e sull'amministrazione condivisa.
È certamente un baluardo fondamentale attraverso il quale la Regione e gli enti possono avviare un dialogo stabile e soprattutto fruttuoso, per quello che ognuna delle tre forme di partecipazione elencate agli articoli 3, 4 e 5 potrà determinare.
ho fatto riferimento agli articoli 7, 8, 9 e 10 perché sono il vero cuore della legge e perché affermano un principio fondamentale, quello dell'amministrazione condivisa. Detto in forma molto semplice, si afferma il principio fondamentale, decisivo e particolarmente positivo, secondo cui, rispetto ad alcune materie, il rapporto tra l'ente Regione e il sistema del Terzo settore dovrà essere informato all'elaborazione comunitaria. Come lo si fa? Attraverso la coprogrammazione e la coprogettazione, che non sono semplicemente formule teoriche, ma modalità che impegnano gli interlocutori a lavorare insieme, proprio con riferimento alle attività sociali. Coprogrammazione e coprogettazione, dunque, attraverso un lavoro di condivisione.
Vedrete che sono stati presentati degli emendamenti che cercheranno di migliorare alcune lacune accertate alla fine, però ciò che un po' mi distingue dall'intervento del Consigliere Ausili è la valorizzazione del vero protagonista di questa legge, cioè il Terzo settore.
Non possiamo dimenticare che questa legge avrebbe dovuto essere elaborata e indirizzata a seguito del decreto legislativo n. 117 del 2017, che rifondava e ricostruiva, attraverso regole innovative e attuali, tutto ciò che attiene al cosiddetto Codice del Terzo settore.
Dobbiamo proprio al Terzo settore e, devo dire, anche alla disponibilità dell'Assessore Biondi, che certamente dobbiamo criticare quando va criticata, come nel caso precedente, in cui è stata la soluzione finale del disastro e della distruzione del sistema culturale, peraltro in gran parte avviato dalla precedente Assessora. In questo passaggio, però, si è trovata nell'Assessore Biondi una valida spalla e una capacità di ascolto che, purtroppo, la Regione Marche e la Giunta in particolare non hanno avuto nei cinque anni precedenti. Non possono non essere riconosciuti all'Assessore questa attenzione e questa sensibilità.
Ma il motore vero di tutta questa iniziativa è il Terzo settore che, attenzione, ha lavorato in un'ottica davvero non semplice. Non crediate che il sistema del Terzo settore, che, come ricordava il relatore di maggioranza Consigliere Ausili, è composto da 4.282 enti iscritti al Registro unico… Potete ben comprendere quale sia stata, dentro quel sistema regionale delle Marche, la difficoltà di concordare, mettere insieme e costruire, mattone dopo mattone, questo documento sicuramente importante.
Però non possiamo far finta di niente. Lo diciamo all'Assessore Biondi, alla Giunta e al Presidente Acquaroli: questa proposta di legge, cioè le norme per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell'attivismo civico e dell'economia sociale nella Regione Marche, arriva alle 16.50 dell'ultimo Consiglio regionale delle Marche. Voi potreste dire, anzi direte sicuramente: "Ci siamo arrivati". Però è una rincorsa. Arrivate in ritardo. Arriviamo in ritardo.
È giusto che su questo si possa condividere un'osservazione che vada al di là dell'appartenenza politica. Siccome, però, in questa fase governate voi, certamente le carte le avete date voi.
È vero che c'è stato un percorso di partecipazione, Assessore Biondi, ma lo avete iniziato all'inizio del 2025, nei primi mesi dell'anno.
Credo che chi governa, mi è capitato più volte di sostenerlo con l’Assessore Saltamartini, debba avere delle priorità. Le priorità segnano il valore politico e la direzione politica verso cui il Governo e l'esecutivo vanno.
È naturale che, se decidete di arrivare a questa fondamentale legge il 5 agosto 2025, con le elezioni fissate il 28 e 29 settembre, mi verrebbe da dire semplicemente che siete stati indifferenti. Questo è il tema centrale.
Non si è potuta mettere in campo alcuna azione conseguente a questa legge, tanto che dovrete integrare questo provvedimento legislativo con le linee guida, che saranno poi le vere mani operative della legge stessa.
Ecco perché c'è rammarico, Assessore Biondi, c'è rammarico ed espressione critica rispetto, ancora una volta, a una scelta arrivata in ritardo.
Si sarebbe potuto fare prima? Sì, perché la fonte originaria di questa scelta era il decreto legislativo n. 117 del 2017 e, se la Giunta regionale avesse valorizzato e ritenuto fondamentale quel sistema, l'avrebbe fatto prima. Ciò non è avvenuto.
Il gruppo del Partito Democratico, considerando in ogni caso questa legge uno strumento importante, ritiene che, accanto ai valori fondamentali cui facevo riferimento prima, partecipazione, coprogrammazione e coprogettazione dentro un'ottica di attività condivisa, salvo aspetti clamorosi, la voterà favorevolmente e credo che faremo una buona cosa dal punto di vista amministrativo.
Lasciatemi ancora qualche istante, perché non so se ci sarà il tempo per ringraziare tutti. Questo è l'ultimo Consiglio.
A me pare utile mandare un saluto alla Consigliera Menghi, che purtroppo non è in Aula per ragioni personali, alla quale credo che l'intero Consiglio debba mandare un saluto affettuoso e l'augurio di rivederla in campo, combattiva come sempre, il prima possibile.
Un saluto lo voglio rivolgere a tutti i componenti della Giunta regionale perché credo e spero che, al di là delle espressioni talvolta dure e schiette, come mi è capitato di usare, e lo faccio a titolo personale, ma penso di interpretare anche altri colleghi, nulla ci sia di personale in questa vicenda. C'è solamente una visione completamente opposta, almeno per quello che avete dimostrato fino ad oggi, rispetto alla politica regionale. Tuttavia, io credo che debba continuare a esserci rispetto reciproco. Non ci sono state parole dure, ci sono state parole schiette e sempre all'interno dei limiti del rispetto tra Consiglieri.
È anche l'occasione per salutare e ringraziare, per questa esperienza, tutti gli altri colleghi Consiglieri regionali, il Presidente dell'Assemblea legislativa, i miei Presidenti di Commissione, per la straordinaria esperienza vissuta.
Non posso non ringraziare l'intero personale regionale che certamente ha dimostrato quanta ricchezza e professionalità vi siano in questa Regione e che consente alla comunità marchigiana di dimostrare che certamente non siamo tra le ultime Regioni, ma una Regione ricca e capace di fare buone cose. Non ho citato il Segretario, ma va, insieme a tutti gli altri componenti del personale. Grazie.
P
RESIDENTE. Adesso apriamo il dibattito su questa proposta di legge. Se qualcuno vuole intervenire può prenotarsi. Non c'è nessuno.
Dichiaro chiuso il tempo per la discussione. I relatori credo abbiano già illustrato in maniera chiara, quasi a incastro, le rispettive posizioni, confermando entrambi la validità della proposta di legge.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 7 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 8 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 9 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 10 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 11 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 12 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 13 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 14 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 15 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 16 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 17 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 18 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 19 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 20 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 21 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 22 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità).

Articolo 23.
Emendamento 23/1a firma del Consigliere Baiocchi, ha chiesto la parola, per l’illustrazione, ne ha facoltà.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Questo è un semplice emendamento che va a modificare il testo uscito dalla Giunta, che prevedeva solamente il requisito della sede legale. Viene aggiunta la dicitura “sede legale e operativa” perché ci si è posti un problema legato ad alcune associazioni che avevano sede legale fuori dalla Regione Marche, ma operavano a tutti gli effetti con sedi operative all'interno della Regione. Pertanto, è opportuno, anche in previsione dei bandi, fare delle previsioni un pochino meno restrittive.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di maggioranza, Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. È un emendamento che condividiamo profondamente. Ne avevamo anche discusso in Commissione e immediatamente ci è parso che, nella formulazione della proposta della Giunta, vi fosse una previsione leggermente sbagliata, per non dire sbagliata. Quindi, prontamente, quasi a colpo d'occhio, l'intera Commissione, almeno per quanto ricordo, ha condiviso questo emendamento, che il Partito Democratico voterà favorevolmente e

PRESIDENTE. Emendamento 23/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Articolo 23, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Articolo 24 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Articolo 25
Emendamento 25/1 a firma del Consigliere Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Casini, Vitri, Mangialardi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento che, almeno secondo la nostra opinione, completa un emendamento presentato in Commissione e, peraltro, già facente parte della previsione legislativa.
Infatti, tutto parte dalla modifica che viene fatta ed accettata dell'articolo 10 bis, comma 5, che fa riferimento alla legge regionale del 1998, mi pare che sia la 38, attraverso la quale si pone rimedio… In realtà è una cosa importante che riguarda le convenzioni tra la Regione Marche e il trasporto non prevalentemente sanitario.
Attraverso questa modifica si modifica sostanzialmente il DNA dell'articolo 10 bis, comma 5, della legge regionale del 1998, perché, pur mantenendo tutti i principi fondamentali di trasparenza, non discriminazione, pubblicità dei risultati e così via, si attribuisce al sistema del Terzo settore una sorta di percorso privilegiato in relazione all'attività specifica del trasporto sanitario.
A seguito di questo emendamento, che mi pare fosse a prima firma del Presidente Baiocchi, ho ritenuto utile, e direi di completamento, ribadisco, scrivere e chiedere l'approvazione di una disposizione che afferma, non pleonasticamente secondo me, che non si applichi questa nuova norma modificata (articolo 10 bis, comma 5 l.r. 36/1998) a tutte le procedure avviate prima della sua entrata in vigore.
Che cosa vuol dire? Vuol dire che, ricordando che noi abbiamo modificato i criteri relativi al trasporto sanitario, nel frattempo alcune Aziende sanitarie avevano avviato gare e affidamenti nel rispetto della precedente disciplina. È evidente che tutte quelle gare o quegli affidamenti già avviati resterebbero salvi e non intaccati da questa nuova norma che regge il futuro. Forse può apparire inutile, ma io credo che invece, alla luce del quadro complessivo non sia inutile inserire questa precisazione, quindi chiedo che venga approvata.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Questa disposizione viene introdotta in questo testo per fare la fotografia di un servizio che gli enti del Terzo settore, in particolare la Croce Rossa e tutte le altre associazioni che si occupano di trasporto sanitario, svolgono nella nostra Regione.
È stata oggetto di un confronto per mettere a frutto una norma giuridica, un percorso che queste associazioni fanno.
In merito al contenuto dell'emendamento del relatore di maggioranza, Consigliere Carancini, penso che si possano affermare due principi.
Il primo è che le disposizioni di legge, in generale, prevedono che la legge non possa avere effetto retroattivo.
Il secondo è che i procedimenti amministrativi già avviati rispondono al principio del tempus regit actum, cioè si applicano le disposizioni vigenti al momento in cui il procedimento è stato avviato.
Credo che sia pleonastico riaffermare principi che sono già contenuti nei principi generali dell'ordinamento giuridico, tanto più per il fatto che su questa disposizione, su questo emendamento, è comunque intervenuto un accordo, una sintesi con le associazioni.
Andare a interpretare disposizione di questo tipo, quasi fosse una norma di interpretazione autentica, significa intervenire anche sul procedimento relativo all'interpretazione delle leggi. Quindi sarei dell'avviso, a nome della Giunta, di respingere questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 25/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 25. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Voto favorevole del Consigliere Dallasta.

Articolo 25 bis
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Il povero Assessore Saltamartini, Vicepresidente dell'Assemblea legislativa regionale, non si smentisce neanche in questa occasione. Si fa forte dell'emendamento che, grazie a Dio, ha presentato il Presidente della Commissione, Consigliere Baiocchi, che va a riparare, purtroppo, l'ignavia dell'Assessore Saltamartini, il quale, in sede di assestamento, nonostante gli fosse stato chiesto anche da suoi colleghi di Giunta, non aveva avuto il coraggio di poterlo approvare. E oggi, in preda alla vendetta, decide, da costituzionalista nato, di non far approvare un emendamento che, almeno nel rispetto dello stile, avrebbe dovuto fare.
Per fortuna è l'ultimo Consiglio regionale e speriamo che, insomma, chissà se la Lega lo ripresenterà. Addirittura si parla di altri ruoli e di altre liste, ma questo lasciamolo perdere. Ancora una volta perde l'occasione di restare una figura istituzionale. Ci dispiace per lui.
Il Consigliere Baiocchi e altri hanno riparato a una delle sue nefandezze, perché in assestamento, ribadisco, nonostante gli fosse stato chiesto, aveva rifiutato l'emendamento sul trasporto sanitario. Sì, lo hanno riferito gli stessi Assessori, Vicepresidente.
L'invarianza finanziaria è comunque un passaggio che forse poteva essere migliorato. Nonostante questo voteremo favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Avevamo concluso questo Consiglio regionale con dei buoni propositi, del tipo "volemose bene", ma naturalmente il giurista Consigliere Carancini interviene per dire delle sciocchezze, delle bugie. In epoca precedente avrebbe detto: "Vergognatevi".
Non è affatto vero che l'emendamento è stato da me ricusato in sede di assestamento. Io ho inviato il testo dell'emendamento, che poteva essere presentato dalla Giunta al Consigliere Baiocchi, predisposto dall'Assessorato, e il Consigliere Baiocchi lo ha infatti presentato.
Semplicemente, nelle leggi finanziarie non bisogna appesantire il procedimento con testi che non siano omogenei. Questa è stata la mia cultura istituzionale, che ho maturato qui e che avevo già maturato precedentemente in Parlamento.
A me dispiace solamente una cosa: che, al di là delle chiacchiere e delle parole, non ci sia stato un confronto sui fatti, ma soltanto uno scontro personale. Una specie di invidia, quando lui condisce i miei interventi in un modo piuttosto che in un altro.
Questo emendamento che il Consigliere Carancini presenta va semplicemente a sottolineare principi generali dell'ordinamento giuridico, come se il legislatore…, senza sapere che chiunque applicherà la legge dovrà interpretarla secondo i canoni del diritto, non secondo quello che scrive il Consigliere Carancini, comunqque di sono delle regole che disciplinano l'interpretazione delle norme. Quindi, non c'è nessuna vendetta. Semplicemente, da quando sta qui, dalla legge di riforma, ha paventato paurosi mostri di incostituzionalità. Il Piano socio-sanitario era caratterizzato da violazioni disperate su tutti i fronti.
La verità, Consigliere Carancini, è che chiudiamo questa legislatura con il finanziamento dell'ospedale di Macerata. Lo faremo, faremo tutto ciò che lei in dieci anni da Sindaco non è riuscito a fare, perché è approdato in quest'Assise regionale con un progetto che non esisteva.
Per quanto riguarda le mie avventure o disavventure, non credo che spetti a lei stabilire la mia storia politica, che è una storia lunga, anche parlamentare, nella quale ho sempre espresso le mie idee.
Peraltro, lei mi pare fosse repubblicano una volta. Adesso di quale partito è? Non lo so e non mi interessa sapere a quale partito appartenga. Io esprimo liberamente il mio pensiero. Certo, io sono per la sicurezza. Non sono per portare, come ha fatto lei da Sindaco, gli immigrati a Macerata. Io ero per respingere gli immigrati e, certamente, non possiamo pensare allo stesso modo. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 25 bis Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Oggi discutiamo una proposta di legge importante, che esprime una visione di società fondata su valori profondi: partecipazione, solidarietà e responsabilità condivisa.
Questa legge è frutto di un lavoro collettivo, serio, costruito con metodo e con passione, che ha convinto e coinvolto tutto il mondo del Terzo settore delle Marche, che ringrazio profondamente con gratitudine, non solo per il contributo puntuale e competente a questo testo, ma anche per il costante impegno e dialogo che abbiamo avuto in questi anni su tanti fronti.
Un ringraziamento va a tutti i colleghi della maggioranza che, nei diversi momenti della legislatura, hanno contribuito con proprie proposte normative su questo tema. Questa legge ha saputo tenere conto anche di quei contributi, armonizzandoli in un impianto organico e coerente, capace di dare una risposta concreta alle esigenze del nostro territorio.
Avremmo potuto approvare questo provvedimento prima? Sicuramente. Ma forse l'ultimo minuto del secondo tempo rimane sempre il momento giusto per segnare un gol decisivo e oggi lo abbiamo fatto.
Con questa legge le Marche non si limitano ad adeguarsi alla normativa nazionale, ma rilanciano, dando forma e sostanza ai principi di coprogrammazione, coprogettazione e sussidiarietà, attraverso strumenti concreti, misure fiscali, spazi di partecipazione, trasparenza e fiducia.
Voglio ringraziare il Presidente della IV Commissione per la capacità di tenere insieme contributi diversi, i relatori di maggioranza e di minoranza per il clima di confronto e rispetto, tutti i colleghi e gli uffici per il grande lavoro tecnico che ha reso possibile questo risultato., il CAL, il CREL e ANCI Marche, che hanno fornito un supporto importante.
Ritengo che questa non sia la fine di un percorso, ma un nuovo inizio per il Terzo settore marchigiano, che oggi trova in questa legge riconoscimento, strumenti e visione. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di legge 318, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva all’unanimità)

Interrogazione n.1569
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi e Mastrovincenzo
“Nuova Caserma VV.F. di Pesaro”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1569 dei Consiglieri Vitri, Minardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi e Mastrovincenzo
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. La Regione ha manifestato l'interesse alla condivisione delle attività di valorizzazione da intraprendere per la realizzazione della nuova sede dei Vigili del Fuoco di Pesaro Urbino e, a seguito delle interlocuzioni, è emerso che l'Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro Urbino dispone di un terreno edificabile di circa 10 ettari, idoneo per l'edificazione di strutture a servizio del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Di questo terreno, il Comando dei Vigili del Fuoco di Pesaro Urbino ne ha individuato una porzione avente una consistenza di circa 60.000 metri quadrati, di cui edificabili almeno circa 6.000 metri quadrati, un decimo, come da planimetria, idonea ad accogliere la nuova caserma e che consentirebbe alla Direzione centrale per la difesa civile la realizzazione in loco di strutture adibite ai CAPI.
Per la suddetta porzione di terreno, la AST ha manifestato la disponibilità a cederla a titolo oneroso.
In data 18 giugno 2025, la Regione Marche, la AST di Pesaro Urbino, il Comune di Pesaro e il Ministero dell'Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco hanno sottoscritto un protocollo d'intesa con le seguenti finalità:
• garantire un'idonea sede centrale al Comando dei Vigili del Fuoco di Pesaro Urbino, al fine di garantire un miglior servizio alla cittadinanza, con particolare riferimento al territorio del Comune di Pesaro;
• realizzazione di un risparmio di spesa pubblica derivante dalla chiusura dell'attuale locazione passiva corrisposta per l'occupazione dell'immobile di proprietà INVIMIT, per un importo complessivo annuo di 141.692,45 euro;
• valorizzazione urbanistica e territoriale mediante l'identificazione e l'edificazione di una nuova caserma dei Vigili del Fuoco nel comparto edificatorio di Case Bruciate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore per questa risposta, a cui tenevo particolarmente, ma voglio premettere che la mia interrogazione è stata depositata il 15 maggio, almeno due settimane prima del protocollo che avete siglato. Poi è arrivata la risposta che attendevamo da tanto tempo. Non so se sia stata d'aiuto o meno anche la mia sollecitazione con questa interrogazione, o se sia una semplice coincidenza e casualità. L'importante, però, è il risultato.
Mi fa piacere che sia arrivato questo protocollo d'intesa che prevede la realizzazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco a Pesaro.
Per dovere di cronaca e onor del vero, voglio ricordare che la proposta è partita inizialmente dal Comune di Pesaro, dall'allora Presidente del Consiglio comunale, che per primo aveva proposto di realizzare una nuova caserma a Pesaro. Insieme agli altri esponenti dell'amministrazione comunale aveva proposto dei terreni di proprietà del Comune di Pesaro.
Questi terreni, proposti per la realizzazione della nuova caserma, non sono stati ritenuti idonei e quindi è intervenuta la Regione che ha messo a disposizione il terreno della AST.
Non ho capito dalla sua risposta un passaggio che sembra un piccolo dettaglio, ma non è secondario, perché ci ha detto che questo terreno sarà ceduto dalla AST a titolo oneroso. Mi piacerebbe capire e approfondire, ma ormai in seguito, essendo questo l'ultimo Consiglio regionale, quale sarà il costo di questo terreno, chi dovrà corrisponderlo alla AST e chi realizzerà la caserma. Non so se la Regione, a questo punto, oppure direttamente il Dipartimento dei Vigili del Fuoco.
In ogni caso, l'importante è aver fatto un primo passo. Ora chiedo alla Regione, al Dipartimento dei Vigili del Fuoco e al Comune di Pesaro di collaborare per accelerare i tempi, perché si è perso già troppo tempo, si sono persi anni.
Finalmente la sede è stata individuata in questo terreno a Case Bruciate. Spero si possa procedere speditamente perché le condizioni dell'attuale caserma di Pesaro sono diventate veramente inaccettabili per chi lavora in questo settore. Tutti i Vigili del Fuoco, che con grandi sacrifici si impegnano quotidianamente, non hanno più nemmeno lo spazio adeguato per i nuovi mezzi.
Grazie Assessore per la risposta e grazie per la disponibilità. Invito a procedere speditamente, da adesso in poi, chi prenderà in mano il suo Assessorato, se non sarà lei. Vedremo.

PRESIDENTE. Invito, per favore, i colleghi Consiglieri a rientrare in Aula, perché abbiamo un ultimo punto, il 6 ter, che è una proposta di atto amministrativo ad iniziativa della Giunta regionale.

Proposta di atto amministrativo n. 90
ad iniziativa della Giunta regionale
“Approvazione definitiva - ai sensi della L.R. 14/2006 - del Programma regionale FSE+ 2021/2027, così come approvato dalla Commissione europea con Decisione C(2025) 3961 del 16/06/2025”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 90 della Giunta.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Questa proposta di atto amministrativo costituisce la nostra presa d'atto della modifica del programma FSE Plus.
La procedura di modifica è iniziata con la proposta di atto amministrativo n. 79, approvata da quest'Assemblea legislativa il 18 marzo scorso, riguardante il riesame intermedio del Programma regionale FSE Plus Marche 2021-2027.
La proposta di riprogrammazione è stata avanzata ai sensi dell'articolo 18 del regolamento europeo n. 1060 del 2021. L'articolo 18 prevede infatti che, a metà periodo di programmazione, i programmi cofinanziati con risorse europee possano essere modificati sulla base:
• dello stato di avanzamento del raggiungimento degli obiettivi intermedi;
• della verifica della coerenza dei contenuti del programma rispetto alla situazione socioeconomica presente al momento dell'approvazione;
• della verifica di coerenza con le raccomandazioni specifiche rivolte al sistema Paese nel suo complesso.
La Commissione europea ha approvato la proposta di riprogrammazione con decisione del 16 giugno scorso, notificata alla Regione Marche tramite la Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea solo dopo il 20 luglio. La Commissione europea ha condiviso le modifiche apportate dalla Regione senza proporne ulteriori.
In base alla legge regionale n. 14 del 2006 occorre la doppia approvazione e oggi l'atto è stato approvato dalla Giunta. Si è così deciso di evitare che la procedura si arenasse in concomitanza con il rinnovo degli organi regionali, proponendo all'Assemblea legislativa di concludere la procedura in quest'ultima seduta della XI legislatura.
Entrando brevemente nel merito delle modifiche, si rileva che queste riguardano un incremento della dotazione finanziaria dell'Asse 1 con riferimento all'obiettivo specifico 4.A, "Migliorare l'accesso all'occupazione", la cui dotazione finanziaria passa da 67,5 milioni a 80,5 milioni di euro.
Le risorse aggiuntive sono destinate:
• alla creazione d'impresa per 9 milioni di euro;
• alle borse lavoro per 5 milioni di euro;
• all'attivazione di borse di ricerca per 4 milioni di euro.
L'obiettivo specifico 4.B dell'Asse 1, riguardante gli interventi di modernizzazione del mercato del lavoro, cede agli altri obiettivi circa 7,5 milioni di euro. Tale riduzione è possibile perché gli interventi saranno comunque realizzati con risorse ministeriali.
Si registra inoltre una riduzione di 2 milioni di euro dell'obiettivo specifico 4.C, riguardante le pari opportunità di genere, compensata dalle risorse del Programma nazionale FSE Plus Giovani, Donne e Lavoro, nell'ambito del quale sono stati stanziati per la Regione Marche 7,9 milioni di euro per azioni di sostegno alla partecipazione femminile al mercato del lavoro.
Per quanto riguarda l'Asse 2, quello dell'istruzione e della formazione, si registra una riduzione delle risorse inizialmente previste, che passano da 16 milioni a 14 milioni di euro.
Questa riduzione è giustificata dalla presenza di considerevoli risorse attivate attraverso gli interventi del PNRR, che devono essere utilizzate entro due anni.
Nell'ambito dell'Asse 4, dedicato ai giovani, si registra invece un incremento di risorse per 6,5 milioni di euro per l'obiettivo specifico 4.F, relativo a istruzione e formazione.
Tali risorse aggiuntive saranno destinate all'attivazione di percorsi di istruzione e formazione professionale e di istruzione tecnica superiore, che rappresentano uno dei canali per assolvere al diritto-dovere di istruzione e formazione e costituiscono un elemento indispensabile per il successivo inserimento nel mondo del lavoro.
Altre modifiche riguardano il sistema degli indicatori di realizzazione, che viene adattato alle modifiche di carattere finanziario.
L'approvazione definitiva delle modifiche è funzionale a porre in essere tutte le azioni amministrative necessarie per ottimizzare le risorse e consentire al programma di cogliere al meglio gli obiettivi in esso contenuti, al fine di supportare al meglio e al massimo il tessuto economico e sociale della nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio. Abbiamo ancora due votazioni oltre a quella relativa all'atto amministrativo, quindi vi prego di rimanere in Aula.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Come ricordava il Consigliere Marinangeli, questo è un atto che è stato già discusso e approvato a marzo scorso con i soli voti della maggioranza.
Si tratta di un adempimento di metà periodo di programmazione richiesto dalla stessa Commissione europea, che consiste nella verifica degli interventi attuati e della loro rispondenza alle priorità individuate al momento della definizione del programma, tenuto conto del quadro economico regionale e delle modifiche intervenute nel frattempo.
È importante ricordare che fu approvato in tutta fretta, pur essendo un adempimento con scadenza al 31 marzo, conosciuta fin dall'inizio della programmazione. Nel giro di meno di una settimana fu richiesta l'approvazione d'urgenza di un atto che non presentava alcuna urgenza reale, ma che era semplicemente il frutto dell'ennesima mancanza di programmazione e organizzazione della Giunta, che da due anni sapeva di dover adempiere. In quell'occasione fu impedita ogni possibilità di migliorare e arricchire il dibattito, magari portando contributi costruttivi che avrebbero potuto migliorare l'atto.
Oggi, dopo il passaggio a Bruxelles, ci troviamo semplicemente a ratificare il tutto.
Questa non è stata l'unica mancanza. Ricordo che la sessione comunitaria sul rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie relative al 2024 è stata convocata con ritardo e quella relativa al 2025 non si svolgerà ormai più in questa legislatura.
Tornando all'atto in discussione, si è fatto passare questo provvedimento come un atto puramente tecnico, ma in realtà è un documento politico, perché vengono compiute scelte politiche ben precise. Nel merito, ripeto pedissequamente quanto aveva già evidenziato la Consigliera Bora a marzo scorso in quest'Aula, poiché il testo è rimasto lo stesso dopo il passaggio alla Commissione europea e oggi ci sarà l'approvazione definitiva.
Spostare 15 milioni di euro dall'asse istruzione e formazione per finanziare l'asse occupazione e l'asse giovani, rispettivamente per 8,5 milioni e 6,5 milioni di euro, non è una scelta tecnica, è una scelta politica.
Peraltro, rispetto ai singoli assi, quello relativo a istruzione e formazione presenta una performance molto bassa, anche computando questa riduzione di 15 milioni di euro di medio termine, così come abbiamo verificato durante la sessione comunitaria, con dati aggiornati alla fine del 2024, su 44 milioni di euro di dotazione, risultavano effettuati pagamenti per soli 889.000 euro.
Allo stesso modo, ridurre l'obiettivo 4.B, servizi al lavoro, di 7,5 milioni di euro precedentemente destinati ai centri per l'impiego…, perché ci si accorge soltanto ora che gli stessi progetti sono già finanziati dal PNRR, e decidere di destinarli alla creazione d'impresa, alle borse lavoro e alle borse ricerca, rappresenta una decisione assolutamente politica.
Era evidente già in sede di programmazione comunitaria che il PNRR avrebbe finanziato determinate misure. Avete inutilmente duplicato gli interventi, lasciando milioni di risorse inutilizzate a causa di questa incapacità programmatoria e organizzativa.
La riduzione di 2 milioni di euro nell'obiettivo specifico sulle pari opportunità è un'altra scelta totalmente sbagliata. Il fatto che lo Stato abbia concesso alla Regione Marche 8 milioni di euro di risorse aggiuntive per interventi sulle pari opportunità e sulla conciliazione, tramite il Programma nazionale Giovani, Donne e Lavoro, non giustifica questi tagli.
Mantenere entrambi gli stanziamenti avrebbe permesso di attivare più interventi e sicuramente più efficaci, soprattutto se, come leggiamo nello stesso documento, i tassi di partecipazione al mercato del lavoro delle donne sono addirittura 10 punti inferiori alla media europea.
È più o meno lo stesso errore che dolosamente avete fatto in questi anni sulle politiche sociali: invece di aggiungere risorse, le avete sostituite o tagliate, impedendo di ampliare il numero delle persone, peraltro in condizioni di fragilità, che avrebbero potuto beneficiarne.
Concludo, ribadendo la nostra contrarietà rispetto a questo atto, nel merito, ma soprattutto nel metodo.
Approfitto del fatto che questo sarà il mio ultimo intervento in questa legislatura per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con il nostro Gruppo in questi anni, sia qui in Aula sia negli uffici del Consiglio regionale e della Giunta.
Un saluto e un ringraziamento a tutti i colleghi Consiglieri e un augurio a tutti noi.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie Presidente. Diamo continuità agli interventi di politiche attive del lavoro sull'asse occupazione, in particolare per il sostegno alla creazione di nuove imprese, borse di studio per esperienze di lavoro e ricerca.
La Commissione Europea ha approvato, con decisione del 16 giugno, la revisione del programma regionale FSE Plus. La comunicazione della Commissione ci è stata comunicata il 17 ultimo scorso. Ai sensi della legge 14/2006 ci vuole la doppia approvazione, infatti questa mattina l'abbiamo approvata in Giunta.
Tale revisione si rende necessaria a seguito della riprogrammazione dell'FSE Plus 2021-2027, recentemente approvata dalla Commissione Europea con decisione, come dicevo prima, del 2025, del 16 giugno, su proposta effettuata dall'autorità di gestione regionale in esito alla procedura di riesame intermedio prevista all'articolo 18 del regolamento UE n. 2021-1060, regolamento delle disposizioni dei comuni. La riprogrammazione, finalizzata a garantire la coerenza del programma con le modifiche e condizioni del contesto, ha determinato un incremento delle risorse dell'asse occupazione e una riduzione delle risorse disponibili sull'asse istruzione, che viene compensata facendo ricorso a finanziamenti alternativi assicurati da programmi nazionali. Inoltre, con la riprogrammazione si è deciso di concentrare le risorse residue della programmazione FSE Plus su alcune linee di politica, ad esempio il sostegno alla creazione di impresa, la formazione on the job, per garantire continuità a interventi che hanno sempre determinato rilevanti successi attuativi. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Approfitto per fare la mia dichiarazione di voto positiva alla proposta di atto amministrativo, per portare a tutti voi, a tutti, il saluto, come abbiamo deciso questa mattina in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, perché questo, come dicevano alcuni di voi e di noi, è l'ultimo Consiglio regionale della XI legislatura e per questo avverto forte l'esigenza di rivolgere a ognuno dei Consiglieri un sentito ringraziamento per questo lungo, impegnativo percorso, in cui costantemente, specialmente in questo periodo di profonda crisi, di profonda innovazione istituzionale, si sono profuse notevoli energie.
L'impegno da parte di tutti noi è stato notevole e abbiamo sempre insieme cercato di coinvolgere nelle nostre azioni i cittadini marchigiani, adoperandoci per un miglior futuro della nostra comunità, ponendo sempre il nostro bagaglio culturale a disposizione delle istituzioni per qualunque problema sia stato oggetto di discussione del Consiglio regionale.
Ringrazio quindi tutti voi perché ognuno, anche nella diversità di pensiero, ha interpretato e dimostrato un'attenzione per le Marche e una volontà di partecipazione alla costruzione del bene comune, che ci ha richiamato ogni giorno all'importanza delle nostre responsabilità e ha reso questa esperienza, a volte anche dura e faticosa, intensa ed entusiasmante, svolta con correttezza, serietà e competenza.
Non tutte le situazioni che abbiamo affrontato hanno potuto trovare quelle soluzioni che ciascuno di noi nel singolo avrebbe voluto così definite, che quindi sarebbero state attuabili secondo il pensiero di ciascun consigliere. Ma, considerate i tempi, le circostanze, credo che abbiamo preso le decisioni che in coscienza ci sono sembrate le migliori possibili.
In questi anni non sono mancati momenti di accesa discussione, ma hanno sempre tenuto in giusta considerazione le esigenze di tutti e sono stati svolti, comunque sono stati interpretati con onestà intellettuale, dedizione e spirito di servizio, libertà, trasparenza e positività, che sono state l'essenza del nostro mandato che lasciamo con fiducia e consapevolezza a chi verrà dopo di noi.
Essere stato componente di questo Consiglio, credo, interpretando il pensiero di tutti voi, ha significato sentire profondamente il senso di appartenenza alle nostre radici. È un tesoro prezioso che tutti insieme abbiamo custodito e implementato con senso di responsabilità.
Sono stati anni intensi, quali le idee, le speranze e le aspettative di migliaia di marchigiani hanno camminato di pari passo con il nostro impegno. La nostra è stata quindi una storia coraggiosa e intensa. Lo testimoniano tutti i lavori compiuti in Aula, nelle Commissioni, nei Gruppi, nell'Ufficio di Presidenza.
Abbiamo svolto tutti insieme un importante ruolo propositivo, creando le condizioni non solo per condividere le nostre idee, per intersecarle con le idee degli altri, ma anche per migliorare le condizioni di vita dei marchigiani.
Ripercorrere a ritroso tutto questo tempo non è affatto semplice per le tantissime attività e il difficile lavoro svolto, ma è stato un nostro dovere e noi non ci siamo, nessuno di noi, colleghi Consiglieri, componenti della Giunta regionale, mai tirati indietro, respingendo la retorica che vuole dipingere anche in questa fase la politica e la sua classe dirigente come un peso per la comunità e non invece la sua rappresentanza, come siamo stati seriamente.
E tutti voi siete stati la più bella dimostrazione dell'impegno politico, un inno al credere al futuro nella politica e nelle istituzioni. Abbiamo inteso coralmente il ruolo di chi governa come di quello che vuole garantire, assicurare relazioni limpide, positive e controllare con il Consiglio, con i colleghi, con le istituzioni, con la Giunta, con il personale e tutto. E quindi questa ricerca di un atteggiamento di normalità è stata la sfida quotidiana, anche fatta di confronto e di confronti, con la consapevolezza che si stesse operando per il nostro bene, il bene della comunità delle Marche.
Altro ringraziamento va rivolto al personale tutto, nessuno escluso, per il tangibile supporto a tutte le attività del Consiglio.
Ringrazio il Presidente Acquaroli e la Giunta regionale per aver consentito al Consiglio regionale di svolgere il suo compito con autonomia sui più importanti argomenti e problemi che hanno riguardato le Marche e per avere aderito, in particolare il Presidente Acquaroli, alla proposta di essere io eletto quale Presidente del Consiglio della Regione Marche, come ringrazio tutti coloro che mi hanno eletto.
Concludo infine con un ringraziamento a coloro che fanno parte, fuori da questo Consiglio, famiglie, compagni e compagne e conviventi e comunque del nostro più intimo rapporto affettivo, la cui presenza e comprensione per le nostre tante assenze ha permesso e ci ha permesso di andare avanti nel ruolo di responsabilità a cui siamo stati chiamati. Il loro appoggio ci ha fortemente stimolato nel cercare di svolgere meglio il nostro mandato. E per questo mi permetto di fare proprio una frase di Papa Francesco: "Sognare grandi cose, sognate con voi, il mondo può essere diverso. Se voi date il meglio di voi stessi, aiutate il mondo a essere diverso, non dimenticate di farlo". Ecco, aggiungo la mia personale: "Chi non rischia non cammina". E sono certo che noi tutti insieme, in questi 5 anni, abbiamo rischiato per camminare insieme per il bene delle Marche. Grazie.

(Applausi)

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Mi associo al saluto. Siamo arrivati all'ultima seduta di questa legislatura, una legislatura abbastanza complicata anche dal punto di vista dei lavori d'Aula. Se penso ai primi mesi, ai primi anni, con i distanziamenti e il clima post-pandemico, la graduale riacquisizione della libertà e della normalità dei lavori, e a tutto quello che è stato l'impegno e la dedizione alla nostra Regione. Devo sinceramente ringraziare tutti i componenti di questa Assemblea per la collaborazione e per il lavoro che è stato messo a disposizione della nostra comunità.
Sono state approvate riforme importanti. Certamente non tutte sono state condivise, però il lavoro e il servizio li abbiamo messi tutti a disposizione della nostra comunità regionale.
Voglio ringraziare per quanto svolto dall'Assemblea legislativa in questi cinque anni. Voglio evidenziare anche l'importanza delle riforme messe in campo. Penso alla riforma delle Aziende sanitarie, al Piano sociosanitario, alla legge sul governo del territorio, una norma che non veniva rivisitata nella nostra Regione dai primi anni Novanta, e poi anche al Piano infrastrutture, alla legge sui borghi. Tanti sono stati i momenti di confronto al servizio della nostra comunità. Tanti anche gli atti che sono stati approvati e che non elenco per necessità di brevità.
Voglio ringraziare anche l'Ufficio di Presidenza e tutti i collaboratori che hanno accompagnato questo nostro percorso, tutti i dipendenti e tutte le professionalità che hanno lavorato insieme al Consiglio regionale.
L'auspicio è che questa legislatura possa lasciare in ognuno di noi un segno importante, frutto della responsabilità che abbiamo condiviso insieme, e che possa accompagnarci, sia a chi si candida sia a chi non si candida, in questa campagna elettorale, con la consapevolezza che abbiamo dato il massimo di quello che potevamo.
Credo che questo possa essere l'impegno più importante: restituire in termini di passione e dedizione quello che ci è stato dato in questi anni, sia dal punto di vista politico sia come impegno e dedizione.
La politica come servizio è, credo, la forma più importante di politica che possiamo mettere a disposizione. Certamente ci sono le diatribe, ci sono talvolta gli scontri e, in democrazia, ci sono appartenenze e visioni diverse, ma quando si opera nel segno della ricerca di una sintesi possibile per il bene comune, credo che ogni impegno sia davvero indispensabile per la democrazia e per il bene della nostra comunità.
Grazie a tutti voi, grazie a tutti i collaboratori, grazie alle professionalità e buona campagna elettorale a chi la farà. Soprattutto, buona vita a chi non intende ricandidarsi.

PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 90. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva).

PRESIDENTE. Ultima votazione. Do per letto e approvato il processo verbale della seduta n. 191 del 5 agosto 2025, della seduta odierna, contenente lo svolgimento delle interrogazioni n. 1514, n. 1525 e n. 1569, gli interventi e le votazioni dei seguenti atti:
• Proposta di regolamento n. 1/25;
• Proposta di atto amministrativo n. 87;
• Mozione n. 551;
• Proposta di legge n. 259;
• Proposta di atto amministrativo n. 88;
• Proposta di legge n. 318;
• Proposta di atto amministrativo n. 90.
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva).

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17:50.