Resoconto della seduta n.14 del 10/03/2026
SEDUTA N. 14 DEL 10 MARZO 2026

La seduta inizia alle ore 11:05

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 14 del 10 marzo 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 13 del 3 marzo 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Interrogazione n. 82
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Chiarimenti sull’affidamento disposto da ATIM per l’evento ‘Marche in Vetrina 2024’ e sul coordinamento con il Comune di Castelraimondo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 82 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Consigliera Luconi.

Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Specifico che mi limito a rispondere in base al testo fornitomi dagli uffici perché l'interrogazione è relativa all'annualità 2024 e a “Marche in Vetrina” evento del Comune di Castelraimondo.
Sulla base della documentazione messa a disposizione da ATIM, in relazione all'interrogazione in oggetto, si rappresenta quanto segue. In merito al quesito n. 1, si fa presente che la lettera di richiesta di condivisione e sostegno per l'evento “Marche in Vetrina 2024” del Comune di Castelraimondo inviata dal legale rappresentante della società Mastaba al Direttore pro tempore Dr. XY di ATIM evidenziava la necessità di un impegno economico anche da parte del Comune di Castelraimondo, sebbene non quantificato, in considerazione dei costi elevati dell'evento e della necessità di mantenere la partecipazione del pubblico completamente gratuita.
In merito ai quesiti 2 e 3, si precisa che l’ATIM ha formalizzato l'accordo tramite affidamento di un servizio alla società Mastaba ai sensi del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 36 del 2023) e relativa sottoscrizione di un contratto con tale società; si precisa inoltre che non esistono atti sottoscritti contemporaneamente dai tre soggetti.
In merito al quesito n. 4, si precisa che le attività svolte dalla società sono state incentrate sulla realizzazione dei servizi promozionali e di comunicazione e sono state illustrate nella relazione conclusiva inviata all'ATIM. Successivamente la società ha inviato formalmente la fattura che è stata liquidata con decreto di ATIM previa verifica del possesso di tutti i requisiti in capo al soggetto affidatario, con riferimento al DURC, al certificato dell'Agenzia delle entrate, al certificato del casellario giudiziale, al certificato dell'anagrafe delle sanzioni amministrative, alla verifica ai sensi dell'articolo 48 bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973.
In merito al quesito 5, si fa presente che la Regione Marche non è a conoscenza di incongruenze tra gli atti ufficiali adottati da ATIM e le dichiarazioni rese dal Comune di Castelraimondo relativamente all'evento.
In merito al quesito n. 6, si segnala che il gruppo di lavoro nominato dal Segretario generale per la verifica amministrativa degli atti adottati da ATIM, ha fatto emergere due criticità in merito alla procedura: errato riferimento alla normativa applicabile e mancanza di verifica ex ante dei requisiti del fornitore, così come riportato nella relazione conclusiva delle verifiche; pertanto, in fase di liquidazione, quale azione correttiva, sono stati effettuati i controlli suddetti, così come richiesto dalla normativa in materia di contratti pubblici: verifica del DURC, certificato dell'Agenzia delle entrate, certificato del casellario giudiziale, certificato dell'anagrafe delle sanzioni amministrative, verifica ai sensi dell'articolo 48 bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973. In merito, infine, all'ultimo quesito, sulle misure che la Regione intende adottare in futuro per rafforzare la trasparenza e il coordinamento dei ruoli tra ATIM, enti locali e soggetti affidatari, si evidenzia che ogni appalto di beni e/o servizi è espressamente gestito sulla piattaforma GT SUAM/Multie, ai sensi del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 36 del 2023), prevedendo la ricezione di relazioni che illustrano le attività svolte e finalizzate alla verifica della corretta esecuzione del servizio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, devo dire che la risposta della Consigliera Luconi è stata deludente perché è vero che lei mi risponde da un punto di vista tecnico e non politico - lei non c'era - però sta di fatto che non entra nel merito delle incongruenze e degli aspetti spinosi di questa vicenda.
L'ATIM, con decreto del Direttore, a luglio 2024, affida un incarico di 91.000 euro alla società Mastaba per organizzare un evento che è quello di “Marche in Vetrina” di Castelraimondo, specificando nella lettera-contratto la tipologia di attività che questa società sarebbe andata a svolgere, quindi attività di reperimento del cast artistico, service luci/audio/logistica, ospitalità artisti e tecnici, pubblicità e comunicazione. Se non che il Sindaco di Castelraimondo, con una risposta ufficiale all'interrogazione presentata dal gruppo di minoranza in Consiglio “Castelraimondo insieme” dell'ottobre 2025, scrive testualmente, nella risposta scritta, che Mastaba non ha avuto nessun ruolo nell'organizzazione dell'evento 2024 e aggiunge che il Comune ha sostenuto direttamente altri 45.760 euro per attività che sono le stesse, identiche, per le quali l’ATIM ha affidato l'incarico a questa società. Società che ha sede a Serravalle del Chienti, che nel 2024 è stata costituita e non risulta avere dipendenti.
Mi chiedo dov'è la coerenza tra questi atti. Francamente faccio fatica a intravederla e faccio fatica anche a capire la logica di quello che è successo. La posso capire, ma mi preoccupa, mi inquieta, non solo quella politica, mi inquieta perché questa società sarebbe andata direttamente a presentare un progetto per organizzare un evento, che organizza il Comune di Castelraimondo e il Comune di Castelraimondo non sa nulla di questa attività. Parliamo di un evento che è andato a costare complessivamente, dai dati che abbiamo a disposizione, 137.000 euro in un momento di grave crisi economica e di difficoltà a finanziare attività ben più importanti - penso alla sanità, penso al sociale - e con il definanziamento di eventi che, quantomeno, sono altrettanto meritevoli e di valore, come lo è questo. Su questo vi anticipo che già la Corte dei Conti è stata allertata dalla Commissione nominata dalla Giunta, che ci sono state delle gravi carenze nei procedimenti di affidamento e penso che questa storia non possa finire…

Interrogazione n. 85
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Nuove interruzioni di energia elettrica nel Montefeltro”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 85 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. La Consigliera ha diviso in due parti l’interrogazione.
La prima, sì, ho incontrato Enel subito dopo l'insediamento della Giunta per almeno due volte, nei giorni 27 novembre e 11 febbraio. Entrambe le volte abbiamo analizzato il piano degli investimenti che Enel sta facendo nel nostro territorio, perché - non so se lei è esperta di elettrotecnica - c'è un problema di infrastrutturazione e, quindi, l'Enel ha previsto una serie di cabine di distribuzione di media tensione primaria che si vanno a collegare e a formare degli anelli per supplire alle mancanze momentanee di fornitura elettrica. Questo è un problema che si verifica a causa anche dell'immissione nel circuito di nuove forniture di energia che sovraccaricano l'infrastruttura, penso ai nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili che hanno messo in crisi - soprattutto nel periodo estivo, ovvero quando c'è la maggiore richiesta di energia anche per evidenti richieste di assorbimenti dovuti al condizionamento - tutta l’infrastruttura. Ci sono valli che hanno subito queste problematiche, penso a quelle del Misa e del Nevola, che hanno visto l'interruzione per alcuni minuti della fornitura, che ha causato anche dei danni a diverse apparecchiature presenti nelle aziende del nostro territorio. Comunque il problema è stato attenzionato.
Ricordo che Enel non rientra fra le nostre competenze, ma c'è un rapporto di leale collaborazione con la più importante azienda di fornitura elettrica del nostro Paese, quindi c'è un rapporto di collaborazione, non solo, anche di frequentazione dovuta a problemi del nostro territorio. C'è un piano di investimenti che, se vuole, le posso fornire, perché Enel mi ha autorizzato a poterlo diffondere, che riguarda tutto il territorio della nostra regione, appunto, con la realizzazione di nuove cabine di media tensione primaria e tutta una strutturazione moderna che sfrutta anche quelle che vengono chiamate le smart grid, cioè le reti di ultima generazione, le cosiddette reti intelligenti.
Per quanto riguarda la seconda la domanda, lei saprà sicuramente che Enel aveva una organizzazione territoriale che spaccava le Marche in due, accorpando le province di Ancona e Pesaro e quelle di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Recentemente questa organizzazione, questa articolazione sul territorio è stata migliorata andando a creare quattro grandi bacini, fra cui quello di Pesaro e Urbino. In occasione di questa nuova suddivisione è stato approvato anche il piano degli investimenti che prevedrà nel triennio 2025-2027 investimenti per circa 300 milioni di euro nella nostra regione per quanto riguarda - quello che ho detto rispetto al primo punto - la nuova infrastrutturazione delle reti elettriche. Il nuovo ufficio di Urbino, che sostituisce quello precedente di Macerata Feltria, accorperà tutte le attività di quella parte della nostra regione e vedrà anche nuove risorse.
Voglio anche ricordare una cosa, nonostante il problema delle interruzioni, le Marche si caratterizzano in positivo da questo punto di vista, perché nel 2024 il dato delle interruzioni medie era di 34.4 minuti contro una media nazionale di 45 minuti e questo dato è ulteriormente migliorato nel 2025 abbassando dal 34.4 a 32.1 i minuti di interruzione. Questo non significa che la nostra attenzione verrà meno semplicemente perché c'è un miglioramento, ma continueremo il rapporto positivo che abbiamo con Enel per cercare di superare questi problemi. Comunque voglio ricordare che necessariamente una rete elettrica avrà delle interruzioni; la sfida è quella di averne il meno possibile e che non causino danni al sistema produttivo…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore,. Lei mi ha dato una esaustiva risposta e visto che ha detto che ha avuto l'autorizzazione a diffondere il piano degli investimenti, sarei contenta di averlo per poterne prendere visione.
Di tutto quello che ha detto mi soddisfa la parte dove dice che la Regione continuerà ad attenzionare questa situazione, perché vorrei ricordare da dove nasce questa interrogazione.
L'interrogazione nasce da tre giorni di interruzione dell'energia elettrica che c'è stata in alcune frazioni del Montefeltro, o meglio nella frazione di Trasanni di Urbino, Macerata Feltria e Sassocorvaro Auditore. Per ben tre giorni, dopo la nevicata, che è stata anche di modesta entità, verificatasi a cavallo del giorno della Befana, c'è stata l'interruzione in diversi luoghi, come dicevo prima, creando fortissimi disagi, tant'è che i Sindaci hanno espresso preoccupazione. Preoccupazione che era stata condivisa quando ho presentato una interrogazione analoga alla fine della legislatura scorsa. Nel maggio del 2025 l'Assessore Antonini mi aveva detto che condivideva quelle preoccupazioni, perché era successo che qualche giorno prima delle strutture ricettive, sempre in queste zone, erano rimaste senza energia elettrica. Il fatto qual è? Che un magazzino che esisteva a Macerata Feltria è stato spostato a 60 chilometri di distanza, sappiamo bene quali sono le infrastrutture stradali per gli spostamenti, e tutto ciò rallenta gli interventi da parte degli operai, oltre che evidentemente anche la gestione della vegetazione interferente non è che sia il massimo. Quindi, fatta la premessa da cui nasce l'interrogazione, prendo atto di tutte le iniziative che lei ha messo in campo da quando è stato nominato Assessore regionale. Mi auguro che questa interlocuzione con Enel porti ad un reale rafforzamento anche in quei territori che sono già fragili; dopo torneremo a parlare di queste aree, perché sono fuori dalla ZES, sono fuori dai Comuni montani, hanno interruzioni di energia elettrica, purtroppo ripetute e che si prolungano per troppo tempo. Quindi mi auguro che ci saranno effetti positivi. Tornerò, come Consigliera di opposizione, con atti ispettivi qualora non fosse così. Grazie.

Interrogazione n. 87
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Attuazione della Casa di Comunità nel Comune di Urbino e garanzia della continuità delle cure primarie”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 87 del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado con quanto riferitomi dall’AST 1 sull'interrogazione.
In riferimento all'interrogazione in oggetto la Casa di Comunità di Urbino, prevista dalla delibera di Giunta regionale del 24 marzo 2025, n. 403, è attualmente collocata in via Gramsci e il relativo contratto di locazione scadrà nel mese di maggio 2026. L'Azienda sanitaria territoriale, consapevole della suddetta scadenza contrattuale, ha già dato avvio alle procedure per reperire un nuovo immobile, fermo restando la possibilità di poter rimanere nei locali attualmente occupati con un nuovo contratto.
Si fa presente che la suddetta struttura è stata già individuata dai provvedimenti regionali come Casa della Salute, la quale dovrà essere trasformata, così come previsto dal decreto ministeriale n. 77, in Casa di Comunità. Al suo interno trovano collocazione, oltre ai medici di medicina generale, anche alcuni servizi sanitari essenziali dell’AST di Pesaro Urbino, che non possono ovviamente essere chiusi, quali il Centro di salute mentale, la sede della continuità assistenziale, gli uffici periferici della formazione, i servizi veterinari e l'Avis quale centro di raccolta sangue.
Ad oggi, pertanto, non sussiste alcuna criticità, in quanto i servizi presenti nella Casa della Salute, ivi compresa l'attività dei medici di medicina generale, resteranno operativi senza soluzione di continuità nella medesima struttura, ovvero in altro immobile che verrà reperito a seguito della manifestazione di interesse già avviata.
In merito alle lamentele su presunte criticità relative ad eventuali carenze assistenziali, va rilevato come ad oggi non vi siano carenze da coprire, dal momento che le stesse sono state tutte attribuite a medici di medicina generale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non credo che la sua risposta possa considerarsi sufficiente, perché con l'interrogazione che lei ha ripreso nella sua replica… praticamente la sua risposta è stata una fotografia, una fotocopia della mia interrogazione. Sappiamo perfettamente quanto sia importante quello che si sta facendo nella sede sanitaria di Urbino, che rappresenta un modello di integrazione tra medicina generale e servizi territoriali. Ma il cuore della mia domanda era capire quale sia il cronoprogramma per la realizzazione della Casa di Comunità di Urbino, che è la struttura che dovrebbe prendere il posto del Centro di cure primarie che ha evidenti criticità.
Sappiamo che il contratto scadrà a maggio 2026. È chiaro, un contratto può essere sempre prorogato, ma, se noi avessimo di fronte un cronoprogramma preciso, questo contratto non verrebbe prorogato. Peraltro la stessa Azienda sanitaria territoriale, come è emerso in notizie riportate dalla stampa locale, ha riconosciuto che l'attuale sede è inadeguata. Quindi il problema esiste e con l'interrogazione si domandava alla Giunta e a lei quando e come volete intervenire sul problema, domandandovi i tempi per la realizzazione della Casa di Comunità. A questa domanda, che era il punto primo della mia interrogazione ed era la questione centrale, lei, Assessore, non mi ha risposto. Quindi, quello che mi ha rappresentato lo so, la situazione di Urbino la conosciamo, ma la prospettiva non è assolutamente chiara. Pertanto mi considero insoddisfatto della risposta che ha dato. Grazie.

Interrogazione n. 88
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti
“Trasporto ferroviario gratuito nelle Marche per militari dell’Esercito”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 88 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda l’interrogazione presentata per la verifica della possibilità di rendere gratuiti i trasporti ferroviari per i militari dell'Esercito, abbiamo chiesto un contributo agli uffici per sapere qual è lo stato dell'arte. Gli uffici dicono che il comma 3 bis - come penso che questa Assemblea sappia - dell'articolo 22 della legge regionale n. 45 del 1998 concede la libera circolazione su tutta la rete del trasporto pubblico regionale, su gomma e su ferro, agli appartenenti ai Corpi di Polizia, ossia ai Carabinieri, alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, alla Polizia Penitenziaria e al Corpo Forestale dello Stato, nonché ai militari delle Capitanerie di Porto che svolgano funzioni di polizia giudiziaria, domiciliati o residenti nelle Marche. Tale personale di polizia in virtù, poi, dell'Accordo tra Trenitalia, Regione Marche e, ovviamente, Ministero dell'Interno, stipulato in data 16 giugno 2021, è chiamato ad intervenire in caso di necessità a bordo treno, assicurando così una funzione di pubblica sicurezza e deterrenza. Sostanzialmente le forze di polizia che si registrano sulla piattaforma diventano agenti in servizio a bordo treno.
Con riferimento, invece, all'ipotesi segnalata dai Consiglieri ricorrenti, si significa che dal Conto annuale del Ministero dell'Economia e delle Finanze risulta che il personale dell'Esercito operativo nella Regione Marche ammonta a circa 1.501 unità, che diventano 2.247 considerando, ovviamente, quello che dobbiamo fare, anche l'Aeronautica e la Marina Militare, perché se riconosciamo un beneficio a un appartenente di un corpo in divisa, lo dobbiamo ovviamente riconoscere anche agli altri.
In linea generale vi dico che sulla possibilità di riconoscere delle agevolazioni agli uomini e alle donne in divisa, aveva lavorato - questo lo devo riconoscere per rispetto a chi prima di me ricopriva il ruolo di Assessore ai trasporti – l’ex Assessore, ad alcuni Consiglieri che sedevano prima, e anche oggi, nell'Aula, penso al Presidente del gruppo Putzu, che non vedo in Aula, al Consigliere Ausili ed anche ai Consiglieri presentatori di questa interrogazione. Il nostro intento sarebbe il seguente: tale personale militare, come ci dice la normativa, non essendo in possesso delle qualifiche pubblicistiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, non potrebbe, al contrario delle Forze di polizia, essere chiamato ad intervenire a bordo. Quell'ordinamento lo dobbiamo rispettare. Però, tutto ciò considerato - anche perché un uomo in divisa su un mezzo pubblico potrebbe rappresentare un deterrente rispetto ai malintenzionati - sono allo studio misure agevolative - vi dico che questo studio è iniziato con l’ex Assessore ai trasporti - da parte degli uffici competenti nei confronti di questo personale in divisa da applicare nel complesso del personale delle Forze armate, sempre compatibilmente con quello che potremo decidere in Giunta e con quest’Assemblea legislativa relativamente alle risorse del bilancio regionale in materia di trasporto pubblico locale , ferme restando le disposizioni - stiamo attivando la procedura per la gara sul trasporto – dell’Autorità di regolazione dei trasporti.
Quando avremo la soluzione che gli uffici stanno studiando, sarà mio compito riferirlo a tutti i Consiglieri dell'Assemblea, perché penso che questo sia un provvedimento gradito da tutta l'Assemblea legislativa qualora riusciremo a trovare la soluzione idonea. Grazie

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Mi è sembrato di capire che lei abbia recuperato alcuni documenti dell'ex Assessore, che aveva questa delega, ma forse gliene è sfuggito uno in particolare, se vuole dopo glielo passo, perché l'ho recuperato anch'io, visto che questa proposta era nata da una mia richiesta, a cui nessuno aveva mai pensato in precedenza. Ringrazio, anche se non è qui, l'ex Assessore che l'aveva accolta e si era impegnato per poter arrivare ad una soluzione.
Ebbene, c'è un atto proprio firmato dall'ex Assessore insieme ad un Sindacato di rappresentanza dei militari, nel quale era già stata calcolata la spesa prevista, che nel bilancio regionale incide come una briciola. Avevano già trovato un accordo; quindi faccio un passo in più rispetto a quello che lei mi ha appena detto, quindi, sarebbe molto più semplice arrivare a chiudere questo accordo, visto che c'è già il calcolo. In questo documento firmato dal Maggiore XY del Sindacato dei militari e dall'ex Assessore si calcola che la spesa presunta su circa 100 persone ammonti a 400.000 euro nel caso di libera circolazione, a 120.000 euro nel caso di spostamenti casa-lavoro; si considera questo numero di persone perché il Sindacato ha già fatto il calcolo dei pendolari.
Noi valutiamo la possibilità di far viaggiare gratuitamente i militari pendolari che vivono e lavorano nelle Marche, soprattutto sono marchigiani che lavorano nella caserma di Pesaro o nella caserma di Ascoli Piceno. Questo calcolo non l'ho fatto io, l'hanno fatto gli uffici ed ha il logo della Regione Marche che lei conosce bene, dopo glielo passo.
Soprattutto voglio mettere in evidenza che su questo siamo indietro anni luce. Visto che il Governo attuale si riempie la bocca della parola sicurezza, suggerisce - e lo ha fatto anche a Pesaro - di chiedere l'aiuto dell'esercito nei luoghi in cui manca la sicurezza - quindi di mandare i militari dell'esercito di Pesaro nei parchi a lavorare - quantomeno farli viaggiare gratuitamente se hanno la divisa. E’ vero ciò che ha detto, che non possono intervenire, ma è anche vero che possono comunque coadiuvare. La Polfer sta già facendo un lavoro enorme, ma consentire ai militari di viaggiare in divisa gratuitamente è un deterrente, come lei ha ammesso, ma anche un segnale importante nella percezione generale della sicurezza e di fiducia nei confronti anche dei militari dell'Esercito. Voglio ricordare a questo proposito che oggi per i militari dell'Esercito l'abbonamento al trasporto ferroviario è totalmente gratuito in Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Lazio, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta e Veneto. Le sto facendo esempi di Regioni che hanno una…

Interrogazione n. 112
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Progetto ‘Nuova Stazione Merci’ a San Rocchetto di Castelfidardo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 112 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Gli interroganti chiedono qual è lo stato dell'arte sul progetto di realizzazione della nuova stazione merci a San Rocchetto di Castelfidardo. La Regione Marche già nell'ambito della procedura di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale del Progetto di fattibilità tecnico-economica dell'intervento presentato da Rete Ferroviaria Italiana, ha formalmente comunicato al MASE l'esistenza di elementi di forte criticità dovuti alle caratteristiche dell'area interessata, sia con riferimento al profilo del rischio idrogeologico che all'elevato impatto paesaggistico. Da questo è derivato che Rete Ferroviaria Italiana ci ha comunicato che nell'ambito dell'iter autorizzativo (Conferenza dei Servizi e Screening VIA) sono pervenuti diversi pareri dagli enti locali - in primis la Regione, poi anche, ovviamente i Comuni - in alcuni dei quali sono state sollevate perplessità sulla posizione dell'impianto, richiedendo che il progetto venisse sottoposto a procedimento di VIA – necessariamente, altrimenti il progetto sarebbe già partito o forse avrebbe già visto la conclusione della procedura - al fine di valutare in maniera approfondita e nelle sedi opportune gli impatti dell'opera sul patrimonio culturale e paesaggistico, ma, in particolare, di verificare soluzioni di localizzazione alternative.
Rete Ferroviaria Italiana (RFI) su questo ci risponde che: “in esito ai pareri pervenuti dagli enti, Rete Ferroviaria Italiana ha avviato una ricognizione per individuare una posizione alternativa della nuova stazione merci che conservasse altresì i medesimi input posti a base del progetto”. Allo stato dell'arte, quindi, non è partita nemmeno la procedura di VIA. Attendiamo, come auspicato dalla Regione e dai Comuni, l'individuazione di altri siti per la nuova stazione, perché anche qui c'è la contrarietà, ovviamente, della Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Assessore. Mi fa piacere che abbia detto una parola chiara sulla contrarietà della Regione, perché, ricordiamo, che su questo abbiamo avuto diverse versioni anche in Aula.
Abbiamo chiesto più volte una parola definitiva, inequivocabile su questo progetto. Un progetto che, appunto, come ha ricordato lei, ha forti problematiche, perché impatta in un'area con forti criticità idrogeologiche, in una zona dove c'è possibilità di esondabilità e ci potrebbero essere ricadute importanti per quanto riguarda le imprese artigiane e agricole del territorio.
Non sto elencando tutte le criticità che ben conoscete. Ricordo, però, che Rete Ferroviaria Italiana (RFI) aveva un incontro pubblico il 17 aprile; il responsabile dei progetti per RFI, aveva detto che, se la Regione in collaborazione con RFI avesse trovato un'alternativa alla localizzazione individuata, sarebbe stato immediatamente avviato il progetto alternativo. Si tratta di capire se veramente è di RFI esclusivamente la responsabilità e, comunque, da parte nostra vi chiediamo un impegno costante affinché sia trovato un sito alternativo per le ragioni che sappiamo.
Oggi abbiamo sentito finalmente una parola chiara. Ci aspettiamo che sia consolidata questa strada anche nel prossimo futuro, affinché sia trovato un sito alternativo.
Mi sembra di capire che la Conferenza dei Servizi ci sia già stata, se non erro, dalla sua risposta. In ogni caso, se ce ne fosse bisogno, continuiamo a chiedere da parte vostra la sollecitazione ad un'ulteriore Conferenza dei Servizi. Attendiamo e le chiediamo di vigilare affinché RFI porti a termine questo progetto in un altro sito. Grazie.

Interrogazione n. 121
ad iniziativa dei Consiglieri Seri, Caporossi, Ruggeri
“Richiesta chiarimenti in merito al trasferimento del reparto di Gastroenterologia dall'Ospedale Santa Croce di Fano all'Ospedale San Salvatore di Pesaro e potenziale ulteriore trasferimento presso il medesimo ospedale del reparto di degenza della Pediatria”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 121 dei Consiglieri Seri, Caporossi, Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Allora, immaginavo questo tema perché entrando nell'Ospedale di Fano ho capito che era molto sentito. Da questo punto di vista mi sento di portare all'attenzione di questo consesso alcuni passaggi.
Allora, che sia stata una voce, soltanto una voce, direi di no, perché l'AST di Pesaro Urbino mi fa presente che questa scelta è stata presentata e discussa al Collegio di Direzione in data 5 settembre 2024 e in data 16 gennaio 2025; è stata illustrata e discussa alla Conferenza dei Sindaci dell'AST 1 in data 13 gennaio 2025, quindi anche in una platea politica; è stata oggetto di confronto con le Organizzazioni Sindacali di Area Funzioni Locali, Area Comparto e Area Sanità nelle date 23 gennaio 2025, 24 gennaio 2025, 28 gennaio 2025; è stata presentata e discussa al Comitato di Partecipazione dei cittadini per la Tutela della Salute in data 28 gennaio 2025; è stata illustrata agli Ordini professionali il 4 febbraio 2025; è stata ancora oggetto di confronto con le Organizzazioni sindacali Confederali il 5 febbraio 2025; ed è anche riportata nell’Atto Aziendale.
Questo per la parte formale, tra l'altro, su questo dico che è solamente una voce priva di fondamento qualsiasi spostamento riguardante la pediatria e, quindi, tutto rimarrà assolutamente invariato. Ma la parte a cui tengo di più, oltre a quella formale, è quella sostanziale. La Direzione dell'AST dice che è giusto portare 20 posti di gastroenterologia a Pesaro, perché lì ci sono: la chirurgia, la radiologia interventistica, anche l'emodinamica, tutte quelle discipline che possono interagire con la gastroenterologia in caso di criticità, invece di far fare avanti e indietro ai pazienti.
E’ ancora più giusta l'altra considerazione, quella di sfruttare quei 20 posti - non facendoli perdere a Fano - per quelle eccellenze già riconosciute nel Santa Croce. Quindi noi abbiamo conquistato a Fano, da questo punto di vista, 12 posti di Ortopedia, allargando quindi l'offerta ortopedica, e 8 posti di Chirurgia Senologica, se non erro. Questa, secondo me, è la direzione che anche altri territori dovrebbero prendere, cioè non tutto dappertutto, perché se facciamo dei doppioni, dei francobolli che vanno quasi a sovrapporsi, il rischio è di parcellizzare e abbassare l'offerta per l'utente finale, il cittadino, tanto più quando ci troviamo a 10 chilometri di distanza. Capisco in altre province questi dualismi possono essere ancora più marcati .Quindi, quando ci saranno delle scelte che vanno verso un'ottimizzazione, rilanciando o facendo crescere una eccellenza, ovviamente bilanciando con altre eccellenze in altro loco, io personalmente, anche in quest'Aula, lo dico come metodo, sarò sempre da quella parte perché non ci possiamo permettere tutto dappertutto, non solo per motivi economici, ma anche perché così la qualità non sempre viene premiata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Da Consigliere stupido mi sono permesso di porre una semplice domanda sul perché non fosse stata comunicata questa notizia, siccome alcune volte girano nei corridoi alcune informazioni, per chiedere se fossero vere, nulla di più. Mi dispiace per le considerazioni che si sono susseguite, ma su questo dirò qualcosa subito dopo.
Il ragionamento che lei fa, e lo ha detto anche in un'intervista, cioè che le piace il confronto con le idee, non i campanilismi, con me sfonda una porta aperta. L'ho sempre detto per dieci anni da Sindaco e mi dispiace che le reazioni, anche dei suoi compagni di governo, quando si dicevano queste cose, siano state così feroci. Questa nasce da una di quelle…, ed ha al suo fianco l’Assessore Rossi, che era nel mio stesso collegio.
Mi ero permesso nel mese di settembre di annunciare che questo reparto sarebbe stato trasferito a Pesaro e venni accusato di allarmismo, di strumentalizzare le cose e, quando ciò si è verificato, mi sono permesso di presentare questa interrogazione che dà una ulteriore conferma. Lei dice una cosa giustissima, le dirò di più, era giusto portare Gastroenterologia nell'Ospedale di Pesaro, perché prima di tutto viene la sicurezza dei pazienti. Ma questo può essere pericoloso, perché questa spiegazione può valere anche per altri reparti che, sicuramente, in seguito chiederanno la stessa cosa per tenere in garanzia i cittadini.
Assessore, le devo dire anche una cosa - al di là delle persone che la scortano quando va a fare i suoi tour, che è una libera scelta, ha evitato di dover fare un sopralluogo da solo in un momento successivo…, svolgendo il mio ruolo di ispettivo - spero che, conoscendola, non sia una sua scelta, ma se non è una sua scelta, vuol dire che certi comportamenti le sfuggono di mano. E quando dei Dirigenti… si immagini una mattina che si alza ed i dirigenti di un ministero accusano dei parlamentari di dire stupidaggini oppure si alzano e si mettono dall’altra parte e fanno un confronto politico, cosa accadrebbe? Ci sarebbe lo scandalo. Bene, nelle Marche non se lo immagini, perché è accaduto. È accaduto che si affermi che dei Consiglieri dicono delle stupidaggini. In precedenza è capitata una cosa simile al Consigliere Caporossi, c’è stata un’opposizione politica. Allora, le chiedo di intervenire perché quando si calpesta un'Assemblea, non è una persona, è un’istituzione, quando si calpestano le istituzioni vuol dire che non c'è più rispetto. Allora, io mi auguro che ci sia una censura…

PRESIDENTE. Possono intervenire anche gli altri due proponenti, in quanto appartengono ad altri gruppi consiliari.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio innanzitutto il Consigliere Seri per avere proposto questa interrogazione e avermi anche chiesto di sottoscriverla, cosa che ho fatto molto volentieri. Vorrei anche ricordare che nella passata legislatura sono state fatte interrogazioni in merito.
Il Consigliere Seri all'epoca era Sindaco e mi aveva chiesto di attenzionare questa situazione. Oggi, per la prima volta in quest'Aula, abbiamo chiarezza di quello che è il percorso che la Giunta vuole fare sulla Gastroenterologia - anzi l'ha già fatto, ma abbiamo chiarezza oggi, invece di averla avuta in passato, purtroppo - e anche sui posti di Ortopedia e di Senologia.
Vorrei però stigmatizzare proprio questo, Assessore, perché queste parole di chiarezza dovevano essere dette con altrettanta lucidità non oggi, a cose fatte, ma, eventualmente, un anno fa, un anno e mezzo fa, quando abbiamo tirato fuori il problema, che era evidente leggendo gli atti aziendali, in cui c'è scritto nero su bianco. Atto aziendale che è stato negato più volte, a mezzo stampa di sicuro.
Tant'è che vorrei ricordare che, in piena campagna elettorale, è stato fatto anche un Consiglio monotematico nella mia città, a Fano, e lì non ci sono state queste parole di chiarezza, anzi, è apparso un discorso talmente offuscato per cui i titoli sono stati: “Gastroenterologia resta a Fano”, “i 50 posti letto sono di Fano, presto li attiveremo”. Così non è, lei ce lo certifica quest'oggi. Quindi mancanza completa di trasparenza.
Tra l'altro, abbiamo saputo solo un mese dopo che Gastroenterologia era stata spostata a Pesaro a gennaio. Nessuno ha avvisato la cittadinanza, i politici, anzi, il Sindaco Serfilippi si è trovato nell'imbarazzo di dire, fino a pochi giorni fa: “il trasferimento è transitorio”. A parte che non so come abbia potuto fare queste affermazioni, probabilmente neanche il Sindaco ha letto l'atto aziendale. Comunque, voglio dire: il primo cittadino di una città come Fano, della Lega, che non sa quali sono le indicazioni che, invece, evidentemente, sia l'attuale Assessore alla sanità che quello passato - perché così deve essere, visto che nell’atto aziendale c'erano queste indicazioni - avevano in mente.
Per me è una situazione gravissima che dimostra: primo, mancanza di trasparenza, secondo, mancanza di partecipazione, terzo, il fatto che non si sa dove volete andare. Abbiamo avuto parole di chiarimento a cose fatte….

Interrogazione n. 125
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Distribuzione farmaci AST di Fermo – Farmacia di Via Zeppilli”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 125 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Innanzitutto ricordiamo che il servizio in Via Zeppilli è un servizio ultradecennale - e la via sottostante casa mia, la conosco molto bene - che oggi avviene con regolarità nei seguenti orari: dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, il martedì e il giovedì anche con il rientro pomeridiano dalle ore 15:00 alle ore 16:00.
Diciamo che negli ultimi due anni ci sono stati alcuni interventi di adeguamento e miglioramento della struttura, come l'installazione di due portoni antincendio e l'elevatore per esterno. Al piano terra sono garantiti gli accessi per i pazienti con difficoltà motoria, senza che debbano andare ai piani superiori. Sono anche previste delle ristrutturazioni della logistica delle scaffalature nel 2026, tali da poter consentire il passaggio al nuovo assetto quando ci sarà il trasferimento a Campiglione.
Su questo bisognerà ragionare insieme al Direttore dell'Unità operativa complessa sulla possibilità anche di adottare una temporanea, nuova e differente logistica per consentire all'utenza di godere di una maggiore e migliore fruibilità del reparto con il passaggio a Campiglione.
Un'altra idea potrebbe essere - lo dico in via ipotetica - quella di lasciare un punto a Campiglione e un punto nel centro città per limitare anche gli spostamenti dell'utenza. Ma su questo non è ancora possibile avere una certezza, questo lo voglio dire, perché dopo nessuno mi venga a dire di aver fatto una promessa, perché è una cosa che si sta studiando. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Va bene questa riflessione ultima dell'Assessore che è, ovviamente, tutta politica, perché anch’io penso che il centro di distribuzione farmaci debba restare anche in città. Ma non sono soddisfatto per il resto, perché questa situazione non può andare avanti fino a quando non ci si trasferisce a Campiglione di Fermo.
È vero che è un problema che c'è da anni, che, però, deve essere risolto, perché l'erogazione dei farmaci per malati oncologici, ovvero per pazienti affetti da patologie croniche, in modo periodico e ripetuto sulla base di piani terapeutici, è una vera e propria prestazione sanitaria.
Non è possibile che si possa andare avanti in questa situazione, Nell’attuale punto di distribuzione bisogna fare quattro rampe di scale per giungere alla cosiddetta farmacia di Via Zeppilli. Le persone sono obbligate a stazionare all'esterno e spesso, ahimè, rinunciano anche a prendere i farmaci. Pensiamo alle persone anziane o ai malati oncologici che sono soli.
Credo che la Direzione, non tanto la politica, ma la Direzione generale dell'AST di Fermo debba intervenire e risolvere questo problema, perché, tra l'altro, attiene alla sicurezza del lavoro e alla sicurezza dei pazienti di poter accedere alle cure.
Mi chiedo: perché non si trova subito una soluzione alternativa e più adeguata? Perché non si destinano a tal fine le necessarie risorse da parte della Direzione dell'Azienda sanitaria? Direzione che pure ha speso e ha dissipato risorse, ad esempio, per la famosa inaugurazione farlocca di un reparto di Campiglione di Fermo, che era prevista prima per il 1° agosto e poi per il 7 agosto, dove, addirittura, sono stati acquistati arredi, sono stati richiesti preventivi - ci torneremo su questo su punto - invece lì non si fa nulla. Ad esempio, lì vicino c'è il Dipartimento di prevenzione dove il soffitto è crollato in testa al personale dipendente - non c'era ancora l’Assessore Calcinaro - perché non erano stati fatti i lavori di messa in sicurezza, pure segnalati addirittura alla Procura della Repubblica, che tace…

Interrogazione n. 133
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Lungodegenza e la chirurgia a ciclo breve negli ospedali di comunità”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 133 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico. Gli Ospedali di Comunità prevedono un setting in cui non sono possibili le lungodegenze che, sappiamo, dal decreto ministeriale Balduzzi sono state contingentate e sono non afferenti al setting che è previsto per gli Ospedali di Comunità, che, peraltro, è anche diverso rispetto alle cure intermedie. Quindi, tantomeno è possibile avere con gli Ospedali di Comunità anche degli ambulatori, come detto nell’interrogazione, per interventi di chirurgia a ciclo breve. Questo può accadere laddove ci siano ospedali per acuti, per le lungodegenze, oppure nelle strutture territoriali di cure intermedie. Quindi ad oggi ci sono dei parametri diversi. Dopodiché, se il legislatore apporterà ulteriori implementazioni rispetto ai setting degli Ospedali di Comunità, una volta che avranno modo di partire, lo vedremo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. L'interrogazione nasceva dal fatto che avevo letto sue dichiarazioni riguardanti il progetto in lavorazione di una riorganizzazione dei pronto soccorso e l'impiego di posti letto negli ospedali di comunità quando questi fossero eccessivamente intasati.
L'idea mi era molto piaciuta, Assessore, perché significa riscoprire, a distanza di quindici anni, una ovvietà, cioè che la concentrazione di tutti i servizi in capo agli ospedali per acuti, gli ospedali “H” per capirci, di base, primo, secondo livello, avrebbe portato nel tempo qualche difficoltà. Quindi recuperare posizioni negli Ospedali di comunità o Case della comunità - come li chiameremo in futuro, ancora non si è capito molto bene - poteva essere estremamente interessante.
Il decreto legge Balduzzi va rivisto? Questa non è un'interpellanza, Assessore, è un'interrogazione, quindi, non chiedo l'indirizzo riguardo a questo, ma non possono esserci - sicuramente, va rivisto - tredici Ospedali di comunità con tredici sale operatorie in teoria funzionanti. Pensare di muovere i medici, non la gente, in queste strutture per interventi più semplici, credo che sia una ovvietà. Quindi, sul tavolo nazionale raccomando che questo discorso venga ripreso.
Assessore, mi scusi, non voglio smentire chi le ha relazionato su questo tema, ma a me risulta esattamente che, almeno in un paio di strutture, sia presente non solo la chirurgia a ciclo breve, ma anche lungodegenza, almeno in un ex ospedale di comunità o ospedale locale, come si chiamava una volta.
Quindi, ho fatto un'interrogazione e sono estremamente… no soddisfatto, perché la soddisfazione è legata al fatto che piaccia o meno, qui siamo a un dato di verità ed il dato di verità che lei ci rappresenta non posso non accoglierlo, ma mi rimane un grosso dubbio, glielo rappresento in quest'Aula perché so che in un ospedale delle Marche ancora la lungodegenza è presente, anzi, non era presente ed è stata, nel tempo, rafforzata. Questa situazione crea una oggettiva disparità - mi auguro di sbagliarmi - rispetto ad altre realtà che non capiscono perché sia stata fatta questa cosa e ci sia questa differenza di trattamento. Allora, accetto anche il principio, mi piace che questo avvenga e se questo avviene sulla base di deroghe che possono essere ottenute dal Ministero della sanità, come è stato fatto per i punti nascita, può essere una porta aperta anche per altre deroghe e per altri ospedali. Grazie.

PRESIDENTE. Informo che sono rinviate l’interrogazione n. 135 e l’interpellanza n. 11.

Interpellanza n. 16
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Politiche regionali in materia di sostegno e protezione dei minori”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 16 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. L'interpellanza verte sulle politiche regionali in materia di sostegno e protezione dei minori. Nelle Marche, negli ultimi anni, si è registrato un incremento delle problematiche riguardanti le famiglie ed i minori: conflitti e violenze in ambito familiare, separazioni altamente conflittuali, inadeguatezza genitoriale, dispersione scolastica, casi di devianza e dipendenza patologica e sofferenza psicologica dei minori.
Si registra un incremento dei problemi connessi, appunto, alle dipendenze patologiche, al disordine alimentare e al disagio psichico. In numerosi Ambiti territoriali sociali della nostra regione si stanno rilevando problematiche importanti inerenti questa fascia di età. Sempre più spesso le problematiche riguardanti i minori si manifestano con ritiro sociale, difficoltà relazionale tra pari, evasione dall'obbligo scolastico, bullismo e tanto altro. Queste problematiche vanno affrontate in modo tempestivo, per evitare il cronicizzarsi del disagio, con una strategia di rete che veda coinvolti i servizi sociali degli enti locali, quindi i Comuni, gli Ambiti territoriali, i servizi sanitari territoriali, le scuole, le società sportive, gli oratori, l'associazionismo giovanile. Nella nostra regione si registra un considerevole incremento dei casi presi in carico dai servizi sociali degli Enti locali, sia dal punto di vista numerico sia della complessità, però, a fronte di un numero insufficiente di assistenti sociali.
Non sono previste linee specifiche di finanziamento per interventi rivolti alla fascia di età 11-18 anni, né a livello regionale né nazionale. È necessario promuovere protocolli di collaborazioni tra istituzioni coinvolte per un'efficace presa in carico delle situazioni complesse. È altrettanto necessario potenziare la dotazione di personale dei Consultori familiari, delle UMEE, del Dipartimento dipendenze patologiche.
Nella scorsa legislatura l'Assessore alla sanità, in sede di discussione in Consiglio regionale dell’interpellanza n. 10 del 9 maggio 2022, aveva detto, in riferimento al finanziamento delle progettualità in capo agli Ambiti territoriali sociali sugli interventi di contrasto al disagio che viene manifestato dagli adolescenti e dai giovani, che si sarebbe riservato di verificare la presenza di disponibilità in sede di bilancio, in maniera da poter assecondare questa richiesta. Purtroppo, questo non è avvenuto, mentre sarebbe necessario ripristinare e potenziare il sistema dei servizi che lavorano per prevenire e intervenire nelle situazioni di pregiudizio che riguardano i minori. Stante la complessità e la delicatezza delle situazioni che riguardano i minori e le loro famiglie, sarebbe necessario lavorare in un'ottica di integrazione socio-sanitaria, non limitandosi a erogare singole prestazioni, ma effettuando una presa in carico multidisciplinare e competente.
Le problematiche che affliggono questa fascia di età sono spesso aggravate, come evidenziato dal report dell'Alleanza contro la povertà nelle Marche, da altre problematiche: la povertà ereditaria o intergenerazionale, la povertà educativa, la dispersione scolastica, l'abbandono scolastico, l'aumento dell'incidenza della povertà minorile assoluta.
Con questa interpellanza chiediamo al Presidente e alla Giunta regionale di conoscere la politica del Governo regionale in materia di sostegno e protezione dei minori, di sapere se intendano ripristinare le figure previste dalle piante organiche dei vari servizi sanitari territoriali, a partire dai consultori familiari, le UMEE, la neuropsichiatria infantile, e sapere se sia previsto un finanziamento agli Ambiti territoriali sociali specifico e vincolato per una progettualità che vada ad intervenire sul fenomeno del disagio giovanile, anche in un'ottica preventiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Innanzitutto mi rammarico di non aver potuto rispondere alla precedente interrogazione perché una volta per tutte avrei chiarito le modalità di finanziamento nazionale delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità, ma ci torneremo sopra, stavolta lo dico io.
Detto questo, innanzitutto faccio presente che, ovviamente, è difficile trattare il tema in cinque minuti, su questo mi capirà il Consigliere Mastrovincenzo.
Faccio presente, innanzitutto, che ci sono due importanti progetti rivolti agli Ambiti che vanno ad intervenire sui giovani, sulle età giovanili: il progetto DesTEENazione e il progetto ComeTE, però ci sono anche misure strutturate e strutturali.
Voglio far presente che la Regione Marche rivolge al sostegno e alla protezione dei minori una programmazione ampia sociale e socio-sanitaria regionale. Cerco di andare velocemente perché queste sono misure che poi vengono passate agli Ambiti, i quali le parametrano per i propri territori.
La Regione finanzia, con fondi propri di bilancio ad integrazione di risorse statali programmate a valere sul Fondo nazionale politiche sociali, la protezione dei minori fuori dalla famiglia d'origine con contributi economici sia ai Comuni, che pagano le rette dei minori inseriti in comunità, sia alle famiglie affidatarie. Quest’anno ci sarà un aumento del finanziamento alle famiglie affidatarie. Mentre sul rafforzamento dei Comuni il fondo è più che raddoppiato, la prima volta lo scorso anno e in questo in corso la finanziaria ha previsto un intervento diretto verso i Comuni.
Attraverso i fondi del Programma operativo regionale FSE, sin dalla programmazione di tanti anni fa, sono stati sempre finanziati le funzioni di assistenza socio-educativa, il sostegno alle funzioni genitoriali e socio-educativo estivo, i cosiddetti centri estivi, finanziati da tre/quattro anni.
La Regione interviene, inoltre, programmando a favore degli Ambiti territoriali, che ne sono gli attuatori, gli interventi e le relative risorse, previsti dalla programmazione statale relativi al P.I.P.P.I. (Programma di intervento per la prevenzione dell’istituzionalizzazione). Questo è molto importante, Consigliere, perché è un fondo che i Comuni usano molto, in quanto tende a prevedere e prevenire l’immissione nelle strutture in quei casi di particolare difficoltà genitoriale, con una serie di interventi che riescono a contenere e evitare magari il collocamento in strutture.
Veniamo a tutti i finanziamenti che ci sono e sono stati predisposti dalla Regione, anche i fondi ministeriali che passano attraverso la Regione per le azioni sulla famiglia. In una delle ultime delibere, peraltro, abbiamo anche dato un'indicazione agli Ambiti - ovviamente, sono gli Ambiti a declinare sui territori – sulla possibilità di utilizzare questi fondi – cosa che credo sia molto importante - anche per dei bonus che possano accompagnare i ragazzi a trovare delle alternative alla noia - sempre molto rischiosa - in quelle famiglie che magari non hanno una grande disponibilità economica: bonus per il doposcuola, bonus per le attività sportive giovanili. Sono delle azioni che possono aiutare l'economia familiare laddove esiste il rischio che la famiglia non possa accedere a determinate possibilità, lasciando il ragazzo alla noia. Le linee sono notevoli e in aumento rispetto alle politiche nazionali e regionali. Il problema è grande, lo sappiamo, ne siamo…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Le chiedo di lasciami la copia scritta dopo, perché penso che non abbia terminato la sua risposta.
Prendo atto di quello che mi dice rispetto al cosiddetto P.I.P.P.I., un programma finanziato con fondi del PNRR.
Prendo atto, però, che lei, ad esempio, non ha risposto al secondo quesito relativo alla implementazione delle piante organiche dei vari servizi sanitari territoriali (consultori, UMEE, neuropsichiatria infantile), che sono in condizioni davvero precarie.
I consultori sono in una condizione di sottorganico che rende difficile garantire in tempi accettabili la valutazione diagnostica dei genitori e dei minori e quasi mai il sostegno psicologico e la presa in carico delle situazioni complesse.
Le unità multidisciplinari, ne abbiamo già parlato nella precedente seduta, sono in fortissima difficoltà e non riescono a garantire in tempi brevi le valutazioni dei minori che necessitano, invece, di diagnosi rapide. Protocolli di collaborazione tra diversi soggetti istituzionali, che erano deputati proprio alla tutela dei minori, in particolare tra enti locali e consultori familiari in passato attivi, oggi sono dimenticati.
Dopodiché, le cito solamente un altro paio di elementi, l'Osservatorio del disagio giovanile e adolescenziale istituito nel 2019 completamente bloccato e fermo, le comunità per minori con problemi di carattere psichico sono complete, ci sono solo due comunità nella nostra regione con liste d'attesa lunghissime.
Chiudo con i fondi per i minori inseriti in comunità, io dico che sono insufficienti, a me risulta che siano passati da 508.000 euro nel 2024 a 163.000 euro nel 2025. Grazie.

Elezione di un rappresentante nell’Assemblea dei Soci della Fondazione Cassa di risparmio di Fermo
(Statuto Fondazione, articolo 15)
(voto limitato a uno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un rappresentante nell’Assemblea dei Soci della Fondazione Cassa di risparmio di Fermo.
Ricordo che ciascun Consigliere può votare un solo candidato e che l’Assemblea legislativa, nel votare, prende atto delle risultanze istruttorie, comprese quelle contenute nel parere della I Commissione assembleare, e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità e di inconferibilità dei candidati.

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Come maggioranza proponiamo l’Avvocata Romina Gualtieri.

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto.

(Il Consigliere Segretario Ausili effettua la chiama)

Comunico l’esito della votazione:
Votanti n. 26
Voti validi n. 17
Schede bianche n. 9
Schede nulle n. 0

Ha ricevuto voti:
Gualtieri Romina n. 17

Proclamo eletta rappresentante nell’Assemblea dei Soci della Fondazione Cassa di risparmio di Fermo Gualtieri Romina.

PRESIDENTE. Rinvio delle mozioni nn. 8, 11 e 16 (punto 4). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva

Mozione n. 22
ad iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri.
Misure urgenti relative al tratto autostradale Porto Sant'Elpidio - San Benedetto del Tronto.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca mozione n. 22 dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Cercherò di non essere troppo lungo, il materiale è tanto e la questione la conoscete bene, però cercherò di argomentare da questo punto di vista, cioè di porre sul campo gli elementi che potrebbero favorire la votazione di questa mozione in maniera unitaria, elencando dati e questioni, sperando che poi, insomma, questo punto di vista venga accolto.
La prima cosa: nel 2017 è accaduto l'incendio alla galleria “Castello”, dal quale è iniziato un po' tutto. È stato per il nostro territorio un grande trauma, perché i problemi sull’autostrada A14 sono partiti da quel momento. È stato un trauma che si è aggiunto a tanti altri che la nostra regione ha dovuto affrontare. Quindi, il primo motivo per votare insieme è questo: le grandi problematiche, le grandi ferite del territorio possono essere superate soltanto se la politica fa squadra, al di là delle appartenenze, soprattutto su temi infrastrutturali che stanno a cuore a tutti.
Il secondo motivo: c'è stata attenzione delle istituzioni in questi anni, la cosa più recente è stato l'intervento, per esempio, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che, se non sbaglio, a gennaio, il 22 gennaio, prometteva la chiusura dei lavori per il mese di febbraio. Purtroppo sapete che questo impegno non si è potuto mantenere perché sono intervenuti nuovi lavori sulla galleria “Vinci” di Cupra Marittima per i quali settimanalmente si smista tutto il traffico sulla Strada Statale 16. Che la cosa sia percepita anche a livello del Governo nazionale è chiaro, perché - ed è un punto specifico - l'infrastruttura della A14 è un'infrastruttura strategica per la nostra regione e per le regioni confinanti e l'interruzione del tratto sud della A14 compromette la possibilità di percorrere un tratto autostradale indispensabile da nord a sud nell'est della nostra regione.
Il terzo motivo per cui dobbiamo essere compatti: sono intervenute negli anni scorsi diverse federazioni di autotrasportatori, la CNA FITA, per esempio, la FAI, associazioni di autotrasportatori che hanno sottolineato alcuni dati determinanti. Sono 12.500 i mezzi pesanti che passano tra Marche e Abruzzo, il costo orario di un mezzo fermo in fila è di circa 100 euro, 338 milioni sono le perdite annue stimate per i problemi sulla A14. Immaginate adesso, a fronte di tutte queste difficoltà, i rincari del prezzo sull'energia che cadranno addosso a queste categorie produttive. Categorie produttive che sono, forse, le più esposte sul problema della A14. Ma a queste si aggiungono i turisti, il turismo, la percezione che nel sud delle Marche sia difficile arrivare, perché è un luogo inaccessibile, con un danno d’immagine, che in questi anni c'è stato, enorme. Nonché tutti i problemi generati ai pendolari che attraversano quel tratto quotidianamente per andare al lavoro e tornare a casa.
Un altro punto che secondo me è essenziale: il problema della A14 sta a cuore anche a voi della maggioranza. Sono andato a rileggere i programmi elettorali. Nel programma elettorale “Ricostruiamo le Marche” 2020-2025 era chiaro l'intento di - cito - “completare a sud la terza corsia della A14 in tutte le Marche”. Questo auspicio diventa più specifico nel programma “Più Marche” 2025-2030, dove l'obiettivo è più articolato - cito anche in questo caso - “l'obiettivo è realizzare la terza corsia fino all'Abruzzo, completamente in sede tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso e valutando soluzioni alternative più sostenibili per il restante tratto tra Pedaso e Porto d'Ascoli”, cioè il programma abbozza già quale può essere la soluzione per il tratto sud della A14. Soluzione che segue un piano presentato, il piano di ammodernamento e potenziamento della A14, ormai superato, presentato nel maggio del 2022 ai Sindaci - allora ero Sindaco - che per la prima volta metteva sul campo questa soluzione, oggi chiamata mini-arretramento, che penso sia ancora quella sul campo, cioè ampliare una terza corsia in sede fino a Pedaso e da Pedaso arretrare una sola corsia di marcia, mantenendo per un'unica direzione l'attuale tracciato.
Il problema lo avete ben presente e sta a cuore anche a voi. Il fatto che ci sia un progetto sul campo è un ulteriore elemento per votare uniti. Questo progetto non può essere non comunicato all'esterno, non può essere non trasparentemente comunicato con chiarezza, non può essere non condiviso con le comunità che dovranno “subire” o vedere i probabili lavori per il miglioramento della A14. Parliamo di un intervento stimato - da quanto ho letto - in circa 5 miliardi. Un intervento che non sarebbe privo di complicazioni, perché qualcuno ha sollevato che su parte del tratto oggetto dell'intervento sarebbe evidente un rischio di frane, ma sono tutte questioni tecniche.
Arrivo al nodo finale senza dilungarmi troppo. Ecco, il senso dell'impegno che la presente mozione propone a tutto il Consiglio. Un impegno che, vedrete, non è fazioso, non è partitico, non è polemico. Non stiamo a distribuire le colpe del passato, perché - ve l'ho ricordato - la A14 è un problema che viene da un passato lungo. Stiamo semplicemente cercando insieme di capire come fotografare il presente e quali sono i progetti del futuro. Per questo l'impegno è innanzitutto a convocare permanentemente un tavolo tra i soggetti coinvolti, quindi Società autostrade, Regione Marche, ANAS, Comuni interessati dal passaggio del tratto autostradale, affinché le informazioni arrivino costantemente, siano condivise e, soprattutto, i Sindaci siano messi in condizione di informare in maniera chiara i propri cittadini.
Pensate che sorpresa hanno avuto i Sindaci di Grottammare e di Cupra Marittima quando hanno saputo di un'ulteriore chiusura della galleria “Vinci”, aspettandosi, invece, la fine dei lavori. Quindi, un tavolo permanente che serva a monitorare e a dare informazioni chiare.
In secondo luogo, un'informazione anche costante a noi Consiglieri regionali. Parliamo di un'infrastruttura determinante per il territorio e credo sia opportuno che il Presidente e la Giunta, qualora ci siano informazioni importanti che tutti noi dobbiamo conoscere, le condividano nell'Assemblea regionale.
Infine, la cosa più importante: qual è la soluzione per risolvere il problema? Quali sono i progetti in campo? Ci sono studi di fattibilità? Ci sono costi già stabiliti? Qual è l'impatto sull'ambiente e sulle comunità? Insomma, il progetto per il futuro è possibile condividerlo tutti insieme attraverso un percorso partecipato in mezzo alle comunità?
Un'opera così grande, ripeto, non può passare sopra le teste delle comunità attraversate da questa grande infrastruttura. Una grande infrastruttura che viene dibattuta in mezzo alla gente è un'infrastruttura che viene compresa di più e dà più forza al decisore politico che deve accettarla, perché il percorso partecipativo non esclude, alla fine, l'assunzione di responsabilità da parte dei soggetti che devono prendere le decisioni. Questo, fatto in mezzo alla gente, in mezzo alle istituzioni, diventa più semplice, più trasparente e dà più fiducia nella politica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Vicepresidente Piergallini, condividiamo e siamo consapevoli delle criticità dell'Autostrada Adriatica A14, ma vorrei ringraziare il Presidente della Regione e l'Assessore Baldelli perché non si sono mai sottratti, anzi sono sempre intervenuti, sono andati sul posto.
Questa mozione, Vicepresidente, è stata presentata il 17 dicembre 2025. Voglio anche ricordare che a fine gennaio l'Onorevole XY insieme al Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti sono andati sul posto e l'Onorevole XY, membro della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati ha presentato una richiesta all'Ufficio di Presidenza della Commissione ambiente per l'audizione dell'amministratore delegato di ASPI, affinché riferisse con urgenza sullo stato dei lavori e sulla annunciata chiusura della galleria per gli interventi di messa in sicurezza.
Il tunnel da metà febbraio è ancora interessato dai lavori e l'Onorevole XY ha chiesto di introdurre nuove tutele per tutti i viaggiatori, non solo in termini di riduzione dell'impatto sulla viabilità, ma anche attraverso la rimodulazione del costo dei pedaggi. Questo è un tema su cui ha posto l'attenzione al fine di scongiurare che cittadini di Marche e Abruzzo, già pesantemente penalizzati dai disagi - come tutti sappiamo - su una arteria fondamentale come la A14 - come ha già detto lei - debbano subire ulteriori conseguenze anche sul piano economico.
Ricordo che questa mozione è del 17 dicembre, ma già si erano attivati il Presidente, l'Assessore Baldelli ed anche l'Onorevole XY, che ha chiesto misure economiche per compensare i disagi subiti dagli utenti a causa dei cantieri e dei restringimenti di carreggiata ed ha fatto anche pressione per ridurre l'impatto dei cantieri sulla viabilità dopo la ripresa dei lavori post festività, che hanno causato code e rallentamenti tra Pedaso e Grottammare.
Naturalmente i disagi li conosciamo, tutti vogliamo sollevare i cittadini da questi disagi. È un problema che arriva da lontano, ma queste azioni nascono in risposta ai disagi causati dai cantieri che, dopo una breve pausa, sono ripartiti a pieno ritmo nel 2026, comportando scambi di carreggiate e riduzione delle corsie. Inoltre, che cosa è stato fatto? Lungo la A14 Marche e Abruzzo è stata attivata anche la comunicazione, il messaggio dedicato al Cashback su PMV in itinere dal 14 febbraio al 20 marzo 2026. E sapete che cosa è accaduto? Che a causa della diffusione delle comunicazioni si è registrato un aumento esponenziale delle iscrizioni all’App Muovy Cashback con un picco del +354% di iscritti giornalieri tra sabato 14 e domenica 15 febbraio. Quindi, a livello di Governo regionale e nazionale, ci siamo subito attivati.
Questa è una mozione arrivata il 17 dicembre, però tutti si erano già mossi, lo diranno anche il Presidente e l'Assessore Baldelli. C’è stata una sinergia perché questi disagi non hanno colore politico. Disagi che sono del passato, non sono partiti adesso, ma in passato, ma non vogliamo dare le colpe a destra o a sinistra, perché, comunque, tutti si sono attivati.
Credo che questa mozione sia superata, Vicepresidente, perché condividiamo le stesse cose, ma tutti si sono attivati a livello nazionale e regionale. Quindi vogliamo respingere la mozione non perché dice cose non giuste, ma perché ci siamo già attivati a livello regionale con il Presidente e l'Assessore Baldelli, anche a livello anche governativo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Quando ha chiesto la parola la Presidente del gruppo Marcozzi, ho detto al Consigliere Mastrovincenzo: “Adesso annuncerà il voto favorevole sulla mozione del Consigliere Piergallini”. Perché il Consigliere Piergallini, che ringrazio per la presentazione di questa mozione, ha detto una cosa giustissima: la politica su queste vicende deve fare squadra. Infatti ha fatto squadra, perché è vero che in questo Consiglio regionale nella scorsa legislatura sulla vicenda della A14 abbiamo approvato atti all’unanimità, c’eravamo io ed i Consiglieri Putzu e Marcozzi. Atti approvati all'unanimità. Ci sono le mozioni.
Io mi ero occupato della A14 da Assessore, quando, nel varare l'Accordo di programma dell'area di crisi complessa pelli-calzature fermano e maceratese, si decise – un accordo preciso con il Ministro delle infrastrutture ed il ministro dell'economia - di dare soluzione al tema della A14. Rispetto al quale - voglio dirlo – i Ministri della mia parte politica hanno faticato, ma i Ministri della vostra parte politica non hanno fatto nulla. Adesso dico perché.
Il 19 settembre 2021, esattamente sei anni fa, quasi, il Ministro dello sviluppo economico - Ministro, se non vado errato, del Governo Draghi - al MICAM di Milano dichiarò testualmente: "Incontro le Marche a Milano perché sono una delle regioni più irraggiungibili d'Italia. Il Governo nazionale dovrà assumere delle decisioni opportune per superare finalmente queste criticità”. Faceva riferimento alla A14. Tant'è che, poi, il successivo Ministro delle infrastrutture dichiarava che avrebbe convocato un tavolo di coordinamento al Ministero per coinvolgere i Governatori di Abruzzo e Marche, Autostrade per l'Italia, Prefetti e ANAS, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza dell'arteria e conciliare circolazione e lavori.
Queste sono dichiarazioni di quel tempo. A distanza di cinque anni e mezzo dalle dichiarazioni dell’ex Ministro dello sviluppo economico, che non era l'ultimo arrivato, ma era il Ministro, uno dei Ministri più importanti, che cosa è stato fatto? Nulla. E la situazione è questa. Ricordo che a quel tempo, addirittura, Consigliere Piergallini, l’8 febbraio 2023, per la prima volta in tutta la mia lunga carriera politica, ho presentato un esposto, insieme al Presidente del gruppo nel Consiglio comunale di Fermo, alla Procura della Repubblica in relazione ai fatti che si erano verificati sulla A14: il 13 gennaio era morto XY di Porto San Giorgio in conseguenza di quei lavori e il 4 febbraio 2023 si era verificato un incidente in cui aveva perso la vita un giovane padre e due figli, una ragazza di 14 anni ed un bimbo di 8. Perché quell'esposto, per la prima volta, alla Procura della Repubblica? Perché il gestore di Società Autostrade deve garantire la sicurezza, che non è una facoltà, ma è un obbligo. Citavo quello che diceva all'epoca il Presidente della Giunta regionale quando chiedeva di sospendere i cantieri fino a quando non ci fossero le condizioni per garantire la sicurezza. Lo diceva il Presidente Acquaroli a quel tempo. Ho citato in questo esposto il Consigliere Piergallini, Sindaco di Grottammare, quando, durante una riunione in Prefettura, aveva chiesto all'ASPI l'impiego di separatori del traffico nelle due direzioni, all'interno del tunnel, più stabili e sicuri, al fine di garantire la sicurezza e impedire che si verificassero quegli episodi che si sono poi verificati: la morte delle persone che andavano al lavoro, che raggiungevano le loro famiglie. Cosa è stato fatto oggi a distanza di cinque anni, di sei anni? Nulla è stato fatto. E allora questo è il minimo, per questo credo che potete…, possiamo approvare la mozione all’unanimità per dare un segnale, un segnale di consapevolezza, che questo è un tema alla nostra attenzione.
Qual è l'aspetto più importante di questa mozione? A richiedere l’istituzione di un tavolo permanente tra Regione Marche, Ministero delle infrastrutture, società concessionaria Autostrade, ANAS, associazioni di categoria, rappresentanti dei Comuni, che assuma la consapevolezza e accenda un faro permanente di attenzione su questo tema, che, magari, accechi chi ha la responsabilità di decidere.
Non possiamo indugiare oltre, Assessore Baldelli, non dobbiamo indugiare oltre. È arrivato il momento in cui ciascuno di noi, quindi tutti insieme, si assuma questa responsabilità. Questi i fatti. Credo che approvare questa mozione sia il minimo. Tra l'altro non c'è neanche un cenno di critica, come, ad esempio, l'ho fatta io, ma l'ho fatta anche alla mia parte politica, perché ricordo bene che, quando alcuni dei nostri avevano posizioni di responsabilità al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dissi che faticavano ad espletare al meglio quel ruolo. Lo dissi, lo scrissi anche in un atto.
Quindi, spero e auspico che questa mozione venga approvata all’unanimità e non si perda l'occasione di dare un segnale forte da parte della nostra Regione alle autorità competenti che devono intervenire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare il Consigliere Piergallini per aver presentato la mozione il 17 dicembre 2025. Ho ascoltato l'intervento della Consigliera Marcozzi che ha già chiarito in parte il lavoro fatto dalla Regione ed anche dal Ministero e dal Vicepresidente della Commissione alla Camera XY. Abbiamo visto che, addirittura, dei Parlamentari sono venuti a fare un sopralluogo alla A14 proprio su proposta di XY. Questo Governo regionale si è mosso più volte, ovviamente, su questo tema, che non è un tema che scopriamo oggi.
Il Consigliere Piergallini sa, è stato Sindaco di Grottammare e, se non ricordo male, l'Assessore in Regione all’epoca era il Consigliere Cesetti. Questo tema c’era quando il Presidente Acquaroli era Parlamentare di Fratelli d'Italia. Ricordo le interrogazioni e le battaglie iniziali fatte proprio lì.
Sulla questione ho avuto modo di leggere la mozione del Consigliere Piergallini, che giustamente parla della misura del cashback dei pedaggi, che prevede il rimborso, poco conosciuta e poco pubblicizzata da autostrade. Su questo noi abbiamo fatto pubblicità e ne abbiamo anche parlato con l'associazione di categoria, con i pendolari. Questo è un risultato non importante, ma, diciamo, modesto, che è stato portato a casa grazie alle interlocuzioni del Presidente Acquaroli e dell'Assessore Baldelli con il Governo nazionale. E’ una misura approvata da poco. Ovviamente coloro che oggi ci fanno la morale neanche avevano pensato a questo, quando era Sindaco il Consigliere Piergallini, il governo regionale non ci aveva pensato o non era riuscito a farlo.
Poi leggo: “a coinvolgere, attraverso forme accessibili e trasparenti, pubbliche e democratiche, i cittadini e i soggetti interessati, attivando un percorso decisionale di partecipazione e condivisione degli indirizzi sui progetti realizzabili”. Credo che il Presidente Acquaroli, da quando si è insediato, abbia fatto più riunioni con i Sindaci per la terza corsia che il precedente Presidente di Giunta in cinque anni, questo lo possiamo dire pubblicamente. Ero Consigliere comunale a Porto Sant’Elpidio e non ho mai visto riunioni del Governo precedente per discutere, parlare e, soprattutto una parola, condividere un progetto comune sul percorso migliore da attivare da Porto Sant’Elpidio fino a Porto d’Ascoli. Su questo spero di essere smentito, ma ricordo benissimo di essere stato a diverse riunioni ed il Consigliere Piergallini – avevo apprezzato anche il suo intervento - era preoccupato per l'allargamento in sede della A14, che poteva creare problemi e disagi a Grottammare.
Ricordo benissimo l'intervento a San Benedetto del Tronto, il Presidente Acquaroli aveva convocato, insieme all'Assessore Baldelli, una delle diverse riunioni per parlare del tema della A14, coinvolgendo tutti i Sindaci, destra e sinistra, proprio perché è nel nostro stile, Consigliere Cesetti, coinvolgere gli amministratori locali per unire la politica.
Prima il Consigliere Piergallini, che stimo, ha citato il programma del Presidente Acquaroli “Più Marche”, che trattava di allargamenti in sede o di trovare percorsi alternativi per la terza corsia. Ripeto, non ero un bravissimo studente, non posso fare il professore, ero curioso, sono andato a leggere il vostro programma elettorale e non avete parlato di terza corsia, perché anche lì, forse, non avevate l'accordo. Forse, avevate talmente tante anime per provare a vincere contro il Presidente Acquaroli che non siete riusciti ad avere il coraggio di scrivere quale fosse la vostra proposta, quale fosse il vostro progetto, quale fosse la vostra idea progettuale. Quella del Consigliere Cesetti la conosco e la condivido, la condividiamo: siamo per la terza corsia. Magari, qualcuno era per l'arretramento, qualcun altro era per spostare la terza corsia, invece di fare gli allargamenti in sede, come volevamo noi. Noi volevamo trovare la soluzione dicendo: “Facciamo la terza corsia, ma se in un tratto è un problema, perché i Comuni giustamente ci hanno rappresentato delle esigenze, ci sarà anche una corsia che da Pedaso si sgancerà verso Grottammare e passerà dietro”.
Vedete, non lo dico al Consigliere Piergallini, ci mancherebbe altro, ma venire qui e presentare delle mozioni, quando la vostra parte politica non aveva scritto nel programma quello che volevate fare, a me fa un po' sorridere. Le soluzioni le trovate ora, ma in campagna elettorale avete avuto paura di dire quale fosse la vostra idea progettuale, perché, magari, qualcuno era contrario, che ne so, all'allargamento in sede o era contrario, addirittura, alla terza corsia, ma voleva l'arretramento. Di questo i cittadini marchigiani se ne sono accorti.
Per quanto riguarda questa mozione, che, ripeto, è apprezzabile, ma – perdonatemi – tutto è già stato fatto, perché il Presidente Acquaroli, l'Assessore Baldelli, i nostri livelli istituzionali, il rapporto diretto con i Ministri, con i Sottosegretari, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Sottosegretario di Stato presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con cui ho rapporti diretti, con cui ci parlano continuamente sia il Presidente che l’Assessore Baldelli; anche la Consigliera Marcozzi con l’Onorevole XY... Capisco che per voi non è normale avere una filiera istituzionale che dialoga ad una velocità impressionante, e quando si alza il telefono il Ministro risponde e ci chiama per nome. Capisco che per voi è difficile, perché voi venite dall’epoca in cui il precedente Presidente di Giunta faceva un'ordinanza ed il Ministro della salute la impugnava. Quindi, figuriamoci se potete dare lezione a noi.
Apprezzo l'impegno del Consigliere Piergallini su un tema su cui tutti noi siamo d'accordo, perché il disagio sulla A14 - anche qui vi invito a non fare demagogia - non è stato il Governo Acquaroli a crearlo. Questo è un problema che è arrivato con una sentenza del giudice per una questione legata ai guardrail. Ciò che voglio dire è che, secondo me, più che creare problemi, dobbiamo essere corretti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. C'è in giro per l'Italia un aneddoto che dice che il sud inizia a Porto Sant'Elpidio e questo, purtroppo, è uno stigma che ci portiamo da oltre quarant’anni e che in questo momento non è oggetto di un superamento, perché le cose stanno ancora tutte ferme lì.
Questa vicenda è una sconfitta della nostra Regione, è una sconfitta iniziata quando si è tentennato sulle soluzioni, inclusa quella di arrivare fino a Pedaso, poi, nonostante le altre soluzioni che c'erano negli anni novanta, c'è stata una mancanza di strategia, di coraggio e l’incapacità di guardare al futuro, di ragionare in modo complessivo e non di pancia.
Dire qualche volta sì, non sempre no, significa, anche dare un segnale di coraggio. Il risultato è che questa situazione insostenibile porta a disservizi, a gravi pericoli, porta un'incertezza quotidiana, l'abbiamo detto tutti. Una situazione che deve essere risolta una volta per tutte, perché danneggia il buon nome delle Marche, per l'economia, per il turismo, per i lavoratori che debbono percorrere quel tratto. Siamo sempre nei bollettini dei tratti autostradali difficili, non è un bel biglietto da visita. Anche se ho capito che qui l'aria è un'altra, rivolgo un appello a tutti, sulla base dell’assoluta correttezza da tutti i punti di vista di questa mozione, anche nella sua ecumenicità che porta a votare… Rivolgo un appello a tutti perché questa mozione venga votata, sarebbe un bellissimo segnale nei confronti delle comunità marchigiane. Dividersi su questo tema non è una bella cosa. È un tema rispetto al quale dobbiamo impegnarci insieme per arrivare ad una soluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Vado molto rapido, cinque minuti, cerco di non utilizzarli nemmeno tutti. Qualche giorno fa circolava quel meme, che voi tutti avrete visto: il Ministro della difesa riesce a rientrare in Italia da Dubai, ma resta bloccato sulla A14; ha fatto il giro d'Italia. Quindi credo che su una questione del genere dobbiamo fare il punto e non giocare politicamente d'astuzia per non riconoscere alla minoranza un'iniziativa politica che può trovare l'unità di tutti.
Il problema è così grave che facciamo ridere, facciamo ridere gli italiani. Non buttiamola in politica perché, per esempio, nessuno ha messo a paragone il precedente Presidente di Giunta ed il Presidente Acquaroli. Tenete conto, per giunta, che il precedente Presidente di Giunta ha vissuto nell'ultimo periodo del suo mandato il problema della A14, che avvenne sì per la questione dei guardrail, ma si complicò anche per l'obbligo di mettere in sicurezza, con la normativa europea, le gallerie. Si intrecciarono le due cose, si sovrapposero e crearono la tempesta perfetta. Di fatto, il Presidente Acquaroli ha dovuto affrontare il grosso della situazione dal 2020 in poi.
Nessuno nega che il Presidente abbia fatto la sua parte, perché il documento che ho fatto vedere era relativo all’incontro svolto a maggio 2022 ed era proprio - lo ricordo bene - incontro che tenne a San Benedetto in cui era in embrione questa idea del mini-arretramento. A dir la verità, in quell'incontro - il Presidente lo ricorderà - il mini-arretramento era un tratto di pennarello Uni Posca sulla cartina, non era ancora concreto, probabilmente le cose sono andate avanti.
Non è vero che nel programma dell’Alleanza del cambiamento non c’è un passo specifico. C'è un passaggio molto chiaro sulla A14, in cui è inserito chiaramente un passaggio in due sensi: il primo, terminare con il più rapido tempo possibile i cantieri per valutare il flusso dei mezzi. Il programma prevede anche - insieme all'ipotesi che ho già detto - l'ampliamento in terza corsia fino a Pedaso con il possibile arretramento. È la stessa soluzione. Il programma della “Alleanza per il cambiamento”, come il vostro, non prende in considerazione l'arretramento di tutta la A14, che è una posizione che alcuni sostengono, ma che, comunque, non è stata considerata.
Ultima cosa, ringrazio l'amico Consigliere Cesetti, che ha ricordato tutto quello che poteva essere messo all'interno della mozione e, volutamente, non è stato messo: le difficoltà, le mancanze, i ritardi. Come ho detto all'inizio, qui non diamo colpe al passato perché la A14 sta a cuore a tutti ed è un problema che dobbiamo per forza affrontare.
La mozione volutamente mette sul tavolo cose semplici, cose che sono assolutamente condivisibili, che voi dite avete fatto, quindi, non dovreste avere nessun problema a confermarle; cose che non escludono il riconoscimento del lavoro fatto da voi o dai vostri rappresentanti istituzionali in Parlamento.
Non approvare unitariamente questa mozione significa far prevalere il tatticismo politico sulla concretezza delle decisioni e sulle risposte che un’Assemblea legislativa può e deve dare ai cittadini. Poiché non ci sono polemiche, poiché la mozione è molto concreta, parla di dati oggettivi e di soluzioni certe, rinnovo l'invito ai Consiglieri della maggioranza a votarla in maniera unitaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Intanto rispondo con una battuta al Consigliere Caporossi, che ha detto che Porto Sant’Elpidio è a sud delle Marche: ci siamo allungati, perché all’epoca del precedente Presidente di Giunta nord e sud iniziavano e finivano a Pesaro, quindi, fortunatamente, siamo arrivati, piano, piano, sempre più a sud. Questo è frutto di un lavoro del Presidente Acquaroli per cercare di trattare tutte le province allo stesso modo, non farle sentire una diversa dall'altra. Per questo lo voglio ringraziare.
Correggo il Consigliere Piergallini, a cui manderò il programma del candidato Presidente del centro-sinistra, nel quale si dice - e questo per correttezza lo devo… - che “occorre accelerare il completamento dei cantieri in corso per la manutenzione del tratto A 14, che al momento offrono un quadro falsato della percorribilità del tratto… Quindi, è necessario valutare l'opzione dell'ampliamento in sede attuale, arretramento di un senso di marcia, prendendo anche in considerazione soluzioni alternative di carattere intermodale (gomma-ferro) per il tratto marchigiano-abruzzese”. Per dire: tutto. Immagino - e ripeto ancora – che sulle questioni dei rifiuti, dell'energia, dell'ambiente, non eravate uniti, giustamente, il povero candidato Presidente del centro-sinistra doveva mettere tutto, altrimenti, sarebbe stato difficile per lui dire “mettiamo solo l'allargamento in sede” o “diciamo che facciamo la terza corsia”. Ha messo tutto per essere generico, perché non sapeva se qualche partito o qualche movimento fosse stato a favore dell'arretramento. Ha messo un po' di tutto e questo ci sta in un programma elettorale, ci mancherebbe altro.
Ripeto, qui non si vuole fare un dispetto al Consigliere ì Piergallini. Sulla mozione abbiamo già ragionato, riflettuto, non voglio fare demagogia politica, però, ancora una volta siete arrivati secondi. Per questo dico di rendervi conto, se le cose sono state già fatte perché dovremmo votarle? Non perché non si vuole votare una mozione del Consigliere Piergallini.
Dispiace, perché quando si arriva secondi, poi ci si abitua ed è normale pensare di essere arrivati primi. Questa volta la mozione è relativa ad una questione su cui già il Presidente Acquaroli e la Giunta si sono mossi, proprio per questo si chiede di bocciarla, poiché sono già stati fatti tutti i passaggi richiesti dalla mozione.
Sono certo che, come sempre, il buon senso del Presidente Acquaroli nel coinvolgere tutti i Sindaci continui ancora in questo percorso.
Credetemi, è stata una cosa unica, perché - ripeto, non so, voglio essere smentito - non è mai capitato che il precedente Presidente di Giunta sia venuto nel fermano per mettere insieme i Sindaci fino al sanbenedettese, fino all'ascolano per dire: “Facciamo un progetto insieme, parliamone”. Ne parlate da quando il Presidente Acquaroli si è insediato e questo credo che sia un percorso che dovremmo continuare a fare. Quindi il voto del gruppo Fratelli d'Italia sarà contrario. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Il Consigliere Piergallini chiede di intervenire per fatto personale. Mi raccomando indichi sinteticamente i motivi.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Semplicemente per precisare che il programma, come l'ha letto il Consigliere Putzu, è allo stesso livello del programma del centro-destra, perché il progetto attualmente presente prevede: ampliamento in terza corsia fino ad un punto e arretramento…

PRESIDENTE. Mi scusi, Consigliere Piergallini, le chiedo cortesemente di attenersi alla questione del fatto personale.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Il fatto personale è questo: correggo una cosa che ho detto e, in secondo luogo, abbiamo raggiunto l'obiettivo e lo stesso Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, perdonatemi, il 22 febbraio diceva chiaramente che i lavori sarebbero finiti, una settimana dopo sono stati riaperti i cantieri.

PRESIDENTE. Sospendiamo perché non c'è il fatto personale. Lei ha chiesto di intervenire per fatto personale, deve intervenire su quello, non per motivazioni politiche. Ecco, no, ci mancherebbe.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Esprimo il voto favorevole a questa mozione e ringrazio il Consigliere Piergallini per averla proposta.
Scopro oggi, come sto scoprendo praticamente in tutte le sedute del Consiglio regionale, che, di fatto, il centro-destra ha già fatto tutto; siamo arrivati secondi, per cui qualsiasi proposta che riguardi la sanità, le infrastrutture, la sicurezza sul lavoro, che riguardi i Comuni montani… e saluto i Sindaci qui presenti perché tra poco andremo ad affrontare, spero, e a votare anche la risoluzione che abbiamo proposto nella scorsa seduta del Consiglio regionale. Insomma, il centro-destra ha già fatto tutto ed ha fatto tutto meglio. Quindi questi anni, cinque… Vedo il Presidente Acquaroli, lo vedo stanco, comunque, lo vedo indaffarato e mi chiedo come mai, visto che, secondo i Consiglieri di maggioranza è praticamente in ferie. Lei dovrebbe essere in ferie, Presidente. La sua Giunta dovrebbe essere serena perché, di fatto, avete già fatto tutto, non c'è nient'altro da fare. In merito a qualsiasi proposta che arriva dall'opposizione, su qualsiasi argomento, ci viene detto che avete già fatto tutto, avete già fatto tutto al meglio. Scopro che le Marche non hanno più nessun problema, quindi possiamo bellamente evitare di portare discussioni su qualsiasi argomento in quest'Aula. Per me è avvilente - lo dico con grandissima sincerità - e anche un po' vergognoso.
Comunque ci apprestiamo all'ennesima bocciatura dell'ennesimo atto presentato dall'opposizione che, ahimè, è arrivata seconda e quindi non ha mai, mai, un'idea buona né ha mai, mai, presentato un atto con delle considerazioni e delle conclusioni corrette. Ahimè, siamo del tutto sbagliati, mi dispiace, ne prenderemo atto.
Detto questo, continueremo umilmente a presentare a quest’Assise degli atti, perché noi - quantomeno noi, la vostra Giunta sì, evidentemente - non possiamo esimerci dal lavorare per i marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Capisco che il Presidente non voglia intervenire per fatto personale, ma qui c'era tutto. Invito il Presidente a continuare a stancarsi perché noi siamo dell'idea di migliorare le cose, non di fermarci su quello che abbiamo già fatto; chiaramente collaboreremo tutti.
Intervengo per dire che voterò a favore, anche perché, per tranquillità della minoranza, anzi delle minoranze, non vorrei esprimere con questo un giudizio di valore.
La democrazia non è morale, quello che noi stabiliamo in quest'Aula non è la verità delle cose. Probabilmente avete ragione voi su questo e su tutte le mozioni che presentate. Il punto è che chi decide è il popolo marchigiano, che ha espresso una maggioranza. Punto. Ma quella non è una verità, non è una verità assoluta. Quindi state sereni, non c'è un giudizio nei vostri confronti, che siete comunque bravi, attenti, rispettosi di tutto. Ecco, meriteremo lo stesso rispetto che mi sembra che nell'ultimo intervento non ci sia stato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l'Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Non voglio entrare in questa discussione tra centro-destra, centro-sinistra, tra maggioranza e opposizione, però, voglio chiarire delle cose perché penso che sia particolarmente utile.
Ricordiamoci tutti che la terza corsia nel centro-sud delle Marche non si è realizzata - lo ha ricordato prima il Consigliere Caporossi - per degli errori gravissimi del passato, per cui la nostra regione a livello autostradale si ferma a Porto Sant’Elpidio. Due Sindaci non vollero la realizzazione della terza corsia in sede, lo dobbiamo ricordare per verità delle cose. Non governava il Presidente Acquaroli, non governava una Giunta e una maggioranza di centro-destra in Consiglio regionale.
Qualcuno vede il Presidente stanco, io personalmente, che sto in Giunta, non lo vedo stanco, lo vedo più energico che mai di fronte a tanti problemi, come quelli che sono stati citati dei Comuni montani, che dobbiamo affrontare, per i quali siamo preoccupati alla stessa stregua della realizzazione della terza corsia.
Mi sarei aspettato in questa Assemblea legislativa non il sollecitare il Presidente e la Giunta regionale su un'attività che è già stata svolta e che è in corso, ma avrei auspicato la convergenza di maggioranza e di opposizione su un unico tema: rafforzare la posizione del Presidente Acquaroli che ha chiesto la realizzazione della terza corsia, dicendo che in questa regione qualcuno ha sbagliato. Ha avuto la forza della verità, il coraggio di un uomo che governa questa Regione di dire: "La terza corsia si fa laddove i tecnici ci dicono che quella terza corsia può essere realizzata” e prendere le distanze, magari, anche da chi, legittimamente, auspicherebbe la realizzazione di una terza corsia in un altro luogo, in un altro sito del nostro territorio, che crea ancora confusione e impedisce anche la finalizzazione di questa azione politica.
L'Assemblea legislativa è in grado di fare questo? L'Assemblea legislativa è in grado di dare forza a questa Giunta regionale di proporsi a Società Autostrade, di dire che la terza corsia si fa laddove…

PRESIDENTE. Sì, diamo un altro minuto. Prego.

Francesco BALDELLI. Detto questo, voglio ricordare che le normative che prevedono l'adeguamento delle gallerie e dei viadotti della nostra autostrada, come delle autostrade italiane, risalgono al 2006. Chi c'è stato dal 2006 al 2020 in questa Regione? Chi non si è attenuto all'adeguamento delle nostre opere d'arte lungo l'autostrada? Chi ha messo a rischio la vita dei marchigiani che percorrono quell’autostrada? Allora, se il dibattito scende a questi livelli, credo che abbia ragione la maggioranza di questo Consiglio regionale a non cadere in questa trappola, ma rafforzare l'azione del Presidente Acquaroli che meno di un mese fa si è confrontato con Società Autostrade su questi termini e ha chiesto, ottenendola, l'istituzione di un tavolo interistituzionale per parlare di autostrada…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Voglio apportare un contributo che possa fare chiarezza su quello che è avvenuto in questi anni, perlomeno quelli che sono di competenza della Giunta, che mi onoro di guidare. Innanzitutto bisogna distinguere quelle che sono le problematiche che riguardano l'adeguamento del tratto autostradale A14 Marche e Abruzzo alle normative vigenti con le questioni che riguardano l'eventuale realizzazione della terza corsia o altre ipotesi, di cui si è parlato e a cui, però, non ho mai aderito per i motivi che adesso, brevemente, cercherò di spiegare.
Oggi, purtroppo, viviamo una fase complicatissima. Questo tratto dell'autostrada A14 è un po' paragonabile all'autostrada ligure fatta di viadotti e di gallerie, un lunghissimo tratto di viadotti e gallerie che vanno adeguati alle normative vigenti europee e nazionali, a cui l'autostrada non può sottrarsi.
Dobbiamo raccontarci le verità. Quando sono subentrato al governo che mi precedeva ho chiesto una riunione a Roma per creare degli spazi… Mi ricordo bene che fino a qualche anno fa, nei giorni festivi e durante il periodo estivo c'erano file lunghe 14-15 chilometri. Quando siamo andati al Ministero e ad Autostrade chiedendo l'interruzione dei lavori, era la prima volta che un governo regionale si affacciava in quel contesto - così ci dicevano - per chiedere questo. Dico quello che mi hanno raccontato, non altro. E l'abbiamo ottenuto, per la prima volta, cinque anni fa, abbiamo ottenuto l’interruzione dei lavori nei periodi ad alta intensità di traffico e nel periodo estivo. Un calendario che Autostrade ci dà all'inizio di ogni anno, che è frutto di un accordo politico.
A questo aggiungo che c'è un tavolo tecnico nel quale la Regione, soprattutto i tecnici, perché di politico c'è poco, insieme ai tecnici di Società Autostrade, si confronta sull'andamento dei lavori. Poi ogni tanto c'è un tavolo politico. E’ avvenuto pure un mese fa nella sede romana di via Parigi, ho incontrato l'Amministratore delegato di Autostrade, ho fatto tutte le rimostranze e ho detto pure che per noi la situazione è diventata insopportabile perché la galleria Da Vinci e i 4/5 mesi di interruzione del traffico vanno ad influire in una realtà già esasperata, almeno 7/8 anni di lavori che stanno tagliando in due la regione Marche e la dorsale adriatica. Questo è quello che ho detto e ribadito all'Amministratore delegato, accompagnato dai tecnici. Ma l'Amministratore delegato non può fare altro che, dando la disponibilità massima alla concertazione, ribadire che Società Autostrade deve per legge adeguare i viadotti e le gallerie alle normative vigente.
Per carità, se volete l'approvazione di questa mozione la possiamo fare, ma sarebbe la negazione del lavoro che abbiamo svolto, delle commissioni, dei tavoli. Mi dispiace dirlo, ma c'è l'umiliazione dei tecnici, della politica e della Regione, che davanti ad un problema come questo deve negare tutto quello che è stato fatto per dire: “Sì, cara minoranza, avete ragione, iniziamo ora”. Non abbiamo iniziato ora, abbiamo iniziato 6 anni fa e stiamo continuando quel lavoro iniziato.
Spero che questo non dia fastidio a nessuno perché è un risultato a vantaggio di tutti. Aggiungo anche che nella legislatura precedente, e vado verso la chiusura, abbiamo fatto un incontro sia per le ferrovie che per l'autostrada nel tratto interessato da Porto Sant’ Elpidio – escluso Porto Sant’Elpidio - da Porto San Giorgio fino a San Benedetto del Tronto per stabilire insieme ai Sindaci della costa la soluzione da proporre ad Autostrade. Perché questo? Società Autostrade quando siamo andati a chiedere la soluzione ci ha detto: “Guardate, se non c'è l’adesione dei territori dopo quello che è avvenuto, che delle risorse stanziate sono state bloccate prima della partenza dei lavori, noi non facciamo più neanche un progetto perché per noi progettare costa milioni di euro. Se non c'è o se rischiamo la contrarietà e i ricorsi al TAR ed in tutte le sedi competenti dei Sindaci, noi non ci muoviamo”. Ed io ho fatto quelle riunioni per rassicurare Società Autostrade.
Se oggi c'è una fase in cui è presa in forte considerazione la progettazione, e in parte potrebbe esserci anche la realizzazione almeno di un tratto della terza corsia da riproporre sul nuovo contratto tra ASPI, Ministero e Governo, è perché quel lavoro è stato fatto. Sulla bozza che è in discussione c'è la progettazione che vale decine di milioni di euro. Solo la progettazione vale decine, se non centinaia di milioni di euro, e comunque è in valutazione anche la realizzazione di un tratto.
Questo è in discussione oggi sul contratto tra ASPI e Governo, che è in via di definizione - ma non per la regione Marche - nuovo accordo che deve chiaramente tenere in considerazione tutte le infrastrutture che ASPI dovrà realizzare ed anche le tariffe, che è una delle parti in discussione di questo accordo.
Quando l'accordo sarà noto e sarà raggiunto tra Governo e ASPI, sapremo la scelta che verrà compiuta per questo tratto dell’A14. Se di quel tratto si discute è perché qualcuno, qualche estate fa, uscendo dalla pandemia, ha riunito i Sindaci ed ha fatto una proposta. Da quel momento ad oggi non c'è stata più alcuna programmazione, alcun accordo raggiunto tra Governo e Autostrade, quindi ASPI. Non sappiamo per l'ampliamento o, meglio, per la realizzazione della terza corsia quale sarà la definizione, la determinazione ultima.
Non è un no perché vogliamo dire no, è un no perché questo lavoro è stato fatto e credo che lo abbiano riconosciuto i marchigiani nelle recenti elezioni. Penso che sia logico, giusto e non dico scontato, ma di buon senso che ce lo riconosca anche la minoranza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha parola, la dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti, che può intervenire solo in dissenso dal gruppo.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Certo, conosco il gioco istituzionale. Intervengo in dissenso, quindi non parteciperò al voto, ma questo mi dà l'opportunità di replicare alle cose false che sono state dette.
Presidente Acquaroli, nessuno mette in discussione il tuo impegno e ci diamo del tu. Ti ho citato prima, metto in discussione, diciamo, la capacità di raggiungere i risultati, perché a distanza di 6 anni, da quando tu sei Presidente della Giunta regionale, la situazione, ahimè, è peggiorata e non è certamente migliorata.
Quando al Ministero le hanno riferito quelle cose, le hanno riferito male perché, Presidente Acquaroli, la questione dell'autostrada gestita dalla precedente Giunta - così rispondo anche all’Assessore Baldelli che evidentemente non ricorda - di cui ero Assessore al bilancio e alle aree di crisi, è all'interno dell'accordo di programma sottoscritto da me, dal Presidente della provincia del Macerata, dal Presidente della provincia di Fermo, dall'AMPAL, dal Ministero delle infrastrutture e dal Ministero dell'Economia. C’era la vicenda dell’autostrada ivi compresa la prosecuzione della terza corsia fino a Pedaso e la valutazione, di concerto con le realtà istituzionali locali, di verificare quale potesse essere la soluzione. Questo è l'accordo di programma che è agli atti e una Giunta regionale deve operare senza soluzione di continuità sulle grandi questioni. Andate a vedere quell'accordo di programma. Sapete da chi è stato predisposto il piano infrastrutturale sottostante l'accordo di programma? Dall'architetto XY, che voi avete confermato, riconferma giusta per fortuna vostra, a capo del Dipartimento infrastrutture, che è venuto con me, mi ha accompagnato, insieme al Presidente della provincia del Macerata e al Presidente della provincia di Fermo, all'incontro con il Ministro delle infrastrutture per parlare della terza corsia, della prosecuzione fino a Pedaso e della valutazione, oltre agli uffici del Ministero. Presidente Acquaroli, gli hanno detto male, si facciano vedere quelli del Ministero, ma da uno bravo, deve essere bravo perché anche loro dovrebbero agire senza soluzione di continuità. Questa è la verità.
Dico all’Assessore Baldelli, e termino, che, per quanto riguarda la sicurezza, il primo episodio in cui ci sono stati dei morti si è verificato nel 2023. I problemi della sicurezza sono esplosi dopo l'incendio nella galleria Castello del 2018. Tant’è vero che sui temi della sicurezza, prima ho citato quello che ha detto il Presidente Acquaroli: di sospendere i cantieri, segno evidente che anche per dette autorità la sicurezza fino ad oggi non è stata adeguatamente assicurata.
Ho citavo il Presidente Acquaroli e in questo caso gli ho fatto un riconoscimento a dimostrazione della sua attenzione per dire che i problemi c'erano allora, non c'erano quando c'eravamo noi. Cosa che, peraltro, non vi avrebbe assolto perché, se per caso, avessimo compiuto qualche “omissione politica” - ma non è così, visto che, ripeto, abbiamo fatto l'accordo di programma che è agli atti – le nostre eventuali omissioni non vi assolvono dai vostri peccati politici ed istituzionali.
La verità è semplice. Ho citato il vostro Ministro dell'economia a vantaggio della filiera istituzionale, che diceva di non poter venire nelle Marche nel 1991 perché era una delle Regioni più irraggiungibili d'Italia. Oggi a distanza di cinque anni e mezzo il Ministro alla difesa torna da Dubai, riesce a venire via da lì che c'è la guerra, i razzi iraniani, però non riesce a passare sull'A14.
Questa è la verità. L’Assessore Baldelli, non lo vedo più, probabilmente è uscito perché forse non gli fa piacere sentire queste cose, ma come si dice, Presidente Acquaroli, la mia è la bocca della verità basata su fatti documentali, comprovati. L'accordo di programma è agli atti, redatto da XY, che il Presidente Acquaroli ha nominato e rinominato Direttore del Dipartimento infrastrutture, il resto sono chiacchiere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Anch'io in dissenso, per replicare al noto avvocato Cesetti

PRESIDENTE. In dissenso, giusto?

Andrea ASSENTI. Ovviamente in dissenso dal gruppo, quindi uscirò e non parteciperò al voto. Il noto collega Cesetti cerca di mandare la palla in tribuna. Che cosa fa? Ricordiamo le polemiche con l'allora collega di partito XX. - ci ricordiamo tutti la sua polemica – il quale non l'ascoltava, quindi, giustamente che cosa fa? Manda la palla anche in quel caso in tribuna, perché cerca una polemica politica che sicuramente nulla ha a che vedere con l'onore di verità. Questo sicuramente non le ha fatto onore, ma, ripeto, non dobbiamo spostare la palla in tribuna, dobbiamo certificare i fatti così come sono stati raccontati e narrati dal Presidente Acquaroli. La verità è questa.
La sentenza del Tar di Avellino, che blocca o meglio accelera con il decreto la possibilità di fare i lavori, necessariamente urgenti ed indifferibili, così recita la sentenza. La cronistoria è stata raccontata alla perfezione. Cercare adesso una sorta di scappatoia da questa narrazione è sbagliato.
In più vorrei ricordare la partecipazione l’attuale Consigliere Piergallini, già Sindaco di Grottammare, oggi Consigliere regionale, la sua attività è stata sotto gli occhi di tutti, grande impostazione nel voler fare, nel voler aiutare a trovare una soluzione che tutta la costa ha cercato con insistenza e con grande voglia per risolvere il problema.
Non possiamo negare i quattro incontri fatti, due nel fermano e due a San Benedetto del Tronto. In sessioni, tra l'altro primaverili, una primaverile e l'altra estiva. Tant'è che in quell'incontro si chiedeva la sospensione dei cantieri, addirittura la proposta da portare sul tavolo istituzionale è stata fatta in quel famoso pomeriggio di luglio, in Palazzina Azzurra. Ve lo ricorderete tutti per un motivo, perché alle 5:00 del pomeriggio l'allora Sindaco convocò tutta la Società autostrade e tutti noi abbiamo schiumato sette camicie perché non riuscivamo a stare sotto al sole. Proprio in quell'occasione, sotto il sole cocente, affermammo quel principio, che era quello di mandare una proposta, con la condivisione di tutti i Sindaci delle due province, per cercare un’unanimità di consenso, una unitarietà di vedute. Tant'è che qualcuno azzardò, oltre alla fondazione…, qualcuno che voleva l'arretramento su una corsia, qualcuno azzardò pure, oltre all'arretramento in sede, una sorta di tunnel per una direzione di marcia.
Tante ne sono state dette, tanta è stata l'attenzione che abbiamo dato ai territori, ai Sindaci, alle società di categorie. Una partecipazione enorme da parte del Presidente della Giunta, tutta, di tutti i Consiglieri, ma non solo di quelli interessati delle due province, ma di tutti i Consiglieri regionali, proprio perché l'A14 è un fenomeno che non si limita alle due province interessate, ma allo sviluppo di tutta la regione nella sua connettività e interconnessione con l'Italia tutta.
Penso che abbiano ragione il Presidente, il capogruppo Putzu e la capogruppo Marcozzi, quando diciamo che non è strumentale non votare questo atto, è semplicemente una volontà di narrare tutto ciò che è stato fatto nel primo quinquennio e tutti i risultati ottenuti. Quindi, diventa pleonastica votare una mozione del genere, ma abbiamo accertato i fatti così come sono realmente accaduti e realizzati. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 22. La pongo in votazione.

Favorevoli: Caporossi, Catena, Mancinelli, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Seri, Vitri.
Contrari: Acquaroli, Antonini, Ausili, Baiocchi, Barbieri, Battistoni, Biondi, Borroni, Cardilli, Luconi, Marconi, Marcozzi, Marinelli, Pasqui, Putzu, Sebastiani.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 9
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini
“Impegno della Giunta regionale delle Marche per la revisione dei criteri di classificazione dei Comuni montani e il sostegno all'Appennino marchigiano, in relazione alla legge nazionale n. 131/2025”
(Votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 9 dei Consiglieri Ruggeri e Piergallini. Ricordo che la discussione in merito alla mozione ed alla risoluzione è già stata fatta, quindi ci saranno solo le dichiarazioni di voto.
Preciso che c'è un emendamento a firma dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Cesetti, Catena, Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Seri, Vitri, prego la Consigliera Ruggeri, se vuole, di esporlo.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono promotrice di questa mozione, che è stata sottoscritta, e lo ringrazio, dal Consigliere Piergallini e poi è stata trasformata in una risoluzione, che ho presentato ai Presidenti di gruppo martedì scorso, chiedendo la sottoscrizione di tutti i capigruppo, quindi di tutti i partiti. Ad oggi ho ricevuto sulla risoluzione la firma di tutti i Consiglieri di opposizione, che naturalmente ringrazio.
La discussione, come sapete, è stata interrotta da una decisione della maggioranza di rinviare la votazione. La discussione è stata fatta, ma è stato rinviato il voto su questo testo per aspettare l'esito del viaggio a Roma del Presidente Acquaroli, di cui abbiamo avuto qualche notizia a mezzo stampa.
L'emendamento a cui il Presidente ha fatto riferimento, consigliato dalla Presidente del gruppo del Partito Democratico Valeria Mancinelli, chiede di fatto di condividere interamente il documento congiunto dei Sindaci dei 29 Comuni marchigiani, mentre la nostra risoluzione chiedeva, in linea con quanto richiesto dai Sindaci; “di agire attivamente ed efficacemente in tutte le sedi istituzionali competenti per sollecitare una sospensione immediata della procedura di riclassificazione e una radicale revisione complessiva dei criteri che integri i parametri altimetrici e morfologici indicatori di natura socio-economica, demografica, infrastrutturale e di accessibilità ai servizi, che tengano conto delle specificità dell'Appennino centrale, evitando anche la logica potenzialmente fragile, e quindi rischiosa, specie nel lungo periodo, della deroga: di promuovere l'apertura di un tavolo di confronto con i Sindaci dei 29 Comuni; di garantire la possibilità di accedere al FOSMIT, alle misure previste dalla legge n. 131/2025 e all'esenzione dell'IMU per i terreni agricoli anche per i Comuni eventualmente esclusi dalla nuova classificazione, anche attraverso l'istituzione di un Fondo montagna regionale integrativo, come già fatto dalla Regione Emilia-Romagna, che lo ha aumentato del 60%; di adottare ogni iniziativa utile, anche in raccordo con le altre Regioni appenniniche, per richiedere al Governo l'assegnazione di nuove e aggiuntive risorse finanziarie per le politiche della montagna”, evitando qualsiasi considerazione di ordine politico, ma rimanendo aderenti al merito della questione e a testi presentati. Io per il momento mi fermerei qui. Grazie.

PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto sull'emendamento, che è stato appena illustrato.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Abbiamo presentato questo emendamento, come ha detto la Consigliera Ruggeri che mi ha preceduto, nella scorsa seduta per tentare di avere una posizione comune dell'intero Consiglio regionale, senza introdurre questioni che potessero alimentare anche normale dialettica opposizione maggioranza. Proprio perché nel documento che era stato elaborato e sottoscritto dai Sindaci dei 29 Comuni marchigiani esclusi, c'erano e ci sono Comuni, amministrati da diverse maggioranze, e Sindaci espressione di tutti gli schieramenti politici, i quali sono riusciti a condividere un documento unitario e delle proposte da avanzare comunemente agli altri livelli istituzionali, in primo luogo al Governo e al Parlamento.
La proposta che noi abbiamo fatto nella precedente seduta del Consiglio regionale, di superare la nostra mozione, andando ad un atto unitario di cinque righe, prevede: “Il Consiglio regionale delle Marche condivide il documento unitariamente predisposto e approvato dai 29 Comuni marchigiani”. Questa è stata la nostra proposta fatta la scorsa volta e formalizzata.
A fronte di questa nostra proposta, la maggioranza ha votato e imposto il rinvio della votazione, quindi, siamo qui oggi a votare questa proposta. L'emendamento lo riteniamo più che opportuno, proprio perché offre a tutto il Consiglio regionale…, senza smentire il lavoro fatto e che stanno tentando di fare il Presidente e la Giunta regionale, anzi gli dà forza.
Questo emendamento offre la possibilità a tutto il Consiglio regionale di dare forza al documento unitario dei 29 Comuni e di dare forza anche a chi del Governo regionale dovrà ulteriormente interloquire con il Governo nazionale e con il Parlamento per le opportune modifiche. Quindi, la nostra dichiarazione di voto sull'emendamento è positiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Saluto i Sindaci e gli amministratori dei 29 Comuni esclusi, che sono qui presenti. Rinnovo il mio sostegno, il nostro sostegno alla lotta giusta a difesa delle comunità che amministrano. Non dovrebbero essere delusi da una concertazione fra Regione, Comune ed ANCI, che a un certo punto è andata in corto circuito. Le promesse sono state tradite. C'è chi è passato all'incasso abbandonando gli altri territori, c'è chi ha obbedito agli ordini di partito, c'è chi è stato fermo da ignavo rispetto alla strategia del buon Ministro per gli affari regionali e le autonomie, tutta incentrata sulle sue Alpi, sul suo bacino elettorale, peraltro già abbondantemente premiato negli anni, da ultimo con le Olimpiadi di Cortina e contorni. Ecco, per il Ministro gli Appennini sono irrilevanti. Credo che sia una questione culturale oltre che politica di interesse elettorale e amministrativo, non generale, solo orientata alla cura delle zone specifiche. Un Ministro dovrebbe pensare a tutto il territorio nazionale, non solo a casa sua.
Come si fa ad escludere dallo status di Comuni montani il balcone delle Marche, Arcevia, Urbino, Belforte del Chietti, Loro Piceno, tanto per citarne alcuni? Escludiamo il balcone delle Marche e, magia, troviamo la novità di Ascoli Piceno e anche di altri Comuni medio collinari.
Voterò a favore di questa mozione, di questo emendamento concernente la richiesta dei Sindaci. Voterò per la difesa di un'identità, di una storia sociale ed economica. Voterò a difesa dei nostri Appennini che devono continuare a vivere con il sostegno economico e organizzativo necessario, che viene garantito da oltre 70 anni.
Mi auguro che la maggioranza faccia altrettanto, che il Presidente venga fuori da una palude creata dalla stessa Regione, da quel voto favorevole espresso dalle Marche in Conferenza Stato-Regioni da alcuni esponenti della Giunta.
Non è detto che la civiltà dell'Appennino finisca qui; la civiltà dell'Appennino può avere un grande futuro sulla base di quello che faremo oggi, non solo nella ricostruzione, ma in una visione generale, che dobbiamo costruire qui ed ora all'interno di questo Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Sì, per quanto riguarda il gruppo di Alleanza Verde e Sinistra c'è un'adesione convinta a questa risoluzione e a quest’emendamento, che fa propria la posizione espressa dai 29 Comuni che sono stati esclusi dalla qualificazione di Comuni montani.
Credo che la risoluzione che discutiamo oggi non possa risolvere da sola la questione, non è questo il compito dell'atto di indirizzo che andiamo a votare. Il significato che ha è più semplice, ma non per questo meno importante. Approvando questa risoluzione il Consiglio regionale delle Marche sceglie di condividere e fare propria la posizione espressa dai Sindaci dei territori interessati, impegnando la Giunta a rappresentare queste preoccupazioni nelle sedi istituzionali competenti. Penso che sia un atto di ascolto e di responsabilità istituzionale, perché quando gli amministratori locali segnalano un rischio così rilevante per i propri territori, il minimo che le istituzioni regionali possono fare è prendere sul serio queste preoccupazioni e portarle nei luoghi in cui le decisioni vengono assunte.
Dietro questa discussione non ci sono soltanto classificazioni amministrative o criteri tecnici, ci sono comunità che da anni combattono contro lo spopolamento, contro la perdita dei servizi, contro la marginalizzazione territoriale. Comunità che continuano a vivere, lavorare e investire nei propri territori nonostante le difficoltà. Noi a queste comunità dobbiamo dare almeno una cosa, la disponibilità ad ascoltarle e a difenderne le ragioni quando chiedono che le politiche per la montagna siano costruite sulle realtà dei territori e non soltanto su parametri statistici. Per questo, ritengo che la risoluzione oggi in discussione rappresenti un passaggio importante, non perché chiuda il dibattito, ma perché afferma un principio molto semplice.
Le Marche devono saper stare dalla parte delle proprie aree interne, per questo ribadisco un voto convinto, favorevole alla risoluzione e all'emendamento che è stato presentato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Telegrafico. Mi esprimo solo sull'emendamento perché poi ci sarà la dichiarazione di voto sulla risoluzione.
La prima cosa, vorrei ringraziare i firmatari per aver accolto questa proposta, fare un passo indietro per farne due avanti, raccogliendo un appello degli amministratori locali di destra e di sinistra che ci hanno dato, anche in questo caso, una lezione mettendo l'interesse generale davanti a tutto e cercando di parlare un solo linguaggio. L’abbiamo visto quando ci si ritrovava, nel nostro caso, come amministratori - chi l'ha vissuto prima - nelle istituzioni cittadine. Le appartenenze molte volte si lasciano da una parte per fare una battaglia comune, quando c'è l’interesse della persona e delle comunità. In questo caso così è stato, quindi, si accoglie questo emendamento che di fatto trasferisce la voce e la richiesta forte a difesa delle comunità - come è stato ben richiamato poc'anzi - al Consiglio regionale per renderla ancora più forte perché il tema vero è che l'Appennino non è marginale, ma è una vera risorsa per tutta la regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho avuto già modo di parlarne la scorsa volta quando abbiamo rinviato ad oggi la votazione di questa mozione.
Permettetemi di dire, e ve lo ripeto, che fa un po' sorridere che vi emendiate le mozioni da soli. Magari la prossima volta mettervi d'accordo. Vi capisco, ma per parlare di montagna qualcuno leggeva, quindi vorrei capire qual è l'enfasi.
Da parte vostra c'è l'opportunità di trovare una soluzione insieme ai Sindaci, che ringrazio, oppure di rendervi conto, ancora una volta, che chi vuole fare demagogia politica sarà battuto.
Dico questo perché – io sorrido – il Presidente Acquaroli è andato due volte dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie; la scorsa settimana c'è andato con il Presidente dell’ANCI, con una delegazione dei Sindaci, per dimostrare e per scendere in campo formalmente al fianco di coloro che, giustamente, stanno facendo una battaglia a tutela delle proprie comunità.
Dobbiamo dire la verità perché mi è capitato di ascoltare qualche vostro video on line, nel quale dite che verranno chiuse le scuole, che verranno meno i servizi essenziali.
State facendo demagogia, state facendo disinformazione politica. Io non voglio sempre farvi la lezione, ma se continuate così non vi voteranno più neanche quei Sindaci di centro-sinistra. Voi dite che le scuole verranno chiuse, ma non è vero. Non è vero. E voglio leggerlo sul testo. Tanto che…, posso finire?

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Per favore, sta parlando il Consigliere Putzu. Chiedo cortesemente di rispettare il Regolamento. Grazie.

Andrea PUTZU. Sto dicendo che state facendo disinformazione politica, ma capisco, è normale, ormai vi è rimasto solo questo, ci mancherebbe altro.
Più vedo i vostri incontri politici, più mi rendo conto che siete rimasti quattro amici al bar, quindi, ci mancherebbe altro. E’ giusto che voi continuiate con questa linea politica, è giusto pure che facciate disinformazione. Ci mancherebbe altro.
Mettetevi a fianco del Governatore Acquaroli, piuttosto che provare ad accendere la miccia per far esplodere qualcosa che, come sempre, rimarrà tra le vostre mani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Piergallini in dissenso.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Utilizzo lo strumento, che è stato già utilizzato, di intervenire in dissenso - per poi uscire dall'Aula - per poter fare un intervento, sennò non si può intervenire. Una strada aperta, quindi, Consiglieri Cesetti e Assenti facciamo la stessa cosa.
La stiamo buttando in caciara politica perché questo è il tema. Anche questa cosa è totalmente condivisibile, non c'è accusa a nessuno, si tratta di dimostrare che la filiera istituzionale non è una gabbia e può accadere che un Governo approvi qualcosa che, ad una Regione, che magari è dello stesso segno politico, non va bene. Che cosa facciamo noi oggi per precisare la questione? Del documento presentato dai 29 Sindaci - molti di noi sono stati Sindaci e sanno quanto tribolano, quindi, devono essere presi in considerazione - noi diamo seguito ad una delle richieste formali. Volevo dire punto g), ma mi sento in imbarazzo, ma questo è il punto g) “Intervento del Consiglio regionale”. Si chiede: un intervento formale del Consiglio regionale delle Marche, attraverso una mozione o un ordine del giorno che impegni la Giunta regionale a tutelare, in tutte le sedi istituzionali competenti, i diritti dei 29 Comuni interessati; a sollecitare il Governo per la revisione dei criteri; a predisporre misure regionali compensative. E’ quello che stiamo facendo.
Vado a concludere perché sono state dette le cose più importanti. Tra le richieste formali due sono determinanti. Innanzitutto il mantenimento transitorio dello status di Comune montano e, magari frattempo – ci auguriamo che il dibattito si allarghi - il Governo ritorni sulla propria posizione e tenga conto delle dinamiche che l'approvazione della legge ha comportato. In secondo luogo la salvaguardia delle autonomie scolastiche, perché i Sindaci del mio territorio, gli amici Sindaci, mi hanno detto che la cosa che più temono in qualche modo è la tenuta dell'autonomia scolastica, che per un Comune, che non ha più lo status di Comune montano, è determinante per mantenere al centro la comunità.
Essendo questo un documento neutro, trasversale, firmato da Sindaci che appartengono a tutti gli schieramenti politici, credo che sarebbe un errore non votarlo unitariamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Il fatto che questa iniziativa non sia strumentale e non sia di partito lo si vede dal fatto che la proponente è del Movimento 5 Stelle, infatti, guardando i Sindaci seduti non ce n'è uno del mio partito. Hanno fatto una richiesta sia mezzo stampa che inviando una PEC - vi fa sorridere? A me molto meno - che è arrivata a tutti i Consiglieri, con la quale hanno chiesto quanto letto bene dal Consigliere Piergallini, ovvero che questo Consiglio faccia una mozione per dimostrare solidarietà e vicinanza, soprattutto per discutere tutti quei punti che, dato il documento molto importante e molto corposo, sono parecchi.
Ha richiesto un emendamento, Consigliere Putzu - cosa che il centro-destra fa molto spesso - che riprende integralmente, parola per parola, compresa la punteggiatura, le richieste dei Sindaci, che vanno dal centro-sinistra al centro-destra. Non capisco come si faccia a rifiutare di votare favorevolmente l’emendamento, la risoluzione, la mozione. Mi aspettavo tutt'altro atteggiamento da parte di questa maggioranza.
Cosa succede? Primo problema, i Consiglieri confondono il proprio ruolo con quello della Giunta. Praticamente il ruolo di questo Consiglio regionale è azzerato in tutto, non si riesce a discutere o se si discute si dice: "L'Assessore ha fatto questo, ha fatto bene quell'altro". Siamo diventati…, siete diventati degli altoparlanti della propaganda della Giunta, però ci sono dei ruoli differenti, che dovrebbero anche consigliare la Giunta e nei prossimi cinque anni vedremo quante volte succederà. Questo è il primo passaggio.
Secondo, lo sanno i Consiglieri di maggioranza che gli atti li possono anche loro? Perché la richiesta è arrivata anche a voi. Poteva essere la maggioranza, che con i 29 Sindaci, ripeto, di tutti i partiti politici, impostava una mozione e oggi si sarebbe potuti arrivare ad una risoluzione condivisa.
Penso che la politica una mediazione ed uno sforzo in questo senso lo dovrebbe fare, però, richiede studio, proposta, mediazione, che in quest'Aula non c'è.
Mi dispiace moltissimo che, da quello che ho capito, si arriverà alla bocciatura dell'atto, che non è la bocciatura di un atto dell'opposizione, ma delle richieste dei Sindaci. Mi dispiace perché avevate detto di aspettare e sentire cosa avrebbe detto il Presidente Acquaroli quando fosse tornato da Roma. Noi l'abbiamo letto sui giornali e sinceramente non siamo per nulla soddisfatti. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1. Lo pongo in votazione per appello nominale.

Favorevoli: Caporossi, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Nobili, Ruggeri, Seri, Vitri.
Contrari: Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Barbieri, Battistoni, Biondi, Borroni, Cardilli, Luconi, Marconi, Marcozzi, Marinelli, Pasqui, Pierini, Putzu, Rossi, Sebastiani.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto sulla proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Nobili, Mastrovincenzo, Vitri, Mangialardi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Seri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Già il Presidente del Gruppo Consigliera Mancinelli ha avuto modo di spiegare dettagliatamente le ragioni della presentazione di questa risoluzione ed il nostro voto favorevole, come ha spiegato bene quanto fosse auspicabile approvare quell'emendamento che, tra l'altro, si limitava a condividere il documento dei Sindaci per dare loro maggiore forza da parte della Regione Marche. Questo è il punto e dobbiamo fare chiarezza.
Credo che i Sindaci - ho letto sulla stampa - si accingano a presentare ricorso al TAR. Non sono un amministrativista e non ci capisco nulla, immagino che i loro avvocati, in quella sede, proveranno a sollevare la questione di legittimità costituzionale, perché il tema è proprio questo. E’ la dimostrazione di come la filiera istituzionale questa volta non abbia funzionato o, meglio, abbia funzionato al contrario, perché la Regione Marche ha dato parere favorevole alla legge n. 131, mentre altre Regioni hanno votato contro ed alcune si sono astenute, tipo la Regione Lazio. Ma se hanno votato a favore si sono precluse la possibilità di ricorrere. La Regione Marche si è preclusa la possibilità di ricorrere dinnanzi alla Corte Costituzionale per far valere le ragioni dei Comuni perché - leggo, non è il Consigliere Cesetti che parla - la Corte Costituzionale, con sentenza n. 220 dell’anno 2013, su una questione relativa a leggi che interferivano con gli enti locali, dinanzi all'Avvocatura Generale dello Stato, ha eccepito l'inammissibilità e nel respingerla ha dichiarato: “La giurisprudenza costituzionale ha ripetutamente affermato che le Regioni sono legittimate a denunciare la legge statale anche per la lesione delle attribuzioni degli enti locali, indipendentemente dalla prospettazione della violazione della competenza legislativa regionale (ex plurimis, sentenze n. 311 del 2012, n. 298 del 2009, n. 169 e n. 95 del 2007, n. 417 del 2005 e n. 196 del 2004). Quindi, Presidente Acquaroli, di fronte alla legge n. 131, ingiusta, perché è da lì che nascono tutti i problemi, la Regione Marche poteva impugnare la legge n.131 davanti alla Corte Costituzionale. Non solo non lo ha fatto, ma ha dato, addirittura, parere favorevole, quindi, sappiamo quali siano gli effetti deleteri della legge n. 131 sulle prerogative dei Comuni e sulle prerogative delle stesse comunità, che i Comuni amministrano e rappresentano. Vi ho citato queste cose, poi i vostri avvocati ve lo chiariranno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Telegrafico. Non rispondendo, ma riprendendo le considerazioni che ha fatto il Consigliere Putzu, voglio dire che lo spirito non era quello contro, ma di rafforzamento, era quello di dare uno strumento maggiore al Presidente affinché non potesse dire di avere soltanto la scorta dell’Assessore Calcinaro - che andava a fare le visite negli ospedali - ma, in realtà, c'erano anche altri Consiglieri, una voce all'unisono, poiché c'era la necessità di rivedere alcuni punti, come richiesto da più parti.
Soprattutto perché, come è stato richiamato, c'è stata un'approvazione della legge n. 131, quindi è mancata l'occasione per eccepire alcuni passaggi, che vanno a penalizzare i nostri Comuni, che sono rimasti esclusi. Torno a sottolineare il valore dei territori montani: non significa che sono territori marginali, ma sono una risorsa per tutta la regione, custodiscono un patrimonio ambientale, identità culturale, biodiversità, svolgono un ruolo essenziale nella tutela del territorio, penso alla resilienza. Quindi, c'è l'oggettiva esigenza di apportare delle modifiche, in quanto i criteri non sono stati aggiornati.
Inserire, dare nuove opportunità non significa creare privilegi, ma significa dare stesse possibilità. Sappiamo benissimo che per garantire determinati servizi i paesi montani hanno un costo maggiore rispetto a quelli delle zone urbane. Chi ha la sensibilità e chi viene da determinate esperienze non può rimanere insensibile e, quindi, c'è la necessità di riuscire a ottenere, usando la stessa voce… Ripeto, non dividendosi, perché qui non c'è una questione di parte e non c'è un'accusa di uno scarso impegno perché, effettivamente, va riconosciuto che negli ultimi tempi c'è stato un impegno a voler recuperare la situazione,, quindi, abbiamo perso un'occasione con il voto contrario. Comunque, detto questo, voterò a favore della proposta avanzata in origine. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Nella sostanza abbiamo già detto nella seduta precedente. Rimango un po' sorpreso da una serie di interventi che mi hanno un po' disorientato, nel senso che sembra che qui unstiamo per decidere la legge di portata nazionale, come fossimo noi a dover decidere se i Comuni saranno a 300, a 400, a 500, a 1700 metri, con le teleferiche, senza, oppure no, quanta neve…
Questo atteggiamento un po' carico - non faccio riferimento a nessun intervento, perché non voglio dare a nessuno l'occasione di intervenire per fatto personale, ma mi ha capito - non riesco proprio a capirlo. Qui non stiamo decidendo nulla e nessuno sta dicendo “29 Comuni, mi metto contro”. È infantile questo atteggiamento. È veramente infantile, come dire che siamo più o meno appiattiti sulla Giunta. Allora, o siamo appiattiti sui Comuni o siamo appiattiti sulla Giunta. Quando ci esprimiamo nella nostra capacità di voto e di discussione, siamo comunque appiattiti perché stiamo lì o siamo fuori da qualsiasi logica, ancora nella concezione che il Consiglio si divida fra buoni e cattivi in base a chi esprime questo tipo di giudizio. Questo atteggiamento è assolutamente inaccettabile.
Penso che quello che è stato spiegato in varie occasioni dal Presidente del gruppo Consigliere Putzu, dall'Assessore e anche dal Presidente - non so se interverrà anche su questo argomento - sia abbastanza chiaro. I percorsi sono tanti, tutti ci possiamo dar da fare in questa direzione, chi è in maggioranza e chi è in minoranza, ma, soprattutto, nelle sedi del Parlamento nazionale dove, effettivamente, la cosa sarà ripresa, con tante argomentazioni diverse e non appena la questione di un contributo più o meno significativo nei confronti dei Comuni.
Apriamo un altro ragionamento, che è quello delle aree interne, che non c'entra niente - l'ho detto l'ultima volta - con le altitudini. Ecco, questi sarebbero ragionamenti un po' più di sviluppo. Il resto, l’ha detto bene il Consigliere, è una polemica, tutto sommato, molto meschina che non fa onore a questo Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Luconi.

Silvia LUCONI. Grazie Presidente. Non mi metterò a leggere la poesiola che definisce come sia costituita una zona montana, da chi sia abitata una zona montana o un'area interna. Preferisco parlare più di pancia. Di certo non accetto lezioni da chi mi dice o ci dice che siamo appiattiti sulla Giunta, quelle stesse lezioni che arrivano da chi definisce un fiume Chienti un corso d'acqua di nove metri. Questo lo dico “a nuora affinché suocera intenda” perché, se dobbiamo dare lezioni su questi tavoli, siamo tutti capaci, ma il ruolo a cui siamo demandati qui è un altro. Siccome si è anche detto che si è cercato di capire… come abbiamo già ampiamente discusso la settimana scorsa, dicendo: “Aspettiamo, il Presidente della Regione Marche è a colloquio con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, cerchiamo di capire cosa emerge da quel colloquio”. Credo che oggi il punto di discussione sia, più che altro, quello che ci possa far ragionare sulla strada da fare insieme. D'altra parte, lo ha detto anche il Consigliere Nobili e lo cito - magari gli favorisco anche l'eventuale controreplica – “la risoluzione non risolve la situazione”, quindi, automaticamente si è detto da solo che questa è pura demagogia. Perché il Ministro per gli affari regionali e le autonomie - mi correggerà il Presidente qualora dica qualcosa di inesatto, impreciso, perché, ovviamente, io in quel tavolo non c'ero - ha dimostrato un'apertura circa la situazione dei Comuni montani. Il Ministro si è anche messo a disposizione per ragionare insieme alla Regione. Voglio dire, ero qui, sono stata testimone oculare del fatto che il Presidente si è attivato dal minuto uno relativamente alla questione, anzi, forse, addirittura, meno che dal minuto uno, preferendo non impazzare sui giornali, fare video. Ho sentito parlare di grancassa; per carità, che la minoranza faccia pure il suo ruolo, però, poi alla fine - sono assolutamente d'accordo con quello che ha detto il Presidente del gruppo Consigliere Putzu - la popolazione ci giudica sui risultati e la popolazione da noi… e i Sindaci, che saluto senza necessariamente dover fare demagogia, perché i Sindaci difendono giustamente il proprio territorio e noi siamo chiamati a portare delle soluzioni concrete senza mettere la bandierina in Consiglio regionale, ma cercando di apportare quelle soluzioni e quei giusti ragionamenti anche per le aree interne che hanno bisogno…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono contenta di aver cliccato un attimo prima del Presidente perché così avrà modo di rispondere anche nel merito a quello che sto per dire.
La Consigliera Luconi ha parlato delle dichiarazioni del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, quello che è stato detto dal Ministro, eccetera. Allora, mi dà modo di riallacciarmi, perché, a mezzo stampa, abbiamo letto tutti che il Ministro si è stupito del fatto che proprio il Presidente Acquaroli andasse a Roma a chiedere la revisione dei criteri, visto che quei criteri sono stati scelti, e anche sventolati a mezzo stampa, da suoi Assessori, che hanno parlato di ritrovata dignità dei Comuni dell'Appennino. Dopo, con poca lungimiranza, sicuramente accortezza, si sono resi conto che 29 Comuni avevano a che ridire, anche perché - come il Consigliere Caporossi ha detto anche nella passata discussione - alcuni Comuni che non c'erano, si sono ritrovati magicamente dentro e, guarda caso, sono affini alla vostra filiera, mentre altri, che c'erano da 74 anni, si sono trovati fuori e lì siete stati più democratici, perché fuori ci sono Comuni un po' di tutti i colori.
Adesso il problema è politico. Apprezzo anche il fatto che il Presidente Acquaroli abbia cercato di trovare una soluzione andando a Roma e spero, per i marchigiani che abitano in quei Comuni e per i Sindaci che li rappresentano, che li aiuti a trovare una soluzione. Forse, però, mi viene da dare un suggerimento, sarebbe meglio parlare con gli atti e un po’ meno fare propaganda sulla stampa, perché, poi, i nodi vengono al pettine e qualcuno la faccia ce la deve mettere. Non sono certo io, non siamo certo noi dell'opposizione - questo ce lo ricordate sempre - siete voi della maggioranza consiliare per quel poco che riesce a fare, ma, soprattutto, c'è la Giunta ed il Presidente Acquaroli che adesso ascolterò con grandissima attenzione.
Questo è un problema reale e la presenza di una metà dei Sindaci - perché alcuni hanno già lasciato quest'Aula - lo dimostra; lo dimostra tutto il battage che c'è stato sulla stampa, che non certo abbiamo stuzzicato noi dell'opposizione. Noi abbiamo solo preso atto di una situazione grave e abbiamo cercato di offrire a quest'Aula - sulla scia dei Sindaci che nessuno fino ad ora ha ascoltato - quantomeno un ambito di discussione. Per cui oggi ed anche la volta scorsa abbiamo affrontato questo tema con una chiusura enorme da parte della maggioranza, purtroppo, su questo come su tutti gli altri temi e l'ho già ricordato prima. Questo è un peccato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Questo è un tema particolarmente sentito che tocca 29 Comuni nella nostra regione, tocca tanti altri Comuni fuori dalla nostra regione. Ma in realtà tocca due temi fondamentali che sono: il tema delle aree interne e il tema delle aree montane, che molto spesso sono assimilate, che non possono essere gestite in base a una definizione di criteri che è anche di difficile soluzione, nel senso che con un metro si rischia di includere una realtà o di escludere un’altra.
Dobbiamo velocemente ricostruire la vicenda. La vicenda è quella di un Governo nazionale, che dopo tanti anni di indifferenza rispetto alle questioni della montagna, cerca di mettere mano alle emergenze vere che toccano: lo spopolamento, la questione demografica, le carenze infrastrutturali, la sopravvivenza minima di alcune realtà. Faccio un esempio di cui ho parlato anche ai Sindaci quando ci siamo visti, qualche giorno fa, a Loreto, a margine di una manifestazione della Regione sull'agricoltura, in delegazione hanno incontrato il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per parlare di questo tema. Chiaramente non è il Ministro competente, ma era il Ministro che era qui e ha dato disponibilità - anche con me ha continuato a dare disponibilità - a cercare di risolvere e affrontare questo tema e questo problema in tutte le sedi. Dicevo del caso di una mia collega, quando sedevo alla Camera dei Deputati, che si chiama XY, che è Sindaco di un Comune che si chiama Argentera. Argentera è un Comune delle Alpi piemontesi, al confine con la Francia, 70 abitanti, 70 chilometri quadrati, nel periodo invernale c'è una precipitazione nevosa che normalmente supera di gran lunga un metro, un metro e mezzo, non hanno il Segretario comunale, tant'è che quando eravamo alla Camera c'era stata una proposta, una serie di interessamenti, per i servizi minimi essenziali per far sì che quelle comunità potessero restare in vita, per garantire il minimo indispensabile per non arrivare subito all'abbandono di quel territorio. Il Governo Meloni e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie non si sono fatti carico di un campanile tra gli Appennini e le Alpi. No, il Governo cerca di interpretare quelle emergenze, non più esigenze, emergenze che possono compromettere la normale attività, l'indispensabile, essenziale attività di un'Amministrazione comunale, una chiamata ad agire davanti a un'impossibilità oggettiva. Questa motivazione ha portato il Governo a fare una proposta. Quella proposta ha visto… su queste motivazioni credo che se ognuno di noi parlasse con coscienza dovrebbe ritrovarsi, perché c'è un'emergenza che tocca una parte della nostra Italia che non può restare inascoltata. A quella proposta, chiaramente, c'è stata una sollevazione in merito alla quale il Ministro per gli affari regionali e le autonomie - che ringrazio per la cortesia, l'ho incontrato la settimana scorsa, ma l'avevo incontrato anche la settimana precedente, una disponibilità unica, che fa capire che ha capito la delicatezza del tema - dice un'altra cosa. Il Ministro dice, riferendosi alla Conferenza delle Regioni: “Portatemi una proposta che non sia quella di lasciare tutto immutato e io la prenderò in considerazione”. La Conferenza delle Regioni, l’ANCI, l’UNCEM hanno iniziato a lavorare, devo dire in tempi molto frenetici, e cercano di arrivare ad una proposta. Gli Assessori della nostra Regione nelle Commissioni hanno cercato di salvaguardare il più possibile, con dei criteri, il numero dei Comuni che rientravano tra le aree definite montane.
Quando è uscito l'elenco abbiamo scoperto che ci sono dei Comuni che sono rientrati, che non c'erano, e che ci sono dei Comuni che, purtroppo, sono usciti. Ora, se qualcuno vuole attribuire il dolo nel tentativo di difesa, credo che il dolo - non sono un giudice, non voglio farlo, è un mestiere difficilissimo - non ci sia. Sicuramente c'è una volontà di difesa della nostra Regione. Ma mi rendo conto che c'è un problema nei confronti di realtà, che sono da noi definite aree interne, aree montane, che oggi, purtroppo, sono state escluse.
Primo aspetto, che è stato chiarito non dal sottoscritto, ma al Ministero -insieme al Ministro per gli affari regionali e le autonomie e ai tecnici del Ministero - alla delegazione che ha incontrato il Governo la scorsa settimana: questi Comuni non avranno alcun tipo di penalità, alcun tipo di penalità su nessuna materia, non l'avranno sull'agricoltura, non l'avranno sui trasferimenti, non l'avranno sulla scuola, perché, semplicemente - lo dico ad un'Assemblea legislativa - ci sono altre leggi che governano queste dinamiche. Questo non ce lo dice solo il Ministro, ma ce l’hanno detto anche i tecnici del Ministero che accompagnavano il Ministro. Poi, nel merito, possiamo anche organizzare una riunione tecnica per spiegare bene queste vicende.
Aggiungo che al criterio di definizione montana il Governo aggiungerà un altro criterio, che io ritengo oggettivo, che è il dato socio-economico. Questo perché ci sono delle realtà che sono montagna, ma che vivono oggettivamente una floridità economica per il turismo, per la capacità… che non le rende delle realtà svantaggiate, ma le rende, addirittura, delle realtà che noi, a volte, prendiamo come riferimento per costruire un modello turistico, un modello di accoglienza, un modello di agricoltura, un modello organizzativo. Quindi il Governo aggiungerà a questa classificazione un dato socio-economico per dare dei contributi, che sono oggettivi - come ho detto all'inizio - per la sopravvivenza di queste comunità. Ma il Ministro per gli affari regionali e le autonomie non si è fermato qui, dice che oggi c'è questa legge, che non ha difficoltà ad un cambio o a un ripensamento, a rivederla, però, occorre, che i soggetti che gli hanno proposto questi criteri ritrovino una quadra, che non sia troppo di ampliamento e che crei di fatto la situazione antecedente, allora sarebbe inutile modificarla. Non avrebbe difficoltà… Il Ministro ha riconosciuto anche le specificità che noi abbiamo raccontato.
Ora, lo dico sinceramente, il tema che viene posto con questa mozione e con la risoluzione è stato trattato. Ora occorre un altro tema e un altro tipo di lavoro. Occorre parlare in Conferenza delle Regioni, occorre parlare in ANCI, perché il Ministro, quindi il Governo, ha dato disponibilità.
Noi dobbiamo trovare un accordo che crei quella maggioranza utile a riproporre dei criteri. Questo è un lavoro che spetta a me, ma spetta a tutti, perché ci sono delle Regioni che sono governate da Fratelli d'Italia, ci sono delle Regioni che sono governate da Forza Italia, dalla Lega, ma ci sono anche Regioni governate dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle. Quindi il tema qual è? Il tema è… Guardate, su questo punto di vista, voglio essere chiaro, credo che la missione che si pone il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, che rappresenta la posizione del Governo, sia una missione giusta.
Noi dobbiamo tenere in considerazione quelle realtà che, purtroppo, hanno delle specificità che non possono attendere, hanno delle specificità che compromettono la sopravvivenza,. L'ho detto prima: 70 abitanti, 70 chilometri quadrati, per raggiungere Roma otto ore. Parliamo di distanze, di situazioni che presuppongono un intervento il più possibile immediato per non disperdere quelle comunità.
Chiudendo, la disponibilità del Ministero e del Ministro, a mio avviso, è un elemento positivo. Oggi dobbiamo ricominciare a trattare nelle sedi istituzionali competenti, non voglio usurpare il ruolo del Consiglio, anzi, ho molto rispetto del Consiglio, però credo che sia un tema quello della partecipazione alla Conferenza delle Regioni, della partecipazione in ANCI, in UNCEM, a queste Assemblee per creare una nuova sintesi e, se questa nuova sintesi ci sarà, proporla al Governo. Tutto qua.
Quindi, come lo abbiamo fatto nell'immediatezza, lo abbiamo fatto nelle settimane scorse… Personalmente non ho fatto un articolo, non ho fatto un post, ho detto niente, perché ho lavorato fin dall'inizio per cercare di risolvere questa situazione. Lo faremo, cercheremo di farlo anche nei prossimi giorni, tenendo in considerazione che è un tema difficile, perché, veramente, un metro o l’altezza di una collina o di una montagna, più alta o più bassa, può cambiare questa classificazione. In questo senso voi comprenderete anche la delicatezza della materia e la complessità di trovare criteri che possano accontentare tutti. Intanto sappiamo che non ci sarà penalizzazione alcuna per coloro che non sono rientrati e che c'erano.
Poi sappiamo…, e chiudo, per chi c'era non basta essere su quella classifica, occorre un criterio socio-economico, poi c'è l’apertura a discutere nuovamente.
Credo che quello che siamo riusciti ad ottenere in questi quindici giorni non sia sicuramente un risultato, ma è la speranza di mettere mano per risolvere queste ingiuste esclusioni che, purtroppo, involontariamente, quel criterio ha creato. Grazie

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 14 (punto 7). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Mozione n. 17
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“PNRR Missione 2 Componente 2 investimento 1.2 (Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo)”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 17 del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Questa è una mozione che ho depositato diverso tempo fa, il 3 dicembre, che riguarda appunto questa questione.
Con decreto del Ministero dell'ambiente e sicurezza energetica, sono stati messi a disposizione 2,2 miliardi di euro per la realizzazione complessivamente di 1,73 GW di energia rinnovabile. Il contributo erogato in conto capitale per impianti inseriti in configurazioni di Comunità energetiche ubicati in Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Successivamente, con un altro atto, il contributo è stato esteso ai Comuni con meno di 50.000 abitanti.
Il contributo a fondo perduto prevede un massimo del 40% sulle spese ammissibili. A seguito di riprogrammazione la dotazione finanziaria è stata rimodulata a 795 milioni di euro. I progetti che con dotazione piena risultavano ammissibili e finanziabili, ora, a seguito della rimodulazione, sono ammissibili, ma non più finanziabili per carenza di risorse e saranno considerati utili in caso di eventuale scorrimento della graduatoria.
Le risorse complessivamente richieste alla scadenza del bando ammontano a 1.500 milioni e il taglio ha generato forte incertezza. Infatti, senza contributo, molte iniziative non hanno possibilità e garanzie sufficienti per ottenere il credito.
Si considerai altresì, che molte domande sono state presentate da famiglie, enti e imprese del nostro territorio regionale. Pertanto si chiede di agire nei confronti del Governo affinché venga assicurata la copertura finanziata delle domande presentate o che il Governo in qualche maniera faccia uno sforzo.
Ho cercato di sintetizzare questa mozione che, come vedete anche nel dispositivo, è abbastanza tecnica.
Leggo l'impegno di nuovo: “Impegna il Presidente e la Giunta regionale ad intervenire presso il Governo affinché si attivi per assicurare la copertura finanziaria delle domande di contributo in conto capitale a valere sul PNRR presentate entro la scadenza del 30 novembre 2025 ed oggetto di esito istruttorio positivo da parte del GSE”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Devo dire che l'argomento che ha sollevato il Consigliere Rossi è noto alla Giunta che ha preso contatti informali con il MASE, il quale ha risposto che sta valutando possibili opzioni di copertura finanziaria per i cosiddetti progetti considerati idonei e, ad oggi, non ammessi a finanziamento. Siamo in attesa di ricevere ulteriori notizie che ci auguriamo essere positive per giungere a una soluzione la più condivisa possibile sul punto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Questa mozione va a rafforzare anche quello che, appunto, si sta facendo. Speriamo che i progetti considerati idonei siano in qualche maniera ammessi e che vengano messe delle risorse in più per poter esaudire anche le richieste delle nostre tante aziende che hanno presentato questi progetti. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 17. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Mozione n. 18
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Richiesta di apertura parziale degli uffici ATC PS1 e ATC PS2 ad Urbania e Cagli, presso gli uffici delle Unioni montane”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 18 del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Questo, invece, è un argomento che presentai nella scorsa legislatura e trovò l’approvazione anche della maggioranza. L'ho riproposto anche in accordo e in consultazione con gli ATC Pesaro 1 e Pesaro 2.
Sostanzialmente gli ATC, Ambiti territoriali di caccia, ai sensi di legge, hanno come obiettivo prioritario la gestione faunistica e l'organizzazione dell’esercizio venatorio nel territorio di competenza.
Le attività degli ATC vengono normalmente svolte in tutto il territorio di competenza, con prevalenza venatoria nelle aree interne e collinari delle Marche, perché gli ATC sono divisi in maniera orizzontale.
Considerando che:
- le sedi degli ATC Pesaro 1 e Pesaro 2 hanno i loro uffici a Pesaro e a Fano, territorialmente decentrati rispetto alle esigenze di tutti i cittadini della provincia e delle attività di competenza di questi enti;
- tutti i cittadini della provincia di Pesaro e Urbino dovrebbero avere una equità nella fruizione dei pubblici servizi;
- a seguito dell'approvazione della legge regionale n. 12 gli ATC sono in fase di riorganizzazione;
Ritenuto che:
- tutte le altre sedi ed uffici degli ATC marchigiani - attenzione, questo è importante - ovvero Ancona 1, Ancona 2, Macerata 1, Macerata 2, Fermo e Ascoli Piceno, sono dislocati nelle zone interne delle rispettive province, cioè Arcevia, Mergo, San Severino Marche, Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno, quindi, solo nella provincia di Pesaro e Urbino sono dislocati nella costa, è come se l'Autorità portuale fosse dislocata a Carpegna e ad Apecchio;
- ad Urbania per l’ATC Pesaro 1, nella sede dell'Unione montana dell'Alto Metauro e a Cagli per l’ATC Pesaro 2, nella sede dell'Unione montana del Catria e Nerone, ci sarebbero le disponibilità gratuite di spazi ove poter dislocare con apertura parziale gli uffici degli stessi enti;
non diciamo di trasferire, ma, almeno, una volta alla settimana, il funzionario dell’ATC si sposta in questa sede e rende un maggior servizio nei confronti di un cittadino dell'entroterra. Sentiti anche i Presidenti dell'Unione Montana, sentiti anche i Presidenti degli stessi ATC, c'è, chiaramente, volontà di farlo. Ho sentito anche molte associazioni di categoria, sia agricole che venatorie, ne ho parlato a diverse assemblee.
Quindi, impegniamo il Presidente e la Giunta regionale, visto che hanno una competenza di indirizzo nei confronti degli ATC, ad invitare gli ATC Pesaro 1 e Pesaro 2 a valutare - attenzione - la possibilità di apertura parziale dei loro uffici ad Urbania e Cagli, presso gli uffici delle rispettive Unioni montane.
L'ATC 1 si era già spostato parzialmente nella sede di Urbino. Chiaramente Urbania, secondo l'orografia e il territorio di competenza, probabilmente sarebbe il luogo più adeguato. Di conseguenza, Urbania e Cagli, dando disponibilità, potrebbero ospitare almeno una volta alla settimana la sede dell’ATC.
Pensate una cosa, io ho avuto, come agricoltore, danni da fauna selvatica (cinghiali) ed ho chiesto le reti elettriche per proteggere, sono fili più che recinti, sono fili elettrici. Da Apecchio sono dovuto andare a Fano, e tornare, per andare a prendere questi presidi, questi dispositivi. Poi sono dovuto andare a Calmazzo a prendere la batteria che era nel negozio convenzionato. Quindi, solo per questo ho fatto 70 + 70, 140 chilometri, più altri 35 + 35, 70 chilometri. Ho fatto oltre 200 chilometri per avere quello che mi spetta. Io l'ho fatto. Pensate ad un signore anziano che deve prendere la macchina per caricare a 70 chilometri questi dispositivi.
Se l’ATC, malmeno una volta a settimana, venisse nelle sedi gratuite dell'Unione montana di Urbania e di Cagli, daremmo un ottimo servizio un po' a tutti. Loro lo possono fare, sono disponibili a farlo. Di questo avevamo anche discusso insieme alla maggioranza e credo che non ci sia nessun problema.
Tra l'altro, ripeto, in tutte le altre province marchigiane gli ATC sono dislocati nelle aree interne, in tutte. Noi non diciamo, ripeto, di spostare totalmente gli uffici, ma di spostare almeno una volta a settimana, per le pratiche, il funzionario che è a disposizione.
Daremo un maggior servizio a costo zero a tutti i cittadini, soprattutto ai cittadini delle aree interne, nelle quali si svolge la maggior parte dell'attività venatoria di questa regione e della nostra provincia nello specifico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Mi viene da dire che mi piacerebbe avvenisse il contrario. Considerato che, ogni volta che devo andare presso il mio ATC, come me la maggioranza dei cacciatori - posto che per naturale situazione il numero maggiore di cacciatori è residente nella fascia C, rispetto al regolamento n. 3 del 2012 sugli ungulati, perché le città sono più popolose - devo andare a Mergo. Quindi mi piacerebbe avvenisse il contrario.
Al di là delle battute, questa è una mozione di cui comprendo lo spirito, Consigliere Rossi, ma ricordo a quest'Aula che noi non abbiamo come Giunta regionale, come Consiglio regionale, nessun potere di intervento perché gli ATC sono enti di natura privata che svolgono funzioni pubbliche, ma hanno una forma giuridica autonoma.
Capisco lo spirito con il quale lei presenta questa mozione, a cui, personalmente, do parere favorevole alla sua approvazione, ma è una mozione che - come diceva qualcuno - non si nega a nessuno, nel senso che non ha un ancoraggio normativo a cui attaccarsi. Semplicemente sta alla sensibilità dei singoli Comitati poter decidere una sede secondaria o lo spostamento in qualche giorno della settimana del servizio erogato al cacciatore o all'agricoltore in zona diversa rispetto alla sede dell’ATC.
Ricordo a quest'Aula, fra le altre cose, che l'ATC Pesaro 2 ha mandato deserta per ben tre volte l'Assemblea dei soci e non riesce ad eleggere il Comitato esecutivo. E questo lo dico con doglianza. Una situazione alla quale, tra l'altro, la Giunta regionale ha messo già mano, come sapete, con la modifica dello statuto tipo, perché c'era un vulnus. Voi pensate che anche il Presidente della Repubblica, dopo la seconda votazione con i due terzi, si elegge con la maggioranza semplice, e non il Comitato esecutivo di un ATC. Una situazione che è sintomatica di un problema all'interno anche della rappresentanza del mondo faunistico venatorio.
Che cosa vi devo dire? Do una indicazione di voto positivo e lascio ai singoli ATC di decidere come organizzarsi, la loro articolazione interna, che non compete, ci mancherebbe altro, anche questo, alla Giunta regionale, poi, saranno loro ad autodeterminarsi, Consigliere Rossi. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Più o meno ho lo stesso pensiero dell'Assessore Bugaro. La mozione, per carità, negli intenti è assolutamente condivisibile, perché, giustamente..
Consigliere Rossi, conoscendo anche le sue storiche battaglie per la montagna, per le aree montane - sotto molti aspetti svantaggiate rispetto ad altre, ne abbiamo appena parlato - è ovvio che chi vi abita cerchi di avere, il più possibile, meno disguidi e meno problematiche. Però, come ha ricordato l'Assessore Bugaro - è lo stesso concetto di cui volevo parlare anch'io - non è competenza della Regione, gli ATC si autoregolano da questo punto di vista, si autodeterminano. Lei consideri, Consigliere, che degli ATC, rispetto anche al caso che lei ha illustrato sulla distanza delle recinzioni per tutelare i campi rispetto agli ungulati, si stanno già organizzando autonomamente, trovando magari dei punti di stoccaggio e distribuzione che possono essere a metà strada rispetto alla sede ufficiale dell'ATC, perché non necessariamente devono essere in sede, anzi, magari all'interno di un capannone, di una struttura con capienze adatte per ospitare e stoccare determinati strumenti. Ogni ATC si è organizzato da questo punto di vista.
Il fatto che le sedi degli ATC siano presenti, come dice lei, anche nell'entroterra è vero fino ad un certo punto, il principio è stato quello di posizionarli nei capoluoghi di provincia, quasi sempre. Lei prima ha parlato di Ascoli Piceno, di Fermo, di Macerata. Fermo, non è, come lei ha detto, nell'entroterra, la invito a visitare di più, è a otto chilometri dal mare, non è proprio l'entroterra del fermano.
A parte questo, le ripeto, sono d'accordo in linea di massima con quello che ha ispirato la sua proposta, oggettivamente, non credo che sia una materia di pertinenza del Consiglio regionale, anzi, rischieremo di andare oltre a quelle che sono…, anche il diritto di autodeterminarsi su alcune situazioni. Anche perché - le faccio un esempio - le sedi non le paga la Regione, le pagano gli ATC con una parte del contributo, ma anche con le quote dei tesserini che loro raccolgono.
Alla fine è il Consiglio di amministrazione di un ATC che può decidere: “Andiamo in quel determinato luogo perché ci conviene economicamente, perché è una situazione migliore rispetto all'altra”.
Rispettando e comprendendo lo spirito che l’ha mosso, non esprimerò un voto contrario, assolutamente, mi asterrò per correttezza, soprattutto perché credo, lo ripeto e sono convinto, che sia qualcosa che esula dalla competenza di questo Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente, nonché presentatore della mozione. Avevo piacere che almeno una Consigliera della minoranza fosse presente perché dichiaro il mio totale appiattimento sulle posizioni espresse dall'Assessore Bugaro su questa materia, che conosco poco. Ho capito di cosa si tratta, Consigliere Rossi, ma…
Noto questo: ogni volta che apriamo la seduta, se non c’è l'Assessore competente e un certo numero di Assessori, scatta la protesta della minoranza. Caro Consigliere Rossi, ci sono le mozioni di serie A e quelle di serie B, i Consiglieri di serie A e i Consiglieri di serie B. Noi siamo qui dalle 10:45 di stamattina fino alle 14:45, per carità, è nostro dovere stare qui anche fino alle 20, io sono stato sempre in Aula, salvo dieci minuti per esigenze di natura fisiologica (ho mangiato), invece, neanche un rappresentante della minoranza, neanche uno, non so se l'assistente presente è della minoranza, non c'è proprio nessuno. Questo per dire del rispetto, della democrazia, delle mozioni: “perché non le discutete?”, “perché non le votate?”. Questa discussione sarebbe stata interessante perché qualche diversità nella maggioranza c'è, fose saremmo stati eccitati dalla discussione e ne sarebbe venuto fuori anche un voto diverso da quello che immaginiamo.
Comunque, Consigliere Rossi, voterò fedelmente per impegno ed appiattimento nei confronti della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto. Brevemente rispondo all'Assessore, che ha detto che i cacciatori sono nella stragrande maggioranza, numericamente più presenti nella costa. Sono d'accordo. Faccio l'esempio dei cacciatori di Ancona, se non ci fosse l'entroterra non so dove andrebbero a sparare, al Passetto, al Conero? I terreni di caccia sono nei nostri bellissimi passi, nel nostro bellissimo entroterra. Allo stesso tempo lei, Assessore, dice: "A me piacerebbe non andare a Mergo”. Allora anche l’ATC 2 potrebbe essere invitato a spostare, magari, presso il Comune di Ancona, una volta a settimana, un proprio funzionario per venire incontro alle esigenze dei cacciatori anconetani o della costa. Io parlo della mia provincia ed ho fatto questo intervento.
È ovvio che la Regione non può imporre, ma la Regione ha funzioni di controllo sugli ATC e, tra l'altro, può esprimere un parere e può esprimere un invito. Qui non c'è un diktat, c'è un invito.
Rispondo, invece, al Consigliere Antonini. Fermo non è nell'entroterra, però non mi pare che Mergo o San Severino Marche o Ascoli Piceno siano territori della costa. Nella maggior parte delle altre province, gli ATC sono nell’entroterra. Io punto ad un riequilibrio dei servizi a favore di chi deve fruire degli ATC, quindi cacciatori e agricoltori.
Tra l'altro, le sedi, in questo caso, sarebbero gratis, non ci sarebbe nessuna spesa, quindi, è un impegno verso quel riequilibrio che la Giunta Acquaroli ha sempre detto e ha sempre cercato di attuare nei confronti dell'entroterra, senza togliere niente alla costa. Non diciamo che gli uffici debbano essere trasferiti, ma che il funzionario si sposti una volta a settimana a beneficio di tutti. Vi ringrazio. Chiaramente il mio voto è positivo. Grazie.
Mozione n. 18. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14:50.