Resoconto della seduta n.20 del 12/05/2026
SEDUTA N. 20 DEL 12 MAGGIO 2026
La seduta inizia alle ore 10:40
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 20 del 12 maggio 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 19 del 28 aprile 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Come detto alla Capigruppo e votato, mettiamo in votazione la seguente proposta: il punto 5 viene discusso prima degli atti ispettivi, quindi come primo punto, la proposta di deliberazione n. 3 ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza “Istituzione di una Commissione di inchiesta sulla gestione dei processi di raccolta, lavorazione e smaltimento del sangue”. Se l’anticipazione verrà approvata, sarà il il primo punto all'ordine del giorno.
Anticipazione della proposta di deliberazione n. 3. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di deliberazione n. 3
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Istituzione di una Commissione di inchiesta sulla gestione dei processi di raccolta, lavorazione e smaltimento del sangue”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 3 dell’Ufficio di Presidenza.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. L'articolo 24 dello Statuto regionale stabilisce che, su motivata richiesta di almeno un terzo dei componenti dell'Assemblea, il Consiglio regionale può disporre l'istituzione di commissioni di inchiesta relative a materia di interesse della Regione. Le Commissioni, di cui all'articolo 24, devono, per quanto possibile, rispecchiare la composizione del Consiglio ed essere presiedute da un Consigliere di minoranza. Sempre ai sensi dell'articolo 24 l'atto istitutivo della Commissione deve determinare l'oggetto, la composizione e il termine entro il quale i lavori devono essere conclusi. Le modalità di istituzione e funzionamento delle Commissioni di inchiesta vengono rinviate al Regolamento interno dell'Assemblea legislativa, che le declama all'articolo 132. Tale articolo specifica che la richiesta di istituzione, debitamente motivata, deve essere presentata all'Ufficio di Presidenza e che l'inchiesta deve riguardare l'attività dell'amministrazione regionale, di enti e aziende dipendenti, vigilate o partecipate dalla stessa Regione. L'Ufficio di Presidenza, sempre in base al suddetto articolo 132, verificata la sussistenza dei requisiti di ammissibilità, presenta la proposta di istituzione della Commissione di inchiesta all'Assemblea corredata dalle proprie valutazioni sulle motivazioni alla base della richiesta. La proposta di deliberazione è iscritta all'ordine del giorno dell'Assemblea entro trenta giorni dalla data di presentazione all'Ufficio di Presidenza. Inoltre iI citato articolo 132 stabilisce che la deliberazione con la quale l'Assemblea istituisce la Commissione di inchiesta deve indicare l'oggetto dell'attività, il termine entro il quale devono essere conclusi i lavori e la composizione della stessa che deve rispecchiare, per quanto possibile, quella dell'Assemblea e tenere conto della consistenza numerica dei gruppi. Non possono far parte della Commissione i Consiglieri regionali che rivestano la carica di Presidente della Giunta o Assessore nel periodo interessato dall’inchiesta. Per quanto non diversamente disposto, l'articolo 132 rinvia all'articolo 23, che disciplina la composizione delle Commissioni consiliari permanenti.
Con nota protocollo n. 2609 del 3 aprile 2026, undici Consiglieri regionali hanno richiesto all'Ufficio di Presidenza l'istituzione di una Commissione di inchiesta, ai sensi e per gli effetti dei citati articoli, per verificare l'efficienza, l'efficacia, la capacità di gestione dei processi di raccolta, conservazione, trattamento e smaltimento degli emocomponenti da parte dell'Officina per la raccolta e la lavorazione del sangue e per verificare quanto accaduto in relazione ai fatti segnalati, al fine di accertare eventuali responsabilità tecnico-gestionali e politiche. Hanno infine chiesto di fissare al 30 settembre 2026 il termine per la conclusione dei lavori della Commissione. L'Ufficio di Presidenza, con determinazione verbale n. 146/18 del 15 aprile 2026, ha esaminato la richiesta di istituzione della Commissione di inchiesta verificando la sussistenza dei requisiti di ammissibilità, accertando che la stessa contiene formale motivazione in ordine ai fatti oggetto dell'inchiesta e che è riferita all'attività dell'amministrazione regionale o di enti e organismi ad essa collegati ed è sottoscritta da almeno un terzo dei componenti dell'Assemblea legislativa. Si precisa che in presenza dei suddetti requisiti di ammissibilità, la proposta dell'Ufficio di Presidenza rappresenta un atto dovuto che non è finalizzato alla creazione di una inchiesta, ma bensì alla discussione della proposta istitutiva in sede di Assemblea. Pertanto, l'Ufficio di Presidenza ha richiesto ai Presidenti dei Gruppi consiliari la designazione dei componenti della Commissione, ha inoltre stabilito che i membri devono essere 13 di cui 8 espressione della maggioranza e 5 espressione della minoranza, in modo da rispecchiare, per quanto possibile, la composizione dell'Assemblea legislativa. Nella seduta del 22 aprile 2026 l'Ufficio di Presidenza ha preso atto che non sono pervenute le designazioni dei componenti di maggioranza, ha così provveduto a sollecitare i Presidenti dei Gruppi interessati a comunicare i nominativi entro il 28 aprile 2026. La mancata indicazione dei componenti da parte dei Gruppi di maggioranza non può costituire motivo ostativo alla prosecuzione del procedimento, poiché, come dettato dal comma 4 dell'articolo 132 del Regolamento interno, la composizione della Commissione di inchiesta compete all'Assemblea, inoltre la richiesta di indicazione ai Presidenti dei Gruppi dei Consiglieri che devono far parte della Commissione non è prevista da alcuna norma né statutaria né regolamentare. Ciò non esclude che l'Assemblea, in caso di carenza dei nominativi dei Consiglieri facenti parte della Commissione, possa demandare all'Ufficio di Presidenza la composizione della stessa.
Per quanto detto l'Ufficio di Presidenza, nella seduta del 29 aprile 2026, ha adottato la determinazione n. 162/20 che propone all'Assemblea legislativa l'istituzione di una Commissione di inchiesta sulla gestione dei processi di raccolta, lavorazione e smaltimento del sangue, composta da n. 13 Consiglieri regionali, di cui n. 8 espressione della maggioranza e n. 5 espressione delle minoranze, demandando all'Ufficio di Presidenza medesimo la definizione della composizione della Commissione mediante la nomina dei suoi componenti. Ha deciso, inoltre, di individuare quale oggetto dell'attività della Commissione la verifica dell'efficienza, dell'efficacia, della capacità di gestione dei processi di raccolta, conservazione, trattamento e smaltimento degli emocomponenti da parte dell'Officina per la raccolta e la lavorazione del sangue, per verificare inoltre quando accaduto rispetto ai fatti segnalati e accertarne le eventuali responsabilità tecnico-gestionali e politiche; di fissare al 30 settembre 2026 il termine entro il quale la Commissione deve concludere i lavori; di incaricare il Presidente del Consiglio, conformemente a quanto stabilito dall'articolo 132 del Regolamento interno, di costituire la Commissione di inchiesta entro sette giorni dalla delibera di istituzione; di affidare alla segreteria della IV Commissione consiliare permanente le funzioni di segreteria della Commissione di inchiesta. Ha deciso, infine, di demandare alla Segreteria generale l'immediata redazione della relativa deliberazione ai sensi del comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale n. 14 del 2003, nonché gli adempimenti conseguenti. Per dovere di informazione istituzionale va detto, altresì, che sull'argomento la Giunta ha già istituito una Commissione di inchiesta. Grazie.
PRESIDEENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Oggi l'Aula deve decidere se attivare una Commissione d'inchiesta su uno dei più grandi scandali che ha investito la sanità marchigiana negli ultimi decenni. Una Commissione richiesta dai Gruppi di opposizione e che riteniamo assolutamente indispensabile. L’esito dei lavori del Nucleo Ispettivo voluto dalla Giunta regionale era, infatti, ampiamente scontato. Sin dal primo minuto in cui è scoppiato questo scandalo, c’è stato un tentativo maldestro, sia politico che amministrativo, di individuare un unico capro espiatorio, cercando di indirizzare la narrazione di questa triste e squallida storia. Il Nucleo Ispettivo nominato dal Direttore del Dipartimento Salute è composto da professionisti degnissimi, ma sono figure che dipendono gerarchicamente da quegli stessi vertici che potrebbero avere corresponsabilità, seppur indirette, in questa vicenda. È un corto circuito evidentissimo. La maggioranza lo sa benissimo. E Trovo molto grave che nell'indagine condotta da questo organismo non siano stati ascoltati gli operatori che lavorano quotidianamente nell’Officina trasfusionale a Torrette. In alcuni passaggi della relazione sembrano, anzi, quasi essere colpevolizzati per aver preso le ferie o per non aver accettato turni supplementari. Ma stiamo parlando di persone, per lo più lavoratrici e lavoratori precari, che vengono da anni di turni massacranti in una struttura sotto-organico che non possono essere usati per coprire i fallimenti della programmazione politica. La carenza cronica di organico è il peccato originale di questo disastro. I Sindacati, la CGIL ha ribadito ripetutamente come questo sia il nodo mai sciolto, ma anche la Cisl nelle scorse settimane aveva sottolineato come i disservizi fossero legati a una mancanza di organico strutturale, denunciata e segnalata più volte. Poi l'Avis che lo stesso più volte ha trattato questo. Qui c'è un dato oggettivo che smonta la narrazione della sorpresa o dell'emergenza imprevedibile. Esiste un Protocollo Agenas del settembre 2024 che parla chiaro: per le Officine di lavorazione del sangue in Italia lo standard medio previsto è di 14 operatori per garantire la sicurezza e la continuità dei processi. Nelle Marche si viaggiava costantemente tra gli 8 e i 10 operatori. Nelle Marche eravamo, quindi, sotto la soglia di sicurezza di quasi il 40%. A febbraio 2024, come più volte ricordato, presentammo su questo un’interrogazione puntuale in Consiglio Regionale. Già allora evidenziavamo le criticità che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Sottolineavamo la carenza di personale, ma anche un'anomalia gestionale: il Dipartimento Trasfusionale è una struttura interaziendale che dipende dal Dipartimento Salute della Regione per la parte strategica, ma risponde all’Ospedale di Torrette per gli obiettivi economici e sanitari. Questo sdoppiamento crea una "terra di nessuno" dove le responsabilità si diluiscono. Chiedevamo una nuova regolamentazione e un’organizzazione interna diversa, richieste che arrivavano anche dall'Avis. Peraltro una nuova organizzazione e un potenziamento della struttura era stato richiesto anche dalla precedente Direttrice in servizio fino alla fine del 2024. All'epoca, l’Assessore Saltamartini riconobbe in Aula che la situazione era critica e annunciò trionfalmente il potenziamento della struttura e un nuovo regolamento organizzativo di cui non si è saputo più nulla. Per due anni e tre mesi caduto nel dimenticatoio. Fino a ieri, quando magicamente avete approvato in Giunta la riforma strutturale per potenziare e rendere autonoma l'Officina del sangue, che sarà composta da ben 16 operatori, 16, alcuni a tempo indeterminato, altri a tempo determinato, ma che potranno essere stabilizzati dalla Direzione di Torrette. Adesso si può fare tutto, adesso. Fa sorridere sinceramente la dichiarazione dell'Assessore che oggi ha affermato: "Era un tema sul campo da anni e oggi finalmente affrontato: la dignità organizzativa dell'Officina trasfusionale che così blinda il suo personale". Queste parole suonano come una colossale presa in giro: per anni da Avis, Sindacati, opposizione è stato chiesto alla Giunta di fare quello che avete deciso di fare solo ieri e fino a ieri siete stati immobili. Ma sono parole che evidenziano anche una clamorosa ammissione di colpa. Se tutto questo disastro fosse davvero responsabilità di una persona non si approverebbe, solo dopo l'esplosione dello scandalo, un nuovo Regolamento organizzativo. È una contraddizione che è, di fatto, una confessione. E poi, l’Assessore Calcinaro ha prima minimizzato, parlando di difficoltà superate, ma intanto si sono dovute rallentare le donazioni ed è stata rinforzata la struttura. Se tutto fosse andato davvero bene, perché correre ai ripari solo dopo l'inchiesta giornalistica? Avete ammesso neanche tanto implicitamente, che servivano più tecnici di laboratorio. Ma nel Piano di attività e di organizzazione dell’Azienda per il 2026 non era prevista alcuna assunzione a tempo indeterminato per i tecnici di laboratorio. Non c’era la minima intenzione di investire sul personale tecnico di questa struttura, nonostante l'Assessore stesso abbia dichiarato che a Torrette sono stati assegnati più di 2 milioni di euro per il potenziamento del personale. Di chi è la responsabilità di queste scelte organizzative? Chi ha nominato la Direzione dell'Azienda Ospedaliera? Ancora, il 27 febbraio scorso, il Direttore del Dipartimento chiedeva di non rallentare la raccolta di plasma. Ma le criticità della struttura erano evidentissime, ribadite più volte con mail dall'allora Direttore del DIRMT. Questo è uno degli aspetti più cinici della vicenda. Nel primo trimestre del 2026 le donazioni di plasma sono aumentate dell'8,6%, eppure in quel periodo, a febbraio, mentre l’Officina era già in affanno, si continuava a chiedere plasma. Perché? Secondo il Direttore del Dipartimento Salute, era necessario evitare un danno di immagine. Fermare le donazioni avrebbe significato ammettere il fallimento del sistema. Avete preferito raccogliere il sangue dei marchigiani sapendo di non poterlo lavorare, pur di non dare un segnale di debolezza politica e organizzativa. Ribadisco, è un fatto gravissimo. E, oltre all'enorme danno morale, si è provocato un gravissimo danno economico. Ogni chilo di plasma, ha un valore di mercato stimato intorno ai 108 euro. Se quel plasma non viene destinato alla produzione di farmaci salvavita, ma viene smaltito come rifiuto speciale o destinato alla cosiddetta "ricerca", il danno è comunque rilevantissimo. E non basta dire che alcune sacche sono state mandate alla ricerca: bisogna vedere quale ricerca, con quali protocolli e se non sia stato utilizzato questo modo per alleggerire il numero delle sacche in realtà non utilizzate. E poi c'è l'11 marzo. Una data importante e ormai tristemente nota. Il giorno in cui, nel pomeriggio, si cominciano ad eliminare le sacche, la mattina si svolge una riunione a cui partecipano otto persone, otto dirigenti, tra cui l'Assessore Calcinaro, il Direttore del Dipartimento Salute e il Direttore del DIRMT, insieme a loro altri cinque dirigenti. La coincidenza di questi eventi è strana. Un incontro di cui, con accesso agli atti, ho richiesto il verbale. Un verbale imbarazzante, per usare un eufemismo. Un verbale da cui si evince che avrebbero preso parola solo tre degli otto partecipanti. Un verbale redatto ben 19 giorni dopo l'incontro stesso e inviato per la sua sottoscrizione al Direttore del DIRMT il 31 marzo. Sottoscrizione che non c'è stata. Un verbale redatto dopo che il Nucleo Ispettivo nominato dalla Giunta regionale ne aveva chiesto copia proprio il giorno prima. Una riunione che si apre con un’excusatio non petita, accusatio manifesta da parte del Direttore del Dipartimento Salute. In apertura di riunione il Direttore del Dipartimento Salute avrebbe specificato il senso della sua mail del 27 febbraio in cui sostanzialmente chiedeva di non ridurre la raccolta di plasma. Singolare che il verbale sia stato redatto il 30 marzo e che il giorno prima, il 29 marzo, la stampa nazionale e locale avesse rilanciato con titoli cubitali proprio la notizia di questa mail molto discutibile. Ma nel verbale risulta anche un'altra cosa detta dal Direttore di Dipartimento, ribadiva che con la famosa mail aveva anche chiesto al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche di intervenire tempestivamente sull'organico dell'Officina per ripristinare l'ordinaria operatività, come già richiesto in sede di Coordinamento degli Enti del 25 febbraio. Quindi il personale era carente, lo ammette di fatto il Dirigente capo della sanità marchigiana, lo dice il 25 febbraio, lo ripete il 27 febbraio, lo conferma l'11 marzo. Il Direttore dell'Azienda ospedaliera che fa? Non si sa, perché non cambia nulla e alla data dell'11 marzo tutto è ancora come era due settimane prima. E in quella riunione si decidono una serie di provvedimenti tutti indirizzati al potenziamento del personale: si parla di "attivazione immediata di figure tecniche", di "messa a disposizione da parte dell'Azienda ospedaliera di unità tecniche", di "avviso a tempo determinato di ulteriori risorse" di "disponibilità da AST Ancona di personale tecnico tramite prestazioni aggiuntive" "di incontri con AVIS per definire una programmazione coerente con i target ministeriali".
E poi dopo lo scandalo, dopo lo spreco di centinaia di sacche di plasma, arriva il Nucleo Ispettivo che dice: “no, non era un problema di personale, ma solo un’errata organizzazione interna”. Una sentenza che di fatto smentisce quello che otto massimi Dirigenti della sanità marchigiana avevano deciso in quella riunione dell’11 marzo. Se non fosse un fatto così serio, sembrerebbe una tragicommedia. Se oggi ci sarà un diniego, come si dice, rispetto all'istituzione di una Commissione di inchiesta, sarà un atto di una gravità inaudita. C’è una volontà politica evidente di non far emergere corresponsabilità che sono palesi. Ricordo al Presidente Acquaroli, alla Giunta e a tutta la maggioranza che tra il 2015 e il 2020, quando governava il centro-sinistra, furono istituite due Commissioni d’inchiesta importanti: su Banca Marche e su Aerdorica. In entrambi i casi, per garantire la massima trasparenza, la presidenza fu assegnata alle minoranze come previsto dallo Statuto. Negare oggi una Commissione sul plasma significa voler nascondere la polvere, tanta polvere, sotto il tappeto. Si sta cercando solo di far individuare un singolo colpevole tecnico per salvare la faccia al livello politico e a coloro che il livello politico ha nominato. Noi invece chiediamo e pretendiamo trasparenza e verità. Lo dobbiamo ai cittadini marchigiani e, soprattutto, alle migliaia di donatori che sono stati traditi da un sistema che ha fatto acqua da tutte le parti e ha portato a conseguenze disastrose. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Il mio intervento non entrerà nel merito della vicenda relativa alle sacche di plasma perché è stato esposto brillantemente dal collega Consigliere Mastrovincenzo e mi associo alle sue argomentazioni. Ma il ragionamento che io porto stamattina riguarda il funzionamento delle procedure democratiche della nostra Regione e il ruolo del Consiglio regionale. Perché questa discussione di oggi, che riguarda l'istituzione di una Commissione d’inchiesta, rischia, per certi versi, di essere persino più rilevante della stessa vicenda delle sacche di plasma.
Oggi non stiamo semplicemente decidendo se istituire o meno una Commissione d’inchiesta. Stiamo decidendo quale idea abbiamo del ruolo del Consiglio regionale, del rapporto tra maggioranza e opposizione e, soprattutto, del principio di controllo democratico sull'amministrazione pubblica. Ed è per questo che considero profondamente sbagliata politicamente, istituzionalmente e giuridicamente la scelta annunciata dalla maggioranza di respingere questa proposta. Lo avete annunciato pubblicamente, quindi non è che sto inventando qualcosa. Se poi, chiaramente, avete intenzione di cambiare opinione, io formalizzerò le mie scuse, ma ho come la sensazione che non andrà in questa direzione la vostra posizione. La proposta di deliberazione che abbiamo presentata è perfettamente conforme allo Statuto regionale e al Regolamento interno. Non c'è alcun profilo di inammissibilità, non c'è alcuna forzatura procedurale, non c'è alcuna invasione di competenze altrui. L'articolo 24 dello Statuto prevede espressamente che l'Assemblea regionale possa istituire Commissioni d’inchiesta su richiesta motivata di almeno un terzo dei Consiglieri regionali. Ed è questo quello che è esattamente accaduto. Non siamo davanti a una concessione discrezionale della maggioranza, siamo davanti all'esercizio di una prerogativa statutaria delle minoranze. E questo passaggio è fondamentale, perché negli ordinamenti democratici le Commissioni d’inchiesta non nascono per confermare ciò che la maggioranza già pensa, nascono proprio per consentire alle Assemblee rappresentative di approfondire vicende rilevanti, anche quando l'esecutivo preferirebbe chiudere rapidamente il caso. La giurisprudenza costituzionale e la dottrina parlamentare hanno sempre riconosciuto che le Commissioni di inchiesta costituiscono uno strumento tipico di controllo politico-istituzionale e una componente essenziale dello “statuto delle opposizioni”. Ed è questo il punto politico vero. La maggioranza non può sostenere che la Commissione non serva perché esiste già una Commissione interna nominata dalla Giunta regionale. Questa argomentazione non è soltanto debole, è persino pericolosa sul piano istituzionale, perché una Commissione amministrativa interna non può essere il sostituto di una Commissione consiliare di inchiesta. Sono organismi diversi per natura giuridica, per funzione, per composizione, per grado di autonomia e per finalità istituzionali. La Commissione nominata dalla Giunta è un organismo tecnico-amministrativo interno dell'apparato regionale. Risponde all'esecutivo, opera dentro la filiera amministrativa, ha funzioni istruttorie e organizzative, ma risponde alla Giunta. La Commissione consiliare, invece, è un organo dell'Assemblea legislativa, risponde al Consiglio e, quindi, ai cittadini, ha una funzione politico-istituzionale di controllo democratico. Quindi le due situazioni non si sovrappongono affatto, possono convivere. Ed è significativo che la Regione Marche abbia ritenuto necessario istituire questa Commissione tecnica. Questo significa che non siamo davanti a un episodio ordinario. Ma ciò che rende ancor più incomprensibile il rifiuto della Commissione consiliare è il contenuto delle stesse relazioni fatte dalla Commissione tecnica interna. Perché la Commissione nominata dalla Giunta ha certificato criticità organizzative molto gravi ed emerge un dato politicamente enorme. Oggi la Giunta riconosce la necessità di riformare strutturalmente il modello organizzativo dell'Officina del sangue, arrivando a ipotizzare l'autonomia organizzativa e funzionale. Credo che qui la contraddizione della maggioranza sia evidente, perché per settimane c'è stato detto che il sistema funzionava, poi è stata nominata una Commissione straordinaria, poi quella Commissione ha evidenziato gravi criticità organizzative e poi la Giunta ha annunciato una riforma strutturale del sistema trasfusionale regionale. E Tuttavia oggi si vorrebbe sostenere che il Consiglio regionale non possa svolgere alcun approfondimento autonomo. È una tesi che non regge, perché, se davvero la vicenda ha richiesto una commissione straordinaria, l'invio degli atti agli organi giudiziari, significa che siamo evidentemente davanti a una questione di rilevanza pubblica e politico-istituzionale pienamente idonea a giustificare una Commissione di inchiesta consiliare. La Commissione consiliare, peraltro, qualora qualcuno volesse alimentare un equivoco, non interferisce con la Magistratura, perché la Commissione d’inchiesta verifica l'adeguatezza dell'organizzazione amministrativa, il funzionamento dei controlli, la correttezza degli indirizzi politici, l'efficacia delle strutture regionali. Questo è esattamente il terreno sul quale il Consiglio regionale ha piena competenza. E qui emerge un tema serio di equilibrio istituzionale, perché se passa il principio secondo cui una commissione interna nominata dalla Giunta può sostituire il controllo consiliare, allora stiamo alterando il sistema democratico regionale. Significherebbe affermare implicitamente che la Giunta verifica sé stessa, l’apparato controlla sé stesso e il Consiglio regionale deve limitarsi a prendere atto. Ma questo non è il modello previsto dal nostro ordinamento regionale. Il Consiglio regionale non è un organo notarile dell’esecutivo, è un organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo. Ed è proprio nelle situazioni più controverse che questo controllo deve esercitarsi. Lo Statuto regionale non configura la Commissione d’inchiesta come uno strumento eccezionale subordinato al gradimento della maggioranza. L'articolo 24 nasce chiaramente come norma di garanzia delle minoranze. Se la maggioranza può respingere discrezionalmente qualsiasi richiesta di Commissione, anche quando proviene da oltre un terzo dei Consiglieri, se può farlo invocando genericamente verifiche interne, allora il diritto statutario delle opposizioni diventa irrilevante. E poi vorrei aggiungere, ma è stato già sottolineato da chi mi ha preceduto, che questa Commissione è importante anche su un piano etico e istituzionale. Qui non stiamo parlando di una situazione qualsiasi, parliamo di sangue e plasma donati gratuitamente dai cittadini. Il Centro Nazionale Sangue ci ricorda che il plasma rappresenta una risorsa strategica nazionale e che l'Italia non è ancora autosufficiente nella produzione di plasmaderivati. Questo rende la vicenda ancora più delicata. Perché l'inefficienza organizzativa in questo settore non riguarda soltanto un problema amministrativo interno, riguarda un bene pubblico essenziale costruito attraverso la solidarietà dei cittadini. Ed è per questo che la trasparenza dovrebbe essere massima. Vorrei anche sottolineare un ulteriore profilo tecnico-giuridico. La proposta di deliberazione è delimitata: definisce l'oggetto dell'inchiesta, stabilisce il numero dei componenti, garantisce la rappresentanza proporzionale. Non siamo davanti a una Commissione indefinita o arbitraria, siamo davanti a uno strumento pienamente regolamentato dal diritto regionale. Ed è per questo che una eventuale bocciatura apparirà inevitabilmente per ciò che è: non una valutazione tecnica, non una scelta procedurale, ma una decisione politica di impedire al Consiglio regionale di approfondire una vicenda scomoda. Questo è un errore molto grave, perché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni non si ricostruisce chiudendo le verifiche, si ricostruisce accettando il controllo democratico, soprattutto quando emergono criticità. Per questo continueremo a sostenere che questa Commissione non è un atto contro qualcuno, è un atto a favore della trasparenza istituzionale, del ruolo del Consiglio regionale, del diritto dei cittadini marchigiani a conoscere fino in fondo cosa non ha funzionato nel sistema trasfusionale regionale. Le Commissioni di inchiesta non indeboliscono le istituzioni, le rafforzano, perché dimostrano che le istituzioni non hanno paura della trasparenza. E, invece, bocciare questa proposta rischia di trasmettere un messaggio opposto: che il controllo politico sia ammesso solo quando non disturba la maggioranza. Perché oggi, lo ripeto, non stiamo semplicemente decidendo se istituire o meno una Commissione di inchiesta, stiamo decidendo quale ruolo debba avere il Consiglio regionale delle Marche, se è un organo autonomo di indirizzo e controllo politico-amministrativo, oppure un luogo che può esercitare le proprie prerogative soltanto quando ciò non crea difficoltà alla maggioranza e alla Giunta. La verità è che questa Commissione fa paura non perché sia inutile, ma perché sarebbe autonoma. Perché una Commissione consiliare non risponde alla Giunta, non dipende dall'Assessorato, non dipende dalla struttura amministrativa coinvolta, risponde all'Assemblea legislativa e, quindi, a tutti i cittadini marchigiani. Per questo una eventuale bocciatura della Commissione non apparirà come una scelta tecnica, apparirà inevitabilmente come una scelta politica di chiusura rispetto alla trasparenza e rispetto ai diritti del Consiglio regionale. E quando una maggioranza teme il controllo consiliare, il problema non è la Commissione di inchiesta, il problema è il rapporto con quella idea di democrazia che Norberto Bobbio definiva “il governo del potere pubblico in pubblico”. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Intervengo chiedendo sin da adesso scusa se poi mi dovrò allontanare, ma l'avevo detto, l'avevo scritto. Non vorrei passare come quello che non era presente durante il dibattito. Lo dico perché alle 11:30 devo essere per forza altrove. Però alcune considerazioni ci tengo a farle.
Parto da quella che è stata la narrazione del Consigliere Mastrovincenzo. Di solito le Commissioni non sono… credo che questa maggioranza lo abbia dimostrato già in passato, anche quando si parlava per ATIM, non credo che ci siano problemi ad affrontarle, però, quando si parte da una posizione scevra da ogni condizionamento. A me dispiace, onestamente, sentir dire subito: “È stata fatta una Commissione, ma sono sottoposti alla Regione i membri della Commissione”. Ma come si fa? Ma come si fa a liquidare quattro professionisti in una maniera del genere? Allora dico anche un'altra cosa, guarda un po' tu, l'esperto trasfusionale, che è il dottor XY, andrà in pensione a giugno, quindi, non ha timore di nessuna rappresaglia, che non è giuridicamente possibile da parte di un Dipartimento. Una persona più distaccata non poteva esserci e non può essere liquidata come dice lei perché è offensivo anche nei confronti dello stesso e degli altri tre. Dico anche questo, che, attualmente, è anche in corso l'audit da parte del Centro Nazionale Sangue che riceveremo, che inoltreremo, come questa relazione, anche alla IV Commissione del Presidente Baiocchi, perché tranquillamente si possa parlare di quello che viene da una posizione scevra. Perché io posso anche dire che, è evidente, come su tantissimi altri lati della sanità, ci sono delle carenze rispetto all'ideale, sennò saremmo qui ogni volta per metà seduta di Consiglio a parlare di sanità? E non credo che sia un qualcosa che - ma guarda un po' tu - da cinque anni succede così. Credo che sia evidente che in tanti lati della sanità ci siano cose da migliorare, lontani dall'ideale, però, Consigliere Mastrovincenzo, non può essere ricondotto solo a questo. Se lei avesse detto: “Ci sono delle carenze, in questi cinque anni - anche lei, Assessore Calcinaro, in questi sei mesi - non siete stati in grado di colmarle”, come se non ci fossero state prima…, però lasciamo…, diciamo solamente in questi cinque anni… Se avesse detto, Consigliere Mastrovincenzo, in maniera evidente che forse c'è stato qualcosa che non ha funzionato anche lì dentro… A me onestamente pare strano, veramente strano, che nonostante riunioni, e-mail. che partivano dal trasfusionale di Ancona, non ci fosse stata una comunicazione che avesse detto: "Abbiamo buttato…, abbiamo dovuto rendere inutilizzabile una sacca". Una. E poi il 22 marzo - me lo ricordo benissimo perché stavo qui, in questo Consiglio - vedere la notizia uscire su una testata nazionale. Questo mi preoccuperebbe. Questo mi preoccuperebbe, perché una e-mail interna dei tecnici esce tagliata sopra, sia come mittente che come destinatario, dicendo: “La lettera con cui l'Azienda veniva informata”. Questo a me preoccuperebbe parimenti rispetto alla diversità, rispetto all'ideale di questo settore. E invece no, scompare tutto. Scompare tutto questo dalla narrativa. Il fatto di - guarda un po' tu, questa è una cosa che… - aver potuto destinare sacche, che erano già state date come buttate, alla ricerca, è stato visto come qualcosa di impossibile da chi era qui dentro in quei giorni, che si è affrettato anche a eliminarle. Voglio sapere, io voglio sapere il perché. Credo che sia un quesito che tocchi tutti, tocchi tutti tranne qualcuno, perché questo non è un problema, il problema è quello organizzativo, il problema è quello politico, è solo quello. Se è anche quello, va detto. Se è anche quello…
PRESIDENTE. Consigliera Mancinelli, faccia parlare gli altri, grazie.
Paolo CALCINARO. Se è anche quello, va detto con onestà intellettuale. “C’è un problema che è quello politico, organizzativo che viene da anni, che tocca solo l’Assessore Calcinaro…” Potete dire tutto su questo, ma per onestà intellettuale dovete dire che qualcosa non ha funzionato lì dentro, che c'è stato qualcosa di strano lì dentro. Nella gestione c'è stato qualcosa di strano e questo dovrà uscire, perché questa relazione noi l'abbiamo mandata alla Procura della Repubblica, alla Procura della Corte dei Conti. Perché se fossimo lì, impauriti, “dobbiamo celare”, sicuramente queste trasmissioni non le avremmo fatte. E, invece, è stata la prima cosa quando abbiamo ricevuto questa relazione. Dico che se ci fosse stata un'impostazione laica da questo punto sul tema, guardate, avrei detto: “Scopriamolo insieme, approfondiamolo insieme, cerchiamo di trovare insieme le misure per migliorare”. Perché ci sarebbe stata una fiducia reciproca. E invece no, perché tutti questi dettagli, che non sono dettagli, sono dubbi grossi come una casa… non parliamo… le ferie sono assolutamente intoccabili e sono un diritto di tutti quanti, ma la gestione del personale qualche dubbio lo ha dato. Guarda un po' tu cosa ho scoperto da questa relazione… ma questo non viene detto, non l'ha detto il Consigliere Mastrovincenzo, non si è azzardato a dirlo. Le due maternità, quelle di inizio febbraio, volete sapere una cosa? Non sono dell'Officina del sangue, sono del trasfusionale, dell'altro reparto. L'avete capito? Avete capito? E questo fatto è un ulteriore… ecco, vede com'è liquida? Quindi? È una roba seria questa, è una roba seria…
PRESIDENTE. Scusate, chiedo agli altri colleghi Consiglieri di non interrompere l'Assessore, è la seconda volta.
Paolo CALCINARO. Non c’è problema, perché fa capire l'impostazione per cui questa Commissione è totalmente centrata. È evidente, perché tutto quello che di sospetto c'è in quegli accadimenti viene liquidato con un “quindi?”, “e quindi?”. Invece queste sono cose gravi di cui qualcuno dovrà rispondere, dovrà rispondere a livello contabile, a livello disciplinare, a livello penale, non lo so, perché non so se c'è un inquadramento, ma anche se fosse a livello penale, non possono essere liquidate così.
Vado avanti, dice: "Adesso sono magicamente 16 gli operatori". No, controlli bene, perché erano 16 anche a marzo, 16 o 15. Quando si contano 16 operatori su questa riforma è perché vengono messi insieme l'Officina del sangue, il Polo unico e il CQB. Se fa la somma in quei mesi di quanti erano sul polo del sangue e quanti erano sul CQB, è lo stesso numero, più o meno, può sfalsare di uno. Lo stesso numero. Andrà rafforzato? Sì, andrà rafforzato, lo dico. Andrà rafforzato, infatti cosa abbiamo fatto? Come Giunta abbiamo approvato il superamento dei tetti di spesa assegnando a Torrette la cifra più alta di ogni altra Azienda, 2.150.000 euro per rafforzare i propri organici. Peraltro, Consigliere Mastrovincenzo, non mi dica che non sa che per fare un concorso ci vuole del tempo in Italia. Ce ne vuole perché ci sono: il Piao, la mobilità, le Commissioni da fare, tutto il lungo concorso, anche il bilancio, l'approvazione del bilancio preventivo, che è precedente -. Se fossimo riusciti a fare un concorso per un medico in due mesi dall'approvazione di un budget avremmo parlato di un altro paese, sicuramente non dell'Italia. A meno che la burocrazia non sia stata inventata da noi, da questa maggioranza, può essere anche questo.
Credo che l'impostazione sia di clava politica. Un po' abituando in questi sei mesi. Episodi di malasanità? Ci saranno, ce ne saranno sempre. Presidente, può pensare a due settimane senza un episodio di malasanità? A una settimana? Nemmeno. Colpa di? Presidente Acquaroli o Assessore Calcinaro. Sempre, tanto è un refrain. Vabbè, ma ormai, dopo undici anni da Sindaco e cinque da Presidente della Regione ci siamo più o meno temprati. Però non ci venite a dire che la Commissione siche sia l'unica portatrice di verità, perché con questo atteggiamento, purtroppo, fate capire come la ricerca sia solo quella della colpevolizzazione politica. Ripeto, non avete speso una parola per i dubbi grossi come una casa sulla gestione quotidiana. E lo ridico, lo ridico, lungi da me dire: "C'era un'organizzazione ottimale". No, no, tutto va migliorato. Da anni va migliorato. Ho sentito l'Avis, in uno dei primi incontri che ho avuto dire: "Assessore, qui c'è da rifare il Regolamento del DIRMT, c'è da rifarlo”. Perché? Perché l'Officina del sangue… anch’io, dopo essere stato a quella riunione dell'11 mi sono chiesto: “Perché l'Officina del sangue deve dipendere da Torrette?” Questa è una cosa evidente. Ci abbiamo lavorato e ci siamo andati… certo, ci siamo sbrigati. Con questa situazione, certo che ci siamo sbrigati, perché così… questo ve lo dico: sapete cosa c'è nel Regolamento di positivo? Che chi sta nell'Officina del sangue e nel CQB lavorerà sempre per l'Officina del sangue e per il CQB, non potrà essere preso, come mi pare di capire che sia successo, per essere messo su un altro servizio dove non ci sono prestazioni di tempo dipendenti, magari, forse, non so, è da verificare. Questo, sì, è da verificare e bisognerebbe capire il perché. Come il trasfusionale, come l'IED del trasfusionale, tanto per essere preciso.
Onestamente, lo sapete, mi rimetto alla sovranità di questo Consiglio, che è sempre sovrano. Ma se ci sarà una Commissione, figuriamoci, ci sto. Presidente Consigliere Baiocchi, mi inviti più spesso alle Commissioni, perché si lavora anche meglio nelle Commissioni, ci sono meno spettatori e si può essere a volte più costruttivi nel confronto. Mi rimetto. Ma io credo, e lo dico ai colleghi Consiglieri di maggioranza, che su questi presupposti, che ho cercato di illustrare, ho tirato fuori delle voragini gestionali. L'avete sentite nelle narrazioni dei primi interventi? L'avete sentite nella stampa? Non credo. Ecco, con questa mentalità, con questa volontà di condurre di un'inchiesta, credo che non ci siano i presupposti. Tuttavia sono qui e qui sempre sarò. Se c'è da dibattere, dialogare, a volte scontrarsi, ci sono. Però, ripeto, questi non mi sembrano i presupposti per andare ad una analisi franca, terza, netta di quanto è successo.
Quanto è successo non mi fa piacere, ovviamente non mi fa piacere. È stato un momento difficile anche per me. Vedere le persone che nel Dipartimento, nell'Azienda, nella stessa Officina del sangue che ce la mettono tutta e poi avere questa immagine anche fuori dai confini regionali, è una cosa brutta. Anzi, il sistema va fortificato e se c'è stato un calo è perché anche l'immagine ha portato ad un calo. Di questo ne dobbiamo essere consapevoli tutti, quello che diciamo e scriviamo sul sistema… noi passiamo, il sistema rimane. Credo che a loro vada un forte ringraziamento, anche in questo momento, soprattutto in questo momento.
Per quanto riguarda le determinazioni di quest'Aula, le dico che ho un grandissimo rispetto di quest'Aula, però credo che per fare delle Commissioni ci voglia apertura, dialogo e riconoscenza di quello che deve essere il senso della verità, maggiore di quello che ho letto in queste settimane e che ho cominciato ad ascoltare in Aula dai primi due interventi.
Ribadisco, mi dispiace dovermi allontanare, alle 11:30 c'è la Commissione su un tema fondamentale, l’avrete sentito in queste settimane, quello sulla riforma della medicina territoriale di base tra tutte le Regioni.
Auguro una continuazione di questo dibattito in maniera più aperta e più costruttiva guardando a 360° quello che è contenuto anche in queste pagine, che voi sottostimate, ma sono importantissime. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per il suo intervento. Se ce le facesse avere quelle pagine, visto che più e più volte è stato ripetuto che potrebbero essere diffuse e mandate a tutti i Consiglieri regionali. Tra l'altro ho fatto anche un accesso agli atti, non sono riuscita a leggerne una riga se non qualcosa che è trapelato a mezza stampa e questa non è trasparenza. Poi sinceramente del suo intervento ho apprezzato molto poco a partire dal tono e anche dalle cose che lei ha detto, perché, evidentemente, lei dice di avere fiducia nell'Aula, ma non ha fiducia nei suoi Consiglieri regionali. Perché visto che la Commissione d’inchiesta sarebbe con otto membri di maggioranza e cinque di opposizione, evidentemente, pur essendo numericamente schiacciante la maggioranza anche in quella situazione, lei pensa che i suoi Consiglieri non sarebbero in grado di portare le giuste osservazioni, le giuste sottolineature, la vostra verità in quella sede in cui anche lei sarebbe audito. Sinceramente, proprio il finale l'ho trovato raccapricciante. Tra l'altro sono due volte che lei in quest'Aula dice che ha saputo della situazione il 24 marzo, ma, da un accesso agli atti, abbiamo scoperto tutti, e forse anche i suoi Consiglieri di maggioranza, che le è arrivata una mail il 18 marzo da un anonimo marchigiano con allegata una foto di sacche di plasma buttate nella spazzatura. Quindi, come fa lei a dire di nuovo in quest'Aula che ha saputo di questa cosa il 24 marzo? Capisce che, facendo queste affermazioni, noi che siamo all'opposizione abbiamo dei grossi dubbi, ci facciamo venire dei grossi dubbi ed abbiamo bisogno di trasparenza. Per cui la richiesta di una Commissione di indagine è proprio questo, il diritto che hanno i marchigiani, i donatori, prima ancora dei partiti di opposizione e, direi, anche di quelli di maggioranza, di fare la dovuta trasparenza. Voglio sperare che la maggioranza oggi non compia un gravissimo errore che sarebbe quello di bocciare l'istituzione della Commissione d’inchiesta. Ritengo che sarebbe un grande errore, perché la Giunta ha un suo ruolo, il Consiglio ne ha un altro. Quindi il mio appello è ai Consiglieri di maggioranza affinché si assumano la responsabilità di richiedere anche loro trasparenza per i marchigiani. Quello che emerge dallo “scandalo plasma” all'Ospedale di Torrette non è solo un incidente tecnico, ma il risultato di un fallimento politico e gestionale che la Giunta Acquaroli - e dalle parole dell’Assessore Calcinaro è ancora più evidente - sta cercando disperatamente di coprire dietro la ricerca di un unico capro espiatorio. I fatti, che abbiamo ricostruito grazie a un accesso agli atti puntuale che abbiamo fatto come Movimento 5 Stelle - ma ne ha fatti tanti anche il PD - parlano chiaro: la catena di comando ha fallito. Abbiamo visto sacche di plasma, il dono più prezioso dei marchigiani, finire nei rifiuti o essere riciclate per presunte ricerche solo perché il sistema non è stato in grado di lavorarle. E mentre i frigoriferi scoppiavano, la politica chiedeva di non rallentare le donazioni per evitare danni d’immagine. Si è preferito sprecare il sangue dei donatori pur di non ammettere che la sanità marchigiana era in affanno. E oggi, come se non bastasse tutto questo, siamo di fronte a una situazione paradossale, oserei dire grottesca. Su questa vicenda si sono accesi i fari di ogni autorità competente - queste cose le ha accennate velocemente anche l'Assessore -: i NAS, che hanno acquisito documentazione interna, la Procura di Ancona, che indaga su eventuali responsabilità penali, la Corte dei Conti per ciò che concerne possibili danni erariali e, persino, il Centro Nazionale Sangue - l'organismo che governa e coordina l'intero sistema trasfusionale italiano sotto l'egida del Ministero della Salute - che ha aperto un'istruttoria per quello che viene ufficialmente classificato come un incidente grave. In pratica, se la maggioranza oggi, come sembra, dovesse bocciare l'istituzione della Commissione d’inchiesta consiliare, si certificherebbe l'assurdo. Tutti i livelli dello Stato starebbero indagando per fare luce sui fatti, tranne gli unici che avrebbero il dovere morale e politico di farlo, ovvero i terminali politici della catena di comando regionale. Sarebbe l’ammissione definitiva che questa Giunta vuole sottrarsi alle proprie responsabilità. L'Assessore alla Sanità vanta l'operato di un Nucleo Ispettivo interno che manca di indipendenza. Su questo sono assolutamente d'accordo con quanto hanno sostenuto i Consiglieri di opposizione che hanno parlato prima di me. I membri di quel Comitato dipendono gerarchicamente da chi dovrebbe essere oggetto dell'indagine. Come può un organismo controllato dalla Giunta fare piena luce sulle responsabilità della Giunta stessa? Non sorprende che la relazione punti il dito solo contro il fattore tecnico - da quello che abbiamo appreso dai giornali, perché, ripeto, ancora la relazione non c'è stata consegnata - colpevolizzando persino gli operatori per aver usufruito delle ferie. Tutto questo è inaccettabile. Gli operatori di Torrette lavorano in condizioni di carenza cronica di organico, con numeri di gran lunga inferiori agli standard minimi. Eppure, nel piano assunzioni del 2026, per i tecnici di laboratorio non era previsto alcun investimento. Dagli atti emerge che i segnali d'allarme c'erano tutti. Già a metà marzo 2026 veniva segnalato il rischio di dismissione del plasma e abbiamo gli atti che lo dimostrano. Per il buon funzionamento occorrevano almeno 14 operatori, mentre a Torrette si operava con 8-10 persone, e guardo il collega Consigliere Mastrovincenzo, che ha sottolineato bene questa carenza di organico. L'acquisto di nuovi congelatori è stato avviato solo a disastro già avvenuto, nonostante le criticità fossero note, anche su questo abbiamo gli atti. Le criticità erano talmente note che addirittura nel 2023 la precedente Direttrice della Medicina Trasfusionale aveva presentato un nuovo Regolamento per fare in modo che l'Officina fosse una struttura dipartimentale a sé stante. Questa proposta non è stata mai presa in considerazione dalla Giunta Acquaroli. Eppure, in questo scenario di inefficienza, assistiamo oggi a un vero e proprio miracolo della politica. Più che oggi, ieri. Guardate la casualità, proprio ieri, a meno di 24 ore dalla discussione in quest'Aula della Commissione d’inchiesta, la Giunta si è improvvisamente svegliata dal suo torpore biennale deliberando la riforma dell'Officina trasfusionale. Due anni di mobilismo totale, due anni di silenzi e di critiche ignorate e, poi, alla vigilia del voto che vi mette alle strette, arriva il provvedimento risolutivo. Pensate davvero di poterci incantare con questa tempistica sospetta? Questa non è programmazione, questa è paura. È il tentativo disperato di mettere una pezza per poter dire oggi: "Ma di cosa volete discutere? Abbiamo già fatto la riforma." La verità è che questa delibera tardiva è la prova regina della vostra colpa. Sapevate cosa bisognava fare, avevate il potere di farlo, ma avete aspettato che il sistema implodesse e che il plasma dei marchigiani venisse buttato prima di muovere un dito. Considerati questi fatti incontrovertibili, negare oggi l'istituzione di una Commissione d’inchiesta significa voler mettere la testa sotto la sabbia. Il Governatore Acquaroli ricordi che in passato - io neanche sedevo in questo Consiglio, ma lui mi sembra di sì - a parti invertite, le Commissioni d’inchiesta su temi caldi venivano sempre istituite. A mia memoria, non c'è nessuna Commissione d’inchiesta che l'Aula abbia rifiutato. La Presidenza, naturalmente, veniva affidata alle minoranze proprio per garantire imparzialità. Non permetteremo, comunque sia l'esito del voto di questa delibera, che questa vicenda finisca nel dimenticatoio. Il sangue dei marchigiani non è un rifiuto speciale, è un bene pubblico. Se la politica regionale si rifiuta di indagare su sé stessa, mentre il resto d'Italia chiede spiegazioni, allora avremo la prova definitiva che la trasparenza per questa destra è solo uno slogan da campagna elettorale. Vogliamo una Commissione d’inchiesta indipendente che accerti in primis le responsabilità politiche. Non negate questa richiesta che, prima che dai partiti di opposizione, viene dai donatori e dai marchigiani. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Parlare di clava politica a proposito della richiesta di una Commissione d’inchiesta è disdicevole. Non me l'aspettavo dall’Assessore Calcinaro, che pure si è trovato al centro di questa questione dopo pochi mesi dall'insediamento e, chiaramente, paga anche le colpe di tutto ciò che non è accaduto prima, ecco, dal punto di vista di ciò che bisognava fare. Mi chiedo: “Qual è il senso di un diniego ad una Commissione d’inchiesta fatta secondo le regole istituzionali di questo Consiglio? È molto grave un diniego di questo tipo, anche perché dall'altra parte - l'abbiamo sottolineato fin dal primo giorno in cui sono uscite le notizie in merito a questa questione - la Commissione di verifica che è stata fatta dalla Giunta regionale non era conforme a tutto ciò che è previsto dal decreto del Ministero della Salute del 5 novembre 2021, che ha oggetto “Istituzione e modalità di funzionamento del sistema nazionale di verifica, controllo e certificazione di conformità delle attività e dei prodotti dei servizi trasfusionali” che prevede letteralmente: “Le Regioni e le Province autonome, per la costituzione dei team di verifica ispettiva dei servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta, si avvalgono anche dei valutatori del sistema trasfusionale inseriti nell’elenco nazionale di cui al decreto del Ministro della salute 26 maggio 2011”. Noi abbiamo prontamente richiamata questa cosa. Non c'è stata risposta. Bastava immettere all'interno della Commissione un valutatore - sono circa 320 quelli che fanno parte dell'elenco – che avrebbe conferito terzietà, appunto, alla stessa Commissione. Questo per dire come fin dall'inizio - al di là, sicuramente, delle ottime caratteristiche di coloro che compongono la Commissione insediata, sulle quali non ho nulla da dire, perché, conoscendole personalmente, sono persone di profilo e di specchiata onestà - il problema è stato esattamente il volere andare a dispregio delle regole che sono scritte, che ci sono. Una di queste regole scritte è che quando si verifica una questione di questo tipo - non dirò nient'altro di quello che hanno già detto in maniera egregia i colleghi Consiglieri- si segue la strada istituzionale, che è la Commissione d’inchiesta. Questa non è una minaccia per qualcuno, è esattamente a tutela del fatto che si possa uscire da questa situazione con una rinnovata reputazione del sistema di raccolta del sangue delle Marche, che serve esattamente a ricostituire ciò che in questi mesi, in termini di discredito, è stato perso. Gli effetti li vediamo appunto sui numeri delle donazioni, che hanno subito una diminuzione e questo è il problema più grave che abbiamo di fronte. Non la farò lunga, perché la situazione è esattamente molto chiara. Ieri abbiamo letto che si è intervenuto su un qualcosa che doveva essere fatto, promosso dal precedente Assessore alla sanità nella precedente legislatura. Assessore alla sanità che fece “spallucce” più volte alle richieste che ci furono da parte dei responsabili del DIRMT nei confronti del fatto di avere una organizzazione stabile. Fece “spallucce”, fece finta che la questione non esisteva. È chiaro che il resto della Giunta non poteva sapere questi particolari, ma è lì che si sono addensate, appunto, le responsabilità. Perché quando si ha una legge che ti ribadisce che c'è un Dipartimento regionale… non vedo il Presidente, ma glielo dico, perché più volte ha detto che il Dipartimento è una struttura di Torrette, invece, è un Dipartimento Interaziendale Regionale che dipende direttamente in via gerarchica dalla Regione Marche e, quindi, dal Dipartimento Salute. A questo non si conferisce quanto è stato stabilito anche nella legge di riforma, la n. 19 del 2022, che è esattamente il fatto che doveva essere dotato - lì si citava espressamente questo - di una propria dotazione organica. Questo per fare in modo che quella discrasia che si crea nel momento in cui si dice che da una parte esiste una struttura dipartimentale come questa, che è a capo della Regione, dentro la quale c'è un'Officina trasfusionale, che fa parte di quella struttura, perché è un'Officina di interesse della Regione… si crea l'equivoco quando si continua ad affidare all'Azienda di Torrette il budget e la gestione operativa, mentre il budget andava assegnato fin dall'inizio esattamente alla struttura dipartimentale e, dentro di essa, all’Officina. Questa questione ieri ho visto che è stata ripresa, speriamo che sia - non abbiamo letto il testo - qualcosa che risponde esattamente al fatto di marcare l'autonomia completa di questo Dipartimento, il quale è uno degli organismi italiani che ha funzionato meglio nel tempo, che ha avuto al suo attivo risultati di autosufficienza raggiunta, che sono degni di chi l'ha fondato - cioè del dottor Mario Piani, che è nella nostra memoria e continuerà ad esserci ancora - e che, in questo momento, ha necessità in tutti i modi, di essere, non solo potenziato e autonomizzato, ma di essere considerato, come dire, l’ottava azienda, che così poteva essere, anche senza personalità giuridica, che la Regione Marche ha al suo attivo in termini, appunto, di funzionamento di eccellenza.
Ripensateci, date ai marchigiani l’idea chiara che non state scappando da qualcosa, perché non è degno di nessuno scappare da qualcosa. Quello che abbiamo chiesto è esattamente quello che istituzionalmente ci vuole per uscire bene da questa brutta vicenda. Non abbiamo nessuna intenzione di usare clave politiche perché non servono ai cittadini. Abbiamo intenzione di trovare insieme le soluzioni opportune per fare in modo che i problemi vengano risolti.
Ripensateci. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
Presidente. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Oggi quest'Aula non è chiamata semplicemente a discutere una procedura amministrativa. Oggi siamo chiamati a decidere se la Regione Marche intenda fare piena luce su una vicenda che ha colpito la credibilità di tutto il nostro sistema sanitario, la fiducia dei donatori, il rispetto dovuto a migliaia di cittadini che ogni giorno compiono un gesto gratuito e generoso: donare sangue e plasma. Così come a chi ha bisogno di quel plasma per sopravvivere. Non a caso è stato definito “Plasma gate” perché le cifre emerse nel dibattito pubblico sono gravissime. Secondo le prime ricostruzioni giornalistiche si parlava di circa 1.600 sacche compromesse. La Regione ha poi ridimensionato il dato sostenendo che le sacche eliminate fossero 323 pari a meno di 100 chili di plasma. Ma anche assumendo per buona questa versione minima, stiamo parlando, comunque, di centinaia di donazioni rese inutilizzabili. Non numeri astratti, perché dietro ogni sacca c'è un cittadino marchigiano che ha dedicato tempo, disponibilità e fiducia al nostro sistema sanitario pubblico. E qui occorre essere molto chiari. Il plasma non è un materiale qualsiasi, è una risorsa strategica e vitale. Dal plasma derivano farmaci salvavita come immunoglobuline, albumina, fattori della coagulazione utilizzati per immunodeficienze, ustioni gravi, patologie neurologiche e tanto altro. Per questo la vicenda non può essere archiviata come un semplice incidente tecnico. Le notizie emerse parlano di plasma non congelato entro le 24 ore previste, di problemi organizzativi, di carenza di personale, di criticità nei processi di stoccaggio e conservazione. Lo stesso Centro Nazionale Sangue ha aperto un'istruttoria ufficiale definendo l'accaduto un evento avverso relativo allo stoccaggio di plasma a temperatura non conforme. Non siamo, quindi, davanti a una polemica politica costruita artificialmente, come state provando a farci credere oggi. Siamo davanti a un fatto talmente serio d’aver richiesto: verifiche del Centro Nazionale Sangue, coinvolgimento dell'Istituto Superiore di Sanità; un dibattito nazionale sulla sicurezza e sull'organizzazione di tutta la filiera trasfusionale, un'indagine della Procura della Repubblica, della Corte dei Conti e, poi, questa Commissione tecnica regionale che è stata istituita dal Presidente Acquaroli e che, sentite le parole dell’Assessore Calcinaro… Voglio ricordare a chi ci segue, anche da casa, da chi è composta questa Commissione tecnica voluta dal Presidente Acquaroli. Professionisti sui quali abbiamo la massima fiducia e hanno la nostra massima stima. Ma è giusto far capire anche che questa Commissione tecnica è stata composta da persone che indagavano su sé stesse e si tratta del Direttore socio-sanitario dell'AST di Ancona, del Direttore temporaneo sanitario dell'AST di Pesaro Urbino, del Direttore della Medicina Trasfusionale dell'AST di Ascoli Piceno, del Direttore dell'Unità operativa complessa Gestione risorse umane sempre dell'AST di Ascoli Piceno.
Ci spiace, purtroppo, dover ancora evidenziare, come ha già detto il mio collega Consigliere Mastrovincenzo, che nella loro indagine non hanno mai sentito, mai ascoltato nessuno dei dipendenti del Centro Trasfusionale Torrette. Quindi oggi, dopo aver ascoltato le parole dell'Assessore Calcinaro, pongo una domanda molto semplice a quest'Aula: “Se tutto è stato fatto correttamente, perché avete paura di una Commissione d’inchiesta?” Una Commissione d’inchiesta composta da tredici persone, delle quali otto della vostra maggioranza e solo cinque di questa minoranza. Una Commissione d’inchiesta non sostituisce la Magistratura, non sostituisce gli organi tecnici, non anticipa sentenze. Serve, invece, a fare ciò che compete alla politica: accertare responsabilità amministrative e organizzative, verificare se il sistema abbia funzionato oppure no, capire quali errori abbiano reso possibile questo spreco e, soprattutto, impedire che ciò accada di nuovo. L'Assessore Calcinaro ha parlato di voragini gestionali - ha usato questa espressione pochi minuti fa - ma, ad esempio, non ha assolutamente spiegato perché lui non avesse un rapporto diretto, a quanto pare, oppure non trasparente, a quanto pare, con la figura apicale che dipende dal suo stesso Assessorato alla Sanità. Il punto centrale, infatti, è nella mail del 27 febbraio. Il Direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche scriveva ai Direttori generali di tutte le Aziende sanitarie marchigiane e, per conoscenza, anche allo stesso Assessore alla Sanità Calcinaro. In quella mail, che tutti possono rileggere, avvertiva del rischio di situazioni pericolose, chiedeva di proseguire la raccolta di plasma per evitare che la situazione non rivestisse un carattere mediatico. Ma ci rendiamo conto della gravità? Significa che chiedeva di approfittarsi della generosità dei donatori per non creare uno scandalo mediatico. Questo significa quella mail. L'Assessore Calcinaro il 27 febbraio aveva letto quella mail che gli era arrivata dal Direttore del Dipartimento Salute? E se l'aveva letta, perché oggi non ne ha parlato? Ma, soprattutto, il rapporto di fiducia con la figura apicale del nostro sistema sanitario oggi è intatto? Oggi noi marchigiani possiamo ancora fidarci di chi guida così la nostra sanità? E se proprio dobbiamo farlo… visto che c'è stato detto che va tutto bene e che ieri avete risolto tutti i problemi, improvvisamente, guarda caso, proprio ieri. Se proprio dobbiamo fidarci di chi guida così la nostra sanità, allora io pongo ancora la stessa domanda a quest'Aula: “Perché avete paura di una Commissione d’inchiesta? Sì, una Commissione d’inchiesta non sostituisce la Magistratura e chi sostiene che una Commissione sarebbe una perdita di tempo sbaglia profondamente approccio. Noi dobbiamo ai marchigiani trasparenza, la dobbiamo ai donatori Avis, la dobbiamo agli operatori sanitari, la dobbiamo a chi lavora in tutta la nostra sanità. Anche perché le versioni fornite finora presentano evidenti contraddizioni. Prima ci avete parlato di guasto tecnico, poi di carenza di personale, poi di evento limitato. Successivamente sono emerse ulteriori verifiche su altre sacche e sul sistema di conservazione. Ieri, poi, improvvisamente, avete ammesso gli errori dopo anni di latitanza, di assenza, totalmente di superficialità rispetto a un tema che avevamo posto in quest'Aula proprio noi come PD, grazie a un'interrogazione di due anni fa. Ieri improvvisamente avete parlato di riforma e di trasformazione dell’Officina in un Polo unico. Le versioni fornite, quindi, hanno presentato evidenti contraddizioni e una Commissione d’inchiesta servirebbe proprio a chiarire a tutti i marchigiani e le marchigiane: quando la Regione fosse stata informata veramente delle criticità, quali controlli fossero attivi, se vi fossero segnalazioni pregresse, se l'organico fosse adeguato, se siano state rispettate - e su questo abbiamo già messo in evidenza che non lo erano, chiaramente, anche qui in Aula - tutte le procedure previste, quali danni sanitari ed economici abbia prodotto la vicenda, quali correttivi immediati siano necessari a prescindere da quello che avete previsto ieri. E attenzione, qui non è in gioco soltanto la gestione di alcune sacche di plasma, per quanto inaccettabile, è in gioco anche la fiducia nel sistema sanitario della donazione e nella nostra sanità pubblica. Per questo oggi vi chiediamo di votare la Commissione d’inchiesta, affinché possa fare piena trasparenza su quanto accaduto. Chi oggi voterà contro dovrà poi spiegare ai marchigiani perché ritiene che questa vicenda non meriti piena trasparenza. Noi, invece, diciamo che la verità non indebolisce le istituzioni, ma le rafforza. Per rispetto dei donatori, per rispetto dei pazienti, per rispetto della sanità pubblica marchigiana, vi chiediamo, quindi, di rivedere ciò che avete anticipato anche sui media, di rivedere la vostra decisione, di non avere paura di questa Commissione d’inchiesta. Perché chi guidava la sanità e la Regione in passato ha sempre garantito alle Marche piena trasparenza, autorizzando la Commissione d’inchiesta sia sul caso Banca Marche, sia sul caso Aerdorica e dando, quindi, piena possibilità di indagare e di accertare la verità anche ai membri dell'opposizione. Oggi vi chiediamo di avere lo stesso rispetto per quest'Aula e per le Marche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Circa l'opportunità e la necessità istituzionale della istituzione della Commissione d’inchiesta e di come la stessa potesse costituire una opportunità anche per la nostra comunità regionale ed anche per il Paese, che ha il dovere di sapere come siano andate effettivamente le cose e quali siano le effettive responsabilità politiche e istituzionali, perché di questo si tratta… perché questa non è… e la Commissione non potrebbe essere né un'Aula di tribunale, né un luogo tecnico e di accertamento amministrativo. Quindi, un'opportunità per i cittadini, in sostanza. E allora noi ci chiediamo, io mi chiedo - cercando di non ripetere quello che hanno detto i colleghi Consiglieri che mi hanno preceduto e che io condivido totalmente - per quale motivo, dopo un'iniziale apertura delle forze di maggioranza che sembrava esserci nell'istituzione di questa Commissione, perché si diceva: “Vabbè, che c'è di male, si accerta la verità”… d’altra parte una Commissione in cui la maggioranza è ben rappresentata ed è maggioranza nella Commissione stessa, quindi, è evidente che ne può legittimamente indirizzare poi le conclusioni. Dopo questa iniziale apertura c'è stato un dietrofront sull'intervento netto del Presidente della Giunta regionale, che, ovviamente, ha richiamato all'ordine i Capigruppo di maggioranza per dire no alla Commissione d’inchiesta. Qualcuno mi ha fatto osservare: "Ma il Presidente Acquaroli non poteva operare diversamente, perché la Commissione d’inchiesta avrebbe costituito ex se un atto d'accusa e di censura nei confronti dell'Assessore alla Sanità, perché si andava ad approfondire l'operato”. Non è così. No, non è così. Il Presidente Acquaroli non ha impedito la Commissione d’inchiesta per, tra virgolette, “proteggere” l'Assessore alla Sanità. No, lo ha fatto per proteggere sé stesso. È questo il punto. Avrà detto di sicuro ai colleghi Consiglieri di maggioranza: “Guardate che se voi fate la Commissione d’inchiesta, il primo che va, tra virgolette, “sotto inchiesta” sono io." E perché? Perché il Presidente della Giunta regionale è il responsabile delle politiche regionali della Regione Marche, ce lo dice la Costituzione che tante volte noi evochiamo in quest'Aula. Qual è la principale politica regionale? È proprio la politica sanitaria, che, ovviamente, va esercitata senza soluzione di continuità. E allora che cosa si può rimproverare? Al di là, diciamo, della gestione contingente, di cui dirò all'Assessore Calcinaro, che c'è da sei mesi. Lo dissi io nel Consiglio del 24 marzo, quando si affrontò per la prima volta questo “Plasma gate” in quest'Aula, dissi: “Ma l’Assessore Calcinaro è arrivato da poco”. Il tema è che il Presidente della Giunta regionale, quale responsabile della politica sanitaria regionale, che poi delega a degli Assessori, ma che non può delegarne la responsabilità, ma solo l'esercizio… va da sé, chiunque ha svolto ruoli apicali lo sa, dal Sindaco al Presidente della Provincia, come me, al Presidente della Regione. Il Presidente Acquaroli gestisce la sanità dal 2020. E da dove nasce il tutto? Qual è il tema? Le responsabilità amministrative che di sicuro ci sono. Come si fa a negare la responsabilità di chi, quando l'Officina del sangue soffocata dalle inadempienze politiche ed istituzionali della Giunta, poi dirò… Come si fa a dire non si può andare in ferie, che bisogna restare in prima linea, lì in trincea. Allora, tutto nasce da dove? Nasce, come dissi nel Consiglio del 24, nel 2024, con l’atto del 12 febbraio n. 1098 ed il Gruppo del Partito Democratico allora evidenziava le forti criticità dell'attività dell'Officina regionale per la lavorazione del sangue e del plasma. L’atto n. 1098 del 2024. Successivamente, che cosa è successo? Oltre a rilevare queste criticità si chiedeva maggiore personale - è vero, Consigliere Mastrovincenzo, lei era il primo firmatario – e che il DIRMT dovesse essere inserito nel Piano socio-sanitario regionale. Nel 2024 si diceva questo, cosa che è stata fatta ieri. Ieri è stato fatto ciò che doveva essere fatto nel 2024. Non solo, ma nel 2024, a sottolineare quella responsabilità precisa del Presidente della Giunta regionale, con atto sempre del Partito Democratico a mia prima firma, il 17 aprile, esattamente dopo due mesi, si chiedeva al Presidente della Giunta regionale di avocare a sé la delega alla sanità, perché era necessario dare certezza e credibilità al sistema, in quanto - badate bene - la Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo delle Marche, in quel periodo richiamava la Regione Marche ad un impegno produttivo e lungimirante delle risorse umane ordinarie, straordinarie, disponibili. Tant'è vero che nella relazione al Parlamento della Corte dei Conti, Sezione delle autonomie sulla gestione dei servizi sanitari negli esercizi 2022 e 2023, i vostri, la Regione Marche veniva additata come esempio negativo sulle politiche sanitarie. La Corte dei Conti a livello nazionale, proprio in relazione a questi fatti.
A cosa serve la Commissione d’inchiesta? La Commissione d’inchiesta serve ad accertare le responsabilità politiche e istituzionali che sono alla base di questa fallimentare politica sotto l'aspetto della programmazione, del controllo e dell'indirizzo politico. Questo è il punto. Perché lo deve accertare una Commissione d’inchiesta? Non può farlo una Commissione tecnica, anche perché non ne ha il mandato, in quanto si chiede l'accertamento dei fatti oggetto delle segnalazioni e la verifica dell’attuazione delle misure organizzative definite nell'incontro svoltosi l'11 marzo. Quindi è relativo soltanto a quel periodo temporale, quando, invece, qui bisogna accertare responsabilità ed omissioni che erano conosciute almeno dal 12 febbraio 2024, quando il PD le segnalava e, poi, la Corte dei Conti. Per questo quell'accertamento non può escludere responsabilità politiche, come non le può escludere la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica. La Procura Repubblica fa la Procura della Repubblica, io spero che lo faccia, ma non è che un eventuale accertamento in quella sede può cristallizzare la responsabilità politica, perché la responsabilità politica viene prima della responsabilità penale, se vogliamo, fosse altro che per la responsabilità penale ci vuole il dolo che, in questo caso, probabilmente, pure c'è. Allora, il tema è un altro. Non solo lo diceva il gruppo PD, ma, a dimostrazione di come la stampa, talvolta, anche la stampa di inchiesta, serva, ho qui la rassegna del 2 aprile 2026 in cui un giornale riporta le dichiarazioni del Presidente del CIMO-FESMED in cui dice: “La Regione Marche non ha messo in campo strumenti adeguati di programmazione e finanziamento, creando un disallineamento tra gli obiettivi richiesti dal sistema nazionale e la gestione locale, non c'è stata una reale volontà di frenare il flusso delle donazioni, nonostante le criticità fossero note”. Questo è l'altro punto centrale che la Commissione d’inchiesta doveva accertare, perché se è vero, come è vero, e non è negato, che c'è una mail del Direttore del Dipartimento Salute - la persona immediatamente dopo l'Assessore e il Presidente – nella quale dice di non interrompere il flusso del sangue per evitare risvolti mediatici… chi si vuole coprire se non… o, meglio, che cosa si può soddisfare se non la fame smisurata di consenso dell'esecutivo regionale, Se viene fuori questa cosa, allora, bisogna coprirla. Ma vi rendete conto?
Sostanzialmente si opera intenzionalmente - a me interessa il dato politico -, si dice nonostante le criticità fossero note…, che le criticità fossero note io l'ho dichiarato in quest'Aula il 24 marzo. Non mi dovete interrompere, perché c'è una mail che ho ricevuto io, anonima, il 16 marzo, in cui si diceva che il sangue veniva buttato e io l'ho denunciato qui il 24 e come l'ho avuta io questa mail, evidentemente, l’hanno avuta i vertici politici.
Questo a me interessa, la responsabilità politica e istituzionale, se sia stata esercitata quell'attività… dice il Presidente che bisogna distinguere il piano del l'indirizzo politico e del controllo dal piano gestionale, ma qui quello che è mancato, uno, è l'indirizzo politico, la capacità organizzativa, l'approntamento dei mezzi finanziari e del personale e, soprattutto, è mancato il controllo, anzi, intenzionalmente…
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, Presidente della Giunta, chiedo la parola adesso – dopo avervi rinunciato due volte - per interrompere o alternare gli interventi della minoranza. La quale, leggendo i giornali, aveva fatto anche il nostro intervento: “Noi siamo contrari”, si sapeva già, quindi possiamo anche stare zitti tutti, non c'è bisogno di dire niente. Su cosa intercludiamo? Su un fatto in cui siamo in perfetta malafede. Siamo contrari, non abbiamo capacità di discernimento, vogliamo coprire tutti, abbiamo fatto – ha detto il Consigliere Cesetti - addirittura intenzionalmente questa cosa.
In questo clima tribunizio, inquisitorio, che non amo, non lo amo per la mia cultura mite - non si direbbe - sono state citate due Commissioni d’inchiesta del passato: Banca Marche e Aerdorica. Sono stato costretto a partecipare ad entrambe e ho verificato l'assoluta inutilità delle Commissioni d’inchiesta. È una mia personale opinione. Forse dovremmo ricostruire la storia della Repubblica o dello Stato unitario dal 1861 in poi e vedere che le Commissioni d’inchiesta non sono servite a nulla, se non ad alimentare polemiche di natura politica e conclusioni… Ricordo Banca Marche, perché sono arrivato fino alla fine, Aerdorica mi sono dimesso strada facendo, non ne potevo più. Alla fine una relazione unitaria non c'è stata, ci sono state la relazione di maggioranza e la relazione minoranza, con le stesse cose che c'eravamo detti in Aula e che abbiamo ripetuto per mesi, alimentando semplicemente gli articoli sui giornali. Tutti dovrebbero essere tenuti al segreto d'ufficio, però, chissà com'è, immediatamente dopo che la Commissione, si era riunita, qualcuno raccontava quello che avevamo detto.
E’ evidente che intorno a queste cose…, come ha detto l'ottimo Assessore Calcinaro, che ha fatto un'ottima relazione, essendo entrato a gamba tesa sull'argomento centrale. È chiaro che la minoranza… e l’ha fatto con molta onestà intellettuale il Consigliere Cesetti svelando quello che è il vero obiettivo, che è quello di colpire la Giunta, colpire il Presidente, colpire l'Assessore e mettere in evidenza che tutte o quasi tutte le responsabilità sono loro di natura omissiva, anzi, alla fine, addirittura, “l'avete voluto fare”. Questa è la sua affermazione che sta a verbale, “l'avete voluto fare”. Quindi, siamo proprio in Aula di Tribunale, non più in una sede politica di Consiglio regionale, in cui ragionare con serenità.
Non entro nei particolari, Presidente Pasqui, perché non ci voglio entrare, anche se sono stato particolarmente toccato, e lo dico senza enfasi, senza ironia, dalla relazione del Consigliere Mastrovincenzo quando, a un certo punto, ha detto: “Le responsabilità tecniche potranno essere accertate, ma ho l'impressione che la Giunta voglia scaricare su qualche tecnico tutte le responsabilità o parte di esse”, senza però, come ha detto bene l’Assessore Calcinaro individuare e mettere il dito su quella piaga, quando, invece, tutte le responsabilità o gran parte di queste sono in campo politico. “Nessuno toccherà…” - questa è stata l'affermazione del Consigliere Mastrovincenzo - “nessuno toccherà la dimensione politica”. Ecco, questa affermazione mi ha preoccupato, perché io vorrei che ci siano responsabilità politiche in capo a qualcuno, Consigliere Mastrovincenzo, che venga toccato. Ma poi, alla fine, mi sono tranquillizzato perché - non avevo neanche un'informazione, dato che i giornali non li leggo, ahimè, ho questo vizio, ci vedo poco dall'occhio sinistro e non riesco a leggere le colonne - mi hanno detto che c'è - ho capito bene? - un'indagine della Procura o che la Procura abbia acquisito gli atti. Quindi, che la Procura della Repubblica di Ancona si faccia scrupoli sul fatto di colpire la parte politica…, penso che non possiamo dare alla Procura della Repubblica questo tipo di responsabilità, né, tantomeno, questo tipo di pregiudizio. La Procura della Repubblica di Ancona è libera, ha la piena fiducia di tutti noi e indaghi per quello che vuole, a cominciare dal Presidente della Giunta fino all'ultimo dei Consiglieri, anche il Presidente Baiocchi che sapeva di non sapere, sapeva di sapere, non sapeva, che cosa sapeva? Me lo dirà dopo, Consigliere Baiocchi, però, qualcosa deve sapere pure lei, perché è impossibile che non abbia qualche colpa
Ecco, di fronte a tutto questo e alle argomentazioni puntuali che ha usato l'Assessore Calcinaro, credo che le domande che sono state poste siano molte da parte della minoranza e molte di queste domande, alcune no, le ritengo assolutamente legittime e siccome sono state poste pubblicamente… e gli organi che possono intervenire per un controllo sono tanti, non solo una Commissione tecnica, che è libera, come ha detto bene l’Assessore Calcinaro, non solo la Procura della Repubblica, ma, perché no, visto che c'è anche un danno erariale, perché c'è un valore economico di questo incredibile bene che è stato mandato al macero, c'è la possibilità che intervenga la Corte dei Conti. Non so se nel frattempo si è mossa anche la Procura della Corte dei Conti, quindi c'è anche quella. Ce n'è in abbondanza.
La denuncia politica da parte della minoranza è stata altissima, perché, praticamente, sono quattro mesi, tre mesi, due mesi - non so quando è cominciata questa storia - che non avete altri argomenti se non questi. Quindi, non vedo quale sia la difficoltà o di dire che c'è qualcosa di nascosto. Questa è una vecchia retorica stucchevole, vecchia, c'è sempre il sospetto, che qualcosa voglia essere tenuto nascosto. Ne stiamo parlando in presenza di 1,5 milioni di marchigiani e questo dovrebbe essere tenuto nascosto. Ma cosa vuoi tenere nascosto? Oggi alla minima notizia o al minimo foglio che passa sotto le mani di qualcuno, si fa una fotografia e si manda sui social. Di cosa stiamo parlando? Non siamo sotto regime, mi pare che siamo in una condizione di piena partecipazione democratica con la possibilità per ciascuno di noi di esercitare tutte le facoltà che abbiamo in campo. Quindi ritengo, per tutto questo, la Commissione d’inchiesta assolutamente inutile. Non sto a dire neanche strumentale, perché poi la strumentalità su questa vicenda non si ferma, Colleghi Consiglieri della maggioranza. Non è che se noi non votiamo oggi la Commissione di inchiesta, la minoranza starà zitta su questo argomento. Chiaramente continuerà ad approfittare a larga voce di questo argomento. Ma posto che non cambia nulla, risparmiamo solo tempo e probabilmente evitiamo una cosa inutile. In Commissione d’inchiesta,, quando ci sono stato, parlavamo di questioni anche più miti di questa, perché Aerdorica non era… allora, quell'atto non poteva essere acquisito perché era già in mano alla Procura, quella testimonianza non poteva essere acquisita perché era già mano alla Procura, quell'altro non… cioè, alla fine, i poteri di una Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale sono talmente limitati che risulta, a nostro avviso ,inutile rispetto a quella che deve essere una verità che sicuramente verrà messa in evidenza.
Un clima diverso, ha detto l'Assessore Calcinaro, uno spirito diverso, un atteggiamento diverso, forse avrebbero portato anche a conclusioni diverse, ma non era questa l'intenzione della minoranza. La minoranza proponeva la Commissione d’inchiesta già con un pregiudizio, senza nessuna volontà di un vero dialogo. Perché su questo argomento, prima ancora di proporre la Commissione d’inchiesta, me lo ricordo bene, mi pare di ricordarmelo bene, era una orgia di attacchi nei confronti del Presidente Acquaroli, come se il Presidente Acquaroli stesse lì tutti i giorni a controllare le e-mail che girano fra i funzionari della sanità. Prima ancora che maturassero l'idea della Commissione d’inchiesta, già il Presidente Acquaroli era condannato. Non serve la Commissione d’inchiesta, è già condannato, è già condannato l’Assessore Calcinaro. Associo nella condanna anche il Presidente della IV Commissione, che non so cosa c'entri, ma adesso confessi, confessi tutti i suoi reati e la cosa, per quanto mi riguarda, finisce qui.
Spero che questa modalità, come altre, vengano accantonate, e si possa tornare fra maggioranza e minoranza - non la chiamo mai opposizione, perché non parto dall'idea che la minoranza sia in opposizione, ma sia in dialogo – ad avere un clima diverso da quello che si è creato, perché questo clima a me non piace per nulla. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Non amo i fiumi di parole, ripetersi, ma temo che dall'altra parte ci sia una siccità profonda, a parte le poche parole del Consigliere Marconi, ci sia un silenzio, mentre in una Assise almeno un minimo di confronto è auspicabile.
Mi rifaccio, devo dire, ai due interventi introduttivi dei Consiglieri Mastrovincenzo e Nobili, che hanno fatto una relazione, un intervento portando una descrizione molto realistica, con l’aggiunta di alcune considerazioni del Consigliere Nobili di valore etico, valoriale e di carattere democratico, che ho condiviso e sottoscrivo, quindi, non le riprendo.
È chiaro che questa vicenda ha creato un trauma. Ha colpito tutti, in modo particolare quando si tocca il tema della salute c'è una sensibilità forte. In questo caso c'è un insieme di aspetti che riguardano i cittadini, riguardano i donatori, riguardano i pazienti che usufruiscono di quel grande gesto di donazione. Oggi sono arrivate delle risposte - ce lo ha richiamato, ma erano già apparse - degli interventi riorganizzativi. Questa è buona cosa, ma è anche una dimostrazione che, quando c'è una calamità, si ricorre all'emergenza con provvedimenti urgenti, ma è anche una conferma di aver atteso cose che potevano essere fatte anche con anticipo, risposte che potevano essere date. È stato richiamato in più circostanze. Il problema è stato sottovalutato, lo si ricordava da più parti, dagli stessi donatori Avis, dalle associazioni dei sindacati, da alcuni responsabili della struttura che richiamavano ad un'attenzione, ad interventi, perché c'era questa preoccupazione. Quando questo verbo circola, significa che c'è della realtà. Ma la cosa è stata sottovalutata e qui, è inutile dirlo, ci sono anche delle responsabilità oggettive.
L’Assessore Calcinaro, che fra l'altro stimo anche, è stato anche un collega, è qui da pochi mesi, ma chi lo ha preceduto, è stato anche richiamato - ha anche un nome che un atleta ha fatto il salto martina - ha fatto il salto doppio, evitando di affrontare il problema. Poi, come sempre accade, i nodi vengono al pettine e quando arrivano al pettine creano problemi gravi, come si è riscontrato in questo caso.
L'Assessore ha parlato di clava politica, per chi ha esperienza le clave politiche sono altre, queste non fanno tutto quel male, quel dolore, quindi, tutta quella preoccupazione non la vedo.
Il tema vero, la Commissione d’inchiesta, anche qui, evitiamo equivoci, è chiaro che non è un'inchiesta di carattere giudiziario, è un'inchiesta politica, è un confronto politico, è sotto gli occhi di tutti. La politica deve fare questo.
Vengo da una cultura politica che è contraria quando la politica usa strumenti giudiziari, lungi da me fare questo. Però la politica non deve aver paura di sé stessa, della politica, del confronto politico, perché è il sale ed è giusto che ci sia. Forse più che una Commissione di inchiesta, è una Commissione prettamente politica che vuole individuare le responsabilità.
Rifacendomi alle parole dell'Assessore, partirei proprio dal lavoro che ha fatto la Commissione, che nessuno mette in discussione sul valore e sull'esame, anche puntuale, che ha fatto e penso che il suo verbale sarà di grande utilità. Bene avete fatto ad inviarlo anche alla Procura, alla Corte dei Conti, perché quella è un'inchiesta che, comunque, non si fermerà, andrà avanti da sola.
A noi interessano altri aspetti, quelli delle responsabilità, perché queste non si ripetano, perché le cose funzionino in avanti, partendo da un presupposto, che l'Officina del Sangue è una grande eccellenza della nostra Regione, era presa come riferimento, l’ha ricordato prima il collega Consigliere Caporossi, dal compianto fondatore dottor Piani c'era una stagione straordinaria di autosufficienza, di grande vivacità e di grande risposta al territorio e all'extra-territorio. Va recuperato quel percorso.
Tornando alla Commissione, è una Commissione che ha anche i suoi antivirus, l'ha detto prima, con il fatto della sua composizione, quindi, se c'è una strumentalità, ci sono tutti i modi per bloccarla e fermarla. Penso che sia una debolezza non voler accogliere uno strumento come questo, di confronto vero. E’ vero, c'è l'Assise, ma, lo vediamo, lo viviamo, un vero confronto non c'è mai in Assise, ci sono dei tempi, delle mezze parole, delle riflessioni che non si riescono a completare. Quindi una Commissione ristretta con tutti gli strumenti può avere quell'efficacia, quella capacità di confronto politico vero.
Poi le cose vanno da sé, è chiaro che c'è il gioco delle parti, ci saranno posizioni diverse, ma è anche un momento di trasparenza e un momento di verità che sono convinto verrà apprezzato dai cittadini. Badate, alcune volte anche riconoscere che ci sono stati dei limiti, delle difficoltà, anche degli errori, viene apprezzato. La peggior cosa è nasconderle, non volerle riconoscere e non volerle affrontare anche in una dialettica politica.
Ecco, un'altra parola che voglio riprendere dall'Assessore, che condivido, il tema del sistema. Il sistema va difeso, questo è vero. Il giorno dopo che è scoppiato il caso, sono andato a donare, perché c'è un mondo fatto di operatori, di tante persone che ci credono e devono continuare a crederci. Certi incidenti possono creare disorientamento e questo non è giusto, perché, comunque, c'è un sistema, un buon sistema e noi che rappresentiamo le istituzioni dobbiamo riaffermarlo in questo senso. Però, i correttivi vanno adottati e le responsabilità vanno individuate, non si possono nascondere, perché, poi, il tempo è sempre galantuomo. Non parlo delle responsabilità di altro tipo, ci sono altri organi deputati per fare questo, ma parlo di responsabilità politica anche passata. Nessuno è con l'arco nei confronti di chi da poco opera, è fuori discussione, saremo degli sciocchi e gente che non ha mai amministrato. Qui siedono in questi seggi persone che hanno un'esperienza decennale, di buona esperienza, mi vien da dire, guardando e conoscendo anche le persone. In una qualsiasi comunità, quando non si ha la forza e il coraggio di adottare certi sistemi e affrontare il confronto, penso che sia un limite, che sia una debolezza e non faccia onore. Mi rendo conto che il silenzio alcune volte sia anche un po' di imbarazzo. Alcune pluralità immagino ci siano state anche nella maggioranza nell'accogliere o non accogliere questa Commissione. Erano trapelate alcune cose anche sulla stampa. Quindi, do per scontato quello che sarà l'esito, anche se la speranza è sempre l'ultima a morire. Penso che sia oggettivamente un errore politico, e lo dico con buona fede, perché ho pensato e ho sottoscritto questa proposta con uno spirito costruttivo vero, quello di comprendere quanto è accaduto, per evitare che certi errori si ripetano e per dare anche un segnale forte nei confronti di chi rappresentiamo, al di là degli errori che ci possono essere stati, perché, alcune volte, ripeto, anche l'umiltà e la verità rafforzano e non indeboliscono. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Preferivo non intervenire, non per esimermi anche dal ruolo che ricopro all'interno della Commissione Sanità, ma anche il Consigliere Marconi mi ha chiamato in causa, dicendomi, giustamente, di prendermi le colpe, come le colpe se le devono prendere, secondo alcuni di voi, il Presidente Acquaroli, l'Assessore Calcinaro. Colpe per non aver letto delle mail, per non aver interferito nella gestione dei reparti, per non aver interferito nella gestione interna di un settore così delicato come quello del trasfusionale. Se devo prendermi le colpe per queste motivazioni, me le prendo molto volentieri. Ma, in realtà, sapete tutti e sapete benissimo qual è la differenza tra il ruolo della politica e il ruolo della gestione amministrativa, soprattutto all'interno di un ospedale. Come non pensare che le attività che dovevano essere svolte per mettere a tutela questo sistema, questo servizio, sono tutte disposizioni che devono essere gestite da coloro che svolgono i ruoli apicali all'interno delle strutture sanitarie Quindi è innegabile, come dice l'Assessore Calcinaro, che esistono delle responsabilità. Siamo tutti dispiaciuti, Consigliere Seri, e siamo tutti molto consapevoli che qualcosa non ha funzionato. E quando le cose non funzionano dobbiamo essere i primi a riconoscerlo e a chiedere scusa ai donatori, al sistema e a tutti coloro che credono in questo bellissimo mondo, che è il mondo del trasfusionale. Però non possiamo non riconoscere, al contrario, invece, la grande tempestività da parte del Presidente Acquaroli e della Giunta regionale nel convocare e istituire subito una Commissione. Non posso nemmeno minimamente sentire, come ho sentito da qualcuno, che i componenti della Commissione, pur essendo degli stimatissimi professionisti, devono fare una relazione contro sé stessi. Questo è un insulto alla professionalità di queste persone, è un insulto al ruolo che hanno avuto. Esse devono fare una relazione in scienza e coscienza, cercando di identificare le problematiche all'interno della gestione e proporre i correttivi.
Anche la trasmissione immediata alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica e l'audit che verrà fatto al Centro Nazionale Sangue danno quella garanzia ancor più di imparzialità, come dite voi. Se voi non credete che la Commissione istituita dal Presidente Acquaroli sia trasparente e autonoma, bene, voglio vedere cosa direte dell'audit del Centro Nazionale Sangue. Quindi, non comprendo, sinceramente… io sono stato una vita all'opposizione, nella prima parte della mia vita politica sono stato sempre all’opposizione, ma penso di essere sempre riuscito a distinguere la volontà di strumentalizzare una situazione rispetto a una volontà, come in questo caso, di riconoscere che, sicuramente, qualcosa non è andato. Questo siamo stati i primi a dirlo e i primi a riconoscerlo. Qui nessuno vuole nascondere nulla. La Commissione d’inchiesta riteniamo che non sia necessaria in questa fase. Uno, perché c'è stata, chiaramente, una Commissione tecnica, poi, ci sarà, sicuramente, l'audit, come abbiamo detto, sono stati coinvolti la Procura del Repubblica, la Corte dei Conti. Ho già dato la disponibilità, già tempo fa, e i membri della Commissione sono al corrente di questa situazione, di portare questa relazione all'interno della Commissione sanità. Erano presenti tutti i Consiglieri di maggioranza e di opposizione, abbiamo convenuto questa possibilità. Quindi qui nessuno si vuole sottrarre da nulla. Però volevo far notare come il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, per quanto riguarda le Commissioni d’indagine, in situazioni diverse ragionano in modo diverso. Perché a Pesaro, quando c'è stata la richiesta della Commissione d’inchiesta per il caso “Affidopoli”, dove erano coinvolti personalmente anche dei Consiglieri, degli Assessori e l’allora Sindaco, guarda caso, si sono opposti. Quindi qualcuno mi dovrà spiegare perché quando riguarda voi, guarda caso, la Commissione d’inchiesta non deve neanche essere invocata, invece, quando, al contrario, riguarda noi dobbiamo doverci giustificare da situazioni assurde.
A differenza di questo, ritengo che la Commissione - mi faccia parlare per cortesia, io non l'ho interrotta - per le motivazioni che ho cercato di spiegare in maniera molto chiara, non sia assolutamente opportuno farla in questa fase. Ma non abbiamo alcunché e nulla da nascondere, perché tutto ciò che riguarda quello che è successo riguarda una questione gestionale. E mettiamoci d'accordo, o la politica, come tutti sappiamo e come tutti dovremmo cercare di portare avanti, non mette la mano sulla gestione, oppure, tutto ciò che abbiamo sempre detto deve essere per forza smentito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Anch'io non volevo intervenire, ma ascoltando in Aula l'opposizione e anche il Consigliere Marconi, volevo fare alcune precisazioni.
Oggi andiamo a discutere se istituire o no la Commissione d’inchiesta sulle 323 sacche di plasma. La Commissione d’inchiesta è stata paragonata a quella che fu istituita per Banca Marche. Io c'ero per Banca Marche e vi dico anche perché è stata istituita. All'epoca c'era il Consigliere XY, Capogruppo della Lega. Nell’agosto del 2015, con un provvedimento che non aveva precedenti nella storia italiana, sono state annullate tutte le azioni e le obbligazioni convertibili in azioni dei correntisti di Banca Marche. Cosa è accaduto? È accaduto che noi abbiamo chiesto di riferire al precedente Presidente della Giunta regionale e abbiamo chiesto anche di interloquire con il Governo centrale, all'epoca c'era il Governo Renzi. Lo ha chiesto l’allora Capogruppo della Lega, a più riprese. Sapete che cosa avete relazionato voi? Non avete fatto neanche una Commissione di verifica, nulla. Avete relazionato dicendo che sono state annullate tutte le azioni e le obbligazioni convertibili in azioni. Questo avete detto. A differenza di quello che è accaduto, invece, con le 323 sacche di plasma.
Mi fa piacere che l'Assessore Calcinaro sia intervenuto e sia entrato a gamba tesa sulla questione. Condivido in pieno la relazione che ha fatto. La Giunta regionale, come già hanno riferito, ha istituito una Commissione di verifica il 25 marzo 2026 per quanto riguarda le 323 sacche. La relazione della Commissione di verifica è stata inviata, per quanto di competenza, alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, al Ministero della Salute, ai NAS, al Centro Nazionale Sangue per capire le varie responsabilità. Ma la cosa grave che voi avete detto è della Commissione fanno parte tecnici che rispondono all'esecutivo, quindi significa che il Presidente va ad influenzare i tecnici che fanno parte della Commissione. Questo è gravissimo Il Presidente Acquaroli, lo sapete benissimo, ha fatto istituire questa Commissione, ma lungi dal voler influenzare coloro che ne fanno parte. Inoltre, e qui ci tengo a precisare, la Consigliera Ruggeri ha affermato che la Corte dei Conti, la Procura, che cosa ha fatto? Ha aperto una istruttoria. Quindi la Procura, la Corte dei Conti hanno avviato una fase preliminare di indagine. Voi volete istituire una Commissione d’inchiesta quando la Giunta si è subito attivata per la Commissione di verifica. Cosa che non è stata fatta per Banca Marche, cosa che noi abbiamo chiesto a più riprese dai banchi dell'opposizione, insieme all’allora Capogruppo della Lega. L'abbiamo chiesta, mai ottenuta.
Io ero in Commissione di inchiesta Banca Marche, e ha ragione il Consigliere Marconi, che era in maggioranza, alla fine, sapete che cosa è accaduto? Sono state fatte due relazioni, una della maggioranza e una della minoranza. Ma se voi aveste fatto una Commissione di verifica, aveste verificato che cosa era accaduto, perché nelle Marche gli imprenditori… può stare zitta per cortesia? Io non l'ho interrotta mai…
PRESIDENTE. Per favore. Prego, Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Si sono mossi gli imprenditori. Ma perché? Ve lo spiego. Perché nel 2012 è avvenuto un fatto gravissimo. Nel 2012 è stato fatto un aumento di capitale sociale. I correntisti, gli imprenditori che cosa hanno fatto? Hanno comprato le azioni e le obbligazioni, in cambio la banca ha concesso fidi, cioè si acquistavano 200 azioni in cambio dell'aumento dei fidi. Questi imprenditori, questi correntisti alla fine che cosa hanno ricevuto? Che le azioni sono state annullate e si sono ritrovati i finanziamenti, i fidi e non più le azioni e le obbligazioni. Ecco perché noi chiedevamo una Commissione di verifica, di verificare che cosa fosse accaduto e di interloquire con il Presidente, l'allora Presidente del Consiglio Renzi. Tutto questo non è stato fatto. È stata fatta una relazione in cui sono state annullate le obbligazioni e le azioni di Banca Marche. Ecco, a differenza delle 323 sacche, in cui, non solo c'è un'istruttoria, come ha detto la Consigliera Ruggeri.
Noi siamo fiduciosi nella magistratura, ma non solo, è stata fatta una Commissione di verifica e i tecnici non sono influenzati dal Presidente Acquaroli. Quello che avete detto è gravissimo. Grave, grave. Significa che il Presidente va ad influenzare la Commissione. Ma quando mai? Mi viene da dire una parola, il Presidente su queste cose è molto pauroso ed è molto distante da questo. La Procura farà le sue indagini e noi siamo fiduciosi. Ma il lavoro che ha fatto subito la Giunta è quello di una Commissione di verifica. C'è un’istruttoria, l'ha detto la Consigliera Ruggeri, a differenza, e lo ribadisco, di quello che è accaduto con Banca Marche, in cui c'è stata una sommossa generale degli imprenditori, a cui non avete saputo dare una risposta, perché non avete fatto nulla, se non ripetere le cose che ha detto l'allora Presidente del Consiglio Renzi, sono state annullate le azioni e le obbligazioni di Banca Marche, che è fallita. L'unica banca in Italia che non siamo riusciti a salvare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho ascoltato da parte dell'opposizione parole come “immobilismo della Giunta Acquaroli” e, anche lì, vorrei ricordare che la Giunta Acquaroli dal 2020 al 2025 ha fatto tre riforme sulla sanità, cosa che, magari, il Partito Democratico in 20 anni non è riuscito manco ad immaginare. Ma a prescindere da questo, andiamo sul tema.
Permettetemi, intanto, di ringraziare tutti i donatori Avis e anche i donatori che con grande amore, per salvare le vite degli altri… perché ho anche colto parole positive da parte dell'opposizione, quindi tanti cittadini…
Quello che è successo, noi per primi, diciamo che è vergognoso. Però permettetemi di dire che la richiesta di Commissione da parte dell'opposizione non è che la si vuole bocciare per salvare qualcuno, la si vuole bocciare per un semplice motivo, perché già ce n'è stata una, istituita dal Presidente Acquaroli, che con il suo solito modo di fare, di essere trasparente, di cercare la verità… lo ha già fatto con ATIM, lo fa in questo periodo per quanto riguarda il tema del “Plasma gate”, che ha sconvolto tutti noi. Perché qui non è che non vogliamo cercare la verità, credo che sia obbligo della politica ricercare la verità. La prima Commissione che il Presidente ha istituito subito con persone, professionisti che non hanno colore politico… Leggo solo uno che ha avuto un colore politico che è stato Vicepresidente della Regione Marche, era del Partito Democratico, poi candidato Sindaco del Partito Democratico ad Ascoli. Per farvi capire che non è stata scelta una Commissione politicizzandola, mettendo qualcuno perché è dello stesso partito, piuttosto che un altro. A me dispiace che qualcuno dell'opposizione possa, addirittura, mettere in dubbio le capacità di professionisti affermati, esperti del settore e qualcuno, anche, magari, vicino al centro-sinistra. Quindi, per farvi capire, magari, a parti invertite, ci dovremmo arrabbiare perché la Giunta Acquaroli ha nominato l’ex Vicepresidente della Regione Marche, che è di sinistra. Invece credo che, proprio per trasparenza, su questi temi non si deve guardare al colore politico, si deve guardare la competenza, si deve guardare la professionalità. Mi aspettavo, dopo aver letto i nomi, magari, che Partito Democratico, tra di loro, nelle chat loro, dicessero: “Ha nominato uno vicino a noi, magari, allora, il Presidente Acquaroli è veramente trasparente”. Invece no, vengono in Aula a dire di tutto e di più. Addirittura mi fa un po' sorridere, sembra un po' il gioco della “barzelletta dell'avvocato”. Quando esce che l'Ospedale di Torrette è tra i migliori d'Italia, e anche nella classifica tra i migliori del mondo, ovviamente, il Partito Democratico, l'opposizione dice: "Ma il merito è dei medici, dei professionisti". Certo, chi non dice che il merito è dei professionisti, abbiamo delle eccellenze, ma non solo a Torrette, in giro per la nostra regione. E voglio oggi ringraziare i tanti dipendenti, professionisti, medici, OSS, infermieri, ma, anche, amministrativi della nostra sanità, che fanno un grande lavoro. Poi, magari, quando esce il “Plasma gate”, la colpa è della politica. Un po' come la barzelletta dell'avvocato: “qui lo freghiamo, lì te se frega”. E così fa il Partito Democratico e l'opposizione. Però non sapete che, continuando così, con questo modo di fare politica, gli unici fregati sarete sempre voi. Ma perché siete sempre voi? Perché credo che, una volta tanto, piuttosto che andare ad accusare, a puntare sempre il dito sulla politica… , per carità, magari, se qualcuno ha fatto qualche errore… e anche qui lo dico, non siamo in un’aula di tribunale, siamo in un Consiglio regionale, dove ci sono delle proposte da fare, questo è importante. Inizialmente avevo apprezzato tantissimo la Commissione fatta dal Partito Democratico, ma mi dispiace dirlo, piuttosto, a volte mi capita di sentire delle, ma, soprattutto, mi capita di dirvi una cosa, e ve la dico ancora un'altra volta: siete arrivati ancora una volta secondi perché il Presidente Acquaroli, con il suo essere uomo delle istituzioni, insieme alla Giunta, ai tecnici, che voglio ringraziare, il Direttore del Dipartimento Salute e gli altri, ha istituito subito questa Commissione d’inchiesta. Voi sapete che, quando si arriva secondi, purtroppo, non si possono fare tre Commissioni.
Tra l'altro, permettetemi, ho avuto modo anche oggi di ascoltare l'Assessore Calcinaro, che ha spiegato che c'è anche un audit del Centro nazionale trasfusionale. Quindi vorrei capire da voi, poi, magari, ci arrivo forse subito perché un po' di intuito politico ce l'ho: ma il vostro intento è trovare la verità o andare continuamente a screditare l'operato politico della Giunta, che qui non ha alcuna colpa? Qualcuno diceva che il Presidente Acquaroli doveva prendersi la delega alla sanità, ma io dico che il Presidente Acquaroli ha fatto benissimo a dare la delega alla sanità all'Assessore Calcinaro, che è arrivato primo. Tra l’altro, abbiamo visto anche in questi giorni, che, grazie all'impulso della Giunta Acquaroli, sulle prestazioni sanitarie c'è stato un aumento. Questo perché nel programma elettorale del centro-destra avevamo messo che avremmo fatto più prestazioni, anche il sabato e la domenica. Questo ha portato un aumento delle prestazioni. Ma sappiamo tutti che tutto questo non basta.
Permettetemi di dire che, su questo un po' rimango dispiaciuto, dal momento in cui mi trovo all'opposizione e credetemi… mi associo alla Consigliera Marcozzi, noi, da quando abbiamo iniziato a fare politica, perlomeno io, credo anche la Consigliera Marcozzi e il Consigliere Baiocchi (abbiamo fatto dei percorsi politici insieme), siamo sempre stati all'opposizione, sempre e non ci è mai capitato di fare esposti in Procura, perché, ovviamente, la politica si fa nelle Aule.
Ero in Consiglio provinciale, all'epoca con il Presidente Cesetti, sono stato molte volte anche in Consiglio comunale, non mi è mai capitato di andare in Procura e fare esposti, perché, secondo me, la politica la si deve fare qui, in mezzo alla gente, poi ci sono gli atti ispettivi che ci danno l'opportunità di capire come vanno le cose. Però, su questo tema anch’io avrei chiesto l'intervento della Magistratura. E qui voglio ringraziare il Presidente Acquaroli e l’Assessore Calcinaro per essersi mossi subito, perché questa Commissione d’inchiesta, che è stata istituita dal Presidente Acquaroli e dalla Giunta, dà anche l'opportunità alla Magistratura di avere più elementi. Noi vogliamo avere chiarezza, non possiamo permettere che qualcuno all'opposizione venga a dirci che è tutta colpa del Presidente Acquaroli, quando, magari, la colpa ce l'ha qualcun altro. Non sta a noi dire chi ha la colpa, dopo la relazione del nucleo ispettivo costituito con decreto n. 19 del 25 marzo 2026, dovremo attendere altri aggiornamenti e, magari, ci sarà la Procura che farà, giustamente, le sue valutazioni, le sue indagini. Ovviamente lì ci saranno risvolti penali, che non dipendono da noi.
Noi dobbiamo pensare che oggi c'è stato un fatto: sono state buttate le sacche di plasma di tantissimi donatori, e questo dà fastidio a tutti noi. Ma non posso dare la colpa, se fossi stato all'opposizione avrei dato la colpa al Presidente della Giunta Ceriscioli… Come quando è uscito quello scandalo della… non so se ve lo ricordate, voi eravate in maggioranza, io ho letto sui giornali lo scandalo delle tangenti, degli appalti sulla sanità e non mi sembra che sia stata chiesta una Commissione d’inchiesta da parte della Consigliera Marcozzi, dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia, dell’ex capogruppo della Lega, quando erano l'opposizione. Ci sono delle dinamiche dove la politica non c'entra.
Sulla Commissione d’inchiesta, voi mi dovete dire pubblicamente qual è il nome che non vi piace, qual è il nome che può essere condizionato politicamente. Credo, invece, che le Commissioni d’inchiesta debbano essere fatte proprio per non condizionare politicamente, per non far entrare nella gestione la politica. Questo è molto importante.
Sapete benissimo che la politica nella gestione delle Aziende sanitarie non può entrare, per quanto riguarda queste questioni, tantomeno può entrare in una Commissione d’inchiesta fatta tecnicamente proprio per avere la verità. E
Faccio l’appello - ovviamente parlo per il gruppo Fratelli Italia - di bocciare questa Commissione, ripeto, non per coprire il Presidente Acquaroli, che non ha bisogno di essere coperto, anzi, da subito ha agito.
Ha fatto bene il Consigliere Baiocchi a fare i due esempi tra il Comune di Pesaro e il Presidente Acquaroli. Magari leggiamo le accuse da parte di qualcuno, che dice quello che dobbiamo fare noi, poi, quando loro si trovano al nostro posto, che vengono indagati, le Commissioni d’inchiesta non si fanno. Prima di accusare noi, magari, fatevi una chiacchierata dentro casa e parlate con i vostri e dite: "Guarda, noi dobbiamo andare dal Presidente Acquaroli a chiedergli di fare la Commissione d’inchiesta consiliare, ma perché non la fai anche a Pesaro?” Perché non la istituisci? Io parlo, io parlo… attenzione, posso essere interrotto? Perché altrimenti qui…
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo ROSSI.
PRESIDENTE. Consigliera Vitri faccia finire il Consigliere Putzu, non interrompa. Grazie.
Prego, Consigliere.
Andrea PUTZU. Perché non ha fatto una Commissione tecnica a Pesaro per vedere quali erano i problemi emersi? Perché non è stato fatto così, come ha fatto il Presidente Acquaroli per ATIM e per il “Plasma gate”? Il Presidente Acquaroli non ha niente da nascondere, non so gli altri. Questo ovviamente lo vedremo più in là.
Riflettiamoci tutti insieme, già c’è una Commissione, poi ci sarà quella importante dell'audit, del Centro Nazionale Trasfusionale, sulla quale credo e mi auguro che non si possa dire che sia pilotata politicamente, anche questo dobbiamo dire.
La cosa più grave, che tutti noi dovremmo dire, è che prima o poi qualcuno dovrà chiedere scusa ai tantissimi donatori, dovrà chiedere scusa alle persone che dovevano ricevere il plasma - credo che sia un segnale importante - e di certo quel qualcuno non sarà il Presidente Acquaroli né l'Assessore Calcinaro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. La prima cosa che vorrei dire è questa: se quest’Assemblea oggi e nelle settimane precedenti ha affrontato con tanta attenzione il tema, quello che lei ha chiamato “Plasma gate”, lo dobbiamo al giornalismo di indagine, al giornalismo d’inchiesta, che voglio ringraziare perché conferma, anche in questo caso, la sua funzione strategica, a supporto della democrazia.
Soltanto due passaggi lo ricordano. Bill Moyers, “Una stampa libera non è un privilegio della democrazia, è uno dei suoi strumenti essenziali”, e Sandro Pertini, “Una stampa libera è il presidio più forte contro l'abuso di potere”, e la stampa ci ha dimostrato che per evitare gli abusi di potere è necessario che i giornalisti siano liberi. Non è un caso che i regimi intervengono, come prima azione, a mettere il bavaglio al giornalismo.
Questa cosa mi permette di entrare nell'argomento e di avere un atteggiamento molto laico, come richiedeva l'Assessore, per valutare gli argomenti che sono stati presentati dalla maggioranza per bocciare la Commissione d’inchiesta.
Vi confesso, sinceramente, che gli argomenti sono molto deboli e dimostrano un grande affanno nell'affrontare questo punto.
Il primo argomento che è stato posto da molti è che è stata già nominata una Commissione dalla Giunta. Attenzione, è una Commissione tecnica, era il minimo sindacale. Ci mancherebbe che succeda un problema di gestione e una Giunta non nomini una Commissione tecnica interna. L'una, è stato detto benissimo da altri, ma vale la pena ripeterlo, non sostituisce l'altra. Hanno funzioni completamente diverse, anzi andiamo oltre la relazione della Commissione tecnica, che è uno dei documenti che la Commissione d’inchiesta dovrebbe avere a disposizione per poter ragionare. Questo primo argomento è molto debole.
Il pericolo che la Commissione diventi una clava politica in mano alle minoranze contro la maggioranza non esiste. Le Commissioni d’inchiesta, che sono state ricordate, Aerdorica e Banca Marche, avevano un rapporto di sei Consiglieri di maggioranza e di cinque Consiglieri di minoranza. Nell'Ufficio di Presidenza è stata approvata una Commissione d’inchiesta con otto Consiglieri di maggioranza e cinque di minoranza. E’ impossibile che questa Commissione con otto Consiglieri di maggioranza diventi una clava in mano alle minoranze. Anche il secondo argomento non regge.
Perdonatemi, è un po' offensivo il terzo argomento sollevato da qualcuno, che la Commissione sarebbe inutile perché ha poteri limitati. Attenzione, considerare inutile una Commissione di tredici Consiglieri regionali, prevista dallo Statuto, regolamentata, significa considerare inutile il ruolo dei Consiglieri regionali. È un'umiliazione del ruolo che ricopriamo. Una Commissione di inchiesta, composta da tredici Consiglieri regionali, ha un grande margine d'azione, sia a livello di accesso alla macchina amministrativa, sia a livello di opinione pubblica. Quindi, non diciamo sciocchezze. Non so perché è stata presa la tangente della Commissione Banca Marche, basta andare a leggere le citazioni dell'epoca. L’istituzione della Commissione d’inchiesta Banca Marche fu richiesta dal PD. Ho qui l'atto. Per giunta fu una Commissione d’inchiesta approvata dalla maggioranza di allora, quindi è proprio un argomento fuori e quella vicenda dimostrò come la maggioranza di allora avesse la forza, il coraggio e la volontà di indagare su un argomento. Spero che non accada oggi di proibire questa volontà di indagare e di interrogarsi su un argomento. Perché allora la Commissione d’inchiesta …
Anzi, ultima cosa, a Pesaro non è stata istituita la Commissione d’inchiesta sull'indagine al candidato Presidente dell'Alleanza del cambiamento. Mettere le cose sullo stesso piano significa voler retoricamente buttare il pallone fuori dallo stadio. Qui parliamo di due cose completamente diverse.
Comunque, oggi rispondiamo di ciò che quest’Assemblea vota. Personalmente non sto nel Consiglio comunale di Pesaro, quindi oggi rispondiamo di ciò che votiamo qui.
Perché la Commissione fa paura? Perché si intende attaccare il Presidente Acquaroli, ma questo l'avete detto voi. In una Commissione con tredici elementi non è detto che il Presidente Acquaroli diventi l'oggetto della Commissione. Perché si vuole nascondere qualcosa? Se qualcuno lo crede, sbaglia, perché, come è stato ricordato, tantissimi soggetti indagano su questa questione. Non è la volontà di nascondere qualcosa che consente di non approvare la Commissione d’inchiesta. Non è quello che funziona. Credo che si voglia bocciare perché si vuole evitare l'attenzione mediatica sull'argomento fino a settembre. Si vuole cercare di insabbiare il prima possibile il dibattito nell'opinione pubblica, mentre l'esistenza di una Commissione d’inchiesta darebbe la possibilità a tutta la Commissione, maggioranza e minoranza, di intervenire sulla stampa. Gli stessi giornalisti, giustamente, chiederebbero informazioni a tutti i membri della Commissione d’inchiesta.
Guardate, il Governo ha la responsabilità di rispondere. Responsabilità etimologicamente significa rispondere. Quindi, non bisogna avere paura di avere attiva una Commissione che naturalmente mantenga alta l'attenzione sull'argomento. Non basterà bocciare questa Commissione perché, come è stato giustamente detto, abbiamo altri strumenti per mantenere alta l'attenzione sulla questione. Per esempio, l'articolo 41 dello Statuto prevede la sottoscrizione di una petizione da parte di tremila persone. Se non sta qui dentro la comprensione di questo strumento di trasparenza e democrazia, come la Commissione d’inchiesta, che deve essere approvata, andremo fuori utilizzando gli strumenti di partecipazione popolare che lo Statuto consente.
Questa Commissione è una garanzia per le minoranze, è vero, ma è una garanzia anche per la maggioranza, perché voi Consiglieri di maggioranza, come noi, siete stati eletti dai cittadini. Come giustificherete davanti ai cittadini questo voto contrario, quando vi chiederanno di cosa avevate paura e perché non si poteva fare questa Commissione? Come risponderete? Perché la minoranza era brutta e cattiva. Gli argomenti non ci sono. Guardate, qui c'è un pericolo, che l'organismo consiliare sia esautorato dalla sua possibilità di dibattito e che anche questo argomento abbia uno scivolamento dentro l'esecutivo.
Non votare questa Commissione significa estromettere l'istituzione legislativa, dove noi sediamo, per lasciare la mano libera all'esecutivo ed ogni restrizione,… a dire la verità a me spaventa il fatto che ci siano tredici Consiglieri ad affrontare l'argomento della Commissione d’inchiesta, anche se è sicuramente meglio rispetto al fatto che questa questione si chiuda all'interno dell'esecutivo.
Per chiudere, mi auguro che nel momento del voto facciate un'altra scelta. Voglio lasciarvi con le parole di un grande costituzionalista, Gustavo Zagrebelsky, che ha detto: "Ogni democrazia matura ha bisogno di istituzioni capaci di indagare se stesse. Istituzioni capaci di indagare se stesse sono caratteristiche di una democrazia matura”. La Commissione d’inchiesta serve affinché la Regione indaghi se stessa con chi è stato eletto a rappresentarla. Siamo una democrazia matura? Dimostriamolo. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Chiudo la discussione. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Sulle ragioni per cui il Gruppo del Partito Democratico voterà sì alla proposta di costituzione della Commissione d’inchiesta, sono già intervenuti i colleghi, non ritorno. Credo che oggi la maggioranza abbia, avendo annunciato in tutti gli interventi che i gruppi consiliari di maggioranza voteranno contro l'istituzione della Commissione d’inchiesta, faccia un autogol, ma soprattutto faccia un cattivo servizio alla credibilità delle istituzioni e del Governo, su un servizio essenziale, delicatissimo, come quello della sanità.
La richiesta di chiarezza su questa vicenda e da dove questa nasce è sacrosanta, perché la domanda che si fanno i cittadini marchigiani non è solo come sia potuto succedere che in quei 15 giorni la situazione sia esplosa e sia precipitata. Non è solo questa la domanda.
Quando la situazione di un servizio così essenziale, così delicato, - essenziale perché salvavita - esplode in quel modo, è evidente, prima ancora di approfondirne analiticamente le cause, che quel fatto rappresenta un sintomo, un sintomo che segnala, quindi, un duplice livello di problematicità, per il quale vanno indagate le cause e le ragioni al fine di rimuoverle.
Uno che attiene alla gestione quotidiana della vicenda, che evidentemente ha avuto, sicuramente, anche elementi di deficienza - chiamiamola così - ma segnala anche che c'è quantomeno un dubbio, grande come una casa, come il mondo, circa il fatto che quella situazione sia esplosa perché c'erano situazioni di deficienza strutturale non affrontate prima e non affrontate a un altro livello.
La preoccupazione che c'è nei cittadini marchigiani, a parte lo sdegno, l'indignazione, la rabbia, è che se non si individuino esattamente e con chiarezza le diverse e plurime cause e concause, comprese quelle che attengono alla programmazione sanitaria, alla pianificazione dell'utilizzo delle risorse, alle decisioni di Governo, che se non si individuano quelle criticità strutturali, la problematica possa riprodursi. Se si viaggia sul livello della criticità strutturale basta un niente che possa far esplodere la situazione.
La Commissione d’inchiesta, come si è detto, a questo doveva e dovrebbe servire anche rispetto all'aspettativa che c'è nella società e nell'opinione pubblica, nei nostri concittadini.
Credo che oggi la maggioranza non faccia un dispetto all'opposizione perché qui non è un campionato di calcio, non è un problema di tifoserie e l'opposizione il suo ruolo continuerà a svolgerlo. Annunceremo dopo alla stampa ulteriori iniziative.
In questo momento la maggioranza che governa la Regione Marche fa un servizio cattivo, molto cattivo ai cittadini marchigiani. non aumenterà la credibilità nel sistema e nel servizio e le scuse ai donatori, per carità, meglio di niente, sono apprezzabili, ma le scuse ai donatori per essere credibili devono essere accompagnate da iniziative concrete, tese a conoscere e a rimuovere le cause.
Il lavoro della Commissione tecnica istituita, come ha detto, giustamente, il Consigliere Piergallini, è una base, ma se guardate il mandato dato alla Commissione si riferisce all'analisi della crisi dell'emergenza e delle responsabilità, che probabilmente ci saranno anche nella gestione dell'emergenza e su tutto quello che riguarda il prima. Non aveva la Commissione interna, come ovvio, nessun mandato…
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Siamo in dichiarazione di voto, quindi, dirò subito, poi spiegherò, le motivazioni peer cui sono contrario a istituire questa Commissione.
Condivido appieno quanto detto dal nostro Assessore, che ha spiegato in modo molto dettagliato tutte le varie contestazioni, che fino a quel momento erano state evidenziate.
Vorrei ringraziare il Presidente, la Giunta, per avere istituito la Commissione.
Il Consigliere Piergallini in ultimo ha detto che un grande costituzionalista, di cui non ricordo il nome, diceva: "Le amministrazioni devono avere la capacità di indagare se stesse". E’ quello che la Giunta e il Presidente Acquaroli hanno fatto, indagare se stessi e lo hanno fatto con una Commissione di tecnici.
Questo non è stato ordinato da nessuno, non è che, Consigliere Cesetti, il Presidente ha convocato i Presidenti di gruppo per dire loro di non andare avanti con la Commissione d’inchiesta, anzi, forse sono stato io che l'ho convinto, l’ho convinto dicendogli che avevo fatto giurisprudenza, ma che non avevo voluto fare l'avvocato perché quando si va a difendere chi ha commesso un reato si dice sempre che è innocente.
Qui rischiamo di andare su una contrapposizione, perché ognuno rimarrà sul suo e la discussione di oggi si sarebbe trasportata nella Commissione. Essendo uno che guarda più alla pratica e ai risultati e non all'apparire, con il Presidente, insieme agli altri capigruppo, abbiamo deciso questo e tutti l’abbiamo ringraziato per la Commissione d’inchiesta fatta di tecnici per indagare. E’ stata fatta in modo puntuale con delle persone che sono di massima credibilità.
Qualcun altro ha detto: "Lo fate per non andare sulla stampa". Sì, è vero, lo facciamo per non mandare voi sulla stampa, l'avreste fatto per quello. E’ stato fatto per avere visività sulla stampa, mentre noi vogliamo andare avanti nei progetti e portare avanti quello che stiamo facendo.
Ci sono delle responsabilità, se ci sono verranno accertate. Non dobbiamo difendere e proteggere nessuno. Secondo me è solo una sovrapposizione, una discussione, anche perché alla fine, se siamo otto a cinque il risultato resta quello di oggi. Quindi cosa ci consente? Quello che dico è di dare attuazione a quello che la Commissione tecnica ha proposto. Se c'è bisogno di approfondire qualche punto andremo avanti, però sul fatto della Commissione d’inchiesta sono fortemente contrario, anche a nome di tutto il gruppo, perché creeremmo solo una discussione di contrapposizione, che non ci farà arrivare alle vere responsabilità, alle quali noi della maggioranza vogliamo arrivare. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Posso anche capire la posizione del Presidente Acquaroli e dell'Assessore alla sanità, che vorrebbero che di questa questione non se ne parlasse più. Però, non riesco a capire la posizione dei Consiglieri di maggioranza che evidentemente sanno che una Commissione d’inchiesta porterebbe un lavoro immane per tutti noi, che ne faremo parte.
Non siete stati neanche in grado di scegliere chi della destra dovrebbe fare parte di questa Commissione. Sapete anche voi che forse bisogna essere adeguati, quindi, è meglio non mettersi in gioco e bocciare una Commissione che vorrebbe fare un servizio alla nostra comunità. Forse si è inadeguati, che è un po’ lo specchio delle parole dell'Assessore Calcinaro.
Vi prego di dimostrarmi che quello che sto dicendo è completamente sbagliato. Votate l'istituzione di questa Commissione d’inchiesta e facciamo qualcosa di utile perché comunque sia non è che da domani non si parlerà più di questo scandalo, anzi, se ne parlerà ancora di più e noi continueremo a dire che voi non avete voluto accertare la verità, anche perché tutti gli organi che stanno facendo delle indagini hanno funzioni diverse.
La Commissione d’inchiesta interna ha una funzione diversa da quella che avrebbe il Consiglio regionale e, come ho detto nella mia relazione, l'unico organo a non fare il proprio mestiere è il nostro, e questo sarebbe vergognoso. Quindi, vi invito a votare per l'istituzione della Commissione richiesta dall'opposizione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Semplicemente per ribadire alla Consigliera Ruggeri che non è che noi non vogliamo accertare la verità, l’ha già fatto una Commissione tecnica. Ma stiamo scherzando? Vi ho spiegato benissimo perché è stata fatta la Commissione d’inchiesta Banca Marche.
Noi non vogliamo accertare la verità? Ma lei ha già detto che c'è un’istruttoria da parte della Procura della Repubblica, da parte della Corte dei Conti, hanno già iniziato. E’ grave quello che dite. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Dichiarazioni di voto come capogruppo Alleanza Verdi e Sinistra. In realtà questa mia dichiarazione è la dichiarazione di un Consigliere regionale che non indossa una casacca. E’ la dichiarazione di un Consigliere regionale e di un uomo che continua ad avere fiducia nelle istituzioni e che ha fiducia nel Consiglio regionale. Ho cercato di spiegare prima, nel corso dell'intervento, per quale ragione la Commissione d’inchiesta, la proposta della Commissione d’inchiesta, doveva essere approvata, ma probabilmente non sono riuscito a farmi capire dai colleghi.
Sono convinto di una cosa, che bocciando questa proposta il Consiglio regionale oggi sfiducia se stesso, abdica a un ruolo e derubrica le nostre competenze. Usciamo indeboliti da questo voto e, credetemi, il messaggio che esce da questa Aula, con la bocciatura della proposta, è un messaggio di paura.
Io non credo che, come ha detto la Consigliera Marcozzi, il Presidente della Giunta regionale sia un uomo pauroso e non credo che sia giustificata una paura nei confronti di questa Commissione, ma, guardate, il messaggio che arriverà alla cittadinanza sarà quello di una istituzione che non ha il coraggio di approfondire una questione così significativa.
Badate, il fatto che ci sia stata una Commissione tecnica, indicata, proposta e formalizzata dalla Giunta regionale, così come la circostanza che ci sono indagini che sta portando avanti la Procura, non significa assolutamente nulla su un piano giuridico amministrativo. Parliamo di situazioni completamente diverse.
Il fatto che ci sia stata una Commissione tecnica, che abbia peraltro evidenziato delle gravi anomalie, è un ulteriore impulso alla formalizzazione di una Commissione d’inchiesta legata all'Assemblea regionale.
Cari colleghi Consiglieri, davvero oggi non vi capisco, non capisco le vostre paure e non capisco perché rinunciate a svolgere quel ruolo per cui avete chiesto il voto e siete stati poi premiati stando qui in Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Rapidissimamente per dire che non capisco assolutamente questa scelta perché, da tutto ciò che è stato detto, questa Commissione d’inchiesta dovrebbe essere, con il vostro voto, esattamente l'opposto rispetto alla clava politica, che dovrebbe in qualche maniera corroborare lo sforzo che l'Assessore Calcinaro sta facendo, da pochi mesi, per recuperare una situazione che negli ultimi cinque anni si è sedimentata in maniera carente e negativa.
L'Assessore Calcinaro quando rivendica il fatto di avere un onere tanto grande lo fa con cognizione di causa perché gli è stato affidato questo ruolo, che è quello di essere in qualche maniera il depositario di tutto ciò che non va. Noi siamo solidali con lui nel momento in cui cerca con tanti progetti positivi di uscire da questa situazione.
Non capiamo questa scelta che oggi fate, la Commissione doveva avere il compito di andare a vedere cosa è successo prima, qual era il tipo di impostazione che andava e va corretta.
Ora, ciò che sta accadendo…, l'Assessore ha messo mano a delle proposte che sicuramente recuperano del tempo, ma non recuperano una cultura che, purtroppo, si è sedimentata in questi ultimi anni. Noi l'abbiamo vissuta personalmente, una cultura delle spallucce, della protervia, una cultura che non appartiene sicuramente a un amministratore come l'Assessore Calcinaro.
Ci dispiace per questa vostra scelta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Come capogruppo di Fratelli d'Italia ci tengo ad intervenire per la dichiarazione di voto.
Ho avuto modo di ascoltare il collega Nobili, che stimo molto, che ha detto: "Io non ho una casacca”. Abbiamo giocato a calcio, le casacche si usano nell'allenamento, poi in partita si mettono le magliette. Oggi credo che siamo in partita. Dire che non abbiamo un'appartenenza politica…, si cerca di confondere un po' tutto. Tutti i marchigiani sanno che sono di Fratelli d'Italia, tutti i marchigiani sanno che lei è di AVS.
A prescindere dalle magliette che indossiamo, credo che sia importante oggi raccontare un po' la verità. Tra l'altro, da una parte, ripeto, sarei stato favorevole a questa Commissione proprio per vedere fino a che punto l'opposizione sarebbe arrivata con la disinformazione perché dalla politica alla disinformazione ce ne passa.
Quando ho visto che il Presidente Acquaroli, che è stato straordinario, ha fatto subito la Commissione d’inchiesta, mi sono detto che forse un'altra Commissione non aveva senso. Però, lo dico un po' a tutti, qui nessuno ha paura.
Mi ricordo nella scorsa legislatura quando qualcuno dall'opposizione ci insulta, dicendo che il Presidente Acquaroli stava gestendo male la sanità, che il precedente Assessore era un disastro, me lo ricordo, c'ero, e che ci avreste mandato a casa. Me lo ricordo e oggi mi sembra di sentire la stessa musica, che a me aveva stancato ed aveva stancato anche i cittadini marchigiani che a settembre 2025 non hanno creduto alla vostra disinformazione, mentre hanno creduto alle cose fatte dal Governo Acquaroli e alle cose che faremo con il nuovo Governo Acquaroli.
Ripeto, io e Fratelli d'Italia siamo contrari a questa Commissione mediatica, per dare spettacolo, quando magari lo spettacolo non serve. Una Commissione mediatica per dare le colpe alla politica, quando la politica non le ha. Una Commissione mediatica per fare disinformazione, che magari non avrebbe rispettato le tante persone, i donatori, i tantissimi che hanno votato per voi. Ovviamente avete persone che hanno votato la vostra coalizione.
Una volta tanto avrei preferito alla disinformazione, alla lotta politica, la responsabilità. Capisco, non possiamo dare lezioni al PD perché, ovviamente, loro sono i migliori al mondo, non possiamo dare lezioni all'opposizione perché loro sono i migliori del mondo, però quando si confrontano con i cittadini, alle elezioni, si capisce che non sono proprio i migliori al mondo, poi magari si rendono conto.
Concludo cercando di fare un appello all'opposizione: una volta tanto mettiamoci insieme, una volta che un Presidente di Regione fa una Commissione d’inchiesta dovremmo…
Intanto non ho sentito nessuno ringraziare il Presidente Acquaroli per aver voluto subito fare chiarezza, così come ha fatto su ATIM. Anzi, sento delle critiche e quando voi parlate: “I cittadini, i cittadini”, ma quelli che vi votano sono sempre meno. Ragazzi, state attenti.
Battute a parte, credo che su questo tema… Capisco che la Consigliera Ruggeri sia un po' arrabbiata, lo capisco bene, siete nati per essere opposti al PD ed oggi siete trainati dal PD, quindi, ci mancherebbe altro. Anzi, mi ricordo che eravate all'opposizione con noi e criticavate il PD, oggi, invece, siete appiattiti sul Partito Democratico. Qualsiasi cosa dica il PD a voi sta bene. Anzi, a volte mi capita di sentire che il Movimento 5 Stelle è rappresentato dal PD, in Aula non parla neanche, significa che è cambiato il mondo, mentre il centro-destra è stato sempre unito, compatto ed è rimasto così.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Per favore, uno alla volta. Prego, Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Vengo interrotto… C'è una bellissima canzone di Fiorella Mannoia che dice “Come si cambia per non morire” ma credo che politicamente il PD e il Movimento 5 Stelle non stiano andando nella vita, ma nella discesa della morte politica.
A prescindere da questo, credo che noi dovremmo essere responsabili, quindi, voteremo contro questa Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Siamo stati apostrofati come incapaci, irresponsabili, che non vogliamo prenderci le nostre responsabilità, che siamo ignavi, un modo strano per fare un appello al voto, per farci cambiare idea.
La questione è evidentemente di natura amministrativa e penale, metto prima l'aspetto penale. La Procura della Repubblica farà chiarezza e se qualcuno deve pagare, pagherà.
L'aspetto amministrativo ha una estrema competente Commissione, che deve mettere in evidenza, appunto, gli aspetti amministrativi. Il circolo è chiuso, la casa è sistemata, tutto quello che c'era da fare, da verificare, può essere verificato. Che cosa si aggiunge? Perché poi lo spiegheremo, cari colleghi della minoranza, ai marchigiani, non abbiamo alcun timore a fare il giro di tutte le province, di tutte le città più importanti per spiegare perché abbiamo respinto questa proposta. I marchigiani sapranno giudicare quanto sarebbe stata o meno opportuna questo tipo di iniziativa.
Chiedo quali sono gli atti che possono essere presi in più da una Commissione del Consiglio regionale rispetto a quelli a cui può accedere la Procura, testimonianze comprese, o a quelli a cui può accedere una Commissione d’inchiesta interna. Voglio l'elenco di quegli atti che possono essere presi in più perché è stato detto chiaramente, quello sì, ma non basta, che questa Commissione può fare molto di più. Cosa? Concretamente cosa? Se non arrivare alla fine ed avere una Commissione che farà due relazioni, una di maggioranza e di una minoranza, nella quale la minoranza esprimerà quello ha già espresso oggi. Sappiamo qual è il giudizio, è già segnato.
Non c'è sincerità in questa azione, non c'è la volontà di capire. Aspettiamo, aspettiamo. Alla fine di questa indagine, che durerà pochi mesi, avrete tutte le opportunità per ripresentare anche questo tipo di richiesta, se, però, dà veramente un valore aggiunto.
Se poi è così scandaloso questo nostro rifiuto, perché vi preoccupate? Vi stiamo dando una grande arma politica, ve la stiamo mettendo in mano. Perché vi agitate tanto oggi nel dirci che stiamo sbagliando? Stiamo facendo esattamente quello che volete. Voi volete che noi rifiutiamo la Commissione d’inchiesta per poi poter dire: “Avevano paura”. Ma che gioco delle parti è? Ma non capite che è una condizione che non porta a nulla, e invocare la sincerità su tutto questo è quasi ridicolo. Fatta eccezione per il Consigliere Caporossi, regolarmente sulla materia sanità, un colpo se succede una volta, non dite che viene fatto qualcosa di serio. Una volta! Sto sempre a sentire interrogazioni dell’esaurito, ormai l'abbiamo esaurito, ad un decimo legislatura abbiamo esaurito mezzo Assessore, quindi, sarà un problema ricaricargli le pile per gli altri 9 decimi di legislatura, avendo addosso una marea di interrogazioni. Mai una volta che si dica: “Sì questa roba, forse”, no, sempre tutto sbagliato. Come si fa a fare una Commissione d’inchiesta con chi ha questo tipo di pregiudizio? È il vostro gioco, è il gioco delle parti. Va benissimo, va benissimo, ma non esageratelo, non esageratelo.
Recentemente sulla 7, che è notoriamente il programma di accusa predeterminato al Governo Meloni, perché accusa qualsiasi cosa, un giornalista, che era chiaramente di sinistra, del Movimento 5 Stelle, non so quale fosse l'orientamento, ha detto a quelli che erano presenti in studio: “Siamo qui da anni e non facciamo altro che dire che il Governo Meloni fa schifo, che non fa niente. Ed è vero. È vero, questo Governo è inaccettabile, è improponibile, non ha fatto niente di buono. In quattro anni il Governo non ha fatto niente di buono”. Però, questo giornalista, che è stato preso da un rampazzo di sinistra, perché la gente di sinistra ha rampazzi, a un certo punto ha detto: "Ma come mai, nonostante noi stiamo sempre a dire queste cose, il Governo, il centro-destra viene dato regolarmente tra il 48 e il 50%. Ci sarà qualcosa a casa nostra che non funziona?”
PRESIDENTE. Proposta di deliberazione n. 3. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
La seduta è sospesa alle 13:30.
La seduta riprende alle ore 13:33
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
Interrogazione n. 253 - a riposta immediata
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Rifacimento urgente manto stradale SR Apecchiese”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 253 - a riposta immediata - del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. In merito all'interrogazione del Consigliere Rossi, sulla questione dei tratti stradali della strada Apecchiese, la Giunta regionale sta dando un ulteriore slancio al piano avviato, negli ultimi 5 anni, di manutenzione della rete viaria di competenza regionale con il programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028, adottato in data 30 aprile 2026.
Al di là degli interventi puntuali sulle singole arterie, si prevedono oltre 5 milioni di euro di investimenti per la manutenzione straordinaria delle strade regionali, tra cui la strada regionale n. 257 Apecchiese. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Come ho specificato in questa interrogazione…, la ringraziamo per la considerevole attenzione che ha riposto nei 5 anni precedenti su questa importante arteria che collega Marche ed Umbria, però, vorremmo rassicurazioni.
Lei ha parlato di 5 milioni, speriamo che siano puntualmente utilizzati per quel tratto di strada che attraversa la via principale del Comune d'Apecchio e anche per il tratto Pole e Acqualagna. Sono due tratti della strada Apecchiese che necessitano di interventi puntuali e anche urgenti, anche perché questa strada sta subendo un importante incremento di traffico di mezzi pesanti che si dirigono al cantiere del metanodotto Foligno e Sestino; c'è anche il traffico dei turisti che dall'Umbria vanno verso il mare, quindi è necessario che questi interventi siano fatti prima possibile.
Si tratta di pochi centinaia di metri di strada, ma sono importanti anche per dare il giusto decoro a questi due centri abitati. Parlo di Pole e Petriccio di Acqualagna e del centro via Dante nel Comune di Apecchio. Spero che siano inserite negli interventi e che questo intervento sia fatto subito. Ci tenevo a ribadirlo perché avevamo sollecitato a novembre con una PEC.
Mi auguro che il trend positivo nei confronti di questa strada possa andare avanti e la ringraziamo per quello che potrà fare. Grazie.
Interrogazione n. 257- a riposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Nuovo ospedale di Macerata – copertura finanziaria dell’intervento”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca Interrogazione n. 257- a riposta immediata - dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri .
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. I Consiglieri interroganti chiedono quali siano le risorse a disposizione.
Interpellati gli uffici competenti, si relaziona che i fondi già disponibili per la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata sono pari a 59,5 milioni di euro, come da delibera di Giunta regionale n. 140 del 2022, a cui si aggiungono risorse pari a 110 milioni di euro per l'edilizia sanitaria ospedaliera di Macerata, di cui la comunicazione dell'Ufficio speciale della ricostruzione del 3 luglio 2023. Somme che, come riportato nella comunicazione, potranno subire ulteriori aggiornamenti in virtù delle compensazioni dei prezzi.
Come per le altre strutture ospedaliere l'importo verrà definitivamente determinato al momento dell'approvazione del progetto, che è attualmente in corso.
Grazie Presidente. Grazie Consiglieri.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta, ma non sono soddisfatto perché noi volevamo capire effettivamente quali erano le risorse realmente disponibili e vincolate per garantire la completa copertura finanziaria per la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata, che è un presidio fondamentale per la sanità maceratese.
Abbiamo assistito negli ultimi giorni, anche in un clima di campagna elettorale, ad annunci, rendering e dichiarazioni pubbliche, che però non danno certezze definitive sulla copertura economica.
Nel programma triennale delle opere pubbliche si parla di un intervento dell'ospedale di Macerata da 300 milioni di euro, ma la gran parte risulta rinviata alle annualità successive, senza indicazioni puntuali sulla provenienza dei fondi e sulla loro effettiva disponibilità.
Si prevede uno stanziamento pari a 5 milioni per l'anno 2026, 3 milioni per l'anno 2027, 6 milioni per l'anno 2028 e 284 milioni nelle annualità successive. Ci sono forti dubbi, quindi, e criticità sulla sostenibilità finanziaria dell'intervento, sul rischio di aumento di costi e sul fatto che le risorse oggi disponibili siano ampiamente insufficienti a coprire i costi sia per la realizzazione della struttura che per le tecnologie e le infrastrutture connesse.
La questione dell'utilizzo dei fondi legati alla ricostruzione post sisma è un tema delicato che andrebbe trattato con la massima trasparenza.
Ci sono poi ulteriori elementi che incidono sui tempi e sui costi, come ad esempio le verifiche archeologiche dell'area o l'acquisizione definitiva dell'area stessa. Così come segnalo la criticità legata all'assenza di un collegamento con la stazione ferroviaria, che sarebbe necessario, visto che il sito è vicino alla stazione ferroviaria.
Diciamo che questi annunci mediatici delineano prospettive future ancora indefinite, che possono essere buone per la propaganda elettorale in vista delle elezioni amministrative, ma rischiano di non soddisfare il reale bisogno del nuovo ospedale di Macerata e di tutta la comunità maceratese. Grazie.
Interrogazione n. 255 - a riposta immediata
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Unione Montane: riconoscimento della compensazione ambientale previsto dall’Articolo19 della LR n.18/2008”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca Interrogazione n. 255 - a riposta immediata - della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Vedo e constato che l'istinto biologico prevale rispetto alla presenza in Aula, quindi rispondiamo ai pochi presenti, sia di maggioranza che di opposizione, che sono qui.
Ad ogni modo la questione sollevata riguarda all'attuazione dell'articolo 19, comma1, lettera c) bis della legge regionale n. 18 del 2008, introdotto nel 2014, che prevede un canone di 0,04 euro a metro cubo a titolo di compensazione ambientale sui consumi di acqua potabile. Tale importo è destinato alle Unioni montane per finanziare interventi di tutela e produzione delle risorse idriche.
Or bene, l'effettiva erogazione di tali fondi è attualmente bloccata a causa di un complesso iter giudiziario, di criticità, i cui contenuti hanno anche un rilievo costituzionale. Nel 2021 Viva Servizi e altri nuovi gestori del servizio idrico integrato hanno presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato per l'annullamento della delibera di Giunta regionale n. 1226 del 2020 che stabiliva le linee guida per il canone. Il Servizio dell'Avvocatura regionale ha rilevato già nel 2017 e confermato nel 2021 che l'istituzione di tale canone da parte della Regione invade la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e della concorrenza. Ciò è destinato naturalmente ad Arera, soggetto destinatario, appunto, dell'attribuzione della componentistica e della tariffa idrica. Sulla base di tali pareri legali, la struttura regionale, a seguito anche del parere espresso dall'Avvocatura, nel quale si rilevavano dei profili di fondatezza costituzionale, ha sospeso l'applicazione della delibera di Giunta regionale n. 1226. Questa decisione è stata assunta per evitare che l'attuazione del provvedimento potesse produrre, da un lato, conseguenze pregiudizievoli per l'interesse pubblico e, dall'altro, situazione di incertezza finanziaria per le Unioni montane qualora avessero programmato interventi sui fondi che potrebbero essere dichiarati illegittimi, quindi soggetti a restituzione.
In merito al quesito posto: sulla volontà di sbloccare l'applicazione della delibera, si dice che allo stato attuale l'esito del ricorso straordinario al Capo dello Stato non è ancora noto. Qualsiasi iniziativa volta a forzare l'erogazione dei fondi prima della definizione del contenzioso esporrebbe l'Amministrazione regionale a gravi responsabilità contabili e legali.
La Giunta resta comunque impegnata a sollecitare gli organi competenti per una rapida definizione del giudizio al fine di garantire la stabilità della situazione normativa e fornire certezze alle comunità montane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie anche all’Assessore per questa relazione molto puntuale e le chiederei, se possibile, di averne copia.
E’ una situazione particolarmente intricata che va a colpire questa delibera di Giunta regionale, che, secondo noi, faceva una cosa giusta, insomma, indennizzare le comunità montane che di fatto devono tutelare, come lei ha detto prima, i beni come l'acqua.
Solo che da tanti anni, come ha detto lei, dal 2014, la delibera di Giunta regionale, che è di qualche anno dopo, non è mai stata attuata e si è creato un vulnus normativo su cui, mi pare di capire, la Giunta è impegnata a fare delle valutazioni e speriamo che l'esito sia positivo.
Assessore, magari mi farò carico di richiederle anche più avanti lo stato delle cose e per il momento la ringrazio. Grazie.
Interrogazione n. 261 - a riposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca I‘interrogazione n. 261 - a riposta immediata - dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. I Consiglieri chiedono se l'eventuale mancata comunicazione al Ministero della Salute abbia influito sul ritardo del perfezionamento della procedura di assegnazione della progettazione del nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto. Ovviamente ho sentito gli uffici per dare una compiuta risposta a questo interrogativo, i quali mi comunicano come la comunicazione al Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero della Salute non influisce sulla procedura di gara per l'affidamento della progettazione dell'opera, oggetto della presente interrogazione, in quanto la comunicazione al Nucleo di valutazione verrà trasmessa a seguito del deposito del progetto di fattibilità tecnico ed economico. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Sapevamo che in questa fase non era necessario l'invio al Ministero. Il dubbio è stato sollevato sulla stampa, per giunta con una riflessione anche pertinente.
Immaginavo, magari speravo, che ci fosse la conferma di interlocuzioni con il Ministero anche precedenti all'affidamento del servizio di progettazione per la fattibilità tecnico economica. Ci auguriamo che i 9 milioni di euro stanziati per la progettazione vengano stanziati bene, cioè, che il Nucleo di valutazione approvi tutto l'iter e che poi l'investimento venga fatto.
Sono soddisfatto su questo aspetto, avrei preferito che fosse stata più ampia la riflessione e che magari avesse aggiornato anche su alcuni aspetti che riguarderanno l'ospedale di San Benetto del Tronto. Ci interessano nella fattispecie alcune questioni. Perché, per esempio, a maggio fu fatta una variazione di bilancio molto rapida, in area elettorale, per trovare 9 milioni e per affidare il servizio di progettazione per il progetto di fattibilità economica, A distanza di tutto questo tempo sul portale di gara questa procedura di individuazione del tecnico è in corso, perché tutto questo tempo e quali saranno, diciamo, le successive tappe dell'ospedale di San Benetto del Tronto? Prepareremo su questo un'altra interrogazione ed altri atti. Grazie.
Interrogazione n. 254 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Caro carburanti e misure urgenti a sostegno del Trasporto Pubblico Locale (TPL)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 254 - a riposta immediata - dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Sull'interrogazione dei Consiglieri, sulle risorse per il trasporto pubblico locale delle nostre Marche, la Regione si è attivata insieme alle altre Regioni italiane per la condivisione di una strategia comune.
Per il tramite della Commissione Infrastruttura della Conferenza delle Regioni è stata richiesta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero dell'Economia delle Finanze l'attivazione di meccanismi di salvaguardia in presenza di eccezionali e prolungate variazioni dei costi energetici.
Si resta in attesa che anche a livello europeo vengano assunte misure straordinarie a beneficio del settore, che riteniamo necessarie.
Dal canto suo, la Giunta regionale per il triennio di bilancio 2026-2028 ha già assunto la misura di incrementare il finanziamento regionale di servizi automobilistici di trasporto pubblico locale, sia urbano che extra urbano, nella misura complessiva di circa 30 milioni di euro. Tale strategia ha reso l'incremento strutturale, quindi subito disponibile per le aziende affidatarie del servizio, oltre a portare il cofinanziamento regionale del trasporto pubblico locale a circa il 30% rispetto alla quota statale di trasferimento. E un primo intervento che abbiamo fatto, che avevamo già messo in programma per il nostro servizio di trasporto pubblico. Per il 2026 le risorse sono già in fase di liquidazione proprio in queste settimane. Nel corso dell'anno verrà verificato ulteriormente l'andamento dei costi di produzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Dunque, prendo atto, se non ho capito male, ma credo di aver capito bene dalla risposta dell'Assessore, che non ci sono risorse aggiuntive per la straordinarietà della situazione da parte della Regione. C'è una richiesta al Governo nazionale, garbata e giustamente, correttamente, istituzionale, di prendere in mano la situazione. Ad oggi non ci sono né interventi urgenti del Governo nazionale né interventi urgenti della Regione. Le straordinarie evidentemente…, perché altrettanto straordinaria è la situazione che si è determinata con la sciagurata iniziativa americana israeliana nel Medio Oriente, nei confronti dell'Iran, eccetera. Quindi, nessuna risorsa aggiuntiva oltre a quelle che già erano state messe a bilancio e che, peraltro, come l'Assessore sa, erano già insufficienti rispetto all'andamento dei costi, all'aumento dei costi, che le aziende di trasporto pubblico, tutte, hanno subito in questi mesi.
In realtà l'insoddisfazione non può che essere dichiarata, non per la risposta dell'Assessore, ma per la mancanza di iniziative straordinarie di fronte a una situazione che definire straordinaria è un eufemismo. Grazie.
Interrogazione n. 258 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Individuazione nuova discarica in Provincia di Macerata”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 258 – a risposta immediata - dei Consiglieri Caporossi, Seri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Ringrazio naturalmente anche i colleghi per l'interrogazione. E’ fondamentale comunque distinguere con chiarezza i ruoli per non fare confusione istituzionale, senza che questo diventi un paravento per l'immobilismo.
La Regione fornisce gli indirizzi attraverso il Piano regionale di gestione rifiuti, tuttavia, la traduzione operativa di questi indirizzi, ovvero dove scavare effettivamente le buche per i rifiuti, compete esclusivamente all'Autorità di ambito territoriale.
È vero che la Regione non è stata coinvolta nelle decisioni dell'ATA, né per legge avrebbe dovuto esserlo, ma la Regione è il garante del sistema Marche e non può ignorare il rischio di un blocco amministrativo causato da ricorsi che appaiono oggi probabili.
Dobbiamo guardarci in faccia in base ai numeri e quindi dire che la situazione è tutt'altro che semplice.
La discarica di Cingoli, innanzitutto, ha esaurito i volumi disponibili da più di 2 anni. gli ultimi residui del 2023 erano di circa 35.381 tonnellate. Da allora i rifiuti della provincia di Macerata sono stati trasferiti prima negli impianti della provincia di Pesaro Urbino e attualmente in quelli della provincia di Ancona. Questo pendolarismo dei rifiuti non è solo un controsenso ambientale, ma è anche un costo enorme, che si sta scaricando direttamente sulle bollette Tari dei cittadini maceratesi. Per questo siamo passati subito all'azione. Abbiamo chiesto chiarimenti al Presidente dell'ATA 3 sulla legittimità dei percorsi seguiti, convocando il Presidente della Provincia, con nota a protocollo dell'8 maggio 2026. Quindi mi vedrò a breve con il Presidente della provincia dell'ATA 3. Verificheremo se le modifiche ai criteri richiamati nell'interrogazione siano supportate da evidenze tecniche o se sia, come temete, un'operazione che rischia contenziosi che rallenterebbero ulteriormente il procedimento.
In conclusione, Presidente, voglio che sia chiaro un punto. L'individuazione della nuova discarica non è una partita politica tra frazioni, ma un'urgenza che incide direttamente sulla qualità della vita e sulle bollette dei cittadini. Proprio per questo riteniamo indispensabile che ogni scelta venga assunta con criteri trasparenti, verificabili e pienamente motivati sotto il profilo tecnico amministrativo, evitando contrapposizioni territoriali o letture esclusivamente politiche di una questione che richiede, invece, responsabilità istituzionale da parte di tutti.
La Regione, quindi, continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione della vicenda nel rispetto delle competenze previste dalla normativa, ma con l'obiettivo preciso di garantire correttezza procedurale, tutela dei territori e funzionalità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Io non ho dubbi sulla totale buona fede dell'Assessore Consoli, che si applica in maniera competente e completa al tema, ma quello che sta succedendo in provincia di Macerata è incredibile. Anni e anni per arrivare a una graduatoria per una nuova discarica. Poi basta una cena, un accordo fra alcuni Sindaci ed ecco il colpo di mano e la graduatoria cambia, introducendo nuovi criteri che liberano i Comuni di centro-destra e incastrano i Comuni di centro-sinistra e civici, peraltro piccoli Comuni, quindi, nella logica del consenso, meno impattanti.
Per quanto riguarda Montefano siamo anche al confine con Filottrano e Passatempo di Osimo, con la provincia di Ancona.
Per arrivare a quella graduatoria, ora stravolta, ci sono voluti studi approfonditi, dibattiti, osservazioni e rilievi tecnici, impugnative e ricorsi. Sono stati spesi 221.000 euro di incarichi a università e tecnici, soldi dei cittadini che, peraltro, in provincia di Macerata pagano una Tari salata e in continuo aumento, non solo per la mancata individuazione della nuova discarica, ma anche per i problemi che si registrano nella gestione del Cosmari.
Mi chiedo: ATA Macerata introduce criteri politici ad personam che stravolgono uno studio che si basa, invece, su criteri scientifici e oggettivi? Questo solo per salvare un’amministrazione di destra. Precedente pericoloso e una scorrettezza istituzionale molto grave. E poi, cos'è la prova generale per la localizzazione del termovalorizzatore? Anziché tutelare ambiente e salute dei cittadini, ci si preoccupa di salvare i propri compagni di partito. Un cittadino appassionato di calcio l'altro giorno mi ha detto: “C'è chi cambia le regole del gioco come fa XY con gli arbitri”. Grazie.
Interrogazione n. 256 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Mancato avvio dei lavori per la Casa della Comunità di Pesaro- Galantara finanziati con i fondi PNRR”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 256 – a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Telegraficamente. Abbiamo il verbale di avvio dei lavori in data 29 gennaio 2026. Il termine contrattuale dei lavori è di 730 giorni. Tuttavia, come possiamo dire, dalle interlocuzioni tenute con la AST, c’è l'impegno anche della ditta a completare le relative opere alla messa in esercizio della Casa di comunità, collocata all'interno dei primi due piani dell'edificio, nei termini previsti al target PNRR, cioè al 30 giugno 2026.
Faccio un appello, sono io in questo caso che lo faccio. Probabilmente questa interrogazione era già stata depositata, voglio credere, prima di aver detto questa cosa nel precedente Consiglio. L’interrogazione è in questo caso tecnicamente errata perché non è che la struttura se va fuori target perde i finanziamenti. Non è così che funziona. Funziona con un target nazionale, che l’Italia raggiunge o non raggiunge. Se lo raggiunge, quello delle 1038 case di comunità sulle 1401 finanziate, tutte quelle che vanno fuori, magari di un anno, sto pensando in questo caso, per esempio, a Filottrano o a Corinaldo, sono sempre finanziate. E’ una questione di tempistiche, non di perdita di finanziamento. Lo dicevamo l'altra volta, mi sembra, mi pare un paio di Consigli fa. Prendiamo questo come riferimento perché sicuramente l’interrogazione è stata depositata prima…, ah no, questa è immediata.
Allora, intendiamoci, non c'è più la cosa che, oddio va al 1° luglio 2026 la Regione perde i soldi. No, non è così. Intendiamoci su questo. perché la regola è nazionale e l’ha stabilita l’Europa con il Ministero. Non l’Assessore Calcinaro, non la Consigliera Vitri, è così. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore, innanzitutto la ringrazio per la risposta sulla Casa di comunità di Galantara, anche se quanto da lei dichiarato, a me sinceramente non risulta corrispondere alla realtà. Mi ha detto che i lavori sarebbero partiti il 29 gennaio, quindi 5 mesi fa, e che sarebbero finiti il 30 giugno. Io sono andata a verificare, non ho mai visto il cantiere aperto, non ho mai visto i lavori in corso, non mi risulta siano partiti i lavori, non ho visto neanche un trapano appoggiato per terra, per sbaglio, quindi, entro il 30 giugno sicuramente no.
Poi mi ha dato un'altra notizia, noi abbiamo sempre saputo che tutti i fondi PNRR vanno rendicontati entro il 30 giugno. Lei oggi mi dice che a livello nazionale tutte le 1038 Case di comunità corrispondono allo stesso pacchetto e devono essere rendicontate tutte assieme. Faremo delle verifiche perché sinceramente non mi risulta nemmeno questo, ma se mi garantisce che i fondi avuti per la Casa di comunità di Galantara non verranno persi, che i lavori saranno conclusi, non posso che fare i complimenti. Dubito, la realtà mi sembra ben diversa e continuerò a vigilare. Grazie.
Interrogazione n. 259 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Ricognizione del personale attivo specialista in Anatomia Patologica nelle diverse AST della Regione Marche, rilevamento carichi di lavoro e tempi di refertazione”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 259 – a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Da questo punto di vista il quadro è sotto l'occhio del Dipartimento, anche nelle note dolenti, ce lo diciamo, non ci nascondiamo dietro un dito, che riguardano due territori, che sono quello di Fermo e quello dell'AST di Ancona. Tutte le altre hanno organici importanti.
L'AST di Fermo e l’AST di Ancona per motivazioni diverse, una per la cessazione a seguito della mancata reiterazione nel “Mille proroghe” della possibilità di assunzione dei pensionati, l’altra, l'AST di Ancona, per il venir meno della convenzione con l'ospedale di Torrette, hanno un organico che è in corso di implementazione. In questo caso l'organico è quello di un Dirigente medico ciascuno e nel caso di Ancona, ovviamente, 8 tecnici di laboratorio, mentre per Fermo i tecnici sono 5. In entrambe le AST sono in corso e sono programmate assunzioni a tempo indeterminato, fortunatamente, con due medici, uno, vado a memoria, con concorso per Fermo ed un altro rilevata una disponibilità tramite mobilità per Ancona. Ci sono anche incarichi, tramite Co.co.pro., che sono consentiti e che hanno un po' puntellato, uno su Fermo e uno su Ancona. Più Ancona ha una convenzione con Pesaro-Urbino, Fermo ha una convenzione con Ascoli Piceno.
Entrambe le AST, quelle che sono in difficoltà, hanno già iniziato anche le consegne, un primo lotto con un importo più basso, per l’esternalizzazione del servizio, mentre è in corso in entrambi i casi la RdO su MePA... No, La RdO su MePA è su Fermo, mentre gli altri stanno predisponendo il capitolato per un secondo appalto, più sostanzioso, per l'esternalizzazione in attesa dei concorsi che sono programmati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non sono soddisfatto perché, Assessore Calcinaro, in data 14 aprile nel rispondere all'interrogazione n. 217 diceva le stesse identiche cose, più o meno. Anzi, si aggiungeva che queste due AST, la 2 e la 4, Ancona e Fermo, dove ci sono le note criticità riconosciute, nel giro di pochi giorni sarebbero arrivate ad una normalizzazione. Parole dell'Assessore del 14 di aprile. A distanza di un mese la situazione si è aggravata perché risulta, come denunciamo in quest'atto, che al Profili di Fabriano giacciono 40 campioni istologici, che, mi risulta, sono stati portati in un laboratorio privato di Vallefoglia, che gestisce anche i campioni di Senigallia. I prelevatori hanno constatato che gran parte di questo materiale risultava, addirittura, in pessima conservazione, con problemi per le indagini speciali che dovrebbero essere rese necessarie per terapie soprattutto di carattere oncologico.
Ad oggi la situazione è peggiorata. Questa è la dimostrazione di come deve funzionare, Assessore Calcinaro, l'attività di indirizzo politico e di controllo - quello che ci ricordava il Presidente Acquaroli a proposito dello scandalo del plasma - separati i poteri di gestione, però la gestione deve rispondere all'indirizzo di controllo e all'indirizzo politico. Presidente Acquaroli, vedo che annuisce perché condivide, allora, la Giunta si faccia ascoltare dai dirigenti che hanno il potere di gestione, altrimenti non ne usciamo e i ritardi negli esami istologici sono peggio...
Interrogazione n. 260 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Situazione di difficoltà alla Beko e alla Electrolux nel distretto fabrianese”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 260 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Allora, è chiaro che a seguito delle ultime informazioni, le ultime notizie uscite anche sulla stampa riguardo alla questione Electrolux, credo che sia dovuto, diciamo, un intervento che possa quantomeno dire in maniera significativa i passi che si sta facendo.
Va, innanzitutto, detto che noi non siamo inermi, soprattutto se rivolgiamo le azioni a un settore, a un presidio, come quello fabrianese, che è stato importantissimo ed ha subito pesanti conseguenze da queste situazioni.
Abbiamo convocato subito la parte sindacale, insieme al Presidente Acquaroli, e domani pomeriggio riceveremo tutte le sigle sindacali per iniziare a discutere dei temi che riguardano le azioni che potremo congiuntamente mettere in campo in maniera proattiva nei confronti del mantenimento della forza lavoro, dello stabilimento. Dovremmo riuscire a capire se e in quali condizioni la proprietà sia interessata a mantenere e, nel caso, eventualmente, studiare un piano B, laddove il sito produttivo dovesse essere chiuso, come si paventa a livello nazionale, con una riduzione di circa il 40% della forza lavoro complessiva in tutta Italia, con una riduzione di 1700 persone.
È chiaro che il sito produttivo di Cerreto d’Esi riguarda 170 dipendenti, il loro futuro, le loro speranze, le loro famiglie, alle quali questa Giunta esecutiva, credo il Presidente e sicuramente tutti quanti i Consiglieri dimostrano vicinanza.
Il 25 maggio è stato convocato un tavolo al MIMIT, sulla base delle pressioni e delle attenzioni del Presidente Acquaroli e dei parlamentari, che naturalmente stanno a Roma. Quindi, il 25 maggio abbiamo la convocazione al MIMIT per discutere la questione Electrolux. Credo che sia un ulteriore passo in avanti, che è stato fatto in tempi veramente record.
Per quanto riguarda la questione Beko, a seguito dell'ultimo incontro che è stato fatto presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy, si è constatato un incremento dei siti produttivi di Comunanza e di Melano. Melano il 6,50 in più, Comunanza il 2,70. Io ho chiesto esplicitamente che il piano di investimenti fosse delineato nelle tempistiche e nelle azioni che la proprietà vuole portare avanti, perché credo che sia dovuta una certa chiarezza nei confronti sia dei lavoratori, che della Regione Marche, che comunque partecipa attivamente alle politiche attive del lavoro, che ha richiesto l'attivazione di questo tavolo e che sta monitorando. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Prendo atto, Assessore, del tavolo che avete convocato domani in Regione e di quello convocato il 25 maggio al Ministero.
Credo che, come stanno chiedendo i sindacati, il piano industriale che riguarda Electrolux vada bloccato al più presto. Penso anche all'utilizzo, so che lei l'ha ventilato stamattina, del Golden power per avere almeno delle garanzie specifiche.
Credo anche che su questa vicenda, quando ci sono degli scricchiolii in generale, è successo anche in passato, sia auspicabile un intervento preventivo. Forse si è arrivati troppo lunghi, se si fosse intervenuti prima, probabilmente, qualcosa si poteva ancora evitare. Mi auguro che nelle prossime settimane, nei prossimi mesi si riesca a evitare…, questo sarebbe una sciagura, le Marche hanno già pagato abbondantemente un tributo troppo alto, ben al di là dei cicli economici, subendo negli ultimi anche speculazioni di grandi gruppi internazionali.
Per quanto riguarda la Beko, siamo di fronte a uno scenario paradossale, inaccettabile. Nonostante un piano di uscite ampiamente realizzato rispetto agli esuberi dichiarati, i lavoratori si trovano ancora davanti a fermi produttivi e allo spettro di nuovi ammortizzatori sociali.
Gli investimenti strategici concordati nell'aprile del 2025 sono di fatto al palo ed è la prova che gli impegni assunti dalla proprietà in sede ministeriale sono di fatto disattesi.
Credo che le garanzie vadano pretese con fermezza, sia nei confronti delle aziende, ma anche da parte del Governo nazionale, che deve farsi garante della situazione della Beko e deve intervenire urgentemente per evitare il i licenziamenti all’Electrolux. Grazie.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 262 – a risposta immediata - è rinviata per l’assenza del Consigliere Mangialardi. L’interrogazione n. 178 è rinviata perché non c’è l’Assessore Rossi.
Interrogazione n. 138
a iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Mareggiata del 4-5 febbraio 2026: gravi danni e criticità lungo la costa di Porto Recanati e Potenza Picena – misure urgenti, ricognizione danni, sostegni e programmazione strutturale di difesa della costa ai sensi della L.R. 15/2004”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 138 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. La mareggiata del 4 e 5 febbraio 2026 ha effettivamente provocato criticità lungo il tratto costiero Porto Recanati e Potenza Picena, con fenomeni di ingressione marina, danni agli stabilimenti, erosione agli arenili e disagi alla viabilità, in particolare nella zona di Scossicci.
Proprio per questo, la mattina di lunedì 9 febbraio ho effettuato personalmente un sopralluogo a Porto Recanati insieme al Presidente Pasqui e al Sindaco, ai tecnici competenti e ai rappresentanti degli operatori balneari, concentrando l'attenzione soprattutto sull'area sud-est del litorale e sulla zona Scossicci, tra le più colpite dagli eventi meteomarini.
Il sopralluogo, devo dire, è stato molto utile per verificare direttamente i danni subiti dal territorio, ma anche per confrontarmi con gli operatori economici e raccogliere le esigenze legate alla tempestività degli interventi di ripristino dell'arenile in vista della stagione turistica. Sin dalle prime segnalazioni, la Regione si è attivata attraverso le strutture competenti di Protezione Civile e Difesa della costa per monitorare l'evoluzione della situazione e mantenere il raccordo con gli enti territoriali coinvolti. Proprio alla luce delle criticità riscontrate, il Comune di Porto Recanati ha avanzato richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza con nota PEC acquisita al protocollo regionale del 6 febbraio 26.
Tale richiesta è stata oggetto di approfondimento tecnico da parte del Dipartimento regionale di Protezione Civile e Sicurezza del Territorio, che ha valutato l'evento sulla base dei parametri previsti dalla normativa vigente.
L'esito dell'istruttoria ha evidenziato che pure in presenza di danni rilevanti e diffusi, l'evento non presenta caratteristiche tali di rientrare nei presupposti necessari per la dichiarazione dello stato di emergenza regionale ai sensi della legge 29 maggio 25 n. 7. In particolare, l'evento è stato ricondotto alla tipologia prevista dall'articolo 7, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 12/2018, ovvero tra gli eventi fronteggiabili attraverso gli strumenti ordinari nell'ambito delle competenze attribuite ai Comuni e agli enti territorialmente competenti. Ciò non significa sottovalutare i danni subiti dal territorio, ma applicare correttamente il quadro normativo vigente, mantenendo comunque alta l'attenzione sugli interventi necessari per la tutela della costa. Sul punto stiamo intervenendo in maniera tale, tanto che 9 milioni sono stati stanziati dalla Regione Marche a difesa della costa, più è stato messo 1 milione aggiuntivo in variazione al programma di intervento, attraverso il quale saremo in grado di poter effettuare le cosiddette pennellature.
È chiaro che l'intervento complessivo nella zona Scossicci-Porto Recanati investe nell'ambito del master plan un intervento complessivo di 27 milioni di euro, quindi dovremmo trovare delle risorse aggiuntive per intervenire, soprattutto nell'area più martoriata, che è quella di Scossicci centro.
Sul piano degli interventi urgenti, il piano GIZC regionale consente, in condizioni di somma urgenza, l'attivazione di procedure straordinarie per opere di difesa costiera e ripristino degli arenili, oltre agli interventi stagionali effettuati dai concessionari e dai Comuni costieri.
Ma, vi ho detto, sarà puntuale e importante provvedere all'impiego di risorse aggiuntive da parte dello Stato che dovranno essere date dal MASE per intervenire in una situazione che riguarda gli interventi costieri, complessivamente detti, in particolare nella zona Scossicci, per ulteriori 17 milioni di euro.
Vi aggiorno sul quadro complessivo degli interventi: 5 interventi strutturali per un valore di 76 milioni di euro, di cui il 26% è stato messo a disposizione per l'area Scossicci-Porto Recanati.
Le valutazioni tecniche aggiornate evidenziano, inoltre, un fabbisogno complessivo stimato per ulteriori 17 milioni di euro, come ho detto prima, per garantire una protezione stabile dell'intero tratto costiero interessato, motivo per cui la Regione continuerà a lavorare anche nel reperimento di ulteriori risorse.
Complessivamente possiamo dire di essere intervenuti su tutti i transetti costieri, per i 170 chilometri di area di costa, per oltre 55 milioni di euro. E’ un dato aggiuntivo che volevo dare rispetto al fatto che la Regione Marche sta intervenendo in maniera equilibrata su tutte le situazioni di criticità lungo l'area costiera.
Mi auguro che si possano trovare ulteriori risorse per poter intervenire ed essere sempre più performanti e garantire le stagioni balneari nel migliore dei modi e naturalmente tutelare sia il turismo che…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Ringrazio per la risposta, ma non sono totalmente soddisfatto di quello che ho ascoltato.
L'interrogazione nasce da fatti sempre più preoccupanti: la mareggiata del 4 e del 5 febbraio scorso ha prodotto allagamenti, erosione, danni a strutture e sottoservizi, criticità alla viabilità e un forte impatto sulle attività balneari lungo il litorale di Porto Recanati ed in parte minore anche su quello di Potenza Picena, confermando una fragilità strutturale, ormai ricorrente, più volte evidenziata anche dagli amministratori locali e dagli operatori balneari, che sono oggi qui presenti, una piccola rappresentanza.
Non si tratta, infatti, di un episodio isolato, ma dell'ennesima manifestazione di un fenomeno sempre più frequente e intenso che colpisce un territorio la cui economia è fortemente legata al turismo e alla balneazione. Per questo abbiamo chiesto una ricognizione puntuale dei danni, dei tempi certi, le risorse per gli interventi urgenti, il sostegno al tessuto economico, ma soprattutto una programmazione strutturale e completa della difesa della costa coerente con il Piano di gestione integrata delle aree costiere.
La risposta non chiarisce alcuni punti decisivi. La mancanza di tempi certi, non emerge con chiarezza quando saranno completate le opere richieste necessarie e quando saranno disponibili le risorse e di conseguenza programmati gli interventi. Manca infatti un quadro finanziario definito e restano incerte le risorse disponibili. Persiste una logica, purtroppo, emergenziale. Si continua ad intervenire con interventi parziali, senza una strategia continuativa, nonostante sia già noto che tali soluzioni sono insufficienti e più costose nel medio periodo.
C'è incertezza sul completamento degli interventi strutturali. Sappiamo, l'ha ribadito anche l'Assessore, che esiste un progetto complessivo della difesa della costa per Porto Recanati, che oggi viene attuato soltanto in modo parziale per la carenza di risorse. Avremmo voluto ascoltare in che tempistiche la Regione intende provvedere a completare il sistema di difesa lungo tutto il fronte costiero.
Sappiamo che se si lasciano scoperti dei tratti si rischia di produrre effetti ancora più gravi. Quindi, gli interventi parziali non solo mitigano gli effetti dell'erosione, ma rischiano di amplificarli.
Il tempo non è una variabile neutra, significa esporsi a nuove mareggiate, significa esporsi a nuovi danni, significa mettere in difficoltà tutti gli operatori economici, che fanno di questa la loro attività principale. Se continuiamo così, anziché l'ex Marche sembra l’ex erosione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Catena. A questo punto, se vogliamo chiudere alle 15:00, bisogna passare alla nomina per le elezioni di un componente del Consiglio direttivo dell'Associazione Università per la Pace, altrimenti scattano i poteri sostitutivi del Presidente. Bisogna, però, invertire l'ordine del giorno, Un intervento a favore e uno contro, poi si vota. Siete d'accordo? No, mettetevi d'accordo tra di voi perché poi … Allora possiamo andare avanti, però se vogliamo chiudere alle 15:00… Lo so, Consigliera, c’è anche la mia l'interrogazione, però bisogna scegliere. Facciamo una cosa, sospendiamo 2 minuti per metterci d'accordo sull'orario, decidiamo una cosa o l'altra, anche dentro il gruppo vedo che uno dice una cosa, uno ne dice l'altra. Mettiamoci d'accordo.
Sospendiamo 2 minuti e decidiamo come procedere. Grazie.
La seduta è sospesa alle ore 14:23
La seduta riprende alle ore 14:25
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Nessuno l'ha deciso. Quindi, adesso procediamo con la nomina e poi finiamo le interrogazioni. Ci vuole un intervento a favore e uno contro.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. A favore della proposta del Vicepresidente Rossi.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Contraria, perché credo si debba seguire l'ordine del giorno.
L’ordine dei giorno è stato pubblicato sul sito del Consiglio e molte persone aspettano con attenzione.
Non capisco perché si debba decidere di chiudere alle 15:00 in maniera perentoria, quando nella seduta dei Capigruppo non avete fissato un orario di chiusura; significa semplicemente assecondare le richieste di qualcuno che vuole andare a casa prima. Chiedo di seguire l'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. L’abbiamo spiegato Guardi, rimango allibito, quindi, sostituiamo il punto.
Anticipazione della nomina. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Nomina
Elezione di un componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la pace
(articolo 15, comma 5, della legge regionale 18 giugno 2002, n. 9; articolo 12, comma 6, dello Statuto dell’Associazione; deliberazione del Consiglio-Assemblea legislativa regionale n. 125 del 14 luglio 2009 e successive modificazioni) - (voto limitato a uno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la pace. Voto limitato ad uno.
Chiamerei il Consigliere segretario Ausili a procedere alla chiama.
Ripeto, se non la facciamo oggi scattano i poteri sostitutivi.
Di solito chiudiamo alle 15:00 ed oggi c'è qualcuno che ha preso degli impegni, anche se non era stato stabilito.
Per buon senso prima facciamo l’elezione e poi procederemo con le interrogazioni. Grazie.
(Il Consigliere Segretario Ausili effettua la chiama)
Comunico l’esito:
Votanti n. 26
Voti validi n. 18
Schede bianche n. 8
Schede nulle n. 0
Hanno ricevuto voti:
Orazietti Antonella n. 17
Cartella Claudio n. 1
PRESIDENTE. Proclamo eletta componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la pace Orazietti Antonella.
Adesso riprendiamo le interrogazioni. Prima la Consigliera Vitri ha detto che noi non le volevamo fare perché volevamo andare tutti a casa, però vedo che il centro-destra è tutto presente e voi siete solo in tre, quindi è stata smentita dai fatti. Tanto per mettere le carte. Siete in tre, no? Credo che siete in tre, più altri due. Vedo i banchi vuoti, addirittura il Consigliere Cesetti se n'è andato chiedendo il rinvio della propria interrogazione, quindi non è come diceva lei.
Abbiamo deciso come l'altra volta di chiudere alle 15:00, abbiamo un quarto d'ora per fare le interrogazioni e lei può fare la sua interrogazione.
Nessuno lo fa per andare a casa. Vedo che dalla parte di qua sono tutti presenti.
Interrogazione n. 193
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Criticità nell’applicazione del sistema SEND (Servizio notifiche digitali) e misure di tutela per le fasce deboli”
Interrogazione n. 194
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Problematiche correlate alla piattaforma SEND”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 193 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e l’interrogazione n. 194 del Consigliere Rossi (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Un attimo attenzione anche in Aula. Evitiamo naturalmente di fare una piazza del mercato.
In relazione ai quesiti posti sulle difficoltà riscontrate dai cittadini con il nuovo sistema di notifiche digitali SEND, illustro il quadro delle azioni intraprese dalla Regione Marche per tutelare la popolazione, specialmente le fasce più fragili.
È fondamentale premettere che l'adozione di SEND non è una scelta discrezionale della Regione, ma è un obbligo derivante dalla normativa nazionale, dal decreto legge 76 del 2020. Per favore, colleghi…
PRESIDENTE. Facciamo parlare, l’Assessore. grazie
Tiziano CONSOLI. e dagli obiettivi del PNRR. Dal dicembre 2023 la Regione utilizza questa piattaforma per notificare gli accertamenti del bollo auto, esclusivamente per il bollo auto, verificando in via prioritaria i domicili digitali (PEC) registrati dai cittadini presso l'indice nazionale INAD.
La piattaforma SEND è gestita interamente da PagoPA S.p.A. e prevede procedure specifiche per chi non ha strumenti digitali. In 37 Comuni marchigiani è attivo il servizio RADD (Rete di assorbimento del divario digitale), che invia una raccomandata cartacea con QR-code. Per ottenere l'atto completo, il cittadino deve recarsi presso un punto di ritiro (CAF) pagando un costo stampa di 1,40 euro.
Nei restanti 188 Comuni, invece, la notifica cartacea continua ad includere l'intero documento senza alcun costo aggiuntivo.
Consapevoli che il costo di 1,40 e la procedura digitale possono rappresentare un ostacolo per gli anziani, la Regione Marche ha attivato canali di assistenza totalmente gratuiti che bypassano le criticità della piattaforma nazionale, ovvero: l'assistenza telefonica: contattando il call center dedicato è possibile richiedere gratuitamente l'invio dell'intero atto del bollettino tramite mail o posta; i presidi sul territorio: i cittadini possono rivolgersi alle agenzie di pratiche auto convenzionate o allo sportello fisico di Ancona per ricevere supporto immediato.
Per ridurre ulteriormente l'esclusione sociale, la Regione ha investito nella rete “Bussola digitale”, che conta oltre 110 punti di facilitazione in tutto il territorio regionale. Ad oggi i punti di facilitazione digitale hanno erogato 315.000 servizi e 415 specifici per SEND. La Regione Marche, vista l'importanza del servizio erogato dai centri di facilitazione digitale, sta valutando, come le altre Regioni, di estendere questo servizio nel tempo, ritenendolo uno strumento essenziale per ridurre il digital divide negli anziani (over 65), al fine di superare l'esclusione sociale e digitale che deriva da limitazioni all'accesso a servizi essenziali come SPID, SEND, sanità online e servizi bancari.
Tra l'altro, aggiungo, la facilitazione digitale, “Bussola digitale”, è stata introdotta anche all'interno dei centri per l'impiego e dà assistenza anche alle persone più fragili, come gli anziani. Poiché la Regione non è il gestore tecnico della piattaforma, si è provveduto a segnalare ufficialmente a PagoPA le criticità operative e le difficoltà per la tutela delle fasce deboli.
Quindi, la Regione continuerà a monitorare la situazione affinché la digitalizzazione rimanga uno strumento di semplificazione e non si trasformi in una penalizzazione economica per chi ha meno competenze digitali.
Spero di aver fornito le indicazioni giuste. PagoPA S.p.A gestisce la piattaforma, è un soggetto nazionale. Il sistema SEND ha una previsione e una normazione nazionale, per cui cercheremo di attuare tutte le misure necessarie per poter contenere il digital divide e naturalmente fare in modo che i soggetti più deboli possano accedere alla piattaforma, che, ripeto, è molto estesa e viene completamente e gratuitamente applicata per 188 Comuni e per 37 a costi ridotti. Cercheremo su quei 37 Comuni di avere rassicurazioni importanti da PagoPA S.p.A., che gestisce la piattaforma, alla quale abbiamo già inviato naturalmente le osservazioni. Grazie
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie Presidente. Grazie, Assessore. Mi fa piacere che abbiate inviato le osservazioni, giustamente, al sistema perché purtroppo in questa fase di transizione occorre quantomeno tutelare le fasce più fragili. Non è una posizione contraria alla digitalizzazione, che è indispensabile, ma non può essere una digitalizzazione calata dall'alto perché stiamo parlando di lettere che arrivano a casa non solo per il bollo, come lei ha detto, ma per il pagamento di tributi di ogni tipo con un semplice QR code e spesso capita che, anche le persone più giovani, non solo le più anziane, se devono andare a ritirare per altre persone, che sono impossibilitate, perché lavorano, perché stanno male, perché non sono a casa, devono avere la delega, devono fare la fila per ritirare il bollettino. E se quel QR code non funziona, molto spesso, conseguenza di queste file, di questi ritardi, si perdono i 5 giorni di priorità per pagare, ad esempio, una sanzione ridotta. Anche questa è un'osservazione importante perché se la multa è di 30 euro e le persone non riescono a scaricare in tempo il QR code o ad andare al CAF a fare la fila, ad avere il cartaceo, invece che un semplice verbale di 30 euro si trovano pure a pagare il supplemento e la mora a causa di questo sistema.
Non è una posizione contraria alla digitalizzazione, ma al modo in cui è stata calata dall'alto. Lei mi ha detto, giustamente, che ci sono già dei correttivi a sostegno delle persone in difficoltà, un call center dedicato, lo sportello che, purtroppo, da come ho capito, è disponibile solo nel capoluogo ad Ancona e nei punti di facilitazione digitale, più di 100 in tutte le Marche. Ma capisce che, ad esempio, nelle aree periferiche, nelle aree interne, non c'è nessuna possibilità di avere un sostegno. Provi ad immaginare cosa deve fare una persona di 90 anni o più di 80 anni, che non ha i mezzi digitali per aprire un QR code, per pagare un semplice bollettino.
Ci auguriamo, quindi, che in tutti i Comuni, non solo nei 108 attuali dove arriva ancora il cartaceo, in questa fase di transizione, si possa almeno avere la possibilità di un secondo invio perché la proposta è quella di non limitare l'invio solo alla prima comunicazione, che obbliga a scaricare il QR code o al ritiro nei CAF.
Non è nemmeno vero che nei CAF il pagamento è solo di 1,40 euro, va da 1,40 euro a 3 euro, alcuni chiedono anche 3 euro, quindi, per ritirare una multa occorre pagare pure 3 euro e magari veder persa persino la riduzione dei 5 giorni, non per colpa propria, ma perché non si è riusciti a ritirare quel documento. Mi sembra veramente inaccettabile.
La ringrazio per avermi risposto, per avermi detto che avete già inviato le segnalazioni. Rimarrò a vigilare, sperando che la situazione possa essere…
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Anch’io, parimenti alla Consigliera Vitri, ho presentato un’interrogazione su queste problematiche correlate alla piattaforma SEND. E’ una piccola problematica, ma per alcune persone, soprattutto anziane, può diventare un problema.
Assessore, ci rassicurano le sue parole, che applicherà tutte le misure necessarie per venire incontro a questi disagi. Tra l'altro è di fatto già intervenuto, quindi, questo ci fa piacere perché è intervenuto anche prima, dando dimostrazione di rispondere ancor prima di discutere in Aula queste due interrogazioni. Quindi ci possiamo ritenere soddisfatti del suo impegno.
Speriamo che tutto si concretizzi prima possibile o meglio che le cose vengano migliorate, perché molto spesso noi diamo per scontato che tutti siano digitalizzati o che tutti riescano in qualche maniera a utilizzare gli strumenti digitali, purtroppo non è così e sono stati ben spiegati quali sono i disagi correlati a questa piattaforma.
Quindi, posso definirmi soddisfatto a nome del gruppo Civici Marche, la ringrazio e attendiamo, spero tra qualche mese, anche in maniera informale, qualche riscontro da parte sua, Assessore, in maniera tale che possiamo dare le risposte ai cittadini, che ci hanno evidenziato questa problematica La ringrazio. Grazie.
PRESIDENTE. Mancano 3 minuti alle 15:00, direi di chiudere la seduta anche perché ci sono alcune interrogazioni che devono essere rinviate: il rinvio richiesto dal Consigliere Cesetti e altre interrogazioni che riguardano l'Assessore Rossi.
Dichiaro chiusa la seduta.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:57
La seduta inizia alle ore 10:40
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 20 del 12 maggio 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 19 del 28 aprile 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Come detto alla Capigruppo e votato, mettiamo in votazione la seguente proposta: il punto 5 viene discusso prima degli atti ispettivi, quindi come primo punto, la proposta di deliberazione n. 3 ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza “Istituzione di una Commissione di inchiesta sulla gestione dei processi di raccolta, lavorazione e smaltimento del sangue”. Se l’anticipazione verrà approvata, sarà il il primo punto all'ordine del giorno.
Anticipazione della proposta di deliberazione n. 3. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di deliberazione n. 3
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Istituzione di una Commissione di inchiesta sulla gestione dei processi di raccolta, lavorazione e smaltimento del sangue”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 3 dell’Ufficio di Presidenza.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. L'articolo 24 dello Statuto regionale stabilisce che, su motivata richiesta di almeno un terzo dei componenti dell'Assemblea, il Consiglio regionale può disporre l'istituzione di commissioni di inchiesta relative a materia di interesse della Regione. Le Commissioni, di cui all'articolo 24, devono, per quanto possibile, rispecchiare la composizione del Consiglio ed essere presiedute da un Consigliere di minoranza. Sempre ai sensi dell'articolo 24 l'atto istitutivo della Commissione deve determinare l'oggetto, la composizione e il termine entro il quale i lavori devono essere conclusi. Le modalità di istituzione e funzionamento delle Commissioni di inchiesta vengono rinviate al Regolamento interno dell'Assemblea legislativa, che le declama all'articolo 132. Tale articolo specifica che la richiesta di istituzione, debitamente motivata, deve essere presentata all'Ufficio di Presidenza e che l'inchiesta deve riguardare l'attività dell'amministrazione regionale, di enti e aziende dipendenti, vigilate o partecipate dalla stessa Regione. L'Ufficio di Presidenza, sempre in base al suddetto articolo 132, verificata la sussistenza dei requisiti di ammissibilità, presenta la proposta di istituzione della Commissione di inchiesta all'Assemblea corredata dalle proprie valutazioni sulle motivazioni alla base della richiesta. La proposta di deliberazione è iscritta all'ordine del giorno dell'Assemblea entro trenta giorni dalla data di presentazione all'Ufficio di Presidenza. Inoltre iI citato articolo 132 stabilisce che la deliberazione con la quale l'Assemblea istituisce la Commissione di inchiesta deve indicare l'oggetto dell'attività, il termine entro il quale devono essere conclusi i lavori e la composizione della stessa che deve rispecchiare, per quanto possibile, quella dell'Assemblea e tenere conto della consistenza numerica dei gruppi. Non possono far parte della Commissione i Consiglieri regionali che rivestano la carica di Presidente della Giunta o Assessore nel periodo interessato dall’inchiesta. Per quanto non diversamente disposto, l'articolo 132 rinvia all'articolo 23, che disciplina la composizione delle Commissioni consiliari permanenti.
Con nota protocollo n. 2609 del 3 aprile 2026, undici Consiglieri regionali hanno richiesto all'Ufficio di Presidenza l'istituzione di una Commissione di inchiesta, ai sensi e per gli effetti dei citati articoli, per verificare l'efficienza, l'efficacia, la capacità di gestione dei processi di raccolta, conservazione, trattamento e smaltimento degli emocomponenti da parte dell'Officina per la raccolta e la lavorazione del sangue e per verificare quanto accaduto in relazione ai fatti segnalati, al fine di accertare eventuali responsabilità tecnico-gestionali e politiche. Hanno infine chiesto di fissare al 30 settembre 2026 il termine per la conclusione dei lavori della Commissione. L'Ufficio di Presidenza, con determinazione verbale n. 146/18 del 15 aprile 2026, ha esaminato la richiesta di istituzione della Commissione di inchiesta verificando la sussistenza dei requisiti di ammissibilità, accertando che la stessa contiene formale motivazione in ordine ai fatti oggetto dell'inchiesta e che è riferita all'attività dell'amministrazione regionale o di enti e organismi ad essa collegati ed è sottoscritta da almeno un terzo dei componenti dell'Assemblea legislativa. Si precisa che in presenza dei suddetti requisiti di ammissibilità, la proposta dell'Ufficio di Presidenza rappresenta un atto dovuto che non è finalizzato alla creazione di una inchiesta, ma bensì alla discussione della proposta istitutiva in sede di Assemblea. Pertanto, l'Ufficio di Presidenza ha richiesto ai Presidenti dei Gruppi consiliari la designazione dei componenti della Commissione, ha inoltre stabilito che i membri devono essere 13 di cui 8 espressione della maggioranza e 5 espressione della minoranza, in modo da rispecchiare, per quanto possibile, la composizione dell'Assemblea legislativa. Nella seduta del 22 aprile 2026 l'Ufficio di Presidenza ha preso atto che non sono pervenute le designazioni dei componenti di maggioranza, ha così provveduto a sollecitare i Presidenti dei Gruppi interessati a comunicare i nominativi entro il 28 aprile 2026. La mancata indicazione dei componenti da parte dei Gruppi di maggioranza non può costituire motivo ostativo alla prosecuzione del procedimento, poiché, come dettato dal comma 4 dell'articolo 132 del Regolamento interno, la composizione della Commissione di inchiesta compete all'Assemblea, inoltre la richiesta di indicazione ai Presidenti dei Gruppi dei Consiglieri che devono far parte della Commissione non è prevista da alcuna norma né statutaria né regolamentare. Ciò non esclude che l'Assemblea, in caso di carenza dei nominativi dei Consiglieri facenti parte della Commissione, possa demandare all'Ufficio di Presidenza la composizione della stessa.
Per quanto detto l'Ufficio di Presidenza, nella seduta del 29 aprile 2026, ha adottato la determinazione n. 162/20 che propone all'Assemblea legislativa l'istituzione di una Commissione di inchiesta sulla gestione dei processi di raccolta, lavorazione e smaltimento del sangue, composta da n. 13 Consiglieri regionali, di cui n. 8 espressione della maggioranza e n. 5 espressione delle minoranze, demandando all'Ufficio di Presidenza medesimo la definizione della composizione della Commissione mediante la nomina dei suoi componenti. Ha deciso, inoltre, di individuare quale oggetto dell'attività della Commissione la verifica dell'efficienza, dell'efficacia, della capacità di gestione dei processi di raccolta, conservazione, trattamento e smaltimento degli emocomponenti da parte dell'Officina per la raccolta e la lavorazione del sangue, per verificare inoltre quando accaduto rispetto ai fatti segnalati e accertarne le eventuali responsabilità tecnico-gestionali e politiche; di fissare al 30 settembre 2026 il termine entro il quale la Commissione deve concludere i lavori; di incaricare il Presidente del Consiglio, conformemente a quanto stabilito dall'articolo 132 del Regolamento interno, di costituire la Commissione di inchiesta entro sette giorni dalla delibera di istituzione; di affidare alla segreteria della IV Commissione consiliare permanente le funzioni di segreteria della Commissione di inchiesta. Ha deciso, infine, di demandare alla Segreteria generale l'immediata redazione della relativa deliberazione ai sensi del comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale n. 14 del 2003, nonché gli adempimenti conseguenti. Per dovere di informazione istituzionale va detto, altresì, che sull'argomento la Giunta ha già istituito una Commissione di inchiesta. Grazie.
PRESIDEENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Oggi l'Aula deve decidere se attivare una Commissione d'inchiesta su uno dei più grandi scandali che ha investito la sanità marchigiana negli ultimi decenni. Una Commissione richiesta dai Gruppi di opposizione e che riteniamo assolutamente indispensabile. L’esito dei lavori del Nucleo Ispettivo voluto dalla Giunta regionale era, infatti, ampiamente scontato. Sin dal primo minuto in cui è scoppiato questo scandalo, c’è stato un tentativo maldestro, sia politico che amministrativo, di individuare un unico capro espiatorio, cercando di indirizzare la narrazione di questa triste e squallida storia. Il Nucleo Ispettivo nominato dal Direttore del Dipartimento Salute è composto da professionisti degnissimi, ma sono figure che dipendono gerarchicamente da quegli stessi vertici che potrebbero avere corresponsabilità, seppur indirette, in questa vicenda. È un corto circuito evidentissimo. La maggioranza lo sa benissimo. E Trovo molto grave che nell'indagine condotta da questo organismo non siano stati ascoltati gli operatori che lavorano quotidianamente nell’Officina trasfusionale a Torrette. In alcuni passaggi della relazione sembrano, anzi, quasi essere colpevolizzati per aver preso le ferie o per non aver accettato turni supplementari. Ma stiamo parlando di persone, per lo più lavoratrici e lavoratori precari, che vengono da anni di turni massacranti in una struttura sotto-organico che non possono essere usati per coprire i fallimenti della programmazione politica. La carenza cronica di organico è il peccato originale di questo disastro. I Sindacati, la CGIL ha ribadito ripetutamente come questo sia il nodo mai sciolto, ma anche la Cisl nelle scorse settimane aveva sottolineato come i disservizi fossero legati a una mancanza di organico strutturale, denunciata e segnalata più volte. Poi l'Avis che lo stesso più volte ha trattato questo. Qui c'è un dato oggettivo che smonta la narrazione della sorpresa o dell'emergenza imprevedibile. Esiste un Protocollo Agenas del settembre 2024 che parla chiaro: per le Officine di lavorazione del sangue in Italia lo standard medio previsto è di 14 operatori per garantire la sicurezza e la continuità dei processi. Nelle Marche si viaggiava costantemente tra gli 8 e i 10 operatori. Nelle Marche eravamo, quindi, sotto la soglia di sicurezza di quasi il 40%. A febbraio 2024, come più volte ricordato, presentammo su questo un’interrogazione puntuale in Consiglio Regionale. Già allora evidenziavamo le criticità che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Sottolineavamo la carenza di personale, ma anche un'anomalia gestionale: il Dipartimento Trasfusionale è una struttura interaziendale che dipende dal Dipartimento Salute della Regione per la parte strategica, ma risponde all’Ospedale di Torrette per gli obiettivi economici e sanitari. Questo sdoppiamento crea una "terra di nessuno" dove le responsabilità si diluiscono. Chiedevamo una nuova regolamentazione e un’organizzazione interna diversa, richieste che arrivavano anche dall'Avis. Peraltro una nuova organizzazione e un potenziamento della struttura era stato richiesto anche dalla precedente Direttrice in servizio fino alla fine del 2024. All'epoca, l’Assessore Saltamartini riconobbe in Aula che la situazione era critica e annunciò trionfalmente il potenziamento della struttura e un nuovo regolamento organizzativo di cui non si è saputo più nulla. Per due anni e tre mesi caduto nel dimenticatoio. Fino a ieri, quando magicamente avete approvato in Giunta la riforma strutturale per potenziare e rendere autonoma l'Officina del sangue, che sarà composta da ben 16 operatori, 16, alcuni a tempo indeterminato, altri a tempo determinato, ma che potranno essere stabilizzati dalla Direzione di Torrette. Adesso si può fare tutto, adesso. Fa sorridere sinceramente la dichiarazione dell'Assessore che oggi ha affermato: "Era un tema sul campo da anni e oggi finalmente affrontato: la dignità organizzativa dell'Officina trasfusionale che così blinda il suo personale". Queste parole suonano come una colossale presa in giro: per anni da Avis, Sindacati, opposizione è stato chiesto alla Giunta di fare quello che avete deciso di fare solo ieri e fino a ieri siete stati immobili. Ma sono parole che evidenziano anche una clamorosa ammissione di colpa. Se tutto questo disastro fosse davvero responsabilità di una persona non si approverebbe, solo dopo l'esplosione dello scandalo, un nuovo Regolamento organizzativo. È una contraddizione che è, di fatto, una confessione. E poi, l’Assessore Calcinaro ha prima minimizzato, parlando di difficoltà superate, ma intanto si sono dovute rallentare le donazioni ed è stata rinforzata la struttura. Se tutto fosse andato davvero bene, perché correre ai ripari solo dopo l'inchiesta giornalistica? Avete ammesso neanche tanto implicitamente, che servivano più tecnici di laboratorio. Ma nel Piano di attività e di organizzazione dell’Azienda per il 2026 non era prevista alcuna assunzione a tempo indeterminato per i tecnici di laboratorio. Non c’era la minima intenzione di investire sul personale tecnico di questa struttura, nonostante l'Assessore stesso abbia dichiarato che a Torrette sono stati assegnati più di 2 milioni di euro per il potenziamento del personale. Di chi è la responsabilità di queste scelte organizzative? Chi ha nominato la Direzione dell'Azienda Ospedaliera? Ancora, il 27 febbraio scorso, il Direttore del Dipartimento chiedeva di non rallentare la raccolta di plasma. Ma le criticità della struttura erano evidentissime, ribadite più volte con mail dall'allora Direttore del DIRMT. Questo è uno degli aspetti più cinici della vicenda. Nel primo trimestre del 2026 le donazioni di plasma sono aumentate dell'8,6%, eppure in quel periodo, a febbraio, mentre l’Officina era già in affanno, si continuava a chiedere plasma. Perché? Secondo il Direttore del Dipartimento Salute, era necessario evitare un danno di immagine. Fermare le donazioni avrebbe significato ammettere il fallimento del sistema. Avete preferito raccogliere il sangue dei marchigiani sapendo di non poterlo lavorare, pur di non dare un segnale di debolezza politica e organizzativa. Ribadisco, è un fatto gravissimo. E, oltre all'enorme danno morale, si è provocato un gravissimo danno economico. Ogni chilo di plasma, ha un valore di mercato stimato intorno ai 108 euro. Se quel plasma non viene destinato alla produzione di farmaci salvavita, ma viene smaltito come rifiuto speciale o destinato alla cosiddetta "ricerca", il danno è comunque rilevantissimo. E non basta dire che alcune sacche sono state mandate alla ricerca: bisogna vedere quale ricerca, con quali protocolli e se non sia stato utilizzato questo modo per alleggerire il numero delle sacche in realtà non utilizzate. E poi c'è l'11 marzo. Una data importante e ormai tristemente nota. Il giorno in cui, nel pomeriggio, si cominciano ad eliminare le sacche, la mattina si svolge una riunione a cui partecipano otto persone, otto dirigenti, tra cui l'Assessore Calcinaro, il Direttore del Dipartimento Salute e il Direttore del DIRMT, insieme a loro altri cinque dirigenti. La coincidenza di questi eventi è strana. Un incontro di cui, con accesso agli atti, ho richiesto il verbale. Un verbale imbarazzante, per usare un eufemismo. Un verbale da cui si evince che avrebbero preso parola solo tre degli otto partecipanti. Un verbale redatto ben 19 giorni dopo l'incontro stesso e inviato per la sua sottoscrizione al Direttore del DIRMT il 31 marzo. Sottoscrizione che non c'è stata. Un verbale redatto dopo che il Nucleo Ispettivo nominato dalla Giunta regionale ne aveva chiesto copia proprio il giorno prima. Una riunione che si apre con un’excusatio non petita, accusatio manifesta da parte del Direttore del Dipartimento Salute. In apertura di riunione il Direttore del Dipartimento Salute avrebbe specificato il senso della sua mail del 27 febbraio in cui sostanzialmente chiedeva di non ridurre la raccolta di plasma. Singolare che il verbale sia stato redatto il 30 marzo e che il giorno prima, il 29 marzo, la stampa nazionale e locale avesse rilanciato con titoli cubitali proprio la notizia di questa mail molto discutibile. Ma nel verbale risulta anche un'altra cosa detta dal Direttore di Dipartimento, ribadiva che con la famosa mail aveva anche chiesto al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche di intervenire tempestivamente sull'organico dell'Officina per ripristinare l'ordinaria operatività, come già richiesto in sede di Coordinamento degli Enti del 25 febbraio. Quindi il personale era carente, lo ammette di fatto il Dirigente capo della sanità marchigiana, lo dice il 25 febbraio, lo ripete il 27 febbraio, lo conferma l'11 marzo. Il Direttore dell'Azienda ospedaliera che fa? Non si sa, perché non cambia nulla e alla data dell'11 marzo tutto è ancora come era due settimane prima. E in quella riunione si decidono una serie di provvedimenti tutti indirizzati al potenziamento del personale: si parla di "attivazione immediata di figure tecniche", di "messa a disposizione da parte dell'Azienda ospedaliera di unità tecniche", di "avviso a tempo determinato di ulteriori risorse" di "disponibilità da AST Ancona di personale tecnico tramite prestazioni aggiuntive" "di incontri con AVIS per definire una programmazione coerente con i target ministeriali".
E poi dopo lo scandalo, dopo lo spreco di centinaia di sacche di plasma, arriva il Nucleo Ispettivo che dice: “no, non era un problema di personale, ma solo un’errata organizzazione interna”. Una sentenza che di fatto smentisce quello che otto massimi Dirigenti della sanità marchigiana avevano deciso in quella riunione dell’11 marzo. Se non fosse un fatto così serio, sembrerebbe una tragicommedia. Se oggi ci sarà un diniego, come si dice, rispetto all'istituzione di una Commissione di inchiesta, sarà un atto di una gravità inaudita. C’è una volontà politica evidente di non far emergere corresponsabilità che sono palesi. Ricordo al Presidente Acquaroli, alla Giunta e a tutta la maggioranza che tra il 2015 e il 2020, quando governava il centro-sinistra, furono istituite due Commissioni d’inchiesta importanti: su Banca Marche e su Aerdorica. In entrambi i casi, per garantire la massima trasparenza, la presidenza fu assegnata alle minoranze come previsto dallo Statuto. Negare oggi una Commissione sul plasma significa voler nascondere la polvere, tanta polvere, sotto il tappeto. Si sta cercando solo di far individuare un singolo colpevole tecnico per salvare la faccia al livello politico e a coloro che il livello politico ha nominato. Noi invece chiediamo e pretendiamo trasparenza e verità. Lo dobbiamo ai cittadini marchigiani e, soprattutto, alle migliaia di donatori che sono stati traditi da un sistema che ha fatto acqua da tutte le parti e ha portato a conseguenze disastrose. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Il mio intervento non entrerà nel merito della vicenda relativa alle sacche di plasma perché è stato esposto brillantemente dal collega Consigliere Mastrovincenzo e mi associo alle sue argomentazioni. Ma il ragionamento che io porto stamattina riguarda il funzionamento delle procedure democratiche della nostra Regione e il ruolo del Consiglio regionale. Perché questa discussione di oggi, che riguarda l'istituzione di una Commissione d’inchiesta, rischia, per certi versi, di essere persino più rilevante della stessa vicenda delle sacche di plasma.
Oggi non stiamo semplicemente decidendo se istituire o meno una Commissione d’inchiesta. Stiamo decidendo quale idea abbiamo del ruolo del Consiglio regionale, del rapporto tra maggioranza e opposizione e, soprattutto, del principio di controllo democratico sull'amministrazione pubblica. Ed è per questo che considero profondamente sbagliata politicamente, istituzionalmente e giuridicamente la scelta annunciata dalla maggioranza di respingere questa proposta. Lo avete annunciato pubblicamente, quindi non è che sto inventando qualcosa. Se poi, chiaramente, avete intenzione di cambiare opinione, io formalizzerò le mie scuse, ma ho come la sensazione che non andrà in questa direzione la vostra posizione. La proposta di deliberazione che abbiamo presentata è perfettamente conforme allo Statuto regionale e al Regolamento interno. Non c'è alcun profilo di inammissibilità, non c'è alcuna forzatura procedurale, non c'è alcuna invasione di competenze altrui. L'articolo 24 dello Statuto prevede espressamente che l'Assemblea regionale possa istituire Commissioni d’inchiesta su richiesta motivata di almeno un terzo dei Consiglieri regionali. Ed è questo quello che è esattamente accaduto. Non siamo davanti a una concessione discrezionale della maggioranza, siamo davanti all'esercizio di una prerogativa statutaria delle minoranze. E questo passaggio è fondamentale, perché negli ordinamenti democratici le Commissioni d’inchiesta non nascono per confermare ciò che la maggioranza già pensa, nascono proprio per consentire alle Assemblee rappresentative di approfondire vicende rilevanti, anche quando l'esecutivo preferirebbe chiudere rapidamente il caso. La giurisprudenza costituzionale e la dottrina parlamentare hanno sempre riconosciuto che le Commissioni di inchiesta costituiscono uno strumento tipico di controllo politico-istituzionale e una componente essenziale dello “statuto delle opposizioni”. Ed è questo il punto politico vero. La maggioranza non può sostenere che la Commissione non serva perché esiste già una Commissione interna nominata dalla Giunta regionale. Questa argomentazione non è soltanto debole, è persino pericolosa sul piano istituzionale, perché una Commissione amministrativa interna non può essere il sostituto di una Commissione consiliare di inchiesta. Sono organismi diversi per natura giuridica, per funzione, per composizione, per grado di autonomia e per finalità istituzionali. La Commissione nominata dalla Giunta è un organismo tecnico-amministrativo interno dell'apparato regionale. Risponde all'esecutivo, opera dentro la filiera amministrativa, ha funzioni istruttorie e organizzative, ma risponde alla Giunta. La Commissione consiliare, invece, è un organo dell'Assemblea legislativa, risponde al Consiglio e, quindi, ai cittadini, ha una funzione politico-istituzionale di controllo democratico. Quindi le due situazioni non si sovrappongono affatto, possono convivere. Ed è significativo che la Regione Marche abbia ritenuto necessario istituire questa Commissione tecnica. Questo significa che non siamo davanti a un episodio ordinario. Ma ciò che rende ancor più incomprensibile il rifiuto della Commissione consiliare è il contenuto delle stesse relazioni fatte dalla Commissione tecnica interna. Perché la Commissione nominata dalla Giunta ha certificato criticità organizzative molto gravi ed emerge un dato politicamente enorme. Oggi la Giunta riconosce la necessità di riformare strutturalmente il modello organizzativo dell'Officina del sangue, arrivando a ipotizzare l'autonomia organizzativa e funzionale. Credo che qui la contraddizione della maggioranza sia evidente, perché per settimane c'è stato detto che il sistema funzionava, poi è stata nominata una Commissione straordinaria, poi quella Commissione ha evidenziato gravi criticità organizzative e poi la Giunta ha annunciato una riforma strutturale del sistema trasfusionale regionale. E Tuttavia oggi si vorrebbe sostenere che il Consiglio regionale non possa svolgere alcun approfondimento autonomo. È una tesi che non regge, perché, se davvero la vicenda ha richiesto una commissione straordinaria, l'invio degli atti agli organi giudiziari, significa che siamo evidentemente davanti a una questione di rilevanza pubblica e politico-istituzionale pienamente idonea a giustificare una Commissione di inchiesta consiliare. La Commissione consiliare, peraltro, qualora qualcuno volesse alimentare un equivoco, non interferisce con la Magistratura, perché la Commissione d’inchiesta verifica l'adeguatezza dell'organizzazione amministrativa, il funzionamento dei controlli, la correttezza degli indirizzi politici, l'efficacia delle strutture regionali. Questo è esattamente il terreno sul quale il Consiglio regionale ha piena competenza. E qui emerge un tema serio di equilibrio istituzionale, perché se passa il principio secondo cui una commissione interna nominata dalla Giunta può sostituire il controllo consiliare, allora stiamo alterando il sistema democratico regionale. Significherebbe affermare implicitamente che la Giunta verifica sé stessa, l’apparato controlla sé stesso e il Consiglio regionale deve limitarsi a prendere atto. Ma questo non è il modello previsto dal nostro ordinamento regionale. Il Consiglio regionale non è un organo notarile dell’esecutivo, è un organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo. Ed è proprio nelle situazioni più controverse che questo controllo deve esercitarsi. Lo Statuto regionale non configura la Commissione d’inchiesta come uno strumento eccezionale subordinato al gradimento della maggioranza. L'articolo 24 nasce chiaramente come norma di garanzia delle minoranze. Se la maggioranza può respingere discrezionalmente qualsiasi richiesta di Commissione, anche quando proviene da oltre un terzo dei Consiglieri, se può farlo invocando genericamente verifiche interne, allora il diritto statutario delle opposizioni diventa irrilevante. E poi vorrei aggiungere, ma è stato già sottolineato da chi mi ha preceduto, che questa Commissione è importante anche su un piano etico e istituzionale. Qui non stiamo parlando di una situazione qualsiasi, parliamo di sangue e plasma donati gratuitamente dai cittadini. Il Centro Nazionale Sangue ci ricorda che il plasma rappresenta una risorsa strategica nazionale e che l'Italia non è ancora autosufficiente nella produzione di plasmaderivati. Questo rende la vicenda ancora più delicata. Perché l'inefficienza organizzativa in questo settore non riguarda soltanto un problema amministrativo interno, riguarda un bene pubblico essenziale costruito attraverso la solidarietà dei cittadini. Ed è per questo che la trasparenza dovrebbe essere massima. Vorrei anche sottolineare un ulteriore profilo tecnico-giuridico. La proposta di deliberazione è delimitata: definisce l'oggetto dell'inchiesta, stabilisce il numero dei componenti, garantisce la rappresentanza proporzionale. Non siamo davanti a una Commissione indefinita o arbitraria, siamo davanti a uno strumento pienamente regolamentato dal diritto regionale. Ed è per questo che una eventuale bocciatura apparirà inevitabilmente per ciò che è: non una valutazione tecnica, non una scelta procedurale, ma una decisione politica di impedire al Consiglio regionale di approfondire una vicenda scomoda. Questo è un errore molto grave, perché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni non si ricostruisce chiudendo le verifiche, si ricostruisce accettando il controllo democratico, soprattutto quando emergono criticità. Per questo continueremo a sostenere che questa Commissione non è un atto contro qualcuno, è un atto a favore della trasparenza istituzionale, del ruolo del Consiglio regionale, del diritto dei cittadini marchigiani a conoscere fino in fondo cosa non ha funzionato nel sistema trasfusionale regionale. Le Commissioni di inchiesta non indeboliscono le istituzioni, le rafforzano, perché dimostrano che le istituzioni non hanno paura della trasparenza. E, invece, bocciare questa proposta rischia di trasmettere un messaggio opposto: che il controllo politico sia ammesso solo quando non disturba la maggioranza. Perché oggi, lo ripeto, non stiamo semplicemente decidendo se istituire o meno una Commissione di inchiesta, stiamo decidendo quale ruolo debba avere il Consiglio regionale delle Marche, se è un organo autonomo di indirizzo e controllo politico-amministrativo, oppure un luogo che può esercitare le proprie prerogative soltanto quando ciò non crea difficoltà alla maggioranza e alla Giunta. La verità è che questa Commissione fa paura non perché sia inutile, ma perché sarebbe autonoma. Perché una Commissione consiliare non risponde alla Giunta, non dipende dall'Assessorato, non dipende dalla struttura amministrativa coinvolta, risponde all'Assemblea legislativa e, quindi, a tutti i cittadini marchigiani. Per questo una eventuale bocciatura della Commissione non apparirà come una scelta tecnica, apparirà inevitabilmente come una scelta politica di chiusura rispetto alla trasparenza e rispetto ai diritti del Consiglio regionale. E quando una maggioranza teme il controllo consiliare, il problema non è la Commissione di inchiesta, il problema è il rapporto con quella idea di democrazia che Norberto Bobbio definiva “il governo del potere pubblico in pubblico”. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Intervengo chiedendo sin da adesso scusa se poi mi dovrò allontanare, ma l'avevo detto, l'avevo scritto. Non vorrei passare come quello che non era presente durante il dibattito. Lo dico perché alle 11:30 devo essere per forza altrove. Però alcune considerazioni ci tengo a farle.
Parto da quella che è stata la narrazione del Consigliere Mastrovincenzo. Di solito le Commissioni non sono… credo che questa maggioranza lo abbia dimostrato già in passato, anche quando si parlava per ATIM, non credo che ci siano problemi ad affrontarle, però, quando si parte da una posizione scevra da ogni condizionamento. A me dispiace, onestamente, sentir dire subito: “È stata fatta una Commissione, ma sono sottoposti alla Regione i membri della Commissione”. Ma come si fa? Ma come si fa a liquidare quattro professionisti in una maniera del genere? Allora dico anche un'altra cosa, guarda un po' tu, l'esperto trasfusionale, che è il dottor XY, andrà in pensione a giugno, quindi, non ha timore di nessuna rappresaglia, che non è giuridicamente possibile da parte di un Dipartimento. Una persona più distaccata non poteva esserci e non può essere liquidata come dice lei perché è offensivo anche nei confronti dello stesso e degli altri tre. Dico anche questo, che, attualmente, è anche in corso l'audit da parte del Centro Nazionale Sangue che riceveremo, che inoltreremo, come questa relazione, anche alla IV Commissione del Presidente Baiocchi, perché tranquillamente si possa parlare di quello che viene da una posizione scevra. Perché io posso anche dire che, è evidente, come su tantissimi altri lati della sanità, ci sono delle carenze rispetto all'ideale, sennò saremmo qui ogni volta per metà seduta di Consiglio a parlare di sanità? E non credo che sia un qualcosa che - ma guarda un po' tu - da cinque anni succede così. Credo che sia evidente che in tanti lati della sanità ci siano cose da migliorare, lontani dall'ideale, però, Consigliere Mastrovincenzo, non può essere ricondotto solo a questo. Se lei avesse detto: “Ci sono delle carenze, in questi cinque anni - anche lei, Assessore Calcinaro, in questi sei mesi - non siete stati in grado di colmarle”, come se non ci fossero state prima…, però lasciamo…, diciamo solamente in questi cinque anni… Se avesse detto, Consigliere Mastrovincenzo, in maniera evidente che forse c'è stato qualcosa che non ha funzionato anche lì dentro… A me onestamente pare strano, veramente strano, che nonostante riunioni, e-mail. che partivano dal trasfusionale di Ancona, non ci fosse stata una comunicazione che avesse detto: "Abbiamo buttato…, abbiamo dovuto rendere inutilizzabile una sacca". Una. E poi il 22 marzo - me lo ricordo benissimo perché stavo qui, in questo Consiglio - vedere la notizia uscire su una testata nazionale. Questo mi preoccuperebbe. Questo mi preoccuperebbe, perché una e-mail interna dei tecnici esce tagliata sopra, sia come mittente che come destinatario, dicendo: “La lettera con cui l'Azienda veniva informata”. Questo a me preoccuperebbe parimenti rispetto alla diversità, rispetto all'ideale di questo settore. E invece no, scompare tutto. Scompare tutto questo dalla narrativa. Il fatto di - guarda un po' tu, questa è una cosa che… - aver potuto destinare sacche, che erano già state date come buttate, alla ricerca, è stato visto come qualcosa di impossibile da chi era qui dentro in quei giorni, che si è affrettato anche a eliminarle. Voglio sapere, io voglio sapere il perché. Credo che sia un quesito che tocchi tutti, tocchi tutti tranne qualcuno, perché questo non è un problema, il problema è quello organizzativo, il problema è quello politico, è solo quello. Se è anche quello, va detto. Se è anche quello…
PRESIDENTE. Consigliera Mancinelli, faccia parlare gli altri, grazie.
Paolo CALCINARO. Se è anche quello, va detto con onestà intellettuale. “C’è un problema che è quello politico, organizzativo che viene da anni, che tocca solo l’Assessore Calcinaro…” Potete dire tutto su questo, ma per onestà intellettuale dovete dire che qualcosa non ha funzionato lì dentro, che c'è stato qualcosa di strano lì dentro. Nella gestione c'è stato qualcosa di strano e questo dovrà uscire, perché questa relazione noi l'abbiamo mandata alla Procura della Repubblica, alla Procura della Corte dei Conti. Perché se fossimo lì, impauriti, “dobbiamo celare”, sicuramente queste trasmissioni non le avremmo fatte. E, invece, è stata la prima cosa quando abbiamo ricevuto questa relazione. Dico che se ci fosse stata un'impostazione laica da questo punto sul tema, guardate, avrei detto: “Scopriamolo insieme, approfondiamolo insieme, cerchiamo di trovare insieme le misure per migliorare”. Perché ci sarebbe stata una fiducia reciproca. E invece no, perché tutti questi dettagli, che non sono dettagli, sono dubbi grossi come una casa… non parliamo… le ferie sono assolutamente intoccabili e sono un diritto di tutti quanti, ma la gestione del personale qualche dubbio lo ha dato. Guarda un po' tu cosa ho scoperto da questa relazione… ma questo non viene detto, non l'ha detto il Consigliere Mastrovincenzo, non si è azzardato a dirlo. Le due maternità, quelle di inizio febbraio, volete sapere una cosa? Non sono dell'Officina del sangue, sono del trasfusionale, dell'altro reparto. L'avete capito? Avete capito? E questo fatto è un ulteriore… ecco, vede com'è liquida? Quindi? È una roba seria questa, è una roba seria…
PRESIDENTE. Scusate, chiedo agli altri colleghi Consiglieri di non interrompere l'Assessore, è la seconda volta.
Paolo CALCINARO. Non c’è problema, perché fa capire l'impostazione per cui questa Commissione è totalmente centrata. È evidente, perché tutto quello che di sospetto c'è in quegli accadimenti viene liquidato con un “quindi?”, “e quindi?”. Invece queste sono cose gravi di cui qualcuno dovrà rispondere, dovrà rispondere a livello contabile, a livello disciplinare, a livello penale, non lo so, perché non so se c'è un inquadramento, ma anche se fosse a livello penale, non possono essere liquidate così.
Vado avanti, dice: "Adesso sono magicamente 16 gli operatori". No, controlli bene, perché erano 16 anche a marzo, 16 o 15. Quando si contano 16 operatori su questa riforma è perché vengono messi insieme l'Officina del sangue, il Polo unico e il CQB. Se fa la somma in quei mesi di quanti erano sul polo del sangue e quanti erano sul CQB, è lo stesso numero, più o meno, può sfalsare di uno. Lo stesso numero. Andrà rafforzato? Sì, andrà rafforzato, lo dico. Andrà rafforzato, infatti cosa abbiamo fatto? Come Giunta abbiamo approvato il superamento dei tetti di spesa assegnando a Torrette la cifra più alta di ogni altra Azienda, 2.150.000 euro per rafforzare i propri organici. Peraltro, Consigliere Mastrovincenzo, non mi dica che non sa che per fare un concorso ci vuole del tempo in Italia. Ce ne vuole perché ci sono: il Piao, la mobilità, le Commissioni da fare, tutto il lungo concorso, anche il bilancio, l'approvazione del bilancio preventivo, che è precedente -. Se fossimo riusciti a fare un concorso per un medico in due mesi dall'approvazione di un budget avremmo parlato di un altro paese, sicuramente non dell'Italia. A meno che la burocrazia non sia stata inventata da noi, da questa maggioranza, può essere anche questo.
Credo che l'impostazione sia di clava politica. Un po' abituando in questi sei mesi. Episodi di malasanità? Ci saranno, ce ne saranno sempre. Presidente, può pensare a due settimane senza un episodio di malasanità? A una settimana? Nemmeno. Colpa di? Presidente Acquaroli o Assessore Calcinaro. Sempre, tanto è un refrain. Vabbè, ma ormai, dopo undici anni da Sindaco e cinque da Presidente della Regione ci siamo più o meno temprati. Però non ci venite a dire che la Commissione siche sia l'unica portatrice di verità, perché con questo atteggiamento, purtroppo, fate capire come la ricerca sia solo quella della colpevolizzazione politica. Ripeto, non avete speso una parola per i dubbi grossi come una casa sulla gestione quotidiana. E lo ridico, lo ridico, lungi da me dire: "C'era un'organizzazione ottimale". No, no, tutto va migliorato. Da anni va migliorato. Ho sentito l'Avis, in uno dei primi incontri che ho avuto dire: "Assessore, qui c'è da rifare il Regolamento del DIRMT, c'è da rifarlo”. Perché? Perché l'Officina del sangue… anch’io, dopo essere stato a quella riunione dell'11 mi sono chiesto: “Perché l'Officina del sangue deve dipendere da Torrette?” Questa è una cosa evidente. Ci abbiamo lavorato e ci siamo andati… certo, ci siamo sbrigati. Con questa situazione, certo che ci siamo sbrigati, perché così… questo ve lo dico: sapete cosa c'è nel Regolamento di positivo? Che chi sta nell'Officina del sangue e nel CQB lavorerà sempre per l'Officina del sangue e per il CQB, non potrà essere preso, come mi pare di capire che sia successo, per essere messo su un altro servizio dove non ci sono prestazioni di tempo dipendenti, magari, forse, non so, è da verificare. Questo, sì, è da verificare e bisognerebbe capire il perché. Come il trasfusionale, come l'IED del trasfusionale, tanto per essere preciso.
Onestamente, lo sapete, mi rimetto alla sovranità di questo Consiglio, che è sempre sovrano. Ma se ci sarà una Commissione, figuriamoci, ci sto. Presidente Consigliere Baiocchi, mi inviti più spesso alle Commissioni, perché si lavora anche meglio nelle Commissioni, ci sono meno spettatori e si può essere a volte più costruttivi nel confronto. Mi rimetto. Ma io credo, e lo dico ai colleghi Consiglieri di maggioranza, che su questi presupposti, che ho cercato di illustrare, ho tirato fuori delle voragini gestionali. L'avete sentite nelle narrazioni dei primi interventi? L'avete sentite nella stampa? Non credo. Ecco, con questa mentalità, con questa volontà di condurre di un'inchiesta, credo che non ci siano i presupposti. Tuttavia sono qui e qui sempre sarò. Se c'è da dibattere, dialogare, a volte scontrarsi, ci sono. Però, ripeto, questi non mi sembrano i presupposti per andare ad una analisi franca, terza, netta di quanto è successo.
Quanto è successo non mi fa piacere, ovviamente non mi fa piacere. È stato un momento difficile anche per me. Vedere le persone che nel Dipartimento, nell'Azienda, nella stessa Officina del sangue che ce la mettono tutta e poi avere questa immagine anche fuori dai confini regionali, è una cosa brutta. Anzi, il sistema va fortificato e se c'è stato un calo è perché anche l'immagine ha portato ad un calo. Di questo ne dobbiamo essere consapevoli tutti, quello che diciamo e scriviamo sul sistema… noi passiamo, il sistema rimane. Credo che a loro vada un forte ringraziamento, anche in questo momento, soprattutto in questo momento.
Per quanto riguarda le determinazioni di quest'Aula, le dico che ho un grandissimo rispetto di quest'Aula, però credo che per fare delle Commissioni ci voglia apertura, dialogo e riconoscenza di quello che deve essere il senso della verità, maggiore di quello che ho letto in queste settimane e che ho cominciato ad ascoltare in Aula dai primi due interventi.
Ribadisco, mi dispiace dovermi allontanare, alle 11:30 c'è la Commissione su un tema fondamentale, l’avrete sentito in queste settimane, quello sulla riforma della medicina territoriale di base tra tutte le Regioni.
Auguro una continuazione di questo dibattito in maniera più aperta e più costruttiva guardando a 360° quello che è contenuto anche in queste pagine, che voi sottostimate, ma sono importantissime. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per il suo intervento. Se ce le facesse avere quelle pagine, visto che più e più volte è stato ripetuto che potrebbero essere diffuse e mandate a tutti i Consiglieri regionali. Tra l'altro ho fatto anche un accesso agli atti, non sono riuscita a leggerne una riga se non qualcosa che è trapelato a mezza stampa e questa non è trasparenza. Poi sinceramente del suo intervento ho apprezzato molto poco a partire dal tono e anche dalle cose che lei ha detto, perché, evidentemente, lei dice di avere fiducia nell'Aula, ma non ha fiducia nei suoi Consiglieri regionali. Perché visto che la Commissione d’inchiesta sarebbe con otto membri di maggioranza e cinque di opposizione, evidentemente, pur essendo numericamente schiacciante la maggioranza anche in quella situazione, lei pensa che i suoi Consiglieri non sarebbero in grado di portare le giuste osservazioni, le giuste sottolineature, la vostra verità in quella sede in cui anche lei sarebbe audito. Sinceramente, proprio il finale l'ho trovato raccapricciante. Tra l'altro sono due volte che lei in quest'Aula dice che ha saputo della situazione il 24 marzo, ma, da un accesso agli atti, abbiamo scoperto tutti, e forse anche i suoi Consiglieri di maggioranza, che le è arrivata una mail il 18 marzo da un anonimo marchigiano con allegata una foto di sacche di plasma buttate nella spazzatura. Quindi, come fa lei a dire di nuovo in quest'Aula che ha saputo di questa cosa il 24 marzo? Capisce che, facendo queste affermazioni, noi che siamo all'opposizione abbiamo dei grossi dubbi, ci facciamo venire dei grossi dubbi ed abbiamo bisogno di trasparenza. Per cui la richiesta di una Commissione di indagine è proprio questo, il diritto che hanno i marchigiani, i donatori, prima ancora dei partiti di opposizione e, direi, anche di quelli di maggioranza, di fare la dovuta trasparenza. Voglio sperare che la maggioranza oggi non compia un gravissimo errore che sarebbe quello di bocciare l'istituzione della Commissione d’inchiesta. Ritengo che sarebbe un grande errore, perché la Giunta ha un suo ruolo, il Consiglio ne ha un altro. Quindi il mio appello è ai Consiglieri di maggioranza affinché si assumano la responsabilità di richiedere anche loro trasparenza per i marchigiani. Quello che emerge dallo “scandalo plasma” all'Ospedale di Torrette non è solo un incidente tecnico, ma il risultato di un fallimento politico e gestionale che la Giunta Acquaroli - e dalle parole dell’Assessore Calcinaro è ancora più evidente - sta cercando disperatamente di coprire dietro la ricerca di un unico capro espiatorio. I fatti, che abbiamo ricostruito grazie a un accesso agli atti puntuale che abbiamo fatto come Movimento 5 Stelle - ma ne ha fatti tanti anche il PD - parlano chiaro: la catena di comando ha fallito. Abbiamo visto sacche di plasma, il dono più prezioso dei marchigiani, finire nei rifiuti o essere riciclate per presunte ricerche solo perché il sistema non è stato in grado di lavorarle. E mentre i frigoriferi scoppiavano, la politica chiedeva di non rallentare le donazioni per evitare danni d’immagine. Si è preferito sprecare il sangue dei donatori pur di non ammettere che la sanità marchigiana era in affanno. E oggi, come se non bastasse tutto questo, siamo di fronte a una situazione paradossale, oserei dire grottesca. Su questa vicenda si sono accesi i fari di ogni autorità competente - queste cose le ha accennate velocemente anche l'Assessore -: i NAS, che hanno acquisito documentazione interna, la Procura di Ancona, che indaga su eventuali responsabilità penali, la Corte dei Conti per ciò che concerne possibili danni erariali e, persino, il Centro Nazionale Sangue - l'organismo che governa e coordina l'intero sistema trasfusionale italiano sotto l'egida del Ministero della Salute - che ha aperto un'istruttoria per quello che viene ufficialmente classificato come un incidente grave. In pratica, se la maggioranza oggi, come sembra, dovesse bocciare l'istituzione della Commissione d’inchiesta consiliare, si certificherebbe l'assurdo. Tutti i livelli dello Stato starebbero indagando per fare luce sui fatti, tranne gli unici che avrebbero il dovere morale e politico di farlo, ovvero i terminali politici della catena di comando regionale. Sarebbe l’ammissione definitiva che questa Giunta vuole sottrarsi alle proprie responsabilità. L'Assessore alla Sanità vanta l'operato di un Nucleo Ispettivo interno che manca di indipendenza. Su questo sono assolutamente d'accordo con quanto hanno sostenuto i Consiglieri di opposizione che hanno parlato prima di me. I membri di quel Comitato dipendono gerarchicamente da chi dovrebbe essere oggetto dell'indagine. Come può un organismo controllato dalla Giunta fare piena luce sulle responsabilità della Giunta stessa? Non sorprende che la relazione punti il dito solo contro il fattore tecnico - da quello che abbiamo appreso dai giornali, perché, ripeto, ancora la relazione non c'è stata consegnata - colpevolizzando persino gli operatori per aver usufruito delle ferie. Tutto questo è inaccettabile. Gli operatori di Torrette lavorano in condizioni di carenza cronica di organico, con numeri di gran lunga inferiori agli standard minimi. Eppure, nel piano assunzioni del 2026, per i tecnici di laboratorio non era previsto alcun investimento. Dagli atti emerge che i segnali d'allarme c'erano tutti. Già a metà marzo 2026 veniva segnalato il rischio di dismissione del plasma e abbiamo gli atti che lo dimostrano. Per il buon funzionamento occorrevano almeno 14 operatori, mentre a Torrette si operava con 8-10 persone, e guardo il collega Consigliere Mastrovincenzo, che ha sottolineato bene questa carenza di organico. L'acquisto di nuovi congelatori è stato avviato solo a disastro già avvenuto, nonostante le criticità fossero note, anche su questo abbiamo gli atti. Le criticità erano talmente note che addirittura nel 2023 la precedente Direttrice della Medicina Trasfusionale aveva presentato un nuovo Regolamento per fare in modo che l'Officina fosse una struttura dipartimentale a sé stante. Questa proposta non è stata mai presa in considerazione dalla Giunta Acquaroli. Eppure, in questo scenario di inefficienza, assistiamo oggi a un vero e proprio miracolo della politica. Più che oggi, ieri. Guardate la casualità, proprio ieri, a meno di 24 ore dalla discussione in quest'Aula della Commissione d’inchiesta, la Giunta si è improvvisamente svegliata dal suo torpore biennale deliberando la riforma dell'Officina trasfusionale. Due anni di mobilismo totale, due anni di silenzi e di critiche ignorate e, poi, alla vigilia del voto che vi mette alle strette, arriva il provvedimento risolutivo. Pensate davvero di poterci incantare con questa tempistica sospetta? Questa non è programmazione, questa è paura. È il tentativo disperato di mettere una pezza per poter dire oggi: "Ma di cosa volete discutere? Abbiamo già fatto la riforma." La verità è che questa delibera tardiva è la prova regina della vostra colpa. Sapevate cosa bisognava fare, avevate il potere di farlo, ma avete aspettato che il sistema implodesse e che il plasma dei marchigiani venisse buttato prima di muovere un dito. Considerati questi fatti incontrovertibili, negare oggi l'istituzione di una Commissione d’inchiesta significa voler mettere la testa sotto la sabbia. Il Governatore Acquaroli ricordi che in passato - io neanche sedevo in questo Consiglio, ma lui mi sembra di sì - a parti invertite, le Commissioni d’inchiesta su temi caldi venivano sempre istituite. A mia memoria, non c'è nessuna Commissione d’inchiesta che l'Aula abbia rifiutato. La Presidenza, naturalmente, veniva affidata alle minoranze proprio per garantire imparzialità. Non permetteremo, comunque sia l'esito del voto di questa delibera, che questa vicenda finisca nel dimenticatoio. Il sangue dei marchigiani non è un rifiuto speciale, è un bene pubblico. Se la politica regionale si rifiuta di indagare su sé stessa, mentre il resto d'Italia chiede spiegazioni, allora avremo la prova definitiva che la trasparenza per questa destra è solo uno slogan da campagna elettorale. Vogliamo una Commissione d’inchiesta indipendente che accerti in primis le responsabilità politiche. Non negate questa richiesta che, prima che dai partiti di opposizione, viene dai donatori e dai marchigiani. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Parlare di clava politica a proposito della richiesta di una Commissione d’inchiesta è disdicevole. Non me l'aspettavo dall’Assessore Calcinaro, che pure si è trovato al centro di questa questione dopo pochi mesi dall'insediamento e, chiaramente, paga anche le colpe di tutto ciò che non è accaduto prima, ecco, dal punto di vista di ciò che bisognava fare. Mi chiedo: “Qual è il senso di un diniego ad una Commissione d’inchiesta fatta secondo le regole istituzionali di questo Consiglio? È molto grave un diniego di questo tipo, anche perché dall'altra parte - l'abbiamo sottolineato fin dal primo giorno in cui sono uscite le notizie in merito a questa questione - la Commissione di verifica che è stata fatta dalla Giunta regionale non era conforme a tutto ciò che è previsto dal decreto del Ministero della Salute del 5 novembre 2021, che ha oggetto “Istituzione e modalità di funzionamento del sistema nazionale di verifica, controllo e certificazione di conformità delle attività e dei prodotti dei servizi trasfusionali” che prevede letteralmente: “Le Regioni e le Province autonome, per la costituzione dei team di verifica ispettiva dei servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta, si avvalgono anche dei valutatori del sistema trasfusionale inseriti nell’elenco nazionale di cui al decreto del Ministro della salute 26 maggio 2011”. Noi abbiamo prontamente richiamata questa cosa. Non c'è stata risposta. Bastava immettere all'interno della Commissione un valutatore - sono circa 320 quelli che fanno parte dell'elenco – che avrebbe conferito terzietà, appunto, alla stessa Commissione. Questo per dire come fin dall'inizio - al di là, sicuramente, delle ottime caratteristiche di coloro che compongono la Commissione insediata, sulle quali non ho nulla da dire, perché, conoscendole personalmente, sono persone di profilo e di specchiata onestà - il problema è stato esattamente il volere andare a dispregio delle regole che sono scritte, che ci sono. Una di queste regole scritte è che quando si verifica una questione di questo tipo - non dirò nient'altro di quello che hanno già detto in maniera egregia i colleghi Consiglieri- si segue la strada istituzionale, che è la Commissione d’inchiesta. Questa non è una minaccia per qualcuno, è esattamente a tutela del fatto che si possa uscire da questa situazione con una rinnovata reputazione del sistema di raccolta del sangue delle Marche, che serve esattamente a ricostituire ciò che in questi mesi, in termini di discredito, è stato perso. Gli effetti li vediamo appunto sui numeri delle donazioni, che hanno subito una diminuzione e questo è il problema più grave che abbiamo di fronte. Non la farò lunga, perché la situazione è esattamente molto chiara. Ieri abbiamo letto che si è intervenuto su un qualcosa che doveva essere fatto, promosso dal precedente Assessore alla sanità nella precedente legislatura. Assessore alla sanità che fece “spallucce” più volte alle richieste che ci furono da parte dei responsabili del DIRMT nei confronti del fatto di avere una organizzazione stabile. Fece “spallucce”, fece finta che la questione non esisteva. È chiaro che il resto della Giunta non poteva sapere questi particolari, ma è lì che si sono addensate, appunto, le responsabilità. Perché quando si ha una legge che ti ribadisce che c'è un Dipartimento regionale… non vedo il Presidente, ma glielo dico, perché più volte ha detto che il Dipartimento è una struttura di Torrette, invece, è un Dipartimento Interaziendale Regionale che dipende direttamente in via gerarchica dalla Regione Marche e, quindi, dal Dipartimento Salute. A questo non si conferisce quanto è stato stabilito anche nella legge di riforma, la n. 19 del 2022, che è esattamente il fatto che doveva essere dotato - lì si citava espressamente questo - di una propria dotazione organica. Questo per fare in modo che quella discrasia che si crea nel momento in cui si dice che da una parte esiste una struttura dipartimentale come questa, che è a capo della Regione, dentro la quale c'è un'Officina trasfusionale, che fa parte di quella struttura, perché è un'Officina di interesse della Regione… si crea l'equivoco quando si continua ad affidare all'Azienda di Torrette il budget e la gestione operativa, mentre il budget andava assegnato fin dall'inizio esattamente alla struttura dipartimentale e, dentro di essa, all’Officina. Questa questione ieri ho visto che è stata ripresa, speriamo che sia - non abbiamo letto il testo - qualcosa che risponde esattamente al fatto di marcare l'autonomia completa di questo Dipartimento, il quale è uno degli organismi italiani che ha funzionato meglio nel tempo, che ha avuto al suo attivo risultati di autosufficienza raggiunta, che sono degni di chi l'ha fondato - cioè del dottor Mario Piani, che è nella nostra memoria e continuerà ad esserci ancora - e che, in questo momento, ha necessità in tutti i modi, di essere, non solo potenziato e autonomizzato, ma di essere considerato, come dire, l’ottava azienda, che così poteva essere, anche senza personalità giuridica, che la Regione Marche ha al suo attivo in termini, appunto, di funzionamento di eccellenza.
Ripensateci, date ai marchigiani l’idea chiara che non state scappando da qualcosa, perché non è degno di nessuno scappare da qualcosa. Quello che abbiamo chiesto è esattamente quello che istituzionalmente ci vuole per uscire bene da questa brutta vicenda. Non abbiamo nessuna intenzione di usare clave politiche perché non servono ai cittadini. Abbiamo intenzione di trovare insieme le soluzioni opportune per fare in modo che i problemi vengano risolti.
Ripensateci. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
Presidente. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Oggi quest'Aula non è chiamata semplicemente a discutere una procedura amministrativa. Oggi siamo chiamati a decidere se la Regione Marche intenda fare piena luce su una vicenda che ha colpito la credibilità di tutto il nostro sistema sanitario, la fiducia dei donatori, il rispetto dovuto a migliaia di cittadini che ogni giorno compiono un gesto gratuito e generoso: donare sangue e plasma. Così come a chi ha bisogno di quel plasma per sopravvivere. Non a caso è stato definito “Plasma gate” perché le cifre emerse nel dibattito pubblico sono gravissime. Secondo le prime ricostruzioni giornalistiche si parlava di circa 1.600 sacche compromesse. La Regione ha poi ridimensionato il dato sostenendo che le sacche eliminate fossero 323 pari a meno di 100 chili di plasma. Ma anche assumendo per buona questa versione minima, stiamo parlando, comunque, di centinaia di donazioni rese inutilizzabili. Non numeri astratti, perché dietro ogni sacca c'è un cittadino marchigiano che ha dedicato tempo, disponibilità e fiducia al nostro sistema sanitario pubblico. E qui occorre essere molto chiari. Il plasma non è un materiale qualsiasi, è una risorsa strategica e vitale. Dal plasma derivano farmaci salvavita come immunoglobuline, albumina, fattori della coagulazione utilizzati per immunodeficienze, ustioni gravi, patologie neurologiche e tanto altro. Per questo la vicenda non può essere archiviata come un semplice incidente tecnico. Le notizie emerse parlano di plasma non congelato entro le 24 ore previste, di problemi organizzativi, di carenza di personale, di criticità nei processi di stoccaggio e conservazione. Lo stesso Centro Nazionale Sangue ha aperto un'istruttoria ufficiale definendo l'accaduto un evento avverso relativo allo stoccaggio di plasma a temperatura non conforme. Non siamo, quindi, davanti a una polemica politica costruita artificialmente, come state provando a farci credere oggi. Siamo davanti a un fatto talmente serio d’aver richiesto: verifiche del Centro Nazionale Sangue, coinvolgimento dell'Istituto Superiore di Sanità; un dibattito nazionale sulla sicurezza e sull'organizzazione di tutta la filiera trasfusionale, un'indagine della Procura della Repubblica, della Corte dei Conti e, poi, questa Commissione tecnica regionale che è stata istituita dal Presidente Acquaroli e che, sentite le parole dell’Assessore Calcinaro… Voglio ricordare a chi ci segue, anche da casa, da chi è composta questa Commissione tecnica voluta dal Presidente Acquaroli. Professionisti sui quali abbiamo la massima fiducia e hanno la nostra massima stima. Ma è giusto far capire anche che questa Commissione tecnica è stata composta da persone che indagavano su sé stesse e si tratta del Direttore socio-sanitario dell'AST di Ancona, del Direttore temporaneo sanitario dell'AST di Pesaro Urbino, del Direttore della Medicina Trasfusionale dell'AST di Ascoli Piceno, del Direttore dell'Unità operativa complessa Gestione risorse umane sempre dell'AST di Ascoli Piceno.
Ci spiace, purtroppo, dover ancora evidenziare, come ha già detto il mio collega Consigliere Mastrovincenzo, che nella loro indagine non hanno mai sentito, mai ascoltato nessuno dei dipendenti del Centro Trasfusionale Torrette. Quindi oggi, dopo aver ascoltato le parole dell'Assessore Calcinaro, pongo una domanda molto semplice a quest'Aula: “Se tutto è stato fatto correttamente, perché avete paura di una Commissione d’inchiesta?” Una Commissione d’inchiesta composta da tredici persone, delle quali otto della vostra maggioranza e solo cinque di questa minoranza. Una Commissione d’inchiesta non sostituisce la Magistratura, non sostituisce gli organi tecnici, non anticipa sentenze. Serve, invece, a fare ciò che compete alla politica: accertare responsabilità amministrative e organizzative, verificare se il sistema abbia funzionato oppure no, capire quali errori abbiano reso possibile questo spreco e, soprattutto, impedire che ciò accada di nuovo. L'Assessore Calcinaro ha parlato di voragini gestionali - ha usato questa espressione pochi minuti fa - ma, ad esempio, non ha assolutamente spiegato perché lui non avesse un rapporto diretto, a quanto pare, oppure non trasparente, a quanto pare, con la figura apicale che dipende dal suo stesso Assessorato alla Sanità. Il punto centrale, infatti, è nella mail del 27 febbraio. Il Direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche scriveva ai Direttori generali di tutte le Aziende sanitarie marchigiane e, per conoscenza, anche allo stesso Assessore alla Sanità Calcinaro. In quella mail, che tutti possono rileggere, avvertiva del rischio di situazioni pericolose, chiedeva di proseguire la raccolta di plasma per evitare che la situazione non rivestisse un carattere mediatico. Ma ci rendiamo conto della gravità? Significa che chiedeva di approfittarsi della generosità dei donatori per non creare uno scandalo mediatico. Questo significa quella mail. L'Assessore Calcinaro il 27 febbraio aveva letto quella mail che gli era arrivata dal Direttore del Dipartimento Salute? E se l'aveva letta, perché oggi non ne ha parlato? Ma, soprattutto, il rapporto di fiducia con la figura apicale del nostro sistema sanitario oggi è intatto? Oggi noi marchigiani possiamo ancora fidarci di chi guida così la nostra sanità? E se proprio dobbiamo farlo… visto che c'è stato detto che va tutto bene e che ieri avete risolto tutti i problemi, improvvisamente, guarda caso, proprio ieri. Se proprio dobbiamo fidarci di chi guida così la nostra sanità, allora io pongo ancora la stessa domanda a quest'Aula: “Perché avete paura di una Commissione d’inchiesta? Sì, una Commissione d’inchiesta non sostituisce la Magistratura e chi sostiene che una Commissione sarebbe una perdita di tempo sbaglia profondamente approccio. Noi dobbiamo ai marchigiani trasparenza, la dobbiamo ai donatori Avis, la dobbiamo agli operatori sanitari, la dobbiamo a chi lavora in tutta la nostra sanità. Anche perché le versioni fornite finora presentano evidenti contraddizioni. Prima ci avete parlato di guasto tecnico, poi di carenza di personale, poi di evento limitato. Successivamente sono emerse ulteriori verifiche su altre sacche e sul sistema di conservazione. Ieri, poi, improvvisamente, avete ammesso gli errori dopo anni di latitanza, di assenza, totalmente di superficialità rispetto a un tema che avevamo posto in quest'Aula proprio noi come PD, grazie a un'interrogazione di due anni fa. Ieri improvvisamente avete parlato di riforma e di trasformazione dell’Officina in un Polo unico. Le versioni fornite, quindi, hanno presentato evidenti contraddizioni e una Commissione d’inchiesta servirebbe proprio a chiarire a tutti i marchigiani e le marchigiane: quando la Regione fosse stata informata veramente delle criticità, quali controlli fossero attivi, se vi fossero segnalazioni pregresse, se l'organico fosse adeguato, se siano state rispettate - e su questo abbiamo già messo in evidenza che non lo erano, chiaramente, anche qui in Aula - tutte le procedure previste, quali danni sanitari ed economici abbia prodotto la vicenda, quali correttivi immediati siano necessari a prescindere da quello che avete previsto ieri. E attenzione, qui non è in gioco soltanto la gestione di alcune sacche di plasma, per quanto inaccettabile, è in gioco anche la fiducia nel sistema sanitario della donazione e nella nostra sanità pubblica. Per questo oggi vi chiediamo di votare la Commissione d’inchiesta, affinché possa fare piena trasparenza su quanto accaduto. Chi oggi voterà contro dovrà poi spiegare ai marchigiani perché ritiene che questa vicenda non meriti piena trasparenza. Noi, invece, diciamo che la verità non indebolisce le istituzioni, ma le rafforza. Per rispetto dei donatori, per rispetto dei pazienti, per rispetto della sanità pubblica marchigiana, vi chiediamo, quindi, di rivedere ciò che avete anticipato anche sui media, di rivedere la vostra decisione, di non avere paura di questa Commissione d’inchiesta. Perché chi guidava la sanità e la Regione in passato ha sempre garantito alle Marche piena trasparenza, autorizzando la Commissione d’inchiesta sia sul caso Banca Marche, sia sul caso Aerdorica e dando, quindi, piena possibilità di indagare e di accertare la verità anche ai membri dell'opposizione. Oggi vi chiediamo di avere lo stesso rispetto per quest'Aula e per le Marche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Circa l'opportunità e la necessità istituzionale della istituzione della Commissione d’inchiesta e di come la stessa potesse costituire una opportunità anche per la nostra comunità regionale ed anche per il Paese, che ha il dovere di sapere come siano andate effettivamente le cose e quali siano le effettive responsabilità politiche e istituzionali, perché di questo si tratta… perché questa non è… e la Commissione non potrebbe essere né un'Aula di tribunale, né un luogo tecnico e di accertamento amministrativo. Quindi, un'opportunità per i cittadini, in sostanza. E allora noi ci chiediamo, io mi chiedo - cercando di non ripetere quello che hanno detto i colleghi Consiglieri che mi hanno preceduto e che io condivido totalmente - per quale motivo, dopo un'iniziale apertura delle forze di maggioranza che sembrava esserci nell'istituzione di questa Commissione, perché si diceva: “Vabbè, che c'è di male, si accerta la verità”… d’altra parte una Commissione in cui la maggioranza è ben rappresentata ed è maggioranza nella Commissione stessa, quindi, è evidente che ne può legittimamente indirizzare poi le conclusioni. Dopo questa iniziale apertura c'è stato un dietrofront sull'intervento netto del Presidente della Giunta regionale, che, ovviamente, ha richiamato all'ordine i Capigruppo di maggioranza per dire no alla Commissione d’inchiesta. Qualcuno mi ha fatto osservare: "Ma il Presidente Acquaroli non poteva operare diversamente, perché la Commissione d’inchiesta avrebbe costituito ex se un atto d'accusa e di censura nei confronti dell'Assessore alla Sanità, perché si andava ad approfondire l'operato”. Non è così. No, non è così. Il Presidente Acquaroli non ha impedito la Commissione d’inchiesta per, tra virgolette, “proteggere” l'Assessore alla Sanità. No, lo ha fatto per proteggere sé stesso. È questo il punto. Avrà detto di sicuro ai colleghi Consiglieri di maggioranza: “Guardate che se voi fate la Commissione d’inchiesta, il primo che va, tra virgolette, “sotto inchiesta” sono io." E perché? Perché il Presidente della Giunta regionale è il responsabile delle politiche regionali della Regione Marche, ce lo dice la Costituzione che tante volte noi evochiamo in quest'Aula. Qual è la principale politica regionale? È proprio la politica sanitaria, che, ovviamente, va esercitata senza soluzione di continuità. E allora che cosa si può rimproverare? Al di là, diciamo, della gestione contingente, di cui dirò all'Assessore Calcinaro, che c'è da sei mesi. Lo dissi io nel Consiglio del 24 marzo, quando si affrontò per la prima volta questo “Plasma gate” in quest'Aula, dissi: “Ma l’Assessore Calcinaro è arrivato da poco”. Il tema è che il Presidente della Giunta regionale, quale responsabile della politica sanitaria regionale, che poi delega a degli Assessori, ma che non può delegarne la responsabilità, ma solo l'esercizio… va da sé, chiunque ha svolto ruoli apicali lo sa, dal Sindaco al Presidente della Provincia, come me, al Presidente della Regione. Il Presidente Acquaroli gestisce la sanità dal 2020. E da dove nasce il tutto? Qual è il tema? Le responsabilità amministrative che di sicuro ci sono. Come si fa a negare la responsabilità di chi, quando l'Officina del sangue soffocata dalle inadempienze politiche ed istituzionali della Giunta, poi dirò… Come si fa a dire non si può andare in ferie, che bisogna restare in prima linea, lì in trincea. Allora, tutto nasce da dove? Nasce, come dissi nel Consiglio del 24, nel 2024, con l’atto del 12 febbraio n. 1098 ed il Gruppo del Partito Democratico allora evidenziava le forti criticità dell'attività dell'Officina regionale per la lavorazione del sangue e del plasma. L’atto n. 1098 del 2024. Successivamente, che cosa è successo? Oltre a rilevare queste criticità si chiedeva maggiore personale - è vero, Consigliere Mastrovincenzo, lei era il primo firmatario – e che il DIRMT dovesse essere inserito nel Piano socio-sanitario regionale. Nel 2024 si diceva questo, cosa che è stata fatta ieri. Ieri è stato fatto ciò che doveva essere fatto nel 2024. Non solo, ma nel 2024, a sottolineare quella responsabilità precisa del Presidente della Giunta regionale, con atto sempre del Partito Democratico a mia prima firma, il 17 aprile, esattamente dopo due mesi, si chiedeva al Presidente della Giunta regionale di avocare a sé la delega alla sanità, perché era necessario dare certezza e credibilità al sistema, in quanto - badate bene - la Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo delle Marche, in quel periodo richiamava la Regione Marche ad un impegno produttivo e lungimirante delle risorse umane ordinarie, straordinarie, disponibili. Tant'è vero che nella relazione al Parlamento della Corte dei Conti, Sezione delle autonomie sulla gestione dei servizi sanitari negli esercizi 2022 e 2023, i vostri, la Regione Marche veniva additata come esempio negativo sulle politiche sanitarie. La Corte dei Conti a livello nazionale, proprio in relazione a questi fatti.
A cosa serve la Commissione d’inchiesta? La Commissione d’inchiesta serve ad accertare le responsabilità politiche e istituzionali che sono alla base di questa fallimentare politica sotto l'aspetto della programmazione, del controllo e dell'indirizzo politico. Questo è il punto. Perché lo deve accertare una Commissione d’inchiesta? Non può farlo una Commissione tecnica, anche perché non ne ha il mandato, in quanto si chiede l'accertamento dei fatti oggetto delle segnalazioni e la verifica dell’attuazione delle misure organizzative definite nell'incontro svoltosi l'11 marzo. Quindi è relativo soltanto a quel periodo temporale, quando, invece, qui bisogna accertare responsabilità ed omissioni che erano conosciute almeno dal 12 febbraio 2024, quando il PD le segnalava e, poi, la Corte dei Conti. Per questo quell'accertamento non può escludere responsabilità politiche, come non le può escludere la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica. La Procura Repubblica fa la Procura della Repubblica, io spero che lo faccia, ma non è che un eventuale accertamento in quella sede può cristallizzare la responsabilità politica, perché la responsabilità politica viene prima della responsabilità penale, se vogliamo, fosse altro che per la responsabilità penale ci vuole il dolo che, in questo caso, probabilmente, pure c'è. Allora, il tema è un altro. Non solo lo diceva il gruppo PD, ma, a dimostrazione di come la stampa, talvolta, anche la stampa di inchiesta, serva, ho qui la rassegna del 2 aprile 2026 in cui un giornale riporta le dichiarazioni del Presidente del CIMO-FESMED in cui dice: “La Regione Marche non ha messo in campo strumenti adeguati di programmazione e finanziamento, creando un disallineamento tra gli obiettivi richiesti dal sistema nazionale e la gestione locale, non c'è stata una reale volontà di frenare il flusso delle donazioni, nonostante le criticità fossero note”. Questo è l'altro punto centrale che la Commissione d’inchiesta doveva accertare, perché se è vero, come è vero, e non è negato, che c'è una mail del Direttore del Dipartimento Salute - la persona immediatamente dopo l'Assessore e il Presidente – nella quale dice di non interrompere il flusso del sangue per evitare risvolti mediatici… chi si vuole coprire se non… o, meglio, che cosa si può soddisfare se non la fame smisurata di consenso dell'esecutivo regionale, Se viene fuori questa cosa, allora, bisogna coprirla. Ma vi rendete conto?
Sostanzialmente si opera intenzionalmente - a me interessa il dato politico -, si dice nonostante le criticità fossero note…, che le criticità fossero note io l'ho dichiarato in quest'Aula il 24 marzo. Non mi dovete interrompere, perché c'è una mail che ho ricevuto io, anonima, il 16 marzo, in cui si diceva che il sangue veniva buttato e io l'ho denunciato qui il 24 e come l'ho avuta io questa mail, evidentemente, l’hanno avuta i vertici politici.
Questo a me interessa, la responsabilità politica e istituzionale, se sia stata esercitata quell'attività… dice il Presidente che bisogna distinguere il piano del l'indirizzo politico e del controllo dal piano gestionale, ma qui quello che è mancato, uno, è l'indirizzo politico, la capacità organizzativa, l'approntamento dei mezzi finanziari e del personale e, soprattutto, è mancato il controllo, anzi, intenzionalmente…
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, Presidente della Giunta, chiedo la parola adesso – dopo avervi rinunciato due volte - per interrompere o alternare gli interventi della minoranza. La quale, leggendo i giornali, aveva fatto anche il nostro intervento: “Noi siamo contrari”, si sapeva già, quindi possiamo anche stare zitti tutti, non c'è bisogno di dire niente. Su cosa intercludiamo? Su un fatto in cui siamo in perfetta malafede. Siamo contrari, non abbiamo capacità di discernimento, vogliamo coprire tutti, abbiamo fatto – ha detto il Consigliere Cesetti - addirittura intenzionalmente questa cosa.
In questo clima tribunizio, inquisitorio, che non amo, non lo amo per la mia cultura mite - non si direbbe - sono state citate due Commissioni d’inchiesta del passato: Banca Marche e Aerdorica. Sono stato costretto a partecipare ad entrambe e ho verificato l'assoluta inutilità delle Commissioni d’inchiesta. È una mia personale opinione. Forse dovremmo ricostruire la storia della Repubblica o dello Stato unitario dal 1861 in poi e vedere che le Commissioni d’inchiesta non sono servite a nulla, se non ad alimentare polemiche di natura politica e conclusioni… Ricordo Banca Marche, perché sono arrivato fino alla fine, Aerdorica mi sono dimesso strada facendo, non ne potevo più. Alla fine una relazione unitaria non c'è stata, ci sono state la relazione di maggioranza e la relazione minoranza, con le stesse cose che c'eravamo detti in Aula e che abbiamo ripetuto per mesi, alimentando semplicemente gli articoli sui giornali. Tutti dovrebbero essere tenuti al segreto d'ufficio, però, chissà com'è, immediatamente dopo che la Commissione, si era riunita, qualcuno raccontava quello che avevamo detto.
E’ evidente che intorno a queste cose…, come ha detto l'ottimo Assessore Calcinaro, che ha fatto un'ottima relazione, essendo entrato a gamba tesa sull'argomento centrale. È chiaro che la minoranza… e l’ha fatto con molta onestà intellettuale il Consigliere Cesetti svelando quello che è il vero obiettivo, che è quello di colpire la Giunta, colpire il Presidente, colpire l'Assessore e mettere in evidenza che tutte o quasi tutte le responsabilità sono loro di natura omissiva, anzi, alla fine, addirittura, “l'avete voluto fare”. Questa è la sua affermazione che sta a verbale, “l'avete voluto fare”. Quindi, siamo proprio in Aula di Tribunale, non più in una sede politica di Consiglio regionale, in cui ragionare con serenità.
Non entro nei particolari, Presidente Pasqui, perché non ci voglio entrare, anche se sono stato particolarmente toccato, e lo dico senza enfasi, senza ironia, dalla relazione del Consigliere Mastrovincenzo quando, a un certo punto, ha detto: “Le responsabilità tecniche potranno essere accertate, ma ho l'impressione che la Giunta voglia scaricare su qualche tecnico tutte le responsabilità o parte di esse”, senza però, come ha detto bene l’Assessore Calcinaro individuare e mettere il dito su quella piaga, quando, invece, tutte le responsabilità o gran parte di queste sono in campo politico. “Nessuno toccherà…” - questa è stata l'affermazione del Consigliere Mastrovincenzo - “nessuno toccherà la dimensione politica”. Ecco, questa affermazione mi ha preoccupato, perché io vorrei che ci siano responsabilità politiche in capo a qualcuno, Consigliere Mastrovincenzo, che venga toccato. Ma poi, alla fine, mi sono tranquillizzato perché - non avevo neanche un'informazione, dato che i giornali non li leggo, ahimè, ho questo vizio, ci vedo poco dall'occhio sinistro e non riesco a leggere le colonne - mi hanno detto che c'è - ho capito bene? - un'indagine della Procura o che la Procura abbia acquisito gli atti. Quindi, che la Procura della Repubblica di Ancona si faccia scrupoli sul fatto di colpire la parte politica…, penso che non possiamo dare alla Procura della Repubblica questo tipo di responsabilità, né, tantomeno, questo tipo di pregiudizio. La Procura della Repubblica di Ancona è libera, ha la piena fiducia di tutti noi e indaghi per quello che vuole, a cominciare dal Presidente della Giunta fino all'ultimo dei Consiglieri, anche il Presidente Baiocchi che sapeva di non sapere, sapeva di sapere, non sapeva, che cosa sapeva? Me lo dirà dopo, Consigliere Baiocchi, però, qualcosa deve sapere pure lei, perché è impossibile che non abbia qualche colpa
Ecco, di fronte a tutto questo e alle argomentazioni puntuali che ha usato l'Assessore Calcinaro, credo che le domande che sono state poste siano molte da parte della minoranza e molte di queste domande, alcune no, le ritengo assolutamente legittime e siccome sono state poste pubblicamente… e gli organi che possono intervenire per un controllo sono tanti, non solo una Commissione tecnica, che è libera, come ha detto bene l’Assessore Calcinaro, non solo la Procura della Repubblica, ma, perché no, visto che c'è anche un danno erariale, perché c'è un valore economico di questo incredibile bene che è stato mandato al macero, c'è la possibilità che intervenga la Corte dei Conti. Non so se nel frattempo si è mossa anche la Procura della Corte dei Conti, quindi c'è anche quella. Ce n'è in abbondanza.
La denuncia politica da parte della minoranza è stata altissima, perché, praticamente, sono quattro mesi, tre mesi, due mesi - non so quando è cominciata questa storia - che non avete altri argomenti se non questi. Quindi, non vedo quale sia la difficoltà o di dire che c'è qualcosa di nascosto. Questa è una vecchia retorica stucchevole, vecchia, c'è sempre il sospetto, che qualcosa voglia essere tenuto nascosto. Ne stiamo parlando in presenza di 1,5 milioni di marchigiani e questo dovrebbe essere tenuto nascosto. Ma cosa vuoi tenere nascosto? Oggi alla minima notizia o al minimo foglio che passa sotto le mani di qualcuno, si fa una fotografia e si manda sui social. Di cosa stiamo parlando? Non siamo sotto regime, mi pare che siamo in una condizione di piena partecipazione democratica con la possibilità per ciascuno di noi di esercitare tutte le facoltà che abbiamo in campo. Quindi ritengo, per tutto questo, la Commissione d’inchiesta assolutamente inutile. Non sto a dire neanche strumentale, perché poi la strumentalità su questa vicenda non si ferma, Colleghi Consiglieri della maggioranza. Non è che se noi non votiamo oggi la Commissione di inchiesta, la minoranza starà zitta su questo argomento. Chiaramente continuerà ad approfittare a larga voce di questo argomento. Ma posto che non cambia nulla, risparmiamo solo tempo e probabilmente evitiamo una cosa inutile. In Commissione d’inchiesta,, quando ci sono stato, parlavamo di questioni anche più miti di questa, perché Aerdorica non era… allora, quell'atto non poteva essere acquisito perché era già in mano alla Procura, quella testimonianza non poteva essere acquisita perché era già mano alla Procura, quell'altro non… cioè, alla fine, i poteri di una Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale sono talmente limitati che risulta, a nostro avviso ,inutile rispetto a quella che deve essere una verità che sicuramente verrà messa in evidenza.
Un clima diverso, ha detto l'Assessore Calcinaro, uno spirito diverso, un atteggiamento diverso, forse avrebbero portato anche a conclusioni diverse, ma non era questa l'intenzione della minoranza. La minoranza proponeva la Commissione d’inchiesta già con un pregiudizio, senza nessuna volontà di un vero dialogo. Perché su questo argomento, prima ancora di proporre la Commissione d’inchiesta, me lo ricordo bene, mi pare di ricordarmelo bene, era una orgia di attacchi nei confronti del Presidente Acquaroli, come se il Presidente Acquaroli stesse lì tutti i giorni a controllare le e-mail che girano fra i funzionari della sanità. Prima ancora che maturassero l'idea della Commissione d’inchiesta, già il Presidente Acquaroli era condannato. Non serve la Commissione d’inchiesta, è già condannato, è già condannato l’Assessore Calcinaro. Associo nella condanna anche il Presidente della IV Commissione, che non so cosa c'entri, ma adesso confessi, confessi tutti i suoi reati e la cosa, per quanto mi riguarda, finisce qui.
Spero che questa modalità, come altre, vengano accantonate, e si possa tornare fra maggioranza e minoranza - non la chiamo mai opposizione, perché non parto dall'idea che la minoranza sia in opposizione, ma sia in dialogo – ad avere un clima diverso da quello che si è creato, perché questo clima a me non piace per nulla. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Non amo i fiumi di parole, ripetersi, ma temo che dall'altra parte ci sia una siccità profonda, a parte le poche parole del Consigliere Marconi, ci sia un silenzio, mentre in una Assise almeno un minimo di confronto è auspicabile.
Mi rifaccio, devo dire, ai due interventi introduttivi dei Consiglieri Mastrovincenzo e Nobili, che hanno fatto una relazione, un intervento portando una descrizione molto realistica, con l’aggiunta di alcune considerazioni del Consigliere Nobili di valore etico, valoriale e di carattere democratico, che ho condiviso e sottoscrivo, quindi, non le riprendo.
È chiaro che questa vicenda ha creato un trauma. Ha colpito tutti, in modo particolare quando si tocca il tema della salute c'è una sensibilità forte. In questo caso c'è un insieme di aspetti che riguardano i cittadini, riguardano i donatori, riguardano i pazienti che usufruiscono di quel grande gesto di donazione. Oggi sono arrivate delle risposte - ce lo ha richiamato, ma erano già apparse - degli interventi riorganizzativi. Questa è buona cosa, ma è anche una dimostrazione che, quando c'è una calamità, si ricorre all'emergenza con provvedimenti urgenti, ma è anche una conferma di aver atteso cose che potevano essere fatte anche con anticipo, risposte che potevano essere date. È stato richiamato in più circostanze. Il problema è stato sottovalutato, lo si ricordava da più parti, dagli stessi donatori Avis, dalle associazioni dei sindacati, da alcuni responsabili della struttura che richiamavano ad un'attenzione, ad interventi, perché c'era questa preoccupazione. Quando questo verbo circola, significa che c'è della realtà. Ma la cosa è stata sottovalutata e qui, è inutile dirlo, ci sono anche delle responsabilità oggettive.
L’Assessore Calcinaro, che fra l'altro stimo anche, è stato anche un collega, è qui da pochi mesi, ma chi lo ha preceduto, è stato anche richiamato - ha anche un nome che un atleta ha fatto il salto martina - ha fatto il salto doppio, evitando di affrontare il problema. Poi, come sempre accade, i nodi vengono al pettine e quando arrivano al pettine creano problemi gravi, come si è riscontrato in questo caso.
L'Assessore ha parlato di clava politica, per chi ha esperienza le clave politiche sono altre, queste non fanno tutto quel male, quel dolore, quindi, tutta quella preoccupazione non la vedo.
Il tema vero, la Commissione d’inchiesta, anche qui, evitiamo equivoci, è chiaro che non è un'inchiesta di carattere giudiziario, è un'inchiesta politica, è un confronto politico, è sotto gli occhi di tutti. La politica deve fare questo.
Vengo da una cultura politica che è contraria quando la politica usa strumenti giudiziari, lungi da me fare questo. Però la politica non deve aver paura di sé stessa, della politica, del confronto politico, perché è il sale ed è giusto che ci sia. Forse più che una Commissione di inchiesta, è una Commissione prettamente politica che vuole individuare le responsabilità.
Rifacendomi alle parole dell'Assessore, partirei proprio dal lavoro che ha fatto la Commissione, che nessuno mette in discussione sul valore e sull'esame, anche puntuale, che ha fatto e penso che il suo verbale sarà di grande utilità. Bene avete fatto ad inviarlo anche alla Procura, alla Corte dei Conti, perché quella è un'inchiesta che, comunque, non si fermerà, andrà avanti da sola.
A noi interessano altri aspetti, quelli delle responsabilità, perché queste non si ripetano, perché le cose funzionino in avanti, partendo da un presupposto, che l'Officina del Sangue è una grande eccellenza della nostra Regione, era presa come riferimento, l’ha ricordato prima il collega Consigliere Caporossi, dal compianto fondatore dottor Piani c'era una stagione straordinaria di autosufficienza, di grande vivacità e di grande risposta al territorio e all'extra-territorio. Va recuperato quel percorso.
Tornando alla Commissione, è una Commissione che ha anche i suoi antivirus, l'ha detto prima, con il fatto della sua composizione, quindi, se c'è una strumentalità, ci sono tutti i modi per bloccarla e fermarla. Penso che sia una debolezza non voler accogliere uno strumento come questo, di confronto vero. E’ vero, c'è l'Assise, ma, lo vediamo, lo viviamo, un vero confronto non c'è mai in Assise, ci sono dei tempi, delle mezze parole, delle riflessioni che non si riescono a completare. Quindi una Commissione ristretta con tutti gli strumenti può avere quell'efficacia, quella capacità di confronto politico vero.
Poi le cose vanno da sé, è chiaro che c'è il gioco delle parti, ci saranno posizioni diverse, ma è anche un momento di trasparenza e un momento di verità che sono convinto verrà apprezzato dai cittadini. Badate, alcune volte anche riconoscere che ci sono stati dei limiti, delle difficoltà, anche degli errori, viene apprezzato. La peggior cosa è nasconderle, non volerle riconoscere e non volerle affrontare anche in una dialettica politica.
Ecco, un'altra parola che voglio riprendere dall'Assessore, che condivido, il tema del sistema. Il sistema va difeso, questo è vero. Il giorno dopo che è scoppiato il caso, sono andato a donare, perché c'è un mondo fatto di operatori, di tante persone che ci credono e devono continuare a crederci. Certi incidenti possono creare disorientamento e questo non è giusto, perché, comunque, c'è un sistema, un buon sistema e noi che rappresentiamo le istituzioni dobbiamo riaffermarlo in questo senso. Però, i correttivi vanno adottati e le responsabilità vanno individuate, non si possono nascondere, perché, poi, il tempo è sempre galantuomo. Non parlo delle responsabilità di altro tipo, ci sono altri organi deputati per fare questo, ma parlo di responsabilità politica anche passata. Nessuno è con l'arco nei confronti di chi da poco opera, è fuori discussione, saremo degli sciocchi e gente che non ha mai amministrato. Qui siedono in questi seggi persone che hanno un'esperienza decennale, di buona esperienza, mi vien da dire, guardando e conoscendo anche le persone. In una qualsiasi comunità, quando non si ha la forza e il coraggio di adottare certi sistemi e affrontare il confronto, penso che sia un limite, che sia una debolezza e non faccia onore. Mi rendo conto che il silenzio alcune volte sia anche un po' di imbarazzo. Alcune pluralità immagino ci siano state anche nella maggioranza nell'accogliere o non accogliere questa Commissione. Erano trapelate alcune cose anche sulla stampa. Quindi, do per scontato quello che sarà l'esito, anche se la speranza è sempre l'ultima a morire. Penso che sia oggettivamente un errore politico, e lo dico con buona fede, perché ho pensato e ho sottoscritto questa proposta con uno spirito costruttivo vero, quello di comprendere quanto è accaduto, per evitare che certi errori si ripetano e per dare anche un segnale forte nei confronti di chi rappresentiamo, al di là degli errori che ci possono essere stati, perché, alcune volte, ripeto, anche l'umiltà e la verità rafforzano e non indeboliscono. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Preferivo non intervenire, non per esimermi anche dal ruolo che ricopro all'interno della Commissione Sanità, ma anche il Consigliere Marconi mi ha chiamato in causa, dicendomi, giustamente, di prendermi le colpe, come le colpe se le devono prendere, secondo alcuni di voi, il Presidente Acquaroli, l'Assessore Calcinaro. Colpe per non aver letto delle mail, per non aver interferito nella gestione dei reparti, per non aver interferito nella gestione interna di un settore così delicato come quello del trasfusionale. Se devo prendermi le colpe per queste motivazioni, me le prendo molto volentieri. Ma, in realtà, sapete tutti e sapete benissimo qual è la differenza tra il ruolo della politica e il ruolo della gestione amministrativa, soprattutto all'interno di un ospedale. Come non pensare che le attività che dovevano essere svolte per mettere a tutela questo sistema, questo servizio, sono tutte disposizioni che devono essere gestite da coloro che svolgono i ruoli apicali all'interno delle strutture sanitarie Quindi è innegabile, come dice l'Assessore Calcinaro, che esistono delle responsabilità. Siamo tutti dispiaciuti, Consigliere Seri, e siamo tutti molto consapevoli che qualcosa non ha funzionato. E quando le cose non funzionano dobbiamo essere i primi a riconoscerlo e a chiedere scusa ai donatori, al sistema e a tutti coloro che credono in questo bellissimo mondo, che è il mondo del trasfusionale. Però non possiamo non riconoscere, al contrario, invece, la grande tempestività da parte del Presidente Acquaroli e della Giunta regionale nel convocare e istituire subito una Commissione. Non posso nemmeno minimamente sentire, come ho sentito da qualcuno, che i componenti della Commissione, pur essendo degli stimatissimi professionisti, devono fare una relazione contro sé stessi. Questo è un insulto alla professionalità di queste persone, è un insulto al ruolo che hanno avuto. Esse devono fare una relazione in scienza e coscienza, cercando di identificare le problematiche all'interno della gestione e proporre i correttivi.
Anche la trasmissione immediata alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica e l'audit che verrà fatto al Centro Nazionale Sangue danno quella garanzia ancor più di imparzialità, come dite voi. Se voi non credete che la Commissione istituita dal Presidente Acquaroli sia trasparente e autonoma, bene, voglio vedere cosa direte dell'audit del Centro Nazionale Sangue. Quindi, non comprendo, sinceramente… io sono stato una vita all'opposizione, nella prima parte della mia vita politica sono stato sempre all’opposizione, ma penso di essere sempre riuscito a distinguere la volontà di strumentalizzare una situazione rispetto a una volontà, come in questo caso, di riconoscere che, sicuramente, qualcosa non è andato. Questo siamo stati i primi a dirlo e i primi a riconoscerlo. Qui nessuno vuole nascondere nulla. La Commissione d’inchiesta riteniamo che non sia necessaria in questa fase. Uno, perché c'è stata, chiaramente, una Commissione tecnica, poi, ci sarà, sicuramente, l'audit, come abbiamo detto, sono stati coinvolti la Procura del Repubblica, la Corte dei Conti. Ho già dato la disponibilità, già tempo fa, e i membri della Commissione sono al corrente di questa situazione, di portare questa relazione all'interno della Commissione sanità. Erano presenti tutti i Consiglieri di maggioranza e di opposizione, abbiamo convenuto questa possibilità. Quindi qui nessuno si vuole sottrarre da nulla. Però volevo far notare come il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, per quanto riguarda le Commissioni d’indagine, in situazioni diverse ragionano in modo diverso. Perché a Pesaro, quando c'è stata la richiesta della Commissione d’inchiesta per il caso “Affidopoli”, dove erano coinvolti personalmente anche dei Consiglieri, degli Assessori e l’allora Sindaco, guarda caso, si sono opposti. Quindi qualcuno mi dovrà spiegare perché quando riguarda voi, guarda caso, la Commissione d’inchiesta non deve neanche essere invocata, invece, quando, al contrario, riguarda noi dobbiamo doverci giustificare da situazioni assurde.
A differenza di questo, ritengo che la Commissione - mi faccia parlare per cortesia, io non l'ho interrotta - per le motivazioni che ho cercato di spiegare in maniera molto chiara, non sia assolutamente opportuno farla in questa fase. Ma non abbiamo alcunché e nulla da nascondere, perché tutto ciò che riguarda quello che è successo riguarda una questione gestionale. E mettiamoci d'accordo, o la politica, come tutti sappiamo e come tutti dovremmo cercare di portare avanti, non mette la mano sulla gestione, oppure, tutto ciò che abbiamo sempre detto deve essere per forza smentito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Anch'io non volevo intervenire, ma ascoltando in Aula l'opposizione e anche il Consigliere Marconi, volevo fare alcune precisazioni.
Oggi andiamo a discutere se istituire o no la Commissione d’inchiesta sulle 323 sacche di plasma. La Commissione d’inchiesta è stata paragonata a quella che fu istituita per Banca Marche. Io c'ero per Banca Marche e vi dico anche perché è stata istituita. All'epoca c'era il Consigliere XY, Capogruppo della Lega. Nell’agosto del 2015, con un provvedimento che non aveva precedenti nella storia italiana, sono state annullate tutte le azioni e le obbligazioni convertibili in azioni dei correntisti di Banca Marche. Cosa è accaduto? È accaduto che noi abbiamo chiesto di riferire al precedente Presidente della Giunta regionale e abbiamo chiesto anche di interloquire con il Governo centrale, all'epoca c'era il Governo Renzi. Lo ha chiesto l’allora Capogruppo della Lega, a più riprese. Sapete che cosa avete relazionato voi? Non avete fatto neanche una Commissione di verifica, nulla. Avete relazionato dicendo che sono state annullate tutte le azioni e le obbligazioni convertibili in azioni. Questo avete detto. A differenza di quello che è accaduto, invece, con le 323 sacche di plasma.
Mi fa piacere che l'Assessore Calcinaro sia intervenuto e sia entrato a gamba tesa sulla questione. Condivido in pieno la relazione che ha fatto. La Giunta regionale, come già hanno riferito, ha istituito una Commissione di verifica il 25 marzo 2026 per quanto riguarda le 323 sacche. La relazione della Commissione di verifica è stata inviata, per quanto di competenza, alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, al Ministero della Salute, ai NAS, al Centro Nazionale Sangue per capire le varie responsabilità. Ma la cosa grave che voi avete detto è della Commissione fanno parte tecnici che rispondono all'esecutivo, quindi significa che il Presidente va ad influenzare i tecnici che fanno parte della Commissione. Questo è gravissimo Il Presidente Acquaroli, lo sapete benissimo, ha fatto istituire questa Commissione, ma lungi dal voler influenzare coloro che ne fanno parte. Inoltre, e qui ci tengo a precisare, la Consigliera Ruggeri ha affermato che la Corte dei Conti, la Procura, che cosa ha fatto? Ha aperto una istruttoria. Quindi la Procura, la Corte dei Conti hanno avviato una fase preliminare di indagine. Voi volete istituire una Commissione d’inchiesta quando la Giunta si è subito attivata per la Commissione di verifica. Cosa che non è stata fatta per Banca Marche, cosa che noi abbiamo chiesto a più riprese dai banchi dell'opposizione, insieme all’allora Capogruppo della Lega. L'abbiamo chiesta, mai ottenuta.
Io ero in Commissione di inchiesta Banca Marche, e ha ragione il Consigliere Marconi, che era in maggioranza, alla fine, sapete che cosa è accaduto? Sono state fatte due relazioni, una della maggioranza e una della minoranza. Ma se voi aveste fatto una Commissione di verifica, aveste verificato che cosa era accaduto, perché nelle Marche gli imprenditori… può stare zitta per cortesia? Io non l'ho interrotta mai…
PRESIDENTE. Per favore. Prego, Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Si sono mossi gli imprenditori. Ma perché? Ve lo spiego. Perché nel 2012 è avvenuto un fatto gravissimo. Nel 2012 è stato fatto un aumento di capitale sociale. I correntisti, gli imprenditori che cosa hanno fatto? Hanno comprato le azioni e le obbligazioni, in cambio la banca ha concesso fidi, cioè si acquistavano 200 azioni in cambio dell'aumento dei fidi. Questi imprenditori, questi correntisti alla fine che cosa hanno ricevuto? Che le azioni sono state annullate e si sono ritrovati i finanziamenti, i fidi e non più le azioni e le obbligazioni. Ecco perché noi chiedevamo una Commissione di verifica, di verificare che cosa fosse accaduto e di interloquire con il Presidente, l'allora Presidente del Consiglio Renzi. Tutto questo non è stato fatto. È stata fatta una relazione in cui sono state annullate le obbligazioni e le azioni di Banca Marche. Ecco, a differenza delle 323 sacche, in cui, non solo c'è un'istruttoria, come ha detto la Consigliera Ruggeri.
Noi siamo fiduciosi nella magistratura, ma non solo, è stata fatta una Commissione di verifica e i tecnici non sono influenzati dal Presidente Acquaroli. Quello che avete detto è gravissimo. Grave, grave. Significa che il Presidente va ad influenzare la Commissione. Ma quando mai? Mi viene da dire una parola, il Presidente su queste cose è molto pauroso ed è molto distante da questo. La Procura farà le sue indagini e noi siamo fiduciosi. Ma il lavoro che ha fatto subito la Giunta è quello di una Commissione di verifica. C'è un’istruttoria, l'ha detto la Consigliera Ruggeri, a differenza, e lo ribadisco, di quello che è accaduto con Banca Marche, in cui c'è stata una sommossa generale degli imprenditori, a cui non avete saputo dare una risposta, perché non avete fatto nulla, se non ripetere le cose che ha detto l'allora Presidente del Consiglio Renzi, sono state annullate le azioni e le obbligazioni di Banca Marche, che è fallita. L'unica banca in Italia che non siamo riusciti a salvare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho ascoltato da parte dell'opposizione parole come “immobilismo della Giunta Acquaroli” e, anche lì, vorrei ricordare che la Giunta Acquaroli dal 2020 al 2025 ha fatto tre riforme sulla sanità, cosa che, magari, il Partito Democratico in 20 anni non è riuscito manco ad immaginare. Ma a prescindere da questo, andiamo sul tema.
Permettetemi, intanto, di ringraziare tutti i donatori Avis e anche i donatori che con grande amore, per salvare le vite degli altri… perché ho anche colto parole positive da parte dell'opposizione, quindi tanti cittadini…
Quello che è successo, noi per primi, diciamo che è vergognoso. Però permettetemi di dire che la richiesta di Commissione da parte dell'opposizione non è che la si vuole bocciare per salvare qualcuno, la si vuole bocciare per un semplice motivo, perché già ce n'è stata una, istituita dal Presidente Acquaroli, che con il suo solito modo di fare, di essere trasparente, di cercare la verità… lo ha già fatto con ATIM, lo fa in questo periodo per quanto riguarda il tema del “Plasma gate”, che ha sconvolto tutti noi. Perché qui non è che non vogliamo cercare la verità, credo che sia obbligo della politica ricercare la verità. La prima Commissione che il Presidente ha istituito subito con persone, professionisti che non hanno colore politico… Leggo solo uno che ha avuto un colore politico che è stato Vicepresidente della Regione Marche, era del Partito Democratico, poi candidato Sindaco del Partito Democratico ad Ascoli. Per farvi capire che non è stata scelta una Commissione politicizzandola, mettendo qualcuno perché è dello stesso partito, piuttosto che un altro. A me dispiace che qualcuno dell'opposizione possa, addirittura, mettere in dubbio le capacità di professionisti affermati, esperti del settore e qualcuno, anche, magari, vicino al centro-sinistra. Quindi, per farvi capire, magari, a parti invertite, ci dovremmo arrabbiare perché la Giunta Acquaroli ha nominato l’ex Vicepresidente della Regione Marche, che è di sinistra. Invece credo che, proprio per trasparenza, su questi temi non si deve guardare al colore politico, si deve guardare la competenza, si deve guardare la professionalità. Mi aspettavo, dopo aver letto i nomi, magari, che Partito Democratico, tra di loro, nelle chat loro, dicessero: “Ha nominato uno vicino a noi, magari, allora, il Presidente Acquaroli è veramente trasparente”. Invece no, vengono in Aula a dire di tutto e di più. Addirittura mi fa un po' sorridere, sembra un po' il gioco della “barzelletta dell'avvocato”. Quando esce che l'Ospedale di Torrette è tra i migliori d'Italia, e anche nella classifica tra i migliori del mondo, ovviamente, il Partito Democratico, l'opposizione dice: "Ma il merito è dei medici, dei professionisti". Certo, chi non dice che il merito è dei professionisti, abbiamo delle eccellenze, ma non solo a Torrette, in giro per la nostra regione. E voglio oggi ringraziare i tanti dipendenti, professionisti, medici, OSS, infermieri, ma, anche, amministrativi della nostra sanità, che fanno un grande lavoro. Poi, magari, quando esce il “Plasma gate”, la colpa è della politica. Un po' come la barzelletta dell'avvocato: “qui lo freghiamo, lì te se frega”. E così fa il Partito Democratico e l'opposizione. Però non sapete che, continuando così, con questo modo di fare politica, gli unici fregati sarete sempre voi. Ma perché siete sempre voi? Perché credo che, una volta tanto, piuttosto che andare ad accusare, a puntare sempre il dito sulla politica… , per carità, magari, se qualcuno ha fatto qualche errore… e anche qui lo dico, non siamo in un’aula di tribunale, siamo in un Consiglio regionale, dove ci sono delle proposte da fare, questo è importante. Inizialmente avevo apprezzato tantissimo la Commissione fatta dal Partito Democratico, ma mi dispiace dirlo, piuttosto, a volte mi capita di sentire delle, ma, soprattutto, mi capita di dirvi una cosa, e ve la dico ancora un'altra volta: siete arrivati ancora una volta secondi perché il Presidente Acquaroli, con il suo essere uomo delle istituzioni, insieme alla Giunta, ai tecnici, che voglio ringraziare, il Direttore del Dipartimento Salute e gli altri, ha istituito subito questa Commissione d’inchiesta. Voi sapete che, quando si arriva secondi, purtroppo, non si possono fare tre Commissioni.
Tra l'altro, permettetemi, ho avuto modo anche oggi di ascoltare l'Assessore Calcinaro, che ha spiegato che c'è anche un audit del Centro nazionale trasfusionale. Quindi vorrei capire da voi, poi, magari, ci arrivo forse subito perché un po' di intuito politico ce l'ho: ma il vostro intento è trovare la verità o andare continuamente a screditare l'operato politico della Giunta, che qui non ha alcuna colpa? Qualcuno diceva che il Presidente Acquaroli doveva prendersi la delega alla sanità, ma io dico che il Presidente Acquaroli ha fatto benissimo a dare la delega alla sanità all'Assessore Calcinaro, che è arrivato primo. Tra l’altro, abbiamo visto anche in questi giorni, che, grazie all'impulso della Giunta Acquaroli, sulle prestazioni sanitarie c'è stato un aumento. Questo perché nel programma elettorale del centro-destra avevamo messo che avremmo fatto più prestazioni, anche il sabato e la domenica. Questo ha portato un aumento delle prestazioni. Ma sappiamo tutti che tutto questo non basta.
Permettetemi di dire che, su questo un po' rimango dispiaciuto, dal momento in cui mi trovo all'opposizione e credetemi… mi associo alla Consigliera Marcozzi, noi, da quando abbiamo iniziato a fare politica, perlomeno io, credo anche la Consigliera Marcozzi e il Consigliere Baiocchi (abbiamo fatto dei percorsi politici insieme), siamo sempre stati all'opposizione, sempre e non ci è mai capitato di fare esposti in Procura, perché, ovviamente, la politica si fa nelle Aule.
Ero in Consiglio provinciale, all'epoca con il Presidente Cesetti, sono stato molte volte anche in Consiglio comunale, non mi è mai capitato di andare in Procura e fare esposti, perché, secondo me, la politica la si deve fare qui, in mezzo alla gente, poi ci sono gli atti ispettivi che ci danno l'opportunità di capire come vanno le cose. Però, su questo tema anch’io avrei chiesto l'intervento della Magistratura. E qui voglio ringraziare il Presidente Acquaroli e l’Assessore Calcinaro per essersi mossi subito, perché questa Commissione d’inchiesta, che è stata istituita dal Presidente Acquaroli e dalla Giunta, dà anche l'opportunità alla Magistratura di avere più elementi. Noi vogliamo avere chiarezza, non possiamo permettere che qualcuno all'opposizione venga a dirci che è tutta colpa del Presidente Acquaroli, quando, magari, la colpa ce l'ha qualcun altro. Non sta a noi dire chi ha la colpa, dopo la relazione del nucleo ispettivo costituito con decreto n. 19 del 25 marzo 2026, dovremo attendere altri aggiornamenti e, magari, ci sarà la Procura che farà, giustamente, le sue valutazioni, le sue indagini. Ovviamente lì ci saranno risvolti penali, che non dipendono da noi.
Noi dobbiamo pensare che oggi c'è stato un fatto: sono state buttate le sacche di plasma di tantissimi donatori, e questo dà fastidio a tutti noi. Ma non posso dare la colpa, se fossi stato all'opposizione avrei dato la colpa al Presidente della Giunta Ceriscioli… Come quando è uscito quello scandalo della… non so se ve lo ricordate, voi eravate in maggioranza, io ho letto sui giornali lo scandalo delle tangenti, degli appalti sulla sanità e non mi sembra che sia stata chiesta una Commissione d’inchiesta da parte della Consigliera Marcozzi, dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia, dell’ex capogruppo della Lega, quando erano l'opposizione. Ci sono delle dinamiche dove la politica non c'entra.
Sulla Commissione d’inchiesta, voi mi dovete dire pubblicamente qual è il nome che non vi piace, qual è il nome che può essere condizionato politicamente. Credo, invece, che le Commissioni d’inchiesta debbano essere fatte proprio per non condizionare politicamente, per non far entrare nella gestione la politica. Questo è molto importante.
Sapete benissimo che la politica nella gestione delle Aziende sanitarie non può entrare, per quanto riguarda queste questioni, tantomeno può entrare in una Commissione d’inchiesta fatta tecnicamente proprio per avere la verità. E
Faccio l’appello - ovviamente parlo per il gruppo Fratelli Italia - di bocciare questa Commissione, ripeto, non per coprire il Presidente Acquaroli, che non ha bisogno di essere coperto, anzi, da subito ha agito.
Ha fatto bene il Consigliere Baiocchi a fare i due esempi tra il Comune di Pesaro e il Presidente Acquaroli. Magari leggiamo le accuse da parte di qualcuno, che dice quello che dobbiamo fare noi, poi, quando loro si trovano al nostro posto, che vengono indagati, le Commissioni d’inchiesta non si fanno. Prima di accusare noi, magari, fatevi una chiacchierata dentro casa e parlate con i vostri e dite: "Guarda, noi dobbiamo andare dal Presidente Acquaroli a chiedergli di fare la Commissione d’inchiesta consiliare, ma perché non la fai anche a Pesaro?” Perché non la istituisci? Io parlo, io parlo… attenzione, posso essere interrotto? Perché altrimenti qui…
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo ROSSI.
PRESIDENTE. Consigliera Vitri faccia finire il Consigliere Putzu, non interrompa. Grazie.
Prego, Consigliere.
Andrea PUTZU. Perché non ha fatto una Commissione tecnica a Pesaro per vedere quali erano i problemi emersi? Perché non è stato fatto così, come ha fatto il Presidente Acquaroli per ATIM e per il “Plasma gate”? Il Presidente Acquaroli non ha niente da nascondere, non so gli altri. Questo ovviamente lo vedremo più in là.
Riflettiamoci tutti insieme, già c’è una Commissione, poi ci sarà quella importante dell'audit, del Centro Nazionale Trasfusionale, sulla quale credo e mi auguro che non si possa dire che sia pilotata politicamente, anche questo dobbiamo dire.
La cosa più grave, che tutti noi dovremmo dire, è che prima o poi qualcuno dovrà chiedere scusa ai tantissimi donatori, dovrà chiedere scusa alle persone che dovevano ricevere il plasma - credo che sia un segnale importante - e di certo quel qualcuno non sarà il Presidente Acquaroli né l'Assessore Calcinaro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. La prima cosa che vorrei dire è questa: se quest’Assemblea oggi e nelle settimane precedenti ha affrontato con tanta attenzione il tema, quello che lei ha chiamato “Plasma gate”, lo dobbiamo al giornalismo di indagine, al giornalismo d’inchiesta, che voglio ringraziare perché conferma, anche in questo caso, la sua funzione strategica, a supporto della democrazia.
Soltanto due passaggi lo ricordano. Bill Moyers, “Una stampa libera non è un privilegio della democrazia, è uno dei suoi strumenti essenziali”, e Sandro Pertini, “Una stampa libera è il presidio più forte contro l'abuso di potere”, e la stampa ci ha dimostrato che per evitare gli abusi di potere è necessario che i giornalisti siano liberi. Non è un caso che i regimi intervengono, come prima azione, a mettere il bavaglio al giornalismo.
Questa cosa mi permette di entrare nell'argomento e di avere un atteggiamento molto laico, come richiedeva l'Assessore, per valutare gli argomenti che sono stati presentati dalla maggioranza per bocciare la Commissione d’inchiesta.
Vi confesso, sinceramente, che gli argomenti sono molto deboli e dimostrano un grande affanno nell'affrontare questo punto.
Il primo argomento che è stato posto da molti è che è stata già nominata una Commissione dalla Giunta. Attenzione, è una Commissione tecnica, era il minimo sindacale. Ci mancherebbe che succeda un problema di gestione e una Giunta non nomini una Commissione tecnica interna. L'una, è stato detto benissimo da altri, ma vale la pena ripeterlo, non sostituisce l'altra. Hanno funzioni completamente diverse, anzi andiamo oltre la relazione della Commissione tecnica, che è uno dei documenti che la Commissione d’inchiesta dovrebbe avere a disposizione per poter ragionare. Questo primo argomento è molto debole.
Il pericolo che la Commissione diventi una clava politica in mano alle minoranze contro la maggioranza non esiste. Le Commissioni d’inchiesta, che sono state ricordate, Aerdorica e Banca Marche, avevano un rapporto di sei Consiglieri di maggioranza e di cinque Consiglieri di minoranza. Nell'Ufficio di Presidenza è stata approvata una Commissione d’inchiesta con otto Consiglieri di maggioranza e cinque di minoranza. E’ impossibile che questa Commissione con otto Consiglieri di maggioranza diventi una clava in mano alle minoranze. Anche il secondo argomento non regge.
Perdonatemi, è un po' offensivo il terzo argomento sollevato da qualcuno, che la Commissione sarebbe inutile perché ha poteri limitati. Attenzione, considerare inutile una Commissione di tredici Consiglieri regionali, prevista dallo Statuto, regolamentata, significa considerare inutile il ruolo dei Consiglieri regionali. È un'umiliazione del ruolo che ricopriamo. Una Commissione di inchiesta, composta da tredici Consiglieri regionali, ha un grande margine d'azione, sia a livello di accesso alla macchina amministrativa, sia a livello di opinione pubblica. Quindi, non diciamo sciocchezze. Non so perché è stata presa la tangente della Commissione Banca Marche, basta andare a leggere le citazioni dell'epoca. L’istituzione della Commissione d’inchiesta Banca Marche fu richiesta dal PD. Ho qui l'atto. Per giunta fu una Commissione d’inchiesta approvata dalla maggioranza di allora, quindi è proprio un argomento fuori e quella vicenda dimostrò come la maggioranza di allora avesse la forza, il coraggio e la volontà di indagare su un argomento. Spero che non accada oggi di proibire questa volontà di indagare e di interrogarsi su un argomento. Perché allora la Commissione d’inchiesta …
Anzi, ultima cosa, a Pesaro non è stata istituita la Commissione d’inchiesta sull'indagine al candidato Presidente dell'Alleanza del cambiamento. Mettere le cose sullo stesso piano significa voler retoricamente buttare il pallone fuori dallo stadio. Qui parliamo di due cose completamente diverse.
Comunque, oggi rispondiamo di ciò che quest’Assemblea vota. Personalmente non sto nel Consiglio comunale di Pesaro, quindi oggi rispondiamo di ciò che votiamo qui.
Perché la Commissione fa paura? Perché si intende attaccare il Presidente Acquaroli, ma questo l'avete detto voi. In una Commissione con tredici elementi non è detto che il Presidente Acquaroli diventi l'oggetto della Commissione. Perché si vuole nascondere qualcosa? Se qualcuno lo crede, sbaglia, perché, come è stato ricordato, tantissimi soggetti indagano su questa questione. Non è la volontà di nascondere qualcosa che consente di non approvare la Commissione d’inchiesta. Non è quello che funziona. Credo che si voglia bocciare perché si vuole evitare l'attenzione mediatica sull'argomento fino a settembre. Si vuole cercare di insabbiare il prima possibile il dibattito nell'opinione pubblica, mentre l'esistenza di una Commissione d’inchiesta darebbe la possibilità a tutta la Commissione, maggioranza e minoranza, di intervenire sulla stampa. Gli stessi giornalisti, giustamente, chiederebbero informazioni a tutti i membri della Commissione d’inchiesta.
Guardate, il Governo ha la responsabilità di rispondere. Responsabilità etimologicamente significa rispondere. Quindi, non bisogna avere paura di avere attiva una Commissione che naturalmente mantenga alta l'attenzione sull'argomento. Non basterà bocciare questa Commissione perché, come è stato giustamente detto, abbiamo altri strumenti per mantenere alta l'attenzione sulla questione. Per esempio, l'articolo 41 dello Statuto prevede la sottoscrizione di una petizione da parte di tremila persone. Se non sta qui dentro la comprensione di questo strumento di trasparenza e democrazia, come la Commissione d’inchiesta, che deve essere approvata, andremo fuori utilizzando gli strumenti di partecipazione popolare che lo Statuto consente.
Questa Commissione è una garanzia per le minoranze, è vero, ma è una garanzia anche per la maggioranza, perché voi Consiglieri di maggioranza, come noi, siete stati eletti dai cittadini. Come giustificherete davanti ai cittadini questo voto contrario, quando vi chiederanno di cosa avevate paura e perché non si poteva fare questa Commissione? Come risponderete? Perché la minoranza era brutta e cattiva. Gli argomenti non ci sono. Guardate, qui c'è un pericolo, che l'organismo consiliare sia esautorato dalla sua possibilità di dibattito e che anche questo argomento abbia uno scivolamento dentro l'esecutivo.
Non votare questa Commissione significa estromettere l'istituzione legislativa, dove noi sediamo, per lasciare la mano libera all'esecutivo ed ogni restrizione,… a dire la verità a me spaventa il fatto che ci siano tredici Consiglieri ad affrontare l'argomento della Commissione d’inchiesta, anche se è sicuramente meglio rispetto al fatto che questa questione si chiuda all'interno dell'esecutivo.
Per chiudere, mi auguro che nel momento del voto facciate un'altra scelta. Voglio lasciarvi con le parole di un grande costituzionalista, Gustavo Zagrebelsky, che ha detto: "Ogni democrazia matura ha bisogno di istituzioni capaci di indagare se stesse. Istituzioni capaci di indagare se stesse sono caratteristiche di una democrazia matura”. La Commissione d’inchiesta serve affinché la Regione indaghi se stessa con chi è stato eletto a rappresentarla. Siamo una democrazia matura? Dimostriamolo. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Chiudo la discussione. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Sulle ragioni per cui il Gruppo del Partito Democratico voterà sì alla proposta di costituzione della Commissione d’inchiesta, sono già intervenuti i colleghi, non ritorno. Credo che oggi la maggioranza abbia, avendo annunciato in tutti gli interventi che i gruppi consiliari di maggioranza voteranno contro l'istituzione della Commissione d’inchiesta, faccia un autogol, ma soprattutto faccia un cattivo servizio alla credibilità delle istituzioni e del Governo, su un servizio essenziale, delicatissimo, come quello della sanità.
La richiesta di chiarezza su questa vicenda e da dove questa nasce è sacrosanta, perché la domanda che si fanno i cittadini marchigiani non è solo come sia potuto succedere che in quei 15 giorni la situazione sia esplosa e sia precipitata. Non è solo questa la domanda.
Quando la situazione di un servizio così essenziale, così delicato, - essenziale perché salvavita - esplode in quel modo, è evidente, prima ancora di approfondirne analiticamente le cause, che quel fatto rappresenta un sintomo, un sintomo che segnala, quindi, un duplice livello di problematicità, per il quale vanno indagate le cause e le ragioni al fine di rimuoverle.
Uno che attiene alla gestione quotidiana della vicenda, che evidentemente ha avuto, sicuramente, anche elementi di deficienza - chiamiamola così - ma segnala anche che c'è quantomeno un dubbio, grande come una casa, come il mondo, circa il fatto che quella situazione sia esplosa perché c'erano situazioni di deficienza strutturale non affrontate prima e non affrontate a un altro livello.
La preoccupazione che c'è nei cittadini marchigiani, a parte lo sdegno, l'indignazione, la rabbia, è che se non si individuino esattamente e con chiarezza le diverse e plurime cause e concause, comprese quelle che attengono alla programmazione sanitaria, alla pianificazione dell'utilizzo delle risorse, alle decisioni di Governo, che se non si individuano quelle criticità strutturali, la problematica possa riprodursi. Se si viaggia sul livello della criticità strutturale basta un niente che possa far esplodere la situazione.
La Commissione d’inchiesta, come si è detto, a questo doveva e dovrebbe servire anche rispetto all'aspettativa che c'è nella società e nell'opinione pubblica, nei nostri concittadini.
Credo che oggi la maggioranza non faccia un dispetto all'opposizione perché qui non è un campionato di calcio, non è un problema di tifoserie e l'opposizione il suo ruolo continuerà a svolgerlo. Annunceremo dopo alla stampa ulteriori iniziative.
In questo momento la maggioranza che governa la Regione Marche fa un servizio cattivo, molto cattivo ai cittadini marchigiani. non aumenterà la credibilità nel sistema e nel servizio e le scuse ai donatori, per carità, meglio di niente, sono apprezzabili, ma le scuse ai donatori per essere credibili devono essere accompagnate da iniziative concrete, tese a conoscere e a rimuovere le cause.
Il lavoro della Commissione tecnica istituita, come ha detto, giustamente, il Consigliere Piergallini, è una base, ma se guardate il mandato dato alla Commissione si riferisce all'analisi della crisi dell'emergenza e delle responsabilità, che probabilmente ci saranno anche nella gestione dell'emergenza e su tutto quello che riguarda il prima. Non aveva la Commissione interna, come ovvio, nessun mandato…
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Siamo in dichiarazione di voto, quindi, dirò subito, poi spiegherò, le motivazioni peer cui sono contrario a istituire questa Commissione.
Condivido appieno quanto detto dal nostro Assessore, che ha spiegato in modo molto dettagliato tutte le varie contestazioni, che fino a quel momento erano state evidenziate.
Vorrei ringraziare il Presidente, la Giunta, per avere istituito la Commissione.
Il Consigliere Piergallini in ultimo ha detto che un grande costituzionalista, di cui non ricordo il nome, diceva: "Le amministrazioni devono avere la capacità di indagare se stesse". E’ quello che la Giunta e il Presidente Acquaroli hanno fatto, indagare se stessi e lo hanno fatto con una Commissione di tecnici.
Questo non è stato ordinato da nessuno, non è che, Consigliere Cesetti, il Presidente ha convocato i Presidenti di gruppo per dire loro di non andare avanti con la Commissione d’inchiesta, anzi, forse sono stato io che l'ho convinto, l’ho convinto dicendogli che avevo fatto giurisprudenza, ma che non avevo voluto fare l'avvocato perché quando si va a difendere chi ha commesso un reato si dice sempre che è innocente.
Qui rischiamo di andare su una contrapposizione, perché ognuno rimarrà sul suo e la discussione di oggi si sarebbe trasportata nella Commissione. Essendo uno che guarda più alla pratica e ai risultati e non all'apparire, con il Presidente, insieme agli altri capigruppo, abbiamo deciso questo e tutti l’abbiamo ringraziato per la Commissione d’inchiesta fatta di tecnici per indagare. E’ stata fatta in modo puntuale con delle persone che sono di massima credibilità.
Qualcun altro ha detto: "Lo fate per non andare sulla stampa". Sì, è vero, lo facciamo per non mandare voi sulla stampa, l'avreste fatto per quello. E’ stato fatto per avere visività sulla stampa, mentre noi vogliamo andare avanti nei progetti e portare avanti quello che stiamo facendo.
Ci sono delle responsabilità, se ci sono verranno accertate. Non dobbiamo difendere e proteggere nessuno. Secondo me è solo una sovrapposizione, una discussione, anche perché alla fine, se siamo otto a cinque il risultato resta quello di oggi. Quindi cosa ci consente? Quello che dico è di dare attuazione a quello che la Commissione tecnica ha proposto. Se c'è bisogno di approfondire qualche punto andremo avanti, però sul fatto della Commissione d’inchiesta sono fortemente contrario, anche a nome di tutto il gruppo, perché creeremmo solo una discussione di contrapposizione, che non ci farà arrivare alle vere responsabilità, alle quali noi della maggioranza vogliamo arrivare. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Posso anche capire la posizione del Presidente Acquaroli e dell'Assessore alla sanità, che vorrebbero che di questa questione non se ne parlasse più. Però, non riesco a capire la posizione dei Consiglieri di maggioranza che evidentemente sanno che una Commissione d’inchiesta porterebbe un lavoro immane per tutti noi, che ne faremo parte.
Non siete stati neanche in grado di scegliere chi della destra dovrebbe fare parte di questa Commissione. Sapete anche voi che forse bisogna essere adeguati, quindi, è meglio non mettersi in gioco e bocciare una Commissione che vorrebbe fare un servizio alla nostra comunità. Forse si è inadeguati, che è un po’ lo specchio delle parole dell'Assessore Calcinaro.
Vi prego di dimostrarmi che quello che sto dicendo è completamente sbagliato. Votate l'istituzione di questa Commissione d’inchiesta e facciamo qualcosa di utile perché comunque sia non è che da domani non si parlerà più di questo scandalo, anzi, se ne parlerà ancora di più e noi continueremo a dire che voi non avete voluto accertare la verità, anche perché tutti gli organi che stanno facendo delle indagini hanno funzioni diverse.
La Commissione d’inchiesta interna ha una funzione diversa da quella che avrebbe il Consiglio regionale e, come ho detto nella mia relazione, l'unico organo a non fare il proprio mestiere è il nostro, e questo sarebbe vergognoso. Quindi, vi invito a votare per l'istituzione della Commissione richiesta dall'opposizione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Semplicemente per ribadire alla Consigliera Ruggeri che non è che noi non vogliamo accertare la verità, l’ha già fatto una Commissione tecnica. Ma stiamo scherzando? Vi ho spiegato benissimo perché è stata fatta la Commissione d’inchiesta Banca Marche.
Noi non vogliamo accertare la verità? Ma lei ha già detto che c'è un’istruttoria da parte della Procura della Repubblica, da parte della Corte dei Conti, hanno già iniziato. E’ grave quello che dite. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Dichiarazioni di voto come capogruppo Alleanza Verdi e Sinistra. In realtà questa mia dichiarazione è la dichiarazione di un Consigliere regionale che non indossa una casacca. E’ la dichiarazione di un Consigliere regionale e di un uomo che continua ad avere fiducia nelle istituzioni e che ha fiducia nel Consiglio regionale. Ho cercato di spiegare prima, nel corso dell'intervento, per quale ragione la Commissione d’inchiesta, la proposta della Commissione d’inchiesta, doveva essere approvata, ma probabilmente non sono riuscito a farmi capire dai colleghi.
Sono convinto di una cosa, che bocciando questa proposta il Consiglio regionale oggi sfiducia se stesso, abdica a un ruolo e derubrica le nostre competenze. Usciamo indeboliti da questo voto e, credetemi, il messaggio che esce da questa Aula, con la bocciatura della proposta, è un messaggio di paura.
Io non credo che, come ha detto la Consigliera Marcozzi, il Presidente della Giunta regionale sia un uomo pauroso e non credo che sia giustificata una paura nei confronti di questa Commissione, ma, guardate, il messaggio che arriverà alla cittadinanza sarà quello di una istituzione che non ha il coraggio di approfondire una questione così significativa.
Badate, il fatto che ci sia stata una Commissione tecnica, indicata, proposta e formalizzata dalla Giunta regionale, così come la circostanza che ci sono indagini che sta portando avanti la Procura, non significa assolutamente nulla su un piano giuridico amministrativo. Parliamo di situazioni completamente diverse.
Il fatto che ci sia stata una Commissione tecnica, che abbia peraltro evidenziato delle gravi anomalie, è un ulteriore impulso alla formalizzazione di una Commissione d’inchiesta legata all'Assemblea regionale.
Cari colleghi Consiglieri, davvero oggi non vi capisco, non capisco le vostre paure e non capisco perché rinunciate a svolgere quel ruolo per cui avete chiesto il voto e siete stati poi premiati stando qui in Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Rapidissimamente per dire che non capisco assolutamente questa scelta perché, da tutto ciò che è stato detto, questa Commissione d’inchiesta dovrebbe essere, con il vostro voto, esattamente l'opposto rispetto alla clava politica, che dovrebbe in qualche maniera corroborare lo sforzo che l'Assessore Calcinaro sta facendo, da pochi mesi, per recuperare una situazione che negli ultimi cinque anni si è sedimentata in maniera carente e negativa.
L'Assessore Calcinaro quando rivendica il fatto di avere un onere tanto grande lo fa con cognizione di causa perché gli è stato affidato questo ruolo, che è quello di essere in qualche maniera il depositario di tutto ciò che non va. Noi siamo solidali con lui nel momento in cui cerca con tanti progetti positivi di uscire da questa situazione.
Non capiamo questa scelta che oggi fate, la Commissione doveva avere il compito di andare a vedere cosa è successo prima, qual era il tipo di impostazione che andava e va corretta.
Ora, ciò che sta accadendo…, l'Assessore ha messo mano a delle proposte che sicuramente recuperano del tempo, ma non recuperano una cultura che, purtroppo, si è sedimentata in questi ultimi anni. Noi l'abbiamo vissuta personalmente, una cultura delle spallucce, della protervia, una cultura che non appartiene sicuramente a un amministratore come l'Assessore Calcinaro.
Ci dispiace per questa vostra scelta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Come capogruppo di Fratelli d'Italia ci tengo ad intervenire per la dichiarazione di voto.
Ho avuto modo di ascoltare il collega Nobili, che stimo molto, che ha detto: "Io non ho una casacca”. Abbiamo giocato a calcio, le casacche si usano nell'allenamento, poi in partita si mettono le magliette. Oggi credo che siamo in partita. Dire che non abbiamo un'appartenenza politica…, si cerca di confondere un po' tutto. Tutti i marchigiani sanno che sono di Fratelli d'Italia, tutti i marchigiani sanno che lei è di AVS.
A prescindere dalle magliette che indossiamo, credo che sia importante oggi raccontare un po' la verità. Tra l'altro, da una parte, ripeto, sarei stato favorevole a questa Commissione proprio per vedere fino a che punto l'opposizione sarebbe arrivata con la disinformazione perché dalla politica alla disinformazione ce ne passa.
Quando ho visto che il Presidente Acquaroli, che è stato straordinario, ha fatto subito la Commissione d’inchiesta, mi sono detto che forse un'altra Commissione non aveva senso. Però, lo dico un po' a tutti, qui nessuno ha paura.
Mi ricordo nella scorsa legislatura quando qualcuno dall'opposizione ci insulta, dicendo che il Presidente Acquaroli stava gestendo male la sanità, che il precedente Assessore era un disastro, me lo ricordo, c'ero, e che ci avreste mandato a casa. Me lo ricordo e oggi mi sembra di sentire la stessa musica, che a me aveva stancato ed aveva stancato anche i cittadini marchigiani che a settembre 2025 non hanno creduto alla vostra disinformazione, mentre hanno creduto alle cose fatte dal Governo Acquaroli e alle cose che faremo con il nuovo Governo Acquaroli.
Ripeto, io e Fratelli d'Italia siamo contrari a questa Commissione mediatica, per dare spettacolo, quando magari lo spettacolo non serve. Una Commissione mediatica per dare le colpe alla politica, quando la politica non le ha. Una Commissione mediatica per fare disinformazione, che magari non avrebbe rispettato le tante persone, i donatori, i tantissimi che hanno votato per voi. Ovviamente avete persone che hanno votato la vostra coalizione.
Una volta tanto avrei preferito alla disinformazione, alla lotta politica, la responsabilità. Capisco, non possiamo dare lezioni al PD perché, ovviamente, loro sono i migliori al mondo, non possiamo dare lezioni all'opposizione perché loro sono i migliori del mondo, però quando si confrontano con i cittadini, alle elezioni, si capisce che non sono proprio i migliori al mondo, poi magari si rendono conto.
Concludo cercando di fare un appello all'opposizione: una volta tanto mettiamoci insieme, una volta che un Presidente di Regione fa una Commissione d’inchiesta dovremmo…
Intanto non ho sentito nessuno ringraziare il Presidente Acquaroli per aver voluto subito fare chiarezza, così come ha fatto su ATIM. Anzi, sento delle critiche e quando voi parlate: “I cittadini, i cittadini”, ma quelli che vi votano sono sempre meno. Ragazzi, state attenti.
Battute a parte, credo che su questo tema… Capisco che la Consigliera Ruggeri sia un po' arrabbiata, lo capisco bene, siete nati per essere opposti al PD ed oggi siete trainati dal PD, quindi, ci mancherebbe altro. Anzi, mi ricordo che eravate all'opposizione con noi e criticavate il PD, oggi, invece, siete appiattiti sul Partito Democratico. Qualsiasi cosa dica il PD a voi sta bene. Anzi, a volte mi capita di sentire che il Movimento 5 Stelle è rappresentato dal PD, in Aula non parla neanche, significa che è cambiato il mondo, mentre il centro-destra è stato sempre unito, compatto ed è rimasto così.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Per favore, uno alla volta. Prego, Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Vengo interrotto… C'è una bellissima canzone di Fiorella Mannoia che dice “Come si cambia per non morire” ma credo che politicamente il PD e il Movimento 5 Stelle non stiano andando nella vita, ma nella discesa della morte politica.
A prescindere da questo, credo che noi dovremmo essere responsabili, quindi, voteremo contro questa Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Siamo stati apostrofati come incapaci, irresponsabili, che non vogliamo prenderci le nostre responsabilità, che siamo ignavi, un modo strano per fare un appello al voto, per farci cambiare idea.
La questione è evidentemente di natura amministrativa e penale, metto prima l'aspetto penale. La Procura della Repubblica farà chiarezza e se qualcuno deve pagare, pagherà.
L'aspetto amministrativo ha una estrema competente Commissione, che deve mettere in evidenza, appunto, gli aspetti amministrativi. Il circolo è chiuso, la casa è sistemata, tutto quello che c'era da fare, da verificare, può essere verificato. Che cosa si aggiunge? Perché poi lo spiegheremo, cari colleghi della minoranza, ai marchigiani, non abbiamo alcun timore a fare il giro di tutte le province, di tutte le città più importanti per spiegare perché abbiamo respinto questa proposta. I marchigiani sapranno giudicare quanto sarebbe stata o meno opportuna questo tipo di iniziativa.
Chiedo quali sono gli atti che possono essere presi in più da una Commissione del Consiglio regionale rispetto a quelli a cui può accedere la Procura, testimonianze comprese, o a quelli a cui può accedere una Commissione d’inchiesta interna. Voglio l'elenco di quegli atti che possono essere presi in più perché è stato detto chiaramente, quello sì, ma non basta, che questa Commissione può fare molto di più. Cosa? Concretamente cosa? Se non arrivare alla fine ed avere una Commissione che farà due relazioni, una di maggioranza e di una minoranza, nella quale la minoranza esprimerà quello ha già espresso oggi. Sappiamo qual è il giudizio, è già segnato.
Non c'è sincerità in questa azione, non c'è la volontà di capire. Aspettiamo, aspettiamo. Alla fine di questa indagine, che durerà pochi mesi, avrete tutte le opportunità per ripresentare anche questo tipo di richiesta, se, però, dà veramente un valore aggiunto.
Se poi è così scandaloso questo nostro rifiuto, perché vi preoccupate? Vi stiamo dando una grande arma politica, ve la stiamo mettendo in mano. Perché vi agitate tanto oggi nel dirci che stiamo sbagliando? Stiamo facendo esattamente quello che volete. Voi volete che noi rifiutiamo la Commissione d’inchiesta per poi poter dire: “Avevano paura”. Ma che gioco delle parti è? Ma non capite che è una condizione che non porta a nulla, e invocare la sincerità su tutto questo è quasi ridicolo. Fatta eccezione per il Consigliere Caporossi, regolarmente sulla materia sanità, un colpo se succede una volta, non dite che viene fatto qualcosa di serio. Una volta! Sto sempre a sentire interrogazioni dell’esaurito, ormai l'abbiamo esaurito, ad un decimo legislatura abbiamo esaurito mezzo Assessore, quindi, sarà un problema ricaricargli le pile per gli altri 9 decimi di legislatura, avendo addosso una marea di interrogazioni. Mai una volta che si dica: “Sì questa roba, forse”, no, sempre tutto sbagliato. Come si fa a fare una Commissione d’inchiesta con chi ha questo tipo di pregiudizio? È il vostro gioco, è il gioco delle parti. Va benissimo, va benissimo, ma non esageratelo, non esageratelo.
Recentemente sulla 7, che è notoriamente il programma di accusa predeterminato al Governo Meloni, perché accusa qualsiasi cosa, un giornalista, che era chiaramente di sinistra, del Movimento 5 Stelle, non so quale fosse l'orientamento, ha detto a quelli che erano presenti in studio: “Siamo qui da anni e non facciamo altro che dire che il Governo Meloni fa schifo, che non fa niente. Ed è vero. È vero, questo Governo è inaccettabile, è improponibile, non ha fatto niente di buono. In quattro anni il Governo non ha fatto niente di buono”. Però, questo giornalista, che è stato preso da un rampazzo di sinistra, perché la gente di sinistra ha rampazzi, a un certo punto ha detto: "Ma come mai, nonostante noi stiamo sempre a dire queste cose, il Governo, il centro-destra viene dato regolarmente tra il 48 e il 50%. Ci sarà qualcosa a casa nostra che non funziona?”
PRESIDENTE. Proposta di deliberazione n. 3. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
La seduta è sospesa alle 13:30.
La seduta riprende alle ore 13:33
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
Interrogazione n. 253 - a riposta immediata
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Rifacimento urgente manto stradale SR Apecchiese”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 253 - a riposta immediata - del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. In merito all'interrogazione del Consigliere Rossi, sulla questione dei tratti stradali della strada Apecchiese, la Giunta regionale sta dando un ulteriore slancio al piano avviato, negli ultimi 5 anni, di manutenzione della rete viaria di competenza regionale con il programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028, adottato in data 30 aprile 2026.
Al di là degli interventi puntuali sulle singole arterie, si prevedono oltre 5 milioni di euro di investimenti per la manutenzione straordinaria delle strade regionali, tra cui la strada regionale n. 257 Apecchiese. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Come ho specificato in questa interrogazione…, la ringraziamo per la considerevole attenzione che ha riposto nei 5 anni precedenti su questa importante arteria che collega Marche ed Umbria, però, vorremmo rassicurazioni.
Lei ha parlato di 5 milioni, speriamo che siano puntualmente utilizzati per quel tratto di strada che attraversa la via principale del Comune d'Apecchio e anche per il tratto Pole e Acqualagna. Sono due tratti della strada Apecchiese che necessitano di interventi puntuali e anche urgenti, anche perché questa strada sta subendo un importante incremento di traffico di mezzi pesanti che si dirigono al cantiere del metanodotto Foligno e Sestino; c'è anche il traffico dei turisti che dall'Umbria vanno verso il mare, quindi è necessario che questi interventi siano fatti prima possibile.
Si tratta di pochi centinaia di metri di strada, ma sono importanti anche per dare il giusto decoro a questi due centri abitati. Parlo di Pole e Petriccio di Acqualagna e del centro via Dante nel Comune di Apecchio. Spero che siano inserite negli interventi e che questo intervento sia fatto subito. Ci tenevo a ribadirlo perché avevamo sollecitato a novembre con una PEC.
Mi auguro che il trend positivo nei confronti di questa strada possa andare avanti e la ringraziamo per quello che potrà fare. Grazie.
Interrogazione n. 257- a riposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Nuovo ospedale di Macerata – copertura finanziaria dell’intervento”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca Interrogazione n. 257- a riposta immediata - dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri .
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. I Consiglieri interroganti chiedono quali siano le risorse a disposizione.
Interpellati gli uffici competenti, si relaziona che i fondi già disponibili per la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata sono pari a 59,5 milioni di euro, come da delibera di Giunta regionale n. 140 del 2022, a cui si aggiungono risorse pari a 110 milioni di euro per l'edilizia sanitaria ospedaliera di Macerata, di cui la comunicazione dell'Ufficio speciale della ricostruzione del 3 luglio 2023. Somme che, come riportato nella comunicazione, potranno subire ulteriori aggiornamenti in virtù delle compensazioni dei prezzi.
Come per le altre strutture ospedaliere l'importo verrà definitivamente determinato al momento dell'approvazione del progetto, che è attualmente in corso.
Grazie Presidente. Grazie Consiglieri.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta, ma non sono soddisfatto perché noi volevamo capire effettivamente quali erano le risorse realmente disponibili e vincolate per garantire la completa copertura finanziaria per la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata, che è un presidio fondamentale per la sanità maceratese.
Abbiamo assistito negli ultimi giorni, anche in un clima di campagna elettorale, ad annunci, rendering e dichiarazioni pubbliche, che però non danno certezze definitive sulla copertura economica.
Nel programma triennale delle opere pubbliche si parla di un intervento dell'ospedale di Macerata da 300 milioni di euro, ma la gran parte risulta rinviata alle annualità successive, senza indicazioni puntuali sulla provenienza dei fondi e sulla loro effettiva disponibilità.
Si prevede uno stanziamento pari a 5 milioni per l'anno 2026, 3 milioni per l'anno 2027, 6 milioni per l'anno 2028 e 284 milioni nelle annualità successive. Ci sono forti dubbi, quindi, e criticità sulla sostenibilità finanziaria dell'intervento, sul rischio di aumento di costi e sul fatto che le risorse oggi disponibili siano ampiamente insufficienti a coprire i costi sia per la realizzazione della struttura che per le tecnologie e le infrastrutture connesse.
La questione dell'utilizzo dei fondi legati alla ricostruzione post sisma è un tema delicato che andrebbe trattato con la massima trasparenza.
Ci sono poi ulteriori elementi che incidono sui tempi e sui costi, come ad esempio le verifiche archeologiche dell'area o l'acquisizione definitiva dell'area stessa. Così come segnalo la criticità legata all'assenza di un collegamento con la stazione ferroviaria, che sarebbe necessario, visto che il sito è vicino alla stazione ferroviaria.
Diciamo che questi annunci mediatici delineano prospettive future ancora indefinite, che possono essere buone per la propaganda elettorale in vista delle elezioni amministrative, ma rischiano di non soddisfare il reale bisogno del nuovo ospedale di Macerata e di tutta la comunità maceratese. Grazie.
Interrogazione n. 255 - a riposta immediata
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Unione Montane: riconoscimento della compensazione ambientale previsto dall’Articolo19 della LR n.18/2008”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca Interrogazione n. 255 - a riposta immediata - della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Vedo e constato che l'istinto biologico prevale rispetto alla presenza in Aula, quindi rispondiamo ai pochi presenti, sia di maggioranza che di opposizione, che sono qui.
Ad ogni modo la questione sollevata riguarda all'attuazione dell'articolo 19, comma1, lettera c) bis della legge regionale n. 18 del 2008, introdotto nel 2014, che prevede un canone di 0,04 euro a metro cubo a titolo di compensazione ambientale sui consumi di acqua potabile. Tale importo è destinato alle Unioni montane per finanziare interventi di tutela e produzione delle risorse idriche.
Or bene, l'effettiva erogazione di tali fondi è attualmente bloccata a causa di un complesso iter giudiziario, di criticità, i cui contenuti hanno anche un rilievo costituzionale. Nel 2021 Viva Servizi e altri nuovi gestori del servizio idrico integrato hanno presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato per l'annullamento della delibera di Giunta regionale n. 1226 del 2020 che stabiliva le linee guida per il canone. Il Servizio dell'Avvocatura regionale ha rilevato già nel 2017 e confermato nel 2021 che l'istituzione di tale canone da parte della Regione invade la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e della concorrenza. Ciò è destinato naturalmente ad Arera, soggetto destinatario, appunto, dell'attribuzione della componentistica e della tariffa idrica. Sulla base di tali pareri legali, la struttura regionale, a seguito anche del parere espresso dall'Avvocatura, nel quale si rilevavano dei profili di fondatezza costituzionale, ha sospeso l'applicazione della delibera di Giunta regionale n. 1226. Questa decisione è stata assunta per evitare che l'attuazione del provvedimento potesse produrre, da un lato, conseguenze pregiudizievoli per l'interesse pubblico e, dall'altro, situazione di incertezza finanziaria per le Unioni montane qualora avessero programmato interventi sui fondi che potrebbero essere dichiarati illegittimi, quindi soggetti a restituzione.
In merito al quesito posto: sulla volontà di sbloccare l'applicazione della delibera, si dice che allo stato attuale l'esito del ricorso straordinario al Capo dello Stato non è ancora noto. Qualsiasi iniziativa volta a forzare l'erogazione dei fondi prima della definizione del contenzioso esporrebbe l'Amministrazione regionale a gravi responsabilità contabili e legali.
La Giunta resta comunque impegnata a sollecitare gli organi competenti per una rapida definizione del giudizio al fine di garantire la stabilità della situazione normativa e fornire certezze alle comunità montane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie anche all’Assessore per questa relazione molto puntuale e le chiederei, se possibile, di averne copia.
E’ una situazione particolarmente intricata che va a colpire questa delibera di Giunta regionale, che, secondo noi, faceva una cosa giusta, insomma, indennizzare le comunità montane che di fatto devono tutelare, come lei ha detto prima, i beni come l'acqua.
Solo che da tanti anni, come ha detto lei, dal 2014, la delibera di Giunta regionale, che è di qualche anno dopo, non è mai stata attuata e si è creato un vulnus normativo su cui, mi pare di capire, la Giunta è impegnata a fare delle valutazioni e speriamo che l'esito sia positivo.
Assessore, magari mi farò carico di richiederle anche più avanti lo stato delle cose e per il momento la ringrazio. Grazie.
Interrogazione n. 261 - a riposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca I‘interrogazione n. 261 - a riposta immediata - dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. I Consiglieri chiedono se l'eventuale mancata comunicazione al Ministero della Salute abbia influito sul ritardo del perfezionamento della procedura di assegnazione della progettazione del nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto. Ovviamente ho sentito gli uffici per dare una compiuta risposta a questo interrogativo, i quali mi comunicano come la comunicazione al Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero della Salute non influisce sulla procedura di gara per l'affidamento della progettazione dell'opera, oggetto della presente interrogazione, in quanto la comunicazione al Nucleo di valutazione verrà trasmessa a seguito del deposito del progetto di fattibilità tecnico ed economico. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Sapevamo che in questa fase non era necessario l'invio al Ministero. Il dubbio è stato sollevato sulla stampa, per giunta con una riflessione anche pertinente.
Immaginavo, magari speravo, che ci fosse la conferma di interlocuzioni con il Ministero anche precedenti all'affidamento del servizio di progettazione per la fattibilità tecnico economica. Ci auguriamo che i 9 milioni di euro stanziati per la progettazione vengano stanziati bene, cioè, che il Nucleo di valutazione approvi tutto l'iter e che poi l'investimento venga fatto.
Sono soddisfatto su questo aspetto, avrei preferito che fosse stata più ampia la riflessione e che magari avesse aggiornato anche su alcuni aspetti che riguarderanno l'ospedale di San Benetto del Tronto. Ci interessano nella fattispecie alcune questioni. Perché, per esempio, a maggio fu fatta una variazione di bilancio molto rapida, in area elettorale, per trovare 9 milioni e per affidare il servizio di progettazione per il progetto di fattibilità economica, A distanza di tutto questo tempo sul portale di gara questa procedura di individuazione del tecnico è in corso, perché tutto questo tempo e quali saranno, diciamo, le successive tappe dell'ospedale di San Benetto del Tronto? Prepareremo su questo un'altra interrogazione ed altri atti. Grazie.
Interrogazione n. 254 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Caro carburanti e misure urgenti a sostegno del Trasporto Pubblico Locale (TPL)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 254 - a riposta immediata - dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Sull'interrogazione dei Consiglieri, sulle risorse per il trasporto pubblico locale delle nostre Marche, la Regione si è attivata insieme alle altre Regioni italiane per la condivisione di una strategia comune.
Per il tramite della Commissione Infrastruttura della Conferenza delle Regioni è stata richiesta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero dell'Economia delle Finanze l'attivazione di meccanismi di salvaguardia in presenza di eccezionali e prolungate variazioni dei costi energetici.
Si resta in attesa che anche a livello europeo vengano assunte misure straordinarie a beneficio del settore, che riteniamo necessarie.
Dal canto suo, la Giunta regionale per il triennio di bilancio 2026-2028 ha già assunto la misura di incrementare il finanziamento regionale di servizi automobilistici di trasporto pubblico locale, sia urbano che extra urbano, nella misura complessiva di circa 30 milioni di euro. Tale strategia ha reso l'incremento strutturale, quindi subito disponibile per le aziende affidatarie del servizio, oltre a portare il cofinanziamento regionale del trasporto pubblico locale a circa il 30% rispetto alla quota statale di trasferimento. E un primo intervento che abbiamo fatto, che avevamo già messo in programma per il nostro servizio di trasporto pubblico. Per il 2026 le risorse sono già in fase di liquidazione proprio in queste settimane. Nel corso dell'anno verrà verificato ulteriormente l'andamento dei costi di produzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Dunque, prendo atto, se non ho capito male, ma credo di aver capito bene dalla risposta dell'Assessore, che non ci sono risorse aggiuntive per la straordinarietà della situazione da parte della Regione. C'è una richiesta al Governo nazionale, garbata e giustamente, correttamente, istituzionale, di prendere in mano la situazione. Ad oggi non ci sono né interventi urgenti del Governo nazionale né interventi urgenti della Regione. Le straordinarie evidentemente…, perché altrettanto straordinaria è la situazione che si è determinata con la sciagurata iniziativa americana israeliana nel Medio Oriente, nei confronti dell'Iran, eccetera. Quindi, nessuna risorsa aggiuntiva oltre a quelle che già erano state messe a bilancio e che, peraltro, come l'Assessore sa, erano già insufficienti rispetto all'andamento dei costi, all'aumento dei costi, che le aziende di trasporto pubblico, tutte, hanno subito in questi mesi.
In realtà l'insoddisfazione non può che essere dichiarata, non per la risposta dell'Assessore, ma per la mancanza di iniziative straordinarie di fronte a una situazione che definire straordinaria è un eufemismo. Grazie.
Interrogazione n. 258 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Individuazione nuova discarica in Provincia di Macerata”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 258 – a risposta immediata - dei Consiglieri Caporossi, Seri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Ringrazio naturalmente anche i colleghi per l'interrogazione. E’ fondamentale comunque distinguere con chiarezza i ruoli per non fare confusione istituzionale, senza che questo diventi un paravento per l'immobilismo.
La Regione fornisce gli indirizzi attraverso il Piano regionale di gestione rifiuti, tuttavia, la traduzione operativa di questi indirizzi, ovvero dove scavare effettivamente le buche per i rifiuti, compete esclusivamente all'Autorità di ambito territoriale.
È vero che la Regione non è stata coinvolta nelle decisioni dell'ATA, né per legge avrebbe dovuto esserlo, ma la Regione è il garante del sistema Marche e non può ignorare il rischio di un blocco amministrativo causato da ricorsi che appaiono oggi probabili.
Dobbiamo guardarci in faccia in base ai numeri e quindi dire che la situazione è tutt'altro che semplice.
La discarica di Cingoli, innanzitutto, ha esaurito i volumi disponibili da più di 2 anni. gli ultimi residui del 2023 erano di circa 35.381 tonnellate. Da allora i rifiuti della provincia di Macerata sono stati trasferiti prima negli impianti della provincia di Pesaro Urbino e attualmente in quelli della provincia di Ancona. Questo pendolarismo dei rifiuti non è solo un controsenso ambientale, ma è anche un costo enorme, che si sta scaricando direttamente sulle bollette Tari dei cittadini maceratesi. Per questo siamo passati subito all'azione. Abbiamo chiesto chiarimenti al Presidente dell'ATA 3 sulla legittimità dei percorsi seguiti, convocando il Presidente della Provincia, con nota a protocollo dell'8 maggio 2026. Quindi mi vedrò a breve con il Presidente della provincia dell'ATA 3. Verificheremo se le modifiche ai criteri richiamati nell'interrogazione siano supportate da evidenze tecniche o se sia, come temete, un'operazione che rischia contenziosi che rallenterebbero ulteriormente il procedimento.
In conclusione, Presidente, voglio che sia chiaro un punto. L'individuazione della nuova discarica non è una partita politica tra frazioni, ma un'urgenza che incide direttamente sulla qualità della vita e sulle bollette dei cittadini. Proprio per questo riteniamo indispensabile che ogni scelta venga assunta con criteri trasparenti, verificabili e pienamente motivati sotto il profilo tecnico amministrativo, evitando contrapposizioni territoriali o letture esclusivamente politiche di una questione che richiede, invece, responsabilità istituzionale da parte di tutti.
La Regione, quindi, continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione della vicenda nel rispetto delle competenze previste dalla normativa, ma con l'obiettivo preciso di garantire correttezza procedurale, tutela dei territori e funzionalità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Io non ho dubbi sulla totale buona fede dell'Assessore Consoli, che si applica in maniera competente e completa al tema, ma quello che sta succedendo in provincia di Macerata è incredibile. Anni e anni per arrivare a una graduatoria per una nuova discarica. Poi basta una cena, un accordo fra alcuni Sindaci ed ecco il colpo di mano e la graduatoria cambia, introducendo nuovi criteri che liberano i Comuni di centro-destra e incastrano i Comuni di centro-sinistra e civici, peraltro piccoli Comuni, quindi, nella logica del consenso, meno impattanti.
Per quanto riguarda Montefano siamo anche al confine con Filottrano e Passatempo di Osimo, con la provincia di Ancona.
Per arrivare a quella graduatoria, ora stravolta, ci sono voluti studi approfonditi, dibattiti, osservazioni e rilievi tecnici, impugnative e ricorsi. Sono stati spesi 221.000 euro di incarichi a università e tecnici, soldi dei cittadini che, peraltro, in provincia di Macerata pagano una Tari salata e in continuo aumento, non solo per la mancata individuazione della nuova discarica, ma anche per i problemi che si registrano nella gestione del Cosmari.
Mi chiedo: ATA Macerata introduce criteri politici ad personam che stravolgono uno studio che si basa, invece, su criteri scientifici e oggettivi? Questo solo per salvare un’amministrazione di destra. Precedente pericoloso e una scorrettezza istituzionale molto grave. E poi, cos'è la prova generale per la localizzazione del termovalorizzatore? Anziché tutelare ambiente e salute dei cittadini, ci si preoccupa di salvare i propri compagni di partito. Un cittadino appassionato di calcio l'altro giorno mi ha detto: “C'è chi cambia le regole del gioco come fa XY con gli arbitri”. Grazie.
Interrogazione n. 256 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Mancato avvio dei lavori per la Casa della Comunità di Pesaro- Galantara finanziati con i fondi PNRR”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 256 – a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Telegraficamente. Abbiamo il verbale di avvio dei lavori in data 29 gennaio 2026. Il termine contrattuale dei lavori è di 730 giorni. Tuttavia, come possiamo dire, dalle interlocuzioni tenute con la AST, c’è l'impegno anche della ditta a completare le relative opere alla messa in esercizio della Casa di comunità, collocata all'interno dei primi due piani dell'edificio, nei termini previsti al target PNRR, cioè al 30 giugno 2026.
Faccio un appello, sono io in questo caso che lo faccio. Probabilmente questa interrogazione era già stata depositata, voglio credere, prima di aver detto questa cosa nel precedente Consiglio. L’interrogazione è in questo caso tecnicamente errata perché non è che la struttura se va fuori target perde i finanziamenti. Non è così che funziona. Funziona con un target nazionale, che l’Italia raggiunge o non raggiunge. Se lo raggiunge, quello delle 1038 case di comunità sulle 1401 finanziate, tutte quelle che vanno fuori, magari di un anno, sto pensando in questo caso, per esempio, a Filottrano o a Corinaldo, sono sempre finanziate. E’ una questione di tempistiche, non di perdita di finanziamento. Lo dicevamo l'altra volta, mi sembra, mi pare un paio di Consigli fa. Prendiamo questo come riferimento perché sicuramente l’interrogazione è stata depositata prima…, ah no, questa è immediata.
Allora, intendiamoci, non c'è più la cosa che, oddio va al 1° luglio 2026 la Regione perde i soldi. No, non è così. Intendiamoci su questo. perché la regola è nazionale e l’ha stabilita l’Europa con il Ministero. Non l’Assessore Calcinaro, non la Consigliera Vitri, è così. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore, innanzitutto la ringrazio per la risposta sulla Casa di comunità di Galantara, anche se quanto da lei dichiarato, a me sinceramente non risulta corrispondere alla realtà. Mi ha detto che i lavori sarebbero partiti il 29 gennaio, quindi 5 mesi fa, e che sarebbero finiti il 30 giugno. Io sono andata a verificare, non ho mai visto il cantiere aperto, non ho mai visto i lavori in corso, non mi risulta siano partiti i lavori, non ho visto neanche un trapano appoggiato per terra, per sbaglio, quindi, entro il 30 giugno sicuramente no.
Poi mi ha dato un'altra notizia, noi abbiamo sempre saputo che tutti i fondi PNRR vanno rendicontati entro il 30 giugno. Lei oggi mi dice che a livello nazionale tutte le 1038 Case di comunità corrispondono allo stesso pacchetto e devono essere rendicontate tutte assieme. Faremo delle verifiche perché sinceramente non mi risulta nemmeno questo, ma se mi garantisce che i fondi avuti per la Casa di comunità di Galantara non verranno persi, che i lavori saranno conclusi, non posso che fare i complimenti. Dubito, la realtà mi sembra ben diversa e continuerò a vigilare. Grazie.
Interrogazione n. 259 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Ricognizione del personale attivo specialista in Anatomia Patologica nelle diverse AST della Regione Marche, rilevamento carichi di lavoro e tempi di refertazione”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 259 – a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Da questo punto di vista il quadro è sotto l'occhio del Dipartimento, anche nelle note dolenti, ce lo diciamo, non ci nascondiamo dietro un dito, che riguardano due territori, che sono quello di Fermo e quello dell'AST di Ancona. Tutte le altre hanno organici importanti.
L'AST di Fermo e l’AST di Ancona per motivazioni diverse, una per la cessazione a seguito della mancata reiterazione nel “Mille proroghe” della possibilità di assunzione dei pensionati, l’altra, l'AST di Ancona, per il venir meno della convenzione con l'ospedale di Torrette, hanno un organico che è in corso di implementazione. In questo caso l'organico è quello di un Dirigente medico ciascuno e nel caso di Ancona, ovviamente, 8 tecnici di laboratorio, mentre per Fermo i tecnici sono 5. In entrambe le AST sono in corso e sono programmate assunzioni a tempo indeterminato, fortunatamente, con due medici, uno, vado a memoria, con concorso per Fermo ed un altro rilevata una disponibilità tramite mobilità per Ancona. Ci sono anche incarichi, tramite Co.co.pro., che sono consentiti e che hanno un po' puntellato, uno su Fermo e uno su Ancona. Più Ancona ha una convenzione con Pesaro-Urbino, Fermo ha una convenzione con Ascoli Piceno.
Entrambe le AST, quelle che sono in difficoltà, hanno già iniziato anche le consegne, un primo lotto con un importo più basso, per l’esternalizzazione del servizio, mentre è in corso in entrambi i casi la RdO su MePA... No, La RdO su MePA è su Fermo, mentre gli altri stanno predisponendo il capitolato per un secondo appalto, più sostanzioso, per l'esternalizzazione in attesa dei concorsi che sono programmati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non sono soddisfatto perché, Assessore Calcinaro, in data 14 aprile nel rispondere all'interrogazione n. 217 diceva le stesse identiche cose, più o meno. Anzi, si aggiungeva che queste due AST, la 2 e la 4, Ancona e Fermo, dove ci sono le note criticità riconosciute, nel giro di pochi giorni sarebbero arrivate ad una normalizzazione. Parole dell'Assessore del 14 di aprile. A distanza di un mese la situazione si è aggravata perché risulta, come denunciamo in quest'atto, che al Profili di Fabriano giacciono 40 campioni istologici, che, mi risulta, sono stati portati in un laboratorio privato di Vallefoglia, che gestisce anche i campioni di Senigallia. I prelevatori hanno constatato che gran parte di questo materiale risultava, addirittura, in pessima conservazione, con problemi per le indagini speciali che dovrebbero essere rese necessarie per terapie soprattutto di carattere oncologico.
Ad oggi la situazione è peggiorata. Questa è la dimostrazione di come deve funzionare, Assessore Calcinaro, l'attività di indirizzo politico e di controllo - quello che ci ricordava il Presidente Acquaroli a proposito dello scandalo del plasma - separati i poteri di gestione, però la gestione deve rispondere all'indirizzo di controllo e all'indirizzo politico. Presidente Acquaroli, vedo che annuisce perché condivide, allora, la Giunta si faccia ascoltare dai dirigenti che hanno il potere di gestione, altrimenti non ne usciamo e i ritardi negli esami istologici sono peggio...
Interrogazione n. 260 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Situazione di difficoltà alla Beko e alla Electrolux nel distretto fabrianese”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 260 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Allora, è chiaro che a seguito delle ultime informazioni, le ultime notizie uscite anche sulla stampa riguardo alla questione Electrolux, credo che sia dovuto, diciamo, un intervento che possa quantomeno dire in maniera significativa i passi che si sta facendo.
Va, innanzitutto, detto che noi non siamo inermi, soprattutto se rivolgiamo le azioni a un settore, a un presidio, come quello fabrianese, che è stato importantissimo ed ha subito pesanti conseguenze da queste situazioni.
Abbiamo convocato subito la parte sindacale, insieme al Presidente Acquaroli, e domani pomeriggio riceveremo tutte le sigle sindacali per iniziare a discutere dei temi che riguardano le azioni che potremo congiuntamente mettere in campo in maniera proattiva nei confronti del mantenimento della forza lavoro, dello stabilimento. Dovremmo riuscire a capire se e in quali condizioni la proprietà sia interessata a mantenere e, nel caso, eventualmente, studiare un piano B, laddove il sito produttivo dovesse essere chiuso, come si paventa a livello nazionale, con una riduzione di circa il 40% della forza lavoro complessiva in tutta Italia, con una riduzione di 1700 persone.
È chiaro che il sito produttivo di Cerreto d’Esi riguarda 170 dipendenti, il loro futuro, le loro speranze, le loro famiglie, alle quali questa Giunta esecutiva, credo il Presidente e sicuramente tutti quanti i Consiglieri dimostrano vicinanza.
Il 25 maggio è stato convocato un tavolo al MIMIT, sulla base delle pressioni e delle attenzioni del Presidente Acquaroli e dei parlamentari, che naturalmente stanno a Roma. Quindi, il 25 maggio abbiamo la convocazione al MIMIT per discutere la questione Electrolux. Credo che sia un ulteriore passo in avanti, che è stato fatto in tempi veramente record.
Per quanto riguarda la questione Beko, a seguito dell'ultimo incontro che è stato fatto presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy, si è constatato un incremento dei siti produttivi di Comunanza e di Melano. Melano il 6,50 in più, Comunanza il 2,70. Io ho chiesto esplicitamente che il piano di investimenti fosse delineato nelle tempistiche e nelle azioni che la proprietà vuole portare avanti, perché credo che sia dovuta una certa chiarezza nei confronti sia dei lavoratori, che della Regione Marche, che comunque partecipa attivamente alle politiche attive del lavoro, che ha richiesto l'attivazione di questo tavolo e che sta monitorando. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Prendo atto, Assessore, del tavolo che avete convocato domani in Regione e di quello convocato il 25 maggio al Ministero.
Credo che, come stanno chiedendo i sindacati, il piano industriale che riguarda Electrolux vada bloccato al più presto. Penso anche all'utilizzo, so che lei l'ha ventilato stamattina, del Golden power per avere almeno delle garanzie specifiche.
Credo anche che su questa vicenda, quando ci sono degli scricchiolii in generale, è successo anche in passato, sia auspicabile un intervento preventivo. Forse si è arrivati troppo lunghi, se si fosse intervenuti prima, probabilmente, qualcosa si poteva ancora evitare. Mi auguro che nelle prossime settimane, nei prossimi mesi si riesca a evitare…, questo sarebbe una sciagura, le Marche hanno già pagato abbondantemente un tributo troppo alto, ben al di là dei cicli economici, subendo negli ultimi anche speculazioni di grandi gruppi internazionali.
Per quanto riguarda la Beko, siamo di fronte a uno scenario paradossale, inaccettabile. Nonostante un piano di uscite ampiamente realizzato rispetto agli esuberi dichiarati, i lavoratori si trovano ancora davanti a fermi produttivi e allo spettro di nuovi ammortizzatori sociali.
Gli investimenti strategici concordati nell'aprile del 2025 sono di fatto al palo ed è la prova che gli impegni assunti dalla proprietà in sede ministeriale sono di fatto disattesi.
Credo che le garanzie vadano pretese con fermezza, sia nei confronti delle aziende, ma anche da parte del Governo nazionale, che deve farsi garante della situazione della Beko e deve intervenire urgentemente per evitare il i licenziamenti all’Electrolux. Grazie.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 262 – a risposta immediata - è rinviata per l’assenza del Consigliere Mangialardi. L’interrogazione n. 178 è rinviata perché non c’è l’Assessore Rossi.
Interrogazione n. 138
a iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Mareggiata del 4-5 febbraio 2026: gravi danni e criticità lungo la costa di Porto Recanati e Potenza Picena – misure urgenti, ricognizione danni, sostegni e programmazione strutturale di difesa della costa ai sensi della L.R. 15/2004”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 138 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. La mareggiata del 4 e 5 febbraio 2026 ha effettivamente provocato criticità lungo il tratto costiero Porto Recanati e Potenza Picena, con fenomeni di ingressione marina, danni agli stabilimenti, erosione agli arenili e disagi alla viabilità, in particolare nella zona di Scossicci.
Proprio per questo, la mattina di lunedì 9 febbraio ho effettuato personalmente un sopralluogo a Porto Recanati insieme al Presidente Pasqui e al Sindaco, ai tecnici competenti e ai rappresentanti degli operatori balneari, concentrando l'attenzione soprattutto sull'area sud-est del litorale e sulla zona Scossicci, tra le più colpite dagli eventi meteomarini.
Il sopralluogo, devo dire, è stato molto utile per verificare direttamente i danni subiti dal territorio, ma anche per confrontarmi con gli operatori economici e raccogliere le esigenze legate alla tempestività degli interventi di ripristino dell'arenile in vista della stagione turistica. Sin dalle prime segnalazioni, la Regione si è attivata attraverso le strutture competenti di Protezione Civile e Difesa della costa per monitorare l'evoluzione della situazione e mantenere il raccordo con gli enti territoriali coinvolti. Proprio alla luce delle criticità riscontrate, il Comune di Porto Recanati ha avanzato richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza con nota PEC acquisita al protocollo regionale del 6 febbraio 26.
Tale richiesta è stata oggetto di approfondimento tecnico da parte del Dipartimento regionale di Protezione Civile e Sicurezza del Territorio, che ha valutato l'evento sulla base dei parametri previsti dalla normativa vigente.
L'esito dell'istruttoria ha evidenziato che pure in presenza di danni rilevanti e diffusi, l'evento non presenta caratteristiche tali di rientrare nei presupposti necessari per la dichiarazione dello stato di emergenza regionale ai sensi della legge 29 maggio 25 n. 7. In particolare, l'evento è stato ricondotto alla tipologia prevista dall'articolo 7, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 12/2018, ovvero tra gli eventi fronteggiabili attraverso gli strumenti ordinari nell'ambito delle competenze attribuite ai Comuni e agli enti territorialmente competenti. Ciò non significa sottovalutare i danni subiti dal territorio, ma applicare correttamente il quadro normativo vigente, mantenendo comunque alta l'attenzione sugli interventi necessari per la tutela della costa. Sul punto stiamo intervenendo in maniera tale, tanto che 9 milioni sono stati stanziati dalla Regione Marche a difesa della costa, più è stato messo 1 milione aggiuntivo in variazione al programma di intervento, attraverso il quale saremo in grado di poter effettuare le cosiddette pennellature.
È chiaro che l'intervento complessivo nella zona Scossicci-Porto Recanati investe nell'ambito del master plan un intervento complessivo di 27 milioni di euro, quindi dovremmo trovare delle risorse aggiuntive per intervenire, soprattutto nell'area più martoriata, che è quella di Scossicci centro.
Sul piano degli interventi urgenti, il piano GIZC regionale consente, in condizioni di somma urgenza, l'attivazione di procedure straordinarie per opere di difesa costiera e ripristino degli arenili, oltre agli interventi stagionali effettuati dai concessionari e dai Comuni costieri.
Ma, vi ho detto, sarà puntuale e importante provvedere all'impiego di risorse aggiuntive da parte dello Stato che dovranno essere date dal MASE per intervenire in una situazione che riguarda gli interventi costieri, complessivamente detti, in particolare nella zona Scossicci, per ulteriori 17 milioni di euro.
Vi aggiorno sul quadro complessivo degli interventi: 5 interventi strutturali per un valore di 76 milioni di euro, di cui il 26% è stato messo a disposizione per l'area Scossicci-Porto Recanati.
Le valutazioni tecniche aggiornate evidenziano, inoltre, un fabbisogno complessivo stimato per ulteriori 17 milioni di euro, come ho detto prima, per garantire una protezione stabile dell'intero tratto costiero interessato, motivo per cui la Regione continuerà a lavorare anche nel reperimento di ulteriori risorse.
Complessivamente possiamo dire di essere intervenuti su tutti i transetti costieri, per i 170 chilometri di area di costa, per oltre 55 milioni di euro. E’ un dato aggiuntivo che volevo dare rispetto al fatto che la Regione Marche sta intervenendo in maniera equilibrata su tutte le situazioni di criticità lungo l'area costiera.
Mi auguro che si possano trovare ulteriori risorse per poter intervenire ed essere sempre più performanti e garantire le stagioni balneari nel migliore dei modi e naturalmente tutelare sia il turismo che…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Ringrazio per la risposta, ma non sono totalmente soddisfatto di quello che ho ascoltato.
L'interrogazione nasce da fatti sempre più preoccupanti: la mareggiata del 4 e del 5 febbraio scorso ha prodotto allagamenti, erosione, danni a strutture e sottoservizi, criticità alla viabilità e un forte impatto sulle attività balneari lungo il litorale di Porto Recanati ed in parte minore anche su quello di Potenza Picena, confermando una fragilità strutturale, ormai ricorrente, più volte evidenziata anche dagli amministratori locali e dagli operatori balneari, che sono oggi qui presenti, una piccola rappresentanza.
Non si tratta, infatti, di un episodio isolato, ma dell'ennesima manifestazione di un fenomeno sempre più frequente e intenso che colpisce un territorio la cui economia è fortemente legata al turismo e alla balneazione. Per questo abbiamo chiesto una ricognizione puntuale dei danni, dei tempi certi, le risorse per gli interventi urgenti, il sostegno al tessuto economico, ma soprattutto una programmazione strutturale e completa della difesa della costa coerente con il Piano di gestione integrata delle aree costiere.
La risposta non chiarisce alcuni punti decisivi. La mancanza di tempi certi, non emerge con chiarezza quando saranno completate le opere richieste necessarie e quando saranno disponibili le risorse e di conseguenza programmati gli interventi. Manca infatti un quadro finanziario definito e restano incerte le risorse disponibili. Persiste una logica, purtroppo, emergenziale. Si continua ad intervenire con interventi parziali, senza una strategia continuativa, nonostante sia già noto che tali soluzioni sono insufficienti e più costose nel medio periodo.
C'è incertezza sul completamento degli interventi strutturali. Sappiamo, l'ha ribadito anche l'Assessore, che esiste un progetto complessivo della difesa della costa per Porto Recanati, che oggi viene attuato soltanto in modo parziale per la carenza di risorse. Avremmo voluto ascoltare in che tempistiche la Regione intende provvedere a completare il sistema di difesa lungo tutto il fronte costiero.
Sappiamo che se si lasciano scoperti dei tratti si rischia di produrre effetti ancora più gravi. Quindi, gli interventi parziali non solo mitigano gli effetti dell'erosione, ma rischiano di amplificarli.
Il tempo non è una variabile neutra, significa esporsi a nuove mareggiate, significa esporsi a nuovi danni, significa mettere in difficoltà tutti gli operatori economici, che fanno di questa la loro attività principale. Se continuiamo così, anziché l'ex Marche sembra l’ex erosione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Catena. A questo punto, se vogliamo chiudere alle 15:00, bisogna passare alla nomina per le elezioni di un componente del Consiglio direttivo dell'Associazione Università per la Pace, altrimenti scattano i poteri sostitutivi del Presidente. Bisogna, però, invertire l'ordine del giorno, Un intervento a favore e uno contro, poi si vota. Siete d'accordo? No, mettetevi d'accordo tra di voi perché poi … Allora possiamo andare avanti, però se vogliamo chiudere alle 15:00… Lo so, Consigliera, c’è anche la mia l'interrogazione, però bisogna scegliere. Facciamo una cosa, sospendiamo 2 minuti per metterci d'accordo sull'orario, decidiamo una cosa o l'altra, anche dentro il gruppo vedo che uno dice una cosa, uno ne dice l'altra. Mettiamoci d'accordo.
Sospendiamo 2 minuti e decidiamo come procedere. Grazie.
La seduta è sospesa alle ore 14:23
La seduta riprende alle ore 14:25
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Nessuno l'ha deciso. Quindi, adesso procediamo con la nomina e poi finiamo le interrogazioni. Ci vuole un intervento a favore e uno contro.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. A favore della proposta del Vicepresidente Rossi.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Contraria, perché credo si debba seguire l'ordine del giorno.
L’ordine dei giorno è stato pubblicato sul sito del Consiglio e molte persone aspettano con attenzione.
Non capisco perché si debba decidere di chiudere alle 15:00 in maniera perentoria, quando nella seduta dei Capigruppo non avete fissato un orario di chiusura; significa semplicemente assecondare le richieste di qualcuno che vuole andare a casa prima. Chiedo di seguire l'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. L’abbiamo spiegato Guardi, rimango allibito, quindi, sostituiamo il punto.
Anticipazione della nomina. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Nomina
Elezione di un componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la pace
(articolo 15, comma 5, della legge regionale 18 giugno 2002, n. 9; articolo 12, comma 6, dello Statuto dell’Associazione; deliberazione del Consiglio-Assemblea legislativa regionale n. 125 del 14 luglio 2009 e successive modificazioni) - (voto limitato a uno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la pace. Voto limitato ad uno.
Chiamerei il Consigliere segretario Ausili a procedere alla chiama.
Ripeto, se non la facciamo oggi scattano i poteri sostitutivi.
Di solito chiudiamo alle 15:00 ed oggi c'è qualcuno che ha preso degli impegni, anche se non era stato stabilito.
Per buon senso prima facciamo l’elezione e poi procederemo con le interrogazioni. Grazie.
(Il Consigliere Segretario Ausili effettua la chiama)
Comunico l’esito:
Votanti n. 26
Voti validi n. 18
Schede bianche n. 8
Schede nulle n. 0
Hanno ricevuto voti:
Orazietti Antonella n. 17
Cartella Claudio n. 1
PRESIDENTE. Proclamo eletta componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la pace Orazietti Antonella.
Adesso riprendiamo le interrogazioni. Prima la Consigliera Vitri ha detto che noi non le volevamo fare perché volevamo andare tutti a casa, però vedo che il centro-destra è tutto presente e voi siete solo in tre, quindi è stata smentita dai fatti. Tanto per mettere le carte. Siete in tre, no? Credo che siete in tre, più altri due. Vedo i banchi vuoti, addirittura il Consigliere Cesetti se n'è andato chiedendo il rinvio della propria interrogazione, quindi non è come diceva lei.
Abbiamo deciso come l'altra volta di chiudere alle 15:00, abbiamo un quarto d'ora per fare le interrogazioni e lei può fare la sua interrogazione.
Nessuno lo fa per andare a casa. Vedo che dalla parte di qua sono tutti presenti.
Interrogazione n. 193
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Criticità nell’applicazione del sistema SEND (Servizio notifiche digitali) e misure di tutela per le fasce deboli”
Interrogazione n. 194
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Problematiche correlate alla piattaforma SEND”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 193 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e l’interrogazione n. 194 del Consigliere Rossi (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Un attimo attenzione anche in Aula. Evitiamo naturalmente di fare una piazza del mercato.
In relazione ai quesiti posti sulle difficoltà riscontrate dai cittadini con il nuovo sistema di notifiche digitali SEND, illustro il quadro delle azioni intraprese dalla Regione Marche per tutelare la popolazione, specialmente le fasce più fragili.
È fondamentale premettere che l'adozione di SEND non è una scelta discrezionale della Regione, ma è un obbligo derivante dalla normativa nazionale, dal decreto legge 76 del 2020. Per favore, colleghi…
PRESIDENTE. Facciamo parlare, l’Assessore. grazie
Tiziano CONSOLI. e dagli obiettivi del PNRR. Dal dicembre 2023 la Regione utilizza questa piattaforma per notificare gli accertamenti del bollo auto, esclusivamente per il bollo auto, verificando in via prioritaria i domicili digitali (PEC) registrati dai cittadini presso l'indice nazionale INAD.
La piattaforma SEND è gestita interamente da PagoPA S.p.A. e prevede procedure specifiche per chi non ha strumenti digitali. In 37 Comuni marchigiani è attivo il servizio RADD (Rete di assorbimento del divario digitale), che invia una raccomandata cartacea con QR-code. Per ottenere l'atto completo, il cittadino deve recarsi presso un punto di ritiro (CAF) pagando un costo stampa di 1,40 euro.
Nei restanti 188 Comuni, invece, la notifica cartacea continua ad includere l'intero documento senza alcun costo aggiuntivo.
Consapevoli che il costo di 1,40 e la procedura digitale possono rappresentare un ostacolo per gli anziani, la Regione Marche ha attivato canali di assistenza totalmente gratuiti che bypassano le criticità della piattaforma nazionale, ovvero: l'assistenza telefonica: contattando il call center dedicato è possibile richiedere gratuitamente l'invio dell'intero atto del bollettino tramite mail o posta; i presidi sul territorio: i cittadini possono rivolgersi alle agenzie di pratiche auto convenzionate o allo sportello fisico di Ancona per ricevere supporto immediato.
Per ridurre ulteriormente l'esclusione sociale, la Regione ha investito nella rete “Bussola digitale”, che conta oltre 110 punti di facilitazione in tutto il territorio regionale. Ad oggi i punti di facilitazione digitale hanno erogato 315.000 servizi e 415 specifici per SEND. La Regione Marche, vista l'importanza del servizio erogato dai centri di facilitazione digitale, sta valutando, come le altre Regioni, di estendere questo servizio nel tempo, ritenendolo uno strumento essenziale per ridurre il digital divide negli anziani (over 65), al fine di superare l'esclusione sociale e digitale che deriva da limitazioni all'accesso a servizi essenziali come SPID, SEND, sanità online e servizi bancari.
Tra l'altro, aggiungo, la facilitazione digitale, “Bussola digitale”, è stata introdotta anche all'interno dei centri per l'impiego e dà assistenza anche alle persone più fragili, come gli anziani. Poiché la Regione non è il gestore tecnico della piattaforma, si è provveduto a segnalare ufficialmente a PagoPA le criticità operative e le difficoltà per la tutela delle fasce deboli.
Quindi, la Regione continuerà a monitorare la situazione affinché la digitalizzazione rimanga uno strumento di semplificazione e non si trasformi in una penalizzazione economica per chi ha meno competenze digitali.
Spero di aver fornito le indicazioni giuste. PagoPA S.p.A gestisce la piattaforma, è un soggetto nazionale. Il sistema SEND ha una previsione e una normazione nazionale, per cui cercheremo di attuare tutte le misure necessarie per poter contenere il digital divide e naturalmente fare in modo che i soggetti più deboli possano accedere alla piattaforma, che, ripeto, è molto estesa e viene completamente e gratuitamente applicata per 188 Comuni e per 37 a costi ridotti. Cercheremo su quei 37 Comuni di avere rassicurazioni importanti da PagoPA S.p.A., che gestisce la piattaforma, alla quale abbiamo già inviato naturalmente le osservazioni. Grazie
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie Presidente. Grazie, Assessore. Mi fa piacere che abbiate inviato le osservazioni, giustamente, al sistema perché purtroppo in questa fase di transizione occorre quantomeno tutelare le fasce più fragili. Non è una posizione contraria alla digitalizzazione, che è indispensabile, ma non può essere una digitalizzazione calata dall'alto perché stiamo parlando di lettere che arrivano a casa non solo per il bollo, come lei ha detto, ma per il pagamento di tributi di ogni tipo con un semplice QR code e spesso capita che, anche le persone più giovani, non solo le più anziane, se devono andare a ritirare per altre persone, che sono impossibilitate, perché lavorano, perché stanno male, perché non sono a casa, devono avere la delega, devono fare la fila per ritirare il bollettino. E se quel QR code non funziona, molto spesso, conseguenza di queste file, di questi ritardi, si perdono i 5 giorni di priorità per pagare, ad esempio, una sanzione ridotta. Anche questa è un'osservazione importante perché se la multa è di 30 euro e le persone non riescono a scaricare in tempo il QR code o ad andare al CAF a fare la fila, ad avere il cartaceo, invece che un semplice verbale di 30 euro si trovano pure a pagare il supplemento e la mora a causa di questo sistema.
Non è una posizione contraria alla digitalizzazione, ma al modo in cui è stata calata dall'alto. Lei mi ha detto, giustamente, che ci sono già dei correttivi a sostegno delle persone in difficoltà, un call center dedicato, lo sportello che, purtroppo, da come ho capito, è disponibile solo nel capoluogo ad Ancona e nei punti di facilitazione digitale, più di 100 in tutte le Marche. Ma capisce che, ad esempio, nelle aree periferiche, nelle aree interne, non c'è nessuna possibilità di avere un sostegno. Provi ad immaginare cosa deve fare una persona di 90 anni o più di 80 anni, che non ha i mezzi digitali per aprire un QR code, per pagare un semplice bollettino.
Ci auguriamo, quindi, che in tutti i Comuni, non solo nei 108 attuali dove arriva ancora il cartaceo, in questa fase di transizione, si possa almeno avere la possibilità di un secondo invio perché la proposta è quella di non limitare l'invio solo alla prima comunicazione, che obbliga a scaricare il QR code o al ritiro nei CAF.
Non è nemmeno vero che nei CAF il pagamento è solo di 1,40 euro, va da 1,40 euro a 3 euro, alcuni chiedono anche 3 euro, quindi, per ritirare una multa occorre pagare pure 3 euro e magari veder persa persino la riduzione dei 5 giorni, non per colpa propria, ma perché non si è riusciti a ritirare quel documento. Mi sembra veramente inaccettabile.
La ringrazio per avermi risposto, per avermi detto che avete già inviato le segnalazioni. Rimarrò a vigilare, sperando che la situazione possa essere…
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Anch’io, parimenti alla Consigliera Vitri, ho presentato un’interrogazione su queste problematiche correlate alla piattaforma SEND. E’ una piccola problematica, ma per alcune persone, soprattutto anziane, può diventare un problema.
Assessore, ci rassicurano le sue parole, che applicherà tutte le misure necessarie per venire incontro a questi disagi. Tra l'altro è di fatto già intervenuto, quindi, questo ci fa piacere perché è intervenuto anche prima, dando dimostrazione di rispondere ancor prima di discutere in Aula queste due interrogazioni. Quindi ci possiamo ritenere soddisfatti del suo impegno.
Speriamo che tutto si concretizzi prima possibile o meglio che le cose vengano migliorate, perché molto spesso noi diamo per scontato che tutti siano digitalizzati o che tutti riescano in qualche maniera a utilizzare gli strumenti digitali, purtroppo non è così e sono stati ben spiegati quali sono i disagi correlati a questa piattaforma.
Quindi, posso definirmi soddisfatto a nome del gruppo Civici Marche, la ringrazio e attendiamo, spero tra qualche mese, anche in maniera informale, qualche riscontro da parte sua, Assessore, in maniera tale che possiamo dare le risposte ai cittadini, che ci hanno evidenziato questa problematica La ringrazio. Grazie.
PRESIDENTE. Mancano 3 minuti alle 15:00, direi di chiudere la seduta anche perché ci sono alcune interrogazioni che devono essere rinviate: il rinvio richiesto dal Consigliere Cesetti e altre interrogazioni che riguardano l'Assessore Rossi.
Dichiaro chiusa la seduta.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:57