Resoconto della seduta n.23 del 09/06/2026
SEDUTA N. 23 DEL 9 GIUGNO 2026

La seduta inizia alle ore 11:20

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 23 del 9 giugno 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 22 del 26 maggio 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento intero.
Hanno comunicato la propria assenza l'Assessore Giacomo Bugaro e il Consigliere Luca Marconi.
Desidero rivolgere un saluto agli oltre 60 lavoratori dell'Electrolux presenti oggi in Aula. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari ha votato all'unanimità l’inserimento al primo punto dell'ordine del giorno della mozione inerente “Vertenza Electrolux”, firmata da tutti i capigruppo e sostenuta anche dal Consigliere Nobili, che per motivi professionali ci raggiungerà più tardi e ovviamente la firmerà mozione. Pertanto chiedo all'Aula di votare l'iscrizione della predetta mozione come primo punto dell'ordine del giorno.

Iscrizione della mozione n. 89. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Mozione n. 89
a iniziativa dei Consiglieri Putzu, Pasqui, Biondi, Sebastiani, Marinelli, Mancinelli, Caporossi, Seri, Ruggeri, G. Rossi, Nobili
“Vertenza Electrolux”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 89 dei Consiglieri Putzu, Pasqui, Biondi, Sebastiani, Marinelli, Mancinelli, Caporossi, Seri, Ruggeri, G. Rossi, Nobili.
La discussione generale è aperta, ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare le organizzazioni sindacali per aver sollecitato l'intero Consiglio regionale. Ringrazio tutti i capigruppo, in particolare quelli di opposizione, per aver condiviso questa mozione, di cui do lettura per chi non era presente.
Permettetemi di dire che il piano Electrolux non è accettabile. Credo che questa sia una voce che rappresenta non la maggioranza, ma tutti i Consiglieri regionali, a prescindere dal colore politico, dall'appartenenza politica.
Oggi siamo qui, su questo tema, a manifestare non solo vicinanza ai lavoratori, ma anche alle tante famiglie.
Soprattutto dobbiamo far capire all’azienda, con un gesto forte, che non è accettabile cercare di abbandonare la produzione in Italia e chiudere lo stabilimento a Cerreto d’Esi.
La mozione della vertenza Electrolux dice: “Premesso che l'Assemblea legislativa delle Marche esprime profonda preoccupazione per le intenzioni della multinazionale Electrolux, manifestate con la presentazione del piano industriale; Ritenuto che l'Assemblea legislativa delle Marche condivide la posizione espressa dalla Regione Marche al MIMIT nell'incontro del 25 maggio …”. Permettetemi di ringraziare il Presidente Acquaroli per aver subito, nell'incontro del 25 maggio, supportato le iniziative delle organizzazioni sindacali, soprattutto a tutela e a difesa della nostra regione, dei lavoratori e delle loro famiglie. “Electrolux deve ritirare il piano industriale e sedersi al tavolo con la volontà di individuare soluzioni condivise per la prosecuzione di tutte le produzioni in tutti i siti italiani, quindi, senza licenziamenti e senza chiusura; Confermato il pieno supporto e sosegno alle posizioni delle lavoratrici e dei lavoratori espresse a tutti i livelli dalle rappresentanze sindacali unitariamente - che ringrazio ancora - impegna la Giunta regionale a proseguire le azioni rivolte a sollecitare l'azienda affinché ritiri il piano industriale”
Concludo, ovviamente sono certo che ci sarà un voto unanime, ma soprattutto sarà un grande segnale nei confronti dei lavoratori e dell'azienda per far capire che su questo tema tutti noi siamo uniti a tutela delle imprese che investono, ma che devono continuare a far crescere le nostre terre, soprattutto a tutelare i tantissimi lavoratori che ancora oggi credono nell'Electrolux, credono nell'azienda e non è giusto che questa azienda riesca a chiudere gli stabilimenti in Italia, soprattutto quello nostro, per poi scappare all'estero. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. A nome del gruppo del PD e credo anche degli altri componenti della minoranza, esprimo il nostro sostegno convinto alla mozione che abbiamo condiviso in Conferenza di capigruppo, così come ha detto il capogruppo Consigliere Putzu, perché di fronte a questa situazione si è realizzata, questa volta, una cosa giusta. È bene che di fronte a questa situazione ci sia una posizione unanime, forte, chiara, senza distinzioni da parte dell'intero Consiglio regionale, quindi di tutte le forze politiche, di tutti i rappresentanti dei cittadini marchigiani. Ovviamente questo dà forza al Presidente della Giunta regionale quando parteciperà, come ha già fatto, ai tavoli a livello nazionale, dà forza al Governo nazionale perché possa nei confronti della multinazionale esercitare tutta la pressione necessaria affinchè si realizzi l'obiettivo che la mozione indica e cioè che la Electrolux ritiri il piano industriale, si sieda a un tavolo di possibile ricerca delle soluzioni, che non siano la chiusura degli stabilimenti e i licenziamenti.
Bene che questa volta noi tutti, la politica tutta, in questa sede si assuma le proprie responsabilità, faccia il proprio mestiere, dunque sostegno all'iniziativa che la Regione Marche porta avanti su questo tema.
E’ bene che sia così e non per generica retorica, ma perché sull'obiettivo chiaro, indicato nella mozione, c'è una convinzione reale di tutti gli schieramenti politici e questo, appunto, è un fatto positivo. Ciò, però, non potrà esimerci, nei giorni e nelle settimane prossime, da una riflessione altrettanto generale che dovrà riguardare la classe dirigente di questo Paese e di questa Regione, quindi anche il pezzo di classe dirigente che siede in questo Consiglio regionale. Dobbiamo interrogarci non per cercare colpevoli o capri espiatori, ma per cercare le cause e trovare le soluzioni ad un fenomeno preoccupante che ormai da anni interessa il nostro Paese e le Marche in particolare: il sistematico calo del manifatturiero del settore produttivo industriale che colpisce, ormai da anni, diversi importanti settori, non solo il bianco, di cui l'Electrolux è oggi un esempio, ma anche il settore della moda e tanti altri.
Ora bene che crescano altri comparti produttivi, ma il calo del manifatturiero, sistematico da anni in tutto il Paese, nelle Marche in modo assolutamente forte, purtroppo, e assai significativo, dovrà essere al centro della riflessione, dell'attenzione dell'iniziativa di Governo a livello nazionale, regionale e non solo, anche a livello europeo. Non possiamo semplicemente continuare a raccontarci che tutto va bene, che siamo un'eccellenza e poi perdere pezzi dell'industria e della manifattura ogni giorno. Oggi, però, è il giorno dell'unità e del sostegno sulla vertenza Electrolux. Quindi, grazie a tutti i Consiglieri che hanno sottoscritto la mozione. Grazie.

PRESIDETNE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per confermare che il Gruppo Lega è pienamente d'accordo sulla mozione che è stata presentata.
Condividiamo le preoccupazioni. Vorrei far notare che parliamo di uno stabilimento che è nelle aree interne, nelle aree colpite dal sisma. Quando parliamo di Zes che devono essere orientate verso i territori che sono in difficoltà e qui, spesso, c'è qualche divisione; ancora una volta ci troviamo di fronte a situazioni in cui non c’è quell’attenzione per le aree interne, magari per quelle colpite dal sisma.
Questo non è per il nostro Presidente, per la nostra Giunta, che hanno subito abbracciato questa iniziativa, sperando che si possa arrivare ad una conclusione, però io dico di stare attenti perché, soprattutto nelle aree interne, nelle aree in cui si hanno più difficoltà, abbiamo questi rischi. Dovremmo prevedere per questi territori delle misure di sostegno oltre alla Zes. è quello che si sta facendo, anche con il piano infrastrutturale. Abbiamo bisogno di tutto questo per non trovarci in queste situazioni.
La mia solidarietà e quella del gruppo va a tutti i dipendenti.
Io sono del territorio, sono appena a 10 chilometri di distanza, capisco le perplessità e le difficoltà non solo dell'Electrolux, ma di tutto l'indotto che va a essere colpito. Quindi l'incoraggiamento e cerchiamo tutti insieme…
L’atto di oggi è fondamentale affinché il Presidente, l'Assessore, tutta la Giunta, ma anche tutti noi Consiglieri diamo quel supporto necessario per evitare che ci siano, non voglio parlare, fatti spiacevoli per i nostri lavoratori, per i nostri dipendenti e per le aziende del nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. A nome del Gruppo e del movimento Civici Marche ho sottoscritto e voto convintamente questa mozione unitaria, che dà forza al lavoro già intrapreso dal nostro Presidente Acquaroli.
Invito, tra l'altro, i partiti presenti a far pressione il più possibile sui loro referenti romani, inclusi quelli all'interno del Parlamento europeo, perché credo che qui l'Europa abbia delle responsabilità. L'Europa ha delle responsabilità e, come diceva poc'anzi il collega Marinelli, non è che da una parte si possono concedere contributi per aiutare determinate aree e dall’altra si lasciano soli lavoratori e realtà già strutturate nei territori. Per questo votiamo in maniera convinta questa mozione.
Siamo vicini con il cuore e con gli atti. Spero che ognuno possa, al di là di questo atto, continuare a fare pressing, come ho detto prima, sulla propria rappresentanza perché questa situazione è totalmente intollerabile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Battistoni.

Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Intervengo naturalmente a sostegno della mozione presentata e sottoscritta da tutti i capigruppo perché venga ritirato il piano industriale di Electrolux assolutamente inaccettabile. Vorrei sottolineare che il gruppo Electrolux ha annunciato la chiusura del sito produttivo di Cerreto d’Esi nelle Marche, 1700 esuberi in tutta Italia, dopo aver beneficiato negli ultimi anni, negli ultimi 10 anni, di milioni di euro di contributi pubblici, nazionali ed europei, destinati a ricerca, innovazione, occupazione e transizione ecologica.
Solo negli ultimi 10 anni il gruppo ha beneficiato di oltre 12,7 milioni di euro di aiuti di Stato dall'Italia; nel novembre 2020 1,6 milioni di euro dal MIMIT a valere sul Fondo per la crescita sostenibile; nel febbraio 2024 quasi 3 milioni di euro dal MIMIT per un accordo di innovazione; tra novembre 2022 e febbraio 2026 Electrolux ha beneficiato di circa 1,4 milioni di euro di agevolazioni contributive per nuove assunzioni e stabilizzazioni. Inoltre, nel dicembre 2024 ha ottenuto oltre 200 milioni di euro dalla Banca europea per gli investimenti per attività di ricerca e sviluppo anche negli stabilimenti italiani.
Allora la domanda è semplice: com'è possibile che appena scadono i termini, i vincoli temporali per il mantenimento degli investimenti e delle assunzioni agevolate si chiudono gli stabilimenti e si licenziano migliaia di lavoratori?
Le norme europee vietano di utilizzare i fondi comunitari per finanziare delocalizzazioni tra gli Stati membri, eppure assistiamo troppo spesso a un meccanismo diverso, ma con lo stesso risultato. Si chiude in Italia e si apre dove il costo del lavoro è più basso, spesso in territori che ricevono importanti fondi di coesione europea, come Polonia. Questo non è sviluppo europeo. L'Europa deve scegliere da che parte stare, dalla parte della speculazione finanziaria o dalla parte del lavoro, delle comunità produttive e delle imprese realmente radicate nei territori.
Per questo chiediamo non solamente che venga ritirato il piano industriale, assolutamente inaccettabile per Cerreto d’Esi, per la Regione Marche e per l'Italia, ma che si arrivi anche a una discussione a livello europeo, ad una revisione delle regole sugli aiuti pubblici europei, perché chi riceve fondi pubblici europei non può licenziare in massa, chiudere i siti produttivi e trasferire capacità industriale in altri Paesi senza quantomeno restituire quello che ha ricevuto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Stamattina la politica dà un segnale molto importante di unità, di solidarietà nei confronti di voi tutti lavoratori che chiedete sostegno, chiedete lavoro, chiedete un futuro.
La politica ha questo tipo di onere e, al tempo stesso, ha la necessità di guardare alla programmazione anche a livello regionale, oltre che - come ha detto la Consigliera Battistoni - a livello europeo e nazionale, ad una programmazione a lungo termine.
Il piano industriale è semplicemente lo specchio di comportamenti opportunistici legati a visioni miopi, nonché dell’incapacità di cogliere quello che, da parte delle basi produttive delle singole aziende, in particolare aziende come questa, è un grande capitale da sviluppare.
In questa regione abbiamo la necessità di un piano strategico a lungo termine e su questo continueremo a batterci perché, in caso contrario, dovremmo assistere allo sfogliare della margherita, del fatto che, giorno dopo giorno, la manifattura e non solo venga meno, avendo di fronte una situazione rispetto alla quale nessun aiuto di Stato potrà intervenire. Quindi, con questi auspici noi vi siamo vicini, vi saremo vicini, faremo in modo che si superi questa brutta pagina e nello stesso tempo che si possano riporre le basi per un futuro migliore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico perché poi rischiamo di ripeterci, però una considerazione voglio portarla anch'io e mi rifaccio un po' anche a quanto detto.
Nei momenti di emergenza bisogna essere uniti nell’affrontare il problema, non si può lasciare solo chi si trova a subire queste scelte, queste situazioni.
Questa oggi è una bella risposta, però non può essere una semplice risposta. Vanno fatte delle analisi, che si faranno anche in un secondo momento, perché se accadono determinate situazioni ci sono sempre delle cause e non sono improvvise.
Il problema vero è che non si può sempre inseguire l'emergenza, l'emergenza a volte va prevenuta, va prevenuta con delle strategie. Lo ha ricordato prima, questa è una multinazionale che ha avuto contributi e aiuti molto consistenti sia dal nostro Paese sia dall'Unione Europea, dalla Banca europea, anche aiuti per incentivare le assunzioni, per tutelarle, quindi, diventa una doppia presa in giro questa situazione. Allora, qualche problema ce lo dovevamo porre.
Quando ci sono questi aiuti, determinati vincoli dovrebbero essere chiari e precisi sin dall'origine, non fare in modo che, un minuto dopo che queste cose decadono, ci sia la fuga, l'assalto alla dirigenza.
Queste sono riflessioni vere, ma vanno accompagnate, come si diceva. Non inseguire sempre l'emergenza, ma prevenire con delle strategie perché determinate situazioni non arrivano all'improvviso, sono date da un percorso, da situazioni contingenti, molto spesso annunciate.
Questa è una riflessione che va fatta, va messa a terra dopo aver risolto questo problema. E qui, ovviamente, l'intervento del Governo, del Ministero, come è stato richiesto, diventa fondamentale e importante; deve essere una posizione determinata e dura proprio per le ragioni che sono state dette perché hanno avuto tanto, quindi diventano anche immorali comportamenti come questi.
Una riflessione anche sul piano europeo, questo è un altro elemento vero. Quando ognuno cammina nella divisione e non si è uniti, poi questi aspetti emergono perché nelle scelte e nelle condizioni gli aiuti, se arrivano in Italia o in un altro Paese, devono avere le stesse condizioni, gli stessi vincoli. E’ troppo comodo per una parte poi trasferire i benefici in un altro Paese, europeista come sono. Anche questi sono temi del lavoro.
Tornando a noi, unità, determinazione, decisione assieme a chi ci rappresenterà in questi tavoli, ma parallelamente fare un ragionamento vero su quella che deve essere una vera strategia per questo territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anch’io ci tenevo ad intervenire per portare il saluto ai lavoratori di Electrolux, che sono qui, mio personale e anche del gruppo a cui appartengo, che è il Movimento 5 Stelle. Saluti, solidarietà e la promessa immancabile di un impegno affinché, non tanto oggi, si pervenga alla sottoscrizione, all'unanimità, di questa mozione ed anche alla sua votazione, ma soprattutto - quello che è stato detto in quasi tutti gli interventi che mi hanno preceduto - l'impegno da domani a lavorare, individuare le cause e trovare soluzioni che siano strategiche e strutturate sul nostro territorio, sulle inefficienze che sono state dette.
Un sistema che ci porta troppo spesso a trattare di queste crisi, negli anni passati ne abbiamo già affrontate altre, alcune con successo, altre un po’ meno. Mi auguro che la vostra situazione venga risolta il prima possibile.
Il nostro partito, il mio partito è sicuramente insieme a tutto il Consiglio regionale dalla vostra parte e farà quello che è possibile. Su questo vorrei tranquillizzare anche chi ha chiesto che i parlamentari si impegnino. So che è così e so che continueranno a farlo tutti nei propri ruoli perché c'è chi è al governo e c'è chi è all'opposizione, sia a Roma, sia qui in Regione, ma anche in Europa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, saluto i lavoratori, le lavoratrici oggi presenti e le organizzazioni sindacali. Intervengo con una profonda convinzione a sostegno di questa mozione. che ho sottoscritto, perché la vicenda Electrolux non riguarda soltanto uno stabilimento produttivo o un piano industriale, ma riguarda persone, famiglie, comunità e il futuro di un intero territorio.
Parlo anche da fabrianese, da persona che conosce bene cosa significhi convivere con le crisi industriali e con l'incertezza che esse portano nelle case dei lavoratori. Negli ultimi anni il nostro comprensorio ha pagato un prezzo altissimo. Abbiamo vissuto situazioni difficili che hanno coinvolto importanti realtà produttive del territorio, penso alle vicende che hanno interessato Fedrigoni, penso alla crisi che ancora oggi coinvolge Beko e penso a tutte quelle famiglie che hanno affrontato mesi, a volte anni, di preoccupazione per il proprio posto di lavoro.
Per questo la situazione di Electrolux non può essere considerata una questione isolata. Cerreto d’Esi e Fabriano condividono la stessa storia industriale, lo stesso tessuto economico e sociale, le stesse speranze e le stesse preoccupazioni. Quando un'azienda strategica entra in crisi a Cerreto d’Esi, l'intero comprensorio ne avverte le conseguenze. Dietro ai numeri ci sono persone, ci sono lavoratori che ogni giorno hanno contribuito con professionalità, sacrificio e competenza alla crescita dell'azienda. Ci sono famiglie che chiedono semplicemente una prospettiva, una certezza, la possibilità di continuare a costruire il proprio futuro nel territorio in cui vivono.
Per questo, ritengo importante e doveroso sottolineare la posizione assunta dalla Regione Marche attraverso il nostro Presidente Francesco Acquaroli con l'Assessore Tiziano Consoli. Un momento che ha espresso con chiarezza la propria contrarietà al piano industriale presentato dall'azienda e ha chiesto con fermezza il ritiro di una proposta che rischia di avere conseguenze pesantissime sul piano occupazionale e sociale. Una posizione netta, responsabile e condivisa che mette al centro la tutela del lavoro e la salvaguardia di un patrimonio produttivo che rappresenta un valore non solo per Cerreto d’Esi, ma per l'intera regione Marche.
Oggi dobbiamo mandare un messaggio chiaro. Le Marche non possono permettersi di perdere ulteriori presidi industriali. Non possiamo accettare che territori, che hanno già affrontato profonde ferite economiche e occupazionali, siano chiamati ancora una volta a pagare il prezzo di strategie industriali che non tengono conto delle persone e delle comunità.
Serve unità istituzionale, serve la capacità di far fronte comune al di là delle appartenenze politiche. Perché quando sono in gioco il lavoro, la dignità delle persone e il futuro delle nostre comunità non esistono maggioranza e opposizione, esiste soltanto il dovere di difendere il territorio.
Per questo ringrazio tutti i colleghi. A tutti i lavoratori di Electrolux, alle loro famiglie e alle amministrazioni locali coinvolte, voglio rivolgere un messaggio di vicinanza e di sostegno. Le istituzioni marchigiane sono al vostro fianco e continueranno a fare tutto ciò che è nelle loro possibilità. affinché vengano salvaguardati l'occupazione, la produzione e il futuro di questo importante sito industriale.
Per queste ragioni, a nome del gruppo Forza Italia, dichiaro un voto convinto a favore di questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Canafoglia.

Corrado CANAFOGLIA Grazie, Presidente. Innanzitutto un pieno sostegno ai lavoratori, alle lavoratrici dell'Electrolux che sono qua, che ci stanno guardando e sperano di trovare un ulteriore aiuto da quello che è il problema.
Oggi la politica ha dato un esempio positivo, estremamente positivo, perché siamo uniti e abbiamo dato una risposta importante e unita, non ci siamo divisi, però dobbiamo muoverci su due linee importanti perché mi metto nei panni di questi signori e di queste signore che oggi sono qui, ci stanno guardando e usciti da quest’Aula si diranno: “E adesso? Abbiamo incamerato anche dalla Regione dai Consiglieri regionali, dalla Giunta e dal Presidente il loro appoggio, ma usciti da quest’Aula dobbiamo avere qualcosa di concreto perché siamo giustamente preoccupati”.
Ricordo, anni fa, quando un'analoga crisi del fabrianese fece arrivare a Senigallia – io sono di Senigallia - tanti lavoratori a cercare lavoro, in alternativa a quello che era il loro stabilimento, e chiaramente il settore turistico riuscì ad assorbirne alcuni, ma chiaramente in maniera stagionale.
Due sono le direttive, non voglio tediare ulteriormente, non è questo, non c'è da fare niente, demagogia, ma essere soltanto preoccupati per loro, perché se loro stanno male, ricordatevi, stiamo male tutti perché la difficoltà che hanno tutte queste famiglie è un problema che abbiamo su tutto il territorio. So che il nostro Presidente, il nostro Governatore Acquaroli, la Giunta e il nostro governo nazionale si devono impegnare e devono usare tutto quello che è nelle loro possibilità per fermare l'ennesimo scempio che questi “prenditori”, non imprenditori, prenditori di contributi fanno in questi territori: arrivano, prendono i contributi, poi vanno in un altro Paese dove il prodotto chiaramente costa meno.
Per quanto riguarda la prima linea, la prima azione, chiaramente per quanto ci riguarda, la politica cosa deve fare? Deve stare lì a fare le barricate, deve cercare di far capire a questi signori…, come diceva appunto la collega Battistoni, che ha fatto un'analisi molto chiara e precisa sui numeri, perché il problema sono i numeri.
Questi signori hanno portato a casa tanto denaro, poi improvvisamente dicono: "Adesso non lo prendiamo più, ciao, arrivederci e grazie". Ma questo è un problema che ci dobbiamo porre e vado avanti.
Abbiamo più volte sentito il nostro Governatore parlare: dobbiamo fare una politica industriale seria, concreta e dobbiamo cercare di stare in guardia da queste imprese. Non sono imprenditori, sono dei finanzieri. Purtroppo, le nostre aziende vengono vendute ai fondi pensando di crescere, ma in realtà non si cresce in questa maniera. perché questi fondi fanno solo operazioni finanziarie, non fanno più impresa. Ricordatevi che all'interno della Costituzione si dice che l'impresa deve avere una funzione sociale, va bene il denaro per l'imprenditore, ma deve avere anche un'attenzione per i dipendenti, per il territorio. Bene, queste situazioni, purtroppo, portano al caso dell'Electrolux, quindi, aiutiamo queste persone che oggi sono questi nostri corregionali, che sono in difficoltà, con tutte le forze per non lasciarne a casa neanche uno.
Chiaramente non è una resa questa, ma laddove ci fosse una difficoltà, dobbiamo trovare il modo di far sì che queste persone possano avere una loro occupazione perché possano pagare i figli, avere il denaro per i loro figli, per i loro mutui, per i loro affitti e va via dicendo.
Quindi, non li dobbiamo abbandonare. Ma quello che dobbiamo fare, credo, è una politica industriale seria, ci dobbiamo porre un problema perché - l’hanno detto anche la capogruppo del PD Consigliera Mancinelli ed il Consigliere Seri - non possiamo più attendere ogni tanto crisi come queste. “Vediamo, gli aiutiamo, facciamo un po' di cassa integrazione”. Non è questa la politica industriale di un territorio.
Il sistema è entrato in crisi, prima avevamo il metalmezzadro, oggi abbiamo questi grandi gruppi che arrivano, comprano, prendono il know how, le fette di mercato e poi ci mandano perché trasferiscono in Turchia o in altri posti le nostre lavorazioni. Questo non lo dobbiamo più permettere. Noi dobbiamo trovare un modo, dobbiamo far sì che la nostra politica industriale eviti casi di questo genere perché non riusciamo ad assorbire continuamente crisi analoghe, perché oggi ricollochiamo, dobbiamo trovare il modo di sistemare i dipendenti dell'Electrolux, ma non ce lo possiamo permettere continuamente.
Ecco, l'impegno che quest’Assise, che questo consenso - parlo politico - deve porsi, che è quello di inquadrare e qui occorre un'attività bipartisan perché non c'è né destra né sinistra. Dobbiamo far sì che ci sia una politica realmente industriale, ma direi realmente imprenditoriale, possibilmente favorendo le persone del territorio ed evitando che arrivino da fuori soggetti che creano i capannoni e, dopo aver preso i contributi, non si vedono più.
Concludo, un abbraccio e un pensiero forte a voi, soprattutto alle vostre famiglie. Non vi abbandoneremo, le vostre difficoltà riguardano per primo voi, ma se voi state male il problema ricade su ognuno di noi indirettamente, quindi non possiamo assolutamente abbandonarvi. Forza perché insieme possiamo farcela. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie Presidente. Ho ascoltato il contributo di tutti i Consiglieri. Credo che oggi sia una buona pagina politica che si rivolge ad una situazione particolarmente complessa, che stanno affrontando tutti i lavoratori di Electrolux. Quando ci sono unità di intenti e la valutazione complessiva di intervenire e prendere cognizione di una problematica che riguarda i lavoratori, un sito produttivo del nostro territorio regionale, credo che vada segnalato e penso che sia un aspetto molto importante.
E’ un segnale di vicinanza a tutti i lavoratori, che saluto. Con loro abbiamo parlato più volte, con le sigle sindacali ci siamo incontrati. Noi siamo vicini a voi in questa battaglia, non vi lasceremo soli in questo cammino che dovremo percorrere assieme.
È chiaro che con il Presidente Acquaroli si è svolta un'attività complessa, che ha portato avanti con serietà, con consapevolezza anche intervenendo in maniera importante sul Ministro. Il Ministro Urso ha dichiarato il piano non ricevibile, inaccettabile ed ha richiesto la ridisegnazione di una programmazione finanziaria di un nuovo sviluppo delle attività di impresa di Electrolux.
Tra l'altro stridono in maniera evidente anche i numeri che ci ha mostrato al MIMIT Electrolux, dove la stessa società per il sito di Cerreto d’Esi ha previsto un incremento di produzione di attività, a conferma, evidentemente, che non c’è un problema di natura finanziaria, posto che la holding di Electrolux ha avuto nell'ultimo bilancio di 800-900 milioni di euro di utile, che ha ridistribuito, così ci hanno spiegato. Ma evidentemente questo fa sorgere un problema che è ancora un po’ più complesso, quello della strategicità dell'investimento sui siti produttivi e sui marchi che l'Electrolux ha a disposizione.
Quindi, credo che la Regione Marche debba sostenere in maniera convinta le iniziative dei lavoratori e delle sigle sindacali, chiedendo e confermando naturalmente il ritiro e l'inaccettabilità di questo piano industriale, Naturalmente chiederemo questo con forza anche nell'incontro che faremo il 15. Dopo il primo incontro il Ministro è stato lapidario nel chiedere a Electrolux una rivisitazione dell’intero assetto documentale del piano industriale, che era stato testè descritto.
Ci auguriamo che le sorti di questa vertenza, se unite assieme e confermate da una volontà comune anche in Consiglio regionale, possano determinare una soluzione positiva e, soprattutto, tutelare la realtà economica, industriale e produttiva di un territorio che non può essere cancellata dalle mosse di alcune multinazionali che stanno collocandosi sul mercato, smembrando determinate aziende e poi chiudere i siti industriali.
Su questo dovremmo tutti quanti fare una battaglia comune ed impedire che per poche percentuali di punti di perdita o di riduzione delle capacità produttive, come Electrolux ci ha dimostrato a Roma al tavolo del MIMIT, si verifichino altre parallele ipotesi di questo genere, con crisi aziendali che potrebbero moltiplicarsi nel corso del tempo.
È chiaro che va fatta una politica di settore, secondo me, specifica, sia sul bianco che sull'automotive, e la presa di cognizione dovrà essere fatta sia dall'Europa sia dal Governo nazionale, naturalmente oltre alla battaglia che continueremo a fare nell'interesse di tutti i lavoratori e del sito produttivo, che rappresenta una realtà importante della nostra produzione marchigiana, in una comunità che ha già avuto difficoltà, tra il fabrianese e Cerreto d’Esi, per queste problematiche aziendali, industriali che dovremmo cercare di risolvere una volta per tutte.
Ci auguriamo che la forza e la spinta che questo Consiglio regionale può dare alla Giunta esecutiva, al Presidente Acquaroli e al sottoscritto sia confermabile attraverso delle azioni che potremmo congiuntamente fare nell'interesse delle nostre comunità. Grazie.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, chiudo la discussione.
Ha la parola il Presidente. Acquaroli.


(in fase di completamento)