Resoconto della seduta n.28 del 21/07/2026
SEDUTA N. 28 DEL 21 LUGLIO 2026

La seduta inizia alle ore 11:00

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 28 del 21 luglio 2026. Comunico che il processo verbale della seduta n. 27 del 7 luglio 2026 sarà distribuito insieme a quell'odierno e sucessivamente saranno sottoposti all'approvazione dell'Assemblea legislativa regionale. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dell’articolo 53 del Regolamento interno, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento intero.
Hanno chiesto congedo: l'Assessore Consoli e la Consigliera Ruggeri.
Prima di iniziare i lavori, desidero esprimere, a nome mio e dell'intero Consiglio regionale delle Marche, la più sincera e convinta solidarietà al collega Andrea Cardilli per il gravissimo e inaccettabile messaggio di cui è stato destinatario.
Augurare la morte a una persona non rappresenta una forma di dissenso, non è una critica e non può trovare alcuna giustificazione nel confronto, anche duro, che accompagna la vita politica. È un gesto vile, tanto più perché compiuto nascondendosi dietro l'anonimato, che deve essere condannato senza esitazioni e senza distinzioni di appartenenza.
Ad Andrea, alla sua famiglia e alle persone che gli sono vicine giunga l'abbraccio di tutta quest’Assemblea.
La violenza verbale, l'odio e l'intimidazione non possono trovare spazio nelle nostre comunità e non fermeranno chi ha scelto di servire le istituzioni e i cittadini con impegno e senso del dovere.
Caro Andrea, questo Consiglio regionale è al tuo fianco.

(Applausi)

Dobbiamo votare l'iscrizione al punto 3 bis della proposta di legge n. 64, ad iniziativa della Giunta regionale: “Disposizioni per la valorizzazione e la riqualificazione dei centri storici, dei luoghi del commercio di particolare interesse e delle attività economiche che concorrono alla salvaguardia delle caratteristiche socioculturali dei luoghi”.
Ricordo anche che gli emendamenti potranno essere presentati fino alle ore 12.00.
Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Già abbiamo avuto modo di dire in Commissione, e vogliamo ribadirlo anche qui, in Aula, con forza, che questa proposta di legge è sostanzialmente una presa in giro per i cittadini. Ma questo lo diremo nel merito della discussione.
Il fatto che sia stata presentata e fatta passare con votazione a maggioranza, attraverso la procedura d'urgenza, rasenta il ridicolo.
In una situazione in cui non è urgente affrontare, con proposte serie, i problemi che tutti i giorni scoppiano sul fronte della sanità, con pericolo addirittura, a volte, di vita delle persone, in cui non è urgente affrontare con una discussione seria e con proposte efficaci il tema delle infrastrutture, in cui non è urgente affrontare i mille problemi che i cittadini vivono tutti i giorni, è urgente approvare in Aula una legge che, per di più, non servirà a niente. A niente, se non a prendere in giro e a fare fuffa e propaganda.
Questa è, come dire, la coerente svolta propagandistica del contenuto della legge. Quindi noi, come abbiamo già fatto in Commissione, non solo voteremo contro l'inserimento all'ordine del giorno di oggi al punto 3 bis, se non vado errata, ma denunceremo all'esterno questa forzatura procedurale. Non solo la forzatura procedurale in sé è sempre disdicevole, ma è relativa a uno strumento che non solo non ha niente di urgente, ma non avrà nessuna efficacia concreta. Quindi, il voto contrario del gruppo del PD e, credo di poter dire, anche dell'intera opposizione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. L'esercizio della capogruppo del Partito Democratico è davvero retorico, abbastanza capzioso, perché mescolare i temi non è affatto corretto.
L'urgenza sulla sanità e sulle infrastrutture è qualcosa che questo Governo Acquaroli ha ben chiaro da sei anni e tanti sono i risultati. Ma è evidente che una procedura d'urgenza su questa proposta di legge non va a inficiare il grande lavoro che su tutti i temi si sta facendo.
La cosa più importante da dire in questa sede, in questo tipo di intervento, perché si tratta di un intervento ben preciso che non lascia spazio, forse, a tanti giudizi politici o a esercizi di retorica, è che il termine ultimo per il passaggio in Aula di questa proposta di legge era ben noto a tutti. È stato concordato all'interno delle precedenti Conferenze dei Capigruppo, come lei, capogruppo, saprà.
Il termine ultimo del passaggio in Aula è stato rispettato perché la procedura è andata bene, tutto è andato come preventivato, come ampiamente concordato e approvato anche in sede di Capigruppo. Quindi, chiedo l'inserimento di questa proposta di legge al punto 3 bis dell'ordine del giorno odierno. Grazie.

PRESIDENTE. Iscrizione della proposta di legge n. 64. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Interrogazione n. 287
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Caso XY – tutela della continuità assistenziale, del diritto alla salute, della dignità e libertà personale di un cittadino di cui agli artt. 32 e 3 Costituzione”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 287 del Consigliere Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Tocca a me perché sono l'unico, bene. Io non ero ancora preparato, ma andiamo subito alla risposta che viene fornita dall'ARS, che ci dice, ovviamente, che la titolarità e la responsabilità della definizione dei percorsi terapeutico-assistenziali e amministrativi dei pazienti sono in capo all'Azienda sanitaria locale competente per territorio, che, nel caso di specie, non risulta essere la Regione Marche, ma la Regione Puglia. Quest'ultima ha la disponibilità di garantire alla persona la tipologia di percorso residenziale idoneo alle attuali condizioni cliniche.
Penso, tuttavia, che, se c'è un contatto diretto di questa struttura (che non è codificata, quindi non sappiamo quale sia), personalmente non ho problemi a cercare un contatto con il mio omologo della Regione Puglia.
Questo è chiaro. E’ ovvio che ci sono dei percorsi entro i quali ci dobbiamo muovere e un amministratore navigato come il Consigliere Cesetti lo sa.
Personalmente mi prendo la briga di chiamare il mio omologo, l’Assessore alla salute e benessere della Regione Puglia, per vedere se c'è una risoluzione e, nel caso, mettere in contatto gli uffici.
Mi pare un po' strana la situazione e, se c’è, trovo che un'esigenza come questa possa arrivare anche in maniera diretta all'Assessore. Ho l'impressione che si tratti di una struttura della provincia di Fermo, mi viene da dire, forse, addirittura, della città che ho amministrato. Mi viene così, un po' da veggente.
Invece di fare questo giro con i nomi cifrati… Almeno a me arrivano i nomi cifrati, probabilmente per questioni di privacy. Comunque, mi metto sempre a disposizione laddove posso.
Ovviamente non ci sono poteri direttamente esecutivi su questo, ma certamente di contatto e di verifica per vedere se c'è una soluzione con la Regione Puglia. Questo è chiaro. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, della disponibilità che ha manifestato. Questo è molto importante perché l'interrogazione, come sempre, è stata fatta dietro segnalazione precisa e scritta.
Assessore, io non potevo intervenire e relazionarmi direttamente con lei perché queste questioni bisogna tenerle sotto un profilo formale.
Il caso è quello di un uomo affetto dalla nascita da una patologia rara, grave e progressiva, diagnosticata in modo definitivo nel 1999 presso la Clinica neurologica dell'Ospedale regionale di Torrette.
La condizione di quest'uomo comporta, tra l'altro, una tetraparesi severa e un'insufficienza respiratoria restrittiva.
È ospite dal 1992 in una comunità della regione Marche, della nostra provincia di Fermo, lo ha detto l'Assessore, io non volevo dirlo, che ha sempre garantito un livello di assistenza medica, riabilitativa e personale. Quest'uomo è da 34 anni che si trova nella regione Marche, all'interno di questa struttura che gli garantisce assistenza.
Oggi, siccome è originario della Regione Puglia, l'AST competente di quella Regione dice che quest'uomo deve essere trasferito presso una struttura della regione Puglia. Sotto il profilo formale, che cosa vogliamo obiettare?
Quindi, non potevo relazionarmi direttamente con l'Assessore perché sarebbe suonata come un'impropria raccomandazione. Per questo l'ho posta sotto l'aspetto formale.
Ringrazio l'Assessore per la disponibilità oggi manifestata in Aula, perché questo significa che si fa carico di interagire con il suo omologo, come io chiedo, affinché questa persona resti nelle Marche e non venga sradicata dal suo ambiente di vita dopo 34 anni, in quelle condizioni. Tra l'altro, nelle vicinanze c’è un centro altamente specializzato come quello di Ancona, che può garantirgli anche la continuità assistenziale e cure. Questo va fatto.
Ringrazio l'Assessore e sono certo che lo farà con celerità, interagendo con la Regione Puglia e con il suo omologo, perché quest'uomo resti nella nostra regione Marche, dove sta da oltre 30 anni. Grazie.

Interrogazione n. 311
a iniziativa del Consigliere Seri
“Programmazione degli investimenti e degli acquisti di beni e servizi nell’Azienda ospedaliera universitaria delle Marche (AOUM)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione l’interrogazione n. 311 del Consigliere Seri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado a rispondere narrando quanto trasmessomi dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche.
In relazione all’interrogazione n. 311, preliminarmente, si ritiene opportuno richiamare la funzione e la natura della programmazione triennale degli acquisti e degli investimenti prevista dalla normativa vigente.
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche ha operato nel pieno rispetto delle disposizioni del Decreto legislativo n. 36 del 2023 e dei principi di programmazione, trasparenza, economicità, efficacia e buon andamento dell’azione amministrativa, nonché degli indirizzi e delle linee metodologiche pubblicate dal Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica (DIPE) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in materia di partenariato pubblico-privato.
Lo scopo della programmazione è quello di individuare, in via prognostica e preventiva, le esigenze dell’amministrazione e le modalità di soddisfacimento delle stesse al fine di garantire trasparenza, corretta pianificazione delle risorse e piena conoscibilità delle scelte programmatorie da parte degli organi istituzionali, degli operatori economici e dei cittadini.
In particolare, l’istituto del partenariato pubblico-privato, che ricomprende la concessione, la finanza di progetto, la locazione finanziaria e il contratto di disponibilità, la normativa stabilisce che le pubbliche amministrazioni adottano il programma triennale delle esigenze pubbliche idonee a essere soddisfatte attraverso forme di partenariato pubblico-privato.
È pertanto evidente che il concetto di idoneità richiamato dalla norma non implica alcun obbligo di ricorrere al partenariato pubblico-privato, ma individua esclusivamente ambiti potenzialmente suscettibili di essere valutati attraverso tale strumento. Si tratta, quindi, di una fase prodromica e persino potenziale, non ancora attuativa.
Lo stesso articolo 175, comma 2, prevede infatti che il ricorso al partenariato pubblico-privato sia subordinato a una preventiva valutazione di convenienza e fattibilità, finalizzata ad accertare:
• l’effettiva sostenibilità economica e finanziaria dell’operazione;
• il corretto rapporto tra costi e benefici;
• la congrua allocazione dei rischi;
• la capacità di generare innovazione;
• la compatibilità con gli equilibri di bilancio dell’ente.
L’inserimento di possibili iniziative nei documenti di programmazione triennale costituisce, quindi, un adempimento previsto dalla normativa vigente e risponde altresì all’esigenza di assicurare la massima trasparenza amministrativa, consentendo all’amministrazione di individuare preventivamente gli ambiti teoricamente suscettibili di essere soddisfatti mediante forme di partenariato pubblico-privato, senza che ciò comporti alcuna decisione di realizzazione degli interventi, alcun affidamento né l’assunzione di obbligazioni giuridiche o finanziarie.
In coerenza con quanto evidenziato dal Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il partenariato pubblico-privato rappresenta uno degli strumenti che le amministrazioni possono valutare per la realizzazione e la gestione di opere e servizi pubblici, nell’ottica di promuovere innovazione, efficienza e ottimizzazione delle risorse pubbliche.
Alla luce di tali presupposti normativi e metodologici, l’Azienda si è limitata a individuare, in sede programmatoria e anche in considerazione delle numerose manifestazioni di interesse e proposte formulate dagli operatori economici - cosa che accade anche quando siamo Sindaci, per esempio - alcuni segmenti di attività potenzialmente suscettibili di valutazione mediante strumenti di partenariato pubblico-privato.
Si evidenzia, altresì, che l’inserimento di tali ipotesi nella programmazione non costituisce riconoscimento di interesse pubblico, approvazione dell’intervento, autorizzazione alla realizzazione dell’opera o del servizio, né assunzione di impegni economici da parte dell’Azienda.
Ogni eventuale proposta deve essere, infatti, sottoposta ad autonoma istruttoria tecnica, economica, finanziaria e giuridica, finalizzata a verificare la convenienza per l’amministrazione rispetto alle modalità tradizionali di approvvigionamento e la piena rispondenza all’interesse pubblico.
A conferma della rigorosità dell’azione amministrativa adottata, tutte le proposte di partenariato pubblico-privato ad oggi pervenute all’Azienda, ai sensi dell’articolo 193, comma 3, del Decreto legislativo n. 36 del 2023, sono state valutate negativamente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Le dico che non sono soddisfatto della risposta che ho appena ricevuto.
Alcune considerazioni. La prima riguarda il comportamento del Direttore, che non è un caso isolato. Troppo spesso ci stiamo abituando a risposte che arrivano dai tecnici e non dalla politica.
Quando un Consigliere regionale presenta un’interrogazione, deve avere una risposta politica e questa non può essere anticipata sulla stampa dal direttore di turno. Anche perché ci si pone una domanda: sono stati delegati a rappresentare la politica sanitaria della nostra Regione oppure no? Immagino che non sia così.
Se così non è, esistono regolamenti e penso che sia giunto anche il momento di censurare determinati comportamenti.
Giustamente, alla domanda sulla proroga non ha risposto, perché aveva già fornito un’ampia risposta nell’interrogazione nella seduta precedente. Tuttavia, anche su questo oggi mi sento di dire, alla luce delle dichiarazioni lette e della risposta ricevuta, che manca l’elemento essenziale: le ragioni che hanno portato ad assumere questo provvedimento, che non sono chiare e, anzi, non sono state proprio enunciate.
Per quello che riguarda i partenariati pubblico-privato, anche qui si procede a vista.
La normativa dichiara…. È vero che esiste un prima e un dopo il Codice degli appalti, ma per quanto riguarda i PPP non è cambiato assolutamente nulla. Sia con la normativa precedente sia con quella attuale si richiedono determinati comportamenti alle amministrazioni.
Nello specifico, bisogna manifestare chiaramente quando esiste un reale interesse. Perché, se così non è, si rischia di inviare messaggi sbagliati al mercato.
Sappiamo benissimo che chi intende partecipare deve investire risorse significative e affrontare percorsi importanti e così facendo…
Se si vuole dare trasparenza, come è stato detto e scritto, lo si può fare indicando chiaramente che non esiste un interesse da parte dell’amministrazione.
Leggendo anche la risposta data da lei, Assessore, emerge inoltre un’incongruenza. Il Direttore smentisce notizie apparse sulla stampa di dichiarazioni informali emerse da riunioni interne, in relazione alle quali, invece, alcuni dirigenti - non cito i nomi per correttezza - sostengono esattamente il contrario, censurando determinati comportamenti.
Detto questo, e visto che mancano pochissimi secondi, la vera riflessione è la seguente: si sta facendo una reale analisi e una vera verifica di quanto sta accadendo?

Interrogazione n. 327
a iniziativa del Consigliere Ausili
“Potenziamento delle cure palliative”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 327 del Consigliere Ausili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Un ringraziamento al Consigliere Ausili, non ci siamo messi d'accordo, né il coordinamento dell'Aula è stato così preciso e perfetto tanto da portare oggi il fatto che nella giornata di ieri, in Giunta, abbiamo approvato il piano di potenziamento delle cure palliative nella nostra Regione.
A questo piano di potenziamento va una parte vincolata del fondo regionale, poiché per gli anni 2026-2027, da due anni, una parte del fondo sanitario incrementativo nazionale è vincolata per le cure palliative.
Allora, prendo una parte della relazione dalla delibera di ieri, con cui vado, in maniera un po' sintetica, a descrivere le azioni di potenziamento.
Innanzitutto sui posti letto degli hospice: sono circa 25 i posti letto in più previsti, alcuni sono in via di apertura. Parlo del rafforzamento di Fossombrone, che passa da 10 a 19. Oggi praticamente tutto è pronto, tuttavia bisogna eseguire dei lavori di adeguamento dell’impianto antincendio relativi ai precedenti 10 posti. Per questo i pazienti saranno temporaneamenti spostati nel nuovo reparto e una volta conclusi i lavori avremo 19 posti complessivi. Si parla di fine anno-inizio anno prossimo, tanto per capirci, perché è un tema già conosciuto.
Poi abbiamo da attivare 6 posti all'ex Umberto I e 10 posti ad Offida. Questo per quanto riguarda i 25 posti.
C’è un incremento molto importante dovuto agli hospice e ci sono anche, parimenti rilevanti, le unità domiciliari.
Altrettanto fondamentale è il piano di rafforzamento del personale. Sono 9 i medici palliativisti che dovranno essere assunti. Vado anche a individuare dove: 2 all'AST di Pesaro Urbino, 1 all'AST di Ascoli Piceno, 1 all'AST di Fermo. Tra l'altro ho visto che è partito da poco il concorso per l'AST di Fermo, perché è arrivato l’articolo 9 in Giunta.
Questi sono alcuni degli incrementi previsti per quanto riguarda i medici domiciliari, mentre per gli hospice sono previsti 2 medici a Pesaro Urbino, 1 medico all'AST di Macerata e 1 medico palliativista all'AST di Ancona. Ecco i 9.
Poi sono anche richieste, e questo è molto importante secondo me, le figure di 3 psicologi e di 3 assistenti sociali, in quanto il tema delle cure palliative non è strettamente medico, ma spesso è legato all'aspetto psicologico e alla presa in carico dell'intero nucleo familiare.
Abbiamo anche la previsione di molti OSS e infermieri, divisi tra hospice e cure domiciliari. Voglio dirlo, per il Centro di riferimento regionale per le cure palliative pediatriche, quindi il Salesi, sono previsti 7 infermieri e 6 OSS.
Ovviamente dovremo monitorare che queste azioni vengano portate avanti come Regione, nella consapevolezza della difficoltà di reperire, a volte, medici palliativisti. Non è scontato riuscire a trovarli. Purtroppo, ci sono alcune professionalità per le quali si registra una carenza a livello nazionale.
Questo è quello che abbiamo approvato appena ieri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Direi una coincidenza provvidenziale, se vogliamo. Molto bene.
Da questa risposta usciamo rinforzati nelle nostre convinzioni, nei nostri auspici. Da parte nostra va innanzitutto il ringraziamento a tutte le strutture già esistenti e agli operatori sanitari che tanto fanno nell'ambito delle cure palliative già ora, sapendo bene che le cure palliative sono uno strumento prioritario per dare assistenza ai nostri malati, ai nostri malati gravi, anche in fase terminale.
Dal mio punto di vista, dal nostro punto di vista, permettetemi di dirlo, il tema delle cure palliative è anche una premessa essenziale che va posta prima di aprire ogni discussione nell'ambito del fine vita. Perché? Perché il concetto che sta alla base, il principio di riferimento di tutto questo discorso, è la dignità: la dignità della vita umana, che è una dignità ontologica, che quindi è al di sopra e al di là di quelle che possono essere le condizioni specifiche della vita del soggetto (condizioni economiche, di territorio, di appartenenza) o del momento in cui la vita si manifesta, dal concepimento fino alla fine naturale.
Con le cure palliative portiamo su questo territorio un'appropriatezza clinica, ma anche una qualità della vita per le persone destinatarie di questo tipo di interventi.
Dalla sua risposta, Assessore, cogliamo alcuni elementi, già deliberati, di massimo interesse, che sono in linea con la normativa nazionale, che negli ultimi anni ha cercato di puntare molto sul potenziamento delle reti di cure palliative, anche in termini di maggiori risorse.
Su questi punti noi siamo al suo fianco, al fianco di questo Governo regionale, per attuare pienamente, anche con le nostre AST e con l'Azienda ospedaliera, gli intendimenti sacrosanti nei quali crediamo tutti. Grazie.

Interrogazione n. 226
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Fondi destinati alla linea ferroviaria Adriatica”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 226 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. I Consiglieri interrogano per sapere, riassumo sintetizzando, quali sono le attuali condizioni di finanziamento e lo stato dell’arte sul potenziamento della linea ferroviaria adriatica.
Ovviamente, per rispondere alle interrogazioni, abbiamo sentito anche gli uffici competenti e Rete Ferroviaria Italiana, che ci ha relazionato quanto segue.
Innanzitutto, non risulta, per quanto in nostro possesso, il definanziamento citato nelle interrogazioni di 163 milioni di euro, citato proprio in premessa all’atto ispettivo, che sarebbe stato operato a luglio 2025. Al contrario, Rete Ferroviaria Italiana ci comunica che il decreto del MEF di riparto del fondo a favore delle amministrazioni centrali dello Stato per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, del 13 ottobre 2025, ha previsto un rifinanziamento per 142,8 milioni di euro a valere sul capitolo di bilancio 7.122 “Alta Velocità - Linea Adriatica”.
Rete Ferroviaria Italiana informa poi di aver sviluppato il documento di fattibilità delle alternative progettuali di una nuova linea ad alta velocità estesa a tutta la direttrice Bologna-Lecce, ricordando che la precedente impostazione, che prevedeva il potenziamento della linea esistente mediante varianti di tracciato e bypass, non avrebbe assicurato pienamente il raggiungimento degli obiettivi in termini di riduzione dei tempi di percorrenza e di incremento della capacità.
Rete Ferroviaria Italiana sta svolgendo, dunque, ulteriori analisi, attualmente in corso, finalizzate ad approfondire il livello di studio delle singole tratte, sottolineando come la programmazione finanziaria sarà possibile, per Rete Ferroviaria Italiana, solo a valle degli esiti delle valutazioni in corso, che potranno portare anche a ottimizzazioni della configurazione dei lotti.
Attualmente, il finanziamento disponibile a legislazione vigente è pari a circa 4,3 miliardi di euro.
Con riferimento ai punti 5 e 6 dell’interrogazione, RFI comunica che il piano investimenti nella Regione Marche prevede 2,4 miliardi di euro di interventi già finanziati.
Tra questi:
• il raddoppio della linea Orte-Falconara tra Genga e Serra San Quirico, i cui lavori sono in fase avanzata di realizzazione;
• il raddoppio, già in corso, del collegamento ferroviario Albacina-PM 228, ovvero il raddoppio del collegamento tra la Civitanova Marche-Albacina e la Orte-Falconara;
• l’elettrificazione, la velocizzazione, l’eliminazione delle interferenze e l’adeguamento delle opere d’arte della linea Civitanova Marche-Albacina, con lavori anche qui in fase avanzata di realizzazione;
• interventi in corso di upgrading dei sistemi di sicurezza e di segnalamento su tutta la rete ferroviaria marchigiana, con obiettivi di miglioramento delle performance e incremento degli standard di sicurezza;
• infine, interventi di manutenzione straordinaria con il rifacimento completo della linea sulla direttrice Ascoli Piceno–Porto d’Ascoli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. L’interrogazione che avevo presentato il 10 aprile nasceva dalla forte preoccupazione emersa in quel momento circa il possibile definanziamento di risorse destinate al potenziamento della linea ferroviaria adriatica e al progetto dell’alta velocità e alta capacità.
In seguito anche alle diverse proteste e polemiche di quei giorni, per fortuna un emendamento che era già stato presentato in Parlamento non è stato discusso. Quindi, per fortuna, è stata fatta retromarcia su delle risorse che, invece, sarebbero state tolte a quelle già previste dal Governo Draghi per la velocizzazione della tratta Bologna-Lecce.
Con il mio atto chiedevo alla Giunta regionale, però, di chiarire quali azioni intendesse intraprendere nei confronti del Governo per tutelare gli investimenti destinati alle Marche.
Lei oggi mi dice che questi investimenti non sono in discussione e va benissimo, ma mi ha anche detto che, per intervenire, attenderemo la programmazione solo dopo l’esito della configurazione dei diversi lotti.
Ed è proprio questo il problema, Assessore Baldelli: che si continua a perdere tempo. Me l’ha confermato lei poco fa con il suo intervento.
Noi abbiamo già un progetto di fattibilità, con il percorso già tracciato per l’arretramento della ferrovia nel tratto Pesaro-Fano, e questo Governo non sta facendo nulla per intervenire.
Sono già tre anni che, con risorse messe a disposizione dal Governo Draghi, non si fa nulla, perché continuate a dire che volete aspettare il progetto complessivo della Bologna-Lecce. Nel frattempo, però, noi continuiamo a perdere mesi e anni, con risorse già accantonate e con un progetto esecutivo già pronto.
Tutti sanno che il punto in cui è necessario intervenire è quello di Pesaro, più o meno all’altezza di Gradara, dove la tratta ferroviaria fa una curva a gomito che fa già perdere troppo tempo al percorso sulla linea adriatica. Quindi, perché non iniziare da lì?
Credo che debba essere una priorità per questa Giunta regionale, per il Governo Acquaroli e per lei come Assessore alle infrastrutture, chiedere di partire proprio da questo punto, dall’arretramento del percorso tra Pesaro e Fano. Poi si svilupperà tutto il percorso nella direttrice adriatica, nella dorsale da Bologna a Lecce. Anche perché, notizia delle ultime settimane, la dorsale adriatica è stata inserita dall’Europa nella rete TEN-T. Quindi credo che non ci sia più tempo da perdere. Anzi, sarebbe interesse di tutta la nostra regione mettere tra le priorità proprio quel tratto, quello tra Pesaro e Fano, in cui c’erano già le risorse. Me l’ha confermato lei stesso: 2,4 miliardi di euro…

Interrogazione n. 324
a iniziativa dei Consiglieri Barbieri, Ausili
“Misure di digitalizzazione e semplificazione delle procedure di verifica degli abbonamenti nominativi nel trasporto pubblico locale regionali“
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 324 dei Consiglieri Barbieri, Ausili
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. I Consiglieri interroganti Nicola Barbieri e Marco Ausili chiedono alla Giunta regionale, e all’Assessore competente, alla luce delle iniziative già promosse dalla Regione Marche in termini di bigliettazione elettronica e digitalizzazione del trasporto pubblico, nonché del confronto costante con le aziende esercenti il servizio, come la Giunta regionale possa fornire un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei relativi interventi, sulle ulteriori implementazioni attualmente previste e se l’evoluzione dei processi di digitalizzazione in corso possa consentire, nel prossimo futuro, l’introduzione di modalità idonee a superare le criticità emerse ed evidenziate dagli interroganti.
La Regione Marche, Consiglieri, ha finanziato, promosso e supervisionato l’implementazione del sistema chiamato “Marta” per la digitalizzazione del sistema di bigliettazione e di controllo sul trasporto pubblico locale su gomma.
In questo caso, vorrei ringraziare anche l’Assessore che mi ha preceduto, che ha lavorato intensamente anche su questo progetto.
L’implementazione graduale del sistema ha comportato l’introduzione della digitalizzazione, innanzitutto con riferimento al biglietto di corsa semplice, ma progressivamente si procederà anche all’introduzione di nuovi abbonamenti in formato digitale, che porterà a breve al superamento della circostanza segnalata dagli interroganti.
La Giunta regionale, con propria deliberazione n. 601 del 26 maggio 2026, approvando la relazione prevista dall’articolo 14 del decreto legislativo n. 201 del 2022, ha dato avvio, in conformità alle norme nazionali ed europee, alla procedura per il nuovo affidamento del servizio di trasporto pubblico locale su gomma, extraurbano e urbano nelle Marche, indicando espressamente tra gli obiettivi strategici dell’affidamento quelli dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione.
In sostanza, la nuova gara dei servizi su gomma rappresenta un’occasione di modernizzazione e digitalizzazione del trasporto pubblico locale delle Marche, attraverso l’introduzione di strumenti e modalità innovative al servizio dell’utenza, quali, ad esempio, la bigliettazione contactless, logiche di applicazione automatica delle migliori tariffe e lo sviluppo di sistemi di informazione in tempo reale, che riteniamo necessari proprio per l’ottimizzazione del servizio.
Grazie ai Consiglieri interroganti per queste ulteriori precisazioni che mi hanno permesso di fare in Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Barbieri.

Nicola BARBIERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta.
Ho sottoscritto questa interrogazione insieme al Consigliere Ausili perché ritenevamo importante portare all’attenzione del Consiglio regionale una questione concreta, emersa dalle segnalazioni di cittadini, in particolare giovani, studenti e pendolari che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico locale.
Siamo soddisfatti della risposta perché conferma l’impegno dell’Assessorato e della Giunta regionale nel percorso di digitalizzazione del servizio e nello sviluppo sempre più avanzato del sistema di bigliettazione elettronica.
L’interrogazione è stata anche l’occasione per avere un aggiornamento sull’avanzamento dei relativi interventi che sta portando avanti la Giunta regionale: un percorso, Assessore, che condividiamo pienamente e che riteniamo fondamentale per rendere il trasporto pubblico sempre più moderno e vicino alle esigenze dei cittadini.
L’obiettivo della nostra interrogazione era proprio quello di sensibilizzare e individuare soluzioni migliorative nei confronti di quegli utenti che, pur essendo in regola con l’abbonamento, sono impossibilitati, al momento del controllo, a esibire il supporto cartaceo, evitando quindi l’applicazione di sanzioni.
La ringrazio, quindi, per aver individuato misure di digitalizzazione e semplificazione, come ad esempio l’abbonamento digitale sugli smartphone e le smart card, che sicuramente vanno incontro a queste esigenze.
Tenuto conto dell’evoluzione del sistema Marta, così come emerso anche da un confronto con il Settore Mobilità e TPL della Regione Marche, chiediamo che sia valutata la possibilità di verificare l’effettiva titolarità dell’abbonamento anche con la semplice esibizione del documento di riconoscimento, tramite consultazione da remoto del database, in modo tale che il controllore possa verificare l’effettiva titolarità ed evitare, appunto, la sanzione all’utente.
Naturalmente saranno necessarie anche delle rivisitazioni della legge regionale del 2009, aggiornandola in considerazione delle evoluzioni tecnologiche in corso.
Siamo certi che il lavoro avviato porterà soluzioni sempre più efficaci e rispondenti alle esigenze degli utenti e degli operatori del settore. Grazie.

Interrogazione n. 335
a iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Criticità della superstrada Ascoli-Mare e iniziative nei confronti di Anas per la sicurezza della circolazione e il completamento dei lavori”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 324 dei Consiglieri Barbieri, Ausili
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Gli interrogativi posti li ha già sintetizzati lei, quindi vado direttamente alla risposta.
In relazione a questa interrogazione abbiamo sentito gli uffici regionali e anche ANAS, ente gestore del raccordo autostradale n. 11, arteria di proprietà statale.
L’Assessorato alle Infrastrutture e alla Viabilità ha convocato, proprio su questo tema, in data 30 giugno 2026, un tavolo di confronto avente ad oggetto, tra l’altro, i lavori che interessano il raccordo autostradale 11 tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.
Al tavolo hanno partecipato il Comune di Ascoli Piceno, ANAS Marche e Rete Ferroviaria Italiana.
Ad esito del tavolo, la Regione Marche ha chiesto e ottenuto da ANAS la sospensione dei cantieri lungo questo raccordo autostradale per tutto il mese di agosto 2026.
La Regione Marche ha inoltre concordato l’istituzionalizzazione e l’attivazione di un tavolo di confronto permanente tra Regione, Comuni insistenti lungo la direttrice Ascoli Piceno–San Benedetto del Tronto, ANAS e Rete Ferroviaria Italiana, per condividere la programmazione dei futuri interventi e la relativa gestione dei cantieri.
Il raccordo autostradale 11 Ascoli Piceno–San Benedetto del Tronto rappresenta un’arteria strategica e, per questo, negli ultimi anni la Giunta regionale ha chiesto e ottenuto da ANAS un’attenzione concreta alla riqualificazione e al potenziamento della sicurezza dell’infrastruttura, attraverso l’impiego di oltre 50 milioni di euro di risorse e, soprattutto, con il passaggio da una logica meramente reattiva, di riparazione del guasto, a una gestione organica e pianificata degli interventi, con una strategia di manutenzione e rigenerazione di questa importante arteria del Piceno.
Tra gli altri interventi, ANAS ha già provveduto, proprio per quegli standard di sicurezza richiamati correttamente dagli interroganti:
• al risanamento profondo dei piani viabili e alla stesa di una pavimentazione drenante su tutta l’estensione del raccordo autostradale, intervento del valore di circa 18 milioni di euro;
• alla posa in opera dei New Jersey di nuova generazione NDBA ANAS, che rappresentano un importante miglioramento in termini di sicurezza, per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro;
• al ripristino del viadotto del Tronto tra gli svincoli di Castel di Lama e Spinetoli, sanandone le carenze strutturali, per un valore di 6 milioni di euro;
• al ripristino del cavalcavia danneggiato al km 7+200, per circa 1,5 milioni di euro;
• alla riqualificazione dei cavalcavia tra il km 0+260 e il km 26+300, per circa 1 milione di euro.
Ringrazio gli interroganti per avermi consentito di precisare anche questi ulteriori interventi che riguardano il territorio del Piceno e per la sensibilizzazione che abbiamo effettuato insieme all’Amministrazione comunale di Ascoli Piceno nei confronti di ANAS e, nel contesto, anche di Rete Ferroviaria Italiana, per una maggiore informazione ai Comuni interessati dai lavori.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta.
Le anticipo che si tratta di una risposta della quale sono parzialmente soddisfatto, non completamente. Le dirò poi il perché.
Le informazioni che oggi mi ha dato sono state condivise anche ieri nel Consiglio comunale aperto di Ascoli Piceno, richiesto dalla minoranza del Comune e accolto dal Sindaco, dove è stato ricordato, appunto, questo incontro del 30 giugno 2026.
Benissimo. Peccato che questo il tavolo di incontro con ANAS poteva essere aperto anche agli altri Sindaci della Superstrada Ascoli Mare. È stato coinvolto soltanto il Sindaco di Ascoli Piceno.
Il sospetto che la questione voglia essere tenuta soltanto da una parte politica è venuto, e questo cozza un po’ con il clima di concordia e l’atmosfera di collaborazione che ieri si è respirata all’interno di quel Consiglio comunale aperto, nella consapevolezza che un’infrastruttura come l’A14 è essenziale.
Spero che i prossimi tavoli permanenti siano aperti a tutti i soggetti, compresi i Consiglieri regionali, sia di maggioranza sia di minoranza, non per altro, ma semplicemente perché ciascuno può dare il proprio contributo.
Le questioni fondamentali restano quelle che, in parte, ha toccato: sicuramente la sicurezza e un’informazione dettagliata, verificabile, con documenti certi, non solo alla cittadinanza ma anche e soprattutto ai Sindaci, che possano trasmettere ai propri cittadini quali cantieri sono aperti, quali sono le interruzioni e quali sono i pericoli che nella superstrada possono presentarsi. Chiedendo, inoltre, a ANAS, se possibile, un investimento ancora maggiore sui dispositivi di sicurezza durante i cantieri, per consentire che siano ridotte al minimo le distrazioni.
C’è poi una questione molto importante: che questa concordia tra le parti politiche si trasformi, appunto, in reale operatività, anche con scadenze certe. Ho letto, per esempio, dopo il tavolo della Prefettura, che ANAS si è impegnata a concludere il cantiere sull’Ascoli Mare entro dicembre 2026. Benissimo. Monitoriamo e verificheremo. Speriamo che questo impegno sia mantenuto.
La questione centrale, però, è questa: ne abbiamo parlato anche in occasione di un’altra interrogazione e di una mozione. Il sud delle Marche, purtroppo, è funestato dal problema delle infrastrutture. Questi problemi si legano a quelli che conosciamo tutti dell’A14 e a quelli che abbiamo affrontato anche in Consiglio sulla Salaria, con la galleria di Trisungo.
Insomma, è un problema strutturale che va affrontato dalla Regione con provvedimenti strutturali e di emergenza. Ne torneremo a parlare.
(in fase di completamento)