Resoconto della seduta n.7 del 23/12/2025
SEDUTA N. 7 DEL 23 DICEMBRE 2025
La seduta inizia alle ore 10:30
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 7 del 23 dicembre 2025. Do per letto il processo verbale della seduta n. 6 del 16 dicembre 2025, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Dobbiamo iscrivere all'ordine del giorno quattro atti:
- proposta di atto amministrativo n. 3,
- proposta di atto amministrativo n. 1,
- proposta di legge 14,
- proposta di legge 15.
Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 3. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 1. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Iscrizione della proposta di legge n. 14. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Iscrizione della proposta di legge n. 15. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Proposta di atto amministrativo n. 3
ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza
“Bilancio di previsione finanziario 2026-2028 dell'Assemblea legislativa regionale”
(Discussione e votazione)
PRESIDEDNTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 3 dell’Ufficio di Presidenza. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Lo Statuto della Regione Marche afferma il principio di autonomia organizzativa, finanziaria e contabile del Consiglio regionale. La legge regionale 30 giugno 2003 n. 14 “Riorganizzazione della struttura organizzativa del Consiglio regionale” ha dato attuazione a tali principi.
L'autonomia del bilancio consiliare è, altresì, riconosciuta dalla normativa nazionale ad opera del decreto legislativo n. 118 del 2011, che ha introdotto l'armonizzazione dei bilanci pubblici e, con particolare riferimento ai bilanci consiliari, ha sostituito nelle fonti la legge n. 853 del 1973, con decorrenza dall’1 gennaio 2015 e all'articolo 67 ha stabilito che l'autonomia contabile del Consiglio regionale deve essere assicurata dalle Regioni sulla base delle disposizioni statutarie. Pertanto, il Consiglio regionale delle Marche approva il bilancio di previsione finanziario 2026/2027/2028 secondo lo schema uniforme previsto per tutte le Regioni, ossia con le previsioni di entrata per Titoli (fonte di provenienza) e Tipologie (in base alla natura) e le previsioni di spesa per Missioni (funzioni principali, obiettivi strategici perseguiti dall'ente) e Programmi (aggregati omogenei di attività) volti a perseguire gli obiettivi definiti nell'ambito delle Missioni.
Le previsioni finanziarie di durata triennale, con carattere autorizzatorio e aggiornamento annuale, rappresentano il quadro delle risorse che il Consiglio regionale prevede di acquisire ed il relativo impiego, secondo le Missioni, i Programmi e le attività che l'amministrazione intende realizzare, in coerenza con quanto previsto nella relazione programmatica del triennio.
L'Ufficio di Presidenza approva il Documento tecnico di accompagnamento al bilancio, costituito, per ciascun esercizio finanziario del triennio, dalla ripartizione dell'unità di voto del bilancio in categorie e macroaggregati, ed il bilancio finanziario gestionale consistente nella ripartizione per ciascun esercizio delle categorie e dei macroaggregati in capitoli, ai fini della gestione e della rendicontazione.
Si precisa che l'Assemblea legislativa delle Marche non costituisce il fondo crediti di dubbia esigibilità in sede di bilancio di previsione, poiché le entrate sono costituite per il 99% da trasferimenti della Regione Marche. In particolare, nel bilancio assembleare sono state individuate quattro Missioni: Missione 1 “Servizi istituzionali generali e di gestione”; Missione 5 “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”; Missione 20 “Fondi e accantonamenti” e Missione 99 “Partite di giro”.
La Missione 1 “Servizi istituzionali generali e di gestione” contiene le spese inerenti il funzionamento a supporto delle attività istituzionali dell'Assemblea legislativa regionale, dei suoi organismi inerenti nonché degli organismi regionali di garanzia.
La Missione 5 “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali” comprende le spese relative alla biblioteca dell'Assemblea legislativa, intesa come polo di promozione della cultura e conservazione del patrimonio bibliotecario.
La Missione 20 “Fondi e accantonamenti” contiene i fondi di riserva.
La Missione 99 “Partite di giro” contiene le somme trattenute e pagate per conto terzi in virtù di disposizioni di legge.
Le Missioni sono poi suddivise in Programmi, i quali rappresentano gli aggregati omogenei delle attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell'ambito delle Missioni medesime.
Nella Missione 1 sono previsti i seguenti Programmi: Programma 1 “Organi istituzionali” nel quale sono inclusi i capitoli di spesa relativi all'attività di supporto all'Assemblea ed agli altri organismi interni, tra cui rientrano anche le indennità dei Consiglieri, le spese per la comunicazione istituzionale ed il cerimoniale, le retribuzioni corrisposte ai dipendenti assegnati ai gruppi consiliari, nonché al funzionamento degli organismi regionali di garanzia.
Programma 2 “Segreteria generale”, sono inclusi capitoli relativi al supporto tecnico operativo e gestionale delle attività deliberative degli organi istituzionali, compresi gli adempimenti in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.
Programma 3 “Gestione economica, finanziaria, programmazione e provveditorato”, nel quale sono inclusi i capitoli relativi al funzionamento dei servizi per la programmazione economica e finanziaria in generale, quali ad esempio spese per il funzionamento dell'ente, per l'acquisizione di beni e dei servizi per l'utenza e le manutenzioni.
Programma 7 “Elezioni, consultazioni popolari, anagrafe e stato civile”, che è stato istituito nell'esercizio 2016, per le spese inerenti la campagna referendaria svoltasi in quell'anno e non più utilizzato.
Programma 8 “Statistiche e sistemi informativi”, nel quale sono inclusi i capitoli di spesa relativi ai servizi informatici dell'ente, nonché allo sviluppo, all'assistenza, alla manutenzione dell'ambiente applicativo.
Il Programma 10 “Risorse umane” comprende i capitoli di spesa relativi al personale dell'Assemblea legislativa regionale, sia per il trattamento fondamentale che per i fondi contrattuali decentrati, nonché per il personale esterno.
All'interno della Missione 5 “Tutela e valorizzazioni dei beni e delle attività culturali” è previsto il Programma 2 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale”, nel quale si trovano i capitoli di spesa relativi all'acquisizione di beni e servizi della biblioteca dell'Assemblea legislativa.
Nella Missione 20 “Fondi ed accantonamenti” sono inclusi due Programmi, il Programma 1 “Fondo di riserva” (per spese impreviste, spese obbligatorie, spese legali) ed il Programma 3 “Altri fondi”, nel quale è iscritto il fondo indennità di fine mandato e previdenza dei Consiglieri regionali.
Infine, nella Missione 99 è inserito il Programma 1 “Servizi per conto terzi e partite di giro”, che comprende le spese per le ritenute previdenziali, assistenziali ed erariali per trasferimenti per conto terzi.
Bilancio di previsione, Titoli e Tipologie.
Nel Titolo “Trasferimenti correnti” sono iscritti in appositi capitoli separati di entrata i fondi per il funzionamento dell'Assemblea legislativa regionale, i fondi per le funzioni proprie del Corecom, i fondi per l'attività del Garante, i fondi per l'attività della Commissione pari opportunità. Tutte queste somme sono iscritte nel bilancio della Regione Marche.
In apposito capitolo di entrata, separato, sono iscritti i fondi per le funzioni delegate del Corecom Marche trasferiti dalla AGCOM.
Il totale dei trasferimenti correnti dal bilancio della Regione al bilancio dell'Assemblea legislativa ammonta per il 2026 a 22.851.000 euro - leggo chiaramente solo la parte consistente, tralascio le virgole – per il 2027 a 22.805.000 euro e per il 2028 a 22.805.000 euro.
Nel Titolo 3 “Entrate extratributarie” sono iscritte le somme versate all'Assemblea legislativa per interessi attivi e canoni per l'utilizzo della sede assembleare, nonché restituzioni di somme da parte degli ex Consiglieri regionali e del personale.
Per il triennio è stata prevista la somma di 200.000 euro a cui si aggiungono le ritenute effettuate mensilmente ai Consiglieri regionali per l'indennità di fine mandato, 138.000 euro, che confluiscono nel fondo indennità di fine mandato per un totale entrate extratributarie pari a 338.00 euro.
Le entrate del Consiglio sono accertate e incassate nel bilancio e faranno parte dell'avanzo da restituire alla Regione dopo l'approvazione del rendiconto.
Nel Titolo 9 “Servizi per conto terzi, partite di giro” sono iscritte le somme per le ritenute previdenziali, assistenziali ed erariali per i trasferimenti per conto terzi.
Dati finanziari complessivi. Nell'impostazione della proposta di bilancio di previsione finanziaria 2026/2027/2028 si è cercato di razionalizzare la spesa, riqualificandola in relazione alle reali esigenze funzionali e agli obiettivi concretamente realizzabili, tenuto conto del programma annuale dei contratti, orientata ai principi di prudenza, che mira al giusto equilibrio tra l'obiettivo di fornire le risorse necessarie al funzionamento dell'organo consiliare e la volontà di non aumentare il fabbisogno.
Nella parte della spesa del bilancio di previsione finanziaria 2026/2027/2028 sono iscritte le previsioni di competenza per ciascun anno, di cassa per il solo 2026, articolate in Commissioni e Missioni così descritte: spese di competenza, che ammontano per il 2026 a 23.305.000 euro e rispettivamente per il 2027 ed il 2028 a 23.259.000 euro ed entrate di competenza per le stesse somme.
Il fabbisogno degli organismi regionali di garanzia ammonta a 315.696 euro per il triennio.
Andamento dei trasferimenti della Regione al bilancio dell'Assemblea legislativa. I dati assestati sono i seguenti: nel 2025 - 24.212.000 euro, nel 2026 - 22.851.000 euro, scusate c'è un refuso, nel 2028 - 22.805.000 euro. La spesa per il triennio ritorna in linea con l'assestato 2024, in diminuzione rispetto al 2025, anno dell'avvio della XII^ legislatura, ove sono iscritte le spese per la manutenzione ordinaria dell'edificio e acquisto di attrezzature destinate ai Consiglieri e relative strutture.
Si evidenzia che circa l'88% delle spese sono obbligatorie in quanto si riferiscono a indennità dei Consiglieri, vitalizzi agli ex Consiglieri, retribuzioni del personale e dei dirigenti assegnati agli uffici consiliari, personale dei gruppi consiliari e delle segreterie dell'Ufficio di Presidenza.
Il quadro generale ha portato l'Ufficio di Presidenza ad assumere un approccio improntato a criteri di particolare prudenza ed essenzialità, soprattutto per quanto riguarda le spese di funzionamento. Tale criterio permette di monitorare il fabbisogno consiliare anche al fine di non generare importanti avanzi di amministrazione.
Il bilancio pluriennale 2026/2028 diminuisce del 12% rispetto al 2025 assestato. In base ai bilanci di previsione 2025/2026 la diminuzione si registra principalmente nel Programma 1 “Organi istituzionali” per effetto delle spese che si verificano alla conclusione di ogni legislatura, non ripetibili, come l'indennità di fine mandato dei Consiglieri. A ciò si aggiunge una contrazione delle spese per gli organismi di garanzia e l'adeguamento delle spese del personale, secondo gli stanziamenti convenuti con la Giunta regionale per garantire il rispetto del limite di spesa.
Il bilancio pluriennale per il triennio 2026/2028 presenta alcune variazioni necessarie nelle spese di funzionamento.
Le spese di competenza previste per il 2026 - spero di riuscire nei minuti - ammontano complessivamente a 23.305.000 euro, di cui 22.851.000 provenienti dal bilancio regionale, 115.000 euro quali contributi della AGCOM e 200.000 euro quali somme da restituire alla Regione a seguito di entrate proprie, infine 138.000 euro quale fondo di accantonamento per il fine mandato, alimentato dalle ritenute effettuate mensilmente ai Consiglieri sull'indennità di carica.
Le spese per il funzionamento del Consiglio al netto degli organismi di garanzia ammontano a 22.651.000 euro.
Passando all'esame analitico della ripartizione delle somme complessive del bilancio tra le Missioni e Programmi nei quali si articola la spesa assembleare si evidenzia quanto segue: Missione 1, relativa ai servizi istituzionali, generali e di gestione, lo stanziamento previsto ammonta a 22.881.000 euro al lordo degli organismi di garanzia e corrisponde alla quasi totalità delle spese assembleari.
Al suo interno il Programma 1 “Organi istituzionali” prevede una spesa totale per il 2026 di 13.691.000 euro, formata dal fabbisogno per il funzionamento dell'Assemblea, che equivale a 13.376.000 euro, e da quella degli organismi regionali di garanzia, che ammonta a 315.000 euro.
Relativamente a detto Programma, rispetto allo stanziamento assestato del 2025, si registra una diminuzione complessiva delle spese, esclusi gli organi di garanzia, del 9,84%.
Al momento della previsione non è iscritta la somma per la restituzione dei contributi previdenziali, non essendo ancora pervenute domande. In corso di esercizio si provvederà, in caso di richieste, a richiedere alla Regione la somma necessaria.
Diminuisce anche il fabbisogno per i vitalizi a causa dei decessi intervenuti nel 2025.
Sono state rideterminate anche le somme destinate ai potenziali beneficiari del trattamento previdenziale e dell'IRAP.
Nel programma sono presenti gli stanziamenti per le iniziative ed i progetti dell'Ufficio di Presidenza, che restano in linea con i dati degli anni precedenti.
Nel Programma 1 sono iscritti anche i capitoli riferiti al personale dei gruppi consiliari e al personale del Gabinetto del Presidente. La programmazione della spesa è descritta nel Programma 10 “Risorse umane”.
Per le Autorità di garanzia si rappresenta un fabbisogno totale di 315.000 euro.
Il Corecom per l'esercizio delle funzioni delegate ha proposto la somma di 115.000 euro, pari all’ammontare del contributo a AGCOM. Le spese relative alle funzioni proprie del Corecom finanziate dal bilancio regionale ammontano per il 2026 a 45.000 euro e si riferiscono alle spese per il funzionamento del Comitato e per il programma di attività del comitato stesso.
Per quanto riguarda il Garante regionale dei diritti alla persona, lo stanziamento per 2026 ammonta a 120.000 euro. Lo stanziamento per l'attività della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna è individuato per l'anno 2026 nella misura di 35.000 euro. Lo stanziamento complessivo delle Autorità di garanzia subisce una forte contrazione rispetto all'anno precedente, dovendo garantire nel complesso una spesa per il bilancio regionale in linea con quella approvata per il triennio 2025/2027.
Programma 2 “Segreteria generale”, la spesa per il 2026 ammonta a 111.000 euro, stabile rispetto al 2025 assestato.
Il Programma 3 “Gestione economica finanziaria programmazione e provveditorato” prevede per l'anno 2026 uno stanziamento totale di 1.234.000 euro, con un aumento dell'11% rispetto al 2025 assestato. Il Programma coglie la quasi totalità delle spese di funzionamento, l'aumento è dovuto al fatto che per il 2026 sono previsti e necessari, secondo il piano dei contratti, nuovi affidamenti.
Per il Programma 8 “Statistiche e sistemi informativi” la spesa per il 2026 ammonta a 421.000 euro, in aumento rispetto al 2025 assestato del 17,5% per via dell'acquisto di dotazione informatica per i dipendenti, l'aumento dei costi relativi alla convenzione con la Regione Marche per i servizi infrastrutturali e la stipula di nuovi contratti per la gestione la contabilità del personale.
Programma 10 “Risorse umane” ... Chiedo se mi può essere dato un po' di tempo perché purtroppo …
PRESIDENTE. Vicepresidente, ci siamo dati la regola.
Giacomo ROSSI. Va bene, vado avanti.
C'è il Programma 10 “Risorse umane” ... A questo punto non lo leggo, però metto a disposizione la relazione, che ho cercato di fare in maniera dettagliata - ringrazio anche i miei assistenti - che sintetizza tutto quanto, magari può essere utile, quindi per chi la vuole la metto a disposizione al tavolo.
Sono state fatte anche delle razionalizzazioni che riguardano sia gli organismi consiliari, che le spese, per dire, della biblioteca. E’ stata fatta una razionalizzazione importante, sicuramente positiva perché le spese che sono state …
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Cercherò di essere quasi telegrafico, però credo che la discussione del bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa sia rilevante - siccome è la prima - per porre un tema che già abbiamo affrontato la scorsa legislatura.
Ci ha detto il Vicepresidente, anche in modo abbastanza puntuale, che le risorse di questo bilancio sono necessarie per garantire l'autonomia organizzativa del Consiglio regionale in tutte le sue strutture. Autonomia organizzativa assolutamente necessaria per garantire la funzione principe che viene assegnata all'Assemblea legislativa dalla Costituzione, che è la funzione legislativa, che deve essere garantita in tutta la sua pienezza perché l'istituzione Regione, lo ricordo a me stesso, si articola nella funzione del Presidente, della Giunta, che è sua emanazione, ma la funzione legislativa è del Consiglio regionale, che è un organo, come anche l'Ufficio di Presidenza è un organo nell'organo previsto dalla nostra Costituzione. Va da sé che l'autonomia è tutto, non è soltanto l'autonomia organizzativa, le risorse per pagare le nostre indennità o gli stipendi del personale dipendente, ma per garantire l'efficacia e l'efficienza delle leggi.
Allora, noi ci siamo trovati …, vedo l'Assessore Bugaro che ascolta con attenzione, anche perché mi pare sia stato componente in passato di quest’Assemblea legislativa. Ricordo, ad esempio, che nella scorsa legislatura troppe volte ci siamo trovati in sede di Commissione dove le nostre proposte di legge, ma per la verità anche quelle dei colleghi di maggioranza, passatemi questo termine poco elegante, venivano stoppate perché non c'erano le necessarie risorse finanziarie. Ogni volta non c'era la copertura, si doveva ricorrere, diciamo, a mendicare presso la struttura del bilancio affinché ci fossero le risorse necessarie per procedere all'approvazione delle leggi. Ricordo, ne parleremo dopo, tra l'altro lo dice anche il Crel, una nostra proposta di legge sul reddito di libertà per le donne vittima di violenza, per compensare l'insufficienza dei fondi nazionali, sulla quale c'era unanimità. Ricordo le dichiarazioni dell'allora capogruppo Ciccioli in IV Commissione o del Consigliere Baiocchi. Venimmo nominati relatori io e la Consigliera Menghi, eravamo tutti d'accordo, poi però non c'erano le risorse minime per andare avanti. Era ovviamente una scusa perché la maggioranza da una parte si diceva d'accordo e dall'altra non voleva intestare a noi quella legge, quindi quella delle risorse era una scusa per non andare avanti. Ma non può essere così, perché l'autonomia legislativa deve spiegarsi in tutta la sua forza e appunto … Pensate, oggi noi votiamo il bilancio, che si fa con legge e siamo noi che lo approviamo, vero Assessore Bugaro? La Giunta lo propone, ma, ricordo a me stesso, può essere emendato ed anche stravolto. Allora, noi dobbiamo essere messi nella condizione di poter fare questo.
Mi rivolgo al Presidente, all'Ufficio di Presidenza, perché questa sia l'occasione - e termino - per rivendicare dalla Giunta regionale, dalla struttura del Dipartimento bilancio della Giunta regionale, che però deve avere un input politico, la messa a disposizione delle risorse necessarie, non solo per approvare le leggi, ma per poterle attuare.
Tra l'altro, termino, questa indicazione ce la dà con forza la Corte dei Conti che in sede di parifica, ma non solo, anche nel corso dell'anno, più volte ha lamentato nei confronti di quest’Assemblea legislativa il fatto che le leggi non vengono finanziate, non c'è la copertura per approvarle o non vengono finanziate una volta approvate, tant'è che sono inefficaci e riduce questa Assemblea legislativa ad una sorta di orpello formale della Giunta. Questo non può essere. Non sarà, Presidente Pasqui, e spero anche che la sua Presidenza possa segnare una discontinuità rispetto al passato, dove comprensibilmente c'era quasi la volontà di uniformarsi al volere della Giunta. Non può essere, il Consiglio-Assemblea legislativa è un organo dell’istituzione Regione Marche, deve essere messo nella condizione di poter espletare le sue funzioni, su tutta la funzione legislativa, con l’autonomia che gli viene assegnata dalla Costituzione, deve avere a disposizione le risorse necessarie. La prego di farsi latore di questo nostro invito nei confronti del Presidente della Giunta regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento n. 1 a firma dei Consiglieri Pasqui, Rossi. E’ stato illustrato anche alla Conferenza dei capigruppo.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Voglio evidenziare in conclusione che, come ha detto il Presidente Pasqui, è stato presentato un emendamento al bilancio del Consiglio finalizzato al finanziamento degli incrementi conseguenti al rinnovo contrattuale ed al pagamento dei relativi arretrati da destinare al personale del comparto, nonché all'attuazione dell'articolo 7 ter della legge regionale n. 23 del 1995.
L'emendamento si è reso necessario per allineare le previsioni del bilancio del Consiglio a quelle del bilancio regionale. L’allineamento non è stato effettuato in sede di approvazione della proposta di bilancio, approvato dall'Ufficio di Presidenza, poiché la comunicazione sull'esatto ammontare delle partite finanziarie coinvolte sono pervenute in data 18 dicembre 2025, quindi dopo che il bilancio era stato approvato Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico. Il Consigliere Cesetti mi ha stimolato una riflessione perché l'essenza del ruolo che svolgiamo è quella di collaborare nell'elaborazione delle proposte di legge, al di là delle massimi sistemi, delle massime riflessioni, attraverso gli ordini del giorno che hanno un'efficacia, se non di pensiero, realmente poco produttiva e chi viene anche da esperienze amministrative - qui siamo in tanti - si riduce a svolgere un ruolo avvilente se non si può essere protagonisti con azioni vere. Quindi sottoscrivo le riflessioni poste poc'anzi perché bisogna creare tutte le condizioni per poter esercitare fino in fondo questa attività.
Mi ricollego anche ad un altro elemento perché molte volte la politica rischia di essere ipocrita e condizionata anche dai dibattiti, diventa timida e non svolge il proprio ruolo. Secondo me è giunto il momento di avere un po' di coraggio e di dire anche alcune volte cose che all'opinione pubblica non possono far piacere. A cosa mi riferisco? Al fatto che i gruppi consiliari, come i gruppi parlamentari, devono avere un minimo di dotazione per poter esercitare le proprie attività, ma poi basta uno starnuto, ci si intimorisce perché magari l'opinione pubblica usa parole forti, per cui la politica non svolge più il proprio ruolo, che è uno dei mali della politica di oggi, che delega più all'opinione che non al coraggio di attività. Lo dico come elemento di riflessione, anche se ora sono in una timida fase iniziale di studio, di inserimento in questo ruolo. Secondo me bisognerebbe avere il coraggio di dire che per fare questa attività occorrono delle risorse, che in passato c'erano, magari non utilizzate al meglio. Quando si sbaglia la soluzione non è annullare tutto e creare più danni che benefici, ma è quella di essere seri, di dare regole certe, di mettere nelle condizioni di esercitare il proprio ruolo. Allora, perché non riaprire un dibattito, Presidente, con serietà - questa è responsabilità - pensando al prossimo futuro, non negli anni, ma più avanti, creando un gruppo di lavoro che possa ripristinare un minimo di risorse che possano mettere nelle condizioni di poter esercitare il ruolo che siamo qui chiamati a svolgere.
Ultimissima cosa, questa riguarda solo il mio gruppo, qui c'è un'organizzazione che in qualche modo andrebbe un po' rivista per mettere tutti nelle stesse condizioni. Parlo dei gruppi monocratici, attualmente sono l'unico gruppo monocratico, che non ha lo stesso diritto di dotazione degli altri perché …
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Sì, sull'emendamento, mentre avremo una posizione diversa sul bilancio dell'Assemblea.
Sull'emendamento dichiaro il voto favorevole del nostro gruppo, trattandosi, come si è già illustrato in sede di Conferenza dei capigruppo, di modifiche all'impostazione del bilancio dell'Assemblea. Atti conseguenti, dovuti in particolar modo nei confronti del personale, spesa per gli adeguamenti contrattuali del personale che ovviamente ci vede d'accordo e per questo voteremo a favore.
Ciò non toglie che il giudizio complessivo sul bilancio dell'Assemblea, che esprimeremo successivamente, non sarà dello stesso tenore, ma sull'emendamento specifico dichiariamo il voto favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 3, così come emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 1
ad iniziativa della Giunta regionale
“Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026-2028 della Regione Marche”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 1 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Grazie colleghi. In qualità di relatore di maggioranza presento alla vostra approvazione la proposta di atto amministrativo concernente il Documento di economia e finanza regionale 2026-2028.
Come ben sapete è importante anche ricordare che si inserisce in una struttura a rete con altri atti e strumenti della programmazione regionale, ad esempio il PIAO, ognuno dei quali in aderenza al quadro normativo svolge anche un ruolo di coordinamento di specifici ambiti, inoltre, indica il raccordo puntuale sia con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sia con la struttura organizzativa della Regione Marche.
Non è un libro dei sogni, né rappresenta il semplice rispetto di un obbligo di legge, è uno strumento normativo per l'articolazione delle linee strategiche del programma di Governo.
La proposta del DEFR della Regione Marche rappresenta il primo step della nuova legislatura per l'attuazione del programma “Più Marche: la forza dei risultati, il futuro da costruire insieme”, sulla base del quale i marchigiani ci hanno rinnovato la fiducia nelle ultime elezioni regionali.
Per questo vorrei parlare di un'analisi, ovviamente superficiale, delle direttrici, che articolano e descrivono secondo la griglia delle Missioni e dei Programmi, introdotta dal decreto legislativo n. 118/2011. Appare evidente la continuità con il cambio di paradigma nella visione, nell'approccio della programmazione e nella gestione amministrativa, che hanno contraddistinto la legislatura 2020/2025.
Oggi come allora l'azione amministrativa regionale è improntata al realismo, alla flessibilità operativa necessaria alla luce non solo di contesti socio-politici ed economici, a cui si sono aggiunte nuove e complesse criticità a livello internazionale, ma anche delle strategie e degli strumenti di cui le Marche possono finalmente avvalersi grazie ad un intenso, tempestivo e proficuo lavoro della filiera con il governo nazionale. Mi riferisco alla zona economica speciale che qualcuno in campagna elettorale definiva la zona elettorale speciale.
Ovviamente poi abbiamo visto che era la vera zona economica speciale, approvata con la legge n. 171 del 18 novembre 2025, che apre importanti opportunità per imprese e territori, grazie alla semplificazione amministrativa, la cosiddetta autorizzazione unica, ed ai bonus occupazionali integrati con lo strumento del credito d’imposta riservato per legge ai territori ammessi agli aiuti di Stato.
Il confronto con la Commissione europea, già avviato, intende ridefinire il perimetro territoriale di applicazione della misura del credito di imposta.
Voglio ringraziare pubblicamente il Presidente e l'Assessore Bugaro per l'interlocuzione che hanno già iniziato su questo.
La zona economica speciale è un'occasione importante, storica per le Marche, passate dall'essere un modello economico sociale studiato nelle università di tutto il mondo a regione in transizione nell'indifferenza della politica, che non ha difeso gli asset strategici territoriali. Uno strumento fondamentale per riportare la nostra regione al centro dello sviluppo, creando occasioni per imprese e giovani.
In soli 15 giorni dall'attivazione sono state presentate 158 domande, che hanno attivato investimenti complessivi pari a 69,8 milioni per un credito di imposta di quasi 19 milioni di euro. Ci siamo assunti responsabilità, anteponendo l'azione amministrativa al consenso, per dare prospettiva al nostro territorio attraverso delle scelte coraggiose, indispensabili, attuate senza mai aumentare le tasse. Tra tutte la riforma di settori strategici, come sanità, governo del territorio, terzo settore, programmazione e gestione della spesa dei fondi europei, frutto di una visione chiara, condivisa e fondata sull'ascolto dei territori, l'alleanza con i cittadini, con le amministrazioni locali, con le associazioni di categoria, con gli ordini professionali e la concretezza degli interventi. I risultati positivi di queste scelte sono sotto gli occhi di tutti, documentati, da questi ripartiamo anche consapevoli che molto ancora dobbiamo e possiamo fare.
Le Marche sono una delle prime tre regioni italiane per avanzamento e pagamento dei fondi europei. Il Pil regionale tra il 2019 e il 2023 è cresciuto del 15%, spicca una significativa ripresa delle esportazioni nel confronto 2019/2024 del +14,8%.
Voglio ringraziare il Presidente Acquaroli. Oggi abbiamo anche il Sottosegretario al turismo, la Consigliera Luconi, che ha iniziato questo percorso insieme al Presidente Acquaroli. Proprio ieri c'è stata una conferenza stampa nella quale si è parlato di numeri relativi al mondo del turismo, ai flussi turistici. Rilevanti sono anche le politiche per il rilancio dei borghi, per i quali il Presidente Acquaroli ha voluto mettere in campo un investimento senza precedenti. Quando nessuno ci pensava, l'unico che ha voluto rilanciare a livello politico i borghi del nostra entroterra è stato il Presidente Acquaroli. Abbiamo sbloccato progetti, avviato cantieri di infrastrutture strategiche e credo che questo sia importante. Dico pure, per essere chiaro, perché noi che facciamo politica dobbiamo essere intellettualmente onesti, che sono opere iniziate dalla precedente Giunta su cui noi abbiamo lavorato ed abbiamo investito. Non mi piace sentire che quando le opere partono il merito è solo di uno e quando magari sono in fase di progettazione il merito non è di nessuno. Su questo ritengo che in politica occorra essere intellettualmente onesti, anche perché avete visto che la propaganda non paga.
Abbiamo salvato e rilanciato l'aeroporto ripristinando i voli di continuità, aprendo nuove rotte, ed è stato collocato nella top 10 dei piccoli aeroporti italiani per l'incremento dei passeggeri.
Nonostante le tante difficoltà che caratterizzano la sanità a livello nazionale, le Marche sono tra le migliori regioni italiane per rispetto dei Lea, hanno eccellenze ospedaliere - riconosciute dall'AGENAS rifugio del territorio - e l'ospedale di Torrette si conferma da 3 anni tra i primi tre ospedali pubblici d'Italia.
Voglio anche ringraziare il Consigliere regionale Caporossi per il lavoro che ha fatto, è stato fatto un buon lavoro prima, ma nessuno oggi può dire che non lo sia altrettanto. Credo che quando si fa politica bisogna riconoscere i meriti, anche se magari li hanno quelli che c'erano prima, ma riconoscere anche la gestione attuale è molto importante e molto determinante per provare a dare delle risposte su un tema difficile in tutta Italia. Questo lo sappiamo tutti, poi se vogliamo fare propaganda su questo …, non penso che i cittadini marchigiani meritino della propaganda, ma meritano delle risposte. Ritengo che dobbiamo ripartire da queste Marche, con questo DEFR, consapevoli che abbiamo molto ancora da fare, soprattutto per i nostri giovani.
Abbiamo dedicato la Giornata del marchigiano dell'anno ai giovani, abbiamo premiato una giovane atleta, ma è stato anche un riconoscimento ai tanti giovani che vanno fuori a studiare, ma che vogliono tornare per supportare e rilanciare il nostro territorio. Su questo credo che sia fondamentale dare l'opportunità ai nostri giovani di costruire il loro progetto di vita, una loro famiglia. Concentriamo su di loro i nostri sforzi politici è molto rilevante investire nel futuro.
Io ho avuto modo di vedere anche uno studio prestigioso dell’European House Ambrosetti, che ci posiziona al primo posto in Italia per le start-up innovative ed al terzo per incidenza del valore aggiunto della manifattura. Abbiamo una bassa incidenza di giovani Neet, che non studiano e non lavorano. Un minore dato di dispersione scolastica, di circa sei punti percentuali inferiori al dato nazionale. Anche questo ritengo che sia importante.
Tra l'altro, permettetemi di dire che la Regione Marche dal punto di vista dei conti e dal punto di vista finanziario è affidabile, credibile, ma non lo diciamo noi, è certificato dall’agenzia di rating Fitch, che ha confermato il rating a lungo termine dell’Italia a BBB, ma ha revisionato l'outlook da stabile a positivo, già a partire da ottobre 2024. Tutte condizioni che ci danno l'opportunità di ricorrere virtuosamente al credito e di continuare ad investire.
Ripartiamo dal modello del Presidente Acquaroli che i marchigiani hanno scelto perché funziona.
Nella proposta del DEFR che andiamo a analizzare, dopo una sintesi sul contesto economico di riferimento, sono presenti, fra l'altro, tematiche come la strategia regionale di sviluppo sostenibile, la programmazione comunitaria 2021/2027, la realizzazione del PNRR nelle Marche, il principio del pareggio di bilancio, il quadro previsionale sulle entrate tributarie regionali ed anche la situazione del debito.
Il DEFR privilegia una strategia finanziaria multifondo, ossia prosegue la massima valorizzazione delle risorse comunitarie e nazionali in affiancamento alle risorse proprie. Tra l'altro, permettetemi anche di dire che la Giunta Acquaroli precedentemente, quando è iniziata la programmazione europea 2021/2027, è stata una delle Giunte che è riuscita ad investire tutti i fondi regionali per la compartecipazione, nonostante … Sapete benissimo che una volta scesi a regione in transizione noi abbiamo avuto più risorse dall'Europa, ma è altrettanto vero che come Regione abbiamo dovuto investire più fondi. Questo credo che sia rilevante. Parlo delle risorse ordinarie, quindi della programmazione 2021/2027, che sono state assegnate alle Marche, 1,036 miliardi, di cui 960 milioni vengono ricondotti al FESR e 346 milioni al FSE Plus. Si registra un incremento, come ho detto prima, rispetto al periodo 2014/2020, proprio per la Regione in transizione, perché è intervenuto un peggioramento della situazione socio-economica regionale, oltre che per la modifica dei parametri comunitari che qualificano le categorie delle Regioni. E’ rilevante però segnalare che la Giunta regionale ha deciso di utilizzare tutti i margini di flessibilità, che hanno consentito l'istituzione della cosiddetta programmazione complementare.
I programmi comunitari sono stati affiancati dai programmi operativi (POC) per un valore di 154 milioni. Voglio evidenziare che la programmazione comunitaria implica una quota importante, come ho detto prima, di compartecipazione. Questo, andate a vedere, non tutte le Regioni sono riuscite a farlo. Permettetemi anche di ringraziare gli uffici del bilancio per il grande lavoro che hanno fatto ed anche per il supporto che danno a livello amministrativo a tutti noi. Questo penso che sia fondamentale.
Vorrei concludere il mio intervento e ritengo che su questo dobbiamo fare una riflessione, e mi riallaccio al tema dei giovani. Sul DEFR oggi discutiamo ed avremo modo anche di parlare delle proposte di legge di stabilità e di bilancio. Voglio ringraziare anche la Presidente della Commissione, la Consigliera Marcozzi, ed i colleghi per il lavoro fatto in Commissione con grande responsabilità perché a volte in politica oltre agli scontri ci deve unire la responsabilità.
Il Presidente Acquaroli, la Giunta e tutti noi Consiglieri crediamo sia importante investire sui giovani, sul futuro, dare un'opportunità a coloro che vogliono continuare a vivere, che vogliono scegliere la nostra regione e sono orgogliosi di investire nella nostra splendida regione. E’ vero, oggi governiamo noi, ma è una regione che appartiene ad ognuno di noi, a prescindere dal simbolo di partito, a prescindere dalla maggioranza, dall'opposizione. Il nostro compito è valorizzare e supportare i giovani, non solo coloro che oggi studiano all'università, ma guardare in una prospettiva futura a coloro che oggi sono piccoli, che possono continuare a sognare e ad investire in questa regione.
Concludo ringraziando i colleghi per il supporto che è stato dato, poi avremo modo di dibattere non solo sul DEFR, ma anche su altre tematiche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Accolgo subito lo spirito unitario del Consigliere Putzu, nel senso che la Regione Marche sta a cuore a tutti, sta a cuore a tutti il funzionamento della Regione Marche e per questa ragione voglio sottolineare il fatto che come minoranza siamo stati responsabili anche nell'accettare una calendarizzazione molto stretta della sessione di bilancio, cercando di fare il nostro lavoro, cercando di approfondire una grande documentazione proprio per senso di responsabilità, per dimostrare come prendiamo sul serio il nostro lavoro e come anche abbiamo letto con grande attenzione, in questo caso, il documento di finanza ed anche gli altri documenti che saranno discussi oggi in questa sessione.
Naturalmente il Consigliere Putzu ha sottolineato gli aspetti che reputa forti, invece da parte nostra è inevitabile sottolineare le debolezze di questo documento, per il quale ringraziamo gli uffici che hanno fatto uno sforzo enorme per rispettare una tempistica molto serrata. Quello che manca non è l'elaborazione tecnica, materiale del documento, è naturalmente l'indirizzo politico, ma cercherò di essere nel breve tempo concesso comunque sintetico e ampio.
Il DEFR, il Documento di economia e finanza regionale, dovrebbe mettere sulla carta, dopo aver inquadrato la situazione economica, non solo nazionale, ma anche internazionale e regionale, gli strumenti attuativi.
Per quanto riguarda la situazione economica il documento inquadra una situazione che non poteva essere taciuta perché vengono presi a riferimento i dati della Banca d'Italia, cioè una debolezza dell'economia marchigiana, un calo della produzione industriale, soprattutto manifatturiera, un calo sensibile delle esportazioni. Sono tutti dati che troviamo nel documento. Un dubbio sulla debolezza del settore delle costruzioni, che è l'unico che regge, ma il dubbio è legato a cosa accadrà al settore quando saranno finiti gli incentivi edilizi, quando sarà terminata la spinta del Piano nazionale di ripresa e resilienza, quando sarà terminata la spinta da ricostruzione. Le difficoltà nel settore commercio sono anch'esse certificate, soprattutto una modesta dinamica dei consumi.
Nel 2026 la Regione Marche crescerà un po' meno rispetto al resto. Allora, a tutte queste difficoltà che il documento stesso elenca, come risponde il documento? Risponde in maniera seria, in maniera strutturata a queste sfide? Purtroppo no. Secondo noi il documento risponde in maniera frettolosa, generica e anche troppo descrittiva. Frettolosa perché molte Missioni e molti Programmi, se li confrontate con il Documento di economia e finanza del 2025, sono frutto di un copia incolla, senza nessuna aggiunta o nessun adattamento, anche se il Documento di economia e finanza è triennale ed occorre ogni anno rivederlo in base alle situazioni cambiate. E’ generico perché in molti passaggi la rielaborazione tra il programma di mandato del Presidente Acquaroli e la traduzione del documento in strategie attuative manca. E’ soprattutto un documento descrittivo perché in molte parti indugia su quello che è stato fatto, come se fosse l'ennesimo programma elettorale da propagandare, quando invece le funzioni del documento non sono guardare al passato, ma progettare il futuro.
Non restiamo sul generico e cerchiamo di ottimizzare il tempo andando sullo specifico. Prendiamo, per esempio, le Missioni sulla cultura e le politiche giovanili, cioè le Missioni 5 e 6 (le trovate da pagina 33 e seguenti), confrontiamole con il documento di economia finanza 2025, vedrete che sono identiche, stesse parole, stesse strategie, per giunta non molto ben definite. Per esempio sulla parte della cultura è molto generico il riferimento, così come sulle politiche giovanili che stanno tanto a cuore all'amministrazione. Oppure prendiamo la Missione 9, Programma 3 (dedicato alla gestione dei rifiuti). In questo caso il programma è così generico che non specifica nemmeno alcuni aspetti che sono presenti nel programma elettorale del Presidente Acquaroli e che noi rifiutiamo, come per esempio la termovalorizzazione dei rifiuti, che nel programma era presente, ma non è presente nel Documento di economia e finanza, oppure la logica regionale dell'impiantistica, quindi l'idea di gestire l'impiantistica a livello regionale non più legata alle singole ATA. Bene, questo è nel programma elettorale, ma non è presente, non è dichiarato nel Documento di economia e finanza, cose alle quali siamo profondamente contrari.
Nella Missione 14, Programma 5 “Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico e la competitività”, abbiamo ricordato i dati elencati dalla Banca d'Italia, la situazione iniziale, come risponde il documento a questi dati di debolezza e alla fuga dei giovani marchigiani all'estero? Con questo passaggio, ve lo leggo: “Si porranno in essere azioni volte a rafforzare l'immagine della regione Marche attraverso un'immagine coordinata e porre in essere azioni per attrarre potenziali investitori, ma anche per attirare risorse umane qualificate, che possano arrestare il flusso in uscita dei giovani qualificati della regione”. Bene, questo passaggio non può soddisfarci perché non possiamo definirlo una strategia attuativa per rispondere a quelle debolezze che lo stesso documento certifica.
A pagina 81 del documento, sempre nella Missione 14, per giunta, vengono evidenziati tre aspetti da ricordare. Per esempio, viene sottolineato come le tre aree di crisi complessa e industriali delle Marche, cioè Merloni, l'area del piceno e il distretto calzaturiero fermano-maceratese, non abbiano registrato sensibili miglioramenti. Inoltre, viene sottolineato che molti territori vengono esclusi dalla zona economica speciale, evidenziando che è richiesto uno sforzo programmatico molto importante ed essenziale per il mantenimento delle posizioni della Regione Marche nel contesto italiano ed europeo. Questo sforzo programmatico molto rilevante, secondo noi, nel documento non c'è.
Altre cose, la Missione 10, il riferimento all’A14. Qualcuno dimentica che la regione è divisa in due e che l'infrastruttura della A14 non è un problema solo del sud delle Marche, ma è un problema che divide la regione, la spacca in due parti. Bene, sull'A14 il documento è molto generico perché si fa riferimento al fatto che è stato avviato il documento di fattibilità sulle alternative progettuali per l’A14, cioè il documento certifica che su questa infrastruttura così essenziale per il futuro della nostra regione siamo ancora all'anno zero.
Nella Missione 8, il Programma 2 sull'edilizia residenziale pubblica è molto generico, molto vago, molto superficiale e capiamo anche perché sia stato buttato il Presidente con l'acqua sporca. Lo capiamo perché è la dimostrazione dell'inefficacia della strategia regionale sull'edilizia residenziale pubblica. Oppure, nella Missione 15 viene certificato che ci sono enormi segnali di stagnazione del mercato del lavoro marchigiano. Per esempio, in questo caso bisognerebbe porre l'attenzione sul fatto che le borse lavoro (totale delle domande più di 800) sono state finanziate fino ad ora solo per il 30%, e sarebbero uno strumento fondamentale per consentire un inserimento dei giovani marchigiani nel mondo del lavoro.
Soffermiamoci su due temi, un po' di tempo ancora ce l'abbiamo, le liste d'attesa, il ricorso ai gettonisti e la mobilità passiva. Nessun chiaro specifico riferimento è fatto dal documento su questo aspetto molto importante. Diamo alcuni dati. Nel 2024 la spesa per gli appalti esterni, che compensavano la carenza di personale, è stata di oltre 16 milioni di euro. E guardate, le richieste inevase delle liste d'attesa per i ricoveri ospedalieri sono aumentate: da 1154 a 3775, il doppio, e per le prestazioni ambulatoriali da 92.267 a 118.000. Quindi, è o no una delle situazioni più gravi della nostra regione? Il documento non risponde a questa emergenza e fa male perché sono aspetti sollevati sia nel giudizio di parifica - lo abbiamo letto più volte, magari un passaggio lo rileggiamo - che recentemente, seppure un po' attenuato, nel giudizio dell'organo di revisione, sul quale più tardi ci sarà occasione di dibattere, perché anche lì viene sottolineato il problema delle liste d'attesa. Per esempio, nel giudizio di parifica riguardo alle liste d'attesa viene sottolineato (a pagina 31) che continuano a registrarsi talune non trascurabili criticità sul fronte gestionale, tra cui quelle afferenti alle dinamiche delle liste di attesa, alla necessità di migliorare il saldo della mobilità sanitaria e alle notevoli difficoltà riscontrate dagli enti del sistema sanitario regionale nel soddisfare il proprio fabbisogno di personale sanitario. Le tre criticità sottolineate sono ribadite e a queste criticità il DEFR doveva dare risposte.
Nessun passaggio chiaro poi sugli enti strumentali e le agenzie regionali. L'unica vera differenza tra il DEFR del 2025 e quello del 2026 è che nelle prime pagine del Documento di economia e finanza dell'anno scorso erano portate come buone strategie il fatto che la Regione avesse adottato ATIM e SVEM. Su questo documento quelle pagine sono state tolte, forse inizia ad esserci un dubbio da parte dell'Amministrazione sull'efficacia di questi strumenti? Ma al di là di questo dato, che potrebbe essere il frutto di un aggiornamento del documento, vorrei che fosse riletto il passaggio presente nella memoria del Procuratore regionale nel giudizio di parifica del rendiconto generale, che è molto chiaro in tal senso e va letto per esteso: “Dal quadro brevemente delineato dei rapporti tra l'Amministrazione regionale e i suddetti organismi si evince una proliferazione negli ultimi anni di enti strumentali e agenzie, in favore dei quali risultano stanziate ingenti risorse, per lo più mediante contributi in conto esercizio destinati a coprire spese di funzionamento degli enti, per cui spesso non si riesce ad individuare una chiara connessione tra attività finanziate e documenti programmatici”. È un passaggio chiaro e anche su questo ci aspettavamo che il Documento di economia e finanza prendesse una scelta, una scelta che non c'è.
Mi avvio alla conclusione, anche perché il tempo che manca non è molto, ma ci sarà spazio per il dibattito.
Allora, il Documento di economia e finanza è principalmente un documento politico e come tale va valutato. Io l'ho scorso anche per parole chiave e vi posso dire che, per esempio, politiche per la pace, difesa dei beni pubblici, come l'acqua, strategia per combattere tutti i tipi di intolleranze raziali o sessuali, oppure strategie di adattamento in una società che cambia dal punto di vista della famiglia e di come sta evolvendo, di tutti questi aspetti nel Documento di economia e finanza non c'è alcun passaggio e forse questa è la certezza delle cose che ci dividono, che ci separano profondamente, perché su alcune cose, sul benessere dei cittadini marchigiani, su alcune importanti infrastrutture possiamo essere d'accordo, ma c'è una diversa visione del mondo di cui nel documento non c'è traccia e per il quale non possiamo che, insomma, essere contrari.
Per concludere, apprezziamo lo sforzo degli uffici, non potevano fare di più in tempi così contratti, vi chiediamo di apprezzare anche il nostro sforzo nell’adattarci ai tempi e nel leggere con grande attenzione questo documento, però ci aspettavamo dal documento non un copia incolla rispetto al documento del 2025. E’ la seconda amministrazione Acquaroli, diciamo, è la terza Giunta Acquaroli perché nel mandato scorso c'è stato un avvicendamento che l'ha ridisegnata, ci aspettavamo da questa nuova Giunta nel Documento di economia e finanza, nonostante i tempi stretti, magari più sprint, più dinamismo, più coraggio, magari una visione più innovativa sulla quale sotto qualche aspetto potevamo anche essere d'accordo, invece è un documento copiato dall'anno scorso, in alcuni casi copiato in maniera generica.
Sulle strategie che dovrebbero far fronte ad alcune debolezze notate dal documento non c'è chiarezza, non c'è specifica e manca una visione del mondo che invece ci appartiene, per la quale, appunto, non possiamo che essere contrari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Intanto i miei complimenti personali al relatore, al Consigliere Piergallini, perché la sua è stata una relazione puntuale, precisa, che ha riportato un po' a galla i temi che sono a noi cari, mettendo in evidenza come per l'ennesima volta questo documento è un copia incolla che non ha una visione complessiva, che presenta notevoli carenze ed evidente una totale sottovalutazione del periodo di difficoltà che stiamo attraversando.
Sul lavoro, ad esempio, i dati non sono così incoraggianti come si vorrebbe far credere. Diminuisce il ricorso alle assunzioni a tempo indeterminato, crescono sempre più le forme atipiche che rappresentano il 45% delle assunzioni. Siamo i primi in Italia per rapporto di lavoro intermittente. Non è certo un bel primato. Secondo i dati ISTAT nel terzo trimestre 2025 gli occupati sono scesi a 652.000 con una diminuzione di 8.000 unità e c'è un forte aumento degli inattivi. Una crescita che riguarda anche chi potrebbe rientrare presto nel mercato del lavoro, un segnale di sfiducia diffusa. Nel primo semestre del 2025 le ore di cassa integrazione salariale sono aumentate del 15%, lo segnala la Banca d'Italia e viene riportato nel documento che discutiamo oggi. I recentissimi dati Excelsior di Unioncamere evidenziano come nei prossimi tre mesi ci sarà un calo di oltre 3.000 assunzioni nella nostra regione e confermano come per il 49% delle imprese marchigiane, questo lo ripetiamo ogni anno, la formazione inadeguata sia un ostacolo insormontabile per l'inserimento di nuovo personale. Un allarme lanciato, tra l'altro, all'unisono da CNA e Confartigianato, segno che va cambiata la ricetta, va modificato sostanzialmente l'impianto del nostro sistema formativo perché il mancato allineamento tra domanda e offerta di lavoro frena lo sviluppo e la competitività delle nostre imprese. Vanno poi ulteriormente valorizzati gli istituti tecnici superiori (ITS), con una adeguata campagna informativa tra i giovani, ampliandone le offerte. Gli ITS rappresentano un'opportunità di assoluto rilievo e l'espressione di una strategia vincente di connessione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali. Continuate a non prevedere quanto da tempo noi auspichiamo, cioè la promozione di forme di inserimento lavorativo di neolaureati con progetti che coinvolgano le università, attraverso borse di studio per dottorati di ricerca in ambiti strategici per raccordare la ricerca accademica con il tessuto economico. Investire sulle competenze dei nostri giovani è la chiave per il futuro della nostra regione e le organizzazioni artigiane un mese fa hanno chiesto un rilancio perché le piccole aziende sono in difficoltà. L'EBAM proprio oggi ha reso pubblici gli ultimi dati: tra il primo semestre del 2024 e il primo semestre del 2025 hanno chiuso i battenti ben 316 imprese.
Oggi vorrei però mettere in evidenza quattro grandi temi, il Consigliere Piergallini ha evidenziato molti aspetti, ce ne sono altri che sono ormai completamente nel dimenticatoio della vostra amministrazione, a partire dagli infortuni e dalle morti sul lavoro. Nel documento che è oggi in discussione si cita una sola volta un fenomeno che in realtà sta diventando una vera e propria strage nella nostra regione. Nelle Marche, già nei primi 10 mesi dell'anno, 25 persone hanno perso la vita sul lavoro, 10 in più dello scorso anno e sono in aumento anche gli infortuni. Questi dati rappresentano solo la punta dell'iceberg perché sono molti gli occupati che non possono denunciare per pressioni, ricatti e contratti precari. Una situazione che va peggiorando e a cui va posto urgentemente rimedio. Sarebbe indispensabile incrementare il numero degli addetti ai controlli per garantire il rispetto delle normative, investire su una formazione continua per i lavoratori, nuove tecnologie, attrezzature e procedure sicure, promuovere una cultura della sicurezza tra lavoratori e datori di lavoro attraverso campagne di sensibilizzazione e rafforzare la legislazione in materia. Uso il condizionale perché sono cose che vi abbiamo chiesto continuamente per 5 anni, io con il Consigliere Cesetti in particolar modo, rimanendo inascoltati e purtroppo non mi sembra che questo tema rappresenti una vostra priorità neanche per i prossimi anni.
Continua anche l'inaccettabile vuoto di politiche per la casa, in particolare per le famiglie in difficoltà economica, dopo che il governo Meloni ha azzerato il Fondo sostegno affitti, voi non avete stanziato neanche 1 euro per sopperire a questa scelta assurda e avete rifiutato di farlo anche in questa occasione, bocciando la nostra mozione la settimana scorsa. Sul tema casa vi limitate in questo documento a dire che la Regione intende continuare nel perseguimento dell'obiettivo primario relativo all'edilizia residenziale pubblica, ovvero garantire il diritto alla casa ai ceti sociali più deboli, migliorando la qualità dell'abitare nel suo complesso, ma mi chiedo come pensate di raggiungere questo obiettivo. Nelle Marche si riesce a soddisfare appena il 17% delle domande di alloggi di edilizia popolare; il 70% degli alloggi è stato costruito nell'arco temporale tra il 1948 ed il 1990 e un terzo degli alloggi gestiti dall'ERAP si trova nella provincia d'Ancona, ma ben 666 sono le case sfitte perché in manutenzione o in attesa di assegnazione o addirittura non utilizzabili. Non volete neanche ascoltare i sindacati degli inquilini che chiedono di approvare e finanziare un piano casa triennale con risorse certe, pari almeno al 2% del bilancio regionale, ogni anno, per interventi di politiche abitative che devono diventare una priorità della legislatura.
Poi c'è un'altra emergenza che sta esplodendo, quella del gioco d'azzardo. Qualche mese fa medici ed esperti avevano lanciato l'allarme, la ludopatia è una patologia che si va diffondendo in modo preoccupante anche nella nostra regione e va affrontata con misure adeguate. Libera recentemente ha fornito dei dati impressionanti per le Marche: lo scorso anno si sono giocati 3,813 miliardi e voi cosa state facendo? In realtà solo danni. Per prima cosa avete modificato la legge varata nel 2017 dal centro-sinistra riducendo le distanze tra luoghi sensibili e nuove apparecchiature, facendo un grandissimo passo indietro ed ora vi prendete la responsabilità di azzerare completamente anche il finanziamento alla legge caratterizzata da una forte valenza socio-sanitaria, presa a riferimento in tutta Italia, perché aveva come pilastri prevenzione e contrasto. Ma d'altronde siete in perfetta sintonia di filiera con il Governo Meloni che l'anno scorso ha cancellato lo specifico fondo dedicato, esistente dal 2016, ed ha soppresso l'Osservatorio sul gioco d'azzardo. Ora, nella legge finanziaria che sta per essere approvata, introduce un nuovo gioco, associando il finanziamento dello sport a un gioco d'azzardo, veicolando così un messaggio culturale profondamente sbagliato. Il rapporto Caritas 2025 evidenzia con grande chiarezza il legame tra gioco d'azzardo, indebitamento cronico e nuove forme di povertà. Nelle Marche, purtroppo, povertà e disuguaglianze sociali stanno crescendo di anno in anno, ma sembra che di questo dramma, al di là delle vuote parole, non siate assolutamente consapevoli.
Infine il quarto tema, la salute mentale. Nelle Marche le persone con problemi di salute mentale sono circa 30.000. La situazione complessiva del sistema è sempre più critica e i servizi sono in difficoltà nel rispondere adeguatamente alle crescenti richieste, alle nuove emergenze, ad ottemperare ai compiti istituzionali. Su questa problematica il 21 dicembre 2021 il Consiglio regionale aveva approvato all'unanimità una risoluzione che impegnava la Giunta regionale su vari fronti, si sarebbe dovuto prevedere un adeguamento della spesa destinata alla salute mentale, attualmente molto inferiore alla media nazionale del 3,5%, e l'ex Assessore alla sanità aveva promesso un progressivo aumento nel triennio 2023/2025 fino ad arrivare al 5% del fondo sanitario regionale. A distanza di 4 anni dall'approvazione della risoluzione, la quasi totalità degli impegni è stata completamente disattesa dalla Giunta Acquaroli, così come completamente disatteso quanto previsto dal piano socio-sanitario rimasto da più di 2 anni lettera morta.
Tutto è fermo anche per quanto riguarda la problematica della salute mentale dei minori, due sole strutture residenziali private accreditate esistenti in regione e liste d'attesa di centinaia di ragazzi. Una gravissima inerzia rispetto ad una problematica così rilevante nel documento che approviamo oggi, in cui la salute mentale è citata quasi incidentalmente una sola volta su 159 pagine. Penso che questo dato sia assolutamente indicativo, nonostante in campagna elettorale il tema della salute mentale sia stato portato avanti dal Presidente Acquaroli. Nel programma si parlava del potenziamento: dei centri di salute mentale, dei servizi territoriali, degli sforzi per costruire una rete pubblica più accessibile alla salute mentale, del potenziamento del servizio di psicologia scolastica già attivato con una legge regionale approvata nello scorso mandato. Ebbene, questa legge regionale in questo bilancio non è neanche finanziata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Il bilancio di previsione non è un atto tecnico qualsiasi, è lo sappiamo bene tutti quanti, è il documento politico più importante che quest’Assemblea legislativa è chiamata a discutere e, ahimè, la prima cosa che mi tocca evidenziare è che non vedo il Presidente, non vedo la Giunta, vedo l'Assessore, che ringrazio, ma non me ne voglia, è appena arrivata e quindi è qui a portare il suo compitino. Non è che può intervenire anche con contenuti e riflessioni. Un Presidente come un Sindaco, un Presidente di provincia quando si discute ...
PRESIDENTE. Consigliere, mi perdoni, il Presidente è malato, è a casa.
Massimo SERI. Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Ci mancherebbe non poteva saperlo, per correttezza ...
Prego, Consigliere Seri.
Massimo SERI. Rimangio quello che ho detto, ha fatto bene a dirlo perché sarebbe un atto di indelicatezza nei confronti ...
PRESIDENTE. Per la precisione è stata una mia mancanza perché dovevo dirlo anche nella seduta dei Presidenti di gruppo, mi è sfuggito, chiedo scusa.
Prego, Consigliere Seri.
Massimo SERI. Capita. Dicevo che è il documento politico più importante che l'Assemblea legislativa è chiamata a discutere, perché nei fatti racconta che idea di Marche hanno questa Giunta e questa maggioranza per i prossimi anni. E’ il racconto di ciò che si intende fare o non fare per le Marche. E, ahimè, il primo elemento è che, purtroppo, anche nel bilancio 2026/2028 ritroviamo gli stessi limiti che, ascoltando e leggendo anche la rassegna stampa degli anni precedenti, i colleghi avevano già denunciato con le loro riflessioni. Scelte conservative e un utilizzo delle risorse che non risponde alle reali priorità dei cittadini marchigiani. Il racconto è chiaro: gestione dell'esistente, poca visione, nessun cambio di passo.
Il bilancio di previsione dovrebbe rappresentare il punto di raccordo tra la programmazione regionale ordinaria e la straordinaria, mi riferisco alle risorse PNRR, che è una grande occasione, è stata e lo è strada facendo, ormai verso il culmine, ed ai fondi europei 2021/2027. Eppure il documento che discutiamo oggi non restituisce questa integrazione in modo chiaro e convincente. Il PNRR, un'occasione non pienamente valorizzata, e questa cosa è un po’ generale, ad onor del vero l’abbiamo registrata anche in tante altre realtà di governi locali.
Le Marche sono beneficiarie di miliardi di euro di risorse PNRR, in particolare sulla sanità, infrastrutture, digitalizzazione e rigenerazione dei territori, ma nel bilancio regionale non emerge una strategia di accompagnamento né sul piano finanziario né su quello organizzativo ed è l'elemento più importante per dare un valore aggiunto a risorse straordinarie, come quelle a cui ho appena fatto riferimento. Infatti, il PNRR non doveva essere solo un elenco di cantieri o di opere da inaugurare, ma un'occasione per ridurre le diseguaglianze territoriali e rafforzare i servizi pubblici. Invece questo bilancio si limita ad accompagnare il PNRR senza guidarlo. Pensiamo ad esempio alla Missione 6 “Salute”, l’ha richiamata anche il Consigliere Piergallini, case della comunità, ospedali di comunità e rafforzamento dell'assistenza territoriale sono interventi fondamentali, soprattutto per una regione come la nostra con una forte presenza di aree interne e una popolazione mediamente più anziana della media nazionale. Costruiamo case e ospedali di comunità, ma senza medici e infermieri non sono comunità, ma sono semplicemente muri e, ahimè, forse avremo tanti muri in questa regione. Questo bilancio non dice dove e come troverete, e se si troveranno, le risorse umane necessarie.
La sanità e la sua narrazione. La sanità è ovvio, dico una banalità, è il tema centrale per le famiglie e per i territori, è l'esempio più evidente. Si racconta che va tutto bene, ma i cittadini marchigiani vivono un'altra realtà: liste d'attesa infinite, pronto soccorso in affanno, carenza di personale, soprattutto nelle aree interne, squilibri territoriali. Questo bilancio conferma una gestione che continua a tamponare le emergenze senza affrontare i nodi strutturali, mi riferisco sempre alla sanità. Le risorse aumentano sulla carta, ma non vediamo un piano credibile di rafforzamento della sanità pubblica. Adesso c'è il nuovo Assessore, auspichiamo che possa dare un segnale e qualche segnale, devo riconoscerlo, se non altro di intenti si è percepito. Dicevo, un piano credibile di rafforzamento della sanità pubblica, né un investimento serio sulla medicina territoriale. Il rischio è quello di spingere sempre più cittadini verso il privato, aumentando le diseguaglianze e i dati statistici ce lo dimostrano. I dati territoriali parlano chiaro: le liste d'attesa che continuano a penalizzare specialmente le aree interne della regione, la carenza di medici di base e infermieri colpisce in modo particolare le province interne come Macerata, Ascoli Piceno e parte del pesarese, cresce il ricorso alla sanità privata con un impatto diretto sulle famiglie, e questo bilancio non affronta in modo strutturale queste criticità, limitandosi ad intervenire a tampone.
Fondi europei 2021/2026 e 2027. Per quanto riguarda i fondi europei FESR e FSE, il bilancio manca di una chiara lettura territoriale. Le Marche sono una regione manufatturiera con distretti produttivi storici, dal calzaturiero al mobile, dalla meccanica all'agroalimentare, che oggi vivono una fase di transizione complessa. Le risorse europee destinate ad innovazione, ricerca, formazione qualificata, riconversione industriale appaiono frammentate e prive di una regia politica forte e, senza un'integrazione fra fondi europei e bilancio regionale, le Marche rischiano di perdere competitività e occupazione qualificata, soprattutto per i giovani.
Ritengo, e questo non lo attribuisco a quest’amministrazione, che ci sia stato un errore in passato, quello di riportare in capo alla Regione i job, le competenze che erano di natura provinciale. Si è persa la capacità di una lettura del territorio, dei propri fabbisogni, con un'elaborazione peculiare, plurale che aveva reso un'eccellenza i nostri territori provinciali. Lì si è fatto un passo indietro e lo ha fatto il centro-sinistra, devo dire, quando c'è stata la riorganizzazione. Penso che sarebbe un atto di coraggio invertire questa tendenza.
Prima il Consigliere Mastrovincenzo ha ripreso il tema della casa, che condivido, non l'ho messo nei miei appunti, ma lo riprendo al volo. Manca un piano caso, una risposta a questa emergenza che sta esplodendo e tutti i dati la indicano. Si parla di anticipare la nomina di un nuovo Cda, avrebbe un senso se fosse accompagnata da un forte progetto di rilancio della politica della casa, senza di questa una mera operazione di carattere politico. Spero di essere smentito, di sbagliarmi, ma sarebbe un brutto segnale, quindi auspico … Con i colleghi in Commissione una piccola occasione si è persa, non sfruttando un'indicazione che l'Europa ci ha dato, inserendo nella rielaborazione della programmazione dei fondi europei la voce della casa e nelle proposte che poi verranno in discussione in Aula questa opportunità non è stata colta.
Aree interne, infrastrutture e spopolamento. Altra grande assente di questo bilancio è una vera politica per le aree interne. Si parla tanto di contrasto allo spopolamento, ma senza servizi, trasporti efficienti, infrastrutture moderne, le dichiarazioni restano slogan e la politica agli slogan è abituata, ahimè. Le risorse previste sono frammentate, spesso legate a progetti senza una visione complessiva. Serve invece una strategia integrata che metta insieme sanità, scuola, mobilità e sviluppo economico. Anche la mozione presentata la volta scorsa andava in questa direzione. Senza investimenti sul trasporto pubblico locale, connessioni digitali e servizi essenziali il rilancio delle aree interne resta una dichiarazione di principio, ma i principi vanno accompagnati con pragmatismo.
Lavoro e sviluppo. Sul fronte di lavoro e sviluppo questo bilancio appare timido. Le Marche hanno bisogno di sostenere davvero le imprese che innovano, i giovani che vogliono restare, la riconversione industriale e la transizione ecologica, ma non con interventi spot o con misure a pioggia, ma con il coraggio di investire su ricerca, formazione e qualità del lavoro. Senza queste scelte il rischio è un'economia che perde competitività e attrattività.
Mi avvio alla conclusione, facendo riferimento al metodo della trasparenza. Ahimè, qualcuno lo ha già richiamato, il Consiglio è ridotto a ratificare. Non posso non segnalare un problema di metodo, ancora una volta ci si trova di fronte ad un bilancio che arriva in Aula all'ultimo momento, gli ultimi giorni, quindi, con scarsa condivisione, soprattutto non mette i Consiglieri nelle condizioni di poter intervenire con l’elaborazione di emendamenti seri e di proposte valide, però c'è un'attenuante, la devo riconoscere, si è votato a fine settembre, il tempo è stato poco e lo riconosco. Quando sono diventato Sindaco, come in tanti Comuni, il bilancio di previsione addirittura si approvava ad aprile e allora ho chiesto alla struttura, ovviamente è stata una scelta di maggioranza, di rispettare la tempistica, la scadenza del 31 dicembre. È chiaro che è un problema di organizzazione, non è solo politico, ed abbiamo impiegato alcuni anni perché la macchina si doveva attrezzare. Quest'anno è così, siamo stati anche molto disponibili e responsabili come opposizione, lo vedete, siamo qui, siamo venuti incontro alle esigenze poste, però l'anno prossimo, Assessore, lo dico a lei che è rimasta sola … Anche questo è avvilente, me lo lasci dire, almeno la Giunta! Qualcuno ha richiamato i compensi che prendono i Consiglieri, penso che gli Assessori ne piglino anche di più, qualche presenza maggiore farebbe loro onore, scusate questa deviazione.
Ho detto che basta organizzare la struttura, si anticipano le scadenze e si arriva con largo anticipo, e qui parliamo anche 10 giorni prima, con la presentazione …
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Tengo a precisare che siamo al punto 2), al DEFR, non al bilancio, quindi atteniamoci, la discussione sul bilancio sarà dopo. Grazie.
Ha la parola il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Di norma il bilancio preventivo economico pluriennale è una sorta di piano strategico e questa caratteristica dipende molto dall'impostazione che gli si vuole dare, vale a dire; se esiste una visione alla quale fare riferimento oppure sostanzialmente ci si limita ... Qualcuno si è offeso, ho detto in una dichiarazione precedente che la Giunta o il Presidente aveva fatto la lista della spesa, non avevo nessuno scopo offensivo, ma semplicemente sottolineare quello che in questo momento storico manca alla nostra Regione, esattamente il mettere a punto una visione che non sia fatta semplicemente di tutti i singoli interventi e di tutte le singole risorse che sono a disposizione.
Intanto c'è da fare una prima ripartizione delle sfere nelle quali si muove il piano preventivo economico pluriennale, detto anche documento economico finanziario. La parte finanziaria per sua natura è quella di una gestione che prende atto delle risorse disponibili e si muove su valori che sono monetari. Su questo noi dobbiamo dire con molta chiarezza, e c'è bisogno di fare questa disamina, che abbiamo un vulnus a priori, che è dato dal fatto che dalla devolution in poi, vale a dire dall'accordo dell'8 agosto 2001 e nel passaggio di competenza alle Regioni, noi abbiamo assistito semplicemente alla riproposizione nel tempo, qualsiasi governo nazionale ci sia stato, di una gestione finanziaria, vale a dire che la parte economica e strategica delle questioni legate al passaggio alle Regioni è stata in qualche maniera messa da una parte. E questo è un vulnus fondamentale se pensiamo che il 78% delle risorse che la Regione ha a disposizione sono legate al Servizio sanitario nazionale e a ciò che concerne, quel poco che c’è dato a disposizione, l'assistenza di carattere sociale, cioè il welfare nel suo complesso. Questo significa che il grande del problema che andrebbe messo al centro di questo documento in realtà non c'è ed è esattamente il fatto di dire come vogliamo plasmare la politica della Regione, non semplicemente su una dimensione di carattere finanziario. Su questo voglio esprimere un plauso a chi gestisce la finanza a livello di Regione, in particolare al Dipartimento bilancio, perché se andiamo a fare un confronto con le tante altre Regioni italiane, vediamo che la maggior parte sono in commissariamento per il fatto che hanno sforato i tetti di spesa che sono dati.
Le Marche da questo punto di vista hanno mantenuto una invidiabile posizione di equilibrio economico, che è un bene comune che va tutelato, rispetto alla quale c'è un guardiano del faro, direi, che in qualche maniera risale alla Dirigente di questo servizio, che è molto stimata anche a livello nazionale e ci riporta ogni volta al fatto di sapere che “primum vivere deinde philosophari”, come diceva Aristotele, è una delle condizioni di fondo per andare avanti bene. Però tutto ciò non basta, se è vero che da questo punto di vista, cioè sotto il profilo della gestione finanziaria, abbiamo questo tipo di vissuto che va tutelato e sotto il profilo dell’efficacia pratica, di quello che andiamo facendo, vale a dire la parte della gestione economica, noi vediamo con grande chiarezza che il prevalere di una gestione finanziaria significa ogni volta dare il fianco a gravi problemi per la popolazione. Faccio un esempio molto concreto, al tempo in cui il servizio sanitario e il servizio sociale erano gestiti secondo una contabilità finanziaria, quella per la quale si faceva fronte alle risorse non con dei ragionamenti in merito alle risorse investite, ma semplicemente in merito a valori monetari messi a disposizione, le risorse di norma finivano intorno alla fine del terzo trimestre dell'anno. Questa volta, dopo tanti anni di gestione cosiddetta economica, vale a dire con la riforma sanitaria e con la devolution, c'è stato il passaggio alle Aziende sanitarie, che significa il passaggio ad uno schema che è quello dei costi investiti, che non hanno un segno meno davanti secondo l'economia classica, ma devono avere un segno più davanti. Vale a dire che sono costi investiti in un processo produttivo per produrre ovviamente dei servizi che esprimono tutta la loro efficacia. Questo in realtà è rimasto sulla carta, così come sono rimaste sulla carta le Aziende sanitarie - ci auguriamo che la riforma che c'è stata, la legge 19, con il passaggio dall’ASUR alle 5 Aziende provinciali possa da questo punto di vista essere messa in pratica, cosa che ancora non è - perché poi alla fine dell'anno, così come sta accadendo, ci troviamo di fronte al fatto che: “Dobbiamo rientrare, quindi stringete i servizi”, che vengono meno. In questi giorni, ormai da un mese e mezzo, c'è un piano di rientro, che è stato comunicato dalla Regione a tutte le Aziende sanitarie, che presuppone il fatto che i Direttori generali debbano rientrare assolutamente entro il 31 dicembre, questo per il 30% del totale di quello che manca all'appello rispetto a quello che era il budget iniziale assegnato. Quindi assistiamo a cose …, e lo sappiamo tutti, sui giornali c'è solo la punta dell'iceberg, il fatto che molte terapie anche importanti vengono rinviate a dopo l'ostacolo, a dopo il 31dicembre. Abbiamo di fronte una situazione pietosa per quanto riguarda il sistema dell'accessibilità, che è ridottissimo. Guardiamo quello che accade, poi ne parleremo nelle prossime sedute, rispetto alla distribuzione diretta dei farmaci, dove si fa in modo che tutto ciò possa avvenire dopo. Quindi, in generale, senza andare nello specifico di tante questioni, questo è il frutto del fatto che non si mette mano esattamente ad una gestione di tipo diverso, nella quale si rapporta quello che noi andiamo a fare con gli obiettivi che abbiamo.
All'origine di tutto questo ci sta un'altra questione che qui non viene citata, ma io la dico, il fatto che il bilancio preventivo economico annuale del 2025 è stato comunicato dal Governo alla Regione Marche, mi sembra, nel mese di ottobre, ed è andata bene perché di norma negli anni precedenti, quando stavo in un altro ruolo, veniva comunicato gli ultimi giorni di dicembre il bilancio preventivo economico annuale, quindi il budget. All'inizio dell'anno che cosa si fa? Visto che il bilancio preventivo economico annuale viene comunicato alla fine, quindi non c'è programmazione, all'inizio dell'anno non si fa altro che mettere in campo un budget provvisorio, che di norma è, diciamo, quello dell'anno precedente, quindi la spesa storica, chiamiamola così, meno il 2% perché così ci cauteliamo e diamo un budget nel quale si deve stare e le risorse, quindi tutte le politiche di gestione concreta sono rapportate a questo elemento. Questa è una questione rispetto alla quale dico che è necessario far sentire la nostra voce, proprio dall'alto del fatto che la Regione Marche è una regione in equilibrio economico, vale a dire che ha rispettato queste cose ed è un grande vantaggio. Far sentire la nostra voce significa dire al MEF che in qualche maniera noi ci teniamo al fatto di avere a disposizione una previsione dei costi che sia tale per la quale andiamo a programmare la risposta a una domanda crescente che proviene dai cittadini, che, come sappiamo, è una domanda che non si arresta perché in questo momento non è fatta semplicemente di prestazioni sanitarie, ma anche di prese in carico che sono sempre più importanti e riguardano quelle dei cronici il 40%, che va verso il 50% della popolazione. In generale riguardano l'assenza di un caregiver, che riguarda la maggior parte delle persone rispetto al quale il tema fondamentale è quello di passare da uno schema finanziario ad uno schema di programmazione economica.
Tutto ciò non c'è perché questo documento risente fortemente di questa impronta di carattere finanziario. Quello che ci auguriamo è che ci possa essere l'occasione da qui in poi di rivedere la filosofia generale con la quale si va ad agire in questo senso, perché il resto viene dopo, i singoli provvedimenti, le singole impostazioni vengono dopo. Prima di tutto viene l'impostazione generale del sistema.
È un sistema che cresce, nel quale, in questo momento, possiamo collocare tutto ciò che abbiamo in termini di investimento. Alla fine del PNRR, per esempio, non si capisce che cosa ci sarà, ma dobbiamo pensarci. Tutto ciò che cresce va esaminato e programmato oggi, quindi, da questo punto di vista credo che si debba tornare ad una pianificazione strategica, che è stata accennata in questa regione in tanti anni prima, di cui in questi ultimi decenni, in qualche maniera, si è persa traccia, anche per via dei problemi di carattere nazionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente Approfitto della sua presenza per esprimere un apprezzamento sul bilancio del Consiglio: sobrio, equilibrato, anche per l'enorme spesa che stiamo affrontando questa mattina per il riscaldamento. Finalmente non si muore di freddo qui dentro, insomma, c'è un intervento adeguato. Se c'è bisogno in futuro, se non dovesse funzionare, potremmo fare una colletta.
Il bilancio è un rito che si ripete tutti gli anni, ormai da 75 anni, da quando la Regione è stata istituita e forse da un anno all'altro è difficile vedere una diversità. Penso che sia uno dei riti più belli perché, anche se ognuno di noi arriva qui con un voto sostanzialmente già deciso e con un pacchetto di emendamenti abbastanza limitato, è il rito della democrazia. Quindi, mi sento sinceramente di ringraziare i colleghi della minoranza e della maggioranza che sono intervenuti, soprattutto alcuni della minoranza che hanno ragionato intorno alle cose da fare. Certo, qualcosa deve essere concesso alla demagogia, alla necessità di una dialettica a volte anche dura, però c'è un ragionamento dietro alle cose e vorrei inserirmi con uno spirito positivo dentro questo tipo di ragionamento, offrendo qualche raro contributo.
Il primo riguarda l'impegno che abbiamo assunto, Consigliere Seri, relativamente ai tempi del bilancio e l'abbiamo detto in Conferenza dei Presidenti di gruppo. E dico solo, è una battuta, che se avessimo votato a novembre, come qualcuno chiedeva, oggi saremo già in esercizio provvisorio, quindi per fortuna abbiamo votato a settembre e oggi siamo in condizione di approvare il bilancio, che, è chiaro, è stato stretto per tutti, quindi i tempi e anche le disponibilità finanziarie sono stati relativamente corti. Questo impegno assunto dovrà essere mantenuto, ma direi che a partire dalle prossime variazioni di bilancio potremmo prendercela un po’ più comoda e con maggiore attenzione.
Il Consigliere Seri - se mi è possibile interloquire, so che non va fatto per Regolamento, non si deve parlare direttamente a nessuno, ma è uno stimolo interessante, lo voglio sottolineare - ci chiede quale idea di Regione abbiamo? E questa è una bella domanda. Io direi anche quale tipo di Regione, perché è sempre più evidente che le Regioni italiane sotto ai 3 milioni di abitanti soffrono, come soffrono i Comuni sotto a 10 mila abitanti. Siamo piccoli, prendiamone atto, non abbiamo i numeri, le dimensioni per un respiro diverso, per quella programmazione che voi invocate e che noi sottoscriveremo in pieno, magari per fare cose diverse, ma che vorremmo tutti avere disposizione. Oggi che cosa si può fare? Secondo me è già evidente in questo bilancio. È vero, trasferisce gran parte delle cose programmate, fatte, avviate nel corso del quinquennio precedente, ma non potrebbe essere altrimenti. C'è un pacchetto di investimenti impressionante, mi permetto di guardarlo nell'arco di qualche decennio perché non possiamo valutare le cose in questo mese, ma dovremmo fare una comparazione con quello che è stato nel passato. Penso che mai la Regione Marche abbia avuto, se non forse agli inizi, una marea di investimenti così elevata. si risponde alle necessità con gli investimenti, ma si risponde anche alle richieste che vengono dai cosiddetti territori, preferisco la parola popolazioni o amministrazioni. Quindi, anche qui c'è una risposta democratica, partecipativa. Il vero problema è: quale equilibrio può essere raggiunto con una torta così piccola? E’ l'equilibrio che fa la differenza, non il fatto di dire abbiamo fatto questo, quest'altro, ma dire abbiamo fatto questo e quest'altro e se avessimo voluto fare qualcosa di più non avremmo fatto altre cose. Va visto il bilancio nella sua complessità e la programmazione economica non può che anticipare questo. Si fa il ragionamento su quello che poi diventa …, ma è l'equilibrio della torta che fa la differenza e questo penso che ci sia in questo documento e nel complesso del bilancio, perché gli atti sono fortemente concatenati.
Facciamo i muri in sanità. Nella mia città si sta costruendo una casa della salute e anch'io ho questa preoccupazione, ma è una preoccupazione relativa. Io dico, intanto facciamo i muri, anche perché i tempi di costruzione in Italia sono quelli che sono, facciamo le case della salute, facciamo le case della comunità, facciamo tutto quello che gli investimenti che abbiamo in campo ci mettono nelle condizione di fare e prepariamoci anche ad avere il personale e le risorse disponibili. Rilancio l'ennesima provocazione: avremo il coraggio in assenza di una quota sufficiente di IRAP sanità e di IVA sanità, che sembra sia intorno ai 3,2 miliardi, cresce di anni in anno, di fare un altro tipo di ragionamento? Maggiori entrate? Maggiori tagli? Questo sarebbe interessante, mettersi tutti intorno ad un tavolo, tutti, le Commissioni sono quelle per fare questo tipo di ragionamento.
Evidenzio quella che ritengo in assoluto la priorità che non è sanitaria, ma è sociale, ed è quella che riguarda gli anziani, non se ne parla quasi mai, ma è il dramma di più di 100 mila famiglie marchigiane, le quali, avendo un anziano non autosufficiente o vicino alla non autosufficienza da accudire, devono far fronte a costi esagerati. Una RSA privata va dai 3.000 ai 3.700 ai 4.000 euro al mese. Le strutture private viaggiano intorno a queste cifre, ma anche l'utilizzo di assistenti è intorno a queste cifre o vicino se l'atteggiamento della famiglia nei confronti delle cosiddette badanti è regolare, è corretto da un punto di vista contrattuale. Questa è una grande emergenza e non è una cosa che si risolve in un bilancio, è un'impostazione che deve essere data in termini pluriennali 5, 10, 15 anni, perché questa Regione inevitabilmente invecchierà e sul piano strategico questa è una grande emergenza.
Direi anche, lo anticipo per quanto riguarda il bilancio, la maggioranza non ha subito alcun diktat, non so se i colleghi della maggioranza sono stati sfregiati da qualche diktat del Presidente. Io non ho subito nessuna imposizione, ho avuto due incontri, uno con i Presidenti di gruppo e uno con la maggioranza, nei quali abbiamo ragionato a lungo del bilancio ed abbiamo deciso di non fare emendamenti e di concentrare il maggior numero possibile delle risorse sull’impresa giovane, sull'innovazione, ne parleranno più dettagliatamente gli Assessori, ma questa è la seconda cosa che voglio segnalare in termini programmatici.
Questa Regione deve pensare sul piano dell'assistenza agli anziani. Siamo deboli ancora, deboli da un punto di vista strutturale, deboli da un punto di vista economico. Messi meglio, per nostra tradizione, nel campo della disabilità, che è oggettivamente molto alta rispetto ad altre Regioni. Siamo più deboli invece sul versante della cura degli anziani non autosufficienti.
L’altro argomento è quello dei giovani, non tanto dell'impresa giovane o dell'impresa donna, piccoli, ma significativi interventi, e neanche nel campo della cosiddetta innovazione, sulla quale tutti si buttano ed è giusto che si faccia così, ma sul piano dello spirito d’impresa. Ecco, io non sono un esperto di questo settore, non l’ho mai curato, però, conoscendo tanti imprenditori piccoli, medi e grandi della nostra regione, molti segnalano questa oggettiva difficoltà. L'impresa va avanti se c'è spirito di impresa, se c'è gente disponibile e capace di accettare il rischio. Che cosa deve fare l'imprenditore? Non deve avere paura, se l'imprenditore o l'impresa pretende 10 paracaduti pubblici siamo all'impresa di Stato e non funziona. Lo Stato, la Regione, i Comuni devono dare tutti i supporti necessari, ma poi la differenza la fa lo spirito di impresa. Come aiutarlo, come sollecitarlo, come mantenere e sviluppare una cultura che ha fatto grande questa regione? Senza quella, cari colleghi, non facciamo più niente. Non facciamo più niente perché non abbiamo neanche la spinta economica, perché tutto quello che spendiamo viene dalle imposte, che paga chi lavora, chi fa impresa, chi investe.
Non sfuggo alla segnalazione fatta dal Consigliere Mastrovincenzo con il quale abbiamo condiviso quella legge, io ero relatore di maggioranza, fu votata all'unanimità, forse è il caso, non so a che punto sta, di darle un'occhiatina, cioè vedere se quelle impostazioni iniziali … Sulle distanze non mi pronuncio perché ero contrario già allora, ma la vera questione oggi non è il gioco d'azzardo ubicato nei locali, il vero problema è il gioco d'azzardo online che rappresenta l'80-90% di questa devastante esperienza, che noi chiamiamo azzardopatia, non ludopatia, uno malato di gioco va benissimo, uno malato d'azzardo va male, la differenza è tutta lì. Ecco, forse va un po' rivista per valutare dove un intervento più puntuale e mirato può essere fatto.
Non credo, Consigliere Mastrovincenzo, che siano stati cancellati i finanziamenti per la cura. Non c'è una cura specifica per l'azzardopatia, che spesso è associata ad altre patologie e si unisce a quelle. Quello non c'è. Sul fronte della prevenzione è un ragionamento, secondo me, da riprendere con attenzione e con grande lealtà.
Ritengo di aver detto quasi tutto, quindi finisco qui, regalando 56 secondi alla Consigliera Marcozzi, che più tardi dovrà intervenire per 40 minuti sui capitoli, quindi ci prepariamo alla sua relazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Mi atterrò al suo invito a stare all'interno del Documento di economia e finanza regionale. Il Consigliere Marconi ha parlato del bilancio come del rito della democrazia. Io credo che il bilancio non sia solo questo, sia l'occasione del confronto democratico all'interno di un'istituzione tra coloro che sono chiamati a governarla e coloro, noi in questo caso, che sono chiamati a fare l'opposizione, che, per quel che ci riguarda, deve essere e sarà sempre costruttiva per essere domani alternativa di governo.
In questa prospettiva, perché questo confronto democratico possa dispiegarsi al meglio, innanzitutto vi è una questione di metodo e di tempi, c'è bisogno del tempo per la sessione di bilancio affinché non si sia costretti alle generiche affermazioni, ma ci possano essere delle proposte concrete e puntuali.
In questa prospettiva, ad esempio, la precisa ed esaustiva relazione del Vicepresidente Piergallini da una parte mi solleva dal compito di evidenziare quello che non va in questo DEFR e dall'altra ci dice quello che avremmo voluto fare, perché le puntuali osservazioni del Consigliere i Piergallini sarebbero state, ad esempio, degli emendamenti al DEFR, in occasione dei quali su ciascuno avremmo potuto intavolare un dibattito, un confronto democratico tra maggioranza ed opposizione, affinché le proposte del DEFR potessero superare il confronto dialettico al cospetto, diciamo, dei cittadini, magari pochi, che ci ascoltano, che ci possono ascoltare.
Quest'anno ci sono stati giustificati motivi, ci sono state le elezioni, va bene, ma i prossimi anni non potrà essere così perché il Documento di economia e finanza è un documento fondamentale, nonché strumento della programmazione generale per le Regioni, nel quale espongono il proprio programma di Governo. Come riportato nel Documento di economia e finanza, esso è chiamato dalla legge a definire le linee strategiche dell'amministrazione, essendo esso un'articolazione, dovendo essere un'articolazione del programma di governo della legislatura 2025-2030, illustrato dal Presidente Acquaroli nel corso della seduta di insediamento del 27 ottobre. Precede il bilancio di previsione, che all'interno del perimetro programmatico del Documento di economia e finanza costituisce lo strumento concretamente operativo dal punto di vista finanziario delle predette linee strategiche dell'amministrazione.
Ad esempio, in questo DEFR c'è una mancanza imperdonabile dal punto di vista politico ed istituzionale, perché il Presidente Acquaroli in occasione del suo intervento, le comunicazioni del 27 ottobre, tra le altre cose, oltre a declinare il programma elettorale, quindi il programma di governo, sottolineava la necessità di una complessa riforma delle riforme attuate nel corso della precedente legislatura. Parlo ad esempio della sanità, la riforma del piano socio-sanitario, ha detto in quella circostanza della rivisitazione degli atti aziendali, del personale, poi ha parlato di sanità territoriale, di intelligenza artificiale, di concertazione, delle fragilità degli anziani, del rapporto tra il sanitario e il sociale, della Zes e di altri aspetti che riguardano l'economia. Bene, di queste riforme declinate soltanto sulla carta non c'è traccia nel Documento di economia e finanza, quindi esso non assolve al compito che gli assegna la legge, perché se è vero che sono le linee strategiche sulla base di incoerenza con il programma declinato in quest'Aula, va da sé che le dichiarazioni del Presidente, che ha su di sé la responsabilità principale del governo della Regione, della riforma delle riforme, dovevano essere all'interno del Documento di economia e finanza per i prossimi 3 anni. Niente di tutto questo.
L'altro aspetto che il DEFR deve affrontare inevitabilmente, perché è un documento di economia e finanza, è il contesto nel quale si trova ad operare, ma, l’ha detto il Consigliere Piergallini, non contiene un esaustivo quadro congiunturale internazionale, nazionale e regionale in riferimento al contesto economico di riflesso della finanza pubblica. Vi è un generico richiamo al conflitto in Medio Oriente ed in Ucraina, come pure un generico richiamo agli inediti contrasti sulle tariffe e sui dazi che avrebbero una ripercussione che coinvolgerebbe la globalizzazione delle produzioni e dei mercati. Se da una parte si prospettano le ricadute sull'occupazione, sulla manifattura in particolare a vari livelli, dall’altra non si indicano le strategie da mettere in campo per attenuare le conseguenze di tutto questo.
Nello specifico del contesto territoriale della nostra regione da un lato si fa riferimento alla ricostruzione post sisma e alla messa a terra del PNRR, che starebbero procedendo, ma non si parla dei ritardi che sono stati evidenziati dalla Corte dei Conti per quanto riguarda, ad esempio, l'edilizia pubblica, la ricostruzione post sisma dell'edilizia pubblica, come dei ritardi del PNNR Missione 6 “Salute”, ritardi accertati e denunciati dalla Corte dei Conti in sede di parifica, che io qui ometto di indicare.
Presidente, se mi autorizza, consegno l'intervento scritto in Aula, così è comodo, perché non ho il tempo di declinare il tutto.
Questi ritardi, ripeto, sono ben evidenziati. Poi si cita il PNRR, con i pochi minuti a dimostrazione di quanto siano insufficienti.
Ma guardate, l’ha accennato il Consigliere Caporossi, il programma europeo di aiuti all'economia, varato nel mezzo dell'epidemia, sta per finire. Gli ultimi investimenti sono da concludere nel giugno 2026, salvo che per qualche investimento che dovrà essere ultimato ci sarà la proroga. Su questo la Corte dei Conti ci dà un giudizio netto, dice esattamente e leggo: “L'analisi dei dati contabili mette in luce uno stato di avanzamento dei progetti ancora complessivamente modesto e rileva un ritardo strutturale nell'attuazione dei progetti, quindi la necessità di un'accelerazione nel processo di attuazione in assenza del quale appare esistere un rischio concreto di mancato raggiungimento degli obiettivi, tenuto conto dell'avvicinarsi dei termini previsti nel piano”. Parole della Corte dei Conti. Gli investimenti e le riforme del PNRR avevano come obiettivo principale la crescita della produttività, anche se, come è stato osservato, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una crescita dell'occupazione precaria, come ha detto il Consigliere Mastrovincenzo, lavoro a termine, lavoro intermittente oltre il 60%, 62,5% nelle Marche, ma non alla crescita del PIL, con conseguente riduzione della produttività.
Oggi la sfida è mantenere almeno i livelli di crescita che il PNRR ha garantito in questi anni, perché con la conclusione del piano di aiuto all'economia il rischio per l'Italia è un brusco calo di investimenti e di crescita e questo rischio è maggiore per la nostra regione.
Poi c'è un punto, il PNRR finanzia l'investimento, ad esempio la costruzione di scuole, di strutture sanitarie, ma quando l'investimento sarà finito, lo voglio dire al Consigliere Marconi, il costo della gestione di queste strutture ricadrà sulle istituzioni di riferimento, quindi Regioni, Province e Comuni.
E’ stato osservato che a livello nazionale, meno nella nostra regione, nel 2022, anno di avvio del PNRR, gli investimenti del Piano hanno contribuito, anno per anno, per l'1% circa alla nostra crescita. Siccome dal 2023 la nostra economia non ha mai superato un tasso di crescita dell'1%, ne discente che, senza il contributo del PNRR, negli ultimi 3 anni saremmo stati sempre in recessione, e questo vale ancora di più nella nostra Regione che è cresciuta meno del dato nazionale. Su questo nulla ci dice il DEFR, né ci dice come si farà ad usare al meglio, ad esempio, i fondi di coesione europei e nazionali che non esauriscono la loro funzione con il PNRR.
Tema giovani, finisco perché il tempo non c’è. A proposito della discussione, ho letto una bellissima intervista del professor XY sul Corriere Adriatico – quanto è importante il ruolo che svolgono i mezzi di informazione se li leggessimo - che dice: “Alcune questioni di specifico interesse per i lavoratori, in particolare la questione dei bassi livelli salariali e la connessa questione fiscale, cioè chi debba finanziare gli investimenti e la spesa sociale”. Sui giovani dice: “Il tema dei bassi livelli salariali è un tema rilevante nel nostro Paese e spiega, almeno in parte, l'esodo dei giovani laureati cui stiamo assistendo da almeno un decennio. Alla radice vi è il basso livello di produttività del lavoro sia nel settore pubblico sia in quello privato”.
Ad esempio, perché non si permette nel DEFR il salario minimo negli appalti pubblici di competenza della Regione e degli enti strumentali, come ha fatto la Regione Puglia? Il Governo che ha impugnato quella legge dinanzi della Corte Costituzionale si è visto respingere il ricorso. Questa potrebbe essere un'idea, credo, per dare speranza e futuro ai nostri giovani, al di là delle chiacchiere.
Termino, non ho tempo, ma questo DEFR non assolve al compito.
Presidente, ribadisco che consegno il testo scritto (allegato A). Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Anticipo subito il mio voto di contrarietà a questo Documento di economia e finanza perché è un documento inerziale, quando invece dovrebbe essere lo strumento essenziale che ci fa capire cosa la Regione ritiene indispensabile, quale futuro intende costruire. E questo non accade con il documento di cui stiamo parlando oggi perché un Documento di economia e finanze regionale serio dovrebbe fare tre cose: leggere i bisogni della comunità, della nostra comunità, scegliere priorità e obiettivi misurabili e soprattutto individuare con chiarezza su quali leve la Regione intende agire anche dentro i vincoli.
Ecco, il DEFR di cui parliamo oggi è sicuramente un documento ordinato, prudente, formalmente coerente, va dato atto agli uffici di aver lavorato bene, ma non fa un salto politico, è un documento che amministra, ma non guida. Io credo invece che il compito di una Regione, anche il compito nostro di Consiglieri sia l'opposto di mettere i vincoli, ma rimettere al centro le persone, i territori, i diritti, altrimenti la politica smette di essere politica e diventa un ufficio ragioneria con la fascia tricolore.
Un DEFR che ha una parola chiave: prudenza, è un DEFR debole. Prudenza nella spesa corrente, prudenza nelle scelte, prudenza nel muoversi tra vincoli nazionali ed europei. Ma noi dobbiamo dirci una cosa con grande chiarezza: la prudenza è una virtù quando si accompagna ad una visione, ma diventa un problema quando la visione non c'è. Noi sappiamo che la nostra Regione, le Marche, è una Regione in transizione: viviamo squilibri territoriali crescenti tra costa e aree interne, c'è un invecchiamento notevole, una ricostruzione post sisma che sta cambiando la geografia sociale, un tessuto produttivo fatto di imprese piccole e vulnerabili; poi ci sono le nuove fragilità, è stato ricordato più volte da chi mi ha preceduto, la salute mentale, le dipendenze, la precarietà abitativa, la povertà educativa. Ecco, rispetto a tutto questo il DEFR si limita a gestire l’esistente come un timoniere che guida una barca senza rotta.
Allora, mi si consenta di individuare alcuni dei settori dove ad avviso di chi parla il DEFR risulta particolarmente carente. Settori che sono parte rilevante dell'ossatura regionale: politiche sociali, sanità, cultura, ambiente.
Se parliamo delle politiche sociali sicuramente questo è il grande rimosso strategico del DEFR e guardate che il welfare territoriale non è solo assistenza, è anche tenuta democratica. Il documento di cui parliamo questa mattina lascia le politiche sociali sullo sfondo. Sono di fatto subordinate, importanti nei principi, ma marginali nel disegno complessivo. Il sociale è gestione di bisogni, ma non è un'infrastruttura. Mancano dei pilastri che il DEFR avrebbe dovuto esplicitare più seriamente. I livelli essenziali dei territori sono profondamente diseguali. Abbiamo diritti che dipendono dagli interventi dei Comuni, dagli ambiti territoriali sociali, da risorse progettuali disponibili legate alla capacità amministrativa locale, ma questo determina un livello assolutamente disomogeneo. Poi aggiungo che servirebbe una stabilità finanziaria e continuativa nei servizi. Il sociale vive troppo spesso di bandi, sperimentazioni, progetti a termine e così si crea una precarietà organizzativa e un turnover che alla fine fa pagare l'utente.
Un welfare serio ha bisogno di programmazione pluriennale e di strumenti che garantiscono continuità, non solo finestre di finanziamento. Poi l'integrazione con la sanità, senza integrazione socio-sanitaria, i servizi sociali diventano tappabuchi e la sanità diventa l'unico sportello per ogni fragilità. Queste sono alcune delle tematiche principali, ma fatemi dire delle emergenze più specifiche che sul DEFR rimangono assolutamente sullo sfondo: la povertà educativa, il disagio giovanile. Non bastano progetti episodici, servirebbe un asse regionale stabile con interventi nelle scuole e nei territori, alleanze con il terzo settore, con gli enti locali, presidi educativi e culturali, sportelli psicologici territoriali, percorsi di prevenzione delle dipendenze e del ritiro sociale. Le Marche non hanno una regia regionale che mette insieme istruzione sociale, cultura e salute mentale.
Poi se parliamo di non autosufficienza e domiciliarità, anche su questo versante vediamo quanto sia debole il documento di cui stiamo parlando. Infine, anche per non prendere troppo tempo, non possiamo non farci carico dell'emergenza legata alla povertà abitativa e alle nuove fragilità sociali ed urbane. Nelle aree urbane cresce una precarietà abitativa, invece nelle aree interne aumenta lo spopolamento e la solitudine. Non sono due mondi diversi, sono due facce della stessa medaglia. Serve una politica regionale che non guardi all'edilizia solo in termini di opere, ma in termini di diritti, casa, servizi.
Passando poi all'altro macrotema, che è quello più rilevante, la sanità. Nel DEFR si ricorda che la manovra regionale è per circa tre quarti assorbita dalla sanità. Ma ciò ci spinge a riflettere sulla questione del rapporto fra PNRR e decreto ministeriale 77. Bene le strutture, ma chi ci lavora in queste strutture? Se parliamo di case di comunità, ospedali di comunità e non affrontiamo la carenza di medici e infermieri, le loro condizioni di lavoro, rischiamo di parlare di qualcosa che assomiglia a un contenitore vuoto.
E poi c'è il tema vero della sanità territoriale, che rischia di essere una promessa mancata, della necessità di integrare sociale e sanità ho già parlato.
Fatemi concludere con due altri capitoli. Uno mi sta particolarmente a cuore, su cui ritengo che il DEFR manifesti un'assoluta insufficienza, è quello della cultura. La cultura è un tema che è stato assolutamente derubricato da questa amministrazione regionale. Nei 5 anni precedenti della prima legislatura Acquaroli davvero si è arrivati sull'orlo del baratro. Con questa legislatura si è fatto un passo avanti. La cultura è diventata qualcosa di ancillare rispetto al turismo, quando invece non si capisce che la cultura è uno strumento fondamentale che garantisce la coesione sociale. Su questo davvero non possiamo non denunciare una grande carenza programmatica.
Infine, chiudo su un altro versante che non può non stare a cuore a chi sta intervenendo. L'ambiente, una sostenibilità dichiarata, ma che non è assunta come criterio. Il DEFR richiama l'Agenda 2030 e la strategia di sviluppo sostenibile, ma in realtà manca una gerarchia chiara. Non si comprende quali sono le priorità ambientali regionali nel triennio, quali sono gli obiettivi misurabili, quale governance territoriale. Tutto questo non c'è nel DEFR, solo enunciati vuoti. E poi, se parliamo di energia e territorio, di transizione, la transizione energetica va fatta, ma va fatta bene con pianificazione seria, con aree idonee o non idonee individuate con criteri trasparenti, con tutela paesaggistica e tutela della biodiversità, Per non parlare poi del tema risorse idriche, tutto questo nel DEFR davvero non risulta affrontato con chiarezza e adeguatezza. Quindi, concludendo, il vero limite di questo documento è che manca una visione integrata, manca un approfondimento sui veri temi. E’ un tema politico, è un tema che dovrebbe spingere all'elaborazione di un documento che non si muova solo da un'idea di correttezza e di prudenza, ma che abbia la capacità di dare un futuro al territorio e alle persone che vivono nella nostra regione. E tutto questo il DEFRE non lo fa e per questo motivo il Gruppo di Alleanza Verdi di Sinistra voterà convintamente in modo contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA Grazie, Presidente. Faccio anch'io un breve intervento sul Documento di economia e finanza regionale che anticipa e introduce quelli che saranno i numeri che vedremo nel bilancio, che verrà discusso e votato in questa mattinata.
Questo DEFR e questo bilancio arrivano in una fase difficile per le Marche, in una regione in affanno, con indicatori che vedono crescere le disuguaglianze, vedono l'economia non crescere come nel resto del Paese, vedono aumentare la fetta di popolazione che vive in condizione di povertà relativa ed assoluta, un indebolimento del ceto medio, lo spopolamento delle aree interne e quel fenomeno di emigrazione dei nostri giovani verso il nord, verso altri Paesi, alla ricerca di condizioni lavorative e di vita migliori rispetto a quelle che riescono a trovare nella nostra regione. Un sistema sanitario che fatica a dare risposte puntuali, concrete, rapide alla popolazione sempre più anziana, con liste d'attesa infinite e con il rinvio di interventi e di diagnosi, interventi che sarebbero talvolta anche urgenti. E la difficoltà dei pronto soccorso a gestire gli accessi. Servirebbe una visione diversa di futuro per la nostra regione, di sviluppo economico e di riforma dei servizi fondamentali, di quelli sanitari, di quelli sociali.
È un DEFR che non tocca le difficoltà che vivono quotidianamente tante persone, gli anziani, le difficoltà delle famiglie a conciliare il lavoro con gli impegni familiari, le difficoltà delle famiglie che hanno disabili in carico con politiche socio-sanitarie integrate che servono da supporto agli enormi sforzi, alle difficoltà che vivono quotidianamente tante famiglie.
Ho sentito la retorica dei borghi, che viene spesso ripetuta, ho sentito il Presidente Acquaroli più volte. Io ho amministrato per tanti anni un Comune che ha anche un borgo, è uno dei Borghi più belli d'Italia, un Comune Bandiera arancione, un Comune “Spighe Verdi”. Questo lavoro viene da lontano, non è stato inventato negli ultimi cinque anni. I borghi esistono da secoli e le Amministrazioni locali hanno investito nel loro rilancio negli ultimi 20-30 anni, prima che arrivasse la Giunta Acquaroli. Faccio presente che gli sforzi economici messi in campo dalla Giunta … Il mio Comune sarà stato sfortunato, non lo so, ma ha partecipato ai bandi sui borghi e ha portato a casa 250.000 euro. Nell'elenco dei Borghi storici marchigiani dovrebbero risultare iscritti circa 450 borghi perché i Comuni possono iscrivere, se ricordo bene, più borghi. E se noi dividessimo, infatti, i 100 milioni circa messi a disposizione, risulterebbero, appunto, i 250.000 euro, che anche il mio Comune si è aggiudicato e che farà un intervento puntuale nel centro storico. Però ci illudiamo se pensiamo che un borgo con 250.000 euro di intervento strutturale possa vedere un rilancio delle attività sociali, culturali, della capacità di attrarre flussi turistici. Insomma, servono evidentemente strategie diverse e magari meno dispersive.
Un'altra retorica che ho sentito in questi giorni è quella della necessità di investire sui giovani. In linea di principio siamo tutti d'accordo con l'idea che i giovani meritano la nostra attenzione, se non altro perché sono sempre di meno e perché sono le principali vittime del precariato, delle difficoltà a formarsi una famiglia, a diventare autonomi, a costruirsi un proprio percorso di vita. Ebbene, se la cifra messa in campo è 1 milione di euro, come ho letto da qualche parte, non c'è da esultare, visto che si considera a livello europeo la categoria giovanile dai 16 ai 34 anni e nelle Marche ci sono 265.000 persone che rientrano in quella categoria. Se dividiamo 1 milione di euro per 265.000 giovani, sono circa 3,80 euro per ogni giovane. Immagino che sia complicato incidere sul futuro dei giovani se pensiamo che siano sufficienti 3,80 euro per ogni giovane. Credo che serva uno sforzo di sistema complessivo, che aiuti il nostro sistema produttivo a rinnovarsi, a farlo in maniera innovativa, a farlo in maniera ecosostenibile, riuscendo a essere competitivo in uno scenario internazionale sempre più complesso. Allora sì, forse, se daremo una strategia di sviluppo industriale alla nostra regione, saremo in grado di trattenere nei nostri territori le migliori energie, i nostri giovani laureati, quelli che non trovano nel tessuto produttivo marchigiano spesso un'occupazione coerente col percorso di studi portato avanti.
Nella nostra Regione ci sono alcuni settori politici che soffrono di un evidente sottofinanziamento. Penso ovviamente alla sanità, al trasporto pubblico locale, alle politiche di welfare, alle politiche sociali. Di fronte a questo mi sarei aspettato da parte della Giunta, della maggioranza, una maggior forza nel denunciare questa situazione e di chiedere al Governo nazionale maggiori stanziamenti perché il diritto alla salute dovrebbe essere un diritto equo, accessibile, garantito a tutti, cosa che purtroppo negli ultimi anni è, ma non lo dico io, basta confrontarsi col cittadino medio.
Io non vorrei che dietro all'esito elettorale, che ha visto il centro-destra vincere queste elezioni con un margine anche significativo - di fronte al 50% degli elettori, diciamo che questa maggioranza ha vinto le elezioni con il 26% degli elettori marchigiani - ci si illuda che i marchigiani siano contenti di come vanno le cose nelle Marche, perché così non è. Il vissuto quotidiano di tanti marchigiani è un vissuto di difficoltà, di criticità non affrontate e di problemi da cui non sanno come uscire. E allora noi dovremmo dare un indirizzo, utilizzare le politiche pubbliche, le risorse che abbiamo a disposizione, non soltanto per gestire l'esistente o, come leggo nel DEFR, garantire che i conti siano in ordine. Certo che è importante che i conti siano in ordine, è evidente, questo lo prevedono i principi della finanza pubblica, ma all'interno della definizione delle priorità e delle strategie politiche, la maggioranza, che ha avuto questo risultato, non intravede un cambio di rotta, sembra accontentarsi dell'esistente con delle incongruità, perché, leggendo anche le dichiarazioni del Presidente, nella necessità di rivedere il nuovo Piano socio-sanitario, ci vedo, fra le righe, anche un'ammissione di colpa: evidentemente, quello che è stato fatto nei cinque anni precedenti non ha funzionato e, quindi, si chiede di rimettere mano a questo. Così come ho letto, in una maniera che io ho sempre denunciato, il principio della filiera istituzionale, attraverso cui le amministrazioni amiche otterrebbero delle agevolazioni da chi governava la Regione. Quest'anno ho letto “basta mancette”, l'ho letto sul Corriere Adriatico qualche giorno fa, attribuendo al Presidente Acquaroli queste affermazioni: “Stop ai finanziamenti della tabella E, liberare risorse da sprechi e mancette”. Ecco, evidentemente, fino all'altro ieri questi fondi venivano utilizzati per sprechi e mancette. Quindi, mi auguro che si comprenda che sia necessario cambiare passo, cambiare paradigma, cominciare a pensare a questa regione come ad una regione in difficoltà da un punto di vista sociale, economico, e che vengano messe in campo delle riforme.
Noi, chiaramente, saremo contrari a questo DEFR e anche al bilancio conseguente. Oggi ci siamo presi anche la responsabilità, visti i tempi ristrettissimi, come hanno detto i miei colleghi, di non presentare emendamenti, ordini del giorno, risoluzioni e quant'altro, però, nel corso dell'anno interverremo a più riprese su quelle che saranno le vostre scelte e cercheremo di dare un contributo per indirizzarle verso le reali criticità che vivono i marchigiani e che, secondo me, secondo noi, non sono contenute in questo Documento di economia e finanza regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pantaloni.
Francesca PANTALONI. Grazie, Presidente. Presento alla valutazione ed approvazione la proposta di delibera di Giunta regionale concernente il Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2026-2028. Il DEFR fa parte del cosiddetto “pacchetto bilancio di previsione” insieme alla proposta di legge di stabilità e alla proposta di legge del bilancio di previsione per il triennio 2026-2028. E qui mi preme ribadire e ricordare: si tratta di un triennio, quindi alcune misure che sono state definite un copia e incolla sono, invece, presenti in quanto il documento fa riferimento ad un triennio. Si tratta di atti che la Giunta adotta e trasmette all'Assemblea legislativa regionale per la successiva approvazione.
Il Documento di economia e finanza regionale si innesta sul Programma di Governo della legislatura 2025-2030: “Più Marche. La forza dei risultati, il futuro da costruire insieme”, illustrato dal Presidente Acquaroli in occasione della seduta di insediamento della Assemblea legislativa regionale del 27 ottobre 2025.
Il DEFR rappresenta perciò un documento tecnico-politico e qualifica la visione dell'Amministrazione regionale verso il futuro, descrivendo le linee di azione amministrativa che saranno poi declinate finanziariamente nel bilancio di previsione, che la Giunta adotterà subito dopo.
In questa fase di avvio della legislatura regionale, il DEFR si pone quale articolazione del Programma di Governo ed è chiamato dalla normativa a definire le linee strategiche dell'Amministrazione, in vista della successiva implementazione finanziaria nel bilancio di previsione del triennio 2026-2028. Il riferimento normativo è dato dal decreto legislativo n. 118 del 2011, in particolare dall'Allegato 4.1 intitolato “Principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio”: in questa cornice si inserisce quindi la struttura del Documento.
La nuova legislatura regionale si è aperta in un contesto internazionale, nazionale e territoriale complesso. L'Italia e le Marche stanno attraversando le ripercussioni politiche ed economiche dei conflitti in Ucraina ed in Medio Oriente, in un clima impegnativo a livello sia nazionale che globale. Fenomeni di grande complessità, come gli inediti contrasti anche sulle tariffe e sui dazi, che stanno coinvolgendo la globalizzazione delle produzioni e dei mercati, con potenziali ricadute sulla manifattura e sull’occupazione a vari livelli. A livello territoriale, se da un lato la ricostruzione post sisma 2016 e la messa a terra del PNRR stanno procedendo, dall'altro si continuano a registrare avversità esogene di varia natura, che richiedono la convergenza di provvedimenti sinergici sia a livello nazionale che locale. A questo contesto problematico e complesso, questa Amministrazione regionale intende contrapporre, in continuità con la precedente legislatura avviatasi nel 2020, una visione progettuale articolata per fornire risposte alle esigenze che salgono dai territori e dalle comunità regionali, valorizzando gli ambiti di intervento normativo praticabili e ottimizzando le risorse disponibili, nella necessaria consapevolezza dei limiti posti dai vincoli complessivi di bilancio. Il Programma di Governo della Regione Marche 2025-2030: “Più Marche. La forza dei risultati, il futuro da costruire insieme” ha individuato alcune linee direttrici per lo sviluppo delle Marche, che il DEFR articola e descrive secondo la griglia delle Missioni e dei Programmi, introdotta dal decreto legislativo n. 118 del 2011: è su tale base che la Giunta predispone il bilancio e lo sottopone all'Assemblea legislativa regionale per l'approvazione. Al termine dell'esercizio finanziario, anche il rendiconto generale della gestione segue nella sua esposizione la medesima struttura per Missioni e Programmi. In coerenza, quindi, con questa cornice, il DEFR definisce, nella prima Sezione, le linee strategiche delle varie “Missioni” in cui si articola l'attività dell'Amministrazione regionale, nonché, nella seconda Sezione, i principali indirizzi di politica finanziaria. Il DEFR svolge un ruolo di interconnessione anche con altri documenti regionali: in tal senso si inserisce in una cosiddetta “struttura a rete” con altri atti e strumenti della programmazione regionale, ognuno di questi - in coerenza con la normativa - svolge il ruolo di coordinamento di specifici ambiti. Il DEFR indica, inoltre, il raccordo puntuale con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 e con la struttura organizzativa regionale.
A livello nazionale, la proposta del DEFR 2026-2028 della Regione Marche prende atto del Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal Consiglio dei Ministri ad ottobre 2025 e che contiene le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica a legislazione vigente, le misure previste nella manovra di bilancio e gli effetti finanziari. Più in generale, il DEFR si colloca in modo consapevole nel più ampio contesto della finanza pubblica italiana. Oltre ad una sintesi sul contesto economico di riferimento, il Documento presenta, fra l'altro, le tematiche connesse alla Strategia regionale di sviluppo sostenibile, alla programmazione comunitaria 2021-2027, alla realizzazione nelle Marche del Piano nazionale di ripresa e resilienza, al principio del pareggio di bilancio, al quadro previsionale delle entrate tributarie regionali, alla situazione del debito.
Un tema centrale della strategia regionale è, in particolare, quello della programmazione europea e nazionale, che si conferma di fondamentale rilevanza anche per le politiche finanziarie regionali. Prosegue l'attuazione dell'Accordo per la coesione stipulato tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Marche il 28 ottobre 2023, con importanti ricadute che riguardano la politica di crescita del territorio regionale, dopo la messa a disposizione delle risorse statali avvenuta con la delibera CIPESS n. 24 del 23 aprile 2024. L'Accordo tende a svolgere, infatti, un ruolo di efficace coordinamento tra le risorse europee e nazionali per la coesione, oltre che con quelle del PNRR, con la previsione di uno stanziamento di oltre 333 milioni di euro di risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione che consentiranno il finanziamento di sedici investimenti strategici in ambito regionale, con priorità per infrastrutture e reti di trasporto. In aggiunta alle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, la Regione Marche potrà far leva su ulteriori 154 milioni di euro a valere sulle assegnazioni nazionali del fondo di rotazione, che attireranno investimenti di natura complementare a quelli finanziati con i Fondi strutturali europei 2021-2027, consentendo così di diversificare gli investimenti sul territorio con interventi nelle aree tematiche del turismo, della cultura, della valorizzazione del tessuto imprenditoriale locale, della salvaguardia dell'occupazione e della tutela delle fasce più deboli della popolazione. Sul versante della programmazione comunitaria, dopo la chiusura del periodo 2014-2020, con l'assorbimento integrale delle risorse assegnate alla Regione Marche dalla Commissione europea, sono stati attuati i programmi FESR e FSE plus del periodo 2021-2027: le Marche si collocano fra le prime Regioni in Italia quanto a livello di impegno e pagamento sui fondi comunitari. Il periodo di programmazione 2021-2027 vede la concomitanza, anche temporale, di due importantissimi strumenti che costituiscono un pacchetto complessivo di stanziamenti di 1.824,3 miliardi di euro, articolato in due linee di finanziamento:
- ordinario: il Quadro finanziario pluriennale con una dotazione di 1.074,3 miliardi di euro che prevede uno stanziamento per la politica di coesione di 330,2 miliardi di euro per l'intera UE27, con una quota di risorse leggermente superiore per l'Italia, rispetto alla dotazione 2014-2020;
- straordinario: lo strumento Next Generation EU - conosciuto come Recovery Fund - con una dotazione di 750 miliardi di euro, che assegna all'Italia 194,4 miliardi di euro con il Programma per la ripresa e la resilienza, da spendere entro il 2026. Le risorse ordinarie della programmazione 2021-2027 assegnate alla Regione Marche ammontano a circa 1.036 milioni di euro, dei quali 690 milioni di euro sono riconducibili alla programmazione FESR e 346 milioni alla programmazione FSE plus, con un incremento di circa il 66% rispetto alla programmazione ordinaria relativa al periodo 2014-2020; questo anche a seguito del riconoscimento dello status di “regione in transizione”.
È fondamentale segnalare che la Giunta regionale ha deciso di utilizzare i margini di flessibilità, previsti per le Regioni in transizione e quelle meno sviluppate, che consentono la variazione delle percentuali di cofinanziamento e comportano l'istituzione della cosiddetta Programmazione complementare. Dopo l'approvazione da parte della Commissione europea, sono quindi in fase attuativa i due programmi FESR e FSE plus, che valgono complessivamente 882 milioni di euro, ai quali si affiancano, in quanto coerenti nelle finalità e negli obiettivi, le risorse del Fondo di rotazione previste nell'Accordo per la coesione, che valgono complessivamente 154 milioni di euro.
In riferimento alla programmazione 2021-2027, come noto, si è assistito ad un avvio particolarmente sostenuto degli interventi, con livelli di performance fra i più elevati in assoluto a livello nazionale. A partire poi dalla seconda metà del 2024 si sono potuti attivare gli interventi previsti nel Fondo di rotazione, complementare al FESR e al FSE plus, che garantisce maggiore flessibilità nella programmazione e attuazione delle misure: in questo ambito è possibile finanziare, ad esempio, gli interventi a sostegno della cultura e del turismo, altrimenti esclusi dalla programmazione comunitaria ordinaria. In questo contesto va ricordata anche la politica di sviluppo rurale finanziata con il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: per effetto del regolamento UE 2220/2020, il periodo di programmazione 2014-2020 della politica agricola comune è stato esteso di 2 anni, quindi il nuovo periodo di programmazione - attualmente in corso - ha una durata di 5 anni ed è riferito al periodo 2023-2027. Le risorse assegnate alla Regione Marche per la politica di sviluppo rurale sono programmate attraverso il Completamento regionale per lo sviluppo rurale del Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027. Inoltre, la Regione continua a presidiare i negoziati per il futuro ciclo di programmazione 2028-2034, in cui il ruolo della Regione potrebbe essere ridimensionato.
Nel corso del 2026 si concluderà inoltre il periodo in cui il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che vedrà la “messa a terra” degli investimenti a favore del territorio e delle comunità marchigiane.
In continuità con i DEFR precedenti, viene inquadrato il ruolo centrale del PNRR nel contesto delle attività programmate dall'Amministrazione regionale. Al 18 settembre 2025 ricadono sul territorio marchigiano 12.562 progetti totalmente o parzialmente finanziati dal PNRR e, per talune misure, anche dal Piano nazionale complementare; l'importo totale di questi progetti è pari a 4.827,12 milioni di euro. Per 863 di questi progetti, la Regione Marche è soggetto attuatore, direttamente o indirettamente: l'importo totale è pari a 680,15 milioni di euro.
Nel DEFR è presente un ampio quadro di riferimento sull'avanzamento del PNRR nelle Marche, dando conto delle informazioni rese disponibili dal sistema nazionale di monitoraggio ReGis su dimensioni e situazioni dei progetti attivati sul territorio regionale, nonché delle iniziative della Regione per sostenere un'agevole e piena attuazione. In particolare vengono fornite informazioni sul sito dedicato Easy PNRR Marche, sul sistema di monitoraggio, sui report trimestrali di attuazione e sulle iniziative di supporto attivate sui territori.
Non da ultimo, il DEFR richiama il percorso della ZES Marche, recentemente suggellato dalla legge n. 171 del 18 novembre 2025, che ha aperto importanti opportunità per le imprese e i territori, grazie alle misure rivolte all'intero territorio regionale, della semplificazione amministrativa e dei bonus occupazionali, integrate dallo strumento del credito di imposta, riservato per legge ai territori ammessi agli aiuti di Stato. Il confronto poi con la Commissione europea, che è stato già avviato, intende ridefinire il perimetro territoriale di applicazione della misura.
Pertanto, propongo di adottare la delibera di Giunta regionale sul Documento di economia e finanza regionale 2026-2028. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Hanno la facoltà di intervenire il relatore di maggioranza e di minoranza laddove vogliono.
Sono pervenuti degli emendamenti a firma della Consigliera Ruggeri, che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ho presentato 5 emendamenti al DEFR su temi che ritengo estremamente rilevanti per la nostra Regione e che non mi pare siano stati affrontati debitamente.
Il primo riguarda la questione dei rifiuti ed esclude qualunque forma di incenerimento, visto che anche il Consigliere Piergallini, relatore di minoranza, e lo ringrazio, ha detto che quella parte è abbastanza generica, non si capisce quale sia la politica sui rifiuti che questa nuova Giunta ha intenzione di portare avanti.
Il secondo emendamento rimarca che sono stati esclusi dagli interventi finanziabili attraverso il PNRR gli impianti di smaltimento TMB e anche gli inceneritori. Siccome l'adeguamento del PRGR è stato approvato dalla Giunta, ma non è mai arrivato in Aula e neanche in Commissione, penso che ormai sia arrivato il momento che la destra tiri fuori la testa da sotto la sabbia e ci dica come ha intenzione di risolvere questo problema, quindi, questo vuole essere un primo tentativo per capire quali idee avete.
Gli altri due emendamenti riguardano entrambi il servizio idrico integrato e si chiede che la Regione ponga particolare riguardo alle prossime scadenze delle concessioni idriche, al fine di agevolare la scelta verso una gestione in house del servizio idrico. Sapete che presto ci sarà questo problema, anzi, si sta già affrontando nella provincia di Macerata e nel 2028 dovrà essere affrontato dalla provincia di Pesaro. In merito alla gestione le scelte possono essere tre: gestione esclusivamente pubblica, cosiddetta “in house”, che è quella che noi proponiamo; gestione misto pubblica privata, col privato individuato tramite gara europea oppure l'affidamento subordinato direttamente a gara europea. Quindi, il rischio di privatizzazione della risorsa idrica è molto elevato se la gestione dovesse finire in mani delle grosse multinazionali, peggio pure se straniere. Quindi, secondo noi, la Regione dovrebbe affiancare le ATO nell'agevolare la costituzione di società in house. Questo emendamento rimarca questa necessità.
Il secondo, che riguarda sempre il servizio idrico integrato, dice che, per porre fine o comunque ridurre le crisi idriche, è indispensabile procedere allo sfangamento degli invasi, di cui nei cinque anni scorsi abbiamo parlato tante volte in quest'Aula e c'era stato detto tante volte che la Regione li avrebbe fatti, poi non è successo niente. Quindi, ripropongo la questione perché le crisi idriche sono ormai diventate non più sporadiche, non sono più neanche un'emergenza, ma rappresentano, purtroppo, la normalità del nostro quotidiano. Comunque, anche se si procedesse allo sfangamento, il problema non verrebbe risolto.
Proponiamo anche lo studio di nuove proposte, come, a titolo esemplificativo, la Rete dei Laghi.
L'ultimo emendamento, il quinto, riguarda “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”, si riallaccia alla discussione che abbiamo avuto la settimana scorsa, mi sembra, in relazione alla PAC 2028-2034 e si chiede di salvaguardare la dotazione finanziaria attuale e che la Regione si attivi in questo ruolo presso la Commissione europea.
Sappiamo bene che gli agricoltori sono stretti in una morsa insostenibile: da una parte ci sono i rigidi vincoli della nuova PAC, che tagliano i sussidi e complicano il lavoro, dall'altra parte c'è l'accordo UE-Mercosur che spalanca le porte alla concorrenza sleale di prodotti a basso costo.
Non possiamo accettare politiche europee che puniscano le nostre eccellenze favorendo importazioni che non rispettano i nostri standard etici ed ambientali. Quindi, siccome su questo purtroppo nel DEFR non c'è nulla, vi invito a sostenere questi emendamenti per prendere insieme una posizione, visto anche e soprattutto che sullo sfangamento e sulla PAC, in teoria, dovremmo essere tutti d'accordo. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento n. 1 a firma della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Faccio un'unica dichiarazione di voto, dicendo che voteremo a favore di tutti e cinque gli emendamenti presentati dalla Consigliera Ruggeri, poi, diremo sugli altri.
Intanto su questi, su tutti e cinque, il voto è favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento n. 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento n. 2 a firma della Consigliera Ruggeri: “A pag. 47, nella Missione 09 – Programma 03, Rifiuti: al quarto periodo, a pag. 48, dopo le parole “di materia” aggiungere le parole “A tale proposito si ricorda che sulla base dell’applicazione della gerarchia comunitaria per la gestione dei rifiuti e del principio Do Not Significant Harm (DNHS), sono stati esclusi dagli interventi finanziabili attraverso il PNRR gli impianti di smaltimento TMB e gli inceneritori”. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento n. 3 a firma della Consigliera Ruggeri: Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento n. 4 della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento n. 5 della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Sarò brevissima perché nel merito i profili critici che abbiamo rilevato rispetto al DEFR sono stati già illustrati sia nella relazione di minoranza del Vicepresidente Piergallini, sia negli interventi dei colleghi Consiglieri. Quindi non ripeterò e non riprenderò i singoli argomenti definibili, diciamo, come considerazioni di fondo e strutturali rispetto alle criticità presenti in questo documento, rilevo ulteriormente, e soltanto, una circostanza già presa in considerazione dagli interventi che mi hanno preceduto, in particolar modo dal Consigliere Cesetti. È evidentemente impossibile affrontare seriamente una discussione anche su proposte alternative, per questo, per esempio, come gruppo abbiamo scelto di non presentare emendamenti, pur condividendo i singoli emendamenti presentati da altri gruppi, pure appartenenti alla nostra coalizione, quella con cui ci siamo presentati alle elezioni.
Abbiamo scelto di non presentare emendamenti, perché è evidente che presentare emendamenti che avessero un senso, cioè una controproposta al Documento di economia e finanza avrebbe richiesto un tempo maggiore rispetto all'analisi dei documenti presentati dalla Giunta. Il tempo è stato veramente ridicolo, non uso altro termine perché non ce n'è un altro, ma avrebbe richiesto anche un tempo per la discussione in Commissione e in Aula delle nostre proposte, non compatibile con i tempi ridicoli con cui quest’Assemblea è stata costretta ad affrontare il tema e l'atto più rilevante della sua funzione.
Dunque, per queste ragioni, abbiamo riconosciuto per quest'anno, diciamo così, anche se in realtà il fenomeno si ripete da anni, l’eccezionalità rispetto alle previsioni statutarie della Regione Marche, oltre che al buon senso e alla decenza.
I tempi stretti, diciamo così, tra la formazione della Giunta, dopo le elezioni, e i termini per l'esame delle proposte di bilancio (legge di bilancio, DEFR, eccetera), avrebbero suggerito, e così abbiamo fatto, un atteggiamento responsabile per evitare di mandare in esercizio provvisorio la Regione e l'approvazione del bilancio, però vi diciamo fin d'ora che questo è l'ultimo anno per quanto ci riguarda, l'anno prossimo cominceremo per tempo ad incalzare la Giunta perché metta l'Assemblea legislativa delle Marche nella condizione di fare il suo lavoro. L’ha già detto benissimo il Consigliere Cesetti, hanno ripreso il tema anche gli altri Consiglieri di minoranza. Ho voluto sottolineare nuovamente, ancora una volta, che così non è il rito della democrazia, caro Consigliere Marconi, ma il rito della brutta copia e del simulacro, spesso vuoto, della democrazia, che francamente non è più accettabile. Anche per questa ragione, oltre che per quelle di merito già esposte da chi mi ha preceduto, il nostro voto sarà contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Se possiamo correggere il voto: il Vicepresidente Piergallini voto contrario e il Vicepresidente Rossi voto favorevole.
Proposta di legge n. 14
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni per la formazione del bilancio 2026/2028 della Regione Marche (legge di stabilità 2026)
Proposta di legge n. 15
ad iniziativa della Giunta regionale
“Bilancio di previsione 2026/2028”
(Discussione generale)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 14 e la proposta di legge n. 15 della Giunta regionale.
Ai sensi dell’articolo 115 del Regolamento interno si svolge un’unica discussione generale, ha la parola, la relatrice di maggioranza, Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, le due proposte di legge che andiamo a discutere, la legge di stabilità e il bilancio di previsione per l'annualità 2026-2028 sono stati predisposti secondo quanto è stabilito dal decreto legislativo n. 118 del 2011. In questa occasione mi permetto di ringraziare il Presidente Acquaroli, che oggi non c'è perché malato, la Giunta e gli uffici, per il lavoro encomiabile che hanno fatto, i Consiglieri tutti, maggioranza e minoranza, perché sono stati molto collaborativi e non era scontato che oggi fossimo qui a discutere queste due proposte di legge importantissime, perché abbiamo avuto le elezioni il 28 e il 29 settembre, ci siamo insediati il 27 ottobre, quindi i tempi sono stati ristretti, quindi, grazie a tutti.
Il bilancio di previsione 2026-2028 rappresenta lo strumento cardine del Programma di Governo della legislatura 2025-2030 ed è in linea con le linee programmatiche che il Presidente Acquaroli ha esposto il 27 ottobre 2025, un mese e mezzo fa.
Oltre a ringraziare gli uffici per il lavoro - siamo qui oggi a discutere, mi auguro di approvare all'unanimità - vorrei mettere in evidenza in quale contesto economico è stato elaborato il bilancio di previsione 2026-2028.
Negli ultimi anni, colleghi Consiglieri, l'economia italiana ha dovuto affrontare numerose sfide, lo sappiamo tutti, dalla crisi sanitaria, il Covid, alle tensioni geopolitiche sia in Ucraina che in Medio Oriente. Tutte queste variabili hanno influenzato in maniera negativa non solo l'economia italiana, ma anche la nostra economia marchigiana.
Le Marche, voglio ricordarlo, nel 2024 sono state colpite da eccezionali eventi meteorologici e con la delibera del Consiglio dei Ministri del 21 settembre 2024 è stato dichiarato, per 12 mesi, lo stato di emergenza, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nel nostro territorio, nella fascia costiera della nostra regione. E’ per questo motivo che voglio mettere in evidenza le criticità che abbiamo dovuto affrontare come Regione, come Consiglio, per arrivare al bilancio 2026/2028. A questo contesto problematico e complesso, come ha risposto l'Amministrazione regionale? Ha voluto contrapporre, in continuità con la precedente legislatura che si era avviata nel 2020, una visione progettuale articolata per fornire risposte alle esigenze dei territori e delle comunità regionali, valorizzando gli ambiti di intervento normativo praticabili e ottimizzando le risorse finanziarie che abbiamo a disposizione. Voglio ricordare a tutti che la manovra di bilancio regionale si aggira su un ammontare di 5 miliardi, di cui circa 3/4 impegnati nella sanità. Colleghi Consiglieri, voi capite, come è comprensibile, che i margini di flessibilità lasciati alla discrezionalità non sono ampi per l'esigenza di assicurare le spese obbligatorie e riservare risorse in risposta alle esigenze che arrivano dal territorio.
L'attuale manovra di bilancio agisce, quindi, sull'ottimizzazione della spesa corrente coadiuvata dalle risorse comunitarie per il proseguimento delle politiche regionali e per liberare risorse finalizzate a proseguire il percorso di forte sostegno agli investimenti. Voglio ricordare che per la Regione Marche è fondamentale investire per crescere affinché il PIL aumenti. Ma quali sono i principali indirizzi di questa manovra di bilancio?
Apro una parentesi, dispiace aver ascoltato, quando abbiamo parlato del DEFR, dati negativi sulle Marche: “E’ un copia e incolla”, “I nostri dati economici sono crollati”, però, dobbiamo ricordare che noi siamo entrati nel 2020 e fino allora ha governato il centro-sinistra. Siamo orgogliosi di questa manovra di bilancio, l'ho detto in conferenza stampa, l'ho detto anche sulla stampa. Innanzitutto non abbiamo aumentato la pressione fiscale, che piaccia o no, questo è un dato di fatto e non era scontato perché molte altre Regioni lo hanno fatto. L'ho detto, è una manovra di 5 miliardi, il 70%, 75% riguarda la sanità e il margine di manovra non è ampio. La pressione fiscale non è stata modificata, non solo, sono state mantenute le seguenti agevolazioni fiscali: il bollo sulle auto ibride, sulle quali abbiamo mantenuto l'esenzione; l'IRAP, abbiamo mantenuto l’agevolazione sulle Onlus e non solo. Per le piccole e medie imprese l’agevolazione è del 4,13% ed è stata prorogata. Abbiamo potenziato la spesa per gli investimenti a sostegno dello sviluppo regionale, anche in considerazione delle opportunità derivanti dalla nuova programmazione comunitaria, dal PNRR e dall'Accordo di coesione 2021-2024. Noi non abbiamo governato per cinque anni, io l'ho sempre detto, nel 2020 siamo entrati, nel 2021 il Covid, tre anni e mezzo, sembra che questa Amministrazione abbia fatto una catastrofe, anche se siamo stati rieletti con ampio margine.
Voglio ricordare che nella complessità del contesto economico e sociale in cui si muove l'azione dell'Amministrazione, un supporto grande è arrivato dalla Programmazione comunitaria 2021-2027 e voglio ricordare che le Marche si collocano ai primi posti tra le Regioni italiane nell'avanzamento dei programmi in termini di impegno delle risorse sia sul FESR che sul FSE e al primo posto assoluto in termini di avanzamento del pagamento sul FSE. C'è un'inversione di tendenza evidente. Questi sono i risultati, questi sono i fatti, queste non sono chiacchiere. “Un risultato non scontato che c'eravamo prefissati sin dall'inizio del mandato per far tornare la nostra Regione competitiva”, queste sono le parole del Presidente, che ho stampato in conferenza stampa. Credo che non sia giusto dire che la nostra Regione abbia subito una debacle per quello che abbiamo fatto.
Inoltre il Presidente Acquaroli, in campagna elettorale e quando ha esposto le linee programmatiche, ha parlato dei giovani e noi abbiamo mantenuto gli impegni perché abbiamo destinato 1 milione di euro per i giovani affinché non scappino dalle Marche e rimangano qui. Naturalmente i progetti dovranno essere costruiti anche con la Politecnica delle Marche.
Quello che mi preme affermare è che noi abbiamo due elementi di rilevo nella prospettiva dei prossimi anni. In merito alla Zona economica speciale … Vedete, ho preso alcuni appunti su quello che è stato detto sul DEFR dai vari Consiglieri, che praticamente i dati economici sono negativi e che l'export si è ridotto. Ma perché questo? Me lo spiegate? La colpa è nostra? Ricordo a tutti che nel 2019 le Marche sono state dichiarate Regione in transizione. Che cosa significa Regione in transizione? Visto e considerato che abbiamo i dati economici negativi. Li abbiamo sì, colleghi Consiglieri, perché nel 2019 le Marche sono entrate in transizione, significa che da Regione industrializzata siamo passati a Regione deindustrializzata e questo è un dato di fatto, però nessuno l’ha detto.
Oggi parliamo tutti di Zona economica speciale, ma nel 2021 la sottoscritta, con il proprio gruppo regionale, ha iniziato a parlare di estendere la Zona economica speciale anche alle Marche. Nel 2022 abbiamo ottenuto il risultato dell’estensione alle Marche, Accordo di partenariato del 16 luglio 2022, poi ci sono state le elezioni e tutto è stato sospeso, ma noi ci abbiamo sempre creduto perché, essendo una Regione in transizione, dovevamo estendere la ZES anche alle Marche. Nel 2024 a fine dicembre ricordo che in questa Assise abbiamo ripreso per le penne l'estensione della ZES con un ordine del giorno presentato da un deputato ed esponente nazionale di Fratelli d’Italia, in cui si chiedeva di estendere anche alle Marche la Zona economica speciale. Sono stata derisa, è stato detto che: “Non serviva a nulla, un ordine del giorno non si nega a nessuno”, invece no, è servito. È vero che alcuni Comuni rimangono fuori, questo ci dispiace, ma stiamo lavorando in Europa, sta lavorando anche l'Assessore Bugaro, il Governo, per ampliare la platea dei Comuni, perché questa è una risposta rilevante per il nostro tessuto produttivo economico regionale. Noi ci abbiamo sempre creduto, quattro anni ci abbiamo lavorato, naturalmente se non fosse arrivato questo risultato, sarebbe stata una sconfitta. Una sconfitta politica anche per noi, per il gruppo di Forza Italia, che ci ha creduto dal 2021, per la Giunta e per il Presidente Acquaroli. Il 5 agosto abbiamo avuto l'ok dal Governo, quindi lo ringraziamo, è arrivata la Presidente Meloni e questo risultato per noi è stato importantissimo. Inoltre, nel corso del 2026 è prevista l’ulteriore implementazione del Piano regionale delle infrastrutture Marche 2032, approvato dall’Assemblea legislativa regionale con la delibera amministrativa n. 99 del 5 agosto 2025, dopo aver superato con esito positivo la procedura di valutazione ambientale strategica. Anche qui riusciamo ad avere un ottimo risultato per quanto riguarda le infrastrutture che rappresentano il volano per un'economia regionale.
Inoltre, grazie agli uffici, grazie alla Giunta, grazie al Presidente, questo bilancio rispetta i principi normativi sull'armonizzazione dei bilanci e dei vincoli di finanza pubblica previsti per le Amministrazioni regionali e la previsione di bilancio è in coerenza con le priorità dei documenti di programmazione strategica e di efficienza della spesa regionale.
Oggi siamo orgogliosi di essere qui e di approvare un bilancio con una visione strategica. Non è vero che non ha una visione strategica, ce l'ha, eccome! E se i dati economici …, non è possibile continuare a dire qui in Aula meno export e riduzione del PIL. Ok, è vero, ma siamo una Regione in transizione dal 2019, quindi non possiamo dare la colpa a questa Amministrazione, che molto ha fatto. Ieri ho stampato la conferenza stampa, la Giunta Acquaroli sul settore degli investimenti ha fatto tantissimo: sono stati stanziati 60 milioni di euro, di cui 30 milioni per i borghi. E vi spiego perché. Perché nelle linee programmatiche del 2025 il Presidente ha detto una cosa molto importante: “Nessun territorio deve essere lasciato indietro”. Le Marche, l'unicità, dal nord al sud, i territori sono tutti uguali, non c'è un territorio di serie A e non c'è un territorio di serie B e lo abbiamo dimostrato investendo nelle aree interne.
Prima di arrivare all'articolato, vorrei ricordare che sono state rifinanziate delle leggi regionali con la tabella A, ne parlerà l'Assessore, che ringrazio per il lavoro che ha svolto, però voglio ricordare alcuni rilevanti interventi perché io non sono intervenuta sul DEFR, però secondo me avete esagerato.
Vi ringrazio perché oggi siamo qui, non era scontato, però avete esagerato perché noi abbiamo governato per tre anni e mezzo, colleghi Consiglieri, non abbiamo governato per quaranta anni questa Regione e i risultati li abbiamo dimostrati.
La Missione 4 “Istruzione e diritto allo studio”, contributo al Comune di Corridonia per la realizzazione della nuova scuola, 2,100 milioni; “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, contributo al Comune di Fano per la biblioteca, 3 milioni di euro; ai Comuni per la messa in sicurezza delle mura storiche 5 milioni di euro; contributo per il funzionamento dell'attività della Fondazione Marche Cultura 2,8 milioni; politiche giovanili 1 milione di euro, al quale va aggiunto anche quel milione per fare dei progetti, che vanno costruiti, con le università; “Assetto del territorio, edilizia abitativa”, contributi ai Comuni per la riqualificazione degli spazi pubblici 8 milioni di euro, per la riqualificazione degli spazi pubblici dei territori interni e periferici 3 milioni di euro; “Sviluppo sostenibile, tutela del territorio”, spese per opere di pronto intervento 3,5 milioni; spese per manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua 9 milioni; spese per interventi di realizzazione e manutenzione straordinaria di opere idrauliche 15 milioni; contributi in conto capitale a favore dei Comuni per interventi di difesa del suolo 7,6 milioni; contributo straordinario al Comune di Potenza Picena per realizzare la difesa della costa 4,8 milioni, oltre alle tante risorse già inserite per la difesa della costa; contributo straordinario alla rete ferroviaria italiana per l'intervento Comune di Ancona lungomare nord 2,8 milioni; trasporto e diritto alla mobilità, trasferimenti ad Anas per la manutenzione ordinaria delle strade 11,7 milioni; trasferimenti ai Comuni per lavori di manutenzione straordinaria e dragaggio 3,2 milioni; spese per manutenzione straordinaria infrastrutture stradali 3,9 milioni; contributi ai Comuni per manutenzioni straordinarie stradali e nuove opere stradali 3 milioni; spese per la realizzazione di un parcheggio al servizio dell'Ospedale di Torrette 4 milioni, ricordiamo che Torrette è il primo Ospedale d'Italia, è un'eccellenza; spese per la realizzazione degli interventi ad attuazione diretta regionale di cui alla delibera CIPESS 24/2024 20 milioni di euro; spese per la realizzazione della Macerata - Villa Potenza 4 milioni di euro; spese per la realizzazione della strada 502 Jesi-Cingoli 8,7 milioni; trasferimenti ad Anas per il miglioramento della strada Valdaso 6 milioni di euro; contributo straordinario al Comune di Civitanova per la bretella in via Einaudi 2,5 milioni; contributo alla Provincia di Macerata per realizzazione viabilità lungo la Valpotenza 1 milione; contributo alla Provincia di Fermo per interventi di realizzazione, manutenzione straordinaria di opere impianti 5,5 milioni; contributi straordinari all'ENAC per concorrere a compensare oneri di servizio pubblico sui servizi aerei e di linea da e per l'aeroporto 12,6 milioni; diritti sociali, politiche sociali e famiglia, interventi per progetti di potenziamento delle strutture socio-sanitarie 4 milioni di euro; tirocini di inclusione sociali 3,6 milioni; tutela della salute; anche qui cofinanziamento quota regionale Accordo di programma ex articolo 20 legge n. 67 del 1988, 13 milioni di euro; spese per il completamento e l'adeguamento prezzi degli interventi di realizzazione del nuovo Ospedale materno di Ancona 4 milioni di euro; contributo all'AST di Pesaro Urbino per la riqualificazione dell'Ospedale di comunità di Fossombrone 4 milioni, per quello di Cagli 4 milioni, per l'Ospedale di base 4,250 milioni; spese per adeguamento normativo strutture sanitarie in corso di realizzazione 4,5 milioni; risorse aggiuntive alle AST per investimenti finalizzati al potenziamento dei servizi territoriali ed ospedalieri 8,7 milioni; risorse aggiuntive alle AST 10 milioni di euro; spese per la realizzazione del nuovo Ospedale di Pesaro 60 milioni di euro; assegnazione agli Enti del Servizio sanitario regionale di risorse in conto capitale per investimenti 13 milioni di euro; spese per la definizione della gestione liquidatoria della soppressione delle ASL 2 milioni, quasi 3 milioni di euro. Abbiamo anche la spesa per erogazione di indennizzi ai soggetti danneggiati da complicazioni di tipo irreversibile 14,8 milioni; spese per il finanziamento di corsi professionali universitari 7 milioni di euro; trasferimenti regionali agli Enti del Servizio sanitario regionale a titolo di ristoro di risorse degli anni precedenti 1,9 milioni. Per quanto riguarda le politiche del lavoro per la formazione professionale 1 milione di euro “Progetto Marche e Giovani”; cofinanziamento regionale di programmi statali con partecipazione regionale per la gestione di poli educazione istruzione buona scuola 4 milioni; cofinanziamento regionale dei progetti ammessi del contributo unico dello spettacolo 8,9 milioni; cofinanziamento regionale indagini sulla vulnerabilità e sulla microzonazione sismica 868 mila euro. Questi sono gli interventi principali.
Per quanto riguarda le leggi che sono state rifinanziate nella Tabella E ne parlerà, come ho già detto, l'Assessore.
Andiamo alla legge di stabilità, l'articolo 1 …, ho solo un minuto, Presidente? Devo fare la legge di stabilità ed il bilancio di previsione. Solo un minuto?
PRESIDENTE. Il tempo che resta è quello.
Prego, Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Per quanto riguarda l'articolo 1 definisce il quadro finanziario per il triennio 2026-2028. Previsione di entrata anno 2026 6.115.651.000, anno di previsione 2027 5,264 miliardi, previsione di entrata per l'anno 2028 5 miliardi.
L’articolo 2, autorizza: al comma 1 il rifinanziamento di interventi previsti dalle leggi regionali elencate nella tabella B; al comma 2 i cofinanziamenti regionali di programmi statali indicati nella tabella D1; al comma 3 i cofinanziamenti regionali e i programmi comunitari indicati nella tabella D2; al comma 4 la spesa per la realizzazione di interventi indicati nella tabella E.
L'articolo 3 è soppresso.
L'articolo 4 ripropone, per la determinazione dei canoni di utenza di acqua pubblica, la norma già adottata per l'anno 2025 e la estende anche al 2026, i canoni stabiliti con la tabella F di cui all'articolo 10, comma 2, della legge regionale n. 25 del 2003, canoni di concessione per l'utenza di acqua.
L'articolo 5 mancava la disposizione finanziaria …
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n.14/25 “Disposizioni per la formazione del bilancio 2026-2028 della Regione Marche, ovvero la legge di stabilità, è composta da 12 articoli e contiene il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione 2026-2028. Una manovra esattamente da 6.115.790.276 euro nel 2026, nel 2027 sono previsti invece 5.264.599.000 e nel 2028 oltre 5 miliardi, come indicato nello stesso articolo 1 della presente proposta di legge. Stupisce che non aumentino decisamente gli investimenti in sanità, che pesa sempre circa per il 75% nel bilancio, nonostante la domanda sia in evoluzione con nuove necessità e promesse della campagna elettorale, che qui non trovano risposte. Basta pensare che non sono previste risorse aggiuntive per infermieri e medici, ma solo un aumento dei compensi del 20% per dirigenti amministrativi.
Gli altri capitoli che impattano maggiormente sul bilancio della Regione Marche, oltre alla sanità, sono i trasporti e le infrastrutture (oltre il 9%), le politiche per lo sviluppo e la competitività (4,2%), le politiche per la tutela dell'ambiente e del territorio e quelle per il lavoro e la formazione professionale, che valgono rispettivamente il 2,5% e l'1,96% del bilancio regionale.
Tra le altre voci principali, l'istruzione e il diritto allo studio impattano per l'1,4%.
L'articolo 2 autorizza i cofinanziamenti regionali di programmi statali indicati nella tabella D1 con 5.898.000 euro nel 2026, 1.896.000 nel 2027 e 6.466.000 euro nel 2028, in cui le voci con maggiori risorse sono: l'educazione e l'istruzione (0-6 anni) con 1.400.000 euro nel 2026, 700.000 euro nel 2027 e 1.900.000 riaumentati nel 2028. Risorse, tuttavia, insufficienti rispetto alle crescenti necessità.
Il cofinanziamento dei soggetti ammessi a contributo del Fondo unico per lo spettacolo, esattamente con 2.910.948 nel 2026, 1 milione nel 2027 e si sale nel 2028 ad oltre 4.000.000 di euro.
Ci sono inoltre i cofinanziamenti regionali di programmi comunitari tra cui troviamo, ad esempio, politiche agricole, attività economiche ed altri interventi, nel 2026 ci sono 31.909.688 euro.
Nell'articolo 2 troviamo poi le spese per la realizzazione degli interventi indicati nella famosa tabella E, che esattamente sono: 296.135.807 euro nel 2026, 146.065.260 euro nel 2027 e 132.277.995 euro nel 2028. Il drastico ridimensionamento della tabella E, già ampliamente comunicato dalla Giunta Acquaroli nei giornali, è senza dubbio un fatto positivo dopo che, nell'ultima legislatura, noi stessi l’avevamo definita uno strumento di elargizione di mancette elettorali nei bacini dei Consiglieri regionali di maggioranza, che potevano addirittura contare come una lista della spesa, circa 50.000/80.000 euro a testa per i soli Consiglieri di maggioranza, che potevano elargirli a pioggia, a proprio piacimento. Ad ogni modo non migliora la situazione, ma solo il metodo.
Manca ancora un'attenzione alle esigenze importanti della sanità, il diritto alla casa, totalmente dimenticato, la tutela degli ultimi, lo sviluppo e il lavoro.
A proposito dell’articolo 2, in Commissione ho presentato 5 emendamenti che non ho ripresentato in Aula. La Commissione ha deciso di non prenderli nemmeno in considerazione, nonostante il mio spirito di collaborazione, quindi, l'ho preso come un segnale di totale chiusura al punto di non ripresentarli nemmeno qui. Voglio però ricordarli. Il primo emendamento riguardava l'elaborazione di un progetto sperimentale per la cura della fibromialgia, previsto dall'articolo 4 bis della legge regionale n. 38 del 2017. Ebbene, lo dico all'Assessore alla sanità, abbiamo una legge regionale, vi invito a finanziarla. Attualmente il Governo Meloni ha voluto mettere la bandierina sulla fibromialgia avviando l'iter di inserimento nei Lea, ma ancora non ci ha messo un euro perché manca l'ultimo tassello, quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. È una battaglia che porto avanti da anni a tutela di circa 30.000 persone affette da fibromialgia nelle Marche.
Il secondo emendamento riguardava il contributo all'Ufficio scolastico regionale per progetti sulla parità di genere. Avevamo approvato all'unanimità in quest'Aula nella seduta n. 115 del 4 luglio 2023 una mozione, di cui ero proponente, che impegnava la Giunta a potenziare l'insegnamento della parità di genere nelle scuole marchigiane. Nasceva da una petizione di UNICEF, è rimasta lettera morta. Invito la Giunta ora, visto che ha votato all'unanimità questa mozione, a iniziare un percorso vero e proprio, concreto con l'approvazione di questo percorso assieme, visto che l'emendamento è stato bocciato in Commissione.
Un altro emendamento che avevo presentato riguardava il reddito di libertà e chiedevo risorse aggiuntive, come hanno già proposto anche alcuni sindacati. Una misura di civiltà a tutela delle donne che purtroppo ancora oggi sono vittime di episodi di violenza, perché, vi ricordo, nel triennio 2022-2024 sono state 137 le domande non accolte per mancanza di risorse, più della metà. Donne alle quali la Giunta ha detto: "No, non ci interessa la vostra autonomia, no, non ci interessa la violenza che avete subito, ve la dovrete cavare da sole, a noi non riguarda". Anche questo emendamento in Commissione è stato bocciato e le domande sono aumentate anche nel 2025, risulta dai dati INPS, che hanno riportato anche i Sindacati e che corrispondono anche ad altri dati ufficiali. Nel 2025 sono state presentate 195 domande, ma le risorse che questo bilancio della Giunta Acquaroli prevede ne copriranno poche più di 80. Anche questo emendamento è stato bocciato in I Commissione, nonostante la mia proposta.
Infine, un altro emendamento che ho presentato riguardava i contributi alle Aziende territoriali sanitarie per progetti di formazione in materia di sicurezza sul lavoro. L'INAIL rileva che siamo passati da 15 morti sul lavoro nel 2024 a 25 nel 2025, da 13.553 denunce nel 2024 a quasi 14.000 nel 2025. Servono maggiori risorse, ma, anche a questo la Giunta Acquaroli ha detto no.
Sono stati bocciati i miei emendamenti in Commissione, ma basta scorrere la Tabella A del bilancio di previsione 2026-2028 per accorgersi dei contributi che, invece, continuano ad essere trasferiti ad ATIM, l'Agenzia per il turismo e per l’internazionalizzazione delle Marche, che oggi, leggo sui giornali, il Presidente Acquaroli elogia come se avesse il merito di aver aumentato il turismo nelle Marche. Allora, ricordo che la Corte dei Conti ha definito ATIM un doppione inutile dell'Assessorato al turismo. E ora volete provare a farci credere che è merito dell'ATIM se sono aumentati i turisti nelle Marche? E’ merito dell'ATIM? Guardate, vi riporto solo un esempio: all'ultima edizione del TTG di Rimini, la principale fiera del turismo in Italia, anche in Europa, insieme alla BIT di Milano, ATIM non è riuscita ad aprire le agende in tempo per gli operatori di incoming che sono stati costretti ad accontentarsi di quello che era rimasto, delle briciole, perdendo occasioni d'oro. Questo è solo un esempio di come sta lavorando. Quindi non credo che il merito sia da attribuire ad ATIM. Fate una bella analisi, ne riparleremo ai prossimi bilanci.
Passo all'articolo 3 che stabilisce gli importi relativi ai Fondi speciali per il finanziamento degli oneri derivanti da nuovi provvedimenti legislativi. Questo è stato soppresso perché le risorse di questo capitolo sono state impegnate per finanziare la Tabella E ed in particolare il Progetto Marche e Giovani, che dovrà essere elaborato dall'Università Politecnica delle Marche per 500.000 euro su “Istruzione e diritto allo studio” e 500.000 euro su “Sostegno all'occupazione”. Ebbene, su questo, mi dispiace moltissimo, lo dico alla Presidente della Commissione, Consigliera Marcozzi, con la quale spero di avere un ottimo rapporto di collaborazione, sono costretta, purtroppo, a riferire a quest'Aula e a chi ci segue che è mancato totalmente qualsiasi proposito di confronto su questo milione di euro. Io stessa avevo chiesto all'Assessora in Commissione come sarà impiegato. Ad esempio, noi abbiamo proposto, anche in campagna elettorale, un contributo per le giovani coppie under 30 di 30.000 euro per l'acquisto della prima casa. Non era una promessa campata per aria, perché prima del 2020 c'era stato un bando che era andato letteralmente a ruba. Avevano partecipato moltissime coppie, questi fondi c'erano, erano stati trovati, erano stati assegnati e noi potevamo anche utilizzarli in questo modo. Addirittura non c'era stata data risposta, poi sui giornali ho trovato la risposta il giorno dopo e questo mi spiace, perché viene anche delegittimata una Commissione di cui fanno parte i portavoce del territorio scelti dai cittadini. La risposta che ho trovato sul giornale è stata: il Progetto Marche e Giovani che dovrà essere costruito con la collaborazione fondamentale dell’Università politecnica delle Marche, alla quale sarà affidato l'incarico all'inizio del 2026. A questo proposito, voglio dire al Presidente Acquaroli, che ci seguirà in replica o da casa, che non c'è nessuna novità, lo dico a tutta la Giunta, non avete scoperto l'acqua calda, ve lo voglio dire, c'è una delibera di Giunta, la n. 1099 del 2018, che prevedeva, con i progetti di Alternanza scuola-lavoro, l'istituzione di un Tavolo regionale di governance e punti territoriali di confronto. Di questo tavolo dovevano far parte l'Ufficio scolastico regionale, le Università, le Organizzazioni sindacali, datoriali, ANCI e UPI, tavolo non è stato più convocato dal primo giorno di insediamento della Giunta Acquaroli, quindi le politiche giovanili, formazione e lavoro, le avete prima stralciate, dimenticate, boicottate e ora le rilanciate come se aveste scoperto chissà cosa. Andatevi a rivedere la delibera n. 1099 del 2018. Le nostre proposte non sono state nemmeno prese in considerazione, ma benissimo il milione per le politiche giovanili. Non voglio dire che ci sia contrarietà, anche se poi vedremo quali sono le criticità che emergono.
Vado avanti con l'articolo 4 che ripropone, per la determinazione dei canoni d'utenza di acqua pubblica, i canoni di concessione per l'utenza già stabiliti con la Tabella F di cui all'articolo 10 della legge regionale 25 del 2023.
L'articolo 5 modifica la legge regionale n. 71/1997 “Norme per la disciplina delle attività estrattive” inserendo nella quota del 50%, che il Comune versa alla Regione, anche le “attività di pianificazione, programmazione e controllo, ivi comprese la gestione e la manutenzione del catasto delle cave e del relativo sistema informativo, anche ai fini della Strategia di sviluppo sostenibile”.
L'articolo 6 apporta modifiche alla legislazione vigente in materia di IRAP. In questo caso viene confermata la maggiorazione dello 0,83% rispetto all'aliquota prevista già dal Governo nazionale, viene, quindi, confermata questa maggiorazione. Ma qual è il problema? Il problema è che si rischia un aumento di questa tassa alle attività produttive, perché l'attuale disegno di legge del bilancio di previsione del Governo Meloni prevede attualmente un incremento dell'aliquota di base IRAP. Staremo a vedere che succederà e proveremo a difendere le attività produttive.
L'articolo 8 estende l'esenzione del bollo auto. Benissimo, questa ci sembra un'ottima idea, un'ottima soluzione per le nuove auto immatricolate nel 2026, anche se avveniva già in passato, con potenza massima non superiore a 66 kilowatt, con alimentazione ibrida benzina-elettrica o gasolio elettrica, inclusiva di alimentazione termica, quindi, si tratta di una proroga.
L'articolo 9 modifica la legge regionale n. 19 del 2023 “Norme della pianificazione per il governo del territorio”. Ecco, questa norma, questo articolo in particolare, lo definirei la prova di un disastro annunciato. Lo ripeto: la prova di un disastro annunciato all'articolo 9. Questa norma è stata considerata urgente dal Settore urbanistica, paesaggio ed edilizia residenziale pubblica, vista la scadenza imminente fissata al 31 dicembre 2025. Nella scorsa legislatura, durante la discussione in Aula, il nostro gruppo consiliare Partito Democratico ha provato in ogni modo a dire alla Giunta Acquaroli che quella legge urbanistica avrebbe creato grandi difficoltà ai Comuni, avrebbe messo in difficoltà tutti i Comuni, ve l'abbiamo detto in ogni modo, addirittura presentando 400 emendamenti. Li ricordo, quei 400 emendamenti erano un modo per aiutare la Giunta Acquaroli, ma anche allora siete stati sordi ad ogni nostra proposta. Con me c'erano anche il Consigliere Cesetti, il Vicepresidente Mangialardi, il Consigliere Mastrovincenzo, non ci avete voluto ascoltare ed ora ci dite che avevamo ragione. Chiedete una proroga di 18 mesi con questo emendamento al bilancio rispetto alla regolare scadenza.
Andando avanti, vedo che il mio tempo sta finendo, purtroppo. L'articolo 10 autorizza un'altra proroga. Viene prorogato di un anno l'assetto attuale degli Ambiti territoriali sociali, non coincidente con quello dei Distretti sanitari, avranno un altro anno per mettersi al pari, Anche in questo caso, la dimostrazione di una riforma voluta dalla Giunta Acquaroli che non ha funzionato e non ha avuto i tempi necessari.
L'articolo 11 attesta il rispetto degli equilibri di bilancio e la copertura finanziaria.
L'articolo 12 dichiara l'urgenza dell'entrata in vigore.
Voglio passare negli ultimi 2 minuti, velocemente, ad altri aspetti che sono previsti nella legge n. 15/2025, il bilancio di previsione, che rappresenta il vero strumento cardine della programmazione.
La Missione 13 “Tutela della salute” ha esattamente una dotazione finanziaria di 3.752.199.000 euro. Sarebbe necessario uno stanziamento di maggiori risorse se si vuole fermare la fuga di pazienti verso l'Emilia-Romagna. Anche questo l'ha chiesto la Corte dei Conti, che invita a siglare Protocolli d’intesa con la Regione vicino. E non solo, l'organo di revisione afferma che serve una gestione più efficace anche dei servizi di diagnostica, in particolare per le risonanze magnetiche nucleari. Per quanto riguarda l'integrazione socio-sanitaria nel triennio 2026-2028 il Programma 7 della Missione 12 ha una dotazione finanziaria di 2.363.000 euro inferiore rispetto ai 4.335.000 euro del bilancio di previsione precedente. Il CREL osserva che sarebbe necessario, invece, un finanziamento strutturale Multileva di 15/18 milioni per contributi diretti alle famiglie per la riduzione delle rette nelle residenze. Ci sono solo 2 milioni ed è un'emergenza quella delle residenze per anziani. Servono nuove convenzioni. Assessore, guardi bene il fabbisogno e faccia in modo di diminuire le rette.
Il programma 2 della Missione 10 riguarda il trasporto pubblico locale, soggetto ad un taglio considerevole, purtroppo, e vi chiediamo un intervento, anche qui, istantaneo.
Una delle grandi emergenze è legata all'abitazione perché crescono i costi di affitti e mutui. Il Governo Meloni ha tagliato completamente il fondo e la Giunta regionale non compensa in nessun modo.
Un taglio corposo riguarda la Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”. Nel bilancio di previsione 2025-2027 c'erano 90.647.000 euro, mentre nel bilancio di previsione 2026-2028 ci sono 68.720.000 euro. I giovani interessano alla Giunta Acquaroli, ma gli anziani no.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Non si è prenotato nessuno, ho finito la relazione, proseguo con il mio intervento, visto che il Regolamento lo consente. Sono veloce, ho battuto tutti sul tempo e vado avanti. Grazie.
Stavo dicendo che i giovani interessano la Giunta Acquaroli, al posto della famigerata tabella E) mette 1 milione per le politiche giovanili, senza nessun confronto con la Commissione, purtroppo gli anziani non interessano e poi vi dirò perché.
C'è un taglio corposo, ho detto, alla Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglie”; nel Programma 1 “Interventi per l’infanzia e i minori e per asili nido”, si passa da 1.637.000 euro nel bilancio di previsione 2025/2027 alla metà in questo bilancio di previsione, 507.700 euro.
Programma 2 “Interventi per la disabilità”, in questo caso si passa da 25.249.350 euro nel precedente bilancio di previsione a 23.278.000 euro nel bilancio di previsione attuale, 2026/2028.
Arrivo al Programma 3 “Interventi per gli anziani”, 18.867.000 nel bilancio di previsione 2025/2027, la metà nel bilancio di previsione 2026/2028, 9.948.000.
Vado avanti con il Programma “Interventi per la famiglia”, 930.000 euro nel 2025/2027, scendono perché passano a 755.000 euro nell'attuale bilancio di previsione. A dimostrazione che gli anziani non interessano la Giunta Acquaroli c'è anche il fatto che non viene finanziata la legge regionale n. 1/2019, una legge innovativa, interdisciplinare, dal titolo “Promozione dell'invecchiamento attivo”. Avevamo chiesto di finanziare la legge, che avrebbe dovuto trovare tutti d'accordo. Nulla, nonostante l'avessero chiesto anche i sindacati e persino il CREL.
Nella tabella A del bilancio non c'è nessuna risorsa per la lotta contro le povertà, per la non autosufficienza e per la sperimentazione in tutte le Marche del decreto n. 62 del 2024 sulla disabilità. Io stessa in I Commissione avevo proposto uno stanziamento di 100.000 euro per finanziare la legge n. 1 del 2019, ma la maggioranza lo ha bocciato.
Altro tema in primo piano è la sicurezza, sul quale la destra si riempie spesso la bocca di slogan, ma anche su questo nel bilancio non trovo nessuna risorsa aggiuntiva e mi spiace notare che non siano stati finanziati alcuni organi che la Giunta Acquaroli non ha mai convocato, nonostante la legge regionale lo preveda. La sicurezza non interessa questa Giunta regionale e lo dimostrano i dati. Ho presentato un'interpellanza nell'ultimo Consiglio regionale e l'Assessore Rossi non sapeva nemmeno che esistessero due organi, sui quali non mi ha risposto assolutamente. Ricordo: legge regionale n. 1 del 2014 “Disciplina in materia di ordinamento della polizia locale” e legge regionale n. 27 del 2017 “Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza. responsabile”. Non ci sono risorse aggiuntive per questi organi.
Missione 14 “Sviluppo economico e competitività”, in questo caso sindacati e CREL hanno chiesto il rifinanziamento della legge regionale n. 19, come già avevo anticipato, “Disposizione in materia di politica industriale”, approvata al termine della scorsa legislatura, ma è stata una bandierina senza nessuna risorsa.
Infine, vorrei far presente anche un tentativo che io definisco subdolo, senza nessun pudore. Una manina in Commissione ha provato a presentare un emendamento, con il quale si toglieva il rappresentante delle aree interne nell’ATC. Fortunatamente ci siamo accorti ed è stato ritirato. Qui vi riempite la bocca di attenzione alle aree interne, ma ecco …
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Chiedo scusa. Gentilmente, Assessore, per favore, Consigliera … No, qui siamo ...
Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Bombardato da tante argomentazioni negative sul bilancio, ho ascoltato con grande attenzione e stavo quasi per essere convinto, ma ho ragionato su qualche cosa. Ho trovato una motivazione, una sola, per poter votare questo bilancio, al di là dell'appartenenza ovviamente alla maggioranza, ed è la legge regionale n. 32 del 2014, Assessore, “Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia”, dove riusciamo a conservare 6.351.000. Lo dico con una nota di commozione perché questa legge la proposi a suo tempo, ci vollero molti anni perché venisse approvata, dovevano seguire altre leggi di settore, che non sono state più approvate. C'è ancora un presidio importante, significativo nel campo dei servizi sociali, quindi, penso che questo valga molte risposte rispetto a tutto quello che ovviamente manca e che potrebbe essere, come sempre, lo ripeteremo all'infinito, una lista infinita.
Come Presidente della III Commissione mi permetto di segnalare all'Aula che l'articolo 9 della legge di bilancio prescrive un allungamento dei tempi per i Comuni per fare varianti puntuali in assenza di approvazione di PUG, e questo dall’1 gennaio 2026 fino al 30 giugno 2027. Questo tema l'abbiamo velocemente trattato in Commissione, condividendo l’opportunità di questo intervento e al tempo stesso rimanendo un po’ perplessi sul fatto che i PUG dovrebbero essere approvati entro il 31 dicembre 2027, rimane un periodo di 6 mesi in cui i Comuni non hanno uno strumento urbanistico per intervenire. La logica l'accetto, la condivido, però nell'arco di questo anno e mezzo qualcosa andrà fatto affinché i Comuni siano ulteriormente sollecitati all'approvazione del PUG, sennò ci ritroveremo di fronte lo stesso problema. Certo, complessivamente i Comuni godono di 3 anni e mezzo in transizione, non è poca cosa rispetto ai pochi mesi per approvare un PUG. Oggettivamente la cosa andrà ripresa in considerazione, non so l'Assessore competente cosa immaginerà di fare in questa direzione, ma ce lo dirà sicuramente. Due sole raccomandazioni, quindi, ho finito, Presidente, non so se i minuti vengono contabilizzati, diventano un'aggiunta sull'indennità? Cosa succede? Non lo so, perché facendo risparmiare il tempo …
Ho evidenziato nel mio precedente intervento la preoccupazione per il futuro. Credo, Assessore Calcinaro, che qualcosa all'anno in più, a partire dalla prossima variazione di bilancio, per le residenze protette dovremmo mettercelo. già qualcosa è stata fatta un paio d'anni fa, ma noi rimaniamo fermi su questa linea, dovremmo fare i dovuti conti ed immaginare una progressione in positivo. Non indico la percentuale perché, è chiaro, capisco che sia difficile trovare i soldi, ma questa è una cosa che non possiamo lasciare indietro.
Dall'altra parte vedo con piacere, anche a seguito dell'interrogazione e della risposta sul trasporto pubblico locale, che in effetti la cifra è consistente e in aumento. Chiedo, è un'interrogazione nel corso di una discussione, se oggi è possibile avere la risposta, bene, sennò farò un'interrogazione ad hoc: se è possibile immaginare qualche linea di trasporto nuova, se in assoluto tutto quello che abbiamo è consolidato. Io non chiedo la cancellazione di linee nelle aree interne delle Marche. dove magari viaggia uno o due ospiti, perché capisco la necessità di non abbandonare nessun Comune e di tenerlo in collegamento soprattutto con il capoluogo, però nel frattempo qualche nuova esigenza potrebbe sorgere, anche nelle aree collinari, non dico costiera perché lungo la costa c'è la ferrovia, ma sappiamo com’è fatta alle Marche, 5 chilometri verso l'interno e già siamo in altitudine. Immaginare, Assessore competente, se c'è la possibilità, parlando con le province naturalmente, perché la competenza è loro, ma visto che i soldini arrivano, di avere qualche linea nuova che possa venire incontro ad esigenze che nel frattempo si sono manifestate. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ha detto prima la Consigliera Marcozzi che questa legge di stabilità, così come la legge di bilancio, è in linea con gli intendimenti programmatici declinati dal Presidente in quest'Aula, io invece ho detto di no nel mio intervento sul DEFR. Ad esempio, noi sappiamo che la legge di stabilità tra le sue finalità ha le modifiche normative, tra l'altro molto corpose. Ebbene, il Presidente nelle linee programmatiche declinate in quest'Aula ci ha prospettato, oltre che esporre il proprio programma di Governo, quella che io chiamo la riforma delle riforme, di cui non c'è traccia. Ad esempio, in sanità non escludeva sul piano sanitario una revisione della riforma, così come, ad esempio, sulla questione del piano socio-sanitario (è scritto a pagina 2 delle linee programmatiche), sulla sanità territoriale, sull'intelligenza artificiale, sulla concertazione, sulla fragilità, sugli anziani, sulla legge urbanistica, sullo sviluppo economico e via dicendo. Non c'è nulla di tutto questo, ci doveva essere! Non c'è traccia. Questa corrispondenza ovviamente non c'è. Delle due l’una, o volontariamente sono state omesse oppure non sono state lette e udite le linee programmatiche del Presidente Acquaroli.
Ha detto poc'anzi la Consigliera Marcozzi che nella nostra Regione non c’è l'aumento della pressione fiscale, i conti sono in ordine, tutte cose positive, ricordo alla Consigliera che questa situazione questa maggioranza se l'è trovata perché il bilancio con i conti in ordine l’abbiamo lasciato noi. Il bilancio con la riduzione del debito del 31% l'abbiamo lasciato noi, così la pressione fiscale, non solo inalterata, ma ridotta, ad esempio l'esenzione del bollo sulle auto ibride l'ha istituita il sottoscritto,. così come il sottoscritto ha ridotto la pressione fiscale. Pensiamo all'IRAP sulle aziende, tra l'altro criticato anche dalle parti sociali perché, è legittimo criticare, all’epoca cubava 4 milioni di euro, la istituì io, così pure la riduzione per le aziende di promozione sociale, che sono in particolare nel maceratese, quelle che gestiscono le case di riposo, le RSA, le RP, in alcune parti ci sono le fondazioni, in altre ci sono le cosiddette ASP.
L'IRAP l'ho tolta io, ho fatto io il provvedimento anche contro il parere…. Ecco, noi ci saremmo aspettati, che i conti in ordine, la riduzione del debito, la pressione fiscale inalterata avrebbero prodotto una maggiore efficienza ed efficacia delle azioni amministrative sulle competenze principali dell'amministrazione regionale: sanità, trasporto pubblico locale, sociale, infrastrutture, economia.
Vedete, lo ribadisco per l'ennesima volta, i conti in ordine per qualcuno sono un fine, per me erano un mezzo per dare una risposta alle esigenze della nostra comunità. Non voglio parlare del sottoscritto, parlo dell'azione perché non si può dire: “Avete amministrato voi”. Quando amministravamo noi la dimostrazione che i conti in ordine erano un mezzo e non un fine venne all'indomani della pandemia quando facemmo una manovra correttiva di 210 milioni di euro con risorse messe in tasca agli italiani e alle imprese. Questo significa conti in ordine: mezzo per conseguire il fine che è il bene della nostra comunità.
Invece, su queste competenze principali non ci sono, mi pare, i risultati che si attendevano. Sicuramente un momento per voi, forse, anche difficile, come per noi, ma anche denso di opportunità perché la vostra amministrazione dal 2020, non in 3 anni e mezzo, ma in 5 anni, ha avuto una massa di risorse impensabili, come quelle del Piano nazionale di ripresa e resilienza, quelle del terremoto, quelle aggiuntive della coesione, le risorse europee, una marea di risorse, quindi, anche molte opportunità per far fronte alle emergenze. La sanità è, come dice la Corte dei Conti, il 78-79% degli impegni di spesa e della spesa, voi la definite nel documento di Economia e Finanza, vado a memoria …, nel bilancio regionale di 5 miliardi, i 3/4 sono cubati, com’è giusto che sia, dalla sanità che è la principale competenza. Ebbene, su questo c'è un vorticoso incremento dei costi per la mobilità passiva, che vanifica i ricavi della mobilità attiva, lo dicevamo l'altra volta, con un saldo negativo di 49 milioni di euro, un aumento di 10 milioni rispetto al 2023, lo sforamento del tetto di spesa farmaceutico ospedaliero, l’acquisto di dispositivi medici, le spese sostenute dall'ente del servizio sanitario regionale per i cosiddetti gettonisti, tutto questo non c'è in questo bilancio, nel DEFR, nella legge di stabilità, ad esempio, le misure normative o le indicazioni per far fronte a tutto questo. Quando la Corte dei Conti in sede di parifica dice: “Si invita l'amministrazione regionale - ringrazio l’Assessore Bugaro che mi ascolta, che ci ascolta con molta attenzione – ad emanare direttive vincolanti - sono le parole esatte della Corte di Conti - agli enti del servizio sanitario regionale per far fronte, ad esempio, al tema dei gettonisti”. Dove sono le direttive vincolanti? Il tema dei gettonisti è una questione seria perché mette in pericolo la salute dei cittadini dato che i gettonisti nel pronto soccorso non sono nella condizione organizzativa di dare la risposta che si merita la sanità. Quella è la prima linea, è la linea del fuoco. Lì si muore e il confine tra la vita e la morte è molto labile. Quando ci si mette qualche minuto in più, mezz'ora o ora, può fare la differenza. E noi sappiamo che nei pronto soccorso non sono in grado … Feci addirittura una riservata personale all'Assessore Saltamartini, con la quale chiedevo di verificare se rispondeva a verità che in un pronto soccorso c'era un gettonista che in Abruzzo era stato arrestato per concussione. Ho fatto una riservata personale perché non volevo che si gettasse, anche se indotto, discredito sul sistema sanitario regionale.
Questa è oggi la situazione. Lì ci vuole un provvedimento straordinario, ma non con i contratti a termine, con i quali pratichiamo la precarietà in sanità, di cui dicevamo prima. Ci vogliono provvedimenti perché non è possibile che da una parte si assumano a tempo pieno ed indeterminato i giornalisti e dall'altra si assumano a tempo determinato i pediatri, e poi ci rivolgiamo ai gettonisti. Su questo la politica, il potere della politica, Assessore Bugaro, deve battere il pugno e deve essere un pugno di ferro perché non è possibile andare avanti con questo andazzo, ma ci torneremo a gennaio perché vogliamo dare una mano al riguardo.
Allora, in questo provvedimento non c'è nulla di tutto questo, come le liste d'attesa. Poco fa ho ricevuto …, la presa in carico n. 59.88.51, perché quando dico le cose e faccio le interrogazioni, le mozioni o le interpellanze, mi faccio sempre mettere per iscritto le segnalazioni. Questo numero che vi ho citato riguarda una persona malata, che deve fare una risonanza magnetica senza e con contrasto, non riesce dal 10 ottobre 2025 non ad avere una prenotazione, ad avere una risposta. E’ qui, vi ho citato il numero. Su questo c'è poco da fare comunicazione, qui bisogna risolvere, bisogna risolvere questi problemi perché ne va della vita delle persone. È così.
Prima si citavano gli anziani, il sociale, l'integrazione tra il sociale e il sanitario, ma sappiamo che ci sono 8.000 anziani in lista d'attesa per le strutture socio-assistenziali. Se non abbattiamo quelle liste d'attesa, quegli anziani non potranno essere accuditi a casa e sapete dove andranno? In ospedale o al pronto soccorso. Questo è il tema che dobbiamo … Su questo ci vogliono provvedimenti seri, concreti, non un bilancio che è il compitino di casa per mettere i conti in ordine. Assessore Bugaro, lo spieghi lei ai colleghi di Giunta che ha l’esperienza. I conti in ordine, ripeto per l'ennesima volta, non possono essere un fine, sennò abbiamo perso, ma un mezzo per un fine più alto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Oggi non siamo chiamati semplicemente come attori di un rito istituzionale d'obbligo, ma andiamo a scrivere il percorso delle Marche future, visto che tra l'altro è il primo DEFR ed anche il primo bilancio di previsione, forse quello più rilevante perché, come tutti, abbiamo una storia e il secondo mandato di un Presidente non è, ahimè, ex novo, come è stato nel 2020, doveva in gran parte volgersi indietro per accusare e verificare gli errori commessi, visto che gli elettori sovrani danno sempre una sentenza inequivocabile. Oggi invece c'è una continuità di fatto, che doveva avere lo slancio, la visione e la prospettiva.
Nel DEFR non sono intervenuto, ma mi sembra che sia molto chiaro il percorso che c'è stato ed inevitabilmente ritroviamo lo stesso atteggiamento nel bilancio di previsione. Forse bisognava avere più coraggio, forse bisognava avere maggiore incisività, forse c'erano anche le occasioni, politiche, ma, visto il consenso che avete avuto e il mandato pieno che vi è stato dato dagli elettori, non si riscontra e ci mascheriamo, ci nascondiamo dietro il tempo che forse è mancato. Se è mancato a voi, penso al gruppo di opposizione che ha visto addirittura emendamenti approvati alla fine della Commissione, che non sono stati nemmeno discussi e che ritroviamo oggi come pezzi importanti della legge, rispetto ai quali ci ritornerò.
Il nostro approccio, lo voglio sottolineare, lo ha fatto la capogruppo prima e lo ha ribadito la relatrice di minoranza nel suo passaggio, è di grande responsabilità. Non ci sono stati emendamenti, e l’ha ricordato la Consigliera Vitri, ognuno di noi ne aveva pronti, come dire, una bella quantità, non sarebbero stati ostruzionistici, ma avrebbero, come al solito, migliorato la proposta, come abbiamo, ahimè, lo dico, fatto in passato, poi magari ci ritorno pure, oppure ordini del giorno che avrebbero messo nelle condizioni di verificare i percorsi. Personalmente ne avevo preparati diversi dalle politiche abitative …, ma su questo poi ci ritorneremo, anche perché ci date, ahimè, occasioni apparecchiate rispetto alle modalità di gestione che mettete in campo, penso alla gestione del piano di rifiuti, alla Link University, al PNRR, alla promozione delle politiche della pace, alle infrastrutture necessarie post Amazon nel territorio marchigiano, in modo particolare quello anconetano, al tema della salute mentale. Su questo, e parto dal fondo, nemmeno ci vorrei ritornare, se dovessimo fare ancora una volta ordini del giorno e mozioni … La maggioranza ha acquisito in passato una modalità, che era quella che una mozione non si nega a nessuno e su questo tema, particolarmente delicato, ci fu una mozione a firma mia e del Partito Democratico, sulla quale votammo all'unanimità una risoluzione perché ci fu una rincorsa a non dar spazio a chi aveva posto il tema, che riguardava passaggi, come dire, nemmeno troppo complicati, ma parlare di incremento di risorse per la salute mentale può essere un tema, ahimè, complicato nel bilancio. Quando invece si dice di attivare il tavolo della salute mentale, che è un fatto quasi esclusivamente politico, determinante per coinvolgere operatori e famiglie all'interno delle scelte che vengono messe in campo, non siamo stati in 5 anni, quindi ci ritorneremo, nemmeno capaci di attivare quel tipo di percorso.
Guardate, questa volta guardare un po' indietro tocca a noi, mica tocca sempre agli altri, io c'ero quando c'era la tabella E, che oggi con un imbarazzo generalizzato avete abiurato, ma quella è stata, direi, l'elemento di forza e anche di scontro nei 5 anni. “Voi avevate messo la tabella C per tutte le vostre marchette - qualcuno diceva - al limite del traffico di influenze”. Per 5 anni abbiamo fatto quella cosa, io invece non ho considerato niente di tutto quello. E’ una modalità con la quale la politica si muove quando ha poca visione, lo fa con un fare contingente per dare risposte territoriali immediate, che magari soddisfano e che inevitabilmente possono portare un consenso, come ha determinato - Presidente, non me ne voglia - la rete del ruzzodromo. Devo dire che per 5 anni ho parlato di questo tema.
Oggi la strategia che mettete in campo è quella, sennò la tabella E) l'avreste cancellata. Avete ridotto le somme a disposizione dei Consiglieri, l'altro giorno su un articolo con fare impettito si diceva: "Noi queste cose non le faremo più perché noi rifiutiamo le risorse che vengono date ai Consiglieri”. Mi cominciano ad arrivare i soliti messaggi, io ero Consigliere di minoranza e non ho mai avuto niente, anzi, come ha ricordato la Consigliera Vitri, il capogruppo del Partito Democratico non ha accettato nessun tipo di percorso volto a stare dentro questo tipo modalità, insieme all'allora capogruppo del Movimento 5 Stelle. Quindi, potrei fare un'altra …, ma non la faccio. Oggi ci dite che quel bel percorso non esiste più, le risorse le mettete per i giovani, però qualcuno può computare quel milione di euro, anzi 1,6 milioni moltiplicato per 5 anni. Quante politiche importanti avremmo potuto fare per il territorio e per questa Regione con una visione completamente diversa? I cittadini sono stati soddisfatti di quella modalità perché vi hanno riconosciuto e vi hanno votato, invece oggi dite che quel percorso non lo metterete più in campo, allora dovreste avere il coraggio di cancellare completamente la tabella E e di indirizzare le risorse in scelte che dovrebbe andare nella tabella A rispetto a leggi che avete votato, spesso volute, e che non avete finanziato nemmeno in questa occasione.
Ovvio, ne parlavo prima con l'Assessore Calcinaro, sono molto preoccupato per le risorse del PNRR che qui dentro hanno un doppio aspetto non affrontato, quello dell'economia del post PNRR per questa regione, che comunque è stato già evidenziato prima, e quello delle opere del PNRR, tante, che potrebbero non avere l'occasione di essere coperte sul piano del rispetto tempistico, che non trovano poi nessun capitolo all'interno della programmazione triennale, che almeno in via prudenziale avremmo dovuto indicare.
Ho detto della politica della casa, entrerò poi nell'articolo specifico perché qui stiamo toccando il fondo rispetto alle scelte che sono state fatte.
L’ha detto la Consigliera Vitri prima, in tutte le agenzie che avete messo in campo il tema dell’incapacità gestionale è molto evidente e quando ci sono situazioni così delicate, così complicate, non si concludono con colpi di spugna, come avete proposto, come l'idea delle proroghe. Due su tutte, sulla legge del territorio, l’ha ricordato prima la relatrice di minoranza, è successo esattamente quello che avevamo detto e come al solito avete raccontato un'altra storia, non dico poi sulla proroga delle vongolare perché ci sarà un’ altra occasione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Parto anch'io dal fatto che siamo arrivati a discutere gli atti più importanti di ogni anno, quelli sul bilancio, non solo con un grande ritardo, con una grande contrazione dei tempi, ma soprattutto con una grande confusione. Capigruppo convocati dalla sera alla mattina, rendendo anche difficile la partecipazione, sedute della I Commissioni convocate, poi sospese perché non arrivavano gli atti, mai come quest'anno ci siamo trovati in difficoltà e ringrazio la relatrice di minoranza per aver studiato l'atto che, ripeto, è fondamentale, e lo dovrebbero dire soprattutto i Consiglieri di maggioranza, che si apprestano, immagino, ad esprimere un voto favorevole, assumendosi la piena responsabilità di quello che c'è dentro. Credo che nessuno sia stato in grado di approfondirlo a sufficienza.
Per quanto riguarda il sapore propagandistico che ha questo fondo per il progetto giovani, per me resta questo, vorrei anche insinuare un dubbio, poi sarà il tempo a dimostrare, se sbaglio. Dopo 5 anni, e mi rivolgo al centro-destra tutto, a partire dal Presidente Acquaroli, avete trovato un modo per nascondere le mancette perché ho chiesto più volte in Commissione come verranno dati questi soldi: sarà fatto un bando, saranno le università, quali università, che cosa avete intenzione di fare? C'è stato detto che ancora tutto è possibile. In questo tutto possibile, è possibile che noi Consiglieri di opposizione non vedremo quanto né dove andranno le vostre mancette, che queste ci saranno lo vedremo nei prossimi mesi. È grave questa cosa perché voi di nuovo siete andati a depredare il fondo speciale per le nuove leggi, che dovrebbe finanziare le leggi, quantomeno quelle importanti, votate all'unanimità. Quindi, esattamente come è successo nei 5 anni precedenti, noi come Assemblea legislativa non avremo 1 euro per fare leggi come Consiglieri. Questa Assemblea si sta trasformando in un opificio di carta, in un grande Consiglio comunale in cui si presentano le interrogazioni, le mozioni, gli ordini del giorno, che vengono bocciati o messi in un cassetto. Ma noi più di questo non riusciamo a fare perché non c'è 1 euro, per scelta della maggioranza.
Restano non finanziate leggi, che per noi sono fondamentali. Io ho presentato degli emendamenti in Commissione che sono stati bocciati, li presenterò anche tra poco, prendendo i soldi dal famoso cassettone dell’ATIM, che ha un sacco di risorse e secondo noi anche mal spese.
Emendamenti che vanno a finanziare solo leggi della tabella A, perché questo fa il Movimento 5 Stelle, cioè ricoprire il ruolo da Consiglieri regionali e non da Consiglieri comunali.
Le leggi per noi importanti sarebbero: quella sugli ecomusei, che non è stata finanziata, approvata all'unanimità; la promozione del circuito della fisarmonica, modificata da un Consigliere di maggioranza, che tra l'altro ogni anno stenta ad essere rifinanziata; legge simbolo come la giornata regionale per il divertimento in sicurezza, approvata all'unanimità, appena celebrata, e ogni volta non abbiamo 20 mila euro (non parliamo di cifre stratosferiche). In un bilancio di 6 miliardi non riusciamo a trovare 20 mila euro per dare i soldi a questa associazione che organizza il divertimento in sicurezza. Abbiamo fatto la legge, sottoscritta da tutti i Capigruppo e non riusciamo a finanziarla.
Poi vogliamo dire qualcosa sull'Università della pace? Ogni anno siamo qui ad elemosinare 40 mila euro perché vengano fatti, in un momento storico come questo, degli interventi tramite l'Università della Pace, sia in assestamento che in bilancio di previsione. Ogni tanto qualche briciolo arriva, ma secondo noi non è assolutamente sufficiente.
Altre cose, è stato un déjà-vu lo studio di questo bilancio. Ritroviamo la famosa proroga, che dovevate fare sparire, che prevede l'applicazione di una legge statale poi assunta come legge regionale e rimessa anche nella legge n. 19 del 2022, quella dell'organizzazione sanitaria. In quella legge voi avevate scritto che in 6 mesi avreste ridelimitato gli ambiti sociali portandoli in coincidenza con i distretti sanitari. Siamo di fronte alla terza proroga, di nuovo ne infilate un’altra, quindi, dopo aver fatto tanta propaganda che voi avreste risolto questo problema perché siete più bravi del centro-sinistra, andate avanti di proroga in proroga. Una buona opposizione deve stigmatizzare questo comportamento e soprattutto deve informare i cittadini.
Tralascio tutta la questione sulla sanità perché tantissimo è stato detto dai miei colleghi: mobilità passiva, liste d'attesa, gestione a gettone delle strutture sanitarie pubbliche, che non è più sostenibile.
Vorrei riprendere il discorso che ha fatto durante il suo insediamento il Presidente Acquaroli, che ha detto "Dovremo rimettere mano al piano socio-sanitario". Per noi questa è una questione molto importante, che dimostra quello che avevamo detto all'epoca, quando c'è stata la sua approvazione nell'estate del 2023, e purtroppo in realtà è rimasta una scatola vuota che va riempita di contenuti.
Siccome non sono solo Consigliera regionale, ma sono anche Consigliera del mio territorio, andiamo a dare una rapida occhiata alla città di Fano. Abbiamo fatto approvare all'unanimità una legge sui carnevali storici con 100 mila euro un anno e 150 mila euro l'anno a seguire, adesso diamo 50 mila euro, che è il minimo che solo il Carnevale di Fano dovrebbe avere dalla Regione per stare in piedi, ma ci sono tutti gli altri carnevali. Come pensiamo di investire sul turismo? Fate propaganda sui giornali dicendo che il turismo va benissimo, ma non riusciamo a finanziare neanche gli eventi più rilevanti della nostra regione. Anche qui ho presentato un emendamento, vedremo che fine farà.
La biblioteca Federiciana di Fano. 3 milioni di euro di nuovo spostati in avanti, sono stati tolti dal bilancio 2026 e posticipati al 2027.
In ultimo, ma non per importanza, la questione del palasport. 2 anni fa all'unanimità, anzi a maggioranza abbiamo votato un ordine del giorno proposto dall'attuale Sindaco di Fano, che all'epoca era Consigliere della Lega, con il quale si impegnava la Giunta a trovare i soldi, e parlo di 2,2 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione del palasport. E’ stato eletto Sindaco e non c'è 1 euro, neanche quest'anno. Vorrei concludere il passaggio ricordando che in piena campagna elettorale, a luglio, è venuto il Presidente della Regione Acquaroli di fianco al Sindaco di Fano dicendo che il palasport era una priorità. Allora, le priorità non possono esistere solo a parole, serve metterci i soldi, sennò non facciamo il nostro dovere.
La questione dell'Erap, abbiamo tremila problemi che riguardano le fasce fragili, deboli, della nostra regione. Abbiamo letto sulla stampa che anche il Presidente dell'Erap chiede risorse, finanziamenti per nuovi alloggi, per la ristrutturazione degli alloggi, che sono inutilizzati. Come avete risolto? Un buon amministratore avrebbe messo più soldi, invece il centro-destra decide di cambiare il CdA perché c'è qualcuno di scomodo. Tutto ciò è veramente deprecabile, scusate il linguaggio un po’ forte.
Poi c'è la questione della relazione del Collegio dei revisori di conti. Abbiamo visto il problema enorme delle fideiussioni, ogni volta reiterato, anche i Revisori iniziano a dire che forse c'è qualcosa che non va se più e più volte devono ripetere le stesse cose e più e più volte la Regione non pone in essere praticamente niente. Addirittura leggiamo che sono state omesse nove fideiussioni per oltre 1,3 milioni di euro. Mancano i dati dei primi tre trimestri del 2025. Solo dopo 19 mesi di sollecito è stato creato un gruppo di lavoro. Valutate voi. I Revisori mettono nero su bianco una verità amara, cioè la questione della diagnostica, in particolare delle risonanze magnetiche che non funzionano, ma leggiamo che le loro “segnalazioni sono state lettera morta”, tra virgolette. Per me è molto grave, quello che scrivono nella relazione non va preso sotto banco e sotto braccio, è vero che il giudizio è stato favorevole, però la relazione è molto severa.
L'altra questione riguarda i voli, che viaggiano a volte solo con un passeggero, l'abbiamo saputo con interrogazioni fatte in passato, ed a volte volano anche con zero passeggeri, quindi i soldi che ci stiamo mettendo come Regione hanno un senso? Far pagare a 1,5 milioni di abitanti un servizio che serve all'1,3% della popolazione ha un senso ? E lo dice un’esponente del Movimento 5 Stelle che è stato quello che ha fatto l'emendamento, che ha reso possibile i voli di continuità territoriale, però vorremmo che fossero fatti funzionare.
Poi la questione dei ripascimenti, qualcuno l'ha già sollevata. Serve fare scogliere e non mettere sabbia che alla prima mareggiata vola via, lì non servono i tecnici, ma serve buon senso.
L'ultima cosa di cui vorrei parlare brevissimamente è l’ennesima proroga per la questione delle vongolare. Anche questa ormai è diventata una barzelletta, non so se più dispiace o più fa sorridere il fatto che vi eravate sperticati in solenne promesse, che avreste fatto delle scelte radicali, scelte che sono state procrastinate di anno in anno, quindi avete qua fuori delle belle manifestazioni.
Io mi fermo qui. Come avrete capito, il voto sarà negativo. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutta l'Aula, in realtà buon pomeriggio. Finalmente, come ho detto al mio collega Canafoglia, possiamo sciogliere un po' le trecce ai cavalli e correre perché abbiamo ascoltato, anche con dovizia, con attenzione, gli interventi che si sono susseguiti.
Ho pensato di ascoltare la narrazione di uno scenario apocalittico, questa è stata l'impressione, anche per chi ci ascolta, per chi ci sta guardando.
Come prima cosa, innanzitutto, voglio ringraziare l'Assessore al bilancio Pantaloni per il lavoro che ha fatto in queste settimane. Ci siamo insediati lo scorso 27 ottobre, io sono nuova in quest’Assise, magari potrebbero sfuggirmi determinati dettagli, ma chi è avvezzo e chi fa il Consigliere regionale da tanto tempo sa che all'inizio di un mandato ci sono dei tempi, per ovvie ragioni, ristretti. Tutti abbiamo dovuto analizzare il bilancio in maniera serrata, tutti abbiamo dovuto studiare sotto le feste di Natale, però, ahimè, l'ingrato compito ce l'abbiamo noi.
Io sono, mi si consenta di dire, orgogliosa di avere questo ingrato compito e non credo che ci sia nemmeno bisogno di lamentarsi più di tanto.
Ringrazio anche gli uffici che hanno lavorato e hanno fatto nottate per portare questo risultato questa mattina, il giorno dell'antivigilia.
Ripeto, non ritengo assolutamente, anzi lo reputo anche offensivo dire che l'Assessore ha fatto un compitino, mentre ha fatto un lavoro, ascoltando tutte le parti in causa e cercando di mettere a terra le varie esigenze che derivano anche da un programma di mandato che abbiamo raccontato in questi mesi in campagna elettorale e non solo.
Non so se mi basterà tutto il tempo perché i minuti sono pochi realisticamente, diciamo che ho anche tanti spunti di riflessione in base anche agli interventi che ho sentito nel corso di queste ore.
Parto da un tema che è stato ampiamente dibattuto da parte di tanti Consiglieri di minoranza, il discorso della famigerata tabella E, delle cosiddette mancette, poi i titoloni aiutano una certa minoranza. D'altra parte io sono minoranza nel Comune in cui risiedo, quindi diciamo che il gioco delle parti un po' lo posso comprendere, però minoranza non deve essere necessariamente populismo, in quanto è necessario rimanere con i piedi per terra ed essere seri anche per ci ascolta e per chi ci vede qui a rappresentare la nostra Regione.
Con il Presidente Acquaroli ci siamo seduti ed abbiamo valutato quali potessero essere le priorità, insieme abbiamo deciso di stanziare 1 milione di euro per un progetto dei giovani, ho sentito da qualche collega che 1 milione di euro sarebbero 3 euro a giovane. Mi si consenta di dire che noi non intendiamo gli investimenti all'interno dei bilanci come le mancette date ad personam, perché quando andiamo ad investire 1 milione di euro lo facciamo con provvedimenti strutturali, che devono essere messi in campo con i corpi intermedi, con le università. Però non si venga a dettare - sicuramente il confronto ci deve essere, deve essere con tutte le parti in causa, maggioranza e minoranza - l'agenda politica, ma magari insieme si trovi una soluzione, senza necessariamente gridare allo scandalo perché 1 milione sarebbe poco. Ieri non c'era, quindi probabilmente è un passo che dobbiamo costruire insieme per capire quale sia l'obiettivo migliore da raggiungere, ovviamente insieme a chi mastica e affronta la materia quotidianamente. Questa è una delle prime cose che voglio dire.
Ci è stato chiesto anche di cancellare la tabella E. Mi dicono che nel 2019 si chiamava tabella C, non so se qualcuno mi può aiutare, magari per i prossimi Consigli regionali mi vado a prendere quella tabella per vedere se le nostre sono mancette mentre quelle del 2019, della Giunta del 2019 ed indietro erano situazioni diverse.
Ci viene chiesto di cancellare la tabella E fra le varie voci vado a leggere … E’ scritto piccolissimo, quindi faccio anche un po' di fatica.
Cancellando la tabella E dovremmo cancellare i 10 milioni di euro stanziati per le risorse aggiuntive alle Ast, per le nuove strutture ospedaliere e territoriali. Mettiamoci d'accordo, siamo un disastro sulla sanità, però dobbiamo cancellare la sanità e dobbiamo cancellare le voci della tabella E. All'interno della tabella E ci sono 10 milioni che sono stanziati per la sanità, delle due l'una, altrimenti non siamo credibili, ed anche questo lo dovremmo giustificare.
Il bilancio non è da considerare uno strumento di pochi, il bilancio responsabilizza tutti, indipendentemente dalle legittime visioni di ognuno di noi e non credo che sia giusto nemmeno utilizzarlo come una bandierina politica.
E’ un bilancio responsabile, che viene costruito dando delle priorità ben precise, tra cui sicuramente c'è il trasporto pubblico locale, per esempio, dove si è messa in atto una vera e propria rivoluzione, passando da 17 milioni del 2024 a quasi 30 milioni di adesso, 30 milioni nel previsionale 2026, 30 milioni in quello del 2027, 37 milioni in quello del 2028. Quindi in questa maniera stiamo dando una certezza alle aziende. Quella certezza che è mancata, mi si consenta a dire, negli ultimi 15 anni dei Governi regionali. Per dovere di completezza ho portato con me una parte dell'estratto del bilancio del 2019 perché sono andata a verificare cosa si faceva all'epoca sul trasporto pubblico locale, mi sono portata pure la tabella relativa, che testimonia quanto dico, se necessario la si può trovare on-line nel sito, quindi non c'è bisogno che vi passi il foglio. Succedeva che a fronte di spese precedenti di 92 milioni a bilancio, si mettevano, anzi alcuni di voi mettevate, per esempio, 82 milioni di euro. Capisco, l'ho ribadito anche prima, che il gioco delle parti ci trascini a volte nell’agone politico, però i numeri sono numeri e questa ne è una prova specifica.
Si è detto che per la cultura non c'è più niente, anche qui mi piace ragionare con i numeri e con i confronti, quindi sono andata a vedere esattamente quello che si faceva negli anni passati a governance Acquaroli e quello che si faceva prima del Presidente Acquaroli. Nel 2019/2021, spesa per la cultura, il settore beni e attività culturali ha gestito risorse regionali pari a 6,5 milioni euro annui, nel 2022/2024, spese per la cultura, sempre il settore beni e attività culturali ha gestito risorse regionali pari ad una media di circa 8,150 milioni di euro annui. Pertanto possiamo dire, anche qui la matematica non è un'opinione, che rispetto alla spesa storica annua del precedente triennio la legislatura del Presidente Acquaroli ha visto un incremento percentuale del 25%. Nello scorso triennio sono state aggiunte anche ulteriori risorse straordinarie: POR FESR, con lo stanziamento e l'assegnazione di risorse al settore regionale pari a 18 milioni di euro; progetto interregionale residenze con riferimento ai fondi del FUS per un totale di 270 mila euro sul triennio; PNRR con lo stanziamento e l'assegnazione di risorse al settore regionale pari ad oltre 11 milioni di euro.
Finalmente posso parlare di turismo, della sua promozione fatta tramite ATIM, sul quale ho sentito, a vario titolo, che è un carrozzone che dovrebbe essere chiuso. Apro e chiudo parentesi. Mi dovete spiegare per quale motivo la narrazione del Partito Democratico e similari non utilizza la stessa favoletta e la stessa presa di posizione per la Regione Umbria o per la Regione Emilia-Romagna che ha le stesse identiche agenzie del turismo. L'Umbria, se non vado errata, con stanziamenti molto più importanti rispetto a quelli marchigiani. Inoltre aggiungo che i risultati turistici del 2019 fino ad arrivare al 2025, ad oggi, in tempi odierni, sono aumentati in maniera esponenziale, ma non lo dice un Consigliere di maggioranza perché deve fare populismo, lo dicono i dati. Dati che sono avvalorati dalle presenze grazie alle politiche sui borghi. Anche qui apro e chiudo una parentesi, vado a random, ma devo necessariamente fare delle precisazioni, altrimenti si può dire di tutto. Politica dei borghi, si dice, è stato detto questa mattina, che viene da lontano, politica dei borghi che è stata affrontata già prima del 2020. Anche qui c'è una differenza sostanziale, non mi pare di ricordare che ci siano stati stanziamenti di 30 milioni di euro per i borghi prima del 2019, prima del 2020. Quindi, hai voglia a parlare di borghi e di rilancio dell'entroterra - io dall'entroterra ci vengo - se non vengono messe le risorse sufficienti per fare in modo che l'entroterra parta, perché questo è populismo, non sono dati, sono narrazioni distorte della realtà effettiva, perché all'interno dei 30 milioni di euro ci sono in totale 60 milioni che vanno ad affrontare la materia del turismo su una Regione, la nostra, che oggi ha cambiato diametralmente paradigma rispetto a quello che abbiamo avuto dal 2020 ed indietro. Aggiungo e concludo, perché qualche dato in percentuale lo voglio dare, che rispetto al 2024, parlando di turismo, l'incremento è pari al 7,18% negli arrivi e all’11,32% nelle presenze, segnando un'ulteriore accelerazione della crescita turistica regionale. Il confronto con il periodo pre-pandemico rafforza ulteriormente il quadro positivo. Rispetto al 2019, infatti, le Marche registrano un aumento del +24% e del +19,8% nelle presenze, a conferma di una ripresa solida e strutturale. Ci vuole un gran bel coraggio a dire di chiudere ATIM. Qui dentro ho anche sentito dire che il turismo va bene, ma ci chiediamo: sarebbe andato bene lo stesso anche senza ATIM? Questo è pregiudizio, non è politica. I numeri dimostrano che le politiche fatte fino ad oggi hanno raggiunto obiettivi e risultati. Lo dicono i dati, lo dice la popolazione. Giriamo i territori, giriamoli insieme e potremmo averne prova. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Qualche piccola risposta all'inizio e poi qualche rapida riflessione perché sento il dovere di precisare alcune questioni.
Non funziona più il gioco di dire "Ma i problemi di questo periodo risalgono agli anni precedenti". Ragazzi, siamo nel 2026, siamo al secondo mandato del Presidente Acquaroli, le programmazioni quinquennali sono quelle che danno i risultati, ad un certo punto, se le cose vanno bene o se le cose vanno male bisogna prendersene i meriti ed eventualmente le critiche. Vediamo di non far funzionare più il gioco che le cose non funzionano perché prima c'erano altre persone, non ci sono più da 5 anni, quindi bisognerà prendere atto di quello che sta avvenendo.
Quando ho fatto un intervento sui dati della Banca d'Italia non ho attribuito le difficoltà del commercio, le previsioni sui consumi per il prossimo anno non ottimali al Presidente Acquaroli o a questa Giunta. non mi sono permesso, ho semplicemente precisato che questi erano i dati citati nel Documento di economia e finanza e ho detto che nel documento non si reagiva a questa fotografia. So che i problemi economici sono di lungo periodo e derivano anche da situazioni storiche e macroeconomiche sulle quali le Regioni non hanno alcuna possibilità di governo, quindi, non voglio essere frainteso su questo perché quando dico qualcosa cerco di essere il meno superficiale possibile.
Nessuno qui ha dipinto scenari apocalittici, se non ricordando quello che nel documento è scritto, documento che voi avete approvato, tantomeno cercare di non fare del vittimismo perché tutti stiamo mantenendo un grande rispetto istituzionale, dando alla maggioranza il valore che ha. Questo mi fa dire di non darmi la responsabilità di aver attaccato per la superficialità del DEFR l'Assessore Pantaloni, siamo dello stesso territorio, abbiamo, diciamo, un rapporto di stima, penso, reciproca, ci mancherebbe, e non è colpa dell'Assessore che è appena arrivata. Assolutamente no. Io non ho dato responsabilità politica a qualcuno, ho semplicemente analizzato un documento nelle sue caratteristiche. Il copia incolla non voleva essere un'offesa, voleva essere la realtà dei fatti, perché alcune parti sono pari pari, copia incolla. Ho precisato nell'intervento che sono perfettamente consapevole che il Documento di economia e finanza è triennale e quindi su alcune missioni si replicano i vari interventi, però non si può fare un copia incolla. Penso che sia doveroso per il Documento di economia a finanza regionale aggiornare ogni anno le Missioni e i Programmi, anche se la Giunta ritiene che siano stati fatti bene negli anni scorsi,
Sul fatto che su ATIM si debba riflettere non lo diciamo noi, lo ha detto più volte la Corte dei Conti, è stato più volte sottolineato dalla Corte dei Conti. Quindi anche in questo caso noi ci affidiamo semplicemente all'organo di magistratura contabile, che, diciamo, dà manforte ad una nostra valutazione politica con una valutazione di carattere tecnico. E su questo vi invitiamo nuovamente a fare una riflessione, come sul fatto che il turismo, i dati buoni del turismo, che sono stati ricordati, dipendano proprio dalla programmazione di ATIM. Ascoltate il giochetto che il turismo quando va bene è merito della Regione e quando va male è demerito di altri non funziona più, il sistema turistico è unitario e se ci sono buoni risultati dobbiamo dire grazie ai nostri imprenditori turistici, che in anni difficili hanno stretto i denti, sono andati avanti, hanno investito sulle loro attività e hanno fatto reggere il sistema, poi naturalmente i benefici vanno ai Comuni, alle Province e naturalmente anche alla Regione Marche, nessuno toglie la certezza che i dati sono oggettivamente positivi.
Riguardo alla ZES, alla zona economica speciale, in campagna elettorale ne abbiamo criticato l'arrivo nei mesi della campagna elettorale, non che il provvedimento fosse sbagliato. Nel 2023 due gli onorevoli del PD l'avevano richiesta al Governo che aveva rifiutato l'estensione della zona economica speciale ad Umbria e Marche. Quindi, non attribuiteci nemmeno il fatto che noi svalutiamo questo intervento. A noi è apparso molto sospetto che questo intervento sia caduto, paracadutato, in campagna elettorale.
Sul parere dell'organo dei revisori, già ha detto la Consigliera Ruggeri, benissimo, qualche passaggio in più. Il parere ricorda anche il controllo del contenzioso delle spese legali per valutare bene l'impatto di eventuali soccombenze, scritto nero su bianco, oltre la questione molto specificata delle fideiussioni. Poi un passaggio, direi, propositivo del Collegio dei revisori perché parlando dei voli di continuità e facendo questa stima - cioè domandandosi se è il caso che 1,5 milioni di marchigiani si metta sulle spalle il costo di un servizio del quale beneficia circa l'1% della popolazione - dice: “Il Collegio conferma che laddove, dopo un triennio, quindi con il prossimo 2026, il servizio non abbia preso il via, andrebbe soppresso”. Dice al Consiglio e alla Giunta, a questo punto che sì il tentativo andava fatto, ma se il servizio non funziona e nel 2026 continua ad essere un servizio non sostenibile, va fatta una riflessione e va corretto perché è una questione di intelligenza non ostinarsi sulle cose che magari non funzionano, è provarci, e se un progetto non funziona non c’è nulla di male a correggere il tiro. Nulla di male nel correggere il tiro in base ai dati.
Due ultime cose, poi concludo, visto che sono nei tempi.
Nella tabella E il contributo straordinario all'Erap di 500 mila euro mi pare che venga iscritto nel 2028. E’ una promessa, quindi, l'invito è di anticipare prima del 2028 perché nelle condizioni in cui siamo il 2028 è un'area geologica. Su un sostegno maggiore all'Erap glissiamo, l'abbiamo già detto, sennò ci ripetiamo.
Poi la questione dei giovani nella tabella E, adesso non facciamo troppa prosopopea su questa cosa, diciamo solo il totale della tabella E è di 296 milioni di euro, il progetto Marche e Giovani nella tabella E appare con 500 mila euro ai quali si aggiungono altri 500 mila euro. Parliamo dello 0,16% della sola tabella E. Quindi non diciamo che con questa cosa si risolve la questione giovanile nelle Marche. Un consiglio, che era sottointeso a quello che la Consigliera Ruggeri ha detto: "Marche e Giovani significa tutto e niente”, già le risorse sono poche, queste risorse aggiuntive non devono essere propagandate chissà come, siano applicate bene, cioè non siano utilizzate in maniera molto vaga, ma siamo utilizzate, visto che sono poche, in maniera appuntita e incisiva sulle cose che contano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Mi pare che il dibattito sia stato molto articolato, però mi sia concesso di intervenire per esprimere certo gratitudine nei confronti di quegli interventi, anche delle minoranze, che ci hanno consentito di mettere sul tavolo argomenti costruttivi. Però, mi sia concesso anche dare un contributo affinché si possano puntualizzare degli aspetti, che invece ci hanno un po' amareggiato in quanto li abbiamo trovati davvero parziali e capaci di deformare la realtà. Quindi cerchiamo di puntualizzare a beneficio soprattutto dei marchigiani che magari ci stanno guardando.
Sulla questione dei tempi, certo, è vero, ci sono stati dei tempi ristretti, sappiamo bene, ma lasciatemi dire che se tutto ha funzionato in questa maniera, significa che la macchina ha proceduto in maniera davvero efficiente. Allora, a quella macchina la nostra gratitudine, evidentemente.
Se parliamo di tempi, i tempi di inizio della sessione sono dipesi dal fatto che il Consiglio regionale ha iniziato a riunirsi per parlarne l'11 novembre, ci rendiamo conto in che anno particolare siamo. Per quanto riguarda i tempi di questo dibattito, tutto al più si è parlato in Commissione di posticiparlo di 6 giorni, 6 giorni non mi sembrano una catastrofe sulla contrazione dei tempi, così come è stata detta.
Ho rispetto della minoranza perché anch'io per lunghi anni sono stato in quella posizione, tuttavia viene da pensare che chi si appiglia un po' troppo sulla forma, ha poco da dire sul merito.
Andiamo a vedere il merito, i dati di contesto, come si presenta la nostra Regione Marche in questa fase storica? Non ho sentito particolare invettiva da parte nostra nei confronti di quelli che hanno governato prima, prima del 2020; ho sentito una ricostruzione precisa della situazione attuale, economica e finanziaria, che stiamo vivendo e che discende da una serie di processi che sono nazionali, sono globali e sono stati evocati particolari eventi di natura sovranazionale. Quegli eventi hanno influenzato tutte le Giunte regionali di centro-sinistra e di centro-destra, quindi mi pare che sia stato fatto un discorso molto oggettivo e preciso. Talvolta abbiamo sentito dei dati davvero parziali, a volte datati perché presi un po' troppo indietro nel tempo. Ad esempio, quando si parla di Banca d'Italia, mi pare che sia stato citato un rapporto che riguarda il 2024, ma citiamo anche quello più recente, quello che inquadra il primo semestre del 2025. Ebbene, in questo rapporto, che è uscito lo scorso novembre 2025, la Banca d'Italia guarda all'attività economica regionale come ad un'attività in crescita, in linea con il resto della nostra nazione. Quindi, completezza dei dati e che siano il più possibile attuali. Ma perché? Perché noi vogliamo trovare per forza di cose un modo per difendere il Governo regionale del Presidente Acquaroli? No, io dico che guardiamo alla realtà in maniera oggettiva e precisa per instillare nei marchigiani quella capacità di credere ancora in questo territorio, di avere ancora fiducia nelle prospettive di questo territorio. Insomma, dare un quadro eccessivamente negativo della realtà a cosa serve? Serve a scopi elettorali o comunque serve per una strategia comunicativa più politica che altro. Se vogliamo essere leali al territorio, cerchiamo di rappresentare la realtà per come essa è ed è una realtà che presenta dei dati fortemente positivi. Guardiamo per un attimo ancora, è stato già detto, ma visto che si ripete, lo ripeto anch'io, alla programmazione comunitaria 2021/2027, ma caspita, la Regione Marche è prima in Italia per l'utilizzo dei fondi FESR FSE Plus. Non era accaduto prima. Prima qualche marchigiano, che risiede fuori dall'Italia o fuori dalle Marche, guardando alle Marche come fanalino di coda nella capacità di utilizzo di quei fondi europei, che idea si poteva fare delle Marche? Credo che stiamo andando su una strada migliore. Poi il buon utilizzo dei fondi di sviluppo di coesione, del fondo di rotazione e l'avvento di questa zona economica speciale. Mamma mia che epopea comunicativa ha vissuto il Partito Democratico negli ultimi anni, prima ha iniziato con il criticare aspramente il fatto che le Marche erano state escluse dal novero delle Regioni italiane ricomprese nella ZES, poi quando il Governo lavora per includere le Marche, quando dice che è ufficiale e che le Marche entreranno, allora si inventa che quella è solo una promessa elettorale, e quando la norma diventa legge, allora si fa dura e cosa si fa? Si critica il potenziale della ZES. Questo è stato fatto nel momento in cui si è andato a fare un focus esclusivamente su un punto, il punto del credito di imposta sugli investimenti, senza ricordare che il potenziale della ZES è molto più ampio, riguarda la misura della semplificazione che interessa tutto il territorio regionale e riguarda l'esenzione dei contributi previdenziali per tutto il territorio regionale. Certo, si sta lavorando sulla carta degli aiuti, come si è iniziato da tempo. E adesso venite fuori col dire che voi avete idee per rafforzare la zona economica speciale, ma per carità …, certo, noi ascoltiamo tutti, ma mi sembra che si arrivi sempre un po' in ritardo.
Poi c'è l'Agenzia Fitch che parla di una revisione dell'outlook da stabile a positivo, avvenuta già a partire dall'ottobre 2024; l'agenzia Prometeia dice che cresce il PIL nelle Marche, a settembre 2025 la nostra Regione è la seconda in Italia per crescita del PIL con un tasso dello 0,8% nel 2005 e una proiezione positiva anche per il 2026. Insomma, marchigiani che ascoltate, io credo che viviamo in un territorio che si sta comportando bene, possiamo continuare a fare impresa qui, possiamo continuare a fondare delle famiglie qui.
Mi pare che il DEFR, secondo voi, doveva parlare di tutto lo scibile umano. Prima è stato detto, caspita, a volte si fanno interventi puntuali e si dice che manca la strategia, poi quando c'è un atto di strategia, perché quello è una programmazione strategica, di ampio respiro e di natura soprattutto economico-finanziaria, si dice che bisogna parlare delle materie puntuali. Avete tirato fuori delle materie molto specifiche e puntuali, degli interventi puntualissimi su territori specifici, oltretutto, insomma, quello è un documento che ha una natura specifica.
Velocemente sui temi. ATIM, mamma mia quanta polemica, effettivamente. Io voglio difendere l’ATIM perché quello che conta agli occhi dei marchigiani, di chi ci guarda da fuori, non sono tanto queste polemiche, le nostre polemiche, ma i dati, che ieri abbiamo avuto la possibilità di toccarli con mano. Dati sul turismo del 2025 rispetto al 2019 +24% di arrivi, +19,8% presenze, soprattutto tra 2025 e 2019 un +46% di presenze di turisti stranieri. Insomma, se parliamo di risorse a me pare che le risorse utilizzate per l’ATIM siano in linea con le risorse utilizzate dalla Regione Marche per la promozione del turismo, ma i risultati sono migliori, caspita. Certo, bisogna ringraziare gli imprenditori e li ringraziamo anche per aver contribuito con noi a costruire delle misure specifiche, come quella che ha portato ad investire tanto su nuove strutture ricettive. ricordo l'ultimo bando. Sosteniamo quindi gli imprenditori.
Urbanistica, abbiamo avuto la possibilità di fare una nuova legge regionale dopo 32 anni. Tanti Governi regionali avevano fallito nel tentativo di rinnovare quella legge, noi invece ci siamo riusciti. Questa proroga di un anno viene fatta a favore dei Comuni, affinché poi si possa procedere verso quei piani urbanistici generali che metteranno in moto davvero tanti territori e lo faranno, secondo noi col regime della coprogrammazione, quindi in maniera anche accelerata.
I voli di continuità, io non ho nostalgia sinceramente di una Regione isolata. Noi guardiamo questi voli di continuità come a dei voli che rappresentano un trend positivo di crescita perché da quando sono stati istituiti il trend di utilizzo dei voli è in crescita, e questo è da ricordare. C'è poi un nuovo vettore che è subentrato con i migliori auspici ed ora si parla anche di biglietto unico, quindi stiamo a guardare quello che accade, ma ricordiamo anche quello che è riuscito a fare il nostro aeroporto: 600.000 passeggeri, un record, il margine positivo di bilancio, cosa che non era mai stata raggiunta.
Il tempo è stretto, vado alle conclusioni dicendo che ci sembra questo un atto di bilancio positivo.
Ringrazio il Presidente, la Giunta, l'Assessore, tutti i Consiglieri e la Commissione perché, uno, non aumenta le tasse, cosa non tanto scontata, ci sono Regioni che hanno aumentato l’IRPEF, il bollo auto, l’IRAP. Pensiamo all'Emilia-Romagna, certo, a volte ha più soldi in cassa per fare delle cose in più, però ha aumentato le tasse e questo invece non è accaduto da noi. Il mantenimento delle agevolazioni fiscali non è scontato, anche perché costa.
Due, l'orientamento di questo bilancio è sostenere tutti i territori, tutti i Comuni: messa in sicurezza delle mura storiche, riqualificazione degli spazi pubblici e interventi forti sulle strade. Credo che siamo vicini a tutti i territori, come lo siamo stati anche con i contributi che stavano dentro la tabella E, perché allora bisogna parlare del carnevale storico di Fano, della celebrazione di Anselmi, della celebrazione della Battaglia del Pian Perduto. Sto evocando leggi che sono state portate avanti dalla minoranza. E’ evidente che quelle sostenevano certi Comuni per questi scopi, ma non lo si faceva per fare chissà che tipo di mancetta, no? Se si vuole parlare di mancetta, allora o tutto è mancetta o niente è mancetta. Se si vuole aiutare i Comuni è possibile ed è da parte nostra un dovere farlo e va fatto.
Tre, ci sono delle iniziative di riferimento che vanno ricordate e che stanno continuando: la manutenzione dei fiumi in questo bilancio è rifinanziata, le infrastrutture sono rifinanziate, sul sociale, l'intervento multileva a favore degli enti gestori per le famiglie che hanno pazienti ricoverati in queste strutture è stato rifinanziato, poi i contributi per interventi a favore dei caregiver rifinanziati con questo bilancio, i tirocini di inclusione sociale portati fino alla fine del 2027 grazie al rifinanziamento in questo bilancio, il rifinanziamento delle borse di studio per nuovi medici, la carenza dei medici, poi la continuità e la stabilità perché tante leggi in questo bilancio, nostre leggi, sono state rifinanziate: il rimborso per le spese a supporto delle cure oncologiche, le nuove norme su artigianato e commercio, l'ATIM, la Protezione civile, le vittime del dovere, la famiglia.
Mi pare che siamo davanti ad un bilancio che ha il coraggio di dire che vogliamo essere in continuità con il precedente Governo positivo e vogliamo continuare a fare cose importanti anche insieme, se vorrete. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Canafoglia.
Corrado CANAFOGLIA. Grazie, Presidente. Un ringraziamento particolare all'Assessore al bilancio per il lavoro svolto, a tutti i Consiglieri della Commissione, a tutti i dipendenti della Regione che hanno redatto questo bilancio. Bilancio che, ricordo sempre, deve seguire il principio di prudenza, questa è la regola. Una regola che è decretata e stabilita all'interno del decreto legislativo n.118/2011, è legge, quindi, al di là che sia strumento o fine bisogna fare questo perché sennò rischiamo, e questo è il problema, di non capire come dobbiamo svolgere la nostra azione politica. Dobbiamo svolgere un'azione politica in materia assistenzialistica - allora vanno bene tutte le varie prospettive, le idee che vengono fuori - oppure dobbiamo fare un bilancio di sviluppo? Ecco perché questo è un bilancio da buon padre di famiglia, da persone serie, che hanno ben presente un fatto che qui dentro non ho sentito ripetere più volte: noi siamo una Regione in transizione. Certo, al Consigliere Piergallini ricordo questo, non per fattori solo interni, ma anche esterni, ma certamente per fattori che possono essere ricondotti a scelte programmatiche dei passati Governi.
Detto questo, il bilancio chiaramente non prende in considerazione la ludopatia o il gioco d'azzardo perché personalmente al gioco d'azzardo preferisco la spesa sanitaria, tra una tac e chi spende il proprio denaro in una slot machine preferisco una tac, così come per la spesa della formazione, di cui vi siete lamentati. Bisogna incominciare a dirsi le cose come stanno, la formazione va fatta all'interno delle università, delle scuole e non dentro qualche stanza di qualche cooperativa amica degli amici, che non produce nulla se non qualche soldino a chi fa il formatore, ma non risolve alcun problema di natura occupazionale.
Allora, questo bilancio non può essere altro che virtuoso. In una situazione come questa non dobbiamo mai dimenticarci dov'è la difficoltà, un deficit pubblico pesantissimo a livello nazionale, che pone dei problemi a livello nazionale su delle scelte e questa Giunta, questa maggioranza, questo Assessore hanno scelto di non alzare le tasse. Ricordatevi, la scelta della maggioranza di centro-destra è quella di creare occupazione. Come? Non aumentando le tasse, eliminando l'allegato E, che, come voi dite, è normale.
Sono orgoglioso di essere entrato da qualche mese all'interno di questo Consiglio, quindi non ho nessuna responsabilità per il passato, non c'è quella mancetta, che sinceramente non mi piace, ve lo dico in maniera molto chiara, e destinarla ai giovani, cioè al nostro futuro, è una scelta di lungo periodo, è il contrario delle mancette, del denaro dato a pioggia a Tizio e Caio, sperando di prendere consenso elettorale.
Altro aspetto fondamentale, tutto questo sistema va sempre visto insieme a che cosa? All'avere intercettato i fondi europei. Siamo i primi in Italia come Regione. Quando mai è capitata una cosa di questo genere? Questi fondi sono destinati esclusivamente alle imprese. Cosa vuol dire? Che le imprese hanno possibilità di avere dei fondi per poter dare e creare iniziative, per comprare attrezzature, per dar seguito ai loro progetti. Quindi, creare occupazione e non assistenzialismo con qualche cooperativa che tiene le persone a sotto costo. Questa è la realtà delle cose.
Le infrastrutture, nessuno ne ha parlato, in 40 anni questa regione non ha visto nulla. Nei 5 anni della precedente Giunta Acquaroli, quindi andiamo avanti, questa Regione è stato un cantiere aperto e ricordatevi che avere un cantiere aperto, avere delle infrastrutture … Non so quanti di voi svolgono un’attività privata, una professione o hanno un'impresa, vi posso garantire che chi lavora nel privato ha bisogno di strade, di aeroporti, di collegamenti, anche se si deve andare a Roma o avanti a Roma. Magari dentro quell'aereo ci sta il titolare di Amazon, cari colleghi della minoranza, ed è importante perché Amazon porta mille assunzioni. Non avete ancora compreso questa cosa? Attenzione, arriverà a settembre e sicuramente il merito non è vostro, il merito è della precedente Giunta di centro-destra, dei precedenti 5 anni, che ha portato a casa un risultato su cui nessuno credeva.
Quando parlate di infrastrutture o di aeroporto, guardate, io rimango allibito nel fatto che non vi ricordate in quali condizioni l'Aerdorica era, con degli strascichi giudiziari pesantissimi, con delle situazioni quasi carnevalesche, di persone che si sentivano seguite e avevano fatto la denuncia. Era la Guardia di finanza che andava loro dietro. Milioni sprecati, bruciati, senza nessun risvolto. Attenzione, entriamo nella politica, in che cosa? Nello sviluppo. Voi non avete la consapevolezza a volte, credo. No, attenzione, guardate i processi, andate in tribunale e vi renderete conto chi c'è lì dentro, e lo posso garantire. Voi non vi rendete conto di cosa vuol dire avere un aeroporto che funziona. Vuol dire portare turisti, avere la possibilità imprese. Voi dovete capire questa cosa. So che a voi del centro-sinistra questa materia vi dà fastidio, vi dà fastidio l'impresa, vi dà fastidio la libera professione, vi dà fastidio la libertà, ma è così. Date forza a questa gente, che tutto il giorno lavora e dà possibilità di occupazione, non dando 300, 100 o 500 euro ad un poveretto che non lavora. Quello è assistenzialismo, tenere in una condizione economica di sfruttamento. Questa è la realtà delle cose.
Questa Giunta ha avuto il coraggio di andare in una linea, che è una linea molto semplice. Ricordo, voi ridete, ma io ho visto la gente piangere, il crack Moncaro, che certo non è vicino al centro-destra, con un sistema vitivinicolo distrutto con fondi a pioggia, che venivano dati senza motivo dalla Regione. Queste cose le dovete tenere ben presente, sono centinaia e centinaia di dipendenti, di aziende che stanno rischiando di non aver più la prospettiva.
Sanità. La sanità, signori, scusate, ma voi pensate veramente …? Dite: "Non guardiamo dietro”, no, indietro ci guardiamo, una fotografia bisogna farla. Noi veniamo da una situazione devastata, sicuramente non è tutta responsabilità del centro-sinistra regionale, parte da una politica che in 20 anni ha creato i gettonisti, che nascono per la mancanza di programmazione politica sanitaria, pazzesca.
Vi ricordo anche che la riforma sanitaria, che è stata messa in atto nella precedente legislatura, sta andando avanti. E vi posso dire che, guardate, nell'ultimo … Appena insediati hanno incominciato a parlare di ospedali di comunità, di case di comunità, strutture importanti per decongestionare i pronto soccorso. Voi vi occupate di questa cosa solo qui dentro o avete gestito materialmente? Io vi posso dire che in realtà si sta aspettando come il pane questa situazione. Ve ne dico un'altra, quando voi parlate delle case protette, delle RSA e degli aumenti delle rette, signori, voi non conoscete, ve lo dico chiaramente, la realtà. Voi pensate che 2 euro, 3 euro, 5 euro o 10 euro pro die e pro-capite siano la soluzione di quei problemi? Vuol dire che non conoscete il problema. Ve lo dico in maniera chiara, vi porto degli esempi che ho visto con mano. Quelle strutture spesso e volentieri, talvolta no, spesso, hanno avuto gestioni politiche che hanno saccheggiato i patrimoni di quelle realtà, e oggi ci troviamo in questa situazione. Qualcuno di voi ride? Non rida, venga a vedere gli atti, a vedere queste cose.
Vi dico questo, ricordatevi, in questo momento quando si parla di ospedali di comunità, di case delle comunità, si parla di una visione generale. L’Assessore sta girando, entra negli ospedali, parla con la gente, con i medici ed ascolta, ma non solo l'Assessore alla sanità, anche gli altri Assessori cercano di capire di cosa stiamo parlando e ascoltano le problematiche. Ricordatevi, lì siamo ad un punto rilevante perché quella è la base di partenza per risolvere un problema strutturale.
Altra cosa importante che vorrei ricordare, nessuno ha parlato del rischio idrogeologico. Il rischio idrogeologico di questa regione è una follia. Follia! Allora, dico che abbiamo avuto il governo Meloni che ha investito 400 milioni nella mia città, nella mia zona e nella zona di Cantiano, dopo i 17 morti, dopo una distruzione di centinaia di milioni. Sapete perché? Perché non sono mai stati fatti i lavori, non è stata mai pianificata un'opera di manutenzione. Questa è la realtà. E questo, cari signori, nel silenzio più totale, ve lo dico, e la responsabilità, non ho nessuna paura a dirlo, sta agli atti del centro-sinistra, che non ha fatto negli anni precedenti, in 40 anni, le vasche di espansione, non ha fatto fare i lavori. Questa è la realtà e questo è il problema. Oggi nel mio territorio abbiamo 400 milioni, con i quali si faranno dei lavori rilevanti, ma al contempo la Giunta regionale, il bilancio di questa Regione, continua a mantenere i soldi. Allora dico: come si fa a dire che tutto va male? Attenzione, è chiaro che la vostra … Come dico, giustamente, non siamo in una situazione in cui il bilancio sia da buttare via. No, questo è un bilancio - ci possono essere altre cose che possono essere fatte, ognuno di noi ha un'idea, va benissimo - serio, da buon padre di famiglia. Riconosco nel Presidente Acquaroli e nell’Assessore Pantaloni delle persone di cui mi posso fidare. Mi posso fidare perché ragionano sulle cose concrete e hanno avuto la forza di non piegarsi alle mancette elettorali, sapendo che certe scelte non pagano in termini di consenso elettorale, ma queste scelte, se portate con forza e senza fermarsi, ci porteranno ad avere una regione migliore per tutta la nostra comunità. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Barbieri.
Nicola BARBIERI. Grazie, Presidente. Ci tengo a ringraziare sin da subito l'Assessore al bilancio Pantaloni e gli uffici della Regione Marche per il lavoro svolto in queste settimane. Aggiungo alcune considerazioni, rispetto a quanto detto dai miei colleghi, sul bilancio di previsione 2026/2028 e sulla legge di stabilità che oggi discutiamo.
Un bilancio che dimostra con chiarezza che la nostra è una Regione virtuosa, che governa con responsabilità, con una visione di medio e lungo periodo e con scelte coerenti con il programma di mandato. Questo bilancio, non ce lo dobbiamo dimenticare, è stato già detto, si colloca in un contesto complesso, segnato da una situazione geopolitica internazionale instabile, che incide pesantemente sull'economia e sulla finanza pubblica. In questo quadro, come è indicato anche dal DEFR, i margini di flessibilità, l’ha detto prima anche la Presidente della Commissione, lasciati alla discrezionalità delle Regioni sono ridotti e non è semplice arrivare ad una quadra per rispondere alle esigenze dei territori.
Parliamo di una manovra in cui, lo si è detto prima, la maggior parte delle risorse sono destinate alla sanità e questo dato da solo è sufficiente a rappresentare la centralità del sistema sanitario regionale all'interno del bilancio.
Le risorse nazionali, lo sappiamo, non bastano e la Regione continua giustamente a richiedere adeguati fondi per un settore che senza correttivi rischia di non riuscire a rispondere pienamente ai bisogni dei cittadini. Nonostante questo, come evidenziato anche dal parere dell'organo di revisione, le risorse stanziate sulla sanità sono in aumento di oltre 60 milioni di euro rispetto all'anno precedente, con un obiettivo chiaro: implementare i servizi capaci di garantire all'interno delle strutture il rafforzamento dell'assistenza territoriale e della continuità assistenziale tra ospedali e territorio, migliorare l'accesso e la qualità dei servizi sanitari, rafforzare la sanità di prossimità, superando definitivamente il modello dell'ospedale unico.
Accanto alla sanità il bilancio si interseca inevitabilmente con le sfide che ci attendono e che stiamo affrontando, la zona economica speciale, l'ulteriore implementazione del piano regionale delle infrastrutture Marche 2032, ma anche temi centrali come: l'accordo per la coesione, la programmazione comunitaria e il PNRR, strumenti fondamentali per sostenere lo sviluppo e la competitività del nostro territorio.
Rivendichiamo con convinzione una scelta politica chiara. La pressione fiscale è mantenuta inalterata, una decisione coerente con il programma di mandato e con l'idea di una regione che sostiene famiglie e imprese, senza scaricare sui cittadini il peso delle difficoltà esterne.
Sul fronte delle spese del personale il bilancio conferma il rispetto delle condizioni di virtuosità, come evidenziato anche dal parere dell'organo di revisione. Un dato che dimostra una gestione attenta e rigorosa delle risorse umane e finanziarie.
Esprimo, per quanto riguarda la legge di stabilità e l’articolato, un giudizio positivo sull'articolo 9 della legge di stabilità. Come ha detto anche il Presidente della Commissione governo del territorio, una modifica alla legge regionale n. 19 del 2023, con una proroga di 18 mesi, richiesta da cittadini e Comuni, era inevitabile. Ritengo anche doveroso sottolineare l'attenzione costante che la Regione Marche riserva ai Comuni che rappresentano il primo presidio istituzionale sui territori e il livello di Governo più vicino ai cittadini. Lo dimostra anche questa tabella E, che approviamo ogni anno con il bilancio, il Governo regionale dimostra concretamente di voler stare accanto ai Sindaci, ascoltando le esigenze e sostenendo le progettualità sia nelle necessità più piccole sia negli interventi di maggiore portata. Questo avviene attraverso bandi mirati, strumenti di programmazione condivisa e quando necessario anche mediante interventi diretti, soprattutto in quei contesti in cui i Comuni da soli non avrebbero la capacità finanziaria o organizzativa per intervenire. È una scelta politica precisa rafforzare i territori, senza distinzione tra aree interne e costa, tra piccoli borghi e grandi centri. Penso in particolare alle risorse stanziate, sono tante anche in questo bilancio, per gli interventi sul rischio idrogeologico, per la manutenzione straordinaria delle strade, per la messa in sicurezza del territorio, per le infrastrutture, ambiti nei quali la Regione continua a investire risorse importanti. Sono interventi che non hanno solo una valenza tecnica, ma incidono direttamente sulla sicurezza delle persone, sulla continuità delle attività economiche e sulla qualità della vita delle comunità locali. Ci sono diversi interventi, appunto, nella tabella E.
Accanto a questo, il bilancio conferma attenzione al rilancio dei borghi, all'edilizia scolastica, all'impiantistica sportiva, al patrimonio culturale, settori che contribuiscono a rendere i territori più vivibili, attrattivi e inclusivi. Tra gli interventi c'è anche la biblioteca Federiciana, il cofinanziamento a favore del Comune di Fano. Ci tengo a precisare, perché prima ho sentito la Consigliera Ruggeri che ne ha parlato, che è slittato il cofinanziamento di 3 milioni di euro. In realtà nel bilancio di previsione, nell'assestamento, i 3 milioni di euro erano previsti nell'annualità 2027, quindi la Regione Marche non ha traslato nessun contributo. È chiaro che non si può arrivare dappertutto e rispondere ad ogni esigenza, ma il bilancio dimostra la volontà politica di non lasciare soli i Comuni e accompagnarli, per quanto possibile, nel loro percorso di sviluppo.
In questa seduta sono arrivate diverse critiche e osservazioni della minoranza, che abbiamo ascoltato con attenzione nella consapevolezza che il dibattito consiliare quando è serio contribuisce a migliorare le scelte.
Detto questo, è bene essere chiari, il bilancio non è e non può essere il libro dei sogni. Ogni servizio, ogni progettualità, ogni intervento deve trovare una copertura finanziaria certa e sostenibile. Governare significa fare delle scelte, stabilire delle priorità e soprattutto operare una sintesi responsabile tra bisogni, risorse disponibili e vincoli normativi.
Un bilancio di previsione, questo, che assicura la copertura delle attività programmate e per i capitoli che non necessitano di spesa immediata saranno previste successive integrazioni nel corso dell'anno. Questo bilancio prova a fare esattamente questo: tenere insieme ascolto, responsabilità e concretezza.
Infine, voglio sottolineare con favore lo stanziamento di 1 milione di euro, un primo ma significativo passo, anche questo nella tabella E, per il progetto Marche e Giovani che verrà elaborato dall'Università politecnica delle Marche. È il segnale di una Regione che guarda al futuro, che vuole creare le condizioni per far restare i giovani, che non vogliono andar via e per far tornare quelli che sono partiti. Rendere le Marche una Regione attrattiva per i giovani significa investire oggi sulla crescita, sull'innovazione e sulla coesione sociale di domani ed è quello che sta facendo questa maggioranza di governo.
Un bilancio, dunque – concludo - che rappresenta, a mio avviso, un atto di serietà, equilibrio e responsabilità, in grado di tenere insieme rigore finanziario, sviluppo e attenzione ai bisogni reali dei territori e delle persone. Grazie.
PRESIDENTE. Chiudiamo le prenotazioni per iscriversi a parlare.
Ha la parola il Consigliere Pierini.
Nicolò PIERINI. Grazie, Presidente. Cari colleghi, anche oggi assistiamo al solito copione, critiche a prescindere, sempre e sole critiche da parte di questa minoranza. Non ci stupisce più, anche perché è il classico modus operandi, dal Governo al Parlamento, fino ad arrivare ai Comuni e qui in Regione. Eppure, si sono sentite tante belle parole inizialmente, che si amano le Marche, che tutti tengono alle Marche, ma qui ci sono solo ed esclusivamente critiche. Peccato che a voi non interessa nient'altro che screditare l'operato di questa Giunta.
Oggi rispondiamo con i fatti e non con le classiche e le solite mistificazioni. Partiamo con un esempio, l'ipocrisia fatta in persona quando l’ex candidato Presidente dichiarava la zona elettorale speciale. Vi ricordate? Avete deriso la zona economica speciale, che oggi diventa quella più contestata da parte vostra, quando c'è un totale impegno della Giunta ad intervenire per portare il credito d’imposta anche nel nord delle Marche, soprattutto nell'entroterra.
Voglio toccare poi l'argomento più importante, che è la sanità. Stiamo cercando in tutti i modi di ripristinare ciò che 6 o 7 anni fa, con le vostre Giunte, avete distrutto, la sanità territoriale, per ripristinarla ci vuole tempo, ci vogliono medici e sapete bene che per formare un medico ci vogliono 7-8 anni. Quindi, se oggi non ci sono medici, forse un ragionamento bisognerebbe farlo a chi 7, 8, 10 anni fa programmava il turnover dei medici.
Oggi in questo bilancio si parla di ospedali di comunità, di case di comunità, di infermiere di famiglia ed invito tutti, colleghi, quando criticate questa programmazione, quando criticate queste attività, a venire, ad esempio, nella zona del Montefeltro (Pian di Meleto, Lunano, Frontino, Belforte) e chiedere ai nostri anziani cosa vuol dire avere l'infermiere di famiglia, che per questo territorio è essenziale. È stato sperimentato dalla Giunta precedente l'infermiere di comunità in questo territorio, ha portato risultati strabilianti. L'infermiere di comunità oggi verrà esteso anche a tanti altri territori ed è fondamentale. Si parla tantissimo di aree interne in questo bilancio, avete detto che non ci sono politiche e non ci sono interventi sulle aree interne, venite nei piccoli Comuni.
Vengo da un piccolo Comune, ho fatto il Sindaco in un piccolo Comune, cosa vuol dire borgo accogliente? Cosa vogliono dire gli interventi sui borghi? Questo è il bilancio che oggi noi votiamo e probabilmente, anzi sicuramente, voi voterete contro tutti questi finanziamenti, che vanno ad intervenire anche nelle aree interne, perché si parla tantissimo di aree interne.
Oggi votiamo questo, votiamo altri soldi, altri stanziamenti per il bando borghi per sostenere ed aiutare gli imprenditori che continuano a restare. Bisogna ringraziare gli imprenditori che investono sui nostri territori, le associazioni, le Pro loco che ogni giorno animano le città, i paesini. Qui ci sono dei finanziamenti per sostenere queste attività.
Finalmente oggi votiamo un bilancio dove ci sono fondi per le politiche giovanili. Finalmente i giovani tornano ad essere protagonisti di questa politica regionale: incentivi al lavoro, allo studio, alla permanenza sul territorio. Qualcuno ha detto che sono poche le risorse, lo dico anche in dialetto: “Sempre me’ de gnent”. I fondi che sono stati messi, ci sono, fino a ieri non c'erano.
Turismo, ambiente, servizi, rifiuti sono finanziamenti e stanziamenti che sono in questo bilancio, risorse importanti che parlano anche di questo. Serve coraggio, non solo demagogia. Chi ha fatto il Sindaco sa cosa vuol dire: Ato, Ata. Chi siede in quei tavoli sa quali sono i problemi di queste attività, i problemi che sono all'interno dei territori. Infrastrutture, ci sono finanziamenti e risorse per le pedemontane, una su tutte, ho visto la pedemontana Sant'Angelo in Vado, Lunano, Carpegna, Serra Sant’Abbondio, Pergola, Fossombrone, Fabriano, Sassoferrato, Cagli, tutti finanziamenti che vanno a sostenere, ad aiutare l'entroterra perché un entroterra forte rende più forte la costa.
Innovazione, agricoltura, parliamo di sistemi che vanno ad aiutare, supportare anche questi temi qua.
Un altro argomento interessante è una questione di cui nessuno oggi ha parlato: l'agricoltura e le varie emergenze sanitarie che ci sono. Sono state messe risorse per fronteggiare anche le varie emergenze sanitarie come l'ultima, la Bluetongue. Sono state aggiunte risorse anche per queste emergenze sanitarie, per sostenere ed aiutare gli agricoltori.
Nessuno oggi ha nominato l'agricoltura, che è un tema fondamentale per tutta la zona, anche e soprattutto con risorse per i giovani agricoltori.
Le Marche oggi tornano ad essere attrattive e competitive. Proprio ieri c'è stata la conferenza stampa, non sto qui a sottolineare quello che è avvenuto, risultati straordinari già portati all'attenzione dagli altri colleghi Consiglieri.
Le Marche tornano a essere attrattive, competitive, si parla di giovani, di imprese, di sanità territoriale, ambiente, energia, natalità, infrastrutture. Questa è la nuova programmazione, questo è il nuovo bilancio, un bilancio che andremo a votare oggi, e tutto questo senza aumentare la pressione fiscale, a differenza di tante altre Regioni, Cito un vostro Comune amico, Pesaro, vostro alleato, in cui ieri è stato votato il bilancio con un aumento della pressione fiscale. Oggi noi votiamo un bilancio che non va a toccare le tasche dei cittadini. Questa è la verità, cari colleghi, ed è per questo motivo che annuncio con convinzione il mio voto favorevole all'attuale bilancio, nonostante le tante difficoltà di natura geopolitica che infieriscono su tutta la nazione e su tutto il territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Qualche commento sintetico perché credo che in certe situazioni, in certi casi, non si voglia capire, non è che non si è capito, non si voglia capire quello che si è sostenuto nel dibattito e negli interventi che mi hanno preceduto.
Qualche brevissima risposta o meglio qualche brevissimo commento su affermazioni fatte dai Consiglieri di maggioranza che sono intervenuti, ritengo sia necessario.
Su ATIM, il problema non è che c'è un'agenzia per il turismo, ma se l'Agenzia per il turismo funziona e non è un doppione di altre strutture.
A proposito di impresa, Consigliere Canafoglia, l’ATIM non è una cooperativa, ma assomiglia molto alla descrizione di quelle cooperative di cui ha detto lei, gli amici degli amici, eccetera. Non è una cooperativa, chiaro, però sull’ATIM è la Corte di Conti che, stavo per usare un'espressione colorita, ha dato un giudizio molto severo, per usare un termine istituzionale. La Giunta e la maggioranza precedente avevano nominato una commissione di inchiesta ed i suoi risultati, sempre per usare un'espressione non colorita, come fa a volte il Consigliere Canafoglia, non ha attenuato il giudizio severo della Corte dei Conti. Peggio. Quindi il problema non è lo strumento in astratto in sé, come ci può essere in Umbria, in Emilia-Romagna o in Piemonte, è se lo strumento funziona, se produce risultati o se produce sprechi di denaro pubblico, specie se a favore degli amici degli amici. Su ATIM nessun pre-giudizio, semmai, ahimè, un post giudizio severo, sempre per usare l'espressione, di cui ho detto prima, della Corte dei Conti e della vostra commissione d'inchiesta.
Che il famoso allegato, di cui si è parlato prima, fosse un insieme di mancette, l'avete detto voi, quindi a quei Consiglieri di maggioranza che si lamentano perché abbiamo detto che era un elenco delle mancette, dico di rivolgersi ai propri colleghi perché da ultimo due o tre Consiglieri intervenuti … Non me ne voglia il Consigliere Canafoglia, di nuovo, ma ha detto che lui è d'accordo con quello che ha imposto …, anzi, il primo è stato il Presidente Acquaroli che ha detto: "Basta, con le mancette, dedichiamo i soldi ai giovani". Cosa ne farete di questi soldi dedicati ai giovani, lo vedremo, ma che fino ad oggi quel milione fosse destinato a mancette l'ha certificato il Presidente della Giunta regionale e diversi vostri interventi lo hanno confermato. Sarebbe una confessione stragiudiziale, Consigliere Canafoglia.
Arrivo anche su un'altra questione. Ringrazio la Consigliera Luconi perché non l’avevo ricordato, ma lo farò nelle prossime occasioni, sul trasporto pubblico locale, sul quale siete così orgogliosi che oggi a bilancio per il 2026 ci siano 95 milioni di euro, complessivamente tra il contributo che viene dallo Stato e quello che ci aggiunge la Regione, i famosi 30 milioni. Quel che conta, Consigliere, è il totale ed il totale è 95 milioni di euro, tabella del bilancio regionale, non una fonte parziale. Lei ha citato che nel 2019, ultimo bilancio della Giunta Ceriscioli, per la voce trasporto pubblico locale c'erano solo 87 milioni di euro, l'ha citato lei poco fa. Faccio presente che gli 87 milioni di euro del 2019, senza tener conto del macello che è successo nel frattempo, cioè la pandemia, la crisi energetica, ma l'inflazione, tasso calcolato per il settore trasporti, Astra, cuba dal 2019 ad oggi il 26%. Quindi, volendo nel bilancio 2026 stanziare delle risorse con lo stesso potere d'acquisto, dello stesso valore di quelle stanziate nel 2019, basta fare un calcolo: 87 milioni più il 26% fa 110 milioni, ce ne sono 95 a bilancio, ne mancano 15 solo per pareggiare quello che c'era nel 2019 e, ripeto, dal 2019 ad oggi è successo di tutto, tanto che la stessa Regione, mettendo fondi straordinari una tantum, in quest'anno, nel 2025, rispetto agli iniziali 99 milioni di euro, è arrivata a stanziare con l'assestamento ultimo 113 milioni di euro, sempre tabelle ufficiali del bilancio regionale, per prevedere poi per il 2026 95 milioni di euro. Quindi, Consigliera Luconi, anche partendo dalle sue affermazioni, dai suoi dati, i conti non tornano. C'è poco da essere orgogliosi del fatto che nel bilancio 2026 avete messo solo 95 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. Poi integrerete, sono contenta, se integrerete siamo tutti contenti, ma questi sono i numeri.
Partendo dalle vostre affermazioni, rapidissimamente, sul nostro apparato produttivo. Il PIL nelle Marche cresce poco, anche con i dati aggiornati di cui ha parlato il Consigliere Ausili e questo nonostante negli ultimi anni ci siano state iniezioni di risorse pubbliche in quantità mai visti prima, a partire dal PNRR per passare ai fondi del terremoto, che, è evidente, sono andati un po' a regime in termini di spesa, quindi di PIL, dal 2020-2022 in avanti, per arrivare fino ai fondi europei che nella programmazione 2021-2027 sono raddoppiati, parliamo di centinaia di milioni di euro. Quindi, in questi anni non sono mancate le risorse, il problema è come le si utilizza e che strategia c'è. E la strategia non c'è. Vi faccio l'esempio concreto che dimostra che la strategia non c'è. Sulla ZES - e ci torneremo quando ne discuteremo a gennaio al netto del fatto che l'avevamo richiesta anche noi fin dal 2022/2023 e che il Governo Meloni nel 2023 l'ha negata per le Marche, salvo poi riconoscerla ad un mese dalle elezioni, per questo era la zona territoriale elettorale, - non l'avete scoperto voi , vi abbiamo detto noi in campagna elettorale che la misura più importante, cioè il credito d’imposta, avrebbe operato solo su metà del territorio regionale. Questo lo sapevate da prima, da molto prima e se ci fosse stata una strategia, per la quale poi utilizzare i diversi strumenti di cui la Regione ha disponibilità, avreste per tempo lavorato - non adesso - da un lato per la modifica della carta degli aiuti, dall'altro per rimodulare, per esempio, la destinazione dei fondi europei, così da poter utilizzare quell'altro strumento in termini compensativi, dentro una strategia. Dentro una strategia, perché la ZES non l'avete scoperta il 4 agosto, no? Siccome non è avvenuto e per la verità non sta avvenendo neanche adesso, perlomeno con atti formali, questo mi fa dire che le risorse a disposizione ce ne abbiamo, ce ne avete tante, il problema è come utilizzarle e con quale strategia, che peraltro è la cosa, e vado a concludere, che vi chiede anche Confindustria. Ve lo chiede anche Confindustria perché i soldi che si possono recuperare anche attraverso altri strumenti, così come quelli che possono derivare dalla ZES, vanno utilizzati non a pioggia, appunto, ma secondo una strategia che va definita - si chiama così – nell’adeguamento del piano strategico della ZES unica per individuare non solo ulteriori filiere produttive, ma obiettivi di riqualificazione del tessuto produttivo a cui finalizzare i benefici della ZES, anche quelli che sono già disponibili. Quindi, il tema di una strategia che non sia semplicemente: “Fra’ che ti serve” e distribuzione di soldi, quelli che arrivano per grazia ricevuta, per decisione della Comunità europea o per decisione sulle leggi della ricostruzione post terremoto, derivanti da anni precedenti. Non abbiamo e non avete voi che governate solo il compito di distribuire quello che bene o male arriva, bisogna avere una strategia, una politica industriale che non c'è e si vede anche nella legge di bilancio e nel bilancio che andremo a votare. Per questo non diciamo che tutto va male, diciamo che manca lo strumento essenziale di strategia su cui finalizzare in modo intelligente l'utilizzo delle risorse pubbliche, tante, che in questi anni sono arrivate e continueranno a arrivare. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea Putzu. Grazie, Presidente. Ci tengo ad intervenire in qualità di capogruppo. Voglio ringraziare tutti i colleghi Consiglieri per il contributo che hanno dato a questo bilancio. sul quale è normale che da parte dell'opposizione ci siano critiche. Mi aspettavo magari più proposte, però, ci mancherebbe altro.
Ho avuto modo di ascoltare qualche collega che prima ha parlato di gettonisti nella sanità, come se fossimo noi ad aver fomentato questa cosa. Ovvio che le spese vengono fatte in sanità, ovvio che i direttori generali hanno fatto ricorso ai gettonisti, però permettetemi di dire che chi si è inventato i gettonisti è stata la sinistra, non è stato certo il Governo Meloni, tra l'altro, il Ministro alla sanità ed il governo stanno togliendo i gettonisti e le cooperative per dare l'opportunità ai liberi professionisti in pensione di aprire una partita IVA e di collaborare, proprio per evitare questo.
Ho avuto modo anche di ascoltare delle critiche, ad esempio, sull’ATIM, credo che sia giusto anche citare il rapporto della Corte dei Conti, se si vogliono fare delle analisi tecniche è normale, ma qui siamo un'Aula politica, dove dobbiamo fare le leggi, vero, ma anche rispondere politicamente.
Credo che sull'ATIM, è vero, Consigliera Mancinelli, il Presidente Acquaroli, a differenza dell’ex candidato a Presidente della Regione Ricci, ha voluto fare una commissione d’inchiesta amministrativa, che addirittura, ricordo bene, il PD criticò, per capire se c'erano delle irregolarità sulle questioni ATIM, a differenza dell’ex candidato a Presidente della Regione che invece non sapeva delle irregolarità del suo capo di gabinetto ed altri. Questo per far capire un po' la differenza tra il Presidente Acquaroli e l’ex candidato a Presidente della Regione.
Quando si dice che sembra un'associazione, una cooperativa di amici degli amici, io non so quali amici abbiano preso incarichi in ATIM, poi magari vedremo anche questo, ci mancherebbe altro. Invece mi ricordo benissimo i tanti amici piazzati dal PD negli enti, i tanti amici piazzati dal PD, ad esempio, nella sanità privata, vedo ex Parlamentari, ex membri di segreteria del precedente Presidente della Giunta, che magari collaborano a vario titolo con la sanità privata. Su questo, ovviamente, anche per rispondervi che il centro-destra è a supporto della sanità pubblica. Vi ricordo, ad esempio, se parliamo di sanità, che l'unico ospedale che nella mia provincia è stato inaugurato è quello di Campofilone, che è una residenza per riabilitazione ed ovviamente è una residenza privata convenzionata. Per farvi capire i risultati delle Giunte precedenti della sinistra.
Voglio anche rimarcare il grande risultato, perché la differenza tra il 2019 ed oggi riguarda le presenze turistiche. Ovviamente abbiamo sbaragliato ogni tendenza e su questo credo che sia fondamentale ricordare i grandi risultati del Presidente Acquaroli.
Permettetemi anche un passaggio sulla questione delle cosiddette mancette. È vero, il Presidente Acquaroli insieme ai capigruppo ha deciso di non inserire nella tabella E la questione legata ai fondi dati ai Consiglieri regionali, cosa che abbiamo ereditato dal centro-sinistra. Per la prima volta non si sono dati fondi ai Consiglieri, a cui abbiamo chiesto un atto di responsabilità.
Vogliamo investire in un fondo per i giovani e questo ritengo che sia importante. Mi aspettavo che dal Partito Democratico qualcuno dicesse che finalmente si vuole puntare sui giovani, invece vedo che ancora una volta si critica ogni scelta.
Vorrei parlare anche dei fondi europei perché qui bisogna dire la verità ed anche parlare di dati. So che il Partito Democratico era abituato a vedere una Regione che sui fondi europei era il fanalino di coda, mentre oggi siamo tra le prime Regioni d'Italia per spesa dei fondi europei. Questo è un dato di fatto, non ce lo inventiamo noi.
Tra l'altro, mi permetto di dire alla Consigliera Mancinelli, che reputo una persona competente e attenta, che dice che ci sono 800 milioni per FESR, FSE e FSC, le comunico, ovviamente con rispetto, che sono rimasti 90 milioni di euro, di cui 60 milioni del FESR e 30 milioni del FSE Plus. Gli FSC, che sono dati dal Governo, sono stati utilizzati tutti per le infrastrutture ed altro. Quindi lei mi deve dire con 90 milioni di euro. … e questo perché? Perché la Regione Marche ha voluto investire sulle politiche europee. Non a caso di 1,036 miliardi ne ha spesi moltissimi, quasi tutti, proprio perché siamo tra i primi in Italia per spesa. Questo significa che l'amministrazione del Presidente Acquaroli vuole investire sul nostro territorio, vuole dare delle risposte anche sul tema delle infrastrutture. Ovviamente capisco che il Partito Democratico deve criticare, ma non ricordo un'infrastruttura, una negli ultimi 20 anni che sia stata fatta grazie ai fondi regionali. Se voi avete il coraggio di citarmene una, sarò contentissimo.
Mi ricordo che avete criticato, addirittura, quando il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni andò ad inaugurare un tratto della pedemontana. Io mi sono messo a ridere, anche perché erano gli stessi che per anni neanche l'avevano pensata, neanche la volevano fare.
Si è detto che manca una visione, io rispondo che proprio dall'altra parte è mancata una visione. È mancata una visione in campagna elettorale perché lì qualcuno pensava a Gaza, invece di dare risposte ai cittadini marchigiani. E’ mancata una visione perché qualcuno prometteva cose impensabili e i cittadini marchigiani, grazie a Dio, non hanno abboccato alle promesse vergognose, scandalose. Ed oggi voi ci fate la morale.
Ci tengo che qualcuno mi risponda, perché se parliamo del trasporto pubblico locale, la Consigliera Mancinelli o qualcuno faccia una chiamata all’ex candidato a Presidente della Regione, per chiedergli come avrebbe fatto a coprire le spese per regalare il trasporto pubblico locale a tutti i giovani delle Marche. Visto che ci sono le difficoltà, voi ci dovete dire come avrebbe fatto. Su questo noi tutti ci siamo interrogati per dire: "Se avesse vinto l’ex candidato a Presidente della Regione andava in bancarotta oppure, ovviamente questo dobbiamo dirlo, c'era qualcosa che noi non sapevamo.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Per cortesia uno alla volta. Prego.
Prego, Consigliere Putzu.
Andrea Putzu. Non mi si venga a dire che sulla zona economica speciale adesso siete contenti tutti, addirittura dite che l’avevate proposta nel 2022. Ma voi avete governato a livello nazionale dal 2013 al 2020, anzi al 2018, dopo c'è stato un periodo Lega e Movimento 5 Stelle e poi siete tornati voi perché siete famosissimi, riuscite a governare a livello nazionale anche quando perdete le elezioni. Ovviamente nelle Marche, purtroppo per voi, esiste la democrazia e quando perdete siete all'opposizione. Voglio capire: dal 2013 al 2018 e quando governavate con Conte perché non avete fatto la zona economica speciale? È facile dirlo dall'opposizione ed aggiungo di più, siete stati talmente bravi che un vostro sottosegretario allo sviluppo economico fece un decreto ad agosto …, tra l'altro voglio riconoscere che all'epoca era Assessore regionale il Consigliere Cesetti che criticò il Governo e la collega, dicendo che aveva fatto un decreto per dare l'opportunità alle Regioni del sud di avere uno sgravio fiscale del 30% nell'assunzione dei dipendenti, mentre le Marche erano fuori da questo. Ma voi dove eravate, meno il Consigliere Cesetti, che stavate tutti zitti? Invece di fare quella misura perché non avete chiesto all'Europa di inserire le Marche nella zona economica speciale? Su questo dobbiamo ragionarci perché ricordo bene, purtroppo avendo memoria …, è molto semplice dall'opposizione venire a fare i profeti, venire qui a fare i professori universitari a darci lezione di economia e di bilancio, però credo che lezioni voi già le abbiate prese.
Nella scorsa legislatura l’ho ripetuto spesso, Consigliera Mancinelli, a qualche Consigliere che oggi non c'è più, che si alzava e filosofeggiava, al quale rispondevo: "Guardate che i cittadini vi bocceranno ancora". Ho indovinato. Non ho la palla di vetro, ci mancherebbe altro. Non mi reputo un professore, mi reputo un umile studente, ma mi reputo anche una persona che, a differenza di altre che sono dall'altra parte, non qui da noi, ha fatto politica in mezzo alla strada, parlando con i cittadini, piuttosto che criticare, andavo nelle amministrazioni pubbliche.
Vedete, il bilancio dà delle risposte, nonostante il momento di difficoltà importante e questo voi magari ve lo dimenticate , ma anche su questo dobbiamo ragionare.
Io mi auguro che qualche volta la politica possa unirsi, piuttosto che dividersi. Quando si è all'opposizione è facile parlare, ma voi avete governato a livello nazionale per tanti anni e non siete riusciti a dare un fondo utile per fare un'infrastruttura nelle Marche. Ci è voluto il Governo Meloni per la Guinza, ci è voluto il Governo Meloni per mettere il commissario per l'arretramento della ferrovia, ma i vostri politici nazionali dove stavano? Forse a differenza nostra quando avevate un Ministro non avevate neanche il suo numero di cellulare. Forse perché, a differenza nostra, quando avevate un Presidente del Consiglio che non era del vostro partito, i sottosegretari marchigiani contavano come il due di bastoni quando comanda denari a briscola, si dice noi. Quindi contavate poco.
Oggi abbiamo un'opportunità, un Governo nazionale amico. Noi oggi abbiamo l'opportunità di avere un sottosegretario dell'economia, un commissario della ricostruzione, che tra l'altro continuate a criticare, quando voi avevate commissari tutor che venivano da altre Regioni forse perché non ce n'era uno capace delle Marche, del Partito Democratico, per fare il commissario per la ricostruzione.
Oggi ci venite a criticare determinate scelte, ma mi ricordo le baggianate dette in campagna elettorale. Su questo noi dobbiamo essere responsabili e nella manovra che oggi approviamo diamo anche la dimostrazione di essere una Regione …, a differenza delle vostre Regioni che citate spesso, come l'Emilia Romagna, che hanno dovuto aumentare: ticket, bollo, Irap, tutto. Voi venite qui a farci la morale, ma se stavate all'opposizione in Emilia Romagna che facevate? Vi strappavate le vesti? Eppure lì non dite nulla, portate in giro l’ex Presidente dell’Emilia Romagna come se fosse il santone della politica italiana. Non bisogna fare la politica di due pesi e due misure.
Concludo chiedendo più responsabilità perché la demagogia la sappiamo fare tutti però a volte la demagogia perde e le risposte vincono, sempre. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pantaloni.
Francesca PANTALONI. Grazie, Presidente. Il bilancio di previsione rappresenta l'atto fondamentale attraverso cui la Regione traduce in scelte concrete gli indirizzi strategici contenuti nel DEFR. Non è un documento meramente contabile, ma uno strumento di programmazione che definisce priorità, impegni e obiettivi nel rispetto dell'equilibrio finanziario e che rende operative le linee di indirizzo contenute nei documenti di programmazione, assicurando coerenza tra obiettivi politici, risorse disponibili e vincoli di finanza pubblica. Si tratta di un atto di pianificazione che incide direttamente sulla qualità dei servizi e sullo sviluppo dei territori.
Questo bilancio della Regione Marche, che andremo ad approvare, va visto nell'ambito del contesto economico in cui si colloca, come anche gli interventi precedenti hanno ribadito. Un contesto che subisce le influenze sia in termini di variabili endogene che esogene, segnato da incertezze a livello internazionale e vulnerabilità che incidono sulle prospettive di crescita e sulla stabilità dei sistemi produttivi. Un contesto, pertanto, che richiede la massima prudenza nella programmazione e nell'allocazione della spesa corrente, considerata la necessità di assicurare la copertura alle spese obbligatorie e di garantire una serie di interventi ritenuti strategici.
Questa manovra di bilancio agisce, quindi, sull'ottimizzazione della spesa corrente, coadiuvata dalle risorse comunitarie al fine di creare le giuste sinergie necessarie per il perseguimento delle politiche strategiche regionali e per proseguire il percorso di forte sostegno agli investimenti.
Un bilancio che qualcuno oggi ha definito un compitino per casa, un bilancio riduttivo. Io invece vorrei sottolineare che, nonostante abbiamo avuto pochissimo tempo, questo è un bilancio basato su un grande senso di responsabilità, infatti, per descriverlo userò quattro parole: responsabilità, prudenza, efficienza ed efficacia.
La responsabilità di bilancio è prima di tutto responsabilità verso i cittadini marchigiani. Ogni euro speso è una scelta politica che deve essere giustificata in termini di utilità pubblica, equità e impatto sul territorio, quindi quando agiamo con responsabilità dobbiamo:
- garantire l'equilibrio dei conti pubblici nel tempo;
- evitare politiche di corto respiro che scaricano costi sulle generazioni future;
- mantenere coerenza tra promesse, atti di programmazione e bilancio.
La prudenza, che qualcuno ha detto non dovrebbe far parte di un bilancio. Io voglio ricordare, è uno dei principi previsti dal decreto legislativo n. 118 del 2011, imprescindibile. Un principio, quindi, di buona amministrazione che si traduce, si concretizza in previsioni attendibili delle entrate, controllo della spesa, in particolare di quella corrente, attenzione agli effetti futuri delle decisioni assunte.
La prudenza non è un limite agli investimenti, ma garantisce che ogni scelta sia sostenibile e compatibile con l'equilibrio complessivo dei conti regionali.
Gli altri due termini, efficienza, riguarda la capacità di utilizzare al meglio le risorse disponibili evitando sprechi, duplicazioni; efficacia, misura la capacità delle politiche di raggiungere gli obiettivi prefissati e di produrre nel migliore dei modi benefici reali per i cittadini e per le imprese.
Nel bilancio di previsione l'efficienza si traduce in una corretta allocazione delle risorse, evitando dispersioni, sovrapposizioni e cercando le misure più ottimali per raggiungere al meglio gli obiettivi prefissati, che possiamo sintetizzare in garanzia della crescita e del benessere per le Marche.
In virtù di questi principi, abbiamo anche, lo ribadisco, nei tempi ristretti di non meno di due mesi, fatto delle scelte significative e importanti. Non si sono fatte delle selezioni, si è deciso, magari, di procrastinare alcune iniziative e di potenziarne altre. Potenziarle perché in alcuni settori, che noi riteniamo fondamentali, ma non perché gli altri non lo siano, ma che necessitano fin dagli inizi di una programmazione seria, siamo andati ad intervenire immettendo delle risorse in maniera consistente ed incisiva se confrontate con l'anno precedente; nell'ambito dei trasporti, fin nel bilancio di previsione attuale rispetto all'anno precedente andiamo ad incrementare la dotazione di oltre 12.000.000 di euro, in sanità 31.917.000 e sul sociale 4.000.000 di euro.
Inserire già in sede di bilancio di previsione una quantità significativa di risorse rappresenta una scelta di serietà, di programmazione e di responsabilità, perché quando le risorse vengono collocate fin dagli inizi si consente agli uffici di programmare, di rispettare i termini e soprattutto di migliorare la qualità della spesa. Una programmazione chiara riduce, infatti, il rischio di interventi frammentari, di urgenze improvvise e di spese non pienamente coordinate tra loro. Significa avere una visione e una capacità di fare scelte con serietà, dando segni di affidabilità e di stabilità. E il nostro bilancio, è stato detto anche dai Consiglieri dell'opposizione, è un bilancio sano, in equilibrio. Questo equilibrio, va ribadito, è stato mantenuto senza aumentare la pressione fiscale, il che vuol dire dare certezze e fiducia, evitando gli effetti negativi in termini di competitività, flessione degli investimenti, diminuzione del potere d'acquisto, contrazione dei consumi e riduzione dei risparmi. Inoltre, va anche ribadito che non solo si è mantenuta inalterata la pressione fiscale, ma abbiamo anche conservato ed incrementato alcune agevolazioni, come nel caso dell'IRAP, perché dal 2008 sappiamo che le onlus godono di un'aliquota ridotta del 3,9%, però da gennaio 2026 con la riforma del terzo settore perderanno la qualifica di onlus e andranno dentro, diciamo, la categoria degli enti del terzo settore. La scelta è stata quella non solo di mantenere per le ex onlus l'agevolazione IRAP, ma di estenderla anche alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale.
L'altra agevolazione, che in questo caso è una riconferma, evidenzia comunque una scelta fatta, è quella di conservare l'agevolazione IRAP per le piccole e medie imprese, secondo le condizioni previste dalla norma regionale, dalla legge regionale n. 35 del 2001. Le piccole e medie imprese che godranno di questa agevolazione dovranno rispettare alcune condizioni: non avere aumentato rispetto all'anno precedente il tasso di premio per l'assicurazione Inail, avere assunto, quindi anche questa misura rientra nell'ambito delle politiche di sostegno e di supporto ai giovani, nuovo personale in possesso di determinate lauree, aver ottenuto la certificazione di qualità aziendale, aver registrato almeno un brevetto per invenzione industriale.
La visione, la capacità e la programmazione non sono di breve periodo, ma di lungo periodo, quindi le riscontriamo nel tema dei giovani, anche nella scelta di destinare 1.000.000 di euro per i giovani. Una misura che va considerata anche nel contesto di tutte le altre misure relative ai giovani, che non sono quindi finanziate solo con 1.000.000 di euro, ma anche con altre risorse. E questo è importante, è significativo perché andiamo a valorizzare quello che è il nostro capitale umano, la nostra risorsa più importante, i giovani. Ciò ci consente di contrastare il calo demografico, soprattutto di evitare la perdita di competenze. Le politiche per i giovani non sono una voce di spesa, ma vanno viste come un investimento strategico sul futuro della nostra regione.
Quando parliamo di tabella E non possiamo dire: “Eliminiamo la tabella E”, anzi, dobbiamo considerare che nella tabella E ci sono gli interventi che non sono normati dalle leggi regionali, quindi la bontà o meno dell’inserimento di una spesa dipende dalla qualità della spesa stessa. Sui giovani, ad esempio, come in questo caso, non si tratta di una marchetta elettorale, quindi la tabella E va valutata e vista come virtuosità delle scelte fatte.
Ora, entrando più nel merito dell'esame del bilancio di previsione, possiamo dire che le previsioni di competenza del bilancio 2026/2028 sono elaborate secondo i principi fissati dal decreto legislativo 118/2011 nel rispetto del principio generale della competenza finanziaria e rappresentano le entrate e le spese che si prevede saranno esigibili in ciascuno degli esercizi considerati nel bilancio regionale, anche se la relativa obbligazione è già sorta in esercizi precedenti.
Per quanto concerne le entrate sono suddivise per Titoli e per Tipologie. Le spese sono divise per Missioni, Programmi e Titoli.
L'articolo 1 definisce gli stati di previsioni delle entrate e delle spese per ognuno dei tre esercizi finanziari oggetto del bilancio di previsione 2026/2028 e autorizza le previsioni di cassa per la sola annualità 2026 di euro 8.796.153.000.
Per quanto riguarda il quadro delle entrate, le entrate di competenza sono: 6.000.000.000 di euro per l'anno 2026, 5.264.000.000 per l'anno 2027 e 5.000.000 per l'anno 2028. Le entrate correnti di natura tributaria incidono per 3.770.000.000 di euro.
Il Titolo 1 comprende i tributi destinati al finanziamento della sanità, imposte, tasse e proventi assimilati.
Le previsioni del bilancio dei tributi regionali gestiti in autoliquidazione sono state determinate sulla base dell'andamento del gettito, tenendo conto, in particolare, di quello atteso nell'anno in corso e delle modifiche normative previste.
Per quanto riguarda i trasferimenti correnti, abbiamo un totale di 472.000.000. Questo titolo comprende, tra gli altri, i trasferimenti vari derivanti dalle Amministrazioni pubbliche per 356.000.000, dall'Unione Europea per 42.544.000 e dalle imprese per euro 73.092.000. Le entrate extratributarie ammontano a circa 146.000.000 e le entrate in conto capitale ammontano a 238.000.000. L'accensione dei prestiti è per un totale di 432.000.000 circa.
Per quanto riguarda il quadro delle spese, le spese di competenza iscritte nel bilancio 2026/2028 sono pari a 6.115.000.000 di euro.
In merito ai principali interventi, mi prendo la tabella A e elenco le principali leggi regionali:
- legge regionale n. 7 del 1995 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria”, 10.711.000 euro;
- legge regionale n. 44 del 1995 “Rifinanziamento della legge regionale del 28 aprile 1994 n. 15”, 6.840.000 euro;
- legge regionale n. 15 del 1997 “Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi”, 6.794.000 euro;
- legge regionale n. 71 del 1997 “Norme per la disciplina delle attività estrattive”, 3.000.000 di euro;
- legge regionale n. 45 del 1998 “Norme per il riordino del trasporto pubblico regionale e locale nelle Marche”, 97.000.000 di euro;
- legge regionale n. 13 del 1999 “Disciplina regionale della difesa del suolo”, 1.615.000 euro;
- legge regionale n. 32 del 2001 “Sistema regionale di Protezione Civile”, 1.864.000 euro;
- legge regionale n. 11 del 2003 “Norme per l'incremento e la tutela della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne”, 1.244.000 euro;
- legge regionale n. 15 del 2004 “Disciplina delle funzioni in materia di difesa della costa”, 3.160.000 euro;
- legge regionale n. 6 del 2005 “Legge forestale regionale”, 2.406.798 euro;
- legge regionale n. 9 del 2006 “Testo unico delle norme regionali in materia di turismo”, 2.870.000 euro;
- legge regionale n. 17 del 2008 “Adesione della Regione ad enti, fondazioni, associazioni, comitati ed altri organismi”, 2.305.000 euro;
- legge regionale n.18 del 2008 “Norme in materia di comunità montana, di esercizio associato e di funzioni e servizi comunali”, 14.000.000 di euro;
- legge regionale n. 4 del 2010 “Norme in materia di beni e attività culturali”, 2.553.000 euro;
- legge regionale n. 5 del 2012 “Disposizioni regionali in materia di sport e tempo libero”, 3.019.000 euro;
- legge regionale n. 5 del 2013 “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno”, 1.080.000 euro;
- legge regionale n. 32 del 2014 “Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia”, 9.889.000 euro;
- legge regionale n. 6 del 2016 “Modifica della legge regionale 3 aprile 2015 n. 13 ‘Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle province’”, 6.924.000 euro;
- legge regionale n. 4 del 2017 “Disposizioni regionali in materia di diritto allo studio”, 56.344.000 euro;
- legge regionale n. 1 del 2018 “Nuove norme per la costruzione in zone sismiche nella Regione Marche”, 1.680.000 euro;
- legge regionale n. 21 del 2018 “Interventi regionali per favorire la vita indipendente delle persone con disabilità”, 15.000.000 di euro;
- legge regionale n. 7 del 2021 “rimborso delle spese a supporto delle cure oncologiche”, 4.123.000 euro;
- legge regionale n. 19 del 2021 “Norme per la tutela, lo sviluppo e la promozione dell'artigianato marchigiano”, 1.040.000 euro;
- legge regionale n. 22 del 2021 “Disciplina dell'attività commerciale nella regione Marche”, 2.115.000 euro;
- legge regionale n. 29 del 2021 “Sostegno alle iniziative integrate di riqualificazione e valorizzazione dei borghi e dei centri storici delle Marche e promozione e sviluppo del turismo diffuso sostenibile”, 2.880.000 euro;
- legge regionale n. 35 del 2021 “Istituzione dell'Agenzia per il turismo e l'internazionalizzazione delle Marche”, 5.197.000 euro;
- legge regionale n. 11 del 2022 “Trasformazione dell'ASSAM nell'Agenzia per l'innovazione nel settore agroalimentare e della pesca ‘Marche Agricoltura Pesca’” 22.988.000 euro;
- legge regionale n. 7 del 2023 “Disposizioni concernenti l'assegnazione della concessione di grandi derivazioni idroelettriche”, 15.600.000 euro;
- legge regionale n. 3 del 2024 “Norme per il sostegno dell'informazione locale”, 1.200.000 euro;
- legge regionale n. 7 del 2025 “Sistema Marche di protezione”, 24.422.000 euro.
Inoltre faccio presente che oltre 14.000.000 di cofinanziamenti regionali di programmi statali sono elencati nella tabella D1 e 75.000.000 sono i cofinanziamenti regionali dei programmi comunitari che troviamo nella tabella D2. Si tratta di cofinanziamenti che hanno il pieno finanziamento da parte della Regione. Sono, quindi, 75.000.000 relativi a tutto il triennio, di cui 31.900.000 per il 2026.
Per quanto concerne alcune …, avevo un discorso molto più lungo, però, visto che i tempi sono brevi, puntualizzo alcune cose.
Per quanto riguarda la critica sulle fideiussioni, faccio presente che già nel Consiglio regionale del 4 dicembre avevo risposto in merito perché la Regione si sta attivando, tant'è che l'amministrazione con decreto del segretario generale n. …
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Vorrei spiegare proprio le fideiussioni alla Consigliera Ruggeri, visto che l'Assessore aveva iniziato.
Con legge regionale n. 24 del 4 dicembre 2025, lei si ricorderà, la Giunta ha preso l’impegno di istituire il registro per le fideiussioni. In quell'occasione, era il bilancio consuntivo, c'era anche il giudizio di parifica, con il quale era stato parificato il bilancio, e proprio alla pagina 20 la Corte evidenziava l'esigenza di creare un registro per le fideiussioni, e l’Assessore l'impegno lo ha preso in quella occasione. Noi abbiamo recepito le considerazioni fatte all'epoca dalla Corte dei Conti e dai Revisori dei Conti, che naturalmente ringrazio per il lavoro che hanno svolto.
Inoltre, Consigliera Ruggeri, i tempi sono stati ristretti. Io ho ringraziato tutti i Consiglieri della minoranza, la Commissione, la Vicepresidente, la Consigliera Vitri, ma se vi ricordate avevo proposto il 27 ed il 28 dicembre, poi all'unanimità è stata trovata la data del 23 dicembre. Io la prima proposta che ho fatto era quella del 27 dicembre, quindi, lungi da me voler anticipare i tempi. Anzi la prima proposta era proprio quella.
Per quanto riguarda la Zona economica speciale è vero che il Partito Democratico l'ha chiesta nel 2023, ma noi abbiamo fatto un percorso dal 2021, era maggio del 2021 quando c'era il Governo Draghi, era un governo di unità nazionale, eravamo in maggioranza, Forza Italia ed il Partito Democratico. A maggio/giugno io, il Consigliere Pasqui, l'ex Assessore al lavoro, Protezione civile, urbanistica, ambiente e risorse idriche e naturalmente il Commissario regionale Marche e altri Deputati di Forza Italia, siamo andati dal Ministro per il sud e la coesione territoriale per chiedere l'estensione della ZES anche alle Marche. Abbiamo fatto un percorso di 2 anni, non abbiamo solo chiesto un percorso. Andate a vedere tutte le riunioni che la sottoscritta ha fatto con le associazioni di categoria per far capire l'importanza della Zona economica speciale, perché all'epoca era a microzone e venivamo beffeggiati perché riguardava 1800 ettari. Abbiamo fatto riunioni con le associazioni di categoria per far capire l'importanza perché all'epoca era a microzone, ma badate bene: la tassazione era a metà, il credito d’imposta arrivava quasi al 70% e la semplificazione burocratica. Abbiamo fatto le riunioni con il commissario della ZES, che era della Campania, insieme alla Camera di Commercio, insieme alla Regione, c'è stato un percorso di 2 anni. Ricordo che il primo maggio 2022 sono andata dal Presidente di Confindustria, che adesso non cito, per far capire l'importanza della Zona economica speciale perché è vero che era a microzone, ma io avevo fatto presente che era meglio investire lì, in quell'area, piuttosto che andare all'estero a delocalizzare, perché avevamo delle agevolazioni fiscali importantissime. Credo che fosse meglio rimanere.
Noi avevamo capito l'importanza della ZES, ci abbiamo lavorato per 2 anni e non raggiungere il risultato sarebbe stata una sconfitta totale. Nel 2022, ve lo ricordo, il 16 luglio, accordo di partenariato perché l'Abruzzo ha ottenuto la ZES con il porto di Ancona. Abbiamo ottenuto l'ok. Poi ci sono state le elezioni e si è interrotto tutto. Abbiamo ricominciato, la sottoscritta, il Presidente Pasqui ha fatto appello anche al Vicepremier Tajani, che si adoperasse in Europa per far sì che anche le Marche ottenessero l'estensione della ZES. Non è stato assolutamente semplice perché non bastava una semplice richiesta in Aula, bisognava fare un percorso e siamo arrivati nel 2024, alla fine c'è stato un ordine del giorno, ma non è finita lì perché bisognava attivarsi in Europa e all'epoca abbiamo dialogato con il Commissario europeo per la politica regionale per cercare di arrivare al risultato. È arrivato il 5 d' agosto, con l’ok all’estensione della ZES alle Marche e all'Umbria. Questo è stato il percorso di 4 anni, 3 anni e mezzo, non è stata una richiesta e basta. Quindi, credo che il risultato della ZES sia importante per la nostra Regione. Per quanto riguarda i dati economici, ne cito solo alcuni ...
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2
Emendamento 2/1 a firma del Consigliere Marinelli. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Se non mi sbaglio, l'emendamento 2/1 è quello alla Tabella E, giusto? Assomiglia moltissimo a tutta la serie di emendamenti che avevate detto che non avreste più fatto, perché qui diamo 20.000 euro al Comune di Matelica per l’iniziativa per la valorizzazione della figura di Enrico Mattei, nel 120º anniversario della nascita, che avremmo potuto mettere benissimo dentro il Piano della cultura, poi, altri 20.000 euro quale contributo al Comune di Castelraimondo per iniziative per la valorizzazione della figura di Nazareno Strampelli, nel 160º anniversario della nascita, stessa cosa, perché, comunque, avevamo preso questo accordo, mi rivolgo all'ex Presidente della Commissione, cioè cercare di inserire tutto nel Piano della cultura, oppure fare quella famosa legge omnicomprensiva per i personaggi illustri che non siamo riusciti a portare in approvazione perché, appunto, il fondo speciale delle leggi viene sempre scippato delle sue risorse, quindi, quando dobbiamo approvare delle leggi … In questo caso eravamo tutti d'accordo, maggioranza ed opposizione, a fare una legge quadro sui personaggi illustri, che avesse al proprio interno anche gli anniversari, ma non siamo mai riusciti a portarla in approvazione perché purtroppo mancavano le risorse. Era solo per dire questa cosa. Comunque il mio voto sarà contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Scusate, siamo in dichiarazione di voto. Ho detto che c'erano due emendamenti, il 2/1 e il 2/2, e nessuno è intervenuto, quindi siamo sull’emendamento il 2/1, in dichiarazione di voto.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. È un emendamento che ho presentato, che poi ritirerò, perché ci sono delle leggi che sono ferme da parecchio tempo e non vengono portate avanti. C’era una proposta di legge sulle personalità illustri della regione Marche che andavano ricordate, l'abbiamo rimandata dicendo che nel prossimo bilancio avremmo messo le risorse. Io ho portato due esempi, solo per dire che in merito a personaggi, come Enrico Mattei, tutti ci riempiamo la bocca, poi, quando dobbiamo in qualche modo celebrarli, ce ne dimentichiamo.
Ritiro l'emendamento, però l'invito è che le leggi in qualche modo vengano finanziate affinché l'attività legislativa possa svolgere il proprio lavoro. Chiedo il ritiro dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/1. Ritirato.
Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Nobili. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. È un emendamento con il quale si propone l'istituzione di un fondo regionale per la prevenzione del disagio giovanile, è collocato nella Missione 12 Politiche sociali, nel Programma 4 e riguarda i soggetti a rischio d'esclusione.
Si ritiene che sia una scelta tutt'altro che di carattere simbolico perché riguarda un fondo che serve a sostenere interventi educativi territoriali, prevenzione del disagio psichico relazionale, presidi sociali e comunitari, azioni integrate tra servizi sociali, scuola, associazionismo. Parliamo di un fondo di 300.000 euro, una cifra tutto sommato non eccessiva e per questo con convinzione abbiamo proposto questo emendamento.
Si tratta di una missione di coesione, prevenzione sociale ed è una scelta che dice una cosa molto semplice: che la sicurezza nei nostri territori non si costruisce solo con la repressione, con il controllo, ma, soprattutto, con politiche sociali precoci, educative e continuative. Questo emendamento chiaramente non ha la pretesa di risolvere il problema, ma traccia una direzione, una rotta che è quella appunto di intervenire con misure concrete e lanciare un messaggio forte che affronti e si faccia carico di un'emergenza che tutti noi consapevolmente sappiamo esistere ed è quella del disagio giovanile. Per questo ho proposto questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Articolo 2. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Voglio tornare sull'articolo 2 perché è stato uno di quelli di cui abbiamo parlato di più in questa discussione, è quello che riferimento alla Tabella E.
E’ stata definita come una vera e propria riforma della Giunta Acquaroli quella di scegliere di investire 1.000.000. di euro per le politiche giovanili e di toglierle a contributi diretti dei diversi Consiglieri regionali di maggioranza.
Abbiamo anche detto che ci sembra una scelta condivisibile, perché siamo tutti a favore delle politiche giovanili, ma io avevo evidenziato che, al di là del merito, non approvo il metodo con cui si è arrivati a questa scelta perché in Commissione non c'è stato un confronto, non c'è stata l'attenzione a nessuna delle nostre proposte, abbiamo scoperto dai giornali come questo milione sarà stanziato, come sarà distribuito, dando 500.000 euro all’Università politecnica delle Marche e, ad esempio, non sappiamo nemmeno se sono previsti bandi per gli altri 500.000 euro o se saranno stanziamenti diretti. Ma non solo, al di là di questo milione, le modalità della Tabella E, per certi versi, rimangono comunque le stesse degli ultimi cinque anni, perché tra le pieghe di questa Tabella E ci sono ancora degli stanziamenti diretti ai Comuni in base a scelte politiche precise che sono quasi sempre dettate dall’affinità politica. Tant'è vero che, se andiamo a vedere bene a chi vanno stanziamenti diretti importanti, guarda caso sono quasi sempre Comuni della stessa area politica del Presidente Acquaroli. A me fa piacere che si diano 200.000 euro per la palestra di Piandimeleto e altri 200.000 euro circa per la palestra a Belforte all'Isauro, però credo non faccia altrettanto piacere ai Comuni vicini, che magari non sono dell'area politica del Presidente Acquaroli, ma hanno la stessa esatta esigenza da cinque anni. Quindi benissimo la palestra, ma ci auguriamo che il metodo inizi a superare la logica delle appartenenze politiche, perché tra le pieghe della Tabella E c’è ancora questo, quindi, 1.000.000 di euro alle politiche giovanili e poi contributi scelti in base ai rapporti politici. Altri stanziamenti diretti, per carità, sono condivisibili. Anche qui vedo quelli per l'ospedale di Fossombrone, quelli per l'ospedale di Cagli, staremo a vedere, però vigileremo perché siano stanziati davvero e siano messi a terra nel modo più adeguato, dato che in alcuni casi mancano ancora i progetti di fattibilità. Quindi, il nostro voto è contrario anche per il metodo, non solo nel merito. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Soppresso
Articolo 4. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo proprio sull'articolo 3, che anche lei pensava fosse ancora sussistente, invece è stato soppresso, evidentemente con un emendamento in sede di Commissione. Però l'articolo 3 era quello che prevedeva fondi speciali per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio. Questo è un fondo obbligatorio, appunto, per consentire l'approvazione di quelle leggi che verranno discusse da gennaio in avanti. È quello che ho detto poc'anzi in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa. Noi, Assemblea legislativa, potere legislativo, ci troviamo a presentare proposte di legge, che poi non possiamo mandare avanti, non possiamo esaminare perché non c’è …
PRESIDENTE. Consigliere, mi scusi, io la sto facendo parlare, però l'articolo 3 è soppresso, quindi, non dovremmo …, pertanto la prego di chiudere.
Fabrizio CESETTI. Io sto parlando, Presidente, sulle disposizioni finanziarie del capo 2, esattamente sull'articolo 4. Siccome attiene alle disposizioni finanziarie, io sto parlando delle disposizioni finanziarie, tra le quali quelle, appunto, dei fondi speciali per far fronte agli oneri derivanti, come si dice …
PRESIDENTE. Non mi ha convinto, però la lascio continuare per rispetto istituzionale, ma nella consapevolezza dell'Aula che non c'è nessuna convinzione nelle sue parole. Prego.
Fabrizio CESETTI. Presidente, non ho questa pretesa e neanche l’intenzione di farlo perché so che sarebbe una perdita di tempo e non è che volevo convincerla, volevo soltanto che fosse alla sua attenzione, perché anche lei poc'anzi non era convinto che fosse stato soppresso, tant'è che glielo ha dovuto ricordare il Segretario generale. Non era convinto perché è una soppressione che non si guarda, è inguardabile per quello che ho detto prima.
Tra l'altro è un fondo obbligatorio. La Corte dei Conti ha mandato una direttiva specifica lo scorso anno, quindi, mi rivolgo all'Assessore al bilancio che deve garantire i fondi per le leggi che verranno approvate dopo il bilancio. E questa non è una vostra facoltà, ma è un obbligo di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 7. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Quest’articolo è quello che prevede l’aliquota IRAP. Vorremmo ribadire che ci spiace notare una mancanza di differenziazione nell'aliquota in base alle attività produttive, perché non ci sembra giusto che attività diverse debbano subire la stessa aliquota, cioè quella statale più lo 0,83 regionale per l'imposta complessiva a prescindere dall'attività che svolgono, cosicché va a finire che una sala slot paga la stessa aliquota di un'azienda virtuosa, che invece è impegnata in ambito, per esempio, di tutela ambientale. Quindi, chiediamo prossimamente di valutare una differenziazione dell'aliquota IRAP. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 8. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Mi pare che siamo fin troppo collaborativi in questa sessione di bilancio, come abbiamo promesso. Poi, magari, il prossimo anno dovremmo regolarci, perché un minimo di tempo lo dobbiamo avere, altrimenti, il gioco lo conosciamo, giusto Presidente Pasqui? Intervenire su ogni articolo in 11 Consiglieri, voi capite che il bilancio non lo avreste approvato se noi avessimo detto di no. Però non si fa, perché noi abbiamo solo una parola. Poi, se qualche volta, come nel caso di prima, scantoniamo, lasciateci fare perché per voi è un’opportunità, per voi costituisce un'opportunità.
Tutto qui, conferma la capogruppo, quindi, diciamo, c'è il sigillo dell'autorità oltre che dell'autorevolezza.
Su questo noi votiamo a favore perché, come ho detto poc'anzi, è una misura che venne introdotta, Consigliera Mancinelli, da me quando ero Assessore al bilancio. Quindi che sia stata confermata è buona cosa, segno evidente che seguire il nostro esempio qualche volta fa bene. È una virtuosità generica, Consigliere Canafoglia, quando addebitate a noi le vostre mancanze, qualora noi ne fossimo gli autori, non vi assolve dalle vostre, giusto? Lei è un avvocato e lo dico anche alla sua collega Sottosegretaria, che faceva gli esempi con quello che succedeva nel 2009. Non dovete fare questi esempi, sono cinque anni che governate, vi siete presentati all'insegna della discontinuità, mettetela in atto se ne siete capaci, altrimenti, abbiate almeno il buon senso di tacere. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Chiedo di sospendere il Consiglio per 10 minuti per riunire la I^ Commissione.
PRESIDENTE. Benissimo. Sospendiamo 10 minuti il Consiglio.
La seduta è sospesa alle ore 17:10.
La seduta riprende alle ore 17:25.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Articolo 8 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 8 bis/1 a firma del Consigliere Nobili, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Anche questo emendamento, come il precedente, riguarda il sociale, riguarda soprattutto dei soggetti fragili. Parliamo dei minori allontanati dalle famiglie, minori collocati in comunità educative, che sono soggetti alla compartecipazione alle spese sanitarie. Sono soggetti, quindi, a sostenere quelle spese che non sono coperte dal Servizio sanitario nazionale e, quindi, ciò determina per i minori e per le famiglie, che sono spesso famiglie disgregate, molto problematiche, un onere a cui non riescono a fare fronte. Questo fa sì che le comunità che accolgono questi minori si trovino spesso in difficoltà nel sostenere questi oneri aggiuntivi per le loro necessità sanitarie. Parliamo, ad esempio, di minori che hanno bisogno di essere seguiti da uno psicologo quando, addirittura, non hanno problemi più seri. Ecco, sono spese non coperte dal Servizio sanitario pubblico e, quindi, ricadono sui minori, sulle famiglie che non riescono a farsene carico e sulle comunità. Poi, alla fine, è un costo che va a gravare anche su un sistema che entra in crisi, per cui la proposta contenuta nell'emendamento è quella di costituire un fondo di 100.000 euro annui che vada, appunto, a sostenere queste spese relative all'assistenza sanitaria dei minori collocati in comunità che si rendono necessarie, pur non rientranti nei livelli essenziali di assistenza. Questi 100.000 euro annui per 3 anni verrebbero individuati in una decurtazione rispetto a quanto è previsto per le spese necessarie all'ATIM. Come vedete, l'ATIM ritorna, potrebbe essere qualcosa di utile sottrarre 100.000 euro da quello che è stato definito spesso un carrozzone, a sostegno dei minori più fragili. Sarebbe un segnale importante, io spero che quest’Assemblea lo colga, perché a parole ci si dichiara a sostegno dei giovani in difficoltà, nei fatti questo impegno non riesco proprio a vederlo. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 8 bis/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Articolo 9. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Come ho detto nella mia relazione introduttiva, definirei l'articolo 9 la prova di un disastro annunciato e ricordo perché. Questo articolo riguarda le norme della pianificazione per il governo del territorio, la famosa legge urbanistica, approvata dalla Giunta Acquaroli, della quale si era tanto vantata, ma che, in realtà, ha creato problemi enormi a tutti i Comuni. Avevamo provato in ogni modo a ripetere che avrebbe ingessato tutti i procedimenti, abbiamo presentato, addirittura, 400 emendamenti, sono stati tutti bocciati, non ci avete voluto ascoltare e ora siete costretti, invece, a mettere nel bilancio di previsione una proroga di 18 mesi per i Comuni. Tra l'altro vorrei aggiungere che la Regione si era data anche dei termini per redigere il nuovo Piano paesaggistico ambientale regionale e il Piano territoriale regionale che, invece, non sono stati neppure adottati, risultando, quindi, inadempiente rispetto ai tempi che si era data da sola, cioè la Regione si dà delle regole e poi non le rispetta. Siamo veramente allo sbando. Speriamo che si rientri un po' nei canoni di un'Amministrazione capace, perché questo articolo 9 dimostra che è stata fatta una legge che la stessa Giunta non ha saputo, poi, far rispettare, tant'è vero che ora chiede la proroga di 18 mesi per consentire ai Comuni di fare ancora varianti al Piano urbanistico, per cui il nostro voto è contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. In parte lo ha detto la Consigliera Vitri, su questo articolo 9, quando noi discutemmo la legge urbanistica, si ricorderà la Consigliera Marcozzi in qualità di relatrice di maggioranza sul bilancio, noi presentammo circa 400 emendamenti, io ne presentai 150, ma non erano ostruzionisti, ci mancherebbe, era una riscrittura della legge urbanistica. Tra quegli emendamenti ce ne era uno identico a questo, perché noi volevamo dare più tempo ai Comuni, sapevamo bene che non sarebbero riusciti. Questo è il primo aspetto che voglio evidenziare, ma c'è un'ulteriore questione, quella che ho detto prima e anche qui alla Giunta. Nel DEFR si dice che il DEFR è chiamato dalla legge a definire le linee strategiche dell'Amministrazione, essendo esso un'articolazione del programma di Governo illustrato dal Presidente Acquaroli nella seduta di insediamento, aggiungo, precede il bilancio di previsione che, proprio all'interno del perimetro programmatico disegnato dal DEFR, ne costituisce una concreta attuazione. Allora, se il Presidente Acquaroli nelle linee di programma declinate in quest'Aula il 27 di ottobre dice, testualmente leggo: “Negli scorsi cinque anni abbiamo approvato la legge del governo del territorio. Sappiamo che quella legge va rivista, è un impegno che abbiamo preso e dovremmo portarlo fino in fondo, perché tramite la revisione di quella legge, noi dovremmo essere pienamente in grado di accompagnare e valorizzare il territorio e lo sviluppo della nostra comunità regionale e della nostra economia”. Parole del Presidente Acquaroli del 27 ottobre scorso. Se questi strumenti di bilancio sono la concreta attuazione delle linee strategiche, perché in questo articolato ed in queste modifiche non c'è tutta la rivisitazione di quella parte che voi ritenete di fare della legge urbanistica, ma c'è soltanto una proroga? Allora, vedete come il Documento di economia e finanza e gli atti di bilancio non siano in grado di assolvere alla funzione che attribuisce loro la legge. Questo è il punto, noi dobbiamo evidenziare e questa è la prova di quello che ho detto poc'anzi quando sono intervenuto a proposito del DEFR. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.
Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Come al solito, visti i 400 emendamenti di 2 anni fa, vi sarà sicuramente scappata la teoria che voi sostenevate in merito alle varianti urbanistiche. Sicuramente non è sfuggita all'allora capogruppo Consigliere Mangialardi, che era fortemente contrario, come Partito Democratico, all'esercizio delle varianti puntuali e sostanziali, non so se ve lo ricordate, tant'è che presentò 9 emendamenti di soppressione delle varianti urbanistiche, per poi cambiare idea, alla quinta giornata, alla quinta sessione, dove eravate diventate favorevoli, il buon relatore di minoranza se lo ricorderà, all'esercizio delle varianti puntuali per non ingessare i Comuni. Tant'è, quando abbiamo votato la nuova legge urbanistica di pianificazione, l'articolo 33 in sede di moratoria, e la legge transitoria, che cosa abbiamo detto ai Comuni? Siccome passiamo ai PUG, che non sono solo un acronimo, per approvare prima il PPR e poi il PRT, arriviamo con 4 anni all'approvazione dei PUG. Per arrivare a 4 anni i Comuni avevano bisogno e necessità di che cosa? Di un tempo transitorio per portare avanti le varianti urbanistiche. Queste varianti, però, non dovevano andare in esecuzione, in approvazione definitiva, ricordatevelo, bastava il semplice esercizio di presentazione della domanda puntuale, dopodiché andavamo in esercizio nei prossimi 4 anni. Non va richiamato ingiustamente il pensiero del Presidente Acquaroli su quello che ha detto il 27 ottobre. La legge - l'interpretazione autentica oggi non l'abbiamo, ma l'avremo nei prossimi giorni - sicuramente va rivisitata in alcuni aspetti, in alcune procedure anche tecniche. Ovviamente, come i tempi si sono dilazionati per il PRT, si dilazioneranno per i PUG. Adesso fare una proroga di 18 mesi per i Comuni è opportuna, tant'è che dell'iniziale stanziamento di 400.000 euro per i Comuni stessi, su 260 Comuni che abbiamo nelle Marche, siamo arrivati a uno stanziamento di 2.800.000 euro e devo dire che molti Comuni hanno beneficiato di questi fondi proprio per lo sviluppo dei PUG, sia per la fase della formazione del personale che per il personale stesso. Quindi, penso che sia necessaria questa variante per dar modo ai Sindaci di portare avanti le ultime posizioni che hanno sulle varianti come pianificazione territoriale, dopodiché vedremo con l'andamento con i PUG. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo per esprimere una certa sorpresa rispetto a quello che stamattina ho annunciato e a quella che è stata una condivisione in Commissione molto mite e pagata. Anzi, l'Assessore mi è testimone, sono stato trattenuto dalla Giunta dal fare un emendamento che portasse a 3 anni la possibilità di fare le varianti, perché se avremo, alla fine del 2027, tutti i Comuni delle Marche allineati sul nuovo PUG sarà un mezzo miracolo. Comunque sia, il buon senso ci fa dire che, al di là dei discorsi di retrospettiva che il Consigliere Assenti ha ricostruito perfettamente, cosa si può fare nella situazione attuale, quando i Comuni non hanno provveduto? Li vogliamo cancellare? Vogliamo fermare completamente qualsiasi possibilità di variazione da qui ai prossimi due anni e forse anche più? Qualche Comune forse non avrà provveduto, vogliamo immaginare delle penalizzazioni? I Comuni che non avranno fatto il PUG verranno cancellati e obbligati a fondersi con i Comuni vicini? Non lo so, qualche cosa ci dobbiamo immaginare rispetto a questa situazione. Mi sembra una cosa di grande buon senso quello che ha proposto la Giunta, ripeto, anche troppo mite rispetto a quella che sarà una previsione che ci porterà, quasi inevitabilmente, ad allungare questi 18 mesi. Oppure i 18 mesi non li vogliamo allungare, lasceremo i tempi necessari per cui i Comuni faranno i nuovi piani e nel frattempo fermeremo tutto. Penso che i Comuni tutti, indifferentemente di centro-destra, di centro-sinistra e Civici, saranno estremamente grati a quest'Aula se questo articolo 9 verrà approvato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Rossi.
Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. Soltanto per un contributo davvero telegrafico. Così come ha detto il Consigliere Marconi, effettivamente la richiesta della Giunta era anche quella di incrementare ulteriormente questo arco temporale dei 18 mesi. Poi per varie questioni, come probabilmente saprete, immagino che avrete verificato direttamente con la dirigente, non era possibile incrementarli ulteriormente. Chi come me ha avuto modo di ricoprire anche il ruolo di amministratore locale, sa, soprattutto per un Comune medio piccolo, quanto siano pochi 18 mesi per la promozione dello strumento di programmazione e pianificazione urbanistica. Tralasciamo per un attimo la questione delle risorse economiche, comunque non secondarie, perché su 134 richieste di finanziamento per l'approvazione dei PUG, mi pare ne siano state finanziate all'incirca 31, vado a memoria, ma potrei sbagliare soltanto di qualche unità. Tralasciando, come ho detto e ribadisco, la questione di carattere economico, probabilmente dovremmo tornare sulla questione temporale, certi che, in questo arco temporale di 18 mesi, dovremmo sicuramente, mi auguro di farlo anche in maniera condivisa, concertata e partecipata, mettere testa su quello che potrebbero essere degli strumenti premianti che, da un lato, sappiano rispondere in modo puntuale, tempestivo alla flessibilità che oggi il mercato richiede, quindi anche alla trasformazione territoriale, dall'altro, anche ovviamente quelle che sono le enormi evidenti oggettive difficoltà dei Comuni medio piccoli ad approvare strumenti di programmazione urbanistica generale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Anche per chiarire un equivoco che probabilmente c'è stato con la Consigliera Vitri, perché, ribadisco, come ha detto prima anche il Consigliere Cesetti, il nostro giudizio è estremamente negativo sulla legge urbanistica, che prevedeva le cose di cui stiamo discutendo adesso, tra le altre, e proprio questo emendamento certifica il fallimento di quella norma. Quindi la contrarietà non era tanto all'emendamento, era al fatto che si è costretti a questo emendamento per non paralizzare totalmente l'attività dei Comuni, a causa di una pessima legge urbanistica che vi siete incaponiti ad approvare, nonostante il contributo che si era tentato di dare nella precedente legislatura per modificarla ed evitare questi effetti, diciamo così, devastanti. E’ è vero che i 18 mesi non sono, in generale, un tempo lunghissimo per adottare, non approvare, un nuovo strumento urbanistico generale, al di là di come lo si chiami, però è anche vero che, se c'è una paralisi pressoché totale in tutta la Regione, in tutti i 222 Comuni, è evidente che il difetto è a monte, è sullo strumento normativo.
La contrarietà era sulla legge urbanistica che ha prodotto questi effetti paralizzanti, altro che agevolare, eccetera.
Detto questo, siccome però ci rendiamo conto che i vostri errori non possono ricadere su tutti i 222 o 224 Comuni della Regione Marche, a quest’emendamento, come stato di necessità, siamo favorevoli, quindi voteremo a favore. Grazie
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGILARDI. Grazie, Presidente. Sulla buona memoria non avevo dubbi, ma devo dire al relatore di maggioranza Consigliere Assenti che non ricordo di aver presentato, come dire, emendamenti puntuali sulle varianti, anche perché, dal punto di vista meramente terminologico, la legge non contempla quel tipo di termine. Quindi mi piacerebbe avere un chiarimento su questo, perché le varianti erano quelle relative, vado a memoria, alle opere pubbliche.
Dopodiché io sono coerente con la posizione di allora, perché noi dicevamo quello che abbiamo ripetuto a più voci questa sera, che quella norma non l'avreste applicata perché, l’ha richiamato l'Assessore, lo ringrazio, noi dicevamo di metteteci almeno le risorse per consentire ai Comuni di poter procedere perché senza personale e con quella tempistica … Oggi alzate le mani, e va bene, non siamo assolutamente d'accordo perché sappiamo cosa vuol dire per un Comune avviare quel percorso, ma niente di nuovo, questo articolo 9 non porta bene e lo vedremo dopo.
Da parte nostra c'era e c'è totale coerenza rispetto alle perplessità. Oggi le certifichiamo insieme, non è una tragedia, ma ritorno a dire, Assessore, di trovare le risorse, non per soddisfare 31 Comuni, ma per non metterci nelle condizioni, tra 18 mesi, di essere costretti ad un'ulteriore proroga. Ecco, questo è il quadro entro il quale ci siamo mossi, lo dovevamo sottolineare, sperando che si mettano i Comuni nelle condizioni di muoversi in questi termini. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 9. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
C’è la rettifica della Consigliera Ruggeri che si astiene.
Articolo 9 bis. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo perché questo articolo prevede la decadenza dell'attuale Consiglio di Amministrazione dell'ERAP e dice: “all'atto della costituzione del nuovo, che dovrà essere effettuata entro il 28 febbraio 2026”.
Osservazione a titolo personale questa: in linea di principio è giusto allineare la scadenza dell'ERAP, il cui Cda viene nominato, se non sbaglio, dall'Assemblea legislativa, alla durata dell'Assemblea legislativa, mi pare di tutta evidenza che sia giusto. Come è giusto, ad esempio, dal mio punto di vista, rimuovere l'attuale Consiglio di Amministrazione, solo che doveva essere fatto prima. Perché, che cosa doveva succedere all'interno dell'Erap? Che dopo le dimissioni del primo Presidente, il secondo designato non doveva accettare, dopo le dichiarazioni dell'attuale Presidente, una sorta di fatua nei confronti della Giunta regionale. Poi tutto quello che ne è seguito: Erap, dubbi, conflitto di interessi ed il vecchio Presidente che dice del nuovo che, pur essendo maggiorenne e automunito, si fa portare come autista dal Segretario generale e prosegue dicendo che sin dall'inizio del suo mandato sarebbe stato opportuno interessare la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza per eventuali accertamenti. Questo nel silenzio totale della Giunta regionale. Silenzio totale della Giunta regionale, come su Svem, come su ATIM. Allora, il tema non era, come dice il Sottosegretario, che noi siamo contro l’ATIM, noi siamo contro quella gestione di ATIM, che è una vergogna, siamo contro la gestione della Svem, che è una vergogna, siamo contro la gestione di Erap, che è una vergogna, anzi, secondo me, è qualcosa di più e molto più grave, quindi noi siamo contrari a questo …
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Guardate, se banalizziamo semplicemente su un provvedimento di azzeramento di un Consiglio di Amministrazione per allinearlo e sincronizzarlo rispetto al mandato amministrativo, è facile andare un po' in confusione.
Presidente, qui abbiamo fallito totalmente sulle politiche abitative pubbliche, c'è la dichiarazione di fallimento e non basta solo dire: “Mandiamo via il Presidente perché non ci piace, perché sulla stampa dice cose che non sono ossequiose nei riguardi dell'azione della Giunta regionale”. Non è così. Quel Consiglio di Amministrazione l'avete votato voi, anzi, vi dirò di più, siccome, purtroppo, ho memoria, avete votato anche qualche membro nostro, visto che avevate i numeri. Ma voi siete abituati a fare queste cose, prendete i Presidenti e li fate diventare Direttori, li fate diventare Commissari e poi li lasciate lì e oggi vi rendete conto che lo dovete rimuovere. Quello è un patrimonio enorme. Voi non avete messo un euro sulle politiche abitative, 16.000 case che non hanno avuto una guida, non hanno avuto una pianificazione, non hanno risposto alle esigenze e oggi cancellate perché non avete dato indicazioni adeguate e avete assecondato anche situazioni imbarazzanti. Il Presidente precedente si è occupato di cose che non c'entravano nulla con le necessità di una risposta abitativa a questa regione. Nulla. Pensava più al posto che doveva occupare qui dentro, invece, non ha avuto la possibilità di farlo e ha aperto una canea che non trovava confini.
Non soddisfatti, oggi vi ritrovate a sfiduciare il Presidente perché non siete in grado, nemmeno con i membri che avete votato, di correggere quel percorso. Lo dico al Consigliere Pierini, non faccio polemica, è un fatto quello. Non è che stiamo parlando di un gioco, stiamo parlando di gente che è in mezzo alla strada perché non possiamo dargli una risposta e potevamo prendere tanti esempi anche di Comuni virtuosi …
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Nella foga ho detto di essere contrario, ovviamente l'avrei fatto comunque a titolo personale, invece adesso parlo su delega della capogruppo. Noi ci asterremo su questo articolo così come modificato dalla Commissione per tutto quello che ho detto poc'anzi e per quello che ha detto il Consigliere Mangialardi, che condivido. Quindi, ci asteniamo per questo motivo.
È giusto l'allineamento della scadenza con il Consiglio regionale ed è altrettanto giusto mandare via questo Cda, anzi, è tardi, come ho detto prima, è tardi. Quello che sta avvenendo con gli enti strumentali … Lo dico alla Consigliera Luconi, che tra l'altro avrà un ruolo, ha un ruolo come Sottosegretario, quello che è avvenuto con Erap, che sta avvenendo con Erap - bastano soltanto le dichiarazioni, e non devo ricordare a me stesso che chi guida gli enti strumentali deve avere anche una certa dimestichezza con il linguaggio – è la totale assenza di qualsiasi politica abitativa. Quello che sta avvenendo con Svem, dove ancora non si sostituisce il Cda, o con ATIM. Ma vi ricordate cosa è successo con Svem quest'estate? Vi ricordate con ATIM? L'Amministratore è scappato per Roma e voi siete stati costretti, il Presidente Acquaroli è stato costretto ad insediare una Commissione d’inchiesta, annunciata - mezz'ora dopo che l’avevo chiesta io - con una conferenza stampa. È evidente, e quella Commissione di indagine ci ha svelato tutte le nefandezze di ATIM che noi avevamo previsto, ci sono i nostri interventi in Aula, e che la Corte dei Conti ci ricordava per ogni dove, tant'è che abbiamo presentato una proposta di legge soppressiva della legge istitutiva. Poi Svem e Erap. Per Erap basta vedere l'immagine di questi giorni, quindi è ovvio che è giusto mandare via questo Cda, anzi è tardi e se lo strumento legislativo è quello necessario lo si faccia. Ovviamente noi non possiamo votare a favore …, questo è un articolato del bilancio regionale ed anche per quello che diceva prima, mi sembra esagerato. L'abbiamo fatto sulla legge urbanistica perché c'era un emendamento nostro nel passato. Quindi il gruppo Partito Democratico si asterrà. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 9 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Il Consigliere Marconi vota favorevolmente.
Articolo 9 ter. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 9 quater. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Anche il mio voto favorevole.
Articolo 9 quinquies.
Emendamento 9 quinquies/1 (soppressivo dell’articolo 9 quinquies) a firma della I^ Commissione: “Proposta di legge n. 14/2025 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio 2026/2028 della Regione Marche (Legge di stabilità 2026)’. L'articolo 9 quinquies è soppresso”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Il gruppo del Partito Democratico, penso anche l'intera minoranza, dichiara un voto favorevole anche con grande soddisfazione. Siamo stati dentro la vicenda dei compartimenti, che non erano stati definiti, vongolare che erano in via transitoria dentro un compartimento ed oggi facciamo, quasi in maniera sorprendente, chiarezza. Siamo andati avanti con le proroghe per tanti anni. C'era stato un impegno del Presidente e dell'allora Assessore competente di risolverla nel 2021, invece, ahimè, siamo arrivati al 2025 con il bilancio 2026, però, come si dice, meglio tardi che mai, quindi, da parte nostra grande soddisfazione.
C'è da mettere in campo la politica perché va comunque recuperato un rapporto con il risultato di questo provvedimento, perché da domani mattina alcune vongolare non potranno stare più in un compartimento, dovranno rientrare, com’è giusto, nell'altro …, è così e comunque dovrete trovare il modo per riequilibrare. Mi dicono che non è così, invece, sono convinto che il risultato di questo emendamento produca quel tipo di provvedimento. In ogni caso lo salutiamo con grande favore e con un voto favorevole. Poi il risultato lo vedremo nelle prossime settimane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Solo per dire che siamo arrivati dopo una discussione approfondita anche in maggioranza e si è deciso di ritirare l'emendamento che era stato presentato ieri in modo di consentirci una discussione approfondita. Speriamo che dopo 17-18 anni di proroghe, 17 anni, di essere arrivati alla soluzione.
È un momento importante perché, poi, la politica deve anche decidere, quindi è bene prendere tempo, quando c'è bisogno, però, quando c'è da decidere, dobbiamo anche decidere. Quindi, ringrazio tutta la maggioranza, con la quale abbiamo condiviso questo argomento, e speriamo che la soluzione sia questa, la migliore per risolvere questo problema.
Su quanto ha detto il Consigliere Mangialardi, che dovranno ritornare in altri comparti, non è così, ognuno rimane dove sta, per chiarire. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Anch'io sarò telegrafico, però ci tengo ad esprimere la soddisfazione per l'esito del percorso che c'è stato, anche se siamo in un Paese dove non c'è niente di più stabile che una proroga e la dimostrazione è che sono 17 anni che si fanno proroghe. Comunque arriva il momento in cui bisogna assumersi la responsabilità, anche perché questa situazione creava un disagio molto forte.
Un sentito ringraziamento vorrei esprimerlo anche alle rappresentanze del mondo della pesca che hanno posto con forza queste richieste e devo dire che, dopo un po' di sofferenza, la maggioranza ha colto il senso ed ha ritenuto di ritirare il provvedimento, la proroga, altrimenti noi ci saremmo anche fatti carico di intraprendere iniziative che andassero in questa direzione, per cui soddisfazione e, ovviamente, favorevole a questo processo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente Pasqui.
Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Annuncio il voto favorevole di Forza Italia. Credo che sia un momento molto importante dopo tanti anni di difficoltà in tal senso, di difficoltà anche decisionale.
Ringrazio la maggioranza, un atto di grande buon senso rivolto ad un settore estremamente importante e significativo per l'economia della nostra regione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anch’io devo dire che sono molto contenta del fatto che sia stato soppresso questo articolo di proroga, ennesima. Nei passati 5 anni l'abbiamo vista direttamente nel testo o come emendamento in Commissione o come emendamento direttamente la mattina. Io l'aspettavo come si aspettano i regali di Natale. È arrivata ieri in Commissione ed oggi c'è stata la buona notizia che avete assunto una responsabilità, finalmente. Come qualcuno ha detto prima di me, è giusto che la politica decida. Ci avete messo un po' di tempo, chi era prima di voi ci aveva messo ancora più tempo, manco le aveva cambiate le cose, questo è da dire, quindi, mi complimento. Il mio voto sarà favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Questo è il mio intervento sulla discussione. Anch'io plaudo al ritiro di quest’emendamento, anche perché avrei espresso un voto contrario, come ho sempre fatto in 5 anni, coerentemente con quello che ha sempre detto il nostro Movimento Civici Marche.
Anch'io saluto le rappresentanze dei pescatori e dei vongolari.
C'è stato un lavoro di concertazione anche della maggioranza, di alcuni colleghi, che ringrazio, in collaborazione anche con parti della minoranza. Insomma abbiamo discusso di questo, abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio ritirarlo, poi gli scenari futuri li vedremo. Fatto sta che dobbiamo ripristinare la legge, dobbiamo “dare a Cesare quel che è di Cesare”. Grazie.
Emendamento 9/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 10. Ci sono due emendamenti: il 10/1 ed il 10/2 entrambi a firma della Consigliera Ruggeri, che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Spiego velocemente entrambi gli emendamenti. Ne ho parlato anche durante il mio intervento prima. Si chiede che sia applicata la legge regionale che voi stessi avete scritto, per esempio, la legge regionale n.19/2022, in cui vi eravate dati sei mesi di tempo per arrivare alla coincidenza tra ambiti e distretti sanitari. Siete andati avanti con proroghe, visto che di proroghe stiamo parlando, e anche quest'anno la ritroviamo al 31 dicembre 2026. Quindi anche questo problema annoso non viene …, anzi solo questo mi viene da dire perché l'altra proroga avete avuto il coraggio di sopprimerla, vediamo che fine faranno i miei emendamenti.
Nel primo emendamento, li ho fatti a scalare, chiedo che tale termine sia da intendersi perentorio e non derogabile, visto che è già la terza volta che ce lo presentate. In quello dopo, invece, parlo del 30 giugno 2026, quindi, questa armonizzazione dovrebbe essere conclusa entro il 30 giugno 2026. La coerenza tra la determinazione degli ambiti territoriali sociali e quella dei distretti sanitari è prevista dalla legge regionale n. 32 del 2014 e chiedo anche la prorogata sospensione dei termini procedimentali relativi alla costituzione di nuove aziende pubbliche di servizio alla persona. Questo perché, secondo noi, vanno armonizzati i due processi per prevenire la formazione di assetti associativi comunali potenzialmente non allineati con la futura delimitazione degli ambiti territoriali sociali attualmente in fase di definizione. Questa moratoria era stata ammessa all'interno della legge di stabilità dalla maggioranza con un emendamento che io ho condiviso l'anno scorso e chiedo di riflettere sul fatto che serva anche quest'anno, cioè sospendiamo le aziende pubbliche alla persona fino a che non abbiamo rideterminato gli ambiti, sennò rischiamo di fare un'operazione che non sta in piedi.
Questa cosa va fatta e va fatta celermente, secondo me, o massimo, veramente, come termine perentorio al 31 dicembre 2026, oppure, se abbiamo più coraggio, anticipiamola al 30 giugno 2026. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Un chiarimento, mi pare che gli emendamenti illustrati dalla Ruggeri siano all'articolo 10, ma l'articolo 10 parla di un'altra cosa, forse no, ne parla al comma 1, questo invece è lo 01. Quindi di fatto sarebbe il comma 1, dopo lo 01. Chiarito. Era dietro. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 10/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 10/2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Articolo 10. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Noi, Presidente, siamo contrari a questo articolo, specialmente al comma 01. In quest'Aula si utilizzava il termine marchette, utilizzato da voi, questa è una marchetta ai Direttori socio-sanitari delle Aziende del Servizio sanitario regionale, la cui legge, il comma 7 dell'articolo 29, prevedeva un trattamento non superiore all'80% del trattamento base attribuito al Direttore generale. Oggi si aumenta un'ulteriore quota del 20% e non si capisce per quale motivo. Già la figura del Direttore socio-sanitario è una figura di nuova istituzione, prevista dalla legge 19/2022, vero Consigliera Marcozzi? Poteva non essere necessaria, perché se il Servizio sanitario regionale è andato avanti per tanti anni senza prevedere questa specifica figura, penso che poteva esserlo ancora di più con l'aver ridisegnato il sistema dal passaggio dall'Azienda unica alle cinque Aziende territoriali che, ripeto, hanno cinque direttori generali, poi ci sono i Direttori amministrativi, i Direttori sanitari, è vero Consigliere Caporossi? Adesso in più ci sono anche i Direttori socio-sanitari. Per quale motivo dobbiamo attribuire una maggiore indennità fino al 20%? Perché non destiniamo queste risorse a delle premialità per chi in sanità dalla mattina alla sera sta in prima linea, come ad esempio i medici, gli infermieri che lavorano nei pronto soccorso? Perché non destiniamo queste risorse in quelle direzioni? Perché le dobbiamo dare ai Direttori socio-sanitari che già percepiscono stipendi e indennità molto elevati e per certi versi anche immeritati? Invece, sarebbero meritati dai medici, dagli infermieri, da quelli che stanno in prima linea. Questo ci saremmo noi aspettati. Visto che non fanno a gara per andare nel sistema dell'emergenza urgenza, dove hanno anche costi aggiuntivi come le assicurazioni e via dicendo.
Noi siamo contrari all’articolo 10 che, ripeto, è incomprensibile perché queste risorse dovrebbero essere destinate al personale socio-sanitario. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 10. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 11. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 12 (dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ora ci sono due ordini del giorno. Il primo firma del Consigliere Nobili, che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Sarò velocissimo. L’ordine del giorno riguarda l'assetto degli Ambiti territoriali sociali che noi sappiamo essere l'asse portante dell'attuazione delle politiche sociali regionali e proprio perché gli Ambiti territoriali sociali sono così centrali, non possiamo continuare a considerarli una sorta di struttura provvisoria permanente.
Nella legge di stabilità si chiede una deroga dell'attuale assetto. Con questo ordine del giorno chiedo che ci si impegni a predisporre, entro il 30 giugno 2026, una proposta di riforma organica degli Ambiti territoriali sociali, da sottoporre all'Assemblea. Una riforma che affronti il rapporto strutturale con la sanità territoriale, con i modelli di governance e il finanziamento stabile dei servizi. Riteniamo che sia un atto a favore forte del sistema pubblico di welfare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Intervengo perché sono d'accordo sulla proposta di giorno presentata. Lo dico anche da Sindaco, perché chi amministra i territori sa cosa significa avere situazioni di non coincidenza, di non dialogo fra gli ambiti e i distretti. Complica le cose, porta ad una tasso anche di litigiosità nella ridistribuzione dei servizi. Quello che fa un po' specie è che, fondamentalmente, sono tutti d'accordo, ma negli anni si rinvia sempre la volontà di voler unificare, di far coincidere, di far dialogare gli ambiti con i distretti e puntualmente si proroga e, come ho detto prima, non c'è niente di più stabile di una proroga. Per cui, oltre ad appoggiare, prevedendo che quest’ordine del giorno non verrà raccolto, questo è un invito a metterci la testa e mi rivolgo a quei Consiglieri, Colleghi di maggioranza, perché poi le carte le dà sempre chi governa e chi esprime la maggioranza
Sul territorio c'è una reale necessità che si addivenga ad una vera riorganizzazione. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Un'occasione importante per tutto il Consiglio regionale per colmare uno iato che si è creato da tanti anni e per come è formulato l'ordine del giorno, credo che sia molto importante che tutto il Consiglio lo voti, anche perché non si tratta di votare oggi un dispositivo in termini tecnici, ma di votare una linea di tendenza che è necessaria, quella di far coincidere i distretti con gli ambiti sociali, rimettendo a posto qualcosa che è stato, purtroppo, rotto dalla legge Turco n. 328 del 2006 e che ha creato molte difficoltà e molti danni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta Ruggeri. Grazie, Presidente. Anche io voterò a favore di quest’ordine del giorno, visto che è in linea anche con gli emendamenti che ho presentato. Io ho ritenuto di fare quelli piuttosto che in ordine del giorno perché far entrare la modifica in legge sarebbe stato sicuramente più forte, però visto che la maggioranza ha scelto un'altra strada, spero che almeno sostenga l'ordine del giorno del Consigliere Nobile. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma del Consigliere Nobili. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Proposta di ordine del giorno a firma della Consigliera Ruggeri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Qui c'è una questione territoriale molto importante, almeno dal mio punto di vista. Era l'anno 2023, seduta di bilancio, il Consigliere, mio collega, ancora non l'aveva dichiarato, ma si era candidato Sindaco in pectore del Comune di Fano ed il 22 dicembre abbiamo sottoscritto e votato a maggioranza un ordine del giorno che impegnava la Regione, ma non in maniera lassa, in maniera estremamente puntuale, a mettere risorse per il Palasport: progettazione e realizzazione. Ci tengo a leggervi dei passaggi perché si chiedeva di finanziare sia la progettazione che la realizzazione di un Palasport polifunzionale di almeno 3.000 persone, inserendo almeno 200.000 euro per il 2024 per la progettazione ed almeno 2.000.000 di euro, 1.000.000 del 2025, 1.000.000 del 2026, che nessuno ha mai visto, per la realizzazione di detto impianto.
Avevo sottoscritto quell’ordine del giorno che era stato votato a maggioranza, ancora mi rimbombano nelle orecchie le parole.
PRESIDENTE. Consigliera Ruggeri, mi perdoni. Chiederei un po' di attenzione, soprattutto silenzio, così riprendiamo i lavori perché reputo …, soprattutto per quello che stiamo votando. Prego i Consiglieri di accomodarsi.
Prego, Consigliera Ruggeri.
Marta Ruggeri. La ringrazio per questa sensibilità. Non lo faccio per me perché io sono abituata a concentrarmi anche con il chiacchiericcio, mi dispiace per i Consiglieri che non mi stanno ad ascoltare perché andranno a votare un ordine del giorno che li inchioda a responsabilità che non si sono presi nel tempo.
Procedendo nella discussione, quel giorno, quella sera, quella notte, non ricordo più perché qui le sessioni di bilancio si allungano parecchio, il Consigliere all'epoca Vicepresidente, che era lui candidato, in pectore, a Sindaco della città di Pesaro, pubblicamente mi disse che avevo sbagliato sia a sottoscrivere quell'ordine del giorno che a votarlo favorevolmente, perché quei soldi non si sarebbero mai visti. Mai fu così preveggente. Infatti non si sono visti e non ci sono neanche quest'anno. Allora, ho fatto un ordine del giorno praticamente fotocopia di quello del 2023, non ho scritto quante risorse servono né in quali anni metterle, però vi chiedo quantomeno di dare un cenno, anche perché, come ho detto nel mio intervento, in piena campagna elettorale …
PRESIDENTE Mi scusi, Consigliera. Colleghi, o sospendo i lavori o ci mettiamo … gradirei, ma credo che gradiremmo tutti, silenzio e attenzione. Prego, Consigliera.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente In piena campagna elettorale, so che a qualche Consigliere può dare fastidio, è venuto il Presidente Acquaroli, di fianco al Sindaco di Fano, non l'ha potuto dire espressamente, però ha fatto capire perfettamente che sarebbe stato al fianco della città di Fano qualora fosse stato riconfermato Presidente della Regione, anche questa, in forma un po' ampia, io la chiamerei propaganda – se voterete contro quest'ordine del giorno - oppure promesse elettorali completamente disattese.
Adesso vedremo. Recentemente è venuto anche l'Assessore Consoli invitato al Gran Galà dello sport, che si è tenuto a Fano, e in maniera un po’ più impacciata, a domanda molto precisa da parte dall'Assessore allo sport del Comune di Fano, ha preso un mezzo impegno, e da lì ho capito che non avrei trovato 1 euro a bilancio, mentre gli euro per i palasport, per i palazzetti, per le palestre di altre città ci sono. Quindi, vi chiedo: c'è ancora la volontà di questa Regione di stare al fianco del Comune di Fano, che sicuramente non ha risorse necessarie per realizzare questa struttura, che però è indispensabile, non solo per lo sport, ma anche per il turismo? Se sì, vi chiederei di votare l'ordine del giorno, sennò bocciatelo pure, però ne renderete conto ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico. Non posso esimermi dall'esprimere una piccola considerazione, anche se sono in evidente conflitto di interessi, perché ero Sindaco della città di Fano in quel momento. Tant'è che, in qualità di Sindaco, andai a ringraziare il Consigliere XY per il risultato che aveva conseguito.
Prendo la parola perché questa è la politica che non mi piace, mera propaganda funzionale a strappare qualche paio di voti. Devo dire che questa annunciazione trovò una grande sensibilità nella città, annuncio che non ha avuto nessun seguito, per cui io spero e auspico che questo ordine del giorno venga accolto.
Immagino che a questo punto dovrò ritirare anche i ringraziamenti che feci allora al collega, oggi Sindaco della città, questo fa ancora più male perché ci troviamo in una situazione in cui una città come di Fano ha oggettivamente una forte esigenza di una struttura di questo tipo.
Mi sento di ringraziare la Consigliera Ruggeri per aver riportato …, avendo anche la memoria storica di questo Consiglio, non come me che sono arrivato ora, però il tempo, come dico, è galantuomo e poi esprime i giudizi che auspico arrivino anche all'opinione pubblica, anche se, ahimè, non sempre quello che ci raccontiamo qua ha un effetto e un ascolto all'esterno di quest’Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Barbieri.
Nicola BARBIERI. Grazie, Presidente. Molto brevemente perché questa Assemblea legislativa ha già votato, l’ha ricordato la Consigliera Ruggeri, si è già espressa con un indirizzo al Presidente Acquaroli, si era impegnata su un intervento importante per la città di Fano. Adesso capisco il pretesto della minoranza di trovare l'occasione per ritornare sui giornali domani e dire che questa Giunta regionale e questo Consiglio regionale non vogliono finanziare il Palazzetto dello sport di Fano. Non è così, perché questa è una Giunta regionale che cerca di stare vicina alle esigenze delle città, dei nostri Comuni, soprattutto in termini di impiantistica sportiva. Quindi non mi sembra corretto da parte della minoranza, dei Consiglieri Ruggeri e Seri, cercare l'occasione per far polemica su questo impianto che ha un costo importante. Una maggioranza seria non può promettere risorse senza prima averle trovate all'interno del bilancio regionale.
Questo ci tengo a dirlo perché è un chiarimento importante per evitare domani di trovare sui giornali delle bugie o delle cose poco corrette nei confronti di questa maggioranza di centro-destra. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Io sono a favore ed ero presente quando è stata presentata questa proposta. Mi spiace dover contraddire il Consigliere Barbieri, sta dicendo che non si possono presentare proposte senza risorse. Qui c'è una scelta politica, nella tabella E ci sono 200.000 euro per la palestra di Pian di Meleto, non ci sono per quella di Fano. Avete scelto, Pian di Meleto sì, Fano no, è una scelta politica, non è altro. Le risorse ci sono - le do la tabella - e ci sono anche per un altro impianto sportivo, non va bene, non va bene per niente.
E’ una scelta politica e la responsabilità se l'assume la Giunta. Ha scelto di dare 200.000 euro alla palestra di Pian di Meleto e di non darli a quella di Fano; ha scelto di darli all'impianto sportivo di Belforte all’Isauro e ha scelto di non darli a Fano. Quindi non ci venga a dire che non ci sono le risorse, ci venga a dire che avete fatto delle scelte, di cui vi assumete la responsabilità. È diverso, è molto diverso e io voterò l’ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente. Diciamo che quello che ha detto la Consigliera Vitri era quello che avrei aggiunto anch'io. Nella tabella E non ci sono solo gli interventi che ha ricordato la Consigliera Vitri, ce ne sono tanti altri sulle strutture, quindi è evidente una scelta politica. E questo dimostra che non si può procedere per allegati, per tabelle allegate, perché ogni città marchigiana ha l’esigenza di una sua struttura in base alle proprie dimensioni, alle attività che si svolgono in quel territorio, dalle più piccole, le più interne, alle più grandi, magari sulla costa.
Procedere a spot, procedere per consenso elettorale o procedere magari perché qualche amministratore tira di più la giacchetta, perché magari ha qualche contatto di più in Regione, è sbagliato. Ecco perché sarebbe una buona pratica finanziare le leggi che danno norme stabili, fisse. Quindi, mi accorgo che occorreranno degli strumenti per avere la propria struttura sportiva, magari a fronte anche di una percentuale di compartecipazione del Comune, con delle premialità, un meccanismo giusto che vada a premiare le comunità che si impegnano di più o investono di più. Penso che sia necessario che il meccanismo venga effettuato attraverso una legge che va finanziata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Sono stato chiamato in causa a seguito di una mia partecipazione al Gran Galà dello sport a Fano. Naturalmente credo che quest’ordine del giorno sia ultroneo, ultroneo rispetto a un impegno di natura politica che il Presidente Acquaroli aveva preso naturalmente a voce. È chiaro che la realizzazione di un impianto come quello di Fano non richiede i 250.000 euro di una tabella E, non richiede il 500.000 euro, necessita di un impegno molto più importante da parte della Regione.
La Giunta esecutiva, che si è insediata da poco, deve fare una programmazione, ha fatto una programmazione in un tempo molto breve, quindi sarà necessario opportunamente verificare quale impegno prendere, in che modalità e quali raccordi possono essere fatti, perché per la realizzazione di un impianto di questo genere servono diversi milioni di euro. D'altronde anche il Sindaco del Comune di Fano non chiede la partecipazione integrale da parte della Regione, ma un impegno che vada strutturato nel corso del tempo, compatibilmente con la verifica degli esiti di bilancio.
Non vorrei che quest’ordine del giorno, che è ultroneo, eccessivo e ridondante rispetto a un impegno che il Presidente aveva già preso precedentemente, venga utilizzato solamente per fare una sorta di propaganda politica, mettendo in bocca al sottoscritto e al Presidente degli impegni che comunque sono stati già avallati sotto l'aspetto complessivo e che saranno presi in considerazione nel corso delle successive sessioni di bilancio. Rimane naturalmente un impegno che va valutato anche perché Fano è la terza città più grande delle Marche, quindi a livello sportivo rappresenta un punto di riferimento insieme ad altre città importanti. Sarà sicuramente valutata la possibilità di verificare le giuste congiunture necessarie per prendere gli opportuni finanziamenti e venire incontro alle esigenze di una delle città più importanti delle Marche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Invito la maggioranza, come si suol dire, a fare un po' pace con il cervello, se questi fondi fossero stati messi avreste votato il bilancio? E se questi fondi c'erano, erano una marchetta per il Sindaco di Fano? Quando vi pare i fondi sono marchette, quando non vengono messi non sono marchette e dovrebbero essere previsti. Usate un unico metro … Probabilmente c'è anche un paragone di credibilità maggiore. Come qualificate queste marchette? Se le mettevamo urlavate alla marchetta per il Sindaco di Fano e adesso fate un ordine del giorno per chiedere ...
L'impegno del Presidente c'è stato e quando prende un impegno lo mantiene. C'è stata anche la chiarificazione dell'Assessore, che ringrazio anche per il contributo che ha dato.
Questi soldi ci saranno, fortunatamente abbiamo altri 5 anni a disposizione, però, attenzione, quando li mettiamo non dite che è una marchetta, sennò continua questo loop all'infinito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pierini.
Nicolò PIERINI. Grazie, Presidente. È la seconda volta che la Consigliera Vitri nomina questi due finanziamenti al Comune di Pian di Meleto e al Comune di Belforte all’Isauro. Sono due finanziamenti della Giunta precedente, che ringrazio. Giusto per fare un chiarimento.
Due palestre non disastrate, di più e dobbiamo solo ringraziare questi fondi che arriveranno per sistemare due strutture, al cui interno ci giocano bambini, ragazzi, ragazze, quindi evitiamo polemiche sterili e inutili per fare propaganda politica, per creare uno scontro tra entroterra e costa. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Forse prima aveva ragione il Presidente quando chiedeva di ascoltare un po’ perché mentre parlavo c'era una grande confusione. Evidentemente si è perso un passaggio, nell'ordine del giorno, che ho sottoscritto e votato, non definendolo quindi mancetta o altro, c'era scritto, parole testuali, che questo Palasport sarebbe stato finanziato con 200.000 euro almeno nel bilancio del 2024 e con altri 2.000.000, 1.000.000 nel 2025 ed 1.000.000 nel 2026. Questo c'era scritto nell'ordine del giorno che è decaduto perché è cambiata la legislatura, sennò, Consigliere Barbieri, lei non sarebbe qui. Ci sono state le elezioni, c'è stato un altro programma, Consigliere, è stato riconfermato il Presidente Acquaroli che solo a mezzo stampa ha dato rassicurazioni in proposito.
Sulle rassicurazioni del Presidente e sulle rassicurazione parziali dell'Assessore esistono un sacco di articoli di stampa, che vi inviterei ad andare a leggere. Motivo per cui rivotare questo ordine del giorno non è superfluo perché è cambiata la legislatura.
Se politicamente volete aiutare il Comune di Fano, io le cifre non le ho messe, neanche gli anni, è solo in impegno politico, l’ordine del giorno, anche se l’ha presentato solo la Consigliera Ruggeri perché l’ex Consigliere XY non c'è, lo votate, se non lo volete fare, è chiaro che domani dirò che quest’Assemblea legislativa contraddice ciò che ha detto il Presidente Acquaroli e quello che parzialmente ha detto l'Assessore. Ci mancherebbe, io faccio opposizione, quindi lasciatemi fare il mio lavoro. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma della Consigliera Ruggeri, Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Passiamo alla proposta di legge n. 15.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.
L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2.
Esame degli emendamenti all’articolo 2.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Si rischia che qualcuno dica che stiamo in quest'Aula o al bar e non facciamo il nostro lavoro, io gli emendamenti li faccio indipendentemente dalla fine che faranno. Immagino che saranno bocciati, pazienza, però il Movimento 5 Stelle ci tiene a che siano finanziate delle leggi, soprattutto quelle che abbiamo votato all'unanimità, c'era anche il Consigliere Putzu a votarle, spesso le ha anche firmate.
Nella tabella A, che è la tabella delle leggi, quella virtuosa, diciamo così, non è stata finanziata quest'anno la legge sugli ecomusei, la legge regionale 9/2022, finanziata per 3 anni con 60.000 euro. Vi chiedo il finanziamento per il 2026 con 50.000 euro prendendo le risorse dall'ATIM, visto che ce ne sono in esubero.
Ho fatto un secondo emendamento per chiedere che sia finanziata la legge regionale 22/2016 “Circuito storico, culturale, artistico, musicale e produttivo della fisarmonica”, che abbiamo cambiato insieme, all'unanimità, nella scorsa legislatura. Era stata proposta da un Consigliere di maggioranza, magari oggi sembrerà un dettaglio, però è storia.
Chiedo, poi, il finanziamento della legge regionale 20/2021 “Istituzione della giornata regionale per il diritto al divertimento in sicurezza”, che abbiamo celebrato pochi giorni fa. È una norma molto importante che è stata presentata da tutti i capigruppo ed è stata votata anche questa all'unanimità, chiedo un finanziamento irrisorio, ne ho parlato anche nel mio intervento, 20.000 euro su un bilancio di 6 miliardi. Penso che uno sforzo, almeno per questa si possa fare.
Poi chiedo il finanziamento della legge n. 14 del 2024” “Valorizzazione e sostegno dei carnevali storici”, una legge a doppia firma, nel senso che la prima proposta di legge l'ho presentata io, dopo qualche mese è arrivata la proposta della Giunta, sono state abbinate, sono state finanziate per 3 anni: primo anno 100.000 euro, secondo anno 150.000 euro, terzo anno 50.000 euro, che sono insufficienti, per cui chiedo che sia aumentata di altri 50.000 euro perché, come ho detto nell'intervento che ho fatto prima sulle due leggi, 50.000 euro è il minimo che prende da solo il Carnevale di Fano, quindi andiamo a ridurre i finanziamenti che la Regione potrebbe dare anche agli altri carnevali storici. Abbiamo fatto una legge, finanziamola.
L'ultimo emendamento chiede il finanziamento della legge regionale n. 9 del 2002, in particolare che sia finanziato l'articolo 15, che riguarda l'Università per la Pace, con 40.000 euro, che è quello che bene o male, storicamente, da quando c'è il Presidente Acquaroli abbiamo dato, però sempre con grandissima sofferenza perché nei bilanci previsionali non c'è mai una lira e nell'assestamento riusciamo a volte ad infilare questi fondi. Per mia colpa l'emendamento non è sottoscritto anche dal Consigliere Mangialardi, che mi aveva chiesto di farlo, quindi fate finta che sia a doppia firma, anche se formalmente non è così.
Avendo chiesto il finanziamento di leggi e ritornando al discorso che siamo in un’Assemblea legislativa, spero che la maggioranza, almeno qualcuno, lo possa approvare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto, per dire che avrei votato volentieri i seguente finanziamenti: ecomusei, circuito storico, giornata regionale per diritto del divertimento in sicurezza (la legge l’ho scritta personalmente nella precedente legislatura, anche se non ero qui), carnevali storici. Sulla pace penso che dovremmo aprire un dibattito quanto prima.
Non voto gli emendamenti, Consigliera, per il semplice motivo che lei chiede di finanziare tutte queste cose togliendo i soldi all'ATIM, mentre io non ritengo sufficienti quelli che abbiamo stanziato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sull'emendamento 2/3, intervengo rispetto alla legge 20/2021, ricordando a tutti che la legge sul divertimento in sicurezza era stata proposta da tutti i capigruppo e votata all'unanimità dall'Aula.
Ricordo ai componenti della maggioranza e anche alla Giunta …, guardo l'Assessore Consoli, che l'8 dicembre scorso era a Senigallia per celebrare, purtroppo, il triste anniversario della tragedia della Lanterna Azzurra, in passato ci sono stati l’ex Assessore Biondi, il Presidente Acquaroli ed anche il Consigliere Marconi, credo, quindi, che sia doveroso da parte di tutti approvare questo emendamento, soprattutto per quello che rappresenta. La legge, ripeto, era stata proposta da tutti i gruppi consiliari. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/1 a firma della Consigliera Ruggeri, che la parola, per dichiarazione di voto.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per ricordare o informare il Consigliere Marconi che gli emendamenti che ho fatto originariamente li ho presentati in Commissione e se fossero passati avrei evitato di presentarli, come è successo in passato.
In passato in Commissione abbiamo discusso il bilancio, stando ognuno dalla propria parte in base al ruolo che aveva ed a quello che si leggeva nel bilancio, ma non è stato possibile perché quando sono stati discussi i miei emendamenti, il famoso fondo per le leggi speciali, quello che dovrebbe finanziare le leggi nuove o anche quelle vecchie, era stato azzerato e tutti i fondi messi nel progetto Marche, quindi noi Consiglieri abbiamo le mani legate, non possiamo finanziare le leggi approvate.
Oggi ho presentato le leggi approvate all'unanimità, non ho voluto fare strumentalizzazione. Ho preso le leggi che secondo me sono importanti, sono state approvate all'unanimità ed ho trovato l'unico fondo capiente, quello dell'ATIM. Capisco che è una forzatura, però si tratta di spiccioli, forse la maggioranza, se vuole dare un segnale, potrebbe votarli. Originariamente non sono andata a prendere le risorse lì, le ho prese dal fondo dedicato, che però è stato usato per altro anche quest'anno. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/2 a firma della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/3 a firma della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/4 a firma della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/5 a firma della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/6 a firma della Consigliera Marcozzi, che ha la parola per dichiarazione di voto.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. L'emendamento è di natura tecnica, in quanto aggiorna per l'anno 2026 l'autorizzazione della Tabella A della proposta di legge n. 15 del 2025 per la legge regionale n. 7 del 1995 che, per un refuso informatico, ricomprendeva la riduzione per il fondo pluriennale vincolato attivato nell'annualità 2025 per il 2026 a carico dei capitoli 2160210140 e 2160210141, da non considerare nell'autorizzazione di competenza.
PRESIDENTE. Emendamento 2/6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 2/7 a firma della Consigliera Marcozzi, che ha la parola per dichiarazione di voto.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. L'emendamento ha natura tecnica in quanto aggiorna per gli anni 2026, 2027 e 2028 l'autorizzazione della tabella A della proposta di legge n. 15 del 2025 per la legge regionale n. 15 del 1997, che, per un rifuso informatico, ricomprendeva la riduzione per il fondo pluriennale vincolato attivato nell'annualità 2025 per gli anni 2026, 2027 e 2028 a carico dei capitoli 2090810040 e 2090820040, da non considerare nell'autorizzazione di competenza. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 2/8 a firma della Consigliera Marcozzi, che ha la parola per dichiarazione di voto.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Anche quest’emendamento ha una natura tecnica in quanto aggiorna per l'anno 2026 l'autorizzazione della tabella A della proposta di legge n. 15 del 2025 per la legge regionale n. 37 del 2020, che, per un refuso informatico, ricomprendeva la riduzione del fondo pluriennale vincolato attivato nell'annualità 2025 per il 2026 a carico del capitolo 2090520088, da non considerare nell'autorizzazione di competenza. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 2/9 a firma della Consigliera Marcozzi, che ha la parola per dichiarazione di voto.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Con questo emendamento, che riguarda la legge regionale n. 7 del 1995 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria”, spostiamo 75.000 euro da spesa corrente a spesa per investimento. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/9. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Articolo 2, così come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Velocemente, visto che questo articolo contiene la tabella A. Oggi l'Assessore ha ricordato tutte le leggi finanziate nella tabella A, la Consigliera Vitri giustamente prima ha ricordato, ad esempio, una legge importante, quella sull'invecchiamento attivo, che non è stata finanziata, ma non sono state finanziate tante altre norme, anche proposte dalla maggioranza in passato. Mi riferisco alla legge per la promozione delle comunità energetiche e alla legge per la psicologia scolastica, che non risultano finanziate in questo bilancio.
So che il Consigliere Ausili fa riferimento ad un altro pacchetto di finanziamenti che c'è, ma riguarda comunque il passato, che sarà operativo fra un po', ma intanto nel bilancio triennale non c'è nulla sulla psicologia scolastica e sul contrasto al cyberbullismo, che rientrano sempre in quel pacchetto.
Oggi ho parlato di altre normative non finanziate, a partire da quella alla lotta alla ludopatia, nonostante il Consigliere Canafoglia la ritenga una cosa secondaria. Mi riferivo alla lotta, ma non mi sembra che su questo troverebbe molti consensi anche all'interno della sua maggioranza.
Detto ciò, dico le ultime due cose. C'è una legge che passa troppo spesso nel dimenticatoio ed è la legge n. 31 del 2020, quella sulla partecipazione dei cittadini alle scelte decisionali di politiche pubbliche. Su questo il Presidente Acquaroli in campagna elettorale si era speso davanti ad una platea che chiedeva specificatamente il rifinanziamento di questa legge.
Chiudo sul mancato finanziamento che ogni anno riproponete, meglio, fate lo stesso errore, quello di non finanziare la legge in memoria della giornata di Carlo Urbani. Tutti gli anni a fine Consiglio ci ritroviamo a discutere – il Presidente Pasqui si ricorderà di questo gravissimo scivolone - poi a marzo ci troveremo tutti, ancora una volta, a celebrare la figura di Carlo Urbani, dimenticandoci che sulla legge non ci sono fondi. Una legge che serve a parlare della figura di Carlo Urbani ai giovani nelle scuole e al massimo a marzo ci ritroveremo qui a parlarne, ma poi ai giovani di questa figura eroica non si parla più. Credo che sia un gravissimo errore non averla finanziata. Ve ne assumete la responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 9. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 10. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 11. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 12 (dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ci sono due proposte di ordini del giorno, la prima a firma del Consigliere Nobili, che ha la parola per illustrarla.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Sarò molto breve. Siccome nel corso della discussione ho sentito con una certa veemenza difendere l'operato della Giunta regionale in tema di politiche culturali e di sostegno alle attività culturali, evidenziando come siano state messe a disposizione risorse incrementate nel corso del tempo, mi permetto di far notare che le cose non stanno esattamente così.
Esiste la legge regionale n. 7 del 2009, che finanzia il sistema del cinema e dell'audiovisivo. Fino al 2024, a seguito delle previsioni di questa legge, c'era una somma ammontante a 140.000 euro, destinata ad una pluralità di festival presenti nel nostro territorio. Festival anche importanti, guardate qui, non sto parlando del mio territorio, parlo di città come Fabriano, “Fabriano Film Festival”, Civitanova Marche, “Civitanova Film Festival”. Tutto questo è stato azzerato, tutto questo scompare.
Questa amministrazione regionale dice di essere attenta al tema della cultura, ma poi ci vuole poco ad evidenziare che le cose non stanno esattamente così, proprio perché parliamo di festival, che oltre ad avere un valore culturale hanno un valore sociale.
Adesso non faccio l'elenco dei festival e delle rassegne, ma sono iniziative che hanno un valore aggiunto perché spesso si realizzano in territori non particolarmente vivaci culturalmente, c'è anche il Festival di Ussita per intenderci, che hanno qualcosa in più perché esprimono una coesione sociale e la possibilità di alimentare la vivacità di territori che altrimenti ne sarebbero privi.
Credo che impegnare la Giunta affinché vengano ripristinati quei 140.000 euro, che fino al 2025 c'erano, sia un atto di serietà e di coerenza rispetto alle cose che sono state affermate, che vorrebbero questa amministrazione regionale così attenta al tema culturale. Dateci la prova di questo, votando quest’ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Luconi.
Silva LUCONI. Grazie, Presidente. Mannaggia, alle 19:07 del 23 dicembre … pensavo di aver chiuso in realtà un'oretta fa. Il Consigliere Marconi mi può correggere se sbaglio, Giulio Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato, però tante volte ci si azzecca, io leggo quest'ordine del giorno non con tanto stupore.
La ringrazio, Consigliere Nobili, per l'averlo proposto, ringrazio anche la proposizione o la spinta eventuale che è arrivata per far costruire quest'ordine del giorno. In politica spesso e volentieri tutto torna o tante cose tornano.
Ovviamente ho analizzato, quando ho parlato di bilancio, quanto è stato stanziato in termini culturali, marcando il +25% rispetto agli stanziamenti pregressi. Questo lo rivendico e rivendico anche quanto fatto in materia di cinema. Credo che chiunque abbia masticato un po' di questa materia o l’abbia anche affrontata nel corso di questi 5 anni, io sono nuova, quindi racconto e faccio una narrazione, però prima di me c'è stato qualcuno che questo tema lo ha dipanato in tutte le più varie manifestazioni e situazioni, quindi non mi smentirà quando dico che il cinema gode ancora di finanziamenti importanti del FESR, dove abbiamo dato, uso il plurale maiestatis, 16 milioni, tanto che le Marche sono diventate, lo virgoletto “Regione del cinema”.
Progetti da terminare e processare, scusatemi la ripetizione. Si sta progettando, come già affrontato all'interno dell'ufficio, in accordo anche con l'Assessore …, ma abbiamo anche condiviso con Fondazione Marche Cultura questo aspetto. Quindi si sta progettando la nuova programmazione e la Giunta Acquaroli, tra l'altro, è la prima ad aver creduto in una tematica così importante, come quella del cinema. Abbiamo finanziato la legge n. 4, quella che riguarda i beni culturali, dove abbiamo stanziato oltre 2,5 milioni; abbiamo finanziato anche la legge dello spettacolo e stiamo ragionando su come proseguire, alla fine del processo che riguarda i 16 milioni del FERS, sulla legge 7. Quindi nessun allarmismo, siamo attenti tanto quanto il Consigliere Nobili, che ovviamente ringrazio perché è l'interlocutore che in quest'Aula ha permesso di fare chiarezza su un tema così importante - sicuramente saprà riferire e se non dovesse riferire siamo in diretta, quindi sicuramente ci potranno ascoltare - su quello che succede in materia di cinema e su quello che succederà da qui in avanti. Questo giusto per dovizia di particolari. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma del Consigliere Nobili. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Proposta di ordine del giorno a firma della Consigliera Ruggeri, che ha la parola per illustrarla.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Siamo arrivati all'ultimo ordine del giorno. Prima di discuterlo vorrei dire che mi manca l’ex capogruppo, voglio che sia messo agli atti che il Consigliere ex capogruppo di Fratelli d'Italia è una mancanza enorme in questo Consiglio regionale perché lui aveva esordito in una delle prime Assemblee dicendo che un ordine del giorno non si nega nessuno, invece con il nuovo corso di questa nuova Giunta e di questa nuova maggioranza pare che venga rifiutato tutto quello che arriva dall'opposizione per partito preso. Sarà l'euforia della nuova vittoria? Vi sentite molto forti? Siete diventati un po' arroganti? Non lo so. Adesso lo vediamo subito perché, capogruppo Putzu, questo è un tema - e mi dispiace che non ci sia l'Assessore Calcinaro - che ritengo molto importante, quello delle RSA, di cui ha parlato brevemente nel suo intervento anche il Consigliere Marconi.
Tutti avete letto i dati dell'Osservatorio Marche del 9 dicembre 2025, siamo in una situazione di estrema crisi. Le persone in lista di attesa nelle RSA risultano essere 7.650. Le liste superano non solo i posti convenzionati, ma anche quelli autorizzati e persino la dotazione massima indicata dal piano regionale. Accorcio un po’ ricordando che nel piano socio-sanitario, che abbiamo approvato nel 2023, c'era scritto, nero su bianco, che avreste fatto il nuovo piano del fabbisogno, che è fermo al 2017 e si basa sui dati dell'anno precedente, quindi ogni tipo di organizzazione è basata su dati vecchi.
Nonostante le tante interrogazioni che ho fatto in questo Consiglio regionale, le tante promesse dell'ex Assessore alla sanità, questo nuovo piano del fabbisogno non ha visto la luce, invece c’è stata in data 26 maggio 2025 una delibera di Giunta regionale, la n. 741, la quale dice: “Nelle more dell'aggiornamento del piano di fabbisogno, sono autorizzati in deroga l'attivazione, trasformazione o ampliamento di 19 strutture per un totale di 218 posti letto residenziali e 48 posti letto semiresidenziali”. Questo nelle more del piano del fabbisogno, che, ripeto, è datato e va assolutamente aggiornato: i posti letto aumentati sono sicuramente insufficienti.
Ad oggi il numero delle persone in lista d'attesa è quasi triplicato rispetto al 2021. Sono circa 2.500 le persone, i nostri anziani, che hanno bisogno di assistenza e come Regione non ci possiamo nascondere. Gran parte delle persone non entrerà mai nei posti convenzionati con conseguente espansione dei privati non convenzionati, con il rischio di aumentare i costi per le famiglie. Quindi, chiedo semplicemente quello che ho chiesto tante volte, nella passata legislatura l’ex Assessore aveva detto che avrebbe fatto in breve tempo, ma sono già passati 5 anni, quindi non regge più la favola che il PD doveva farlo dal 2017, non l'ha fatto, siete stati voi al Governo della Regione per 5 anni ed adesso inizia il sesto, quindi vi chiedo per l'ennesima volta, per favore, di aggiornare il piano dei fabbisogni perché è indispensabile per una corretta programmazione.
Ripeto - mi spiace moltissimo che non sia presente l'Assessore Calcinaro …, c’è, mi fa piacere - bisogna prevedere di aumentare il numero dei posti letto convenzionati. Mi fa piacere che l'Assessore abbia seguito tutta la discussione. Spero che almeno questo ordine del giorno …, che credo non possa non essere approvato, perché è impossibile non approvare un ordine di questo tipo.
L'Assessore è nuovo, sta a lui farci capire se questa Giunta ha intenzione di prevedere l'aggiornamento del piano di fabbisogno e soprattutto di aumentare i convenzionamenti. In più, come ho detto nelle premesse, la situazione è andata esplodendo, dal 2021 ad oggi è peggiorata moltissimo, quindi, come Regione, insieme, riusciamo a dare una risposta a queste persone fragili in difficoltà? Vi cedo la parola per sentire che cosa ne pensate al riguardo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Cara collega Consigliera Ruggeri, è vero che un ordine del giorno non si nega a nessuno, ci mancherebbe altro, su questo condivido, però mi dispiace dire che ancora una volta arrivate secondi rispetto a questa maggioranza. È questo che mi dispiace. Noi abbiamo tempi diversi, siamo più veloci, voi siete più lenti, oppure noi ci confrontiamo prima con gli operatori.
Voglio ringraziare l'Assessore Calcinaro che già qualche giorno fa ha incontrato le associazioni, ha incontrato Confindustria e ha già dichiarato che nei primi mesi del 2026 ci sarà l'aggiornamento del piano del fabbisogno. Sa benissimo, Consigliera, che ci è voluto del tempo perché il piano del fabbisogno lo si fa in base ad uno studio dei dati, uno studio delle esigenze del territorio, la Giunta Acquaroli non lo fa in base a chi ha un amico in più, un amico in meno da accontentare. Questo è un dato di fatto molto importante, magari lei non c'era, ma qualche anno fa si faceva in base alle amicizie più potenti all'interno di un partito. Si chiama piano del fabbisogno proprio per dare una risposta all'intero territorio. Quindi, perché non votiamo l’ordine del giorno? Noi non siamo contrari, siamo favorevoli, ma l'Assessore l’ha già detto qualche giorno fa alle associazioni e lo ha ribadito più di una settimana fa da Confindustria, è inutile che venga approvato un ordine del giorno che lo stesso Assessore ha già annunciato alla maggioranza prima che il Movimento 5 Stelle lo proponesse. Io cerco di essere serio e corretto e per questo dico, è vero, che abbiamo 5 anni ... Certo, ci mancherebbe altro.
Ripeto, bisogna farci uno studio sopra. Con il vostro metodo in 5 minuti lo facevate, dove avevate la marchetta politica più vicina si faceva.
A prescindere da questo, credo che sia importante ringraziare l'Assessore e la Giunta per l'attenzione che viene data a questo tema, anche perché ritengo che sia importante distinguere le questioni del fabbisogno e del convenzionamento. Anche su questo penso che sia importante fare una riflessione seria perché poi è facile dire che si va allo scontro per fare propaganda.
Penso invece che l’Assessore Calcinaro abbia intrapreso una strada seria, corretta, importante, che ha già annunciato alla maggioranza prima che il Movimento 5 Stelle facesse quest’ordine del giorno. Posso dire tranquillamente che già è stato fatto, già è stato preso l'impegno, l'Assessore l'ha dimostrato, quindi, non è che non voglio votare a favore di un ordine del giorno della Consigliera Ruggeri, che mi è simpatica e stimo, ci mancherebbe altro, però non credo che possa spostare le tesi di un bilancio. Le dico che potremmo approvarlo, ovviamente se lei vota a favore del bilancio, ma è una cosa impossibile. Tra l'altro, mi permetta di fare politica perché ritengo che la politica sia una cosa seria, su questo tema ci siamo già confrontati, la maggioranza da qualche giorno ha avuto l'ok dell'Assessore per lavorare nei primi mesi del 2026 per dare delle risposte sulla questione del fabbisogno. Non c'è bisogno …, anche qui, mi dispiace dirlo, siete arrivati secondi. Mi raccomando, non abituatevi perché poi è difficile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Proprio in virtù di quello che ha detto adesso il Consigliere Putzu, non vedo motivo per votare contro questo ordine del giorno. Aggiungo, il Consigliere Putzu ha detto che arriviamo dopo la maggioranza, ma qualche giorno fa come gruppo Partito Democratico abbiamo presentato una mozione su questo tema. Non so quando l'Assessore Calcinaro ha fatto questo annuncio, fatto sta che le richieste legittime, sacrosante della Consigliera Ruggeri sono anche contenute nella nostra mozione, che sarà discussa prossimamente in quest'Aula e mi auguro che il fabbisogno così rideterminato, annunciato dal Consigliere Putzu, tenga conto: dell'aumento dei posti letto convenzionati, della trasformazione, ad esempio, dei posti letto per autosufficienti, il convenzionamento immediato dei posti autorizzati, l'aumento e la trasformazione dei posti letto per demenze, tutta una serie di cose che evidentemente in questo momento sono particolarmente carenti nella nostra regione.
Non entro nel merito di un altro argomento, sempre relativo alle RSA, che è stato oggetto di grande discussione quest’estate durante la campagna elettorale, rispetto alle modifiche, agli aumenti tariffari perché, purtroppo, in queste ore, in questi giorni si stanno verificando situazioni che ci portano a dire che avevamo ragione noi e che le promesse erano false promesse elettorali.
Chiudo, dicendo che l'aumento dei posti letto ed il rafforzamento del fabbisogno delle RSA in questa regione servirebbero per evitare delle lunghissime liste d'attesa. Apro e chiudo parentesi, ringrazio a proposito il “Gruppo solidarietà” di Maiolati, che ha sollevato questa tematica, che poi è venuta anche alla ribalta dell'opinione pubblica.
Credo che sia da potenziare fortemente tutto il sistema della domiciliarità, che aiuterebbe ad abbassare di molto le liste d'attesa e darebbe risposte concrete agli anziani nelle loro abitazioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie Presidente. È la prima volta che incrociamo questa parola magica: impegna …, allora o vale l’adagio in base al quale …, ricordo YY, che era simpaticissimo in Senato nel richiamare queste cose. L'ordine del giorno non si nega a nessuno oppure l’impegno è una cosa seria.
Visto che interverrà l'Assessore Calcinaro, sono contento, io faccio una stima, Assessore, a occhio, misuriamo il fabbisogno, impegna sui convenzionati, non sugli accreditati, sono almeno 100 milioni in più. Non può essere una roba che si fa con un foglietto di carta, Consigliera Ruggeri. Con tutto il rispetto, so le sue buone intenzioni, forse sono l'unico in maggioranza ad aver detto che se c'è una cosa che dovremmo fare da qui ai prossimi 5 anni, l’Assessore era in Aula, è aumentare i soldi per le residenze protette. Significa riconoscere un fabbisogno superiore, ma stiamo parlando di 100 milioni. Quindi, non mi posso assumere la responsabilità in Consiglio di dire alla Giunta un dato che ancora non ha perché finché non farà la ricognizione questo dato non c'è. Sarebbe molto bello uscire da una IV Commissione con un impegno generale sottoscritto da tutti, io lo sottoscriverei, se diciamo, però, dove quei 5, 10, 15, 20 milioni in più devono venire. Perché se facciamo sempre la lista della spesa, senza avere mai il coraggio di indicare una priorità, ci prendiamo in giro e continuiamo il giocherello della demagogia, una volta sta in maggioranza, una volta in minoranza e continuiamo sempre a dirci le stesse cose. Siccome ho uno sguardo esteso agli ultimi 15 anni, e 10 li ho vissuti anche in compagnia di qualcuno qui presente, so bene cos'è il fabbisogno.
Il fabbisogno è uno strumento a doppio taglio, che va adeguatamente ponderato perché poi non è solo su queste cose: RSA, disabilità. Sapete quante sono le strutture sanitarie presenti? Strutture sanitarie e socio-sanitarie, abbiamo 57 titoli in questa Regione. Uno dei titoli è ospedale per acuti. Gli altri sono 56, quindi, quando pensiamo al fabbisogno che deve crescere su 56 realtà, che gestisce la Regione, è ovvio che è una cosa abbastanza seria. Capisco l'intento della minoranza, ma decisamente quest'ordine del giorno non può essere approvato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Un saluto a tutti i Consiglieri e mi fa piacere intervenire per la prima volta in questo dibattito, sollecitato da un ordine del giorno, che, l’ha detto bene il Consigliere Marconi, non si nega a nessuno. Questo è un tema, uno dei macrotemi insieme alle liste d'attesa, all'accesso al pronto soccorso, alla carenza dei medici di medicina generale e non può un Assessore andare a definire una linea con un ordine del giorno così. Ringrazio comunque perché dà la possibilità di parlare di questo tema, ma anche per il lavoro che si sta svolgendo. Proprio per questo lavoro che si sta svolgendo, lo voglio dire, abbiamo avuto dei confronti molto positivi con i gestori, con i quali abbiamo preso l’impegno di sbloccare - questo è il problema - quello che è fermo dal 2017, salvo un ritocco, credo, nel 2021, il tema del fabbisogno, che non è, dicono bene i Consiglieri Putzu e Marconi, il convenzionato, che farebbe sballare se il fabbisogno coincidesse con il convenzionato. Intanto il fabbisogno può dare delle risposte perché può consentire di ampliare l'offerta, che oggi è satura perché ci sono molte famiglie che aspettano un posto, non aspettano per forza la convenzione, aspettano un posto. Certo, noi dobbiamo mirare ad ampliare il convenzionato, però questo è un lavoro certosino e vi dico perché. Parallelamente c'è un altro tema, che è quello dell'aumento delle tariffe. Allora, ai vari gestori …, e allora capiamoci, no? Non è che si può avere più posti con tariffe più alte di quelle che oggi ci sono, il pozzo di San Patrizio non c'è.
Il lavoro da fare, il lavoro serio da fare è trovare con tante strutture, con tanti operatori quel punto di equilibrio per cui si può economicizzare ancora meglio una struttura, trovando quel punto di equilibrio laddove non si dilatano le spese di gestione. Questo è il lavoro che ci attende nei prossimi mesi. Trovare il break even point, questo punto di equilibrio per meglio remunerare i gestori, ampliando l'offerta, ma non sarà facile, ci vorrà tempo per cui anche ingabbiarsi con delle date …
Per quanto riguarda il fabbisogno posso dire che ce la sentiamo di farlo uscire a breve perché c'è una grande attesa. Lo studio sul convenzionamento, magari possiamo prevedere un passo in più, un primo passo in più, però il vero studio dovrà venire a valle di un ragionamento molto rilevante fatto con i gestori e con gli operatori. In più anche in questo anno 2026 vorremmo andare a vedere se c'è la possibilità di utilizzare anche i fondi europei per cercare di abbassare le compartecipazioni. Questo è un altro lavoro che dobbiamo fare, ci può servire un po' di tempo perché non sono operazioni facilissime, però puntiamo …, abbiamo condiviso con tutti gli interlocutori anche su questo lavoro.
Voglio specificare, anche se vado un attimo fuori tema, che sulla ludopatia, visto l'intervento del Consigliere Mastrovincenzo, non c'è problema, lo ribadisco, perché in Giunta il 29 dicembre, sono già caricate, ci saranno due delibere importanti che andranno a finanziare questa grande piaga dell’attuale nostra società. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente, grazie Assessore. Ringrazio tutti gli intervenuti che mi hanno dato un quadro molto interessante di come intendete voi la politica: come un ricatto. Se tu voti il bilancio di previsione e la legge di stabilità della maggioranza di destra, allora approviamo un ordine del giorno. Ma che roba è? Io non ho mai sentito una cosa del genere. Sono all'opposizione, non ho messo dentro 1 euro, non ho scritto manco una virgola, secondo voi dovrei approvare il bilancio regionale? Ma voi sapete cosa vuol dire essere all'opposizione? Mi sa di no. Io lo so bene perché tutta la vita sono stata all’apposizione, quindi scordatevi un voto favorevole al bilancio, però scordatevi anche che io non presenti qualcosa. Siccome ritengo questo tema molto importante, l'ha testimoniato anche il l'intervento che ha fatto l'Assessore, di cui lo voglio ringraziare …, però è anche vero, per chi c'era, che queste rassicurazioni ci sono arrivate addirittura con un cronoprogramma preciso dall’ex Assessore alla sanità, che adesso non è qui per testimoniarlo, ma ci sono i verbali che lo possono fare,. In un'interrogazione, l'ennesima che ho fatto a fine 2024, lui mi rispose che entro l'anno, entro il 2024, avrebbe fatto il piano del fabbisogno e non si è visto. Oggi l'Assessore non dà una linea temporale a cui aggrapparsi, ha parlato genericamente di prossimi mesi, non lo so, gli diamo fino a giugno, anche se Consigliere Putzu ha parlato di gennaio, io sarei larga nei tempi e gli darei fine giugno. Fine giugno riprenderò la trascrizione di quello che l'Assessore ha detto stasera e presenterò un'interrogazione perché così fa una buona opposizione, secondo me, che deve essere da pungolo, Assessore.
Non approvate l'ordine del giorno, sinceramente sapete cosa vi dico? Che non importa, a me interessa che l'Assessore faccia quello che deve fare in maniera responsabile. Non sarò certo io del Movimento 5 Stelle a dire di non lavorare in maniera seria. Tutt'altro, vi chiedo di lavorare in maniera impegnativa per risolvere i problemi dei cittadini marchigiani, problemi che sono rimasti irrisolti troppo a lungo. L'Assessore avrà la bacchetta magica? Non credo, però nel ruolo che ho, che non è quello di maggioranza e non è quello di votare a favore degli atti che preparate voi, farò il mio, che è quello di un’opposizione sana che si informa e che pungola. Quindi, Assessore, su questo tema e su questi schemi ci sentiremo presto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Voterò a favore dell'ordine del giorno e con l'occasione ritengo necessario sottolineare una cosa, non si può sfogliare la margherita, come ha detto prima il Consigliere Marconi, dei vari titoli che ci sono, sono tantissimi e la questione della residenzialità va affrontata unitariamente, quindi sono d'accordo con quello che ha detto l'Assessore Calcinaro, che segna la differenza nei confronti di una nefasta stagione, che grazie a Dio si è conclusa.
La questione, come abbiamo detto in IV Commissione, è affrontare complessivamente la problematica della residenzialità, che significa partire dal fatto che bisogna cercare di curare le persone, di prenderle in carico dentro le proprie case, quello che si chiama ospedale diffuso, che ha dei costi fissi molto più bassi delle residenze e da lì andare fino alle varie graduazioni del tipo di assistenza che si deve fare. Un piano impegnativo nel quale ben venga il fatto, Assessore, che si tenga conto di risorse indotte che possono essere un mix, appunto, della compartecipazione, non solo di fondi pubblici e di quello che arriva direttamente dai cittadini, dalle loro tasche, ma anche dalla ricerca di risorse che possono provenire da tante altre fonti, come i fondi pensioni, assicurazioni integrative, eccetera, perché è ora di passare a questo se si vuole arrivare ad un break even point che possa soddisfare una domanda che continua a crescere. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma della Consigliera Ruggeri. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
PRESIDENTE. A questo punto passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulla legge di stabilità e sul bilancio di previsione, una sola dichiarazione di voto per gruppo, che poi si metteranno in votazione
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Come già anticipato nella relazione iniziale, il nostro voto, purtroppo, non può che essere contrario e devo ribadire che in Commissione, vista anche la fretta con cui abbiamo dovuto studiare, approfondire il bilancio, siamo stati quasi ridotti a passacarte. Nessun emendamento è stato approvato, ma neanche valutato, consentitemi di dire, né i miei, né quelli della Consigliera Ruggeri, come ha già detto, né quelli di altri miei colleghi.
Ci sembra una manovra senza nessuna visione. L'unica novità che avete annunciato è il milione di euro per le politiche giovanili, 500.000 euro all'Università Politecnica delle Marche, ma non sappiamo nulla di più. Non è stato condiviso nemmeno questo. Soprattutto mancano risorse aggiuntive, cosa che noi avevamo chiesto per il personale sanitario, medici e infermieri. Gli unici che potranno avere un aumento sono i vertici amministrativi, quindi continuerà la fuga di medici.
La Corte dei Conti ha messo in evidenza tantissime criticità, che non sono state prese in considerazione. Le uniche risorse che aumentano sono quelle ad ATIM che nel 2026 avrà 2,5 milioni di euro. Quindi il nostro voto non può che essere contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n.14, emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n.15, emendata. La pongo in votazione. Ripetiamo cortesemente la votazione.
Proposta di legge n.15, emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Con questa votazione chiudiamo la seduta odierna. Ne approfitto per fare gli auguri di Natale a tutti i colleghi, al Presidente Acquaroli, alla Giunta, a tutti i dipendenti del Consiglio e soprattutto alle famiglie marchigiane. Auguroni.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 19:45
Allegato A
Testo dell’intervento del Consigliere Cesetti, di cui è stata richiesta la pubblicazione in allegato al resoconto della seduta odierna, ai sensi dell’articolo 55, comma 2 del Regolamento interno.
Il DEFR è un fondamentale atto, anzi documento, nonché strumento della programmazione generale per le Regioni nel quale queste espongono il proprio programma di Governo;
- come riportato nel documento al nostro esame, il DEFR è (dovrebbe essere) chiamato dalla legge a definire le linee strategiche dell’Amministrazione essendo esso un’articolazione del Programma di Governo della legislatura 2025-2030 illustrato dal Presidente Acquaroli nella seduta di insediamento del 27/10/2025;
- precede il Bilancio di previsione che, proprio all’interno del perimetro programmatico disegnato dal DEFR, costituisce (dovrebbe) lo strumento concretamente operativo dal punto di vista finanziario delle predette linee strategiche dell’Amministrazione;
- e già possiamo constatare che questa necessaria corrispondenza è assente!
Neanche contiene, questo DEFR, un esaustivo quadro congiunturale, internazionale, nazionale e regionale, né il contesto economico e i riflessi sulla finanza pubblica;
- vi è solo un generico richiamo alla complessità del contesto nel quale si sarebbe aperta la nuova legislatura a causa dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente e degli “inediti contrasti sulle tariffe e sui dazi” che starebbero coinvolgendo la globalizzazione delle produzioni e dei mercati;
- e se da una parte si prospettano le potenziali ricadute sulla manifattura e sull’occupazione a vari livelli, dall’altra non si indicano le strategie e misure di competenza regionale per farvi fronte o quanto meno per attenuarne le conseguenze;
- nello specifico del contesto territoriale, da un lato si fa riferimento alla ricostruzione post sisma 2016 e la messa a terra del PNRR che starebbero procedendo, mentre da un altro lato si richiamano “avversità esogene di varia natura” senza indicare quali siano e, soprattutto, senza avere una minima idea di quali provvedimenti siano necessari per farvi fronte sebbene se ne richieda la convergenza sinergica “a livello sia nazionale che locale”;
- si omettono i ritardi, soprattutto nella ricostruzione post sisma dell’edilizia pubblica, come pure i ritardi per quanto riguarda il PNRR Missione 6 Salute;
- ritardi accertati e denunciati dalla Corte dei Conti in occasione del giudizio di parificazione relativo al Rendiconto 2024:
• “L’analisi dei dati ha fatto emergere un generalizzato ritardo nell’avvio e nella conclusione degli interventi di ricostruzione dell’edilizia pubblica, atteso che su un totale di 164 interventi solo il 3,7% è giunto alla conclusione mentre oltre il 48% si trovano allo stato di progettazione”.
• Per quanto riguarda i progetti afferenti alla Missione 6 Salute “Lo stato attuale dei progetti evidenzia che, pur con uno sviluppo rispetto al 2023, la gran parte dei progetti non ha ancora raggiunto la conclusione formale, il che potrebbe non escludere criticità in termini di rispetto delle tempistiche previste.”;
• in relazione, ad esempio, alle case di Comunità, la Regione ha previsto la realizzazione di 40 CdC (33 Hub e 7 Spoke) di cui 29 finanziate nell’ambito del PNRR. “Nel complesso, la media dell’avanzamento lavori per l’intero insieme dei progetti finanziati si attesta a circa l’1% segnalando una progressiva alquanto contenuta e una lenta realizzazione, che potrebbe determinare condizioni suscettibili di generare ritardi rispetto alle tempistiche previste.” e “l’istruttoria ha evidenziato inoltre che, al 31 dicembre 2024, non risultava attivata alcuna Casa della Comunità”;
• in relazione poi agli ospedali di comunità, la Regione Marche nell’ambito del PNRR ha attivi 9 progetti per la realizzazione di altrettanti OdC. Al 31/12/24 lo stato di avanzamento risulta essere il seguente: per n. 2 interventi i lavori sono stati completati, mentre per i restanti 7 interventi sono stati consegnati i cantieri ed avviati i lavori.
- non solo, ma “a questo contesto problematico e complesso”, così come definito nel DEFR, l’Amministrazione intende contrapporre una presunta visione progettuale per niente definita se non nel suo nulla cosmico;
- e per di più “in continuità con la precedente legislatura avviatasi nel 2020” che in oltre 5 anni non è riuscita a dare una prospettiva di uscita da un contesto oggettivamente “problematico e complesso” che senza l’enorme mole di risorse messe a disposizione dal PNRR, Fondi di coesione, unitamente a quelle già disponibili per la ricostruzione post sisma, avrebbe fatto precipitare la nostra Regione in recessione;
- ma, il Programma europeo di aiuti all’economia varato nel mezzo dell’epidemia Covid, sta per finire;
- gli ultimi investimenti sono da concludere entro giugno 2026 anche se qualche investimento, che richiede ancora alcuni mesi per essere portato a termine, potrebbe venire prolungato;
- per lo stato di attuazione del Piano suddiviso in progetti nelle Marche si legga la relazione della Corte dei Conti in sede di parifica laddove evidenzia “come l’analisi dei dati contabili metta in luce uno stato di avanzamento dei progetti ancora complessivamente modesto.” e rileva “un ritardo strutturale nell’attuazione dei progetti e quindi la necessità di un’accelerazione nel processo di attuazione, in assenza del quale appare esistere un rischio concreto di mancato raggiungimento degli obiettivi, tenuto conto dell’avvicinarsi dei termini previsti dal piano.”;
- gli investimenti e le riforme previste nel PNRR avevano come obiettivo principale proprio la crescita della produttività anche se, come è stato osservato, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una crescita dell’occupazione, sebbene precaria, ma non a quella del PIL con conseguente riduzione della produttività;
- oggi la sfida è mantenere almeno i livelli di crescita che il PNRR ha garantito in questi anni perché con la conclusione del Piano di aiuti all’economia il rischio per l’Italia è un brusco calo di investimenti e di crescita;
- e questo rischio è maggiore per la nostra Regione anche a causa del declino del manifatturiero;
- questo perché il PNRR finanzia l’investimento, ad esempio la costruzione di scuole e di strutture socio-sanitarie, ma non copre il costo di gestione di queste strutture una volta costruite che sarà a carico delle Istituzioni di riferimento;
- è stato osservato che i dati a livello nazionale ci dicono che dal 2022, anno di avvio del PNRR, gli investimenti del Piano hanno contribuito, anno per anno, per l’1% circa alla nostra crescita;
- poiché dal 2023 la nostra economia non ha mai superato un tasso di crescita dell’1%, ne discende che senza il contributo del PNRR, negli ultimi 3 anni saremmo sempre stati in recessione;
- e questo, come già detto, vale ancora di più per la nostra Regione che è cresciuta meno del dato nazionale nonostante il contributo dato dagli investimenti alla ricostruzione post sisma e fondi complementari, oltre quelli relativi al PNRR;
- Anche, ed ancora di più, per la nostra Regione la vera sfida è come mantenere i livelli di investimento e di crescita che il PNRR ha garantito negli ultimi tre anni;
- nulla dice il DEFR di come si richiederà di saper usare al meglio i “fondi di coesione europei e nazionali”, che non si esauriscono con il PNRR, scongiurandone ogni tentativo di uso improprio anche a fini elettorali perché altrimenti non si preserveranno investimenti e crescita;
- e su questo nulla ci dice il DEFR per quanto riguarda il triennio di riferimento.
- In sostanza anche la collocazione del DEFR nel più ampio contesto della finanza pubblica italiana è del tutto insufficiente in quanto anziché indicare una prospettiva possibile ci si arrende ad una “manovra finanziaria” per il 2026 che confermerebbe “un panorama complesso per le finanze degli enti territoriali, chiamate a mantenere un elevato contributo alla finanza pubblica. In coerenza con la legge di stabilità nazionale, le Regioni sono chiamate – ancora una volta – a riorganizzare le proprie strategie finanziarie e operative nel bilancio di previsione 2026-2028”;
- strategie finanziarie e operative del tutto assenti e soltanto piegate all’esigenza di conformarsi alle imposizioni nazionali con la conseguenza che la giusta virtuosità del bilancio regionale diventa un fine e non un mezzo per perseguire il bene della Comunità;
- sempre nel DEFR, si afferma che: “In risposta a questo contesto complesso e imprevedibile, l’Amministrazione mantiene un approccio impostato al realismo e alla flessibilità operativa in risposta alle esigenze che emergono dal territorio e dalle comunità”;
- e che si vuole proseguire con “l’applicazione della modalità strutturale della concertazione: un’apertura sistematica al dialogo con le rappresentanze economiche e sociali della Regione, che si concretizza anche nell’apertura al bisogno di specifici tavoli di settore in cui gli orientamenti delineati prenderanno forma in maniera quanto più possibile condivisa, pur nel rispetto dei ruoli e delle specifiche responsabilità.” quando invece il CREL lamenta e raccomanda proprio la necessità di “una gestione sinergica che veda coinvolte istituzioni e parti sociali al fine di costruire una efficace “filiera delle politiche attive” capace di mettere a sistema orientamento, accompagnamento, incontro tra domanda e offerta, formazione, reinserimento lavorativo in maniera coerente con le sfide a cui è chiamato il modello di sviluppo marchigiano”;
- e se, come già detto, il PNRR ha prodotto una crescita spinta dagli investimenti e accompagnata dalle riforme, nulla si dice nel DEFR di come e cosa fare perché quella crescita, già insoddisfacente, aumenti e sia sostenibile nel tempo con la fine del PNRR;
- ci si rassegna alla giusta esigenza di assicurare i 3/4 del bilancio regionale alla sanità ed il resto alle esigenze di assicurare le spese obbligatorio con azzeramento dei margini di flessibilità che sarebbero necessari per dare una minima risposta a quelle che vengono definite “esigenze che emergono in un momento difficile per il territorio e la comunità regionale;
- per quanto riguarda la nostra Regione, non può essere sufficiente “nella prospettiva dei prossimi anni” il richiamo:
a) alla istituzione della ZES, sicuramente utile e necessaria, perché comunque necessita dei necessari interventi di competenza regionale con finanziamenti e misure specifiche a favore dei Comuni e delle aree escluse dalla carta degli aiuti nel periodo 2026–2027, al fine di ridurre squilibri territoriali e attenuare i vantaggi competitivi differenziali generati dalla diversa eleggibilità al credito d’imposta della ZES Unica, nelle more della revisione della carta degli aiuti; per definire e sostenere filiere produttive strategiche regionali, orientando gli interventi verso la costruzione di un modello di sviluppo competitivo, sostenibile e coerente con le vocazioni dei diversi territori, con particolare attenzione alla piattaforma logistica, alle aree interne e a quelle penalizzate dall’attuale assetto degli aiuti a finalità regionale, nonché per integrare tali interventi in una visione strategica regionale unitaria, volta a promuovere innovazione, occupazione stabile, rafforzamento dei distretti produttivi, attrazione di investimenti e piena coesione economica, sociale e territoriale dell’intera Regione Marche;
b) al Piano regionale delle infrastrutture 2032 che è un attestato di buone intenzioni;
- poteva e doveva il DEFR fare proprie le riflessioni del Prof. XY, riportate sul ‘Corriere Adriatico’ del 17/12/25, quando ci ricordava che i recenti scioperi hanno evidenziato, e vale anche per la nostra Regione, “alcune questioni di specifico interesse per i lavoratori... In particolare la questione dei bassi livelli salariali e la connessa questione fiscale, cioè di chi debba finanziare gli investimenti e la spesa sociale”;
- proprio in relazione alla questione ‘giovani’ nella nostra Regione, si evidenzia come “il tema dei bassi livelli salariali è un tema rilevante nel nostro Paese e spiega, almeno in parte, l’esodo dei giovani laureati cui stiamo assistendo da almeno un decennio. Alla radice vi è il basso livello di produttività del lavoro sia nel settore pubblico sia in quello privato.” quando invece “Gli investimenti e le riforme del PNRR avevano come obiettivo principale proprio la crescita della produttività da cui possono poi scaturire gli incrementi produttivi.”
- osserva XY come sia evidente che vi sia una relazione fra produttività e retribuzioni. Pertanto, bisognerebbe agire in primo luogo sull’aumento delle retribuzioni in modo da stimolare le imprese verso attività, tecnologie e modelli organizzativi che aumentano la produttività;
- invece anche nella nostra Regione ci si è avviati in una spirale negativa in cui la competitività basata sui bassi costi del lavoro ha incentivato il permanere di attività a bassa produttività che a loro volta si mantengono competitive attraverso bassi salari;
- evidenzia XY che “l’approccio alternativo insiste sulla necessità di partire dagli investimenti che consentano di aumentare la produttività come quelli sulla digitalizzazione e sulla formazione del capitale umano”;
- in sostanza la sfida vera è fare crescere insieme salari e produttività con il sostegno a politiche industriali e di investimento finalizzate a orientare le produzioni verso settori a maggiore valore aggiunto;
- nel DEFR al nostro esame non vi è alcuna traccia di questa necessità indispensabile anche e soprattutto per trattenere e far tornare i nostri giovani;
- l’articolo 36 della Costituzione riconosce il diritto, per il lavoratore, “ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” ed una delle questioni affrontate dal dibattito politico negli ultimi tempi riguarda l'introduzione di un minimo salariale per i lavoratori, non inferiore a 9 euro lordi l’ora, per contrastare precarietà e povertà;
- si evidenzia la legge regionale Puglia sul salario minimo negli appalti, impugnata dal Governo con ricorso dichiarato però inammissibile dalla Corte Costituzionale.
- In sostanza, nel Documento oggi al nostro esame sono del tutto assenti la sostanza programmatica e la strategia politica che ne dovrebbero costituire, rispettivamente, il corpo e l’anima; manca sostanzialmente la voce della politica che invece appare piegata alle ragioni della burocrazia.
- per assicurare che il DEFR potesse svolgere appieno le proprie funzioni: politico-amministrativa, economico-finanziaria ed informativa, era necessario dare rilievo alla chiarezza e alla precisione delle finalità e degli obiettivi di gestione, alle risorse necessarie per il loro conseguimento e alla loro sostenibilità economico-finanziaria, sociale e ambientale;
- questi vizi costitutivi del DEFR vengono replicati nel Bilancio di previsione, peraltro, del tutto ad esso scollegato;
- infine, se il DEFR doveva essere una articolazione del Programma di Governo illustrato dal Presidente nella seduta di insediamento dobbiamo constatare che ha fallito la sua missione perché non c’è traccia della riforma delle riforme annunciata da Acquaroli;
- invero, nessuna iniziativa correttiva di carattere programmatico, normativo e di bilancio in senso stretto rispetto alle politiche fallimentari di questi anni nonostante lo stesso Presidente Acquaroli abbia annunciato in occasione dell’esposizione del programma nella seduta di insediamento che avrebbe apportato correzioni appunto a quella che io chiamo la riforma delle riforme.
La seduta inizia alle ore 10:30
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 7 del 23 dicembre 2025. Do per letto il processo verbale della seduta n. 6 del 16 dicembre 2025, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Dobbiamo iscrivere all'ordine del giorno quattro atti:
- proposta di atto amministrativo n. 3,
- proposta di atto amministrativo n. 1,
- proposta di legge 14,
- proposta di legge 15.
Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 3. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 1. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Iscrizione della proposta di legge n. 14. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Iscrizione della proposta di legge n. 15. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Proposta di atto amministrativo n. 3
ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza
“Bilancio di previsione finanziario 2026-2028 dell'Assemblea legislativa regionale”
(Discussione e votazione)
PRESIDEDNTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 3 dell’Ufficio di Presidenza. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Lo Statuto della Regione Marche afferma il principio di autonomia organizzativa, finanziaria e contabile del Consiglio regionale. La legge regionale 30 giugno 2003 n. 14 “Riorganizzazione della struttura organizzativa del Consiglio regionale” ha dato attuazione a tali principi.
L'autonomia del bilancio consiliare è, altresì, riconosciuta dalla normativa nazionale ad opera del decreto legislativo n. 118 del 2011, che ha introdotto l'armonizzazione dei bilanci pubblici e, con particolare riferimento ai bilanci consiliari, ha sostituito nelle fonti la legge n. 853 del 1973, con decorrenza dall’1 gennaio 2015 e all'articolo 67 ha stabilito che l'autonomia contabile del Consiglio regionale deve essere assicurata dalle Regioni sulla base delle disposizioni statutarie. Pertanto, il Consiglio regionale delle Marche approva il bilancio di previsione finanziario 2026/2027/2028 secondo lo schema uniforme previsto per tutte le Regioni, ossia con le previsioni di entrata per Titoli (fonte di provenienza) e Tipologie (in base alla natura) e le previsioni di spesa per Missioni (funzioni principali, obiettivi strategici perseguiti dall'ente) e Programmi (aggregati omogenei di attività) volti a perseguire gli obiettivi definiti nell'ambito delle Missioni.
Le previsioni finanziarie di durata triennale, con carattere autorizzatorio e aggiornamento annuale, rappresentano il quadro delle risorse che il Consiglio regionale prevede di acquisire ed il relativo impiego, secondo le Missioni, i Programmi e le attività che l'amministrazione intende realizzare, in coerenza con quanto previsto nella relazione programmatica del triennio.
L'Ufficio di Presidenza approva il Documento tecnico di accompagnamento al bilancio, costituito, per ciascun esercizio finanziario del triennio, dalla ripartizione dell'unità di voto del bilancio in categorie e macroaggregati, ed il bilancio finanziario gestionale consistente nella ripartizione per ciascun esercizio delle categorie e dei macroaggregati in capitoli, ai fini della gestione e della rendicontazione.
Si precisa che l'Assemblea legislativa delle Marche non costituisce il fondo crediti di dubbia esigibilità in sede di bilancio di previsione, poiché le entrate sono costituite per il 99% da trasferimenti della Regione Marche. In particolare, nel bilancio assembleare sono state individuate quattro Missioni: Missione 1 “Servizi istituzionali generali e di gestione”; Missione 5 “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”; Missione 20 “Fondi e accantonamenti” e Missione 99 “Partite di giro”.
La Missione 1 “Servizi istituzionali generali e di gestione” contiene le spese inerenti il funzionamento a supporto delle attività istituzionali dell'Assemblea legislativa regionale, dei suoi organismi inerenti nonché degli organismi regionali di garanzia.
La Missione 5 “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali” comprende le spese relative alla biblioteca dell'Assemblea legislativa, intesa come polo di promozione della cultura e conservazione del patrimonio bibliotecario.
La Missione 20 “Fondi e accantonamenti” contiene i fondi di riserva.
La Missione 99 “Partite di giro” contiene le somme trattenute e pagate per conto terzi in virtù di disposizioni di legge.
Le Missioni sono poi suddivise in Programmi, i quali rappresentano gli aggregati omogenei delle attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell'ambito delle Missioni medesime.
Nella Missione 1 sono previsti i seguenti Programmi: Programma 1 “Organi istituzionali” nel quale sono inclusi i capitoli di spesa relativi all'attività di supporto all'Assemblea ed agli altri organismi interni, tra cui rientrano anche le indennità dei Consiglieri, le spese per la comunicazione istituzionale ed il cerimoniale, le retribuzioni corrisposte ai dipendenti assegnati ai gruppi consiliari, nonché al funzionamento degli organismi regionali di garanzia.
Programma 2 “Segreteria generale”, sono inclusi capitoli relativi al supporto tecnico operativo e gestionale delle attività deliberative degli organi istituzionali, compresi gli adempimenti in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.
Programma 3 “Gestione economica, finanziaria, programmazione e provveditorato”, nel quale sono inclusi i capitoli relativi al funzionamento dei servizi per la programmazione economica e finanziaria in generale, quali ad esempio spese per il funzionamento dell'ente, per l'acquisizione di beni e dei servizi per l'utenza e le manutenzioni.
Programma 7 “Elezioni, consultazioni popolari, anagrafe e stato civile”, che è stato istituito nell'esercizio 2016, per le spese inerenti la campagna referendaria svoltasi in quell'anno e non più utilizzato.
Programma 8 “Statistiche e sistemi informativi”, nel quale sono inclusi i capitoli di spesa relativi ai servizi informatici dell'ente, nonché allo sviluppo, all'assistenza, alla manutenzione dell'ambiente applicativo.
Il Programma 10 “Risorse umane” comprende i capitoli di spesa relativi al personale dell'Assemblea legislativa regionale, sia per il trattamento fondamentale che per i fondi contrattuali decentrati, nonché per il personale esterno.
All'interno della Missione 5 “Tutela e valorizzazioni dei beni e delle attività culturali” è previsto il Programma 2 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale”, nel quale si trovano i capitoli di spesa relativi all'acquisizione di beni e servizi della biblioteca dell'Assemblea legislativa.
Nella Missione 20 “Fondi ed accantonamenti” sono inclusi due Programmi, il Programma 1 “Fondo di riserva” (per spese impreviste, spese obbligatorie, spese legali) ed il Programma 3 “Altri fondi”, nel quale è iscritto il fondo indennità di fine mandato e previdenza dei Consiglieri regionali.
Infine, nella Missione 99 è inserito il Programma 1 “Servizi per conto terzi e partite di giro”, che comprende le spese per le ritenute previdenziali, assistenziali ed erariali per trasferimenti per conto terzi.
Bilancio di previsione, Titoli e Tipologie.
Nel Titolo “Trasferimenti correnti” sono iscritti in appositi capitoli separati di entrata i fondi per il funzionamento dell'Assemblea legislativa regionale, i fondi per le funzioni proprie del Corecom, i fondi per l'attività del Garante, i fondi per l'attività della Commissione pari opportunità. Tutte queste somme sono iscritte nel bilancio della Regione Marche.
In apposito capitolo di entrata, separato, sono iscritti i fondi per le funzioni delegate del Corecom Marche trasferiti dalla AGCOM.
Il totale dei trasferimenti correnti dal bilancio della Regione al bilancio dell'Assemblea legislativa ammonta per il 2026 a 22.851.000 euro - leggo chiaramente solo la parte consistente, tralascio le virgole – per il 2027 a 22.805.000 euro e per il 2028 a 22.805.000 euro.
Nel Titolo 3 “Entrate extratributarie” sono iscritte le somme versate all'Assemblea legislativa per interessi attivi e canoni per l'utilizzo della sede assembleare, nonché restituzioni di somme da parte degli ex Consiglieri regionali e del personale.
Per il triennio è stata prevista la somma di 200.000 euro a cui si aggiungono le ritenute effettuate mensilmente ai Consiglieri regionali per l'indennità di fine mandato, 138.000 euro, che confluiscono nel fondo indennità di fine mandato per un totale entrate extratributarie pari a 338.00 euro.
Le entrate del Consiglio sono accertate e incassate nel bilancio e faranno parte dell'avanzo da restituire alla Regione dopo l'approvazione del rendiconto.
Nel Titolo 9 “Servizi per conto terzi, partite di giro” sono iscritte le somme per le ritenute previdenziali, assistenziali ed erariali per i trasferimenti per conto terzi.
Dati finanziari complessivi. Nell'impostazione della proposta di bilancio di previsione finanziaria 2026/2027/2028 si è cercato di razionalizzare la spesa, riqualificandola in relazione alle reali esigenze funzionali e agli obiettivi concretamente realizzabili, tenuto conto del programma annuale dei contratti, orientata ai principi di prudenza, che mira al giusto equilibrio tra l'obiettivo di fornire le risorse necessarie al funzionamento dell'organo consiliare e la volontà di non aumentare il fabbisogno.
Nella parte della spesa del bilancio di previsione finanziaria 2026/2027/2028 sono iscritte le previsioni di competenza per ciascun anno, di cassa per il solo 2026, articolate in Commissioni e Missioni così descritte: spese di competenza, che ammontano per il 2026 a 23.305.000 euro e rispettivamente per il 2027 ed il 2028 a 23.259.000 euro ed entrate di competenza per le stesse somme.
Il fabbisogno degli organismi regionali di garanzia ammonta a 315.696 euro per il triennio.
Andamento dei trasferimenti della Regione al bilancio dell'Assemblea legislativa. I dati assestati sono i seguenti: nel 2025 - 24.212.000 euro, nel 2026 - 22.851.000 euro, scusate c'è un refuso, nel 2028 - 22.805.000 euro. La spesa per il triennio ritorna in linea con l'assestato 2024, in diminuzione rispetto al 2025, anno dell'avvio della XII^ legislatura, ove sono iscritte le spese per la manutenzione ordinaria dell'edificio e acquisto di attrezzature destinate ai Consiglieri e relative strutture.
Si evidenzia che circa l'88% delle spese sono obbligatorie in quanto si riferiscono a indennità dei Consiglieri, vitalizzi agli ex Consiglieri, retribuzioni del personale e dei dirigenti assegnati agli uffici consiliari, personale dei gruppi consiliari e delle segreterie dell'Ufficio di Presidenza.
Il quadro generale ha portato l'Ufficio di Presidenza ad assumere un approccio improntato a criteri di particolare prudenza ed essenzialità, soprattutto per quanto riguarda le spese di funzionamento. Tale criterio permette di monitorare il fabbisogno consiliare anche al fine di non generare importanti avanzi di amministrazione.
Il bilancio pluriennale 2026/2028 diminuisce del 12% rispetto al 2025 assestato. In base ai bilanci di previsione 2025/2026 la diminuzione si registra principalmente nel Programma 1 “Organi istituzionali” per effetto delle spese che si verificano alla conclusione di ogni legislatura, non ripetibili, come l'indennità di fine mandato dei Consiglieri. A ciò si aggiunge una contrazione delle spese per gli organismi di garanzia e l'adeguamento delle spese del personale, secondo gli stanziamenti convenuti con la Giunta regionale per garantire il rispetto del limite di spesa.
Il bilancio pluriennale per il triennio 2026/2028 presenta alcune variazioni necessarie nelle spese di funzionamento.
Le spese di competenza previste per il 2026 - spero di riuscire nei minuti - ammontano complessivamente a 23.305.000 euro, di cui 22.851.000 provenienti dal bilancio regionale, 115.000 euro quali contributi della AGCOM e 200.000 euro quali somme da restituire alla Regione a seguito di entrate proprie, infine 138.000 euro quale fondo di accantonamento per il fine mandato, alimentato dalle ritenute effettuate mensilmente ai Consiglieri sull'indennità di carica.
Le spese per il funzionamento del Consiglio al netto degli organismi di garanzia ammontano a 22.651.000 euro.
Passando all'esame analitico della ripartizione delle somme complessive del bilancio tra le Missioni e Programmi nei quali si articola la spesa assembleare si evidenzia quanto segue: Missione 1, relativa ai servizi istituzionali, generali e di gestione, lo stanziamento previsto ammonta a 22.881.000 euro al lordo degli organismi di garanzia e corrisponde alla quasi totalità delle spese assembleari.
Al suo interno il Programma 1 “Organi istituzionali” prevede una spesa totale per il 2026 di 13.691.000 euro, formata dal fabbisogno per il funzionamento dell'Assemblea, che equivale a 13.376.000 euro, e da quella degli organismi regionali di garanzia, che ammonta a 315.000 euro.
Relativamente a detto Programma, rispetto allo stanziamento assestato del 2025, si registra una diminuzione complessiva delle spese, esclusi gli organi di garanzia, del 9,84%.
Al momento della previsione non è iscritta la somma per la restituzione dei contributi previdenziali, non essendo ancora pervenute domande. In corso di esercizio si provvederà, in caso di richieste, a richiedere alla Regione la somma necessaria.
Diminuisce anche il fabbisogno per i vitalizi a causa dei decessi intervenuti nel 2025.
Sono state rideterminate anche le somme destinate ai potenziali beneficiari del trattamento previdenziale e dell'IRAP.
Nel programma sono presenti gli stanziamenti per le iniziative ed i progetti dell'Ufficio di Presidenza, che restano in linea con i dati degli anni precedenti.
Nel Programma 1 sono iscritti anche i capitoli riferiti al personale dei gruppi consiliari e al personale del Gabinetto del Presidente. La programmazione della spesa è descritta nel Programma 10 “Risorse umane”.
Per le Autorità di garanzia si rappresenta un fabbisogno totale di 315.000 euro.
Il Corecom per l'esercizio delle funzioni delegate ha proposto la somma di 115.000 euro, pari all’ammontare del contributo a AGCOM. Le spese relative alle funzioni proprie del Corecom finanziate dal bilancio regionale ammontano per il 2026 a 45.000 euro e si riferiscono alle spese per il funzionamento del Comitato e per il programma di attività del comitato stesso.
Per quanto riguarda il Garante regionale dei diritti alla persona, lo stanziamento per 2026 ammonta a 120.000 euro. Lo stanziamento per l'attività della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna è individuato per l'anno 2026 nella misura di 35.000 euro. Lo stanziamento complessivo delle Autorità di garanzia subisce una forte contrazione rispetto all'anno precedente, dovendo garantire nel complesso una spesa per il bilancio regionale in linea con quella approvata per il triennio 2025/2027.
Programma 2 “Segreteria generale”, la spesa per il 2026 ammonta a 111.000 euro, stabile rispetto al 2025 assestato.
Il Programma 3 “Gestione economica finanziaria programmazione e provveditorato” prevede per l'anno 2026 uno stanziamento totale di 1.234.000 euro, con un aumento dell'11% rispetto al 2025 assestato. Il Programma coglie la quasi totalità delle spese di funzionamento, l'aumento è dovuto al fatto che per il 2026 sono previsti e necessari, secondo il piano dei contratti, nuovi affidamenti.
Per il Programma 8 “Statistiche e sistemi informativi” la spesa per il 2026 ammonta a 421.000 euro, in aumento rispetto al 2025 assestato del 17,5% per via dell'acquisto di dotazione informatica per i dipendenti, l'aumento dei costi relativi alla convenzione con la Regione Marche per i servizi infrastrutturali e la stipula di nuovi contratti per la gestione la contabilità del personale.
Programma 10 “Risorse umane” ... Chiedo se mi può essere dato un po' di tempo perché purtroppo …
PRESIDENTE. Vicepresidente, ci siamo dati la regola.
Giacomo ROSSI. Va bene, vado avanti.
C'è il Programma 10 “Risorse umane” ... A questo punto non lo leggo, però metto a disposizione la relazione, che ho cercato di fare in maniera dettagliata - ringrazio anche i miei assistenti - che sintetizza tutto quanto, magari può essere utile, quindi per chi la vuole la metto a disposizione al tavolo.
Sono state fatte anche delle razionalizzazioni che riguardano sia gli organismi consiliari, che le spese, per dire, della biblioteca. E’ stata fatta una razionalizzazione importante, sicuramente positiva perché le spese che sono state …
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Cercherò di essere quasi telegrafico, però credo che la discussione del bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa sia rilevante - siccome è la prima - per porre un tema che già abbiamo affrontato la scorsa legislatura.
Ci ha detto il Vicepresidente, anche in modo abbastanza puntuale, che le risorse di questo bilancio sono necessarie per garantire l'autonomia organizzativa del Consiglio regionale in tutte le sue strutture. Autonomia organizzativa assolutamente necessaria per garantire la funzione principe che viene assegnata all'Assemblea legislativa dalla Costituzione, che è la funzione legislativa, che deve essere garantita in tutta la sua pienezza perché l'istituzione Regione, lo ricordo a me stesso, si articola nella funzione del Presidente, della Giunta, che è sua emanazione, ma la funzione legislativa è del Consiglio regionale, che è un organo, come anche l'Ufficio di Presidenza è un organo nell'organo previsto dalla nostra Costituzione. Va da sé che l'autonomia è tutto, non è soltanto l'autonomia organizzativa, le risorse per pagare le nostre indennità o gli stipendi del personale dipendente, ma per garantire l'efficacia e l'efficienza delle leggi.
Allora, noi ci siamo trovati …, vedo l'Assessore Bugaro che ascolta con attenzione, anche perché mi pare sia stato componente in passato di quest’Assemblea legislativa. Ricordo, ad esempio, che nella scorsa legislatura troppe volte ci siamo trovati in sede di Commissione dove le nostre proposte di legge, ma per la verità anche quelle dei colleghi di maggioranza, passatemi questo termine poco elegante, venivano stoppate perché non c'erano le necessarie risorse finanziarie. Ogni volta non c'era la copertura, si doveva ricorrere, diciamo, a mendicare presso la struttura del bilancio affinché ci fossero le risorse necessarie per procedere all'approvazione delle leggi. Ricordo, ne parleremo dopo, tra l'altro lo dice anche il Crel, una nostra proposta di legge sul reddito di libertà per le donne vittima di violenza, per compensare l'insufficienza dei fondi nazionali, sulla quale c'era unanimità. Ricordo le dichiarazioni dell'allora capogruppo Ciccioli in IV Commissione o del Consigliere Baiocchi. Venimmo nominati relatori io e la Consigliera Menghi, eravamo tutti d'accordo, poi però non c'erano le risorse minime per andare avanti. Era ovviamente una scusa perché la maggioranza da una parte si diceva d'accordo e dall'altra non voleva intestare a noi quella legge, quindi quella delle risorse era una scusa per non andare avanti. Ma non può essere così, perché l'autonomia legislativa deve spiegarsi in tutta la sua forza e appunto … Pensate, oggi noi votiamo il bilancio, che si fa con legge e siamo noi che lo approviamo, vero Assessore Bugaro? La Giunta lo propone, ma, ricordo a me stesso, può essere emendato ed anche stravolto. Allora, noi dobbiamo essere messi nella condizione di poter fare questo.
Mi rivolgo al Presidente, all'Ufficio di Presidenza, perché questa sia l'occasione - e termino - per rivendicare dalla Giunta regionale, dalla struttura del Dipartimento bilancio della Giunta regionale, che però deve avere un input politico, la messa a disposizione delle risorse necessarie, non solo per approvare le leggi, ma per poterle attuare.
Tra l'altro, termino, questa indicazione ce la dà con forza la Corte dei Conti che in sede di parifica, ma non solo, anche nel corso dell'anno, più volte ha lamentato nei confronti di quest’Assemblea legislativa il fatto che le leggi non vengono finanziate, non c'è la copertura per approvarle o non vengono finanziate una volta approvate, tant'è che sono inefficaci e riduce questa Assemblea legislativa ad una sorta di orpello formale della Giunta. Questo non può essere. Non sarà, Presidente Pasqui, e spero anche che la sua Presidenza possa segnare una discontinuità rispetto al passato, dove comprensibilmente c'era quasi la volontà di uniformarsi al volere della Giunta. Non può essere, il Consiglio-Assemblea legislativa è un organo dell’istituzione Regione Marche, deve essere messo nella condizione di poter espletare le sue funzioni, su tutta la funzione legislativa, con l’autonomia che gli viene assegnata dalla Costituzione, deve avere a disposizione le risorse necessarie. La prego di farsi latore di questo nostro invito nei confronti del Presidente della Giunta regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento n. 1 a firma dei Consiglieri Pasqui, Rossi. E’ stato illustrato anche alla Conferenza dei capigruppo.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Voglio evidenziare in conclusione che, come ha detto il Presidente Pasqui, è stato presentato un emendamento al bilancio del Consiglio finalizzato al finanziamento degli incrementi conseguenti al rinnovo contrattuale ed al pagamento dei relativi arretrati da destinare al personale del comparto, nonché all'attuazione dell'articolo 7 ter della legge regionale n. 23 del 1995.
L'emendamento si è reso necessario per allineare le previsioni del bilancio del Consiglio a quelle del bilancio regionale. L’allineamento non è stato effettuato in sede di approvazione della proposta di bilancio, approvato dall'Ufficio di Presidenza, poiché la comunicazione sull'esatto ammontare delle partite finanziarie coinvolte sono pervenute in data 18 dicembre 2025, quindi dopo che il bilancio era stato approvato Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico. Il Consigliere Cesetti mi ha stimolato una riflessione perché l'essenza del ruolo che svolgiamo è quella di collaborare nell'elaborazione delle proposte di legge, al di là delle massimi sistemi, delle massime riflessioni, attraverso gli ordini del giorno che hanno un'efficacia, se non di pensiero, realmente poco produttiva e chi viene anche da esperienze amministrative - qui siamo in tanti - si riduce a svolgere un ruolo avvilente se non si può essere protagonisti con azioni vere. Quindi sottoscrivo le riflessioni poste poc'anzi perché bisogna creare tutte le condizioni per poter esercitare fino in fondo questa attività.
Mi ricollego anche ad un altro elemento perché molte volte la politica rischia di essere ipocrita e condizionata anche dai dibattiti, diventa timida e non svolge il proprio ruolo. Secondo me è giunto il momento di avere un po' di coraggio e di dire anche alcune volte cose che all'opinione pubblica non possono far piacere. A cosa mi riferisco? Al fatto che i gruppi consiliari, come i gruppi parlamentari, devono avere un minimo di dotazione per poter esercitare le proprie attività, ma poi basta uno starnuto, ci si intimorisce perché magari l'opinione pubblica usa parole forti, per cui la politica non svolge più il proprio ruolo, che è uno dei mali della politica di oggi, che delega più all'opinione che non al coraggio di attività. Lo dico come elemento di riflessione, anche se ora sono in una timida fase iniziale di studio, di inserimento in questo ruolo. Secondo me bisognerebbe avere il coraggio di dire che per fare questa attività occorrono delle risorse, che in passato c'erano, magari non utilizzate al meglio. Quando si sbaglia la soluzione non è annullare tutto e creare più danni che benefici, ma è quella di essere seri, di dare regole certe, di mettere nelle condizioni di esercitare il proprio ruolo. Allora, perché non riaprire un dibattito, Presidente, con serietà - questa è responsabilità - pensando al prossimo futuro, non negli anni, ma più avanti, creando un gruppo di lavoro che possa ripristinare un minimo di risorse che possano mettere nelle condizioni di poter esercitare il ruolo che siamo qui chiamati a svolgere.
Ultimissima cosa, questa riguarda solo il mio gruppo, qui c'è un'organizzazione che in qualche modo andrebbe un po' rivista per mettere tutti nelle stesse condizioni. Parlo dei gruppi monocratici, attualmente sono l'unico gruppo monocratico, che non ha lo stesso diritto di dotazione degli altri perché …
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Sì, sull'emendamento, mentre avremo una posizione diversa sul bilancio dell'Assemblea.
Sull'emendamento dichiaro il voto favorevole del nostro gruppo, trattandosi, come si è già illustrato in sede di Conferenza dei capigruppo, di modifiche all'impostazione del bilancio dell'Assemblea. Atti conseguenti, dovuti in particolar modo nei confronti del personale, spesa per gli adeguamenti contrattuali del personale che ovviamente ci vede d'accordo e per questo voteremo a favore.
Ciò non toglie che il giudizio complessivo sul bilancio dell'Assemblea, che esprimeremo successivamente, non sarà dello stesso tenore, ma sull'emendamento specifico dichiariamo il voto favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 3, così come emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 1
ad iniziativa della Giunta regionale
“Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026-2028 della Regione Marche”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 1 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Grazie colleghi. In qualità di relatore di maggioranza presento alla vostra approvazione la proposta di atto amministrativo concernente il Documento di economia e finanza regionale 2026-2028.
Come ben sapete è importante anche ricordare che si inserisce in una struttura a rete con altri atti e strumenti della programmazione regionale, ad esempio il PIAO, ognuno dei quali in aderenza al quadro normativo svolge anche un ruolo di coordinamento di specifici ambiti, inoltre, indica il raccordo puntuale sia con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sia con la struttura organizzativa della Regione Marche.
Non è un libro dei sogni, né rappresenta il semplice rispetto di un obbligo di legge, è uno strumento normativo per l'articolazione delle linee strategiche del programma di Governo.
La proposta del DEFR della Regione Marche rappresenta il primo step della nuova legislatura per l'attuazione del programma “Più Marche: la forza dei risultati, il futuro da costruire insieme”, sulla base del quale i marchigiani ci hanno rinnovato la fiducia nelle ultime elezioni regionali.
Per questo vorrei parlare di un'analisi, ovviamente superficiale, delle direttrici, che articolano e descrivono secondo la griglia delle Missioni e dei Programmi, introdotta dal decreto legislativo n. 118/2011. Appare evidente la continuità con il cambio di paradigma nella visione, nell'approccio della programmazione e nella gestione amministrativa, che hanno contraddistinto la legislatura 2020/2025.
Oggi come allora l'azione amministrativa regionale è improntata al realismo, alla flessibilità operativa necessaria alla luce non solo di contesti socio-politici ed economici, a cui si sono aggiunte nuove e complesse criticità a livello internazionale, ma anche delle strategie e degli strumenti di cui le Marche possono finalmente avvalersi grazie ad un intenso, tempestivo e proficuo lavoro della filiera con il governo nazionale. Mi riferisco alla zona economica speciale che qualcuno in campagna elettorale definiva la zona elettorale speciale.
Ovviamente poi abbiamo visto che era la vera zona economica speciale, approvata con la legge n. 171 del 18 novembre 2025, che apre importanti opportunità per imprese e territori, grazie alla semplificazione amministrativa, la cosiddetta autorizzazione unica, ed ai bonus occupazionali integrati con lo strumento del credito d’imposta riservato per legge ai territori ammessi agli aiuti di Stato.
Il confronto con la Commissione europea, già avviato, intende ridefinire il perimetro territoriale di applicazione della misura del credito di imposta.
Voglio ringraziare pubblicamente il Presidente e l'Assessore Bugaro per l'interlocuzione che hanno già iniziato su questo.
La zona economica speciale è un'occasione importante, storica per le Marche, passate dall'essere un modello economico sociale studiato nelle università di tutto il mondo a regione in transizione nell'indifferenza della politica, che non ha difeso gli asset strategici territoriali. Uno strumento fondamentale per riportare la nostra regione al centro dello sviluppo, creando occasioni per imprese e giovani.
In soli 15 giorni dall'attivazione sono state presentate 158 domande, che hanno attivato investimenti complessivi pari a 69,8 milioni per un credito di imposta di quasi 19 milioni di euro. Ci siamo assunti responsabilità, anteponendo l'azione amministrativa al consenso, per dare prospettiva al nostro territorio attraverso delle scelte coraggiose, indispensabili, attuate senza mai aumentare le tasse. Tra tutte la riforma di settori strategici, come sanità, governo del territorio, terzo settore, programmazione e gestione della spesa dei fondi europei, frutto di una visione chiara, condivisa e fondata sull'ascolto dei territori, l'alleanza con i cittadini, con le amministrazioni locali, con le associazioni di categoria, con gli ordini professionali e la concretezza degli interventi. I risultati positivi di queste scelte sono sotto gli occhi di tutti, documentati, da questi ripartiamo anche consapevoli che molto ancora dobbiamo e possiamo fare.
Le Marche sono una delle prime tre regioni italiane per avanzamento e pagamento dei fondi europei. Il Pil regionale tra il 2019 e il 2023 è cresciuto del 15%, spicca una significativa ripresa delle esportazioni nel confronto 2019/2024 del +14,8%.
Voglio ringraziare il Presidente Acquaroli. Oggi abbiamo anche il Sottosegretario al turismo, la Consigliera Luconi, che ha iniziato questo percorso insieme al Presidente Acquaroli. Proprio ieri c'è stata una conferenza stampa nella quale si è parlato di numeri relativi al mondo del turismo, ai flussi turistici. Rilevanti sono anche le politiche per il rilancio dei borghi, per i quali il Presidente Acquaroli ha voluto mettere in campo un investimento senza precedenti. Quando nessuno ci pensava, l'unico che ha voluto rilanciare a livello politico i borghi del nostra entroterra è stato il Presidente Acquaroli. Abbiamo sbloccato progetti, avviato cantieri di infrastrutture strategiche e credo che questo sia importante. Dico pure, per essere chiaro, perché noi che facciamo politica dobbiamo essere intellettualmente onesti, che sono opere iniziate dalla precedente Giunta su cui noi abbiamo lavorato ed abbiamo investito. Non mi piace sentire che quando le opere partono il merito è solo di uno e quando magari sono in fase di progettazione il merito non è di nessuno. Su questo ritengo che in politica occorra essere intellettualmente onesti, anche perché avete visto che la propaganda non paga.
Abbiamo salvato e rilanciato l'aeroporto ripristinando i voli di continuità, aprendo nuove rotte, ed è stato collocato nella top 10 dei piccoli aeroporti italiani per l'incremento dei passeggeri.
Nonostante le tante difficoltà che caratterizzano la sanità a livello nazionale, le Marche sono tra le migliori regioni italiane per rispetto dei Lea, hanno eccellenze ospedaliere - riconosciute dall'AGENAS rifugio del territorio - e l'ospedale di Torrette si conferma da 3 anni tra i primi tre ospedali pubblici d'Italia.
Voglio anche ringraziare il Consigliere regionale Caporossi per il lavoro che ha fatto, è stato fatto un buon lavoro prima, ma nessuno oggi può dire che non lo sia altrettanto. Credo che quando si fa politica bisogna riconoscere i meriti, anche se magari li hanno quelli che c'erano prima, ma riconoscere anche la gestione attuale è molto importante e molto determinante per provare a dare delle risposte su un tema difficile in tutta Italia. Questo lo sappiamo tutti, poi se vogliamo fare propaganda su questo …, non penso che i cittadini marchigiani meritino della propaganda, ma meritano delle risposte. Ritengo che dobbiamo ripartire da queste Marche, con questo DEFR, consapevoli che abbiamo molto ancora da fare, soprattutto per i nostri giovani.
Abbiamo dedicato la Giornata del marchigiano dell'anno ai giovani, abbiamo premiato una giovane atleta, ma è stato anche un riconoscimento ai tanti giovani che vanno fuori a studiare, ma che vogliono tornare per supportare e rilanciare il nostro territorio. Su questo credo che sia fondamentale dare l'opportunità ai nostri giovani di costruire il loro progetto di vita, una loro famiglia. Concentriamo su di loro i nostri sforzi politici è molto rilevante investire nel futuro.
Io ho avuto modo di vedere anche uno studio prestigioso dell’European House Ambrosetti, che ci posiziona al primo posto in Italia per le start-up innovative ed al terzo per incidenza del valore aggiunto della manifattura. Abbiamo una bassa incidenza di giovani Neet, che non studiano e non lavorano. Un minore dato di dispersione scolastica, di circa sei punti percentuali inferiori al dato nazionale. Anche questo ritengo che sia importante.
Tra l'altro, permettetemi di dire che la Regione Marche dal punto di vista dei conti e dal punto di vista finanziario è affidabile, credibile, ma non lo diciamo noi, è certificato dall’agenzia di rating Fitch, che ha confermato il rating a lungo termine dell’Italia a BBB, ma ha revisionato l'outlook da stabile a positivo, già a partire da ottobre 2024. Tutte condizioni che ci danno l'opportunità di ricorrere virtuosamente al credito e di continuare ad investire.
Ripartiamo dal modello del Presidente Acquaroli che i marchigiani hanno scelto perché funziona.
Nella proposta del DEFR che andiamo a analizzare, dopo una sintesi sul contesto economico di riferimento, sono presenti, fra l'altro, tematiche come la strategia regionale di sviluppo sostenibile, la programmazione comunitaria 2021/2027, la realizzazione del PNRR nelle Marche, il principio del pareggio di bilancio, il quadro previsionale sulle entrate tributarie regionali ed anche la situazione del debito.
Il DEFR privilegia una strategia finanziaria multifondo, ossia prosegue la massima valorizzazione delle risorse comunitarie e nazionali in affiancamento alle risorse proprie. Tra l'altro, permettetemi anche di dire che la Giunta Acquaroli precedentemente, quando è iniziata la programmazione europea 2021/2027, è stata una delle Giunte che è riuscita ad investire tutti i fondi regionali per la compartecipazione, nonostante … Sapete benissimo che una volta scesi a regione in transizione noi abbiamo avuto più risorse dall'Europa, ma è altrettanto vero che come Regione abbiamo dovuto investire più fondi. Questo credo che sia rilevante. Parlo delle risorse ordinarie, quindi della programmazione 2021/2027, che sono state assegnate alle Marche, 1,036 miliardi, di cui 960 milioni vengono ricondotti al FESR e 346 milioni al FSE Plus. Si registra un incremento, come ho detto prima, rispetto al periodo 2014/2020, proprio per la Regione in transizione, perché è intervenuto un peggioramento della situazione socio-economica regionale, oltre che per la modifica dei parametri comunitari che qualificano le categorie delle Regioni. E’ rilevante però segnalare che la Giunta regionale ha deciso di utilizzare tutti i margini di flessibilità, che hanno consentito l'istituzione della cosiddetta programmazione complementare.
I programmi comunitari sono stati affiancati dai programmi operativi (POC) per un valore di 154 milioni. Voglio evidenziare che la programmazione comunitaria implica una quota importante, come ho detto prima, di compartecipazione. Questo, andate a vedere, non tutte le Regioni sono riuscite a farlo. Permettetemi anche di ringraziare gli uffici del bilancio per il grande lavoro che hanno fatto ed anche per il supporto che danno a livello amministrativo a tutti noi. Questo penso che sia fondamentale.
Vorrei concludere il mio intervento e ritengo che su questo dobbiamo fare una riflessione, e mi riallaccio al tema dei giovani. Sul DEFR oggi discutiamo ed avremo modo anche di parlare delle proposte di legge di stabilità e di bilancio. Voglio ringraziare anche la Presidente della Commissione, la Consigliera Marcozzi, ed i colleghi per il lavoro fatto in Commissione con grande responsabilità perché a volte in politica oltre agli scontri ci deve unire la responsabilità.
Il Presidente Acquaroli, la Giunta e tutti noi Consiglieri crediamo sia importante investire sui giovani, sul futuro, dare un'opportunità a coloro che vogliono continuare a vivere, che vogliono scegliere la nostra regione e sono orgogliosi di investire nella nostra splendida regione. E’ vero, oggi governiamo noi, ma è una regione che appartiene ad ognuno di noi, a prescindere dal simbolo di partito, a prescindere dalla maggioranza, dall'opposizione. Il nostro compito è valorizzare e supportare i giovani, non solo coloro che oggi studiano all'università, ma guardare in una prospettiva futura a coloro che oggi sono piccoli, che possono continuare a sognare e ad investire in questa regione.
Concludo ringraziando i colleghi per il supporto che è stato dato, poi avremo modo di dibattere non solo sul DEFR, ma anche su altre tematiche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Accolgo subito lo spirito unitario del Consigliere Putzu, nel senso che la Regione Marche sta a cuore a tutti, sta a cuore a tutti il funzionamento della Regione Marche e per questa ragione voglio sottolineare il fatto che come minoranza siamo stati responsabili anche nell'accettare una calendarizzazione molto stretta della sessione di bilancio, cercando di fare il nostro lavoro, cercando di approfondire una grande documentazione proprio per senso di responsabilità, per dimostrare come prendiamo sul serio il nostro lavoro e come anche abbiamo letto con grande attenzione, in questo caso, il documento di finanza ed anche gli altri documenti che saranno discussi oggi in questa sessione.
Naturalmente il Consigliere Putzu ha sottolineato gli aspetti che reputa forti, invece da parte nostra è inevitabile sottolineare le debolezze di questo documento, per il quale ringraziamo gli uffici che hanno fatto uno sforzo enorme per rispettare una tempistica molto serrata. Quello che manca non è l'elaborazione tecnica, materiale del documento, è naturalmente l'indirizzo politico, ma cercherò di essere nel breve tempo concesso comunque sintetico e ampio.
Il DEFR, il Documento di economia e finanza regionale, dovrebbe mettere sulla carta, dopo aver inquadrato la situazione economica, non solo nazionale, ma anche internazionale e regionale, gli strumenti attuativi.
Per quanto riguarda la situazione economica il documento inquadra una situazione che non poteva essere taciuta perché vengono presi a riferimento i dati della Banca d'Italia, cioè una debolezza dell'economia marchigiana, un calo della produzione industriale, soprattutto manifatturiera, un calo sensibile delle esportazioni. Sono tutti dati che troviamo nel documento. Un dubbio sulla debolezza del settore delle costruzioni, che è l'unico che regge, ma il dubbio è legato a cosa accadrà al settore quando saranno finiti gli incentivi edilizi, quando sarà terminata la spinta del Piano nazionale di ripresa e resilienza, quando sarà terminata la spinta da ricostruzione. Le difficoltà nel settore commercio sono anch'esse certificate, soprattutto una modesta dinamica dei consumi.
Nel 2026 la Regione Marche crescerà un po' meno rispetto al resto. Allora, a tutte queste difficoltà che il documento stesso elenca, come risponde il documento? Risponde in maniera seria, in maniera strutturata a queste sfide? Purtroppo no. Secondo noi il documento risponde in maniera frettolosa, generica e anche troppo descrittiva. Frettolosa perché molte Missioni e molti Programmi, se li confrontate con il Documento di economia e finanza del 2025, sono frutto di un copia incolla, senza nessuna aggiunta o nessun adattamento, anche se il Documento di economia e finanza è triennale ed occorre ogni anno rivederlo in base alle situazioni cambiate. E’ generico perché in molti passaggi la rielaborazione tra il programma di mandato del Presidente Acquaroli e la traduzione del documento in strategie attuative manca. E’ soprattutto un documento descrittivo perché in molte parti indugia su quello che è stato fatto, come se fosse l'ennesimo programma elettorale da propagandare, quando invece le funzioni del documento non sono guardare al passato, ma progettare il futuro.
Non restiamo sul generico e cerchiamo di ottimizzare il tempo andando sullo specifico. Prendiamo, per esempio, le Missioni sulla cultura e le politiche giovanili, cioè le Missioni 5 e 6 (le trovate da pagina 33 e seguenti), confrontiamole con il documento di economia finanza 2025, vedrete che sono identiche, stesse parole, stesse strategie, per giunta non molto ben definite. Per esempio sulla parte della cultura è molto generico il riferimento, così come sulle politiche giovanili che stanno tanto a cuore all'amministrazione. Oppure prendiamo la Missione 9, Programma 3 (dedicato alla gestione dei rifiuti). In questo caso il programma è così generico che non specifica nemmeno alcuni aspetti che sono presenti nel programma elettorale del Presidente Acquaroli e che noi rifiutiamo, come per esempio la termovalorizzazione dei rifiuti, che nel programma era presente, ma non è presente nel Documento di economia e finanza, oppure la logica regionale dell'impiantistica, quindi l'idea di gestire l'impiantistica a livello regionale non più legata alle singole ATA. Bene, questo è nel programma elettorale, ma non è presente, non è dichiarato nel Documento di economia e finanza, cose alle quali siamo profondamente contrari.
Nella Missione 14, Programma 5 “Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico e la competitività”, abbiamo ricordato i dati elencati dalla Banca d'Italia, la situazione iniziale, come risponde il documento a questi dati di debolezza e alla fuga dei giovani marchigiani all'estero? Con questo passaggio, ve lo leggo: “Si porranno in essere azioni volte a rafforzare l'immagine della regione Marche attraverso un'immagine coordinata e porre in essere azioni per attrarre potenziali investitori, ma anche per attirare risorse umane qualificate, che possano arrestare il flusso in uscita dei giovani qualificati della regione”. Bene, questo passaggio non può soddisfarci perché non possiamo definirlo una strategia attuativa per rispondere a quelle debolezze che lo stesso documento certifica.
A pagina 81 del documento, sempre nella Missione 14, per giunta, vengono evidenziati tre aspetti da ricordare. Per esempio, viene sottolineato come le tre aree di crisi complessa e industriali delle Marche, cioè Merloni, l'area del piceno e il distretto calzaturiero fermano-maceratese, non abbiano registrato sensibili miglioramenti. Inoltre, viene sottolineato che molti territori vengono esclusi dalla zona economica speciale, evidenziando che è richiesto uno sforzo programmatico molto importante ed essenziale per il mantenimento delle posizioni della Regione Marche nel contesto italiano ed europeo. Questo sforzo programmatico molto rilevante, secondo noi, nel documento non c'è.
Altre cose, la Missione 10, il riferimento all’A14. Qualcuno dimentica che la regione è divisa in due e che l'infrastruttura della A14 non è un problema solo del sud delle Marche, ma è un problema che divide la regione, la spacca in due parti. Bene, sull'A14 il documento è molto generico perché si fa riferimento al fatto che è stato avviato il documento di fattibilità sulle alternative progettuali per l’A14, cioè il documento certifica che su questa infrastruttura così essenziale per il futuro della nostra regione siamo ancora all'anno zero.
Nella Missione 8, il Programma 2 sull'edilizia residenziale pubblica è molto generico, molto vago, molto superficiale e capiamo anche perché sia stato buttato il Presidente con l'acqua sporca. Lo capiamo perché è la dimostrazione dell'inefficacia della strategia regionale sull'edilizia residenziale pubblica. Oppure, nella Missione 15 viene certificato che ci sono enormi segnali di stagnazione del mercato del lavoro marchigiano. Per esempio, in questo caso bisognerebbe porre l'attenzione sul fatto che le borse lavoro (totale delle domande più di 800) sono state finanziate fino ad ora solo per il 30%, e sarebbero uno strumento fondamentale per consentire un inserimento dei giovani marchigiani nel mondo del lavoro.
Soffermiamoci su due temi, un po' di tempo ancora ce l'abbiamo, le liste d'attesa, il ricorso ai gettonisti e la mobilità passiva. Nessun chiaro specifico riferimento è fatto dal documento su questo aspetto molto importante. Diamo alcuni dati. Nel 2024 la spesa per gli appalti esterni, che compensavano la carenza di personale, è stata di oltre 16 milioni di euro. E guardate, le richieste inevase delle liste d'attesa per i ricoveri ospedalieri sono aumentate: da 1154 a 3775, il doppio, e per le prestazioni ambulatoriali da 92.267 a 118.000. Quindi, è o no una delle situazioni più gravi della nostra regione? Il documento non risponde a questa emergenza e fa male perché sono aspetti sollevati sia nel giudizio di parifica - lo abbiamo letto più volte, magari un passaggio lo rileggiamo - che recentemente, seppure un po' attenuato, nel giudizio dell'organo di revisione, sul quale più tardi ci sarà occasione di dibattere, perché anche lì viene sottolineato il problema delle liste d'attesa. Per esempio, nel giudizio di parifica riguardo alle liste d'attesa viene sottolineato (a pagina 31) che continuano a registrarsi talune non trascurabili criticità sul fronte gestionale, tra cui quelle afferenti alle dinamiche delle liste di attesa, alla necessità di migliorare il saldo della mobilità sanitaria e alle notevoli difficoltà riscontrate dagli enti del sistema sanitario regionale nel soddisfare il proprio fabbisogno di personale sanitario. Le tre criticità sottolineate sono ribadite e a queste criticità il DEFR doveva dare risposte.
Nessun passaggio chiaro poi sugli enti strumentali e le agenzie regionali. L'unica vera differenza tra il DEFR del 2025 e quello del 2026 è che nelle prime pagine del Documento di economia e finanza dell'anno scorso erano portate come buone strategie il fatto che la Regione avesse adottato ATIM e SVEM. Su questo documento quelle pagine sono state tolte, forse inizia ad esserci un dubbio da parte dell'Amministrazione sull'efficacia di questi strumenti? Ma al di là di questo dato, che potrebbe essere il frutto di un aggiornamento del documento, vorrei che fosse riletto il passaggio presente nella memoria del Procuratore regionale nel giudizio di parifica del rendiconto generale, che è molto chiaro in tal senso e va letto per esteso: “Dal quadro brevemente delineato dei rapporti tra l'Amministrazione regionale e i suddetti organismi si evince una proliferazione negli ultimi anni di enti strumentali e agenzie, in favore dei quali risultano stanziate ingenti risorse, per lo più mediante contributi in conto esercizio destinati a coprire spese di funzionamento degli enti, per cui spesso non si riesce ad individuare una chiara connessione tra attività finanziate e documenti programmatici”. È un passaggio chiaro e anche su questo ci aspettavamo che il Documento di economia e finanza prendesse una scelta, una scelta che non c'è.
Mi avvio alla conclusione, anche perché il tempo che manca non è molto, ma ci sarà spazio per il dibattito.
Allora, il Documento di economia e finanza è principalmente un documento politico e come tale va valutato. Io l'ho scorso anche per parole chiave e vi posso dire che, per esempio, politiche per la pace, difesa dei beni pubblici, come l'acqua, strategia per combattere tutti i tipi di intolleranze raziali o sessuali, oppure strategie di adattamento in una società che cambia dal punto di vista della famiglia e di come sta evolvendo, di tutti questi aspetti nel Documento di economia e finanza non c'è alcun passaggio e forse questa è la certezza delle cose che ci dividono, che ci separano profondamente, perché su alcune cose, sul benessere dei cittadini marchigiani, su alcune importanti infrastrutture possiamo essere d'accordo, ma c'è una diversa visione del mondo di cui nel documento non c'è traccia e per il quale non possiamo che, insomma, essere contrari.
Per concludere, apprezziamo lo sforzo degli uffici, non potevano fare di più in tempi così contratti, vi chiediamo di apprezzare anche il nostro sforzo nell’adattarci ai tempi e nel leggere con grande attenzione questo documento, però ci aspettavamo dal documento non un copia incolla rispetto al documento del 2025. E’ la seconda amministrazione Acquaroli, diciamo, è la terza Giunta Acquaroli perché nel mandato scorso c'è stato un avvicendamento che l'ha ridisegnata, ci aspettavamo da questa nuova Giunta nel Documento di economia e finanza, nonostante i tempi stretti, magari più sprint, più dinamismo, più coraggio, magari una visione più innovativa sulla quale sotto qualche aspetto potevamo anche essere d'accordo, invece è un documento copiato dall'anno scorso, in alcuni casi copiato in maniera generica.
Sulle strategie che dovrebbero far fronte ad alcune debolezze notate dal documento non c'è chiarezza, non c'è specifica e manca una visione del mondo che invece ci appartiene, per la quale, appunto, non possiamo che essere contrari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Intanto i miei complimenti personali al relatore, al Consigliere Piergallini, perché la sua è stata una relazione puntuale, precisa, che ha riportato un po' a galla i temi che sono a noi cari, mettendo in evidenza come per l'ennesima volta questo documento è un copia incolla che non ha una visione complessiva, che presenta notevoli carenze ed evidente una totale sottovalutazione del periodo di difficoltà che stiamo attraversando.
Sul lavoro, ad esempio, i dati non sono così incoraggianti come si vorrebbe far credere. Diminuisce il ricorso alle assunzioni a tempo indeterminato, crescono sempre più le forme atipiche che rappresentano il 45% delle assunzioni. Siamo i primi in Italia per rapporto di lavoro intermittente. Non è certo un bel primato. Secondo i dati ISTAT nel terzo trimestre 2025 gli occupati sono scesi a 652.000 con una diminuzione di 8.000 unità e c'è un forte aumento degli inattivi. Una crescita che riguarda anche chi potrebbe rientrare presto nel mercato del lavoro, un segnale di sfiducia diffusa. Nel primo semestre del 2025 le ore di cassa integrazione salariale sono aumentate del 15%, lo segnala la Banca d'Italia e viene riportato nel documento che discutiamo oggi. I recentissimi dati Excelsior di Unioncamere evidenziano come nei prossimi tre mesi ci sarà un calo di oltre 3.000 assunzioni nella nostra regione e confermano come per il 49% delle imprese marchigiane, questo lo ripetiamo ogni anno, la formazione inadeguata sia un ostacolo insormontabile per l'inserimento di nuovo personale. Un allarme lanciato, tra l'altro, all'unisono da CNA e Confartigianato, segno che va cambiata la ricetta, va modificato sostanzialmente l'impianto del nostro sistema formativo perché il mancato allineamento tra domanda e offerta di lavoro frena lo sviluppo e la competitività delle nostre imprese. Vanno poi ulteriormente valorizzati gli istituti tecnici superiori (ITS), con una adeguata campagna informativa tra i giovani, ampliandone le offerte. Gli ITS rappresentano un'opportunità di assoluto rilievo e l'espressione di una strategia vincente di connessione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali. Continuate a non prevedere quanto da tempo noi auspichiamo, cioè la promozione di forme di inserimento lavorativo di neolaureati con progetti che coinvolgano le università, attraverso borse di studio per dottorati di ricerca in ambiti strategici per raccordare la ricerca accademica con il tessuto economico. Investire sulle competenze dei nostri giovani è la chiave per il futuro della nostra regione e le organizzazioni artigiane un mese fa hanno chiesto un rilancio perché le piccole aziende sono in difficoltà. L'EBAM proprio oggi ha reso pubblici gli ultimi dati: tra il primo semestre del 2024 e il primo semestre del 2025 hanno chiuso i battenti ben 316 imprese.
Oggi vorrei però mettere in evidenza quattro grandi temi, il Consigliere Piergallini ha evidenziato molti aspetti, ce ne sono altri che sono ormai completamente nel dimenticatoio della vostra amministrazione, a partire dagli infortuni e dalle morti sul lavoro. Nel documento che è oggi in discussione si cita una sola volta un fenomeno che in realtà sta diventando una vera e propria strage nella nostra regione. Nelle Marche, già nei primi 10 mesi dell'anno, 25 persone hanno perso la vita sul lavoro, 10 in più dello scorso anno e sono in aumento anche gli infortuni. Questi dati rappresentano solo la punta dell'iceberg perché sono molti gli occupati che non possono denunciare per pressioni, ricatti e contratti precari. Una situazione che va peggiorando e a cui va posto urgentemente rimedio. Sarebbe indispensabile incrementare il numero degli addetti ai controlli per garantire il rispetto delle normative, investire su una formazione continua per i lavoratori, nuove tecnologie, attrezzature e procedure sicure, promuovere una cultura della sicurezza tra lavoratori e datori di lavoro attraverso campagne di sensibilizzazione e rafforzare la legislazione in materia. Uso il condizionale perché sono cose che vi abbiamo chiesto continuamente per 5 anni, io con il Consigliere Cesetti in particolar modo, rimanendo inascoltati e purtroppo non mi sembra che questo tema rappresenti una vostra priorità neanche per i prossimi anni.
Continua anche l'inaccettabile vuoto di politiche per la casa, in particolare per le famiglie in difficoltà economica, dopo che il governo Meloni ha azzerato il Fondo sostegno affitti, voi non avete stanziato neanche 1 euro per sopperire a questa scelta assurda e avete rifiutato di farlo anche in questa occasione, bocciando la nostra mozione la settimana scorsa. Sul tema casa vi limitate in questo documento a dire che la Regione intende continuare nel perseguimento dell'obiettivo primario relativo all'edilizia residenziale pubblica, ovvero garantire il diritto alla casa ai ceti sociali più deboli, migliorando la qualità dell'abitare nel suo complesso, ma mi chiedo come pensate di raggiungere questo obiettivo. Nelle Marche si riesce a soddisfare appena il 17% delle domande di alloggi di edilizia popolare; il 70% degli alloggi è stato costruito nell'arco temporale tra il 1948 ed il 1990 e un terzo degli alloggi gestiti dall'ERAP si trova nella provincia d'Ancona, ma ben 666 sono le case sfitte perché in manutenzione o in attesa di assegnazione o addirittura non utilizzabili. Non volete neanche ascoltare i sindacati degli inquilini che chiedono di approvare e finanziare un piano casa triennale con risorse certe, pari almeno al 2% del bilancio regionale, ogni anno, per interventi di politiche abitative che devono diventare una priorità della legislatura.
Poi c'è un'altra emergenza che sta esplodendo, quella del gioco d'azzardo. Qualche mese fa medici ed esperti avevano lanciato l'allarme, la ludopatia è una patologia che si va diffondendo in modo preoccupante anche nella nostra regione e va affrontata con misure adeguate. Libera recentemente ha fornito dei dati impressionanti per le Marche: lo scorso anno si sono giocati 3,813 miliardi e voi cosa state facendo? In realtà solo danni. Per prima cosa avete modificato la legge varata nel 2017 dal centro-sinistra riducendo le distanze tra luoghi sensibili e nuove apparecchiature, facendo un grandissimo passo indietro ed ora vi prendete la responsabilità di azzerare completamente anche il finanziamento alla legge caratterizzata da una forte valenza socio-sanitaria, presa a riferimento in tutta Italia, perché aveva come pilastri prevenzione e contrasto. Ma d'altronde siete in perfetta sintonia di filiera con il Governo Meloni che l'anno scorso ha cancellato lo specifico fondo dedicato, esistente dal 2016, ed ha soppresso l'Osservatorio sul gioco d'azzardo. Ora, nella legge finanziaria che sta per essere approvata, introduce un nuovo gioco, associando il finanziamento dello sport a un gioco d'azzardo, veicolando così un messaggio culturale profondamente sbagliato. Il rapporto Caritas 2025 evidenzia con grande chiarezza il legame tra gioco d'azzardo, indebitamento cronico e nuove forme di povertà. Nelle Marche, purtroppo, povertà e disuguaglianze sociali stanno crescendo di anno in anno, ma sembra che di questo dramma, al di là delle vuote parole, non siate assolutamente consapevoli.
Infine il quarto tema, la salute mentale. Nelle Marche le persone con problemi di salute mentale sono circa 30.000. La situazione complessiva del sistema è sempre più critica e i servizi sono in difficoltà nel rispondere adeguatamente alle crescenti richieste, alle nuove emergenze, ad ottemperare ai compiti istituzionali. Su questa problematica il 21 dicembre 2021 il Consiglio regionale aveva approvato all'unanimità una risoluzione che impegnava la Giunta regionale su vari fronti, si sarebbe dovuto prevedere un adeguamento della spesa destinata alla salute mentale, attualmente molto inferiore alla media nazionale del 3,5%, e l'ex Assessore alla sanità aveva promesso un progressivo aumento nel triennio 2023/2025 fino ad arrivare al 5% del fondo sanitario regionale. A distanza di 4 anni dall'approvazione della risoluzione, la quasi totalità degli impegni è stata completamente disattesa dalla Giunta Acquaroli, così come completamente disatteso quanto previsto dal piano socio-sanitario rimasto da più di 2 anni lettera morta.
Tutto è fermo anche per quanto riguarda la problematica della salute mentale dei minori, due sole strutture residenziali private accreditate esistenti in regione e liste d'attesa di centinaia di ragazzi. Una gravissima inerzia rispetto ad una problematica così rilevante nel documento che approviamo oggi, in cui la salute mentale è citata quasi incidentalmente una sola volta su 159 pagine. Penso che questo dato sia assolutamente indicativo, nonostante in campagna elettorale il tema della salute mentale sia stato portato avanti dal Presidente Acquaroli. Nel programma si parlava del potenziamento: dei centri di salute mentale, dei servizi territoriali, degli sforzi per costruire una rete pubblica più accessibile alla salute mentale, del potenziamento del servizio di psicologia scolastica già attivato con una legge regionale approvata nello scorso mandato. Ebbene, questa legge regionale in questo bilancio non è neanche finanziata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Il bilancio di previsione non è un atto tecnico qualsiasi, è lo sappiamo bene tutti quanti, è il documento politico più importante che quest’Assemblea legislativa è chiamata a discutere e, ahimè, la prima cosa che mi tocca evidenziare è che non vedo il Presidente, non vedo la Giunta, vedo l'Assessore, che ringrazio, ma non me ne voglia, è appena arrivata e quindi è qui a portare il suo compitino. Non è che può intervenire anche con contenuti e riflessioni. Un Presidente come un Sindaco, un Presidente di provincia quando si discute ...
PRESIDENTE. Consigliere, mi perdoni, il Presidente è malato, è a casa.
Massimo SERI. Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Ci mancherebbe non poteva saperlo, per correttezza ...
Prego, Consigliere Seri.
Massimo SERI. Rimangio quello che ho detto, ha fatto bene a dirlo perché sarebbe un atto di indelicatezza nei confronti ...
PRESIDENTE. Per la precisione è stata una mia mancanza perché dovevo dirlo anche nella seduta dei Presidenti di gruppo, mi è sfuggito, chiedo scusa.
Prego, Consigliere Seri.
Massimo SERI. Capita. Dicevo che è il documento politico più importante che l'Assemblea legislativa è chiamata a discutere, perché nei fatti racconta che idea di Marche hanno questa Giunta e questa maggioranza per i prossimi anni. E’ il racconto di ciò che si intende fare o non fare per le Marche. E, ahimè, il primo elemento è che, purtroppo, anche nel bilancio 2026/2028 ritroviamo gli stessi limiti che, ascoltando e leggendo anche la rassegna stampa degli anni precedenti, i colleghi avevano già denunciato con le loro riflessioni. Scelte conservative e un utilizzo delle risorse che non risponde alle reali priorità dei cittadini marchigiani. Il racconto è chiaro: gestione dell'esistente, poca visione, nessun cambio di passo.
Il bilancio di previsione dovrebbe rappresentare il punto di raccordo tra la programmazione regionale ordinaria e la straordinaria, mi riferisco alle risorse PNRR, che è una grande occasione, è stata e lo è strada facendo, ormai verso il culmine, ed ai fondi europei 2021/2027. Eppure il documento che discutiamo oggi non restituisce questa integrazione in modo chiaro e convincente. Il PNRR, un'occasione non pienamente valorizzata, e questa cosa è un po’ generale, ad onor del vero l’abbiamo registrata anche in tante altre realtà di governi locali.
Le Marche sono beneficiarie di miliardi di euro di risorse PNRR, in particolare sulla sanità, infrastrutture, digitalizzazione e rigenerazione dei territori, ma nel bilancio regionale non emerge una strategia di accompagnamento né sul piano finanziario né su quello organizzativo ed è l'elemento più importante per dare un valore aggiunto a risorse straordinarie, come quelle a cui ho appena fatto riferimento. Infatti, il PNRR non doveva essere solo un elenco di cantieri o di opere da inaugurare, ma un'occasione per ridurre le diseguaglianze territoriali e rafforzare i servizi pubblici. Invece questo bilancio si limita ad accompagnare il PNRR senza guidarlo. Pensiamo ad esempio alla Missione 6 “Salute”, l’ha richiamata anche il Consigliere Piergallini, case della comunità, ospedali di comunità e rafforzamento dell'assistenza territoriale sono interventi fondamentali, soprattutto per una regione come la nostra con una forte presenza di aree interne e una popolazione mediamente più anziana della media nazionale. Costruiamo case e ospedali di comunità, ma senza medici e infermieri non sono comunità, ma sono semplicemente muri e, ahimè, forse avremo tanti muri in questa regione. Questo bilancio non dice dove e come troverete, e se si troveranno, le risorse umane necessarie.
La sanità e la sua narrazione. La sanità è ovvio, dico una banalità, è il tema centrale per le famiglie e per i territori, è l'esempio più evidente. Si racconta che va tutto bene, ma i cittadini marchigiani vivono un'altra realtà: liste d'attesa infinite, pronto soccorso in affanno, carenza di personale, soprattutto nelle aree interne, squilibri territoriali. Questo bilancio conferma una gestione che continua a tamponare le emergenze senza affrontare i nodi strutturali, mi riferisco sempre alla sanità. Le risorse aumentano sulla carta, ma non vediamo un piano credibile di rafforzamento della sanità pubblica. Adesso c'è il nuovo Assessore, auspichiamo che possa dare un segnale e qualche segnale, devo riconoscerlo, se non altro di intenti si è percepito. Dicevo, un piano credibile di rafforzamento della sanità pubblica, né un investimento serio sulla medicina territoriale. Il rischio è quello di spingere sempre più cittadini verso il privato, aumentando le diseguaglianze e i dati statistici ce lo dimostrano. I dati territoriali parlano chiaro: le liste d'attesa che continuano a penalizzare specialmente le aree interne della regione, la carenza di medici di base e infermieri colpisce in modo particolare le province interne come Macerata, Ascoli Piceno e parte del pesarese, cresce il ricorso alla sanità privata con un impatto diretto sulle famiglie, e questo bilancio non affronta in modo strutturale queste criticità, limitandosi ad intervenire a tampone.
Fondi europei 2021/2026 e 2027. Per quanto riguarda i fondi europei FESR e FSE, il bilancio manca di una chiara lettura territoriale. Le Marche sono una regione manufatturiera con distretti produttivi storici, dal calzaturiero al mobile, dalla meccanica all'agroalimentare, che oggi vivono una fase di transizione complessa. Le risorse europee destinate ad innovazione, ricerca, formazione qualificata, riconversione industriale appaiono frammentate e prive di una regia politica forte e, senza un'integrazione fra fondi europei e bilancio regionale, le Marche rischiano di perdere competitività e occupazione qualificata, soprattutto per i giovani.
Ritengo, e questo non lo attribuisco a quest’amministrazione, che ci sia stato un errore in passato, quello di riportare in capo alla Regione i job, le competenze che erano di natura provinciale. Si è persa la capacità di una lettura del territorio, dei propri fabbisogni, con un'elaborazione peculiare, plurale che aveva reso un'eccellenza i nostri territori provinciali. Lì si è fatto un passo indietro e lo ha fatto il centro-sinistra, devo dire, quando c'è stata la riorganizzazione. Penso che sarebbe un atto di coraggio invertire questa tendenza.
Prima il Consigliere Mastrovincenzo ha ripreso il tema della casa, che condivido, non l'ho messo nei miei appunti, ma lo riprendo al volo. Manca un piano caso, una risposta a questa emergenza che sta esplodendo e tutti i dati la indicano. Si parla di anticipare la nomina di un nuovo Cda, avrebbe un senso se fosse accompagnata da un forte progetto di rilancio della politica della casa, senza di questa una mera operazione di carattere politico. Spero di essere smentito, di sbagliarmi, ma sarebbe un brutto segnale, quindi auspico … Con i colleghi in Commissione una piccola occasione si è persa, non sfruttando un'indicazione che l'Europa ci ha dato, inserendo nella rielaborazione della programmazione dei fondi europei la voce della casa e nelle proposte che poi verranno in discussione in Aula questa opportunità non è stata colta.
Aree interne, infrastrutture e spopolamento. Altra grande assente di questo bilancio è una vera politica per le aree interne. Si parla tanto di contrasto allo spopolamento, ma senza servizi, trasporti efficienti, infrastrutture moderne, le dichiarazioni restano slogan e la politica agli slogan è abituata, ahimè. Le risorse previste sono frammentate, spesso legate a progetti senza una visione complessiva. Serve invece una strategia integrata che metta insieme sanità, scuola, mobilità e sviluppo economico. Anche la mozione presentata la volta scorsa andava in questa direzione. Senza investimenti sul trasporto pubblico locale, connessioni digitali e servizi essenziali il rilancio delle aree interne resta una dichiarazione di principio, ma i principi vanno accompagnati con pragmatismo.
Lavoro e sviluppo. Sul fronte di lavoro e sviluppo questo bilancio appare timido. Le Marche hanno bisogno di sostenere davvero le imprese che innovano, i giovani che vogliono restare, la riconversione industriale e la transizione ecologica, ma non con interventi spot o con misure a pioggia, ma con il coraggio di investire su ricerca, formazione e qualità del lavoro. Senza queste scelte il rischio è un'economia che perde competitività e attrattività.
Mi avvio alla conclusione, facendo riferimento al metodo della trasparenza. Ahimè, qualcuno lo ha già richiamato, il Consiglio è ridotto a ratificare. Non posso non segnalare un problema di metodo, ancora una volta ci si trova di fronte ad un bilancio che arriva in Aula all'ultimo momento, gli ultimi giorni, quindi, con scarsa condivisione, soprattutto non mette i Consiglieri nelle condizioni di poter intervenire con l’elaborazione di emendamenti seri e di proposte valide, però c'è un'attenuante, la devo riconoscere, si è votato a fine settembre, il tempo è stato poco e lo riconosco. Quando sono diventato Sindaco, come in tanti Comuni, il bilancio di previsione addirittura si approvava ad aprile e allora ho chiesto alla struttura, ovviamente è stata una scelta di maggioranza, di rispettare la tempistica, la scadenza del 31 dicembre. È chiaro che è un problema di organizzazione, non è solo politico, ed abbiamo impiegato alcuni anni perché la macchina si doveva attrezzare. Quest'anno è così, siamo stati anche molto disponibili e responsabili come opposizione, lo vedete, siamo qui, siamo venuti incontro alle esigenze poste, però l'anno prossimo, Assessore, lo dico a lei che è rimasta sola … Anche questo è avvilente, me lo lasci dire, almeno la Giunta! Qualcuno ha richiamato i compensi che prendono i Consiglieri, penso che gli Assessori ne piglino anche di più, qualche presenza maggiore farebbe loro onore, scusate questa deviazione.
Ho detto che basta organizzare la struttura, si anticipano le scadenze e si arriva con largo anticipo, e qui parliamo anche 10 giorni prima, con la presentazione …
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Tengo a precisare che siamo al punto 2), al DEFR, non al bilancio, quindi atteniamoci, la discussione sul bilancio sarà dopo. Grazie.
Ha la parola il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Di norma il bilancio preventivo economico pluriennale è una sorta di piano strategico e questa caratteristica dipende molto dall'impostazione che gli si vuole dare, vale a dire; se esiste una visione alla quale fare riferimento oppure sostanzialmente ci si limita ... Qualcuno si è offeso, ho detto in una dichiarazione precedente che la Giunta o il Presidente aveva fatto la lista della spesa, non avevo nessuno scopo offensivo, ma semplicemente sottolineare quello che in questo momento storico manca alla nostra Regione, esattamente il mettere a punto una visione che non sia fatta semplicemente di tutti i singoli interventi e di tutte le singole risorse che sono a disposizione.
Intanto c'è da fare una prima ripartizione delle sfere nelle quali si muove il piano preventivo economico pluriennale, detto anche documento economico finanziario. La parte finanziaria per sua natura è quella di una gestione che prende atto delle risorse disponibili e si muove su valori che sono monetari. Su questo noi dobbiamo dire con molta chiarezza, e c'è bisogno di fare questa disamina, che abbiamo un vulnus a priori, che è dato dal fatto che dalla devolution in poi, vale a dire dall'accordo dell'8 agosto 2001 e nel passaggio di competenza alle Regioni, noi abbiamo assistito semplicemente alla riproposizione nel tempo, qualsiasi governo nazionale ci sia stato, di una gestione finanziaria, vale a dire che la parte economica e strategica delle questioni legate al passaggio alle Regioni è stata in qualche maniera messa da una parte. E questo è un vulnus fondamentale se pensiamo che il 78% delle risorse che la Regione ha a disposizione sono legate al Servizio sanitario nazionale e a ciò che concerne, quel poco che c’è dato a disposizione, l'assistenza di carattere sociale, cioè il welfare nel suo complesso. Questo significa che il grande del problema che andrebbe messo al centro di questo documento in realtà non c'è ed è esattamente il fatto di dire come vogliamo plasmare la politica della Regione, non semplicemente su una dimensione di carattere finanziario. Su questo voglio esprimere un plauso a chi gestisce la finanza a livello di Regione, in particolare al Dipartimento bilancio, perché se andiamo a fare un confronto con le tante altre Regioni italiane, vediamo che la maggior parte sono in commissariamento per il fatto che hanno sforato i tetti di spesa che sono dati.
Le Marche da questo punto di vista hanno mantenuto una invidiabile posizione di equilibrio economico, che è un bene comune che va tutelato, rispetto alla quale c'è un guardiano del faro, direi, che in qualche maniera risale alla Dirigente di questo servizio, che è molto stimata anche a livello nazionale e ci riporta ogni volta al fatto di sapere che “primum vivere deinde philosophari”, come diceva Aristotele, è una delle condizioni di fondo per andare avanti bene. Però tutto ciò non basta, se è vero che da questo punto di vista, cioè sotto il profilo della gestione finanziaria, abbiamo questo tipo di vissuto che va tutelato e sotto il profilo dell’efficacia pratica, di quello che andiamo facendo, vale a dire la parte della gestione economica, noi vediamo con grande chiarezza che il prevalere di una gestione finanziaria significa ogni volta dare il fianco a gravi problemi per la popolazione. Faccio un esempio molto concreto, al tempo in cui il servizio sanitario e il servizio sociale erano gestiti secondo una contabilità finanziaria, quella per la quale si faceva fronte alle risorse non con dei ragionamenti in merito alle risorse investite, ma semplicemente in merito a valori monetari messi a disposizione, le risorse di norma finivano intorno alla fine del terzo trimestre dell'anno. Questa volta, dopo tanti anni di gestione cosiddetta economica, vale a dire con la riforma sanitaria e con la devolution, c'è stato il passaggio alle Aziende sanitarie, che significa il passaggio ad uno schema che è quello dei costi investiti, che non hanno un segno meno davanti secondo l'economia classica, ma devono avere un segno più davanti. Vale a dire che sono costi investiti in un processo produttivo per produrre ovviamente dei servizi che esprimono tutta la loro efficacia. Questo in realtà è rimasto sulla carta, così come sono rimaste sulla carta le Aziende sanitarie - ci auguriamo che la riforma che c'è stata, la legge 19, con il passaggio dall’ASUR alle 5 Aziende provinciali possa da questo punto di vista essere messa in pratica, cosa che ancora non è - perché poi alla fine dell'anno, così come sta accadendo, ci troviamo di fronte al fatto che: “Dobbiamo rientrare, quindi stringete i servizi”, che vengono meno. In questi giorni, ormai da un mese e mezzo, c'è un piano di rientro, che è stato comunicato dalla Regione a tutte le Aziende sanitarie, che presuppone il fatto che i Direttori generali debbano rientrare assolutamente entro il 31 dicembre, questo per il 30% del totale di quello che manca all'appello rispetto a quello che era il budget iniziale assegnato. Quindi assistiamo a cose …, e lo sappiamo tutti, sui giornali c'è solo la punta dell'iceberg, il fatto che molte terapie anche importanti vengono rinviate a dopo l'ostacolo, a dopo il 31dicembre. Abbiamo di fronte una situazione pietosa per quanto riguarda il sistema dell'accessibilità, che è ridottissimo. Guardiamo quello che accade, poi ne parleremo nelle prossime sedute, rispetto alla distribuzione diretta dei farmaci, dove si fa in modo che tutto ciò possa avvenire dopo. Quindi, in generale, senza andare nello specifico di tante questioni, questo è il frutto del fatto che non si mette mano esattamente ad una gestione di tipo diverso, nella quale si rapporta quello che noi andiamo a fare con gli obiettivi che abbiamo.
All'origine di tutto questo ci sta un'altra questione che qui non viene citata, ma io la dico, il fatto che il bilancio preventivo economico annuale del 2025 è stato comunicato dal Governo alla Regione Marche, mi sembra, nel mese di ottobre, ed è andata bene perché di norma negli anni precedenti, quando stavo in un altro ruolo, veniva comunicato gli ultimi giorni di dicembre il bilancio preventivo economico annuale, quindi il budget. All'inizio dell'anno che cosa si fa? Visto che il bilancio preventivo economico annuale viene comunicato alla fine, quindi non c'è programmazione, all'inizio dell'anno non si fa altro che mettere in campo un budget provvisorio, che di norma è, diciamo, quello dell'anno precedente, quindi la spesa storica, chiamiamola così, meno il 2% perché così ci cauteliamo e diamo un budget nel quale si deve stare e le risorse, quindi tutte le politiche di gestione concreta sono rapportate a questo elemento. Questa è una questione rispetto alla quale dico che è necessario far sentire la nostra voce, proprio dall'alto del fatto che la Regione Marche è una regione in equilibrio economico, vale a dire che ha rispettato queste cose ed è un grande vantaggio. Far sentire la nostra voce significa dire al MEF che in qualche maniera noi ci teniamo al fatto di avere a disposizione una previsione dei costi che sia tale per la quale andiamo a programmare la risposta a una domanda crescente che proviene dai cittadini, che, come sappiamo, è una domanda che non si arresta perché in questo momento non è fatta semplicemente di prestazioni sanitarie, ma anche di prese in carico che sono sempre più importanti e riguardano quelle dei cronici il 40%, che va verso il 50% della popolazione. In generale riguardano l'assenza di un caregiver, che riguarda la maggior parte delle persone rispetto al quale il tema fondamentale è quello di passare da uno schema finanziario ad uno schema di programmazione economica.
Tutto ciò non c'è perché questo documento risente fortemente di questa impronta di carattere finanziario. Quello che ci auguriamo è che ci possa essere l'occasione da qui in poi di rivedere la filosofia generale con la quale si va ad agire in questo senso, perché il resto viene dopo, i singoli provvedimenti, le singole impostazioni vengono dopo. Prima di tutto viene l'impostazione generale del sistema.
È un sistema che cresce, nel quale, in questo momento, possiamo collocare tutto ciò che abbiamo in termini di investimento. Alla fine del PNRR, per esempio, non si capisce che cosa ci sarà, ma dobbiamo pensarci. Tutto ciò che cresce va esaminato e programmato oggi, quindi, da questo punto di vista credo che si debba tornare ad una pianificazione strategica, che è stata accennata in questa regione in tanti anni prima, di cui in questi ultimi decenni, in qualche maniera, si è persa traccia, anche per via dei problemi di carattere nazionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente Approfitto della sua presenza per esprimere un apprezzamento sul bilancio del Consiglio: sobrio, equilibrato, anche per l'enorme spesa che stiamo affrontando questa mattina per il riscaldamento. Finalmente non si muore di freddo qui dentro, insomma, c'è un intervento adeguato. Se c'è bisogno in futuro, se non dovesse funzionare, potremmo fare una colletta.
Il bilancio è un rito che si ripete tutti gli anni, ormai da 75 anni, da quando la Regione è stata istituita e forse da un anno all'altro è difficile vedere una diversità. Penso che sia uno dei riti più belli perché, anche se ognuno di noi arriva qui con un voto sostanzialmente già deciso e con un pacchetto di emendamenti abbastanza limitato, è il rito della democrazia. Quindi, mi sento sinceramente di ringraziare i colleghi della minoranza e della maggioranza che sono intervenuti, soprattutto alcuni della minoranza che hanno ragionato intorno alle cose da fare. Certo, qualcosa deve essere concesso alla demagogia, alla necessità di una dialettica a volte anche dura, però c'è un ragionamento dietro alle cose e vorrei inserirmi con uno spirito positivo dentro questo tipo di ragionamento, offrendo qualche raro contributo.
Il primo riguarda l'impegno che abbiamo assunto, Consigliere Seri, relativamente ai tempi del bilancio e l'abbiamo detto in Conferenza dei Presidenti di gruppo. E dico solo, è una battuta, che se avessimo votato a novembre, come qualcuno chiedeva, oggi saremo già in esercizio provvisorio, quindi per fortuna abbiamo votato a settembre e oggi siamo in condizione di approvare il bilancio, che, è chiaro, è stato stretto per tutti, quindi i tempi e anche le disponibilità finanziarie sono stati relativamente corti. Questo impegno assunto dovrà essere mantenuto, ma direi che a partire dalle prossime variazioni di bilancio potremmo prendercela un po’ più comoda e con maggiore attenzione.
Il Consigliere Seri - se mi è possibile interloquire, so che non va fatto per Regolamento, non si deve parlare direttamente a nessuno, ma è uno stimolo interessante, lo voglio sottolineare - ci chiede quale idea di Regione abbiamo? E questa è una bella domanda. Io direi anche quale tipo di Regione, perché è sempre più evidente che le Regioni italiane sotto ai 3 milioni di abitanti soffrono, come soffrono i Comuni sotto a 10 mila abitanti. Siamo piccoli, prendiamone atto, non abbiamo i numeri, le dimensioni per un respiro diverso, per quella programmazione che voi invocate e che noi sottoscriveremo in pieno, magari per fare cose diverse, ma che vorremmo tutti avere disposizione. Oggi che cosa si può fare? Secondo me è già evidente in questo bilancio. È vero, trasferisce gran parte delle cose programmate, fatte, avviate nel corso del quinquennio precedente, ma non potrebbe essere altrimenti. C'è un pacchetto di investimenti impressionante, mi permetto di guardarlo nell'arco di qualche decennio perché non possiamo valutare le cose in questo mese, ma dovremmo fare una comparazione con quello che è stato nel passato. Penso che mai la Regione Marche abbia avuto, se non forse agli inizi, una marea di investimenti così elevata. si risponde alle necessità con gli investimenti, ma si risponde anche alle richieste che vengono dai cosiddetti territori, preferisco la parola popolazioni o amministrazioni. Quindi, anche qui c'è una risposta democratica, partecipativa. Il vero problema è: quale equilibrio può essere raggiunto con una torta così piccola? E’ l'equilibrio che fa la differenza, non il fatto di dire abbiamo fatto questo, quest'altro, ma dire abbiamo fatto questo e quest'altro e se avessimo voluto fare qualcosa di più non avremmo fatto altre cose. Va visto il bilancio nella sua complessità e la programmazione economica non può che anticipare questo. Si fa il ragionamento su quello che poi diventa …, ma è l'equilibrio della torta che fa la differenza e questo penso che ci sia in questo documento e nel complesso del bilancio, perché gli atti sono fortemente concatenati.
Facciamo i muri in sanità. Nella mia città si sta costruendo una casa della salute e anch'io ho questa preoccupazione, ma è una preoccupazione relativa. Io dico, intanto facciamo i muri, anche perché i tempi di costruzione in Italia sono quelli che sono, facciamo le case della salute, facciamo le case della comunità, facciamo tutto quello che gli investimenti che abbiamo in campo ci mettono nelle condizione di fare e prepariamoci anche ad avere il personale e le risorse disponibili. Rilancio l'ennesima provocazione: avremo il coraggio in assenza di una quota sufficiente di IRAP sanità e di IVA sanità, che sembra sia intorno ai 3,2 miliardi, cresce di anni in anno, di fare un altro tipo di ragionamento? Maggiori entrate? Maggiori tagli? Questo sarebbe interessante, mettersi tutti intorno ad un tavolo, tutti, le Commissioni sono quelle per fare questo tipo di ragionamento.
Evidenzio quella che ritengo in assoluto la priorità che non è sanitaria, ma è sociale, ed è quella che riguarda gli anziani, non se ne parla quasi mai, ma è il dramma di più di 100 mila famiglie marchigiane, le quali, avendo un anziano non autosufficiente o vicino alla non autosufficienza da accudire, devono far fronte a costi esagerati. Una RSA privata va dai 3.000 ai 3.700 ai 4.000 euro al mese. Le strutture private viaggiano intorno a queste cifre, ma anche l'utilizzo di assistenti è intorno a queste cifre o vicino se l'atteggiamento della famiglia nei confronti delle cosiddette badanti è regolare, è corretto da un punto di vista contrattuale. Questa è una grande emergenza e non è una cosa che si risolve in un bilancio, è un'impostazione che deve essere data in termini pluriennali 5, 10, 15 anni, perché questa Regione inevitabilmente invecchierà e sul piano strategico questa è una grande emergenza.
Direi anche, lo anticipo per quanto riguarda il bilancio, la maggioranza non ha subito alcun diktat, non so se i colleghi della maggioranza sono stati sfregiati da qualche diktat del Presidente. Io non ho subito nessuna imposizione, ho avuto due incontri, uno con i Presidenti di gruppo e uno con la maggioranza, nei quali abbiamo ragionato a lungo del bilancio ed abbiamo deciso di non fare emendamenti e di concentrare il maggior numero possibile delle risorse sull’impresa giovane, sull'innovazione, ne parleranno più dettagliatamente gli Assessori, ma questa è la seconda cosa che voglio segnalare in termini programmatici.
Questa Regione deve pensare sul piano dell'assistenza agli anziani. Siamo deboli ancora, deboli da un punto di vista strutturale, deboli da un punto di vista economico. Messi meglio, per nostra tradizione, nel campo della disabilità, che è oggettivamente molto alta rispetto ad altre Regioni. Siamo più deboli invece sul versante della cura degli anziani non autosufficienti.
L’altro argomento è quello dei giovani, non tanto dell'impresa giovane o dell'impresa donna, piccoli, ma significativi interventi, e neanche nel campo della cosiddetta innovazione, sulla quale tutti si buttano ed è giusto che si faccia così, ma sul piano dello spirito d’impresa. Ecco, io non sono un esperto di questo settore, non l’ho mai curato, però, conoscendo tanti imprenditori piccoli, medi e grandi della nostra regione, molti segnalano questa oggettiva difficoltà. L'impresa va avanti se c'è spirito di impresa, se c'è gente disponibile e capace di accettare il rischio. Che cosa deve fare l'imprenditore? Non deve avere paura, se l'imprenditore o l'impresa pretende 10 paracaduti pubblici siamo all'impresa di Stato e non funziona. Lo Stato, la Regione, i Comuni devono dare tutti i supporti necessari, ma poi la differenza la fa lo spirito di impresa. Come aiutarlo, come sollecitarlo, come mantenere e sviluppare una cultura che ha fatto grande questa regione? Senza quella, cari colleghi, non facciamo più niente. Non facciamo più niente perché non abbiamo neanche la spinta economica, perché tutto quello che spendiamo viene dalle imposte, che paga chi lavora, chi fa impresa, chi investe.
Non sfuggo alla segnalazione fatta dal Consigliere Mastrovincenzo con il quale abbiamo condiviso quella legge, io ero relatore di maggioranza, fu votata all'unanimità, forse è il caso, non so a che punto sta, di darle un'occhiatina, cioè vedere se quelle impostazioni iniziali … Sulle distanze non mi pronuncio perché ero contrario già allora, ma la vera questione oggi non è il gioco d'azzardo ubicato nei locali, il vero problema è il gioco d'azzardo online che rappresenta l'80-90% di questa devastante esperienza, che noi chiamiamo azzardopatia, non ludopatia, uno malato di gioco va benissimo, uno malato d'azzardo va male, la differenza è tutta lì. Ecco, forse va un po' rivista per valutare dove un intervento più puntuale e mirato può essere fatto.
Non credo, Consigliere Mastrovincenzo, che siano stati cancellati i finanziamenti per la cura. Non c'è una cura specifica per l'azzardopatia, che spesso è associata ad altre patologie e si unisce a quelle. Quello non c'è. Sul fronte della prevenzione è un ragionamento, secondo me, da riprendere con attenzione e con grande lealtà.
Ritengo di aver detto quasi tutto, quindi finisco qui, regalando 56 secondi alla Consigliera Marcozzi, che più tardi dovrà intervenire per 40 minuti sui capitoli, quindi ci prepariamo alla sua relazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Mi atterrò al suo invito a stare all'interno del Documento di economia e finanza regionale. Il Consigliere Marconi ha parlato del bilancio come del rito della democrazia. Io credo che il bilancio non sia solo questo, sia l'occasione del confronto democratico all'interno di un'istituzione tra coloro che sono chiamati a governarla e coloro, noi in questo caso, che sono chiamati a fare l'opposizione, che, per quel che ci riguarda, deve essere e sarà sempre costruttiva per essere domani alternativa di governo.
In questa prospettiva, perché questo confronto democratico possa dispiegarsi al meglio, innanzitutto vi è una questione di metodo e di tempi, c'è bisogno del tempo per la sessione di bilancio affinché non si sia costretti alle generiche affermazioni, ma ci possano essere delle proposte concrete e puntuali.
In questa prospettiva, ad esempio, la precisa ed esaustiva relazione del Vicepresidente Piergallini da una parte mi solleva dal compito di evidenziare quello che non va in questo DEFR e dall'altra ci dice quello che avremmo voluto fare, perché le puntuali osservazioni del Consigliere i Piergallini sarebbero state, ad esempio, degli emendamenti al DEFR, in occasione dei quali su ciascuno avremmo potuto intavolare un dibattito, un confronto democratico tra maggioranza ed opposizione, affinché le proposte del DEFR potessero superare il confronto dialettico al cospetto, diciamo, dei cittadini, magari pochi, che ci ascoltano, che ci possono ascoltare.
Quest'anno ci sono stati giustificati motivi, ci sono state le elezioni, va bene, ma i prossimi anni non potrà essere così perché il Documento di economia e finanza è un documento fondamentale, nonché strumento della programmazione generale per le Regioni, nel quale espongono il proprio programma di Governo. Come riportato nel Documento di economia e finanza, esso è chiamato dalla legge a definire le linee strategiche dell'amministrazione, essendo esso un'articolazione, dovendo essere un'articolazione del programma di governo della legislatura 2025-2030, illustrato dal Presidente Acquaroli nel corso della seduta di insediamento del 27 ottobre. Precede il bilancio di previsione, che all'interno del perimetro programmatico del Documento di economia e finanza costituisce lo strumento concretamente operativo dal punto di vista finanziario delle predette linee strategiche dell'amministrazione.
Ad esempio, in questo DEFR c'è una mancanza imperdonabile dal punto di vista politico ed istituzionale, perché il Presidente Acquaroli in occasione del suo intervento, le comunicazioni del 27 ottobre, tra le altre cose, oltre a declinare il programma elettorale, quindi il programma di governo, sottolineava la necessità di una complessa riforma delle riforme attuate nel corso della precedente legislatura. Parlo ad esempio della sanità, la riforma del piano socio-sanitario, ha detto in quella circostanza della rivisitazione degli atti aziendali, del personale, poi ha parlato di sanità territoriale, di intelligenza artificiale, di concertazione, delle fragilità degli anziani, del rapporto tra il sanitario e il sociale, della Zes e di altri aspetti che riguardano l'economia. Bene, di queste riforme declinate soltanto sulla carta non c'è traccia nel Documento di economia e finanza, quindi esso non assolve al compito che gli assegna la legge, perché se è vero che sono le linee strategiche sulla base di incoerenza con il programma declinato in quest'Aula, va da sé che le dichiarazioni del Presidente, che ha su di sé la responsabilità principale del governo della Regione, della riforma delle riforme, dovevano essere all'interno del Documento di economia e finanza per i prossimi 3 anni. Niente di tutto questo.
L'altro aspetto che il DEFR deve affrontare inevitabilmente, perché è un documento di economia e finanza, è il contesto nel quale si trova ad operare, ma, l’ha detto il Consigliere Piergallini, non contiene un esaustivo quadro congiunturale internazionale, nazionale e regionale in riferimento al contesto economico di riflesso della finanza pubblica. Vi è un generico richiamo al conflitto in Medio Oriente ed in Ucraina, come pure un generico richiamo agli inediti contrasti sulle tariffe e sui dazi che avrebbero una ripercussione che coinvolgerebbe la globalizzazione delle produzioni e dei mercati. Se da una parte si prospettano le ricadute sull'occupazione, sulla manifattura in particolare a vari livelli, dall’altra non si indicano le strategie da mettere in campo per attenuare le conseguenze di tutto questo.
Nello specifico del contesto territoriale della nostra regione da un lato si fa riferimento alla ricostruzione post sisma e alla messa a terra del PNRR, che starebbero procedendo, ma non si parla dei ritardi che sono stati evidenziati dalla Corte dei Conti per quanto riguarda, ad esempio, l'edilizia pubblica, la ricostruzione post sisma dell'edilizia pubblica, come dei ritardi del PNNR Missione 6 “Salute”, ritardi accertati e denunciati dalla Corte dei Conti in sede di parifica, che io qui ometto di indicare.
Presidente, se mi autorizza, consegno l'intervento scritto in Aula, così è comodo, perché non ho il tempo di declinare il tutto.
Questi ritardi, ripeto, sono ben evidenziati. Poi si cita il PNRR, con i pochi minuti a dimostrazione di quanto siano insufficienti.
Ma guardate, l’ha accennato il Consigliere Caporossi, il programma europeo di aiuti all'economia, varato nel mezzo dell'epidemia, sta per finire. Gli ultimi investimenti sono da concludere nel giugno 2026, salvo che per qualche investimento che dovrà essere ultimato ci sarà la proroga. Su questo la Corte dei Conti ci dà un giudizio netto, dice esattamente e leggo: “L'analisi dei dati contabili mette in luce uno stato di avanzamento dei progetti ancora complessivamente modesto e rileva un ritardo strutturale nell'attuazione dei progetti, quindi la necessità di un'accelerazione nel processo di attuazione in assenza del quale appare esistere un rischio concreto di mancato raggiungimento degli obiettivi, tenuto conto dell'avvicinarsi dei termini previsti nel piano”. Parole della Corte dei Conti. Gli investimenti e le riforme del PNRR avevano come obiettivo principale la crescita della produttività, anche se, come è stato osservato, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una crescita dell'occupazione precaria, come ha detto il Consigliere Mastrovincenzo, lavoro a termine, lavoro intermittente oltre il 60%, 62,5% nelle Marche, ma non alla crescita del PIL, con conseguente riduzione della produttività.
Oggi la sfida è mantenere almeno i livelli di crescita che il PNRR ha garantito in questi anni, perché con la conclusione del piano di aiuto all'economia il rischio per l'Italia è un brusco calo di investimenti e di crescita e questo rischio è maggiore per la nostra regione.
Poi c'è un punto, il PNRR finanzia l'investimento, ad esempio la costruzione di scuole, di strutture sanitarie, ma quando l'investimento sarà finito, lo voglio dire al Consigliere Marconi, il costo della gestione di queste strutture ricadrà sulle istituzioni di riferimento, quindi Regioni, Province e Comuni.
E’ stato osservato che a livello nazionale, meno nella nostra regione, nel 2022, anno di avvio del PNRR, gli investimenti del Piano hanno contribuito, anno per anno, per l'1% circa alla nostra crescita. Siccome dal 2023 la nostra economia non ha mai superato un tasso di crescita dell'1%, ne discente che, senza il contributo del PNRR, negli ultimi 3 anni saremmo stati sempre in recessione, e questo vale ancora di più nella nostra Regione che è cresciuta meno del dato nazionale. Su questo nulla ci dice il DEFR, né ci dice come si farà ad usare al meglio, ad esempio, i fondi di coesione europei e nazionali che non esauriscono la loro funzione con il PNRR.
Tema giovani, finisco perché il tempo non c’è. A proposito della discussione, ho letto una bellissima intervista del professor XY sul Corriere Adriatico – quanto è importante il ruolo che svolgono i mezzi di informazione se li leggessimo - che dice: “Alcune questioni di specifico interesse per i lavoratori, in particolare la questione dei bassi livelli salariali e la connessa questione fiscale, cioè chi debba finanziare gli investimenti e la spesa sociale”. Sui giovani dice: “Il tema dei bassi livelli salariali è un tema rilevante nel nostro Paese e spiega, almeno in parte, l'esodo dei giovani laureati cui stiamo assistendo da almeno un decennio. Alla radice vi è il basso livello di produttività del lavoro sia nel settore pubblico sia in quello privato”.
Ad esempio, perché non si permette nel DEFR il salario minimo negli appalti pubblici di competenza della Regione e degli enti strumentali, come ha fatto la Regione Puglia? Il Governo che ha impugnato quella legge dinanzi della Corte Costituzionale si è visto respingere il ricorso. Questa potrebbe essere un'idea, credo, per dare speranza e futuro ai nostri giovani, al di là delle chiacchiere.
Termino, non ho tempo, ma questo DEFR non assolve al compito.
Presidente, ribadisco che consegno il testo scritto (allegato A). Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Anticipo subito il mio voto di contrarietà a questo Documento di economia e finanza perché è un documento inerziale, quando invece dovrebbe essere lo strumento essenziale che ci fa capire cosa la Regione ritiene indispensabile, quale futuro intende costruire. E questo non accade con il documento di cui stiamo parlando oggi perché un Documento di economia e finanze regionale serio dovrebbe fare tre cose: leggere i bisogni della comunità, della nostra comunità, scegliere priorità e obiettivi misurabili e soprattutto individuare con chiarezza su quali leve la Regione intende agire anche dentro i vincoli.
Ecco, il DEFR di cui parliamo oggi è sicuramente un documento ordinato, prudente, formalmente coerente, va dato atto agli uffici di aver lavorato bene, ma non fa un salto politico, è un documento che amministra, ma non guida. Io credo invece che il compito di una Regione, anche il compito nostro di Consiglieri sia l'opposto di mettere i vincoli, ma rimettere al centro le persone, i territori, i diritti, altrimenti la politica smette di essere politica e diventa un ufficio ragioneria con la fascia tricolore.
Un DEFR che ha una parola chiave: prudenza, è un DEFR debole. Prudenza nella spesa corrente, prudenza nelle scelte, prudenza nel muoversi tra vincoli nazionali ed europei. Ma noi dobbiamo dirci una cosa con grande chiarezza: la prudenza è una virtù quando si accompagna ad una visione, ma diventa un problema quando la visione non c'è. Noi sappiamo che la nostra Regione, le Marche, è una Regione in transizione: viviamo squilibri territoriali crescenti tra costa e aree interne, c'è un invecchiamento notevole, una ricostruzione post sisma che sta cambiando la geografia sociale, un tessuto produttivo fatto di imprese piccole e vulnerabili; poi ci sono le nuove fragilità, è stato ricordato più volte da chi mi ha preceduto, la salute mentale, le dipendenze, la precarietà abitativa, la povertà educativa. Ecco, rispetto a tutto questo il DEFR si limita a gestire l’esistente come un timoniere che guida una barca senza rotta.
Allora, mi si consenta di individuare alcuni dei settori dove ad avviso di chi parla il DEFR risulta particolarmente carente. Settori che sono parte rilevante dell'ossatura regionale: politiche sociali, sanità, cultura, ambiente.
Se parliamo delle politiche sociali sicuramente questo è il grande rimosso strategico del DEFR e guardate che il welfare territoriale non è solo assistenza, è anche tenuta democratica. Il documento di cui parliamo questa mattina lascia le politiche sociali sullo sfondo. Sono di fatto subordinate, importanti nei principi, ma marginali nel disegno complessivo. Il sociale è gestione di bisogni, ma non è un'infrastruttura. Mancano dei pilastri che il DEFR avrebbe dovuto esplicitare più seriamente. I livelli essenziali dei territori sono profondamente diseguali. Abbiamo diritti che dipendono dagli interventi dei Comuni, dagli ambiti territoriali sociali, da risorse progettuali disponibili legate alla capacità amministrativa locale, ma questo determina un livello assolutamente disomogeneo. Poi aggiungo che servirebbe una stabilità finanziaria e continuativa nei servizi. Il sociale vive troppo spesso di bandi, sperimentazioni, progetti a termine e così si crea una precarietà organizzativa e un turnover che alla fine fa pagare l'utente.
Un welfare serio ha bisogno di programmazione pluriennale e di strumenti che garantiscono continuità, non solo finestre di finanziamento. Poi l'integrazione con la sanità, senza integrazione socio-sanitaria, i servizi sociali diventano tappabuchi e la sanità diventa l'unico sportello per ogni fragilità. Queste sono alcune delle tematiche principali, ma fatemi dire delle emergenze più specifiche che sul DEFR rimangono assolutamente sullo sfondo: la povertà educativa, il disagio giovanile. Non bastano progetti episodici, servirebbe un asse regionale stabile con interventi nelle scuole e nei territori, alleanze con il terzo settore, con gli enti locali, presidi educativi e culturali, sportelli psicologici territoriali, percorsi di prevenzione delle dipendenze e del ritiro sociale. Le Marche non hanno una regia regionale che mette insieme istruzione sociale, cultura e salute mentale.
Poi se parliamo di non autosufficienza e domiciliarità, anche su questo versante vediamo quanto sia debole il documento di cui stiamo parlando. Infine, anche per non prendere troppo tempo, non possiamo non farci carico dell'emergenza legata alla povertà abitativa e alle nuove fragilità sociali ed urbane. Nelle aree urbane cresce una precarietà abitativa, invece nelle aree interne aumenta lo spopolamento e la solitudine. Non sono due mondi diversi, sono due facce della stessa medaglia. Serve una politica regionale che non guardi all'edilizia solo in termini di opere, ma in termini di diritti, casa, servizi.
Passando poi all'altro macrotema, che è quello più rilevante, la sanità. Nel DEFR si ricorda che la manovra regionale è per circa tre quarti assorbita dalla sanità. Ma ciò ci spinge a riflettere sulla questione del rapporto fra PNRR e decreto ministeriale 77. Bene le strutture, ma chi ci lavora in queste strutture? Se parliamo di case di comunità, ospedali di comunità e non affrontiamo la carenza di medici e infermieri, le loro condizioni di lavoro, rischiamo di parlare di qualcosa che assomiglia a un contenitore vuoto.
E poi c'è il tema vero della sanità territoriale, che rischia di essere una promessa mancata, della necessità di integrare sociale e sanità ho già parlato.
Fatemi concludere con due altri capitoli. Uno mi sta particolarmente a cuore, su cui ritengo che il DEFR manifesti un'assoluta insufficienza, è quello della cultura. La cultura è un tema che è stato assolutamente derubricato da questa amministrazione regionale. Nei 5 anni precedenti della prima legislatura Acquaroli davvero si è arrivati sull'orlo del baratro. Con questa legislatura si è fatto un passo avanti. La cultura è diventata qualcosa di ancillare rispetto al turismo, quando invece non si capisce che la cultura è uno strumento fondamentale che garantisce la coesione sociale. Su questo davvero non possiamo non denunciare una grande carenza programmatica.
Infine, chiudo su un altro versante che non può non stare a cuore a chi sta intervenendo. L'ambiente, una sostenibilità dichiarata, ma che non è assunta come criterio. Il DEFR richiama l'Agenda 2030 e la strategia di sviluppo sostenibile, ma in realtà manca una gerarchia chiara. Non si comprende quali sono le priorità ambientali regionali nel triennio, quali sono gli obiettivi misurabili, quale governance territoriale. Tutto questo non c'è nel DEFR, solo enunciati vuoti. E poi, se parliamo di energia e territorio, di transizione, la transizione energetica va fatta, ma va fatta bene con pianificazione seria, con aree idonee o non idonee individuate con criteri trasparenti, con tutela paesaggistica e tutela della biodiversità, Per non parlare poi del tema risorse idriche, tutto questo nel DEFR davvero non risulta affrontato con chiarezza e adeguatezza. Quindi, concludendo, il vero limite di questo documento è che manca una visione integrata, manca un approfondimento sui veri temi. E’ un tema politico, è un tema che dovrebbe spingere all'elaborazione di un documento che non si muova solo da un'idea di correttezza e di prudenza, ma che abbia la capacità di dare un futuro al territorio e alle persone che vivono nella nostra regione. E tutto questo il DEFRE non lo fa e per questo motivo il Gruppo di Alleanza Verdi di Sinistra voterà convintamente in modo contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA Grazie, Presidente. Faccio anch'io un breve intervento sul Documento di economia e finanza regionale che anticipa e introduce quelli che saranno i numeri che vedremo nel bilancio, che verrà discusso e votato in questa mattinata.
Questo DEFR e questo bilancio arrivano in una fase difficile per le Marche, in una regione in affanno, con indicatori che vedono crescere le disuguaglianze, vedono l'economia non crescere come nel resto del Paese, vedono aumentare la fetta di popolazione che vive in condizione di povertà relativa ed assoluta, un indebolimento del ceto medio, lo spopolamento delle aree interne e quel fenomeno di emigrazione dei nostri giovani verso il nord, verso altri Paesi, alla ricerca di condizioni lavorative e di vita migliori rispetto a quelle che riescono a trovare nella nostra regione. Un sistema sanitario che fatica a dare risposte puntuali, concrete, rapide alla popolazione sempre più anziana, con liste d'attesa infinite e con il rinvio di interventi e di diagnosi, interventi che sarebbero talvolta anche urgenti. E la difficoltà dei pronto soccorso a gestire gli accessi. Servirebbe una visione diversa di futuro per la nostra regione, di sviluppo economico e di riforma dei servizi fondamentali, di quelli sanitari, di quelli sociali.
È un DEFR che non tocca le difficoltà che vivono quotidianamente tante persone, gli anziani, le difficoltà delle famiglie a conciliare il lavoro con gli impegni familiari, le difficoltà delle famiglie che hanno disabili in carico con politiche socio-sanitarie integrate che servono da supporto agli enormi sforzi, alle difficoltà che vivono quotidianamente tante famiglie.
Ho sentito la retorica dei borghi, che viene spesso ripetuta, ho sentito il Presidente Acquaroli più volte. Io ho amministrato per tanti anni un Comune che ha anche un borgo, è uno dei Borghi più belli d'Italia, un Comune Bandiera arancione, un Comune “Spighe Verdi”. Questo lavoro viene da lontano, non è stato inventato negli ultimi cinque anni. I borghi esistono da secoli e le Amministrazioni locali hanno investito nel loro rilancio negli ultimi 20-30 anni, prima che arrivasse la Giunta Acquaroli. Faccio presente che gli sforzi economici messi in campo dalla Giunta … Il mio Comune sarà stato sfortunato, non lo so, ma ha partecipato ai bandi sui borghi e ha portato a casa 250.000 euro. Nell'elenco dei Borghi storici marchigiani dovrebbero risultare iscritti circa 450 borghi perché i Comuni possono iscrivere, se ricordo bene, più borghi. E se noi dividessimo, infatti, i 100 milioni circa messi a disposizione, risulterebbero, appunto, i 250.000 euro, che anche il mio Comune si è aggiudicato e che farà un intervento puntuale nel centro storico. Però ci illudiamo se pensiamo che un borgo con 250.000 euro di intervento strutturale possa vedere un rilancio delle attività sociali, culturali, della capacità di attrarre flussi turistici. Insomma, servono evidentemente strategie diverse e magari meno dispersive.
Un'altra retorica che ho sentito in questi giorni è quella della necessità di investire sui giovani. In linea di principio siamo tutti d'accordo con l'idea che i giovani meritano la nostra attenzione, se non altro perché sono sempre di meno e perché sono le principali vittime del precariato, delle difficoltà a formarsi una famiglia, a diventare autonomi, a costruirsi un proprio percorso di vita. Ebbene, se la cifra messa in campo è 1 milione di euro, come ho letto da qualche parte, non c'è da esultare, visto che si considera a livello europeo la categoria giovanile dai 16 ai 34 anni e nelle Marche ci sono 265.000 persone che rientrano in quella categoria. Se dividiamo 1 milione di euro per 265.000 giovani, sono circa 3,80 euro per ogni giovane. Immagino che sia complicato incidere sul futuro dei giovani se pensiamo che siano sufficienti 3,80 euro per ogni giovane. Credo che serva uno sforzo di sistema complessivo, che aiuti il nostro sistema produttivo a rinnovarsi, a farlo in maniera innovativa, a farlo in maniera ecosostenibile, riuscendo a essere competitivo in uno scenario internazionale sempre più complesso. Allora sì, forse, se daremo una strategia di sviluppo industriale alla nostra regione, saremo in grado di trattenere nei nostri territori le migliori energie, i nostri giovani laureati, quelli che non trovano nel tessuto produttivo marchigiano spesso un'occupazione coerente col percorso di studi portato avanti.
Nella nostra Regione ci sono alcuni settori politici che soffrono di un evidente sottofinanziamento. Penso ovviamente alla sanità, al trasporto pubblico locale, alle politiche di welfare, alle politiche sociali. Di fronte a questo mi sarei aspettato da parte della Giunta, della maggioranza, una maggior forza nel denunciare questa situazione e di chiedere al Governo nazionale maggiori stanziamenti perché il diritto alla salute dovrebbe essere un diritto equo, accessibile, garantito a tutti, cosa che purtroppo negli ultimi anni è, ma non lo dico io, basta confrontarsi col cittadino medio.
Io non vorrei che dietro all'esito elettorale, che ha visto il centro-destra vincere queste elezioni con un margine anche significativo - di fronte al 50% degli elettori, diciamo che questa maggioranza ha vinto le elezioni con il 26% degli elettori marchigiani - ci si illuda che i marchigiani siano contenti di come vanno le cose nelle Marche, perché così non è. Il vissuto quotidiano di tanti marchigiani è un vissuto di difficoltà, di criticità non affrontate e di problemi da cui non sanno come uscire. E allora noi dovremmo dare un indirizzo, utilizzare le politiche pubbliche, le risorse che abbiamo a disposizione, non soltanto per gestire l'esistente o, come leggo nel DEFR, garantire che i conti siano in ordine. Certo che è importante che i conti siano in ordine, è evidente, questo lo prevedono i principi della finanza pubblica, ma all'interno della definizione delle priorità e delle strategie politiche, la maggioranza, che ha avuto questo risultato, non intravede un cambio di rotta, sembra accontentarsi dell'esistente con delle incongruità, perché, leggendo anche le dichiarazioni del Presidente, nella necessità di rivedere il nuovo Piano socio-sanitario, ci vedo, fra le righe, anche un'ammissione di colpa: evidentemente, quello che è stato fatto nei cinque anni precedenti non ha funzionato e, quindi, si chiede di rimettere mano a questo. Così come ho letto, in una maniera che io ho sempre denunciato, il principio della filiera istituzionale, attraverso cui le amministrazioni amiche otterrebbero delle agevolazioni da chi governava la Regione. Quest'anno ho letto “basta mancette”, l'ho letto sul Corriere Adriatico qualche giorno fa, attribuendo al Presidente Acquaroli queste affermazioni: “Stop ai finanziamenti della tabella E, liberare risorse da sprechi e mancette”. Ecco, evidentemente, fino all'altro ieri questi fondi venivano utilizzati per sprechi e mancette. Quindi, mi auguro che si comprenda che sia necessario cambiare passo, cambiare paradigma, cominciare a pensare a questa regione come ad una regione in difficoltà da un punto di vista sociale, economico, e che vengano messe in campo delle riforme.
Noi, chiaramente, saremo contrari a questo DEFR e anche al bilancio conseguente. Oggi ci siamo presi anche la responsabilità, visti i tempi ristrettissimi, come hanno detto i miei colleghi, di non presentare emendamenti, ordini del giorno, risoluzioni e quant'altro, però, nel corso dell'anno interverremo a più riprese su quelle che saranno le vostre scelte e cercheremo di dare un contributo per indirizzarle verso le reali criticità che vivono i marchigiani e che, secondo me, secondo noi, non sono contenute in questo Documento di economia e finanza regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pantaloni.
Francesca PANTALONI. Grazie, Presidente. Presento alla valutazione ed approvazione la proposta di delibera di Giunta regionale concernente il Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2026-2028. Il DEFR fa parte del cosiddetto “pacchetto bilancio di previsione” insieme alla proposta di legge di stabilità e alla proposta di legge del bilancio di previsione per il triennio 2026-2028. E qui mi preme ribadire e ricordare: si tratta di un triennio, quindi alcune misure che sono state definite un copia e incolla sono, invece, presenti in quanto il documento fa riferimento ad un triennio. Si tratta di atti che la Giunta adotta e trasmette all'Assemblea legislativa regionale per la successiva approvazione.
Il Documento di economia e finanza regionale si innesta sul Programma di Governo della legislatura 2025-2030: “Più Marche. La forza dei risultati, il futuro da costruire insieme”, illustrato dal Presidente Acquaroli in occasione della seduta di insediamento della Assemblea legislativa regionale del 27 ottobre 2025.
Il DEFR rappresenta perciò un documento tecnico-politico e qualifica la visione dell'Amministrazione regionale verso il futuro, descrivendo le linee di azione amministrativa che saranno poi declinate finanziariamente nel bilancio di previsione, che la Giunta adotterà subito dopo.
In questa fase di avvio della legislatura regionale, il DEFR si pone quale articolazione del Programma di Governo ed è chiamato dalla normativa a definire le linee strategiche dell'Amministrazione, in vista della successiva implementazione finanziaria nel bilancio di previsione del triennio 2026-2028. Il riferimento normativo è dato dal decreto legislativo n. 118 del 2011, in particolare dall'Allegato 4.1 intitolato “Principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio”: in questa cornice si inserisce quindi la struttura del Documento.
La nuova legislatura regionale si è aperta in un contesto internazionale, nazionale e territoriale complesso. L'Italia e le Marche stanno attraversando le ripercussioni politiche ed economiche dei conflitti in Ucraina ed in Medio Oriente, in un clima impegnativo a livello sia nazionale che globale. Fenomeni di grande complessità, come gli inediti contrasti anche sulle tariffe e sui dazi, che stanno coinvolgendo la globalizzazione delle produzioni e dei mercati, con potenziali ricadute sulla manifattura e sull’occupazione a vari livelli. A livello territoriale, se da un lato la ricostruzione post sisma 2016 e la messa a terra del PNRR stanno procedendo, dall'altro si continuano a registrare avversità esogene di varia natura, che richiedono la convergenza di provvedimenti sinergici sia a livello nazionale che locale. A questo contesto problematico e complesso, questa Amministrazione regionale intende contrapporre, in continuità con la precedente legislatura avviatasi nel 2020, una visione progettuale articolata per fornire risposte alle esigenze che salgono dai territori e dalle comunità regionali, valorizzando gli ambiti di intervento normativo praticabili e ottimizzando le risorse disponibili, nella necessaria consapevolezza dei limiti posti dai vincoli complessivi di bilancio. Il Programma di Governo della Regione Marche 2025-2030: “Più Marche. La forza dei risultati, il futuro da costruire insieme” ha individuato alcune linee direttrici per lo sviluppo delle Marche, che il DEFR articola e descrive secondo la griglia delle Missioni e dei Programmi, introdotta dal decreto legislativo n. 118 del 2011: è su tale base che la Giunta predispone il bilancio e lo sottopone all'Assemblea legislativa regionale per l'approvazione. Al termine dell'esercizio finanziario, anche il rendiconto generale della gestione segue nella sua esposizione la medesima struttura per Missioni e Programmi. In coerenza, quindi, con questa cornice, il DEFR definisce, nella prima Sezione, le linee strategiche delle varie “Missioni” in cui si articola l'attività dell'Amministrazione regionale, nonché, nella seconda Sezione, i principali indirizzi di politica finanziaria. Il DEFR svolge un ruolo di interconnessione anche con altri documenti regionali: in tal senso si inserisce in una cosiddetta “struttura a rete” con altri atti e strumenti della programmazione regionale, ognuno di questi - in coerenza con la normativa - svolge il ruolo di coordinamento di specifici ambiti. Il DEFR indica, inoltre, il raccordo puntuale con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 e con la struttura organizzativa regionale.
A livello nazionale, la proposta del DEFR 2026-2028 della Regione Marche prende atto del Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal Consiglio dei Ministri ad ottobre 2025 e che contiene le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica a legislazione vigente, le misure previste nella manovra di bilancio e gli effetti finanziari. Più in generale, il DEFR si colloca in modo consapevole nel più ampio contesto della finanza pubblica italiana. Oltre ad una sintesi sul contesto economico di riferimento, il Documento presenta, fra l'altro, le tematiche connesse alla Strategia regionale di sviluppo sostenibile, alla programmazione comunitaria 2021-2027, alla realizzazione nelle Marche del Piano nazionale di ripresa e resilienza, al principio del pareggio di bilancio, al quadro previsionale delle entrate tributarie regionali, alla situazione del debito.
Un tema centrale della strategia regionale è, in particolare, quello della programmazione europea e nazionale, che si conferma di fondamentale rilevanza anche per le politiche finanziarie regionali. Prosegue l'attuazione dell'Accordo per la coesione stipulato tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Marche il 28 ottobre 2023, con importanti ricadute che riguardano la politica di crescita del territorio regionale, dopo la messa a disposizione delle risorse statali avvenuta con la delibera CIPESS n. 24 del 23 aprile 2024. L'Accordo tende a svolgere, infatti, un ruolo di efficace coordinamento tra le risorse europee e nazionali per la coesione, oltre che con quelle del PNRR, con la previsione di uno stanziamento di oltre 333 milioni di euro di risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione che consentiranno il finanziamento di sedici investimenti strategici in ambito regionale, con priorità per infrastrutture e reti di trasporto. In aggiunta alle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, la Regione Marche potrà far leva su ulteriori 154 milioni di euro a valere sulle assegnazioni nazionali del fondo di rotazione, che attireranno investimenti di natura complementare a quelli finanziati con i Fondi strutturali europei 2021-2027, consentendo così di diversificare gli investimenti sul territorio con interventi nelle aree tematiche del turismo, della cultura, della valorizzazione del tessuto imprenditoriale locale, della salvaguardia dell'occupazione e della tutela delle fasce più deboli della popolazione. Sul versante della programmazione comunitaria, dopo la chiusura del periodo 2014-2020, con l'assorbimento integrale delle risorse assegnate alla Regione Marche dalla Commissione europea, sono stati attuati i programmi FESR e FSE plus del periodo 2021-2027: le Marche si collocano fra le prime Regioni in Italia quanto a livello di impegno e pagamento sui fondi comunitari. Il periodo di programmazione 2021-2027 vede la concomitanza, anche temporale, di due importantissimi strumenti che costituiscono un pacchetto complessivo di stanziamenti di 1.824,3 miliardi di euro, articolato in due linee di finanziamento:
- ordinario: il Quadro finanziario pluriennale con una dotazione di 1.074,3 miliardi di euro che prevede uno stanziamento per la politica di coesione di 330,2 miliardi di euro per l'intera UE27, con una quota di risorse leggermente superiore per l'Italia, rispetto alla dotazione 2014-2020;
- straordinario: lo strumento Next Generation EU - conosciuto come Recovery Fund - con una dotazione di 750 miliardi di euro, che assegna all'Italia 194,4 miliardi di euro con il Programma per la ripresa e la resilienza, da spendere entro il 2026. Le risorse ordinarie della programmazione 2021-2027 assegnate alla Regione Marche ammontano a circa 1.036 milioni di euro, dei quali 690 milioni di euro sono riconducibili alla programmazione FESR e 346 milioni alla programmazione FSE plus, con un incremento di circa il 66% rispetto alla programmazione ordinaria relativa al periodo 2014-2020; questo anche a seguito del riconoscimento dello status di “regione in transizione”.
È fondamentale segnalare che la Giunta regionale ha deciso di utilizzare i margini di flessibilità, previsti per le Regioni in transizione e quelle meno sviluppate, che consentono la variazione delle percentuali di cofinanziamento e comportano l'istituzione della cosiddetta Programmazione complementare. Dopo l'approvazione da parte della Commissione europea, sono quindi in fase attuativa i due programmi FESR e FSE plus, che valgono complessivamente 882 milioni di euro, ai quali si affiancano, in quanto coerenti nelle finalità e negli obiettivi, le risorse del Fondo di rotazione previste nell'Accordo per la coesione, che valgono complessivamente 154 milioni di euro.
In riferimento alla programmazione 2021-2027, come noto, si è assistito ad un avvio particolarmente sostenuto degli interventi, con livelli di performance fra i più elevati in assoluto a livello nazionale. A partire poi dalla seconda metà del 2024 si sono potuti attivare gli interventi previsti nel Fondo di rotazione, complementare al FESR e al FSE plus, che garantisce maggiore flessibilità nella programmazione e attuazione delle misure: in questo ambito è possibile finanziare, ad esempio, gli interventi a sostegno della cultura e del turismo, altrimenti esclusi dalla programmazione comunitaria ordinaria. In questo contesto va ricordata anche la politica di sviluppo rurale finanziata con il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: per effetto del regolamento UE 2220/2020, il periodo di programmazione 2014-2020 della politica agricola comune è stato esteso di 2 anni, quindi il nuovo periodo di programmazione - attualmente in corso - ha una durata di 5 anni ed è riferito al periodo 2023-2027. Le risorse assegnate alla Regione Marche per la politica di sviluppo rurale sono programmate attraverso il Completamento regionale per lo sviluppo rurale del Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027. Inoltre, la Regione continua a presidiare i negoziati per il futuro ciclo di programmazione 2028-2034, in cui il ruolo della Regione potrebbe essere ridimensionato.
Nel corso del 2026 si concluderà inoltre il periodo in cui il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che vedrà la “messa a terra” degli investimenti a favore del territorio e delle comunità marchigiane.
In continuità con i DEFR precedenti, viene inquadrato il ruolo centrale del PNRR nel contesto delle attività programmate dall'Amministrazione regionale. Al 18 settembre 2025 ricadono sul territorio marchigiano 12.562 progetti totalmente o parzialmente finanziati dal PNRR e, per talune misure, anche dal Piano nazionale complementare; l'importo totale di questi progetti è pari a 4.827,12 milioni di euro. Per 863 di questi progetti, la Regione Marche è soggetto attuatore, direttamente o indirettamente: l'importo totale è pari a 680,15 milioni di euro.
Nel DEFR è presente un ampio quadro di riferimento sull'avanzamento del PNRR nelle Marche, dando conto delle informazioni rese disponibili dal sistema nazionale di monitoraggio ReGis su dimensioni e situazioni dei progetti attivati sul territorio regionale, nonché delle iniziative della Regione per sostenere un'agevole e piena attuazione. In particolare vengono fornite informazioni sul sito dedicato Easy PNRR Marche, sul sistema di monitoraggio, sui report trimestrali di attuazione e sulle iniziative di supporto attivate sui territori.
Non da ultimo, il DEFR richiama il percorso della ZES Marche, recentemente suggellato dalla legge n. 171 del 18 novembre 2025, che ha aperto importanti opportunità per le imprese e i territori, grazie alle misure rivolte all'intero territorio regionale, della semplificazione amministrativa e dei bonus occupazionali, integrate dallo strumento del credito di imposta, riservato per legge ai territori ammessi agli aiuti di Stato. Il confronto poi con la Commissione europea, che è stato già avviato, intende ridefinire il perimetro territoriale di applicazione della misura.
Pertanto, propongo di adottare la delibera di Giunta regionale sul Documento di economia e finanza regionale 2026-2028. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Hanno la facoltà di intervenire il relatore di maggioranza e di minoranza laddove vogliono.
Sono pervenuti degli emendamenti a firma della Consigliera Ruggeri, che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ho presentato 5 emendamenti al DEFR su temi che ritengo estremamente rilevanti per la nostra Regione e che non mi pare siano stati affrontati debitamente.
Il primo riguarda la questione dei rifiuti ed esclude qualunque forma di incenerimento, visto che anche il Consigliere Piergallini, relatore di minoranza, e lo ringrazio, ha detto che quella parte è abbastanza generica, non si capisce quale sia la politica sui rifiuti che questa nuova Giunta ha intenzione di portare avanti.
Il secondo emendamento rimarca che sono stati esclusi dagli interventi finanziabili attraverso il PNRR gli impianti di smaltimento TMB e anche gli inceneritori. Siccome l'adeguamento del PRGR è stato approvato dalla Giunta, ma non è mai arrivato in Aula e neanche in Commissione, penso che ormai sia arrivato il momento che la destra tiri fuori la testa da sotto la sabbia e ci dica come ha intenzione di risolvere questo problema, quindi, questo vuole essere un primo tentativo per capire quali idee avete.
Gli altri due emendamenti riguardano entrambi il servizio idrico integrato e si chiede che la Regione ponga particolare riguardo alle prossime scadenze delle concessioni idriche, al fine di agevolare la scelta verso una gestione in house del servizio idrico. Sapete che presto ci sarà questo problema, anzi, si sta già affrontando nella provincia di Macerata e nel 2028 dovrà essere affrontato dalla provincia di Pesaro. In merito alla gestione le scelte possono essere tre: gestione esclusivamente pubblica, cosiddetta “in house”, che è quella che noi proponiamo; gestione misto pubblica privata, col privato individuato tramite gara europea oppure l'affidamento subordinato direttamente a gara europea. Quindi, il rischio di privatizzazione della risorsa idrica è molto elevato se la gestione dovesse finire in mani delle grosse multinazionali, peggio pure se straniere. Quindi, secondo noi, la Regione dovrebbe affiancare le ATO nell'agevolare la costituzione di società in house. Questo emendamento rimarca questa necessità.
Il secondo, che riguarda sempre il servizio idrico integrato, dice che, per porre fine o comunque ridurre le crisi idriche, è indispensabile procedere allo sfangamento degli invasi, di cui nei cinque anni scorsi abbiamo parlato tante volte in quest'Aula e c'era stato detto tante volte che la Regione li avrebbe fatti, poi non è successo niente. Quindi, ripropongo la questione perché le crisi idriche sono ormai diventate non più sporadiche, non sono più neanche un'emergenza, ma rappresentano, purtroppo, la normalità del nostro quotidiano. Comunque, anche se si procedesse allo sfangamento, il problema non verrebbe risolto.
Proponiamo anche lo studio di nuove proposte, come, a titolo esemplificativo, la Rete dei Laghi.
L'ultimo emendamento, il quinto, riguarda “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”, si riallaccia alla discussione che abbiamo avuto la settimana scorsa, mi sembra, in relazione alla PAC 2028-2034 e si chiede di salvaguardare la dotazione finanziaria attuale e che la Regione si attivi in questo ruolo presso la Commissione europea.
Sappiamo bene che gli agricoltori sono stretti in una morsa insostenibile: da una parte ci sono i rigidi vincoli della nuova PAC, che tagliano i sussidi e complicano il lavoro, dall'altra parte c'è l'accordo UE-Mercosur che spalanca le porte alla concorrenza sleale di prodotti a basso costo.
Non possiamo accettare politiche europee che puniscano le nostre eccellenze favorendo importazioni che non rispettano i nostri standard etici ed ambientali. Quindi, siccome su questo purtroppo nel DEFR non c'è nulla, vi invito a sostenere questi emendamenti per prendere insieme una posizione, visto anche e soprattutto che sullo sfangamento e sulla PAC, in teoria, dovremmo essere tutti d'accordo. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento n. 1 a firma della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Faccio un'unica dichiarazione di voto, dicendo che voteremo a favore di tutti e cinque gli emendamenti presentati dalla Consigliera Ruggeri, poi, diremo sugli altri.
Intanto su questi, su tutti e cinque, il voto è favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento n. 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento n. 2 a firma della Consigliera Ruggeri: “A pag. 47, nella Missione 09 – Programma 03, Rifiuti: al quarto periodo, a pag. 48, dopo le parole “di materia” aggiungere le parole “A tale proposito si ricorda che sulla base dell’applicazione della gerarchia comunitaria per la gestione dei rifiuti e del principio Do Not Significant Harm (DNHS), sono stati esclusi dagli interventi finanziabili attraverso il PNRR gli impianti di smaltimento TMB e gli inceneritori”. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento n. 3 a firma della Consigliera Ruggeri: Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento n. 4 della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento n. 5 della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Sarò brevissima perché nel merito i profili critici che abbiamo rilevato rispetto al DEFR sono stati già illustrati sia nella relazione di minoranza del Vicepresidente Piergallini, sia negli interventi dei colleghi Consiglieri. Quindi non ripeterò e non riprenderò i singoli argomenti definibili, diciamo, come considerazioni di fondo e strutturali rispetto alle criticità presenti in questo documento, rilevo ulteriormente, e soltanto, una circostanza già presa in considerazione dagli interventi che mi hanno preceduto, in particolar modo dal Consigliere Cesetti. È evidentemente impossibile affrontare seriamente una discussione anche su proposte alternative, per questo, per esempio, come gruppo abbiamo scelto di non presentare emendamenti, pur condividendo i singoli emendamenti presentati da altri gruppi, pure appartenenti alla nostra coalizione, quella con cui ci siamo presentati alle elezioni.
Abbiamo scelto di non presentare emendamenti, perché è evidente che presentare emendamenti che avessero un senso, cioè una controproposta al Documento di economia e finanza avrebbe richiesto un tempo maggiore rispetto all'analisi dei documenti presentati dalla Giunta. Il tempo è stato veramente ridicolo, non uso altro termine perché non ce n'è un altro, ma avrebbe richiesto anche un tempo per la discussione in Commissione e in Aula delle nostre proposte, non compatibile con i tempi ridicoli con cui quest’Assemblea è stata costretta ad affrontare il tema e l'atto più rilevante della sua funzione.
Dunque, per queste ragioni, abbiamo riconosciuto per quest'anno, diciamo così, anche se in realtà il fenomeno si ripete da anni, l’eccezionalità rispetto alle previsioni statutarie della Regione Marche, oltre che al buon senso e alla decenza.
I tempi stretti, diciamo così, tra la formazione della Giunta, dopo le elezioni, e i termini per l'esame delle proposte di bilancio (legge di bilancio, DEFR, eccetera), avrebbero suggerito, e così abbiamo fatto, un atteggiamento responsabile per evitare di mandare in esercizio provvisorio la Regione e l'approvazione del bilancio, però vi diciamo fin d'ora che questo è l'ultimo anno per quanto ci riguarda, l'anno prossimo cominceremo per tempo ad incalzare la Giunta perché metta l'Assemblea legislativa delle Marche nella condizione di fare il suo lavoro. L’ha già detto benissimo il Consigliere Cesetti, hanno ripreso il tema anche gli altri Consiglieri di minoranza. Ho voluto sottolineare nuovamente, ancora una volta, che così non è il rito della democrazia, caro Consigliere Marconi, ma il rito della brutta copia e del simulacro, spesso vuoto, della democrazia, che francamente non è più accettabile. Anche per questa ragione, oltre che per quelle di merito già esposte da chi mi ha preceduto, il nostro voto sarà contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Se possiamo correggere il voto: il Vicepresidente Piergallini voto contrario e il Vicepresidente Rossi voto favorevole.
Proposta di legge n. 14
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni per la formazione del bilancio 2026/2028 della Regione Marche (legge di stabilità 2026)
Proposta di legge n. 15
ad iniziativa della Giunta regionale
“Bilancio di previsione 2026/2028”
(Discussione generale)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 14 e la proposta di legge n. 15 della Giunta regionale.
Ai sensi dell’articolo 115 del Regolamento interno si svolge un’unica discussione generale, ha la parola, la relatrice di maggioranza, Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, le due proposte di legge che andiamo a discutere, la legge di stabilità e il bilancio di previsione per l'annualità 2026-2028 sono stati predisposti secondo quanto è stabilito dal decreto legislativo n. 118 del 2011. In questa occasione mi permetto di ringraziare il Presidente Acquaroli, che oggi non c'è perché malato, la Giunta e gli uffici, per il lavoro encomiabile che hanno fatto, i Consiglieri tutti, maggioranza e minoranza, perché sono stati molto collaborativi e non era scontato che oggi fossimo qui a discutere queste due proposte di legge importantissime, perché abbiamo avuto le elezioni il 28 e il 29 settembre, ci siamo insediati il 27 ottobre, quindi i tempi sono stati ristretti, quindi, grazie a tutti.
Il bilancio di previsione 2026-2028 rappresenta lo strumento cardine del Programma di Governo della legislatura 2025-2030 ed è in linea con le linee programmatiche che il Presidente Acquaroli ha esposto il 27 ottobre 2025, un mese e mezzo fa.
Oltre a ringraziare gli uffici per il lavoro - siamo qui oggi a discutere, mi auguro di approvare all'unanimità - vorrei mettere in evidenza in quale contesto economico è stato elaborato il bilancio di previsione 2026-2028.
Negli ultimi anni, colleghi Consiglieri, l'economia italiana ha dovuto affrontare numerose sfide, lo sappiamo tutti, dalla crisi sanitaria, il Covid, alle tensioni geopolitiche sia in Ucraina che in Medio Oriente. Tutte queste variabili hanno influenzato in maniera negativa non solo l'economia italiana, ma anche la nostra economia marchigiana.
Le Marche, voglio ricordarlo, nel 2024 sono state colpite da eccezionali eventi meteorologici e con la delibera del Consiglio dei Ministri del 21 settembre 2024 è stato dichiarato, per 12 mesi, lo stato di emergenza, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nel nostro territorio, nella fascia costiera della nostra regione. E’ per questo motivo che voglio mettere in evidenza le criticità che abbiamo dovuto affrontare come Regione, come Consiglio, per arrivare al bilancio 2026/2028. A questo contesto problematico e complesso, come ha risposto l'Amministrazione regionale? Ha voluto contrapporre, in continuità con la precedente legislatura che si era avviata nel 2020, una visione progettuale articolata per fornire risposte alle esigenze dei territori e delle comunità regionali, valorizzando gli ambiti di intervento normativo praticabili e ottimizzando le risorse finanziarie che abbiamo a disposizione. Voglio ricordare a tutti che la manovra di bilancio regionale si aggira su un ammontare di 5 miliardi, di cui circa 3/4 impegnati nella sanità. Colleghi Consiglieri, voi capite, come è comprensibile, che i margini di flessibilità lasciati alla discrezionalità non sono ampi per l'esigenza di assicurare le spese obbligatorie e riservare risorse in risposta alle esigenze che arrivano dal territorio.
L'attuale manovra di bilancio agisce, quindi, sull'ottimizzazione della spesa corrente coadiuvata dalle risorse comunitarie per il proseguimento delle politiche regionali e per liberare risorse finalizzate a proseguire il percorso di forte sostegno agli investimenti. Voglio ricordare che per la Regione Marche è fondamentale investire per crescere affinché il PIL aumenti. Ma quali sono i principali indirizzi di questa manovra di bilancio?
Apro una parentesi, dispiace aver ascoltato, quando abbiamo parlato del DEFR, dati negativi sulle Marche: “E’ un copia e incolla”, “I nostri dati economici sono crollati”, però, dobbiamo ricordare che noi siamo entrati nel 2020 e fino allora ha governato il centro-sinistra. Siamo orgogliosi di questa manovra di bilancio, l'ho detto in conferenza stampa, l'ho detto anche sulla stampa. Innanzitutto non abbiamo aumentato la pressione fiscale, che piaccia o no, questo è un dato di fatto e non era scontato perché molte altre Regioni lo hanno fatto. L'ho detto, è una manovra di 5 miliardi, il 70%, 75% riguarda la sanità e il margine di manovra non è ampio. La pressione fiscale non è stata modificata, non solo, sono state mantenute le seguenti agevolazioni fiscali: il bollo sulle auto ibride, sulle quali abbiamo mantenuto l'esenzione; l'IRAP, abbiamo mantenuto l’agevolazione sulle Onlus e non solo. Per le piccole e medie imprese l’agevolazione è del 4,13% ed è stata prorogata. Abbiamo potenziato la spesa per gli investimenti a sostegno dello sviluppo regionale, anche in considerazione delle opportunità derivanti dalla nuova programmazione comunitaria, dal PNRR e dall'Accordo di coesione 2021-2024. Noi non abbiamo governato per cinque anni, io l'ho sempre detto, nel 2020 siamo entrati, nel 2021 il Covid, tre anni e mezzo, sembra che questa Amministrazione abbia fatto una catastrofe, anche se siamo stati rieletti con ampio margine.
Voglio ricordare che nella complessità del contesto economico e sociale in cui si muove l'azione dell'Amministrazione, un supporto grande è arrivato dalla Programmazione comunitaria 2021-2027 e voglio ricordare che le Marche si collocano ai primi posti tra le Regioni italiane nell'avanzamento dei programmi in termini di impegno delle risorse sia sul FESR che sul FSE e al primo posto assoluto in termini di avanzamento del pagamento sul FSE. C'è un'inversione di tendenza evidente. Questi sono i risultati, questi sono i fatti, queste non sono chiacchiere. “Un risultato non scontato che c'eravamo prefissati sin dall'inizio del mandato per far tornare la nostra Regione competitiva”, queste sono le parole del Presidente, che ho stampato in conferenza stampa. Credo che non sia giusto dire che la nostra Regione abbia subito una debacle per quello che abbiamo fatto.
Inoltre il Presidente Acquaroli, in campagna elettorale e quando ha esposto le linee programmatiche, ha parlato dei giovani e noi abbiamo mantenuto gli impegni perché abbiamo destinato 1 milione di euro per i giovani affinché non scappino dalle Marche e rimangano qui. Naturalmente i progetti dovranno essere costruiti anche con la Politecnica delle Marche.
Quello che mi preme affermare è che noi abbiamo due elementi di rilevo nella prospettiva dei prossimi anni. In merito alla Zona economica speciale … Vedete, ho preso alcuni appunti su quello che è stato detto sul DEFR dai vari Consiglieri, che praticamente i dati economici sono negativi e che l'export si è ridotto. Ma perché questo? Me lo spiegate? La colpa è nostra? Ricordo a tutti che nel 2019 le Marche sono state dichiarate Regione in transizione. Che cosa significa Regione in transizione? Visto e considerato che abbiamo i dati economici negativi. Li abbiamo sì, colleghi Consiglieri, perché nel 2019 le Marche sono entrate in transizione, significa che da Regione industrializzata siamo passati a Regione deindustrializzata e questo è un dato di fatto, però nessuno l’ha detto.
Oggi parliamo tutti di Zona economica speciale, ma nel 2021 la sottoscritta, con il proprio gruppo regionale, ha iniziato a parlare di estendere la Zona economica speciale anche alle Marche. Nel 2022 abbiamo ottenuto il risultato dell’estensione alle Marche, Accordo di partenariato del 16 luglio 2022, poi ci sono state le elezioni e tutto è stato sospeso, ma noi ci abbiamo sempre creduto perché, essendo una Regione in transizione, dovevamo estendere la ZES anche alle Marche. Nel 2024 a fine dicembre ricordo che in questa Assise abbiamo ripreso per le penne l'estensione della ZES con un ordine del giorno presentato da un deputato ed esponente nazionale di Fratelli d’Italia, in cui si chiedeva di estendere anche alle Marche la Zona economica speciale. Sono stata derisa, è stato detto che: “Non serviva a nulla, un ordine del giorno non si nega a nessuno”, invece no, è servito. È vero che alcuni Comuni rimangono fuori, questo ci dispiace, ma stiamo lavorando in Europa, sta lavorando anche l'Assessore Bugaro, il Governo, per ampliare la platea dei Comuni, perché questa è una risposta rilevante per il nostro tessuto produttivo economico regionale. Noi ci abbiamo sempre creduto, quattro anni ci abbiamo lavorato, naturalmente se non fosse arrivato questo risultato, sarebbe stata una sconfitta. Una sconfitta politica anche per noi, per il gruppo di Forza Italia, che ci ha creduto dal 2021, per la Giunta e per il Presidente Acquaroli. Il 5 agosto abbiamo avuto l'ok dal Governo, quindi lo ringraziamo, è arrivata la Presidente Meloni e questo risultato per noi è stato importantissimo. Inoltre, nel corso del 2026 è prevista l’ulteriore implementazione del Piano regionale delle infrastrutture Marche 2032, approvato dall’Assemblea legislativa regionale con la delibera amministrativa n. 99 del 5 agosto 2025, dopo aver superato con esito positivo la procedura di valutazione ambientale strategica. Anche qui riusciamo ad avere un ottimo risultato per quanto riguarda le infrastrutture che rappresentano il volano per un'economia regionale.
Inoltre, grazie agli uffici, grazie alla Giunta, grazie al Presidente, questo bilancio rispetta i principi normativi sull'armonizzazione dei bilanci e dei vincoli di finanza pubblica previsti per le Amministrazioni regionali e la previsione di bilancio è in coerenza con le priorità dei documenti di programmazione strategica e di efficienza della spesa regionale.
Oggi siamo orgogliosi di essere qui e di approvare un bilancio con una visione strategica. Non è vero che non ha una visione strategica, ce l'ha, eccome! E se i dati economici …, non è possibile continuare a dire qui in Aula meno export e riduzione del PIL. Ok, è vero, ma siamo una Regione in transizione dal 2019, quindi non possiamo dare la colpa a questa Amministrazione, che molto ha fatto. Ieri ho stampato la conferenza stampa, la Giunta Acquaroli sul settore degli investimenti ha fatto tantissimo: sono stati stanziati 60 milioni di euro, di cui 30 milioni per i borghi. E vi spiego perché. Perché nelle linee programmatiche del 2025 il Presidente ha detto una cosa molto importante: “Nessun territorio deve essere lasciato indietro”. Le Marche, l'unicità, dal nord al sud, i territori sono tutti uguali, non c'è un territorio di serie A e non c'è un territorio di serie B e lo abbiamo dimostrato investendo nelle aree interne.
Prima di arrivare all'articolato, vorrei ricordare che sono state rifinanziate delle leggi regionali con la tabella A, ne parlerà l'Assessore, che ringrazio per il lavoro che ha svolto, però voglio ricordare alcuni rilevanti interventi perché io non sono intervenuta sul DEFR, però secondo me avete esagerato.
Vi ringrazio perché oggi siamo qui, non era scontato, però avete esagerato perché noi abbiamo governato per tre anni e mezzo, colleghi Consiglieri, non abbiamo governato per quaranta anni questa Regione e i risultati li abbiamo dimostrati.
La Missione 4 “Istruzione e diritto allo studio”, contributo al Comune di Corridonia per la realizzazione della nuova scuola, 2,100 milioni; “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, contributo al Comune di Fano per la biblioteca, 3 milioni di euro; ai Comuni per la messa in sicurezza delle mura storiche 5 milioni di euro; contributo per il funzionamento dell'attività della Fondazione Marche Cultura 2,8 milioni; politiche giovanili 1 milione di euro, al quale va aggiunto anche quel milione per fare dei progetti, che vanno costruiti, con le università; “Assetto del territorio, edilizia abitativa”, contributi ai Comuni per la riqualificazione degli spazi pubblici 8 milioni di euro, per la riqualificazione degli spazi pubblici dei territori interni e periferici 3 milioni di euro; “Sviluppo sostenibile, tutela del territorio”, spese per opere di pronto intervento 3,5 milioni; spese per manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua 9 milioni; spese per interventi di realizzazione e manutenzione straordinaria di opere idrauliche 15 milioni; contributi in conto capitale a favore dei Comuni per interventi di difesa del suolo 7,6 milioni; contributo straordinario al Comune di Potenza Picena per realizzare la difesa della costa 4,8 milioni, oltre alle tante risorse già inserite per la difesa della costa; contributo straordinario alla rete ferroviaria italiana per l'intervento Comune di Ancona lungomare nord 2,8 milioni; trasporto e diritto alla mobilità, trasferimenti ad Anas per la manutenzione ordinaria delle strade 11,7 milioni; trasferimenti ai Comuni per lavori di manutenzione straordinaria e dragaggio 3,2 milioni; spese per manutenzione straordinaria infrastrutture stradali 3,9 milioni; contributi ai Comuni per manutenzioni straordinarie stradali e nuove opere stradali 3 milioni; spese per la realizzazione di un parcheggio al servizio dell'Ospedale di Torrette 4 milioni, ricordiamo che Torrette è il primo Ospedale d'Italia, è un'eccellenza; spese per la realizzazione degli interventi ad attuazione diretta regionale di cui alla delibera CIPESS 24/2024 20 milioni di euro; spese per la realizzazione della Macerata - Villa Potenza 4 milioni di euro; spese per la realizzazione della strada 502 Jesi-Cingoli 8,7 milioni; trasferimenti ad Anas per il miglioramento della strada Valdaso 6 milioni di euro; contributo straordinario al Comune di Civitanova per la bretella in via Einaudi 2,5 milioni; contributo alla Provincia di Macerata per realizzazione viabilità lungo la Valpotenza 1 milione; contributo alla Provincia di Fermo per interventi di realizzazione, manutenzione straordinaria di opere impianti 5,5 milioni; contributi straordinari all'ENAC per concorrere a compensare oneri di servizio pubblico sui servizi aerei e di linea da e per l'aeroporto 12,6 milioni; diritti sociali, politiche sociali e famiglia, interventi per progetti di potenziamento delle strutture socio-sanitarie 4 milioni di euro; tirocini di inclusione sociali 3,6 milioni; tutela della salute; anche qui cofinanziamento quota regionale Accordo di programma ex articolo 20 legge n. 67 del 1988, 13 milioni di euro; spese per il completamento e l'adeguamento prezzi degli interventi di realizzazione del nuovo Ospedale materno di Ancona 4 milioni di euro; contributo all'AST di Pesaro Urbino per la riqualificazione dell'Ospedale di comunità di Fossombrone 4 milioni, per quello di Cagli 4 milioni, per l'Ospedale di base 4,250 milioni; spese per adeguamento normativo strutture sanitarie in corso di realizzazione 4,5 milioni; risorse aggiuntive alle AST per investimenti finalizzati al potenziamento dei servizi territoriali ed ospedalieri 8,7 milioni; risorse aggiuntive alle AST 10 milioni di euro; spese per la realizzazione del nuovo Ospedale di Pesaro 60 milioni di euro; assegnazione agli Enti del Servizio sanitario regionale di risorse in conto capitale per investimenti 13 milioni di euro; spese per la definizione della gestione liquidatoria della soppressione delle ASL 2 milioni, quasi 3 milioni di euro. Abbiamo anche la spesa per erogazione di indennizzi ai soggetti danneggiati da complicazioni di tipo irreversibile 14,8 milioni; spese per il finanziamento di corsi professionali universitari 7 milioni di euro; trasferimenti regionali agli Enti del Servizio sanitario regionale a titolo di ristoro di risorse degli anni precedenti 1,9 milioni. Per quanto riguarda le politiche del lavoro per la formazione professionale 1 milione di euro “Progetto Marche e Giovani”; cofinanziamento regionale di programmi statali con partecipazione regionale per la gestione di poli educazione istruzione buona scuola 4 milioni; cofinanziamento regionale dei progetti ammessi del contributo unico dello spettacolo 8,9 milioni; cofinanziamento regionale indagini sulla vulnerabilità e sulla microzonazione sismica 868 mila euro. Questi sono gli interventi principali.
Per quanto riguarda le leggi che sono state rifinanziate nella Tabella E ne parlerà, come ho già detto, l'Assessore.
Andiamo alla legge di stabilità, l'articolo 1 …, ho solo un minuto, Presidente? Devo fare la legge di stabilità ed il bilancio di previsione. Solo un minuto?
PRESIDENTE. Il tempo che resta è quello.
Prego, Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Per quanto riguarda l'articolo 1 definisce il quadro finanziario per il triennio 2026-2028. Previsione di entrata anno 2026 6.115.651.000, anno di previsione 2027 5,264 miliardi, previsione di entrata per l'anno 2028 5 miliardi.
L’articolo 2, autorizza: al comma 1 il rifinanziamento di interventi previsti dalle leggi regionali elencate nella tabella B; al comma 2 i cofinanziamenti regionali di programmi statali indicati nella tabella D1; al comma 3 i cofinanziamenti regionali e i programmi comunitari indicati nella tabella D2; al comma 4 la spesa per la realizzazione di interventi indicati nella tabella E.
L'articolo 3 è soppresso.
L'articolo 4 ripropone, per la determinazione dei canoni di utenza di acqua pubblica, la norma già adottata per l'anno 2025 e la estende anche al 2026, i canoni stabiliti con la tabella F di cui all'articolo 10, comma 2, della legge regionale n. 25 del 2003, canoni di concessione per l'utenza di acqua.
L'articolo 5 mancava la disposizione finanziaria …
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n.14/25 “Disposizioni per la formazione del bilancio 2026-2028 della Regione Marche, ovvero la legge di stabilità, è composta da 12 articoli e contiene il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione 2026-2028. Una manovra esattamente da 6.115.790.276 euro nel 2026, nel 2027 sono previsti invece 5.264.599.000 e nel 2028 oltre 5 miliardi, come indicato nello stesso articolo 1 della presente proposta di legge. Stupisce che non aumentino decisamente gli investimenti in sanità, che pesa sempre circa per il 75% nel bilancio, nonostante la domanda sia in evoluzione con nuove necessità e promesse della campagna elettorale, che qui non trovano risposte. Basta pensare che non sono previste risorse aggiuntive per infermieri e medici, ma solo un aumento dei compensi del 20% per dirigenti amministrativi.
Gli altri capitoli che impattano maggiormente sul bilancio della Regione Marche, oltre alla sanità, sono i trasporti e le infrastrutture (oltre il 9%), le politiche per lo sviluppo e la competitività (4,2%), le politiche per la tutela dell'ambiente e del territorio e quelle per il lavoro e la formazione professionale, che valgono rispettivamente il 2,5% e l'1,96% del bilancio regionale.
Tra le altre voci principali, l'istruzione e il diritto allo studio impattano per l'1,4%.
L'articolo 2 autorizza i cofinanziamenti regionali di programmi statali indicati nella tabella D1 con 5.898.000 euro nel 2026, 1.896.000 nel 2027 e 6.466.000 euro nel 2028, in cui le voci con maggiori risorse sono: l'educazione e l'istruzione (0-6 anni) con 1.400.000 euro nel 2026, 700.000 euro nel 2027 e 1.900.000 riaumentati nel 2028. Risorse, tuttavia, insufficienti rispetto alle crescenti necessità.
Il cofinanziamento dei soggetti ammessi a contributo del Fondo unico per lo spettacolo, esattamente con 2.910.948 nel 2026, 1 milione nel 2027 e si sale nel 2028 ad oltre 4.000.000 di euro.
Ci sono inoltre i cofinanziamenti regionali di programmi comunitari tra cui troviamo, ad esempio, politiche agricole, attività economiche ed altri interventi, nel 2026 ci sono 31.909.688 euro.
Nell'articolo 2 troviamo poi le spese per la realizzazione degli interventi indicati nella famosa tabella E, che esattamente sono: 296.135.807 euro nel 2026, 146.065.260 euro nel 2027 e 132.277.995 euro nel 2028. Il drastico ridimensionamento della tabella E, già ampliamente comunicato dalla Giunta Acquaroli nei giornali, è senza dubbio un fatto positivo dopo che, nell'ultima legislatura, noi stessi l’avevamo definita uno strumento di elargizione di mancette elettorali nei bacini dei Consiglieri regionali di maggioranza, che potevano addirittura contare come una lista della spesa, circa 50.000/80.000 euro a testa per i soli Consiglieri di maggioranza, che potevano elargirli a pioggia, a proprio piacimento. Ad ogni modo non migliora la situazione, ma solo il metodo.
Manca ancora un'attenzione alle esigenze importanti della sanità, il diritto alla casa, totalmente dimenticato, la tutela degli ultimi, lo sviluppo e il lavoro.
A proposito dell’articolo 2, in Commissione ho presentato 5 emendamenti che non ho ripresentato in Aula. La Commissione ha deciso di non prenderli nemmeno in considerazione, nonostante il mio spirito di collaborazione, quindi, l'ho preso come un segnale di totale chiusura al punto di non ripresentarli nemmeno qui. Voglio però ricordarli. Il primo emendamento riguardava l'elaborazione di un progetto sperimentale per la cura della fibromialgia, previsto dall'articolo 4 bis della legge regionale n. 38 del 2017. Ebbene, lo dico all'Assessore alla sanità, abbiamo una legge regionale, vi invito a finanziarla. Attualmente il Governo Meloni ha voluto mettere la bandierina sulla fibromialgia avviando l'iter di inserimento nei Lea, ma ancora non ci ha messo un euro perché manca l'ultimo tassello, quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. È una battaglia che porto avanti da anni a tutela di circa 30.000 persone affette da fibromialgia nelle Marche.
Il secondo emendamento riguardava il contributo all'Ufficio scolastico regionale per progetti sulla parità di genere. Avevamo approvato all'unanimità in quest'Aula nella seduta n. 115 del 4 luglio 2023 una mozione, di cui ero proponente, che impegnava la Giunta a potenziare l'insegnamento della parità di genere nelle scuole marchigiane. Nasceva da una petizione di UNICEF, è rimasta lettera morta. Invito la Giunta ora, visto che ha votato all'unanimità questa mozione, a iniziare un percorso vero e proprio, concreto con l'approvazione di questo percorso assieme, visto che l'emendamento è stato bocciato in Commissione.
Un altro emendamento che avevo presentato riguardava il reddito di libertà e chiedevo risorse aggiuntive, come hanno già proposto anche alcuni sindacati. Una misura di civiltà a tutela delle donne che purtroppo ancora oggi sono vittime di episodi di violenza, perché, vi ricordo, nel triennio 2022-2024 sono state 137 le domande non accolte per mancanza di risorse, più della metà. Donne alle quali la Giunta ha detto: "No, non ci interessa la vostra autonomia, no, non ci interessa la violenza che avete subito, ve la dovrete cavare da sole, a noi non riguarda". Anche questo emendamento in Commissione è stato bocciato e le domande sono aumentate anche nel 2025, risulta dai dati INPS, che hanno riportato anche i Sindacati e che corrispondono anche ad altri dati ufficiali. Nel 2025 sono state presentate 195 domande, ma le risorse che questo bilancio della Giunta Acquaroli prevede ne copriranno poche più di 80. Anche questo emendamento è stato bocciato in I Commissione, nonostante la mia proposta.
Infine, un altro emendamento che ho presentato riguardava i contributi alle Aziende territoriali sanitarie per progetti di formazione in materia di sicurezza sul lavoro. L'INAIL rileva che siamo passati da 15 morti sul lavoro nel 2024 a 25 nel 2025, da 13.553 denunce nel 2024 a quasi 14.000 nel 2025. Servono maggiori risorse, ma, anche a questo la Giunta Acquaroli ha detto no.
Sono stati bocciati i miei emendamenti in Commissione, ma basta scorrere la Tabella A del bilancio di previsione 2026-2028 per accorgersi dei contributi che, invece, continuano ad essere trasferiti ad ATIM, l'Agenzia per il turismo e per l’internazionalizzazione delle Marche, che oggi, leggo sui giornali, il Presidente Acquaroli elogia come se avesse il merito di aver aumentato il turismo nelle Marche. Allora, ricordo che la Corte dei Conti ha definito ATIM un doppione inutile dell'Assessorato al turismo. E ora volete provare a farci credere che è merito dell'ATIM se sono aumentati i turisti nelle Marche? E’ merito dell'ATIM? Guardate, vi riporto solo un esempio: all'ultima edizione del TTG di Rimini, la principale fiera del turismo in Italia, anche in Europa, insieme alla BIT di Milano, ATIM non è riuscita ad aprire le agende in tempo per gli operatori di incoming che sono stati costretti ad accontentarsi di quello che era rimasto, delle briciole, perdendo occasioni d'oro. Questo è solo un esempio di come sta lavorando. Quindi non credo che il merito sia da attribuire ad ATIM. Fate una bella analisi, ne riparleremo ai prossimi bilanci.
Passo all'articolo 3 che stabilisce gli importi relativi ai Fondi speciali per il finanziamento degli oneri derivanti da nuovi provvedimenti legislativi. Questo è stato soppresso perché le risorse di questo capitolo sono state impegnate per finanziare la Tabella E ed in particolare il Progetto Marche e Giovani, che dovrà essere elaborato dall'Università Politecnica delle Marche per 500.000 euro su “Istruzione e diritto allo studio” e 500.000 euro su “Sostegno all'occupazione”. Ebbene, su questo, mi dispiace moltissimo, lo dico alla Presidente della Commissione, Consigliera Marcozzi, con la quale spero di avere un ottimo rapporto di collaborazione, sono costretta, purtroppo, a riferire a quest'Aula e a chi ci segue che è mancato totalmente qualsiasi proposito di confronto su questo milione di euro. Io stessa avevo chiesto all'Assessora in Commissione come sarà impiegato. Ad esempio, noi abbiamo proposto, anche in campagna elettorale, un contributo per le giovani coppie under 30 di 30.000 euro per l'acquisto della prima casa. Non era una promessa campata per aria, perché prima del 2020 c'era stato un bando che era andato letteralmente a ruba. Avevano partecipato moltissime coppie, questi fondi c'erano, erano stati trovati, erano stati assegnati e noi potevamo anche utilizzarli in questo modo. Addirittura non c'era stata data risposta, poi sui giornali ho trovato la risposta il giorno dopo e questo mi spiace, perché viene anche delegittimata una Commissione di cui fanno parte i portavoce del territorio scelti dai cittadini. La risposta che ho trovato sul giornale è stata: il Progetto Marche e Giovani che dovrà essere costruito con la collaborazione fondamentale dell’Università politecnica delle Marche, alla quale sarà affidato l'incarico all'inizio del 2026. A questo proposito, voglio dire al Presidente Acquaroli, che ci seguirà in replica o da casa, che non c'è nessuna novità, lo dico a tutta la Giunta, non avete scoperto l'acqua calda, ve lo voglio dire, c'è una delibera di Giunta, la n. 1099 del 2018, che prevedeva, con i progetti di Alternanza scuola-lavoro, l'istituzione di un Tavolo regionale di governance e punti territoriali di confronto. Di questo tavolo dovevano far parte l'Ufficio scolastico regionale, le Università, le Organizzazioni sindacali, datoriali, ANCI e UPI, tavolo non è stato più convocato dal primo giorno di insediamento della Giunta Acquaroli, quindi le politiche giovanili, formazione e lavoro, le avete prima stralciate, dimenticate, boicottate e ora le rilanciate come se aveste scoperto chissà cosa. Andatevi a rivedere la delibera n. 1099 del 2018. Le nostre proposte non sono state nemmeno prese in considerazione, ma benissimo il milione per le politiche giovanili. Non voglio dire che ci sia contrarietà, anche se poi vedremo quali sono le criticità che emergono.
Vado avanti con l'articolo 4 che ripropone, per la determinazione dei canoni d'utenza di acqua pubblica, i canoni di concessione per l'utenza già stabiliti con la Tabella F di cui all'articolo 10 della legge regionale 25 del 2023.
L'articolo 5 modifica la legge regionale n. 71/1997 “Norme per la disciplina delle attività estrattive” inserendo nella quota del 50%, che il Comune versa alla Regione, anche le “attività di pianificazione, programmazione e controllo, ivi comprese la gestione e la manutenzione del catasto delle cave e del relativo sistema informativo, anche ai fini della Strategia di sviluppo sostenibile”.
L'articolo 6 apporta modifiche alla legislazione vigente in materia di IRAP. In questo caso viene confermata la maggiorazione dello 0,83% rispetto all'aliquota prevista già dal Governo nazionale, viene, quindi, confermata questa maggiorazione. Ma qual è il problema? Il problema è che si rischia un aumento di questa tassa alle attività produttive, perché l'attuale disegno di legge del bilancio di previsione del Governo Meloni prevede attualmente un incremento dell'aliquota di base IRAP. Staremo a vedere che succederà e proveremo a difendere le attività produttive.
L'articolo 8 estende l'esenzione del bollo auto. Benissimo, questa ci sembra un'ottima idea, un'ottima soluzione per le nuove auto immatricolate nel 2026, anche se avveniva già in passato, con potenza massima non superiore a 66 kilowatt, con alimentazione ibrida benzina-elettrica o gasolio elettrica, inclusiva di alimentazione termica, quindi, si tratta di una proroga.
L'articolo 9 modifica la legge regionale n. 19 del 2023 “Norme della pianificazione per il governo del territorio”. Ecco, questa norma, questo articolo in particolare, lo definirei la prova di un disastro annunciato. Lo ripeto: la prova di un disastro annunciato all'articolo 9. Questa norma è stata considerata urgente dal Settore urbanistica, paesaggio ed edilizia residenziale pubblica, vista la scadenza imminente fissata al 31 dicembre 2025. Nella scorsa legislatura, durante la discussione in Aula, il nostro gruppo consiliare Partito Democratico ha provato in ogni modo a dire alla Giunta Acquaroli che quella legge urbanistica avrebbe creato grandi difficoltà ai Comuni, avrebbe messo in difficoltà tutti i Comuni, ve l'abbiamo detto in ogni modo, addirittura presentando 400 emendamenti. Li ricordo, quei 400 emendamenti erano un modo per aiutare la Giunta Acquaroli, ma anche allora siete stati sordi ad ogni nostra proposta. Con me c'erano anche il Consigliere Cesetti, il Vicepresidente Mangialardi, il Consigliere Mastrovincenzo, non ci avete voluto ascoltare ed ora ci dite che avevamo ragione. Chiedete una proroga di 18 mesi con questo emendamento al bilancio rispetto alla regolare scadenza.
Andando avanti, vedo che il mio tempo sta finendo, purtroppo. L'articolo 10 autorizza un'altra proroga. Viene prorogato di un anno l'assetto attuale degli Ambiti territoriali sociali, non coincidente con quello dei Distretti sanitari, avranno un altro anno per mettersi al pari, Anche in questo caso, la dimostrazione di una riforma voluta dalla Giunta Acquaroli che non ha funzionato e non ha avuto i tempi necessari.
L'articolo 11 attesta il rispetto degli equilibri di bilancio e la copertura finanziaria.
L'articolo 12 dichiara l'urgenza dell'entrata in vigore.
Voglio passare negli ultimi 2 minuti, velocemente, ad altri aspetti che sono previsti nella legge n. 15/2025, il bilancio di previsione, che rappresenta il vero strumento cardine della programmazione.
La Missione 13 “Tutela della salute” ha esattamente una dotazione finanziaria di 3.752.199.000 euro. Sarebbe necessario uno stanziamento di maggiori risorse se si vuole fermare la fuga di pazienti verso l'Emilia-Romagna. Anche questo l'ha chiesto la Corte dei Conti, che invita a siglare Protocolli d’intesa con la Regione vicino. E non solo, l'organo di revisione afferma che serve una gestione più efficace anche dei servizi di diagnostica, in particolare per le risonanze magnetiche nucleari. Per quanto riguarda l'integrazione socio-sanitaria nel triennio 2026-2028 il Programma 7 della Missione 12 ha una dotazione finanziaria di 2.363.000 euro inferiore rispetto ai 4.335.000 euro del bilancio di previsione precedente. Il CREL osserva che sarebbe necessario, invece, un finanziamento strutturale Multileva di 15/18 milioni per contributi diretti alle famiglie per la riduzione delle rette nelle residenze. Ci sono solo 2 milioni ed è un'emergenza quella delle residenze per anziani. Servono nuove convenzioni. Assessore, guardi bene il fabbisogno e faccia in modo di diminuire le rette.
Il programma 2 della Missione 10 riguarda il trasporto pubblico locale, soggetto ad un taglio considerevole, purtroppo, e vi chiediamo un intervento, anche qui, istantaneo.
Una delle grandi emergenze è legata all'abitazione perché crescono i costi di affitti e mutui. Il Governo Meloni ha tagliato completamente il fondo e la Giunta regionale non compensa in nessun modo.
Un taglio corposo riguarda la Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”. Nel bilancio di previsione 2025-2027 c'erano 90.647.000 euro, mentre nel bilancio di previsione 2026-2028 ci sono 68.720.000 euro. I giovani interessano alla Giunta Acquaroli, ma gli anziani no.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Non si è prenotato nessuno, ho finito la relazione, proseguo con il mio intervento, visto che il Regolamento lo consente. Sono veloce, ho battuto tutti sul tempo e vado avanti. Grazie.
Stavo dicendo che i giovani interessano la Giunta Acquaroli, al posto della famigerata tabella E) mette 1 milione per le politiche giovanili, senza nessun confronto con la Commissione, purtroppo gli anziani non interessano e poi vi dirò perché.
C'è un taglio corposo, ho detto, alla Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglie”; nel Programma 1 “Interventi per l’infanzia e i minori e per asili nido”, si passa da 1.637.000 euro nel bilancio di previsione 2025/2027 alla metà in questo bilancio di previsione, 507.700 euro.
Programma 2 “Interventi per la disabilità”, in questo caso si passa da 25.249.350 euro nel precedente bilancio di previsione a 23.278.000 euro nel bilancio di previsione attuale, 2026/2028.
Arrivo al Programma 3 “Interventi per gli anziani”, 18.867.000 nel bilancio di previsione 2025/2027, la metà nel bilancio di previsione 2026/2028, 9.948.000.
Vado avanti con il Programma “Interventi per la famiglia”, 930.000 euro nel 2025/2027, scendono perché passano a 755.000 euro nell'attuale bilancio di previsione. A dimostrazione che gli anziani non interessano la Giunta Acquaroli c'è anche il fatto che non viene finanziata la legge regionale n. 1/2019, una legge innovativa, interdisciplinare, dal titolo “Promozione dell'invecchiamento attivo”. Avevamo chiesto di finanziare la legge, che avrebbe dovuto trovare tutti d'accordo. Nulla, nonostante l'avessero chiesto anche i sindacati e persino il CREL.
Nella tabella A del bilancio non c'è nessuna risorsa per la lotta contro le povertà, per la non autosufficienza e per la sperimentazione in tutte le Marche del decreto n. 62 del 2024 sulla disabilità. Io stessa in I Commissione avevo proposto uno stanziamento di 100.000 euro per finanziare la legge n. 1 del 2019, ma la maggioranza lo ha bocciato.
Altro tema in primo piano è la sicurezza, sul quale la destra si riempie spesso la bocca di slogan, ma anche su questo nel bilancio non trovo nessuna risorsa aggiuntiva e mi spiace notare che non siano stati finanziati alcuni organi che la Giunta Acquaroli non ha mai convocato, nonostante la legge regionale lo preveda. La sicurezza non interessa questa Giunta regionale e lo dimostrano i dati. Ho presentato un'interpellanza nell'ultimo Consiglio regionale e l'Assessore Rossi non sapeva nemmeno che esistessero due organi, sui quali non mi ha risposto assolutamente. Ricordo: legge regionale n. 1 del 2014 “Disciplina in materia di ordinamento della polizia locale” e legge regionale n. 27 del 2017 “Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza. responsabile”. Non ci sono risorse aggiuntive per questi organi.
Missione 14 “Sviluppo economico e competitività”, in questo caso sindacati e CREL hanno chiesto il rifinanziamento della legge regionale n. 19, come già avevo anticipato, “Disposizione in materia di politica industriale”, approvata al termine della scorsa legislatura, ma è stata una bandierina senza nessuna risorsa.
Infine, vorrei far presente anche un tentativo che io definisco subdolo, senza nessun pudore. Una manina in Commissione ha provato a presentare un emendamento, con il quale si toglieva il rappresentante delle aree interne nell’ATC. Fortunatamente ci siamo accorti ed è stato ritirato. Qui vi riempite la bocca di attenzione alle aree interne, ma ecco …
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Chiedo scusa. Gentilmente, Assessore, per favore, Consigliera … No, qui siamo ...
Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Bombardato da tante argomentazioni negative sul bilancio, ho ascoltato con grande attenzione e stavo quasi per essere convinto, ma ho ragionato su qualche cosa. Ho trovato una motivazione, una sola, per poter votare questo bilancio, al di là dell'appartenenza ovviamente alla maggioranza, ed è la legge regionale n. 32 del 2014, Assessore, “Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia”, dove riusciamo a conservare 6.351.000. Lo dico con una nota di commozione perché questa legge la proposi a suo tempo, ci vollero molti anni perché venisse approvata, dovevano seguire altre leggi di settore, che non sono state più approvate. C'è ancora un presidio importante, significativo nel campo dei servizi sociali, quindi, penso che questo valga molte risposte rispetto a tutto quello che ovviamente manca e che potrebbe essere, come sempre, lo ripeteremo all'infinito, una lista infinita.
Come Presidente della III Commissione mi permetto di segnalare all'Aula che l'articolo 9 della legge di bilancio prescrive un allungamento dei tempi per i Comuni per fare varianti puntuali in assenza di approvazione di PUG, e questo dall’1 gennaio 2026 fino al 30 giugno 2027. Questo tema l'abbiamo velocemente trattato in Commissione, condividendo l’opportunità di questo intervento e al tempo stesso rimanendo un po’ perplessi sul fatto che i PUG dovrebbero essere approvati entro il 31 dicembre 2027, rimane un periodo di 6 mesi in cui i Comuni non hanno uno strumento urbanistico per intervenire. La logica l'accetto, la condivido, però nell'arco di questo anno e mezzo qualcosa andrà fatto affinché i Comuni siano ulteriormente sollecitati all'approvazione del PUG, sennò ci ritroveremo di fronte lo stesso problema. Certo, complessivamente i Comuni godono di 3 anni e mezzo in transizione, non è poca cosa rispetto ai pochi mesi per approvare un PUG. Oggettivamente la cosa andrà ripresa in considerazione, non so l'Assessore competente cosa immaginerà di fare in questa direzione, ma ce lo dirà sicuramente. Due sole raccomandazioni, quindi, ho finito, Presidente, non so se i minuti vengono contabilizzati, diventano un'aggiunta sull'indennità? Cosa succede? Non lo so, perché facendo risparmiare il tempo …
Ho evidenziato nel mio precedente intervento la preoccupazione per il futuro. Credo, Assessore Calcinaro, che qualcosa all'anno in più, a partire dalla prossima variazione di bilancio, per le residenze protette dovremmo mettercelo. già qualcosa è stata fatta un paio d'anni fa, ma noi rimaniamo fermi su questa linea, dovremmo fare i dovuti conti ed immaginare una progressione in positivo. Non indico la percentuale perché, è chiaro, capisco che sia difficile trovare i soldi, ma questa è una cosa che non possiamo lasciare indietro.
Dall'altra parte vedo con piacere, anche a seguito dell'interrogazione e della risposta sul trasporto pubblico locale, che in effetti la cifra è consistente e in aumento. Chiedo, è un'interrogazione nel corso di una discussione, se oggi è possibile avere la risposta, bene, sennò farò un'interrogazione ad hoc: se è possibile immaginare qualche linea di trasporto nuova, se in assoluto tutto quello che abbiamo è consolidato. Io non chiedo la cancellazione di linee nelle aree interne delle Marche. dove magari viaggia uno o due ospiti, perché capisco la necessità di non abbandonare nessun Comune e di tenerlo in collegamento soprattutto con il capoluogo, però nel frattempo qualche nuova esigenza potrebbe sorgere, anche nelle aree collinari, non dico costiera perché lungo la costa c'è la ferrovia, ma sappiamo com’è fatta alle Marche, 5 chilometri verso l'interno e già siamo in altitudine. Immaginare, Assessore competente, se c'è la possibilità, parlando con le province naturalmente, perché la competenza è loro, ma visto che i soldini arrivano, di avere qualche linea nuova che possa venire incontro ad esigenze che nel frattempo si sono manifestate. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ha detto prima la Consigliera Marcozzi che questa legge di stabilità, così come la legge di bilancio, è in linea con gli intendimenti programmatici declinati dal Presidente in quest'Aula, io invece ho detto di no nel mio intervento sul DEFR. Ad esempio, noi sappiamo che la legge di stabilità tra le sue finalità ha le modifiche normative, tra l'altro molto corpose. Ebbene, il Presidente nelle linee programmatiche declinate in quest'Aula ci ha prospettato, oltre che esporre il proprio programma di Governo, quella che io chiamo la riforma delle riforme, di cui non c'è traccia. Ad esempio, in sanità non escludeva sul piano sanitario una revisione della riforma, così come, ad esempio, sulla questione del piano socio-sanitario (è scritto a pagina 2 delle linee programmatiche), sulla sanità territoriale, sull'intelligenza artificiale, sulla concertazione, sulla fragilità, sugli anziani, sulla legge urbanistica, sullo sviluppo economico e via dicendo. Non c'è nulla di tutto questo, ci doveva essere! Non c'è traccia. Questa corrispondenza ovviamente non c'è. Delle due l’una, o volontariamente sono state omesse oppure non sono state lette e udite le linee programmatiche del Presidente Acquaroli.
Ha detto poc'anzi la Consigliera Marcozzi che nella nostra Regione non c’è l'aumento della pressione fiscale, i conti sono in ordine, tutte cose positive, ricordo alla Consigliera che questa situazione questa maggioranza se l'è trovata perché il bilancio con i conti in ordine l’abbiamo lasciato noi. Il bilancio con la riduzione del debito del 31% l'abbiamo lasciato noi, così la pressione fiscale, non solo inalterata, ma ridotta, ad esempio l'esenzione del bollo sulle auto ibride l'ha istituita il sottoscritto,. così come il sottoscritto ha ridotto la pressione fiscale. Pensiamo all'IRAP sulle aziende, tra l'altro criticato anche dalle parti sociali perché, è legittimo criticare, all’epoca cubava 4 milioni di euro, la istituì io, così pure la riduzione per le aziende di promozione sociale, che sono in particolare nel maceratese, quelle che gestiscono le case di riposo, le RSA, le RP, in alcune parti ci sono le fondazioni, in altre ci sono le cosiddette ASP.
L'IRAP l'ho tolta io, ho fatto io il provvedimento anche contro il parere…. Ecco, noi ci saremmo aspettati, che i conti in ordine, la riduzione del debito, la pressione fiscale inalterata avrebbero prodotto una maggiore efficienza ed efficacia delle azioni amministrative sulle competenze principali dell'amministrazione regionale: sanità, trasporto pubblico locale, sociale, infrastrutture, economia.
Vedete, lo ribadisco per l'ennesima volta, i conti in ordine per qualcuno sono un fine, per me erano un mezzo per dare una risposta alle esigenze della nostra comunità. Non voglio parlare del sottoscritto, parlo dell'azione perché non si può dire: “Avete amministrato voi”. Quando amministravamo noi la dimostrazione che i conti in ordine erano un mezzo e non un fine venne all'indomani della pandemia quando facemmo una manovra correttiva di 210 milioni di euro con risorse messe in tasca agli italiani e alle imprese. Questo significa conti in ordine: mezzo per conseguire il fine che è il bene della nostra comunità.
Invece, su queste competenze principali non ci sono, mi pare, i risultati che si attendevano. Sicuramente un momento per voi, forse, anche difficile, come per noi, ma anche denso di opportunità perché la vostra amministrazione dal 2020, non in 3 anni e mezzo, ma in 5 anni, ha avuto una massa di risorse impensabili, come quelle del Piano nazionale di ripresa e resilienza, quelle del terremoto, quelle aggiuntive della coesione, le risorse europee, una marea di risorse, quindi, anche molte opportunità per far fronte alle emergenze. La sanità è, come dice la Corte dei Conti, il 78-79% degli impegni di spesa e della spesa, voi la definite nel documento di Economia e Finanza, vado a memoria …, nel bilancio regionale di 5 miliardi, i 3/4 sono cubati, com’è giusto che sia, dalla sanità che è la principale competenza. Ebbene, su questo c'è un vorticoso incremento dei costi per la mobilità passiva, che vanifica i ricavi della mobilità attiva, lo dicevamo l'altra volta, con un saldo negativo di 49 milioni di euro, un aumento di 10 milioni rispetto al 2023, lo sforamento del tetto di spesa farmaceutico ospedaliero, l’acquisto di dispositivi medici, le spese sostenute dall'ente del servizio sanitario regionale per i cosiddetti gettonisti, tutto questo non c'è in questo bilancio, nel DEFR, nella legge di stabilità, ad esempio, le misure normative o le indicazioni per far fronte a tutto questo. Quando la Corte dei Conti in sede di parifica dice: “Si invita l'amministrazione regionale - ringrazio l’Assessore Bugaro che mi ascolta, che ci ascolta con molta attenzione – ad emanare direttive vincolanti - sono le parole esatte della Corte di Conti - agli enti del servizio sanitario regionale per far fronte, ad esempio, al tema dei gettonisti”. Dove sono le direttive vincolanti? Il tema dei gettonisti è una questione seria perché mette in pericolo la salute dei cittadini dato che i gettonisti nel pronto soccorso non sono nella condizione organizzativa di dare la risposta che si merita la sanità. Quella è la prima linea, è la linea del fuoco. Lì si muore e il confine tra la vita e la morte è molto labile. Quando ci si mette qualche minuto in più, mezz'ora o ora, può fare la differenza. E noi sappiamo che nei pronto soccorso non sono in grado … Feci addirittura una riservata personale all'Assessore Saltamartini, con la quale chiedevo di verificare se rispondeva a verità che in un pronto soccorso c'era un gettonista che in Abruzzo era stato arrestato per concussione. Ho fatto una riservata personale perché non volevo che si gettasse, anche se indotto, discredito sul sistema sanitario regionale.
Questa è oggi la situazione. Lì ci vuole un provvedimento straordinario, ma non con i contratti a termine, con i quali pratichiamo la precarietà in sanità, di cui dicevamo prima. Ci vogliono provvedimenti perché non è possibile che da una parte si assumano a tempo pieno ed indeterminato i giornalisti e dall'altra si assumano a tempo determinato i pediatri, e poi ci rivolgiamo ai gettonisti. Su questo la politica, il potere della politica, Assessore Bugaro, deve battere il pugno e deve essere un pugno di ferro perché non è possibile andare avanti con questo andazzo, ma ci torneremo a gennaio perché vogliamo dare una mano al riguardo.
Allora, in questo provvedimento non c'è nulla di tutto questo, come le liste d'attesa. Poco fa ho ricevuto …, la presa in carico n. 59.88.51, perché quando dico le cose e faccio le interrogazioni, le mozioni o le interpellanze, mi faccio sempre mettere per iscritto le segnalazioni. Questo numero che vi ho citato riguarda una persona malata, che deve fare una risonanza magnetica senza e con contrasto, non riesce dal 10 ottobre 2025 non ad avere una prenotazione, ad avere una risposta. E’ qui, vi ho citato il numero. Su questo c'è poco da fare comunicazione, qui bisogna risolvere, bisogna risolvere questi problemi perché ne va della vita delle persone. È così.
Prima si citavano gli anziani, il sociale, l'integrazione tra il sociale e il sanitario, ma sappiamo che ci sono 8.000 anziani in lista d'attesa per le strutture socio-assistenziali. Se non abbattiamo quelle liste d'attesa, quegli anziani non potranno essere accuditi a casa e sapete dove andranno? In ospedale o al pronto soccorso. Questo è il tema che dobbiamo … Su questo ci vogliono provvedimenti seri, concreti, non un bilancio che è il compitino di casa per mettere i conti in ordine. Assessore Bugaro, lo spieghi lei ai colleghi di Giunta che ha l’esperienza. I conti in ordine, ripeto per l'ennesima volta, non possono essere un fine, sennò abbiamo perso, ma un mezzo per un fine più alto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Oggi non siamo chiamati semplicemente come attori di un rito istituzionale d'obbligo, ma andiamo a scrivere il percorso delle Marche future, visto che tra l'altro è il primo DEFR ed anche il primo bilancio di previsione, forse quello più rilevante perché, come tutti, abbiamo una storia e il secondo mandato di un Presidente non è, ahimè, ex novo, come è stato nel 2020, doveva in gran parte volgersi indietro per accusare e verificare gli errori commessi, visto che gli elettori sovrani danno sempre una sentenza inequivocabile. Oggi invece c'è una continuità di fatto, che doveva avere lo slancio, la visione e la prospettiva.
Nel DEFR non sono intervenuto, ma mi sembra che sia molto chiaro il percorso che c'è stato ed inevitabilmente ritroviamo lo stesso atteggiamento nel bilancio di previsione. Forse bisognava avere più coraggio, forse bisognava avere maggiore incisività, forse c'erano anche le occasioni, politiche, ma, visto il consenso che avete avuto e il mandato pieno che vi è stato dato dagli elettori, non si riscontra e ci mascheriamo, ci nascondiamo dietro il tempo che forse è mancato. Se è mancato a voi, penso al gruppo di opposizione che ha visto addirittura emendamenti approvati alla fine della Commissione, che non sono stati nemmeno discussi e che ritroviamo oggi come pezzi importanti della legge, rispetto ai quali ci ritornerò.
Il nostro approccio, lo voglio sottolineare, lo ha fatto la capogruppo prima e lo ha ribadito la relatrice di minoranza nel suo passaggio, è di grande responsabilità. Non ci sono stati emendamenti, e l’ha ricordato la Consigliera Vitri, ognuno di noi ne aveva pronti, come dire, una bella quantità, non sarebbero stati ostruzionistici, ma avrebbero, come al solito, migliorato la proposta, come abbiamo, ahimè, lo dico, fatto in passato, poi magari ci ritorno pure, oppure ordini del giorno che avrebbero messo nelle condizioni di verificare i percorsi. Personalmente ne avevo preparati diversi dalle politiche abitative …, ma su questo poi ci ritorneremo, anche perché ci date, ahimè, occasioni apparecchiate rispetto alle modalità di gestione che mettete in campo, penso alla gestione del piano di rifiuti, alla Link University, al PNRR, alla promozione delle politiche della pace, alle infrastrutture necessarie post Amazon nel territorio marchigiano, in modo particolare quello anconetano, al tema della salute mentale. Su questo, e parto dal fondo, nemmeno ci vorrei ritornare, se dovessimo fare ancora una volta ordini del giorno e mozioni … La maggioranza ha acquisito in passato una modalità, che era quella che una mozione non si nega a nessuno e su questo tema, particolarmente delicato, ci fu una mozione a firma mia e del Partito Democratico, sulla quale votammo all'unanimità una risoluzione perché ci fu una rincorsa a non dar spazio a chi aveva posto il tema, che riguardava passaggi, come dire, nemmeno troppo complicati, ma parlare di incremento di risorse per la salute mentale può essere un tema, ahimè, complicato nel bilancio. Quando invece si dice di attivare il tavolo della salute mentale, che è un fatto quasi esclusivamente politico, determinante per coinvolgere operatori e famiglie all'interno delle scelte che vengono messe in campo, non siamo stati in 5 anni, quindi ci ritorneremo, nemmeno capaci di attivare quel tipo di percorso.
Guardate, questa volta guardare un po' indietro tocca a noi, mica tocca sempre agli altri, io c'ero quando c'era la tabella E, che oggi con un imbarazzo generalizzato avete abiurato, ma quella è stata, direi, l'elemento di forza e anche di scontro nei 5 anni. “Voi avevate messo la tabella C per tutte le vostre marchette - qualcuno diceva - al limite del traffico di influenze”. Per 5 anni abbiamo fatto quella cosa, io invece non ho considerato niente di tutto quello. E’ una modalità con la quale la politica si muove quando ha poca visione, lo fa con un fare contingente per dare risposte territoriali immediate, che magari soddisfano e che inevitabilmente possono portare un consenso, come ha determinato - Presidente, non me ne voglia - la rete del ruzzodromo. Devo dire che per 5 anni ho parlato di questo tema.
Oggi la strategia che mettete in campo è quella, sennò la tabella E) l'avreste cancellata. Avete ridotto le somme a disposizione dei Consiglieri, l'altro giorno su un articolo con fare impettito si diceva: "Noi queste cose non le faremo più perché noi rifiutiamo le risorse che vengono date ai Consiglieri”. Mi cominciano ad arrivare i soliti messaggi, io ero Consigliere di minoranza e non ho mai avuto niente, anzi, come ha ricordato la Consigliera Vitri, il capogruppo del Partito Democratico non ha accettato nessun tipo di percorso volto a stare dentro questo tipo modalità, insieme all'allora capogruppo del Movimento 5 Stelle. Quindi, potrei fare un'altra …, ma non la faccio. Oggi ci dite che quel bel percorso non esiste più, le risorse le mettete per i giovani, però qualcuno può computare quel milione di euro, anzi 1,6 milioni moltiplicato per 5 anni. Quante politiche importanti avremmo potuto fare per il territorio e per questa Regione con una visione completamente diversa? I cittadini sono stati soddisfatti di quella modalità perché vi hanno riconosciuto e vi hanno votato, invece oggi dite che quel percorso non lo metterete più in campo, allora dovreste avere il coraggio di cancellare completamente la tabella E e di indirizzare le risorse in scelte che dovrebbe andare nella tabella A rispetto a leggi che avete votato, spesso volute, e che non avete finanziato nemmeno in questa occasione.
Ovvio, ne parlavo prima con l'Assessore Calcinaro, sono molto preoccupato per le risorse del PNRR che qui dentro hanno un doppio aspetto non affrontato, quello dell'economia del post PNRR per questa regione, che comunque è stato già evidenziato prima, e quello delle opere del PNRR, tante, che potrebbero non avere l'occasione di essere coperte sul piano del rispetto tempistico, che non trovano poi nessun capitolo all'interno della programmazione triennale, che almeno in via prudenziale avremmo dovuto indicare.
Ho detto della politica della casa, entrerò poi nell'articolo specifico perché qui stiamo toccando il fondo rispetto alle scelte che sono state fatte.
L’ha detto la Consigliera Vitri prima, in tutte le agenzie che avete messo in campo il tema dell’incapacità gestionale è molto evidente e quando ci sono situazioni così delicate, così complicate, non si concludono con colpi di spugna, come avete proposto, come l'idea delle proroghe. Due su tutte, sulla legge del territorio, l’ha ricordato prima la relatrice di minoranza, è successo esattamente quello che avevamo detto e come al solito avete raccontato un'altra storia, non dico poi sulla proroga delle vongolare perché ci sarà un’ altra occasione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Parto anch'io dal fatto che siamo arrivati a discutere gli atti più importanti di ogni anno, quelli sul bilancio, non solo con un grande ritardo, con una grande contrazione dei tempi, ma soprattutto con una grande confusione. Capigruppo convocati dalla sera alla mattina, rendendo anche difficile la partecipazione, sedute della I Commissioni convocate, poi sospese perché non arrivavano gli atti, mai come quest'anno ci siamo trovati in difficoltà e ringrazio la relatrice di minoranza per aver studiato l'atto che, ripeto, è fondamentale, e lo dovrebbero dire soprattutto i Consiglieri di maggioranza, che si apprestano, immagino, ad esprimere un voto favorevole, assumendosi la piena responsabilità di quello che c'è dentro. Credo che nessuno sia stato in grado di approfondirlo a sufficienza.
Per quanto riguarda il sapore propagandistico che ha questo fondo per il progetto giovani, per me resta questo, vorrei anche insinuare un dubbio, poi sarà il tempo a dimostrare, se sbaglio. Dopo 5 anni, e mi rivolgo al centro-destra tutto, a partire dal Presidente Acquaroli, avete trovato un modo per nascondere le mancette perché ho chiesto più volte in Commissione come verranno dati questi soldi: sarà fatto un bando, saranno le università, quali università, che cosa avete intenzione di fare? C'è stato detto che ancora tutto è possibile. In questo tutto possibile, è possibile che noi Consiglieri di opposizione non vedremo quanto né dove andranno le vostre mancette, che queste ci saranno lo vedremo nei prossimi mesi. È grave questa cosa perché voi di nuovo siete andati a depredare il fondo speciale per le nuove leggi, che dovrebbe finanziare le leggi, quantomeno quelle importanti, votate all'unanimità. Quindi, esattamente come è successo nei 5 anni precedenti, noi come Assemblea legislativa non avremo 1 euro per fare leggi come Consiglieri. Questa Assemblea si sta trasformando in un opificio di carta, in un grande Consiglio comunale in cui si presentano le interrogazioni, le mozioni, gli ordini del giorno, che vengono bocciati o messi in un cassetto. Ma noi più di questo non riusciamo a fare perché non c'è 1 euro, per scelta della maggioranza.
Restano non finanziate leggi, che per noi sono fondamentali. Io ho presentato degli emendamenti in Commissione che sono stati bocciati, li presenterò anche tra poco, prendendo i soldi dal famoso cassettone dell’ATIM, che ha un sacco di risorse e secondo noi anche mal spese.
Emendamenti che vanno a finanziare solo leggi della tabella A, perché questo fa il Movimento 5 Stelle, cioè ricoprire il ruolo da Consiglieri regionali e non da Consiglieri comunali.
Le leggi per noi importanti sarebbero: quella sugli ecomusei, che non è stata finanziata, approvata all'unanimità; la promozione del circuito della fisarmonica, modificata da un Consigliere di maggioranza, che tra l'altro ogni anno stenta ad essere rifinanziata; legge simbolo come la giornata regionale per il divertimento in sicurezza, approvata all'unanimità, appena celebrata, e ogni volta non abbiamo 20 mila euro (non parliamo di cifre stratosferiche). In un bilancio di 6 miliardi non riusciamo a trovare 20 mila euro per dare i soldi a questa associazione che organizza il divertimento in sicurezza. Abbiamo fatto la legge, sottoscritta da tutti i Capigruppo e non riusciamo a finanziarla.
Poi vogliamo dire qualcosa sull'Università della pace? Ogni anno siamo qui ad elemosinare 40 mila euro perché vengano fatti, in un momento storico come questo, degli interventi tramite l'Università della Pace, sia in assestamento che in bilancio di previsione. Ogni tanto qualche briciolo arriva, ma secondo noi non è assolutamente sufficiente.
Altre cose, è stato un déjà-vu lo studio di questo bilancio. Ritroviamo la famosa proroga, che dovevate fare sparire, che prevede l'applicazione di una legge statale poi assunta come legge regionale e rimessa anche nella legge n. 19 del 2022, quella dell'organizzazione sanitaria. In quella legge voi avevate scritto che in 6 mesi avreste ridelimitato gli ambiti sociali portandoli in coincidenza con i distretti sanitari. Siamo di fronte alla terza proroga, di nuovo ne infilate un’altra, quindi, dopo aver fatto tanta propaganda che voi avreste risolto questo problema perché siete più bravi del centro-sinistra, andate avanti di proroga in proroga. Una buona opposizione deve stigmatizzare questo comportamento e soprattutto deve informare i cittadini.
Tralascio tutta la questione sulla sanità perché tantissimo è stato detto dai miei colleghi: mobilità passiva, liste d'attesa, gestione a gettone delle strutture sanitarie pubbliche, che non è più sostenibile.
Vorrei riprendere il discorso che ha fatto durante il suo insediamento il Presidente Acquaroli, che ha detto "Dovremo rimettere mano al piano socio-sanitario". Per noi questa è una questione molto importante, che dimostra quello che avevamo detto all'epoca, quando c'è stata la sua approvazione nell'estate del 2023, e purtroppo in realtà è rimasta una scatola vuota che va riempita di contenuti.
Siccome non sono solo Consigliera regionale, ma sono anche Consigliera del mio territorio, andiamo a dare una rapida occhiata alla città di Fano. Abbiamo fatto approvare all'unanimità una legge sui carnevali storici con 100 mila euro un anno e 150 mila euro l'anno a seguire, adesso diamo 50 mila euro, che è il minimo che solo il Carnevale di Fano dovrebbe avere dalla Regione per stare in piedi, ma ci sono tutti gli altri carnevali. Come pensiamo di investire sul turismo? Fate propaganda sui giornali dicendo che il turismo va benissimo, ma non riusciamo a finanziare neanche gli eventi più rilevanti della nostra regione. Anche qui ho presentato un emendamento, vedremo che fine farà.
La biblioteca Federiciana di Fano. 3 milioni di euro di nuovo spostati in avanti, sono stati tolti dal bilancio 2026 e posticipati al 2027.
In ultimo, ma non per importanza, la questione del palasport. 2 anni fa all'unanimità, anzi a maggioranza abbiamo votato un ordine del giorno proposto dall'attuale Sindaco di Fano, che all'epoca era Consigliere della Lega, con il quale si impegnava la Giunta a trovare i soldi, e parlo di 2,2 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione del palasport. E’ stato eletto Sindaco e non c'è 1 euro, neanche quest'anno. Vorrei concludere il passaggio ricordando che in piena campagna elettorale, a luglio, è venuto il Presidente della Regione Acquaroli di fianco al Sindaco di Fano dicendo che il palasport era una priorità. Allora, le priorità non possono esistere solo a parole, serve metterci i soldi, sennò non facciamo il nostro dovere.
La questione dell'Erap, abbiamo tremila problemi che riguardano le fasce fragili, deboli, della nostra regione. Abbiamo letto sulla stampa che anche il Presidente dell'Erap chiede risorse, finanziamenti per nuovi alloggi, per la ristrutturazione degli alloggi, che sono inutilizzati. Come avete risolto? Un buon amministratore avrebbe messo più soldi, invece il centro-destra decide di cambiare il CdA perché c'è qualcuno di scomodo. Tutto ciò è veramente deprecabile, scusate il linguaggio un po’ forte.
Poi c'è la questione della relazione del Collegio dei revisori di conti. Abbiamo visto il problema enorme delle fideiussioni, ogni volta reiterato, anche i Revisori iniziano a dire che forse c'è qualcosa che non va se più e più volte devono ripetere le stesse cose e più e più volte la Regione non pone in essere praticamente niente. Addirittura leggiamo che sono state omesse nove fideiussioni per oltre 1,3 milioni di euro. Mancano i dati dei primi tre trimestri del 2025. Solo dopo 19 mesi di sollecito è stato creato un gruppo di lavoro. Valutate voi. I Revisori mettono nero su bianco una verità amara, cioè la questione della diagnostica, in particolare delle risonanze magnetiche che non funzionano, ma leggiamo che le loro “segnalazioni sono state lettera morta”, tra virgolette. Per me è molto grave, quello che scrivono nella relazione non va preso sotto banco e sotto braccio, è vero che il giudizio è stato favorevole, però la relazione è molto severa.
L'altra questione riguarda i voli, che viaggiano a volte solo con un passeggero, l'abbiamo saputo con interrogazioni fatte in passato, ed a volte volano anche con zero passeggeri, quindi i soldi che ci stiamo mettendo come Regione hanno un senso? Far pagare a 1,5 milioni di abitanti un servizio che serve all'1,3% della popolazione ha un senso ? E lo dice un’esponente del Movimento 5 Stelle che è stato quello che ha fatto l'emendamento, che ha reso possibile i voli di continuità territoriale, però vorremmo che fossero fatti funzionare.
Poi la questione dei ripascimenti, qualcuno l'ha già sollevata. Serve fare scogliere e non mettere sabbia che alla prima mareggiata vola via, lì non servono i tecnici, ma serve buon senso.
L'ultima cosa di cui vorrei parlare brevissimamente è l’ennesima proroga per la questione delle vongolare. Anche questa ormai è diventata una barzelletta, non so se più dispiace o più fa sorridere il fatto che vi eravate sperticati in solenne promesse, che avreste fatto delle scelte radicali, scelte che sono state procrastinate di anno in anno, quindi avete qua fuori delle belle manifestazioni.
Io mi fermo qui. Come avrete capito, il voto sarà negativo. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutta l'Aula, in realtà buon pomeriggio. Finalmente, come ho detto al mio collega Canafoglia, possiamo sciogliere un po' le trecce ai cavalli e correre perché abbiamo ascoltato, anche con dovizia, con attenzione, gli interventi che si sono susseguiti.
Ho pensato di ascoltare la narrazione di uno scenario apocalittico, questa è stata l'impressione, anche per chi ci ascolta, per chi ci sta guardando.
Come prima cosa, innanzitutto, voglio ringraziare l'Assessore al bilancio Pantaloni per il lavoro che ha fatto in queste settimane. Ci siamo insediati lo scorso 27 ottobre, io sono nuova in quest’Assise, magari potrebbero sfuggirmi determinati dettagli, ma chi è avvezzo e chi fa il Consigliere regionale da tanto tempo sa che all'inizio di un mandato ci sono dei tempi, per ovvie ragioni, ristretti. Tutti abbiamo dovuto analizzare il bilancio in maniera serrata, tutti abbiamo dovuto studiare sotto le feste di Natale, però, ahimè, l'ingrato compito ce l'abbiamo noi.
Io sono, mi si consenta di dire, orgogliosa di avere questo ingrato compito e non credo che ci sia nemmeno bisogno di lamentarsi più di tanto.
Ringrazio anche gli uffici che hanno lavorato e hanno fatto nottate per portare questo risultato questa mattina, il giorno dell'antivigilia.
Ripeto, non ritengo assolutamente, anzi lo reputo anche offensivo dire che l'Assessore ha fatto un compitino, mentre ha fatto un lavoro, ascoltando tutte le parti in causa e cercando di mettere a terra le varie esigenze che derivano anche da un programma di mandato che abbiamo raccontato in questi mesi in campagna elettorale e non solo.
Non so se mi basterà tutto il tempo perché i minuti sono pochi realisticamente, diciamo che ho anche tanti spunti di riflessione in base anche agli interventi che ho sentito nel corso di queste ore.
Parto da un tema che è stato ampiamente dibattuto da parte di tanti Consiglieri di minoranza, il discorso della famigerata tabella E, delle cosiddette mancette, poi i titoloni aiutano una certa minoranza. D'altra parte io sono minoranza nel Comune in cui risiedo, quindi diciamo che il gioco delle parti un po' lo posso comprendere, però minoranza non deve essere necessariamente populismo, in quanto è necessario rimanere con i piedi per terra ed essere seri anche per ci ascolta e per chi ci vede qui a rappresentare la nostra Regione.
Con il Presidente Acquaroli ci siamo seduti ed abbiamo valutato quali potessero essere le priorità, insieme abbiamo deciso di stanziare 1 milione di euro per un progetto dei giovani, ho sentito da qualche collega che 1 milione di euro sarebbero 3 euro a giovane. Mi si consenta di dire che noi non intendiamo gli investimenti all'interno dei bilanci come le mancette date ad personam, perché quando andiamo ad investire 1 milione di euro lo facciamo con provvedimenti strutturali, che devono essere messi in campo con i corpi intermedi, con le università. Però non si venga a dettare - sicuramente il confronto ci deve essere, deve essere con tutte le parti in causa, maggioranza e minoranza - l'agenda politica, ma magari insieme si trovi una soluzione, senza necessariamente gridare allo scandalo perché 1 milione sarebbe poco. Ieri non c'era, quindi probabilmente è un passo che dobbiamo costruire insieme per capire quale sia l'obiettivo migliore da raggiungere, ovviamente insieme a chi mastica e affronta la materia quotidianamente. Questa è una delle prime cose che voglio dire.
Ci è stato chiesto anche di cancellare la tabella E. Mi dicono che nel 2019 si chiamava tabella C, non so se qualcuno mi può aiutare, magari per i prossimi Consigli regionali mi vado a prendere quella tabella per vedere se le nostre sono mancette mentre quelle del 2019, della Giunta del 2019 ed indietro erano situazioni diverse.
Ci viene chiesto di cancellare la tabella E fra le varie voci vado a leggere … E’ scritto piccolissimo, quindi faccio anche un po' di fatica.
Cancellando la tabella E dovremmo cancellare i 10 milioni di euro stanziati per le risorse aggiuntive alle Ast, per le nuove strutture ospedaliere e territoriali. Mettiamoci d'accordo, siamo un disastro sulla sanità, però dobbiamo cancellare la sanità e dobbiamo cancellare le voci della tabella E. All'interno della tabella E ci sono 10 milioni che sono stanziati per la sanità, delle due l'una, altrimenti non siamo credibili, ed anche questo lo dovremmo giustificare.
Il bilancio non è da considerare uno strumento di pochi, il bilancio responsabilizza tutti, indipendentemente dalle legittime visioni di ognuno di noi e non credo che sia giusto nemmeno utilizzarlo come una bandierina politica.
E’ un bilancio responsabile, che viene costruito dando delle priorità ben precise, tra cui sicuramente c'è il trasporto pubblico locale, per esempio, dove si è messa in atto una vera e propria rivoluzione, passando da 17 milioni del 2024 a quasi 30 milioni di adesso, 30 milioni nel previsionale 2026, 30 milioni in quello del 2027, 37 milioni in quello del 2028. Quindi in questa maniera stiamo dando una certezza alle aziende. Quella certezza che è mancata, mi si consenta a dire, negli ultimi 15 anni dei Governi regionali. Per dovere di completezza ho portato con me una parte dell'estratto del bilancio del 2019 perché sono andata a verificare cosa si faceva all'epoca sul trasporto pubblico locale, mi sono portata pure la tabella relativa, che testimonia quanto dico, se necessario la si può trovare on-line nel sito, quindi non c'è bisogno che vi passi il foglio. Succedeva che a fronte di spese precedenti di 92 milioni a bilancio, si mettevano, anzi alcuni di voi mettevate, per esempio, 82 milioni di euro. Capisco, l'ho ribadito anche prima, che il gioco delle parti ci trascini a volte nell’agone politico, però i numeri sono numeri e questa ne è una prova specifica.
Si è detto che per la cultura non c'è più niente, anche qui mi piace ragionare con i numeri e con i confronti, quindi sono andata a vedere esattamente quello che si faceva negli anni passati a governance Acquaroli e quello che si faceva prima del Presidente Acquaroli. Nel 2019/2021, spesa per la cultura, il settore beni e attività culturali ha gestito risorse regionali pari a 6,5 milioni euro annui, nel 2022/2024, spese per la cultura, sempre il settore beni e attività culturali ha gestito risorse regionali pari ad una media di circa 8,150 milioni di euro annui. Pertanto possiamo dire, anche qui la matematica non è un'opinione, che rispetto alla spesa storica annua del precedente triennio la legislatura del Presidente Acquaroli ha visto un incremento percentuale del 25%. Nello scorso triennio sono state aggiunte anche ulteriori risorse straordinarie: POR FESR, con lo stanziamento e l'assegnazione di risorse al settore regionale pari a 18 milioni di euro; progetto interregionale residenze con riferimento ai fondi del FUS per un totale di 270 mila euro sul triennio; PNRR con lo stanziamento e l'assegnazione di risorse al settore regionale pari ad oltre 11 milioni di euro.
Finalmente posso parlare di turismo, della sua promozione fatta tramite ATIM, sul quale ho sentito, a vario titolo, che è un carrozzone che dovrebbe essere chiuso. Apro e chiudo parentesi. Mi dovete spiegare per quale motivo la narrazione del Partito Democratico e similari non utilizza la stessa favoletta e la stessa presa di posizione per la Regione Umbria o per la Regione Emilia-Romagna che ha le stesse identiche agenzie del turismo. L'Umbria, se non vado errata, con stanziamenti molto più importanti rispetto a quelli marchigiani. Inoltre aggiungo che i risultati turistici del 2019 fino ad arrivare al 2025, ad oggi, in tempi odierni, sono aumentati in maniera esponenziale, ma non lo dice un Consigliere di maggioranza perché deve fare populismo, lo dicono i dati. Dati che sono avvalorati dalle presenze grazie alle politiche sui borghi. Anche qui apro e chiudo una parentesi, vado a random, ma devo necessariamente fare delle precisazioni, altrimenti si può dire di tutto. Politica dei borghi, si dice, è stato detto questa mattina, che viene da lontano, politica dei borghi che è stata affrontata già prima del 2020. Anche qui c'è una differenza sostanziale, non mi pare di ricordare che ci siano stati stanziamenti di 30 milioni di euro per i borghi prima del 2019, prima del 2020. Quindi, hai voglia a parlare di borghi e di rilancio dell'entroterra - io dall'entroterra ci vengo - se non vengono messe le risorse sufficienti per fare in modo che l'entroterra parta, perché questo è populismo, non sono dati, sono narrazioni distorte della realtà effettiva, perché all'interno dei 30 milioni di euro ci sono in totale 60 milioni che vanno ad affrontare la materia del turismo su una Regione, la nostra, che oggi ha cambiato diametralmente paradigma rispetto a quello che abbiamo avuto dal 2020 ed indietro. Aggiungo e concludo, perché qualche dato in percentuale lo voglio dare, che rispetto al 2024, parlando di turismo, l'incremento è pari al 7,18% negli arrivi e all’11,32% nelle presenze, segnando un'ulteriore accelerazione della crescita turistica regionale. Il confronto con il periodo pre-pandemico rafforza ulteriormente il quadro positivo. Rispetto al 2019, infatti, le Marche registrano un aumento del +24% e del +19,8% nelle presenze, a conferma di una ripresa solida e strutturale. Ci vuole un gran bel coraggio a dire di chiudere ATIM. Qui dentro ho anche sentito dire che il turismo va bene, ma ci chiediamo: sarebbe andato bene lo stesso anche senza ATIM? Questo è pregiudizio, non è politica. I numeri dimostrano che le politiche fatte fino ad oggi hanno raggiunto obiettivi e risultati. Lo dicono i dati, lo dice la popolazione. Giriamo i territori, giriamoli insieme e potremmo averne prova. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Qualche piccola risposta all'inizio e poi qualche rapida riflessione perché sento il dovere di precisare alcune questioni.
Non funziona più il gioco di dire "Ma i problemi di questo periodo risalgono agli anni precedenti". Ragazzi, siamo nel 2026, siamo al secondo mandato del Presidente Acquaroli, le programmazioni quinquennali sono quelle che danno i risultati, ad un certo punto, se le cose vanno bene o se le cose vanno male bisogna prendersene i meriti ed eventualmente le critiche. Vediamo di non far funzionare più il gioco che le cose non funzionano perché prima c'erano altre persone, non ci sono più da 5 anni, quindi bisognerà prendere atto di quello che sta avvenendo.
Quando ho fatto un intervento sui dati della Banca d'Italia non ho attribuito le difficoltà del commercio, le previsioni sui consumi per il prossimo anno non ottimali al Presidente Acquaroli o a questa Giunta. non mi sono permesso, ho semplicemente precisato che questi erano i dati citati nel Documento di economia e finanza e ho detto che nel documento non si reagiva a questa fotografia. So che i problemi economici sono di lungo periodo e derivano anche da situazioni storiche e macroeconomiche sulle quali le Regioni non hanno alcuna possibilità di governo, quindi, non voglio essere frainteso su questo perché quando dico qualcosa cerco di essere il meno superficiale possibile.
Nessuno qui ha dipinto scenari apocalittici, se non ricordando quello che nel documento è scritto, documento che voi avete approvato, tantomeno cercare di non fare del vittimismo perché tutti stiamo mantenendo un grande rispetto istituzionale, dando alla maggioranza il valore che ha. Questo mi fa dire di non darmi la responsabilità di aver attaccato per la superficialità del DEFR l'Assessore Pantaloni, siamo dello stesso territorio, abbiamo, diciamo, un rapporto di stima, penso, reciproca, ci mancherebbe, e non è colpa dell'Assessore che è appena arrivata. Assolutamente no. Io non ho dato responsabilità politica a qualcuno, ho semplicemente analizzato un documento nelle sue caratteristiche. Il copia incolla non voleva essere un'offesa, voleva essere la realtà dei fatti, perché alcune parti sono pari pari, copia incolla. Ho precisato nell'intervento che sono perfettamente consapevole che il Documento di economia e finanza è triennale e quindi su alcune missioni si replicano i vari interventi, però non si può fare un copia incolla. Penso che sia doveroso per il Documento di economia a finanza regionale aggiornare ogni anno le Missioni e i Programmi, anche se la Giunta ritiene che siano stati fatti bene negli anni scorsi,
Sul fatto che su ATIM si debba riflettere non lo diciamo noi, lo ha detto più volte la Corte dei Conti, è stato più volte sottolineato dalla Corte dei Conti. Quindi anche in questo caso noi ci affidiamo semplicemente all'organo di magistratura contabile, che, diciamo, dà manforte ad una nostra valutazione politica con una valutazione di carattere tecnico. E su questo vi invitiamo nuovamente a fare una riflessione, come sul fatto che il turismo, i dati buoni del turismo, che sono stati ricordati, dipendano proprio dalla programmazione di ATIM. Ascoltate il giochetto che il turismo quando va bene è merito della Regione e quando va male è demerito di altri non funziona più, il sistema turistico è unitario e se ci sono buoni risultati dobbiamo dire grazie ai nostri imprenditori turistici, che in anni difficili hanno stretto i denti, sono andati avanti, hanno investito sulle loro attività e hanno fatto reggere il sistema, poi naturalmente i benefici vanno ai Comuni, alle Province e naturalmente anche alla Regione Marche, nessuno toglie la certezza che i dati sono oggettivamente positivi.
Riguardo alla ZES, alla zona economica speciale, in campagna elettorale ne abbiamo criticato l'arrivo nei mesi della campagna elettorale, non che il provvedimento fosse sbagliato. Nel 2023 due gli onorevoli del PD l'avevano richiesta al Governo che aveva rifiutato l'estensione della zona economica speciale ad Umbria e Marche. Quindi, non attribuiteci nemmeno il fatto che noi svalutiamo questo intervento. A noi è apparso molto sospetto che questo intervento sia caduto, paracadutato, in campagna elettorale.
Sul parere dell'organo dei revisori, già ha detto la Consigliera Ruggeri, benissimo, qualche passaggio in più. Il parere ricorda anche il controllo del contenzioso delle spese legali per valutare bene l'impatto di eventuali soccombenze, scritto nero su bianco, oltre la questione molto specificata delle fideiussioni. Poi un passaggio, direi, propositivo del Collegio dei revisori perché parlando dei voli di continuità e facendo questa stima - cioè domandandosi se è il caso che 1,5 milioni di marchigiani si metta sulle spalle il costo di un servizio del quale beneficia circa l'1% della popolazione - dice: “Il Collegio conferma che laddove, dopo un triennio, quindi con il prossimo 2026, il servizio non abbia preso il via, andrebbe soppresso”. Dice al Consiglio e alla Giunta, a questo punto che sì il tentativo andava fatto, ma se il servizio non funziona e nel 2026 continua ad essere un servizio non sostenibile, va fatta una riflessione e va corretto perché è una questione di intelligenza non ostinarsi sulle cose che magari non funzionano, è provarci, e se un progetto non funziona non c’è nulla di male a correggere il tiro. Nulla di male nel correggere il tiro in base ai dati.
Due ultime cose, poi concludo, visto che sono nei tempi.
Nella tabella E il contributo straordinario all'Erap di 500 mila euro mi pare che venga iscritto nel 2028. E’ una promessa, quindi, l'invito è di anticipare prima del 2028 perché nelle condizioni in cui siamo il 2028 è un'area geologica. Su un sostegno maggiore all'Erap glissiamo, l'abbiamo già detto, sennò ci ripetiamo.
Poi la questione dei giovani nella tabella E, adesso non facciamo troppa prosopopea su questa cosa, diciamo solo il totale della tabella E è di 296 milioni di euro, il progetto Marche e Giovani nella tabella E appare con 500 mila euro ai quali si aggiungono altri 500 mila euro. Parliamo dello 0,16% della sola tabella E. Quindi non diciamo che con questa cosa si risolve la questione giovanile nelle Marche. Un consiglio, che era sottointeso a quello che la Consigliera Ruggeri ha detto: "Marche e Giovani significa tutto e niente”, già le risorse sono poche, queste risorse aggiuntive non devono essere propagandate chissà come, siano applicate bene, cioè non siano utilizzate in maniera molto vaga, ma siamo utilizzate, visto che sono poche, in maniera appuntita e incisiva sulle cose che contano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Mi pare che il dibattito sia stato molto articolato, però mi sia concesso di intervenire per esprimere certo gratitudine nei confronti di quegli interventi, anche delle minoranze, che ci hanno consentito di mettere sul tavolo argomenti costruttivi. Però, mi sia concesso anche dare un contributo affinché si possano puntualizzare degli aspetti, che invece ci hanno un po' amareggiato in quanto li abbiamo trovati davvero parziali e capaci di deformare la realtà. Quindi cerchiamo di puntualizzare a beneficio soprattutto dei marchigiani che magari ci stanno guardando.
Sulla questione dei tempi, certo, è vero, ci sono stati dei tempi ristretti, sappiamo bene, ma lasciatemi dire che se tutto ha funzionato in questa maniera, significa che la macchina ha proceduto in maniera davvero efficiente. Allora, a quella macchina la nostra gratitudine, evidentemente.
Se parliamo di tempi, i tempi di inizio della sessione sono dipesi dal fatto che il Consiglio regionale ha iniziato a riunirsi per parlarne l'11 novembre, ci rendiamo conto in che anno particolare siamo. Per quanto riguarda i tempi di questo dibattito, tutto al più si è parlato in Commissione di posticiparlo di 6 giorni, 6 giorni non mi sembrano una catastrofe sulla contrazione dei tempi, così come è stata detta.
Ho rispetto della minoranza perché anch'io per lunghi anni sono stato in quella posizione, tuttavia viene da pensare che chi si appiglia un po' troppo sulla forma, ha poco da dire sul merito.
Andiamo a vedere il merito, i dati di contesto, come si presenta la nostra Regione Marche in questa fase storica? Non ho sentito particolare invettiva da parte nostra nei confronti di quelli che hanno governato prima, prima del 2020; ho sentito una ricostruzione precisa della situazione attuale, economica e finanziaria, che stiamo vivendo e che discende da una serie di processi che sono nazionali, sono globali e sono stati evocati particolari eventi di natura sovranazionale. Quegli eventi hanno influenzato tutte le Giunte regionali di centro-sinistra e di centro-destra, quindi mi pare che sia stato fatto un discorso molto oggettivo e preciso. Talvolta abbiamo sentito dei dati davvero parziali, a volte datati perché presi un po' troppo indietro nel tempo. Ad esempio, quando si parla di Banca d'Italia, mi pare che sia stato citato un rapporto che riguarda il 2024, ma citiamo anche quello più recente, quello che inquadra il primo semestre del 2025. Ebbene, in questo rapporto, che è uscito lo scorso novembre 2025, la Banca d'Italia guarda all'attività economica regionale come ad un'attività in crescita, in linea con il resto della nostra nazione. Quindi, completezza dei dati e che siano il più possibile attuali. Ma perché? Perché noi vogliamo trovare per forza di cose un modo per difendere il Governo regionale del Presidente Acquaroli? No, io dico che guardiamo alla realtà in maniera oggettiva e precisa per instillare nei marchigiani quella capacità di credere ancora in questo territorio, di avere ancora fiducia nelle prospettive di questo territorio. Insomma, dare un quadro eccessivamente negativo della realtà a cosa serve? Serve a scopi elettorali o comunque serve per una strategia comunicativa più politica che altro. Se vogliamo essere leali al territorio, cerchiamo di rappresentare la realtà per come essa è ed è una realtà che presenta dei dati fortemente positivi. Guardiamo per un attimo ancora, è stato già detto, ma visto che si ripete, lo ripeto anch'io, alla programmazione comunitaria 2021/2027, ma caspita, la Regione Marche è prima in Italia per l'utilizzo dei fondi FESR FSE Plus. Non era accaduto prima. Prima qualche marchigiano, che risiede fuori dall'Italia o fuori dalle Marche, guardando alle Marche come fanalino di coda nella capacità di utilizzo di quei fondi europei, che idea si poteva fare delle Marche? Credo che stiamo andando su una strada migliore. Poi il buon utilizzo dei fondi di sviluppo di coesione, del fondo di rotazione e l'avvento di questa zona economica speciale. Mamma mia che epopea comunicativa ha vissuto il Partito Democratico negli ultimi anni, prima ha iniziato con il criticare aspramente il fatto che le Marche erano state escluse dal novero delle Regioni italiane ricomprese nella ZES, poi quando il Governo lavora per includere le Marche, quando dice che è ufficiale e che le Marche entreranno, allora si inventa che quella è solo una promessa elettorale, e quando la norma diventa legge, allora si fa dura e cosa si fa? Si critica il potenziale della ZES. Questo è stato fatto nel momento in cui si è andato a fare un focus esclusivamente su un punto, il punto del credito di imposta sugli investimenti, senza ricordare che il potenziale della ZES è molto più ampio, riguarda la misura della semplificazione che interessa tutto il territorio regionale e riguarda l'esenzione dei contributi previdenziali per tutto il territorio regionale. Certo, si sta lavorando sulla carta degli aiuti, come si è iniziato da tempo. E adesso venite fuori col dire che voi avete idee per rafforzare la zona economica speciale, ma per carità …, certo, noi ascoltiamo tutti, ma mi sembra che si arrivi sempre un po' in ritardo.
Poi c'è l'Agenzia Fitch che parla di una revisione dell'outlook da stabile a positivo, avvenuta già a partire dall'ottobre 2024; l'agenzia Prometeia dice che cresce il PIL nelle Marche, a settembre 2025 la nostra Regione è la seconda in Italia per crescita del PIL con un tasso dello 0,8% nel 2005 e una proiezione positiva anche per il 2026. Insomma, marchigiani che ascoltate, io credo che viviamo in un territorio che si sta comportando bene, possiamo continuare a fare impresa qui, possiamo continuare a fondare delle famiglie qui.
Mi pare che il DEFR, secondo voi, doveva parlare di tutto lo scibile umano. Prima è stato detto, caspita, a volte si fanno interventi puntuali e si dice che manca la strategia, poi quando c'è un atto di strategia, perché quello è una programmazione strategica, di ampio respiro e di natura soprattutto economico-finanziaria, si dice che bisogna parlare delle materie puntuali. Avete tirato fuori delle materie molto specifiche e puntuali, degli interventi puntualissimi su territori specifici, oltretutto, insomma, quello è un documento che ha una natura specifica.
Velocemente sui temi. ATIM, mamma mia quanta polemica, effettivamente. Io voglio difendere l’ATIM perché quello che conta agli occhi dei marchigiani, di chi ci guarda da fuori, non sono tanto queste polemiche, le nostre polemiche, ma i dati, che ieri abbiamo avuto la possibilità di toccarli con mano. Dati sul turismo del 2025 rispetto al 2019 +24% di arrivi, +19,8% presenze, soprattutto tra 2025 e 2019 un +46% di presenze di turisti stranieri. Insomma, se parliamo di risorse a me pare che le risorse utilizzate per l’ATIM siano in linea con le risorse utilizzate dalla Regione Marche per la promozione del turismo, ma i risultati sono migliori, caspita. Certo, bisogna ringraziare gli imprenditori e li ringraziamo anche per aver contribuito con noi a costruire delle misure specifiche, come quella che ha portato ad investire tanto su nuove strutture ricettive. ricordo l'ultimo bando. Sosteniamo quindi gli imprenditori.
Urbanistica, abbiamo avuto la possibilità di fare una nuova legge regionale dopo 32 anni. Tanti Governi regionali avevano fallito nel tentativo di rinnovare quella legge, noi invece ci siamo riusciti. Questa proroga di un anno viene fatta a favore dei Comuni, affinché poi si possa procedere verso quei piani urbanistici generali che metteranno in moto davvero tanti territori e lo faranno, secondo noi col regime della coprogrammazione, quindi in maniera anche accelerata.
I voli di continuità, io non ho nostalgia sinceramente di una Regione isolata. Noi guardiamo questi voli di continuità come a dei voli che rappresentano un trend positivo di crescita perché da quando sono stati istituiti il trend di utilizzo dei voli è in crescita, e questo è da ricordare. C'è poi un nuovo vettore che è subentrato con i migliori auspici ed ora si parla anche di biglietto unico, quindi stiamo a guardare quello che accade, ma ricordiamo anche quello che è riuscito a fare il nostro aeroporto: 600.000 passeggeri, un record, il margine positivo di bilancio, cosa che non era mai stata raggiunta.
Il tempo è stretto, vado alle conclusioni dicendo che ci sembra questo un atto di bilancio positivo.
Ringrazio il Presidente, la Giunta, l'Assessore, tutti i Consiglieri e la Commissione perché, uno, non aumenta le tasse, cosa non tanto scontata, ci sono Regioni che hanno aumentato l’IRPEF, il bollo auto, l’IRAP. Pensiamo all'Emilia-Romagna, certo, a volte ha più soldi in cassa per fare delle cose in più, però ha aumentato le tasse e questo invece non è accaduto da noi. Il mantenimento delle agevolazioni fiscali non è scontato, anche perché costa.
Due, l'orientamento di questo bilancio è sostenere tutti i territori, tutti i Comuni: messa in sicurezza delle mura storiche, riqualificazione degli spazi pubblici e interventi forti sulle strade. Credo che siamo vicini a tutti i territori, come lo siamo stati anche con i contributi che stavano dentro la tabella E, perché allora bisogna parlare del carnevale storico di Fano, della celebrazione di Anselmi, della celebrazione della Battaglia del Pian Perduto. Sto evocando leggi che sono state portate avanti dalla minoranza. E’ evidente che quelle sostenevano certi Comuni per questi scopi, ma non lo si faceva per fare chissà che tipo di mancetta, no? Se si vuole parlare di mancetta, allora o tutto è mancetta o niente è mancetta. Se si vuole aiutare i Comuni è possibile ed è da parte nostra un dovere farlo e va fatto.
Tre, ci sono delle iniziative di riferimento che vanno ricordate e che stanno continuando: la manutenzione dei fiumi in questo bilancio è rifinanziata, le infrastrutture sono rifinanziate, sul sociale, l'intervento multileva a favore degli enti gestori per le famiglie che hanno pazienti ricoverati in queste strutture è stato rifinanziato, poi i contributi per interventi a favore dei caregiver rifinanziati con questo bilancio, i tirocini di inclusione sociale portati fino alla fine del 2027 grazie al rifinanziamento in questo bilancio, il rifinanziamento delle borse di studio per nuovi medici, la carenza dei medici, poi la continuità e la stabilità perché tante leggi in questo bilancio, nostre leggi, sono state rifinanziate: il rimborso per le spese a supporto delle cure oncologiche, le nuove norme su artigianato e commercio, l'ATIM, la Protezione civile, le vittime del dovere, la famiglia.
Mi pare che siamo davanti ad un bilancio che ha il coraggio di dire che vogliamo essere in continuità con il precedente Governo positivo e vogliamo continuare a fare cose importanti anche insieme, se vorrete. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Canafoglia.
Corrado CANAFOGLIA. Grazie, Presidente. Un ringraziamento particolare all'Assessore al bilancio per il lavoro svolto, a tutti i Consiglieri della Commissione, a tutti i dipendenti della Regione che hanno redatto questo bilancio. Bilancio che, ricordo sempre, deve seguire il principio di prudenza, questa è la regola. Una regola che è decretata e stabilita all'interno del decreto legislativo n.118/2011, è legge, quindi, al di là che sia strumento o fine bisogna fare questo perché sennò rischiamo, e questo è il problema, di non capire come dobbiamo svolgere la nostra azione politica. Dobbiamo svolgere un'azione politica in materia assistenzialistica - allora vanno bene tutte le varie prospettive, le idee che vengono fuori - oppure dobbiamo fare un bilancio di sviluppo? Ecco perché questo è un bilancio da buon padre di famiglia, da persone serie, che hanno ben presente un fatto che qui dentro non ho sentito ripetere più volte: noi siamo una Regione in transizione. Certo, al Consigliere Piergallini ricordo questo, non per fattori solo interni, ma anche esterni, ma certamente per fattori che possono essere ricondotti a scelte programmatiche dei passati Governi.
Detto questo, il bilancio chiaramente non prende in considerazione la ludopatia o il gioco d'azzardo perché personalmente al gioco d'azzardo preferisco la spesa sanitaria, tra una tac e chi spende il proprio denaro in una slot machine preferisco una tac, così come per la spesa della formazione, di cui vi siete lamentati. Bisogna incominciare a dirsi le cose come stanno, la formazione va fatta all'interno delle università, delle scuole e non dentro qualche stanza di qualche cooperativa amica degli amici, che non produce nulla se non qualche soldino a chi fa il formatore, ma non risolve alcun problema di natura occupazionale.
Allora, questo bilancio non può essere altro che virtuoso. In una situazione come questa non dobbiamo mai dimenticarci dov'è la difficoltà, un deficit pubblico pesantissimo a livello nazionale, che pone dei problemi a livello nazionale su delle scelte e questa Giunta, questa maggioranza, questo Assessore hanno scelto di non alzare le tasse. Ricordatevi, la scelta della maggioranza di centro-destra è quella di creare occupazione. Come? Non aumentando le tasse, eliminando l'allegato E, che, come voi dite, è normale.
Sono orgoglioso di essere entrato da qualche mese all'interno di questo Consiglio, quindi non ho nessuna responsabilità per il passato, non c'è quella mancetta, che sinceramente non mi piace, ve lo dico in maniera molto chiara, e destinarla ai giovani, cioè al nostro futuro, è una scelta di lungo periodo, è il contrario delle mancette, del denaro dato a pioggia a Tizio e Caio, sperando di prendere consenso elettorale.
Altro aspetto fondamentale, tutto questo sistema va sempre visto insieme a che cosa? All'avere intercettato i fondi europei. Siamo i primi in Italia come Regione. Quando mai è capitata una cosa di questo genere? Questi fondi sono destinati esclusivamente alle imprese. Cosa vuol dire? Che le imprese hanno possibilità di avere dei fondi per poter dare e creare iniziative, per comprare attrezzature, per dar seguito ai loro progetti. Quindi, creare occupazione e non assistenzialismo con qualche cooperativa che tiene le persone a sotto costo. Questa è la realtà delle cose.
Le infrastrutture, nessuno ne ha parlato, in 40 anni questa regione non ha visto nulla. Nei 5 anni della precedente Giunta Acquaroli, quindi andiamo avanti, questa Regione è stato un cantiere aperto e ricordatevi che avere un cantiere aperto, avere delle infrastrutture … Non so quanti di voi svolgono un’attività privata, una professione o hanno un'impresa, vi posso garantire che chi lavora nel privato ha bisogno di strade, di aeroporti, di collegamenti, anche se si deve andare a Roma o avanti a Roma. Magari dentro quell'aereo ci sta il titolare di Amazon, cari colleghi della minoranza, ed è importante perché Amazon porta mille assunzioni. Non avete ancora compreso questa cosa? Attenzione, arriverà a settembre e sicuramente il merito non è vostro, il merito è della precedente Giunta di centro-destra, dei precedenti 5 anni, che ha portato a casa un risultato su cui nessuno credeva.
Quando parlate di infrastrutture o di aeroporto, guardate, io rimango allibito nel fatto che non vi ricordate in quali condizioni l'Aerdorica era, con degli strascichi giudiziari pesantissimi, con delle situazioni quasi carnevalesche, di persone che si sentivano seguite e avevano fatto la denuncia. Era la Guardia di finanza che andava loro dietro. Milioni sprecati, bruciati, senza nessun risvolto. Attenzione, entriamo nella politica, in che cosa? Nello sviluppo. Voi non avete la consapevolezza a volte, credo. No, attenzione, guardate i processi, andate in tribunale e vi renderete conto chi c'è lì dentro, e lo posso garantire. Voi non vi rendete conto di cosa vuol dire avere un aeroporto che funziona. Vuol dire portare turisti, avere la possibilità imprese. Voi dovete capire questa cosa. So che a voi del centro-sinistra questa materia vi dà fastidio, vi dà fastidio l'impresa, vi dà fastidio la libera professione, vi dà fastidio la libertà, ma è così. Date forza a questa gente, che tutto il giorno lavora e dà possibilità di occupazione, non dando 300, 100 o 500 euro ad un poveretto che non lavora. Quello è assistenzialismo, tenere in una condizione economica di sfruttamento. Questa è la realtà delle cose.
Questa Giunta ha avuto il coraggio di andare in una linea, che è una linea molto semplice. Ricordo, voi ridete, ma io ho visto la gente piangere, il crack Moncaro, che certo non è vicino al centro-destra, con un sistema vitivinicolo distrutto con fondi a pioggia, che venivano dati senza motivo dalla Regione. Queste cose le dovete tenere ben presente, sono centinaia e centinaia di dipendenti, di aziende che stanno rischiando di non aver più la prospettiva.
Sanità. La sanità, signori, scusate, ma voi pensate veramente …? Dite: "Non guardiamo dietro”, no, indietro ci guardiamo, una fotografia bisogna farla. Noi veniamo da una situazione devastata, sicuramente non è tutta responsabilità del centro-sinistra regionale, parte da una politica che in 20 anni ha creato i gettonisti, che nascono per la mancanza di programmazione politica sanitaria, pazzesca.
Vi ricordo anche che la riforma sanitaria, che è stata messa in atto nella precedente legislatura, sta andando avanti. E vi posso dire che, guardate, nell'ultimo … Appena insediati hanno incominciato a parlare di ospedali di comunità, di case di comunità, strutture importanti per decongestionare i pronto soccorso. Voi vi occupate di questa cosa solo qui dentro o avete gestito materialmente? Io vi posso dire che in realtà si sta aspettando come il pane questa situazione. Ve ne dico un'altra, quando voi parlate delle case protette, delle RSA e degli aumenti delle rette, signori, voi non conoscete, ve lo dico chiaramente, la realtà. Voi pensate che 2 euro, 3 euro, 5 euro o 10 euro pro die e pro-capite siano la soluzione di quei problemi? Vuol dire che non conoscete il problema. Ve lo dico in maniera chiara, vi porto degli esempi che ho visto con mano. Quelle strutture spesso e volentieri, talvolta no, spesso, hanno avuto gestioni politiche che hanno saccheggiato i patrimoni di quelle realtà, e oggi ci troviamo in questa situazione. Qualcuno di voi ride? Non rida, venga a vedere gli atti, a vedere queste cose.
Vi dico questo, ricordatevi, in questo momento quando si parla di ospedali di comunità, di case delle comunità, si parla di una visione generale. L’Assessore sta girando, entra negli ospedali, parla con la gente, con i medici ed ascolta, ma non solo l'Assessore alla sanità, anche gli altri Assessori cercano di capire di cosa stiamo parlando e ascoltano le problematiche. Ricordatevi, lì siamo ad un punto rilevante perché quella è la base di partenza per risolvere un problema strutturale.
Altra cosa importante che vorrei ricordare, nessuno ha parlato del rischio idrogeologico. Il rischio idrogeologico di questa regione è una follia. Follia! Allora, dico che abbiamo avuto il governo Meloni che ha investito 400 milioni nella mia città, nella mia zona e nella zona di Cantiano, dopo i 17 morti, dopo una distruzione di centinaia di milioni. Sapete perché? Perché non sono mai stati fatti i lavori, non è stata mai pianificata un'opera di manutenzione. Questa è la realtà. E questo, cari signori, nel silenzio più totale, ve lo dico, e la responsabilità, non ho nessuna paura a dirlo, sta agli atti del centro-sinistra, che non ha fatto negli anni precedenti, in 40 anni, le vasche di espansione, non ha fatto fare i lavori. Questa è la realtà e questo è il problema. Oggi nel mio territorio abbiamo 400 milioni, con i quali si faranno dei lavori rilevanti, ma al contempo la Giunta regionale, il bilancio di questa Regione, continua a mantenere i soldi. Allora dico: come si fa a dire che tutto va male? Attenzione, è chiaro che la vostra … Come dico, giustamente, non siamo in una situazione in cui il bilancio sia da buttare via. No, questo è un bilancio - ci possono essere altre cose che possono essere fatte, ognuno di noi ha un'idea, va benissimo - serio, da buon padre di famiglia. Riconosco nel Presidente Acquaroli e nell’Assessore Pantaloni delle persone di cui mi posso fidare. Mi posso fidare perché ragionano sulle cose concrete e hanno avuto la forza di non piegarsi alle mancette elettorali, sapendo che certe scelte non pagano in termini di consenso elettorale, ma queste scelte, se portate con forza e senza fermarsi, ci porteranno ad avere una regione migliore per tutta la nostra comunità. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Barbieri.
Nicola BARBIERI. Grazie, Presidente. Ci tengo a ringraziare sin da subito l'Assessore al bilancio Pantaloni e gli uffici della Regione Marche per il lavoro svolto in queste settimane. Aggiungo alcune considerazioni, rispetto a quanto detto dai miei colleghi, sul bilancio di previsione 2026/2028 e sulla legge di stabilità che oggi discutiamo.
Un bilancio che dimostra con chiarezza che la nostra è una Regione virtuosa, che governa con responsabilità, con una visione di medio e lungo periodo e con scelte coerenti con il programma di mandato. Questo bilancio, non ce lo dobbiamo dimenticare, è stato già detto, si colloca in un contesto complesso, segnato da una situazione geopolitica internazionale instabile, che incide pesantemente sull'economia e sulla finanza pubblica. In questo quadro, come è indicato anche dal DEFR, i margini di flessibilità, l’ha detto prima anche la Presidente della Commissione, lasciati alla discrezionalità delle Regioni sono ridotti e non è semplice arrivare ad una quadra per rispondere alle esigenze dei territori.
Parliamo di una manovra in cui, lo si è detto prima, la maggior parte delle risorse sono destinate alla sanità e questo dato da solo è sufficiente a rappresentare la centralità del sistema sanitario regionale all'interno del bilancio.
Le risorse nazionali, lo sappiamo, non bastano e la Regione continua giustamente a richiedere adeguati fondi per un settore che senza correttivi rischia di non riuscire a rispondere pienamente ai bisogni dei cittadini. Nonostante questo, come evidenziato anche dal parere dell'organo di revisione, le risorse stanziate sulla sanità sono in aumento di oltre 60 milioni di euro rispetto all'anno precedente, con un obiettivo chiaro: implementare i servizi capaci di garantire all'interno delle strutture il rafforzamento dell'assistenza territoriale e della continuità assistenziale tra ospedali e territorio, migliorare l'accesso e la qualità dei servizi sanitari, rafforzare la sanità di prossimità, superando definitivamente il modello dell'ospedale unico.
Accanto alla sanità il bilancio si interseca inevitabilmente con le sfide che ci attendono e che stiamo affrontando, la zona economica speciale, l'ulteriore implementazione del piano regionale delle infrastrutture Marche 2032, ma anche temi centrali come: l'accordo per la coesione, la programmazione comunitaria e il PNRR, strumenti fondamentali per sostenere lo sviluppo e la competitività del nostro territorio.
Rivendichiamo con convinzione una scelta politica chiara. La pressione fiscale è mantenuta inalterata, una decisione coerente con il programma di mandato e con l'idea di una regione che sostiene famiglie e imprese, senza scaricare sui cittadini il peso delle difficoltà esterne.
Sul fronte delle spese del personale il bilancio conferma il rispetto delle condizioni di virtuosità, come evidenziato anche dal parere dell'organo di revisione. Un dato che dimostra una gestione attenta e rigorosa delle risorse umane e finanziarie.
Esprimo, per quanto riguarda la legge di stabilità e l’articolato, un giudizio positivo sull'articolo 9 della legge di stabilità. Come ha detto anche il Presidente della Commissione governo del territorio, una modifica alla legge regionale n. 19 del 2023, con una proroga di 18 mesi, richiesta da cittadini e Comuni, era inevitabile. Ritengo anche doveroso sottolineare l'attenzione costante che la Regione Marche riserva ai Comuni che rappresentano il primo presidio istituzionale sui territori e il livello di Governo più vicino ai cittadini. Lo dimostra anche questa tabella E, che approviamo ogni anno con il bilancio, il Governo regionale dimostra concretamente di voler stare accanto ai Sindaci, ascoltando le esigenze e sostenendo le progettualità sia nelle necessità più piccole sia negli interventi di maggiore portata. Questo avviene attraverso bandi mirati, strumenti di programmazione condivisa e quando necessario anche mediante interventi diretti, soprattutto in quei contesti in cui i Comuni da soli non avrebbero la capacità finanziaria o organizzativa per intervenire. È una scelta politica precisa rafforzare i territori, senza distinzione tra aree interne e costa, tra piccoli borghi e grandi centri. Penso in particolare alle risorse stanziate, sono tante anche in questo bilancio, per gli interventi sul rischio idrogeologico, per la manutenzione straordinaria delle strade, per la messa in sicurezza del territorio, per le infrastrutture, ambiti nei quali la Regione continua a investire risorse importanti. Sono interventi che non hanno solo una valenza tecnica, ma incidono direttamente sulla sicurezza delle persone, sulla continuità delle attività economiche e sulla qualità della vita delle comunità locali. Ci sono diversi interventi, appunto, nella tabella E.
Accanto a questo, il bilancio conferma attenzione al rilancio dei borghi, all'edilizia scolastica, all'impiantistica sportiva, al patrimonio culturale, settori che contribuiscono a rendere i territori più vivibili, attrattivi e inclusivi. Tra gli interventi c'è anche la biblioteca Federiciana, il cofinanziamento a favore del Comune di Fano. Ci tengo a precisare, perché prima ho sentito la Consigliera Ruggeri che ne ha parlato, che è slittato il cofinanziamento di 3 milioni di euro. In realtà nel bilancio di previsione, nell'assestamento, i 3 milioni di euro erano previsti nell'annualità 2027, quindi la Regione Marche non ha traslato nessun contributo. È chiaro che non si può arrivare dappertutto e rispondere ad ogni esigenza, ma il bilancio dimostra la volontà politica di non lasciare soli i Comuni e accompagnarli, per quanto possibile, nel loro percorso di sviluppo.
In questa seduta sono arrivate diverse critiche e osservazioni della minoranza, che abbiamo ascoltato con attenzione nella consapevolezza che il dibattito consiliare quando è serio contribuisce a migliorare le scelte.
Detto questo, è bene essere chiari, il bilancio non è e non può essere il libro dei sogni. Ogni servizio, ogni progettualità, ogni intervento deve trovare una copertura finanziaria certa e sostenibile. Governare significa fare delle scelte, stabilire delle priorità e soprattutto operare una sintesi responsabile tra bisogni, risorse disponibili e vincoli normativi.
Un bilancio di previsione, questo, che assicura la copertura delle attività programmate e per i capitoli che non necessitano di spesa immediata saranno previste successive integrazioni nel corso dell'anno. Questo bilancio prova a fare esattamente questo: tenere insieme ascolto, responsabilità e concretezza.
Infine, voglio sottolineare con favore lo stanziamento di 1 milione di euro, un primo ma significativo passo, anche questo nella tabella E, per il progetto Marche e Giovani che verrà elaborato dall'Università politecnica delle Marche. È il segnale di una Regione che guarda al futuro, che vuole creare le condizioni per far restare i giovani, che non vogliono andar via e per far tornare quelli che sono partiti. Rendere le Marche una Regione attrattiva per i giovani significa investire oggi sulla crescita, sull'innovazione e sulla coesione sociale di domani ed è quello che sta facendo questa maggioranza di governo.
Un bilancio, dunque – concludo - che rappresenta, a mio avviso, un atto di serietà, equilibrio e responsabilità, in grado di tenere insieme rigore finanziario, sviluppo e attenzione ai bisogni reali dei territori e delle persone. Grazie.
PRESIDENTE. Chiudiamo le prenotazioni per iscriversi a parlare.
Ha la parola il Consigliere Pierini.
Nicolò PIERINI. Grazie, Presidente. Cari colleghi, anche oggi assistiamo al solito copione, critiche a prescindere, sempre e sole critiche da parte di questa minoranza. Non ci stupisce più, anche perché è il classico modus operandi, dal Governo al Parlamento, fino ad arrivare ai Comuni e qui in Regione. Eppure, si sono sentite tante belle parole inizialmente, che si amano le Marche, che tutti tengono alle Marche, ma qui ci sono solo ed esclusivamente critiche. Peccato che a voi non interessa nient'altro che screditare l'operato di questa Giunta.
Oggi rispondiamo con i fatti e non con le classiche e le solite mistificazioni. Partiamo con un esempio, l'ipocrisia fatta in persona quando l’ex candidato Presidente dichiarava la zona elettorale speciale. Vi ricordate? Avete deriso la zona economica speciale, che oggi diventa quella più contestata da parte vostra, quando c'è un totale impegno della Giunta ad intervenire per portare il credito d’imposta anche nel nord delle Marche, soprattutto nell'entroterra.
Voglio toccare poi l'argomento più importante, che è la sanità. Stiamo cercando in tutti i modi di ripristinare ciò che 6 o 7 anni fa, con le vostre Giunte, avete distrutto, la sanità territoriale, per ripristinarla ci vuole tempo, ci vogliono medici e sapete bene che per formare un medico ci vogliono 7-8 anni. Quindi, se oggi non ci sono medici, forse un ragionamento bisognerebbe farlo a chi 7, 8, 10 anni fa programmava il turnover dei medici.
Oggi in questo bilancio si parla di ospedali di comunità, di case di comunità, di infermiere di famiglia ed invito tutti, colleghi, quando criticate questa programmazione, quando criticate queste attività, a venire, ad esempio, nella zona del Montefeltro (Pian di Meleto, Lunano, Frontino, Belforte) e chiedere ai nostri anziani cosa vuol dire avere l'infermiere di famiglia, che per questo territorio è essenziale. È stato sperimentato dalla Giunta precedente l'infermiere di comunità in questo territorio, ha portato risultati strabilianti. L'infermiere di comunità oggi verrà esteso anche a tanti altri territori ed è fondamentale. Si parla tantissimo di aree interne in questo bilancio, avete detto che non ci sono politiche e non ci sono interventi sulle aree interne, venite nei piccoli Comuni.
Vengo da un piccolo Comune, ho fatto il Sindaco in un piccolo Comune, cosa vuol dire borgo accogliente? Cosa vogliono dire gli interventi sui borghi? Questo è il bilancio che oggi noi votiamo e probabilmente, anzi sicuramente, voi voterete contro tutti questi finanziamenti, che vanno ad intervenire anche nelle aree interne, perché si parla tantissimo di aree interne.
Oggi votiamo questo, votiamo altri soldi, altri stanziamenti per il bando borghi per sostenere ed aiutare gli imprenditori che continuano a restare. Bisogna ringraziare gli imprenditori che investono sui nostri territori, le associazioni, le Pro loco che ogni giorno animano le città, i paesini. Qui ci sono dei finanziamenti per sostenere queste attività.
Finalmente oggi votiamo un bilancio dove ci sono fondi per le politiche giovanili. Finalmente i giovani tornano ad essere protagonisti di questa politica regionale: incentivi al lavoro, allo studio, alla permanenza sul territorio. Qualcuno ha detto che sono poche le risorse, lo dico anche in dialetto: “Sempre me’ de gnent”. I fondi che sono stati messi, ci sono, fino a ieri non c'erano.
Turismo, ambiente, servizi, rifiuti sono finanziamenti e stanziamenti che sono in questo bilancio, risorse importanti che parlano anche di questo. Serve coraggio, non solo demagogia. Chi ha fatto il Sindaco sa cosa vuol dire: Ato, Ata. Chi siede in quei tavoli sa quali sono i problemi di queste attività, i problemi che sono all'interno dei territori. Infrastrutture, ci sono finanziamenti e risorse per le pedemontane, una su tutte, ho visto la pedemontana Sant'Angelo in Vado, Lunano, Carpegna, Serra Sant’Abbondio, Pergola, Fossombrone, Fabriano, Sassoferrato, Cagli, tutti finanziamenti che vanno a sostenere, ad aiutare l'entroterra perché un entroterra forte rende più forte la costa.
Innovazione, agricoltura, parliamo di sistemi che vanno ad aiutare, supportare anche questi temi qua.
Un altro argomento interessante è una questione di cui nessuno oggi ha parlato: l'agricoltura e le varie emergenze sanitarie che ci sono. Sono state messe risorse per fronteggiare anche le varie emergenze sanitarie come l'ultima, la Bluetongue. Sono state aggiunte risorse anche per queste emergenze sanitarie, per sostenere ed aiutare gli agricoltori.
Nessuno oggi ha nominato l'agricoltura, che è un tema fondamentale per tutta la zona, anche e soprattutto con risorse per i giovani agricoltori.
Le Marche oggi tornano ad essere attrattive e competitive. Proprio ieri c'è stata la conferenza stampa, non sto qui a sottolineare quello che è avvenuto, risultati straordinari già portati all'attenzione dagli altri colleghi Consiglieri.
Le Marche tornano a essere attrattive, competitive, si parla di giovani, di imprese, di sanità territoriale, ambiente, energia, natalità, infrastrutture. Questa è la nuova programmazione, questo è il nuovo bilancio, un bilancio che andremo a votare oggi, e tutto questo senza aumentare la pressione fiscale, a differenza di tante altre Regioni, Cito un vostro Comune amico, Pesaro, vostro alleato, in cui ieri è stato votato il bilancio con un aumento della pressione fiscale. Oggi noi votiamo un bilancio che non va a toccare le tasche dei cittadini. Questa è la verità, cari colleghi, ed è per questo motivo che annuncio con convinzione il mio voto favorevole all'attuale bilancio, nonostante le tante difficoltà di natura geopolitica che infieriscono su tutta la nazione e su tutto il territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Qualche commento sintetico perché credo che in certe situazioni, in certi casi, non si voglia capire, non è che non si è capito, non si voglia capire quello che si è sostenuto nel dibattito e negli interventi che mi hanno preceduto.
Qualche brevissima risposta o meglio qualche brevissimo commento su affermazioni fatte dai Consiglieri di maggioranza che sono intervenuti, ritengo sia necessario.
Su ATIM, il problema non è che c'è un'agenzia per il turismo, ma se l'Agenzia per il turismo funziona e non è un doppione di altre strutture.
A proposito di impresa, Consigliere Canafoglia, l’ATIM non è una cooperativa, ma assomiglia molto alla descrizione di quelle cooperative di cui ha detto lei, gli amici degli amici, eccetera. Non è una cooperativa, chiaro, però sull’ATIM è la Corte di Conti che, stavo per usare un'espressione colorita, ha dato un giudizio molto severo, per usare un termine istituzionale. La Giunta e la maggioranza precedente avevano nominato una commissione di inchiesta ed i suoi risultati, sempre per usare un'espressione non colorita, come fa a volte il Consigliere Canafoglia, non ha attenuato il giudizio severo della Corte dei Conti. Peggio. Quindi il problema non è lo strumento in astratto in sé, come ci può essere in Umbria, in Emilia-Romagna o in Piemonte, è se lo strumento funziona, se produce risultati o se produce sprechi di denaro pubblico, specie se a favore degli amici degli amici. Su ATIM nessun pre-giudizio, semmai, ahimè, un post giudizio severo, sempre per usare l'espressione, di cui ho detto prima, della Corte dei Conti e della vostra commissione d'inchiesta.
Che il famoso allegato, di cui si è parlato prima, fosse un insieme di mancette, l'avete detto voi, quindi a quei Consiglieri di maggioranza che si lamentano perché abbiamo detto che era un elenco delle mancette, dico di rivolgersi ai propri colleghi perché da ultimo due o tre Consiglieri intervenuti … Non me ne voglia il Consigliere Canafoglia, di nuovo, ma ha detto che lui è d'accordo con quello che ha imposto …, anzi, il primo è stato il Presidente Acquaroli che ha detto: "Basta, con le mancette, dedichiamo i soldi ai giovani". Cosa ne farete di questi soldi dedicati ai giovani, lo vedremo, ma che fino ad oggi quel milione fosse destinato a mancette l'ha certificato il Presidente della Giunta regionale e diversi vostri interventi lo hanno confermato. Sarebbe una confessione stragiudiziale, Consigliere Canafoglia.
Arrivo anche su un'altra questione. Ringrazio la Consigliera Luconi perché non l’avevo ricordato, ma lo farò nelle prossime occasioni, sul trasporto pubblico locale, sul quale siete così orgogliosi che oggi a bilancio per il 2026 ci siano 95 milioni di euro, complessivamente tra il contributo che viene dallo Stato e quello che ci aggiunge la Regione, i famosi 30 milioni. Quel che conta, Consigliere, è il totale ed il totale è 95 milioni di euro, tabella del bilancio regionale, non una fonte parziale. Lei ha citato che nel 2019, ultimo bilancio della Giunta Ceriscioli, per la voce trasporto pubblico locale c'erano solo 87 milioni di euro, l'ha citato lei poco fa. Faccio presente che gli 87 milioni di euro del 2019, senza tener conto del macello che è successo nel frattempo, cioè la pandemia, la crisi energetica, ma l'inflazione, tasso calcolato per il settore trasporti, Astra, cuba dal 2019 ad oggi il 26%. Quindi, volendo nel bilancio 2026 stanziare delle risorse con lo stesso potere d'acquisto, dello stesso valore di quelle stanziate nel 2019, basta fare un calcolo: 87 milioni più il 26% fa 110 milioni, ce ne sono 95 a bilancio, ne mancano 15 solo per pareggiare quello che c'era nel 2019 e, ripeto, dal 2019 ad oggi è successo di tutto, tanto che la stessa Regione, mettendo fondi straordinari una tantum, in quest'anno, nel 2025, rispetto agli iniziali 99 milioni di euro, è arrivata a stanziare con l'assestamento ultimo 113 milioni di euro, sempre tabelle ufficiali del bilancio regionale, per prevedere poi per il 2026 95 milioni di euro. Quindi, Consigliera Luconi, anche partendo dalle sue affermazioni, dai suoi dati, i conti non tornano. C'è poco da essere orgogliosi del fatto che nel bilancio 2026 avete messo solo 95 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. Poi integrerete, sono contenta, se integrerete siamo tutti contenti, ma questi sono i numeri.
Partendo dalle vostre affermazioni, rapidissimamente, sul nostro apparato produttivo. Il PIL nelle Marche cresce poco, anche con i dati aggiornati di cui ha parlato il Consigliere Ausili e questo nonostante negli ultimi anni ci siano state iniezioni di risorse pubbliche in quantità mai visti prima, a partire dal PNRR per passare ai fondi del terremoto, che, è evidente, sono andati un po' a regime in termini di spesa, quindi di PIL, dal 2020-2022 in avanti, per arrivare fino ai fondi europei che nella programmazione 2021-2027 sono raddoppiati, parliamo di centinaia di milioni di euro. Quindi, in questi anni non sono mancate le risorse, il problema è come le si utilizza e che strategia c'è. E la strategia non c'è. Vi faccio l'esempio concreto che dimostra che la strategia non c'è. Sulla ZES - e ci torneremo quando ne discuteremo a gennaio al netto del fatto che l'avevamo richiesta anche noi fin dal 2022/2023 e che il Governo Meloni nel 2023 l'ha negata per le Marche, salvo poi riconoscerla ad un mese dalle elezioni, per questo era la zona territoriale elettorale, - non l'avete scoperto voi , vi abbiamo detto noi in campagna elettorale che la misura più importante, cioè il credito d’imposta, avrebbe operato solo su metà del territorio regionale. Questo lo sapevate da prima, da molto prima e se ci fosse stata una strategia, per la quale poi utilizzare i diversi strumenti di cui la Regione ha disponibilità, avreste per tempo lavorato - non adesso - da un lato per la modifica della carta degli aiuti, dall'altro per rimodulare, per esempio, la destinazione dei fondi europei, così da poter utilizzare quell'altro strumento in termini compensativi, dentro una strategia. Dentro una strategia, perché la ZES non l'avete scoperta il 4 agosto, no? Siccome non è avvenuto e per la verità non sta avvenendo neanche adesso, perlomeno con atti formali, questo mi fa dire che le risorse a disposizione ce ne abbiamo, ce ne avete tante, il problema è come utilizzarle e con quale strategia, che peraltro è la cosa, e vado a concludere, che vi chiede anche Confindustria. Ve lo chiede anche Confindustria perché i soldi che si possono recuperare anche attraverso altri strumenti, così come quelli che possono derivare dalla ZES, vanno utilizzati non a pioggia, appunto, ma secondo una strategia che va definita - si chiama così – nell’adeguamento del piano strategico della ZES unica per individuare non solo ulteriori filiere produttive, ma obiettivi di riqualificazione del tessuto produttivo a cui finalizzare i benefici della ZES, anche quelli che sono già disponibili. Quindi, il tema di una strategia che non sia semplicemente: “Fra’ che ti serve” e distribuzione di soldi, quelli che arrivano per grazia ricevuta, per decisione della Comunità europea o per decisione sulle leggi della ricostruzione post terremoto, derivanti da anni precedenti. Non abbiamo e non avete voi che governate solo il compito di distribuire quello che bene o male arriva, bisogna avere una strategia, una politica industriale che non c'è e si vede anche nella legge di bilancio e nel bilancio che andremo a votare. Per questo non diciamo che tutto va male, diciamo che manca lo strumento essenziale di strategia su cui finalizzare in modo intelligente l'utilizzo delle risorse pubbliche, tante, che in questi anni sono arrivate e continueranno a arrivare. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea Putzu. Grazie, Presidente. Ci tengo ad intervenire in qualità di capogruppo. Voglio ringraziare tutti i colleghi Consiglieri per il contributo che hanno dato a questo bilancio. sul quale è normale che da parte dell'opposizione ci siano critiche. Mi aspettavo magari più proposte, però, ci mancherebbe altro.
Ho avuto modo di ascoltare qualche collega che prima ha parlato di gettonisti nella sanità, come se fossimo noi ad aver fomentato questa cosa. Ovvio che le spese vengono fatte in sanità, ovvio che i direttori generali hanno fatto ricorso ai gettonisti, però permettetemi di dire che chi si è inventato i gettonisti è stata la sinistra, non è stato certo il Governo Meloni, tra l'altro, il Ministro alla sanità ed il governo stanno togliendo i gettonisti e le cooperative per dare l'opportunità ai liberi professionisti in pensione di aprire una partita IVA e di collaborare, proprio per evitare questo.
Ho avuto modo anche di ascoltare delle critiche, ad esempio, sull’ATIM, credo che sia giusto anche citare il rapporto della Corte dei Conti, se si vogliono fare delle analisi tecniche è normale, ma qui siamo un'Aula politica, dove dobbiamo fare le leggi, vero, ma anche rispondere politicamente.
Credo che sull'ATIM, è vero, Consigliera Mancinelli, il Presidente Acquaroli, a differenza dell’ex candidato a Presidente della Regione Ricci, ha voluto fare una commissione d’inchiesta amministrativa, che addirittura, ricordo bene, il PD criticò, per capire se c'erano delle irregolarità sulle questioni ATIM, a differenza dell’ex candidato a Presidente della Regione che invece non sapeva delle irregolarità del suo capo di gabinetto ed altri. Questo per far capire un po' la differenza tra il Presidente Acquaroli e l’ex candidato a Presidente della Regione.
Quando si dice che sembra un'associazione, una cooperativa di amici degli amici, io non so quali amici abbiano preso incarichi in ATIM, poi magari vedremo anche questo, ci mancherebbe altro. Invece mi ricordo benissimo i tanti amici piazzati dal PD negli enti, i tanti amici piazzati dal PD, ad esempio, nella sanità privata, vedo ex Parlamentari, ex membri di segreteria del precedente Presidente della Giunta, che magari collaborano a vario titolo con la sanità privata. Su questo, ovviamente, anche per rispondervi che il centro-destra è a supporto della sanità pubblica. Vi ricordo, ad esempio, se parliamo di sanità, che l'unico ospedale che nella mia provincia è stato inaugurato è quello di Campofilone, che è una residenza per riabilitazione ed ovviamente è una residenza privata convenzionata. Per farvi capire i risultati delle Giunte precedenti della sinistra.
Voglio anche rimarcare il grande risultato, perché la differenza tra il 2019 ed oggi riguarda le presenze turistiche. Ovviamente abbiamo sbaragliato ogni tendenza e su questo credo che sia fondamentale ricordare i grandi risultati del Presidente Acquaroli.
Permettetemi anche un passaggio sulla questione delle cosiddette mancette. È vero, il Presidente Acquaroli insieme ai capigruppo ha deciso di non inserire nella tabella E la questione legata ai fondi dati ai Consiglieri regionali, cosa che abbiamo ereditato dal centro-sinistra. Per la prima volta non si sono dati fondi ai Consiglieri, a cui abbiamo chiesto un atto di responsabilità.
Vogliamo investire in un fondo per i giovani e questo ritengo che sia importante. Mi aspettavo che dal Partito Democratico qualcuno dicesse che finalmente si vuole puntare sui giovani, invece vedo che ancora una volta si critica ogni scelta.
Vorrei parlare anche dei fondi europei perché qui bisogna dire la verità ed anche parlare di dati. So che il Partito Democratico era abituato a vedere una Regione che sui fondi europei era il fanalino di coda, mentre oggi siamo tra le prime Regioni d'Italia per spesa dei fondi europei. Questo è un dato di fatto, non ce lo inventiamo noi.
Tra l'altro, mi permetto di dire alla Consigliera Mancinelli, che reputo una persona competente e attenta, che dice che ci sono 800 milioni per FESR, FSE e FSC, le comunico, ovviamente con rispetto, che sono rimasti 90 milioni di euro, di cui 60 milioni del FESR e 30 milioni del FSE Plus. Gli FSC, che sono dati dal Governo, sono stati utilizzati tutti per le infrastrutture ed altro. Quindi lei mi deve dire con 90 milioni di euro. … e questo perché? Perché la Regione Marche ha voluto investire sulle politiche europee. Non a caso di 1,036 miliardi ne ha spesi moltissimi, quasi tutti, proprio perché siamo tra i primi in Italia per spesa. Questo significa che l'amministrazione del Presidente Acquaroli vuole investire sul nostro territorio, vuole dare delle risposte anche sul tema delle infrastrutture. Ovviamente capisco che il Partito Democratico deve criticare, ma non ricordo un'infrastruttura, una negli ultimi 20 anni che sia stata fatta grazie ai fondi regionali. Se voi avete il coraggio di citarmene una, sarò contentissimo.
Mi ricordo che avete criticato, addirittura, quando il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni andò ad inaugurare un tratto della pedemontana. Io mi sono messo a ridere, anche perché erano gli stessi che per anni neanche l'avevano pensata, neanche la volevano fare.
Si è detto che manca una visione, io rispondo che proprio dall'altra parte è mancata una visione. È mancata una visione in campagna elettorale perché lì qualcuno pensava a Gaza, invece di dare risposte ai cittadini marchigiani. E’ mancata una visione perché qualcuno prometteva cose impensabili e i cittadini marchigiani, grazie a Dio, non hanno abboccato alle promesse vergognose, scandalose. Ed oggi voi ci fate la morale.
Ci tengo che qualcuno mi risponda, perché se parliamo del trasporto pubblico locale, la Consigliera Mancinelli o qualcuno faccia una chiamata all’ex candidato a Presidente della Regione, per chiedergli come avrebbe fatto a coprire le spese per regalare il trasporto pubblico locale a tutti i giovani delle Marche. Visto che ci sono le difficoltà, voi ci dovete dire come avrebbe fatto. Su questo noi tutti ci siamo interrogati per dire: "Se avesse vinto l’ex candidato a Presidente della Regione andava in bancarotta oppure, ovviamente questo dobbiamo dirlo, c'era qualcosa che noi non sapevamo.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Per cortesia uno alla volta. Prego.
Prego, Consigliere Putzu.
Andrea Putzu. Non mi si venga a dire che sulla zona economica speciale adesso siete contenti tutti, addirittura dite che l’avevate proposta nel 2022. Ma voi avete governato a livello nazionale dal 2013 al 2020, anzi al 2018, dopo c'è stato un periodo Lega e Movimento 5 Stelle e poi siete tornati voi perché siete famosissimi, riuscite a governare a livello nazionale anche quando perdete le elezioni. Ovviamente nelle Marche, purtroppo per voi, esiste la democrazia e quando perdete siete all'opposizione. Voglio capire: dal 2013 al 2018 e quando governavate con Conte perché non avete fatto la zona economica speciale? È facile dirlo dall'opposizione ed aggiungo di più, siete stati talmente bravi che un vostro sottosegretario allo sviluppo economico fece un decreto ad agosto …, tra l'altro voglio riconoscere che all'epoca era Assessore regionale il Consigliere Cesetti che criticò il Governo e la collega, dicendo che aveva fatto un decreto per dare l'opportunità alle Regioni del sud di avere uno sgravio fiscale del 30% nell'assunzione dei dipendenti, mentre le Marche erano fuori da questo. Ma voi dove eravate, meno il Consigliere Cesetti, che stavate tutti zitti? Invece di fare quella misura perché non avete chiesto all'Europa di inserire le Marche nella zona economica speciale? Su questo dobbiamo ragionarci perché ricordo bene, purtroppo avendo memoria …, è molto semplice dall'opposizione venire a fare i profeti, venire qui a fare i professori universitari a darci lezione di economia e di bilancio, però credo che lezioni voi già le abbiate prese.
Nella scorsa legislatura l’ho ripetuto spesso, Consigliera Mancinelli, a qualche Consigliere che oggi non c'è più, che si alzava e filosofeggiava, al quale rispondevo: "Guardate che i cittadini vi bocceranno ancora". Ho indovinato. Non ho la palla di vetro, ci mancherebbe altro. Non mi reputo un professore, mi reputo un umile studente, ma mi reputo anche una persona che, a differenza di altre che sono dall'altra parte, non qui da noi, ha fatto politica in mezzo alla strada, parlando con i cittadini, piuttosto che criticare, andavo nelle amministrazioni pubbliche.
Vedete, il bilancio dà delle risposte, nonostante il momento di difficoltà importante e questo voi magari ve lo dimenticate , ma anche su questo dobbiamo ragionare.
Io mi auguro che qualche volta la politica possa unirsi, piuttosto che dividersi. Quando si è all'opposizione è facile parlare, ma voi avete governato a livello nazionale per tanti anni e non siete riusciti a dare un fondo utile per fare un'infrastruttura nelle Marche. Ci è voluto il Governo Meloni per la Guinza, ci è voluto il Governo Meloni per mettere il commissario per l'arretramento della ferrovia, ma i vostri politici nazionali dove stavano? Forse a differenza nostra quando avevate un Ministro non avevate neanche il suo numero di cellulare. Forse perché, a differenza nostra, quando avevate un Presidente del Consiglio che non era del vostro partito, i sottosegretari marchigiani contavano come il due di bastoni quando comanda denari a briscola, si dice noi. Quindi contavate poco.
Oggi abbiamo un'opportunità, un Governo nazionale amico. Noi oggi abbiamo l'opportunità di avere un sottosegretario dell'economia, un commissario della ricostruzione, che tra l'altro continuate a criticare, quando voi avevate commissari tutor che venivano da altre Regioni forse perché non ce n'era uno capace delle Marche, del Partito Democratico, per fare il commissario per la ricostruzione.
Oggi ci venite a criticare determinate scelte, ma mi ricordo le baggianate dette in campagna elettorale. Su questo noi dobbiamo essere responsabili e nella manovra che oggi approviamo diamo anche la dimostrazione di essere una Regione …, a differenza delle vostre Regioni che citate spesso, come l'Emilia Romagna, che hanno dovuto aumentare: ticket, bollo, Irap, tutto. Voi venite qui a farci la morale, ma se stavate all'opposizione in Emilia Romagna che facevate? Vi strappavate le vesti? Eppure lì non dite nulla, portate in giro l’ex Presidente dell’Emilia Romagna come se fosse il santone della politica italiana. Non bisogna fare la politica di due pesi e due misure.
Concludo chiedendo più responsabilità perché la demagogia la sappiamo fare tutti però a volte la demagogia perde e le risposte vincono, sempre. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pantaloni.
Francesca PANTALONI. Grazie, Presidente. Il bilancio di previsione rappresenta l'atto fondamentale attraverso cui la Regione traduce in scelte concrete gli indirizzi strategici contenuti nel DEFR. Non è un documento meramente contabile, ma uno strumento di programmazione che definisce priorità, impegni e obiettivi nel rispetto dell'equilibrio finanziario e che rende operative le linee di indirizzo contenute nei documenti di programmazione, assicurando coerenza tra obiettivi politici, risorse disponibili e vincoli di finanza pubblica. Si tratta di un atto di pianificazione che incide direttamente sulla qualità dei servizi e sullo sviluppo dei territori.
Questo bilancio della Regione Marche, che andremo ad approvare, va visto nell'ambito del contesto economico in cui si colloca, come anche gli interventi precedenti hanno ribadito. Un contesto che subisce le influenze sia in termini di variabili endogene che esogene, segnato da incertezze a livello internazionale e vulnerabilità che incidono sulle prospettive di crescita e sulla stabilità dei sistemi produttivi. Un contesto, pertanto, che richiede la massima prudenza nella programmazione e nell'allocazione della spesa corrente, considerata la necessità di assicurare la copertura alle spese obbligatorie e di garantire una serie di interventi ritenuti strategici.
Questa manovra di bilancio agisce, quindi, sull'ottimizzazione della spesa corrente, coadiuvata dalle risorse comunitarie al fine di creare le giuste sinergie necessarie per il perseguimento delle politiche strategiche regionali e per proseguire il percorso di forte sostegno agli investimenti.
Un bilancio che qualcuno oggi ha definito un compitino per casa, un bilancio riduttivo. Io invece vorrei sottolineare che, nonostante abbiamo avuto pochissimo tempo, questo è un bilancio basato su un grande senso di responsabilità, infatti, per descriverlo userò quattro parole: responsabilità, prudenza, efficienza ed efficacia.
La responsabilità di bilancio è prima di tutto responsabilità verso i cittadini marchigiani. Ogni euro speso è una scelta politica che deve essere giustificata in termini di utilità pubblica, equità e impatto sul territorio, quindi quando agiamo con responsabilità dobbiamo:
- garantire l'equilibrio dei conti pubblici nel tempo;
- evitare politiche di corto respiro che scaricano costi sulle generazioni future;
- mantenere coerenza tra promesse, atti di programmazione e bilancio.
La prudenza, che qualcuno ha detto non dovrebbe far parte di un bilancio. Io voglio ricordare, è uno dei principi previsti dal decreto legislativo n. 118 del 2011, imprescindibile. Un principio, quindi, di buona amministrazione che si traduce, si concretizza in previsioni attendibili delle entrate, controllo della spesa, in particolare di quella corrente, attenzione agli effetti futuri delle decisioni assunte.
La prudenza non è un limite agli investimenti, ma garantisce che ogni scelta sia sostenibile e compatibile con l'equilibrio complessivo dei conti regionali.
Gli altri due termini, efficienza, riguarda la capacità di utilizzare al meglio le risorse disponibili evitando sprechi, duplicazioni; efficacia, misura la capacità delle politiche di raggiungere gli obiettivi prefissati e di produrre nel migliore dei modi benefici reali per i cittadini e per le imprese.
Nel bilancio di previsione l'efficienza si traduce in una corretta allocazione delle risorse, evitando dispersioni, sovrapposizioni e cercando le misure più ottimali per raggiungere al meglio gli obiettivi prefissati, che possiamo sintetizzare in garanzia della crescita e del benessere per le Marche.
In virtù di questi principi, abbiamo anche, lo ribadisco, nei tempi ristretti di non meno di due mesi, fatto delle scelte significative e importanti. Non si sono fatte delle selezioni, si è deciso, magari, di procrastinare alcune iniziative e di potenziarne altre. Potenziarle perché in alcuni settori, che noi riteniamo fondamentali, ma non perché gli altri non lo siano, ma che necessitano fin dagli inizi di una programmazione seria, siamo andati ad intervenire immettendo delle risorse in maniera consistente ed incisiva se confrontate con l'anno precedente; nell'ambito dei trasporti, fin nel bilancio di previsione attuale rispetto all'anno precedente andiamo ad incrementare la dotazione di oltre 12.000.000 di euro, in sanità 31.917.000 e sul sociale 4.000.000 di euro.
Inserire già in sede di bilancio di previsione una quantità significativa di risorse rappresenta una scelta di serietà, di programmazione e di responsabilità, perché quando le risorse vengono collocate fin dagli inizi si consente agli uffici di programmare, di rispettare i termini e soprattutto di migliorare la qualità della spesa. Una programmazione chiara riduce, infatti, il rischio di interventi frammentari, di urgenze improvvise e di spese non pienamente coordinate tra loro. Significa avere una visione e una capacità di fare scelte con serietà, dando segni di affidabilità e di stabilità. E il nostro bilancio, è stato detto anche dai Consiglieri dell'opposizione, è un bilancio sano, in equilibrio. Questo equilibrio, va ribadito, è stato mantenuto senza aumentare la pressione fiscale, il che vuol dire dare certezze e fiducia, evitando gli effetti negativi in termini di competitività, flessione degli investimenti, diminuzione del potere d'acquisto, contrazione dei consumi e riduzione dei risparmi. Inoltre, va anche ribadito che non solo si è mantenuta inalterata la pressione fiscale, ma abbiamo anche conservato ed incrementato alcune agevolazioni, come nel caso dell'IRAP, perché dal 2008 sappiamo che le onlus godono di un'aliquota ridotta del 3,9%, però da gennaio 2026 con la riforma del terzo settore perderanno la qualifica di onlus e andranno dentro, diciamo, la categoria degli enti del terzo settore. La scelta è stata quella non solo di mantenere per le ex onlus l'agevolazione IRAP, ma di estenderla anche alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale.
L'altra agevolazione, che in questo caso è una riconferma, evidenzia comunque una scelta fatta, è quella di conservare l'agevolazione IRAP per le piccole e medie imprese, secondo le condizioni previste dalla norma regionale, dalla legge regionale n. 35 del 2001. Le piccole e medie imprese che godranno di questa agevolazione dovranno rispettare alcune condizioni: non avere aumentato rispetto all'anno precedente il tasso di premio per l'assicurazione Inail, avere assunto, quindi anche questa misura rientra nell'ambito delle politiche di sostegno e di supporto ai giovani, nuovo personale in possesso di determinate lauree, aver ottenuto la certificazione di qualità aziendale, aver registrato almeno un brevetto per invenzione industriale.
La visione, la capacità e la programmazione non sono di breve periodo, ma di lungo periodo, quindi le riscontriamo nel tema dei giovani, anche nella scelta di destinare 1.000.000 di euro per i giovani. Una misura che va considerata anche nel contesto di tutte le altre misure relative ai giovani, che non sono quindi finanziate solo con 1.000.000 di euro, ma anche con altre risorse. E questo è importante, è significativo perché andiamo a valorizzare quello che è il nostro capitale umano, la nostra risorsa più importante, i giovani. Ciò ci consente di contrastare il calo demografico, soprattutto di evitare la perdita di competenze. Le politiche per i giovani non sono una voce di spesa, ma vanno viste come un investimento strategico sul futuro della nostra regione.
Quando parliamo di tabella E non possiamo dire: “Eliminiamo la tabella E”, anzi, dobbiamo considerare che nella tabella E ci sono gli interventi che non sono normati dalle leggi regionali, quindi la bontà o meno dell’inserimento di una spesa dipende dalla qualità della spesa stessa. Sui giovani, ad esempio, come in questo caso, non si tratta di una marchetta elettorale, quindi la tabella E va valutata e vista come virtuosità delle scelte fatte.
Ora, entrando più nel merito dell'esame del bilancio di previsione, possiamo dire che le previsioni di competenza del bilancio 2026/2028 sono elaborate secondo i principi fissati dal decreto legislativo 118/2011 nel rispetto del principio generale della competenza finanziaria e rappresentano le entrate e le spese che si prevede saranno esigibili in ciascuno degli esercizi considerati nel bilancio regionale, anche se la relativa obbligazione è già sorta in esercizi precedenti.
Per quanto concerne le entrate sono suddivise per Titoli e per Tipologie. Le spese sono divise per Missioni, Programmi e Titoli.
L'articolo 1 definisce gli stati di previsioni delle entrate e delle spese per ognuno dei tre esercizi finanziari oggetto del bilancio di previsione 2026/2028 e autorizza le previsioni di cassa per la sola annualità 2026 di euro 8.796.153.000.
Per quanto riguarda il quadro delle entrate, le entrate di competenza sono: 6.000.000.000 di euro per l'anno 2026, 5.264.000.000 per l'anno 2027 e 5.000.000 per l'anno 2028. Le entrate correnti di natura tributaria incidono per 3.770.000.000 di euro.
Il Titolo 1 comprende i tributi destinati al finanziamento della sanità, imposte, tasse e proventi assimilati.
Le previsioni del bilancio dei tributi regionali gestiti in autoliquidazione sono state determinate sulla base dell'andamento del gettito, tenendo conto, in particolare, di quello atteso nell'anno in corso e delle modifiche normative previste.
Per quanto riguarda i trasferimenti correnti, abbiamo un totale di 472.000.000. Questo titolo comprende, tra gli altri, i trasferimenti vari derivanti dalle Amministrazioni pubbliche per 356.000.000, dall'Unione Europea per 42.544.000 e dalle imprese per euro 73.092.000. Le entrate extratributarie ammontano a circa 146.000.000 e le entrate in conto capitale ammontano a 238.000.000. L'accensione dei prestiti è per un totale di 432.000.000 circa.
Per quanto riguarda il quadro delle spese, le spese di competenza iscritte nel bilancio 2026/2028 sono pari a 6.115.000.000 di euro.
In merito ai principali interventi, mi prendo la tabella A e elenco le principali leggi regionali:
- legge regionale n. 7 del 1995 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria”, 10.711.000 euro;
- legge regionale n. 44 del 1995 “Rifinanziamento della legge regionale del 28 aprile 1994 n. 15”, 6.840.000 euro;
- legge regionale n. 15 del 1997 “Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi”, 6.794.000 euro;
- legge regionale n. 71 del 1997 “Norme per la disciplina delle attività estrattive”, 3.000.000 di euro;
- legge regionale n. 45 del 1998 “Norme per il riordino del trasporto pubblico regionale e locale nelle Marche”, 97.000.000 di euro;
- legge regionale n. 13 del 1999 “Disciplina regionale della difesa del suolo”, 1.615.000 euro;
- legge regionale n. 32 del 2001 “Sistema regionale di Protezione Civile”, 1.864.000 euro;
- legge regionale n. 11 del 2003 “Norme per l'incremento e la tutela della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne”, 1.244.000 euro;
- legge regionale n. 15 del 2004 “Disciplina delle funzioni in materia di difesa della costa”, 3.160.000 euro;
- legge regionale n. 6 del 2005 “Legge forestale regionale”, 2.406.798 euro;
- legge regionale n. 9 del 2006 “Testo unico delle norme regionali in materia di turismo”, 2.870.000 euro;
- legge regionale n. 17 del 2008 “Adesione della Regione ad enti, fondazioni, associazioni, comitati ed altri organismi”, 2.305.000 euro;
- legge regionale n.18 del 2008 “Norme in materia di comunità montana, di esercizio associato e di funzioni e servizi comunali”, 14.000.000 di euro;
- legge regionale n. 4 del 2010 “Norme in materia di beni e attività culturali”, 2.553.000 euro;
- legge regionale n. 5 del 2012 “Disposizioni regionali in materia di sport e tempo libero”, 3.019.000 euro;
- legge regionale n. 5 del 2013 “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno”, 1.080.000 euro;
- legge regionale n. 32 del 2014 “Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia”, 9.889.000 euro;
- legge regionale n. 6 del 2016 “Modifica della legge regionale 3 aprile 2015 n. 13 ‘Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle province’”, 6.924.000 euro;
- legge regionale n. 4 del 2017 “Disposizioni regionali in materia di diritto allo studio”, 56.344.000 euro;
- legge regionale n. 1 del 2018 “Nuove norme per la costruzione in zone sismiche nella Regione Marche”, 1.680.000 euro;
- legge regionale n. 21 del 2018 “Interventi regionali per favorire la vita indipendente delle persone con disabilità”, 15.000.000 di euro;
- legge regionale n. 7 del 2021 “rimborso delle spese a supporto delle cure oncologiche”, 4.123.000 euro;
- legge regionale n. 19 del 2021 “Norme per la tutela, lo sviluppo e la promozione dell'artigianato marchigiano”, 1.040.000 euro;
- legge regionale n. 22 del 2021 “Disciplina dell'attività commerciale nella regione Marche”, 2.115.000 euro;
- legge regionale n. 29 del 2021 “Sostegno alle iniziative integrate di riqualificazione e valorizzazione dei borghi e dei centri storici delle Marche e promozione e sviluppo del turismo diffuso sostenibile”, 2.880.000 euro;
- legge regionale n. 35 del 2021 “Istituzione dell'Agenzia per il turismo e l'internazionalizzazione delle Marche”, 5.197.000 euro;
- legge regionale n. 11 del 2022 “Trasformazione dell'ASSAM nell'Agenzia per l'innovazione nel settore agroalimentare e della pesca ‘Marche Agricoltura Pesca’” 22.988.000 euro;
- legge regionale n. 7 del 2023 “Disposizioni concernenti l'assegnazione della concessione di grandi derivazioni idroelettriche”, 15.600.000 euro;
- legge regionale n. 3 del 2024 “Norme per il sostegno dell'informazione locale”, 1.200.000 euro;
- legge regionale n. 7 del 2025 “Sistema Marche di protezione”, 24.422.000 euro.
Inoltre faccio presente che oltre 14.000.000 di cofinanziamenti regionali di programmi statali sono elencati nella tabella D1 e 75.000.000 sono i cofinanziamenti regionali dei programmi comunitari che troviamo nella tabella D2. Si tratta di cofinanziamenti che hanno il pieno finanziamento da parte della Regione. Sono, quindi, 75.000.000 relativi a tutto il triennio, di cui 31.900.000 per il 2026.
Per quanto concerne alcune …, avevo un discorso molto più lungo, però, visto che i tempi sono brevi, puntualizzo alcune cose.
Per quanto riguarda la critica sulle fideiussioni, faccio presente che già nel Consiglio regionale del 4 dicembre avevo risposto in merito perché la Regione si sta attivando, tant'è che l'amministrazione con decreto del segretario generale n. …
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Vorrei spiegare proprio le fideiussioni alla Consigliera Ruggeri, visto che l'Assessore aveva iniziato.
Con legge regionale n. 24 del 4 dicembre 2025, lei si ricorderà, la Giunta ha preso l’impegno di istituire il registro per le fideiussioni. In quell'occasione, era il bilancio consuntivo, c'era anche il giudizio di parifica, con il quale era stato parificato il bilancio, e proprio alla pagina 20 la Corte evidenziava l'esigenza di creare un registro per le fideiussioni, e l’Assessore l'impegno lo ha preso in quella occasione. Noi abbiamo recepito le considerazioni fatte all'epoca dalla Corte dei Conti e dai Revisori dei Conti, che naturalmente ringrazio per il lavoro che hanno svolto.
Inoltre, Consigliera Ruggeri, i tempi sono stati ristretti. Io ho ringraziato tutti i Consiglieri della minoranza, la Commissione, la Vicepresidente, la Consigliera Vitri, ma se vi ricordate avevo proposto il 27 ed il 28 dicembre, poi all'unanimità è stata trovata la data del 23 dicembre. Io la prima proposta che ho fatto era quella del 27 dicembre, quindi, lungi da me voler anticipare i tempi. Anzi la prima proposta era proprio quella.
Per quanto riguarda la Zona economica speciale è vero che il Partito Democratico l'ha chiesta nel 2023, ma noi abbiamo fatto un percorso dal 2021, era maggio del 2021 quando c'era il Governo Draghi, era un governo di unità nazionale, eravamo in maggioranza, Forza Italia ed il Partito Democratico. A maggio/giugno io, il Consigliere Pasqui, l'ex Assessore al lavoro, Protezione civile, urbanistica, ambiente e risorse idriche e naturalmente il Commissario regionale Marche e altri Deputati di Forza Italia, siamo andati dal Ministro per il sud e la coesione territoriale per chiedere l'estensione della ZES anche alle Marche. Abbiamo fatto un percorso di 2 anni, non abbiamo solo chiesto un percorso. Andate a vedere tutte le riunioni che la sottoscritta ha fatto con le associazioni di categoria per far capire l'importanza della Zona economica speciale, perché all'epoca era a microzone e venivamo beffeggiati perché riguardava 1800 ettari. Abbiamo fatto riunioni con le associazioni di categoria per far capire l'importanza perché all'epoca era a microzone, ma badate bene: la tassazione era a metà, il credito d’imposta arrivava quasi al 70% e la semplificazione burocratica. Abbiamo fatto le riunioni con il commissario della ZES, che era della Campania, insieme alla Camera di Commercio, insieme alla Regione, c'è stato un percorso di 2 anni. Ricordo che il primo maggio 2022 sono andata dal Presidente di Confindustria, che adesso non cito, per far capire l'importanza della Zona economica speciale perché è vero che era a microzone, ma io avevo fatto presente che era meglio investire lì, in quell'area, piuttosto che andare all'estero a delocalizzare, perché avevamo delle agevolazioni fiscali importantissime. Credo che fosse meglio rimanere.
Noi avevamo capito l'importanza della ZES, ci abbiamo lavorato per 2 anni e non raggiungere il risultato sarebbe stata una sconfitta totale. Nel 2022, ve lo ricordo, il 16 luglio, accordo di partenariato perché l'Abruzzo ha ottenuto la ZES con il porto di Ancona. Abbiamo ottenuto l'ok. Poi ci sono state le elezioni e si è interrotto tutto. Abbiamo ricominciato, la sottoscritta, il Presidente Pasqui ha fatto appello anche al Vicepremier Tajani, che si adoperasse in Europa per far sì che anche le Marche ottenessero l'estensione della ZES. Non è stato assolutamente semplice perché non bastava una semplice richiesta in Aula, bisognava fare un percorso e siamo arrivati nel 2024, alla fine c'è stato un ordine del giorno, ma non è finita lì perché bisognava attivarsi in Europa e all'epoca abbiamo dialogato con il Commissario europeo per la politica regionale per cercare di arrivare al risultato. È arrivato il 5 d' agosto, con l’ok all’estensione della ZES alle Marche e all'Umbria. Questo è stato il percorso di 4 anni, 3 anni e mezzo, non è stata una richiesta e basta. Quindi, credo che il risultato della ZES sia importante per la nostra Regione. Per quanto riguarda i dati economici, ne cito solo alcuni ...
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2
Emendamento 2/1 a firma del Consigliere Marinelli. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Se non mi sbaglio, l'emendamento 2/1 è quello alla Tabella E, giusto? Assomiglia moltissimo a tutta la serie di emendamenti che avevate detto che non avreste più fatto, perché qui diamo 20.000 euro al Comune di Matelica per l’iniziativa per la valorizzazione della figura di Enrico Mattei, nel 120º anniversario della nascita, che avremmo potuto mettere benissimo dentro il Piano della cultura, poi, altri 20.000 euro quale contributo al Comune di Castelraimondo per iniziative per la valorizzazione della figura di Nazareno Strampelli, nel 160º anniversario della nascita, stessa cosa, perché, comunque, avevamo preso questo accordo, mi rivolgo all'ex Presidente della Commissione, cioè cercare di inserire tutto nel Piano della cultura, oppure fare quella famosa legge omnicomprensiva per i personaggi illustri che non siamo riusciti a portare in approvazione perché, appunto, il fondo speciale delle leggi viene sempre scippato delle sue risorse, quindi, quando dobbiamo approvare delle leggi … In questo caso eravamo tutti d'accordo, maggioranza ed opposizione, a fare una legge quadro sui personaggi illustri, che avesse al proprio interno anche gli anniversari, ma non siamo mai riusciti a portarla in approvazione perché purtroppo mancavano le risorse. Era solo per dire questa cosa. Comunque il mio voto sarà contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Scusate, siamo in dichiarazione di voto. Ho detto che c'erano due emendamenti, il 2/1 e il 2/2, e nessuno è intervenuto, quindi siamo sull’emendamento il 2/1, in dichiarazione di voto.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. È un emendamento che ho presentato, che poi ritirerò, perché ci sono delle leggi che sono ferme da parecchio tempo e non vengono portate avanti. C’era una proposta di legge sulle personalità illustri della regione Marche che andavano ricordate, l'abbiamo rimandata dicendo che nel prossimo bilancio avremmo messo le risorse. Io ho portato due esempi, solo per dire che in merito a personaggi, come Enrico Mattei, tutti ci riempiamo la bocca, poi, quando dobbiamo in qualche modo celebrarli, ce ne dimentichiamo.
Ritiro l'emendamento, però l'invito è che le leggi in qualche modo vengano finanziate affinché l'attività legislativa possa svolgere il proprio lavoro. Chiedo il ritiro dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/1. Ritirato.
Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Nobili. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. È un emendamento con il quale si propone l'istituzione di un fondo regionale per la prevenzione del disagio giovanile, è collocato nella Missione 12 Politiche sociali, nel Programma 4 e riguarda i soggetti a rischio d'esclusione.
Si ritiene che sia una scelta tutt'altro che di carattere simbolico perché riguarda un fondo che serve a sostenere interventi educativi territoriali, prevenzione del disagio psichico relazionale, presidi sociali e comunitari, azioni integrate tra servizi sociali, scuola, associazionismo. Parliamo di un fondo di 300.000 euro, una cifra tutto sommato non eccessiva e per questo con convinzione abbiamo proposto questo emendamento.
Si tratta di una missione di coesione, prevenzione sociale ed è una scelta che dice una cosa molto semplice: che la sicurezza nei nostri territori non si costruisce solo con la repressione, con il controllo, ma, soprattutto, con politiche sociali precoci, educative e continuative. Questo emendamento chiaramente non ha la pretesa di risolvere il problema, ma traccia una direzione, una rotta che è quella appunto di intervenire con misure concrete e lanciare un messaggio forte che affronti e si faccia carico di un'emergenza che tutti noi consapevolmente sappiamo esistere ed è quella del disagio giovanile. Per questo ho proposto questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Articolo 2. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Voglio tornare sull'articolo 2 perché è stato uno di quelli di cui abbiamo parlato di più in questa discussione, è quello che riferimento alla Tabella E.
E’ stata definita come una vera e propria riforma della Giunta Acquaroli quella di scegliere di investire 1.000.000. di euro per le politiche giovanili e di toglierle a contributi diretti dei diversi Consiglieri regionali di maggioranza.
Abbiamo anche detto che ci sembra una scelta condivisibile, perché siamo tutti a favore delle politiche giovanili, ma io avevo evidenziato che, al di là del merito, non approvo il metodo con cui si è arrivati a questa scelta perché in Commissione non c'è stato un confronto, non c'è stata l'attenzione a nessuna delle nostre proposte, abbiamo scoperto dai giornali come questo milione sarà stanziato, come sarà distribuito, dando 500.000 euro all’Università politecnica delle Marche e, ad esempio, non sappiamo nemmeno se sono previsti bandi per gli altri 500.000 euro o se saranno stanziamenti diretti. Ma non solo, al di là di questo milione, le modalità della Tabella E, per certi versi, rimangono comunque le stesse degli ultimi cinque anni, perché tra le pieghe di questa Tabella E ci sono ancora degli stanziamenti diretti ai Comuni in base a scelte politiche precise che sono quasi sempre dettate dall’affinità politica. Tant'è vero che, se andiamo a vedere bene a chi vanno stanziamenti diretti importanti, guarda caso sono quasi sempre Comuni della stessa area politica del Presidente Acquaroli. A me fa piacere che si diano 200.000 euro per la palestra di Piandimeleto e altri 200.000 euro circa per la palestra a Belforte all'Isauro, però credo non faccia altrettanto piacere ai Comuni vicini, che magari non sono dell'area politica del Presidente Acquaroli, ma hanno la stessa esatta esigenza da cinque anni. Quindi benissimo la palestra, ma ci auguriamo che il metodo inizi a superare la logica delle appartenenze politiche, perché tra le pieghe della Tabella E c’è ancora questo, quindi, 1.000.000 di euro alle politiche giovanili e poi contributi scelti in base ai rapporti politici. Altri stanziamenti diretti, per carità, sono condivisibili. Anche qui vedo quelli per l'ospedale di Fossombrone, quelli per l'ospedale di Cagli, staremo a vedere, però vigileremo perché siano stanziati davvero e siano messi a terra nel modo più adeguato, dato che in alcuni casi mancano ancora i progetti di fattibilità. Quindi, il nostro voto è contrario anche per il metodo, non solo nel merito. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Soppresso
Articolo 4. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo proprio sull'articolo 3, che anche lei pensava fosse ancora sussistente, invece è stato soppresso, evidentemente con un emendamento in sede di Commissione. Però l'articolo 3 era quello che prevedeva fondi speciali per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio. Questo è un fondo obbligatorio, appunto, per consentire l'approvazione di quelle leggi che verranno discusse da gennaio in avanti. È quello che ho detto poc'anzi in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa. Noi, Assemblea legislativa, potere legislativo, ci troviamo a presentare proposte di legge, che poi non possiamo mandare avanti, non possiamo esaminare perché non c’è …
PRESIDENTE. Consigliere, mi scusi, io la sto facendo parlare, però l'articolo 3 è soppresso, quindi, non dovremmo …, pertanto la prego di chiudere.
Fabrizio CESETTI. Io sto parlando, Presidente, sulle disposizioni finanziarie del capo 2, esattamente sull'articolo 4. Siccome attiene alle disposizioni finanziarie, io sto parlando delle disposizioni finanziarie, tra le quali quelle, appunto, dei fondi speciali per far fronte agli oneri derivanti, come si dice …
PRESIDENTE. Non mi ha convinto, però la lascio continuare per rispetto istituzionale, ma nella consapevolezza dell'Aula che non c'è nessuna convinzione nelle sue parole. Prego.
Fabrizio CESETTI. Presidente, non ho questa pretesa e neanche l’intenzione di farlo perché so che sarebbe una perdita di tempo e non è che volevo convincerla, volevo soltanto che fosse alla sua attenzione, perché anche lei poc'anzi non era convinto che fosse stato soppresso, tant'è che glielo ha dovuto ricordare il Segretario generale. Non era convinto perché è una soppressione che non si guarda, è inguardabile per quello che ho detto prima.
Tra l'altro è un fondo obbligatorio. La Corte dei Conti ha mandato una direttiva specifica lo scorso anno, quindi, mi rivolgo all'Assessore al bilancio che deve garantire i fondi per le leggi che verranno approvate dopo il bilancio. E questa non è una vostra facoltà, ma è un obbligo di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 7. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Quest’articolo è quello che prevede l’aliquota IRAP. Vorremmo ribadire che ci spiace notare una mancanza di differenziazione nell'aliquota in base alle attività produttive, perché non ci sembra giusto che attività diverse debbano subire la stessa aliquota, cioè quella statale più lo 0,83 regionale per l'imposta complessiva a prescindere dall'attività che svolgono, cosicché va a finire che una sala slot paga la stessa aliquota di un'azienda virtuosa, che invece è impegnata in ambito, per esempio, di tutela ambientale. Quindi, chiediamo prossimamente di valutare una differenziazione dell'aliquota IRAP. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 8. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Mi pare che siamo fin troppo collaborativi in questa sessione di bilancio, come abbiamo promesso. Poi, magari, il prossimo anno dovremmo regolarci, perché un minimo di tempo lo dobbiamo avere, altrimenti, il gioco lo conosciamo, giusto Presidente Pasqui? Intervenire su ogni articolo in 11 Consiglieri, voi capite che il bilancio non lo avreste approvato se noi avessimo detto di no. Però non si fa, perché noi abbiamo solo una parola. Poi, se qualche volta, come nel caso di prima, scantoniamo, lasciateci fare perché per voi è un’opportunità, per voi costituisce un'opportunità.
Tutto qui, conferma la capogruppo, quindi, diciamo, c'è il sigillo dell'autorità oltre che dell'autorevolezza.
Su questo noi votiamo a favore perché, come ho detto poc'anzi, è una misura che venne introdotta, Consigliera Mancinelli, da me quando ero Assessore al bilancio. Quindi che sia stata confermata è buona cosa, segno evidente che seguire il nostro esempio qualche volta fa bene. È una virtuosità generica, Consigliere Canafoglia, quando addebitate a noi le vostre mancanze, qualora noi ne fossimo gli autori, non vi assolve dalle vostre, giusto? Lei è un avvocato e lo dico anche alla sua collega Sottosegretaria, che faceva gli esempi con quello che succedeva nel 2009. Non dovete fare questi esempi, sono cinque anni che governate, vi siete presentati all'insegna della discontinuità, mettetela in atto se ne siete capaci, altrimenti, abbiate almeno il buon senso di tacere. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Chiedo di sospendere il Consiglio per 10 minuti per riunire la I^ Commissione.
PRESIDENTE. Benissimo. Sospendiamo 10 minuti il Consiglio.
La seduta è sospesa alle ore 17:10.
La seduta riprende alle ore 17:25.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Articolo 8 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 8 bis/1 a firma del Consigliere Nobili, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Anche questo emendamento, come il precedente, riguarda il sociale, riguarda soprattutto dei soggetti fragili. Parliamo dei minori allontanati dalle famiglie, minori collocati in comunità educative, che sono soggetti alla compartecipazione alle spese sanitarie. Sono soggetti, quindi, a sostenere quelle spese che non sono coperte dal Servizio sanitario nazionale e, quindi, ciò determina per i minori e per le famiglie, che sono spesso famiglie disgregate, molto problematiche, un onere a cui non riescono a fare fronte. Questo fa sì che le comunità che accolgono questi minori si trovino spesso in difficoltà nel sostenere questi oneri aggiuntivi per le loro necessità sanitarie. Parliamo, ad esempio, di minori che hanno bisogno di essere seguiti da uno psicologo quando, addirittura, non hanno problemi più seri. Ecco, sono spese non coperte dal Servizio sanitario pubblico e, quindi, ricadono sui minori, sulle famiglie che non riescono a farsene carico e sulle comunità. Poi, alla fine, è un costo che va a gravare anche su un sistema che entra in crisi, per cui la proposta contenuta nell'emendamento è quella di costituire un fondo di 100.000 euro annui che vada, appunto, a sostenere queste spese relative all'assistenza sanitaria dei minori collocati in comunità che si rendono necessarie, pur non rientranti nei livelli essenziali di assistenza. Questi 100.000 euro annui per 3 anni verrebbero individuati in una decurtazione rispetto a quanto è previsto per le spese necessarie all'ATIM. Come vedete, l'ATIM ritorna, potrebbe essere qualcosa di utile sottrarre 100.000 euro da quello che è stato definito spesso un carrozzone, a sostegno dei minori più fragili. Sarebbe un segnale importante, io spero che quest’Assemblea lo colga, perché a parole ci si dichiara a sostegno dei giovani in difficoltà, nei fatti questo impegno non riesco proprio a vederlo. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 8 bis/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Articolo 9. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Come ho detto nella mia relazione introduttiva, definirei l'articolo 9 la prova di un disastro annunciato e ricordo perché. Questo articolo riguarda le norme della pianificazione per il governo del territorio, la famosa legge urbanistica, approvata dalla Giunta Acquaroli, della quale si era tanto vantata, ma che, in realtà, ha creato problemi enormi a tutti i Comuni. Avevamo provato in ogni modo a ripetere che avrebbe ingessato tutti i procedimenti, abbiamo presentato, addirittura, 400 emendamenti, sono stati tutti bocciati, non ci avete voluto ascoltare e ora siete costretti, invece, a mettere nel bilancio di previsione una proroga di 18 mesi per i Comuni. Tra l'altro vorrei aggiungere che la Regione si era data anche dei termini per redigere il nuovo Piano paesaggistico ambientale regionale e il Piano territoriale regionale che, invece, non sono stati neppure adottati, risultando, quindi, inadempiente rispetto ai tempi che si era data da sola, cioè la Regione si dà delle regole e poi non le rispetta. Siamo veramente allo sbando. Speriamo che si rientri un po' nei canoni di un'Amministrazione capace, perché questo articolo 9 dimostra che è stata fatta una legge che la stessa Giunta non ha saputo, poi, far rispettare, tant'è vero che ora chiede la proroga di 18 mesi per consentire ai Comuni di fare ancora varianti al Piano urbanistico, per cui il nostro voto è contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. In parte lo ha detto la Consigliera Vitri, su questo articolo 9, quando noi discutemmo la legge urbanistica, si ricorderà la Consigliera Marcozzi in qualità di relatrice di maggioranza sul bilancio, noi presentammo circa 400 emendamenti, io ne presentai 150, ma non erano ostruzionisti, ci mancherebbe, era una riscrittura della legge urbanistica. Tra quegli emendamenti ce ne era uno identico a questo, perché noi volevamo dare più tempo ai Comuni, sapevamo bene che non sarebbero riusciti. Questo è il primo aspetto che voglio evidenziare, ma c'è un'ulteriore questione, quella che ho detto prima e anche qui alla Giunta. Nel DEFR si dice che il DEFR è chiamato dalla legge a definire le linee strategiche dell'Amministrazione, essendo esso un'articolazione del programma di Governo illustrato dal Presidente Acquaroli nella seduta di insediamento, aggiungo, precede il bilancio di previsione che, proprio all'interno del perimetro programmatico disegnato dal DEFR, ne costituisce una concreta attuazione. Allora, se il Presidente Acquaroli nelle linee di programma declinate in quest'Aula il 27 di ottobre dice, testualmente leggo: “Negli scorsi cinque anni abbiamo approvato la legge del governo del territorio. Sappiamo che quella legge va rivista, è un impegno che abbiamo preso e dovremmo portarlo fino in fondo, perché tramite la revisione di quella legge, noi dovremmo essere pienamente in grado di accompagnare e valorizzare il territorio e lo sviluppo della nostra comunità regionale e della nostra economia”. Parole del Presidente Acquaroli del 27 ottobre scorso. Se questi strumenti di bilancio sono la concreta attuazione delle linee strategiche, perché in questo articolato ed in queste modifiche non c'è tutta la rivisitazione di quella parte che voi ritenete di fare della legge urbanistica, ma c'è soltanto una proroga? Allora, vedete come il Documento di economia e finanza e gli atti di bilancio non siano in grado di assolvere alla funzione che attribuisce loro la legge. Questo è il punto, noi dobbiamo evidenziare e questa è la prova di quello che ho detto poc'anzi quando sono intervenuto a proposito del DEFR. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.
Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Come al solito, visti i 400 emendamenti di 2 anni fa, vi sarà sicuramente scappata la teoria che voi sostenevate in merito alle varianti urbanistiche. Sicuramente non è sfuggita all'allora capogruppo Consigliere Mangialardi, che era fortemente contrario, come Partito Democratico, all'esercizio delle varianti puntuali e sostanziali, non so se ve lo ricordate, tant'è che presentò 9 emendamenti di soppressione delle varianti urbanistiche, per poi cambiare idea, alla quinta giornata, alla quinta sessione, dove eravate diventate favorevoli, il buon relatore di minoranza se lo ricorderà, all'esercizio delle varianti puntuali per non ingessare i Comuni. Tant'è, quando abbiamo votato la nuova legge urbanistica di pianificazione, l'articolo 33 in sede di moratoria, e la legge transitoria, che cosa abbiamo detto ai Comuni? Siccome passiamo ai PUG, che non sono solo un acronimo, per approvare prima il PPR e poi il PRT, arriviamo con 4 anni all'approvazione dei PUG. Per arrivare a 4 anni i Comuni avevano bisogno e necessità di che cosa? Di un tempo transitorio per portare avanti le varianti urbanistiche. Queste varianti, però, non dovevano andare in esecuzione, in approvazione definitiva, ricordatevelo, bastava il semplice esercizio di presentazione della domanda puntuale, dopodiché andavamo in esercizio nei prossimi 4 anni. Non va richiamato ingiustamente il pensiero del Presidente Acquaroli su quello che ha detto il 27 ottobre. La legge - l'interpretazione autentica oggi non l'abbiamo, ma l'avremo nei prossimi giorni - sicuramente va rivisitata in alcuni aspetti, in alcune procedure anche tecniche. Ovviamente, come i tempi si sono dilazionati per il PRT, si dilazioneranno per i PUG. Adesso fare una proroga di 18 mesi per i Comuni è opportuna, tant'è che dell'iniziale stanziamento di 400.000 euro per i Comuni stessi, su 260 Comuni che abbiamo nelle Marche, siamo arrivati a uno stanziamento di 2.800.000 euro e devo dire che molti Comuni hanno beneficiato di questi fondi proprio per lo sviluppo dei PUG, sia per la fase della formazione del personale che per il personale stesso. Quindi, penso che sia necessaria questa variante per dar modo ai Sindaci di portare avanti le ultime posizioni che hanno sulle varianti come pianificazione territoriale, dopodiché vedremo con l'andamento con i PUG. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo per esprimere una certa sorpresa rispetto a quello che stamattina ho annunciato e a quella che è stata una condivisione in Commissione molto mite e pagata. Anzi, l'Assessore mi è testimone, sono stato trattenuto dalla Giunta dal fare un emendamento che portasse a 3 anni la possibilità di fare le varianti, perché se avremo, alla fine del 2027, tutti i Comuni delle Marche allineati sul nuovo PUG sarà un mezzo miracolo. Comunque sia, il buon senso ci fa dire che, al di là dei discorsi di retrospettiva che il Consigliere Assenti ha ricostruito perfettamente, cosa si può fare nella situazione attuale, quando i Comuni non hanno provveduto? Li vogliamo cancellare? Vogliamo fermare completamente qualsiasi possibilità di variazione da qui ai prossimi due anni e forse anche più? Qualche Comune forse non avrà provveduto, vogliamo immaginare delle penalizzazioni? I Comuni che non avranno fatto il PUG verranno cancellati e obbligati a fondersi con i Comuni vicini? Non lo so, qualche cosa ci dobbiamo immaginare rispetto a questa situazione. Mi sembra una cosa di grande buon senso quello che ha proposto la Giunta, ripeto, anche troppo mite rispetto a quella che sarà una previsione che ci porterà, quasi inevitabilmente, ad allungare questi 18 mesi. Oppure i 18 mesi non li vogliamo allungare, lasceremo i tempi necessari per cui i Comuni faranno i nuovi piani e nel frattempo fermeremo tutto. Penso che i Comuni tutti, indifferentemente di centro-destra, di centro-sinistra e Civici, saranno estremamente grati a quest'Aula se questo articolo 9 verrà approvato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Rossi.
Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. Soltanto per un contributo davvero telegrafico. Così come ha detto il Consigliere Marconi, effettivamente la richiesta della Giunta era anche quella di incrementare ulteriormente questo arco temporale dei 18 mesi. Poi per varie questioni, come probabilmente saprete, immagino che avrete verificato direttamente con la dirigente, non era possibile incrementarli ulteriormente. Chi come me ha avuto modo di ricoprire anche il ruolo di amministratore locale, sa, soprattutto per un Comune medio piccolo, quanto siano pochi 18 mesi per la promozione dello strumento di programmazione e pianificazione urbanistica. Tralasciamo per un attimo la questione delle risorse economiche, comunque non secondarie, perché su 134 richieste di finanziamento per l'approvazione dei PUG, mi pare ne siano state finanziate all'incirca 31, vado a memoria, ma potrei sbagliare soltanto di qualche unità. Tralasciando, come ho detto e ribadisco, la questione di carattere economico, probabilmente dovremmo tornare sulla questione temporale, certi che, in questo arco temporale di 18 mesi, dovremmo sicuramente, mi auguro di farlo anche in maniera condivisa, concertata e partecipata, mettere testa su quello che potrebbero essere degli strumenti premianti che, da un lato, sappiano rispondere in modo puntuale, tempestivo alla flessibilità che oggi il mercato richiede, quindi anche alla trasformazione territoriale, dall'altro, anche ovviamente quelle che sono le enormi evidenti oggettive difficoltà dei Comuni medio piccoli ad approvare strumenti di programmazione urbanistica generale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Anche per chiarire un equivoco che probabilmente c'è stato con la Consigliera Vitri, perché, ribadisco, come ha detto prima anche il Consigliere Cesetti, il nostro giudizio è estremamente negativo sulla legge urbanistica, che prevedeva le cose di cui stiamo discutendo adesso, tra le altre, e proprio questo emendamento certifica il fallimento di quella norma. Quindi la contrarietà non era tanto all'emendamento, era al fatto che si è costretti a questo emendamento per non paralizzare totalmente l'attività dei Comuni, a causa di una pessima legge urbanistica che vi siete incaponiti ad approvare, nonostante il contributo che si era tentato di dare nella precedente legislatura per modificarla ed evitare questi effetti, diciamo così, devastanti. E’ è vero che i 18 mesi non sono, in generale, un tempo lunghissimo per adottare, non approvare, un nuovo strumento urbanistico generale, al di là di come lo si chiami, però è anche vero che, se c'è una paralisi pressoché totale in tutta la Regione, in tutti i 222 Comuni, è evidente che il difetto è a monte, è sullo strumento normativo.
La contrarietà era sulla legge urbanistica che ha prodotto questi effetti paralizzanti, altro che agevolare, eccetera.
Detto questo, siccome però ci rendiamo conto che i vostri errori non possono ricadere su tutti i 222 o 224 Comuni della Regione Marche, a quest’emendamento, come stato di necessità, siamo favorevoli, quindi voteremo a favore. Grazie
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGILARDI. Grazie, Presidente. Sulla buona memoria non avevo dubbi, ma devo dire al relatore di maggioranza Consigliere Assenti che non ricordo di aver presentato, come dire, emendamenti puntuali sulle varianti, anche perché, dal punto di vista meramente terminologico, la legge non contempla quel tipo di termine. Quindi mi piacerebbe avere un chiarimento su questo, perché le varianti erano quelle relative, vado a memoria, alle opere pubbliche.
Dopodiché io sono coerente con la posizione di allora, perché noi dicevamo quello che abbiamo ripetuto a più voci questa sera, che quella norma non l'avreste applicata perché, l’ha richiamato l'Assessore, lo ringrazio, noi dicevamo di metteteci almeno le risorse per consentire ai Comuni di poter procedere perché senza personale e con quella tempistica … Oggi alzate le mani, e va bene, non siamo assolutamente d'accordo perché sappiamo cosa vuol dire per un Comune avviare quel percorso, ma niente di nuovo, questo articolo 9 non porta bene e lo vedremo dopo.
Da parte nostra c'era e c'è totale coerenza rispetto alle perplessità. Oggi le certifichiamo insieme, non è una tragedia, ma ritorno a dire, Assessore, di trovare le risorse, non per soddisfare 31 Comuni, ma per non metterci nelle condizioni, tra 18 mesi, di essere costretti ad un'ulteriore proroga. Ecco, questo è il quadro entro il quale ci siamo mossi, lo dovevamo sottolineare, sperando che si mettano i Comuni nelle condizioni di muoversi in questi termini. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 9. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
C’è la rettifica della Consigliera Ruggeri che si astiene.
Articolo 9 bis. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo perché questo articolo prevede la decadenza dell'attuale Consiglio di Amministrazione dell'ERAP e dice: “all'atto della costituzione del nuovo, che dovrà essere effettuata entro il 28 febbraio 2026”.
Osservazione a titolo personale questa: in linea di principio è giusto allineare la scadenza dell'ERAP, il cui Cda viene nominato, se non sbaglio, dall'Assemblea legislativa, alla durata dell'Assemblea legislativa, mi pare di tutta evidenza che sia giusto. Come è giusto, ad esempio, dal mio punto di vista, rimuovere l'attuale Consiglio di Amministrazione, solo che doveva essere fatto prima. Perché, che cosa doveva succedere all'interno dell'Erap? Che dopo le dimissioni del primo Presidente, il secondo designato non doveva accettare, dopo le dichiarazioni dell'attuale Presidente, una sorta di fatua nei confronti della Giunta regionale. Poi tutto quello che ne è seguito: Erap, dubbi, conflitto di interessi ed il vecchio Presidente che dice del nuovo che, pur essendo maggiorenne e automunito, si fa portare come autista dal Segretario generale e prosegue dicendo che sin dall'inizio del suo mandato sarebbe stato opportuno interessare la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza per eventuali accertamenti. Questo nel silenzio totale della Giunta regionale. Silenzio totale della Giunta regionale, come su Svem, come su ATIM. Allora, il tema non era, come dice il Sottosegretario, che noi siamo contro l’ATIM, noi siamo contro quella gestione di ATIM, che è una vergogna, siamo contro la gestione della Svem, che è una vergogna, siamo contro la gestione di Erap, che è una vergogna, anzi, secondo me, è qualcosa di più e molto più grave, quindi noi siamo contrari a questo …
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Guardate, se banalizziamo semplicemente su un provvedimento di azzeramento di un Consiglio di Amministrazione per allinearlo e sincronizzarlo rispetto al mandato amministrativo, è facile andare un po' in confusione.
Presidente, qui abbiamo fallito totalmente sulle politiche abitative pubbliche, c'è la dichiarazione di fallimento e non basta solo dire: “Mandiamo via il Presidente perché non ci piace, perché sulla stampa dice cose che non sono ossequiose nei riguardi dell'azione della Giunta regionale”. Non è così. Quel Consiglio di Amministrazione l'avete votato voi, anzi, vi dirò di più, siccome, purtroppo, ho memoria, avete votato anche qualche membro nostro, visto che avevate i numeri. Ma voi siete abituati a fare queste cose, prendete i Presidenti e li fate diventare Direttori, li fate diventare Commissari e poi li lasciate lì e oggi vi rendete conto che lo dovete rimuovere. Quello è un patrimonio enorme. Voi non avete messo un euro sulle politiche abitative, 16.000 case che non hanno avuto una guida, non hanno avuto una pianificazione, non hanno risposto alle esigenze e oggi cancellate perché non avete dato indicazioni adeguate e avete assecondato anche situazioni imbarazzanti. Il Presidente precedente si è occupato di cose che non c'entravano nulla con le necessità di una risposta abitativa a questa regione. Nulla. Pensava più al posto che doveva occupare qui dentro, invece, non ha avuto la possibilità di farlo e ha aperto una canea che non trovava confini.
Non soddisfatti, oggi vi ritrovate a sfiduciare il Presidente perché non siete in grado, nemmeno con i membri che avete votato, di correggere quel percorso. Lo dico al Consigliere Pierini, non faccio polemica, è un fatto quello. Non è che stiamo parlando di un gioco, stiamo parlando di gente che è in mezzo alla strada perché non possiamo dargli una risposta e potevamo prendere tanti esempi anche di Comuni virtuosi …
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Nella foga ho detto di essere contrario, ovviamente l'avrei fatto comunque a titolo personale, invece adesso parlo su delega della capogruppo. Noi ci asterremo su questo articolo così come modificato dalla Commissione per tutto quello che ho detto poc'anzi e per quello che ha detto il Consigliere Mangialardi, che condivido. Quindi, ci asteniamo per questo motivo.
È giusto l'allineamento della scadenza con il Consiglio regionale ed è altrettanto giusto mandare via questo Cda, anzi, è tardi, come ho detto prima, è tardi. Quello che sta avvenendo con gli enti strumentali … Lo dico alla Consigliera Luconi, che tra l'altro avrà un ruolo, ha un ruolo come Sottosegretario, quello che è avvenuto con Erap, che sta avvenendo con Erap - bastano soltanto le dichiarazioni, e non devo ricordare a me stesso che chi guida gli enti strumentali deve avere anche una certa dimestichezza con il linguaggio – è la totale assenza di qualsiasi politica abitativa. Quello che sta avvenendo con Svem, dove ancora non si sostituisce il Cda, o con ATIM. Ma vi ricordate cosa è successo con Svem quest'estate? Vi ricordate con ATIM? L'Amministratore è scappato per Roma e voi siete stati costretti, il Presidente Acquaroli è stato costretto ad insediare una Commissione d’inchiesta, annunciata - mezz'ora dopo che l’avevo chiesta io - con una conferenza stampa. È evidente, e quella Commissione di indagine ci ha svelato tutte le nefandezze di ATIM che noi avevamo previsto, ci sono i nostri interventi in Aula, e che la Corte dei Conti ci ricordava per ogni dove, tant'è che abbiamo presentato una proposta di legge soppressiva della legge istitutiva. Poi Svem e Erap. Per Erap basta vedere l'immagine di questi giorni, quindi è ovvio che è giusto mandare via questo Cda, anzi è tardi e se lo strumento legislativo è quello necessario lo si faccia. Ovviamente noi non possiamo votare a favore …, questo è un articolato del bilancio regionale ed anche per quello che diceva prima, mi sembra esagerato. L'abbiamo fatto sulla legge urbanistica perché c'era un emendamento nostro nel passato. Quindi il gruppo Partito Democratico si asterrà. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 9 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Il Consigliere Marconi vota favorevolmente.
Articolo 9 ter. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 9 quater. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Anche il mio voto favorevole.
Articolo 9 quinquies.
Emendamento 9 quinquies/1 (soppressivo dell’articolo 9 quinquies) a firma della I^ Commissione: “Proposta di legge n. 14/2025 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio 2026/2028 della Regione Marche (Legge di stabilità 2026)’. L'articolo 9 quinquies è soppresso”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Il gruppo del Partito Democratico, penso anche l'intera minoranza, dichiara un voto favorevole anche con grande soddisfazione. Siamo stati dentro la vicenda dei compartimenti, che non erano stati definiti, vongolare che erano in via transitoria dentro un compartimento ed oggi facciamo, quasi in maniera sorprendente, chiarezza. Siamo andati avanti con le proroghe per tanti anni. C'era stato un impegno del Presidente e dell'allora Assessore competente di risolverla nel 2021, invece, ahimè, siamo arrivati al 2025 con il bilancio 2026, però, come si dice, meglio tardi che mai, quindi, da parte nostra grande soddisfazione.
C'è da mettere in campo la politica perché va comunque recuperato un rapporto con il risultato di questo provvedimento, perché da domani mattina alcune vongolare non potranno stare più in un compartimento, dovranno rientrare, com’è giusto, nell'altro …, è così e comunque dovrete trovare il modo per riequilibrare. Mi dicono che non è così, invece, sono convinto che il risultato di questo emendamento produca quel tipo di provvedimento. In ogni caso lo salutiamo con grande favore e con un voto favorevole. Poi il risultato lo vedremo nelle prossime settimane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Solo per dire che siamo arrivati dopo una discussione approfondita anche in maggioranza e si è deciso di ritirare l'emendamento che era stato presentato ieri in modo di consentirci una discussione approfondita. Speriamo che dopo 17-18 anni di proroghe, 17 anni, di essere arrivati alla soluzione.
È un momento importante perché, poi, la politica deve anche decidere, quindi è bene prendere tempo, quando c'è bisogno, però, quando c'è da decidere, dobbiamo anche decidere. Quindi, ringrazio tutta la maggioranza, con la quale abbiamo condiviso questo argomento, e speriamo che la soluzione sia questa, la migliore per risolvere questo problema.
Su quanto ha detto il Consigliere Mangialardi, che dovranno ritornare in altri comparti, non è così, ognuno rimane dove sta, per chiarire. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Anch'io sarò telegrafico, però ci tengo ad esprimere la soddisfazione per l'esito del percorso che c'è stato, anche se siamo in un Paese dove non c'è niente di più stabile che una proroga e la dimostrazione è che sono 17 anni che si fanno proroghe. Comunque arriva il momento in cui bisogna assumersi la responsabilità, anche perché questa situazione creava un disagio molto forte.
Un sentito ringraziamento vorrei esprimerlo anche alle rappresentanze del mondo della pesca che hanno posto con forza queste richieste e devo dire che, dopo un po' di sofferenza, la maggioranza ha colto il senso ed ha ritenuto di ritirare il provvedimento, la proroga, altrimenti noi ci saremmo anche fatti carico di intraprendere iniziative che andassero in questa direzione, per cui soddisfazione e, ovviamente, favorevole a questo processo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente Pasqui.
Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Annuncio il voto favorevole di Forza Italia. Credo che sia un momento molto importante dopo tanti anni di difficoltà in tal senso, di difficoltà anche decisionale.
Ringrazio la maggioranza, un atto di grande buon senso rivolto ad un settore estremamente importante e significativo per l'economia della nostra regione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anch’io devo dire che sono molto contenta del fatto che sia stato soppresso questo articolo di proroga, ennesima. Nei passati 5 anni l'abbiamo vista direttamente nel testo o come emendamento in Commissione o come emendamento direttamente la mattina. Io l'aspettavo come si aspettano i regali di Natale. È arrivata ieri in Commissione ed oggi c'è stata la buona notizia che avete assunto una responsabilità, finalmente. Come qualcuno ha detto prima di me, è giusto che la politica decida. Ci avete messo un po' di tempo, chi era prima di voi ci aveva messo ancora più tempo, manco le aveva cambiate le cose, questo è da dire, quindi, mi complimento. Il mio voto sarà favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Questo è il mio intervento sulla discussione. Anch'io plaudo al ritiro di quest’emendamento, anche perché avrei espresso un voto contrario, come ho sempre fatto in 5 anni, coerentemente con quello che ha sempre detto il nostro Movimento Civici Marche.
Anch'io saluto le rappresentanze dei pescatori e dei vongolari.
C'è stato un lavoro di concertazione anche della maggioranza, di alcuni colleghi, che ringrazio, in collaborazione anche con parti della minoranza. Insomma abbiamo discusso di questo, abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio ritirarlo, poi gli scenari futuri li vedremo. Fatto sta che dobbiamo ripristinare la legge, dobbiamo “dare a Cesare quel che è di Cesare”. Grazie.
Emendamento 9/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)
Articolo 10. Ci sono due emendamenti: il 10/1 ed il 10/2 entrambi a firma della Consigliera Ruggeri, che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Spiego velocemente entrambi gli emendamenti. Ne ho parlato anche durante il mio intervento prima. Si chiede che sia applicata la legge regionale che voi stessi avete scritto, per esempio, la legge regionale n.19/2022, in cui vi eravate dati sei mesi di tempo per arrivare alla coincidenza tra ambiti e distretti sanitari. Siete andati avanti con proroghe, visto che di proroghe stiamo parlando, e anche quest'anno la ritroviamo al 31 dicembre 2026. Quindi anche questo problema annoso non viene …, anzi solo questo mi viene da dire perché l'altra proroga avete avuto il coraggio di sopprimerla, vediamo che fine faranno i miei emendamenti.
Nel primo emendamento, li ho fatti a scalare, chiedo che tale termine sia da intendersi perentorio e non derogabile, visto che è già la terza volta che ce lo presentate. In quello dopo, invece, parlo del 30 giugno 2026, quindi, questa armonizzazione dovrebbe essere conclusa entro il 30 giugno 2026. La coerenza tra la determinazione degli ambiti territoriali sociali e quella dei distretti sanitari è prevista dalla legge regionale n. 32 del 2014 e chiedo anche la prorogata sospensione dei termini procedimentali relativi alla costituzione di nuove aziende pubbliche di servizio alla persona. Questo perché, secondo noi, vanno armonizzati i due processi per prevenire la formazione di assetti associativi comunali potenzialmente non allineati con la futura delimitazione degli ambiti territoriali sociali attualmente in fase di definizione. Questa moratoria era stata ammessa all'interno della legge di stabilità dalla maggioranza con un emendamento che io ho condiviso l'anno scorso e chiedo di riflettere sul fatto che serva anche quest'anno, cioè sospendiamo le aziende pubbliche alla persona fino a che non abbiamo rideterminato gli ambiti, sennò rischiamo di fare un'operazione che non sta in piedi.
Questa cosa va fatta e va fatta celermente, secondo me, o massimo, veramente, come termine perentorio al 31 dicembre 2026, oppure, se abbiamo più coraggio, anticipiamola al 30 giugno 2026. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Un chiarimento, mi pare che gli emendamenti illustrati dalla Ruggeri siano all'articolo 10, ma l'articolo 10 parla di un'altra cosa, forse no, ne parla al comma 1, questo invece è lo 01. Quindi di fatto sarebbe il comma 1, dopo lo 01. Chiarito. Era dietro. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 10/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 10/2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Articolo 10. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Noi, Presidente, siamo contrari a questo articolo, specialmente al comma 01. In quest'Aula si utilizzava il termine marchette, utilizzato da voi, questa è una marchetta ai Direttori socio-sanitari delle Aziende del Servizio sanitario regionale, la cui legge, il comma 7 dell'articolo 29, prevedeva un trattamento non superiore all'80% del trattamento base attribuito al Direttore generale. Oggi si aumenta un'ulteriore quota del 20% e non si capisce per quale motivo. Già la figura del Direttore socio-sanitario è una figura di nuova istituzione, prevista dalla legge 19/2022, vero Consigliera Marcozzi? Poteva non essere necessaria, perché se il Servizio sanitario regionale è andato avanti per tanti anni senza prevedere questa specifica figura, penso che poteva esserlo ancora di più con l'aver ridisegnato il sistema dal passaggio dall'Azienda unica alle cinque Aziende territoriali che, ripeto, hanno cinque direttori generali, poi ci sono i Direttori amministrativi, i Direttori sanitari, è vero Consigliere Caporossi? Adesso in più ci sono anche i Direttori socio-sanitari. Per quale motivo dobbiamo attribuire una maggiore indennità fino al 20%? Perché non destiniamo queste risorse a delle premialità per chi in sanità dalla mattina alla sera sta in prima linea, come ad esempio i medici, gli infermieri che lavorano nei pronto soccorso? Perché non destiniamo queste risorse in quelle direzioni? Perché le dobbiamo dare ai Direttori socio-sanitari che già percepiscono stipendi e indennità molto elevati e per certi versi anche immeritati? Invece, sarebbero meritati dai medici, dagli infermieri, da quelli che stanno in prima linea. Questo ci saremmo noi aspettati. Visto che non fanno a gara per andare nel sistema dell'emergenza urgenza, dove hanno anche costi aggiuntivi come le assicurazioni e via dicendo.
Noi siamo contrari all’articolo 10 che, ripeto, è incomprensibile perché queste risorse dovrebbero essere destinate al personale socio-sanitario. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 10. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 11. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 12 (dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ora ci sono due ordini del giorno. Il primo firma del Consigliere Nobili, che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Sarò velocissimo. L’ordine del giorno riguarda l'assetto degli Ambiti territoriali sociali che noi sappiamo essere l'asse portante dell'attuazione delle politiche sociali regionali e proprio perché gli Ambiti territoriali sociali sono così centrali, non possiamo continuare a considerarli una sorta di struttura provvisoria permanente.
Nella legge di stabilità si chiede una deroga dell'attuale assetto. Con questo ordine del giorno chiedo che ci si impegni a predisporre, entro il 30 giugno 2026, una proposta di riforma organica degli Ambiti territoriali sociali, da sottoporre all'Assemblea. Una riforma che affronti il rapporto strutturale con la sanità territoriale, con i modelli di governance e il finanziamento stabile dei servizi. Riteniamo che sia un atto a favore forte del sistema pubblico di welfare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Intervengo perché sono d'accordo sulla proposta di giorno presentata. Lo dico anche da Sindaco, perché chi amministra i territori sa cosa significa avere situazioni di non coincidenza, di non dialogo fra gli ambiti e i distretti. Complica le cose, porta ad una tasso anche di litigiosità nella ridistribuzione dei servizi. Quello che fa un po' specie è che, fondamentalmente, sono tutti d'accordo, ma negli anni si rinvia sempre la volontà di voler unificare, di far coincidere, di far dialogare gli ambiti con i distretti e puntualmente si proroga e, come ho detto prima, non c'è niente di più stabile di una proroga. Per cui, oltre ad appoggiare, prevedendo che quest’ordine del giorno non verrà raccolto, questo è un invito a metterci la testa e mi rivolgo a quei Consiglieri, Colleghi di maggioranza, perché poi le carte le dà sempre chi governa e chi esprime la maggioranza
Sul territorio c'è una reale necessità che si addivenga ad una vera riorganizzazione. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Un'occasione importante per tutto il Consiglio regionale per colmare uno iato che si è creato da tanti anni e per come è formulato l'ordine del giorno, credo che sia molto importante che tutto il Consiglio lo voti, anche perché non si tratta di votare oggi un dispositivo in termini tecnici, ma di votare una linea di tendenza che è necessaria, quella di far coincidere i distretti con gli ambiti sociali, rimettendo a posto qualcosa che è stato, purtroppo, rotto dalla legge Turco n. 328 del 2006 e che ha creato molte difficoltà e molti danni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta Ruggeri. Grazie, Presidente. Anche io voterò a favore di quest’ordine del giorno, visto che è in linea anche con gli emendamenti che ho presentato. Io ho ritenuto di fare quelli piuttosto che in ordine del giorno perché far entrare la modifica in legge sarebbe stato sicuramente più forte, però visto che la maggioranza ha scelto un'altra strada, spero che almeno sostenga l'ordine del giorno del Consigliere Nobile. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma del Consigliere Nobili. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Proposta di ordine del giorno a firma della Consigliera Ruggeri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Qui c'è una questione territoriale molto importante, almeno dal mio punto di vista. Era l'anno 2023, seduta di bilancio, il Consigliere, mio collega, ancora non l'aveva dichiarato, ma si era candidato Sindaco in pectore del Comune di Fano ed il 22 dicembre abbiamo sottoscritto e votato a maggioranza un ordine del giorno che impegnava la Regione, ma non in maniera lassa, in maniera estremamente puntuale, a mettere risorse per il Palasport: progettazione e realizzazione. Ci tengo a leggervi dei passaggi perché si chiedeva di finanziare sia la progettazione che la realizzazione di un Palasport polifunzionale di almeno 3.000 persone, inserendo almeno 200.000 euro per il 2024 per la progettazione ed almeno 2.000.000 di euro, 1.000.000 del 2025, 1.000.000 del 2026, che nessuno ha mai visto, per la realizzazione di detto impianto.
Avevo sottoscritto quell’ordine del giorno che era stato votato a maggioranza, ancora mi rimbombano nelle orecchie le parole.
PRESIDENTE. Consigliera Ruggeri, mi perdoni. Chiederei un po' di attenzione, soprattutto silenzio, così riprendiamo i lavori perché reputo …, soprattutto per quello che stiamo votando. Prego i Consiglieri di accomodarsi.
Prego, Consigliera Ruggeri.
Marta Ruggeri. La ringrazio per questa sensibilità. Non lo faccio per me perché io sono abituata a concentrarmi anche con il chiacchiericcio, mi dispiace per i Consiglieri che non mi stanno ad ascoltare perché andranno a votare un ordine del giorno che li inchioda a responsabilità che non si sono presi nel tempo.
Procedendo nella discussione, quel giorno, quella sera, quella notte, non ricordo più perché qui le sessioni di bilancio si allungano parecchio, il Consigliere all'epoca Vicepresidente, che era lui candidato, in pectore, a Sindaco della città di Pesaro, pubblicamente mi disse che avevo sbagliato sia a sottoscrivere quell'ordine del giorno che a votarlo favorevolmente, perché quei soldi non si sarebbero mai visti. Mai fu così preveggente. Infatti non si sono visti e non ci sono neanche quest'anno. Allora, ho fatto un ordine del giorno praticamente fotocopia di quello del 2023, non ho scritto quante risorse servono né in quali anni metterle, però vi chiedo quantomeno di dare un cenno, anche perché, come ho detto nel mio intervento, in piena campagna elettorale …
PRESIDENTE Mi scusi, Consigliera. Colleghi, o sospendo i lavori o ci mettiamo … gradirei, ma credo che gradiremmo tutti, silenzio e attenzione. Prego, Consigliera.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente In piena campagna elettorale, so che a qualche Consigliere può dare fastidio, è venuto il Presidente Acquaroli, di fianco al Sindaco di Fano, non l'ha potuto dire espressamente, però ha fatto capire perfettamente che sarebbe stato al fianco della città di Fano qualora fosse stato riconfermato Presidente della Regione, anche questa, in forma un po' ampia, io la chiamerei propaganda – se voterete contro quest'ordine del giorno - oppure promesse elettorali completamente disattese.
Adesso vedremo. Recentemente è venuto anche l'Assessore Consoli invitato al Gran Galà dello sport, che si è tenuto a Fano, e in maniera un po’ più impacciata, a domanda molto precisa da parte dall'Assessore allo sport del Comune di Fano, ha preso un mezzo impegno, e da lì ho capito che non avrei trovato 1 euro a bilancio, mentre gli euro per i palasport, per i palazzetti, per le palestre di altre città ci sono. Quindi, vi chiedo: c'è ancora la volontà di questa Regione di stare al fianco del Comune di Fano, che sicuramente non ha risorse necessarie per realizzare questa struttura, che però è indispensabile, non solo per lo sport, ma anche per il turismo? Se sì, vi chiederei di votare l'ordine del giorno, sennò bocciatelo pure, però ne renderete conto ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico. Non posso esimermi dall'esprimere una piccola considerazione, anche se sono in evidente conflitto di interessi, perché ero Sindaco della città di Fano in quel momento. Tant'è che, in qualità di Sindaco, andai a ringraziare il Consigliere XY per il risultato che aveva conseguito.
Prendo la parola perché questa è la politica che non mi piace, mera propaganda funzionale a strappare qualche paio di voti. Devo dire che questa annunciazione trovò una grande sensibilità nella città, annuncio che non ha avuto nessun seguito, per cui io spero e auspico che questo ordine del giorno venga accolto.
Immagino che a questo punto dovrò ritirare anche i ringraziamenti che feci allora al collega, oggi Sindaco della città, questo fa ancora più male perché ci troviamo in una situazione in cui una città come di Fano ha oggettivamente una forte esigenza di una struttura di questo tipo.
Mi sento di ringraziare la Consigliera Ruggeri per aver riportato …, avendo anche la memoria storica di questo Consiglio, non come me che sono arrivato ora, però il tempo, come dico, è galantuomo e poi esprime i giudizi che auspico arrivino anche all'opinione pubblica, anche se, ahimè, non sempre quello che ci raccontiamo qua ha un effetto e un ascolto all'esterno di quest’Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Barbieri.
Nicola BARBIERI. Grazie, Presidente. Molto brevemente perché questa Assemblea legislativa ha già votato, l’ha ricordato la Consigliera Ruggeri, si è già espressa con un indirizzo al Presidente Acquaroli, si era impegnata su un intervento importante per la città di Fano. Adesso capisco il pretesto della minoranza di trovare l'occasione per ritornare sui giornali domani e dire che questa Giunta regionale e questo Consiglio regionale non vogliono finanziare il Palazzetto dello sport di Fano. Non è così, perché questa è una Giunta regionale che cerca di stare vicina alle esigenze delle città, dei nostri Comuni, soprattutto in termini di impiantistica sportiva. Quindi non mi sembra corretto da parte della minoranza, dei Consiglieri Ruggeri e Seri, cercare l'occasione per far polemica su questo impianto che ha un costo importante. Una maggioranza seria non può promettere risorse senza prima averle trovate all'interno del bilancio regionale.
Questo ci tengo a dirlo perché è un chiarimento importante per evitare domani di trovare sui giornali delle bugie o delle cose poco corrette nei confronti di questa maggioranza di centro-destra. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Io sono a favore ed ero presente quando è stata presentata questa proposta. Mi spiace dover contraddire il Consigliere Barbieri, sta dicendo che non si possono presentare proposte senza risorse. Qui c'è una scelta politica, nella tabella E ci sono 200.000 euro per la palestra di Pian di Meleto, non ci sono per quella di Fano. Avete scelto, Pian di Meleto sì, Fano no, è una scelta politica, non è altro. Le risorse ci sono - le do la tabella - e ci sono anche per un altro impianto sportivo, non va bene, non va bene per niente.
E’ una scelta politica e la responsabilità se l'assume la Giunta. Ha scelto di dare 200.000 euro alla palestra di Pian di Meleto e di non darli a quella di Fano; ha scelto di darli all'impianto sportivo di Belforte all’Isauro e ha scelto di non darli a Fano. Quindi non ci venga a dire che non ci sono le risorse, ci venga a dire che avete fatto delle scelte, di cui vi assumete la responsabilità. È diverso, è molto diverso e io voterò l’ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente. Diciamo che quello che ha detto la Consigliera Vitri era quello che avrei aggiunto anch'io. Nella tabella E non ci sono solo gli interventi che ha ricordato la Consigliera Vitri, ce ne sono tanti altri sulle strutture, quindi è evidente una scelta politica. E questo dimostra che non si può procedere per allegati, per tabelle allegate, perché ogni città marchigiana ha l’esigenza di una sua struttura in base alle proprie dimensioni, alle attività che si svolgono in quel territorio, dalle più piccole, le più interne, alle più grandi, magari sulla costa.
Procedere a spot, procedere per consenso elettorale o procedere magari perché qualche amministratore tira di più la giacchetta, perché magari ha qualche contatto di più in Regione, è sbagliato. Ecco perché sarebbe una buona pratica finanziare le leggi che danno norme stabili, fisse. Quindi, mi accorgo che occorreranno degli strumenti per avere la propria struttura sportiva, magari a fronte anche di una percentuale di compartecipazione del Comune, con delle premialità, un meccanismo giusto che vada a premiare le comunità che si impegnano di più o investono di più. Penso che sia necessario che il meccanismo venga effettuato attraverso una legge che va finanziata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Sono stato chiamato in causa a seguito di una mia partecipazione al Gran Galà dello sport a Fano. Naturalmente credo che quest’ordine del giorno sia ultroneo, ultroneo rispetto a un impegno di natura politica che il Presidente Acquaroli aveva preso naturalmente a voce. È chiaro che la realizzazione di un impianto come quello di Fano non richiede i 250.000 euro di una tabella E, non richiede il 500.000 euro, necessita di un impegno molto più importante da parte della Regione.
La Giunta esecutiva, che si è insediata da poco, deve fare una programmazione, ha fatto una programmazione in un tempo molto breve, quindi sarà necessario opportunamente verificare quale impegno prendere, in che modalità e quali raccordi possono essere fatti, perché per la realizzazione di un impianto di questo genere servono diversi milioni di euro. D'altronde anche il Sindaco del Comune di Fano non chiede la partecipazione integrale da parte della Regione, ma un impegno che vada strutturato nel corso del tempo, compatibilmente con la verifica degli esiti di bilancio.
Non vorrei che quest’ordine del giorno, che è ultroneo, eccessivo e ridondante rispetto a un impegno che il Presidente aveva già preso precedentemente, venga utilizzato solamente per fare una sorta di propaganda politica, mettendo in bocca al sottoscritto e al Presidente degli impegni che comunque sono stati già avallati sotto l'aspetto complessivo e che saranno presi in considerazione nel corso delle successive sessioni di bilancio. Rimane naturalmente un impegno che va valutato anche perché Fano è la terza città più grande delle Marche, quindi a livello sportivo rappresenta un punto di riferimento insieme ad altre città importanti. Sarà sicuramente valutata la possibilità di verificare le giuste congiunture necessarie per prendere gli opportuni finanziamenti e venire incontro alle esigenze di una delle città più importanti delle Marche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Invito la maggioranza, come si suol dire, a fare un po' pace con il cervello, se questi fondi fossero stati messi avreste votato il bilancio? E se questi fondi c'erano, erano una marchetta per il Sindaco di Fano? Quando vi pare i fondi sono marchette, quando non vengono messi non sono marchette e dovrebbero essere previsti. Usate un unico metro … Probabilmente c'è anche un paragone di credibilità maggiore. Come qualificate queste marchette? Se le mettevamo urlavate alla marchetta per il Sindaco di Fano e adesso fate un ordine del giorno per chiedere ...
L'impegno del Presidente c'è stato e quando prende un impegno lo mantiene. C'è stata anche la chiarificazione dell'Assessore, che ringrazio anche per il contributo che ha dato.
Questi soldi ci saranno, fortunatamente abbiamo altri 5 anni a disposizione, però, attenzione, quando li mettiamo non dite che è una marchetta, sennò continua questo loop all'infinito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pierini.
Nicolò PIERINI. Grazie, Presidente. È la seconda volta che la Consigliera Vitri nomina questi due finanziamenti al Comune di Pian di Meleto e al Comune di Belforte all’Isauro. Sono due finanziamenti della Giunta precedente, che ringrazio. Giusto per fare un chiarimento.
Due palestre non disastrate, di più e dobbiamo solo ringraziare questi fondi che arriveranno per sistemare due strutture, al cui interno ci giocano bambini, ragazzi, ragazze, quindi evitiamo polemiche sterili e inutili per fare propaganda politica, per creare uno scontro tra entroterra e costa. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Forse prima aveva ragione il Presidente quando chiedeva di ascoltare un po’ perché mentre parlavo c'era una grande confusione. Evidentemente si è perso un passaggio, nell'ordine del giorno, che ho sottoscritto e votato, non definendolo quindi mancetta o altro, c'era scritto, parole testuali, che questo Palasport sarebbe stato finanziato con 200.000 euro almeno nel bilancio del 2024 e con altri 2.000.000, 1.000.000 nel 2025 ed 1.000.000 nel 2026. Questo c'era scritto nell'ordine del giorno che è decaduto perché è cambiata la legislatura, sennò, Consigliere Barbieri, lei non sarebbe qui. Ci sono state le elezioni, c'è stato un altro programma, Consigliere, è stato riconfermato il Presidente Acquaroli che solo a mezzo stampa ha dato rassicurazioni in proposito.
Sulle rassicurazioni del Presidente e sulle rassicurazione parziali dell'Assessore esistono un sacco di articoli di stampa, che vi inviterei ad andare a leggere. Motivo per cui rivotare questo ordine del giorno non è superfluo perché è cambiata la legislatura.
Se politicamente volete aiutare il Comune di Fano, io le cifre non le ho messe, neanche gli anni, è solo in impegno politico, l’ordine del giorno, anche se l’ha presentato solo la Consigliera Ruggeri perché l’ex Consigliere XY non c'è, lo votate, se non lo volete fare, è chiaro che domani dirò che quest’Assemblea legislativa contraddice ciò che ha detto il Presidente Acquaroli e quello che parzialmente ha detto l'Assessore. Ci mancherebbe, io faccio opposizione, quindi lasciatemi fare il mio lavoro. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma della Consigliera Ruggeri, Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Passiamo alla proposta di legge n. 15.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.
L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2.
Esame degli emendamenti all’articolo 2.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Si rischia che qualcuno dica che stiamo in quest'Aula o al bar e non facciamo il nostro lavoro, io gli emendamenti li faccio indipendentemente dalla fine che faranno. Immagino che saranno bocciati, pazienza, però il Movimento 5 Stelle ci tiene a che siano finanziate delle leggi, soprattutto quelle che abbiamo votato all'unanimità, c'era anche il Consigliere Putzu a votarle, spesso le ha anche firmate.
Nella tabella A, che è la tabella delle leggi, quella virtuosa, diciamo così, non è stata finanziata quest'anno la legge sugli ecomusei, la legge regionale 9/2022, finanziata per 3 anni con 60.000 euro. Vi chiedo il finanziamento per il 2026 con 50.000 euro prendendo le risorse dall'ATIM, visto che ce ne sono in esubero.
Ho fatto un secondo emendamento per chiedere che sia finanziata la legge regionale 22/2016 “Circuito storico, culturale, artistico, musicale e produttivo della fisarmonica”, che abbiamo cambiato insieme, all'unanimità, nella scorsa legislatura. Era stata proposta da un Consigliere di maggioranza, magari oggi sembrerà un dettaglio, però è storia.
Chiedo, poi, il finanziamento della legge regionale 20/2021 “Istituzione della giornata regionale per il diritto al divertimento in sicurezza”, che abbiamo celebrato pochi giorni fa. È una norma molto importante che è stata presentata da tutti i capigruppo ed è stata votata anche questa all'unanimità, chiedo un finanziamento irrisorio, ne ho parlato anche nel mio intervento, 20.000 euro su un bilancio di 6 miliardi. Penso che uno sforzo, almeno per questa si possa fare.
Poi chiedo il finanziamento della legge n. 14 del 2024” “Valorizzazione e sostegno dei carnevali storici”, una legge a doppia firma, nel senso che la prima proposta di legge l'ho presentata io, dopo qualche mese è arrivata la proposta della Giunta, sono state abbinate, sono state finanziate per 3 anni: primo anno 100.000 euro, secondo anno 150.000 euro, terzo anno 50.000 euro, che sono insufficienti, per cui chiedo che sia aumentata di altri 50.000 euro perché, come ho detto nell'intervento che ho fatto prima sulle due leggi, 50.000 euro è il minimo che prende da solo il Carnevale di Fano, quindi andiamo a ridurre i finanziamenti che la Regione potrebbe dare anche agli altri carnevali storici. Abbiamo fatto una legge, finanziamola.
L'ultimo emendamento chiede il finanziamento della legge regionale n. 9 del 2002, in particolare che sia finanziato l'articolo 15, che riguarda l'Università per la Pace, con 40.000 euro, che è quello che bene o male, storicamente, da quando c'è il Presidente Acquaroli abbiamo dato, però sempre con grandissima sofferenza perché nei bilanci previsionali non c'è mai una lira e nell'assestamento riusciamo a volte ad infilare questi fondi. Per mia colpa l'emendamento non è sottoscritto anche dal Consigliere Mangialardi, che mi aveva chiesto di farlo, quindi fate finta che sia a doppia firma, anche se formalmente non è così.
Avendo chiesto il finanziamento di leggi e ritornando al discorso che siamo in un’Assemblea legislativa, spero che la maggioranza, almeno qualcuno, lo possa approvare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto, per dire che avrei votato volentieri i seguente finanziamenti: ecomusei, circuito storico, giornata regionale per diritto del divertimento in sicurezza (la legge l’ho scritta personalmente nella precedente legislatura, anche se non ero qui), carnevali storici. Sulla pace penso che dovremmo aprire un dibattito quanto prima.
Non voto gli emendamenti, Consigliera, per il semplice motivo che lei chiede di finanziare tutte queste cose togliendo i soldi all'ATIM, mentre io non ritengo sufficienti quelli che abbiamo stanziato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sull'emendamento 2/3, intervengo rispetto alla legge 20/2021, ricordando a tutti che la legge sul divertimento in sicurezza era stata proposta da tutti i capigruppo e votata all'unanimità dall'Aula.
Ricordo ai componenti della maggioranza e anche alla Giunta …, guardo l'Assessore Consoli, che l'8 dicembre scorso era a Senigallia per celebrare, purtroppo, il triste anniversario della tragedia della Lanterna Azzurra, in passato ci sono stati l’ex Assessore Biondi, il Presidente Acquaroli ed anche il Consigliere Marconi, credo, quindi, che sia doveroso da parte di tutti approvare questo emendamento, soprattutto per quello che rappresenta. La legge, ripeto, era stata proposta da tutti i gruppi consiliari. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/1 a firma della Consigliera Ruggeri, che la parola, per dichiarazione di voto.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per ricordare o informare il Consigliere Marconi che gli emendamenti che ho fatto originariamente li ho presentati in Commissione e se fossero passati avrei evitato di presentarli, come è successo in passato.
In passato in Commissione abbiamo discusso il bilancio, stando ognuno dalla propria parte in base al ruolo che aveva ed a quello che si leggeva nel bilancio, ma non è stato possibile perché quando sono stati discussi i miei emendamenti, il famoso fondo per le leggi speciali, quello che dovrebbe finanziare le leggi nuove o anche quelle vecchie, era stato azzerato e tutti i fondi messi nel progetto Marche, quindi noi Consiglieri abbiamo le mani legate, non possiamo finanziare le leggi approvate.
Oggi ho presentato le leggi approvate all'unanimità, non ho voluto fare strumentalizzazione. Ho preso le leggi che secondo me sono importanti, sono state approvate all'unanimità ed ho trovato l'unico fondo capiente, quello dell'ATIM. Capisco che è una forzatura, però si tratta di spiccioli, forse la maggioranza, se vuole dare un segnale, potrebbe votarli. Originariamente non sono andata a prendere le risorse lì, le ho prese dal fondo dedicato, che però è stato usato per altro anche quest'anno. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/2 a firma della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/3 a firma della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/4 a firma della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/5 a firma della Consigliera Ruggeri. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Emendamento 2/6 a firma della Consigliera Marcozzi, che ha la parola per dichiarazione di voto.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. L'emendamento è di natura tecnica, in quanto aggiorna per l'anno 2026 l'autorizzazione della Tabella A della proposta di legge n. 15 del 2025 per la legge regionale n. 7 del 1995 che, per un refuso informatico, ricomprendeva la riduzione per il fondo pluriennale vincolato attivato nell'annualità 2025 per il 2026 a carico dei capitoli 2160210140 e 2160210141, da non considerare nell'autorizzazione di competenza.
PRESIDENTE. Emendamento 2/6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 2/7 a firma della Consigliera Marcozzi, che ha la parola per dichiarazione di voto.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. L'emendamento ha natura tecnica in quanto aggiorna per gli anni 2026, 2027 e 2028 l'autorizzazione della tabella A della proposta di legge n. 15 del 2025 per la legge regionale n. 15 del 1997, che, per un rifuso informatico, ricomprendeva la riduzione per il fondo pluriennale vincolato attivato nell'annualità 2025 per gli anni 2026, 2027 e 2028 a carico dei capitoli 2090810040 e 2090820040, da non considerare nell'autorizzazione di competenza. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 2/8 a firma della Consigliera Marcozzi, che ha la parola per dichiarazione di voto.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Anche quest’emendamento ha una natura tecnica in quanto aggiorna per l'anno 2026 l'autorizzazione della tabella A della proposta di legge n. 15 del 2025 per la legge regionale n. 37 del 2020, che, per un refuso informatico, ricomprendeva la riduzione del fondo pluriennale vincolato attivato nell'annualità 2025 per il 2026 a carico del capitolo 2090520088, da non considerare nell'autorizzazione di competenza. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 2/9 a firma della Consigliera Marcozzi, che ha la parola per dichiarazione di voto.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Con questo emendamento, che riguarda la legge regionale n. 7 del 1995 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria”, spostiamo 75.000 euro da spesa corrente a spesa per investimento. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento 2/9. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Articolo 2, così come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Velocemente, visto che questo articolo contiene la tabella A. Oggi l'Assessore ha ricordato tutte le leggi finanziate nella tabella A, la Consigliera Vitri giustamente prima ha ricordato, ad esempio, una legge importante, quella sull'invecchiamento attivo, che non è stata finanziata, ma non sono state finanziate tante altre norme, anche proposte dalla maggioranza in passato. Mi riferisco alla legge per la promozione delle comunità energetiche e alla legge per la psicologia scolastica, che non risultano finanziate in questo bilancio.
So che il Consigliere Ausili fa riferimento ad un altro pacchetto di finanziamenti che c'è, ma riguarda comunque il passato, che sarà operativo fra un po', ma intanto nel bilancio triennale non c'è nulla sulla psicologia scolastica e sul contrasto al cyberbullismo, che rientrano sempre in quel pacchetto.
Oggi ho parlato di altre normative non finanziate, a partire da quella alla lotta alla ludopatia, nonostante il Consigliere Canafoglia la ritenga una cosa secondaria. Mi riferivo alla lotta, ma non mi sembra che su questo troverebbe molti consensi anche all'interno della sua maggioranza.
Detto ciò, dico le ultime due cose. C'è una legge che passa troppo spesso nel dimenticatoio ed è la legge n. 31 del 2020, quella sulla partecipazione dei cittadini alle scelte decisionali di politiche pubbliche. Su questo il Presidente Acquaroli in campagna elettorale si era speso davanti ad una platea che chiedeva specificatamente il rifinanziamento di questa legge.
Chiudo sul mancato finanziamento che ogni anno riproponete, meglio, fate lo stesso errore, quello di non finanziare la legge in memoria della giornata di Carlo Urbani. Tutti gli anni a fine Consiglio ci ritroviamo a discutere – il Presidente Pasqui si ricorderà di questo gravissimo scivolone - poi a marzo ci troveremo tutti, ancora una volta, a celebrare la figura di Carlo Urbani, dimenticandoci che sulla legge non ci sono fondi. Una legge che serve a parlare della figura di Carlo Urbani ai giovani nelle scuole e al massimo a marzo ci ritroveremo qui a parlarne, ma poi ai giovani di questa figura eroica non si parla più. Credo che sia un gravissimo errore non averla finanziata. Ve ne assumete la responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 9. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 10. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 11. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 12 (dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ci sono due proposte di ordini del giorno, la prima a firma del Consigliere Nobili, che ha la parola per illustrarla.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Sarò molto breve. Siccome nel corso della discussione ho sentito con una certa veemenza difendere l'operato della Giunta regionale in tema di politiche culturali e di sostegno alle attività culturali, evidenziando come siano state messe a disposizione risorse incrementate nel corso del tempo, mi permetto di far notare che le cose non stanno esattamente così.
Esiste la legge regionale n. 7 del 2009, che finanzia il sistema del cinema e dell'audiovisivo. Fino al 2024, a seguito delle previsioni di questa legge, c'era una somma ammontante a 140.000 euro, destinata ad una pluralità di festival presenti nel nostro territorio. Festival anche importanti, guardate qui, non sto parlando del mio territorio, parlo di città come Fabriano, “Fabriano Film Festival”, Civitanova Marche, “Civitanova Film Festival”. Tutto questo è stato azzerato, tutto questo scompare.
Questa amministrazione regionale dice di essere attenta al tema della cultura, ma poi ci vuole poco ad evidenziare che le cose non stanno esattamente così, proprio perché parliamo di festival, che oltre ad avere un valore culturale hanno un valore sociale.
Adesso non faccio l'elenco dei festival e delle rassegne, ma sono iniziative che hanno un valore aggiunto perché spesso si realizzano in territori non particolarmente vivaci culturalmente, c'è anche il Festival di Ussita per intenderci, che hanno qualcosa in più perché esprimono una coesione sociale e la possibilità di alimentare la vivacità di territori che altrimenti ne sarebbero privi.
Credo che impegnare la Giunta affinché vengano ripristinati quei 140.000 euro, che fino al 2025 c'erano, sia un atto di serietà e di coerenza rispetto alle cose che sono state affermate, che vorrebbero questa amministrazione regionale così attenta al tema culturale. Dateci la prova di questo, votando quest’ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Luconi.
Silva LUCONI. Grazie, Presidente. Mannaggia, alle 19:07 del 23 dicembre … pensavo di aver chiuso in realtà un'oretta fa. Il Consigliere Marconi mi può correggere se sbaglio, Giulio Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato, però tante volte ci si azzecca, io leggo quest'ordine del giorno non con tanto stupore.
La ringrazio, Consigliere Nobili, per l'averlo proposto, ringrazio anche la proposizione o la spinta eventuale che è arrivata per far costruire quest'ordine del giorno. In politica spesso e volentieri tutto torna o tante cose tornano.
Ovviamente ho analizzato, quando ho parlato di bilancio, quanto è stato stanziato in termini culturali, marcando il +25% rispetto agli stanziamenti pregressi. Questo lo rivendico e rivendico anche quanto fatto in materia di cinema. Credo che chiunque abbia masticato un po' di questa materia o l’abbia anche affrontata nel corso di questi 5 anni, io sono nuova, quindi racconto e faccio una narrazione, però prima di me c'è stato qualcuno che questo tema lo ha dipanato in tutte le più varie manifestazioni e situazioni, quindi non mi smentirà quando dico che il cinema gode ancora di finanziamenti importanti del FESR, dove abbiamo dato, uso il plurale maiestatis, 16 milioni, tanto che le Marche sono diventate, lo virgoletto “Regione del cinema”.
Progetti da terminare e processare, scusatemi la ripetizione. Si sta progettando, come già affrontato all'interno dell'ufficio, in accordo anche con l'Assessore …, ma abbiamo anche condiviso con Fondazione Marche Cultura questo aspetto. Quindi si sta progettando la nuova programmazione e la Giunta Acquaroli, tra l'altro, è la prima ad aver creduto in una tematica così importante, come quella del cinema. Abbiamo finanziato la legge n. 4, quella che riguarda i beni culturali, dove abbiamo stanziato oltre 2,5 milioni; abbiamo finanziato anche la legge dello spettacolo e stiamo ragionando su come proseguire, alla fine del processo che riguarda i 16 milioni del FERS, sulla legge 7. Quindi nessun allarmismo, siamo attenti tanto quanto il Consigliere Nobili, che ovviamente ringrazio perché è l'interlocutore che in quest'Aula ha permesso di fare chiarezza su un tema così importante - sicuramente saprà riferire e se non dovesse riferire siamo in diretta, quindi sicuramente ci potranno ascoltare - su quello che succede in materia di cinema e su quello che succederà da qui in avanti. Questo giusto per dovizia di particolari. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma del Consigliere Nobili. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Proposta di ordine del giorno a firma della Consigliera Ruggeri, che ha la parola per illustrarla.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Siamo arrivati all'ultimo ordine del giorno. Prima di discuterlo vorrei dire che mi manca l’ex capogruppo, voglio che sia messo agli atti che il Consigliere ex capogruppo di Fratelli d'Italia è una mancanza enorme in questo Consiglio regionale perché lui aveva esordito in una delle prime Assemblee dicendo che un ordine del giorno non si nega nessuno, invece con il nuovo corso di questa nuova Giunta e di questa nuova maggioranza pare che venga rifiutato tutto quello che arriva dall'opposizione per partito preso. Sarà l'euforia della nuova vittoria? Vi sentite molto forti? Siete diventati un po' arroganti? Non lo so. Adesso lo vediamo subito perché, capogruppo Putzu, questo è un tema - e mi dispiace che non ci sia l'Assessore Calcinaro - che ritengo molto importante, quello delle RSA, di cui ha parlato brevemente nel suo intervento anche il Consigliere Marconi.
Tutti avete letto i dati dell'Osservatorio Marche del 9 dicembre 2025, siamo in una situazione di estrema crisi. Le persone in lista di attesa nelle RSA risultano essere 7.650. Le liste superano non solo i posti convenzionati, ma anche quelli autorizzati e persino la dotazione massima indicata dal piano regionale. Accorcio un po’ ricordando che nel piano socio-sanitario, che abbiamo approvato nel 2023, c'era scritto, nero su bianco, che avreste fatto il nuovo piano del fabbisogno, che è fermo al 2017 e si basa sui dati dell'anno precedente, quindi ogni tipo di organizzazione è basata su dati vecchi.
Nonostante le tante interrogazioni che ho fatto in questo Consiglio regionale, le tante promesse dell'ex Assessore alla sanità, questo nuovo piano del fabbisogno non ha visto la luce, invece c’è stata in data 26 maggio 2025 una delibera di Giunta regionale, la n. 741, la quale dice: “Nelle more dell'aggiornamento del piano di fabbisogno, sono autorizzati in deroga l'attivazione, trasformazione o ampliamento di 19 strutture per un totale di 218 posti letto residenziali e 48 posti letto semiresidenziali”. Questo nelle more del piano del fabbisogno, che, ripeto, è datato e va assolutamente aggiornato: i posti letto aumentati sono sicuramente insufficienti.
Ad oggi il numero delle persone in lista d'attesa è quasi triplicato rispetto al 2021. Sono circa 2.500 le persone, i nostri anziani, che hanno bisogno di assistenza e come Regione non ci possiamo nascondere. Gran parte delle persone non entrerà mai nei posti convenzionati con conseguente espansione dei privati non convenzionati, con il rischio di aumentare i costi per le famiglie. Quindi, chiedo semplicemente quello che ho chiesto tante volte, nella passata legislatura l’ex Assessore aveva detto che avrebbe fatto in breve tempo, ma sono già passati 5 anni, quindi non regge più la favola che il PD doveva farlo dal 2017, non l'ha fatto, siete stati voi al Governo della Regione per 5 anni ed adesso inizia il sesto, quindi vi chiedo per l'ennesima volta, per favore, di aggiornare il piano dei fabbisogni perché è indispensabile per una corretta programmazione.
Ripeto - mi spiace moltissimo che non sia presente l'Assessore Calcinaro …, c’è, mi fa piacere - bisogna prevedere di aumentare il numero dei posti letto convenzionati. Mi fa piacere che l'Assessore abbia seguito tutta la discussione. Spero che almeno questo ordine del giorno …, che credo non possa non essere approvato, perché è impossibile non approvare un ordine di questo tipo.
L'Assessore è nuovo, sta a lui farci capire se questa Giunta ha intenzione di prevedere l'aggiornamento del piano di fabbisogno e soprattutto di aumentare i convenzionamenti. In più, come ho detto nelle premesse, la situazione è andata esplodendo, dal 2021 ad oggi è peggiorata moltissimo, quindi, come Regione, insieme, riusciamo a dare una risposta a queste persone fragili in difficoltà? Vi cedo la parola per sentire che cosa ne pensate al riguardo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Cara collega Consigliera Ruggeri, è vero che un ordine del giorno non si nega a nessuno, ci mancherebbe altro, su questo condivido, però mi dispiace dire che ancora una volta arrivate secondi rispetto a questa maggioranza. È questo che mi dispiace. Noi abbiamo tempi diversi, siamo più veloci, voi siete più lenti, oppure noi ci confrontiamo prima con gli operatori.
Voglio ringraziare l'Assessore Calcinaro che già qualche giorno fa ha incontrato le associazioni, ha incontrato Confindustria e ha già dichiarato che nei primi mesi del 2026 ci sarà l'aggiornamento del piano del fabbisogno. Sa benissimo, Consigliera, che ci è voluto del tempo perché il piano del fabbisogno lo si fa in base ad uno studio dei dati, uno studio delle esigenze del territorio, la Giunta Acquaroli non lo fa in base a chi ha un amico in più, un amico in meno da accontentare. Questo è un dato di fatto molto importante, magari lei non c'era, ma qualche anno fa si faceva in base alle amicizie più potenti all'interno di un partito. Si chiama piano del fabbisogno proprio per dare una risposta all'intero territorio. Quindi, perché non votiamo l’ordine del giorno? Noi non siamo contrari, siamo favorevoli, ma l'Assessore l’ha già detto qualche giorno fa alle associazioni e lo ha ribadito più di una settimana fa da Confindustria, è inutile che venga approvato un ordine del giorno che lo stesso Assessore ha già annunciato alla maggioranza prima che il Movimento 5 Stelle lo proponesse. Io cerco di essere serio e corretto e per questo dico, è vero, che abbiamo 5 anni ... Certo, ci mancherebbe altro.
Ripeto, bisogna farci uno studio sopra. Con il vostro metodo in 5 minuti lo facevate, dove avevate la marchetta politica più vicina si faceva.
A prescindere da questo, credo che sia importante ringraziare l'Assessore e la Giunta per l'attenzione che viene data a questo tema, anche perché ritengo che sia importante distinguere le questioni del fabbisogno e del convenzionamento. Anche su questo penso che sia importante fare una riflessione seria perché poi è facile dire che si va allo scontro per fare propaganda.
Penso invece che l’Assessore Calcinaro abbia intrapreso una strada seria, corretta, importante, che ha già annunciato alla maggioranza prima che il Movimento 5 Stelle facesse quest’ordine del giorno. Posso dire tranquillamente che già è stato fatto, già è stato preso l'impegno, l'Assessore l'ha dimostrato, quindi, non è che non voglio votare a favore di un ordine del giorno della Consigliera Ruggeri, che mi è simpatica e stimo, ci mancherebbe altro, però non credo che possa spostare le tesi di un bilancio. Le dico che potremmo approvarlo, ovviamente se lei vota a favore del bilancio, ma è una cosa impossibile. Tra l'altro, mi permetta di fare politica perché ritengo che la politica sia una cosa seria, su questo tema ci siamo già confrontati, la maggioranza da qualche giorno ha avuto l'ok dell'Assessore per lavorare nei primi mesi del 2026 per dare delle risposte sulla questione del fabbisogno. Non c'è bisogno …, anche qui, mi dispiace dirlo, siete arrivati secondi. Mi raccomando, non abituatevi perché poi è difficile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Proprio in virtù di quello che ha detto adesso il Consigliere Putzu, non vedo motivo per votare contro questo ordine del giorno. Aggiungo, il Consigliere Putzu ha detto che arriviamo dopo la maggioranza, ma qualche giorno fa come gruppo Partito Democratico abbiamo presentato una mozione su questo tema. Non so quando l'Assessore Calcinaro ha fatto questo annuncio, fatto sta che le richieste legittime, sacrosante della Consigliera Ruggeri sono anche contenute nella nostra mozione, che sarà discussa prossimamente in quest'Aula e mi auguro che il fabbisogno così rideterminato, annunciato dal Consigliere Putzu, tenga conto: dell'aumento dei posti letto convenzionati, della trasformazione, ad esempio, dei posti letto per autosufficienti, il convenzionamento immediato dei posti autorizzati, l'aumento e la trasformazione dei posti letto per demenze, tutta una serie di cose che evidentemente in questo momento sono particolarmente carenti nella nostra regione.
Non entro nel merito di un altro argomento, sempre relativo alle RSA, che è stato oggetto di grande discussione quest’estate durante la campagna elettorale, rispetto alle modifiche, agli aumenti tariffari perché, purtroppo, in queste ore, in questi giorni si stanno verificando situazioni che ci portano a dire che avevamo ragione noi e che le promesse erano false promesse elettorali.
Chiudo, dicendo che l'aumento dei posti letto ed il rafforzamento del fabbisogno delle RSA in questa regione servirebbero per evitare delle lunghissime liste d'attesa. Apro e chiudo parentesi, ringrazio a proposito il “Gruppo solidarietà” di Maiolati, che ha sollevato questa tematica, che poi è venuta anche alla ribalta dell'opinione pubblica.
Credo che sia da potenziare fortemente tutto il sistema della domiciliarità, che aiuterebbe ad abbassare di molto le liste d'attesa e darebbe risposte concrete agli anziani nelle loro abitazioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie Presidente. È la prima volta che incrociamo questa parola magica: impegna …, allora o vale l’adagio in base al quale …, ricordo YY, che era simpaticissimo in Senato nel richiamare queste cose. L'ordine del giorno non si nega a nessuno oppure l’impegno è una cosa seria.
Visto che interverrà l'Assessore Calcinaro, sono contento, io faccio una stima, Assessore, a occhio, misuriamo il fabbisogno, impegna sui convenzionati, non sugli accreditati, sono almeno 100 milioni in più. Non può essere una roba che si fa con un foglietto di carta, Consigliera Ruggeri. Con tutto il rispetto, so le sue buone intenzioni, forse sono l'unico in maggioranza ad aver detto che se c'è una cosa che dovremmo fare da qui ai prossimi 5 anni, l’Assessore era in Aula, è aumentare i soldi per le residenze protette. Significa riconoscere un fabbisogno superiore, ma stiamo parlando di 100 milioni. Quindi, non mi posso assumere la responsabilità in Consiglio di dire alla Giunta un dato che ancora non ha perché finché non farà la ricognizione questo dato non c'è. Sarebbe molto bello uscire da una IV Commissione con un impegno generale sottoscritto da tutti, io lo sottoscriverei, se diciamo, però, dove quei 5, 10, 15, 20 milioni in più devono venire. Perché se facciamo sempre la lista della spesa, senza avere mai il coraggio di indicare una priorità, ci prendiamo in giro e continuiamo il giocherello della demagogia, una volta sta in maggioranza, una volta in minoranza e continuiamo sempre a dirci le stesse cose. Siccome ho uno sguardo esteso agli ultimi 15 anni, e 10 li ho vissuti anche in compagnia di qualcuno qui presente, so bene cos'è il fabbisogno.
Il fabbisogno è uno strumento a doppio taglio, che va adeguatamente ponderato perché poi non è solo su queste cose: RSA, disabilità. Sapete quante sono le strutture sanitarie presenti? Strutture sanitarie e socio-sanitarie, abbiamo 57 titoli in questa Regione. Uno dei titoli è ospedale per acuti. Gli altri sono 56, quindi, quando pensiamo al fabbisogno che deve crescere su 56 realtà, che gestisce la Regione, è ovvio che è una cosa abbastanza seria. Capisco l'intento della minoranza, ma decisamente quest'ordine del giorno non può essere approvato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Un saluto a tutti i Consiglieri e mi fa piacere intervenire per la prima volta in questo dibattito, sollecitato da un ordine del giorno, che, l’ha detto bene il Consigliere Marconi, non si nega a nessuno. Questo è un tema, uno dei macrotemi insieme alle liste d'attesa, all'accesso al pronto soccorso, alla carenza dei medici di medicina generale e non può un Assessore andare a definire una linea con un ordine del giorno così. Ringrazio comunque perché dà la possibilità di parlare di questo tema, ma anche per il lavoro che si sta svolgendo. Proprio per questo lavoro che si sta svolgendo, lo voglio dire, abbiamo avuto dei confronti molto positivi con i gestori, con i quali abbiamo preso l’impegno di sbloccare - questo è il problema - quello che è fermo dal 2017, salvo un ritocco, credo, nel 2021, il tema del fabbisogno, che non è, dicono bene i Consiglieri Putzu e Marconi, il convenzionato, che farebbe sballare se il fabbisogno coincidesse con il convenzionato. Intanto il fabbisogno può dare delle risposte perché può consentire di ampliare l'offerta, che oggi è satura perché ci sono molte famiglie che aspettano un posto, non aspettano per forza la convenzione, aspettano un posto. Certo, noi dobbiamo mirare ad ampliare il convenzionato, però questo è un lavoro certosino e vi dico perché. Parallelamente c'è un altro tema, che è quello dell'aumento delle tariffe. Allora, ai vari gestori …, e allora capiamoci, no? Non è che si può avere più posti con tariffe più alte di quelle che oggi ci sono, il pozzo di San Patrizio non c'è.
Il lavoro da fare, il lavoro serio da fare è trovare con tante strutture, con tanti operatori quel punto di equilibrio per cui si può economicizzare ancora meglio una struttura, trovando quel punto di equilibrio laddove non si dilatano le spese di gestione. Questo è il lavoro che ci attende nei prossimi mesi. Trovare il break even point, questo punto di equilibrio per meglio remunerare i gestori, ampliando l'offerta, ma non sarà facile, ci vorrà tempo per cui anche ingabbiarsi con delle date …
Per quanto riguarda il fabbisogno posso dire che ce la sentiamo di farlo uscire a breve perché c'è una grande attesa. Lo studio sul convenzionamento, magari possiamo prevedere un passo in più, un primo passo in più, però il vero studio dovrà venire a valle di un ragionamento molto rilevante fatto con i gestori e con gli operatori. In più anche in questo anno 2026 vorremmo andare a vedere se c'è la possibilità di utilizzare anche i fondi europei per cercare di abbassare le compartecipazioni. Questo è un altro lavoro che dobbiamo fare, ci può servire un po' di tempo perché non sono operazioni facilissime, però puntiamo …, abbiamo condiviso con tutti gli interlocutori anche su questo lavoro.
Voglio specificare, anche se vado un attimo fuori tema, che sulla ludopatia, visto l'intervento del Consigliere Mastrovincenzo, non c'è problema, lo ribadisco, perché in Giunta il 29 dicembre, sono già caricate, ci saranno due delibere importanti che andranno a finanziare questa grande piaga dell’attuale nostra società. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente, grazie Assessore. Ringrazio tutti gli intervenuti che mi hanno dato un quadro molto interessante di come intendete voi la politica: come un ricatto. Se tu voti il bilancio di previsione e la legge di stabilità della maggioranza di destra, allora approviamo un ordine del giorno. Ma che roba è? Io non ho mai sentito una cosa del genere. Sono all'opposizione, non ho messo dentro 1 euro, non ho scritto manco una virgola, secondo voi dovrei approvare il bilancio regionale? Ma voi sapete cosa vuol dire essere all'opposizione? Mi sa di no. Io lo so bene perché tutta la vita sono stata all’apposizione, quindi scordatevi un voto favorevole al bilancio, però scordatevi anche che io non presenti qualcosa. Siccome ritengo questo tema molto importante, l'ha testimoniato anche il l'intervento che ha fatto l'Assessore, di cui lo voglio ringraziare …, però è anche vero, per chi c'era, che queste rassicurazioni ci sono arrivate addirittura con un cronoprogramma preciso dall’ex Assessore alla sanità, che adesso non è qui per testimoniarlo, ma ci sono i verbali che lo possono fare,. In un'interrogazione, l'ennesima che ho fatto a fine 2024, lui mi rispose che entro l'anno, entro il 2024, avrebbe fatto il piano del fabbisogno e non si è visto. Oggi l'Assessore non dà una linea temporale a cui aggrapparsi, ha parlato genericamente di prossimi mesi, non lo so, gli diamo fino a giugno, anche se Consigliere Putzu ha parlato di gennaio, io sarei larga nei tempi e gli darei fine giugno. Fine giugno riprenderò la trascrizione di quello che l'Assessore ha detto stasera e presenterò un'interrogazione perché così fa una buona opposizione, secondo me, che deve essere da pungolo, Assessore.
Non approvate l'ordine del giorno, sinceramente sapete cosa vi dico? Che non importa, a me interessa che l'Assessore faccia quello che deve fare in maniera responsabile. Non sarò certo io del Movimento 5 Stelle a dire di non lavorare in maniera seria. Tutt'altro, vi chiedo di lavorare in maniera impegnativa per risolvere i problemi dei cittadini marchigiani, problemi che sono rimasti irrisolti troppo a lungo. L'Assessore avrà la bacchetta magica? Non credo, però nel ruolo che ho, che non è quello di maggioranza e non è quello di votare a favore degli atti che preparate voi, farò il mio, che è quello di un’opposizione sana che si informa e che pungola. Quindi, Assessore, su questo tema e su questi schemi ci sentiremo presto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Voterò a favore dell'ordine del giorno e con l'occasione ritengo necessario sottolineare una cosa, non si può sfogliare la margherita, come ha detto prima il Consigliere Marconi, dei vari titoli che ci sono, sono tantissimi e la questione della residenzialità va affrontata unitariamente, quindi sono d'accordo con quello che ha detto l'Assessore Calcinaro, che segna la differenza nei confronti di una nefasta stagione, che grazie a Dio si è conclusa.
La questione, come abbiamo detto in IV Commissione, è affrontare complessivamente la problematica della residenzialità, che significa partire dal fatto che bisogna cercare di curare le persone, di prenderle in carico dentro le proprie case, quello che si chiama ospedale diffuso, che ha dei costi fissi molto più bassi delle residenze e da lì andare fino alle varie graduazioni del tipo di assistenza che si deve fare. Un piano impegnativo nel quale ben venga il fatto, Assessore, che si tenga conto di risorse indotte che possono essere un mix, appunto, della compartecipazione, non solo di fondi pubblici e di quello che arriva direttamente dai cittadini, dalle loro tasche, ma anche dalla ricerca di risorse che possono provenire da tante altre fonti, come i fondi pensioni, assicurazioni integrative, eccetera, perché è ora di passare a questo se si vuole arrivare ad un break even point che possa soddisfare una domanda che continua a crescere. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma della Consigliera Ruggeri. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
PRESIDENTE. A questo punto passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulla legge di stabilità e sul bilancio di previsione, una sola dichiarazione di voto per gruppo, che poi si metteranno in votazione
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Come già anticipato nella relazione iniziale, il nostro voto, purtroppo, non può che essere contrario e devo ribadire che in Commissione, vista anche la fretta con cui abbiamo dovuto studiare, approfondire il bilancio, siamo stati quasi ridotti a passacarte. Nessun emendamento è stato approvato, ma neanche valutato, consentitemi di dire, né i miei, né quelli della Consigliera Ruggeri, come ha già detto, né quelli di altri miei colleghi.
Ci sembra una manovra senza nessuna visione. L'unica novità che avete annunciato è il milione di euro per le politiche giovanili, 500.000 euro all'Università Politecnica delle Marche, ma non sappiamo nulla di più. Non è stato condiviso nemmeno questo. Soprattutto mancano risorse aggiuntive, cosa che noi avevamo chiesto per il personale sanitario, medici e infermieri. Gli unici che potranno avere un aumento sono i vertici amministrativi, quindi continuerà la fuga di medici.
La Corte dei Conti ha messo in evidenza tantissime criticità, che non sono state prese in considerazione. Le uniche risorse che aumentano sono quelle ad ATIM che nel 2026 avrà 2,5 milioni di euro. Quindi il nostro voto non può che essere contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n.14, emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n.15, emendata. La pongo in votazione. Ripetiamo cortesemente la votazione.
Proposta di legge n.15, emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Con questa votazione chiudiamo la seduta odierna. Ne approfitto per fare gli auguri di Natale a tutti i colleghi, al Presidente Acquaroli, alla Giunta, a tutti i dipendenti del Consiglio e soprattutto alle famiglie marchigiane. Auguroni.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 19:45
Allegato A
Testo dell’intervento del Consigliere Cesetti, di cui è stata richiesta la pubblicazione in allegato al resoconto della seduta odierna, ai sensi dell’articolo 55, comma 2 del Regolamento interno.
Il DEFR è un fondamentale atto, anzi documento, nonché strumento della programmazione generale per le Regioni nel quale queste espongono il proprio programma di Governo;
- come riportato nel documento al nostro esame, il DEFR è (dovrebbe essere) chiamato dalla legge a definire le linee strategiche dell’Amministrazione essendo esso un’articolazione del Programma di Governo della legislatura 2025-2030 illustrato dal Presidente Acquaroli nella seduta di insediamento del 27/10/2025;
- precede il Bilancio di previsione che, proprio all’interno del perimetro programmatico disegnato dal DEFR, costituisce (dovrebbe) lo strumento concretamente operativo dal punto di vista finanziario delle predette linee strategiche dell’Amministrazione;
- e già possiamo constatare che questa necessaria corrispondenza è assente!
Neanche contiene, questo DEFR, un esaustivo quadro congiunturale, internazionale, nazionale e regionale, né il contesto economico e i riflessi sulla finanza pubblica;
- vi è solo un generico richiamo alla complessità del contesto nel quale si sarebbe aperta la nuova legislatura a causa dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente e degli “inediti contrasti sulle tariffe e sui dazi” che starebbero coinvolgendo la globalizzazione delle produzioni e dei mercati;
- e se da una parte si prospettano le potenziali ricadute sulla manifattura e sull’occupazione a vari livelli, dall’altra non si indicano le strategie e misure di competenza regionale per farvi fronte o quanto meno per attenuarne le conseguenze;
- nello specifico del contesto territoriale, da un lato si fa riferimento alla ricostruzione post sisma 2016 e la messa a terra del PNRR che starebbero procedendo, mentre da un altro lato si richiamano “avversità esogene di varia natura” senza indicare quali siano e, soprattutto, senza avere una minima idea di quali provvedimenti siano necessari per farvi fronte sebbene se ne richieda la convergenza sinergica “a livello sia nazionale che locale”;
- si omettono i ritardi, soprattutto nella ricostruzione post sisma dell’edilizia pubblica, come pure i ritardi per quanto riguarda il PNRR Missione 6 Salute;
- ritardi accertati e denunciati dalla Corte dei Conti in occasione del giudizio di parificazione relativo al Rendiconto 2024:
• “L’analisi dei dati ha fatto emergere un generalizzato ritardo nell’avvio e nella conclusione degli interventi di ricostruzione dell’edilizia pubblica, atteso che su un totale di 164 interventi solo il 3,7% è giunto alla conclusione mentre oltre il 48% si trovano allo stato di progettazione”.
• Per quanto riguarda i progetti afferenti alla Missione 6 Salute “Lo stato attuale dei progetti evidenzia che, pur con uno sviluppo rispetto al 2023, la gran parte dei progetti non ha ancora raggiunto la conclusione formale, il che potrebbe non escludere criticità in termini di rispetto delle tempistiche previste.”;
• in relazione, ad esempio, alle case di Comunità, la Regione ha previsto la realizzazione di 40 CdC (33 Hub e 7 Spoke) di cui 29 finanziate nell’ambito del PNRR. “Nel complesso, la media dell’avanzamento lavori per l’intero insieme dei progetti finanziati si attesta a circa l’1% segnalando una progressiva alquanto contenuta e una lenta realizzazione, che potrebbe determinare condizioni suscettibili di generare ritardi rispetto alle tempistiche previste.” e “l’istruttoria ha evidenziato inoltre che, al 31 dicembre 2024, non risultava attivata alcuna Casa della Comunità”;
• in relazione poi agli ospedali di comunità, la Regione Marche nell’ambito del PNRR ha attivi 9 progetti per la realizzazione di altrettanti OdC. Al 31/12/24 lo stato di avanzamento risulta essere il seguente: per n. 2 interventi i lavori sono stati completati, mentre per i restanti 7 interventi sono stati consegnati i cantieri ed avviati i lavori.
- non solo, ma “a questo contesto problematico e complesso”, così come definito nel DEFR, l’Amministrazione intende contrapporre una presunta visione progettuale per niente definita se non nel suo nulla cosmico;
- e per di più “in continuità con la precedente legislatura avviatasi nel 2020” che in oltre 5 anni non è riuscita a dare una prospettiva di uscita da un contesto oggettivamente “problematico e complesso” che senza l’enorme mole di risorse messe a disposizione dal PNRR, Fondi di coesione, unitamente a quelle già disponibili per la ricostruzione post sisma, avrebbe fatto precipitare la nostra Regione in recessione;
- ma, il Programma europeo di aiuti all’economia varato nel mezzo dell’epidemia Covid, sta per finire;
- gli ultimi investimenti sono da concludere entro giugno 2026 anche se qualche investimento, che richiede ancora alcuni mesi per essere portato a termine, potrebbe venire prolungato;
- per lo stato di attuazione del Piano suddiviso in progetti nelle Marche si legga la relazione della Corte dei Conti in sede di parifica laddove evidenzia “come l’analisi dei dati contabili metta in luce uno stato di avanzamento dei progetti ancora complessivamente modesto.” e rileva “un ritardo strutturale nell’attuazione dei progetti e quindi la necessità di un’accelerazione nel processo di attuazione, in assenza del quale appare esistere un rischio concreto di mancato raggiungimento degli obiettivi, tenuto conto dell’avvicinarsi dei termini previsti dal piano.”;
- gli investimenti e le riforme previste nel PNRR avevano come obiettivo principale proprio la crescita della produttività anche se, come è stato osservato, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una crescita dell’occupazione, sebbene precaria, ma non a quella del PIL con conseguente riduzione della produttività;
- oggi la sfida è mantenere almeno i livelli di crescita che il PNRR ha garantito in questi anni perché con la conclusione del Piano di aiuti all’economia il rischio per l’Italia è un brusco calo di investimenti e di crescita;
- e questo rischio è maggiore per la nostra Regione anche a causa del declino del manifatturiero;
- questo perché il PNRR finanzia l’investimento, ad esempio la costruzione di scuole e di strutture socio-sanitarie, ma non copre il costo di gestione di queste strutture una volta costruite che sarà a carico delle Istituzioni di riferimento;
- è stato osservato che i dati a livello nazionale ci dicono che dal 2022, anno di avvio del PNRR, gli investimenti del Piano hanno contribuito, anno per anno, per l’1% circa alla nostra crescita;
- poiché dal 2023 la nostra economia non ha mai superato un tasso di crescita dell’1%, ne discende che senza il contributo del PNRR, negli ultimi 3 anni saremmo sempre stati in recessione;
- e questo, come già detto, vale ancora di più per la nostra Regione che è cresciuta meno del dato nazionale nonostante il contributo dato dagli investimenti alla ricostruzione post sisma e fondi complementari, oltre quelli relativi al PNRR;
- Anche, ed ancora di più, per la nostra Regione la vera sfida è come mantenere i livelli di investimento e di crescita che il PNRR ha garantito negli ultimi tre anni;
- nulla dice il DEFR di come si richiederà di saper usare al meglio i “fondi di coesione europei e nazionali”, che non si esauriscono con il PNRR, scongiurandone ogni tentativo di uso improprio anche a fini elettorali perché altrimenti non si preserveranno investimenti e crescita;
- e su questo nulla ci dice il DEFR per quanto riguarda il triennio di riferimento.
- In sostanza anche la collocazione del DEFR nel più ampio contesto della finanza pubblica italiana è del tutto insufficiente in quanto anziché indicare una prospettiva possibile ci si arrende ad una “manovra finanziaria” per il 2026 che confermerebbe “un panorama complesso per le finanze degli enti territoriali, chiamate a mantenere un elevato contributo alla finanza pubblica. In coerenza con la legge di stabilità nazionale, le Regioni sono chiamate – ancora una volta – a riorganizzare le proprie strategie finanziarie e operative nel bilancio di previsione 2026-2028”;
- strategie finanziarie e operative del tutto assenti e soltanto piegate all’esigenza di conformarsi alle imposizioni nazionali con la conseguenza che la giusta virtuosità del bilancio regionale diventa un fine e non un mezzo per perseguire il bene della Comunità;
- sempre nel DEFR, si afferma che: “In risposta a questo contesto complesso e imprevedibile, l’Amministrazione mantiene un approccio impostato al realismo e alla flessibilità operativa in risposta alle esigenze che emergono dal territorio e dalle comunità”;
- e che si vuole proseguire con “l’applicazione della modalità strutturale della concertazione: un’apertura sistematica al dialogo con le rappresentanze economiche e sociali della Regione, che si concretizza anche nell’apertura al bisogno di specifici tavoli di settore in cui gli orientamenti delineati prenderanno forma in maniera quanto più possibile condivisa, pur nel rispetto dei ruoli e delle specifiche responsabilità.” quando invece il CREL lamenta e raccomanda proprio la necessità di “una gestione sinergica che veda coinvolte istituzioni e parti sociali al fine di costruire una efficace “filiera delle politiche attive” capace di mettere a sistema orientamento, accompagnamento, incontro tra domanda e offerta, formazione, reinserimento lavorativo in maniera coerente con le sfide a cui è chiamato il modello di sviluppo marchigiano”;
- e se, come già detto, il PNRR ha prodotto una crescita spinta dagli investimenti e accompagnata dalle riforme, nulla si dice nel DEFR di come e cosa fare perché quella crescita, già insoddisfacente, aumenti e sia sostenibile nel tempo con la fine del PNRR;
- ci si rassegna alla giusta esigenza di assicurare i 3/4 del bilancio regionale alla sanità ed il resto alle esigenze di assicurare le spese obbligatorio con azzeramento dei margini di flessibilità che sarebbero necessari per dare una minima risposta a quelle che vengono definite “esigenze che emergono in un momento difficile per il territorio e la comunità regionale;
- per quanto riguarda la nostra Regione, non può essere sufficiente “nella prospettiva dei prossimi anni” il richiamo:
a) alla istituzione della ZES, sicuramente utile e necessaria, perché comunque necessita dei necessari interventi di competenza regionale con finanziamenti e misure specifiche a favore dei Comuni e delle aree escluse dalla carta degli aiuti nel periodo 2026–2027, al fine di ridurre squilibri territoriali e attenuare i vantaggi competitivi differenziali generati dalla diversa eleggibilità al credito d’imposta della ZES Unica, nelle more della revisione della carta degli aiuti; per definire e sostenere filiere produttive strategiche regionali, orientando gli interventi verso la costruzione di un modello di sviluppo competitivo, sostenibile e coerente con le vocazioni dei diversi territori, con particolare attenzione alla piattaforma logistica, alle aree interne e a quelle penalizzate dall’attuale assetto degli aiuti a finalità regionale, nonché per integrare tali interventi in una visione strategica regionale unitaria, volta a promuovere innovazione, occupazione stabile, rafforzamento dei distretti produttivi, attrazione di investimenti e piena coesione economica, sociale e territoriale dell’intera Regione Marche;
b) al Piano regionale delle infrastrutture 2032 che è un attestato di buone intenzioni;
- poteva e doveva il DEFR fare proprie le riflessioni del Prof. XY, riportate sul ‘Corriere Adriatico’ del 17/12/25, quando ci ricordava che i recenti scioperi hanno evidenziato, e vale anche per la nostra Regione, “alcune questioni di specifico interesse per i lavoratori... In particolare la questione dei bassi livelli salariali e la connessa questione fiscale, cioè di chi debba finanziare gli investimenti e la spesa sociale”;
- proprio in relazione alla questione ‘giovani’ nella nostra Regione, si evidenzia come “il tema dei bassi livelli salariali è un tema rilevante nel nostro Paese e spiega, almeno in parte, l’esodo dei giovani laureati cui stiamo assistendo da almeno un decennio. Alla radice vi è il basso livello di produttività del lavoro sia nel settore pubblico sia in quello privato.” quando invece “Gli investimenti e le riforme del PNRR avevano come obiettivo principale proprio la crescita della produttività da cui possono poi scaturire gli incrementi produttivi.”
- osserva XY come sia evidente che vi sia una relazione fra produttività e retribuzioni. Pertanto, bisognerebbe agire in primo luogo sull’aumento delle retribuzioni in modo da stimolare le imprese verso attività, tecnologie e modelli organizzativi che aumentano la produttività;
- invece anche nella nostra Regione ci si è avviati in una spirale negativa in cui la competitività basata sui bassi costi del lavoro ha incentivato il permanere di attività a bassa produttività che a loro volta si mantengono competitive attraverso bassi salari;
- evidenzia XY che “l’approccio alternativo insiste sulla necessità di partire dagli investimenti che consentano di aumentare la produttività come quelli sulla digitalizzazione e sulla formazione del capitale umano”;
- in sostanza la sfida vera è fare crescere insieme salari e produttività con il sostegno a politiche industriali e di investimento finalizzate a orientare le produzioni verso settori a maggiore valore aggiunto;
- nel DEFR al nostro esame non vi è alcuna traccia di questa necessità indispensabile anche e soprattutto per trattenere e far tornare i nostri giovani;
- l’articolo 36 della Costituzione riconosce il diritto, per il lavoratore, “ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” ed una delle questioni affrontate dal dibattito politico negli ultimi tempi riguarda l'introduzione di un minimo salariale per i lavoratori, non inferiore a 9 euro lordi l’ora, per contrastare precarietà e povertà;
- si evidenzia la legge regionale Puglia sul salario minimo negli appalti, impugnata dal Governo con ricorso dichiarato però inammissibile dalla Corte Costituzionale.
- In sostanza, nel Documento oggi al nostro esame sono del tutto assenti la sostanza programmatica e la strategia politica che ne dovrebbero costituire, rispettivamente, il corpo e l’anima; manca sostanzialmente la voce della politica che invece appare piegata alle ragioni della burocrazia.
- per assicurare che il DEFR potesse svolgere appieno le proprie funzioni: politico-amministrativa, economico-finanziaria ed informativa, era necessario dare rilievo alla chiarezza e alla precisione delle finalità e degli obiettivi di gestione, alle risorse necessarie per il loro conseguimento e alla loro sostenibilità economico-finanziaria, sociale e ambientale;
- questi vizi costitutivi del DEFR vengono replicati nel Bilancio di previsione, peraltro, del tutto ad esso scollegato;
- infine, se il DEFR doveva essere una articolazione del Programma di Governo illustrato dal Presidente nella seduta di insediamento dobbiamo constatare che ha fallito la sua missione perché non c’è traccia della riforma delle riforme annunciata da Acquaroli;
- invero, nessuna iniziativa correttiva di carattere programmatico, normativo e di bilancio in senso stretto rispetto alle politiche fallimentari di questi anni nonostante lo stesso Presidente Acquaroli abbia annunciato in occasione dell’esposizione del programma nella seduta di insediamento che avrebbe apportato correzioni appunto a quella che io chiamo la riforma delle riforme.