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Resoconto della seduta n.107 del 27/08/2018

SEDUTA N. 107 DEL 27 AGOSTO 2018

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 107 del 27 agosto 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 106 del 30 luglio 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Commemorazioni

Prima di iniziare la seduta direi di osservare un minuto di raccoglimento per due ragioni, la prima perché il 24 agosto sono ricorsi due anni dalla tremenda sciagura del terremoto nella nostra regione, che è costato la vita a tantissime persone, l’altra perché è venuto a mancare un ex Consigliere regionale ed ex Assessore regionale Vito Rosaspina e per quanto riguarda il suo ricordo lascio la parola al Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Solo due parole per ricordare una persona che ha dato molto ai territori, una persona che è stata vicino alle nostre comunità e che ha ricoperto il ruolo di Consigliere regionale negli anni dal ’70 al ’75 oltre ad aver ricoperto anche l’incarico di Assessore.
Vito Rosaspina è stato un uomo molto vicino alle comunità e soprattutto ha portato avanti dei valori, quelli di una sinistra e di un socialismo, che ancora oggi riescono a fare da punto di riferimento per molte persone.
Per cui a nome del Partito Socialista, del Gruppo consiliare Uniti per le Marche, questo ricordo perché è stata una persona di grande tradizione, di grande prestigio e soprattutto di grandi valori personali. Grazie.

PRESIDENTE. Il minuto di silenzio sarà anche per le vittime della sciagura di Genova avvenuta il 14 agosto scorso.

(L’Assemblea legislativa osserva un minuto di silenzio)

Comunicazioni della Giunta regionale
“Mantenimento punto nascita di Fabriano” - “Paventata impugnazione della legge regionale 28 giugno 2018 n. 22 ‘Modifica alla legge regionale 12 ottobre 2009, n. 24 – Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati’ da parte del Governo”.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli per alcune comunicazioni.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Una comunicazione urgente all’Aula per renderla edotta di una procedura che si è aperta….

PRESIDENTE. Vi prego di ripiegare quel manifesto, sapete che è vietato! Sapete che è vietato! Per cortesia! Chiamo i commessi, fate ripiegare per cortesia lo striscione. Consiglieri, per favore!
Presidente prego.

Luca CERISCIOLI. Questa è un’informazione importante, urgente, per mettere a conoscenza il Consiglio, anche con l’obiettivo di permettere ai Consiglieri, soprattutto quelli che hanno un rapporto con il Governo nazionale, di potersi attivare.
In realtà è lo stesso scopo che aveva la comunicazione fatta sulla chiusura del punto nascite di Fabriano che oggi lavora con il Salesi in termini di servizio per avere una risposta diversa da quella che il Ministero ci ha dato.
Ad oggi il Ministro ancora non ha risposto, mentre il Ministero ci ricorda che in caso di mancato adempimento la conseguenza è il taglio del 3% delle risorse sanitarie. Quindi diventa urgente che il Ministro risponda rispetto alla chiusura del punto nascita, ovviamente non possiamo permetterci il taglio del 3% del budget della sanità e la deroga resta a questo punto l’unica strada per salvare il punto nascita.
Dicevo che lo scopo è lo stesso, lo dico perché attivandosi molto probabilmente si riuscirà ad evitare una situazione che tutti quanti riteniamo sia da scongiurare.
E’ arrivata una comunicazione dal Ministero ambiente e tutela del territorio che nelle sue conclusioni propone l’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale della legge regionale n. 22 del 2018, votata, credo, all’unanimità, se ricordo bene, che fra le strategie della gestione dei rifiuti nelle Marche pone per legge l’esclusione di qualsiasi forma di combustione del combustibile solido (CSS) dei rifiuti o dei materiali e sostanze derivanti dal trattamento dei rifiuti medesimi, ad eccezione del metano e del bio metano.
Quindi la legge regionale sancisce ancora una volta, dico io, perché la volontà l’abbiamo espressa con molti atti, il fatto che nelle Marche vogliamo una gestione dei rifiuti fatta di raccolta, di riuso, di differenziazione e non di combustione dei rifiuti. La comunicazione che verrà proposta davanti al Consiglio dei Ministri riguarda l’impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale della nostra legge.
Noi immaginiamo che il Governo nazionale, le forze che fanno riferimento al Movimento 5 Stelle, alla Lega, che hanno cari questi temi, sull’evitare la combustione dei rifiuti nel nostro territorio, possano attivarsi in modo che il Consiglio dei Ministri non impugni la nostra legge essendoci una sintonia in termini di principi e di idee.
Per dare anche motivazioni per le quali questa cosa è possibile, il punto di forza dell’impugnazione è il solito articolo 53, comma 1, del decreto legge 133/2014 sulla parte che dichiara infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, gli inceneritori. Sapete già che c’è un percorso, un iter, e le associazioni ambientaliste hanno vinto il primo round che attacca la legge nazionale su questo punto dichiarando gli inceneritori non strategici perché nella strategia europea dei rifiuti, quella condivisa, strategico è il riuso, strategico è il riutilizzo, è il recupero del materiale e non il recupero di energia dal materiale che viene messo come ultima ratio prima dello smaltimento in discarica. Quindi ci sono anche motivazioni che spingerebbero a evitare questo fatto.
Inutile dire che se si dovesse verificare che il Governo impugni di fronte alla Corte Costituzionale la legge regionale, noi dovremmo dire, dovremmo affermare che alcune forze politiche che per anni hanno combattuto contro l’incenerimento alla prova dei fatti danno spazio esattamente all’opposto.
Credo che la sintonia politica sotto questo profilo abbia tutti gli spazi per non impugnare. Il Governo, il Consiglio dei Ministri non è obbligato ad impugnare, è una scelta politica che fa, guarda la legge, valuta e decide se impugnare o meno.
Credo che queste comunicazioni siano molto utili perché permettono a chi crede in determinati valori, in determinati obiettivi, di potersi adoperare positivamente per evitarli.
Quest’Aula lo ha fatto, le forze di maggioranza qui si sono espresse con grande chiarezza, c’è la legge regionale limpida che impedisce la combustione di qualunque rifiuto, sotto qualunque forma si trovi, quindi è estremamente forte come enunciato e chiaro, contiamo sul fatto che attraverso l’iniziativa si possa evitare da parte del Governo l’impugnativa, così come auspichiamo che in tempi rapidi il Ministro Grillo si pronunci riaprendo la questione della deroga, magari rispondendo che è stata fatta questa valutazione, ma faremo degli approfondimenti, riproporremo alla Commissione, valuteremo la questione in maniera differente, insomma ci aspettiamo una risposta politica che aiuti a mantenere aperto il punto nascita.
E’ logico che se dovesse accadere il contrario, immagino che sarà difficile continuare a dichiarare di essere contrari all’incenerimento o a cementifici e poi impugnare la legge che dice esattamente queste cose. Grazie.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. La Conferenza dei capigruppo ha dato parere favorevole all’abbinamento dell’interrogazione n. 680 della Consigliera Pergolesi alla mozione n. 343 del gruppo della Lega e all’abbinamento della mozione n. 393 dei Consiglieri Fabbri, Pergolesi, Maggi, alla mozione n. 386 dei Consiglieri Rapa, Urbinati, Busilacchi, Marconi sul punto nascita di Fabriano.
Se l’Assemblea non ha nulla in contrario, do per approvato l’inserimento di questi due atti all’ordine del giorno.

Proposta di legge n. 224
ad iniziativa dei Consiglieri Volpini, Mastrovincenzo, Urbinati, Giancarli, Traversini, Giacinti, Rapa, Minardi, Micucci, Busilacchi, Marconi
“Modifica alla legge regionale 13 maggio 2003, n. 9 ‘Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l’infanzia, per l’adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie e modifica della legge regionale 12 aprile 1995, n. 46 concernente: ‘Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore dei giovani e degli adolescenti’”

Proposta di legge n. 226
ad iniziativa dei Consiglieri Ceriscioli, Mastrovincenzo, Minardi, Urbinati, Busilacchi
“Modifiche alla legge regionale 9 agosto 2017, n. 28 ‘Disposizioni relative all’esercizio delle funzioni regionali concernenti la prevenzione vaccinale”

Testo Unificato: “Modifiche alle leggi regionali 13 maggio 2003, n. 9 ‘Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l’infanzia, per l’adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie e modifica della legge regionale 12 aprile 1995, n. 46 concernente: ‘Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore dei giovani e degli adolescenti’ e 9 agosto 2018, n. 28 ‘Disposizioni relative all’esercizio delle funzioni regionali concernenti la prevenzione vaccinale’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 224 dei Consiglieri Volpini, Mastrovincenzo, Urbinati, Giancarli, Traversini, Giacinti, Rapa, Minardi, Micucci, Busilacchi, Marconi e la proposta di legge n. 226 dei Consiglieri Ceriscioli, Mastrovincenzo, Minardi, Urbinati, Busilacchi.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Buongiorno. Intanto sottolineo positivamente lo spirito democratico che anima i Consiglieri regionali, la loro presenza in un periodo insolito, quello della pausa estiva, testimonia l’attaccamento alle istituzioni, a quel civismo che ci anima nell’esercizio della nostra attività.
La seduta di oggi, che prevede la discussione di due proposte di legge con testo unificato presentate dalla Giunta e da diversi Consiglieri di maggioranza, si è resa necessaria per portare un po’ di ordine in una situazione di fibrillazione, in una situazione di confusione che si è determinata nel Paese, ma ancor di più nel mondo della scuola, nel mondo dei servizi educativi, all’indomani di alcune prese di posizione dell’attuale Governo e del Ministro della sanità.
Come sapete a seguito delle elezioni abbiamo un nuovo Ministro, il quale con due iniziative tra loro anche contraddittorie, la prima quella di una circolare in cui si parlava di autocertificazione per l’ammissione a scuola dei bambini in ordine con il libretto vaccinale, l’altra con un emendamento inserito nel “milleproroghe” a firma di un Consigliere del Movimento 5 Stelle ed anche della Lega, procrastina, fa slittare, l’obbligo vaccinale per l’inserimento dei bambini nei servizi educativi, quindi nei nidi, contenuto nella legge Lorenzin.
Capite che ci sono questo clima e questa situazione di confusione, tant’è che ci sono state una serie di prese di posizione, anche da parte del Ministro della pubblica istruzione, anche da parte degli stessi Presidi, su come comportarsi all’inizio dell’anno scolastico.
Di fronte a questa situazione, ma anche in coerenza con un dibattito che in questa regione si era aperto e che ha portato questa Regione insieme ad altre a discutere prima dell’approvazione della legge Lorenzin e poi ad approvare all’indomani, adeguandola alla legge Lorenzin, una proposta di obbligo della Regione Marche, abbiamo ritenuto opportuno presentare queste due proposte di legge.
La prima interviene sulla legge istitutiva dei servizi educativi della nostra regione, quindi la legge n. 9/2003, la seconda interviene sulla legge regionale n. 28 che abbiamo approvato giusto un anno fa, ad agosto del 2017, dopo l’approvazione della legge Lorenzin.
Entrambe le leggi vertono sullo stesso argomento e quindi si è ritenuto opportuno abbinarle e fare un testo unico che a breve cercherò di illustrare, però una cosa la voglio dire, la legge Lorenzin, la legge dell’obbligo, nasce sulla scia ed anche sulla preoccupazione che si era diffusa nel nostro Paese come nella nostra regione, perché specialmente negli ultimi anni si è registrato un calo preoccupante delle coperture vaccinali, sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie, quelle della legge pre Lorenzin, sia per quanto riguarda le vaccinazioni fortemente consigliate e tra queste c’è il morbillo, quello che maggiormente preoccupa.
Questo si è registrato in tutti i Paesi europei, in tutti i Paesi occidentali, quindi anche in Italia, ma si è registrato in maniera più sostanziale nella nostra regione, soprattutto negli anni 2013/2014, un calo per le vaccinazioni obbligatorie e ancor più significativo e preoccupante per quanto riguarda il morbillo.
Nel 2005 con il morbillo eravamo, come media marchigiana, al 79,2%, ugualmente in calo, quando la soglia di copertura che fa scattare l’immunità di gregge, quindi l’impossibilità al virus di circolare, è posta dall’Organizzazione mondiale della sanità al 95%. Questi dati li avevamo a disposizione nel 2015, nel 2016 ed è il motivo per cui ci siamo attivati a fare quella legge regionale, ebbene ad un anno dall’entrata in vigore della legge Lorenzin, quindi dall’obbligo, quelle coperture stanno salendo in tutta Italia e stanno salendo anche in maniera importante nella nostra regione, senza peraltro aver ancora raggiunto quei livelli di copertura ottimali, prendo il morbillo che è il dato più significativo, dal 78-79% siamo arrivati all’88%, quindi ancora con sette punti di delta rispetto a quel 95%.
Interrompere oggi questo processo di aumento delle coperture vaccinali, ci sembra assolutamente antiscientifico in primis e soprattutto forse anche pericoloso per problemi di sanità pubblica. Quindi questo dato ci ha spinto a questa convocazione d’urgenza, perché domani e dopodomani si apriranno i nostri servizi educativi, e noi interveniamo sui servizi educativi, interveniamo con entrambe le leggi proprio perché i servizi educativi sono di competenza della Regione, mentre le altre scuole sono del Ministero dell’istruzione.
Tra l’altro c’è un precedente che è quello della legge dell’Emilia-Romagna che ha approvato la legge istitutiva dell’obbligo sui servizi educativi, una legge non singola, specifica, ma un comma di una legge che sta all’interno del riordino dei servizi educativi, e quella legge non è stata impugnata da parte del Governo.
Questo è il quadro, è il recinto, è l’atmosfera sulla quale ci siamo mossi, pensando che il dibattito sui vaccini fosse ormai alle spalle, evidentemente l’avvento del nuovo Governo ha, da parte soprattutto di alcune forze, fatto in modo che alcuni impegni che sono stati presi durante la campagna elettorale, nei confronti di qualche gruppo, di qualche movimento, dovevano essere onorati.
Quindi se il dibattito si è aperto non è per volontà nostra, ripeto, la nostra è stata sempre una visione scientifica, se volete, che è quella di mettere in sicurezza la comunità per quanto riguarda le coperture vaccinali.
Abbiamo fatto la Commissione giovedì scorso, abbiamo anche ottenuto il parere favorevole del Cal e del Crel ed abbiamo deciso di fare un testo unificato che raccogliesse entrambe le proposte, fatto di pochi articoli. Sono stati presentati una serie di emendamenti che sono stati bocciati, oggi c’è anche un emendamento a firma del Consigliere Busilacchi e mia che fa riferimento alla legge regionale.
Consegniamo alla discussione del Consiglio questa proposta con l’intento e l’obiettivo di approvarla così da sciogliere quella nebbia, quella confusione soprattutto per quanto riguarda i nostri servizi educativi e ancor più e ancor meglio per cercare di rendere sempre più protetta la nostra comunità, perché non bisogna mai dimenticare che i vaccini sono uno straordinario strumento non solo di responsabilità professionale, ma soprattutto di responsabilità e di sicurezza collettiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Buongiorno Consiglieri. Ci ritroviamo ancora una volta ad affrontare un argomento delicatissimo, che richiederebbe un lungo ed approfondito percorso partecipativo, nell’ennesimo Consiglio straordinario sul quale a distanza di un anno, ancora una volta, si sono voluti consapevolmente alzare i toni sul tema dei vaccini, piuttosto che costruire un dibattito serio e sereno come richiederebbe questo importantissimo argomento.
Ancora una volta mi trovo a dover accendere un faro enorme sull’importanza della corretta prassi vaccinale e su un efficiente monitoraggio delle reazioni avverse che, come per tutti i farmaci, sappiamo benissimo si possono avere quando si utilizzano i vaccini.
Non mi addentrerò negli aspetti medici e scientifici anche perché non è il nostro ruolo, per quello ci sono organi tecnici deputati e purtroppo in questi anni, soprattutto in questi mesi, qualcuno sembra essersene dimenticato.
Noi siamo qui oggi a discutere di una legge regionale che, come la precedente, potrebbe non escludere vizi di legittimità costituzionale, ricordo che ci sono due pareri tecnici degli uffici competenti della stessa Regione Marche che dicono questo, ed il nostro compito di legislatori è quello di deliberare leggi che semplificano e tutelano i diritti dei cittadini, anziché complicarli, tuttavia non posso non far notare le incongruenze di questa maggioranza emerse gravemente anche durante l’iter di questa pessima proposta di legge.
PD, maggioranza e Regione hanno deciso di chiedere la procedura d’urgenza per l’approvazione di due proposte di legge, poi unificate in un testo unico, per escludere dai nidi di infanzia, dai centri per l’infanzia, dagli spazi per bambini, bambine e per famiglie, dai centri di aggregazione per bambini, bambine e adolescenti, dai servizi di sostegno alle funzioni genitoriali, dagli agrinido, dai nidi domiciliari, i bambini non ancora vaccinati.
Ovviamente non c’è nessuna epidemia, nessuna emergenza, il quadro normativo nazionale attuale è lo stesso di un anno fa, il decreto Lorenzin è ancora vigente e addirittura per loro stessa ammissione, le coperture vaccinali sono in generale aumentate in questo ultimo anno. Quindi nessuna urgenza, di che urgenza parliamo? Perché tutta questa fretta di escludere i bambini non ancora vaccinati?
Il reale motivo è emerso bene nei giorni scorsi, dalla bocca del capogruppo del Partito Democratico Consigliere Urbinati, è una questione prettamente politica, l’obiettivo è chiaro, contrastare a tutti i costi le azioni che a Roma Governo e Parlamento stanno elaborando, una sorta di ripicca che il PD regionale sta portando avanti, disinteressandosi delle conseguenze negative di questo irresponsabile atteggiamento che si ripercuoteranno sui bimbi, sulle famiglie e sugli stessi coordinatori responsabili dei servizi richiamati nella loro proposta di legge.
Raramente nella nostra Regione la politica ha toccato livelli più bassi, nessuna emergenza quindi, è solo una ripicca politica e la cosa grave è che viene fatta creando problemi a bambini e famiglie.
Emblematico dell’interesse e della serietà del PD, oltre della scarsa attenzione alla tutela della salute dei bambini, è il fatto che addirittura si è rischiato di non raggiungere il numero legale in Commissione lo scorso giovedì quando la proposta di legge è stata discussa ed approvata, naturalmente solo dai membri della maggioranza.
Era talmente urgente per il PD approvare il testo unificato delle due proposte di legge che nella seduta urgente della Commissione due Consiglieri della maggioranza su cinque non sono nemmeno intervenuti, erano presenti solo in tre, muniti di deleghe e contro deleghe presentate al fotofinish a seguito delle mie contestazioni per cercare di arrivare in qualche modo al numero legale, vale a dire a cinque Consiglieri.
Mi chiedo con quale credibilità questa maggioranza venga oggi a pontificare sulla tutela della salute dei bambini marchigiani, dopo aver in questi anni provveduto sistematicamente a depotenziare pezzo dopo pezzo il sistema sanitario pubblico e i servizi di prevenzione che da anni lamentano carenza di organico.
Rimanendo sul tema dei vaccini, con quale credibilità parla di una sua presunta attenzione alla prevenzione quando ad aprile di quest’anno l’anagrafe vaccinale regionale non era ancora completa e funzionante.
Ricordo che dell’anagrafe regionale vaccinale si parla dal 2010, c’è un report degli stessi servizi sanitari 2005/2010 che addirittura afferma e dichiara, e sicuramente qualche nostro funzionario avrà preso anche dei premi per il raggiungimento di questo obiettivo, che l’anagrafe dal 2010 è pienamente fruibile da tutti i servizi sanitari. Ci sono delibere su delibere di questa Regione che dichiarano la sua sistematica implementazione, salvo poi non esserci di fatto nulla.
Ricordo inoltre che, come ho spiegato nella mia interrogazione che si discuterà oggi in Aula, sui dati, sul report dell’Aifa delle reazioni avverse 2017, la Regione Marche non risulta fra le 13 Regioni italiane che hanno fornito dati delle anagrafi vaccinali ai fini della stima del tasso di segnalazione per dosi somministrate.
Il tasso di segnalazione per dosi somministrate è stato calcolato rapportando tutte le segnalazioni inserite e insorte nel 2017, gravi e correlabili alla vaccinazione, rispetto alle dosi effettivamente somministrate, dunque un tasso molto importante e significativo al computo del quale però, per stessa ammissione dell’Aifa, nel report la Regione Marche pare non abbia contribuito.
Perché le Marche non ci sono? Non era forse più importante mettere la Regione nelle condizioni di poter essere parte attiva nella stesura di questo report piuttosto che concentrarsi esclusivamente, come state facendo anche oggi, ad escludere dai servizi aggregati e da altri servizi bambini non ancora vaccinati? Bambini che, se non sbaglio, non sono più pericolosi di molti Consiglieri presenti in quest’Aula? Mi farebbe piacere sapere quanti di voi hanno fatto i richiami vaccinali.
Mi chiedo perché con questa maggioranza che si straccia le vesti per escludere i bambini ancora non vaccinati, in nome di una presunta attenzione alla loro salute, non si riesca mai a discutere di corretta prassi vaccinale, in piena coerenza con quello che lo stesso Ministero della salute e il Consiglio superiore della sanità scrivono nella guida alle controindicazioni alle vaccinazioni.
Mi chiedo perché non esiste e non si può realizzare un protocollo chiaro ed efficace di controlli che vada a verificare lo stato di salute dei bambini nelle prime ore e nei giorni successivi alla vaccinazione, come la stessa Comunità europea richiede. Qui si pensa a vaccinare e non si pensa a tutelare la salute dei bambini nei casi in cui possono esserci delle complicanze, anche gravi.
Ho avuto testimonianza diretta di casi in cui alle richieste dei genitori che avevano notato reazioni anche preoccupanti sui loro figli, si è risposto dicendo che sicuramente non poteva essere stato il vaccino, disincentivando peraltro anche il ricorso alla segnalazione. Invece di avere un sistema di controllo basato sulla massima precauzione si procede spesso, troppo spesso, alla minimizzazione dei problemi, come probabilmente stanno a dimostrare anche i dati sul tasso di segnalazione della nostra stessa regione, assolutamente sotto la media nazionale e ad anni luce distanti da quelli di altre Regioni, come il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia.
E’ superfluo ricordare che la tempestività della segnalazione e della presa in carico del paziente, in caso di reazione, è fondamentale e può fare in modo che complicazioni gravi, ma risolvibili, diventino gravissime e permanenti.
E’ incredibile, se si va dal pediatra o al pronto soccorso a dire che nostro figlio sta malissimo, descrivendone i sintomi, i sanitari procedono celermente ad ogni verifica più approfondita, se invece si va dagli stessi medici con gli stessi sintomi, gli stessi dicono che tali effetti sono successivi all’effettuazione della vaccinazione e la prima risposta che spesso viene data è: “E’ normale”, salvo poi dimenticarsi che le segnalazioni devono essere fatte anche dagli stessi medici pediatri e, ripeto, parlo per esperienza personale.
Un piccolo accenno poi vorrei farlo alla mancata immunizzazione, un altro grande capitolo, ad ogni buon conto siccome le polemiche sterili, come ho già detto, non mi interessano vorrei pormi come sempre in maniera costruttiva. Ho passato questo fine settimana a rileggermi non solo le delibere di Giunta, i decreti del servizio sanità, ma le schede tecniche riportate sul sito dell’Aifa, mi sono andata a rileggere il bando della Regione Marche per verificare quali vaccini sono stati acquistati dalla nostra Regione, quali sono utilizzati nei nostri dipartimenti, e ho sempre rilevato il fatto che lo stesso produttore della casa farmaceutica ripete quanto sia importante segnalare tempestivamente le reazioni avverse proprio in virtù della sicurezza del vaccino stesso. Quindi ho presentato degli emendamenti che naturalmente in Commissione sono stati bocciati, li ripresento oggi in Aula nella speranza che qualcuno di voi possa ravvedersi e decidere finalmente di approvare degli emendamenti volti a implementare e potenziare quelle che sono le pubblicazioni dei dati sul nostro sito regionale, ad instaurare delle linee guida delle corrette profilassi vaccinali che vadano a tutelare i bambini prima e soprattutto dopo che si sono verificate delle complicazioni e a verificare se possibile quelle che sono le azioni da mettere in campo per evitare che di complicazioni ce ne siano in futuro, soprattutto che si tutelino questi bambini che noi diciamo di tenere a cuore che però, purtroppo, allo stato dei fatti non vengono tutelati soprattutto dopo le complicazioni.
Ricordo che ci sono numerosi bambini e numerose famiglie che attendono da parte di questa Regione di essere assistiti nelle loro disgrazie e nelle loro difficoltà e purtroppo allo stato attuale questo non viene fatto.
Quindi mi auguro che leggiate con attenzione gli emendamenti proposti e mi auguro che con una mano sul cuore decidiate di conseguenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Le due relazioni di maggioranza e di minoranza hanno evidenziato i pro e i contro degli aspetti diciamo necessari per la valutazione di questa legge, ma stiamo sempre su argomenti di carattere generale, cioè pro o contro il vaccino.
Diciamo che il Presidente Volpini è stato più attento nel delineare anche un percorso giuridico che sembra sfuggire sia nel dibattito fuori dall’Aula sia in quello che abbiamo sentito dalla relatrice di minoranza, che si dimentica del fatto che stiamo parlando di vaccini perché qualcuno non li vuole, perché se fossimo tutti d’accordo, come siamo stati d’accordo per 150 anni in Italia, questo problema non lo avremo.
Il problema non va spostato mettendo l’onere della prova addosso a chi vuole i vaccini come se fosse una colpa, c’è anche un provvedimento del Governo che mira ad un rinvio di un anno nell’applicazione della legge, quindi non è vero che non è cambiato nulla, che è tutto come prima, ci sono delle cose significative rispetto alle quali la nostra legge dell’agosto dello scorso anno ha una necessità di adeguamento, inevitabile rispetto a quel tipo di provvedimento in coerenza con quello, la nostra era molto light, molto leggera, qui diventa un po’ più prescrittiva e in linea con quanto prevedeva la legislazione precedente. Quindi non ribaltiamo le cose, siamo qui perché c’è un’iniziativa precisa del Governo che potrà essere ratificata dal Parlamento, di fronte alla quale questa Regione ritiene di dover operare in maniera differente e vedremo quale sarà l’esito di questa votazione.
Anche sull’urgenza credo che questa sia determinata dal fatto che i nidi aprono a settembre, quindi una platea molto ristretta, questo lo ricordiamo, non stiamo parlando della generalità dei bambini da vaccinare, stiamo parlando dei bambini da vaccinare che vanno al nido e che non sono vaccinati, quindi una piccolissima minoranza, forse poche decine di unità, ma significative sulla linea di tendenza, quindi era necessario che questa cosa fosse fatta e qui vale quello che ha detto la Consigliera Pergolesi, questa è una questione politica, sono d’accordo con il Consigliere Urbinati, sono d’accordo con la Consigliera Pergolesi, è una questione politica.
La questione politica è un’impostazione del modo di ragionare e di conseguenza del modo di governare che esclude sostanzialmente la competenza. E’ un modo legittimo perché in democrazia tutti i modi sono legittimi, non mi addentro sulla possibilità di capire o non capire quanto un vaccino possa servire, sarei ridicolo se io Luca Marconi che ho fatto giurisprudenza mi addentrassi in questo tipo di ragionamento, io da amministratore e da cittadino dico che esistono gli esperi ed agli esperti mi affido, è una linea di tendenza, poi posso essere ingannato, posso sbagliare, per carità, ma è una linea di tendenza. Qui c’è una linea di tendenza confermata dai fatti, da 150 anni, a seconda di quanti vaccini sono stati scoperti, non abbiamo più le stragi, questo è un dato di fatto che non può essere cancellato da nessuna storia, né da nessuna legge.
La cosa che mi sconvolge è un’altra, è che il Ministro Fontana dichiari: “Troppi 10 vaccini, ma non sono un medico”, la rete si è divertita dicendo: “Troppi 7 nani, ma non sono Biancaneve”, “Troppi 10 comandamenti, ma non sono Dio”, “Troppi due atomi di idrogeno per l’acqua, ma non sono un chimico, “Troppi 10 minuti, ma non sono un orologio”. Signori, ognuno ha la propria competenza, è l’orologio che stabilisce i secondi, poi possiamo discutere con Einstein che magari il tempo e lo spazio sono relativi e quello che noi abbiamo stabilito essere un minuto di 60 secondi è un fatto puramente convenzionale, ed è vero che è convenzionale, perché il tempo e lo spazio in altri luoghi, in paradiso o nell’universo, non hanno nessun tipo di significato, però resta il fatto che io ho necessità di misurare un minuto, cioè la differenza fra la realtà e la necessità è tutta lì. Chiudo con Celentano “24.000 baci sono troppi, ma non sono Celentano”. Se vogliamo andare su questa linea di discussione siamo al ridicolo, una linea che mette in discussione la competenza e che introduce un concetto diverso della competenza, cioè l’idea che la politica o chi fa politica …, altro che antipolitica, qui siamo alla esaltazione dell’assoluto potere di chi ha occupato un posto, di Ministro, di Presidente del Consiglio, di Parlamentare, il suo potere è assoluto ed è assoluto rispetto alle competenze, rispetto alla scienza, rispetto alla popolazione e rispetto a quel 90% di cittadini italiani che si vaccinano. Questo è il vero punto! Qui si va contro, e bisogna dare atto al Governo di un coraggio non indifferente sul piano ideale perché questo è un Governo che segue sempre le tendenze di quello che fanno gli altri, peggio di Berlusconi, in questo caso no, si mette contro il 90% di italiani che si sono vaccinati e che continuano a vaccinarsi, convinti della buona regola di questo.
C’è un altro dato estremamente preoccupante riguardo a questo tipo di ragionamento, che veniva fuori anche nell’ultima seduta del Consiglio quando abbiamo parlato del 112, il 112 come numero di emergenza non funziona perché c’è stato un caso in Sicilia in cui non ha funzionato, questo è un modo di ragionare …, non so se supera gli 8 anni, cioè prendo un caso e su quel caso costruisco la regola, questa non solo è la negazione del diritto, ma la negazione del buon senso, non si prendono le altre 3 milioni di chiamate che può aver ricevuto il 112 dalla Lombardia al Trentino Alto Adige, all’Emilia-Romagna dove è già stato applicato, no si prende un caso, lì non ha funzionato, certo che può non funzionare, anzi mi meraviglio che ci sia stato un solo caso in cui non abbia funzionato, ce ne possono essere decine, centinaia. Ho un dato di fatto che mette in conto un numero significativo di casi rispetto ad una scelta che faccio? Ma certo! Qui c’è un’altra pretesa da parte di questo modo di fare politica, di creare l’idea del paradiso in terra, speravo che con il comunismo e con il fascismo questo l’avessimo superato e invece no, c’è ancora chi crede che ci possa essere la perfezione assoluta su questa terra: Non c’è, evidentemente non c’è! C’è la ricerca paziente di una verità che volta per volta si aggiusta, per questo sono verità relative relativamente alla nostra esistenza che ci portano a fare qualcosa di meglio, invece qui non c’è questo tipo di atteggiamento e questo mi preoccupa grandemente.
Chiudo dicendo che sono fortemente d’accordo con gli emendamenti perché questa tesi io l’ho sempre sostenuta, Presidente Volpini, cioè dire che - se è vero non lo so, non ho un dato scientificamente accertato, sono chiacchiere da rete presa come comunità scientifica della quale posso avere grande rispetto, questo è un problema relativo - non c’è un numero di casi acclarati che ci faccia sostenere che determinati vaccini producano o no dei danni all’organismo, ci sono seri sospetti, alcuni casi, si discute, si valuta, eccetera.
Ammesso che questo venga certificato è evidente che il pubblico nel momento in cui procede ai vaccini deve prestare la massima attenzione, mi sembra che almeno alcuni emendamenti vadano in questa direzione, nei confronti di soggetti a rischio, non so fare esempi in questo caso, quindi per tranquillità dovrebbero essere fatte delle diagnosi preventive rispetto ai vaccini e siccome le diagnosi preventive rispetto ai vaccini costano, io dico che questi emendamenti vanno sospesi in attesa che il Governo introduca un Lea per le vaccinazioni e dato che le analisi preventive per i vaccini costano e costano tanto perché non possiamo farle solo ad uno ogni tanto, ma bisogna farle a tutti o a quasi tutti quelli che possono essere i soggetti a rischio, quando il Governo li istituirà io sottoscriverò insieme alla Consigliera Pergolesi tutti gli emendamenti che vanno in questa direzione, però ci devono dare i soldi per farli perché non si può anche qui andare avanti a chiacchiere. Questa cosa il Governo la sta dicendo da mesi, quando era in minoranza e adesso che sta in maggioranza, se queste cose sono vere e se è convinto per le sue relazioni e conoscenze scientifiche che bisogna fare questa azione preventiva, la paghi, la metta in conto, tolga 100, 200, 300 milioni preventivati per il reddito di cittadinanza e li metta qui, allora sarebbe un Governo serio sennò è un Governo di chiacchiere e le chiacchiere stanno a zero, e quando i Lea verranno approvati che li daranno. No che noi cadiamo nella trappola e Regione per Regione andiamo ad approvare questa cosa impegnando decine di milioni per cose che invece dovremmo fare diversamente, è vero che fra poco, cari Consiglieri, risparmieremo sul punto nascita di Fabriano, non subito ma qualcosa risparmieremo, forse il Ministro Grillo ha questa intenzione, ci vuole far risparmiare i soldi del punto nascita di Fabriano così che la Consigliera Pergolesi possa approvare gli emendamenti relativi ai vaccini e avremo 10, 15, 20 milioni in più per fare le analisi preventive sulle vaccinazioni.
Però tutta questa storia è una cosa seria, sono venuto per rispetto e per le necessità del Consiglio, ma penso che questa discussione non sia seria perché ha premesse profondamente ideologiche, profondamente menzognere ed ogni argomento che può essere usato contro non troverà mai nessun tipo di soddisfazione ragionevole perché non c’è un ragionamento serio intorno a questo tipo di argomento.
Per quanto riguarda poi la mia assenza in Commissione sono stato sostituito a tratti dal Consigliere Volpini, a tratti dal Consigliere Giacinti, se ho ben capito alla fine lo stesso Consigliere Giacinti non è stato presente alla votazione, quindi non c’è stato nemmeno bisogno della mia sostituzione.
Mi permetta Presidente a questo riguardo di segnalare una cosa curiosa del nostro sistema che nasce con il passaggio da 40 a 30 Consiglieri, un’altra di quelle cose belle che abbiamo fatto. Alla fine ridurremo i Consiglieri a 3 o a 4, perché tanto la democrazia a cosa serve? I Parlamenti non servono a niente, non servono a niente neanche i Consigli regionali, anzi se ne sono convinti non capisco perché i Consiglieri della Lega non cominciano ad autosospendersi, se hanno questa convinzione venga qui 1 e gli atri 2 se ne tornino a casa, rinunciando alle loro indennità. Si dimettano tutti così abbiamo risparmiato un numero considerevole di soldini, se la stessa opinione è anche del Movimento 5 Stelle, su 4 può rimanere 1, così abbiamo risolto un altro tipo di problema.
Noi che siamo vecchi e convinti che la democrazia serva continueremo a stare qui dentro. Parlo di anomalia perché? Perché per quota/maggioranza le Commissioni sono un organo perfetto, mi pare che questa fosse la terminologia usata, cioè o si sta tutti o la Commissione non esiste e questa è una grande anomalia perché un organo perfetto mi sembra che sia rimasto soltanto in Vaticano. In Vaticano il diritto canonico stabilisce che in alcune circostanze o si è tutti o non si può decidere niente, ma lì si decide di cose eterne, quindi è necessario che non manchi nessun Cardinale, qui non decidiamo di cose eterne, ma a volte anche di amenità sui vaccini. Sarebbe anche il caso …, ne abbiamo 5 su 5 e se ne manca uno, 4 su 8, non può esserci il numero legale, che è una cosa particolare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Qui ovviamente si sta dando un taglio diverso a queste proposte di legge unificate. Voglio ricordare e fare un passo indietro, eravamo a ferragosto e ci è arrivata una e-mail che diceva che bisognava convocare la Conferenza dei Presidenti dei gruppi con urgenza perché c’era una proposta di legge sui vaccini. Pensavo fosse scoppiata una pandemia, una epidemia di morbillo, sotto ferragosto una convocazione d’urgenza della Conferenza dei capigruppo mi ha lasciato veramente basito.
Sono stato presente e ligio al dovere istituzionale e sono andato alla Conferenza dei capigruppo e in quell’occasione ho appreso che non c’era nessuna epidemia in corso, che non c’era nessuna emergenza per cui si dovesse fare una Conferenza dei capigruppo per convocare poi la IV Commissione e convocare oggi, come è stato fatto, il Consiglio regionale, tra l’altro voteremo per alzata di mano in quanto non abbiamo il voto elettronico dato che si sta rinnovando l’impianto tecnico della sala.
Ho cercato di spiegare alla Conferenza dei capigruppo che l’urgenza non c’era per l’approvazione di questa legge e per cambiare un calendario che era stato programmato dalla Conferenza precedentemente, perché si parla tanto di programmazione poi nel momento in cui c’è una motivazione politica, di una parte politica, il calendario e la programmazione vengono completamente stravolti.
Ho cercato di documentare portando dei fatti concreti e delle indicazioni concrete al fatto che l’urgenza non era necessaria, ma ovviamente è stata una battaglia persa già in partenza perché questo è un atto politico contro il Governo, non c’è nessun pericolo di vaccinazione o altro e a questa motivazione che do ho portato degli articoli di stampa che vi leggerò brevemente.
Un comunicato della Giunta regionale Marche, non del Movimento 5 Stelle, datato 12 marzo 2018, dice: “Manca all’appello ancora poco meno dell’8% delle famiglie per quanto riguarda la vaccinazione, di queste famiglie già una buona parte ha già prenotato la vaccinazione”, l’8%, se le vaccinazioni prenotate mettiamo sono il 3%, rimane un 5% di famiglie che non ha vaccinato i propri figli. Vuol dire che su una classe di 20 bambini 1 non è vaccinato. Qual è l’urgenza? Se 19 sono vaccinati ed 1 non è vaccinato quale pericolo sta correndo il non vaccinato o gli altri già vaccinati? Quindi questo bambino non corre pericolo per sè e non fa correre pericolo agli altri 19 vaccinati, però la maggioranza di questa Regione lo vuol cacciare via dalla scuola materna.
I genitori che per qualunque ragione o per ignoranza non hanno vaccinato il proprio figlio, magari lavorano padre e madre, saranno in gravissima difficoltà perché c’è la legge regionale che caccerà via dalla scuola materna il loro bambino.
Vado ancora avanti, articolo del 6 agosto, qui è il Presidente della Regione Ceriscioli che parla e dice esattamente: “Siamo a un soffio dalla copertura del 95% che è l’obiettivo indicato”, poi c’è un articolo del Consigliere Busilacchi che dice: “Grazie alla legge regionale attualmente in vigore, di cui sono stato proponente e primo firmatario – sottolinea il Consigliere regionale Gianluca Busilacchi – dovremo essere al riparo dalle modifiche e dalle proroghe proposte dall’attuale Governo centrale sull’obbligo vaccinale”, questo forse non è vero perché la precauzione ulteriore di questa proposta di legge unificata smentisce il convincimento del Consigliere Busilacchi.
Ci sono ancora altre indicazioni che vengono dalla rassegna stampa: “La Regione ha rivolto questa proposta di legge soprattutto ai nidi ed ai centri per l’infanzia”, che sono quelli che raccolgono di più i minori e dice di opporsi alla proroga che è stata fatta nel decreto “milleproroghe” dall’attuale Governo, che si preoccupa di salvaguardare il diritto all’istruzione sancito dalla nostra Costituzione. Indipendentemente dalla volontà delle famiglie che hanno vaccinato o meno i propri figli, il diritto costituzionale di queste persone, di questi italiani minori, viene tutelato con la proroga.
Ho sentito dire al Presidente Volpini oggi e nella Conferenza dei capigruppo che il pericolo maggiore viene dal morbillo e si diceva che nella nostra regione i casi di morbillo hanno fatto scattare questo allarme, leggo un articolo di agosto 2018 che dice che ci sono stati 15 casi di morbillo in un mese all’Ospedale di Macerata, però leggendo meglio ed approfondendo nessun contagio c’è stato in pediatria, a spiegare come si mosso e chi ha colpito il contagio è il Direttore sanitario che dice: “E’ partito tutto da un ragazzo di 16 anni che è arrivato in pronto soccorso ed ha visitato altri reparti prima della diagnosi di morbillo. I contagiati sono più che altro i papà di alcuni bambini ricoverati per altre patologie. I bambini non si sono ammalati, ma loro si”. Quindi questa urgenza del morbillo sui nidi e sui minori sotto i 6 anni viene smentita direttamente da questo che vi ho letto ora. Poi c’è anche il Preside della Facoltà di Medicina che dice: “La maggior parte dei casi ha interessato soggetti di età maggiore o uguale ai 15 anni. Nel 2017 nelle Marche sono stati notificati 53 casi di morbillo con età mediana di 29 anni - e questa legge è sui nidi d’infanzia - nelle Marche nel 2010 la copertura era al 97%, nel 2015 è scesa al 92%, per risalire al 94% nel primo semestre del 2018” e questa dichiarazione concorda con quanto dichiarato dal Presidente Ceriscioli, che siamo a un soffio dalla copertura prevista dalla legge.
Credo che la salute dei nostri bambini sia più importante della battaglia politica contro il Governo, per cui non si può strumentalizzare la loro salute, che non è assolutamente in pericolo, e le difficoltà dei loro genitori con una proposta di legge che è assolutamente una presa di posizione politica.
Questa ormai è una posizione del PD nei confronti degli italiani che non l’hanno più votato e in questo momento bisogna farla pagare agli italiani che non hanno votato il PD trattandoli come delinquenti. L’autocertificazione non va bene, nonostante sia un reato penale, perché ci vuole il certificato di vaccinazione e il genitore l’autocertificazione non la può fare perché il PD non si fida, oppure i fischi al funerale di Genova era la clack del Movimento 5 Stelle?
Non si prende in considerazione nulla di tutto questo, non si fa autocritica, ma si mette in campo una specie di vendetta nei confronti degli elettori che non credono più e che non hanno confortato con il loro consenso il Partito Democratico e l’attuale maggioranza di questa Regione.
Il metodo dell’allarmismo per finalità diverse da quelle della salute sta facendo proseliti perché l’Ordine dei Medici della Provincia di Ancona, e questa fotografia che vi faccio vedere l’ho scattata ad Ancona, pubblica un manifesto con la lapide di un cimitero con un orsacchiotto vicino e con l’epitaffio che riporta le parole del bambino morto: “Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo”.
Questo è il clima in cui si sta svolgendo il dibattito politico io non ho nessun motivo, anzi non credo, per dire che questo manifesto sia ispirato a interessi diversi che non sia quello della salute dei bambini, però è una caduta di stile che non mi aspettavo da operatori di scienza come i medici che debbono godere della fiducia dei loro pazienti.
Questa è veramente una caduta di stile e sicuramente non appartiene alla categoria dei medici che io conosco, tra cui ho tanti amici dei quali ho apprezzato la professionalità, la moderazione e l’equilibrio, questo non appartiene più, probabilmente la questione viene inquinata da questo tipo di battaglia politica sulla pelle della gente.
Spero che l’Aula approvi gli emendamenti, modifichi questa proposta di legge, forse la può anche respingere perché intempestiva e non motivata da nessun carattere scientifico d’urgenza, spero che l’Aula ci ripensi e non usi la salute dei marchigiani per contrapporsi a questo nuovo Governo che ricordo, a voi che siete della maggioranza di questa Regione, è stato eletto dalla maggioranza di noi marchigiani.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri ci ritroviamo in agosto in quest’Aula come ci eravamo già trovati nell’agosto del 2017, per discutere dello stesso tema, dello stesso argomento, ovvero quello dell’obbligo vaccinale.
Intanto una premessa, perché credo che per la responsabilità che ognuno di noi ha e quindi anche per la serietà che ognuno di noi mette nell’esercizio delle proprie funzioni, è solo la salute dei bambini e delle persone che ci interessa, non altro.
Fatta questa considerazione devo constatare che il dibattito ha assunto anche un forte carattere politico e quando il nostro capogruppo Consigliere Urbinati dichiara che c’è una grande attenzione politica dice una cosa vera.
La Consigliera Pergolesi nel suo intervento, prima di passare alla relazione di minoranza, faceva presente che è l’ennesimo Consiglio straordinario, intanto ristabiliamo alcune verità, l’8 agosto 2017 l’Assemblea legislativa delle Marche si era riunita per discutere questo tema su richiesta delle minoranze, quindi ci troviamo un anno dopo qua, ma questa volta su due nostre proposte di legge.
Partiamo da dati di fatto, il Consiglio dello scorso anno si è tenuto perché voi avete fatto richiesta di convocare una seduta del Consiglio, e va bene, non sto dicendo che non doveva essere fatto, però si è fatto su vostra richiesta, ma non voglio parlare di questi aspetti formali, quest’anno si tiene perché sono state presentate due proposte con la firma di molti di noi, quindi le stiamo discutendo.
Il richiamo poi che veniva fatto alla coesione della maggioranza, io giovedì scorso in Commissione c’ero, mi sembra che quello che conta sia il fatto, ovvero la maggioranza ha respinto il pacchetto degli emendamenti che era stato presentato, ha votato ed ha licenziato la proposta di legge. C’è stato un atteggiamento di responsabilità del Consigliere Zaffiri, che vogliamo riconoscere perché così sono andate le cose, ma sta di fatto che la coesione politica non è venuta meno.
Oggi cosa stiamo discutendo di fatto? Queste due proposte cosa stabiliscono? Si intende chiarire a quali servizi dedicati all’infanzia e all’adolescenza, disciplinati dalla normativa regionale vigente, devono essere applicate le disposizioni previste dalla normativa statale in materia di obblighi vaccinali, quindi una proposta ha la funzione di stabilire quali sono i servizi; l’altra proposta invece si prefigge di rafforzare la vigente normativa regionale in materia, prevedendo l’osservanza dell’obbligo vaccinale stabilito dalla normativa statale vigente in materia, quale requisito di accesso ai servizi, quali nidi di infanzia, centri per l’infanzia e altro. A questo abbiamo risposto con un testo unificato, anche questi sono dati di fatto.
Quanto affronto questi temi, almeno questo è il mio atteggiamento, cerco di essere saldamente ancorato all’Organizzazione mondiale della sanità, alla comunità scientifica, insomma alla scienza! Cerco di avere un approccio che mi metta in relazione stretta con la scienza, mantenendo interesse, sensibilità, consapevolezza e conoscenza per esprimere un voto non partitico, ma un voto libero e responsabile, né di parte, né ideologico.
Sono convinto che la scomparsa nel nostro Paese di malattie infettive o la notevole riduzione di altre non sia dovuta soltanto alle migliorate condizioni socio-economiche del Paese, questo non sarebbe mai avvenuto senza le vaccinazioni. Quindi i servizi di prevenzione, gli elevati standard di vita, non garantiscono a mio avviso la protezione dalle malattie infettive e mi pongo una domanda: se si dovesse smettere di vaccinare si potrebbe determinare l’insorgenza di malattie al momento scomparse?
Questo è il ragionamento che abbiamo cercato di fare anche in Commissione, nel gruppo consiliare, credo che negli ultimi anni abbiamo perso la percezione del rischio legato alla conoscenza dei danni determinati da alcune malattie infettive, mentre, ed è legittimo, destano preoccupazioni eventi avversi dovuti alla somministrazione del vaccino.
Rispetto a questo quadro, rispetto a questa percezione, rispetto ad alcuni dati di fatto, come agire? Agire seguendo la scienza, seguendo la medicina, seguendo lo studio, la ricerca, l’informazione.
Poc’anzi il Consigliere Maggi ha fatto riferimento ad una presa di posizione dell’Ordine dei Medici della Provincia di Ancona, ho sottomano un intervento del Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Ancona, il dott. Fulvio Borromei, che sulla stampa locale si firma e parte dal fatto che è arcinota la grande importanza preventiva che le vaccinazioni hanno avuto in tutto il mondo, quindi anche nel nostro Paese, nel nostro territorio, come esse abbiano modificato in meglio la storia delle popolazioni che ne hanno fatto uso, “Mi auguro pertanto che la scienza – dice il Dott. Borromei – e le conoscenze scientifiche che le hanno prodotte siano usate nel modo più efficace”.
Non vi leggo l’intervento, lo trovate sulla stampa, è stato fatto alcuni giorni fa, un intervento molto interessante e anche questo mi sembra che metta in evidenza l’aspetto scientifico e non altro, ecco perché l’ho ripreso e tra l’altro chiude offrendo un segno di riconoscenza di quel complesso e difficile cammino intrapreso nel corso degli anni da medici e ricercatori per garantire la vita delle generazioni a venire. Per quanto mi riguarda faccio mio il segnale di riconoscenza e faccio anche riferimento qui a quello che noi lo scorso anno abbiamo approvato, cioè all’articolo 3 della legge, nel quale mettiamo in evidenza l’informazione e la formazione, ovvero “la Regione promuove ed organizza campagne informative rivolte alla cittadinanza, predispone opuscoli informativi, attiva un numero verde regionale, assicura la formazione del personale sanitario operante in tutte le articolazioni del servizio sanitario”.
Quella degli operatori è una partita fondamentale, importante, che contribuisce a far si che l’attuazione di una legge sia fatta nel migliore dei modi, tenendo conto da un lato delle responsabilità, ma anche delle sensibilità e allora qui faccio un inciso, perché quando parliamo di operatori dobbiamo fare in modo che ci sia coerenza anche rispetto a quelli che sono i nostri doveri nei confronti delle persone che lavorano nella sanità.
Alcuni giorni fa il Presidente Ceriscioli ha fatto una conferenza stampa molto interessante sull’Interporto a Jesi, non voglio parlare dell’Interporto, anzi ringrazio il Presidente per quello che ha fatto, per quello che ha detto, anche per l’apprezzamento che ha espresso nei miei confronti, ma non di questo voglio parlare, voglio fare un altro riferimento, dopo quella conferenza stampa alcune organizzazioni sindacali hanno detto che le risorse per quegli investimenti venivano dai loro sacrifici o dalla riduzione della spesa che c’è stata in sanità, questo non risponde a verità perché quelle sono risorse, il Presidente lo ha spiegato benissimo, destinate agli investimenti che nulla hanno a che vedere con la spesa corrente, però voglio ricordare che lo scorso anno abbiamo approvato una legge, il 21 marzo 2017, che dice che la Giunta regionale dalla data di entrata in vigore della legge adotta, con riferimento agli enti del Servizio sanitario regionale, linee di indirizzo finalizzate a superare le disparità relative al trattamento economico accessorio per il personale che svolge la medesima attività. Su questo ci sono stati dei passi in avanti, cito per tutti, l’ho fatto già in un’altra sede, la ricostruzione dei fondi contrattuali avvenuta negli Ospedali Riuniti di Ancona Torrette, tant’è che lì c’è stata poi anche una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Presidente, il Direttore generale, il Presidente della Commissione sanità Volpini.
Cosa c’entra il tema dei fondi contrattuali, cosa c’entra questo aspetto? C’entra perché noi nel momento in cui parliamo di operatori sanitari dobbiamo fare in modo che siano rispettate sempre tutte le condizioni che da un lato portano i doveri e dall’altra i diritti, quindi – il Consigliere Volpini in questo momento non è in Aula, ma glielo dirò personalmente - noi dobbiamo fare in modo che a partire da settembre ci sia una Commissione sanità dedicata a questi aspetti proprio per il rispetto di quella legge, per superare le disparità di trattamento e per la ricostruzione dei fondi contrattuali a partire dall’Area vasta 2 fino all’Area vasta 5.
Chiudo dicendo che è la scienza, è la responsabilità che deve prevalere, è il diritto alla salute che deve essere garantito, quindi noi abbiamo obiettivi importanti dentro quel quadro dell’organizzazione mondiale della sanità: migliorare in modo significativo la salute e il benessere delle popolazioni, ridurre le disuguaglianze di salute, rafforzare la sanità pubblica, garantire sistemi sanitari che pongano al centro la persona e che siano universali, equi, sostenibili e di alta qualità.
Alcuni giorni fa un medico della nostra regione, che è anche il segretario di un importante sindacato, l’Anaao Assomed Marche, ha messo in evidenza l’obiettivo pubblico della sanità, su questo aspetto, partendo dal diritto dei bambini, ma più in generale dal diritto alla salute per tutti i marchigiani, dobbiamo lavorare per rafforzare una sanità pubblica e garantire sistemi sanitari che superino le disuguaglianze di salute, che pongano al centro la persona e che siano universali.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Non volevo intervenire, invece sento di doverlo fare per ringraziare il Presidente Volpini per il lavoro fatto dalla Commissione, che credo sia molto importante.
Dagli interventi mi è venuto in mente Galileo quando abiurò sull’eliocentrismo e disse: “Eppur si muove” perché in questo momento mi pare che la scienza si stia molto allontanando da alcune decisioni.
Quando ero piccola ci si vaccinava per il vaiolo e nessun genitore si poneva il problema perché c’erano dei medici, degli scienziati che avevano stabilito che ciò fosse necessario e giusto, tanto è vero che il vaiolo è stato debellato.
Credo che la comunità scientifica si sia espressa dal punto di vista della pericolosità delle non vaccinazioni.
Si parla soltanto di minori e dei bambini della scuola di infanzia, in realtà la legge dice altro: “Al fine di preservare lo stato di salute sia del minore sia della collettività con cui il medesimo viene a contatto”. Ad esempio io che non mi sono ammalata di morbillo da bambina mi sono vaccinata perché i danni nell’adulto e penso anche ai danni nell’anziano, come qualcuno mi ha suggerito, sono ancora più gravi in quanto il morbillo in età infantile crea danni e problemi che noi conosciamo, ma in età adulta è molto più pericoloso e penso soltanto agli anziani, penso a tutti i costi sociali che ci possono essere per un bambino ammalato di morbillo o di un’altra malattia, penso a mio figlio che è stato un bambino immunodepresso per cui ogni volta che c’era qualche epidemia in classe in noi genitori si scatenava il terrore e si consultava il pediatra per mandarlo o non mandarlo a scuola.
Credo che dobbiamo smetterla di ragionare come la Santa Inquisizione e tornare a ragionare di materie nelle quali ci sono delle competenze …, mi dispiace, questa non è politica, questa è scienza, come quando si parla di terremoto, come quando si parla di strutture, come quando si parla di infrastrutture, come quando si parla di solai.
Io sono un architetto posso stabilire se un solaio regge o non regge, se un solaio è idoneo o non è idoneo, ma non posso stabilire se un vaccino è necessario o non è necessario, così come un medico non può stabilire se un solaio o un viadotto è resistente, è agibile o è adeguato alla funzione che svolge.
Penso che prima di tutto si debba ascoltare la scienza, si debba ascoltare chi è competente e mi pare che gli Ordini dei medici, il mondo scientifico si sia bene espresso, dopodiché si decide dal punto di vista politico in base alle risultanze tecniche, d’altronde questo è l’ordinamento italiano e tutti noi, sia in Giunta che in Consiglio, basiamo i nostri atti su istruttorie tecniche, non a caso, in Giunta non possiamo prendere decisioni che non siano avallate dal punto di vista tecnico e c’è un tecnico, non a caso, per ogni materia perché ci deve essere un tecnico competente che ci supporta da un punto di vista scientifico le scelte.
Quindi evitiamo l’eppur si muove, non dobbiamo fare nessun tipo di abiura, credo che sia sacrosanto e giusto e non sia assolutamente una posizione politica quella di decidere di approvare questa legge, di mettere un punto fermo su questa legge e a proposito dell’interrogazione n. 680 presentata il 23 agosto che inizia “Premesso che l’Aifa …” premesso che, il Presidente dell’Aifa si è dimesso per la questione dei migranti …, facciamoci qualche domanda.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Come gruppo Forza Italia siamo favorevolissimi all’obbligo vaccinale per avere accesso ai nidi ed ai servizi per l’infanzia, quindi voteremo a favore del testo unificato delle due proposte di legge, la n. 224 e la n. 226 perché, l’ho detto già un anno fa, noi riteniamo che i vaccini siano uno strumento importante per la prevenzione, ma non solo, per debellare anche malattie infettive mortali.
Detto questo che la maggioranza ha già espresso, una considerazione la vorrei fare, ho ascoltato la relatrice di minoranza Pergolesi ed il Consigliere Maggi e non so se il Movimento 5 Stelle si è reso conto che è maggioranza, perché dico questo? Perché il gruppo Forza Italia ha fortemente criticato il Governo a livello nazionale per quasi qualsiasi scelta fatta a livello regionale. Quando c’è una critica forte verso le scelte nazionali e regionali chi critica deve sapere anche come e quello che vuole fare, oggi mi sarei aspettata che il Movimento 5 Stelle, che è al Governo, che è quindi maggioranza di questo Paese, avesse la certezza di quello che deve fare, invece c’è un rinvio delle vaccinazioni di un anno. C’è qualcosa che non va, perché il Movimento 5 Stelle è in contraddizione al suo interno, molti sono per l’obbligatorietà dei vaccini, oggi avete dimostrato le vostre contraddizioni non solo all’interno ma anche a livello nazionale.
Il Consigliere Maggi parla di strumentalizzazione, questa parola è stata utilizzata sia quando eravate in minoranza che adesso che siete maggioranza, che facciamo utilizziamo sempre gli stessi termini? Oggi voi dovete dare delle risposte! E’ vero Consigliere Maggi, questo governo è stato eletto con la maggioranza dei voti dei marchigiani, con un grande voto, però le risposte non ci sono e debbo dire che la confusione è stata creata da voi, la confusione a livello nazionale, le famiglie, i Presidi, chi l’ha creata?
Sono fortemente convinta dell’obbligo delle vaccinazioni, però dico anche di essere seri visto e considerato che se si critica poi bisogna dare delle risposte e invece il Ministro della salute che fa? Lo ha detto bene il relatore di maggioranza, Consigliere Volpini che è un medico, si è contraddetto, la prima contraddizione riguardava una circolare in cui si parlava di autocertificazione per entrare a scuola, poi sapete quello che è accaduto a livello nazionale, e la seconda qual è? Gli emendamenti del Movimento 5 Stelle, oggi oltretutto diviso sulla questione, e Lega al decreto “milleproroghe” per il rinvio al 2019/2020 del divieto di accesso alla scuola in mancanza di documentazione sull’avvenuta vaccinazione.
Questo rinvio, vi chiedo, è una certezza per i marchigiani e per gli italiani? E’ un rinvio, voi avete rinviato una decisione, ma come? Abbiamo sempre criticato il governo PD a livello nazionale, abbiamo criticato il governo regionale e ora che siete lì che fate rinviate?
Questo è l’errore più grande, poi non ci arrampichiamo sugli specchi, la straordinarietà, il Consigliere Giancarli l’ha detto, la potevate evitare, lo scorso anno noi della minoranza abbiamo chiesto un Consiglio straordinario l’8 agosto, allora cerchiamo di dire le cose come stanno, altrimenti non siamo più credibili, se attacchiamo il Governo nazionale ed il Governo regionale e poi facciamo come loro, ecco qua che la credibilità non arriva.
Si oscilla dalla teoria sulla regolamentazione necessaria a causa di cali nella copertura vaccinale a quella sulla mancanza di emergenze, quindi sulla non urgenza in assenza di epidemie specifiche, una confusione che non fa altro che intorbidire ancora di più la discussione su un argomento delicato ed essenziale in termini sociali, educativi e scolastici.
Emerge quindi una contraddizione, il Governo regionale dice una cosa, il Governo nazionale un’altra, c’è qualcosa che non va e il caos regna sovrano con un Governo che fino ad oggi ha portato solo a rinvii.
Non c’entra nulla con i vaccini, però faccio parte di Forza Italia ieri ed oggi ho ascoltato una affermazione di Conte che è arrabbiato perché c’è un attacco finanziario internazionale al nostro Paese, nel 2011 con dei dati positivi, con il Pil a + 0,4%, con un terzo della disoccupazione di oggi, il Governo Berlusconi è andato a casa per che cosa? Per lo spread?
Allora facciamo attenzione a non essere troppo arroganti e prepotenti perché poi non ci possiamo arrabbiare, ripeto, lo dice una persona che è di Forza Italia e nel 2011 con dati positivi e con uno spread elevato siamo andati a casa.
Ribadisco che siamo favorevoli all’obbligatorietà vaccinale. No, l’accordo è stato fatto tra il Movimento 5 Stelle e Lega, quindi è un accordo diverso!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Un primo appunto all’Assessore Casini che ha parlato del Presidente dell’Aifa che si è dimesso, volevo farle notare che si è dimesso perché una sua Fondazione riceveva soldi dalle case farmaceutiche nel 2015, quindi non parliamo dell’Aifa, lasciamola da parte.
Veniamo al merito, cercherò di essere il più razionale possibile senza voler fare nessuna speculazione, ma portare a quest’Aula dei dati per poter capire dove stiamo andando. Per me le questioni sono necessariamente due, una, l’atto legislativo che avete portato in quest’Aula e la seconda, che è importantissima, il diritto all’istruzione del quale nessuno ha parlato.
Adesso citerò le parole che il 4 aprile 2018 il Presidente ed Assessore Ceriscioli, in replica ad una mia mozione con la quale chiedevo di permettere agli alunni di terminare l’anno scolastico, ha detto: “Affermare che a difendere la Costituzione sia la mozione, trovo la cosa molto interessante, credo che la Costituzione sia leggermente sovraordinata rispetto alle mozioni, eventualmente è la Costituzione che difende le mozioni - questa l’ho sentita in quest’Aula: la Costituzione difende le mozioni - e non viceversa. Così come non solo le mozioni regionali, ma neanche le leggi regionali riescono a superare quelle nazionali".
Ricordo al Presidente, casomai se ne fosse scordato, che la mozione è uno strumento di indirizzo politico teso ad indirizzare il Consiglio regionale su un comportamento da tenere oppure su misure da prendere in merito ad uno specifico argomento, non c’entra niente la legge.
Sulla mia mozione si diceva: “Assumere tutte le iniziative ritenute opportune dalla Giunta e dal Consiglio a livello istituzionale e politico affinché possano essere superate le ulteriori criticità della legge 119”, questo è un inciso, perché è importante? Perché questa legge non ha nessun senso se viene approvata al Senato la “milleproroghe”, questa legge non ha nessun senso, non conta nulla, perché non può essere sovraordinata a quella nazionale, l’ha detto il Presidente il 4 aprile, non l’ho detto io, è tutto registrato!

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Peppino GIORGINI. La legge è di oggi, quindi se la legge nazionale dice che c’è un anno di proroga …

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Peppino GIORGINI. Vedremo se sarà come dite voi. Verrà approvata perché è già stata approvata alla Camera e deve essere approvata al Senato …

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Peppino GIORGINI. Andiamo avanti, vedremo, se non verrà approvata avrete ragione voi, se verrà approvata avrò ragione io.
Passiamo al secondo punto che nessuno qui ha fatto notare, il Presidente sempre rispondendo alla mia mozione dice: “E’ stato espulso un bambino dalle scuole? No, neanche uno perché grazie all’obbligo vaccinale ed a questa procedura si sono aperti non solo la comunicazione, ma anche un colloquio individuale”. La proposta di legge che è stata presentata vuole introdurre un obbligo flessibile, poi spiegherò il perché, con misure variabili laddove, e riguarda le Regioni, la copertura vaccinale è bassa, oppure nel caso si dovessero verificare delle emergenze epidemiche.
Non credo che nella regione Marche ci siano delle emergenze epidemiche. Ho qui l’ultimo rapporto dell’Istituto superiore della sanità, che è aggiornato a giugno 2018, che dice che in Italia ci sono stati quattro decessi per il morbillo. Ma veniamo ai dati aggiornati a maggio 2018, mentre in altre regioni, come la Lombardia, l’Emilia-Romagna, la Toscana, il Lazio, la Campania e la Calabria, che hanno ogni mese, da gennaio a maggio, 30/31 casi di morbillo, nelle Marche da gennaio a maggio sapete quanti casi di morbillo ci sono stati? Due casi, tranne Bolzano che ne ha avuto uno, siamo i più bassi d’Italia. Quindi non c’è un’epidemia in giro per cui occorre una legge di questo tipo, ma andiamo avanti.
Continuo con le parole del Presidente: “Andiamo poi ad una cosa più raffinata, in Italia tra lo 0 e 6 anni la scuola non è garantita”, i bambini da 0 a 6 anni non sono garantiti, tanto è vero che cita un convegno fatto a Pesaro nel 2012, al palasport. Io aggiungo che non sono garantite l’educazione e l’istruzione, forse quel giorno il Presidente ha avuto un piccolo black-out all’ippocampo e magari non si è ricordato che lui stesso ha firmato una legge regionale che recepisce una legge nazionale fatta dal Partito Democratico, non dal Movimento 5 Stelle, che garantisce il diritto all’istruzione a tutti, partendo da 0 anni, come dice la Costituzione.
Nessuno ne ha parlato in quest’Aula, mi meraviglio, la delibera è la 1376 del 20 novembre 2017 che recepisce un decreto legislativo, un decreto di Renzi, visto che ha governato solo con i decreti, il n. 65/2017. Che cosa dice questa legge recepita e firmata dal Presidente Ceriscioli e dal Segretario della Giunta Debora Girardi? L’articolo 1: alle bambine ed ai bambini dalla nascita e fino ai 6 anni, per sviluppare potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento in un adeguato contesto effettivo ludico e cognitivo, sono garantite pari opportunità di educazione e di istruzione di cura”, eccetera.
Quindi c’è una legge apposita che dà diritto all’istruzione, che è quello costituzionale, a tutti, anche da 0 a 6 anni. Per quale motivo volete negare il diritto di andare a scuola a chi non consegna per qualsiasi motivo il certificato vaccinale? Con quale criterio, con quale mezzo vi arrogate questa forzatura? No, il diritto all’istruzione è pari al diritto alla salute, voi non potete negare assolutamente il diritto all’istruzione, lo dice la Costituzione, non lo dico io.
(…) Io non mi permetto mai di interrompere. Il Consigliere Volpini parlava di interrompere …, nessuno vuole farlo, noi vogliamo vedere regione per regione le coperture vaccinali e in quel caso intervenire. Non vogliamo fare altro, questo è il motivo, però non dare la possibilità a un bambino di andare a scuola è un fatto gravissimo. Ci sono due leggi, una è nazionale e una è regionale, quindi vi contraddite perché da una parte volete lasciare fuori dalla scuola dei bambini da 0 a 6 anni, dall’altra fate una legge che garantisce il diritto all’istruzione dei bambini da 0 a 6 anni. C’è qualcosa che non funziona!
Capisco che voi fate la vostra parte, ci mancherebbe, nessuno ve lo vieta, però credo che questa legge che avete presentato si poteva evitare perché in tema legislativo, come penso e come sarà, non avrà nessun effetto, sarà stato solo del tempo dedicato a un fatto politico per fare un attacco al Governo, che poi probabilmente danneggerà qualcuno che non ha l’idea, che io tra le altre cose ritengo congrua, io non sono contro i vaccini, ci mancherebbe altro, io sono contro il business dei vaccini, quello si.
Credo che questa cosa sia più un attacco al Governo centrale che una emergenza della regione Marche che, come è stato detto prima dai miei colleghi, ha sufficienti coperture per quanto riguarda il morbillo, per altre malattie magari la copertura potrebbe anche essere inferiore, però per il morbillo le coperture al momento ci sono, sia a 24 mesi che a 36 mesi per quanto riguarda i bambini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. “Io quand’ero piccola, che poco poco avevo un cugino che aveva una malattia sentematica, facevamo la processione a casa di mio cugino perché così mia zia si sgrugnava tutti e sette i nipoti, tutti e sette ci avevano la patologia e se l’erano levata dalle palle. Oggi i centri vaccinali sono similabili a quelli che vengono paragonati i marchi per le bestie”, Senatrice Paola Taverna (Movimento 5 Stelle).
“Quando si è deciso che la scienza fosse più importante della politica, chi l’ha deciso e perché?”, parole testuali del Consigliere regionale del Lazio, Davide Barillari (Movimento 5 Stelle).
Su twitter è stato fatto un post in cui si ritrae il dott. Roberto Burioni prigioniero delle Brigate Rosse, a lui e ad altri come lui giungono dai social persino gli auguri di morte.
Fin qui la barbarie di chi desidera farci ritornare al medioevo, verso un futuro in cui le competenze, le professionalità, gli anni di studio, la laurea, la scienza vengono sostituiti da un pressapochismo da ricerca google o wikipedia, così un falegname crede di saperne di più di un medico e una segretaria più di un immunologo. E' il mondo populista e demagogico che avanza, mettendo in pericolo anni di conquiste e di progresso scientifico sulle spalle delle generazioni future.
Questi personaggi sono pericolosi perché le loro balorde convinzioni, nella ricerca disperata di un alibi esterno che tenti di giustificare tragedie familiari che hanno invece basi genetiche determinate, stanno mettendo in pericolo la salute di molti bambini che a causa della scarsa copertura vaccinale rischiano di ammalarsi di malattie gravi, a volte invalidanti e persino mortali.
Sono sempre stato, sono e sarò a favore della vaccinazione. Questa mia affermazione non può essere da alcuno smentita perché l’ho sempre sostenuta anche quando ero nel Movimento 5 Stelle.
“Noi ce la dobbiamo prendere con i genitori che hanno fatto la scelta scellerata di non vaccinarli, dicendo a quella gente che deve vaccinare i suoi figli”, questa frase signori non è la mia, è stata pronunciata da Luigi Di Maio nella trasmissione in onda sulla La7 il 9 agosto 2018, potete andare a controllare, quindi sulla validità e sulla necessità di vaccinare credo che ci sia poco da discutere, sia perché si basa su dati scientifici, universalmente riconosciuti, sia perché tutte le forze politiche oggi, chiaramente anche il Movimento 5 Stelle, mi meraviglio della posizione presa in Aula perché Di Maio dice “deve”, quindi è a favore dell’obbligo, si dicono favorevoli a tale pratica.
Io ho tre figli e li ho vaccinati tutti.
Sono sempre stato, sono e sarò a favore di una corretta e completa informazione che deve essere fornita ai genitori dei bambini che devono essere vaccinati, sia perché ciò rappresenta un diritto dei genitori, sia perché, sono convinto, può servire a tranquillizzare molte paure dettate più dall’ignoranza che da altro.
Credo che anche su questo ci sia poco da discutere, d’altra parte anche la recente legge regionale dell’agosto 2017 all’articolo 3 pone l’informazione dei cittadini tra i suoi punti cardine, pertanto ritengo che anche questo sia unanimemente condiviso.
Va ora capito se esiste la necessità e l’urgenza di imporre un obbligo vaccinale per le scuole dell’infanzia. Il primo agosto 2018 Macerata viene portata alla ribalta nazionale da tutti i maggiori giornali perché in pochi giorni si sono registrati 15 casi di morbillo, evento che ha fatto alzare vertiginosamente la media storica marchigiana, 4 persone sono state ricoverate, un bambino è stato trasferito al Salesi, tutti i medici all’unanimità hanno attribuito le cause del contagio alla scarsa copertura vaccinale, episodi simili purtroppo si stanno ripetendo e diffondendo in tutt’Italia ed è evidente che occorre porre rimedio a questa situazione di emergenza storica. Quale potrebbe essere la soluzione?
“Io ne ho viste di cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”. Questa frase era stata pronunciata dall’androide Roy Batty nel film di fantascienza Blade Runner che se paragonata alle precedenti sembra quasi essere maggiormente meritevole di considerazione, questa frase mi riporta ad un’altra che rimarrà nella storia, quella del Ministro Giulia Grillo del Movimento 5 Stelle: “E’ inoltre allo studio dei Parlamentari un disegno di legge che prevede un obbligo flessibile nel tempo e nello spazio”, nel tempo e nello spazio! Le sciocchezze fantasmagoriche espresse in questa frase non le commento in quanto sull’inefficacia e sull’inutilità del metodo che il Ministro vorrebbe proporre come soluzione si sono già espressi numerosi e autorevoli medici e professori. Di fronte al nulla assoluto, ai preoccupanti avvenimenti di agosto e ai dati che la società scientifica sta fornendo, appare evidente a questo punto che sia corretto inserire l’obbligo anche nella scuola d’infanzia, d’altronde, come affermava James Russell Lowell, solo gli stupidi non cambiano mai idea e di fronte a fatti evidenti è necessario cambiarla. Sarebbe certamente irresponsabile da parte nostra non prendere atto che nelle Marche è in corso una vera e propria emergenza che a detta di medici, non mia, è causata dalla scarsa copertura vaccinale dovuta anche al veicolarsi tra la popolazione di idee pressapochiste che contrastano con i principi della prevenzione medica. Per tali motivi voterò a favore di questa legge.
Non c’entra niente, ma approfitto della parola che ho per dire tutto il mio sdegno e dire che è una vergogna assoluta che il Movimento 5 Stelle e la Lega abbiano intenzione di impugnare la nostra legge votata all’unanimità, se non ricordo male, contro gli inceneritori. Il partito dei 5 Stelle che non ha nulla più a che vedere con quello che era il mio Movimento 5 Stelle, ha cambiato tutto, sta dicendo tutto e il contrario di tutto, sta facendo l’esatto opposto di quello che predicava durante la campagna elettorale, sono favorevoli all’inceneritore e al CSS e oggi l’hanno dimostrato. E’ una vergogna!

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Non me ne voglia il mio capogruppo, non me ne vogliano alcuni dei colleghi di minoranza, ma vorrei spezzare una lancia a favore di questa proposta di legge, perché garantire e tutelare la salute dei bambini non può non essere condivisibile, questo sicuramente.
E' giusto che ci sia la tutela della salute in tutti i servizi per l’infanzia e in particolare nel testo unificato non sono menzionate solo le scuole per l’infanzia, ma anche i nidi di infanzia, i centri per l’infanzia, gli spazi per bambini, bambine e famiglia, i centri di aggregazione per bambini, bambine e adolescenti, gli agrinido e i nidi domiciliari, sono stati tolti i servizi itineranti che c'erano prima, non so perché visto che anche lì c’è la presenza di bambini.
Permettetemi di ampliare un po' l’elenco dei luoghi in cui i bambini sono insieme in comunità. Non avete pensato alle feste di compleanno, non avete pensato ai parchi giochi, alle spiagge, alle feste, alle sagre di Paese, cioè se bisogna tutelare la salute dei bambini o dappertutto o …
Capisco che tutto non è stato messo nell’elenco proprio perché sarebbe difficile un controllo, allora propongo un suggerimento, eventualmente contrassegnare questi bambini in qualche modo, con dei distintivi, con un campanellino che avverta della loro presenza in modo da poter essere evitati, con un tatuaggio, non lo so, un numero eventualmente.
Questa legge potrebbe essere accettabile se fosse completa, se fosse completa in tutto. Quando si parla di tutela della salute bisogna poter tutelare anche chi la salute l’ha persa per danni da vaccino, che non possono essere negati quando la Regione stessa nell’assestamento di bilancio del 2017 ha stanziato ben 500.000 euro per danni da vaccino, è una somma considerevole anche se è appena …, anche fosse un caso, e non è solo un caso qui nella nostra regione, lo sappiamo benissimo, non si può non riconoscerlo, non si può non sostenere le famiglie che hanno vita natural durante il problema di un bambino disabile a causa di una reazione avversa, non si può non sostenere il caregiver familiare allo stremo delle forze.
Questa legge andrebbe bene se vedesse il problema globalmente, se affrontasse globalmente il problema.
Noi non siamo contro i vaccini, sicuramente non siamo contro i vaccini, siamo contro queste modalità, siamo contro la coercizione, contro il ricatto, contro la discriminazione, perché comunque i bambini saranno discriminati, i bambini e le loro famiglie.
Poi mi viene da fare una domanda: rispetto ad altre patologie trasmissibili, e ce ne sono nelle scuole, qual è l’atteggiamento di questa Regione? Perché ce ne sono, sono capitate anche a me più volte l’ho detto, ho avuto una alunna sieropositiva in classe, non mi dite, nei piccoli centri le cose si sanno, eppure stava lì senza alcun problema e non si può dire che altre patologie trasmissibili non siano pericolose.
O si rimette mano su tutto, piuttosto che fare questa proposta affastellata tanto per dire bianco se si dice nero o il contrario, oppure questa tutela non mi troverà d’accordo perché non è una vera e propria tutela, ma una posizione politica fine a se stessa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Credo che il dibattito abbia detto molto, però qualcosa la voglio mettere in evidenza perché mi sembra che nella politica italiana il tema di questa mattina stia assorbendo la scena con un dibattito controverso, un dibattito anche frenetico, che dice tutto e il contrario di tutto, perché? Perché il tema è: vaccini si, obbligo no.
Facciamo capire alla gente come è possibile tenere in piedi questo paradosso, alcuni giornalisti subito dopo quello che è successo al Senato il 3 luglio hanno ribattezzato quella proposta di legge, che è stata presentata in Parlamento da Stefano Patuanelli e Massimiliano Romeo, due Senatori del Movimento 5 Stelle, la legge dell’ossimoro.
Questo è l’estremo tentativo di dire tutto e il contrario di tutto, ma così non si va avanti, così si torna indietro, non si va avanti! Non è possibile dire la stessa cosa, con la stessa allocuzione, quando si vogliono esprimere due concetti che sono diametralmente opposti. Si abbia il coraggio di fare una scelta, la politica deve scegliere e deve scegliere non in funzione delle proprie sensazione e dell’aria che tira in quel momento sul carro o meno dei vincitori, deve scegliere in funzione di quello che la comunità scientifica porta avanti, ci crediamo o non ci crediamo, e se non crediamo alla comunità scientifica allora non andiamo nemmeno dal chirurgo a farci operare di appendicite, perché anche su quello si può sbagliare, anche su un’ernia inguinale si può sbagliare, a volte ci sono dosi elevatissime di rischio se non si fanno ricerche accurate.
In questa comunità scientifica ci crediamo o non ci crediamo, è impossibile fare una cosa e strizzare l’occhio alla cosa diametralmente opposta e se oggi siamo qui certamente è una questione politica, che non ha voluto il partito che rappresento oppure questa maggioranza che io non devo difendere, ma chi ha voluto riaprire un dibattito su questo tema, un dibattito che, come ha detto il Consigliere Volpini prima, era già concluso e sopito, se volete, perché c’era una legge, su cui c'era stato un dibattito fortissimo ed era stata votata in un certo modo, alcuni si sono schierati altri no. Si è voluto riaprire il dibattito in funzione di una questione politica che non sto qui a rappresentare e la proposta di legge è stata presentata in Parlamento dai due Senatori che ho citato. Una proposta di legge di quel tipo, una legge di raccomandazioni che presuppone che la legge Lorenzin fra poco venga spazzata via, presuppone, non si discute, c’è questa legge da me ribattezzata legge delle raccomandazioni, perché si tratta di raccomandare la copertura vaccinale, poi l’obbligo scatterà nel momento in cui si sarà scoperti ed inizierà l’epidemia, ma a quel punto lì che si può fare più? Cosa vuoi obbligare quando l’epidemia è scattata? Che cosa correggi più? Questo significa tornare nel medioevo, significa non volere accettare l’evoluzione, la comunità scientifica, i grandi vantaggi che abbiamo ottenuto fino adesso e si combatte sul discorso dei vaccini.
Non sono un tecnico e non voglio esserlo, già faccio fatica nel mio settore a capire gli scienziati che si sono espressi sul ponte Morandi, non lo sono nel mio settore figuriamoci qua, però uno legge e si fida di quello che viene detto.
I vaccini di oggi rispetto ai vaccini di 50 anni fa sono tutt’altra cosa, quelli erano vaccini che contenevano virus vivi, pure attenuati e potevano dare qualche inconveniente, come l’hanno dato, ma la comunità scientifica lo riconosce, è qui la differenza, quelli che dicono no vax non vogliono riconoscere l’evoluzione che ha fatto la comunità scientifica in questi anni, mentre la comunità scientifica riconosce qualche errore che è stato fatto negli anni passati, perché quel tipo di vaccino dava qualche problema, ha dato qualche problema.
Oggi i vaccini sono completamente diversi, tra l’altro oggi vengono iniettati, non vengono presi per bocca, anche se quelli sono molto più efficaci, tanto è vero che nei Paesi in via di sviluppo si adoperano ancor quelli perché danno una copertura più immediata.
Vogliamo capire o non capire? Vogliamo assoggettarci ai mal di pancia di quello che succede in giro oppure vogliamo dare retta a un mondo scientifico che in Italia ha raggiunto risultati eccellenti che ci invidiano in Europa? Non bistrattiamoci sempre, siamo all’avanguardia da questo punto di vista, oppure vogliamo fermarci?
Qui c’è un rischio notevole, ci fermiamo sui vaccini, quindi la comunità scientifica viene smentita, ci fermiamo sulla realizzazione delle grandi opere strategiche, quindi gli altri vanno avanti a 1.000 all’ora e noi viaggiamo come la lumaca, quindi significa che fra 10 anni di questo passo noi torneremo al medioevo, perché gli altri saranno schizzati in avanti e noi ancora qui stiamo a dibattere se è più opportuno o no fare una cosa che interessa tutta la collettività.
Io non ho mai avuto problemi e quando abbiamo discusso l’altra volta la legge noi di Forza Italia l’abbiamo votata, mi auguro che questa ambiguità politica finisca il prima possibile, questa legge dell’ossimoro finisca, voler dire tutto e il contrario di tutto.
In politica non si può raggiungere il consenso del 100%, scordatevelo, al 100% non ci arrivate, potete arrivare al 95% come la copertura vaccinale, ma al 100% no, quindi è inutile lanciare questi messaggi anche a quel 5%, curiamo il messaggio al 95%, a quelle persone che sono preoccupatissime perché vedono una regressione dal punto di visto sanitario per la salute dei propri figli, una regressione che non è da Paese civile come il nostro, per cui mi auguro che ci sia un consenso su questa legge, poi se verrà approvata, se il Parlamento deciderà di andare avanti con la legge della raccomandazione, va bene, la nostra sarà carta straccia, però su alcuni ambiti, che sono quelli da 0 a 3 anni, su cui gli enti locali e le Regioni hanno delle competenze voglio proprio vedere se qualcuno impugnerà la legge. Sono convinto e sono qui ad aspettare quando sarà approvata la legge Romeo in Parlamento, questa legge sulle raccomandazioni, se qualcuno impugnerà la nostra, allora lì ci divertiremo parlando della salute dei bambini marchigiani, io aspetto e questo spero non accada ed ovviamente sono favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Inizio il mio intervento rivolgendomi alla Consigliera Pergolesi perché stamattina si è tanto meravigliata ed ha sottolineato la questione che io in Conferenza dei capigruppo, ma l’ho fatto in Commissione e lo farò anche in questo intervento, ho rimarcato che questa è una questione politica, per me è ovvio che sia una questione politica ed è venuto fuori anche dagli altri interventi.
Capisco che noi siamo in una situazione che è figlia del momento politico che viviamo, ma stupirsi che in Consiglio regionale si faccia politica ci dà tante spiegazioni della situazione in cui versa il nostro Paese e ci dà anche delle spiegazioni su altri argomenti che riguardano gli immigrati, l’economia e tante altre cose che si stanno discutendo a livello nazionale.
Vede Consigliera Pergolesi la politica è quell’ arte che dovrebbe trasformare in atti concreti, e queste istituzioni servono a trasformare dei pensieri politici in atti concreti, quella che è una elaborazione, un pensiero che arriva dai cittadini, che arriva dai movimenti politici, dai partiti e i Consigli regionali, come tutte le altre istituzioni comunali, provinciali e nazionali, servono a scrivere attraverso le leggi, attraverso i provvedimenti, il pensiero di una maggioranza legittimata da un gruppo di dirigenti politici legittimati dai cittadini a dover scrivere le leggi, le delibere ed i provvedimenti,. Questa è la politica, quindi rivendico nuovamente il fatto che questa è una questione politica, perché noi siamo in un Consiglio straordinario e nella straordinarietà non ci vedo nulla di male, anche nel mese di agosto. Abbiamo i cittadini e gli istituti scolastici in una situazione di limbo dove c’è una legge nazionale approvata dal precedente Governo, dove c’è un provvedimento messo sul decreto “milleproroghe”, approvato al Senato dall’attuale maggioranza, nel quale la stessa maggioranza ha fatto un emendamento che sposterebbe di un anno la legge già approvata, che oggi è legge, così come sarà legge la nostra appena l’approveremo, mettendo in difficoltà, in un periodo in cui c’è l’inizio del nuovo anno scolastico, decine di migliaia di dirigenti scolastici, ma soprattutto centinaia di migliaia, milioni di famiglie italiane, in una situazione di totale incertezza su un argomento importante come quello della vaccinazione obbligatoria.
La domanda che ricorre subito, velocemente, a cui forze politiche che oggi governano il Paese dovrebbero dare una risposta, è: ma noi di chi ci fidiamo di più? Ci fidiamo di più di questi movimenti no vax che spesso, devo dirlo e mi dispiace, parlano su basi totalmente sconfusionate, parlano su dati che non esistono, parlano di questioni scientifiche che non sono scritte in nessuna rivista di settore, parlano di nulla, si va solamente dietro alla pancia di qualcuno per ottenere del consenso, ma sulla salute, sull’istruzione, su quelli che sono i pilastri della democrazia, non si va dietro al consenso quando si governa, questa è la politica, quindi il fatto di non capire che questa è una questione politica determina anche il fatto che voi mettete il consenso davanti a quelle che sono situazioni vitali per un Paese, come l’istruzione e come la salute.
Come credo che non sia tollerabile, non è assolutamente tollerabile, l’atteggiamento di chi si fida più di determinati movimenti e non si fida dei medici che poco fa ha citato il Consigliere Bisonni, perché quando le nostre istituzioni scientifiche, mediche, dicono che i vaccini sono una delle più grandi scoperte della scienza, noi come parte politica, senza dubbi e senza tentennamenti, ci affidiamo a quella comunità scientifica perché tutelare i bambini da determinate patologie non significa solo tutelare il bambino stesso, ma soprattutto significa tutelare quei bambini che sono immunodepressi, che oggi sono tanti e che sono aumentati fortunatamente direi io nella sfortuna, perché oggi sappiamo benissimo che tanti bambini che soffrono di determinate patologie 20 anni fa sarebbero morti ed oggi riescono a vivere molto di più. Quei bambini vanno protetti e vanno tutelati perché sono più deboli e la politica fa si che in democrazia si debbano tutelare le persone più deboli. Ecco Consigliera Pergolesi perché questa è una situazione politica, ecco perché questa è una questione squisitamente politica. Lo dico e lo rivendico.
Siamo qui oggi anche per un’altra questione, anche questa politica, è legittimo che una maggioranza che governa una regione importante come le Marche, abbia tutto il diritto politico di non fidarsi dell’attuale Governo e noi su una questione importante come questa non ci fidiamo di chi lascia nel limbo all’inizio di un anno scolastico decine di migliaia di dirigenti scolastici e milioni di famiglie.
Alle famiglie va detta la verità, alle famiglie va detto che devono fidarsi delle istituzioni sanitarie del nostro Paese, non devono fidarsi della politica perché noi di rimando ci fidiamo della nostra comunità scientifica e delle nostre istituzioni sanitarie. Ecco qual è la questione!
Sappiamo benissimo che andando a tutelare solo quella fascia, di cui parlava poco fa il Consigliere Celani, riusciamo ad intervenire solo nella fascia da 0 a 3 anni perché quella è la fascia di nostra competenza, purtroppo, direi io in questo caso, ma la fascia ha bisogno di essere allargata anche agli adulti, la scienza è in continua evoluzione. Ho paura di tornare a quell'oscurantismo medievale quando facciamo determinate discussioni.
Noi abbiamo delle istituzioni sanitarie nella nostra regione …, sull’Ospedale di Torrette ad esempio tempo fa ho letto un articolo insieme al Presidente, che poi fece anche una conferenza stampa, che riportava il nono caso al mondo di trapianto di cuore artificiale su cuore artificiale, primo caso in Italia nella nostra regione, e noi non ci fidiamo di quelle istituzioni sanitarie? Per andare dietro a chi? Su quali dati scientifici? Su quali basi?
Vedete la differenza tra noi e voi? Sono convinto che poi queste differenze emergeranno nel tempo perché in politica passerà molto tempo, talmente tanto tempo che forse qualcuno non lo ricorderà, ma alla fine la lealtà paga sempre, su queste questioni poi è inutile che ci dite sempre: “La gente non vi vota, avete perso le elezioni”, noi su questi temi non andremo mai dietro alla pancia di alcuni movimenti. Qui tutti sanno che voi in campagna elettorale da anni, soprattutto il Movimento 5 Stelle, ma anche la Lega sta cadendo in questa trappola, andate dietro solo alla pancia delle persone, generando paure che non esistono e noi sappiamo che le paure iniettate nei pozzi della società hanno sempre generato grandi tragedie.
Credo che oggi noi abbiamo tutti gli anticorpi possibili e immaginabili per evitare delle tragedie, però quello che state facendo sulla questione dei vaccini, su altri argomenti, come quelli degli immigrati, ci riportano all’oscurantismo del medioevo e noi batteremo forte su questo punto perché siamo sicuri, come dicevo prima, che la lealtà alla lunga paga ed io vorrei, come facevamo noi con i nostri rappresentanti nelle istituzioni, che ci fosse un po’ più di indirizzo politico, quindi lo dico un’altra volta, lo dico alla Consigleira Pergolesi, una questione politica.
Come vorrei, ed il Consigliere Bisonni secondo me ha centrato il punto su una cosa che non c’entra nulla con questo argomento, ma è molto importante, che sugli inceneritori i nostri rappresentanti istituzionali si diano una bella mossa, come si devono dare una mossa su una cosa che porterò in quest’Aula perché nessuno ne ha parlato, io ne ho subito le conseguenze come quelli che arrivano dal sud delle Marche, noi per una galleria, dove c’è stato un incidente che fortunatamente non ha avuto feriti, non ha avuto vittime, abbiamo spaccato in due il Paese, un tratto di autostrada tra i più pericolosi d’Italia. Noi abbiamo delle responsabilità politiche enormi per quello che è successo nel passato, ma di questo ne parleremo.
Vorrei che i nostri Parlamentari, visto che siete stati capaci, ve ne do atto perché voi avete la responsabilità in questo momento di riaprire la discussione con la società Autostrade, riaprissero immediatamente la questione della sicurezza del tratto da Porto San Giorgio a San Benedetto della A14 nella regione Marche, perché è una questione non più rinviabile. Viviamo con delle gallerie progettate, costruite, alla fine degli anni ’60, quindi una progettazione, mi insegnano i tecnici, che minimo veniva dagli anni ’50, ed oggi con i volumi di traffico che abbiamo sono del tutto inadeguate.
Non c’è stato un parlamentare di Governo della regione Marche che ad oggi, dopo la tragedia di Genova sul ponte, ha aperto questo tema, è una enorme debolezza politica che mi fa rimpiangere i Parlamentari del Partito Democratico precedenti e tutti i Parlamentari della maggioranza del precedente Governo ed anche quelli di minoranza, perché significa non stare assolutamente sul territorio ed andare avanti su quello che è il pensiero populista di una o due persone e noi siamo qui oggi anche per questo motivo che c’entra perché, ripeto, la questione è politica.
Guardate la gravità della cosa, avete lasciato nel limbo decine di migliaia di dirigenti scolastici e avete lasciato nell’incertezza milioni di famiglie e la responsabilità del Governo è vostra, noi cerchiamo di mettere qualche toppa a quello che avete combinato voi con questa legge.
Quindi non veniteci a dare lezioni per favore oggi, non parliamo di Consiglio straordinario perché noi qui siamo molto ben pagati per stare qui, quindi non esiste che qualcuno dice: ho prenotato le vacanze, chi non può non rientra, ma chi può prende la macchina, viene in Consiglio, vota quello che deve votare in base al proprio pensiero e torna in vacanza.
Questa è il tema, quindi oggi noi non abbiamo nulla da rimproverarci, anzi vediamo di non sentire nel proseguo del Consiglio regionale delle lezioni rivolte nei nostri confronti. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Dopo l’intervento del Consigliere Urbinati ho paura ad intervenire perché sono stato un po’ messo sul chi va là, attenzione a quello che dite da questo momento in poi.
Credo che certi frasi non possano far parte di quest’Aula, caro Consigliere Urbinati, glielo dico dal punto di vista politico e di comunicazione, e per quanto mi riguarda vanno spedite al mittente.
Certo che stiamo discutendo di un problema politico che riguarda questa legge, noi che governiamo questo Paese sappiamo che in questo momento e su questa cosa non siamo perfettamente d’accordo, lo sappiamo, abbiamo filoni importanti diversi, la prova è che a seguire c’è una mozione e se la politica fosse stata intelligente, caro Consigliere Urbinati, l’avrebbe presa, l'avrebbe votava e l’integrata con la legge. Non a caso ho chiesto di iscriverla oggi quando era prevista la discussione della legge sui vaccini.
Non c’è qualcuno che sa fare politica e altri che non la sanno fare, ci sono persone che fanno politica e chiedono l’istituzione di un servizio regionale per la prevenzione, la valutazione e la sorveglianza delle reazioni avverse ai vaccini.
Noi a differenza di qualcuno, forse, dico forse perché non voglio essere presuntuoso, abbiamo partecipato e partecipiamo anche a manifestazioni dell’altro popolo, quello che dice di non fidarsi della scienza, che fa parte di questo Paese, quelle persone non sono bestie ed in migliaia partecipano a queste manifestazioni, probabilmente hanno vissuto qualche fatto increscioso. Questo manca.
Poc’anzi ho evidenziato il problema relativo ai vaccini e manca in questo Paese che si chiama Italia un servizio per dare una certezza alle migliaia di persone che la pensano diversamente.
Come facciamo a fidarci quando il Presidente di una associazione che deve tutelarci fa riferimento a delle aziende che producono medicine? Mi fermo qui, come si fa?
Bisogna riflettere politicamente, non ci può essere un Vangelo a senso unico, anche il Papa ieri ha dovuto ammettere gli errori di questa comunità ed ha detto: “Non siamo stati capaci di intervenire su queste cose”. Prendo atto che ha rivisto la sua posizione, allora non diamo per certo che tutto vada bene, questo noi chiediamo.
Quest’oggi abbiamo capito che ci sono molti sponsor e non siete più soli, c’è una parte delle forze politiche che vi sostiene, ci sono diversi altri sponsor, credo che ognuno sappia queste cose, è chiaro ed è giusto che ci sia una evoluzione politica, che la politica sia in evoluzione, però penso che queste cose debbano essere politicamente diversamente valutate.
Non siamo lasciati nel limbo perché c’è l’autocertificazione, sapendo che c’è l’autocertificazione un genitore dichiara ciò che ha fatto, noi a differenza di voi, questa è la cosa …
Personalmente, avendo fatto un certo percorso politico, capisco queste posizioni, ma il modo coercitivo non ha mai pagato e non paga, questo è il problema di fondo, noi dobbiamo portare la popolazione, il popolo, la gente, le famiglie a vaccinarsi e a superare il 95%, ma non con l’obbligatorietà perché c’è il rischio che nascano anche degli asili sotto banco, come si dice in gergo.
Noi dobbiamo fare un’opera di persuasione sulle famiglie che sono incerte. Non possiamo mandare la famiglia dal pediatra, ad esempio mia nipote ha un bambino di nove anni e dovendo fare il vaccino è andata dal medico facendo presente che il bambino non stava bene, lui ha risposto che il bambino non aveva niente per cui ha fatto il vaccino ed ora, il fatto è successo meno di un mese fa, sta male. Questo vuol dire che quel pediatra non è stato serio, non è stato professionale, non spetta a me dirlo, però capisco che quel bambino non sta più come prima.
Queste sono le risposte che vuole la comunità, la comunità vuole queste modeste risposte, santo cielo, che noi non riusciamo a dare perché anche la mozione oggi verrà bocciata dall’Aula dato che prevede delle spese e contiene una cosa molto più ampia sul problema dei vaccini.
Di cosa stiamo parlando? Noi parliamo di politica, caro Consigliere Urbinati, lei sta parlando di slogan, di altre cose, sta parlando di una posizione che è antagonista, a che cosa? Alla democrazia? Alla libertà delle famiglie di decidere in base alla loro coscienza e conoscenza sulla base di notizie che attingono dai professionisti? Dette da chi?
Ho ascoltato un dibattito vivace al quale era presente il Prof. Aiuti che, io non sono distante e la penso come lui, è contrario alla coercizione, alla obbligatorietà, non è lo scemo del villaggio, dice che è necessario in Italia si crei una cultura per arrivare al 96-97%, questo l’ha detto in televisione, andate a vedere le registrazioni.
Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un modo becero di affrontare la politica, di discutere le cose importanti che interessano milioni di famiglie in un modo arraffazzonato e, ve lo dico con tutta la passione politica che ho, fuori da ogni luogo perché non è questa la politica, assolutamente, la politica è convincere quelle migliaia di persone che sfilano e protestano perché magari nella loro famiglia è capitato qualcosa, e lo vedi con gli occhi. E’ capitato, ma per la comunità scientifica è tutto a posto, dice che è capitato per altre cose e che il vaccino non c’entra niente.
Mettiamo a confronto queste cose, seriamente, facciamo piazza pulita della gente che ricoprendo dei posti dovrebbe tutelare ed invece è coinvolta con chi produce i farmaci. Questo è il problema del Paese, non c’è più libera coscienza, non c’è più libera azione, c’è un meccanismo sotto controllo dagli stessi medici che prescrivono un determinato prodotto perché, le cose sono così, hanno viaggi premio, settimane bianche, anche più di una settimana, se riescono a far vendere le medicine presentate dagli informatori farmaceutici.
Siamo in questo contesto ed a noi della Lega preoccupa in modo particolare, è questo che noi non accettiamo, dimostriamo le prove e non accettiamo queste cose.
Certo, se la legge avesse contenuto queste cose noi l’avremmo votata e saremmo stati coerenti con la nostra impostazione politica. Queste sono cose serie, queste sono le cose che ci interessano in termini politici, ma in questo contesto ripresentate una legge che va contro quello che noi ipotizziamo, è chiaro quindi che non possiamo che esprimere una negatività e ve lo diciamo, ve l’abbiamo detto e ve lo ripetiamo. L’avevamo detto anche un po’ di tempo fa, andate a prendere il mio intervento fatto nell’ultima seduta e vedrete che è simile a quello che sto facendo oggi.
La Lega crede che un lavoro vada fatto, con le dovute informazioni, con la dovuta maniera, un lavoro che riteniamo non facile, è ovvio, un’attività di coinvolgimento delle famiglie, di sensibilizzazione in termini professionali. Perché abbiamo chiesto l’istituzione di un servizio? Perché devono esserci più professionisti per confrontarsi tra loro e dare risposte. Questo è valido anche nel mondo della formazione, lo dico con pacatezza, e sono un po’ preoccupato anche per chi è convinto che i vaccini non fanno niente, perché io non capisco, non sono un medico, però ho visto ed ho osservato con attenzione molti passeggini in cui ci sono purtroppo delle persone che hanno avuto dei danni, i cui genitori dicono: “Noi abbiamo fatto questo percorso”. Occorre mettere a confronto la scienza che ha fatto iniettare il vaccino con l’altra scienza, perché quelli non sono andati dalla cartomante, sono andati da medici, occorre mettere a confronto i medici che sostengono una certa teoria, perché i confronti si fanno così, con quelli che ne sostengono un’altra per vedere chi ha ragione. Le persone che hanno fatto questo percorso obbligatorio e che si trovano in quelle condizioni non possono essere, come dice la Consigliera Malaigia, lasciate per strada.
Questo è un ragionamento serio secondo noi, lo facciamo per grandi linee, perché non siamo esperti, però il concetto politico di questo problema lo dobbiamo affrontare senza antagonismo, chi è per A, chi è per B. Credo che occorra fare questo sforzo, se non si fa ci saranno sempre i tifosi del gruppo A e i tifosi del gruppo B. Ci sono i sostenitori del gruppo B che protestano, partecipano numerosi, questo lo sappiamo tutti, e a quella parte di popolo secondo noi - ognuno è libero di fare quello che vuole e noi siamo orgogliosi che si sia questa libertà ed è giusto che sia così - bisogna dare delle risposte, e non siamo sulla strada giusta. Ci sono tanti fan che fanno parte del gruppo A, ma ci sono tanti fan che fanno parte del gruppo B del quale purtroppo, chiamateli sfigati, fanno parte anche Parlamentari, Consiglieri e altri, e rivendicano la propria voce. In Italia su passaggi così importanti non può essere obbligatorio fare determinate scelte che coinvolgono le famiglie, ci deve essere informazione, prevenzione e per fare questo è necessario il coraggio di quest’Aula nel votare anche la mozione per dimostrare che la cosa non è una scelta di bandiera. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Credo che in questo Consiglio manchi una parte importante che nel Consiglio passato, quando abbiamo discusso e approvato la proposta di legge sui vaccini, era molto attiva e molto presente, forse non è stata avvisata, non è stata coinvolta. Mancano i no vax che l’altra volta sono stati presenti, forse è cambiato il clima al Governo, all’epoca faceva comodo avere una clack che portava un segnale all’esterno rispetto a quest’Aula in una certa maniera, oggi questa clack non la vedo, anzi vedo che questo Consiglio …, però per la prossima volta bisognerebbe invitarli, molto probabilmente questa assemblea consiliare è sfuggita. I Consiglieri che l’altra volta li hanno avvisati avrebbero dovuti avvisarli anche oggi. Questa è una nota.
Oggi siamo in Aula per discutere e ribadire con la modifica della legge la posizione di un anno fa. Una modifica che va, a mio avviso, come Uniti per le Marche, ad integrarsi in maniera sostanziale all’obiettivo che come Regione Marche vogliamo darci, cioè non far trovare impreparati i nostri figli, i nostri giovani, da 0 a 3 anni, nel momento in cui serve garantire tutti.
Credo che questa legge che andiamo ad approvare garantisca tutti, garantisce il rispetto del vaccino e dà la possibilità a tutti di inserirsi in maniera chiara e forte in questo percorso che come Marche vogliamo fare.
Vedo che sta cambiando il clima, il Movimento 5 Stelle oggi, dagli interventi che ho sentito, rispetto sempre il capogruppo Maggi, cerca di aggrapparsi a tutte le motivazioni possibili e immaginabili per inventarsi e alla fine trovare la motivazione per non votare questa legge, ben sapendo che questo atto dà una risposta.
La riflessione che fa il Consigliere Maggi: “Noi non siamo contrari ai vaccini, siamo contrari all’obbligatorietà”, viene messa in discussione, come ricordava il Consigliere Bisonni, dal loro stesso leader nazionale Di Maio.
La verità è che c’è una grande contraddizione e credo anche una grande disonestà intellettuale da parte dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle, poi una riflessione la voglio fare anche sulle parole molto interessanti, molto attente, molto puntuali del Consigliere Zaffiri.
La disonestà intellettuale è nel voler continuare, anche se le elezioni sono passate, a parlare ad una certa parte di elettorato che ha sostenuto la loro posizione prima delle elezioni politiche del 4 marzo, mentre credo che nel ruolo di Consiglieri regionali voi dovreste essere consapevoli che il bene e la salute di tutti è sopra al parlare alla pancia dei cittadini.
Una riflessione deve essere fatta anche sulle ultime parole del Consigliere Zaffiri quando puntualmente ci riporta a valutare per poi verificare la possibilità di votare successivamente la mozione presentata dalla Lega “Istituzione del servizio regionale per la prevenzione e la valutazione e la sorveglianza delle reazioni avverse ai vaccini”. Credo che questa possa essere una cosa sulla quale discutere, ma manca un passaggio perché, Consigliere Zaffiri, tutte le premesse ci stanno, ma poi dice: “Impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi al fine di realizzare un progetto di vaccino-vigilanza su base regionale attraverso uno specifico canale dedicato che si avvalga di operatori altamente specializzati al fine di potenziare l’attività di informazione, prevenzione, sorveglianza degli eventi correlati alle procedure vaccinali”, manca il secondo punto che forse doveva essere il primo cioè dire quando completiamo questo percorso e quali tempi ci diamo per verificare la situazione che la Lega pone? Come facciamo con l’inizio delle scuole? Quando diamo certezza ai nostri ragazzi di poter essere inseriti nelle scuole? Detto così è carta che conta e non conta, è una mozione di intenti senza costi, senza nessun progetto e soprattutto senza l’efficacia che si deve portare all’interno delle scuole.
Qui si dice che dobbiamo essere concreti, ma questa è soltanto una mozione per far si che la Lega dica: ci siamo anche noi e vogliamo cinguettare con i nostri leader nazionali, non vogliamo rimanere indietro, però dovete imparare dai vostri leader nazionali come si fa la grande comunicazione, che ancora oggi ci fa parlare dell’immigrazione che arriva, ma qualcuno credo che si sia dimenticato, oppure erano fantasmi allora ed oggi lo sono ancor di più, dei 600.000 immigrati irregolari che prima delle elezioni erano nella nostra nazione, tanti anche nella nostra regione, dei quali oggi non se ne parla più.
Credo che la grande abilità di comunicazione dei vostri leader sia capace di far sparire quelle 600.000 persone e magari passata la buriana della nave “Diciotti” torneremo a parlare di quello, per non parlare dell’occupazione, per non parlare della flat tax e altro.
Credo che voi cerchiate di emulare a livello locale la capacità che ha il grande leader nazionale della Lega, però penso che dovrebbe darvi molte lezioni, quindi ritengo che sia giusto che i Consiglieri della Lega vadano un po’ a ripetizione da Salvini, se c’eravate andati non avreste presentato questa mozione che dice tutto e non dice niente, se chiedete all’Aula di votare il nulla, si può anche votare, ma alla fine rimane carta straccia senza un percorso.
Ho anticipato l’intervento che volevo fare sulla mozione perché lo ha anticipato il Consigliere Zaffiri, credo che anche questo sia un modo per cercare di distogliere l’attenzione dai veri problemi e in questo caso il vero problema è una risposta che questa Giunta e questo Consiglio regionale vogliono dare per tutelare tutti al di là delle varie posizioni. Anche qui i 5 Stelle ancora una volta dimostrano un’incapacità di Governo ed una grande capacità, un tentativo perlomeno, di parlare alla pancia dei cittadini anche in quest’Aula senza dare costrutto, senza fare una proposta di legge alternativa, soltanto una serie di annunci che poco hanno a che fare con il bene e con la salute dei nostri concittadini e soprattutto dei nostri figli marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Il mio intervento, oltre a cogliere l’occasione per manifestare il mio assenso, il mio voto favorevole a questa proposta di legge, è di natura esortativa e trae spunto un po’ dal fatto che noi siamo i 30 rappresentanti a livello regionale di una intera comunità ed abbiamo un ruolo molto importante che esercitiamo con la nostra funzione di legislatori regionali.
Credo che il vero senso della mia esortazione vada trovato nel fatto che viviamo da tempo …, e lo dico per onestà intellettuale, rivolto anche al mio partito, quindi guardate da dove prende le mosse il mio discorso, giusto per far capire che non parlo a mo’ di schieramento, di tifoseria, come spesso accade in quest’Aula, ma soprattutto come spesso accade nel dibattito nazionale. Quindi mi rivolgo al mio partito proprio per far capire l’onestà intellettuale che muove questo mio intervento, ma va da sè che poi è rivolto a tutto lo schieramento politico.
Che cosa voglio dire? Che purtroppo da un po’ di tempo noi scontiamo un arretramento culturale, questo è il vero senso che voglio dare a questo mio modesto intervento, un arretramento culturale su più temi, su più questioni, quando parliamo di economia, quando parliamo di politica, quando parliamo di fenomeni migratori, quando parliamo di fenomeni sociologici, quando parliamo anche di vaccinazioni. Spesso e volentieri si dà un’importanza sempre più crescente al fatto che ognuno possa manifestare la propria opinione perché tutte le opinioni hanno pari dignità, e questo è vero, ovviamente quando si parla di questioni in cui la libertà di espressione è l’aspetto principale, ma a questo non possiamo paragonare la libertà di espressione come sento fare in molte occasioni in tutte le tematiche che affrontiamo. E’ di questi giorni, nemmeno a dirlo, il tragico fatto del ponte Morandi di Genova, ma così lo è quando si affrontano questioni economiche anche molto sofisticate, il parere di ognuno è messo sullo stesso livello di dignità. Si, da un punto di vista filosofico senza dubbio, ma non possiamo discernere dal grado di capacità e di informazione, di cultura, di approfondimento, di studio, che ispirano la vita delle persone e quindi la formazione delle persone ed il livello da cui può scaturire una lezione, un giudizio, una esortazione.
Ho sentito negli interventi che mi hanno preceduto fare riferimento alla contrapposizione tra libertà e aspetto coercitivo. Noi abbiamo perso di vista un aspetto fondamentale che è quello legato al fatto che una comunità politica, un movimento politico, un partito da sempre svolge una funzione formativa, informativa, pedagogica, mi suggerisce giustamente il Consigliere Volpini. Questo aspetto non ci deve sfuggire altrimenti equipariamo e mettiamo in maniera irrimediabile sullo stesso livello il parere di ciascuno di fronte a ciascuna disciplina, di fronte a ciascuna tematica. Questo non può essere perché il vero problema è che si incorre nei rigori delle contraddizioni che la scienza ancora riesce a farci capire, ma di questo passo probabilmente smarriamo il vero senso.
Oggi siamo qui, non in un Consiglio straordinario, ma in un Consiglio regionale, ha fatto bene il capogruppo a puntualizzare questo aspetto. Noi siamo Consiglieri regionali anche ben pagati per fare il nostro mestiere e se oggi ci troviamo è perché il contesto giuridico ed anche i tempi giuridici ci mettono nella condizione di andare ad approvare una proposta di legge che ha il vero senso, ed è stato ricordato nel dibattito, di ancorare all’obbligo vaccinale la frequentazione della scuola per l’infanzia. Il fatto è legato alla legge che oggi è in vigore, quello che succederà domani non lo sappiamo, ma noi abbiamo il dovere, proprio in virtù di questi strumenti, di fare il nostro lavoro che è quello di impegnarci per il bene della comunità.
Mi sentivo di fare questo intervento, al di là del fatto che, ripeto e ribadisco, ho colto al volo l’occasione per manifestare il mio parere favorevole, ringraziare il Consigliere Volpini e tutta la Commissione a cui ho partecipato volentieri su delega del Consigliere Marconi, proprio per non mettere una pezza ad un numero che poteva essere esiguo, ma perché noi siamo Consiglieri a tutto tondo. Noi potremmo indistintamente far parte di ciascuna Commissione, le suddivisioni ci sono perché più di un paio di Commissioni non riusciamo a coprire, ma se un giorno capita o è necessario partecipare ad un’altra Commissione oppure, io che faccio parte della I o III Commissione non posso partecipare o dire la mia su un tema che è di competenza della IV o della II Commissione? Ci mancherebbe pure!
Ribadisco questo aspetto legato al nostro dovere di Consigliere regionale, un dovere che ci deriva da questa rappresentanza privilegiata a cui penso spesso, tutti i giorni in cui mi reco a svolgere la mia funzione e senza fare eccezione oggi che è il 27 di agosto e in questo Paese il 27 di agosto moltissime persone sono al lavoro, molte ancora non sono andate in ferie, forse qualcuno nemmeno ci andrà, ma l’aspetto più grave è che forse molte persone non lavorano perché non possono lavorare, questo è un aspetto fondamentale.
Vi ringrazio e annuncio il mio voto favorevole.

Presiede il Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Quindi anche lei Consigliere Giacinti mi conferma quanto attestato dal Consigliere Urbinati ed anche dai vostri colleghi di maggioranza e cioè che questo Consiglio straordinario non è stato convocato per un reale bisogno di urgenza, ma semplicemente per la vostra volontà politica di andare contro le azioni del Governo, che ricordo si sta muovendo in maniera seria e responsabile e sta portando avanti questo tema così delicato con le tempistiche che lo stesso richiede.
Nessuno qui ha negato che i vaccini siano stati una delle più grandi scoperte della storia, continuate a rispondere e a spostare l’attenzione su dati scientifici, su dati tecnici, noi non siamo scienziati, noi non siamo medici, forse lo state facendo perché non avete nient’altro da dire, quello che non dite però è che questa situazione di limbo, come l’ha chiamata il Consigliere Urbinati, l’avete creata voi.
L’avete creata voi con il decreto Lorenzin, l’avete creata voi con la favola che l’anagrafe vaccinale regionale delle Marche sia al completo, l’avete creata voi non attuando le delibere di Giunta e le indicazioni dei funzionari di questa Regione e se la diminuzione delle coperture vaccinali nella nostra regione è così bassa, non opportunamente delle altre a livello nazionale, la colpa è tutta vostra e di chi ha amministrato precedentemente, perché ricordo che la competenza della gestione della corretta profilassi vaccinale delle linee guida è in capo alla Regione Marche.
Quindi è inutile attaccarsi a un decreto o a una proposta di legge o a un disegno di legge presentato dall’attuale Governo perché se le coperture sono calate la responsabilità è unicamente vostra e di chi ha governato precedentemente.
Capisco anche il fastidio che provate nei confronti di quel cittadino comune, di quel falegname, di quella mamma o di quella nonna che si va ad informare sui siti istituzionali degli organismi tecnici competenti in materia, visto che in questa regione non viene assolutamente garantita una corretta informazione.
Trovo davvero irresponsabile spostare continuamente il focus sulla contrapposizione tra vaccini si, vaccini no, quando, lo ripeto, il compito del legislatore è quello di semplificare e deliberare leggi a favore dei diritti e della salute dei cittadini.
Volete escludere i bambini dai nidi e dai centri di aggregazione non curandovi di cosa accade loro nel caso di complicazioni a seguito di vaccinazioni, non vi preoccupate minimamente di far rispettare le linee guida del 2003 della stessa Regione Marche e probabilmente nemmeno le conoscete, non vi preoccupate di correre ai ripari rispetto a quello che è il sistema di vigilanza delle segnalazioni avverse di questa regione, che ricordo è nel fanalino di coda del report nazionale dell’Aifa. Non vi preoccupate di attuare le vostre stesse delibere di Giunta rispetto al sito ‘Vaccinarsi Marche’, ho cercato in questo fine settimana di recuperare dai vari siti istituzionali della Regione una qualsiasi pagina dove fossero evidenziati i dati della farmacovigilanza.
Il sito ‘Vaccinarsi Marche’ non è una mia invenzione, è una disposizione che ha dato la stessa Giunta, lo stesso Presidente Ceriscioli, che mi fa piacere sia tornato in Aula.
Non vi preoccupate di ottemperare all’accordo con il Ministero della salute che il nostro responsabile regionale per la farmacovigilanza ha sottoscritto qualche mese fa per il potenziamento del sistema di monitoraggio regionale.
Non vi interessa nemmeno dare seguito alle stesse case farmaceutiche che sulle schede tecniche dei vaccini richiamano l’importanza della segnalazione ai fini della sicurezza del farmaco.
Con quale coraggio vi fate promotori della volontà popolare, quando quello che interessa ai cittadini e vi chiedono da diversi anni è serietà, linee guida chiare, disposizioni concrete, su cosa fare se ci sono complicazioni post vaccino e parlo, ripeto, per esperienza personale.
Le linee guida della Regione Marche sono datate 2003, Presidente Ceriscioli, all’epoca c’era non solo l’obbligo della segnalazione da parte dei medici, ma anche delle sanzioni.
Mia figlia l’ho vaccinata tra il 2007 e il 2008, quindi ben oltre le linee guida del 2003, quindi ci si aspettava che fossero attuate, ma a me nessuno ha spiegato le possibili reazioni avverse e nessuno, tanto meno la pediatra, mi ha in qualche modo agevolato nel verificare la reazione che ha avuto mia figlia, che per fortuna non l’ha resa invalida, però in altri casi è successo, nessuno mi ha spiegato e mi ha tutelato sulle disposizioni da attuare, sull’assistenza alla quale potevo fare riferimento. Poi non vi potete lamentare se i cittadini non vi votano o se i cittadini non hanno fiducia nella vostra azione politica.
I cittadini non si fidano perché voi non siete in grado di garantire la loro sicurezza, e questo è appurato. Se le coperture vaccinali nella regione Marche sono così basse la colpa e la responsabilità è tutta vostra, perché non siete in grado di dare fiducia ai cittadini, perché non ci sono garanzie che a seguito di eventuali complicazioni il Servizio regionale sanitario delle Marche sia in grado di rispondere. Continuare a nascondere o a far finta che non ci siano state delle complicazioni o delle reazioni gravi secondo me vi qualifica e qualifica l’operato di questa amministrazione.
Quindi noi voteremo contro questa proposta di legge perché sicuramente non è quello che serve ai cittadini ed ai bambini marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Francamente sono abbastanza in difficoltà per quello che è emerso da questa discussione, non so da dove iniziare per provare a riportare un minimo di rigore in una discussione in cui c’è stato di tutto e di più.
Provo a sfatare o quanto meno a dare qualche notizia che può essere utile.
Consigliere Maggi, c’è un'epidemia di morbillo, c’è un’epidemia di morbillo in Europa, c’è un epidemia di morbillo in Italia, c’è un’epidemia di morbillo nelle Marche, perché scientificamente il concetto di epidemia non è dato da un valore assoluto, può essere epidemia per una determinata malattia anche un solo caso che non ci si aspetta, quindi la malattia ad esempio tropicale come la malaria, una malaria autoctona, non importata dall’Africa piuttosto che da altre parti, la famosa malaria della bambina morta all’ospedale di Brescia, è stata un’epidemia perché la scienza, la comunità scientifica, quell’evento non l’aspettava ed ha organizzato il proprio sistema sanitario in modo tale che questa cosa non vada avanti.
Quindi in Italia oggi c’è una vera e propria epidemia di morbillo al punto tale che gli americani che vengono in vacanza hanno una raccomandazione: “State attenti che in Italia e in Romania è in corso un'epidemia di morbillo, quindi vaccinatevi se non lo avete fatto”.
Per quanto riguarda Macerata, i casi di morbillo sono 19, per chi non lo sapesse il morbillo, uno su mille, può dare delle encefaliti con quelle sequele invalidanti di cui si parlava prima, la vaccinazione dà questo tipo di complicazione una su un milione, peraltro risolvibile, contrariamente alle altre.
Questi sono dati, non sono presi dall’università della strada, sono i dati che stanno nelle statistiche. Nel 2017 ci sono stati circa 5.000 casi di morbillo con 5 morti, perché statisticamente il morbillo ogni mille casi fa purtroppo un decesso, a tutt’oggi in Italia nell’ultimo rilevamento di giugno ci sono stati 2.030 casi di morbillo.
Prima ho parlato dell’encefalite, il morbillo nel 50% dei casi richiede il ricovero, non è la varicella, non è la rosolia che è pericolosa se si prende durante il periodo di gestazione, il morbillo quando prende richiede il ricovero e nel 50% dei casi dà complicanze: broncopolmoniti, otiti con sequele di sordità e altro.
Un caso di morbillo è stato registrato l’anno scorso, proprio in questo periodo, nella mia città a Senigallia, un’ostetrica, quindi non un bambino, ed è vero quello che ha detto il Consigliere Maggi, purtroppo non essendoci vaccinati in passato, i casi che si hanno oggi riguardano prevalentemente l’età adulta e guarda caso molti sono operatori sanitari. L’esempio dell’ostetrica dell’ospedale di Senigallia che in agosto ha preso il morbillo ed ha messo a soqquadro l’intera struttura senza considerare l’indagine epidemiologica che parte per andare a vedere tutti i contatti, le donne con le quali era venuta a contatto e le eventuali conseguenze, un’indagine epidemiologica è durata tre o quattro mesi ed ha impegnato personale, strutture, questo è il morbillo.
Da dove siamo partiti? Spezzo una lancia nei confronti della Consigliera Pergolesi quando parla della responsabilità del calo, io non sono responsabile del calo, sta di fatto che quando siamo arrivati, questa amministrazione, questa Giunta e questo Consiglio, abbiamo preso visione dei dati di quel tremendo calo che c’era nelle vaccinazioni, nelle coperture vaccinali nella nostra regione, addirittura due anni prima eravamo ai primi posti sia per l’esavalente che per l’MPR, che sarebbe il vaccino per il morbillo, abbiamo guardato questi dati e da lì ci siamo mossi dicendo: “Cosa possiamo fare?”
Ricordo una mozione presentata dal Consigliere Busilacchi e sottoscritta da me e da altri che poneva questo tema anche perché l’avevano affrontato alla fine della precedente legislatura, credo, in Commissione della quale lui era Presidente. In quella mozione, per quella onestà intellettuale di cui parlava prima il Consigliere Giacinti, si diceva che tra le cause, oltre ai social, c’era poca attenzione ai servizi vaccinali che il più delle volte erano sotto organico, erano scoperti, addirittura si impegnava la Giunta a potenziare i servizi vaccinali.
E’ passato un anno, le coperture sono ancora calate, nella nostra regione la copertura vaccinale per il morbillo era arrivata al 79,8%, quando quelle ottimali sono del 95%, peraltro era un dato non omogeneo su tutto il territorio regionale perché in alcune realtà era più basso, in altre più alto.
Da lì la necessità per quelle che erano le nostre competenze, che erano appunto quelle dei servizi educativi, di provare a fare una legge che introducesse l’obbligatorietà, peraltro in quel caso la intendevamo per i vaccini obbligatori di allora che erano quattro, tant’è che ricordo la vostra polemica: “Ma come sono quattro, perché fate l’esavalente?” Facevamo l’esavalente perché era quello che era possibile reperire in quanto da noi, ma in gran parte d’Europa, i famosi vaccini monocomponenti non esistono o sono pochi, alcuni addirittura non sono più prodotti, penso al monocomponente della difterite, non è più in commercio ormai da tanti anni, quindi si faceva l’esavalente per quello, due in più rispetto a quelle obbligatorie. Poi è intervenuta la Lorenzin e le cose sono andate nel modo che conoscete.
Quando si parla di epidemia nel nostro mestiere, posso dirlo anche se in questo caso ricopro un altro ruolo, si intende un concetto ben preciso e non un valore assoluto.
Quindi la mascherina che voleva portare nella Conferenza dei capigruppo poteva essere anche utile visto che forse qualcuno di noi non è vaccinato e magari il morbillo non lo ha nemmeno preso.
Una cosa che è emersa da più parti questa mattina, ma soprattutto dai vostri banchi, è che noi ne avremmo fatto una questione politica, addirittura sembra che il PD ne abbia fatto una questione politica, ebbene no …, tutte le più autorevoli agenzie sanitarie italiane, dall’Istituto superiore di sanità del Prof. Ricciardi, alla FnomCeo ..., a proposito il manifesto con la tomba che il Consigliere Maggi ha presentato prima non è dell’Ordine dei medici, è della FNOMCeO, che è la Federazione nazionale degli ordini dei medici che di fronte al proliferare della fake news ha istituito un sito ed un numero verde per combattere questa cosa ed in più ha lanciato una campagna di manifesti, quello è uno, ma ne ha fatti sei, che ha distribuito a tutti gli Ordini dei medici d’Italia. E' qualcosa che gira in tutta Italia, proprio per un'iniziativa che ha preso la FNOMCeO, che peraltro ha mandato una lettera all’attuale Ministro Grillo con la quale chiede di non far slittare l’obbligatorietà, questo l’ha fatto la Federazione italiana dei pediatri, la Federazione italiana dei medici di medicina generale, questo l’hanno fatto 100 scienziate italiane autorevoli che lavorano in giro per l’Italia e per il mondo, questo l’ha fatto la Senatrice Elena Fattori, che è del Movimento 5 Stelle che da sempre si è interessata di vaccini ed è anche una voce autorevole all’interno di quel Movimento che di fronte ad una posizione non contraria, ma nemmeno favorevolissima all’obbligo, dopo aver visto i dati a un anno di distanza dall’approvazione, è contraria allo slittamento, come è contrario un vostro Deputato, il dott. Trizzino, che è il Direttore sanitario dell’Ospedale pediatrico di Palermo e dice: “Ho visto troppi bambini morire di morbillo”, queste sono le dichiarazioni rilasciate.
Lo volevo fare in premessa, lo faccio alla fine, un passaggio sull’obbligo flessibile, lo ha detto il Consigliere Celani, non è un ossimoro, è una stupidaggine, lo è dal punto di vista scientifico. L’obbligo flessibile nel tempo e nello spazio è un po’ come il famoso detto: “Chiudiamo la stalla quando ormai i buoi sono scappati”, tra l’altro se dovessimo rispondere anche a questa proposta noi con quello che stiamo facendo stamattina siamo perfettamente in regola rispetto all’obbligo flessibile, perché noi siamo sotto, e obbligo flessibile riguarda situazioni di emergenza oppure di bassa copertura vaccinale, quindi si dà mandato alle Regioni che hanno la competenza di mettere in campo strumenti, per cui noi saremmo addirittura coerenti anche rispetto all’obbligo flessibile.
Infine, l’ho detto in Commissione e lo voglio dire anche in quest’Aula, penso di interpretare un po’ la volontà e il pensiero di tutti, voglio esprimere la solidarietà forte di chi in questo momento rappresenta la Regione nei confronti dei nostri operatori dei servizi di prevenzione, di quei medici, di quei assistenti sanitari, di quegli infermieri che tutti i giorni, specialmente in questi due anni, si sono trovati ad affrontare quella che è stata una vera e propria emergenza, non tanto nell’eseguire la sottocutanea, cioè la vaccinazione, ma nel dover fare i colloqui, uno, due, tre, qualche volta fatti anche in presenza dell’avvocato quando i più facinorosi dal punto di vista della contrarietà arrivavano con delle domande già precostituite. Ci hanno messo sempre una grande buona volontà, altro che non fanno i colloqui, andateci! Io sono uno di quelli che li frequenta, nei confronti di questi operatori, della loro pazienza, della loro professionalità e anche del loro grande lavoro che hanno fatto in questo ultimo anno, non solo va la nostra solidarietà e non può essere una Senatrice anche se è Vicepresidente del Senato chiamarli marcatori di bestie, perché questa è una cosa fuori da qualsiasi tipo di contesto, non democratico, ma umano.
Anche in questa seduta voglio far sentire la nostra solidarietà, perché ancora il loro lavoro non è sicuramente finito, anzi dovrà continuare perché insieme, forse grazie anche all’azione che loro faranno e grazie anche alla legge che spero fra poco voteremo, speriamo di arrivare a quelle coperture che permettono quella difesa. Uno strumento di sanità pubblica che permette una difesa sanitaria della nostra comunità a partire dai più piccoli perché solo così, ed è questo l’obiettivo delle altre coperture, potremmo proteggere chi per disgrazia, per malattia e situazioni intervenute non può essere vaccinato.
La vaccinazione non solo come uno strumento di difesa personale, di prevenzione, ma anche come un atto di responsabilità collettiva di sanità pubblica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Credo che oggi sia una giornata importante perché nel percorso che abbiamo vissuto ad inizio di legislatura, lo ha riassunto molto bene il Consigliere Volpini, i parametri, i valori, le percentuali dei vaccinati erano molto basse in termini assoluti e in termini relativi nel nostro Paese.
La necessità quindi di recuperare e di riportare questi valori ad un livello adeguato lavorando su tutti i parametri e su tutti gli aspetti, da quello comunicativo, sul valore della vaccinazione, sull’importanza di vaccinarsi, fino ad arrivare ai provvedimenti legislativi nazionali che attraverso il meccanismo della coercizione hanno cambiato quei numeri, sono cresciuti notevolmente, ci si sta avvicinando ai valori di soglia per poter dare quella risposta collettiva in termini di sicurezza, e quello che ritiene quest’Aula è che sarebbe un vero peccato tornare indietro.
Aprire una falla che prima ancora che una falla legislativa tornerebbe ad essere una falla culturale perché nel messaggio del rinvio ci sta l’idea che il tema non sia importante, che le ragioni forse sono distribuite in una certa maniera e che quindi si può tornare indietro. Credo che questo non ce lo possiamo permettere e quest’Aula prende una ferma posizione in tempo utile, perché la scuola inizia adesso, non inizia più in là, certamente se non ci fossero state avvisaglie di cambiamento dell'obbligo vaccinale non ci sarebbe stata necessità di questa riunione, ma proprio perché la realtà ci dice che c’è questo rischio diventa urgente l’incontro di oggi, è la realtà che lo rende urgente e urgentemente si è intervenuti.
Penso che daremo un messaggio molto forte, che accompagna quel valore che è in crescita sul numero dei vaccinati e che quindi sostiene quello che è un obiettivo di salute per tutti.
Noi siamo un Paese che difende le persone anche dall'autolesismo, non c’è la possibilità di autolesionarsi, di farsi del male, esistono strumenti come i trattamenti sanitario obbligatorio (Tso) che intervengono in maniera coercitiva sulla salute quando una persona per mille ragioni non è in grado più di garantirsela da sola, è una filosofia di carattere generale che vede un intervento.
Ma in questo caso non è solo la persona per sé, ma anche nei confronti del resto della comunità, quindi c’è un doppio intervento, uno per la persona e l'altro più in generale. Quindi è un fatto molto importante non interrompere questo percorso, raggiungere la soglia, permettere a tutti quanti di vivere in una comunità più garantita.
Noi sappiamo che tutto questo dibattito nasce da una falsa relazione scientifica, poi ritirata dallo stesso presentatore, che è diventata un elemento virale in termini di comunicazione, l’idea che ci fosse una relazione su basi scientifiche che, facendo una valutazione statistica, dicesse che era meglio non vaccinarsi che vaccinarsi.
La smentita che c’è stata in ambito scientifico, il ritiro da parte dello stesso promotore, non hanno cancellato la traccia di questo dibattito. Fatto culturale molto forte, che è patrimonio di chi ancora è convinto che in realtà dietro il ritiro ci siano gli interessi multimilionari, che ci sia dietro qualcosa che rende tutto in realtà antiscientifico - immagino che a studiare i dati sulle vaccinazioni non siano solo in Italia, quindi la responsabilità del PD credo sia limitata ed oltre i confini nazionali difficilmente riesce ad arrivare - che nella comunità scientifica ci sia chi ha tutto l’interesse ad iscrivere il proprio nome, come grande scienziato, per aver scoperto quella relazione che fino ad oggi nessuno è riuscito ad evidenziare …
Noi supportati dai dati scientifici, sosteniamo la tesi degli Ordini dei medici riuniti, dell’Organizzazione mondiale della sanità, di tutti gli studi che oggi ci dicono che in una bilancia di valutazione convenga vaccinare piuttosto che no.
E’ chiaro, sono fra quelle persone che evitano di prendere un farmaco finché non sono in limine mortis, perché fin da piccolissimo mi piaceva leggere i cartigli di quello che prendevo e le controindicazioni dell’aspirina, rare ma vere, perché se le hanno scritte qualcuno se le è prese, sono gravissime. Vale per l’aspirina e vale per qualunque farmaco, ma io dico vale per qualunque intervento facciamo sul nostro corpo, quindi ogni azione ed ogni farmaco hanno un elenco di controindicazioni che possiamo leggere comprando una qualunque scatoletta, tirando fuori il cartiglio e leggendo quello che sta scritto in termini di statistiche e di dati, ma è sulla bilancia che si valutano queste cose, non perché hanno fatto male in una percentuale io non lo debbo utilizzare, ma per tutte le volte che ha dato una risposta positiva a tante persone. E' una valutazione che deve tenere insieme i pro e i contro e stabilire cosa per una comunità è meglio e oggi la comunità scientifica dice che è meglio vaccinarsi, utilizzare quei vaccini, debellare quelle malattie ed essere in grado di avere risposte, consapevoli che anche una flebo di soluzione fisiologica apre a delle possibilità dal punto di vista medico di avere dei problemi, figuriamoci qualcosa di più, ma è in questa bilancia che noi stabiliamo non in maniera arbitraria, non perché è più di destra o più di sinistra, o secondo il nome delle categorie è più giallo o più verde, ma perché riteniamo che scientificamente sia stato dimostrato al meglio quale sia l’attività più conveniente, cioè cosa conviene fare, cosa è più giusto fare, cosa è meglio portare avanti come iniziativa.
Quindi con le nostre norme rafforziamo uno spirito estremamente chiaro, dimostrato e dimostrabile, che non significa chiudere la porta in faccia a chi ha dei dubbi perché, come spiegavo, i dubbi sono legittimi, si è in grado di stabilire, ma si è in grado anche di capire qual è l’interesse principale.
Qui ho il rapporto dell’Aifa, il tema della mozione del Consigliere Zaffiri vale non solo per i vaccini, ma per tutti i farmaci, il rapporto sulla farmacosorveglianza, su quella attività che viene fatta in termini di valutazione delle reazioni alla somministrazione di un qualunque farmaco piuttosto che di un vaccino alla popolazione italiana, c’è una analisi, una sorveglianza che valuta se il farmaco X ha prodotto determinate conseguenze in modo che statisticamente possa entrare in quella bilancia fino a capire se è meglio o no somministrarlo.
Il ritiro di farmaci che producono gravi effetti collaterali negativi e il rapporto benefici che danno è la storia che conosciamo, quindi è evidente che dietro una azione, come dicevo prima, ce ne può essere un'altra più pesante della parte positiva, quindi avviene il ritiro del prodotto dal mercato, dalla possibilità di utilizzarlo.
L’analisi dei vaccini è fatta di 6.696 segnalazioni su scala nazionale e sugli obbligatori di 3.200 che rappresentano l’11 per mille delle vaccinazioni che sono state fatte in Italia nella parte rilevata come dato e a questa relazione dell’Aifa partecipiamo anche noi perché vedo che ci sono i dati delle Marche e partecipiamo perché nel rapporto vengono citate le figure che hanno partecipato e ci sono anche Luigi Patrignani e Augusto Liverani.
Le conclusioni sono molto interessanti perché il rapporto non lo fanno per divertirsi o per consumare un po’ di carta, ma per arrivare a determinate conclusioni. Punto uno, ricordano che l’aumento delle segnalazioni è auspicabile ed è indicativo per un miglioramento generale della performance del sistema di vaccino vigilanza, non corrisponde necessariamente ad una maggiore pericolosità dei prodotti medicinali, vaccini compresi; punto due, la maggior parte delle reazioni segnalate nel 2017 sono state definite non gravi, circa l’80%, le segnalazioni rispetto a sospette reazioni avverse considerate gravi sono più rare e più frequentemente a carattere transitorio con soluzioni complete dell’evento segnalato e non correlabili alla vaccinazione imputata sulla base di criteri standardizzati di valutazione del nesso di causalità, quindi non è emersa al momento nessuna possibile associazione fra sospetti rischi aggiunti e vaccini, nessuna problematica che possa destare allarme sulla sicurezza dei vaccini.
Quindi le 6.600 segnalazioni valutate, approfondite, seguite nel decorso, negli esiti e nella possibilità di essere correlate, danno questo tipo di conclusione nel rapporto 2017, in linea con quello che avviene nel resto del mondo.
Ricordo che forse abbiamo vaccinato i figli prima della Consigliera Pergolesi perché li abbiamo avuti prima, indipendentemente dal fatto di quello che ci veniva detto, i giorni dopo la vaccinazione eravamo tutti attenti a capire se avveniva qualcosa, ma la stessa cosa valeva se prendevano un farmaco nuovo per vedere se c’era una reazione, che tipo di conferimento dava il farmaco.
Ricordo che, benché non fosse proprio come oggi così forte il dibattito, nel corso prenatale fatto con il primario di pediatria dell’ospedale dove poi ha partorito mia moglie alcuni genitori avevano chiesto cosa ne pensa dei vaccini e lui diede esattamente quella risposta, parlo del lontano 1995, dicendo che lui era un primario vicino alla pensione ed aveva visto i bambini che morivano di quelle malattie, quindi era fra quelli che riteneva migliore la vaccinazione rispetto alla malattia con quello che poteva produrre e provocare. In quel caso mi ricordo la domanda specifica era sul tetano perché era un momento in cui si parlava molto della vaccinazione antitetanica, delle reazione, che sicuramente c'erano, lui parlava del tetano nel momento in cui uno lo prendeva, quindi era la bilancia e da mettere sui due piatti le scelte.
Non so perché il dibattito sui vaccini abbia preso necessariamente tutta questa venatura ideologica in termini di posizionamento pro e contro, come una sorta di guerra di religione. C’è la possibilità, come dimostra il rapporto stesso, di passare attraverso una valutazione che guarda agli strumenti che ci sono, guarda a dei numeri, li valuta e alla fine è in grado di fare le scelte.
Sono convinto che questa cosa dell’obbligo e ritengo mille volte meglio in ogni settore gli aspetti culturali dell’obbligo. Mi hanno chiesto perché in una strada invece di mettere la doppia riga abbiamo messo un muro, ho detto che finché c’è stata la doppia riga sono morte 5 persone, da quando abbiamo messo il muro non è morto più nessuno perché benché ci fosse la doppia riga, che non ha bisogno di altre indicazioni, è già un obbligo costrittivo a non attraversarla per andare dall’altra parte, c’era chi l’attraversava beatamente, quando abbiamo messo il muro non l’ha attraversata più nessuno e le persone non sono più morte, purtroppo ci sono momenti in cui di fronte alla situazione reale diventa importante scegliere la strada dell’obbligatorietà e in questo caso si è dimostrata molto efficace.
Io sono per per le cose che funzionano, quelle concrete, mi sembra che questa funzioni, che sia molto concreta, noi con la nostra scelta andiamo a rafforzare questa efficacia, continuando a recuperare quei valori ed ottenendo un risultato importante.
Trovo il nostro atteggiamento molto coerente con tutto quello che abbiamo detto in questi tre anni, abbiamo ripreso il discorso nel momento in cui ci sembrava risolto proprio per portarlo avanti, molto singolare un percorso legislativo che finisce a fine settembre, inizi ottobre, parlando di un tema che è già in corsa ed è la critica che era stata fatta l’anno scorso quando si diceva che nel corso dell’anno scolastico si introducevano delle novità.
La legge sarebbe partita in maniera chiara, netta, con i tempi giusti, con la possibilità di fare, aver dato alle famiglie messaggi ambigui in questi mesi sicuramente non ha aiutato, ma non per volontà nostra, quindi credo che con il messaggio che diamo oggi rendiamo ancora più chiaro cosa si deve fare in vista dell’apertura del prossimo anno scolastico e questa chiarezza immagino sarà molto utile per le persone, per i cittadini, per tutti quelli che avranno necessità di capire e di orientarsi rispetto alle scelte.
L’impegno a rafforzare i vari servizi, l’aumento gioco forza ci ha spinto a farlo, il valore, che condivido, della farmaco sorveglianza che vale anche per i vaccini, può esser fatta sempre meglio e in maniera puntuale, non ci deve togliere da questo obiettivo, anzi nulla ci vieta di promuovere parallelamente quella azione che vogliamo fare di contributo rispetto all’attività dell’Aifa per il rapporto del prossimo anno con i dati che non abbiamo dato, anche perché non erano fra quelli che andavano preparati, sicuramente nel rapporto del prossimo anno saremo in grado di fornirli, così come entro la fine di quest’anno verrà completato il percorso dell’anagrafe, ma non sono certo questi argomenti a dire che non dobbiamo perseguire fino in fondo l’obiettivo, anzi sta a noi fare sempre meglio in tutte le cose che accompagnano queste scelte.
Se ci sono state, se ci sono cose da migliorare certamente lavoreremo per migliorarle, ma non utilizzeremo questi argomenti per dire che non dobbiamo fare ciò che è utile, ciò che è buono, ciò che è positivo per la nostra popolazione con tutto il rispetto che ci contraddistingue nel pensiero di ognuno, ma avendo anche la capacità di discernere tra le cose che sono utili e positive e chi invece esprime una paura.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Busilacchi, Volpini. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Chiedo l’appello a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Fabbri.

PRESIDENTE. Sull’articolo 1?

Romina PERGOLESI. Sull’articolo 1 e se vuole anche su tutte le altre votazioni, sennò lo chiederò ogni volta.

PRESIDENTE. Non commento, Consigliera Pergolesi. Non commento perchè questa è una provocazione! Una provocazione sterile.
Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Consigliere Rapa, prego.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4
Emendamento 4/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 4 bis/1, istitutivo dell’articolo 4 bis, a firma della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Vorrei sottolineare lo spirito che anima, poi la Consigliera Pergolesi integrerà, gli emendamenti 4 bis/1/2/3.
Piccolo inciso, siamo qui riuniti in agosto fuori programma perché abbiamo una chiamata politica alle armi, sotto l’ombrellone non sapendo di cosa trattare abbiamo oggi radunato tre argomenti che sono: le periferie, il punto nascita a Fabriano, eccetera, su cui andare a rompere le scatole al Governo, quando abbiamo decine di mozioni e interrogazioni che giacciono trascorso ormai il tempo per la discussione, ma di questo non ci si preoccupa. Chiuso l’inciso.
E’ chiaro ad esempio cosa chiede l’emendamento 4 bis/1: “E’ istituito l’archivio regionale digitalizzato delle vaccinazioni e delle segnalazioni sospette reazioni avverse”; il 4 bis/2: “La Giunta predispone l’inserimento dei dati relativi alle vaccinazioni ed alle segnalazioni delle sospette reazioni avverse sul sito ufficiale della Regione”, sappiamo che questi dati non si riescono a trovare, il 4 bis/3: “La Giunta emana le linee guida per gli esami chimico-clinici prevaccinali idonei a prevenire possibili complicanze” e poi nei punti a, b, c, d, e c’è scritto cosa devono contenere queste linee guida.
Quindi questa linea si sposa esattamente con quella nazionale del Movimento che poco ha a che fare con tutto quello che è stato detto oggi da parte del PD, che vuole chiaramente strumentalizzare politicamente la situazione tirando in ballo movimenti, gruppi di persone, scuole di pensiero, eccetera.
La posizione del Movimento è chiara da molto tempo: massima copertura vaccinale; raccomandazione al posto dell’obbligo, siamo l’unico Paese con 8/10 vaccini obbligatori, negli altri Paesi ce ne sono 2/3 o non ce ne sono affatto e le coperture sono del tutto paragonabili; informazione, abbiamo visto e lo avete detto anche che voi va potenziata in quanto manca; alleanza terapeutica medico/paziente che deve essere rafforzata perché se le persone non si fidano un motivo ci sarà, quindi bisogna fare una azione culturale, come richiamava anche il Presidente, non è l’obbligatorietà non spiegata senza sensibilizzazione che diventa azione culturale; disponibilità di vaccini monovalenti ove possibile, se non ci sono sul mercato è la politica che deve andare incontro al mercato indicando cosa vuole, non deve essere il processo inverso; anamnesi familiare, importante da fare perché sappiamo che le controindicazioni esistono e i bambini in percentuale, opinabilmente alta o bassa, quando si parla di vita non si può mai stabilire qual è la soglia giusta di rischio, deve essere fatta; esami preclinici su cui porre particolarmente l’attenzione.
Quindi la posizione è questa, non venite a dire “il Movimento sposa non sposa, i mal di pancia”, la posizione è scientifica e razionale, è politica ed è questa, quindi va respinta al mittente ogni digressione che avete fatto questa mattina tirando la giacchetta del Movimento: il Ministro, i Consiglieri regionali e quant’altro, qui non avete sentito nessuno di noi dire che siamo contro queste cose qua e il contenuto di questi emendamenti parla chiaro.
Per rispondere al Consigliere Volpini, sono andato sulla Treccani e dice: “si dice epidemia la manifestazione collettiva di una malattia che rapidamente si diffonde fino a colpire un gran numero di persone di durata più o meno lunga”, quindi è opinabile.
Quando c’è qualche caso qua e là si parla di focolaio, quando invece parliamo di globalità si parla di pandemia, quindi l’interpretazione politica dell’epidemia è chiarissima, giusto per parlare o meno di strumentalizzazione. Se parliamo di episodi o parliamo di focolai di epidemia ritengo che siamo nella posizione corretta, altrimenti tutto il resto viene spinto oltre una discussione che effettivamente lascia il tempo che trova. Se oggi in quest’Aula avessimo trattato degli argomenti su cui la Regione è nella piena proprietà di agire sarebbe stato un Consiglio utile.
Gli argomenti che trattiamo oggi sono relativamente utili perché la Regione non ha la piena competenza, quindi è un Consiglio straordinario voluto da un dettame politico.

PRESIDENTE. Emendamento 4 bis/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 4 bis/2, istitutivo dell’articolo 4 bis, a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 4 bis/3, istitutivo dell’articolo 4 bis, a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 4 bis/4, istitutivo dell’articolo 4 bis, a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Spero che su questi emendamenti sia possibile aprire un dibattito.
Quello che il Consigliere Fabbri ha omesso di dire e che i membri della Commissione, presenti all’atto dell’approvazione del testo unificato delle due pdl, sono a conoscenza del fatto che non solo molti di questi emendamenti sono già disposti in varie delibere/determine della Regione Marche, manca solo una proposta di legge o una legge che le istituisca ufficialmente, ma sono previsti anche nell’accordo Stato/Regione. Nello specifico un paio di emendamenti in questione, tra cui questo che andiamo a votare adesso sulla verifica dello stato di salute del vaccinando e sui casi di immunodeficienza transitoria, sono disposizioni emerse a seguito di sentenze della Corte Costituzionale e di medici consulenti del Tribunale di Trieste che vertono a favore della tutela dei diritti e della salute dei vaccinandi, quindi mi auguro che il voto che la maggioranza andrà ad esprimere non sia un voto politico, ma un voto di coscienza. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4 bis/4. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Emendamento 4 bis/5, istitutivo dell’articolo 4 bis, a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 5 bis/1, istitutivo dell’articolo 5 bis, a firma della Consigliera Pergolesi. Decaduto.

Articolo 6. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7 (dichiarazione d'urgenza).
Emendamento 7/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Velocemente, nel senso che elencherò alcuni motivi per cui voteremo cento volte no a questa proposta di legge.
Il Consigliere Celani ha parlato di paradosso, in effetti il paradosso c’è, prima ho parlato dell’istruzione adesso parlerò del tema specifico.
Il Consigliere Volpini ha detto che un medico ha visto morire bambini di morbillo sotto gli occhi, ed il paradosso dov’è? Il paradosso della politica, non voglio dire di sinistra, di destra, parlo della politica in generale, è che ci si batte giustamente per quattro morti nel 2017 di morbillo e nessuno fa nulla per 1.000 bambini che muoiono ogni anno, dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, per l’inquinamento ambientale, per danni all’apparato respiratorio, su 85.000 persone che muoiono prematuramente in Italia ci sono 1.000 bambini e nessuno dice nulla.
Questa Giunta ed anche questo Consiglio non ha fatto nulla per l’inquinamento ambientale, si guardano 4 persone che muoiono per morbillo, però dei 1.000 bambini sotto i 5 anni che muoiono ogni anno in Italia per inquinamento ambientale nessuno ne parla, nessuno dice niente, forse non è conveniente, è come le fogne negli enti locali, nessuno ci mette mai mano perché non porta consensi.
Poi non capisco un altro paradosso, come mai 15 Paesi della Comunità europea non hanno l’obbligo dei vaccini? Non parliamo del Burundi o di altri Paesi, sono: l’Austria, la Danimarca, la Germania, la Spagna, la Norvegia, la Svezia e il Regno Unito. In questi Paesi i vaccini sono consigliati, ma non sono obbligatori ed hanno meno casi dell’Italia, dobbiamo capire per quale motivo in Italia si vuole nonostante tutto fare i vaccini obbligatori.
Un’altra cosa detta dal Consigliere Urbinati, noi ci fidiamo della comunità scientifica, ci credo, avete governato fino a due mesi fa, la sanità l’avete governata voi, certo che vi fidate!
Personalmente mi fido di 10 medici su 100, purtroppo ho la sfortuna di averli frequentati nella mia vita molto spesso, iniziando dall’età di 6 anni, quindi non mi fido dei medici perché la maggior parte, per vari motivi, non rispettano il paziente, fanno i propri interessi, e questo non lo dico io, se Cantone che è stato messo lì da Renzi dice che la corruzione nella sanità pubblica è molto profonda, qualcosa ci sarà che non funziona.
Per questi motivi credo che questa legge abbia un effetto placebo, oltretutto è una legge che, come ho detto prima, lede i diritti dei bambini, credo che dentro questa legge non ci sia nessun principio attivo che sia valido per poterla votare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Non sono intervenuto nel dibattito perché per questo tema siamo venuti in quest’Aula molte volte e credo di essere arrivato a saturazione anche perché purtroppo, lo dico a malincuore, non vedo alcun avanzamento nel dibattito, sentire oggi, parola di Consiglieri regionali, dire che non si fidano dei medici, credo che sia una cosa molto grave.
Sono stati citati dei pareri che sono stati smentiti ufficialmente, il Governo non ha impugnato la nostra legge dell’anno scorso, non ha impugnato la legge regionale dell’Emilia-Romagna, ancora si citano questi pareri che sono stati ufficialmente smentiti dalla storia.
Ho sentito dei dati storpiati, non mi pare di aver sentito stranamente parlare del rapporto tra vaccini e autismo, strano! Purtroppo, Presidente, una parte degli interventi ascoltati oggi in quest’Aula rappresentano lo stato della politica del Paese e di una classe di Governo completamente inadatta e inadeguata a governarlo.
Il grosso del dibattito è stato sull’urgenza, ma certo che è urgente questo Consiglio regionale, certo che è urgente questa legge che andiamo a fare, lo ha ricordato il Presidente, lo ha ricordato il Consigliere Volpini, che tra l’altro ha fatto un intervento molto completo che sottoscrivo dalla prima all’ultima parola. E' urgente Consiglieri, perché sebbene noi avessimo la nostra legge regionale che in parte ci tutela, abbiamo fatto bene a ritornarci ed a chiarirla maggiormente, perché sta per iniziare l’anno scolastico, stanno per iniziare gli asili nido e non si capisce cosa questo Governo vuole fare, rinviando, avendo fatto una proposta di rinvio. Noi facciamo bene ad esprimere la nostra autonomia normativa sui temi su cui abbiamo competenza e lo possiamo dire a voce alta perché sappiamo che sui servizi 0-3 anni abbiamo competenza e su questi facciamo bene ad esprimere la nostra autonomia normativa, quindi ben venga oggi una legge che chiarisce ulteriormente la nostra autonomia normativa su questo tema indipendentemente da quello che farà il Governo.
Tra l’altro lo ha ricordato bene il Consigliere Volpini, era la nostra proposta iniziale che poi è stata modificata perché è intervenuta la legge del Governo.
Facciamo bene ad esprimere anche la nostra autonomia politica, credo che su questo anche nei prossimi mesi la nostra Regione, ma probabilmente anche altre, esprimeranno una autonomia politica sulle questioni su cui hanno competenza, rispetto a provvedimenti scellerati che questo Governo sta prendendo.
Da ultimo, facciamo bene perché questa è una battaglia di civiltà e rabbrividisco non solo quando leggo le minacce di morte al Prof. Burioni, ma anche perchè questa è una cultura politica che tende ad assimilare la voce e il parere di chi su temi scientifici studia e lavora da 40 anni, a persone che si improvvisano un giorno grandi epidemiologi, il giorno dopo commissari tecnici della nazionale e il terzo giorno costituzionalisti.
Purtroppo, ripeto, è lo stato del Paese, è lo stato di questa classe dirigente che abbiamo al Governo, contro cui credo che sia nostro compito affrontare una grande battaglia non solo politica ma anche culturale, non solo per cercare di costruire un Paese migliore, ma perché su questo tema è la salute dei nostri figli che dobbiamo avere a cuore e alcune ipotesi complottiste basate sul nulla devono essere assolutamente cancellate, non solamente dalla scienza, ma anche dal ruolo attivo della politica e delle istituzioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Farò anche una battuta sulla Lega, così il Consigliere Zaffiri avrà modo di replicare.
Chiedo la parola innanzitutto per due fatti personali, il primo all’indirizzo di tutti quei Consiglieri della minoranza che hanno parlato di questa convocazione come un atto di strumentalizzazione politica da parte del PD, sono profondamente offeso da questa affermazione perché questa strumentalizzazione politica è anche dell’UdC, quindi quando ci citate dite anche l’UdC perché anche noi abbiamo voluto strumentalizzare questa cosa. Ci tengo a sottolineare che è una azione politica perché è una azione politica contro un Governo che ha fatto una cosa politica, cioè ha fatto una cosa, non sapendo come rimediare ad una situazione di questo tipo non ha cancellato la normativa precedente, ma ha detto proroghiamo. Quanto di più vecchio c’è della proroga? E' un modo per dire qualcosa ho fatto, ma non ho fatto tutto.
Non so se il gruppo Uniti per le Marche vuole unirsi a questa dichiarazione per fatto personale perchè credo che anche loro abbiano voluto strumentalizzare politicamente e ne faremo tante.
La seconda dichiarazione che faccio per fatto personale è a favore del signor medioevo, che è stato citato molte volte a sproposito sia da colleghi di maggioranza che di minoranza per indicare l’arretratezza. Quando nel medioevo c’è stata la peste nel 1300, hanno sviluppato conoscenze tecniche scientifiche di profilassi che fanno paura rispetto a quello che ci viene prospettato, perché allora le conoscenze erano zero e quelle poche conoscenze che c’erano venivano utilizzate tutte. Qui abbiamo una enormità di conoscenze e ci si dice di non utilizzarle, quindi c’è un comportamento scellerato sul piano umano, non sul piano scientifico e il medioevo da questo punto di vista avrebbe tanti altri meriti che non sto ad elencare ma che potrebbero essere ascritti in questo senso.
L’Europa non ha avuto bisogno di applicare norme restrittive perché lì si vaccinano, lì non c’è un Movimento 5 Stelle che dà amplificazione a quattro scemenze che vengono dette sulla base di istintualità, non c’è questo tipo di cosa. Siccome non esiste in Italia il vaccino contro i 5 Stelle, bisogna introdurre una legge che ci metta nella condizione di poterla applicare, ma è la vostra responsabilità politica che fa la differenza perché il crollo di queste vaccinazioni, dei comportamenti degli italiani che non hanno mai avuto bisogno di norme prescrittive è legato a questo.
Sarei ben lieto che non ci fosse più la necessità di mettere il muro intramezzo di cui parlava il Presidente, ma questo nasce quando i comportamenti sono scellerati, quando la necessità di una condivisione di verità naturali, non filosofiche, non teologiche, non viene acquisita da tutti, sempre per una necessità, questa sì ideologica, di distruggere le competenze. Colleghi della maggioranza state attenti, parlo a voi, qui non c’è solo il discorso del no vax, qui c’è il discorso generale che le competenze non contano per cui quello che dice una persona competente in economia non conta, conta quello che dice l’ultimo economista trasferito chissà da quale ordinamento marxista, diventato poi improvvisamente un grande teorico dell’economia, non ho neanche la forza di nominarlo, che diventa un punto di riferimento quando centinaia di altri soggetti dicono che per esempio l’uscita dall’euro e dall’Europa sarebbe un disastro per l’Italia, cosa comunque necessaria da fare perché chi dice di farla la deve fare, non deve prendersela con chi gli dice di non farla, falla se devi farla, ma abbi l’onestà intellettuale di spiegare agli italiani esattamente quello che succede in conseguenza del gesto che si compie. Questa è l’onestà politica, non 500 euro in più o 500 euro in meno di indennità, questa è l’onestà politica e anche umana, essere sinceri con chi si ha di fronte.
Consigliera Malaigia, l’anno scorso quando presentammo l’altra legge, mi pare che il primo fu proprio il Consigliere Busilacchi, ci eravamo posti la questione della copertura dei luoghi, sulla sua proposta fui io a sollecitare la necessità che oltre i nidi ce ne fossero anche altri, però, cara Consigliera, c’è una piccola differenza fra casa tua e un luogo pubblico, è una piccola differenza sancita dal diritto, il diritto ci dice che noi non possiamo fare, lasciamo perdere la ridicolata del campanaccio, prescrizioni in casa d’altri, noi dobbiamo mettere delle prescrizioni che tutelino chi è costretto a frequentare dei luoghi pubblici perché in quel luogo pubblico ci deve andare, quindi come in quel luogo pubblico metto un cesso per evitare che vengano fatte funzioni private sul pavimento, è chiaro che devo mettere tutti quelli che stanno lì dentro nella condizione di essere tutelati nella loro salute.
E’ lo stesso principio che evocava il Presidente Ceriscioli riguardo alle norme che riguardano la tutela in generale, in questo nostro Paese è condannato penalmente il suicidio, non ci si può togliere la vita, in questo nostro Paese, che è ancora un Paese di civiltà, se un genitore o un tutore o chiunque ha la responsabilità genitoriale di un minore si comporta male, addirittura il Tribunale può prevederne la sottrazione, figuriamoci se non andiamo a tutelare i minori rispetto a genitori che si fanno incantare da convinzioni sbagliate e scellerate, come dice Di Maio, che portano a quel tipo di conclusione.
Concludo dicendo che non è vero che in quest’Aula i componenti della minoranza non si fidano dei medici, si fidano dei medici quando per esempio suggeriscono istituzioni cardiochirurgiche o cose di questo genere, anche contro il parere della maggioranza, dei direttori sanitari, dipende da quello che dice quel medico. Questa è la novità dell’oggettività della considerazione scientifica ed organizzativa, se dice una cosa che mi piace il medico è bravo, se non la dice non è bravo, non mi meraviglio che da qui a qualche tempo qualche grande responsabile della sanità nazionale, o degli istituti nazionali di sanità, venga rimosso dal Governo perché non è in linea con quello che dice e questo fa la differenza rispetto alla necessità di cercare o no una verità.
Questo stile, oltre all’incompetenza, segnala sempre il nemico, è vecchia questa storia: non prendo più l’autostrada perché faccio guadagnare Benetton, non compro i vestiti perché qualcuno ci guadagna, non vado più con l’automobile perché ci vuole la benzina e c’è la lobby dei petrolieri che ci guadagna, bene sono scelte individuali perfette, non mi danneggiano in nessun modo, è un problema tuo se vuoi andare in bicicletta o ti vuoi fare tutta la costiera adriatica lungo la S.S. 16 piuttosto che sulla A14, ma qui non è un problema tuo, personale, qui intercetti un bene comune e il bene comune è di tutti, e quindi va tutelato nella sua complessità e su questo non si può tornare indietro.
L’unico rammarico rivolto agli amici della Lega che hanno governato più del PD, e adesso parlano delle responsabilità passate, è che negli anni in cui hanno governato, più di undici anni e mezzo, si sono sempre fidati della comunità scientifica, adesso improvvisamente questa fiducia non c’è più, c’è qualcuno che ancora ha la testa sulle spalle, vedi il Consiglio regionale e la Giunta della Lombardia, a larga maggioranza leghista, che non si è accodato dietro a questa scelleratezza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Consigliere Marconi, se i Consiglieri della minoranza non l’hanno citata è perchè non la vedono politicamente, è chiaro.
Rispetto alla votazione che andiamo a fare, rispetto al primo intervento che ho fatto sono più preoccupato e dico il perché. Gli emendamenti che sono stati bocciati contenevano norme molto importanti che andavano nel segno diametralmente opposto a quello della legge: esame preventivo e archivio delle segnalazioni. Questi sono i due elementi importanti che reggono tutta l’obbligatorietà, perché gli esami preventivi in Regioni governate dallo stesso Partito Democratico sono state inseriti e fanno parte della struttura sanitaria, così ci dicono e così è.
E’ un problema strettamente ideologico quello che state facendo questa sera, questa non è una legge che aiuta, quello che ho detto prima nel mio intervento, le famiglie e le persone che si trovano in quelle difficoltà a capire.
E’ una proposta aberrante perché non è stato chiesto di modificare gli emendamenti, sono stati completamente scartati ed erano molto importanti, perciò una legge ideologica per la quale non avete preso niente dalla discussione, l’avete presentata, la votate e la portate avanti, ed è giusto voi siete liberi di farlo.
Per quanto riguarda le “lezioni di governo”, credo che non abbiamo da imparare da nessuno, tanto meno da LeU, associazione sparita in una competizione elettorale, non dobbiamo imparare da nessuno, noi governiamo perché tanti milioni di italiani ci hanno dato il consenso democratico di governare, lo so che questa cosa vi dà fastidio, cari compagni del partito Democratico e non, a meno che qualcuno non sia rientrato questa notte dentro il Partito Democratico, ma non lo so, questa cosa ancora non l’ho letta. Vi dà fastidio? Finché il popolo italiano ci vota noi cercheremo di rimanere lì, se il popolo italiano democraticamente non ci vota più vuol dire che abbiamo sbagliato e dobbiamo fare un altro percorso.
Questa, cari compagni, è la democrazia, non vi sta bene questa regola? Pazienza, però è così e per qualche altro mese ci dovrete ascoltare, per quanto riguarda il problema del governo perché loro governeranno e rispetto a queste situazioni e rispetto a quello che succederà dopo in quest’Aula, con le mozioni all’ordine del giorno, ci sono state delle votazioni in Parlamento che hanno previsto un certo percorso per determinate leggi e provvedimenti. Vedremo cosa succederà nella discussione che seguirà.
Proprio perchè nelle votazioni di pochi secondi fa vi siete barricati nella vostra proposta, c’è da parte nostra un maggiore dissenso per cui voteremo no. Vi siete “incaponiti” su una posizione politica che è strettamente ideologica, non avete minimamente voluto aprire a un ragionamento molto più serio contenuto negli emendamenti, una proposta che poteva essere modificata, e noi nei confronti di questa legge continuiamo a manifestare il nostro dissenso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Credo che gran parte delle cose che c’erano da dire sono state dette.
Intervengo solo per ribadire la coerenza. Dietro l’approvazione di questa legge c’è la coerenza rispetto ad un percorso che è stato ribadito più volte da parte mia, da parte del Presidente, da parte di coloro che sono intervenuti. La coerenza rispetto a quello che è un dato incontrovertibile, che è quello di un calo delle coperture vaccinali, un’inversione di tendenza con la legge dell’obbligo della Lorenzin ed il rischio che una battuta d’arresto, lo slittamento che l’attuale Governo propone, potesse inficiare questo percorso virtuoso.
Approfitto della dichiarazione di voto per sgombrare il campo da una serie di illazioni che sono arrivate: dei medici ci fidiamo, non ci fidiamo, le ditte farmaceutiche ..., vorrei che si sapessero due cose: il sistema sanitario nazionale spende quasi 30 miliardi per i farmaci, per i vaccini ne spende 278 milioni, guardate la differenza, e poi le aziende farmaceutiche, non dico che guadagnino di più, ma forse hanno un po’ più di interesse che la gente si ammali piuttosto che non si ammali e noi con i vaccini andiamo a prevenire, lo dicevo prima, il 50% dei casi di morbillo vanno in ospedale, pensate quanto costa un giorno di ricovero in ospedale, senza pensare poi alle sequele.
Ultima cosa, siamo un Paese veramente strano, abbiamo un calendario vaccinale, chiamato anche calendario della vita, che ci viene invidiato non in Europa, da tutti, perché abbiamo introdotto una serie di vaccini tra quelli obbligatori, a quelli fortemente raccomandati, che sono quanto di più scientifico c’è oggi in termini di vaccinologia, della maggior parte oltretutto lo Stato se ne accolla il costo, penso al vaccino per l’Hpv, che lo diamo gratuitamente da quest’anno non solo alle bambine ma anche agli adolescenti, ebbene in questo Paese si mettono sotto condanna i vaccini.
Chiudo su quell’emendamento sul quale non è stato possibile intervenire che riguardava l’anagrafe vaccinale, vi ricordo che è un atto che appartiene a questo Governo, a questo Ministro e quindi mi piace segnalare che il Ministro non più di qualche giorno fa ha fatto un decreto istitutivo dell’anagrafe vaccinale in capo al Ministero della salute, che poi dovrà essere ratificato dalla Conferenza Stato-Regioni, in cui elenca tutta una serie di azioni e dovranno essere inserite, vaccinati, non vaccinati, quelli che hanno fatto una sola dose, le reazioni avverse e questo sarà obbligatorio per le Regione ai fini del finanziamento integrativo.
Quindi è un atto sul quale dovremo discutere come Regione, montare una polemica sul fatto …, peraltro i dati sono stati segnalati, ce lo diceva prima il Presidente, il nostro servizio farmaceutico ha una sezione dedicata ai vaccini ed ha segnalato ..., ma c’è questo provvedimento così importante che peraltro stava già nella legge Lorenzin ed adesso verrà istituito e farà chiarezza anche rispetto a tutta questa problematica.
Penso, lo diceva prima il Consigliere Busilacchi, che con l’approvazione di questa legge oltre ad aver fatto un atto di coerenza, abbiamo anche fatto un atto di civiltà e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo dibattito in giorni complicati, perché sono complicati per tutti.
Mi auguro che quando si parlerà di argomenti che hanno un loro tecnicismo saremo meno facinorosi perché non credo che sulla scienza, come diceva il Consigliere Zaffiri, ci si possa dividere tra la fazione A o la fazione B, ma torno a ripetere che tutti insieme dobbiamo difendere quelle conquiste che hanno permesso anche a questa nostra comunità di godere di un relativo benessere in generale, ancora più dal punto di vista della salute.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Innanzi tutto dichiaro il voto favorevole del nostro gruppo Forza Italia, l'ha già detto la capogruppo Consigliera Marcozzi, ma lo rinnovo e continuo a dire che qui si sta navigando con un paradosso incredibile, mi dispiace che al Consigliere Giorgini non sia piaciuto, ma lo ripeto ancora perché è così.
Se stiamo qui è anche perché, al di là dell’aspetto prettamente sanitario scientifico, ed io sono d’accordissimo con il Presidente Volpini, la politica in questo momento deve avere necessariamente una visione scientifica che tende a proteggere la nostra comunità, altrimenti non ne veniamo fuori, la politica in questo momento deve avere una visione scientifica su certe tematiche, altrimenti non se ne viene fuori con i se, con i mi piace, con le tirate di giacca da questo o dal quel movimento.
E’ doveroso stare qui e fare questa legge, al di là dell’aspetto scientifico-sanitario che condivido. Lo condividiamo al 100%, perché nel frattempo si è creata una confusione che non è stata voluta da noi e se stiamo qui non l'abbiamo chiesto noi come partito.
Vi traccio tre momenti che abbiamo vissuto nei mesi di luglio ed agosto, primo, la legge attualmente in vigore, la Lorenzin, che prevede l’obbligo vaccinale, a luglio è uscita una circolare interministeriale sanità e istruzione che stabilisce che basta l’autocertificazione nel 2018 e nel 2019, una circolare interministeriale che va a lavorare su una legge, è assurdo, però stiamo lavorando al milleproroghe tanto è vero che al Senato contestualmente passa un emendamento al milleproroghe per far slittare di un anno le sanzioni ai bimbi senza certificato vaccinale, ma non ci sono i tempi per il si della Camera, quindi caos completo, i genitori ed i presidi dicono: “che dobbiamo fare?” Ma non basta, a questo punto interviene un disegno di legge dei due senatori di cui parlavo prima per andare oltre la Lorenzin, cioè il Ministro della salute annuncia il cosiddetto obbligo flessibile in un disegno di legge presentato al Senato durante la discussione del milleproroghe, ma siamo a un mese dall’inizio dell’anno scolastico, quindi c’è sempre più confusione ed è necessario ovviamente intervenire con questa legge per fare chiarezza sui nostri concittadini.
Chiudo con una chicca incredibile, Consigliere Volpini mi rivolgo a lei come dottore non come Consigliere e Presidente della Commissione sanità, ultimamente ho visto un tweet, perché adesso tutti cinguettano, che a proposito di vaccini consigliava il testo di un certo Prof. Bellavita, che poi mi sono andato a vedere, un professore di patologia generale ora in pensione, strenuo difensore dell’omeopatia e punto di riferimento dei genitori no vax, quindi noi vacciniamo anche con l’omeopatia, auguri.

Testo unificato, emendato, delle pdl nn. 224 e 226. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 343
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Istituzione di un servizio regionale per la prevenzione, la valutazione e la sorveglianza delle reazioni avverse ai vaccini”

Interrogazione n. 680
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Anagrafe vaccinale regionale informatizzata – Rapporto AIFA 2017 sull’attività di farmacovigilanza, metodi ed affidabilità della vigilanza a livello regionale e generale”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 343 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia e l’interrogazione n. 680 della Consigliera Pergolesi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Punto 1. Quali azioni ha intrapreso o intende mettere in campo per un sistema regionale di farmacovigilanza?
La Regione Marche si è dotata di un Centro regionale di Farmacovigilanza accreditato presso l’Aifa e coordinato dal dirigente della P.F. assistenza farmaceutica. E’ stato inoltre istituito un gruppo di lavoro per il miglioramento della qualità della segnalazione di reazioni avverse ai farmaci e del sistema regionale di farmacovigilanza.
Tra le attività del gruppo sono previste: il miglioramento della qualità delle segnalazioni di reazioni avverse a farmaci e vaccini; la valutazione del nesso di casualità delle segnalazioni di reazioni avverse a farmaci e vaccini; l’analisi dei potenziali segnali derivanti dalle segnalazioni di reazioni avverse in collaborazione con Aifa.
Inoltre è in fase di avvio presso l’Area vasta 3 Asur il progetto “Sorveglianza sulle reazioni avverse da vaccino” nell’ambito di uno studio multiregionale promosso da Aifa, con previsione di copertura in altre Aree vaste nel prossimo futuro. Tale progetto prevede il coinvolgimento della popolazione soggetta a vaccinazione, attraverso contatti con le famiglie dei soggetti vaccinati nella fase post vaccinale, per accertarsi dell’insorgenza di eventuali eventi avversi. Gli obiettivi sono quelli di incentivare la segnalazione e di migliorare il coordinamento a livello regionale tra i soggetti coinvolti nella vaccinosorveglianza.
Questo è un po’ il quadro delle cose che si fanno e di quelle che si sono attivate.
Punto 2. Finanziamento.
Non serve un finanziamento aggiuntivo in quanto il sistema di farmacovigilanza è già attivo.
Punto 3. In che modo la Regione e i competenti uffici hanno partecipato alla stesura del Rapporto Vaccini 2017?
Il Rapporto Vaccini 2017, recentemente pubblicato dall’Aifa contiene e analizza i dati di vaccinovigilanza provenienti dai nodi della Rete nazionale tra cui le Marche. Lo stesso rapporto Vaccini 2017 chiarisce che “Questa variabilità regionale è ampiamente attesa e legata ad alcune differenze osservate nell’implementazione delle attività di farmacovigilanza e nelle risorse disponibili, quindi non a problematiche connesse alla sicurezza dei vaccini”.
Il Rapporto Aifa annovera, tra coloro che hanno contribuito, i rappresentanti dei Centri regionali di farmacovigilanza e i rappresentanti dei Dipartimenti.
I dati forniti da Aifa sono quelli degli eventi avversi segnalati. Il flusso dati raccolto dalla periferia tramite un flusso informatizzato viene trasmesso all’Aifa dal referente regionale.
Punto 4. Per quale motivo le Marche non hanno reso disponibili i dati delle anagrafi vaccinali ai fini della stima del tasso di segnalazione?
Nel febbraio 2018 Aifa ha per la prima volta richiesto, in tempi strettissimi, i dati delle dosi somministrate per calcolare i tassi di eventi avversi vaccino specifici. Alla data della richiesta il dato relativo alle dosi somministrate non era ancora disponibile, né poteva essere utilizzato il dato dell’anagrafe vaccinale informatizzata, perché non ancora completo.
Lo stesso Ministero, per la rilevazione annuale effettuata a febbraio 2018, ha espressamente richiesto che le coperture fossero calcolate come negli anni precedenti in maniera da non inficiare il confronto del dato 2017 con i dati degli anni precedenti. Per la prossima rilevazione dell’Aifa la Regione è in grado di inviare i dati conformi e nei tempi previsti.
Punto 5. Sulla base di quale disposizione la Regione Marche e gli enti partecipanti hanno adottato nello scorso marzo 2018 la procedura semplificata?
La procedura semplificata è stata adottata sulla base dell’utilizzo di un unico software gestionale funzionante e regolarmente utilizzato da parte di tutti i servizi vaccinali dell’Asur e sulla base del progressivo recupero dei dati vaccinali storici, un lavoro quasi concluso e cominciato ben prima dell’entrata in vigore della legge 119 con il già avvenuto inserimento delle coorti di nascita dei bambini nella fascia 0-6 ovunque inseriti a sistema.
Per quanto riguarda la procedura semplificata, l’interlocuzione avvenuta con il Ministero della salute è stata attraverso posta elettronica ordinaria. A seguito di un quesito posto dal Ministero sul livello di informatizzazione delle anagrafi vaccinali informatizzate è stata data la seguente risposta: nelle Marche abbiamo un’unica Azienda Sanitaria, suddivisa in 5 Aree vaste e 13 distretti e relativi Servizi vaccinali. Tutti i servizi vaccinali utilizzano un unico software gestionale. Non tutti i dati vaccinali storici sono stati inseriti a sistema e un completo stato di informatizzazione è prevedibile entro la fine del 2018, come previsto dal piano regionale di prevenzione. Dunque abbiamo un’unica anagrafe vaccinale informatizzata, la copertura è totale, ma il funzionamento è ancora parziale per incompleto recupero dei dati vaccinali storici -quindi dire che non c’è una anagrafe è un po’ relativo - a seguito di tale risposta il Ministero ha annoverato la Regione Marche come Regione dotata di anagrafe vaccinale informatizzata.
Punto 6. Sono state aggiunte all’organico degli uffici competenti nuove unità ed eventualmente in quale misura e con quali tempistiche?
Al fine di dar seguito agli obblighi previsti dalla Legge 119/2017 si è proceduto a fare un rilevamento circa le risorse umane e strutturali necessarie, sono stati ampliati gli orari degli ambulatori vaccinali, per quanto riguarda il personale sono state acquisite le seguenti unità distinte per Area vasta come dal seguente schema:
Area vasta 1: 3 medici, 7 infermieri;
Area vasta 2: 5 medici, 1 infermiere;
Area vasta 3: 2 medici, 2 infermieri;
Area vasta 4: 2 medici, 4 infermieri;
Area vasta 5: 2 medici.
Punto 7. Esiste una anagrafe vaccinale informatizzata dove far convergere direttamente i dati di tutti i distretti vaccinali della regione ed alla quale il responsabile regionale di competenza possa accedere per opportune verifiche?
Come programmato, entro l’anno corrente, verrà completato da parte della ditta responsabile, il potenziamento del software da parte del ruolo regionale, le attività di valutazione, monitoraggio e reportistica dei dati.
Punto 8. A che punto è l’implementazione dell’anagrafe vaccinale alla data odierna, e quali dati non sono stati completamente inseriti?
Come previsto dal vigente Piano regionale della Prevenzione 2014/2019, la completa informatizzazione dell’anagrafe vaccinale avverrà entro il 2018.
Punto 9. Se intende provvedere all’emanazione di un bando per l’acquisto di vaccini in formulazione monocomponente.
Con delibera di Giunta regionale del 9 maggio 2016 avente ad oggetto “Approvazione del piano biennale degli acquisti di beni e servizi per gli enti del servizio sanitario regionale mediante procedure contrattuali gestite dalla Suam e relative disposizioni” si è fissato il preciso intendimento di avviare le procedure di gara anche per i vaccini ad uso umano tramite la stazione unica appaltante (Suam).
La Suam ha successivamente dato avvio all’appalto per la fornitura dei vaccini ad uso umano e vaccini antinfluenzali per le necessità degli enti.
Con decreti del Direttore della Suam n. 16 del 27 settembre 2017 e n. 23 del 31 ottobre 2017 si è provveduto all’aggiudicazione definitiva dell’appalto specifico per la fornitura dei vaccini.
Dagli atti pubblici a disposizione e in relazione alle vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge emerge l’acquisto dei seguenti vaccini in formulazione monocomponente:
vaccino influenzale di tipo B;
vaccino tetanico;
vaccino epatitico B;
vaccino poliomelitico inattivato;
vaccino antivaricella vivo attenuato.
Di fatto tutti i vaccini in formulazione monocomponente presenti sul mercato sono stati e se necessario saranno acquisiti dalla Suam ed utilizzati dai servizi vaccinali dell’Asur.
Chiaramente quelli non disponibili sul mercato sono più difficili da acquistare.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. E’ difficile dichiararmi soddisfatta quando ho capito una metà delle risposte che ha dato il Presidente, perché l’ho visto piuttosto in difficoltà nel dare dati e leggere in maniera così concitata. Non sono l’unica a non aver capito parte della risposta.
Capisco che l’Assessore alla sanità non abbia trovato il tempo di leggersi il report nazionale dell’Aifa, però speravo che almeno gli uffici competenti andassero oltre al titolo ed alla prefazione del report perché se si andava oltre si arrivava alla seconda sezione, l’ho messo anche nell’interrogazione, che evidenziava come la Regione Marche non risulti fra le 13 regioni italiane che hanno fornito i dati delle anagrafe vaccinali ai fini della stima del tasso di segnalazione per ogni dose somministrata, che è l’innovazione di questo report. Evidentemente il nuovo Governo sta utilizzando un approccio diverso rispetto al vecchio, era la parte più interessante di quel report e purtroppo la nostra Regione non ha contribuito.
Ricordo che c’è una delibera del maggio 2017, la n. 458, cito testualmente il punto 3.1 che tratta l’adeguamento degli organici dei servizi vaccinali: “l’implementazione del presente piano non può prescindere da un adeguamento del personale dedicato alle attività vaccinali. L’attuazione e l’offerta vaccinale prevista, una volta a regime, determinerà un notevole incremento del volume dell’attività e un aumento degli accessi ai servizi vaccinali”.
Lo stesso è stato predisposto dal gruppo tecnico di esperti della Regione Marche che invitano il Direttore generale dell’Asur ..., ricordo che già nel 2011 i Dirigenti dei Servizi di prevenzione allertarono l’allora Assessore alla salute sulla possibilità di non mantenere una congrua percentuale di copertura vaccinale nella regione Marche a causa della carenza dell’organico, ed oggi, siamo nel 2018, la Giunta Ceriscioli, in tre anni, mi conferma che non si è stati in grado di dare disposizioni per il raggiungimento dell’obiettivo.
Qual era l’obiettivo? Il processo di informatizzazione dell’anagrafe regionale unica. Sempre nella stessa delibera si legge che l’Asur nel 2017, quindi con molto ritardo, ha intrapreso il percorso di implementazione e in un anno non è stata in grado di ottemperare a questo percorso.
In merito alla questione dell’anagrafe regionale unica ricordo al Presidente che gli uffici competenti non dialogano tra di loro e che ho fatto un accesso agli atti ed ho preso visione anche della mail che è stata inoltrata al Ministero della salute, dove si certifica che l’anagrafe vaccinale non è completa e che non si poteva procedere con la disposizione di semplificazione. Quindi avete messo voi in difficoltà i dirigenti scolastici e ricordo che il referente regionale della supervisione di questi dati, non è in grado di leggere in maniera puntuale e con tempistiche reali le coperture vaccinali della nostra regione. Di fatto non c’è una anagrafe regionale unica, ma singoli software che purtroppo ancora oggi, nel 2018, non riescono a dialogare tra di loro.
Le dico questo anche sulla base della dichiarazione del Direttore generale dell’Asur, che a una mia richiesta ha risposto nell'aprile 2018 affermando che le coperture vaccinali per i nati dal 2001 al 2012 nell’Area vasta 1 sono state inserite solo per l’80%, nell’Area vasta 2 solo per il 40% (nati dal 2001 al 2008), nell'Area vasta 3 l'80% (nati dal 2000 al 2010), nell'Area vasta 5 solo per il 50% (nati dal 2001 al 2014?, l'Area vasta 4 non è pervenuta. Questo è lo stato di attuazione della nostra anagrafe regionale, ce ne vuole per dire che esiste ed è funzionante.
Aggiungo oltretutto che lo stesso Ministro Grillo in Commissione, un paio di settimane fa, ha dichiarato che molte Regioni non hanno una anagrafe vaccinale, quindi per forza di cose lei si sta muovendo e sta cercando di implementare quella nazionale perché le Regioni non ottemperano al loro dovere, non pubblicano in maniera esaustiva gli atti e soprattutto pur avendo deliberato non attuano quello che loro stesse dicono di dover ottemperare, quindi come faccio a dichiarami soddisfatta di questa risposta?
Sicuramente sulla base degli atti che i suoi uffici hanno predisposto farò le mie valutazioni, invito solo a fare maggiore attenzione ed a leggere non dico il report nazionale, ma almeno quelli regionali fatti dal referente regionale, che sono molto interessanti, ma peccano di alcuni dettagli, soprattutto leggere le interrogazioni che si pongono perché possono dare un buon spunto per rispondere in maniera puntuale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Non tanto per illustrare la mozione, perché prima ho detto al Presidente che non la voglio illustrare perché abbiamo già discusso di tante cose, ma soltanto per sollecitare la votazione a favore di questa mozione perché, secondo noi, è un intervento che facciamo anche per i colleghi dell’Aula in quanto andrebbe a completare la legge che poc’anzi avete approvato.
Questo è un passaggio che noi riteniamo importante anche per la legge votata prima, altrimenti, come abbiamo già detto, parliamo di aria fritta, parliamo soltanto di una volontà politica che non porta da nessuna parte e che creerà dei problemi non a noi, ma soprattutto a voi. Grazie.

PRESIDENTE. Io non ho altri iscritti a parlare, se non ci sono passiamo alla votazione.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Con questa breve dichiarazione annuncio il nostro voto favorevole a questa mozione della Lega, che è in continuità con gli emendamenti della Consigliera Pergolesi che sono stati bocciati.
Mi auguro che in un colpo di reni e di orgoglio la maggioranza voglia appoggiare questa mozione, noi lo faremo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 343. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 386
ad iniziativa dei Consiglieri Rapa, Urbinati, Busilacchi, Marconi
“Mantenimento punto nascita a Fabriano”

Mozione n. 393
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Pergolesi, Maggi
“Mantenimento e potenziamento punto nascita Ospedale di Fabriano”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 386 dei Consiglieri Rapa, Urbinati, Busilacchi, Marconi e la mozione n. 393 dei Consiglieri Fabbri, Pergolesi, Maggi, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Questa mozione è presentata dall’intera maggioranza e va soprattutto in una direzione.
La Regione Marche, questa Assemblea e i gruppi di maggioranza si sono sempre impegnati nella tutela e nella valorizzazione delle aree montane, nella tutela della salute, dei servizi essenziali, nel loro miglioramento in termini di efficacia ed efficienza.
Non possiamo quindi non sottolineare come l’Ospedale di Fabriano e il relativo punto nascita in particolare siano al servizio di un vasto territorio montano del nostro entroterra marchigiano già colpito prima da una pesante crisi occupazionale ed economica e poi dai recenti eventi sismici che hanno lasciato pesanti conseguenze non solo materiali sulla popolazione e su quei luoghi.
Pertanto la palesata chiusura del punto nascita comporterebbe gravi ripercussioni non solo direttamente sull’efficacia del Servizio sanitario regionale in quell’area ma sulla stessa tenuta del tessuto sociale del territorio.
Come gruppo consiliare e come maggioranza ci siamo impegnati, e lo abbiamo detto a più riprese, per una sanità che sia vicina ai cittadini, ai territori, per una sanità che coniughi la qualità, la sicurezza e la ricerca dell’eccellenza con la prossimità ai cittadini, soprattutto a quelli più svantaggiati.
Per questo e per una giusta tutela dei bisogni e delle necessità di questi territori chiediamo un impegno comune, forte, condiviso e soprattutto un impegno del Governo perché ai bisogni diversi si diano le necessarie risposte adeguate.
La logica dei tagli lineari ha già fatto troppi danni e causato troppe ingiustizie.
Chiediamo quindi con questa mozione che il punto nascita di Fabriano sia mantenuto a presidio di un territorio da ricostruire, nel quale confidiamo che la popolazione rimanga e torni a crescere anche grazie alla qualità ed alla presenza di servizi pubblici, fra i quali anche quelli sanitari.
La rinascita di Fabriano e delle aree montane, siamo convinti, passa anche attraverso il mantenimento di determinati servizi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Anche questa è una mozione di cui si è già parlato: filmati, dichiarazioni, contraddittori in Aula. Elementi nuovi non ci sono, ma chiarezza è stata fatta, perché è stata chiesta dalla Regione la deroga per non chiudere il punto nascita di Fabriano ed il 22 maggio il Comitato per il percorso delle nascite ha dato il proprio parere negativo sotto il Governo avente per Ministro Lorenzin.
La Grillo è entrata in carica l'1 giugno e il Comitato si rifà al decreto ministeriale Balduzzi che è ascritto al PD, al Governo in questi anni, alla Conferenza Stato-Regioni del 2010 che ha fatto l'elenco dei requisiti necessari, fatto con le Regioni e con lo Stato nel 2010. Adesso, finalmente, dopo 3 anni di lotta sulla sanità si fa piano piano da parte vostra un dietro front. Ricordo la mozione n. 47, discussa in Aula il 15 dicembre del 2015, che chiedeva la salvaguardia dei punti nascita. Sono andato a leggere la risposta del Presidente Ceriscioli la quale diceva che avevamo già la delibera di Giunta dal 2011 e dovevamo chiudere i punti nascita piccoli, in quanto non c’era la sicurezza, si domandava anche chi sarebbe andata a partorire in quei posti e difendeva tutta l’impalcatura di quegli anni. Adesso si fa dietro front, giustamente, perchè sono tre anni che diciamo che l’entroterra va salvaguardato altrimenti le persone lo abbandonano, altrimenti le persone vanno fuori del loro bacino.
Ho studiato le tabelle ed i dati che la Regione ha consegnato al Ministero ed emerge un dato inequivocabile, il 50% delle donne che afferisce al bacino del punto nascita di Fabriano va a partorire altrove, vuol dire che c’è poca fiducia, prima cosa, che bisogna recuperare, quindi la Regione si deve concentrare se vuole salvare il punto nascita, come noi vogliamo salvarlo, nel recupero di questa fiducia. Come si recupera? Con la qualità del servizio certificata. Sono andato a vedere la checklist che ha dato la Regione al Ministero e giustamente il Ministero evidenzia che manca la garanzia dell’assistenza con guardia attiva pediatrico/neonatologica H24 all’interno della struttura ospedaliera o del presidio ospedaliero sede di punto nascita - noi sappiamo che mancano anche i pediatri, sappiamo che la Regione li ha cercati con un bando ma non è riuscita a trovarli – quindi dice che finché non ci sarà tutto non potrà garantire.
Sono andato a fare un conteggio, i numeri non tornano, posso aver sbagliato con la calcolatrice, però effettivamente con il punto nascita aperto di Fabriano noi abbiamo 436 nati, i dati sono riferiti allo scorso anno, 730 nati nel bacino, 308 nell’Ospedale di Fabriano, i 436 nati dovrebbero percorrere meno di 30 minuti in auto, se il punto nascita sparisse sarebbero soltanto 144 quelli che dovrebbero percorrere questo tempo in auto.
Le mamme che stanno per partorire e che devono viaggiare per 30/45 minuti attualmente sono 228, poi sarebbero 394, le mamme che stanno per partorire e che dovrebbero percorrere più di 45 minuti, questi sono i dati della tabella che ho analizzato, ora sono 66, dopo sarebbero 192. Quindi, dati alla mano, giustamente, il punto nascita a Fabriano serve, ha un bacino di utenza di 810 nati all’anno, 96.000 abitanti, se non ci fosse ci sarebbe l'aggravio per lo spostamento per una percentuale assolutamente rilevante, 14 Comuni impiegherebbero di più ad andare a partorire, 8 invece avrebbero una diminuzione perché sono periferici, andrebbero ad esempio ad Urbino, a Macerata, a Jesi. Effettivamente il numeri ci dicono che il punto nascita serve. Allora salviamolo, salviamolo e ritorniamo alla volontà ed alla capacità regionale di incidere perché giustamente la risposta che abbiamo ricevuto dal Ministero si conclude dicendo: “Si sottolinea infine che qualora la Regione nell’espressione della propria autonomia amministrativo gestionale conferita a seguito delle modifiche del Titolo V della Costituzione, optasse per scelte programmatorie relative alla riorganizzazione dei punti nascita, che non tengano conto di quanto dettato dall’accordo del 16 dicembre 2010 e del conseguente parere consultivo espresso dal Comitato nazionale per le nascite, dovrà assumersi la responsabilità di garantire presso il punto nascita, non in linea con quanto dettato dalle norme in vigore, efficienza, efficacia, economicità dell’assistenza, nonché qualità e sicurezza per la madre e per il neonato”. Quindi la Regione può tenere in vita quel punto nascita, deve assicurare questo.
Le cose da fare sono due: prima, sforzarci di tenere in vita questo punto nascita, secondo, fare pressione per modificare le leggi che il PD ha fatto negli anni scorsi, come il d.m. 70 Balduzzi, modificare l’accordo Stato-Regioni.
Noi dobbiamo agire per il bene dei cittadini su due tavoli regionali e noi qui abbiamo la competenza nazionale su cui possiamo fare pressione per riparare ai vostri guasti, non ai nostri e considerato che oggi siamo in una sessione particolarmente politicizzata, nel senso che abbiamo difficoltà a scendere sui dati, mi sto strettamente ancorando ai dati.
I nati a Fabriano negli anni purtroppo sono calati da 495 ultimamente sono arrivati a 327, bisogna assolutamente recuperare.
Sono andato a vedere i costi per mantenere questo presidio, innanzitutto non si riesce a distinguere, e questo è vergogna degli uffici, i costi tra la ginecologia e il reparto neonatale, è tutto aggregato, il tutto costa 1.400.000 euro di cui 540.000 euro sono per i dirigenti e 700.000 euro per gli altri dipendenti, i dirigenti sono i medici, bene, nell’Asur c’è un dirigente ogni tre dipendenti, siamo d’accordo, quindi su 1.400.000 euro il costo del personale è di 1.200.000 euro, la struttura va potenziata di quello che manca perché effettivamente costa relativamente poco in percentuale, va fatto lo sforzo per integrare il personale. Poi vedremo quanto guadagna il settore, ma questo è un altro punto, primo sforzo.
Parliamo di 1.400.000 euro per un servizio che riteniamo basilare, ritengo che, su 3.000.000.000 di sanità, 1.400.000, 1.600.000, 1.700.000 ad integrare quello che manca si può assolutamente fare, è una questione di priorità.
Sappiamo che si vogliono costruire a suon di centinaia di milioni nuovi muri per nuovi ospedali, invece di sprecare i soldi nel cemento sarebbe interessante e più produttivo per il cittadino impiegare quei soldi per dare un servizio migliore, anche perché come percorrenza Gubbio rispetto a Fabriano è più appetibile rispetto ad Ancona, dopo non ci lamentiamo se oltre a Gabicce che vuole andare in Romagna c’è anche Fabriano che vuole andare in Umbria, sparo una cavolata nel senso che è una battuta, ma se noi non curiamo le zone disagiate, e questa è una zona disagiata anche se a termini di percorrenza ci viene detto di no, perché soltanto un Comune che ha 10 nati all’anno percorrerà più di 60 minuti, e definiamo se una percorrenza di 60 minuti è idonea per una madre che ha le doglie e sta per partorire. Se non sappiamo presidiare la qualità nelle zone di frontiera del nostro territorio chiaramente non possiamo lamentarci se le persone scelgono di andare altrove.
La mia mozione, dopo questo inquadramento nel quale mi sono sforzato di attenermi ai dati senza fare nessun tipo di polemica, che avete innescato voi le settimane scorse, chiede semplicemente di attivarsi a tutti i livelli amministrativi e politici, partendo da noi e arrivando al nazionale, fino a disporre la proroga della deroga alla chiusura del punto nascita dell’Ospedale di Fabriano; ad incrementare i fondi necessari per un potenziamento del punto nascita e in generale dell’Ospedale stesso – sappiamo, ne abbiamo parlato ed abbiamo votato all’unanimità una risoluzione sull’Utic prima della pausa estiva, che il discorso dell’Ospedale di Fabriano è complessivo - relativamente alle attrezzature sanitarie e al personale medico in servizio (sappiamo che mancano i pediatri e le persone che devono andare in turno in H24), procedendo in merito già in sede di approvazione del prossimo bilancio; a tenere costantemente informati il Consiglio e i cittadini durante le varie fasi sopra elencate, perché finché carta canta, giustamente, si riesce a mantenere una posizione chiara e trasparente, quando invece si incomincia a fare il polverone strumentalizzato, tutti hanno ragione, nessuno ha ragione e il cittadino rimane sconcertato e quindi non rassicurato sulla qualità dei servizi che possono effettivamente essere erogati.
La mia richiesta è quella di approvare la mozione che ho presentato o di andare a discutere una risoluzione che sposi le due esigenze, quella di attivarci come Regione, perché possiamo e dobbiamo farlo, e quella di agire a livello nazionale per cambiare una struttura normativa che applicata come la state applicando nella regione Marche non soddisfa ormai più nessuno, neanche voi stessi.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ho firmato volentieri questa mozione presentata e proposta dal Consigliere Rapa per alcune motivazioni che tento di esporre.
La prima è che non rinnego nulla di tutto quello che a livello legislativo i precedenti Governi hanno dovuto fare per riportare alcune Regioni dentro i parametri di sicurezza per la salute dei cittadini. Quello che ci dimentichiamo è che a fronte di risorse che non crescono o crescono di poco, c’è una necessità oggettiva che è quella di avere la sicurezza per la salute delle persone, quello che non garantiva i 1.000 ospedaletti, lo devono garantire i 300 ospedali seri, questa è la premessa del d.m. 70 del 2015 sul quale abbiamo sofferto in tanti, anche prima di questo.
Poi c’è la vicenda particolare della chiusura dei punti nascita nelle Marche che in linea teorica non è completata, perché se stiamo alla normativa vigente solo chi sta sopra ai 1.000 parti può mantenere. Ricordo che in quella circostanza, la circostanza che interessò Fabriano circa un anno e mezzo fa, e che è la prima che ha affrontato questa amministrazione, tira in ballo anche San Severino e Osimo che furono chiusi sempre in funzione del discorso della distanza e questo è l’unico argomento che noi dobbiamo sostenere in relazione all’area interna, non parliamo di area montana ma di area interna, le aree interne di Urbino, di Fabriano e mettiamoci anche Ascoli Piceno che serve la terza parte, la più meridionale delle aree interne della Regione, devono avere un riferimento di questo tipo. Allora mettiamoci d’accordo sulle cose da fare!
Il ragionamento delle deroghe che fa il Consigliere Fabbri che si è sempre tentato di fare, l'abbiamo fatto un po’ tutti anche quando eravamo al Governo, io non ci sto da tanti anni quindi il problema personalmente non ce l’ho, però quando qualcuno del PD era al Governo ragionava su questi argomenti. Era il momento della stretta e non c’era la possibilità neanche di ragionare su questi temi, ora c’è da capire che la deroga va data sia per l’aspetto economico, ma anche per l’aspetto organizzativo, perché c’è da capire in queste deroghe, lo chiedo non vado alla conclusione perché voglio essere fedele all’impostazione in base alla quale non sono uno specialista e come lei Consigliere Fabbri lamento il fatto che a volte è un po’ difficile entrare in questi dati della sanità, lo dico da membro della Commissione, quindi a maggior ragione dico quanto dovremmo essere molto attenti in questa valutazione.
Faccio una domanda alla quale non so se il Presidente in questa occasione o in altra intenderà rispondere o assumere una qualche conoscenza, un punto nascite che fa 350 parti deve avere in assoluto, questo è quello che ci dice la legge, o 350 o 1.000 parti, la copertura dell’emergenza ostetrica, o qualcosa di questo genere, 24 ore su 24, nel senso che quell’unico bambino che nasce in una giornata deve essere tutelato come quelli che nascono ad esempio nell'Ospedale Salesi nel quale vengono al mondo 2.200 bambini, una media di 7 al giorno.
Questa domanda me la pongo perché anche qui la correttezza vuole che poi facciamo sapere a tutti i cittadini delle Marche, quanto ci costa, questa è la correttezza rispetto a chi ha visto tutte le chiusure a cui abbiamo assistito.
Andando avanti su questa strada sostengo in pieno l’opera che l’amministrazione regionale ha svolto relativamente ad un altro tipo di emergenza che è quella ad esempio dei punti di primo intervento o della rete del soccorso, perchè se con 200, 150, con 300.000 euro ci togliamo il problema, anche in situazione che ...., cito due ospedali a caso, uno nell’entroterra che fa 2.000 accessi all’anno, e siamo in provincia di Macerata, l’altro sulla costa che ne fa 6.500, quello sulla costa è a rischio di chiusura, quello nell’entroterra neanche se ne parla e gli diamo l’ambulanza H24, va benissimo, però mettiamo tutto dentro una cornice di giustizia sociale, parola antica ormai desueta, abbandonata, che però fa la differenza rispetto anche alla pace sociale, non al consenso sociale, ma alla pace sociale perché per andare d’accordo in una famiglia, in una comunità, bisogna che tutti abbiamo un po’ l’impressione di non essere trattati troppo da figli e figliastri.
Va benissimo l’area interna e questo è il motivo della giustificazione, per quanto mi riguarda se il bilancio delle aree interne, che va dall’agricoltura, all’industria, ai trasporti, alla sanità, ai servizi sociali, costa 100 milioni all’anno, vanno spesi. 100 milioni all’anno in più rispetto a quello che spendiamo, perché è chiaro che costa di più, la raccolta dei rifiuti solidi urbani delle aree interne costa molto di più che a Civitanova, Macerata o Fano dove con un solo mezzo prendi una quantità enorme in una sola via, nelle aree interne c’è un costo aggiuntivo notevole, ma l’area interna va tutelata e non solo per la questione terremoto, va tutelata perché sappiamo qual è il beneficio di avere questo tipo di presenza, però dobbiamo dircele queste cose, sennò si ha l’impressione che a San Severino, a Osimo, a Recanati o da qualche altra parte ci stanno i figliastri, no, c’è un motivo ben preciso.
Sono d’accordo anche con il Consigliere Fabbri quando dice cerchiamo di far si ..., non possiamo obbligarli naturalmente, anche questo purtroppo è un problema, quello che sta a Genga con 15 minuti arriva a Jesi, quindi il problema non è il giorno del parto, ma è tutto quello che c’è prima, per cui la preparazione la faccio comoda a Fabriano e quando arriva il momento del parto magari ho un’emergenza corro e vado più rapidamente a Jesi o viceversa, dipende in quale posizione sto.
Questo purtroppo fa parte di regole che noi non possiamo disciplinare, ecco perché quando parliamo di deroghe mettiamo in premessa questo: c’è un costo, siamo tutti convinti di affrontarlo e in questo costo mettiamo in conto anche altre realtà che queste deroghe potrebbero ottenerle e le ottengono non solo da un punto di vista economico, ma anche da un punto di vista organizzativo.
C’è da fare un sacrificio dal punto di vista organizzativo, ragioniamola con il Governo, il top non posso averlo dappertutto, questo è un ragionamento serio e se riusciamo a farlo significa anche che non è una bufala, ma è una realtà che questa amministrazione regionale - a fronte di tutte le concentrazioni che dovrebbe fare, sta cercando di farle ad Ascoli, Macerata e Pesaro e dovremmo cominciare a ragionare anche per Ancona, ritorno sempre su questo argomento - manterrà e vuole mantenere, una rete ospedaliera per acuti nelle aree interne, anche quelle in deroga, rispetto a tutti e non vuole indebolire quello che già c’è nell’entroterra.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Oggi per me non è proprio giornata dopo l’annuncio del Presidente che ci ha comunicato che il Ministero dell’ambiente intende impugnare la legge contro l’inceneritore.
Anche se ho una grande simpatia nei confronti del Consigliere Fabbri mi trovo a ripetere le parole che poco fa ha detto la Consigliera Marcozzi: ma avete capito che siete al Governo oppure non vi siete accorti di questa cosa?
Analizziamo i fatti, la Regione due anni fa, non oggi, ha detto manteniamo aperto il punto nascita di Fabriano in deroga perché riteniamo che vada mantenuto aperto, arriva dopo due anni la comunicazione da parte del Ministero della salute e del Ministro Giulia Grillo, anche se non l’ha firmata personalmente, il dipendente, il funzionario prende “ordini” dal Ministro, non è che il funzionario scrive quello che gli pare, il funzionario fa esattamente quello che la politica gli dice di fare, quindi è volontà del Ministero di chiudere il punto nascita di Fabriano, la politica è condiziona, non è che il Ministro Grillo si mette a firmare tutte le circolari e tutte le comunicazioni, dà degli indirizzi e viceversa non credo che sia possibile che un funzionario possa prendere una decisione così importante senza il consenso esplicito del Ministro, non diciamo fesserie, non diciamo cose che non sono vere.
Ricapitolo, la Regione due anni fa ha detto che bisognava mantenere aperto il punto nascite, il Ministero a distanza di due anni ci dice che lo dobbiamo chiudere altrimenti siamo soggetti a delle sanzioni, questo è quanto, di che cosa vogliamo discutere?
Invece di fare le mozioni, fate un’altra cosa, prendete il telefono, chiamate il Ministro Giulia Grillo e ditele: “Signor Ministro Giulia Grillo per cortesia venga a Fabriano e venga a capire perché c’è bisogno di mantenere il punto nascita aperto”, questo dovete fare!
Semmai Presidente ho un’altra cosa da aggiungere, colgo l’occasione per ricordare il mio dispiacere per il fatto che due anni fa fu fatta la scelta di mantenere Fabriano e chiudere San Severino, questo lo devo dire perché San Severino aveva pari dignità, anzi aveva qualche nascita in più rispetto a Fabriano, questa cosa la devo dire perché è un punto a cui tengo, semmai in questo potrebbe stare la critica, ma su tutto il resto dovete cospargervi il capo di cenere, andare dai vostri Ministri a chiedere che vengano sul territorio a risolvere i problemi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Prendo atto formalmente che non siete più 19, ma 20, avete fatto un ottimo acquisto e credo un buon lavoro, però le cose non sono andate proprio come fino a questo momento abbiamo ascoltato perché il 15 dicembre 2015 in una seduta che si è svolta in quest’Aula siamo stati per oltre sei, sette ore a dibattere sui punti nascita e da quella discussione i punti nascita di San Severino, Fabriano dovevano essere tutti chiusi perché il decreto Balduzzi diceva così.
Nel mio intervento dissi che se dovevamo applicare come era scritto il decreto Balduzzi bastava un impiegato, un usciere, non c’era bisogno della politica proprio perché parlavamo di una zona di cui oggi si vuole evidenziare le difficoltà. Era in difficoltà anche il 15 dicembre 2015 e probabilmente grazie a Sagramola, quella struttura è rimasta aperta fino ad oggi perché quest’Aula, prendete tutte le registrazioni, non era per l’apertura e il mantenimento di Fabriano. Allora di cosa stiamo parlando?
Stiamo parlando di un decreto del Governo Monti, del Ministro Balduzzi, che prevede che tutti i territori di questa regione siano sono uguali, quella volta chiesi dove era la politica se non poteva intervenire su quel problema.
Il problema sta a monte, noi dobbiamo intervenire perchè se c’è una difficile realtà territoriale il decreto Balduzzi non può essere applicato. Poi devo trattare, devo fare la vertenza con il Governo non lo so, nel 2015 c’era un altro Governo, adesso qualcuno che era in letargo, che ha dormito per tanto tempo, di accorge che c’è un problema a Fabriano. Se ci sarà un problema a Fabriano lo vedremo, per quanto ci riguarda la Lega l'ha già affrontato con la discussione in Aula, siamo per risolverlo ed adesso scopriamo che c’è anche il Partito Democratico è su questa strada, mentre il 15 dicembre 2015, caro Presidente Ceriscioli, non c’era. Questa è la situazione, questi sono i fatti!
Rispetto alla mozione noi aspettiamo e vedremo, perché lì non possiamo farci niente, la discussione nel Comune di Fabriano, intanto la popolazioni si mobiliti e inizi a prendere una posizione. Questa mozione perché non l’avete presentata nel 2015 visto che il problema era lo stesso?
C’è un problema complesso, vedremo di risolverlo.
In questo momento, nel 2018, fate i furbi e venite fuori dicendo che c’è un problema, io l’ho già detto nel 2015, per me questa mozione presentata oggi dalla maggioranza non fa né caldo, né freddo, ve lo dico apertamente. Se facciamo una risoluzione diversa, se esistono le condizioni è un altro ragionamento, il problema esiste da anni, dal 2010, da quando si sono stati approvati i decreti Balduzzi e tutto l’ambaradan di quella squadra.
Noi non vogliamo averci niente a che fare, avete lavorato, avete presentato questa mozione ed io vi auguro che si possa trovare una soluzione, però non è questo il problema, come non è un problema l’altra mozione, che si deve discutere questa sera, relativa alle aree degradate. Anche qui sbagliate, cari compagni, però voi volete sbagliare, continuate pure, non ci posso far niente, certo che esiste un problema, il Governo ha fatto un’altra cosa rispetto ai 90 progetti.
Ritorniamo all’argomento, questa è una mozione che ha evidenziato un problema che la Lega Nord conosce e sapeva che prima o poi questa cosa sarebbe successa e chi pensava che non sarebbe accaduto credo che debba cambiare mestiere, non può fare politica.
Lì ci sono dei dati che non supportano il decreto Balduzzi, bisogna modificare, bisogna fare un accordo stralcio rispetto al decreto Balduzzi, però se questa situazione deve essere affrontata, e lo dissi a suo tempo anche fuori microfono al Presidente, la strada non è questa, bisogna fare un’altra cosa su Fabriano, non avete ascoltato e adesso siete preoccupati, pazienza! Buon lavoro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Brevemente per uscire un po’ dal coro. Ricordo il mio intervento quando si è parlato dei punti nascita, perlomeno non nel dettaglio ma sicuramente nel contenuto.
Il Balduzzi incide e dà delle indicazioni non a caso, a parte che al Goverbi c’era la Lega.
Prima per ore abbiamo parlato di vaccini, del rigore scientifico che alcune volte sta dietro alle scelte, i punti nascita devono vivere oppure devono essere soppressi prevalentemente per ragioni di sicurezza del parto e chi studia queste cose ci dice che al di sotto di un determinato numero di parti gli operatori, siano essi ostetrici o neonatologi, per quello che riguarda la parte della neonatologia, devono avere determinate expertise. Un concetto che va oltre quello dell’esperienza, perché presuppone un bagaglio di conoscenze, l’expertise è fatta di volumi di attività. Cade automaticamente la qualità della prestazione se un operatore, questo vale per tutti, non fa un determinato numero di interventi, di attività e siccome abbiamo a che fare con problemi che riguardano la salute delle persone, nella fattispecie la salute delle donne o addirittura del nascituro, è chiaro che si fissi una soglia. Torno a ripetere, anche lì ci sono delle conoscenze, degli studi e il limite non è fissato dal Balduzzi, ma a livello europeo, ed è quello dei 1.000 parti o frazioni di mille parti, dando del tempo a chi si trova in determinate condizioni, essere per esempio a 600 piuttosto che a 500, di poter continuare a lavorare.
Questa è la motivazione per cui il numero dei parti deve essere 1.000, c’è una motivazione di sicurezza del parto perché i parti fortunatamente nella stragrande maggioranza dei casi non hanno complicazioni, anche perché oggi nella fase preparto c'è molta più di conoscenza, la donna viene seguita, si fanno le ecografie, c’è tutto un iter, c’è un monitoraggio che porta ad avere dei parti più sicuri, difatti le neonatologie devono intervenire proprio nel momento in cui c’è una complicazione imprevista, allora devi avere personale preparato, tecnologie a disposizione. Questo è il motivo per cui, torno a ripetere si è fissato il limite dei 1.000 e frazioni di 500.
C’è poi un altro aspetto che dobbiamo tenere in considerazione, che è quello degli operatori, del reperimento degli operatori, soprattutto di alcuni, penso ai pediatri, abbiamo una carenza cronica dei pediatri che riguarda il numero chiuso all’Università, ancora peggio il numero chiuso o comunque molto basso nelle scuole di specializzazione, quindi abbiamo la difficoltà nel reperire queste figure che devono garantire la sicurezza in questo caso del parto sul versante del nascituro.
Per cui capisco tutte le esigenze: zona disagiata, difficoltà del raggiungimento, importanza di avere un punto nascita anche in una zona come quella, sapendo che la mancanza di fiducia con quel numero di parti - se è la potenzialità di cui si parlava, il dato a disposizione non ce l’ho, mi rifaccio a quanto ha detto il Consigliere Fabbri nella sua relazione – è anche legata al fatto che mancano le persone, mancano le figure professionali, non è una mancanza di fiducia così. Torno a ripetere che oggi più di ieri si guarda alla sicurezza della prestazione.
Non si ha questa sicurezza del parto quando manca l'expertise oppure lo strumento tecnologico importante. Oggi i parti, proprio per quello che ho detto prima, per il monitoraggio che si fa di una gravidanza, si riesce benissimo a programmarli, il parto d’urgenza è veramente esiguo dal punto di vista dei numeri e laddove succede, guarda caso, c’è bisogno di strutture multidisciplinari con delle competenze molto complesse che peraltro noi riusciamo a garantire al Salesi, piuttosto che a Pesaro.
Sulla mozione mi adeguo, ma volevo dire questa cosa in nome e per conto di una coerenza che mi riguarda, che guarda sempre alla qualità della prestazione, perché la qualità della prestazione è importante ai fini della salute in questo caso e in altri casi, come i vaccini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Intervengo brevemente perché ci sono stati più interventi.
Apprezzo, l’ho fatto più volte, la coerenza del Consigliere Volpini perché ancora una volta ha posto al centro la cautela e l’attenzione scientifica nell'affrontare un tema importante come quello del diritto alla salute.
Avrei potuto non intervenire, ma lo faccio per alcune ragioni, una è che, non so, forse quest’Aula non ne è a conoscenza e non è sicuramente un dato rilevante, l’incarico istituzionale più lungo l’ho avuto a Fabriano, sono stato per lunghi anni Consigliere della Comunità Montana, anche quando facevo il Sindaco, quindi ho un legame con quella comunità che non è soltanto di carattere personale, ma è profondo nell’impegno politico, istituzionale, culturale e sociale.
I nostri capigruppo di maggioranza hanno posto, come diceva il Consigliere Volpini, la questione centrale della deroga, l’hanno fatto con una mozione, qui rispetto a quanto diceva il Consigliere Volpini, c’è un fattore, che definisco il fattore distanza, che deve essere sempre tenuto presente.
Questo l’abbiamo fatto per alcune sedi, anche di carattere politico, due, tre anni fa, ed abbiamo discusso per la verità del fattore distanza, anche nel momento in cui Fabriano era forse la realtà industriale più significativa della regione Marche, anche in quei momenti, chi come me aveva responsabilità nel territorio ha sempre cercato di tenere presente l'aspetto della distanza e penso a servizi come quello della sanità, dei trasporti, della scuola, postali, sono servizi che vanno visti non a caso. Da un lato poi c’era la Carta di Fonte Avellana ed oggi c'è la strategia delle aree interne, quindi ci sono scelte anche di carattere culturale e di attenzione alle comunità, proprio perché c’è questo fatto significativo.
Oggi siamo in presenza di questa situazione, c’è stata anche un’evoluzione della posizione del Partito Democratico e per quanto mi riguarda, io che cerco sempre di essere disciplinato, di fare sistema, saluto questa evoluzione che c’è stata e la saluto con soddisfazione.
Siamo in presenza di alcuni problemi, uno è quello che diceva con molta chiarezza il Consigliere Volpini, noi abbiamo bisogno ..., però questa cosa va detta, mi associo al Consigliere Zaffiri quando dice: “Ringrazio Sagramola”, se il punto nascita è stato aperto fino ad ora ringraziamo Sagramola, ma ringraziamo soprattutto il Presidente Ceriscioli che rappresenta la Regione. Cerco di essere il più obiettivo possibile, ma se non ci fosse stata l'azione forte della Regione Marche, fermo restando la giusta scelta/intuizione del Sindaco di Fabriano Sagramola, sicuramente quel punto nascita non sarebbe rimasto in piedi.
Noi dobbiamo garantire, quello di cui parlava il Consigliere Volpini, con gli accordi interaziendali. Ricordo che dopo la scelta di mantenere il punto nascita, venne in Commissione sanità il dott. Alessandro Marini ed io posi il problema, che qui alcuni di voi hanno posto, della tutela, dell’attenzione, mi sembra il Consigliere Marconi lo dicesse, che dobbiamo garantire a questo punto nascita perché ci sia parità tra chi nasce ad Ancona o a San Benedetto del Tronto o a Pesaro o a Fabriano.
Ricordo che allora c’era una carenza di ostetriche, quindi sollecitammo il Dott. Marini e quei posti furono coperti. Oggi c’è una carenza di pediatri, la questione è molto più difficile, ed è quella di cui ha parlato il Consigliere Volpini, perchè mancano queste figure specialistiche ma, al di là della difficoltà più generale, garantendo magari intese interaziendali fra l’Asur, l’Azienda di Torrette ed altre Aziende dobbiamo fare in modo che le professionalità necessarie siano garantite.
Non voglio chiudere con una provocazione perché non credo in un approccio diverso con le istituzione che non saprei nemmeno fare, però questa Regione sta portando avanti, d’intesa fra Consiglio e Giunta, oggi di fatto assorbito completamente dalla Giunta, il Patto per lo sviluppo e il nuovo Piano socio-sanitario di competenza della Giunta e della Commissione sanità.
Bene, nel momento in cui andiamo a programmare la crescita, il rilancio, la ricostruzione, non soltanto una ricostruzione in termini fisici e materiali, ma un rilancio vero, una rigenerazione delle aree interne anche per il fatto che purtroppo sono state colpite dal sisma, ripeto, soprattutto di fronte a questi strumenti importanti di programmazione non so se è il caso, forse potrebbe anche esserlo, di ragionare - oramai l’Asur è consolidata e si va consolidando, abbiamo fatto anche delle leggi importanti per consolidare l’Asur - dentro questo consolidamento dell’Asur Marche un’area, la specificità di un’area interna che non può limitarsi a Fabriano ma che tocchi l’Appennino marchigiano, comincio da Cagli, così è contento il Consigliere Traversini, penso sia giusto cominciare da Cagli, passando per Pergola, fino a Fabriano, fino ad Amandola, fino ad Ascoli Piceno.
Non so se è il caso dentro questo ragionamento di programmazione del futuro, con l’orizzonte con cui siamo abituati ad affrontare le cose, di arrivare ad un qualcosa di veramente solido anche dal punto di vista strutturale. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Credo che la mozione presentata dai capigruppo della maggioranza sia importante in quanto vuol tenere alta l’attenzione su una criticità, un problema che ha colpito non soltanto la città di Fabriano, ma tutto il territorio, tutto l’interland fabrianese, quindi è un argomento che si caratterizza fortemente dal punto di vista politico.
Ho ascoltato con grande attenzione la mozione che ha letto il Consigliere Fabbri, atto che molto probabilmente non sarebbe mai stato presentato se la maggioranza non avesse presentato la mozione che è di tutt’altro taglio, è di altra impostazione, rispetto a quella presentata successivamente dalla minoranza.
Tutte le mozioni sono interessanti, ma il problema è questo: quando un Comitato tecnico - e qui siamo tutti grandi e vaccinati, anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle sono qui ormai da qualche anno, come del resto i rappresentanti della Lega - dà un parere, la politica e i Ministri se hanno la volontà possono non seguirlo direttamente, l'abbiamo visto in decine e decine di casi, sia a livello nazionale che a livello regionale.
In quel famoso 22 maggio il Comitato tecnico ha dato un parere favorevole alla chiusura, successivamente sono arrivati un Ministro e un Governo che hanno avallato quella chiusura, questo dimostra che chi governa oggi e i loro rappresentanti in Regione, che in questo caso sono all’opposizione, cercano di coprire il danno fatto da un Governo e da un Ministro della salute del Movimento 5 Stelle ad un territorio che non è, ripeto, solo quello fabrianese, ma anche dell'interland.
Sicuramente quel dibattito fatto con acume e puntualità, lo ricordava il Consigliere Zaffiri, è la dimostrazione vera che da quel momento in poi, da quel famoso dicembre 2015 ad oggi, e siamo nell’agosto 2018, il punto nascita di Fabriano è rimasto funzionante. Questo è stato per la pressione fatta e soprattutto per le motivazioni presentate dall’allora Sindaco Sagramola alla Regione Marche che, è chiaro, ha avuto la volontà politica rispetto al famoso decreto Balduzzi di mantenerlo aperto per le motivazione che tutti conosciamo, rispetto ai pareri contrari dei tecnici che dicevano di chiuderlo, tanto che, lo ricordava il Consigliere Bisonni, altri punti nascita sono stati chiusi. La politica ha voluto mantenerlo per le motivazioni che tutti conosciamo, le aree interne, ed ancora più oggi il Ministro doveva essere più attento perché Fabriano e quel territorio sono stati colpiti da un terremoto, forse questo Ministro non lo sa, bisogna che voi, che avete il contatto diretto, glielo ricordiate.
Ancor più oggi la politica nazionale deve dire: manteniamo purché la Regione faccia questo, questo. A quel punto la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle avrebbe avuto più forza. Secondo me, nel cercare di ribaltare la situazione dimostrate di arrampicarvi sugli specchi consapevoli che in questo momento la grande responsabilità ce l’ha questo Ministro e questo Governo.
E’ chiaro che la mozione della maggioranza va votata perché è lineare e chiede che venga ripristinato il punto nascita di Fabriano e da questo punto di vista tutti i pareri, tutti i vincoli, tutte le osservazioni, le faccia pure il Ministero, facciano pure tutti i rilievi che vogliono, purché lo lascino aperto, poi sarà una responsabilità del Presidente, della politica regionale dire questo non lo facciamo e a quel punto avrete tutto il diritto di dire: “Cara Regione Marche, il Governo ha dato una deroga, ha messo una serie di prescrizioni e tu non le vuoi attuare”.
Cari Consiglieri del Movimento 5 Stelle in questo momento non è pensabile che voi vi arrampichiate a garantire e a tutelare un Ministro politicamente scorretto che non ha tenuto conto non soltanto della criticità delle aree interne, ma anche del fatto che quel Comune è stato coinvolto ed è stato inserito nel cratere.
Nascondersi dietro i numeri, dietro tutte queste piccole cose, secondo me conta poco, adesso vedremo se voterete la mozione che è asettica, lineare, che chiede al Governo di ripristinare la deroga che era stata portata avanti, senza tanti sotterfugi, senza cercare i costi e altro. Vedremo se avrete il coraggio politico e personale di votare questa mozione, altrimenti dimostrate che predicate bene, ma razzolate male rispetto ai comportamenti che cercate di tenere all’esterno.
Chiedo al Presidente, poi vedremo se ci sono altri Consiglieri, il voto per appello nominale, perché in questo caso ognuno ed ogni forza politica si assumeranno le proprie responsabilità.
Ripeto, Consigliere Zaffiri, se dal 2015 ad oggi questo punto nascita è rimasto aperto, sicuramente è per l’impegno messo dall’allora Sindaco Sagramola, ma ricordo che oggi c’è un Sindaco del Movimento 5 Stelle, e anche questo è un ulteriore messaggio, non è un merito se un Sindaco del Movimento 5 Stelle non chiede alla Regione o al Governo di ripristinare quel punto nascita attuando la deroga, quindi credo che da questo punto di vista serve coerenza, coerenza che voi dimostrate solo a parole, ma che nei fatti non portate avanti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Di imparare non si finisce mai. Il Sindaco ha un compito fondamentale nella tutela della salute dei cittadini, non intesa come gestione e organizzazione dei servizi sanitari, ma in maniera diversa.
Lo specifico delle due mozioni apparentemente è lo stesso, ma c'è un distinguo importante nella mozione del Consigliere Fabbri che per me la rende non votabile.
Capisco perché avendo per anni amministrato con un asse dove il Partito Democratico governava in Comune, in Provincia, in Regione, nel Governo nazionale e con un ruolo importante anche in Europa diventava difficile trovare un colpevole, che è la passione dei 5 Stelle, o su chi scaricare le responsabilità, detto in un modo più urbano, e questa durissima verità di aver avuto un ottimo consenso elettorale e governare il Paese è purtroppo una cosa vera, non è un’invenzione del PD, c’è un Governo che ha dei riferimenti politici molto precisi.
Questo non vuol dire che rende il nuovo Governo responsabile di tutto quello che è successo nel mondo negli ultimi 50 anni, nessuno dice questo, o che chi va al Governo senza aver avuto particolari esperienze precedenti non abbia bisogno di un minimo di tempo per capire dove è finito, anche questo ci sta, meno per la Lega che fa un grande uso di allume di rocca, ma la verginità non se la rifà perché il tavolo Massicci non è stato un’invenzione del centro sinistra, ma del centro destra, invenzione sana perché ha guardato sotto il profilo nazionale come dare al sistema sanitario una certa coerenza in rapporto all’esigenza dei conti, ma anche della qualità del servizio.
Quindi nasce lì il tavolo Massicci, nasce con la Lega al Governo, però convincerci che ad un certo punto cambia il proprio modo di approcciarsi ai problemi avendo una responsabilità di Governo è un fatto molto importante.
Nel caso specifico, anche l’altra volta quando ho raccontato in Aula dell’arrivo di quella missiva che non mi aspettavo, non immaginavo una reazione di cattiveria, immaginavo una cosa molto semplice, pensavo che in un rapporto positivo con il Governo nazionale, parlando delle aree interne, parlando di un medio/piccolo ospedale nella realtà di Fabriano, dentro il cratere sismico, non ci fosse una particolare fatica ad ottenere una risposta del Ministro che dicesse: “In merito alle osservazioni pervenute dalla Regione intendo riaprire la procedura di valutazione della deroga”. Basta, finito il percorso! Noi andiamo avanti con il milione e mezzo, con il personale che riusciamo a metterci, perché se, come dice l’Assessore Pieroni, il Governo dice: “Adesso mi stampate i pediatri” noi la stampante dei pediatri, pur avendola certata, non ce l’abbiamo, non è che ci si può chiedere l’impossibile, noi facciamo il possibile e abbiamo fatto in questi anni il possibile per mantenere aperto quel punto nascita in forza di una scelta condivisa anche con l’allora Sindaco Sagramola per dare un certo tipo di risposta anche nella consapevolezza che il punto nascita di Fabriano aveva problemi di numeri, ma non aveva nessun altro problema, oltre il problema dei numeri di nati, mentre sugli altri nosocomi c’erano già problemi importanti in termini di personale e di organizzazione. Quindi, forti di un assetto più solido, abbiamo mantenuto la deroga ed oggi il punto nascita di Fabriano è aperto, non è che dobbiamo fare chiacchiere, è stato mantenuto aperto in attesa della deroga e la deroga non è arrivata, è stata anche mandata una puntualizzazione che cambia poco rispetto all’atto precedente e ribadisce il fatto che non ci sono gli elementi per concedere la deroga.
Mi aspetto un atto politico semplice da parte del Governo, che si prenda un pezzo della responsabilità nel portare avanti un punto nascita nella misura in cui viene data la possibilità di fare delle deroghe stabilite dallo stesso Governo. Non è che ce lo siamo inventati qua il fatto di poter dare delle deroghe, senza deroga il punto nascita di Fabriano, stando alle regole che abbiamo, va chiuso, non c’è un’altra strada, la deroga regge la chiusura, l’attesa della deroga regge l’apertura, la deroga regge l’apertura, bisogna fare scelte conseguenti.
Quel pezzettino di strada che deve fare il Governo lo deve fare punto! Io sono convinto che parliamo di qualcosa di estremamente elementare, quando il Vicepremier Di Maio è venuto a Fabriano per inaugurare la prima scuola pubblica-pubblica della ricostruzione del cratere (abbiamo avute scuole donate dal privato, pubblico-privato, dove un pezzo dell’intervento è del pubblico ed un pezzo è del privato, la prima pubblica-pubblica è quella di Fabriano, devo dire un intervento di grandissima qualità) scambiando due battute mi è sembrato che in pochi secondi avesse capito che parlavamo di una questione molto semplice, allora senza grandi arrampicate sugli specchi c’è la mozione che invita a sostenere questa strada, serve una risposta del Ministro, la più elementare che semplicemente è: il mio impegno è quello di rivalutare e chiedere che venga, alla luce delle osservazioni che mi ha inviato la Regione per un approfondimento maggiore, rinviata al tavolo una nuova richiesta. Semplice! Questa cosa molto semplice bisogna però portarla a casa, questo è il punto, perché il sistema regionale per poter reggere ha bisogno di avere questo tipo di risposte in termini di interlocuzioni.
C’è la capacità di farlo? Se i rappresentanti in Aula delle forze politiche che fanno riferimento al Governo non sono in grado di ottenere da un Ministro della Repubblica un pronunciamento così semplice, credo che il livello di relazione rispetto a temi più importanti difficilmente potrebbe maturare.
Quindi l’invito è: stiamo dentro l’obiettivo tutti quanti ed è quello di mantenere questo punto nascita in accordo, facciamo un pezzettino di strada per uno, quello che ci serve dal Governo, arrivi dal Governo, quello che dobbiamo mettere come Regione, che abbiamo continuato a mettere in questi anni, continueremo a farlo.
Il mio invito è quello di votare la mozione della maggioranza, possibilmente di ritirare quella che cerca di nuovo di scaricare e di non comprendere, non spiego troppo perchè penso che sia comprensibile il valore che ha la deroga o l’attesa della deroga per chi deve agire in deroga rispetto a determinati parametri, e facendo ognuno comprensione dei problemi reciproci trovare la strada senza immaginare che – ed è utile anche sotto il profilo di una maturazione – che ogni volta il problema stia da un’altra parte, perché nel momento in cui si governa necessariamente ci si fa carico di una situazione che di per sè non è risolvibile in tutto.
Quando come Sindaco incontravo i bambini nelle loro classi, il primo esempio che facevo loro per capire qual era il lavoro dell’amministratore era: immaginate la montagna dei problemi e la montagna delle risorse, noi con queste risorse dobbiamo affrontare questi problemi, certamente non li affronteremo tutti, non saremo in grado, ma dovremo in termini di priorità stabilire con queste risorse cosa vogliamo fare, perché è chiaro che se avessimo risorse per tutti i problemi non servirebbe nemmeno la politica o l’amministrazione, se c'è la capacità di dare risposte a qualunque problema è finito il compito del Governo e dell’amministrare, è nella limitatezza delle risorse rispetto all’ampiezza dei problemi che si giocano queste partite e queste responsabilità.
Quindi questa responsabilità è inevitabile, prima ce se ne rende conto meglio è, e dovrà essere affrontata in maniera equilibrata, valutando di volta in volta il peso di quello che ci viene chiesto, agendo di conseguenza e tutto quello che si mette in moto è bene.
Sono convinto che il Consiglio dei Ministri dovrà affrontare il tema della legge regionale sull’incendiare i rifiuti, sul valorizzare la parte energetica contenuta nei rifiuti, anche questo, siccome non c’è, secondo me, un motivo per impugnare quella legge il percorso è gestibile, basta affrontarlo per il verso giusto, che è quello di mettersi in moto perché il Consiglio dei Ministri quando c’è una questione di questa natura non la valuta solo sotto il profilo tecnico, ma rispetto anche al proprio disegno politico e se il proprio disegno politico coincide con la volontà della Regione Marche, nessuno costringe il Consiglio dei Ministri ad impugnare quella legge, nessuno lo costringerà mai.
Anche qui, muoversi in maniera coerente e corretta, disinnescando questo percorso, penso sia nell’interesse di tutti e nel momento in cui viene portato in Aula è perché, nell’obiettivo positivo di non avere un problema, anzi di risolverlo, ognuno può fare un pezzo del cammino, quindi ben venga l’approvazione della mozione dei Consiglieri di maggioranza, spero che ci sia il voto di tutti ed un lavoro proficuo per raggiungere un obiettivo che condividiamo.

PRESIDENTE. Il Capogruppo Rapa chiede la votazione per appello nominale,
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Sono fortemente deluso dalla qualità della discussione che è avvenuta in Aula perché ho parlato di dati, di necessità e invece i colleghi hanno riportato la bagarre politica.
Vi rendete conto che avete chiuso tredici ospedali dell’entroterra in questi tre anni? Di cosa parliamo? Li avete chiusi, non c’è una cittadina che non è in subbuglio, ci sono i Sindaci che si sono incatenati davanti agli ospedali, ne parliamo ad ogni Consiglio e siamo a mendicare la salvaguardia di un singolo reparto, è questo il discorso generale dell’operazione di questa Giunta.
Ho voluto mettere da parte la posizione politica espressa in questi tre anni ed ho voluto parlare di numeri, ma voi non mi siete venuti dietro, avete ricominciato a fare strumentalizzazione è per questo che vi estinguerete, siete falsi! La gente ormai l’ha capito.
Dite che il Balduzzi va applicato in maniera rigida, altre Regioni non l'hanno fatto, ma voi si! C’è una delibera di Giunta regionale del 2011 e nel 2015 il Presidente Ceriscioli ha detto che andava bene. L’Asur, si è attivato in maniera autonoma per chiudere i punti nascita di Osimo e San Severino Marche, non si poteva far diversamente, addirittura dobbiamo chiudere i punti nascita che hanno una quantità inferiore ai 1.000 nati, nelle Marche ci sono dieci punti nascita: Pesaro, Fano, Urbino, Jesi, Fermo, tutti, tranne Ancona e Macerata, sono sotto i 1.000 nati, bisogna chiuderli tutti, cioè bisogna accorparli. Presidente Ceriscioli in forza della delibera di Giunta regionale del 2011 deve dire ai fanesi che nei prossimi anni andranno a nascere a Pesaro perché Fano verrà chiusa, bisogna che troviate il coraggio di dirlo, oppure cambiate opinione, dovete dire questo oppure dovete dire che in tutta la provincia di Pesaro-Urbino si nascerà soltanto a Pesaro, perché chiuderete anche Urbino. Questo dovete dire, perché adesso parliamo di Fabriano e tentiamo di salvare un punto sotto i 500 parti, ma il Balduzzi chiede la chiusura dei punti nascita sotto i 1.000.
Rispondo al Consigliere Volpini, non è che l’expertise viene data dal numero dei nati, l’expertise viene data dalla manualità dell’operatore, se l’operatore viene ruotato nei vari centri acquisisce e mantiene la sua manualità e il cittadino ha la qualità del servizio. Siccome non sono braccianti agricoli che prendono 1.000 euro al mese, ritengo che si possa organizzare il servizio sanitario in modo che gli operatori ruotino di sede in sede, mantenendo quella qualità dell’operatività necessaria a garantire il cittadino che deve essere sovraordinato nell’acquisizione del servizio rispetto all’organizzazione del lavoro del singolo, che viene pagato per farlo.
Anche qui bisogna cambiare prospettiva, non è avendo il primario a Pesaro che fa tanti interventi chirurgici non lo posso spostare e chiudo un altro ospedale, si sposta, mantiene la sua expertise, anzi chi lavora un po’ di meno farà dei mesi nei centri più grossi dove lavorerà un po’ di più, riesco quindi a gestire meglio questa expertise.
Se mancano i pediatri e mancano i medici del primo soccorso o i medici di base perché vanno tutti in pensione e siamo alle soglie di un cambio generazionale, bisogna che la politica si imponga sulle università e tolga immediatamente il numero chiuso, quindi vedete che l’azione va fatta a vari livelli.
Voglio riportare la situazione in un canale razionale. Abbiamo l’utilità tecnica del punto nascita di Fabriano, è dimostrata? A mio avviso si, vi ho dato i numeri prima. Se c’è l’utilità tecnica mi convinco come volontà politica nel volerlo tenere aperto e parlo per me, ed io lo voglio tenere aperto, allora qual è la ricerca della soluzione? La ricerca della soluzione è che in primis la Regione ci deve mettere del suo perché il Ministero ha detto che manca l’assistenza di guardia attiva pediatrico-neonatologica H24 e mancano i pediatri, allora come Regione ci metto quello che manca e poi vado a dire al Ministero: “Adesso questa deroga me la devi rinnovare”. E' questo il ragionamento corretto, intellettualmente onesto, ognuno ci mette quello che ci deve mettere.
E’ proprio questo il contenuto della mozione che noi abbiamo presentato, la mozione presentata dal PD si lava le mani come Ponzio Pilato delle responsabilità e delle mancanze della Regione e va a fare speculazione politica dicendo che il Ministero deve fare questo. Nella fattispecie sappiamo tutti che il Ministro Grillo, con tutto l’apparato, è entrata in carico da poco e un Ministro che è entrato in carica l'1 giugno avrà secondo voi nel giro di 30 giorni la contezza di tutta la miriade di cose che fanno gli uffici? Non sapete neanche voi dopo tre anni che cosa fanno i vostri uffici, ma per favore! Sono veramente deluso, questo vi porterà all’estinzione!
Torno sul fatto che carta canta, e vi abbiamo dimostrato l’utilità di questo servizio sul territorio, che c’è la volontà politica trasversale di tenere aperto questo servizio, che questo servizio va tenuto aperto, se la Regione ci mette del suo per quello che manca rispetto agli standard il Governo consegnerà la deroga. La mia mozione chiede esclusivamente questo, la vostra è una mozione politica e non è tecnica perché oggi ci avete convocato qui, l’ho detto prima e lo ripeto, per trattare di tre temi che sono strumentalizzazione politica, poi vedremo, come ha già introdotto il Consigliere Zaffiri, la prossima mozione così facciamo l’en plain. Complimenti!

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Pensavo di non intervenire più in questa discussione però, preso anche dalle cose che ho ascoltato, credo che la coscienza voglia, che l’onestà intellettuale voglia che la coerenza è una cosa molto seria.
Cari compagni, il 15 dicembre non si è fatto un Consiglio su richiesta delle minoranze per parlare del problema della sanità e dei punti nascita della regione, perché questo è accaduto, la storia di questo Consiglio è questa.
Oggi poi la non coerenza del Presidente del quale ho ascoltato l’intervento, parlate di altre cose, la coerenza c’era il 15 dicembre 2015, la coerenza c’è adesso il 30 agosto 2018, questa è coerenza, quando la coerenza l’abbiamo rivendicata su un problema che riguardava i centri nascita della regione Marche, i problema non c’era, adesso lo evidenzia il Partito Democratico ed il problema c'è, è sempre lo stesso, dov’è la coerenza?
Ecco perché ho detto che non voto la mozione, io sono coerente con l’intervento del 2015 rispetto a quello che dico oggi e se mi adopererò con il mio partito per fare determinate cose non lo vengo a dire a voi, avete capito? Perché voglio essere coerente.
Ho detto che questa cosa del 2015 era una pataccata e si è dimostrata una pataccata, è passato il tempo, Presidente Ceriscioli, il tempo è lungo e galantuomo, se lo ricordi, perché prima o poi le cose che non fate bene emergono e adesso voi della maggioranza date la responsabilità ad un Ministro che si è insediato da 15 giorni, ma che faccia tosta avete? Siete degli sciacalli politici e non andrete distante.
Credo che la strada da fare era un’altra, ve lo sottolineo qui, non vi basta, ve l'abbiamo detto quattro/cinque volte, adesso la mozione, poi l’altra, tutte cose che non avete saputo gestire e le avete gestite male, sennò non ci sarebbero stati il 4 marzo e il 4 dicembre. Non le avete gestite bene, mi sono fatto scaricare il resoconto per vedere cos’era successo nel 2015, è successo che vi siete fregati di quello che stava accadendo nella regione Marche e avete aspettato il momento opportuno, l’ho detto prima, buon lavoro.
Comunque ricordatevi che in politica c’è la trasparenza e la coerenza, la coerenza paga ed anche la trasparenza, le altre cose, purtroppo, voi sapete che non pagano.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Faccio un richiamo al Regolamento, prima l’Assessore Pieroni ha richiesto l’appello nominale, considerato che deve essere richiesto da tre Consiglieri, mi aggiungo alla sua richiesta insieme al Consigliere Maggi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. La dichiarazione di voto era implicita nell’intervento fatto, ma ascoltando gli interventi sono stato stimolato ad intervenire e quindi ribadisco di votare la mozione e faccio alcune riflessioni.
Immagino cosa sarebbe successo se la Regione Marche non avesse chiesto al Ministero la deroga dal 2015 al 2018, ancor più oggi. Immagino cosa avrebbero detto il Consigliere Fabbri e tutte le opposizioni della Regione Marche, non voglio immaginare cosa sarebbe successo sui social e in tutto l’interland fabrianese, il Consigliere Fabbri sarebbe andato su con la bandiera “La Regione non ha chiesto la deroga al Ministero, per questo il punto nascita è chiuso”.
Oggi sento cose diverse dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle sul fatto che il Ministero non dà la deroga alla Regione, poi parlerò della coerenza della Lega regionale, cercando di nascondere il fatto che un Ministro non sa cosa succede quando non dà una deroga. O il Ministro è un incapace o non conta niente, qualcosa c’è perché, al di là del mese o dei quindici giorni, penso che il Ministro abbia una struttura composta da decine di dipendenti politici che possono dirgli: “Guardi, caro Ministro, le Marche sono un territorio colpito dal sisma e noi non stiamo dando la deroga come ci ha richiesto”, altrimenti Consigliere Fabbri, so che non è sciocco, non è stupido ed è una persona che ha una propria onestà intellettuale, sa bene che un Ministro non avrebbe dato mai detto no alla deroga, credo che dipenda dal fatto che il Ministro non conosce il territorio.
Come dice il Presidente, con la sua moderazione che non sappiamo imitare, tutto il Consiglio vota una mozione asettica con la quale si chiede al Ministro ed al Governo di rivalutare quella posizione, dando tutta una serie di prescrizioni, però almeno ci si dia la possibilità di discutere di questa deroga perché se non ci dà neanche questa possibilità possiamo suonare tutte le campane, ma il dato vero è che oggi la deroga non è stata riconosciuta ed è chiaro che la tanto forzata coerenza del compagno Zaffiri - perchè è sempre un compagno, io lo ricordo, un compagno un po' di destra, un po' banderuola, nel senso che è passato dalla sinistra alla destra, la coerenza è pure questa - si dovrebbe tenere sempre nella propria vita politica.
Detto questo, credo che la coerenza sia anche votare questa mozione perché all’epoca ricordo bene che la Lega, il Consigliere Zaffiri, ed i Consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno fatto delle battaglie per dire che quell’atto di Consiglio era sbagliato perché bisognava mantenere aperte queste strutture. Oggi che c’è una mozione che chiede questo su una specifica realtà, che poi è una grande realtà, perché parliamo di un territorio di quasi 100.000 persone, trovano 50.000 motivazioni per dire no, magari anche sciacquandosi la bocca, insultando i propri avversari politici con parole come sciacalli ed altro.
Credo che questa non sia politica quando uno dice quelle parole Consigliere Zaffiri, …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Ho capito, le do sempre ragione perché a casa mia si dice che la ragione si dà sempre a “qualcuno”, però detto questo, al di là di tutto, si capisce benissimo che oggi le opposizioni, Lega e 5 Stelle, tentano di nascondere una verità e la verità è che oggi un Ministro, un Governo …. Speriamo che cambino, la mozione che verrà votata va in quella direzione, e che il Ministro ritorni sulle proprie posizioni.
Questa mozione è stata presentata nei tempi giusti perché da qui a breve il Ministro dovrà prendere una decisione, augurandoci che prenda quella giusta e riveda la sua posizione, altrimenti il rischio vero è che il punto nascita di Fabriano verrà penalizzato.
Guardate che non parliamo di una realtà che non ha criticità, ha criticità viarie, ha criticità legate al sisma, ha le criticità delle aree interne, quindi da questo punto sono convinto che il buon senso oggi dovrebbe far votare tutta l’Aula, se non c’è il buon senso molto probabilmente prevarrà, questo si Consigliere Fabbri, la posizione politica vostra per tutelare e coprire un danno fatto da un Ministro, da un Governo oggi Lega-5 Stelle.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Consigliere Fabbri ascolti, io l’ho sempre difesa di fronte a tutti perché ho una grande stima della sua intelligenza, però ascoltando il suo intervento di oggi non vorrei essere costretto a rivedere la mia posizione per i ragionamenti che ha fatto. Ha dato del 'disonesto intellettualmente' a me ed a molti altri colleghi, qui l’unico che oggi ha fatto un ragionamento disonesto intellettualmente è stato lei e le spiego perché, con calma perché non cerco la polemica.
Voglio andare dietro al suo ragionamento che dice: ma la colpa non è del Ministro perché ha firmato un funzionario, bene, le vengo dietro, applichiamo lo stesso criterio infantile, queste sono le cretinate a cui lei va dietro di Santarelli e di Romagnoli in cui perde la qualità della sua intelligenza, …

(interrompe il Consigliere Fabbri)

Sandro BISONNI. Ascolti io non l’ho interrotta, mi faccia ragionare con calma, se va dietro alle fesserie di Santarelli e di Romagnoli ci perde lei.


(interrompe il Consigliere Fabbri)

PRESIDENTE. Per cortesia, Consigliere Fabbri.

Sandro BISONNI. Quando ha parlato prima sosteneva queste tesi, anche fuori microfono, ed ha dato del disonesto a me ed a tanti altri, le voglio spiegare invece perché quello che sta dicendo lei è disonesto intellettualmente.
Prima di tutto sa benissimo, perché sono ormai tre anni che svolge la funzione di Consigliere regionale, come ha spiegato con calma l’Assessore Pieroni, che i pareri tecnici contano fino ad un certo punto perché poi la politica ha la capacità di ignorarli o di tenerli in considerazione, fare le scelte; seconda cosa, voglio venire dietro al suo ragionamento, se mettiamo la scusa infantile che la colpa non è del Ministro ma del funzionario che ha firmato, benissimo, allora questo ragionamento estendiamolo a tutte le cose negative e critiche che in questi anni avete rivolto al Governo PD, immagino Renzi, ogni volta che qualcuno gli rivolgeva una critica, rispondere: “Mica l’ho firmata io, l’ha firmata il funzionario, mica è colpa mia”. Capisce che questa è una posizione di rifiuto della responsabilità, lo fa mio figlio di 5 anni che dice che la colpa è del fratello.
Inoltre è stato detto: “Il Ministro è da poco che sta al Governo” è vero, però diciamo anche un’altra cosa, che è ancora in tempo a correggere, non è che se il Ministro è da poco stato nominato non può intervenire e salvare il punto nascita di Fabriano. Questo lo vogliamo dire?
Qualcuno ha chiesto: “Ma perché questa risposta è arrivata dopo due anni?” Nel 2015 il Presidente ha fatto la richiesta di deroga e la risposta è arrivata dopo due anni, io non so il perché, butto là, magari ci potrebbe essere anche un ragionamento del precedente Ministro del tipo: se rispondo, visto che so che i tecnici mi danno un parere negativo, sono “portato” a dire determinate cose. A volte il modo per mandare avanti la deroga potrebbe essere quello di tacere e dire: “Faccio finta di non essermi accorto” e passa del tempo, ma poi mi chiedo perché con il nuovo Governo c’è stata tutta questa fretta di dire: dovete chiudere.
Qualcuno ha chiesto perché la maggioranza presenta adesso la mozione? Perché c’è il Governo Lega-5 Stelle? No, perché la risposta è arrivata adesso, se fosse arrivata prima si sarebbe fatta prima, la risposta è arrivata adesso ed è normale che ci si muova adesso.
Ultima cosa, sulla coerenza citata dal Consigliere Zaffiri, capisco che ognuno deve fare la sua parte, però se qui c’è un atteggiamento coerente è quello della Regione Marche che nel 2015 ha chiesto la deroga per mantenere il punto nascita aperto e adesso sta chiedendo la stessa identica cosa. Dov’è la mancanza di coerenza?

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 386. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dal Capogruppo Rapa.
Favorevoli: Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 393. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dal Capogruppo Maggi.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri;
Contrari: Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 390
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Mantenimento previsioni di spesa e di erogazione dei fondi per la riqualificazione delle periferie”

Mozione n. 392
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Fondi per le periferie”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 390 del Consigliere Rapa e la mozione n. 392 del Consigliere Giancarli, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Come è noto il Senato della Repubblica ha approvato, con le modifiche al decreto milleproroghe, l’introduzione di un emendamento proposto dalla maggioranza di Governo che sospende l’erogazione di consistenti fondi già stanziati dal precedente Governo per il finanziamento degli investimenti infrastrutturali, il cosiddetto “Bando periferie”, per la riqualificazione e rigenerazione urbana delle aree periferiche degradate di molte città.
La sospensione delle convenzioni del “Bando periferie” per la rigenerazione urbana di 96 città e aree metropolitane sull’intero territorio nazionale riguarda nella nostra regione le città di: Ancona, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino per oltre 50 milioni di euro di investimento, e questo fatto ci preoccupa moltissimo.
Molte città hanno infatti largamente condiviso con i cittadini le scelte di programmazione delle opere, già investito nelle progettazioni ed ora il congelamento delle risorse è un vero e proprio affronto alla democrazia partecipativa, alle autonomie locali e soprattutto ai nostri concittadini.
Dobbiamo ricordare come nasce questo forte impegno di rigenerazione urbana e di recupero delle periferie, dalla constatazione del degrado e dell’abbandono dei quartieri con danno dei cittadini che vi abitano in condizioni di vita inaccettabili, insicure e a volte degradanti.
Riportare quei luoghi a condizione di vivibilità e di sicurezza ed anche di bellezza è un intervento non solo di recupero fisico di quelle aree, ma anche di riscatto morale e sociale per l’intera popolazione.
Non è inoltre trascurabile affatto l’impatto economico ed occupazionale che tali interventi determinerebbero sia direttamente che indirettamente.
In tutta Europa e nel mondo i luoghi soggetti ad interventi di recupero urbanistico sono stati caratterizzati da nuovi insediamenti di imprese ed attività, non solo commerciali e di nuovi insediamenti abitativi di migliore qualità e sostenibilità. In sostanza un miglioramento generale della qualità della vita in quei luoghi, ma anche nell’intero territorio circostante.
Questa è una sfida culturale che i Comuni avevano raccolto con entusiasmo, ora rischia di essere bloccata e rinviata definitivamente la rinascita di interi quartieri e delle loro comunità, dei loro cittadini, sospesa, un danno sociale ed economico enorme che non ci possiamo permettere.
Voglio infine sottolineare che gli interventi previsti dal “Bando periferie”, essendo stati rivolti al recupero di aree dismesse e degradate anche in funzione del miglioramento della vivibilità, della coesione sociale, del contrasto di fenomeni di devianza e di emarginalizzazione dei quartieri interessati, avevano anche e non ultimo l’obiettivo del miglioramento della sicurezza dei cittadini e quindi anche contrasto alla illegalità ed alla criminalità.
Per questo credo che la Regione debba essere al fianco dei Comuni, dei nostri concittadini, per chiedere con forza che il Parlamento e l’attuale Governo correggano questo grave errore e ristabiliscano il finanziamento degli interventi previsti dal “Bando periferie” nei tempi certi e già programmati.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri, vista anche l’ora cercherò di essere breve, intanto faccio mio l’intervento del Consigliere Rapa, poi come avete visto, perché è stata distribuita ora e non poteva essere fatto prima, non si poteva fare diversamente, è stata presentata una risoluzione che vede la firma oltre che del Consigliere Rapa e mia anche del Consigliere Biancani, che è il Presidente della Commissione.
Non riapro il dibattito sui punti precedenti, però intendo rispondere al Consigliere Fabbri che ha detto: “Oggi è una giornata voluta contro il Governo del Paese”, non riapro sui vaccini, né sul punto nascite, né sulla mozione del Consigliere Zaffiri, questa mozione, il Consigliere Rapa ha illustrato quella firmata da lui, l’ho presentata per una ragione molto semplice: sono stato contattato da alcuni Sindaci, poi siamo in presenza di un dibattito forte, evidente, c’è la necessità di un coinvolgimento altrettanto forte dei Parlamentari, quindi ero già lì, ma nel momento in cui poi questa cosa viene anche fatta presente, è una ragione in più.
Ci tengo a dire che mi muovo con coerenza e credo di essere lontano sia dalla demagogia che dalle strumentalizzazioni, è forse anche una ragione per cui il tempo non mi ha ingoiato, il fatto stesso che dopo un lungo periodo sono ancora qui, dopo aver ricoperto diversi incarichi, proprio perché cerco non solo di mantenere la coerenza, ma soprattutto la serietà, quindi rispetto al tempo riesco a vivere.
Voglio fare però una considerazione, la riqualificazione urbana e la rigenerazione sono i più forti antidoti al consumo di suolo, alla pessima vivibilità urbana, all’inquinamento, e potrei continuare. Questa mattina il Consigliere Giorgini ci ha ricordato ad esempio il tema pesante dell’inquinamento.
C’è un grande patrimonio edilizio ad uso pubblico, ad uso privato, abitativo e non, pezzi di città che dobbiamo recuperare. E’ ampiamente dimostrato come al decadimento edilizio, al caos urbano, fa seguito l’aumento del disagio sociale e della piccola e grande criminalità.
Negli anni non ci sono stati efficaci piani organici e strategici, la stessa legge sulla difesa del suolo, l’ultima sul consumo di suolo, è stata approvata soltanto da un ramo del Parlamento, quindi per affrontare questo aspetto centrale delle città e della difesa del suolo, del paesaggio, dell’ambiente, serve un piano, ma quando si è fatto molto spesso non c’è stato un coordinamento, piani anche importanti, ma scoordinati, penso ai cento campanili o a casa Italia. Ripeto, piani importanti ma non coordinati.
Quello che mi sento di dire è che il piano per la riqualificazione delle periferie di fatto è stato il primo piano di rigenerazione urbana, di riqualificazione, azione organica di valorizzazione e recupero urbanistico e sociale delle città, finanziamenti che debbono essere mantenuti.
Per le Marche sono decine di milioni, tra l’altro a questi se ne aggiungono altri che non sono messi in discussione. E' vero, noi parliamo di Pesaro, di Urbino, di Ancona, di Fermo, di Macerata, ma c’è anche la città di Ascoli Piceno che rientra fra i primi finanziamenti, ovvero quelli che non vengono messi in discussione, che comunque sono finanziamenti che arrivano nella nostra regione.
Cosa dobbiamo fare per mantenere questi finanziamenti? Credo che non sia vero che le somme non sarebbero spendibili alla luce della sentenza della Corte Costituzionale. Ho sotto gli occhi la sentenza, potrei soffermarmi, dice in modo molto chiaro quello che è il merito e precisa che la dichiarazione di legittimità costituzionale nei termini indicati dalla previsione in essa contenuta non produce effetti sui procedimenti in corso qualora questi riguardino detti diritti.
Quindi non produce effetti, ma qui non siamo soltanto in presenza di procedimenti in corso, siamo in presenza di contratti stipulati, non c’è nessuna necessità nel rispetto della sentenza di bloccare questi finanziamenti.
La stessa Anci, non quella marchigiana ma quella nazionale, indica un percorso e dice: “Lo Stato – a parte che sul degrado urbano si potrebbe anche discutere perchè potrebbe anche essere una competenza dello Stato, noi che veniamo dal mondo delle autonomie locali conosciamo la formula dell’attrazione in sussidiarietà, ma non voglio entrare nel merito di questi aspetti perché la strada è molto semplice - al fine di fugare ogni eventuale dubbio sull’integrale copertura del programma, in ottemperanza a quanto disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale e come ad esempio già avvenuto in sede di Conferenza unificata, con l’acquisizione dell’intesa sui decreti di riparto del finanziamento del trasporto rapido di massa previsti a valere nel medesimo comma 140, le chiedo di valutare l’iscrizione (questa è indirizzata al Sottosegretario, alla Ministra competente ed al Presidente Bonaccini) all’ordine del giorno della prima Conferenza unificata utile l’acquisizione dell’intesa, i cui effetti hanno validamente continuato a prodursi e gli enti beneficiari hanno proseguito gli adempimenti previsti alle condizioni sottoscritte con la Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
Ripeto, per brevità, potrei soffermarmi di più, ma credo che tutti siamo consapevoli del valore di questi bandi, proprio perché sono i primi piani di rigenerazione urbana, siamo tutti consapevoli dell’importanza di quello che riusciamo a produrre in termini urbanistici e di riqualificazione, c'è la necessità e la possibilità di andare avanti, non ci sono impedimenti, c’è anche l'indicazione dell’Anci e fondamentale è la volontà dei Parlamentari.
Questa mattina l'Assessore Pieroni della Giunta Ceriscioli mi ha detto: “Però due parole sui Senatori del PD io le dico”, ha ragione perché sui Senatori del PD qualcosa va detta, questa forse è anche la dimostrazione che nelle liste bisognerebbe metterci sempre persone capaci, non aggiungo altro, non credo che dobbiamo individuare altri criteri, perché un Senatore che non sa come votare non può avere giustificazioni. Per quanto mi riguarda non giustifico i Senatori che dicono di sbagliare il voto, questo lo dico con estrema chiarezza, detta questa cosa qua, quello che è certo è che i Parlamentari marchigiani, tutti, devono essere impegnati su una partita come questa per far si che questi finanziamenti, che sono garantiti, che sono già nei contratti stipulati fra Comuni e Stato, siano effettivamente concessi. Siamo in presenza di progetti approvati, in qualche caso di procedure di gare d’appalto avviate, quindi c’è la necessità di andare avanti.
Credo che almeno su questa risoluzione ci si possa in qualche modo riconoscere, non c’è nessuna polemica, non a caso ho fatto riferimento al fatto che è stata votata da tutti, quindi sta a dimostrare che è un errore di tutti, però dobbiamo fare in modo che si vada avanti e che queste risorse preziose per la nostra Regione, per le città della nostra regione siano garantite.
So che posso contare su lei Presidende Ceriscioli e sulla Vicepresidente Casini, ma credo di poter contare anche sull’intero Consiglio.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Ringrazio i Consiglieri che hanno presentato queste mozioni e soprattutto la risoluzione perché in fondo la ratio che ha mosso le due mozioni è la stessa.
Faccio un appello, c’è stato un errore, come diceva prima il Consigliere Giancarli, in Senato nel confondere la sentenza della Corte Costituzionale, che non ha bocciato il decreto delle periferie, ma ha bocciato il comma 140 dell’articolo 1 della finanziaria 2017 che prevedeva una serie di finanziamenti. Come giustamente ha detto il Consigliere Giancarli all’interno della sentenza della Corte si dice con chiarezza che non sono inficiati i provvedimenti, quindi errare humanum est, perseverare autem diabolicum, se il Senato ha sbagliato, visto che c’è la copertura finanziaria, direi che dovremmo coinvolgere tutti i nostri Parlamentari per dir loro che il giorno 11 ci sarà una seduta alla Camera e nel cosiddetto milleproroghe può essere inserito. Cosa è stato sollevato dalla Corte come problema? Il fatto che il decreto di finanziamento non fosse stato esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni, ma questo dicono loro è sanabile.
Quindi come propone l’Anci, l'ha detto prima giustamente il Consigliere Giancarli, si potrebbe chiedere una convocazione della Conferenza Stato-Regioni, presentare una modifica al decreto milleproroghe, nella quale si dice che può essere sanato ex post. Secondo me e secondo la maggior parte delle persone che ho sentito, che ne sanno certamente più di me, potrebbe essere una soluzione positiva anche perché è un vizio di forma relativo, non cambia neanche il finanziamento.
I cavilli giuridici sono assolutamente superabili perché sono state sottoscritte dai Comuni, anche da quelli delle Marche, delle convenzioni con la Presidenza del Consiglio, quindi ci sono atti che sono già in piedi, addirittura mi risulta che alcuni Comuni, tra cui il Comune di Ancona, abbiano già chiesto una anticipazione perché le progettazioni erano in uno stato avanzato. Non si presenta un piano di riqualificazione da milioni di euro se non c’è stata una concertazione, una programmazione, se non sono state assunte delle decisioni che sono state condivise anche con i territori e con i cittadini.
Ripeto l’appello perché quando si tratta di decine di milioni di euro per la riqualificazione delle nostre aree periferiche disagiate, non è soltanto una questione urbanistica, ma è anche una questione sociale e siccome l’errore è stato fatto, è stato fatto anche dai Senatori del PD, che evidentemente e probabilmente hanno sottovalutato o confuso il senso della sentenza, credo che tutti possiamo recuperare ed intanto votare la risoluzione presentata dai colleghi Consiglieri.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Intervengo brevemente perché credo che lo spirito di questa mozione sia stato capito dai capigruppi riuniti per la convocazione di questo Consiglio regionale. E' uno spirito che cerca di fare arrivare un messaggio al Parlamento ed al Governo che discuteranno, questo sì, l’11 settembre, la questione all’interno del milleproroghe.
La mozione esprime la volontà chiara di ripristinare questi finanziamenti che erano stati già individuati e previsti in un percorso molto alto, virtuoso e importante per dare garanzie alle nostre città che in questo momento si trovano in grande difficoltà. Progetti rilevanti che toccano realtà importanti e degradate di alcune aree delle città.
Le due mozioni sono diventate una proposta di risoluzione, come abbiamo visto adesso, che contiene un messaggio forte che come Consiglio regionale vogliamo dare ai Parlamentari e al Governo.
Con questa risoluzione parte dalle Marche un messaggio chiaro, al di là delle varie posizioni di maggioranza e opposizione, e cioè che le Marche non vogliono perdere questi finanziamenti, perché la perdita andrebbe a discapito dei cittadini, di quei territori e di quelle aree che abbisognano di un recupero e di una riqualificazione completa. Quindi sono certo che questa sera, almeno su questo punto, saremo tutti unanimi.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegraficamente perché come Assessore con delega agli enti locali ritengo doveroso intervenire a sostegno di questa risoluzione che ovviamente voterò ancorché come Assessore.
Nel merito mi riporto a quello che hanno già dichiarato la Vicepresidente Casini e l’Assessore Pieroni, tra l’altro ben spiegato nelle mozioni e nella risoluzione che indicano le ragioni per le quali credo che la Camera dei Deputati si dovrà ravvedere rispetto a quello che è stato fatto al Senato della Repubblica.
Aggiungo un’altra cosa, dal mio punto di vista è di tutta evidenza che se il provvedimento di sospensione dei fondi assegnati dovesse essere confermato dal Senato, questo atto costituisce e costituirà in sè un’evidente lesione dell’autonomia locale, nello specifico dei Comuni che già hanno sottoscritto convenzioni, hanno fatto progetti, hanno dato l'incarico, hanno fatto affidamento su disposizioni legislative dello Stato. Questa lesione è evidente.
Se questo è, se sarà confermato quel provvedimento, credo che la Regione Marche dovrà promuovere la questione di legittimità costituzionale di quella legge, ai sensi dell’articolo 127, secondo comma, della Costituzione, e questo lo dico anche al Movimento 5 Stelle che è molto sensibile a questi temi, che prevede che qualora la Regione ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un’altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge e dell’atto avente valore di legge.
Qualcuno dirà che questo non è un atto che riguarda la Regione, invece si perché secondo un costante orientamento della Corte Costituzionale, la Regione è legittimata a proporre l’impugnativa non solo per la lesione diretta subìta dalle norme contestate, ma anche per la lesione delle prerogative costituzionali degli enti locali. Più volte si è pronunciata la Corte Costituzionale, nel senso di ammettere censure relative a compressione di sfera di attribuzione degli enti locali, istituiti dall’articolo 114 della Costituzione, da cui derivi la compressione dei poteri. Questo è, tanto è vero che una legge regionale, la n. 4 del 10 aprile 2007, al comma 7 prevede che il Consiglio delle autonomie locali può segnalare al Presidente della Giunta regionale eventuali lesioni dell’autonomia locale da parte di leggi e provvedimenti statali anche ai fini della promozione delle questioni di legittimità e di conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte, nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 134 della Costituzione.
Termino dicendo che spero che questa risoluzione venga approvata, ma dal mio punto di vista è chiaro che la Regione Marche, qualora quel provvedimento disgraziatamente dovesse essere confermato dalla Camera dei Deputati, dovrà proporre la questione di legittimità costituzionale e quindi impugnarlo dinanzi alla Corte potendolo fare per le argomentazioni che ho testé esposto.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Intervengo per dire che condivido e ritengo molto importante questa risoluzione perché, come diceva il Consigliere Giancarli, questo non è il primo bando che riguarda la rigenerazione urbana. Il primo bando c’è stato nel 2004 fatto dal Ministero dell’ambiente ed il Comune di Ascoli se lo aggiudicò, 3,5 milioni, ovviamente gli importi erano leggermente minori, ma so quanto è stato importante perché all’epoca ci finanziarono la progettazione della rigenerazione urbana di un intero quartiere che misi all’interno di quel progetto.
I risultati si vedono oggi perché dalla progettazione ai finanziamenti per la realizzazione di quelle opere sono passati diversi anni, ma se non avessimo avuto quei fondi per la progettazione non avremmo potuto accedere successivamente agli ulteriori bandi. Queste somme da recuperare sono importantissime, questi 50 milioni di euro, ed anche se non basteranno per fare tutte le opere, daranno la possibilità una volta acquisiti i progetti esecutivi di procedere alla partecipazione di ulteriori bandi.
Siccome il Comune di Ascoli è l’unico che è fuori, positivamente questa volta, perché è fra i primi 24 progetti che sono stati finanziati e che non hanno perso il finanziamento anche perché la qualità della progettazione era abbastanza elevata in quanto si era agganciata già al primo progetto di rigenerazione urbana che fu fatto nel 2004, sono disponibile anche come spirito di solidarietà nei confronti dei quattro comuni a firmare questo atto, essendo di Ascoli, quindi chiedo a coloro che hanno presentato questa risoluzione se posso firmarla per dare un ulteriore senso di unità, di spinta politica a questo intervento. Grazie.

PRESIDENTE. Penso che non ci siano problemi per quanto riguarda la firma del Vicepresidente Celani, anzi, quindi a questo punto votiamo la risoluzione.

(interventi fuori microfono - la votazione che viene annullata)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Ho cercato di ricostruire questa vicenda perché sono questioni nazionali che ci costringete a dibattere in questo Consiglio politicamente strumentalizzato. E' la terza volta che lo dico sulla terza mozione.
La sentenza della Corte Costituzionale 74/2018 affermava che il finanziamento non poteva essere erogato perché mancava l’accordo Stato-Regioni, ed è una cosa a cui si può porre rimedio, perfetto!
Viceversa il Governo precedente aveva stanziato solo la metà dei fondi previsti, quindi non c’erano i soldi per tutti, c’era soltanto la metà, non è che prima c’erano e poi sono stati tolti, quindi sgombriamo il campo da cose che in questi giorni sono state dette e che non sono esatte.
L’emendamento milleproroghe che è stato approvato al Senato, anche dal PD, sblocca gli avanzi di bilancio per tutti gli 8.000 comuni, quindi allarga la platea dei comuni che voi avevate imbalsamato come bilancio, non è che prima governava qualcuno diverso da voi, giusto per chiudere l’ennesima parentesi in cui ci trascinate. Quindi anche qui si sta sanando un guasto che voi avevate fatto in precedenza, è chiaro questo?
Sono stati sovvenzionati 24 progetti che hanno ottenuto il punteggio superiore a 70/100, progetti ritenuti congruenti e fatti bene, ho preso l’elenco dei progetti che sono rimasti esclusi, Ascoli Piceno aveva un punteggio di 76 ed è stato inserito, Macerata, 12,5 milioni, aveva un punteggio di 65 ed è stato escluso, come Ancona, punteggio 51, Pesaro punteggio 48, Fermo punteggio 40, Urbino punteggio 25.
Il Governo ha detto che questi soldi non spariscono, questi soldi ci sono, vuole verificare la congruenza e la bontà dei progetti presentati, così ho capito, poi smentitemi, io ho questa informazione.
Quindi invito i Comuni a farsi parte diligente anche con l’intervento nostro, della Regione, per dimostrare che i progetti presentati sono all’altezza della tipologia di finanziamento per qualità e congruenza.
Detto questo, dalle notizie che ho recepito, ad esempio, sul progetto di Macerata sul Polo di innovazione sociale, agrifood, che è un’altra fiera, c’è chi ha espresso forti perplessità perché dice: “Le fiere sono fallite, quella di Ancona è andata a ramengo, di quella di Pesaro non si riesce a farne uno straccio e la vogliamo vendere ai privati, facciamo un altro polo fieristico? Però lancio questa cosa che ho raccolto perché andiamo a verificare la bontà e la congruenza di questi progetti.
Sul progetto pesarese, che ha un punteggio di 48 contro una soglia di 71, ancora lontana da venire, il famoso sprint, vogliamo realizzare un bocciodromo con annessi e connessi? Il progetto è stato modificato, ma sappiamo chi era Presidente del bocciodromo negli anni scorsi, in una zona che non è periferica perché siamo in centro, siamo dietro la caserma, c’è un parcheggio che serve alla stazione ed al centro storico, quindi anche qui andiamo a verificare bene la congruenza e la qualità del progetto.
Per quel che riguarda il progetto di Urbino, il ghetto di Urbino 2, che purtroppo è fuori da Urbino, ex politicamente responsabile Senatore/Sindaco Londei, che adesso il PD vuole riproporre dopo 20 anni tra i candidati a Sindaco, proprio per dire che vi volete estinguere e ci mettete del vostro, ha avuto un punteggio di 25 e prevedeva il risanamento di un comparto che si è ghettizzato perché volevano fare una speculazione con dei miniappartamenti per gli studenti, ma nessun studente è andato ad abitare lì, poi è stato colonizzato socialmente da extracomunitari, adesso non ci entrano le persone ed anche le Forze dell’ordine vanno ben guardinghe all’interno di questo comparto, chi conosce la zona sa di cosa parlo. Il progetto presentato ad esempio chiede la ristrutturazione esclusivamente di alcuni fabbricati rispetto ad altri, senza risolvere minimamente il degrado sociale per cui è nato il bando.
Quindi premesso, ed io ci credo, che ci sia la voglia reale di andare a fornire questi fondi per i Comuni che li hanno chiesti, dall’altra parte penso di poter tranquillamente accogliere lo stimolo di verificare come sono condivisi, la qualità siano i progetti presentati e se sono congruenti con lo scopo di rigenerare le periferie, cosa che è assolutamente necessaria e che noi vogliamo.
Non penso di votare la risoluzione, non ci avete coinvolto, che chiede esclusivamente di mantenere i soldi, io dico manteniamo i soldi, ma verifichiamo la congruenza, la qualità e la partecipazione sociale a questi progetti, cosa che per quello che sono riuscito ad approfondire in questi giorni manca.
Se riscriviamo il dispositivo della risoluzione bene, se rimane questo non lo voto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Il Presidente non ha visto che ho alzato la mano, questo pomeriggio qualche volta mi ha dato la sensazione che non mi osservasse, non perché mi deve guardare, lungi da me, però quando uno chiede la parola …. Solo il Presidente poteva pensare che questa discussione potesse finire senza l’intervento del Movimento 5 Stelle e della Lega.
Su questa cosa siete stati molto bravi, avete lavorato per presentare le mozioni e la risoluzione, pensando che a livello centrale ci fosse il Governo Renzi, non ci avete chiesto niente, pazienza, noi non vogliamo fare i Vigili del Fuoco a tutti i costi, però avete studiato, avete lavorato.
La situazione non sta proprio così perché ci sono stati dei Parlamentari, Senatori, che hanno votato secondo me in modo intelligente perché da 94 hanno portato a casa 4.000 possibilità di finanziamento per i Comuni, prima cosa. Non ci sono state persone che sono state disattente, come qualcuno in giro per la regione Marche dice, le cose non sono andate in questo modo, c’è stata secondo me una valutazione anche saggia di una situazione che in quel momento andava rivista, e ne sono convinto, in quel modo lì, perché su questa vicenda c’è un'osservazione della Corte Costituzionale, e temporaneamente, questo è il segnale, è stata messa da una parte, ma i finanziamenti ci sono e sono stati spostati al 2020.
Se vogliamo ragionare facciamolo sulle cose che sono possibili fare e che probabilmente si possono fare. Se qualche Comune per esempio non ha ancora un progetto e qualche dirigente o collaboratore, anche se è del Partito Democratico, mi chiama e dice: “Zaffiri, se noi avessimo la possibilità di poter partire con gli appalti già a settembre/ottobre 2019 perché prima - con l’onestà delle persone, l’onestà della politica, essere coerenti come ho detto prima - non siamo pronti e adesso non abbiamo il progetto”. E' importante avere la certezza del finanziamento e la possibilità di far partire i lavori, magari qualche mese prima, in tempo utile per fare i bandi nel 2019 e poter partire nel 2020 perché i soldi ci sono.
Se la politica vuole ragionare, questo mi hanno insegnato e lo ripeterò fino alla fine, per altri 20 mesi, c’è sempre la sintesi del ragionamento e della conclusione perché non avrei mai fatto un accordo con la Cgil se la politica non c’era, perché io ero della Uil, ma gli accordi li abbiamo fatti, perché? Perché c’era la politica, c’era la mediazione, il senso delle cose e qui mi sembra di capire che non ci sia.
Noi faremo il nostro percorso, incontreremo i Sindaci, oggi avremmo dovuto incontrare la Sindaca di Ancona, non l’abbiamo fatto perché c'era il Consiglio, ed i Parlamentari, ma anche loro erano impegnati. Il 30 pomeriggio incontreremo la dott.ssa Mancinelli, diremo la nostra ipotesi di percorso, non ci possiamo impegnare, è ovvio, per il Governo, però un’ipotesi di percorso, un’idea di qualcosa noi l’abbiamo.
Ecco perché su questa cosa non siamo così euforici, siamo consapevoli di poter ipotizzare un percorso e trovare una soluzione con il buon senso.
Voi avete fatto, avete disdetto, avete rifatto, continuate a fare, a disdire e rifare, quello che volete ragazzi, vi chiamo ragazzi non a caso perché mi sembra una cosa da ragazzi.
Voi l’avete fatta, non ci avete detto niente, non ci avete chiesto cosa ne pensavamo, non avete chiesto il nostro aiuto, il metodo, caro Presidente, non è questo, se volete continuare su questa strada siete liberi, l’ho detto prima e lo ripeto, la democrazia la rispetto, voi avete i vostri numeri, le vostre idee, i vostri percorsi con cui pensate di poter raggiungere i risultati, noi non possiamo farci niente, a me hanno insegnato altre cose, sono tornato per questo motivo, per dirvi queste cose perché le ritengo giuste, probabilmente abbiamo una posizione diversa, pazienza, cosa dobbiamo fare?
Assessore Pieroni lei su questa cosa ha chiesto l'unità, però avrebbe potuto chiamarci qualche giorno prima di scriverla per chiederci un contributo, allora sarebbe stata un'altra cosa, cosa possiamo fare ora?
Siete usciti sui giornali contro il Governo - per carità ci sta tutto, io sono grande e vaccinato - la Mancinelli, tutti i Sindaci, poi sono andato a vedere, ho sentito l’intervento del Consigliere Fabbri, ho sentito l’intervento di alcuni di questi comuni che sono rientrati nei progetti e le cose non sono proprio così, c’è qualcuno che è più avanti, c’è qualcuno che è più indietro, chi è indietro se ha dei collaboratori onesti ..., ripeto, mi hanno telefonato per dirmi che non sono pronti, ma lo saranno se si parte a settembre.
Questa è l’onestà della politica e su questo punto posso cercare di trovare una compromesso, per quello che posso, perché non conto niente, e dire poi che c’è un punto possibile di mediazione politica, quindi noi delle Marche proponiamo questa ipotesi.
Questo è il ragionamento sano che si può fare, poi ci ascoltano o non ci ascoltano, è chiaro se non ci ascoltano sono inquieto ed a favore di quelli che oggi sono maggioranza nel mio territorio e minoranza al Parlamento, un interlocutore che affianca la maggioranza del territorio, questa è la politica, caro Assessore Pieroni, è inutile che ride, è così la politica, a me hanno insegnato così, a lei non so cosa hanno insegnato, lei è di una generazione più giovane di me, io sono arrivato prima di lei ed a me hanno insegnato queste cose qui. Questa è la politica di Sandro Zaffiri, non so la sua politica, questo è quando c’è una mediazione per raggiungere le cose.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Soltanto per andare incontro alle parole del capogruppo Zaffiri perché sicuramente la politica della mediazione è quella più giusta, però la risoluzione è molto semplice e molto diretta: “impegna il Presidente e la Giunta regionale a porre in essere ogni iniziativa nei confronti del Governo, del Parlamento, della Conferenza unificata affinché vengano ripristinati i finanziamenti previsti dal programma straordinario di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città destinati a molteplici interventi anche nel territorio della regione Marche”, quindi siamo tutti in linea, è chiaro, se i fondi ci sono spostarli al 2020 significa riparlarne fra due anni, …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Il nostro problema è quello di dare un indirizzo politico, come dovrebbe essere per noi che facciamo una politica amministrativa e dire caro Governo, caro Parlamento, fate attenzione ai progetti presentati dalla Regione Marche. Poi sui progetti di Fermo, di Macerata, di Ascoli, di Urbino …, qui abbiamo un noto esperto di impiantistica, il Consigliere Fabbri, che è andato a guardare qual è più importante e qual è meno importante.
Credo che di questo tema il Consigliere Fabbri avrà modo di parlarne con il proprio Ministro, confrontarsi e dire: “Questo lascialo da parte perché non è del nostro colore politico”, al di là di questo penso che la risoluzione sia talmente lineare, talmente politica che se c’è la volontà di votarla non ci si può nascondere dietro a tutto, se invece non si vuole votare si trovano tutte le scuse possibili e immaginabili.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sarò brevissimo. Sono andato l’altro giorno a Muccia per il terremoto e c’era l’Assessore Sciapichetti che ha invitato alla collaborazione per lavorare tutti insieme, l’ha cito in senso positivo. Quando ci sono le Conferenze dei capigruppo io sono quello che, anche se non sono d’accordo, forse il Consigliere Volpini si riferiva a questo, sono sempre disponibile a mettere in discussione quello che maggioranza e opposizione chiedono di trattare in Aula, perché il senso della democrazia è questo. Non ho preclusioni, non dico: “Questo non mi piace e lo boicotto”, come è successo altre volte e non faccio nomi.
Voi vi dovete mettere in testa che le cose sono cambiate, che non siete più al Governo, al Governo ci sono altri e nel momento in cui chiedete alla Camera di rivedere questo emendamento, se avete l’onestà intellettuale di avere come obiettivo il raggiungimento di questo scopo, voi dovete chiedere a chi è al Governo attualmente: “Facciamo una risoluzione insieme?” Si è così, perché se ve la cantate e ve la suonate come quando eravate al Governo questa cosa non funziona più!
Il mio collega Zaffiri, che ha sicuramente un’esperienza più lunga nella militanza politica …

(interrompe l'Assessore Sciapichetti)

Giovanni MAGGI. Qui è questione di ottenere il risultato, di essere pragmatici, allora presentate la mozione, fate una risoluzione, volete dire a quelli che sono al Governo visto che chiedete al Governo qualche cosa …, voi nella vostra sclerosi dovete pensare che non siete più al Governo, dovete fare mente locale e allora nel momento in cui non volete fare …

(interrompe l'Assessore Sciapichetti)

Giovanni MAGGI. Presidente, non mi fanno parlare!
Se la vostra onestà intellettuale, che io non metto in dubbio, è quella di arrivare al Governo ed essere più efficaci possibile per i Comuni marchigiani … Io sono di Ancona e so che ha un progetto sulla Palombella, posso non essere d’accordo su questa cosa? Quando si viene da Senigallia sulla statale o dalla superstrada sembra di stare a Beirut, lo so che la riqualificazione delle periferie è una cosa importante per le città.
Nel momento in cui volete essere pragmatici politicamente ed arrivare ad una soluzione …, se volete con onestà intellettuale essere pragmatici e arrivare alla soluzione, visto che chiedete l’11 settembre, giorno in cui la Camera è stata convocata, un risultato, allora andate pure da chi vi è più simpatico e ditegli: “Facciamo una risoluzione insieme? Ci mettete anche del vostro e la firmate?” Questo si fa. Questa è la prassi che secondo me porta pragmaticamente all’obiettivo, voi ve la cantate e ve la suonate poi date la colpa a noi!

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Voglio aiutare a semplificare, in questo Paese va di moda, ma poi non riesce a farlo nessuno. Semplifico il messaggio in maniera molto chiara e semplice.
Il Governo precedente aveva destinato a questa Regione quasi 70 milioni di euro a favore dei capoluoghi per progetti che riguardavano la riqualificazione urbana, caro Consigliere Zaffiri, per Ancona, per Ascoli, per Fermo, per Macerata, per Pesaro e per Urbino, cosa rara nel suo riconoscimento di co-capoluogo, quindi 70 milioni di euro presi, macinati, destinati, firmati i contratti con i Comuni una alla volta per realizzare quei progetti.
I Comuni si sono messi in moto per realizzare i progetti che avevano presentato, erano stati approvati e finanziati.
Il rischio che noi abbiamo intravisto in quel voto sciagurato del Senato è che oltre 50 dei questi 70 milioni spariscano, vengano presi i soldi destinati dal vecchio Governo e portati via.
Quindi la semplificazione è: noi lavoriamo, proponiamo ed approviamo una mozione perché vorremmo che questi 50 milioni di euro, che sono dentro un contratto, che stanno dentro dei progetti che riguardano i capoluoghi di questa Regione, restino qua, nelle Marche.
Poi il nuovo Governo se è bravo, ricava un mare di risorse, le mette in gioco per i suoi progetti, noi siamo contentissimi, ma lo sport di andare a prendere fondi destinati ai Comuni, i quali hanno già sviluppato una progettualità e portati via da questa Regione, francamente non ci convince.
Credo che questo messaggio molto semplice, che non è particolarmente complicato: “Via le mani dai 50 milioni di euro per i marchigiani”, i marchigiani lo capiranno, io ho questa presunzione, città per città, capoluogo, per capoluogo, laddove erano destinati, poi si faccia qualunque altra iniziativa, si mettano mano ai fondi già destinati, facciano quello che vogliono, lo ha detto molto bene l’Assessore Cesetti, noi ci opporremo con tutti gli strumenti, in tutte le sedi, a che questo avvenga e sfidiamo il nuovo Governo non a togliere i soldi dai progetti che ci sono, ma possibilmente di metterne altri a disposizione del territorio per quelle che sono le iniziative, per questo voterò a favore della risoluzione e useremo ogni strumento che è nelle nostre disponibilità per perseguire questo obiettivo, perché 50 milioni ai marchigiani non vengano portati via per finire chissà dove, chissà come, chissà perché, su progetti dove i Comuni si sono già materialmente impegnati.
Questa è una missione di solo una parte di quest’Aula? Amen, per me poteva essere la missione di tutti perché con un dispositivo così semplice non si capisce..., non lo si vuole? Benissimo c’è chi è per mantenere queste risorse, c’è chi è per toglierle, semplice, chiaro, ognuno si assuma la responsabilità di quello che vota e dichiara, perché votando contro qui si dice: fate di quei fondi ciò che volete, invece agli anconetani, ai maceratesi, ai fermani, ai pesaresi ed agli urbinati (non dico Ascoli semplicemente perché i soldi li ha avuti confermati) voglio mandare un messaggio diverso da parte di quest’Aula, quindi voterò assolutamente a favore di questa mozione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Rapa. Giancarli, Biancani, Celani, Giacinti, Busilacchi, Traversini, Marconi, Cesetti, Sciapichetti, Talè, Volpini, Casini, Urbinati, Bisonni, Marcozzi. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome del Capogruppo Marconi.
Favorevoli: Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 18,05.
 

 
 
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