Resoconto della seduta n.108 del 26/02/2013
SEDUTA N. 108 DEL 26 FEBBRAIO 2013

La seduta inizia alle ore 10,40

Presidenza della Vicepresidente
Paola Giorgi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 108 del 26 febbraio 2013. Do per letto il processo verbale della seduta n. 107 del 12 febbraio 2013, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Comunico che:
sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 287 in data 14 febbraio, ad iniziativa dei Consiglieri Acacia Scarpetti, Latini, Cardogna, Camela, Malaspina, concernente: “Norme in materia di polizia rurale”, assegnata alla I Commissione assembleare permanente in sede referente e trasmessa alla III e alla IV Commissione assembleare permanente per l’eventuale richiesta di espressione di parere, ai sensi dell’art. 68 del Regolamento Interno;
n. 288 in data 6 febbraio, ad iniziativa del Consigliere Sciapichetti, concernente: “Disciplina dei consultori familiari”, assegnata alla V Commissione assembleare permanente in sede referente e alla II Commissione assembleare permanente per l’espressione del parere obbligatorio di cui all’art. 69 del regolamento interno;
n. 289 in data 14 febbraio, ad iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Massi, concernente: “Discipline del benessere e bio-naturali”, assegnata alla V Commissione assembleare permanente in sede referente e alla II Commissione assembleare permanente per l’espressione del parere obbligatorio di cui all’art. 69 del regolamento interno.
E' stata presentata la seguente mozione:
n. 451 del Consigliere Latini “Interventi nel Fiume Esino, zona Roncaglia: salvaguardia delle abitazioni e della superstrada”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la seguente legge regionale:
n. 4 in data 8 febbraio 2013 “Norme sui referendum previsti dallo Statuto”.
Hanno chiesto congedo l'Assessore Marcolini e i Consiglieri Latini e Natali.

Commemorazione di Luigi Natali.

PRESIDENTE. Volevo chiedere all'Aula un attimo di attenzione e di silenzio per commemorare l'ex Consigliere regionale Luigi Natali, padre del collega Consigliere Giulio Natali.
Luigi Natali è nato a Rotella il 2 giugno 1915 ed è deceduto lo scorso 25 febbraio 2013 ad Ascoli Piceno.
Avvocato di grande competenza ha esercitato la professione che amava profondamente sino all'ultimo giorno della sua vita. Eletto Senatore nel 1994, lista di Alleanza Nazionale Movimento Sociale Italiano, ha ricoperto l'incarico sino al termine della XII^ legislatura rivestendo l'incarico di membro della Commissione agricoltura, della Commissione affari regionali e della Commissione comunità europee.
L'agricoltura sicuramente ha rappresentato sempre un suo specifico interesse, era Presidente provinciale dell'Unione agricoltori di Ascoli Piceno. E' stato Sindaco di Rotella, consigliere comunale di Ascoli Piceno e di Grottammare. Ha ricoperto l'incarico di Consigliere regionale nella I^ legislatura dal 1970 al 1975 e nella III^ dal 1980 al 1985.
Ha presieduto la prima seduta del Consiglio regionale nel 1970 essendo il Consigliere più anziano.
Lascia due figli: Giulio e Matilde.
Voglio formulare a nome del Consiglio regionale le più sentite condoglianze al figlio Giulio, nostro collega, ed alla sua famiglia.
Iniziamo ora la seduta prevista all'ordine del giorno con le interrogazioni.

Sull'ordine dei lavori

Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Grazie Presidente. La settimana scorsa ho presentato un'interrogazione concernente: “Trasporto sanitario Associazione Croce Arcobaleno di Petritoli” relativa all'accordo che doveva essere preso, con il nostro Assessore, in merito alle Anpas della regione Marche. Considerato che c'è stato un esito positivo, che è stato raggiunto l'accordo che noi auspicavamo, ritiro l'interrogazione.

Interrogazione n. 894
del Consigliere Zinni
“Correttivi dei fondi di garanzia 'Fondo centrale di garanzia' 'FEI' 'Fondo regionale di garanzia'. Sostegno ai Confidi delle Associazioni di categoria regionali”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 894 del Consigliere Zinni. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Giannini.

Sara GIANNINI. Nel corso del 2012 la grave crisi economica che ormai da cinque anni sta affliggendo tutti i Paesi del mondo ha segnato un ulteriore, inaspettato peggioramento: per la prima volta si è estesa agli Stati europei e al sistema bancario internazionale ed ha prodotto un pericoloso peggioramento del debito pubblico e una forte instabilità sui mercati finanziari.
È inevitabile che questo contesto macroeconomico negativo abbia determinato l'aggravarsi delle criticità nella relazione tra il sistema bancario, interessato peraltro da una intensa crisi di liquidità, e quello imprenditoriale, specialmente nel caso delle imprese di minori dimensioni, in generale già caratterizzate da maggiori difficoltà nell'accesso al credito.
Si è giunti in molti casi al restringimento dei finanziamenti erogati, spesso anche a fronte di delibere già assunte, all'aumento del costo del credito, anche con l'applicazione di pricing ordinari, nonostante la garanzia dei Confidi, ad alcuni episodi di disintermediazione del sistema della garanzia, talvolta al blocco vero e proprio delle erogazioni.
Fin dal primo manifestarsi del quadro economico negativo è stata riconosciuta la funzione fondamentale dei Confidi di sostegno all'accesso al credito delle imprese minori e il ruolo di "ammortizzatori sociali" in grado di creare le condizioni per la sopravvivenza di molte imprese. Al tempo stesso il sistema ha dovuto affrontare profondi mutamenti legislativi e del contesto economico e normativo che hanno reso necessario assumere importanti scelte strategiche e intraprendere percorsi di profonda trasformazione.

PRESIDENTE. Scusate se riuscite a fare un po' di silenzio ascoltiamo le parole dell'Assessore, grazie.

Sara GIANNINI. Ma il 2012 ha mostrato anche le prime avvisaglie di un preoccupante cambio di rotta per i Confidi stessi.
Se fino al 2010 il sistema ha dimostrato di saper reggere l'urto della crisi, conseguendo una legittimazione da parte delle banche e delle istituzioni pubbliche, nell'ultimo anno le difficoltà che hanno interessato il sistema economico e quello bancario si sono inevitabilmente estese anche a questo. Sta infatti iniziando a manifestarsi qualche preoccupante segnale di attenzione per i Confidi stessi: hanno subìto un rilevante aumento delle sofferenze, per quanto tuttora al di sotto di quelle registrate dalle banche, detengono una quota di patrimonio sostanzialmente costante, pur a fronte di un maggiore profilo di rischio, e trovano crescenti difficoltà nell'accedere al sostegno pubblico, il tutto collegato ad una operatività in calo e di conseguenza ad una inferiore redditività.
In questo senso è significativo ricordare come, a fronte dell'aumento del volume di finanziamenti garantiti in essere alla fine del 2012, i Confidi abbiano garantito nel corso dell'anno nuovi finanziamenti per un importo inferiore rispetto all'anno precedente. Ne deduciamo che la capacità di tenuta del sistema benefici tuttora della dinamica positiva maturata negli anni precedenti, dinamica che oggi i Confidi non sono più del tutto in grado di replicare.
Questo è un primo "campanello d'allarme" che non possiamo permetterci di trascurare e che anzi richiede una focalizzazione specifica e interventi concreti per fronteggiarlo.
La Regione ha anche finanziato uno studio, un'analisi sui Confidi che ha dato una situazione abbastanza preoccupante ed è per questo che stiamo lavorando ad una intensa fase di aggregazione.
La Regione Marche non interviene direttamente in un ambito che è proprio dell'attività associativa e privatistica dei Confidi perché, vi ricordo, i Confidi sono società mutualistiche che nascono per volontà delle associazioni e delle imprese ed hanno una finalità di carattere sociale e pubblica ma anche una caratteristica privata. Da molto tempo, noi ci avvaliamo per contro della Società regionale di Garanzia, individuata attraverso procedura di evidenza pubblica: abbiamo espletato una gara che ci consente di utilizzare la Società regionale come strumento di contro garanzia e quotidianamente lavora, insieme ai Confidi, per rafforzare gli strumenti di garanzia da mettere a disposizione delle PMI del nostro territorio, attraverso il Fondo di garanzia di secondo grado denominato prima "Fondo di solidarietà" che avevamo allestito per fronteggiare la crisi e che poi abbiamo fatto diventare strumento stabile di utilizzo di contro garanzia. Questo fondo di solidarietà è partecipato oltre che dalla Regione, dalle Province e dalle Camere di Commercio ed è gestito attraverso un Comitato di pilotaggio nel quale coesistono tutti i soci, coloro che, ovviamente, contribuiscono alle risorse.
E' da segnalare una cosa molto interessate: i Comuni stanno lentamente contribuendo con proprie risorse al Fondo di garanzia regionale delle Marche e proprio stasera ci sarà una prima riunione in Vallesina con il Sindaco di Jesi e i Sindaci della Vallesina. Altri Comuni hanno cominciato a versare contributi e questo consente di ottimizzare l'utilizzo delle risorse regionali e di renderle più radicate nei territori comunali aumentando la disponibilità.
La dotazione acquisita al Fondo ha superato i 31 milioni di euro e con la stessa si sono già garantiti da fine 2008 ad oggi oltre 710 milioni di euro di nuovi finanziamenti, con un potenziale già acquisito con i soli fondi attualmente disponibili e stanziati di ulteriori 180 milioni di euro di finanziamenti garantibili alle PMI.
L'azione è così efficace che. come dicevo, diversi Comuni hanno deciso di partecipare alla dotazione del fondo.
II CAP che è il massimale di perdita offerto ai Confidi, consente di disporre di un metodo finalizzato alla ricerca del miglior equilibrio tra la disponibilità di risorse pubbliche e lo specifico profilo di rischio dei Confidi. Per questo motivo, in virtù del cambio di prospettiva dal Fondo di Solidarietà al Fondo di Garanzia delle Marche si è passato da un tetto di copertura del 10% (della garanzia di primo grado), in un contesto di emergenza e di straordinarietà dell'intervento, a un tetto di copertura del 5%, questa percentuale più bassa è stata concordata con i Confidi stessi ed è ritenuta sufficiente tenuto conto che il tasso di sofferenza complessivo, fino ad oggi registrato, è pari allo 0,48% dei finanziamenti complessivi sottostanti.
Noi abbiamo una performance molto positiva sui tassi di sofferenza, questo significa che le nostre imprese anche se in difficoltà tendono ad onorare gli impegni assunti e che il sistema ha ancora molte potenzialità che gli consentono di onorare i mutui ed i finanziamenti avuti e garantiti.
Il Fondo di Garanzia della Regione Marche sugli affidamenti a breve termine è sicuramente un tema di discussione. Alcuni Confidi pongono attenzione sulla necessità di questa ulteriore operatività del Fondo stesso.
Dal '95 ad oggi i Confidi operanti nella regione Marche hanno caratterizzato la loro azione per il minor costo del denaro a favore delle imprese, la miglior performance di allungamento dei debiti in termini di durata dal breve al medio/lungo termine e, prima della crisi, per i tassi di sofferenza mediamente tra i più bassi del Paese.
Sappiamo però che le risorse non sono infinite, quindi ciò che si potrà fare in più per la garanzia degli affidamenti sarà di converso in meno per la garanzia dei finanziamenti a medio-lungo termine. Se noi decidiamo di spostare la garanzia sul breve termine, che molto spesso è un bisogno di liquidità e strutturazione dei debiti e non un processo di investimento e ristrutturazione un po' più robusto, inevitabilmente togliamo risorse a lungo termine, sul quale le imprese faticano di più a trovare risorse di finanziamento.
Le imprese, dal canto loro, subiscono queste indicazioni da parte degli Istituti di credito e i Confidi cercano di assistere le imprese, anche se ultimamente abbiamo notato che le banche operano una forte disintermediazione, cioè tendono ad evitare di riferirsi ai Confidi, utilizzano la loro possibilità di accedere direttamente al fondo di garanzia nazionale, perché abbiamo, tradizionalmente, una minore capacità di aggressione al fondo nazionale di garanzia e, quindi tendono ad evitare di utilizzare la garanzia dei Confidi a meno che questa non gli consenta di lavorare sull'accantonamento e, siccome i finanziamenti a breve sono più facilitati da questo punto di vista, perché non meritano un grande accantonamento degli equilibri valutari, tendono ad evitare il condizionamento dei Confidi ed a lasciarlo per il medio-lungo termine che è quello sul quale c'è una maggiore sofferenza.
Cosa fare per garantire un più facile accesso al credito, chiede l'interrogante? La Regione ha chiesto in modo deciso la massima attenzione e serietà nell'approccio alla delicatissima questione del credito alle imprese, tanto che abbiamo previsto l'ABI quale invitato permanente al Tavolo di concertazione regionale, cioè quello nel quale coesistono tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria e le parti sociali, l'ABI non ne fa parte per legge ma abbiamo concordato la loro presenza permanente questo perché nel momento in cui adottiamo provvedimenti che riguardano bandi, sostegni alle imprese, iniziative sul credito, la presenza dell'ABI ci consente di lavorare in sinergia e produrre anche linee di credito interessanti, come già successo in alcune occasioni.
Pur tuttavia la discussione con il sistema creditizio è costante ed è tesa alla ricerca delle possibili sinergie che possono vedere nella prossima programmazione comunitaria l'occasione per sperimentare forme innovative di ingegneria finanziaria, da azioni di linee di credito pubblico-private ad ulteriori rafforzamenti del sistema delle garanzie regionali (accelerazione dei processi di fusione tra i confidi e forme di cartolarizzazione).
Avvio d'impresa (start up), consolidamento del debito e rapporto PMI/Banca.
Di avvio d'impresa/start up si parla da molto: l'avvio di un'impresa dovrebbe essere l'atto da sostenere per eccellenza e invece purtroppo, noi lo sappiamo, nei fatti è una delle situazioni che, anche inconsciamente, si tende a rifuggire perché c'è effettivamente un grande rischio nell'avvio di una impresa innovativa o di una nuova impresa. Prodotti bancari, garanzie e interventi pubblici, non ultimo il provvedimento del Ministro dello Sviluppo Economico sulle start-up innovative, devono avere il tema dell'avvio d'impresa come centrale e infatti nella previsione del decreto del Ministro Passera alcuni interessanti spunti ci sono. Il problema è come legarli ad azioni regionali abbastanza coerenti sul territorio nazionale e accompagnarli oltre che da strumenti finanziari, di credito di imposta, o di alleggerimento dei contributi rispetto alle assunzioni, anche con strumento di sostegno economico che sono, però, limitati dal fatto che noi possiamo agire molto residualmente sulle risorse regionali, un po' di più sulle risorse comunitarie, ma lì abbiamo l'ostacolo dell'utilizzo dei bandi che rende un po' meno flessibile la possibilità di valutare i progetti nella loro interezza.
Il consolidamento del debito al contrario è oggetto di lavoro quotidiano e non richiede particolari sostegni. Il Fondo di garanzia interviene in modo deciso, Confidi e banche sono attivi in una quotidiana ristrutturazione dei debiti esistenti per favorire il rientro di potenziali o conclamate sofferenze.
Sappiamo bene che c'è una situazione di estrema difficoltà in questo momento, c'è un irrigidimento molto forte del sistema bancario e penso che nei prossimi giorni questa preoccupazione aumenterà anche per le situazioni politiche che si prefigurano e, quindi, andremo incontro ad una situazione nella quale ci saranno ancora maggiori restringimenti dal punto di vista dei finanziamenti nuovi e forse anche il richiamo, rispetto ad incagli e sofferenze che fino a poco fa potevano essere tollerati e sui quali adesso c'è un'immediata richiesta di rientro.
Credo che qualunque governo si determinerà dovrà immediatamente affrontare questo aspetto in un rapporto nazionale con le banche, nche con strumenti di carattere normativo, perché se non c'è uno strumento normativo al quale appigliarsi la banca lavora a livello di impresa e conseguentemente abbiamo pochi strumenti di moral suasion per poter intervenire sulle dinamiche interne di erogazione del credito.
L'ultima questione che il Consigliere Zinni pone riguarda le associazioni di categoria e il rapporto tra l'aggregazione dei Confidi.
Noi abbiamo un panorama abbastanza articolato del Confidi, alcuni hanno già provveduto ad un percorso di aggregazione, mi riferisco per esempio a Fidimpresa anche con il sostegno dei fondi regionali. Nel 2005 abbiamo fatto un bando individuando dei criteri e questo ha consentito ad alcuni Confidi di poter lavorare sul tema dell'aggregazione, altri lo stanno già facendo, si sono evoluti, i Confidi da 106, che è una norma che li regolava, hanno fatto tutti il passaggio a 107, questo consente ai più grandi di essere vigilati dalla Banca d'Italia ma questo significa che molte delle loro procedure sono appesantite perché sono sottoposti oltre che alla vigilanza anche al tema dell'accantonamento del patrimonio per la garanzia, e c'è una norma che nelle ultime legislazioni, non mi ricordo se quest'anno o dell'anno scorso, nel 2012, ha dato la possibilità di mettere a patrimonio anche i contributi che sono stati erogati dagli enti pubblici, mentre prima erano considerati un prestito che doveva essere restituito.
Questo consente di stabilizzare un po' di più la patrimonializzazione dei Confidi, quindi di renderli più robusti.
L'analisi che noi abbiamo affrontato, anche dal punto di vista tecnico-scientifico, ci dice che l'aggregazione è strumento fondamentale del percorso che deve ristrutturare il Confidi, perché i nostri sono legati come un domino, e la fragilità di alcuni può essere pericolosa anche per quelli che sono più robusti. Per questo abbiamo con forza incentivato le associazioni di categoria, che sono poi gli azionisti dei Confidi, ad avanzare una proposta di riorganizzazione perché davanti a noi avevamo due strade: quella di definire noi il modello e, quindi, ingerirci in una attività che è una attività mutualistica e di associazione, oppure chiedere che ci debba essere una forte aggregazione. Vogliamo sostenerla anche economicamente e quindi nella relazione che ha accompagnato il bilancio 2013 abbiamo esplicitato, e lo abbiamo esplicitato anche nell'accordo che abbiamo firmato con le associazioni di categoria, che i 7 milioni di euro previsti sul POR per l'innovazione finanziaria sono a disposizione, fino al 30 di giugno, per favorire e sostenere le attività di aggregazione del Confidi; le associazioni sono in questo momento molto attive perché stanno predisponendo, noi abbiamo avuto alcuni incontri anche con più associazioni insieme, tutti i percorsi per favorire le aggregazioni del Confidi.
Io non credo che si potrà arrivare immediatamente ad un Confidi unico, che è un obiettivo secondo me strategico che noi ci dobbiamo porre, anche in rispetto ad una ipotesi he immagina una banca di garanzia e questo da una maggiore credibilità non solo alla garanzia con le banche ma ad una maggiore forza rispetto agli imprenditori.
Credo, però, che la struttura di aggregazione si possa basare su due sistemi: quello industriale e quello artigiano, con la partecipazione importante del Confidi più grande della cooperazione che è il Confidi coop.
Credo che su questo ci possa essere una aggregazione molto forte, in previsione anche di un ulteriore step sul quale noi abbiamo già dichiarato la nostra disponibilità, ad investire nuove risorse, per quello che riguarda la prossima programmazione comunitaria.
L'ultima cosa la dico sul fondo nazionale di garanzia, sta subendo una fortissima ristrutturazione, c'è una richiesta da parte delle associazioni di categoria di utilizzarlo in maniera esclusiva, perché c'è una legge dello Stato che lo consente, attraverso un parere favorevole della conferenza Stato Regioni. Vi sono già due Regioni in Italia che hanno esercitato questa facoltà: il Lazio e la Toscana, in Sicilia si sta affrontando. Io credo che se noi non abbiamo un mondo del Confidi sufficientemente robusto, che consenta di poter esperire quel tipo di pratiche che sono costose e lunghe e, quindi, molto spesso non convenienti per le PMI, queste richieste, in questo momento, non le possiamo soddisfare. Dobbiamo accrescere la potenzialità del Confidi aggregarlo e irrobustirlo e sulla base di questo ragionare rispetto ad una ipotesi che sta definendo l'associazione nazionale che riunisce tutti i Confidi d'Italia, una proposta di mediazione per cui per tipi di finanziamenti di piccola e media taglia tra i 100 e i 200 mila euro, di tenere l'esclusività della pressione del fondo nazionale di garanzia solo per i Confidi, per taglie superiori lasciare la possibilità e l'opportunità tra banche e Confidi. Questo consentirebbe di poter sostenere con la garanzia, con la ponderazione zero, quindi, con la garanzia dello Stato che non necessità dell'accantonamento patrimoniale, l'utilizzo delle garanzie che è una cosa molto appetibile per il mondo bancario perché gli consente di deviare dagli obblighi di Basilea.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Ringrazio l'Assessore per la risposta alquanto dettagliata.
Mi sento di dire una cosa. Questa interrogazione, neanche a farlo apposta, si va a calare il giorno dopo le elezioni politiche, laddove c'è il risultato marchigiano di una forza politica che probabilmente ha pescato molto nelle piccole e medie imprese, il risultato incredibile di Grillo che, in questo territorio, è uno dei più alti d'Italia. Badate bene che Grillo è riuscito a raccogliere il massimo del consenso laddove ci sono forti sistemi industriali o imprenditoriali perché ha aggregato voti sia del centro sinistra che del centro destra di tutte le categorie.
Ora qualcuno potrebbe dire: “Ma questo cosa centra?” Centra eccome, perché uno dei motivi per il quale questa lista ha preso voti è sicuramente l'argomento oggetto di questa interrogazione, sulla quale entrerò poco in merito ma qualche cosa dirò.
Un altro motivo sono anche le lungaggini del Consiglio regionale, signori Consiglieri, lo dico anche all'Ufficio di Presidenza, lo dico agli Assessori, questa mia interrogazione, attinente un problema centrale per la vita delle imprese e del territorio, è stata fatta sei mesi fa. Noi oggi discutiamo, sei mesi dopo, un argomento che tra le altre cose, e qui entro nel merito, è rimasto fermo al palo, a sei mesi fa, perché quando le associazioni di categoria, in particolare Confartigianato, CNA e Confcommercio, hanno iniziato a fare convegni, in tutto il territorio marchigiano, lanciando il tema della necessità di potenziare lo strumento del Connfidi, erano sei mesi fa!
Mi sento di dire che sicuramente le colpe non sono tutte dell'Assessore o della Giunta, questo non sarebbe serio da parte mia, perché sappiamo tutti che ci sono stati tagli imponenti alle Regioni, sappiamo tutti che il Governo di emergenza nazionale Monti ha usato una linea politica che è l'esatto opposto della crescita e dello sviluppo. Ha pensato al rigore finanziario, ha salvato i conti dello Stato, ha lavorato sulla liquidità di cassa con il credito fiscale, ma questo è uno dei grandi temi irrisolti.
Posto in essere la speranza in questo nuovo Parlamento, in cui non ci sono vincitori, in cui sostanzialmente ci sono quattro blocchi che spero abbiano l'intelligenza di mettersi intorno ad un tavolo per discutere questi argomenti, mi riferisco al centro destra, al centro sinistra, al blocco di Grillo e, in via residuale, al blocco di Monti, a livello locale mi sento di dire che il problema dell'accesso al credito nel breve periodo è centrale. Non c'è niente da fare. In un'epoca come questa in cui ogni imprenditore paga ma non viene pagato, ogni imprenditore è costretto ad accantonare somme per un fisco allucinante e per i contributi previdenziali, in un momento in cui la sua liquidità di cassa è ridotta ad un lumicino, in un momento in cui il sistema bancario italiano ha pensato a tutelare la sua consistenza di deposito invece di acconsentire immissione di credito nel mondo economico, voi capite che è impensabile ragionare oggi sull'aiutare le imprese su grandi strategie nel lungo periodo.
Il compito della Regione Marche, a mio avviso, e lo che dico in questa seduta, lo dico all'Assessore, lo dico politicamente agli altri Consiglieri, è la necessità, in questo momento, di lavorare sul breve periodo, in maniera tale da cercare di decongestionare le aziende locali da questo grave problema. Il rapporto drammatico fra ciò che non incassano e ciò che devono fare uscire: per le materie prime, per le tasse, per i contributi previdenziali, eccetera.
Credo, quindi, che la strada maestra debba essere da qui alla prossima manovra finanziaria della Regione Marche, sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista di copertura, un aumento del breve periodo, della progettualità a breve periodo, ed un potenziamento della garanzia regionale, del fondo di garanzia regionale.
Per quanto riguarda il rapporto con le associazioni di categoria sul numero dei Confidi, anche qui non dobbiamo prenderci in giro, c'è storicamente una settorialità dovuta a reciproche diffidenze di settore ed anche ad una scarsa fiducia di imparzialità da parte dell'istituzione, nel senso che le cooperative hanno timore che qualche cosa di troppo vada all'industria, l'industria ha timore che qualche cosa di troppo vada all'artigianato, e viceversa, fino ad arrivare all'agricoltura e quant'altro.
Da un lato noi abbiamo una istituzione regionale, che non è considerata sufficientemente credibile, come ruolo di imparzialità e ruolo di erogazione, e dall'altra abbiamo reciproche diffidenze, reciproci interessi anche diffusi.
E' evidente che il percorso deve essere quello del dialogo dal basso. Sicuramente chiedere alle associazioni di categoria una proposta di dettaglio mi sembra un percorso intelligente, bisogna partire da quello, mettere sul tavolo un accordo, una proposta concreta di potenziamento e riforma da parte delle associazioni di categoria, a patto che esse abbiano la capacità di fornire una proposta che sia soddisfacente per tutti i settori, perché è evidente che se anche un solo settore rimane fuori, a mio avviso, non c'è la potenzialità di fare un Confidi unico.
Credo che questo possa essere materia di studio non solo della Giunta, adesso non c'è in Aula il Presidente della Commissione finanze, ma anche del Consiglio che deve approfondire. Spero che la Commissione abbia modo di fare, Assessore, degli approfondimenti su questo settore, delle audizioni il prima possibile.
Concludo, ricette magiche non esistono, sicuramente c'è un elemento di fondo sul quale la politica oggi si confronta, noi avremo un Parlamento che se sarà intelligente sarà un Parlamento in cui questi quattro blocchi si siederanno intorno ad un tavolo e lavoreranno sulle emergenze, se invece sarà un Parlamento in cui qualcuno pensa di poter fare chissà quale politica rimarrà molto deluso, ma noi abbiamo ancora due anni di legislatura che ci impongono, con questo scenario politico nazionale, il dialogo più serio possibile sul cercare di aumentare in tutte le salse l'accesso al credito.
Questa è una battaglia che tutti noi dobbiamo fare e solamente con momenti di unitarietà, se necessari, si può ottenere qualche cosa di più. Chi non lo farà, sarà complice, ancora una volta, di lungaggini e ritardi.
Assessore, lei ha detto che i risultati sono soddisfacenti, io non credo, non sono disastrosi, questo si, sarei un falso se dicessi questo, però non sono così soddisfacenti se le piccole imprese marchigiane hanno votato Grillo.
Ognuno di noi ha il dovere di prenderne atto e di riflettere attentamente.

PRESIDENTE. Se mi consentite, credendo di interpretare anche il sentimento della nostra Assemblea, vorrei fare i rallegramenti, le felicitazioni e gli auguri per il suo lavoro al nostro collega neo Onorevole Paolo Petrini.
(Applausi)
Personalmente credo che sia un fatto positivo (...) Per favore non apriamo una discussione, perché poi sapete che non mi sottraggo e gli chiederei “Per cosa opti Paolo?”

Interrogazione n. 765
del Consigliere Bugaro
“Aiuti di Stato alle Imprese nelle Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 765 del Consigliere Bugaro. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Giannini.

Sara GIANNINI. Il Consigliere Zinni ha citato il fatto che queste interrogazioni sono del giugno 2012, mi risulta, per aver svolto la funzione di capogruppo, che è possibile chiedere l'iscrizione delle interrogazioni se si ritengono urgenti e nel momento in cui sono iscritte siamo obbligati a rispondere. I Consiglieri che ritengono che le loro interrogazioni siano urgenti per la trattazione possono chiedere ai capigruppo di chiederne l'iscrizione al Consiglio.
Per quanto riguarda invece la risposta al Consigliere Bugaro, anche questa è stata iscritta a giugno 2012, io ho mancato la risposta per due Consigli, me ne dispiace, ma per tutti i precedenti giorni non è mia responsabilità.
Gli indicatori della classifica Doing Business della Banca Mondiale. L'Italia si classifica, infatti, 87^ su 183 paesi per ciò che concerne la facilità complessiva di fare impresa. Le sue prestazioni relativamente modeste in termini di avvio d'impresa (77^ posizione, con un peggioramento rispetto al 2011) e, soprattutto, di esecuzione dei contratti (158^ posto, 1.210 giorni in media) indicano che il contesto ambientale si conferma macchinoso e non sensibile alle esigenze delle imprese.
Rilevato tale gap competitivo è necessario disaggregare il dato per calarlo nella realtà marchigiana con le iniziative fino ad oggi assunte proprio per ridurre la forbice ed avvicinare gli standard a quelli migliori europei.
Esistono livelli estremamente differenziati in termini di capacità amministrativa nella gestione dei fondi, in particolare per ciò che riguarda un'inadeguata pianificazione, selezione, monitoraggio e valutazione di progetti, così come una lenta attuazione dei programmi. Anche in questo caso si evince un forte divario tra il centro-nord e il sud.
Nel campo della semplificazione va ricordata anzitutto la proposta di legge regionale sulla semplificazione. La Regione sa che la sfida per tornare a crescere sta tutta nelle riforme e la riforma della Pubblica Amministrazione è la madre di tutte le riforme. La bassa crescita dell'Italia è, purtroppo, determinata anche dalla difficoltà di "fare impresa" e per questo che la chiarezza, la uniformità delle regole e la ragionevolezza degli adempimenti e delle relative sanzioni devono guidare l'Amministrazione Pubblica nel creare un ambiente normativo favorevole al fare impresa.
Si calcola che una diminuzione dell'1% dell'inefficienza della Pubblica Amministrazione si traduca in un incremento dello 0,9% del livello del prodotto interno lordo pro-capite.
La proposta di legge è articolata - quella che noi abbiamo fatto, perché stiamo lavorando su una legge che riguarda la semplificazione che attualmente è all'esame della I Commissione e quando verrà in Aula potremo valutare in tutti i suoi aspetti - , valuta il miglioramento, la riduzione e la semplificazione delle procedure che sono affidate alla Regione Marche. Cosa che non possiamo fare sulle procedure e sui percorsi che il Governo sta attivando adesso, perché sono procedure legate agli uffici ministeriali, ai ministeri, legate direttamente al Governo nazionale e, quindi, noi possiamo, con la nostra legge, semplificare solo le nostre procedure.
E' in fase di elaborazione la strategia per l'attuazione dello "Small Business Act per l'Europa" (SBA), è necessaria, è una condizionalità ex ante, abbiamo già provveduto ad inviare un invito a tutti i Consiglieri regionali, agli stakeholders, per presentare le strategie dello Small Business Act per le attività produttive; speriamo che questa semplificazione possa essere presa anche a modello da altri servizi, non solo da quelli che riguardano le attività produttive ed il lavoro.
Al fine di soddisfare i criteri di adempimento previsti dalle condizionalità ex ante dei Fondi strutturali 2014/2020, siamo l'unica Regione, insieme al Veneto, che ha avviato l'Agenzia per le Imprese insieme al Ministero dello sviluppo economico. E' una Agenzia organizzata a livello regionale e partecipata dalle Associazioni per consentire lo snellimento e la facilitazione delle procedure impresa. Abbiamo avviato lo sportello unico delle attività produttive che è ormai una realtà per le PMI marchigiane. Siamo una delle quattro Regioni italiane in cui il 100% dei Comuni si è accreditato per lo sportello unico, ora si tratta di aiutare, soprattutto le realtà più piccole a rendere uniformi le procedure. La semplificazione, dopo la diminuzione della pressione fiscale, è la maggiore richiesta che ci viene dalle imprese.
Sulla questione delle risorse noi abbiamo attivato una serie di incentivi che riguardano l'innovazione e lo start-up di impresa, gestiti tra l'altro dall'Assessore Luchetti attraverso il prestito d'onore. Abbiamo definito relativamente al settore manifatturiero, nel corso del 2012, contributi per 40 milioni di euro di cui 19,6 per ricerca e innovazione, 1,5 per l'artigianato artistico tradizionale, distretti produttivi ed sostegno ai contratti di solidarietà, 7,5 milioni di euro sono stati liquidati per aiuti alle assunzioni, creazione di impresa, aiuti per la conciliazione e consulenza alle PMI.
Inoltre abbiamo attivato l'accordo di programma per quanto riguarda la zona interessata dalla crisi della Ardo che prevede interventi su 56 Comuni delle Marche e mette a disposizione di parte ministeriale 35 milioni di euro oltre ai circa 16 milioni già impegnati di fondi regionali e 5 milioni di euro dei fondi FAS. Questi sono progetti che vengono valutati sulla base di un accordo di programma da Envitalia, vengono valutati nella loro completezza di progettualità e garantiti attraverso i fondi di garanzia, attraverso il credito bancario o anche attraverso contributi a fondo perduto. Inoltre sui fondi FAS mettiamo a disposizione 4 milioni euro per i territori non compresi nell'accordo di programma e 6 milioni di euro per i territori del piceno, già previsti nella programmazione FAS del piceno e del fabrianese.
Capisco bene il tenore dell'interrogazione del Consigliere Bugaro, credo però che noi dobbiamo avere in testa un'emergenza in questo momento, io non so se quelli che hanno votato il Movimento 5 stelle siano dei piccoli imprenditori, medi imprenditori, io penso che la politica e le istituzioni si debbano interrogare su un obiettivo, su una missione. Noi tutti parliamo di semplificazione, di alleggerimento dei costi alle imprese ed ai cittadini, di necessità di riformare lo Stato ma la riforma dello Stato presuppone avere un disegno dello Stato in testa e, soprattutto, presuppone il fatto che bisogna metterlo in atto. Questo significa che chi fa le riforme potrebbe anche, dal punto di vista elettorale, pagarne delle conseguenze.
Credo che a questo punto chi sta nelle istituzioni non si deve preoccupare delle conseguenze personali ma deve pensare al Paese. Il Paese soffre, il popolo soffre, altrimenti questo voto non sarebbe stato di queste dimensioni.
O noi prendiamo consapevolezza di questo, indipendentemente da quello che farà il Parlamento, e da qui cominciamo a mettere le basi per una innovazione profonda del sistema regionale e del sistema dei rapporti tra istituzioni e istituzioni e tra istituzioni e cittadini oppure non ci saranno leggi che magicamente realizzeranno il lavoro nelle imprese, realizzeranno il credito nelle banche o consentiranno di superare questa crisi indenni. Dobbiamo assumere questa consapevolezza: siamo in un momento difficile e complicato e dobbiamo fare la nostra parte, anche mettendo a rischio noi stessi, oppure i cittadini non ci daranno fiducia, ma non ci daranno fiducia non per i risultati mancati ma perché non siamo stati sufficientemente coraggiosi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie Presidente. La mia è un'interrogazione un po' datata, ma quanto mai attuale nei suoi contorni. Devo dire che pur considerando la risposta dell'Assessore uno sforzo di buona volontà non mi soddisfa fino in fondo e spiegherò il perché. Concordo quando dice che a momenti straordinari devono corrispondere comportamenti, decisioni straordinarie, però io queste decisioni straordinarie francamente ancora non le ho viste e porto degli esempi concreti.
Il centro-sinistra delle Marche, nelle sue varie articolazioni, governa questa Regione dal 1995, io ho l'onore di essere in quest'Aula dal 2005 e da quella data che chiedo una seria riforma del comparto edilizio e ancora oggi, Assessore Viventi, siamo nel 2013, non abbiamo in Aula una legge, se non un'ipotesi di legge che da pochi giorni circola nelle Commissioni, pur sapendo quanto è importante l'edilizia nel rapporto economia e rispetto del territorio.
Il settore del credito è il settore più in crisi e sta generando maggiormente la crisi più di quanto le scelte politiche o le non scelte politiche stiano facendo. Sappiamo perfettamente le dinamiche che contraddistinguono le nostre banche di carattere regionale, gli istituti di credito nel territorio. Siccome la Costituzione all'articolo 117 assegna alle Regioni il credito locale, l'interesse sul credito locale, io voglio capire quali sono le azioni concrete, davvero concrete, fatte su questo fronte perché in queste Marche, in queste nostre Marche, regione piccola e meravigliosa, ma sicuramente oggi in crisi, bisogna recidere alcuni rapporti che hanno condizionato e caratterizzato, nel bene e nel male, la politica fino ad oggi. Il credito ne è esempio importante Assessore.
In merito alla burocrazia bisogna continuare, per quello che ci è dato poter fare, sullo snellimento delle procedure e degli organici. La cassa integrazione è stata, lo devo dire, in questo voglio essere equilibrato, uno dei grandi meriti dei tre anni del Governo Berlusconi: aver scelto di erogare 32 miliardi di euro di fondi in ammortizzatori sociali è stato lo strumento per garantire la tenuta della pace sociale in questo paese.
Sapete perchè la gente si indigna? Perché Assessore Mezzolani, ancor prima di proporre a quest'Assemblea una riforma mediante una delibera dell'assetto sanitario che preveda la chiusura di alcuni ospedali, lo si è letto sui giornali, io sono Consigliere regionale e l'ho letto sui giornali, non si è visto nessun atto concreto.
Tutti i giorni siamo bombardati dalle radio e dalle televisioni dal buon governo della sanità nelle Marche. Avete bisogno di spendere dei denari pubblici per fare la vostra propaganda, tesa a tamponare la chiusura dei piccoli ospedali. La gente queste cose non le tollera più, quei denari spesi in propaganda, perché nelle Marche tutto quello che è informazione è propaganda del centro-sinistra, pagata con i soldi dei marchigiani, andatevi a vedere la cosiddetta comunicazione istituzionale, fa arrabbiare la gente che vorrebbe che quei soldi fossero investiti in settori ben più in difficoltà che nella propaganda.
Mettete in campo questo, è lo stimolo, il segnale che vi do, azioni concrete perché quelle fatte fino ad oggi non sono realmente efficaci o perlomeno non sono state sufficientemente avvertite dal tessuto economico e produttivo come tali. Se ieri si fosse votato in questa regione il Movimento cinque stelle avrebbe vinto le regionali, 32,5% il Movimento cinque stelle, 31% la coalizione di Spacca Presidente. Riflettete su questo, non è solo demagogia come la riduzione dei Consiglieri regionali, che comunque abbiamo fatto, e via dicendo, ma sono le politiche reali che debbono non solo dare il buon esempio di governo ma rimettere qualche soldo nelle tasche dei nostri cittadini.
Solo così ne possiamo uscire, bisogna che, eliminati i paraventi e i paraocchi, vi apriate anche a qualche contributo di buon senso che anche questa nostra opposizione vi può dare.

Interrogazione n. 927
del Consigliere Marangoni
“Stato di salute del fiume Metauro. Alto tasso di nitriti ed ammoniaca a valle del depuratore di Urbania. Mancato rispetto del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e degli obiettivi del Piano di tutela delle acque della Regione Marche. Assenza di adeguati monitoraggi da parte degli enti competenti ai sensi della sezione B/5 delle misure di Piano di cui alla deliberazione amministrativa della Assemblea Legislativa regionale n. 145 del 26/1/2010”

Interrogazione n. 1015
del Consigliere D'Anna
“Situazione fiume Metauro”

Interrogazione n. 610
del Consigliere Latini
“Interventi di pulitura alveo fiume Metauro”
(abbinate)
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazioni n. 927 del Consigliere Marangoni, n. 1015 del Consigliere D'Anna, n. 610 del Consigliere Latini, abbinate. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Donati.

Sandro DONATI. Considerate le affermazioni premesse alle interrogazioni dei Consiglieri Marangoni e D'Anna e le numerose domande in materie complesse su cui agiscono a vari livelli diversi enti pubblici ed enti gestori di servizi pubblici si rappresenta che per rispondere occorre valutare le risultanze dei monitoraggi ambientali, lo stato delle infrastrutture e le attività dei suddetti enti, alla luce della vigente normativa e delle risorse disponibili nonché proporre gli interventi eventualmente necessari di carattere sia normativo che infrastrutturale e si va negli oneri. Essendo il lavoro molto complesso si richiede un tempo più adeguato.
Gli uffici purtroppo non hanno avuto il tempo per fornire ulteriore … dovete cortesemente aspettare un po' di tempo.

PRESIDENTE. L'Assessore Eusebi chiede se è necessario integrare per quanto riguarda il suo Assessorato. Se lo ritenete opportuno bene se no continuiamo.
(...) Ha la parola l'Assessore Eusebi.

Paolo EUSEBI. Collega D'Anna per quanto riguarda l'aspetto difesa del suolo posso integrare.
Effettivamente in questo caso la risposta come problema acque abbisogna di un approfondimento, le argomentazioni contenute nelle interrogazioni, parlo ovviamente dell'aspetto difesa del suolo, appaiono sintetizzabili in una lettura dello squilibrio venutosi a creare sul territorio tra regime naturale delle acque ed effetti sui beni di interesse umano.
In particolare sono evidenziati quali responsabili del dissesto delle aste fluviali da un lato la mancata applicazione delle norme di polizia rurale, che molti Comuni hanno imposto nei rispettivi regolamenti, talvolta anche a corredo dei Piani regolatori, senza poterne però garantire il rispetto, dall'altro l'abbandono dei corsi d'acqua.
Questi temi sono solo in parte di competenza regionale, sono oggetto di costante riflessione presso gli uffici della Regione anche congiuntamente con gli enti locali; a tutti i livelli istituzionali deve essere infatti richiesto un impegno particolare per mitigare il progressivo degrado del territorio.
Per quanto riguarda la Regione, questo impegno si è tradotto in azioni di carattere normativo e purtroppo poco in azioni di carattere finanziario.
Con la legge sulla gestione dei corsi d'acqua si è inteso ridefinire, dopo un dibattito molto acceso, ancora non condiviso e risolto, le modalità operative per attuare la manutenzione dei fiumi in carenza di risorse finanziarie sufficienti, demandando alla Giunta il difficile compito di approvare criteri e modalità operative in un contesto normativo assai complesso.
Alle linee guida, in corso di redazione, si è dato il compito di risolvere queste ambiguità nel tentativo di far convivere, ma la convivenza è difficile, l'imperativo della sicurezza tenendo in conto gli aspetti ambientali; peraltro in questo ambito può essere affrontato il tema dei fondi valle, mentre per quanto riguarda gli apporti dai versanti si può fare ben poco con i mezzi della regolamentazione, in quanto si ha a che fare con la gestione di terreni privati, i cui apporti, spesso incontrollati e di difficile controllabilità di materiale terroso, alterano sensibilmente l'equilibrio naturale dei fiumi provocando in effetti fenomeni alluvionali nelle aree e, quindi, danni a beni di interesse collettivo improvvidamente costruiti in aree non idonee.
Dal punto di vista finanziario, al di là del trasferimento annuale di fondi alle Province, cui sono state conferite nel 1999 le funzioni della manutenzione dei fiumi - Province che non sono in grado di finanziare con propri fondi gli interventi di loro competenza, e questa purtroppo è una verità -, negli ultimi bilanci annuali sono state stanziate risorse scarsissime, secondo le possibilità consentite da una contingenza economica sfavorevole ormai endemica. Nonostante le difficoltà che tutti conoscono, per il 2013 sono stati stanziati dalla Regione per interventi di manutenzione idraulica e di difesa del suolo 4 milioni di euro, che è una cifra miserrima, ma questo è.
Questa dotazione dovrà essere ripartita in base alle molteplici esigenze di riduzione del rischio idrogeologico nelle decine di aree a rischio massimo, censite dai Piani di Assetto Idrogeologico. In molti casi sopperendo alle carenze dello Stato che ha sbloccato soltanto 5 dei 36 milioni di euro promessi nel novembre 2010 per queste finalità.
Mi scuso con gli interroganti perché mi rendo conto che la risposta è parziale, con molti punti interrogativi e molti dubbi per il futuro, ma questo è.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Assessore Donati cos'è una barzelletta? Io ho presentato questa interrogazione in data 6 agosto, forse ero l'unico presente in quella data, con nove punti, nove domande e lei poco fa mi ha detto non c'è stato il tempo di rispondere. Ma cos'è una barzelletta? Io l'ho presentata il 6 agosto e lei oggi mi dice che non c'è stato il tempo di rispondere.
Ringrazio l'Assessore Eusebi per quello che ha potuto fare, ma non c'è nessuna risposta alle mie nove domande, è un corollario, un completamento, apprezzo lo sforzo ma il risultato è zero.
Come facciamo ad andare avanti così? Che cos'è una barzelletta a distanza di nove mesi mi dice che non c'è stato il tempo per rispondere. Allora cacci via i Dirigenti che avrebbero dovuto rispondere, sono pagati per rispondere non per dirci, nove mesi dopo, che il tempo per rispondere non c'è stato. Che ci stanno a fare? La prossima volta il Movimento 5 stelle prenderà il 60% se continuiamo così! Ci facciamo ridere dietro.
Mi auguro che la prossima volta, tra una settimana lei venga qui con la risposta, quindi chiedo al Presidente del Consiglio, in questo momento mi rivolgo al Presidente Solazzi, di rimetterla gentilmente per la prossima settimana. Mi aspetto una risposta visto che l'interrogazione l'ho presentata ad agosto del 2012. Non mi può dire non c'è stato il tempo di rispondere, altrimenti i dirigenti vanno a casa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Condivido quello che ha appena detto il collega Marangoni.
In effetti di tempo ce n'è stato e pur ringraziando l'Assessore Eusebi per quello che ci ha letto, la risposta non è andata ad incidere su quello che era il cuore delle nostre domande e che riguardava soprattutto l'inquinamento.
Francamente non è ammissibile che nonostante alcune denunce, arrivate anche alla Procura della Repubblica, da parte di persone che vivono in quel territorio, non si prenda atto che lì c'è una situazione che va corretta immediatamente, quindi se è concepibile un ritardo nella risposta scritta o orale che sia, non è assolutamente tollerabile che non vengano presi dei provvedimenti fattivi per evitare che una situazione di inquinamento forte in quell'area continui a perseverare.
Francamente c'è una latitanza che non è assolutamente giustificabile e che va corretta il prima possibile.
Noi non siamo assolutamente soddisfatti di queste semi risposte, mi auguro, Presidente, che questa interrogazione venga messa in discussione la prossima seduta del Consiglio regionale nella quale ci attendiamo delle risposte concrete e non ulteriori rinvii. Mi sembra che oltre sei mesi a disposizione per dare una risposta sia un tempo più che necessario, non solo per dare una risposta in Aula ma per dare una risposta al territorio che è poi la cosa più importante.

Interrogazione n. 999
del Consigliere Pieroni
“Società Multiservizi S.p.A”

Interrogazione n. 1004
del Consigliere Marangoni
“Solleciti di pagamento da parte di una società di recupero crediti incaricata dalla Multiservizi S.p.A dell'ATO 2 Marche. Prescrizione dei termini per l'esigibilità di numerose cartelle esattoriali. Controllo regionale sugli atti della società”
(abbinate)
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazioni n. 999 del Consigliere Pieroni e n. 1004 del Consigliere Marangoni, abbinate. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Nelle interrogazioni in oggetto si chiede al Presidente della Giunta regionale quali iniziative intende intraprendere per verificare se sussistano delle responsabilità da parte della società Multiservizi SpA e per tutelare le famiglie interessate dall'iniziativa della predetta società, che ha incaricato una società di recupero crediti per ottenere da circa diecimila famiglie di Castelfidardo importi pregressi non riscossi, relativamente al periodo di fornitura 2005/2006, per un importo stimato come pari ad oltre 1 milione di euro complessivi. Se tali dati venissero confermati, tali somme risulterebbero prescritte in quanto i crediti in questione si prescrivono in cinque anni, in assenza di atti interruttivi del corso della prescrizione.
In proposito, si ritiene che non sia quella dell'Assemblea legislativa la sede in cui entrare nel merito del procedimento di recupero esprimendo valutazioni, specie se si considera che per poter esprimere un giudizio in termini oggettivi, a livello politico o tecnico, è necessario acquisire, ai sensi dell'art. 2, comma 4, della l.r. 30/2011, dalla società interessata ogni informazione utile a chiarire la propria posizione in relazione alla fattispecie oggetto di interrogazione, con particolare riferimento all'esigenza di comprendere, il fondamento giuridico dell'azione di recupero, la natura del credito, la data in cui la società è subentrata nella titolarità del diritto di credito, i tempi del procedimento di recupero, l'esistenza di eventuali richieste di pagamento interruttive della prescrizione e quant'altro occorra ai fini dell'esercizio delle funzioni regionali in materia.
Pertanto, allo stato dell'arte propongo, sentito l'Assessore regionale competente, in materia di risorse idriche, di trasmettere l'interrogazione e la presente relazione alla società Multiservizi al fine di avere un'articolata relazione in proposito. Dopo di che valuteremo l'opportunità di entrare nel merito delle questioni sollevate.

Presidenza della Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Certo che oggi sembra quando ai miei tempi si tornava a scuola il primo ottobre. Prima l'Assessore Donati ha detto di non aver avuto tempo su un'interrogazione presentata il 6 agosto. Adesso l'Assessore Canzian su un'interrogazione presentata il 30 ottobre mi dice: "Trasmetteremo l'interrogazione alla Multiservizi". Io l'interrogazione l'ho fatta alla Giunta non alla Multiservizi. Avrebbe dovuto fare questa cosa il 1 novembre Assessore, appena ricevuta l'interrogazione. I suoi dirigenti avrebbero dovuto, è normale che si faccia così, sentire gli enti interessati.
Adesso lei mi viene a dire, Assessore, dopo cinque mesi, che trasmetterà l'interrogazione alla Multiservizi? Cos'è una barzelletta anche questa! Ma veramente siamo al primo giorno di scuola. Va bene che le elezioni le abbiamo fatte ieri ma avete avuto 5 mesi per lavorarci, ma ci si comporta così? Sono sconcertato, non ho più parole, questa è una interrogazione presentata il 30 ottobre, non mi può dire oggi la manderemo alla Multiservizi, che ci farà sapere e poi le farò sapere. Ma dove siamo in un film di Alberto Sordi? Che è morto 10 anni fa? Non ho parole, chiedo al Presidente, al Vicepresidente facente funzioni di Presidente, che anche su questa la settimana prossima, gentilmente, mi venga data risposta. E' un mio diritto. Io il 30 ottobre l'ho presentata. Ma come si fa a ragionare in questi modi, ma che ci state a fare con i vostri dirigenti, non è questo il modo di comportarsi e di rispondere alle interrogazioni, mi dispiace.

Interrogazione n. 1011
del Consigliere Silvetti
“Situazione Portonovo: ripascimento e polveri”

Interrogazione n. 1109
del Consigliere Latini
“Grave situazione a Portonovo dopo le ultime frane e mareggiate”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazioni n. 1011 del Consigliere Silvetti e n. 1109 del Consigliere Latini, abbinate. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Eusebi.

Paolo EUSEBI. Grazie Presidente, rispondo solo al collega Silvetti.
Una risposta secca di dati.
Al Comune di Ancona sono stati assegnati nel bilancio di assestamento 2012 95.569,50 euro per l'annualità 2013, per interventi di difesa della costa in località Portonovo. Lo stesso Comune è Ente Attuatore dell'intervento - siccome la risposta è stata scritta qualche giorno fa c'è scritto sta predisponendo il progetto di manutenzione con il supporto tecnico della Regione Marche - e la notizia è che l'altro ieri il Comune di Ancona ha presentato il progetto per la manutenzione delle spiagge di Portonovo.
Ho l'impressione, e questa è una mia considerazione non tecnica, che questi 95 mila euro non saranno sufficienti per tutti gli interventi di cui abbisogna Portonovo e, quindi, stiamo ragionando su questo. Io praticamente una volta alla settimana vado a rendermi conto di qual è la situazione, di quali sono i bisogni e ho l'impressione che i bisogni siano di più, e su questo stiamo tentando di lavorare anche per trovare qualche limatura di fondi per fare quello che tutti vogliamo, il Presidente Spacca in testa, vista l'importanza della nostra splendida baia.
Sarà mia cura informare questa Aula e gli interroganti nella fattispecie, visto che sono quelli che di più se ne sono occupati, di quella che sarà la situazione in evoluzione.
Come ulteriore notizia, ma penso sia nota a chi si occupa di questo, a seguito della mancata autorizzazione dell'attività di manutenzione, la famosa vicenda del 2012, il Presidente della nostra Giunta regionale ha incaricato un dirigente della Regione, l'Arch. Massaccesi, di coordinare un gruppo di lavoro tra le Amministrazioni interessate al fine di elaborare un progetto strutturale, il più possibile organico per il litorale di Portonovo, quella che qualcuno ha chiamato la soluzione definitiva, che per chi conosce Portonovo sa che è una sciocchezza, però, qui la struttura ha scritto bene, un intervento strutturale organico e funzionale per il litorale.
Il progetto, questo è l'impegno che ci siamo presi ed io vigilerò per quanto possibile se sarò vivo, sarà predisposto entro il corrente anno.
Per quanto riguarda, collega Silvetti, i lavori relativi al nuovo parcheggio nella "zona Molo", è vero che ho 75.000 deleghe, ma questi sono interventi su cui la Regione non ha nessuna competenza, possiamo fare il supporto come abbiamo fatto gli anni scorsi, tentato di fare, ma questo è un intervento del Comune di Ancona dove la Regione veramente non ha competenze.
Sarà mia premura, lo ripeto, tenere informati gli interroganti e l'Aula sulla situazione di Portonovo che sta a cuore, non solo agli anconetani, ma a tutti quelli che amano questa regione ed il suo sviluppo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Grazie Presidente.
Assessore la ringrazio molto, ho anche carpito la difficoltà che qui ha cercato di spiegare, dello stato dell'arte anche perché l'interlocutore principale è il Comune di Ancona ed in questo momento è commissariato per cui se parliamo di programmazione difficilmente riusciremo a fare la quadratura del cerchio.
Lei ricorderà benissimo che come Commissione l'anno scorso, abbiamo dato il nostro apporto con quel tipo di iniziativa che ha cercato di mettere assieme i soggetti per far capire al territorio che le istituzioni c'erano, erano presenti, che monitoravano, che erano in procinto di prendere decisioni importanti. Parliamo dell'estate scorsa, è chiaro che la situazione ambientale è precipitata, viste le pesantissime mareggiate e, quindi, è chiaro che interventi tampone servono sostanzialmente a tamponare e a far fronte a situazioni di emergenza.
Adesso a parte il discorso della programmazione, che comunque in questo caso compete alla Regione, sicuramente l'ing. Massaccesi è persona meritevole di attenzione, un professionista ed un tecnico all'altezza della situazione, dall'altra però la proposta politica non può che provenire anche e soprattutto da questa Aula, dai banchi, da iniziative di Giunta.
Io temo questo, e cioè che questa assenza di programmazione, come dicevo imputabile soprattutto alla mancanza dell'interlocutore principale, cioè il Comune, possa ricadere ancora una volta, in modo pesante, sugli operatori, sui servizi e, quindi, sugli utenti.
Siamo ormai arrivati alla conclusione di febbraio, abbiamo sostanzialmente pochi mesi per improntare una stagione che necessita di interventi immediati, credo sia quanto più opportuno, vista la situazione del Comune di Ancona, far capire, coinvolgere maggiormente, in occasioni possibili, gli operatori, per far capire che le istituzioni sono presenti, che c'è la volontà di far fronte a quelle che sono le esigenze più spicciole, che consentirebbero e consentiranno, spero, l'apertura della stagione estiva.
E' indubbio che il segnale è forte e se c'è la dimostrazione di questo tipo di attenzione, allora, a quel punto, gli operatori si sentiranno sicuramente meno soli e riusciranno a dare il miglior servizio possibile agli utenti.
E' veramente un peccato che questa situazione sia monca di un interlocutore. Chiaramente questo caso non è imputabile e, a maggior ragione mi fa piacere che l'Assessore lo dica, alla funzione, al ruolo della Regione che è quello del controllo, della programmazione e non può sostituirsi a quello di un Comune che sostanzialmente è ancora cefalo.

Interrogazione n. 1134
della Consigliera Giorgi
“PSR Marche 2007 – 20 Asse 1 – Misura 1.1.2 'Insediamento giovani agricoltori' e 'Pacchetto giovani' e Misura 1.2.1. 'Ammodernamento delle aziende agricole'. Scorrimento graduatorie””
(Ritiro)

PRESIDENTE. L'interrogazione n. 1134 della Consigliera Giorgi è ritirata.

Interrogazione n. 1003
del Consigliere Latini
“Recanati – Tutela del Colle dell'Infinito”

Interrogazione n. 1005
del Consigliere Marangoni
“Colle dell'Infinito e nuovo piano regolatore paesaggistico di Recanati. Misure di salvaguardia in attesa della pronuncia della Commissione Unesco”
(Rinvio)

PRESIDENTE. Le interrogazioni n. 1003 del Consigliere Latini e n. 1005 del Consigliere Marangoni sono rinviate per l'assenza giustificata dell'Assessore.
Termina qui la parte dedicata agli atti ispettivi, passiamo al punto numero 3 dell'ordine del giorno.

Proposta di atto amministrativo n. 50
ad iniziativa della Giunta Regionale
“Variante al Piano regionale di gestione dei rifiuti: adeguamento del programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica, di cui alla deliberazione consiliare n. 151/2004, e del Piano regionale di gestione dei rifiuti, di cui alla deliberazione consiliare n. 284/1999, relativamente al punto 4.2: criteri per la localizzazione di nuovi impianti. Revoca deliberazione n. 151/2004. D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – L.R. 12 ottobre 2009, n. 24”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 50 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Come ricordava ora la Presidente Giorgi siamo in presenza di una variante al Piano regionale di gestione dei rifiuti e all'adeguamento del programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica.
E' un atto amministrativo ad iniziativa della Giunta regionale.
Con la delibera amministrativa del Consiglio regionale del 2004 la Regione Marche ha dato attuazione al decreto legislativo 36 del 2003, decreto che prevedeva, entro un anno dalla data di entrata in vigore, che ciascuna Regione elaborasse ed approvasse, ad integrazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, un apposito piano per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica.
Ora alla luce dell'evoluzione normativa intervenuta in questi anni e anche dell'evoluzione dell'assetto impiantistico nel frattempo definito, si rende necessario aggiornare questo piano dei rifiuti biodegradabili ed inserire gli obiettivi e gli indirizzi dettati dalla successiva direttiva 2008-98 dell'Unione europea e consentire un'adeguata pianificazione di secondo livello alle costituende ATA.
I colleghi Consiglieri ricorderanno che siamo andati al superamento dei consorzi obbligatori, dei consigli di amministrazione, degli ambiti territoriali ottimali, così come erano organizzati in precedenza, e siamo andati alla costituzione delle ATA che non sono altro che organismi molto snelli, nel nome però, voglio ribadirlo, della sussidiarietà e dell'auto-organizzazione perché sono composti esclusivamente dai Sindaci e dal Presidente della Provincia.
Il nuovo piano RUB (rifiuti biodegradabili) va dunque a sostituire il precedente. Valuta tutti gli elementi che possono influire sull'obiettivo di conferire in discarica non più di 81 kg per abitante anno, entro il 2018, e tra l'altro valuta le quantità dei rifiuti biodegradabili prodotte, le relative raccolte differenziate e definisce gli scenari territoriali per gli impianti di selezione e trattamento preliminare al recupero da adeguare.
Questo atto è stato articolato oltre che sulla dimensione complessiva regionale anche su quella degli ambiti territoriali ottimali, a cui facevo riferimento poc'anzi, nell'ambito delle assemblee territoriali d'ambito che ne hanno il governo.
Le previsioni individuano, rispetto alle stime elaborate di scenari quali-quantitativi che necessitano, un processo costante di verifica, di valutazione, di aggiornamento, con la necessità di introdurre gli opportuni correttivi.
Le novità più rilevanti consistono nella individuazione dei criteri per collocare, in modo uniforme ed omogeneo, rifiuti urbani biodegradabili e quelli che consentono di valutare i risultati delle diverse soluzioni impiantistiche possibili, nonché delle condizioni necessarie per non trattare il rifiuto prima dello smaltimento in discarica quando esso non serve per raggiungere gli obiettivi ambientali previsti dalla legge.
In merito a questo aspetto, in sostanza, occorre avere attivato una raccolta differenziata almeno del 65% di qualità che garantisca un indice respiro metrico dei rifiuti sotto una determinata soglia, in sostanza che abbia perduto quasi del tutto la componente acquosa, affinché il rifiuto urbano indifferenziato residuo abbia caratteristiche merceologiche sostanzialmente simili a quelle della frazione secca proveniente dagli impianti di preselezione del rifiuto indifferenziato.
Il piano individua alla luce del trend di produzione dei rifiuti del progressivo raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata gli scenari tecnologici per il trattamento dei rifiuti biodegradabili in ciascun ambito territoriale, oltre ad intervenire sul piano regionale per la gestione dei rifiuti con questo nuovo piano che ne è parte integrante. L'atto contiene un'altra parte con la quale si va ad adeguare i criteri per la localizzazione delle discariche, alla luce della nuova classificazione del 2003 sulla quale in precedenza non si era intervenuti.
In sintesi mentre prima del decreto legislativo 36 del 2003 le discariche erano suddivise per categoria in relazione alla provenienza dei rifiuti, discariche per i rifiuti urbani e discariche per i rifiuti speciali, ora sono classificate solo in funzione della pericolosità o non pericolosità dei rifiuti. Per questi motivi è necessario adeguare al nuovo contesto normativo, per quanto riguarda l'atto di cui voi disponete, il punto 4.2 del Piano regionale gestione dei rifiuti, recante criteri per la localizzazione di nuovi impianti.
La necessità di intervenire sul piano regionale è stata prevista dalla Giunta regionale con l'atto 564 del 2008 e ribadita, dalla Giunta regionale, con la delibera n. 1539 del 2011.
L'atto proposto reca il nuovo piano per i rifiuti biodegradabili che va a sostituire il precedente che viene abrogato, con la revoca della delibera amministrativa del Consiglio regionale 151/2005 e contiene la modifica del punto 4.2, a cui facevo riferimento su questo piano per la gestione dei rifiuti.
L'atto è stato assoggettato alla procedura di valutazione ambientale strategica, ha anche il parere favorevole del CAL e tutto l'atto, molto complesso tecnicamente dal punto di vista normativo, questo ci tengo a dirlo, è stato elaborato da un gruppo di lavoro interno, costituito dai dipendenti dell'Ufficio rifiuti, ciò ,oltre a costituire un notevole risparmio rispetto al ricorso come, purtroppo, spesso accade a società esterne, denota anche un'elevata capacità professionale del team delle persone che lavorano e che hanno lavorato su questo settore, e questo voglio sottolinearlo. Voglio ringraziare la Dott.ssa Cirilli, voglio ringraziare il Dott. Carrescia e colgo anche l'occasione per complimentarmi con il Dott. Carrescia per questa importante responsabilità a cui è stato chiamato dai marchigiani nel Parlamento della Repubblica.
Considerato che l'adeguamento del Piano regionale dei rifiuti relativamente alle azioni di prevenzione consente di soddisfare in modo esaustivo anche i criteri di precondizionalità del settore rifiuti per la programmazione europea 2014/2020, si evidenzia l'importanza di questo atto e confido anche in una sollecita approvazione da parte di questa Assemblea regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Grazie Presidente. Per evitare di essere ripetitivo, non ho molto altro da aggiungere, se non di dichiararmi in anticipo favorevole all'approvazione di questo atto amministrativo.
Un atto amministrativo che va a completare un quadro normativo con un inevitabile e indispensabile aggiornamento di quello che è lo spirito delle linee guida dettate dal Ministero dell'ambiente e da quel documento interregionale dei Presidenti delle Province e delle Regioni.
E' un adeguamento. In realtà mi piace pensare che non serva soltanto a evitare la perdita di fondi disponibili o eventuali sanzioni ma sia sostanzialmente parte di un processo politico e di una presa d'atto da parte di questa Assemblea di quelli che sono gli obiettivi da raggiungere che vanno a sostegno, come filosofia, della raccolta differenziata, della modalità di avvio di nuovi impianti di selezione e impianti di recupero energetico.
In quest'ottica si inserisce questo atto amministrativo che introduce un nuovo piano, un nuovo programma regionale, che sostituisce il precedente e introduce quelli che sono i criteri di catalogazione delle nuove discariche e quelli che sono i metodi e i criteri di ubicazione delle stesse.
All'interno di questo processo di aggiornamento e di adeguamento normativo in merito ai rifiuti biodegradabili, si inserisce una progettualità che all'interno degli ambiti territoriali dovrà essere resa esecutiva, visti anche i ritardi che abbiamo avuto modo di conoscere in questi ultimi anni.
Concludo dichiarandomi a favore dell'approvazione di questo atto amministrativo.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. C'è una riunione politica in corso? Non vorrei disturbare … sono autorizzato? Grazie.
Cari amici Consiglieri questo atto amministrativo che stiamo per votare sembra l'ammissione di una certa politica del parlare bene ma del razzolare male.
Non vorrei essere il solito a turbare sonni tranquilli, perché mi pare che siete tutti d'accordo, ma io dico quello che penso e farò sempre così per i prossimi due anni. In questo atto si afferma, cito testualmente: "che il sistema di gestione dei rifiuti urbani biodegradabili ha avuto un'evoluzione, nel corso degli anni, che non è stata in grado di consentire il pieno conseguimento degli obiettivi prefissi".
Ho citato, ci si difende affermando anche e cito un'altra volta, "su tale esito hanno inciso anche le modifiche del quadro normativo nazionale ed europeo", poi, però ci si smentisce nella successiva analisi degli obiettivi previsti raggiunti o meno da ogni singolo ambito territoriale omogeneo.
Difatti la fotografia effettuata da questa variante al piano regionale di gestione dei rifiuti mostra una Regione che è assolutamente divisa a metà, e qui mi rivolgo ai Consiglieri delle varie Province - mi scuso se continuo con il mio intervento e disturbo la riunione politica in corso - con sorpresa la parte sud della regione ha raggiunto gli obiettivi, parlo delle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, o sta raggiungendo gli obiettivi imposti dalla normativa comunitaria nazionale, mentre gli ambiti territoriali di Ancona e di Pesaro costituiscono, da questo punto di vista, la zavorra .
Tanto è vero che si sono verificati degli scostamenti dagli obiettivi di legge rispetto ai valori fissati per il passato 2011 ed è previsto lo scostamento per quelli fissati per il futuro 2018, che ha detta della stessa variante non saranno raggiunti. Pesaro ed Ancona.
Pertanto risultati gestionali stabili e consolidati negli ATO delle Province di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno, scenario e obiettivo invece lungi dall'essere raggiunti per altre due province marchigiane, quelle del nord.
In queste due realtà Pesaro e Ancona la stessa variante in oggetto afferma che rifiuti urbani biodegradabili, i cosiddetti RUB, avviati direttamente in discarica sono uguali al quantitativo dei RUB nel rifiuto urbano indifferenziato. Qui verrebbe da fare della facile ironia, avete approvato uno schema di accordo tra Regione e …

PRESIDENTE. Scusi Consigliere Marangoni, se volete parlare, parlate piano o andate fuori, non si sente una parola, un po' di rispetto!

Enzo MARANGONI. Grazie Presidente. Dicevo che potremo fare facile ironia, tanto è vero che avete approvato un accordo tra la Regione Marche e la Repubblica di San Marino per lo smaltimento e il recupero di rifiuti speciali anche pericolosi e poi dovette ricorrere al Ministero dell'ambiente chiedendo adesso, cito testualmente: "un'ulteriore proroga dei termini di legge fino al 31 dicembre 2013", è scritto a pagina 24, per il raggiungimento degli obiettivi in oggetto. Il Ministero, però, vi ha risposto che la deroga all'obbligo di conferimento in discarica di rifiuti trattati si può applicare qualora a livello di ATO si raggiungano elevati livelli di raccolta differenziata dei rifiuti biodegradabili e di rifiuto urbano indifferenziato residuo, però, alcuni ATO, è la triste realtà, solo in difetto rispetto agli altri.
Alla fine, in sintesi, in buona sostanza, cosa apportiamo in questa variante, dal punto di vista di un semplice Consigliere di minoranza, anche po' rognoso come il sottoscritto? Posso soltanto fare alcuni costruttivi emendamenti che in seguito voteremo, ma non posso certo fare una azione incisiva come quella che invece la maggioranza avrebbe dovuto fare o dovrebbe fare, cioè agire sull'inerzia di alcune assemblee territoriali d'ambito. E' questo che si dovrebbe fare.
Che cosa stanno facendo queste assemblee territoriali d'ambito e parlo di Pesaro ed Ancona in particolare? Perché non raggiungono gli obiettivi previsti dalla legge? Perché non li hanno raggiunti? Chi li controlla? Perché non hanno programmato come afferma la stessa variante, cito: "alfine di garantire l'adempimento degli obblighi di cui all'articolo 7, comma 1 del decreto legislativo 36 del 2003"? Perché non hanno realizzato gli impianti cosiddetti leggeri i quali, cito ancora: "assicurino nel breve periodo la stabilità al rifiuto indifferenziato e garantiscano una flessibilità del sistema, ovvero impianti costituiti sostanzialmente da strutture mobili che possano essere utilizzati anche nel lungo periodo per trattare non più il rifiuto indifferenziato ma la frazione organica raccolta differenziatamente?"
Invito, quindi, a non gravare ulteriormente quelle aree che ospitano gli impianti esistenti con minori prescrizioni compensative e di trattare i territori che ospitano o ospiteranno questi impianti con la stessa equilibrata maniera.
Mi scuso per aver disturbato questa Aula per le riunioni politiche in corso.

PRESIDENTE. Prima di votare l'atto ci sono quindici emendamenti a firma del Consigliere Marangoni li vuole esporre? Li ha esposti adesso? (...)

Emendamento 1 del Consigliere Marangoni, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Su questo emendamento chiedo semplicemente di aggiungere l'aggettivo "cogenti" dopo le parole "al fine di impartire le prescrizioni", perché le Province più virtuose, con impianti di trattamento funzionanti a regime, quindi parlo di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo, dovrebbero vedere le loro discariche ampliarsi senza il medesimo trattamento riservato agli altri ATO, cioè Pesaro ed Ancona? Queste due Province, ancora senza impianti specifici per lo scopo, al momento in cui dovranno essere realizzate le nuove discariche avranno maggiori norme di tutela, esse vedranno tutelato di più il loro ambiente, con prescrizioni più incisive. Questo è l'obiettivo dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Il Consigliere Marangoni prima diceva che in occasione delle interrogazioni sembrava di essere al primo giorno di scuola, tutti buoni. A me dispiace spezzare questo clima.
Io sono per una dichiarazione su tutti i quindici emendamenti: vanno respinti, tutti e 15.
Il Consigliere Marangoni chiedeva perché non si controlla l'ATA di Ancona e quella di Pesaro. La legge l'abbiamo fatta nel 2011, questo meglio di me può dirlo l'Assessore Donati, siamo andati celermente alla sua attuazione e l'ATA di Ancona è stata costituita un mese fa, le altre si stanno costituendo, siamo, quindi, in presenza di nuovi organismi che si sono costituiti ora. Addirittura rispetto al passato siamo andati anche nella direzione della riduzione dei costi della politica che, per la verità, erano costi irrisori, siamo andati al superamento sia dei consigli di amministrazione che dei consorzi obbligatori.
Nel merito degli emendamenti, mi dispiace, sono pleonastici o sono, in qualche modo, già contenuti, sono già dentro, poi siamo in presenza di un altro fatto significativo: la Giunta regionale, dopo tutti questi provvedimenti che sono stati fatti nel corso degli anni, che ci fanno essere Regione all'avanguardia nella filiera dei rifiuti, ripeto, dopo tutti questi provvedimenti anche settoriali, sta andando al nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti.
Quindi semmai, ripeto Assessore dica lei, alcuni di questi aspetti saranno approfonditi anche in quella sede ma per la verità, ripeto, sono già contenuti. Quindi non rifiutiamo a priori un ragionamento nel nuovo piano ma di fatto queste indicazioni, che il Consigliere Marangoni ci dà, sono state già viste, esaminate e superate dal comportamento concreto e dagli atti che questa Regione ha approvato nel corso degli anni e che arricchisce con l'approvazione odierna di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Donati.

Sandro DONATI. Condivido le parole del Presidente Giancarli per cui possiamo procedere tranquillamente e respingere gli emendamenti.

PRESIDENTE. Grazie Assessore, Consigliere Marangoni li vuole illustrare tutti oppure procediamo uno per uno votando? (...)
Emendamento 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 2 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Adesso illustro gli emendamenti nn. 2, 3 e 4 perché hanno la stessa logica.
Chiedo con questo emendamento, il n. 2 e anche con gli altri che ho citato, che vengano esplicitamente citate nel testo le norme della Regione. Nient'altro. Per essere più chiari, più espliciti, visto che tanto non costa niente. A volte l'ovvio è di ostacolo e dietro certe omissioni ci sono i furbetti, come abbiamo visto anche in altre leggi. Chiedo che vengano esplicitamente citate. Non dovrebbe costare nulla essere trasparenti fino in fondo ed onesti su questo. Chiedo con l'emendamento n. 2 che laddove si citano i criteri per localizzare i nuovi impianti di discarica, laddove parliamo di rifiuti ed inquinamento acque e arie - non vi costerà nulla visto che, come ha detto il relatore Giancarli, tutto è già chiaro, abbiamo fatto il nostro dovere, tutto è implicito, è tutto scontato ciò che dice il Consigliere Marangoni, visto che siete così bravi e trasparenti avete già fatto tutto - di inserire la seguente dicitura “deliberazione amministrativa n. 145 del 26 gennaio 2010 Piano di tutela delle acque PTA decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 articolo 121”. Questo è l'emendamento 2.
Idem per l'emendamento n. 3 dove chiedo, sempre per quanto riguarda la localizzazione dei nuovi impianti di discarica, laddove si parla alla voce conservazione habitat, flora e fauna selvatiche, di aggiungere semplicemente la seguente dicitura: "legge regionale n. 2/2013: norme in materia di rete ecologica delle Marche di tutela del paesaggio e modifica la legge regionale 15 novembre 2011 numero 16 "Assestamento di bilancio 2010".
Emendamento n. 4 idem, visto che è tutto scontato, visto che siamo tutti trasparenti, visto che abbiamo già fatto il nostro dovere, è tutto implicito - come ha detto il relatore Consigliere Giancarli - chiedo che venga esplicitato, sempre per quanto riguarda la localizzazione dei nuovi impianti, dopo le parole "criterio di tutela dell'ambito territoriale costiero", le seguenti parole "Deliberazione amministrativa del Consiglio regionale delle Marche n. 169 del 2 febbraio 2005 e 'varchi costieri' così come delimitati dal Piano paesaggistico ambientale regionale e 'varchi marini' definiti dai Piani territoriali di coordinamento provinciali".
Penso che se non approvate questo avete qualche cosa da nascondere.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Ribadisco, però, ripeto Assessore faccia lei, l'appesantimento burocratico il più delle volte non aiuta la trasparenza, questa è l'impostazione su cui ci siamo attestati e tra l'altro, ripeto, siamo in presenza di un'elaborazione, in una fase avanzata del nuovo piano, quindi, alcune cose possiamo scriverle anche diversamente, ma in questa fase, ripeto, l'appesantimento burocratico, a nostro avviso, non aiuta né la trasparenza, né tanto meno una coerente politica ambientale.

PRESIDENTE. Emendamento 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 3 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 4 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 5 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Vediamo se anche questo non aiuta la trasparenza. Questo è un adempimento burocratico, un appesantimento burocratico che consiste nell'abolire un asterisco, relatore Giancarli, quindi un appesantimento burocratico notevole. Chiedo di togliere un asterisco. Vediamo se anche questo non aiuta la trasparenza oppure è il contrario, oppure c'è qualche cosa sotto.
Chiedo che, per quanto riguarda i criteri per la localizzazione di nuovi impianti di discarica, al paragrafo intitolato Aggiornamento tabelle da 1 a 6, eccetera, in corrispondenza della seconda riga "bacino idrogeologico alimentante una o più sorgenti perenni o pozzi utilizzati a scopo idropotabile", parliamo dell'acqua da bere, l'asterisco sopra la lettera e nella colonna denominata DRNP, è tecnica, venga eliminato.
Qua cosa c'è sotto? Vi chiedo esimi colleghi se ve la sentite di autorizzare un nuovo impianto di discarica sopra una sorgente perenne o un pozzo idropotabile. Anche se si adottano tutti gli opportuni accorgimenti, questa discrezionalità, a mio avviso, è dubbia, è deleteria. C'è qualcosa che non va. Qui non è un fatto di appesantimento burocratico, come non lo era, a maggior ragione, nemmeno prima. Si domanda alle Province, ai Comuni di assumersi l'onere di quest'autorizzazione e, se noi non togliamo questo asterisco, a me non sta bene, si rinvia alle Province e ai Comuni questa discrezionalità. Chiedo, quindi, di togliere questo asterisco, onde evitare che si autorizzino discariche laddove attingiamo l'acqua da bere.

Presidenza della Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE Emendamento n. 5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 6 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Anche qui chiedo di togliere un asterisco, sappiamo che è un alleggerimento burocratico togliere un asterisco, non aggiungere, togliere, quindi, non dovrebbero esserci problemi di trasparenza.
L’obiettivo è proprio quello di essere chiari, togliendo l'asterisco noi evitiamo di mettere un impianto di discarica sopra una falda acquifera o in una zona con acque superficiali destinate al consumo umano.
Se non togliamo l'asterisco, decidono le Province o i Comuni se localizzare una discarica laddove prendiamo l'acqua. Anche qui un invito alla trasparenza e alla correttezza.

PRESIDENTE. Emendamento n. 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 7 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Tanto l'ordine di partito è arrivato: votare contro, ma io insisto, non me ne importa e vado avanti.
Criteri di localizzazione di nuovi impianti di discarica, qui parliamo di metterli vicino a beni culturali paesaggistici e patrimonio naturale. Aree di distanza, avete scritto nell'atto, 500 metri, cioè dite che bastano 500 metri dalle aree di rispetto dei beni culturali paesaggistici patrimonio naturale. Il vero valore di questa regione!
Chiedo semplicemente di metterli a 1.000 metri anziché 500, questo è il senso del mio emendamento che boccerete.

PRESIDENTE. Emendamento n. 7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 8 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Parliamo sempre di dove mettere gli impianti che vi piacciono tanto.
Chiedo per questi nuovi impianti di discarica di aggiungere - anche qui è un discorso di chiarezza per evitare i trucchetti dei furbetti - laddove si dice: “Si ritiene pertanto di stabilire i criteri di esclusione di ogni tipologia di impianti … nelle seguenti aree”, il seguente punto “rete ecologica marchigiana di cui alla legge regionale n. 2 del 2013”. L'abbiamo appena approvata.
Chiedo semplicemente di essere chiari, non metterla, laddove dobbiamo previsto la rete ecologica marchigiana. E’ un fatto di chiarezza che non dovrebbe creare ostacolo alla vostra scelta.

PRESIDENTE. Emendamento n. 8. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 9 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Certo che è ben strano, lo sapete cosa avete bocciato? E' molto strano, infatti, che per le aree non idonee per gli impianti a biogas avete approvato la cosa di prima e qui l'avete bocciata.
Forse nemmeno ve ne siete accorti! Nelle aree non idonee per gli impianti a biogas non si può fare la rete ecologica marchigiana, l'avete invece bocciata per questi impianti. Non so se vi rendete conto cosa avete fatto! Adesso ve la ripropongono in un altro modo. Vi dico, cosa che avete fatto tra l'altro anche questa per gli impianti a biogas, di escludere da questi impianti i luoghi della memoria storica, istituiti da voi, da questo Consiglio, da altri, con apposite leggi regionali. L'avete già fatto per gli impianti a biogas, avete escluso questa zona, l'avete votata, l'abbiamo votata. Volete inserirla invece in questi nuovi impianti?
Vedete voi, sono sempre più sconcertato.

PRESIDENTE. Emendamento n. 9. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 10 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Idem. Quello che sottopongo adesso non si può fare nelle aree per gli impianti a biogas. Vi chiedo di non farlo ugualmente per questi impianti di discarica per il trattamento dei rifiuti urbani organici.
Parlo delle formazioni vegetali tutelate dal Capo IV, della legge regionale n. 6 del 2005, in particolare i filari e i gruppi di alberi d'alto fusto, gli alberi secolari ad alto fusto isolati, in filare, in gruppo appartenenti all'elenco delle specie protette, di cui all’articolo 20, le siepi di cui all'articolo 24, le formazioni vegetali miste di cui all'articolo 25, le formazioni vegetali monumentali di cui all'articolo 26.
Chiedo un po' di coerenza rispetto a quanto già approvato in altri contesti.

PRESIDENTE. Emendamento n. 10. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 11 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Anche qui, sempre in analogia con quello che questa Assemblea ha già approvato, continuiamo a farci del male, a dire una volta no ed una volta si, in casi analoghi.
Chiedo che non vengono messi questi nuovi impianti di trattamento dei rifiuti nei parchi archeologici regionali, dovremmo avere grande attenzione per la cultura che è la nostra vera ricchezza, cultura e turismo, parchi archeologici regionali istituiti con legge regionale n. 16 del 1994 e la fascia con termine di rispetto di 500 metri misurata dal perimetro dell’area a parco o, qualora più estesa, da quella derivata dal vincolo archeologico.
Chiedo anche qui un po' di rispetto per la cultura, visto che lo abbiamo avuto nel caso degli impianti a biogas. Vediamo di estenderlo per analogia anche a questo caso.

PRESIDENTE. Emendamento n. 11. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 12 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 13 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Qui chiedo analogamente a quanto già accaduto per le aree non idonee per gli impianti a biogas, dove questa cosa è stata approvata da voi, che anche in questo caso, anche per degli impianti di discarica vengano salvaguardate le aree agricole interessate da produzioni agricolo-alimentari di qualità, parlo di produzione biologica, produzione D.O.P., I.G.P., S.T.G., D.O.C., D.O.C.G., produzioni tradizionali e/o aree di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico culturale, in coerenza e per le finalità di cui all'articolo 12, comma 7, del decreto legislativo 387 del 2003.

PRESIDENTE. Emendamento n. 13. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 14 del Consigliere Marangoni. Ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. E' sempre stranissimo come tutte queste cose le abbiate bocciate, mentre andavano bene, pochi mesi fa, per gli impianti a biogas.
Queste prescrizioni le avete approvate per gli impianti a biogas, erano comprese, e adesso le bocciate per questi nuovi impianti. Ma! Chissà cosa c'è sotto, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina, ci insegnava un grande statista.
Parliamo in questo caso di non mettere questi impianti di discarica nelle categorie costitutive del paesaggio di cui all'articolo 37, elementi diffusi del paesaggio agrario, del piano paesaggistico ambientale regionale.
Siccome boccerete anche il prossimo emendamento che è analogo, ve lo illustro subito, così andate via prima.
Si tratta di salvaguardare, parlo dell'emendamento n. 15, e di non mettere questi impianti nelle categorie costitutive del paesaggio di cui all'articolo 38, paesaggio agrario di interesse storico e ambientale, del Piano paesaggistico ambientale regionale. Anche in questo caso l'avete già approvato, l'abbiamo approvato per le aree del biogas.

PRESIDENTE. Emendamento n. 14. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 15 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Chi vuole intervenire per dichiarazione di voto? Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Approvo, in linea di massima, alcuni principi giusti di questo atto ma, come ho già detto nella discussione iniziale, questo è un atto che penalizza chi ha fatto il proprio dovere, cioè le ATO delle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e premia chi il suo dovere non lo ha fatto, cioè le ATO delle Province di Pesaro e di Ancona.
Trovo profondamente ingiusto questa decisione di penalizzare chi andrebbe premiato e in qualche modo premiare chi andrebbe punito. Il contrario.
Avete bocciato, la maggioranza ha bocciato i 15 emendamenti che ho proposto, quindi per somma di questi due motivi il mio voto sarà contrario.

PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 50. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Come stabilito nella Conferenza dei Capigruppo la seduta si chiude qui. Buona giornata.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 12,35