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Resoconto della seduta n.111 del 16/10/2018

SEDUTA N. 111 DEL 16 OTTOBRE 2018

La seduta inizia alle ore 11,05

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 110 del 2 ottobre 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo dobbiamo iscrivere all’ordine del giorno tre nuovi atti.
Iscrizione d’urgenza della proposta di legge n. 234. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

L’atto viene iscritto al punto 1 bis.
Iscrizione d’urgenza della proposta di legge n. 239. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

L’atto viene iscritto al punto 1 ter.
Iscrizione d’urgenza della proposta di deliberazione n. 25. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
L’atto viene iscritto al punto 2 bis.

Proposta di legge n. 228
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifica alla legge regionale 30 settembre 2016, n. 21 ‘Autorizzazioni e accreditamento istituzionale delle strutture e dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici e privati e disciplina degli accordi contrattuali delle strutture e dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici e privati’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 228 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. La proposta di legge è banale, nel senso che è la modifica di un punto, tant’è che era sorto il dubbio se fosse necessaria e se fosse solo un adeguamento tecnico.
Nella legge n. 21 del 2016, al comma 5 dell’articolo 10 c’era un paragrafo in cui si prevedeva la possibilità di una deroga per alcune specifiche attività e nei termini si parlava anche di società. Gli uffici ci hanno chiesto di specificare ulteriormente il termine società, inserendo anche tra i soggetti in deroga le reti di impresa e le cooperative, che di fatto sono un’ulteriore specifica delle società, che nulla toglie e nulla aggiunge.
La proposta di legge è passata in Commissione con parere favorevole e con questa ulteriore modifica il quadro della legge 21/2016 sostanzialmente non cambia

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Questa è una grandissima legge, ha ragione il collega Micucci, per aumentare il sistema burocratico va proprio bene, perché nella legge dobbiamo spiegare i plurali e i singolari, e la dice tutta, cooperative/cooperativa, imprese/ impresa. Qualche struttura ha voluto questa legge e mi sembra che sia stata accontentata.
Come opposizione in Commissione ci siamo astenuti sul complesso della legge e credo che le cose che abbiamo fatto le ripeteremo questa mattina.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Come giustamente evidenziava il collega Zaffiri questa legge nulla ha da aggiungere alle normative vigenti.
Vorrei però evidenziare un fatto, nella proposta di legge originaria le parole “reti di impresa” e “cooperative” erano inserite solo nel secondo comma, ma con un nostro emendamento abbiamo provveduto ad inserirle anche nel primo, dove c’erano delle restrizioni per queste aziende. Quindi da una parte si voleva specificare, dall’altra si ometteva di specificare.
Mi auguro che questa proposta di legge, che mi sembra di capire è stata suggerita dalle strutture, non sia stata proposta per avvantaggiare qualche rete di impresa che recentemente è rientrata in qualche decreto previsto per qualche bando della Regione Marche.
E’ vero che in Commissione questa proposta di legge è stata approvata, ma non sicuramente con il nostro voto e oggi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Non banalizzerei troppo questo passaggio, perché è vero che stiamo facendo una leggina per inserire appena un paio di parole, però, come ricordava la Consigliera Pergolesi, c’è stata una richiesta da parte della minoranza, in modo particolare da parte sua, affinché questa cosa fosse ancora più chiara. Quindi proprio stupida non è, primo.
Secondo, è vero che ci limitiamo ad inserire solo due parole e probabilmente su richiesta delle strutture – non invoco neanche un intervento del Presidente perché sarebbe eccessivo – però ho l’impressione, e lo sottolineo all’Aula perché potrebbe essere paradigmatico, che le strutture - trovando una fattispecie diversa da aziende, istituti e società, e come ha ricordato il relatore di maggioranza Micucci le parole rete di impresa e cooperativa non sono sufficienti per ricomprenderle - farei su questo una riflessione – ed i nostri dirigenti temono sempre di più un’applicazione interpretativa delle leggi, perché il giorno dopo si potrebbero trovare di fronte a una marea di ricorsi, quindi sottolineo il clima nel quale ci troviamo.
E’ evidente, come diceva Micucci, che cooperativa può a tutti gli effetti rientrare nella parola azienda, perché la cooperativa è società cooperativa, più particolare poteva essere la rete di impresa, che non è altro che un gruppo di aziende. In teoria la vecchia norma poteva essere più che sufficiente, ma sottolineo il fatto che viviamo in un clima di sospetto, di difficoltà interpretativa, di paura, per cui oggi la legge diventa quello che non dovrebbe essere, sempre più specificante per la difficoltà ad interpretarla.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Vorrei chiedere qualche piccola delucidazione. A priva vista sembra effettivamente qualcosa di non estremamente necessario, perché quando si parla di azienda e di società in senso lato tutte sono ricomprese, però leggendo la relazione alla proposta di legge c’è un passaggio particolarmente significativo, le motivazioni non sono soltanto quelle di individuare nella fattispecie la società, l’impresa o la cooperativa o la rete di impresa, mi sembra che la motivazione sia ben definita. Chiedo quindi su questo delle delucidazioni.
Leggo un passaggio della relazione alla proposta di legge: “In particolare si rende necessario aggiungere con urgenza, essendo in fase di completamento la redazione delle disposizioni attuative previste dall’articolo 3, comma 1, della l.r. 21/2016, la rete di imprese e le cooperative tra i soggetti che gestiscono più strutture sanitarie ai quali è consentito il cumulo in una sola persona della direzione sanitaria, in quanto proprio tali formazioni associative sono già presenti nel territorio regionale e si sono dimostrate meglio rispondenti alle finalità suddette”.
Cosa significa? Significa che noi facciamo una norma per consentire alla rete di impresa, alle cooperative e alle reti di cooperative che sono presenti sul territorio regionale, che possono avere più plessi, più strutture, da Urbino ad Ascoli, di cumulare in una sola persona il direttore sanitario. La finalità è questa, non ce ne sono altre, non è la specifica di cosa significa società, se la società comprende anche la cooperativa o comprende qualcun altro. Noi consentiamo, ovviamente, di raggruppare in un’unica persona il direttore sanitario di più strutture.
Questo sta bene, qualora ad esempio nello stesso territorio, ad esempio nell’Area vasta 5, ci siano due strutture che lavorano in sinergia ed hanno lo stesso direttore sanitario. Mi sembra una cosa abbastanza logica, che serve anche per uniformare le direttive, uniformare le disposizioni non soltanto normative ma anche gestionali. Ma nel momento in cui costituisco una rete di imprese e ho una rete che mi gestisce un plesso sull’Area vasta 5, un altro sull’Area vasta 1, faccio fatica a capire come può esserci un unico direttore sanitario che lavora e vive in strutture completamente diverse, in territori diversi, con esigenze diverse. Faccio fatica, però questa legge lo consente.
E’ chiaro che qui c’è stata una spinta, perché si va a risparmiare, si va a individuare un unico soggetto che diventa il dominus dell’aspetto sanitario di più plessi nella regione. Leggendo qualche riserva ce l’ho, perché non riesco a capire l’esigenza di specificare le società, società in senso lato ci sta tutto, sfido io qualsiasi norma giuridica a dire che la cooperativa non è una società oppure che la rete di impresa non è una società, però la realtà sta proprio qui, sta in questa relazione.
Ho qualche remora su questo aspetto, se qualcuno mi convince sono pronto a cambiare idea. Ripeto, se questa legge è stata fatta per consentire a chi realizzerà le reti di impresa, che andranno a strutturarsi sul territorio regionale, non dico nell’ambito pubblico, ma soprattutto nell’ambito privatistico, di avere dieci strutture con un unico direttore sanitario … Leggo questo, sta scritto qui, però, ripeto, siccome non sono un esperto in materia sanitaria, se qualcuno me lo spiega sono pronto a cambiare idea.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Provo a rispondere al quesito del Consigliere, non con l’ambizione di risolvere l’arcano.
Già nella legge 21/2016 è individuato quello che lei dice. Al comma 5 dell’articolo 10 si legge: “E’ vietato il cumulo in una sola persona della direzione sanitaria di strutture sanitarie appartenenti ad aziende, istituti, società o persone fisiche diverse. Nel caso in cui la stessa azienda, istituto, società o persona fisica gestisca più strutture sanitarie, il cumulo in una sola persona della direzione sanitaria è consentito, a condizione che gli orari di apertura al pubblico non coincidano o sia comunque garantita la presenza di un professionista laureato nella branca esercitata, nei seguenti casi: a) più strutture ambulatoriali extraospedaliere; b) due strutture residenziali con un numero di posti letto per un totale complessivo non superiore a sessanta; c) più studi di cui al comma 2 dell’articolo 7; d) più strutture o studi di cui alle lettere a), b) e c)”. Quindi una serie di specifiche per evitare quello che dice lei.
Con questa proposta di legge che come ho detto prima forse è superflua, ma comunque non toglie nulla, non è che si modifica questa previsione di legge, cioè il divieto di cumulo e alcune esenzioni di casi particolari. Si dice semplicemente che quello che era previsto, cioè che il divieto e la deroga per aziende, istituti, società o persone fisiche, si estende anche a cooperative e reti di impresa. Se c’è la perplessità sul fatto che tra le società rientrano certamente le cooperative, e c’è un’interpretazione dubbia sulle reti di impresa, questa legge lo specifica. Ma per queste società, reti di impresa o cooperative, è prevista la stessa cosa che era già prevista per tutti nella legge 21/2016, cioè il divieto di cumulo ed eventualmente la deroga per questi pochi casi specificati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Mi scusi, Consigliere, ma non mi sembra che abbia chiarito tanto. Il divieto di cumulo c’è in determinate condizioni, ma nel momento in cui leggo – altrimenti chi fa queste relazioni deve specificare meglio, perché non siamo tuttologi – “introducendo la rete di imprese, al di là di quelle condizioni di divieto”, posso avere un direttore sanitario a Pergola, come lo posso avere ad Ascoli, è la stessa cosa. (…) Però introducendo rete di impresa e introducendo rete di cooperative, è chiaro che c’è questo discorso. Faccio fatica a capire come si possa avere un unico direttore sanitario, pur nelle ristrettezze di quei divieti di cumulo che sono aspetti prettamente tecnici che non vanno a coinvolgere gli aspetti prettamente sanitari, che è quello che naturalmente ci interessa. Quindi, qualche dubbio mi resta.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 228. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Prima di passare ai punti 2 bis e 2 ter, comunico che è aperta la possibilità di presentare emendamenti entro 45 minuti.
Convoco d’ufficio la IV Commissione per procedere alla nomina dei relatori sulle proposte di legge n. 234 (testo base) e 237, abbinate.

La seduta è sospesa alle ore 11.30

La seduta riprende alle ore 11.35

Proposta di legge n. 234 (testo base)
a iniziativa del Consigliere Volpini
“Modifiche alla legge regionale 17 luglio 1996, n. 26 ‘Riordino del Servizio sanitario regionale’ e alla legge regionale 31 luglio 2018, n. 31 ‘Disposizioni urgenti di modifica delle leggi regionali 17 luglio 1996, n. 26 ‘Riordino del servizio sanitario regionale’ e 20 giugno 2003, n. 13 ‘Riorganizzazione del Servizio sanitario regionale’”

Proposta di legge n. 237
a iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Modifiche alla legge regionale 17 luglio 1996, n. 26 ‘Riordino del Servizio sanitario regionale’, alla legge regionale 20 giugno 2003, n. 13 ‘Riorganizzazione del Servizio sanitario regionale’ e alla legge regionale 31 luglio 2018, n. 31 ‘Disposizioni urgenti di modifica delle leggi regionali 17 luglio 1996 n. 26 ‘Riordino del Servizio sanitario regionale’ e 20 giugno 2003, n. 13 ‘Riorganizzazione del Servizio sanitario regionale’”.
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 234 del Consigliere Volpini e la proposta di legge n. 237 della Consigliera Pergolesi, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Talè.

Federico TALE’. Andiamo a modificare la legge regionale 31 luglio 2018, n. 26 – ricordo benissimo quando questa legge è venuta in Commissione – con cui prevedevamo oltre allo stipendio, il rimborso del trasporto pubblico al personale non appartenente alla qualifica dirigenziale. Secondo il Ministero questo si pone in contrasto con l'articolo 70 comma 12 e con l'articolo 45 comma 1 del decreto legislativo 165/2001.
Cosa andiamo a fare? Andiamo semplicemente a sopprimere le parole “compreso il rimborso delle spese di trasporto pubblico al personale non appartenente alla qualifica dirigenziale”.
Ci tengo a precisare, e quindi ne terremo conto, viste anche le deleghe avute ieri, che c’era stato già un dibattito in Commissione e alcuni Consiglieri, come il Consigliere Busilacchi, avevano fatto questo rilievo. Avevamo chiamato i tecnici che ci avevano rassicurati che questi rilievi non c'erano e che quindi potevamo andare avanti. Così non è stato, perché il Ministero ci dice di sopprimere quelle parole, altrimenti promuoverà la questione di illegittimità costituzionale davanti alla Corte Costituzionale, ai sensi del primo comma dell'articolo 127 della Costituzione.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. A proposito di deleghe alla Commissione sanità, ho poc’anzi chiesto al Consigliere Talè se è sicuro di quello che sta facendo, perché se i presupposti sono questi sicuramente non avrà vita facile fino alla fine del mandato, se arriverà alla fine e non deciderà anche lui di fare un passo di lato.
Consigliere Talè, nonché Assessore alla sanità delegato dal Presidente Ceriscioli, senza potere di firma, credo che, con la coerenza del Presidente, così come lo è stato per Volpini, probabilmente anche lei non avrà poteri di firma, quindi, di fatto mi domando in cosa consista la sua delega. Comunque spero che almeno mi risponderà alle interrogazioni, così magari avremo un confronto più costruttivo rispetto a quello che avevo con il suo predecessore.
Lei ha dimenticato di fare alcune premesse. Innanzitutto la legge in questione era stata approvata due mesi fa e l'interlocuzione da parte del Ministero è arrivata il 21 settembre 2018 e lo stesso giorno il Presidente Mastrovincenzo si era preso l’impegno ed aveva detto: “Farò approvare in Aula la modifica”. Addirittura nella Conferenza dei Capigruppo del 25 settembre sulla legge era stata dichiarata l’urgenza, era stata convocata la Commissione e si era votata la modifica della proposta di legge.
Il 27 settembre scadevano i tempi dell’impugnazione della legge da parte del Governo che, sulla base della rassicurazione del Presidente del Consiglio, ha deciso di non impugnarla, salvo che il 2 ottobre la legge non è arrivata in Aula, malgrado fosse stata regolarmente votata dalla Conferenza dei Capigruppo.
Ringrazio il mio Capigruppo Maggi per aver mandato una lettera di sollecito e finalmente oggi si discute questa legge, che spero non apra a precedenti gravissimi, un grave sgarbo istituzionale è stato fatto nei confronti del Governo dal Presidente del Consiglio e da chi non gli ha ricordato che la proposta di legge doveva essere discussa in Aula lo scorso 2 ottobre. Il Governo si è fidato della parola data, però, se non fosse stato per il nostro sollecito, non sarebbe stata mantenuta.
Questo gravissimo sgarbo istituzionale non ha precedenti nella storia della Regione Marche ed io mi auguro che non apra ad altri episodi del genere.
Qualcuno ha fatto anche insinuazioni sul fatto che il Governo, visto che non è affine ai vostri principi e al vostro partito politico, stia impugnando volutamente le leggi della Regione Marche. Peccato che io abbia fatto una richiesta di accesso agli atti chiedendo le proposte di legge che hanno rischiato l'impugnativa da parte del Governo dal 2017 ad oggi e mi sono state girate 180 pagine di interlocuzioni e scambi di e-mail tra il Governo e la Regione. Questo evidenzia un altro fatto gravissimo, cioè che i membri della Commissione e i Consiglieri regionali non sono a conoscenza delle interlocuzioni che arrivano dal Governo. Noi non sappiamo se le proposte di modifica ad alcune leggi, già approvate da questo stesso Consiglio, siano dovute a gravi vizi di legittimità costituzionali precedenti addirittura alla discussione e alla votazione in Aula. Attraverso gli uffici del Consiglio e gli uffici della Giunta sarebbe il caso di arrivare con delle proposte di legge che non abbiano dei vizi in origine.
Vi leggo le osservazioni del Governo in merito alla proposta di legge che oggi andiamo a modificare: “Il Dipartimento della funzione pubblica ha anticipato per le vie brevi perplessità in ordine all'integrazione apportata all'articolo 1, comma 2, della legge in oggetto. Tale integrazione, che stabilisce che l'onere relativo all'utilizzo da parte dell’ARS del personale dipendente a tempo indeterminato, degli enti del Servizio sanitario regionale, comprenda, oltre al trattamento economico, anche il rimborso delle spese di trasporto pubblico del personale non dirigente, si porrebbe, infatti, in contrasto con la normativa vigente in materia ed in particolare con l'articolo 70 del D.Lgs. 165/2001, secondo il quale in tutti i casi in cui le amministrazioni pubbliche autorizzano l'utilizzazione da parte di altre pubbliche amministrazioni di proprio personale, l’amministrazione che utilizza il personale medesimo deve rimborsare all'amministrazione di appartenenza l'onere relativo al trattamento fondamentale. Così formulata la norma regionale in esame vìola, pertanto, l'articolo 117, secondo comma, lettera l, della Costituzione che riserva alla legge statale la disciplina dell'ordinamento civile. Pertanto, trattandosi di una disposizione che determina un onere finanziario per la Regione, essa vìola altresì l'articolo 117 – Presidente Ceriscioli – terzo comma, della Costituzione, che nelle materie di legislazione concorrente, tra cui rientra il coordinamento della finanza pubblica, riserva alla legge statale la determina dei principi fondamentali cui le Regioni, nell'esercizio della propria potestà legislativa, devono attenersi. In proposito si segnala che la legge 27 dicembre 2017, n. 105, legge di bilancio per il 2018, si è limitata a prevedere la detraibilità delle spese sostenute per l'acquisto degli abbonamenti e servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, per un importo non superiore a 250 euro. Il Ministro alla salute, inoltre, sempre in riferimento alla proposta di legge in questione, che noi andiamo modificare, cioè la 31/2018, stava addirittura valutando se proporre impugnativa sulle modifiche apportate all'articolo 2, comma 6, della legge regionale in oggetto, la 13/2003. La norma introdotta prevede che i direttori di Area vasta sono individuati e nominati dalla Giunta regionale, su proposta del Direttore generale. La disposizione potrebbe contrastare con l'articolo 3 del decreto legislativo 502/1992, che prevede che in materia sanitaria la nomina di Direttori diversi dal Direttore generale, sia di competenza di quest'ultimo. Pertanto, i Direttori di Area vasta, figure di sotto vertice in un contesto di azienda unica, dovrebbero seguire il regime previsto dall’atto aziendale e dalla contrattazione collettiva di lavoro. Si tratterebbe, infatti, di incarichi che devono essere riconducibili alle misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro riservata all'organo preposto alla gestione, ovverosia del Direttore generale dell'Asur e non a quello dell'indirizzo politico amministrativo. La norma violerebbe, pertanto, i principi fondamentali in materia di tutela della salute, riservata alla legislazione statale dall'articolo 117, terzo comma, della Costituzione”.
Questa è solo una delle tante leggi che siamo costretti a modificare in Aula, perché ha dei palesi vizi di illegittimità costituzionale. Io mi chiedo dove vogliamo andare, sono 3 anni che stiamo qui e sono 3 anni che rimettiamo mano a delle proposte di legge discusse in Commissione che hanno dei vizi nella proposta originale. Così sicuramente non si dà un buon esempio.
Quando poi si modificano in Aula le leggi approvate recentemente o pochi mesi prima, va spiegato perché si modificano, perché abbiamo lavorato male all'inizio. Quindi noi voteremo contro anche se avevamo presentato degli emendamenti che naturalmente non sono stati accolti, perché evidentemente davano fastidio alla nomina di qualche Direttore. Bisogna però prendersi la responsabilità di spiegare ai cittadini quello che avviene dentro quest'Aula e soprattutto bisogna evitare di prenderli in giro.

PRESIDENTE. Consigliera Pergolesi, lei ha parlato di sgarbo istituzionale, io non so più cosa dire, forse il Capogruppo Maggi non comunica con lei.
Abbiamo chiarito la cosa nella Conferenza dei Capigruppo, non c’è stato nessun sgarbo istituzionale, la lettera del Consigliere Maggi non ha inciso affatto sul fatto che oggi abbiamo portato questa legge in Aula. E’ inutile che sorride, sa benissimo qual è la programmazione, Capogruppo Maggi, e le leggo anche quanto ho scritto alla Presidenza del Consigli: “L’Assemblea legislativa regionale provvederà quanto prima all’approvazione della legge”. Punto. Non c’era scritta la data del 2 ottobre, seduta che abbiamo terminato alle ore 18.00 ed oggi, il 16 ottobre, l’abbiamo portata anche se era già programmata per la seduta del 22 ottobre e siccome in quella data parleremo del Defr e dell’assestamento di bilancio, abbiamo anticipato la discussione ad oggi. Nessuno sgarbo istituzionale e la pregherei la prossima volta di misurare bene le parole
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Intervengo su questa vicenda perché ho avuto una presa di posizione molto chiara, anche per svelare l’arcano di quel qualcuno che sostiene che il Governo da quando si è insediato, signor Presidente Ceriscioli, ha una particolare attenzione nei nostri confronti, soprattutto nel settore della sanità. Io credo che ci sia una significativa impennata delle interlocuzioni anche su cose banalissime e stupidissime, però lo vedremo dai dati. Quel qualcuno sono io.
La conferma che abbiamo la voce del Governo è che in maniera inusuale la Consigliera Pergolesi ci ha letto l’intero testo della contestazione, ma come tutte le cose agli atti potevamo leggercela per conto nostro e ci saremmo risparmiati dieci minuti. Abbiamo saputo esattamente che cosa il Governo ritiene su questa norma. La mia risposta è: chi se ne frega. Perché non c'è nessuna illegittimità e quando lei parla dovrebbe stare un po’ più attenta in quanto ha detto che andiamo incontro a continue illegittimità, ma nessuna norma della Regione Marche in questi due anni è stata dichiarata illegittima, semmai è stata sollevata una contestazione.
Mi permetto di ricordare ai colleghi della Lega, che sono fortemente autonomisti, ma in questo caso sono fortemente statalisti, perché stanno con il Movimento 5 Stelle, quindi hanno il ragionamento statalista del Movimento 5 Stelle, che su queste vicende la piccola Regione Marche è alla pari del grande Governo nazionale, perché finché questa Costituzione non verrà cancellata da qualche atto di autorità, noi siamo allo stesso livello del Governo. Il Governo ha la piena legittimità di sollevare eccezioni presso la Corte Costituzionale e noi abbiamo lo stesso potere di difenderci ed io sostenevo la tesi che su questa vicenda potevamo difenderci, anche se onestamente dico che la questione è al limite, ma tutte le questioni sulle quali c'è una contestazione sono al limite, ovviamente, perché se erano pacifiche nessuno avrebbe sollevato eccezioni. Quindi io ho il ragionevole sospetto che ci sia un'eccessiva attenzione, magari anche sollecitata nei confronti delle nostre leggi, soprattutto quando queste leggi non piacciono a qualcuno, e rovescio la questione perché su questa vicenda, cara Consigliera Pergolesi, non c'è nessuna questione riguardo i dirigenti in quanto il Governo non ha toccato quella parte che a voi dà tanto fastidio, ma ha toccato la parte che riguarda i rimborsi Ars, che non c'entra niente con la questione dei dirigenti, che è andata giù liscia, esattamente come la norma li prevedeva e come la Giunta successivamente ha fatto e su questo siamo d'accordo col Governo.
La questione che è stata sollevata, invece, riguarda i rimborsi. E’ una questione delicata ed in Commissione non ci siamo posti questioni fumose, abbiamo ragionato da buon cultori del diritto, a cominciare dal Consigliere Busilacchi, sul fatto che questa norma poteva essere contrattuale e non necessariamente da mettere per legge. La Giunta ci ha specificato che se non entravamo in maniera pesante su questa questione, mettevamo a rischio anche il servizio 112 che veniva affidato all’Ars.
Quindi ritengo, caro Presidente Ceriscioli e cari colleghi della Giunta, che su queste questioni – e lo dico anche all’ufficio legislativo del Consiglio – dobbiamo avere la grande serenità e la grande opportunità che la legge ci dà, di non piegarci sempre in maniera pedissequa a tutto quello che il Governo chiede. L’ho anche detto ai funzionari, ci hanno chiesto aggiustamenti di parole quasi ridicole, penso ad esempio alla legge sul bullismo, che ho condiviso con il Consigliere Maggi, che rispetto per la sua capacità di valutazione anche al di là delle appartenenze politiche, sulla quale ci è stato chiesto di non fare la giornata regionale del bullismo a novembre. Penso che sia una questione di Governo, oggettivamente penso che sia qualche piccineria di qualche funzionario che alla fine dell’anno deve dimostrare che ha fatto 100 interlocutorie altrimenti non prende il premio di produttività, come una volta i vigili urbani che se non facevano 100 multe non prendevano il premio. Ci chiedono di farla a febbraio, è una cosa da svenire di fronte alla complessità e al valore di tante e grosse questioni del Paese.
Siccome la questione è stata risolta e la Giunta l’ha riproposta, questa volta, caro Presidente, mi tolgo la libertà di astenermi e quindi non parteciperò a questa votazione per una questione di principio, perché sostengo la validità della norma che la Giunta ha proposto e la validità di quello che era stato scelto dalla Commissione. Non ne faccio questioni di merito, ovviamente, perché nel merito le soluzioni …, però non parteciperò a questa votazione, perché non mi voglio piegare a qualsiasi richiesta che il Governo faccia. D’ora in poi dovremo valutarle meglio e se del caso fare anche la giusta opposizione in sede costituzionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Il Consigliere Marconi ha svelato un nostro segreto, siamo talmente potenti qui nelle Marche che riusciamo a intervenire sul Governo facendo in modo che prenda tutte le leggi della Regione Marche e faccia degli appunti. Questa volta abbiamo interpellato direttamente la ministra Grillo e le abbiamo detto: “Fai fare degli appunti ai tuoi funzionari a questa proposta di legge”. Volevamo tenere nascosta questa nostra potenza politica, invece il Consigliere Marconi ha svelato che da quando c'è questo Governo c’è un accanimento sulle leggi della Regione Marche, ebbene sì, è vero, siamo noi che interveniamo continuamente su questa e su altre leggi.
Detto questo, Presidente Mastrovincenzo, io ho mandato quella lettera perché sono un'anima candida. Ho votato con slancio e con convinzione l'urgenza di questa proposta di legge, che stiamo discutendo, nella Conferenza dei Capigruppo, poi mi sono meravigliato perché nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi del 2 ottobre il Presidente della mia Commissione, Consigliere Giacinti, ha detto che avrebbe chiesto l'urgenza di un'altra proposta di legge, tutti abbiamo aspettato il Presidente della IV Commissione, Consigliere Volpini, che non si è visto. Io ho domandato a lei, Presidente Mastrovincenzo, “Ma come, l’urgenza non la facciamo?”. Lei mi ha risposto che il Consigliere Volpini non si era visto, e poi abbiamo letto sui giornali che aveva avuto altri impegni di lavoro, che doveva seguire il proprio studio medico a Senigallia per cui si è dimesso dalla delega ed è rimasto Presidente della Commissione. Probabilmente i malati del dottor Volpini reclamavano una maggiore attenzione, visto che nel suo ambito è un medico stimato e rispettato dai suoi pazienti.
A questo punto ho mandato questa lettera. Probabilmente c'è stata una dimenticanza e questa proposta di legge si è persa nei cassetti, visto il trambusto che c'è stato e il cambio di incarichi.
Oggi il Presidente Mastrovincenzo mi ha detto: “Non è stata affatto dimenticata, la facciamo il 22 ottobre”, poi ha aggiunto: “Siccome il 22 ci sono altre cose che si accavallano, possiamo farla subito”. Do atto a questa cosa e se fosse stata una dimenticanza è stata subito rimediata.
Concludo facendo le mie congratulazioni per la sfolgorante carriera che sta facendo il Consigliere Talè come controfigura del Presidente Ceriscioli. Siamo tutti contenti e tutto è bene quel che finisce bene e l'ultimo chiuda la porta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Intervengo non tanto in merito alla proposta di legge, ma per far capire a tutti cos’è l'Agenzia sanitaria regionale e quali sono le sue funzioni, perché se non sappiamo questo, qualsiasi tipo di discussione diventa sterile e dà adito alle strumentalizzazioni e alla polemica politica.
L’Agenzia sanitaria regionale è un organo importantissimo nella gestione dei servizi sanitari, è di supporto al Servizio salute per la programmazione dei servizi sanitari. Ha una serie di funzioni nell’ambito dell'assistenza sanitaria territoriale, ospedaliera farmaceutica, prevenzione e promozione della salute, eccetera. Per tutte queste funzioni, l'Agenzia sanitaria regionale ha un organico insufficiente, non da adesso, da sempre, per cui, per cercare di rispondere a queste importanti esigenze dell’Agenzia sanitaria regionale, esiste lo strumento del distaccamento, che in questo ambito si chiama utilizzo, ovvero professionisti, che nelle singole aziende del sistema, Asur, piuttosto che Marche Nord, piuttosto che Torrette, hanno dimostrato capacità professionali e gestionali, vengono chiamati per svolgere una di queste importanti funzioni dell'Agenzia sanitaria regionale. Quindi si chiede a dei professionisti, magari in termini di ore oppure di giornate, addirittura qualche volta un’intera settimana … e il rimborso spese che era stato introdotto nella proposta aveva questo significato. Ripeto, non era niente di illegittimo, ma rispondeva a un’esigenza, perché diventa complicato se ad esempio sono il direttore sanitario dell'ospedale di Ascoli e sono magari molto bravo nella reportistica, spostarmi tutti giorni, oppure due volte alla settimana, secondo le necessità. Penso che da questo punto di vista potremmo avere un impoverimento delle professionalità e quindi delle progettualità all’interno dell’Agenzia sanitaria regionale.
Dopodiché, la vicenda della proposta di legge l’avete ricostruita, ma non è questo che mi interessa, mi interessava fare un focus su cos’è l’Agenzia sanitaria regionale e quali sono le sue funzioni che oggi con la cassazione della norma rischiamo di perdere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Vorrei spiegare meglio il mio punto di vista sulla vicenda.
Intanto confermo ancora una volta che con il Consigliere Volpini non c’è bisogno neanche di parlarsi perché c’è una visione del sistema talmente collimante (strategie, esigenze, valutazioni) che confermo dalla prima all’ultima parola quello che ha appena detto.
In secondo luogo, in merito alla norma che ha letto, in realtà, rispetto allo strumento che è stato attivato, non è così chiaro che la nostra legge sia in contrasto, tanto che, per quello che mi riguarda, avrei preferito che lo Stato avesse impugnato la legge e di fronte alla Corte Costituzionale andare a vedere chi aveva ragione, perché la specifica che viene richiamata riguarda l'istituto del comando, che non è la fattispecie che viene richiamata.
Il costituzionalista potrà dire che comando o utilizzo sono uguali, vanno messi sullo stesso piano, oppure dire che sono forme contrattuali distinte per cui si giustifica una scelta diversa.
Il fatto di essere qui a votare a favore della modifica è solo ed esclusivamente, dal mio punto di vista, in forza del fatto che il Presidente del Consiglio regionale si è impegnato nei confronti del Governo alla modifica di questa legge e proprio perché non voglio, per la mia natura, fare come Regione uno sgarbo istituzionale, ritengo sia giusto modificare, fare un sacrificio rispetto a questo percorso, ma non andare ad una scelta che rappresenterebbe nei confronti del Governo uno sgarbo istituzionale. Quindi si permette al Presidente del Consiglio regionale di far in modo che la parola data al Governo sia rispettata da questa Aula.
Questa idea che quello che dice il Governo è vero e quello che diciamo noi è sbagliato, è veramente fuori dalla logica dell'ordinamento del nostro Paese. All'ultimo incontro Regioni-Governo con il Ministro per gli affari regionali, su questo tema le altre Regioni hanno chiesto di avere un’interlocuzione non all'ultimo momento, perché si è detto che tutte le volte arriva una telefonata la sera per il giorno dopo, giorno in cui è previsto il Consiglio dei Ministri, e si chiede che la mattina venga data una risposta. L’hanno chiesto le altre Regioni.
Sempre per un corretto rapporto fra istituzioni, tu non mi puoi mettere sempre all'ultimo momento di fronte alla richiesta di interlocuzione su una legge regionale, perché anch'io devo avere il tempo di valutare le controdeduzioni che mi arrivano dal Governo. Ho chiesto alla dottoressa e ho riscontrato che anche per noi questo è un problema, perché queste risposte del Governo arrivano in maniera intempestiva e qui si che c’è uno scarso rispetto del rapporto istituzionale, perché tu alla Regione le cose le mandi per tempo, non all'ultimo istante, non all'ultimo momento.
Siccome ritengo che sia importante fra istituzioni lavorare in maniera armonica, per me sulla parola data dal Presidente è corretto portare avanti questa iniziativa. Nulla toglie il valore e la scelta che era stata fatta, sia in termini di norma che di possibilità di andare a valutare.
Al Consigliere Busilacchi, che sottolinea questo fatto dicendo che in Commissione ha sollevato questo problema, voglio far notare che andando a spulciare forse ci sono anche altre situazioni simile a questa, dove forse lui ha partecipato al voto senza sollevarla. Può capitare nel percorso di approvazione di una legge di notare aspetti sui quali si vuole incidere, ma può capitare anche di non vederli, può capitare a tutti nell'analisi fatta.
Ultimo aspetto per me non secondario, resta inteso che l'interlocuzione con il Governo non sempre porta necessariamente alla modifica della legge. Si può convincere il Governo della bontà delle argomentazioni della Regione, se uno ha il tempo di presentare a sua volta la documentazione a favore, può portare alla scelta del Governo di soprassedere anche per ragioni di natura più politica che tecnica. Quindi l’interlocuzione è un’interrogazione ricca e non verticale dove qualcuno che sta sopra di noi decide rispetto all’autonomia che ha quest'Aula.
Mi sembra oggi importante recuperare questo elemento di correttezza nei rapporti, perché poi ci permette di sottolineare ogni volta che questi rapporti non vengono gestiti correttamente.
Sulle normative, ad esempio, che si stanno realizzando in questi giorni, sul decreto dell'emergenza, guarderemo con grande attenzione, perché a nostra volta potremmo avere delle belle cose da eccepire rispetto alla normativa nazionale, laddove su una materia concorrente non valuta la necessità di un’intesa nel momento in cui incide prerogative che sono e fanno parte anche dei compiti della Regione. Quindi non verrà meno anche una nostra iniziativa laddove vedremo che ci sono situazioni questa natura. Certo, non lo faremo all'ultimo minuto, ci adopereremo per mandare per tempo le nostre osservazioni prima di impugnare a nostra volta leggi dello Stato perché in contrasto su materie concorrenti alla necessaria intesa con le Regioni.
Questo è un rapporto istituzionale, lo mettiamo su basi coerenti e corrette, faremo quello che serve per far sì che dentro queste procedure ci sia il massimo rispetto del ruolo reciproco. Ma credo che la nostra prima intenzione sia quella di non permettere che quest'Aula non venga messa in condizione di portare avanti pienamente il compito per il quale è stata democraticamente eletta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Credo che ci siano due questioni, una di carattere generale e un’altra di carattere puntuale su questa norma.
Dal punto di vista generale è vero che l'interlocuzione con il Governo è molto aumentata in questi ultimi anni, è vero e la Consigliera Pergolesi addirittura lo ha documentato numericamente, purtroppo c’è una tendenza di ricentralizzazione. Noi siamo in piena ricentralizzazione dello Stato, c’è il tentativo di affossare le Regioni, lo vediamo anno dopo anno nei bilanci, abbiamo sempre meno risorse a parte lo Stato.
Immagino e sono convinto che il Governo del cambiamento invece, a partire dalla Lega, che è nata come un partito federalista e che ha sempre portato avanti la battaglia sull’importanza delle Regioni, invertirà questa tendenza errata che c'è stata negli ultimi anni di decentralizzazione delle competenze.
Io però non sono d'accordo con il Consigliere Marconi che dobbiamo andare avanti. La Costituzione disegna le competenze regionali e statali. Noi non possiamo fare una legge regionale che va contro le competenze statali, soprattutto quando queste sono molto chiare. Per cui da un lato c'è questa tendenza del Governo, ma noi dobbiamo attenerci a scrivere leggi regionali sulle questioni che riguardano le Regioni.
Qui vengo all'aspetto puntuale – mi dispiace che sia andato via il Presidente Ceriscioli – era estremamente chiaro che questa norma non era di competenza regionale ed infatti non l'ho votata nemmeno in Aula. In Commissione avevo posto la questione e non c'entra niente il discorso se si tratta di un comando o di un utilizzo. La norma della legge 165 del 2001, articolo 70 – che avevo espressamente richiamato alla presenza dei dirigenti in Commissione – è estremamente chiara e dice che per tutto il personale pubblico tutti gli aspetti contrattuali attengono alla contrattazione collettiva nazionale. Quindi non ci può essere una norma regionale che paga diversamente il dipendente delle Marche o il dipendente di un'altra Regione, il rimborso di un servizio rispetto al rimborso di un altro. Questa norma è estremamente chiara. Può darsi che nel passato alcune volte, io stesso, o altri colleghi, ho votato degli atti che sono stati erroneamente istruiti, ma non è il nostro ruolo, non è il ruolo del Consigliere regionale valutare e soppesare in modo analitico gli effetti giuridici prodotti dagli atti che votiamo. E’ compito dei dirigenti che sono profumatamente pagati per questo.
Oggi con grande piacere voterò questa legge. Dispiace che, rispetto ai quesiti espressi in Commissione su aspetti rispetto al quale non siamo noi ad avere competenze ma sono i nostri dirigenti, ci vengano date risposte scorrette che poi costringono il Consiglio regionale a fare delle figuracce, perché abbiamo avuto un atto che è stato mal istruito.
Queste cose non dovrebbero verificarsi più, altrimenti iniziamo a pensare che alcuni Consiglieri che fanno il loro lavoro semplicemente approfondendo e opponendo delle giuste domande, abbiano più competenza dei dirigenti. Non voglio pensare che sia così perché questa cosa, ripeto, non riguarda le nostre competenze, ma quelle della struttura.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha La parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Mi spiace che il Presidente Mastrovincenzo ed il Presidente Ceriscioli non siano in Aula a seguire il dibattito che sta prendendo una piega piuttosto interessante.
Proprio parlando del corretto rapporto tra istituzioni e sgarbi istituzionali, vorrei ricordare che non può essere il Presidente del Consiglio a prendersi la briga di dire che farà approvare quella modifica, tutt’al più potrebbe dire: “Sì, farò in modo che si discuta quanto prima in Aula la proposta di modifica”. E non è nemmeno il Presidente del Consiglio che può decidere se non portare in Aula il primo giorno utile una proposta di legge dichiarata urgente, ma è il Consiglio stesso che deve votare al riguardo. Sempre parlando di sgarbi istituzionali, se si dice: “Il Governo stia tranquillo e sereno, perché il Consiglio si è attivato e sta mettendo mano a una legge con palesi vizi di legittimità costituzionale”, secondo me poi ci si dovrebbe adoperare per far sì che ciò avvenga, altrimenti, ripeto, è un precedente che nella Regione Marche non era mai avvenuto. Quindi diciamo che stiamo prendendo una piega piuttosto anomala in questa legislatura.
Per quanto riguarda il Consigliere Marconi, anche lui purtroppo assente, quindi evidentemente non è interessato a seguire il dibattito, vorrei ricordare che la lettura che ho fatto dell'interlocuzione del Governo non era certo a favore dei membri della Commissione, che ne sono venuti a conoscenza su mia insistenza, ma a favore dei cittadini e di coloro che seguono la seduta.
A proposito di cultori del diritto, come giustamente ricordava il Consigliere Busilacchi, noi non dobbiamo avere maggiori competenze dei dirigenti, devono essere i dirigenti che quando ci assistono nella discussione di una proposta di legge ci dicano: “Si, qui ci sono dei vizi, qua si potrebbe incorrere in una eventuale impugnazione” e comunque sia porci nelle condizioni di votare consapevolmente e con coscienza le leggi che poi vengono approvate in quest'Aula.
Sicuramente a livello tecnico c'è qualcosa che ogni tanto si inceppa e che va migliorato. Non è la prima volta che lo faccio presente, quindi spero che la discussione di oggi serva per arrivare finalmente a una soluzione che ci ponga nelle condizioni di approvare le leggi senza che qualcun altro ci faccia notare che sono sbagliate.
Mi dispiace che il Consigliere Marconi sia andato via perché secondo me andrebbe portato maggior rispetto ai tecnici che pongono critiche oggettive alle leggi regionali approvate in quest’Aula e nel merito si dovrebbe controbattere alle criticità evidenziate.
Noi ci troviamo in un contesto piuttosto anomalo in questa Regione. Mi domando come il Presidente Ceriscioli possa pensare di riuscire a governare una Regione quando nemmeno lui è informato delle iniziative dei Consiglieri appartenenti al proprio partito.
Proprio parlando del corretto rapporto tra istituzioni, vorrei ricordare al Presidente Ceriscioli che il 6 o 7 agosto 2018 arrivò un'interlocuzione da parte del Governo in merito alla legge regionale sul tema dei rifiuti e sul tema dell'inceneritore e dallo stesso funzionario fu risposto che, visto il periodo di ferie, non si sarebbe riusciti a modificare la proposta di legge in questione. Quindi non fu risposto nel merito: “Si, avete ragione” oppure “No, avete torto, queste sono le nostre considerazioni”. Un tecnico di questa Regione si prese la briga di dire: “Non riusciremo a portarla in Aula visto il periodo di ferie”, salvo poi arrivare in Aula con una proposta di legge sull'obbligo vaccinale, dichiarata urgente, anche se poi è stato ammesso in Aula che l'urgenza non c'era, il 28 agosto. Si fanno due pesi e due misure delle interlocuzioni e delle criticità che arrivano dal Governo e di conseguenza ci si muove, tenendo all'oscuro i membri e gli stessi commissari della maggioranza. Sicuramente questa tendenza dovrà cambiare.
Ricordo che oggi ci ritroviamo in Aula a votare la proposta di legge sull'obbligo vaccinale, approvata con dichiarazione d'urgenza il 28 agosto, e dobbiamo rimetterci mano perché anche questa era sbagliata.
Ha ragione Il Consigliere Busilacchi a dire che dovremmo avere dei tecnici che ci supportino in maniera tecnica, altrimenti viene veramente da pensare che forse o sono sotto organico, e quindi non riescono a ottemperare a tutte le disposizioni, o dovrebbero cambiare mestiere, o farsi sostituire da qualcun altro più competente.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. A me, dopo tutta questa lunga discussione per una modifica che sembra anche semplice e banale, vengono naturali delle considerazioni politiche in tema di sanità, perché il dibattito si è aperto molto.
La considerazione prioritaria che mi è scaturita, soprattutto dalle parole del Presidente Ceriscioli, nonché Assessore alla sanità, è questa: “In tema di sanità, in tema di programmazione, in tema di decisioni, cari Consiglieri di maggioranza, cari Assessori, voi vi parlate?” Dalle parole del Presidente Ceriscioli abbiamo scoperto che lui sarebbe andato avanti, si sarebbe fatto impugnare la legge, la modifica fatta che oggi andiamo a rimodificare, ma per rispetto di una posizione presa da un altro Consigliere, nonché Presidente del Consiglio Mastrovincenzo, procede in questa direzione.
Già la settimana scorsa, quando la proposta di legge non era arrivata al tavolo della Capigruppo, dopo che se n’era annunciata l'urgenza per essere iscritta all'ordine del giorno, si era capito e si era palesata una grave difficoltà all'interno della maggioranza che governa questa Regione in tema di sanità.
Da diverso tempo i segnali sono ormai abbastanza evidenti, stiamo parlando del problema del piano socio-sanitario che è vecchio e scaduto dal 2014, e fino a pochi mesi fa, dalla risposta ad una mia interpellanza in quest'Aula, non si voleva rimetterci mano.
Ovviamente non faccio una questione sulle persone, perché augurai buon lavoro al Consigliere Volpini e lo auguro ora al Consigliere Talè per questo ruolo cuscinetto. Reputo che sia comunque sbagliato, indipendentemente dalle capacità che i Consiglieri dimostreranno nello svolgere questo ruolo, su un tema così importante non dare la piena capacità operativa attraverso un Assessorato ad una figura che sia più libera rispetto a quella del Presidente, che è ovviamente gravato dal suo ruolo di Presidente della Regione, oltre a quello di essere sub Commissario da due anni all'emergenza terremoto.
Credo che i nodi stiano venendo al pettine rispetto alla mancanza di una programmazione e soprattutto alla mancanza di una visione univoca rispetto alla sanità marchigiana. Questo è gravissimo, perché le ripercussioni le stanno pagando i marchigiani.
Rispetto alla proposta di legge avevamo votato contro, è stato ricordato anche dai colleghi, all'interno della Commissione sanità. L’inappropriatezza, la modifica in tal senso, come è emerso oggi in maniera abbastanza chiara, era di spettanza della contrattazione collettiva, ma si è voluto andare avanti, non si è capito neanche bene per chi, per volontà di chi e come e oggi ci ritroviamo, come è successo altre volte, a rimettere mano ad una legge.
Chiedo di essere più riflessivi un attimo prima, chiedo a questa maggioranza di trovare una linea sulla sanità, possibilmente diversa da quella che è stata tenuta fino ad oggi, altrimenti le ripercussioni purtroppo negative le pagano tutti i marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. A dire il vero non volevo intervenire su questa modifica, però sentendo la discussione e ricordando quello che è successo con la legge sugli inceneritori, sinceramente mi sono sentito chiamato in causa.
Mi dispiace che il nuovo sistema, che da poco abbiamo adottato, ancora non consenta di far vedere una foto, avrei fatto vedere volentieri una foto ripresa da un giornale, oggetto anche di discussioni in una conferenza stampa che abbiamo fatto sul tema gli inceneritori.
Parlo un attimo degli inceneritori per far capire il ragionamento.
Questa foto riportava le leggi impugnate dall'attuale Governo nei primi cento giorni e veniva fuori che questo Governo populista, che dovrebbe rispettare la volontà dei territori, federale, con quello che andava dicendo, ed io mi riferisco a quello che ricordo del Movimento 5 Stelle, ad esempio sulla TAV sulla TAP, “dobbiamo dar voce ai territori, dobbiamo ascoltare il parere dei territori”, adesso sta facendo retromarcia su tutto: TAP, TAV, ILVA, eccetera.
Il grafico mostrava come nei primi cento giorni questo Governo ha impugnato il maggior numero di leggi regionali, il doppio del Governo Gentiloni ed il triplo del Governo Renzi.
Ritornando alla questione marchigiana, siamo qui dal 2015 o questo Consiglio regionale da quando è andato su questo Governo è impazzito e sta facendo delle leggi incostituzionali, oppure la tolleranza che questo Governo ha, chiamatela come volete, probabilmente a volte saranno gli uffici che però prendono direttive dai rispettivi Ministri, è la metà di quella del Governo Gentiloni e un terzo di quella del Governo Renzi.
Ricordo a tutti che l'articolo 127 della Costituzione afferma che non è un obbligo impugnare le leggi regionali, ma il Governo può farlo quando ritenga che la legge presenti dei profili di incostituzionalità. Questo è chiaro, è stato ammesso anche da costituzionalisti dello stesso Movimento 5 Stelle, mi riferisco a quello che ha scritto Enzo di Salvatore rispondendo all'osservazione di un Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle sul tema degli inceneritori.
Questa è la verità, questo Governo populista e federale non sta rispettando le volontà dei territori, punto! O meglio, le sta rispettando molto meno in confronto ai precedenti Governi.
Quindi, ripeto, io non credo che improvvisamente questo Consiglio regionale sia impazzito, penso che la tolleranza dimostrata sia diminuita. Dopo lascio ad ognuno di voi giudicare se sia giusto o meno, però è chiaro un segnale: la volontà del territorio viene ascoltata di meno e c’è la volontà, molto più forte che in passato, di centralizzare le decisioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Non volevo intervenire su questa discussione, ma dopo gli ultimi interventi voglio esprimere delle considerazioni.
Se non facciamo le cose fatte bene, è giusto che qualcuno ce lo dica, punto! Questo è un dato di fatto. A chi predispone una legge e non la fa bene bisogna dirgli che non l’ha fatta bene. Non c’è alternativa, anche perché credo che il ruolo istituzionale dei Consiglieri in questo ultimo periodo e in questi ultimi anni sia venuto a mancare. Il ruolo del Consiglio è in difficoltà!
Abbiamo fatto una programmazione ed ogni volta viene messa in discussione perché gli uffici arrivano tardi. Gli uffici devono sapere che il Consigliere e il Consiglio sono organi sovrani, e quando fanno la programmazione è quella, e gli uffici si devono adeguare. Sono cambiate le regole! Ha ragione il Consigliere Busilacchi, questa è la sintesi di un’ennesima discussione inutile che facciamo perché non vanno bene le leggi e fra poco ce ne sarà anche un’altra.
Bisogna riflettere, anche perché c’è un aspetto economico, c’è un rapporto di 1 a 4 tra un consigliere eletto dal popolo e i dirigenti che dopo il 1992 sono stati assunti grazie ad una legge fatta da un signore che si chiama Bassanini.
Le cose sono in questi termini. Bene fa il Governo, caro Consigliere Bisonni, si vede che gli altri hanno fatto passare anche quelle leggi che non dovevano passare. Qui non c’è qualcuno che all’improvviso diventa schizofrenico.
Io sono preoccupato perché significa che con più attenzione bisogna verificare le leggi, cari colleghi, ma questo non compete a noi, altrimenti non servirebbero gli uffici. Bisogna chiedere più garanzie agli uffici. E’ il messaggio che in questa discussione mi sento di sottoscrivere. Questo sta avvenendo troppo spesso e giustamente dico: “Bene chi ci controlla”.
L’esecutivo con la sua struttura regionale deve dare disposizioni affinché queste cose siano limitate. Non dico che gli errori non possono accadere, per carità, l’uomo può fare degli errori, però mi sembra che siano troppi. Non è che adesso si controlla, forse prima qualche legge passava e non doveva passare, male chi non ha controllato.
Credo che dobbiamo recuperare un ruolo, sono tre anni che lo dico e l’ho detto anche questa mattina nella riunione dei Capigruppo, il ruolo istituzionale del Consiglio e dei Consiglieri eletti dal popolo, un ruolo istituzionale ancora più ampio ed allora si avrà il bene della politica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Due secondi per far notare che il Consigliere Bisonni ormai ha un tic, quando interviene parla per il 70% del Movimento 5 Stelle e per il restante tempo della legge. Credo che per un Consigliere regionale questo sia ridicolo perché (…) Caro Assessore, del PD ci sarebbe da parlare per 40 anni di fila!
Il Dipartimento degli affari regionali valuta tutte le leggi regionali, tutte! Lo faceva il PD che ha impugnato più leggi alla Regione Marche che ad altre Regioni, non è questo il problema, perché poi a livello nazionale abbiamo 80 mila leggi.
Vorrei far notare che tutte le leggi regionali vengono verificate dal Dipartimento degli affari regionali, quindi non è una questione della Regione Marche. E’ puerile, poco politicamente corretto dire che la Regione Marche viene messa sotto l’occhio da questo Governo. E’ ridicolo e poco acculturante.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni, anche se non vedo un fatto personale in una considerazione di carattere generale.

Sandro BISONNI. Il fatto personale c’è, perché mi ha dato del ridicolo. Presidente, se lei sta attento a quello che dicono i Consiglieri ...
Ridicoli sono gli atteggiamenti del Movimento 5 Stelle. Probabilmente anche per la storia che ho avuto, caro Consigliere Giorgini, sono un po’ più sensibile ai tradimenti del Movimento 5 Stelle, che prima dice No TAV e poi Sì TAV, prima dice No TAP e poi dice Sì TAP, prima dice che l’Ilva va chiusa e poi dice che non va chiusa, prima dice che gli F35 non andavano comprati, poi che andavano comprati, prima dice che gli stipendi dovevano essere ridotti e poi diamo 160 mila euro al portavoce del Presidente del Consiglio dei Ministri per fare la comunicazione, prima parla di democrazia diretta ed un giudice certifica in una sentenza che la democrazia diretta all’interno del Movimento 5 Stelle è ridottissima - questi sono tutti tradimenti del Movimento 5 Stelle nei confronti del popolo italiano - prima parlava del rispetto dei territori e di ascoltare i territori e adesso se ne frega! Andate in Puglia a vedere come state messi con i No TAP, andateci, prima dicevate: “La nostra scorta è il popolo”. Andate senza scorta in Puglia a parlare con i No TAP e poi vedrete cosa succede!
(…) C’entra perché ho detto che il Movimento 5 Stelle – questo non lo dico io, ma un giornale autorevole, e mi dispiace di non aver potuto far vedere la foto – non sta rispettando la volontà dei territori, un terzo rispetto al Governo Renzi e la metà rispetto al Governo Gentiloni. Questo era collegato al ragionamento sull’impugnativa della legge. Se poi lei prende qualsiasi occasione per attaccarmi, io ho fatto un ragionamento.


PRESIDENTE. La discussione è chiusa, passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Mi hanno fatto notare che da casa non riescono a vedere la votazione, quindi chiedo l'appello nominale anche a nome dei Consiglieri Maggi e Fabbri e, se tecnicamente riusciamo, visto che ormai sono diverse settimane che lo chiediamo, di far proiettare, a favore del pubblico, sullo schermo grande la votazione.

PRESIDENTE. Su questo aspetto mi sembra siano già state date le disposizioni per proiettare anche su questo schermo.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Su questo tema ritengo importante la presenza del pubblico da casa, come nelle trasmissioni televisive. Vorrei sapere se i Consiglieri possono anche avere un aiuto dal pubblico da casa. In alcuni casi sarebbe opportuno.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 234 (testo base). La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Fabbri.
Favorevoli: Bisonni, Busilacchi, Casini, Celani, Giacinti, Giancarli, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pergolesi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Nessuno;
Astenuti: Leonardi, Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 239
ad iniziativa del Consigliere Volpini
“Modifiche alla legge regionale 13 maggio 2003, n. 9: ‘Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l'infanzia, per l'adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie e modifica della legge regionale 12 aprile 1995, n. 46 concernente: 'Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore dei giovani e degli adolescenti’ come modificata dalla legge regionale 28 agosto 2018, n. 35: “Modifiche alle leggi regionali 13 maggio 2003, n. 9 ‘Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l'infanzia, per l'adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie e modifica della legge regionale 12 aprile 1995, n. 46 concernente: ‘Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore dei giovani e degli adolescenti' e 9 agosto 2017, n. 28 ‘Disposizioni relative all’esercizio delle funzioni regionali concernenti la prevenzione vaccinale’”.
 
Nuova titolazione “Modifiche alla legge regionale 13 maggio 2003, n. 9 “Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l'infanzia, per l'adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie e modifica della legge regionale 12 aprile 1995, n. 46 concernente: 'Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore dei giovani e degli adolescenti’ come modificata dalla legge regionale 28 agosto 2018, n. 35 in materia di prevenzione vaccinale”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 239 del Consigliere Volpini.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Anche questa proposta di legge nasce da un'interlocuzione che abbiamo fatto con il Governo, quindi dovrebbe andare molto più rapidamente di quella precedente in quanto la premessa è tutta nel dibattito di prima.
Come sapete, eravamo intervenuti con la legge regionale n. 35 all'indomani di una serie di annunciati provvedimenti da parte del Governo sulla questione dell'obbligo vaccinale, si parlava di autocertificazione, dopo non se n'è parlato più, poi si è parlato di rinvio con un emendamento al milleproroghe. Questi fatti hanno creato confusione nei nostri servizi educativi, nelle scuole, e dato che siamo stati portatori in questa Aula di una legge sull'obbligo dei vaccini nei nostri servizi educativi siamo intervenuti all'indomani per ribadire la necessità nella nostra Regione dell'obbligo vaccinale, soprattutto nei servizi educativi di infanzia.
Abbiamo fatto la legge n. 35 del 2018 che interveniva sulla legge 9 del 2003, istitutiva dei servizi educativi della nostra regione. Anche qui c'è stata un'interlocuzione con il Governo, molto, molto più modesta rispetto a quella di prima, in quanto il Ministero ha evidenziato che “la disposizione si inserisce nell'ambito nel quale dovrebbero ritenersi prevalenti i profili ascrivibili alla competenza legislativa dello Stato in materia di tutela della salute, profilassi internazionale e norme generali sull'istruzione”. In effetti, questi sono argomenti che sono più dello Stato centrale, piuttosto che delle Regioni, anche se poi le Regioni hanno importanza e delega in materia sanitaria. Quindi la proposta di legge intende apportare le modifiche suggerite dal Ministero della salute, al fine di evitare che il Governo al riguardo promuova eventuali questioni di legittimità davanti alla Corte costituzionale, quindi le parole: “Per ogni altro aspetto si applicano le disposizioni regionali relative all'osservanza dell'obbligo vaccinale e all'esercizio delle funzioni regionali concernenti la prevenzione vaccinale”, sono sostituite dalle seguenti :“Restano ferme le funzioni regionali concernenti la prevenzione vaccinale”, quindi rientriamo nel nostro ambito e non andiamo a sfociare nelle competenze che sono dello Stato.
Abbiamo anche modificato la titolazione della proposta di legge, perché il titolo sembrava un pezzo della “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso, siamo passati a Ludovico Ariosto, rendendola funzionale.
 
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Pergolesi.
 
Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Ha integrazione di quanto spiegato dal Consigliere Volpini, che ringrazio perché da parte sua c’è stata maggiore trasparenza rispetto al Consigliere Talè che ha omesso di spiegare il motivo per cui andiamo a modificare nuovamente la legge.
Per chi non lo ricordasse l’anno scorso è stata presentata una proposta di legge sull’obbligo vaccinale per l’ingresso ai servizi, poi a distanza di pochi giorni è intervenuto il Ministero perché, grazie ad un parere che io chiesi ad un tecnico della Regione, si evidenziò che la Regione non poteva legiferare in merito all’obbligo e dà lì ne è scaturito quel pastrocchio che è stato il decreto Lorenzin. Oggi andiamo a mettere mano ad un’ulteriore modifica delle leggi coinvolte mentre giustamente, secondo me, si stava aprendo un percorso partecipato da parte del Governo sull’iter dell’attuazione della legge.
Sappiamo benissimo che nella Regione Marche abbiamo un problema di condivisione  e di trattamento dei dati sanitari e sappiano benissimo che non abbiamo un’anagrafe vaccinale completa per stessa ammissione non solo del Dirigente dell’Asur, che ha risposto ad una mia richiesta di accesso agli atti, ma anche del Presidente Ceriscioli che ha risposta ad una mia interrogazione.
Queste criticità secondo me dovrebbero essere di riferimento per eventuali manovre correttive della proposta di legge regionale, invece abbiamo insistito nel prendere in mano una competenza che non è nostra. Quindi ringrazio il Presidente Volpini  e integro quanto da lui spiegato e cioè che da parte del Ministero non può non rilevarsi, che in questo ambito, a parere della Consulta, ragioni logiche, prima che giuridiche, rendono necessario un intervento del legislatore statale e che le regioni sono vincolate a rispettare ogni previsione contenuta nella normativa statale, incluse quelle che, sebbene a contenuto specifico e dettagliato, per la finalità perseguita si pongono in rapporto di coessenzialità e necessaria integrazione con i principi del settore.
In definitiva, afferma il Ministero, anche le norme strumentali e sanzionatorie, poste dal legislatore statale a corredo dell’obbligo, le quale a propria volta concorrono in maniera sostanziale a conformare l’obbligo stesso e a calibrare il bilanciamento tra i diversi interessi costituzionalmente rilevanti sono vincolanti per le Regioni pertanto con riferimento al decreto legge 73/2017 non può che affermarsi che “dinnanzi ad un intervento fondato su tali e tanti titoli di competenza legislativa dello Stato le attribuzioni regionali recedono”. Questo lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 5/2018.
E’ pur vero che le stesse attribuzioni regionali continuano a trovare spazi non indifferenti di espressione, ma questi ultimi, alla luce del decreto 73/2017, il famoso decreto Lorenzin, non possono che considerarsi limitati all’organizzazione dei servizi sanitari e all’identificazione degli organi competenti a verificare e sanzionare le violazioni. E’ pertanto in tale ambito che devono essere esercitati le summenzionate attribuzioni.
Tutto ciò premesso, il Ministero rileva profili di illegittimità costituzionale con riferimento al comma 1, dell’articolo 1, della legge in oggetto indicata nella predetta parte in cui dispone che “per ogni altro aspetto si applicano le disposizioni regionali relative all’osservanza dell’obbligo vaccinale e all’esercizio delle funzioni regionali concernenti in prevenzione vaccinale”, per violazione del principio di eguaglianza, di cui all’articolo 3 della Costituzione e delle competenze legislative statali in materia di tutela della salute, norme generali sull’istruzione e profilassi internazionale, rispettivamente ai sensi dell’articolo 117, comma terzo, e dell’articolo 117, comma secondo, lettere n) e q).
Torniamo in Aula per una proposta di legge che già in origine aveva dei vizi costituzionali e addirittura, malgrado i miei solleciti, senza intervenire sulla gestione corretta della profilassi vaccinale.
Ricordo che esiste un manuale di controindicazioni delle vaccinazioni, che spero il Presidente della Commissione, Consigliere Volpini, abbia avuto modo di leggere, che prevede un protocollo stabilito per i vaccinatori.
Sappiamo benissimo, anche da fonti stampa, che spesso questo protocollo non viene rispettato da parte dei vaccinatori, quindi mi auguro che questa modifica di legge sia il primo step per intervenire sul protocollo e sulla corretta formazione dei vaccinatori e soprattutto sulle segnalazioni delle reazioni avverse. Ricordo che la Regione Marche è molto indietro rispetto alle altre. Quindi se di tutela della salute vogliamo parlare, se di tutela di bambini vogliamo parlare, invece di escluderli dai servizi educativi, interveniamo laddove effettivamente si possono tutelare, interveniamo sulla formazione dei vaccinatori, interveniamo nell’organizzazione dei servizi e nella trasparenza delle segnalazioni delle reazioni avverse.
Ben venga questa modifica, però, si poteva evitare, in quanto, ripeto, si è nuovamente messo mano ad una legge che è nata storta e tale sta proseguendo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Non è mia intenzione riaprire la questione sui vaccini perché ne abbiamo abbondantemente parlato, però non posso che stigmatizzare l'ultima parte dell'intervento della Consigliera Pergolesi rispetto alla preparazione dei nostri medici, delle nostri assistenti sociali, della nostra assistente sanitaria, che lavorano nei servizi vaccinatori. Tutti medici preparati, specialisti dell'argomento, perché tutti hanno una specializzazione in igiene e medicina preventiva, dove per altro i vaccini si studiano ed è l'unico corso universitario dove si studiano.
Invito la Consigliera Pergolesi, magari qualche volta, a frequentarli per vedere il tempo che le singole assistenti sanitarie e i singoli medici dedicano ai genitori che vogliono vaccinare i loro bambini , specialmente ai cosiddetti esitanti, dedicano addirittura un quarto d'ora, mezz'ora, un'ora, e rispondono a tutte le loro perplessità, i dubbi e le paure, perché si ha a che fare anche con questo tipo di emotività.
Per quanto riguarda il discorso delle reazioni avverse le segnalazioni vengono fatte all'apposito sito del Ministero. Bisogna intensificare questo tipo di prassi, non solo da parte di coloro che lavorano nei servizi, ma più in generale, perché non siamo da questo punto di vista, dico come sistema sanitario, come classe medica, dei campioni sulle segnalazioni degli effetti avversi, prima c'era una segnalazione cartacea. oggi c'è una segnalazione on-line, ma da questo punto di vista, in questo caso parlo dei farmaci, non siamo dei grandi segnalatori.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Credo che il fatto che si torni su questo argomento la dica ancora una volta lunga sull'attenzione che si pone a determinati problemi.
Reputo sempre che le nostre tradizioni, i nostri valori e quello che ci viene tramandato siano molto importanti, in questo caso mi verrebbe da utilizzare un proverbio “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”. Vi siete sbrigati a portare un provvedimento, poi è emersa che non c'era l'urgenza, l'avete fatto non perfettamente tanto che anche questo rischia l'impugnativa per cui oggi torniamo a modificarlo.
Ribadisco l'invito fatto nell'intervento precedente, a porre maggiore attenzione quando si dispongono questi atti per evitare, diciamo, dei possibili contenziosi, ma soprattutto a valutare le questioni con un'attenzione maggiore, diversa. In questo caso, l'attenzione, non era nel merito, ma era, ed è stato ribadito a più voci quando se ne è discusso, una diatriba politica. Quando si fanno le diatribe politiche poi si prendono delle decisioni non proprio a pennello ed io credo che non sia un buon esempio di politica.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.
 
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Prima ho parlato come relatrice, adesso intervengo nella discussione, questo per evitare qualsiasi tipo di dubbio sul mio doppio intervento.
A me spiace che il Consigliere Volpini se la prenda sempre sul personale, specialmente su questo tema cerco sempre di essere costruttiva - Presidente mi scusi, io non l’ho interrotta e gradirei che facesse altrettanto. Le faccio presente che è notizia di quattro giorni fa, proviene dai suoi territori, è apparsa su un quotidiano on line di Senigallia, che un avvocato ha evidenziato le criticità nell’attuazione del decreto Lorenzin, specialmente in alcuni singoli territori, per alcune singole specifiche, quindi non generalizziamo come sempre.
In questo caso l’avvocato porta le istanze di una coppia che ha una bambina di appena due anni, sottoposta qualche settimana fa ad un delicato intervento al cuore, presso il Dipartimento di scienze cardiologiche, cardiochirurgia e cardiologia pediatrica degli Ospedali riuniti di Ancona. I genitori erano giustamente preoccupati e hanno fatto appello alla legge sugli obblighi vaccinali, qua il problema è che i genitori ottemperano agli obblighi vaccinali e i servizi non sono in grado di percepire questa corretta interpretazione, questa corretta attuazione della norma.
Cosa hanno fatto questi genitori? Hanno chiesto correttamente al Dipartimento di avere una nota in cui si evidenziasse il fatto che la piccolina era stata da poco operata e per tutta risposta l’Asur, alla richiesta dei genitori di non prevedere l’esonero, ma il differimento  della vaccinazione, non è entrata nello specifico del caso, ma ha emesso una vera e propria diffida, intimando ai genitori di far sottoporre a vaccinazione la bambina, da poco dimessa dal reparto di Cardiologia, entro e oltre 20 giorni, pena la sanzione da 100 a 500 euro con la conseguente esclusione dal nido.
Presidente, qui non è una questione di vaccini si, vaccini no, io non so più come dirglielo, qui la questione è che esistono i protocolli, esiste una corretta profilassi che se non viene rispettata rischia di aumentare le reazioni avverse, ed in alcuni casi specifici nei nostri territori questa cosa non viene potenziata.
E’ vero che c’è una carenza di organico, ma c’è anche tanta disinformazione, quindi non si parla di mettere in discussione le professionalità, si parla di potenziare - Presidente , io non so più come dirglielo, non se la deve prendere sul personale - la formazione e le informazioni sui protocolli, non miei, non del Movimento 5 Stelle, ma dell’Istituto superiore di sanità, di medici che stanno nel Tavolo tecnico nazionale e che hanno predisposto un manuale delle controindicazioni alle vaccinazioni. Senza considerare poi, Presidente, che nelle schede tecniche le stesse aziende farmaceutiche impongono un protocollo, altrimenti non rispondono di quelle che potrebbero essere le complicazioni. Io non so più come dirglielo!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Al di là della polemica, io non intendo accettare l'idea che è stata più volte annunciata in quest'Aula da parte della Consigliera Pergolesi e cioè che i medici che lavorano nei nostri servizi vaccinatori siano degli sprovveduti o che addirittura commettano atti sanitari contro i protocolli, contro le linee guida, contro qualsiasi altro tipo di indicazione che arriva da evidenze scientifiche. Io questa cosa non l'accetto! Se la Consigliera Pergolesi, insieme a non so chi, è a conoscenza che vengano violate queste norme esiste la Magistratura, non l'Aula del Consiglio regionale o dei Consigli comunali.
Io rifiuto questa idea, che è figlia di una cultura sbagliata, tanto che la vostra Vicepresidente del Senato ha definito i nostri servizi vaccinatori, i nostri medici, le nostre assistenti sanitarie, marchiatori di animali. Questa logica continua a serpeggiare, il sospetto che si facciano le vaccinazioni per gusto e per rispondere alle esigenze di business delle aziende farmaceutiche, io lo respingo! I nostri servizi vaccinatori hanno medici e assistenti sanitarie preparati, che seguono le procedere, i protocolli e le linee guida e non sono degli sprovveduti.

(interviene fuori microfono la Consigliera Pergolesi)

PRESIDENTE. Non credo che ci sia fatto personale, è stato un dibattito tranquillo, non ha detto nulla, anzi mi sento di condividere quanto ha detto il Consigliere Volpini sulla classe medica di questa regione e al di là di tutto dobbiamo esprimere la massima comprensione e solidarietà ed avere la consapevolezza che rispettano le norme, i protocolli ed altro.

(interviene fuori microfono la Consigliera Pergolesi)

PRESIDENTE. E' intervenuta come relatrice e nel dibattito, non riscontro, e mi sembra che sia nella mia facoltà, che ci sia fatto personale perchè il Consigliere Volpini ha solo contestato il fatto ed ha ribadito che non accetta discorsi di questo tipo. Non mi sembra che ci sia qualcosa di personale. Comunque se lei vuole per forza di cose continuare con questo discorso, io le posso pure dare un minuto, ma non c'è fatto personale, io non lo riscontro, oppure se insiste l'Assemblea decide, ma dato che siamo democratici fino il fondo, le do la parola.
 
Romina PERGOLESI. Si, 30 secondi in quanto si tratta di fatto personale dato che ritengo di essere stata chiamata in causa inopportunamente.
Ribadisco, non è una questione per attaccare i medici, ma di andare incontro alle esigenze dei medici, dei vaccinatori.
Le ricordo, Presidente Volpini che nè lei né il responsabile della Regione Marche eravate a conoscenza del manuale che si trova pubblicato sul sito del Ministero della salute, quindi evidentemente qualche carenza informativa c’è.
Detto questo, mi risponda nel merito invece di attaccarmi personalmente, mi risponda nel merito di quelle che sono le azioni dell’Asur. Perché l’Asur non risponde a questa famiglia, anzi le manda il sollecito pena la sanzione? Questa è la criticità che io sto evidenziando da anni.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
 
Luca MARCONI. Grazie, Vicepresidente Celani, è arrivato anche il Presidente Mastrovincenzo, chiedo formalmente, unendomi alla richiesta del Presidente Volpini, che venga riletto l’intervento della Consigliera Pergolesi, che credo lo abbia fatto in maniera pertinente e non a casaccio, nel quale ha evidenziato, da quello che ho capito, però dovrei rileggerlo con attenzione, un grave fatto di natura penale.
Era uso, Presidente Mastrovincenzo, nelle Assemblee di un tempo, quando ero giovane, quindi circa 70/80 anni fa, tra Cicerone e Seneca, che quando un Consigliere, a qualsiasi titolo, circostanziava un fatto, perché qui è stato circostanziato un fatto, e c'erano  gli estremi per una denuncia penale, l’Assemblea ed il suo Presidente come organo ufficiale era tenuto alla trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Condivido quello che ha detto il Consigliere Volpini e cioè che qui stiamo trattando della mite correzione di un atto, stiamo parlando di tre lettere, il discorso si è allargato a tutto l’universo, si parla di denunce all’Asur. Come fa il povero Consigliere Volpini a far rilevare all’Asur? E’ il Direttore dell’Asur? Guardiamolo bene, è di Senigallia, ma non ha la faccia del Direttore dell’Asur, non è che a Senigallia sono tutti uguali come i cinesi, no, non sono tutti uguali, uno è il Direttore ed uno è Presidente della Commissione, quindi non può rispondere delle cose dell’Asur. In teoria non ne può rispondere neanche il Presidente Ceriscioli, che ne risponde in maniera indiretta in quanto il Direttore generale dell’Asur ha una sua responsabilità giuridica e penale, quindi è ora che le cose si facciano secondo quello che la legge prescrive e non si vada a casaccio. Si confonde una denuncia di un fatto, che mi auguro non sia come riportato dalla Consigliera Pergolesi, ma se così fosse sarebbe gravissimo, e il fatto con la legge.
Qui non stiamo a raccogliere tutte le denunce dei fatti, perché le denunce si fanno alle autorità competenti, prima in sede amministrativa, se uno vuole, e correttezza vuole che uno  prima di dirlo qui, a meno che non voglia farlo diventare uno strumento di natura politica, lo dica direttamente all’amministrazione interessata. Poi se questa non risponde si va in Procura.
Questa verità, che il Consigliere Volpini ha affermato, credo che si debba pienamente ristabilire su tutto quello che avviene, in modo che chi fa la denuncia si assuma la responsabilità della denuncia fatta, dando anche seguito alle cose che veniamo a sapere, e non è la prima volta che questo succede, Presidente Mastrovincenzo, perché anche qualche anno fa, ricordo, è accaduto un fatto simile a questo, anzi un paio, e non sono andati oltre, però se le cose sono vere vanno verificate.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo
 
PRESIDENTE. Bene, Consigliere Marconi. Prendo atto di quello che ha detto, valuteremo quanto pronunciato dalla Consigliera Pergolesi e se ci saranno gli estremi trasmetteremo tutto agli organi competenti.

PRESIDENTE. La discussione è chiusa, passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Invito il Consigliere Marconi ad evitare di minacciare una sua collega in Aula perchè effettivamente mi prendo la responsabilità di quello che dico e sicuramente non ho denunciato ….,Consigliere Marconi, io non l'ho interrotta, questa mancanza di rispetto sarà forse perchè sono una donna? Non lo so, però è ora di cambiare atteggiamento, non credo che sia rispettoso anche nei confronti di chi ci ascolta da casa, e ci sono molte persone che sono interessate al lavoro che facciamo anche perchè vengono coinvolte da noi Consiglieri regionali …, Presidente non riesco a parlare. Grazie.
Semplicemente vorrei aggiungere una cosa allo spiacevole gioco di rimpalli che c'è stato in Aula oggi.
Ci sono delle criticità che non sono state evidenziate solo dalla sottoscritta, ma anche dagli stessi addetti ai lavori, quindi, in maniera costruttiva, in maniera responsabile, credo che questo Consiglio è ora che si ponga delle domande e provi a trovare delle soluzioni anche ascoltando i cittadini a casa e gli operatori sanitari. Quindi cerchiamo di cambiar passo e dimostriamoci un po' più responsabili, attenti e sensibili alle problematiche dei nostri territori.
Noi voteremo contro questa proposta di legge, eravamo contrari anche all'approvazione dell'altra legge, ed anche a quella prima ancora, quindi sono quattro volte che questa norma viene modificata, sicuramente non è un buon esempio e non risolve il problema, quindi voteremo contro e ci auguriamo che in questo ultimo anno e mezzo che ci rimane di legislatura si riesca a cambiare passo e ad avere un rapporto più collaborativo da parte della maggioranza e da parte di chi dovrebbe gestire e, ricordo al Consigliere Marconi, controllare l'operato dei servizi sanitari, incluse le Aziende sanitarie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Vorrei esprimere una considerazione e ribadire che noi non ci sbagliamo mentre votiamo. Eravamo contro questa legge nel momento in cui la maggioranza l’aveva presentata qualche tempo fa ed essendo contrari a quella legge, caro Consigliere Marconi, anche questa mattina la coerenza ci vede impegnati a non votarla.
Avete presentato una legge, avete sbagliato a scriverla, l’avete votata, ora correggetela e mandatela a Roma.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. In parte l'intervento di dichiarazione di voto è stato anticipato dalla minoranza. Perché il voto contrario? Perché questa modifica non cambia assolutamente la forza di questa legge, quindi non possono votare a favore di una legge che rimane inalterata per gli obiettivi per i quali era stata approvata.
La modifica richiesta è assolutamente formale, non va a modificare minimamente l'efficacia della legge, che si conserva appieno e ci è sembrata una cosa sana fare questa piccola modifica e mantenere l'impianto della legge su una parte che oltretutto, a mio giudizio, riguarda come viene interpretata e non il suo contenuto.
E’ giusto che chi è contrario alla legge voti contro, perché riconosce che questa modifica che è stata fatta non ha cambiato sostanzialmente nulla. L'obiettivo rimane quello, per noi il dato che conta è il numero dei vaccinati, e grazie all'iniziativa portata avanti, prima dal Governo Lorenzin e poi da quest'Aula, nelle Marche stiamo recuperando sempre più un valore che era tra i più bassi d'Italia, quello del numero dei vaccinati, l'obiettivo del 95% dato dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Fra i paradossi di tutto il dibattito sui vaccini ne voglio ricordare uno. Credo che a tutti noi, a meno che qualcuno venga da una famiglia particolarmente abbiente, da piccoli ci dicevano che quello che ci veniva dato da mangiare era prezioso, perché in altre parti del mondo il mangiare non ce l’avevano. Certe volte penso alle raccolte fondi per donare risorse per quei Paesi dove non hanno i soldi per farsi vaccinare e ne hanno una grande necessità. Noi invece dobbiamo combattere contro un pregiudizio assurdo nato da notizie false, antiscientifiche, diffuse in rete, che hanno messo a rischio, questa volta veramente e non in maniera falsa, la salute dei nostri cittadini.
E’ stata fatta una grande azione di recupero in termini di prevenzione ed anche in termini di costi dei farmaci, in realtà non c'è paragone fra il costo della vaccinazione e il costo dei farmaci che servirebbero per curare quelle malattie se si dovessero scatenare, quindi, chi è contro gli interessi delle case farmaceutiche e chi è a favore della vaccinazione. Sembra un altro piccolo paradosso, ma le cose stanno così. Se non ci vaccinassimo i costi dei farmaci per combattere le malattie sarebbero enormemente superiori al costo della vaccinazione, senza tener conto dei costi incalcolabili sotto l'aspetto umano, personale e di qualità della vita delle persone colpite dalla malattia.
Ritengo che il voto debba essere favorevole per tutti coloro che sono convinti che sia stato fatto un ottimo percorso con le vaccinazioni a tutela e garanzia della salute dei marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Dichiarazione di voto favorevole.
Ho dovuto rileggere il testo della proposta di legge perché è stato detto da alcuni Consiglieri che è la stessa dell’altra volta e quindi votano contro. Non è la stessa, l’altra volta abbiamo votato una legge, oggi votiamo una modifica che il Governo, a Vicepresidenza Di Maio e Salvini, ci ha chiesto. Questa è la prima cosa di cui prendo atto e spero di aver letto bene.
La seconda cosa che dico, perché sia a verbale come tutte le cose che diciamo, è che prendo atto che sostenere il richiamo della legge e sostenere la trasmissione alla Procura della Repubblica di un fatto illegittimo per una rappresentante dei 5 Stelle è una minaccia. Questo è quello che ho sentito.
Prendo atto che per una rappresentante del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale richiamare l'applicazione della legge, richiamare il Presidente all'eventuale trasmissione alla Procura Repubblica di un fatto grave, diventa una minaccia. Ne prendo atto e naturalmente farò adeguata pubblicità.

PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Marconi, anche perché non c’è stata alcuna minaccia nelle sue parole.
Proposta di legge n. 239. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Come da accordi con la Conferenza dei Capigruppo, sospendiamo la seduta per un’ora.

La seduta è sospesa alle ore 13,20


La seduta riprende alle ore 14,45

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Proposta di atto amministrativo n. 55
ad iniziativa della Giunta regionale
"Bilancio consolidato della Regione Marche per l'anno 2017. Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, articolo 11 bis"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’Ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 55 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Esaminiamo questa proposta di atto amministrativo avente ad oggetto il bilancio consolidato, così come introdotto dal decreto legislativo 118 del 2011, che stabilisce che le amministrazioni pubbliche debbono adottare lo schema di bilancio consolidato rispetto ai propri enti, organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate e altri organismi controllati, a prescindere dalla loro formazione giuridica.
Le modalità di redazione del bilancio consolidato sono stabilite dall'articolo 11 bis dell'allegato 4/4, contenente i principi contabili di redazione. Questi criteri definiscono innanzitutto il Gruppo di amministrazione pubblica (GAP), che comprende gli enti e gli organismi strumentali, le società controllate e partecipate, a cui va fatto riferimento per la redazione di questo documento.
Il perimetro di consolidamento, così è definito il terreno composto dagli enti di riferimento a cui si applica questa normativa, viene indicato nella proposta, successivamente la cosiddetta soglia di irrilevanza, un altro canone attraverso il quale viene stabilito cosa non fa parte del perimetro dell'area di consolidamento, fa si che tutta la galassia dei soggetti a cui si applica questa normativa (enti, società, organismi, così come definiti) vada depurata da quelle società, enti o organismi che stanno sotto la soglia di irrilevanza.
Alla luce di questa applicazione viene fuori che, in ottemperanza alle disposizioni del decreto di riferimento, vanno considerati irrilevanti l'Assam, l’Arpam, l’Ars, la Svim e l’Irma in liquidazione. In più, per dare maggiore significatività e portata informativa ed anche per una trasparenza ulteriore, anche in considerazione del ruolo che rivestono queste società, viene esteso, pur non essendo obbligatorio per i canoni previsti dalla normativa in esame, il perimetro di consolidamento anche alle società Aerdorica e Interporto, visto e considerato che in quest’Aula più volte siamo stati molto attenti, per ovvi motivi, alle società suddette.
Al termine di questo ragionamento, il bilancio consolidato comprende ed è la sommatoria dei bilanci della Svim srl, dell'Irma srl in liquidazione, dell'Aerdorica, dell'Interporto e degli enti strumentali, come l’Erap Marche, l'Assam, l’Arpam, l’Ars e tutti gli organismi strumentali, ovvero l'Assemblea legislativa che in quest’Aula trova rappresentanza.
Il risultato che possiamo notare in questo bilancio consolidato si attesta sui 172.137.000 euro. Rispetto al rendiconto consolidato di Giunta e Consiglio, che era pari a 184 milioni, questo risultato va depurato delle rettifiche relative agli altri enti interessati da questa normativa.
Va tenuto conto che, se si mettono a raffronto i vari bilanci, non è la sommatoria sic et simpliciter, come si potrebbe pensare, delle diverse voci negli schemi utilizzati sia di stato patrimoniale che di conto economico, perché ci sono delle voci che vanno elise, sono le cosiddette voci di intercompany per le quali, per il principio vigente, vanno depurate di quei inter rapporti fra le varie società.
Quindi ci sono state delle elisioni dei rapporti intercompany, come vengono definite, e la stesura finale tiene conto ovviamente di questi rapporti riconciliati.
Probabilmente non tutti i dati sono stati oggetto di una completa rivisitazione da questo punto di vista, per cui anche nella relazione dei Revisori si invita l'ente ad operare una riconciliazione sulle residue posizioni reciproche fra i vari organismi interessati, cosa che si sta concludendo.
L’organo di revisione ha dato il suo parere positivo a questo bilancio consolidato che nella stesura, che è parte integrante della proposta, presenta quel risultato di cui abbiamo detto nella trattazione fin qui esposta.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. L'atto che noi oggi andiamo ad approvare riguarda il bilancio consolidato.
La relazione fatta dal Consigliere Giacinti è esaustiva, però noi non abbiamo dato un giudizio positivo su questo atto per due motivazioni.
Sappiamo bene che il bilancio consolidato è previsto dall’articolo 11 del decreto legislativo 118 del 2011, per cui le Amministrazioni pubbliche adottano lo schema di bilancio consolidato con i propri enti ed organismi strumentali (aziende, società controllate e partecipate ed altri organismi controllati). Quindi il bilancio consolidato è il rendiconto 2017 della Regione con incluso i risultati delle partecipate. Noi abbiamo espresso un giudizio negativo sul rendiconto del 2017 e qui ci sono le stesse scelte, non è cambiato nulla, perché è il rendiconto 2017 più i risultati delle partecipate.
Abbiamo espresso parere non positivo sul rendiconto 2017, essenzialmente per due motivi; primo, l’avanzo che riguarda la sanità, i dati non erano stati riportati e li abbiamo visti nel giudizio di parifica, e la mobilità, i dati erano enormemente aumentati rispetto agli anni precedenti.
La seconda motivazione che mi porta a dare un giudizio negativo sul bilancio consolidato è che non tutte le riconciliazioni tra crediti e debiti con le partecipate sono state fatte, quindi l'attendibilità di questo bilancio secondo me è relativa. Dove sta scritto questo? Lo si evince dalla relazione dei Revisori dei Conti a pag. 16, quando dice: “Essendo ancora in essere le procedure di riconciliazione dei rapporti reciproci tra i soggetti appartenenti al gruppo, il Collegio prende atto del lavoro di riconciliazione”, però non sono state fatte tutte le riconciliazioni per le società. Quindi, secondo me, l'attendibilità è relativa.
Queste sono le due motivazioni; una riguarda il rendiconto 2017 della Regione più i risultati delle partecipate, l'altra è che sono ancora in atto le procedure di riconciliazioni dei rapporti reciproci tra i soggetti appartenenti al gruppo.
Ecco perché do un giudizio negativo del bilancio consolidato 2017.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ho sentito le relazioni del Consigliere Giacinti per la maggioranza e della Consigliera Marcozzi per la minoranza, che ha citato anche la relazione del Collegio dei revisori.
Io non aggiungo altro per quanto riguarda le cifre del bilancio della Giunta e del Consiglio, ma vorrei porre l'attenzione sulla situazione delle partecipate, degli enti, delle controllate.
Noi abbiamo chiesto – e di questo ringrazio gli uffici – anziché il format che ci veniva mandato via e-mail, un foglio, in gergo chiamiamo lenzuolo, dove sono messe per colonna la Giunta, il Consiglio e tutte le partecipate, in modo da avere una visione più complessiva. Ovviamente, la visione complessiva è quella di una gestione molto difficile, se non disastrosa, per quanto riguarda gli enti, le partecipate e le controllate.
Ormai è una notizia che appare spesso sui giornali, il vulnus più pesante è quello che riguarda Aerdorica e Interporto. Pensate che Aerdorica, tanto per prendere una cifra che potrebbe essere comprensibile a tutti, anche a quelli che come me non sono esperti di bilanci, su un passivo di oltre 30 milioni ha un fondo cassa di 25 mila euro – forse qualcuno di noi ha nel conto corrente di più - e nel conto corrente 431 mila euro. Quindi sull'attività dell'aeroporto delle Marche questo è il dato che viene all'occhio e che fotografa la situazione difficile e la gestione che è stata fatta.
La Consigliera Marcozzi ha citato il Collegio dei revisori, io invece cito, per quanto riguarda le partecipate, le conclusioni della Corte dei Conti, un organo altrettanto autorevole o forse di più . La Corte dei Conti dice: “Per quanto riguarda le conclusioni deve evidenziarsi una limitata compliance – che significa conformità – dell'amministrazione regionale rispetto all'adozione degli interventi correttivi sollecitati in relazione a taluni profili critici che permangono tali anche per l'esercizio 2017”. Cosa dice la Corte dei Conti? Dice: “Nonostante di anno in anno vi diciamo che cosa fare e quali sono le criticità, quello che rileviamo rimane lettera morta perché i profili critici permangono anche per l'esercizio 2017”. “Si raccomanda – dice la Corte dei Conti – un'attenta riflessione circa l'effettività delle funzioni svolte, essendo di contro emersi talora, anche in relazione ad organismi su cui la Regione Marche esercita poteri di direzione e coordinamento, ritardi di deficit informativi”. Guarda caso, vengono fuori le paroline direzione e coordinamento, quelle paroline che permettono ai soci di una società di capitali di rispondere in proprio, con il proprio patrimonio, anziché rispondere delle quote o delle azioni sottoscritte in quella srl o in quella spa. Quindi anche la Corte dei Conti rileva quello che avevo personalmente rilevato con interrogazioni e mozioni e cioè che la Regione, se Aerdorica dovesse fallire, risponderà di oltre 40 milioni di passivo. Continua ancora, perché è un ususseguirsi di indicazioni piuttosto nutrite e precise che la Corte dei Conti dà per quanto riguarda le partecipate e, quindi, per il bilancio consolidato, che accanto alla Giunta e al Consiglio vede anche i bilanci delle partecipate e delle controllate, “Con riguardo agli esiti nel percorso di razionalizzazione si sollecita ancora una volta una definizione delle programmate dismissioni, segnalando come la previsione di un ulteriore anno per il completamento delle stesse – ancora si parla di dismissioni e ancora stanno lì – di fatto procrastina le procedure che secondo l'originaria pianificazione avrebbero dovuto essere già definite”. Questa procrastinazione di mancate dismissioni complicano comunque la gestione già affannosa di questa maggioranza e naturalmente aumentano l'esborso di denaro pubblico in società partecipate e controllate che sono in perdita.
Sulla Svim la Corte dei Conti dice: “Necessita assicurare un'effettiva partecipazione ai poteri di controllo da parte della Regione”. Non lo dico io Consigliere di opposizione del Movimento 5 Stelle, lo dice la Corte dei Conti, poi: “Il piano di attività per l'anno 2017, si segnala che è stato approvato in difetto della previa indicazione delle prescritte linee di indirizzo da parte della Giunta regionale. Si segnala altresì l'importante perdita registrata all'esito dell'esercizio 2017, con riferimento alla partecipazione di Interporto Marche – che è di Svim – e nel richiamare la conclusione della relazione sulla gestione 2016, si rimarca la significativa perdita di esercizio registrata all'esito del 2017”.
Della perdita di Interporto Marche si è parlato molto, sollecitando una sinergia con l'aeroporto, ma stiamo leggendo sui giornali e stiamo apprendendo che la destinazione e il progetto dell'Interporto Marche verranno completamenti snaturati perché ci si faranno i farmaci, si faranno le ambulanze, tutte cose che con la funzione strategica vicino al porto e vicino al casello autostradale non hanno nulla a che vedere. L’Interporto perde 25 milioni e noi sappiamo che l'amministratore unico di Aerdorica è lo stesso di Interporto.
Andiamo avanti, ve la faccio breve perché tanto, con l'eleganza giuridica e verbale che contraddistingue le segnalazioni della Corte dei Conti, è una litania continua su tutte le partecipate e le controllate della Regione Marche.
“Perplessità si esprimono in questa prospettiva in ordine all'ulteriore apporto economico finanziario messo in campo dall'amministrazione regionale a seguito della legge regionale 19 del 5 giugno 2017”, e qui vi invito ad indovinare di cosa si parla: si parla di Aerdorica.
Quindi la Corte dei Conti dice: “Perplessità si esprimono in questa prospettiva in ordine all'ulteriore apporto economico finanziario messo in capo dall'amministrazione di Aerdorica”. L'impegno finanziario su Aerdorica lascia molte perplessità alla Corte dei Conti, come lascia perplessa l’Unione europea, la Commissione europeo, come dicevo l'altra volta, e non mi voglio ripetere, nel momento in cui si dovevano svincolare i 25 milioni della Regione verso Aerdorica. I 25 milioni, su cui la Corte dei Conti esprime perplessità per l'ulteriore apporto economico, sono ancora lì fermi e la Commissione europea ha formulato ben 35 domande per chiedere quali sono i fondamenti, su cosa si basano e quali sono le prove concrete che le chiacchiere che fate porteranno a quello che dite, ad una soluzione economica e finanziaria positiva per la controllata di maggioranza. Sempre la Corte dei Conti avverte delle eventuali responsabilità personali dei soci in questa vicenda e scrive: “A detti fini non risultano assunte iniziative da parte del socio di maggioranza, Regione Marche, peraltro impegnato in una pesante supporto finanziario”. Non risultano assunte iniziative da parte del socio di maggioranza Regione Marche! Poi c’è la mancata trasmissione – e il Presidente della Commissione Zaffiri lo sa bene – di documenti di rilievo da parte dello stesso per valutare meglio. Neanche alla Corte dei Conti hanno dato i documenti che dovevano essere forniti. Poi parla di una serie di controllate e delle partecipate, del Centro agroalimentare piceno, dove c'è un risultato negativo di esercizio e un trend negativo che ha caratterizzato i precedenti esercizi, del Centro di ecologia e climatologia e dell'Interporto Marche.
Questo, Assessore Cesetti, è per capire che c'è una continuità nella mala gestio della Regione nei confronti di tutte le partecipate e controllate, dentro le quali la Regione mette mano.
In Commissione abbiamo votato contro questo bilancio consolidato e in Aula voteremo contro, però non siamo contenti di dire: “Siamo opposizione e tutti gli elementi ci vengono forniti su un piatto d'argento per poter dire che la maggioranza sta gestendo male questa Regione”. Non ci piace affatto questa cosa perché siamo marchigiani anche noi, abbiamo le nostre famiglie qui, molti hanno lasciato le loro attività per fare i Consiglieri regionali e quindi contribuiscono a far crescere questa regione. Ci dispiace veramente che nonostante gli appelli che vengono da noi, dalla minoranza in genere, appelli allarmati e allarmanti su una gestione di questa maggioranza, tutto continua così com'è cominciato, qualcuno l'ha già detto, cercando di svuotare e sminuire sempre più il nostro apporto, il nostro ruolo, l'apporto positivo dei Consiglieri eletti della minoranza.
Quindi, è veramente con grande tristezza e con grande preoccupazione, nonostante i nostri appelli e la nostra disponibilità a mettere a disposizione le nostre competenze, le nostre conoscenze, questa maggioranza continua ad andare ciecamente contro un muro e i risultati non sono opinioni, sono numeri, non evidenziati solo da noi dell'opposizione, ma anche da organi competenti che sono istituiti per il controllo e per la valutazione di quello che questa maggioranza scellerata sta facendo.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.
 
Sandro ZAFFIRI. E’ già passato un anno, sembra ieri, da quando abbiamo discusso del consolidato 2016. Il tempo è volato ma mi sembra che le cose siano peggiorate, caro Assessore, soprattutto per quanto riguarda il problema delle partecipate, avendo inserito degli elementi distorsivi rispetto alle stesse. Mi riferisco all'interporto.
Fra pochi giorni, credo, nel mese di ottobre o novembre le Ferrovie porteranno i binari nell'Interporto, ma per trasportare le medicine, i farmaci del Presidente Ceriscioli, che posizionerà là questo magazzino, avendo fatto una convenzione con una società, vedremo chi sarà a trasportare queste medicine in giro per la regione Marche. Poi abbiamo ancora un contenzioso, abbiamo dei terreni che sono vincolati, abbiamo un problema di urbanizzazione, abbiamo il problema che non si chiamerà più interporto - è costato 100 milioni ai marchigiani – e diventerà un'altra cosa, la sede del 112, che personalmente contesto. Vorrei vedere con attenzione la direttiva della Comunità europea perché sul 112 ho delle perplessità manifestate già in riunione formali. In Italia si sono verificati, purtroppo, dei problemi, ma comunque si va avanti con le irregolarità e le difficoltà.
Per quanto riguarda l'aeroporto, e io non cito l’Aerdorica, cari amici e compagni della Giunta, perché l'aeroporto è un'altra cosa rispetto ad erdorica che sta trascinando giù il bilancio della Regione e ancora continuate a girare questa vite senza fine che sta tirando giù …, in dieci anni altri 100 milioni della comunità. Siamo fuori binario!
Poi c'è un problema, caro Assessore, lei ci deve fornire i dati ufficiali del contenzioso. Lei non sente, non vuol sentire, ci fornisca per iscritto i dati del contenzioso, quanti sono? L'altra volta ha annunciato di 270 milioni. Noi vogliamo sapere quant’è formalmente il contenzioso. Sono tre anni che lo chiediamo! Fatecelo sapere, così capiamo come sta il bilancio della Regione!. Questo bilancio della Regione è nascosto, perché manca il contenzioso. Non si agiti! Si è agitato l’altra volta e si sta agitando anche adesso! Tiri fuori il contenzioso! Tiri fuori il contenzioso! Dopo vedremo come stanno i numeri, vedremo se i marchigiani si devono preoccupare. Questo è il problema, caro Assessore, se i marchigiani si devono preoccupare sì o no. Io voglio conoscere i numeri, poi vedremo quanto di questo contenzioso rientra. Del contenzioso, come qualcuno già dice, deve essere pagato il 60-70%, su 300 milioni sono 180 milioni, non si sfugge. Questo diventa il problema.
Rispetto a questa situazione che giudizio possiamo dare? Un giudizio fortemente negativo. Abbiamo letto i numeri e sentiamo delle enunciazioni dentro questa Regione Marche che non rispondono ai numeri, perché non c’è stato, neanche precedentemente approvato, un bilancio di sviluppo in questa regione. Sono aumentati i disoccupati, le aziende in crisi, le aziende che hanno chiuso, è aumentato tutto!
Un bilancio che non ha portato sviluppo, che ha creato grossissimi problemi nelle partecipate, come diceva il Consigliere Maggi, e lei si ostina ancora a non tirare fuori i dati del contenzioso. Li vogliamo sapere e li voglio sapere da lei, non voglio avere i dati dagli uffici, voglio sentirli formalmente da lei, che è un’altra cosa, è una cosa politica. Lei lo deve dire formalmente perché lei è l’Assessore di questa Regione, lo deve dire formalmente a questo Consiglio, no a Sandro Zaffiri, a quest’Aula che è l'Aula sovrana del popolo marchigiano.
Quando ci saranno questi elementi emetteremo eventualmente un giudizio che potrebbe essere diverso da quello che esprimiamo oggi pomeriggio in quest'Aula. Lei lo sa, lei lo sa, non faccia quei gesti, lei sa che siamo coerenti.
E’ vero che in questo Consiglio in precedenza c’erano altre persone, salvo qualcuno, però vi chiamavate sempre Partito Democratico, non vi chiamavate Rosa Maria! Naturalmente c’è continuità in quello che è successo in questa Regione. Non vi preoccupate della Lega! Noi abbiamo transato. Questo è un discorso talmente puerile in termini politici che non c’entra niente, perché vi mettete sempre in questa riserva …
C’è il mio sindacato della UIL che si chiama democratico, con un'altra parola davanti. So che la UIL è presente anche nella Regione Marche e quindi tutte le cose portano.
Questa situazione la vogliamo conoscere, Assessore, abbiamo il diritto di conoscerla. Fuori i numeri, non li nasconda più e li comunichi formalmente ai Gruppi, ai Consiglieri. Faccia formalmente questa comunicazione.
Ripeto, non ci sono le condizioni oggettive per approvare questo rendiconto, vedremo se daremo un contributo positivo sulle altre cose che faremo i prossimi giorni. In questo momento siamo in una situazione molto difficile e credo che se i numeri del contenzioso dovessero aggirarsi attorno a quella realtà la Regione Marche è in una situazione abbastanza difficile, non escludendo che non ci sia anche qualche iniziativa pericolosa, perché alla Corte dei Conti non rispondete, e dovete rispondere, non ci dite il contenzioso, non sappiamo quanti sono i debiti di questa Regione per vedere se marcia bene o va verso un default.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Non è mia abitudine, però mi corre l'obbligo riportare la discussione nel giusto alveo.
Stiamo parlando del bilancio consolidato, ho visto invece l'attenzione spostarsi su singole partite come quella di Aerdorica, che è un argomento che facilmente può attirare l'attenzione. Addirittura abbiamo detto che Aerdorica ed altre società partecipate non rientrerebbero nel perimetro di consolidamento, ovvero nell’area che darebbe luogo al consolidato. Questo è un dato fermo.
Voglio portare un ulteriore elemento che può contribuire a chiarire. E’ vero che, l'ho detto anch'io, oltre che essere scritto nella relazione dei Revisori, la riconciliazione di tutte le poste non è stata completata, Consigliera Marcozzi, ma lei mi insegna che la riconciliazione, seppur non completata, non fa venir meno l'attendibilità del bilancio, perché la riconciliazione, ovvero l’elisione dei dati intercompany, così come vengono definiti, porterebbe soltanto ad una purificazione di quei dati. Mi spiego meglio, se nell'attivo ho un valore di 100 con un soggetto partecipato e nel passivo del soggetto partecipato c'è un valore di 50 nei miei confronti, la posizione netta è di 50 nel bilancio consolidato. Non avendo completato l'opera di riconciliazione, figurerà ancora 100 nell’attivo e 50 nel passivo. Questo non fa venir meno l'attendibilità, perché i numeri non sono solamente depurati, ma il valore assoluto della posta del saldo delle varie poste è il medesimo. Quindi la riconciliazione, pur non essendo stata completata, non fa venir meno l'attendibilità del risultato del lavoro che c'è dietro la redazione del bilancio consolidato.
Un'altra questione, per tornare sul tanto temuto, giustamente, effetto degli eventuali contenziosi in essere. Lo dico al Consigliere Maggi che sta nella mia Commissione, se si ricorda, abbiamo puntato un po' l'attenzione su alcune poste, proprio perché una posta pari a circa 13 milioni di ulteriore accantonamento, come indicato dalla Corte dei Conti, trova luogo e quindi non c'era una corrispondenza fra quelle colonne a cui faceva riferimento e il dato complessivo presentato nella proposta di atto amministrativo. Questo sta a significare che è stata recepita l'indicazione emersa sul rendiconto di accantonare un'ulteriore somma a titolo prudenziale per le poste in contenzioso. Quindi non è che non c'è un percorso che va in quella direzione, tutti abbiamo giustamente interesse che il bilancio sia una fotografia veritiera e corretta e sposi i principi contabili di redazione del bilancio stesso, altrimenti parleremo di cose inattendibili. L'attendibilità l'abbiamo verificata con questa posta, che differiva di 13 milioni, proprio per dar corpo a quest'ulteriore accantonamento, che ha una valenza prudenziale su tutta la redazione del bilancio.
Ho sentito parlare di mala gestio sempre in riferimento ad Aerdorica. Se non vado errato ho letto sulla stampa regionale di oggi che si ventila la possibilità - forse l’Assessore ci saprà dire senz'altro di più - di un'azione di responsabilità nei confronti delle amministrazioni che si sono succedute prima di questa amministrazione. Mi sembra un ulteriore elemento di attenzione che scongiura senza dubbio la invocata mala gestio a cui si è fatto riferimento.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.
 
Piergiorgio FABBRI. Ho sentito i colleghi che sono stati particolarmente avari di dati e allora occorre che facciamo il punto della situazione, perché se questo è un bilancio consolidato l'attenzione va messo sulle partecipate.
Quest'anno la situazione si presenta con una cornice meno indefinita rispetto a quello precedente, dove molte voci erano ancora generiche, c'è stato uno sforzo di definizione delle varie poste, all'interno della quale alcuni elementi hanno trovato una collocazione più adeguata.
Restano, comunque, evidenti e numerosi elementi di preoccupazione. Il bilancio si chiude con un positivo di 172 milioni, come ha detto il Consigliere Giacinti – l'unico numero che ha snocciolato – ma occorre evidenziare che da un lato vi è stato un apporto significativo all'interno delle immobilizzazioni materiali dovuto all'acquisizione delle strade ex ANAS dalle Province, per un valore di 105 milioni, che quindi sono stati inseriti nella parte positiva, mentre dall'altro i risultati di esercizio dei soggetti consolidati di competenza del gruppo segnano un passivo di 18 milioni, a cui si aggiungono altri 7,4 milioni del risultato di soggetti terzi, quindi arriviamo a 25. Chiaramente spicca Aerdorica e l'Interporto, che è vero che non è obbligatorio mettere nel consolidato, ma è anche vero che come Regione ci dobbiamo far carico del bilancio negativo che hanno, per cui giustamente, è inutile nasconderlo, e su questo siamo purtroppo tutti d'accordo. Si evidenzia ancora un aumento della spesa del personale, che da 86 milioni raggiunge 102 milioni.
Preoccupano i 39 milioni di ammortamenti e svalutazioni, in aumento di 29 milioni rispetto all'anno precedente. È stata ricalcolata, infatti, la tipologia di voci che non erano ben chiare all'interno anche di Aerdorica, per cui 20 milioni sono riconducibili alle svalutazioni delle immobilizzazioni.
Occorre, infine, porre attenzione ai 39 milioni di interessi passivi, anche se in leggero calo rispetto all'anno precedente, che rimangono una significativa quantità.
In particolare preoccupa il risultato economico di esercizio di Aerdorica -21,6; di Interporto -5,1; di Svim -1,9, mentre Irma, Assam e Ars oscillano intorno allo striminzito pareggio e sono poche le migliaia di euro sopra o sotto che le caratterizzano.
Preoccupa ancora di più il debito di Aerdorica 42 milioni; di Interporto 10,5 milioni; di Svim 2,1 milioni e anche delle altre società consolidate: Erap 22,3 milioni; Arpam, Ars, Assam e Irma si aggirano ognuno intorno ai 2 milioni ed i debiti verso i fornitori innescano, purtroppo, una spirale negativa sull'indotto. Abbiamo 20 milioni di debiti che bisognerebbe tentare di chiudere quanto prima, e quelli verso gli istituti di previdenza e sicurezza sociale sono insopportabili, perché vanno anche a detrimento del lavoratore stesso, quindi andrebbero quanto prima chiusi. Abbiamo 3 milioni di questa tipologia di cui 2 ascrivibili ancora una volta a Aerdorica, che è un vero buco nero.
Sono pesanti anche gli interessi passivi sostenuti da Erap, 280 mila euro, addirittura quelli di Aerdorica ammontano a 500 mila euro e quelli dell'Interporto a 140 mila euro.
Emerge chiara, come rilevato anche dal Consigliere Maggi, che ha riportato il giudizio della Corte dei Conti, ancora una volta in maniera inequivocabile l'incapacità gestionale e di controllo che la Regione manifesta nei confronti delle partecipate, ritenute strategiche per normativa regionale, a cui si assomma il pesante fardello di debiti e di interessi passivi e l'incremento di spese dovuta al personale, figlio della progressiva colonizzazione politica degli uffici sulla quale state ramificando gli amici degli amici degli amici.
Il nostro voto quindi farà nettamente contrario anche a questa cosa.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
 
Luca MARCONI. Sono intervenuto solo perché quanto ha detto il Consigliere Zaffiri per l’ennesima volta mi ha preoccupato e stavo confrontandomi con una fonte che spero verrà rilevata, non è una fonte sconosciuta, non capisco perché il Consigliere Zaffiri non abbia la relazione della Corte dei Conti in cui c’è scritto tutto. A parte i 280 milioni che non esistono, ma sarebbe preoccupante, Consigliere Maggi, se la Regione non fornisse i dati. 
La Corte dei Conti fa una relazione in cui dice “la Regione ha x e ha stimato y”, non mi avventuro sui numeri, c’è la relazione dei Corti dei Conti e questa non può essere un’accusa. Come marchigiano mi preoccuperei molto di più per l’aumento dello spread. Questo mi preoccupa molto di più del contenzioso della Regione Marche. Mi preoccupo anche per chi deve pagare i mutui sopra il 3-4%, mentre ha cominciato a pagarli allo 0,5 o all’1%.

(interrompe il Consigliere Zaffiri)
 
PRESIDENTE. Consigliere Zaffiri, per favore non interrompa il Consigliere Marconi.
 
Luca MARCONI. Può andare avanti anche per mezz’ora, per quel che mi riguarda ripeterò sempre la stessa cosa, così chi ci ascolta lo risente più di una volta.
Mi preoccuperei di più dello spread. Viva il Governo Berlusconi che è stato capace di tenere a bada tutte queste cose e a dialogare intelligentemente con l’Europa finché non l’hanno fatto fuori, caro Consigliere Celani. Viva il Governo Berlusconi, quando il centro-destra era guidato da una persona intelligente e capace. Vado controcorrente perché penso che non ci sia rimasto più nessuno, forse io ed il Presidente Ceriscioli, che siamo intellettualmente onesti e diciamo che Berlusconi è una persona capace. Nessuno si accoda più a questo tipo di … Anche il Consigliere Celani! Cresce il numero degli intellettualmente onesti, perché poi sono i fatti che contano.
Invito caldamente l'Assessore Cesetti a ripetere i dati, così finisce questa presunta favola.
Ora il punto è un altro. Individuare una responsabilità politica intorno a un contenzioso può essere solo una sottostima, perché dai ragionamenti che sento se deve esserci una responsabilità politica rispetto agli atti, è una sottostima. Cioè la Giunta è responsabile in quanto non stima in maniera adeguata il contenzioso, quanto potrebbe maturare come debito, e non accantona una cifra significativa e consistente. Vorrei sapere quante aziende e privati avendo contenziosi per un milione, accantonano un milione. Io vorrei vedere questi bilanci. Vorrei vedere se un’azienda che ha un contenzioso di un milione non fa affidamento sul fatto che in Italia si decide dopo 23 anni – io ho una causa civile in corso di quando ero Sindaco, nel 1993, se n’è chiusa una parte ma ne hanno riaperta un’altra, sono passati 25 anni, ho accantonato per un po’, perché mi dissero che potevano chiedermi un rimborso di 330 mila euro, però poi non ha accantonato più.
Invito il Consiglio a fare un’altra valutazione sul clima generale nel quale ci troviamo immersi, penso soprattutto alla sanità, e non penso ai casi specifici, Presidente Ceriscioli, all'incidente politico e tecnico, e penso al biogas visto che ero in Giunta, quindi mi sento in qualche maniera responsabile - ha ragione il Consigliere Zaffiri, forse è meglio che cominci ad accantonare qualcosa - forse l'errore è stato di non andare avanti rispetto a una cosa che facevano tutti e sarebbe interessante ragionare nuovamente a freddo su questa vicenda, sulla quale si è scatenato il finimondo perché c’era bisogno di prendere i voti, per cui alla fine ce la siamo fatta sotto e siamo tornati indietro. Troppo tardi, perché comunque nel frattempo ci hanno fatto ricorso.
Sceneggiate all’italiana, non voglio citare nessuna regione in modo particolare del sud, ma anche sceneggiate marchigiane. Non si è capito perché quello si è potuto fare in tutta Italia, dall'Emilia Romagna, alla Lombardia, dal Veneto, alla Campania, alla Calabria, non si è potuto fare nelle Marche, dove anche se si apriva una centralina a 2 kilowattori era un problema.  
C’è anche da dire che forse un po' tutti, se ci teniamo a questa azienda Marche, a questa Regione Marche, dovremmo stare un po’ più attenti anche nel linguaggio, perché tanto ricorso al contenzioso nasce anche dal fatto che c’è un convincimento sempre più crescente nei marchigiani, e partitamente negli italiani, che attraverso questa strada si ottiene giustizia e si ottengono i soldi. Non vorrei, Presidente, che arrivassimo a quello che mi è capitato di sentire nella Circumvesuviana di Napoli, dove con grandissima insistenza una pubblicità su due riguarda dei studi professionali che agiscono contro la sanità della Campania. “C’è un problema? Vieni da noi”. Specifica i casi, financo un’analisi clinica! “Non pagherai nulla, ti daremo tutto, solo in caso di vittoria prenderemo un X, che mi pare si aggiri interno al 20-30%”.
Quindi la riflessione la farei su questo, non è che il contenzioso monta perché in amministrazione ci stanno dei pazzi che non vedono l’ora di buttar via i soldi in quella maniera, ma penso che la Giunta, la maggioranza, siano molto più interessate ad avere dei soldi a disposizione per fare cose utili per i marchigiani.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Avrei voluto intervenire solo in dichiarazione di voto, ma quello che ha detto il Consigliere Fabbri è gravissimo. Siccome qui non abbiamo assunto né gli amici, né gli amici degli amici, né gli amici degli amici degli amici, adesso pretendo che faccia nomi, cognomi e amicizie oppure dichiara di aver detto una stupidaggine in Aula. Tertium non datur. Pretendo che un’affermazione così grave venga circostanziata o ritirata. Semplice.
Sul resto, la scelta e il percorso che abbiamo fatto sulle partecipate è ormai chiarissimo, non abbiamo mai nascosto nulla, abbiamo affrontato i temi, valutato la strategicità di quelle infrastrutture e lavorato per il risanamento, con risorse endogene nel caso dell'Interporto e con risorse nostre nel caso dell'aeroporto.
Credo che oggi, alla luce del piano di rilancio di Alitalia, la nostra impostazione sia modesta come atteggiamenti, comportamenti e come scelte. Per esempio, nel nostro percorso, estremamente complesso, “moriamo matti” nel cercare di ottenere dalla Comunità europea l’assenso per l’aiuto di Stato, per poter fare un aiuto di Stato senza infrazione. Ricordo che su Alitalia c’è il problema dell’infrazione. Quindi con grande impegno, con grande serietà e progettualità, avendo riconosciuto queste scelte strategiche, lavoriamo per il loro risanamento.
Aerdorica, Consigliere Busilacchi, quando siamo entrati aveva 106 dipendenti, 4 voli e 40 milioni di debiti, quello che facciamo, che è tutto noto, chiaro, trasparente, lo facciamo con l’obiettivo di risanare questa azienda e restituire alla Regione in piena operatività un'infrastruttura strategica per la sua economia e per il suo sviluppo.
Sull’Interporto l’azione è stata altrettanto decisa e spero che presto potremo raccogliere i frutti del lavoro che abbiamo promosso, anche qui offrendo alle Marche una piattaforma logistica di grandissimo interesse economico.
Un’intuizione straordinaria di trent'anni fa, mai praticata, che sta arrivando a un suo pieno dispiegarsi in termini opportunità, in un mondo in cui la logistica è diventato il centro del sistema.
Quindi, con impegno e serietà, senza aver sottratto un euro da quelle casse, senza aver fatto assumere amici e amiche – ho chiesto prima che questa dichiarazione sia circostanziata, voglio sapere quale amico o quale amica abbiamo assunto nelle partecipate – stiamo dando un buon servizio.
I dati sono quelli, spero tanto che già il prossimo anno possiamo ritrovarci qua col bilancio consolidato guardando altri numeri.
Una partita, secondo me, è relativamente facile, l'altra è complicatissima, di quelle che fanno tremare i polsi a chi l’affronta, ma sono convinto che i numeri saranno migliori di quelli di quest'anno, semplicemente avendo accettato un percorso fatto di serietà, di impegno e di grandissima trasparenza, scegliendo la trasparenza come strada per risolvere questo tema.
Se il bilancio consolidato e se le partecipate hanno vissuto momenti difficili, la causa non è certo nell'azione del Governo di questi anni.
Rivendico un'azione positiva nei confronti del sistema, lavorando per portare in bonis tutte queste partite, che per loro storia sono arrivate in una determinata situazione.
L’approvazione di questo bilancio consolidato è anche la testimonianza dell'impegno e del lavoro che abbiamo profuso nella giusta direzione per il risanamento di queste realtà.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.
 
Piergiorgio FABBRI. Sono a chiedere scusa per la frase che ho detto, che mi è scappata ed era assolutamente inopportuna. Su questo voglio mettere nero su bianco, perché su queste cose, giustamente, o uno ha l’elenco dei nomi e lo porta oppure non le dice.
 
PRESIDENTE. Grazie Consigliere Fabbri, è giusto chiedere scusa quando si sbaglia.
Ha la parola l’Assessore Cesetti.
 
Fabrizio CESETTI. Innanzitutto, per quel che vale, mi complimento con il Consigliere Fabbri, fa onore quello che ha fatto.
Presidente Giacinti, quando si parla di bilancio consolidato, bisognerebbe parlare di bilancio consolidato e non cercare di evocare questioni che nulla c’entrano con il tema all’ordine del giorno.
Quando parliamo di bilancio consolidato dobbiamo rilevare che lo approviamo all’esito dell'approvazione del rendiconto 2017, parificato totalmente dalla Corte dei Conti ed è evidente che la Corte dei Conti faccia dei rilievi, ci mancherebbe altro, ma quel che conta è il risultato finale.
Quante volte ho detto che un percorso politico, amministrativo, giuridico o contabile, è un percorso complesso, e quel che conta è l'esito finale. L’esito finale è positivo, punto e basta. C’è il parere della Corte dei Conti, organismo terzo, ed è un parere che ha dato addirittura con le forme del “contenzioso”, in contraddittorio con gli uffici ed anche con la parte politica.
Per quanto riguarda questo bilancio consolidato, ad esempio abbiamo il pieno parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti, anch’esso organismo terzo rispetto a noi. E’ questo quello che vale, il resto sono chiacchiere, acqua calda.
Per quanto riguarda lo specifico delle partecipate, non tutte rientrano nel cosiddetto perimetro del consolidamento, ma ci rientrano soltanto quelle che ha evocato poc’anzi Giacinti. Tra l'altro non sarebbe neanche obbligatorio, perché di queste soltanto l’Erap supera la cosiddetta soglia di rilevanza, che è attestata al 5% del cosiddetto bilancio regionale (su circa 5 miliardi è di 250 milioni e l’Erap è a 440 milioni).
Voglio ritornare sulle partecipate perché le avete evocate. Su questo ha risposto in parte il Presidente, ma voglio ribadire un fatto, Consigliere Maggi. Abbiamo trovato una situazione delle partecipate disastrosa. Io ne ho dato atto anche nel mio intervento alla Corte dei Conti, e lei Consigliere Maggi c’era, dove ho riconosciuto che sul punto ci sono serie criticità. Sono questioni che lei onestamente deve riconoscere.
Abbiamo trovato la situazione disastrosa delle partecipate, a partire da Aerdorica o dai numerosi fallimenti che hanno interessato le società partecipate e noi con grandissima difficoltà, perché il terreno è scivoloso e complesso, abbiamo cercato di rimediare, non solo di mettere una toppa, abbiamo cercato di risanare e di dismettere alcune partecipazioni. Lo abbiamo fatto, ci sono delle difficoltà oggettive per esempio per l'impossibilità di vendere le quote o per l'impossibilità dei … Cito tra tutte il Centro agroalimentare che ha sede a San Benedetto di cui avevo le quote quando ero Presidente pro tempore della Provincia di Fermo.
Gli sforzi fatti su Aerdorica, capisco che qualcuno – non credo voi – si auguri il fallimento di questa società. Noi non ce lo auguriamo perché gestisce un'infrastruttura strategica per la regione Marche e noi abbiamo il dovere di creare le condizioni affinché la società possa essere salvata, come stiamo facendo, attraverso la procedura di concordato a cui siamo stati ammessi. Già questo è un risultato.
Abbiamo ridotto le esposizioni, quelle che sono riducibili, come ci sono state riduzioni di personale e delle spese delle consulenze. Ma andiamo a vedere le precedenti gestioni. L’ho detto in quella sede, qui più volte e lo ribadisco, in Aerdorica sono successi fatti e comportamenti inenarrabili, non solo perché c’è in atto un'inchiesta della Magistratura, che si è conclusa con delle sonore condanne, ma quello che è grave è che sono avvenuti nel silenzio dei più e dei tanti, dove qualcuno ha fatto finta di non vedere. Noi invece appena arrivati qua abbiamo aperto subito gli occhi.
Lo ricordava il Consigliere Giacinti e anch’io ho letto sul giornale che si sta pensando di promuovere l'azione di responsabilità nei confronti degli organi societari per fatti fino al 2015. Io dico ben venga questa azione di responsabilità, ovviamente nella sussistenza delle condizioni di legge, però non a caso si parla fino al 2015. Noi ci siamo trovati queste situazioni e, ripeto, stiamo cercando di risolverle.
Io ho una delega molto ibrida, devo gestire, insieme agli Assessori competenti, la delega dei rapporti con le partecipate e so quanto è difficile questo percorso, ma subito ci abbiamo messo le mani per quanto riguarda le procedure di dismissione delle partecipazioni. Abbiamo, tra l’altro, per volontà del Consiglio che ha approvato un apposito atto di legge, salvato da queste dismissioni la Cosmob e la Meccano e le abbiamo inserite all'interno delle cosiddette società indispensabili, società che tra l’altro non erano in passivo. Questo è quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo, ripeto, pur con le grandi difficoltà che però derivano da gestioni disastrose del passato, avvenute tra l'altro nel silenzio generale.
Sulla questione del contenzioso, che nulla c'entra, voglio dire al Consigliere Zaffiri di inoltrare la richiesta al Servizio avvocatura che gli darà tutti i dati di cui necessita, perché è un dovere e lo faranno. Sono dati che mi pare siano stati forniti anche ad altri Consiglieri. Il Consigliere Maggi, che ha chiesto diligentemente, se mi posso permettere, da tempo questi dati mi pare che li abbi avuti e se non sono esaustivi li richieda e gli uffici glieli daranno, anche perché è un loro dovere.  
Per quanto riguarda il resto, personalmente non mi sottraggo alla risposta, Consigliere Zaffiri, mi faccia un atto ispettivo e gli risponderò sotto il profilo politico. Ma voglio dire una cosa, si scordino tutti che io vado a fornire dati cosiddetti sensibili, perché debbo calcolare il contenzioso molto aleatoriamente, perché non posso dire quel che penso su un determinato contenzioso, perché così facendo creerei un danno al diritto-dovere di difesa dell'amministrazione. Non posso farlo, io non posso dire di fronte a un contenzioso: “Qui dovrò pagare X cifra perché probabilmente si perderà”. Anche se fosse vero io non posso dirlo, perché arrecherei un danno irreparabile all'amministrazione. Quindi questo non lo farò mai, però i dati vanno forniti.
E’ ora di farla finita di dire cose, anche se in perfetta buona fede, che non sono vere. Questi atti sul contenzioso analiticamente gli abbiamo forniti, come richiesto alla Corte dei Conti, anche in sede di parifica. La Corte dei Conti ha preso atto positivamente dei dati forniti dal Servizio avvocatura. Leggo testualmente il passaggio del Magistrato della Corte dei Conti (mi sono fatto mandare la foto della relazione dagli uffici, perché non pensavo che si parlasse di contenzioso, perché nulla c'entra): “L'accantonamento è stato calcolato sulla base di una ricognizione del contenzioso in essere e di un’analitica valutazione per singola vertenza del rischio di soccombenza, effettuata dal Servizio avvocatura regionale - attività normativa. La valutazione della soccombenza del contenzioso è stata effettuata da ciascun legale suddividendo il rischio improbabile, possibile e remoto - e non potrebbe essere diversamente –. Il calcolo – e arriviamo a quello che dice il Consigliere Zaffiri – dell'accantonamento è stato effettuato applicando un'aliquota del 30%, destinata alla sorte capitale e di un’ulteriore aliquota del 3% destinata alle spese, sul valore del contenzioso classificato come probabile. Pertanto, a fronte di un contenzioso probabile di euro 153.470.961,57 – non nascondiamo nulla – l'accantonamento è stato quantificato in euro 50.645.417,32, di cui euro 32.145 accantonati nel risultato di amministrazione ed euro 18.500.000 stanziati sul bilancio di competenza 2018/2020. Non solo il fondo è congruo, ma i dati sono stati forniti analiticamente”. C’è di più, Consigliere Maggi, mi ascolti per favore: “La sezione prende favorevolmente atto dell'incremento dell'accantonamento rispetto al consuntivo dell'esercizio precedente e del riutilizzo di un criterio di stima basato sul rischio di soccombenza avendo con ciò dimostrato la Regione di accogliere le osservazioni formulate in sede di parifica del rendiconto 2016”.
Questo è il giudizio della Corte, quindi non sono parole mie. Più di questo che c'è da fare, chiedo al Consigliere Zaffiri? Penso che sia, in modo analitico come non mai, abbastanza sufficiente.
Nel passato non avveniva questo, noi l'abbiamo fatto, nel futuro, Presidente, lo faremo ancora e lo faremo ancora meglio. Ma cosa dovremmo nascondere? Stiamo scherzando?! Ma di che parliamo! Noi non solo non dobbiamo nascondere, ma dobbiamo fare emergere – voi spesso lo fate in modo serio e vi ringrazio – le cose che non vanno, è un nostro dovere, come stiamo facendo.
Posso aggiungere un altro dato. Il contenzioso in essere, quello che analiticamente abbiamo fornito, riguarda le precedenti gestioni. Ve lo posso assicurare, al di là di qualche giudizio amministrativo, quello sulla legittimità degli atti, sulle autorizzazioni, per il resto non mi risultano, se non in modo minimale, contenziosi, ad esempio di carattere civile in ordine alla responsabilità della Regione. Cerchiamo nel fare amministrazione di evitare quanto più possibile l'insorgere del contenzioso che, son d'accordo con voi, determina una situazioni di incertezza per i bilanci regionali, ma non la determina se noi procediamo, come abbiamo proceduto, ai giusti accantonamenti in una misura del 30 %, che mi pare tra l'altro sia una misura alquanto equa.
 
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 55. La pongo in votazione.
 
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
 
Proposta di deliberazione n. 25
ad iniziativa della Giunta regionale
“Indizione del referendum consultivo in merito alla proposta di legge concernente l'istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Auditore e Sassocorvaro, ai sensi della lettera a) del comma 1 dell'articolo2 della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 (Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche)”
(Discussione e votazione)
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 25 della Giunta regionale.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.
 
Francesco GIACINTI. All'ordine del giorno abbiamo iscritto con urgenza questa proposta di deliberazione per far sì che i Comuni di Sassocorvaro e Auditore possano procedere speditamente verso la fusione che hanno già deliberato. Con questo atto andremo a rendere possibile l'indizione del referendum.
Il referendum presuppone che tra la data di indizione e la tenuta dello stesso ci siano 50 giorni di tempo, ecco il motivo per cui dobbiamo muoverci celermente.
Non nascondo che ho ricevuto molte telefonate dei Sindaci interessati, perché quando ci sono queste operazioni si arriva sempre verso la fine anno, con l'angoscia di non fare in tempo prima della chiusura dell'esercizio, perché gli effetti ovviamente decorreranno, se avrà luogo la fusione, dal primo gennaio 2019.
Colgo l'occasione anche per fare la mia dichiarazione di voto, chiedo di votare favorevolmente questa proposta di legge, visto e considerato che i Comuni interessati ci hanno anche edotto sul fatto che nel caso il referendum non fosse univoco, hanno già tracciato il responso. Questo agevolerebbe in ogni caso l'interpretazione, anche se è sul tavolo della Commissione cercare di trovare la sintesi tra alcune proposte di legge sul tema delle fusioni.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.
 
Giovanni MAGGI. Questa proposta di legge ovviamente ci vede favorevoli perché noi vogliamo che in queste fusioni la volontà dei cittadini sia sovrana in tutti i sensi.
Questa proposta di legge riguarda solamente l'indizione del referendum, non c'è altra cosa.
Come ha detto il mio illuminato Presidente della prima Commissione, illuminato nel senso che ha sempre un equilibrio, buonsenso oltre che competenza, in Commissione stiamo discutendo tre proposte di legge che devono modificare la legge approvata da questo Consiglio che ha suscitato una polemica e un dibattito molto accesi per quanto riguarda Montemaggiore, perché è stato l’unico a votare in maniera contraria alla fusione con gli altri due Comuni, ma per la legge regionale è costretto alla fusione.  
Noi prendiamo come indicazione, e la vogliamo fornire alla maggioranza, al Presidente e a tutta la sua Giunta, questa di due Sindaci, direi illuminati, che hanno detto: “Se i nostri cittadini non vogliono, fermeremo tutto e non ci fonderemo più”. Come abbiamo detto anche in Commissione, un Sindaco, prima di dire ci fondiamo, deve fare delle assemblee, sentire i suoi cittadini nei quartieri e nel momento in cui sente l’umore della sua popolazione, dei suoi amministrati, decide in Consiglio comunale la fusione con altro o altri comuni. Un Sindaco che non sente i suoi cittadini, che chiede una fusione senza avere il polso della situazione, visto che poi le fusioni non sono nel programma con cui viene eletto, quindi è una cosa a parte, a noi del Movimento 5 stelle e a me personalmente ci lascia perplessi.
Noi cerchiamo, e spero che si trovi la quadra in Commissione, di mettere al primo posto la volontà dei cittadini che ovviamente non dovrebbe preoccupare, come dicevo prima, il Sindaco illuminato che ha il polso della situazione dei suoi amministrati perché se sa già che la popolazione non è favorevole alla fusione non la propone neanche.
Visto che la norma nazionale demanda alla Regione la legge di fusione, direi che la Regione non dovrebbe ingerire nella volontà dei cittadini, ma fare una legge che preveda di non procedere a fusione nel momento in cui, in seguito al referendum, un Comune risulti contrario. Sarà l'altro Comune o gli altri Comuni che rimangono a rifare la procedura per la fusione senza l'altro Comune oppure il tutto finisce lì. Che la Regione mandi avanti una fusione anche in presenza di un risultato referendario negativo, mi sembra che abbia poco a che fare con la democrazia.
Ripeto, l'indizione del referendum dei Comuni di Auditore e Sassocorvaro è il primo passo verso la conoscenza della volontà dei cittadini, che io credo venga riaffermata, perché i due Sindaci hanno sentito la popolazione e sono forti del suo appoggio nella richiesta di fusione.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.
 
Luigi ZURA PUNTARONI. Ho una curiosità, visto che su queste storie di fusioni e aggregazioni ci siamo sempre fatti molto male. A questo punto queste due popolazioni dovrebbero essere amanti una dell'altra, perché con tutti i problemi che abbiamo chi glielo fa fare?
Alla luce di quello che è accaduto, che abbiamo toccato con mano, le giornate perse, le mortificazioni, le umiliazioni, lasciamo perdere, questi oggi si vanno a fondere, fino a ieri c’era una cassa con dei vantaggi economici, ma di quella cassa prevista da Roma è rimasto qualche vantaggio economico tangibile oppure quando verrà messa in atto la fusione la troveranno vuota?
Assessore Cesetti, mi rivolgo a lei perchè alla fine questi diranno: “Avete portato avanti la fusione, ma perché non ci avete detto che non c’era più una lira?”. Toccherà dirgli che il momento è complicato!
I vantaggi sono effettivi o sono effimeri? Assessore Cesetti lo dico a lei, chi ce lo fa fare di dedicare tre ore per una fusione se poi tutto va nel nulla ?
 
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione.
Proposta di deliberazione n. 25. La pongo in votazione.
 
(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Su richiesta del Consigliere Giacinti, la Conferenza dei Capigruppo si è espressa favorevolmente in merito all’anticipo della mozione n. 395, abbinata all’interrogazione n. 689, non ci sono obiezioni, quindi trattiamo questi atti e poi proseguiamo con gli altri punti all’ordine del giorno.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.
 
Gianluca BUSILACCHI. Presidente, alle ore 17,00 è prevista una riunione del Comitato di valutazione delle politiche con un'audizione, quindi vorrei chiedere, se non ci sono urgenze e sentiti anche gli altri Consiglieri e Assessori, se dopo questo punto, verso le 17,00-17,15, possiamo chiudere i lavori.
 
PRESIDENTE. C’è la proposta del Consigliere Busilacchi di chiudere i lavori alle 17.15, ma dobbiamo votare il rinvio degli altri punti all’ordine del giorno. Intanto procediamo con la trattazione della mozione n. 395.
 
Mozione n. 395
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Disservizi di Poste Italiane nel Comune di Porto Sant'Elpidio e nel fermano”
 
Interrogazione n. 689
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Ritardi consegna posta”
(abbinate)
(Discussione e ritiro)
 
PRESIDENTE. L'ordine del giorno prevede la mozione n. 395 del Consigliere Giacinti e l'interrogazione n. 689 della Consigliera Marcozzi, abbinate.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Giacinti. 

Francesco GIACINTI. E’ una mozione che trae origine dalle criticità che si sono verificate in seguito al riordino dell'organizzazione del servizio di recapito postale nella provincia di Fermo, in particolare nel territorio dei comuni di Porto Sant'Elpidio, Montegranaro e Sant'Elpidio a Mare.
Debbo dire che nell'imminenza, l'Assessore Cesetti si è prodigato e mi ha fatto incontrare i responsabili di questa operazione di riorganizzazione del servizio postale, a cui ho manifestato queste criticità.
Le criticità sono imputabili, secondo quello che mi hanno risposto, ad un aumento consistente del traffico epistolare nel periodo estivo, conseguente anche a delle contingenti concentrazioni legate ad eventi di natura fiscale e a richieste da parte dei Comuni, in contemporanea ad una riorganizzazione del servizio che ha visto la chiusura di alcuni punti di recapito, concentrati in un unico centro di smistamento in località Salvano, tra Fermo e Porto San Giorgio.
La chiusura degli altri punti di smistamento ha comportato, oltre alla rivisitazione delle modalità di smistamento del traffico, delle criticità, come le consegne fatte in ritardo, con conseguenti difficoltà legate a scadenze di utenze. Questo ha comportato disagi per la cittadinanza.
Ebbi rassicurazioni sul fatto che il servizio necessitava di un periodo di migliore riorganizzazione del nuovo sistema. Qualche risultato si è visto, però nel Comune di Porto Sant’Elpidio mi rappresentano ancora – e anche oggi c’era un articolo sulla stampa - il persistere di criticità legate a questi ritardi nella consegna.
Questa è la situazione in cui è maturata questa mozione.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.
 
Fabrizio CESETTI. Da tempo è stata avviata una interlocuzione da parte della Regione con la Direzione di Poste Italiane S.p.A. per il mantenimento dei livelli essenziali dei servizi postali nel territorio regionale.
In effetti già in data 14 maggio 2018, con mia nota si chiedeva a Poste Italiane di recedere dal graduale smantellamento e/o depotenziamento della rete di distribuzione della posta e dei servizi, in particolare nelle aree interne ed anche in altre realtà della regione.
Nel riscontrare detta nota Poste italiane faceva presente che "non è intenzione dell'Azienda, infatti, produrre iniziative che vadano ad impattare luoghi che tradizionalmente sono punti di riferimento per l'erogazione di servizi dedicati ai cittadini, alle imprese e alla pubblica amministrazione".
In merito alle questioni sollevate con la mozione n. 395 e riprese dall'abbinata interrogazione n. 689, questo Assessorato, d'intesa con il Presidente della I Commissione, Francesco Giacinti, interessava immediatamente l'Ente Poste per ovviare alle lamentate criticità ed in occasione di un incontro, appositamente convocato, con il Presidente della I Commissione Giacinti ed i responsabili regionali dell'Ente Poste Italiane, questi ultimi chiarivano i termini della riorganizzazione del servizio dei recapiti.
Nell'occasione, infatti, Poste italiane rappresentava, tra l'altro, che “il servizio di recapito della corrispondenza nella zona del fermano ha fatto registrare rallentamenti attualmente in via di normalizzazione, grazie all'adozione di azioni mirate. Le criticità, in parte dovute a picchi anomali dei volumi di posta nel periodo estivo e al recente cambio organizzativo introdotto dopo la riorganizzazione delle consegne, sono state superate, assicurando un livello di servizio in linea con gli standard di qualità”.
In effetti, e sicuramente all'esito delle reiterate sollecitazioni di questa Regione, da una fase iniziale altamente critica, la situazione si stava avviando verso la normalizzazione, ma proprio in questi giorni sono stati denunciati molti e gravi disservizi e conseguenti disagi per l'utenza, in particolare nella città di Porto Sant'Elpidio.
E' pertanto necessario che Poste Italiane intervenga con tempestività per il definitivo superamento delle criticità evidenziate con la mozione n. 395 e riprese dall'abbinata interrogazione n. 689.
Per conseguire questo obiettivo proseguiranno le interlocuzioni con la Dirigenza di Poste Italiane alla quale è stata inviata una specifica nota con richiesta di interventi ed ii Responsabile regionale, sentito per le vie brevi, ha garantito che in settimana si recherà personalmente nella città di Porto Sant'Elpidio per verificare e risolvere la situazione.
Questa risposta la consegno sia al Presidente Giacinti sia alla Consigliera Marcozzi, unitamente alla nota ultima che ho inviato a Poste Italiane.
Auspico di aver soddisfatto l'interrogante e soprattutto quanto sollevato dal Presidente Commissione Giacinti.
 
Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per la replica, la Consigliera Marcozzi.
 
Jessica MARCOZZI. Ringrazio l’Assessore per la risposta. Condivido in pieno la mozione fatta dal Consigliere Giacinti, che ho poi ripreso con l'interrogazione.
In merito all'interlocuzione con la dirigenza di Poste Italiane la ringrazio, però, come lei ha già detto e come ha detto anche il Consigliere Giacinti, negli ultimi giorni i disagi sono continuati. Sono state sollevate varie criticità da parte nei cittadini, quindi la invito a seguire la strada dell'interlocuzione, perché i disagi sono parecchi.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.
 
Francesco GIACINTI. Ringrazio anch'io l'Assessore Cesetti, anche per la solerzia con cui risposto a questa emergenza che si è verificata e che ancora non ha concluso i suoi effetti.
Prendo atto del suo impegno, di cui ho già detto nell'illustrazione, in quanto si è prodigato nel favorire un incontro con i vertici del Servizio postale regionale, dai quali ho avuto questa rassicurazione. Però, continuiamo a tenere sotto la lente di ingrandimento questa problematica, perché proprio oggi un articolo, seppur la stampa va sempre presa con le molle, riporta che ancora persistono delle criticità per la consegna della posta in quella parte di territorio.
Mi ritengo soddisfatto di questa risposta e soprattutto dell'impegno a tenere sotto controllo la questione.
 
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.
 
Elena LEONARDI. Utilizzerò questo tempo per fare anche una dichiarazione di voto favorevole alla mozione presentata, ricordando il fatto che la questione dei ritardi della posta è stata sollevata per la prima volta dal coordinatore provinciale di Fermo di Fratelli d'Italia, Andrea Balestrieri, che, sollecitato da molti cittadini rispetto a queste inadempienze e a questi disagi, ha addirittura scritto al Prefetto per segnalare la gravità di questa situazione.
Mi fa piacere che la questione sia stata presa in carico dall'amministrazione regionale, vedremo se poi realmente questi disservizi e questi tagli andranno ad essere superati da un intervento, di cui anche l’Assessore competente ha detto di farsi carico, proseguendo nella interlocuzione con le Poste.
 
PRESIDENTE. Se il Consigliere Giacinti ritira la mozione non andiamo avanti con il dibattito. Consigliere Giacinti, la mozione è ritirata? (…) La mozione n. 395 è ritirata.
 
Sull’ordine dei lavori
 
PRESIDENTE. C’è la richiesta di chiudere i lavori alle 17,15. Ha la parola il Consigliere Giancarli.
 
Enzo GIANCARLI. Se non ho capito male le interrogazioni a risposta immediata sono state inserite nel nuovo regolamento. Lo considero un grande fatto di democrazia, di partecipazione e di attenzione di questa istituzione alla comunità marchigiana.
Sono stato il fine settimana a Fabriano, perché sono stato chiamato da alcuni lavoratori e da alcuni sindacalisti della ex Antonio Merloni che mi hanno posto un problema, quindi ho fatto un'interrogazione a risposta immediata.
Ringrazio l'Assessore Bora che mi ha dato la disponibilità per una risposta. Questa mattina si parla della cassa integrazione per 650 lavoratori. Lo considero uno degli atti più importanti di questa giornata di un'istituzione che è vicino alla propria comunità. Poi decidete come volete.
 
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione, per alzata di mano, la richiesta di chiudere i lavori del Consiglio alle 17.15.
 
(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Romina PERGOLESI. Prima abbiamo chiesto di ripetere la votazione perchè secondo quanto affermato da lei ci sono 26 presenti in quest'Aula, ma io ne conto di meno, quindi chiedo di verificare il numero dei presenti.

  PRESIDENTE. Ci sono i Consiglieri segretari che hanno contato puntualmente, 13 più 11 fa 24 e non 26.
Procediamo secondo l'ordine delle interrogazioni.
 
Interrogazione n. 708 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Imminente scadenza degli ammortizzatori sociali per i 650 lavoratori della JP Industries”
(Svolgimento)
  
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 708 - a risposta immediata - del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Rispondo da parte dell’Assessora Bravi che oggi è a Roma.
La JP lndustries ha acquisito asset molto importanti della Antonio Merloni con la relativa manodopera, distribuita in modo omogeneo tra i siti produttivi delle Marche e dell'Umbria.
Nel territorio interessato dall'Accordo di programma ex A.Merloni, la JP lndustries ha in programma la realizzazione di un'ampia progettualità, dotata di una cospicua rilevanza sotto il profilo della ricaduta industriale e occupazionale, comprensiva di un progetto di sviluppo industriale, la cui fattibilità è condizionata dal perfezionamento degli accordi in corso con un pool di banche finanziatrici e di un programma di investimenti in attività di ricerca e sviluppo, attualmente all'esame del Ministero dello sviluppo economico.
L'investimento produttivo riguarda l'installazione di nuove attrezzature ed impianti di produzione volti alla produzione di un'innovativa gamma di elettrodomestici "alto di gamma" e "semiprofessionali", a cui è stata destinata una quota pari a euro 9 milioni nell'ambito del plafond complessivo di 35 milioni in dotazione dell'Accordo di programma ex A. Merloni, sottoscritto nel 2012 e più volte prorogato, da ultimo con Atto integrativo ancora alla firma del Ministero dello sviluppo economico che ne dispone la proroga al 18 marzo 2020. Questa parte del programma non necessita di cofinanziamento regionale.
Il programma di ricerca e di sviluppo sperimentale è contemplato in una proposta progettuale presentata dalla società JP lndustries al MiSE e a Invitalia in data 14 settembre 2017, dal titolo "Nuova gamma di elettrodomestici (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi) "alto di gamma" e semi professionali dalle elevate prestazioni, ecocompatibili, predisposti per applicazioni di "home-automation", con algoritmi di controllo e gestione evoluti ed interfaccia HMI innovativa per il miglioramento dell' "Ambient Assisted Living".
Detto programma di ricerca e sviluppo verrà finanziato a valere sul Fondo per la crescita sostenibile di cui al DL 83/2012, convertito con modificazioni dalla legge 134/2012, e formerà oggetto di apposito Accordo di programma da stipularsi tra le due Regioni Marche e Umbria e il Ministero dello sviluppo economico.
Dei tre progetti in cui è articolato il programma di ricerca e sviluppo, la Regione Marche è interessata a due interventi, il primo dal titolo "Macchine di lavaggio" e il secondo "Nuova piattaforma elettronica per elettrodomestici green" ubicati nei siti di Maragone e di Santa Maria a Fabriano, che nel loro complesso generano un investimento ammissibile di circa 12 milioni di euro, a fronte dei quali l'agevolazione pubblica - nella forma di contributo diretto alla spesa e di finanziamento agevolato - sarà pari a euro 8.935.578, in linea con le intensità di aiuto previste dal Reg. GBER 651/2014.
Per l'attività di ricerca e sviluppo la normativa prevede invece la partecipazione regionale, che assumerà esclusivamente la forma del contributo diretto alla spesa, pari a € 893.6780.
Consegno anche, sempre da parte dell'Assessora Bravi, al Consigliere Giancarli,  una lettera a doppia firma del Presidente Ceriscioli e della Presidente Marini, che reca la data di protocollo del 24 agosto ultimo scorso, con la quale chiedono al Ministro Di Maio un incontro urgente per valutare tutte le iniziative necessarie a definire un percorso in grado di delineare le prospettive per l'azienda e per i lavoratori in essa occupati, oltre che per l'intera area di crisi, lettera a cui non è mai stata data risposta assieme a tante altre che anche la sottoscritta ha inviato. Immagino che sarà occupato a cercare risposta alle tante promesse di campagna elettorale che adesso iniziano a far emergere le proprie fragilità.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.
 
Enzo GIANCARLI. Voglio soltanto ringraziare l'Assessora Bora e per suo tramite l'Assessore Bravi, e per quest'ultima lettera a cui ha fatto riferimento anche i Presidenti Ceriscioli e Marini.
La questione è complessa e la risposta, come avete avuto modo di ascoltare, è stata molto ricca e articolata. Ripeto, grazie, anche alle persone che non sono qui, ma che sono protagoniste della vicenda
 
Interrogazione n. 709 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Nomina Assessore alla Sanità”
(Svolgimento)
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 709 - a risposta immediata - del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.
 
Luca CERISCIOLI. La risposta potrebbe essere semplicemente no, però ci tengo a sottolineare un fatto, anche se non c’è il Consigliere Volpini.
Come ho avuto modo di dire, ritengo che il lavoro fatto in questi mesi da parte del Consigliere Volpini sia stato per me preziosissimo e importante.
Nel combinato disposto di tutti gli impegni da fare, la sanità ha grande necessità di presenza, relazioni, rapporti nel territorio, cosa che il Consigliere delegato garantisce in maniera efficace. Quindi non è rinunciabile che qualcuno segua questo tipo di rapporto e di attività.
Partendo dall'assunto opposto, rispetto a quello che ha motivato il Consigliere Volpini nel lasciare l’incarico, ho ritenuto opportuno rinnovare con il Consigliere Talè questo supporto, che attraverso lo strumento di delega permette di avere un contributo importante per gestire tante cose complesse che riguardano la sanità.
Ho chiesto di poter proiettare delle slide, ma sembra che il sistema non sia ancora in grado di farlo, ma spero che presto venga recuperata questa opportunità, perché avrei voluto far vedere un report che abbiamo fatto su tutte le aziende: Asur, Inrca, Marche Nord e Torrette, in tema di accountability, di rendicontazione, e su una serie di risultati e valori degli ultimi anni.
Al di là di tante questioni e tanti problemi, si vede in maniera molto evidente l’impatto di una scelta politica, che nel caso di Torrette, ad esempio, ha atteso a farne l’hub, il ruolo che deve avere nel sistema marchigiano.
Se uno prende il quadro di Torrette nel 2014 e poi guarda il 2015, 2016 e 2017, è evidente che sotto il profilo degli investimenti in tre anni è aumentato di 200 unità il personale, ci sono stati degli investimenti tecnologici che sono più che raddoppiati rispetto a quelli che venivano fatti quattro anni prima. Nell’ultimo anno parliamo di oltre 13 milioni di euro di investimenti in tecnologie, in macchine, rinnovo di strutture. Tutto ciò ha dato dei risultati in termini di produzione estremamente significativi, soprattutto nell'incremento di tutta la fascia dell'alta complessità dei lavori, cioè ha affinato e messo in fila il proprio ruolo. L’ultimo risultato è di poche settimane fa e riguarda tutto il percorso per riconoscere ai dipendenti di Torrette un fondo di 2 milioni in più all’anno, che è paragonabile a quello delle altre aziende. Chi lavorava a lavorare a Torrette rispetto alle altre aziende prendeva di meno, anche meno di uno che lavorava in Asur perché storicamente il fondo era rimasto indietro. Anche da questo punto di vista abbiamo fatto un lavoro enorme e dal 2015 siamo riusciti a recuperare 2 milioni all’anno. Quindi il fondo per i dipendenti di Torrette è diventato come quello degli altri.
Infine gli investimenti sull’antisismicità della struttura e l’investimento, che è in gara in questo momento, sul Salesi per aggregare tutti gli ospedali riuniti in un’unica struttura.
E’ il quadro sul quale è stato importantissimo il contributo di chi non ha fatto la strategia ogni tanto, ma quotidianamente ha lavorato sui temi, portando una serie di risultati rilevanti.
Avrei voluto mostrare i numeri e i dati per dare il senso di un impegno concreto e fondamentale che ha permesso di traguardare elementi di forte cambiamento.
Il tema del personale si trascinava da 15 anni, il tema dell’antisismica era altrettanto lungo, la perdita di ruolo di Torrette era un tema di inizio mandato dato che, attraverso alcuni indicatori, sembrava stesse arretrando, ed in termini di budget di investimenti è il necessario strumento per ottenere i risultati.
E' l’immagine di un lavoro importante, lo voglio riconoscere, anche grazie al lavoro del Consigliere delegato che con la sua attività e la sua azione ha permesso di traguardare cose molto concrete.
Alla prima occasione troveremo il modo di far vedere queste slide.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Presidente Ceriscioli, non posso dirmi soddisfatto, perché noi riteniamo che la sanità sia troppo importante per non avere un Assessore delegato, che chiediamo da tanto tempo, visti i grandi impegni che ha lei anche per il terremoto ed altro. Constatiamo che si parla di sanità in quasi tutte le sedute e purtroppo lei è assente per impegni. Credo che non sia questo il metodo: dare al Consigliere Volpini o al Consigliere Talè o a qualsiasi altro Consigliere una delega che istituzionalmente è leggera, perché non è prevista, anche se capisco che abbia bisogno di essere aiutato come il pane.
Bisogna cercare anche l'aspetto politico di questa vicenda perché, a nostro avviso, il Consigliere Volpini era stanco di essere tra l'incudine e il martello, tra cose che non poteva difendere da medico, quindi noi leggiamo il suo abbandono anche da questo punto di vista, non voleva più metterci la faccia da persona competente del campo.
Io e il Consigliere Talè in Commissione abbiamo avuto modo di ragionare in maniera molto serena e approfondita in campo agricolo, però la competenza specifica del Consigliere Talè in sanità dal curriculum vitae non emerge.
Detto questo, invitiamo caldamente a nominare l'Assessore alla sanità, perché riteniamo che sia un settore in fortissima sofferenza.
Indipendentemente dalle vedute differenti, noi abbiamo una politica sanitaria da proporre completamente differente rispetto ai 13 ospedali dell'entroterra, che sono stati declassati, rispetto alle liste d'attesa, all'ingresso dei privati, non sto qui a farla lunga perché ne parliamo da 3 anni. Ormai le nostre strade sono decisamente divergenti su queste cose e purtroppo penso che questa sua scelta non porti nulla di nuovo, nulla di buono per il cittadino, che vede degradarsi i servizi all'interno delle strutture sanitarie.
 
Interpellanza n. 24
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Conseguenze sulle imprese della ristorazione e della grande distribuzione nonché sui lavoratori dipendenti delle problematiche inerenti la fornitura di buoni pasto da parte della Qui! Group”
(Svolgimento)
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 24 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.
 
Fabrizio CESETTI. La vicenda dei buoni pasto assegnati ai lavoratori dipendenti pubblici e privati ha conosciuto un’estate piuttosto difficile legata alle vicende della società fornitrice, convenzionata con Consip, e della quale in data 7 settembre u.s. è stato dichiarato il fallimento.
Tale società risultava aggiudicataria dei lotti territoriali n. 1 (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia) e n. 3 (Lazio), della Convenzione Consip Buoni pasto 7. A seguito di grave e reiterate inadempienze degli obblighi assunti in materia di commissione da applicarsi agli esercenti e di tempi di rimborso dei ticket, Consip ha risolto la Convenzione per quei due lotti nel mese di luglio e, a decorrere dal 6 agosto 2018, ed ha individuato un nuovo aggiudicatario a seguito di interpello effettuato nei confronti della seconda ditta classificata nella gara.
In tale occasione, la Consip ha reso disponibili anche le istruzioni operative per le amministrazioni interessate sulle modalità per restituire i buoni non spesi, anche non scaduti, rivalendosi sulla cauzione definitiva acquisita o sui pagamenti ancora non effettuati.
Analoghi inadempimenti legati alla spendibilità e al rimborso agli esercenti, sono stati rilevati da Consip anche per il lotto 5 (Campania e Molise) della Convenzione buoni pasto elettronici 1 e, in data 12 settembre u.s., Consip ha provveduto a risolvere anche la Convenzione per il lotto 5 e anche per il lotto 7 accessorio, mai attivato, ma ugualmente aggiudicato alla prima ditta fornitrice.
In data 20 settembre è stato quindi attivato l'interpello al fine di individuare un contraente che subentri.
La Regione Marche è particolarmente interessata all'interpello per il lotto n. 7, al quale ha titolo ad aderire, essendo già esaurito il lotto territoriale n. 4 della medesima Convenzione Buoni pasto elettronici 1, a cui le Marche erano assegnate. L'attivazione del lotto n. 7 permetterebbe di corrispondere ai dipendenti i buoni pasto spettanti per i mesi di luglio e agosto, ma non consegnati a causa dell'esaurimento del lotto 4, e permetterebbe di proseguire con la fornitura di buoni pasto elettronici per l'intero anno.
Proprio in data 10 ottobre è comparsa sul sito AcquistinretePA la notizia che il lotto 7 accessorio è stato aggiudicato da una società (la stessa nostra fornitrice) e da fine ottobre saranno quindi disponibili i nuovi buoni pasto elettronici, a seguito di specifico ordine da farsi sulla specifica Convenzione Consip Buoni Pasto Elettronici 1 — lotto 7. Gli uffici competenti hanno già adottato il provvedimento di impegno della spesa per poter effettuare l'ordine con la massima tempestività possibile.
Relativamente alle altre problematiche sollevate dall'interpellante non sono state ricevute segnalazioni ufficiali di difficoltà evidenziate dagli operatori commerciali e della ristorazione operanti nella nostra regione per l'utilizzo di buoni emessi a seguito di contratti stipulati con la Regione, perché, come già detto, il lotto territoriale di nostra competenza era stato aggiudicato a un diverso operatore, che risulta aver operato correttamente sul nostro territorio senza violazioni del contratto di appalto affidatogli.
E' possibile che altre amministrazioni pubbliche con sede nel territorio regionale, nell'esperire autonome procedure di gara, in autonomia da Consip, ma nel rispetto dei parametri di prezzo dalla stessa fissati, possano aver stipulato contratti con la stessa ditta fornitrice incontrando difficoltà analoghe a quelle che hanno condotto Consip alle sopra citate scelte di risoluzione dei contratti. Tuttavia non si ha notizia di ciò nella nostra regione.
E’ pure certo che, nella loro autonomia negoziale, anche degli operatori economici privati si possano essere rivolti alla ditta fornitrice per l'approvvigionamento dei buoni pasto per i propri dipendenti.
Tali situazioni non sono però state portate a conoscenza dello scrivente, che non ha neanche notizia di iniziative assunte in Conferenza delle Regioni o in Conferenza Unificata su questa specifica materia.
Tutto il personale della Regione Marche che usufruisce dei buoni pasto è stato tenuto costantemente informato delle suesposte vicende.
Comunico per completezza, che è stato adottato il decreto 484 del 12 ottobre 2018 per l'adesione alle convenzioni Consip buoni pasto elettronici 1, lotto 7. Sarà nostra cura inviare l'ordinativo di acquisto al momento della disponibilità in piattaforma Consip. Quindi per quanto riguarda la nostra Regione la soluzione si sta avviando a positiva risoluzione e il ritardo non era dovuto, Consigliere Giancarli, ad alcuna nostra responsabilità ma esclusivamente all'esaurimento dei lotti. Consegnerò la risposta testé letta.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.
 
Enzo GIANCARLI. Assessore Cesetti, non ho mai pensato che ci fossero responsabilità sua o della Giunta, anzi, ho fatto l'interpellanza perché sapevo di poter contare sull'aiuto della Giunta e suo. Debbo dire che non mi sono sbagliato e che la soluzione, come lei ha detto, si sta avviando alla positiva risoluzione. Quindi grazie per quello che è stato fatto e per quello che si vorrà ancora fare.
 
Interrogazione n. 626
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Riorganizzazione Reti cliniche Area Vasta 1 – Mancato adeguamento al decreto ministeriale n. 70/2015 ‘Balduzzi’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 626 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, perla risposta, l’Assessore Sciapichetti.
 
Angelo SCIAPICHETTI. Le delibere di Giunta regionale n. 1345 del 2013 e n. 1219 del 2014, prevedono in Area Vasta 1 due unità operative complesse di chirurgia generale, di cui una per la chirurgia ordinaria, urgenza, emergenza e complessità e una per il day surgery.
L’assetto organizzativo è stato confermato dalle determine del Direttore generale Asur, che hanno allocato le unità operative complesse di chirurgia generale sul territorio regionale. Nell'Area vasta 1 sono state individuate l’unità di chirurgia generale ad Urbino e l’unità di chirurgia generale ciclo breve a Pergola.
L'Area vasta 1, al fine di addivenire alla nomina dei titolari delle suddette due unità operative complesse, ha adottato i seguenti provvedimenti: la determina n. 174 del 28 febbraio 2014 di indizione dell'avviso pubblico per l’attribuzione di un incarico quinquennale di Direttore medico struttura complessa nella disciplina di chirurgia generale per l'Area vasta 1, da assegnare alla chirurgia di Pergola; la determina n. 640 del 13 giugno 2016 di indizione dell'avviso pubblico per l’attribuzione di incarico quinquennale al Direttore medico di struttura complessa nella disciplina di chirurgia generale da assegnare alla chirurgia di Urbino.
Si rileva, infine, che gli standard previsti dal decreto ministeriale 70/2015 sono coerenti con il numero di strutture complesse previste sul territorio, per rispondere alle esigenze della popolazione dell’Area vasta 1.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.
 
Piergiorgio FABBRI. Ho appena finito di dire che ci vuole l'Assessore alla sanità, e poi sia il Presidente Ceriscioli che il Consigliere Talè …Ecco, Il Consigliere Talè è rientrato, si sieda al banco perché se deve aiutare il Presidente Ceriscioli in ambito sanitario bisogna che mi risponda anche lei a questa interrogazione.
Con questa interrogazione, la cui risposta non mi soddisfa, abbiamo evidenziato il fatto che si può andare in deroga al decreto Balduzzi, quando volete andare in deroga.
Adesso andiamo nello specifico di ogni struttura sanitaria per vedere perché manca la volontà politica di andare in deroga, quando quando volete andate.
Effettivamente le soglie quantitative che il Balduzzi prevede per la chirurgia di Urbino, non sono raggiunte, però si è voluto fare il concorso ugualmente. Adesso abbiamo una chirurgia a Pergola che è sottoutilizzata – il Consigliere Talè ha presentato anche una mozione che discuteremo – sono anche andato a parlare con il personale a Pergola sabato scorso ed oltre a un mese fa avevo fatto il giro di tutta la struttura.
E’ palese che quando c'è la volontà si riesce ad andare in deroga al Balduzzi, quando la volontà non c'è, si dice: “Ah, le soglie non ci permettono di”, “Ah, allora i punti nascita”, “Ah, allora le Utic”, “Ah, allora, i reparti di chirurgia, di medicina”.
Quindi, sono contento della risposta ricevuta, chiaramente non ne sono soddisfatto, perché ha evidenziato l'incongruenza e l'arbitrarietà dell'applicazione del decreto Balduzzi, in diversi modi, nelle diverse strutture sanitarie. Infatti, delle 13 strutture sanitarie sparpagliate per la regione Marche, che sono state declassate a ospedali di comunità, in alcuni casi c'è ancora qualcosa per le acuzie, in altri casi c'è soltanto la struttura territoriale, in altri casi ancora c'è il privato, in altri il privato non c’è, c’è la diagnostica divisa in maniera differente. Quindi, è un pot-pourri, un patchwork di soluzioni che evidenziano ancora una volta il fallimento della politica che state portando avanti.
 
Interrogazione n. 613
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Attuazione dispositivo mozione n. 138 “Sostegno dei Comuni a cui è stata assegnata anche la ‘Bandiera Trasparente’”
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 613 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.
 
Moreno PIERONI. In riferimento all’interrogazione in oggetto si comunica che rispetto alla mozione n.138 approvata nella seduta consiliare del 21 febbraio 2017 l'Assessorato ha intrapreso le seguenti azioni:
punto 1) i Comuni interessati sono stati oggetto delle azioni promozionali sviluppate nel corso dell'anno a favore della #destinazionemarche e in particolare delle aree interne per la valorizzazione dei cluster dolci colline e antichi borghi;
punto 2) non sono stati previsti stanziamenti ad hoc per i Comuni titolari della Bandiera trasparente stante la scarsità delle risorse di bilancio, tuttavia nell'ambito delle azioni promozionali finanziate sia con fondi regionali che FESR si è sempre tenuto in buon conto la specificità dei borghi titolari di riconoscimenti di qualità come le Bandiere Arancione, Bandiere Blu, Borghi più belli d'Italia ed anche Bandiera Trasparente;
punto 3) per quanto riguarda la proposta di regolamento regionale sulla base di quello della provincia di Pesaro Urbino, in collaborazione con Arpam, Università e Province, gli uffici sono ancora in fase di elaborazione.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.
 
Piergiorgio FABBRI. Non posso, Assessore Pieroni, dirmi soddisfatto, perché la mozione chiedeva cose specifiche che non sono state per l'ennesima volta realizzate, perché “dolci colline” “bei borghi”, insomma, l'hashtag, eccetera, non è quello per cui il Consiglio ha impegnato la Giunta.
La Bandiera trasparente è un'iniziativa molto interessante in quanto prende in considerazione la qualità dell'aria, che noi a livello nazionale dobbiamo saper vendere, insieme ai borghi. Pensiamo alle difficoltà in cui si dibatte, proprio per la qualità dell'aria pessima, l'intera pianura padana e noi abbiamo la fortuna, invece, di avere un'aria relativamente pulita.
I parametri per cui la Bandiera trasparente viene assegnata, considerano anche l'inquinamento acustico, elettromagnetico, luminoso, la gestione dell'energia alternativa, la corretta gestione dei rifiuti, la forestazione, prende in considerazione i parametri della salute, come le allergie e la patologia asmatica, per cui effettivamente un riconoscimento da poter dare. Quindi sollecito per l'ennesima volta l'applicazione del dispositivo della mozione che più di un anno e mezzo fa è stata approvata.
Per quanto riguarda il regolamento – avevamo un regolamento della Provincia di Pesaro Urbino, perché l'idea era partita da qui e la mozione estendeva all'intero territorio nazionale quei concetti – è già scritto, ci sono già i parametri, i punteggi ed altro, per cui c'è poco da inventare, Assessore Pieroni. Basta che gli uffici copino, perché c’è già, io l’avevo analizzato ed era già tale quale riproducibile.
Sollecito lo stanziamento dei fondi e il riconoscimento per i Comuni che hanno la fortuna e la bravura di tenere l'aria pulita, perché, come per le altre Bandiere, questo è un valore aggiunto che le nostre aree interne hanno rispetto alle aree con urbanizzazione superiore.
 
Interrogazione n. 652
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Ricetta dematerializzata: adeguatezza di software ed infrastrutture di rete alla messa a regime”
(Svolgimento)
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 652 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.
 
Luca CERISCIOLI. Punto 1) "se il sistema infrastrutturale elettronico per la gestione e la emissione della "ricetta dematerializzata" è in grado di reggere il servizio medesimo, una volta a pieno regime".
L'infrastruttura complessiva per la produzione e la gestione di ricette dematerializzate è composta da numerose componenti di carattere sia software che infrastrutturale. Talune componenti hanno peraltro una funzione molteplice non strettamente dedicata al processo di dematerializzazione delle ricette, ma funzionale anche ad altri processi (ad esempio quelli relativi al Fascicolo Sanitario Elettronico).
Dalla data di avvio del processo di dematerializzazione (avvenuta nel mese di aprile 2014 per la prescrizione farmaceutica e nel mese di aprile 2016 per la prescrizione di specialistica ambulatoriale) sono state correttamente prodotte e gestite dal sistema complessivo oltre 44 milioni prescrizioni dematerializzate farmaceutiche (per 1.596 medici prescrittori) e oltre 459 mila prescrizioni dematerializzate specialistiche da parte di circa 681 medici di medicina generale ed oltre 1 milione da parte di circa 797 medici specialistici (la ricetta specialistica è in fase di avvio).
Il numero di segnalazioni di malfunzionamenti del sistema ad oggi rilevato non evidenzia sofferenze strutturali tali da compromettere la messa a regime del processo di dematerializzazione. Quindi l’esperienza si sta portando avanti notevolmente e non ci sono state segnalazioni particolari.
Le componenti infrastrutturali, ad oggi adottate, si sono dimostrate adeguate all'avvio della produzione della prescrizione dematerializzata.
Si evidenzia comunque che l'infrastruttura a disposizione è ideata con caratteristiche di scalabilità, in modo da garantire, se necessario, un adeguamento della stessa, a fronte di una richiesta di maggiori prestazioni. Questa scelta rappresenta una buona gestione degli investimenti pubblici, perché consente di evitare sprechi nell'acquisizione di infrastrutture sovradimensionate rispetto alle esigenze contingenti. Come è noto, i costi delle tecnologie a parità di prestazioni, diminuiscono progressivamente nel tempo. Per cui anticipare troppo l’intera infrastruttura quando ancora non serve produce dei costi maggiori. La scalabilità del sistema ci permette anche di risparmiare, quindi incrementarla in tempi successivi male che vada ha gli stessi valori e delle tecnologie superiori, oppure le stesse tecnologie costano meno, in ogni caso un vantaggio.
Punto 2) "se è intenzione della competente Direzione generale sanitaria, in qualità di responsabile del procedimento, deliberare nuovi interventi di "manutenzione evolutiva" del sistema per la gestione della "ricetta dematerializzata".
La Direzione generale sanitaria intende agire con oculatezza rispetto alla manutenzione evolutiva del sistema in base alle reali esigenze.
Si evidenzia comunque che:
- con decreto del Dirigente della SUAM n. 25 del 21 novembre 2017 è stata avviata la procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento dei nuovi contratti di servizio per il call center e per la manutenzione e sviluppo evolutivo del sistema CUP. Nel nuovo progetto è previsto un dimensionamento dei servizi adeguato alle crescenti esigenze dei cittadini. La procedura di gara è in via di conclusione con la fase di valutazione delle offerte da parte della commissione. Si prevede pertanto che i nuovi contratti potranno essere avviati indicativamente nel periodo settembre-ottobre 2018;
- con decreto del Dirigente della P.F. risorse umane e formazione n. 49 del 21 dicembre 2017, in attuazione della delibera di Giunta regionale n. 820 del 2017 e della delibera di Giunta regionale n. 1547 del 18 dicembre 2017, viene assegnata all'ASUR la cifra di 725 mila euro per la dematerializzazione delle ricette e per l'implementazione dei flussi di dati con i Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. La cifra che chiedeva nell’ultimo punto.
Punto 3) "a quanto ammonta sinora il costo per tutti gli interventi di manutenzione evolutiva del sistema medesimo.
I principali costi sono:
- i costi per il mantenimento ed il potenziamento della rete informatica e connettività idonea a collegare imedici del Servizio sanitario regionale e a garantire l'efficienza del flusso informativo;
- i costi per l'ottimizzazione del software per la dematerializzazione delle prescrizioni,
- i costi per l'ottimizzazione del sistema SAR di accoglienza delle prescrizioni, che sarà evoluto da mero contenitore delle prescrizioni regionali a sistema che garantisca un miglioramento della qualità delle informazioni contenute nelle prescrizioni e dell'appropriatezza prescrittiva.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.
 
Elena LEONARDI. Devo dire che la risposta mi soddisfa solo parzialmente, nel senso che le preoccupazioni che ho voluto esprimere attraverso questa interrogazione mi sono giunte direttamente dagli operatori, quindi da alcuni medici che mi hanno segnalato delle difficoltà materiali legate, almeno da quello che poi veniva riferito dai tecnici che andavano a rispondere ed intervenire sull'infrastruttura, quindi sul PC o sulla linea del medico che doveva fare la prescrizione dematerializzata, al fatto che il sistema che non è completamente a regime con gli step che il sistema sanitario regionale si è dato e che dovrà portare a compiutezza.  
Oggi abbiamo la ricetta bianca, quella che viene fatta per promemoria, e su alcune cose abbiamo ancora il blocco con la ricetta rossa, ed e anche qui mi è stato riferito che ci sono delle difficoltà nella distribuzione rispetto a una quantità minima che viene data per non stampare, giustamente, cose che restano inutilizzate.
Il procedimento, che secondo me è virtuoso, è quello di agevolare e velocizzare il servizio della prescrizione di una prestazione medica o farmacologica, che poi la farmacia si ritrova direttamente quando il paziente va a chiedere il medicinale.
La segnalazione che mi è stata fatta nella risposta, Presidente, non trova un riscontro oggettivo, ed è quella di un’infrastruttura che ad oggi non si sarebbe dimostrata idonea per capacità - non so se è il tipo di banda, se è il tipo di flusso di dati che può girare o altro - a soddisfare appieno una richiesta, figuriamoci se non è prevista un'implementazione dell'infrastruttura nel momento in cui andrà tutta a regime!
Chiedo un'attenzione e anche se le segnalazioni, come nella risposta dite, non le ritenete in quantità necessaria e sufficiente a creare allarme, credo che sia meglio prevenire piuttosto che curare. Quindi sollecito una considerazione volta a garantire che, nel momento in cui si andrà ad una completa gestione dematerializzata, non si creino dei rallentamenti, che poi vanno a ricadere sull'utenza.
 
Interrogazione n. 627
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Area di crisi complessa Val Vibrata – Valle del Tronto – Piceno: efficacia degli interventi”
(Svolgimento)
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 627 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bora.
 
Manuela BORA. Sono quattro pagine di risposta, cercherò di riassumerle e ne lascerò al Consigliere Fabbri una copia, disponibile a tornare sull’argomento.
Con riferimento ai temi sollevati dall'interrogante si forniscono i seguenti elementi informativi:
1. Il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell'area di crisi complessa Piceno - Valle del Tronto - Val Vibrata approvato con delibera di Giunta regionale n. 561/2017 e con successivo Accordo di programma, stipulato tra le Amministrazioni interessate il 28 luglio 2017, include un articolato piano di promozione e comunicazione da realizzarsi in modo congiunto tra Regioni e Ministero anteriormente all'attivazione degli strumenti di agevolazione nazionali e regionali che contempla:
- un evento di presentazione congiunto delle due Regioni;
- workshop tecnici sul territorio rivolti ai Comuni e agli operatori pubblici e privati;
- webinar;
- contact form dedicato;
- info point dedicato ad Ascoli Piceno;
· assistenza a distanza e diffusione di materiale informativo cartaceo.
Si aggiunge inoltre che l'attività di informazione e diffusione dei contenuti del redigendo PRRI sono stati avviati molto tempo prima, con il duplice obiettivo di:
- costruire la strategia di intervento secondo l'approccio "bottom up", cioè raccogliendo le istanze del territorio;
- consentire la redazione dei futuri strumenti di incentivo alle imprese in modo da aggredire tutti i fabbisogni di investimento delle imprese. In particolare per questa finalità è stata attivata nel settembre 2016, ad opera di Invitalia, una call per acquisire manifestazioni di interesse ad investire nell'area.
Anche l'avvio della call è stata preceduta da incontri sul territorio a cui sono stati presenti i politici e funzionari regionali e la stessa Invitalia.
A seguire tutti gli eventi e incontri organizzati dalla Regione Marche:
- 26 agosto 2015: incontro convocato dall'Assessora Bravi presso la Regione Marche, presenti l'Assessora Bora e Vicepresidente Casini e tutti gli attori del territorio. Finalità: definizione percorso già avviato per ottenere riconoscimento Piceno area crisi complessa;
- 23 novembre 2015: incontro in Regione del Comitato dello sviluppo del piceno (OO.SS., AA.CC., Province) per presentare bozza definitiva di deliberazione che approva istanza di riconoscimento area crisi complessa;
- 28 aprile 2016: incontri tecnico-informativi ad Ascoli rivolti ad istituti di credito presenti sul territorio e ai Comuni interessati per illustrare il percorso di predisposizione del PRRI e creare le sinergie necessarie a supportare le imprese interessate a investire nell'area;
- 31 maggio 2016: incontro ad Alba Adriatica con Vicepresidenti Regioni Abruzzo e Marche alla presenza di Invitalia per presentare ad operatori pubblici e privati del territorio percorsi di costruzione del Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell'area di crisi complessa;
- 27 luglio 2016: incontro ad Ascoli Piceno, presso sala del Consiglio provinciale, dal titolo "Il Piceno riparte" per illustrare a rappresentanti istituzionali, delle imprese e dei lavoratori tutte le opportunità di finanziamento dopo il decreto MiSE che approva l'area di crisi complessa;
- 15 settembre 2016: incontro ad Ascoli Piceno con la Vicepresidente Casini, l'Assessore dell'Abruzzo Dino Pepe, i tecnici Invitalia e Mise per presentare contenuti call e modalità di compilazione sulla piattaforma di Invitalia agli operatori pubblici e privati;
- 16 settembre 2016: pubblicazione Call Invitalia per la raccolta di manifestazioni di interesse ad investire nell'area, propedeutico all'uscita dei bandi regionali e bando 181/89;
- 22 marzo 2017: convegno a Piceno Consind, Ascoli Piceno, organizzato da dalla Vicepresidente Casini e dall'Assessore Bravi per illustrare i bandi per le imprese regionali ed bando 181/89 e dopportunità per lavoratori e disoccupati e autoimprenditorialità;
- 5 maggio 2017: webinar organizzato da Invitalia, a Roma, sulla legge 181/89, con possibilità per le imprese di partecipare e porre quesiti personalizzati;
- 19 luglio 2017: incontro di presentazione alla stampa e alle istituzioni locali dell'Accordo di programma per l'area di crisi complessa e del PRRI, presenti gli Assessori Bora, Bravi e la Vicepresidente Casini;
- 27 settembre 2017: evento congiunto di presentazione del progetto di rilancio dell'area di crisi complessa Piceno Valle del Tronto Val Vibrata. Presentati contenuti PRRI e strumenti di agevolazione nazionali e regionali alla presenza di politici regionali, Mise e Invitalia;
- 4 ottobre 2017: Sant'Omero (TE): incontri tecnico-informativi con Associazioni di categoria e istituti di credito per presentare, con Invitalia, l'Avviso 181/89;
- 11 ottobre 2017: Ascoli Piceno, sede di Piceno Consind: workshop tecnico per presentare la legge 181/89 e il bando aree di crisi POR FESR, seguito da incontri one-to-one con le imprese interessate a investire;
- 25 ottobre 2017: Ascoli Piceno, sede Piceno Consind, presenti gli Assessori Bravi e Casini, presentazione strumenti agevolativi a supporto delle politiche attive del lavoro nell'area di crisi complessa, ad integrazione dei bandi per le imprese.
Inoltre si fa presente che la Vicepresidente Casini, accompagnata in taluni casi dai funzionari di Invitalia, ha preso parte a incontri organizzati dalle Associazioni di categoria con le proprie aziende iscritte.
2. Una delle principali motivazioni della scarsa partecipazione delle imprese a questo Avviso è riconducibile al fatto che di lì a pochi mesi si sarebbe avviato uno strumento analogo, ovvero la legge 181/89 Sisma, con alcuni meccanismi di accesso semplificati – tutti conosciamo i limiti della legge 181/89, ma soprattutto lo straordinario risultato che Regione Marche ha registrato anche con il recente bando, che in cinque giorni ha visto 235 domande pervenute e con oltre 100 milioni di investimenti, che quindi testimonia quanto qui descritto – rispetto alle procedure ordinarie (inseriti in ragione delle maggiori difficoltà cui è soggetto il tessuto produttivo dell'area colpita dal sisma) e con risorse addirittura superiori, pari a oltre 29 milioni di euro, mentre l'Abruzzo ha su questo secondo intervento un plafond di soli 4,8 milioni di euro.
Oltre a ciò va evidenziato che l'incremento occupazionale dichiarato dalle imprese è indipendente dal fatto di saper interpretare più o meno il bando, mentre è connesso al piano di investimenti che l'impresa intende realizzare, al settore economico di riferimento, al processo di produzione o erogazione del servizio.
La legge 181/89 persegue, infatti, la finalità di rafforzare il tessuto produttivo esistente, attrarre nuovi investimenti e sostenere il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro. Con ciò risulta evidente che non sia possibile ragionare in termini di occupazione senza tenere conto che il perseguimento di tale obiettivo è strettamente complementare al primario perseguimento delle altre due finalità, sia in termini quantitativi che qualitativi.
In altri termini, non si tratta di un mero aiuto all'occupazione, ma di uno strumento ben più complesso di riqualificazione e sviluppo, in chiave innovativa, di aree fortemente depresse.
3. In merito ai dati di confronto tra la Regione Abruzzo e la Regione Marche riportati nell'interrogazione, si rappresentano le seguenti precisazioni.
La procedura attuativa della legge 181/89 è piuttosto complessa in quanto prevede una prima fase di elaborazione di una graduatoria di ammissibilità basata sull'occupazione dichiarata e sui codici ATECO relativi alle attività dedotte nel progetto presentato.
Da questo punto di vista si ritiene meritevole di apprezzamento il dato relativo alle domande ammissibili rispetto alle domande presentate: 9/11 (82%) per quanto riguarda la Regione Marche, 7/13 (53%) nella Regione Abruzzo. Si può affermare che, in tal senso, le imprese marchigiane abbiamo meglio interpretato i contenuti dell'Avviso.
Successivamente si apre una fase di valutazione di merito condotta da Invitalia, nell'ambito della quale il soggetto gestore procede ad un'accurata verifica della congruenza tra il piano degli investimenti e l'occupazione dichiarata dalla ditta in termini qualitativi e quantitativi. Tale fase prevede altresì che vi sia un contraddittorio con la ditta stessa. All'esito, Invitalia determina il numero definitivo degli occupati che dovranno essere assunti e la cui inosservanza comporterà la revoca parziale o addirittura totale dei contributi.
Pertanto, poiché tale fase è in corso di svolgimento, il dato attualmente disponibile sulle unità aggiuntive è solo un numero funzionale a redigere una prima graduatoria di ammissione alla successiva valutazione di merito.
Non è escluso che, al termine dell'iter valutativo, diretto a valutare il business plan e la compatibilità tra questo e il programma occupazionale, tale numero venga ridimensionato o addirittura la domanda non venga ammessa a finanziamento.
In ogni caso allo stato attuale le agevolazioni non sono state erogate, la procedura è in fase di completamento dell'istruttoria di merito in capo ad Invitalia che, per i n. 9 progetti ammissibili della Regione, ha condotto ad oggi ai seguenti esiti:
- n. 3 progetti ammessi a finanziamento;
- n. 2 progetti esclusi;
- n. 4 progetti per i quali si sta ultimando la fase di richiesta integrazioni e chiarimenti con le singole aziende, in vista dell'ammissione a finanziamento.
Come evidenziato sopra i progetti nel merito sono valutati da Invitalia che agisce nel rispetto della circolare n. 120340 del 21 settembre 2017; nell'ambito di tale valutazione viene verificato l'incremento occupazionale rispetto al piano degli investimenti proposto.
Con riferimento alle competenze regionali, va al riguardo segnalato il bando POR FSE Aiuti alle imprese in caso di assunzioni di soggetti disoccupati, i cui benefici sono riservati alle imprese beneficiarie degli interventi ex legge 181/89 nelle aree di crisi produttiva e occupazionale della regione con l'obiettivo di assicurare il massimo grado di incremento occupazionale possibile.
 
 PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Sono parzialmente soddisfatto, perché nelle 4 pagine che poi spero mi fornirà mi sembra di aver colto lo sforzo nel pubblicizzare questi bandi.
Rimane il freddo quadro che i numeri forniscono, effettivamente le ditte che hanno partecipato nella Regione Abruzzo riescono a presentare progetti con una percentuale maggiore, quindi con la possibilità di assumere un numero nettamente superiore di lavoratori, rispetto a quelli che le ditte marchigiane in questo momento presentano.
A distanza di 5 mesi dalla mia interrogazione ancora i fondi non sono stati erogati, la procedura si deve ancora concludere, questo purtroppo penso che non sia un dato favorevole, in quanto vuol dire che la burocrazia stenta a dare risposte celeri all’industria.
Spero di analizzare con maggiore, diciamo, contezza i dati snocciolati in queste 4 pagine, in modo da farmi un quadro più preciso della situazione.
Effettivamente il punto nodale rimane, come riusciamo a stimolare le imprese marchigiane affinché facciano dei progetti che riescano a coinvolgere il maggior numero di assunzioni possibili? L'area di crisi complessa chiaramente è nata perchè c'è un tessuto sociale che sta soffrendo e la disoccupazione e le ricadute sulle famiglie sono pesanti, per cui ogni bando dovrebbe essere mirato a stimolare progettazioni che diano il maggior numero di impiegati possibile.
Rispetto alla situazione abruzzese siamo ad una capacità di progettualità relativa di 1/4 rispetto alle 120 persone che si prevede di poter assumere, rispetto alle oltre 400 previste dall'Abruzzo,con minori progetti.
Quindi la domanda era: come riusciamo a stimolare una migliore progettazione per le nostre imprese, dato che i fratelli di confine riescono a fare meglio, con ricadute occupazionali che mi sembrano non paragonabili e soprattutto più efficaci.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Sono rimaste tre interrogazioni, due a risposta dell'Assessore Bora ed una del Presidente Ceriscioli, se siete d'accordo io concludere le interrogazioni e poi chiuderei i lavori. Va bene.
Il Consigliere Rapa ha chiesto il rinvio dell'interrogazione n. 650, se non ci sono obiezioni, lo dà per approvato.
 
Interrogazione n. 653
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Bizzarri S.p.A. di Corinaldo”
(Svolgimento)
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 653 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bora.
 
Manuela BORA. Rispondo per nome dell’Assessore Bravi.
Con riferimento ai temi sollevati dall'interrogante si forniscono i seguenti elementi informativi:
- la Società Bizzarri Spa di Corinaldo (AN) svolgeva l'attività di fabbricazione di componenti in legno per conto terzi, sostanzialmente a favore un unico cliente;
- l'attività produttiva è cessata il 4 agosto 2017 a seguito dell'esaurimento delle commesse provenienti dal cliente principale dell'Azienda che, in special modo nel corso dell'ultimo decennio, ha rappresentato pressoché la totalità del fatturato aziendale, e della mancata riconferma della Società quale fornitore del medesimo cliente;
- in data 29 maggio 2017 ha avviato una procedura formale di licenziamento collettivo, ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 223/91 di tutti i dipendenti, per cessazione dell'attività aziendale;
- la Società Bizzarri era organizzata con il lavoro di n. 109 dipendenti, di cui n. 2 dirigenti, n. 17 impiegati, n. 8 intermedi e n. 82 operai, cui veniva applicato il CCNL per i dipendenti dalle industrie del legno, del mobile e dell'arredamento;
- nell'ambito dell'esame congiunto previsto all'articolo4 della legge 223/1991, svoltosi nelle date del 14 giugno, 22 giugno, 4 luglio u.s. in sede sindacale ed in data 25 luglio e da ultimo in data 31 luglio 2017 in sede istituzionale presso la Regione Marche, i rappresentanti dell'azienda e le OO.SS. hanno concluso un accordo che prevedeva oltre ad un incentivo all'esodo per i lavoratori che sarebbero stati licenziati, anche la regolamentazione di' alcuni istituti contrattuali di fine rapporto. In tale contesto la Società Bizzarri si era impegnata, nel caso di eventuale cessione dell'Azienda o di ramo di essa, a dare tempestiva informazione alle OO.SS., firmatarie del Verbale di accordo, delle generalità del soggetto acquirente al fine di promuovere un incontro sindacale tra le OO.SS. firmatarie e l'azienda cessionaria che consentisse il recupero delle professionalità dei lavoratori Bizzarri;
- anche la Regione Marche, in quella sede, aveva cercato di svolgere oltre al ruolo di mediazione, che gli compete per legge, anche quello propositivo per verificare se potevano esistere, in ambito marchigiano, eventuali soggetti interessati a rilevare il complesso aziendale della Bizzarri, ma senza alcun esito;
- ad oggi la situazione dei lavoratori della Bizzarri Spa, che sono stati licenziati e che sono stati o che ancora sono percettori della NAspI, è la seguente:
·    n. 14 lavoratori assunti a tempo indeterminato;
·    n. 32 lavoratori sono (o sono stati) assunti a tempo determinato;
·    n. 4 lavoratori sono stati assunti con contratto di apprendistato;
·    n. 1 lavoratore è pensionato;
·    n. 1 lavoratore esercita attività autonoma;
·    n. 7 lavoratori non risultano iscritti al CIOF o non hanno fatto domanda di NaspI;
·    n. 47 lavoratori sono ancora disoccupati;
- la Regione si è attivata al fine di individuare strumenti che possano favorire la ripresa produttiva e industriale tuttavia la situazione, come sopra descritta, risulta essere particolarmente critica.
Con riferimento alle aree di crisi non complessa e alle questioni sollevate nella mozione 363/2018 giova rammentare che l'attuale mappatura regionale è stata stabilita con delibera di Giunta regionale n. 1500/2016 ed è stata validata – perché deve essere validata – dal Ministero dello sviluppo economico con decreto direttoriale del 19 dicembre 2016. Ricordo che in tutta Italia sono 12. In una regione non ci possono essere 5, 6 o 7 aree di crisi, ci sono dei parametri che sono stati verificati anche in mia presenza e con gli amministratori comunali. 
Ai sensi dell'articolo 5 del Decreto MiSE del 4 agosto 2016 l'elenco delle aree di crisi non complessa regionali rimane valido per due anni dalla data di pubblicazione del decreto direttoriale 19 dicembre 2016.
Allo scadere del biennio di validità il Ministero dello sviluppo economico, in linea con le modalità e le procedure codificate del suddetto decreto, provvede ad aggiornarne gli allegati, ovvero:
- l'elenco dei sistemi locali del lavoro candidabili per ciascuna regione;
- l'incidenza demografica dei territori candidabili sul totale della popolazione regionale.
Saranno pertanto aggiornati, su base ISTAT, i periodi temporali di rilevazione degli indicatori/criteri e ciò determinerà, per ciascun sistema locale del lavoro, sia esso inserito tra quelli candidabili o tra quelli non candidabili, una diversa modulazione quantitativa dei criteri e quindi una differente connotazione della crisi.
Ciò premesso sarà possibile alla luce delle regole e dei criteri applicabili, valutare l'inserimento di ulteriori Comuni nella mappatura delle aree di crisi non complessa. La Regione è in regolare contatto con gli uffici preposti del MiSE.
Una volta aggiornata la mappatura sarà necessario predispone un nuovo avviso.
Nelle more del completamento della procedura, in ogni caso la Regione continuerà a verificare e monitorare la situazione produttiva e occupazionale, al fine di individuare e favorire concrete possibilità di ripresa degli impianti produttivi della società.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.
 
Enzo GIANCARLI. Intervengo, anche se l’ora è tarda, perché voglio ringraziare l'Assessora Bora, che si è fatta carico della risposta dell'Assessore Bravi.
Prendo atto dell'interessamento della Regione Marche, ma non avevo dubbi su questo, rispetto ad una vertenza alquanto delicata, considerata anche la volontà o forse è meglio dire la non volontà dell'azienda nel cercare in qualche modo una soluzione.
Quindi grazie per il merito, grazie per l'interrogazione e la prego di estendere il ringraziamento anche all'Assessore Bravi.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. E' stato proposto il rinvio dell'interrogazione n. 654 a firma del Consigliere Biancani, se non ci sono obiezioni, lo do per approvato.
 
Interrogazione n. 655
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Trasferimento e funzionamento Unità spinale unipolare, Ospedali riuniti Torrette – Ancona”
(Svolgimento)
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 655 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.
 
Luca CERISCIOLI. 1) Quando avverrà lo spostamento dell'Unità spinale unipolare?
Lo spostamento dell'Unità spinale al quarto piano della struttura di Torrette si è reso necessario al fine di consolidarne l'assetto con 6 posti letto e con le varie funzioni di supporto.
La decisione, assunta a ottobre 2016, sta avendo attuazione in quanto i lavori di adeguamento strutturale sono stati completati, secondo un primo progetto, nei primi mesi del 2017. Ad aprile 2018 sono stati richiesti altri lavori e fornita assistenza edile all'installazione di attrezzature specifiche, richiesti dal progetto di potenziamento dell'Unità spinale. E' in corso di esecuzione il collaudo della cucina domotica. Si presume che lo spostamento possa effettuarsi entro dicembre 2018.
2) Quale sarà la pianta organica destinata a questa struttura, visto che dopo il trasferimento al quarto piano non si potrà più contare nei casi di emergenza e nelle fase acute, sul personale di neurochirurgia?
La dotazione organica dell'Unità spinale si compone di 3 medici (di cui uno è il Responsabile della SOSD), 1 sanitario non medico (psicologo), 6 infermieri, 6 operatori socio-sanitari, 2 fisioterapisti, 2 terapisti occupazionali. Tale organico è idoneo a garantire un adeguato standard di sicurezza.
3) Se è stato ratificato il contratto alla Responsabile SOS Unità Spinale presso l'unità spinale unipolare?
La dottoressa, già titolare dell'incarico di Responsabile SOS Unità Spinale, è dall'1 agosto 2018 titolare dell'incarico di Responsabile della SOSD Unità Spinale.
4) Se e quando si pensa di utilizzare i fondi vincolati alla realizzazione dell'unità spinale?
In merito all'utilizzo dei fondi vincolati, essi sono già in corso di utilizzo e se ne prevede il completamento in un arco temporale ampio.
Alla risposta che è stata preparata dagli uffici aggiungo che abbiamo incontrato recentemente alcuni esponenti dell’ascolano che seguono il tema dell’Unità spinale, tra cui il Presidente dell'Associazione paraplegici nelle Marche, sull’uso dei fondi finalizzati a rafforzare il personale, soprattutto nella parte notturna. Non escludo, quindi, che rispetto a questo quadro ci possano essere ulteriori impegni concordati con il Presidente e con il gruppo che da sempre seguono in maniera molto appassionata e molto attenta tutto il percorso dell’unità spinale unipolare di Torrette.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.
 
Romina PERGOLESI. Presidente, non so quando ha incontrato il Presidente dell'Associazione paraplegici nelle Marche, però io l'ho sentito alcuni giorni fa e mi sembrava ancora piuttosto incerto il futuro di questa Unità spinale.
Della sua risposta, che ritengo incompleta e parziale, sicuramente non posso ritenermi soddisfatta, anche perché al primo punto mi risponde che ipoteticamente entro la fine dell'anno sarà previsto lo spostamento dell’unità spinale, quando a settembre 2016 la stessa cosa ci fu garantita dal Direttore generale dell’Azienda ospedali riuniti di Ancona.  
Sono passati due anni, la risposta è la stessa e di fatto il reparto non è stato ancora spostato. (…) Ricordo al Presidente che da quando è stata attivata l'unità spinale c'è stato un drastico calo della mobilità passiva, in particolare negli anni 2015 e 2016, quindi è importante che venga attivata questa Unità spinale e che venga potenziata con il personale con i soldi che, ricordo, sono vincolati e derivano direttamente dal Ministero. Poi non ci si può lamentare se non siamo in grado di utilizzare i fondi quando il Governo li stanzia.
Sarà mia premura attendere fine anno e richiedere maggiori risposte e verificare che tutto quello che oggi è stato detto in Aula venga attivato.
Presidente Ceriscioli, forse lei ha un problema di organico anche nel suo servizio sanità, perché continuano a non rispondere nei tempi previsti alle richieste di accesso agli atti che faccio e anche a delle interrogazioni scritte, che puntualmente non ricevono risposta.
Mi auguro che, visto che gli stessi funzionari del Servizio sanitario si sono più volte lamentati della carenza di organico, metta in grado il Servizio sanità di lavorare nella maniera più opportuna.
 
Interrogazione n. 657
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Farmaci equivalenti – Incentivo all’utilizzo”
(Svolgimento)
 
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 657 del Consigliere Talè.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.
 
Luca CERISCIOLI. Punto 1) Quali iniziative sono state messe in atto nell'ultimo anno e mezzo e quali sono quelle in programma per incrementare l'utilizzo di farmaci equivalenti e biosimilari, sia nella cosiddetta distribuzione convenzionata sia soprattutto nella distribuzione diretta e nella distribuzione per conto?
La Regione Marche al fine di contenere la spesa farmaceutica nei limiti programmati a livello centrale, perseguendo i principi di efficacia, efficienza e economicità, ha impartito precise disposizioni relative alla promozione dell'appropriatezza e della razionalizzazione d'uso dei farmaci e del relativo monitoraggio.
Le azioni che sono state messe in campo per consentire il rispetto del «tetto della spesa farmaceutica convenzionata» nella misura del 7,96% sono:
1) riduzione della spesa pro-capite lorda per le categorie terapeutiche aventi un costo per la Regione Marche superiore alla media nazionale (sartani, statine, inibitori di pompa protonica, vitamina D, eccetera);
2) limitazione della pluriprescrizione per il trattamento delle patologie croniche a 60 giorni di terapia.
3) incremento dell'uso a livello territoriale dei farmaci di classe A con brevetto scaduto;
4) monitoraggio della prescrizione farmaceutica territoriale secondo le modalità previste dagli accordi nazionali e regionali: pool di monitoraggio distrettuale ASUR e ORA (Osservatorio Regionale per l'Appropriatezza).
Le azioni che sono state messe iii campo per consentire il rispetto del «tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti» nella misura del 6,89% sono:
a) incremento della distribuzione diretta e incremento dell'uso a livello territoriale dei farmaci di classe A con brevetto scaduto;
b) distribuzione per Conto, cioè dispensazione da parte delle farmacie convenzionate dei farmaci inclusi dall'AIFA nel prontuario ospedale-territorio, secondo l'accordo siglato tra la Regione Marche, le OOSS e il CODIN Marche, delibera di Giunta regionale n. 881/2015. Sono attualmente in corso le trattative per nuovo accordo;
c) incremento dell'utilizzo dei farmaci biosimilari;
d) prescrizione ed erogazione solo in presenza della scheda AIFA o del modulo regionale per i farmaci biologici in ambito reumatologico, gastroenterologico e dermatologico;
e) compilazione del 100% dei farmaci sottoposti a Registro AIFA ai fini dell'appropriatezza prescrittiva;
f) centralizzazione allestimento terapie oncologiche, questo è molto importante;
g) riduzione del consumo di antibiotici;
h) gara unica regionale per i farmaci.
 
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Talè.
 
Federico TALE’. Grazie Presidente, sono soddisfatto della risposta.
 
PRESIDENTE. La seduta è conclusa, le mozioni sono rinviate alla prossima seduta.
 
La seduta termina alle ore 17,40
 

 

 
 
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