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Resoconto della seduta n.118 del 21/05/2013

SEDUTA N. 118 DEL 21 MAGGIO 2013

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 118 del 21 maggio 2013. Do per letto il processo verbale della seduta n. 117 del 14 maggio 2013, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 324 in data 7 maggio, ad iniziativa dei Consiglieri Pieroni, Comi, concernente: “Disposizioni in materia di autismo e disturbi dello spettro autistico”, assegnata alla V Commissione assembleare in sede referente e alla II Commissione assembleare per il parere di cui all’articolo 69 del Regolamento interno;
n. 325 in data 10 maggio, ad iniziativa dei Consiglieri D'Anna, Comi, concernente: “Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10 “Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo”, assegnata alla V Commissione assembleare in sede referente;
n. 326 in data 14 maggio, di iniziativa popolare, concernente: “Norme per la tutela del paesaggio, lo sviluppo ecocompatibile ed il governo partecipato del territorio regionale, modifiche alla l.r. n. 34/1992 'Norme in materia di urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio', alla l.r. n. 18/2008 'Norme in materia di comunità montane e di esercizio associato di funzioni e servizi comunali', abrogazione della l.r. n. 13/1990 'Norme edilizie per il territorio agricolo'”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per il parere di cui all'articolo 11, comma 2 della legge regionale n. 4/2007 e trasmessa per conoscenza al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro;
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 482 del Consigliere Carloni “Proroga soppressione Tribunali e sedi distaccate di Tribunali nelle Marche”;
n. 483 del Consigliere Sciapichetti “Chiusura Istituto salesiano di Macerata;
n. 484 del Consigliere Silvetti “Chiusura TVRS Recanati”;
n. 485 dei Consiglieri Marinelli, Massi, Acquaroli, Marangoni, Giorgi “Sostegno all'Istituto salesiano di Macerata per scongiurarne la chiusura”;
n. 486 del Consigliere Latini “Chiusura TVRS”;
n. 487 dei Consiglieri Massi, Marinelli, Acquaroli, Marangoni, Giorgi “Cessazione attività di TVRS”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
n. 9 in data 10 maggio 2013 “Modifiche alla legge regionale 5 aprile 1980, n. 18 “Norme sui referendum previsti dallo Statuto” e alla legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 “Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche”;
n. 10 in data 10 maggio 2013 “Disposizioni di semplificazione e adeguamento della normativa regionale”
Ha chiesto congedo l'Assessore Donati.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Presidente, sollecito la trattazione delle mozioni relative alle questioni di TVRS e dei Salesiani, rivestono un'importanza forte e sentita in tutto il territorio maceratese e sono argomenti che riteniamo importanti anche per il territorio regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Chiedo che possa essere messa all'ordine del giorno la mozione n. 483 relativa alla chiusura dell'Istituto Salesiano di Macerata.

PRESIDENTE. Su queste proposte decide l'Aula, io mi posso prendere l'impegno ... però, se fate delle domande bisognerebbe che poi ascoltiate le risposte, se no chiudiamo qui. Un attimo di silenzio. C'è un'altra richiesta?
Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Chiedo alla Presidenza ed ai colleghi la disponibilità a discutere oggi di un argomento che è urgente, si tratta di una mozione, il primo firmatario è il collega Carloni, che riguarda la proroga di un anno per i tribunali che sono a rischio chiusura. Il Governo si è insediato adesso, quindi, Presidente se possiamo inoltrare questa mozione, potremmo trovare la disponibilità del Governo, in attesa di vedere i nuovi parametri e gli standard di funzionamento.

PRESIDENTE. E' già fra le comunicazioni? Va bene. Se siete d'accordo farei questa proposta: andiamo avanti con l'ordine del giorno anche se, rispetto a quello scritto, c'è una novità di cui poi vi dirò, e sostituiamo le interrogazioni con queste mozioni, trattando nell'ordine le mozioni relative a TVRS, Salesiani e questa richiesta dal Consigliere Massi che, tra l'altro, è da abbinare ad altre iscritte all'ordine del giorno. Può andare bene questa proposta di occuparci oggi delle mozioni? Bene!
Detto questo c'è una variazione all'ordine del giorno in quanto il Presidente della Giunta regionale Spacca mi ha chiesto di fare delle comunicazioni.

Comunicazioni del Presidente della Giunta
"Impegno per il sostegno all'azione di Governo e per il rilancio del lavoro, della crescita e della coesione sociale, con il rafforzamento del dialogo con i territori e le comunità locali"
(ai sensi dell'art. 30, secondo comma, del R.I.)

PRESIDENTE. Ha la parola, per le comunicazioni, il Presidente Spacca.

Gian Mario SPACCA. Signor Presidente, cari Consiglieri, sono comunicazioni doverose che, peraltro, rispondono anche ad una normativa che noi ci siamo dati in presenza di una verifica politico-istituzionale che è stata, come sapete, avviata dall'inizio di questo anno. Verifica cosiddetta di metà legislatura, ma considerati i tempi possiamo chiamarla verifica di fine legislatura. Il Presidente deve riferire in Aula prima e durante la sua effettuazione in modo da procedere al completamento dell'iter procedimentale che si conclude generalmente, come è sempre avvenuto, con una riprofilatura del Governo regionale.
Generalmente queste occasioni erano rituali, si concentravano sul profilo del Governo regionale, soprattutto, sulle persone che venivano chiamate ad un esercizio di responsabilità e sulle deleghe che venivano loro assegnate. In questa occasione la verifica di fine legislatura ha acquisito connotazioni e considerazioni del tutto differenti.
E’ stata una verifica vera, una verifica di carattere politico-istituzionale su temi che riguardavano il programma di Governo, su quello che insieme come Assemblea dovremmo affrontare pur avendo innanzi un periodo straordinariamente difficile.
Ieri il Presidente della Repubblica ha parlato di una crisi angosciosa, credo che questo termine ben si adatti a tutte le situazioni che le Assemblee legislative di tutte le Regioni italiane debbono affrontare. Una crisi angosciosa perché abbiamo una delle cadute del Pil più gravi tra tutti i Paesi del mondo, forse non ci pensiamo, ma in questo periodo di crisi e di recessione, il nostro Pil in quattro anni è diminuito dell'8%, con effetti devastanti sulla disponibilità delle famiglie che è salita ad una diminuzione a doppia cifra.
Chiaramente questa situazione pesa enormemente soprattutto sulle famiglie, sulle imprese e sui livelli di occupazione, in modo particolare sull'occupazione giovanile, che diventa una priorità assoluta di riferimento dell'azione di Governo.
Certamente non tutte le responsabilità appartengono al Governo del nostro Paese, altre volte abbiamo parlato in questa Assemblea come la politica di un’Europa germano-centrica, che ha il suo cuore nell'area del Baltico, nell'area calvinista, composta dalla Germania e dai Paesi Scandinavi, nella macro regione Baltica, mal interpreta le caratteristiche di un’economia e di una società come quella che noi rappresentiamo. Una società mediterranea, non è un caso che in tempi non sospetti ci siamo avviati a rappresentare proprio la necessità di una redifinizione delle politiche europee che avessero più a cuore l'area mediterranea, e per fronteggiare proprio la centralità dell'area baltica abbiamo presentato il nostro progetto Mediterraneo della strategia della Macroregione Adriatica, per richiamare la necessità di una maggiore attenzione sulle politiche che riguardassero, appunto, un'altra Europa che ha bisogno di politiche economiche molto differenti.
A parte queste considerazioni, ci sono stati anche altri elementi che hanno investito la verifica, che è partita all'inizio dell'anno da parte delle forze politiche di maggioranza che hanno avuto un profondo significato e che hanno portato alla necessità di un confronto che fosse effettivamente su valori, su categorie, su progetti che riguardassero la politica di governo di questa Regione, da condividere sempre di più con l'Assemblea legislativa delle Marche, in un tutt'uno, in una rappresentanza che fosse quanto più possibile unitaria di fronte ad una comunità disorientata. Di fronte ad una comunità regionale che oggi vive i morsi di questa angosciosa crisi e che ha bisogno di punti di orientamento istituzionali molto forti, credibili, di recuperare la sua fiducia nelle istituzioni e nella capacità di governo che tutti insieme siamo chiamati ad esprimere, in un momento davvero difficile, eccezionalmente difficile.
Abbiamo riflettuto a fronte anche del passaggio elettorale, che non ha significato soltanto l'elezione di qualche Consigliere regionale nel Parlamento italiano, ma che ha portato la nostra regione a una indicazione di voto che in qualche modo, se mi è consentito, non trova una corrispondenza in questa Assemblea, perché ci sono molti marchigiani che hanno espresso il loro voto, nel passaggio delle elezioni politiche, in riferimento a forze politiche che oggi non siedono in Consiglio regionale. Anche questo è un richiamo alla nostra responsabilità perché in questa Assemblea dobbiamo farci carico non soltanto di coloro che ci hanno votato, ma di tutta la comunità regionale e dei suoi problemi.
Ci sono stati altri passaggi nel corso di questo periodo di tempo, in cui la verifica mano a mano si stava dipanando all'interno delle forze di maggioranza, che hanno turbato anche il sentimento dei Consiglieri regionali, delle persone che vivono la loro esperienza all'interno dei partiti politici che compongono poi i gruppi consiliari.
Tutti passaggi che hanno profondamente portato alla necessità di una riflessione che, mano a mano che si procedeva, diveniva sempre più profonda per cui doveva toccare, necessariamente, un dibattito, un confronto in questa Assemblea che non fosse il solito confronto di verifica, ma che fosse un confronto vero, un confronto che ognuno di noi deve praticare con un atteggiamento di grande serietà, rigore e responsabilità perché ci guarda tutta la comunità regionale ed anche gli altri poteri che, insieme a noi, condividono la responsabilità di governo della nostra comunità, di orientamento della nostra comunità, quindi, oggi ci dobbiamo dare un senso di grande responsabilità in questo confronto.
Le riflessioni su cui ci siamo mossi erano di tre tipi: si poteva galleggiare sulla situazione che stiamo vivendo aspettando le evoluzioni, mettendo la testa sotto la sabbia, ma questa opzione è stata immediatamente scartata.
L'altra opzione di fronte ai rivolgimenti in essere, di fronte alle possibilità in corso di una necessaria e migliore rappresentazione che forse questa Assemblea e questo Governo non erano più in grado di esprimere, rispetto ai mutamenti, ai cambiamenti in essere nella nostra Comunità regionale, era quella di chiamare la Comunità regionale a rilegittimare il ruolo del Consiglio regionale, attraverso un processo di elezioni anticipate. E’ sembrato, però, che anche questa fosse non opportuna in questo momento a fronte proprio delle difficoltà che abbiamo innanzi a noi, dei processi che riguardano la nostra comunità che attendono risposte immediate e molto importanti. Situazioni di crisi che si stanno manifestando non soltanto in riferimento al lavoro, ma a situazioni concrete che riguardano, ne abbiamo parlato anche in questa Assemblea, grandi istituti di credito, su cui sarà necessaria una risposta condivisa, lo abbiamo detto, di tutti noi.
Situazioni che riguardano processi di profonda riforma che non possiamo eludere, come quelli che riguardano il sistema socio sanitario, le risposte ai bisogni di salute della nostra comunità, in termini di appropriatezza, e ancora i termini del lavoro su cui ci siamo impegnati tantissimo. Ricordo a tutti voi che lo sapete ma è bene che sia sottolineato perché anche la comunità regionale lo percepisca maggiormente, in questi quattro anni di crisi, noi abbiamo protetto 84.000 lavoratori e le loro famiglie, erogando come Regione 800 milioni di euro di risorse finanziarie che sono andate, non soltanto sotto forma di ammortizzatori sociali in deroga, ma anche sotto forma di voucher per alleviare le difficoltà delle famiglie che i lavoratori disoccupati, in mobilità o precari, avevano rispetto alle necessità dei loro figli, per l'acquisto dei libri di scuola o rispetto a 44.000 mila ticket che non sono stati pagati proprio perché esentati per le loro condizioni. Abbiamo fatto un'azione di protezione della nostra comunità molto forte, nell'ipotesi e nella consapevolezza, sbagliata peraltro, che la crisi sarebbe finita.
Tutti pensavamo, quando abbiamo lanciato nel 2008 lo slogan che l'anno successivo sarebbe stato l'annus horibilis, che sarebbe stato un annus horribilis, che forse sarebbe stato un biennio difficile, ma nessuno di noi pensava che avremmo avuto sei anni di crisi e quattro di recessione. Nessuno pensava che avremmo dovuto affrontare la crisi più devastante della storia del nostro Paese. Una crisi angosciosa, quindi le nostre misure si sono tutte rivolte a proteggere la nostra comunità, a rendere forte la coesione della nostra comunità, a utilizzare le risorse del bilancio regionale, prevalentemente su azioni riferite alla coesione della nostra comunità, alla protezione di tutte le categorie più deboli e sostenere il nostro sistema finanziario, fino ad arrivare, come stiamo facendo in questo momento, ad utilizzare 182 milioni di euro del bilancio ordinario della Regione per sostenere il nostro sistema sanitario, considerandolo un asset fondamentale per la sicurezza della vita della nostra comunità, o a spendere 800 milioni di euro, utilizzando gran parte del budget della stessa formazione professionale, per proteggere i lavoratori.
Questa è una situazione che oggi non è più sostenibile, non è più sostenibile perché noi, nel prossimo biennio, nel 2015, avremo un taglio di risorse di trasferimenti da parte dello Stato di 1 miliardo e 300 milioni di euro, nel triennio che va dal 2012 al 2015, che in alcune aree stiamo già pagando. L'ultima nota che ci è arrivata dal Governo è quella che riguarda il fondi Fas, fondi già disponibili, utilizzati, avviati a gare, gare assegnate e alcuni lavori addirittura in corso, di cui abbiamo avuto il taglio di un terzo di 230 mila euro, abbiamo avuto il taglio di più di 75 milioni di euro.
Ci troviamo, quindi, dinnanzi a questo scenario. Uno scenario molto difficile, molto grave, molto pesante, di cui non c'è una perfetta consapevolezza nella comunità che ci accompagna e su cui, da parte nostra, viene interpretata l'azione di Governo.
E' chiaro che dinnanzi a questo tipo di scenario era necessaria una riflessione profonda che toccasse il programma di Governo definendo un crash program, cioè un'emersione delle urgenze più urgenti rispetto a quello che era il programma che abbiamo avviato all'inizio della legislatura.
E' per questo che oggi abbiamo deciso di avviare questa riflessione con voi come maggioranza, non soltanto con le forze della maggioranza, ma con tutto il Consiglio regionale, per trovare insieme un'azione che, pur nel rispetto del ruolo di ciascuno, ovvero chi è nella maggioranza continua a fare la maggioranza, e l'opposizione continua il suo ruolo di opposizione, anche più dura, anche più critica ma costruttiva, possa essere d'aiuto anche a noi per trovare delle vie, anche originali, rispetto a come resistere a questa situazione così difficile di crisi angosciosa.
Il dibattito che oggi svolgiamo privilegia questo aspetto e mette in secondo piano quello che poi saranno gli assetti che ne deriveranno in maniera coerente, nell'ambito del governo regionale, rispetto al livello della riflessione che stiamo facendo, perché è chiaro che anche su questo ci sono alcune indicazioni da cui non possiamo prescindere.
Non credo che sia possibile, per esempio, per il governo regionale ritornare indietro al numero massimo concesso per la formazione di una Giunta, che è fatta di dieci elementi, oggi siamo a nove. Come non credo che sia possibile non prendere atto del fatto che abbiamo approvato una legge regionale che, in qualche modo, interpreta anche il sentimento dell'opinione pubblica, che porta a sei il numero degli Assessori nella prossima legislatura, quindi, credo che inevitabilmente su una posizione intermedia si attesterà, alla fine di questo dibattito, anche la definizione della Giunta. Come pure non credo che sia eludibile il fatto che tutti i territori della nostra regione debbano essere rappresentati in modo tale che ci sia un confronto diretto con le singole comunità e che, soprattutto ci sia, in una fase come questa, la necessità di fare il massimo esercizio di competenze. Non è questo il dibattito che oggi vogliamo fare, questa è una prerogativa del Presidente, il Presidente vuole un confronto che, in qualche modo, porti soprattutto alla definizione di un programma di governo che qualifichi l'ultima parte di questa legislatura. Una legislatura che probabilmente sarà, anzi sicuramente sarà, la fine di un ciclo, un ciclo che abbiamo vissuto, chi più brevemente, chi più lungamente, un ciclo che porterà anche ad una ridefinizione delle funzioni delle Regioni, probabilmente ad una ridefinizione anche degli stessi confini geografici delle Regioni. Porterà ad una revisione degli articoli della Costituzione che riguardano le prerogative, i compiti, le attribuzioni delle Regioni, perché come sapete nel programma del nuovo Governo, e anche questo è un elemento di grande novità che è entrato nella verifica prepotentemente, c'è questo tipo di programma, il superamento del bicameralismo perfetto, la nascita della Camera delle Regioni e la revisione degli articoli 117 e 118 della Costituzione, superando la legislazione concorrente, che è stata tanta parte del contenzioso che abbiamo vissuto in questi anni e che ha tanto ritardato il processo di affermazione del federalismo nel nostro Paese.
Siamo dentro questo percorso che, come vedete, è di una complicazione estrema e su cui abbiamo bisogno oggi, forse, di un maggior senso di responsabilità su grandi progetti, grandi obiettivi da parte del Consiglio regionale.
E' legittimo per il Consiglio regionale confrontarsi su aspetti che riguardano la vita di ogni singola comunità perché ogni Consigliere regionale interpreta il suo ruolo direttamente a confronto con la singola comunità che lo ha eletto, ma in questo momento più che l'ordine del giorno, l'interrogazione sulla crisi ai Salesiani a Macerata, per fare un esempio che poco fa veniva espresso in termini di urgenza da parte del Consigliere Sciapichetti o altre questioni che riguardano aspetti importanti della vita di ogni singola comunità, credo che sia fondamentale che ci concentriamo sugli aspetti che riguardano il nostro sistema di vita regionale, la nostra comunità regionale, per dare risposte di strategia regionale.
In questo momento, in cui le risorse precipitano, in cui probabilmente per la prima volta, alla fine del 2013, noi saremo chiamati ad approvare un assestamento di bilancio in diminuzione, cosa che non è mai avvenuta nella storia della Regione, è chiaro che cambia anche la natura del rapporto che ci deve essere tra il Consiglio e il Governo della Regione, la Giunta regionale.
Cambia radicalmente la modalità della relazione, nel senso di una maggiore e reciproca disponibilità alla ricerca dell'utilizzazione delle migliori intelligenze, delle migliori sensibilità, per far nascere delle proposte che siano autenticamente efficaci e, soprattutto, accettate, questo è un altro elemento molto significativo su cui dobbiamo riflettere.
Accettare significa parlare, dialogare con la comunità regionale e con i cittadini, non eccitare i loro animi.
Accettare significa far capire il passaggio di sistema che stiamo facendo, il passaggio della crisi che stiamo vivendo di cui c'è una percezione viscerale, ma non c'è una percezione politica, non c'è una percezione in termini di razionalizzazione e, quindi, non c'è la disponibilità, da parte di molti, ad acquisire quell'atteggiamento forte di risposta che nasce dalla consapevolezza di star vivendo un momento di straordinaria difficoltà, ma forse c'è il pensiero che qualcuno è più furbo di altri e che, quindi, si sta avvantaggiando di una posizione più utile per lui e non sta facendo un servizio alla comunità nel suo insieme.
Questo dobbiamo cancellarlo, dobbiamo dimostrare che noi stiamo facendo il nostro lavoro, stiamo facendo il nostro esercizio amministrativo e politico per il bene della comunità regionale nel suo insieme, affrontando temi forti.
In un contesto finanziario, come quello che ho illustrato prima, con una caduta di 1 miliardo e 300 milioni di euro di trasferimenti dello Stato, in questo triennio 2012-2015, con la difficoltà a reperire strumenti finanziari da parte della Regione europea, in questo prossimo biennio - terminiamo la precedente programmazione, rientriamo nella prossima, e voi sapete benissimo che nel momento in cui si entra nella programmazione successiva, 2014-2020, c'è un volano di procedure che nell'anno di partenza porta ad un impoverimento delle disponibilità - anche in relazione a questo io credo che sia meno importante il profilo del Governo regionale, della Giunta, a fronte anche del fatto che gran parte dei capitoli di bilancio non ci sono più in corrispondenza con i servizi e, quindi, con gli assessorati di riferimento. Il problema, quindi è marginale e relativo, ma quello che non è marginale è il fatto che dobbiamo avere sicuramente meno amministratori, ma molti più legislatori, molta più azione di indirizzo, in una riflessione che qualifichi questa istituzione e faccia avvertire alla comunità regionale la sua importanza.
Alla luce di questa riflessione, che è stata condivisa da tutte le forze che compongono l'attuale maggioranza e che ha prodotto un documento che è stato ieri, a conclusione di questa verifica che ha riguardato la maggioranza, ratificato e sottoscritto da tutti i segretari di partito, da tutti i capogruppo della maggioranza, presenterò una riflessone scritta (Allegato A) che rimarrà agli atti di questo Consiglio regionale che costituirà il documento su cui poter sviluppare il dibattito ed il confronto tra di noi.
Questa riflessione della maggioranza che viene aperta al confronto nell'Aula, riguarda quattro punti sostanziali che sono in relazione alle cose che dicevo prima.
Il primo punto riguarda, e non poteva essere diversamente, la necessità del lavoro, dell'occupazione, riprendere la strada della crescita, dello sviluppo anche per la nostra regione. Significa un mutamento di indirizzo strategico anche rispetto all'azione di Governo, non più prevalentemente finalizzata alla resistenza, cioè finalizzata esclusivamente alla protezione del corpo sociale della nostra comunità, ma anche orientata alla crescita, allo sviluppo, alla possibilità di creare nuovo lavoro. In questo senso diventa centrale il tema della micro e piccola impresa che è fondamentale nella economia della nostra regione, che è quello che crea reddito e occupazione per la nostra regione, perché creare occupazione significa allentare la tensione sociale, creare reddito, significa creare le condizioni per poter poi spendere queste risorse finanziarie nei servizi che ci necessitano.
Bisogna riportare nell'azione di Governo la centralità della micro e piccola impresa che crea occupazione e lavoro. Da questo punto di vista bisognerà definire delle misure che, in qualche modo, abbassino il livello di pressione fiscale, di fiscalità nei confronti delle micro e piccole imprese, così come in altre Regioni si sta pensando di fare o si è fatto, che diano più respiro alla imprenditorialità della nostra regione, alla piccola imprenditorialità della nostra regione. Come pure proseguire l'azione di sostegno al lavoro, così come abbiamo fatto fino adesso e di protezione dei lavoratori, in coerenza anche con quello che sta facendo il Governo nazionale che, non a caso, la prima misura che ha adottato è stata quella del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga.
E' importante che il nostro tessuto produttivo possa reggere, possa resistere e, soprattutto, guardare con fiducia alla possibilità che viene offerta dal ciclo economico difficile, rilanciando gli investimenti.
L'altro tema su cui ci siamo soffermati, che è stato posto al centro dell'azione di Governo, è quello che riguarda la sanità e la coesione sociale.
La sanità e la coesione sociale, bisogna proseguire nell'azione di riforma che abbiamo avviato senza incertezze. E' necessario che noi mettiamo al centro della nostra azione di Governo, i cittadini, il loro bisogno di servizi appropriati, eliminando tutto quello che non è in termini di appropriatezza un loro bisogno, ma è un bisogno degli stakeholders o è un bisogno dei territori in termini di pura rivendicazione campanilistica, questo non ce lo possiamo più permettere. Dobbiamo accettare la responsabilità di esercitare il nostro ruolo in termini corretti, in termini sereni, sapendo che quello che facciamo corrisponde ai bisogni della nostra comunità e veramente a quello dei cittadini.
Dobbiamo andare avanti in questo processo di riforma che abbiamo avviato perché, lo ripeto, i trasferimenti che lo Stato ci assegna, anche in questa situazione, non sono per niente rassicuranti e ci impegnano a non perdere un attimo di tempo.
In questo senso mi dispiace che non sia stato capito, neanche dagli organi di stampa che la Giunta regionale nella seduta di lunedì ha già approvato la deliberazione, ritornata dalla V Commissione, che riguarda la riorganizzazione, la riqualificazione dei piccoli ospedali, dei presidi sanitari della nostra regione, per cui certe manifestazioni che sono accadute, anche ieri pomeriggio, non hanno ragione di esistere, in quanto il provvedimento era stato già approvato in precedenza dalla Giunta regionale, quindi, la decisione è stata presa e tutte la manifestazioni in questo momento sono tardive.
Come pure è necessario che interpretiamo in maniera più innovativa i termini delle politiche sociali, in relazione soprattutto ai bisogni delle nuove povertà che si definiscono e che riguardano soprattutto un focus: quello della casa.
Ci siamo avviati su questo percorso dell'housing sociale, cercando di richiamare anche le possibilità che sono offerte da nuove forme di investimenti e da nuove tecnologie.
Diviene una centralità quella del rilancio del settore edilizio della nostra regione, per cui anche provvedimenti semplici, provvedimenti che possono essere ispirati dalla sensibilità e dalla conoscenza dei Consiglieri regionali, possono essere presi in considerazione, proprio per alimentare questa esigenza che è quella del rilancio dell'edilizia nella nostra regione. La realizzazione di un piano casa che, in qualche modo, sia il volano di una ripresa anche economica e, in questo senso, anche la necessità di accelerare l’approvazione della legge urbanistica perché favorisca la riqualificazione delle nostre città, delle nostre periferie, senza consumo di nuovo suolo.
L'altro tema di verifica politica-programmatica è stato quello che riguarda l'ambiente, perché c'è la perfetta consapevolezza che l'ambiente può essere un grande volano di nuova imprenditorialità nelle sue diverse forme, nel rispetto dell'ambiente stesso, nel rispetto della sua sicurezza, per offrire, attraverso quel circuito che abbiamo individuato, ma su cui è necessario lanciare con maggiore focalizzazione nuove forme di imprenditorialità, ovvero l'agricoltura, l'ambiente, i beni culturali ed il turismo, nuove possibilità di occupazione.
Anche il tema delle politiche energetiche è un tema che non può essere eluso, abbiamo detto in tante occasioni che bisogna rivedere il piano energetico ambientale regionale, si deve avviare subito questo percorso perché continua ad esserci questa posizione di debolezza dell'approvvigionamento energetico nella nostra regione. E' necessario che da parte nostra, da parte del Consiglio regionale, ma anche da parte della Giunta, questo tema sia affrontato con maggiore incidenza, proseguendo peraltro nel rispetto di correttezza, legalità e trasparenza che da sempre abbiamo cercato di esercitare, pur in passaggi particolarmente delicati, su cui si stanno effettuando dei controlli che, noi siamo certi, porteranno a confermare questo livello di correttezza da parte della amministrazione regionale.
L'ultimo punto, il quarto punto della revisione del nostro programma di governo è quello che riguarda l'organizzazione, la semplificazione dell'apparato burocratico amministrativo. Alla luce di tutto quello che sta accadendo, alla luce di quello che abbiamo detto, se non ci sono più risorse finanziarie per esercitare un'azione all'interno di un servizio, non possiamo inventarci le procedure per giustificare l'esistenza di quel servizio, perché questo significa una vessazione nei confronti dei cittadini.
Ci sarà, ci dovrà essere un'azione forte di ridefinizione della macchina burocratica amministrativa in corrispondenza con quelle che sono le maggiori esigenze della fase politica, istituzionale, amministrativa che stiamo attraversando e con la disponibilità delle risorse stesse, magari con l'esercizio di una funzione molto più attiva da parte anche del sistema della nostra Regione, finalizzata alla ricerca dei fondi in quelle pieghe, non tanto del bilancio statale, dove non ci sono, ma soprattutto del bilancio europeo dove è possibile presentare dei progetti speciali e, quindi, ottenere delle risorse che possono alleviare o alleggerire la situazione che abbiamo dinanzi a noi.
L'organizzazione, l'efficienza della locazione delle risorse, anche la pronta partenza della stazione unica appaltante, consentirà da una parte di soddisfare un'esigenza più volte rappresentata che è stata considerata l'economia della nostra regione e contemporaneamente di arrivare a quelle soglie dimensionali che consentono agli appalti di ottenere delle risposte in termini di risparmio significativi.
Non potremo non applicare, come stiamo facendo, ma accelerando il percorso, anche l'esperienza dell'economia digitale, tutto questo porterà più trasparenza nell'azione amministrativa della nostra regione, dove risiedono le sacche di rendite di posizione proprio per l'incertezza dei dati e la non conoscenza delle informazioni che vengono gestite spesso in un rapporto di puro potere.
Tutto questa accelerazione sul digitale, sulla informatizzazione del nostro sistema ci agevolerà proprio per arrivare a questo risparmio amministrativo che potrà essere utilizzato in termini di servizi.
Ricordo che in questi tre anni abbiamo ottenuto circa 40 milioni di euro di risparmi dall'azione di spending review regionale, dovremo fare ancora di più, come pure la lotta all'evasione, in modo da ottenere quelle risorse che ci necessitano, che non gravano sui cittadini, ma sono un dovere che deriva dal rispetto delle norme e delle leggi.
Questo documento (Allegato A) che, ripeto, lascio agli atti e che è molto più preciso e molto più dettagliato di quello che io ho cercato di raccontare per non annoiare troppo, è il documento che la maggioranza presenta con la firma di tutte i componenti delle segreterie politiche e dei Capigruppo al Consiglio regionale.
Credo che accanto a questo documento che riguarda le azioni più proprie dell'amministrazione, ci sia quello che dicevo all'inizio, ovvero la necessità di allargare lo sguardo anche ai grandi processi di riforma istituzionale che riguarderanno anche la nostra Regione e il regionalismo. Credo che sia opportuno, ma questo dipenderà non da noi della Giunta, ma dall'Assemblea, che si avvii anche un luogo dove potersi confrontare tutti insieme, per monitorare questo percorso che già si annuncia alle porte.
Il prossimo 27 maggio ci sarà un incontro alla Conferenza delle Regioni con la partecipazione del Presidente del Consiglio in cui il tema sarà proprio questo, quindi, è chiaro che se vogliamo interpretare un ruolo da protagonista, in questo passaggio, far comprendere le nostre ragioni, dobbiamo prepararci a riflettere adeguatamente su questo argomento, per cui credo che sia anche opportuna, non so se una Commissione o un Osservatorio, da parte dell'Assemblea legislativa su questi temi urgenti perché, ripeto, su questi si avvierà una riflessione immediata.
La formazione del nuovo Governo, chiamiamolo come più volete, ci richiede anche un'altra modalità di lavoro, perché la crisi, questa crisi angosciosa, non tocca soltanto le famiglie o le piccole imprese, tocca anche i grandi sistemi di impresa, dicevamo prima che tocca le grandi banche, ma tocca anche le grandi imprese che stanno facendo lavori sul territorio della nostra regione. Mi riferisco ad un fatto specifico, quello che riguarda Quadrilatero e il fallimento dell'impresa che sta effettuando i lavori, la possibilità che questa impresa entri in una situazione di amministrazione straordinaria con l'eventualità che ci sia un’interruzione dei lavori e la definizione di un’incompiuta che giacerà lì per gli anni a venire, richiamando anche il senso della crisi che noi abbiamo vissuto così in profondità.
Non possiamo perdere tempo ed anche questa è stata una delle motivazioni che ci hanno convinto della necessità di agire rapidamente, trovare rapidamente una risposta tutti quanti insieme.
Dobbiamo agire sul Governo nazionale, che ha ministri di diversi orientamenti che non sono soltanto dell'area di maggioranza, della nostra maggioranza che governa la Regione in questo momento, ma che sono anche espressione dell'area d'opposizione perché insieme si facciano quelle pressioni che possano portare ad una soluzione delle questioni concrete che riguardano la nostra comunità.
In questo senso, pur nel rispetto dei ruoli di ciascuno che non possiamo modificare perché veniamo da un passaggio elettorale, quello del 2010, che sancisce la nostra modalità formale di relazione, pur rispettando questi ruoli di maggioranza e di opposizione, dobbiamo trovare le ragioni di un dialogo molto più forte, molto più grande che nel passato, proprio finalizzato a costruire insieme delle traiettorie per risolvere le questioni più rilevanti della nostra comunità che hanno riferimento a Ministeri fondamentali, come quello della salute, come quello delle infrastrutture, come quello delle relazioni regionali e così via.
Da parte mia, ma da parte della Giunta ci sarà la richiesta, così come è avvenuto durante la fase di consultazione di incontri periodici anche con l'opposizione, con i Capigruppo dell'opposizione, per dialogare rispetto a queste grandi questioni che appartengono all'amministrazione centrale dello Stato, alle relazioni ed alle interrogazioni che si pongono con la nostra Regione.
L'ultima riflessione che volevo fare, è quella che riguarda i rapporti, come dicevo, tra Giunta e Consiglio, abbiamo bisogno di meno amministratori in questo momento e di più legislatori, di più persone che pensino alla strategia della nostra Regione in una visione alta, forte, di relazione con il Governo centrale e con l'Europa.
Credo che sia dal 1992, sono 21 anni, che non abbiamo più rappresentanti all'interno del Governo nazionale, all'interno del Governo di questa Repubblica, l'ultimo Ministro è stato Merloni, poi abbiamo avuto un sottosegretario che non aveva deleghe, era Colonnella, mi pare, dopo di lui non abbiamo avuto un rappresentante all'interno del Governo nazionale qualificato, da 21 anni. C'è stato Mario Baldassarri, e ne abbiamo visto peraltro l'effetto, perché se non ci fosse stato probabilmente molti progetti importanti per la Regione non li avremo avuti, ma comunque, dal livello ministeriale di prima fascia, sono 21 anni che noi non abbiamo più rappresentanti.
E' chiaro che io ho vissuto anche il modo in cui altre Regioni vivono la dialettica tra maggioranza ed opposizione, nel rapporto con il Governo nazionale, nel rapporto con i problemi della loro Regione, credo che dobbiamo far tesoro di questa esperienza, io lo farò in modo tale che ci sia una maggiore convergenza sul sentimento regionale rispetto ai problemi che abbiamo e il fatto che ci sia qualcuno nella nostra Regione che ottenga un riconoscimento a livello centrale deve essere vissuto con grande soddisfazione da parte di tutti.
Dovremo lavorare anche in questa prospettiva visto che non abbiamo rappresentanti, lo dobbiamo fare sostanzialmente con un gioco di squadra, con un gioco di relazione.
In questo senso, quando il dibattito si esaurirà e, da parte mia, esercitando le prerogative, si arriverà alla definizione della nuova compagine di Governo che, ripeto, a questo punto sarà meno importante del lavoro che sarà fatto in Consiglio regionale, tutti quanti insieme, credo che sia opportuno, anche se ai partiti politici questa cosa non piace, e non mi hanno dato soddisfazione da questo punto di vista, quindi, non posso procedere nel senso che avrei voluto, ma per lo meno a livello elementare, singolo posso farlo, perché è una mia personale esigenza anche rispetto alle deleghe che esercito, deleghe non operative, ma deleghe che appartengono alla funzione del Presidente, creare una funzione di Consigliere delegato a cui assegnare i rapporti tra il Presidente ed il Consiglio regionale, in modo tale che ci sia maggiore fluidità proprio nelle relazioni che riguardano l'esecutivo con il Consiglio regionale.
Questo è il quadro di riferimento su cui siamo chiamati a riflettere, su cui potete decidere come meglio si conviene e su cui gradirei avere anche una valutazione non rituale, ma una valutazione partecipata, condivisa, perché siamo dentro una crisi angosciosa che ci interpella tutti, che interpella le nostre intelligenze, che interpella la nostra passione, al di la del tempo che ci è rimasto da condividere insieme in questa Assemblea, ma che ci interpella moralmente di fronte proprio alla gravità dei problemi che siamo chiamati ad affrontare.

(n.d.r. Allegato A pubblicato in calce al resoconto della seduta odierna)


Interventi a sensi dell'art. 30, terzo comma, del R.I.

PRESIDENTE. Grazie Presidente. Sulle comunicazioni può esserci la possibilità, come sempre, non è cambiato nulla, che si svolga un piccolo dibattito, mi pare che questo non risponde alle attese ed alla volontà del Presidente, nè peraltro dell'Assemblea, oppure si concorda di aprire il dibattito, come primo punto all'ordine del giorno della prossima seduta assembleare.
Personalmente credo che, in base al sentimento di tutti i presenti e alla volontà espressa con le ultime parole dal Presidente, non si debba aprire un dibattito, come dire, formale, ma venga dal Consiglio una serie di contributi per affrontare le cose che sono state dette.
Credo di poter iscrivere il dibattito sulle comunicazioni nel prossimo ordine del giorno del Consiglio regionale, con l'avvertenza, se ci fosse stata una dimenticanza da parte vostra, che il prossimo Consiglio, nel calendario trimestrale, è previsto per il 4 giugno.
Questo era il calendario che abbiamo concordato con i Capigruppo all'inizio del trimestre, se decidiamo di convocare seduta assembleare per la prossima settimana, cioè martedì 28, possiamo farlo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. L'importanza delle comunicazioni del Presidente, che è andato oltre una semplice comunicazione, richiederebbe oggi un minimo di confronto.
Penso che l'importanza l'abbiamo percepita anche dai contenuti e considerato che il Presidente parteciperà ad un incontro, il 27 maggio, della Conferenza Stato Regioni ed il Presidente del Consiglio dei Ministri, mi pare strano che noi ne parliamo fra 7 o 15 giorni.
Raccogliendo l'appello del Presidente sull'importanza dell'Assemblea di fronte alle sue comunicazioni, che investono la responsabilità di tutti, sono favorevole ad un dibattito auto disciplinato anche nei tempi.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Eusebi.

Paolo EUSEBI. A me spiace contraddire il Consigliere Massi, ma ritengo che comunicazioni così corpose, che ineriscono la vita, non tanto di questa Assemblea, non solo di questa Assemblea, ma dell'intera comunità marchigiana, per la complessità delle dichiarazioni che ha fatto il Presidente, sia necessario digerirle, leggerle, ragionarle, ragionarle insieme nei gruppi, ognuno a casa sua, ritengo, quindi, che oggi la discussione sarebbe solo un raffazzonato parlarci addosso.
La penso così e ritengo che 15 giorni siano troppi, ma la convocazione al prossimo martedì possa rendere questa discussone più efficace e più consapevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Solo per dire che essendo state rappresentate due esigenze, per l'economia anche della giornata, non andrei oltre. Penso che possiamo votare le due proposte fatte dal Consigliere Massi e dall'Assessore Eusebi, poi andremo avanti con i lavori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Se dovessimo aderire a quanto richiesto dal Presidente Massi che tipo di dibattito sarebbe? Aperto a tutti, contingentato nei tempi, aperto ai Capigruppo o altro? Su questo dovremmo ragionare. Io non condivido quanto ha detto l'Assessore Eusebi perché noi dovremmo ragionare sulle comunicazioni che oggi ha fatto il Presidente e potremmo chiedere un termine per verificarle, voi ne parlate da tempo, siamo noi, quindi, in quella condizione, anch'io, però, sarei favorevole a farlo oggi, chiudendo il Consiglio regionale su questo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Concordo pienamente con la richiesta del Consigliere Natali pur essendo al di fuori dell'ordine dei lavori, credo che cinque minuti a Consigliere sia un tempo sufficiente per questa prima chiacchierata, anche perché ritengo che l'intervento del Governatore abbia aperto un percorso di dibattito che non esauriremo certo oggi.
Credo che sia opportuno, a seguito dell'invocazione di responsabilità del Consiglio, aprire un dibattito politico, è assolutamente necessario, cinque minuti a testa, considerato che non abbiamo un ordine del giorno a rilevante urgenza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Credo che non ci siano ostacoli a discutere oggi, magari in tempi brevi, né fra qualche giorno.
Mi sembra sensata la proposta del Presidente Solazzi che, in qualche modo, raccoglieva, sentito il Presidente Spacca, la necessità di riflettere qualche giorno in più su comunicazioni così corpose, che noi, fra l'altro, abbiamo totalmente condiviso nella riunione di maggioranza. Credo, però, che non si debba opporre resistenza al fatto che anche oggi un intervento dei Capigruppo o di chi vuol parlare, limitato a cogliere, raccogliere indicazioni prioritarie, possa essere svolto.
Se il Presidente ritiene di trovare una sintesi rispetto a queste poche cose dette, noi siamo, comunque, disponibili sia oggi che la settimana prossima.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. La maggioranza ha già sottoscritto, come ha detto il Presidente, anche con la parte politica di ogni gruppo, questo documento, quindi ha già riflettuto su questo.
Io penso, come ha detto il Consigliere Zinni, che un primo approccio, una riflessione, se si accetta o meno questo metodo, si debba dare adesso, dopo di che condivido, e lo dirò dopo, che deve esserci un percorso, una modalità di confronto tra maggioranza e opposizione.

PRESIDENTE. Bene, siccome le posizioni sono diversificate, io, come in tutti i casi di questo tipo, non posso fare altro che rimettere all'Aula la decisione relativa alla discussione o meno.
Naturalmente per far votare correttamente devo chiarire i termini. Chi vuol discutere, o meglio continuare la discussione sulle comunicazioni del Presidente Spacca vota in modo affermativo, quindi, vota verde. Chi condivide che si chiuda la discussione sulle comunicazioni e che venga iscritta al primo punto dell'ordine del giorno della seduta non programmata nella programmazione trimestrale, ma martedì prossimo, vota no.
La proposta è: se continuare oggi. Chi è d'accordo vota si, chi è contrario vota no. Votando no rimane inalterato l'impegno di convocare il Consiglio martedì prossimo prevedendo all'ordine del giorno questo punto. (...)
Non sono stato chiaro? La proposta è: se si vuole proseguire oggi la discussione. Se si, si vota verde, se si vuole fare la prossima settimana, si vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Giunta

PRESIDENTE. Si prosegue con la discussione.
Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Presidente della Giunta, colleghi, con questo intervento mi rivolgo principalmente al Presidente della Giunta al quale sottolineo e sottoscrivo due o tre riflessioni.
Innanzitutto, Presidente, la valenza del suo intervento è rivolta a colpire due target, il primo è la comunità regionale, l'altro, anch'esso necessario non secondario, la sua maggioranza.
L'intervento rivolto alla comunità regionale è un messaggio di rassicurazione, di aver recepito, debbo dire con sensibilità ed esperienza, questo non le fanno sicuramente difetto, le difficoltà del momento, sia quelle che vengono dal contesto generale che quelle insite nel tessuto marchigiano.
Il messaggio è saggio e profondo, lo condividiamo negli aspetti che lei ha sottolineato, nella drammaticità di ogni settore, di ogni elemento che, ripeto, determinano in noi un'angoscia e una preoccupazione quotidiana.
Come instrumentum regni, avrebbero detto i latini, lei si rivolge alla sua maggioranza, per chiedere una delega, nella sua responsabilità di Governatore, per costruire un meccanismo migliore, chiamiamolo meccanismo, perché in fondo la politica è uno strumento, per condurre in porto la legislatura e, sulla necessità di condurre in porto la legislatura, condividiamo la sua analisi.
Ci è piaciuto molto un passaggio con il quale lei ha voluto un po' anticipare il futuro, ma, mi permetto di dire, anche di dare un segnale forte sul presente, quando lei ha detto di renderci conto che nel 2015 finirà un'epoca. Con l'esperienza che le riconosco, posso dire che lei voleva dire un'altra cosa, ma non voglio fare l'interprete per mettere zizzania, sia chiaro, siamo a sottolineare il valore della responsabilità del suo messaggio.
Credo che lei sia consapevole che l'era è finita adesso, un'era politica si è conclusa, un modello che tre anni fa c'era e oggi non c'è più, per tanti stravolgimenti, anche quelli delle ultime elezioni politiche, mi permetta questo, non è assolutamente un modo, un metodo, dell'opposizione per creare problemi alla maggioranza.
Ci è piaciuta questa sua consapevolezza, lei ne è convinto, e chiede alla sua maggioranza di procedere, con dosaggi e con equilibri difficilissimi da trovare che non le consentono oggi di metter mano al rimpasto, lo farà nei prossimi giorni, su questo sinceramente, senza alcun fine speculativo, le dico in bocca al lupo nell'interesse della comunità marchigiana. Una raccomandazione che si può dare da cittadino oltre che da esponente dell'opposizione è quella di fare un dosaggio di capacità nelle deleghe e un'ulteriore spinta nel contenimento dei costi. Su questo penso che lei abbia sicuramente la capacità e la volontà di procedere. Vengo ora al secondo aspetto.
Quando lei sottolinea che l'epoca è finita, credo che lei metta fine, oggi, ad un'epoca anche di veleni e di contrapposizioni ideologiche, della quale siamo stati tutti protagonisti, probabilmente, agli occhi della comunità in negativo, anche se qui dentro tutti in buona fede, colgo, quindi, l'aspetto della sua apertura istituzionale a un dialogo nuovo, diverso e più profondo, anche con le forze di opposizione. E' assolutamente necessario e lei ricorderà che nell'ultimo anno del Governo Monti, da questi banchi, abbiamo chiesto che si instaurasse anche qui, un clima, uno spirito, pari a quello che sosteneva il Governo Monti, indifferentemente dal fatto che poi quell'esperienza non si sia conclusa bene.
Per un anno quel clima c'era, lei oggi ha sottolineato che abbiamo un Governo fatto nel modo che conosciamo, che si basa su PD e PdL, due colonne fondamentali per il rilancio di questo Paese, e non le è sfuggito il fatto che anche da questa Assemblea sia necessario una responsabilità, un clima, simile a quello che regge il Governo Letta.
Non si traduce in poltrone, lei lo ha detto, noi lo sottolineiamo e ci fa piacere, però siamo particolarmente soddisfatti dell'apertura istituzionale che lei dovrà tradurre nei prossimi giorni anche in schemi organizzativi ed operativi, sulla quale noi concordiamo, perché, sicuramente, fuori da quest'Aula, il più grande rimprovero che possiamo avere è: "Siete sordi e ciechi rispetto a quello che accade, dovete prendervi tutti le stesse responsabilità".
Il suo messaggio, il suo invito, ci induce a guardare al futuro immediatamente e, forse serve anche a noi per chiudere polemiche del passato, ma mi sia consentito dire con un pizzico di orgoglio, insieme a chi con me è da tanti anni all'opposizione, che se questo spirito di dialogo tra i soggetti legislativi, che lei ha sottolineato, che dovrà essere il protagonista in questa fase, giustamente, ci fosse stato precedentemente forse avremmo evitato alcuni problemi: sanità, biogas, piano casa. Quante contrapposizioni ideologiche sul piano casa, diciamocelo, solo perché il provvedimento veniva dal Governo Berlusconi, solo per questo, per il resto credo che i colleghi del PD, altrettanto esperti come noi della pubblica amministrazione, fossero d'accordo su quella impostazione.
Questo è un pizzico orgoglio che manifestiamo e che chiudiamo immediatamente, perché vogliamo cogliere questa sfida della collaborazione istituzionale, che lei ha allargato anche al rapporto fra noi e quello che sarà o non sarà, non l'ho capito ancora bene, la task force nazionale per le riforme che fa capo ad un Ministro, ad una struttura di Governo importante, che cambierà, sicuramente, l'aspetto della governance che va dalla Regione ai livelli inferiori e nei rapporti tra lo Stato e le Regioni.
Quest'apertura, Presidente, oggi è molto importante, io credo che vada colta la responsabilità sua e anche la nostra, ed auguro alla sua maggioranza, quindi, ai colleghi di centro-sinistra, in un momento in cui è ancora più difficile, per quello che ho detto e per la fine di un'epoca, ricercare equilibri e dosaggi nell'interesse della comunità regionale e trovare una coesione sui problemi e sulla sfida lanciata oggi dal Governatore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie Presidente, preferisco parlare da qua (parla dai banchi della minoranza).
Qualche considerazione, qualche approfondimento rispetto all'intervento del mio Capogruppo.
Certamente oggi le Marche si trovano ad affrontare, come tutta l'Italia, ma in particolare le Marche, un passaggio estremamente delicato, non tanto qui in Consiglio regionale, quanto nel nostro territorio, per una crisi economica ed occupazionale così stringente che, come ricordava il Presidente della Giunta nel suo intervento, sembrava aver raggiunto il massimo della virulenza tre o quattro anni fa e invece ci rendiamo conto che insiste in particolar modo in questo periodo, in maniera violenta.
Una crisi che raggiunge spesso punte di drammaticità, che va assistita con un Governo regionale ma, devo dire, con tutta la rappresentazione della politica regionale, con posizioni forti, certamente chiare, per cercare con decisioni e con riforme vere di tamponare questa crisi, chiaramente, nei limiti delle nostre competenze, delle nostre risorse, perché non possiamo arginare, sarebbe come contenere una diga con le mani, una crisi di carattere nazionale e internazionale, noi soli come Regione Marche, ma possiamo fare la nostra parte.
Fui io venti giorni fa a sollecitare il Presidente della Giunta regionale a riferire in Aula rispetto alla situazione del nostro sistema bancario, su questo, Presidente, dovremmo fare una profonda riflessione ed i prossimi giorni interverrò nuovamente su questo tema perché sono convinto, e guardate non sono animato da malanimo nei confronti nessuno, che le stesse persone che hanno, in qualche modo, portato a certe situazioni, certamente aggravate dalla crisi economica, non possono essere le stesse che cercano di superarle. Mi riferisco in particolar modo ad un Istituto di Credito, il quale se avesse avuto amministratori saggi, oggi non solo sarebbe rimasto in mani regionali, ma probabilmente sarebbe diventato uno dei maggiori azionisti di una banca che, tre anni fa, aveva fatto una nota offerta di acquisto e avrebbe ricevuto in contro una quantità tale di denaro che probabilmente sarebbe diventata una vera e propria cassaforte di carattere regionale. Purtroppo come spesso avviene i particolarismi, gli egoismi, il piccolo cabotaggio ha fatto perdere a questa regione un'occasione che io mi sento di definire storica da questo punto di vista. Su questo dovremmo ragionare.
Parlavo di riforme, Presidente, la riforma della sanità, così come ci è stata prospettata, a mio modo di vedere, non risolve un granché dal punto di vista del servizio offerto ai cittadini e dell'economia del servizio che devono essere necessariamente coniugati. Come, ad esempio, lo stimolo ad accelerare, lo feci sino dalla scorsa legislatura, una vera e propria riforma della legge urbanistica, settore trainante ed oggi in particolare crisi della nostra economia.
L'urbanistica deve essere rilanciata, Assessore Viventi, quella legge è da troppo tempo che l'aspettiamo, siamo ancora vincolati ed ancorati ad una legge del 1992, c'era un altro mondo, un'altra Italia, un'altra situazione rispetto ad oltre vent'anni fa, deve essere approvata e deve essere una legge che, nel rispetto dell'ambiente e nel rispetto dei territori, sappia, in qualche modo, favorire una nuova spinta dal basso per quello che riguarda il comparto edilizio che oggi è praticamente ad encefalogramma piatto.
Potrei andare avanti molto, ma il tempo è breve, mi limito semplicemente a degli enunciati. Per questa ragione penso che nel rispetto dei ruoli, lei Presidente ha sottolineato, giustamente, che le elezioni nel 2010 le avete vinte voi e, quindi, a voi il compito di governare, a noi il compito di controllare, ma oggi con la consapevolezza che bisogna mettere da parte i particolarismi e guardare ad un lavoro comune per cercare di dare delle risposte al nostro territorio.
Tutte le nostre stanze sono piene di persone che ci vengono a chiedere lavoro, che ci chiedono aiuto e noi a questo grido d'allarme, grido di dolore da parte del territorio, bisogna che, nel rispetto dei ruoli, cerchiamo di dare delle risposte.
C'è bisogno di chiudere questa legislatura con grande serenità, io lo auspico, anche rispetto a quello che nessuno dice ma aleggia in quest'Aula per i noti motivi, e non vorrei che per vicende del tutto derubricabili a meri errori, noi andassimo a intaccare, non solo la nostra personale credibilità, ma ancor più grave la credibilità della nostra Assemblea, salvo poi, tra cinque, sei, dieci anni, vedere riconosciute le nostre ragioni, come spesso è avvenuto, e non voglia qualche altro non eletto, in qualche modo, condizionare il corso democratico delle legislature regionali, come spesso è avvenuto in questa nostra Italia, anche in questa nostra regione, con dei danni alla nostra comunità inenarrabili, soprattutto se coniugati al momento storico ed economico che stiamo vivendo.
Chi vuole intendere intenda, sta anche a noi colleghi, butto la palla un po' più avanti, sapere eventualmente reagire con fermezza rispetto a colui il quale intende fare di tutta un'erba un fascio.
Io non avevo particolari simpatie per un noto Presidente della Repubblica ma mi sento di ripetere: "Io non ci sto a questo gioco" e non ho molto altro da dire.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Grazie Presidente. Io vorrei onorare l'intervento del Presidente della Regione con alcune considerazioni concrete, perché ritengo che il suo intervento abbia rappresentato, al di là delle proprie intenzioni politiche, un atto di umiltà nel prendere coscienza che nelle Marche non possiamo andare avanti così, che non c'è più una forza politica tale di maggioranza autosufficiente e che c'è la necessità di recuperare terreno laddove si sono ridotti i trasferimenti statali e laddove non c'è un autorevole peso specifico delle Marche al Governo.
Vorrei onorare questo suo intervento, ponendo non delle condizioni ma degli esempi di condizioni, perché altrimenti il rischio è che tutto ciò resti una boutade politica, una dialettica di riconfigurazione di uno scenario e che di fatto il Consiglio regionale, già attore non protagonista delle sceneggiature della politica locale, rischi di diventare un attore chiamato ad interpretare un film comico.
Ci sono due filoni importanti del suo intervento che meritano subito una risposta politica.
Lo dico a tutti i signori Consiglieri, in merito all'attività legislativa noi dobbiamo porci un problema oggettivo, il primo: tutte le proposte di legge dei Consiglieri vanno affrontate, siano esse positive, negative, concrete, inconcludenti. I lavori dell'Assemblea legislativa le devono affrontare e se è necessario promuovere o bocciare, non si può andare avanti come con l'obbligatorietà dell'azione penale, il PM che decide qual è la priorità, non si può andare avanti così, ci sono i Consiglieri eletti dal popolo che devono legiferare, ha ragione il Governatore, le proposte di legge vanno poste in Aula, nei lavori di Commissione e, se necessario, bocciate.
Un'opera di razionalizzazione, di semplificazione, anche a costo zero per il cittadino, non abbiamo soldi? Chi se ne frega, facciamo un'attività legislativa di semplificazione, a costo zero, andiamo a rivedere completamente, questa è una competenza prevista dalla Costituzione e dalla legge nazionale, tutto l'impianto normativo complessivo, ma per fare questo, Presidente Spacca, ci vuole la garanzia della maggioranza, perché lei sa che se non c'è questa garanzia nei lavori consiliari tutto ciò non è possibile, quindi, come uomo della minoranza e del centrodestra do la mia disponibilità a questo sforzo, ma è evidente che se non c'è la garanzia della maggioranza questo è inapplicabile.
Attività di indirizzo di programmazione, cioè attività di governo, qui le garanzie le può dare lei Presidente Spacca e nessun altro, faccio due esempi concreti. Il primo: la sanità.
Diciamoci una cosa con estrema franchezza, noi Consiglieri regionali siamo quelli che vengono sollecitati puntualmente dal territorio ogni volta che c'è una questione sanitaria, perché qualcuno pensa che noi siamo il Consiglio d'amministrazione della sanità, che siamo la dirigenza della sanità, che siamo quelli che non solo fanno il piano sanitario regionale di indirizzo, ma che di fatto hanno il polso della struttura. Lei Presidente, dalla sua autorevolezza, sa, come noi, che non è così ed io credo che se si vuole veramente collaborare al di là di inciuci, giochini e giochetti, il primo punto sulla sanità è che ci deve essere più condivisione preventiva nelle bozze delle riforme da sottoporre al territorio, o ci mettiamo nelle condizioni di confrontarci prima e poi chi vivrà vedrà se ci saranno le condizioni, oppure dubito che si possa chiedere a un qualsiasi Consigliere Zinni di difendere le vostre riforme. Primo, perché ne veniamo a conoscenza molto tardi nei processi e negli iter, secondo perché non vedo come posso sostituirmi alla Commissione sanità o all'Assessore alla sanità.
Secondo esempio: rapporti forti con il Governo nazionale. Sono d'accordo, uniamoci per ottenere di più per le Marche, ma anche qui per impegni realmente condivisi nel territorio, se il nostro impegno è quello di stracciarci le vesti per ottenere 1000 lire che qualcuno utilizza solo per visibilità, politicamente non ci interessa, se vogliamo affrontare insieme lo sviluppo del territorio, lo sviluppo dell'economia, gli impegni infrastrutturali, gli impegni che portino le Marche ad avere realmente qualche strumento di dibattito politico, ovviamente, sono disponibile.
Concludono il mio intervento, Presidente, ringraziandola di questa opportunità, però mi sento dire questo: come uomo politico, che ha una cultura di destra, sono sempre per la limpidezza di un'identità politica, ma sono anche per la responsabilità e il sacrificio e non ho alcun tipo di problema a creare un dialogo, a collaborare con la maggioranza. Sicuramente il Gruppo del Popolo della Libertà si riunirà e affronterà quelle che sono le questioni che ci interessano e quelle che lei ci sottoporrà, così come le persone della maggioranza, però, come Consigliere eletto e come persona voglio mantenere anche una dignità e la mia dignità prevede che ci siano queste condizioni, altrimenti se non ci sono garanzie leali dalla maggioranza e garanzie leali da lei Presidente come uomo di Governo, il rischio è che sia solo confusione nella comunicazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Presidente, per prima cosa mi scuso con lei, a nome di tutti i Consiglieri di questa Assemblea che, dopo il suo discorso, che noi abbiamo appreso, abbiamo sentito, come vede, abbiamo recepito in maniera forte il momento, oppure abbiamo capito tutto. Parlo di tutti, non parlo solo dei Consiglieri di maggioranza, Presidente, parlo di tutti.
Lei ha fatto questo ragionamento ed io vorrei parlare con lei, con la Giunta da lei presieduta, con chi amministra questa Regione, verso cui tutto noi abbiamo degli obblighi specifici e gravi.
Presidente, il suo richiamo è un richiamo che noi, come eletti della coalizione che candidava il candidato che ha perso, il Dott. Marinelli, che non ha vinto le elezioni del 2010, non ci siamo mai posti: il problema di votare pregiudizialmente contro quello che avveniva in Aula.
Lei ha avuto altri problemi in questa amministrazione, non certo da chi non votava contro pregiudizialmente, allora il suo messaggio di oggi, secondo me, era più adeguato se fatto nelle sedi in cui lei lo ha fatto, perché penso che lei, in merito a questo discorso e a questo documento che è venuto fuori, dovrà fidarsi di chi lo ha firmato. Questo è il punto, perché sa Presidente quando lei non c'è qui succedono cose strane, ne abbiamo viste tante, anche negli ultimi mesi ed è quello che è stato un po' il pre, quello che ha dato il via a quello che è successo dopo.
Lei dice giustamente, io ho apprezzato molti passaggi del suo discorso, che oggi noi non siamo rappresentativi, nel 2010 eravamo rappresentativi, oggi abbiamo una gran parte dell'elettorato che qui dentro non è rappresentato, lei ha fatto un'analisi in cui ha parlato di germano centrismo in area calvinista, la macro regione baltica ed altro.
Apprezzo in pieno questi suoi richiami, è chiaro che quando sento o leggo un'intervista di Prodi di 10 giorni fa che critica la Merkel, è un po' stantio criticare la Merkel oggi e essersi beati della Merkel fino all'11 novembre del 2011. No? Quando c'erano gli impresentabili, noi non eravamo presentabili, la politica che faceva l'Europa era una politica causata da noi, i danni che noi avevamo erano causati da noi.
Dobbiamo passare, superare il passaggio della contrapposizione stupida, noi non l'abbiamo mai fatto in questa Regione e parliamo di minoranza, dobbiamo superarlo, Presidente, però, a mio avviso, non in nome della genericità, ma in nome dei fatti concreti, delle cose concrete.
Le cose concrete Presidente non sono, mi permetta di dirlo, una Commissione che studi o meno come far funzionare l'Assemblea legislativa o i rapporti tra Giunta e Consiglieri. Noi davamo per scontato che questi rapporti ci fossero, anche con l'amministrazione, non più di 10 giorni fa, lei è dovuto intervenire personalmente, da quanto so, perché non avevo dei documenti da due anni ed ho potuto averli in 36 ore.
Il problema vero, per questo io sono preoccupato, è la scarsa rappresentatività che tutti, nel 2013, abbiamo, anno di grazia 2013 mese di maggio, è come il Governo nazionale, e io faccio parte di un partito che, ringrazio Dio, non appoggia il Governo Letta, che pensa di tirare avanti con i pannicelli caldi, pensa di tirare avanti litigandosi l'IMU, basta leggere le dichiarazioni dei segretari dei partiti maggiori che sostengono il Governo Letta. Ognuno di noi vede l'IMU in un modo diverso. Ognuno lo vede a casa sua, come può rendere l'IMU. Si segue ancora una logica che non porterà da nessuna parte.
Io ritengo, Presidente, che proprio per quello che lei ha detto sul germano centrismo in area calvinista, che il vero problema politico che noi potremmo sollevare, a livello regionale, è il rapporto che noi dobbiamo avere con l'Europa.
Il rapporto con l'Europa non può essere quello che è stato finora, il rapporto con l'Europa deve essere un rapporto di rinegoziazione, non esiste un'economia che può andare davanti con l'aumento della pressione fiscale, perché questo fanno i Governi, l'ultima parte del Governo Berlusconi è stato il pre del Governo Monti, chi ha apprezzato il Governo Monti apprezza oggi il Governo Letta, non capisco come si possa pensare di passare dalla fase della pressione fiscale, che in tutto si è riversata, meno che in un contenimento della spesa pubblica, ad una politica per la vera ripresa economica.
Il punto è questo. Il sistema finanziario, il sistema bancario in Europa, non può più comportarsi con i popoli come sta facendo, allora io vorrei tanto che la discussione, che qui potremmo fare tutti insieme, fosse su questo, perché su altro, Presidente, io non voglio polemizzare, ma quando lei ci dice che sulla sanità è inutile fare le dimostrazioni perché voi avete deciso, io capisco la fretta che ha la Giunta regionale di decidere, io capisco gli atti che vorrebbero che non tutte le proposte di legge passassero in Commissione, perché la Giunta ha fretta, ma questo stride profondamente, contrasta profondamente con quello a cui lei si raccomanda.
La concertazione passa attraverso queste cose gravi, la sanità non può passare sui territori come la rivendicazione, come lei dice, di aspetti territoriali che ognuno di noi porta avanti, deve esserci un equilibrio, il sacrificio può essere tollerato e consentito se c'è un riequilibrio tra i territori e lei sa, come lo sa la sua Giunta, come lo sa il suo Assessore, e soprattutto come lo sa chi decide sulla sanità marchigiana, che non c'è equilibrio fra i territori.
Noi nell'Area Vasta 5, la riconversione dei piccoli ospedali, non la possiamo fare, Presidente, perché l'abbiamo fatta 12 anni fa e oggi non c'è stato nessun riequilibrio, la dovremmo fare, Presidente, su tre ospedali Offida, Ripatransone e Montefiore che sono tre RSA, si immagini lei, se la lungodegenza, come voi definite la lungodegenza, che non è un'ospedale di serie B ma è un'ospedale diverso, che costa meno ed è più appropriato, potrebbe mai essere fatta in ambiti e in ambienti che attualmente sono adibiti ad RSA.
Lei pensa che di queste cose il territorio non tiene conto, non solo a lei, ma a tutti, di queste cose si deve discutere prima di approvarle e non è stato fatto perché si è andati dietro alla manovra finanziaria, un taglio che per noi è stato lineare e che il nostro territorio non può sopportare.
Io, anche a nome del Gruppo di Fratelli d'Italia e Centro Destra Marche, le faccio presente che continueremo nel nostro compito, quello che abbiamo fatto finora, noi non cambieremo nulla, tutte le proposte votabili e ce ne sono state, le abbiamo votate, la polemica fine a se stessa, il berlusconismo puro, non c'è mai appartenuto, glielo confesso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Noi abbiamo condiviso ampiamente la relazione del Presidente Spacca, non solo in quest'Aula, ma anche durante le ultime maggioranze, anche se c'era qualche differenza fra gruppi e partiti, piccole differenze di interpretazione, qualche passaggio rispetto alla sintesi che dovrà scaturire alla fine di questo dibattito, condividiamo, però, ampiamente tutti i passaggi del Presidente Spacca.
Devo dire che da un certo punto di vista siamo in parte soddisfatti perché in realtà un contributo, un impulso, rispetto a lanciare questo passaggio di verifica, lo avevamo dato anche noi come gruppo del PD, magari in circostanze diverse, nel momento in cui ci siamo resi conto che, in modo particolare, su alcuni temi di fondo, su alcuni temi strategici, era bene ripuntualizzare.
Quei temi che oggi il Presidente ha definito priorità delle priorità, in realtà altro non sono che nodi del nostro programma di Governo, già presenti, lo abbiamo detto ripetutamente, questo Governo lo ha detto ripetutamente, i nodi sono: l'occupazione, il lavoro, la sanità, il rilancio dell'impresa. Oggi questi temi diventano priorità delle proprietà e, a due anni dalla fine del mandato, era bene recuperarli con questo tenore, con questa intensità, sui quali ci apprestiamo a lavorare.
Per quale motivo? Qualche giorno fa ho letto sul giornale l'urlo, il grido di dolore delle Regioni al tavolo nazionale, non è solo il tema degli Enti locali o delle Province che spariranno, probabilmente, ma il tema è la difficoltà delle Regione di tirare avanti a risorse calanti, con le difficoltà che abbiamo, con il miliardo e mezzo che mancherà. Era giusto ed opportuno recuperare alcuni temi strategici e mettere sul tavolo come priorità assoluta quelli che il Presidente ha elencato: lavoro, occupazione, riforma socio sanitaria, senza ripetermi perché poi le questioni sono queste.
La crisi è angosciosa, altri hanno detto che apparteniamo ad una comunità di destino e se non siamo tutti insieme attorno ad alcune esigenze assolute rischiamo di non farcela, anche se, lo dico al Consigliere Massi, è difficile prevedere il futuro in questo momento, è difficile prevedere quello che accadrà fra sei mesi, ancor più complicato il 2015. Siamo di fronte ad una crisi tremenda, culturale e sociale ancor prima che politico istituzionale.
Questo Governo di servizio, come è stato definito il Governo Letta, prova a metterci qualche rimedio, a partire dal tema del lavoro, dell'occupazione, della crisi economica, proverà poi con la riforma elettorale. Un Governo di servizio che si misurerà su alcune questioni, con il rischio, io apro tutte le mattine la radio, il giornale come voi, che la sua durata sia, forse, breve. Non lo auspico, speriamo che ci sia il recupero della considerazione che il Paese è in grave crisi e si possa, su alcune questioni, lavorare insieme come si sta facendo.
Auspicare su alcuni temi una maggiore relazione di rapporti, anche in consessi diversi da quello del Parlamento nazionale, è una cosa buona, è anche giusta, anche se io penso che questo centro sinistra nelle Marche abbia operato un buon governo e oggi recuperare quelle priorità vuol dire presentarsi con le carte in regola al 2015. Penso questo perché altrimenti rischieremo di non condividere il fatto che un passaggio come questo ha bisogno della massima intesa e collaborazione istituzionale su alcuni temi centrali.
Ci rendiamo perfettamente conto che qualcosa è accaduto dal 24 febbraio in poi, pur tuttavia io penso che ci siano le condizioni, parlo per la mia parte, per difendere il lavoro fin qui fatto da questa maggioranza di Governo e per rilanciare i temi posti al centro dell'agenda che questa mattina il Presidente Spacca ha espresso. Avremmo anche modo di leggere in una nota scritta le priorità su cui lavorare per i prossimi due anni.
Non sarà semplice, perché ricollocare poche risorse su queste poste prioritarie sarà cosa complicata, la Giunta sarà costretta a fare esercizi di risparmio, manovre molto complicate e difficili, mi rendo perfettamente conto. Il richiamare l'insieme ad un diverso atteggiamento, ad una diversa sobrietà, anche verificando la squadra da mettere a disposizione della comunità marchigiana, e a diversi i assetti, è al centro del ragionamento che il Presidente ha fatto.
Non ci sottraiamo a questo passaggio e siamo consapevoli che è un passaggio delicato, ritengo che trovare una relazione diversa con l'opposizione in questa Aula e punti di riferimento e di contatto con un Governo che ha Ministri di entrambe le parti politiche, in questa fase, potrebbe essere un'operazione utile, non solo utile strumentalmente e opportunisticamente, ma politicamente importante che può farci capire che in un momento come questo per la comunità marchigiana, questo consesso è in grado di superare anche certe divisioni.
Credo che il programma che noi abbiamo prodotto dal 2010, rilanciato in questa verifica che si sta completando, possa portare questo centro sinistra nel 2015 ad avere le carte in regola per riconquistare questa Regione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Badiali.

Fabio BADIALI. Puramente casuale il mio intervento dopo quello del Capogruppo, potevo, forse, farne anche a meno, cercherò di essere veloce e di toccare altri argomenti.
Condivido pienamente quello che ha detto il Capogruppo Ricci e condivido l'intervento che questa mattina il Presidente Spacca ha voluto fare a questa assise regionale.
Bene l'appello alla solidarietà fra le forze politiche, questo è un valore aggiunto che dobbiamo scoprire e tener presente, specialmente in questa situazione drammatica che vive il Paese, dal punto di vista economico, sociale, della disgregazione della coesione sociale.
Bene anche aggiornare il programma, il programma di fine legislatura è in relazione anche alle nuove e preoccupanti esigenze che vengono avanti nel nostro Paese, perciò è importante che ci sia questa riprogrammazione degli intenti a livello regionale.
Penso, Presidente, che a volte sia importante anche ascoltare le opinioni dei Consiglieri regionali, sia di maggioranza che di minoranza, e potrei anche dire dei Presidenti di Commissione, magari hanno qualche cosa da dire e da proporre per meglio vedere qual è il programma da portare avanti per il futuro.
Noi parliamo sempre di riformismo, siamo riformisti a parole, poi nei fatti siamo sempre conservatori, perché l'essere umano è portato a questa cosa. Bisogna che noi siamo, veramente, riformisti, nel vero senso della parola, e conseguenziali con gli atti. Se una riforma deve essere fatta ed è indispensabile perché il mondo cambia, cambia lo scenario nazionale, internazionale, mondiale, bisogna che la riforma sia obbligatoria, allora bisogna pensarla, discuterla con chi deve essere discussa e, poi, approvata in tempi celeri. In tempi che siano alla portata del cambiamento e dell'evoluzione che c'è. Riformismo significa agire e cambiare, riadeguare anche le leggi regionali che a volte sono logore, hanno venti, venticinque, trenta anni. Il mondo è cambiato dobbiamo rimodernare questo sistema.
L'altra questione importante, che è stata trattata dalle forze politiche di maggioranza, che condivido, come diceva il Capogruppo Consigliere Ricci, è quella legata alla sanità ed al sociale.
La sanità ed il sociale sono punti di riferimento importanti, come il lavoro, l'ambiente, come veniva detto prima. Per quanto riguarda il sociale e la sanità bisogna discutere un progetto più a lungo termine, non basta soltanto tagliare posti letto, indispensabile in questa fase, e ridurre il personale, perché ce lo impone la legge, ma bisogna guardare più a lungo termine quali sono gli investimenti che dovremmo fare per stare dentro un sistema economico, ma anche dentro un sistema di comunità.
Importante è che il primo passo sia stato fatto, quello della riforma dei piccoli ospedali, importante sarà anche quello delle reti cliniche da fare sul territorio. Importante, secondo me, è anche dare più importanza, per esempio, alla centrale unica di acquisto, come veniva detto anche nel documento dei beni e dei servizi, alla centralizzazione dei laboratori analisi, per cui si risparmierebbero risorse importantissime, alle sterilizzazioni, alle farmacie, invece di esserci una farmacia per ogni ospedale di rete, un'unica farmacia centralizzata che possa dare servizio a tutti gli ospedali h24. Sarebbe una cosa importante che va nella direzione di tutelare la sanità pubblica, la parte del pubblico, ma i servizi possono essere messi anche in concorrenza fra privati, questo non significa portare la sanità al privato, significa soltanto razionalizzare meglio un servizio indispensabile, risparmiare le risorse ed efficentare un servizio.
Il programma. La programmazione è una cosa importantissima, è fatta da programmazione, da gestione, da controllo e da verifica dell'attuazione. La politica deve fare la programmazione, poi i tecnici e la struttura dovranno fare la gestione, il controllo deve, poi, tornare alla politica, la quale verifica quello che è stato attuato. Io parlo - e qui mi riferisco anche all'appello che ha fatto prima il Consigliere Bugaro, lui è andato anche oltre, non soltanto alla struttura regionale, parlava di altre strutture ben comprese - della struttura regionale di cui ho molto rispetto e dei dirigenti che abbiamo all'interno. Bisogna che la politica detti le regole e ne verifichi l'attuazione, questo è importante, i dirigenti sono una parte importantissima di questo ente, dobbiamo essere loro grati, ma siamo noi la parte che deve programmare e controllare l'attuazione.
Ultima cosa, recuperare il rapporto indispensabile con le comunità locali, attraverso il dialogo, il confronto, ma decidendo e difendendo tutti la scelta fatta con la partecipazione dei cittadini. Noi per concretizzare, dobbiamo discutere con i territori, programmare certe cose, ristrutturando, rimodellando, rimodulando, riformando, poi, quando siamo arrivati alla scelta dobbiamo essere coerenti, maggioranza e opposizione, sulla decisione presa e andare avanti su quella linea, altrimenti non saremo credibili se ogni volta facciamo un passo avanti e uno indietro.
Ultima cosa ...

(Interrompe il Consigliere Trenta)

Fabio BADIALI. Parlo in generale e parlo della grande partecipazione di tutti, quella è stata una gazzarra non necessaria e, dico, dovuta soltanto a malainformazione.
Se le cose sono spiegate bene la gente capisce, nel senso che non è tutta contraria, la gente capisce e percepisce che i cambiamenti ci sono e che ci sono delle novità importanti. Certo, non tutti vogliono capire, questo è un altro problema, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, perciò su quel piano sicuramente non possiamo fare niente, ma io sono convinto che per la maggioranza dei cittadini regionali - se bene informata, se vengono dati segnali di indirizzo, di programmazione seri e coerenti e uguali per tutti - questa assise regionale tornerà, come lo è la figura del Presidente, ad essere punto di riferimento per tutta la regione. Parlo anche a livello nazionale perché è giusto l'appello che prima faceva il Presidente cioè quello di parlare anche alla Conferenza Stato Regioni e portare le istanze del territorio a livello centrale, abbiamo un Governo che sicuramente non è il Governo che ognuno avrebbe voluto, ma è il Governo che c'è, per cui deve espletare al meglio tutte le sue funzioni ed il compito che gli è stato affidato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie Presidente. Sicuramente è molto interessante quello che è avvenuto questa mattina, perché l'apertura che il Governatore delle Marche ha fatto all'intera Assemblea legislativa è un fatto nuovo, un fatto positivo, è un fatto che, sinceramente, mostra anche una discontinuità con la parte precedente della legislatura, dove la Giunta, con le sue proposte di legge e con la sua azione amministrativa ha segnato fortemente questa legislatura. Basta pensare a quello che è avvenuto nell'arco dell'ultimo anno con il biogas dove l'Assemblea ha più volte richiamato il rischio che si stava correndo sui nostri territori e la Giunta non ha ascoltato proseguendo la sua azione amministrativa e anche, in qualche maniera, umiliando il lavoro dell'Aula.
Al di là di questo, è molto positivo, Presidente, quello che lei ha fatto questa mattina, è un segnale nei confronti del territorio e nei confronti di quello che sta avvenendo al di fuori di quest'Aula. E' un segnale che responsabilmente noi dobbiamo raccogliere. E' il segnale che tutti insieme dobbiamo fare un'inversione di tendenza, anche l'opposizione sicuramente avrà le sue responsabilità da condividere con la maggioranza e con la Giunta, quindi, ognuno di noi prenda il suo fardello, faccia un'analisi rispetto a quello che è successo e cerchi di andare avanti.
Io vorrei ripartire Presidente da quello che è stato l'intervento simbolico, bello, molto sentito, del Professor Bin, la settimana scorsa in quest'Aula.
Il Professor Bin ci ha parlato di tre elementi: delle istituzioni, della politica e dell'Europa, tre elementi, un ragionamento molto bello, io ho anche chiesto la trascrizione e l'ho riletto più volte, perché ho sentivo che quello che lui diceva con parole belle e giuste, in qualche maniera era il motivo per cui mi sono avvicinato alla politica.
Ripartendo da quell'intervento e ripartendo da quella che è una sfida che deve andare al di là della mera iniziativa sulle banche, sulla sanità, che sono, come diceva lei importanti, sono fattori essenziali della vita, in questo momento, della comunità marchigiana, della comunità nazionale, noi non possiamo non fare un'analisi rispetto a quello che è il vero vulnus che è venuto a mancare: il vulnus politico. La politica è stata sostituita, anche in questa Aula, da un atteggiamento che ha guardato più all'aspetto dei poteri, all'aspetto della gestione, all'aspetto della gestione degli interessi che, in qualche maniera, hanno colpito la nostra comunità.
Lì individuo una responsabilità da parte della Giunta regionale e della maggioranza che ha governato, perché sono state, in qualche maniera, assecondate tutte le grandi peculiarità che questi anni hanno caratterizzato la nostra vita. Penso alle aziende agricole, penso all'atteggiamento della Giunta sul fotovoltaico e sul biogas, rispetto alle tante aziende agricole, piccole e medie, abbandonate, rispetto anche ai piani, al PSR che, in qualche maniera, non ha interpretato realmente le esigenze dell'agricoltura marchigiana, guardando, forse, più ad aspetti di agricoltura di alta qualità, che però è una nicchia e non rappresenta il vero tessuto agricolo marchigiano. Penso alle piccole e medie imprese, quante volte qua dentro abbiamo parlato di SVIM, quante volte abbiamo anche criticato queste azioni della SVIM, per il fatto che è impenetrabile rispetto alla maggioranza delle imprese marchigiane, quante volte lo abbiamo fatto e non siamo stati ascoltati? Quante volte sono state fatte, come diceva qualcuno prima di me, delle proposte di legge, delle mozioni, per sollecitare un dibattito in quest'Aula e quelle risposte non sono venute, anche l'attenzione che oggi è sulla bocca di tutti, come senso di responsabilità che dovrebbe in qualche maniera guidare la politica e le istituzioni, non c'è stata.
Ringraziando per l'attenzione l'Aula, ringraziando per l'attenzione rispetto al mio intervento, vado verso la conclusione.
Presidente, lei ha parlato di lavoro, di sanità, di nuova imprenditorialità, di organizzazione, di Europa. Io credo che siano sfide importanti che possiamo fare insieme, un'azione che deve contraddistinguerci al di là della maggioranza e della minoranza, noi dobbiamo farla per rilegittimare la politica e le istituzioni, noi dobbiamo farla perché se non facciamo questo non saremo spazzati via dal Movimento 5 Stelle o da altre forze politiche, noi saremo spazzati via dai cittadini perché certificheremo l'inutilità delle istituzioni e della politica.
Quelle sfide, Presidente, le possiamo fare solo se insieme al senso di responsabilità emerge anche un senso del rispetto. Lei ha fatto appello ad una maggiore opposizione, questo io lo condivido, ma affinché ci sia maggiore opposizione, occorre che ci siano le condizioni affinché questa opposizione possa essere, in qualche maniera, fatta. Quando si fa opposizione al nulla, quando non si è mai ascoltati e si è, in qualche maniera, anche derisi per rappresentare una sensibilità, che sembra essere la sensibilità dei più sciocchi dei più inutili, marginale, allora anche l'opposizione stessa non ha senso.
Noi, Presidente, vorremmo fare il nostro dovere, siamo stati eletti in minoranza, per portare una sensibilità e per costruire insieme alla maggioranza una realtà che rappresenti tutti i cittadini marchigiani, che rappresenti tutte le economie, che rappresenti tutte le peculiarità che potrebbero portare questa regione ad avere una speranza e a rigettare un progetto credibile intorno a se stessa.
Chiudo con l'aspetto dell'Europa. L'Europa è sicuramente la sfida, stanno emergendo, mi rifaccio al Professor Bin, in tutto il continente dei sentimenti antieuropei, questo significa, in qualche maniera, la fine di un progetto che avrebbe dovuto fare dell'Europa, del vecchio continente, della sede della civiltà e della cultura del mondo, il punto di guida del mondo. Rischia di frantumarsi davanti a delle difficoltà che sono oggettive, perché, è chiaro a tutti, costruire un'Europa forte, significa dei passi indietro da parte di tante nazioni, significa, in qualche maniera, anche una ridiscussione dei pesi e delle misure, una ridiscussione di un'equità che è venuta a mancare, allora la sfida dell'Europa può essere vinta, se intorno a quella ridiscussione e intorno ai tanti aspetti negativi che hanno contraddistinto questa fase dell'Europa, c'è il raccontare gli effetti positivi.
Noi Presidente abbiamo perso, anche come Regione Marche, opportunità di far conoscere l'Europa, i finanziamenti europei e quello che l'Europa significa in tanti suoi aspetti, lo abbiamo perso, non siamo stati in grado di interpretarlo fino in fondo.
Su questo vorrei che la Giunta, la maggioranza, il Consiglio lavorassero in maniera forte, perché altrimenti risulteranno dell'Europa solo gli aspetti negativi e non emergeranno quelli che potrebbero essere invece i volani, le soluzioni, affinché, la Regione Marche si possa sentire parte integrante di un progetto importante anche superiore a noi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Presidente Spacca, ho guardato e letto che "il Presidente della Regione Marche e i responsabili regionali delle seguenti forze politiche che compongono la maggioranza regionale: CD, DC, IDV, PD, PSI, RE, UDC, Verdi, esprimo, condividono, riaffermano per affrontare il durissimo contesto economico e sociale nazionale ed internazionale, valutano la questione dei tagli e la crisi dell'Italia che rischia di protrarsi in modo ancora più incisivo rispetto al resto dei Paesi dell'area euro, considerano globalizzazione e dematerializzazione sempre più spinte e persuasive per la diffusione delle tecnologie digitali, ritengono .. contrazione strutturale delle risorse disponibili, ... cambiamenti più veloci, innovativi, riformisti, ... annullando privilegi e rendite di posizione".
Caro Presidente Spacca alla fine di questo discorso c'è una condivisione e arriviamo a quella che dovrebbe essere, che lei oggi ha richiesto all'Aula, una collaborazione anche con la sua opposizione che vuole più dura.
Lei però fa una affermazione: meno amministratori e più legiferatori, riforme e grandi strategie riguardo alla creazione di nuova occupazione, il potenziamento delle garanzie per le piccole imprese, eccetera e conclude parlando di Macroregione Adriatica Ionica.
Caro Presidente più volte io le ho ricordato che lei in Aula ha depositate due leggi una del 2002, la n. 9, e un'altra, una proposta di legge: "Limes territori di confine progetti condivisi e cofinanziati", che si ispira a quella legiferazione di ultima generazione che parla di aggregazione anzi di macroregioni. Presidente io so che lei è intelligentissimo, è una persona che ha una sua struttura ed un suo carisma politico, che io le riconosco, ma glielo riconosco per antica appartenenza, portata al dialogo, portata alla decisione e capisco la sua insofferenza, la sua difficoltà momentanea, perché poi la supereremo con gli eventi del 2015, quando ridurremo il gap, che lei affronta, di litigiosità interna, diminuendo il numero di Consiglieri, di quella maggioranza che è poi una maggioranza implosiva.
Riguardo alla progettazione, come legiferatore, io la invito a valutare quella proposta di legge: "Limes territori di confine", perché in essa c'è quello che avverrà con il Senato delle Regioni, con la struttura delle nuove Regioni, con le Camere delle Regioni, e tutto quello che è l'ultima generazione dell'ordinamento dello Stato.
La Macroregione Adritica Ionica, caro Presidente, lei la dovrebbe vedere avendo dei marchi nostri all'interno delle due leggi, la n. 9 del 2002, e questa proposta di legge, perché io parlo, e ne parleremo insieme perché è stata votata all'unanimità dalla Commissione ed anche dall'europeista convinto che è il mio Presidente Cardogna, di tutto quello che è la produttività, quindi, dei giovani, della piccola e media impresa regionale che resiste in maniera stoica, in maniera migliore, più forte, più convinta, sicuramente più capace alla recessione attuale in termini internazionali, ma se noi estendessimo, come poi verrà estesa, la Macroregione Adriatica Ionica, che parte da quella legge regionale la n. 9 e viene completata dalla proposta di legge Limes, alla Macroregione Mediterranea, lei metterebbe in relazione con la Regione Marche gli Stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo, ognuno con le proprie risorse naturali e, quindi, potremo parlare di ambiente, di scambi cultuali, potremo rendere Ancona, il porto di Ancona, quel punto di partenza e di arrivo di quello che sarà un sistema economico in continua evoluzione.
Logicamente non bastano 5 minuti per spiegare le interazioni che questa proposta di legge potrà innescare, soprattutto, creando il Marchio Unico Mediterraneo che parte dal marchio unico marchigiano, MUM, e può addirittura ambire ad un marchio unico mondiale, agganciandosi a quella che è la carta dei diritti umani che fa capo all'Onu che è poi la madrina della legge regionale n. 9.
Caro Presidente io le scrivo ma lei non risponde, come non risponde il Presidente Solazzi, permettete, un inganno, caro Presidente Solazzi di cui lei si fece responsabile insieme a me ed al Consigliere Cardogna quando subimmo l'affronto, perché lei conosce bene i fatti, sei associazioni che non so di che cosa parlano che ancora oggi non hanno capito, che si muovono, continuano a scrivere, appropriandosi della proprietà intellettuale altrui, che comunque sono decadute proprio per effetto della legge regionale. Noi ancora permettiamo questo.
Caro Presidente fatta questa mia affermazione sui Consiglieri legiferatori, mi auguro che a giorni lei ed il potentissimo Assessore, super Assessore Marcolini ci si possa incontrare per stabilire un programma su come affrontare quelle cose, io le aprirò dei mercati ideali dove lei, con la sua capacità, visto che è stato così capace, bravo e gliene do atto, di arrivare in Russia, in Cina, però guardi che il Mar Mediterraneo è la culla di una cultura importantissima. Non condivide Presidente? … a stava leggendo, ho capito, beato lei che riesce a fare tante cose in un momento solo, per questo lei è Presidente ed io Consigliere d'opposizione.
A parte questo vengo all'ambiente, alla sicurezza ambientale, alla valorizzazione anche su scala internazionale di quelle che sono le nostre politiche anche energetiche, soprattutto, caro Presidente vengo alla nota dolens, alla sanità ed alla coesione sociale.
Io le propongo un otto, sedici, ventiquattro, non sono numeri da giocare al lotto, ma l'utilizzo pieno delle strutture ospedaliere facendo una scelta pubblico o privato e andando a prendere quelle convenzioni a cui il bravissimo De Benedetti sta puntando, cioè l'acquisizione nazionale di strutture che hanno convenzioni con le Regioni per poi proporci un modello di sanità privata che sicuramente non è confacente al credo del PD, quindi, ne convenga il mio Consigliere Assessore Canzian.
Caro Presidente lei ridurrà nella riforma sanitaria questo discorso, risparmiando nelle convenzioni, dimezzando ai medici di base il numero dei pazienti da 1500 a 750, quindi raddoppierà di fatto i medici che possono lavorare e non intasare poi, con la ricetta tutto fare, il pronto soccorso con urgenza, quindi, su questa sanità e coesione sociale Presidente lei sarebbe veramente innovativo e darebbe una risposta vera alla società marchigiana ed esempio nella Conferenza Stato Regioni alla sanità nazionale.
Mi riservo caro Presidente poi nell'incontro successivo di darle chiarimenti sul significato del Consigliere legiferatore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Presidente, vado subito al dunque, il ragionamento politico che lei ci ha sottoposto è molto ampio, articolato e particolarmente comprensibile visto il momento. Ha aggiunto anche un'analisi socio economica, sicuramente impietosa, ma reale, molto realistica, di cui non possiamo che prenderne atto e fare in modo che anche il nostro contributo possa essere un contributo concreto.
Tra l'altro lei ha fatto anche un appello alle opposizioni, alle minoranze e, da quello che mi sembra dagli interventi, non è caduto nel vuoto. Ci sono state delle considerazioni importanti e delle prese d'atto importanti, però dobbiamo anche capire di che cosa e come si può dialogare. Io sono molto concreto e molto pragmatico.
Visto che, chiaramente, ognuno mantiene il proprio ruolo di maggioranza e di opposizione, perché tale è stato l'esito delle elezioni, è chiaro che se non ci confrontiamo sul tema dei contenuti, in quella che può essere un'area di incontro, fatta di contenuti e di proposte e di condivisione di proposte, oggi saremo qui a parlare di una semplice annessione. Non è un caso che lei ci sottoponga oggi un documento che hanno firmato tutte le sigle di maggioranza, ed è normale che sia così, al quale noi possiamo aggiungere qualcosa e fare la nostra analisi politica.
Certo sono su due piani diversi, però è chiaro che se di annessione non si può e non si deve parlare, ma di condivisione, di partecipazione, di collegamento con le opposizioni, allora a questo punto, se è vero come è vero, che le opposizioni, per lo meno parte di esse, non devono chiaramente soffiare sul fuoco della demagogia, del populismo per tornaconti elettorali, ma devono assumersi una responsabilità e quel ruolo di forza di opposizione responsabile, dall'altra le opposizioni possono chiedere, devono chiedere alla maggioranza, alle forze che compongono la maggioranza, lo stesso senso di responsabilità, ammettendo i passaggi delicati, dolorosi e anche gli errori, le scelte sbagliate, la composizione dei numeri, quello che ha segnato e caratterizzato alcuni momenti di questa legislatura.
Non è un contentino o il voler dire per forza avete sbagliato e dovete darci soddisfazione, io credo che alcuni passaggi siano stati doverosi, perché chiaramente si confrontavano con la realtà dei numeri, dall'altra però il terreno neutro, quello in cui le opposizioni possono collaborare, devono collaborare, assieme alla maggioranza, non può prescindere da un senso di responsabilità comune.
Alcune perplessità le ho da alcuni segnali che arrivano dalla maggioranza, non mi sembra che ci sia questa coesione, non mi sembra che ci sia questa omogeneità di intenti, per carità alcune fibrillazioni sono comprensibili, se pensiamo a chi vede minacciato il proprio posto da Assessore o a quella forza politica che, in qualche modo, può vedersi ridimensionata la presenza in Giunta, ma, come lei giustamente ci sottolineava, dobbiamo superare il particolarismo politico, l'egoismo, il tornaconto elettorale e far fronte alle difficoltà in modo, come diceva lei, responsabile, nell'interesse dei cittadini.
Ebbene io voglio fare un esempio molto pratico, lei prima citava e faceva riferimento alla questione urbanistica e quanto sia importante il contributo anche particolare, minuto, non articolato di qualche Consigliere di minoranza che produca proposte di legge. Io le posso assicurare che proposte di legge ci sono, esistono, sono depositate da tempo e, nonostante, la generosa collaborazione dell'Assessore di riferimento, io faccio parte della IV^, il Presidente è il Consigliere Giancarli, so bene che le proposte di legge delle minoranze giacciono li per anni, non riescono ad essere in qualche modo discusse, votate e nemmeno arrivano mai in Aula, all'interno di una legislatura.
Questo è un dato di fatto che in qualche modo oggi va sottolineato e, se questa apertura c'è, allora a maggiore ragione, vogliamo vedere con fatti concreti se le proposte arriveranno in Aula, prima in Commissione poi in Aula, anche perché è utile anche ricordarlo, per i Consiglieri, e lo dico a lei Presidente, non c'è soltanto un problema di ordine politico, purtroppo, qui c'è anche un problema di ordine pratico, cioè il rapporto con gli uffici. Io posso confermarle che ci sono stati dei casi in cui funzionari, dirigenti, personale qualificato di questa Regione, che partecipavano ai lavori della Commissione, facevano politica e boicottavano sistematicamente le proposte di legge che venivano avanzate dai Consiglieri regionali.
Mi sono scontrato con alcune di queste persone, è capitato, alcune sono andate anche in pensione, ma purtroppo devo dire che la resistenza che esiste, comprensibile dal punto di vista politico, a volte si accompagna con quello di ordine pratico, diciamo pratico per non dire altro, degli uffici.
Questo è un problema che, in qualche modo, ingessa l'attività legislativa, che è quella a cui lei ci richiamava e spero che in futuro possa avere agevolato il compito.
Il Consigliere sta qui, oggi più che mai, e questo credo che lo dobbiamo riconoscere, e lavora all'interno di una casa di cristallo, per tutti quelli che sono stati i tagli, i ridimensionamenti, le rinunce, chi più ne ha più ne metta, e mi sembra, oggi più che mai, auspicabile che da parte degli uffici, di alcuni di questi, per lo meno, ci sia una maggiore collaborazione rispetto al ruolo istituzionale dei Consiglieri.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Ho letto attentamente, Presidente, questo documento e più che un documento politico sembra un accordo preliminare di una separazione consensuale tra il Presidente e i responsabili delle forze politiche.
In qualche modo è la sintesi di tutto quello che vi divide e vi distingue. Lei ha una velocità ed una visione della Regione, le forze politiche ne hanno un'altra e, secondo me, leggendo bene c'è scritto tutto in questo testo.
C'è una differenza, siete due cose diverse, bisogna ammetterlo e le forze politiche che per anni, in particolar modo il PD, hanno occupato ogni spazio della società, oggi pagano proprio questo tipo e questo livello di occupazione perché vengono responsabilizzati di fronte alle situazioni emergenti.
Parlo ancor meglio della mia provincia dove in questi primi tre mesi si sono perse quasi 450 imprese e, dall'inizio dell'anno, in tutta la regione Marche 5000 posti di lavoro.
Su questo qualche responsabilità, Presidente, delle forze politiche che hanno governato per anni questi territori c'è, non è una casualità. L'occupazione, per esempio, dei servizi di pubblica utilità da parte dei partiti è la principale causa di chiusura di gran parte delle imprese artigiane, se vogliamo andare nel concreto, tante piccole imprese artigiane hanno dovuto chiudere perché nella mia provincia, ma credo in generale nelle Marche, questa occupazione del Partito Comunista, poi diventato Partito Democratico, ha fatto sì che tutto fosse concentrato nelle mani dei grandi interessi bolognesi, per non dire bersaniani.
Questo ha fatto perdere alla nostra micro impresa, come diceva lei, di cui vogliamo oggi occuparcene, tanti anni sulle infrastrutture, sulla portualità, sulla aereoportualità, sulle strade di collegamento tra la dorsale tirrenica con quella adriatica. Ci sono delle responsabilità, è chiaro che questo documento è la prova di un grande fallimento, di due visioni diverse del mondo e per quanto questo documento cominci con DC e CD, che sembra qualcosa tra la nostalgia e l'auspicio, perché la prima forza politica citata è la DC, ritengo che qualcosa di diverso andasse fatto, anche di più coraggioso, Presidente. Non perché noi moriamo dalla voglia di entrare in maggioranza, ma perché si vede che c'è una diversità di veduta del mondo, della società, della cultura, tra chi vuole l'occupazione e chi ha il principio sussidiario della vita, dove la sussidiarietà è che laddove l'impresa fa meglio del pubblico debba fare l'impresa.
Entro nel merito di una cosa concreta, perché non mi piace parlare in generale, ho letto sull'ambiente molte cose pregevoli e interessanti, ma questa amministrazione per una visione delle forze politiche, lo specifico bene, in qualche modo estremista e, secondo me, rivolta all'ambientalismo sfrenato, sta facendo esattamente il contrario di quello che lei prova a fare in giro per il mondo, cioè sta facendo scappare le imprese. Abbiamo votato delle leggi urbanistiche che, uniche nelle Marche, hanno danneggiato di fatto la nostra imprenditoria portandone la fuga, e questa è una responsabilità politica dell'attività legislativa di questa Regione, sono quindici, venti anni che si parla di legge urbanistica, avete cominciato la legislatura dicendo che la priorità era la legge urbanistica. Dov'è questa legge urbanistica? In tutte le Regioni la crisi e, soprattutto, la crisi dell'edilizia ha fatto cambiare i principi di pianificazione territoriale, ha fatto in modo che i Comuni avessero facilitazione nel rimodulare quello che una volta era l'edilizia sfrenata che oggi, ovviamente, non ha più mercato, in qualche modo con degli strumenti innovativi. Tutto questo non c'è, non c'è per una volontà politica, perché non volete, Presidente, confrontarvi su dei temi che riguardano la sfida di oggi, su quei temi siete divisi e non troverete mai la quadra, li rinviate ed è la cosa peggiore che si può fare in questo momento.
Rinviare su alcuni temi, mentre altre Regioni stanno facendo, Assessore, delle norme molto all'avanguardia che permettono ai Comuni, in modo veloce, di ripianificare il mercato territoriale dell'urbanistica oggi è un danno per l'economia, come è stato un danno bloccare gli sportelli unici per l'attività produttive favorendone la fuga delle imprese, altro che incoming di imprese. Possiamo fare tutti gli sforzi del mondo per aiutare le nostre imprese, e su questo va dato atto al Presidente Spacca di essersi impegnato tanto nell'internazionalizzazione, però, dall'altra parte stiamo perdendo forza e credibilità.
Concludo dicendo che non so come andrà a finire questo preliminare di separazione consensuale, sicuramente il rinvio sui grandi temi sta provocando un danno ed è una responsabilità di cui voi ne risponderete ai cittadini marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Sarò molto breve, innanzitutto ringrazio il Presidente per la relazione svolta, per la chiarezza dei contenuti e per averci dato praticamente il modello con cui traccia, insieme ai partiti che lo sostengono, il progetto per la conclusione di questo mandato amministrativo.
Dal documento e dall'intervento ben poche sono le cose che si possono, in linea di principio, in linea generale, contestare, perchè è un quadro, quello che viene fatto, sia dal punto di vista dell'analisi che dal punto di vista del coinvolgimento dei partiti presenti nell'Assemblea legislativa e delle modalità, che si condivide in pieno.
Quello che invece vorrei sottolineare, e credo che sia una cosa che dobbiamo tener tutti conto, è la profondità del messaggio che viene lanciato in quest'Aula, in questo giorno, è la necessità di un cambio altrettanto profondo, direi fino alle origini, di quella che è la composizione del modo metodologico, non tanto del programma e non tanto dell'organizzazione e degli uomini necessariamente chiamati a realizzare il programma stesso.
Viviamo una situazione in cui il nostro futuro non è tracciato da nessuno, perché nessuno ha previsto questa crisi internazionale che ha risvolti sociali così abnormi, così continui e minuti che diventano davvero esplosivi per il prossimo futuro, di un'ampiezza che nessuno conosce, usando le forze tradizionali del passato, come ha detto anche nell'intervento di questa mattina il Governatore Spacca.
Dobbiamo, quindi, porci su una logica di sbarramento - i populismi derivano dalla povertà che il mondo occidentale, l'Italia e, in buona parte, i marchigiani vivono, in questo frangente storico che dura ormai da cinque anni - con la capacità di mettere insieme tutte le armi possibili, ma armi legittime e positive, affinché una parte della nostra società, in particolare la società marchigiana, si senta rappresentata prima di tutto dall'istituzione e poi dai partiti e dai movimenti politici.
Organizzare un metodo completamente diverso che faccia si che l'altra parte della medaglia, l'altra metà della mela, possa in qualche modo riaffermare la propria partecipazione e non cadere nel gioco dei populismi che porta anche a deviazioni pericolose. Citava benissimo prima il Consigliere Bugaro la situazione che tutti noi viviamo in questo momento di difficoltà, facilmente superabili, non dovrebbero destare un così grande clamore nell'ambito della vita politico amministrativa, ma invece rappresentano quasi una sorta di spada di Damocle per chi, in qualche modo, ha posto una parte della propria vita a servizio, a dimostrazione di quanto sia debole non solo l'immagine, ma la forza propulsiva della nostra attività.
Direi e propongo che su quel programma ci si debba impegnare per realizzarlo con una metodologia nuova, credo che il passaggio innovativo, rivoluzionario sia davvero questo e questa metodologia, questo metodo, sia in qualche modo, come sempre, un misto di antico e di profondamente nuovo che combinato insieme potrebbe dare quegli spunti essenziali affinché il Governo delle Marche possa portare a termine dei punti fondamentali.
I principali sono due a pari merito: lavoro e coesione sociale, lavoro e sanità. In un momento di miseria e di povertà, come quello che noi viviamo e che vivremo nei prossimi due o tre anni sicuramente, se non abbiamo delle istituzioni e un metodo per far si che le istituzioni entrino profondamente nella carne viva delle difficoltà di ogni famiglia marchigiana, ci ritroveremo, sempre di più, involontariamente, nonostante tutti gli sforzi che vorremmo fare, lontani da una realtà e, soprattutto, additati come coloro che hanno provocato miseria, povertà, distanza e squalificazione della vita politica e delle modalità di fare politica.
Dobbiamo tornare a quello che diceva poco tempo fa De Rita, la dinamica della rappresentanza democratica, per farlo dobbiamo in qualche modo toglierci, personalmente, come movimento e come partito, per un attimo i nostri abiti, scolorire quello che è la rappresentanza, non tanto ideologica ma di ideali e di valori, e porci intorno allo stesso comune obiettivo, per far si che la nostra comunità marchigiana trovi, attraverso due o tre grandi valorizzazioni di obiettivi economici, lo sviluppo. Per sviluppo intendo il mantenimento di quella qualificazione sociale e di vita comune che ci è stata sempre riconosciuta.
Mettere insieme questo principio di rigore e di equilibrio di bilancio è un fatto fondamentale, non si tratta di una rappresentanza territoriale, dal punto delle Marche, nell'ambito del Governo della Regione, non si tratta di indirizzare verso un programma su punti specifici se non quelli aderenti alla realtà. Quando noi parliamo di piccole e medie imprese o di lavoro dobbiamo pensare a quale legge regionale, in futuro, potrà dare un significativo risvolto, capace di essere sentito dalla popolazione, come una partecipazione delle istituzioni.
Per finire dobbiamo, in qualche modo, dare la certezza che quella operazione della riduzione dei costi della politica, non passi solo attraverso la riduzione dei costi del singolo rappresentante politico, ma passi attraverso la diminuzione del costo della burocrazia della politica che pesa enormemente, non tanto in termini di personale, quanto in termini di efficienza che oggi non soddisfa certamente i cittadini.
Questo grande aspetto che io ho intravisto nelle parole del Governatore Spacca, quando in qualche modo, in un passaggio cruciale, ci ha invitato tutti a partecipare, ciascuno con le proprie forze, con le proprie convinzioni, senza regredire dalle proprie posizioni, ma con un unico obiettivo, ho visto un passaggio alto e rivoluzionario in questo momento e per farlo occorre davvero una grande coesione dell'Assemblea legislativa in ogni sua dinamica, senza che ciascuno si senta, in qualche modo, all'opposizione per forza o pregiudiziale, senza che qualcun altro senta per forza la necessità di imporre sempre la maggioranza dei numeri.
In questo quadro dobbiamo anche inserire un aspetto che riguarda il futuro che va al di là della scadenza 2015, cioè quello che è il tema istituzionale a partire dalla macroregione, per finire a quello che sarà il ruolo delle Regioni come ente snello all'interno di una Italia che, probabilmente, cambierà pelle nel corso di questi anni, gioco-forza, spinta com'è dalla necessità e dal pericolo che tutti noi oggi viviamo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Ringrazio il Presidente e la maggioranza regionale per questa disponibilità al confronto.
Certamente il documento che ci è stato consegnato è un documento politico, quindi, io politicamente non condivido alcune affermazioni della maggioranza, in quanto mi sembra sia poco coraggioso, riafferma un po' troppo lo status quo e le scelte fatte, e non raccoglie quelle che sono le proposte di cambiamento che il Presidente ha qui presentato.
Qualcuno potrebbe leggere questa proposta, come una proposta di larghe intese, con riferimento al modello nazionale, io penso che questa non sia la volontà, soprattutto perché non serve un Governo largo ma serve un Governo di intese programmatiche operative, utile ai cittadini, come ha detto anche il Presidente Spacca, perché la logica di un Governo di larghe intese non serve per scegliere, ma per compiacere, senza affrontare i problemi ed individuare le soluzioni.
Entro nel merito del documento ed accolgo anche la proposta di confronto che ritengo vada, come è stato detto da alcuni, portata avanti con una certa continuità.
Se si vuole un confronto bisognerà entrare nel merito, questione per questione e scelte per scelte. Penso che serva innanzitutto uno strumento, ed entro nel merito Presidente, per partire con una logica, ripensando le politiche, focalizzando alcune scelte, perché alla fine date le risorse in diminuzione dovremo scegliere delle priorità, non si può continuare a seguire tutto e ad intervenire soprattutto economicamente a pioggia su tutto. Servirà un'analisi dei punti di forza regionale, anche inespressi, e definire una programmazione su quattro, cinque punti forti da portare in Italia e in Europa, investendo su questo compito le risorse intellettuali del personale regionale, riconvertito su alcune task force.
Noi dovremo riconvertire il nostro personale regionale che, in alcuni settori, è rimasto senza un compito effettivo, visto che non ci sono più risorse su cui fare bandi, su cui fare le cose, dobbiamo indirizzare e costruire delle task force.
E' inutile creare strutture esterne, come la Svim eccetera, in alcuni momenti andavano bene, magari in una situazione di vacche grasse, ma ora noi non stiamo utilizzando il nostro personale che ha già lavorato per tre, quattro periodi di programmazione europea, quindi, è bravo, c'è solo la necessità, magari, di formarlo ulteriormente.
Alcune task force per programmazioni operative della Giunta e del Consiglio, per affrontare temi forti per il bene della comunità, come è stato detto, affrontare temi forti e dire il Consiglio si deve interessare, vuol dire chiaramente che noi abbiamo le persone che hanno le competenze per fare questo, facciamo le task force.
Bisognerà ricollocare le risorse, quindi, diminuire da alcuni settori e spostarle su altri, ma soprattutto ricollocare risorse intellettuali del nostro personale.
La prima sfida che richiede questo nuovo approccio è data dall'imminenza del nuovo periodo di programmazione europea, 2014-2020, quindi, la redifinizione delle politiche europee, partendo dalla redifinizione delle politiche regionali. Questa deve essere un'occasione, abbiamo un anno di tempo per preparare i nostri progetti europei, i Por eccetera, per mettere in campo tutte le risorse, per leggere quelle che sono le potenzialità. Io, nel passato, ho contestato il fatto che nella programmazione europea fosse prevista la valutazione ex ante, noi abbiamo fatto la passata programmazione, che io ho seguito in VI^ Commissione, senza valutazione ex ante, noi abbiamo dato risorse su innovazione, su ricerca, eccetera, ma non abbiamo letto quali sono stati i risultati ottenuti dalla programmazione. Ugualmente in agricoltura, quali sono state le misure che hanno creato occupazione, che hanno creato nuove imprese, che hanno creato produzione di qualità, al di là della dimensione.
Nella passata programmazione ci siamo fermati alla dimensione delle imprese, ma la nostra realtà è fatta da imprese di piccola dimensione, dobbiamo lavorare sulla realtà data, non possiamo pensare, in questa fase di emergenza, al lato industriale e della produzione, ma dobbiamo concentrarci sulla micro e piccola impresa. Ugualmente dovrà essere in agricoltura, nel turismo eccetera, perché l'occupazione è data da imprese che hanno due, tre, quattro dipendenti.
Noi dobbiamo mentalmente fare delle programmazioni che non partano da elaborazioni economiche che vengono dall'America, ma che vengono dalla realtà del tessuto esistente.
Condivido l'appello all'azione del Consiglio regionale per indirizzare le politiche in questa situazione di crisi, ma, per esempio, rispetto all'accordo del Consiglio il rischio qual è? Per esempio sul piano casa io ho condiviso sia il piano casa, sia la riconversione, non condivido i contenuti dei futuri interventi dell'edilizia che vanno ad un maggiore, eccessivo ed indiscriminato uso di nuovo suolo. Oramai anche i costruttori edili dicono che non ci vuole nuovo consumo di suolo, ci si deve indirizzare sulla riconversione, sulla rivalutazione energetica e sismica degli edifici, quindi, se lo dicono le imprese, dobbiamo farlo anche noi perché altrimenti diamo degli indirizzi sbagliati e dannosi anche per il nostro territorio e per il futuro.
Rispetto ai punti, metterei al primo posto l'emergenza nuove povertà, perché servono misure di protezione verso chi è senza alcun paracadute sociale, noi finora i nostri 800 milioni li abbiamo messi sulle persone che erano in cassa integrazione o in disoccupazione, quindi ben venga, ma qui indico una priorità su cui bisogna riconvertire, il dramma di chi è sotto il livello minimo vitale, questa deve essere un'emergenza, altrimenti non si riconosce che noi siamo in un periodo di emergenza.
Condivido l'emergenza delle piccole e micro imprese, intervenendo più che con risorse, con semplificazione burocratica, normativa e fiscale a sostegno delle reti di impresa.
Il terzo punto: emergenza occupazione giovanile, start up, ricerca, innovazione reti immateriale.
Quarto punto: emergenza territorio, valorizzazione delle potenzialità turistiche, culturali e paesaggistiche dell'agricoltura e dei valori ambientali.
Una programmazione unitaria delle politiche di difesa e del governo del territorio; legare le politiche energetiche alla riconversione del tessuto produttivo delle Marche, anziché ad astratte guerre se fare o non fare un rigassificatore. Il rigassificatore non verrà prodotto nelle Marche, che le Marche siano un ab territoriale per l'energia non ha una ricaduta economica, leghiamo le politiche energetiche alla riconversione economica del nostro tessuto.
Il quinto punto: l'emergenza dell'efficienza, cioè l'organizzazione. Ci vuole una semplificazione burocratica, nuova erogazione dei servizi ai cittadini, produzione di studi ed analisi, come ho detto prima, e proposte all'amministrazione con la formazione e riconversione del personale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. La disponibilità del Presidente Spacca ad allargare l'orizzonte, a chiedere una diversa partecipazione e collaborazione dell'opposizione, va vista in modo positivo, ma contrasta con le conclusione che ha fatto il Capogruppo Consigliere Ricci che alla fine ha detto: "Abbiamo le carte in regola per rivincere". E' lecito, forse, che uno aspiri a rivincere o a riconfermare, però, in un contesto nel quale si chiede agli altri di partecipare a risolvere i problemi, quell'affermazione, mi sembra, forse, fuori luogo.
E' chiaro che leggendo quanto il Presidente ci ha esposto ci sono alcune cose che ci fanno tornare in mente delle proposte che, da parte dell'opposizione, sono venute in questi anni. Quando il Presidente dice più legislatori e meno amministratori, vorrei ricordare che ci sono tantissime proposte di legge che vengono sia da Consiglieri di opposizione che dai Consiglieri di maggioranza che hanno difficoltà ad essere discusse, perfino in Commissione. La scorsa legislatura, io ero qui e buona parte delle proposte di legge che sono venute da Consiglieri di maggioranza e di opposizione sono finite nel limbo, in qualche caso sono state riproposte in questa legislatura e, probabilmente, se le cose vanno avanti così, non verranno discusse.
Forse tra le tante proposte di legge che sono state presentate, alcune saranno di scarso interesse, ma non credo che questo valga per tutte, quindi, un primo approccio, al di là, di quelle che sono le dichiarazioni di intenti del Presidente Spacca, lo potremmo vedere in una velocizzazione, per esempio, della discussione e della votazione delle varie proposte di legge che sono state presentate in questa legislatura.
Il Presidente Spacca parla di ineludibile rappresentanza dei territori per quanto riguarda la sua Giunta, è condivisibile, però a questa rappresentanza deve essere necessariamente aggiunta anche un'equità delle risorse che vanno sul territorio e questo mi sembra non sia accaduto e la testimonianza fresca, recente, è quella, per esempio, della sanità.
Sanità che in questi giorni tiene banco, in netto ritardo, anche da parte di numerose forze politiche, perché noi sappiamo benissimo che il piano socio sanitario originariamente doveva essere 2010-2012, poi è diventato 2012-2014, due anni si sono persi anche qui nel limbo. Prima che venisse approvata la spending review c'erano delle decisioni nel piano socio sanitario che poi hanno portato, ad esempio, alle case della salute e a molto altro, giustificare, quindi, con la spending review decisioni che erano state già prese, francamente non mi sembra corretto. In queste scelte non abbiamo visto l'equità di interventi sul territorio e nella fattispecie io ho sempre sostenuto, come altri, che per esempio la provincia di Pesaro Urbino, da questo punto di vista, sia stata penalizzata per quanto riguarda la questione dei posti letto che per tantissimo altro.
Penso che sul discorso della sanità ci debba essere, ancora oggi, un maggior coinvolgimento, lo chiede il Presidente, però nei fatti e negli atti questo non avviene. Non avviene perché si è cercato addirittura di bypassare la Commissione sanità in merito ad alcune decisioni e solo grazie all'insistenza e alla forza con la quale la Commissione, con in testa il suo Presidente, ha chiesto alcuni passaggi, hanno permesso che alcuni atti arrivassero in Commissione. C'è stata anche una divulgazione di quanto è avvenuto all'esterno. La Giunta anche qui ha deciso di andare avanti come un treno ad alta velocità, senza fermarsi nelle varie stazioni, che poi sono i rappresentanti del popolo, quali sono anche i Consiglieri di opposizione.
Io continuo a contestare in pieno le scelte fatte in sanità, soprattutto quella che ci vuole portare all'aziendalizzazione. L'azienda guarda l'utile e non guarda gli utenti.
Un'ultima parentesi per quello che riguarda il turismo.
Credo che, in passato, sia stata sottovalutata questa ricchezza, e credo che continui ad esserlo. Nella fattispecie sappiamo che questa Regione ha fatto una scelta molto chiara, anche come investimenti diretti e indiretti con la Cina. Mi sarei aspettato, al di là del discorso dei diritti umani, che continuo a sollevare di volta in volta, quanto meno, Presidente, un flusso turistico consistente, perché se è vero, come è vero, che la Cina e l'India sono due nazioni che stanno crescendo e, se è vero, come è vero, che da anni la nostra presenza sia istituzionale che delle varie Camere di Commercio in Cina è forte, non abbiamo avuto un riscontro su una di quelle che potrebbe essere una chiave del rilancio della nostra economia, cioè il turismo.
Da questo punto di vista, credo che, al di là, del discorso della sanità, per quanto riguarda l'occupazione bisognerebbe necessariamente rafforzare e valorizzare in modo concreto quello che è il turismo, intervenendo anche sulle strutture, perché molte delle nostre non sono più competitive con quelle nate all'estero in questi ultimi anni, non per mancanza di volontà dei nostri operatori, ma perché altre nazioni che si sono affacciate di recente al turismo hanno avuto la fortuna di costruire ex novo tutte le loro strutture e, quindi, noi oggi dobbiamo competere anche con quel tipo di turismo. Da questo punto di vista credo che occorra intervenire e focalizzare quelle risorse europee che, necessariamente, dobbiamo avere la capacità di reperire, meglio.
Oggi suggerisco, Presidente, anche un incontro con gli euro parlamentari per fare in modo che ci sia, anche da parte loro, quell'attenzione che in molti casi non c'è stata nei confronti della nostra Regione.

Presidenza della Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Romagnoli.

Franca ROMAGNOLI (parla dai banchi della minoranza). Mi fa piacere parlare con il Presidente presente ed anche con il Capogruppo Consigliere Ricci, che non c'è, e lasciare una mia testimonianza di condivisione del discorso responsabile del Presidente Spacca.
Articolo brevemente questa mia riflessione in tre punti.
La prima riflessione è appena critica, riguardo a quella che mi appare ancora oggi, ancora stamattina, come giustamente evidenziava anche il collega Consigliere D'Anna, una discrasia fra l'intenzione programmatica, anche sulla piattaforma e non solo sulla partecipazione, così emotiva espressa dal Presidente Spacca e, oserei dire, la solita chiusura, quantomeno prosopopea, mai fuori luogo come stamattina, del Capogruppo del PD che ritiene che possiamo, se vogliamo, da pari dare il nostro apporto, però il modello ha funzionato, tutto ha funzionato, nessun accenno di autocritica, nessun accenno di inversione di rotta su qualcosa che, al di là di errori fatti o non fatti - nessuno chiede questo - al momento, se giustifica la positività del discorso del Presidente Spacca, deve inevitabilmente giustificare l'inversione di rotta su qualcosa, anche su temi politici.
Il mio secondo spunto sarà invece di natura più politica e aggiungo poco a quanto espresso benissimo dal mio Capogruppo, nonché dai colleghi Consiglieri Acquaroli e Silvetti.
Il nostro gruppo responsabilmente, con onestà intellettuale e politica, che rivendichiamo davvero a testa alta e con forza, non può che condividere questa condivisione, questo modo, questa apertura del Presidente. E' nel nostro DNA non fare aiuti ed appoggi lobbistici e sotterranei o trasversalismi, è invece nella nostra storia e cultura politica votare ciò che condividiamo, parlare di politica, e lo avremmo fatto anche prima, anche se difficilmente c'è stato dato modo perché, e passo al terzo punto che poi riprenderò brevemente, l'esautorazione del Consiglio e dell'Assemblea è stata forte.
Su questo mi piace un attimo soffermarmi, perché vorrei anche dire che con certe “teste” che ancora il PD mantiene, e parlo dell'intervento politico del Presidente Consigliere Ricci, sarà difficile poi per il Presidente Spacca fare tante modifiche, purtroppo c'è spesso una differenza di velocità e di condivisione. Ho detto questo perché mi è apparso … parlo dell'intervento politico di natura sicuramente diversa da quella del Presidente Spacca.
Parlo del terzo punto sul quale, forse anche per il mio ruolo di Segretario dell'Ufficio di Presidenza, mi piace un attimo soffermarmi.
E' la condivisione piena di questo nuovo ruolo, responsabile, protagonista che il Presidente, spero davvero riesca a farlo, vuole affidare al Consiglio e, quindi, all'Assemblea. Tutto potrebbe essere ricondotto a questo e poteva essere ricondotto a questo qualora la prepotenza dell'esecutivo non avesse, troppo spesso, schiacciato ed esautorato il ruolo del Consiglio, qualora le maggioranze, su certi atti, avessero cercato la condivisione prima in Aula, cosa che spero si faccia adesso. Perché se si vuol arginare e assorbire l'antipolitica, si può fare in due modi, facendo sì che l'opposizione faccia l'opposizione, non vorrei che qualcuno creda che da oggi nasca qualcosa di diverso, l'opposizione almeno per quanto ci riguarda è sacrosanta, è il ruolo che ci hanno affidato gli elettori, lo dicemmo anche nella consultazione con il Presidente che ringrazio per averci sentito tutti e quattro nella consultazione delle minoranze, ritengo che debba essere rafforzata, probabilmente, in termini di confronto, di dialogo e di proposta politica perché, magari, nel vuoto che la politica crea in Consiglio, soprattutto da una parte anche della minoranza stessa, si infiltri il cosiddetto grillismo, il populismo, la demagogia o, comunque, l'antipolitica, quindi, un ruolo che noi rivendichiamo appieno.
L'antipolitica si combatte anche con la centralità del Consiglio regionale, perché se qui si fossero trovate le sintesi, se qui si fosse dato più spazio alla condivisione e ad una discussione su atti, soprattutto, su temi particolari ..., non dimentichiamoci che la rappresentanza in toto, la rappresentanza vera, è nel Consiglio regionale, è nell'Assemblea legislativa, lo è meno lo sapete, non lo è affatto, in quella che per natura è parziale e che è appunto la rappresentanza dell'esecutivo.
Spero davvero che, e su questo collaboreremo, ci sia un cambio di atteggiamento politico del principale partito di maggioranza, perché, ripeto, sarà difficile collaborare se si rimane su certe posizioni di arroganza. Posizioni che a mio avviso non hanno più ragione d'essere se pensiamo al day after della votazione degli eletti dal Consiglio per il Quirinale, cosa che difficilmente sarà possibile per tutti, per i cittadini delle Marche, ma in particolare per chi lo ha vissuto, dimenticare, se pensiamo che quel partito il giorno dopo ha aperto la verifica sui nomi, sui posti, sulle poltrone, sull'Ufficio di Presidenza, e non ha aperto la verifica sui temi che invece oggi, per fortuna, il Presidente Spacca ci viene a dire.
Sarà difficile che qualcuno possa mantenere l'atteggiamento di arroganza che ha tenuto finora, mi ha fatto specie e per questo, anche con una certa polemica, ho evidenziato che ancora oggi si parla in quei termini.
Questa modifica, questo cambiamento di rotta e di atteggiamento da parte del principale partito della maggioranza, ... la disponibilità politica del nostro Gruppo è quella che avevamo ieri, che avevamo avanti ieri, che non è cambiata, ripeto, l'onestà politica di sempre, quella di votare le cose serie, di votare le cose giuste, di votare le cose politiche. Se il Presidente ripensasse al modello Asur, non facciamo campanilismi che non appartengono a questa mattina, e dicesse che l'Asur va modificata - è un po' il modello giuridico Asur che ha esautorato i territori, che cerchiamo di rimettere dentro dalla finestra, ma dalla porta sono usciti per quel modello giuridico - noi quella proposta di riforma l'avremmo votata e la voteremo ancora.
L'ultima riflessione l'ho già fatta, è sull'importanza dell'aspetto istituzionale del discorso del Presidente di oggi, riguarda la centralità e non posso, e lo dico anche a nome dell'Ufficio di Presidenza, ne ho parlato prima con il Presidente Solazzi, che essere contenta che si cerchi di ridare centralità all'Assemblea legislativa. I temi dove non trovate la sintesi numerica o cencelliana portateli in Consiglio e qui vedrete che, alla prova dei fatti, ci sarà piena disponibilità di questa minoranza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Il mio voto alla discussione di oggi è stato contrario, non tanto per gli argomenti che il Presidente Spacca ha, in maniera anche passionale, presentato, legandoli anche alla criticità che le Marche hanno oggi.
Tutti temi che, in questo anno e mezzo, come ricordava lo stesso Presidente, dovremmo affrontare con grande vigore, con grande energia, cercando di dare ancor più, se ce ne fosse bisogno, risposte al tema del lavoro, della sanità, della coesione sociale, delle piccole e medie imprese, dell'occupazione e dell'ambiente che nelle Marche è fortemente sentito dalla popolazione.
Credo che questo dibattito che stiamo facendo, poteva essere fatto, la prossima settimana, in altra maniera, come presentato, come proposto anche da alcuni Consiglieri, portando delle riflessioni, importanti, pressanti, pertinenti sulle linee guida presentate nelle comunicazioni dal Presidente Spacca e non soltanto enunciazioni, come ho sentito da tanti Consiglieri legati alla politica, al rapporto tra le forze politiche, legati a tutta una serie di argomenti che ci stanno tutti, senza, però, che ci fosse un filo conduttore che portasse ad una risposta forte da parte di questo Consiglio regionale in conseguenza delle giuste riflessioni, delle giuste sollecitazioni, fatte dallo stesso Presidente.
Credo che la dimostrazione del dibattito che oggi c'è stato ne sia la conseguenza. Sicuramente avrei auspicato che a questi temi presentati ci fossero conseguentemente una serie di proposte che potessero arricchire ed integrare la consapevolezza di noi tutti della difficoltà del momento. Difficoltà economica della Regione, del bilancio regionale, e considerazione delle sollecitazioni che abbiamo all'esterno, da parte dell'imprenditoria, da parte delle varie realtà legate all'ambiente. Sull'ambiente, ad esempio, molto probabilmente dovremo approfondire meglio e spero che da qui a breve riparta la proposta di legge, ferma ormai da tanti anni, legata a un riassetto urbanistico a tuttotondo.
Non voglio fare un intervento molto lungo, ma voglio dire che, per quello che mi riguarda e per quello che riguarda il Partito Socialista, presenterò entro pochi giorni una proposta, la chiamerei "la nostra memoria" che invierò al Presidente stesso in modo che ne possa fare l'uso che riterrà più opportuno.
E' chiaro che noi, per quello che ci riguarda, siamo legati alla Presidenza e soprattutto alle idee che il Presidente metterà in campo e cercheremo di far recepire alcune nostre indicazioni che rientrano e sono legate fortemente ai quattro temi che il Presidente ha annunciato. Ad esempio, una proposta di legge che è stata votata all'unanimità dal Consiglio regionale, è diventata legge, ma ad oggi, per una serie di motivi, non è stata ancora finanziata, riguarda le coppie separate. Questo è un altro tema che, nelle proposte, secondo me, dovrà essere tenuto in considerazione perché interessa fortemente un tessuto sociale che è sempre più in grande difficoltà.
Per quello che riguarda il rapporto tra il Consiglio e la Giunta sicuramente dobbiamo tutti impegnarci, per primi i Consigliere, affinché le proposte emergano ed il Consiglio lavori sempre di più per presentare delle indicazioni e dare degli stimoli alla Giunta, è altrettanto vero, però, che la Giunta deve essere aperta anche alle sollecitazioni che arrivano dal mondo dei Consiglieri regionali che, come ricordava lo stesso Presidente, devono legiferare di più, dare delle risposte legate alle leggi e meno al Governo stesso, di competenza questo della Giunta regionale.
Da questo punto di vista confermo il nostro pieno sostegno a questa maggioranza, legandolo sia ad un percorso di proposte programmatiche, che da qui a breve presenteremo come memoria al Presidente, che ad una valutazione dell'assetto di Governo che riteniamo importante, naturalmente è il momento in cui tutti insieme dobbiamo condividere le responsabilità di questi due anni che ci separano dal voto del 2015.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Eusebi.

Paolo EUSEBI. Il Presidente ha delineato con lucidità le priorità che quest'Assemblea e il Governo di questa Regione devono affrontare, stante il momento economico sociale angoscioso, così l'ha definito, per questo noi le abbiamo sottoscritte.
Io ho particolarmente apprezzato il fatto che per la prima volta si vuol affrontare in maniera seria e organica il tema dell'organizzazione. Troppo spesso la burocrazia per giustificare se stessa e il suo enorme costo diventa autoreferenziale. Troppo spesso per giustificare se stessa e il suo enorme costo produce atti che invece di semplificare la vita dei cittadini e degli imprenditori la complica con atti complessi ad arte e confusi.
Alcune azioni in qualche settore, nel senso virtuoso, il Presidente e la Giunta li hanno già compiuti e i risultati assai positivi si sono già visti, quindi, bene incidere su questo argomento che, secondo me, può migliorare la vita di chi lavora qui dentro e dell'intera regione.
Io come sempre ho ascoltato tutti con attenzione, prendo spunto per due brevi considerazioni dall'intervento, per alcuni versi pregevolissimo, del collega Consigliere Bugaro. Sono completamente in disaccordo con lui sul tema della sanità, perché sono convinto che il duro lavoro fatto dal Presidente, da chi in Giunta si occupa quotidianamente di sanità e tecnicamente dalla Commissione, porterà ad un miglioramento dei servizi ai cittadini sul territorio. Io sono convinto che questa riforma sarebbe stata comunque indispensabile, ma questa contingenza ci ha obbligato a farla e sono certo che i risultati li vedremo, poi ognuno resta della sua idea.
L'altra considerazione che invece mi trova d'accordo con l'intervento del collega Consigliere Bugaro, è quella che un Presidente autorevole come il nostro, ha il dovere di guidare i processi con la verità, senza cedimenti a nessuna demagogica di moda.
L'istituzione Regione, con i Comuni in balìa di leggi nazionali miopi e spesso contraddittorie, è di fatto l'unica istituzione a cui cittadini guardano con un minimo di speranza e il suo Presidente è tra i pochi amministratori che ancor godono di prestigio per come gestisce l'esistente, l'attuale, la difficoltà del momento, ma soprattutto perché ancora riesce a guardare e a programmare il futuro e allora tanto più, secondo me, ha il dovere di guidare i processi con la verità e il carattere.
In conclusione ha ragione il collega Consigliere Acquaroli, il rapporto di collaborazione con i Consiglieri e con l'opposizione, che è utilissimo sempre, ma specialmente nei momenti di difficoltà estrema, non può essere fatto di chiacchiere, ma di lavoro comune, di condivisione dei problemi. Io ne ho avuto una piccolissima esperienza personale con il collega Consigliere D'Anna, con lo stesso Consigliere Acquaroli, con la Consigliera Ciriaci, con la Consigliera Foschi, con il Consigliere Carloni, sui problemi della difesa della costa, queste collaborazioni, adesso non le cito tutte, sono indispensabili, le chiacchiere e i pronunciamenti dei principi servono a chi fa dietrologia e si costruisce dentro la testa meccanismi strani di una politica vecchia.
Siamo certi che il Presidente saprà trovare collaboratori validi per gestire queste priorità di fine legislatura, e proprio in conclusione mi permetto di essere in disaccordo con lui, c'è molto più bisogno di amministratori capaci che lavorano con il massimo impegno che di politici che spesso sono innamorati della propria voce.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaspina.

Maura MALASPINA. Grazie Presidente.
Signor Presidente e colleghi Consiglieri, l'UDC si riconosce pienamente nel documento politico programmatico, l'alleanza tra moderati e progressisti fondata su una visione riformatrice del sistema economico e sociale della Regione Marche per adeguarlo ai cambiamenti delle leggi di mercato imposti dalla globalizzazione è strategica per il miglioramento della qualità della vita dei marchigiani.
Impostazione di un suo sviluppo sostenibile fondato su i due pilastri della crescita basata sulla conoscenza e sulle tutele ambientali, sono i fattori di competitività su cui impegnare la Regione e il sistema delle istituzioni marchigiane.
La crisi si supera investendo sull'intelligenza, risorsa su cui anche la Regione Marche deve riflettere per potenziare il suo sistema dell'education in un dialogo costante e più penetrante con il sistema produttivo e come fattore di integrazione culturale per una coesione sociale di qualità.
La riforma del sistema universitario marchigiano deve diventare un punto importante dell'agenda del Governo regionale, cinque università in una regione di 1 milione e mezzo di abitanti è un dispendio di energie che non possiamo più permetterci, un sistema diffuso su tutto il territorio regionale di formazione a livello universitario e postuniversitario, è argomento di discussione non più rinviabile, un sapere diffuso, non più chiuso e circoscritto nelle aule universitarie è un'attesa del mondo della produzione e della società civile.
Finalizzare i fondi europei e una caratura diversa dell'autonomia fiscale regionale su questi scenari è condizione indispensabile per affrontare le sfide della globalizzazione attraverso il miglioramento della bilancia dei pagamenti regionali ed affermare in modo concreto gli obiettivi di internazionalizzazione che il Presidente Spacca con molta lungimiranza sta portando avanti.
Università, scuole professionali, fondi europei, fisco regionale, centri per l'impiego, finanziamenti regionali e altre forme di incentivi alle imprese, devono costituire un sistema integrato che si propone al confronto con le organizzazioni sociali e con il sistema delle banche e dell'erogazione del credito.
Condividiamo pienamente l'azione correttiva intrapresa dalla Giunta regionale per riposizionare gli obiettivi del piano socio sanitario regionale ai nuovi obiettivi ....

PRESIDENTE. Scusi collega, è l'ultimo intervento, abbiate il buon cuore di stare zitti. Grazie.

Maura MALASPINA. Condividiamo pienamente l'azione correttiva intrapresa dalla Giunta regionale per riposizionare gli obiettivi del piano socio sanitario regionale ai nuovi obiettivi di finanza pubblica definiti dal Parlamento in relazione agli accordi assunti in sede europea per rendere effettivo il pareggio di bilancio dello Stato.
L'UDC però interpreta tale azione come riqualificazione dell'offerta socio sanitaria pubblica ai bisogni di tutela della salute del cittadino marchigiano, quindi non tagli lineari, quindi non tagli finanziari, ma riqualificazione della spesa sanitaria, nel passato abbiamo visto troppe volte piegare gli interessi della tutela della salute del cittadino verso quelle di privilegi personali e di una certa casta che è rintracciabile nel nostro sistema sanitario la quale tra l'altro agisce da freno verso qualunque tentativo di riforma per non mettere in discussione posizioni di privilegio corporativo raggiunto.
Molte volte sono stati istituiti posti letto non per i cittadini, ma per i primari, sono stati aperti reparti non per i cittadini, ma per qualche primario, pensando ad una sanità autoreferenziale e lontana dai bisogni di tutela di salute del cittadino.
Questo sistema va cambiato, bisogna ripulire la sanità da privilegi e da interessi corporativi che si annidano a tutti i livelli di prestazione lavorativa, mortificando la gran parte degli operatori sanitari che lavorano con merito ed impegno, su questo tema il Governo regionale deve fare un'azione di trasparenza decisa e penetrante. Abbiamo bisogno di una glasnost della sanità.
Questa è una sfida anche per un salto di qualità dei rapporti sindacali all'interno delle aziende sanitarie ed ospedaliere, ridurre i ricoveri impropri con i relativi maggiori costi e riqualificare l'offerta sanitaria sul lato del potenziamento delle risorse per fronteggiare le fragilità della popolazione marchigiana e per soddisfare risposte appropriate nel settore della riabilitazione significa fare buona sanità e migliore tutela della salute mantenendo gli obiettivi finanziari.
Noi dell'UDC siamo gli eredi di quella Democrazia Cristiana che seppe concepire nei diversi piani di sviluppo regionale le Marche come città-regione, Ancona non sta alle Marche come Torino sta al Piemonte, come Roma sta al Lazio, le Marche si coniugano al plurale.
Il sistema delle infrastrutture per la modernizzazione del nostro sistema produttivo con il conseguente aumento della velocità commerciale e riduzione dei costi non può essere una prerogativa di alcune parti del territorio marchigiano.
Il sistema della finanza di progetto inaugurato per la Fano Grosseto o per la circonvallazione ovest di Ancona è un modello che serve anche per il sud delle Marche che ha bisogno di infrastrutture anche viarie, degne della vivacità economica che caratterizza il distretto calzaturiero.
Ripensare in tale chiave di lettura il ruolo e le funzioni dei raccordi autostradali di Ascoli e della Quadrilatero, in una visione più complessiva di pedaggiamento per finanziare il completamento o nella realizzazione di nuove infrastrutture ad alta velocità, è un'ipotesi da prendere in considerazione prima che lo faccia lo Stato attraverso l'Anas, ma per rimpinguare il bilancio dell'Anas.
Bisogna avere una visione complessiva del sistema Marche senza limitarsi ad alcuni spot territoriali, il potenziamento delle infrastrutture immateriali devono tener conto della valorizzazione delle zone interne, il sistema del turismo regionale si avvale delle bellezze naturalistiche, dei percorsi enogastronomici dell'entroterra marchigiano, che completa con le proprie strutture ricettive un'offerta turistica di valore caratterizzata dall'attività di sostegno dei Comuni dell'entroterra collinare e montano, purtroppo la carenza della rete telematica rende difficoltoso il dialogo di queste risorse umane economiche con il resto del mondo, bisogna fare rete, Regione, Province e Comuni per recuperare questo gap.
In conclusione l'UDC ritiene che la maggioranza debba farsi carico della visione strategica complessiva del Governo del territorio regionale che debba esprimersi attraverso un sistema di rappresentanza del Governo regionale che sia equilibrato ed espressivo delle realtà politiche che caratterizzano questa maggioranza.
Non può sfuggire all'attenzione di questo Consiglio regionale che i due maggiori partiti di maggioranza sono il PD e l'UDC stante la frantumazione dell'Italia dei Valori, non sfugge che nelle ultime elezioni nazionali il progetto UDC ripreso e sviluppato dal premier Monti di costituire un'area moderata distinta dal PD e dal PDL ha superato il 10% dei consensi, raddoppiando quelli presi dall'UDC nel 2010. L'asse progressisti moderati rafforzato elettoralmente rappresenta una garanzia di governabilità rispetto alle sfide di una diversa qualità della crescita che la globalizzazione ci impone.
Su questo scenario l'UDC ci sta e non farà mancare il proprio sostegno.

PRESIDENTE. Bene questo era l'ultimo intervento, a conclusione del dibattito do la parola al Presidente Spacca. Invito i Consiglieri a stare in silenzio e ad avere maggiore rispetto nei confronti di chi interviene.

Gian Mario SPACCA. Signor Presidente, ringrazio tutti i Consiglieri che sono intervenuti, anche quelli che non lo hanno fatto, ma hanno privatamente manifestato le loro opinioni e si sono riservati anche di inviare, nelle prossime ore, dei documenti scritti di approfondimento, di confronto e di suggerimento.
Grazie per tutte le considerazioni che avete svolto che sono considerazioni di grande responsabilità su cui è possibile tessere quella verifica di fine legislatura che ci deve accompagnare verso una nuova stagione di responsabilità e di crescita per la nostra comunità.
Molti di voi hanno posto questioni puntuali, io non le posso riprendere tutte, però alcune le vorrei fare anche perché ci aiutano a capire come potremmo andare davanti e, quindi, entrare un po' più operativamente in alcune soluzioni che danno vita e possibilità a questo confronto.
Innanzitutto parto dalla maggioranza. Una stagione di apertura parte dalla necessità di una coesione molto forte della maggioranza, da una sua capacità di lettura delle situazioni, di riflessione dei progetti, che ci riguardano, che sia fortemente condivisa, ispirata da uno spirito nobile ed alto, di risposta ai problemi di strategia complessiva della nostra comunità.
Io considero l'aspetto più importante di questa legislatura, come pure della precedente, il fatto che siamo usciti da una politica di programmazione regionale, da una politica di strategia regionale che era fatta dalla sommatoria dei singoli elementi territoriali, per cui non esisteva una strategia della Regione Marche, esistevano delle azioni, delle strategie dei singoli territori che sommandosi insieme definivano, poi, per risultante quella che era la promozione regionale.
Noi siamo usciti da questa perversione che c'è stato particolarmente utile in questi anni per affrontare le difficoltà maggiori che avevamo previsto e, quindi, questa logica di ridefinire la nostra comunità come un unico grande sistema capace di esaltare, peraltro, le vocazioni dei singoli territori riconoscendone le loro peculiarità, ci ha consentito forse di resistere meglio che altrove alle difficoltà che nel frattempo si aggiungevano alle difficoltà.
Su questo piano non possiamo tornare indietro anzi, ripeto, la maggioranza deve saper trovare con ancora più forza la logica delle priorità, delle valorizzazioni, delle azioni di sistema in cui si compongono, trovandone una valorizzazione, le realtà, le singole realtà territoriali.
Noi siamo riusciti in un'operazione difficilissima che era quella di fare di tante Marche una Regione. In questi anni ci siamo riusciti, ci siamo riusciti con una programmazione molto forte su alcuni temi, come la sanità, come il turismo e credo che questa strategia ci darà dei risultati non appena lo scenario economico potrà rivedere la luce di una ripresa.
Entrando più nelle questioni che voi avete sollevato vorrei dire che dobbiamo essere più attenti a valorizzare quello che facciamo e capire di più e meglio le strategie che poniamo in essere. Per esempio abbiamo parlato d'Europa, molti di voi hanno parlato d'Europa, c'è stato un ritorno di riflessione sull'atteggiamento molto dispotico, se così possiamo dire, in termini di politica economica da parte della Germania, questa chiusura dell'Europa rispetto a un disegno di tipo Baltico, però nessuno di voi ha sottolineato, secondo me, adeguatamente e anche riconosciuto, come noi, forse più di altri in Europa, ci siamo opposti, non da ieri, ma da prima di ieri, dall'inizio di questa esperienza di Governo a quello che già intravedevamo essere un grande pericolo non solo per il nostro Paese ma per la nostra Regione.
Quando noi abbiamo lanciato la strategia adriatica, ovvero la strategia mediterranea, perché era improponibile lanciare a livello europeo un ritorno di attenzione sul Mediterraneo essendo un'espressione geografica non ancora riconducibile ad una logica né di tipo culturale, né di tipo politico, per cui la strategia adriatica è stata vista dall'Europa come il passo intermedio verso un disegno di tipo Mediterraneo, l'abbiamo fatto leggendo il piano di sviluppo infrastrutturale dell'Europa, le reti transeuropee, che partivano dalla penisola Baltica e andavano verso la Russia, marginalizzando il cuore dell'Europa.
Abbiamo capito qual era il disegno dell'Europa in quel momento, era sette anni fa, e abbiamo agito nelle diverse sedi europee proprio per far emergere questa strategia verso il Mediterraneo che poi è stata riproposta con la logica della Macroregione Adriatica, ma quanta ironia, quanto sufficienza, quante critiche, anche in questa città, che pure è il capoluogo di questa strategia, io ho dovuto sentire, ho dovuto leggere, proprio per incapacità di comprensione di quello che stavamo facendo, non era una strategia semplicemente di tipo infrastrutturale, ma era una strategia che andava contro il disegno politico di una Europa orientata e organizzata sul bacino Baltico, sull'asse Germania-Paesi Scandinavi.
Quando abbiamo parlato della strategia macroregione, io l'ho detto in quest'Aula, non si parlava solo di interessi nostri materiali, di riorganizzazione di quello che sarà della politica europea in questo disegno di macroregione, ma si parlava anche della necessità di riportare l'attenzione dell'Europa sul suo fianco più debole dal punto di vista economico e sociale, che era quello fatto dall'Italia e della Grecia e da altri Paesi che avevano vissuto un'esperienza di guerra molto forte che si ritrovavano intorno al Mare Adriatico ed esattamente in questa direzione vanno le riflessioni che qui stamattina il Consigliere Trenta e il Consigliere Natali hanno fatto.
Questo l'ho detto e volevo dirlo proprio perché sono stato chiamato in altri contesti italiani ed europei a parlare di questa strategia, in Puglia "La Gazzetta del Mezzogiorno" ha fatto degli approfondimenti, ma nelle Marche, a parte una rituale riunione di partito, non c'è stata mai una piena consapevolezza di questo disegno strategico che il Consiglio regionale ed il Governo regionale stavano realizzando e che aveva una portata così significativa.
Allora quando dico che come Consiglio dobbiamo condividere di più, approfondire di più gli argomenti, è bello parlare di tutti i problemi che sono nel nostro territorio, è giusto che lo sia, ma bisogna che facciamo anche uno sforzo per capire quelle strategie di sistema che ci possono essere utili per poi risolvere anche quei problemi piccoli con cui abbiamo a che fare.
Scusate questa parentesi ma volevo farla perché era una questione che, in qualche modo, pesava anche nella mia, come dire, coscienza. Il fatto di non aver visto recepire dalla comunità per cui questa strategia era sorta, che aveva condiviso, perché questo progetto che è partito da Ancona nel 2000, con la Carta di Ancona, non è stato valorizzato come avrebbe dovuto.
A parte questo, entrando invece nella verifica, utile comunque, ripeto, per dire quale tipo di metodo e di condivisione noi dovremmo avere rispetto anche alle cose che facciamo, con maggior consapevolezza, proprio per dare forza a questa maggiore consapevolezza e interagire tra di noi, prescindendo dalla coesione della maggioranza, che è necessaria e fondamentale, credo che il confronto debba avvenire su tutti gli atti legislativi, non ci può essere una pregiudiziale rispetto agli atti legislativi che possono essere utili per realizzare questa strategia di crescita perché vengono presentati da un gruppo o da un altro. Occorre una valutazione di merito e questa valutazione di merito la dobbiamo fare tutti insieme, se qualcuno presenta qui un atto utile per il rilancio della politica della casa, che tanto ci sta a cuore, dobbiamo entrare nel merito di questo atto indipendentemente dal fatto che lo abbia presentato il Consigliere Giancarli o il Consigliere Zaffini.
Dobbiamo entrare nel merito dei problemi e cercare tutte le utilità per una crescita del nostro sistema economico che dia respiro alla nostra comunità in termini sociali.
Un altro tema operativo sarà un calendario di consultazioni sistematico, che è analogo a quello che ha accompagnato la verifica che abbiamo fatto, che non riguarderà soltanto le forze di maggioranza, ma anche le forze di opposizione, nei due lati dell'emiciclo, perché ci sia più informazione tra di noi e anche più verifiche e confronti rispetto allo stato di avanzamento delle azioni amministrative che portiamo in essere.
Da questo punto di vista, ripeto, il Presidente cercherà di essere ancora più indipendente rispetto a un'azione di carattere politico amministrativo e di esercitare maggiormente un'identità di carattere politico istituzionale che riconosca un ruolo centrale, più forte dell'Assemblea legislativa delle Marche e, quindi, interagisca con esso.
Ribadisco che non ci saranno, come qualcuno aveva in precedenza capito, tanti Consiglieri delegati per ogni materia, ma ce ne sarà uno soltanto che farà riferimento al Presidente direttamente e con lui lavorerà proprio per tessere questo lavoro di collaborazione tra l'esecutivo e il Consiglio regionale, se volete un sottosegretario alla Presidenza della Regione, ma chiamiamolo più semplicemente Consigliere delegato.
Il tema fondamentale su cui credo ci si possa incontrare, e lo avete sottolineato, è quello dei problemi di natura istituzionale, mentre chiaramente la responsabilità della gestione appartiene completamente alla maggioranza e voi potete esercitare tutto il vostro ruolo giustamente di critica, anche se esprimere nelle modalità che prima indicavano i vostri suggerimenti, sul tema istituzionale, credo sia sicuramente necessario, poi ci confronteremo anche con l'Ufficio di Presidenza e il Presidente del dell'Assemblea legislativa. Un terreno, un osservatorio dove poter insieme riflettere rispetto ai passaggi che si annunciano, ripeto, lunedì prossimo quindi fra quattro, cinque giorni ci sarà l'incontro dei Presidenti delle Regioni con il Presidente del Consiglio su questi argomenti.
La cosa che tutti dobbiamo assumere è alzare la nostra capacità di dialogo con la comunità, perché spesso abbiamo preso provvedimenti giusti, ponderati, ma ci siamo confrontati poco con loro e, soprattutto, non siamo stati in grado di spiegarli alla comunità che amministriamo. Questo deve essere un impegno fortissimo degli Assessori che comporranno la Giunta e dovrà essere anche un impegno morale di tutti i Consiglieri, ripeto, invece di eccitare gli animi per cercare di procurare qualche rendita di posizione politica credo che, in questo momento, sia più importante dare dignità al lavoro che viene fatto nell'istituzione per cercare di programmare scelte che vanno in direzione della crescita e dello sviluppo della nostra comunità.
Avete detto tantissime cose, il tema dell'Europa è ritornato tantissimo, una cosa che diceva il Consigliere Binci, che vorrei riprendere, è quella del fatto che a fronte di questa riduzione del trasferimento delle risorse dovremo abituarci a migliorare la produttività del loro utilizzo e l'efficienza delle risposte che con loro saremo in grado di dare, avendo la disponibilità anche di risorse umane che sono liberate da precedenti incombenze. Per cui questo suggerimento di agire con delle task force sul core business delle nostre attività, se è possibile definirlo così, ovvero concentrandoci su alcune poche priorità che sono poi quelle che vengono definite nella revisione, nella verifica del nostro programma di Governo, penso che sia la strada migliore.
Ci sono tanti altri punti che potremo riprendere in altre occasioni a proposito della politica turistica, a proposito delle infrastrutture, a proposito di tante cose che avete sollecitato, sono cose che potremo riprendere.
Io credo che possiamo chiudere questa verifica politica e la concludiamo in questo momento con la soddisfazione per il fatto che la maggioranza, ci auguriamo anzi io sono sicuro, sarà coerente con il suo pronunciamento, soprattutto con le firme che sottoscrivono questa dichiarazione. Oggi decide di assumere questa sfida, di accettare questa sfida, di guidare il processo di crescita della nostra regione e soprattutto lavorare per entrare direttamente a confronto sui temi del lavoro e dell'occupazione, della micro e piccola impresa che da reddito e occupazione alla nostra comunità e offre le risorse finanziarie per sostenere i servizi necessari alla coesione sociale della Marche.
Accanto a questo credo che l'altro motivo di soddisfazione sia la responsabilità che aleggia in questo Consiglio che è la risposta che forse tutto il mondo al di fuori di qui si attendeva, perché tutta la comunità, i cittadini, le imprese, le famiglie dei marchigiani, ma anche altri poteri istituzionali, che condividono con noi la responsabilità della guida della nostra comunità nelle sue diverse manifestazioni, si attendevano.
Io credo che da questo Consiglio regionale stamattina sia arrivata una risposta forte, responsabile, generosa, ma soprattutto corretta che testimonia la qualità degli amministratori o legislatori, penso che non ci sia differenza. Da parte mia la valutazione che in questo momento servono più persone in grado di fare strategia, di dare indirizzi, quindi, servono dei legislatori più che degli amministratori visto che è rimasto poco da amministrare. Occorrono più capacità di progettazione per andare a scovare risorse là dove sono nascoste, per questo credo che abbiamo bisogno più di legislatori che di amministratori, però la cosa importante che qui oggi emerge è che in questo Consiglio regionale ci sono delle persone che mettono a disposizione della propria comunità la loro passione, la loro competenza, con grande correttezza e con grande senso di responsabilità e, se mi consentite, anche con grande rigore e questo credo sia la maggiore garanzia che il Consiglio regionale delle Marche possa dare alla sua comunità.

(Applausi)

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Grazie Presidente.
In maniera consequenziale a quello che ha detto il Presidente direi di posticipare il punto tre che è l'approvazione della legge e fare subito il punto quattro, se siete d'accordo, che riguarda la nomina dei sindaci revisori sui cui abbiamo dei tempi piuttosto ristretti, poi la prossima seduta, se non c'è urgenza da parte della Commissione, tratteremo la proposta di legge.

Nomina

Nomina dei tre componenti del Collegio dei revisori dei conti della Regione Marche
(articolo 2, l.r. 40/2012 – d.U.d.P. n. 1012/2013)
Estrazione a sorte tra gli iscritti nell'Elenco dei candidati alla nomina a revisori dei conti della Regione Marche.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di tre componenti del Collegio dei revisori dei conti della Regione Marche.
Siete a conoscenza di tutto, è una a novità, dalla legge è stata prevista la nomina di tre sindaci revisori anche per le Regioni, è una novità anche il metodo con cui l'incarico di sindaco revisore viene attribuito: mediante un sorteggio.
Probabilmente questo lo sapete tutti, si è aperto un bando, chi aveva i requisiti ha fatto domanda e una Commissione ha convalidato la corrispondenza dei curriculum ai requisiti richiesti. Tutto questo è stato fatto.
Coloro che hanno fatto domanda e che erano in possesso dei requisiti, sono 32, la legge mi obbliga peraltro a una procedura e, quindi, in ottemperanza a questa procedura devo leggere questo testo: "Nomina dei tre componenti del Collegio dei revisori dei conti della Regione Marche, come disposto dall'articolo 2 della leggere regionale n. 40 del 2012, i tre componenti del Collegio dei revisori dei conti della Regione Marche sono nominati dall'Assemblea legislativa regionale, mediante estrazione a sorte, da parte dei Consiglieri segretari dell'Ufficio di Presidenza, tra gli iscritti nell'apposito elenco dei candidati che è stato costituito con deliberazione dell'Ufficio Presidenza n. 1012 del 6 maggio 2013".
Nell'elenco, che vi è stato trasmesso unitamente alla convocazione della presente seduta, sono iscritti in ordine alfabetico 32 candidati.
I Consiglieri segretari Romagnoli e Pieroni hanno verificato la presenza nell'apposito sacchetto di 32 fiches: dalla numero 1 alla numero 32.
I Consiglieri segretari si alterneranno nell'estrazione. Per individuare chi dei due inizierà e dunque effettuerà due estrazioni, procederò all'estrazione a sorte alla presenza degli stessi.

Viene estratto il nominativo della Consigliera Romagnoli

PRESIDENTE. Il Consigliere segretario Romagnoli dovrà procedere per primo all'estrazione, si alternerà poi il Consigliere segretario Pieroni ed infine il Consigliere segretario Romagnoli farà la terza estrazione perché i sindaci revisori da nominare sono tre.
Per completezza di informazione, anche se ne sarete sicuramente a conoscenza, compete, poi, ai tre scegliere al proprio interno il Presidente del Collegio dei revisori.
Pregherei il Consigliere segretario Romagnoli di fare la prima estrazione.

Franca ROMAGNOLI. Numero 25.

PRESIDENTE. Il numero 25 nell'Elenco dei candidati corrisponde a: Nestore Giuseppe Marco.
Pregherei il Consigliere segretario Pieroni di fare la seconda estrazione.

Moreno PIERONI. Numero 29.

PRESIDENTE. Il numero 29 nell'Elenco dei candidati corrisponde a: Sandroni Stefano.
Procede all'estrazione il Consigliere segretario Romagnoli.

Franca ROMAGNOLI. Numero 8.

PRESIDENTE. Il numero 8 nell'Elenco dei candidati corrisponde a: Criso Piero.
Come da formula richiestaci dichiaro eletti componenti del Collegio dei revisori dei conti della Regione Marche: Criso Piero, Nestore Giuseppe Marco, Sandroni Stefano. A nome mio e credo dell'intera Assemblea auguro a loro un buon e proficuo lavoro.
Fatto questo si chiude qui la seduta e ci rivediamo, se ho ben capito, come da programma trimestrale, fra 15 giorni. Buon pomeriggio.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,05.



ALLEGATO A

"Impegno per il sostegno dell'azione di governo e per il rilancio del lavoro, della crescita e della coesione sociale, con il rafforzamento del dialogo con i territori e le comunità locali"


IL PRESIDENTE DELLA REGIONE MARCHE E I RESPONSABILI REGIONALI DELLE SEGUENTI FORZE POLITICHE CHE COMPONGONO LA MAGGIORANZA REGIONALE: CD, DC, IDV, PD, PSI, RE, UDC, VERDI

ESPRIMONO la piena valutazione positiva sull'azione di governo regionale svolta nella prima parte della legislatura;

CONDIVIDONO obiettivi, contenuti e metodo per affrontare la fine legislatura regionale, approfonditi nel corso della verifica politico-programmatica svolta nelle scorse settimane attraverso un confronto sempre ispirato a proficua e leale collaborazione;

ESPRIMONO l'intesa sull'impegno comune, anche nella fase finale della legislatura, per il sostegno dell'azione di governo e per il rilancio del lavoro, della crescita e della coesione sociale, con il rafforzamento del dialogo con i territori e le comunità locali;

RIAFFERMANO la centralità e le ragioni profonde di un progetto per le Marche di nuovo riformismo, basato su un rinnovato patto tra moderati e progressisti, aperto ai mondi vitali della comunità regionale, per affrontare il durissimo contesto economico e sociale, nazionale e internazionale;

VALUTANO che l'obiettivo è di continuare ad offrire, come fatto finora, risposte di governo efficaci a lavoratori e piccole imprese, cittadini e famiglie, anche in uno scenario drammatico di " tempesta perfetta" caratterizzato da:
-tagli nazionali strutturali e duratori della spending revie (-1,3 miliardi di euro per la Regione Marche nel triennio 2012-2015), che potranno attenuarsi solo con un radicale riorientamento delle politiche di rigore dell'UE;
-una recessione internazionale che prosegue ormai da 5 anni, che non ha precedenti dalla II^ guerra mondiale per profondità e drammatiche conseguenze sociali e che per l'Italia rischia di protrarsi in modo ancora più incisivo rispetto al resto dei Paesi dell'area Euro;

CONSIDERANO la velocità delle trasformazioni indotte dai processi di globalizzazione e dematerializzazione sempre più spinti e pervasivi, soprattutto per la diffusione delle tecnologie digitali;

RITENGONO prioritario affrontare tale scenario caratterizzato sia da un piano inclinato di contrazione strutturale delle risorse disponibili, sia da processi di cambiamento sempre più veloci, con scelte e comportamenti autenticamente innovativi e riformisti, per tutelare e garantire gli stessi diritti a ogni cittadino delle Marche, annullando privilegi e rendite di posizione, di settore o di categoria;

CONDIVIDONO le seguenti priorità principali del programma di governo di fine legislatura, approfondite nei confronti svolti con la verifica politico-programmatica:

LAVORO, CRESCITA, PMI

- in un quadro di sostenibilità del bilancio regionale, è necessario accompagnare le politiche di risanamento nazionali con progetti orientati alla creazione di lavoro, soprattutto a favore dei giovani, al rilancio della crescita, alla produzione del reddito, alla diffusione di liquidità per contrastare una crisi internazionale senza precedenti sia per le famiglie che per le piccole imprese;
- tra i progetti e gli interventi prioritari si confermano le misure regionali per il lavoro e la sicurezza sociale (hanno permesso alle Marche di primeggiare in Italia per capacità di resistenza alla crisi); incentivi e stimoli fiscali per la creazione di nuova occupazione; il potenziamento delle garanzie per le piccole imprese; la velocizzazione dei pagamenti dei debiti della P.A.; 1'allentamento dei vincoli del patto di stabilità per gli Enti locali; la lotta all'evasione fiscale; l'utilizzo della nuova programmazione UE 2014­-2020 quale leva per rafforzare la strategia regionale di sostegno all'occupazione di qualità, all'economia della conoscenza, alla ricerca e all'innovazione, alla longevità attiva, al rafforzamento delle reti immateriali, al potenziamento del progetto di Macroregione Adriatico Ionica;
- prioritario è anche il rafforzamento della mobilità quale fattore di sostegno alla crescita, con il completamento del progetto infrastrutturale regionale, a partire dalla E78 Fano­ Grosseto attraverso gli strumenti della Società di progetto e del contratto di disponibilità, con l'ammodernamento del sistema logistico delle Marche (porto, aeroporto, interporto), con la riorganizzazione integrata del sistema del trasporto pubblico locale.

SANITA' E COESIONE SOCIALE

- è necessario accelerare l'approvazione della riforma socio­sanitaria regionale per far crescere il sistema su tre livelli: alta specializzazione; network ospedaliero di integrazione clinica per le acuzie; rete territoriale socio-sanitaria per post­ acuzie e fragilità;
- gli obiettivi della riforma socio-sanitaria sono di rafforzare ulteriormente qualità, specializzazione e appropriatezza dei servizi, a garanzia della loro sicurezza, per offrire a ogni cittadino delle Marche cure coerenti con la natura dei bisogni, in un quadro di sostenibilità economica che sappia far fronte ai drammatici tagli nazionali (-188 milioni di euro nel 2013; 279 milioni nel 2014, 282 milioni nel 2015), evitando i rischi della perdita di autonomia (commissariamento) e degli inasprimenti fiscali per cittadini (Irpef) e imprese (Irap);
- strumenti della riforma da approvare e implementare rapidamente sono il potenziamento della rete di emergenza e soccorso; l'organizzazione della rete territoriale con l'istituzione delle Case della salute; la riorganizzazione dei posti letto e delle reti cliniche; l'efficientamento dei fattori di produzione interni (centrale unica acquisti, beni e servizi, ecc.) per tagliare costi burocratici e rendite di posizione, liberando risorse per incrementare i servizi socio-sanitari diretti ai cittadini;
- è necessario consolidare i progetti per far fronte alle nuove emergenze di povertà, ad esempio sostenendo le politiche sociali degli enti locali e le politiche abitative innovative e solidali (housing sociale, fondo di garanzia per locazioni e prima casa, casa intelligente, ecc..), capaci di offrire sia protezione sociale, sia nuovi stimoli al rilancio dell'economia, in particolare del settore edilizio.

AMBIENTE

- si conferma la priorità del territorio quale asset e patrimonio fondamentale della comunità regionale, da consolidare sia con la valorizzazione integrata delle eccellenze turistiche-culturali-paesaggistiche, sia con la tutela dell'integrità e della sicurezza ambientale, anche attraverso la nuova legge urbanistica regionale;
- per la valorizzazione, anche su scala internazionale, è fondamentale la strategia di offerta dei turismi delle Marche, integrando unitariamente in rete i prodotti e le eccellenze territoriali, rafforzando così il secondo motore di sviluppo regionale;
- sul piano delle politiche energetiche l'impegno è di un rafforzamento del dialogo e del confronto con i territori e le comunità locali, avendo a riferimento l'azione di governo regionale, come è sempre stato, la piena e assoluta tutela della legalità, della trasparenza, della sicurezza dei cittadini;
- prioritario è 1'aggiornamento del PEAR, verificandone lo stato di avanzamento alla luce degli obiettivi europei e nazionali;
-prioritario è anche il rafforzamento dei programmi di difesa e di governo del territorio.

ORGANIZZAZIONE

- è necessario proseguire con la riduzione strutturale dei costi della politica e burocratici, liberando risorse dalle strutture a favore degli impieghi per la comunità, per consolidare un forte legame di fiducia e coesione con la comunità, attraverso l'esempio di una governance regionale rigorosa, sobria e responsabile;
- prioritari sono la riduzione dei costi degli assetti politici, dirigenziali e amministrativi; l'operatività della SUAM; la limitazione del turn over; la riduzione dei costi di funzionamento e del personale; la soppressione e 1'accorpamento di strutture; altri interventi per la riduzione di costi burocratici attraverso una selettiva spending review regionale;
- è fondamentale proseguire anche sulla via della semplificazione e della digitalizzazione della pubblica amministrazione, per ridurre l'intermediazione burocratica nel rispetto delle leggi, riducendo normative, numero e durata dei procedimenti, accelerando i tempi di risposta e di erogazione di risorse/servizi a cittadini, famiglie e imprese.
 

 
 
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