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Resoconto della seduta n.12 del 20/07/2010

SEDUTA N. 12 DEL 20 LUGLIO 2010



La seduta inizia alle ore 10,05


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 11 del 13 luglio 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di legge:
- n. 21/2010, in data 13 luglio 2010, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente. “Modifiche alla legge regionale n. 7/1995 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria”, assegnata alla III Commissione in sede referente e al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lett. b) della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4;
- n. 22/2010, in data 13 luglio 2010, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Modifica della legge regionale n. 30/1998 “Interventi a favore della famiglia” e disposizioni riguardanti la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB)”, assegnata alla V Commissione in sede referente;
- n. 23/2010 in data 13 luglio 2010, ad iniziativa della Giunta regionale “Modifiche alla legge regionale n. 22/2009 – Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale n. 4/2007;
- n. 24/2010 in data 6 luglio 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Massi, Romagnoli, Acquaroli, Bugaro, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Natali, Silvetti, Trenta, Zinni, concernente: “Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Marche”, assegnata alla I Commissione in sede referente, alla II Commissione per l’espressione del parere ai sensi dell’articolo 69 del regolamento interno, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere ai sensi dell’articolo 11, comma 2, lettera b) della legge regionale n, 4/2007 e alla III Commissione per l’eventuale richiesta di espressione di parere ai sensi dell’articolo 68 del regolamento interno;
- n. 25/2010, in data 8 luglio 2010, ad iniziativa del Consigliere Latini concernente: “Interventi regionali in favore dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI) – Comitato regionale Marche, per la promozione della cultura popolare e delle tradizioni storiche locali”, assegnata alla I Commissione in sede referente, alla II Commissione per il parere ai sensi dell’articolo 69 del regolamento interno e alla III Commissione per l’eventuale richiesta di espressione di parere ai sensi dell’articolo 68 del regolamento interno.
E’ stata presentata la seguente mozione:
- n. 44 dei Consiglieri Marinelli, Acquaroli, Massi, concernente: “Provvedimenti della magistratura riguardanti lo stoccaggio illecito di rifiuti pericolosi e nocivi presso la discarica di Morrovalle”.
Comunico inoltre che il Presidente della Giunta ha trasmesso, in data 5 luglio, le seguenti deliberazioni:
- n. 1070: “Articolo 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e articolo 26, comma 2 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dell’Unione europea vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 18.465,00";
- n. 1071: “Articolo 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 500.000,00”;
- n. 1072: “Articolo 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 150.000,00”;
- n. 1073: “Articolo 29, comma 2 della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 97.940,53”;
- n. 1074: “Articolo 6, comma 2, della l.r. n. 31/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Spese di personale. € 21.230,00”;
- n. 1075: “Articolo 29, comma 3, della l.r. n. 31/2001 – articolo 27 comma 1 della l.r. n. 32/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 109.000,00”;
- n. 1076: “Articolo 26, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti dal rimborso, da parte dello Stato, delle risorse per il finanziamento delle funzioni di cui alla legge 210/92 – Indennizzi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati – trasferite ai sensi del d.lgs 112/92 e DPCM conseguenti in materia di salute umana e sanità veterinaria e delle relative spese. € 3.300.000,00";
- n. 1078: “Articolo 6, comma 1, lettera a) della l.r. n. 31/2009 – Reiscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da stanziamenti aventi specifica destinazione. € 86.790.270,83".
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Bucciarelli, D’Anna, Malaspina, Perazzoli, Romagnoli e l’Assessore Marconi.


Interrogazione n. 50
del Consigliere Acquaroli
“Regolare svolgimento della campagna elettorale”

Interrogazione n. 71
del Consigliere Marangoni
“Irregolarità avvenute e sanzionate durante la campagna elettorale per le elezioni regionali 2010”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 50 del Consigliere Acquaroli e l’interrogazione n. 71 del Consigliere Marangoni, abbinate.
Ha la parola l’Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Rispondo ad entrambe le interrogazioni visto che l’argomento è comune.
L’esposto di alcuni consiglieri comunali del Comune di Recanati, del 20 marzo 2010, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per violazione dell’articolo 9, comma 1, legge 22 febbraio 2000, n. 28, non è stato trasmesso al Presidente della Giunta regionale, quindi non si era a conoscenza dell’atto né delle problematiche sollevate.
Il successivo provvedimento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (delibera n. 69/10/CSP del 16 aprile 2010), venne notificato, per il tramite del Comitato regionale per le comunicazioni, nei confronti del Comune di Recanati e, in copia, ai consiglieri comunali autori dell’esposto-segnalazione, per l’ottemperanza del provvedimento, senza nessun riferimento alla Regione Marche.
Con la citata delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni viene ordinato al Comune di Recanati di pubblicare sul proprio sito web, entro quindici giorni dalla notifica dell’atto e per la durata di quindici giorni, un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza a quanto previsto dall’articolo 9, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, della comunicazione istituzionale diffusa a mezzo della pubblicazione, avvenuta anche sul sito web, del “Piano Generale di sviluppo (Mandato elettivo 2009-2014) della Città di Recanati.
La foto inserita nel documento del bilancio di previsione (Piano Generale di sviluppo) del Comune di Recanati, oggetto della segnalazione, che ritrae il Presidente Spacca, non riguarda alcuna manifestazione elettorale, ma si riferisce ad un incontro con il Presidente della Giunta regionale/Comune di Recanati (con l’invito a Comuni limitrofi dell’area), avvenuto a Recanati nel mese di novembre 2009, tra rappresentanti istituzionali, alla presenza di amministratori e cittadini dei Comuni invitati, (come avvenuto nello stesso periodo in numerosi centri regionali), inserito in una campagna di ascolto ed attenzione istituzionale tra la Regione e le realtà locali.
La foto citata, in particolare, non ha minimamente a che vedere con gli schieramenti politici candidati alle elezioni regionali 2010, tanto che nella foto sono accumunati soggetti presenti alla tavola rotonda e simboli di partito che, per la tornata elettorale di riferimento, appartengono a coalizioni politiche diverse, con candidati presidenti diversi.
Parimenti, non si era a conoscenza del patrocinio del Comune di Recanati per la presentazione del volume di Romeo Renis dal titolo “In....sicurezza dei cittadini”, né nell’invito alla presentazione del libro compare il logo della Regione Marche.
Resta infine da evidenziare che si è venuti a conoscenza dell’ordinanza al Comune di Recanati soltanto alla lettura della delibera dell’Autorità, recepita come prova documentale, onde provvedere alla informazione ai Consiglieri interroganti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Onestamente sono abbastanza stupìto della risposta dell’Assessore Canzian. Egli ha detto che la foto non riguarda alcuna manifestazione elettorale. Allora intanto vorrei capire cosa ci fa il segretario regionale del Partito Democratico in questa foto – eccola qui! –. Se era un tema istituzionale vorrei capire cosa ci fa il segretario del PD regionale, che un Consigliere in quest’Aula ha più volte chiamato “lo stratega di Colbordolo”. Se era un impegno di tipo istituzionale cosa ci fa lo “stratega di Colbordolo”, detto anche Len per gli amici, presente a Recanati? Non mi pare che avesse un ruolo istituzionale strettamente politico connesso al suo ruolo! Quindi che non si tratti di una manifestazione elettorale è una barzelletta che si poteva anche risparmiare, Assessore.
Per quanto invece riguarda i simboli presenti, non è vero, caro Assessore, che sono simboli diversi, in quel momento erano i simbolici – parliamo del novembre 2009 – appartenenti alla coalizione Spacca. Ripeto, in quel momento erano quelli. Se poi Spacca nei mesi successivi ha buttato a mare i simboli dell’estrema sinistra e ha imbarcato l’UdC è una scelta sua, ma in quel momento quella era la sua squadra elettorale, dove pertanto c’erano undici simboli, di cui due-tre simboli dell’estrema sinistra.
Sicché quella era una manifestazione elettorale, sia per la presenza dello “stratega di Colbordolo”, sia per i simboli elettorali presenti in quel momento. Tutti uniti con il Presidente della Regione Gian Mario Spacca all’IRCER., quindi in un posto che non ha niente a che fare con un impegno di tipo istituzionale, vista appunto la presenza delle persone e dei simboli che ho detto.
Per quanto riguarda infine il discorso del candidato del PD Romeo Renis lei ha detto che non si era a conoscenza del patrocinio del Comune di Recanati. Però questa che le mostro è la foto della locandina con il patrocinio del Comune di Recanati. Se uno sa leggere lo vede!
Quindi è evidente che sta in tutto il materiale connesso alla produzione e alla pubblicazione di questo libro scritto da tal Romeo Renis, candidato del PD, che il Comune di Recanati ha di fatto sponsorizzato con questa manifestazione, violando così la par conditio. E’ quindi per questo e per l’altro motivo che è stato condannato dall’Autorità del garante.
Dunque la sua risposta, Assessore, mi lascia profondamente insoddisfatto.


Interrogazione n. 54
del Consigliere Acquaroli
“Legge regionale n. 37/2008 sulle strutture commerciali”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 54 del Consigliere Acquaroli.
Ha la parola l’Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. L’interrogazione del Consigliere Acquaroli è piuttosto articolata in quanto pone diversi quesiti, quindi proverò a sintetizzare in una risposta che però terrà conto una per una delle domande poste.
Per quanto concerne il primo punto occorre dire che la legge regionale n. 27/2009 la regione Marche ha voluto principalmente utilizzare l’istituto della delegificazione quale strumento utile di concertazione al fine di elaborare regolamenti attuativi di programmazione commerciale che nell’ottica della semplificazione e della trasparenza siano finalizzati all’efficienza, alla modernizzazione. Nonché allo sviluppo della rete distributiva con particolare riferimento alla rivalutazione dei centri storici, al pluralismo e all’equilibrio delle diverse tipologie delle strutture distributive, alla valorizzazione del servizio commerciale nelle aree urbani, rurali e montane.
E’ su questa premessa che gli uffici hanno da mesi iniziato un percorso di concertazione con le associazioni di categoria, le associazioni sindacali e le associazioni dei consumatori per la predisposizione dei regolamenti attuativi.
In sintesi sono stati già elaborati: il regolamento per il commercio su aree pubbliche, per la vendita e distribuzione dei carburanti, per la somministrazione degli alimenti e bevande, per gli hobbisti. Nel mese di luglio si concluderà la fase di concertazione e i regolamenti saranno approvati in Giunta e poi inviati alla terza Commissione assembleare per il relativo parere di competenza.
E’ in fase di completamento il regolamento per il commercio in sede fissa comprendente anche l’apertura di nuove grande strutture di vendita.
Per quanto riguarda il completamento di detto regolamento si è ancora in fase di elaborazione per i seguenti motivi:
- la Giunta regionale, a seguito delle richieste da parte sia di molti comuni, sia da parte delle associazioni di categorie e sindacali, sta rivedendo gli orari di vendita cercando di equilibrare le varie istanze;
- si sta elaborando un emendamento consono alle richieste del mondo produttivo circa le attività denominate outlet e contro l’abusivismo introducendo l’istituto del Durc (come tra l’altro richiesto anche dalla minoranza);
- a seguito della entrata in vigore del decreto legge 59/2010 (con il quale il governo nazionale si è adeguato alla direttiva servizi) dal mese di aprile il coordinamento delle regioni italiane si è riunito più volte anche con il Ministero sviluppo economico al fine di eliminare alcune criticità che rendono non in linea con la direttiva Bolkstein alcuni articoli delle varie normative regionali, in particolare la residenza per la richiesta di una autorizzazione amministrativa per attività commerciale e i requisiti professionali al commercio. A tal proposito nel mese di giugno le Regioni italiane hanno predisposto un documento di linee guida, compresa la Regione Marche – detto documento è stato già trasmesso ai Comuni ed alle province ed è a disposizione dei consiglieri presso gli uffici del commercio –, dal quale emerge l’impegno a predisporre modifiche legislative al testo unico sul commercio per gli aspetti non corrispondenti alla libertà di concorrenza prevista dalla stessa direttiva al fine di non incorrere in una eventuale procedura di infrazione da parte dell’Unione europea;
- ulteriore elemento che ha momentaneamente sospeso la predisposizione del regolamento attuativo sulla medie e grandi strutture di vendita riguarda la commissione di valutazione reciproca costituita a Bruxelles che di fatto ancora non ha accolto le giustificazioni di alcuni stati membri (compresa l’Italia) circa la possibilità di una autorizzazione amministrativa per le medie e grandi strutture di vendita. La prossima riunione e speriamo definitiva si terrà a Bruxelles giorno 15 luglio (per la verità non si è ancora tenuta) ed in base alle risultanze che emergeranno il coordinamento delle regioni italiane in materia di attività produttive predisporrà un eventuale documento omogeneo per superare l’empasse. La nostra regione è stata previdente dal punto di vista normativo in quanto non ha assolutamente previsto con legge le superficie di vendita delle medie e grandi strutture di vendita, demandandole proprio ai regolamenti; in base a quanto emergerà dalla commissione di valutazione di Bruxelles i regolamenti attuativi potranno adeguarsi immediatamente.
Come già detto la materia è ancora in progress in quanto sono entrati in vigore disposizioni statali successive all’emanazione del testo unico sul commercio e disposizioni europee che di fatto stanno procedendo ad una valutazione di tutte le normative regionali in materia di commercio.
Secondo punto dell’interrogazione. Come prevede la legge regionale 27/2009 il ruolo delle province è preciso. Ossia, in base al regolamento regionale e ai dati dell’osservatorio sul commercio sulla consistenza del commercio al dettaglio nella regione, esse dovranno procedere entro 12 mesi alla modifica ed integrazione del loro Piano territoriale di coordinamento dove dovranno prevedere la localizzazione della grande distribuzione commerciale facendo una attenta analisi del loro territorio, viabilità, flussi di traffico, urbanistica commerciale.
In questa fase il rilascio di grandi strutture di vendita è sospeso fino all’approvazione del regolamento attuativo.
Terzo punto dell’interrogazione. A questo Assessorato non risulta che nella provincia di Ancona negli ultimi due anni siano stati concessi nulla osta per l’apertura di grandi strutture di vendita o centri commerciali. Ricordo, infatti, che per il rilascio di una autorizzazione per l’apertura di una grande struttura di vendita è necessario il nulla osta di una Conferenza di servizi formata da Regione , Provincia e Comune. Dove la Regione esercita un ruolo molto forte in seno alla Conferenza in quanto senza il parere favorevole della Regione non può essere rilasciato alcun nulla osta. Qualsiasi autorizzazione eventualmente rilasciata da un qualsiasi comune senza tale nulla osta è una autorizzazione illegittima.
Quarto punto dell’interrogazione. Per quanto riguarda le iniziative dell’osservatorio, proprio con riferimento al articolo 5 comma 3 lettera b) della legge regionale 27/2009, ricordo che è stata realizzata una indagine di tipo quali-quantitativo del sistema distributivo marchigiano. Detta indagine ha visto il coinvolgimento dell’Università Politecnica delle Marche, tutti i comuni marchigiani, le associazioni di categoria, i Centri di Assistenza tecnica e l’ufficio regionale del commercio. La Regione Marche, prima Regione in Italia, con questa indagine ha voluto mappare e monitorare tutto il sistema distributivo marchigiano.
In particolare si è cercato di identificare la reale situazione marchigiana, relativamente alla superficie di vendita, alla localizzazione per provincia e per comune di grandi strutture di vendita, di medie strutture di vendita e di esercizi di vicinato.
Dal mese di settembre inizierà la seconda fase dell’indagine volta ad individuare le nuove tipologie commerciali, come gli outlet ed i phone center, cercando di rilevarne anche gli effetti economici.
Questa seconda fase presuppone anche un’indagine complessiva sulle altre forme di vendita, come gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, rivendita di giornale e riviste, altre forme speciali di vendita come vendita a domicilio, ecocommerce, distributori automatici e simili.
Quinto punto dell’interrogazione. Per quanto riguarda il comma 2 dell’articolo 31 della legge regionale 37/2008 non sono state rilasciate nuove autorizzazioni, ma la conferenza di servizi ha concesso il nulla osta soltanto per il trasferimento e l’ampliamento di una grande struttura di vendita già esistente ed all’interno dello stesso territorio comunale.
Sesto punto dell’interrogazione. In base a quanto previsto dalla legge regionale 27/2009 (articolo 99 comma 2) le disposizioni di cui all’articolo 31 della legge regionale 24/2008 n. 37 sono prorogate fino all’approvazione del regolamento attuativo. Pertanto se ne evince che non possono essere rilasciate nuove autorizzazioni fino a quando la Regione non approvi i regolamenti attuativi di cui all’articolo 2, comma 1, della legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. La volontà che mi ero posto con questa interrogazione era sicuramente quella di fare un punto riguardo alla situazione del commercio della regione Marche.
Credo che lo sviluppo delle reti commerciali, sia delle grandi strutture sia di quelle volte al recupero delle piccole e medie attività del commercio al dettaglio, sia inoltre delle nuove iniziative commerciali, sia un punto centrale per il futuro dei nostri paesi, dei nostri borghi, ma anche delle città più importanti.
Questa interrogazione, seppur posta in maniera articolata e complessa, non voleva andare oltre gli aspetti tecnici, ma voleva riguardare soltanto la precisa volontà politica della Giunta regionale e della maggioranza riguardo questa tematica.
Sicuramente, Assessore, in particolare gli articoli 2 e 3 della legge 27 del 2009, che prevedono le funzioni delle Province, e a monte il discorso sui regolamenti, sono centrali.
Assessore, il fatto che ci siano delle normative europee e nazionali in continua evoluzione è innegabile, ma è innegabile anche l’aspetto inerente la nostra funzione. Noi dobbiamo mettere in grado i Comuni, le Province e la Regione stessa di individuare riguardo al commercio una strategia. Non possiamo continuare a lasciare questo settore nevralgico e fondamentale per l’economia marchigiana senza una linea guida.
E’ passato ormai più di un anno da quando è stata fatta questa legge, ma ancora mancano i regolamenti che sono il fulcro di quella che era l’iniziativa che la Regione aveva voluto allora intraprendere.
Io non credo che possiamo continuare ad aspettare. Perché in ogni caso, al di là delle iniziative che si stanno intraprendendo e delle normative che stanno cambiando sia in Europa che a livello nazionale, dobbiamo fare il punto della situazione, dobbiamo porla in maniera seria, dobbiamo dire quali sono le nostre volontà politiche in merito alle grandi catene. E la strategia che su questo intraprenderemo influirà in maniera indelebile anche sotto il punto di vista del recupero dei piccoli centri urbani e delle piccole attività commerciali.
Quindi non possiamo aspettare, la Giunta deve agire immediatamente e dare una regolamentazione, poi tutto il resto, seppure molto articolato, sarà a caduta. Perché le funzioni delle Province, dei Comuni e tutti quelli che saranno gli aspetti decisionali che si vorranno intraprendere non potranno prescindere dalla realizzazione di questi regolamenti.
Mi aspetto quanto prima che la Regione dia delle risposte serie, ossia che possa mettere in campo, in un momento in cui c’è una crisi economica importante, tutti quei programmi fatti in campagna elettorale. Al fine di favorire i giovani e per mettere in condizioni il territorio di riprendere la sua identità, di poter essere competitivo in questo mercato globale anche attraverso una sua peculiarità.
A questi problemi deve essere data una conseguenza logica, Assessore, cioè i giovani e gli imprenditori devono essere messi nelle condizioni di poter agire, di poter contare realmente sulle istituzioni, affinché appunto tutti quegli annunci non rimangano campati in aria.
Penso che il tempo massimo sia ormai scaduto, ritengo che la Regione debba dotarsi di questi strumenti nel tempo più breve possibile.
Molto importante è sicuramente anche l’evoluzione di tutta l’altra parte del settore commerciale, mi riferisco agli outlet e a tutte le nuove iniziative, sono comunque delle opportunità da cogliere, ma anche qui non si può parlare di nuovi settori commerciali se prima non parliamo in maniera seria che occorre avere una regolamentazione a monte e quella strategia reale che vogliamo darci sia per quanto riguarda la piccola distribuzione sia in merito alle grandi catene commerciali.
Invece stiamo mettendo altra carne al fuoco senza però aver risolto e dato una nuova regolamentazione a quello che c’è.
Dunque non mi ritengo soddisfatto, spero allora ci sia una svolta per questo settore veramente nevralgico anche per la produttività. Ovvero, nella regione Marche il commercio non è solo importante dal punto di vista della catena distributiva, ma sopratutto lo è per la sua connessione diretta al settore produttivo.
Su questo non possiamo più aspettare, dunque mi aspetto che la Regione Marche e la Giunta decidano quanto prima di mettere nelle condizioni il territorio di poter essere competitivo.


Interrogazione n. 61
della Consigliera Ciriaci
“Fotovoltaico nelle zone rurali”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 61 della Consigliera Ciriaci. Ha la parola l’Assessore Donati.

Sandro DONATI. Il Consiglio regionale delle Marche, come correttamente richiamato dall’interrogante, ha approvato nel 2005 il Piano energetico ambientale regionale che pone, tra i suoi assi principali e costitutivi I’impiego delle energie rinnovabili” attribuendo all’energia solare un “ruolo strategico (...) rendendone sistematico lo sfruttamento in edilizia". Quindi l’incentivazione di tale tipologia energetica, nella descrizione contenuta nel PEAR, è riferita ad un impiego ed utilizzo con particolare favore all’installazione di impianti fotovoltaici su superfici già antropizzate (parcheggi, coperture edifici, capannoni industriale e centri commerciali ecc..). In realtà il fenomeno della diffusione del fotovoltaico ha interessato ed interessa anche superfici agricole.
Negli ultimi tempi si è perciò venuta a creare una forte esigenza di limitare il fenomeno della proliferazione di fotovoltaico nel territorio agricolo marchigiano. Molti operatori si sono riversati nelle Marche non essendovi nella nostra regione limiti specifici di Valutazione di impatto ambientale per il fotovoltaico a terra.
Gli impianti per i quali si chiede l’autorizzazione hanno potenze variabili da qualche centinaio di Kwe a 3-10 Mwe con un’occupazione di ampie superfici di terreno. (1 Mwe = 1,5 Ha circa di terreno). L’orografia della nostra regione con strette pianure alluvionali bordate da una morfologia articolata in alcune situazione rende molto visibili gli impianti.
La diffusione di tali impianti rischia di produrre alterazioni del paesaggio agrario di rilevante valore anche in prossimità di centri storici emergenti che rappresentano risorsa strategica e motore di sviluppo dell’economia regionale. E’ palese che la diffusione degli impianti a terra fotovoltaici e delle strutture ad essi connesse (cavidotti cabine illuminazione strade di accesso), comporta il consumo di territorio. Il particolare favor della legge nazionale per quelli fino ad 1 Mwe di potenza per i quali non è prevista la V.I.A. favorisce questa diffusione.
La sottrazione di suolo porta però alla perdita di produzione agricola produttiva per esempio anche in aree di produzione vinicola doc ed in aree di altre produzioni di eccellenza, con la potenziale riduzione dei prodotti agricoli da filiera corta locale nonché modificazione negative in aree pregiate del paesaggio marchigiano.
Nei terreni con grandi superfici a fotovoltaico che vengono diserbati si determinano i seguenti fenomeni:
- forti rischi di inquinamento del suolo e delle acque sotterranee;
- perturbazione dei cicli biogeochimici del terreno agrario;
- perdita di sostanza organica (carbonio organicato);
- minore o assente intercettazione della CO2 dall’atmosfera per assenza piante;
- mancata regimazione delle acque e conseguenti problemi idrogeologici;
- erosione del terreno e tendenza alla sterilizzazione dello stesso.
Da questa analisi emerge chiara la necessità di un intervento della Regione per contemperare da un lato l’esigenza di dare spinta all’uso di energie alternativa e dall’altro di salvaguardare il patrimonio paesaggistico ed il territorio contro rischi di desertificazione.
A seguito di numerosi incontri con ANCI e UPI e con gli stessi imprenditori agricoli, è stato possibile constatare una forte preoccupazione derivante dalle numerose domande, pervenute agli Enti locali, diffusamente ed omogeneamente da tutto il territorio regionale, di installazione di impianti fotovoltaici a terra per la produzione di energia elettrica con capacità di generazione non superiore ad 1 MegaWatt elettrico.
E’ stato evidenziato dagli Enti locali il forte impatto ambientale e paesaggistico, in termini di sottrazione di territorio agricolo produttivo e di danni ad aree pregiate del paesaggio marchigiano, derivante dalla richiesta crescente di installazione di questi impianti, favorita dalle semplificazioni autorizzative introdotte dalla Legge comunitaria 2009 (Legge 4 giugno 2010 n. 96, Art. 17 lettera d) rispetto alla legge nazionale in materia, il d.Igs 387/2003.
A fronte di questa situazione la Regione Marche intende proseguire, attraverso programmi di intervento e sviluppo, l’obiettivo della piena applicazione dell’approvvigionamento energetico da fonte solare secondo le priorità stabilite nel Piano energetico ambientale regionale che, si ribadisce, guarda con particolare favore all’installazione di impianti fotovoltaici su superfici già antropizzate
Negli obiettivi regionali la proposizione del fotovoltaico nel settore agricolo è orientata verso la integrazione e diversificazione delle aziende agricole. Ad esempio, nel PSR con la misura 121 “ammodernamento aziende agricole” vengono concessi contributi alle imprese agricole che installano bioenergie, compreso il fotovoltaico, con potenze che devono essere rapportati agli effettivi consumi dell’impresa (2/3 in autoconsumo 1/3 per vendita).
Nello specifico per il fotovoltaico sono ammissibili investimenti fino a 400.000 euro con un contributo fino al 20%.
Sempre nel PSR la misura 311 b azione d) “diversificazione” non prevede contributi per impianti fotovoltaici.
Con il Piano di azione bieticolo saccarifero misura 311 b sono stati permessi impianti fotovoltaici sempre con un contributo non superiore al 20% del costo dell’investimento. Significativa, si sottolinea, è invece la previsione di finanziamenti nel PSR misura 121 al fine di promuovere un “ammodernamento delle aziende agricole”, attraverso la concessione di contributi per l’installazione di pannelli con potenze rapportati agli effettivi consumi dell’impresa.
In questo contesto è chiaro l’obiettivo della Regione di armonizzare l’obiettivo di creare condizioni di maggior reddito per le imprese agricole con quello di tutelare l’ambiente, il paesaggio e le stesse produzioni agricole.
Il quadro normativo in cui la Regione deve operare in materia è chiaro: non sussiste né competenza né discrezionalità in capo alla Regione se non nei limiti che il d.lgs. 387/2003 consente e che sono riferibili solo ai profili ambientali dell’impatto sul territorio.
Il Titolo V della Costituzione attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di ambiente determinando il prevalere di quanto disposto dalla legge statale su ogni altra fonte.
L’articolo 6, comma 9 del d.lgs. 152/206 (il c.d. “Codice unico dell’ambiente”) nel disciplinare la Valutazione d’Impatto Ambientale ha stabilito le Regioni possono individuare soglie più restrittive per ali impianti di loro competenza secondo i criteri dell’allegato IV del medesimo decreto.
Tale disposizione è richiamata anche dalle Linee guida che la Conferenza Stato-Regioni ha licenziato pochi giorni or sono.
La Giunta regionale nel rispetto dunque della competenze sopra descritte assegnate dal d.lgs 152/2006, con delibera n. 995 del 21 giugno u.s., ha perciò inteso utilizzare lo strumento normativo unico possibile e cioè quello relativo alla V.I.A. per limitare l’impatto ambientale della diffusione non controllata degli impianti fotovoltaici a terra e delle strutture ad essi connesse. L’atto della Giunta reca una proposta di modifica della I.r. 14 aprile 2004, n. 7 “Disciplina della procedura di Valutazione di impatto ambientale”.
Tale proposta di legge, ora al vaglio della Commissione IV, propone di disciplinare la soglia degli interventi a terra, da assoggettare alle procedure valutative, passando dagli attuali 1000 KiloWatt a 200 KiloWatt, in relazione alla presenza di ambiti di tutela del PPAR e con attenzione anche ad eventuali impatti cumulativi in aree contigue. In tal modo da una parte si agevola chi intende realizzare impianti non a terra e dall’altro si pongono le condizioni per un attenta verifica dell’impatto ambientale per quelli su terreni agricoli.
E’ pacifico che sulla soglia per la V.I.A. indicata nella proposta di legge la Commissione stessa è chiamata a fare le proprie valutazioni, a fornire osservazioni e proporre, eventualmente, un differente limite in termini più o meno restrittivi. La sentenza della Corte Costituzionale, richiamata dall’interrogante, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per violazione dell’articolo 117 della Costituzione, della legge 21 ottobre 2008, n. 31 della Regione Puglia negli articoli in cui la legge vietava la realizzazione di impianti fotovoltaici in determinate aree; fattispecie quest’ultima non riconducibile però all’intervento normativo proposto con la d.g.r. n. 995/2010 che disciplina invece la V.I.A. per la realizzazione di tali impianti e che, perciò, si ritiene invece coerente con le competenze regionali.
Non è esistita né esiste dunque, come si paventa nell’interrogazione, una eccessiva discrezionalità della Regione che si trova ad operare in un contesto normativo che, al contrario, si ribadisce, dà ad essa un limitato potere discrezionale solo per determinare le soglie di V.I.A.


PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Nel ringraziare l’Assessore della puntuale ed attenta risposta, vorrei subito sottolineare che nella mia interrogazione avevo già evidenziato la paura di incompatibilità di una legge regionale rispetto agli indirizzi statali, in questo caso riportati nella sentenza n. 119/2010 della Corte Costituzionale che, appunto, ha annullato cinque articoli della legge regionale n. 31 della Regione Puglia approvata il 21 ottobre 2008.
Quindi la paura per quanto riguarda il fotovoltaico su un territorio regolamentato, che quindi è in assoluta attenzione, così come ci ha ribadito l’Assessore, è quella che non si prenda in considerazione la congruità con le direttive Stato-Regioni.
Sicché il timore che vogliamo sottolineare è che mentre ci si attiene ad indirizzi ben specifici poi tutto ciò che verrà fatto, in attesa appunto che si legiferi in coordinazione tra Stato-Regioni, non venga attuato con una normativa regolare.
Vorrei inoltre sottolineare che per quanto riguarda l’insediamento nelle zone di particolare interesse naturalistico, come parchi e aree agricole, da parte della Regione si è vista attuare una diminuzione.
Chiedo pertanto se c’è sintonia nelle normative Stato-Regioni.


PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Silvetti, seppure non sia consentito da regolamento. Comunque se è solo per un chiarimento in via eccezionale gliela concedo. Prego, Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Presidente, non voglio intervenire perché intendo aprire un dibattito, so benissimo che non posso farlo, ma siccome ho depositato un’interrogazione di pari oggetto dove pongo alcuni quesiti, vorrei chiederle perché non è stata iscritta all’ordine del giorno.

PRESIDENTE. Consigliere, ovviamente non le so rispondere, ma chiederò agli uffici che cosa è avvenuto. Quando l’ha presentata?

Daniele SILVETTI. Una settimana o dieci giorni fa.

PRESIDENTE. Se è una settimana fa probabilmente non poteva risultare iscritta.

Daniele SILVETTI. Certo, Presidente, non voglio mettere in dubbio niente, è un iter assolutamente normale.

PRESIDENTE. Comunque verrà iscritta nel prossima seduta. Certo è che se risultava già iscritta evitavamo di riproporre l’argomento.

Daniele SILVETTI. Inoltre, Presidente, c’è anche una questione di attualità. Questa proposta di legge è all’ordine del giorno della IV Commissione di domani, quindi che possa essere sottoposta in quella sede ad un voto politicamente è un fatto rilevante. Quindi i quesiti e le perplessità posti dalla Consigliera Ciriaci sono, in parte, anche i miei.
Presidente, le ho solo voluto far presente questa cosa, non voglio certo…

PRESIDENTE. In ogni caso, visto che il regolamento bisogna adattarlo alle situazioni anche in modo intelligente, se ora lei ritiene che la risposta dell’Assessore Donati sia pertinente alla sua interrogazione io non ho nessun problema a che lei possa replicare quanto detto dall’Assessore. Dopodiché la daremo per discussa senza quindi doverla iscrivere. Questo è solo per ottimizzare i lavori, al di là delle procedure ferree.
Pertanto se lei condivide questa impostazione consideriamo iscritta anche questa sua interrogazione e lei potrà fare il suo intervento.

Daniele SILVETTI. Va benissimo, la ringrazio, Presidente. Ottimizzerò anche il tempo perché non ripeterò quello che ha detto la collega, che condivido, ma solleverò soltanto un aspetto politico.
Voglio cioè dire all’Assessore Donati, visto che faceva parte anche della Giunta precedente, che con verbale del 2 febbraio 2010 fu proprio la sua Giunta a cambiare questo tetto famoso, ossia ritenne troppo restrittivo il limite precedente e innalzò a 1 megawatt. E parliamo di soli cinque mesi fa.
Questo da parte della Giunta è un atteggiamento quanto meno schizofrenico, prima allarga perché vuole adeguarsi agli indirizzi della legge nazionale, poi dopo cinque mesi ci ripensa e dice: “no, abbiamo esagerato, ritorniamo indietro”.
State creando un grave danno all’economia di questo territorio, perché ci sono degli investimenti.
E’ vero che nell’ultimo comma fate salve le procedure già in essere, ma qui non si tratta solo dell’imprenditore che ha già posto in essere la procedura, ha fatto l’investimento, ha presentato la domanda, tutt’altro, ci sono a monte anche tanti piccoli investitori. Peraltro non si sa perché il danneggiato è sempre il piccolo investitore, non i grandi che hanno già fatto il business. Quindi sono i piccoli che oggi si trovano in gravi condizioni.
E voi avete avuto – ne sono certo, lo so – delle pressioni per rivedere, per attenuare la portata di questa legge, perché oggi sul territorio avrebbe un effetto devastante.
Domani spero che la Commissione non approvi questa legge rimandandola a settembre, credo abbia bisogno di un maggiore approfondimento.


Interrogazione n. 62
del Consigliere Zinni
“Sicurezza all’interno dell’Ospedale di Torrette”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 62 del Consigliere Zinni.
Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In relazione all’interrogazione in oggetto si riportano di seguito i chiarimenti richiesti, forniti dal Direttore generale dell’Azienda “Ospedali Riuniti” di Ancona.
Va innanzitutto tranquillizzata l’opinione pubblica rispetto al livello di sicurezza dell’ospedale.
Si può infatti tranquillamente affermare che si tratta di una sede con livelli di sicurezza adeguati ed in particolare i reparti sono presidiati dal personale in servizio H24; inoltre le zone con particolari attività sanitarie (come blocco operatorio, terapie intensive, ecc.) sono inibite a tutti (sia interni che esterni) se non autorizzati.
I locali tecnici e le aree di cantiere delimitate e segnalate sono accessibili solo agli addetti ai lavori.
Trattandosi di un ospedale di grandi dimensioni è impossibile bloccare tutti gli accessi; si tratta di attività aziendali che sono aperte al pubblico e sorvegliate, ma non vietate. Quindi non meraviglia se un cittadino, ed in questo caso anche un giornalista, possa tranquillamente girare per i corridoi e per i sotterranei senza essere fermato.
È vero però che già questa direzione aveva controllato e contestato (prima ancora della comparsa della segnalazione giornalistica) alla ditta che ha in appalto la gestione della manutenzione il mancato rispetto delle regole contrattuali sulla chiusura dei locali di servizio degli impianti.
Rispondendo analiticamente alle domande poste si quanto segue.
I costi relativi alla vigilanza ed alla sicurezza dell’area ospedaliera sono costituiti da
a) 147.367 euro per la vigilanza (guardia giurata nelle ore notturne presente nell’area del pronto soccorso con sopralluoghi negli edifici ospedalieri separati dal corpo centrale oltre alla vigilanza notturna e festiva dei vari punti del Salesi ed ispezione esterna notturna e festiva dei locali dell’ex Lancisi);
b) 230.000 euro per il controllo in una centrale di supervisione di circa 17.000 punti di controllo costituiti da: impianti elettrici, 90 ascensori, 13 sottocentrali termiche, impianti gas medicinali, 3.000 punti di rilevazione incendi, 108 telecamere a circuito chiuso con 7 videoregistratori che conservano gli eventi per 72 ore;
c) portineria interna al Salesi e Torrette oltre a portineria esterna a Torrette di Ispettori della Direzione medica di presidio.
Naturalmente il sistema è tarato per intervenire su segnalazione ben codificata (allarme impiantistico o richiesta diretta di intervento) e non può permettersi di rincorrere, fermare o impedire l’accesso a persone “sospette” (con quali criteri si può definire il “sospetto”?).
Per il resto si tratta di una registrazione degli eventi con evidenza a posteriori di eventuali responsabili (sistema di videosorveglianza).
In merito al rispetto del d.lgs. n. 81/2008 si rappresenta che nell’Azienda è istituito il Servizio prevenzione e protezione con tutte le figure previste dalla normativa (dal dirigente per la sicurezza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza); è presente il documento di valutazione dei rischi redatto con le modalità di cui all’articolo 29 decreto citato.
Sono presenti i piani di emergenza e l’Azienda provvede ad informare e formare i propri operatori secondo appositi programmi.
Inoltre per tutte le attività e servizi in appalto l’Azienda rispetta la normativa di cui all’articolo 26 con attuazione del D.U.V.R.I.
Per quanto riguarda invece le ditte esterne selezionate e vincitrici dell’appalto di vigilanza e sorveglianza sono tenute ad eseguire quanto previsto nel capitolato di appalto. Nello stesso capitolato sono indicate le figure dell’Azienda alle quali sono affidate le funzioni di controllo, di verifica della documentazione prodotta, di regolare esecuzione dei lavori e di emissione dei pagamenti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Francamente sono un po’ in imbarazzo, perché mi sembra che con questa risposta si voglia far finta che l’episodio non sia accaduto e che non sia sostanziale.
Lei, Assessore, mi ha semplicemente elencato quello che in realtà prevede la legge, quello che in realtà è contenuto in un appalto, quello che in realtà fa parte delle ovvietà dell’amministrazione degli Ospedali Riuniti. Siamo dunque ad un livello di risposta veramente inaccettabile.
Ritengo che il problema centrale non sia se esista un appalto con delle regole o se esista una centrale di supervisione. E’ evidente che esistono, altrimenti l’ospedale non potrebbe essere aperto in regola.
Il problema è il controllo umano, il problema è chi svolge il proprio compito e se lo fa fino in fondo. Il problema è valutare se è sufficiente ciò che c’è, cosa che probabilmente non è.
Vorrei infatti ricordare che circa dieci anni fa si verificò un rogo molto pericoloso. Pertanto per come è strutturato l’ospedale di Torrette, che ormai è una cittadella, a tutti gli effetti c’è la necessità di controllare meglio gli accessi, ma soprattutto c’è la necessità che qualcuno all’interno dell’ospedale giri e controlli ciò che accade.
E’ evidente che la legge non consente a un metronotte di fermare qualcuno sospettato, come è evidente che un infermiere o un caposala non si possa sostituire a un agente di polizia giudiziaria. Le sappiamo queste cose, allora è proprio lì che bisogna intervenire.
E’ assolutamente impensabile, con tutto il lavoro che ha il personale ospedaliero, credere che un infermiere o un ausiliario possano controllare fino in fondo il loro reparto. Questa è gente seria, è gente che lavora!
Allora c’è da chiedersi se non sia il caso di rivedere la gestione del servizio di sicurezza, ossia di far pattugliare – mi si consenta questo termine – tutti i reparti senza essere d’impaccio, senza essere invasivi. Ed è ovvio che per quanto riguarda la sicurezza del lavoro è assolutamente necessario stare molto attenti all’accesso sul tetto, ai terrazzi, alle finestre, in quanto si potrebbero verificare delle pericolosità anche per i pazienti. Come bisogna stare sopratutto molto attenti negli accessi dei varchi principali.
Io non sono d’accordo quando si dice che è facile andare nel sotterraneo, perché, anzi, andare in un sotterraneo dovrebbe essere difficilissimo, dovrebbe essere addirittura impossibile accedervi. Ed io sono fortemente convinto che se gli ingressi sono solo quelli controllati preposti al pubblico nessuno in un sotterraneo potrà essere in grado di accedervi.
E’ vero che in Italia i giornalisti sono talmente bravi che riescono a fare degli scoop impensabili, come magari è anche vero che probabilmente questo giornalista quel giorno ha avuto anche un po’ di fortuna, ma non c’è modo più sbagliato da parte della politica di dire: “è solo un episodio, lasciamo perdere”. Il giornalista ha fatto bene il suo mestiere, quindi siamo noi che dobbiamo fare meglio il nostro, siamo noi che dobbiamo garantire quegli standard che facciano sì che non ci sia rischio di alcun tipo di problema di sicurezza.
Certo, Assessore, la perfezione non esiste, però le dico in estrema franchezza che se il metodo di risposta su una cosa di questo tipo è così insufficiente, credo che lei debba fare una profonda riflessione. Vorrei ricordarle che in termini di disponibilità di risorse economiche lei è l’Assessore più importante di questa Assemblea legislativa regionale. Lei è l’Assessore che ha in mano la gestione del comparto essenziale del bilancio di questa Regione.
Quindi non credo che lei possa permettersi una risposta di così ordinaria amministrazione. La sua infatti è una risposta scontata, senza anima, senza alcuna percezione che su quello che ho posto nella mia interrogazione sia un problema. Per lei non è un problema. Invece lo è! Lo hanno dimostrato i fatti, e per fortuna questa volta, grazie a Dio, solo con uno scoop giornalistico, ma dieci anni fa, come tutti ricordiamo, ci fu il problema di un rogo.
Assessore, nel concludere le dico, è vero che lei deve occuparsi di sanità a 360 gradi, è vero che tra le priorità ci sono organigrammi, progetti, c’è tutto il discorso dell’Asur territoriale che assorbe sicuramente tempo e risorse, però lei come Assessore ha comunque il dovere morale dopo questo scoop di dare un segnale di tranquillità alla comunità marchigiana andando dunque a prendere dei provvedimenti.
E spetta a lei decidere se devono essere provvedimenti punitivi oppure di neo investimenti, ossia quelli magari di andare a rimodulare con il servizio di vigilanza un contratto che preveda qualcosa di più.
Questa è una sua scelta come uomo di Governo, non è certo mia come Consigliere di opposizione. In ogni caso deve fare qualcosa! Però vediamo che non sta facendo niente, perché con questa sua risposta ha dimostrato che considera il tutto assolutamente superfluo e un po’ etereo.
Dimostri, Assessore, almeno lei, che il centro-sinistra quando sente la parola sicurezza non è allergico. Dimostri che ha volontà fino in fondo di onorare il suo mandato, intervenendo concretamente su una situazione che è palesemente carente. Dimostri, Assessore, che la sanità non si difende solamente con quel balletto che si è visto fare per le nomine dei direttori sanitari. E dimostri soprattutto che ogni tanto, anche su argomenti che sembrano delle banalità, la politica è attenta.
Lei non rappresenta solo il centro-sinistra ma un’Istituzione, dunque io come Consigliere che appartengo a questa Istituzione le chiedo con forza di dare un segnale all’esterno che la sicurezza c’è, o meglio, le chiedo che deve esserci più sicurezza.

Interrogazione n. 65
del Consigliere Latini
“Riqualificazione assistenza socio sanitaria residenziale anziani non autosufficienti. Mancato utilizzo fondi d.g.r. 1867/2009”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 65 del Consigliere Latini.
Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. L’Interrogazione si riferisce all’accordo che è in itinere con le organizzazioni sindacali per lo stanziamento di 100 milioni di euro nel 2010 per la non autosufficienza, per aumentare il minutaggio nelle residenze per anziani.
Faccio brevemente il punto sulla situazione e sul perché di questi ritardi.
A seguito della delibera citata dal Consigliere Latini abbiamo attivato da subito iniziative di contrattazione con le parti sociali, da un lato, e le strutture di erogazione delle prestazioni, per gran parte strutture pubbliche (IPAB o similari).
A ritardare il percorso c’è stata ovviamente la vacanza amministrativa connessa con la tornata elettorale, che ha appunto impedito di concludere l’iter di concertazione con le parti chiamate in causa, generando un notevole ritardo nella procedura a cui si riferisce il Consigliere .
Alla ripresa, dopo l’insediamento della nuova Giunta, sono state riprese le procedure per concludere l’iter iniziato e si è addivenuti ad un accordo di massima con le organizzazioni sindacali.
In tale ipotesi di accordo le organizzazioni sindacali hanno posto come condizione l’impegno per l’intera somma concordata nell’apposito accordo di cui alla delibera di Giunta n. 1867/2009.
Pertanto, nonostante il ritardo nell’approvazione dovuto alla cause oggettive sopra riportate, l’erogazione della somma pattuita avverrà, secondo modalità concordate, per l’intero importo, nel breve periodo avendo proceduto al ripristino dei tavoli di contrattazione.
L’accordo dovrebbe essere siglato nei prossimi giorni, è un appuntamento previsto con le organizzazioni sindacali per concludere l’iter della concertazione che avevamo messo in piedi allora e che per le ragioni che ho ricordato è stato ritardato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Ringrazio l’Assessore per la garanzia che ha fornito con la sua risposta a un tema particolarmente sentito che riguarda l’assistenza residenziale anziani non autosufficienti. Un tema sentito ancora di più in questo momento in cui i tagli preventivati, che saranno comunque votati, possono incidere anche su quella scelta deliberata nella passata legislatura dalla Giunta regionale, che però ora è stata confermata sia per quanto riguarda la capienza che per quanto riguarda le modalità di erogazione.
Vorrei soltanto sottolineare che la Regione deve continuare a mantenere questo impegno nel sostenere l’assistenza alle persone in difficoltà, in particolar modo per quelle che si trovano in situazione di non autosufficienza. E’ un impegno che deve essere finalizzato proprio al miglioramento qualitativo della specificità dell’assistenza richiesta, per cui sopratutto nei confronti di quelle persone ricoverate presso strutture e che si trovano in difficoltà di sovvenzionamento economico.
Nella Regione Marche ci sono circa 4.000 persone che si trovano in questa situazione, stimate attraverso le assistenze portate dalle ex Ipab, però poi ce ne sono molte di più che usufruiscono del sostegno della famiglia, che ovviamente comporta per le stesse sempre più difficoltà.
Concludo ribadendo che l’impegno espresso e la garanzia fornita dalla Giunta regionale tramite l’Assessore Mezzolani dà fiducia a chi attraverso la mia persona ha fatto presente questa situazione. Una situazione che si trovava nel limbo fra la vecchia e la nuova legislatura e per la quale c’era un punto interrogativo, ma che ora in qualche modo è stato risolto, come appunto vediamo, Assessore, dalla sua risposta.

Interrogazione n. 66
del Consigliere Zaffini
“Cronica situazione nel pronto soccorso dell’Ospedale di Fano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 66 del Consigliere Zaffini.
Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In relazione all’interrogazione del Consigliere Zaffini, sulla base delle indicazioni fornite dal Direttore si precisano le seguenti questioni.
L’istituzione dell’Azienda ospedaliera Marche Nord deve condurre ad una razionalizzazione del sistema, nell’ambito della quale sono previste le riduzioni delle figure che ricoprono la medesima qualifica in entrambe le strutture.
Al momento non c’è alcun direttore di struttura complessa per il pronto soccorso né nella struttura ospedaliera di Pesaro, né in quella di Fano.
La copertura di tale posto avverrà quindi in base all’applicazione della Legge di istituzione dell’Azienda ospedaliera, che funzionalmente individua un’unica unità operativa, ancorché funzionante su due sedi.
La presenza di un unico direttore è garanzia di un’organizzazione che valuti tutte le attività, ovunque eseguite, consentendo di adottare provvedimenti analoghi e assicurando l’omogeneo trattamento dei cittadini.
L’unità operativa è stata potenziata con l’assunzione di sei medici a tempo indeterminato (tre di questi peraltro provenivano dal San Salvatore) ed uno a tempo determinato.
Per quanto concerne il personale infermieristico ed OSS la dotazione organica è al completo, anche se è in previsione l’incremento con altre tre figure infermieristiche per la medicina d’urgenza.
Il sistema dell’emergenza, e non solo dell’area nord delle Marche, dovrà essere adeguato alle esigenze di razionalizzazione che comunque porteranno ad un generale potenziamento di questo settore fondamentale per la tutela della salute.
In applicazione al PSR 2007-2009 (quello vigente) era stato istituito un gruppo di lavoro sull’emergenza ed urgenza che ha prodotto un documento che non è stato ancora ufficializzato e tradotto nel nuovo piano sanitario.
Si evidenzia comunque che in applicazione al Patto per la salute siglato dalle Regioni con il Governo si dovranno applicare criteri “standard” per verificare le consistenze organiche, ciò in rapporto ad una serie di parametri che sono in discussione nella Conferenza Stato-Regioni. Non ci si potrà quindi esimere da applicare gli standard che saranno individuati.
Per quanto riguarda il pronto soccorso di Fano vorrei aggiungere anche altri aspetti.
Sono in corso lavori nell’area esterna per un valore di 50 mila euro, propedeutici alla realizzazione di una nuova camera calda per l’attesa pazienti, locali di triage amministrativi con autonomo condizionamento, per un valore complessivo di 550 mila euro.
Di tale intervento esiste già il progetto definitivo ed è in fase l’assegnazione dell’appalto.
Un secondo stralcio di intervento sullo stesso pronto soccorso, quindi dell’area e locali interni, ambulatori, codici vari, obi, ecc., verrà finanziato con parte di intervento articolo 20 e rimodulato su un valore di 2,5 milioni di euro, di cui circa 500 mila destinati al pronto soccorso.
Tale procedimento è nella fase di aggiudicazione provvisoria dei servizi di progettazione per un ammontare complessivo di interventi sul quel pronto soccorso di 1,1 milioni di euro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Accolgo con favore questa notizia di finanziamenti. Infatti Fano è sempre stata abbondantemente trascurata, seppure abbia un bacino di utenza superiore anche a Pesaro, sul suo nosocomio gravano 130 mila abitanti, se aggiungiamo Pesaro sono 250 mila abitanti. Il che vuol dire che un marchigiano su cinque-sei gravita sulle strutture di questi due ospedali. Ospedali sicuramente importanti in quanto Pesaro e Fano sono rispettivamente la seconda e la terza città delle Marche.
In ogni caso questa risposta è tardiva, infatti per quanto riguarda il pronto soccorso si è già vissuto un periodo allucinante, quando invece per una città deve essere proprio quello il momento fondamentale. Nel senso che quando un cittadino si trova in emergenza una società civile deve riuscire sempre a dare una risposta immediata. Ma questo a Fano in questi anni non è avvenuto, sono stati umiliati molti cittadini, basta fare un giro – io l’ho fatto volutamente – per vedere lo sconforto dei nostri abitanti rispetto a queste mancate risposte. Ad esempio, lì il primario praticamente è fuggito, è andato in Romagna per occupare addirittura un posto di livello più basso, dunque altro sintomo di quel disfacimento che sta avvenendo nel nostro ospedale.
La situazione non è più accettabile, meritiamo veramente un’attenzione superiore.
E tutto questo è anche sinonimo di ciò che è ormai conosciuto da tutti e più volte ricordato anche da altri Consiglieri, ovvero di quella riorganizzazione degli ospedali che non è ben chiara, il cui scopo invece è probabilmente molto, molto chiaro.
Ma noi a tutto questo non ci rassegniamo. Ossia, non siamo rassegnati come tutte quelle persone che in questi anni non hanno avuto risposta dal pronto soccorso, non siamo rassegnati seppure ci sia lo stesso personale che cerca di mandare la gente al pronto soccorso di Pesaro, non siamo rassegnati seppure in questo momento su tutto il personale di Fano gravita la paura di poter liberamente esprimere la propria opinione su ciò che sta ormai avvenendo da anni.
Noi Consiglieri di Fano saremo i paladini, per lo meno noi della Lega faremo una grandissima battaglia per quell’infausto evento che probabilmente avete già messo in piedi. Sensibilizzeremo su questo tutti i cittadini. Perché, ripeto, un bacino come quello che comprende Fano e Pesaro non può avere un ospedale unico. Quell’ospedale unico che non sappiamo né dove e né quando avverrà, ma che sarà sicuramente una cattedrale nel deserto, e forse l’unica intenzione che potrebbe avere è quella di liberare due grandi aree nei centri storici da una speculazione edilizia gravissima che potrebbe far gola anche ai Casalesi.

Interpellanza n. 5
del Consigliere Carloni
“Finanziamenti relativi alla Strada delle Barche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 5 del Consigliere Carloni, che ha la parola per illustrarla.

Mirco CARLONI. L’interpellanza che ho presentato ha lo scopo di porre all’attenzione una tematica particolarmente delicata e che riguarda il futuro della nostra regione.
La settimana scorsa abbiamo visto la presenza degli operai della Fincantieri qui in Aula che ci hanno fatto apprendere l’importanza del momento delicato in cui versa la cantieristica marchigiana.
Delle circa 570 imprese della cantieristica oltre il 60% orbita nella provincia di Pesaro Urbino. Quindi circa 300 imprese di cantieristica sono geograficamente collocate nella provincia di Pesaro Urbino, di queste, per gli effetti della crisi in atto su tutto il territorio nazionale e internazionale, 30 ditte hanno chiuso mentre 13 hanno già aderito ai procedimenti concorsuali.
Quindi soltanto nell’indotto della cantieristica e delle imprese che fanno cantieristica navale ci sono circa 1.500 persone senza lavoro.
Il problema storico della cantieristica nel territorio della provincia di Pesaro Urbino, in particolare della città di Fano, è legato ad un collegamento tra l’entroterra, quindi la zona industriale, ed il porto, sicché la fase water front di finitura delle barche e poi la messa in mare.
Grazie anche all’impegno della Regione Marche, della Camera di Commercio e in particolare del Comune di Fano e della Provincia di Pesaro Urbino, si è realizzato uno studio fatto dalla Camera di Commercio e dal Consorzio navale marchigiano, depositato le settimane scorse con un progetto esecutivo, per la realizzazione appunto di questa Strada delle barche.
La Regione Marche si era impegnata attraverso i fondi FAS 2007/2013 a coprire questa spesa, però ora in questo momento storico particolare diventa quanto mai urgente avere una certezza su tale investimento.
Perché dico questo? Certamente la cantieristica non è né alla fine né è sparita, però in questo momento è fondamentale abbattere queste barriere in quanto rendono il nostro territorio poco competitivo rispetto ad altri che, invece, hanno cantieri disponibili direttamente sul porto.
Per la cantieristica navale è dunque davvero fondamentale che ci sia una certezza su questa opera chiamata Strada delle barche, che ha visto un concorso virtuoso degli Enti locali, della Regione, della Camera di Commercio.
Pertanto mi auguro che questa interpellanza abbia una risposta definitiva sui tempi e sui modi con cui la Regione Marche intende dare seguito agli impegni presi nell’anno 2008.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Consigliere Carloni, intanto le dico subito che la risposta definitiva questa mattina non ce la potrà avere, però non per mancanza di buona volontà da parte nostra, ma perché ci sono problemi sulla certezza dei finanziamenti, in tal senso stiamo infatti aspettando da parte del Ministero dello Sviluppo economico una precisazione.
I tecnici mi hanno preparato una cronistoria di tutta la vicenda, che ora per correttezza le leggerò, di cui se vuole le posso anche fornire in copia, molte di queste cose le ha accennate, quindi probabilmente le saprà già, ma comunque servirà per far sapere all’Aula quale sia la situazione esatta della questione in oggetto.
Con deliberazione CIPE n. 166/2007 sono state approvate le assegnazioni finanziarie a valere sulle risorse FAS (Fondo aree sottoutilizzate) e l’impianto regolamentare attuativo della programmazione unitaria relativamente al periodo 2007-2013.
La Regione Marche, con il Documento unitario di programmazione regionale 2007-2013 (DUP), approvato con deliberazione amministrativa del Consiglio regionale n. 99 del 29 luglio 2008, ha individuato sei indirizzi strategici della politica regionale di sviluppo del proprio territorio realizzata attingendo a tali risorse FAS ed ai fondi strutturali comunitari, in una logica di programmazione integrata.
In coerenza con il succitato DUP e con le Linee di indirizzo per la programmazione FAS per il periodo 2007-2013 (delibera del Consiglio regionale n. 107 dell’11 novembre 2008), le priorità e gli obiettivi del FAS sono stati declinati nel Programma attuativo regionale (PAR) che ne ha dettagliato le linee operative e gli interventi puntuali di attuazione.
Con atto deliberativo n. 252 del 23 febbraio 2009, la Giunta regionale ha approvato in via definitiva il PAR-FAS 2007-2013, dopo la favorevole conclusione della procedura di concertazione, finalizzata alle verifiche di cui al punto 3.1.3 della deliberazione CIPE 166/2007, con il Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione del Ministero dello sviluppo economico (MISE).
La deliberazione CIPE n. 11/2009, il PAR-FAS 2007-2013 è stato oggetto di presa d’atto da parte del CIPE.
Nel PAR- FAS, corredato delle integrazioni emerse in fase di concertazione e così approvato in via definitiva, è previsto il finanziamento dell’intervento, proposto dalla Provincia di Pesaro e Urbino, denominato appunto “Strada delle barche” (codice 4.1.2.2).
L’intervento si colloca all’interno dell’indirizzo strategico 4 “Potenziare le infrastrutture per la mobilità e la logistica”.
II soggetto responsabile dell’attuazione è il Comune di Fano, nel cui ambito territoriale se ne prevede la realizzazione.
L’intervento è finalizzato a sostenere le attività economiche legate alla cantieristica mediante la realizzazione di una strada per il trasporto su gomma delle imbarcazioni da diporto, anche di grandi dimensioni, che dalla zona industriale di Bellocchi raggiunga il porto, scavalcando buona parte del territorio urbanizzato per una lunghezza complessiva di circa nove chilometri. Il tracciato prevede sia la costruzione di nuovi tratti, sia l’utilizzo di quelli esistenti ove saranno necessari degli allargamenti della sede stradale.
Il finanziamento dell’intervento a valere sulle risorse FAS è stato originariamente quantificato nel succitato PAR-FAS 2007-2013 in euro 3.000.000, 00 in rapporto ad un costo totale previsto pari ad euro 13.300.000,00.
L’entità di tale finanziamento, tuttavia, ha subito una riduzione a seguito della complessiva decurtazione della dotazione FAS 2007-2013, operata rispettivamente dalla deliberazioni CIPE del 18 dicembre 2008 e dalla deliberazione CIPE del 6 marzo 2010.
La Giunta regionale con deliberazione n. 490 del 23 marzo 2010 ha dovuto procedere a una riduzione della assegnazione delle risorse del 6,28572% sugli importi di tutti gli interventi programmati con il PAR-FAS 2007-2013.
Pertanto il costo, a valere sulle risorse FAS dell’intervento “Strada delle barche”, conseguentemente è stato rideterminato in euro 2.811.000,00.
Al fine di dare avvio alla realizzazione dell’intervento, l’Amministrazione regionale ha provveduto, a seguito di conferenza dei servizi svoltasi in data 26 maggio 2009, ad approvare, con delibera di Giunta regionale n. 904 del 1° giugno 2009, il relativo schema di Accordo di programma regionale tra Regione Marche e Comune di Fano che ne disciplina le modalità di attuazione.
Attualmente la sottoscrizione dell’Accordo è subordinata al trasferimento delle risorse da parte del Ministero dello sviluppo economico.
Infatti, pur essendo la Regione Marche nel novero delle Regioni c.d. virtuose che hanno già avuto la presa d’atto sul PAR-FAS 2007-2013, non è stata ancora formalizzata l’autorizzazione, mediante decreto ministeriale, all’utilizzo delle risorse da parte del Ministero dello sviluppo economico, né tanto meno erogato l’anticipo dell’8% delle risorse, previsto dalla deliberazione CIPE n. 166/2007.
Questo è quanto, quindi, ripeto, siamo in attesa di notizie da parte del Ministero.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni per la replica.

Mirco CARLONI. Ringrazio l’Assessore per aver ricordato i vari passaggi, alcuni dei quali ho avuto modo di dire anche nel Consiglio di amministrazione del Consorzio navale.
Devo dire che la fase finale, ovvero quella sull’incertezza sui tempi, crea un po’ di disagio, ma non tanto alla politica quanto al mondo della cantieristica che, nonostante tutto, ha comunque intenzione di investire sul porto di Fano.
Questa opera risulta essere veramente vitale per l’economia non soltanto locale ma anche regionale, perché, come ho poc’anzi ricordato, gran parte delle imprese risiedono in quel territorio.
Quindi la pregherei, Assessore, di ricordare agli uffici preposti che questa per la nostra regione è una priorità strategica sulla quale quanto prima vanno definiti tempi certi e modalità ben precise.

Proposta di atto amministrativo n. 8
della Giunta regionale
“Programma promozionale turistico regionale – anno 2010”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 8 ad iniziativa della Giunta regionale. Essendo in congedo il relatore di maggioranza Consigliere Perazzoli, ha chiesto la parola al Consigliere Badiali, ne ha facoltà.

Fabio BADIALI. Il turismo nella nostra regione si sta sempre più rilevando un settore trainante dell’economia regionale.
Il Programma promozionale che ci accingiamo ad approvare ha l’ambizione di migliorare ancora le performance di una Regione che ha deciso di puntare sulla qualità dell’offerta e sulla sostenibilità del turismo.
La qualità dell’offerta turistica, infatti, è un valore aggiunto indispensabile per vincere la sfida del mercato globale e della competitività nazionale e internazionale.
La regione Marche ha tutte le carte in regola per vincere questa sfida. Lo dimostrano le 16 bandiere blu, le 17 bandiere arancioni, i 18 borghi più belli d’Italia.
E’ inoltre tra le prime regioni italiane per le eccellenze del suo territorio e per la qualità dei servizi di accoglienza.
E’ dunque una regione che sa valorizzare il turismo e tutelare il proprio ambiente in una sintesi di perfetta politica di sostenibilità.
Con questo Piano vogliamo confrontarci senza timori con le nuove sfide e opportunità, ovvero, sulla crescente competizione dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo in termini di qualità e prezzo, sulla richiesta crescente di un turismo sostenibile, sul cambiamento della domanda e dei gusti del turista che diventa anche viaggiatore, sui periodi di vacanza che si accorciano che però diventano più frequenti.
Si vuole rafforzare un brand Marche unitario e altamente competitivo, ma nello stesso tempo di qualità., che è la sfida lanciata dalla Regione al fine di avviare quel potente motore di sviluppo per le Marche di cui tanto si parla.
Il principale obiettivo del Piano è quello di sviluppare ed incrementare il movimento turistico verso il territorio regionale, mettendo in atto strategie di marketing e strumenti di promozione e comunicazione sempre più finalizzati e integrati.
Verranno avviate alcune azioni promozionali particolarmente innovative (soggiorni/premio nelle Marche, iniziative di promo-commercializzazione nelle principali piazze italiane, spot radiofonici e televisivi, partecipazione a fiere dei vari settori produttivi, realizzazione di materiale multimediale, creazione di un nuovo sito del turismo, ecc.). Al fine di creare un nuovo ed efficace effetto pubblicitario che miri all’affermazione, alla riconoscibilità del marchio e alla diversificazione dell’offerta per attrarre i potenziali turisti. E’ stata definita anche una nuova campagna pubblicitaria che ha come testimonial l’attore Dustin Hoffman.
Si punterà anche sulle grandi eccellenze nei settori della cultura, delle tradizioni, dell’enogastronomia e sullo stile di vita tipico marchigiano, unico e non riproducibile, per accrescere l’immagine del “Sistema Marche”.
.Con la collaborazione degli operatori turistici saranno attuate azioni per favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e quindi il riequilibrio delle presenze sul territorio, con effetti positivi sugli indicatori economici e occupazionali della regione.
Saranno valorizzati i diversi turismi delle Marche, quali ad esempio: climatico e balneare; culturale-archeologico; enogastronomico; termale e delle strutture ricettive, ma anche attuate e mirate azioni promozionali riguardanti i turismi del benessere; religioso, rurale, naturalistico e di vacanza attiva scolastica e giovanile; sociale; congressuale e fieristico, partecipando quindi a fiere ed iniziative di settore.
Il sostegno finanziario alla commercializzazione del prodotto turistico e alla gestione dei progetti finalizzati alla qualificazione dell’offerta turistica locale costituisce uno strumento indispensabile per attuare un’efficace politica di consolidamento della domanda turistica sui mercati tradizionali e di espansione verso quelli nuovi, come est e nord europei, nonché continentali.
La partecipazione alle fiere e alle manifestazioni promozionali in Italia e all’estero, nonché la realizzazione di iniziative promo-pubblicitarie e di informazione rivolte ai rappresentanti della stampa e agli operatori del settore, trovano ampio spazio nella programmazione regionale. In particolare durante gli eventi saranno effettuate le degustazioni dei prodotti tipici regionali al fine di far meglio conoscere le eccellenze del nostro territorio.
Saranno organizzati tour operativi per operatori e giornalisti stranieri che potranno così visitare direttamente le località di particolare interesse turistico. Le suddette iniziative rafforzano ulteriormente quella identità di intenti e di azioni tra la Regione Marche e gli operatori turistici, che nel 2009 hanno registrato significativi successi.
Voglio infine segnalare due aspetti innovativi del Piano.
Il primo è la collaborazione con le Camere di Commercio e le Province per certificare le strutture ricettive di qualità con un apposito Marchio regionale.
Il secondo riguarda quelle iniziative che si vogliono attuare in favore del turismo responsabile con particolare riferimento alla accessibilità delle strutture ricettive.
Ambedue gli aspetti costituiscono non solo strumenti per conquistare nuove quote di mercato, ma soprattutto perché dimostrano una sensibilità e una attenzione particolare, un segno di civiltà che va positivamente segnalato.
Voglio anche enunciare che come terza Commissione, oltre ad aver approvato all’unanimità il Piano per il turismo 2010, abbiamo anche approvato un ordine del giorno congiunto che impegna la Giunta regionale a destinare le risorse finanziarie, peraltro esigue, alle attività promozionali turistiche coordinate direttamente dalla Regione. Ciò al fine di evitare, nella fase attuale di crisi congiunturale internazionale, duplicazioni e frammentazioni nell’uso delle risorse medesime, che pertanto devono essere sempre più razionalizzate e finalizzate. Quindi qualsiasi promozione dovrà essere fatta soltanto all’interno del progetto della Regione Marche, altrimenti ognuno se la fa per proprio conto, senza finanziamenti regionali. Questo è proprio per dare il segno che la promozione deve vedere un unico soggetto con tanti attori intorno.
Nella seconda parte si impegna la Giunta regionale a presentare all’Assemblea legislativa il Programma turistico per l’anno 2011 entro 31 ottobre 2010, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, d’ella l.r. n. 9/2006. Anche questo è per segnalare che non si può arrivare nel mese di luglio ad approvare un piano turistico per l’anno in corso, bensì bisogna farlo all’inizio dell’anno.
Certamente ci sono state difficoltà, ossia, il piano era stato già discusso anche nella precedente Assemblea legislativa, però poi prima ci sono state le elezioni regionali, successivamente la nomina della Giunta e il nuovo Assessore, per cui capiamo tutto, però questo è comunque un indirizzo che vogliamo dare all’Assessore e a tutta la struttura del turismo.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Il Presidente della terza Commissione Badiali ha illustrato velocemente ma brillantemente quanto fatto in Commissione su questo punto. Per cui su quanto detto non si può non essere d’accordo, ma certamente facendo dei distinguo su alcune situazioni che devono essere sottolineate.
Penso che indipendentemente dal ruolo che occupiamo e da quelle nostre magliette politiche indispensabili nella competizione elettorale, ognuno porta in sé quella onestà intellettuale che permette di poter osservare tranquillamente determinate situazioni e magari fare anche critiche osservazioni senza chiudersi a riccio né nella maggioranza né nella minoranza.
Dico questo perché oggi mi sembra ci sia un imbarazzo notevole non solo della maggioranza ma in tutti noi, ci troviamo infatti ad approvare un Programma di promozione turistica a fine luglio.
Certamente ci sono delle motivazioni, ma questo Programma – senza voler fare un appunto all’attuale Assessore Moroder bensì alla politica in generale – doveva essere predisposto dalla Giunta regionale entro il 31 ottobre scorso, ma questo non è avvenuto, dopodiché è stato presentato il 18 gennaio 2010 e portato in Aula il successivo 8 febbraio. Ma purtroppo l’Assemblea legislativa in quel periodo aveva in atto una effervescente mancanza di numero legale, quindi il programma non è stato approvato. Poi, come tutti sappiamo, ci sono state le elezioni. L’atto è stato quindi ripresentato in Commissione nell’attuale legislatura, arrivando ora, a fine luglio, a discuterlo e a votarlo.
Allora secondo me c’è un imbarazzo notevole di tutti, le eventuali critiche, che devono essere sempre propositive e costruttive, questa volta non possono essere recepite proprio perché tutto questo è stato inevitabile, e neppure l’Assessore, seppure metta impegno e responsabilità, non può fare i salti mortali.
Ma questa situazione ha comunque portato ad una paralisi della stagione turistica, seppure superata brillantemente sia da un meteo favorevole che soprattutto dall’impegno degli operatori. Un impegno che in questo settore è notevole, tutti noi lo conosciamo, partendo dal nord fino al sud delle Marche.
Che cosa dice questo Piano 2010? E’ identico a quello del 2009, è un taglia-incolla perfetto. E’ un Piano che secondo me non mostra la vera volontà della Giunta, quella cioè di voler dare una svolta e uno slancio in avanti a questo turismo.
In questo Piano non c’è nulla di innovativo, c’è solo una elencazione notevole di tutte le cose che bisogna fare, c’è una enorme lista della spesa che però non potrà essere realizzata per mancanza di fondi, ma soprattutto perché neppure l’arco del tempo potrà permettere le pur lodevoli volontà, iniziative o possibilità di intervento.
Su tale Programma non c’è una strategia politica, seppure esso rappresenti una forza non indifferente – su questo ci siamo confrontati anche se marginalmente con l’Assessore Moroder –.
L’unica nota positiva che posso sottolineare, come ho fatto anche in Commissione, è il fatto che sono stati finalmente inseriti i criteri per accedere agli incentivi finanziari, aspetto che l’altra volta non c’era. E ciò permette di evitare ritardi, altrimenti sarebbe dovuta intervenire la Giunta.

Ritengo che un Programma turistico debba crescere attraverso una concertazione delle parti, che c’è stata ma solo in parte, dai verbali che ho consultato risulta questo.
E’ vero che nel Piano si parla di un aiuto per questo settore da parte delle persone interessate, però poi a pagina 22 si dice che eventuali decreti del dirigente possono compensare lacune con eventuali fiere suppletive a quelle già nominate.
C’è un’elencazione di fiere e di interventi nei vari spazi espositivi per il nostro mercato turistico, ma senza una linearità di intervento che permetta di non sprecare le già tanto esigue risorse.
Ma soprattutto bisogna cercare di capire dove andiamo ad esportare il nostro prodotto turistico e che prodotto dobbiamo esportare.
Le risorse finanziarie, dicevo, sono esigue. Rispetto infatti ai 4 milioni e 176 mila del 2009 quest’anno abbiamo 2 milioni e 439 mila, cioè 1 milione e 737 mila euro in meno. Faccio solo una battuta: è il costo dello spot di Dustin Hoffman! Ma non vado oltre, la campagna elettorale è finita, di conseguenza voglio produrre un qualche cosa che non sia la semplice battuta. Comunque secondo me per questo spot è lo stesso Dustin Hoffman, non noi, che avrebbe dovuto pagare tutta la sua compagnia, perché è stato uno spot semplicemente elettorale!
Al di là di questo c’è sempre 1 milione e 700 mila euro in meno, a fronte di un già esiguo spazio economico sul turismo, ciò limiterà di molto gli interventi su questo settore.
Ho letto che l’Istituto nazionale ricerche turistiche ha messo in evidenza che si ha un pieno turistico nei mesi di giugno, luglio ed agosto, mentre per sei mesi all’anno il tasso di occupazione lordo, cioè quello calcolato su tutte le strutture presenti, è notevolmente inferiore rispetto a quello netto, ovvero a quello legato alle strutture effettivamente aperte. E questo perché, come dice tale Istituto nazionale, vi è un ricorso all’intermediazione. Intermedizione che nella nostra regione non viene utilizzata in maniera adeguata, noi abbiamo solo un 18% rispetto al 35% a livello nazionale.
Allora penso che questo aspetto dovremmo lavorarci in quanto potrebbe darci per lo meno la possibilità di intervenire sul flusso turistico. Ed il nostro flusso turistico è per l’85% occupato dagli italiani, ossia su 100 persone 85 sono italiani mentre gli altri 15 sono stranieri. Da qui si evince, non riuscendo appunto ad entrare nel flusso turistico internazionale, che abbiamo dei forti ed evidenti limiti.
Inoltre dobbiamo tenere conto che di questo 85% di italiani l’80% sceglie un turismo balneare. Quindi è palese che il turismo balneare sia il principale, però, come diceva il Presidente Badiali, ci sono anche altre forme di turismo che dovrebbero essere coinvolte e soprattutto utilizzate fuori dalla stagione tipica che va da giugno a settembre.
L’intermediazione allora è certamente un elemento indispensabile, ma per fare turismo occorre sopratutto che le infrastrutture siano adeguate al terzo millennio.
Ad esempio dei passi in avanti il nostro aeroporto li ha fatti, ma non si può produrre turismo con un aeroporto che grosso modo porta via persone dalle Marche. Se è vero infatti che la Ryanair ha iniziato a fare tre voli settimanali per andare a Trapani, portando quindi persone che dalle Marche vanno a Favignana o a Pantelleria, è sicuramente un servizio che si dà, ne siamo contenti, però al contempo non abbiamo altri voli che arrivano nelle Marche.
E’ dunque un aeroporto in sofferenza. E’ un aeroporto che peraltro soffre anche la concorrenza di Pescara, Forlì, Rimini; vi invito a vedere l’offerta dei voli di questi aeroporti e a come essi permettano un collegamento diretto in tante zone, permettendo soprattutto non solo di andare in determinati posti ai turisti marchigiani e ad imprenditori, ma anche di ricevere i turisti in quanto appunto vi sono collegamenti adeguati.
Questo dunque spiega la bassa percentuale del 15% di presenza di turisti nella nostra regione.
Concludo dicendo che secondo me la politica, intendendo per politica quella che si fa qua (maggioranza, minoranza, Giunta che sono il braccio operativo di questa Assemblea legislativa), deve fare un grande sforzo, deve credere nel turismo, deve permettere a chi lavora nel turismo di avere le risorse sufficienti per potersi impegnare in un certo modo, e deve soprattutto credere che il binomio turismo-cultura rappresenta una forza economica a livello industriale. Noi abbiamo bellezze enormi al mare, ai monti, in collina, abbiamo bellezze culturali eccezionali, quindi dobbiamo saper unire queste due grandi potenzialità che potranno veramente permettere la ripresa economica di questo settore.
Abbiamo imprenditori che investono, abbiamo un settore, pur nella difficoltà di questo periodo, in estrema vivacità, quindi anche la politica deve fare la sua parte.
Ed io sono pienamente convinto della grande volontà di tutti. Voglio esprimere un grande in bocca al lupo all’Assessore. Da parte mia ci sarà sempre attenzione e responsabilità ed anche critica costruttiva come richiede il mio ruolo.
Amici Consiglieri e Assessori, per tutti noi è una grande opportunità, quindi non facciamocela sfuggire, giochiamola bene in nome di questa nostra regione che amiamo e per la quale siamo stati chiamati in questa Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Ad integrazione dell’intervento del Consigliere Marinelli, che ovviamente condivido nello spirito, avendo lui ed altri Consiglieri visionato in Commissione l’atto nel merito. Atto che è stato esaminato anche in Commissione bilancio in quanto c’è anche un’attinenza ragionieristica.
Condivido anche la parte conclusiva dell’intervento del Consigliere Badiali, cioè quando afferma che un atto di questo tipo deve essere portato all’attenzione dell’Assemblea legislativa ad inizio programmazione e non a metà del percorso annuale.
Fermo restando che quello che c’è sostenuto, l’atto infatti è comunque importante, consente agli operatori del settore di avere degli strumenti, resta il fatto che la cifra centrale della programmazione turistica, cioè quella attinente il capitolo della promozione turistica, capitolo che nel corso degli anni ha visto scendere il suo importo e che oggi si attesta a circa 1 milione e 800 mila euro annui, è assolutamente insufficiente rispetto alla grande potenzialità che hanno le Marche nel settore turistico.
Il turismo è assolutamente il futuro sia da un punto di vista occupazionale sia per il rilancio della nostra regione. Ed in futuro avremo sempre più criticità, dovute al mercato del lavoro, alla globalizzazione, che porteranno molti settori occupazionali ad avere tassi crescenti di disoccupazione o di lavoro precario. Per cui è evidente che il turismo può essere il viatico con il quale andare ad investire sulle generazioni future.
Oggi nelle Marche c’è un buon turismo, ma è fortemente limitato rispetto al suo potenziale che in questa fase non è adeguatamente espresso, su cui però ci sono grandi margini di prospettiva.
Allora in una simile circostanza questa Assemblea legislativa ha l’obbligo morale di interrogarsi se la cifra di quel capitolo sulla promozione turistica che ho richiamato poc’anzi, 1 milione e 800 mila euro annui, non sia ridicola. E’ una cifra assolutamente inadeguata alle necessità. Noto che Presidente Spacca mi guarda con sarcasmo, forse sta pensando alla manovra finanziaria. Però vorrei ricordare che questo capitolo è costituito da fondi regionali e non attiene ai trasferimenti statali in senso classico. E’ ovvio comunque che occorrerà fare un grosso sforzo sia in assestamento di bilancio, per vedere se si potranno rimediare risorse ulteriori, sia nel futuro bilancio di previsione.
Insomma bisognerà assolutamente cercare di implementare il fondo per la promozione turistica. Perché una volta implementato e poi incanalato nel miglior modo possibile potremo creare un ausilio reale per tutti gli operatori. E qui vorrei ricordare che gli operatori commerciali non si gongolano del fatto che ci sono sedici bandiere blu, questo è un merito che legittimamente fa felici le amministrazioni comunali, fa felici sopratutto i Sindaci, perché gli operatori commerciali guardano ai loro fatturati.
Allora non possiamo pensare che sia soltanto un certificato di qualità a portare turismo. Il turismo bisogna andare a cercarlo fino in fondo, sopratutto laddove è cambiato, come diceva giustamente Badiali, il modo di fare turismo. Laddove non si ha una adeguata specificità che permetta, come avviene invece in Romagna, di far arrivare il turismo su qualunque cosa si decida di fare. Qui da noi non funziona così, quindi c’è da creare una vera filiera del turismo, bisogna creare percorsi costa-entroterra-dorsali. E sopratutto dobbiamo fare un grosso sforzo per far diventare le Marche centrali nel mondo.
Sull’argomento turismo in questa Assemblea legislativa ci sono due paradossi. Il primo riguarda lo spot di Dustin Hoffman che è costato esattamente come tutto il fondo di promozione turistica; fermo restando che non è stato pagato con quel fondo ma con altri capitoli di bilancio di introiti europei. Il secondo è che il costo dell’Assessore al turismo in termini di indennità, essendo un esterno – lei si batta su questo, Assessore, perché nel settore gli potrebbe fare un danno d’immagine – è quasi il 2% di ciò che si spende per il turismo.
E la Regione Marche non può avere un impegno di spesa sul turismo come il Molise! Pertanto dobbiamo fare uno sforzo, un’alchimia ragionieristica che ci faccia assolutamente uscire da queste cifre. In caso contrario riusciremo soltanto a dare il cosiddetto contentino alle associazioni di categoria, contentino che ovviamente viene recepito in quanto è a loro necessario, ma poi di fatto la Regione Marche non potrà avere nessuna capacità di poter essere incisiva in termine di investimento. E la promozione turistica o è un investimento oppure è il nulla. Su questo dobbiamo essere fortemente responsabili.
Quindi io mi attiverò in Commissione bilancio per cercare il modo di aumentare quel fondo, ovviamente a parità di quelli che sono i fondi regionali e con quella dovuta compatibilità fra i capitoli.
Dobbiamo assolutamente capire una volta per tutte – bisogna essere molto franchi su questo – che la regione Marche storicamente non nasce come regione turistica, non ha un pedigree storico a vocazione turistica in quanto non è stata mai stata la sua attività principale (fermo restando che ha ottimi operatori turistici). Allora oggi dobbiamo immaginare uno scenario in cui il turismo diventi il comparto essenziale e centrale per l’occupazione dei nostri figli. Se non comprenderemo questo, ossia se rimarremmo solo permeati dalle nostre emergenze, non sapremo mai leggere gli esiti della globalizzazione.
Il turismo nelle Marche è il luogo dove c’è più potenzialità. Quindi come Assemblea legislativa, se vogliamo interpretare questo dato di fatto, dobbiamo uscire dalla logica delle bandiere blu, entrare nella logica dei fatturati e cercare di incidere su questi. E se non faremo questa operazione intervenendo sul capitolo di bilancio del fondo di promozione turistica, commetteremo un errore, continueremo cioè solo a far finta di occuparci di turismo.
A questo io non ci sto! Quindi su questo fronte invito voi della maggioranza a dare un colpo di vita.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Farò un intervento rapidissimo. L’altro giorno sono andato a prendere dei dati dai quali ho riscontrato un numero che mi è rimasto molto impresso, ossia che nel 1980, quindi tanti anni fa, il turismo incideva nel PIL regionale per il 7%, nel 2009 incide ancora per il 7%. Un dato su cui, Presidente Spacca, si dovrebbe molto riflettere. Alcuni sforzi economici nel recente passato sono stati fatti, ma probabilmente sono stati vani, non hanno inciso, non hanno prodotto quello che noi auspicavamo, anzi, quello che voi auspicavate.
In un trentennio il turismo regionale è stato affidato semplicemente alla capacità singola degli imprenditori, non si è mai generato un progetto condiviso di tipo regionale capace di mettere in moto e di creare un virtuosismo. Posto appunto che il dato di incidenza è sempre lo stesso, a fronte invece di un dato nazionale del 12% e che ha peraltro anche il trend in crescita. Il nostro trend invece è stazionario, in questi anni ha viaggiato tra il 5,5% e il 7%, anche qui esattamente come trent’anni fa.
Interrogatevi su questo! E visto che avete la delega di governare agite in maniera più efficace di quanto è stato fatto fino adesso. Lo dico sopratutto al Governatore e all’Assessore Moroder, sono loro che dovrebbero cercare di muovere questa asticella.
E’ un delitto far rimanere in questa condizione una regione che ha potenzialità del tutto identiche, se non superiori – se non altro perché abbiamo anche il mare – rispetto a regioni più piccole, penso all’Umbria, che però hanno conquistato fette di mercato ben più consistenti di quelle che noi negli ultimi trent’anni siamo stati in grado di fare, anzi, di non fare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Alcuni Consiglieri che mi hanno preceduto hanno lamentato il ritardo del programma di promozione turistica 2010, doveva infatti essere emanato entro il 31 ottobre dell’anno precedente, mentre ora siamo già in piena stagione. Io invece voglio esprimerne i miei complimenti alla Giunta perché siamo sicuramente nei tempi per un programma turistico per la stagione sciistica 2010-2011, mancano addirittura ancora sei mesi! Sono poche le stazioni sciistiche nell’Appennino marchigiano, però un po’ ne abbiamo, quindi sei mesi prima va bene, andremo a sciare con questi soldi a dicembre 2010, gennaio e febbraio 2011! Io quindi non vedo nessun ritardo, come al solito siamo tempestivi!
Fuori dall’ironia, entrando nei contenuti qualitativi e anche negli aspetti economici, dico che è un piano senz’anima, è di bassa qualità.
E’ vero che abbiamo una regione con bassa cultura turistica – come hanno detto alcuni colleghi –, ha infatti una tradizione decisamente manifatturiera, ma visto che abbiamo una grande crisi economica e che le nostre industrie sono in difficoltà e quindi per vari motivi hanno delocalizzato moltissimo all’estero, dovremmo proprio pensare al settore del terziario, ai servizi in generale, ed in particolare dovremmo vedere il turismo come la vera prima grande risorsa di questa regione.
Da questo punto di vista mi sembra che questo programma sia invece solo una mera enunciazione di cose ma senza qualità.
Non c’è nulla che faccia pensare che la Regione Marche voglia cavalcare l’obiettivo di una cultura turistica da sviluppare. Il Consigliere Bugaro ce lo ha ricordato poco fa in termini economici, ovvero che il dato del 7% del turismo sul PIL regionale è lo stesso di dieci anni fa.
Allora bisogna fare degli sforzi qualitativi e quantitativi. La cifra complessiva è di 2 milioni e 439 mila euro, cioè ci sono 1.737 mila euro in meno dell’anno scorso. E’ stato quindi falcidiato in maniera tremenda il budget, ed una parte di questi soldi sono stati già spesi – ma non per le stazioni invernali! – . Quindi abbiamo tagliato in maniera drammatica gli importi, dunque è stato fatto un danno enorme.
Da altri Consiglieri è stato già citato Dustin Hoffman la cui spesa – guarda caso! – coincide con il taglio di 1 milione e 700 mila euro circa. Tra l’altro Dustin Hoffman a Recanati lo stiamo ancora aspettando, specialmente il popolo femminile, sono stati fatti dei preparativi incredibili, ma ancora non ha girato neanche una scena, se vorrà tornare ci farà piacere accoglierlo!
Quindi, oltre che lavorare sulla qualità dell’offerta del turismo, si devono trovare nuovi fondi, gli importi devono essere di molto implementati.
Certo che sarebbe facile obiettare dicendo che c’è la manovra finanziaria del Governo, ecc. ecc., ma dobbiamo considerare che il Governo sta facendo un’opera lodevole proprio per evitare di ridurci come la Grecia.
Allora è la Regione Marche che deve trovare i soldi, magari intervenendo sugli sprechi enormi dell’organizzazione della sanità marchigiana. Poche settimane fa abbiamo parlato di “farmacopoli”, ossia, ci sono 5,5 milioni di euro sprecati, ma l’Assessore alla sanità, pur essendo egli stato assessore con la stessa delega anche nella precedente legislatura, non sapeva nulla! Chissà se ora si informerà! Ecco dunque dove vanno recuperati i soldi per il turismo, ovvero dagli sprechi della organizzazione della sanità.
Quindi siamo molto, molto perplessi su queste cifre ridicole proposte, come pure di questo programma non ci soddisfano nel merito neppure i contenuti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Vorrei innanzitutto soffermarmi ad evidenziare quelli che, secondo me, sono i difetti dell’organizzazione turistica dell’ente Regione e in generale di tutti gli enti pubblici, come pure degli operatori privati delle Marche.
La prima cosa è che ci sono decine di siti istituzionali. Se un semplice turista volesse venire nelle Marche pensate voi come si potrebbe perdere in tutta quella miriade di siti! Sono siti che riportano informazioni di qualsiasi tipo, però poi non ci sono quelle veramente necessarie ad un turista, ad esempio dove deve andare in base alle sue necessità di spesa oppure per le sue necessità familiari o per i suoi interessi.
Abitando a Falconara ho conosciuto dei turisti, arrivati da Liverlpool nel nostro aeroporto con un volo a poco prezzo, che girovagavano per la spiaggia di Falconara con “vista la raffineria”. Al che mi sono sentito di dire loro: “Andare a vedere il centro storico di Ancona, è bellissimo, andate ad Urbino, potete tranquillamente arrivarci con un autobus, ecc.”. Anche in città, ad Ancona, si vedono turisti sconfortati che vagano per piazza Roma. Nel porto transitano migliaia di turisti che sostano per ore in una zona presidiata dalla polizia senza sapere che a solo cinque minuti a piedi potrebbero godersi magari un gelato in una delle più belle piazze di Ancona.
In questo piano c’è una grande dispersione delle attività, inoltre si fa un elenco di tutti i possibili marketing. Non è possibile! Giustamente il Presidente Spacca ha detto che le poche risorse che ci sono saranno indirizzate solo ad alcuni settori, allora nel piano annuale bisogna indicare la priorità, bisogna saper leggere la necessità.
Si parla di call center, di numero verde, ma il call center è per dare informazioni, mentre il numero verde serve a quei poveri disgraziati che sono qui e che non hanno la casa oppure ce l’hanno però magari non c’è acqua, luce e gas, e quindi hanno diritto a una tutela, peraltro aspetto, anche questo, che qualifica un’offerta turistica.
Si parla di fly magazine, di rapporti con tv, postazioni multimediali, marketing telefonico, tram, treni, stazioni, piazze. Ovvero sembra che abbiamo centinaia di milioni di euro a disposizione.
Invece la necessità vera, secondo me, è quella di individuare un punto, un veicolo preciso su cui, da qualsiasi parte del mondo, chi vuole venire a fare turismo nella nostra regione, digitando “Marche” veda venire fuori “turismo”.
E’ in questo senso che approvo la campagna pubblicitaria che si è voluta fare attraverso Dustin Hoffman, perché è un testimonial conosciuto a livello mondiale, quindi Hoffman lega il mondo alle Marche. (…) Consigliere, a me non importa una “lega”! Quindi, dicevo, bene abbiamo fatto finora: Dustin Hoffman uguale Marche.
Ma ora quel turista che sceglie di venire nella nostra regione e che dice: “Ah, bene, le Marche, quelle di Dustin Hoffman!” deve anche sapere come poterle raggiungere. E’ dunque a questo punto che deve trovare un sito che dia informazioni dirette che gli permettano di sapere chiaramente dove può andare e quanto costa in base alle sue necessità, alle sue esigenze, ai suoi bisogni . Ma questo ancora non c’è.
Inoltre, oltre ad una mancanza di informazione, non c’è neppure accoglienza turistica; gli IAT sono stati destrutturati perché non funzionavano, ma ora siamo addirittura in una fase in cui bisognerebbe ricostituirli.
Insomma, il turista ha bisogno di punti precisi su cui andare a vedere, o virtualmente oppure per recarcisi fisicamente, cosa può esserci di bello da visitare e da vivere nella nostra regione. Ma in questo momento o non funzionano o non ci sono.
Va bene sicuramente la partecipazione a fiere e borse, specialmente adesso che con Dustin Hoffman abbiamo una riconoscibilità forte. Ma un altro problema che abbiamo è quello della scarsa ricettività. Infatti la ricettività dei nostri alberghi arriva ad una soglia massima di 30, 40, 50 posti, quando invece i tour operators internazionali vogliono alberghi che contengano almeno posti della capienza di un volo charter. Per cui la nostra ricettività dovrebbe aumentare sino a poter garantire nelle nostre strutture alberghiere di ospitare almeno 100-200 persone. O comunque sia, se vogliamo rispettare nelle Marche anche la particolarità del piccolo, dovremmo creare delle reti affinché, ad esempio, le persone presenti in un volo charter si suddividono magari su tre alberghi.
Se non faremo tutto questo il settore del turismo non lo vedremo mai in crescita.
Peraltro, vista anche la congiuntura economica, dovremmo veramente, per tutte le implicazioni che in esso ci sono, credere nel turismo. Il turismo è traino della cultura di qualità. Con un turismo differenziato (quindi quello balneare o di montagna, oppure quello culturale, quello escursionistico, naturalistico, enogastronomico ecc.) e di qualità potremo coprire tutti i mesi dell’anno.
Quindi per tutte quelle possibilità che ci sono secondo me è necessario un gruppo di lavoro, appunto, per lo sviluppo del turismo. Non è possibile si continui a fare un pamphlet come questo dove viene messo tutto.
E’ ora che gli operatori turistici, gli Enti locali, dove ognuno va per conto suo, gli agricoltori, le università si mettano seduti e si chiedano, con queste risorse e con le possibilità che ci sono, qual è il percorso che si deve fare. Da qui in avanti, infatti, avremo da investire sempre due milioni di euro all’anno, per cui dovremmo pensare ad un percorso magari quinquennale in cui studiare come queste risorse potrebbero moltiplicarsi. Perché in questo settore proprio non si moltiplicano, in tutti gli altri settori succede ma, guarda caso, qui no, qui gli operatori o hanno il pamphlet pagato oppure non lo fanno! Insomma, bisognerebbe che le risorse non vadano distribuite a pioggia.
Chiedo pertanto al nuovo Assessore al turismo come pure agli altri Assessori di riferimento (agricoltura, commercio, cultura) di mettere in piedi un gruppo di lavoro con dentro le università, le associazioni, ecc., da cui appunto possa uscire un ben definito progetto di sviluppo turistico per le Marche per i prossimi dieci anni.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Ritengo che fare un dibattito sulla programmazione annuale del turismo 2010 sia importante, permette di far emergere un po’ tutti i pensieri dei vari Gruppi assembleari e dei vari Consiglieri. Dopodiché spero, anzi, ne sono convinto, che l’Assessore farà una sintesi delle valutazioni e delle proposte emerse da questo tavolo assembleare per poi programmare ancor più in forma anche pluriennale. Perché, come ha ricordato ora anche il Consigliere Binci, una programmazione annuale significa non dare respiro ampio al turismo marchigiano che appunto ha bisogno di avere tempi più lunghi.
E non possiamo neppure – sono convinto che l’Assessore lo condivida – lasciare soli i nostri imprenditori turistici. Che indubbiamente in questi anni hanno fatto molto, ma probabilmente perché in passato c’era un sistema economico abbastanza prosperoso. Mentre oggi con le criticità in atto dal punto di vista economico dovremmo cercare sempre più di fare sinergia. E lo dobbiamo fate tutti insieme, quindi noi che abbiamo un ruolo istituzionale, gli imprenditori che hanno un ruolo privato e il grande associazionismo che è legato al mondo del turismo. Ed in questo contesto, Assessore, io non vedrei male anche il coinvolgimento forte di tutte le fondazioni bancarie presenti nel nostro territorio. Queste infatti per obiettivo hanno proprio quello del rilancio sociale, economico e turistico. Aprire un tavolo di confronto anche con questo importante mondo può permettere di avere sia un respiro territoriale che una risposta.
Ovvero quella risposta che secondo me dal punto di vista economico sarà sempre più impellente. Insomma, dobbiamo cercare di tenere l’attenzione aperta a tutte le realtà del nostro territorio.
Ovviamente questa proposta annuale di programmazione turistica dà un respiro ampio, io la definisco una legge quadro dell’anno 2010, dove l’Assessore, attento alle esigenze del territorio marchigiano, possa poi inserire e canalizzare i pochi o tanti finanziamenti, a seconda di come li vogliamo individuare, sulle quelle che saranno individuate come forti priorità.
Voglio inoltre fare un’ulteriore riflessione sul turismo religioso; su cui per esperienza diretta avevo più volte sollecitato la Regione, ma credo che questa sia la sede opportuna dove confrontare questa mia idea.
Ad esempio Loreto, la mia città, vede una presenza annuale di circa 3 milioni tra pellegrini e turisti, tutte presenze documentate e reali. Allora dovremmo “utilizzare” questo nostro Santuario mariano, che è tra i più importanti del mondo, come pure quelle tante altre realtà religiose sempre fortemente frequentate da tanti pellegrini e turisti, per far sì che appunto tutto questo impatto turistico di persone venga accolto da una programmazione ben definita. Ovvero una programmazione che riesca a dirottarle in tutto il territorio marchigiano affinché, appunto, vengano conosciute tutte le altre nostre bellezze.
E per fare questo ritengo bisognerebbe coinvolgere anche la Conferenza episcopale marchigiana, affinché anche questa possa essere un punto di riferimento per la nostra programmazione turistica.
Una programmazione turistica che io vedo sempre più importante anche ai fini dell’occupazione. Perché, come ricordato da quasi tutti i Consiglieri, oggi la crisi è sempre più forte. Quindi oggi, a differenza di qualche anno fa, investire nel sociale e nel settore turistico sicuramente può creare una occupazione alternativa.
Sono dunque convinto che le riflessioni emerse oggi da tutti i Consiglieri regionali, sia di maggioranza che di minoranza, debbano essere recepite, da parte dell’Assessore, con un’apertura mentale a 360 gradi, per far sì che questa nostra regione possa appunto crescere sempre di più nel settore del turismo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Innanzitutto vorrei porre due riflessioni. Una è rispetto all’intervento, che ho seguito con molto interesse, del Consigliere Zinni, ovvero di quando dice che le bandiere blu o le bandiere arancioni si devono attribuire soltanto ai Comuni. Certo, i Comuni hanno un grande merito, però quando le bandiere – io è questo che mi chiedo – sono 16 quelle blu, 17 quelle arancioni, inoltre abbiamo 18 tra i borghi più belli d’Italia, credo che accanto al ruolo fondamentale e determinante dei Comuni ci sia anche un sistema.
Il Vicepresidente Bugaro, invece, faceva presente che nel turismo abbiamo mantenuto il 7% del PIL. Certamente concordo sul fatto che dobbiamo elevare la percentuale prodotta dal turismo nel nostro PIL – di cui parlerò più avanti –, ma penso che già questo sia un risultato. Più volte noi tutti abbiamo riconosciuto il valore della regione più manifatturiera d’Italia, quindi l’aver comunque mantenuto questa percentuale è già un risultato importante, da cui, certo, dobbiamo partire per andare anche oltre.
Penso allora che la relazione del collega Badiali e quella di minoranza del collega Marinelli, come pure tutti gli interventi che ci sono stati e da ultimo quello del Consigliere Pieroni, ci danno la possibilità di raggiungere risultati maggiori.
Siamo tutti consapevoli che il turismo si sta sempre più rivelando un importante mezzo di promozione dell’economia regionale. Il Presidente Spacca ha più volte richiamato che è il secondo motore di sviluppo, quindi questo secondo motore di sviluppo deve portare a fare turismo in tutto il territorio, le condizioni ci sono, e in tutto il periodo dell’anno.
L’attuale crisi economica ha sicuramente comportato anche per il turismo segnali negativi, non vi è dubbio che sul versante dei consumi le famiglie hanno tagliato le spese e accorciato la durata delle vacanze. Ciononostante le Marche hanno registrato nel 2009 un aumento del movimento turistico, a dimostrazione che le politiche attuate stanno raggiungendo gli obiettivi prefissati e i risultati sperati.
Quindi c’è stato sicuramente un ruolo importante dell’Istituzione Regione come pure del Servizio; voglio qui salutare i dirigenti di questo Servizio, anche quelli che negli anni si sono succeduti, voglio ringraziare quel nocciolo duro di quei funzionari e di quelle persone che lavorando nel Servizio negli anni hanno garantito la continuità.
La stagione appena avviata, anche se caratterizzata dal difficile momento congiunturale e da qualche problema meteorologico, sta registrando i primi segnali incoraggianti. Ciò a dimostrazione che la politica turistica della Regione Marche ha ben saputo confrontarsi con le nuove sfide, con l’opportunità del mercato globale, con la crescente competizione dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, con il cambiamento della domanda turistica sempre più selettiva e mirata, con la richiesta di un turismo di qualità e sostenibile.
Il Consigliere Binci ha ricordato con forza questa straordinaria e innovativa campagna di promozione, in Italia e all’estero, con questi azzeccati spot di Dustin Hoffman che hanno fatto il giro del mondo. E’ una campagna che l’Assessore Moroder ha annunciato di voler continuare e potenziare con slancio e determinazione. Per quanto mi riguarda ne prendo atto con soddisfazione e sono sicuro che questa sia la strada da percorrere.
Sono convinto che occorre puntare sempre più sulla valorizzazione del nostro patrimonio naturale, paesaggistico, sulle vivacità culturali che caratterizzano la nostra regione, sulle eccellenze del territorio, dei suoi numerosi turismi, sulle produzioni di qualità in agricoltura.
Ecco perché è necessario lavorare in maniera interdisciplinare tra i settori del turismo, della cultura, dell’internazionalizzazione, secondo una logica di integrazione dei prodotti, di una rigorosa selezione delle iniziative e degli eventi, di una mirata valorizzazione delle specificità turistico-culturali, di una qualificazione dell’offerta ricettiva, di una precisa definizione dei ruoli di ciascun comparto della filiera.
Dunque è giusto fare sistema, promuovere cioè un’immagine unitaria e complessiva delle Marche.
Mi pare che questo piano stia andando proprio in questa direzione, e su questo vorrei particolarmente sottolinearmi. Ossia, la qualità dell’offerta turistica è un valore aggiunto, indispensabile per affrontare le sfide del mercato globale e della competitività nazionale ed internazionale.
Per cui tutte quelle bandiere blu, tutte quelle bandiere arancioni, tutti quei borghi più belli d’Italia, a cui vanno aggiunti i sempre più numerosi alberghi certificati dal punto di vista non solo della qualità ma anche della crescita dell’imprenditoria turistica, quindi i servizi, l’impegno in difesa dell’ambiente, sono un marchio di qualità. Ovvero quello introdotto dalla Regione in collaborazione con il sistema delle Camere di commercio e che rappresenta un’opportunità per lo sviluppo del turismo nella nostra regione in quanto ne evidenzia il valore aggiunto e ne fa emergere l’eccellenza dell’offerta.
Dopodiché abbiamo il rilancio dell’Osservatorio regionale sul turismo. Mi sembra anche questo largamente condiviso, seppure con alcuni aspetti che meritano più attenzione, come ad esempio quel ruolo che non può essere circoscritto alla sola raccolta dei dati sugli arrivi, sulle presenze, ma che va ricondotto alle attività di studio, analisi, monitoraggio delle dinamiche economico-sociali del fenomeno turismo.
C’è inoltre il coinvolgimento di altri soggetti della filiera, come le associazioni di categoria, quelle imprenditoriali, il sistema delle Camere di commercio, le Istituzioni locali, ciò al fine di ricercare le necessarie sinergie e raggiungere obiettivi condivisi.
In tal senso, allora, credo vada salutata positivamente anche la sottoscrizione della convenzione con Unioncamere, in quanto è proprio finalizzata a fornire strumenti aggiuntivi di conoscenza e informazione allo stesso Osservatorio.
Da ultimo, ma non certo per importanza, ritengo particolarmente significativo aver dedicato uno specifico capitolo del programma al turismo responsabile. Considerare il concetto di accessibilità come una componente fondamentale della politica turistica regionale, non è solo uno strumento per conquistare un mercato sicuramente in crescita e potenzialmente redditizio, ma è soprattutto un segnale forte e motivato di sensibilità sociale, un segno di civiltà che una regione ospitale come la nostra non può disattendere.
Concludo augurando all’Assessore Moroder un buon lavoro.

PRESIDENTE. L’ultimo iscritto a parlare è il Consigliere Trenta, ne ha facoltà.

Umberto TRENTA. Faccio alcune considerazioni di sintesi di quello che ho ascoltato.
Pregevole è stato l’intervento del Consigliere Giancarli, che con intelligenza, competenza e con una certa sobrietà ha posto su questa proposta di atto amministrativo n. 8 del 2010 alcune osservazioni che certamente non ripeterò. Ma questo mi porta a fare una considerazione su chi sono gli amministratori bravi, quelli più o meno bravi e quelli capitati qui per caso come me. Per cui mi chiedo, e questo è sempre il mio dilemma: dove finisce la finzione e dove inizia la realtà?
Questo documento sulla programmazione turistica regionale è stato presentato in data 9 giugno 2010, ora siamo già ad agosto, quindi entrerà in vigore non prima del mese di settembre. Immaginatevi allora tutti quegli operatori turistici che aspettano una cosa che andrà in attuazione addirittura solo nel 2011 – forse! – con risorse che dipenderanno da tutta una serie di rapporti diretti, tagli regionali, proposte ecc. E’ quindi una specie di viaggio della speranza. Ma per fortuna, io aggiungo, che la regione Marche è una regione operosa e quindi è anche capace di muoversi da sola.
Allora qui cito due imprenditori locali che conosco molto bene e che si sono inventati col bando industria 2015 il marchio unico nazionale. Allora l’Assessore era…(…) sì, il dott. Costa, ma questo bando lo conosce bene anche l’Assessore Donati. Sapete, dicevo, quante aziende che si occupano di turismo e di cultura hanno contattato queste persone nel mondo? Sono così tante da rimanere allibiti!
Questi sono dunque amministratori bravi, sono riusciti a creare un progetto divenuto realtà, hanno investito di proprio senza chiedere niente a nessuno, si sono impegnati al punto che si sono appunto qualificati al primo posto del bando industria 2015, quindi interagiscono a livello informatico con tutto il mondo proponendo il prodotto Italia.
Allora all’Assessore Donati e alla collega Assessore Moroder dico di chiamare il dott. Costa e poi su questo tema del “Marchio unico” fare un incontro, un tavolo di concertazione.
Quel buon amministratore che era Bertoldo diceva che il pensiero è lo strumento più veloce per raggiungere qualsiasi parte del mondo perché è immediato, così come oggi è immediato il sistema di informazione.
Pertanto proseguiamo anche con il secondo tempo di Marche film commission, una struttura operativa della Regione Marche nella quale confluiscono interessi di diversi settori culturali, turistici ed economici. E’ stata attivata con delibera regionale 1463 del 26 giugno 2001 presso il Servizio turismo e attività ricettive, divenuta certamente struttura di servizio di internazionalizzazione, cultura, turismo e commercio.
Voglio cioè dire all’Assessore Giannini che ci si deve attivare attraverso un sistema di marchi propri, riconducendo il discorso turistico, ricettivo, culturale a quello che è il panorama geografico ma soprattutto al panorama storico-culturale. Pensate ad esempio una città come Urbino che possa essere immediatamente internazionale, ma potrei parlare anche del piceno come di tante altre nostre realtà.
Il nostro Presidente della VI Commissione ha già capito che sulla internazionalizzazione si stanno giocando passi importanti. Però su questo non voglio dilungarmi troppo quindi vado ad un’altra questione.
I vantaggi degli strumenti fiscali agli operatori del turismo possono essere un compiuto passo verso quel federalismo fiscale, che viene interpretato certamente in maniera saggia dalla Lega – su cui così sgarbatamente ha risposto il Consigliere Binci, perché appunto diceva sempre “lega, lega, lega” –, ma che comunque nella programmazione di uno strumento finanziario deve essere la cosa più concreta.
Quindi se non possiamo dare finanziariamente almeno permettiamo che con queste agevolazioni si vada ad incentivare chi vuole fare un turismo di qualità, turismo che è legato sempre più alla cultura, al prodotto locale, alle tradizioni locali.
Inoltre attraverso la film commission andiamo nel mondo, chiediamo magari a questi registi di venire qui da noi ad operare, affinché, attraverso la scenografia, potremo far conoscere i nostri bellissimi borghi antichi. Parlandovi da architetto vi dico che i centri storici non esistono più se non nell’immaginario collettivo. Oggi infatti il centro storico è un qualcosa di diverso, ma in ogni caso non può vivere come una parte a se stante, messo lì solo con una serie di divieti al traffico, alla sosta, ecc., ecc..
Quindi dove non possiamo agevolare con uno strumento finanziario almeno agevoliamo fiscalmente i nostri operatori, Assessore Marcolini, attraverso una sua sagace azione governativa – mi rivolgo a lei, Assessore Marcolini, in quanto la ritengo molto competente, ho avuto modo di valutare questo in diverse occasioni –.
E su tutto questo dobbiamo misuriamoci.
La proposta della Regione Marche deve dunque andare verso l’internazionalizzazione raggiunta attraverso un tavolo di concertazione composto, come diceva il Consigliere Giancarli, da vari settori che interagiscono, attraverso però la conoscenza di quello strumento legislativo che appunto è il diritto dell’Unione europea.

PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento lascio la parola all’Assessore Moroder per le conclusioni.
Devo intanto informare l’Aula che è stato presentato un ordine del giorno a firma del Consigliere Badiali, Presidente della terza Commissione assembleare permanente, quindi una volta concluso l’intervento dell’Assessore passeremo alla votazione dell’ordine del giorno e dell’atto amministrativo. Prego Assessore.

Serenella GUARNA MORODER. Ringrazio tutti voi perché, semmai ci fosse stato un dubbio, la discussione scaturita oggi ci ha dimostrato quanta attesa c’è nel comparto turismo e quanto il turismo sia assolutamente integrato con tutti gli altri settori produttivi materiali e immateriali.
Voglio iniziare rispondendo in maniera puntuale ad alcune vostre domande, provocazioni e suggerimenti.
Il Consigliere D’Anna precedentemente richiamava il ritardo di questo piano promozionale, ma prima il Consigliere Marinelli su questo ha già risposto per me, ossia che i ritardi sono stati oggettivi, però c’è stato anche un ritardo ulteriore, ma questa volta voluto da me, in quanto sentivo la necessità di chiamare tutti gli attori attorno a un tavolo per poter ottimizzare la risposta.
Si diceva, inoltre, che è necessario avere il coraggio di fare delle sintesi. Ad alcuni questo piano sembra dispersivo o molto articolato, in realtà io invece trovo che sia la risposta a quelle tante esigenze esplicitate dai tanti soggetti che fanno turismo.
Sullo spot di Dustin Hoffman ogni volta sento esprimere pareri discordanti. Allora credo sia necessario concludere una volta per tutte questa discussione dicendo che i soldi utilizzati per lo spot non sono certo, come diceva il Consigliere Zinni, di provenienza regionale ma abbiamo attinto dalla Comunità europea. Seppure, secondo me, per poterlo veicolare di più di soldi bisognerebbe trovarne degli altri. Io mi stupisco quando qualcuno dice che sono soldi spesi male. Tra di noi ci sono alcuni imprenditori che sanno bene che la promozione sta alla base di quel volano che poi produce economia. Quindi non capisco, ripeto, come si possa dire che i soldi spesi per gli spot sono mal spesi.
E’ necessario destagionalizzare, su questo siamo tutti d’accordo. Come è necessario far conoscere le Marche non soltanto all’estero. Qualche seduta fa qualcuno di voi diceva che le Marche non sono conosciute nell’ambito della stessa Italia, allora partiamo proprio da qui, ovvero facciamo conoscere prima di tutto le Marche in Italia.
A questo proposito, seppure credo lo sappiate già ma lo rimarco, qualche lunedì fa ho presentato a Roma, ai giornalisti di questo settore – se volete vi faccio avere l’elenco completo e puntuale di tutte le qualificatissime presenze dei giornali che si preoccupano di turismo –, la regione Marche con il titolo “Marche di charme”. Non so se sia abbastanza chiaro, ma la parola “charme” non è altro che l’anagramma di “Marche”. E’ un marchio che mi sono inventata e che volentieri ho regalato a questa giornata, e spero non soltanto a questa, perché si possa capire come questa regione abbia insito nella propria natura lo charme. Lo charme è un qualcosa che non si compera, si ha, e credo che questa regione – voi lo avete sottolineato in varie misure – abbia proprio tutte le qualità per poterlo avere. Ha un’eleganza che non è mai urlata, ha bellezze articolate che vanno dalla montagna al mare e che passano per tutti gli altri settori della natura, dell’imprenditoria e dell’artigianato.
Dunque era necessario presentare questa regione in una maniera diversa, che non fosse l’andare a copiare quello che fa o ha fatto la Toscana, oppure quello che fa o ha fatto l’Umbria oppure altre regioni che ci sono vicine.
Offerta dell’accoglienza. Non siamo pronti, né credo che sia la vocazione di questa regione, ad accogliere masse come ad esempio fa Rimini, credo invece ci possa essere la capacità ad accogliere in maniera diffusa, come sottolineava il Consigliere Giancarli, e quindi anche verso i diversamente abili; ricordiamoci che potremmo diventare tutti diversamente abili in maniera temporanea, io ad esempio posso scivolare e rompermi una gamba. Voglio dire che non è necessario pensare al diversamente abile come una persona di peso, questa Regione vuole dare assolutamente un’attenzione, una sensibilità differente e alla quale vuole rispondere.
Non abbiamo abbastanza fondi? Li andremo a recuperare in Europa. Il turismo non è uno di quei comparti messi in scaletta, ma possiamo arrivare a incrementare e dare risorse al turismo magari passando per altri comparti.
La condivisione delle strategie con gli altri Assessore è totale, ma la cosa fondamentale credo sia l’approccio che vogliamo dare al turismo, che deve essere culturale. Negli anni passati si è fatto molto, ma lo si è fatto sempre settorializzato. La Regione è andata avanti un po’ per campanili; il Consigliere Badiali mi diceva di quanto sia importante dedicare le risorse, poche o tante che siano, a progetti regionali. Certo, è così, ma questa indicazione era già nelle corde.
E’ necessario quindi ricordarsi che la cultura dell’accoglienza passa attraverso la qualità dell’accoglienza stessa.
Il turismo, inoltre, non è soltanto impresa, è anche attenzione all’ambiente. La Consigliera Ciriaci prima parlava del fotovoltaico. Bene, stiamo attenti a non invadere le nostre campagne, che hanno un appeal enorme, con dei pannelli che poi ci produrrebbero un disagio enorme dall’effetto boomerang. Anche l’erosione delle coste mi pare sia sotto gli occhi di tutti
Potete quindi ben capire quanto il turismo debba andare a parlare e a connettersi con gli altri assessorati.
E’ però una questione di cambio culturale, rimarcando sempre il solito punto, è una questione di approccio differente all’ambito del turismo. Ritengo quindi che dal materiale bisogna passare all’immateriale.
Questo sarà il mio programma, questo sarà lo sviluppo del turismo nelle Marche.
Ricordando sempre che la Regione deve fare promozione, quindi ci sono compiti e ruoli differenti. Qui allora rispondo al Consigliere Binci, ossia, non è un problema della Regione, purtroppo, se in Ancona non ci sono riferimenti, la Regione è responsabile della promozione, quindi del brand Marche, poi a ricaduta ogni attore, in questo caso la città, si dovrà assumere le proprie responsabilità.
Concludo dicendo che terrò ovviamente conto di tutto quello che è stato detto.
Rispondo, infine, al Consigliere Pieroni dicendogli che il turismo prevede anche quello eucaristico. L’anno prossimo avremo un congresso che ci darà l’opportunità di far un test. A questo evento sarà chiamata a rispondere tutta la regione che credo lo farà anche in maniera egregia.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell’ordine del giorno presentato dal Consigliere Badiali:
“L’Assemblea legislativa delle Marche
Tenuto conto che il Programma promozionale turistico regionale per l’anno 2010 si prefigge l’obiettivo di sviluppare ed incrementare il movimento turistico verso il territorio regionale mettendo in atto strategie di marketing e strumenti di promozione e comunicazione sempre più finalizzati e integrati;
Considerato che attraverso le azioni previste nel Programma si cercherà, in particolare, di rafforzare nei mercati l’identità dell’offerta turistica regionale attraverso azioni promozionali che dovranno contribuire a determinare l’aumento del movimento turistico, anche attraverso la destagionalizzazione e l’equilibrio della presenza sul territorio, con effetti positivi sugli indicatori economici e occupazionali della Regione;
Tenuto conto che con il Programma in questione sono promosse iniziative, già avviate nel 2009, volte a tradurre le risorse del territorio in prodotti d’appeal con valenza internazionale, sviluppando proposte turistiche innovative, costituite sulle tipicità marchigiane al fine di riposizionare nei mercati l’offerta turistica della regione;
Considerato che per le linee strategiche previste nel Programma, assume un ruolo fondamentale il coordinamento della Regione nell’attività di promozione turistica mirato ad assicurare anche il coinvolgimento e l’integrazione di tutti gli attori pubblici e privati e dei vari settori economici evitando così, nel contempo, il rischio di dispersione di risorse ed energie;
Impegna la Giunta regionale:
- a destinare le risorse finanziarie, peraltro esigue, alle attività promozionali turistiche coordinate direttamente dalla Regione, al fine di evitare duplicazioni e frammentazione nell’uso delle risorse medesime che devono essere nella fase attuale, caratterizzata dalla crisi congiunturale internazionale, sempre più razionalizzate e finalizzate;
- a presentare all’Assemblea legislativa il Programma turistico per l’anno 2011, entro il 31 ottobre 2010, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge regionale n. 9/06.”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Per comunicare che su questo atto il mio voto sarà contrario. Di fatto è un atto di programmazione che non programma niente, non fa delle scelte, non indica un percorso, rischia inoltre di vanificare tutti gli interventi a pioggia fatti in questi anni, andando ad indicare altri interventi a pioggia.
A questo Esecutivo ho proposto di mettere in piedi un tavolo di lavoro che metta al centro il turismo in un’ottica multisettoriale. Come peraltro più volte indicato dallo stesso Presidente Spacca, che dice sempre che il turismo è la seconda gamba, la terza, la quarta gamba, ma in realtà abbiamo poi un turismo che pur avendo tante gambe non sta in piedi!
Abbiamo un turismo che ha potenzialità ma che poi non è potente. Abbiamo un turismo che è presente dappertutto ma che non riesce ad avere un po’ di luce da nessuna parte. Il nostro turismo è tenuto in piedi dall’operatività dei marchigiani che, come avviene anche per il settore artigiano, si danno da fare, pagano sulla propria pelle e investono con i propri soldi (anche in questo settore c’è infatti chiusura al credito ecc.).
Insomma, a me sembra che il settore del turismo sia lasciato abbandonato a se stesso, la Regione guarda solo dall’alto. L’Assessore ci ha pure detto che non è compito nostro se i Comuni non si coordinano, invece, secondo me, è proprio compito nostro. Noi abbiamo solo una possibilità, che è come, così diceva il padre di un mio amico, quel bastone che nun fa dole, ossia, non dare una lira, dobbiamo cioè tagliare le risorse. Però allora per poter indirizzare bene le poche risorse e tagliarle a chi non ne fa un uso appropriato, bisogna darsi delle regole, bisogna avere una strategia, una organizzazione.
Noi invece abbiamo sì una strategia di comunicazione e di marketing che è multi direzionale, ma poi non riesce a raggiungere l’obiettivo. Abbiamo una strategia di informazione e di accoglienza pietosa. Abbiamo una strategia nella formazione e nel potenziamento della ricettività altrettanto pietosa. Di questo non possiamo non rendercene conto! Quindi la Regione deve saper svolgere la funzione di organizzazione e coordinamento. Dunque chiedo che il Presidente Spacca metta in piedi un tavolo di lavoro con le migliori intelligenze e i migliori operatori del settore al fine di delineare una politica regionale.
Ma siccome questo non è stato detto da nessuno io voterò contro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Il gruppo PdL esprime, dopo il dibattito che c’è stato, delle forti perplessità. Quindi non voteremo l’atto in quanto si ritiene, Assessore, che i rilievi espressi dai colleghi vengono recepiti forse nella buona volontà ma non per una strategia operativa.
Il collega Bugaro ha sottolineato che di questo argomento sono anni che ne parliamo in maniera intensa ed appassionata in sede di bilancio o in sede di approvazione, però non abbiamo mai visto un miglioramento del PIL legato a questo settore.
Sono anni che parliamo di programmazione, ossia di organizzare la governance e quindi i livelli di competenza che stanno sotto la Regione, però, seppure in questo Paese ci appassioniamo sempre alle vicende della revisione costituzionale, dell’autonomia, del federalismo, poi di tutto quello che c’è tra lo Stato e la Regione, di tutto quello che c’è tra la Regione e il Comune se ne parla in maniera alquanto marginale, lasciando spesso l’organizzazione di settori come il turismo all’eccezionale – e sottolineo eccezionale – buona volontà e spirito di missione dei nostri amministratori.
La Regione programma? Sì, ma quanti fanno programmazione? In una dispersione totale di energia, di organizzazione, di personale, tutti vogliono fare tutto. Ed io non ve l’ho detto solo per questo settore, l’ho sottolineato anche in tantissimi altri settori della nostra pubblica amministrazione.
In questa Regione non vedo sul turismo un’organizzazione sul chi fa che cosa in questa regione. Qui andiamo dalla Pro Loco che assume iniziative internazionali alla Regione che segue la sagra della salsiccia. Per cui, se permettete, occorre ridistribuire le competenze nel senso dei livelli.
Vedo qui tanti vecchi amministratori – vecchi in senso buono – dei nostri Comuni. Siamo cresciuti secondo la religiosa competenza delle funzioni e delle materie dove appunto il chi fa che cosa era chiaro. Ricorderete le care vecchie e tradizionali aziende autonome di cura e soggiorno – poi liquidate dalla mattina alla sera mi pare dall’Assessore Silenzi –, che pur con personale che non sapeva neanche le lingue avevano organizzato negli anni sessanta-settanta un certo tipo di offerta, termale, ambientale, gastronomica, marinara e montanara. Forse era un turismo che aveva meno esigenze di oggi, ma il giro del turismo, caro Consigliere Binci, c’era eccome.
Quindi la riorganizzazione delle funzioni e dei livelli di competenza è assolutamente essenziale, ma io in questo atto, mi permetto di dire all’Assessore, non la vedo. E’ sicuramente un atto intriso di buonissima volontà nel fare tanto per il nostro territorio, ma se non fosse per una eccezionale abnegazione e spirito di sacrificio dei nostri operatori alberghieri, dei camping, dei bed and breakfast, dei commercianti, che assumono impegni e sacrifici di ogni tipo per far conoscere il proprio prodotto anche fuori dal nostro confine, non so oggi come saremmo potuti andare avanti.
Si è parlato della destagionalizzazione, della convegnistica, e si è parlato anche del famoso spot di Dustin Hoffman. Io in questi giorni mi sono divertito a fermare qualche olandese che si incontra per le nostre colline – di tedeschi non se ne vedono quasi più, compare qualche belga e qualche inglese — per chiedere loro se stanno qui perché hanno visto Dustin Hoffman. E mi hanno risposto: “Sì, Dustin Hoffman lo conosciamo, ha fatto un sacco di film” e finisce lì. Nessuno sta qua perché ha visto lo spot, magari forse solo qualcuno di Milano o Torino.
Molta buona volontà sì, ma nella programmazione credo sia necessario quel brand storming di cui parlava il Consigliere Binci, occorre cioè creare un gruppo di lavoro che si metta attorno ad un tavolo. So che quando si parla di tavoli vi viene da evocare Della Valle che vorrebbe un ulteriore tavolo rispetto a tutti quelli che ci sono tra Confindustria, il mondo economico e le Istituzioni. Una meteora arrivata da dei Della Valle nella nostra regione che predica ulteriore democrazia, dice bravi sindaci e spara su tutte le Istituzioni, tranne sul Presidente Spacca — bontà sua! –. Per alcuni è un tavolo interessante, per me no, a me piacciono i tavoli che già ci sono.
Per cui il gruppo di lavoro di cui ha parlato il Consigliere Binci secondo noi è necessario, è un passo in più nella consultazione. E di questo va dato atto, ad esempio, ad alcuni centri formativi della nostra regione. Alcune cose infatti hanno funzionato, dalle scuole alberghiere a certi tipi di corsi che sul territorio hanno formato e dato un personale valido. Ma questo sistema formativo forma gli addetti, mentre forma difficilmente personale d’impresa, sia perché spesso il personale d’impresa, l’imprenditore, non è l’obiettivo principale della nostra formazione, sia perché i finanziamenti per aprire nuove imprese, e qua parliamo di giovani, sono sempre più difficili da reperire.
Noi faremo in sede di assestamento di bilancio, con i nostri colleghi della Commissione, una battaglia anche sulle risorse. Certamente sarà difficile, ma la faremo. Perché se tutti nei nostri programmi dichiariamo che il turismo è l’elemento volano della nostra economia, poi non possiamo non fare una battaglia sulle risorse. Quindi, ripeto, la faremo con i nostri colleghi nella Commissione bilancio fin dal prossimo appuntamento sull’assestamento.
All’Assessore chiediamo la disponibilità a recepire i notevoli contributi che sono arrivati.
Dunque questo atto non lo voteremo perché vi riscontriamo carenze. Con il collega Comi poco fa dicevo che quando si parla di turismo religioso non abbiamo visto, per esempio, menzionato il progetto della Via Lauretana, una cosa che ha coinvolto in questi anni due…(…) sì c’è, ma è citato in forma molto leggera, quando invece è un progetto che ha coinvolto due se non tre Province, cinquanta Comuni, imprenditori, professionisti, per cui non è citato adeguatamente, insomma non lo vedo inserito come un obiettivo principale. Questa vuole essere solo una mia sollecitazione, non è una critica, perché non riguarda solo Tolentino ma anche Loreto, Ancona, Recanati, l’Umbria ecc..
Chiedo dunque all’Assessore disponibilità a recepire quelle indicazioni date dai colleghi in maniera veramente approfondita.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Un simile documento crea solo aspettative ai “clientes”, che non sono certo della minoranza.
Poi qui mi sento chiamato in causa da Binci quando lui richiama le migliori intelligenze. Quindi faccio una triplice proposta.
Prima. C’è il fenomeno del cineturismo da percorrere alla grande, da fare anche attraverso tutte le fonti che ha a disposizione la sesta commissione per l’internazionalizzazione della regione Marche.
Seconda. Dico al dirigente Costa e soprattutto all’Assessore Donati, che conosce il Marchio unico nazionale – abbiamo fatto diverse riunioni –, di portarlo su un tavolo, visto l’interesse dimostrato in quel momento storico. Tra l’altro si tratta di un’impresa del piceno in crisi. Quindi, Assessore, vada a vedere moralmente, insieme al Consigliere della crisi picena – che successivamente potrebbe anche non esserci, ma questo è un altro discorso –.
Terza. I vantaggi e gli strumenti fiscali per la cultura diffusa del territorio, quindi la defiscalizzazione per gli operatori del settore.
Quindi la mia è una proposta triplice (…) Assessore Donati, non c’è bisogno che fa così, questo lo faceva Napoleone a Ciccanti mandando in Regione Camela!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Brevemente per dichiarazione di voto. Il nostro Gruppo Lega Nord voterà contro per i motivi che abbiamo espresso prima e che ricordo brevemente.
Primo, poche risorse economiche. Le Marche meritano molto di più, devono avere molto di più dal punto di vista dell’impegno di questa Regione nello sviluppo del turismo.
Secondo, la qualità del programma lascia molto a desiderare, è veramente scadente. Ho sentito parlare di bandiere blu, arancioni, di borghi più belli, ma, insomma, la vogliamo finire con questa retorica! Io la chiamerei la retorica delle bandierine! Chiunque di noi sa benissimo che ci sono dei posti con la bandiera blu ma che poi hanno il mare che fa schifo! Allora se proprio vogliamo riempirci di bandiere mettiamole tante quanti sono i paese! Voglio dire che non può essere questo l’elemento di attrattiva, a prescindere dal fatto che ci sia sistema o che siano dei Comuni, questo è indifferente. Comunque se vogliamo autogratificarci con le bandierine mettiamone pure finché vogliamo!
Sulla bassa qualità del programma e sulla bassa cultura turistica della Regione Marche, nonostante i meriti dei singoli individui e dei singoli imprenditori turistici, forse una qualche responsabilità ce l’ha anche qualche assessore della mia provincia di Macerata, che appunto in Regione è stato assessore per ben due mandati. I risultati sono questi! E questo assessore in questi giorni probabilmente è impegnato ad ascoltare dal vivo le vicende giudiziarie di una discarica della nostra provincia, di cui parleremo più tardi con la mozione in merito.
Il terzo aspetto riguarda il ritardo con cui andiamo a varare questo piano, lo facciamo in piena stagione turistica. Qualcuno si metterà sicuramente a ridere, a fine luglio votiamo il programma turistico 2010!
Per cui per la somma di questi tre grandi motivi noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 8. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

(…) Consigliere, cos’era favorevole? (…) Allora facciamo così: favorevoli 22, contrari 3+1, quindi 4, astenuti 9. Se non ci sono altre contestazioni, senza ripetere la votazione, pongo a verbale questa votazione.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Marinelli, ne ha facoltà.

Erminio MARINELLI. Chiedo la possibilità di iscrivere all’ordine del giorno la mozione n. 44 che il sottoscritto, insieme ai Consiglieri Acquaroli e Massi, ha presentato ieri. Riguarda una problematica sconcertante, ossia i provvedimenti della Magistratura riguardanti lo stoccaggio di rifiuti pericolosi e nocivi presso la discarica di Morrovalle.
E’ un argomento di una gravità enorme, la Magistratura farà sicuramente i suoi passi, ma noi ci dobbiamo preoccupare della salute e soprattutto della situazione che in quella discarica non è controllata.
Quindi chiedo la possibilità di iscrivere urgentemente questa mozione, come già concordato con i Capigruppo.

PRESIDENTE. Bene, Consigliere Marinelli, quindi, come concordato nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, mi rimetto all’Aula, nel senso che porrò in votazione questa richiesta di iscrizione della mozione n. 44, dopodiché se l’Aula sarà d’accordo passeremo subito alla trattazione.
Prego, votare.

(L’Assemblea legislativa approva)


Mozione n. 44
dei Consiglieri Marinelli, Acquaroli, Massi
“Provvedimenti della Magistratura riguardanti lo stoccaggio illecito di rifiuti pericolosi e nocivi presso la discarica di Morrovalle”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli per illustrare la mozione n. 44.

Erminio MARINELLI. La mozione che abbiamo presentato soltanto ieri verte su quello che è capitato alcuni giorni or sono. Tutti dai giornali abbiamo appreso di un’azione partita dal NOE di Ancona a seguito di quegli incontri fatti su un settore quanto mai difficile e che hanno portato in maniera sconcertante ad alcuni interrogativi, che ora devono essere affrontati serenamente da tutti noi proprio per il ruolo che occupiamo.
Considerato che i recenti provvedimenti della Magistratura hanno evidenziato un traffico di rifiuti pericolosi e nocivi che sarebbero stati stoccati presso la discarica di Morrovalle. Considerato che tale situazione ha destato allarme e preoccupazione nella popolazione e che la discarica di Morrovalle è partecipata dal Comune di Morrovalle. Chiediamo un impegno della Giunta regionale – magari la discussione porterà anche a formulare dei emendamenti, dei cambiamenti, vedremo – a seguire l’intera vicenda a tutela della salute dei cittadini e arrivare fino alla costituzione di parte civile. Inoltre, a garantire, secondo le proprie competenze, che non sia rilasciata alcuna concessione o autorizzazione all’ampliamento della discarica di Morrovalle. Infine ad attivare e sollecitare tutti i controlli tecnici per l’accertamento di quanto è avvenuto su tale sito, per quanto riguarda lo stoccaggio dei rifiuti nocivi e pericolosi, quindi per quanto riguarda le conseguenze sulla salute dei cittadini. Anche ricorrendo a nuclei e organismi superiori alla Regione in considerazione – questo lo riteniamo un elemento importante e grave – del fatto che appaiono ad oggi alquanto carenti e non tempestivi i controlli di competenza dell’ARPAM.
Massimo rispetto dell’ARPAM, personalmente ho un’ottima considerazione del dott. Corvatta, ma credo che tutti questi anni passati senza che nessuno si accorgesse che lì capitavano delle cose abbastanza gravi, è un interrogativo sul quale dobbiamo riflettere e confrontarci.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. Per comunicare che su questa mozione vorrei fare un emendamento. Tutti quanti noi, venerdì o sabato, quando abbiamo ascoltato i telegiornali siamo rimasti colpiti da questa doccia fredda. Tornare alle cronache nazionali perché nella regione Marche è accaduto un ennesimo episodio del genere è una cosa che fa male a tutti. L’ambiente è una bandiera di destra, sinistra, PD, PdL. All’ambiente ci teniamo tutti, per lo meno è così che tutti diciamo in campagna elettorale.
Allora noi vogliamo dare un fattivo contributo alla questione.
La questione parte da lontano, sono infatti almeno venti anni che nelle Marche purtroppo ogni tanto avvengono episodi del genere. E’ dunque da questa considerazione che trae origine l’emendamento che abbiamo predisposto come Gruppo Italia dei Valori. Perché alle già condivise proposte presenti nella mozione pensiamo sia utile, per la comune causa, come dicevo prima, che la Giunta si impegni a predisporre in maniera urgente per tutte le ditte autorizzate un adeguato protocollo di verifica sull’andamento dell’attività.
Quei numerosi episodi a cui prima ho fatto riferimento, ossia quelli che da vent’anni purtroppo ogni tanto toccano la regione, hanno un comun denominatore, sono cioè stati sempre realizzati da ditte autorizzate. Nelle Marche non c’è mai stato uno scandalo dei rifiuti dove qualcuno in maniera carbonara con un passamontagna prende, fa, scarica un camion o quant’altro, sono sempre state ditte autorizzate che però facevano sempre un po’ di più di quello che consentiva la norma, l’impianto o la stessa autorizzazione.
Nella fattispecie il meccanismo classico è la falsificazione della documentazione o da un punto di vista quantitativo o da un punto di vista qualitativo. Per cui in un caso ci rimettono le casse pubbliche, nell’altro ci rimette l’ambiente in quanto riceve sostanze in un sito che non ha le caratteristiche per contenere quelle sostanze e dunque per garantire appunto gli elementi ambientali.
Il primo punto che chiediamo con il nostro emendamento è quello di predisporre un protocollo di verifica. Siccome nelle Marche chi gestisce rifiuti o è autorizzato direttamente dalla Regione, se si tratta di impianti più grandi, oppure dalle Province, dobbiamo dire che i controlli vanno fatti in una certa maniera e con un certa frequenza.
La prima legge madre dei rifiuti in Italia, il dpr 915/1982, lo diceva in maniera molto chiara, ma col tempo con il testo unico ambientale la questione verifiche si è allentata, ora quindi abbiamo tutto il titolo per riportarla all’attenzione e al centro della tematica.
Vorremmo sollecitare anche il sistema di tracciabilità dei rifiuti, che è in itinere da parte dello Stato, a settembre dovrebbe partire. Non possiamo mollare la guardia su questo fronte, perché sembra – così era l’intento del legislatore – che si voglia sostituire la carta con una serie di dati informatici tramite USB, scatole nere dei camion o quant’altro, che dovrebbero meglio garantire l’ambiente.
Inoltre occorre considerare l’ipotesi di chiudere le discariche con oltre trent’anni di attività. E comunque, nella futura gestione della partita rifiuti, andare ad un sistema che, pur prevedendo, purtroppo ancora per un po’ di anni, lo strumento delle discariche, vada verso una graduale diminuzione del numero totale degli impianti stessi.
Questo facilita il controllo, la gestione, significa economie di scala nella qualità del contenitore discarica rispetto ai rifiuti. Ossia tutte misure che fanno paio con quelle presentate nella mozione dai Consiglieri Marinelli, Acquaroli e Massi, e soprattutto vanno su una chiara, netta ed inequivocabile tutela ambientale.

PRESIDENTE. Consigliere Acacia, dal tenore del suo intervento mi sembra di aver capito che lei ha già illustrato l’emendamento testè distribuito. (…) Perfetto.
Ha la parola l’Assessore Giannini.

Sara GIANNINI. Intervengo su questo punto perché la questione riguarda non solo la discarica di Morrovalle, purtroppo, ma l’intera provincia di Macerata.
In realtà l’indagine, avviata dalla Procura di Napoli e arrivata al NOE di Ancona, è partita rispetto ad una ditta, Eco Service di Corridonia, e che, secondo quanto abbiamo letto sui giornali – ad oggi non avendo atti che ci consentano di esprimerci commentiamo soltanto notizie giornalistiche –, ha portato alla custodia cautelare o vigilata di alcuni imprenditori.
Approfondiremo tutti gli emendamenti, anch’io ne presenterò uno da sottoporre all’Aula, però penso che dovremmo riflettere innanzitutto su una questione – questa è la mia posizione che voglio esporre in maniera molto esplicita –. Ossia, l’azione che bisogna fare in questo momento è di lasciare che la Magistratura accerti tutti i fatti e le eventuali responsabilità. E se qualcuno ha compiuto atti penalmente rilevanti li deve pagare secondo le leggi dello Stato, non ci deve essere alcuna protezione né tutela nei confronti di nessuno. Se invece alla fine di questa indagine si accerterà che ci sono stati comportamenti che non hanno attinenza con reati penali, tutti avremo maggiore soddisfazione perché significherà che non saranno stati compiuti atti a danno della salute dei cittadini e dell’ambiente.
Il sindaco di Morrovalle ha annunciato pubblicamente – è stato il primo a rilasciare dichiarazioni in merito – che ha già chiesto agli organi preposti, quindi all’ARPAM e alla Provincia, di effettuare ulteriori controlli presso la discarica di Morrovalle. Inoltre ha anche riferito che su questa vicenda nel tempo c’è stato un controllo molto forte degli organi preposti.
E questo ci ha lasciato ancora più sbalorditi rispetto alle accuse che sono state sollevate, perché al di là dei reati riguardo ai comportamenti se fosse così verrebbe messo in discussione tutto il sistema di controlli che questa Regione ha in essere.
Per cui anche l’accenno fatto nella mozione nei riguardi dell’ARPAM, a meno che non si abbiano notizie fondate sui comportamenti non corretti o non approfonditi da parte appunto di questa struttura, non credo abbia conseguenza di nessun tipo, se non delegittimare, appunto, chi è preposto ai controlli, che ovviamente non riguardano solo rifiuti ma moltissimi altri aspetti, l’acqua, le fogne, ecc..
Per cui su questo suggerirei una modifica. A meno che, ripeto, non vi siano notizie di cui noi non abbiamo nota ma che sono in possesso dei Consiglieri che hanno sottoscritto la mozione e che appunto rilevano che i nostri uffici hanno svolto azioni carenti. Se però non è così affermarlo nella mozione non penso sia utile e neppure giusto.
L’altra questione che mi preme sollecitare è che questa situazione ci deve comunque far riflettere sul nostro modo di intendere la programmazione nella nostra regione per quanto riguarda lo smaltimento sia dei rifiuti tout court sia dei rifiuti speciali, assimilabili e urbani.
E’ una riflessione che ritengo debba essere fatta, oltre che dalla Regione, anche dalle Province. Sono le Provincie, infatti, che hanno costruito i piani provinciali dei rifiuti, prevedendo così alcuni luoghi di smaltimento per rifiuti assimilabili, per rifiuti speciali o per rifiuti urbani.
La provincia di Macerata, ad esempio, è in emergenza da almeno un anno, infatti tutti i nostri rifiuti solidi urbani li portiamo a Fermo. Ancora però non si ha notizia della completezza della procedura della discarica di rifiuti urbani nella nostra provincia.
Io sono d’accordo con gli emendamenti avanzati dal Gruppo IdV, ma aggiungerei anche un’altra modifica. Perché? Sulle discariche di questo tipo non ci sono atti diretti di competenza della Regione, ma noi ne abbiamo altri che riguardano la legge regionale che abbiamo approvato da poco. Per cui visto che ci sono anche atti a noi attinenti per un fatto di tutela credo sia utile invitare ad una maggiore attenzione i nostri uffici rispetto appunto a quei progetti che sono all’esame diretto della Regione Marche. Affinché ci sia un’azione che riguardi sia la competenza diretta della Regione Marche sia riguardo al fatto che le nostre azioni di controllo debbono essere approfondite.
Su questa vicenda ho sentito fare certi commenti – lo voglio dire qui in Aula assembleare –, per cui alcuni dovrebbero spiegare prima i reati di altri, magari comunicati dal coordinamento del PdL. Apprezzo invece l’atteggiamento corretto del Consigliere Marinelli.
Ritengo, infatti, che la strumentalità in questo momento non serve a nessuno. Tra l’altro, essendoci un’indagine della Magistratura in corso, gli amministratori non possono essere chiamati a giustificare i reati compiuti, e semmai compiuti sicuramente non in condivisione con alcuni soggetti e che ad oggi devono essere ancora definitivamente accertati.
Quindi richiamerei a una maggiore attenzione anche rispetto alle parole che si usano, credo che scivolare nella strumentalità politica sia estremamente facile ma non è comunque mai redditizio.
Ripeto, sono favorevole agli emendamenti dell’IdV, ma ne aggiungerei uno che riguarda i progetti che stiamo ora visionando, naturalmente tenendo conto che c’è tutta una procedura che devono effettuare i nostri servizi.
Rispetto invece all’ARPAM ritengo non sia opportuno che nella mozione ci sia un riferimento a questo ufficio. A meno che, ripeto, non ci siano atti o notizie certe su quella attività. Ma senza queste notizie non credo sia utile a nessuno delegittimare servizi pubblici preposti ad effettuare i controlli.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Comi.

Francesco COMI. Io non vorrei entrare nel merito specifico della mozione. I cui contenuti sono condivisi anche dallo stesso PD, seppure con l’accezione appena fatta l’Assessore Giannini, ossia quella ad esempio di non chiamare in causa direttamente l’ARPAM, considerato che nel 2007 lo stesso direttore dell’ARPAM denunciò un possibile illecito e rispetto al quale nessuno ha poi fatto alcunché, quindi questi la propria azione l’aveva esercitata tempestivamente e nel modo opportuno.
Ritengo che la questione dei rifiuti sollevi due tipi di problemi di carattere generale, dei quali non possiamo fingere di non occuparcene, ovvero, il tema generale della gestione di un servizio che ha una grande rilevanza sul territorio ed il tema più generale della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica.
A me sembra assurdo che ci siano servizi improduttivi di cui si occupa il pubblico e servizi di grande vantaggio speculativo di cui si occupano solo i privati.
Noi discutiamo costantemente di problemi che discipliniamo minuziosamente, ma che attingono ad una materia sulla quale magari è difficile trarne un profitto serio. Tutto il resto lo lasciamo al privato.
Voglio fare un esempio. I rifiuti solidi urbani sono considerati dalla legge Galli in regime di privativa e quindi sono oggetto della gestione in regime di monopolio da parte dei soggetti pubblici qualora fossero interessati. Quindi noi gestiamo direttamente lo smaltimento e la raccolta di tutti i rifiuti urbani.
Mentre i rifiuti speciali sono sottratti a questa privativa e vengono gestiti in regime di concorrenza.
Sui primi c’è un certo guadagno, sui secondi c’è un grandissimo guadagno.
Il problema allora che sollevo alla politica, all’Assemblea legislativa e al legislatore ordinario è questo, ovvero non capisco perché noi dobbiamo esercitare una grande presenza e un grande controllo su tutto quello che non ci consente di trarre risorse che a loro volta ci consentono di sostenere i servizi pubblici (servizi sociali, sanitari, ecc.), poi tutto il resto lo si lascia all’iniziativa privata.
Penso alle cave. Nessun Comune è inibito alla possibilità di gestire direttamente l’attività di cava, e se lo facesse da quella potrebbe trarre le risorse per alimentare servizi utili alla sua collettività. Prima ci ostiniamo a dire che siamo contrari e poi le lasciamo gestire dal privato, che giustamente esercita un legittimo diritto di impresa.
Dunque il vuoto politico che creiamo è incomprensibile.
Nella provincia di Macerata il dibattito non è se il Consmari (consorzio obbligatorio dei comuni) debba occuparsi oltre che dei rifiuti solidi urbani anche dei rifiuti speciali, ma è su quale privato deve occuparsi dei rifiuti speciali.
Questo è il tema inaccettabile al quale ci prestiamo.
Rivendico allora il ruolo della politica, il diritto da parte dei Comuni della regione di rivendicare la possibilità di partecipare attivamente alla gestione di tutto quello che può servire a sostenere un modello di substato sociale, solidale, plurale, solidaristico.
Pensate che nel futuro potremmo alimentare le politiche dei servizi sociali solo riducendo le auto blu o magari facendo qualche taglio a qualche servizio? No! Dobbiamo avere il coraggio di semplificare il più possibile la nostra struttura organizzativa e destinare la possibilità di intervento anche laddove l’ente pubblico può trarne un profitto.
Faccio un esempio. Basterebbe fare una legge nella quale si dice che il 30% delle aree edificabili vanno individuate su suolo pubblico, in questo modo potremmo già dare una grande risposta e quindi esercitare meglio la nostra funzione. Invece quasi sempre ci preoccupiamo di fare le varianti a progetti di lottizzazione che interessano aree private.
Rivendico il diritto della politica ad essere protagonista, non a fare il censore e a dare le pagelle al privato. Questa è la prima questione.
L’altra riflessione che voglio sottoporre all’Assemblea legislativa riguarda la programmazione ed i controlli.
Controlli. Occorre garantire, attraverso una forte regia pubblica, un adeguato sistema di controllo radicato sul territorio. Non ci possiamo sottrarre. E nel fare questi controlli dobbiamo dettare regole ben precise ed adeguate.
Ad esempio una discarica non può durare in eterno. Condivido la preoccupazione che una discarica non possa durare più di trent’anni.
Noi stabiliamo princìpi in nome di un’esigenza di equilibrio, di tutela paesaggistica e ambientale, però poi ci arrampichiamo su tutti gli specchi per cercare di trovare le deroghe e prorogare situazioni di degrado.
Dobbiamo invece stabilire regole chiare che vadano avanti.
A Morrovalle il problema non esiste, noi lì abbiamo un piano provinciale che ha stabilito la chiusura di quella discarica, mi pare siamo arrivati alla fine, credo che ora ci sia un abbancamento autorizzato dalla Provincia solo per problemi di rimodellamento, per cui si tratta di una situazione provvisoria.
Quella è una discarica che nel nostro piano, quando l’abbiamo immaginato, concepito, progettato e attuato, doveva avere una durata massima, una durata appunto funzionale ad un equilibrio paesaggistico e ambientale. Ma noi questa durata l’abbiamo superata abbondantemente, più volte infatti abbiamo derogato a successivi ampliamenti.
Quindi ora il problema di Morrovalle, secondo me, è chiuso.
E’ comunque evidente che la Regione in quella discarica si deve tutelare dal punto di vista civile, perché nei confronti della Regione sono state eluse alcune imposte; alle Regioni Puglia e Marche dall’erario pubblico sono stati prudenzialmente sottratti 90 mila euro, quindi siamo potenzialmente parte civile danneggiata.
Inoltre ci dobbiamo preoccupare di verificare se queste 100 mila tonnellate di rifiuti smaltiti nelle nostre discariche, trattati come non pericolosi che invece erano pericolosi, abbiano prodotto un danno ambientale. E non è che lo dobbiamo fare solo a Morrovalle, ma anche in tutti quei siti dove sono stati depositati questi rifiuti; perché verosimilmente – la Magistratura accerterà le cose – sono transitati rifiuti pericolosi che poi sulla carta sono stati ripuliti e quindi in base a quella carta sono diventati non pericolosi.
Quindi come Regione dobbiamo accertare se è stato prodotto un danno all’erario e se è stato prodotto un danno irreversibile all’ambiente.
Io quindi sono favorevole alla mozione – penso di parlare a nome del Gruppo –, ma sia con l’emendamento dell’Assessore Giannini che on quello presentato dall’Italia dei Valori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. A livello di controlli bisogna sicuramente essere molto più intransigenti. Quello che emerge, infatti, è veramente un dato che mette paura, è un gravissimo vulnus. Tutte le discariche che conosco nella mia provincia sono state coinvolte da conferimento di rifiuti tossici. Anche nella provincia di Pesaro ci sono rinvii a giudizio di moltissime persone implicate in questo traffico pericolosissimo. Inoltre nelle zone circostanti la discarica di Carrara si sono verificati casi di malformazioni e di malattie attinenti sicuramente al conferimento di materiali tossici.
Questa non è soltanto una questione tecnica, ma è soprattutto una questione morale. La Regione non può far finta che non esista!
Peraltro tali situazioni non le vediamo nella trasmissione di Report che comodamente ascoltiamo dal salotto di casa nostra, queste ce le abbiamo direttamente qui nel nostro territorio. Quindi dobbiamo avere risposte.
Ci possiamo fidare della Magistratura? Non lo so, perché per la maggior parte tutte queste storie se ne vanno in prescrizione.
C’è quindi, ripeto, una questione morale che certamente implica i politici, quindi non possiamo far finta che non sia così.
Pertanto di quello che è avvenuto rivendico fortemente un controllo da parte della Regione.
Nella precedente legislatura venne istituita una Commissione speciale sulla situazione delle discariche del pesarese. Che fine ha fatto?! Non c’ero, non lo so, ma sicuramente non è arrivata ad alcunché.
Sappiamo bene che il traffico dei rifiuti tossici è allettante, lì ci si buttano le mafie, le camorre, i Casalesi, come citavo anche prima. Purtroppo anche nella nostra regione cominciano ad esserci segnali molto preoccupanti, noi della Lega l’abbiamo capito sin da tempi non sospetti.
Ripeto, rivendico una questione morale che appunto la Regione deve cominciare a mettere in piedi. Inoltre occorre utilizzare tutte le risorse per fare i controlli, a cominciare dalle GEV (guardie ecologiche volontarie). Su questo approfitto per aprire una parentesi, ossia, le GEV della provincia di Pesaro molto spesso sono ostacolate nell’attuare il loro lavoro di controllo, addirittura mi hanno detto che qualcuno ha detto di stare lontano dalle discariche. Un aspetto che mi sembra abbastanza allarmante.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Ho ascoltato attentamente sia l’intervento dell’Assessore Giannini sia quello del Consigliere Comi. Allora una domanda mi sorge spontanea – forse sono il più ingenuo fra i Consiglieri regionali, ripeto, sono capitato qui per caso! –. Ossia, se i controlli vanno fatti e questi competono alla Regione o alle agenzie a cui la Regione stessa partecipa, controlla, nomina, secondo voi chi dovrebbe rispondere a quella denuncia fatta tempestivamente – una parola usata anche dal Consigliere Comi – in tempi non sospetti? Che cosa ne è venuto fuori?
Ripeto, le indagini della Magistratura sono ovvie, dovute, scontate, tutto è fatto per la tutela della salute dei cittadini, la questione morale, la questione immorale, la questione della mondezza, però rispetto alle ditte che hanno appalti nella gestione dei rifiuti apprendiamo sempre dopo, mai prima, ossia quando ormai la notizia ha assunto i contorni del reato.
Quindi a questo punto mi sorge spontaneo avere, anzi, pretendere, un elenco delle aziende che avevano la gestione degli appalti. Così come lo ha rappresentato anche la Magistratura della Campania. Che poi sicuramente avevano tutte le autorizzazioni concesse anche per i trasporti tra regione e regione per quel sito destinato, o meglio, predestinato a recepire quella mondezza, su cui da tempo qualcuno, credo i tecnici dell’ARPAM , aveva già messo le mani avanti.
Allora chi doveva controllare il controllore, ovvero quella persona che giustamente ha detto che c’era qualcosa di irregolare? Si stava parlando di rifiuti tossici!
Gradirei pertanto conoscere dall’Assessore all’ambiente l’elenco dei rifiuti tossici, così come vengono classificati dall’attuale normativa. Lei è molto attento, sensibile all’ambiente, è per questo che giustamente ricopre l’incarico di Assessore, ma io che sono, ripeto, un ingenuo Consigliere d’opposizione vorrei anche sapere se tra le altre cose da quei soggetti che hanno interagito fra di loro fosse venuto magari qualche contributo per la campagna elettorale di qualche rappresentante politico. Ecco dunque che arrivo alla questione morale.
Quindi per la tutela della cittadinanza delle Marche bisogna sapere bene – eventualmente faremo un emendamento all’emendamento – da dove provenivano e chi erano gli enti appaltanti, cioè coloro che avevano avuto l’appalto per portare questi rifiuti dalla Campania nelle Marche e che poi dalle Marche andavano in altre direzioni.
Questa è una mappa che possiamo fare proprio perché c’è quell’avviso fatto a suo tempo dall’ARPAM che diceva: “qui c’è qualcosa che non va”. Quindi è da quel momento preciso in poi che bisogna capire tutte le cose così come ho esposto.
Grazie all’Assessore all’ambiente e alle attività produttive, inoltre grazie al Consigliere Comi che ha fatto un intervento di puntiglio ma preciso e chiaro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Come ha illustrato prima il collega Marinelli, con questa mozione abbiamo voluto portare in Assemblea legislativa l’attenzione di un allarme, di una preoccupazione che si è creata nella popolazione attorno alla discarica e complessivamente nel territorio maceratese.
Il problema è esploso, stante le notizie che abbiamo ora, con una tale dimensione che sicuramente era difficile prevedere.
Quindi ci siamo fatti interprete di questa preoccupazione, insieme ai nostri Consiglieri comunali, ma anche insieme ai cittadini di tutti i colori, come diceva prima Acacia Scarpetti, perché qui non sarebbe opportuno fare divisioni di partito.
La prima cosa che abbiamo voluto sottolineare è che a tutela della salute dei cittadini la Regione deve assolutamente essere presente in questa vicenda.
Ecco perché con questa mozione abbiamo chiesto la costituzione di parte civile in quello che sarà il procedimento, che sicuramente si aprirà, ovvero abbiamo chiesto di assumere con forza, attraverso i propri organismi, gli organismi tecnici dell’Asur e dell’Arpam, tutti i provvedimenti a tutela dei cittadini.
Il secondo aspetto riguarda quegli argomenti che hanno toccato anche i colleghi Comi e Giannini, cioè la programmazione complessiva dello stoccaggio dei rifiuti.
Sappiamo come almeno noi maceratesi, con le diverse Giunte provinciali e le diverse maggioranze, ci siamo divisi su questi argomenti.
Oggi in quest’Aula sono echeggiate diverse polemiche, anche da parte degli avversari del centro-sinistra, che credo abbiano tutte trovato un fondamento.
Le critiche sono diverse, sulla discarica di Camerino che poi non è stata fatta, attualmente la discussione su Cingoli che sapete riguarda due province. Ma direi di non ritornare su questi argomenti, stiamo per il momento uniti sul fatto che la Regione deve assumere un ruolo di tutela della salute dei cittadini e dei loro diritti.
Quindi la costituzione di parte civile, dopodiché adoperarsi in ogni sede affinché non sia concesso l’ampliamento di questa discarica.
Un argomento toccato anche nell’avvio della legislatura del Presidente Capponi – legislatura che dopo poco meno di un anno si è interrotta –, che ha riguardato anche una forte discussione sull’ampliamento soprattutto per i rifiuti speciali della discarica di Morrovalle. E voglio far notare che il PdL in Provincia di Macerata e nel Comune di Morrovalle ha dato sempre il proprio parere contrario a questo ampliamento. In ogni caso di fronte a questa vicenda non ci devono essere dubbi.
Pertanto ribadiamo qui – su questo è stato chiaro anche il Consigliere Marinelli – la nostra fiducia sulla funzione e sulle competenze tecniche dell’Arpam, sulle quali non abbiamo da dire nulla per quello che è stato fino ad oggi. Se abbiamo scritto di getto qualcosa che riguarda una perplessità, cioè sul perché certi controlli sono sfuggiti, è vero, l’abbiamo fatto probabilmente impulsivamente, quindi siamo pronti a togliere queste righe che riguardano l’Arpam, però allo stesso tempo parte forte un pressing deciso affinché venga attuata, come mi pare dicesse anche il collega Zaffini, una forte azione di controllo.
Il collega Acacia Scarpetti poc’anzi ha illustrato degli emendamenti aggiuntivi alla nostra mozione, noi li condividiamo in quanto li riteniamo costruttivi, utili, idonei a questo momento, idonei a dare una risposta seria e concreta ai cittadini che vogliono sapere cosa fa la Regione in un momento così drammatico.
Anche la visione programmatica illustrata dal Consigliere Comi ci trova d’accordo – come ha detto anche il collega Trenta –, ovvero quella di riassumere ai soggetti pubblici un programmazione e un controllo poi.
Sapete che per educazione civica non siamo contrari a quello che il Consigliere Comi ha definito il giusto diritto d’impresa, ossia a fare impresa dei soggetti privati anche sui rifiuti, però siamo, come lo siamo per tutti gli altri settori (energia, acqua, aria ecc.), per una forte programmazione del pubblico e per una forte capacità di controllo dei soggetti pubblici.
Quindi se oggi l’Assemblea legislativa si ritrova attorno a questa mozione emendata siamo soddisfatti. Spero che l’Assessore assumerà tutti i provvedimenti conseguenti a questa approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Condivido completamente l’intervento del collega Comi ma anche quelli degli altri Consiglieri.
In realtà, Consigliere Massi, la preoccupazione che avete segnalato con la mozione è stata fatta propria dall’intera Assemblea legislativa già nel votare all’unanimità l’iscrizione della stessa all’ordine del giorno odierno.
Su questo tema delicatissimo dei rifiuti che ha coinvolto questa come altre regioni, poi le Marche sono le Marche. Voglio dire che le Marche già in passato, con la vicenda della famosa discarica di Carrara, hanno dimostrato non solo di voler conoscere le questioni, lasciando alla Magistratura ovviamente il corso di seguirle da un punto di vista penale, ma anche perché questo stessa Assemblea a suo tempo votò una Commissione assembleare d’inchiesta, alla quale partecipavano Consiglieri di maggioranza e di opposizione, per avviare anche un percorso di conoscenza; su questo hanno fatto riferimento anche i Consiglieri Trenta e Zaffini, che però ogni volta che si parla di discariche e di rifiuti devono metterci dentro anche una questione morale.
Mi pare invece che questa Regione rispetto alle questioni morali sia abbastanza tranquilla. Dopo la campagna elettorale, i primi tempi che ci siamo insediati, maggioranza e opposizione hanno potuto vedere quanto questa Regione sia al di fuori, come lo è stata e spero continui ad esserlo, rispetto a certi meccanismi di distorsione.
La vicenda in oggetto è sicuramente delicata, ha dei risvolti da approfondire, ma quando c’è in corso un’indagine della Magistratura anche una sola parola in più detta in un’Assemblea legislativa forse è opportuno evitarla. C’è un’indagine in corso, ma gli strumenti devono essere quelli della politica. Abbiamo intenzione di nominare una commissione d’inchiesta come si è fatto per Carrara di Fano? Benissimo, si nomina, si segue un percorso parallelo e si traggono le cose che possiamo trarre.
In questo caso ci sono vicende che riguardano un Comune, ci sono crediti della Regione verso certi soggetti, per cui certamente è opportuna anche un’attenzione particolare di questa Regione e degli enti strumentali, insomma ci vuole sicuramente una presenza costante di verifica anche sul piano politico.
Dunque la mozione presentata, con gli emendamenti che sono stati illustrati, può essere sicuramente votata dall’Assemblea legislativa, accogliendo così unitariamente quell’elemento di preoccupazione che i Consiglieri Marinelli e Massi hanno sottolineato. Tenuto conto che c’è un percorso della Magistratura in fase di approfondimento, sicché quando c’è di mezzo questa istituzione è chiaro che la nostra parte deve essere quella politica, ci attiene, ma senza andare oltre.
Mi pare che si possa arrivare, con gli emendamenti che ora il Consigliere Comi, insieme agli altri partiti di maggioranza sta aggiustando e che potremmo utilizzare anche come proposta di risoluzione, ad un voto unanime sul tema della discarica di Morrovalle.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione.
E’ stato presentato un emendamento dall’Assessore Donati che per illustrarlo ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Sandro DONATI. Pur condividendo la mozione presentata dal centro-destra e il successivo emendamento dei Consiglieri Acacia Scarpetti, Giorgi, Eusebi, vorrei evidenziare con questo mio emendamento che la questione appena uscita sulla stampa è stata già seguita sia da me che dal dirigente, il quale in questi giorni si è tenuto sempre in contatto con tutte le forze dell’ordine con cui abbiamo intrapreso uno scambio.
La situazione da parte della Regione Marche è pertanto monitorata.
Vorrei evidenziare che con questo mio emendamento si è inteso sostituire il primo punto del dispositivo della mozione con “continuare a seguire…” perché già la vicenda l’abbiamo seguita fin dall’inizio.
Al secondo punto della mozione si evidenzia che la competenza per il rilascio delle autorizzazioni non spetta alla Regione bensì alla Provincia, questo va stralciato. Se poi vogliamo aggiungerlo perché comunque mi si dice che la discarica di Morrovalle è già chiusa e ci vogliamo impegnare ugualmente su una cosa già fatta lo possiamo anche fare. Mentre al terzo punto si chiede di attivare tutti i controlli tecnici, perché gli altri controlli spettano alla Provincia tramite l’Arpam.
Con me ho una relazione che mi è stata inviata dieci minuti fa da parte dell’Arpam, da cui risultano tutti i controlli effettuati fino ad oggi. Se volete ve la posso anche leggere, ma ci vorrebbero più di trenta minuti, altrimenti ve ne fornisco una copia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Volevo intervenire su quanto detto ora dall’Assessore sull’emendamento da lui presentato.
Il primo punto dice “a continuare a seguire l’intera vicenda a tutela della salute dei cittadini fino alla costituzione di parte civile”. Sostanzialmente è uguale al primo punto della mozione.
L’altro punto dice “ad attivare e sollecitare tutti i controlli tecnici”, in maniera molto succinta è quanto detto al terzo punto della mozione, per cui ci sta bene, indipendentemente dall’Arpam. E se ci fosse stata la notizia da parte nostra di qualche cosa di illecito o non regolare fatta dall’Arpam non se ne sarebbe parlato qui ma nelle sedi opportune.
Il secondo punto della mozione per noi è importante, perché si deve impedire l’autorizzazione all’ampliamento di questa discarica, non tanto alla sua chiusura. Per cui questo punto determinante della mozione secondo noi deve essere mantenuto.
Anzi ritengo che tutti i tre punti della mozione possono essere mantenuti, sostanzialmente sono uguali a quelli dell’emendamento.
Chiaramente ora sarà l’Assemblea con il voto a decidere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. L’Assessore Donati ha spiegato il suo punto di vista sul suo emendamento, su cui sono d’accordo perché ha ribadito le nostre posizioni.
Per quanto riguarda il punto 2) si potrebbe aggiungere ad abundantiam, per ribadire una posizione politica netta di quest’Aula.
E’ vero che le competenze sono provinciali ma comunque ribadiamo un principio. La legge può cambiare, potremmo fare altri tipi di legge, quindi garantiamo, infatti qui saggiamente l’estensore ha messo “secondo le proprie competenze”. E se oggi competenze non ci sono sarà un pronunciamento di tipo politico, se invece ci saranno competenze regionali noi avremmo detto che quella discarica è morta. Non vedo quale possa essere il danno.
Il resto dell’emendamento dell’Assessore Donati lasciamolo, non l’ho esaminato terminologicamente, ma mi sembra in linea con i princìpi, per cui siamo d’accordo su tutto.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Donati.

Sandro DONATI. Solo per dire che inseriamo il secondo punto all’emendamento: “a garantire, secondo le proprie competenze, che non sia rilasciata alcuna concessione o autorizzazione all’ampliamento della discarica di Morrovalle”.

PRESIDENTE. Allora a questo punto il testo dell’emendamento n. 1 dell’Assessore Donati è il seguente:
“Sostituire i tre punti del dispositivo con il seguente:
1) a continuare a seguire l’intera vicenda a tutela della salute dei cittadini fino alla costituzione di parte civile;
2) a garantire, secondo le proprie competenze, che non sia rilasciata alcuna concessione o autorizzazione all’ampliamento della discarica di Morrovalle;
3) ad attivare e sollecitare tutti i controlli tecnici.”.

Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 2 dei Consiglieri Acacia Scarpetti, Giorgi, Eusebi:
“Nel dispositivo dopo i primi tre punti aggiungere i seguenti:
a) a predisporre in maniera urgente per tutte le ditte autorizzate nel territorio regionale un adeguato protocollo di verifica sull’andamento dell’attività;
b) a sollecitare il previsto sistema di tracciabilità dei rifiuti;
c) a considerare l’ipotesi di chiudere e bonificare le discariche con oltre trent’anni di attività;
d) a prevedere un sistema regionale di siti di smaltimento rifiuti tendente alla diminuzione del loro numero totale.”.

Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Pongo in votazione la mozione n. 44, così come emendata dagli... (…) Ha chiesto la parola il Consigliere Marangoni, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Scusi, Presidente, sull’ordine dei lavori.

PRESIDENTE. L’ordine dei lavori lo trattiamo dopo.

Enzo MARANGONI. Però volevo dire questo, si sta passando alla votazione della mozione, ma mi pare che sia stato annunciato un altro emendamento di cui però non ho sentito fare la chiamata.

PRESIDENTE. Da chi?

Enzo MARANGONI. Dal Consigliere Trenta. Prima ho sentito che parlava di un emendamento, penso l’abbia anche presentato.

PRESIDENTE. Al tavolo della Presidenza non è arrivato niente. (iI Consigliere Trenta risponde a microfono spento)

Enzo MARANGONI. Magari può presentarlo in questo momento.

PRESIDENTE. No! Perché prima anche l’Assessore per poter presentare un emendamento ha dovuto munirsi di carta e penna, scriverlo, dopodiché lo ha passato alla Presidenza e dunque l’abbiamo potuto mettere ai voti. La procedura è questa, non è modificabile.
Pongo in votazione la mozione 44, così come emendata.

(L’Assemblea legislativa approva)


Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi c’era stata la richiesta da parte del Consigliere Marangoni di arrivare fino alla discussione della mozione n. 16, per cui ora essendo le ore 13,30 devo rimettermi al parere dell’Aula per capire se dobbiamo proseguire i lavori o chiudere la seduta oppure se sospendere i lavori e riprenderli fra un’ora.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marangoni, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Presidente, chiedo l’anticipazione, se può essere utile per una mediazione veloce, della mia mozione (prima ce ne sono altre due) ed eventualmente facciamo soltanto questa.

PRESIDENTE. Consiglieri, però prima devo sapere se intendiamo proseguire la seduta. (…) Allora, se ho capito bene, mettiamo ai voti la prosecuzione impegnandoci a discutere solo questa mozione, poi chiudiamo la seduta?
Ha chiesto la parola il Consigliere Camela, ne ha facoltà.

Valeriano CAMELA. Scusate, ma in una precedente Conferenza dei Capigruppo era stato chiesto l’anticipo della mozione n. 28 della quale sono primo firmatario.

PRESIDENTE. Allora le discutiamo entrambe? (…) Bene, allora se siete d’accordo facciamo così: si prosegue e ci impegniamo a discutere le mozioni n. 28 e n. 16, dopodiché chiudiamo i lavori.
Pongo in votazione questa mia proposta.

(L’Assemblea legislativa approva)


Mozione n. 28
dei Consiglieri Camela, Malaspina
“Crisi occupazionale ed economica del Piceno”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 28 dei Consiglieri Camela, Malaspina. Ha la parola il Consigliere Camela per illustrarla.

Valeriano CAMELA. Ringrazio questa Assemblea per aver consentito l’anticipo della discussione della problematica contenuta in questa mozione.
Vorrei rappresentare alcune delle problematiche che investono il territorio piceno, la cui la debolezza da qualche anno a questa parte è stata riconosciuta, tanto che ha acquisito una dignità di delega assessorile, l’Assessore Canzian ha infatti la delega per il piceno.
Dicevo che sono da quattro anni a questa parte che il territorio Piceno ha visto troppo frequentemente riunire i Consigli di numerosi suoi Comuni per dibattere il tema rovente della crisi occupazionale ed economica; l’area del Piceno risulta infatti quella maggiormente in difficoltà dell’intera regione Marche.
Il territorio piceno ha purtroppo consolidato il triste primato del tasso di disoccupazione (9,6%), il più elevato rispetto alle altre realtà provinciali marchigiane che registrano un tasso medio del 5,6%, con punte particolarmente alte nelle aree dell’entroterra, ove peraltro si osserva una forte penalizzazione della componente femminile (20%).
Nel 2009 le ore complessive di cassa integrazione autorizzate sono più che raddoppiate, hanno superato abbondantemente i tetto di 3 milioni di ore;
Considerato che questa gravissima emergenza occupazionale ha prodotto più di 4.000 ormai ex occupati; per come ragiono io ritengo che il problema della difficoltà economica investa dalle 12 alle 15 mila persone, dobbiamo infatti considerare che il nucleo familiare è composto da tre-quattro persone.
Quella che si configura ormai come una vera e propria questione sociale, obbliga ad una riforma del welfare ad ogni livello e più in particolare dei meccanismi di protezione sociale, affinché possa ridursi la forchetta delle disuguaglianze evidenti nella nostra società.
Questa proposta deriva da forti sollecitazioni della comunità che appunto richiede risposte concrete a questo problema reale.
Ritengo che le Istituzioni, gli imprenditori, il sistema creditizio e i sindacati debbano elaborare e condividere con urgenza provvedimenti incisivi ed efficaci volti a risolvere la grave situazione di crisi dell’area Picena.
Pertanto sollecitiamo un duplice livello di impegno della Giunta regionale.
Da una parte magari anche attraverso la costituzione di una task force regionale che possa sollecitare il Governo a finanziare adeguatamente il Protocollo d’intesa Val Tronto-Val Vibrata, siglato presso il Ministero dello sviluppo economico a Roma il 27 marzo 2008, che sicuramente è uno strumento in grado di intercettare tutte le possibili opportunità finanziarie ed economiche rivolte a portare vantaggio del territorio.
Inoltre: si adoperi per aggiornare gli Indici di disoccupazione e gli altri valori considerati, al fine di eliminare tutti gli ostacoli al riconoscimento della Zona Franca Urbana nel Piceno e, come analizzato i precedenza, di poter rivedere questi indici; individui il nostro territorio come zona cuscinetto ove estendere le agevolazioni previste nelle confinanti Regioni del Mezzogiorno attraverso il «Piano per il Sud» (Banca del Mezzogiorno, credito d’imposta nuovi investimenti, fiscalità di vantaggio). Questo nostro territorio attualmente, nonostante i medesimi negativi indicatori socio-economici, è escluso da questi benefici.
L’altro livello di impegno della Giunta regionale è rivolto affinché si occupi del reperimento di specifici fondi comunitari, statali e propri della Regione stessa per le zone del piceno fortemente disagiate e colpite profondamente dalla disoccupazione.
Poi a fare da raccordo tra il Ministero dello sviluppo economico ed enti ed organismi sul territorio per un’azione rapida, efficace e continuativa per risolvere la crisi del lavoro del piceno.
Infine ad istituire all’uopo un tavolo operativo permanente.
Sottopongo a voi queste riflessioni per un proficuo dibattito.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Per suggerire un voto condiviso anche dal mio partito.
Però vorrei evidenziare alcuni aspetti. Quando ad esempio viene richiamata la task force per il piceno, non ha significato, mi sembra del tutto inappropriata, per il piceno c’è già un Assessorato.
Stesso discorso vale per gli ultimi due punti 5) e 6) dove si dice “a fare da raccordo tra il Ministero dello sviluppo economico ed enti ed organismi sul territorio”, infatti anche questo l’Assessorato lo fa già da tempo. Non possiamo certo chiedere una cosa che già si sta facendo, allora abroghiamo l’Assessorato per il Piceno.
Da ultimo quando si dice “istituire all’uopo un tavolo operativo permanente”, anche questo mi risulta già ci sia, c’è un confronto costante.
Il contesto è interessante ed è giusto richiamarlo con una mozione di questo tipo, ma su alcune questioni c’è ridondanza, ci sono cose che già si stanno realizzando. In modo particolare, ripeto, la task force mi sembra eccessiva.
Io confido molto sul lavoro dell’Assessore rispetto alle problematiche del Piceno e alla crisi del lavoro che ha colpito quella realtà. Una realtà che abbiamo seguita anche in passato e su cui è stato appunto istituito anche un Assessorato al Piceno che già di per sé significa tanto.
Mi pare che richiamarlo con la mozione sia giusto ma togliamoci quelle cose che stanno già dentro il programma operativo di lavoro della Giunta e dell’Assessorato.
Quindi se cassiamo questo penso che si possa votare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Assessore Canzian, come vede per noi la convivenza con l’UdC non è il massimo. Ma vogliamo interpretare quel buon rapporto che abbiamo instaurato in Consiglio comunale e quindi diamo piena fiducia al fatto che lei rappresenti la crisi nel piceno nelle sedi che riterrà più opportune, sempre con il supporto della proposta e del contributo fattivo, dunque con la conoscenza oggettiva dei fatti.
Pensavo ci fosse un po’ più pudore da parte dell’UdC a parlare di crisi occupazionale ed economica nel piceno, è come se per dieci anni loro nel piceno non hanno avuto un ruolo. L’ipocrisia è una cosa che mi dà proprio fastidio.
D’istinto voterei contro, pur venendo da Ascoli Piceno, sono il Presidente del Consiglio comunale di Ascoli.
Ha fatto bene il Consigliere Ricci a ricordare la ridondanza di argomenti come “task force per il Piceno, tavolo ecc.”.
Assessore Canzian, le riconfermo in toto quella stima che la PdL del Consiglio comunale di Ascoli Piceno ha nei suoi confronti, ma intendo estenderla anche al Piceno intero.
Riguardo al punto 5) “fare da raccordo tra il Ministero dello sviluppo economico…”, nei dieci anni passati abbiamo votato un rappresentante, che ancora oggi mi ha mandato una lettera in quanto ho convocato un Consiglio comunale aperto, così come prevede lo Statuto, proposto dal Capogruppo del PD Corradetti Stefano, che lei conosce bene.
Mi pregio allora di informare l’intera Assemblea legislativa che il Consiglio si è svolto il giorno 7 alle ore 13 e dopo una cervellotica convocazione è finito alle ore 18 con un ordine del giorno proposto dall’opposizione, in quel caso dal PD, e votato all’unanimità, ed erano assenti solo i rappresentanti dell’UdC che hanno abbandonato l’Aula per fare una contromanifestazione.
Questi giochetti sono ri-pro-ve-vo-li. Chi invece ha a cuore le sorti del Piceno ha dato grande consenso all’Assessore Canzian e lo sostiene con la sensibilità di chi fa politica per rappresentare veramente l’interesse della comunità. Quindi buon lavoro, Assessore Canzian.
Questo credo sia un intervento condiviso anche dall’Assessore Natali – Assessore nel futuro – che teme le ire dell’on. Ciccanti. Invece io amo le ire dell’on. Ciccanti, mi piace confrontarmi con lui che se la suona e se la canta. Adesso però dovrà ballare quello che noi chiamiamo il saltarello, al quale ci ha abituati, di qua e di là.
Stia tranquillo, Assessore, quindi andiamo avanti nell’interesse del Piceno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Sarò molto più breve del Consigliere Trenta. Io apprezzo quello che ha detto il Consigliere Ricci, lui ha detto che tutto quello che è la materia di questa mozione è del tutto superfluo.
Ma le problematiche del nostro territorio tutto meritano al di fuori delle strumentalizzazioni da accatto. E oggi siamo in una situazione in cui sembra che la nuova delega al Piceno sia stata sostanziata di altri contenuti rispetto alla delega che viene dalla passata legislatura.
Quindi non ci sembra un buon modo di difendere quello che succede nel Piceno il portare in discussione una mozione alle ore 14,15 dopo una giornata in cui l’Assemblea legislativa sta spirando lentamente nella stanca estate, chiedendone addirittura l’anticipazione, magari per avere il titoletto sul giornale di domani e quel minimo di pubblicità. E’ una vecchia politica!
Il Consigliere Trenta richiamava i protagonisti e gli epigoni, quelli che hanno inventato questo modo di fare politica, che non è certamente quello della soluzione dei problemi, semmai è quello della soluzione dei propri problemi personali. E questa è una politica che Ascoli Piceno purtroppo conosce da tanto tempo, una politica che ha accasciato Ascoli Piceno, ma che fortunatamente, a mio avviso, comincia un po’ ad essere eliminata.
Quindi, Assessore Canzian, lei sarà molto controllato da noi, io non le faccio le mozioni d’affetto che le ha fatto il Presidente del Consiglio comunale, lei sarà molto molto incalzato da noi. Però non sarà incalzato strumentalmente, di questo potrà essere sicuro. La incalzeremo su problemi che conosce quanto noi, che lei stesso sa quanto non sono stati affrontati e difesi nel nostro territorio.
Non le voglio dire che saremo la sua spina nel fianco, ci mancherebbe altro, saremo invece al suo fianco, fiduciosi che lei i problemi li affronti e cerchi di risolvere.
Sono sicuro che se lei saprà difendere il territorio del piceno e se necessario muovendosi anche duramente nei confronti della coalizione che lo ha nominato Assessore, dall’altra parte noi le possiamo solo dire che con la stessa forza ci impegneremo a fare le stesse cose nei confronti di un Governo che magari dovesse non impegnarsi con lo stesso modo in favore del territorio Piceno.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Io penso che ogni qualvolta le problematiche del Piceno vengono poste all’attenzione dell’Assemblea legislativa credo sia un momento positivo, da valutare positivamente se volte a risolvere le problematiche di quel territorio.
In questi primi tre mesi di esperienza amministrativa nella Giunta regionale e poi in questa Assemblea legislativa il percorso che ho iniziato, che abbiamo iniziato insieme ai colleghi Consiglieri e ai colleghi di Giunta, è sostanzialmente positivo. Nel senso che si è innescato un percorso nuovo, che deve partire – di questo sono convinto – dalla consapevolezza della peculiarità dei problemi del territorio Piceno, come pure dalla consapevolezza che da questi problemi si esce solo con un impegno corale da parte di quel territorio.
Io ho sempre affermato, e lo riconfermo in questa Aula assembleare, che sui grandi obiettivi – ne menziono alcuni che fra l’altro sono contenuti nella mozione del collega Camela –, come l’accordo di programma Val Tronto-Val Vibrata, la riconversione dell’SGL Carbon, le infrastrutture di quel territorio, non devono esserci differenze di schieramento e di appartenenza politica. Sui grandi obiettivi tutta la comunità, non solo politica ma anche le forze sociali e i sindacati, deve e può ritrovarsi dalla stessa parte.
Come accennava il Capogruppo Ricci credo che se da questa mozione verranno tolti alcuni orpelli, che sottolineano, seppure nelle buone intenzioni del Consigliere Camela, un rafforzativo al peso e al ruolo che la delega Piceno deve e può avere, possa essere votata.
E’ ovvio che siamo tutti chiamati, in primo luogo il collega Camela ma anche l’Assessore Donati e i Consiglieri di minoranza del territorio Piceno, ad uno sforzo ulteriore affinché davvero i problemi di quel territorio possano essere presi in considerazione e soprattutto messi all’ordine del giorno di questa Assemblea legislativa e quindi della Giunta regionale.
Quindi sostanzialmente credo che possano essere accolti positivamente i contenuti di questa mozione, ma bisognerebbe togliere i punti 5) e 6). Inoltre, quando si dice “impegna la Giunta regionale” toglierei, come diceva il Capogruppo Ricci, “mediante la costituzione di una task force per il Piceno”, oggettivamente sembra alquanto pleonastica, sembra un qualcos’altro rispetto alla delega al Piceno che il Presidente Spacca ha voluto attribuirmi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Camela.

Valeriano CAMELA. L’Assessore Canzian era stato da me preavvisato prima che facessi protocollare questa mozione e lui ne aveva apprezzato in toto il vero significato di fondo dell’iniziativa.
Ci sono delle frasi che hanno solo un carattere rafforzativo. Certo, è chiaro che c’è una struttura, infatti le problematiche del territorio Piceno sono state così importanti e note che hanno avuto la dignità di una delega assessorile. Quindi in questa espressione si comprende tutto il significato della situazione di cui stiamo parlando.
Ripeto, è solo un rafforzativo per focalizzare maggiormente su questa priorità l’attenzione della struttura assessorato, dei tecnici, dei politici, e in prima battuta dell’Assessore specifico. Cioè, anche nell’organizzazione di un assessorato si può dare una corsia preferenziale per focalizzare meglio questi gravi problemi di crisi occupazionale ed economica, perché quei numeri sono reali, e la nostra provincia è quella che più risente e di questi problemi.
Io ho fatto il Presidente del Consiglio comunale ad Ascoli per sette anni, ma mai mi sarei permesso di convocare un Consiglio aperto sulle problematiche della manovra finanziaria – aperto significa la partecipazione di figure competenti della problematica, quindi aperto ai parlamentari eletti del nostro territorio – alle ore 13 di un giorno feriale. Al quale io non ho potuto partecipare perché ero impegnato in Commissione sanità, ma se avessi avuto la possibilità di farlo avrei sicuramente rappresentato tali rimostranze in maniera forte, così come ha fatto il mio Capogruppo.

PRESIDENTE. E’ stato presentato un emendamento a firma dell’Assessore Canzian che vi leggo:
Dopo le parole impegna la Giunta regionale vengono soppresse le parole “anche mediante la costituzione di una Task Force per il Piceno”.
Poi viene prevista la cancellazione dei punti 5) e 6).
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 28, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Mozione n. 16
del Consigliere Marangoni
“Esposizione del Crocifisso nell’Aula dell’Assemblea legislativa delle Marche”
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 16 del Consigliere Marangoni, che ha la parola per illustrarla.

Enzo MARANGONI. Sarò breve nell’illustrazione, il concetto è molto semplice, al di là del contenuto nel quale si traccia l’importanza del Crocifisso nel suo valore laico sia nell’ordinamento italiano sia a livello internazionale almeno per quanto riguarda i Paesi occidentali.
Credo che il Crocifisso abbia due grandi significati.
Il suo valore principale è innanzitutto quello religioso che è un concetto fondamentale. Credo che per tutti coloro, come il sottoscritto, che ritengono di avere una fede – poi siamo tutti peccatori, ci mancherebbe altro – e che si riconoscono nei valori cristiani, sia molto importante avere il Crocifisso esposto in quest’Aula, così come dovrebbe essere esposto in tutti gli edifici pubblici e in tutte le scuole.
Tra l’altro ricordo che quando noi non siamo presenti in quest’Aula ci sono delle scolaresche che vengono a far visita all’Assemblea legislativa. Quindi è un valore importante per noi ma anche per i ragazzi che vengono qui.
Quindi, ripeto, per me vedere il Crocifisso esposto in quest’Aula, visto che mi riconosco in certi valori, è davvero importante, come credo lo sia anche per altri Consiglieri e per tutti quei ragazzi che vengono qui nei giorni in cui non c’è seduta assembleare.
Il posto ideale dove potrebbe essere messo è magari in alto lassù, sopra quella tabella. Anzi, se questa Assemblea legislativa dovesse approvare la mozione, come io spero, suggerirei che quell’operatore nel momento in cui si arrampicherà lassù sostituisca anche quel pannello dove c’è scritto “Consiglio regionale delle Marche”, adeguandolo appunto con la scritta “Assemblea legislativa delle Marche”.
Il secondo significato profondo del Crocifisso è quello culturale. Al di là infatti della fede personale che può esserci come può non esserci da parte di noi Consiglieri o anche da parte dei ragazzi che vengono qui, credo che il Crocifisso di per sé abbia un ampio valore culturale in senso laico, cioè è la sintesi perfetta della nostra tradizione, degli usi, costumi e valori del popolo marchigiano, del popolo italiano e direi anche dei popoli europei.
Quale altro simbolo potremmo trovare diverso da questo? Nessuno! Quale altro simbolo diverso dal Crocifisso, che racchiude valori sia religiosi sia culturali, come pure laici per certi aspetti, in gran parte riconosciuti anche dalla nostra Costituzione, potremmo trovare? Nessun altro!
Quindi è la sintesi perfetta dei valori che ci contraddistinguono e che dovrebbero accumulare, secondo me, tutti noi Consiglieri presenti in quest’Aula, al di là della fede che è un fatto più personale.
Credo inoltre che per chi si riconosce nei valori cristiani non si debba restringere la presenza del Crocefisso solo nell’aspetto personale, ma vada estesa anche nell’aspetto pubblico. Il giorno in cui ci limitassimo come credenti a restringere la concezione cristiana del Crocifisso solo nell’ambito privato oppure solo nel luogo di culto, quello sarebbe un giorno tristissimo, un giorno veramente brutto per tutti, quindi non solo per i cristiani ma anche per quelli che non lo sono.
Chiedo all’Assemblea di approvare questa mia mozione.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Considero questa mozione, se fosse un tema scolastico, tutta fuori tema. Qui si chiede l’esposizione del Crocefisso nell’Aula dell’Assemblea legislativa motivandolo così: “al di là dell’aspetto religioso è un simbolo storico dei valori laici propri delle nostre tradizioni culturali in parte richiamati dalla Costituzione”, poi si fa l’elenco dei valori richiamati dalla Costituzione. Che però secondo me sono valori che solo in parte derivano dalla tradizione cristiana, perché per la maggior parte vengono senz’altro dalla Rivoluzione francese. Allora direi che si potrebbe mettere su anche una foto di Robespierre o di qualcun altro.
Oltretutto questa mozione dice che il volere il Crocefisso non riguarda assolutamente l’aspetto prettamente religioso, bensì si riferisce al significato che tale simbolo rappresenta a rafforzamento del principio di laicità dello Stato.
Ma se qui allora si dice che è un simbolo non solo religioso – che secondo me invece è l’unico motivo per cui dovrebbe esserci un Crocifisso – gli altri motivi io li vedo più emblematici, da vitello d’oro, dove ognuno può riconoscerci ciò che vuole.
E questo che dico mi viene a puntino in quanto questa proposta di tipo religiosa integralista viene proprio da una forza politica che fa riti religiosi celtici sulle rive del Dio Po.
Io sono favorevole a tutte le professioni religiose, ma credo che la professione religiosa principale della Lega rimandi ad altri tipi di religioni praticate ancora in alcune zone del mondo, basate più sul rapporto con la natura, con il territorio, che non sul rapporto con i valori.
Peraltro da cristiano non praticante mi permetto di criticare quel concetto di cristianità posto dalla Lega, che non ha infatti nessuna solidarietà umana di fronte alla razza, di fronte alla provenienza, di fronte ai diritti umani di tutte quelle persone che vogliono respingere.
Ritengo che questa mozione sia un puro atto strumentale che non parte dalla necessità spirituale di nessuno, per cui voterò contro.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Molto brevemente perché credo si debba essere concisi e brevi. Peraltro è un dibattito che abbiamo sviluppato già a novembre in occasione della mozione presentata dal Consigliere Brini e dal Gruppo del PdL sempre in merito all’affissione del Crocifisso questa volta nelle aule scolastiche.
Anticipo che il Gruppo Partito Democratico voterà, obtorto collo, a favore di questa mozione; peraltro chiedo scusa al collega, non voglio fare la maestrina con la penna rossa, ma voglio far rilevare nella forma una questione lessicale e di appropriatezza di termini, perché l’ostensione è una cosa e l’affissione è un’altra, l’ostensione penso abbia anche una certa connotazione di movimento. Ma non voglio entrare nel merito di questo.
Farò alcune brevi riflessioni rifacendomi anche all’intervento che feci appunto a novembre in merito all’altra mozione riguardante il Crocefisso nelle aule scolastiche.
Allora ricordo che iniziai dicendo “più Vangelo e meno Crocifisso” e non perché il valore del Crocifisso non sia quello che soprattutto noi cattolici sentiamo. Quindi anche oggi sono costretta a ripetermi, molti concetti rimangono sempre gli stessi.
Ripeto, tale dibattito in quest’Aula non è nuovo, lo scorso novembre abbiamo approvato a larghissima maggioranza una mozione presentata dai Consiglieri del centro-destra relativa alla sentenza della Corte europea sulla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche. Venne fatta una discussione ampia ed articolata, sono state poste all’attenzione diverse riflessioni.
Torno quindi a ribadire che come cattolica il Crocifisso lo vorrei sempre in ogni luogo, Consigliere Marangoni, ma lo vorrei essenzialmente come testimonianza del grande messaggio di Cristo, che però continua a restare inascoltato, se la vogliamo mettere sul piano delle appartenenze, soprattutto per alcune questioni che ha poc’anzi anticipato anche il collega Binci.
Quella del Cristo è un’immagine di libertà e nello stesso tempo è la rappresentazione della sofferenza che sovrasta tante nazioni del mondo.
Nel lungo excursus proposto dal collega Consigliere Marangoni ci si sofferma sul concetto di laicità e sulla nostra Costituzione repubblicana, su cui però io intravedo un rischio molto concreto, quello cioè di portare il Crocifisso esclusivamente a simbolo dell’identità nazionale, della cosiddetta tradizione, tralasciando dunque il significato profondo che rappresenta il Crocefisso per tutti noi cristiani – se uno cristiano lo è! –. Del resto questo è vero anche per il non credente per il quale può sicuramente rappresentare un segnale di umanità ineguagliabile e profondo.
E quindi anche su questo era nato un dibattito molto vivace ed articolato. Ma ad una condizione, collega Marangoni, che comunque il Crocefisso ispiri per tutti sentimenti di fratellanza, di solidarietà, di coesione e di rispetto per l’altro, di condivisione dei problemi profondi che ci sono nella nostra società, come l’esclusione, la sofferenza, la povertà che tutti conosciamo e riconosciamo, e che si erga sopra questa nostra società sempre più multietnica in un abbraccio senza discriminazioni.
Questo è dunque il concetto che voglio segnalare al collega Marangoni.
Allora, Consiglieri, collega, qui vorrei porre una domanda. Ovvero, è il Crocifisso che ispira alla Lega quei sentimenti di quando inneggia alla Padania e pensa alla scissione, di quando non risparmia commenti di fuoco verso il Meridione, di quando organizza le ronde, oppure di quando si scaglia contro gli immigrati o contro i bambini immigrati che, secondo appunto la Lega, non avrebbero nemmeno diritto al medico proprio perché immigrati clandestini, o ancora, di quando non vuole i bambini stranieri nelle scuole, di quando in un paesino nel nord a Natale si fanno certe scelte non tanto opinabili quanto mostruose?
Colleghi della Lega, Cristo in croce rappresenta tutti, Cristo è morto per l’intera umanità. Ora non voglio fare qui troppo la romantica, ma tutti conosciamo bene il significato di questo.
Quindi prima di chiedere l’esposizione del Crocifisso in quest’Aula sappiate che il suo significato primario è proprio questo, per cui se non sappiamo rispettarlo percorriamo altre strade.
Dunque sì all’affissione del crocifisso in quest’Aula ma, per carità, non lo usiamo.
Direi che come Gruppo PD, e credo anche come maggioranza, possiamo dare mandato al Presidente di scegliere l’allocazione più consona a questa Aula assembleare. Affinché tutti potremo ritenerci soddisfatti nell’avere in mezzo a noi quel simbolo, ripeto ancora, che per me è più importante e più forte di tutti, ovvero quello della coesione tra le persone e soprattutto della fratellanza che tra esse deve ergere come principio e come valore essenziale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Non volevo toccare l’aspetto religioso, ma vedo che la questione cade sempre lì. Volevamo affrontare la questione dal punto di vista laico invece qui ci si dà un po’ del figliol prodigo, noi leghisti siamo quelli cattivi, quelli razzisti, insomma, le pecore nere della storia umana italiana, siamo veramente la feccia di questo Paese. E’ uno stereotipo che va avanti da anni, ma non è così.
Allora dal punto di vista religioso direi di guardare prima la famosa trave, poi in secondo luogo dire la verità, invece qui ci riponiamo sempre nelle menzogne, abbiamo fatto una propaganda come se fossimo in grado di accogliere tutto il mondo povero che esiste su questo pianeta.
Qualcuno invece queste povertà le ha proprio strumentalizzato per raccogliere voti e creare consenso. (…) Mi faccia parlare, Consigliere! Perché semmai c’è anche la parabola dei talenti, non so se la conosce, è un sintomo che non siamo tutti uguali, ossia, a qualcuno dà di più e a qualcuno di meno, e a quello che dà di meno, se poi non frutta, ha la stessa responsabilità, anzi, è condannato più di quello che ha di più.
Questo voglio sia visibile a tutti, perché la religione sembra essere solo un atto pietistico, ma non è vero, la religione è anche dura. Ad esempio San Pietro – ora faccio un po’ la predica – tagliò l’orecchio al centurione quando venne a prendere Cristo; quindi proprio San Pietro, il Padre della Chiesta, ha fatto un atto violento. E Cristo al centurione non gli disse che sarebbe finito nella Geenna, ma gli disse: “chi di spada ferisce di spada perisce” e questo Cristo lo dice anche per tanti altri atti di peccato.
Questa è una mia interpretazione personale però penso che potrebbe anche funzionare.
Quindi non ci sentiamo assolutamente come quelli che ci ha dipinto, Consigliere, non ci sentiamo addosso questo tipo di razzismo finto, perché poi abbiamo visto che il razzismo ha altre connotazioni.
Vorrei brevemente raccontarvi di una scoperta molto simpatica che ha fatto il Sindaco di Fermignano. Egli un giorno scoprì che un solerte don Peppone locale aveva cambiato lo stemma di Fermignano che vede una figura femminile che tiene nella mano destra un compasso, in onore del Bramante, noto architetto locale, e nell’altra un martello. Dopodiché quello stesso sindaco, Cancellieri, il primo sindaco della storia della Lega oltre il Po, andando a Roma scoprì che quell’antico stemma comunale aveva nella mano sinistra un crocifisso. Questo per indicarvi fin a dove può arrivare un certo tipo di strumentalizzazione collocata ideologicamente da una certa parte. Arriva a cambiare lo stemma comunale sostituendo il crocifisso con un martello!
A parte tutto, ognuno i simboli li usa come vuole, dunque noi siamo per collocare il crocifisso in quest’Aula. I motivi storici li abbiamo già detti, inoltre è anche un modo per andare contro le manifestazioni di secolarismo aggressivo che anche l’Europa ha manifestato. Sicché dobbiamo sicuramente alzare la voce andando contro questa tendenza aristocratica che attanaglia tutto il nostro continente, una tendenza che ci lascia le zucche vuote di halloween e poi ci toglie i simboli più cari.
Non possiamo più tollerare questi attacchi alla nostra identità, allora diamo l’esempio collocando in Aula il crocifisso, perché è silenzioso e parla solo a chi vuole ascoltare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Purtroppo il rischio di sconfinare su argomenti non attinenti al vero significato di una simile richiesta è sempre dietro l’angolo. E non c’è nulla di più fastidioso vedere la politica che apre dibattiti anche abbastanza grotteschi sulle religioni, con interpretazioni personali che vanno su ogni dove, legittime da un punto di vista cultural democratico, ma assolutamente fuorvianti da un punto di vista istituzionale. Primo perché se veramente l’Istituzione vuole rispettare tutte le religioni non c’è cosa migliore di non farne commenti in quest’Aula. Secondo perché se vogliamo dare credibilità a questa Istituzione si dovrebbe anche capire la portata delle proposte.
E’ evidente che il crocifisso in questa circostanza non può che essere considerato se non in termini laici, non può esistere un approccio interpretativo di altro tipo.
Vorrei ricordare ai signori Consiglieri che questa proposta non nasce oggi perché se l’è inventata il Consigliere Marangoni, ma è un dibattito che perdura già da qualche anno a livello nazionale. Un dibattito nato su episodi incresciosi, vale a dire di dirigenti scolastici che hanno ammainato il simbolo della cristianità per cercare di compiacere figli di mussulmani, che però, come più volte scritto sui giornali anche da persone autorevoli come il presidente dell’UCOII Mohamed Nour Dachan, non l’avevano neppure chiesto.
Pertanto anche oggi la portata di questo simbolo non dovrebbe essere travisata. Anche perché non vi è un’affermazione dell’identità nazionale, come ho sentito dire da qualcuno, non c’entra niente, qui stiamo parlando di un’identità europea.
E a livello nazionale queste proposte, che non sono solo di esponenti della Lega ma anche di altri esponenti sia del PdL che del mondo della cultura, non nascono da rivendicazioni politico-territoriale, tutt’altro, è un voler prendere il simbolo della tradizione cristiana europea e a questa dare una valorizzazione, ma a che pro? Quello di dare il segnale, a chiunque venga da noi, che vogliamo affermare la nostra identità. E affermare l’identità non vuol dire negare l’identità altrui. Quindi è proprio per questo che non dobbiamo imitare il modello francese dove fanno a gara a togliere tutti i simboli, tutti! Cioè il multiculturalismo francese, che è un noto fallimento, porta a dire: tu sei mussulmano allora togliti il burka, tu sei cristiano togli il crocifisso, tu sei buddista non fare questo o quello ecc.. Morale della favola, pensano che in questo modo si possa risolvere la faccenda.
La faccio breve perché non voglio tediarvi con le mie opinioni, mi limito solo a dire che il senso che colgo in questa mozione è che il crocifisso è un simbolo laico che manifesta una tradizione e un’identità cristiana europea, quell’identità che appunto attraverso il crocefisso si rinforza, come pure poi si rinforza anche l’istituzione.
La chiave di lettura, secondo me, è solo questa, altrimenti posso anche immaginare, seppure io sia cattolico cristiano, che potrebbe turbare altre culture più che legittime.
Quindi personalmente voterò a favore della mozione perché credo che l’esposizione del crocefisso possa anche avere una valenza laica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Noi qui parliamo di simbologia cristiana, ma poi dimentichiamo che l’universalità si esprime nel concetto della vita, un dono che non ci appartiene. Un concetto che in quest’Aula dovrebbe farci capire che non dovremmo dividerci di fronte ad un simbolo – così chiamato impropriamente – che unisce tutto ciò che è vita. E’ un simbolo ci insegna questo e lo fa al di là di quelle differenziazioni nate nel percorso della storia della vita dell’uomo. Un percorso che si perde nella notte dei tempi e che sicuramente andrà avanti per quello che non ci appartiene, ovvero verso quell’infinito che è appunto il dono della vita. Ed il percorso dell’uomo andrà sempre verso quella continuità che esprime quel concetto di cristianità profondo che è appunto la vita eterna.
Che allora questo simbolo si trovi anche in questa Aula affinché possa parlarci di ciò che è la cristianità. E la cristianità va rappresentata solo ed esclusivamente con il crocifisso.
I latini dicevano “e pluribus unum” ossia uniti nella diversità, poi completavano il concetto dicendo “nihil solidum nisi unum” cioè “non c’è solidità senza unità”.
Il Consigliere Zinni ha richiamato le radici cristiane in Europa, Papa Wojtyla intese mandare in Europa un suo emissario. Cosa voglio dire? Voglio dire che laicità non significa ateismo, è un qualcosa di diverso, io sono laico ma mi ispiro alla cristianità.
Questa mozione può anche aver toccato i tasti del federalismo o messo in discussione magari l’unità d’Italia, ma io queste osservazioni – io che sono reale alleato degli amici della Lega, quindi anche del Consigliere Marangoni – le voglio intendere nel lato positivo – ovvero vedo il bicchiere mezzo pieno –, e quindi credo che si possa dire che anche in quest’Aula, dove ci ispiriamo ai princìpi della Costituzione che appunto è sicuramente laica, non è inopportuno vedere esposto il crocifisso.
In passato proprio in quest’Aula un giorno fui ripreso dall’ex Consigliere regionale Guido Castelli per una mia affermazione, ossia di quando dissi “in verità vi dico”, ed io allora mi riferivo alla legge sull’Università per la pace, con quella simbologia di Madre Teresa di Calcutta – di cui nessuno di voi ha inteso ricordare (mi auguro sia solo una dimenticanza) che è il centenario della sua nascita; ricordo che il pacioso, inteso nel senso amichevole, Marco Luchetti fu uno dei più autorevoli esponenti di quell’allora maggioranza che esortò la firma di quel manifesto – premio nobel per la pace il cui messaggio era: pace è la parola di Dio, siate costruttori di pace. E quella legge fu firmata e votata all’unanimità.
Allora non è forse oggi un po’ ipocrita voler sorvolare su quegli impegni formali di uomini laici? Uomini laici che devono sì interpretare la Costituzione, ma che al tempo stesso non devono disconoscere l’appartenenza alla cristianità, come pure a quel dono della vita che sottintende, in maniera chiara ed inequivocabile, ad un messaggio, l’ONU “no al veto sì al voto, sì alla vita”. Dunque quel messaggio fu firmato inconsapevolmente o con profonda consapevolezza?
Presidente Solazzi, non ritengo di dover aggiungere altro se non il fatto che lei, che ha radici come le mie e come tanti esponenti di questa Assemblea legislativa, lei che era dello scudo crociato … (…) Sì, scudo crociato! Per cui, stavo dicendo, “Sant’Ambrogio da Milano” dello scudo crociato…(…) Votate contro? (…) E sì, a me piacerebbe una cosa del genere! Comunque, Presidente, concludo nel dire che voterò a favore per quanto ho appena detto e di cui sono profondamente convinto. E se la Consigliera Ortenzi dovesse veramente votare contro non farebbe altro che suonare, cantare e ballare quel saltarello al quale ci avete abituati!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Presidente, ho ascoltato con grande attenzione le diverse citazioni di versi del Vangelo richiamate da tanti Consiglieri. Credo infatti che questa mozione vada approfondita e discussa con grande attenzione.
Il crocifisso, per chi è credente come me, ha un insito valore prima di tutto religioso e poi laico, a differenza di come la vede il Consigliere Trenta.
Io ho letto approfonditamente la mozione per cui credo si intrecci in tutta una serie di aspetti e di valutazioni filosofiche che potevano essere sintetizzate nella semplice richiesta di esporre il crocifisso in quest’Aula assembleare.
E’ evidente che per me, che già in qualità di sindaco presi due anni fa una posizione molto forte sulla sentenza della Corte europea che stabiliva di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche, come sicuramente per altri, questo di oggi è un momento positivo.
Pertanto per quanto riguarda me ed il partito Socialista sicuramente voteremo questa mozione, ma a condizione, Presidente, si trovi una sintesi migliore, dovremmo cioè cercare di semplificarla nei suoi aspetti. Ed in modo particolare – e qui mi rivolgo sopratutto al Consigliere Marangoni – riguardo all’impegno, perché qui la competenza specifica non è della Giunta o del suo Presidente, quanto semmai del Presidente dell’Assemblea legislativa e dell’Ufficio di Presidenza.
Quindi voterò eventualmente una risoluzione che tenga conto di queste mie proposte.

PRESIDENTE. Sì, grazie Consigliere Pieroni, infatti io, insieme all’Ufficio di Presidenza, ho inteso presentare una proposta di risoluzione che...(…) Prego, Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Intanto ringrazio tutta l’Assemblea per aver affrontato il dibattito in termini veloci; vi dico solo che in Provincia di Macerata ci abbiamo messo quattro ore, ci sono stati molti problemi, però poi fortunatamente è passata, certo, lì siamo in maggioranza.
Chiaramente questo non è un luogo di culto, quindi non ha senso parlare di valore religioso, seppure sia scontato che il crocifisso ha prima di tutto un valore religioso. Quindi questa mozione è tutta accentrata sul valore culturale, laico, come ha compreso benissimo il Consigliere Zinni, che ringrazio.
Qui ho sentito fare anche tante provocazioni, soprattutto dal Consigliere Binci, che però scivolano veramente sulle ali della mia indifferenza, non meritano neppure di essere prese in considerazioni. Parlare di vitello d’oro e Robespierre, bhè, lasciamo perdere! Peraltro voglio ricordare che in Europa l’unico che ha “sparato” sugli extracomunitari si chiama Zapatero, non è la Lega. Ma non voglio aprire su questo una discussione, lasciamo perdere, parliamo di crocifisso.
Vado al punto. Presidente, presento un emendamento, anche su richiesta della collega Ortenzi, ma non ho difficoltà a fare questa modifica. Ossia, nel titolo della mozione parlo di esposizione del crocifisso mentre nella penultima riga parlo di ostensione, per cui riportiamo in questo punto lo stesso concetto di esposizione riportato all’inizio – seppure in realtà il significato era il medesimo –. Quindi con questo mio emendamento si sostituisce nella penultima riga la parola “ostensione” con la parola “esposizione”.
Inoltre, visto che mi sembra giusto anche ciò che ha suggerito il collega Pieroni, ossia che se ne deve occupare l’Ufficio di Presidenza, ho un altro emendamento nel quale si stabilisce che “l’Assemblea legislativa delle Marche impegna l’Ufficio di Presidenza a provvedere alla esposizione del crocifisso”, ecc., ecc..

PRESIDENTE. Per cui ora, Consigliere Marangoni, mentre lei prepara gli emendamenti, che devono essere necessariamente presentati per iscritto, do lettura del dispositivo della proposta di risoluzione: “L’Assemblea legislativa delle Marche impegna l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea stessa a curare l’esposizione del crocifisso nelle sale riunioni della Regione Marche”. E’ firmata dall’Ufficio di Presidenza, quindi è bipartisan in quanto vi sono componenti di maggioranza e di minoranza.
Sostanzialmente vuol dire che demandiamo all’Ufficio di Presidenza, estendendone anche il concetto, ovvero, possono essere individuate altre sale riunioni significative per importanza e che dunque meritano la presenza del crocifisso.
Prego, Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Presidente, sostanzialmente i contenuti della mozione non cambiano.

PRESIDENTE. No, cambiano notevolmente!

Massimo BINCI. Sì, certo, ampliano, a me però non preoccupa la quantità dei crocifissi, a me preoccupa...

PRESIDENTE. Di che cosa è preoccupato, Consigliere Binci, la prego, stiamo tutti ansimando! Di che cosa è preoccupato?!

Massimo BINCI. E no, Presidente, dicevo, sono preoccupato delle motivazioni…

PRESIDENTE. Alle tre e un quarto non ci può tenere in sospeso! Comunque, dica, cosa la preoccupa?

Massimo BINCI. Sono preoccupato delle motivazioni di questa mozione e preoccupato di un Presidente dell’Assemblea legislativa che ogni volta che chiedo la parola deve intervenire i maniera critica nei miei confronti! Peraltro fino alle tre e un quarto mi ci tiene lei, Presidente, se avesse chiuso prima la seduta non sarei stato qui!
A parte questo. Qui la questione è semplicissima, a me fa specie che una mozione nel porre una questione religiosa la trasforma in una questione di rappresentanza dei valori di una nazione e addirittura di un continente.
A me sembrano veramente riflessioni non da scudo crociato ma da crociate, ossia di quando c’era una forte esigenza di contrapposizione delle identità.
Per cui ribadisco ancora una volta che questa forza politica pone la questione in maniera strumentale. Una forza politica che non mi sembra si faccia promotrice né di battaglie per la salvaguardia e la tutela degli ultimi né delle persone che versano in situazioni di difficoltà, anzi, punta proprio alla divisione delle persone e delle loro religioni.
Quindi voterò contro.

PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di risoluzione…(…) E no, Consigliere Marangoni, sono tre volte che interviene! Non è possibile ! (…) Come?

Enzo MARANGONI. Presidente, è solo per far capire, ossia, per sala riunioni intende ovviamente a partire da questa Aula che è la sala riunione per eccellenza, no?!

PRESIDENTE. Questa Aula sta diventando veramente una sala giochi, quindi credo che potrebbe essere persino esclusa, qui il crocifisso si antepone in maniera non idonea! Sicché a questa cosa non rispondo.
Dichiaro aperta la votazione sulla proposta di risoluzione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15,05











 

 
 
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