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Resoconto della seduta n.136 del 19/11/2013

Seduta aperta sul tema
"Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza"

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


PRESIDENTE. Colleghi Consiglieri, credendo di interpretare il sentimento dell'intera Assemblea, saluto la Scuola media classe III^ C dell'Istituto comprensivo Novelli Natalucci di Ancona a cui a nome dell'intera Assemblea do il benvenuto in quest'Aula consiliare.
E' un fatto estremamente positivo che i ragazzi, i giovani, gli studenti abbiano la possibilità di frequentare le sedi dove si assumono le decisioni, dove ci sono i rappresentanti delle comunità.
Quella distanza delle persone dalle istituzioni, dalla politica, che spesso viene denunciata, credo che molto spesso dipenda da uno scarso impegno da parte di tutti a far si che fin da ragazzi ci si impegni a costruire i cittadini. Cittadini consapevoli che conoscono il funzionamento delle istituzioni, che conoscono le modalità con cui vengono prese decisioni e si fanno scelte che, naturalmente, hanno i loro effetti sulla vita di tutti i giorni. Questo accorcia le distanze, il fatto che i ragazzi, i giovani possano vedere “dal vivo” come funzionano le istituzioni, rendersene conto, è assolutamente positivo, quindi, ringrazio quegli insegnanti, quei docenti che all'interno delle attività didattiche delle proprie scuole non perdono l'occasione per lavorare su questo fronte.
Ringrazio e saluto i ragazzi ed i loro insegnanti.
Oggi la III^ C della scuola media è fortunata, perché la prima parte di questo Consiglio regionale è dedicata alla Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Voi sapete che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1989, precisamente il 20 novembre 1989 a New York approvò una Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia. Da quell'anno, ricorrendo questa importante data, il 20 novembre si celebra la Giornata Universale dei diritti dell'infanzia.
L'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa delle Marche interpretando il sentimento dell'intera Assemblea, in accordo con l'Ombudsman delle Marche, figura nella quale per scelta legislativa di questa Assemblea confluiscono le competenze attinenti la difesa civica, la tutela dei detenuti, la tutela degli immigrati e, naturalmente, la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, con l'Assessorato regionale competente e con l'Associazione Save the Children abbiamo deciso di onorare, ricordare questa giornata del 20 novembre con l'apertura del Consiglio regionale ad una riflessione.
Debbo ringraziare innanzitutto Save the Children per esserci stata vicino e per avere interpretato insieme a noi la volontà di costruire questo momento all'interno dell'organo di massima espressione della comunità marchigiana.
Save the Children non ha bisogno di particolari presentazioni, è una organizzazione indipendente che lavora per migliorare concretamente la vita dei bambini e degli adolescenti. E’ presente in 120 Paesi, è presente in Italia da più di 10 anni. Compito specifico è quello che politiche ed anche prassi, sia nazionali che regionali rendano concreti nei confronti dei minori e degli adolescenti i principi che sono scaturiti dalla Convenzione Onu.
A rappresentare Save the Children è insieme a noi, la ringraziamo della sua presenza, Lucia Ghebreghiorges, spero di aver pronunciato bene. La ringrazio a nome dell'intero Consiglio regionale.
Debbo anche ringraziare il Prof. Calidoni per aver accolto l'invito e per aver dato la disponibilità al suo intervento di apertura di questa sessione.
Il Prof. Paolo Calidoni è uno dei massimi esperti in scienza dell'educazione, è stato dirigente del Ministero, insegnante, pubblicista e Direttore di alcune riviste, docente ordinario di Scienze dell'educazione dell'Università di Sassari, della Cattolica e dell’Università di Bolzano, anche a lui va il mio ringraziamento mio e, naturalmente. quello dell'intera Assemblea per aver accolto l'invito.
Ci sarà anche l'intervento dell'Ombudsman che in questo caso non ha bisogno di nessuna presentazione, chiuderà questo nostro percorso l'Assessore Viventi con un suo intervento.
Non debbo aggiungere nient'altro di più, mi permetto di fare una sottolineatura che in parte è anche scontata perché credo che nella consapevolezza, nella coscienza e nella conoscenza di voi tutti, questo tema della tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza sia un tema centrale ancora in questo nostro Paese.
Una democrazia cresciuta, un Paese culturalmente evoluto, una democrazia consolidata, eppure nonostante questo, il nostro Paese sconta ancora arretratezze per quanto riguarda la tutela dei diritti, la tutela non nominale, ma quella vera, quella praticata, non quella dichiarata nella convegnistica o nell'enunciazione di principi teorici, quella praticata, nella quale, purtroppo, siamo arretrati.
Siamo arretrati su molti fronti. Siamo arretrati in termini di percentuale di Pil, di spesa per quanto riguarda quello che spendiamo per la prima infanzia, penso agli asili nido, penso alla spesa per l'edilizia scolastica, all'abbandono scolastico e in generale alle politiche che fanno riferimento, devono fare riferimento all'infanzia ed alla all'adolescenza.
I temi sono proprio questi, sono quelli del rischio dell'abbandono scolastico, sono quelli delle risorse calanti.
Un tema che ci riguarda da vicino, anche per la nostra posizione, è quello dei minori non accompagnati. Purtroppo, per questa crisi economica grave che vive il nostro Paese, rispetto all'arretratezza, rispetto agli scarsi investimenti su settori importanti, non si prospettano tempi migliori, anzi la situazione di grave difficoltà economico finanziaria di questo Paese rischia in prospettiva di acuire ancora di più la distanza della spesa per l'investimento in alcuni settori che sono strategici per la formazione, per l'educazione, per la crescita dei ragazzi e dei giovani. Basta pensare che, come dicevo, in un Paese evoluto come il nostro i ragazzi che sono in condizioni di povertà sono una cifra superiore a 1.800.000 unità, non è poco, il 17% dei giovani da 0 a 18 anni, non è davvero poco.
Il ruolo delle Regioni è importante e non è indifferente, abbiamo voluto celebrare questa giornata con un impegno dell'intera Assemblea legislativa regionale, l’importanza del lavoro che fa il Garante di questa nostra Regione, anzi la maggior parte dell'impegno dell'Ombudsman regionale è proprio su temi che riguardano la difesa, la tutela dei diritti dei ragazzi e degli adolescenti.
E' importante il ruolo della Regione anche in prospettiva nell'impegno che deve assolvere riguardo alle politiche relative all'infanzia ed all'adolescenza, penso alla necessità di un costante monitoraggio della situazione, penso alla necessità di sostenere centri specialistici, penso alla possibilità di agevolare la formazione degli operatori del settore. Penso che tutto questo sia essenziale perché è evidente che laddove c'è un abbassamento della guardia, c'è una trascuratezza, si annidano fenomeni pericolosi.
Ho detto prima dell'abbandono scolastico, ma penso a percorsi che portano anche a devianze, penso a fenomeni come il bullismo e le dipendenze. Fenomeno non trascurabile la dipendenza dalla rete, che peraltro pongono le Marche in una condizione quasi di primato. La rete di per sè non è un fatto negativo, ma la degenerazione dell'utilizzo della rete nei tempi, nelle modalità, nei problemi che si possono incontrare non è un fenomeno da sottovalutare.
Purtroppo in una società civilissima, con un grado di evoluzione come quello che conosciamo, assistiamo spesso, dove meno te lo aspetti, alla mancanza di tutela, alla carenza di tutela di diritti dei ragazzi o alla scarsa attenzione nei confronti di questi diritti. Assistiamo, purtroppo, lo ripeto, dove meno te lo aspetti, a fenomeni di violenza, talvolta psicologica, talvolta fisica, talvolta sessuale, dico quando meno te lo aspetti perché questi fenomeni e queste degenerazioni avvengono in famiglia, in ambiti scolastici o ambiti dove ci dovrebbe essere il massimo della tutela, dell'amore, della protezione dei ragazzi.
Per tutte queste ragioni, credo che in base alle competenze che la Regione ha su alcune materie, dobbiamo sentirci responsabili di politiche attive per la tutela non teorica, ma effettiva, con provvedimenti ad hoc, dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Detto questo passerei la parola per una lectio magistralis al Prof. Paolo Calidoni che prima vi ho presentato. Prego professore.

Paolo CALIDONI. Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente della Giunta, Signori Consiglieri, Signori Assessore, Sig. Garante, desidero anzitutto ringraziare per la stima accordatami l'onore e l'opportunità di intervenire in questo consesso e per questo importante momento, proprio nella terra che è stata dei miei avi.
Nell'affrontare oggi oggi il tema dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, abbiamo negli occhi, nella mente e nel cuore gli sguardi dei bambini e adolescenti protagonisti di eventi recenti - dal naufragio di Lampedusa, all'uragano delle Filippine, da oggi anche i tristi eventi della Sardegna dove due bambini di origine brasiliana sono morti annegati nella cantina nella quale vivevano ad Arzachena a due passi dalla Costa Smeralda - partiamo dalla consapevolezza di appoggiarci sulle spalle di giganti e, quindi, dei limiti delle considerazioni che potrò andremo a sviluppare.
Questi giganti sono rappresentati, ad esempio, fra gli altri, dalla nostra tradizione culturale riassunta nell'icona cristiana, dal contributo planetario della marchigiana Montessori, che agli albori del '900 industriale aprì la strada al secolo dell'infanzia, e negli ultimi anni, dall'economista indiano premio Nobel 1998 Amartya Sen che ha avviato il superamento dell'utilizzo del Pil come unica o principale misura del benessere di una società.
Oggi, come veniva ricordato, riflettiamo in occasione dell'anniversario della stipula della Convenzione internazionale dei diritti dei minori ratificata dall'Italia nel 1991.
La Convenzione impegna gli Stati a produrre un rendiconto quinquennale, che viene analizzato dall'apposita Commissione dell'Onu, la quale formula raccomandazioni d'intervento. Ad esempio nel 2011 ha raccomandato all'Italia l'istituzione, attuata solo nel 2012, del Garante nazionale, istituzione anticipata dall'istituzione del Garante regionale in nove Regioni tra le quali meritoriamente le Marche.
Un aggiornamento annuale sullo stato di attuazione della Convenzione e delle raccomandazioni Onu è tuttora realizzato in Italia dall'associazionismo. L'ultimo coordinato da Save the Children è del 2013 e prende in considerazione sette aree tematiche articolate in cinquanta argomenti.
Data l'ampiezza degli argomenti ritengo opportuno individuare alcuni punti chiave sui quali porre lo sguardo e posso farlo dal punto di vista di chi ha esperienza educativa e sviluppa riflessione pedagogica personale e professionale finalizzata all'azione, quindi, scelgo di:
- parlare di piccolissime e piccolissimi bambine e bambini, ragazze e ragazzi, giovani perché in inglese 'child' comprende tutti, ma la traduzioni 'giuridica' corretta in 'minori' sembra sminuirne i diritti e l'espressione 'infanzia ed adolescenza' è astratta, definisce delle categorie, non richiama immediatamente persone e sguardi,
- concentrerò, inoltre, l'attenzione per ciascuna di queste età su un ambito di vita e di diritti, emblematico per quell'età, ma valido per tutte, quindi, non ho pretesa di completezza, proponendo, inevitabilmente quasi degli slogan, più che argomentazioni analitiche;
- metterò in luce in particolare la condizione della maggioranza, di quella maggioranza a volte invisibile, piuttosto che solo e soprattutto le situazioni marginali, limite o evidentemente lontane dall'esercizio dei diritti.
Come segnala l'Unione europea, infatti, interventi universali verso tutti svolgono una funzione preventiva che può anche ridurre l'esigenza ed i costi di quella, comunque fondamentale, di assistenza e recupero dal punto di vista sociale, sanitario, giudiziario, eccetera.
Gravidanza, parto, allattamento, cura dei neonati non sono “malattie” o condizioni che in una società sana ed aperta al futuro non trovano spazio ed ospitalità nella quotidianità e normalità degli ambienti pubblici. Eppure nel nostro Paese barriere architettoniche e parcheggi selvaggi, oltre che l'inquinamento ad altezza di passeggino, rendono difficoltoso muoversi con neonati per i quali non si è certi di poter trovare spazi ed attrezzature adeguate per la cura ed il gioco, ad esempio, negli uffici e servizi pubblici, al di fuori dei grandi circuiti commerciali.
Un ambiente amichevole per i bambini, ad esempio anche in ospedale, è un basilare diritto, che viene ancor prima del benessere materiale.
Tuttavia è anche noto quanto stanno crescendo i tassi ed i rischi di povertà nelle nostre comunità, nel Paese e nel mondo. Tra gli indicatori che rendono più immediatamente evidente che cosa si intende per povertà soffermo l'attenzione su quello di privazione materiale grave.
Secondo la Raccomandazione della Commissione europea del 20 febbraio 2013 dal titolo: “Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale”, soffrono una privazione materiale grave coloro che si trovano in almeno quattro di queste condizioni di impossibilità:
- pagare l'affitto o le fatture di consumo corrente;
- riscaldare in modo sufficiente la loro abitazione;
- affrontare spese impreviste;
- consumare carne, pesce o equivalenti ogni due giorni;
- prendere una settimana di vacanza al di fuori del domicilio;
- acquistare un'autovettura, una lavatrice, un televisore a colori, un telefono.
È evidente l'ampiezza dei casi di bambini, non solo minori stranieri non accompagnati, immigrati e rom, ma sempre più anche figli di genitori che perdono il lavoro, che vivono in contesti di privazione materiale che, a sua volta, è spesso il terreno di sviluppo di disagi e problematiche ben più complesse da affrontare e risolvere.
Ad esempio, le punizioni corporali dei figli che purtroppo in Italia, secondo una ricerca del 2012, sono ancora culturalmente tollerate ed accettate dal 52% dei genitori intervistati, nonostante i pediatri, che sono le persone più ascoltate dai genitori anche sui metodi educativi per i piccolissimi, siano contrari nella misura dell'81% e disponibili a sensibilizzare i genitori nelle campagne contro l'impiego delle punizioni corporali, come quelle avviate dal Consiglio d'Europa e da Save the Children, sostenuta dal Garante delle Marche.
In breve, contesti salubri ed accoglienti, contrasto della povertà e delle punizioni corporali sono alcuni prioritari fronti d'impegno per garantire i diritti delle piccolissime e dei piccolissimi a nascere e crescere in condizioni adeguate per lo sviluppo personale integrale.
Lo sviluppo personale si realizza nella relazione con gli altri. Anzitutto con coloro che si prendono cura, ma anche i pari e, nell'infanzia, soprattutto attraverso il gioco.
Da tempo, quindi, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con l'impegno di cura dei genitori è soltanto una delle funzioni dei servizi di gioco, cura ed educazione per la prima infanzia, da 0 a 6 anni di età. Questi servizi, infatti, sono sempre più visti come un diritto per tutti, in quanto opportunità di sviluppo, di inclusione e ponti tra culture.
Non 'asili assistenziali' per pochi, ma essenziali luoghi educativi per tutti. Anche sulla base delle evidenze proposte all'attenzione dei decisori, da parte dell'Unione europea e dell'Ocse.
Secondo I'Unione europea infatti, il rendimento dell'investimento in servizi educativi è tanto maggiore quanto minore è l'età e lo status socioeconomico dei beneficiari, come mostra questo grafico. Ne sono una prova i dati che I'Ocse mette a disposizione sulla riduzione dell'abbandono scolastico ed il progresso negli apprendimenti degli adolescenti che nell'infanzia hanno fruito di servizi educativi. Ad esempio l'Indagine internazionale PISA sulle competenze dei quindicenni evidenzia che si hanno migliori performance nei Paesi che nell’educazione preprimaria hanno le più elevate percentuali di frequenza per periodi più lunghi, con un minor rapporto numerico alunni-insegnanti e che investono di più pro capite. Il grafico evidenzia il 'rendimento' in termini di incremento del punteggio, su un massimo di 500, nei risultati delle prove PISA.
Ma sappiamo che in Italia vacilla anche l'orgoglio di una scuola dell'infanzia pressoché universale, frequentata dal 93% degli aventi diritto, di cui nelle Marche circa il doppio, 10 su 100 di cittadinanza non italiana, anche se 8 di questi 10 sono nati in Italia, infatti da alcuni anni si nota un continuo calo dei frequentanti questa opportunità educativa non obbligatoria, a causa di condizioni di povertà, disoccupazione, esclusione.
Soprattutto siamo ancora ben lontani dall'obiettivo europeo del 2010 che prevedeva la disponibilità e la frequenza di un posto in servizi per la primissima infanzia ogni 3 nati, con costi ed oneri sostenibili ed una regolata integrazione pubblico privato.
Il livello di disparità quantitativa e qualitativa che si riscontra al riguardo in Italia ha indotto l'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza ad avviare nel 2013 un'azione finalizzata alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, anche per la formazione iniziale ed in servizio, nonché per le questioni contrattuali, degli operatori, giocare con i coetanei, in contesti di cura ed educazione famigliare e sociale, è il principale diritto dei bambini.
Questi stessi bambini, crescendo ci chiedono ed hanno diritto a qualcosa di più. Il 'Commento generale sull'articolo 29 della Convenzione relativo alle finalità dell'educazione', deliberato nel 2001 dal Comitato internazionale dei Diritti dell'infanzia istituito dalla Convenzione stessa, offre indicazioni di grande attualità ancora oggi per il nostro Paese.
Anzitutto, segnala che l'educazione "va al di là dell'istruzione formale" e "non è solo una questione di accesso alla scuola ma riguarda anche il contenuto" in particolare nella nostra "epoca di cambiamenti radicali dovuti alla globalizzazione, alle nuove tecnologie e ad altri fenomeni connessi". E precisa che "una promozione efficace del diritto all'educazione richiede tra l'altro, l'aggiornamento sistematico dei libri di testo e di altri materiali e tecnologie per l'insegnamento, ma sottolinea anche che scuole attrezzate e risultati di alfabetizzazione ed istruzione, quali quelli rilevati dall'Istituto nazionale di valutazione del sistema d'istruzione e dal già citato programma PISA dell'OCSE, costituiscono un presupposto necessario, ma non sufficiente dell'esercizio del diritto all'educazione.
Lo stesso Commento esplicitamente afferma che "è importante che i metodi d'insegnamento e l'ambiente ed organizzazione scolastici riflettano lo spirito e la filosofia della Convenzione". Che si concretizzano nell'esempio e nella pratica dell'accoglienza, dell'ascolto, del riconoscimento, della valorizzazione, del confronto delle diversità in un clima di cooperazione e gestione pacifica dei conflitti.
Scuole ed insegnanti si pongono anche come 'sensori sensibili' preparati a:
affrontare la fisiologia delle incertezze, difficoltà, cadute personali e famigliari nel processo evolutivo e nel ciclo di vita e a non trasformarle in disagi;
capaci di rilevare i segnali predittori di vulnerabilità, dipendenza, abusi, buIlismo, cyber bullismo adescamenti;
disponibili a mettersi in rete con i servizi sociali, sanitari e l'associazionismo per affrontare questi rischi.
In questa direzione si muovono le azioni del Garante nazionale e regionale rivolte alle scuole e finalizzate allo sviluppo della conoscenza e pratica dei diritti dei minori.
Il Comitato internazionale, infine, sottolinea l'esigenza di "utilizzare meccanismi di valutazione con i quali misurare i cambiamenti nel tempo" della qualità e dei risultati dell'educazione, prendendo in considerazione "i punti di vista degli attori coinvolti nel processo, compresi i ragazzi" affinché, con "genitori e insegnanti possano dare il loro contributo nelle decisioni attinenti all'educazione".
Il desiderio e la capacità di esercitare il diritto di dare il proprio contributo è particolarmente forte quando, a cominciare dai 15 anni circa i “minori” sono "non più adolescenti in tutto e per tutto dipendenti dalla famiglia, ma non ancora adulti, completamente autonomi ed indipendenti da essa, bensì attori impegnati in una fase nebulosa, di transizione" e costruzione identitaria, per troppi sempre più prolungata oltre i 18 anni. Sentiamo, quindi, cosa ci dicono.
La voce dei giovani di età tra i 15 ed i 17 anni è stata raccolta, ad esempio, da uno studio dell'Eurobarometro con 170 focus group in tutti i Paesi europei.
Dallo studio emerge che essi sentono una scarsa fiducia nei loro confronti da parte degli adulti i quali, invece, li spingono ad avere successo ed a diventare grandi, mentre per altro soffrono di limitazioni, economiche e sociali, nell'assumere decisioni sulla propria vita.
Inoltre, i quindicenni-diciasettenni europei segnalano l'insufficienza di opportunità per il tempo libero ed hanno la consapevolezza dei rischi del bullismo psicologico ed on line, oltre che fisico, e delle dipendenze. Genitori, famigliari, amici e 'coach' sportivi ed associativi sono visti come figure che li influenzano positivamente, mentre il ruolo degli insegnanti, della legge e dei media è valutato in modo ambivalente. Secondo i giovani cittadini europei, genitori e insegnanti sono i principali responsabili dell'esercizio individuale dei loro diritti, mentre lo Stato lo è per quelli collettivi ed in particolare per i soggetti vulnerabili e svantaggiati. Tra questi rientrano, ad esempio, quelli affidati alle cure educative di comunità e famiglie affidatarie.
Per sentire la loro voce faccio riferimento ad una ricerca sui maggiorenni in uscita dalle comunità per minori.
I dati confermano che la capacità di affrontare situazioni difficili (resilienza) può e deve essere costruita e sostenuta nel tempo attraverso:
la preparazione e la gradualità dell'autonomia personale;
la disponibilità di sostegno economico sulla base di un progetto di formazione e/o inserimento lavorativo;
la partecipazione ad una rete relazionale che accompagni lo sviluppo del senso di auto efficacia personale e l'elaborazione dei propri vissuti.
Questi stessi fattori protettivi, non solo per questi soggetti, si trasformano in potenziali fattori di rischio nel momento in cui mancano o sono carenti.
I quindicenni-diciassettenni condividono l'opinione di Andrea Bajani quando scrive: "Non ne potevo più di vedere questa generazione raccontata sempre e soltanto come un branco indistinto di depressi, composto da picchiatori e prostitute in erba. Non ne potevo più di video di stupri e violenze girati con i telefonini nei gabinetti delle scuole e nelle aule, caricati su YouTube e poi ripresi con prosopopea scandalistica da giornali e tv, commentati col piglio paternalistico di chi dispensa diagnosi, prescrive ricette, dice "noi adulti" , "questi giovani", "aiutiamoli". Tutte le volte che sento dire in televisione "dobbiamo aiutarli" mi sembra che parlino di una popolazione dell'Angola, della Birmania o della Namibia, e non dei loro figli".
Se li ascoltiamo, invece, i giovani adolescenti ci chiedono di essere valorizzati ed impegnati, ad esempio con prestiti d'onore e alternanza scuola-lavoro, formazione continua, piuttosto che assistenza anche se sotto forma di borse di studio; di non essere considerati e trattati come minori ma come risorsa per il comune presente ed il futuro della comunità in cui vivono e della società.
In conclusione, è particolarmente significativo che si rifletta su questi temi in un'Assemblea legislativa. Evidenzia la volontà di rappresentare anche chi non vota, ed ha voce soprattutto attraverso altri, come l'associazionismo ed i Garanti.
La rappresentanza di chi non vota è un'esigenza della politica vera, intesa come "visione dell'interesse lontano". Un'esigenza che, sulle orme di Rosmini e Sen, ha indotto economisti come Luigi Campiglio e Stefano Zamagni e varie associazioni famigliari a proporre anche nel nostro Paese, dopo che s'era cominciato a parlarne in Germania nel 2003, la formula 'un figlio, un voto' cioè la concessione al padre o alla madre o a entrambi, di un voto per ogni figlio, "perché ogni cittadino di questo Paese venga rappresentato, perché inizi un grande patto tra le generazioni mettendo al centro i bambini e gli adolescenti che sono la speranza del nostro futuro".
Anche nelle more di questa soluzione radicale, i diritti dei minori sono un criterio guida di qualità di tutte le politiche perché quelle per l'infanzia e l'adolescenza, come raccomanda la Commissione europea, "vanno di pari passo e trovano piena attuazione nell'ottica di una strategia globale con iniziative in altri settori quali occupazione, edilizia, sanità, ecc."
In questa prospettiva, e tenuto conto dell'esigenza di valutazione dei progressi nell'attuazione dei diritti raccomandata dall'Onu, merita una particolare attenzione il progetto marchigiano per la costruzione di una comunità di pratiche per il monitoraggio dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che comprenda il punto di vista di piccolissime bambine e piccolissimi bambini, delle ragazze e dei ragazzi, dei giovani considerati come primi promotori e difensori dei loro diritti nella vita quotidiana e capaci di contribuire per la qualità di decisioni politiche costruttrici di futuro, se solo sappiamo ascoltarli e li consideriamo cittadini a pieno titolo, perché i nostri e i loro sogni sono i loro diritti e i nostri doveri.

PRESIDENTE. Grazie Prof. Calidoni. Ha la parola il Prof. Italo Tanoni.

Italo TANONI. Grazie Presidente, un saluto ed un ringraziamento al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta regionale, ai Signori Consiglieri e agli Assessori presenti oggi all'unanimità a questa sessione del Consiglio regionale, fortemente voluta grazie a Save the Children, ma soprattutto da questa Autorità di Garanzia che ritiene che siano stati fatti dei passi in avanti, soprattutto per quanto riguarda la sensibilità dello stesso Consiglio regionale in merito, non solo alle azioni delle Autorità di Garanzia, ma anche alle azioni che ha intrapreso all'interno del territorio regionale stesso.
Mi riferisco in modo particolare alla recente approvazione della legge sull'Ombudsman e ringrazio tutto il Consiglio regionale che tra l'altro ha ripristinato la Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza rispetto al precedente testo. Questo è un punto di enorme spessore, lasciatemelo dire, culturale che il Consiglio stesso ha manifestato con l'approvazione di questo importante passaggio.
In secondo luogo ringrazio gli alunni della Scuola media Pascoli ed i loro docenti per la presenza in questa mattinata e tutto il team dell'Ombudsman che opera non solo su questo terreno, come sapete, ma anche su altri ambiti, anche più difficili come quello dei detenuti e dell'immigrazione.
Chiudo questa mia breve premessa con un’anticipazione, domani sarà inaugurata alle 10,00 presso la Mole Vanvitelliana una mostra intitolata "Legalmente" che fa parte di un nucleo di iniziative dell'Autorità di Garanzia e domani la Rai, nella serata, presenterà un film intitolato "Il bambino cattivo" del regista Pupi Avati.
In questa sede, a tutto il Consiglio regionale, voglio fare un’anticipazione il maestro, il grande maestro del cinema italiano ha dato la sua disponibilità, e l’ha fatto concretamente, perché abbiamo già girato lo spot, e gratuitamente per una battaglia pubblicitaria sulle funzioni e sul ruolo delle Autorità di garanzia, soprattutto per quanto riguarda l'infanzia e l'adolescenza.
Una campagna pubblicitaria a titolo completamente gratuito, lo vorrei sottolineare, quindi a costo zero, come si dice, che è stata portata avanti anche grazie al contributo fattivo della struttura Comunicazione Informazione del Consiglio regionale, che ringrazio in modo particolare, questo prodotto lo presenteremo alla fine di quest'anno sociale come parte finale delle azioni che abbiamo intrapreso.
Per quanto riguarda le iniziative, e chiudo perché il mio intervento sarà brevissimo, diciamo che le linee direttrici delle attività dell'Autorità di Garanzia per il 2013-2014 riguardano tre punti essenziali.
Il primo, ne ha fatto cenno il Prof. Calidoni, relativo alla qualità della vita dell'infanzia e dell'adolescenza, è un percorso che abbiamo iniziato tre anni or sono e che viene portato avanti quest'anno, lo voglio sottolineare, con il contributo di amministrazioni locali che hanno aderito spontaneamente al nostro invito per quanto riguarda soprattutto l'evidenzia di buone pratiche che queste amministrazioni stesse portano avanti nei loro territori.
Su questo chiediamo un interessamento dal parte del Consiglio e della Giunta regionale perché presenteremo questo elenco di comunità virtuose perché ci sia un riconoscimento ufficiale da parte di tutta la comunità regionale per quanto si sta facendo nel nostro territorio.
Un secondo campo, un secondo ambito riguarda la famiglia e la scuola. Di fronte ad una serie di difficoltà derivanti, soprattutto, dall'aumento dei divorzi, dalle separazioni legali, tra tutti dico che i ragazzi e i minori che vengono affidati, dati in affidamento, nelle Marche sono all'incirca 1.700, quindi, capite bene come il problema abbia una certa dimensione, una sua importanza e su questo, anche qui, abbiamo messo in atto due piste privilegiate, una riguarda l'attività di mediazione familiare, l'altra l'attività di consulenza ed assistenza per i tutori curatori.
Infine riguardo alla tutela dei diritti proprio la mostra di domani "Legalmente" sta a significare come l'Autorità di Garanzia tiene ben presente l'importanza che questi diritti vengano tutelati, soprattutto nei confronti delle fasce più disagiate della nostra società e in modo particolare dei minori stranieri non accompagnati.
Per quanto riguarda gli investimenti, l'Autorità di Garanzia sul settore infanzia adolescenza proietta la maggior parte delle risorse, vedete nel grafico riassuntivo la ripartizione tra i quattro settori di competenza dell'Autorità di Garanzia. Mentre declinando un po' i tre punti iniziali, che sono un po' le piste operative del garante, le attività che metteremo in atto da qui fino a tutto il 2014 riguarderanno, come abbiamo detto, non solo la qualità della vita infantile, ma la tutela dei minori di età, attraverso attività di formazione informazione per i tutori/curatori e assistenza.
La dispersione scolastica, la nostra non è una regione che sta al top della classifica della dispersione scolastica, siamo al V posto, però è un problema rilevante per alcune zone. La Procura dei minorenni ci ha invitato a portare avanti un’attività interistituzionale per far fronte a questo problema legato soprattutto ad alcune zone della nostra realtà regionale.
La tutela dei minori stranieri non accompagnati, anche su questo siamo andati alla ribalta di alcune riviste a livello nazionale, come l'Espresso, il porto di Ancona è uno dei porti dove vengono effettuati un certo numero di respingimenti, questo bisogna dircelo, nell'attuale anno sociale, chiamiamolo così, i minori stranieri non accompagnati nel porto di Ancona censiti sono stati all'incirca 175 e di questi più della metà sono scappati, quindi, non sono stati monitorati dalle autorità preposte. Questo è un problema, come sapete, abbiamo fatto un’iniziativa specifica proprio nelle Marche con la presenza del Garante nazionale.
Chiudo, con le ultime iniziative che riguardano la mostra “Legalmente” che sarà itinerante nelle cinque province marchigiane.
L'attività di formazione/informazione sull'abuso, di questo ne ho già parlato. Soprattutto un risvolto particolare relativamente alle problematiche dell'infanzia, ma soprattutto dell'adolescenza, abbiamo attivato un processo che riguarderà un tipo di ricerca/azione con il Tribunale dei minorenni e le altre agenzie, la Polizia Postale, eccetera, della dimensione di internet per quello che viene definito il cyber crime e su questo abbiamo avuto anche l'attenzione della Giunta regionale che ha cofinanziato questo progetto assieme ad altre iniziative nel settore.
Ringrazio il Presidente e buon proseguimento.

PRESIDENTE. Grazie Prof. Tanoni per le cose che ci ha detto, ma soprattutto per l'impegno con cui sta portando avanti il suo incarico, in modo particolare, in questo settore che sta particolarmente a cuore a tutta l'Assemblea legislativa,
Ha la parola la rappresentante di Save the Children in Italia Lucia Ghebreghiorges, prego.

Lucia GHEBREGHIORGES. Buongiorno, siamo molto contenti come Save the Children di essere qui in questo momento, per noi importante, di promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, in occasione del 20 novembre.
Ci teniamo moltissimo a ringraziare il Presidente del Consiglio regionale, i Signori Consiglieri e le Signore Consigliere, anche tutta la Giunta e l'Ombudsman con il quale collaboriamo già da diverso tempo per la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Questo è un po' un primo percorso che noi stiamo svolgendo anche a livello regionale. A maggio abbiamo lanciato una campagna di advocacy, di sensibilizzazione, denunciando quello che è un furto, l'abbiamo chiamata “Allarme infanzia” perché i dati a nostra disposizione, presi sia dai dati Istat che Ocse, dimostrano, in qualche modo, una situazione di povertà.
E’ molto importante parlare di povertà perché per povertà non si deve intendere assolutamente soltanto la povertà materiale, come ha detto anche il Professore, ma tutta una serie di povertà che incidono sul presente e sul futuro dell'infanzia e dell'adolescenza.
Abbiamo un po' cercato di sensibilizzare su uno dei primi diritti che in questo momento può essere negato, perché quando si parla di dispersione scolastica a livelli così alti, si parla di un diritto negato all'istruzione e, allo stesso tempo, quando si negano, in qualche modo, gli investimenti nell'istruzione - per esempio in Italia ci sono percentuali che sono sotto al 5% per quanto riguarda gli investimenti per l'istruzione che la pongono agli ultimi posti dei Paesi europei – si nega un diritto, il diritto al benessere ed alla crescita, questo quando si parla di povertà materiale, quindi, di povertà economica.
Siamo partiti da questo, come diceva prima il Presidente del Consiglio regionale, si parla di 1.800.000 bambini in stato di povertà relativa, purtroppo gli ultimissimi dati ci parlano di 2 milioni di bambini in povertà relativa, quindi, c'è una crescita già dal 2011 rispetto al 2012 e questo vale anche per quanto concerne la povertà assoluta che supera il milione.
Questo perché? Perché, come dicevamo, manca una cultura dell'infanzia e dell'adolescenza, manca una cultura ed anche un’interpretazione del bambino come soggetto di diritto, nonché come capitale umano, perché anche questo è il punto, nel senso che quando si parla di investimenti nell'infanzia, nell'adolescenza o di investimenti sui giovani non si prende mai la prospettiva che si tratta di un investimento di capitale umano.
Questo è quel furto di futuro che noi abbiamo denunciato, ci sono diversi ambiti di istruzione, è la chiave del progresso e in Italia in questo momento abbiamo altissimi livelli di dispersione scolastica, basti pensare che entro i 24 anni, si parla di un ragazzo su cinque che abbandona gli studi, ed ha soltanto la III^ media e nessun tipo di percorso scolastico in contemporanea.
Basti pensare che entro i 34 anni soltanto il 20% dei giovani italiani possiede un titolo di laurea e questo è ciò che riguarda l'istruzione.
E’ molto importante, e questa è una cosa che ci fa molto piacere anche in questa Assemblea, la partecipazione dei ragazzi, infatti ci teniamo moltissimo anche a salutare la Scuola che è presente qui di Ancona, perché è molto importante che gli stessi ragazzi partecipino direttamente a tutte le questioni che li riguarda, anche in questi ambiti ed anche in situazioni in cui si decide, in questo caso a livello regionale, per le loro politiche.
Siamo rimasti molto contenti, anche in qualche modo sorpresi, nel vedere che 14 Regioni hanno risposto a questa nostra proposta di fare qualcosa di concreto per la giornata dell'infanzia e dell'adolescenza e di rispondere con delle mozioni, con delle risoluzioni, addirittura alcune Regioni anche con delle proposte di legge. Siamo molto contenti che per esempio l'Abruzzo istituirà questa figura, anche su nostra proposta, del Garante per l'infanzia e l'adolescenza, che abbiamo visto essere una figura chiave all'interno delle Regioni per il monitoraggio, la tutela e la promozione di politiche dell'infanzia e dell'adolescenza.
Per Save the Children costituiscono un'antenna regionale fondamentale, anche sotto il confronto ed il coordinamento del Garante nazionale, non sono figure rappresentative e basta, ma sempre di più si vede che sono invece figure che incidono realmente nella promozione di politiche e di misure all'interno delle Regioni.
E' stata una risposta molto importante, per noi questo voleva essere uno stimolo che a differenza delle varie Regioni possa essere un inizio, un percorso che possa andare avanti, non soltanto per la giornata dell'infanzia e dell'adolescenza, ma un percorso continuativo che auspichi delle misure sempre più a misura di bambino come diciamo noi.
Save the Children è presente nelle Marche con pochi progetti - contestualmente noi facciamo anche degli interventi mirati per quanto riguarda i programmi in Italia, abbiamo in questo momento progetti contro la povertà educativa, progetti per la dispersone scolastica, ma anche progetti che interesseranno un po’ anche voi di azione di contrasto alla povertà materiale ed anche azione di sensibilizzazione sui rischi della rete - ma abbiamo visto che, ora non entro nello specifico, poi troverete anche un po’ tutte le informazioni e i dati, c'è una grossa attenzione per quanto riguarda i rischi connessi alla rete. Ci sono dei dati di iperconnessione tra i giovani marchigiani, in una fascia di età soprattutto tra i 18 ed i 17 anni e, sicuramente, un iperconnessione porta anche ai rischi connessi alla rete, rischi che possono essere di abuso, ma anche di cyber bullismo che, come sappiamo, possono essere percepiti come dei rischi maggiori proprio tra gli adolescenti ed i ragazzi, come rischio percepito anche da loro stessi.
La Regione Marche, rispetto ad altre Regioni, per quanto riguarda le nostre raccomandazioni, è messa meglio, un po' in linea con le Regioni del centro per quanto concerne i tassi di dispersione scolastica e povertà relativa, ma la situazione generale dell'Italia non raggiunge ed è molto al di sotto degli standard europei. Le azioni di contrasto devono riguardare tutte le Regioni, sia sulla dispersione scolastica che sulla povertà, ma anche interventi più mirati legati ad esigenze, direi, più specifiche dei diritti dei bambini, come le azioni di contrasto per il cyber bullismo – come il Tavolo che avete voi all'interno della Regione da poco istituito - ed altri interventi mirati anche per i minori stranieri non accompagnati di cui Save the Children si sta occupando in maniera organica avendo presentato anche un disegno di legge organico di tutela, di protezione per quanto concerne i minori stranieri non accompagnati.
Ci sarebbero moltissime altre cose da dire, voglio lasciare le conclusioni all'Assessore che mostrerà anche a noi gli interventi più mirati, ringrazio moltissimo a nome di Save the Children e ringrazio personalmente per questa giornata di riflessione e, speriamo, di interventi sempre più mirati nei confronti dell'infanzia e dell'adolescenza italiana e marchigiana. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, prima di passare la parola all'Assessore per le conclusioni, debbo dire, riprendendo le cose che diceva la rappresentante di Save the Children Italia, che la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali d'Italia si è incontrata ed ha stilato una risoluzione concernente questo tema.
Ci siamo presi l'impegno, erano presenti tutti i Presidenti delle Assemblee legislative, di portare nel primo Consiglio utile, che per noi è oggi, per altre Regioni è già stato o sarà nei prossimi giorni, questa risoluzione concordata insieme per l'approvazione, E’ anche il primo atto che verrà votato quando concluderemo questa parte e inizierà la seduta ordinaria del Consiglio regionale.
Questo per rispondere alla cosa che lei accennava.
Un'altra doverosa comunicazione, saluto non solo a nome mio, ma dell'intera Assemblea legislativa la Presidente regionale dell'Unicef che è presente Cristiana Acqua, e la rappresentante di Legambiente Marche Marina Galeassi, ringrazio entrambe per la loro presenza.
Do la parola all'Assessore ai servizi sociali Viventi, prego Assessore.

Luigi VIVENTI. Buongiorno a tutti, ringrazio gli intervenuti, ringrazio soprattutto il Presidente di questa Assemblea che ha dimostrato sensibilità nel voler affrontare questo tema che, secondo me, è cruciale per il nostro futuro, e l'Assemblea delle Marche fa bella figura se discute di questi temi.
Più che trarre le conclusioni o offrire delle ricette, vorrei fare due brevissime considerazioni. La prima: è evidente che nel nostro Paese c'è una crisi economico finanziaria pesante, ma probabilmente c'è una crisi valoriale ancora più incisiva dell'altra, se possibile, e anche nella nostra regione non siamo esenti da turbamenti di questo tipo e fatti che preoccupano in maniera seria tutti quanti noi.
Assistiamo, purtroppo, a fenomeni degenerativi nell'età dell'adolescenza, che non sto qui a ripetere, perché gli illustri relatori sono più esperti di me in questa materia, ma spaziano in tutti i settori negativi che noi conosciamo, quindi, attenzione perché ognuno deve essere chiaro sul ruolo che svolge e su quello che può fare, altrimenti si fanno delle chiacchiere che possono essere inutili.
Non vorrei fare un chiacchiericcio inutile, vorrei dire che la nostra Regione per affrontare alcuni bisogni essenziali, spende all'interno del bilancio del sociale 45 milioni di euro l'anno, ne spende 15.700.000 per questo settore.
In maniera molto concreta direi che il merito di questa Regione, lo dicevo in un'altra occasione, non ce l'ho io che sono da soli sei mesi Assessore ai servizi sociali, è questa comunità ed anche sua classe politica che molto spesso viene denigrata, ma che ha saputo dare una giusta attenzione a questi fatti, a questi problemi.
La seconda considerazione che voglio fare è molto breve, ma anche molto concreta, dal mio personale punto di vista, credo che ci siano due cose fondamentali da offrire ad un bambino: una famiglia sana e capace di produrre reddito e una scuola che sia capace, oltre che di insegnare e dare nozioni, di essere maestra di vita.
Se funzionano questi due pilastri questo consentitemelo è il mio punto di vista personale, la famiglia e la scuola, penso che tutti gli altri problemi possono trovare un'adeguata soluzione, è chiaro che il loro non funzionamento agisce da moltiplicatore rispetto ai milioni di problemi che purtroppo la società moderna pone di fronte a un minore o ad un adolescente.
Compito nostro come amministratori è quello di utilizzare al meglio le, purtroppo, ormai scarse risorse che sono a nostra disposizione e favorire il fatto che nella nostra società ci siano famiglie sane capaci di produrre reddito e una scuola capace di insegnare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie Assessore, si chiude qui la nostra iniziativa, la parte del Consiglio aperto su questo tema. Credo di poter dire che gli interventi e gli ospiti che hanno accolto il nostro invito hanno sicuramente accresciuto le informazioni e le riflessioni a favore di questa Aula alla quale compete nel futuro di riconfermare un impegno che questa comunità marchigiana in molte occasioni ha espresso.
Si tratta di non abbassare la guardia e anche talvolta di assumere provvedimenti, e decisioni che rendono fattive le determinazioni, le dichiarazioni e gli impegni.
Con questo augurio chiudo questa parte del Consiglio regionale, ringraziando di nuovo in modo non retorico o formale, ma sentito, gli ospiti che sono stati presenti ed hanno accolto il nostro invito, grazie.

SEDUTA N. 136 DEL 19 NOVEMBRE 2013

La seduta inizia alle ore 11,15

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Diamo inizio alla seduta ordinaria. Do per letto il processo verbale della seduta n. 135 del 12 novembre 2013, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 373 in data 13 novembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Assestamento del bilancio 2013”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per il parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale n. 4/2007 ed al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), n. 1 della legge regionale n. 15/2008;
n. 374 in data 13 novembre, ad iniziativa dei Consiglieri regionali Giancarli, Ricci, Binci, Marconi, Donati, Silvetti, Acquaroli, concernente: “Sistema regionale per la difesa dall'inquinamento di idrocarburi o altre sostanze nocive causato da incidenti marini”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente e al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, lettera b) ,della legge regionale n. 4/2007.
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
n. 68 in data 15 novembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Programma di sviluppo rurale della Regione Marche 2007 – 2013 in attuazione del reg. CE n. 1698 del Consiglio del 20 settembre 2005. Revoca deliberazione n. 58 del 04/12/2012”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente, alla II Commissione assembleare e alla VI Commissione assembleare per l’espressione del parere obbligatorio di cui all’art. 69 del Regolamento interno, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, lett. e) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale n. 15/2008.
E' stata presentata la seguente mozione:
n. 586 del Consigliere Pieroni: “Eccezionale ondata di maltempo nei giorni 10 e 11 novembre 2013. Provvedimenti conseguenti e strutturali”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato, in data 11 novembre, le seguenti leggi regionali:
n. 35 “Norme in materia di Unioni montane e di esercizio associato delle funzioni dei Comuni montani”;
n. 36 “Disciplina del controllo sugli atti degli enti del Servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 17 luglio 1996, n. 26 'Riordino del Servizio sanitario regionale'”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato il seguente regolamento regionale:
n. 6 in data 8 novembre 2013 “Disposizioni in materia di agriturismo in attuazione dell'articolo 21 della legge regionale 14 novembre 2011, n. 21 'Disposizioni regionali in materia di multifunzionalità dell'azienda agricola e diversificazione in agricoltura'”.
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Latini, Marinelli.
Detto questo, salutiamo la scolaresca della sua presenza, un saluto ai ragazzi ed ai loro insegnanti.

Risoluzione
ad iniziativa del Consigliere Solazzi
"Salvaguardia dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nelle regioni italiane".
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. Se siete d'accordo, metterei in votazione il testo della risoluzione a cui facevo riferimento prima, che è stato concordato fra i Presidenti delle Assemblee legislative italiane. Risoluzione concernente la "Salvaguardia dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nelle regioni italiane", il testo è stato distribuito, quindi, credo che sia a conoscenza di tutti, lo avete letto, ci avete fatto anche qualche riflessione considerata l'attenzione con cui è stato seguito l'inizio del Consiglio regionale, quindi, senza porre tempo in mezzo lo metterei in votazione.
Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Vorrei onorare l'iniziativa che è stata presa con l'Assemblea aperta su questo tema, al quale ho prestato molta attenzione, e avendo prestato attenzione provo un infinito senso di tristezza solo per una ragione che ha fatto bene l'Assessore Viventi a ricordare, quanto la Regione Marche investe nel supporto sociale alla nostra comunità, ma credo che il problema e la questione sia molto più ampia, molto più importante.
Coloro che sono intervenuti a sostegno di questa giornata, non hanno posto la questione sul sociale, se noi rimaniamo nell'ambito del sociale, rimaniamo nell'ambito qualcosa a cui occorre porre rimedio, a qualcosa che non ha funzionato.
L'attenzione, invece, è su un qualcosa che merita un investimento importante, fondamentale per una società che aspira anche ad essere una società che sta meglio economicamente e quant'altro.
Occorre interrogarsi se questo Paese dietro al mantra "non ci sono risorse" riconosce o no che il suo futuro sta in ciò che noi faremo per questa grande parte importante della nostra popolazione, che ha un diritto di cittadinanza importante, fondamentale per tutti noi.
Non ci sono strutture, non ci sono scuole, non si investe nell'istruzione, non si investe nella ricerca, abbiamo il 17% in Italia di dispersione scolastica. Siamo indietro di 20 punti rispetto agli obiettivi di Europa 20.20 nell'avere il 40% dei giovani laureati, non possiamo trincerarci dietro ai nostri ruoli ed alle competenze per cui il Consigliere comunale fa il Consigliere comunale, il Consigliere regionale fa il Consigliere regionale, ognuno nel proprio ambito, noi siamo soggetti che fanno politica e siamo chiamati ad ispirare, ad incalzare chi ai massimi livelli di questo si occupa per il Paese, ma come facciamo se ancora diciamo non ci sono risorse, le risorse ci sono, il 10% della popolazione detiene il 50% della ricchezza di questo Paese.
Ma vogliamo essere concreti o no? Ma davvero pensiamo che trovare le risorse per queste cose, se dovessero concorrere coloro che più hanno, sia una ruberia, un sopruso? Ma diciamo delle cose sensate, vere!
Noi stiamo perdendo competitività perché non investiamo in niente, sull'infanzia, sull'adolescenza e via, via, fino a coloro che per il 40% non trovano un posto di lavoro.
Vorrei che ci interrogassimo su questo, ma non per rimanere senza risposte o per dire quanto sarebbe bello, noi tutti dobbiamo sapere, e lo sappiamo, che si può fare diversamente, non ci sono politiche che non si possono fare, non ci sono politiche sbagliate, ci sono politiche.
Quando le cose non vanno non è perché c'è una politica sbagliata, c'è una politica che cura altre cose, ce lo vogliamo dire?
Non è una questione di essere di destra, di sinistra, di centro, i diritti dell'infanzia, i diritti dell'adolescenza sono le fondamenta su cui dovremmo basare la nostra prospettiva futura, non può risolversi soltanto con "non ci sono risorse". Grazie.

PRESIDENTE. Grazie Consigliere Cardogna, grazie dell'attenzione che ha dedicato in questa seduta e dell'accorato appello.
Pongo in votazione la risoluzione concernente: "Salvaguardia dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nelle Regioni italiane". Dichiaro aperta la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Nomina

Sostituzione di due Assessori componenti della Commissione di cui all'articolo 2 della legge regionale 1 dicembre 2005, n. 26 "Istituzione della giornata delle Marche"
(Voto limitato ad uno)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la sostituzione di n. 2 Assessori componenti della Commissione di cui all'articolo 2 della legge regionale 1 dicembre 2005, n. 26 "Istituzione della giornata delle Marche".
Prego distribuire le schede.
Le proposte sono sostanzialmente queste, mi faccio interprete, gli Assessori componenti in qualità di Consigliere erano in rappresentanza della maggioranza, i due che dobbiamo eleggere devono essere di maggioranza, le proposte pervenute riguardano il Consigliere Eusebi e il Consigliere Camela. I Consiglieri di minoranza possono votare uno di questi nomi, perchè il voto è limitato ad uno, oppure si astengono e non si riapre la procedura, perchè dobbiamo sostituire due membri di maggioranza. Il voto è limitato ad uno.

(Il Consigliere segretario Romagnoli effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione.

Votanti n. 35
Schede bianche n. 3
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 32

Hanno ricevuto voti:
Valeriano Camela n. 13;
Paolo Eusebi n. 10;
Umberto Trenta n. 9.

Proclamo eletti componenti nella Commissione di cui all'articolo 2 della legge regionale 1 dicembre 2005, n. 26 "Istituzione della giornata delle Marche" i Consiglieri Valeriano Camela e Paolo Eusebi.

Nomina

Elezione di due Consiglieri regionali componenti del Comitato promotore per le celebrazioni della fondazione della città di Ancona
(articolo 3, comma 3, lett. b) della l.r. 30 settembre 2013, n. 31 - articolo 49 del Regolamento interno - voto limitato ad uno)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di due Consiglieri regionali componenti del Comitato promotore per le celebrazioni della fondazione della città di Ancona. Voto limitato ad uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Consigliere segretario Pieroni effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione.

Votanti n. 32
Schede bianche n. 1
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 30

Hanno ricevuto voti:
Gianluca Busilacchi n. 19;
Daniele Silvetti 9;
Letizia Bellabarba 1;
Giovanni Zinni n. 1.

Proclamo eletti componenti del Comitato promotore per le celebrazioni della fondazione della città di Ancona i Consiglieri Gianluca Busilacchi e Daniele Silvetti.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Fatto questo dovremmo passare al punto 3, però il punto 3 concernente l'intesa per il riordino dell'Istituto Zooprofilattico lo rinviamo ancora perché la Regione Umbria non si è espressa su un testo preciso.
Ha la parola il Consigliere Badiali.

Fabio BADIALI. Presidente, lei riferiva che la proposta di legge n. 361 non è a posto in quanto l'Umbria non ha deliberato, invece l'Umbria ha deliberato due Consigli fa e noi possiamo andare avanti con questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Voi siete a conoscenza del testo?

Fabio BADIALI. Si, dalla settimana scorsa.

PRESIDENTE. Agli atti c'è il testo nuovo?

Fabio BADIALI. No, è quello che era stato sottoscritto con la Regione Marche.

PRESIDENTE. A me risulta che sono state apportate delle modifiche.

Fabio BADIALI. No, non sono state apportate modifiche.

PRESIDENTE. Siamo sicuri? Altrimenti tocca ritornarci, se no lo rinviamo alla prossima seduta.

Fabio BADIALI. Da quello che mi dice la Segreteria della V Commissione non sono state apportate modifiche.

PRESIDENTE. Per me va bene, ma non succede niente se ci vogliamo accertare, vorrei capire se il testo che è qui in Aula agli atti ... anche a lei risulta che ci sono delle modifiche? ... Come volete lo possiamo votare subito o rinviare alla prossima per verificare.

Fabio BADIALI. Io sono sicuro, quello che mi hanno riferito le Dirigenti della V Commissione è stato andate avanti che è tutto apposto.

PRESIDENTE. Se è a posto, se il testo che è in nostro possesso non ha nessuna modifica, va bene.

Proposta di legge n. 361
ad iniziativa della Giunta regionale
"Approvazione dell'Intesa tra la Regione Umbria e la Regione Marche concernente il riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 361 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Badiali.

Fabio BADIALI. Grazie Presidente. La presente proposta approva l'intesa sottoscritta il 25 luglio 2013 dai Presidente della Regione Umbria e della Regione Marche per il riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche.
Tale intesa disciplina l'organizzazione e la gestione dell'Istituto, in attuazione del decreto legislativo del 28 giugno 2012 numero 106, concernente la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero della salute, che apporta delle modifiche alla normativa, al decreto legislativo 270 del '93.
Il nuovo decreto legislativo 106 del 2012 prevede, in particolare, all'articolo 10 che il riordino degli Istituti zooprofilattici, da parte delle Regioni, sia ispirato a criteri di semplificazione e snellimento dell'organizzazione e della struttura amministrativa, di razionalizzazione ed ottimizzazione delle spese. Quindi prevede la semplificazione e lo snellimento dell'organizzazione della struttura amministrativa adeguandola a principi di efficacia, efficienza ed economicità e alla razionalizzazione e ottimizzazione delle spese e dei costi di finanziamento previa riorganizzazione dei relativi centri di spesa.
Gli organi dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche sono:
- il Consiglio di Amministrazione, composto da 3 membri, previsto dal nuovo accordo, in precedenza erano 5, di cui uno di nomina del Ministero, uno di nomina della Regione Marche e uno di nomina della Regione Umbria. Dura in carica 4 anni, nel vecchio accordo erano 5, e i membri non possono essere nominati per più di una volta;
- il Direttore generale è nominato dal Presidente della Regione Umbria d'intesa con il Presidente della Regione Marche;
- il Collegio dei revisori dei conti, nominato dal Direttore generale dell'Istituto è composto da 3 membri di cui uno nominato dal Ministero, uno dalla Regione Umbria e uno dalla Regione Marche.
Tale intesa potrà essere modificata con legge regionale sulla base di accordi tra le due Regioni.
Le disposizioni previste dall'intesa hanno efficacia alla data di entrata in vigore dell'ultima legge regionale di approvazione della stessa, quindi, da oggi, da quando la Regione Marche approva perché la Regione Umbria l’ha già fatta.
La Commissione sanità ha aggiunto l'articolo 1 bis che disciplina le disposizioni per l'avvio del procedimento relativo alle designazioni di nuovi organi dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di nomina della Regione Marche che verrà effettuato ai sensi della legge regionale numero 34 del '96, fatte salve le candidature presentate alla data di entrata in vigore della presente legge che verranno riesaminate alla luce delle nuove disposizioni. In poche parole chi ha presentato già la candidatura per essere nominato non dovrà ripresentarla in quanto verrà presa in considerazione.
Questa nuova normativa, la legge 361, abroga le leggi regionali n. 20 del ' 97 e n. 6 del 2001 che hanno disciplinato ad oggi l'organizzazione e la gestione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Dall'analisi che è stata fatta in Commissione emerge evidente che questa era una situazione che andava sanata, anche perché il citato decreto legislativo impone questo riordino dei vari istituti.
Sulla legge, le osservazioni che abbiamo fatto, le abbiamo fatte in Commissione. Allo stesso tempo siamo stati in contatto anche con il relatore di minoranza dell'Umbria che ci aveva assicurato che sull’articolo 8 dell'accordo tra le Regioni Umbria e Marche - che riguarda il Direttore generale - c'era, non solo la disponibilità, ma un accordo di tutta la Commissione, maggioranza e opposizione. Ora l'articolo 8, al comma 4, dice che il rapporto di lavoro del Direttore generale è a tempo pieno, regolato da un contratto di diritto privato non superiore ai 5 anni, rinnovabile una sola volta ed il compenso è fissato entro il limite massimo di quello previsto per i Direttori generali delle Aziende del Servizio sanitario della Regione Umbria. Tradotto in altre parole, intorno ai 160.000 euro, visto e considerato che questa opera di razionalizzazione ha tra gli scopi anche quello di economizzare, credo che togliere un membro del Consiglio e fare in modo che il Direttore generale dell’Istituto abbia uno stipendio pari a chi ha degli impegni ben diversi, da quelli che andrà ad affrontare, non sia assolutamente corretto, tanto è vero che questo fatto era stato recepito anche dalla Commissione che aveva analizzato, in Umbria, questa situazione. C'era un accordo di modificare questo in Aula, invece, nel momento in cui è andato in Aula la maggioranza ha fatto in modo che non venisse presentata nessuna modifica, quindi, anche per questo motivo mi associo al collega Lignani Marchesani dell'Umbria e il mio voto sarà contrario.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Credo che la relazione del collega Consigliere D'Anna abbia centrato veramente il problema, a ciò mi sento di aggiungere di conseguenza una riflessione, vale a dire, questi sono quei classici esempi in cui si sta creando un rapporto schizofrenico fra lo Stato e le Regioni. Perché da un lato, in una logica di spending review vengono ridotte tutte le nomine fatte dalle Regioni, dall'altro, esempio ben spiegato dal Consigliere D'Anna e dai Consiglieri di minoranza dell'Umbria, ci ritroviamo ancora ad avere super dirigenti pagati, consolidamento delle burocrazie in logica ministeriale, eccetera.
Da un lato la spinta dell'antipolitica porta alla riduzione del ruolo delle Regioni, dall'altro si mantiene e si consolida il ruolo di spreco dello Stato.
Ora io mi sento di dire che laddove noi non controlliamo più niente, vorrei che la Regione Marche non solo non voti questa delibera e non partecipi, ma chieda al Governo di riprendersi per intero la gestione dell'Istituto zooprofilattico, di pagarselo e di assumersi la responsabilità di questo. Si fa bello con "i Consiglieri regionali" e da un lato racconta - il Governo Monti, queste sono le pagliacciate che sono state fatte dai Governi delle larghe intese – di un risparmio che non esiste e, di fatto, noi dobbiamo rispondere dell'operato di altri senza organismi di controllo. Diciamoci la verità, chi di noi ha gli strumenti per controllare l'operato dell'Istituto zooprofilattico, controllo e competenze!
Io voto contro e chiedo a tutta l'Assemblea legislativa di non ratificare, rispediamo al mittente la gestione dell'Istituto zooprofilattico, se lo tenga lo Stato centrale, se lo gestisca e non si chieda alle Regioni di partecipare con oboli, con oneri, quando poi di fatto esiste il super mega direttore generale che, probabilmente, deciderà tutto ed ha anche un lauto stipendio, quindi, io sono per togliere le Marche da questo imbarazzo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Camela.

Valeriano CAMELA. Grazie. Gli Istituti zooprofilattici sperimentali sono i custodi della nostra salute alimentare, essi operano nell'ambito del Servizio sanitario nazionale per svolgere la sorveglianza epidemiologica, la ricerca sperimentale, la formazione del personale con il supporto di laboratori e diagnostica nell'ambito del controllo ufficiale degli alimenti.
Gli Istituti zooprofilattici sperimentali in Italia si sviluppano su 10 sedi centrali e 90 sezioni diagnostiche periferiche assicurando sul territorio nazionale una rete di servizi per tutelare la sanità e il benessere animale, verificare la salubrità degli alimenti e dell'ambiente, salvaguardare in definitiva la salute dell'uomo.
E' una vera e propria organizzazione a rete di strutture laboratoristiche e di ricerca in tutti i settori della sanità pubblica e veterinaria.
L'Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche ha valenza bidirezionale e garantisce l'attività di prevenzione, controllo e ricerca nell'ambito della sanità animale e della sicurezza alimentare della nostra regione.
L'istituto ha sede principale a Perugia e cinque sedi periferiche di cui ben quattro nella nostra regione: Ancona, Macerata, Pesaro e Fermo, rappresenta, quindi, a mio parere, senz'altro un fiore all'occhiello delle due Regioni e con questa legge ci si propone di riorganizzare la struttura secondo i dettami del decreto legislativo 106 del 2012 che all'articolo 10 chiama le Regioni a disciplinare le modalità gestionali, organizzative e di funzionamento degli Istituti zooprofilattici ed inoltre ad adottare criteri di valutazione dei costi e dei rendimenti nonché a verificare l'utilizzo delle risorse, il tutto privilegiando la ricerca e l'innovazione tecnologica, garanzia di prestazioni scientifiche d'eccellenza nell'ambito dell'igiene sanitario e della produzione di alimenti.
In linea con i principi gestionali di efficacia, efficienza ed economicità le Regioni Marche ed Umbria hanno recentemente concertato l'intesa oggi all'attenzione di questo Consiglio alla quale non sono precluse osservazioni, le quali tuttavia non potranno che essere sottoposte alle valutazioni della Regione Umbria per l'eventuale recepimento.
Per concludere alla luce del percorso tracciato dalle Regioni Marche ed Umbria che va verso una riduzione e razionalizzazione delle spese, a fronte di un maggior controllo e tutela della salute pubblica, l'UdC, in linea anche con la linea operativa già attuata in precedenza per casi analoghi, esprime piena condivisione al provvedimento in questione, grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Non c'è più l'Assessore al bilancio? Assessore Canzian mi dedichi un attimo, anche lei Assessore Mezzolani. Vedete come è questo andare zig zagando che connota in maniera chiara che qui dentro, nonostante, si legiferi, ogni legge è fine a se stessa, portata, approvata, non approvata, si fa riferimento, quindi, c'è un pensiero guida che supera tutto questo.
Ascoltando il fantastico Consigliere Camela che viene additato alla cronaca, tant'è che ha suscitato l'interesse del Ministro Lorenzin sulla fanta sanità cameliana, ce n'è anche per lei Assessore Canzian con delega al piceno, io vi riporto ad una frase stupenda dell'Assessore Canzian: "un punto fermo a livello nazionale e una opportunità per evitare una concorrenza impropria tra territori contigui appartenenti a regioni diverse", se lo ricorda lei.
Questa Aula il 24 settembre 2013 approva una legge all'unanimità che si chiama "Limes territori di confine" che dà alla Regione Marche, ed ecco perché ho fatto l'interrogazione di accesso agli atti sulla Macroregione Ionico Adriatica di cui ancora oggi il Presidente Spacca mi dice, ma mi dovrà dare gli atti.
Ieri ha fatto quella simpatica uscita, ci ha raccontato una storia fantastica, una funzionaria della Regione, o dirigente, Presidente Cardogna, ci ha raccontato una storia, noi l'abbiamo presa, è più interessante quello che dice l'Assessore Mezzolani perché adesso siamo in affari sanitari, riforma sanitaria, quindi, caro Consigliere Cardogna anche qui oggi siamo in evidente contraddizione, “Limes territori di confine” dedica la Giunta regionale e, quindi, anche l'Assessore Canzian e l'Assessore Mezzolani, a fare protocolli d'intesa con le Regioni contigue.
Questo è un caso in cui questa legge ancora una volta si ignora, e mi auguro che il Presidente Cardogna abbia compreso che tipo di informazione deve dare al Presidente Spacca ed al Presidente Solazzi, ergo in retrospettiva che questa distrazione generale a volte provoca queste cose per cui, ritornando a “Limes territori di confine” ed all'Assessore Canzian, 25 ottobre 2013 qualche giorno fa, caro Assessore Canzian appare sulla cronaca locale del Il Corriere Adriatico, che simpaticamente i colleghi anconetani chiamano il "bugiardone", 300.000 euro per far ripartire la stazione di Monte Piselli in pieno - Assessore Canzian mi ascolti perché lei l'altro giorno mi ha detto da Presidente del Consiglio, qui giochiamo a parti inverse e quindi riequilibriamo il discorso, lei è Assessore io sono Consigliere d'opposizione - lei mi deve spiegare se questa notizia, e lo dica perché farò un’interrogazione se questi 300.000 euro sono una marchetta elettorale o un’enfasi che si può avere dopo la festa del peperoncino quando qualcuno, magari a quella quota, per darsi un senso, ha bevuto uno o due bicchieri di vino in più. Questi 300.000 euro fanno parte di questo pacchetto o fanno parte che andiamo avanti ognuno in libertà e veniamo qui e recitiamo. Leggiamo pezzi di carta da ventriloquo scritti dalla ciccantiana memoria, che lei conosce bene, che si fanno il lunedì in Regione e il martedì ce li propina il Consigliere Camela.
Su Limes, su questa disciplina che dice chiaramente “Approvazione dell'intesa tra Regione Umbria e Regione Marche concernente il riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche” si parla di ricerca, di animali, di alimenti, di disciplina e di economicità, ai sensi della legge 106 del 2012, articolo 10.
Io che vengo da una disciplina e da una formazione giuridica fai da te, applico sempre l'articolo 30 che la dice lunga, perché in verità vi dico, caro Assessore Canzian, queste cose qui lei le deve coordinare, perché ha una delega strategica per il Piceno e guarda caso che Limes, uno dei cardini della legge regionale è proprio il nostro rapporto con l'Umbria e con l'Abruzzo.
Le farò un’interrogazione verbale per sapere se questa notizia, se i 300.000 euro fanno parte del suo budget assessorile oppure sono una fantastica serata in montagna compreso lo zooprofilattico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Colgo l'occasione per tranquillizzare il Consigliere Trenta che in maniera colorita ha commentato i contenuti di questa proposta di legge e, probabilmente, ha fatto un po' di confusione nel senso che le due tematiche a cui fa riferimento, la proposta di legge di cui è relatore il Consigliere D'Anna e la legge che è stata approvata nel settembre scorso, relatore Consigliere Trenta, sono due cose, come si dice in matematica, incommensurabili, cioè non c'azzeccano, come avrebbe detto qualcun altro.
Stia tranquillo che quei 300.000 euro che sono stanziati nell'articolato della proposta di legge che oggi è all'esame del Consiglio sono un'altra cosa, non attengono alle finalità della legge di cui lei è stato relatore, quindi, da questo punto di vista la tranquillizzo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Zinni, D'Anna e Marangoni.
Favorevoli: Badiali, Bellabarba, Busilacchi, Canzian, Donati, Giannini, Giorgi, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Bugaro, Ciriaci, D'Anna, Marangoni, Romagnoli, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci, Bucciarelli.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Zinni, D'Anna e Marangoni.
Favorevoli: Badiali, Bellabarba, Busilacchi, Canzian, Donati, Giannini, Giorgi, Luchetti, Mezzolani, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Bugaro, D'Anna, Marangoni, Romagnoli, Trenta, Zinni.
Astenuti: Binci, Bucciarelli.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Zinni, D'Anna e Marangoni.
Favorevoli: Badiali, Bellabarba, Busilacchi, Canzian, Donati, Giannini, Giorgi, Luchetti, Mezzolani, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Bugaro, Ciriaci, D'Anna, Marangoni, Natali, Romagnoli, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci, Bucciarelli.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Zinni, D'Anna e Marangoni.
Favorevoli: Badiali, Bugaro Bellabarba, Busilacchi, Canzian, Donati, Giannini, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Pieroni, Ricci, Sciapichetti.
Contrari: D'Anna, Foschi, Marangoni, Romagnoli, Trenta, Zinni.
Astenuti: Binci, Bucciarelli.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ordine del giorno a firma dei Consiglieri Badiali e D'Anna, leggo il dispositivo: “Impegna la Giunta regionale a considerare quali attività proprie dell'Istituto zooprofilattico tutte quelle previste dall'articolo 9 del decreto legislativo 106/2012 ed a fissare il compenso da corrispondere al Direttore generale dell'Istituto zooprofilattico in una quota coerentemente e significativamente inferiore a quanto previsto per i Direttori generali delle Aziende del Servizio sanitario regionale, fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente” Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Zinni, D'Anna e Marangoni.
Favorevoli: Acquaroli, Badiali, Bellabarba, Bucciarelli, Bugaro, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Ciriaci, Comi, D'Anna, Donati, Foschi, Giancarli, Giannini, Luchetti, Marangoni, Marconi, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Romagnoli, Sciapichetti, Traversini, Zaffini, Zinni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Binci, Trenta.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 361. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Zinni, D'Anna e Marangoni.
Favorevoli: Badiali, Bellabarba, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Giancarli, Giannini, Giorgi, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Bugaro, Ciriaci, D'Anna, Foschi, Marangoni, Natali, Romagnoli, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci, Bucciarelli.

(L'Assemblea legislativa approva)


Proposta di legge n. 334
ad iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Giancarli
"Interventi per il sostegno delle azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti solidi urbani"

(Nuova titolazione) "Interventi per il sostegno delle azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti solidi urbani e modifica alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 15 'Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi'"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 334 ad iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Giancarli. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente, questa legge ha un valore sostanziale, ma anche un valore culturale profondo, nel senso che, per precisare, non mira esattamente a ragionare sui rifiuti o non soltanto sui rifiuti, ma sui consumi.
Questa esperienza è presente in molti altri Comuni d'Italia, anche all'estero, e la dicitura che va per la maggiore, che noi abbiamo semplicemente tradotto, è quella del Comune waste free cioè Comune libero da rifiuti. Abbiamo esperienze di eccellenze in giro per l'Italia, si va dal recupero di tutti i materiali ancora utili, che possono essere rimessi in circolazione, non soltanto per i più poveri, fino alla possibilità di incidere in maniera seria sulla prevenzione nella produzione dei rifiuti.
La legge, colleghi Consiglieri, l'avrete letta, è molto semplice, è estremamente sintetica nell'obiettivo che vuole raggiungere, perché mira a dare ai Comuni una forma di incentivazione, un premio che viene riconosciuto a chi riesce ad arrivare complessivamente al minor conferimento possibile in discarica.
Questo si raggiunge attraverso due strumenti, il primo è quello che è già in atto in molti Comuni, in tutti i Comuni delle Marche attraverso la differenziata, cioè la raccolta differenziata dei rifiuti, ma ce n’è un altro a monte che è contenuto in questa legge che mira a non avere rifiuti per niente, a non produrli per niente o a produrli in quantità estremamente ridotta.
Cosa dovranno fare i Comuni, le associazioni, chi si muove in questo settore, le famiglie? Dovranno mettere in moto dei comportamenti virtuosi e delle organizzazioni a livello comunale, non difficili nella nostra realtà regionale perché abbiamo tanti Comuni in questo senso, tanti Comuni ci vengono in aiuto, dico, paradossalmente perché più è piccola la centrale organizzativa più è facile arrivare alla totalità dei consumatori. L'obiettivo è quello di verificare se e come un determinato prodotto possa o non possa essere consumato e, soprattutto, qual è la sua destinazione. Va messa in moto una nuova cultura che pensa all'oggetto del consumo e lo finalizza, vediamo come è possibile che questo letto già utilizzato, che questo contenitore di plastica, che questo materiale inerte legno, metallo o cemento, possa essere, in qualche maniera, riutilizzato o destinato in modo da non aumentare il conferimento in discarica.
Il titolo è suggestivo: Comune libero da rifiuti, Comune waste free, però contiene una sostanza significativa ed importante.
In questo senso, lo anticipo, il Presidente della Commissione ne è già a conoscenza, ho proposto un emendamento che è un po' anche la risultanza di una condivisione fatta in Commissione che mira, all'articolo 1, a sottolineare che questo elemento di natura culturale dovrà essere sviluppato più di altri perché attraverso una ricerca attenta ed originale da parte di tutti i consumatori potremmo raggiungere l'obiettivo finale.
C'è una parte che può essere, in qualche maniera, organizzata ed imposta ai cittadini, ma c'è un'altra che può essere il frutto di una promozione originale, cioè cambiare la cultura dello spreco a favore di una cultura più sobria che mira, non solo a produrre meno rifiuti, e a produrre meno rifiuti perché i nostri consumi sono più attenti e più intelligenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie Presidente, a dire il vero non è che ci sia tanto da aggiungere rispetto a quello che ha detto il relatore di maggioranza, Consigliere Marconi.
Credo che sia una buona legge, infatti in Commissione l'abbiamo approvata all'unanimità, perché è una legge che sotto il punto di vista culturale dà delle indicazioni precise, rispetto alla necessità di ridurre l'abbancamento in discarica dei rifiuti, rispetto alla necessità di insistere sulla raccolta differenziata e rispetto anche alla necessità delle Istituzioni di premiare le popolazioni e i Comuni più virtuosi in tal senso.
Credo che un ruolo importante lo avrà la Giunta che dovrà attuare questa legge e che dovrà farlo nel minor tempo possibile.
Credo che azioni collaterali, rispetto a quella che è la legge, andranno fatte ancora, andranno fatte sempre con più forza nelle scuole, nelle piazze, andrà fatta la la promozione per la diminuzione dell'abbancamento in discarica dei rifiuti, per puntare anche al recupero di una parte dei rifiuti stessi e al loro riutilizzo, affinché si possa abbattere i costi ma, soprattutto, la quantità di materiale che va in discarica. Questo è il punto.
Noi esprimiamo un parere favorevole e, in ogni caso, ogni qual volta si parla di una legge bisogna avere anche un equilibrio rispetto alle spese che dovranno essere fatte, nel senso che non diventi uno strumento per sperperare soldi, ma uno strumento per veicolare un messaggio che va al di là anche delle risorse finanziarie che verranno investite, che non diventi un modo, questo è un auspicio, per sperperare soldi e denaro pubblico.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Grazie Presidente, le ultime parole del Consigliere che mi ha preceduto sono interessanti perché fanno un appello alle buone intenzioni di questa legge che ci sono e sicuramente vanno confermate. Le confermo e le apprezzo, ma attenzione, dice, che non diventi un mezzo, un modo, per sprecare altri soldi.
Bisogna essere chiari perché le intenzioni sono sempre ottime, ma spesso l'applicazione è quella che, in qualche modo, ci frega.
E' stata citata la differenziata dal relatore di maggioranza, giusto, magari tutti i Comuni la praticassero, anche se ormai la maggior parte sono avviati verso la differenziata, va benissimo, cosa ben diversa rispetto alla differenziata è la raccolta "porta a porta" che secondo me aumenta i costi, non li diminuisce.
Tanto è vero che le Regioni e le località che sono partite 30 anni fa con la raccolta differenziata, io la facevo a Milano 30 anni fa, in Trentino Alto Adige la fanno da 50 anni, non hanno fatto mai il "porta a porta", la differenziata è una cosa e il "porta a porta" è un'altra. Non solo aumenta i costi, ma aumenta anche il clientelismo, faccio lavorare Tizio e non Sempronio, e questo è una cosa che sta accadendo in molti Comuni della mia regione, della nostra regione.
Addirittura stiamo parlando di dare 100.000 euro in questa legge, 100.000 euro a questi Comuni, mi chiedo, ma se un Comune è particolarmente virtuoso è merito del Comune o dei cittadini? Allora, spiego, anticipo il senso dell'emendamento che ho proposto, perché dobbiamo dare i soldi al Comune e, magari, non ridurre anche in modo simbolico, come propongo nell'emendamento, di qualcosa la tassa dei rifiuti che pagano i cittadini virtuosi di un Comune virtuoso?
Questo è il senso, perché i soldi vengono spesi in modo veramente, diciamo, eccentrico, voglio usare un aggettivo buono, visto che siamo in questo clima, il mio Comune, per esempio, Recanati, ha stanziato 117.000 euro per i microchip, per mettere un numero identificativo ad un soggetto, spesso diventa a scopo sanzionatorio, tanto è vero che la città gemella di Porto Recanati che ha introdotto poche settimane fa il sistema del microchip ha già fatto multe da 200 euro, 100 euro, 150 euro, ha multato a tamburo battente povere persone, anziani che spesso nemmeno ci vedono e per certi aspetti hanno difficoltà a fare la raccolta differenziata, allora questi soldi andrebbero spesi per educare i cittadini non per punirli, se no è un'altra tassa. A mio avviso questi scopi sanzionatori vanno assolutamente combattuti.
Va bene lo spirito della legge, ma quello che possiamo fare - anziché dare i soldi, 100.000 euro, ai Comuni, che poi li spendono nel modo più strano che ci possa essere, come gli esempi che ho fatto - è darli ai cittadini, scontando le tariffe in piccola parte come propongo nell'emendamento. Dopo lo presenterò meglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Grazie Presidente, ho avuto un attimo di titubanza nel prendere la parola perché due o tre argomenti che volevo toccare sono stati toccati dal Consigliere Marangoni, ma si parte più o meno dallo stesso punto, ma si arriva ad approdi diversi.
Ben venga qualsiasi iniziativa che sensibilizzi, premi, incentivi il porsi la questione dei rifiuti, questione importante, dirimente, segna la misura della civiltà di una comunità per come essi possono essere trattati, prodotti o meglio non prodotti.
Anche qui ci sarebbe da parlare di una filiera che va dal confezionamento di ciò che compriamo, fino alla parte finale.
Ritengo che per cogliere lo spirito della proposta di legge dobbiamo ribadire con forza che la differenziata va superata e va superata con il "porta a porta", perché solo il "porta a porta" garantisce l'effettiva separazione del prodotto rifiuto.
Rifiuto che, oramai è opinione comune, anche nostra, non voglio dire niente di nuovo e non insegno niente a nessuno, è una opportunità, è una ricchezza, più il prodotto è differenziato più può essere rimesso in circolo, può essere riutilizzato, ha un valore economico, può creare posti di lavoro. Soprattutto il "porta a porta" dovrebbe ingenerare un ritorno in tasse, in meno, per il cittadino che, impegnato, informato e virtuoso, separa i rifiuti, quindi da una parte una ricchezza dal prodotto, dall'altra una ricchezza piccola o grande, che può tornare a beneficio economico al cittadino che è coinvolto in questo percorso.
Buona iniziativa, soprattutto se alimenterà nei territori e nelle comunità la riflessione sull'uso del rifiuto e se andremo a superare la differenziata che non garantisce un prodotto sostenibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente, colleghi Consiglieri, da parte mia soltanto brevi considerazioni perché condivido pienamente le illustrazioni che sono state fatte sia dalla maggioranza che dalla minoranza, dai Consiglieri Marconi ed Acquaroli e, come loro stessi hanno ricordato, questa legge è stata licenziata dalla Commissione con un consenso unanime.
Voglio anche ringraziare il Consigliere Marinelli, oggi non è in Aula, quindi, lo faccio qui pubblicamente, perché è il primo firmatario di questa legge e io ho avuto il piacere di firmarla insieme a lui, per la verità ne abbiamo fatte anche altre su questi temi di carattere ambientale.
Credo che questa legge, quindi, rispondo anche al Consigliere Marangoni, abbia un valore culturale ed ambientale, non possiamo spostarla su un piano economico ed, è ovvio, non dobbiamo mai perdere di vista il destinatario della funzione, non dobbiamo perdere di vista le persone, il cittadino, ma il costo dipende dall'organizzazione che ogni singolo Comune riesce ad avere, dipende dall'organizzazione all'interno di un consorzio, di un'area vasta, all'interno di piani ben definiti, con uno spirito ben preciso che è quello che diceva ora il Consigliere Cardogna. Tra l'altro incentivando notevolmente il "porta a porta" credo si possono ridurre i costi per i cittadini oltre che praticare serie politiche di carattere ambientale.
Perché dicevo che la proposta di legge ha valore ambientale e culturale? Perché istituisce per la prima volta nelle Marche questo marchio di qualità waste free, quindi, credo che il Comune libero da rifiuti sia un fatto veramente importante con l'obiettivo, non soltanto di lavorare sul recupero, sulla raccolta, ma con la necessità, e per questo ha valore culturale, quindi condivido e condividiamo l'emendamento che viene presentato dal Consigliere Marconi, di produrre meno rifiuti, far si che ci sia una cultura ed un'attenzione rispetto alle cose che durano nel tempo. Produrre meno rifiuti e fare in modo che questi rifiuti siano destinati al recupero anche perché, e non voglio soffermarmi sul fatto, alcuni beni che consideravamo inesauribili sono invece esauribili e sono beni di grande valore.
Questa legge è un ulteriore tassello all'interno di un quadro di sostenibilità e di attenzione a quella che è non soltanto la vita oggi, nel presente, ma tasselli che ci fanno guardare avanti e che ci fanno tenere in seria considerazione e muovere per un futuro soprattutto a garanzia delle giovani generazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Grazie Presidente, intervengo su questa proposta di legge che condivido, per dare un ulteriore messaggio, un’integrazione, per una sorta di formazione sia dei cittadini, credo sia la cosa più importante, che delle aziende, perché il rifiuto è sempre più risorsa in questo mondo che sta cambiando.
Noi nel nostro territorio abbiamo delle attività che sono nate dal rifiuto, da una situazione impensabile, quindi, devo dire che tutto dipende dalla formazione e dalla cultura.
Stavo leggendo con attenzione l'articolo 1 che riguarda le finalità di questa legge, e la Giunta dà più la forza a questa la legge attraverso la formazione e la cultura del rifiuto stesso. Oggi più che mai il cittadino non si rende conto perché la differenziata c'è cascata addosso, c’è stata catapultata addosso ed ha fatto si che, soprattutto le persone anziane, le persone che sono a casa, vivano questa quotidianità del rifiuto come una sorta di punizione, di problema, come diceva il collega.
Vorrei far si che condividendo, e lo ripeto, questa proposta di legge passi un messaggio di cultura del cittadino virtuoso, noi veniamo un po’ tutti da una formazione, non dell'immondizia, come dice il mio collega, ma della campagna, Consigliere Trenta, e dalla campagna ci dobbiamo rendere conto di come venivano utilizzati quelli che oggi chiamiamo rifiuti. Rientravano in un ciclo produttivo, sia i rifiuti che possiamo considerare l'umido di oggi, che quelli che come il legname, la plastica e quant'altro.
Il legname dava una risorsa per il fuoco, l'umido diventava concime per riattivare e ricominciare un percorso produttivo indispensabile, di qualità, per l'agricoltura, Stiamo parlando di cose che i nostri nonni o i nostri genitori hanno sempre vissuto con un buon saper fare.
Il mio intervento vuole essere una sollecitazione forte al cittadino che deve smettere di pensare alla differenziata come ad un'imposizione, ma è un riutilizzo, è un ritornare a quella che è la realtà, con la semplicità del cittadino che vive nel quotidiano questa imposizione.
Vorrei che nell'emendamento presentato possa essere inserita - o il documento, adesso non so chi l'ha presentato, il Consigliere Marangoni? - una sollecitazione per quanto riguarda la cultura del rifiuto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Grazie Presidente, scusi se le ho provocato un sussulto.
Quando si parla di rifiuti bisogna avere in mente due concetti chiari, tutto ciò che va verso il concetto della legalità e tutto ciò che va verso il concetto della illegalità piena.
Due mondi a confronto, da una parte abbiamo le istituzioni con la loro, per certi versi, maniacale predisposizione al no comunque, dall'altra parte abbiamo una semplificazione totale nel non rispetto della legge, parlo delle eco mafie nelle loro forme più diversificate.
Noi abbiamo il problema del rispetto della norma, gli altri hanno l'unico problema di fregarsene di queste norme. Qual è il risultato per le amministrazioni locali che si trovano a dover affrontare il gravoso problema dei rifiuti, siano essi solidi urbani, siano essi rifiuti tossici, rifiuti nocivi? Tutto quello che quel mondo!
E' emerso, in questi giorni, in maniera grave il problema dalla vicina Campania. Hanno interrato per 20 anni quello che hanno voluto nonostante tutte queste norme, allora vi immaginate voi una situazione sociale post guerra dove tutto si produceva e dove tutto si…, una trasformazione tra una cultura agricola, un sistema economico fondato sull'agricoltura, e la nouvelle vague che era quella di trasformare l'Italia in un Paese industriale.
Niente di più paradossale, si lasciava da parte quella che era la nostra cultura fantastica, cultura di una Italia meravigliosa, per certi versi, che non era certo a vocazione industriale, ed oggi assistiamo a condanne pesantissime o a quell'essere inermi come istituzioni - guardate l'ultimo problema dell'Ilva - torniamo a ritroso, cominciamo a fare delle riflessioni chiare sul fatto che siamo uomini, quindi, a prescindere, produttori di rifiuti.
L'uomo come nasce produce rifiuti, per tutta la vita. Da una parte le istituzioni non comprendono che bisogna iniziare a fare discorsi leggermente più permissivi dal punto di vista autorizzativo, ma soprattutto favorire le autorizzazioni quando nulla osta a queste autorizzazioni.
Dall'altra parte i rifiuti quotidianamente devono essere smaltiti, i rifiuti industriali tossici, radioattivi, eccetera che puntualmente vengono prodotti, dove vanno? Quanto incide il costo della produzione di rifiuti sulla nostra economia? Esiste la trasformazione, c'è un principio della fisica, tutto si trasforma niente si distrugge.
I rifiuti li possiamo vedere sempre come un problema, un handicap per le amministrazioni che non riescono ad affrontare il costo dello smaltimento dei rifiuti quotidiani? Andiamo a vedere, insistono su un bilancio con percentuali superiori al 30%, ma l'importante è che siamo nella norma.
La sentivo i rifiuti, torniamo nella microeconomia del rifiuto per lasciare la scala macro economica che appartiene alle eco mafie, tante volte evocate, che non hanno bisogno di autorizzazioni, fanno quello che vogliono perché se ne fregano del rispetto della legge.
Il produttore di rifiuti quotidiano si chiama famiglia che produce il differenziato quindi, umido, secco, carta, vetro, eccetera che va lì diligente, bravo, a volte è affettuosamente risibile, quello è il problema istituzionale, cioè quel tipo di rapporto con la produzione di rifiuti?
Signori miei nella macro zonizzazione esistono aree di alta produzione di rifiuti industriali, era circa il 2003, ricordo che in questa Regione tutti parlavano, ma la Regione Lazio si inventò e creò una mega discarica nella parte ovest della regione Lazio, praticamente nei depuratori nella zona di Amatrice, partì un simpatico Consigliere regionale, incontrò l'Assessore all'immondizia della Regione Lazio e gli chiese ragione di questo provvedimento votato all'unanimità da quella Regione, ma questo signore, questo Assessore, non aveva capito che quel simpatico Consigliere che andava in trasferta su quel problema gli portava la geografia dei corsi d'acqua della sua regione che sversavano nel fiume Tronto e praticamente interessavano tre amministrazioni regionali e precisamente Regione Marche, Regione Lazio e Regione Abruzzo, con tanto di televisioni si mobilitò quel popolo intelligente, umile, ma se informato, intelligente, e di quella famosa discarica per rifiuti solidi pericolosi ospedalieri ed industriali non se ne trovò più traccia.
Torno a dire che certe operazioni oggi vanno viste in maniera diversa, oggi esiste la macro scala per quello che riguarda la produzione dei rifiuti, e quello che potrebbe essere un handicap in condizioni territoriali favorevoli potrebbe diventare tranquillamente una risorsa economica a sostegno delle nostre attività regionali in merito a quello che riguarda l'industria.
Dico questo perché parlare di eco siti è facile, ma dentro la città il problema è quello casalingo, quotidiano, quando si parla di rifiuti che vanno a discarica o che vanno, nell'ultima generazione, e che mantiene città come Parigi o città che stanno sopra il target di 10 milioni di abitanti che hanno un sistema diverso e, quindi, da quell'handicap si produce energia, sia essa calore che elettricità, sia essa tutto ciò che riguarda quel comparto di ultima generazione, è su questo che sinceramente modificare la legge regionale 20 del '97 "disciplina del tributo speciale per il deposito di discarica dei rifiuti solidi".
Capisco oggi le aziende che si occupano di questo settore pagano il più alto tributo in chilo euro rispetto a tutta Italia, in un momento in cui va tutto in crisi e si arriva quasi alla soglia del default, vogliamo iniziare a pensare in maniera diversa che proprio sul principio fisico che tutto si trasforma e niente si distrugge potremo cercare risorse alternative a sostegno di quella che è la spesa energetica del territorio sia regionale che nazionale, grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Sub emendamento 1/1/1 a firma della Consigliera Ciriaci. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Sub emendamento 1/1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1/1 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 6 bis/1, introduce l’art. 6 bis, a firma del Consigliere Marangoni, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Grazie Presidente, questa legge che stiamo approvando riconosce, e fa bene a farlo, un contributo complessivo di 100.000 euro, non è molto, sarà da sparpagliare, da distribuire ai Comuni che otterranno questo marchio di qualità, a favore di quei Comuni che faranno queste buone pratiche, chiedo con questo emendamento che i Comuni che beneficeranno di questi soldi, in quanto sono stati virtuosi, riconoscano ai loro cittadini che anch'essi sono stati virtuosi, anzi, direi che parte da loro, senza il loro contributo, nulla si può fare, una piccola riduzione, visto che prendono i soldi dalla Regione, di almeno 10 centesimi al metro quadrato, riconoscendo ai cittadini il merito del risultato raggiunto che ha consentito di avere questi 100.000 euro dalla Regione. Questo è lo scopo dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente, ha già motivato il Presidente della Commissione, in realtà questa può diventare un’indicazione per i Comuni che riceveranno quote significative, perché in effetti si tratta di un piccolo premio.
Immaginare che sull'imposta di 2 milioni di euro un premio di 5 o 10 mila euro possa significare una diminuzione dell'imposta per i singoli cittadini è veramente difficile, in più mi dicono che c'è anche una difficoltà dal punto di vista giuridico, non possiamo imporre ai Comuni un comportamento riguardo ad una loro imposta. Il Comune che incassa, anche 5.000 euro, se simbolicamente vuole destinarli alla riduzione dell'imposta è una sua scelta, ma non possiamo, per legge, dire al Comune cosa deve fare dell'imposta comunale che è stabilita dalla legge nazionale.

PRESIDENTE. Emendamento 6 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 334 così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 355
ad iniziativa della Giunta regionale
"Modifica alle leggi regionali 28 dicembre 2011, n. 28 'Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012/2014 della Regione. Legge finanziaria 2012' e 27 dicembre 2012, n. 45 'Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013/2015 della Regione Marche. Legge finanziaria 2013'"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 355 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Donati.

Sandro DONATI. Cari Colleghi, la presente proposta di legge va ad intervenire nell'applicazione del Piano di tutela delle acque, soprattutto sulle scadenze relative all'adeguamento degli scarichi esistenti per le acque reflue del settore produttivo.
La presente proposta di legge, n. 355, presentata ad iniziativa della Giunta regionale, in data 31 luglio 2013, prevede infatti l'abrogazione dell'articolo 18, comma 1, della legge regionale 28 dicembre 2011, n. 28, nel testo modificato dalla legge regionale 45 del 2012, che ha prorogato al 31 maggio 2013 alcuni termini relativi all'adeguamento degli scarichi esistenti, stabiliti dagli articoli 29, commi 9, 13, 15, 17, 41, e commi 14, 15, 42, commi 2, 3, 80, e comma 1, del Piano regionale di tutela delle acque.
Essendo ormai scaduto il periodo di proroga, è divenuto necessario ed urgente provvedere alla definizione di un nuovo quadro attuativo degli interventi richiesti che non sia rappresentato unicamente dall'aspetto temporale della scadenza degli adempimenti, ma anche da una nuova procedura che preveda tempi per la presentazione dei progetti, le autorizzazioni necessarie e quelle di realizzazione degli interventi, con l'abrogazione degli articoli delle due leggi finanziarie regionali per gli anni 2012 e 2013 che l'avevano stabilita.
Nel 2012, infatti, soprattutto a seguito di sollecitazioni delle varie categorie imprenditoriali sono stati organizzati diversi incontri il cui obiettivo era quello di verificare ulteriori possibili proroghe e modalità più leggere per adempiere efficacemente agli obblighi, di cui all'art. 42 del Piano di tutela delle acque.
Con apposita deliberazione di Giunta regionale, da emanare successivamente all'abrogazione degli articoli richiamati, come previsto all'art. 5, comma 3, verranno modificati alcuni articoli ad oggi oggetto della proroga scaduta, e si sta concordando, con i soggetti interessati nuove procedure e scadenze, indicando tempi di presentazione dei progetti di adeguamento, e scadenze per la realizzazione degli stessi.
E' da tener presente che l'anno 2014 sarà necessario alla struttura tecnica regionale per il monitoraggio degli interventi, mentre quello del 2015 e la valutazione degli effetti di tali misure con la verifica degli obiettivi di qualità dei corpi idrici superficiali e sotterranei, al fine del raggiungimento degli obiettivi di qualità ecologica e chimica indicati dalla norma europea, ovvero la Direttiva quadro sulle acque.
L'abrogazione dei due articoli inseriti nelle leggi regionali riporta quindi all'autorità regionale la competenza su tali procedimenti da adottare con deliberazioni di Giunta.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Rispetto a quello che ha detto il Consigliere Donati in questa legge c'è praticamente poco da aggiungere, noi esprimeremo un voto favorevole auspicando che i tempi possano essere i più brevi possibili perché tematiche importanti come queste non possono essere rimandate di continuo anche nell'adeguamento delle normative e del raggiungimento degli obiettivi.
Posto questo, credo che il nostro voto su questa legge non può che essere favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Propongo di votare il coordinamento tecnico essendo la legge formata da un solo articolo.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Approvando l'intera legge, approviamo anche l'art. 1.

Proposta di legge n. 355. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge regionale n. 167
ad iniziativa dei Consiglieri Bucciarelli, Marinelli, Traversini, Camela, Comi
"Riconoscimento e disciplina di esercizio delle medicine complementari"

Proposta di legge n. 254
ad iniziativa del Consigliere Latini
"Modalità di esercizio delle medicine complementari"

Testo unificato dalla Commissione: "Modalità di esercizio delle medicine complementari"
(abbinate)

Relazione della V Commissione assembleare permanente sull'indagine conoscitiva svolta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 105 del R.I. in materia di medicine non convenzionali
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 167 ad iniziativa dei Consiglieri Bucciarelli, Marinelli, Traversini, Camela, Comi, la n. 254 del Consigliere latini, abbinate. Il relatore di maggioranza al momento non è in Aula, potrà intervenire successivamente per le dichiarazioni di voto.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. La Commissione ha lavorato prendendo atto anche di una serie di richieste che vengono dal mondo della sanità e, in modo particolare, quelle legate alle cosiddette medicine non convenzionali che in passato venivano chiamate alternative.
In effetti alternative non lo sono, ma possono essere utili in determinate situazioni per fare in modo che i malati traggano dei benefici nell'utilizzo di queste medicine non convenzionali che, in alcune situazioni, pur non andando a sostituire la medicina tradizionale, come ho già anticipato, apportano dei benefici considerevoli a coloro che si trovano nella situazione di malattia.
Le proposte erano due, sono state sintetizzate, la prima ad iniziativa dei Consiglieri Bucciarelli, Marinelli, Traversini, Camela e Comi, l'altra del Consigliere Latini.
Si è preso atto di una serie di medicine non convenzionali che originariamente riguardavano in modo particolare l'agopuntura, la fitoterapia, l'omeopatia ed altre, e nella discussione è emersa anche la volontà di fare in modo che alcune medicine non convenzionali, che non sono comprese in quest'elenco, vengano trattate successivamente, con particolare riferimento alla medicina ayurvedica, una medicina molto utilizzata in Oriente, soprattutto in India, dove questo tipo di cura è inserita nel prontuario del Servizio sanitario indiano, quindi, ci sono già degli esempi, anche all'estero, di utilizzo di queste medicine non convenzionali.
In pratica tutto il lavoro che è stato fatto, è stato fatto in collaborazione con esperti ed ha destato molto interesse perché, ripeto, già da anni ci sono dei medici che utilizzano parzialmente queste medicine non convenzionali, quindi, un regolamento sicuramente è importante nel momento in cui ci possono essere, come in alcuni casi ci sono, dei professionisti non professionisti, cioè delle persone che esercitano, senza alcun titolo, alcune attività mettendo a rischio la salute e andando in opposizione a quello che dovrebbe essere il principio di complementarietà nei confronti della medicina tradizionale.
Su questo abbiamo trovato una sintesi in Commissione che si esprime anche in una relazione. Posso tranquillamente dire che questo è stato un lavoro importante, condiviso, quindi, onore al merito dei Consiglieri che hanno presentato queste proposte di legge. Non credo che, come minoranza, ci siano problemi, abbiamo dato il nostro apporto costruttivo e alla fine abbiamo giudicato il tutto valido con l'impegno di valutare ulteriori situazioni al di fuori di questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Comi.

Francesco COMI. Chiedo scusa Presidente e colleghi ero con il Presidente Spacca ed una delegazione di Sindaci, sulla questione dell'alluvione.
In ogni caso l'intervento del Consigliere D'Anna è stato opportuno e significativo e dimostra che su questa legge non c'è un relatore di maggioranza e di minoranza, su questa legge siamo sempre stati d'accordo, abbiamo lavorato insieme e questo atto è il frutto di un lavoro collettivo che premia un impegno che va al di fuori della Commissione.
Debbo ringraziare, approfitto di questa circostanza per farlo, il dottor Sotte che ha coordinato un gruppo di lavoro molto autorevole di cui hanno fatto parte tutti i Presidi delle varie Facoltà, tra i quali, debbo ricordare, anche il compianto Preside della Facoltà di medicina e veterinaria, tutti i Presidi delle Facoltà e tutti i rappresentanti degli ordini professionali di medicina, veterinaria, farmacia della Regione Marche.
In due parole, a cosa serve questa legge. Le medicine complementari non sono medicine alternative, come dice la definizione sono complementari, ovvero si integrano con le medicine tradizionali.
La legge che abbiamo predisposto serve a garantire la sicurezza dei trattamenti diagnostici e terapeutici, ovvero l'affidabilità e la certezza degli operatori perché di fronte a medicine non tradizionali c'è il rischio che alcuni operatori abusino di una carenza di legislazione, quindi di identificazione, di qualificazione dei professionisti e non offrano terapie e diagnosi adeguate.
Con questa legge noi individuiamo Albi attraverso gli ordini professionali ai quali dovranno iscriversi gli specialisti di queste tre discipline, come la fitoterapia, l'omeopatia che andremo a sviluppare.
L'Albo essendo una competenza del legislatore ordinario e non del legislatore regionale non è vincolante, ma è facoltativo, però è un indice di qualità e di garanzia e di affidabilità delle prestazioni.
La legge della Regione Marche, che non trascuro di dettagliare visto che c'è una condivisione generale e tutti la conoscono, è la prima legge in Italia a disciplinare queste materie, dopo la Conferenza Stato Regioni dell'anno 2013. C'erano stati esperimenti di avanguardia come quello della Toscana, però dopo che la Conferenza Stato Regioni ha dato un indirizzo di massima sui criteri e principi basilari, questa è la prima Regione che li ha rispettati, quindi, possiamo dire con soddisfazione non solo che l'abbiamo approvata unanimemente, ma che l'abbiamo fatto prima degli altri.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Voglio ringraziare la Commissione che, anche se in un tempo abbastanza lungo, due anni dalla presentazione della legge, ha lavorato ed ha trovato una soluzione unitaria, dall'altra parte credo sarebbe stato difficile dividersi su un tema così importante ed innovativo.
Voglio ringraziare anch'io il dottor Sotte che di fatto, materialmente, ha scritto il testo di legge che io ho presentato insieme ad altri Consiglieri, la materia non è nuova per il Consiglio regionale delle Marche, già nel '98 era stata presentata una proposta di legge che poi è rimasta lettera morta.
Questa è una legge che apre nuovi spazi, credo nuovi orizzonti, nella cura della persona, non è, è stato detto, lo voglio ripetere anch'io, una legge che prevede terapie, diagnosi alternative alla medicina ufficiale, sarebbe anche sciocco farlo, perché se la nostra età media è arrivata dove è arrivata sicuramente è merito anche della scienza e della medicina ufficiale che però ha dei limiti. Ha una visione parziale dell'essere umano, le cure della medicina ufficiale, a cui noi siamo sottoposti in caso di malattia, sappiamo che curano delle parti del nostro corpo e ne danneggiano molto spesso altre. Queste medicine complementari sono il risultato di culture ataviche, di pratiche che si perdono nella notte dei tempi, molto spesso a contatto diretto con la natura materiale e non solo, oserei dire che sono pratiche che partono da una visione olistica dell'essere umano, lo vedono nel suo complesso. Per questo credo che oggi la Regione, approvando questa legge, si arricchisce di uno strumento in più che tende ad aumentare la già elevata qualità della vita.
Certo il Consiglio doterà questa Regione di una legge, ma se la Giunta regionale ed il Governo regionale non la renderanno operativa tutto sarà vano. Sarà, quindi, nostro compito vigilare affinché il Governo regionale non sia, non dico refrattario, ma sordo alle richieste che vengono dalla popolazione marchigiana, perché queste sono pratiche, medicine complementari, che vengono sistematicamente utilizzate da cittadini marchigiani, regolamentarle, riconoscerle con una legge, credo che sia il minimo che potesse fare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Camela.

Valeriano CAMELA. Grazie Presidente, sono particolarmente soddisfatto di questo percorso, perché già nell'ottobre del 2011 avevo presentato un emendamento al piano socio sanitario dove al capitolo 9 era inserito il seguente punto: "medicina complementare, l'agopuntura, la fitoterapia, l'omeopatia, possono essere tecniche esclusive o integrative al trattamento consolidato in termini di efficacia, di sicurezza dell'utente e di risparmio per il sistema sanitario regionale. Le medicine complementari infatti per le scarse controindicazioni e i ridotti effetti collaterali, la forte compliance e concordance da parte dell'utente, si pongono come risorse innovative ed aggiuntive mediante le quali il sistema marchigiano di salute può migliorare la risposta alle esigenze dei cittadini, garantire l'uguaglianza nell'accesso alle cure, migliorare il livello qualitativo delle prestazioni e favorire il livello di responsabilità del cittadino nella promozione della sua salute e nella prevenzione delle patologie, con l'obiettivo di costruire un percorso finalizzato al raggiungimento di un'integrazione fra la medicina convenzionale e quelle non convenzionali, nell'intento di ampliare l'offerta quali-quantitativa terapeutica per i propri cittadini all'interno di un contesto di garanzia e sicurezza."
In due anni è stato compiuto positivamente, spero, questo percorso, l'auspicio è che si possa passare dall'implementazione ad una fase di integrazione tra la medicina complementare e quella convenzionale, seguendo anche l'esempio di altri servizi sanitari regionali, come quello dell'Emilia Romagna e della Toscana, che prevedono l'esercizio di tali pratiche sanitarie anche in strutture sanitarie pubbliche sia territoriali che ospedaliere.
Siamo fiduciosi e lavoreremo per questo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5.
Emendamento 5/1 a firma del Consigliere Comi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5 così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Trenta, Acquaroli, Marangoni.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Bellabarba, Binci, Bucciarelli, Bugaro, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, D'Anna, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Marangoni, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Pieroni, Sciapichetti, Solazzi, Spacca, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 167 così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)


Proposta di legge n. 350
ad iniziativa della Giunta regionale
"Disposizioni finalizzate ad incentivare l'integrazione istituzionale e territoriale"
(Rinvio)

PRESIDENTE. Su questo punto mi è arrivata una richiesta da parte del Presidente del Cal, Giuliani, con oggetto "Disposizioni finalizzate ad incentivare l'integrazione istituzionale e territoriale - Richiesta di rinvio esame". Il testo sostanzialmente chiede che questa proposta venga rinviata in quanto dice che ci sarebbe la necessità di una disciplina completa, di un atto legislativo organico per quanto riguarda il riordino delle istituzioni locali, l'articolazione degli ambiti e quant'altro.
Direi di rinviare questa proposta di legge, però nel mentre, siccome lo chiede il Presidente del Cal, sarebbe opportuno che il Presidente del Cal si incontrasse con l'Assessore, se vogliono anche con i Capigruppo, e decidono il da farsi.
La proposta di sè non è peregrina, cioè l'esigenza di un articolato di legge più organico, però è una valutazione che debbono fare l'Assessore, il Presidente del Cal e anche i Capigruppo, quanto meno quelli di maggioranza.
Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Grazie Presidente, ritengo che le valutazioni espresse dal Presidente del Cal non vadano a vantaggio dei Comuni, ma pervenendo la richiesta da così tanto autorevole personaggio, ritengo che la proposta di rinviare alla prossima seduta in attesa di un confronto possa essere accolta, poi nella prossima seduta decideremo.
Certo tutto quello che è organico è migliore, ma ritengo che questa proposta di legge sia opportuna e vada a vantaggio dei Comuni, ma abbiamo una settimana per decidere questo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Ho ascoltato con attenzione quanto ha detto il relatore di maggioranza ma se, come sostiene il relatore di maggioranza, la proposta di rinvio non va in direzione dei bisogni dei Comuni, allora esaminiamo oggi questa proposta di legge e poi il Consiglio decide se approvarla o meno.

PRESIDENTE. Qual è la proposta che fa il Consigliere Giancarli? (...) E' una proposta che fa il Presidente del Cal a nome, peraltro, in modo unanime del direttivo.
Ha la parola l'Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Grazie Presidente, credo che oggettivamente sia opportuno un confronto, adesso spero di raccogliere le sensibilità ed anche le intenzioni dei Consiglieri, in particolar modo dei relatori di questa proposta di legge.
E' una proposta di legge che anch'io per la verità ritengo, come il Consigliere Eusebi, che vada incontro alle esigenze dei Comuni, però evidentemente l'articolato non esplicita bene il contenuto, non è coerente con il contenuto, o ci sfugge qualcosa, quindi ritengo, Presidente, che vada accolta la richiesta del Presidente del Cal di un confronto, evidenzieremo poi eventuali contributi.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,15.
 

 
 
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