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Resoconto della seduta n.14 del 30/07/2010

SEDUTA N. 14 DEL 30 LUGLIO 2010



La seduta inizia alle ore 10,15


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 13 del 27 luglio 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
- n 29/2010, in data 15 luglio 2010, ad iniziativa del Consigliere regionale Bugaro, concernente: “Provvedimenti della Regione a favore dei proprietari di nuove abitazioni realizzate con innovative e specifiche tecniche di costruzione”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e alla II Commissione per il parere ai sensi dell'articolo 69 del regolamento interno;
- n. 30/2010 in data 21 luglio 2010, ad iniziativa dei Consiglieri regionali Marinelli, Foschi, Natali, Romagnoli, Acquaroli, Massi, D'Anna, Ciriaci, Carloni, Silvetti, Trenta, Bugaro, concernente: “Misure di agevolazione della sosta di autovetture in uso e/o a servizio di donne in stato di gravidanza e di neo mamme”, assegnata alla V Commissione in sede referente, alla II Commissione per il parere di cui all'articolo 69 del regolamento interno e al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 4, della legge regionale n. 4/2007;
- n. 31/2010, in data 15 luglio 2010, ad iniziativa del Consigliere regionale Bugaro, concernente: “Provvedimenti della Regione a sostegno di tecniche di indagine che consentano ai proprietari di immobili di conoscere sui medesimi la valutazione di rischio sismico ed il conseguente rilascio di “certificati di vulnerabilità sismica”, assegnata alla IV Commissione in sede referente, alla II Commissione per il parere di cui all'articolo 69 del regolamento interno e al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 4, della legge regionale n. 4/2007;
- n. 32/2010, in data 29 luglio 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Massi, Marinelli, concernente: “Modifiche alla legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22 – Interventi per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”, assegnata alla IV Commissione in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera b), della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della lettera c) della legge regionale n. 15/2008;
- n. 33/2010, in data 23 luglio 2010, ad iniziativa dei Consiglieri regionali Camela, Ricci, Eusebi, concernente: “Incentivi per la rimozione e lo smaltimento di materiali contenenti amianto”, assegnata alla IV Commissione in sede referente, alla II Commissione per il parere di cui all'articolo 69 del regolamento interno, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera b) della legge regionale n. 4/2010, e alla V Commissione per l'eventuale richiesta di espressione di parere ai sensi dell'articolo 68 del regolamento interno;
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
- n. 14/2010, in data 23 luglio 2010, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Piano socio – sanitario regionale 2010 – 2012. La salute: diritti e responsabilità per i cittadini delle Marche”, assegnata alla V Commissione in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro, per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) della legge regionale n. 14/2008
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 47/2010, del Consigliere Latini “Riconoscimento di ulteriori forme e condizioni di autonomia alla Regione Marche, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma della Costituzione”
- n. 48/2010, del Consigliere Marinelli “Libera circolazione sulla rete del trasporto pubblico regionale degli appartenenti a tutti i corpi delle Forze armate”
- n. 49/2010 dei Consiglieri Eusebi, Giorgi, Acacia Scarpetti: “Diniego all'intesa per la realizzazione del rigassificatore API di Falconara”

Ha chiesto congedo la Consigliera Malaspina.

Comunicazione ai sensi dell'art. 35, comma 6, del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Marangoni, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Intervengo per dare a questa Assisi, Presidente, un'informazione molto, molto importante, che mi auguro venga accolta positivamente da tutti i Consiglieri, dall'ufficio di Presidenza.
Come Capogruppo della Lega Nord comunico ufficialmente, e lo faccio con grande gioia e anche con una certa emozione, che da ieri un nostro militante storico della Lega Nord, che milita nel nostro movimento da ben diciotto anni, facendolo in questa regione rossa anche in anni bui, ossia in quel periodo di molti anni fa quando il nostro movimento era oggetto di insulti e di tante altre cose – si è preso anche processi di tipo politico –, è un nuovo Parlamentare nazionale, si tratta del Consigliere Roberto Zaffini qui presente, per il quale vi chiedo un applauso (applausi).
È una notizia di prima mano in quanto proprio ieri il Parlamento ha nominato Francesco Brigadin, deputato eletto nelle Marche nell'aprile 2008, quale membro del Consiglio superiore della Magistratura, quindi a lui subentra Roberto Zaffini per il quale chiedo ancora un grande applauso di incoraggiamento (applausi).
Avremo un Deputato in più delle Marche!

PRESIDENTE. Nel complimentarmi con l'on. Zaffini, mi auguro, come credo tutti, che avendo lui vissuto, seppure per pochi mesi, questa esperienza dell'Assemblea legislativa regionale, nel Parlamento italiano voglia rappresentare con forza, essendo peraltro in quella sede appartenente ad un partito di maggioranza, le esigenze e i bisogni della collettività marchigiana.
Quindi nel fargli i complimenti e nell'augurargli un buon lavoro, raccomando a lui di rappresentare questa nostra stupenda terra marchigiana.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Consiglieri, l’ordine del giorno reca al primo punto la proposta di legge n. 11 ad iniziativa della Giunta regionale “Modifica alla legge regionale 14 aprile 2004, n. 7 – Disciplina della procedura di valutazione d'impatto ambientale”.
Però, prima di passare la parola al relatore di maggioranza, per informativa devo subito comunicarvi che è pervenuta a questa Presidenza una lettera a firma del Consigliere Daniele Silvetti, che è il relatore di minoranza di questo atto, di cui do lettura: “Con la presente, sono a richiedere formalmente il rinvio della discussione della proposta di legge in oggetto alla prima seduta consiliare utile di settembre.
Il sottoscritto infatti, in qualità di relatore di minoranza, non potrà essere presente per impegni già in precedenza presi.
Mi preme inoltre sottolineare che l'intendimento della Commissione, di cui sono peraltro anche Vicepresidente, era infatti quello di completare l'istruttoria di detta proposta di legge nel mese di settembre, onde consentire l'audizione delle associazioni di categoria che non sono state coinvolte né dalla Giunta né dalla Commissione.
Fiducioso in un positivo e costruttivo riscontro porgo i migliori saluti.”.
Ci sono interventi su questa richiesta di rinvio? (…) Prego, Consigliere Massi, ne ha facoltà.

Francesco MASSI. Presidente, colleghi, la lettera che ha inviato il relatore di minoranza è piena di buonsenso, mi pare che sottolinei aspetti, non solo sul metodo ma anche nel merito, che devono essere assolutamente approfonditi in maniera diversa.
Pertanto chiediamo ufficialmente il rinvio di questo punto, non comprendendone – non me voglia l'Assessore Petrini – l'accelerazione con cui si è giunti a questa discussione.
E' vero, infatti, che la consultazione è stata carente, come è vero che ci sono linee guida del Governo che imporranno alla Regione di adeguarsi o comunque di legiferare entro un certo periodo, è inoltre vero che la discussione complessiva sulle potenzialità del fotovoltaico è un po' in corso con le categorie, con gli operatori, con gli investitori, come è legittimo, per cui sinceramente non abbiamo capito, Assessore, il perché di questa accelerazione.
La mancanza del relatore di minoranza è un punto, non certo di legittimità, ma sicuramente di opportunità.
Io sono convinto che per questa accelerazione anche nella maggioranza ci sia un certo fermento. Penso che tutti vorrebbero, a cominciare dalla Commissione, riapprofondire questo argomento.
Attenzione, noi siamo convinti che coniugare sviluppo e tutela del nostro ambiente, del nostro patrimonio, sia un dovere di questa Assemblea, sia chiaro. Quindi che non ci si ascrivi alla categoria dei devastatori dell'ambiente. Non è assolutamente così! Anche noi, come voi, abbiamo le istanze di tutela del paesaggio, dell'ambiente, ossia di quel patrimonio che si è costruito e tutelato in questi anni.
Però riteniamo che in questa fase sia possibile andare ad un rinvio a settembre – non parliamo di tempi indeterminati, potremmo farlo anche alla prima seduta di settembre, come richiede il Consigliere Silvetti – per affrontare in maniera più compiuta questo argomento, cosa che va a favore sia per la Commissione sia per tutta l'Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Martedì scorso doveva essere l'ultima seduta assembleare prima delle vacanze, poi improvvisamente ma inopportunamente e inaspettatamente è stata richiesta l'urgenza di un'ulteriore seduta di cui ieri è arrivato il telegramma di convocazione.
Allora vi chiedo: come mai tutta questa fretta? Non era stato previsto nulla prima? Come mai si è andati a fare quella che doveva essere l'ultima seduta di Assemblea legislativa e poi se ne è convocata un'altra su iniziativa della Giunta?
Basti dire che su questo tavolo ci sono già dieci emendamenti, di cui molti sono della maggioranza – quindi c'è anche una grande confusione -. Inoltre, c'è una richiesta di rinvio del relatore di minoranza in quanto né la Commissione né la Giunta hanno convocato le categorie interessate, sui nostri tavoli c'è una richiesta ufficiale della Confindustria che chiede anch'essa un rinvio a settembre.
Allora come mai tutta questa urgenza? E la mia esperienza di vita e professionale mi insegna che quando c'è una massima urgenza la cosa puzza molto!
Quindi vorrei capire la ragione dell'urgenza....

PRESIDENTE. Consigliere, però lei non può intervenire nel merito, può farlo solo...

Enzo MARANGONI. Ovviamente chiedo il rinvio a settembre di questo atto.

PRESIDENTE. A questo punto abbiamo la richiesta di rinvio sia del Consigliere Massi che del Consiglierei Marangoni.
Ha la parola il Consigliere Binci. Però mi raccomando di non entrare sul tema, perché ora stiamo lavorando sull'ordine dei lavori e non nella sostanza del provvedimento.

Massimo BINCI. Sì, Presidente, ma siccome è stato richiesto il motivo dell'urgenza, vorrei spiegare che è per un fatto semplicissimo.
Stanno per essere emanate le linee guida che determineranno ciò di cui ci siamo sempre preoccupati, ossia di come le Regioni e gli enti locali possano tutelare il loro paesaggio e altre situazioni significative, inoltre di come vanno regolamentati gli impianti di energia rinnovabile.
Allora l'urgenza è data dal fatto che i procedimenti che partono vanno tutelati. In questa legge, infatti, si dice che i procedimenti già partiti non sono interessati da questa normativa. Se invece aspettassimo altri due mesi potrebbero partire altri procedimenti importanti; ad esempio ce n'è uno di sei ettari sotto una zona significativa della nostra regione, ma ne potrebbero partire tanti altri ...

PRESIDENTE. Scusi, Consigliere Binci, ma...

Massimo BINCI. Quindi in due mesi potrebbero partire centinaia di impianti. Rischieremmo di chiudere la porta quando i buoi sono già fuggiti.
Peraltro questa legge, una volta che entreranno in funzione le linee guida, potrà benissimo decadere.
Pertanto è una legge di salvaguardia, secondo me è questo il motivo della sua urgenza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci. Mi raccomando, ripeto, si deve intervenire solo sulla richiesta di rinvio.

Mirco RICCI. Solo trenta secondi, Presidente, perché la discussione di merito la faremo qui, perchè non c'è trucco, non c'è inganno, qui invece sembra sempre che sotto si voglia trovare qualcosa di losco, ma non è così, comunque non è questo il punto.
Il punto è che quando una legge va in Commissione e poi la stessa l'approva, deve andare nella seduta successiva dell'Assemblea legislativa. E questa proposta di legge ha avuto la difficoltà nel ricevere il parere del CAL, che appunto ha ricevuto soltanto ieri. Quindi c'è stata una procedura assolutamente normale.
Ora sul merito, invece, vediamo quello che si potrà fare, se le mediazioni saranno possibili si faranno, se non saranno necessarie oppure impossibili non si faranno.
Per cui dal punto di vista formale nella scorsa seduta è stata formulata la richiesta di convocare per oggi l'Assemblea legislativa. Tutto qui.
Io conosco e stimo moltissimo il Consigliere Silvetti, mi rincresce molto che oggi non sia in Aula, ho avuto modo di lavorare con lui per cinque anni. E la sua richiesta è di buonsenso, per cui, ritenendo il Consigliere Silvetti persona ragionevole e moderata, dico che su alcuni aspetti ci si può anche ragionare. Però non è possibile che ogni volta che c'è una richiesta su un tema importante come il fotovoltaico debba sempre emergere il problema del perché, del cosa succede ecc..
Qui è successo solo che la Commissione questo atto lo ha licenziato, il CAL ha dato il parere ieri e dunque oggi è in Aula. Ora attendiamo le relazioni, vediamo se potremo costruire un percorso di mediazione tale affinchè oggi l'Aula possa votarlo o, al limite, anche rinviarlo, non ci sarebbe nessun problema. Dobbiamo solo ragionare con pacatezza. Qui invece ogni volta, ripeto, dietro simili vicende si vuole mettere sempre il dubbio su quale percorso strano e losco potrebbe esserci dietro.
Quindi formalmente do atto al Presidente Solazzi di aver fatto ciò che il regolamento prescrive, per cui è in base a questo che oggi siamo stati convocati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Chiedo che questo atto venga oggi ritirato per motivi di merito, di metodo e di legittimità.
Oggi o a settembre questa Assemblea legislativa si prenderà la responsabilità della legittimità di questo atto, di fatto, però, chi poi andrà a decidere saranno le Province, come è stato peraltro già asserito dal CAL.
Quindi per questo motivo chiedo il rinvio di questa proposta di legge.

PRESIDENTE. A questo punto pongo in votazione la proposta di rinvio, formulata dai Consiglieri Massi, Marangoni e Trenta, della proposta di legge n. 11 “Modifica alla legge regionale 14 aprile 2004, n. 7 – Disciplina della procedura di valutazione d'impatto ambientale”.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Proposta di legge regionale n. 11
della Giunta regionale
“Modifica alla legge regionale 14 aprile 2004, n. 7 – Disciplina della procedura di valutazione d'impatto ambientale”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge regionale n. 11 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Credo di poter accogliere quanto diceva il Consigliere Ricci, ossia che occorre ragionare con pacatezza e serenità, entrare nel merito della discussione, poi serenamente decidere il da farsi.
Ora, prima di entrare nel merito della proposta di legge, voglio innanzitutto esprimere il dispiacere per il fatto che non possa essere presente il relatore di minoranza Consigliere Silvetti.
Anch’egli sapeva, come tutti noi, che l'ultima seduta dell'Assemblea legislativa sarebbe stata quella di martedì scorso, ossia tutti avevamo pensato, considerando che il CAL si sarebbe riunito successivamente, che questa legge sarebbe andata in Aula a settembre. Ma in ogni caso – come detto già dal Consigliere Ricci – credo sia doveroso precisare che questa legge ha fatto tutto il suo percorso istituzionale, è stata licenziata dalla Commissione con sei voti favorevoli ed uno contrario, poi due giorni fa è stato espresso il parere del CAL all'unanimità.
Molte sono state le sollecitazioni per l'approvazione in Aula della stessa, poi ci sono alcune contrarietà, mentre decisamente contraria è Confindustria Marche.
Il quadro normativo in cui la Regione deve operare è alquanto chiaro, è riservato ai profili ambientali dell'impatto sul territorio.
Nel decreto legislativo n. 152/2006 è disciplinata la valutazione di impatto ambientale ed è specificato che le Regioni possono individuare soglie più restrittive per gli impianti di loro competenza.
E’ stato soppresso l'articolo 1 proprio perché si è ragionato sul fatto che questa legge nulla doveva avere a che fare con la partita rifiuti.
Vi è un emendamento di carattere tecnico al punto 3 dell'articolo 2, quindi di fatto si compone di due articoli, perché l'articolo 2 evita qualsiasi forma di contenzioso e tutela le domande presentate.
Dicevo, quindi, che questa proposta di legge va nel senso indicato dal d.lgs. n. 152 e intende limitare l'impatto ambientale rispetto alla diffusione non controllata degli impianti fotovoltaici a terra e delle strutture ad essi connessi.
Mentre da un lato agevola chi intende realizzare impianti non a terra, dall'altro si pongono le condizioni per un'attenta verifica dell'impatto ambientale per quelli su terreni agricoli.
Stiamo assistendo ad una eccessiva proliferazione di impianti fotovoltaici nel territorio agricolo, in questo modo si rischia di produrre alterazioni del paesaggio agrario, ma non soltanto ad esso, bensì al paesaggio nel suo insieme, come pure ai centri storici. Inoltre si ha anche una perdita delle produzioni agricole.
Pertanto vi è la necessità di stabilire e conciliare – lo faceva presente anche il Consigliere Massi nella sua richiesta di rinvio – la produzione di energia alternativa con la salvaguardia del patrimonio ambientale, paesaggistico. Cogliendo dunque lo spirito di quella riflessione a ragionare con pacatezza e di trovare il giusto equilibrio fra esigenze produttive, energetiche, ambientali e paesaggistiche.
Ma vado nel merito, nella filosofia della valutazione di impatto ambientale: il valore del territorio.
Alcuni giorni fa un Sindaco, ex Parlamentare, Sottosegretario, critico d'arte come l'on. Sgarbi, ha fatto presente che la politica deve prevenire la devastazione del paesaggio, e se può farlo deve farlo – si riferiva ovviamente alla realtà di cui ha la responsabilità istituzionale –. E stava parlando del paesaggio della memoria, di quel paesaggio che sta nei millenni e che si è modificato soltanto dalla coltivazione, dai campi, dalle culture che sono proprie. Parlava di aranci, di ulivo, di viti, insomma, parlava della realtà dove lui è Sindaco.
Io credo che questi messaggi sulla nostra agricoltura sono anche legati al fatto che c'è un problema di reddito degli agricoltori, sappiamo infatti quanto l'investimento possibile per i coltivatori, rispetto alla norma prevista, viene tutelato. Però rispetto a questo penso ci sia anche un problema più diretto dell'agricoltura che, appunto, va sostenuta con forza.
Parlavo del valore del territorio, allora qui mi pongo una domanda: è il territorio che determina i suoi abitanti o sono gli uomini che lo plasmano, lo trasformano?
L'evidenza è che una comunità locale o regionale come la nostra per essere tale ha la necessità di avere un territorio, dopodichè lo stesso diviene parte del bagaglio di un popolo, parte integrante dell'identità, dell'ethos.
Ritengo allora che uno dei principali obiettivi di un'azione di governo matura stia nel difendere la propria terra, la sua bellezza, la sua crescita armonica, la sua conoscenza, la sua valorizzazione.
Noi viviamo in una regione molto particolare, che riflette con tale sorprendete esattezza l'indole dei suoi abitanti, non dà a nessuno l'opportunità di capire se è essa ad averci plasmato tutti o se ad averla plasmata è stato il lavoro, la tanta fatica di tante generazioni di marchigiani.
Come sempre la verità probabilmente sta nel mezzo, magari nella morbida e rilassante tranquillità delle nostre colline sparse in tutto il territorio marchigiano, dal pesarese ad Offida, colline che degradano verso un mare accogliente e pacifico. Un mare che non esclude neppure le inaspettate, sublimi e quasi barbariche ruvidezze del Conero o la cupezza dionisiaca dei Sibillini, dal maceratese, al fermano, all'ascolano.
Ecco dunque che non dobbiamo perdere l'identificazione positiva tra comunità e terra, tra territorio e paesaggio, anzi, possiamo perpetuarla rendendola più moderna e consapevole in una lotta ad ogni aggressione selvaggia, ad ogni abuso, ad ogni eccesso.
Allora penso che questo provvedimento non possiamo caricarlo di significati che non sono propri. E’ per questo che insisto sulla valutazione di impatto ambientale e sul paesaggio.
Rispetto alle obiezioni fatte, ad esempio quelle sollevate da una grande associazione come Confindustria Marche, sugli investimenti per produrre energia da fonti rinnovabili, nell'efficacia delle misure di promozione degli investimenti privati in campo energetico, in particolare per quanto riguarda le fonti rinnovabili, per l'impatto negativo sullo sviluppo di una green economy regionale che si sta specializzando proprio nelle fonti rinnovabili o sulle difficoltà di realizzazione di impianti fotovoltaici sopra gli edifici, credo che dobbiamo essere attenti, insomma, rispetto a tutto questo dobbiamo essere consapevoli di ciò che comporta.
Quindi dobbiamo esercitare atti che siano conformi alle linee guida. E questo è dunque un provvedimento cautelativo che, appunto, non vuole vincolare ma regolamentare.
Però rispetto all’energia voglio fare anche un'altra considerazione.
Non nego possano farsi obiezioni, ma qui c'è un Piano energetico ambientale regionale, ed io sono consapevole che l'energia è una grande opportunità di crescita economica, tecnologica, industriale, e che inoltre ha una grande capacità progettuale. Pertanto ritengo che questa Assemblea legislativa, questa Giunta regionale, tutti gli Assessori competenti, abbiano sicuramente la capacità, la volontà, la forza di affrontare il tema dell'energia dentro gli strumenti per essa previsti.
E’ per questo che insisto sul ragionamento legato al paesaggio. Non diamo cioè a questa legge un significato maggiore di quello che ha, perché qui stiamo parlando dell'ambiente e del paesaggio, del Pear. Quindi la produzione di energia, con la sua forza e con la sua grande opportunità di crescita, non può essere certo ignorata, ma credo vada vista, anche presto, su altri strumenti.
Quindi il paesaggio non si tratta di preservarlo nell'apparenza, pur bello che sia, perché la difesa dell'integrità di un luogo e della sua coerenza storica è la difesa di una sintesi delle pluralità, delle storie, dei pensieri.
Per cui il progresso non è necessariamente un di più, esso è un meglio. Occorre allora puntare al progresso senza rinunciare alla propria tradizione identitaria, ovvero andare verso la ricerca di una modernizzazione che non sconfini nella manipolazione o nel travisamento.
Pertanto il compito di questa legge è quello di mantenere un'armoniosa e dolce antropizzazione sostenibile, quella che il marchigiano ha saputo operare nel suo territorio.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. In quest'Aula in un'altra occasione – che ora non ricordo bene che cosa si stesse affrontando - presi la parola per affermare che c'era la necessità di regolamentare l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici in quanto c'era il rischio che una dissennata azione ponesse a rischio il nostro territorio. Però un conto è fare un'enunciazione di questo tipo e porre una questione importante, un conto è presentare una proposta di legge, quasi in maniera furtiva, assolutamente inadeguata a dare delle risposte, anzi, molto probabilmente creerà sul territorio notevoli problemi.
Noi siamo i primi a dire che il territorio deve essere salvaguardato e che non ci può essere una distribuzione sregolata di pannelli fotovoltaici che mettono a rischio la salvaguardia del territorio e la bellezza della nostra regione, ma questo non è certamente il modo di agire.
Anche perché in questo modo si abbassa il livello entro il quale bisogna chiedere l'autorizzazione per impatto ambientale, ossia, concediamo alle Province il potere di rilasciare o meno le autorizzazioni, poi non diamo le linee guida. Non diamo le linee guida! In questo modo la discrezionalità per il rilascio delle autorizzazioni diventa di un'ampiezza tale da far prefigurare veramente un'arbitrarietà pericolosissima.
Come possiamo dire alle Province: “dovete rilasciare per gli impianti sopra i 200 chilowatt la VIA”, senza poi dire il perché e il per come!
Per gli impianti fotovoltaici andava semmai fatto un piano regolatore. Quella sarebbe stata una strada seria. E non invece, oggi, sotto ferragosto, convocarci d'urgenza, perché ci si accorge che si ha la necessità di regolamentare questo settore, e poi dire all'articolo 3 che i procedimenti autorizzativi di cui all'articolo 12 ecc. avviati prima dell'entrata in vigore della presente legge si concludono secondo la precedente disciplina in materia di VIA. Ma! E’ come dire che tutte le domande che sono state presentate e che ingolfano i Comuni, e che possono mettere a rischio, non vanno secondo l'abbassamento a 200 chilowatt ma secondo la precedente normativa di 1 megawatt. Ma di cosa vogliamo parlare! Di cosa vogliamo parlare! Di cosa vogliamo parlare! Questa non è la strada giusta e corretta per risolvere un problema, ovvero per normare una questione che è di grandissima rilevanza e che per primi noi abbiamo denunciato.
Questa è solo una scorciatoia che crea un mostro giuridico. Dà dei poteri abnormi agli enti locali, ma senza ci sia poi quella nostra facoltà, che è il ruolo principe della Regione, di dare le linee guida, ovvero il regolamento attuativo, ovvero le regole entro cui ci si deve contenere.
Signori, stiamo scherzando! Presidente, ritengo che oggi stiamo compiendo un atto assolutamente disdicevole.
A parte poi l’aspetto che riguarda la concertazione con le associazioni di categoria, con tutti quei portatori di interessi che normalmente devono essere auditi dalle Commissioni per fare le giuste valutazioni, per un rapporto corretto con il territorio, ma che in questo caso vengono bypassati; stamattina, in occasione di questa convocazione anomala, abbiamo ad esempio ricevuto note sdegnate di molte associazioni di categoria.
Questa, infatti, è una convocazione certamente non anomala nelle forme, ma anomala politicamente, ossia, da un punto di vista giuridico la convocazione è formalmente corretta, ma è anomala nella sua convocazione politica.
L'altro giorno ho assistito alla consegna della lettera del Presidente Spacca, per la convocazione appunto dell'Assemblea legislativa di oggi, con un testo assolutamente parziale, insufficiente, che potrà addirittura creare un contenzioso. Allora voglio qui fare un esempio, che so, immaginate il cittadino Spacca che presenta alla Provincia di Ancona un impianto, ugualmente fa il cittadino Petrini, poi a Spacca viene concessa l'autorizzazione a fare l'impianto mentre a Petrini no. Ma su quali basi! Su quali basi! Perché è bello e potente! Ma stiamo scherzando! Poi mi si viene a dire: “faremo le linee guida”. Allora facciamole! Perché una cosa non può essere superata dall'altra, perché sono consequenziali, viaggiano insieme. Questo ovviamente se vogliamo fare una legge seria.
Ripeto, noi siamo per la salvaguardia dell'ambiente, non siamo per la realizzazione dissennata di impianti fotovoltaici, siamo per una seria regolamentazione. Peraltro l'energia la vogliamo tutti, ma poi voi non volete le centrali, non volete i rigassificatori, non volete questo o quello, ed ora limitate in maniera dissennata anche il fotovoltaico. Ma, insomma, in questa nostra regione, quando vogliamo accendere la luce, quando le nostre aziende hanno necessità di alimentare le loro linee produttive, da dove la si deve prendere l'energia! Diciamo sempre che la nostra regione è la più manifatturiera d'Italia, parliamo sempre di tante belle cose, però poi non diamo un vero indirizzo concreto e coerente di produzione energetica. Che tra l'altro in questo momento storico può essere sicuramente di supporto all'economia regionale.
Sono veramente esterrefatto della superficialità con la quale questo tema viene trattato, che creerà necessariamente, ripeto, contenzioso e problemi.

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Ricci, ne ha facoltà.

Mirco RICCI. Presidente, credo sia opportuno, secondo me, fermarci quindici minuti per riunire la maggioranza su questo tema.

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Pieroni, ne ha facoltà.

Moreno PIERONI. Presidente, anch'io mi associo alle parole del Capogruppo Ricci, ritengo infatti sia opportuno che questa proposta venga approfondita, discussa e condivisa da tutta la maggioranza.

PRESIDENTE. Allora prendendo atto di queste due richieste comunico che tale sospensione è accordata. Consigliere Ricci, presumibilmente quanto tempo occorrerà? (…) Bene, allora la seduta è sospesa per trenta minuti. (…) Consigliere Trenta, cosa dice? (…) La richiesta di sospensione non deve essere posta in votazione, se accordarla o meno è una prerogativa del Presidente (…) E' così, mi creda, Consigliere, non abuserei mai dei poteri regolamentari.

La seduta è sospesa alle ore 10,55
La seduta riprende alle ore 11,55


PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha chiesto la parola il Consigliere Trenta, ne ha facoltà.

Umberto TRENTA. Presidente, lei prima giustamente mi ha ricordato il Regolamento dicendo che la sospensione per un quarto d'ora non si pone in votazione. Mi spiega allora come mai si è protratta per più del quarto d'ora da lei concesso?!

PRESIDENTE. Perché i Consiglieri sono stati indisciplinati, ai quali pertanto faccio un rimprovero verbale sul protrarsi eccessivo.

Umberto TRENTA. La ringrazio, Presidente, era questo che volevo sapere, non avevo dubbi, grazie.

PRESIDENTE. Sono io che ringrazio lei, Consigliere Trenta, per avermi dato l’opportunità di dirlo.
Prima della sospensione aveva chiesto la parola il Consigliere Binci, che però ora non è in Aula. Ha pertanto la parola il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Mi associo alle dichiarazioni fatte dal collega Bugaro, nel senso che sicuramente c'è la necessità oggettiva di affrontare questo argomento con serietà.
Vorrei ricordare che nella scorsa legislatura il sottoscritto presentò una mozione relativa alla vicenda della regolamentazione per gli impianti fotovoltaici. Già infatti da diversi anni c'erano delle avvisaglie di ciò che poi sarebbe accaduto a causa appunto di una mancanza effettiva di regolamentazione. Cosa peraltro ricordata anche dal relatore di maggioranza.
Ritengo che una regolamentazione sia doverosa, ma allo stesso tempo dovrebbe prevedere dei paletti chiari.
Negli scorsi anni per una serie di esigenze, produttive o industriali, buona parte delle vallate dei nostri fiumi, del nostro territorio, sono state completamente utilizzate da attività produttive. Dunque per questa situazione, seppure per necessità, abbiamo consumato del territorio. E quel territorio, oggi, avrebbe invece potuto ospitare impianti fotovoltaici che come impatto sul territorio avrebbero inciso molto meno.
Quindi una regolamentazione, a mio avviso, deve necessariamente prevedere questo, perché appunto i grossi impianti a terra sono negativi.
La legislazione, soprattutto quella della Comunità europea, nel corso degli anni ha creato delle serie difficoltà al mondo agricolo, oggi però viene data un'alternativa, si dice: “non devi produrre più questo, ma forse ti do la possibilità indiretta di fare reddito”. Allora è chiaro che in un momento di crisi molti si rivolgono al fotovoltaico. Però un conto sono i piccoli impianti, quelli che possono dare un valore aggiunto all'attività principale, un conto sono queste grosse estensioni che consumano altro territorio. Estensioni che vanno ad inficiare anche ciò che riguarda la promozione del nostro territorio che, appunto, ha delle caratteristiche dal punto di vista turistico e ambientale eccezionali.
Non è infatti un caso che in qualsiasi situazione il vanto della nostra regione dal punto di vista turistico sia proprio quello del territorio. Tra l’altro negli ultimi anni sono nate moltissime attività agrituristiche o comunque legate all'ambiente che ci circonda.
Voglio dire che non si possono costruire impianti che creano un forte impatto sul territorio. Impianti che già stanno mettendo in difficoltà alcuni Comuni, ad esempio in provincia di Pesaro Urbino di recente sono nate delle forti contestazioni nel comune di San Lorenzo in Campo, lì c’è stata una richiesta abnorme di impianti fotovoltaici che ormai non sanno proprio più dove metterli.
Insomma, le nostre colline corrono il rischio di trasformarsi in uno “specchio”. E’ pertanto necessaria una regolamentazione, però dove devono essere chiari, ripeto, anche i paletti. Ma la proposta che arriva in Aula oggi secondo me è completamente vuota, mette sì alcuni paletti però non dà delle indicazioni precise.
Invece la mia idea è quella di favorire in primo luogo impianti fotovoltaici sulle costruzioni già esistenti, ossia, per essere chiari, su quei capannoni industriali che già occupano una parte importante del nostro territorio.
Ritengo pertanto che il richiesto rinvio sia più che opportuno affinchè si possa fare una legge con cui vengano previste delle indicazioni che vadano incontro anche al problema, come ha detto il relatore di maggioranza, del consumo del territorio con particolare riferimento a quello collinare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. Sono convinto che le diverse posizioni emerse in quest’Aula siano tutte accomunate da una profonda buona fede. Nel senso che è condivisibile sia quanto chiede Confindustria, perché in Italia c'è bisogno fortemente di energia alternativa, sia quelli che pongono come tema la tutela ambientale e del paesaggio.
Il fatto è che la discussione è viziata da mancanza di dati, e noi in Regione siamo un po’ tra l'incudine e il martello, cioè siamo tra l'utenza e lo Stato che non ha fatto quello che dovrebbe fare.
Il fotovoltaico in Italia, così come progettato anche con i vari Pear delle Regioni, soddisfa una percentuale di energia minimale. Pensate che una pala eolica equivale a circa 100 ettari di fotovoltaico applicato nel territorio agro-silvo-pastorale. Questo è un dato che può far sorridere ma che può anche far venire la pelle d'oca.
Di che cosa stiamo parlando! Stiamo cercando la paglia ma poi non vediamo i pagliai! E’ questo il concetto di fondo. Dovete pensare che tutto quello che già offende il paesaggio, ma che va giustamente incontro alla produzione e alla fornitura di energia alternativa, non dipendente da carbone e suoi derivati, è il nulla. Tutti gli studi fatti sull'uso e le consuetudini delle famiglie e delle industrie italiane, quindi sugli sprechi, dicono che una corretta politica, chiamata del borsellino, chiamata di differenziazioni delle bollette, chiamata di incentivazione al risparmio, potrebbe portare a un risparmio di energia dal 10% al 25%, a seconda delle varie scuole di pensiero e di calcolo.
Snocciolati questi dati di cosa stiamo parlando! Stiamo parlando di un qualcosa che forse a pieno regime tra qualche decennio produrrà l'1% del fabbisogno di energia italiana.
Di fronte allora a questi dati, di cui purtroppo la politica non ne tiene conto in maniera veloce rispetto a quanto la tecnica è capace di fornire, stiamo discutendo sul nulla.
Sono pertanto d'accordo con quanto diceva il relatore Giancarli e con quanto proposto dalla Giunta, in quanto è la soluzione meno peggio. Perché l'ambiente italiano, l'ambiente marchigiano, è troppo importante rispetto alla morfologia e alla densità popolativa. Qui non siamo nel deserto del Sahara o in alcuni territori del nord o sud America dove ci sono centinaia e centinaia di chilometri di territorio privi di insediamenti abitativi. Qui siamo in un posto dove paesaggisticamente l'impianto di un comune dà fastidio all'altro comune.
Quindi fatte tutte queste premesse, rispetto al fatto cioè che siamo di fronte ad uno Stato latitante, ad uno Stato che dovrebbe prendere coscienza del problema energetico e affrontarlo in maniera diversa, dunque andando a spingere fortemente sulle strade che più darebbero risposte immediate al problema, io sono d'accordo alla soluzione proposta dalla Giunta e dall'Assessore Petrini in quanto, ripeto, è la meno peggio.

PRESIDENTE. (…) Consigliere Trenta, lei è la terza volta che chiede la parola, non è possibile! Allora a questo punto, per chiarezza, vi dico chi si è iscritto a parlare, così vediamo se è sfuggito qualcosa: Binci, Marinelli, Zinni, Marangoni, Massi. (…) Bene, anche Ortenzi. (…) Allora facciamo parlare anche il Consigliere Trenta, però, le ripeto, Consigliere, lei è la terza volta che parla!
Ha la parola la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Nell’annunciare che condivido la proposta presentata dalla Giunta, vorrei fare alcune riflessioni.
Questa proposta non blocca gli impianti fotovoltaici, bensì regolamenta gli impianti fotovoltaici a terra e per questi riduce la soglia della verifica di VIA a 250 chilowatt rispetto a 1 megawatt.
Riduce la soglia di VIA ma senza andare ad un appesantimento burocratico, in quanto la VIA dovrà essere preceduta da uno screening, se poi da questo risulterà non ci saranno controindicazioni per il paesaggio l’impianto potrebbe essere autorizzato anche senza passare attraverso, appunto, tutta la procedura di VIA.
Viene dunque individuata una soglia preventiva.
Ora voglio riprendere la riflessione del Consigliere D'Anna che ha parlato di paletti. Ma i paletti sono già contenuti in una bozza di linee guida predisposta dal Governo, in cui si dice che le Regioni possono regolamentare e quindi anche dire quali zone eventualmente escludere.
Ma visto che questa bozza non è ancora stata approvata al momento ci troviamo in una pausa amministrativa (sarà un periodo di circa due mesi), sicchè ci siamo voluti tutelare rispetto a tantissimi progetti sotto il megawatt, che appunto da qui ai prossimi due-tre mesi non vedrebbero nessun tipo di valutazione preventiva rispetto all'impatto sul paesaggio. E’ insomma una forma di tutela in questa fase transitoria.
La proposta della maggioranza, che ugualmente condivido, è comunque quella che entro tre mesi la Giunta si dovrà impegnare ad emanare le linee guida e quindi a mettere anche quei famosi paletti, dopodiché questa legge non avrà più senso di esistere.
Inoltre con questa legge – questione su cui ho lavorato anche in Commissione - si favorisce l'insediamento degli impianti fotovoltaici, sempre lasciando la soglia a un megawatt, nelle aree industriali e nelle aree abitative.
L'altra questione significativa che secondo me bisognerà inserire – l’ho vista inserita anche all'interno della bozza di proposta di rendiconto, per cui invito la Giunta a portarla avanti - riguarda un elenco in merito alle aree sia industriali che urbane. Ossia la costituzione di un albo nel quale i privati potranno inserire la loro disponibilità a realizzare impianti fotovoltaici sui tetti dei loro capannoni o sui tetti delle loro case.
Questa è una proposta secondo me molto positiva. E seppure Confindustria dica che c'è un limite rispetto alla realizzazione sui capannoni in quanto molti di essi sono in leasing, che certamente è vero, molti sono anche di proprietà, quindi bisogna favorire questi proprietari affinché possano avere la possibilità di inserire in un albo apposito le superfici su cui si potranno realizzare gli impianti fotovoltaici.
Nella proposta di rendiconto si dice che in base a questo elenco ci sarà poi un bando di assegnazione. Per cui chi vorrà realizzare impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni o delle case dovrà partecipare ad una gara. In questo modo si favorirà anche la messa sul mercato delle superfici per il fotovoltaico.
Quindi ci sono due strumenti: la realizzazione delle linee guida entro tre mesi e la realizzazione dell'albo di quelle superfici che i privati metteranno a disposizione per l’esecuzione del fotovoltaico sui tetti.
Inoltre anche gli agricoltori - ultima riflessione che voglio fare - non verranno penalizzati. Perché? Perché 200 chilowatt è un intervento da mezzo milione di euro. Che, tra l’altro, è quella soglia su cui è permesso realizzare, da un punto di vista fiscale, anche all'interno del reddito agricolo, ossia fino a quella soglia non vi è una diversa tassazione.
Voglio peraltro sottolineare che tanti piccoli agricoltori hanno difficoltà ad accedere a finanziamenti per il fotovoltaico, seppure si tratti di impianti inferiori a 50-60-70 chilowatt, impianti cioè da 100-150-200 mila euro. Cioè le banche non finanziano gli agricoltori per questi interventi con soglie minime in quanto ritengono di non avere le adeguate garanzie.
Quindi l'altra proposta che faccio alla Giunta è di lavorare affinché tramite i fidi si possano concedere garanzie supplementari agli agricoltori in modo che questi potranno poi realizzare direttamente gli impianti fotovoltaici.
Detto questo, condivido questa proposta su cui voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Rimango un po' sconcertato su quanto ho qui sentito dire da molti. Martedì scorso il Presidente Solazzi ci ha annunciato che c'era la necessità di questa odierna convocazione. Dopodichè in fretta e in furia è arrivato un telegramma che fissava come punto all’ordine del giorno un argomento, appunto quello di cui stiamo ora discutendo, difficile, importante, scottante, qualificante per la nostra economia e per il nostro territorio. Inoltre oggi sul nostro tavolo ci troviamo con una marea di fogli arrivati a più non posso, ci sono situazioni di ogni tipo, ci sono emendamenti – eccone un altro, vi ringrazio, chi più ne ha più ne metta! –. Quindi è sicuramente una situazione che vede una grande difficoltà.
Io sono pienamente d'accordo con quanto detto dal Consigliere Acacia Scarpetti - Consigliere, sottoscrivo il suo intervento e posso chiuderlo qua -, però mi sarei aspettato che dopo l'intervento del Consigliere relatore di maggioranza Giancarli l'Assessore Petrini ci spiegasse qualche cosa, se non altro per evitare di farci fare una figuraccia, perché molto probabilmente quello che andrò a dire sarà magari anche superato da considerazioni logiche che, appunto, possono arrivare dall'Assessore.
Altrimenti tutti ci troviamo a dire le stesse cose, ossia, tutti siamo convinti della necessità di un’energia alternativa, tutti siamo convinti della bontà di quanto si sta realizzando, tutti sappiamo che può essere un'opportunità economica e di lavoro, tutti sappiamo che così facendo il costo del lavoro potrebbe diminuire, eppure in quest’Aula continuiamo ad arrabattarci cercando di capire e magari votare una proposta di legge che alla fine è solo parziale, perché, si dice, è il meno peggio e che forse in futuro ci saranno delle linee guida più importanti e vessatorie ecc..
Pertanto penso veramente che non stiamo facendo nulla di quello che ci hanno detto di fare i cittadini votandoci e quindi permettendoci di stare qui.
Allora invito innanzitutto l’Assessore competente Petrini a parlare quanto prima. Altrimenti andremo a votare una legge in maniera affrettata e dissennata. Sarà una legge che darà alle Province l’opportunità di intervenire in maniera discrezionale, perché senza linee guida precise ogni Provincia potrà agire, seppure in modo intelligente, con forme diverse.
Quindi sono quanto mai perplesso e preoccupato. Certamente a tutti sta a cuore l’ambiente, la natura, le nostre colline, che però vengono spesso mortificate in quanto si fa un utilizzo improprio del territorio, quando invece le nostre colline, le nostre campagne potrebbero essere utilizzate per delle filiere ben diverse. Capisco che in tutto questo vi è un aspetto di business economico, però bisogna comunque regolamentare; altrimenti Dustin Hoffman quando parlerà del nostro turismo lo dovrà fare di fronte a tutti questi bei fotovoltaici, che gireranno sì risorse economiche, ma che poi saranno solo degli specchi per far fare alla gente delle lampade naturali di abbronzatura!
Io anche quanto facevo il Sindaco non sono andato mai dietro alle associazioni, perché ognuno ha le sue necessità, ma visto che si sono anche leciti interessi, credo che democrazia minima imponga di ascoltare anche chi mostra perplessità e preoccupazione. Allora ascoltiamo! Qui ad esempio c’è un documento della Confindustria dove si articolano in maniera precisa le problematiche di metodo, di legittimità, di merito. Io non è che voglio dare importanza alla Confindustria, ma visto che è comunque arrivato un documento così importante che potrebbe dare la possibilità di migliorare, credo debba essere ascoltata.
Voglio allora richiamare l’intelligenza di tutti noi, come diceva il Consigliere Acacia Scarpetti, la buona volontà di ognuno, affinchè si arrivi a fare una legge vera, una legge che riporti delle valide argomentazioni, una legge che abbia la possibilità di bloccare una situazione che ad oggi è veramente patetica.
Per cui “il meno peggio” non fa parte della mia filosofia, sicchè come minoranza vedremo come comportarci. Certamente non siamo contrari, ma sicuramente siamo contrari al metodo, e soprattutto vogliamo dare una risposta seria. Pertanto ritengo che se aspettassimo quaranta giorni potremo dare questa risposta seria. Ossia ci prendiamo l’impegno, come abbiamo fatto oggi 30 luglio, di mettere alla prima seduta del 14 settembre questo atto come primo punto dell’ordine del giorno.
Ritengo che a volte l’opportunità politica deve essere superata dall’intelligenza politica.

PRESIDENTE. Ora, prima di passare la parola agli altri Consiglieri, lascerei la parola all’Assessore Donati in quanto ha una proposta che forse potrebbe anche far decadere le successive richieste di intervento. Preso, Assessore.

Sandro DONATI. Dopo questa lunga discussione e dopo lo svolgimento anche di una riunione di maggioranza, propongo alla minoranza un ordine del giorno su cui penso potremo un po’ tutti ritrovarci. Voglio comunque rimarcare che la Regione Marche è la terza regione per produzione di energia, quindi non siamo molto lontani nel fotovoltaico
L’ordine del giorno così recita:
“Premesso che la Conferenza unificata ha approvato in data 8 luglio 2010 le linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili;
Considerato che le Regioni devono recepire con proprio atto il contenuto delle predette linee guida;
Impegna la Giunta regionale ad attuare quanto disposto 5dalle linee guida statali entro il mese di settembre 2010.”.
Ciò significa che come Assessorato faremo un sistema individuando le aree dei siti non idonei, che successivamente verranno recepiti dai Comuni, di concerto con le Province, che li caleranno nei loro piani di pianificazione urbanistica. (…) La legge resta, ma nel frattempo ci impegniamo …(…) E’ quello che chiedete! (…)

PRESIDENTE. Grazie, Assessore Donati. Ora però procediamo con gli interventi. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Signori Consiglieri, questa secondo me è una materia profondamente delicata. Vorrei ricordare che l’argomento del fotovoltaico si inquadra in una serie di aspetti della vita della collettività. Stiamo parlando di una materia in cui si intrecciano green economy ed ecologia, pianificazione del territorio e urbanistica, e infine aspetti economici, quindi ha anche una funzione sociale.
Allora il peggior modo con il quale affrontare questo argomento è proprio quello di non realizzare una proposta di legge che non abbia organicità tra questi comparti.
Il dato ecologico è evidente agli occhi di tutti, il fotovoltaico è infatti tra le energie rinnovabili la più gettonata, probabilmente è anche di più facile utilizzazione. E’ pertanto inconfutabile che fino a quando la tecnologia attraverso la ricerca scientifica non porterà avanti forme alternative migliori, è sicuramente una pratica da sostenere.
C’è inoltre il dato della pianificazione del territorio e urbanistica. Credo che non si possa agire su questo versante lavorando sulla potenza degli impianti. Una pianificazione urbanistica del territorio deve prevedere necessariamente uno studio organico delle aree eventualmente utilizzabili a terra, come pure su quegli edifici che rientrano nei piani regolatori.
Senza surrogarsi ai Comuni ritengo si debba fare un profondo sforzo per far sì che la Regione aiuti appunti i Comuni alla zonizzazione e all’individuazione delle aree, per cui a non lasciare al caso tali aspetti.
Guai alla deriva dell’eccesso di autonomia degli enti locali, ciò porterebbe una Provincia a fare in un modo, un Comune a fare in un altro, insomma, porterebbe all’anarchia, al far west.
La Regione deve fare un salto di livello, ma credo anche che questo passaggio necessiti di un confronto serrato e serio con l’UPI e l'ANCI marchigiana. La Regione non penso possa intervenire sulla pianificazione del territorio senza prima confrontarsi in maniera serrata e concreta con i nostri Sindaci e i nostri Presidenti di Provincia.
C’è infine un terzo dato, che peraltro è quello che – Presidente, mi scuso se parlo forte, ma in realtà, visto il brusio dell’Aula, di questa legge sembra non importi niente a nessuno! – mi sta più a cuore, ovvero il dato sociale in rapporto all'economia.
Una legge così fatta è ovvio che per qualcuno può anche determinare del business, e talvolta più che un business può determinare una sorta di zattera di salvataggio su cui salire magari per salvare la propria azienda, per cui da una parte c’è chi fa i grandi progetti – non a caso su tutti i giornali c’è una critica feroce da parte di Confindustria Marche –, dall’altra ci sono altri soggetti ormai fortemente interessati a tali strumenti. Ad esempio penso a tutti quei piccoli agricoltori che in un'epoca in cui la crisi ha portato l’agricoltura ai minimi storici, in un’epoca in cui avremo una drammaticità ulteriore con l'allargamento a est dell'Unione europea – per i prossimi anni c'è anche il rischio che i contributi della PAC vadano a calare –, insomma, è ovvio che in un’epoca del genere l’agricoltore voglia riconfigurare se stesso in qualsiasi modo possibile immaginabile, addirittura arrivando, come diceva giustamente il collega D’Anna, a un punto in cui magari fa altro seppure faccia finta di continuare a far questo.
Questa è dunque la legge della sopravvivenza, ed io non mi sento di condannare questi agricoltori, non mi sento di condannare chiunque voglia accedere a una progettualità di questo tipo.
Allora qual è il problema della funzione sociale? Il problema è che il principio dell'equità o esiste o non esiste! Ossia, la disparità di trattamento nei confronti dei proponenti non è una cosa seria. Voi invece mettete nelle condizioni che deve ritenersi fortunato chi ha già fatto l’impianto, mentre chi ancora lo vuole fare deve sentirsi un disperato, ma questo è un modo che non appartiene ad una logica di equità politica.
Io sono fortemente convinto, così come i colleghi del mio Gruppo assembleare del PdL, che si debba porre un freno a questo modo di approcciarsi al fotovoltaico, così, come se si volesse semplicemente imbiancare casa.
Allora sicuramente ci vuole una regolamentazione, però al contempo dobbiamo saper affrontare un certo iter, un percorso serio nei rapporti con il territorio, nei rapporti con le categorie, nella concertazione di quegli enti locali che hanno sì autonomia ma che devono comunque rientrare in un quadro.
E soprattutto la Regione Marche deve studiare quelle famose linee guida.
Peraltro qui sono stati presentati vari emendamenti sui quali non siamo neppure in grado, signori Consiglieri, di valutarne l'incompatibilità fra di loro. Sono degli emendamenti che presi uno ad uno tutti certamente colgono – prima Acacia Scarpetti parlava di buona fede, io parlo di legittimità tecnica – un aspetto della vicenda, ma qui dobbiamo costruire un quadro organico.
Per cui, Presidente Spacca, considerato che la Conferenza unificata ha assegnato al Piemonte la stesura di un'ipotesi normativa, dobbiamo studiare questa proposta fino in fondo. La dobbiamo calare nel territorio marchigiano, un territorio che ha le sue particolari specificità, non è certamente una terra fatta di risaie, è una terra che ha delle colline importanti, è una terra che ha del turismo, che però ha anche un’agricoltura drammaticamente in crisi.
Ci vuole pertanto un punto di equilibrio, ma ci vuole soprattutto la voglia di coinvolgere i Presidenti delle Province e i Sindaci con lo stesso zelo con cui si sono coinvolti per criticare la manovra finanziaria di Tremonti. Su questo non si fanno sconti! O si è seri fino in fondo, ossia in ogni passaggio essenziale dell’Ente regione, oppure si fa solo politica di partito!
Pertanto, come ritengo legittimo e giustificato, anche politicamente, l'atteggiamento del Presidente Spacca, che appunto ha voluto chiamare a raccolta i Presidenti delle Province per rivendicare quella criticità nei confronti del Governo Berlusconi sulla manovra Tremonti, consentitemi di chiedere a questa Assise lo stesso zelo di coinvolgimento al fine licenziare, con tempi tecnici decenti e veloci, questo provvedimento entro ottobre, creando però a settembre un momento di concertazione forte con i Sindaci e i Presidenti delle Province, momento che ci metterà appunto nelle condizioni di comprendere quali parti delle linee guida saranno completamente applicabili al modello Marche.
E soprattutto si tratta di comprendere il da farsi oggi. Perchè per voi oggi, Assessore Donati, Vicepresidente Petrini, Presidente Spacca, signori della maggioranza, il problema è che volete bloccare i progetti in corso d'opera perché si sono proliferati. Allora anche su questo ci vuole molta chiarezza. Magari fate oggi un emendamento unico di sospensione della legge, di ricevimento dei progetti. Ossia trovate un modo che però non sia quello di creare una nuova valutazione della potenza, perché questo crea solo una disparità di equità fra i proponenti, ovvero fra quelli che lo vogliono fare e quelli che lo hanno già ottenuto.
Su questo politicamente non ci sto, nel senso che non voglio essere quello che siccome si è accorto che se ne sono fatti troppi li devo bloccare, allora mi invento la disparità di trattamento, perché esso prolunga i progetti all'interno delle Province e dei Comuni. Perché ovviamente, complicando attraverso la potenza il metodo di individuazione della procedura questo va ad arenarsi.
Credo allora che sia veramente auspicabile il portare a settembre l'inizio dell'iter in Aula, affinchè si possa effettuare una concertazione con l'UPI, l'ANCI, con i Presidenti delle Province e i Sindaci, al fine di immaginare insieme come calare la pianificazione territoriale degli impianti fotovoltaici.
Ritengo che questo passo affrettato sia soltanto una vostra mossa politica, un vostro interesse, non so per quale motivo, lo spiegherete voi, ma secondo me è quello di dare un segnale tranciante. Come credo sia per voi una scelta anche il “contenzioso politico” aperto con Confindustria, non è sicuramente una mia scelta.
Quando invece, al di là di centro-destra e centro-sinistra, potremo costruire insieme un iter serio e responsabile per costruire una normativa organica sul fotovoltaico. Poi potremo anche dividerci nel merito, ma questo non è comunque un iter organico, rischia solo di essere un passaggio incredibile, ossia un colpo di mano estivo per dare un segnale politico a qualcuno. Ma questi sono solo affari vostri!

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Che fine hanno fatto le ventiquattro centrali previste da Amagliani e che voi avete messo nel PEAR?! Vi faccio questa domanda provocatoria per evidenziare come nel centro-sinistra sull’argomento energia e ambiente regni la più totale confusione. E se permettete anche la demagogia. Perché tutte le vostre dichiarazioni dicono no al nucleare, no al turbogas, no ai rigassificatori, poi sì a ventiquattro micro centrali turbogas che però nessuno ha richiesto.
Dopodichè si parte con la forte tensione all’investimento per il fotovoltaico, tutti gli esponenti della Giunta fanno proclamazioni, e lo fanno pure tutti i vostri partiti, con cui dite: “Le Marche sono all’avanguardia per il rinnovabile, per il fotovoltaico, ci sono investimenti piccoli, medi e grandi”. Però poi oggi, dopo appunto tanti proclami, si arriva a una legge di blocco, con una seduta assembleare che, primo, non si doveva fare, secondo, non c’è neppure condivisione e chiarezza neppure al vostro interno. Insomma, ci stanno tanti dubbi, però voi volete comunque andare avanti.
Durante la campagna elettorale avete detto alle categorie e agli operatori: “investite!”, l’avete detto a tutti, agli agricoltori, agli artigiani, agli industriali. Ma novanta giorni fa gli avreste detto che avreste convocato anche questa seduta assembleare?! La campagna elettorale è finita poco più di cento giorni fa, glielo avreste detto? Rispondete onestamente, glielo avreste detto?! Glielo avreste detto!
Oggi la visione bucolica, romantica del paesaggio colpisce la maggioranza! Siete tutti Leopardi! E’ veramente assurdo, è incomprensibile! Se invece volete fare una cosa seria sola una cosa dovreste fare, portare l’ordine del giorno, Assessore Donati, che condividiamo, e ritirare la legge. Se volete stare con i piedi per terra questo è quello che dovreste fare.
Ripeto, in questa Regione regna la confusione sulla visione strategica dell’energia. Non può sfuggire al Governatore, che è uomo d’azienda, d’impresa, di economia, il gap energetico che c’è. Perchè a fronte di tanti no sui mega impianti e su certi tipi di energia, poi alla base si creano tutti gli ostacoli anche per ciò che riguarda le altri fonti. Io non so se volete proclamare che fra venti anni andremo avanti col carbone! Ad oggi questa è la vostra visione!
Noi abbiamo detto, Consigliere Binci, che siamo d’accordo anche su un piano regolatore del fotovoltaico, ma non siamo d’accordo su questa procedura. E’ giusto quello che ha detto lei, Consigliere Binci, e lo hanno detto anche altri colleghi, ovvero di quando ha parlato del fotovoltaico sui capannoni, ecc., su questo siamo d’accordo, però questa accelerazione non si capisce a chi giova...(…) Ma tutti quanti sottoscriviamo che entra in vigore il 30 settembre! (…) Come no! Semmai siete voi che non siete d’accordo! (…) Bhè, allora ritirate la legge e poi magari approvate l’ordine del giorno di Donati. Perché, Assessore Petrini, non ci portiamo in giro, siamo qui da parecchi anni, le soffitte – come ho detto tante altre volte - sono piene dei nostri ordini del giorno e delle nostre risoluzioni! Non ci prendiamo in giro! Perchè tutti questi emendamenti, tutte queste risoluzioni e ordini del giorno che fate è perché in questo modo volete coprire come una foglia di fico le divisioni che avete dentro la vostra maggioranza.
Voi della maggioranza siete bravissimi, lo dico davanti a tutti, a essere interna corporis sia maggioranza che opposizione. Per cui per il cittadino che sta fuori, di fronte a uno va bene l'estremista Petrini, di fronte all'altro va bene il moderato Donati. Non ci prendiamo in giro! Seppure ci siete sempre riusciti, bravissimi! Alla comunità marchigiana voi siete sempre riusciti a propinare di tutto! Ossia dall'estremismo alla supermoderazione, producendo però poi quel blocco con un PEAR che è ridicolo, ridicolo!
Ecco perché ho cominciato con la domanda: “dove stanno le ventiquattro microcentrali di Amagliani?”. Che peraltro nessuno di voi ha mai smentito! Oggi Amagliani non sta più in maggioranza, è passato pure da estremista, tutto quello che vi pare, ma nessuno di voi gli ha mai detto: “è ridicolo”! Non l’avete detto mai! Però in ogni campagna elettorale siete stati bravi a far vedere che voi potete garantire sia l’estremista che il moderato. Bravissimi, fatelo pure, ma non ci caschiamo!
E in questo momento, viste le vicende, mi telefonasse pure lo stesso Berlusconi o Fini, questo atto non lo voterei neanche con la pistola puntata!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Ci sono stati molti interventi interessanti, infatti nel merito questo argomento ormai un po’ tutti lo conoscono Il tema dell’energia in quest’Aula l’abbiamo discusso molte volte, e vedo che anche i nuovi Consiglieri ne sono a conoscenza.
Peraltro il tema del rinnovabile è un treno ormai fortunatamente partito, se ne discute a livello nazionale e locale, ne sono convinte le Istituzioni, le associazioni, gli industriali, le imprese. Dentro il tema dell’energia verde ormai ci si gioca non solo una risposta diversa in termini di servizi rinnovabili e non impattanti, ma è un tema anche di grande rilievo economico. Tant’è che anche le Marche nel loro programma di Governo vogliono valorizzare quell’intreccio che c’è tra cultura, territorio, economia verde e rinnovabile, che è uno dei grandi temi per il rilancio dello sviluppo di un territorio.
Però è chiaro, come veniva ricordato da altri, che il tema dell’energia rinnovabile ha a che fare con tanti altri aspetti, col paesaggio, con l’economia, è un business enorme, è una questione sociale, come appunto ricordava anche il Consigliere Zinni, ma è giusto che sia così.
Io più volte come voi mi sono posto la domanda – sia in campagna elettorale incontrando le categorie e gli agricoltori, come pure oggi ma anche in passato - se il tema del rinnovabile debba stare o meno, in quale forma e in quale modo, dentro la filiera agricola, oppure se l’agricoltura si debba dedicare in qualche forma anche alla produzione di energia rinnovabile.
Certo, fino adesso abbiamo avuto difficoltà enormi. Il tema delle biomasse ha da poco appena mosso un passo, addirittura in alcune realtà è stato tarpato in partenza. Sull’eolico abbiamo difficoltà di questioni paesistiche, referendum che bocciano le pale nel nord delle Marche o altrove. Ed il fotovoltaico è uno dei settori del rinnovabile nel quale, giustamente, come veniva prima ricordato, occorre prima concertare con il sistema delle autonomie locali. Ma qui l'ANCI è stata molto chiara. Come pure il CAL su questo atto alla fine ha dato un parere favorevole. Ossia si predilige l'intervento di fotovoltaico nelle aree già antropizzate, si individuano superfici molto estese dei capannoni industriali, dei parcheggi, delle aree marginali, le scuole, gli ospedali. Insomma, si individua un settore specifico nel quale poter intervenire con più forza per produrre il fotovoltaico.
Inoltre c'è l'altro grande tema di come utilizzare le aree a terra in campo agricolo.
Allora oggi con questa legge si vuole porre un limite alla possibilità di far proliferare ovunque una superficie di pannelli fotovoltaici.
Peraltro anche nel merito, Consigliere Marinelli, noi avremmo anche potuto attendere settembre per discutere di più, ma oggi questa legge, guardandola bene, mi convince proprio perché pone il limite di 200 kilowatt, sopra il quale ci si può andare, ma occorre sempre una procedura di VIA.
Ma anche qui, se io intervengo dentro l’agricoltura, nelle filiere agricole con le energie rinnovabili utilizzando i terreni agricoli per fare il fotovoltaico, è una questione che riguarda i pareri di VIA, gli affitti, i finanziamenti. L’azienda finanzia o è un finanziatore diverso? Insomma, la questione è intrecciata.
Quindi secondo me è giusto e necessario che la Regione Marche – e c’è un ordine del giorno che lo richiama – proceda non solo a verificare le linee guida, molti limiti infatti già sono posti - le linee guida, come gli ordini del giorno, Consigliere Massi, ne sono piene le soffitte e gli scantinati -, ma che acceleri anche sull’applicazione del piano energetico - che in parte ha fatto, è una delle Regioni più virtuose di altre rispetto a questo tema –, deve cioè passare verso un vero e proprio piano regolatore sul fotovoltaico per chiarire con precisione dove devono essere collocati quegli impianti.
Pertanto più che di linee guida io impegnerei la Giunta a fare questo in tempi ragionevoli, a prescindere dall’efficacia o meno di un ordine del giorno.
C’è insomma una questione di carattere politico che attiene ad uno dei nodi principali del governo di questa maggioranza.
Ecco perché alla fine non mi fido dell’ordine del giorno, è solo un impegno complessivo di quest’Aula, della Giunta.
Se allora questo è il tema, penso che ci sia lo spazio ravvicinato, così come verrà richiamato da un ordine del giorno, per capire bene quanto, come e se è necessario, che all’interno delle filiere agricole ci siano produzioni di energia rinnovabile. È un nodo non secondario, rispetto peraltro anche alla PAC qui richiamata.
Capisco bene che molti imprenditori agricoli si sono avvicinati in questi ultimi tempi a chiedere consiglio su come fare, e hanno sempre denunciato la difficoltà di accedere al credito per fare un investimento di fotovoltaico in agricoltura, che è un altro tema di fondo, quindi alla fine non è semplicemente la soglia dei 200 kilowatt ad intervenire, ma è come verrà sostenuto il sistema dalle Istituzioni e dal sistema bancario. Altrimenti si porrà sempre quella questione se appunto si riesce a mettere in campo o meno un impianto del genere.
Poi c’è il paesaggio, il turismo, insomma tutto ciò che abbiamo già detto. E’ evidente infatti che molto spesso c’è l’impatto sul paesaggio, quindi da un punto turistico nella zona marchigiana ne potremo avere un impatto maggiore, insomma, le questioni sono tante.
Per cui questa legge, secondo me, produce un primo passo di attenzione e di salvaguardia del nostro sistema territoriale e ambientale, e allo stesso tempo individua una soglia entro la quale la VIA sarà necessaria o meno.
Un eventuale piano regolatore sul fotovoltaico potrebbe costruire una rete territoriale, inoltre lì si potrebbero rivedere anche i limiti, le soglie relative alle indicazioni di VIA.
Insomma, secondo me c’è spazio per fare un buon lavoro, a partire da questa legge che tutto sommato è un modesto contributo al tema del fotovoltaico.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Ho ascoltato gli interventi del collega Marinelli e del collega Massi che fanno parte della minoranza assembleare, quindi posso dire che nella sostanza la vostra proposta è anche logica. Poi sull’ordine del giorno dell’Assessore Donati siamo tutti d’accordo, entro il 30 settembre approviamo le linee guida sul fotovoltaico così sistemiamo la questione.
Questo va bene, ma oggi – ve lo dico con molta libertà di pensiero – non possiamo ritirare questa legge, proprio perché avendo annunciato che entro il 30 settembre produrremo questa regolamentazione, se oggi non approveremo questa legge fra agosto e settembre potranno arrivare tante di quelle richieste che copriranno metà del territorio marchigiano.
Quindi oggi questa legge, pur cogliendo alcune vostre positive considerazioni, va approvata. Poi tra galantuomini, al di là dell’ordine del giorno, insieme ci impegniamo a costruire il regolamento entro il 30 settembre.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Ritengo che la differenziazione delle opinioni non sia una prerogativa di questa maggioranza, perché se allarghiamo lo sguardo ciò attraversa un po’ tutto l’insieme delle forze politiche. Se penso ad esempio alla Regione Puglia che tira le fila, il cui leader è Nichi Vendola, constato che nella Regione Marche spesso i suoi stessi sostenitori sono i promotori dei comitati contro.
Anche nel mio Gruppo, ad esempio, io la penso diversamente dagli altri. L’ho detto in passato come pure in campagna elettorale, ed io su queste cose sono sempre coerente, e credo che le questioni vadano affrontate senza fare annunci.
Quello che ha detto ora l’Assessore Viventi è verissimo, ossia abbiamo prodotto un effetto annuncio con cui rischiamo di creare un danno. Seppure vada anche detto che quel comune dove sono state presentate già diciasette domande per impianti intorno a un megawatt, con questa legge non lo salvaguarderemo, quelli andranno avanti comunque, ammesso ovviamente che abbiano i requisiti.
Quindi alla fine dovremmo trovare – poi su questo avanzerò una proposta – una sorta di mediazione che abbia l’obiettivo di contemperare l’esigenza di tutela dell’ambiente, ma non di quella vicino casa mia o vicino a casa di chi protesta, bensì l’esigenza di quei valori ambientali oggettivi. Altrimenti saremo veramente in balia dei movimenti.
Nei mesi passati si è parlato di inquinamento atmosferico, del buco dell’ozono, di ipotesi catastrofiche per il futuro, allora tutti nel mondo, anche dietro la spinta del Presidente Obama, eravamo d’accordo nel ridurre la dipendenza dal petrolio, sicchè tutti abbiamo iniziato a parlare della green economy e dell'energia prodotta da fonti rinnovabili.
Però quando questo lento meccanismo si mette in moto scattano anche i movimenti. Io ad esempio in campagna elettorale mi sono trovato a discutere – ed io ho sempre difeso la mia posizione, che credo mi abbia portato né danni né favori, ma sono stato comunque eletto, mentre chi ha cavalcato tutt’altra posizione non lo è stato – di proposte di agricoltori o di cooperative di agricoltori che proponevano impianti di questo tipo o per la produzione di energia da olio di girasole. E mi sembrava strano che rispetto appunto all’attenzione verso proposte che arrivavano dagli agricoltori, vi erano solo cittadini che parlavano mezzo tedesco con accento milanese o veneto, ovvero quella gente – è una battuta che mi piace fare – che contro il logorio della vita moderna anziché prendersi un Cynar vengono nella nostra regione a dirci come dobbiamo difendere il nostro paesaggio.
Credo che il merito di avere un paesaggio come il nostro lo abbiano per primi proprio i contadini. Se non siamo d’accordo su questo sbagliamo tutto! Chi è tranquillo del proprio status economico si può permettere di sofisticare l’ambiente, chi invece in quell’ambiente deve camparci rispetto a noi dovrebbe poter avere una voce in più.
Sui nostri territori abbiamo degli imprenditori che producono delle eccellenze nazionali, ma oggi vengono trattati alla stessa stregua di speculatori. Come se fare impresa – e lo dico io che provengo dal PCI – fosse un delitto.
Invece bisognerebbe addirittura – nel merito questo è un aspetto che secondo me dovrà essere introdotto – far pagare una fidejussione pesante per evitare quelle speculazioni – questa volta sì che si tratta di speculazione – di quel tecnico che prepara i progetti, se li fa approvare e poi li mette in vendita. Voglio dire che se tu prendi un progetto poi lo devi anche realizzare. E’ così che potremo combattere le speculazioni, che è cosa diversa di un giusto reddito per le imprese produttive.
Pertanto un così grande problema - che in quest’Aula ha creato una forte discussione, ma che è ancora più accesa fuori - lo risolveremo con una norma - a biliardo si chiama “piede di sponda” -, ma anziché discutere nel merito discutiamo sull’impatto ambientale al fine di ottenere un altro effetto.
Ora, se un progetto viene sottoposto a Valutazione di impatto ambientale prima deve passare attraverso la procedura di screening, che comporta, se non ci sono richieste di integrazione che sospendono i tempi, sessanta giorni dalla data di pubblicazione sul BUR. Dopodichè se tutto fila liscio, e se c’è bisogno del parere di VIA, oltre i trenta giorni di pubblicazione, ci sono altri centoventi giorni. Se a questo si aggiungono i tempi tecnici di spedizione, ecc., di fatto sono sei-sette mesi di tempi tecnici. Oltre ovviamente ai costi – peraltro se l’impianto è di 200 kilowatt non so neppure se valga la pena - che sono di qualche decina di migliaia di euro.
Allora, siccome in questo clima è prevedibile la nascita di comitati, richieste di audizioni, ecc., noi proponiamo una norma che incida per un anno per gli impianti che devono essere ancora presentati, mentre quelli già presentati vanno avanti con la vecchia norma.
Quindi io voglio difendere una norma assolutamente equilibrata. Come voglio difendere la specificità di molte imprese che nel mio territorio danno lavoro a centinaia di persone. Esse però operano poco nelle Marche ma tanto in altre regioni d’Italia. Perché? Perché oggi fino al 30 aprile dell’anno prossimo l’incentivo è di 0,314 per kilowattore prodotto, fino al 31 agosto scende a 0,303, dopo il 31 agosto scende a 0,266. Come vedete è una riduzione molto forte, per cui l’investimento rischia di essere annullato, se è di piccole dimensioni non è più conveniente. Perché riducendosi l’incentivo sul singolo kilowatt per poter avere un valore economico bisogna allargare l’area di intervento.
Dunque tenete conto che fino a un megawatt l’incentivo sarà di 0,266, oltre un megawatt sarà invece di 0,264, quindi è quasi uguale. A quel punto se devo fare impatto ambientale lo faccio su una superficie più grande in quanto mi darà maggior reddito.
Fino al 2008 avevamo 28 mega prodotti con il fotovoltaico - ho qui una pubblicazione della Regione Marche -, oggi siamo attorno ai 60-70. Non mi pare quindi che siamo in presenza di un’invasione. Certo, magari ci saranno tanti progetti presentati, però poi bisogna vedere se verranno approvati.
Ora si è innescata una corsa ad ostacolare. La Provincia di Ascoli ha approvato una delibera, che secondo me è pure illegittima, con cui modificando il PTC ha previsto praticamente che non si possono fare impianti oltre i 50 kilowatt. La sostanza è questa. Ossia c’è una corsa a chi è più estremista, non a chi trova un punto di equilibrio.
Tenuto conto che le linee guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni ci danno novanta giorni di tempo, allora su questo dobbiamo lavorare.
Vorrei inoltre far riflettere che quanto parliamo di integrazione al reddito agricolo - chiedo scusa se intervengo qualche minuto in più, ma su questa materia vi ho studiato, la conosco bene, peraltro non sono uno che interviene tutte le volte - bisogna essere chiari, perchè solo in pochi casi sono direttamente gli agricoltori, solo chi è più strutturato. Qui non si tratta solo di una questione di soldi, di finanziamenti, ma c’è anche una questione di procedura, di tecnica, di tempo che ci vuole per seguire queste cose che non sono per niente semplici.
Quindi nella maggior parte dei casi l’agricoltore dà i diritti di superficie e fa un accordo per la manutenzione; ad esempio in quelli che ho visitato io – alcuni si vedono anche venendo in Ancona – non è vero che sotto non ci sia erba, quindi non viene dato né diserbante o altro.
Altro aspetto ancora. Si dice che bisogna privilegiare i solai degli impianti. Benissimo - e un conto è dire privilegiare, un conto è dire in modo esclusivo -, ma bisogna tenere conto che se una cosa così ovvia non va avanti è perché ci sono delle difficoltà oggettive. Peraltro qui si prendono incentivi maggiori rispetto a quelli che ho detto prima. Qual è la ragione? E’ semplice, l’imprenditore nella maggior parte dei casi non è proprietario dello stabilimento, in alcuni casi è una società di leasing, in altri casi ha un’ipoteca.
L’altra obiezione posta dice che bisogna farli sopra gli stabilimenti balneari. Ma come si fa a fare un contratto di venti anni quando la concessione dura sei anni!
Quindi se le cose non vanno avanti è perché ci sono delle difficoltà.
Il fotovoltaico sta pertanto dimostrando che è in grado di contribuire a ridurre il deficit energetico delle Marche, ma se ci saranno impianti diffusi su tutto il territorio. Perché, attenzione, sempre su questa pubblicazione della Regione Marche c’è scritto che abbiamo un deficit energetico intorno al 50%, e quando si valuterà la politica del nuovo nucleare uno dei criteri sarà proprio il deficit energetico. Allora non vorrei che facendo queste cose poi ci becchiamo il nucleare, e quello sì che comporterà poche centrali e un intervento sulla rete.
In conclusione si prevede una totale rigidità fino all’esclusione delle aree di grande tutela integrale del PPAR, una riduzione a 700 kilowatt, una misura secondo me più che ragionevole per la VIA, un obbligo per i Comuni a non impegnare più dello 0,5-1% del territorio agricolo…

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Consigliere Perazzoli, però non è possibile, lei ha raddoppiato i tempi! Capisco l’argomento, sono tollerante, ma ora le devo proprio togliere la parola, mi dispiace.

Paolo PERAZZOLI. Presidente, ho finito. Credo che una proposta di mediazione intorno ai 400-500 kilowatt possa anche essere accoglibile, ma a condizione che ci impegniamo entro il 30 settembre-30 ottobre su una nuova regolamentazione di tutta la materia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Grazie, Presidente, sarò sintetico in modo da recuperare il doppio del tempo utilizzato dal Consigliere Perazzoli.
Vorrei innanzitutto ringraziare l’Assessore Donati che con il suo ordine del giorno ha aggiunto confusione a quella che c’era prima! Prima c’erano circa quindici emendamenti, con il suo ordine del giorno non abbiamo capito più niente, quindi grazie veramente!
Penso che siamo tutti dalla parte del territorio – lo dobbiamo dire obiettivamente, francamente e serenamente –, qui non c’è nessuno che vuole devastare il territorio. Quindi evitiamo di fare speculazioni di questo tipo. Qui siamo tutti favorevoli al mantenimento, anzi, possibilmente al miglioramento del nostro bellissimo territorio marchigiano. Però dobbiamo essere un po’ più chiari, al di là delle apparenti proposte di legge che vogliono tutelare il territorio, ma che invece secondo me lo tutelano molto poco.
Dicevo prima che la fretta con cui è stata convocata questa seduta assembleare, enunciata informalmente martedì scorso, e convocata ufficialmente soltanto ieri con un telegramma, puzza. Perché quando c’è tanta fretta di solito c’è una fregatura. E ancora la risposta non mi è arrivata, ossia, qual è questa fregatura? Ancora non ho sentito nessuno della Giunta che abbia risposto a questa mia domanda.
Qualcuno molto importante della politica italiana ha sempre detto che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Allora, ripeto, vorrei capire quale sia questa fregatura.
Io sono stato eletto nella circoscrizione di Macerata, vorrei allora capire, come mai nessuno ha mai detto nulla in Regione sul mega impianto fotovoltaico di Tolentino? Un impianto distruttivo dal punto di vista ambientale, come me l’ha confermato sia il compagno Comi, che adesso non c’è, sia l’amico Massi – io sono di Recanati ma a Tolentino ci vado –. Come mai nessuno ha mai detto niente di questo mega impianto, che credo sia uno dei più grandi delle Marche, che tra l’altro mi pare sia in progetto di ulteriore, grave e importante ampliamento? Dove era la Regione quella volta?
Quindi adesso state legiferando quando ormai i buoi sono già scappati. Tra l’altro con la norma transitoria all’art. 3 ormai i grossi investitori si sono già perfettamente organizzati. Anche perché, come ci ha ricordato il Consigliere che ha parlato poc’anzi, gli incentivi sono in decrescita.
Vorrei capire qual è la fregatura, c’è per caso qualche cambiale elettorale da pagare? Siate più onesti e ditelo!
Non vorrei che chi si è già avvantaggiato a Tolentino, a danno dell’ambiente che voi vorreste falsamente tutelare, fosse tra quelle persone che potrebbero avvantaggiarsi magari per una centrale turbogas a Falconara, città peraltro già devastata.
Non vorrei che dietro questa proposta di legge ci fosse anche questa cosa.
Credo che la confusione totale dei vostri quindici emendamenti presentati (prevalentemente di maggioranza), come pure questo ridicolo ordine del giorno collegato ela totale volontà di non ascoltare le categorie interessate, a cominciare da Confindustria, ma anche le altre che non sono state ascoltate né dalla Giunta né dalla Commissione competente, la dice lunga sulle reali motivazioni e sugli obiettivi di questa legge che, lo ripeto forte, falsamente vorrebbe tutelare l’ambiente ma che così non è.
Noi siamo in primi a voler tutelare l’ambiente, a voler tutelare il nostro territorio, ma voi avete messo in piedi un mostro giuridico, un mostro metodologico, con l’obiettivo semplicemente di pagare qualche cambiale elettorale. La fretta enorme, veramente inaccettabile, con la quale avete convocato questa seduta assembleare, lo dimostra ampliamente.
Quindi vi invito a ritrovare ragionevolezza. Per fare una riunione di maggioranza ci avete messo un’ora e mezza, peraltro mi pare sia stata allargata alla minoranza di estrema sinistra che ora non è presente.
Per cui complimenti ancora una volta per la vostra chiarezza e per la vostra coerenza! E anche complimenti – questa volta lo dico sul serio – per la vostra capacità di pagare le cambiali elettorali.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Intanto plaudo alla proposta presentata in Aula dall’Assessore. E’ una proposta che comunque fa discutere questa Assemblea legislativa su un argomento fortemente sentito e di grande sensibilità nella regione Marche, in quanto è un argomento legato alla tutela del territorio, su cui naturalmente tutti noi dobbiamo essere sempre molto, molto attenti.
Certamente già il PEAR dà tutta una serie di linee guida, ma è chiaro che questa proposta di legge debba essere ridefinita oggi in Aula con aggiustamenti che possano avere la condivisione complessiva della stragrande maggioranza dei Consiglieri. Perché, a mio avviso, è sì aperta ma va meglio definita. Intanto perché questa proposta posticipando le richieste farà accumulare alle Province tutta una serie di richieste che potrebbero creare un accavallarsi di criticità per la Provincia stessa e per i funzionari.
A differenza di quanto detto dal Consigliere Binci, io sono convinto che il fotovoltaico garantisca, dal punto di vista di un minor impatto per quanto riguarda i prodotti come i pesticidi ecc., proprio quei territori dove questo è installato. Quindi sicuramente daremmo una maggiore tutela.
Quindi a nome del Gruppo socialista che io rappresento in questa Assemblea legislativa, dico che dovremmo trovare, magari presentando alcuni subemendamenti, la possibilità di alzare il livello da 200 kilowatt a 400-500-600, che sarebbe una giusta mediazione, e soprattutto mettere una tempistica che garantisca noi Consiglieri regionali in ordine alle linee guida che dobbiamo approvare.
Quindi propongo che entro settembre le linee guida vengano approvate da questa Assemblea legislativa, per poi dare ai Comuni ulteriori sessanta-novanta giorni, o altri che siano, al fine di poter fa loro applicare, appunto, queste linee guida e far predisporre appositi regolamenti urbanistici sul fotovoltaico. Come peraltro hanno già fatto i Comuni di Morrovalle e di Loreto, che hanno regolamentato i propri territori seppure in assenza di linee guida.
A mio avviso dobbiamo muoverci da questo punto di vista.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Brevemente solo per segnalare quelle riflessioni che ho esposto con l’emendamento che ho presentato su questa proposta di legge. Una legge che ritengo molto importante, per la quale vale la pena ricordare che il dibattito da essa promosso non è recente, non fa parte, a mio avviso, di un impatto immediato o elettorale della Giunta regionale delle Marche, ma è un dibattito che si era già sviluppato nel precedente mandato elettorale e che aveva avuto anche una conclusione in termini amministrativi nella fine dell’anno 2009.
Le riflessioni che pongo in termini di emendamento, a cui poi sarò ben lieto di trovare soluzione con la maggioranza al fine di condividerle, riguardano il limite imposto di 200 kilowatt per i progetti da sottoporre a screening. Che sembra penalizzante se si tiene conto che lo stesso limite viene poi portato a 100 kilowatt qualora l'impianto venga ubicato, anche se solo parzialmente, all'interno di aree naturali protette come previsto dalla l.r. 7/2004.
II tutto va ancor di più analizzato se si tiene conto che la legge nazionale stabilisce un limite dieci volte superiore, ovvero un megawatt. Quindi l'obbligatorietà della procedura di screening (e l'eventuale VIA) per un impianto di poco superiore ai 100 o 200 kilowatt, a seconda delle fattispecie, incide, come aveva detto giustamente il collega Perazzoli, in modo economicamente molto rilevante sul piccolo produttore, mentre è pressoché ininfluente sui grandi impianti.
Inoltre dette piccole potenzialità possono essere necessarie per le aziende agricole che utilizzano il sistema dello scambio sul posto (consumo dell'energia prodotta da parte della propria azienda rispetto alle necessità produttive). Quindi prevedendo questi piccoli impianti a terra le aziende agricole sollevano anche una tematica relativa alla sistemazione del proprio budget produttivo.
Nell’emendamento che è stato sottoposto all’attenzione dell’Aula ho proposto una elevazione del limite massimo di 500 kilowatt, 250 su aree protette, che di fatto riduce di circa il 40% o 45% il limite imposto dalla legge regionale vigente di 5000 mq di superficie radiante che equivale a circa 700/800 kilowatt.
Relativamente agli impatti cumulativi segnalo che non può non dettarsi un criterio generando qualche volta confusione e pluralità di comportamenti fra i vari Comuni, perché chi valuta la cumulabilità degli impatti sono i Comuni stessi, quindi sono loro che dovranno decidere se sussiste o meno la cumulatività della proposta e successivamente prescrivere eventualmente la procedura di screening.
Gli elementi sulla cumulabilità potranno essere dettati – come è stato già discusso all’interno di quest’Aula – da apposite linee guida regionali. Ma un primo elemento è a mio avviso necessario fornirlo in sede di prima applicazione della legge, con l’indicazione di una misura, proposta in 400 metri lineari, sostenibile per costruire una serie di criteri rappresentativi dello stato dei luoghi che possono essere demandati all'autonomia comunale. Ricordo che su questo già la Regione Toscana è intervenuta ponendo addirittura una distanza maggiore.
L’ultima riflessione la pongo sull’articolo 2, comma 1, punto 2 della proposta di legge, che a mio avviso va finalizzata con il PPAR. Perché se è vero che gli impianti destinati alla produzione di energia sono esenti dai vincoli di PPAR, ai sensi dell'articolo 60 delle relative NTA, non è ancora spiegato nella sua chiarezza come la proposta di legge in esame possa poi sancire l'operatività del vincolo. Il discrimine ha una ragione solo se il vincolo opera.
Comunque nella logica della proposta, per le motivazioni di cui sopra, il limite di 500 kilowatt, proposto appunto come una valutazione mediana delle attenzioni che la proposta di legge pone e di confronto tra le varie parti che sono in discussione sulla stessa, credo possa intervenire in qualche modo ad applicare il limite di tutela integrale del PPAR come vincolo di inedificabilità assoluto che viene imposto a sua volta dai vari PRG adeguati al PPAR stesso.
Concludo affermando che se verrà votata l’indicazione della emanazione delle linee guida entro un termine brevissimo, esse saranno assolutamente accolte dal Gruppo che rappresento, purché ci siano due fatti fondamentali – prima non ha avuto l’occasione di dirlo per cui lo dico ora.
Primo, che ci sia un impegno ad aiutare i Comuni e le Province a realizzare quella che viene detta volgarmente la cartografia delle aree interessate. Perché credo ci sia anche un limite di natura economica alla possibilità di questi enti, non soltanto di valutazione politico-amministrativa o di una discussione che si svilupperà.
Secondo, che all’interno di queste linee guida ci siano tracciati – che ritengo sia la cosa fondamentale, Assessore Petrini – oggettivamente e tecnicamente accettabili da ogni valutazione politico-amministrativa degli enti rappresentati, quelli che dovranno applicare le VIA. In modo tale che una metodica non sia poi sorpassata da una discrezionalità politico-amministrativa dei singoli enti, e parlo di Comuni e di Province che veramente potranno essere soggetti anche ad impatti di natura appunto discrezionale politica.
Ma è ovvio, e concludo, che la proposta non solo è apprezzabile ma è anche necessaria. Altrimenti continueremo a vivere in una giungla nella quale la voce del più forte avrà per forza di cose la prevalenza. E soprattutto la tutela delle bellezze storiche e naturali del nostro territorio, di fronte a tante vuote enunciazioni, rischieranno di naufragare.

PRESIDENTE. Non essendoci più iscritti a parlare, chiude la discussione il Vicepresidente della Giunta regionale Petrini. Ma voglio anche ringraziare alcuni Consiglieri che hanno rinunciato all’intervento per poter andare più speditamente nella discussione, nella fattispecie sono la Consigliera Ortenzi e i Consiglieri Carloni e Cardogna, e spero di non dimenticare qualcuno.
Vicepresidente Petrini, prego.

Paolo PETRINI. Oggi portiamo questo provvedimento in Aula non in maniera furtiva, come indicato nel suo intervento dal Consigliere Bugaro, bensì con una riflessione che affonda le sue radici parecchi mesi fa. Infatti la Giunta nel novembre scorso aveva già approvato un provvedimento, poi passato in Commissione e portato in Aula come proposta di legge n. 367, concernente la direttiva comunitaria per stabilire una normativa che in qualche maniera regolamentasse diversamente la procedura di valorizzazione di impatto ambientale, e anche allora si indicava questo limite di 200 kilowatt per la assoggettabilità degli impianti alla procedura di valutazione di impatto ambientale.
Quindi già avevamo fatto una prima riflessione, perché nel territorio, proprio per voce dei Comuni e delle Province, emergeva in maniera molto forte e netta il disagio che questi avevano nell’impossibilità di controllare l’allocazione di determinati impianti in luoghi di assoluto pregio, e quindi la loro assoluta passività rispetto a un fenomeno che nel tempo stava montando come quantità.
Tra l’altro è un fenomeno che sotto il profilo prettamente di politica energetica non vogliamo certamente limitare, anzi, all’interno della strategia della Regione Marche, per affrancarci dagli idrocarburi, e quindi per mettere in campo una produzione di energia rinnovabile in maniera dimensionalmente sempre più forte, il fotovoltaico rappresenta uno degli elementi sul quale scommettiamo maggiormente.
Ciò che ci proponiamo è far sì che questa strategia cresca dritta, non storta, che vada avanti in maniera equilibrata, non in maniera insostenibile, che vada avanti in modo che possa contemperare i diversi interessi in campo. Interessi che, come è stato detto nel corso del dibattito, sono di varia natura, ma che molto spesso investono anche altre strategie. Strategie che tra l’altro rendono la regione Marche diversa dalla Puglia, visto che la nostra morfologia non è certamente pianeggiante come appunto quella della regione Puglia. Quindi l’allocazione di questi impianti nel nostro territorio provoca un impatto paesaggistico oggettivamente diverso rispetto a quello di tante altre regioni.
E tante altre regioni ancor prima di noi, anzi, ancor prima di quelle che sono state le decisioni della Conferenza unificata, sono già intervenute. Una per tutte è il Piemonte del Governatore Cota, che non solo si è limitato a fare un provvedimento che tenta di arginare gli appostamenti di questi impianti in luoghi di pregio, ma nel suo disegno di legge ha addirittura sospeso tutte le autorizzazioni in corso. Ha-sospeso-tutte-le-autorizzazioni-in-corso! E lo ha fatto con un provvedimento che noi non mettiamo in atto perché illegittimo, però lo ha fatto con una cautela che si è proposta pure di andare al di là di ciò che permetteva la legge.
Dobbiamo fare questo?! Io non credo che noi, pur proponendoci obiettivi legittimi, dobbiamo farlo calpestando le leggi esistenti, allora lo facciamo in maniera equilibrata, una maniera che ci permetta di porre fine e di collocare all'interno di una regolamentazione chiara questo fenomeno.
Oggi vi è la possibilità – e tutti lo fanno – di presentare impianti fino a 999 kilowatt, perché poi scatta la VIA. E non solo presentano grandi impianti su qualsiasi tipo di area, ma addirittura non c’è neanche la possibilità di valutare la cumulabilità. Quindi se oggi io presento un impianto da 999 kilowatt e domani un altro ne presenta uno lì vicino di 999 kilowatt, la Provincia non ha in alcun modo la possibilità di escludere quell’impianto per l’effetto cumulo che questo provoca.
Per cui ciò che stiamo facendo oggi è di non ipotecare il nostro futuro con quella che sarebbe una corsa forsennata, che in questi mesi e nei prossimi mesi ci potrebbe essere ancora. Quello che stiamo facendo ritengo sia solo il voler porre equilibrio ad un fenomeno, quello del fotovoltaico, che vogliamo in ogni modo favorire; come del resto abbiamo fatto con tutti gli altri atti che abbiamo messo in piedi, compresi quelli che regolamentano gli incentivi a tali tipi di investimenti.
Ma non possiamo certo far finta di nulla e non possiamo certo non sottolineare quello che potrebbe essere il danno ad alcuni fondamentali attrattori del turismo in questa Regione, come il paesaggio e la produzione di tipicità, che verrebbero fortemente erosi da un’agricoltura invasa passivamente da un tale fenomeno.
Io sono anche d’accordo con il Consigliere Perazzoli, ossia, non è che queste cose si fanno perché siamo soggetti alle pressioni dei comitati, figuriamoci, e lo dico io che è notorio che ho combattuto molto a lungo con i comitati, pagando anche un prezzo. Ma lo facciamo perché da tempo pensiamo che la strategia che dobbiamo porre in piedi in questa regione debba essere necessariamente sostenibile.
Quindi quello che facciamo, come giustamente ci ricordava l’Assessore Donati e come è evidente attraverso l’emendamento da lui presentato, è di rimettere su binari migliori questo fenomeno.
Quella che approviamo oggi è dunque una norma transitoria che pone un freno in attesa dell’approvazione delle linee guida. Quelle linee guida che permetteranno ai Comuni e alle Province di adeguare i loro strumenti urbanistici individuando le aree che riterranno di maggior pregio e quindi non adatte a collocare questi impianti.
Tra l’altro il tempo indicatoci dall’Assessore è di due mesi, allora oggi se non prendessimo questo provvedimento questi due mesi sarebbero utilizzati in maniera forsennata per portare avanti tutti gli impianti possibili, andando così ad accelerare un’invasione del territorio che è già poco sopportabile.
Mi permetto anche di correggere alcune affermazioni qui fatte. Oggi le Province valutano gli impianti sopra al megawatt con la strumentazione normativa che hanno a disposizione. Mentre in questi due mesi con questa stessa normativa li valuteranno sopra i 200 megawatt. Quindi non si produce nessuna confusione né nessun arbitrio. A meno che l’arbitrio non esistesse già, allora si riproduce anche per impianti più piccoli, altrimenti sarebbe un discorso privo di senso.
L’agricoltura ha bisogno di altro. Io so benissimo che singoli agricoltori si aggrappano a qualsiasi scialuppa arrivi loro, magari affittano i terreni, tra l’altro a prezzi effettivamente troppo bassi in relazione a quello che i conti economici di quegli impianti permettono, ma in una situazione difficile come questa non possiamo permettere che gli agricoltori diventino prede di speculatori e finanziari che non potremo neppure controllare.

PRESIDENTE. Grazie, Vicepresidente Petrini. Passiamo ora alla votazione.
Articolo 1. Soppresso.

Articolo 2.
Emendamento n. 2/1 del Consigliere Perazzoli:
Alla lettera n decies) del comma 1, dopo la parola “quelli” aggiungere il punto 01 con il seguente testo:
“01) a terra la cui potenza sia inferiore o uguale a 20 KW, ricadenti in Ambiti di tutela integrale come previsto dal Piano paesistico ambientale regionale del 12/89, a condizione che non si determinino impatti cumulativi derivanti da più richieste in aree contigue anche non confinanti che, nel loro complesso, superino detta potenza".
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)


Emendamento n. 2/2 dei Consiglieri Eusebi, Giorgi:
Al comma 1, punti 1) e 2) della lettera n decies) sostituire il numero “200” con il numero “750” .
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 2/3 del Consigliere Perazzoli:
Al comma 1, punti 1) e 2) della lettera n decies) sostituire “200 KW” con “700 KW”.
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)


Emendamento n. 2/4 del Consigliere Massi:
Il punto 1) della lettera n decies) è sostituito dal seguente: “la cui potenza complessiva sia inferiore o uguale a 750kWp”.
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 2/5 del Consigliere Latini:
Il punto 1) della lettera n decies) del comma 1 è sostituito dal seguente:
“la cui potenza complessiva sia inferiore o uguale a 500kW a condizione che non si determinino impatti cumulativi derivanti da più richieste ad impianti a terra in aree contigue anche non confinanti che, nel loro complesso, superino detta potenza. La contiguità si determina qualora tra i vari impianti non intercorra una distanza superiore ai 400 metri lineari;".
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 2/6 del Consigliere Massi:
Il punto 2) del comma 1 è soppresso.
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 2/7 del Consigliere Latini:
Al comma 1, lettera n decies, il punto 2) è sostituito dal seguente:
“la cui potenza complessiva sia inferiore o uguale a 500 kW a condizione che non ricadano in ambiti sottoposti a vincolo di tutela integrale del PPAR o vincolo d'inedificabilità assoluta imposta dai PRG ad esso adeguati;”.
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 2/8 del Consigliere Giancarli:
Il punto 3) del comma 1) è sostituito dal seguente: “3) collocati sulle superfici esterne degli edifici o su elementi di arredo urbano, ai sensi degli articoli 2 e 5 del d.m. 19 febbraio 2007”.
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)


Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3.
Subemendamento n. 3/1/1 del Consigliere Acquaroli:
L’articolo 3 è sostituito dal seguente:
“1. La presente legge si applica alle domande presentate dopo il 30 settembre 2010.".
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Subemendamento n. 3/1/2 dell’Assessore Donati:
L’articolo 3 è sostituito dal seguente:
“1. I procedimenti autorizzativi di cui all'articolo 12 del d.lgs. 387/2003 avviati prima dell'entrata in vigore della presente legge si concludono secondo la precedente disciplina in materia di VIA.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 2 si applicano sino al sessantesimo giorno successivo all'approvazione, da parte dell'Assemblea legislativa, dell'atto contenente l'individuazione delle aree non idonee di cui alle linee guida previste dall'articolo 12 del d.lgs. 387/2003, da effettuare comunque entro il 30 settembre 2010.".
Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 3/1 del Consigliere Massi. Decaduto.

Emendamento n. 3bis/1 (aggiuntivo) dei Consiglieri Acquaroli, D'Anna. Ritirato.

Ordini del giorno n. 1 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi, n. 2 del Consigliere Acquaroli, n. 3 dell’Assessore Donati. Ritirati.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 11, così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)


Comunico che per il secondo punto all’ordine del giorno, che riguarda la mozione n. 8 del Consigliere D’Anna, la mozione n. 26 del Consigliere Acquaroli, la mozione n. 38 dei Consiglieri Marinelli, Acquaroli, abbinate, abbiamo deciso, concordandolo con il Consigliere portavoce Marinelli, di inserirlo al primo punto dell’ordine del giorno dell’Assemblea legislativa del prossimo 14 settembre.
Grazie e buone ferie a tutti. La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,50




 

 
 
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