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Resoconto della seduta n.144 del 05/11/2019


SEDUTA N. 144 DEL 5 NOVEMBRE 2019

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 144 del 5 novembre 2019. Do per letto il processo verbale della seduta 143 del 29 ottobre 2019, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Sull’ordine del giorno

Comunico i cambiamenti che abbiamo stabilito nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi rispetto all'ordine del giorno odierno: il rinvio delle interrogazioni nn. 870 e 873, rispettivamente dei Consiglieri Biancani e Marcozzi, della mozione n. 498 dei Consiglieri Rapa e Pieroni, l’anticipazione, al primo punto, della mozione n. 532 del Consigliere Marconi e l’scrizione, al secondo punto delle mozioni, delle mozioni nn. 564 e 566, presentate rispettivamente da me e dalla Consigliera Leonardi, che verranno poi probabilmente trasformate in una risoluzione, sul tema della vertenza Auchan/Conad. Se l’Aula non ha nulla da eccepire su questo programma, do per approvato quanto sopra specificato.

Interrogazione n. 848
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Coordinamento della programmazione regionale con l’attività dei Contratti di Fiume”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 848 del Consigliere Giancarli. Ha la parola per la risposta l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. In merito all’interrogazione del Consigliere Giancarli si precisa quanto segue. Sono 10 i Contratti di Fiume avviati tra il 2015 e il 2019, su altrettanti bacini idrografici, per una superficie pari al 63% del territorio regionale. 110 i Comuni coinvolti, di cui dieci con il ruolo di Capofila, quasi il 51% della popolazione regionale è coinvolta da processi di Contratto di Fiume all'interno dei quali partecipano anche circa 116 tra stakeholders privati e pubblici.
Di fronte alla rilevanza politico-strategica che questo fenomeno del "Contratto di Fiume" ha assunto nella Regione, l'ufficio regionale competente ha avviato, tra le varie attività, anche una serie di "tavoli di confronto", direttamente sui territori interessati, prioritariamente al fine di:
- raccogliere le esigenze locali;
- fare il punto sullo stato di attuazione rispetto alla metodologia dettata dal Ministero e Ispra con la carta sui requisiti qualitativi di base dei Contratti di Fiume;
- verificare la possibilità di attivare concrete misure e azioni di sostegno ai percorsi appena avviati;
- indirizzare i primi interventi e azioni in coerenza con gli strumenti di programmazione territoriali ed ambientali.
I Tavoli di confronto sono stati avviati nel mese di settembre 2019; ad oggi sei Contratti di Fiume sono stati oggetto di incontro da parte della struttura competente che, in base allo stato di avanzamento e alle situazioni specifiche di ogni contratto, ha tarato il supporto e il raffronto in riferimento:
- alla metodologia
- alla fase conoscitiva;
- al documento strategico;
- al piano d'azione, o indicato le possibili fonti di finanziamento (Rendis, Accordi Agroambientali, eccetera) a cui far riferimento per gli interventi-azioni previsti nei diversi Contratti di Fiume.
Al termine degli incontri, le risultanze verranno portate in maniera analitica al "Tavolo permanente di coordinamento del Contratto di Fiume regionale", istituito con delibera di Giunta regionale 217/2016, al fine di presentare gli stati generali dei Contratti di Fiume, di proporre schede tipo per alcune delle fasi metodologiche, di valutare le modalità operative ed i risultati attesi per ogni Contratto di Fiume, in modo da indirizzare ad una gestione complessiva, omogenea e coordinata dei processi di "governo del territorio".
In riferimento alle possibili risorse sia per il sostegno dei percorsi partecipati dei Contratti di Fiume che per l'attuazione delle misure e delle azioni condivise nei Programmi di Azione, si fa presente che anche al livello nazionale la questione è ancora aperta; solo alcune Regioni stanno sostenendo finanziariamente questi processi e finanziando gli interventi-azione previsti dai Programmi dei Contratti di Fiume.
Come amministrazione regionale ci si è attivati per verificare la possibilità di inserire fondi in bilancio a sostegno del percorso partecipativo del Contratto di Fiume, in considerazione di un processo che vede, per la prima volta, i territori con i portatori di interesse diventare attori di una domanda di programmazione e di interventi più vicina alle esigenze locali, mentre il sostegno all'attuazione di azioni e misure va ricercato nelle diverse assi di finanziamento in atto nella regione Marche.
Difatti, nella programmazione in essere, alcune risposte, ad esempio rispetto a tematiche inerenti la tutela delle acque e la tutela della risorsa suolo e prevenzione al dissesto idrogeologico, sono state possibili con l'attivazione di Accordi Agro-Ambientali d'Area (Psr 2014/2020) che hanno trovato nella regione Marche una meritevole diffusione. Alcuni Leader GAL (GAL Colli Esini-S. Vicino) hanno invece parzialmente finanziato il percorso dei Contratti di Fiume del territorio di competenza.
L'interesse dell'Ente si è manifestato anche con l'inserimento nel piano formativo regionale 2018, di un "laboratorio di programmazione e progettazione partecipata sui contratti di fiume", aperto a funzionari di amministrazioni pubbliche interessate a tale processo.
Punto 2 - Secondo la "carta dei requisiti qualitativi di base dei Contratti di Fiume", questi devono essere coerenti con le previsioni di piani e programmi già esistenti nel bacino idrografico di riferimento e per il territorio oggetto del contratto, e possono contribuire ad integrare o riorientare la pianificazione locale e migliorare i contenuti degli strumenti di pianificazione sovraordinata, in conformità degli obiettivi delle normative ambientali sopra dette".
Durante i tavoli di confronto che la Regione sta portando avanti sui territori, si evidenzia quanto sopra scritto e si raccolgono le istanze territoriali che potranno essere supporto per la pianificazione e programmazione regionale, mediante raccordo con i vari servizi preposti.
Punto 3 - A seguito di informazioni assunte dal competente ufficio in materia di programmazione comunitaria, si rappresenta che: l'attuale programmazione europea Por Fesr 2014/2020 ha previsto interventi di "Mitigazione del rischio idraulico attraverso la manutenzione straordinaria del reticolo idraulico, delle reti di scolo e la laminazione delle piene" con una dotazione di risorse pari ad 11.408.737 euro a valere sulla dotazione ordinaria del Por Fesr (Asse 5, Intervento 15.2.1) oltre ad una dotazione ulteriore pari ad 8.000.000 di euro a valere sulla dotazione aggiuntiva sisma del Por Fesr (Asse 8, Intervento 27.1.1).
Alcuni di questi risultano tra gli interventi individuati nell'ambito della ricognizione dei Contratti di Fiume. In riferimento alla futura programmazione 2021/2027 si evidenzia preliminarmente che non sono ancora disponibili dettagli relativi alle misure attivabili da parte degli Stati membri né indicazioni sulla dotazione finanziaria assegnata a ciascuna Regione.
Sulla base della documentazione ad oggi disponibile ed in particolare di quanto previsto negli "Orientamenti in materia di investimenti finanziati dalla politica di coesione 2021/2027 per l'Italia" è possibile ipotizzare settori d'investimento altamente prioritari investimenti intesi a promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi e la resilienza alle catastrofi, in particolare per: rafforzare misure di prevenzione e prontezza che aumentino la resilienza idrogeologica in un approccio integrato di bacino e dell'ecosistema, in linea con i piani regionali di gestione del rischio alluvioni".
Sulla base di tale indirizzo della Commissione Europea appare sicuramente auspicabile la previsione di uno stanziamento adeguato, nel futuro Por Fesr Marche 2021/2027, di risorse finalizzate alla riduzione del rischio idrogeologico.
Come detto non è possibile, ad oggi, quantificare tale ammontare di risorse in assenza di un quadro finanziario certo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Approfitto, prima di entrare nel merito dell'interrogazione, per chiedere al Presidente Mastrovincenzo se è prevista la risposta all'interrogazione a risposta immediata. (…) Bene, grazie.
Assessore, lei è persona disponibile, persona seria, conosce la politica e sa che nel momento in cui mettiamo in campo strumenti come quelli del Contratto di Fiume - proprio perché i Contratti di Fiume hanno una grande portata innovativa, hanno una grande portata strategica e, al tempo stesso i fiumi sono fra i luoghi più alti dell'ecosistema e della biodiversità – devono essere continuamente arricchiti e alimentati dalla partecipazione.
Ricordo che al convegno di Jesi parlammo dell’Agorà del fiume e accanto alla democrazia, alla partecipazione, tutto deve essere realizzato dentro una forte cornice ambientale, proprio perché nel Contratto di Fiume, dentro quell'ecosistema, dentro quella biodiversità, ci sono gli elementi di difesa del territorio, dell'assetto idrogeologico, le ricchezze del fiume dal punto di vista agroalimentare, turistico e culturale.
Ricordo che al convegno di Jesi il Sindaco di Cagli ha parlato della spiaggia del fiume a ridosso della città di Cagli come i senigalliesi parlano della “spiaggia di velluto”. Nel fiume ci sono tantissime ricchezze e noi dobbiamo fare in modo …, tra l'altro, da un lato, voglio esprimere la soddisfazione, anche di chi aveva posto questo problema, d’intesa con altri soggetti della partecipazione, dell'ambientalismo, ma non soltanto con questi, anche con alcune associazioni economiche, con il mondo agricolo, perché già negli anni scorsi sono stati utilizzati dei finanziamenti ed oggi, questi 10 contratti, come lei ha detto, sono motivo di soddisfazione, soltanto dobbiamo evitare che ci sia un vuoto di coerenza fra la scelta che il Contratto di Fiume comporta e quello che effettivamente mettiamo in campo. Ogni intervento nel fiume deve stare dentro un quadro di partecipazione e di rispetto dell'ambiente.
Sulle risorse a me Assessore basta la sua enunciazione, perché, ripeto, lei è persona seria, conosce la politica e quando dice: “Ancora non tutto è definito a livello di scelte europee per il sessennio 2021/2027”, dice la verità, l'importante però, se non ho capito male, è che ci sia una volontà precisa della Regione di utilizzare, proprio per la valenza sociale, economica, ambientale, culturale del fiume, le risorse per la crescita sostenibile, per la gestione dei fiumi, che non è soltanto un problema di sicurezza del territorio, ma una questione sostenibilità, di coerenza, per una crescita armonica del nostro territorio.
Assessore Sciapichetti, grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Vorrei rassicurare il Consigliere Giancarli ancora una volta rispetto a questo, nel senso che i Contratti di Fiume li abbiamo creati in questa legislatura, quattro anni fa non ce n’era neanche uno, ad oggi ne abbiamo costituiti dieci, altri se ne stanno costituendo e si sta lavorando, mi pare che sia un grande e importante risultato ottenuto.
Sul finanziamento bisogna che noi lavoriamo da qui ai prossimi mesi e nei prossimi anni perché anche nella prossima programmazione europea possano essere introdotte risorse necessarie, ma dobbiamo dare comunque un segnale.
Ho già chiesto in assestamento di bilancio, proprio per dare un segnale concreto, che qualcosa sia introdotto subito per i Contratti di Fiume. Grazie.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Intervengo purtroppo nuovamente sulla mozione n. 496, quella relativa al Centro alimentare di San Benedetto del Tronto. Come ho annunciato la settimana scorsa, ho fatto un'interrogazione a risposta scritta, sono già passati i 20 giorni previsti dall'articolo 135 del Regolamento interno e non ho ricevuto nessuna risposta, per questo chiedo il rinvio e la prossima settimana, il prossimo Consiglio, iscriverò l'interrogazione trasformandola in risposta orale in Aula, così come prevede l'articolo 135 del Regolamento.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi dispiace Consiglierei che gli uffici non mi abbiano evidenziato che era una risposta scritta, ce l’ho qui e gliela posso consegnare immediatamente. Ero pronta a rispondere a questa mozione già da tempo, se vuole le do la risposta dell'Ufficio legale della Regione Marche, gliela dò subito, su quello che pensano la Regione Marche, la Giunta regionale e l'Avvocatura rispetto al tema.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Ci sono dei canali ufficiali, quindi rispettiamo il regolamento, credo che la mia prerogativa debba essere rispettata, quindi chiedo che la risposa venga consegnata attraverso il canale ufficiale.

Interrogazione n. 894 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Acquisto da parte dell'Asur Marche di una palazzina e di un'area di proprietà di Interporto Marche SpA da destinare al progetto per la riorganizzazione della logistica del farmaco e delle funzioni del 118 e per la realizzazione della Centrale Unica di risposta”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 894 - a risposta immediata - del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Con la nota prot. 44636 del 23 ottobre 2019 e con ulteriore precisazione in data 5 novembre 2019, l'Asur ha relazionato in ordine alle richieste formulate dalle competenti strutture dell'Agenzia regionale sanitaria e del Servizio sanità, evidenziando che in data 27 dicembre 2018 è stato stipulato con Asur un contratto preliminare di compravendita soggetto ad una serie di condizioni, la principale delle quali è quella secondo cui entro il termine contrattualmente previsto per marzo 2019, Interporto S.p.A. avrebbe dovuto predispone un piano di risanamento aziendale. Il termine previsto è stato ulteriormente prorogato in quanto le sopraindicate condizioni non si sono verificate. Pertanto l'Asur ha ulteriormente confermato che, per poter concludere l'iter procedurale dell'acquisizione delle aree e degli edifici dell'attuale proprietà di Interporto S.p.A., è necessario che l’Interporto provveda al risanamento societario. Le date per la conclusione dell'iter procedurale sono pertanto condizionate dalle scelte attualmente in capo all'Asur che ha comunque concluso l'iter procedurale di individuazione, valutazione e progettazione preliminare della C.O. 118 e Centrale Unica di Risposta NUE 112.
La Regione ha comunque avviato percorsi complementari a quello seguito dall'Asur per poter dare attuazione a quanto già stabilito e indicato anche nel documento di economia e finanza regionale 2020/2022.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Vicepresidente Casini ho letto anch'io quanto scritto nel documento di finanza regionale, anzi, non solo l’ho letto, ma ieri sono stato in I Commissione, per conto del Consigliere Biancani, e ho votato quel documento.
Qui non vorrei però che si legasse questa scelta, dato che oramai sono state fatte delle delibere, ci sono delle determine, ci sono degli atti, ad una situazione più generale dell'Interporto. Tra l'altro, se così fosse, per capire come stanno le cose all'Interporto, se non c’è una comunicazione sull'Interporto, non vorrei vedermi costretto a fare, e non vorrei farlo, un'interrogazione per dire: “Come sono le cose sull’Interporto? Si è fatto il piano di risanamento? Si sta procedendo? So che c'è un nuovo Consiglio”.

(interrompe l’Assessore Casini)

Enzo GIANCARLI. Appunto, ma se non è stato fatto il piano di risanamento dell'Interporto non facciamo nemmeno questo, quindi non facciamo nulla?

(interrompe l’Assessore Casini)

Enzo GIANCARLI. No, questo lo dico io, io chiedo soltanto una cosa, quando si va alla stipula e di fatto la risposta è: “Non lo sappiamo”. Questa è la risposta che mi viene data, quindi la Giunta regionale, mi dice, che non lo sa ed io esprimo tutta la mia insoddisfazione.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Mi piace molto che il Consigliere Giancarli, come tutti peraltro, normalmente di opposizione, utilizzi le interrogazioni per affrontare dei temi che potrebbe affrontare normalmente nella massima trasparenza, chiedendo a me, al Presidente o agli uffici ancor di più.
Detto questo, lei non ci mette in difficoltà dicendo che non sappiamo quali sono i tempi, non li sapevamo neanche per l'aeroporto, non li sapevamo neanche per Aerdorica, né li abbiamo mai detti in quest'Aula, proprio perché siamo persone serie. Sappiamo che sono procedure complesse, che hanno necessità di tempi, nelle quali non è soltanto la Giunta o l'Assessore competente - in questo caso risponde il Presidente e non risponde l'Assessore all'Interporto e alle infrastrutture, ma rispondo come Vicepresidente - ma ci sono tanti soggetti all'interno di questo processo, quindi la risposta è che non si ha certezza, perché ci sono una serie di concause di un sistema da far quadrare.
Mi pare che questa Giunta abbia dimostrato anche in quest'Aula di essere stata rigorosa, sobria, di non aver mai detto che avrebbe salvato l'Aerdorica, ma che si stava facendo un percorso importante e complesso, e non ha anticipato assolutamente nulla, ma ha portato a casa il risultato.
Il procedimento che si segue, l'atteggiamento di sobrietà che si segue, rispetto ad una questione che è meramente tecnica, perché l'indirizzo politico è chiaro, è stato dato, ed è contenuto in tutti gli atti, è quello di salvare Interporto e di fare una serie di azioni, quindi questa è una questione politicamente chiara, la parte tecnica, mi dispiace ma, credo che posso rispondere anche al posto del Presidente, non posso condizionare la parte tecnica su dei tempi che sono tecnici, perché il crinale che separa gli adempimenti dell'amministrazione da quelli tecnici li conosco molto bene e non li ho mai scavalcati, né quando ero tecnico, né ora che sono un amministratore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Vicepresidente, lei una risposta simile me l’ha data sulle barriere antirumore, poi nel corso dei 10 mesi, ha cambiato completamente atteggiamento.
Io non uso l'interrogazione come dice lei …

(interrompe l’Assessore Casini)

Enzo GIANCARLI. Alla prima interrogazione, vada a vedere gli atti, mi aveva risposto che non potevamo fare nulla e comunque ascolti …

(interrompe l’Assessore Casini)

Enzo GIANCARLI. Se vogliamo parlare delle barriere antirumore parliamo delle barriere antirumore, io sono stato pure alla Conferenza dei servizi, e lei non c'era.
Detto questo, io l'interrogazione la uso partendo da due principi: dignità e responsabilità. Ma lei cos’ha la cultura di quello col cappello in mano che va dal Vicepresidente a chiedere: “Mi dice come stanno le cose?”.
Tra l’altro deve darmi ancora la data per l'arceviese, ma non me la dia più, faccio un’interrogazione pure sull’Arceviese …

(interrompe l’Assessore Casini)

Enzo GIANCARLI. Bella figura no perché nella convenzione Anas-Regione c’era il passaggio in proprietà, oggi c'è soltanto una convenzione, quindi non c'è la bella figura, c'è soltanto la convenzione e poi dice a me dell’Aerdorica? Lei non sa che sono stato Vicepresidente della Commissione d'inchiesta? Conosco tutta la questione di Aerdorica, qui il problema è un altro, io chiedevo, rispetto ad impegni presi dalla Regione, quando si andava alla stipula di un atto e se si acquisiscono o meno quelle aree. Ho chiesto semplicemente questo. Lei mi dice che non lo sa perché è legato al piano di risanamento, io le dico che queste cose possono e debbono camminare in modo molto più spedito e molto più celere se si vuole dar corso a quegli adempimenti.
Poi non voglio aggiungere un'altra cosa, ma non si permetta di dire: “Lei utilizza le interrogazioni, come i Consiglieri di opposizione”, io sono un Consigliere di maggioranza, che non piega la schiena ed ha una dignità, ha capito?


Interpellanza n. 27
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Gestione della struttura residenziale riabilitativa (SRR) di Recanati e sua nuova collocazione in locali più adeguati”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 27 del Consigliere Marconi, che ha la parola per illustrarla.

Luca MARCONI. Chiedo scusa, Presidente, mi piego all'interpretazione data dal Segretario generale, quindi di fatto è un'interrogazione, attendo la risposta e non approfitto del primo intervento per l’illustrazione.
Ringrazio per l'anticipazione della mozione, e anche se può essere interessante, chiederei gentilmente ai colleghi della Giunta, agli Assessori, di non replicare sulle interrogazioni, questa modalità di replicare e contro replicare non mi sembra adeguata. Io ho fatto l’Assessore, quindi, mi tengo le osservazioni che mi vengono date e nella replica uno ha diritto di dire quello che gli pare e non essere a sua volta replicato.

PRESIDENTE. Ha la parola per la risposta l’Assessore Casini.

Anna CASINI. La struttura residenziale riabilitativa di Recanati è attualmente ubicata all'interno dell'Ospedale di comunità di Recanati.
Tale allocazione deriva dalla necessità di dover reperire locali a seguito degli eventi sismici del 2016 che avevano reso inagibile l'originaria struttura di proprietà dell'Ircer.
Tale misura di assoluta emergenza ha consentito di far rimanere il nucleo dei pazienti unito in un’unica struttura del territorio, e quindi prossimo alle residenze dei familiari, evitando di distribuirli in più strutture private accreditate dislocate nella regione Marche.
Ad oggi il servizio reso, contrariamente a quanto sostenuto, non è "non dignitoso" in quanto vengono garantite sia le attività assistenziali e riabilitative; sotto la responsabilità del Dirigente medico psichiatra dell'Area vasta 3, sia le attività tutelari, ivi comprese il vitto, la lavanderia, ecc.
Ciò è stato confermato anche dagli stessi NAS di Ancona i quali, nel sopralluogo del 16 maggio 2019, hanno accertato:
- la correttezza dei progetti educativi personalizzati;
- la soddisfacente condizione degli arredi;
- Il regolare funzionamento delle utenze di luce, acqua e gas;
- la presenza della carta dei servizi;
- la correttezza dei turni del personale operante presso la struttura;
- la corretta gestione dei rifiuti;
- la presenza del piano HACCP.
In definitiva non è stata rilevata alcuna carenza e/o disservizio.
Relativamente alla ubicazione futura della struttura, l'Area vasta 3 ha già individuato il posto ove allocarla, nell'ex Poliambulatorio di Via Cupa Madonna di Varano ove attualmente è già stato trasferito il Centro diurno di salute mentale. L'Ufficio tecnico sta procedendo alle necessarie verifiche per confermare la fattibilità di tale progettualità individuando, contestualmente, le opere necessarie per la sua realizzazione.
Relativamente all'appalto va detto che con Determina n. 133 del 12 febbraio 2013 il Direttore Generale dell'Asur ha aggiudicato, per il quadriennio, il servizio "Appalto gestione struttura residenziale riabilitativa” di Recanati, oggi Area vasta 3, Asur alla Società Cooperativa sociale - O.N.L.U.S., a cui è subentrato l'operatore Residenze sociali e sanitarie società cooperativa sociale consortile onlus.
L'appalto per la gestione della Struttura residenziale riabilitativa di Recanati è in scadenza al 31 dicembre 2019 ed è già stato avviato l'iter per la predisposizione di una nuova procedura di gara, come da Determina n. 261 del 16 maggio 2019, attraverso l'individuazione del gruppo di progettazione, che è propedeutico per la redazione della documentazione da porre a base di gara.
E' prossima l'attivazione di una consultazione preliminare del mercato per la preparazione dell'appalto e per lo svolgimento della relativa procedura.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Confermo che è un’interrogazione, quindi ho sbagliato io nel chiamarla interpellanza, ma ringrazio perché è stato possibile farla subito.
Sono quattro le risposte che la gentile Vicepresidente ha offerto, esprimo piena soddisfazione per la prima, dove viene detto “evitando di distribuirle presso altre strutture”, nel senso che viene confermata la linea che era stata in parte messa in discussione da qualcuno in sede Asur, e tutta la struttura rimane unitaria nella città di Recanati presso strutture sanitarie di nostra proprietà.
Seconda cosa, esprimo piena soddisfazione per le notizie relative ai NAS del 16 ottobre 2019, perché le notizie, Vicepresidente, che avevamo sulla gestione ahimè, nei giorni precedenti, erano decisamente negative, quindi il fatto che abbiano rimediato a questa cosa è estremamente positivo e mi darò cura di divulgarla perché una certificazione migliore di quella dei NAS non potevamo averla, ma se sono andati i NAS è perché precedentemente la cooperativa qualche difettuccio l’aveva manifestato.
Terza cosa per la quale esprimo parziale, ma discreta soddisfazione, è l'ipotesi di trasferimento dell'attuale struttura, che è dentro l'Ospedale di comunità, presso un'altra nostra proprietà, l'ex poliambulatorio, dove ha già sede la struttura diurna del Servizio psichiatrico. E’ importantissimo che lo stesso primario del servizio abbia tutte e due le strutture, sia quella residenziale, sia quella diurna nella stessa palazzina, anche se, ahimè, non ha una dotazione di spazi esterni all'aperto, come il verde, ma è sicuramente migliore dell'attuale all'interno dell'ospedale, anche perché dà meno l’impressione di trattarsi di struttura ospedaliera. Non dimentichiamoci che, per quanto riguarda i malati psichiatrici, abbiamo da tanto tempo, come Paese Italia, individuato una soluzione non ospedaliera, di tipo residenziale e familiare, quindi questa sistemazione è sicuramente positiva.
Esprimo soddisfazione anche per quanto riguarda il quarto punto, cioè sul fatto che si sia dato avvio all'iter per un nuovo appalto e non per una proroga dell'esistente, perché sulla gestione esistente qualche problema c'è stato, visto che i sindacati negli ultimi mesi hanno dovuto regolarmente reclamare il pagamento degli stipendi ai dipendenti, che veniva sempre ritardato.
Purtroppo gli appalti vengono sempre fatti con il sistema dei ribassi, ma potremmo essere più fortunati.
A questo riguardo avevo già segnalato con una precedente interrogazione al Presidente Ceriscioli, ma la segnalo in eguale misura all’Assessore Cesetti, che gli appalti in genere, ma soprattutto quelli della sanità continuiamo a farli non tenendo conto - è una regola di carattere generale, Assessore, che riguarderà probabilmente anche la finanza, non so se possiamo scriverlo in bilancio, ma sarebbe estremamente interessante – che il 90% del costo riguarda il personale, faccio due conti, per questo mi rivolgo a lei, il 10% è gestione acquisti e altro. Non si può fare l’appalto sul 100% del valore del servizio, bisogna fare l’appalto sul 10% del servizio perché non si può comprimere la parte relativa al personale, l'ho già detto, se il personale costa 90, quello deve essere a parte, i 90 già ci devono stare e i concorrenti concorrono sul 10, non sul 90, perché se concorrono sul 100%, e fanno il 5% di ribasso, è chiaro che non possono comprimere del 50% o del 10% destinato alla gestione, finiscono per comprimere la parte relativa al personale, con danni gravissimi sia sul servizio che su chi ci lavora.
Questa è una furbizia che ci farà anche risparmiare qualche decina di milioni a fine anno, ma non è una cosa seria in merito alla gestione del servizio stesso.
Da ultimo mi permetto di ricordare e di segnalare alla Giunta, e indirettamente quindi all’Asur, che c'è un'ipotesi messa in piedi in città per la sistemazione presso altra struttura, di questa mi farò promotore recependo un suggerimento che l'Assessore Casini ha dato al Consigliere Giancarli nella replica, che io non apprezzo, l’ho già detto tante volte, ma farò una lettera personale al Presidente e alle strutture dell’Asur perché diano risposta riguardo alla possibilità di intercettare un'altra struttura, sempre di proprietà pubblica, “Fondazione Ircer Recanati”, dove si potrebbero sistemare questi servizi di natura psichiatria. E’ una struttura che ha oltre la sua autonomia funzionale anche un bellissimo giardino dove chi è ospitato può prendere l'aria qualche ora al giorno, altrimenti sta sempre chiuso dentro. Grazie.

Interrogazione n. 875
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“Allontanamento minori dalla famiglia di origine e loro affido. Qual è la situazione nella Regione Marche”

Interrogazione n. 892
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Situazione degli affidi dei minori allontanati temporaneamente dalla propria famiglia nelle Marche
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 875 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni e l’interrogazione n. 892 della Consigliera Leonardi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Per questione di privacy non è possibile avere informazioni sulle motivazioni che hanno portato all'allontanamento dei minori, né sulle modalità in cui esso è avvenuto, in quanto occorrerebbe accedere a tutti i provvedimenti (contenenti quindi dati sensibili) emessi dal Tribunale per i minorenni, organo che detiene la decisione ultima circa i provvedimenti relativi alla tutela minori.
L'intervento della Forza Pubblica viene utilizzato solo in rari casi e dietro prescrizione dell'Autorità giudiziaria minorile.
Per quanto riguarda il numero di minori collocati temporaneamente fuori dalla famiglia di origine si fa riferimento a quelli desunti dalle domande presentate dai Comuni per il rimborso delle spese sostenute sia per il collocamento in Comunità di minori sia per il loro affidamento nell'anno 2018:
- n. 452 minori collocati in affidamento, sia esso a parenti sia esso eterofamiliare;
- n. 880 minori collocati in strutture di accoglienza di varie tipologie, tutte determinate dalla normativa regionale.
Non si ha conoscenza di casi di inadeguatezza o incompetenza circa l'operatività dei vari professionisti coinvolti nella tutela minori.
Le funzioni di controllo, sulla base della normativa nazionale e regionale in materia sono delegate ai servizi territoriali competenti.
La Regione ha già avviato, dai primi mesi del corrente anno, un Tavolo di confronto tra tutti i soggetti coinvolti nella tutela minori (Asur, Ambiti Territoriali Sociali, Autorità giudiziaria).
Negli ultimi anni l'aumento del numero dei casi presi in carico dai Servizi socio-sanitari e la complessità sempre più evidente degli stessi ha posto in luce l'emergenza di creare momenti di incontro e confronto tra tutti i soggetti competenti, per giungere alla definizione di modalità organizzative e gestionali del lavoro degli operatori territoriali sempre più adeguate alla complessità delle situazioni.
Il Tavolo interistituzionale rappresenta la concretizzazione di fornire risposte a tale emergenza.
Il medesimo Tavolo per altro è costituto da rappresentanti degli altri tre Tavoli istituzionali regionali (Tavolo affido, Tavolo Comunità di accoglienza e Tavolo PIPPI, quest'ultimo finalizzato al supporto alle difficoltà educative in capo alle famiglie di origine) costituiti oramai da alcuni anni e composti da soggetti pubblici e privati competenti, al fine di sostenere politiche specifiche in materia.
La scelta strategica per far fronte a questa criticità emerge, per altro, anche dalle indicazioni degli ultimi Piani sanitari e socio-sanitari regionali, nei quali si prevede il rafforzamento dei Servizi territoriali attraverso il processo di programmazione sociale e sanitaria, che pone al centro il lavoro di integrazione ad opera dei Coordinatori degli Ambiti territoriali sociali e dei Direttori dei distretti sanitari.
A tale proposito è già stato avviato un percorso attraverso la costituzione delle Unità operative sociali e sanitarie quali strutture integrate le cui competenze riguardano il coordinamento di tutti i contenuti dell'area dell'integrazione sociale e sanitaria e la programmazione, l'organizzazione e la gestione delle attività specifiche.
Pertanto la Regione Marche punta alla garanzia del servizio pubblico, rafforzato e competente.
La Regione ha già avviato, dai primi mesi del corrente anno, un Tavolo di confronto tra tutti i soggetti coinvolti nella tutela minori, che rappresenta la concretizzazione di creare momenti di incontro e confronto tra tutti i soggetti competenti, per giungere alla definizione …, questa è la stessa cosa che ho letto prima.
Per quanto riguarda i dati circa i minori temporaneamente fuori dalla famiglia di origine e collocati in affidamento familiare o in strutture residenziali si fa riferimento a quelli desunti dalle domande presentate dai Comuni per il rimborso delle spese che annualmente sostengono per il collocamento dei minori in comunità e in affidamento.
Nella tabella ci sono gli stessi dati che ho letto prima, l’unica differenza fra le due risposte è questa tabella, ma se vuole gliela do in forma cartacea.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Un alto numero di minori affidati fuori dalla famiglia, io direi anche sottratti, perché per mia esperienza personale sono stati letteralmente strappati una mattina dai tutori delle forze dell'ordine, è capitato a me, quindi esperienza più che diretta.
Questo alto numero ci dice che siamo di fronte ad una problematica che secondo noi è gestita male perché l'affidamento fuori dalla famiglia dovrebbe essere l'estrema ratio, soltanto in condizioni di violenza estrema o di difficoltà estrema nella gestione del minore da parte della famiglia d'origine.
Avevo fatto questa interrogazione che poi successivamente ho integrato con alcuni punti di mia diretta esperienza, quindi so di che cosa sto parlando, direi che ci troviamo di fronte al fatto che questa misura viene adottata con troppa facilità, magari basterebbe un maggiore supporto alla famiglia, soprattutto un riavvicinamento dei minori quando i problemi della stessa sono superati.
Ho avuto testimonianze, segnalazioni certe, perché poi le ho verificate, di situazioni in cui dopo l'allontanamento, sia fisico che emotivo del minore alla famiglia, vengono negate le telefonate, viene negato alla mamma di ricevere anche una semplice fotografia del figlio, addirittura quando si fa visita ai propri figli vengono sequestrati i cellulari, vengono fatti colloqui in stanze con inferriate, cose al limite della tollerabilità. Per quanto riguarda le situazioni mi sembra strano che non si sia a conoscenza di realtà estreme che sono capitate perché, ad esempio, negare di consegnare i regali a dei bambini? Questo è successo ad Ascoli e lo sappiamo, come lo so io, ed è stato segnalato. Ad esempio, c'è stato un temporaneo allontanamento di un bambino dalla mamma che si trovava in momentanea difficoltà, la mamma l’ha superata ampiamente, tant'è vero che insegna tutti i giorni a bambini della stessa età del figlio, quindi una mamma a cui si dice che tutti i giorni può educare i figli degli altri, ma il suo, che è stato dato in preadozione. Questa mi sembra una grande contraddizione da parte di uno Stato che dice: puoi fare l'insegnante ai figli degli altri, ma tuo figlio non te lo diamo. Questo bambino sta in una famiglia, non si sa da che parte d'Italia e questa mamma le sue difficoltà le ha superate totalmente, tant'è vero che insegna tutti i giorni a scuola.
Queste sono situazioni di mia diretta conoscenza, so nomi e cognomi, ho lavorato con certe persone, quindi non si può negare l'evidenza, a me sembra che il ricorso a questo sistema sia abusato, grazie a delle relazioni “un po' facili” di assistenti sociali o di qualcuno che magari vuole mandare i bambini in determinate strutture o famiglie.
Sono senz'altro contenta che ci sia l'avvio di un tavolo, che deve essere partecipato e controllato da tutte le parti perché l’obiettivo principale, secondo noi, è quello di aiutare le famiglie, di aiutare a superare, non a strappare, perché qui viene operata più di una volta, una vera e propria frattura. Addirittura ho visto dei verbali in cui si contestava alla nonna, in visita al nipote in una struttura, di aver portato un semplice ovetto Kinder. Siamo a questi livelli, due pagine di verbale, per una cosa del genere, cattivissima nonna che portava un ovetto al nipote! Ho letto delle cose assurde, bambini che dopo 3 anni ancora cercano le mamme chiedendo quando tornano a casa, ai quali rispondono: “La mamma sta male”, ma le mamme non stanno male per niente, qui abbiamo realtà nelle quali ci sono dei minori, dei bambini, ed ogni giorno che passa, ogni mese che passa, la situazione si aggrava. Non è bello sentire una mamma dire: “Ogni volta che vado a visitare mio figlio devo ricominciare da capo per recuperare il mio ruolo, perché quando non ci sono gli viene detto che non mi interesso, che non mi importa niente di lui”.
Molte volte viene operata una frattura, non so a quale scopo, delle supposizioni le potrei fare, ma ho paura anche di dirle a me stessa. Quindi massima attenzione, io la sto mettendo e continuerò a metterla, partendo dai casi che conosco direttamente, ma valuto anche ad altri casi. So che presto ci sarà una denuncia al Tribunale dei minori di Ancona per un fatto molto eclatante, l’ho appreso ieri, quindi la situazione non è sicuramente sotto controllo, come voi dite. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Leggerò la risposta che mi è stata fornita ora perché di fatto, forse perché è stata letta la prima, siamo caduti due volte nello stesso equivoco della scorsa volta, per cui sono stata costretta a ripresentare la medesima interrogazione visto che nell'altra occasione non era stata data risposta alle mie domande, ma a quelle della Consigliera Malaigia, che aveva ritirato la propria interrogazione.
Leggerò poi la risposta che mi è stata data. Il tavolo mi risulta, dal report del Garante dei minori, essere entrato nella programmazione a partire dal 2018, ma non mi credo che abbia prodotto nulla.
Alla mia richiesta di sapere quali erano le determinazioni scaturite da questo tavolo, di fatto, probabilmente, la risposta doveva essere: “Nessuna”, però mi piacerebbe che ci fosse chiarezza anche nelle risposte, perché quando audiamo il Garante in Commissione sanità e servizi sociali per altre questioni e interloquiamo anche su questo discorso viene fuori di fatto la verità.
Questi tavoli servono se hanno una concretezza, altrimenti diventano una velina per dire abbiamo istituito questa cosa tanto bella, tanto interessante, con persone qualificatissime, ma se poi non produce degli effetti, rimane un esercizio retorico e stilistico.
Stessa cosa per la domanda relativa non solo ai numeri, che leggerò, l'altra volta si è parlato genericamente di circa 1.500 minori negli affidi, ma anche dei costi, e questo non l’ho chiesto a caso. Siccome partiamo dallo scandalo di Bibiano in cui il sistema di affidi veniva manipolato per creare business, togliendo i bambini anche con artifici, con perizie false, con pretesti assolutamente inventati, vorrei capire quali sono i costi che muovono questi procedimenti. E' importante per capire quante di queste realtà, di bambini che vengono tolti dalle famiglie perché magari sono in condizioni di povertà e di indigenza, potrebbero essere aiutate con le risorse che vanno alle strutture.
Questo credo che sia un interrogativo che dobbiamo porci, partendo dalla legge, che prevede che il minore che sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, può essere affidato ad un'altra famiglia possibilmente con figli minori, o ad una persona singola, o ad una comunità di tipo familiare, al fine di assicurargli il mantenimento, l'educazione e l'istruzione, ove non sia possibile un conveniente affido familiare, consentire il ricovero del minore in un istituto pubblico o privato, da realizzarsi di preferenza nell'ambito della regione di residenza del minore. Quante di queste realtà, invece di andare ad uno zio o ad un nonno, vanno fuori dalla famiglia? Quanti vanno in istituti? Queste sono domande che dovremmo porci tutti, non solo dopo lo scandalo di Bibiano, dovremmo porcele perché il numero dei minori è impressionante nelle Marche.
La terza domanda, alla quale, almeno in quello che ha letto, non mi è stata data risposta, riguarda le strutture e gli organismi che sono atti a vigilare sul corretto comportamento delle strutture destinate ai minori in affido e le eventuali risultanze del monitoraggio di queste strutture. C'è il monitoraggio? Non c'è? Se c'è chi lo fa? Che cosa ha visto?
Purtroppo devo dirmi totalmente insoddisfatta perché non mi è stato risposto, mi sono state date delle tabelle, che vedrò, divise negli anni con il numero e il costo che viene dedotto dai Comuni, però al cuore delle domande non è stata data alcuna risposta.

Interrogazione n. 837
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Rischio di pagamento di sanzione pecuniaria dovuta alle procedure di infrazione per inadempienze alla Direttiva europea sul trattamento delle acque reflue”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 837 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. Premesso che la direttiva 91/271/CEE sulle acque reflue urbane prevede la conformità degli agglomerati, entro tre scadenze temporali:
- la prima entro il 31 dicembre del 1998, per tutti gli agglomerati con almeno 10.000 abitanti equivalenti in area sensibile;
- la seconda entro il 31 dicembre 2000, per tutti gli agglomerati con almeno 15.000 abitanti;
- la terza ed ultima entro il 31 dicembre 2015, per tutti gli agglomerati con almeno 2.000 abitanti.
La gestione e le competenze sugli impianti di depurazione e il collettamento delle acque reflue urbane era attribuita ai Comuni che operavano attraverso le Aziende municipalizzate.
In tale periodo molti Comuni per raccogliere le acque reflue delle civili abitazioni, collettavano anche i fossi e corpi idrici minori in cui vengono scaricate le acque reflue delle civili abitazioni.
Con la legge regionale n. 18 del 25 giugno 1998, tra il 2005 e il 2008, i cinque Ambiti territoriali ottimali istituiti, diventano organi effettivi, e quindi rappresentanti i Comuni consorziati in tali Ambiti, regolandone le attività attraverso gli enti gestori del Servizio idrico integrato, con apposite convenzioni e definendo la tariffa che i cittadini devono pagare per usufruire del servizio di erogazione dell'acqua potabile e della raccolta e trattamento delle acque reflue. L'attuazione della direttiva 91/271/CEE e della legge regionale avviene attraverso l'individuazione degli agglomerati che rappresentano aree densamente popolate in cui sono ammissibili la raccolta e il trattamento delle acque reflue urbane, in termini di costi e benefici ambientali conseguibili, verso un sistema di trattamento e/o un recapito finale.
La Regione Marche con delibera di Giunta regionale n. 566/2008 ha individuato 95 agglomerati con almeno 2.000 abitanti, diventati 92 a seguito dell'uscita dei 7 Comuni dalla Regione Marche verso l'Emilia-Romagna (tre agglomerati).
Questi 92 agglomerati, attraverso il reporting biennale trasmesso dall'Italia alla Commissione Europea, sono stati oggetto di valutazioni e per alcuni di loro, la non conformità alla direttiva, ha determinato l'avvio di procedure d'infrazione.
La prima procedura, la 2004/2034, riguardava 14 agglomerati con almeno 15.000 abitanti; in questa procedura la Regione ha fornito le spiegazioni richieste dalla Commissione ed è stata stralciata dal contenzioso nel 2009. Tale procedura ha avuto il deferimento alla Corte di Giustizia Europea con la causa C-565/10 ed è l'unica sentenza attualmente sanzionata.
La Regione Marche nel 2004 ha sottoscritto un Accordo di Programma Quadro "Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche" nel quale sono previsti vari interventi alcuni dei quali per iniziare a risolvere alcune non conformità.
Successivamente, con la procedura 2009/2034, la Commissione contestava all'Italia la conformità degli agglomerati con almeno 10.000 abitanti in area sensibile: per la Regione Marche tali agglomerati erano Pesaro e Urbino. Su tale procedura d’infrazione, con la Causa C-85/13, lo Stato italiano è stato deferito alla Corte di Giustizia Europea che è in procinto di determinare la sanzione pecuniaria.
La Regione Marche nel 2014 ha sottoscritto un Accordo di Programma Quadro "Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche" dove sono previsti 13 interventi per risolvere le non conformità dei due agglomerati per un investimento complessivo di 11,5 milioni di euro con un contributo di circa 7 milioni di euro. Ad oggi ancora 3 interventi devono essere terminati ed il Gestore del servizio idrico integrato dopo alcune dilazioni temporali, sia sulla progettazione, sia per le autorizzazioni, sia per la sospensione dei lavori per contenziosi con le ditte appaltatrici, prevede la conclusione dei lavori per la fine del 2021.
Nel 2014 la Commissione avviava una nuova procedura d'infrazione, la 2014/2059, con la quale indicava l'inadempienza alla direttiva per 878 agglomerati di cui 46 presenti nel nostro territorio regionale.
Anche in questo caso, visto che la disponibilità tariffaria avrebbe permesso la realizzazione di vari interventi in tempi molto prolungati, con orizzonti tra il 2025 e il 2026, la Regione Marche nel 2016 ha proposto contributi aggiuntivi per circa 10,5 milioni di euro su 11 interventi dal costo complessivo di 16 milioni di euro sottoscrivendo un'integrazione all'accordo programma quadro 2014.
Questa situazione non era sufficiente ad accelerare i tempi d'intervento su tutti gli agglomerati, per cui nel 2017 è stato necessario programmare un nuovo accordo programma quadro, sottoscritto nell'anno 2019, per cofinanziare con 10,6 milioni di euro altri 16 interventi, ed è in corso il suo aggiornamento con un addendum per altri 13 interventi cofinanziati con altri 5,2 milioni di euro.
Tutte queste attività sono attualmente in corso e aggiornate periodicamente con relazioni semestrali alla Commissione Europea.
Punto 1. Alla fine del mese di ottobre è stata inviata al Ministero dell'ambiente la situazione aggiornata ad oggi, per rispondere al deferimento alla Corte di Giustizia Europea con la Causa C-668/19. Questo atto ha contestato allo Stato italiano la mancanza di conformità su 620 agglomerati e alla Regione Marche su 33 agglomerati, avendo ritenuto soddisfatta la richiesta dì conformità per 13 agglomerati dei 46 contestati in precedenza.
Nella risposta inviata si chiede di certificare la conformità per altri 9 agglomerati.
Tuttavia nel 2018, è stata avviata la nuova procedura d’infrazione 2018/2181 con la quale si contestano alla Regione Marche altri 4 agglomerati.
Pertanto ad oggi nella regione Marche ci sono 27 agglomerati non conformi, 24 oggetto della causa C-668/19.
Punto 2. Ad oggi è prevista la realizzazione di 55 interventi su 27 agglomerati; per la loro realizzazione sono necessari investimenti complessivi di circa 79 milioni di euro, la maggior parte coperti dalla tariffa e previsti nei Piani d'Ambito. La Regione Marche ha sottoscritto accordi per contributi provenienti da fondi statali, di circa 26 milioni di euro. Per ridurre i tempi di realizzazione degli interventi, che devono essere previsti nei programmi dell'Agenzia regolatrice Arera, è stato verificato un ulteriore fabbisogno finanziario di circa 9 milioni di euro.
Punto 3. La sanzione amministrativa che potrà essere comminata allo Stato italiano attualmente non è quantificabile. I criteri per la sua determinazione, previsti da una comunicazione della Commissione Europea, dipendono dal numero di agglomerati che verranno ritenuti non conformi e dal numero di abitanti equivalenti che definiscono il carico generato dell'agglomerato; tali dati sono necessari per determinare la parte di sanzione forfettaria una tantum.
L'altra quota è definita dai giorni di mancata conformità dell'agglomerato, fino al suo raggiungimento, in base agli abitanti equivalenti indicati come quota non conforme.
Nel bilancio regionale non è prevista alcuna cifra per l'eventuale sanzione in quanto non si conosce l'anno in cui tale importo potrà essere assegnato e dovranno essere valutate le responsabilità sul mancato rispetto della direttiva.
Punto 4. Nell'attuale sistema tariffario non sono previsti, né riconosciuti, importi riconducibili alle sanzioni. Pertanto la tariffa non può subire rincari. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Assessore Sciapichetti la ringrazio per la cronistoria che ha fatto su tutta la questione, perché effettivamente è molto Interessante ed evidenzia due cose: la non conformità di decine di impianti di trattamento delle acque, che nelle Marche si trascina da oltre un decennio, stiamo spendendo milioni, ha parlato di 10 milioni per 16 interventi, di altri 5 milioni per altri 13, e adesso dei 79 milioni globali che servono, 26 milioni arrivano dallo Stato, gran parte sono coperti dalla tariffa, ma servono ulteriori 9 milioni, in più non sappiamo la multa che ci verrà comminata a quanti milioni potrebbe ammontare, dalle informazioni che ho ricevuto io , potrebbe essere di circa una decina di milioni.
Qui esiste una responsabilità oggettiva degli enti gestori che ritardano la progettazione e la realizzazione degli interventi, le ditte che vincono gli appalti falliscono, perché non vengono dati, evidentemente, con clausole corrette, probabilmente sono bandi al massimo ribasso, non lo so, però questa è una storia italiana ed anche marchigiana che si ripete.
Quindi ringrazio per la particolare attenzione con cui ha risposto a questa complessa interrogazione, evidenzio questi vulnus che sono molto pesanti, soprattutto per i cittadini, perché è inutile dire che nella tariffa non sono evidenti i costi per adeguare la depurazione, se gran parte dei 79 milioni è coperta con la tariffa stessa, è chiaro che sono i cittadini a pagare questa disfunzione, senza considerare il fatto che una cattiva gestione della depurazione delle acque ha una ripercussione ambientale di cui, purtroppo, conosciamo bene gli esiti, perché quando uno va malauguratamente sulla riva del fiume vede alghe, sente puzze, vede schiume. Questo è nella storia delle nostre attività, che purtroppo denunciamo da anni, quindi non mi reputo politicamente soddisfatto della risposta, ringrazio gli uffici e l'Assessore per aver fatto un quadro tecnico molto puntuale, che evidenza tutta la carenza del sistema su cui dobbiamo pesantemente lavorare.

Interrogazione n. 853
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Rimborsi ai malati oncologici”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 853 del Consigliere Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. Premesso che la normativa precedente all’attuale delibera di Giunta regionale 531/19 deve considerarsi decaduta per effetto delle norme legislative nazionali (DPCM del 12 gennaio 2017), con l'atto in oggetto la Giunta regionale ha manifestato la propria determinazione a concorrere alle molteplici difficoltà che i pazienti oncologici incontrano nell'affrontare una patologia complessa.
I punti di riferimento dell'atto regionale, rispetto alle norme precedenti datate nel tempo, si basano sulla attuale offerta sanitaria che la Regione Marche al momento è in grado di erogare ai propri cittadini. La citata delibera di Giunta regionale 531 prevede infatti:
1. Nessuna modifica per quanto riguarda la popolazione oncologica pediatrica in quanto per le patologie trattate presso il Centro regionale Salesi restano immutate le precedenti disposizioni normative ed amministrative.
2. Per i pazienti adulti è previsto un contributo, a concorso delle spese sostenute, per un massimo di 1.000 euro annuali a cui va ad aggiungersi una quota di pari importo per l'accompagnatore. Possono usufruire di tali contributi:
a. tutti quei pazienti che eseguono terapie nell'ambito regionale, sia nelle aree vaste di residenza che in altre strutture sanitarie delle Marche, per la specifica organizzazione delle reti cliniche o per la scelta clinica del cittadino nei confronti di una struttura o di un professionista;
b. per i pazienti che eseguono terapie in un territorio extraregionale, nel caso in cui, a fronte di una specifica diagnosi clinica il team professionale, costituito in ogni area vasta e composto dal chirurgo, oncologo, radiologo, suggerisca l'opportunità, per complessità e casistiche specifiche, di rivolgersi presso centri nazionali e, previo parere del Centro regionale di riferimento, si applica al pari un contributo economico come sopra specificato;
c. i pazienti che eseguono terapie fuori dall'ambito regionale per patologie che trovano una risposta professionale sanitaria presso il sistema sanitario Marche è previsto il pagamento, per mobilità, delle prestazioni rese in una struttura pubblica o convenzionata con il sistema pubblico, ma non viene riconosciuto alcun rimborso spese.
Per tutti coloro che si trovano nel percorso di cura precedentemente scelto, rispetto alla nuova norma, si mantengono le modalità di rimborso fino alla formalizzazione del team medico in ciascuna area vasta e viene quindi riconosciuto, per la effettuazione delle prestazioni correlate alla patologia, il diritto acquisito.
Nessuna procedura sospensiva specifica è stata adottata dagli Uffici Asur delle aree vaste dal punto di vista di risposta ai cittadini, ma certamente può essersi verificato uno slittamento di qualche settimana sulle liquidazioni per consentire al sistema amministrativo e clinico l'allineamento alle nuove disposizioni regionali. Attualmente le richieste di contributo risultano essere a livello di Asur complessivamente 1.380.
Questo è quanto l’ufficio ha segnalato in risposta all’interrogazione del Consigliere Busulacchi, che ringrazio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Grazie all'Assessore Sciapichetti, oltre per quanto ha detto, anche per la sua solita modalità con cui risponde alle legittime interrogazioni dei Consiglieri.
Sono rassicurato da quanto dice l'Assessore, che conferma quanto era stato detto, tra l'altro, in conferenza stampa dal Presidente Ceriscioli, e cioè che i rimborsi ai malati oncologici, contrariamente a quanto era circolato sulla stampa, sono rimasti, però questa comunicazione, sia quella del Presidente Ceriscioli, che questa istituzionale, purtroppo cozza con un caso, e credo che per questo possano essere utili le interrogazioni, anche perché poi ci sono singoli casi di malfunzionamento. Ad esempio, ad una signora che mi ha scritto, e per ragioni di privacy non dirò chi è, è stato risposto da una delle Aree vaste, che questi rimborsi non sono più dovuti, non è stato detto che ci sono dei ritardi, le hanno risposto che non erano più ammessi.
Penso che sia utile, visto che credo a quanto sostenuto dal Presidente Ceriscioli in conferenza stampa e a quanto adesso detto ufficialmente dall'Assessore Sciapichetti, immagino per conto del servizio, far sapere ai dirigenti, che non applicano quanto la Giunta vuole fare, qual è la vera volontà della Giunta e le norme vigenti, in modo che non ci siano questi problemi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Condivido e sottolineo quanto ha sostenuto adesso il Consigliere Busilacchi, debbo dire, ad onor del vero e in tutta onestà, che anche a me risultano sui territori, riguardo a questo tema, alcune difficoltà, bisognerà monitorare con grande attenzione perché la questione è estremamente delicata, l’argomento ancor più complesso e la patologia richiede grande delicatezza e sensibilità, quindi occorre che gli uffici facciano i dovuti controlli.
L’interrogazione va presa come un ulteriore stimolo a monitorare più attentamente, Grazie.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico che è stata predisposta una proposta di risoluzione sulle mozioni 564 e 566 “Acquisizione gruppo Auchan Sma Simply da parte di Conad”, è la sintesi delle due mozioni presentate dal Presidente Mastrovincenzo e dalla Consigliera Leonardi, è stata firmata oltre che dal Presidente Mastrovincenzo e dalla Consigliera Leonardi anche da Capigruppo e Consiglieri, per chi volesse firmarla, prima che si depositi, la facciamo girare tra i banchi.


Interrogazione n. 863
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Concorso pubblico per titoli ed esami per n. 1 posto a tempo pieno ed indeterminato di collaboratore tecnico professionale - ingegnere (cat. D) bandito dall'Inrca”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 863 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. Rispondo a nome e per conto del Presidente ed a nome e per conto della Vicepresidente Casini, doveva rispondere, ma si è allontanata per un impegno improvviso.
Rispetto a questa interrogazione del Consigliere Zaffiri si precisa quanto segue. L'Inrca, in data 13 novembre 2017, al fine di costituire la Commissione esaminatrice, richiedeva a tutte le Aziende ed Aree vaste i nominativi di un collaboratore tecnico professionale Ingegnere cat. D a tempo indeterminato, non avendone disponibilità nel proprio organico.
Le Aziende ed Aree vaste hanno riscontrato la richiesta fornendo n. 6 nominativi del personale con il profilo richiesto.
Il Collegio di direzione dell'Inrca in data 17 maggio 2018, ai sensi dell'articolo 44 del DPR n. 220 del 27 marzo 2001, individuava tra i 6 nominativi due soggetti, uno quale componente titolare e l'altro quale componente supplente.
In tale data l'Ing. XY, se pur titolare di un incarico dirigenziale a tempo determinato medio tempore conferitogli nel febbraio 2018, aveva i requisiti richiesti per far parte della Commissione di concorso in quanto risultava conservare il ruolo a tempo indeterminato di collaboratore tecnico professionale Ingegnere Cat. D.
L'attribuzione di un incarico a tempo determinato non modifica infatti l'originario inquadramento di ruolo del dipendente, che permane quello del profilo messo a concorso e richiesto dall'Inrca, ma ne garantisce la professionalità.
La procedura concorsuale pertanto appare regolarmente espletata secondo la normativa vigente.
Questo è quanto gli uffici hanno scritto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore Sciapichetti. Credo che nei confronti dell'Assessore Sciapichetti si deve porre una vertenza sindacale, perché lavora il triplo e rappresenta quasi tutta la Giunta, gliene va dato atto e penso che la richiesta di uno stipendio doppio sia il minimo che si possa chiedere.
Detto questo, credo che gli uffici hanno sofferto molto, Assessore, nel dare questa risposta e nel trovare un modo per giustificarla.
Non vorrei far polemica più di tanto, fra l'altro la parte politica che deve dare una risposta come sempre non c'è. E’ noto a tutte le Marche che l'Assessore alla sanità in questa Regione manca da quattro anni e mezzo, e l'ennesima riprova è che questa mattina non c'è Assessore competente a rispondere alle interrogazioni, agli atti ispettivi, che sono stati presentati dai Consiglieri. E’ un'ulteriore prova della mancanza di sensibilità non verso i Consiglieri, ma nei confronti della comunità marchigiana tutta, di un Assessore assente, di un Assessore che non è presente nel ricoprire il ruolo istituzionale. Penso che questo sia un atto politico estremamente importante, mi sembra che la comunità marchigiana stia prendendo consapevolezza di questa mancanza e i cittadini marchigiani tutte le mattine, quelli che purtroppo hanno bisogno dei servizi sanitari, registrano le inadempienze, checché se ne dica, checché se ne scriva. Magari nello comunicato c'è scritto il contrario di tutto, mentre si riporta che entro luglio ed agosto si sono evase le liste d'attesa al 100%,è anche riportato il 60% del mese di giugno, guarda caso, Casanova all'improvviso compare.
Lo so che lei non ha risposto a questo, però dico che le inadempienze dell'Assessore alla sanità continuano e sono gravissime in questa Regione, questo mi permetta di dirlo, Assessore, questo esecutivo politicamente è insensibile e questo Assessorato di fatto non c'è.
E' un concorso nel quale è stato messo in Commissione un dirigente, che è stato promosso a dirigente, e in questa Commissione, in questo concorso, guarda un po’ chi partecipava? Questo concorso è una cosa a dir poco vergognosa perché c'è un nome e cognome, purtroppo, un figlio o una figlia, che naturalmente ha partecipato e si è fatto un arzigogolo per far sì che la Commissione andasse in un determinato modo.
Qui non ci sono più limiti, ripetiamo queste cose sui concorsi da 4 anni, e probabilmente come Lega, domani o dopodomani, depositeremo presso un notaio di Ancona il nominativo di chi vincerà un altro concorso, già si sa chi lo vince, è una cosa a dir poco gravissima.
Assessore, lei non c'entra niente, va dato atto che si sta impegnando a rispondere anche per gli altri dell'esecutivo.
Credo che le cose siano messe male, in continuazione ci sono denunce su quello che sta accadendo in sanità. Anche ieri nell'Area vasta 2, caro Consigliere Giancarli, le organizzazioni sindacali hanno preso atto di una situazione ingestibile e ingovernabile. La sanità impegna l'80% delle risorse di questa Regione e vede l'80% dei servizi abbandonati, questa sanità bistrattata, soltanto con l'Assessore Ceriscioli poteva capitare.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Una replica al Consigliere Zaffiri, per sottolineare che mi dissocio completamente dalle sue dichiarazioni a nome mio personale e della Giunta, peraltro, sono dichiarazioni registrate, lei ha fatto affermazioni gravi rispetto ai concorsi ed io le respingo totalmente al mittente. Grazie.

Interrogazione n. 865
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Problematiche inerenti il servizio della Farmacia Territoriale di Fabriano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 865 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Sulla base della nota Asur n. 39732/ASUR/DG/P del 25 settembre 2019 si comunica:
1. Da quando la farmacia territoriale di Fabriano effettua un orario giornaliero di apertura per solo due ore.
Il Servizio farmaceutico territoriale ha effettuato la riduzione dell'orario a partire dal 16 gennaio 2019 in relazione alle effettive esigenze territoriali.
2. Quale era l'orario di apertura della Farmacia Territoriale antecedente a quello attuale.
L'orario antecedente di apertura fino al 15 gennaio 19 era il seguente: dalle 8,30 alle 14,00 (escluso sabato e festivi).
3. Le motivazioni che permettono alla Farmacia Territoriale di Fabriano di svolgere un orario di apertura limitato a due ore giornaliere.
La distribuzione diretta di farmaci, la fornitura di alimentazione artificiale (nutrizione enterale e parenterale), farmaci e dispositivi medici a pazienti con fibrosi cistica, possono essere forniti dalla farmacia territoriale e dalla farmacia ospedaliera. Pertanto dal mese di novembre il processo di distribuzione dei farmaci avverrà direttamente presso la farmacia ospedaliera.
4. Quali sono i "supporti" legislativi e normativi che permettono alla farmacia territoriale di Fabriano di applicare un orario di apertura così ridotto.
Nessuna norma regolamenta l'orario di apertura al pubblico dei servizi farmaceutici territoriali. Si fa presente che ad oggi non sono sati rilevati disservizi anche in considerazione del fatto che il personale del Servizio farmaceutico territoriale di Fabriano è sempre disponibile a rispondere alle esigenze dell'utenza anche in orari diversi da quelli definiti.
5. Se questo caso rappresenta una eccezione.
Quanto rappresentato non costituisce eccezione ma corrisponde alle esigenze dell'utenza nel contesto territoriale e organizzativo dell'Asur.
6. Se non si ritenga necessario provvedere ad una estensione dell'orario di apertura della farmacia territoriale di Fabriano.
Tale orario attualmente risponde alle esigenze dell'utenza territoriale. Esigenze future potranno modificare gli orari. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore della risposta. Evidentemente le esigenze che mi sono state rappresentate e che hanno lamentato questa restrizione forte dell'orario di distribuzione dei farmaci da parte della farmacia territoriale di Fabriano sono arrivate a me e non corrispondono con le valutazioni di questa amministrazione che evidentemente non reputa, dalla risposta che mi è stata fornita, che con la contrazione dell’orario ci sia conseguentemente una contrazione del servizio erogato.
Personalmente non mi trovo d'accordo con la risposta che mi è stata fornita perché queste esigenze, queste richieste, mi sono arrivate da quel territorio, da quegli utenti che si vedono smantellare, piano piano, una serie di servizi importanti per la sanità, per la necessità di un fabbisogno rilevante, come quello dell’approvvigionamento di farmaci importanti, per cui non posso che dirmi insoddisfatta della risposta in quanto la mentalità, le osservazioni, le riflessioni fatte, che portano a questo taglio, sono diametralmente opposte alle convinzioni che porto e che mi sono state segnalate dal territorio.

Interrogazione n. 876
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Stato di attuazione della mozione n. 406 ‘Sicurezza sul lavoro’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 876 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Vedo che gli uffici hanno preparato una risposta di quattro pagine, non vorrei tediare l’Assemblea, se volete la leggo, ma dico al Consigliere Rapa che la consegno e verrà messa agli atti (allegato A), non so se si può dichiarare soddisfatto, ma se vuole posso sintetizzare.
Relativamente al personale in servizio presso le Unità operative complesse dei Dipartimenti di prevenzione delle Aree vaste Asur, se si raffrontano i dati dall'1 gennaio al 31 ottobre 2019, si evince che il personale in servizio è sostanzialmente stabile, con un lieve decremento dei dirigenti medici e un lieve aumento dei tecnici della prevenzione. In particolare risultano 7 direttori di Unità operativa complessa, i dirigenti medici passano da 21 a 19, gli altri dirigenti laureati risultano stabili a 2, i tecnici della prevenzione aumentano da 56 a 58, i collaboratori tecnici professionali (3), le assistenti sanitarie (9) e gli amministrativi (12) risultano stabili.
Per far fronte alle straordinarie esigenze connesse con le attività di vigilanza per la sicurezza del lavoro in edilizia nei cantieri della ricostruzione post sisma è stato proposto dalla Regione Marche un emendamento alla legge nazionale di bilancio, per autorizzare l'assunzione, a tempo indeterminato, di personale di vigilanza nei ruoli tecnici e sanitari nelle Asl delle Regioni colpite dagli eventi sismici, con relativo incremento dei rispettivi fondi sanitari destinati alle Regioni interessate.
Le consegno il testo intero in modo che può leggerlo. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Sciapichetti, chiaramente non posso esprimere un giudizio sulla risposta, ma solo sottolineare che il tema della sicurezza è importantissimo e ritengo che sia necessario fare ogni tipo di sforzo per dare risposte concrete a questa problematica.

Mozione n. 532
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Sostegno alle piattaforme digitali”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 532 del Consigliere Marconi, che ha la parola per illustrarla.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. La mozione è molto semplice, mi auguro largamente condivisibile, sennò ne riparleremo con il bilancio, chiede solo di porre attenzione intorno alla questione delle piattaforme digitali. Penso che ci sia poco da spiegare di cosa si tratta, io lo so spiegare malissimo dal punto di vista informatico, però si tratta, possiamo dire, di nuovi mercati.
Queste piattaforme mettono in collegamento acquirenti e venditori, girano all'interno di queste offerte di tutti i tipi e i fondi europei destinano risorse in questa direzione ma, come tutte le cose che fa l'Europa, pone dei limiti che hanno trovato nella realtà delle difficoltà di applicazione per cose ancora più innovative rispetto a quelle che avevamo nel passato, continuamente ne nascono di nuove e le regole dell'Europa arrivano sempre in ritardo.
L'impegno chiede alla Giunta di prevedere nel bilancio del prossimo anno uno specifico stanziamento per sostenere le iniziative di piattaforme digitali di qualsiasi tipo che operano sul territorio regionale, per favorire l'avvio di nuove, specie quelle innovative, che non sono previste dalle normative europee, e di particolare attrattività per lo sviluppo economico della regione stessa.
Riguardo a questo, ma lo proporrò in sede di bilancio ed anche in sede di trattativa, Assessore Sciapichetti, credo che sia ora che le Regioni svantaggiate da un punto di vista strutturale paghino meno tasse. Le nostre imprese sono decisamente le migliori d’Italia, sicuramente sono migliori di quella della Lombardia e del Veneto, ma anche della Campania e del Lazio, Regioni che hanno aeroporti, Freccerosse, alte velocità vere, noi abbiamo il Frecciarossa, ma non è l’alta velocità perché corre con la stessa velocità del Frecciargento e del Frecciabianca, deve attraversare dei paesi, quindi non può andare a 300 chilometri all’ora, ecco, non abbiamo le strutture, ma le nostre imprese continuano ad essere competitive nei mercati internazionali, cosa che la globalizzazione impone.
Sarebbe ora che ci sia una differenziazione fiscale, lo so che sono fissato con il federalismo, una sorta di federalismo fiscale, per cui o lo Stato mette più risorse a disposizione di chi queste infrastrutture non ce l’ha, oppure taglia le tasse. Ecco, questa potrebbe essere un tipo di struttura.
Ora capisco, ricevo l’osservazione del facente funzione capogruppo del PD Consigliere Giacinti ed anche Presidente della Commissione, che scrivere in una mozione “prevedere nel bilancio” è una cosa forse troppo stringente, possiamo cambiare e mettere “valutare nel bilancio prossimo” quanto ho detto prima. “Approvare in concomitanza col bilancio stesso - questa è una cosa ancora più interessante - una regolamentazione per l’erogazione del finanziamento previsto che punta all'innovazione e alla creatività, che preveda canali privilegiati per l'imprenditoria giovanile e femminile, per le micro e piccole imprese, per chi propone l'occupazione di persone che godono di sostegno al reddito, quale reddito di cittadinanza o ammortizzatori sociali”.
In pratica dire c’è tutta una fascia che è oggettivamente marginale ed emarginata rispetto ai grandi flussi finanziari, dei contributi, di coloro che sono organizzati, che potrebbe essere interessata a questo tipo di intervento, quindi nelle premesse ho preso atto dei grandi passi che sono stati compiuti in Italia e nella nostra regione riguardo a questo, però, rimane un'area marginale, che potrebbe essere interessata da un nostro eventuale intervento.
Capisco che prevedere fondi in bilancio, al di fuori dei fondi europei, è oggettivamente molto difficile, però, come già ho detto, piuttosto che il verbo prevedere propongo fin da adesso di emendare la mozione con il verbo valutare, “valutare nel bilancio prossimo uno specifico stanziamento”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Concordo con lo spirito della mozione, ne parlavo ora con il Consigliere Busilacchi, rispetto anche ad alcune azioni che sono state già portate avanti, anche da alcune scelte che sono state fatte, c'è l'Assessore Bora, c’è l'Assessore Cesetti, c'è una legge che è quella sull'industria 4.0, c'è il piano che abbiamo approvato in Aula della banda larga e ultra-larga, se non erro, il 2 agosto 2016.
Ci sono già strumenti importanti che messi in rete, da un lato la legge, dall'altro il piano, dall'altro ancora un'attenzione sugli strumenti finanziari, come chiedeva il Consigliere Marconi, possono e ci fanno dare delle risposte in una regione che è fra le prime in Europa per il manifatturiero, quello che ha detto il Consigliere Marconi rispetto alla presenza di un tessuto produttivo. Ovviamente questo richiede, proprio perché siamo in una situazione delicata, un'infrastrutturazione elevata, concordo con questo, non soltanto delle infrastrutture materiali, ma anche di quelle immateriali per far si che la conoscenza e la digitalizzazione sia e diventi patrimonio di tutto il mondo produttivo marchigiano.
Voto convinto questa mozione, tra l'altro si inserisce in piani, azioni, leggi, che abbiamo già approvato, poi l’Assessore Cesetti e l'Assessore Bora diranno meglio di me, l'Assessore Bravi non la cito perché non la vedo, comunque sono d’accordo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Sinteticamente perchè immagino che l'Assessore al bilancio e l'Assessore alle attività produttive, che se non sbaglio è stata la prima firmataria o una delle promotrici della legge “Industria 4.0”, interverranno.
Condivido quanto ha detto il Consigliere Giancarli, lo spirito di questa mozione è senza dubbio valido e va sostanzialmente nel senso di cose che la Giunta, secondo me, molto bene ha fatto recentemente. Vale a dire che la legge già regolamenta, perché prevede tutte le normazioni, quindi, Consigliere Marconi, il secondo punto del dispositivo credo che sia già contenuto nella legge ”Industria 4.0”. Abbiamo già una regolamentazione, se non sbaglio ci sono molti milioni di euro previsti in questa legge, il tema è molto importante, riguarda la trasformazione del nostro modello produttivo nazionale e locale. Penso che questo sia il tema rilevanti per tutti, insieme probabilmente al sostegno alle persone non autosufficienti. I due grandi temi dei prossimi anni saranno: il sostegno ai non autosufficienti e cambiare il modello di sviluppo per trovare occupazione ai giovani. Questi sono i due grandi temi che abbiamo di fronte.
Quindi sostegno assoluto all'idea, però cerchiamo di capire come la mozione si possa inserire nel solco di quanto fatto dalla Giunta.
Faccio una sola nota a margine che è questa: credo che dovremmo sostenere tutte le start-up dei giovani che vogliono lavorare nella regione Marche, indipendentemente dal settore. Una cosa è quello che noi facciamo per “Industria 4.0”, i milioni che ci sono per la riconversione tecnologica, per la banda larga, per l'infrastrutturazione, che consentirà alla regione Marche ed al nostro modello produttivo italiano di essere al pari, come giustamente ha ricordato il Consigliere Marconi nelle sue premesse, con gli altri Paesi europei, ma al contempo separerei questo tema da quello che vuole sostenere i nostri ragazzi che vogliono fare attività e che, secondo me, deve prescindere dall'”Industria 4.0”. Ad esempio, adesso non vedo l'Assessore Casini, ma nel settore agricolo abbiamo tanti ragazzi che si stanno impegnando, quindi sosterrei le iniziative per tutti quelli che vogliono fare delle start-up, non solo quelle tecnologiche. Parallelamente credo che quanto si sta già facendo su “Industria 4.0” va benissimo, perché è un intervento di settore, sul sostegno ai giovani, invece, farei, indipendentemente dal settore, un sostegno alle giovani generazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che l'argomento della mozione presentata dal Consigliere Marconi sia il tentativo di dare una risposta ad una situazione disomogenea che c'è nella nostra regione, perché chi ha girato le Marche o le sta girando, parlando anche con le imprese, sa che molte aziende sono intervenute con propri fondi per acquisire tecnologia.
Nella regione Marche c'è una difformità e la mozione del Consigliere Marconi va proprio in questo senso. Noi la leggiamo in questo modo e le diamo una lettura diversa dagli interventi che poc'anzi ho ascoltato. Effettivamente ci sono problemi se le imprese per avere la tecnologia hanno dovuto fare e realizzare utilizzando risorse proprie, mica sono pazzi questi, sono degli imprenditori che hanno bisogno di tecnologia.
Noi auspichiamo che la mozione del Consigliere Marconi venga approvata così come è stata redatta, perché va a dare delle risposte positive o le sollecita.
Non la annacqui tanto Consigliere Marconi altrimenti non la votiamo, perché il senso è quello di dare una risposta omogenea a questa realtà. Credo che sia questo l'auspicio e se il testo rimane inalterato è chiaro che esprimeremo una valutazione positiva. L'impegno dell'esecutivo in questo contesto, rispetto alla sanità, è un po' diverso, perciò non sono tra quelli che dicono: “Non è stato fatto niente”, no, anche se ci sono dei problemi reali che vanno risolti, a cui bisogna trovare le soluzioni per dare risposte omogenee al territorio, che è diverso, variegato (collina, costa, montagna).
Credo che occorra trovare delle risposte omogenee perché gli imprenditori sono anche in collina, in montagna. Purtroppo questa nostra regione è stata massacrata da calamità che si sono abbattute nel territorio e la mozione politicamente vada proprio in questo verso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Molto brevemente, credo che gli investimenti fatti nell'innovazione, nelle piattaforme digitali, non siano mai abbastanza, soprattutto in una regione come la nostra, però, colgo, tra le righe di questa mozione - sebbene la modifica proposta dal Consigliere Marconi: “Valutare la possibilità di allocare ulteriori risorse” - un'osservazione del tipo: non è mai abbastanza e siccome questa non è un'Assemblea legislativa che produce carta moneta, non possiamo prescindere da una valutazione oggettiva di quello che è stato fatto e anche dell'impossibilità di fare qualcosa di più.
Spiego perché, Consigliere Marconi, ho avuto la sensazione che forse non si ha piena contezza della portata straordinaria dell’investimento che è stato fatto da questo punto di vista dalla Giunta, in questi anni.
Al di là del fatto che è stato sempre detto che innovazioni e credito sono i pilastri dello sviluppo economico di questa regione, la legge regionale “Industria 4.0”, che è stata prima citata dal Consigliere Giancarli, che tra l'altro, Consigliere Zaffiri, non dice solo imprese coinvolte in questo tipo di investimenti, dice però, attenzione, perché se da un lato ci sono tante opportunità, dall'altro ci sono anche tanti rischi. Questa è stata l'unica legge regionale sull'”Industria 4.0”, ad esempio, che ha previsto un articolo sulla cyber security. Insomma una legge complessa frutto della collaborazione di tutti quanti, che ha visto una gestazione molto lunga ed che ha viste le Marche, Consigliere Marconi, unica Regione nel panorama nazionale ad aver finanziato con risorse regionali il Digital innovation hub, il bando si sta per concludere.
Quando si parla di piattaforme, secondo me, una delle cose più straordinarie che lasceremo a chi verrà dopo, sono le 4 piattaforme tecnologiche, una per ogni strategia di specializzazione intelligente, ognuna di queste genererà investimenti per circa 10 milioni di euro, quindi quando si parla di piattaforme a me sembra che si sia seminato molto, poi, per carità, capisco che non è mai abbastanza, però l'onestà intellettuale, che credo accomuna tutti quanti noi, sta anche in una ulteriore valutazione da fare in maniera approfondita nelle sedi opportune.
Trovo un invito a fare di più, non so se è un invito che parte da chi forse non ha contezza piena di quello che è stato fatto, oppure da chi non ha contezza di quelli che sono gli strumenti che questa Giunta ha a disposizione.
Ricordo e concludo che anche nei fondi europei, il primo asse, che è quello della ricerca e innovazione, è quello più grande di tutti e conta il 35% delle risorse totali di 100 milioni di euro.
Quando si parla di innovazione, poi non sta a noi dirlo, c’è una società esterna che valuterà anche risultati, il Fesr che presto condivideremo con tutti, credo che si sia fatto molto, non si può prescindere da una valutazione oggettiva dei fatti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo come chiamato in causa, perché con tutte le deleghe che ho, tra cui il bilancio e l’informatica, ritengo che indubbiamente la finalità della mozione sia utile, però chiederei al Consigliere Marconi di rinviarla ad altra seduta per approfondirne il contenuto, perché una mozione non può dare un'idea contraria rispetto a quello che si è fatto.
Credo che in questa materia il Governo regionale, la Giunta regionale, abbia fatto tantissimo e quindi, Consigliere Giacinti, non si può accreditare un'idea diversa.
Riguardo alle attività formative e di alfabetizzazione digitale, per imprese e privati, sono stati organizzati corsi di formazione ed altri interventi di sensibilizzazione su nostra richiesta - parlo come informatica - per favorire le competenze delle imprese, espletati dal servito formazione professionale e su questo, immagino, che poi dirà anche l’Assessore Bravi, perché ho visto che c'è una risposta molto corposa da parte sua.
Nella versione iniziale del Por-Fesr, ed ho gli appunti precisi, era prevista la realizzazione delle piattaforme digitali a favore delle imprese con dei finanziamenti gestiti dalla PF informatica. Queste misure sono state definanziate a favore di misure diverse, su specifica richiesta di Confindustria Marche, che ha chiesto di concentrare le risorse su alcuni filoni di intervento, in particolare il manifatturiero creativo, credendo più utile che la Regione investisse direttamente nella infrastrutturazione fisica dei poli produttivi attraverso il progetto Bul per dotare le imprese di connettività ad alta velocità, senza proporre piattaforme di intermediazione per il commercio elettronico e per la manifattura 4.0, che le imprese avrebbero potuto direttamente reperire sul mercato.
Tutte le misure a favore della crescita digitale delle imprese sono state gestite nei lotti 3 e nei lotti 1, ma nella forma di incentivi all'impresa e amministrati da altre strutture regionali, per le attività produttive ha risposto l’Assessore Bora.
La Regione e l'Assessorato all'informatica rete ST hanno quindi investito tutte le risorse assegnate nell'ambito dell'obiettivo tematico 2, sulla realizzazione del progetto della banda ultralarga e sulla realizzazione di servizi pubblici digitali: pagamenti elettronici, conferenze dei servizi digitali, data center regionale per i servizi pubblici e altri interventi cofinanziati a favore dei Comuni, in particolare, strategico, risulta il progetto banda ultralarga, attualmente sintetizzabile in alcune cifre, diciamo, noi abbiamo investito, e l'atto è venuto anche in questo Consiglio, in questa direzione, risorse pari a 105 milioni di euro.
Attualmente, a settembre, sono stati approvati 38 progetti nella provincia di Ancona, pari all'80,85%, 29 nella provincia di Ascoli Piceno pari all’87,88%, 35 nella provincia di Fermo 87,50%, 50 nella provincia di Macerata 87,72%, 52 nella provincia di Pesaro-Urbino per 88,14%. Sono stati approvati 204 progetti per una percentuale dell’86,44%.
Risultano cantieri aperti: 13 nella provincia di Ancona, 18 nella provincia di Ascoli Piceno, 11 nella provincia di Fermo, 19 nella provincia di Macerata, 28 nella provincia di Pesaro-Urbino, questo a settembre, poi siamo andati ancora avanti, totale 89, e potrei andare anche avanti con altre cifre come i valori dei cantieri aperti e via dicendo.
In sostanza, con questo mio intervento voglio dire, Presidente, al Consigliere Marconi, che bene ha fatto a presentare una mozione di questo tipo, perché credo che questa discussione debba essere affrontata in quest'Aula, però penso che debba essere affrontata nella sua complessità e nella sua totalità, dando atto di quello che è stato fatto, indicando le ulteriori vie da percorrere, criticando se c'è da criticare. Non credo, ma può darsi pure che tra questa immensa attività che abbiamo messo in campo, ci siano degli accenti critici, che prendo sempre con spirito propositivo, quindi, secondo me, sarebbe opportuno rinviare questa mozione, di modo che il Consigliere Marconi la possa rimodulare, dando atto della situazione di fatto che abbiamo in questa nostra regione e magari, non so se sia sotto il profilo regolamentare possibile, su questo tema ci può essere anche un passaggio all'interno della Commissione competente per un approfondimento.
Mi permetto di chiedere un rinvio affinché possa essere votata anche da me.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Alla luce degli interventi che si sono susseguiti e preso tratto degli interventi degli Assessori competenti in materia, non possiamo non tenere nella debita considerazione, ne ho già discusso vis à vis con il Consigliere Marconi, sia della legge “Industria 4.0”, che va sicuramente nella direzione invocata dal Consigliere Marconi, che della progettualità sulla banda larga, che segue l'Assessore Cesetti, per cui secondo me c'è spazio e ci sono delle motivazioni robuste se non per ritirare e rinviare, almeno per una rimodulazione, come ha auspicato l'Assessore Cesetti, quantomeno a rivedere, Consigliere Marconi, il dispositivo, nella parte in cui impegna la Giunta, ma anche nella premessa riconoscere tutte le attività che ho elencato e che sono state ricordate anche negli altri interventi che vanno ovviamente nella direzione auspicata dal testo della mozione.
Questo è il mio invito, prima di votare o addirittura di rinviarla.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Non vorrei rovinare il compleanno dell'Assessore Bora che ha fatto giusto gli anni ieri, semmai è il mio regalo, perché tutta questa grande materia, tutta questa grande attività, non era mai venuta in evidenza, in Aula non se n'è parlato mai, al di là della legge “Industria 4.0”, che in verità ho firmato anch'io, diciamo che è stata un'occasione importante per metterla in evidenza.
Non volevo, Assessore Cesetti, esprimere alcun giudizio sull'attività svolta, sono partito da un fatto molto semplice, sono contento che sia venuta fuori una positività così vasta perché a me le cose positive e 100 milioni fanno impressione.
Alcune situazioni, sicuramente marginali, saranno il 2% di quelle percentuali che ci ha dato, sono rimaste fuori da un contesto normativo e dalla possibilità di finanziamento, però può darsi pure che mi sbagli, o si sia sbagliata la Giunta, o si sia sbagliato il tecnico che ha predisposto questa cosa, comunque non le ha potute fare perché le norme europee non le contemplava.
Ritengo, in maniera molto mediata, di poter entrare in tutti i ragionamenti, anche in quello fatto dal Consigliere Zaffiri perché non ho intenzione d’annacquare nulla, semmai di aggiustare alcune cose che mi sembra siano state frutto di grande buonsenso, come ha raccomandato il Presidente Giacinti, ed a mozione approvata, che sia oggetto di una verifica da parte della Commissione per valutare se le cose che dico sono vere, già con un mandato. Dico questo perché oltre a rafforzare le iniziative in corso, quindi tolgo per un fatto anche di stile, Assessore Cesetti, il primo impegno a prevedere nel bilancio, è ovvio che questa verbalizzazione è esagerata. Giustamente il Consigliere Giacinti mi ha suggerito “a valutare nel bilancio del prossimo anno” perché “prevedere” significa che stiamo facendo un emendamento a un atto che non è sotto esame dell'Aula in questa giornata, ma aggiungo anche, il Consigliere Busilacchi ha ricordato la vastità delle tipologie non prese in considerazione, nella seconda riga: “piattaforme digitali di qualsiasi tipo”, perché evidentemente qualche limite c'è.
Chiedo scusa all'Aula, non sono in condizioni di indicarle, perché non ho il fascicolo sottomano con cui ho preparato questa mozione, però aggiungerei nel paragrafo “ritenuto quindi”, prima dell'impegno, al secondo punto, l'unico in cui si nomina la Regione, “la Regione possa fare la sua parte incentivando - oltre gli importanti e oggettivi risultati raggiunti grazie anche alla legge 4.0”, il riconoscimento di tutto quello che è stato fatto - ogni possibile start-up”, quindi non sto dicendo, Assessore Cesetti, “quella start-up o quell’altra”, non è una mozione pro marchetta di qualcuno o di qualche territorio, ma ogni possibile start-up, se c’è “possibile” significa che può anche non esserci, perché alla luce attuale, con i regolamenti attuali, con i finanziamenti attuali, non è possibile farlo. Ne prendiamo atto e se la Commissione vuole fare un passaggio in questo senso, la mozione ce l’ha lì e la prende, però non la perderei perché è uno stimolo, non è prescrittiva rispetto a niente e in nessuna premessa di carattere generale, c’è un ragionamento che non tiene conto di quello che la gentile Assessore Bora ha detto, lei ha parlato di “oggettivi risultati raggiunti”, che nessuno vuole negare. Quindi, con queste modifiche, che affido al coordinamento tecnico, chiederei che la mozione venga votata.

PRESIDENTE. Per capire, Consigliere Marconi, lei vorrebbe presentare alcuni piccoli emendamenti, eventualmente li prepara se è d’accordo andiamo avanti con i lavori e subito dopo li votiamo ed a seguire la mozione.
Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie, Presidente. Direi che molto è già stato detto su questa mozione, però vorrei fare un po' d'ordine cronologico, che forse aiuta a sostenere quello che hanno detto gli Assessori Cesetti e Bora.
I bandi attivati con il Fesr risalgono al 2007/2013 sulla misura “Sperimentazioni tematiche per l'utilizzo di piattaforme ICT nelle aree di specializzazione produttiva e nelle filiere produttive”, a valere sull'asse 2.
Successivamente è subentrato, ed entriamo in questo nostro mandato, il bando cofinanziato con il “Fondo sviluppo e coesione” rivolto all'incremento e alla stabilizzazione dell'occupazione, attraverso il sostegno alle start-up innovative, che ha sostenuto la nascita di start-up operanti nel settore dello sviluppo di software e di piattaforme informatiche.
A seguire c'è stato il bando “Sostegno allo start-up, sviluppo e continuità di impresa nelle aree di crisi produttiva ed occupazionale2 col Por Fesr 2014/2020. Poi ci sono stati avvisi finalizzati al sostegno all'autoimprenditorialità con Fse nelle successive edizioni attivate tra il 2016 e 2019, che hanno incoraggiato la nascita di nuovi progetti di impresa in tutti i settori di attività ed in via prioritaria quello dei servizi alle imprese, come la produzione di software e di attività web.
In questo contesto merita altresì di essere segnalato l'esempio innovativo del bando plurifondo e multimisura ITI aree di Fabriano, cofinanziato con le risorse del Fesr e dell'Fse. La prima fase è giunta a conclusione nel maggio del 2019 ed è stata una aggregazione composta dai principali players regionali dell'innovazione, che ha realizzato una piattaforma digitale tecnologica con il compito di individuare alcune mirate traiettorie di ricerca, e questo è estremamente importante per quel territorio, sulle quali indirizzare i futuri investimenti delle piccole, medie e micro imprese.
La piattaforma, alla quale possono iscriversi tutte le imprese operanti nell’ITI, rappresenta uno spazio sia fisico che virtuale, che funge da luogo di incontro tra aziende e organismi di ricerca, acceleratore dei processi di trasformazione dei risultati della ricerca in applicazioni utili alla competitività, e uno spazio permanente di incontro tra le piccole e medie imprese e le grandi imprese, e questi sono i 4 obiettivi fondamentali.
Nella seconda fase, che è in corso, erano previsti fino al 7 ottobre, quindi è scaduto, progetti d'impresa in innovazione di prodotto e processo coerenti con le traiettorie di ricerca, individuate nella fase 1 del progetto.
Inoltre, le scelte dell'amministrazione regionale sono sinergiche e complementari a quelle adottate anche a livello nazionale dove gli strumenti di agevolazione, si può vedere, per esempio, i voucher per la digitalizzazione, hanno consentito alle imprese di adottare interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico per migliorare l'efficienza aziendale, modernizzare il lavoro, tra cui il telelavoro.
In ambito regionale, e questo lo ha già citato l’Assessore Bora, il Digital innovation hub, che, in linea con le finalità del piano Impresa. 4.0 si è posto l'obiettivo di creare interazioni efficaci per la diffusione dell'innovazione digitale.
Il Consigliere chiede anche per il periodo 2021/2027, che dire? Si va sulla scia di tutto quello che è stato fatto, che è tantissimo e vorrei dire una cosa, mi sarebbe piaciuto allegare, vedo che non c'è, tutto quello che è stato fatto con tutte le risorse accanto perché carta canta, quindi si può fare benissimo questa cosa.
Nel 2021/2027 non possiamo fare altro che rimpinguare questa ossatura, che è stata fatta, quindi focalizzare e concentrarci sulle caratteristiche peculiari che emergono da queste piattaforme di ricerca.
Vorrei aggiungere anche un altro elemento, oltre ai progetti, ai dati e alle risorse che secondo me non è male perché la politica deve dire quali idee e con quali soldi, così si fa prima, senza perdersi in parole.
La seconda cosa che vorrei dire è che noi dobbiamo avere coscienza che le nostre piccole, medie e micro imprese non avevano avviato un processo di digitalizzazione, quindi ci siamo trovati di fronte ad un mondo quasi fuori dal processo produttivo e abbiamo dovuto iniziare, piano piano. L'ossatura è stata data, si tratta, Consigliere Marconi, di migliorarla ad hoc, in base a quello che esce da questi incubatori di ricerca. Fabriano è un esempio, ma ce ne sono tanti. Grazie.

PRESIDENTE. In attesa degli emendamenti per poi votarli insieme alla mozione, procediamo con l’ordine del giorno.

Mozione n. 564
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Vertenza Auchan-Conad - Tutela dei lavoratori a rischio”

Mozione n. 566
ad iniziativa del Consigliere Mastrovincenzo
“Acquisizione gruppo Auchan-Sma da parte di Conad”

(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 566 del Consigliere Mastrovincenzo e n. 564 della Consigliera Leonardi.
E’ stata presentata una risoluzione che vede come primi firmatari me, la Consigliera Leonardi ed a seguire i Consiglieri Zaffiri, Maggi, Rapa, Busilacchi, Urbinati, Marcozzi, Marconi, Giancarli, Giacinti, Celani, Bisonni, Fabbri.
La proposta di risoluzione mette in evidenza il grave rischio che corrono i 1.500 lavoratori occupati nella rete SMA Auchan Simply nella nostra regione e impegna la Giunta regionale ad intraprendere ogni utile iniziativa nei confronti del Governo, in particolare del Mise, affinché venga garantita la rete di vendita, la tutela dei livelli occupazionali e si avvii un tavolo con la nuova proprietà; a monitorare con attenzione la situazione occupazionale dei lavoratori del gruppo SMA Auchan Simply nella nostra regione; ad elaborare strategie di intervento a carattere regionale all'interno del percorso intrapreso a livello nazionale.
Avevo assicurato ai lavoratori la partecipazione attiva del Consiglio regionale a questa vertenza nella manifestazione che si è svolta ad Ancona la scorsa settimana, così è.
Sono contento che la proposta di risoluzione sia firmata da tutti i gruppi consiliari, dopo su questo interverrà anche l'Assessore Bravi, ma credo che la Consigliera Leonardi voglia giustamente esprimere la sua opinione su questo, visto che è la prima firmataria insieme a me.
Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Mi fa piacere, mi unisco al fatto positivo di una risoluzione comune, voluta da tutta l'Aula, che, quindi, immagino si appresti ad ottenere il voto favorevole di tutti i presenti.
La crisi occupazionale, purtroppo, in questi ultimi anni sta attanagliando anche la regione Marche, ha dei dati preoccupanti, parla non solo di posti di lavoro venuti a mancare, a migliaia, ma di molte imprese che si sono perse.
La questione della grande distribuzione è un nodo che rischia di mettere in ginocchio altre famiglie, la complessità della questione rispetto a queste acquisizioni, il fatto che ci sia una questione anche a livello nazionale, che ha evidentemente ricadute sul nostro territorio, impone, e credo che oggi sia l'atto che andiamo a votare, un impegno diretto da parte della Regione.
Mi risulta che già c'è un tavolo aperto, comunque la situazione è già stata segnalata al Mise, credo che sia un rafforzativo se tutte le componenti politiche della nostra Regione prendano un impegno comune perchè questi posti di lavoro e queste piccole realtà, che sono importanti per il territorio, sia per il livello occupazionale che per il servizio che possono offrire, devono essere tutelati e bene abbiamo fatto a fare un atto in tempi molto celeri per cercare di intervenire.
La crisi purtroppo nelle Marche c’è, non dobbiamo nascondercelo, e ogni tassello che nell'economia regionale si perde è purtroppo un dramma che causa ripercussioni drammatiche sulle famiglie. Su questo il nostro impegno c'è e ci deve essere sempre.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Ho firmato questa risoluzione anche a nome del mio gruppo, perché siamo molto attenti alla questione dei posti di lavoro in un momento particolarmente delicato e difficile.
Voglio ricordare - e voglio invitare anche quest'Aula perchè a livello politico si può fare più pressione - che Conad nasce nel 1962, dico queste cose perché nel mio lavoro precedente avevo una società di comunicazione che lavorava con i gruppi della grande distribuzione organizzata (Migliarini prima, Rinascente dopo e poi Auchan), quindi conosco bene le dinamiche di questi gruppi, anche perché ho partecipato, come comunicazione, alle strategie che insistono al loro interno.
Conad è nata nel 1962 a Bologna, come gruppo di acquisto, come altri gruppi che sono qui e che sono nati nelle Marche, è stata un'emanazione di Confesercenti, prima è diventata gruppo d'acquisto e poi gestione diretta dei punti vendita, anche della grande distribuzione organizzata.
Questa operazione è costata 1 miliardo e naturalmente ha fatto si che Conad abbia superato Coop, che ha quasi il 14% del mercato della grande distribuzione alimentare. Conad con l’acquisizione di Auchan arriva al 18% del mercato. Credo, visto che entrambe sono della Lega delle Cooperative, che questa operazione sia stata fatta con una concertazione articolata per spartirsi il mercato e non come avviene nell'industria privata, come atto di concorrenza nei confronti dei diretti concorrenti. Qui c'è da tutelare tutte le insegne, che oggi sono Simply e diventeranno Conad e magari saranno una di fronte all’altra, com'è avvenuto per gli sportelli della Banca delle Marche, quando è stata acquisita dall’Ubi. E' la stessa dinamica, per cui i negozi con l'insegna Simply, che diventeranno Conad, che sono in franchising, che hanno contratti di acquisto esclusivi rispetto al centro del fornitore, si troveranno probabilmente ad avere le stesse insegne del negozio Conad di cui erano concorrenti.
Questa è la dinamica, poi ci sono quei rami che il nuovo proprietario dovrebbe dismettere, quindi, c'è un rischio per i lavoratori che già in Auchan non avevano un posto di lavoro sicuro, perché si ricorre sempre più alle assunzioni a tempo determinato e stagionale, la precarietà è continuata anche con il Jobs Act, soprattutto per questi lavoratori a cui si richiede una grande professionalità, una grande specializzazione, dato che ci sono dei codici di marketing di vendita molto rigidi nella grande distribuzione, a cui poi non si corrisponde una remunerazione secondo le mansioni e la professionalità.
Tenete presente che qui c'è anche un intervento politico, visto che entrambi, Conad e Coop ..., Conad aderisce alla Lega delle cooperative e Conad Adriatico, che sta a Monsampolo del Tronto, gestisce i punti vendita da Ancona fino a Lecce e Taranto, inoltre gestisce anche i punti vendita che ha aperto in Albania, probabilmente per la vicinanza dell'Adriatico, che stanno di fronte alla Puglia, dove Conad gestisce punti vendita in importanti centri commerciali, anche di notevoli dimensioni. Quindi, nella nostra regione c'è anche una rilevante struttura amministrativa.
Ecco perché abbiamo aderito, senza se e senza ma, alla tutela dei posti di lavoro per questa acquisizione che Conad ha fatto e che la porta ad essere il primo centro di distribuzione alimentare d'Italia con il 18% del mercato, ma chiediamo anche, visto che questa forma cooperativa raccoglie i gestori, i centri commerciali diretti, la grande distribuzione gestita direttamente e tutti i piccoli imprenditori che sono in franchising, di fare un intervento politico in questo senso, e può essere fatto per garantire, oltre alla mozione e oltre all'intervento del Ministero, che si faccia da tramite per una soluzione che garantisca i posti di lavoro, anche un intervento politico che può essere fatto visto la nascita e la gestione, vicino alla politica, di questa grande struttura.
Questo è l'auspicio che faccio e siamo a disposizione per ogni iniziativa, anche per ogni pressione da fare nei confronti del Governo, perché in effetti, come ha detto la collega prima, questo è un momento delicato per la nostra regione e se questi accorpamenti di grandi imprese vanno a favore degli utili e a discapito del lavoro, la situazione diventa drammatica: da desolante a drammatica. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Anch’io ho sottoscritto questa risoluzione che voterò molto convintamente, vista anche la drammaticità della questione.
Vorrei ricordare quello che già è scritto qui, ma lo dico al microfono così anche a casa ci può essere contezza della situazione.
Stiamo parlando di un accorpamento, di una acquisizione che mette a rischio 8 punti vendita, 2 in provincia di Ancona, 3 in provincia di Macerata, 3 in provincia di Urbino, il deposito di Osimo e la sede amministrativa di Ancona e stiamo parlando, aggiungo, anche se non è scritto nella risoluzione, ma l'ho visto nelle mozioni che le hanno dato origine, di circa 600 lavoratori. Parliamo di numeri importanti per una regione come la nostra, di una situazione preoccupante, vorrei dire quasi drammatica.
Oltre alla pressione politica che ovviamente la politica tutta può fare, sappiamo bene però, senza voler illudere nessuno, che quando la politica tenta di far cambiare idea a un privato non sempre ci riesce, perché quest’ultimo segue delle regole di mercato, che rispondono a logiche diverse da quella che può essere la preoccupazione della politica per la tutela di questi lavoratori.
Questa risoluzione, secondo me, ha un punto (il terzo) molto interessante, che voglio condividere con tutti voi, è di competenza della Regione, e recita così: “ad elaborare strategie di intervento a carattere regionale, all'interno del percorso intrapreso a livello nazionale volte altresì ad una eventuale riallocazione per professionalità specifica acquisita, del personale eventualmente interessato a processi di esclusione occupazionale”.
Questo è un aspetto concreto, non è solo un auspicio, è un'azione che come Regione, come politica, come classe dirigente di questa Regione, possiamo percorrere in maniera seria per dare una risposta concreta a queste persone.
Aggiungo solo una cosa, adesso non conosco bene i dati, ma credo che anche nella regione Marche, purtroppo, il reddito di cittadinanza non abbia prodotto grandi risultati, in termini occupazionali intendo dire, quindi, questi lavoratori saranno destinati a forza al reddito di cittadinanza, mi auguro invece che si riesca a tramutare queste posizioni a rischio in conferme all'interno di questa attività commerciale oppure, come recita il terzo punto, come riallocazione perché stiamo parlando, ripeto, di numeri molto importanti. Nel sottolineare l'importanza di questa risoluzione e anche i limiti della politica, che ho appena detto, dichiaro di nuovo il voto favorevole del gruppo dei Verdi a questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Come gruppo Lega questa mattina non ci sorprendono queste mozioni e questa risoluzione perché purtroppo tutto era calcolato e ipotizzato.
Dico questo perché oramai è evidente che c’è il cannibalismo tra i supermercati, la cosa è molto evidente, c'è la guerra addirittura nella stessa famiglia e oggi stiamo discutendo di questa cosa.
All'interno della stessa famiglia c'è una guerra senza esclusione di colpi per il mercato, per la sopravvivenza, il meccanismo è evidente, i discount sono tutti in difficoltà - basta aprire il Sole 24 Ore che dà gli indici di quello che succede in questa realtà - sono tutti sotto il 2%, sono in perdita, non a caso i supermercati sono in perdita e sono nati i discount, senza fra l'altro nessun controllo.
So che ad Ancona tra poco nascerà un discount nel centro della città, che creerà notevolissimi problemi all'economia di questo territorio, perché oramai è evidente che quando non si controlla il mercato, quando non si controlla l'economia di questi grandissimi gruppi nazionali e internazionali - poi ci sono quelli tedeschi che scendono a invadere il mercato – queste sono le conseguenze: 800 lavoratori che erano già in difficoltà all’Auchan rischiano il lavoro senza avere altre possibilità, che sono poche, non sono interessati ai provvedimenti del Governo emanati di recente, perché hanno comunque un reddito di 24 mesi circa o forse anche più. Spero e mi auguro che sia questa la strada, Assessore, e che ci siano le possibilità per poterli aiutare.
Nella risoluzione ho letto che c'è l’opportunità di cercare delle soluzioni, come è successo in altre regioni d'Italia, dove abbiamo la disoccupazione al 5-6%, ma che film abbiamo visto? Qui siamo in una regione che ha due punti sopra la media dell'Italia centrale per la disoccupazione.
Credo che la riflessione non sia nella risoluzione, è là, nell'esecutivo, quando il Presidente di questa Regione si è insediato ha detto che una priorità era il problema occupazionale, a tutt'oggi non c'è stata una risposta, a fine legislatura c'è un dato estremamente negativo per le Marche. Questo è il vero problema, cari lavoratori dell'Auchan ed oggi della Conad. Quando non si fanno o non si coordinano le azioni ..., è chiaro che se ci sono due punti vendita con lo stesso marchio, divisi solo dalla strada, uno dei due verrà chiuso. Ma di cosa stiamo parlando? Ho detto che manca la programmazione, non mi stupisce la cosa, perché si sapeva che il gruppo Conad stava acquisendo il gruppo Auchan, è da diverso tempo che va avanti la vicenda, qualcuno mi risponderà: “Consigliere Zaffiri è fuori pista, ma cosa sta dicendo! Qui c'è il libero mercato, i gruppi possono comprarsi a vicenda”, ma che film è? La programmazione dov’è? Poi le conseguenze cadono sempre sui più deboli, i lavoratori, questo è il problema vero.
Quando non si interviene in tempo utile per cercare di mettere a posto le situazioni ..., è chiaro che adesso il centro commerciale ad Ancona sud, che prima era dell'Auchan, la Conad ce l’ha in Abruzzo, non ci possono essere due centri di l'acquisizione dei prodotti per lo stesso gruppo, ma questo era prevedibile prima dell'acquisizione, ma dov'era il sindacato? Dov’era la politica? Dove è stato tutto questo mondo che oggi si accorge di questa realtà?
Questo è il problema della programmazione, perché si sapeva che il gruppo Auchan stava per essere ceduto, lo sapevano tutti nella regione Marche, solo qualcuno che è fuori ed è distratto non poteva prevedere cosa sarebbe successo, ma era prevedibile che sarebbero accadute queste cose. Ecco perché insisto negli interventi nel sollecitare e nel dire che la politica manca, che la progettualità manca, che la programmazione manca.
Queste sono le conseguenze, e siccome non abbiamo una regione messa bene dal punto di vista occupazionale, le conseguenze purtroppo sono pesantissime. Non so, non vedo, non riesco a vedere quello che oggi potremmo fare, non siamo arrivati in tempo. Addirittura in queste ore sta accadendo una cosa ulteriormente drammatica, un gruppo internazionale, mondiale, ha acquistato una grande realtà, una grande azienda con 15/20 mila lavoratori e si permette di disdire il contrato e di creare 20 mila problemi ai lavoratori occupati, ma scherziamo o è ora che riflettiamo partendo proprio dalla regione Marche, è ora che riflettiamo sul problema del lavoro.
Credo che questa sia una vicenda molto brutta, purtroppo, dico e lo sottolineo un'altra volta, gestita malissimo e le pezze che si possono mettere sono difficili, anche se il nostro sostegno e il nostro apporto è per questi lavoratori.
Abbiamo firmato con convinzione questa documentazione, caro Assessore Bravi, però credo che il problema occupazionale di questa regione sia drammatico.
Cosa ci aveva promesso quattro anni e mezzo fa il Presidente che si chiama Luca Ceriscioli? Questo è il problema. Questo è il problema della regione.
Vogliamo parlare dell'ex zona del Bianco, nella provincia di Ascoli Piceno? Abbiamo 24 mila famiglie e i lavoratori protestano perchè i soldi sono disponibili, ma non possono prenderli perché hanno un Isee che non permette loro di prendere gli aiuti economici. Questa cosa è drammatica e se la vogliamo affrontare, lancio un appello al Presidente del Consiglio, si faccia un Consiglio straordinario per parlare dei problemi di lavoro della regione Marche. Lancio formalmente questa richiesta, gliela farò pervenire per iscritto, a fine mandato qualcuno deve portare i conti sul problema occupazionale, deve portare i conti sulle dichiarazioni fatte e sugli impegni presi. Credo che sia un aspetto politico estremamente importante, Presidente, fare chiarezza su quelle cose che sono oggi nella regione Marche appese al problema del lavoro. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Anch'io ho sottoscritto questa risoluzione e ringrazio chi per primo l'ha predisposta.
Credo che sia bene che ci sia una convergenza bipartisan da questo punto di vista, tra l'altro mi è capitato altre volte, quando parliamo di lavoro, di intervenire dopo il Consigliere Zaffiri, c'è una convergenza pericolosa, non so se per me o per lui, però è chiaro che quando parliamo di lavoro e di tutela del lavoro è bene che ci ritroviamo insieme, a prescindere dagli schieramenti politici.
Aggiungo poche cose, nel merito so che partirà il tavolo con il Mise, quindi va bene questa risoluzione, va bene che sia la Giunta a prendere un'iniziativa nei confronti del Governo. Non conosco nello specifico il tema della grande distribuzione, in realtà sapevo che il gruppo Conad era l’unico ad avere dei numeri positivi, forse anche Esselunga, mentre gli altri grandi gruppi sono in difficoltà. Credo che la Coop l'anno scorso abbia avuto dei numeri negativi, non ho gli elementi per capire quali sono i motivi, forse l'acquisto on line, non lo so, non ho approfondito, però il ragionamento che vorrei fare va al di là del tema della grande distribuzione, è un ragionamento sul lavoro. Basta aprire i giornali di oggi, abbiamo il tema dell'Ilva e quello della sicurezza sul lavoro, addirittura qualche ora fa sono morti tre Vigili del Fuoco ad Alessandria.
Il tema della tutela del lavoro e della sicurezza del lavoro rimane urgente, l'abbiamo detto anche prima, un Paese che si sta trascinando con fatica nel tentativo di uscire dalla più grande crisi dell'ultimo secolo, da noi purtroppo gli effetti sul piano del lavoro e dell'occupazione non si vedono e su questo voglio essere molto chiaro, non do responsabilità particolari ai Governi che si sono succeduti, di diverso colore politico, perché il ragionamento su come ripensare lo sviluppo e l'economia italiana deve coinvolgere tutti, la politica può partire, ma deve coinvolge tutti. C'è un cambio, c’è senza dubbio un cambio, fino a qualche tempo fa quando parlavamo della crisi della manifattura avevamo uno scenario diverso, oggi abbiamo grandi gruppi, un'economia completamente diversa, abbiamo la necessità di ripensare, credo, insieme a tutte le organizzazioni sindacali e alle organizzazioni datoriali quello che può essere il domani del nostro Paese.
Abbiamo bisogno di guardare, e concludo, meglio i dati perché, vedete, in questi anni, in questo ultimo anno, anche le forze politiche della mia parte, per tentare di dimostrare che quello fatto dalla politica di centrosinistra era una cosa positiva, hanno messo in evidenza un dato che è uscito l'anno scorso, e cioè che il numero degli occupati era ritornato uguale a quello precedente alla crisi. Come avete visto nel 2018, sto parlando dell’Italia, non delle Marche, siamo tornati al numero degli occupati che avevamo 2008, quindi, grandi toni trionfalistici, la politica ha fatto bene, ce l’abbiamo fatta, ma ci si è dimenticati di dire, l’hanno detto i dati dell'Istat, che siamo ritornati agli occupati del 2008, ma con circa 2 milioni di ore lavorate di meno, abbiamo gli stessi occupati, ma abbiamo in realtà 1,8 milioni di ore lavorate in meno. Questo vuol dire che le persone lavorano, ma sono sottoccupate, si sta diffondendo tantissimo il part-time involontario, persone che vorrebbero lavorare di più, ma non possono farlo, questo ci dicono i dati e sono confermati anche dall'ultima trimestrale 2019 dell'Istat.
Penso che per una volta dobbiamo smettere i toni trionfalistici, perché non si possono prendere in giro i cittadini, non basta dire: “Evviva siamo ritornati, è tornato il benessere” no, non è tornato il benessere se uno si fa i conti in tasca. La politica seria deve provare a togliere i toni trionfalistici e cercare di affrontare le questioni reali.
Al Mise, anche grazie a questa risoluzione, affronteremo la questione reale per i lavoratori che oggi sono nel gruppo Auchan e che lavoreranno con Conad, speriamo, con le stesse condizioni.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Come gruppo di Forza Italia condividiamo questa risoluzione e l’abbiamo sottoscritta (entrambi i Consiglieri) perché tocca un tema importantissimo, che è quello del lavoro e dell'occupazione.
Purtroppo oggi abbiamo un grande problema, un'emergenza, la chiamerei, che è quella del lavoro, dell'occupazione a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello regionale.
Il Consigliere Busilacchi ha ragione quando afferma che le ore lavorate sono inferiori, c'è un part-time a livello nazionale e regionale quasi pilotato, non voluto dai lavoratori. Abbiamo una grave crisi occupazionale che non è stata risolta nel tempo, non siamo usciti dalla crisi, non l'ha fatto il Governo precedente, non lo sta facendo quello attuale.
Voglio soltanto ricordare dei dati che sono usciti sulla stampa la settimana scorsa, pensate, ad ottobre nel fermano hanno chiuso 24 aziende e per quanto riguarda la cassa integrazione, questo dato è sintomatico, nei primi 3 mesi del 2019 c'è stato un aumento del 39% rispetto all'anno precedente, questo ci deve far riflettere, tantissimo, anche il tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale, ma anche alla media dell'Italia centrale, anche se è migliorato.
Oggi con questa risoluzione andiamo a tutelare il lavoro, il gruppo Conad con questa acquisizione diventerà il primo centro di distribuzione in Italia, ma lo deve fare in maniera indolore, non mettendo a rischio il posto di 600 lavoratori.
Il Consiglio oggi prende un impegno politico forte, che è quello di tutelare l'occupazione e questi lavoratori. Il terzo punto della risoluzione è importante perché parla di elaborare strategie volte a tutelare i lavoratori che eventualmente perderanno il posto di lavoro, quindi, il Consiglio si impegna su un tema importante che è quello dell'occupazione. Ecco la motivazione per cui siamo favorevoli a questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie, Presidente. Vorrei essere molto veloce e proverò ad essere incisiva perché le analisi siamo molto bravi a farle. Siamo in una società che va avanti con le analisi, però mi vorrei attenere agli ultimi due interventi che hanno avuto la caratteristica, molto bella, di stare sul pezzo, intendo quelli dei Consiglieri Busilacchi e Marcozzi.
Dobbiamo avere chiaro l'oggetto di cui parliamo, altrimenti è troppo facile, si gioca facile. Le analisi, venendo dalla filosofia, le rimando al mittente e dico una cosa, do un giudizio di cui mi assumo tutte le responsabilità, dopo Calenda non è stato fatto nulla, zero, ed io ho seguito tutti i tavoli nazionali, non ne ho lasciato uno! Dopo Calenda abbiamo giocato, abbiamo fatto gli ideologici, abbiamo fatto le grandi adunate, alla Whirlpool 1.400 persone, bisognava sbattere i gomiti per entrare, Calenda ne chiamava 5: l'Assessore, il capo dell'azienda ed altri e con 5 ragionava, qui ne abbiamo avuti sui 1.005, le forze dell'ordine tutte schierate, tutti a urlare, l'urlo, la politica dell'urlo va bene. Di questo mi assumo la responsabilità, ma dico la mia esperienza, dopo Calenda ci siamo intrattenuti, punto 1.
Punto 2, vi ringrazio molto della mozione, ma è un po' tardiva, perché io ho scritto al Ministro in ottobre, prima che tutti prendessero coscienza, dalla maggioranza alla minoranza, di quello che andava fatto. Ho scritto prima e lo rivendico: “Gentilissima Ministra, a seguito dell'acquisizione dei punti vendita Auchan, da parte del gruppo Conad, col passaggio a quest'ultimo di circa 600 lavoratori nelle Marche, che operano su 19 punti vendita, è in atto un processo di riorganizzazione che potrebbe avere ripercussioni, per questo motivo e per lo stato di incertezza che stanno vivendo, le chiedo l'istituzione urgente di un tavolo di confronto tra tutti gli attori, comprese le istituzioni”, poi sono andata a Roma e l'ho incontrata, mi ha detto: “Si, si" ed io aspetto, anche il Ministro dell'istruzione mi ha detto. "Si, si”, un mese e mezzo fa, ma poi non l’ho più visto. Mi attengo ai fatti, quindi raccontiamo i fatti, perché la politica è costituita da fatti, su quello che pensiamo possiamo scrivere un libro, le mie memorie, tempo infelice, se volete lo scriverò anch'io perchè mi piace tanto scrivere più che fare politica.
Andiamo avanti con la programmazione, ho sentito dire che la Regione è assente, no la Regione c'è, eccome, 90 vertenze, mi dispiace, questa frase la rimando al mittente. Siamo stati su tutte e abbiamo cercato politiche attive e non passive per ciascuno di questi lavoratori, ad personam, non ti mando qua, ti mando la, faccio le politiche che vanno bene dagli Appennini alle Ande, in pratica quelle che ho trovato quando mi sono insediata, è ora di dirle queste cose, erano politiche ad personam. Fra 10/15 giorni esce un bando che prevede molte risorse per sostegno agli over 40,che sono un grosso problema nella nostra regione, quindi mi auguro che queste persone non entrino in questo bando, perché vuol dire che è andata bene, me lo auguro, però questo è quanto.
Si parla delle associazioni di categoria, delle parti sociali, qui ci possiamo divertire, io sono stata la prima a chiedere loro i profili che servivano nelle Marche, i profili li ho cercati da sola. Se vogliamo dire le cose come stanno, bisogna dire le cose come stanno, non si può più, è finito il tempo in cui si incolpa la Regione perché i corpi intermedi non lavorano. Mi dispiace, ragazzi, ma io queste cose le rimando al mittente.
Dopodiché ringrazio il Consigliere Busilacchi della precisazione che ha fatto perché non è che aumenta la disoccupazione, aumenta certa disoccupazione, non è tout-court, i dati non ballano, bisogna saperli leggere. Io sto facendo politiche giovanili di accompagnamento al lavoro, quelle hanno un target, l’over ne ha un altro e l’over trenta un altro ancora. In certi paesi e in certe zone voi dite che è aumentata la disoccupazione, è perché c'è una cultura della borsa lavoro che non genera un altro modus operandi, se vogliamo dire le cose, io ci sto, sennò mi rifiuti dei semplici dati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Ho seguito con grande attenzione tutto il dibattito, ma soprattutto ho seguito le vicende di questa ennesima vertenza sindacale, che riguarda la nostra regione. Chiaramente non è estranea a ciò che sta accadendo nel nostro Paese, concordo pienamente con il Consigliere Busilacchi che ha parlato precedentemente, non c'è una responsabilità da attribuire a qualcuno, ma direi che la principale causa di tutto questo è in una dinamica fisiologica che, purtroppo, per certi aspetti, in questo caso, negativi, ha preso il mercato. La grande distribuzione ormai da anni è entrata in una spirale di crisi che riguarda anche i gruppi grandi, che negli anni ’80 e ‘90 hanno invaso i nostri territori.
Devo dire che la Regione Marche negli anni ha sempe avuto un atteggiamento di rispetto e di controllo di questo fenomeno, perché nelle altre Regioni, anche a noi limitrofe, per me che vivo nel sud di questa regione, c'è stata una proliferazione maggiore di quella che c'è stata nella nostra.
In questo caso quello che mi ha colpito è che innanzitutto, abbiamo rifatto un po' il punto sulla situazione e come ha detto bene l'Assessore poco fa, il mondo del lavoro sta cambiando, perché avere un più alto numero di occupati, ma con meno ore, solo parzialmente riesce a risolvere il problema. Significa che il mondo del lavoro si sta impoverendo, il reddito è lo stesso, ma viene distribuito su più soggetti, quindi un termine economico che sostanzialmente non cambia rispetto quello che avveniva prima.
In questo caso a me ha colpito anche la dinamica della società Conad che, dobbiamo dirlo - ho avuto modo di parlare recentemente con molti lavoratori, non solo di Auchan, ma anche con quelli che da anni sono occupati in Conad - ha smarrito il suo spirito originario, se da una parte valorizza i prodotti di ogni territorio, cosa che ad esempio colgo molto favorevolmente, ed è un filone che secondo me va perseguito, che onora il modo di lavorare di questa società, dall'altra lo spirito originario ...
Conad nasce all'inizio degli anni ‘60 per mettere insieme le realtà dei dettaglianti, delle botteghe di quartiere, che agli inizi degli anni ‘60 ha preso e messo insieme, per poi diventare oggi una delle più grandi catene della grande distribuzione.
Ecco, secondo me bisognerebbe ritrovare quello spirito, anche nel rapporto con i lavoratori perché, come hanno denunciato i sindacati, come hanno denunciato i lavoratori stessi, dobbiamo rispettare i contratti di lavoro ed essendo una realtà importante, essere parte attiva nella risoluzione di alcune problematiche che spesso rendono difficilissimi i rapporti di lavoro in determinate società.
Questo è l'aspetto che a me piace sottolineare, poi vorrei anche rassicurare l'Assessore, un atto di Consiglio votato all'unanimità, mettendo da parte le inutili polemiche che si sono fatte su questa mozione, condiviso da tutti, perché non possiamo fare polemiche in un momento drammatico per alcuni lavoratori, rafforza quello che è stato e il lavoro che farà l’Assessore, quindi Italia viva vota favorevolmente questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 532
“Sostegno alle piattaforme digitali”
(Votazione)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Se vuole illustro rapidamente gli emendamenti.
Il primo, inserire prima del “sottolineato” il seguente punto: “valutato positivamente lo stato di avanzamento dei lavori per lo sviluppo della banda ultra larga nelle Marche”.
Il secondo, nel paragrafo “ritenuto quindi che” prima delle parole “nella consapevolezza che sono per lo più i giovani” aggiungere le seguenti: “la Regione possa fare la sua parte incentivando, oltre agli importanti oggettivi risultati raggiunti grazie anche alla legge regionale …”.
L’ultimo emendamento sostituisce la parola “prevedere” con “valutare”, come è tradizione per le mozioni che non possono impegnare i fondi, come giustamente ha detto l’Assessore Cesetti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Giustamente il Consigliere fa un emendamento che dice: “Valutato positivamente lo stato dei lavori per lo sviluppo della banda ultra larga nelle Marche”, ricordo in III Commissione, non so se c'è il Consigliere Biancani, nel momento della discussione e dell'approfondimento del piano, le dichiarazioni del Presidente Biancani, ma soprattutto le dichiarazioni dell'Assessore Cesetti e non so se qui possiamo addirittura subemendare dicendo: “Valutato positivamente lo stato dei lavori per lo sviluppo della banda ultra larga nelle Marche, che potranno concludersi nel giro di un anno", un anno e mezzo? Credo che si concluderanno in tutto il territorio regionale, è una cosa che forse potremmo …, troppo azzardata? Va bene, lasciamo stare.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione
Emendamento 1 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 2 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 3 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Come Presidente del gruppo della Lega sono intervenuto sulla mozione, prima degli emendamenti, ed avevo espresso una considerazione positiva per votarla, però questi tre emendamenti stravolgono completamente l'impostazione dell’atto presentato dal Consigliere Marconi e la valutazione che esprimo è negativa, perché non condivido gli emendamenti approvati.
Noi abbiamo votato contro gli emendamenti perché stravolgono completamente il senso della mozione. Questa è la valutazione politica che tra i sorrisini di qualche collega, ci sentiamo di esprimere. Questo è il dato di fatto, prima abbiamo detto che secondo noi riguardava il recupero di una situazione difficile nel territorio, che esiste nella regione Marche, ma ora si dà una valutazione positiva, sulla quale non concordiamo assolutamente, pertanto il voto a questa mozione sarà contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Ovviamente il nostro voto è favorevole, in risposta alla dichiarazione del Consigliere Zaffiri.
Da un punto vista politico, non posso tacere il fatto che gli emendamenti sono andati nella direzione di rendere giustizia ad alcune attività e non possiamo misconoscere attività legislative e di Governo che sono andate in questa direzione. Ecco lo scopo degli emendamenti, non è stato un annacquamento della mozione, ma un riconoscimento delle effettive attività che sono andate in questa direzione. Resta il corpo della mozione, che è quello di attenzionare questo aspetto, che il Consigliere Marconi ha voluto far emergere, per cui il a nome del gruppo dichiaro il voto favorevole.

Mozione n. 532, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione 505
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Promozione della lettura e della cultura del libro nella nostra regione in tutte le fasce d'età ed in particolare tra gli adolescenti e i giovani”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 505 del Consigliere Talè, che ha la parola per illustrarla.

Federico TALE’. Grazie, Presidente. Questa mozione l'ho presentata nel mese di maggio scorso. Nel frattempo ho avuto tra i miei maggiori sostenitori il Consigliere Minardi perché questa mia mozione è stata presa e scopiazzata per fare una proposta di legge, la proposta di legge n. 318/19, che verrà in Aula prossimamente. Non è la prima volta che questo avviene, è la seconda o terza, però, va bene ugualmente, vuol dire che sottopongo a quest'Aula temi interessanti che vengono ripresi anche da altri Consiglieri.
Detto questo, la mozione tende: a favorire la promozione e la diffusione di progetti che valorizzano la cultura del libro, con particolare riferimento agli adolescenti, sia attraverso campagne di informazione che attraverso il sostegno di programmi specifici; a promuove una rete di intervento tra scuole, associazioni e soprattutto Comuni per il sostegno della lettura tra adolescenti e giovani.
Questo perché, mi ricordo quando ero Sindaco, ci sono dei progetti, ci sono dei valorosi progetti che riguardano i bambini da 0 a 6 anni, ad esempio, il “Nati per leggere”, un progetto che sta funzionando molto bene nella regione Marche. Mi ricordo che avevo i figli piccoli, quando le insegnanti li chiamavano nel pomeriggio, nella classe, oppure in un altro luogo, in biblioteca, a conoscere l'autore, per esempio. I bambini conoscevano l'autore e da lì erano anche spinti, logicamente, a leggere il libro.
Nella nostra regione non esiste una cosa analoga per quanto riguarda gli adolescenti e gli adulti. Quindi questa mozione spinge a questo: finanziare una sorta di progetto che spinga a leggere non soltanto i bambini da 0 a 6 anni, ma anche i ragazzini un po' più grandi.
Questo perché un rapporto Istat stima che solo il 42% degli italiani, con più di 6 anni, legge almeno un libro all'anno, i cosiddetti lettori forti, cioè le persone che leggono in media un libro al mese sono appena il 13,7%, pochissimi.
Altro dato che deve far riflettere è che il 18,6% degli italiani, ovvero uno su cinque, l'anno scorso non ha mai aperto un libro o un giornale,anche questo è un dato, ed affida la propria informazione unicamente alla tv con tutti i disguidi che si creano.
Un'indagine condotta a livello Ocse (Europa, Canada, Giappone e Stati Uniti) relega l'Italia all'ultimo posto per competenze linguistiche essenziali, cioè quelle necessarie per comprende il significato di un testo nel dettaglio. Il punteggio medio degli adulti italiani per quanto riguarda la competenza alfabetica è pari a 250, contro una media Ocse di 273, questi dati, secondo me, sono abbastanza allarmanti.
La mozione chiede all'Assessorato e impegna la Giunta a nuovi progetti per adolescenti e giovani in generale, perché leggere un libro apre la propria mente, fa capire meglio se stessi e soprattutto fa affrontare meglio le sfide della vita.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Per la seconda volta, dopo la mozione presentata dal Consigliere Talè nel precedente Consiglio regionale, sono d'accordo con quanto da lui scritto, sia a nome personale che a nome del gruppo che rappresento.
I dati che ha citato sono allarmanti, perché c'è una sottocultura nel nostro Paese che fa paura e questo si riverbera in tutti gli aspetti civili e politici.
Vorrei suggerire al Consigliere Talè, visto che questa mozione è rivolta soprattutto ai giovani che devono essere educati alla lettura, visto che è l'unico che può fare eventuali emendamenti, se ritiene che il mio suggerimento possa essere accolto, di inserire dopo le parole: “A favorire la promozione e la diffusione di progetti che valorizzano la cultura del libro” le parole: “sia cartaceo sia e-book”.
Ormai i lettori di e-book sono tanti, la biblioteca di e-book è vastissima, è utilizzato non solo dai giovani, ma anche da coloro che ci vedono poco. Ho degli amici e delle amiche di una certa età che leggono solo l’e-book perché allargano il testo e vedono bene, senza sforzarsi troppo, per cui, visto che soprattutto i ragazzi passano gran parte della giornata con il tablet o con il computer, se si potesse inserire gli e-book o il libro virtuale, oltre che quello cartaceo, secondo me sarebbe un suggerimento che potrebbe aprire uno spazio ancora più ampio a questa valida richiesta del Consigliere Talè.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Innanzitutto vorrei precisare al Consigliere che qui non c'è niente da copiare a nessuno, perché è di fronte agli occhi di tutti, in una iniziativa pubblica annunciai, in sede di inaugurazione di Passaggi Festival 2018, di fronte a circa 500 persone, che stavo lavorando ad una proposta di legge sulla promozione del libro e della lettura, luglio 2018, un anno e mezzo fa, un anno prima della presentazione della sua mozione.
Ad ottobre dello scorso anno, alla conclusione del Premio Letteraria, che si svolge nella città di Fano e che coinvolge diverse centinaia di giovani come giurati, che sono studenti delle scuole, annunciai che avevo già una prima bozza del testo.
Ho appena ricostruito le date, il primo ottobre 2018 la funzionaria del nostro gruppo mi ha trasmesso la traccia del lavoro, il 22 ottobre 2018 c'era già un primo articolato su cui stavamo lavorando e su cui avevamo fatto già diversi conti, quindi esattamente 8 mesi prima della presentazione della sua mozione, se vuole glielo dimostro perché ci sono le e-mail che portano traccia di tutto questo.
Non è stato semplice predisporre il testo, perché predisporre un testo legislativo non è una passeggiata, non è così facile come a volte fare una mozione, è frutto di un lavoro complesso, perché la prima domanda che ci siamo dovuti porre era se intervenire all'interno della legge 4 del 2010, oppure se fare un testo autonomo ed indipendente. Questo è stato frutto di più incontri, più riunioni, con i funzionari del Servizio cultura, compresa la dirigente, che può tranquillamente testimoniare questo. Alla fine abbiamo concluso, al di là di un passaggio che riguardava più specificamente le biblioteche, che rimanda alla legge 4, che fosse più opportuno elaborare un testo indipendente ed autonomo. Le motivazioni sono le stesse, in Italia si legge poco, i giovani leggono poco, e credo che su questo dato ho avuto occasione di comunicare in questi giorni ..., tra l'altro ringrazio il Presidente Mastrovincenzo e il Presidente della I Commissione, che hanno sottoscritto insieme a me il testo della legge sulla promozione del libro e della lettura. Tra ragazzi fra i 6 e 14 anni legge il 75% di chi ha madre o padre lettore, mentre solo il 34% di coloro che hanno entrambi i genitori che non sono lettori.
Credo che la diffusione del libro e della lettura sia uno strumento fondamentale per la crescita culturale e sociale di tutta la nostra comunità. Siamo, come è stato detto, un Paese in cui si legge troppo poco, però, va ricordato che la lettura ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del pensiero critico e nell'autonomia di giudizio, nonché per la diffusione della cultura e della promozione del progresso civile.
Credo che lo sviluppo del pensiero critico sia importante perché in un periodo come quello che stiamo vivendo, dove attraverso i social vengono propinate una serie di informazioni che anche se false sono ritenute vere, avere un senso critico aiuta a valutare meglio le informazioni e le notizie che circolano, quindi non solo la lettura fa bene alla salute, ma aiuta a conoscere il mondo che ci circonda.
I libri, come ho detto, aiutano a formarsi, a tenersi informati, la proposta di legge, ma non è oggi oggetto della discussione, è composta da una serie di articoli che riguardano le biblioteche, la digitalizzazione, i patti, come riferimento rispetto alla legge nazionale che è stata approvata dalla Camera, ma che ancora non è diventata legge, perché non ha fatto il secondo passaggio al Senato, e prevede intese di collaborazione anche interistituzionali e il sostegno alle librerie, alla produzione editoriale e naturalmente alle iniziative di lettura digitale.
La Giunta dovrà fare un programma che avrà una valenza triennale con cui avrà la possibilità di intervenire, quindi, le biblioteche, come fra l’altro ho esperienze nel territorio in cui vivo, la San Giovanni, la biblioteca Montanari, i premi, i festival come Letteraria, come Popsophia, come Passaggi Festival, sono momenti importanti di diffusione della cultura del libro e anche della promozione della lettura, quindi voterò volentieri la mozione che è stata presentata dal Consigliere Talè, però vorrei che fosse chiaro che non c’è stato nessuno scopiazzamento, casomai forse il contrario, nel senso che, e sono in grado di dimostrarlo, l'1 e il 22 ottobre del 2018 avevamo tutta la documentazione, con un primo articolato che alla fine ha prodotto il testo di questa legge.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 1 a firma del Consigliere Talè e Maggi: “Impegna la Giunta regionale a favorire la promozione e la diffusione di progetti che valorizzino la cultura del libro, sia cartaceo che e-book, con particolare riferimento agli adolescenti, sia attraverso campagne di informazione che attraverso il sostegno di programmi specifici”. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 505, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)


Mozione n. 518
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Tariffario per il mantenimento dei cani randagi nelle strutture pubbliche e private”
(Discussione e rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 518 del Consigliere Bisonni, che ha la parola per illustrarla.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Sarò molto breve nell'illustrazione di questa mozione perché non c'è molto da dire.
In realtà vorrei solo ricordare alcune cose: la legge regionale n. 10/1997 all'articolo 2, al comma 4 bis, dà il mandato alla Giunta di determinare le tariffe per il mantenimento degli animali nelle strutture pubbliche e private, parliamo dei canili. Questa tariffa è stata individuata in una forbice, la norma prevede un minimo e un massimo, che va da 1,85 a 3,25 euro. Voi capite che con questa cifra non si riesce a garantire un soggiorno dignitoso a questi animali, tanto più che la delibera di Giunta regionale del 2012 ha incluso in questo costo anche le eventuali spese sanitarie, quindi, con questa cifra non solo bisogna mantenere il cane, quindi il cibo e tutte le spese di servizio collaterali, ma anche sostenere le spese sanitarie.
La cosa scontata che dico è questa: la legge, giustamente, all'articolo 4 bis prevede un aggiornamento tariffario ogni 4 anni, perché ovviamente c'è l’inflazione, c'è un costo degli alimenti e delle spese che negli anni può aumentare.
Con questa mozione non domando niente di particolare, chiedo che venga fatto questo aggiornamento, visto che dal 2012 non è stato fatto, e suggerisco di valutare di portare la tariffa a 5 euro giornalieri al fine di garantire uno standard minimo adeguato al mantenimento degli animali nelle strutture di ricovero.
Il secondo punto impegna la Giunta ad assicurarsi che siano realizzati dei controlli, questo è importante. Ci devono essere dei controlli periodici sullo stato di salute degli animali e anche sul numero delle adozioni effettuate. Sul numero delle adozioni devo dire che qualcosa c’è, perché on line è pubblicato un registro in cui vengono registrate, però, andrebbe adeguato perché ho visto che non sempre i numeri sono aggiornati con periodicità.
Nell’ultimo punto della mozione chiedo di rendere pubblici, in formato aperto, questi dati, perché per averli sono stato costretto a ricorrere ad un accesso agli atti, anche se parliamo di trasparenza, perché sul sito ho avuto difficoltà a reperirli e se non avessi fatto la richiesta di accesso non li avrei avuti. Allora, mi pongo nella posizione di un cittadino comune che vuole semplicemente vederli, penso che sia una cosa anche abbastanza semplice.
La cosa più importante che chiede questa mozione è il rispetto della normativa regionale che prevede l'aggiornamento della tariffa ogni 4 anni, ripeto, mi risulta che dal 2012 non è stato fatto, quindi, invito l'Assemblea a votare questa mozione, affinché sia garantita per questi animali, che sono in queste strutture di ricovero, una tariffa che possa coprire le spese e rendere il loro soggiorno, diciamo, dignitoso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Si potrebbe essere, al limite, d'accordo con questa mozione, se non fosse che ci dovrebbero essere dei passaggi preliminari, innanzitutto il controllo delle strutture che già ricevono dei finanziamenti, seppur non adeguati, che usano quanto ricevono non propriamente per mantenere i cani in maniera dignitosa, quindi per il momento questa mozione non prevede un controllo prioritario.
Al punto 2 si chiedono controlli periodici sullo stato di salute dei cani, non su come vengono tenuti perché un cane potrebbe non avere contratto delle malattie, quindi essere sano, ma tenuto in box piccoli.
Questo lo dico perché molto spesso alcune associazioni e canili, non tutti per fortuna, fanno manifestazioni (raduni e cose del genere) e chiedono continuamente integrazioni ai privati, poi, quando capita di recarsi a sorpresa in queste strutture, purtroppo si vede che tutto quello che viene percepito, è palese, non viene destinato.
Quindi, direi un controllo prima di concedere determinati fondi, perché ci può anche stare che non si arrivi ad avere … E’ una tariffa che non è adeguata se fosse spesa giustamente, ma qualcuno, diciamo, ci marcia anche con gli affidi dei cani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Grazie Presidente. Soltanto per esprimere il mio voto contrario, Consiglieri Bisonni. Dall'esperienza che ho fatto come Sindaco, mi ricordo che una delle prime voci a bilancio che mi è saltata all'occhio era che si spendevano 16.000 euro per dar da mangiare ai bambini dell'asilo e 19.000 euro per dar da mangiare ai cani nel canile. Sono andato a visitare il canile, gli animali stavano molto bene e venivano trattati bene. Penso che mille euro a cane, il costo riferito a qualche anno fa, siano più che sufficienti, visto e considerato il numero di questi animali all'interno dei canili.
Il controllo lo farei sulle adozioni, prima di avere un cane in adozione molte volte bisogna spingere perché i controlli sono assidui: non si dà un cane se non ha uno spazio adeguato, poi si fa un controllo su come sta, insomma, ci sono più controlli sui cani che sulle adozioni dei bambini.
Secondo me, questa attenzione è eccessiva, soprattutto i costi all'interno dei bilanci dei Comuni, per quanto riguarda i cani randagi, dovrebbero diminuire e non aumentare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Questo è un argomento molto importante su cui dobbiamo stare attenti. Mi sento di condividere sia l'intervento della Consigliera Malaigia sia quello del Consigliere Talè, il quale ha portato la sua esperienza personale da Sindaco. Porto anche la mia, noi spendevamo oltre 400.000 euro in bilancio per i cani randagi. Quindi, prima di dare attuazione ad una mozione di questo tipo, occorre vedere cosa accade nei territori: ci sono dei canili comunali o intercomunali, ci sono dei canili gestiti da privati, tantissimi e sono la maggioranza.
La sensibilità sta aumentando nei confronti del benessere animale, per cui vediamo in giro tante situazioni, cani, cagnolini portati a spasso con cappotto e cappottino, poi aumenta il numero dei cani che vengono allocati nei canili.
Qualcosa non funziona, da una parte c'è una sensibilità che cresce, addirittura ci sono battaglie di civiltà, chiamiamole come vogliamo, per il rispetto di questi animali, parlo io che a casa da sempre ho cani, anche di taglia abbastanza grande, per cui so che cosa significa avere e accudire animali di questo tipo, dall'altra parte, da tanti anni, nei canili i numeri aumentano, ce n’erano 10 e sono diventati dopo un po' 15, 20, 50, 100.
Nel mio comune, ad Ascoli Piceno ci sono due canili, uno intercomunale e uno privato, per un totale di circa di 300 animali, in che condizioni vengono tenuti, soprattutto in quelli gestiti dai privati? Prima andiamo a vedere quanti ce ne sono e censiamo a chi sono affidati, con che metodi sono affidati, perché non vorrei parlare di business del cane randagio, però ci si sta avvicinando.
Vedo il Consigliere Giacinti che annuisce, anche lui, penso, avrà avuto questi problemi da Sindaco, qualcuno addirittura veniva lasciato legato alla porta della Chiesa, oppure davanti al canile si trovava ogni mattina un povero cagnolino attaccato con il guinzaglio alla rete.
Sono decisamente contrario ad una mozione un po' troppo leggera in quanto prima dobbiamo capire cosa succede, censire il numero dei canili presenti nella regione Marche, sia quelli a gestione pubblica che a gestione privata, vedere quali sono le condizioni, capire se taluni sono in grado di riceverli, se sono nelle condizioni igienico-sanitarie, e non solo, per poter tenere i cani e poi discutiamo di quella che può essere la diaria giornaliera per il loro mantenimento, ma detto così: “aggiornare dal 2012 ad oggi”, come un aumento Istat uguale per tutti, non mi sembra la condizione migliore per poter parlare del benessere animale, del benessere di questi cani.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Come sapete tutti il tema mi è molto familiare e sono molto sensibile al riguardo, quindi, sempre nell'ottica costruttiva di proporre qualcosa di condiviso, suggerisco al proponente Consigliere Bisonni di rinviare la mozione per un ulteriore approfondimento e per andare incontro alle richieste congrue emerse durante la discussione di oggi. Ad esempio, censire i canili della nostra regione e verificare qual è lo stato di salute degli ospiti, secondo me è una cosa che andrebbe assolutamente fatta. In più bisogna anche andare incontro alle difficoltà dei Comuni e non gravare troppo sui loro bilanci.
Considerato che la Regione stanzia contributi ed attua azioni di promozione per la tutela degli animali, secondo me, una soluzione potrebbe essere quella di prevedere, e in altre Regioni mi sembra lo facciano, ne avevo parlato anche con il Consigliere Talè, un contributo a chi adotta un cane, quindi, piuttosto che dare i 3 euro o i 5 euro al canile, togliere il cane che anche se trattato bene sta sempre in un luogo chiuso e circoscritto e con un affetto minore rispetto a quello di una famiglia.
Prevedere un contributo alle famiglie che adottano, questo potrebbe evitare l'aumento degli animali ospiti nei canili e magari dare sollievo anche a quelle famiglie che non si possono permettere di spendere troppi soldi per un animale domestico.
La mia proposta è quella di rinviare la mozione e di trovare una soluzione condivisa che possa essere approvata da quest'Aula, visto che siamo in tanti ad essere sensibili al tema.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Vorrei ricordare che il tema della tutela dei nostri amici a 4 zampe sta a cuore, credo, a gran parte dell'Aula, poi ognuno ha una sensibilità e un modo di declinarla diverso, ma credo che il fine al quale vogliamo tendere un po' tutti sia quello del benessere dei cani.
Voglio ricordare che ho depositato una modifica del regolamento regionale proprio per andare nella direzione di favorire l'adozione dei cani nei canili, consentendo ai Comuni di poter dare, cosa che oggi il regolamento vieta, anche un contributo economico per l'adozione, perché oggi è prevista solamente la possibilità di dare un tot di crocchette, di alimenti, oppure di pagare visite veterinarie ed altro. Ovviamente il tutto andrebbe erogato previa verifica, magari dopo un anno dall'adozione per vedere come viene tenuto l'animale, per evitare …, questo era un po' lo spauracchio che mi è stato posto davanti …, ma non credo che con 100 o 200 euro qualcuno si arricchisca, ma chi vuole prendere un animale domestico con questo contributo può contribuire a toglierlo dal canile, che credo sia l'obiettivo verso il quale tutti dobbiamo tendere.
Faccio una riflessione in più, perché il Consigliere Celani prima ha detto che fondamentalmente stanno aumentando gli animali abbandonati che vanno a riempire i canili, nonostante ci siano le campagne di sensibilizzazione, nonostante ci sia un'attenzione e una sensibilità verso questi nostri amici a 4 zampe, basta fare una passeggiata in qualsiasi dei nostri borghi e vedere quante persone hanno al loro seguito un cane. Credo che si potrebbe fare un ulteriore passo avanti, se si vuole investire delle risorse, oltre ad aiutare economicamente con un incentivo l'adozione degli animali, magari aiutare le famiglie ad avere un contributo per la sterilizzazione, che oggi non tutte riescono a permettersi. Abbiamo chi spende qualche migliaia di euro per un cane e chi giustamente lo prende nel canile e magari non ha delle risorse ingenti per permettersi la sterilizzazione.
Credo che l’unione di questi aiuti potrebbero consentire …, magari mettendo anche un parametro economico, per evitare che chi compra un cane da 3.000 euro si veda pagata la sterilizzazione perché se la può permettere. Potrebbero esserci degli incentivi che evitano la proliferazione di animali che poi vengono in qualche modo abbandonati.
Credo che queste possano essere, insieme alla modifica del regolamento, che ho depositato l'anno scorso, che mi auguro possa essere calendarizzata quanto prima, delle misure concrete per raggiungere la finalità prioritaria, che è quella di non mantenere gli animali nei canili, di farli adottare ed evitare che ci siano dei nuovi e più numerosi cuccioli abbandonati nel nostro territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Mi unisco alla proposta che ha fatto la Consigliera Pergolesi in quanto in linea di massima dal dibattito sono emersi: un pensiero favorevole verso gli animali, la cura ed una sensibilità a tutto campo nei loro confronti, però, è pur vero che alcuni aspetti meritano un approfondimento, per cui chiederei gentilmente al Consigliere Bisonni di ritirare la mozione e di approfondire in Commissione qualche aspetto che è emerso negli interventi che si sono succeduti, magari prima di votare il testo così com'è formulato oggi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Vorrei puntualizzare alcune cose.
Quanto detto dalla Consigliera Malaigia mi trova in linea di massima d'accordo, nel senso che sono favorevole affinché ci siano controlli a tutto tondo, però non è che si concede un contributo se c'è questa condizione: “Ti do i soldi, altrimenti non te li do” perché questa è una tariffa per il mantenimento, non è un contributo o un incentivo che la Regione dà.
Poi condivido il fatto che devono esserci dei controlli, su questo siamo d'accordo e questo si potrebbe anche fare un emendamento per modificare ed aggiustare il tiro.
Su una cosa non sono d'accordo, sulla posizione di principio espressa dal Consigliere Talè, perché non si può essere contrari a quello che la legge stabilisce. La norma prevede l'aggiornamento tariffario ed uno non può essere contrario, se pensa che la legge sia sbagliata, fa una modifica, fa una proposta e modifica la legge, però non è pensabile che non ci sia un aggiornamento delle tariffe, che è normale perchè alcuni costi aumentano anche per le strutture, penso all'elettricità, alle spese per gli affitti, al cibo, alle spese sanitarie, qualsiasi cosa. Di fronte al costo della vita dell’animale, chiamiamolo così, che aumenta non è pensabile che non ci sia un aggiornamento della tariffa, quindi non mi ritrovo sul ragionamento che dice a priori: “Sono contrario perché i comuni spendono troppo”. Ripeto, è normale che ci sia un aggiornamento tariffario e siccome non veniva fatto 2012 mi sembra opportuno che venga fatto.
L'Assessore Sciapichetti non l'ha letta pubblicamente, però me l’ha fatta vedere, recentemente c'è stato un aggiornamento, anche se gli uffici non dicono a quanto ammonta perché se è di 1 centesimo siamo sempre lì.
Il principio di questa mozione è garantire un soggiorno dignitoso a questi animali, è tutto lì il discorso, quindi nella mozione chiedo l'aggiornamento previsto dalla legge e suggerisco alla Giunta di valutare un costo intorno a 5 euro perché, da quello che dicono gli esperti, potrebbe essere una cifra adeguata.
Chiedo al Segretario generale se tecnicamente dopo la discussione è possibile rinviare la mozione. Quindi se c’è l’impegno da parte della Commissione di valutare questa problematica, accetto l'invito di rinviarla per fare una discussione seria e valutare tutti aspetti in maniera responsabile.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Se rinviamo è inutile continuare a parlare, vorrei ricordare che, dopo aver parlato di cani a quattro zampe, ci sono amici a due gambe che stanno nei ricoveri ed è gente di casa nostra, che a volte viene abbandonata come i cani.
Prima di parlare dei cani, del sostegno, dei soldi, avrei pensato a trovare dignitosa sistemazione per le nostre persone anziane.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Piuttosto che un rinvio in Commissione, visto che sta già discutendo tutti gli emendamenti presentati sul Piano socio sanitario e poi sono in calendario anche manuali di autorizzazione e accreditamento, suggerisco di passare per le vie brevi e lavorare insieme ad alcuni membri della Commissione ad un testo condiviso ed eventualmente la prossima seduta presentare una risoluzione congiunta o degli emendamenti per votare la mozione, questo piuttosto che fare un passaggio in Commissione perché rischiamo di posticipare troppo l’approvazione della mozione che mi sento di sostenere.

PRESIDENTE. Se questa soluzione può essere accolta, rinviamo la mozione alla prossima seduta e prego il sottoscrittore, con chi vorrà, in particolare con i componenti della IV Commissione, di predisporre una risoluzione da portare in votazione. La discussione la diamo per conclusa, visto che non ci sono altre prenotazioni. Portate la risoluzione per il prossimo Consiglio.

Mozione n. 523
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Emanazione di Ordinanza Commissariale - sisma in attuazione di quanto disposto nel “Decreto Genova” a sostegno dell'anticipazione di una quota dei compensi per la progettazione dei professionisti incaricati nella ricostruzione e rinnovo del Protocollo d'Intesa tra il Commissario Straordinario e la Rete Nazionale delle Professioni - di cui all'allegato all'Ordinanza 12 e scaduto il 31 dicembre 2018 - sulla base del più equo ‘Decreto Parametri’”

Interrogazione n. 866
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Mancato pagamento Schede AeDES con esito "A" ai tecnici professionisti che hanno effettuato i sopralluoghi dopo il sisma”
(abbinate)
(Discussione e votazione)


PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 523 e l’interrogazione n. 866 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. Con l'interrogazione in oggetto viene chiesto al Presidente della Giunta regionale, nonché vice Commissario alla ricostruzione, quali sono le ragioni del mancato pagamento delle schede AeDES con esito “A” ai tecnici professionisti che hanno effettuato i sopralluoghi dopo il sisma; la cifra relativa all'ammontare totale delle schede Aedes classificate come “A” e tuttora non pagate agli stessi e quali azioni intende mettere in campo per velocizzare concretamente il relativo pagamento.
Al riguardo, va evidenziato che la determinazione dei compensi per la redazione di schede Aedes con esito “A è disciplinata, in attuazione a quanto previsto dall'articolo 13 del D.Lgs. 8 /017, all'articolo 6, commi 4 e 5 dell'Ordinanza commissariale n. 29/2017. In particolare, il comma 4, rimanda all'allegato D della medesima ordinanza per la quantificazione del contributo spettante, mentre il comma 5, rimanda all'allegato E della stessa, subordinando la liquidazione del contributo alla presentazione della domanda e dei documenti da allegare indicati nello stesso comma 5, nonché una volta definito l’iter istruttorio per la verifica del diritto alla concessione del contributo ed all'acquisizione di copia della fattura emessa dal professionista.
Allo stato, solo una parte delle risorse relative alla citata ordinanza 29 sono state trasferite al Commissario straordinario del governo, alla contabilità speciale 6044 aperta presso la Tesoreria dello Stato e intestata al Vice Commissario Presidente regionale Marche D.Lgs. 189/16, istituita ai sensi dell'articolo 4, comma 4, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016”.
Ai fini dei tempi istruttori va evidenziato in via preliminare che la normativa prevede la possibilità per i proprietari di richiedere una ripetizione del sopralluogo, qualora ritengano che l'esito delle schede AeDES non corrisponda allo stato dell'immobile, che all'articolo 5, comma 2, D.Lgs. 55/2018, ha riferito la presentazione delle perizie giurate contenenti le schede AeDES alla data del 31 dicembre 2018.
Ad oggi ha solo di 644 schede Aedes con esito A effettuate dai tecnici, risultano pervenute 147 richieste di rimborso, la concessione, erogazione, liquidazione degli importi dovuti necessitano di un'istruttoria tecnico-amministrativa da parte degli Uffici speciali per la ricostruzione per la corretta qualificazione degli importi e soprattutto acquisizione di ogni elemento utile a provare che il committente privato non abbia già pagato la fattura emessa dal professionista.
La concessione di tale contributo si inserisce in un quadro complessivo di adempimenti concessori connessi alla realizzazione degli interventi per la ricostruzione, sia pubblica che privata, in capo al personale dell'USR già sottodimensionato.
Tale ragione, ha sostenuto la scelta dell’Ufficio ricostruzione di concentrare l'istruttoria di tutte le istanze in un arco di tempo ben delimitato. Ad ogni buon conto, l’ufficio speciale ricostruzione è già strutturato per procedere all'avvio dei procedimenti entro il corrente mese di settembre – la mozione la portiamo oggi in Aula - fermo restando che la predisposizione dei decreti di concessione e liquidazione, dovrà necessariamente essere preceduta da una fase istruttoria tecnico-amministrativa.
Questa è la risposta all'interrogazione della Consigliera Leonardi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno e per illustrare la mozione, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore e gli chiedo se cortesemente può farmi avere la risposta scritta perché a fronte dei dati che ci ha dato, di 647 richieste, anzi schede AeDES con classificazione A compilate, ne risultano 147 con la richiesta di ricevere il contributo per il libero professionista, quindi da quello che capisco nessuna delle 644 risulta pagata ad oggi, non c'è stato alcun pagamento.
Questo è un problema che va a ricadere ancora di più su una categoria professionale, che ha svolto un lavoro con dei costi che oggi non sono ancora stati recuperati con tutte le difficoltà, molti di questi professionisti sono delle zone terremotate, lavora senza vedere il contributo, che invece doveva essere erogato.
Leggerò quali sono le azioni che intende mettere in campo per velocizzare il pagamento dell'Aedes, perché dalla risposta mi è sfuggito,
Passo ad illustrare la mozione che è abbinata perché riguarda la ricostruzione e in particolar modo le figure professionali e gli ordini che ruotano intorno, con un ruolo molto importante anche e soprattutto nella ricostruzione, con una serie di difficoltà che sono state più volte esposte e alle quali non si è ancora trovata soluzione, se non parzialmente dal decreto terremoto, sto preparando un piccolo e rapidissimo emendamento alla mia mozione.
Ricordo che il Governatore delle Marche Ceriscioli ha anche il ruolo di Vice Commissario alla ricostruzione, il famoso decreto-legge 189 del 17 ottobre 2016, ha disposto interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016. L'articolo 34 stabilisce un limite all'entità del contributo pubblico riconosciuto alle prestazioni necessario allo svolgimento dell'attività tecnica su interventi edilizi di riparazione con rafforzamento locale, ripristino con miglioramento sismico e demolizione e ricostruzione di edifici danneggiati dagli eventi sismici del 2016.
Lo stesso articolo non disciplina i criteri per la determinazione dei compensi dovuti al professionista incaricato e al comma 5 in merito alla quantificazione dei professionisti, stabilisce che il contributo massimo a carico del Commissario straordinario per tutte le attività tecniche poste in essere per la ricostruzione privata è stabilito nella misura, al netto dell'Iva e dei versamenti previdenziali, del 10% incrementabile fino al 12,5 per i lavori di importo inferiore ai 500 mila euro, per i lavori di importo superiore a 2 milioni di euro il contributo massimo è pari a 7,5%.
Sempre lo stesso articolo afferma che con provvedimenti adottati, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, sono individuati i criteri e le modalità di erogazione del contributo previsto dal primo e dal secondo periodo, assicurando una graduazione del contributo che tenga conto della tipologia della prestazione tecnica richiesta al professionista e dell'importo dei lavori. Con i medesimi provvedimenti può essere riconosciuto un contributo aggiuntivo per le sole indagini o prestazioni specialistiche, nella misura del 2,5% di cui lo 0,5 per l'analisi di risposta sismica locale, sempre al netto dell'Iva e dei versamenti previdenziali.
Con i provvedimenti adottati, ai sensi dell'articolo 2, comma 2 può essere altresì riconosciuto un contributo ulteriore, nella misura massima del 2% per le attività professionali di competenza degli amministratori di condominio e per il funzionamento dei consorzi appositamente istituiti dai proprietari per gestire interventi unitari.
L'ordinanza del Commissario straordinario per la ricostruzione n. 12 del 9 gennaio 2017 in attuazione all'articolo 34, di cui ho letto alcuni stralci in precedenza, contiene in allegato la disposizione finalizzata all'approvazione dello schema di protocollo d'intesa fra il Commissario straordinario medesimo e la rete nazionale dei professionisti dell'area tecnica scientifica recanti criteri generali dei requisiti minimi per l'iscrizione nell'elenco speciale dei professionisti stabiliti dall’articolo 34.
L'ordinanza stabilisce che i soggetti privati possono conferire gli incarichi per la ricostruzione o riparazione/ripristino degli immobili danneggiati dagli eventi sismici, esclusivamente a professionisti iscritti nell'elenco suddetto, gli articoli 7 e 8 del Protocollo d'Intesa, allegato all'ordinanza 12, disciplinano le fattispecie relative alle spese per le prestazioni tecniche e le percentuali di contributo erogati ai professionisti, mentre l'articolo 13 stabilisce la durata dell'accordo medesimo, che aveva efficacia sino al 31 dicembre 2018. Tale accordo risulta scaduto e mai prorogato né sostituito per cui continua ad essere applicato.
Con il “Decreto Genova” n. 109 del 28 settembre 2018, all'articolo 37, viene disposto che “Ai tecnici professionisti incaricati delle prestazioni tecniche relative agli interventi di edilizia privata e ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici, verificatisi a partire dall'agosto del 2016, sia per danni lievi che per danni gravi, spetta alla presentazione dei relativi progetti, secondo quanto previsto dal presente decreto, un'anticipazione del 50% del compenso, relativo alle attività professionali poste in essere dagli studi tecnici o dal singolo professionista e del 50% del compenso relativo alla redazione della relazione geologica e alle indagini specialistiche resesi necessarie per la presentazione del progetto, l'importo residuo sino al raggiungimento del 100% dell'intera parcella del professionista/studio tecnico, comprese la relazione geologica, è corrisposta ai professionisti in concomitanza con gli stati di avanzamento dei lavori e con Ordinanza commissariale sono definite le modalità di pagamento delle prestazioni di cui al precedente articolo”.
Dopo 10 mesi dall'approvazione di quanto sopra esposto, ancora non è stata emanata alcuna ordinanza commissariale per attuare quanto disposto nel decreto Genova.
Da tempo gli ordini professionali ed i sindacati denunciano di essere inascoltati ed esasperati dalla mancanza di risposte da parte delle istituzioni competenti, in quanto risultano disattese le previsioni dell'ordinanza, proprio riguardo all'anticipo del 50% delle prestazioni. Le somme che dovrebbero essere state già erogate, ma che a tutt'oggi non lo sono, si aggirerebbero intorno a 100 milioni di euro nelle sole Marche, come dichiarato dallo stesso Presidente, arrivando ad ipotizzare che questa azione disattesa sia figlia della reale mancanza di fondi per la ricostruzione.
Le tariffe professionali risultano al contempo insufficienti a garantire il decoro del lavoro del professionista, in quanto non coerenti con la legge dell'equo compenso, legge n. 247 del 31 dicembre 2012, a conti fatti, il professionista medesimo si troverebbe a lavorare a 4, 5 euro all'ora per importi di lavoro bassi. Sussiste, quindi, una disparità di trattamento tale per cui le parcelle dei tecnici incaricati di ricostruzione pubblica vengono calcolati seguendo il decreto ministeriale 17 giugno 2016, cosiddetto “decreto parametri”, mentre quelle dei tecnici incaricati di interventi di ricostruzione privata dipendono dagli articoli, che ho precedentemente letto, della legge n. 189 e dell'ordinanza n. 12.
Non da ultimo è emerso che nella cosiddetta “ordinanza Chiese”, di prossima approvazione, il Commissario ha previsto un sistema di affidamento dei servizi tecnici, analogo a quello pubblico, con procedure di gara dal codice dei contratti, considerando quindi le Curie come degli enti pubblici, ma con compensi da porre a base di negoziazione presi dalla ricostruzione privata.
Non è stata prevista la possibilità di anticipo economico delle prestazioni tecniche da parte dei committenti beneficiari del contributo di ricostruzione, come invece è previsto per i lavori di somma urgenza e tutte le altre spese relative ai lavori di ricostruzione o ripristino dell'immobile, misura che sarebbe potuta andare incontro alle esigenze, sia dei tecnici, ai quali il lavoro non viene riconosciuto in tempi ragionevoli, sia degli stessi beneficiari dei contributi di ricostruzione.
Per questo con la mozione, ricordo che è stata presentata nel luglio di quest'anno, chiedevo e chiedo a questa Aula di sollecitare, impegno ovviamente rivolto alla Giunta e al Presidente, in quanto sub Commissario, formalmente l'emanazione di un'ordinanza commissariale in attuazione di quanto disposto dal Decreto Genova, in merito all'anticipazione del 50% dei compensi per la progettazione, alla presentazione della domanda di contributo all'Ufficio speciale della ricostruzione.
Emenderò questo primo articolo, aggiungendo dopo il “Decreto di Genova”, il decreto terremoto, D.Lgs. 123 del 24 ottobre del 2019, approvato pochi giorni fa, che prevede questa anticipazione che i tecnici chiedevano da molto, che deve essere attuata attraverso un'ordinanza del Commissario. Lo aggiungo al Decreto Genova che già prevedeva questo 50%, al quale non è seguita mai l'ordinanza.
Il secondo impegno è quello di impegnarsi presso le istituzioni competenti affinché sia rinnovato il protocollo d'intesa tra il Commissario straordinario e la rete nazionale delle professioni dell'area tecnica scientifica, quello che ho ricordato essere scaduto il 31 dicembre, allegato all'ordinanza 12, sulla base del decreto parametri, e contestualmente ad impegnarsi per risolvere il nodo legato alla cosiddetta “ordinanza Chiese”, a superare, quindi, questa disparità fra chi dovrebbe operare nella ricostruzione pubblica e chi nella ricostruzione privata con un pagamento, una parcella calcolate in maniera diversa.
Il terzo e il quarto punto del dispositivo chiedono che si operi in modo che le istituzioni competenti approvino la possibilità di anticipo economico delle prestazioni tecniche da parte dei committenti beneficiari del contributo di ricostruzione e che si solleciti il Commissario straordinario per la ricostruzione per la nomina immediata del Comitato tecnico scientifico, fondamentale per risolvere innumerevoli casi particolari che i professionisti e i tecnici degli uffici della ricostruzione si trovano ad affrontare quotidianamente.
Infine, affinché si solleciti al contempo il medesimo Commissario per la l'istituzionalizzazione nei tavoli tecnici della presenza dei rappresentanti degli ordini professionali, ricadenti sul cratere anche dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria. Credo che avere i rappresentanti e gli organi degli ordini professionali di chi deve andare a fare la ricostruzione, seduti a quel tavolo, velocizzerebbe dei passaggi piuttosto che fare delle norme, poi valutarle, tornare indietro magari perché ci si è scordati di alcune cose, passaggi che oggi potrebbero semplificare una ricostruzione, che evidentemente per sovrapposizione di norme, io qui ne ho fatto uno spaccato specifico, ma riguarda anche molti altri casi, sta rallentando in maniera abnorme un processo che invece sarebbe urgente e rapido da portare a termine. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Apprezzo molto l'esposizione della Consigliera Leonardi, che ci ha letto una parte importante, però, cara Consigliera Leonardi, la mozione è datata perché quello che lei chiede è già previsto nel decreto in discussione in questi giorni alla Camera, già approvato dal Consiglio dei Ministri. E' previsto che i tecnici possano avere l'anticipazione del 50% dopo tutte le richieste che abbiamo fatto e che hanno fatto le professioni, quindi la mozione credo che non abbia in questo momento nessun valore, è da respingere dato che chiede quanto è già previsto nel decreto che dovrà essere convertito alla Camera.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Proprio in questi giorni c'è in discussione il decreto 123, venerdì prossimo mi sembra che sia la data ultima per presentare gli emendamenti.
La mozione in esame, anche se per certi versi alcuni passaggi sono superati, riaccende ancora una volta il problema all'interno di questa grande macchina burocratica che è la ricostruzione ed il ruolo dei professionisti.
Preso atto che fino adesso e credo anche in futuro, nonostante quanto previsto dal 123, i professionisti continueranno ad essere i “cirenei” di questo processo, questo è chiaro, i cirenei portano la croce e vanno in aiuto delle persone deboli, le soccorrono e si gravano di tutta una serie di problemi. I professionisti lo fanno, non so fino a quando riusciranno a portare questa croce ed a sopportarla, però onestamente non vedo lumi.
Il vero problema, e credo che ci torneremo alla luce di quello che succederà alla Camera sull'approvazione o meno di taluni emendamenti, che l’Anci e molti Comuni ..., anzi vi dico che in questo momento c'è una riunione a Palazzo Chigi, questa cabina di regia che esiste fra Sindaci e Commissario, per vedere quali sono gli emendamenti che possono essere approvati nell'ambito dell'approvazione definitiva della conversione in legge del decreto 123. Quindi, al di là delle anticipazioni o delle parcelle dei professionisti ..., guardate, tra l'altro, mi sembra che ci sia pure qualche refuso all’inizio, perché gli onorari sono del 12,5% fino a 150 mila euro di lavori, dopodiché scendono al 10% al di sopra dei 150.000, fino ad arrivare al 2,5% per importi superiori al milione.
Ripeto, la mozione va bene anche se datata perché è uno stimolo, e direi alla Consigliera Leonardi che torneremo su questo aspetto non appena verrà approvato e convertito in legge il decreto 123, perché dobbiamo tornare sull’aspetto fondamentale della ricostruzione, che è quello di affidare dei compiti suppletivi ai professionisti in modo tale che possano accollarsi una serie di certificazioni e sburocratizzare le pratiche, perché il professionista non è che sta soffrendo per il fatto che l'onorario è bassissimo, ma perché ci sono migliaia gli oneri e di responsabilità civili e penali di cui si deve caricare, e non corretto, sia per quanto riguarda la professione sia per quanto riguarda il cliente, il privato che rappresenta.
C'è un problema, ad esempio, di scadenze, perché qua ci si ostina a dire che tutto va bene madama la marchesa, al 31 dicembre tutte le pratiche dei danni lievi dovranno essere presentate, non è vero nulla, ci sono ancora migliaia e migliaia di pratiche che devono essere esperite, per cui come si fa a dire chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori al 31 dicembre ? Qui rimarranno 7/8 mila pratiche fuori, quindi non saranno ammesse a contributo? E’ assurdo. Hanno prorogato lo stato d'emergenza al 31 dicembre 2020, non vedo perché le pratiche devono essere presentate entro il 31 dicembre 2019, c’è proprio una disincrasia incredibile da questo punto di vista.
La mozione va bene e vedremo, appena approvato e appena convertito in legge il decreto 123, quello che è stato recepito da parte del Governo in termini di emendamenti che la Regione Marche con i Sindaci, mi sembra, ha già mandato e che oggi la cabina di regia presenterà ufficialmente. Poi ci torneremo sopra, per quanto riguarda l'aspetto dei mancati pagamenti ai professionisti, per la sburocratizzazione, per le date e le scadenze, per dare certezza ai nostri cittadini, i quali, quando si è in prossimità della scadenza della pratica, pensando di rimanere fuori e di non prendere il contributo che permette di sistemare i danni del terremoto da soli, vanno in fibrillazione, e non mi sembra una cosa corretta.
Per cui prendiamo atto di questo primo aspetto, vedremo cosa succede e poi ci torneremo, non vedo perché si debba votare contro la mozione, si, è vero che c'è un passaggio che ormai è superato, ma non definitivamente perché il decreto va in Aula la prossima settimana per essere convertito in legge. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Intervengo su questa mozione, prima ho fatto una battuta nei confronti dell’Assessore Sciapichetti e chiedo scusa perché l’ho fatta a microfono spento, però credo che, quello che ha detto un attimo fa il Consigliere Celani, questa mozione sia da supporto a tutte le iniziative che in questo momento sono in atto, presentate dalla Giunta, presentate dai Sindaci, presentate in questo tavolo tecnico per una valutazione complessiva del decreto che verrà approvato e che dovrà andare verso lo snellimento, speriamo, verso la possibilità di ricostruire con più facilità.
Credo che questo sia il senso politico della mozione. E’ un atto ancora valido, secondo me, perché il decreto non è stato approvato, è in fase di discussione e, proprio perché è in fase di discussione, c'è una ulteriore indicazione per valutare con più attenzione il decreto finale. Penso che questo sia il messaggio che si deve mandare a Roma e la Giunta, la Regione deve valutare se quello che ha fatto risponde all'indicazione generale della mozione, e se ci sono altri passaggi importanti per quanto riguarda la ricostruzione, che eventualmente non sono stati presi in considerazione dal momento che il decreto non è stato ancora presentato, credo che sia normale valutarli. E’ una cosa che ho già detto tante volte a questo esecutivo, a questa Giunta, il terremoto, come proposta, come ragionamento, come valutazione di quello che stava accadendo - era una considerazione bipartisan – doveva impegnare tutta la Regione, sia maggioranza che minoranza. Credo che questo sia un aspetto politico importante, di cui si poteva discutere in merito a questa catastrofe, purtroppo non è stato così, perché la maggioranza l’ha interpretato come una cosa sua.
Penso che questa mozione debba far riflettere politicamente, è stata presentata dalle minoranze per dare un contributo maggiore, importante, su un'ipotesi di futuro decreto, estremamente rilevante. Se ancora c’è chi pensa di poter ricostruire una catastrofe con le leggi ordinarie, non ci sono parole per commentare la situazione, era chiaro che si sarebbe dovuti andare fuori dai canoni ordinari, perché la cosa era talmente grave, importante e pesante per il nostro territorio che aveva bisogno di risposte collegiali e ampie rispetto a quest'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarazione di voto, chiedendo il voto e il sostegno a questa mozione, mi rivolgo all'Assessore Sciapichetti, perché mi auguro che sulla motivazione che mi ha dato preliminarmente possa cambiare idea, dato che non è valida.
Anche il Decreto Genova è stato discusso, è stato approvato nel settembre 2018, più di un anno fa e quando è stato convertito prevedeva già l'anticipazione del 50% del compenso dei professionisti.
Quello che manca e che richiedo, e per questo ho fatto l'integrazione nel primo punto, perché poteva essere non del tutto superato, ma aggiornato col fatto che il 24 ottobre è stato emanato anche il “Decreto sisma”, che a sua volta riprende quanto già previsto nel Decreto Genova, è di promuovere l'anticipo del 50%, dando una copertura diversa rispetto a quella che si presupponeva prima, quindi non la contabilità speciale, ma una voce di contributo diversa.
Assessore, rispetto a questo punto, che per quanto mi riguarda è integrato e l’ho spiegato, il decreto è in discussione, ma il Decreto Genova, che prevedeva la stessa identica cosa a più di un anno di distanza, pur essendo stato convertito, non è stato attuato, per cui siamo, se vogliamo fare sulla fiducia, pari a zero, anzi, rispetto all'esperienza pregressa dobbiamo dire che finché non c'è l'ordinanza, e qui io voglio intervenire e mi piacerebbe che fosse fatto con una voce unica, finché non si interviene sollecitando l'emanazione dell'ordinanza, il decreto non è attuativo.
Assessore, lei si è limitato a questa prima parte, però non mi dice, quindi non si capisce perché non vuole votare, se vuole che venga istituito il Comitato tecnico-scientifico che deve risolvere i casi particolari, lei non mi dice se vuole che venga ripresentato il rinnovo del protocollo d'intesa fra il Commissario straordinario e la Rete nazionale di professionisti, che è scaduta. Lei non mi dice se vuole e la proposta che faccio è che i tecnici, gli ordini professionali dei tecnici, possano sedersi a quei tavoli per snellire le procedure, perché credo che i problemi che sono arrivati a me da parte dei tecnici, siano arrivati prima a lei e li dovrebbe conoscere, quindi, incentivare e spingere in una direzione per aiutare la ricostruzione.
Non vedo perché si debba trincerare dietro un decreto che, se fa la stessa fine del Decreto Genova, potrebbe non essere mai applicato.
Assessore Sciapichetti parli dopo, non mi parli sopra perché non sento quello che borbotta e lei non ascolta quello che le dico ed anche la sua risposta, è vero che io l'ho letta perché è lunga e articolata, è composta di parti importanti dei decreti che vanno letti, perché sono tecniche.
Il tema è serio e lo sappiamo tutti, ci si può anche fare una battuta, e mi può star bene, però non comprendo perché deve trincerarsi dietro il fatto quando l'esempio palese è che l'anticipo del 50%, che era già nel Decreto Genova convertito in legge, non è mai stato applicato.
Chiedo di sollecitare il Commissario a fare l’ordinanza, qual è il problema? Inficia il lavoro che verrà fatto in Parlamento? Non credo, darà un rafforzativo nei confronti delle categorie dei professionisti che sono impegnate. Il problema è dire che non ci può essere un compenso per lo stesso professionista se fa una ricostruzione privata o pubblica, perché sono allacciati a due parametri diversi? Credo che sia una cosa di buonsenso.
Mi permetta, Assessore, mi sembra che con quella sua risposta sia lei che detta la linea alla maggioranza, le chiedo di prendere un minuto e di ragionare sul fatto che la mozione non comporta nulla contro il Governo, ma va incontro alle associazioni di categoria che hanno un problema serio. La invito, a lei e a tutti gli altri colleghi, a riflettere e a votare favorevolmente perché non toglie nulla a lei, al Governo, al Commissario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Senza nessuna polemica, senza voglia di aprire una discussione inutile in questo momento, confermo quello che ho detto all'inizio.
Comprendo le motivazioni, la buona volontà, lo spirito della Consigliera Leonardi, che in campagna elettorale deve per forza fare un comunicato stampa nei prossimi giorni per dire che il 50% è stato pagato, come già successo per il piano difesa della costa e per i sacchi, era stato già previsto, quella era una mozione pleonastica, come questa. Ripeto, tutto il lavoro che lei dice noi l'abbiamo già fatto, forse non si n’è accorta perché era distratta, però l’abbiamo già fatto in tutte le sedi, tant'è vero che abbiamo messo per iscritto, più volte, questa necessità che, come ha ricordato molto bene il Consigliere Celani, è effettiva perché i tecnici si sentono strangolati, lavorano da due anni, due anni e mezzo, e non hanno ricevuto niente. L’abbiamo fatto pervenire al Presidente del Consiglio dei Ministri, che lo ha recepito perfettamente, è in discussione in queste ore alla Camera e domani devo andare in Commissione ambiente per discutere anche di questo.
La sua mozione in questo momento è perfettamente, non vorrei utilizzare una parola pesante e offensiva, inutile, questo per quanto riguarda il discorso dell’anticipo, perché, ripeto, è finalmente previsto grazie a tutte le sollecitazioni e agli incontri che abbiamo fatto, per portarlo a conoscenza, con gli ordini professionali, con i parlamentari, con il Presidente del Consiglio, tra le altre mille problematicità che, purtroppo, il terremoto ha portato, di cui la ricostruzione risente. In tempi non sospetti tra le cose avevamo messo anche questo punto, prima ancora che lei scrivesse la mozione.
Sul Comitato tecnico-scientifico le faccio notare che anche qui arriva tardi, perché è già stato nominato dal Commissario. Anche su questo punto non c’è tempestività perché è stato già fatto dal Commissario, quindi ritengo che la mozione dovrebbe perlomeno essere ritirata in quanto a quest’ora non sortisce nessun effetto, perché tutto è stato già fatto, votare una cosa già fatta, già prevista abbondantemente, a me pare una cosa inutile. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 523/1 a firma della Consigliera Leonardi: “Al primo punto del dispositivo sono aggiunte infine le seguenti parole: ‘nonché dal decreto terremoto D.Lgs. 24 ottobre 2019 n. 123’". Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 523. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 527
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Recupero e riutilizzo dei farmaci non assunti: applicazione e finanziamento della legge regionale 3/13”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 527 del Consigliere Fabbri, che ha la parola per illustrarla.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Abbiamo una legge regionale del 2013, che prevedeva il recupero, la donazione e il riutilizzo dei medicinali in corso di validità, non assunti dai pazienti. Nel 2016 è stata emanata la legge nazionale che sposa il riutilizzo dei prodotti alimentari e farmaceutici, quindi da una parte il Consigliere Busilacchi per il settore alimentare, dall'altra io per il settore farmaceutico, abbiamo presentato due proposte di legge e in Commissione sono state abbinate ed è nata la 32, che è stata approvata all'unanimità.
Sulla legge così aggiornata e modificata inizialmente sono stati stanziati 125.000 euro, che però non sono stati spesi e sono stati riassorbiti a bilancio.
Di cosa stiamo parlando? Federfarma dice che le farmacie sul territorio marchigiano sono 509, di cui 76 sono pubbliche, abbiamo quindi una farmacia ogni 3.000 abitanti.
Nel 2018 la spesa farmaceutica marchigiana netta a carico del Servizio sanitario nazionale è stata di 218 milioni, con un numero di ricette pari a 16,5 milioni, per una spesa pro capite per cittadino di 142 euro.
Il Banco del farmaco, meritevole, fa una iniziativa per cui recupera dei farmaci in 327 farmacie a livello nazionale, di cui 6 sono nelle Marche, 4 in provincia di Macerata.
Nel 2017 i farmaci volontariamente presi dal Banco farmaceutico sono stati 113 mila in 294 farmacie, per un controvalore di 1,5 milioni, in media 14 euro a confezione.
Nel primo semestre del 2018 le 4 farmacie presenti nella provincia di Macerata hanno recuperato 1.618 confezioni, se si applicasse il tasso medio di restituzione e reimpiego del 2017, che potrebbe essere grandemente implementato se la Regione si impegnasse ad applicare la normativa vigente, e se riuscissero ad aderire all'iniziativa tutte le farmacie marchigiane, si potrebbero raccogliere e riutilizzare farmaci per 2,5 milioni all'anno, quindi, l'applicazione puntuale di questa normativa potrebbe portare milioni di risparmio per le casse, dato che siamo qui ad elemosinare le decine di migliaia di euro per le varie iniziative e non sfruttiamo una normativa già esistente dal 2013, attualizzata e approvata all'unanimità un paio di anni fa.
La normativa attuale, all’articolo 2, prevede che la Giunta, entro 90 giorni, approvi un regolamento di attuazione - di cui effettivamente non c'è traccia - che definisca le caratteristiche dei medicinali idonei al recupero, le modalità di recupero, individui le verifiche sui medicinali e sui soggetti che operano il recupero e il riutilizzo dei medicinali, individui i punti di raccolta - abbiamo oltre 500 farmacie - garantendo così una distribuzione uniforme sul territorio regionale. Le Asur devono stipulare delle apposite convenzioni e degli accordi per poter applicare questa normativa.
Ci sono anche delle campagne di informazione previste all'articolo 3, che non sono state fatte, addirittura, visto che era un argomento pressante, sul quale ci volevamo impegnare come Consiglio, avendolo votato all'unanimità, l’Asur a cadenza semestrale doveva elaborare una nota da consegnare alla Giunta, con la quale la Giunta a sua volta doveva predisporre una relazione sui risultati dell'attività regionale svolta, da presentare semestralmente alla Commissione competente. Inoltre, andava elaborata una nota di farmacovigilanza da presentare annualmente all'Assemblea legislativa, di tutto questo non c'è traccia. L'articolo 5 chiede di istituire un sistema informativo regionale sui medicinali inutilizzati.
L'applicazione di questa normativa darebbe grande impulso all'economia circolare, preverrebbe la creazione di rifiuti, e i farmaci sono rifiuti speciali, quindi alquanto costosi da smaltire, ingenererebbe risparmi economici perché il farmaco non utilizzato viene riutilizzato, non acquistato nuovamente, creerebbe un alto tasso di sensibilizzazione verso le istituzioni, le farmacie e tutti cittadini, ed essendo la distribuzione data anche ai cittadini in difficoltà dal punto di vista economico, potrebbe aiutare e svolgere anche un sostegno sociale.
Infine, voglio puntualizzare il fatto che con una risoluzione approvata a giugno e una seconda risoluzione approvata ad aprile, sempre del 2019, chiediamo alla Giunta di inserire nel piano delle performance, relativo al personale dirigente, l'attuazione della normativa vigente, giusto per renderlo concreto, quindi ad oggi abbiamo tutti gli strumenti necessari per chiedere un impegno fattivo e concreto sull'applicazione di questa normativa alla Giunta.
Il dispositivo della mozione riassume quello che occorre fare per applicare la normativa, che ritengo molto utile, quindi: l'emanazione del regolamento attuativo, le campagne di informazione e sensibilizzazione presso i comuni e le farmacie, la relazione sui risultati delle attività di volta in volta svolte, la nota di farmacovigilanza e l'istituzione del sistema informativo, il rifinanziamento della normativa, perché i soldi che erano stati assegnati non sono stati spesi, in quanto la norma non è stata applicata, vigilare perché l'Asur stipuli le convenzioni di cui alla normativa, ed ho fatto riferimento allo specifico articolo, giustamente, per spingere la Giunta ad applicare la legge esistente che è stata aggiornata e all'unanimità approvata dal Consiglio un paio di anni fa, inserire nel piano delle performance a carico dei dirigenti, come richiesto già nelle due risoluzioni, l'applicazione di questa norma che potrebbe generare con i dati del 2017 2,5 milioni di risparmio all'anno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Fabbri e voterò a favore. Non so se il Presidente Giacinti mi consente di parlare a nome di tutti i colleghi di maggioranza, noi voteremo a favore di questa mozione, ma voglio dire al Presidente Mastrovincenzo una cosa molto grave, perché questa del Consigliere Fabbri è l'ennesima riprova che ..., io faccio il Consigliere regionale da 9 anni e in questi 9 anni, Presidente Mastrovincenzo, con alcune rare eccezioni, ho avvertito i dirigenti della Giunta regionale rispetto all'applicazione di leggi regionali di origine consiliare non come collaboratori, ma come una controparte. E' indecente che ci siano uomini dello Stato, pagati profumatamente per svolgere le loro funzioni, che hanno l'esclusivo interesse di applicare le leggi regionali solo quando sono portate in Aula dal proprio Assessore, per cui viene da pensare che questi signori anziché svolgere la loro funzione, hanno l'esclusivo interesse a mantenere la loro poltrona. Credo che dovremmo intraprendere un'iniziativa formale di protesta, perché non è possibile che ci sono leggi finanziate di origine consiliare che aspettano da anni un regolamento, che rischiamo di perdere dei soldi, di perdere risorse perché c'è altro di meglio da fare. Queste sono leggi che impegnano i cittadini e in prima battuta dovrebbero impegnare i dirigenti della Giunta regionale nel farle applicare. Non a caso utilizzo questo tono, scusatemi, ma mi sono veramente rotto le scatole, ci sono alcune leggi su cui ripetutamente io o altri colleghi abbiamo fatto interrogazioni per far sì che cose che magari sono state approvate all'unità ... Prendo ad esempio il caso del registro tumori, lo dico al microfono, riguarda la scorsa legislatura e non ho timore di smentita, è una legge che facemmo nel 2012 e che ha trovato attuazione, credo, forse in questi ultimi mesi. E' un tema su cui muoiono le persone ed abbiamo avuto difficoltà a far capire chi prendeva la PO, è chiaro? Quando si continuerà a parlare di questo tema e quando si ripresenterà, continuerò ad usare questo tono e farò una conferenza stampa dicendo nomi e cognomi dei dirigenti della Regione Marche che bloccano i lavori del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Su questo prendo spunto dal suo intervento per dire che scriverò personalmente una lettera alla Segretaria generale della Giunta affinché richiami i dirigente a seguire i provvedimenti legislativi approvati in sede consiliare, proposti dai gruppi consiliari o da singoli Consiglieri.
A breve scriverò questa lettera per chiedere maggiore attenzione, disponibilità e coinvolgimento nei confronti di dirigenti per quello che compete alla Segretaria generale.
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Mi sorprende un po’ questo tono, mi consenta, Consigliere Busilacchi, quello che lei ha detto in Aula è piuttosto grave e purtroppo non c'è l'Assessore competente, né il delegato Consigliere Talè, per difendere le funzioni e il ruolo dei dirigenti. Sono la prima a dire che le leggi non vengono attuate, che quindi è anche inutile presentare, lavorare, parlare ore di mozioni che poi non vengono mai attuate, visto che non vengono attuate le disposizioni legislative, però, da qui ad accusare i funzionari di star lì solo per scaldare la poltrona o rimanere attaccati alla poltrona, secondo me ce ne corre.
Un approccio costruttivo, e lei mi insegna essendo qui da 9 anni, sarebbe quello di parlare direttamente con i funzionari, perché in alcuni casi, magari, le proposte avanzate da questo Consiglio sono un po’ troppo pretenziose, dall’altra parte ci potrebbe essere incapacità, ma se si vuole ottenere il risultato di portare a casa l'attuazione della legge, secondo me, l'approccio dovrebbe essere un po’ più costruttivo.
Mi sorprende che a fine mandato sia io a dirglielo, si sono ribaltati quasi i ruoli, però in questi quattro anni e mezzo mi hanno insegnato che è inutile stare lì a sbattere i pugni sul tavolo, ma bisogna rimboccarsi le maniche e andare a parlare con i diretti interessati, per far sì che le leggi vengano attuate, sempre in una maniera costruttiva, perché a farne le spese sono non solo i cittadini, ma gli stessi funzionari e anche noi Consiglieri regionali, perché siamo tutti sulla stessa barca e tutti quanti dobbiamo usufruire di un servizio sanitario regionale che funzioni. Invito a riportare la discussione a quando sarà presente l'Assessore o il Consigliere delegato Talè perché secondo me è più corretto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Approfitto dello spunto offerto dal Consigliere Busilacchi e capisco anche il suo sfogo perché questo argomento non è la prima volta che arriva in Aula.
Sto anche sulla riflessione che ha fatto la Consigliera Pergolesi, sarebbe sbagliato generalizzare, ma è altrettanto sbagliato per chi riveste la nostra funzione di Consiglieri regionali, a prescindere di destra o di sinistra, non denunciare determinate situazioni, determinati fatti quando avvengono, perché quei fatti avvengono, a me sono capitati come sono capitati ad altri. Non è una questione di collaborazione e di buona volontà, chiedere per un Consigliere regionale è obbligatorio, è un principio che gli assegna la legge, quello della funzione di controllo, oltre a quello di indirizzo, che si esplicita maggiormente quando si è forza di maggioranza, ma c’è anche una funzione molto importante per i Consiglieri di minoranza che è quella di controllo.
Se un Consigliere chiede un accesso agli atti, se un Consigliere chiede delle informazioni, il dirigente non deve chiedere il permesso all'Assessore se darle o meno, quelle informazioni devono essere date, questo fa parte della funzione che la legge attribuisce ai Consiglieri regionali, anzi è un principio che ci assegna la nostra Costituzione.
Bene ha fatto il Consigliere Busilacchi, perché lo conosco e so che parla sempre con cognizione di causa, quindi su quello che è accaduto, bisognerà vedere realmente come stanno le cose. Approvo anche l'iniziativa che prenderà il Presidente Mastrovincenzo perché non tenere informato il Consiglio regionale su determinate tematiche ... Vedete, quando una legge è approvata, è legge, lo è prima di tutto per coloro che devono applicare un regolamento, qui ci sono delle leggi approvate 7 o 8 mesi fa, è capitato anche a me, e ancora non si sa chi dovrà attuarle, perché senza il regolamento - che in Parlamento chiamano decreti attuativi - non possono attuarsi.
La funzione principale dell'Assemblea legislativa è quella di fare le leggi, la cosa che mi ha meravigliato più di tutte quando sono arrivato in quest'Assemblea legislativa, è che bisogna continuamente ricordare Montesquieu, l'esecutivo fa una cosa, il legislativo ne fa un’altra, la legge separa i poteri e devono rimanere separati, ognuno ha le sue prerogative. Questo è l'abc della democrazia, quindi, grave se accadono quelle cose che ha denunciato il Consigliere Busilacchi, ma adesso con l'iniziativa del Presidente Mastrovincenzo credo che non dovremo avere timore e paura di andare nel dettaglio di queste situazioni che poi penalizzano tutti i marchigiani, non penalizzano noi, Consiglieri regionali, perché alla fine siamo tutti abbastanza maturi, questa è un’Assemblea importante e non si arriva qui se si è uno sprovveduto, sappiamo come far valere i nostri diritti, ma quelle mancate attuazioni danneggiano i cittadini marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Colgo l'occasione dello sfogo del Consigliere Busilacchi e della riflessione del capogruppo Urbinati, per sottolineare la bontà di quella legge elettorale che ultimamente abbiamo rivisitato, nella parte specifica dove abbiamo previsto l'incompatibilità tra Assessori e Consiglieri e non, come qualcuno può pensare, per aumentare il numero di posti disponibili o la spesa, ma proprio per andare ad incidere alla radice su tematiche essenziali, come quella della separazione, non dei poteri che pure tale è, del ruolo e sulla restituzione totale della funzione legislativa a questa Assemblea.
Le Regioni sono nate come Assemblee legislative, e il nome non è casuale, purtroppo o per fortuna, dico purtroppo perché rispetto alle premesse iniziali, strada facendo, l'iter ha portato queste Assemblee ad essere sempre più enti gestori di diverse questioni ed anche le riforme rimaste incompiute, come quella delle Province, hanno aumentato ed incrementato le funzioni attribuite agli enti regionali, per cui ancora di più, laddove la Regione ha acquisito una funzione gestoria, stride questa minore separazione fra il ruolo di Consigliere e quello di Assessore, per cui colgo questa modesta occasione, ma significativa, per sottolineare che quell'aspetto che ha incontrato i favori di quest'Aula, nel modificare la questione relativa all'incompatibilità, cosiddetta sospensione delle funzioni tra l'Assessore e Consigliere, è quanto mai attuale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Fabbri ci ha portato su un altro ordine del giorno, ma ormai questo stiamo discutendo in un'Aula sorda e grigia, ridotta nei suoi componenti, perché siamo rimasti in pochi, ma accalorati.
Presidente, ho sollevato questa questione in relazione alla legge dell'agricoltura nel 2015, ho salutato con grande favore la costituzione del Comitato per la valutazione delle leggi perché l'unica cosa che avevo capito io è quella che in effetti non fa prevalentemente, cioè vedere qual è lo stato non delle legislazioni applicate, ma di quelle non applicate, Nella Commissione Regolamento avevamo discusso di questo ed avevo capito che era solo questo il ruolo, anche perché era quello avevo in testa.
Presidente, io le darei qualche mandato preciso dentro questa mozione senza però nessun atto formale perché siamo galantuomini, persone per bene e ci intendiamo.
L'attuazione delle leggi spetta all'esecutivo e che l'esecutivo a volte sia ostaggio della burocrazia non è un dato nuovo, risale al 1861, quando le burocrazie degli Stati preunitari diventarono le padrone delle politiche, dal sud fino al centro, quindi non è una novità e ci sta anche la denuncia che ha fatto il Consigliere Busilacchi, però spetta all'esecutivo, qui c'è la responsabilità politica e basta, perché spetta all'esecutivo.
Personalmente, Consigliera Pergolesi, non vado a raccomandarmi da nessuno, non vado a fare le stradelle, non le ho fatte mai, lo dico apertamente e sfido qualsiasi dirigente di questa Regione a dire che sono andato lì per, semmai per chiedere un chiarimento, questo sì, perché non ho la presunzione di capire tutto, anche se capisco quasi tutto, ma non tutto, però non vado a fare le stradelle per andarmi a raccomandare: “Mi applichi la legge”. Questa è una cosa che deve fare l’Assessore, che deve dare indicazioni precise, lo dico perché dal 2010 al 2013 sono stato preso in giro come Assessore ai servizi sociali e famiglia e ricordo qualche battuta simpatica dell'allora Presidente della V Commissione che mi prendeva in giro perché ero uno dei pochi Assessori che si faceva vedere, probabilmente perchè venivo da una tradizione parlamentare nella quale il Ministro o il sottosegretario c'era e non si approvava nessuna legge se mancava il rappresentante Governo, che doveva dire in quella sede: “Questa legge è una scemata, bisogna modificarla, non è applicabile, non c’è copertura” e noi Commissari ci fermavamo e se vedevamo che la legge non avrebbe trovato un gradimento nell'applicazione dell’esecutivo si mediava, si ragionava, non si facevano forzature, ma io questa presenza non l’ho vista quasi mai, e poi vengo al Consigliere Giacinti.
Che le leggi siano sbagliate, o siano incomplete, o siano inutili, o siano marchette elettorali dei Consiglieri, ci deve essere qualcuno che ce lo viene a dire, fino a prova contraria è una legge, che deve essere applicata e portata ad esecuzione.
Il Comitato di valutazione, l’ho già suggerito in altre occasioni al Presidente Consigliere Busilacchi e oggi al Presidente Consigliere Zaffiri, faccia questo tipo di ricognizione, Presidente, che esca da noi, esca dall'Assemblea legislativa delle Marche l’iniziativa, ci vuole un'ora a farla, mi metto a disposizione, se non c'è nessun impiegato che lo fa, mi metto a disposizione del Segretario generale, o di chiunque, mi metto a guardare tutte le leggi dal 2010 ad oggi, saranno poche centinaia, poi si vedono subito quelle che sono nuove e necessitano di applicazione, è una scrematura che si fa in un’ora, una spunta come quella dei bambini piccoli, poi su quelle su cui ci sono dei dubbi d’esecuzione si va a fare un approfondimento e si stende un elenco. Può essere fatta anche un'ulteriore scrematura da parte del Comitato per la valutazione sulle leggi e successivamente si produce un elenco in Aula, come si fa in tutte le inchieste serie, il Presidente del Consiglio, dell'Assemblea, porta un elenco di tutte le leggi che non hanno visto neanche uno iota, una parolina che dice che questa legge deve essere fatta.
In elenco ne ho almeno quattro di quelle che ho presentato in questi anni, per esempio non so che fine ha fatto la legge sul bullismo, non so che fine ha fatto la legge sul servizio civile anziani, non so che fine ha fatto la legge sull’agricoltore custode del territorio, non so che fine ha fatto la legge sul marchio per l'impresa sociale, cioè il marchio che viene dato alle imprese che lavorano a favore …, ecco, me ne ricordo a memoria almeno quattro perché le ho tutte lì e tengo l’elenco. Ci vuole un attimo a fare questo lavoro, quindi mi auguro, Presidente - adesso avremo un periodo lungo, 15 giorni di fermo - che la prossima volta possiamo avere questo elenco, semplicemente un elenco, in modo che ognuno di noi dia un’occhiata e poi con l'Assessore competente, perché voglio essere sempre positivo, ci mettiamo lì e chiediamo cosa manca a quelle leggi.
Vengo al ragionamento del Consigliere Giacinti che si è introdotto in maniera interessante reclamando e rivendicando una scelta. Bene, la vera questione sarebbe stata aumentare il numero degli Assessori, perché avere sei Assessori, che non siano Consiglieri, secondo me, cambia poco, quello che manca è il numero e la disponibilità. Per quello che mi riguarda un Assessore lavora dal lunedì alla domenica, io l’ho fatto e l’avrei continuato a fare, e non faccio più l’Assessore per un motivo molto semplice, e non l’ho fatto quattro anni e mezzo fa anche se mi è stato proposto, non lo faccio per il semplice fatto che non voglio lavorare dal lunedì alla domenica, voglio lavorare quello che lavora un Consigliere e voglio fare politica, è una scelta che ho fatto, ma un Assessore dovrebbe lavorare il suo tempo, dedicando il sabato e la domenica per le rappresentanze e poi dal lunedì al venerdì negli uffici, a Roma, o quello che è. Capisco che rispetto ai dieci Assessori che eravamo noi, con l'aggravante del terremoto, è una cosa madornale anche perché il terremoto non ha riguardato solo il Presidente e l’Assessore Sciapichetti, ma trasversalmente tutti i settori.
Quale potrebbe essere il vantaggio di questa riforma? Avremo più Consiglieri, che magari ci può consentire di avere un Comitato di valutazione delle leggi senza avere un Consigliere che sta in due Commissioni. Qui il Consigliere Giancarli è un iper presenzialista, ha due Commissioni e il Comitato di valutazione, è chiaro che qualche volta gli si sovrappongono gli orari, finisce una cosa e ne deve cominciare un'altra, poi l’esperienza sopperisce alla necessità di approfondire gli argomenti e quindi riesce a seguire tutto. Potremmo arrivare con 30 Consiglieri puliti, diciamo, senza altri impegni, ad avere massimo un Consigliere impegnato in due Commissioni, per il resto, ci sarà qualche problema per la minoranza, visto che avete voluto insistere per portare addirittura a 20 il numero dei Consiglieri di maggioranza che mi sembra (19 più il Presidente) una cosa un po’ eccessiva. I Consiglieri di minoranza, essendo soltanto 11, saranno un po’ affaticati a garantire una presenza dappertutto, mi sembra un po’ squilibrato, se dovessimo tornare sulla legge, Consigliere Giacinti, tornerei a dire che magari quel premio scatti sopra il 50%, ma sotto un certo livello ..., forse 18 Consiglieri di maggioranza sono più che sufficienti, però si liberano energie del Consiglio, quindi possiamo aumentare la capacità e la possibilità del Consiglio di svolgere questa azione di ispezione e di controllo con una sollecitazione puntuale alla stessa Giunta. Cito i fatti storici, il Presidente Spacca, negli ultimi due anni del suo mandato, nominò un sottosegretario che seguiva alcune attività del Presidente, un suo delegato, non era delegato per un settore specifico, ma per tutto. Potrebbe esserci un sottosegretario incaricato dei rapporti con il Consiglio regionale, che segue ad esempio il monitoraggio delle leggi, fa questo tipo di attività complementare, che magari il Presidente in prima persona non può fare.

PRESIDENTE. Raccolgo l’invito del Consigliere Marconi in questo senso, il Regolamento interno prevede all’articolo 42, comma 4, una relazione consultiva da parte del Comitato sull'attività da esso svolta. Mi rivolgo al Presidente Zaffiri in questo senso, adesso il Comitato è impegnato in una attività valutativa di altro genere, ma magari potremmo pensare di lasciare lo spazio di una seduta del Consiglio regionale da dedicare a questo tipo di approfondimento, dopo l'esame del Comitato, sulle sollecitazioni che ha evidenziato il Consigliere Marconi, magari nelle prossime settimane. Penso che sia la cosa più corretta.
Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Intervengo per fatto personale, perché io le passerelle per raccomandarmi, Consigliere Marconi, non le ho mai fatte, anzi, semmai, sono stata coinvolta ed è stato chiesto il mio aiuto per attuare alcune questioni che non trovavano la luce in fondo al tunnel.
Detto questo, vorrei ricordare che sono quattro anni che lamentiamo la non approvazione delle leggi, tant'è che una delle nostre prime proposte, mia in particolare, è stata quella dell'attuazione e della modifica della legge sui disturbi autistici e quella era una legge approvata a maggioranza, mai attuata dal 2014.
Se questo approccio, come lamentate voi che siete qui da diversi anni, quasi 10, non ha funzionato finora, tant'è che lei stesso quando era Assessore non riusciva a ottenere le cose, evidentemente ne serve un altro.
Ben venga la distinzione tra l'esecutivo e chi dà l'indirizzo politico, tant'è che anche questa è stata sempre una delle nelle mie battaglie qui in Consiglio, però a un certo punto, se si vuole ottenere l'obiettivo si cerca anche un modo di elaborare una strategia che funzioni, perché in alcuni casi sappiamo benissimo che su alcune tematiche, anche molto complesse, specialmente nel settore sanitario, gli uffici del Consiglio non sono in grado, magari, di elaborare delle indicazioni legislative, non dico specifiche, che possano essere attuate, o che magari non siano in contrasto con altri tipi di norme, anche a livello nazionale ed europeo. Qualche difficoltà abbiamo anche noi, come Consiglio regionale, nella predisposizione degli atti, dall'altra parte, come giustamente lei ha detto, mi fa piacere che era un Assessore presente in Commissione, perché è giusto così, l'esecutivo e chi dà le linee di indirizzo devono sedersi attorno a un tavolo e ragionare sui passi attuabili, concretizzabili, altrimenti facciamo delle leggi impossibili. In alcuni casi gli uffici si trovano, non dico che questo sia l'ordinario, in difficoltà, vedi la questione dell’attuazione della sperimentazione in loco della produzione della cannabis, un'altra legge che abbiamo approvato all'unanimità. Allora, posso arrabbiarmi con il funzionario o posso intervenire attraverso la parte politica al Governo, per cercare di incentivare una sperimentazione o un tavolo di confronto, dall'altra parte, se è un problema di accesso agli atti o di accesso alla documentazione, va anche capito qual è il gap, se è un problema magari di anagrafe che non funziona. Si è parlato di registro tumori, ricordo che il report sullo stato di salute della popolazione doveva essere pubblicato l'anno scorso, quest'anno ci doveva essere, addirittura, il secondo, ci ho messo 20 giorni per ottenerlo e per farlo pubblicare un altro mese e mezzo.
Non a caso questo venerdì verrà presentato il registro tumori, perché c'è stata l'insistenza di persone come me che sono andate a bussare, non per raccomandarsi, ma per chiedere: "Qual è il problema? Perché non viene fatto? Era previsto questo, riusciamo a tirarlo fuori”, un approccio un po' più umano, torniamo ad essere un po' più umani, poi se c'è da “scornarsi” magari per le prossime elezioni regionali, facciamolo, ma facciamolo su altri temi , non su quelli che riguardano la salute.
Chiusa parentesi, vorrei ritornare all'ordine del giorno a parlare di farmaci perché si è divagato un po’ e mi scuso anche con il Consigliere Fabbri.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Intervengo per fatto personale. Non ho mai detto, e vorrei che risultasse a verbale, che la Consigliera Pergolesi va in giro per gli uffici a fare marchette sulle leggi, mai detto questo. Ho detto semplicemente che, per quanto mi riguarda, quello è un tipo di approccio che non condivido.
Resta il fatto, Consigliera Pergolesi, che se qualcuno, o qualche funzionario, dopo aver ricevuto l'ordine di un Assessore per l'applicazione di una legge mi chiama e mi dice: “Consigliere Marconi, lei è stato relatore di maggioranza e proponente, vogliamo vederla insieme?”, io ci vado, non mi sono mai rifiutato di farlo, ma che io mi debba mettere in fila o addirittura chiedere l'appuntamento, perché poi non è che il dirigente lo trovi sempre in ufficio, giustamente gira ed io mi devo mettere lì a raccomandarmi, questo no. Però non ho detto mai che lei l’ha fatto, ho detto semplicemente che questa è una procedura che io non ho usato, poi per chi lo fa può essere anche una procedura più che legittima, non lo metto in discussione, ognuno segue il suo metodo, ho detto semplicemente che io non l’ho fatto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Per puntualizzare il focus di questa mozione, perché la non applicazione di questa importante legge sull'utilizzo dei farmaci è, a mio avviso, particolarmente grave, in quanto abbiamo quantificato il risparmio che è di almeno 2,5 milioni all'anno, che non è poco se consideriamo che i fondi strettamente regionali, da bilancio, studiate le singole voci, che noi gestiamo liberamente, sono 300/400 milioni su 3/4 miliardi l’anno, quindi non è assolutamente poco.
Nella fattispecie il Comitato di valutazione ha già fatto il suo report in cui viene evidenziata una differenza di applicazione se la legge viene dalla Giunta o dal Consiglio, un'applicazione minore se viene dal Consiglio, ha visto che ci sono delle difficoltà di applicazione della normativa se richiede regolamenti, bandi, eccetera - una serie di atti che gli uffici devono fare - ha certificato la difficoltà degli uffici nell’applicazione di leggi che sono multidisciplinari.
Dalla discussione di quel famoso report del Comitato di valutazione è nata la Risoluzione n. 91 del 2019, proprio per questo motivo qui, perché lo studio aveva portato esattamente alla conclusione che il Consigliere Busilacchi ha sottolineato.
Nella fattispecie di questa norma come Commissione avevamo ascoltato gli uffici, avevamo ascoltato il Banco del farmaco, avevamo ascoltato altre realtà dell’associazionismo, la legge era stata valutata come applicabile, non c’era nessuna richiesta strana, tant’è che dei privati la applicano in maniera volontaria, la applicano, l'ho detto prima, con 1,5 milioni di euro di risparmio a livello nazionale, quindi, non bisogna inventare niente, bisogna che questo processo virtuoso sia istituzionalizzato.
Quando per sollecitare l’applicazione di questa normativa presentai un’interrogazione, che era un po’ provocatoria perché chiedeva alla Giunta di verificare se era soddisfatta del grado di applicazione della legge, che sapevo non applicata, l’Assessore Sciapichetti mi rispose, con una nota scritta dal dirigente, che si diceva soddisfatto perché c’era il Banco del farmaco che recuperava qualche centinaia di scatolette, io mi arrabbiai e dissi che era una risposta vergognosa ad un’interrogazione e chiesi, e andate a vedere le registrazioni, la sostituzione del dirigente che aveva fatto leggere una risposta, così vergognosa nei confronti del Consiglio, dall'Assessore.
Dietro c’è tutta una storia sulla mancata applicazione di questa legge utile per i cittadini.
Ricordo una riflessione del Consigliere Marconi fatta in quest’Aula che diceva: "Io presento una legge, che è a firma mia, la legge è mia, è del Consigleire Fabbri, ma quando viene discussa ed approvata dalla Commissione, la legge diventa della Commissione che ha dentro maggioranza e opposizione. Poi quando arriva in Aula e viene approvata, è una legge di tutta l’Assemblea. Nel momento in cui viene applicata la legge è del cittadino che usufruisce dei benefici della norma. La politica deve essere questo, non la gestione del potere, non la distribuzione delle PO, non il fatto che mi devo raccomandare quattro o cinque volte, a volte succede a volte no, con il dirigente per essere ricevuto, o devo sollecitare il Presidente Mastrovincenzo perché alla scadenza dei 30 giorni l’accesso agli atti non ha avuto risposta.
Colleghi Consiglieri, riprendiamo le redini della politica, riprendiamo la nostra dignità, la nostra onestà intellettuale, compito del dirigente è quello di applicare la legge che gli è stata data, e su quella cosa deve essere gratificato o non gratificato, ecco perché le due risoluzioni che ho proposto io, ma le avete poi firmate tutti, sono passate all’unanimità, chiedevano di inserire nel Piano delle performance questo metodo di giudizio perché, come dice il Consigliere Marconi, se è dal 1861 che la burocrazia impera, abbiamo anche visto che siamo strangolati dalla burocrazia, che sono 20 anni che questo Paese è fermo.
C’era un servizio alla TV che faceva vedere come in Cina in una sola notte mettono chilometri di ferrovia ad alta velocità, noi qui abbiamo la realizzazione media di un’opera pubblica in 14 anni, allora, o siamo qui per cambiare e migliorare qualcosa oppure giustamente le persone da fuori sviluppano un sentimento di antipolitica ed è per questo che il Movimento 5 Stelle è nato, lo ricordiamo.
Questa è una mozione che non doveva esistere, ma dopo due anni dall’approvazione all’unanimità della legge, dopo una risposta ad una interrogazione “rimbalzata”, mi sono sentito di farla per rimettere per la terza volta, nero su bianco, all’ordine di questa Assemblea la necessità di recuperare la dignità, come istituzione, di applicare una normativa che va a favore dei cittadini e fa risparmiare dei gran soldoni.
Non parliamo della Tabella C dove ci sono le voci da 5, 10, 15 mila euro, che noi combattiamo e non abbiamo mai applicato in vita nostra, si parla di 2,5 milioni all’anno di risparmio e di un’azione sociale da fare su una difficoltà tecnica pari a zero perché c’è il Banco del farmaco, viva lui, che già lo fa in maniera volontaria.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Voterò a favore, però colgo l’occasione di questa dichiarazione di voto per dire due cose. Primo, non ho parlato in generale di leggi che non trovano applicazione, ma della differenza tra l’applicazione delle leggi di provenienza di Giunta e quelle di provenienza di Consiglio regionale, per questo avanzerei la proposta, visto che lei ci lavorerà, che nei premi delle performance, che noi diamo ai dirigenti, sia dedicata una quota alla valutazione di quante leggi di derivazione consiliare trovano seguito, altrimenti il rischio è che quelle che vengono dalla Giunta procedono spedite, quelle del Consiglio rimangono ferme e se rimangono ferme la cosa che non va bene.
Consigliera Pergolesi mi riferisco a quello che lei ha detto, dopo che una legge è diventata legge, a quel punto spetta ad altri applicarla, non è possibile che un Consigliere debba fare per anni interrogazioni per sollecitare qualcosa che è legge dello Stato, perché è legge, sono norme che hanno un valore cogente, esulano dalla nostra attività, e se quelle leggi sono norme della nostra legislazione, evidentemente sono applicabili. Alcune sono a costo zero, faccio l'esempio della legge sulla celiachia, di cui ero primo firmatario, che ancora è inattuata, non comporta niente, dobbiamo prendere un software dalla Regione Umbria, basta, e ancora sta lì perché c’è altro da fare. Quella sull’autismo non è vero che non è stata applicata, è stata applicata per alcune parti, per individuare la sede dell’età evolutiva dell’autismo sono passati alcuni anni, lì bastava fare un atto, individuare una sede.
E' evidente che dobbiamo fare più attenzione a che il nostro lavoro sia efficace anche per quanto attiene alle disposizioni attuative, è vero che è nostra prerogativa quella degli atti ispettivi, ma non può occupare il 100% del nostro lavoro verificare che tutte le leggi, che già sono legge, trovino esecuzione perché si va avanti nel frattempo, cerchiamo di occuparci di altre problematiche, perché sono tanti i problemi dei cittadini marchigiani.
Per concludere, Presidente Mastrovincenzo, credo che sarebbe utile legare le performance all’attuazione delle leggi di origine consiliare.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Vorrei dichiarare il mio voto favorevole rispetto a questa mozione perché il problema che pone è vero e reale.
Sono tantissime le leggi regionali che abbiamo approvato mettendo i soldi e buttandoli nel mare, questa è la verità, perché una volta che mettiamo delle risorse a bilancio non possono essere utilizzate, fanno parte del bilancio e vengono persi annualmente, quindi noi buttiamo nel mare annualmente milioni di euro. E' una cosa scandalosa buttarli nel mare perché non siamo in grado di fare i bandi e di dare attuazione alle leggi. Questa cosa mi trova favorevole perché è scandalosa e sono d’accordo di inserire, se possibile, questa è l’unica cosa che conta qua dentro per quanto mi riguarda, nel piano della performance il fatto di non far scadere le leggi, vale per tutti i servizi, dopodiché se un dirigente, un servizio, si rende conto che non è attuabile lo scrive: “Guardate ragazzi, non è attuabile”, quindi noi prendiamo i soldi e li mettiamo da un’altra parte, perché ci sono leggi che sono attuabili in 5 minuti che non hanno soldi, leggi che non sono attuabili che hanno i soldi, è un cortocircuito.
Mi trovo favorevole rispetto a questa mozione ed è una questione che deve finire perché non si può andare avanti co
sì, sono anni che seguo tre o quattro leggi, mai partite, con i soldi per nessuno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Brevemente per dare il voto favorevole anche di Fratelli d’Italia a questa mozione.

Mozione n. 527. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 531
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Pergolesi, Giorgini, Maggi
“Mancanza di un Report regionale sui siti contaminati”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 531 dei Consiglieri Fabbri, Pergolesi, Giorgini, Maggi.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Abbiamo una anagrafe sui siti contaminati che l’Arpam predispone insieme agli uffici, io ho colloquiato con gli uffici ed ho approfondito la questione ed effettivamente manca un report che illustri qual è lo stato ambientale della regione, mentre in altre regioni viene fatti.
La mozione è molto semplice perché chiede che venga fatto e gli uffici hanno tutti i dati di base per poterlo fare, un report regionale che inquadri le problematiche ambientali della regione rispetto al rischio di esposizione da parte dei cittadini ai contaminanti presenti nei siti contaminati.
I siti contaminati sono stati denunciati nel corso degli anni ed hanno superato quota 1.000, la metà sono già bonificati e non danno problemi, altri ripartiti tra il 20 ed il 30% sono in via di risanamento.
Noi abbiamo due situazioni che sono importanti: da una parte l’Api e dall’altra parte il bacino del basso Chienti, nel quale c’è una concentrazione di siti ragguardevoli, uno è regionale e l’altro nazionale, poi all’interno del territorio sono sparpagliati 86 siti di varie dimensioni, però sono puntiformi.
Produrre un report che di anno in anno consenta al cittadino di sapere come le bonifiche vanno avanti, che i problemi sono stati risolti, quali altri nuovi siti si sono scoperti all’interno del proprio comune, della propria provincia, potrebbe essere un buon quadro della situazione anche per far riferimento ad una crescita culturale nel settore, dato che abbiamo inquinamenti composti da metalli pesanti, da organoalogenati e altro, quindi per sviluppare una coscienza da parte sia dei lavoratori, sia degli imprenditori, sia dei cittadini verso l’utilizzo di sostanze pericolose, e una certa azione di prevenzione.
L’azione che chiede questa mozione è molto semplice perché con questo report annuale, che fa il quadro ambientale delle situazioni di compromissioni ambientali all’interno della regione, con particolare riferimento alla salute dei cittadini, sia la Regione, che il cittadino, che le istituzioni possono trovare particolare giovamento anche dimostrando tutte le attività e i soldi pesanti che vengono investiti in queste attività, che giustamente occorre sempre più incrementare perché vogliamo lasciare un territorio sempre più pulito, evitando che ci siano situazioni di compromissione che poi minano la salute dei nostri figli.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 531. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta è terminata alle ore 15,35



Allegato A

Testo di cui è stata richiesta la pubblicazione al resoconto della seduta odierna
(Art. 55 comma 2 del R.I.)
Risposta all’interrogazione n. 876


Si premette che in merito al quesito dell'interrogazione "per sapere nei dettagli qual è lo stato di attuazione della mozione n.406 approvata dall'Aula in data 5 febbraio 2019 e, in particolare, quali iniziative formative sono state avviate e di quanti effettivi è stato aumentato l'organico al fine di aumentare i controlli e diminuire il più possibile gli infortuni sul lavoro", si precisa quanto segue:
la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta una priorità del governo regionale. Il Piano regionale della prevenzione 2014/2019 comprende un programma specifico, con diverse linee progettuali, ed obiettivi strategici che riguardano il contrasto ai rischi per la salute dei lavoratori. Nel prossimo Piano regionale della prevenzione 2020/2025 questa programmazione verrà ulteriormente sviluppata.
Per quanto riguarda il dettaglio delle attività, sono state attuate quelle istituzionali previste dall'articolo 7 del D.Lgs 81/08, per la gestione e il coordinamento delle azioni inerenti la programmazione coordinata degli interventi di controllo e prevenzione nei luoghi di lavoro attraverso il Comitato di coordinamento regionale:
1) L'Ufficio operativo, coordinato dalla PF prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro ARS e composta da rappresentanti dei vari enti con funzioni di vigilanza (Asur, ITL, Inail, VVF), tenutosi nel marzo 2019, ha fornito le indicazioni condivise per la vigilanza coordinata/congiunta con particolare riguardo alla verifica delle nuove tipologie societarie che si stanno diffondendo sul territorio regionale (aggregazioni associative e consorzi di artigiani e lavoratori autonomi) e alla tutela dei lavoratori con rapporto di lavoro atipico. Ad integrazione delle attività di vigilanza è in programma entro dicembre 2019 la realizzazione, a cura dell'Asur area vasta1, di due momenti informativi in tema di tutela dei lavoratori con contratti di lavoro atipici rivolti a datori di lavoro, medici competenti, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), RSPP, consulenti ecc.
2) Nella seduta del Comitato regionale di coordinamento per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro del maggio 2019 sono state comunicate le iniziative condivise e assunte in sede di Ufficio operativo, sopra indicato, ed è stato presentato per la approvazione il Piano regionale di prevenzione in edilizia 2015/2019, poi formalizzato con Decreto del dirigente della P.F. prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro N.9/SPU del 15 luglio 2019.
3) Il Protocollo d'Intesa tra Opram e Regione Marche, previsto come obiettivo del PRP 2014/2019, stipulato al termine dell'anno 2018 (delibera di Giunta regionale 1720/2018), ha consentito la prima raccolta dei dati ottenuti dalle attività dei RLS-RLST nell'anno 2018. I dati sono stati trasmessi ai Servizi prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPSAL) dell'Assur nei tempi e mei modi previsti dall'Accordo e sono utili a fini della individuazione di eventuali criticità che possono indirizzare nella programmazione di attività sia di controllo che di assistenza verso le imprese artigiane, da parte dei Servizi PSAL delle aree vaste Asur.
4) Rispetto agli ambiti individuati nel VI Protocollo di Intesa Inail Regione (delibera di Giunta regionale 1265/2018) si è proceduto, oltre alla Sigla del protocollo Opram-Regione Marche ed alla approvazione del Piano regionale prevenzione edilizia, con:
- la realizzazione di programmi di formazione avanzata specifica per RLS/RLS-T, in collaborazione con il Centro di ricerca e servizio sull'integrazione socio-sanitaria della Università Politecnica delle Marche. Tale percorso di sostegno agli RLS ed RLST è implementato da più anni, in fasi successive, in attuazione del Piano regionale della prevenzione 2014/2019. È in programma per il 25 novembre un evento conclusivo per la restituzione dei dati;
- la collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale per l'individuazione dei criteri di aggiornamento della piattaforma "Marlene" - modulo per l'aggiornamento, in essere, in e-learning dei lavoratori del settore Istruzione.
5) Tra le attività di particolare significato, intese anche come possibilità di analisi dinamica dei fenomeni in essere ai fini di una efficace programmazione delle azioni di controllo, si indica la messa a regime del sistema informativo "Marche Prevenzione" - sezione notifiche on line dei nuovi cantieri edili (ex articolo 99 D.Lgs 81/08). Tale sistema di notifica, avviato da Asur nel 2018, come da indicazioni del Piano Regionale della Prevenzione, ha diverse finalità:
- semplificare gli adempimenti agli utenti verso le autorità destinatarie della notifica stessa e - a seguito della delibera di Giunta regionale 1066/2019 - anche verso i Comuni, per gli adempimenti amministrativi collegati al SUAP (DIA, SCIA, ecc.).
- migliorare l'efficacia della analisi dei dati pervenuti da parte di tutte le istituzioni (oltre ai Servizi PSAL Asur, Inps, Inail, Ispettorato territoriale del lavoro), che hanno finalità di controllo istituzionale su aspetti di normative che si correlano anche con la sicurezza e regolarità del lavoro (Prefetture, Guardia di Finanza, Direzione Investigativa antimafia Roma, bilateralità specifica dell'edilizia, casse edili).
6) Alla luce della recente Direttiva europea cancerogeni (5/6/2019) e in ottemperanza alle indicazioni del PRP 2014/2019, con decreto 13/SPU del 17 ottobre 2019 è stato aggiornato il DD.PF N. 7/SPU del 17 marzo 2017 "Indirizzi operativi per esposti ed ex esposti a formaldeide: prime indicazioni per una applicazione efficace della normativa" individuando valori di cut-off aggiornati e in linea con i valori limiti indicati in Direttiva. Contestualmente, in alcune aree vaste Asur sono stati avviati programmi di igiene industriale per il monitoraggio dei livelli di esposizione in comparti lavorativi a rischio.
7) Con delibera di Giunta regionale 677/2019 è stato approvato il nuovo accordo attuativo "Protocollo di Intesa tra Regione Marche-Inail-Università degli studi di Urbino per lo svolgimento delle attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro dell'Osservatorio Olympus" che, attraverso il costante aggiornamento della piattaforma, offre costante sostegno alle diverse figure che operano nell'ambito della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro (datori di lavoro, medici competenti, RLS, RSPP, Coordinatori, lavoratori, consulenti, operatori di vigilanza).
L'osservatorio, che ha un sito internet come strumento di diffusione delle informazioni (https://olympus.uniurbit ) , risulta essere il più visitato in Italia tra quelli specifici per gli aspetti di lettura della legislazione e della giurisprudenza con 70.328.993 accessi al 31 gennaio 2019 e 19.356 documenti disponibili sempre al 31 gennaio 2019.
8) Sono in corso di recepimento da parte della PF istruzione, formazione, orientamento e servizi territoriali per la formazione, le linee di indirizzo "Documento tavolo sicurezza per alternanza scuola-lavoro (A.S.L.)" per la gestione degli studenti in Alternanza scuola lavoro, tecnicamente elaborate in condivisione tra la PF prevenzione e promozione salute e sicurezza lavoro e la PF istruzione, formazione, orientamento e servizi territoriali per la formazione e servizi per il mercato del lavoro. Le linee di indirizzo sono state approvate sia nell'ambito del Comitato regionale di coordinamento che nell'ambito del tavolo di governance per l'Alternanza scuola-lavoro nel mese di maggio 2019.
9) Per quanto riguarda le attività formative svolte nel 2019, la rilevazione effettuata al 30 giugno 2019 da parte della PF prevenzione e promozione salute, in collaborazione con la Direzione tecnica prevenzione collettiva di Asur, indica che - da parte delle aree vaste Asur sono state effettuate 134 ore di formazione nei confronti di imprese e/o amministrazioni e/o figure della prevenzione. Nel complesso sono state formate 635 persone.
10) Si elencano di seguito le iniziative più significative che la rete dei Servizi PSAL delle aree vaste Asur ha realizzato nel 2019, o completerà entro l'anno, aperte ad operatori esterni (medici competenti, consulenti, RLS, RSPP, DL, coordinatori per la sicurezza nei cantieri), oltre che agli operatori dei Servizi:
- In programma due seminari informativi sui contratti di lavoro atipici e loro impatto sulla tutela dei lavoratori (la edizione 12 dicembre area vasta 3 Macerata e 2a edizione area vasta 1 Fano 16 dicembre), su indicazione dell'Ufficio operativo del marzo scorso, nell'ambito della programmazione della vigilanza congiunta con gli altri enti.
- In corso le giornate informative per RLS nelle 5 Aree Vaste dell'Asur.
- Giornate fermane sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (area vasta 4 - ottobre/dicembre - tematiche: La prevenzione viaggia con te, Giornate di formazione sulle procedure di vigilanza per operatori dei Dipartimenti di Prevenzione, Giornata di approfondimento sui regolamenti REACH e CLP rivolta ai distributori di prodotti chimici, Giornata formative per RLS-RLS/T, giornata giuridica, La sicurezza: oggi a scuola, domani al lavoro).
- Evento formativo sui rischi meccanici nell'uso delle attrezzature di lavoro in agricoltura (area vasta 2 Ancona - novembre).
- Seminario sulla gestione del lavoratore con problemi alcol correlati (area vasta 2 Fabriano - ottobre) Workshop su cancerogeni occupazionale (ARS Regione Marche/area vasta 1 - Ancona - giugno).
- Workshop su cancerogeni nelle fonderie di II Fusione (area vasta 3 Civitanova - giugno).
- Progetto di formazione per RLS in collaborazione con CRISS (nelle 5 aree vaste maggio/giugno) in programma per il 25 novembre la giornata conclusiva a cura di area vasta 2 presso Cassa Edile Ancona
- Realizzati n. 2 seminari informativi sulla legge regionale n. 30 del 31 luglio 2018 "Norme sulle misure di prevenzione e protezione dai rischi di caduta dall'alto da predispone negli edifici per l'esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture in condizioni di sicurezza" rivolti ad operatori esterni (consulenti, progettisti, ordini geometri, ingegneri eccetera) a cura di area vasta 1.
- Progetto di formazione nazionale gruppo porti e navi del coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro "Prevenzione e vigilanza dei rischi nelle operazioni portuali, nella cantieristica navale e nel settore della pesca" realizzato da area vasta 2 e area vasta 5 in collaborazione con Capitaneria di Porto San Benedetto del Tronto.
- Giornata informativa promozione della salute nei luoghi di lavoro e la gestione del cambiamento degli stili di vita a rischio nell'ambito di WHP Marche: il ruolo dell'operatore di medicina del lavoro (Pesaro area vasta 1 - aprile).
- È proseguita anche nel corso del 2019 la formazione sul territorio per l'utilizzo della piattaforma web Marche Prevenzione per l'inoltro on-line delle notifiche preliminari a cura di Asur Marche.
Relativamente al personale in servizio presso le Unità Operative Complesse PSAL dei Dipartimenti di Prevenzione delle aree vaste Asur, se si raffrontano i dati relativi al personale in servizio al 1 gennaio 2019 e quello in servizio al 31 ottobre 2019, si evince come il personale sia sostanzialmente stabile, con lieve decremento dei Dirigenti Medici e lieve aumento dei Tecnici della Prevenzione. In particolare risultano sempre 7 i direttori di Unità Operativa Complessa, i dirigenti medici passano da 21 a 19, gli altri dirigenti laureati risultano stabili a 2, i tecnici della prevenzione aumentano da 56 a 58, i collaboratori tecnici professionali (3), le assistenti sanitarie (9) e gli amministrativi (12) risultano stabili.
Considerando il periodo dal 1 gennaio 2019 al 31 ottobre 2019 i Direttori UOC risultano sempre 7, i Dirigenti Medici passano da 21 a 19 con una variazione pari a -2, i Dirigenti Chimici risultano sempre 2, i Dirigenti Ingegnere risultano sempre 1, i Tecnici della prevenzione passano da 56 a 58 con una variazione pari a 2, i Collaboratori Tecnici professionali risultano sempre 3, le Ass. sanitarie risultano sempre 9, gli Amministrativi risultano sempre 12, gli Op. tecnici risultano sempre 1.
Per far fronte alle straordinarie esigenze connesse con le attività di vigilanza per la sicurezza del lavoro in edilizia nei cantieri della ricostruzione post sisma è stato proposto dalla Regione Marche un emendamento alla legge nazionale di bilancio, per autorizzare l'assunzione, a tempo indeterminato, di personale di vigilanza nei ruoli tecnici e sanitari nelle ASL delle Regioni colpite dagli eventi sismici, con relativo incremento dei rispettivi fondi sanitari destinati alle Regioni interessate.


 

 
 
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