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Resoconto della seduta n.151 del 23/01/2020

SEDUTA N. 151 DEL 23 GENNAIO 2020

La seduta inizia alle ore 13,25

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 151 del 23 gennaio 2020. Do per letto il processo verbale della seduta 150 del 14 gennaio 2020, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. E’ stata chiesta l’iscrizione della mozione n. 599, che ha avuto il parere unanime da parte della Conferenza dei Presidenti dei gruppi, quindi, la iscriviamo al punto 5 bis, dopo la mozione n. 540.
La Conferenza dei Presidenti ha anche deciso di invertire l’ordine del giorno e di trattare prima gli atti di indirizzo politico, ovvero le mozioni, poi gli atti di sindacato ispettivo, le interrogazioni, se non ci sono obiezioni e siamo tutti d’accord,o do per approvata l’iscrizione della mozione n. 599 al punto 5 bis e l’inversione dell’ordine del giorno: prima le mozioni e poi le interrogazioni.

Mozione n. 585
ad iniziativa dei Consiglieri Pieroni, Rapa
“Nomina nuovo Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione dei territori di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio a seguito del sisma del 2016”

Mozione n. 595
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Nomina di un Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016”
(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 585 dei Consiglieri Pieroni, Rapa e la mozione n. 595 del Consigliere Giorgini, abbinate.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Con l'Assessore Pieroni abbiamo deciso di proporre una risoluzione, in quanto le due mozioni sono simili nel dispositivo, per cui era inutile averne due che si equivalevano, anche se nelle premesse sono un po’ diverse.
Io e l’Assessore Pieroni abbiamo proposto una risoluzione, che è a disposizione di chi vuole firmarla, e adesso illustro qual è pensiero e la motivazione che ci ha spinto e che mi ha spinto a fare la mozione, che abbiamo presentato in contemporanea, dato che non ci possiamo nascondere le problematiche legate al sisma che abbiamo avuto ultimamente, considerato che la situazione a più di tre anni dall'inizio della crisi sismica è ancora ben lontana dall'essere risolta.
Mille sono stati i problemi, non escluderei nessuno dalle responsabilità e dal perché non si sia riusciti a fare consistenti passi in avanti nella ricostruzione, così come desidera una comunità locale ormai allo stremo, per quei pochi che hanno deciso di rimanere e di lottare per le loro terre d'origine il dramma è ancora maggiore.
Sebbene abbiamo avuto a che fare con una crisi sismica dalle caratteristiche senza precedenti, per ampiezza e durata del fenomeno, per disomogeneità dei territori colpiti, con intere frazioni isolate e distrutte, abbiamo avuto in tre anni tre Commissari per la ricostruzione, decine e decine di ordinanze, alcuni stop and go per la raccolta delle macerie, con casistiche talvolta avvilenti e soprattutto problemi burocratici di ogni genere.
L'esperienza ha insegnato che è completamente inutile generare ordinanze su ordinanze se non si ha un panorama complessivo e non vengono considerati tutti gli aspetti che riguardano prima le dinamiche dell'emergenza e poi la ricostruzione.
L'esperienza deve insegnare a quest'Aula che, nell'ottica del bene comune, è necessario, urgente e fondamentale che sia al più presto nominata una figura di gestione, una figura organizzativa e di raccordo con il Comitato tecnico-scientifico che al più presto deve essere completato per risolvere i tanti problemi urbanistici, i tanti problemi paesaggistici, soprattutto i tanti problemi delle comunità attualmente scoperte nella composizione del gruppo. Il Comitato tecnico-scientifico deve essere al più presto integrato e coordinato da una nuova figura commissariale, atta a prendere decisioni anche coraggiose e ad emettere le ordinanze necessarie a far ripartire la ricostruzione tanto attesa.
Ecco il motivo del dispositivo della risoluzione che in pratica dice: “impegna il Presidente della Giunta regionale, in vista della nomina del nuovo Commissario straordinario per la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma, a richiedere al Governo di individuare una nuova figura che sia di raccordo e coordinamento, dotato delle necessarie capacità organizzative - senza questa capacità non riusciamo a fare nulla, ci vuole come nelle imprese, nelle attività di ogni giorno, sia industriali che commerciali, se non c'è la capacità organizzativa non si riesce a fare nulla, puoi anche essere un fenomeno con 150 lauree, ma se non hai la capacità di organizzare il lavoro non riesci a fare nulla, faccio l'imprenditore e so quello che significa - ; di procedere al completamento del Comitato tecnico-scientifico che possa utilmente supportare la complessa attività del nuovo Commissario”. Credo che nel Comitato tecnico-scientifico che si è instaurato ultimamente manchino delle figure importanti come, ad esempio, esperti in norme urbanistiche, non occorrono solo ingegneri ed architetti, occorrono figure che conoscono il diritto urbanistico. Questo è importante e nel Comitato tecnico-scientifico mancano, noi chiediamo alla Giunta di impegnarsi verso il Governo per formare un Comitato tecnico-scientifico che sia completo e che venga diretto da una persona politica che abbia capacità organizzative. Non ha importanza se dice di avere lauree o di essere un fenomeno, l’importante è che sia capace di organizzare il lavoro. Questo è il motivo della risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. L’illustrazione fatta dal Consigliere Giorgini con grande chiarezza ha definito il perimetro del perché è stata presentata alla fine una risoluzione su due mozioni che erano quasi uguali.
La mozione presentata da me e dal Consigliere Rapa nasce da una serie di sollecitazioni venute dal territorio e in particolar modo da chi sul territorio quotidianamente combatte la battaglia della ricostruzione, i Sindaci.
Ci sono stati numerosi Sindaci che ci hanno detto: “Bisogna prendere una decisione nei riguardi dell'attuale Commissario alla ricostruzione”, e l'abbiamo riportato nella nostra mozione con grande dovizia e chiarezza di argomentazioni perché, al di là delle responsabilità che sono un po' di tutti, credo che finché non si faccia una legge speciale sulla ricostruzione per le quattro regioni, i nostri concittadini marchigiani delle aree interne avranno tantissime difficoltà. Ad oggi nessun Governo di quelli che si sono succeduti dal 2016 ad oggi ha dato questo messaggio forte, ma in questo percorso, quantomeno il Commissario attuale non ha dato delle risposte legate alle competenze che sono nella sua facoltà e questo ha creato una grande criticità tra i Sindaci del cratere, in particolar modo tra i Sindaci del cratere del maceratese.
Di questa situazione la politica doveva farsi carico e doveva portarla all'attenzione di questo consesso, è stata la molla che ha spinto me e il Consigliere Rapa a presentare la mozione.
Contemporaneamente il Movimento 5 Stelle e il Consigliere Giorgini hanno presentato un atto similare, quindi, oggi abbiamo deciso in maniera interessante ed intelligente di presentare una risoluzione, perché al di là delle varie posizioni, è giusto cercare di dare delle risposte e la risoluzione va nel verso giusto, anche perchè riporta l'attenzione su quello che dovrà fare il Governo essendo scaduto l’incarico del Commissario straordinario. E’ quindi anche un sollecito all'attuale Governo a definire questa figura, che dovrà collegarsi in maniera chiara con il Comitato scientifico, che a sua volta dovrà essere di supporto a chi ricoprirà l’incarico.
In queste ore si sta valutando la possibilità che non sia più un Commissario, ma un Sottosegretario ad avere queste funzioni, cosa che sarebbe molto interessante, anche perché sarebbe collegato direttamente al Governo, per cui significherebbe responsabilizzarlo ed avere un'azione politica molto più forte, con oneri ed onori che la politica ogni volta si deve giustamente prendere.
Altro elemento di questa mozione, che appare gravissimo e che leggo testualmente, è che di recente si è assistito da parte del Commissario straordinario all'affidamento ed al rinnovo di incarichi con procedura diretta che hanno destato clamore tra i Sindaci, tra i cittadini, tra le amministrazioni e l'attenzione anche delle cronache locali maceratesi, anche per una certa commistione politica delle nomine e delle consulenze a cui il Commissario ha dato corso.
Questi fatti non giovano al bene della ricostruzione, quindi riteniamo doveroso e giusto che questa Assemblea voti, e siamo certi che lo farà, a favore di questo messaggio forte che parte direttamente dalla Regione Marche rivolto al Governo per dire: mettete una figura importante, che non abbia commistioni forti e soprattutto che lavori per il bene dei territori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Provo a cogliere il messaggio positivo che viene da queste due mozioni e dalla risoluzione: è il caso di cambiare le modalità operative avute finora, perché è sotto gli occhi di tutti, ed è del tutto evidente, se nella fase dell'emergenza c'è stata una risposta pronta a volte con piccoli ritardi, ma comunque pronta e assolutamente soddisfacente, nella fase della ricostruzione la risposta dei Governi è stata del tutto insufficiente e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quindi, se l'obiettivo di queste mozioni e della risoluzione è quello di dare un messaggio al Governo per dire: “Bisogna cambiare” ovviamente ha tutto il nostro favore.
Sulle soluzioni che sono individuate francamente qualche perplessità c’è, ma non perché non ci sia la volontà di cambiare il Commissario che, a mo' di battuta, dicevamo prima, è poco conosciuto, dopo oltre un anno che avrebbe dovuto lavorare nei nostri territori la figura del Commissario è ancora poco conosciuta, forse è segno che tutta questa solerzia nell'opera in questo anno non c'è stata.
Il problema vero, come hanno sottolineato il Presidente Ceriscioli e molti di noi in questo periodo, è che non tutto dipende dalla figura e dalla personificazione del Commissario, molto deriva dai poteri che ha, e in questa fase mi pare di poter dire che non sono molti, e dalla normativa nazionale. Abbiamo fatto una battaglia sul nuovo decreto che è uscito, un decreto all'acqua di rose, nel senso che non sposta granché rispetto a quello precedente.
Se non sollecitiamo il Governo, il Governo attuale, i Governi che verranno, a modificare la normativa, credo che potrà venire anche il più bravo dei manager, il più bravo degli imprenditori, o non so quale altra figura, ma temo che poco potrà fare.
Penso che le soluzioni possibili non siano molte: o il Governo prende atto che qui la situazione è drammatica e incarica un uomo di assoluto riferimento del Governo, perché la verità è che il Commissario attuale, e questo era sotto gli occhi di tutti, non impegnava al momento della nomina né la Lega, né il Movimento 5 Stelle in quanto tecnico e quindi era semi-abbandonato, non c'è stato un impegno forte del Governo che assumeva su di sé la responsabilità del ruolo di responsabilità del Commissario, oppure è il caso di ripensare all'impianto complessivo perché questa struttura è stata data, l'abbiamo detto più volte, dopo le scosse del 24 agosto, nell’immediato del dramma dei morti, nel dramma delle quattro regioni coinvolte, ma oggi non possiamo continuare a dire che i problemi del Lazio sono quelli dell'Abruzzo, dell'Umbria e delle Marche, i territori coinvolti sono enormemente diversi, le problematiche sono enormemente diverse, quindi, o c'è un impegno diretto del Governo, forte, oppure, forse, è il caso di ritornare, l'abbiamo detto anche qui più volte, ai vecchi modelli, nei quali non si parlava di Vicecommissari e, quindi, trovare delle figure responsabili all'interno delle singole Regioni che possano lavorare in autonomia.
Ripeto, se il segnale della mozione è quello di lanciare un avviso al Governo, ben venga, ho l'impressione che non sia sufficiente cambiare la figura su cui do un giudizio assolutamente insufficiente, non della persona, ma del lavoro svolto in questo anno. Temo che una nuova figura, più forte, più brava, metteteci tutti gli aggettivi che volete, stante la norma attuale, non può dare una svolta importante alla situazione che si è creata in questo anno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Questo attimo di vocazione per il pubblico, per il vostro prossimo, è encomiabile.
Consigliere Giorgini, lei è una grande persona, quello che dice è sempre a fin di bene, però se la prende con il Commissario, eppure penso che se fossi stato io il Commissario, in quel ruolo, un audace, temerario, come me, pronto a tutto, in guerra con il mondo, più di tanto non avrebbe potuto fare perché, pur non temendo avvisi garanzia, anzi ne avrei cercato uno ogni mezz'ora per fare la collezione più grande al mondo, non avendo a monte strumenti, non avendo carta bianca per operare, non avrei spostato nulla. La carta bianca per operare l’hanno vietata i suoi sognatori che stanno a Roma, che sognano un mondo perfetto, che non esiste, Consigliere Giorgini.
Detto ciò, non possiamo prendercela con il Commissario, poi lo dico chiaro, se tolgo l’attuale per metterne uno che cura esclusivamente gli interessi del PD, su nove, dieci, quindici, venti miliardi, lei Consigliere Giorgini se lo può scordare un mondo migliore, perché non esiste.

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. La figura del Commissario è certamente importante nella drammatica successione degli eventi del terremoto delle Marche, non possiamo dire il contrario, nel bene e nel male, perché se è vero che all'ultimo Commissario non sono stati dati fondamentalmente i poteri di cui avrebbe necessitato, sono invece stati dati, ad esempio, al Commissario per la ricostruzione del ponte di Genova, a cui è stata data la possibilità di andare in deroga alle normative, cosa che servirebbe, lo sappiamo ormai tutti, anche per la ricostruzione nelle Marche, nel Centro Italia.
Sappiamo anche che l'impostazione, che oggi viene fortemente criticata da tutti, dai tecnici, dai territori, dai Sindaci, dalle popolazioni, è stata voluta, imposta, da Roma, dal Commissario Errani e portata avanti poi dal Commissario De Micheli. Questo non lo possiamo nascondere, avevano il compito anche politico di portare avanti e di rendere eseguibile la linea che veniva da Roma.
L'importanza del Commissario sta anche in questo, a me arrivano informazioni di una nomina politica e oggi sento parlare dell'opportunità del Sottosegretariato, evidentemente c'è ancora fermento. A questo punto do per scontato che non sarà riconfermato il Commissario uscente, ci troveremo al quarto Commissario, in pratica ne cambiamo uno all’anno. La figura nuova dovrà riprendere in mano tutto, mi auguro che le venga dato il potere di fare quello che serve, che tutti sappiamo servire, altrimenti sarà solo l'ennesima pedina nelle mani di chi vuole muovere la scacchiera della ricostruzione, frenando o mandando avanti, sulla base di quelli che sono gli input, oppure sarà una figura depotenziata, alla quale non verranno dati i necessari strumenti per operare e rendere efficace ed effettiva una ricostruzione che serve tantissimo per la sopravvivenza dei nostri territori.
Bene un sollecito, bene tutto, ma dobbiamo anche dirci la verità delle cose, se il Commissario …, e qui ci sono le forze politiche che oggi governano la nostra nazione, ci potrebbero anche dire se questa nomina sarà un tappabuchi, che non avrà la capacità operativa per risolvere i problemi, oppure se sarà una figura che penserà a risolvere i problemi delle Marche, i problemi del centro Italia terremotato, facendo le cose che si devono fare e che tutti ormai da tre anni sappiamo, dovrà riprendere tutto in mano e cambiare le cose sbagliate, le cose da fare ormai le conosciamo tutti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Sono d'accordo e non per un fatto formale, ma sostanziale, con quanto ha detto il Consigliere Micucci, quando sottolineava le modalità operative, legate però, mi permetto di esplicitare, ad un telaio organizzativo, ad una organizzazione centralista, commissariale, ministeriale, statale, perché vedete, sulle persone … Tra l’altro credo che i Commissari che ci sono stati siano figure capaci e serie e dal punto di vista personale non ci sono obiezioni da fare.
Voglio guardare sempre avanti, però anche questa mattina abbiamo sottolineato il valore della memoria, perché chi vuole affrontare con determinazione il futuro deve avere anche una conoscenza storica per migliorare l'agire o per non compiere atti come quelli che sono stati rappresentati questa mattina, come quello che ha rappresentato la Shoah, quelle tragedie, però bisogna guardare avanti.
La memoria ci dice delle esperienze positive della ricostruzione, ma non soltanto della ricostruzione fisica, che comunque è importante perché vengono ricostruite le case, vengono fatte le opere pubbliche, ma anche della ricostruzione delle comunità, della vita delle persone e ci dice che è stato possibile farlo quando c'è stato un protagonismo dei territori, un protagonismo delle Regioni, un protagonismo delle istituzioni locali.
Ho vissuto la ricostruzione del terremoto del 1997, ricordo la grande solidarietà, posso fare qualche esempio, l'Istituto tecnico agrario di Fabriano è stato ricostruito con le risorse pubbliche, ma è stato progettato gratuitamente dall'ordine degli ingegneri di Torino, i Licei di Fabriano sono stati progettati gratuitamente dalla Provincia di Salerno e potrei fare molti altri esempi. Azioni di solidarietà, non soltanto il rispetto delle regole, ma etica, solidarietà, generosità. Ricordo il protagonismo del sistema delle autonomie delle Regioni, quindi le istituzioni da una parte e dall'altra il mondo del lavoro, le organizzazioni sindacali, il mondo delle imprese, dell'associazionismo culturale, ma ricordo anche i controlli, c'era una grande pattuglia mista, composta da Forze di Polizia, forze di controllo dell'organizzazione del lavoro, che garantivano la sicurezza nei luoghi di lavoro, la regolarità e altro. Queste cose debbono partire dal basso, la buona ricostruzione ci sarà soltanto se ci sarà la partecipazione vera di chi ha responsabilità nei territori e la partecipazione vera dei cittadini. Penso che questa sia la questione fondamentale e se non ci attestiamo su quelli che consideriamo i valori di democrazia, esercitati anche a livello più basso, difficilmente riusciremo a ricostruire, soprattutto a ricostruire la vita delle comunità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Vorrei dire due parole al Consigliere Zura Puntaroni, questa volta sono dovute, anche perché lui spesso si è definito cavaliere a difesa dei terremotati.
Le parole che ha detto sono in controtendenza rispetto a quello che ho detto io, che in pratica auspico il prima possibile un inizio della ricostruzione. Devo anche precisare che da 45 anni faccio l'imprenditore e so dare il peso alle parole, saper organizzare il lavoro di qualsiasi tipo è un pregio, si possono avere 10 lauree, ma nella galassia dell'insegnamento scolastico non c'è un posto dove ti insegnano l'intelligenza, questa non si può imparare, ce l'hai o non ce l'hai, ed in questo caso particolare parlo di un’intelligenza che è nella capacità di dirigere, di organizzare un qualcosa in tutti i settori. Puoi avere 10 lauree, essere Einstein, ma se non sai organizzare il problema c'è e lo vediamo.
Sono passati tre anni e ancora deve iniziare la ricostruzione, qualcuno avrà commesso degli errori, qualcosa sarà successo, ci sono 140 Comuni devastati, abbiamo 300 morti sulle spalle e preciso che non mi sono permesso di riferirmi all'attuale Commissario, ma mi riferisco ad un sistema organizzativo che è nato male e sta finendo peggio.
Bisogna cambiare, ci vuole un Comitato tecnico scientifico che abbia le capacità di impugnare il manico della situazione come nelle grandi aziende, nelle grandi aziende c'è il Presidente e poi c'è il CdA. Non comanda tutto il Presidente, oppure comanda solo il CdA, da noi è mancato questo, non voglio dare la colpa a nessuno, credo che quando qualcosa non funziona è come in una squadra di calcio, quando si perde si cambia l'allenatore, questa la realtà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Mi introduco velocemente prima dell'Assessore Sciapichetti.
Il tema mi tocca in una doppia veste, però, dico questo: se qui si cambiano i Commissari, ma non la visione, la strategia, non serve assolutamente a nulla ed io non ho nulla da dire ai Commissari che si sono succeduti, il problema è la strategia, la visione.
Se il Comitato tecnico scientifico di cui parla il Consigliere Giorgini, va inteso come il risultato di una serie di osservazioni, sono palesemente note a tutti le incongruenze di tutte le ordinanze, allora va bene, ma se pensiamo che debba ricominciare da capo e fare delle analisi sui territori, che non servono, perché le abbiamo fatte tutte, non arriveremo più.
Vi invito a prendere una delle 83/85 ordinanze e leggerla, poi chiamate i cittadini che hanno la casa distrutta e ditegli quando gli aggiusterete la loro casa, il problema è tutto qui.
Il problema è che le ordinanze sono state fatte senza una visione ed i Commissari sono stati chiamati ad applicarle. E’ assurdo quello che è stato scritto, non ricostruiremo mai, lo metto per iscritto in una cassaforte e poi torno qui fra 15 anni e vedremo quello che è successo. Devono cambiare la strategia, la visione, non si può andare avanti con un’ottica a brevissimo termine, qui ci vuole una visuale a medio lungo termine, bisogna dare stabilità al sistema ed avere la coscienza ed anche l'onestà intellettuale, di dire: “Guardate, prima di 10/15 anni qua non si conclude questo processo”, non si può dire che il 30 maggio, il 30 giugno scade e non diamo più nessuna proroga, come il Presidente del Consiglio è andato girando quattro mesi fa per le Marche facendo ridere tutti. Che si può fare in 4/5 mesi con quel sistema che hanno adottato? Ma dove andiamo? Dove andiamo con il personale che scade a 36 mesi per cui deve ricominciare di nuovo la selezione? Un ragazzo neo-laureato che arriva lì, con tutto il rispetto, avrà tutte le conoscenze scientifiche, ma nessuna pratica e si terrà la pratica per 8 mesi per valutare se il danno è di livello operativo 1/2, quando affrontando la cosa in altro modo ci vorrebbero 10 minuti. E’ una visione completamente sbagliata.
Dico che non è la persona, perché tutte quelle che sono arrivate sono stimatissime, l’attuale Commissario è un ottimo professionista, però se lo si costringe a lavorare in quel modo non va da nessuna parte. O lo Stato, il Governo, pungolato dalle quattro Regioni, cambia completamente la visione, altrimenti potremmo nominare anche il geometra Pinco Palla, ma non troveremo assolutamente soluzioni, quindi non vedo come con questa mozione possiamo incidere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. Soltanto per aggiungere poco a quello che il capogruppo ha detto.
Credo che sarebbe ingeneroso se addossassimo la responsabilità ai vari Commissari che si sono succeduti, che hanno fatto il possibile nella situazione data.
Nei periodi acuti dell'emergenza, il compianto Zamberletti, mi ha detto, come ha detto a tanti di noi tutti, a tutti quelli che hanno avuto l'occasione di parlarci, che fu mandato in Friuli per fare il Commissario e da lì nacque per la verità l'idea, l'esperienza della protezione civile nazionale, il seme della protezione civile nazionale è stato gettato in Friuli. Il Governo dell'epoca gli aveva dato tutti i poteri e lui mi disse: “Quando sono andato a Gemona - che pure è stata ricostruita in vent'anni - non c'era una legge nazionale o regionale che di fronte ad un mio decreto avesse valore. È chiaro che dovevo rispondere di tutto nei confronti del Governo e dell'istituzioni preposte, ma avevo un potere enorme, incredibile, straordinario”.
Qui non discutiamo se i vari Commissari che si sono succeduti hanno fatto bene o hanno fatto male, hanno fatto il possibile con la macchina che gli hanno messo in mano.
Il problema è quali poteri dare al Commissario. Se non si capisce questo, il problema non è nel nome, se non riusciamo a far capire che per la ricostruzione privata e pubblica si deve andare in deroga alle norme, per forza, non faremo mai la ricostruzione pubblica. Non è neanche vero o è stato espresso male il ragionamento, secondo me, che si è fatto poco fa, che la ricostruzione non è partita. La ricostruzione è partita perché 3.500 cantieri su 35.000 stanno lavorando, ma stanno procedendo a passo di lumaca, dobbiamo dire che procedono a passo di lumaca, mentre invece dovrebbero andare come una Ferrari, questo è il punto. Per farla procedere come una Ferrari bisognerebbe dare al Commissario gli strumenti e bisognerebbe che i Governi … Su questo chi è senza peccato scagli la prima pietra, i Governi che si sono succeduti, di vari colori politici, rappresentati da quasi tutte le forze politiche presenti in quest'Aula, non hanno fatto quello che abbiamo chiesto loro, non l'hanno fatto, con tutta onestà, il governo Gentiloni, non l'ha fatto il governo Conte uno, nonostante ci fosse stata una campagna elettorale in cui rappresentanti autorevolissimi del luogo, eletti poi dalla Lega, avessero promesso leggi speciali, leggi uniche, semplificazione, non c'è stato niente, perché era difficile mettere mano. Non è una colpa, non c’è niente adesso, non siamo stati in grado di far recepire o non hanno voluto recepire tutte le indicazioni, caro Consigliere Giorgini, ma non c'è bisogno di un Comitato tecnico-scientifico, perché quello che c’è da fare nella ricostruzione lo sanno anche i bambini. L'hanno detto i tecnici, i Sindaci l'hanno ripetuto, i Presidenti delle Regioni l'hanno scritto, sottoscritto e sollecitato, ormai lo sanno tutti quello che dobbiamo fare, non dobbiamo ricominciare con il Comitato tecnico, dobbiamo attuare quelle norme che vengono suggerite da tre anni e che pervicacemente a livello governativo non vengono viste, attuate, prese in esame. Questo è il punto, poi chi farà il Commissario non lo so, non m'interessa, se andiamo verso il quarto metteremo un altro uomo in croce perché con queste regole la ricostruzione non accelera, no, non parte, non accelera perché il problema è come accelerare la ricostruzione.
Come ha ricordato bene il Consigliere Giancarli, stamattina abbiamo parlato della memoria, penso che dei terremoti dovremo fare memoria, sappiamo anche quali sono gli esempi, le buone pratiche, che in questi anni hanno funzionato, vedasi il terremoto Marche/Umbria del 1997, e le norme che non hanno funzionato. Dobbiamo restituire un protagonismo ai territori che lo chiedono, soprattutto dobbiamo metterli nelle condizioni di essere protagonisti.
Credo che sia un altro il discorso da fare, è far capire che le norme che devono essere date ed attuate dal Commissario devono totalmente cambiare, perché anche l'ultimo decreto, su cui c'era l’impegno del Presidente Conte quando è venuto a Castel Santangelo, non accoglie, non risolve, o risolve solo in pochissima parte, le problematiche di un territorio che deve essere ricostruito con grande celerità.

Presiede il Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Vorrei rivolgermi a questo grande sognatore che abbiamo qui, il Consigliere Giorgini, che sogna un mondo migliore, che non esiste, perché il problema di tutte queste cose che non vanno avanti è dovuto ai 300/400 sognatori che abbiamo al Governo, che sognano e basta. Uno che sogna e basta, che non è pratico, bisogna mandarlo via.
Quando il Senatore del Movimento 5 Stelle a gamba tesa mi entra due secondi prima sulla progettazione di viabilità, che ci abbiamo messo 10 anni, per mandare tutto all'aria, questo è troppo Consigliere Giorgini, quando entra a gamba tesa sull'uscita del porto di Ancona per mandare tutto all'aria … Questi vanno puniti, è indicibile quello che fanno i suoi, Consigliere Giorgini, i suoi sono una razza pericolosissima, molto pericolosa e lei ne è un rappresentante locale

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Prendo la parola, non l’ho fatto quasi mai sulla questione del terremoto, anche perché, parafrasando l’Assessore Sciapichetti, insieme al Consigliere Celani, forse perché contiamo poco, sono l'unica forza politica che non ha mai governato dal 2018 e non ha mai nominato nessuno, però ho la stessa, anzi maggiore, mitezza di certi giudici che invece hanno governato, quindi il paradosso di questa situazione è che c'è un giudizio pesante da parte di chi ha governato e di chi poteva dare risposte.
L' Assessore Sciapichetti ha detto una cosa di grandissimo buonsenso, che poi penso sia la stessa cosa che ha detto il Consigliere Zura Puntaroni, la radice è che per qualsiasi cosa faccia la Giunta regionale o comunale, o un amministratore locale, quindi, centinaia e migliaia di atti, scatta l'idea di una responsabilità finale e della conseguenza in sede penale, ma così non si amministra più in questo Paese! C'è da distruggere la responsabilità morale di chi pensa male perché non si può fare una legge, un provvedimento amministrativo, pensando male.
Oggi stiamo legiferando nel presupposto della sfiducia, non della fiducia e, come dice un grande economista italiano, la fine delle imprese in Italia, che non è più solo una questione del sud Italia, ma è diventata anche del centro e del nord, è legata alla mancanza di fiducia, cioè un'impresa pubblica o privata, un'azienda, un progetto, una ricostruzione di terremoto, avviene solo se ci si fida, se si ha sempre un atteggiamento negativo e si pensa sempre il male dell’altro, tu puoi mettere anche Padre Pio - che non cito a caso perché anche lui è stato oggetto di inchieste perché ha osato fare quel mega ospedale – ma non si arriva a niente. Occorre cambiare cultura, a partire anche dalla politica che non può essere la spugna che assorbe tutti i tipi di cultura, soprattutto quella negazionista e forcaiola, che non serve a niente, ma questo non significa non avere rigore perché alla fine della logica tutti colpevoli, finiamo con il fare tutti assolti e siccome tutti vengono inquisiti, tutti devono essere assolti anche perché è ingiusto che tutti siano inquisiti. A sottolineare questo la Rai Radiotelevisione italiana, già da un anno, manda regolarmente nel pomeriggio una trasmissione intitolata “Tutti sotto inchiesta”. Siamo tutti sotto inchiesta, questa è la realtà dei fatti.
Nel concreto possiamo fare qualche cosa, questa mozione dà una spinta, ma mi sembra importante che in questa Aula, praticamente all'unanimità, si ragioni non in termini di responsabilità personali, ma di responsabilità collettiva e semmai di un nuovo sistema di regole che deve essere fedele alla parola che abbiamo dato.
Il Commissario per il terremoto è per sua natura un Commissario straordinario, non deve sapere che se uno nella ricostruzione fa 3 centimetri più alta la finestra andrà sotto processo, ma questo non significa, come per l'ex Ilva di Taranto, che dobbiamo creare l'immunità in partenza, significa che uno deve campare, quindi è chiaro che la burocrazia si moltiplicherà all'infinito e non risolverà il problema, perché immaginare che non ci sia errore dentro un'operazione così complessa, che costerà decine di miliardi, è semplicemente una follia.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Pieroni, Rapa, Giorgini. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 579
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Istituzione di un Centro di trattamento per i soggetti maltrattanti (CTM)”

Mozione n. 580
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Violenza di genere: realizzazione di una struttura di assistenza e recupero per i soggetti violenti”

Mozione n. 582
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Interventi di contrasto alla violenza sulle donne con programmi di prevenzione rivolti ad uomini autori di violenza, c.d. ‘maltrattanti’. Legge regionale 11 novembre 2008, n. 32, articolo 2 bis”
(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 579 della Consigliera Leonardi, la mozione n. 580 del Consigliere Fabbri e la mozione n. 582 della Consigliera Pergolesi, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Con questa mozione ho cercato di introdurre, in maniera anche concreta, un concetto che in questi anni abbiamo ripetuto sicuramente molte volte, in particolar modo nelle giornate in cui si ricorda e si condanna la violenza contro le donne, quello degli interventi volti a disinnescare quei meccanismi e ad intervenire in particolar modo sull'altra componente, quella dell'uomo maltrattante.
La mozione parte da alcune esperienze sperimentali che ci sono già da alcuni anni in altre regioni, in altre realtà, che prevedono dei centri per uomini maltrattanti in cui l'uomo che si rende conto di mettere in atto comportamenti non consoni o la donna, grazie anche ai servizi sociali, che si rende conto di essere in una situazione … Ovviamente parliamo delle fasi embrionali, quindi lo scopo è quello di intervenire prima che si arrivi ad una condanna del maltrattante e ad un percorso, purtroppo, di violenze già consolidate. La volontà e l'idea sono di riuscire ad intercettare le opportunità che vengono date, presa di coscienza di comportamenti violenti e un recupero psicologico e comportamentale dell'uomo maltrattante, per questo chiedo di poter istituire nelle Marche un centro di trattamento per soggetti maltrattanti, i cosiddetti Ctm, in cui uno staff multidisciplinare si occupa della presa in carico del maltrattante, che inizia un percorso di recupero.
Questo perché reputo che sia indispensabile - a fianco di quelle che sono le dovute e purtroppo poche tutele delle donne che subiscono maltrattamenti, per cui c'è anche la necessità di portarle fuori e lontane dall'abitazione in cui subiscono, quindi dalle mura domestiche, la propria condizione di abusi e di violenze, che sappiamo essere di tutti i generi, non solo quelle fisiche, che portano a volte, purtroppo, anche alle estreme conseguenze, ma psicologiche, coercitive, economiche, morali - disinnescare, arrivare prima o intercettare una richiesta di aiuto della donna o anche una presa di coscienza, che sappiamo non sempre essere facile, che a volte viene anche da parte di colui che si mette nella condizione di prevaricazione e di violenza. Prevaricazione e violenza che spesso sfociano, sono dei percorsi che iniziano gradualmente, purtroppo, in una condizione irreversibile.
Quindi la mia idea è quella di un centro che a livello regionale si faccia carico di queste segnalazioni, di questi uomini, a volte ci sono anche delle figure femminili, ma nella maggior parte dei casi sono gli uomini a maltrattare, che possa avviarli e supportarli in un percorso di presa di coscienza e di recupero in modo da disinnescare la violenza prima che arrivi, purtroppo, troppe volte, alle estreme conseguenze.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Dopo la Giornata contro la violenza di genere, sono nate queste mozioni e quindi anche la necessità di verificare la volontà di arrivare ad una risoluzione condivisa, che proprio adesso abbiamo sottoscritto.
Il codice rosso, quindi la legge 69 del 19 luglio 2009, riporta all'articolo 6 questa frase: “la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati”, il comma 1 bis dell'articolo 17, esprime un concetto analogo.
Sappiamo che è in redazione il piano sociale regionale per il prossimo biennio e si parla chiaramente di prevenzione e contrasto alla violenza di genere nel paragrafo 2.2, in cui si fa il punto delle tante iniziative e attività che la Regione sta portando avanti sul settore.
Il 21 novembre, nell'affrontare questo tema, ho consegnato alla IV Commissione, che sta studiando ed apportando eventuali modifiche al piano sociale, un emendamento che chiede di realizzare una struttura pilota di accoglienza residenziale ove ospitare, su richiesta volontaria, il membro familiare che compie violenza, al fine di consentire la realizzazione di un processo rieducativo controllato a carico del violento, lasciando nella propria residenza di origine le vittime che non subirebbero quindi disagi, che restano nel proprio ambiente quotidiano. Il soggetto violento sarà seguito da personale esperto che ne valuterà la pericolosità e ne attuerà la riabilitazione. Questo è l’emendamento che ho depositato e che spero venga preso almeno concettualmente, se non proprio letteralmente, in considerazione nella stesura del piano sociale, vedremo, nelle prossime sedute che cosa accadrà.
In Italia su questo tema ci sono già diverse iniziative, sul fatto di non allontanare le vittime di violenza, ma i maltrattanti e far seguire loro un percorso di recupero. C'è il Centro di ascolto uomini maltrattanti di Firenze, ci sono una decina di Centri uomini maltrattanti in Emilia-Romagna e poi altre esperienze, mi sembra un paio a livello privatistico, anche nelle Marche.
Entrando esattamente in accordo nel solco di questo concetto, riteniamo che sia utile da parte della Regione Marche introdurlo in maniera istituzionale, dare un'alternativa, flessibilizzare il sistema di gestione dei fenomeni di violenza che adesso prende in carico prevalentemente la vittima, la donna anche con figli, la porta, se necessario, in strutture ad indirizzo segreto per proteggerla dal perpetrarsi delle violenze. Nei casi dove questo possa essere utilizzabile sarebbe interessante avere anche una struttura dove indirizzare l'uomo e portarlo alla sua rieducazione con un percorso specifico. Il dispositivo chiede questa cosa.
Abbiamo avuto anche un incontro con gli uffici ieri, ringrazio l'Assessore Bora per aver messo a disposizione l'ottimo personale che abbiamo incontrato. Discuteremo più tardi dei contenuti della risoluzione che ampliano, chiaramente, il discorso, ma che poi riportano a questa comune esigenza, che è quella di dare un'alternativa, una flessibilità al sistema per consentire la rieducazione e l’allontanamento anche del soggetto maltrattante.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Sono felice che il mio approccio costruttivo, sui temi che riguardano aspetti sociali di rilevanza regionale, abbia permesso di lavorare e di elaborare una risoluzione condivisa, assieme all'Assessore Bora, che ringrazio per la disponibilità. Ringrazio anche i suoi uffici e i miei colleghi, sia dell'opposizione che della maggioranza, a dimostrazione che quando si entra nel merito delle questioni e si propongono mozioni, seppur lodevoli, però difficilmente attuabili per una serie di criticità, che gli stessi uffici ci hanno più volte ribadito anche in sede di discussione del piano sociale in Commissione …
Sono felice che l'approccio costruttivo abbia permesso di arrivare a una sintesi condivisa, quindi sono stata favorevole a sottoscrivere la risoluzione, per far sì che vengano potenziati quei sistemi di allontanamento del maltrattante a tutela della vittima e di eventuali figli, che spesso e volentieri sono costretti ad abbandonare non solo la propria vita, i propri effetti, ma anche la casa e i luoghi sociali dove passano la maggior parte del tempo.
Quindi, che dire, mi auguro che con l'approssimarsi delle prossime elezioni regionali questo approccio costruttivo abbia la meglio sui proclami di slogan, di odio, perché i marchigiani hanno bisogno di tutto tranne che di giochetti di potere e assalti alla diligenza. Spero che, come è successo in altre occasioni e in altri contesti, prevalga un po’ di buonsenso e di responsabilità.
Ringrazio tutti i colleghi e chi si dimostrerà sensibile alla risoluzione e voterà a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Un ringraziamento speciale va alla Consigliera Pergolesi, alla Consigliera Leonardi ed al Consigliere Fabbri che hanno dato l'opportunità a quest'Aula, attraverso questa risoluzione, di dimostrare che si può essere uniti, tutti quanti insieme, al di là del proprio colore politico su temi che non possono essere vinti senza un approccio corale.
La Giunta aveva già iniziato a lavorare su modalità e anche su forme di finanziamento per questo centro, tuttavia, come è ben descritto nella risoluzione che porta la firma di tutti noi, siamo in attesa di capire da parte della Conferenza delle Regioni quali possono essere i criteri, a partire dal personale che deve essere coinvolto in queste strutture.
Già a partire dal piano sanitario, che stiamo per approvare, cercheremo di individuare le priorità di questo centro, consapevoli che quando si parla di violenza contro le donne non ci si può limitare solo alla presa in carico della vittima, ma è fondamentale agire anche sull'uomo maltrattante, nei casi in cui non finisca in galera per i reati commessi.
Ringrazio tutti quanti per aver dato questo bellissimo segnale alla comunità marchigiana di coesione e sono felice di poter presentare una risoluzione che è frutto di una ampia condivisione con tutti quanti, oltre che con gli uffici, che colgo l'occasione per ringraziare anch’io pubblicamente Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della proposta di risoluzione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Faccio un brevissimo commento alla risoluzione richiamando i punti che sono importanti perché le tre mozioni avevano dei dispositivi simili e alla fine della discussione si è allargato l’elenco delle cose su cui impegnare la Giunta perché c'è: un equilibrio territoriale dell'offerta dei servizi e delle strutture, cosa molto importante e ritengo anche onerosa; un supporto alle amministrazioni per implementare azioni che consentano di allontanare il maltrattante e di rieducarlo; la collaborazione con lo Stato per la definizione delle linee guida nazionali, come l'Assessore e gli uffici tengono a dire stanno in maniera molto proficua collaborando per farlo; l'ultimo punto che concretizza un po' la volontà delle mozioni, che è quello a prevedere nel piano sociale azioni che privilegino la rieducazione e l’allontanamento del maltrattante e non della vittima e dei suoi figli.
Ecco, queste azioni insieme al piano sociale potrebbero prevedere la realizzazione o la messa in funzione di una struttura, a noi interessa avere la macchina di proprietà, ma si può prendere anche in leasing, però l'importante è avere questa possibilità.
Prima mi sono scordato, quindi ora voglio spendere una parola di ringraziamento per i gruppi di donne che hanno supportato il nostro lavoro, sono diversi e sotto la loro spinta e la loro sensibilizzazione abbiamo operato per giungere ad impegnare la Giunta per cui le ringrazio sentitamente.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Bora, Leonardi, Pergolesi, Fabbri, Maggi, Giorgini, Mastrovincenzo. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 517
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Incremento del fondo nazionale per le fusioni dei comuni”
(Ritiro)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 517 del Consigliere Talè, che ha la parola.

Federico TALE’. Grazie, Presidente. Questa è una mozione che ho presentato ad inizio luglio dell'anno scorso, quando i sette Comuni provenienti da fusioni erano in difficoltà perché il Governo di allora, il Governo giallo/verde, non aumentava i fondi a loro disposizione e si era paventata l'ipotesi di una decurtazione del 40% del contributo che aspettavano, però, a fine ottobre 2019, l’attuale Governo ha incrementato di 30 milioni di euro i fondi, quindi i Comuni della regione Marche stanno prendendo quello che era stato promesso loro, per cui ritiro la mozione, che non ha più ragione di esistere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Se hanno a disposizione 30 milioni possono essere felici. Sapete cosa pensiamo noi delle fusioni forzate, quindi …

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Soltanto per dire al Consigliere Zura Puntaroni che sono felice: primo, perché questo Governo ha incrementati i fondi, secondo, perché è stato dato ai Comuni quello che era stato promesso.

Mozione n. 540
ad iniziativa dei Consiglieri Marconi, Zaffiri, Leonardi, Malaigia, Celani, Marcozzi, Carloni, Fabbri
“Si renda adottabile il concepito”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 540 dei Consiglieri Marconi, Zaffiri, Leonardi, Malaigia, Celani, Marcozzi, Carloni, Fabbri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Questa mozione, insieme a tante altre che ho presentato, sono nell'ottica di una problematica di carattere generale, che credo che sia largamente condivisa, se non lo fosse sarebbe grave, cioè quella della denatalità.
Ci troviamo di fronte ad una situazione che nelle Marche è particolarmente drammatica, relativa al calo delle nascite che porta inevitabilmente a un impoverimento della società e anche a una sua naturale depressione economica.
L’Italia è talmente messa male che non è più neanche attrattiva ai fini dell’immigrazione, chi urla per la preoccupazione dell'immigrazione non tiene conto di dati ovvi, oggi abbiamo una presenza estremamente ridotta grazie agli accordi Minniti e successivi interventi di Salvini, abbiamo una scarsa immigrazione che viene dai profughi, ma la grande immigrazione, quella dei 5 milioni di immigrati che hanno ripopolato il nostro Paese negli anni 1990/2000 fino al 2010, non c'è più. Questo è un dato di fatto.
Questa mozione guarda ad alcune iniziative legislative in corso e chiede una sintesi al Governo su questa materia, mettendo in moto un meccanismo già presente in altri Paesi, un meccanismo sperimentato in piccolo anche nel nostro Paese, ricordo il caso di Seveso, quando un inappropriato terrorismo ideologico portò molte donne a convincersi che, essendo state contaminate dall'emissione di diossina, avrebbero dovuto abortire, alcune hanno abortito, altre hanno avuto i figli, altre ancora hanno portato avanti la gravidanza con l'impegno di dare in adozione il neonato. I bambini che sono nati da Seveso non avevano assolutamente nulla, quella propaganda si rivelò purtroppo sbagliata, ma nel frattempo alcuni bambini erano stati eliminati.
Abbiamo un dato legislativo, che mi permetto di difendere, che è quello della 194, che agli articoli 1 e 2 prevede di mettere conto tutte le azioni di prevenzione che possano evitare l'aborto. In verità l'articolo 2 parla anche di collaborazione fra volontariato e consultori per informare la donna sulle possibilità alternative all'aborto. Non posso non prendere atto del fatto che una mia proposta di legge che risale al 2016 e che mira a instaurare, ad organizzare questo tipo di collaborazione, ahimè, giace in IV Commissione e siamo arrivati a fine legislatura e stiamo parlando di applicazione di legge.
Ricordo pure l'intervento del Consigliere Maggi in un'altra circostanza decisamente sfortunata, di fronte a un emendamento che mirava all’applicazione della RU486, personalmente non avevo fatto nessuna obiezione, Consigliere Maggi, avevo presentato un sub-emendamento in cui dicevo: “Se applichiamo la RU486, ed è un fatto di legge, applichiamo anche gli articoli 1, 2 e 5 della legge 194”. Il subemendamento non passò per un solo voto, 8 contro 8, ma ricordo l'onestà intellettuale del Consigliere Maggi che disse: “Come faccio ad oppormi all’applicazione di una legge?” Ricordo anche che la Giunta stranamente non partecipò al voto, rimase solo l’Assessore Sciapichetti che votò a favore del mio subemendamento. Questo per un fatto storico, Eravamo dentro l'applicazione della legge anche perché questa materia oggettivamente non è nostra.
Tolto questo argomento, che cosa si dice in sintesi nella mozione? Vi risparmio tutta l'analisi che viene fatta, in Italia abbiamo una grave crisi riguardo l'adottabilità, per ogni minore disponibile abbiamo dieci coppie che lo adotterebbero.
Fisso alcuni principi che poi sono quelli che richiamo nella mozione e cioè l'adozione viene decisa in tempo utile, entro le prime 12 settimane e questa adottabilità può essere revocata dall'interessata, fino a 7 giorni dopo la nascita, quindi ci possono essere tutti i ripensamenti del caso.
Naturalmente siamo di fronte ad una ipotesi facoltativa, questa procedura non inficia in nessun modo quanto prevede la legge 194, è nella logica di dire: mettiamo in atto cose che possono servire per evitare l'aborto, sul quale credo siamo tutti d'accordo. Penso che nessuno qui sia contento di avere una disciplina abortiva obbligatoria, sennò dovremmo tornare al Giorno della memoria e ricordarci quello che faceva Hitler nei campi di concentramento, ma la legge nazionale è facoltativa e prevede che non debba essere fatto l'aborto, che bisogna evitarlo in tutti i modi, quindi la mozione è dentro questo tipo di logica.
Si aggiunge anche che tutta questa procedura, la nostra è una mozione, non è una legge, viene suggerita in capo al Tribunale dei minori, quindi, non è affida ad un organismo terzo, ad un'agenzia che viene costituita e che può amministrare una cosa che in realtà già esiste, perché oggi le adozioni vengono gestite attraverso delle agenzie, soprattutto per quello che riguarda l'adozione all'estero, l’affidamento finale viene fatto dai Tribunali per i bambini italiani, quindi, sarebbe un Tribunale. Mi sono permesso di prevedere anche 500 chilometri nella destinazione perché non ci sia vicinanza alcuna e non ci sia nessuna possibilità di rintracciare il genitore d'origine il quale sa solo che questo bambino viene destinato all'adozione.
Sottopongo all'Aula questa richiesta che, ripeto, non ha la pretesa di avere niente di immediatamente esecutivo, come tutte le mozioni, ma si muove nella direzione, per quello che è possibile, di aumentare il livello della cultura della vita, contro qualsiasi altra cultura che vuole negarla.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Dopo questi cinque anni di legislatura la mozione non mi desta alcuna sorpresa, mi destano qualche sorpresa alcune firme che ci sono, però veniamo al concetto dell’atto.
Si prende in esame la legge, si citano i primi due articoli, soprattutto, e si dice che non c'è stata nessuna iniziativa affinché l'aborto non venga usato ai fini della limitazione delle nascite. Facciamo parlare i dati: nel 2016 le interruzioni volontarie di gravidanza sono state 84.926, subito dopo l'approvazione della legge del 1978, ed ho un dato che è del 1982, le interruzioni volontarie di gravidanza furono 234.801, quindi, si sono ridotte da allora di due terzi. Forse non c'è stata una grande diffusione pubblica della legge e dei fini che erano contemplati, però, se n'è parlato molto, ricordo, ma soprattutto è cresciuta la consapevolezza delle donne, che non hanno usato come contraccezione la legge 194 e non solo quelle donne che venivano rappresentate, i più vecchi se lo ricorderanno, io lo sono e me lo ricordo, come personaggi leggeri, facili ai piaceri e non alle conseguenze di questi, nella campagna elettorale contraria all'interruzione volontaria della gravidanza, quindi contraria alla legge 194, che un referendum conservò.
Le interruzioni volontarie di gravidanza sono scese, come abbiamo visto dai dati incontrovertibili, e sono aumentate in maniera proporzionalmente opposta le obiezioni di coscienza del personale sanitario, in Italia i ginecologi obiettori sono il 68,4%, gli anestesisti il 45,6% e il personale non medico il 38,9 %.
Le regioni che hanno ginecologi più obiettori sono: il Molise con il 96,4%, quindi su 100 medici neanche il 3,5 praticano l'interruzione volontaria della gravidanza, in Basilicata l'88%, in Sicilia l'83,2, a Bolzano Provincia Autonoma l'85,2. Nelle Marche, siamo un po' sopra il dato nazionale, gli obiettori sono circa il 70%, quindi, nonostante il vero e proprio boicottaggio da parte dei sanitari di una legge che, come dicevo, è stata confermata da un referendum popolare, sono pochissime leggi confermate dal referendum popolare, nonostante questa obiezione diffusa sia diventata un calvario doloroso per le donne, che sono costrette a fare la spola con altre regioni vicine, soprattutto nelle zone di confine, le interruzioni volontarie di gravidanza, grazie alla consapevolezza e alla dignità delle donne, sono diminuite.
Ci sono dei casi eccezionali come a Fermo dove non c'è nessuna interruzione volontaria della gravidanza, perché non c'è nessun medico che la pratica, quindi, voglio dire, nessun medico applica una legge dello Stato.
In questa mozione ci sono degli allarmi, quasi delle denunce, in quanto dice che dopo i 90 giorni canonici previsti dalla legge 194, cioè i 3 mesi, molte donne vanno oltre tale termine e naturalmente questo è un allarme, senza tener conto che dopo i 90 giorni c'è l'aborto terapeutico, se è in pericolo la salute fisica e psicofisica della donna o se c'è una grave malformazione dell'embrione, quindi, si mette in dubbio che il medico, il ginecologo, non rispetti la prescrizione della legge e prescriva l'interruzione volontaria della gravidanza anche se non ci sono le condizioni. Questo allarme viene lanciato in questa mozione, c’è l’insinuazione che il medico non faccia deontologicamente la propria professione, in maniera corretta e, ancora una volta, che le donne hanno una leggerezza nella ricerca del piacere e della soddisfazione personale e poi non vogliano le conseguenze. C'è l’insinuazione che il medico sia compiacente, però non si insinua che l'obiezione di coscienza, molte volte, e forse il più delle volte, con la coscienza non ha nulla a che vedere perché i medici non obiettori sono pochissimi e sono costretti a un sovralavoro professionale monotematico e non è un grande piacere fare solo le interruzioni volontarie di gravidanze mentre gli altri colleghi si dichiarano obiettori. Non non solo professionalmente e umanamente non è gratificante. ma questi medici non obiettori, guarda caso, non fanno mai carriera all'interno delle strutture ospedaliere e questo mi fa porre parecchi interrogativi.
Nella mozione si dice che le minorenni che ricorrono all'interruzione volontaria della gravidanza, sono il 45,2% e questo dato è rappresentato in maniera un po' faziosa perché se noi abbiamo un malato e l'anno dopo ce ne sono due, vuol dire che l'aumento è stato del 100%, mentre il dato del 45,2% va letto anche in un altro modo, non si dice che l'interruzione volontaria della gravidanza per quanto riguarda le minorenni, in questi ultimi anni, va dal 4 al 6 per mille. Questo fenomeno viene dato come allarmistico, ma allarmistico a tutti gli effetti non è.
Queste considerazioni che sono state fatte pro domo dai firmatari si concludono, secondo me, con un'affermazione gravissima, ovvero che la maggior parte degli aborti non risulta legata al pericolo per la salute fisica e psichica delle donne. Questa è un'offesa incredibile nei confronti delle donne che vanno ad abortire in un momento così difficile, con grande leggerezza, con nessuna consapevolezza e non solo, è gravissima anche nei confronti dei medici, quindi questa conclusione è veramente incredibile e non capisco come si possa permettere ai firmatari di questa mozione di fare un'affermazione così grave nei confronti delle donne e dei medici, dei medici non obiettori, ovviamente.
Alla fine, dopo tutti questi dati allarmanti, viene fuori che ci sono tante famiglie che vogliono adottare bambini, ma in questa mozione non si vogliono adottare bambini in carne ed ossa, quelli derelitti e sofferenti che sono in Italia e nel mondo, in questa mozione si dice che si possono adottare bambini che ancora non ci sono, che ancora non sono nati, infatti, la mozione chiede al Governo di predisporre una tutela giuridica per l'embrione umano, una specie di elusione della 194. Si fa partorire la donna che, dopo essersi convinta a non interrompere volontariamente la gravidanza, dopo che l'embrione è diventato bambino, dopo averlo tenuto tra le braccia una settimana, lo dà ai genitori adottivi, però, l’ha detto il Consigliere Marconi e c'è scritto nella mozione, se dopo 7 giorni la mamma, che se l'è spupazzato e magari l’ha allattato al suo seno, può decidere di tenerlo, quindi, si ripropongono tutte le motivazioni gravi che hanno portato la donna a decidere per l'interruzione della gravidanza perché è difficile che la donna, dopo che il bambino è nato, dopo i 7 giorni in cui lo tiene, lo lasci andare via. Tutte quelle motivazioni gravi e dolorose che avevano convinto la madre ad interrompere volontariamente la gravidanza si ripresentano perché è stata convinta a non interrompere la sua gravidanza.
Credo, facendo corti discorsi, che questa mozione sia una trappola indegna per annullare il diritto all'autodeterminazione della donna, che è stato conquistato con dolore e sofferenza in questi anni. Una trappola ordita da coloro che non hanno fatto mai nessuna mozione per tutelare la vita di quei bambini che muoiono affogati nel Mar Mediterraneo, con l'assoluta indifferenza di quelli che la domenica vanno a battersi il petto in chiesa e con l’assoluta indifferenza di coloro che il venerdì mattina andavano davanti a Villa Adria, che è una clinica privata che pratica interruzioni volontarie di gravidanza, con immagini di Cristi e Madonne per gridare alle donne che avevano preso una decisione così difficile e dolorosa: “Assassine”, mascherando questa offesa nei confronti delle donne con le loro preghiere e con le loro giaculatorie.
Voglio respingere con sdegno questa mozione che di fatto offende la dignità delle donne, la conquista di un loro diritto ed offende quei pochi medici che sulla loro pelle e a danno della loro carriera hanno deciso di non praticare l'obiezione di coscienza e di rispettare una legge dello Stato che sancisce un diritto delle donne conquistato con grande sacrificio da tutte loro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Il Consigliere Marconi è uscito, ma vorrei dirgli che la tutela della vita, credo, sia appannaggio di tutti quelli che stanno in quest'Aula. In nome e per conto della tutela della vita e anche della tutela della salute delle persone, tanti anni fa ho deciso di fare un percorso di vita e professionale, che mi ha portato a fare il medico, se non altro per questo.
Il Consigliere Marconi pone nella sua premessa un tema importante, nei confronti del quale tutti dobbiamo misurarci, che è quello della denatalità, che va di pari passo, con l'allungamento della vita, quindi, l'invecchiamento delle nostre società, ma fa difetto l'analisi perché la denatalità, secondo lo spirito che pervade questa mozione, al di là delle adozioni, non è attribuibile naturalmente alla legge 194, né ad un aumento dell'uso della contraccezione, perché i Paesi in cui c’è stata negli anni una inversione della denatalità, penso alla Francia e alla Danimarca, sono quelli in cui la percentuale di donne che fanno contraccezione seria, quindi ormonale o altri sistemi, è tra le più alte d'Europa.
Evidentemente la causa della denatalità non sta nell'applicazione della 194, né nella contraccezione, ma molto probabilmente ha ragioni molto più complesse e, perché no, economiche. Le difficoltà che le nostre società hanno ormai da diversi anni sono in ragione della crisi, senza politiche di sostegno vere e serie per le famiglie, come lo sviluppo degli asili nido, le cose per le quali quel movimento femminile, al quale prima si riferiva il Consigliere Maggi, negli anni si è battuto. Questa forse è la vera causa della denatalità che attanaglia i Paesi occidentali, soprattutto il nostro, che da questo punto di vista, in effetti, purtroppo, ha un triste primato, è una società che non ha nascite, indubbiamente, ed è una società che in prospettiva si indebolisce.
Ricordo che l'Italia è stata condannata dal Consiglio d'Europa, facendo seguito ad un ricorso che aveva fatto un'organizzazione sindacale, la CGIL, perché non applicava nel giusto modo la legge 194 che, come ha ricordato il Consigliere Maggi, all’articolo 1 sancisce che l'aborto non deve essere mai e poi mai usato come mezzo per il controllo delle nascite, perché ci sono altri sistemi indubbiamente meno coinvolgenti dal punto di vista emotivo, ed è stata condannata, appunto, per l'alta percentuale di obiettori di coscienza che c’è, soprattutto per le ragioni che ha detto il Consigliere Maggi prima, ovvero che quella piccola percentuale di medici che operano e che non sono obiettori spesso vengono emarginati, sono quelli che non fanno carriera all'interno delle strutture, e su questo c'è stata una sentenza del Consiglio di Europa di condanna nei confronti dell'Italia.
Un'altra notizia è comparsa qualche tempo fa sul New York Times, siamo andati a finire lì come Regione Marche, perché in alcune realtà della nostra regione, Fermo e Ascoli Piceno, non si applicava la legge 194 in quanto c’era il 100% di obiezione di coscienza. Siamo riusciti, attraverso introduzione della RU486, a porre parzialmente rimedio.
C’è un passaggio in questa mozione che mi ha colpito e riguarda l'efficace azione di prevenzione nei confronti dell’aborto. Come si realizza la prevenzione nei confronti dell'aborto, oltre naturalmente alla consapevolezza, se non attraverso una sana e seria educazione sessuale, che rende consapevoli fin da piccoli? Ebbene, in quest'Aula alcune volte sono stati condannati, bloccati dei progetti all'interno delle scuole di educazione sessuale, di educazione all'affettività, che peraltro hanno i crismi del rigore scientifico perché assorbono indicazioni che arrivano dall'organizzazione mondiale della sanità, che passano attraverso il Ministero della salute, quindi, non azioni estemporanee di quello o di quell'altro insegnante, ma hanno basi e fondamenta scientifiche e trovano avversione all'interno, perché “stranamente” introducono teorie legate al transgender.
La prevenzione passa attraverso l'educazione sessuale, passa attraverso la consapevolezza e passa attraverso l'uso di una sana e seria contraccezione, fatta in modo serio e rigoroso, anche qui siamo in ritardo. Ricordo a tutti che quest'Aula a maggioranza ha approvato una mozione presentata da me e non so da quanti altri colleghi di maggioranza che tra le varie cose chiedeva l’utilizzo della contraccezione gratuita per le fasce più giovani di età e per le donne, è stata votata a maggioranza, perché oggi, in questo Paese, i contraccettivi, soprattutto i contraccettivi ormonali, non sono a carico del sistema sanitario nazionale, se non i primi che hanno altissime concentrazioni di ormoni, che sono possibili da evitare con le nuove proposte. Io non ho i dati, ma mensilmente, moltiplicato per 12 mesi ... Questi sistemi di contraccezione, sia quelli più tradizioni che quelli più moderni, come ad esempio l'innesto sotto cutaneo di dispositivi o altro, sono a carico dei soggetti, quindi qualcuno, forse molte donne, o molte famiglie, perché il problema della contraccezione riguarda la donna, ma riguarda la coppia, riguarda la famiglia, non può utilizzarli, tant'è che il combinato disposto di una scarsa contraccezione e la difficoltà nell’applicazione della legge 194 nei nostri ospedali ha comportato negli ultimi anni un aumento dell’aborto clandestino. Addirittura nel 1978, circa quarant'anni fa, la legge fu approvata dalle forze politiche e, come ha detto prima il Consigliere Maggi, è stata sottoposta a referendum ed è passata al vaglio del voto popolare.
Il tema che dobbiamo porci è quello di evitare il ricorso all’aborto, mettendo in campo una serie di politiche di educazione alla contraccezione seria, anche facendo riprendere forza e valore ai nostri consultori.
Il Consigliere Marconi ha presentato una proposta di legge sui consultori, con l'obiettivo di una convenzione anche con quelli privati, io invece io mi preoccupo del fatto che i nostri consultori pubblici, che hanno fatto la storia in questo Paese, purtroppo li abbiamo dimenticati e orami stanno vivendo da anni una crisi molto forte, una crisi di personale, di risorse, anche di strutture e l'educazione sessuale, la contraccezione, quindi la prevenzione, passa anche attraverso il rilancio dell'azione dei nostri consultori pubblici che risalgono al 1975.
Oggi i consultori pubblici per l'80% dei casi hanno a che fare con il Tribunale dei minori, a tutto il resto, salvo rarissime eccezioni, non riescono più a dare le risposte per i quali sono nati ed insieme al Consigliere Marconi qualche mese più fa ho presentato una proposta di legge che ha l'obiettivo del rilancio delle attività consultoriali nella nostra regione.
Credo che l'adozione sia l'aspetto più inquietante di questa mozione, che forse ne svela il suo carattere, il Consigliere Maggi lo ha definito con un termine molto più forte, un po’ ambiguo, io mi limito a questo il termine, perché in realtà qui il problema non è l'adozione, ma ci troviamo di fronte ad una mozione che fa l'ennesimo attacco ad una legge dello Stato, che è la legge 194, che ha negli anni, l'ha ricordato prima il Consigliere Maggi, portato il numero degli aborti da 284.000 del 1982, a 56.000 del 2016, che è il dato dell’ultimo rilevamento, perchè annualmente deve essere portata in Parlamento, dai Ministeri competenti e dal Ministero della salute, la relazione sull'applicazione della legge 194.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Il problema demografico, il fatto che manchino, come si dice, all'appello moltissimi bambini nel mondo e non solo in Italia è un'emergenza alla quale credo che tutti noi dobbiamo guardare.
La mozione che è stata presentata oggi ha certamente un contenuto che può essere considerato forte e di impatto, certamente vuole sollevare il problema e cercare di dare un suggerimento ed una risposta ad un dramma vero e proprio ed alcuni dati inseriti nella mozione danno il senso del fenomeno, anche se ho sentito altri che sembravano sminuire la questione.
I dati del Ministero, nel rapporto del 2016, sull'applicazione della 194 dicono che nel 2014 sono state praticate 96.578 interruzioni di gravidanza, nel 2015 87.639, quindi è un fenomeno di portata molto ampia che non va certamente sminuito.
A chi in questa sede ha parlato, io dico, in maniera impropria ed ideologica di attacco alla 194, voglio ricordare che quella legge nasceva con l'intento, ed è scritto nero su bianco, di tutelare la vita, ma è stata applicata unicamente per la parte relativa all'interruzione di gravidanza e quella parte fondamentale che nasceva da un principio costituzionale, che è quello di tutelare la vita umana e di rimuovere le condizioni di disagio economico e sociale in cui la donna si trova, per cui è costretta in molti casi a ricorrere all'aborto, non è stata fondamentalmente attuata, è una legge che dal 1978 si applica solo e unicamente per una parte.
Credo che questa sia una gravissima mancanza dello Stato italiano della quale oggi piangiamo le conseguenze, ma è diventata una bandiera ideologica e non possiamo permetterci neanche di sollevare il problema.
Come donna mi sento umiliata ed offesa nel momento in cui la mia battaglia di emancipazione viene costantemente ridotta al fatto di poter abortire. Credo che questo sia svilente, umiliante e sia qualcosa DI assolutamente riprovevole e non entro nel dramma che ogni singola donna vive nel momento in cui fa questa scelta, entro in quella che è la nostra competenza, quella di legislatori, quella di persone che devono andare ad intervenire laddove ci sono i problemi. Se aiutiamo una donna a non abortire, a portare a termine la gravidanza ...
Qui ognuno si sbizzarrisce a pensare la vita umana solo dopo che è uscita dal ventre della madre, solo dopo che sono passati x mesi, io penso che la vita sia sempre vita, anche nel momento in cui parte e non entro in congiunzioni filosofiche e neanche anatomiche, però credo che la vita sia vita dal momento del concepimento.
Ho sentito dire dal Consigliere Maggi delle cose che sono in grande contraddizione, ha denigrato, insultato, mortificato la scelta di quei medici che fanno l'obiezione di coscienza, io non sono medico, ma sono convinta che chi sceglie quella professione lo fa per aiutare le persone che stanno male, per salvare le vite. Mi sono andata a ricercare, cosa che ho fatto anche in altre situazioni di cui si è parlato, in questo caso non si parla propriamente della 194, ma andiamo a finire sempre lì, perché c'è una battaglia ideologica, il giuramento di Ippocrate che sottoscrivono quando intraprendono la professione e oltre a giurare di perseguire la difesa della vita, giurano anche di non compiere atti finalizzati a provocare la morte.
Il Consigliere Maggi ha detto, me lo sono segnato, che per i medici che non fanno obiezione di coscienza non è una cosa piacevole praticare l’interruzione di gravidanza, però, al tempo stesso, non concepisce che quel medico, che ha scelto di fare la professione per salvare una vita, sia essere costretto ad ucciderne una, andando contro il proprio giuramento. Lei denigra un medico che vuole salvare una vita e che sceglie di non compiere un atto, per quanto consentito dalla legge, che sopprime una vita, salvo poi ammettere che, è certo, per quelli che lo fanno non è piacevole. Penso che non sia mai piacevole, né per chi fa una scelta né per chi lo porta in grembo, quindi bisogna rispettare anche i medici che, coerentemente con la scelta di vita, reputano l'aborto non conforme alla propria professione, al credo che li ha spinti in quella professione e a fare obiezione di coscienza.
Se dobbiamo andare ad analizzare i dati, dobbiamo anche prenderne altri rispetto a quelli che ha dato lei, Consigliere Maggi, perché dovremmo analizzare anche la popolazione del 1978 con la popolazione del 2020, dovremmo anche vedere il numero medio di figli che si facevano nel 1978 e il numero medio di figli che si fanno nel 2020, per avere un dato esplicativo e se per lei sono poche per me sono tante le interruzioni di gravidanza.
Credo che la mozione sia una misura che possa aiutare a salvare delle vite, perché di questo si tratta. Sinceramente non capisco proprio, vi stracciate le vesti per alcune vite sì per altre vite no, una distinzione che non riesco a comprendere sinceramente da chi si professa difensore della vita.
Questa mozione è un pugno allo stomaco, ma lo è volutamente, per sollevare un problema gravissimo, al quale forse oggi si guarda troppo spesso con un paraocchi ideologico, una risposta che mi trova completamente contraria e non si tratta, lo ripeto, di mettere in discussione la legge 194, per quell'unica parte che oggi è attuata, ma si tratta di cercare di dare attuazione, con tutti i mezzi possibili, a quell'altra parte, quella dimenticata per tanti anni, quella fondamentale, che è la tutela della vita umana.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Sinceramente non riesco a capire il tono e la contrapposizione delle discussioni, perché con questa mozione, che si, parte dal riferimento alla 194, non è senz’altro una negazione di quella legge, che dopo 40 anni ancora presenta delle criticità perché in realtà il problema non è stato risolto.
Se partiamo dai dati, dal 1978 ad oggi, sono 6 milioni le interruzioni di gravidanza, è un numero abnorme, è come se mettessimo insieme le intere popolazioni di Milano, Roma, Torino, Napoli e Palermo, abbiamo perso queste grandissime città solo con le interruzioni di gravidanza e dire che i dati sono in lieve flessione, in lieve calo, significa non tener conto della diminuzione demografica, del calo demografico che c'è, non si tiene conto di questo, comunque sono pur sempre dati altissimi.
Non si sta negando nulla, alla donna che decide di non tenere il bambino non viene negata la possibilità di ricorrere all'aborto, che comunque riteniamo debba essere l'estrema ratio. Nelle dichiarazioni di allora l'aborto era considerato come l'ultima risorsa in caso di malattie, gravi malformazioni, di impossibilità gravissime in caso di violenza carnale.
Qui, con questa mozione, si chiede di poter dare alla donna un'ulteriore possibilità di scelta, che andrebbe anche a tener conto del danno psicofisico che un aborto può provocare nella donna, una donna che ricorre all'aborto è per sempre segnata da questa esperienza. Molto spesso non viene sufficientemente informata del fatto che avrà sempre in sé quella macchia, quel qualcosa nel cuore, quello strappo, è inutile dire, anche il bambino appena concepito ha già dei legami forti, sia fisici che affettivi, con la donna, anche se non si tratta di una gravidanza desiderata. Un legame tra mamma e figlio c'è e strapparlo forzatamente con farmaci o con mezzi chirurgici, ancor peggio, determina nella donna un danno psicofisico che porterà, penso, in sè per sempre. Credo che nessuna donna abbia mai dimenticato nella sua vita di aver interrotto una gravidanza, seppur non voluta, nessuna donna rimuove il ricordo di un'esperienza così, per cui noi con questa mozione chiediamo di dare un'ulteriore possibilità di scelta, tra l'altro c'è già un disegno di legge, il n. 1238, di cui non è iniziato l'iter.
Con questo atto, di cui anch'io sono firmataria, chiediamo che si possa dare questa possibilità e che si possa cercare di ridurre il numero degli aborti considerati purtroppo come metodi contraccettivi.
Ecco, riferiamo anche l'aumento delle minori che ricorrono a questa misura, qui sono d'accordo con il Consigliere Volpini, bisogna agire più in termini di prevenzione, in termini di educazione alla sessualità, però la legge n. 194 questo non l'ha fatto perché i numeri sono altissimi, per cui cerchiamo di introdurre un’ulteriore misura, una possibilità di scelta, perché chi vuole decidere di ricorrere all'aborto è liberissimo di farlo ancora, non andiamo ad annullare nulla, ma diamo un'ulteriore possibilità, io non vedo cosa ci possa essere di così pericoloso nel dare alla donna un'opzione ulteriore di scelta che riguarda un figlio, voluto o non voluto che sia.
L'ideale sarebbe, cosa che non è mai stata applicata o applicata in maniera insufficiente, un sostegno alla genitorialità, un sostegno psicologico, un aiuto, questo non è stato fatto perché i numeri sono ancora troppo alti per cui convintamente e non con sdegno, perché non c'è per votare il pulsante di sdegno, come il Consigliere Maggi ha annunciato, ma con piacere voglio dire alle donne che si dovessero trovare nelle condizioni di affrontare una gravidanza, di poter decidere anche in merito al futuro del proprio bambino, di un bambino in particolare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Siccome questo è un tema molto delicato che attiene più alle coscienze che all'indirizzo politico, siccome dobbiamo votare, avrei delle domande e una la vorrei rivolgere alla Consigliera Leonardi che ha detto una frase che mi ha toccato ed ha detto: "Vi stracciate le vesti per alcune vite si e per altre no," io rivolgo anche a lei la stessa domanda: per le vite che muoiono in mare: donne, bambini, uomini, donne in gravidanza, non l’ho sentita mai stracciarsi le vesti, per quelle donne, per quegli uomini, per quei bambini e bambine che muoiono in mare, allora non capisco questa schizofrenia, sono d'accordo con questa frase però gliela rigiro.
Un'altra cosa, si sta mettendo questa mozione su un binario sbagliato, secondo me. La mozione vorrebbe favorire il fatto che una donna possa più serenamente decidere di non abortire, allora faccio un'altra domanda e chiedo: "Ma adesso, se una donna non vuole abortire e portare avanti la gravidanza c'è qualcuno che glielo impedisce? Non lo può fare?" Se una donna dice: non riconosco il mio bambino perché ho una serie di problemi familiari, non sono in grado di mantenerlo, oppure vuole portare avanti questa vita e poi non riconoscere il figlio o figlia, non lo può fare? Spiegatemelo.
Le adozioni si fanno da sempre, penso dai tempi degli uomini primitivi, forse, quindi chiedo, ripeto, se una donna vuole portare avanti la propria gravidanza e non riconoscere poi il figlio …

(interrompe il Consigliere Marconi)

Sandro BISONNI. Ci sono stati gli orfanotrofi.
Questa mozione sta andando su un binario sbagliato perché nessuno, ripeto, secondo me, da quello che penso, impedisce a una donna che voglia portare avanti una gravidanza di farlo. Se qualcuno risponde in maniera precisa a queste domande, poi farò le mie valutazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Bisonni mi ha tolto una parte dell'intervento, nel senso che le vite sono vite sempre, le vite non sono numeri, mentre quelle nel Mediterraneo lo sono diventate. Ogni tanto diciamo: 10, 20, 40, 50, il barcone si, il barcone no, non sappiamo neanche dove attraccano, ci confondiamo i nomi delle imbarcazioni che li salvano, questo fa inorridire me per prima. Queste notizie vengono date al telegiornale ormai come una questione ragionieristica, per cui non prendiamo lezioni da nessuno e nessuno di noi le deve prendere, ognuno di noi si prende le proprie responsabilità.
Detto questo, da donna trovo questa mozione orribile, perché evidentemente non ci si rende conto del travaglio che c'è in una donna che decide di abortire, un travaglio grandissimo, non è una decisione che viene presa in maniera superficiale. Immaginiamo di dover decidere di abortire o no, sapendo che una volta che hai deciso di non abortire c'è una famiglia in attesa di questo bambino, che nel frattempo da feto diventa bambino, quindi da non vita diventa vita, tu ce l'hai con te, sai che lo dovrà lasciare …

(interrompe il Consigliere Marconi)

Anna CASINI. Si, Consigliere Marconi, da non vita diventa vita, questa è scienza poi se vogliamo parlare di fantascienza, parliamo d'altro.
Dico che questo è psicologicamente più dannoso per una donna, poi è una stupidaggine quella di dire che oggi le donne non sono assistite nei consultori, parlo per la mia realtà, e anche lì non prendo giudizi, anzi mi offendo se qualcuno giudica i consultori dell'area vasta n. 5 come non attenti perché lo sono ed è ovvio che uno cerchi di comprendere la motivazione per cui una donna vuole abortire e non si consiglia da nessuna parte l’aborto, si cerca di trovare tutte le possibili soluzioni affinché ciò non avvenga, ma una volta che la scelta è stata fatta - parlo da donna che avuto un aborto spontaneo, non un aborto deciso, ed ha anche partorito, quindi conosco entrambe le condizioni, è una cosa scioccante - la donna deve essere libera di decidere e, come ha detto prima il Consigliere Bisonni, ci sono dei casi in cui i bambini vengono lasciati in ospedale, è accaduto anche al Salesi, casi in cui si decide di arrivare alla fine della gravidanza e di dare il bambino in adozione, è possibile.
Secondo me è orribile che una donna porti avanti la gravidanza, sapendo che c'è già una famiglia che adotterà questo bambino, quando c'è da tutte le parti scritto che deve essere in assoluto anonimato, è una cosa veramente scandalosa, mi scandalizzo come donna …

(interrompe il Consigliere Marconi)

Anna CASINI. Ho letto la mozione e l’anonimato non c'è, però un conto è la norma un conto è l'applicazione perché se sono la coppia adottante avrei la curiosità di sapere quando la donna partorisce, se è già abbinata.
Lasciamo indietro una serie di questioni perché i bambini che vengono adottati sono bambini, prima cosa, e uno non dovrebbe scegliere la pancia che fa da contenitore portando avanti la gravidanza, perché è una sorta di utero in affitto, del quale tanto vi sdegnate; la seconda cosa è che spesso e volentieri vengono affidati prioritariamente i bambini con delle fragilità, ci sono genitori coraggiosissimi che li adottano anche se hanno delle difficoltà cognitive e lo fanno con coscienza e scienza, ben sapendo che hanno delle problematiche. Questi, secondo me, devono avere una priorità rispetto all'adozione, anche rispetto all'età dei genitori.
Questa cosa che si possa prenotare il bambino all'interno della pancia è una cosa non etica, questo è il mio pensiero, a prescindere dai pensieri degli altri e siccome qui c'è anche una parte etica, che si basa sui valori, secondo il mio sistema valoriale questa è una cosa veramente indegna, lo dico, me ne assumo la responsabilità e non voterò la mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Quando vengono affrontati questi temi in Aula, e non è la prima volta, confesso di essere sempre un po' in difficoltà perché si rischia di scivolare nell'ideologia e quando si parla di vite umane è sempre delicato affrontare il tema attraverso le ideologie.
Parliamo di persone in carne ed ossa, di difficoltà delle mamme, dei concepiti, dei mariti, dei padri che non vengono mai menzionati in questi dibattiti, ma che in qualche modo sono delle figure esistenti, se non altro, salvo rari casi, per aver contribuito in quota parte al concepimento del nascituro.
Vorrei provare a non trattare, come è stato fatto, la legge 194 perché se l'obiettivo è quello della sua modifica, pur legittima se qualcuno la vuole fare, è chiaro che va messo in italiano corrente, va scritto quello che uno vuole fare e purtroppo o per fortuna non è competenza dei Consigli regionali, ma del Parlamento, quindi, eventualmente, la discussione va fatta in maniera accademica qui e trasportata a livello nazionale.
Provo a trattare del tema in oggetto, quello che è emerso, la carenza di bimbi da adottare, difficoltà delle adozioni, la carenza delle nascite in Italia.
Credo che parlare della carenza, assolutamente oggettiva, delle nascite non solo in Italia, ma soprattutto in Italia, in termini di aborto si aborto no sia assolutamente fuorviante e non risponde al tema.
Il fatto che ci sia una carenza di nascite in Italia è assolutamente sotto gli occhi di tutti e questo pone problemi oltre che in termini etici, di crescita e di famiglia, anche in termini economici. E' sotto gli occhi di tutti, non credo che limitando, impedendo o modificando la legge sull'aborto si possa risolvere questo problema, perché anch'io parto dall'assunto, di cui ha parlato prima il Consigliere Marconi, di una visione ottimistica e positiva della vita, che guarda con entusiasmo a quello in cui si affaccia. Credo che oggi, purtroppo, le giovani coppie, o anche le coppie di una certa età, che ancora possono fare figli si limitino, non è tanto perché hanno o meno la possibilità di abortire, ma perché hanno di fronte scenari sociali ed economici non sempre idonei ad accogliere una nuova vita. Se una famiglia si può realizzare non prima dei 35/40 anni, è questo il tema su cui ci dobbiamo interrogare. Io ho avuto la fortuna di poter realizzare la mia famiglia a 28/29 anni, i miei genitori hanno avuto la fortuna di poterla realizzare a 22/23 anni, credo che l'età stia scivolando più in là e questo crea problemi oggettivi e quando una coppia riesce a dare un inquadramento al proprio futuro, ripeto, ormai la possibilità di procreazione va dalla parte opposta.
La scienza aiuta, ma non risolve i temi che la natura ci pone davanti, aumentando l'età sia dell'uomo che della donna purtroppo diminuiscono le capacità di poter procreare, e questo è una realtà.
E’ stata anche affrontata la possibilità, ad esempio, di riconoscere i bambini nati in Italia da genitori stranieri e potrebbe aumentare il livello demografico, ma questo è un tema sociale e politico che non si vuole affrontare da una parte e dall'altra ed ogni volta che si tenta di discuterne non è mai il momento, c’è sempre un altro tempo che non si sa mai quale sarà, ma non è mai questo il momento politico per affrontare il tema.
Se l’argomento è il demografico, importantissimo anche nella nostra regione, mi sembra che non sia la mozione la modalità per affrontarlo e risolverlo.
C'è poi la questione del concepito, anch'io ho le mie convinzioni etiche e di coscienza, c'è una legge nazionale e se questa mozione va nel suo rispetto non ci sarebbe bisogno di proporre la realizzazione di una nuova, evidentemente c'è una sfasatura, perché anch'io sono convinto, per quelle che sono le mie conoscenze giuridiche sul tema, poche forse, che non ci sia bisogno di una nuova norma, perché ogni madre in propria coscienza può portare a termine la gravidanza e poi decidere, per mille motivi, che non sta a noi sindacare, di accogliere o meno nella propria famiglia quella vita o eventualmente dare la possibilità di far adottare quella vita ad altri. Forse non c'è bisogno di una legge che dia questa possibilità, perché già c’è.
Anche qui forse dovremmo fare di più e meglio, perché spesso - anch'io sono convinto che l'aborto non sia collegato ad uno sfizio per cui la donna a cuore dolce decide di rinunciare alla propria gravidanza - ci sono dei problemi a monte, delle difficoltà sociali, economiche e altri mille motivi. Su questo dovremmo insistere per dare un sostegno maggiore alla donna ed alla famiglia, affinchè venga portata avanti la gravidanza in maniera più cosciente aiutando a non scegliere la strada dell'aborto, perché credo che sia sempre una scelta difficile da affrontare anche per chi poi decide di perseguirla.
Dare un sostegno maggiore, anche come istituzioni, però non penso che sia la strada giusta quella di dare la possibilità ... Ripeto, se la donna vuole è già prevista nel nostro ordinamento questa fattispecie, quella di portare avanti la gravidanza e dare la possibilità di adottare già in fase embrionale. E' vero, è un dubbio che è venuto anche a me e non è collegato a questa mozione, non c'entra niente con questo atto, però noi tutti sappiamo che quando nell’ordinamento giuridico si apre un varco non si sa dove può portare l'evoluzione successiva. Riconoscere la possibilità di adottare un embrione, dove ci porta?
Ripeto, riconosco che non è oggetto della discussione di questa mozione, però, mi pongo anche questo problema, quello che avviene già in altri Stati ed in altre Nazioni e che personalmente non condivido, il pensiero che in qualche modo ci possa essere un'apertura di questo genere mi porta ad essere contrario a questa mozione. Il pensiero che in futuro, ripeto, scollegato da questa mozione, si possa prevedere una sorta di utero in affitto, di gravidanza surrogata, chiamatela come volete, anche a fronte di un compenso economico, mi fa rabbrividire più che la riduzione delle nascite, più di tutto quello di cui abbiamo parlato. Ripeto, questa è una valutazione personale e riconosco che non c'entra direttamente con questa mozione, ma è un orizzonte che si apre e francamente, in questa fase - proprio perché con l'approvazione di questo atto non credo che andremo a risolvere i problemi, anche giusti, che pone - dal mio punto di vista, credo non si debba votare questa mozione perché, ripeto, non risolve i problemi e potrebbe aprire scenari futuri.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. La leggerezza con la quale si affrontano certi temi, in alcuni casi, in alcuni contesti, non solo mi indigna profondamente, ma è davvero sconcertante e purtroppo questo capita spesso.
Ripeto, con l'avvicinarsi delle elezioni regionali, strane congiunzioni astrali, fanno si che la destra delle Marche ponga un problema che lo stesso Salvini ha prontamente smentito, solo pochi mesi fa, e la percezione è che si stia strumentalizzando per fini elettorali un argomento che lede enormemente i diritti delle donne, che sono stati sanciti non solo da una legge nazionale, ma da un referendum, con grande sacrificio di quei movimenti che l'hanno portata avanti e di tutte quelle persone che ci hanno creduto e che profondamente si sono impegnate per far si che fosse lasciato il diritto di scelta alle donne.
Io vi leggo un articolo, ce ne sono tantissimi sulla stampa online, che è datato solo marzo 2019, la Lega ha presentato lo stesso tipo di proposta di legge, come questa mozione che vuole impegnare la Giunta e il Presidente a portare tale tema a livello nazionale. La proposta di legge già c’è e propone di limitare gli effetti la legge 194, che regola l'aborto, introducendo la possibilità, in alternativa all'interruzione volontaria di gravidanza, di ottenere lo stato di adottabilità del concepito, una proposta che fa insorgere il Movimento 5 Stelle a difesa della legge sull'aborto. "Non ci sono dubbi che la legge 194 sia una conquista del nostro Paese, mi guarderei bene dall'intervenire”, questa è una dichiarazione del Ministro della giustizia seguito dall’allora Ministro per il sud e da altri nostri parlamentari. Tant'è che a frenare i suoi ci ha pensato direttamente Matteo Salvini affermando: “Polemiche esistenti, noi tuteliamo le famiglie italiane, ma divorzio, aborto, parità di diritti tra donne e uomini, libertà di scelta per tutti, non sono in discussione”, una posizione che ha voluto ribadire anche l'altro Vicepremier Luigi Di Maio: “Parlare della legge 194 non ha senso, è un falso problema, è inutile discutere su queste cose, è evidente che parliamo di una legge indiscutibile”.
La cosa che più ci ha sorpreso è il fatto che il Consigliere Fabbri si sia prestato a questo tipo di strategia politica, non so come definirla, e abbia sottoscritto la mozione della destra. Ripeto, anche in Commissione siamo ritornati spesso su questo argomento e anche su altri, come quello di partorire in casa, ma sono questioni che vanno affrontate non solo con sensibilità, ma prendendo le parti anche delle dirette interessate.
Qui invece mi sembra che si torni puntualmente su alcune tematiche, solo per avere visibilità facile sui giornali, quindi non solo condivido quanto hanno espressamente detto i miei colleghi prima, ma mi ritengo offesa, anch'io sinceramente, perché questo tipo di problematiche non vanno e non dovrebbero mai essere affrontate in questo modo. Poi, per carità, rispetto la libertà e le idee di ciascuno, però bisogna affrontare seriamente questi temi.
Consigliere Marconi, mi spiace, lei lo sa benissimo, ci siamo più volte scontrati in Commissione, però bisogna lasciare libertà di scelta e i diritti alle donne, per quello che riguarda il corpo delle donne, poi su altre questioni potremmo anche trovare una condivisione, ma questo aspetto, lei lo sa benissimo, e quello che riguarda il partorire in casa, se permette, devono rimanere ad esclusivo appannaggio delle donne. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. L’unica persona dell’attuale maggioranza alla quale riconosco l'onestà intellettuale su questo argomento è il Presidente Ceriscioli, che, in barba a tutte le cose che i suoi sostenitori, caro Presidente, hanno detto, ad una interrogazione precisa, perché qui contano i fatti, il resto è propaganda anche abbastanza squallida, propaganda alla quale abbiamo assistito con argomenti ideologicamente irrispettosi della persona, ideologicamente segnati ed incapaci di ragionare …

(interrompe il Consigliere Volpini)

Luca MARCONI. Quando si toccano certi argomenti il vecchio comunista radicale non capisce più niente, quindi con molto piacere prendo la distanza anche politica da questi atteggiamenti perché non fanno parte della tradizione democratica, fanno parte dell'arroganza che in qualche maniera anche la mite Consigliera Pergolesi ha evocato, perché ha detto che di queste cose non si può parlare, di queste cose non si deve parlare, questo è fascismo! L'unica forza politica che in Italia aveva affermato che di determinate cose non si potesse parlare, che non si potessero mettere in discussione certi diritti, è stato il fascismo.
Prima abbiamo celebrato la Giornata della memoria della più grande tragedia politica che ha toccato questo nostro Paese e adesso c’è chi si comporta esattamente come allora, perché se uno dice che di questi argomenti non si può parlare io ne parlo, continuerò a parlarne in questa sede e ne parlerò fuori. Faremo naturalmente la votazione per appello nominale e spero che qualcuno alla fine ci ripensi. Consigliera Pergolesi, non io, ma lei ci deve ripensare, se è una persona, come dice e lo vuole essere, intellettualmente onesta.
Dico che l'unica persona intellettualmente onesta, è stato il Presidente Ceriscioli, il quale ad una mia interrogazione, due anni fa, rispose esattamente così riguardo all'applicazione della legge 194 articoli 1, 2, 5 in merito alla relazione che le aveva mandato l’Asur … ero stato per ben tre volte dalla Dirigente competente chiedendo l’applicazione della 194 in regione, caro Consigliere Maggi, la legge che lei difende, quella per la quale mandate a quel paese tutti gli italiani tramite Grillo, ho chiesto a che punto era l'applicazione della legge, non mi è stato mai risposto, sono stato costretto a fare l’interrogazione ed il Presidente mi ha detto che l’applicazione era a macchia di leopardo e lo confermo, Presidente. Non so di Ascoli, so per certo che i consultori di Fermo sono particolarmente attivi e capaci, non a caso lì esiste anche un gruppo di consultori privati che fa questa cosa, ma è evidente che di questo non si deve parlare.
Il Consigliere Volpini dice: “Ho presentato dopo qualche mese la mia proposta di legge”, l’ha presentata qualche mese fa, io l’ho presentata quattro anni fa, comunque la capacità di discutere queste cose non c'è, questa sinistra non ha la capacità di discutere di queste cose perché è un argomento che frigge e quando gli argomenti friggono è perché uno non è perfettamente in linea con la propria coscienza e dà fastidio sentire qualcuno che la pensa diversamente da te. Questi sono feticci, moloch, dei, idoli che non possono essere toccati in nessun modo, infatti qui si continua a parlare contro la legge e in molti sono intervenuti contro la norma, parlando di diritto all'aborto, che non esiste in questo nostro Paese, non esiste nessuna legge. E’ stata la Vicepresidente Casini e non ultima la Consigliera Pergolesi che hanno parlato del diritto all’aborto, che non c’è, perché nel nostro Paese non esiste una legge sul diritto all'aborto, un diritto è assoluto, secondo legge, per chi ha studiato qualche cosa, mentre c'è un'opportunità che viene offerta alle donne a fronte della quale noi mettiamo in conto che ne esiste un'altra. Non è la stessa cosa, Consigliere Micucci, se una donna partorisce e poi decide di far adottare il bambino, anche perché sappiamo quanto sono i lunghi i tempi delle adozioni. Un conto è avere facoltà e metterla di fronte all’altra decisione, quindi do un bivio: voglio l’aborto o do la possibilità di far adottare? E’ un'opportunità, quale negazione della libertà? Si è parlato della negazione della libertà! Ma quale negazione della libertà! Dove viene negata la libertà? E’ una facoltà che viene messa, quindi bugie su bugie, si devono dire bugie, si tirano fuori argomenti esistenti. A me che me ne frega delle posizioni politiche, caro Consigliere Bisonni, di chi sostiene che gli immigrati non devono arrivare, e poi tira fuori dei morti in mare. Piango o non piango, io piango per tutti i morti, però quando non si hanno argomenti se ne tirano fuori centomila.

(interrompe il Consigliere Bisonni)

Luca MARCONI. Anche se si è rivolto alla Consigliera Malaigia, evidentemente è un non argomento perché si accusa uno di una posizione politica e poi non sta scritto da nessuna parte che sia per i morti in mare, perché i morti in mare li abbiamo avuti anche prima di Salvini, ci sono stati anche nei cinque annidi governo centrosinistra, mi pare che ai morti in mare è stato messo fine in maniera significativa, non ultimativa, prima grazie ai provvedimenti di Berlusconi, allentati quelli, con i provvedimenti del Ministro Minniti al quale devo tanto di cappello. Sono stato il primo a sorprendermi, Presidente Ceriscioli, che nel suo collegio non sia stato eletto Minniti, ma un oscuro deputato del Movimento 5 Stelle per giunta anche defenestrato perché non pagava le quote.
Questo è il clima, di cosa parliamo? Il dato vero è che questa ipotesi di legge oggi non va in contraddizione con quella che c’è, semplicemente quella che c’è non è abbastanza forte, non è che se viene una nuova legge quella per forza va in contraddizione con l’esistente, sennò tutte le modifiche di legge che abbiamo fatto a che cosa servirebbero? Assolutamente a nulla.
Diminuire il numero dei concepiti, il numero dei concepiti è diminuito, faccio presente alla Presidenza che sto facendo un intervento, che è quello previsto, mentre vedo tanti che si prenotano, ma hanno già parlato. Ho diritto all’intervento, Presidente? Non sto facendo il secondo intervento e mi auguro che sia così per tutti.
La diminuzione del numero dei concepiti, Consigliere Maggi, ci sta tutta perché è chiaro che il primo dato che lei ha avuto del 1982 è relativo a tutto un pregresso, si è aperta una finestra, poi pian piano sono diminuiti perché dal 1982 ad oggi è diminuito anche il numero delle donne, essendo diminuito il numero della popolazione, in età fertile ed è cresciuta quella anziana, quindi questo non è un dato che vince, ma dico che se fossero rimasti anche solo 10 aborti, non 90.000,sarebbero comunque un problema e un fallimento perché l'articolo 1, l’articolo 2 e l’articolo 5 non vengono applicati e se io chiedo quali sono gli strumenti, non mi si risponde, ma io gli strumenti li ho portati ed ho quelli che sono stati applicati dall'Asl di Rimini, di sinistra, che ha fatto un accordo con le associazioni di volontariato, compresa la triplice sindacale, CGIL, CISL e UIL e le Acli, dove non c’è visione ideologica, vedete a chi faccio la propaganda? Non faccio propaganda alla Lega, faccio la propaganda a persone intelligenti che credono nella vita insieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII, insieme alle Acli, insieme a tante altre associazioni cattoliche e non cattoliche, che hanno fatto un protocollo e danno alla donna che va al consultorio un dépliant di 10 pagine in cui ci sono scritte tutte le cose che può fare, tutti gli aiuti che possono essere dati di fronte ad una gravidanza indesiderata. Questa è prevenzione e questa nelle Marche non c’è! Sfido chiunque a portarmi questo tipo di dépliant e questo tipo di informativa che viene fatta nei consultori, viene fatta a titolo personale da qualche medico, per carità, ma la legge non parla di ragionamenti, parla di strumenti, parla di soldi, parla di interventi, parla di fondi, io questo l'ho fatto quando ero Assessore, questa Giunta li ha confermati in alcuni provvedimenti, alcuni di questi sono stati esaminati dalla IV Commissione e li ha votati anche il Consigliere Volpini, ed in aiuto alle donne che erano in difficoltà in gravidanza davamo i famosi 500 euro, è l'unica cosa che abbiamo fatto, ma sempre lì a premere, a vigilare, a sollecitare perché questo avvenisse.
Questo è il dato di fatto. Questa era una cosa estremamente mite, perché, ripeto, 6 milioni di aborti, 6 milioni di immigrati, avevamo bisogno di immigrati? Certo che avevamo bisogno di immigrati, io ho sempre sostenuto questa tesi, e dico che ne dovremmo prendere almeno 150.000 all'anno, selezionati, motivati, vicini al nostro Paese, tutto quello che si vuole, perché il problema degli immigrati, visto che lo avete tirato fuori, non c'entra niente, ce l'ha la gente di sinistra di Ferrara, e a non voler affrontare i problemi, cari amici del PD, si finisce per far votare, a gente che ha votato sempre il Partito Comunista, la Lega, ma non è cattiva la gente, è cattivo chi il problema non lo vuole capire o stordisce o pensa di stordire l’elettorato che invece mi sembra abbastanza sveglio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Intervengo per chiedere scusa al Consigliere Marconi nei confronti del quale nutro una grande stima, tranne quando tratta di questi argomenti, ma ce lo siamo detti anche nella messaggistica qualche giorno fa.
Nel mio intervento, Consigliere Marconi, sono entrato nel merito soltanto su alcune questione che secondo me riguardano la legge 194 e sulla problematica dell’adozione lei dice una cosa che non è vera, ho appena telefonato ad un mio carissimo amico che ha adottato un bambino lasciato dalla madre al Salesi dopo i fatidici 7 giorni dalla rinuncia, perché è vero che esiste il reato di abbandono di minore, ma se la madre è consenziente può lasciarlo ed al settimo giorno il bambino è in casa della nuova famiglia. Quindi, questa difficoltà nel fare le adozioni in realtà …

(interrompe il Consigliere Marconi)

Fabrizio VOLPINI. Qui si è parlato di migranti, è vero prima con Berlusconi e poi con Minniti di migranti in mare ne muoiono meno, purtroppo, troppo spesso, muoiono sotto tortura nei lager della Libia, quindi non mi pare una soluzione migliore con cui affrontare quel problema.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Intervengo per fatto personale visto che sono stata chiamata in causa. Il Consigliere Marconi, che adesso è uscito dall'Aula, purtroppo mi ha messo in bocca parole mai dette sulle quali mi attacca.
Io parlo di libertà di scelta e lui parla di aborto, non è in discussione un diritto acquisito, questo è quello che ho detto io, mentre lui dice che certi temi non si possono affrontare e quindi siamo sotto dittatura. Io parlo di affrontare in maniera seria certi argomenti e soprattutto di non portarli a fine legislatura, in prossimità della campagna elettorale, quando, come ho già detto, a livello nazionale è stato il partito al quale lui ha aderito, la coalizione alla quale lui ha aderito, che ha smentito la messa in discussione di un diritto acquisito.
Quindi sono diritti acquisiti e non si parla assolutamente di diritto all'aborto, la cosa che più mi offende, ripeto, è il fatto che queste mie idee, queste mie posizioni, le propongo in maniera costruttiva, serena e democratica, mentre lui puntualmente alza la voce, è arrogante e mi attacca su cose non dette. Questo qualifica spesso gli interventi del Consigliere Marconi con il quale più volte mi sono scontrata e speravo, dopo quattro anni e mezzo, che fosse riuscito a superare il fatto che io magari sono donna, magari non sono al suo stesso livello, quindi per questo mi dichiaro piuttosto offesa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Il Consigliere Marconi nel suo intervento ha detto che l'unico onesto intellettualmente è il Presidente Ceriscioli, quindi automaticamente tutti gli altri non lo sono, quindi, mi ritengo offeso. Ci ha dato pure degli arroganti, ma credo che arrogante sia il tipo di intervento del Consigliere Marconi. Non è possibile accettare una cosa del genere, ha detto pure, fuori microfono e lo dico per chi non ha sentito, siccome sto vicino a lui e lo sento, “Questa cosa vi rimarrà sulla coscienza”.
Questa affermazione che ha detto fuori microfono gliela rigetto addosso perché non l’accetto nella maniera più assoluta, non stiamo parlando di aborto, stiamo parlando di permettere un'adozione ma, come ha spiegato il Consigliere Volpini, come ho detto io prima, questa possibilità già esiste, tant'è vero che un suo amico l’ha già fatta.
In conclusione, questa mozione è strumentale, è preelettorale e il fatto che sia preelettorale e strumentale l’ha detto lo stesso Consigliere Marconi chiedendo la votazione per appello nominale e dicendo organizzerò degli eventi sul territorio, quindi, ripeto, è palesemente strumentale e preelettorale.
Termino dicendo che utilizzare questo tipo di argomentazioni per fare campagna elettorale sul territorio, strumentalizzando questi argomenti, questo sì che è vergognoso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Prendo le distanze dalla discussione che si è avuta fino adesso in Aula da parte di tutti gli intervenuti.
Mio nonno era un trovatello, ho una figlia diversamente abile, ho dei parenti che hanno adottato dei figli italiani, ho dei carissimi amici che hanno adottato degli extracomunitari, e qui sento dire, scusate l'emozione, di posizioni ideologiche, religiose, di politica, di elettorale, di donne, di medici, di contraccezione, di denatalità, di applicazione della legge, di politica di immigrazione, di commercio di embrioni, ma non ho sentito parlare di figli.
Perché esserci o non esserci come uomini fa la differenza- scusate, dopo quattro anni e mezzo lo sfogo - essere nato o non essere nato fa la differenza.
Scusatemi, ho letto il dispositivo che chiede al Governo che venga finalmente riconosciuta una tutela giuridica per l'embrione umano, è necessario che iniziamo in maniera intellettualmente onesta a parlare di queste cose, parliamo di bioetica da trent'anni e poi sfociamo nella qualità degli interventi che purtroppo ho sentito qui in Aula.
Il dispositivo parla di dare una chance di scelta un po' più strutturata alla donna, quindi io mi sottraggo, mi sottraggo dalla discussione di oggi con il pianto nel cuore, ritraggono la firma, non parteciperò alla votazione, non siamo ancora maturi per parlare di queste cose.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire su questo argomento, anche se sono firmatario della mozione, perché il dibattito che sta avvenendo, secondo me, non è degno di quest'Aula, l’Aula sovrana della comunità marchigiana, nella quale più volte ho evidenziato l’aspetto di un alto livello della politica, perché qui siamo ai massimi livelli della nostra Regione, anche se è piccola, 1,5 milioni di marchigiani, però istituzionalmente è un'Aula molto importante.
Credo che il dibattito sia stato molto basso, un dibattito politico molto basso, ci sono delle persone che vogliono …

(interrompe il Consigliere Bisonni)

Sandro BISONNI. Non devo prendere lezioni da lei, Consigliere Bisonni. Lei è maleducato, arrogante e prepotente, questo è lei e non sa niente di politica. L'aspetto nel mio corso di formazione dopo le 21,00 per parlare di politica, si sciacqui la bocca, rida pure, il riso sta nella bocca degli stolti.
Detto questo, credo che la discussione non sia a questo livello perché contiene la metodologia di chi sostiene questa posizione da anni, da decenni, che l’ha vista sconfitta, una posizione politica sconfitta nel Paese.
Sono un sostenitore e sono andato a fare le assemblee in giro per la regione Marche per la legge 194, ho fatto, a differenza di molti qui dentro, o di quasi la totalità dei Consiglieri, le assemblee nella regione Marche per il referendum sulla 194, perciò non posso prendere lezioni da nessuno, però non vedo il problema se questa mozione chiede al Governo, e ha ragione il Consigliere Fabbri, se è possibile dare più opportunità a delle persone per avere, fare, gestire, un bambino che arriverà o che è nato. Qual è il problema? Il problema è che tutto si vede in un'ottica conservatrice, di sinistra, questo è quello che mi dà fastidio, tutto è premeditato, è un progetto politico premeditato.
Questo è il problema di fondo, è inutile che discutiamo, credo che questa cosa riguardi un aspetto estremamente importante, non ci sono strumentalizzazioni al fine delle elezioni politiche. Non c'è bisogno di questa mozione, per quanto riguarda il mio partito e chi lo rappresenta, il mio Segretario Federale, non c'è il problema della campagna elettorale che può riguardare una mozione che fuori da quest'Aula nessuno sa. Questo è il problema vero.
Il tema è un altro, si vuole dare un aiuto a delle persone che possono avere dei problemi, aiutarle maggiormente, questo è il senso della mozione. Dovevamo parlare di questo ma si è parlato di altro, caro Consigliere Bisonni, questo è il mio intervento quando ho detto alto, non che io volevo alzarlo, volevo parlare di questo, se è opportuno dare o meno delle possibilità a delle persone per affrontare dei problemi. Io sono per dare più opportunità, perché le persone possano scegliere, è questo il senso del ragionamento ed è di buonsenso. Se uno può sceglie tra più opportunità credo che sia la cosa migliore e nessuno mi può convincere di una cosa diversa da come la penso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Non dico di chi, ma raccolgo il suggerimento.
Dichiarazione di voto, anche perché capisco perfettamente, mi è stato suggerito, non ci avevo pensato, il profondo significato politico di questa mozione, la proiezione nella futura campagna elettorale, che io non sono sicuro che farò e anche sulla possibilità di rifare tanti incontri zonali, non ci avevo pensato, mi sarei limitato semplicemente ad un comunicato stampa, Presidente, indicando nome per nome, per questo chiedo l'appello nominale di questa votazione.
Mi sarei limitato solo a questo, come ho fatto sempre, senza commenti, come pura certificazione, ma credo che faremo ancora dibattiti su questo argomento, quindi, invito tutti i Consiglieri presenti, a favore o contro questa posizione, per un confronto che continuerà da qui fino al 7 giugno 2020.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Consigliere Marconi, in questa mozione c'è scritto “la maggior parte degli aborti non risulta legata al pericolo per la salute fisica o psichica delle donne”, ed io ho detto: ma come vi permettete di dire che le donne vanno ad abortire non per la propria salute fisica o psichica, ma perché fanno quello che pare loro e poi non si interessano delle conseguenze? Lo dite voi, questa mozione, in queste due righe, è inficiata da una convinzione ideologica che va contro le donne.
Consigliere Marconi, io non ho parlato di diritto all'aborto, ho parlato di diritto all'autodeterminazione e, Consigliera Leonardi, quando ho detto che i medici sono costretti a fare l'interruzione volontaria della gravidanza, non è una questione morale, è una questione professionale. Un ginecologo che ha studiato una vita, che vuole andare avanti, è costretto tutto il giorno a fare interruzioni volontarie di gravidanza perché gli altri colleghi … Lo dicono i ginecologi, l’obiezione poco c'entra con la coscienza. Ho tanti amici obiettori e non e gli obiettori mi hanno detto: “Sono fregato, se divento non obiettore sono costretto a fare tutti gli aborti che i miei colleghi non vogliono fare e non faccio neanche carriera, perché c'è una lobby che ovviamente privilegia gli obiettori e penalizza i non obiettori”.
Tra l'altro, non vedo il perché dello scandalo di dare una premialità ai non obiettori, è veramente una discriminazione nei confronti di coloro che cercano di applicare questa legge, non fanno carriera e sono costretti fare tutta la vita questo lavoro.
Non è una questione morale che dice: “Sono un assassino” no, la questione è che nel loro lavoro tutto l'impegno messo è per fare, perché quando in un ospedale ci sono tre ginecologi e due non fanno le interruzioni volontarie della gravidanza, è certo che l’unico rimasto deve fare solo quello, e questo non mi sembra giusto nei suoi confronti.
Vi rendete conto della crudeltà che prefigura questa mozione? Voi convincete una donna a non interrompere la gravidanza, le fate tenete il bambino per una settimana, poi glielo togliete, oppure dopo si è affezionata al bambino glielo si lascia e tutte le condizioni economiche, fisiche, psichiche, chissà che situazione familiare ha …, perché voi pensate sempre che le donne con leggerezza decidono di abortire, ma che concetto avete voi donne di voi stesse e delle vostre colleghe?

(interrompe la Consigliera Leonardi)

Giovanni MAGGI. Dopo una settimana alla mamma, che è stata convinta a far nascere il figlio, glielo togliete o glielo lasciate, in questo caso se ha una famiglia in difficoltà con altri figli, se non ha un compagno, se non ha un lavoro, se ha problemi fisici, se lo deve tenere e sono in due a soffrire, quello che è nato, che prima non era nato, e la mamma stessa.
Questo è il vostro amore cristiano nei confronti degli altri? Lo dico al Consigliere Marconi, questa è una crudeltà, questa cosa prefigurata dalla mozione è una perversione. Poi c’è il Consigliere Zaffiri che dice che il livello della politica in quest’Aula è basso, accetterò il suo invito, insieme al Consigliere Bisonni, per andare a lezione da lui così ci impara a suonare i citofoni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Preannuncio il mio voto contrario a questa mozione per i motivi che ora elenco: è offensiva nei confronti delle donne quando dice che la maggior parte degli aborti non risulta legata al pericolo della salute fisica o psichica della donna, né a previsioni di anomalie, quasi a sottintendere, l’ha detto adesso il Consigliere Maggi, che le donne fanno questa scelta con estrema leggerezza, in questo senso è offensiva; è inutile, perché c'è già questa possibilità, chiede una cosa che già è fattibile, l’ha ribadito a chiare lettere il Consigliere Volpini, accade nelle Marche in questi giorni, quindi chiede una cosa che già si fa, per cui è inutile; è pericolosa, l’ha spiegato bene il Consigliere Micucci, perché anche se non tratta direttamente di temi quali l'utero in affitto, apre un varco e noi non sappiamo dove porterà questa strada perché prenotare un bambino che è ancora in grembo potrebbe portare verso strade a noi sconosciute, che non voglio percorrere, quindi è pericolosa; è strumentale alla campagna elettorale e il fatto che il Consigliere Marconi abbia ribadito che farà il comunicato stampa con l'elenco dei buoni e dei cattivi lo dimostra ancora una volta, quindi, ripeto che, siccome la mozione è strumentalizzata ai soli fini elettorali, si dovrebbe vergognare a utilizzare questi argomenti così delicati per questioni prettamente strumentali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Telegrafico, avrei accettato volentieri la tensione elettorale nelle piazze con il Consigliere Marconi, ma mi dispiace perché nelle piazze non ci sarò, lui forse per raggiunti numero di mandati, io per scelta personale, quindi eviteremo questa tensione nelle piazze.
Per tutto quello che è stato detto, per le ragioni apportate dal Consigliere Micucci, dal Consigliere Maggi, dal Consigliere Bisonni, annuncio il voto contrario del gruppo del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Annuncio ovviamente il mio voto favorevole, anche come firmataria di questa mozione.
Dispiace, l'ho detto anche nel mio intervento, che la discussione si sia concentrata su altro, si è parlato di cose non vere, si sono lanciate accuse che non c'entravano nulla con la mozione, addirittura chi ha detto che la mozione è politica poi ha fatto un siparietto elettorale due minuti fa.
Dispiace che siano state dette delle cose false, il rispetto per la donna c'è sempre, in questa mozione non le si toglie nulla, anzi si cerca di dare un'opportunità in più, si cerca in qualche modo di completare, implementando quella componente della 194 che non è attuata, ma non si smantella quello che sembra interessare a chi è intervenuto ideologicamente a difesa della legge 194, e non sul tema specifico. Nessuno toglie nulla, si cerca di dare l'opportunità a dei bambini di nascere, a delle mamme di non fare quella scelta che certamente per tutte è drammatica.
I dati parlano abbastanza chiaro da soli, per cui le scelte, non entro nel merito perché non ho tutti i dati con me, però, si possono fare degli approfondimenti e vedere a monte di quelle scelte che cosa c’è veramente. Quindi la facile demagogia di chi attacca una mozione va rispedita al mittente, questa è un'opportunità che oggi, anche questo va detto, non c'è.
Quando il Consigliere Marconi me l’ha sottoposta e l’ho sottoscritta, mi sono in realtà puntata perché sette giorni mi sembravano pochi ed ho detto che una donna che decide di non abortire, di portare avanti la gravidanza e di avere il bambino, potrebbe avere un’opportunità per dire: “Non abortisco”, sapendo che avrà una famiglia che accoglierà il neonato, per cui quelle problematiche, magari di carattere economico che l'avevano portata in un primo momento a scegliere l'aborto … Sette giorni mi sembravano pochi, perché ho sempre pensato che una mamma nel momento in cui abbraccia il figlio può cambiare idea, perché un figlio è un figlio, però mi hanno spiegato, ed ho fatto un approfondimento, che questi sette giorni sono previsti dalla legge, nessuno impone a una mamma di tenere per forza il figlio, come dice il Consiglieri Maggi, nessuno impone a una mamma di allattarlo per sette giorni, nessun strappa il figlio perché è stato preso un accordo, non è questo, e chi semplifica in maniera così ideologica - dispiace perché una discussione che poteva essere costruttiva è diventata meramente ideologica - sicuramente non ha capito la proposta ed è stato forse chiuso, credo, da quella ideologia protezionistica della 194, che, ribadisco, qui non veniva messa in discussione, e non ha approfondito quella che invece doveva essere un'opportunità che avrebbe permesso, forse anche agli amici medici del Consigliere Maggi, ginecologi, che si lamentano di non fare nascite, ma di fare aborti, magari di avere qualche bambino in più da far nascere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Intervengo per esprimere una considerazione: la Lega voterà questa mozione perché la condivide, diversi nostri Consiglieri l’hanno firmata, ne condivide l'impostazione e non c'è nessun problema per il futuro, per quello che si vede all'orizzonte.
Pensavo che il Consiglio parlasse così, in un modo caloroso e accalorato, come parla del sistema che in Italia vige di portare via i bambini alle famiglie, di questo non se ne parla in un modo serio e accalorato come ora. Esiste in giro per l'Italia il caso Bibbiano, o il sistema Bibbiano, per capirci, ed anche nelle Marche probabilmente c’è la stessa cosa, tutti lo sanno, ma tacciono.
Siamo fermamente convinti a votare questa mozione perché la riteniamo giusta e non c'è nessun problema per quanto riguarda la donna. Chi ha affrontato la questione della donna in questa mozione, lo sa benissimo, l’ha fatto in un modo strumentale. Non esiste nessun problema, naturalmente di questo ne siamo matematicamente convinti e per questo voteremo a favore, e vi aspettiamo qua per discutere dei bambini che vengono portati via dalle famiglie, come nel sistema Bibbiano.

PRESIDENTE. Il Consigliere Fabbri ha tolto la firma dalla mozione.
Mozione n. 540. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dal Consigliere Marconi.
Favorevoli: Celani, Leonardi, Malaigia, Marconi, Zaffiri.
Contrari: Bisonni, Casini, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Micucci, Minardi, Pergolesi, Traversini, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 599
ad iniziativa del Consigliere Minardi
“Riqualificazione e potenziamento della stazione ferroviaria di Fano”
(Discussione e votazione)

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 599 del Consigliere Minardi, che ha la parola per illustrarla.

Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. La mozione che ho presentato riguarda la riqualificazione e il potenziamento della stazione ferroviaria a Fano, che è in uno stato di difficoltà e, potremmo dire, non solo di arretratezza ma anche di degrado.
Vorrei ricordare che la stazione della città raccoglie turisti, lavoratori e gli studenti solo di Fano, che è la terza città delle Marche, ma anche delle vallate del Metauro e del Cesano, ed ovviamente ha anche una sua rilevanza dal punto di vista turistico, perché ha una sua visibilità ed un suo peso.
Ricordo che la stazione ferroviaria è accanto al capolinea del servizio del trasporto pubblico locale su gomma, dove c'è il capolinea degli autobus, sia urbani che extraurbani, quindi è un nodo trasportistico di mobilità integrata.
La stazione purtroppo è in una situazione di degrado, di arretratezza, ha bisogno di grandi valutazioni e ovviamente l'obiettivo è quello di realizzare sulla stazione di Fano una easy station secondo il piano che è stato programmato dalla Rete Ferrovie italiane.
Attualmente i marciapiedi non rispettano gli standard europei perché non hanno un'altezza di 55 centimetri, non c'è una pensilina per la sicurezza e per dare confort ai passeggeri ed ai viaggiatori, soprattutto nel periodo invernale, c'era, ma è stata eliminata e non è stata più posizionata, non c'è il punto blu che serve per rendere accessibile la stazione e i treni ai disabili, quindi di fatto non ha l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Il piazzale antistante la stazione è stato rimesso a posto ed ha avuto lavori di straordinaria manutenzione negli anni passati, ma anche questo ha sicuramente bisogno di un restyling.
La stazione di Fano rientra nel piano di attuazione dei progetti, denominati easy station, una strategia che RFI ha messo in campo per rendere le stazioni più accoglienti e più accessibili, che ovviamente riguarda le stazioni più o meno grandi.
L’obiettivo è quello di riqualificare attorno a quattro azioni cardine la stazione, secondo il progetto easy station: l'accessibilità, il decoro, le informazioni al pubblico, l'innalzamento dei marciapiedi, quindi lo scopo è quello di rendere le stazioni più fruibili, più confortevoli e più sicure.
Con questa mozione si intende dare mandato alla Giunta regionale di attivarsi presso la direzione regionale di RFI per accelerare il più possibile la messa in opera degli interventi previsti per la stazione ferroviaria che sono già di fatto programmati, che hanno bisogno di un'accelerazione, se possibile, addirittura nel 2020, per avere tempi certi e ragionevoli e per il miglioramento della funzionalità, del decoro, per tutti i viaggiatori che non sono soltanto i pendolari, che si muovono per motivi di lavoro, di studio, ma anche e soprattutto per i turisti. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 599. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 576
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Mareggiata disastrosa a Porto Recanati. Interventi urgenti di messa in sicurezza tramite scogliere zona centro e litorale di Scossicci”

Mozione n. 591
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Difesa della costa marchigiana e necessità del reperimento di fondi dalla nuova programmazione nazionale e comunitaria”

Mozione n. 596
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Emergenza erosione costiera ‘Riserva Naturale Sentina’”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni nn. 576 e 591 della Consigliera Leonardi e la mozione n. 596 del Consigliere Giorgini, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Illustrerò le mie due mozioni chiedendo che si proceda ad un voto separato delle singole, perché se è vero che il tema è unico, ed è quello della difesa della costa, è pur vero che vengono trattate delle questioni ben divise.
La prima mozione, la 576, l’ho depositata qualche giorno dopo la mareggiata molto forte del 13 novembre dello scorso anno, che aveva purtroppo creato una serie di forti danni a varie realtà della nostra costa marchigiana.
L’atto si concentra sulla realtà di Porto Recanati perché ad oggi è in corso un intervento molto importante di realizzazione di scogliere emerse nella zona sud di Porto Recanati, mentre la parte di Scossicci, che è quella a nord della nostra costa, è stata maggiormente danneggiata perché già in forte erosione e priva di barriere.
Il progetto che è attualmente in essere, che ha un finanziamento molto importante, più di 17 milioni di euro, prevede da cronoprogramma due fasi, la prima, un finanziamento più cospicuo di 15 milioni circa, per la realizzazione delle scogliere emerse ed una componente di ripascimento, con una componente di sabbia, mentre una seconda fase per poco più di 2 milioni di euro prevede il ripascimento, lo sversamento di sabbia nelle zone ormai protette.
Abbiamo visto che fortunatamente le scogliere emerse stanno dando dei risultati, per cui già la linea di costa, pur non essendo ancora del tutto completato l'intervento, sta già avanzando in maniera consistente.
Con questa mozione chiedo alla Regione di verificare, nel momento in cui il primo intervento è stato completato, se l’ulteriore intervento di ripascimento è o meno necessario, e laddove non risulti basilare, perché già la linea di costa è avanzata ed ha messo in sicurezza la strada, le infrastrutture, la ferrovia che è dietro, quindi le barriere hanno fatto il loro il loro dovere, la possibilità che le risorse possano essere riutilizzate, ovviamente sempre all'interno del territorio portorecanatese, per quei tratti che oggi sono scoperti, come la componente subito a nord della foce del fiume Potenza, che questo nuovo intervento potrebbe mettere a rischio, avendo una protezione non di scogliere emerse, pur essendo previste nel piano di difesa della costa, e essendo il tratto immediatamente antistante a quello che è protetto. Questo ovviamente va fatto attraverso l'apertura di un tavolo con gli altri soggetti che hanno compartecipato al progetto insieme alla Regione, in modo da valutare oggettivamente questa opportunità e non lasciare delle risorse in più che potrebbero essere utilizzate laddove c'è una necessità oggi impellente.
E’ una richiesta che mi auguro possa essere accolta e che evidentemente chiede uno stato di valutazione nel momento del completamento delle barriere emerse.
Nella mozione chiedo anche di reperire nuovi fondi. Quando l’ho depositata non era ancora stato approvato il nuovo Piano di gestione delle aree costiere, per cui chiedo anche di prevedere nuovi fondi per mettere a tutela e riparare quelle zone della costa che oggi sono fortemente in erosione. Ricordo che la strada litoranea è stata intaccata dall'ultima mareggiata, il marciapiede è venuto giù per la furia del mare, che è arrivato a lambire l'asse stradale.
Partendo da questa mozione specifica e dal fatto che riguardava una realtà, che è quella del mio Paese, sono partita verso un ragionamento più ampio che riguarda anche la possibilità, sapendo che la Regione ha delle risorse economiche limitate e che anche il nuovo piano di difesa di gestione delle aree costiere lascia scoperte una serie molto ampia di realtà, che sono in difficoltà, non riuscendo a recepire le coperture economiche sufficienti, di percorrere una strada giusta e di intervenire sulla nuova formulazione e programmazione dei fondi europei 2021/2027.
Mi sono confrontata, questa mozione l’ho depositata un mese dopo l'altra, con gli euro deputati di Fratelli d'Italia ed ho fatto un approfondimento con gli uffici regionali che si occupano di fondi europei, per capire se questa idea fosse anche a livello temporale percorribile. Mi è stato spiegato che i tempi ancora ci sono, per cui la richiesta che avanzo è quella di inserirsi, poiché questi fondi subiscono una contrattazione a livello statale e a cascata regionale, per intervenire all'interno della contrattazione e dare una priorità, con i vari assi che verranno finanziati con i fondi europei, alla difesa della costa all'interno di quelle che sono le misure per il contrasto del dissesto idrogeologico.
C'è bisogno non solo di una quantità di fondi maggiori, ma se nella contrattazione si dà a quest’asse specifico una priorità, richiedendo maggiori investimenti, potremmo ottenere quelle risorse che da soli non avremo.
Partendo sia dall'esperienza diretta, che ho maturato nel mio Comune, che da quello che è stato approvato nel piano di gestione delle aree costiere, ho visto come quella per alcuni è stata un'opportunità, parlo ad esempio del tratto sud di Porto Recanati, quella di attingere a fondi europei grazie anche alla compartecipazione di soggetti terzi, come in questo caso le Ferrovie che avevano la propria infrastruttura in pericolo, in modo da poter ottenere finanziamenti specifici e maggiori punteggi, mentre per altre realtà marchigiana è diventata un forte limite. Porto Recanati, purtroppo, ha sia l'uno che l'altro, perché a Scossicci la linea della ferrovia non è attigua alla battigia per cui non c’è un pericolo tanto da spingere RFI a compartecipare in quel tratto. Come a Porto Recanati, in tanti tratti della costa marchigiana si ripete questo scenario, per cui noi abbiamo delle progettualità che nella nostra programmazione hanno una forma di finanziamento che vede la compartecipazione di RFI, mentre in tratti in cui non ci sono altri tipi di infrastrutture, non c'è una vita turistica, non c'è un abitato da proteggere, c'è solo la rete di RFI, quindi, andiamo a privilegiare, perché qui magari c'è una compartecipazione, delle aree che oggi non sono di nostro interesse per lo sviluppo del settore turistico che sicuramente muove una realtà economica e lavorativa anche nella nostra regione e abbandoniamo altre realtà che non hanno questa opportunità.
Con questa mozione chiedo anche, oltre alla intercettazione, alla priorità di questo canale, di poter rivedere in sede di contrattazione con l'Europa quei criteri che oggi sono per alcune realtà degli impedimenti per avere le necessarie risorse ed avere dei criteri più calati sulle realtà delle Marche, che purtroppo oggi sono in difficoltà e in stato di elusione, avere sia le risorse necessarie che dei criteri più calibrati sulle nostre realtà costiere.
I tempi ci sono, l'opportunità c’è, credo che siano due proposte di buonsenso, ovviamente, la prima dovrà trovare anche l'ok degli altri soggetti, ma qui si chiede di riaprire quel tavolo e di valutare; nella seconda c'è un’esigenza che penso possa essere condivisa da tutti, la tempistica c'è per cui credo che si possa fare un servizio buono, non solo per le Marche, indirizzando delle risorse al dissesto idrogeologico, che purtroppo è una caratteristica negativa di tutta la nostra penisola. Una proposta che può essere sicuramente accolta ed accettata dall'Unione europea.
Sappiamo che le risorse regionali purtroppo sono esigue, credo che non sfruttare questo canale sia un'occasione persa anche perché questi fondi dal 2021 al 2027 saranno questi, avranno le loro destinazioni, avranno una linea tracciata e se non interveniamo ora, rischiamo che poi sia troppo tardi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Il problema dell'erosione costiera è gravissimo, come ben sappiamo, quindi tutti tentiamo di ottenere qualche finanziamento per salvare le bellezze naturali che abbiamo nelle nostre coste.
Una premessa, spiego qual è il problema per far capire a tutti i Consiglieri di cosa stiamo parlando e cos’è la riserva naturale della Sentina, che rappresenta l'ultimo prezioso lembo di territorio costiero marchigiano non antropizzato, caratterizzato da ambienti umidi e dunali di grande rilevanza nel contesto del medio Adriatico italiano.
Memoria di come si presentava un tempo il paesaggio costiero, la Sentina custodisce un patrimonio immenso di biodiversità e anche di cultura, ad esempio il caso dell'edificio storico denominate la Torre sul porto realizzato nel 1543 ed oggi considerato uno dei più significativi beni storici della città e di tutto il Piceno.
La Sentina soffre da decenni di un grave problema, che in questi giorni ha assunto dei contorni drammatici, il fenomeno dell'erosione costiera è arrivato a minacciare direttamente la Torre sul porto, il mare è arrivato sotto la Torre, simbolo della riserva che dopo 476 anni rischia di scomparire per sempre, così come l'ultimo apparato dunale millenario. L'acqua sta entrando da dietro e la sta mangiando dalla parte opposta, che è presente a difesa dell'intero ambiente retro dunale, il quale rischia di essere invaso dalle acque, compromettendo in maniera irreversibile flora e fauna locale.
Cosa chiedo in questa mozione? Conosco benissimo la materia e le problematiche in quanto sono stato relatore di minoranza del piano della costa.
Visto che l’Assessore Sciapichetti non c’è, mi rivolgo all'Assessore Casini, perché, come tutti sapranno, la Sentina è proprietà del Comune di Ascoli Piceno, non del Comune di San Benedetto del Tronto, sta nel nostro territorio, ma la proprietà e del Comune di Ascoli Piceno.
Con questa mozione intendo sollecitare il Presidente e la Giunta regionale ad intervenire al più presto per scongiurare la perdita di un territorio dal valore inestimabile, non solo per il Piceno, come dicevo prima, ma per tutta la regione Marche. Stiamo parlando dell'unica zona umida, dalla foce del Po ai laghi di Lesina e Varano, inserita in un contesto, quello marchigiano, in cui gran parte dei 180 chilometri di costa, sono oggi completamente antropizzati. Quando parliamo di perdita, di cancellazione irreversibile, purtroppo, non esageriamo con i termini e non cediamo all'allarmismo.
Ad oggi l'unica ragione per cui il mare Adriatico non è trasgredito all'interno della riserva Sentina è la berma, il gradino naturale che si forma sulla spiaggia, si è impostato al di sotto dell'unica duna fossile rimasta nei 1.800 metri di costa e sta resistendo strenuamente agli attacchi delle mareggiate.
Questa situazione, purtroppo, non durerà molto lungo, l'esperienza delle centinaia di metri di arretramento nel corso degli ultimi decenni, unita all'innalzamento del livello medio del mare, certificato da decine di pubblicazioni scientifiche, l'estremizzazione dei fenomeni atmosferici, più banalmente la presenza di un molo in territorio della contigua regione Abruzzo, che funge da ostacolo alle correnti che in genere depositavano materiali in zona Sentina, non fanno ben sperare.
Temiamo che la trasgressione marina porti presto la zona Sentina ad essere invasa e che tutto l'ambiente floro/faunistico possa essere ridotto ai minimi termini dal mare. E’ evidente che è necessario agire e agire in fretta, attraverso le richieste riportate in questa mia mozione, delle quali forse la più immediata riguarda la priorità assoluta di dare finanziamenti definiti nel piano di gestione delle aree costiere, ma non come ipotizzate, bensì come certe.
Adesso spiegherò perché le parole “copertura finanziaria ipotizzata” mettono il progetto di messa in sicurezza, quindi in salvezza la riserva Sentina, data la situazione drammatica, visto che già adesso la realtà è molto allarmante.
Ritengo, quindi, prioritario considerare l'intervento in oggetto, urgente e conseguentemente chiedo di prevedere dei finanziamenti per le opere urgenti, necessarie ed improrogabili, interventi previsti già dal piano della costa.
Qual è il problema? Nel piano della costa la priorità d'intervento della Sentina è al settimo posto dopo altre situazioni molto gravi, come Fano e Montemarciano, ed ha un punteggio di priorità di 15,90, ma qual è il punto? E’ che nella copertura finanziaria in realtà c'è zero, non c'è un centesimo, sono tutte coperture finanziarie ipotizzate, che verranno prese dai Por-Fesr 2021/2027, oppure da finanziamenti statali, da rifinanziamenti di Ferrovie dello Stato, o da finanziamenti provenienti dal Rendis. Queste sono ipotizzate, quindi al momento non c'è un centesimo per iniziare i lavori per salvare quella zona.
Certamente conosco le difficoltà del caso, perché i soldi non crescono sugli alberi, però è una situazione drammatica, a San Benedetto del Tronto si sta facendo una raccolta firme proprio per trovare delle risorse, anche da privati, da come ho capito.
Visto l'Assessore competente non c’è, chiedo all’Assessore Casini sensibile a quelle zone, se si può fare qualcosa e cercare di inserire nella tabella A della relazione generale del piano della costa, queste coperture finanziarie, cercando di spostare qualcosa per riuscire a risolvere un problema, che magari fatto fra un anno o due sarebbe troppo tardi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ho qui delle risposte alle varie mozioni, alle varie richieste, che sono state preparate per l’Assessore Sciapichetti che si è dovuto allontanare, quindi in parte le leggerò.
Parto dall'ultima, dalla Sentina, non meno importante, perché è una riserva naturale, una SIC ZPS, una zona come s'è detto umida ed uno dei punti di riferimento per le specie migratorie che passano dall'Africa verso il nord Europa, quindi è uno dei punti determinanti anche dal punto di vista della salvaguardia della biodiversità e non soltanto marchigiana perché molte di queste specie si fermano lì ma poi proseguono, per cui è importantissima.
Il problema è che, come ha accennato il Consigliere Giorgini, spesso i finanziamenti sono cofinanziamenti che vengono determinati anche da altre esigenze, come quella dell'erosione vicino alla linea ferroviaria, per cui interviene RFI, Rendis, dato che ci sono problemi che riguardano abitazioni piuttosto che servizi pubblici.
In questo caso la Sentina è una zona che fortunatamente è rimasta intonsa e completamente naturale, quindi, pur essendo di grande pregio, non c'è un rischio immediato per la privata o pubblica incolumità. Questo non significa che non ci sia stato un arretramento di centinaia di metri dagli anni ’80 ad oggi e questo è verificabile anche soprapponendo la linea di costa, tanto che l'acqua effettivamente è arrivata fino alla Torre, che è del ‘500, quindi, a parte la Torre, rischiamo di far sparire una zona umida che è molto particolare.
Non a caso è al settimo posto come priorità nel Piano di difesa della costa, i finanziamenti posso dire che li stiamo reperendo. Ho anche parlato con il Presidente della Sentina, perché è vero che la Sentina è di proprietà, in gran parte, del Comune di Ascoli Piceno, perché è una dotazione, ma l'organismo di gestione della Sentina è in capo al Comune di San Benedetto del Tronto e devo dire che qua abbiamo due atteggiamenti piuttosto scellerati da parte di entrambe le Amministrazioni, perché non mi risulta, e posso sbagliare, che ci siano progetti o richieste di progetti da parte dei due enti, posso sbagliare, Consigliere Giorgini, magari mi può rispondere lei, potrei anche essere ignorante, se lo sono, lo ammetto non essendo la mia materia, ma non mi risulta che si siano preoccupati di metterla al punto numero uno, perché entrambe le città rappresentano il capoluogo di Provincia e quasi il secondo capoluogo di provincia per numero di abitanti, credo che in estate San Benedetto del Tronto superi Ascoli Piceno, quindi non c’è un interesse a difendere un patrimonio economico e soprattutto di biodiversità, come è stato detto.
E’ un impegno che ci possiamo prendere, non posso prenderlo e dirle che domani metteremo le risorse, ma certamente è un impegno che già ci siamo assunti.
Leggo invece per il resto che conosco meno.
Risposta n. 1. I tratti dei litorali in questione sono interessati dagli interventi n. 18 (realizzazione di scogliere emerse e ripascimento del litorale di Scossicci), dal transetto 483 al transetto 500 per un importo totale di 22.093.000 euro e 19 (realizzazione scogliere emerse ripascimento litorale di Porto Recanati) dal transetto 501 al transetto 512 per un importo totale di quasi 8 milioni di euro, previsti nel piano di gestione integrata delle zone costiere.
Il servizio competente in materia monitora costantemente sulla piattaforma Rendis l'inserimento di potenziali interventi sul dissesto idrogeologico (tra cui quelli sulla difesa costiera), che di volta in volta possono usufruire dei fondi a livello nazionale.
In riferimento al reperimento delle risorse per l'attuazione del Piano di gestione integrata delle zone costiere nella programmazione comunitaria 2021/2027, il quadro normativo europeo non è ancora stato approvato.
A livello nazionale l'approvazione dell'accordo di partenariato è in fase di avvio, probabilmente, nella seconda metà dell'anno 2020 si perverrà all'approvazione dell'accordo e alla definizione delle risorse per ciascuna Regione. Nel frattempo si stanno definendo i documenti finali prodotti dai tavoli nazionali del partenariato economico sociale a cui la Regione Marche ha assiduamente partecipato.
La Regione Marche pertanto sta avviando sul territorio regionale la consultazione del partenariato economico, sociale, al cui interno sono rappresentati anche gli enti locali con l'obiettivo di condividere le scelte strategiche e prioritarie.
In riferimento ai fondi nazionali, il fondo di sviluppo e coesione rappresenta un'opportunità da valutare, dedicando risorse specifiche ai temi di cui sopra.
In merito alla somma urgenza, che solitamente viene applicata in caso di interventi immediatamente successivi ad eventi meteomarini particolarmente intensi, si rappresenta che il piano della costa, facendo riferimento alla normativa nazionale all’articolo 4, commi 3 e 4 dell'NTA del piano medesimo, regolamenta le modalità di ricorso alla stessa e di approvazione dei relativi progetti.
Tali interventi vengono finanziati anche con risorse regionali messe annualmente a disposizione dei Comuni costieri, per la manutenzione delle opere esistenti e per il ripristino degli arenili.
Risposta n. 2. Gli interventi in oggetto (importo di circa 15 milioni di euro), il cui ente attuatore è il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche che ha sede in Ancona, è uno dei 6 interventi di difesa costiera cofinanziati con i fondi europei Programma operativo regionale, Fondo europeo di sviluppo regionale (Por-Fesr) 2014/2020, attualmente in avanzata fase esecutiva, siamo a fine rendicontazione.
L'eventuale modifica del protocollo d'intesa risulta difficilmente percorribile visto lo stato di avanzamento dei lavori e le eventuali conseguenze sui tempi di rendicontazione; per quanto riguarda un'eventuale variazione dell'intervento in corso, la competenza è in capo all'ente attuatore secondo le motivazioni di legge, fermo restando che l'importo citato pari a 2.044.000 euro, sarebbe comunque insufficiente a coprire le spese relative ad interventi strutturali quali il n. 18 e il n. 19 (ammontano a circa 30 milioni di euro), pianificati nel Piano della gestione integrata della costa.
Risposta n. 3. I tratti di litorale in questione sono interessati dai sopra citati interventi 18 e 19, previsti nel Piano di gestione integrata della costa. Per quanto riguarda l'interferenza delle nuove opere in corso di realizzazione a sud del fiume Potenza, si evidenzia che le stesse sono già oggetto di verifica di assoggettabilità a Via nell'ambito della quale sono già stati esaminati gli effetti con opportune misure di compensazione.
Risposta ai punti 1, 2, 3. Il nuovo piano di gestione integrata delle zone costiere ha affrontato la pianificazione tutta la costa marchigiana con 37 interventi di difesa costiera, in parte finanziati, dato indicazioni specifiche sulla manutenzione delle opere di difesa esistenti degli arenili, dettato norme specifiche che consentono, ove finanziate, la mitigazione del rischio in relazione ai cambiamenti climatici in atto e la rinaturalizzazione dei tratti costieri.
In riferimento al reperimento delle risorse per l'attuazione del piano, si rimanda alla risposta alla mozione punto 1, alla quale ho già risposto prima, dicendo che sono finanziamenti che vengono da un'intesa sia con fondi comunitari che nazionali.
Si sottolinea che questa Giunta ha sempre ritenuto la difesa della costa e lo sviluppo delle attività turistiche ricettive e balneari un settore strategico per l'economia regionale, tanto che nella programmazione 2014/2020 ha dedicato risorse specifiche nel Programma operativo regionale – fondo europeo di sviluppo regionale (Por/Fesr) e anche fondi Fsc.
Risposta n. 4. La legge regionale 15/2004 prevede e finanzia annualmente interventi di manutenzione delle opere di difesa costiera esistenti e manutenzione degli arenili da realizzarsi da parte dei Comuni costieri (circa un milione di euro l'anno). Tali opere, contribuiscono sia alla difesa costiera sia alla migliore protezione delle attività balneari.
Con la mozione 596 il Consigliere Giorgini impegna la Giunta nei confronti della Sentina, se vuole le do la copia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Non volevo parlare di questa cosa, ma visto che l’Assessore Casini me l’ha chiesto … Sul Comune di San Benedetto del Tronto che cosa è successo? In realtà un piccolo progetto parziale di messa in sicurezza era stato fatto dal Comune di San Benedetto del Tronto e quando mi sono recato negli uffici competenti della Regione Marche mi hanno detto: ma cosa hanno fatto questi di San Benedetto del Tronto, hanno fatto decadere il progetto? Il Comune non ha fatto il Piano delle sabbie e non l’ha consegnato all’Arpam, perché con dei sacchetti di sabbia metteva momentaneamente in sicurezza. Allora cosa ho fatto? Ho preso tutti i documenti, erano scaduti da due, tre giorni e ho chiesto se per due o tre giorni bisognava fare tutto da capo. Mi sono recato al Comune di San Benedetto del Tronto dall'architetto, che come sapete è deceduto, e con lui abbiamo messo in atto velocemente una raccomandata e abbiamo ripreso per i capelli questo progetto, però al momento non so, ho chiesto al dirigente se il Comune ha realizzato la messa in sicurezza. Al momento non sono in grado di dirlo, se è stato fatto o no, la messa in sicurezza era parziale con dei sacchi di sabbia, però il Comune di San Benedetto del Tronto aveva fatto decadere il progetto ed io l’ho ripreso per i capelli e sono riuscito a renderlo operativo, sarei stato anche disposto a fare la relazione del Piano delle sabbie nel mio ufficio per andare avanti. Visto quello che sta succedendo, non so cosa ha fatto il Comune di San Benedetto del Tronto, era tutto finanziato, anche se era una difesa parziale con i sacchi di sabbia, perlomeno l'acqua non entrava da dietro e non mangiava le dune. Al momento non sono in grado di dire se il Comune ha realizzato questo progetto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Anche qui, salvo l'obiettivo che è quello che ci siamo detti, in questi 5 anni questo tema l’abbiamo affrontato moltissime volte, purtroppo ovunque, ma in alcune zone, in particolare della nostra regione il tema delle mareggiate è molto vivo, quindi comprendo l'intento dei proponenti di fare qualcosa, non so se accentuato dalla scadenza elettorale che si avvicina, però, ripeto, comprendo.
Francamente mi sento di poter dire che in questi cinque anni la Regione Marche e il Consiglio hanno messo in atto tutto quanto era nelle proprie potenzialità per cercare di dare delle risposte rispetto a questo tema, poi alcune risposte sono arrivate, altre stanno arrivando, alcune sono state solo programmate, però, non è che tirando fuori il tema ogni volta le risposte cambiano.
Anch'io vorrei poter dare una risposta immediata a Porto Recanati, alla Sentina, a Montemarciano, a Porto Sant’Elpidio, però, ripeto, le armi a nostra disposizione in questi cinque anni, mai come in questi cinque anni, la Regione le ha messe a disposizione, facendo investimenti con quelle risorse, poche, che erano a bilancio proprio, riuscendo ad attivare risorse private, l’ha detto prima la Consigliera Leonardi, in particolare nella vicenda di Porto Recanati attraverso Ferrovie dello Stato, mettendo nell'ultima variazione di bilancio del 2019, se non erro, un ulteriore milione per la progettazione delle nuove scogliere di là da venire, perché la cosa di cui siamo stati sempre carenti nella Regione Marche sono i progetti. L'ultimo esempio l’ha fatto ora il Consigliere Giorgini, sono state messe risorse aggiuntive per progettare nuove scogliere e sono state inserite nel tanto famigerato nuovo piano della costa. Tutte le progettazioni, tutte le messe in sicurezza dell’intera regione Marche, saranno finanziate non da questa amministrazione, ma dalla prossima, cercando di attivare anche le risorse della Comunità europea. L'abbiamo detto anche in questa sede, in quest'Aula, anche prima della presentazione di queste mozioni, non per un problema di primogenitura, ma perché è ovvio che chiunque amministrerà questa Regione nella prossima amministrazione cercherà di attivare queste risorse.
Credo di poter dire, per quello che è nelle nostre corde, che già sono state date risposte positive alle vostre domande, in particolare la rinegoziazione dell'intervento in conclusione a Porto Recanati, cercando di recuperare delle economie, fermo restando, adesso ho ascoltato la risposta del Dirigente che ha dato l'Assessore Casini, che noi possiamo solo chiedere, ma spetta a chi ha attivato il progetto, anche se credo che quelle poche o tante risorse che potremmo risparmiare in base ai costi preventivati, non saranno sufficienti a realizzare l'intervento di cui si fa cenno.
Ripeto, francamente, pur condividendo la mozione di intenti che ha spinto i proponenti ad attivarle, mi sento di poter dire in tutta coscienza che già la Regione, il Consiglio ed i dirigenti hanno fatto tutto quello che era in loro potere fare. Si sollecita per fare qualche cosa di più, tenendo conto che tra l'altro, purtroppo, siamo a fine mandato, ormai rimane un mese e mezzo, due mesi, per poter ancora attivare qualche norma, poi saremo di fatto decaduti dall'attività ordinaria, quindi non vorrei che diventi solo una vicenda preelettorale che potrà risolvere poco, temi, ripeto, assolutamente stringenti, assolutamente impegnativi, tanto impegnativi, anche perché mi pare che in questi anni abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Ho ascoltato le risposte, partendo dal presupposto che era una mozione e non una interrogazione, devo dire che sono molto dispiaciuta di come è stata impostata la discussione.
Vedete, la risposta alla prima mozione è stata impostata come se proporre qualcosa volesse dire che non è stato fatto nulla e questo è un preconcetto che ovviamente predispone, ora evidentemente lo dirà il capogruppo, a un voto negativo per qualcosa che magari in realtà è condiviso.
Nella mozione 1, quella che prevede l'ipotesi di rivedere e quindi di sedersi con i soggetti, con il Provveditore, con gli altri, con Rfi che hanno contribuito … perché, vedete, io la storia me la ricordo, è dal 2010 che sono partiti questi finanziamenti, quindi, è una storia lunga che ha avuto varie fasi, vari momenti e vari finanziamenti che si sono sommati nel tempo che hanno portato a questo grande intervento. Parlo a partire da una mareggiata disastrosa fra dicembre 2009 e gennaio 2010.
Sono forse in fase avanzata, potrebbe essere difficile con la rendicontazione, ma perché non provare a sedersi con questi soggetti? So che la richiesta è arrivata anche dal Comune ed è condivisa con il territorio, non è che la Consigliera Leonardi si è svegliata, si è alzata e ha detto faccio una sparata preelettorale. O si fa adesso, e ci si siede ora a quel tavolo per vedere se è possibile recuperare quelle risorse …, anche perché i transetti che abbiamo citato nell’intervento in maniera interlocutoria, il 501 e il 512, sono quelli che si trovano subito a nord della foce del fiume Potenza e potrebbero essere messi in crisi nel momento in cui la realizzazione delle barriere emerse sarà completata. L'Assessore nella risposta dice che sono attenzionati, ma un conto è averli attenzionati, un conto è poter avere delle risorse eventualmente per proteggerli.
Quindi, devo capire che non avete neanche la volontà di mettere seduti i soggetti e vedere se c'è l'opportunità di utilizzare delle risorse laddove c'è bisogno.
La cosa ancora più grave è quella che riguarda la mozione sulla nuova programmazione dei fondi europei, qui non viene messo in discussione quanti ne sono stati ottenuti, come sono stati utilizzati quelli della precedente programmazione. Prima ho detto che mi sono confrontata non solo con i miei eurodeputati, ma anche con gli uffici regionali per capire la fattibilità nella tempistica per potersi inserire e la risposta che mi ha consegnato l'Assessore dice che in riferimento al reperimento delle risorse per l'attuazione della gestione integrata nel programma 2021/2027, il quadro normativo europeo non è stato ancora approvato, ed è quello che dico io nella mozione, la contrattazione è ancora in corso, è ancora fattibile, si può dare ulteriore priorità alla difesa della costa, gli accordi di partenariato che si tengono presso il Dipartimento coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri non sono chiusi.
Chiedo di nuovo e vi invito, vedo che purtroppo nessuno ascolta e mi spiace questa chiusura a riccio, a porre questo come obiettivo strategico. Non comprendo una votazione contraria rispetto all'ipotesi che nulla toglie a quanto fatto sino ad oggi. Non è una mozione per dire non avete fatto nulla, come voi nelle risposte che avete dato in qualche modo avete fatto capire. E’ una proposta e prima di farla ho cercato di comprenderne la fattibilità proprio perché è un tema serio, è un problema concreto, è una questione che ci troviamo tutti gli anni ed un suggerimento propositivo trova oggi un muro. Un muro, perché? Perché noi negli anni abbiamo fatto gli interventi, ma perché averli fatti negli anni scorsi dovrebbe impedire oggi di dare una priorità nella formulazione dei fondi europei 2021/2027, rispetto a quanto già fatto? Chiedo qualcosa di più, perché mi dite di no?
Adesso farò un’interrogazione perché capisco che la proposta può avere una valenza politica negativa solo perché viene, a questo punto devo comprendere questo, da una Consigliera di minoranza, tanto più che siamo vicini alle elezioni ed allora bisogna dire di no, bisogna dire che tutto è stato fatto. Vedremo come avete fatto tutto e se i fondi bastano. Ma ci parlate con le persone che stanno sul mare? Ci parlate con i Comuni? Io credo di sì, quindi, il problema lo conoscete benissimo, e vi invito nuovamente …, mi spiace che mi altero, non mi volevo irritare e sinceramente pensavo che le avreste approvate, non credevo di trovare questa chiusura su un tema che mi ritenevo sinceramente condiviso ed avendo fatto un passaggio con gli uffici per la percorribilità della proposta, mi sembrava che la mozione potesse essere accettata e non inquadrata e relegata come una cosa ideologica da bocciare, sono veramente molto delusa.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 576. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dalla Consigliera Leonardi.
Favorevoli: Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Casini, Cesetti, Giancarli, Micucci, Rapa, Traversini, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 591. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dalla Consigliera Leonardi.
Favorevoli: Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Casini, Cesetti, Giancarli, Micucci, Rapa, Traversini, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 596. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 896
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Ospedale Engles Profili di Fabriano – isteroscopia”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 896 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. In relazione alla interrogazione in oggetto si risponde quanto segue.
1) L'offerta delle prestazioni di isteroscopia, nonostante la sospensione del servizio presso l'Ospedale di Fabriano, è stata ampiamente assicurata alle cittadine del Distretto fabrianese nell'ambito delle strutture sanitarie dell'area vasta 2. Infatti a Fabriano, di norma, venivano eseguite circa 160 isteroscopie annue e lo stesso numero di esami è stato garantito nell'ultimo periodo presso le strutture ospedaliere di Jesi e di Senigallia, presso i Poliambulatori di Jesi e di Osimo, nonché presso la Casa di Cura Villa Igea di Ancona. Va precisato che l'isteroscopia è un'indagine di secondo livello, di presa in carico, che dovrebbe essere prescritta dallo specialista in seguito ad una visita ginecologica. Anche per tale ragione è una prestazione che non rientra tra quelle oggetto di monitoraggio per i primi accessi secondo il piano nazionale di governo delle liste d'attesa e non è contemplata nei percorsi di tutela e nelle liste di garanzia. Il tempo d'attesa medio per questa prestazione di presa in carico è di circa 7 giorni.
2) L'interruzione del servizio di isteroscopia presso il presidio ospedaliero di Fabriano è legata al danneggiamento dell'apparecchiatura. Dopo alcuni tentativi di riparazione dello strumento e la successiva valutazione del Servizio di ingegneria clinica circa la non riparabilità dello stesso, sono state avviate le procedure di acquisto tramite Mepa, sono in corso di svolgimento e saranno ultimate entro il prossimo mese di marzo e subito ripristinato il servizio.
3) Pur non essendo tra le prestazioni oggetto dei percorsi di garanzia, per le ragioni esposte nel punto 1, sarà comunque presa in considerazione l'opportunità di inserire anche l'isteroscopia nelle procedure di bonus/malus.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore, non posso che dire bene di lei e lei lo sa, naturalmente da avversari politici …, ma a titolo personale ci stimiamo.
Capisco che lei, naturalmente, come sempre, trasmette il messaggio che viene dalle strutture dell’Azienda, l’avrebbe trasmesso anche l'Assessore al ramo, che purtroppo considero e continuo a dire che è un Assessore fantasma perché nella Regione Marche non c'è l'Assessore nella sanità.
Queste purtroppo sono le conseguenze ed i cittadini hanno un disservizio sul territorio, per una carenza e una mancanza della politica che non raccoglie le istanze del territorio, le lascia ai dirigenti, che, per la loro competenza e la loro contrattistica, svolgono un altro ruolo.
Oramai possiamo dire che la politica nella regione Marche, sono 5 anni, sul problema della sanità non è stata mai presente, ecco il perché del disastro checché ne dica l'Assessore Ceriscioli.
Siamo al dramma, a Fabriano un piccolissimo, modestissimo esame è costato 400 euro ed una persona ha dovuto mettere le mani in tasca ed andare a banca, distante 15 chilometri da Fabriano. Non è che non ha sentito con il CUP ma per la provincia di Ancona le è stato risposto sempre negativamente. Adesso lei dice, come le riferiscono i dirigenti, che verrà inserita una nuova possibilità di intervento, credo di dovervi ringraziare perché non è mai troppo tardi, è sempre bene, però non possiamo giocare sui servizi perché poi vengono fatte delle interrogazioni. Questa è una cosa indegna. Grazie.

Interrogazione n. 888
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Donazioni per UOC Pediatria del Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche da parte dell’Associazione ‘Pediall’ di Montelupone”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 888 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente.
Punto 1) Le donazioni fatte dall'Associazione Pediall di Montelupone, sia attraverso contributi liberali che strumentazione a favore dell'U.O. di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche, sono state tutte perfezionate con i seguenti atti amministrativi:
Determina n. 249 del 6 marzo 2015: Accettazione donazione Videogastroscopio pediatrico per U.O. di Pediatria del P.O. di Civitanova Marche Asur area vasta 3;
Determina n. 262 del 3 marzo 2016: Accettazione donazione Sistema di PH Impedenziomentria ambulatoriale da destinare all'U.O. di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche dell'area vasta 3;
Determina n. 1133 del 3 ottobre 2016: Accettazione donazione contributo liberale in denaro a favore dell'U.O. di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche Asur area vasta 3;
Determina n.1364 del 25 novembre 2016: Accettazione donazioni varie a favore di varie UU.OO. del presidio ospedaliero di Civitanova Marche Asur area vasta 3;
Determina n. 1557 del 29 dicembre 2016: Iniziativa Mepa n. 1353490 - Fornitura di videoproiettori per area vasta n. 3 Asur - aggiudicazione definitiva;
Determina n. 140 del 3 febbraio 2017: Accettazione donazioni a favore dell'U.O. di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche Asur area vasta n. 3.
Punto 2) Le suddette donazioni sono state formalmente capitalizzate in contabilità e risultano assegnate alle strutture di seguito indicate:
Sistema ph impedenziomentria ambulatoriale mod: MMS OHMEGA (*), inventario 2139, donazione diretta;
Bilancia pesa persone alla U.O. di pediatria;
Bilancia pesa neonati;
MacBook PRO RETINA 15;
NoteBook ACER;
Videoproiettore;
Videogastroscopio pediatrico;
MacBook , donazione diretta.
(*) per quanto riguarda il sistema Ph Impedenziometria ambulatoriale, allo stato attuale, non risultano richieste di materiale né degli spazi necessari per il posizionamento dell'apparecchiatura al fine di renderla operativa.
Punto 3) Vedasi risposta punto 2).
Punto 4) Ad integrazione di quanto riscontrato per l'interrogazione n. 806 e come evidenziato dai richiamati atti l’ Asur è evidentemente consapevole dei rapporti intercorsi tra l'Associazione Pediall di Montelupone, in qualità di donatore a favore dell'U.O. di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche sia attraverso contributi liberali che strumentazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Leggerò meglio la risposta perché, al di là del numero delle determine che poi erano nel mio atto, quello che mi interessava capire era dove fossero finite queste donazioni, materialmente dov’erano i beni. Se lì c’è scritto ne prendo atto.
Il fatto strano che ha fatto scaturire questa mia interrogazione è che ad una precedente interrogazione fatta dal Consigliere Zaffiri sui rapporti intercorsi fra l’Asur e questa associazione, veniva risposto che la Direzione dell'azienda non era a conoscenza di rapporti fra l’associazione indicata nell'interrogazione dell'Area vasta 3, andando poi a fare, di mio pugno, una ricerca all'interno delle determine, ho trovato quella serie di atti che ho citato, in cui venivano menzionate non solo donazioni in denaro, ma anche in beni.
Chi ha fatto la segnalazione ha sottolineato l'assenza di questi beni e la strana risposta data dall'Asur … Io ho trovato e citato sette donazioni, quindi non una a caso che magari si perde negli anni, fatte dal 2015 al 2017, un rapporto continuativo che ha dato all’Asur, almeno sulla carta, qualcosa di positivo in termini di donazioni.
Grazie della risposta, ora posso verificare se effettivamente le strumentazioni donate sono laddove nella risposta viene indicato, così posso fugare i dubbi di chi mi ha segnalato il fatto che queste strumentazioni non si sapeva dove fossero. Grazie.

Interrogazione n. 889
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Chiusura tratti Autostrada A 14 nel fermano e nel piceno”

Interrogazione n. 904
Ad iniziativa del Consigliere Carloni
“Situazione lavori A 14”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 889 del Consigliere Rapa e l’interrogazione n. 904 del Consigliere Carloni, che non c’è e quindi decade.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. In questo caso rispondo come Assessore competente.
Punto 1) La Società Autostrade ha costanti rapporti con la Regione Marche in relazione agli aggiornamenti del cantiere; anche la Prefettura di Ascoli Piceno, con coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, ha svolto due incontri, in data 31 luglio e 20 novembre 2019, per trattare delle problematiche e dei programmi di circolazione lungo il tratto autostradale A14. A tali riunioni ha partecipato anche la Regione Marche.
Punto 2) La Direzione di Tronco di Pescara di Autostrade per l'Italia, a seguito del dissequestro da parte del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino (dopo il parere del Mit in merito al progetto definitivo) di tre dei cinque viadotti dell'autostrada A14 (San Biagio, Campofilone e Petronilla), ha avviato le attività propedeutiche alla redazione della progettazione esecutiva di sostituzione delle barriere. In pratica che cosa è successo? I viadotti che sono stati sequestrati sono cinque, Autostrade ha presentato i progetti preliminari e definitivi per la sostituzione delle barriere, il Mit ne ha approvati tre e quindi la Procura di Avellino ha acconsentito di allargare la carreggiata e di lasciare libera la larghezza che consente due corsie, quindi si può, oggi, percorrere questi tratti con la doppia corsia invece che con una corsia soltanto, quindi ha ridotto la parte dello spazio di protezione del guard-rail.
Attualmente la circolazione autostradale è garantita con l'utilizzo di due corsie, seppure a larghezza ridotta.
Per i restanti viadotti (Vallescura e Santa Giuliana), Società Autostrade è in attesa del parere del Mit sul progetto definitivo, parere necessario ad ottenere il dissequestro del cantiere.
Autostrade per l'Italia si è impegnata ad eseguire, il più velocemente possibile, gli interventi che avranno inizio presumibilmente tra maggio e giugno prossimi; i lavori non dovrebbero provocare gravi disagi agli automobilisti in quanto tre corsie, su quattro, saranno usufruite per il transito veicolare.
Non sono pervenute notizie ufficiali in merito alle misure compensative risarcitorie che la Società intende adottare.
Vorrei aggiungere che in data 6 giugno 2019, quindi prima che ci fosse il sequestro da parte della Procura, io avevo mandato una lettera a Società Autostrade, preoccupata per il traffico veicolare dell’estate che stava arrivando e per l’aumento nella stagione estiva, ed avevo chiesto la possibilità di ridurre il pedaggio, non di eliminarlo. Non potevo immaginare che ci sarebbe stato il sequestro, dopo il sequestro ho scritto di togliere il pedaggio, non tanto per una specie di compensazione, ma soprattutto per il traffico pesante, quello degli autotrasportatori, che hanno, come sapete, dei tempi di percorrenza che devono rispettare, in quanto possono rimanere sul mezzo un tot numero di ore, se stanno fermi sballano i programmi e questo crea un problema sia a loro che alle merci. Questo doveva essere un incentivo a rimanere in autostrada piuttosto che spostarsi sulla Statale 16 e dalla Statale 16, come è successo quando ci sono stati i sequestri, sul lungomare, tanto che a volte il traffico ha riempito tutta la viabilità di aree che sono destinate prevalentemente ad attività turistico ricettive ed il danno è stato molto grande.
Ovviamente noi stiamo monitorando tutto, Consigliere, soprattutto l’approvazione da parte del Mit di questi progetti affinché si possano predisporre i progetti esecutivi, anche perché mi permetto di dire, come tecnico, si tratta di una sostituzione di barriere e la progettazione non è così complessa tanto da aver necessità di tempi lunghi di progettazione esecutiva.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Ringrazio la Vicepresidente per la risposta. Mi ritengo soddisfatto e ripeto che la situazione deve essere attenzionata perché è un problema che persiste e non è di competenza nostra, però bisogna sempre tenere alto il livello.

Interrogazione n. 893
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Fornitura di pasti pronti in legame refrigerato, confezionati in atmosfera protetta per l’Ospedale di Torrette”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 893, ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Con tutto il rispetto per l’Assessore Casini, preferirei ricevere la risposta dal diretto interessato nonché Assessore alla sanità Ceriscioli, quindi chiedo il rinvio alla prossima seduta.

PRESIDENTE. Bene, richiesta accolta.
Il Consigliere Bisonni ha chiesto di rinviare l’interrogazione n. 895, di cui è proponente.

Interrogazione n. 898
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Biancani, Traversini, Fabbri
“Riclassificazione delle ex SS 257 Apecchiese e ex SS 360 Arceviese come strade di interesse nazionale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 898 dei Consiglieri Giancarli, Biancani, Traversini, Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. In riferimento all'interrogazione si rappresenta quanto segue.
Si conferma che la ex SS 360 "Arceviese" e la ex SS 257 "Apecchiese" sono attualmente classificate come strade di interesse regionale a seguito del DPCM 20 febbraio 2018. In data 17 ottobre 2019 è stato sottoscritto da Anas e Regione Marche l'addendum integrativo e il rinnovo della Convenzione del 6 ottobre 2016, che ha durata fino al 16 novembre 2022, per la gestione da parte di Anas della rete stradale ricadente nel territorio della Regione Marche nella quale sono ricomprese anche la ex SS 360 "Arceviese" e la ex SS 257 "Apecchiese".
Si ribadisce altresì che le due arterie hanno rilevanza interregionale in quanto svolgono un ruolo strategico di collegamento tra Marche e Umbria, collegando inoltre le aree interne con la costa.
A conferma di quanto dichiarato in Aula nella seduta n. 113 del 6 novembre 2018, circa l'intenzione di inoltrare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una richiesta congiunta di inserimento di tali arterie fra quelle di interesse nazionale da trasferire all'Anas, in data 7 novembre 2018 la Regione Marche, previ accordi con la Regione Umbria, ha inoltrato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una nota contenente la richiesta di integrare l'elenco delle strade di interesse nazionale individuate con il DPCM sopra riportato con le due arterie ex SS 360 "Arceviese" e la ex SS 257 "Apecchiese".
A tale nota alla data odierna non è pervenuta ancora la risposta da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonostante diversi solleciti verbali.
Sarà cura di questo Assessorato fissare quanto prima un incontro con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine di ottenere ed addivenire ad un favorevole riscontro a quanto richiesto.
A questa risposta manca il fatto che noi abbiamo destinato diversi milioni di euro per la manutenzione ordinaria di queste strade da dare ad Anas per il rifacimento degli asfalti, delle zannelle, insomma, per una serie di interventi che per noi sono prioritari, noi abbiamo diversi milioni di euro e sull’Arceviese, di questo sono sicura perché lo so, ci sono dei cantieri già iniziati. Ovviamente non è stata una scelta della Regione di non inserire queste strade, ma all’epoca, lo ricordo, nella risposta non c’è scritto, l’Umbria non chiese la stessa strada come strada da restituire ad Anas tra le strade ex Anas, quindi in pratica avevamo la viabilità che veniva interrotta sul confine di regione, poi abbiamo fatto una consultazione con l’Umbria, però non abbiamo avuto ancora riscontro.
Nel frattempo abbiamo pensato di mettere delle risorse regionali per le manutenzioni ordinarie all’Anas e con l’Anas abbiamo sottoscritto una convenzione, questo non c’è scritto nella risposta però questo mi sento di dire.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Inizio con alcuni ringraziamenti, il primo è per i Consiglieri che insieme a me hanno firmato l'interrogazione, i Consiglieri Biancani, che oggi non è in aula, Traversini, Fabbri, voglio ringraziare anche il Dirigente del Servizio infrastrutture della Regione Marche perché è una persona capace, seria, che mette passione in quello che fa, pochi giorni fa ho avuto modo di vederlo sulle ciclovie, ma potrei parlare delle ferrovie, quindi, lo ringrazio di cuore. L'ultimo ringraziamento, ma in questo caso il più importante, va alla Vicepresidente Casini perché qualche volta ci scontriamo, però questa è la vita, siamo vivaci, abbiamo a cuore l'interesse delle nostre comunità, ci mettiamo passione e competenza, poi magari i punti di vista sono diversi, oppure diverse sono le situazioni per cui possiamo scontrarci, quindi il ringraziamento che le faccio è sentito dal profondo del cuore.
La storia la riassumo in pochissimi minuti, nella convenzione Anas Regione Marche nel 2016 sia l’Arceviese che l’Apecchiese erano state inserite fra quelle che dovevano passare di proprietà all’Anas ed allo Stato. Nel momento in cui è stato fatto il decreto da parte del Ministero queste infrastrutture non erano più comprese, adesso non voglio andare a capire le ragioni perché quello che mi interessa è l’obiettivo, nel frattempo è stata firmata questa nuova convenzione, questo addendum, in cui sono state destinate risorse per la manutenzione delle due strade. Questo è importante, significa che fino al 2022 c'è la certezza che queste strade saranno gestite dall'Anas, ma siccome siamo abituati non soltanto a sognare, ma anche a guardare avanti e possibilmente a mettere nel sogno anche la concretezza, in questi anni vogliamo lavorare, e questa è la ragione, come ha detto la Vicepresidente, tra l'altro, in un'interrogazione non mia, ma dei Consiglieri Biancani e Traversini, non so se c’era anche il Consigliere Fabbri, in sinergia con l'Umbria per far sì che queste strade, l’Apecchiese e l’Arceviese, tornino di proprietà all'Anas, questo è l’obiettivo e su credo che tutti siamo. d'accordo. Se serve, tra l'altro penso che questo Governo rimarrà in carica, non escluderei nemmeno, Vicepresidente, un incontro a Roma al Ministero con una delegazione pesarese e anconetana guidata da lei, in cui dire chiaramente: “Ministro faccia questo benedetto decreto, era dal 2016, siamo nel 2020, non possiamo più aspettare”, in modo che nel 2022 non ci sia la necessità di un ulteriore addendum. La ringrazio davvero, mi dispiace che nella riformulazione dello Statuto e del regolamento non ci sia la possibilità per gli altri colleghi di intervenire, altrimenti i Consiglieri Traversini e Fabbri avrebbero detto la loro. Non so se sono stato in grado di interpretare il loro pensiero, ma credo che l'obiettivo sia comune per far sì che, ripeto, queste strade abbiano interventi di manutenzione, immediati, e poi siano oggetto di passaggio di proprietà all’Anas.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Consigliere Giancarli. Vorrei dire, visto che non possono parlare, che per quanto riguarda i Consiglieri Traversini e Fabbri, c’è stato un grande interesse per l’Apecchiese.
Ci sono stati anche incontri con la parte umbra, che non sono stati fatti soltanto per l’Arceviese, ed anche con i comuni limitrofi, c'è stato un grande lavoro anche perché c'era scarso interesse da parte dell'Umbria ed anche dei suoi comuni, invece li abbiamo trascinati a farsi promotori di queste richieste.
Il lavoro è stato fatto, ovviamente continuiamo a farlo, per cui se si tratta di andare dal Ministro, insieme, ci attrezziamo, io lo incontrerò il 28, magari cercherò di prendere un appuntamento per poterci tornare, perché, è ovvio, se riusciamo ad avere una modifica e un'integrazione del decreto siamo tutti più tranquilli. Nel frattempo noi abbiamo cercato di mettere dei soldi fino al 2022 per le manutenzioni ordinarie, che non è poco, i cantieri ci sono e credo che si veda il lavoro che si sta facendo.

Interrogazione n. 899
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Maggi
“Immotivato conferimento di incarico, a fine legislatura, ad un esperto in materia di opere pubbliche ed impatto ambientale, sviluppo sostenibile e tutela del territorio”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 899 dei Consiglieri Fabbri, Maggi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Riguardo l'interrogazione dei Consiglieri Fabbri e Maggi, faccio presente innanzitutto che non ho riscontrato nessuna inefficacia o inefficienza da parte degli uffici regionali competenti nei settori delle opere pubbliche, dell'impatto ambientale, dello sviluppo sostenibile e della tutela del territorio e non è quindi stato necessario coprire nessuna lacuna tecnica e tantomeno politica nei settori oggetto del conferimento dell'incarico.
La materia oggetto dell'incarico, oltre ad essere strategicamente rilevante per l'Amministrazione regionale, è notoriamente caratterizzata da una notevole complessità tecnica e amministrativa e da un'ampia interazione tra diversi settori e interventi tra i quali la gestione dei rifiuti, la pianificazione ambientale e territoriale, le infrastrutture, le opere pubbliche, la ricostruzione post-terremoto, eccetera.
Ho quindi ritenuto opportuno avvalermi di una figura di supporto all'attività di indirizzo politico istituzionale nell'ambito di funzioni particolarmente strategiche per la governance regionale, tanto più in considerazione del fatto che sono stati programmati investimenti in infrastrutture per circa 2,5 miliardi di euro, molti dei quali già avviati.
Il consulente infatti, così come previsto dal comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 20/2001, risponde del proprio operato direttamente al Presidente della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Abbiamo centrato l'obiettivo perché l’interrogazione era chiaramente provocatoria, chiedendo come mai a fine legislatura una scelta intuitu personae, dopo che avete modificato la normativa nel 2016 rendendo più flessibile il coinvolgimento di queste persone. In un settore così strategico e importante avete bisogno di un esperto in opere pubbliche, impatto ambientale, sviluppo sostenibile e tutela del territorio, azioni che neanche in una legislatura si riesce a portare avanti, la risposta è stata chiara, gli uffici lavorano bene, quindi, dal punto di vista tecnico, non c'era bisogno di assumerlo.
Ecco, c'è scritto nella risposta: avevamo bisogno di un supporto politico istituzionale. Vi siete dati la risposta perché c'è un'incapacità, evidentemente, ad avere un indirizzo in questi importanti settori, considerato che dal punto di vista tecnico gli uffici lavorano bene. Vi siete dati la risposta e noi vi abbiamo provocato a darla.

PRESIDENTE. La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17,55
 

 
 
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