Resoconto della seduta n.16 del 02/03/2021

SEDUTA N. 16 DEL 2 MARZO 2021

La seduta inizia alle ore 10,35

Presidenza del Presidente
Dino Latini

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 16 del 2 marzo 2021. Do per letto il processo verbale della seduta n. 15 del 23 febbraio 2021, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Vi richiamo al rispetto delle misure che ci siamo dati, quindi, teniamo la mascherina in Aula, parliamo da seduti, soprattutto senza mai togliere la mascherina, se dobbiamo parlare tra noi di qualche problema urgente vi prego di farlo fuori dall’Aula.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Iscrizione della mozione n. 47 dei Consiglieri Baiocchi, Cancellieri, Rossi, Marcozzi, al punto 5 bis dell’ordine del giorno odierno, nel caso di iscrizione verrà abbinata alla mozione n. 62 dei Consiglieri Biancani e Vitri. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Proposta di legge n. 15
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Lupini, Santarelli, Antonini, Assenti, Borroni, Serfilippi, Casini, Rossi, Vitri
“Modifiche alla legge regionale 6 agosto 2018, n. 33 ‘Disposizioni regionali per favorire la riduzione in mare e sulle spiagge dei rifiuti plastici’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 15 dei Consiglieri Ruggeri, Lupini, Santarelli, Antonini, Assenti, Borroni, Serfilippi, Casini, Rossi, Vitri.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Cari colleghi e Consiglieri tutti, la nostra Regione nella scorsa legislatura con la legge regionale 6 agosto 2018 n. 33 “Disposizioni regionali per favorire la riduzione in mare e sulle spiagge dei rifiuti plastici” e la legge regionale del 30 luglio 2019 n. 27 “Norme per la riduzione dei rifiuti derivanti dai prodotti realizzati in plastica” ha posto grande attenzione al tema dei rifiuti plastici condividendo con il legislatore statale la preoccupazione per il crescente fenomeno dell’inquinamento da rifiuti plastici che nelle Marche, come nel resto del Paese, si è rilevato una delle principali minacce per i vari ecosistemi (marino, terrestre, eccetera) e con l’inevitabile pregiudizio per la salute umana.
Inoltre con la mozione n. 530 del 2019, approvata in data 14 novembre 2019, l’Assemblea legislativa regionale ha impegnato la Giunta regionale a stanziare risorse adeguate per la realizzazione di progetti ed attività dirette proprio a rimuovere i rifiuti plastici presenti lungo i corsi d’acqua regionali prima che essi giungano nelle acque marine che bagnano le coste marchigiane.
Infatti, secondo una recente indagine condotta da Legambiente, la plastica si conferma come il materiale maggiormente presente sia nel mare che nelle spiagge italiane, in particolare nelle spiagge marchigiane monitorate per un totale di 22.000 metri quadrati sono stati censiti oltre 4.000 rifiuti spiaggiati di cui il 95,2% è rappresentato da piccoli oggetti di plastica.
Soffermandoci sulla problematica dei rifiuti plastici dispersi in mare, si evidenzia come il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in attuazione della direttiva quadro della strategia marina 2008/56/CE, che l’Italia ha recepito con il decreto legislativo 190 del 2010 e conseguente normativa secondaria di attuazione, il d.p.c.m. del 10 ottobre 2017, si sia da tempo fortemente impegnato ad arginare tale fenomeno attraverso un approccio sinergico che lega gli aspetti connessi alla prevenzione ed al controllo, monitoraggio e rimozione.
Come è noto la cosiddetta legge salva mare approvata alla Camera dei Deputati è attualmente all’esame del Senato.
Con tale provvedimento normativo si consente addirittura ai pescatori di portare e conferire a terra i rifiuti recuperati in mare, nei fiumi, nei laghi e nelle lagune, senza dover sostenere costi di smaltimento e promuovendo il riciclo dei materiali pescati.
La proposta di legge oggi all’esame dell’Aula consiliare mutuando le esperienze già maturate in altre Regioni, ma adattandole al contesto locale, intende contribuire alla riduzione dei rifiuti plastici presenti nel mare ed anche sulle spiagge, inserendo e disciplinando all’interno dell’impianto normativo già previsto della citata legge regionale 33/2018 anche l’attività di intercettazione o recupero dei rifiuti plastici trasportati dai principali corsi d’acqua regionali (articolo 1).
A tal fine tra le azioni e gli strumenti regionali diretti a favorire la riduzione in mare dei rifiuti plastici, articolo 2, viene previsto che la Regione attivi anche progetti funzionali all’intercettazione o recupero di tali rifiuti lungo i fiumi regionali avvalendosi, ove possibile, dei soggetti titolari delle concessioni idrauliche e di aree demaniali di cui agli articoli 30 e 31 della legge regionale n. 5/2006 e delle organizzazioni di volontariato operanti nel territorio regionale con finalità di tutela ambientale, ad esempio WWF, Legambiente e Plastic Free.
L’articolo 3 integra la composizione del Tavolo tecnico istituzionale previsto dalla legge regionale 33/2018 con un rappresentante del Tavolo tecnico permanente di coordinamento dei contratti dei fiumi già istituito con delibera di Giunta regionale 217 del 18 marzo 2016 al fine di coordinare i diversi interventi di mitigazione della diffusione dei rifiuti plastici per via fluviale introdotti da questa proposta di legge.
L’articolo 4 prevede espressamente tra i compiti del Tavolo previsto dalla legge regionale 33/2018 quello di promuovere la realizzazione di progetti e di interventi anche estesi a livello di bacino idrografico finalizzati ad evitare che i rifiuti plastici vengano immessi nei corsi d’acqua marchigiani, ovvero diretti al loro recupero anche mediante accordi tra la Regione e i suddetti concessionari, nonché la modifica dei relativi disciplinari di concessione.
L’articolo 5 adegua il contenuto della cosiddetta clausola valutativa già inserita all’interno della legge regionale 33/2018 alle modifiche ad essa apportate.
L’articolo 6 infine contiene la clausola di invarianza finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie Presidente. Ringrazio il relatore di maggioranza Consigliere Serfilippi, il Presidente della III Commissione Antonini, il Vicepresidente Santarelli e tutti i membri della Commissione che hanno sinceramente ben accolto questa proposta che proviene dal Movimento 5 Stelle.
Come ha spiegato bene il Consigliere Serfilippi questa nostra proposta di legge va a migliorare una norma già esistente, la n. 33 del 2018, che riguarda le disposizioni regionali per favorire la riduzione in mare e sulle spiagge dei rifiuti plastici seguendo le indicazioni della legge nazionale denominata salva mare dell’ex Ministro Costa.
Sappiamo che il problema delle plastiche in mare è mondiale, non riguarda solo la nostra regione.
Dalla visione di un brevissimo video di qualche anno fa, che trattava la sperimentazione lungo il fiume Po per l’intercettazione, attraverso delle reti galleggianti, dei rifiuti plastici, che venivano recuperati prima che arrivassero in mare, abbiamo pensato di operare all’interno di questa legge per predisporre qualcosa di analogo, naturalmente adattato al carattere dei nostri fiumi, che sono ben diversi dal Po, al fine di intercettare prima i rifiuti che arrivano sulle nostre spiagge e sui nostri mari dall’entroterra.
Vorrei anche ringraziare i tecnici che si sono messi a disposizione, dandoci dei suggerimenti molto utili. Ad esempio, da una loro idea nasce la questione di stipulare delle convenzioni apposite, degli accordi con i concessionari idraulici o i concessionari delle aree demaniali, e di utilizzare l’aiuto fondamentale delle associazioni di volontariato.
Credo che insieme abbiamo fatto un buon lavoro che va a completare una legge che di per sé era già buona, sottolineerei anche il fatto che al Tavolo istituzionale, che andrà ad agevolare la Giunta, abbiamo previsto la partecipazione di un membro del Tavolo, già esistente, dei contratti di fiume per apportare un contributo.
Ringrazio tutti, penso che questo sia lo spirito con cui possiamo fare insieme un buon lavoro e spero che oggi la proposta di legge, che in Commissione è passata all’unanimità, venga accolta bene e con benevolenza anche dal Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie Presidente. Come hanno detto i Consiglieri Serfilippi e Ruggeri, è un’iniziativa che ci ha visto tutti partecipi e coinvolti perché quando esiste una proposta che va a migliorare una legge già esistente c’è un attivo e fattivo coinvolgimento di tutti i componenti, che non può non trovare lo sbocco naturale in una condivisione unanime.
Il lavoro è stato importante e voglio ringraziare i tecnici, sia l’ufficio della III Commissione che il Dirigente competente, che hanno dato un supporto rilevante per la definizione dei dettagli della proposta di legge.
Possiamo dire che in questi primi mesi come Commissione abbiamo posto un’attenzione particolare ai corsi d’acqua, ai fiumi, ne abbiamo parlato diverse volte perché riteniamo questo argomento fondamentale per la prevenzione ambientale, i fiumi sono la linfa del nostro territorio da un punto di vista sia reale che simbolico, portano vita, trovano lo sbocco naturale nel mare, danno forza all’agricoltura, forza motrice a tante attività produttive che sorgono lungo il loro corso, danno grande forza ed importanza ai centri urbani. I fiumi sono le vene delle nostre Marche ed avere un’attenzione particolare sia nella prevenzione che nella cura è fondamentale, quindi, intervenire per cercare di togliere questo cancro della plastica che crea diversi problemi anche per la salute non solo dell’habitat naturale, ma degli stessi cittadini.
Credo che questa amministrazione in maniera ben chiara e mi sembra anche in modo trasversale …, usiamo questo termine con una accezione positiva, solitamente si usa in modo negativo, in questo caso lo diciamo in modo positivo, speriamo che ancora per diverso tempo, per tutta la legislatura, si possa lavorare a tal fine.
Il coinvolgimento di alcune associazioni, che dovranno operare come sentinelle con una certa attenzione lungo questi corsi d’acqua, è una novità che è stata introdotta e va a dare forza alla proposta di legge.
Presidente, è difficile parlare quando ci sono tante voci intorno, quando uno parla cerchiamo di essere tutti un po’ più attenti.

PRESIDENTE. Come ho già detto all’inizio di questo Consiglio, chi deve parlare esca dall’Aula, quando si parla si tiene sempre la mascherina.

Andrea Maria ANTONINI. Concludo facendo un’anticipazione, ma poi lo ribadiremo, il nostro Capogruppo sicuramente lo dirà successivamente, è ovvio che il gruppo della Lega, il centrodestra e la maggioranza - in Commissione l’abbiamo firmata in diversi – voteranno favorevolmente questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Innanzitutto voglio ringraziare la prima firmataria, la Consigliera Ruggeri, tutti i componenti della III Commissione e il Presidente Consigliere Antonini per avermi nominato relatore di maggioranza, credo che sia un bel modo di fare squadra e di lavorare insieme, quindi abbiamo accolto favorevolmente questa modifica di proposta di legge che è stata poi integrata anche grazie all’ausilio dei tecnici, come ha detto prima il Presidente Antonini, questo è un modo per lavorare insieme ed in sinergia per ottenere dei risultati.
Il tema della proposta di legge è uno dei temi più importanti che ci dovrà vedere impegnati, quello della tutela dell’ambiente che significa non solo tutelare la salute ma anche e soprattutto guardare al futuro.
Quella ambientale sarà una delle sfide più rilevanti sulla quale si concentrerà l’azione anche della Lega da qui in avanti e questa legge è un primo passo.
La presenza di plastica nei corsi d’acqua rappresenta una delle principali e gravi minacce ambientali dei nostri tempi, i fiumi sono dei veri e propri nastri trasportatori di rifiuti plastici dai centri urbani fino al mare.
Ogni anno, purtroppo, al ritmo di un camion al minuto ne riceviamo quasi 12,7 milioni di tonnellate, quindi, siamo voluti intervenire in linea con le più recenti normative di settore per creare una sorta di task force dinamica per il monitoraggio e il recupero coinvolgendo concessionari idraulici, quelli delle aree demaniali, e le organizzazioni di volontariato operanti in materia ambientale.
Pertanto, esprimo soddisfazione per questa proposta di legge, che mi auguro venga votata all’unanimità. Ringrazio anche i tantissimi volontari, molti dei quali giovani, penso al movimento Plastic Free che sta facendo una grande sensibilizzazione verso le giovani generazioni, e colgo l’occasione in quest’Aula, dove rappresentiamo tutta la Regione Marche, per ringraziare i volontari, giovani e i meno giovani, che sacrificano del loro tempo per pulire le spiagge e non sono solo della nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Vorrei portare anch’io il mio contributo anche perché nella precedente legislatura ero stato il primo firmatario della legge regionale n. 33 del 2018, che aveva l’obiettivo di favorire la riduzione della presenza di plastiche sulle spiagge ed anche in mare. Nella scorsa consiliatura avevamo votato questa legge che era la prima a livello nazionale nonchè, devo dire, lungimirante.
Oggi grazie alla nuova proposta di legge della Consigliera Ruggeri, firmata da più Consiglieri, viene integrata inserendo una modalità che dovrebbe ridurre la quantità dei rifiuti plastici che vengono trasportati dai fiumi in mare, anche perché buona parte della plastica deriva dai vari corsi d’acqua.
Vorrei sottolineare una cosa importante, questa è una legge senza alcun finanziamento, erano stati stanziati 10 mila euro, ma al momento non vedo risorse finanziarie, è fondamentale individuarle per riuscire a dare concretezza ad una norma di questo tipo.
Noi avevamo proposto di fare una alleanza forte con i pescatori, chi meglio di loro può essere coinvolto in questa raccolta? I nuovi finanziamenti europei dovrebbero prevedere anche delle linee di finanziamento a sostegno dei pescatori che escono in mare a raccogliere la plastica. Ormai il tema della plastica in mare è molto forte e nel Nord Europa, in alcuni Stati, alcuni pescatori escono solo per pescarla.
Sappiamo che la quantità di plastica presente in superficie è una piccola percentuale di quella che si trova sul fondo del mare, dico questo perché è importante sostenere i pescatori nel momento in cui riportano la plastica a terra, attualmente un pescatore che la raccoglie e la porta in porto dovrebbe pagare lo smaltimento, ovviamente nessun pescatore si sogna di farlo.
Quindi, è importante sostenere una serie di attività, anche all’interno delle aree portuali, che possano finanziare e stare vicino ai pescatori, i quali non si possono accollare i costi per realizzare delle isole ecologiche in ambito portuale né per pagare lo smaltimento.
Sono stati fatti diversi bandi, in alcune zone del nostro territorio regionale si stanno predisponendo anche delle isole ecologiche all’interno delle aree portuali per prevedere la raccolta della plastica portata in porto dai pescatori, penso che questo sia un sostegno che dovremmo proseguire anche nei prossimi anni, sostenere i costi nei porti e tutto quello che è necessario per far si che i pescatori escano addirittura ar pescare la plastica.
E’ un’emergenza che può diventare anche sanitaria perché la plastica in mare entra nella catena alimentare dei pesci, creando dei problemi alla salute delle persone che li mangiano.
Chiudo dicendo che questa legge rientra tra i principi dell’economia circolare, recuperando tutto il recuperabile dalla materia prima utilizzata e dandogli una seconda vita.
Grazie ai presentatori della legge, ringrazio anche la III Commissione per aver integrato la legge regionale 33/2018, l’appello che faccio è quello di trovare un modo per sostenere concretamente i pescatori, chi fa i controlli, tutto per ridurre la plastica rilasciata in mare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Ha già detto tutto il Consigliere Biancani nel suo intervento, intervengo solo per esprimere l’apprezzamento mio e di tutto il Partito Democratico nei confronti di questa proposta di legge che, come è stato più volte ricordato, anche dalla Consigliera di minoranza Ruggeri e dai Consiglieri Serfilippi e Antonini, altro non è che la modifica di una legge regionale esistente, la n. 33 dell’8 agosto del 2018.
Credo che sia giusto, questo è il senso del mio intervento, ricordare l’ottimo lavoro svolto dal Consigliere Biancani e da tutto il gruppo del Partito Democratico, ricordo bene quando circa due anni e mezzo fa l’allora maggioranza di centrosinistra intese approvare la proposta di legge, che aveva come primo firmatario il Consigliere Biancani, una legge regionale, è stato ricordato, lungimirante, anche perché avevamo ereditato una normativa sulla pesca antiquata e che prevedeva, se così si può dire, non onori ma oneri per i pescatori che raccoglievano rifiuti plastici.
Provvedemmo dunque ad incentivare il cosiddetto fishing for litter, ovvero la raccolta dei rifiuti plastici, lo smaltimento di essi e di tutte le attrezzature da pesca, come le calze per l’allevamento delle cozze, le reti, i fili di nylon e le lenze da pesca, con centri di raccolta attrezzati e meccanismi di premialità affinché fosse più facile e meno costoso per i pescatori farsi attori protagonisti di un processo di valorizzazione della sostenibilità ambientale.
Così come all’epoca il gruppo del Partito Democratico fu ideatore e promotore di quella legge regionale, oggi il nostro gruppo voterà a favore di queste modifiche che seppur non sostanziali, rimanendo assolutamente invariato l’impianto di quella legge, sono da ritenersi importanti e significative in quanto vanno a precisare alcuni aspetti, ampliando l’area di intervento anche ai fiumi e a tutti i bacini idrografici.
Benissimo, tutto ottimo, tuttavia l’attività del legislatore regionale, di cui oggi ci facciamo giustamente carico prendendoci in pieno la nostra parte di responsabilità, nel processo più ampio della transizione ecologica non è di certo sufficiente, non basta fare leggi o modifiche di leggi, ne siamo tutti consapevoli, non possiamo pensare che una volta approvato questo articolato potremmo considerare risolto, esaurito, archiviato questo annoso problema.
E’ necessario rendere concrete le norme, monitorare e implementare l’attuazione, verificarne i risultati nel tempo, in questo senso vorrei oggi raccogliere in quest’Aula l’appello della Presidente regionale di Legambiente Marche, che ieri ha richiamato l’attenzione sulla necessità di coinvolgere su più fronti cittadini e imprese, dobbiamo continuare ad impegnarci e farlo con sempre maggiore intensità affinché questa legge, che andiamo oggi a modificare, non rimanga lettera morta, ma rappresenti un contributo efficace e operativo. Perché tutto ciò non resti solo teoria vale la pena di intervenire su un processo di snellimento della burocrazia per fare in modo che tutti gli enti preposti e gli attori in campo possano avere strumenti tali da poter operare nella raccolta e nello smaltimento delle materie plastiche.
Ovviamente mi aggiungo all’invito rivolto dal Consigliere Biancani sulla necessità di trovare maggiori coperture finanziarie. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Per mettere in evidenza la soddisfazione personale come Assessore nel vedere un’attenzione su una materia così importante e delicata, ormai, ahinoi, è sotto gli occhi di tutti che la plastica è uno dei problemi principali di inquinamento a livello mondiale dei nostri mari, delle acque, dei nostri fiumi, che poi si ripercuote purtroppo anche nelle nostre vite quotidiane, magari non ci rendiamo conto, ma quando mangiamo del pesce che ha ingerito una serie di particelle …, che sono ormai significative nel nostro mare, non c’è una zona del mondo dove non ci siano problemi di questo genere, se pensiamo che al centro dell’Oceano Atlantico c’è un’isola di plastica grande quanto la Francia, con 400 metri di spessore, neanche le navi riescono più a far rotta in quel punto, evidentemente c’è una corrente oceanica che in quel luogo accumula la plastica o forse in quel luogo ci arriva la maggior parte della plastica prodotta dal Sud America, dagli Stati Uniti, dall’Africa, da quei continenti e da quelle nazioni dove c’è meno sensibilità.
Spesso frequento l’est Europa, senza nulla togliere ovviamente a quei Paesi interessantissimi, di grande cultura e di grande storia, se fate un giro nei fiumi di alcune aree della Romania, della Moldova, dell’Ungheria, vedrete delle cose indicibili per quel che riguarda lo smaltimento della plastica, è usuale, la plastica si smaltisce lungo i fiumi, si butta nei corsi d’acqua.
Non pensate che da noi sia molto meglio, basta fare una passeggiata sulle nostre spiagge e vedremo quanta plastica viene portata a riva dal mare, quindi, è un problema estremamente serio, estremamente gravoso.
Faccio un plauso a chi ha portato avanti questo disegno di legge, a chi l’ha ideato, a chi l’ha voluto sottoscrivere, ai due relatori. E’ importantissimo sensibilizzare sempre più su queste questioni, è fondamentale prevenire queste situazioni. Nel Piano dei rifiuti che andremo a redigere, nell’atto di indirizzo, c’è un forte richiamo alla prevenzione, produrre meno rifiuti perché rincorrerli dopo è più difficile e costoso. Bisogna prevenire prima, quindi, non consumarli, non produrli, tanto meno smaltirli in maniera inadatta, come i casi che stiamo segnalando.
In questa legge è previsto anche l’intervento di pulizia dei nostri corsi d’acqua, prevenire che la plastica arrivi al mare. Su questo mi fa molto piacere il coinvolgimento dell’associazionismo, la collaborazione con i contratti di fiume, l’interessamento di attività della nostra regione che insieme ai Comuni, alle Province, agli enti locali, all’associazionismo diffuso, ai portatori di interesse opereranno lungo le aste fluviali. Insieme si possono portare avanti attività di questo genere, innanzitutto la prevenzione, ma anche l’intervento reale, vero e proprio.
Una cosa importante, è stata detta poco fa, è lo smaltimento dei rifiuti raccolti in mare, ancora oggi, ma soprattutto in passato, le motonavi e i pescherecci insieme al pesce pescavano tante di queste cose, che rimanevano impigliate nelle loro reti, tendenzialmente le ributtavano in mare perché quando rientravano nel porto diventavano un rifiuto speciale, difficilmente smaltibile, e addirittura dovevano pagare per eliminarlo.
Sia la nostra legge, come ha ricordato poco fa anche il Consigliere Biancani, che la maggiore sensibilizzazione a livello generale e l’attenzione verso questi temi hanno agevolato in parte lo smaltimento dei rifiuti raccolti in mare, ma ancora non è sufficientemente, su questo occorre fare di più, creare l’isola ecologica all’interno dei porti, dove non c’è, ma soprattutto fare in modo che ci sia quasi una premialità se si riporta la plastica a riva, se la si riporta in porto, se la si recupera. Una premialità più che un dover pagare, dovremmo ragionare sempre di più in questo senso.
Il plauso è complessivo, mi fa piacer anche vedere una unitarietà di consenso che questa norma, immagino, questa mattina avrà da quest’Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Borroni.

Pierpaolo BORRONI. Grazie, Presidente. Questo intervento è dovuto in quanto anch’io sono membro della II Commissione e devo dire che questa legge rappresenta un passo in avanti per la nostra regione, per contenere la dispersione di materiale plastico nei nostri mari e fiumi.
Dobbiamo pur sempre essere consci che l’Unione Europea e l’Italia non sono le prime nel Mediterraneo a contribuire allo sversamento di materie plastiche, basta pensare ai dati del WWF del 2019, il 42% delle plastiche erano sversate dall’Egitto, il 19% dalla Turchia e l’Italia contribuiva con una cifra più bassa, che dovremo sicuramente migliorare, del 7%.
La legge n. 33/2018 viene modificata in maniera puntuale dando la possibilità di progettare il recupero del materiale plastico nei corsi d’acqua siano essi mari o fiumi.
L’ambientalismo è e rimane una parte importante del lavoro portato avanti da amministratori lungimiranti, ma, sia ben chiaro, un ambientalismo non imperialista che sia compatibile con i risvolti economici del tessuto produttivo della nostra regione.
Nota importante di questa legge, che voglio sottolineare, è che oggi si va ad aprire la possibilità di svolgere e creare progetti diretti alla rimozione dei rifiuti plastici tramite collaborazioni tra enti, anche con la possibilità di collaborazioni con organizzazioni di volontariato.
Senza scendere nei particolari della legge, sottolineo l’adesione del gruppo Fratelli d’Italia a questa norma ed ai principi di salvaguardia ambientali non intransigenti che essa rappresenta.
L’ambientalismo lo dimostra anche chi come amministratore svolge il proprio ruolo nella maniera più opportuna, un esempio, che penso sia calzante e che vorrei condividere con voi, è quello delle Giunte di Civitanova Marche che riguardo alla raccolta differenziata, allora ero Assessore alla nettezza urbana ed all’ambiente, sono riuscite ad aumentarla dal 35% all’80% circa.
Collegandomi con quanto detto dal Consigliere Biancani, faccio presente che a Civitanova Marche siamo stati tra i primi ad avere un centro di raccolta plastiche nel porto oltre ad aver inventato un servizio svolto da un privato che settimanalmente fa il giro dello specchio d’acqua, raccoglie le plastiche, le divide e le porta al Cosmari. L’ambientalismo è una cosa essenziale che tutti noi dobbiamo portare avanti, ma in maniera intelligente.
Una nota che vorrei sottolineare, in III Commissione c’è stata una bella armonia, si è lavorato insieme, abbiamo collaborato trasversalmente con tutti i gruppi politici, questo dimostra che la buona politica quando collabora, indipendentemente dal colore politico, riesce ad avere dei frutti importanti. Sono contento del lavoro svolto ed auguro a tutti un buon lavoro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Anch’io riparto da questo ultimo intervento, dallo spirito di collaborazione che si è evidenziato in III Commissione, della quale anch’io faccio parte.
L’intento della Consigliera Ruggeri non è una sorta di rivendicazione di primo genitura sulla legge n. 33 del 2018, ma una modifica che va in ausilio ed a modificare l’impianto, che era già importante, per risolvere il problema legato alla presenza dei rifiuti plastici in mare.
La proposta di legge ha l’obiettivo primario di favorire la riduzione in mare e sulle spiagge dei rifiuti plastici e pone attenzione sull’esigenza di prevedere risorse ovviamente economiche che consentano la realizzazione di progetti finalizzati a questo fine.
In verità il tema dell’inquinamento del mare si era già palesato con forza nel 2018, proprio quando nasceva la legge n. 33 e quando è stato sottoscritto un protocollo d’intesa, cosa che ho già evidenziato in sede di Commissione, sottoscritto dal Comune di San Benedetto del Tronto, dalla Capitaneria di porto, dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Centrale, da PicenAmbiente, da Garbage Service e Med Sharks, con l’Assessorato all’ambiente del Comune di San Benedetto del Tronto che promosse il progetto sperimentale denominato “A pesca di plastica”, che riscosse, proprio perché sperimentale, primo in Italia, il plauso del Parlamento intero oltre ai complimenti fatti in udienza da Papa Francesco il quale si è complimentato con i pescatori sanbenedettesi per il buon esito di questo progetto.
Con la votazione del Consiglio regionale quello spirito ecologico prende ancora più forma e si sostanzia in un atto che estende le azioni all’intercettazione dei rifiuti che corrono lungo i corsi fluviali, insomma una sorta di gioco di anticipo che intende risalire sempre più a monte del problema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie Presidente. Vorrei ringraziare tutti i colleghi della III Commissione per il lavoro di approfondimento e di studio anche del precedente impianto legislativo, e qui mi associo all’intervento dei Consiglieri Biancani e Bora sulla legge scritta nel 2018, in quanto abbiamo avuto un impianto che ci ha permesso di migliorare un percorso già fatto.
Nel corso degli anni sono stati sviluppati dei temi, come ha ricordato adesso il Consigliere Assenti, su San Benedetto del Tronto con il progetto “A pesca di plastica”, successivamente anche una gestione temporanea e sperimentale nel porto di Pesaro con un protocollo di intesa e anche un progetto Cisp sul Centro di innovazione per lo sviluppo della pesca.
La proposta di legge n. 15 dovrebbe, come ho già sottolineato in Commissione, evidenziare e rafforzare l’aiuto delle categorie economiche con delle indennità per i pescatori già all’altezza della banchina e con degli appositi contenitori. Anche l’Assessore Aguzzi ha riassunto nell’intervento la sua esperienza da Sindaco nel Comune di Fano. Spesso i pescatori e le categorie economiche hanno difficoltà nel recuperare oltre al pesce anche queste plastiche, che spesso trovano un ostacolo in banchina, quindi, dovremmo aiutarli economicamente, ma nell’impianto della legge, come ha sottolineato il Consigliere Biancani, non ci sono indennità o premialità, mentre la raccolta di plastica andrebbe premiata e sostenuta.
Bene il lavoro svolto in Commissione, a 360° sostenuto e aiutato dagli otto Consiglieri della Commissione, compresa la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri, che ringrazio e per questo la proposta di legge vedrà il plauso e il voto favorevole di Rinasci Marche. Grazie

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie Presidente. Molto velocemente, solo per ricordare ai colleghi che questa legge regionale si inserisce in una cornice nazionale ben più ampia, che è quella della norma salva mare, che prevede che i rifiuti pescati in mare, che fino a poco fa erano considerati rifiuti speciali e dovevano essere soggetti alla trafila di cui ha parlato il Consigliere Biancani, ripresa adesso dal Consigliere Santarelli, verranno considerati rifiuti ordinari, quindi, in parte questo problema sarà risolto.
Credo che la legge regionale non possa, com’è in effetti, prevedere tutte le soluzioni ad un problema che esiste e lo sa bene chi come me abita in una città di mare e si relaziona spesso con il mondo della pesca, però, come ha detto prima l’Assessore, c’è una sensibilità che non è solo grazie a Dio della nostra regione, ma viene da più in alto e vorrei rifare il nome dell’ex Ministro Costa che tanto ha fatto affinchè questa legge fosse approvata.
Il quadro normativo per la risoluzione dei problemi c’è, non è solo nostro, grazie a Dio c’è un interscambio di buone pratiche che porterà, spero, in tempi brevi a risultati maggiori per i nostri mari.
Naturalmente mi unisco a quanti hanno già ringraziato i volontari, che anche in questi giorni hanno raccolto rifiuti lungo i nostri fiumi e sulle nostre spiagge, ringrazio ancora per l’attenzione i colleghi. Ho sentito una bella discussione, mi fa piacere, mi sembra che tutti i gruppi si siano espressi, quindi ringrazio tutti. Adesso andiamo alla votazione della proposta di legge per cui io e la Consigliera Lupini ci consideriamo soddisfatte per il lavoro che è stato svolto fino adesso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Formalmente perché ormai ci siamo espressi in maniera abbastanza chiara, il gruppo della lega vota favorevolmente questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il Partito Democratico voterà a favore.
I Consiglieri Bora e Biancani hanno spiegato prima di me le motivazioni, in particolare è la prosecuzione del concetto che era stato inserito nella legge 33 del 2018, temi certamente a noi molto cari.
Il lavoro che è stato fatto in Commissione è stato grande perché si è data a questa norma una visione sistemica e connessa anche con tutti gli altri contratti e accordi agroalimentari d’area che ci sono nei bacini idrografici, si è guardato non soltanto al corso d’acqua, ma al bacino intero e a tutte quelle politiche che sono state attivate negli scorsi anni per sensibilizzare tutto il sistema agroalimentare alla tutela delle acque, in particolare per i nitrati. Questo potrà essere per i bacini idrografici, guardando al territorio in maniera più complessa, un’opportunità per evitare che le plastiche arrivino in mare dalle aree interne, quindi, il Partito Democratico continua ad avere una visione sistemica e un approccio nei confronti dell’ambiente che era già stato espresso con la legge n. 33/2018 e che reitera con l’approvazione di queste modifiche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Mi unisco al coro generale dei ringraziamenti nei confronti delle Consigliere Ruggeri e Lupini che hanno attivato la proposta con un loro testo che poi è stato integrato e supportato dall’intero Consiglio.
I Consiglieri del mio gruppo, che hanno parlato prima, Borroni e Assenti, hanno già detto nel merito, io mi sento di fare alcune considerazioni finali nella logica di votare favorevolmente il testo.
La prima è che la plastica è stata una grande risorsa del ‘900, sembrava il materiale più idoneo ad affrontare i problemi dei nostri oggetti quotidiani, della casa, e della distribuzione, del commercio, degli alimenti e non solo, ma alla fine si è rivelata un problema la gestione del suo smaltimento, del suo recupero, con i tempi lunghissimi di deterioramento della sostanza, che dura anni e anni, alcuni dicono centinaia di anni.
E’ stato un problema soprattutto l’abbandono di questo tipo di rifiuto nei fiumi, che poi lo portano in mare, ma anche l’abbandono direttamente sulle coste, sulle spiagge, anche dai mezzi nautici. E’ stato rilevato che i mezzi nautici di qualsiasi dimensione, sia quelli da diporto che le grandi navi, abbandonano quantità incredibili di plastica che è estremamente nociva sia per la fauna che per la flora marina e per l’ecosistema nel suo insieme.
C’è oggettivamente da parte di tutto il mondo scientifico, di tutte le istituzioni, una riflessione sul problema della plastica, gli organismi internazionali si sono dati dei limiti per la produzione, sempre di più si va verso sistemi di imballaggio e di distribuzione che non utilizzano derivati della plastica o sostanze plastiche in generale, è una sensibilità che non c’era nel ‘900, ma che ormai emerge fortemente nel secolo in cui ci troviamo a vivere.
Non solo non ci tiriamo indietro nella proposta che è stata portata in Commissione, anzi, ne siamo convinti sostenitori, probabilmente in itinere dovremo anche dare nuove norme, nuovi contributi che però sono di indirizzo degli organismi internazionali e sovranazionali come la Comunità europea, ma sono anche nella logica degli Stati e delle Regioni perché la terra, il nostro territorio, il luogo in cui viviamo è di tutti, ci dobbiamo fare i conti tutti, ci dobbiamo fare i conti noi oggi, ma soprattutto le generazioni che verranno.
Con questo convincimento voteremo convinti il testo che ci è stato sottoposto.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 15. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)


Nomine
Elezione del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS)
(articolo 9, commi 1, lettera a), 2 e 4, lettera a), legge regionale 20 febbraio 2017, n. 4 - articolo 4, commi 2 e 3, legge regionale 5 gennaio 2021, n. 1) - Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’elezione del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS). Voto limitato a uno.
Ricordo che nella medesima seduta l'Assemblea legislativa regionale elegge i quattro componenti del Consiglio di amministrazione dell'ERDIS, di cui uno con funzioni di Presidente e uno con funzioni di Vice Presidente espressione delle minoranze, in modo da garantire comunque la rappresentanza delle quattro Università marchigiane.
Ricordo poi che all'elezione si procede con tre votazioni separate secondo il seguente ordine:
1. elezione del Presidente e del Vice Presidente;
2. elezione del primo componente;
3. elezione del secondo componente.
Ricordo inoltre che ciascun Consigliere può votare un solo nome, che risulta eletto Presidente il candidato che ha ottenuto voti pari ai tre quinti dei votanti e che risulta eletto Vice Presidente il candidato che ha ottenuto il successivo maggior numero di voti e che è stato proposto in rappresentanza di una Università differente da quella per cui è stato proposto colui che risulta eletto Presidente.
Comunico che l’Assemblea legislativa nel votare prende atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità e di inconferibilità dei candidati.
Indìco la votazione a scrutinio segreto, in modalità telematica.
Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Presidente, mi scusi, sto guardando la votazione e vedo che di fianco ai nomi c’è scritto Presidente o Vice Presidente, ma è stato già deciso prima di votare? Posso capire che c’è un conteggio fatto precedentemente, quindi questo sarà, però democrazia vuole che venga nominato Presidente chi ha preso più voti e prima del voto non si possa sapere, presumo.

PRESIDENTE. La candidatura a cui lei fa riferimento è stata presentata solo come Presidente. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Per specificare, il sistema di votazione è stato pensato dagli uffici in precedenza; vorrei dire alla Consigliera Casini che alcuni sono candidati per essere eletti come Presidenti ed altri come Vicepresidenti, sono quelli candidati dai Rettori, invece per quelli candidati dai Consiglieri ci deve essere l’indicazione “Presidente” o “Vicepresidente”.

PRESIDENTE. Vi confermo che i nomi che sono in votazione hanno superato la griglia ed hanno le condizioni di rispetto della norma.
Ciascuno deve dare il proprio voto, deve votare secondo quello che ritiene il candidato migliore per la carica di Presidente e Vicepresidente, qui la votazione è duplice. Con la prima votazione noi eleggiamo il Presidente e il Vicepresidente.
Il Presidente deve avere una maggioranza qualificata, tre quindi dei votanti, il Vicepresidente è quello che ottiene il maggior numero di voti dopo quelli presi da chi viene eletto Presidente e deve appartenere ad una Università diversa da quella di chi viene eletto Presidente.

Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 29
Schede bianche n. 2
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 27.

Hanno ricevuto voti:
Maura Magrini n.19,
Andrea Spaterna n. 8.

Proclamo eletti Presidente e Vice Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS) Maura Magrini (Università di Urbino) e Andrea Spaterna (Università di Camerino).

Elezione del primo Componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS)
(articolo 9, commi 1, lettera a), 2 e 4, lettera b), legge regionale 20 febbraio 2017, n. 4 - articolo 4, commi 2 e 3, legge regionale 5 gennaio 2021, n. 1) - Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’elezione del primo Componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS). Voto limitato a uno.
Ricordo che ciascun Consigliere può votare un solo nome e che risulta eletto il candidato che ha ricevuto il maggior numero di voti e che è stato proposto in rappresentanza di una Università differente da quella per cui sono stati proposti i neoeletti Presidente e Vice Presidente. Per questo motivo nella scheda non sono riportati i nominativi dei candidati proposti in rappresentanza delle Università di Urbino e di Camerino.
Ricordo inoltre che l’Assemblea legislativa nel votare prende atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità e di inconferibilità dei candidati.
Indìco la votazione a scrutinio segreto, in modalità telematica.
Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Mi sono confuso con questa votazione, noi dobbiamo esprimere un componente solo, ma qui mettono due nomi per due Università.

PRESIDENTE. Le spiego, nella prima votazione abbiamo votato il Presidente ed il Vice Presidente insieme, la seconda votazione riguarda il primo componente del Consiglio di amministrazione dell’ERDIS e si escludono i due già eletti ed i candidati devono riferirsi alle Università i cui rappresentanti non sono già stati eletti, quindi escludiamo l’Università di Urbino, a cui si riferisce la Presidente eletta, e l’Università di Camerino, a cui si riferisce il Vicepresidente eletto, rimangono i candidati delle Università di Ancona e di Macerata. Ogni Consigliere esprime un voto per un componente, l’ultima votazione riguarderà i candidati relativi all’Università ancora non esclusa. Va bene?

Carlo CICCIOLI. Perfetto.

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 26
Schede bianche n. 9
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 17.

Ha ricevuto voti:
Alberto Manelli n. 17.

Proclamo eletto primo componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS) Alberto Manelli (Università di Ancona).

Elezione del secondo componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS)
articolo 9, commi 1, lettera a),; 2 e 4, lettera c), legge regionale 20 febbraio 2017, n. 4 - articolo 4, commi 2 e 3, legge regionale 5 gennaio 2021, n. 1) - Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’elezione del secondo componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS). Voto limitato a uno.
Ricordo che ciascun Consigliere può votare un solo nome e che risulta eletto il candidato che ha ricevuto il maggior numero di voti e che è stato proposto in rappresentanza di una Università differente da quella per cui sono stati proposti i neoeletti Presidente, Vice Presidente e primo componente.
Per questo motivo nella scheda non sono riportati i nominativi dei candidati proposti in rappresentanza delle Università di Urbino, Camerino e Ancona.
Ricordo inoltre che l’Assemblea legislativa nel votare, prende atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità e di inconferibilità dei candidati.
Indìco la votazione a scrutinio segreto, in modalità telematica.

Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 27
Schede bianche n. 9
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 18.

Ha ricevuto voti:
Stefano Villamena n. 18.

Proclamo eletto secondo Componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ERDIS) Stefano Villamena (Università di Macerata).

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Passiamo al prossimo punto all’ordine del giorno, prima però vi comunico che alle ore 12,00 l’Assessore Saltamartini ha dovuto lasciare l’Aula del Consiglio perché impegnato nella Conferenza Stato-Regioni per l’emergenza Coronavirus, quindi, andiamo avanti con gli atti ispettivi a cui devono rispondere gli altri Assessori presenti, nella speranza che prima che il Consiglio si concluda abbia termine la Conferenza Stato-Regioni e che l’Assessore rientri in Aula, altrimenti rimandiamo gli atti alla prossima seduta del Consiglio regionale.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Quando un Assessore si deve assentare per motivi istituzionali, ci può stare, può lasciare la risposta agli altri Assessori sennò rischiamo, se un Assessore è assente per diversi Consigli, ad attendere la risposta per settimane, in più oggi ci sono anche delle interrogazioni a risposta immediata, quindi, l’Assessore poteva lasciare, come è sempre avvenuto, la risposta agli Assessori presenti.

PRESIDENTE. Grazie Consigliere, farò tesoro di questa indicazione e la rappresenterò ai componenti della Giunta.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Come ho già anticipato alla Conferenza dei capigruppo chiediamo il rinvio delle interrogazioni nn. 66, 73, 76 e dell’interpellanza n. 4, faccio un’unica dichiarazione, poi le voteremo per parti separate.

PRESIDENTE. Le interrogazioni nn. 66, 73 e 76 sono rinviate per l’assenza del Consigliere Carancini. E’ momentaneamente sospesa l’interrogazione n. 75 della Consigliera Ruggeri alla quale deve rispondere l’Assessore Saltamartini. Visto il rinvio di queste interrogazioni passiamo all’interrogazione n. 80.

Interrogazione n. 80
ad iniziativa delle Consigliere Lupini, Ruggeri
“L.R. n. 13 del 17 giugno 2013, Consorzio di Bonifica delle Marche – Segnalazioni in merito alle elezioni di rinnovo degli organi consortili”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 80 delle Consigliere Lupini, Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Carloni.

Mirco CARLONI. Ringrazio le Consigliere Lupini e Ruggeri per questa interrogazione che chiede, alla luce del giudizio pendente davanti al Tar, se intendiamo procedere ad una puntuale verifica, sulla scorta delle numerose segnalazioni pervenute dai consorziati, del rispetto da parte del Consorzio di Bonifica delle Marche della normativa regionale.
Leggo quanto gli uffici hanno preparato perché è una cosa estremamente tecnica, quindi, è necessario che io legga esattamente l’illustrazione.
Il Consorzio di Bonifica delle Marche è ente pubblico economico di natura associativa dotato di una sua autonomia statutaria, funzionale e contabile regolato dalla legge regionale n. 13/2013 s.m. i., istituito con deliberazione di Giunta regionale n. 1715 del 16 dicembre 2013, il cui vigente statuto è stato approvato con delibera di Giunta regionale n. 813 dell’1 luglio 2019.
L'ultimo procedimento elettorale, a cui fa riferimento l'interrogazione, è stato avviato con deliberazione dell'Assemblea del Consorzio n. 15 del 30 settembre 2019, ai fini del rinnovo degli organi consortili nominati con decreto del Presidente della Regione n. 162 del 30 giugno 2015, fino a quel momento era stata fatta soltanto una nomina, quindi è stata la prima volta che si procedeva con una elezione dei vertici.
La procedura comprende una prima fase preelettorale in cui si individuano gli aventi diritto al voto fra coloro che sono in regola con il pagamento dei contributi consortili e si forma un elenco provvisorio soggetto a reclami da presentarsi al Consiglio di Amministrazione del Consorzio ai sensi dell'articolo 11 dello Statuto.
Esaminati i reclami il Consiglio di Amministrazione consortile approva l'elenco definitivo dei candidati.
Conseguentemente il Presidente del Consiglio di Amministrazione indice le elezioni e costituisce i seggi elettorali.
Indette le elezioni, coloro che sono inseriti nell'elenco definitivo possono presentare liste di candidati sottoscritte da almeno 50 aventi diritto.
Segue l'esame della regolarità delle liste con l'individuazione delle liste ammesse e di quelle escluse. Il Presidente convoca, in base alla legge, i rappresentanti delle liste ammesse per verificare la possibilità di raggiungere l'accordo per la formazione di una lista unitaria (approvata nel caso in esame con deliberazione consortile n. 468 del 20 febbraio 2020), in caso di mancato accordo si procede con le operazioni di voto.
La Regione ha competenza solo per valutare la regolarità delle operazioni successive all'indizione delle elezioni ai sensi articolo 13 dello Statuto – legge regionale 13/2013 articolo 9 - con esame dei reclami da parte della Giunta regionale.
Con ricorso RG n. 293/2020 proposto di fronte al Tar delle Marche nel mese di luglio 2020 è stato chiesto l'annullamento, previa concessione della misura cautelare, della delibera di Giunta regionale n. 486 del 27 aprile 2020 relativa alla valutazione della regolarità delle operazioni successive all'indizione delle elezioni, nonché relativa all'esame dei reclami; con il medesimo gravame è stato chiesto, altresì, l'annullamento del decreto consortile n. 204/2020 relativo alla proclamazione degli eletti nelle Assemblee dei Comprensori.
All'udienza del 20 settembre 2020 i ricorrenti hanno rinunciato alla istanza cautelare e l’udienza di merito è fissata per il 10 marzo 2021, quindi la prossima settimana.
In considerazione della pendenza del giudizio e della evidente prossimità della data di discussione nel merito del citato ricorso n. RG 293/2020, in via prudenziale, si ritiene corretto attendere la imminente decisione dell'autorità giudiziaria al cui rispetto questa amministrazione dovrà e vorrà attenersi, restando impregiudicata ogni valutazione in ordine ai presupposti per proporre l’eventuale appello.
In merito alle attività di vigilanza, la legge regionale 17 giugno 2013, n. 13, stabilisce all'articolo 15, comma 2, che la Regione esercita la vigilanza sul Consorzio di Bonifica delle Marche ai sensi della legge regionale n. 13 del 18 maggio 2004.
Il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale n. 13/2004 prevede che "La Giunta egionale, su proposta del Direttore del dipartimento competente nella materia in cui opera l'ente, entro trenta giorni dall'invio degli atti di cui al comma 1, può chiedere il riesame dei bilanci, degli statuti e dei regolamenti, nonché degli atti di variazione delle piante organiche e di assunzione di personale non conformi agli indirizzi della Regione o agli obiettivi della programmazione regionale, ovvero contrastanti con gli interessi della Regione. L'ente è tenuto a conformarsi alla richiesta ovvero motivare le ragioni del diniego nei successivi dieci giorni".
Il successivo comma 6 prevede che gli organi di amministrazione (degli enti vigilati) possono essere sciolti o rimossi dalla Giunta regionale, previa diffida, in caso di verifica dell'inefficacia, dell'inefficienza e della non economicità dell'azione amministrativa, ovvero per gravi violazioni di legge o di regolamento.
Inoltre con delibera di Giunta regionale n. 621/2004 sono stati approvati gli indirizzi relativi all'applicazione della legge regionale 13/2004 di cui sopra ed in merito alla vigilanza, di cui all'articolo 5 della legge regionale 13/2004, la delibera interviene sottolineando che l'invio degli atti “non ha lo scopo di verificarne la legittimità, quanto quello di consentire alla regione di avere una visione completa dell'attività di enti che, in quanto operanti in materie di sua competenza, perseguono i suoi stessi fini”.
La vigilanza sul Consorzio ai sensi della legge regionale n. 13/2004 è affidata alla P.F. Interventi nel settore forestale e dell'irrigazione di Ancona, che svolge istituzionalmente e in via ordinaria tale compito nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge.
Quindi quando questo servizio solleva alla Giunta un caso di violazione la Giunta può attivare le tre azioni amministrative che le ho detto prima, però deve essere il servizio a rilevare l’irregolarità.
Ciò premesso, anche in considerazione dell'esperienza accumulata a partire dall'adozione della legge regionale n. 13/2013 di riordino degli interventi in materia di bonifica e di costituzione del Consorzio di Bonifica delle Marche, è intendimento dell'attuale Amministrazione intervenire non solo attraverso la formulazione di indirizzi organizzativi e di programmazione ma anche attraverso controlli più stringenti in attesa di una riforma del sistema volta a prevedere una gestione più semplificata e più trasparente del Consorzio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore per la risposta, convengo che essendo una questione molto tecnica sarebbe utile per noi, per poter poi valutare e riflettere attentamente sulla questione e su eventuali altre azioni da intraprendere, i avere quanto scritto dagli uffici. Grazie.

Interrogazione n. 85
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Casini, Vitri, Carancini, Biancani, Cesetti, Mastrovincenzo
“Convocazione del Tavolo regionale per le statistiche di genere”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 85 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Casini, Vitri, Carancini, Biancani, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Latini.

Giorgia LATINI. Grazie, Presidente. Intanto rispondo subito che è volontà di questo Assessorato riunire il Tavolo per le statistiche di genere, perché è molto importante ed è stato istituito nel 2019 con funzioni di monitoraggio, ricognizione, raccolta, analisi ed elaborazioni dati per la promozione della cultura delle pari opportunità, il superamento di ogni discriminazione, il contrasto a ogni forma di violenza e per incrementare la partecipazione delle donne alla vita politica, sociale ed economica.
Le sedute del Tavolo si sono svolte fino a maggio 2020 per diffondere i dati legati all'emergenza sanitaria, con un focus, e realizzare un confronto preventivo su alcuni interventi del Fondo sociale europeo finalizzati alle pari opportunità.
Non è stato ancora riunito perché siamo impegnati sul fronte del rinnovo di alcuni organismi e dei Tavoli di supporto all’attività di competenza.
Si stanno realizzando alcuni passaggi fondamentali per il riavvio dei lavori del Tavolo: da un lato dobbiamo rinnovare l'incarico della Consigliera di pari opportunità, dall'altro si stanno verificando forme di collaborazione interservizi (tra la PF Promozione e sostegno alle politiche attive del lavoro e aree di crisi e la PF Performance e sistema statistico), volte proprio a garantire una produzione di informazioni relative al mondo del lavoro, efficiente ed efficace, evitando duplicazioni e/o sovrapposizioni, integrando competenze e basi informative disponibili.
Confermo l'importanza del Tavolo come sede di confronto e osservatorio di genere, esso verrà convocato una volta conclusi i predetti adempimenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie all’Assessore Latini per la sua risposta. Mi fa piacere apprendere che verrà convocato il Tavolo per le statistiche di genere, un osservatorio di cui voglio qui rimarcare l’importanza nell’elaborazione di qualsiasi tipo di proposta operativa e concreta per sostenere l’occupazione femminile, che è emerso, specie negli ultimi mesi, come il più grande tema del presente e del futuro prossimo, non solo della nostra regione, ma anche del Paese.
Tuttavia, non posso ritenermi soddisfatta in quanto è evidente che è solo per la sollecitazione proveniente da questa interrogazione che è stata depositata, voglio ricordarlo, il 2 febbraio, precisamente 1 mese fa, quindi, c’era dunque tutto il tempo per convocarlo nel mese di febbraio, se il Tavolo viene convocato. Lo voglio dire con nettezza: è troppo tardi, la risposta che ha dato l’Assessore poteva darla due mesi dopo l’insediamento, non certo dopo quasi sei mesi dall’inizio della legislatura.
Nel testo dell’interrogazione il gruppo del Partito Democratico ricordava il noto adagio di Luigi Einaudi, che fu Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955, il quale soleva porre come principio ineludibile per i decisori politici “conoscere per deliberare”. In altri termini, per attivare politiche pubbliche efficaci è indispensabile avere prima i dati, il quadro della situazione, solo una volta acquisita notizia di come stanno le cose, è possibile elaborare proposte, riforme, azioni di qualsiasi genere, questo è anche il senso dell’attivazione del Tavolo.
La convocazione è solo il primissimo passo, uno step iniziale a cui dovranno seguire tante altre elaborazioni prima di presentare e approvare qualsiasi atto, ma sono passati già sei mesi dall’insediamento di questa Giunta e ancora siamo alla ricognizione dei dati. E non basta, il report dell’Osservatorio regionale sul lavoro sula situazione dell’occupazione femminile – a meno che non si voglia sposare in pieno la tesi del capo politico della maggioranza e Capogruppo di Fratelli d’Italia Consigliere Ciccioli, secondo cui la madre accudisce e dunque non lavora - merita un approfondimento a parte con i sindacati, con le associazioni di categoria, con i portatori di interesse. Da tempo è già emergenza e solo oggi inizia a muoversi il barlume di una convocazione che smuove l’inerzia.
Per il momento è decisamente troppo poco, spero di potermi ricredere in futuro, a parte alcuni sfrondoni come la Consigliera di pari opportunità che sarebbe di parità, che non fa parte nemmeno del Tavolo, insomma muovetemi e in fretta.

Interrogazione n. 83
ad iniziativa della Consigliera Vitri
“Riattivazione linea ferroviaria Fano-Urbino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 83 della Consigliera Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Grazie per la gentilezza nell’aver posticipato l’interrogazione della Consigliera Vitri, relativa alla “Riattivazione della linea ferroviaria Fano-Urbino, con la quale la Consigliera chiede al Presidente e alla Giunta regionale se intende valutare di completare la tratta ferroviaria Fano-Urbino con il suo prolungamento ad anello da Urbino, Vallefoglia fino a Pesaro, con l’utilizzo delle risorse messe in campo dal Recovery Fund che potrebbero essere impiegate al riguardo, come esplicitamente previsto nel PNRR alla Missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, prima componente. Si rappresenta quanto segue.
La Giunta regionale a partire dalla classificazione ad uso turistico della tratta Fano-Urbino ai sensi della legge 128/2017 ha sollecitato fin da subito la predisposizione dello studio di fattibilità per valutare la fattibilità tecnica ed economica della riapertura della medesima, tanto che nel 2020 ha chiesto al Ministero - Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie e per conoscenza a RFI SpA e a Fondazione FS italiane se all’interno dei 168,71 milioni di euro, stanziati per il ripristino di dette tratte, vi fosse una somma destinata alla tratta Fano-Urbino necessaria per l’avvio della progettazione di fattibilità e per il ripristino delle condizioni di circolarità per i servizi turistici, e nel caso di conoscere l’ammontare delle risorse.
In data 7 aprile 2020 RFI ha precisato che la legge 128 del 2017 prevede che gli interventi di ripristino della tratta ferroviaria siano realizzabili se finanziati nell’ambito del contratto di programma investimenti tra RFI ed il Ministero delle infrastrutture.
Nello specifico l’idea progettuale relativa alla riattivazione della linea ferroviaria in oggetto ai fini turistici è stata inserita nello schema di aggiornamento 2018/2019 del contratto di programma investimenti 2017/2021, il cui iter approvativo è ancora in corso.
In particolare è stata inserita una specifica esigenza di investimento all’interno del programma P214 “Valorizzazione turistica delle ferrovie minori” con le risorse necessarie a sviluppare uno studio di prefattibilità dell’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria al ripristino per uso turistico, risorse la cui operatività è condizionata dalla conclusione del citato iter approvativo dell’aggiornamento contrattuale.
L’amministrazione regionale oltre ad aver chiesto all’interno del PNRR che la tratta Fano-Urbino venga completamente riattivata si è impegnata affinché la medesima possa essere utilizzata anche ai fini di trasporto pubblico.
Alla luce di nuovi possibili finanziamenti la Regione potrà valutare l’ipotesi di completare l’anello ferroviario che attualmente termina ad Urbino con la tratta Urbino-Morciola-Montecchio-Pesaro e Civitanova-Fabriano-Pergola-Fermignano.
Lo scorso 3 febbraio a Roma il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore alle infrastrutture hanno avuto un incontro con l’amministratore delegato di RFI in tale sede RFI si è impegnata alla predisposizione del progetto di fattibilità relativamente alla riattivazione del tratto ferroviario Fano-Urbino oltre che ad attivare un’utile collaborazione con l’amministratore regionale per sviluppare lo studio di fattibilità della tratta Fabriano-Pergola-Fermignano che si innesta sulla tratta Fano-Urbino.
In merito al collegamento tra i due co-capoluoghi, Pesaro e Urbino, recentemente è stato attivato un link, collegamento treno bus, che consente agli utenti che utilizzano il treno regionale o a lunga percorrenza di raggiungere Pesaro con il treno e da qui a Urbino con bus dedicato ed in coincidenza.
Al momento risulta strategico anche per la Valle del Foglia il coinvolgimento delle società di trasporto pubblico locale per individuare una serie di soluzioni che va ad aggiungersi al treno tradizionale e che passando per il bus rapid transit prende in considerazione anche la cosiddetta metropolitana di superficie.
Il piano nazionale di ripresa e resilienza ed in particolare la missione 3, più concentrata sul potenziamento infrastrutturale per la mobilità, e la missione 2, con la sua componente dedicata alle energie rinnovabili ed alla mobilità sostenibile, compreso il trasporto rapido di massa, sono le opportunità che vorremmo cogliere per la richiamata visione di insieme in attesa ovviamente delle decisioni del Governo in materia che, in questo momento, per la crisi e per l’insediamento del nuovo esecutivo, tardano ad arrivare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore per la risposta che in parte era già stata anticipata nei giorni scorsi attraverso la stampa, Io ho presentato l’interrogazione più di un mese fa ed ho già avuto parte di questa risposta dai media.
La ringrazio perché mi fa piacere sapere che c’è l’intenzione di andare avanti e di accogliere questa proposta, d’altra parte sono anche in parte delusa perché non ho capito esattamente quali saranno le risorse messe in campo, quali saranno le risorse previste, visto che si parla di Recovery Plan. Si dovrebbero aver già valutato quali potrebbero essere le risorse almeno per lo studio di fattibilità.
Ad ogni modo spero che questo sia un inizio e che si possa andare avanti nei tempi più celeri possibili. Grazie.

Interrogazione n. 98
ad iniziativa dei Consiglieri Biondi, Bilò, Ciccioli, Ausili
“Adozione del Piano d'ambito per la gestione dei rifiuti dell'ATO 2 Ancona ai sensi della L.R. 24/2009 e s.m.i. e del vigente Piano regionale gestione rifiuti”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 98 dei Consiglieri Biondi, Bilò, Ciccioli, Ausili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa interrogazione è tempestiva perché quella dell’Ambito di Ancona è stata una votazione indubbiamente affrettata, uso questo termine molto serenamente, non so se dovuta al fatto che in quelle ore la Regione come Assessorato stava ragionando di convocare le Ata che non avevano portato avanti i Piani dei rifiuti. Ero stato sollecitato anche in questa Aula in quelle ore e in quei giorni dalla Consigliera Ruggeri con delle interrogazioni legate a questo tema. Se non che proprio in quelle ore, ripeto, è giunta una nota dell’Ambito della provincia di Ancona, è arrivata il 28 dicembre, che comunicava l’adozione del Piano d’ambito avvenuta il 22 dicembre 2020.
Noi abbiamo fatto qualche verifica e abbiamo chiesto una relazione all’Ata, la quale ha evidenziato che effettivamente aveva votato, ma si è subito evinto che la votazione sul Piano d’ambito non aveva tutti i requisiti per poter essere validata, in particolar modo mancava l’approvazione del rapporto ambientale, propedeutico alla sua approvazione.
Su questo siamo rimasti e non abbiamo fatto neanche una nostra nota scritta, e con questo vado al secondo punto nel quale mi chiedete se ero a conoscenza della votazione del Piano d’ambito privo del rapporto ambientale e quali iniziative si intendono intraprendere.
Il punto è questo, volevo arrivare proprio qui, sulle iniziative. Di fatto noi non abbiamo comunicato nulla per iscritto perché loro sanno che la votazione non è valida, questo chiaramente glielo abbiamo detto. Nel momento in cui ci chiederanno di procedere a Vas sarà necessario un Piano operativo di quel genere e lì dovremmo intervenire come Regione. Se ci presentassero questa richiesta noi dovremmo dirgli che non siamo in grado di proseguire perché manca, come ho detto prima, il rapporto ambientale, ma questo loro non ce lo hanno chiesto consapevoli del fatto di non avere avuto una approvazione legittima e legittimata. Noi non abbiamo fatto nessun atto, caso mai lo faremo qualora loro volessero seguire questa strada. Di fatto oggi non c’è nessun atto da parte dell’Ata verso la Regione Marche, non c’è una richiesta di procedere a Vas, così come prevede la procedura. Se questa richiesta dovesse arrivare noi daremo un diniego perché non ci sono le condizioni ed a voce glielo abbiamo detto più volte, anche in una riunione con tutte le Ata presenti, in cui c’era anche l’Ata di Ancona. Abbiamo fatto presente questa cosa, quindi loro sono consapevoli di non avere adottato alcun Piano, consapevoli che se non riprenderanno il percorso di approvazione del famoso rapporto ambientale null’altro potranno produrre alla Regione Marche, qualora lo producessero gli risponderemo con un diniego perché ad oggi il Piano d’ambito della provincia di Ancona (Ata di Ancona) non è stato ancora legittimamente approvato. Questo lo possiamo dire con molta serenità, questo loro lo sanno, ripeto, non c’è una nostra nota scritta perché di fatto da parte loro nulla ci è stato comunicato se non l’approvazione di un Piano che è senza fondamenta. Se ci fosse una iniziativa che prosegue in quel percorso dovremo dirgli che non è fattibile perché manca questa approvazione.
Ad oggi la domanda è: ma l’Ambito Ata di Ancona ha approvato un proprio Piano d’ambito? No, non l’ha approvato perché ancora è in una fase di studio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore per la risposta che è stata esaustiva, precisa e puntuale e che ha permesso di fare chiarezza su un argomento importante qual è quello della adozione del Piano d’ambito per la gestione dei rifiuti nell’ambito della provincia di Ancona. Siamo consapevoli che il Piano d’ambito è uno strumento importante di programmazione territoriale delle opere necessarie per la gestione dei rifiuti.
La normativa sia nazionale che regionale richiama l’attenzione sul fatto che il Piano d’ambito deve essere adottato secondo dei criteri di efficienza, di efficacia e di economicità e anche trasparenza, così come previsto dal combinato disposto degli articoli 201 e 203 del Testo Unico sull’ambiente.
Quindi, mi fa piacere apprendere che la Regione farà rispettare la normativa e le linee guida emanate su questa materia con l’unico scopo di tutelare l’ambiente che ci circonda. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. L’assenza giustificata dell’Assessore Saltamartini, la sua presenza è necessaria al Tavolo della Conferenza Stato-Regioni avente ad oggetto l’emergenza pandemica, oggi più che mai emergenza, ci costringe a proseguire i lavori secondo l’ordine del giorno.
Prima il Consigliere Mangialardi ha chiesto il rinvio dell’interpellanza n. 4, proposta dai Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, quindi, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Anche la mozione n. 47, iscritta questa mattina al punto 5 bis dell’ordine del giorno ed abbinata all’interrogazione n. 62, deve essere momentaneamente sospesa fino al termine del Consiglio, se per quell’ora l’Assessore Saltamartini non sarà presente dobbiamo rinviarla ad una nuova seduta di Consiglio regionale.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVICENZO. Non ho capito, Presidente, lei parla del rinvio delle mozioni per l’assenza dell’Assessore?

PRESIDENTE. No, ho detto una cosa diversa. All’inizio dei lavori abbiamo votato l’iscrizione della mozione n. 47 dei Consiglieri Baiocchi, Cancellieri, Rossi, Marcozzi, concernente: “Interventi per il ripristino del Dipartimento materno-infantile presso il Presidio ospedaliero San Salvatore di Pesaro”, abbinata all’interrogazione n. 62 dei Consiglieri Biancani, Vitri avente lo stesso oggetto, non essendo presente l’Assessore competente proseguiamo con l’ordine del giorno nella speranza che prima che si concluda la seduta l’Assessore abbia terminato la Conferenza Stato-Regioni, a cui è presente da remoto, in altro locale della Giunta regionale, e si possano trattare, dopo la presentazione dei proponenti, la mozione e l’interrogazione, qualora questo non avvenga alla fine della seduta del Consiglio regionale, trarremo le conseguenze per disporre gli opportuni provvedimenti.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Una questione procedurale, penso che la mozione n. 39 possa essere discussa, c’è un impegno verso il Presidente che può assumere questa Assise, che non comporta la necessaria interlocuzione con l’Assessore.
Mi permetto solo per alleggerire i lavori e consentire, anche in funzione delle assenze del Presidente, del Vicepresidente, dell’Assessore, di poter proseguire i lavori e oggettivamente non rinviare ulteriormente gli atti che sono iscritti all’ordine del giorno che andrebbero a caricare il prossimo Consiglio diventando, come già accaduto, desueti per motivi tempistici. Grazie.

PRESIDENTE. C’è questo articolo che mi lascia perplesso, la proposta ovviamente dal punto di vista della logica è confacente e quindi accettabile.
L’articolo 142 prevede che dopo l’esposizione dei proponenti della mozione c’è l’intervento della Giunta, saltare questo passaggio, anche volendo, di natura procedurale o di natura solo formalistica, non formale, impone di non tenere conto del rispetto di questa parte della norma, per cui non credo che ci sia la possibilità di derogare perché l’indirizzo della Giunta, essendo l’organo esecutivo, impone una valutazione da parte di tutta l’Assemblea, altrimenti nel predisporre questo articolo i legiferanti non avrebbero messo la parte finale, che è quella relativa a quanto appena detto, ma si sarebbero fermati “all’esame in Assemblea delle proposte di mozione si apre con la discussione, la quale inizia con l’illustrazione da parte di uno dei proponenti e con l’intervento della Giunta”. Se non fosse necessaria la presenza della Giunta saremo nella situazione di non avere questa frase finale che dice esattamente qual è l’indirizzo di chi in questo fatto contestuale storico ha la guida dell’amministrazione della regione Marche.
Non essendoci l’Assessore competente, trattandosi specificamente di un indirizzo sull’obbligo vaccinale, non è un tema che riguarda in senso generale il servizio sanitario nazionale, ma un punto specifico che, come tutti noi sappiamo, è oggi non solo dirimente, ma di una importanza estrema perché tocca una materia che riguarda sia la Costituzione, l’articolo 42, che la legislazione che c’è in questo momento nel campo delle terapie ritenute obbligatorie dal punto di vista della legge ordinaria nazionale. Per quanto mi riguarda non posso accettare l’invito di porre in esame la mozione in assenza dell’Assessore competente.
Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. L’articolo lo conosciamo, il problema è la Giunta, nel senso che nella scorsa consigliatura, ma anche nella precedente, il Presidente rispondeva, ma se era assente, magari quando si riuniva la Conferenza della Regioni, rispondeva un Assessore, quando non c’era un Assessore rispondeva il Presidente o il Vicepresidente, c’era sempre la presenza della Giunta.
Ci sono tre Assessori presenti, credo che sarebbe opportuno da oggi in poi che qualora l’Assessore o il Presidente si dovesse allontanare - in realtà le interrogazioni sono tutte dirette al Presidente - decida chi deve rispondere e quando. Così non è possibile, è vero che la Giunta non ha più la possibilità di votare perché i Consiglieri eletti nominati Assessori si dimettono dal Consiglio, ma a maggior ragione è necessario che ci sia una presenza effettiva, sennò non ha senso la presenza della Giunta, obiettivamente, se non è capace di dare risposte.
L’articolo non dice l’Assessore competente, ma la Giunta.

PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione sul discorso della presenza della Giunta, richiamo, però, come ho detto nella parte finale del mio intervento, che il tema posto dalla mozione sull’obbligo vaccinale è di una cogenza e di una eccezionalità che si inserisce appieno nell’emergenza. Non si parla come in altre mozioni di una questione di carenze o di proposte, ma di una scelta e non credo che non possa essere presente l’Assessore alla sanità.
Non voglio rinviarla per rinviarla, voglio dire che non faremo una buona azione in merito all’esame della proposta se non ci fosse la presenza dell’Assessore competente perché su questa tematica, in questo momento storico, la situazione muta e tutte le leggi e le norme devono essere calate nel tempo in cui vengono applicate. Adesso non abbiamo una situazione normale come lo era in precedenza, a cui lei giustamente ha fatto riferimento.
Tenendo conto anche di quanto detto nel precedente intervento dal Consigliere Biancani, sarà mia cura chiedere ai componenti della Giunta e al suo Presidente di far si che ci siano sempre le risposte o comunque la posizione della Giunta agli atti ispettivi ed alle mozioni, indipendentemente se c’è l’Assessore che segue direttamente la materia. Però il tema dell’obbligo vaccinale apre una scelta e indubbiamente non può non essere presente l’Assessore competente, quindi, vi chiedo di interpretarla in senso positivo, non nel senso di non voler fare la mozione perché non è presente l’Assessore Saltamartini.
Tengo conto giustamente delle vostre valutazioni e richiami legittimi ed anche apprezzabili in senso di proposizione ed anche della situazione precedente, del fatto storico, della prassi che sulla base delle norme, sull’applicazione delle norme e del regolamento è sempre avanti, la vorrei però calare in questa situazione contingente che vede oggi alcuni componenti della Giunta avere un incontro con gli altri rappresentanti delle Regioni e dello Stato per questa situazione davvero emergenziale, come voi e noi tutti ben sappiamo.
Passerei, perlomeno in questa fase che stiamo vivendo, alla mozione n. 40.

Mozione n. 40
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Cesetti
“Realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano e ammendante di qualità da FORSU nel Comune di Force (AP), loc. San Salvatore - Soc. proponente 4R s.r.l.”

Mozione n. 44
ad iniziativa dei Consiglieri Antonini, Putzu, Marcozzi, Rossi, Assenti, Marinangeli
“Autorizzazione della realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano e ammendante di qualità da FORSU nel Comune di Force in Provincia di Ascoli Piceno in località San Salvatore”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 40 dei Consiglieri Casini, Cesetti e la mozione n. 44 dei Consiglieri Antonini, Putzu, Marcozzi, Rossi, Assenti, Marinangeli, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 40, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Più che per esporre, magari per quello lascerò, per non sovrapporci, l’intervento alla Consigliera Casini, riservandomi qualora fosse necessario di integrare, intervengo subito perché, come ho detto prima al Consigliere Putzu e lo dico anche al Consigliere Antonini, dal mio punto di vista su questa mozione ci sono tutte le condizioni per addivenire ad una risoluzione unitaria sulla scia di quello che abbiamo fatto l’altra volta, ad esempio, sulle forze di polizia, e prendo spunto da quanto giustamente affermato nella mozione dei Consiglieri di maggioranza, laddove si dice che il procedimento è un percorso di carattere tecnico e amministrativo che compete alle strutture tecniche coinvolte a vario titolo, perché è questo il punto. E’ vero che la questione è anche politica, ma dal mio punto di vista è soprattutto tecnica, nel senso che la competenza al rilascio dei pareri, delle autorizzazioni e via dicendo è delle strutture tecniche. Ad esempio, il provvedimento autorizzativo unico regionale è di competenza della Provincia di Ascoli Piceno, ma ci sono altri pareri altrettanto importanti, che sono propedeutici senza i quali quel parere non può essere emesso, che sono di competenza regionale. Pensiamo al decreto che è stato emesso dalla Regione ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 387/2003 di pubblica utilità e di indifferibilità e urgenza delle opere necessarie alla realizzazione dell’impianto.
Se così è, è evidente che, lo dico dal mio punto di vista, ci sono passato tante volte come Presidente della Provincia di Fermo e il Consigliere Putzu lo sa, non possiamo gettare la croce sulle strutture tecniche che a vario titolo si occupano della vicenda, che devono operare nel rispetto del percorso delineato dalle normative, dalle leggi nazionali e dalle leggi regionali, né ci possiamo azzardare di dire loro quello che devono o non devono fare, devono operare all’interno di un percorso ben predefinito e di assoluto rispetto della legittimità degli atti. Però, è evidente che certi impianti non possono essere “insediati” al di sopra, non dico della volontà, ma del sentire dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni locali.
Nel caso di specie qual è il limite che c’è? E’ che tanti Sindaci e di associazioni non sono stati coinvolti in questi procedimenti, quindi, cosa è fondamentale innanzitutto? Disporre in primo luogo, come diciamo noi nella mozione a firma della Consigliera Casini e mia, le opportune verifiche e approfondimenti circa l’eventuale pericolosità dell’impianto biogestore della Valdaso ed anche la sua opportunità di realizzazione in base alle matrici ambientali. Su questa un ulteriore approfondimento secondo me si deve e si può fare, anche sulla base, come diciamo, delle numerose osservazioni, riserve ed eccezione avanzate dagli amministratori locali, dalle associazioni dei cittadini.
Nel contempo, come dice la mozione della maggioranza, è evidente che questo percorso deve riguardare sia le strutture in questo caso della Provincia che della Regione, quindi, questo “invito” ad una rivalutazione, ad una riconsiderazione degli atti attraverso un percorso di approfondimento partecipato, deve essere rivolto alle strutture della Regione e della Provincia di Ascoli Piceno. Credo che su questo possiamo essere tutti d’accordo, infatti noi chiediamo che si rivaluti la pericolosità dell’impianto e le matrici ambientali negli atti di competenza della Regione, mentre i colleghi di maggioranza chiedono che la Provincia di Ascoli Piceno sospenda il procedimento favorendo il coinvolgimento delle amministrazioni locali confinanti, precedentemente coinvolte. Indichiamo, se vogliamo, un identico percorso che può essere tranquillamente centrato e condiviso, magari correggendo sia alla nostra mozione che alla vostra, con qualche termine che le possa rendere ancora più simili di quello che sono.
Secondo me ci sono tutte le condizioni perché si possa addivenire ad una risoluzione unitaria, che può essere stilata adesso, magari assentandoci un attimo mentre proseguono i lavori del Consiglio, oppure si può rinviare il tutto alla prossima seduta in modo che abbiamo più tempo per confrontarci e stilare un atto unitario, che in questo caso andrebbe nell’interesse delle popolazioni e delle istituzioni coinvolte, soprattutto non sarebbe un atto contro “le strutture tecniche” della Provincia e della Regione, che non possono essere più di tanto pressate perché non fanno altro che il loro dovere all’interno di un percorso che è già delineato dalla normativa nazionale e da quella regionale. Tra l’altro in questo percorso potremmo anche coinvolgere l’Assessore competente, magari dall’alto della sua esperienza sul campo ci può anche dare una mano.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 44, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Grazie, Consiglieri. Rispondo immediatamente al Consigliere Cesetti, lo ringrazio dell’invito, sa che solitamente da questa parte c’è sempre una disponibilità nel condividere, nel trovare una sintesi laddove è possibile, laddove l’obiettivo è comune, ma anche i presupposti.
In questo caso mi dispiace, Consigliere Cesetti, ma non ci siamo perché qui il discorso è un po’ diverso. Innanzitutto, lo voglio dire chiaramente, tendenzialmente e in linea generale noi siamo favorevoli a questo tipo di impianti, siamo favorevoli laddove la tecnologia rispetta l’ambiente, quando l’evoluzione tecnologica dà delle risposte importanti e diventa una risorsa al servizio dei cittadini, non al servizio di pochi, che solitamente vedono una occasione per fare un affare, è del tutto legittimo, ma certamente non in linea con quelli che sono i doveri e le finalità di una pubblica amministrazione, che deve esclusivamente pensare al bene dei cittadini.
Il bene dei cittadini e il rispetto dell’ambiente prevedono innanzitutto un coinvolgimento di chi vive questi luoghi in cui si interviene in una certa maniera.
Da un punto di vista tecnico noi siamo assolutamente concordi con il fatto che bisogna rispettare, la Regione ha dato dei pareri tecnici, ha espresso dei pareri sulla normativa che disciplina gli impianti di produzione energetica alimentata da fonti rinnovabili, non si è espressa sull’ubicazione, né tantomeno sull’autorizzazione conclusiva che, ricordo, è a capo della Provincia di Ascoli Piceno.
Allora, andiamo un attimo a vedere i vari passaggi. In questi anni c’è stata, diciamolo in maniera molto chiara, non bisogna essere ipocriti quando si affrontano questi temi, parlo per me, ovviamente, la volontà di fare qualcosa per passare inosservati. Abbiamo un Sindaco di un Comune e un Presidente di una Provincia che hanno partecipato a varie riunioni, abbiamo tanto di verbali in cui si esprimono in maniera molto chiara. Il Sindaco di Force sottolinea l’importanza della realizzazione del progetto proposto e successivamente il Presidente della Provincia, entrambi esponenti di spicco del Partito Democratico della provincia di Ascoli Piceno, evidenzia come il progetto abbia notevoli potenzialità di sviluppo per il territorio. Queste sono importanti dichiarazioni poste a verbale da parte dei rappresentanti di due enti, uno è il Comune in cui si va a realizzare l’impianto biodigestore e l’altro è il Presidente della Provincia, i cui uffici tecnici devono rilasciare l’autorizzazione finale. Entrambi si sono espressi in una certa maniera, ma improvvisamente la questione diventa, finalmente, un problema che riguarda un po’ tutta la zona, tutta l’area perché diversi Sindaci, ora che si sta arrivando a conclusione di questo progetto, hanno detto di non essere mai stati coinvolti, come le associazioni. Non c’è stata mai una riunione, un incontro, ne esce fuori un caso politico ed improvvisamente il Presidente della Provincia e il Sindaco di Force si rivolgono alla Regione dicendo: “Noi siamo contrari, chiediamo alla Regione di aiutarci, collaboriamo su questa cosa”. Queste sono dichiarazioni uscite su tutti i giornali, non solo mai smentite, anzi risottolineate.
Ripeto, grazie a Dio esistono i verbali che ci dicono dell’improvviso cambio di rotta, che è solo politico, evidentemente speravano di passarla liscia, speravano che nessuno si accorgesse e si arrivasse alla conclusione di una autorizzazione che invece fortunatamente è stata bloccata, fermata.
Abbiamo messo uno stop che incredibilmente ha portato anche ad un cambio di posizione da parte dello stesso Partito Democratico, che presenta questa mozione, che, ripeto, non ci può vedere favorevoli perché innanzitutto è una questione politico/territoriale.
Ribadisco, noi non contestiamo il biodigestore, ci vogliono i biodigestori, i pareri tecnici che sono stati dati da un punto di vista ambientale sono giusti e sono da rispettare, l’importante è dove vengono ubicati. Qui parliamo di una zona a grande vocazione agricola, turistica, lontana da snodi stradali importanti, prima cosa, seconda cosa parliamo di un intervento che andrebbe al di sopra della reale esigenza del territorio in quanto a produzione di Forsu, di bio-organici da abbancare, da mettere in discarica, parliamo di un tonnellagio molto superiore, che significa? Significa che ad un certo punto, ma ovviamente, il privato in maniera legittima si aprirà al libero mercato e prevederà camion, produzione, trasporto di materiali che provengono da altre Regioni. Questo solamente a vantaggio economico di un privato.
Qui invece dobbiamo fare un discorso totalmente diverso, noi abbiamo bisogno di biodigestori perché attualmente portiamo fuori, non abbiamo una risposta all’attuale domanda, ma non dobbiamo andare oltre, noi dobbiamo arrivare all’autosufficienza, dobbiamo ragionare per ambito.
Dov’è il problema? E’ proprio nella Provincia che vuole scaricare alla Regione, attraverso i rappresentanti regionali, la responsabilità, ma queste Province, come ha detto bene l’Assessore Aguzzi, quando applicheranno questi benedetti Piani d’ambito con i quali finalmente si potrà circoscrivere, si potrà dare una perimetrazione, si potrà dare un’idea di quello che si deve andare a fare? Dove mancano Piani d’ambito è ovvio che poi ognuno sia è libero di muoversi come vuole e come gli pare, ma non va bene così, non va bene assolutamente!
Noi che cosa diciamo? Innanzitutto di sospendere, ed è la Provincia che lo può fare, perché, ripeto, la Regione ha dato dei pareri tecnici, quindi, è esattamente il contrario, Consigliere Cesetti, di quello che ha detto lei, noi non possiamo intervenire su pareri tecnici, non possiamo andare a chiedere all’Arpam regionale delle Marche di cambiare un parere tecnico che si basa su analisi che, io penso, nessuno di noi è in grado di andare a disconoscere o criticare, o di non dare autorizzazioni da un punto di vista tecnico.
Noi facciamo politica sul territorio, non sono stati coinvolti i Sindaci, non è stato fatto ed approvato un Piano d’ambito da parte della Provincia, la legge dice in maniera esplicita che dove mancano i Piani d’ambito eventuali impianti nuovi vengono messi in prossimità di impianti già preesistenti, dove esistono sistemi di trattamento meccanico/biologico, dove esistono altre discariche, no farli in mezzo alle campagne in una zona agricola, in una zona turistica, a 30, 40, 50 chilometri dai più importanti snodi viari della regione.
Tutti quanti ci dobbiamo mettere una mano sulla coscienza e non parlare di cose astruse e fuori dal seminato, dobbiamo andare ad individuare esattamente dov’è il problema, sospendere l’autorizzazione. Per me, Assessore, fino a che tutte le Ata non approveranno i Piani d’ambito sarebbe da sospendere qualsiasi tipo di autorizzazione, su ogni situazione del genere, ma non so se è una cosa fattibile.
Andiamo allora a chiedere alla Provincia di sospendere l’autorizzazione, riconvocare i Sindaci, parlare e condividere il progetto, dopodiché l’Assessore stimoli nuovamente le Province ad approvare questi benedetti Piani d’Ata, contestualmente andiamo a promuovere una politica di autocompostaggio che può essere domestico oppure, l’emendamento che noi abbiamo firmato proposto dal Movimento 5 Stelle, un autocompostaggio di prossimità, quindi, anche di intervento delle pubbliche amministrazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Il dibattito è indubbiamente utile e complesso, sono situazioni che tendenzialmente i territori locali sottovalutano fin quanto non arrivano i cittadini con decine di firme e i comitati. Sta succedendo la stessa cosa nella provincia di Pesaro, non è una nuova.
Dico un dibattito utile perché parliamo di una tematica e di impianti che indubbiamente sono positivi per l’economia complessiva, per l’economia circolare, cosiddetta del riuso dei rifiuti.
Una delle cose che manca fortemente nelle Marche è l’impiantistica rispetto ad una raccolta differenziata tutto sommato di buon livello, quello che manca è poter “lavorare” questi prodotti nei nostri territori, invece spesso li portiamo fuori regione. Non so bene dove si va da Ascoli Piceno, ma dalla Provincia di Pesaro si va addirittura in Veneto e in Emilia Romagna.
Detto questo, impianti utili indubbiamente, però c’è da dire anche una cosa che è fondamentale, ripresa anche nelle mozioni, la raccolta differenziata si fa a libero mercato, nel senso che ogni privato può presentare richieste di impiantistiche non tanto e solo per questo tipo di raccolta, ma anche per altre, tant’è che plastica, vetro e altro non si portano in qualche azienda pubblica, tendenzialmente si portano in ditte private che poi fanno il riciclo ed il riutilizzo.
Quindi, il pubblico deve predisporre l’impiantistica, vedi discarica, o TMB, per quel che riguarda l’indifferenziabile, quello che è differenziato è lasciato al libero mercato e il libero mercato non vuol dire che non lo può prevedere anche il pubblico attraverso i Piani d’ambito, anzi, il fatto che nelle Marche i 5 Ambiti non abbiano presentato alcun Piano finora, lascia “campo” completamente libero a qualsiasi interpretazione. Ripeto, anche se avessero presentati i Piani d’ambito il privato è comunque legittimato a presentare questo tipo di richieste, però, se ci fosse una pianificazione a monte, non si lascerebbe campo libero e magari si stimolerebbe anche il pubblico a farlo perché, ripeto, questi impianti sono si a libero mercato, ma anche il pubblico può proporli attraverso proprie consociate o altro.
In questo caso parliamo di qualcosa che è utile, ma che purtroppo nelle Marche è lasciato completamente al libero mercato per ritardi delle nostre amministrazioni, parlo ovviamente al passato, speriamo di riuscire a far meglio, in prospettiva dobbiamo lavorare in questo senso.
Cosa avviene nel caso di Force? Intanto c’è una cosa che va detta a mo’ di dibattito, non è che quello che sto dicendo io è una regola, un biodigestore tendenzialmente è bene impiantarlo dove dà il minimo fastidio possibile, soprattutto dove c’è la possibilità di riutilizzare l’energia, vicino ad un’area industriale, in un luogo in cui questa energia possa essere facilmente ricondotta e riutilizzata, non mi pare, adesso non vorrei sbagliarmi, che sia più di tanto il caso di Force, mi sembra che sia una zona tendenzialmente isolata, mentre dovrebbe anche essere vicino alle grandi vie di comunicazione perché i rifiuti verranno da molte parti della provincia, della regione, a volte anche da fuori regione e se i camion dovranno attraversare strade secondarie, centri abitati, piccole frazioni è indubbio che un minimo di fastidio lo potranno portare, se invece l’impianto fosse a ridosso di una autostrada, di una superstrada, vicino a qualche zona industriale, di facile accessibilità, sarebbe indubbiamente meglio, ma adesso non sta a me né a questo Consiglio discutere di dove dovrebbero essere ubicati gli impianti perché, ripeto, è un’iniziativa privata.
Cosa succede nel caso di Force? Legittimamente un privato ha presentato una richiesta, secondo le normative si sono riuniti nelle Conferenze di servizio gli enti interessati, quindi Comune, Provincia, Regione, poi ci torno su questo, Arpam, Asur, Sovrintendenze varie – i Tavoli in questi casi sono sempre molto ampi – ed hanno già dato pareri positiv, perché evidentemente c’erano le condizioni di norme di legge per farlo.
La Regione su questo non interviene, su dove è ubicato, di quanto è grande, di come è fatto, la Regione deve semplicemente intervenire su quella che è la produzione di energia, deve dire se l’energia prodotta da quell’impianto è legittimamente inserita nelle normative che prevedono la produzione di energia sul nostro territorio.
Quella è la fase in cui la Regione può insinuarsi, non su altro, non su dove è ubicato l’impianto, non su quanto è grande, non se va bene o no l’impatto ambientale, lo devono dire altri, non perché noi ce ne vogliamo lavar le mani, ma perché nella Conferenza dei servizi ognuno ha ovviamente il ruolo ben definito e non può uscire da quegli schemi, sarebbero atti illegittimi.
Il Piano tecnico è stato portato avanti, gli enti che oggi si dicono contrari hanno dato parere positivo, quindi il Comune e la Provincia, il punto qual è? La differenza tra le due mozioni, seppure da una prima visione potrebbe essere giudicata minimale, è che una delle due dice semplicemente di non autorizzare, di ritirare di fatto l’autorizzazione, quella dei Consiglieri Casini e Cesetti prevede di disporre tutte le opportune verifiche e i provvedimenti circa l’eventuale pericolosità dell’impianto - non sta a noi dire se è o non è pericoloso, ma alla Conferenza dei servizi – e di adottare sulla base delle numerose osservazioni, dei cittadini in questo caso, tutti i provvedimenti di competenza per una rivalutazione e se del caso revocare degli atti. Non è questo che spetta ad una Regione, non è questo che noi possiamo fare, noi possiamo chiedere invece, molto più legittimamente e opportunamente, quello che prevede la mozione presentata dai Consiglieri Antonini ed altri, non lo dico per partigianeria ma perché è sostanziale il coinvolgimento mancato degli enti che sono nel circondario del Comune in cui si insedierà l’impianto. Anche la legge prevede una concertazione con il territorio ed anche se non parla specificatamente di Comuni al plurale, questo ci può stare, questa può essere una motivazione plausibile, non è detto che vada a buon fine, perché, ripeto, la parte tecnica è predominante in questo caso, però può essere una motivazione abbastanza sostenibile dire di rivisitare la cosa e riprenderla da capo per il mancato coinvolgimento dei Comuni limitrofi, che comunque sono parte integrante della partecipazione a quel Tavolo di servizio. E’ successa la stessa cosa per una situazione completamente diversa, riguardava un allevamento di polli, adesso fa ridere, ma non fa ridere, nel Comune di San Lorenzo in Campo, alla fine avevano dato un diniego e tra altre motivazioni c’era che diversi Comuni del circondario non erano stati coinvolti e questo luogo era al confine con altri Comuni.
Quindi, è molto più plausibile la mozione, che oltretutto contempla anche il fatto di invitare le Ata a produrre i Piani dei rifiuti provinciali, eccetera. Secondo me possiamo dire tentiamo perché qui si tratta di un tentativo, non c’è nulla di certo, tanto meno quello che avete detto prima, cioè di sospendere le procedure finché non ci sono i Piani d’ambito, assolutamente non è questo. Ho detto prima che è un’iniziativa privata e se un privato legittimamente porta una richiesta non è che a monte gliela puoi negare, lo puoi fare se mancano delle condizioni di norma di legge e di sostenibilità comprovata, non un semplice diniego o perché c’è un comitato che si forma, non funziona così.
Detto questo, ripeto, tra le due …, una che dice siccome c’è la protesta – ora sintetizzo e chiedo scusa perché magari è inesatta, ma non c’è malafede in quel che dico – ed i cittadini sono arrabbiati, sono preoccupati, sospendiamo, mi sembra debole, non va da nessuna parte, l’altra invece che prevede di sospendere perché non sono stati coinvolti gli enti interessati mi sembra molto più forte. Se da Assessore dovessi dire quale delle due è maggiormente sostenibile e che può addivenire a qualche risultato, indubbiamente direi quella presentata dai Consiglieri Antonini e gli altri, non quella dei Consiglieri Casini e Cesetti perché sinceramente la vedo molto debole rispetto all’altra che ha la volontà di voler rivedere e rivisitare la situazione.
Mi fermo, ho detto il mio pensiero, non sta a me dare indicazioni, oltretutto neanche voto, mi sento molto sereno, però, sinceramente, quel che mi va di dire è che posso dire da Assessore lo riporto in quest’Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. L’Assessore ha letto il dispositivo della nostra mozione soltanto per la parte che gli faceva gioco nel suo ragionamento complessivo, quello di dire no al blocco con una norma sui piani d’Ambito di tutte le autorizzazioni, che ci vedrebbe perfettamente d’accordo. Ha letto soltanto: “di disporre tutte le opportune verifiche circa l’eventuale pericolosità dell’impianto”, ma non ha letto: “ed anche della sua opportunità in relazione all’impatto su tutte le matrici ambientali”, non ultime quelle che riguardano dei temi sociali. Noi poi abbiamo detto: “ad adottare, sulla base delle numerose osservazioni, riserve ed eccezioni avanzate dagli amministratori locali, associazioni e cittadini tutti provvedimenti di competenza”, quindi, non è vero che noi diciamo che non si debbono coinvolgere nuovamente i territori, ma, come lei dice, ci sono delle norme ben chiare. E’ stata convocata la Conferenza dei servizi, che è un organo tecnico, come sappiamo tutti - che partecipino anche gli amministratori è una devianza che io sostengo da 30 anni. Da quando si è cominciato a lavorare con la legge 241 del 1990 ho sempre affermato che dovevano essere gli organi tecnici e che i politici non dovevano esserci perché sono organismi tecnici – ed è una devianza che abbiano partecipato anche dei politici, che devono fare altro, cioè decidere prima le pianificazioni, e su questo avete ragione.
Come ha detto l’Assessore siamo nel mondo del libero mercato allora perché si accusa il Sindaco di Force o la Provincia di non aver coinvolto tanti altri soggetti? Perché avrebbero dovuto farlo essendo una iniziativa privata? Avrei trovato del tutto inopportuno che il Sindaco di Force avesse fatto il giro dei Sindaci vicini a dire: “Guardate, c’è da mettere un impianto qui”. Secondo me assolutamente no e l’avvio del procedimento è atto squisitamente tecnico e chi ha deciso di convocare in Conferenza dei servizi, è stato il Rup. il responsabile del procedimento, e c’è stata una bella diatriba per quello che so tra la competenza regionale e provinciale, ma il tema è un altro.
Oggi siamo tutti consapevoli del fatto che un biodigestore è un impianto che non ha evidentemente impatto ambientale grave, visto che l’Arpam, che è comunque Regione Marche, ha dato un parere favorevole e posto che nell’atto del Dirigente, di gennaio, e questa è la cosa importante che nessuno ha detto, ci sono due dichiarazioni che sono due macigni, la prima è che l’opera è di pubblica utilità indifferibile ed urgente, così come le opere necessarie per la realizzazione dell’impianto per la produzione di biometano, viene fatta una dichiarazione importante e chi ha un po’ di memoria storica come me si ricorderà che un tempo in Consiglio comunale si dichiarava che per le opere pubbliche la pubblica utilità, l’indifferibilità e d’urgenza ed erano propedeutiche eventualmente alle procedure espropriative, quindi non è una cosa da poco.
Prima l’Assessore ha detto che quell’area è agricola, no, quell’area è industriale dal 1970, è un agglomerato del Piceno Consind parzialmente urbanizzata, però è soggetta al Piano attuativo per essere urbanizzata, non può essere insediata per intervento edilizio diretto, e che cosa fa la Regione Marche per il tramite del Dirigente competente? Al punto 7 del dispositivo dichiara che il provvedimento costituisce variante allo strumento urbanistico, quindi, il Comune di Force, che sarebbe stato competente dal punto di vista urbanistico a decidere la destinazione della propria area, viene superato nella sua espressione di volontà dalla dichiarazione ai sensi dell’articolo 12 comma 3 del d.lgs 387/2003 con il quale si decide che il progetto, così come presentato, costituisce variante urbanistica e diventa conforme a qualunque strumento urbanistico.
La legge dice, come voi saprete bene, che anche nelle zone agricole si possono insediare questi impianti. Dico questo perché è vero che ci sono stati dei pareri tecnici e dei pareri che hanno verificato effettivamente l’ammissibilità rispetto alla normativa dell’impianto, ma è anche vero che oggi il tecnico della Provincia di Ascoli - non è il Presidente o il Sindaco di Force che rilascerà l’atto finale, ma è il Rup, il responsabile del procedimento - si trova con delle autorizzazioni importanti, come il decreto del Dirigente della PF fonti energetiche, il n. 12 del 20 gennaio 2021, nel quale non solo viene espresso un parere favorevole al progetto definitivo nel primo punto, ma esprime anche delle autorizzazioni che sono importantissime, anche superando le competenze territoriali.
Cosa si può fare oggi e perché abbiamo presentato questa mozione? Per cercare di fermare un attimo visto che gli animi si sono così scaldati, visto che i cittadini e i Sindaci sono improvvisamente …, come dice l’Assessore, ci si pone il problema solo quando si è alla fine del procedimento, allora oggi possiamo metterci tutti insieme, Regione e perché no anche la Provincia, intorno ad un tavolo, non rimpallandoci le responsabilità perché, vede Consigliere Antonini, non l’hanno passata liscia, abbiamo i verbali e fa il paio con il fatto che taluni personaggi hanno incontrato l’impresa non nelle Conferenze dei servizi, ma in altri luoghi, questo se entriamo nel mondo del passarla liscia, qui nessuno vuole passarla liscia perché è un impianto privato e se verrà realizzato o no dal punto di vista economico/finanziario è una preoccupazione del privato, non di quest’Aula, che ha il problema di una vallata che effettivamente ha delle vocazioni, che si trova a non condividere un impianto, che è del tutto legittimo, come ha detto l’Assessore dal punto di vista delle normative vigenti, ma che oggi potrebbe essere inopportuno.
Siamo tutti portati, secondo me, a sederci intorno ad un Tavolo ed a trovare una soluzione che possa risolvere il problema perché rimpallare e lasciare da solo un dipendente della Provincia di Ascoli Piceno, che guadagnerà si e no 1.400 euro al mese, non mi sembra corretto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho ascoltato la discussione e voglio ringraziare l’Assessore Aguzzi per aver fatto chiarezza in merito a questa vicenda, così come il Consigliere Antonini per essere il primo firmatario ed aver espresso bene qual è la nostra posizione in merito a questo tema.
Ho avuto modo di ascoltare con attenzione i Consiglieri Cesetti e Casini, i quali si preoccupano adesso che sono all’opposizione, dopo anni di governo, di questo impianto, quando loro prima di noi, che ci siamo insediati ad ottobre per la prima volta, conoscevano benissimo la questione perché governavano la Regione Marche.
Dirò di più, capisco che il PD sia in difficoltà in merito all’aspetto politico e cerchi di spostare l’attenzione sulla questione tecnica, come è normale che sia, anche perché su questo tema è molto semplice. Do un consiglio alla Consigliera Casini, se fossi in lei, invece di fare una mozione, mi rivolgerei al Presidente della Provincia che ha fatto la campagna elettorale per lei, al Sindaco di Force che ha fatto la campagna elettorale per lei, basta una telefonata per dire: “Avete fatto una stupidaggine, per favore non andate avanti, cercate di fermare tutto”, invece la demagogia politica vuole che, nonostante abbiate dei vostri amministratori locali che hanno fatto questo casino, veniate con una mozione a chiedere …, ovviamente tirando in ballo un dirigente della Regione o della Provincia, non dicendo per primi che avete governato questo ente e non avete mai posto il problema alla Provincia di Ascoli. Aggiungo di più, sono dispiaciuto perché la Provincia di Fermo, guidata dalla Presidente insieme al Vicepresidente, che voi conoscete benissimo perché il Presidente della scorsa legislatura l’aveva nominato come esperto per le opere pubbliche, non ha mai informato i cittadini, ma soprattutto i Sindaci della Valdaso per dire: “Guardate, i colleghi compagni del PD ad Ascoli Piceno stanno facendo l’impianto di biometano”. Sono dispiaciuto perché il Consigliere Cesetti, forse lo saprà, potrebbe chiamare il suo compagno, amico, il suo elettore e dire: “Ma la Provincia di Ascoli Piceno vi ha detto qualcosa?” Le cose sono due o non si parlano tra Presidenti di Provincia, compagni, oppure c’è omertà politica ed io sono preoccupato perché in questo caso ci troviamo il Partito Democratico che governa due Province e due Consiglieri regionali che hanno governato fino all’altro ieri che oggi vengono a dire a noi che dobbiamo trovare un punto di incontro tra la Regione e la Provincia, no!
La Regione voi sapete meglio di me …, se volete fare demagogia fatela, se vi volete attaccare ad una relazione, ad una risposta di un dirigente, fatelo, ma la volontà politica dovevate fermarla voi, prima.
Seconda cosa, vorrei rispondere alla Consigliera Casini quando dice che l’impianto diventa variante perché c’è scritto lì, è verissimo, ma lei Consigliera Casini, che è stata Assessore ed è una persona competente che io stimo, non mi può dire: “Perché lo scrive l’ingegnere”, questa è una legge nazionale, non dipende dalla Regione Marche, dipende da una legge nazionale, quindi l’ente regionale questo può fare.
Quello che voglio dire, sul quale voglio far riflettere i Consiglieri del PD, è che loro avrebbero potuto risolvere prima di noi la situazione, con una telefonata, con un messaggino sul gruppo WhatsApp del Partito Democratico della Provincia di Ascoli e della Provincia di Fermo, invece c’è stato un silenzio assoluto e quello che mi dispiace è che non solo il Sindaco di Force ma anche il Presidente della Provincia non hanno neanche avuto il coraggio, forse perché si sentono padroni della terra della Valdaso, di convocare i Sindaci confinanti, e questo è grave. Questo voi dovreste dirlo per primi, invece no, li difendete, glielo dovete dire perché questo oggi ha creato un grave danno a livello politico alle amministrazioni locali, quello che mi preoccupa é se il Partito Democratico governa come governa la Provincia di Ascoli e di Fermo, non coinvolgendo i Sindaci, figuriamoci quello che nelle altre zone …, grazie a Dio i cittadini vi hanno bocciato, altrimenti avreste fatto la stessa cosa qui.
Noi ci preoccupiamo, ci confrontiamo, con i Consiglieri Antonini, Marinangeli, Assenti, Marcozzi abbiamo parlato agli amministratori, abbiamo parlato con l’associazione della Valdaso, che ha fatto una grande battaglia, Quindi, prima di fare degli atti a livello politico sarebbe giusto, opportuno e scontato ascoltare almeno i Sindaci, e questo non è stato fatto.
Non mi aspettavo da parte vostra, lo dico perché nutro una certa stima personale, un mea culpa, ci mancherebbe altro, non governate voi la Provincia di Ascoli, ma almeno di dire pubblicamente che il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno ha sbagliato, è andato avanti politicamente come voleva, non ha consultato nessuno. Abbiamo visto, abbiamo letto, è stato molto bravo il Consigliere Antonini a spiegare ciò che ha letto negli atti, quello che si dichiarava ed ovviamente oggi qualcuno si contraddice e tira in ballo noi. E questo mi dispiace.
Concludo e ringrazio il Consigliere Antonini perché questa mozione oggi dà un segnale importante, c’è scritto chi è il principale responsabile della procedura di Via, lo sappiamo tutti, forse non è stato ricordato, è la Provincia di Ascoli Piceno. Tutti noi dobbiamo avere il coraggio di dire: cara Provincia di Ascoli Piceno, se vuoi andare avanti sappi che noi siamo contrari. Tutto qua.

PRESIDENTE. Ricordo che è opportuno parlare non solo con la mascherina, anzi, è un invito che faccio ai limiti della prescrizione, ma rimanendo seduti sempre perché siamo in un’Aula con una areazione non sufficiente, non certamente con sicurezza sufficiente ai tempi del Covid, quindi, dobbiamo rispettare questa precauzione che ci diamo.
Ha la parola il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Ringrazio innanzitutto il lavoro portato avanti dal Consigliere Antonini e da tutti gli altri firmatari della mozione, ringrazio l’Assessore Aguzzi, che è stato molto chiaro ed esaustivo, tanto che mi sento di dire che oggi le dinamiche e i fatti di cui stiamo oggettivamente parlando sono molto chiari.
Sicuramente non è stato altrettanto chiaro e trasparente il percorso intrapreso dal Sindaco del PD di Force, non è stato altrettanto chiaro l’atteggiamento dell’amministrazione provinciale di Ascoli Piceno a trazione PD.
Provo anche a ricostruire un po’ i fatti. La richiesta di realizzare il biodigestore è datata 4 ottobre 2018 e l’avvio del procedimento porta la data del 24 ottobre 2018, ecco, solo all’inizio del 2021 i Sindaci e le associazioni sono venuti a conoscenza di un progetto quasi giunto alla fine, ossia all’autorizzazione finale. Se mi permettete i dubbi ci sono e molti, in primis sul procedimento, sulle modalità e la domanda, che poi aiuta a capire che questa operazione in qualche modo va bloccata o quanto meno va rivista. Perché non sono stati coinvolti i Sindaci dei territori, non solo della provincia di Ascoli, ma anche della Val d’Aso? Perché non sono state coinvolte le associazioni, le comunità del territorio? La mia domanda è: nelle Conferenze dei servizi, che immagino siano avvenute, sono state invitate le categorie che abbiamo appena indicato? Ricordo anche che sul territorio, sulla Valdaso, ci sono associazioni molto attive e dinamiche da anni, ce n’è una, l’Associazione tutela e valorizzazione della Valdaso, che nel 2010 fu protagonista di una battaglia importantissima contro il fotovoltaico installato sui terreni agricoli.
Altri dubbi mi vengono sulle dimensioni dell’insediamento, sicuramente sproporzionato, questo ce lo possiamo dire, in riferimento alle nostre esigenze e a quelle del territorio. Mi sono documentato, si tratta di un impianto dal punto di vista strutturale di 22.000 metri quadrati, che dovrebbe lavorare circa 186 tonnellate al giorno, sono esattamente 50.000 tonnellate di rifiuti organici e 16.000 tonnellate di verde, sono 68.000 tonnellate all’anno. Dovremmo essere tutti d’accordo sul fatto che la bassa densità demografica di quella zona, di Force e d’intorni, produce una minima produzione della tipologia del rifiuto, questo significa che l’impianto dovrà lavorare rifiuti che dovranno arrivare necessariamente non solo da tutte le Marche, ma soprattutto da fuori regione, con quale conseguenza? Da un punto di vista di traffico veicolare io ho dei calcoli che parlano di circa 20 camion, parliamo di mezzi pesanti, non di furgoncini, che dovranno fare avanti e indietro lungo la Valdaso, strade già deteriorate, se vogliamo pericolose, immaginare che lì si possa concentrare un traffico veicolare di questa portata credo che sia follia e sono elementi che vanno in qualche modo considerati.
Altri dubbi mi vengono se consideriamo alcuni aspetti normativi. Il decreto legislativo 152/2006 specifica che il conferimento della FORSU deve essere fatto in prossimità di strutture preesistenti e laddove siano già presenti impianti di trattamento rifiuti, una prima considerazione, e su questo credo che siamo tutti d’accordo, è che non ci risulta che in prossimità di questo biodigestore a Force siano presenti impianti di questo tipo.
Altro elemento che imporrebbe alla Provincia di Ascoli in questo caso di essere prudente è, qualcuno l’ha evidenziato, l’assenza del Piano d’ambito della gestione dei rifiuti, strumento quanto mai necessario per evitare richieste selvagge, in un certo senso legittime da parte dei privati. Credo che serva una pianificazione che possa definire in maniera organica, responsabile, seria e proporzionata le reali esigenze di un territorio.
Poi non consideriamo il fatto che la Valdaso, in questo caso, è una zona che ha una vocazione non solo agricola, non solo ortofrutticola, in cui molti privati negli ultimi anni hanno ritenuto di fare investimenti importanti relativamente all’accoglienza turistica, sono moltissimi i bed & breakfast presenti, quindi, c’è il discorso di una vallata sia agricola che turistica e dobbiamo tenerne conto.
Se mi consentite poi anche un po’ di nota polemica, credo che sia politicamente poco corretto e decisamente strumentale il tentativo di investire la Regione di una responsabilità che non ha, quasi lasciando intendere che l’esito del procedimento dipenda dalla Regione, chiariamo in maniera netta e chiara che l’ente che governa e decide se autorizzare o no il biodigestore è la Provincia di Ascoli Piceno, che rilascia il provvedimento autorizzativo unico regionale (PAUR), è solo la Provincia che risponde a questo tipo di richiesta.
L’Assessore Aguzzi ha spiegato tecnicamente molto bene quali sono le competenze della Regione, che sono limitate a verificare la validità dell’energia emessa da quell’impianto.
Credo che il tentativo dell’opposizione di argomentare questa situazione solo e strettamente da un punto di vista tecnico sia sbagliato, la valutazione è assolutamente, al contrario, dal mio punto di vista, politica perché quando un Sindaco sostiene e definisce un impianto di questo tipo di una portata importante e risolutiva per il territorio, capite bene che di tecnico c’è poco, ma c’è una volontà politica, quindi, riportiamo il discorso in ambito politico e non tecnico.
Chiudo dicendo che pur condividendo le moderne tecnologie per il trattamento dei rifiuti, noi concordiamo sulla richiesta a questo punto di annullamento del procedimento, considerando che non ci sono le condizioni: per il mancato coinvolgimento, per l’assenza di un Piano d’ambito, per l’assenza in prossimità di altri impianti di questo tipo, per la presenza di una zona agricola e turistica fiorente. La priorità per noi è la tutela del territorio, della salute, dell’aria, delle aziende agricole e turistiche.
Concludo, quindi, dicendo che la Valdaso non si tocca e probabilmente si è parlato di un progetto sbagliato nel luogo sbagliato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Lo dico al Consigliere Putzu, senza alcuna polemica, il mio intervento non mi pare che sia stato critico, non siamo affatto in difficoltà su questo tema, assolutamente, come è stato evocato poco fa.
Per quanto riguarda la Valdaso non devo prendere lezioni da qualcuno, lo ricorderà il Consigliere Putzu, io sono quello che da Presidente della Provincia di Fermo propose e fece approvare una variante, una modifica al Piano territoriale di coordinamento per impedire l’installazione dei pannelli fotovoltaici, il Consigliere Putzu era in Consiglio provinciale con me e si ricorderà, adottai quel provvedimento con tanto coraggio e riuscimmo ad evitare “la devastazione” di un territorio bellissimo, quindi, ripeto, nessuna lezione su questo.
Il tema qui è uno, Presidente, noi possiamo scegliere se vogliamo risolvere il problema, dare una mano a quelle popolazioni o gettare la croce della responsabilità. Se gettiamo la croce della responsabilità allora è chiaro che è un libera tutti, se invece vogliamo risolvere il problema bisogna andare nel merito e vedere se ci sono le condizioni per dare una mano, vedere se la Regione può fare qualcosa, come ho detto prima.
In effetti leggendo queste due mozioni non siamo affatto distanti, mi spiace che non ci sia l’Assessore Aguzzi, tra l’altro sempre abbastanza preciso nelle sue analisi, però in questo caso ha fatto un errore interpretativo perché è vero il contrario quando dice che la nostra mozione vuole sospendere il provvedimento e quella della maggioranza no. Sono d’accordo con lui che non si può sospendere un provvedimento - vedo qui una mozione delle Consigliere del Movimento 5 Stelle - noi siamo attenti perché, come ha detto l’Assessore Aguzzi, la competenza per rilasciare determinati atti è tecnica, burocratica, non compete alla politica, ma a chi ha responsabilità gestionali in virtù del principio di separazione tra l’indirizzo politico, che è prerogativa della politica, e compiti di gestione, che sono di competenza delle strutture organizzative dell’ente pubblico deputato al rilascio di determinati atti. C’è il compito di indirizzo politico, ma non ci può essere la sostituzione.
In definitiva un Sindaco, un Presidente di Provincia, un Assessore regionale o un Presidente di Regione non può dire a un Dirigente se rilasciare o meno un determinato atto, ma gli può al più raccomandare che sia attentamente valutato, ponderato.
Ha ragione la Consigliera Casini quando ci dice che a quel tempo – non devo difendere la Provincia di Ascoli, che non è la mia, con la quale ho avuto sempre qualche problema, figuriamoci, né debbo difendere il Sindaco di Force, però ho un dovere della verità - non poteva il Sindaco di Force o il Presidente della Provincia chiamare tutti i Sindaci per invitare alla Conferenza dei servizi, che è stata convocata dai tecnici, ci sono determinati percorsi.
Tra l’altro qualche Sindaco, lo voglio dire non per spezzare una lancia, doveva pure sapere che c’era questo iter in corso perché il Piceno Consind ha dato il via libera al terreno e nel Piceno Consind ci sono i Sindaci , allora mi chiedo: perché i Sindaci che stavano lì non hanno avvertito magari gli altri colleghi o la popolazione? Però non è questo il punto, se facciamo così gettiamo la croce, ma non risolviamo il problema. Ad esempio è vero che la richiesta per l’avvio del procedimento è del 2018, io ero Assessore regionale, ma non lo sapevo perché nessuno me lo ha detto e se il Dirigente regionale che ha rilasciato il provvedimento di sua competenza non me lo ha detto ha fatto bene dal mio punto di vista, forse poteva dirmi: “guardi Cesetti lì c’è un impianto e noi dobbiamo fare quello che dobbiamo fare”, ci mancherebbe altro. Questo è il tema, il punto è non gettare la croce, ma cercare di risolvere un problema.
Queste mozioni non sono distanti, innanzitutto con la nostra in alcun modo abbiamo gettato la croce sulla Regione, ci mancherebbe altro, non ha alcuna croce, anzi noi abbiamo dato positivamente atto, e me lo ricordo perché l’ho scritto insieme alla Consigliera Casini, dell’intervento dell’Assessore Castelli, il quale giustamente disse: “Adesso vado ad approfondire” certo che lo doveva fare, mica può dire fai questo e quell’altro, ma vado ad approfondire.
Noi abbiamo dato positivamente atto di questo, non c’è un cenno di critica nella nostra mozione nei confronti della Regione, organismo politico, che in quanto tale non ha nessuna responsabilità, come non ce l’ha la Provincia di Ascoli Piceno però, organismo politico.
Noi chiediamo semplicemente una cosa, non diciamo di sospendere, come dice l’Assessore Aguzzi, noi diciamo e leggo testualmente: di disporre tutte le opportune verifiche e approfondimenti circa l’eventuale pericolosità - quello che l’Assessore Castelli ha dichiarato che avrebbe fatto, quello che deve fare un Assessore perché non può fare altro - dell’impianto di biogestiore sulla Valdaso, anche della sua opportunità in relazione all’impatto su tutte le matrici ambientali. Badate bene, qui non c’è una richiesta di sospensione. Poi c’è al punto 2: ad adottare sulla base di numerose osservazioni, riserve ed eccezioni avanzate dagli amministratori locali, associazioni di cittadini, i provvedimenti di competenza per una rivalutazione, ma solo se del caso. Certo, se all’esito di quella rivalutazione dovessero emergere che quei rilievi sono fondati, un provvedimento non è mai definitivo, si può sempre revocare nella sussistenza di determinate condizioni. Questo può essere utile, lo voglio dire al Consigliere Antonini ed all’Assessore Aguzzi, anche per la stessa ditta proponente perché dopo questa rivalutazione se si rilascia eventualmente l’autorizzazione, qualcuno potrebbe fare ricorso al Tar e magari la rivaluterà il Tar.
Perché non si può fare? Noi non chiediamo di sospendere nulla con questo atto, è la mozione della maggioranza che propone di sospendere, secondo me in modo improprio. Noi non diciamo di sospendere, ma di rivalutare e solo all’esito chiedere la revoca, la mozione di maggioranza chiede, e questo non è possibile, di soprassedere al rilascio dell’autorizzazione unica. Questo non potrà mai avvenire perché è una richiesta impropria, si può chiedere di rivalutare, ma non di sospendere il procedimento perché quello comporta una responsabilità, quella è una questione tecnica, invece io credo che una rivalutazione si possa fare.
Concludo dicendo fin d’ora che io insisto su questa nostra mozione, la voterò, secondo me è votabile, lo dico al Consigliere Antonini, anche la mozione della maggioranza purché questo avvenga all’interno di un atto unico che sia la sintesi di queste due mozioni e che raccolga la parte di dispositivo dell’una dell’altra, ovviamente con le opportune correzioni formali, a quel punto io voterò anche quella della maggioranza, altrimenti non la posso votare per una ragione molto semplice perché la volontà è quella di gettare la croce su qualcuno impropriamente, non di risolvere il problema, io invece vorrei risolvere il problema per quelle popolazioni, per quei territori e non gettare la croce su qualcuno. Non mi interessa perché risolvere un problema e gettare la croce, come dico sempre, è la differenza che passa tra la storia che può essere scritta da una soluzione e la cronaca che invece appartiene al rumore di una croce che si getta addosso.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Credo di essere l’unica Consigliera che deve intervenire su entrambe le mozioni, quindi mi sono scritta gli interventi, spero di essere agile nella presentazione di quello che deve dire.
Le mozioni non sono sovrapponibili, assolutamente, sono ben diverse. La mozione del centrosinistra impegna il Presidente e la Giunta ad adottare i provvedimenti di competenza per una rivalutazione o revoca del parere favorevole con prescrizione dell’Arpam, oltre che del decreto della Giunta con il quale si acquisisce il parere favorevole con prescrizione del dirigente della PF rifiuti delle Marche in merito al procedimento relativo all’impianto di trattamento previsto nel comune di Force. Quindi, se condividiamo l’intento di porre la massima attenzione su questo impianto di trattamento dei rifiuti, il metodo proposto nella mozione ci sembra francamente velleitario, se non fuorviante quando chiede ad un organo politico di disconoscere autorevoli pareri di organi tecnici che sono preposti a svolgere le loro funzioni autorizzatorie e di controllo esclusivamente sulla base di norme e prassi di ordine prettamente tecnico e non di considerazioni di opportunità politica che spettano adaltri.
La politica deve assumersi le sue responsabilità nelle scelte che le competono non tirare per la giacca i tecnici con iniziative che esulano dalle proprie funzioni di indirizzo politico.
La natura fuorviante della richiesta di impegno emerge ancor più se si considera l’incoerenza della posizione del centrosinistra regionale sul tema degli impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani dove per Force chiede di bloccare l’iter autorizzatorio dell’impianto, mentre nel pesarese, nel Comune di Vallefoglia, appoggia pressoché incondizionatamente un impianto che utilizzerebbe la stessa tecnologia di processo, di dimensioni doppie rispetto a quello di Force. Non sarà per caso perché quello di Vallefoglia lo farà una società del gruppo Hera, che è una delle principali roccaforti del PD emiliano?
Solo nella Valdaso le preoccupazioni provenienti dai territori devono essere ascoltate? Lo stesso scrupolo non vale per Vallefoglia dove ci sono Ucchielli, Biancani, Vitri, Ceriscioli e Ricci? Inoltre, di chi è la responsabilità se ancora oggi dopo oltre 5 anni dall’approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti gli ambiti territoriali non si sono dotati dei Piani d’ambito necessari a pianificare e regolamentare la gestione territoriale dei rifiuti e la relativa impiantistica, per cui i gestori e le imprese del settore possono agire a libero mercato, al di fuori di ogni pianificazione territoriale pubblica? Chi siede nelle assemblee territoriali d’ambito? I Sindaci del PD oppure i tecnici di cui si vogliono censurare i pareri con questa mozione?
Quando si tratta di impianti di questo tipo le preoccupazioni del territorio vanno ascoltate sempre dalla politica, non a seconda delle circostanze.
La mozione del centrodestra impegna il Presidente e la Giunta a richiedere alla Provincia di Ascoli Piceno di sospendere il procedimento allo scopo di favorire il coinvolgimento dei cittadini ed acquisire i pareri delle amministrazioni locali confinanti.
L’intento ci sembra ragionevole dato che gli impianti del tipo di quello proposto dalla Ditta 4R suscitano notoriamente reazioni da parte dei cittadini del territorio che giustamente vogliono essere informati e rassicurati. Siamo consapevoli che per una economia circolare praticata e non solo predicata servono gli impianti, ma la loro localizzazione, il consumo di suolo, la tutela del paesaggio e il loro dimensionamento rispetto alle esigenze d’ambito, le modalità di gestione e i relativi controlli, sono temi su cui la politica del territorio si deve esprimere senza scorciatoie.
Questo passaggio è tanto più necessario se gli impianti sono realizzati, gestiti a libero mercato, ovvero al di fuori della pianificazione e delle modalità di gestione dei rifiuti e dei fabbisogni di impiantistica da parte degli organi politici competenti, le autorità territoriali d’ambito di cui abbiamo più volte denunciato la latitanza nelle loro funzioni di programmazione e la subordinazione agli interessi locali dei gestori del ciclo dei rifiuti.
Bene, quindi, il richiamo a sollecitare le Ata inadempienti a dotarsi di un piano d’ambito, tema che abbiamo sollevato noi del Movimento 5 Stelle non più di qualche settimana fa in questa Assise con una apposita mozione, che purtroppo è stata bocciata.
Apprezziamo che in questo atto si sia fatto cenno all’esigenza di rispettare le quattro direttive europee del pacchetto economia circolare, nonché il Piano regionale di gestione dei rifiuti vigenti, che prevede un dimensionamento coerente con le esigenze dell’ambito territoriale allo scopo di non consentire un traffico di rifiuti da fuori regione utile solo alla massimizzazione del profitto d’impresa e la preferenza della localizzazione degli impianti in aree già destinate allo smaltimento e trattamento dei rifiuti.
Apprezziamo, infine, il richiamo alla promozione dell’autocompostaggio domestico, abbiamo presentato un emendamento che forse verrà discusso dopo sul compostaggio di comunità ed il compostaggio di prossimità con la finalità di ridurre la quantità di FORSU da trattare negli impianti, anche se riteniamo che il regolamento regionale per il rilascio delle compostiere ai cittadini sia troppo gravoso di adempimenti a carico dei Comuni, adempimenti che non agevolano la diffusione di questa buona pratica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Semplicemente per fare alcune considerazioni generali.
Ritengo che i biodigestori, ma gli impianti a biogas, gli impianti a biometano, siano assolutamente utili ed importanti, tanto è vero che ho con me dei dati, la Germania produce energia al 45,33% con questi impianti, l’Inghilterra il 16,69%, l’Italia l’11,24%. Siamo più indietro nella produzione di energia attraverso questi impianti che, ripeto, sono assolutamente rilevanti.
In Lombardia abbiamo addirittura 600 impianti a biogas, in Emilia-Romagna 256 impianti a biogas più 6 biometano, in Veneto circa 200 impianti a biogas. In Italia ci sono complessivamente circa 2.000 impianti e più di 12.000 occupati in questo settore, quindi, è fondamentale questo tipo di impiantistica per l’utilizzo di questa frazione unica.
Credo, però, che il sito laddove vengono insediati sia importante, da condividere con il territorio e con i Sindaci all’interno di un Piano d’ambito ben chiaro, da condividere con tutte le istituzioni locali e anche con i cittadini.
Ritengo che questi biodigestori per rifiuti organici e sfalci debbano essere fatti lontano dai centri abitati, dalle abitazioni, prevalentemente devono essere installati vicino alle discariche dismesse o comunque ancora funzionanti, oppure in zone industriali dismesse, la location è la cosa più importante ed è proprio per questo che ho capito dalla relazione del Consigliere Antonini, non essendo un uomo di quel territorio, che qui ci si scontra con un luogo non adeguato, oltre che con una non condivisione dei Sindaci del territorio, è una location che ha una finalità più adatta verso altri settori: per esempio l’agricoltura o il turismo.
E’ quello che succede sempre anche da noi, anche nella nostra provincia è così, la Consigliera ha parlato di alcune richieste per impianti di questo tipo, che anche nella nostra provincia si scontrano soprattutto con un territorio non adeguato, Questi impianti sono importanti, ma l’ubicazione è fondamentale, questa è la riflessione che deve fare la politica, questi impianti bisogna farli, ma io dico anche che sarebbe utile che li facesse il pubblico, che è fermo, sennò il privato si inserisce in questo settore e se questi impianti non li fa il pubblico, li fa ovviamente il privato.
Volevo fare queste considerazioni generali, è un problema sentito nel territorio di Ascoli Piceno e Fermo, condivido tutte le considerazioni fatte dal nostro Consigliere Antonini e sono d’accordo sulla sua mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Grazie, Presidente. Tenevo a dire la mia su questa questione, fra l’altro sono stato onorato di una citazione nella mozione.
Come ha detto il Consigliere Cesetti non c’è nulla di male perché la questione la conosco bene, ho fatto il Sindaco ad Ascoli Piceno e so bene le ragioni per le quali spesso e volentieri, almeno ad Ascoli non so altrove, è risultato particolarmente faticoso fare i Piani d’ambito, perché attraverso i rifiuti si fa anche politica.
Evitiamo queste ipocrisie totali, io di questa cosa nei fui informato quando ero Sindaco perché mi telefonò il Presidente della Provincia di allora e mi disse che c’era un’iniziativa, siccome si parlava di Ata, sulla possibilità di individuare l’impiantistica e mi chiese se volevo conoscere i proponenti. Da Sindaco ho conosciuto milioni di persone, questi promotori legittimamente erano accompagnati dal Sindaco di Force che mi parlò della tecnica ed io dissi: “Senta, per quanto mi riguarda l’impiantistica si fa a Relluce polo pubblico” è stato il mio dogma, lo sa bene il Consigliere Assenti che era lì con me.
Si parla di questa vicenda e nessuno ha ricordato – lo dico da Assessore ora, ma sul piano politico e dell’indirizzo ha detto tutto l’Assessore Aguzzi, ed io lo sottoscrivo interamente - che pende presso la Provincia di Ascoli Piceno anche un’altra proposta di impianto di biodigestore formulata dalla società prevalentemente pubblica, che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti ad Ascoli Piceno, che aveva ipotizzato una localizzazione a Relluce, coerentemente con quello che stabilisce sia il decreto legislativo 152 che il Piano regionale dei rifiuti approvato dalla precedente maggioranza. Quindi, niente di strano, nessuna caccia alle streghe, vi dico che il tema di questo impianto era stato proposto all’interno di una condivisione che - non mi scandalizza neanche il Sindaco di Force - chiedeva di verificare - cosa esattamente, perché qui è il tema – la possibilità che quell’impianto fosse individuato dall’Ata come impianto d’ambito. E’ qui il punto dei punti, c’è il libero mercato, il privato fa il privato, il problema è che il pubblico deve fare il pubblico perché l’alimentazione di quegli impianti dipende anche dal quantitativo di materiale che si riesce ad avere, un conto è un impianto d’ambito che “forzosamente” impone alla frazione organica umida di essere conferita, altro è avviare un investimento di qualche milione di euro senza avere questa garanzia.
Innanzitutto il tema è, ed è tutto politico, scongiuriamo che venga, e questa è una valutazione pianificatoria rispetto ai Sindaci, consentito che quello sia l’impianto dell’Ata 5 perché questo è un fatto tutto politico.
Nessuno voler gettare la croce, è valutare dal punto di vista di impiantistica pubblica se ci sono delle opzioni diverse e migliori dal nostro modo di vedere, immagino dei Sindaci, molti dei Sindaci ci sono, perché gli investimenti sono più o meno valutati come possibili in relazione anche alle condizioni complessive dell’investimento, se sai di avere tutta la FORSU di una provincia è più facile l’investimento e lo fai.
Il secondo punto e che questa iniziativa nasce tutta, e non potrebbe essere diversamente, in una dinamica istituzionale. Ricordo, ma non è gettare la croce, lo dico semplicemente perché è bene rimettere insieme le cose, che l’attuale Presidente della Provincia era al tempo Vicepresidente del Consind, lo stesso ente che rilasciava il terreno, ma non c’è niente di male, nessuno sta evocando caccia alle streghe, voglio però dire la mia perché io ho smesso di fare il Sindaco nel 2019 e non ho seguito gli iter successivi, ma quando ho risentito questa cosa mi sono informato subito perché non sapevo neanche che fosse stata complessivamente coltivata questa procedura.
Perché secondo me, correttamente rispondo al Consigliere Cesetti, che è uomo di legge fra l’altro, il soprassedere della mozione che i Consiglieri Antonini e Putzu hanno scritto ha un senso anche giuridico? Perché risulta, tutto da verificare, che nel procedimento di Via non siano stati curati il coinvolgimento e le informazioni del caso in favore di amministrazioni comunali interessate. Questa è una considerazione che hanno fatto alcuni Sindaci della Valdaso, non so, quello di Ortezzano ed altri, che hanno valutato questa cosa perché il comma 4 dell’articolo 27 bis del decreto legislativo n. 152 prevede che nel protocollo informatico delle diverse amministrazioni interessate sia pubblicato il procedimento.
Non so se è stato scritto nella mozione, risulta, secondo molti Sindaci, che non sia stata curata questa pubblicazione.
Il soprassedere potrebbe essere un tema che aiuta i Sindaci che sono prevalentemente in quel caso del fermano a richiedere la mancata definizione della procedura, ma quello che è più importante, e qui casca l’asino, ed ha ragione l’Assessore Aguzzi nel perorare la causa delle approvazioni dei Piani d’ambito, é la mancata approvazione dei Piani d’ambito, evidentemente è la condizione per cui il privato, che ha la facilità operativa tipica del privato, può diventare pianificatore.
Il dramma della Regione Marche in materia di impiantistica ambientale è che nella difficoltà politica e istituzionale di fare i piani, i piani li fanno i privati e questa è una roba che, come ha detto anche il Consigliere Cancellieri, non depone a favore complessivo di quello che è l’equilibrio, l’uniformità, la completezza delle scelte, tanto è vero che inevitabilmente tanti rifiuti devono partire, l’autosufficienza in materia dei rifiuti speciali non c’è e le nostre imprese devono subìre ed affrontare costi notevoli.
Spero che prontamente l’Ata 5 della Provincia di Ascoli Piceno si sbrighi e valuti il da farsi, tenendo conto che non può essere baricentrico ai fini delle esigenze della Provincia di Ascoli l’impianto che si trova a 55 chilometri da San Benedetto del Tronto e a 30 chilometri da Ascoli Piceno, quando ci sono progettualità pubbliche o pubbliche/private che offrono altre alternative. Sarebbe una giusta e consapevole scelta politica, speriamo possa essere fatta, anche se ora nel periodo c’è la scadenza delle Province e altro, però, per quanto riguarda la logica di pubblica di pianificazione è profondamente inopportuno che un impianto del genere vada localizzato in un ambiente a vocazione agricola e turistica come la Valdaso, è fin troppo evidente, ma su questo mi pare che tutti gli estensori delle due mozioni siano d’accordo. Ci tenevo a dire la mia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie Presidente. Non volevo intervenire dopo l’Assessore, ma la scaletta così mi impone, e riparto da quello che ha detto l’Assessore Castelli nel senso che in Ata, come rappresentanti del Comune di San Benedetto del Tronto e lui di Ascoli Piceno, ne abbiamo viste delle belle.
Secondo me questa mozione rappresenta il fallimento della politica, non il fallimento della parte tecnica, il fallimento della politica, della programmazione politica che spetta esclusivamente e compete ai Sindaci, che siedono legittimamente in Ata, capitanati dal Presidente della Provincia.
Non possiamo ritrovarci oggi con un procedimento di autorizzazione su un biodigestore legittimo, legale, tutto quello che voi volete, su area privata, di un privato, quando il difetto di programmazione sta a monte. Chiediamo con insistenza da quattro anni la redazione del Piano d’ambito con il quale fare la programmazione dell’autosufficienza negli anni, almeno 20, in cui riuscire ad inserire ed a dettare un indirizzo politico.
L’assenza di questa programmazione, secondo me, è stata voluta dalla politica perché su quegli scranni, dalla parte di fronte a noi, c’erano trenta rappresentanti dei Comuni, certo non di centrodestra, e dall’altra parte eravamo in tre.
Quindi, oggi delegare una responsabilità esclusivamente ad una sospensione tecnica è irrispettoso, è contro i dettami che la politica ci impone. Era giunto il momento di nominare la società che redigesse il Piano d’ambito ed è stato fatto, è stato fatto quattro anni fa, ci sono quattro anni di lunghi rinvii per non decidere la pianificazione, lì sta l’errore.
Nel 2018 quando partiva la richiesta del biodigestore a Force si cambiava il Presidente della Provincia, è stato nominato l’attuale Presidente nonché Sindaco di Montegallo, all’epoca Vicepresidente del Consind, Vicepresidente che a luglio è stato sostituito ed è stato messo, guarda caso, il Sindaco di Castignano, legittimo, ma non negate e non nascondetevi dietro la responsabilità politica perché questo è e non c’è nient’altro di diverso da questo.
Quando parliamo di problematiche, secondo me, il Partito Democratico ha fatto crack su determinati settori e sistemi, c’è stato in atto una sorta di spallata, una sorta di accordo non scritto che vedeva bene il quadro chiuso con il Sindaco di Force, il Sindaco di Montegallo e gran parte del Partito Democratico, anche costiero, dopodiché c’è stata un’inversione di tendenza, quindi, non va bene più quello che andava bene due anni fa perché purtroppo i piani sono cambiati.
L’azienda Marche Sud non è stata fatta in accordo con Fermo, è saltata, quindi, sui piani Ata è saltato il Tavolo in cui noi ci battevamo nel dire: “Signori, non è possibile, decidiamo, andiamo a 125 euro la tonnellata fuori. Recuperiamo il grido di dolore dei nostri cittadini che ci dicono: ‘Voi ci obbligate a differenziare per farci pagare di meno e paghiamo 125 euro la tonnellata’”, non siamo riusciti a programmare sul Piano d’ambito, questa è una responsabilità politica, se volete ne parliamo, altrimenti cambiamo strada perché sapete meglio di me di chi è la colpa su questo argomento. Grazie.

PRESIDENTE. Come avete visto sono stati presentati due emendamenti sulla mozione n. 44, il primo a firma dei Consiglieri Ruggeri, Antonini, Putzu, Marcozzi, Rossi, Assenti, Marinangeli, con il quale si chiede che nel considerato venga aggiunto il punto “la legge regionale n. 4 del 2020, ‘Norme in materia del compostaggio della frazione organica dei rifiuti nella Regione Marche” promuove, sostiene ed incentiva le pratiche di autocompostaggio domestico, compostaggio di comunità e compostaggio di prossimità” L’altro è sempre a firma dei Consiglieri Ruggeri, Antonini, Putzu, Marcozzi, Rossi, Assenti, Marinangeli e propone di inserire nel dispositivo, al punto 3, dopo le parole autocompostaggio domestico le seguenti: “il compostaggio di comunità e il compostaggio di prossimità ai sensi della legge regionale n. 4 del 18 febbraio 2020”.
E’ stata poi presentata una proposta di ordine del giorno dalle Consigliere Ruggeri e Lupini il cui testo è stato esposto in parte, così posso interpretarlo, nell’intervento della Consigliera Ruggeri.
Chiedo se su questi due emendamenti ci sono interventi, dopo la presentazione farei una discussione su entrambi.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie Presidente. Nella mozione del centrodestra si parla giustamente di autocompostaggio domestico e a noi è sembrato che mancasse il riferimento al compostaggio di comunità ed al compostaggio di prossimità, che è stato raggiunto attraverso la legge regionale n. 4 del 2020, una norma fortemente voluta da un nostro ex Consigliere regionale, quindi, abbiamo chiesto, per favore, di poter integrare la mozione del centrodestra. E’ un emendamento molto semplice. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie Presidente. Sui due emendamenti proposti dalla Consiglieri Ruggeri, che abbiamo firmato anche noi come maggioranza e che riguardano la nostra mozione, siamo favorevoli perché vanno ad integrare e rafforzare un principio che condividiamo, che è quello di cercare contestualmente di promuovere l’autocompostaggio sia nella fase domestica che di prossimità.
Crediamo che sia anche questa una risposta molto importante ad un’esigenza che proviene dal territorio e va nella direzione in cui i rifiuti non sono visti come una occasione di utilizzo e sfruttamento del territorio, ma come una risposta rilevante che bisogna dare per circoscrivere un problema e al limite creare, come il biometano e il compostaggio, un’opportunità, ma sempre per la comunità e non per pochi.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Sui due emendamenti, inviterei l’Aula a sostenerli e ad inserirli perché, comunque sia, sono indicativi di un modo di autoprodurre e autocensurarsi anche nel produrre rifiuti, come dicevamo prima. Reputo i due emendamenti da inserire e sostenere.
Mi lascia più dubbi la proposta di ordine del giorno che è in discussione, se non sbaglio, di seguito, su questo qualche perplessità l’avrei sinceramente, se oggi la Regione dovesse chiedere complessivamente la sospensione delle procedure genericamente su tutte le impiantistiche, credo che faremo qualcosa che sta al di fuori delle norme, al di fuori delle leggi e qualora dovesse essere in qualche modo preso in considerazione - non credo dal punto di vista tecnico si prenderebbero mai delle responsabilità di questo tipo con atti così generalizzati - andremo incontro anche a potenziali richieste danni da chi ha presentato legittimamente, poi si può discutere su tutto, un diritto di iniziativa. Secondo me un’eventuale sospensione va intrapresa qualora ce ne fossero alcune condizioni, molto labili, ma il discorso di prima, dei Comuni e di non aver preso in considerazione i Comuni limitrofi, può essere forse uno di questi appigli, però va anche in questo caso assolutamente approfondito.
Al di là di queste motivazioni, che si ritengono plausibili, è improponibile una generalizzata sospensione dei termini di qualcosa che prevede la legge, non di qualcosa che ci siamo inventati noi.
Questa è una mia preoccupazione, faccio presente le mie perplessità all’Aula, poi i Consiglieri si regoleranno come riterranno più opportuno.

PRESIDENTE. Ha la parola, per illustrare la proposta di ordine del giorno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Vi spiego un po’ come nasce questo ordine del giorno, anche se dopo aver sentito il parere della Giunta …
La situazione di Force la sta vivendo la maggior parte della regione perché nella mia provincia, quella di Pesaro-Urbino, sono in discussione richieste di autorizzazione per due impianti che se realizzati coprirebbero il triplo del fabbisogno prospettico di trattamento di FORSU dell’ambito territoriale provinciale, quantificato in 60.000 tonnellate per anno, essendo di 105.000 tonnellate per anno il progetto di Green Factory di Vallefoglia e di 70.000 tonnellate per anno il progetto Feronia a Barchi, non solo, questi impianti da soli coprirebbero oltre i 2/3 dell’intero fabbisogno regionale quantificato in circa 240.000 tonnellate.
Ne abbiamo discusso tanto, mi sembra che siamo tutti d’accordo sul fatto che la non approvazione dei Piani d’ambito sia una cosa gravissima, noi abbiamo portato questo argomento nella discussione in quest’Aula qualche settimana fa, purtroppo non abbiamo avuto il riscontro che ci auguravamo, però nella mozione del centrodestra c’è un richiamo a questo tema e sinceramente anche se un po’ tardivo ci ha fatto piacere.
Sappiamo che le aziende si stanno muovendo a libero mercato, vi ho appena letto che cosa sta succedendo nel pesarese, non è meno grave di quello che sta accadendo a Force, quindi, cosa abbiamo pensato noi del Movimento 5 Stelle? Visto che andrete ad approvare la vostra mozione, quella sottoscritta da tutto il centrodestra, abbiamo preso l’identico dispositivo, invece di parlare solo di Force e abbiamo messo tutte le province che si trovano in quelle condizioni, e quel dato che ha detto l’Assessore Aguzzi è riportato nel nostro dispositivo perché noi diciamo esattamente che qualora non ci sia in precedenza il coinvolgimento delle amministrazioni locali confinanti per acquisire i relativi pareri, quello che state facendo per Force, va benissimo, applichiamolo a tutte le situazioni analoghe. Non capisco perché logicamente e anche politicamente non dovrebbe essere così, questa è la nostra richiesta.
Poi se l’Assessore ha dei dubbi sull’applicazione del dispositivo dell’ordine del giorno, allora avrei dei dubbi anche sul dispositivo della mozione del centrodestra perché sono identici. Quindi, vi pregherei di riflettere, secondo me serve una programmazione che sia di stampo regionale perché non è possibile affamare questi impianti, sembra che ci siano ben sette autorizzazioni nella nostra regione, questo vuol dire un sovradimensionamento che non ci possiamo permettere anche perché, come abbiamo dimostrato ampiamente, le comunità dove si intendono realizzare gli impianti non prendono tanto bene queste vicende. Stanno nascendo dei focolai di dissenso un po’ ovunque, a Vallefoglia hanno raccolto oltre 5.000 firme in pochissimo tempo. Anche noi siamo d’accordo sul tema dell’economia circolare e sulla necessità degli impianti, non voglio dare l’impressione che siamo contrari all’impiantistica, ma l’impiantistica serve dove c’è bisogno, per il fabbisogno di quel territorio, tarata per l’ambito provinciale, così come il Piano regionale di gestione dei rifiuti prevede.
Questo non è un problema solo di Force, quindi, vi pregherei di prendere in considerazione un modo per risolverlo anche altrove sennò si creerebbe una bella differenza tra il modo in cui questa maggioranza si comporta con i territori. Vallefoglia ha lo stesso problema, lo risolviamo insieme? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Intervengo sull’ordine del giorno. Prima nel mio intervento ho fatto una provocazione ed ho detto che per me fermerei tutto, ma qual è ora la piccola differenza che dico in maniera molto chiara e che mi lascia dei dubbi su questo ordine del giorno, come per l’Assessore? Nel caso specifico di Force, come ha accennato anche l’Assessore Castelli, c’è un vizio formale nel senso che non sono stati convocati e coinvolti gli amministratori locali, c’è una motivazione che ci ha portato e ci porta a richiedere questa sospensione o comunque a soprassedere all’autorizzazione finale da parte della Provincia, questo è un aspetto specifico.
Ripeto, tendenzialmente non sono contrario, però forse è il caso di approfondire caso per caso, non so se è questa la sede, perché sul discorso della Valdaso, come dicevamo prima, noi non siamo contrari a priori all’impianto a biometano, al biodigestore, noi siamo perplessi prima di tutto per questo vizio formale e anche per l’ubicazione. Dico la verità, non so degli altri vari impianti della regione quale sia la reale condizione, la reale situazione, quindi, posso essere favorevole, anzi tendenzialmente sono favorevole, e l’ho dichiarato prima, a quello che la Consigliera Ruggeri propone, però quello che non mi fa sentire sereno nell’esprimere un giudizio è la non conoscenza dei vari casi specifici, che vorrò approfondire, come abbiamo fatto su Force. Sono circa due ore che stiamo argomentando ed anche chi non è della zona della Valdaso e di Force un po’ il problema lo ha inquadrato. Sinceramente vorrei avere lo stesso tempo e la stessa possibilità di approfondimento per Vallefoglia e per tutte le altre situazioni su cui mi potrò esprimere, altrimenti il mio potrebbe essere un giudizio tranchant verso un biodigestore in senso generale, ma non è questo perché in senso generale non sono contrario ad un biodigestore, sono contrario al biodigestore di Force per la sua ubicazione, per la mancanza di un coinvolgimento delle amministrazioni locali e perché c’è una volontà politica che nel tempo si è espressa ed ha fatto varie “serpentine” per cercare di far passare questa cosa in sordina, invece finalmente l’abbiamo smascherata e la stiamo anche giudicando in maniera pesante come merita.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. A proposito di smascherare e di questi termini che vengono usati vi rappresento - e questa è una cosa che verrà verbalizzata, come è stato verbalizzato quello che ha asserito l’Assessore, che non è Consigliere, poi ognuno di voi trarrà le conclusioni – che non è assolutamente vero che il Sindaco di Force ha incontrato l’Assessore Castelli, non sa neanche dove abbia l’ufficio, quindi, l’Assessore Castelli ha detto una cosa inesatta e a me sembra giusto riferirlo a questo Consiglio perché è stata ascoltata, visto che siamo in streaming. E’ una cosa molto grave quella che ha detto l’Assessore Castelli.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Prima ho presentato gli emendamenti, poi l’ordine del giorno, ora faccio solo un brevissimo accenno al fatto che noi con questo ordine del giorno chiediamo che in tutte le situazioni similari di Force sia adottato lo stesso metro, è una questione di giustizia, poi se scopriamo che Vallefoglia è in una situazione diversa non si applicherà l’impegno della vostra mozione.
Visto che avete parlato tanto di Force, vi dico i motivi per cui è da tanto che siamo contrari al biodigestore che si vuole fare nella nostra provincia, sono sempre gli stessi:
- la localizzazione, avevamo proposto che l’ubicazione fosse all’interno di una discarica, non certo che si andasse a consumare suolo vergine oppure che fosse, come anche Legambiente dice, all’interno di un’area industriale;
- il dimensionamento, vi ho detto prima, è di 105.000 tonnellate all’anno, vi rendete conto quanto sia sovradimensionato?
- è facilmente comprensibile che sia fatto a libero mercato e questo cosa impone? Noi abbiamo sempre chiesto che la nostra società pubblica Aset compartecipasse in modo maggioritario oppure studiasse e verificasse la capacità economica di costruirsi l’impianto da sola perché sarebbe l’unica garanzia di avere un controllo analogo. Se un impianto di questo tipo viene realizzato e gestito solo dal privato noi non avremmo modo di accertarci di come viene gestito, chiaramente penserà a fare profitto e forse non alla manutenzione.
Questi sono i tre principali motivi per cui noi siamo contrari a quel tipo di impianto, ripeto, sono d’accordo con il Consigliere Antonini che dice che l’impiantistica è necessaria, si, ma va realizzata in base alle esigenze del territorio e soprattutto dopo aver informato non solo i vari Sindaci, questione di cui voi avete discusso tanto, ma io direi anche i cittadini perché sono loro che si preoccupano delle condizioni di salute proprie ed anche del territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Io ovviamente voto contro. Il Movimento 5 Stelle alla fine è riuscito ad incartarsi perché prima la Consigliera Ruggeri in riferimento alla nostra mozione ha detto che non si può chiedere una rivalutazione né si possono chiedere verifiche ed approfondimenti perché sarebbe un’ingerenza, mentre si può chiedere di soprassedere sospendendo il provvedimento autorizzatorio unico regionale da parte della Provincia. Chiedere una rivalutazione è un’indebita ingerenza, chiedere una sospensione no.
Penso che il Movimento 5 Stelle si sia incartato - l’ha detto anche l’Assessore Aguzzi – e dicendo che le due mozioni non sono sovrapponibili non ha letto neanche la premessa dell’ordine del giorno perché dite che “entrambe le mozioni chiedono la sospensione del procedimento di autorizzazione”, capisco che nella foga uno può anche non aver letto quello che ha scritto o che gli hanno scritto, però c’è una gran confusione.
Il concetto qual è? Non sta in piedi, torno all’inizio e per questo voterò contro.
La mozione di maggioranza, ripeto, laddove confluisse in un dispositivo legittimo è condivisibile, l’ho detto prima, ma non è un dispositivo legittimo perché, ve lo ha detto l’Assessore Aguzzi, non si può chiedere ed infatti noi non lo chiediamo perché nella nostra mozione non c’è scritta la parola sospensione o interruzione, c’è solo la parola rivalutazione e se del caso revoca perché l’autorizzazione o la revoca sono provvedimenti “definitivi”. La sospensione non esiste, non esiste che un Presidente di una Giunta o un Assessore possa chiedere alle Province di soprassedere al rilascio della relazione unica, ve lo ha detto l’Assessore Aguzzi, si esporrebbe a responsabilità.
Quindi, l’oggettivo di questa mozione, come ha detto prima la Consigliera Casini, forse ve l’ho detto anch’io, è evidente ed è il tentativo di voler gettare la croce perché il un dispositivo è “irricevibile”.
Non aggiungo altro, prendo a prestito, se me lo consente, le considerazioni dell’Assessore Aguzzi al quale dico soltanto che io voto la mozione mia e della Consigliera Casini, e basta. Nella nostra mozione non c’è la parola sospensione, né interruzione, solo rivalutazione, ci sono le parole: approfondimenti e verifiche. Questo è ovvio che lo si possa fare. Perché non può, ad esempio, l’Assessore regionale disporre che gli uffici facciano le verifiche e gli approfondimenti circa l’eventuale pericolosità dell’impianto nella Val d’Aso sulla base delle matrici ambientali? Se lo ritiene è un suo diritto farlo. Può richiedere una rivalutazione sulla base delle osservazioni di amministratori locali che non sono stati coinvolti all’interno della procedura di Via, credo che questo lo possa fare, ma non potete pensare che l’Assessore regionale chieda di sospendere perché si esporrebbe ed esporrebbe la Regione ad un’azione per danni. Ammetto che una disposizione del genere sarebbe irricevibile da parte del destinatario. Quindi, voto la mozione mia e della Consigliera Casini e voto contro sul resto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Il gruppo della Lega sulla mozione n. 40 si esprime in maniera negativa, penso che l’abbiamo già detto abbondantemente, che non c’entra assolutamente con quello che è il nocciolo della questione, del problema, in sostanza si deresponsabilizza l’amministrazione provinciale e tutto un sistema che in questi anni invece aveva, e l’abbiamo dimostrato attraverso i verbali, sostenuto in maniera politica la determinata volontà di andare avanti con un progetto. Cerca invece di sviare da questa responsabilità, addirittura dando delle responsabilità, che sono esclusivamente tecniche, per i giudizi tecnici della Regione. Non c’entra il problema ed è il motivo per il quale non è condivisibile neanche una risoluzione concordata, comune, cosa che invece in altre situazioni e in futuro mi auguro possa avvenire, con presupposti diversi e con finalità diverse. Quindi, noi votiamo no.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Fratelli d’Italia voterà contro questa mozione.
Mi dispiace, la Consigliera Casini si è permessa di denigrare l’Assessore Castelli quando in Aula ha riferito quelle cose. Credo nell’Assessore Castelli, ovviamente la verità non ce l’ha in tasca, né lei né il suo compagno Sindaco del PD, quello che dispiace è che purtroppo ad oggi invece di risolvere i problemi dei cittadini della Valdaso si va accusando ancora una volta e strumentalizzando un Assessore.
Sono dispiaciuto, questo dimostra che il Partito Democratico è in grave difficoltà.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il Capogruppo Mangialardi mi ha delegato, la mia dichiarazione di voto è telegrafica, ovviamente votiamo favorevolmente questa mozione, voglio che sia chiaro che in questo atto non c’è il minimo accenno di critica, non potete scorgere il minimo cenno di critica nei confronti dell’amministrazione regionale in relazione alla quale, tra l’altro, c’è un positivo apprezzamento nella persona dell’Assessore Castelli; non c’è un cenno di critica in questa mozione nei confronti delle strutture tecniche regionali, c’è soltanto l’invito ad una rivalutazione e ad una rivisitazione.
Consigliere Antonini, noi ci rivolgiamo con questa mozione alla Regione perché non possiamo fare altro, non ci possiamo rivolgere con questo atto alla Provincia.
Come ho detto prima, ma l’ha detto l’Assessore Aguzzi, una richiesta della Regione che chiede alle Province o alla Provincia di sospendere un procedimento è se non irricevibile - le richieste politiche, è vero, non sono mai ricevibili - quanto meno “impropria”, solo per questo motivo, però, ripeto, qui non c’è il minimo cenno di critica. Quindi, noi votiamo a favore di questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Per la Giunta l’Assessore Aguzzi ha già chiarito qual è la posizione in cui si ritrova la Giunta su questa mozione e su quella dei Consiglieri Antonini e Putzu.
Vorrei chiarire quell’altra cosa perché c’è stato un grande mise understanding, è vero che nell’incontro che ebbi non c’era il Sindaco di Force, che venne da me a parlare di un’altra cosa, di un’altra iniziativa, ma non di quella, è giusto dirlo …

(interrompe la Consigliera Casini)

Guido CASTELLI. Io e il Sindaco di Force abbiamo avuto sempre rapporti, è una persona che conosco dai tempi in cui aveva altre idee, ci ho parlato, ci siamo chiariti, è la verità.
Resta vero tutto il resto che ho detto e sottoscrivo, però, ad onor del vero …, da Sindaci è una cosa normale, siccome io amo evidenziare anche qua …
Ringrazio il Consigliere Putzu, da questo punto di vista la memoria mi ha fatto difetto, parlai con lui al Palazzo dei Capitani per un’altra cosa, un’altra iniziativa imprenditoriale che non era questa, bisogna dirlo, si era sovrapposta questa situazione, però, quando è vero è vero e va detto, ma tutto il resto lo confermo ed esprimo il favore della Giunta per all’approvazione della mozione dei Consiglieri Antonini, Putzu.
Ci sono tornato apposta perché è giusto, visto che ho detto una cosa non corretta l’ho voluta precisare.

PRESIDENTE. Vorrei chiarire che la richiesta dell’Assessore Castelli è inquadrata ai sensi dell’articolo 69, nell’ambito della dichiarazione di voto un rappresentante della Giunta può esprimere la posizione della Giunta in termini di voto. L’ha fatto in parte anche per quanto riguarda una questione di natura personale sulle allegazioni della Consigliera Casini, la parola però è stata data ai sensi dell’articolo 69 nel rispetto della formalità
Passiamo alla votazione.
Mozione n. 40. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Passiamo alla mozione n. 44 e mettiamo ai voti i due emendamenti che vi ho esposto prima e che sono stati argomentati e discussi.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Favorevoli.

Emendamento 44/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Favorevoli.

Emendamento 44/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto sulla proposta di ordine del giorno, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Ribadisco la posizione della Lega e non so se di tutto il centrodestra, ci siamo parlati ed il discorso è questo: siamo favorevoli, l’abbiamo detto e lo stiamo dimostrando con l’approvazione di questa mozione che abbiamo presentato, i dubbi riguardano il rischio di generalizzare e di non entrare nel problema in maniera più approfondita.
Non so se siamo in tempo perché è da ore che ne stiamo discutendo, l’ideale sarebbe stato che la proponente avesse ritirato l’ordine del giorno per poi discuterlo e portarlo in un momento successivo per poi approvarlo tutti insieme.
Ripeto, il dubbio è che non potendo approfondire la questione rischiamo di …

PRESIDENTE. Consigliere si deve fermare, non abbiamo nessun rappresentante della Giunta, vorrei che l’attività andasse avanti con la loro presenza, come previsto dalla norma. Vedo che l’Assessore Castelli è qui …
Non è che non voglio dare la parola al Consigliere Mastrovincenzo, ma stiamo aspettando di far concludere il Consigliere Antonini, comprendo che deve prendere la parola. La forma è anche sostanza, anzi è sostanzialmente sostanza, quindi, rispettiamola per non dare adito a precedenti.
Proseguiamo con il completamento della dichiarazione di voto del Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Ho detto che se il gruppo del Movimento 5 Stelle ritira la proposta di ordine del giorno, non so se può farlo tecnicamente, noi siamo disponibili a rivederci per la prossima volta e magari concordarne uno insieme, altrimenti noi saremo costretti a votare contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo

Antonio MASTROVINCENZO. Solo per precisare che avevo già chiesto la parola prima, ma dopo giustamente è intervenuto lei, Presidente, per sottolineare che bisognava fermare i lavori ed è stato abbastanza imbarazzante non vedere per 10 minuti nessuno sui banchi della Giunta e sospendere i lavori.
Detto questo, è altrettanto sconcertante il fatto che oggi siamo qui a discutere di tutti gli argomenti interessanti, ma nel frattempo il Presidente Acquaroli e l’Assessore Saltamartini relazionano a parti sociali, categorie economiche e sociali, Sindaci, su decisioni importanti che sta assumendo la Giunta regionale, quali ad esempio l’istituzione della zona rossa per la provincia di Ancona.
Nessuno si è degnato di darci una comunicazione urgente in Aula, penso che questo sia un fatto molto grave e credo che anche i Consiglieri della maggioranza dovrebbero risentirsi per questo atteggiamento che snobba completamente il Consiglio regionale e lo snatura in maniera anche abbastanza offensiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Vorrei intervenire sulla considerazione che ha fatto il Consigliere Mastrovincenzo.

PRESIDENTE. Lei faccia la dichiarazione di voto e cita anche tutto ciò che vuole nei limiti del rispetto.

Carlo CICCIOLI. Confermo - siamo una maggioranza coesa anche se facciamo parte di gruppi consiliari diversi - quanto ha detto il Consigliere Antonini e cioè che riteniamo opportuno rivedere questo testo perché, visto che dobbiamo dare dei messaggi chiari in questo campo, l’ambito dei rifiuti è un campo minato, ci sono partiti che si sono spinti molto dentro nel campo della gestione dei rifiuti, io non conosco la vicenda di Force, quindi non mi sento di dire nulla perché quando uno parla deve dire delle cose tecnicamente fondate.
Mi sono occupato molto della discarica di Moie di Maiolati, un’altra operazione politicamente targata, e posso dire che c’erano motivi per essere perplessi, adesso è stata chiusa, grazie a Dio, in seguito alle pressioni fortissime della mia parte politica e dopo che una lista civica di centrodestra per la prima volta ha vinto le elezioni nella città.
Bisogna essere chiari e mi sento di dire questo: siamo in un momento delicato, gli ospedali stanno scoppiando, per la prima volta c’è un ragazzo di 23 anni a Torrette ricoverato in terapia intensiva senza patologie pregresse, un infermiere, mi ha colpito molto, qui c’è un Consigliere che è infermiere, tra l’altro con familiari nella zona di Ancona, una zia abita qui in Ancona, stamattina si è suicidato nell’ospedale di Busto Arsizio, lavorava nel reparto Covid, non conosco i particolari, ma probabilmente stare per mesi in un reparto …, probabilmente era fragile.
Siamo in una situazione difficile e giustamente il Presidente della Regione e l’Assessore alla salute stanno parlando con i Sindaci e con le parti sociali, che sono quelli che presidiano il territorio. Ci sarà una seduta specifica, fare critiche e dire che abbiamo proceduto male, che non c’è il personale, eccetera, diventa imbarazzante.
Si sta facendo tutto ciò che è possibile, siamo una maggioranza che, lo dico con un pizzico di ironia, sta lavorando anche quando il Governo non è presente, siamo talmente coesi e collegati che anche quando il Governo non è presente su questi banchi noi procediamo ed andiamo avanti. Siamo una maggioranza convinta di quello che fa, sia se governa sia se sta sui banchi del Consiglio.
Questi rilievi, secondo me, in un momento delicato e di emergenza mi mettono a disagio e li sento fuori posto.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Intervengo a nome della Giunta perché, come ha prima ricordato il Consigliere Ciccioli, in questi minuti sono in corso le consultazioni con gli organismi economici, le parti sociali, le amministrazioni locali, per condividere il percorso che da un punto di vista tecnico dovrebbe portare alla istituzione di una zona rossa nella provincia di Ancona.
Da questo punto di vista è buona norma …, mi dispiace, ci rammarichiamo del fatto che questa contingenza si sia sovrapposta ai lavori del Consiglio. Proprio in questo momento al settimo piano il nostro Presidente è alle prese con le categorie, anzi mi scuso per l’andirivieni anche mio perché ero parte anch’io di quel Tavolo, mentre dall’altro lato del corridoio ci sono l’Assessore Saltamartini e la Dirigente del Servizio sanità per valutare gli ultimi dati tecnici, il perfezionamento del contraddittorio con gli altri tecnici.
Credo che non sia fuori luogo definire questo momento drammatico, ci scusiamo per la farraginosità che involontariamente abbiamo determinato al corso dei lavori, però, stiamo lavorando per assumere una responsabilità molto importante anche perché, voi sapete, l’istituzione della zona rossa determina una serie di conseguenze e di pregiudizi sia di tipo sociale che di tipo economico su cui è bene raccogliere la condivisione e la valutazione di tutte le parti, specie quelle che potrebbero o potranno registrare dei pregiudizi per effetto di questa decisione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sinceramente in questo ordine del giorno, a parte il refuso che giustamente ha notato il Consigliere Cesetti per cui nelle premesse parliamo genericamente di sospensione di tutti e due gli atti, mentre il PD nella sua mozione parla di rivalutazione e revoca, credo che la cosa più importante sia l’impegno, che è scritto, perché questa Assise non abbia due pesi e due misure e ciò che viene applicato per Force, in linea teorica, credo che in una situazione simile o per essere più precisi diciamo identica, debba essere applicato ovunque nella nostra regione e per come è scritto questo impegno penso che si possa evincere solo questo.
Non si chiede di applicare la stessa procedura in situazioni differenti, tutt’altro, c’è scritto a chiare lettere che qualora il coinvolgimento delle amministrazioni locali confinanti non ci sia stato, esattamente quello che avete scritto voi nella mozione, quindi, secondo noi, si può benissimo votare la mozione e al di là di questo siamo sempre disponibili a dialogare e ad approfondire su tutte le altre realtà che riguardano anche altre province ed altri luoghi perché, come abbiamo visto prima, non è un problema solo di quella zona lì. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma delle Consigliere Ruggeri e Lupini. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto sulla mozione n. 44, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Favorevoli.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto rispetto alla mozione che ci accingiamo a votare, ovviamente contrari, ma sono curioso di vedere quale sarà l’atto amministrativo che il Presidente o la Giunta dovrà predisporre dopo aver votato questo atto, quale sarà? Cosa faranno? Una letterina che invita il Presidente della Provincia a soprassedere? Avete visto mai, parlo a tutti, qui ci sono un sacco di amministratori, tanti Sindaci, una lettera che invita a soprassedere? Ci vuole un atto amministrativo che imponga una moratoria, altrimenti stiamo dentro ad un percorso demagogico.
Guardate, non mi stupisce, ci sta, è normale, le firme che si raccolgono corrispondono un po’ ai like, contiamo i like da una parte e le firme dall’altra e allora pensiamo che quelle si possano tradurre in consensi, anzi meglio dire in preferenze, e allora non ragioniamo più nell’interesse pubblico, ragioniamo su quello che è da strumentalizzare, lo facciamo tutti, non faccio sconti a nessuno …

(interrompe il Consigliere Putzu)

Maurizio MANGIALARDI. No, Consigliere Putzu, non si tratta di capire chi, qui c’è un tema posto in un pezzo di territorio. E’ vero che non ci sono gli strumenti programmatori, non sono arrivati fino in fondo perché il Piano d’ambito l’Ata non lo ha fatto e senza quello strumento sia il pubblico che il privato si trovano dentro dei varchi che sono tutti legittimi e quando succede che ci sono iniziative …, che io saluto sempre in maniera molto positiva, perché quando il privato propone, il privato va governato!
Forse in questo caso si capisce che, come spesso accade, ci accorgiamo solo quando si sta per partire con gli atti, non si può essere sempre a conoscenza di tutti i percorsi perché è vero che distinguiamo l’atto di programmazione da quello di gestione, e allora succede che invece di trovare una soluzione, come è stata proposta dalla mozione del Partito Democratico per cercare di capire come si può ancora intervenire dentro un processo amministrativo delicato …
Qui non si tratta di trovare capri espiatori di uno o dell’altro, lasciare un cerino in mano al funzionario responsabile del procedimento della Regione o della Provincia, si pensa come quel procedimento possa essere interloquito e modificato, sapendo che non parliamo di una centrale nucleare, ma di un impianto necessario in una zona industriale, che però ha raccolto 5.000 firme, ci sono perplessità, nessuno lo ha spiegato bene e forse va ripensato.
Noi votiamo contro e il Presidente ci dovrebbe ringraziare perché poi andremo a vedere l’atto amministrativo ed io sto in questo caso con l’Assessore Aguzzi, che ha detto che non si possono mettere in campo provvedimenti che poi non incidono. Se serve, per tutti voi e tutti noi, la letterina del Presidente che invita il Presidente della Provincia a soprassedere non è una cosa seria, non è un percorso serio, lo dico per tutti, e spero che le considerazioni che ho sentito …
Guardate, ci conosciamo troppo bene con l’Assessore Castelli, da 10 anni, accettiamo le scuse, ma se non ci fosse stato l’intervento della Consigliera Casini sarebbe rimasto in tutti il dubbio ed anche qualche illazione di chissà perché era andato a sostenere un intervento nel proprio territorio, non è andata così, l’Assessore Castelli ha alzato la mano ed ha detto: “Mi sono sbagliato” e questo penso che sia un gesto importante che fa onore, chiede scusa e rende giustizia a un galantuomo, ad un grande amministratore come il Sindaco di Force, che ha a cuore quel territorio, che fa scelte in funzione delle necessità.
Oggi rispetto a quell’impianto ci sono da parte di tutti delle perplessità e tutti vorremo trovare una modalità per rimodulare l’intervento o per evitare che ci sia quel tipo di investimento, senza strumentalizzare niente perché non è più il momento.
Un voto sentitamente contrario rispetto al quale il Presidente Acquaroli quando lo leggerà, se lo leggerà, forse si renderà conto di come il gruppo assembleare del Partito Democratico abbia studiato e non strumentalizzi percorsi che portano ad un facile temporaneo consenso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Non posso che ringraziare il lavoro fatto dal Consigliere Antonini. Ho ascoltato il Consigliere Mangialardi nella dichiarazione di voto da parte del Partito Democratico in merito alla nostra mozione quando dice che non si tratta di trovare capri espiatori.
Caro Consigliere Mangialardi, state facendo credere che su questa mozione noi vogliamo trovare capri espiatori, voi non volete trovarli e risolvere il problema, ma ogni giorno fate demagogia sulla Giunta Acquaroli, mi diverto a leggere i post su facebook, mi diverto tantissimo perché ogni giorno riuscite a puntare il dito contro la Giunta Acquaroli per qualsiasi cosa e adesso fate la morale a noi?
Fossi stato in voi, l’ho già detto, magari lo ripeto per chi non ha avuto modo di ascoltarmi, non avrei neanche presentato la mozione. Lei Consigliere Mangialardi non c’era nella scorsa legislatura, c’erano i Consiglieri Casini Cesetti, entrambi Assessori, avrebbero potuto trovare una soluzione prima invece di fare arrivare il Consigliere Antonini, il sottoscritto ed altri a proporre questo, addirittura far creare un comitato della Valdaso. Su questo sono dispiaciuto, così come sulla questione dell’Assessore Aguzzi che è stato molto puntuale, che dice un’altra cosa, precisamente che non è di competenza della Regione Marche, ma della Provincia di Ascoli Piceno, come lo sappiamo tutti.
Noi non vogliamo puntare per forza il dito contro qualcuno, penso che questa maggioranza ancora una volta con questa mozione fa ciò che avrebbe dovuto fare il Partito Democratico qualche tempo fa, ancora una volta dobbiamo sostituirci a voi, purtroppo, per le vostre inadempienze, Giustamente la Consigliera Casini ha detto che non ne sapeva nulla, non sapere quello che succede vicino casa mi fa capire che avete perso il contatto con il territorio, il 22 settembre è stato dimostrato e mi ha fatto molto piacere.
Fratelli d’Italia è convintamente a favore di questa mozione, sarà poi una letterina o sarà altro lo vedremo, ma di certo noi abbiamo ascoltato i Sindaci, di certo noi li abbiamo coinvolti in questa azione, di certo questa mozione è stata sollevata anche dai Sindaci, addirittura della vostra parte politica, il che significa che siete fuori strada.

PRESIDENTE. Mozione n. 44, così come emendata. La pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. La mozione n. 41 dei Consiglieri Latini, Rossi, Marcozzi, Pasqui è stata ritirata.
Ha la parola il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Ritiriamo la mozione n. 43. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Sono d’accordo a discutere la mozione n. 45 nel prossimo Consiglio.

PRESIDENTE. A questo punto, prima di chiudere il Consiglio, dobbiamo mettere in votazione il rinvio di tutti gli atti che non sono stati discussi e votati.
Rinvio delle interrogazioni a risposta immediata nn. 103 e 105, delle interrogazioni nn. 75 e 97, della mozione n. 47 abbinata all’interrogazione n. 62, delle mozioni nn. 39 e 45. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16,05