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Resoconto della seduta n.167 del 30/06/2020

SEDUTA N. 167 DEL 30 GIUGNO 2020

La seduta inizia alle ore 10,35

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi, buona giornata. Dichiaro aperta la seduta n. 167 del 30 giugno 2020. Do per letto il processo verbale della seduta n. 166 del 23 giugno 2020, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Sull’ordine dei lavori

La Conferenza dei Presidenti di gruppo ha dato parere favorevole sul rinvio del punto 14 all’ordine del giorno (mozioni nn. 608, 678, 690 e 717) e sull’anticipazione della proposta di legge 345 (sarà posta al punto 1 bis), quindi se non ci sono opposizioni diamo per approvate queste modifiche. Ci sarà poi l'iscrizione d’urgenza di un'altra proposta di legge, ma questo lo faremo quando sarà in Aula il Presidente Traversini.

Interrogazione n. 1035
ad iniziativa dei Consiglieri Maggi, Busilacchi, Giancarli
“Immobile della Regione Marche ‘Casa del Mutilato’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1035 dei Consiglieri Maggi, Busilacchi, Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Con l'interrogazione di cui all’oggetto, riguardante la permuta del fabbricato regionale denominato “Casa del Mutilato” con due padiglioni di proprietà Asur collocati presso l’ex Cras di Ancona si chiede, in particolare, di conoscere:
1) quali atti sono stati compiuti per la cessione all'Asur;
2) i termini giuridici della permuta rendendo pubblico l'intero atto di permuta;
3) le tempistiche di realizzazione del restauro;
4) il progetto di recupero funzionale architettonico del Palazzo;
5) le parti destinate alla fruizione pubblica;
6) la previsione della restituzione definitiva alla città.
In relazione a quanto sopra, si specifica quanto appresso:
Circa il punto 1, per la cessione all'Asur della “Casa del Mutilato” la Regione ha provveduto ad autorizzare la trattativa per la permuta immobiliare con deliberazione n. 747 del 2019; la medesima deliberazione approvava anche lo schema di accordo da sottoscrivere con Asur.
La medesima indicazione gestionale è stata ribadita, nell'ambito delle periodiche di riclassificazioni dei beni immobili e revisione del piano di alienazione, con deliberazione n. 923/2019.
Lo schema di accordo approvato con la sopracitata d.g.r è stato sottoscritto in data 30 dicembre 2019, le delibere ovviamente erano di molto tempo prima.
Allo stato attuale si sta provvedendo, mediante atto notarile, alla definizione della permuta immobiliare, previa acquisizione del parere favorevole alla permuta da parte della Sovrintendenza, parere chiesto dall'Asur in data 15 giugno 2020.
I termini giuridici della permuta sono quelli rinvenibili nell'allegato della più volte menzionata d.g.r. 747/2019, pubblicata tramite i consueti canali istituzionali della Regione (BURM, www.norme.marche.it). La versione sottoscritta dell'atto (dal Dirigente della P.F. Tutela del territorio di Ancona e gestione del patrimonio, da parte della Regione e dal Direttore amministrativo dell'Asur da parte dell'Asur), in ragione della sua natura di scrittura privata, non è soggetta a obbligo di pubblicazione, restando comunque ferme le prerogative dei Consiglieri regionali all'accesso alla medesima e, altresì, la possibilità di accesso civico generalizzato da parte dei singoli amministrati e della collettività.
Circa il progetto di recupero del palazzo e la tempistica di realizzazione del medesimo, allo stato attuale non è possibile fornire indicazioni precise in quanto Asur potrà definire il relativo progetto e i tempi solo successivamente alla formale acquisizione dello stabile, che ovviamente necessita del parere, come ho detto prima, della Soprintendenza.
Circa le porzioni di stabile da destinare alla fruizione pubblica, valgono le prescrizioni impartite dalla competente Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche. Si evidenzia che, nella autorizzazione rilasciata precedentemente all'indizione delle varie aste per il tentativo di vendita, detta Soprintendenza aveva stabilito che "deve essere assicurata la fruibilità pubblica delle parti dell'edificio particolarmente rappresentative". Si fa anche presente che in data 15 giugno 2020, da parte di Asur, è stata richiesta nuovamente l'autorizzazione alla medesima Soprintendenza per l'intera operazione complessiva riguardante la permuta di "Casa del Mutilato" con i padiglioni Cras, poiché entrambe le tipologie di beni sono soggette a tutela.
Le prescrizioni finali circa la fruibilità pubblica di parte di detti fabbricati, quindi, verranno determinate, a breve, in sede autorizzativa e saranno vincolanti in sede di redazione progettuale, da parte di Asur per la Casa del Mutilato, da parte della Regione per i padiglioni ex Cras.
Circa la definitiva restituzione alla città dell'immobile di che trattasi, non è ben chiaro cosa con detta espressione si intenda. Ipotizzando si tratti del completamento del recupero funzionale, il medesimo, come sopra specificato, è comunque condizionato temporalmente da:
- autorizzazioni e prescrizioni della Soprintendenza;
- cessione dei beni mediante atto notarile;
- redazione di un progetto di recupero che tenga conto delle prescrizioni della Soprintendenza;
- ultimazione dei lavori.
Al di là della risposta redatta dagli uffici in termini burocratici, debbo dire molto puntuale e precisa, la permuta del Palazzo del Mutilato è stata autorizzata con la delibera 747/2019 e successivamente c'è stata l’adesione di Asur, l’ho riferito anche in quest'Aula. Abbiamo portato a casa questo straordinario risultato.
Capisco le pressioni dei Comitati, che ho ricevuto più volte, però secondo me dovrebbero essere soddisfatti e ringraziare a mani giunte l'amministrazione regionale ed anche alcuni Consiglieri regionali, tra cui Maggi, Giancarli e Busilacchi, che hanno condiviso le decisioni di questo Assessore, antecedenti rispetto alle sollecitazioni.
Definii in quest'Aula scellerata la scelta operata a quel tempo di abbandonare quel palazzo, che è la storia anche della città capoluogo di Regione e che era stato sede del Consiglio regionale, probabilmente fin dagli albori, di lasciarlo a se stesso. Lasciarlo, come si dice, all'ingiuria del tempo ed all'incuria degli uomini è stata una scelta scellerata ed io appena ho preso possesso dell'Assessorato, uno dei primi atti che ho fatto è stato quello di fare un intervento sul tetto perché addirittura ci pioveva (sotto soglia, sotto i 40.000 euro), ed il secondo invece riguardava il recupero dell’immobile di via Oberdan per riportare gli uffici Asur in centro, era propedeutico a questo tipo di operazione e mettemmo bilancio a quel tempo …. Tramite il Consigliere Busilacchi, che si interessò in prima persona, c'era l'idea di assegnare parte di quegli immobili, addirittura, alla Prefettura e al Ministero degli interni per il tramite della Prefettura, quell'operazione non andò in porto, ma noi mettemmo a bilancio la somma di 300 mila euro per fare un minimo intervento di “mantenimento” di quello straordinario immobile.
Abbiamo concluso questa operazione “immobiliare” che, lo dico senza alcuna enfasi, è la più rilevante di questo governo regionale, perché noi non facciamo degli immobiliaristi. Non è soltanto il recupero del Palazzo del Mutilato, la restituzione ai suoi antichi splendori alla città capoluogo, che poteva avvenire solo tramite l’Asur, perché ci andranno gli uffici dell'Asur, li riportiamo al centro e con questo, tra l'altro, abbattiamo ulteriormente i canoni di locazione e nel contempo noi prendiamo da Asur i padiglioni dell’ex Cras, che sono altri immobili importantissimi, tant'è che sono soggetti a tutela da parte delle belle arti. Li vogliamo recuperare per portarci gli uffici regionali come l’Assam, l’Arpam. Questa è l'operazione che faremo, l'abbiamo conclusa, manca l'atto notarile, come scritto nell'interrogazione, lo dico al Consigliere Maggi, purtroppo bisogna attendere per la parte del Cras il parere della Soprintendenza.
Sappiamo bene, signori, che il parere delle Soprintendenze molto spesso paralizzano l'attività in questo nostro Paese, spero che arrivi il prima possibile, però credo che ci dovremmo rallegrare per l'operazione che, dal nostro punto di vista, è andata in porto, perché le decisioni sono state prese e non appena ci sarà questo parere, per quel che ci riguarda, tutto verrà completato con la massima celerità.
Da ultimo voglio dire che questo intervento ha consentito di recuperare l’immobile di Via Cialdini, grazie sempre alle decisioni di questa amministrazione, alle vostre sollecitazioni e alla vostra vicinanza. Era uno stabile occupato abusivamente da poveri cristi, noi l’abbiamo liberato dando una sistemazione degna a quelle povere persone, che lì tra l’altro ci stavano in modo indegno, poi cosa abbiamo fatto? La permuta ci ha liberato 300 mila euro che abbiamo destinato al recupero del Palazzo di Via Cialdini.
Tra l’altro con Via Cialdini … Presidente, sto rispondendo ad un'interrogazione, declinando dei fatti importanti che sono la conseguenza di mozioni che questo Consiglio ha approvato e che la Giunta puntualmente ha eseguito, se poi non volete saperli io mi taccio, però credo che sia interesse di questo Consiglio sapere che l’immobile di Via Cialdini l’abbiamo liberato, ci abbiamo destinato le risorse, qualche giorno fa è stata autorizzata l'acquisizione di un altro immobile che proietta quell’immobile sul mare, quindi gli darà un valore molto più rilevante. Abbiamo trovato ulteriori finanziamenti e parte di quell'immobile, tra l'altro, la andremo a destinare per quelle associazioni che tante volte sono state sollecitate dalle vostre mozioni, Consiglieri Maggi, Giancarli e Busilacchi. Voglio dire semplicemente, declinando i fatti, che la Giunta ha fatto il proprio dovere e come sempre, questo non è scontato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ringrazio l'Assessore Cesetti della risposta che mi trova completamente in dissenso con quello che è stato detto, perché sono cose che già sapevamo, è la cronistoria di un processo che già conoscevamo. Quello che mi meraviglia è: 1) il dirigente che ha scritto, non so chi sia, dice cosa significa restituire alla città il Palazzo del Mutilato, ma come “cosa significa”, un rudere all'ingresso della città di Ancona capoluogo dimostra l'incuria e l'abbandono della politica e dà un'immagine deleteria della città rispetto ad un monumento storico importante. Cosa significa restituire un palazzo di quel valore alla città? Ma come cosa significa, secondo me chi ha scritto “cosa significa” dovrebbe fare dei corsi accelerati per capire come funzionano le cose, la politica in particolare, e la convivenza civile in generale.
Certo che so che il parere della Sovrintendenza richiede un iter lungo, ma l’Asur, l’ha detto lei, caro Assessore, l’ha chiesto 15 giorni fa, il 15 giugno 2020.
Sulla carta tutto è stato architettato e di questo ovviamente la ringraziamo, soprattutto gli anconetani, ma il parere dall’Asur è stato richiesto il 15 giugno 2020, dopo che lei l'anno scorso ci aveva dato questa notizia che ci aveva riempito di grande soddisfazione e di questo l’abbiamo ringraziata.
La ringraziamo anche adesso, ma questa cosa morirà con la legislatura e tutto sarà rinviato alla prossima. Noi siamo preoccupati perché chi verrà dopo non avrà questa sensibilità, non avrà questa attenzione, sia degli anconetani e dei comitati che dei Consiglieri, magari saranno più sensibili di noi, però a noi premeva la certezza di una soluzione veloce. Quindi prego l’Assessore, prego il Presidente, di sollecitare l’Asur a chiedere questo parere in quanto ha dimostrato di tenere in poco conto questa operazione, visto che il parere alla Sovrintendenza, considerato che l’iter è lungo di suo, lo ha chiesto il 15 giugno. Sono insoddisfatto di questo andamento e le sono grato se cortesemente mi darà la copia della sua risposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo semplicemente per dire che la Giunta regionale ed anche l'Asur hanno già deliberato, quindi quelli che verranno dopo, a meno che non avranno il coraggio e l'irresponsabilità di revocare quegli atti, non dovranno fare altro che eseguirli.
Io non voglio giustificare l’Asur anche perché non rispondo del suo operato, però c'è da dire una cosa: questa è un'operazione molto complessa e rilevante anche sotto il profilo dell'impegno economico, quindi l’Asur prima di adottare gli atti avrà dovuto pensarci un po’ perché non è che si acquisisce l’immobile e finisce lì, ma si deve ristrutturare per restituirlo alla città, l’ho detto prima.
Ovviamente il funzionario ha fatto una risposta tecnico/burocratica, ma quante volte ci siamo detti che la restituzione significa riportarlo innanzitutto al suo antico splendore, con la possibilità anche di una parziale fruibilità pubblica, che è stata prevista, perché è stata imposta dalla Sovrintendenza, che deve dare il parere.

Interrogazione n. 928
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“Fornitura pannoloni da parte del S.S.N.”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 928 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. La condizione di gravità del paziente norma il quantitativo di cui ha necessità, inoltre con la nuova gara è previsto che l’utente possa scegliere la tipologia di prodotto a lui più adeguato.
Questa gara regionale ha un unico fornitore per tutte le 5 Aree vaste tra l'altro da questa ditta vengono già rifornite le Aree vaste 5, 3, 2, mentre le vaste 4 e1 erano rifornite da un’altra ditta. Aree
Cosa significa? Significa che la norma, già recepita dal provvedimento regionale, fissa un valore massimo riferito ai casi di maggior gravità ed è fino a. Essendo fino a, c’è una gradazione della fornitura che viene stabilita dal medico che ne fissa il quantitativo necessario per famiglia fino a fissare il tetto massimo, quindi la delibera sotto il profilo delle quantità rispetta perfettamente la legge e le sue indicazioni.
Dare a tutti il massimo non è quello che prevede la legge perché stabilisce una gradazione, oltretutto, non sono aspetti amministrativi, ma sanitari, quelli che gestiscono il quantitativo ottimale. Il tipo di scelta e di distribuzione procede nei meccanismi della gara, con una particolarità che permette anche, perché ci sono esigenze diverse, di poter scegliere fra diversi prodotti, perché non tutti utilizzano o hanno bisogno degli stessi ausili.
Lo dico anche per esperienza familiare, a seconda della patologia, servono dispositivi diversi.
In tutte situazioni di erogazione, domicilio e ritiro in farmacia, il paziente aveva ed ha la necessità di recarsi al Distretto per il rilascio dell’autorizzazione in quanto il diritto è basato non solo sulla certificazione del medico, ma anche sulla presenza di altre condizioni, invalidità civile in fase di riconoscimento e riconosciuta, quindi, per quanto riguarda questo aspetto nulla è cambiato.
Il Distretto può autorizzare su certificato medico per assistiti con incontinenza grave fino a 120 pezzi, tetto massimo indicato dai nuovi Lea, sempre scegliendo i prodotti più confacenti per l'assistito, non è cambiato nulla.
Una situazione diversa si verifica nell’Area vasta 2, per i Distretti di Ancona, Senigallia e Fabriano, fino a dicembre scorso, non avendo la gara in corso, i dispositivi medici autorizzati venivano ritirati presso le farmacie convenzionate senza costi per l'assistito, con una situazione di privilegio perché potevano, a maggior ragione, scegliere quello che più gli aggradava. Questi pazienti oggi ricevono al proprio domicilio gli ausili autorizzati dal Distretto su loro indicazione e scelta, quindi il disagio non si è aggravato, anzi con questa nuova modalità non devono recarsi dal medico per fare la ricetta e non devono recarsi a ritirare gli ausili presso le farmacie. Consegna a domicilio che in questo periodo è stata apprezzata ancora di più che in passato con tutti i problemi di distanziamento sociale.
Non esiste alcuna limitazione dal punto vista sia quantitativo che qualitativo, in quanto la gara è stata espletata con un rapporto qualità/prezzo 70/30 (70 qualità e 30 prezzo), a garanzia di una qualità elevata.
L’Asur procederà ad un monitoraggio circa le eventuali problematiche segnalate dagli utenti per effettuare controlli sulla conformità del prodotto fornito a quello sottoposto.
Rispetto al dubbio che sia stata sacrificata la qualità per ragioni economiche, in realtà la gara ha privilegiato l’aspetto qualitativo su quello economico in senso stretto, ha seguito dei principi secondo me molto sani perché quando si tratta di ausili che vanno alle persone giustamente non si può pensare che la qualità sia un fatto indifferente. Rispetto alle preoccupazioni so che era partita una campagna che non capiva perché a tutti non si dava il massimo, semplicemente perché la legge non lo prevede, ma stabilisce che ci sia un'analisi di tipo medico per la gradazione del servizio e la consegna a domicilio che in una prima fase, mi ricordo molto bene, ha creato polemiche, penso che a regime, specialmente durante il Covid, tutti siano stati più che contenti di avere la consegna a domicilio, come è stato fatto per tanti altri prodotti.
Credo che questi siano i punti di risposta all’interrogazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Finalmente ha risposto in prima persona. Come possono essere soddisfatti gli interroganti se non si ha una risposta soddisfacente alle domande? Io sono soltanto un tramite di quello che mi viene detto e che mi viene anche dimostrato. La qualità di questi dispositivi di continenza è veramente … Ringraziamo Dio che non lo si porti usato, quando un dispositivo non fa il suo dovere e passa, si bagnano i materassi, le carrozzine, ci rendiamo conto!

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Marzia MALAIGIA. No, non lo dico io, me lo dicono, me l'hanno fatto anche vedere, è migliore la traversina del mio cane.

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Marzia MALAIGIA. Lo sto dicendo perché mi è stato fatto vedere, passa attraverso il materasso, non lo so …

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Marzia MALAIGIA. Mi prendo la responsabilità di quello che dico, perché ho visto con i miei occhi che passa attraverso … Se qualcuno si lamenta, evidentemente è così, altrimenti non ci stiamo a divertire.

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Marzia MALAIGIA.Non lo so, non so nemmeno di che ditta è, in certi casi non funziona, perché sono state tante le lamentele che mi sono state rivolte, ho verificato, ho visto effettivamente carrozzine bagnate e materassi bagnati, di fronte all'evidenza …, non lo so!.
Sulle domande, non so, a voi funziona tutto, nella carta funziona sempre tutto, le tabelle riportano sempre l'ottimo, però, guarda caso, gli utenti sono sempre insoddisfatti. Come la spiegate questa cosa? Abbiamo la migliore sanità d'Italia e la gente si lamenta, abbiamo i migliori dispositivi e la gente si lamenta, ci sono liste d'attesa sempre più lunghe, e non è il Covid, e la gente continua a lamentarsi, ma cos’è non abbiamo nient'altro da fare? Non lo so, guardi, sono insoddisfatta anche a nome di quelle persone che aspettavano una risposta a questa interrogazione perché tutti i giorni, in diverse ore del giorno, si ritrovano con queste problematiche. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

Interrogazione n. 929
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Conferimento incarichi presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 929 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Punto 1, il dottor XY risulta iscritto presso un elenco aggiornato dei soggetti idonei alla nomina a direttore amministrativo delle aziende del SSR della Regione Sicilia, ancora in corso di validità, stante l'ultimo aggiornamento eseguito il 12 dicembre 2018.
Punto 2, l'atto con cui il direttore generale dell'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona ha nominato quale direttore amministrativo il dott. XY, iscritto nel predetto elenco regionale, è coerente con la prescrizione dell'articolo 3 del d.lgs. n. 171/2016, a mente del quale "Il direttore generale [...] nomina il direttore amministrativo […] attingendo obbligatoriamente agli elenchi regionali di idonei, anche di altre regioni, appositamente costituiti". Lo dice la legge a noi che interessa!
Punto 3, la nomina, per quanto sopra evidenziato, risulta legittima.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. La situazione è questa, io non sono contro XY, sono per le cose che devono essere fatte in modo trasparente e legittimo.
Il dottor XY è stato nominato e non era iscritto nell'Albo della Regione Marche, non c'entra niente quello che lei ha detto. Il dottor XY è stato iscritto nell'elenco dopo la nomina, andate a vedere la determina, è così, io il can per l’aia non lo meno, l’Assessore probabilmente lo fa.
Il funzionario che ha scritto la risposta all'Assessore sarebbe da cacciare e se non lo volete cacciare non dategli più di 2.000 euro all'anno, allora probabilmente impara, perché sentirsi prendere in giro … Anche lei Assessore perché ha letto una cosa che altre persone le hanno preparato, è così, il dottor XY al momento della nomina non era Iscritto nell'Albo della Regione Marche, queste sono le cose.
Un minimo di dignità, qualcuno potrebbe dire …

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Sandro ZAFFIRI. Si, in Sicilia, in Tunisia era iscritto, se chiediamo un ulteriore verifica era iscritto nell'elenco della Tunisia!
Lo dico anche per questa struttura, un minimo di dignità da parte delle persone che rispondono alle interrogazioni dei Consiglieri, non può essere che in 5 anni di interrogazioni si risponda sempre allo stesso modo, i jukebox non ci sono più, bisogna dirlo a questi dirigenti, si metteva il gettone, si ascoltavano le canzoni e si ripeteva sempre la stessa musica.
Credo che le cose vadano fatte nel modo più trasparente possibile, qui purtroppo non c'è stata trasparenza. Lei Assessore ha letto, ma a chi le ha preparato la risposta credo che vadano tirate le orecchie. Grazie.

Interrogazione n. 933
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Infestazione Tarlo Asiatico nella regione Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 933 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. In nome e per conto dell'Assessore Casini, che in questo momento è impegnato altrove, rispondo all'interrogazione del Consigliere Fabbri, ci sono delle tabelle che poi le consegnerò e che non leggerò per brevità.
Punto 1. Nelle Marche sono attualmente presenti n. 6 focolai e l'autorità competente, ossia il Servizio fitosanitario regionale (SFR), con Decreto del Dirigente n. 88 del 14 aprile 2020, ha da poco aggiornato le zone delimitate alla luce dei controlli ufficiali dell'organismo nocivo (continui monitoraggi sul luogo e controlli in laboratorio di parte di piante e degli insetti). Le mappe sono riportate nel sito curato dal Servizio fitosanitario regionale - Assam.
Si ricorda che le zone delimitate dove vi è presenza dell'insetto sono costituite da:
a. una zona infestata in cui è confermata la presenza dell'organismo nocivo e include tutte le piante soggette ad attacco del tarlo asiatico con sintomatologia;
b. una zona cuscinetto con un raggio di almeno 2 km. oltre i confini della zona infestata.
I comuni coinvolti nella zona infestata sono:
• Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Tre Castelli e Senigallia in provincia di Ancona;
• Civitanova Marche in provincia di Macerata;
• Belmonte Piceno, Grottazzolina, Magliano Di Tenna, Monte Giberto, Montegiorgio, Montottone, Ponzano Di Fermo, Fermo, Porto San Giorgio, Rapagnano, Sant'Elpidio a Mare, Torre San Patrizio in provincia di Fermo.
Per quanto concerne la zona cuscinetto i comuni coinvolti sono:
• Belvedere Ostrense, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Tre Castelli e Senigallia in provincia di Ancona;
• Civitanova Marche in provincia di Macerata;
• Belmonte Piceno, Falerone, Fermo, Monsampietro Morico, Monte Giberto, Montegiorgio, Monteleone Di Fermo, Monterubbiano, Monte San Pietrangeli, Monte Urano, Monte Vidon Combatte, Monte Vidon Corrado, Montottone, Ponzano Di Fermo, Porto San Giorgio, Rapagnano, Sant' Elpidio a Mare, Servigliano, Torre San Patrizio in provincia di Fermo.
La sorveglianza del territorio marchigiano per la ricerca del tarlo è effettuata in maniera sistematica dal Servizio fitosanitario regionale nel corso dell'anno, con particolare intensità nei periodi autunnali e invernali quando le piante sensibili sono prive di foglie. I controlli effettuati dopo la data di approvazione dell'ultimo Decreto (inizio aprile) non hanno evidenziato la presenza di nuovi focolai al di fuori delle zone già delimitate riportate in tabella.
In sintesi si conferma la presenza dell'organismo nocivo nelle province di Ancona e di Macerata con una zona infestata e nella provincia di Fermo con quattro zone infestate.
Punto 2. Ai sensi e per effetto dell'articolo 8 della richiamata Decisione di Esecuzione (UE) 2015/893 della Commissione del 9 giugno 2015, gli Stati membri trasmettono alla Commissione e agli altri Stati membri una relazione contenente un elenco aggiornato di tutte le zone delimitate istituite a norma dell'articolo 7 della medesima Decisione di Esecuzione, nonché la loro descrizione, informazioni circa la loro posizione, mappe che ne indicano i confini e le misure che gli Stati membri hanno adottato o intendono adottare.
Il Servizio fitosanitario centrale presso il Ministero delle politiche agricole ha il compito di approvare la suddetta relazione ed inserirla in un sistema informatico per il trattamento delle informazioni e per i controlli ufficiali (Europhyt) al quale si rimanda per una consultazione di dettaglio. Di seguito si riporta il quadro di sintesi del numero delle piante infestate, suddiviso per zona focolaio, per le quali sono state attuate le procedure di abbattimento e distruzione necessarie ai fini dell'eradicazione:
Zona infestata: Fermo, Grottazzolina – Asite, Focolaio 2013 – n. totale piante infestate n. 4.387 – n. totale piante infestate abbattute n. 2.622;
Zona infestata: Fermo, Focolaio 20139– n. totale piante infestate n. 6 – n. totale piante infestate abbattute n. 2;
Zona infestata: Sant’Elpidio a Mare (FM), Focolaio 2020 – n. totale piante infestate n. 11 - n. totale piante infestate abbattute n. 11;
Zona infestata: Porto San Giorgio (FM), Focolaio 2015 – n. totale piante infestate n. 25 – n. totale piante infestate abbattute n. 25;
Zona infestata: Civitanova Marche (MC), Focolaio 2019 – n. totale piante infestate n. 13 – n. totale piante infestate abbattute n. 13;
Zona infestata: Ostra (AN)*, Focolaio 2016 – n. totale piante infestate n. 4.540 – n. totale piante infestate abbattute n. 3.150;
Totale piante infestate n. 7.982 - n. totale piante infestate abbattute n. 5.825.
Attualmente sono in corso le operazioni di abbattimento in sei cantieri a Ostra e due cantieri nella provincia di Fermo. Nelle altre zone infestate, al momento non è stata accertata nessuna nuova pianta infestata dall'organismo nocivo in questione.
Punto 3. Come descritto al punto precedente il Servizio fitosanitario regionale effettua le attività di monitoraggio e di sorveglianza fitosanitaria con il proprio personale e con la collaborazione dei tecnici dei Centri agrometeo locali dell'Assam.
Nonostante la norma nazionale (Decreto Legislativo n°214/2005) stabilisca che le misure fitosanitarie di abbattimento e distruzione di piante infette e/o infestate da organismi nocivi da quarantena sono a cura e spese del proprietario, la Regione Marche e in parte l'Assam hanno finanziato l'applicazione delle suddette misure, nonché realizzato attività dì divulgazione e informazione, per un importo complessivo pari a 946.814,79 euro.
Dal 2017 la Regione Marche ai sensi del comma 1 lettera i), dell'articolo 14 della legge regionale n. 13/2013 ha affidato al Consorzio di Bonifica delle Marche le attività di supporto tecnico ed operativo per dare attuazione al piano d'azione regionale approvato con delibera di Giunta regionale n. 1730/2013 nel rispetto delle disposizioni di cui alla decisione di esecuzione 893/2015 e delle disposizioni attuative e prescrizioni del Servizio fitosanitario regionale. In particolare il Consorzio di Bonifica delle Marche esegue le misure di abbattimento e cippatura delle piante infestate ed eventualmente di quelle sensibili nel raggio di 100 metri dalle piante infestate sulla base delle indicazioni operative fornite dal Servizio fitosanitario regionale.
L'Assam su proposta della Vicepresidente, ha promosso l'iniziativa di mettere a disposizione dei soggetti sia pubblici che privati, che ne facciano richiesta, la fornitura, a titolo gratuito, di nuove piante appartenenti a generi botanici che possono essere messi a dimora nelle zone infestate (non sensibili agli attacchi dell'insetto) coltivate nei vivai forestali della Regione Marche in gestione all'Assam stessa. Tale iniziativa vuole rappresentare una risposta per cercar di mitigare il depauperamento della flora nei contesti urbani e rurali delle zone interessate dalla avversità.
Nelle zone agricole le piante tagliate hanno la capacità di ricacciare e quindi di ricostituirsi, mentre nelle zone a parco, giardino, eccetera, possono essere reimpiantate essenze al di fuori dell'elenco suddetto delle suscettibili.
Punto 4. In particolare il Servizio fitosanitario regionale e il Consorzio di Bonifica delle Marche proseguiranno nello svolgimento delle seguenti attività:
a. monitoraggio rinforzato del territorio;
b. abbattimento delle piante infestate;
c. attività di informazione e formazione attraverso l'utilizzo di strategie comunicative diversificate in base al target coinvolto, finalizzate a creare una maggiore consapevolezza dell'impatto delle problematiche fitosanitarie sull'ambiente e sulla popolazione;
d. coinvolgimento delle amministrazioni e dei cittadini nell'attuazione delle misure;
e. coinvolgimento degli enti deputati alla gestione del territorio in ambiti particolari (alvei fluviali, strade) per l'individuazione e la messa in atto di strategie di intervento specifiche;
f. potenziamento dell'attività di controllo nelle zone delimitate al fine di valutare situazioni di rischio di diffusione dell'organismo nocivo e contrastare comportamenti non in linea con la strategia di eradicazione del parassita.
La sottomisura è volta a sostenere gli interventi per ridurre gli effetti sul potenziale agricolo di calamità naturali di natura biotica, destinata nello specifico a favorire investimenti per azioni di prevenzione a livello territoriale contro la diffusione del tarlo asiatico, preso atto che l'insetto rappresenta una grave minaccia in generale al patrimonio vegetale regionale e in particolare al potenziale produttivo agricolo del settore vivaistico regionale, come evidenziato dall'analisi di contesto.
Verranno finanziati i seguenti interventi da realizzare nelle aree a rischio di gravi danni al potenziale produttivo agricolo delimitate con provvedimenti del Settore fitosanitario della Regione Marche e secondo le modalità da questo definite:
1. l'eliminazione delle piante di specie sensibili: Anoplophora glabripennis o «tarlo asiatico del fusto» attraverso il loro abbattimento e successiva distruzione;
2. la sostituzione delle piante abbattute con specie autoctone resistenti.
Poiché le piante specificate sono presenti sia su terreni demaniali che su superfici private, l'eliminazione delle stesse richiede una gestione collettiva a regia pubblica dal momento che i territori vulnerabili sono caratterizzati da un'estrema parcellizzazione delle aziende agricole e delle proprietà fondiarie. In queste condizioni un approccio individuale al problema risulta di difficile praticabilità.
Sulla base dell'esperienza maturata, un'efficace azione di prevenzione e successivamente di ripristino del potenziale produttivo richiede interventi pianificati a livello territoriale e gestiti da enti pubblici che dispongano di strumenti e di competenze adeguate, che saranno i beneficiari della sottomisura
Punto 5. In applicazione della Decisione di Esecuzione UE 2015/893, del piano d'azione regionale n. 2013/1730, si attuano:
a. sopralluoghi ispettivi, ad ogni ciclo di lavoro, nelle aree di cippatura del legname infestato;
b. attività di valutazione del rischio fitosanitario nei siti di produzione, commercio, lavorazione e utilizzo di legname e imballaggi di legno collocati in zone delimitate per Anoplophora glabripennis;
c. vigilanza fitosanitaria nelle aree di produzione/commercio di piante, legname o imballaggi;
d. vigilanza fitosanitaria sullo spostamento di legname originario o introdotto in zona delimitata per tarlo asiatico;
e. controlli nei cantieri di abbattimento di piante infestate solamente nel corso di operazioni finanziate con fondi della Regione Marche o dell'Assam.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. La situazione, Assessore Sciapichetti, è critica su questo aspetto, perché noi ci trasciniamo questo problema dal 2013 e non essendo ancora stato preso di petto, come si suol dire, non è stato eradicato, dico eradicazione visto che parliamo del tarlo asiatico.
Ha detto che abbiamo speso fino adesso 946 mila euro, abbiamo 6 focolai e il discorso è quello di prendere, come è stato fatto per il Covid con il lockdown, la situazione in maniera precisa, definitiva e risolutiva.
Io so di problemi, di ritardi nell'esecuzione, di lavori fatti parzialmente perché poi finiscono i budget, di controlli non sempre puntuali sul fatto che il taglio del legname venga cippato, la cippatura viene distrutta, gestita e trasportata in maniera adeguata, con il rischio di moltiplicare le zone del focolaio.
L'interrogazione aveva il compito di accendere l'attenzione su questo per dire: spendiamo anche 1 milione in più però tentiamo di risolvere per sempre questo problema, altrimenti aumenteranno i focolai, le zone infestate e i danni a tutta la flora e la fauna annessa e le piante che vengono rovinate si ampliano negli anni e noi siamo responsabili anche del patrimonio boschivo delle regioni confinanti.
La mia accorata richiesta è quello di dire: siccome gli investimenti sono importanti, ma non stratosferici, risolviamo il discorso una volta per tutte. Andiamo in maniera profonda ad eradicare i focolai da tutte le piante infette, mettiamo d'accordo, giustamente, quando siamo in presenza di diversi privati, facendo capire in maniera approfondita qual è il rischio che l'ecosistema subisce dall'infestazione del tarlo. Risolviamo il problema, quindi, maggiore efficienza nell'esecuzione delle operazioni di contrasto al dilagare di questi focolai.
Mi ritengo parzialmente soddisfatto della risposta. L'interrogazione è di gennaio, il documento della Regione, a cui facevo riferimento all'inizio dell'atto, è di aprile, sono contento di aver provocato un approfondimento su questo tema, ora va risolto una volta per tutte, altrimenti non ne verremo fuori e tra 10 anni saremo ancora qui a dire che i focolai sono diventati 15, perché nel 2013 era uno solo e in questi anni l'azione non è stata decisiva. E’ ora di cambiare passo.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Il Consigliere Bisonni è presente in Aula?
Presidente Ceriscioli, abbiamo 15 minuti ancora. Assessore Sciapichetti ha lei la risposta? Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Perché ha detto che abbiamo ancora 15 minuti?

PRESIDENTE. Perché avevamo detto di fare un’ora.

Romina PERGOLESI. Veramente sono intervenuta dopo il Consigliere Busilacchi dicendo che visto che le interrogazioni e le mozioni erano molte almeno di finirle.

PRESIDENTE. Scusate, non ero presente all’apertura della seduta, la Conferenza dei Presidenti dei gruppi aveva stabilito di fare un’ora le interrogazioni, se poi in Aula è stato deciso altro mi faccio aggiornare.

Romina PERGOLESI. Non è stata votata questa cosa.
Posso chiedere l’anticipazione della mia di interrogazione che è piuttosto urgente? Grazie.

PRESIDENTE. Qual è?

Romina PERGOLESI. E’ la 1047 sui ritardi nella riapertura dei centri diurni. Grazie.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Per andare avanti bisogna cercare il Presidente oppure che dia mandato … sta arrivando?

Interrogazione n. 994
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Impianto di cremazione a Tolentino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 994 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Sull’impianto di cremazione mi ha mandato una nota il Dirigente della PF prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro.
Punto 1. Per quanto riguarda l'area della sanità, la Regione non ha avuto notizie in merito alla realizzazione di un impianto di cremazione a Tolentino.
Punto 2. Per quanto riguarda il Piano di coordinamento, previsto dall'articolo 6 della legge 130/2001, va specificato che, ai fini della redazione, sarebbe stata necessaria la definizione delle caratteristiche degli impianti, che dovevano essere stabilite, ai sensi dell'articolo 8 della legge 130/2001, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, con decreto del Ministro della Sanità, di concerto con il Ministero dell'ambiente, e con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Tale decreto, di prevalente competenza ambientale, non è stato ancora emesso; risulta a tale proposito una proposta di legge presentata il 18 dicembre 2017.
Considerata la situazione è già stata avviata la stesura del Piano di coordinamento regionale, con la parte introduttiva che prevede un'analisi epidemiologica riguardante la popolazione, l'indice di mortalità e le previsioni della scelta crematoria da parte dei cittadini. I lavori sono stati sospesi a causa dell'emergenza Covid-19.
La seconda parte della risposta dice che manca uno strumento attuativo di carattere nazionale, pertanto, quella parte più ambientale e sanitaria viene fatta direttamente dalla Regione sulla base delle analisi dei dati regionali, che riguardano l'incidenza della richiesta di questo servizio per ottimizzare gli impianti all'uopo.
Il piano è in fase di stesura, non è arrivato perché ha subìto un rallentamento per l’emergenza Covip, visto che molti di quelli che lavorano nel settore epidemiologico hanno lavorato nell'emergenza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Parto dal secondo punto, manca in pratica, come abbiamo sentito, il Piano di coordinamento che deve individuare per la regione Marche i luoghi idonei a recepire sul proprio territorio gli impianti di cremazione.
Questi impianti ovviamente hanno un considerevole impatto, quindi non possono essere ubicati ovunque.
Solo una cosa, Presidente, mi permetta, lei ha detto che ci sono stati dei rallentamenti in conseguenza dell’emergenza Covid, e non lo metto assolutamente in dubbio, però la legge è del 2001, quindi vuol dire che in passato non si è data attuazione a questo articolo e poi per una serie di circostanze, anche quelle che lei ha detto, siamo in questa situazione.
La cosa che voglio sottolineare è che la ratio della norma nazionale era quella di mettere almeno un impianto per ogni regione, uno è il numero minimo, non stabilisce il numero massimo, ed è per questo che è importante che venga fatto il Piano, perché purtroppo si sono avute nel nostro territorio, parlo delle Marche, delle proposte fatte dai privati che hanno solo l'interesse a realizzare questi impianti, perché sono molto redditizi e la stessa ditta, che proviene dal sud Italia, li sta proponendo in tutte le Marche (Loreto, Tolentino, in provincia di Fermo), è sempre la stessa..
Si intuisce che questa è un'operazione prettamente economica che fa forza sul fatto che la Regione non ha disciplinato bene e in maniera corretta questa materia. Non ha individuato i luoghi adatti a recepire questi impianti così impattanti. Questo per quanto riguarda il primo punto.
La cosa più grave è che il Comune di Tolentino, che si è sempre detto contro gli impianti di incenerimento, e da poco abbiamo fatto una battaglia per non far realizzare un impianto d'incenerimento di fanghi, che si sarebbe fatto se non era per il Comitato, se non era per il sottoscritto che è andato a depositare in provincia le osservazioni facendo notare che vicino a quel luogo c'era una scuola per cui non si poteva costruire la struttura in quel sito. Che fa il Comune che ha sempre detto, senza fare azioni concrete, di essere contrario agli impianti d’incenerimento? Propone la realizzazione di un inceneritore in pieno centro storico di Tolentino e, da come ho sentito, senza avvisare la Regione.
Questa è la cosa gravissima, il doppio gioco del Comune che da una parte e pubblicamente dice di essere contrario e dall'altra, invece, vuole realizzare un inceneritore in piena città. Questo è inaccettabile.
Per evitare che ci siano delle speculazioni e che qualche Comune marchigiano, non parlo solo di Tolentino, parlo in generale, possa essere tentato di realizzare questi impianti, per le royalty, dobbiamo fare quello che prevede la legge e cioè realizzare il Piano regionale di coordinamento perché non è possibile mettere ovunque questi impianti.
Ricordo che la legge ne prevede almeno uno, ma noi abbiamo già, credo, almeno due impianti di cremazione funzionanti. Quindi, non ne abbiamo bisogno, non c'è nemmeno una necessità fisiologica, dobbiamo assolutamente respingere l'intenzione del Comune Tolentino, che vuole realizzare questo grande impianto nel centro storico, perché sicuramente il luogo non è idoneo. Grazie.

Interrogazione n. 946
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Nuovo ospedale di primo livello Macerata: scelta del progetto”

(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 946 del Consigliere Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Rispondo a nome e per conto del Presidente Ceriscioli.
In merito all’interrogazione del Consigliere Busilacchi a seguito di informazioni assunte da Asur Marche - area vasta n. 3, si rappresenta quanto segue.
Nel premettere che la procedura è ancora in fase istruttoria e che non si è ancora addivenuti alla dichiarazione del pubblico interesse per le due proposte pervenute, rispetto a quanto richiesto si precisa quanto segue.
Punto 1. Si è proceduto ad un confronto, con la medesima modalità, con ambedue i proponenti per l'approfondimento di specifiche esigenze funzionali dell'Amministrazione, senza determinare modifiche sostanziali ai progetti, impostati su architetture e filosofie organizzative differenti.
Punto 2. Si è proceduto ad enucleare gli aspetti di differenza operativa e qualitativa delle due proposte e su tale base si è individuata la proposta maggiormente rispondente alle esigenze tecnico funzionali dell'Amministrazione, le cui motivazioni potranno essere accessibili al completamento della procedura di valutazione del pubblico interesse.
Punto 3. Avendo il gruppo di lavoro effettuato una valutazione comparativa che ha rilevato elementi differenziali a favore di una delle due proposte, si è proceduto ad inviare al DIPE, per l'espressione tramite un parere sugli aspetti contrattuali ed economico finanziari, quella proposta maggiormente rispondente alle esigenze tecnico-funzionali dell'Amministrazione. Il DIPE, in data 3 aprile 2020 prot. 1842, ha fornito proprie valutazioni che sono in fase di recepimento da parte del gruppo tecnico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore, la cosa più rilevante riguarda il punto 3 perché è una procedura diversa da quella che è stata utilizzata per la gara di Pesaro. Per la realizzazione del nuovo ospedale di Pesaro c’erano due proposte di due aziende e in quel caso, correttamente, entrambi i piani economico-finanziari sono stati inviati al DIPE, l'ufficio preposto a valutare la fattibilità di questi partenariati pubblico-privati, che sono procedure complicate, complesse, che deve valutare il Ministero. Nel caso di Pesaro sono state valutate tutte e due, nel caso di Macerata no.
Nel caso di Macerata la sottocommissione ha già individuato quella che andava meglio e ha mandato solamente quella. Credo che questa diversa procedura andrebbe rivista, se non è ancora chiusa sarebbe utile, come salvaguardia del procedimento amministrativo e se è ancora possibile, inviare tutte e due le proposte anche per evitare possibili ricorsi che allungherebbero i tempi. Purtroppo il nostro territorio è segnato da una procedura che è stata fermata per molti ricorsi, mi riferisco al cantiere di Aspio/Osimo dell'INRCA per cui sarebbe bene evitare ricorsi espletando le procedure amministrative nel modo più corretto possibile. Grazie.

Interrogazione n. 1019
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Volpini
“Iniziative per affrontare le criticità del sistema sanitario regionale sorte durante l’emergenza da Covid 19”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1019 dei Consiglieri Giancarli, Volpini. Se mi cercate il Consigliere Giancarli … Consigliere Volpini, visto che il Consigliere Giancarli non è in Aula, replica lei all’interrogazione? (…) Mi cercate il Consigliere Giancarli, per cortesia?
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Presidente, lei non deve cercarmi, io sono alla fine della seconda legislatura, ho il 100% di presenze, sono stato sempre in Aula, se non ci sono ho una ragione politica per non esserci, quindi non si preoccupi, non cerchi me.
Non deve fare nessuna corsa per cercarmi e per quanto riguarda l’interrogazione non intervengo io, ma il Consigliere Volpini, perché è il Presidente della Commissione sanità ed è anche un medico.

PRESIDENTE. Consigliere Giancarli, mi scusi, lei non era presente, ho chiesto al secondo firmatario se avrebbe risposto, mi ha detto: “No, per la replica ci sarà il Consigliere Giancarli”, ecco perché l'ho fatta a cercare, non si offenda! Dobbiamo cercare chi della Giunta deve rispondere, chi dei Consiglieri ha fatto le interrogazioni, credo che sia opportuno …

Enzo GIANCARLI. Comunque non perda tempo a cercare me, io sono sempre presente, se non ci sono c’è una ragione.

PRESIDENTE. Solo per precisare, ho chiesto al Consigliere Volpini se voleva replicare lui e mi ha detto di no, quindi non si arrabbi, così stanno le cose.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispondo a nome e per conto del Presidente Ceriscioli.
Nel corso della crisi pandemica sono stati definiti numerosi atti volti alla riorganizzazione del sistema sanitario regionale. A dimostrazione di ciò si citano i principali atti riguardo gli ambiti della medicina territoriale, la gestione dell'emergenza e l'organizzazione della rete ospedaliera.
Per quanto concerne l'ambito della medicina territoriale la Regione Marche ha istituito e organizzato le Usca con le delibere di Giunta regionale 347/2020 e 384/2020. Mentre per la gestione dell'emergenza è stato approvato il Piano regionale per la gestione dell'emergenza epidemiologica con le delibere di Giunta regionale 272/2020 e 320/2020. Inoltre. per quanto riguarda la rete ospedaliera, è stato approvato con delibera di Giunta regionale 523 il Piano di riorganizzazione delle attività di ricovero ed ambulatoriali presso le strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate del sistema sanitario regionale.
Con successiva delibera di Giunta regionale 627 del 25 maggio 2020, relativa alla fase 2 dell'epidemia, è stato adottato il Piano operativo Prevenzione e Territorio in risposta alla pandemia da Covid 19 nelle Marche, prevedendo l'adozione di misure eccezionali, da parte del sistema sanitario, per contenere la diffusione virale.
La Regione Marche ha già previsto, all'interno del Piano socio - sanitario regionale 2019/2021, numerose azioni volte al miglioramento della sanità marchigiana a garanzia del cittadino. Sono stati quindi programmati e definiti gli interventi diretti a potenziare il sistema sanitario regionale nell'ambito dei livelli assistenziali, declinando in ciascuno di esso l'area di intervento, l'obiettivo strategico e le relative azioni da porre in essere.
Inoltre con la delibera di Giunta regionale 751 del 16 giugno 2020 sono state approvate le linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid-19 in attuazione del D.L. 19 maggio 2020, n. 34.
Si precisa che sono in via di definizione ulteriori atti, che entro 30 giorni saranno portati all'attenzione del Ministero, in adesione a quanto stabilito dal Decreto Rilancio - D.L. 34 del 19 maggio 2020.
Questo è quanto l’ufficio dell’Assessore/Presidente mi ha lasciato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie, Presidente. Ci interessavano gli ulteriori atti che si stanno elaborando, però non ne abbiamo conoscenza e penso a tutta la parte che riguarda il depotenziamento delle terapie intensive, di cui si sta parlando molto, la distribuzione dei posti tra i vari ospedali della regione, la riorganizzazione del territorio. Ci interessava questa parte, che ancora non è stata ben definita.
La discussione su quello che è stato l'abbiamo già fatta in altre situazioni e in altre circostanze, mancando la materia prima per poter discutere e interloquire ci dichiariamo parzialmente soddisfatti.

Interrogazione n. 1025
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Traversini
“RSA Villa Fastiggi: conclusione iter autorizzativo per la piena operatività ordinaria della struttura, in particolare per l'accoglienza di pazienti in coma vegetativo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1025 dei Consiglieri Biancani, Traversini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Punto 1. Per quanto riguarda lo stato autorizzatorio di "Villa Fastiggi", si precisa che la Struttura è stata autorizzata all'esercizio con provvedimento del Comune di Pesaro n. 10 del 3 giugno 2020 per l'erogazione di prestazioni di riabilitazione funzionale per soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali in regime residenziale con una dotazione di n. 50 posti letto.
Punto 2. L'istruttoria relativa al procedimento di accreditamento è in corso di completamento.
Punto 3. Si precisa che con delibera n. 704 del 15 giugno 2020 la Giunta ha adottato un accordo con Aris Marche, integrativo della delibera di Giunta regionale n. 387 del 27 marzo 2020 e della delibera di Giunta regionale n. 1668 del 30 dicembre 2019, con il quale sono state prese specificatamente in considerazione l'opportunità e l'urgenza di garantire nel territorio regionale il soddisfacimento dei bisogni assistenziali di tutti quei cittadini regionali che si trovano in stato di minima coscienza o in stato vegetativo e che, comunque, necessitano di riabilitazione intensiva e che sono ricoverati presso strutture extraregionali, sia ospedaliere che residenziali. Pertanto, è stato stabilito che anche la Struttura "Villa Fastiggi" di Pesaro inizi, gradualmente e nel pieno rispetto delle vigenti norme in materia di prevenzione, gestione e contrasto dell'emergenza epidemiologica da Coronavirus, a svolgere attività collegate a prestazioni per pazienti in stato di minima coscienza e in stato vegetativo. Ciò al fine di attuare pienamente il diritto alla salute dei pazienti, in coerenza con le azioni ed i progetti regionali di recupero della mobilità passiva, nella consapevolezza dell'importanza dello strumento riabilitativo quale fondamentale risorsa per il recupero del benessere psico-fisico della persona.
Le parti hanno stabilito che la copertura finanziaria di tali prestazioni avvenga, per l'anno 2020, senza oneri aggiuntivi per il sistema sanitario regionale e che venga ricompresa e computata all'interno delle risorse economiche già assegnate. In tale ottica, è stato ritenuto opportuno stabilire che la struttura denominata "Santo Stefano Villa Fastiggi" utilizzerà, a tal fine, dapprima i 30 posti letto già accreditati e successivamente i 50 posti letto in corso di accreditamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ringrazio l'Assessore Sciapichetti per la pazienza e non aggiungo altro. Grazie.

Interrogazione n. 1014
ad iniziativa della Consigliera Malaigia
“Fase 2: servizi per disabili sospesi fino a settembre 2020 in ATS 19/Fermo”

Interrogazione n. 1047
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Motivazione ritardi riaperture servizi per persone disabili, anziane e affette da disturbi mentali nei Comuni di Fabriano, Falconara Marittima, Osimo, Camerano, Filottrano ed Offagna”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le interrogazioni n. 1014 della Consigliera Malaigia e n. 1047 della Consigliera Pergolesi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Inizio rispondendo all’interrogazione 1014 poi alla 1047. In merito all’interrogazione in oggetto si precisa e si risponde quanto segue.
Il percorso di riattivazione dei servizi - L'articolo 8 del DPCM del 26 aprile 2020 prevedeva, all'articolo 8, la riattivazione, con decorrenza 4 maggio - come da articolo 10 - delle attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all'interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità.
Le procedure di riattivazione prevedevano l'adozione, da parte delle Regioni, di Piani territoriali nei quali definire la tempistica e le modalità di riattivazione dei servizi sospesi nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione e del contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
Il 28 aprile 2020 (cioè due giorni dopo l'uscita del dpcm) abbiamo inviato una nota a tutti i sindaci delle Marche e p.c. ai Coordinatori di ATS nella quale comunicavamo l'intendimento di condividere con loro la costruzione del Piano territoriale considerata l'estrema complessità dei servizi compresi all'interno della normativa che faceva riferimento a tutte le attività sociali e sociosanitarie a carattere socioassistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socioccupazionale comprese quelle erogate all'interno o da parte del centri semiresidenziali per le persone con disabilità.
Detti servizi, di competenza dei Comuni/ATS e di Asur, venivano, nella sopracitata nota, elencati prendendo a riferimento il nomenclatore nazionale dei servizi sociali e sociosanitari che li ha suddivisi in: area della disabilità, area minori, area anziani, area adulti in difficoltà, area dipendenze, area salute mentale, area donne vittime di violenza.
Nella nota veniva richiesto di comunicare, entro il 2 maggio - due giorni prima quindi del possibile avvio dei servizi, come previsto dal dpcm - un programma di riapertura con indicazione delle strutture e dei servizi che si intendeva riavviare con relativa data di avvio oltre che delle misure di contenimento del contagio che si intendevano adottare.
Veniva infine specificato che la documentazione pervenuta avrebbe costituito parte integrante del Piano territoriale adottato dalla Regione. L'invio entro il 2 maggio avrebbe quindi permesso il possibile avvio, previa adozione dell'atto deliberativo regionale, dei servizi già sin dal 4 maggio, come reso possibile dalla norma, ferma restando l'indicazione data ai Comuni/ATS di procedere ad una ripresa delle attività in maniera graduale garantendo nel frattempo soprattutto a persone con disabilità o con problemi di salute mentale o anziani non autosufficienti un elevato livello di sicurezza personale e collettiva.
Le proposte pervenute agli ATS, ma anche da singoli comuni, sono state adottate dalla Giunta con propri atti che costituivano autorizzazione all'avvio in base all'arrivo differenziato delle stesse. La modalità poi in cui è stato costruito l'atto deliberativo prevedeva un allegato costituito da una tabella in cui sono state riportate, per ogni ATS o Comune, le tempistiche di riattivazione laddove ovviamente indicate.
Ad ogni invio di gruppi di piani di riattivazione da parte dei comuni/ATS è stata adottata una delibera che di volta in volta aggiornava la tabella di riepilogo al fine di permettere ai cittadini marchigiani interessati di poter visionare un prospetto complessivo dei piani di riattivazione dei servizi sociali in tutti gli ATS e anche di singoli comuni. In alcuni casi è anche avvenuto che uno stesso ATS (ambito territoriale sociale) avesse presentato, a distanza di settimane, un proprio aggiornamento del precedente programma di riattivazione inviato alla luce di elementi di novità emersi nel frattempo.
Ad oggi sono state adottate le seguenti delibere: n. 560 dell'11 maggio; n. 567 del 12 maggio; n. 604 del 25 maggio; n. 665 del 3 giugno.
Le linee guida regionali per la riapertura graduale dei centri diurni - Con delibera di Giunta regionale 600 del 18 maggio 2020 veniva approvato il "Piano territoriale per la riapertura graduale dei centri semiresidenziali sanitari e sociosanitari nella fase 2 dell'emergenza covid-19" nel quale veniva ribadito quanto già riportato all'articolo 48 del d.lgs. 17 marzo 2020 - diventato poi oggetto di protocollo d'intesa tra Regione Marche, organizzazioni sindacali e centrali cooperative sottoscritto il 3 giugno scorso - e cioè che la riapertura dei centri semiresidenziali avvenisse a seguito di attività di co-progettazione definita a livello territoriale tra le strutture erogatrici e le UoSes territorialmente competenti tenendo conti dei progetti personalizzati di ciascun ente.
L'atto inoltre demanda ai Servizi sanità e Politiche sociali il monitoraggio dei progetti di riattivazione presentati complessivamente da ogni singola UoSes per verificare l'effettiva implementazione dei percorsi oggetto di programmazione territoriale di riapertura dei servizi in generale e dei centri semiresidenziali in particolare; monitoraggio attualmente in fase di avvio.
Gli ulteriori impegni regionali assunti in questa fase - Considerato infine l'impegno assunto e portato avanti costantemente in questi mesi per garantire agli ATS:
• adeguate forniture di dispositivi di protezione individuale da mettere a disposizione degli educatori per lo svolgimento di attività domiciliari e diurne nella garanzia delle tutele sanitarie;
• la riattivazione dei tirocini di inclusione sociale con la delibera di Giunta regionale 628 del 25 maggio per la maggior parte rivolti a soggetti in situazione di disabilità grave. Le azioni messe in campo dalla Regione per far ritornare a pieno regime e nel più breve tempo possibile i servizi preposti alle persone con disabilità sono state quindi rilevanti.
A questo poi vanno aggiunti i seguenti finanziamenti:
• 12.189.440 euro per famiglie che svolgono attività di cura in casa a persone in situazione di disabilità gravissima (decreto che adotteremo fra alcuni giorni) di cui 8.139.440 euro da fondi nazionali (FNA), 3.000.000 euro da fondi Covid (piattaforma 210) e 1.050.000 euro da fondi regionali di bilancio già trasferiti agli ATS (fondi incrementali rispetto agli 8 milioni dello scorso anno);
• 3.600.000 euro per gli alunni con disabilità fisica o sensoriale ai quali viene garantito il supporto dell'assistente all'autonomia e alla comunicazione, il trasporto scolastico per gli alunni che frequentano la Scuola secondaria di II° grado (fondi incrementali rispetto ai 3.100.000 euro circa dello scorso anno);
• 11.500.000 euro con legge regionale 18 (assistenza domestica ed educativa domiciliare, integrazione scolastica, tirocini di inclusione sociale) agli ATS per specifici servizi ai cittadini disabili tra cui anche a quello di Fermo (fondi mantenuti inalterati rispetto allo scorso anno).
Visto poi che viene citata la "Vita indipendente" va ricordato il finanziamento concesso a tutti i richiedenti, grazie all'impegno assunto e realizzato dalla Regione, di triplicare il fondo precedentemente disponibile portandolo da 600 mila euro a circa 3 milioni di euro trasferiti direttamente agli aventi diritto.
La situazione presso l'ATS di Fermo - Nel Programma di riattivazione dei servizi presentato dall'ATS di Fermo e approvato con delibera di Giunta regionale 560/2020 si prevedeva un avvio a distanza a partire dal mese di maggio con possibile riattivazione dei centri diurni a partire dal mese di settembre.
E' stata nostra premura seguire complessivamente gli sviluppi dei processi di apertura graduale dei servizi nelle modalità riportate nei singoli programmi attraverso incontri mensili con tutti gli ATS.
A seguito del confronto avuto in occasione dell'ultimo incontro della consulta dei coordinatori di ATS, tenutosi giovedì 25 giugno è risultato che l'ATS di Fermo:
• ha lavorato in questi mesi nelle modalità a distanza utilizzando, nelle ultime settimane, le stesse sedi dei centri diurni per facilitare la fase di rientro dei ragazzi nella struttura in sicurezza;
• ha già predisposto tutti i Piani personalizzati dei ragazzi disabili seguiti fino a quel momento a distanza;
• aprirà i centri diurni l’1 luglio garantendo tutte le precauzioni necessarie alla tutela dal contagio nell'ambito di una attività operativa a tempo pieno in tutti i Centri diurni dell'ATS. Il Centro non chiuderà nel mese di agosto.
Questa è la risposta per la Consigliera Malaigia.
In merito all’interrogazione della Consigliera Pergolesi la risposta è la seguente.
1) Motivazioni dei ritardi.
Da informazioni raccolte in occasione dell'ultimo incontro della Conferenza permanente dei coordinatori di ATS è emerso che i comuni citati non hanno ancora attivato i centri diurni ed è per questo che nella nostra delibera di autorizzazione è riportata l'indicazione di quei comuni/ATS del documento pervenuto senza però dare indicazioni di date che non ci sono state trasmesse in ordine alla successiva autorizzazione regionali, che quindi non si è resa necessaria.
• Chiaravalle ha avuto ad oggi il parere positivo della Uoses per cui partirà entro breve;
• Falconara non ha ancora presentato richiesta alla Uoses per cui per nessun centro per ora è definibile una data di avvio;
• Fabriano non ha ancora avviato i diurni;
• Chiaravalle ha appena avuto ok definitivo da Uoses e riapre a brevissimo;
• Falconara non ha dato indicazioni di riapertura a tempi brevi;
• Osimo e Camerano stanno attendendo risposte da Uoses e da Dipartimento prevenzione AV 2 che ha chiesto integrazione documentale; nel giro di una settimana la situazione potrebbe andare a posto;
• Loreto e Castelfidardo non hanno programmato la riattivazione del diurno.
Attendiamo comunque comunicazioni ufficiali per procedere all'aggiornamento della Piano territoriale regionale di cui ad oggi sono state approvate le seguenti delibere: n. 560 dell'11 maggio; n. 567 del 12 maggio; n. 604 del 25 maggio; n. 665 del 3 giugno.
2) Risorse proprie messe a disposizione dei comuni dove è stata programmata la riapertura, quelle previste dalla norma.
Ai Comuni/ATS è stato affidato il compito di rimodulare con Asur il corrispettivo della quota sanitaria della retta del Centro, ma anche il proprio corrispettivo relativo ai costi di affidamento del servizio ad ente terzo tramite appalto già nella fase di chiusura. Su quest'ultima questione abbiamo sottoscritto un protocollo con sindacato e centrali cooperative per l'applicazione dell'articolo 48 del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18.
Con questo si prevede la possibilità di 1) retribuire i gestori, le prestazioni convertire in altra forma con quota parte dell'importo dovuto per l'erogazione del servizio, subordinatamente alla verifica dell'effettivo svolgimento dello stesso; 2) quota per il mantenimento delle strutture interdette che tramite personale garantiscano l'immediata disponibilità delle stesse; 3) riconoscimento agli enti gestori di un contributo a copertura delle spese residue incomprimibili.
3) Liberatoria richiesta dagli enti gestori ai familiari.
Si tratta di una iniziativa estranea a qualsiasi nostra indicazione; da informazioni ricevute è stata utilizzata nella fase di iniziale di riapertura dei servizi (dal 4 maggio) e ora non più richiesta sicuramente dall'ATS 10 di Fabriano, citato nella interrogazione a cui ci siamo rivolti.
4) Il percorso di riattivazione dei servizi.
L'articolo 8 del DPCM del 26 aprile 2020 prevedeva la riattivazione, con decorrenza 4 maggio - come da articolo 10 - delle attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all'interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità.
Le procedure di riattivazione prevedevano l'adozione, da parte delle Regioni, di Piani territoriali nei quali definire la tempistica e le modalità di riattivazione dei servizi sospesi nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione e del contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
Con nota del 28 aprile 2020 (cioè due giorni dopo l'uscita del dpcm) abbiamo inviato una nota a tutti i sindaci delle Marche e p.c. ai Coordinatori di ATS nella quale comunicavamo l'intendimento di condividere con loro la costruzione del Piano territoriale considerata l'estrema complessità dei servizi compresi all'interno della normativa che faceva riferimento a tutte le attività sociali e sociosanitarie a carattere socioassistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale comprese quelle erogate all'interno o da parte del centri semiresidenziali per le persone con disabilità.
Detti servizi, di competenza dei Comuni/ATS e di Asur, venivano, nella sopracitata nota, elencati prendendo a riferimento il nomenclatore nazionale dei servizi sociali e sociosanitari che li ha suddivisi …. Sono le stesse cose perché questa parte è uguale alla precedente, allora non la leggo.
Passiamo alle informazioni del punto 2 - I gestori dei servizi, che operano in convenzione, concessione o appalto, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, anche dipendente da soggetti privati assicurano la collaborazione attiva con gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e, nel caso dei servizi sociosanitari, con Asur, impegnandosi a erogare: a) prestazioni in forme individuali domiciliari; b) prestazioni a distanza; c) prestazioni rese nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione per rispondere quanto più possibile alle richieste di sostegno degli utenti.
La norma ha affidato da subito ai Comuni/ATS le funzioni principali in ordine alla gestione della fase di chiusura e alla programmazione della fase di riapertura attraverso: 1. una mappatura dello stato dei servizi sospesi o rimodulati a seguito delle disposizioni legate all'emergenza Covid 19; 2. la definizione dei criteri di priorità con cui riorganizzare i servizi e le attività stesse, anche in risposta ai nuovi bisogni che emergono durante la fase di emergenza Covid 19; 3. la riorganizzazione dei servizi e delle attività avvalendosi delle procedure di co-progettazione da parte degli enti e dei soggetti gestori dei servizi e delle attività in essere al momento della dichiarazione dell'emergenza coronavirus. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Sono sgomenta di fronte a quello che è successo e sta succedendo, ci sono famiglie che sono letteralmente disperate.
Durante il periodo di lockdown non solo i servizi sono stati sospesi, ma in moltissimi casi anche le terapie e quando si parla di terapie stiamo parlando di cure necessarie, la mancanza delle quali ha causato delle regressioni, quando non un aggravamento delle patologie, regressioni e aggravamenti per le quali non si può rimettere indietro l'orologio di fronte a quello che è successo.
Qui si chiedeva oltretutto di intervenire affinchè questi servizi fossero ripristinati nel più breve tempo possibile. La risposta non può essere che da maggio in via telematica è ripreso qualcosa ma, come ho detto più di una volta, l'assistenza domiciliare, il sollievo che viene dato ad un genitore che assiste un proprio caro, oppure ad un familiare che assiste un proprio caro, non può essere dato in via telematica, che in molti casi appesantisce il lavoro del familiare che deve stare collegato, mentre magari il ragazzino autistico corre all'impazzata in casa. Servono interventi in presenza!
Qui non è stata data una risposta, non si può rispondere alle famiglie così, ad una mamma che ad esempio mi dice: “Ho due figli in carrozzina e mia figlia maggiore in mancanza della routine alla quale era abituata sta rifiutando il cibo, si sta lasciando morire” e cosa le dico? “Abbi pazienza, continuerà in maniera telematica e poi a settembre, casomai, si riaprirà”.
Hanno riaperto i ristoranti, sono stati trovati i criteri per tutti i divertimenti, per il turismo, per tutto questo e va bene, però i primi ad essere stati abbandonati, anche a livello di empatia, di interesse …, in alcuni casi sono dovuta intervenire io telefonando ai Comuni per dire: “Ma avete sentito quella famiglia se ha bisogno di qualcosa?” Mi faccio portavoce di famiglie che stanno aspettando, che sono allo stremo. I genitori devono ricominciare a lavorare e non sanno oggettivamente dove lasciare i propri figli, che hanno bisogno di quello che avevano prima, non stanno chiedendo dei benefici, non stanno chiedendo qualcosa di diverso, stanno soltanto rivendicando il loro diritto quotidiano ad avere queste terapie.
Un'altra cosa, quello che è stato perso, perché è stato perso, verrà recuperato? Oppure va tutto in gloria? Sono ore di intervento, ore di terapie che dovranno essere recuperate, a mio avviso, per tentare di rimettere a posto delle situazioni che si sono aggravate. Parlo anche per esperienza diretta, purtroppo, ma non mi lamento perché fortunatamente nella mia famiglia ci sono ancora buone braccia, ma non tutti hanno queste possibilità.
Si chiedeva una data, un sollecito, non è stata data una risposta.
Nelle premesse della mia interrogazione ho ricordato che nel 2017 questa Assemblea aveva aderito ai principi della convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, come se si potesse non aderire, serviva l'adesione dell'Assemblea? L'Assemblea poteva esimersi dal farlo? Non penso proprio, però questa Assemblea si è pronunciata nel 2017 dicendo “Si, questa Assemblea si farà carico di dare risposte, di essere vicina alle persone con disabilità”, ma sono state le prime ad essere state abbandonate, le prime a non aver ricevuto una telefonata anche per dire: “Guarda, non posso farci niente, però ti sono vicino”. Un saluto, un like su Facebook, qualsiasi cosa può servire ad un disabile per tirare avanti. No, nemmeno questo.
Questa è la cosa che ho notato in questi 5 anni, la mancanza di sensibilità perché tante volte, io non ho mai promesso nulla, ho detto: “Comunque sia mi interesserò, se non potrò ti verrò a fare una visita, comunque ti sarò vicino” e questo viene apprezzato. Il disinteresse, il non rispondere al telefono …
Mi avvio alla conclusione, sono sempre molto sintetica se una volta mi prendo qualche minuto in più, ci può stare.
Anche in questo periodo è stato difficoltoso per le famiglie avere informazioni perché ai telefoni non si risponda, lo smart working ha creato per alcuni maggiori difficoltà, quindi, la gente non sapeva a chi rivolgersi.
La risposta non è stata data, per cui non siamo soddisfatti, non so cosa dire a quelle famiglie che hanno bisogno e che sono in attesa da settimane, da mesi. Rilancio la palla. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore Sciapichetti per aver risposto a questa interrogazione ed approfitto della presenza del Presidente Ceriscioli, io a differenza di chi mi ha preceduto … L’argomento delle linee guida, del Piano territoriale in Commissione l’avevamo affrontato e non solo per chiedere, ma per cercare di risolvere e soprattutto per identificare le responsabilità. Accusare la Regione di una cosa di cui non è competente, secondo me, non è politicamente corretto.
Anch’io come altri rispondo ai cittadini i sabati e le domeniche, anche alle associazioni ed anche questa domenica sono stata in contatto con le associazioni Angas e Anfas proprio per cercare di risolvere il problema perché siamo bravi tutti a lamentarci e a dire che le cose non funzionano, però il ruolo per cui siamo stati eletti dovrebbe imporci di cercare di risolvere anche queste situazioni.
Dalle risposte che ho ricevuto, e ringrazio nuovamente l'Assessore Sciapichetti, leggo di contributi per una quota parte per il mantenimento delle strutture, contributi per le spese degli enti gestori, si sono attivati una serie di incontri praticamente da subito e a livello nazionale si dava mandato per la programmazione ai comuni e dalla risposta dell'Assessore vedo che Loreto, Castelfidardo e Fabriano non si sono ancora mossi, quindi ad una famiglia che ha un disabile o ad un'associazione di disabili va data questo tipo di informazione ed è inutile far perdere tempo e coinvolgere la Regione quando la responsabilità della programmazione è in capo ai Comuni. C'è nome e cognome di chi non si è attivato, non per accusare quella persona o quell'amministrazione di non aver fatto nulla, ma per incentivare l'attivazione di questi servizi.
Dall'altra parte, ero sicura della risposta, se ad una famiglia viene imposta la sottoscrizione di una liberatoria per far si che gli enti gestori siano esonerati da qualsiasi tipo di responsabilità, è ovvio - sapevo benissimo che a Fabriano questa cosa era stata modificata – è ovvio che i familiari non si prendono questa responsabilità ed era altrettanto ovvio che la Regione non avesse dato questo tipo indicazioni, perché chiunque potrebbe capire l’illegittimità di tali richieste.
Spero che la risposta di oggi a questa interrogazione serva per fare chiarezza e per dare indicazioni a quegli ambiti territoriali e ai loro direttori, che sono espressione dei Comuni, di rivedere eventuali sottoscrizioni di autocertificazioni illegittime, proprio perché serve dare una risposta a questi familiari, soprattutto serve non caricare sulle famiglie l'emergenza che ha travolto l'intero Paese, quindi non solo la nostra regione.
Ultima cosa, e mi scuso per aver superato il tempo a mia disposizione, giusto stamattina ero d'accordo con il Presidente Ceriscioli di incontrare i lavoratori che fanno questo tipo di servizi. Gli enti gestori dovrebbero prendersi le loro responsabilità anche perché i loro dipendenti sono in enormi difficoltà perché, pur essendosi pagati i dispositivi di protezione individuale a spese proprie, pur avendo mantenuto il servizio, con il rischio non solo di essere contagiati, ma di contagiare anche la propria famiglia - c'è stato un lavoro di persone disinteressate, svolto con spirito e con passione, altrimenti non farebbero questo tipo di lavoro - si trovano in difficoltà perché degli enti gestori stanno riducendo le ore.
Approfitto del Presidente Ceriscioli per capire, dopo la risposta che mi è stata data, se è possibile una cosa del genere e se si può eventualmente aiutare non solo le famiglie, e quindi incentivare i Comuni che non si sono ancora attivati, ma i dipendenti che questi servizi li portano avanti, soprattutto perché si parla di servizi che in tutta la regione sono stati garantiti, seppur in maniera incompleta, com'era pre Covid, da queste persone che, come i sanitari, gli infermieri, i medici e chi ha lavorato all'interno degli ospedali, vanno sostenute, sono anch'esse eroi come gli altri, quindi vorrei che fosse fatta chiarezza e soprattutto che fossero incentivati gli enti gestori nel fare ciò per cui avevano sottoscritto una convenzione.
Mi auguro che il Presidente in questo ci venga incontro. Grazie.

Interrogazione ni 1033
ad iniziativa Consiglieri Biancani, Traversini
“Circoncisione non terapeutiche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1033 dei Consiglieri Biancani, Traversini.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Ieri abbiamo deliberato in Giunta la possibilità di accesso a questa prestazione, con la quale vengono stabilite le modalità di accesso nell'ambito del Servizio sanitario regionale alle prestazioni di circoncisione rituale maschile al fine di evitare interventi chirurgici in clandestinità che mettono a repentaglio la salute, se non addirittura la vita dei minori, vista la grande difficoltà a poter avere questo servizio, anche privatamente, anche pagando, così ci è stato più volte segnalato. Credo che sia la stessa segnalazione che hanno ricevuto i Consiglieri Biancani e Traversini.
Ci eravamo adoperati già prima dell’emergenza Covid per provare a risolvere il problema, sulla scia e la scorta anche di altre Regioni che da tempo hanno inserito nelle attività svolte dal Servizio sanitario regionale questo tipo di intervento, quindi l’abbiamo recuperato appena possibile, credendo di dare un buon servizio, soprattutto, come spiega la risposta, in termini di prevenzione dei rischi qualora intervento, pur di farlo, sia eseguito in condizioni igienico-sanitarie non ideali. Ritenendo che questa pratica, nel rispetto dei principi costituzionali sulla libertà religiosa, e me lo potrà confermare il Consigliere Volpini, non ha controindicazioni sotto il profilo sanitario, anzi ha un valore dal punto di vista igienico. Forse è nata proprio per questo, come molte altre. Qualcuno mi diceva che il rituale del lavaggio che abbiamo recuperato, l'importanza del lavarsi le mani prima di, sono un insieme di motivi igienici e poi religiosi.
Credo che siano soddisfatti perché da ieri, dal momento in cui abbiamo deliberato questo atto, sarà possibile dentro il Servizio sanitario regionale, anche con un percorso tutelante, avere questo servizio pagando il ticket dovuto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Volevo ringraziare il Presidente per aver approvato questo atto. Avevamo avuto la stessa sollecitazione e mi sembrava importante dare una risposta. E’ una questione culturale che andava risolta.
Devo dire che serve per evitare delle pratiche illegali ed anche per garantire la sicurezza, poi parliamo sempre di bambini, quindi mi sembrava importante che la Regione Marche adottasse un provvedimento come questo.
Grazie, Presidente, per aver anche anticipato di un giorno, ma importante è il risultato. Grazie di nuovo per aver accolto questa richiesta.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Abbiamo terminato le interrogazioni, passiamo alla discussione delle proposte di legge. Prima però dobbiamo anticipare, così come deciso alla Conferenza dei Presidenti di gruppo il punto n. 5, la proposta di legge n. 345 ad iniziativa del Consigliere Busilacchi, al punto 1 bis.
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Ho avuto modo di partecipare alla Conferenza dei capigruppo, ma questa cosa era stata detta?

PRESIDENTE. Si, è stato chiesto di farla prima del testo unico sul turismo. C'è una motivazione per cui si chiede di farla prima …

Romina PERGOLESI. La stessa motivazione per cui l'interrogazione del Consigliere Busilacchi è stata discussa per prima rispetto alle altre?

PRESIDENTE. No, non credo. Se non ci sono obiezioni, la Conferenza era d’accordo, inseriamo al punto 1 bis dell’ordine del giorno la proposta di legge n. 345.
Dobbiamo poi iscrivere, su richiesta del Presidente Traversini. la proposta di legge n. 374 ma per questo dobbiamo votare.

Iscrizione all’ordine del giorno della proposta di legge n. 374. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

PRESIDENTE. La proposta di legge n. 374 viene iscritta a al punto 6 bis dell’ordine del giorno.

Proposta di legge n. 345
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1996, n. 4 ‘Disciplina delle attività professionali nei settori del turismo e del tempo libero’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 345 del Consigliere Busilacchi.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. La Consigliera Pergolesi non fa parte della Conferenza dei Presidenti di gruppo ed è bene che si sappia perché la II Commissione, non il sottoscritto, ha chiesto di anticipare questo punto perché questa proposta di legge va a modificare, recependo le norme nazionali, alcune professioni che poi troveremo nel testo unico del turismo. Quindi, il recepimento di queste norme e questa votazione sono funzionali all'approvazione del testo unico sul turismo. La sua osservazione mi ha un po’ stupito perché la mia interrogazione, la n. 946, Consigliera Pergolesi, è stata svolta nell'ordine, la prima che è stata fatta è quella che ho sottoscritto insieme al Consigliere Maggi.
Detto questo, veniamo al merito. In realtà sarò brevissimo perché, come poi si dirà tra poco, il testo unico del turismo lo attendevamo da tempo, ma ancora da più tempo attendevamo una cosa che è specificamente relativa alle guide alpine, è il recepimento di una legge del 1991, perché ci sono due disposizioni nazionali, la legge 6/1989 e la legge 81/1991 che nella Regione Marche non sono mai state recepite.
Queste normative nazionali vanno a prevedere l'adeguamento della normativa nazionale nelle Marche sulle professioni ordinistiche, che si occupano delle escursioni di montagna perché nelle escursioni abbiamo due professioni, le professioni ordinistiche, che sono le guide alpine, che sono un ordine professionale, e gli accompagnatori turistici, che non sono un ordine professionale, che invece sono previsti nel testo unico del turismo che modificheremo dopo, quindi, modificare le due fattispecie professionali era utile.
In modo molto sintetico, il testo che abbiamo votato all'unanimità in Commissione che cosa prevede? Recependo la normativa nazionale, si norma la professione di guida alpina maestro, articolandola nei due livelli previsti dall'ordinamento, si spiega come questa abilitazione si può prendere, facendo una serie di corsi e rispettando degli standard normativi che sono approvati a livello nazionale. Dovrà esserci poi un regolamento della Giunta regionale.
La legge regionale è importante perché la Regione provvede alla formazione, all'abilitazione di questi accompagnatori di media montagna, sentito ovviamente il loro Collegio professionale.
Un altro articolo è quello riguardante la promozione e la diffusione di questo comparto. La Regione potrà concedere dei contributi per la promozione di questo settore, quindi, fondamentalmente, in modo molto sintetico, noi oggi recepiamo una norma nazionale. E’ importante aprire questo tema, poi lo dirò anche quando interverrò sul tema del turismo, perché fortunatamente ci sono sempre più turisti che sono interessati a fare degli itinerari escursionistici, che hanno vari livelli di difficoltà, che sono quelli segnalati dal CAI e poi recepiti anche dalla norma nazionale. Ci sono vari livelli, è chiaro che nei sentieri più semplici uno può andare da solo o può essere accompagnato anche dalle guide ambientalistiche, così si chiamano, mentre nei sentieri di montagna complessi, in cui è richiesto un grado di difficoltà maggiore e presentano anche dei rischi, lì siamo responsabili e dobbiamo fare modo che ci si possa andare solamente con le guide alpine, questo anche per un discorso di sicurezza. L’anno scorso purtroppo nella regione Calabria sono morti una decina di escursionisti, non accompagnati da personale qualificato. Chi va in montagna sa che nei sentieri più complessi la montagna non perdona, quindi è bene che noi normiamo questo aspetto, chi accompagna in sentieri di particolare difficoltà deve essere personale formato, che ha fatto tutti i corsi e che ha ottenuto le certificazioni, per dare sicurezza anche a coloro che vengono accompagnati. Grazie.

PRESIDENTE. Devo comunicare il termine entro cui dovranno pervenire gli emendamenti relativi alla proposta di legge n. 374, che abbiamo iscritto d’urgenza, sono le 12,32, propongo come scadenza le ore le 13,30. Se non ci sono obiezioni, alle ore 13,30 scade il termine per la presentazione degli emendamenti alla proposta di legge n. 374.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Anche da parte mia una relazione abbastanza breve e concisa perché il relatore Consigliere Busilacchi ha spiegato bene che ci troviamo di fronte ad un aggiornamento di carattere normativo, di carattere tecnico, di una legge regionale, la 4 del 1996, ovviamente ormai datata, ad alcune norme di carattere nazionale che non sono state mai effettivamente recepite, per cui nascevano delle conflittualità.
E’ chiaro che il percorso è stato abbastanza accidentato ed è naturale perché c’erano delle zone di sovrapposizione fra queste figure, fra queste professionalità, dove finisce il compito dell'accompagnatore turistico di media montagna, dove arriva la guida escursionistica, dove arriva la guida ambientale e le competenze della guida alpina?
C'era una sovrapposizione di competenze che dava luogo a qualche piccola frizione fra certe professionalità che in questo momento vanno molto, perché possiamo dire che il settore del turismo ormai ha una richiesta di professionalità molto elevata.
Credo che in Commissione si sia fatto un buon lavoro, anche perché abbiamo ascoltato le esigenze di tutti, le esigenze delle guide alpine che hanno un'organizzazione di tipo ordinistico, cioè un ordine, un Collegio professionale, che detta le regole e i percorsi che si devono fare per poter acquisire le competenze giuste.
In questi giorni, tra l'altro, nella nostra regione abbiamo avuto esperienze di incidenti che si sono verificati non in alta montagna, ma in media montagna, magari per incuria, oppure per il fato, per il destino, però occorre che queste situazioni di emergenza vengano in qualche modo alleggerite, soprattutto scongiurate, grazie alla presenza di chi accompagna nel modo migliore gli escursionisti.
L'articolo 1, comma 1, lettera b) è molto significativo e quando abbiamo modificato l'articolo 35 della 4 del 1996 abbiamo introdotto il concetto di aspirante guida con qualifica di secondo livello. E’ stato un punto molto combattuto, però alla fine siamo riusciti a definire quali sono i percorsi accidentati, quali sono le ascensioni di maggiore impegno, perché non ci sono dei parametri tecnici per definire queste cose. Si è anche tentato di stabilire delle quote, delle altitudini entro le quali opera la guida alpina, al di sotto delle quali potevano operare le guide escursionisti, ma il concetto lo abbiamo abbandonato, credo ragionevolmente, nel modo giusto, perché a 800 meri ci può essere un dirupo, oppure un altopiano, per cui escludere la possibilità che una guida escursionistica possa lavorare in questo contesto non risultava giusto. Abbiamo fatto anche chiarezza in merito ai percorsi innevati.
L'altro articolo che mi piace segnalare è il 3, in quanto la Regione provvede alla formazione, all'abilitazione degli accompagnatori di media montagna. L'aggiornamento professionale è organizzato dal Collegio regionale delle guide alpine, secondo le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica.
Anche qui si è stabilita una collaborazione tra il territorio, quindi la Regione Marche, che organizza questi corsi, li promuove e al tempo stesso li finanzia, perché, badate bene, noi abbiamo dei fondi, anche abbastanza cospicui, relativi alla formazione professionale che arrivano dall'Europa, che possono esser utilizzati per questo sistema, ed il Collegio delle guide alpine. Organizza questi corsi per poter dare queste qualifiche fondamentali, in modo da avvicinare al lavoro tante persone.
Ripeto, ritengo che sia una legge giusta, di buonsenso, anche perché siamo riusciti a dipanare delle piccole conflittualità, che esistevano e che forse probabilmente continueranno ad esserci, dovute alla sovrapposizione delle competenze, che oggi vede un binario molto più chiaro, molto più limpido e coloro che dovranno formare, che dovranno informarsi e che dovranno controllare lo potranno fare nel modo migliore.
In Commissione, come ha detto il Consigliere Busilacchi, questa proposta di legge è passata all’unanimità, quindi io annuncio il mio voto favorevole anche in Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 345. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 335 (testo base)
ad iniziativa della Giunta regionale
“Ulteriori modifiche alla legge regionale 11 luglio 2006, n. 9 ‘Testo unico delle norme regionali in materia di turismo’”

Proposta di legge n. 203
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Modifiche alla legge regionale 11 luglio 2006, n. 9 ‘Testo unico delle norme regionali in materia di turismo’”

Proposta di legge n. 243
ad iniziativa dei Consiglieri Rapa, Pieroni
“Disciplina della classificazione degli stabilimenti balneari”

Proposta di legge n. 312
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Pergolesi, Maggi, Fabbri
“Istituzione livelli qualità relativi alla sostenibilità ambientale da parte degli stabilimenti balneari”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 335 della Giunta regionale, la proposta di legge n. 203 del Consigliere Giorgini, la proposta di legge n. 243 dei Consiglieri Rapa, Pieroni e la proposta di legge n. 312 dei Consiglieri Giorgini, Pergolesi, Maggi, Fabbri, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie, Presidente. Voglio innanzitutto ringraziare quanti hanno concorso a questo importante e necessario lavoro: i Consiglieri componenti della II Commissione, l'Assessore Pieroni, i dirigenti e funzionari dell'Assessorato, lo staff della II Commissione. Dtto che questo è e soprattutto deve essere il risultato corale di un territorio e di coloro che sul territorio operano e creano valore, lavoro e ricchezza, una speciale menzione ritengo che debba essere fatta agli operatori turistici, alle imprese, alle associazioni, che anche attraverso i loro rappresentanti hanno arricchito e condiviso questo lavoro con il loro continuo ed ascoltato contributo sostanziale.
Un riordino legislativo questo che ha tentato di coniugare la norma scritta con l'esperienza e le necessità operative di uno dei comparti più importanti delle Marche, avvicinando l'opera legislativa di questa Assemblea al diritto vivente.
Questa proposta di legge nasce dall'esigenza, segnalata anche dagli Enti Locali e dalle imprese, di adeguare l'attuale normativa regionale contenuta nel "Testo unico per il turismo" (i.r. 9/2006) alle disposizioni introdotte sia a livello nazionale e anche europeo ma non di meno alle nuove tendenze del mercato turistico che, più di ogni altro settore, subisce mutamenti e spinte di rinnovamento dettate dalla domanda turistica nazionale ea internazionale e dalla loro evoluzione.
L'aggiornamento delle funzioni e dei compiti di quanti concorrono a questo importantissimo settore della nostra economia, siano essi enti pubblici che operatori ed imprese private, l'obiettivo che ci si era prefissi, in un lavoro congiunto con l'esecutivo regionale era di descrivere normativamente un sistema turistico territoriale coerente ed efficace allo sviluppo e nella valorizzazione dell'offerta turistica della nostra regione.
La revisione normativa tiene anche necessariamente conto di modifiche di assetti istituzionali delle funzioni regionali che riprendono, precisandole, anche alcune funzioni amministrative prima svolte dalle Province.
Tali interventi funzionali sono articolati nei due ambiti fondamentali della promozione dell'offerta turistica regionale e del supporto all'organizzazione stessa dell'offerta, con particolare attenzione al sostegno e all'indirizzo degli interventi per l'accoglienza turistica proposti dai diversi soggetti del territorio, in un'ottica di sinergica collaborazione fra istituzioni, enti e territori.
Tali funzioni vengono attuate prioritariamente attraverso l'adozione del "Piano triennale per il turismo" e del relativo "Programma annuale", che orienta e rimodula le risorse stanziate sul triennio dalla legge di bilancio regionale, rendendo lo strumento di programmazione flessibile e prontamente rispondente alle necessità del mercato e degli operatori.
Di conseguenza si è inteso valorizzare e ridefinire anche la funzione degli uffici di informazione e accoglienza turistica (I.A.T.) nella convinzione che oltre ad essere importanti presidi per diffondere le informazioni ai turisti possano diventare anche veri e propri strumenti di marketing, vetrine dei nostri territori e luoghi di promozione anche delle produzioni tipiche, insomma, si pensa ad animare questi spazi e renderli molto più dinamici. Si favorirà così anche la conoscenza e la fruizione dell’offerta turistica a 360°, dall’ospitalità agli itinerari ed ai servizi turistici.
Nell'ambito della regolamentazione delle strutture ricettive si adegua l'attuale testo di legge con le recenti direttive europee relative ai servizi e si tiene conto dell'evoluzione della domanda turistica degli ultimi anni e della conseguente, necessaria, differenziazione ed adeguamento dell'offerta.
In particolare vengono considerati i processi innescati dalla sharing economy, la crescente domanda di qualità nei servizi offerti da parte dei turisti e le nuove forme di turismo che si stanno affacciando nel mercato come per esempio il il Garden Sharing.
Importante elemento e ispirazione costante della revisione normativa è quello della semplificazione delle incombenze amministrative in capo ai titolari delle imprese turistiche, eliminando alcune comunicazioni o agevolandole attraverso la previsione di piattaforme informatiche dedicate applicando i principi dell'e-govemment e dell'amministrazione aperta e collaborativa.
Importante e innovativa è l'introduzione della forma imprenditoriale nei Bed & Breakfast.
Nella forma tradizionale, che si avvale della normale organizzazione famigliare, si prevede un’apertura di 335 giorni anche non continuativi con la possibilità di modificare le date di apertura anche 48 ore prima, con i titolari sono tenuti alla frequenza di un corso in ambito igienico sanitario in materia di somministrazione di alimenti e bevande, secondo le modalità stabilite dalla Giunta.
I B&B in forma imprenditoriale, ossia gestiti in forma organizzata e non occasionale, possono avere una capacità ricettiva fino a 6 camere, con 12 posti letto, importante è anche l’attribuzione di un codice per combattere l’abusivismo di un fenomeno abbastanza diffuso.
E' punto di forza di questa riforma favorire la costituzione e l'esercizio delle attività turistiche in forma di impresa nella consapevolezza che la sfida della competitività turistica dei prossimi anni si gioca sulla qualità dei servizi offerti e quindi sulla professionalità e sull'organizzazione degli attori del turismo.
La qualità dell’accoglienza viene declinata anche nei confronti di coloro che hanno bisogni speciali e pertanto è stato introdotto l'obbligo, per tutte le strutture ricettive, di informare i turisti relativamente all'accessibilità della struttura, secondo parametri stabiliti dalla Giunta regionale, nella consapevolezza che il principio di accessibilità è principio di civiltà che trasversalmente arricchisce l'offerta verso tutti gli strati sociali e le categorie.
In questo modo attraverso i siti istituzionali ed anche privati sarà possibile acquisire tutte le informazioni necessarie per soddisfare i bisogni speciali o personalizzati del turista.
Si affronta inoltre la necessaria modifica delle norme che disciplinano il mondo della intermediazione inserendo le nuove forme di agenzie online e le nuove norme che discendono dalla recente "direttiva pacchetti".
Concludo, dicendo che penso sia stato fatto un buon lavoro che permetterà al sistema turistico marchigiano di essere, dopo questa grave crisi che stiamo attraversando, competitivo, sia nei mercati nazionali che nei mercati internazionali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Come ha detto il Consigliere Rapa, il percorso di questo provvedimento è iniziato tanti mesi fa, è stato guidato, devo dire, in modo sapiente dal Presidente Traversini, ascoltando tutti, convocando più riunioni. Credo che effettivamente si sia fatta una discreta sintesi delle esigenze necessarie, di un testo che ormai era datato e risalente al 2006. Penso che arrivi in Aula anche con un po' in ritardo perché già tre anni fa avevamo sollecitato la rivisitazione di questa norma, considerato che c'era stata un'evoluzione nella domanda e nell'offerta.
Anche se arriviamo un po’ con il fiatone a fine consiliatura, ritengo che il provvedimento debba essere accolto in modo positivo perché, come ho avuto modo già di dire in passato, quando l’abbiamo approvato in Commissione, siamo in presenza di una buona revisione del testo della legge 9, che recepisce bene il cambiamento del quadro istituzionale, che ha guidato gli enti e le strutture che promuovono il nostro territorio.
Prima di scendere nei particolari della legge, o meglio nei tecnicismi, perché in certe situazioni, in certi articoli, siamo entrati nel tecnicismo, evidenzio tutto lo sforzo che abbiamo fatto per salvaguardare le nuove forme di turismo, che si fanno ad esempio nei camping attraverso le famose strutture o case mobili, per evitare la conflittualità con le normative urbanistiche ed edilizie, che sono molto rigide e che molto spesso costringono i Comuni a prendere provvedimenti ostativi, fino al punto di far chiudere certe aree destinate ai campeggi. Credo che lì sia stato fatto un buon lavoro, però prima di scendere in questi tecnicismi, prima di parlare di alcune situazioni particolari, a me interessa mettere in evidenza le motivazioni fondamentali che stanno alla base di questa rivisitazione, che secondo me devono essere accolte positivamente.
Mi sono appuntato alcuni flash, non voglio tediarvi più di tanto, anche perché mi sembra che la platea non sia molto interessata, anche se devo dire che il tema del turismo in questo periodo riveste un'importanza fondamentale, perché è uno dei pochi settori che può dare soddisfazione per l'incremento del Pil, soprattutto in un momento di grande difficoltà, dopo l'epidemia che abbiamo vissuto.
Questo settore merita attenzione, merita di essere accompagnato con provvedimenti non soltanto di carattere economico, ma anche e soprattutto di carattere normativo, si sburocratizzi e si dia la possibilità a chi fa accoglienza, soprattutto, di farla nel modo migliore, nel modo più semplice e più opportuno possibile.
I motivi di queste profonde modifiche sono dovute principalmente al cambiamento del quadro istituzionale, che c'è stato negli ultimi anni, perché voi sapete che nel 2015 con la chiusura delle Province è venuto a mancare un ente territoriale che in questa materia assolveva ad un compito importante, che era quello dell'accoglienza, perché fino al momento la promozione era competenza della Regione, invece l'accoglienza sui territori veniva fatta dalle Province, ma con la rivisitazione del quadro istituzionale è venuto a mancare un collegamento sul territorio, quindi era necessario rivedere tutta la governance della promozione e dell'accoglienza.
Tutto questo lo si vedrà quando parleremo specificatamente di alcuni punti, di alcuni articoli, di quanto è stato importante riformare gli uffici dell'informazione e assistenza turistica, uffici che non devono essere più tali, questo è quello che non si è capito 10 anni fa, gli IAT non possono essere uffici, ma devono essere degli elementi, delle strutture di marketing territoriale, invece per 10 anni abbiamo continuato a considerarli come dei meri e semplici uffici, dove le persone che ci lavoravano erano impiegate soltanto a distribuire i depliant. Questo è stato un errore gravissimo, ecco per cui siamo stati molto deficienti dal punto di vista dell’accoglienza in questi 10 anni.
Finalmente questa legge scinde questi due concetti, quello della promozione e dell'accoglienza, mettendo mano ai servizi che devono nascere sul territorio. Credo che con questa norma cominci a far capolino nella testa degli operatori turistici che il turista non può più essere considerato un semplice consumatore, non può essere considerato un semplice ospite, questa disposizione legislativa fa sì che il turista venga considerato un invitato, a cui va fornita una serie di servizi che prima, proprio per questa maledetta concezione degli IAT, intesi semplicemente come uffici, non venivano dati.
L'altro elemento che è alla base della riforma del testo unico del turismo, della legge 9/2006, è che finalmente la norma prevede la valorizzazione di forme di turismo che interessano strutture extra alberghiere. Esistevano? Certo, ma non venivano valorizzate per questo conflitto di normative esistenti tra il turismo, l'edilizia e l'urbanistica, tant'è vero che i problemi sono nati con l'interpretazione, a volte estremamente rigida, del testo unico dell'edilizia, il d.p.r. 380 del 2001.
In questa nuova rivisitazione del testo unico, riguardo ai B&B, agli affittacamere, ai campeggi, ai country house e alle strutture mobili, finalmente ci si è resi conto che nelle Marche dovevamo dare una risposta a tutti coloro che chiedevano una forma diversa di turismo, una forma di turismo detto esperienziale. Persone che vengono nelle Marche, che vogliono vivere un'esperienza unica, magari non in albergo, magari nella tradizionale pensione, che vogliono delle forme particolari che nelle altre regioni, tipo il Veneto, la Toscana e l’Umbria, si sono affermate da tantissimo tempo. Questa legge dà delle risposte, basti pensare al garden sharing, alla possibilità di ospitare persone nel proprio giardino, facendo vivere una vacanza tutta particolare.
Questo è un altro punto molto importante, un’eccellenza che sta alla base di questa riforma, tant’è vero che è stato introdotto il concetto del B&B in forma imprenditoriale, la possibilità di gestire più unità all'interno di uno spazio, nei centri storici mi sembra fino a 500 metri, la possibilità anche di fare l'affittacamere imprenditoriale, quindi, per chi vuole attrezzarsi anche con la creazione di nuovi forme di lavoro, di nuovi posti di lavoro, credo che lo possa fare. Noi sappiamo che i B&B hanno dato una risposta incredibile all'ospitalità, all'accoglienza, una risposta grande. In taluni paesi e comuni non esiste traccia di un albergo, non esiste traccia di una pensione, esistono i B&B, addirittura la proposta di legge della Giunta, all’inizio, quando è nata, voleva ridurre l’apertura a 180 giorni all’anno, cosa assurda, noi l’abbiamo estesa a 335 giorni, possono stare chiusi soltanto 30 giorni, ovviamente, anche in modo non continuativo, lo stesso dicasi per quanto riguarda gli affittacamere.
C'è la possibilità di interpretare questa professione come una forma di sostegno al reddito, oppure intraprenderla in forma imprenditoriale, prendendo la partita IVA. Ovviamente, va oltre i posti letto che stabiliva la vecchia normativa per dare delle risposte in quei territori dove non esistono forme di ospitalità, e questo è fondamentale. noi dobbiamo ringraziare tutti i gestori di queste strutture.
Un altro argomento che si tocca è la promozione, sulla quale c’è una novità molto importante. La Regione si impegna a farla in modo unitario, in forma integrata. Non possiamo più girare il mondo promuovendo le singole eccellenze della nostra terra, è una pazzia. Noi siamo nello scenario globale un microbo e pretendiamo di andare in giro per le fiere a promuovere la rievocazione storica di questo paese, di quell'altro, i Sibillini o il Monte Catria? La modifica dell'articolo 1, in modo particolare della lettera a) del comma 2, la definisce in modo puntuale, tant'è vero che è stata cancellata e voglio leggere il testo che approvato sarà: “Promuove e valorizza in forma integrata in Italia e all'estero, l’immagine unitaria del sistema turistico marchigiano nonché le diverse offerte in quando sintesi delle eccellenze artistiche, storiche, culturali e ambientali” e non come era prima “ … del sistema turistico marchigiano nonché le diverse offerte”. No, la dicitura le diverse offerte stava a significare che ogni Provincia, quando c’erano, prendeva il suo box alla Bit, alla TTI di Rimini, oppure a Francoforte, o a Monaco e andava a promuovere le sue cose, poi quando il turista chiedeva dove stava Ancona, Ascoli Piceno, Macerata o Pesaro dovevi dargli le coordinate non soltanto topografiche e geografiche, ma dovevi dirgli tutto. Anche questo credo che sia un risultato molto importante che è stato raggiunto da questa legge.
Chiudo con un altro aspetto, la grande modifica che abbiamo fatto è quella degli IAT, degli uffici di accoglienza turistica, finalmente c'è una legge. Prima la si faceva in modo sporadico, non era codificata, alcune province più illuminate avevamo già cominciato a trasformare questi uffici in centri di marketing territoriale, adesso lo dice proprio la legge, non si può più continuare a considerarli uffici, gli IAT non sono solo uffici, devono dotarsi di standard importanti di qualità legati al proprio territorio, quindi il cuore dell’accoglienza degli IAT dovrà essere il personale. Ho vissuto direttamente questa esperienza e vi dico che molto spesso negli IAT a partire da giugno ci andavano le bidelle, oppure chi stava in certi istituti che d’estate non funzionavano, per sopperire alla mancanza di personale perché questi uffici dovevano stare aperti più ore, dalle 10 della mattina magari fino alle ore 24. Ci si metteva personale non qualificato che faceva fatica anche a indicare il museo della propria città.
Credo che questo sia uno degli aspetti più importanti perché, come ho detto prima, se uno si limita a trattare il turista come un individuo, anziché come un ospite, non lo convincerà mai a tornare. Si dà la possibilità quindi di gestire in forma imprenditoriale questi IAT, affidandoli anche ad organizzazioni esterne, sopperendo così a quelli che sono i costi, perché capisco che il pubblico non può tenere lì decine di persone, di dipendenti dalla mattina alle 10 fino all'1 di notte perché devono stare sempre aperti, è assurdo che uno IAT in estate chiuda alle 13,00 per poi riaprire alle 17,00, c'è questa possibilità, la si dovrà affrontare nel modo giusto.
Abbiamo anche ottemperato al fatto che non si può fare una commercializzazione sfrenata dei prodotti per non fare concorrenza con le ditte, ma si possono commercializzare prodotti insiti nel turismo (gadget e altro) e possono essere anche “affittati”, dati in concessione, gli spazi a coloro che li vogliono adoperare per fare delle animazioni molto convincenti.
Credo che sia, come ho detto all'inizio, una buona rivisitazione del testo sul turismo, si può fare ancora meglio, si potrà fare di più, intanto partiamo, cerchiamo di monitorare gli effetti di questa rivisitazione per vedere come la Giunta intende immediatamente riorganizzare gli IAT, come darà risposta a tutto il mondo del turismo esperienziale, quali problemi nasceranno nel momento in cui si farà il garden sharing, nel momento in cui ci saranno le mobil house, vediamo se ci sarà un raccordo fra la Giunta regionale, l'Assessorato al turismo e i Comuni che dovranno vigilare su queste forme di turismo, che devono essere fatte nel modo migliore, nel rispetto delle norme.
Non entro, ripeto, nei singoli articoli, nel tecnicismo dei singoli articoli che potete leggere tutti quanti, a me interessa mettere in evidenza il lavoro di rivisitazione concettuale che è stato fatto e che è alla base di questa nuova normativa. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie, Presidente. Velocemente, anche perché i due relatori hanno spiegato benissimo le modifiche al testo unico sul turismo, quindi non devo tornarci sopra, se non nel ricordare l'iter che abbiamo avuto, che in parte è stato anche detto dai relatori.
C’è stata data la bozza del testo unico approvato in Giunta a fine anno, arrivato in Commissione per la nomina dei relatori, i primi di gennaio. Da subito volevamo fare, al di là di tutto, un lavoro veloce ed approfondito, consci dell'importanza che ha il turismo nelle Marche, in generale in Italia, ma soprattutto nelle Marche. I tempi sono stati brevi ed eravamo vicini a chiuderlo a marzo, però, la riflessione che dovevamo fare a quel punto era abbastanza chiara, vivevamo una situazione, e la stiamo vivendo ancora, di grande difficoltà in tutti i settori, soprattutto in quello turistico, quindi abbiamo rallentato un po' i lavori anche se abbiamo continuato a fare audizioni e ad approfondire per rilanciare il tema del turismo nel momento più opportuno. Credo che sia importante farlo oggi, al di là del fatto che c’è stata la proroga della nostra legislatura, per dare un segnale di ripresa, che per turismo deve essere nuovo e maggiore in quanto ci sono tutte le condizioni.
È chiaro che questo settore ha subìto un contraccolpo enorme dalle vicende legate al Covid, lo sappiamo benissimo, gli operatori turistici sono quelli che soffrono di più e noi questa sofferenza l’abbiamo interpretata nei ragionamenti che abbiamo fatto per il testo unico del turismo, cercando di calarci nella situazione e mettendo questo settore in condizione di riprendersi, senza eccessivi paletti, pesi e contrappesi. C’è bisogno di ripartire, quindi abbiamo capito che alcuni temi che abbiamo affrontato, con ipotesi di maggiore rigidità rispetto alle norme che si volevano prevedere, erano superati e che in questa fase abbiamo bisogno di maggiore elasticità e di risposte dalle norme per una ripresa veloce. Quindi su questo abbiamo fatto il lavoro.
Non ripeto le operazioni che abbiamo fatto, le hanno già esposte i relatori, cito ad esempio quella relativa agli IAT, ai bed & breakfast, alla promozione, tutte azioni di grandissima importanza, che abbiamo cercato anche di attenuare rispetto a quelle che avevamo all'inizio, magari di maggiore rigidità, come quella dei bed & breakfast per la quale abbiamo detto: “Qui c'è bisogno di ripartire, c'è bisogno di dare risposte”, non è un paletto che può garantire la ripresa del turismo.
Tra le varie forme di turismo quella a cui ho guardato con maggiore attenzione è legata alle aree interne, per una appartenenza mia, personale, a quei territori e devo dire che i primi segnali che si hanno sono abbastanza positivi, soprattutto nelle aree interne in cui le strutture hanno richieste. Questo credo che sia un elemento importante per il rilancio del settore turistico. Un po’ più complicata vedo la situazione lungo la costa.
Su questo è stato fatto un lavoro importante da parte dell'Assessorato e dell’Assessore Pieroni nell'arrivare a trovare le risorse che abbiamo approvato due/tre Consigli.
In seguito al Covid c’è stato un accompagnamento dell'Assessore, un tavolo di compartecipazione, in cui erano presenti maggioranza e minoranza, al quale sono state chiamate tutte le parti in causa del settore del turismo in merito alla proposta di mettere in piedi risorse finanziarie indispensabili per la ripresa, Gli operatori turistici quest'anno hanno già perso la loro stagione, quindi i contributi che sono stati e che verranno dati sono fondamentali.
Un lavoro fatto rispettando i tempi e credo che oggi sia il momento giusto per dare alla ripresa una forza in più, con quelle norme che dovranno rilanciare un settore che è fondamentale per l'economia marchigiana.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Sarò breve perché già i colleghi, a partire dai relatori, hanno illustrato bene il testo e da ultimo anche il Presidente Traversini, che ringrazio perché insieme al relatore, ai colleghi e a tutto il personale della II Commissione, a partire dalla Segretaria - credo che questo testo sia importante - hanno fatto senza dubbio un bel lavoro.
Il tema è fondamentale e spesso ne parliamo, avere oggi nella regione più manifatturiera d'Italia altri motori dell'economia è rilevante ed è chiaro che in questa fase in cui ci troviamo, purtroppo per l'emergenza, il turismo rischia di avere un colpo, sia con i provvedimenti che abbiamo preso, finalizzati alla fase Covid, che con i testi come questo che adeguano, come è stato giustamente detto, la normativa regionale al passare del tempo. Era da molto tempo che l’attendevamo e credo che si sia intervenuti in vari aspetti, anche molto specifici, anche molto tecnici, ma con un'idea complessiva di garantire la massima promozione di questo settore e del turismo. Penso per esempio all'articolo che abbiamo modificato che disciplina la modalità con cui i centri di informazione e accoglienza turistica promuovono la nostra offerta. Abbiamo necessità di promuovere l'offerta, abbiamo ricevuto un grande riconoscimento internazionale da Lonely Planet perché, a dire la verità, anche il turismo è un mercato globale, questo è il punto fondamentale. Non solo le scarpe sono sul mercato globale, con i voli low-cost anche il turismo è un mercato globale, ci si sposta con grande facilità in tutto il mondo. Le Marche non competono più solo con l'Umbria e la Toscana, ma con tutte le regioni d’Europa e del mondo, quindi è fondamentale avere la logistica, i trasporti, ma anche l’accoglienza, la promozione e direi che forse servirebbe anche un po' più di diffusione della lingua inglese, che è uno dei talloni d'Achille, non solo delle Marche, ma del Paese. Comunque molto bene da questo punto di vista.
Ne parlavamo tempo fa quando abbiamo trattato, per esempio, dei nostri parchi regionali, non sarebbe male avere un'unica promozione di tutti i parchi regionali, avevo fatto anche una proposta di legge provocatoria, di istituire un parco unico, mi rendo conto quanto sua difficile, ma per riuscire a promuovere il turismo da tutti i punti di vista come brand Marche, credo che sia la cosa importante.
Vorrei intervenire su due aspetti specifici, sugli altri non entro in quanto hanno già detto molto bene coloro che mi hanno preceduto, la giornata è lunga e poi abbiamo altre leggi importanti, quindi cercherò di contingentare i tempi.
Vorrei intervenire su due aspetti, che riguardano: 1) i bed & breakfast; 2) il tema su cui sono già intervenuto prima, i sentieri escursionistici.
Sui bed & breakfast abbiamo adeguato la nostra normativa, con l'idea di garantire agli operatori flessibilità nell’accoglienza, in modo che strutture diverse possano sopravvivere. Questa è una cosa che riguarda i bed & breakfast, ma riguarda anche gli accompagnatori turistici. Ci sono tante professioni, ci sono diverse fattispecie, facciamo in modo che questo pluralismo dell'offerta possa sopravvivere in modo graduale. Credo, per esempio, adesso non entro nello specifico per non dilungarmi, che i temi che riguardano le chiusure, la gestione di una o più strutture … Noi dobbiamo dare opportunità ai tanti ragazzi che oggi vogliono intraprendere delle nuove attività di piccola imprenditoria, perché questo sono. Dobbiamo dare loro la possibilità di poterci credere, chi conosce qualcuno di questi imprenditori sa che non si arricchiscono, gli dobbiamo consentire di poter sopravvivere, di avere una minima redditività che consenta l'attività economica. Questo è il tema fondamentale.
Per quanto riguarda l'altro aspetto, quello delle guide escursionistiche e alpine, anche in questa legge, grazie agli emendamenti che sono stati approvati dalla Commissione, con lo stesso spirito interveniamo. Ci sono due figure professionali che fanno cose diverse e devono poter coesistere nella sicurezza dell'utente e nel rispetto delle singole competenze professionali. Ecco, credo che questo sia, se volessimo trovare un filo rosso, direi che lo spirito di questa legge, del testo unico, individuando delle parole chiave, cerca di fare una promozione nella flessibilità della domanda e dell'offerta e nel rispetto di tutte le competenze che vivono nelle professioni turistiche, quindi, è certamente un buon testo, che trova ovviamente il voto favorevole di Articolo 1. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Non voglio aggiungere altro su quello che è stato detto in merito a questo provvedimento. Ho presentato anch’io su questo tema un’altra proposta di legge che riguardava un articolo, una situazione. Rientro nel principio fondamentale che un Consigliere può essere in disaccordo sui principi di una legge, può piacere o non piacere, ma una legge è una legge, quindi in uno stato di diritto deve essere applicata. In questo caso la mia proposta di legge, che modificava l’articolo 19, non è stata recepita, non è stata presa in considerazione. A volte vengono dei dubbi perché si può pensare che il principio che si è applicato a questa norma era quello dettato da Giolitti, il quale diceva che per i nemici le leggi si applicano e per gli amici si interpretano. Questo è quello che mi viene da pensare, la mia proposta di legge era chiara, era una legge nazionale fatta da qualcuno del PD, non l'ho fatta io o qualcuno del Movimento 5 Stelle, la modifica l’ha fatta qualcuno del PD.
Questa proposta di legge non è stata recepita. non ne capisco il motivo, adesso spiegherò prima di tutto la legge che ho presentato e i motivi per cui che mi hanno spinto a farla e qual è la modifica fatta sul d.p.r. 380/2001, che crea figli e figliastri con le altre regioni e con altre situazioni.
Anche a me nelle norme ci sono cose che non piacciono, l'ultima modifica della legge sulla messa in sicurezza sismica, che abbiamo fatto l'altro giorno, parla di cose irrilevanti, a me non piace questo sistema, però una legge io la rispetto.
La mia legge parlava …

(interrompe il Consigliere Giancarli)

Peppino GIORGINI. No, la modifica di cui sto parlando …

(interrompe il Consigliere Giancarli)

Peppino GIORGINI. Quella è del Movimento 5 Stelle, ma io non sono d’accordo, l’ho detto chiaramente, sono una persona razionale ed onesta politicamente e intellettualmente. Ho detto che non mi piace assolutamente, siamo in un paese sismico, però, evidentemente, siamo in tema di semplificazioni ed è strano che questa semplificazione non sia stata fatta. Infatti la mia proposta di legge diceva che. “Le dinamiche intervenute nel mercato turistico hanno indotto il legislatore statale ad adeguare la normativa edilizia relativa alle strutture ricettive all'aria aperta, con il fine di consentire l'installazione all'interno di questa, di una serie di manufatti leggeri, prescindendo da alcuni requisiti: mobilità, stabilità, attacchi ed allacci alle reti, che avevano ingenerato incertezza interpretativa e difformità di valutazione”.
L’attuale formulazione dell'articolo 3, comma 1, lettera e.5), quindi parliamo della legge quadro, del d.p.r. 380/2001, esclude dall'ambito autorizzativo “l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili”, all'unica condizione che siano “ricompresi in strutture ricettive all'aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore”.
Inoltre l’installazione dei manufatti leggeri, ai sensi di quanto stabilito con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, 2 marzo 2018 “Approvazione del glossario contenente l'elenco delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività edilizia libera, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222” è da considerare edilizia libera, quindi non soggetta ad alcun titolo abilitativo, mentre le altre tipologie d'intervento (roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni), non costituendo nuova costruzione, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera e.5 del d.p.r. 380/2001, sono soggette a comunicazione di inizio lavori asseverata, la famosa Cila, di cui all’articolo 6 bis sempre del d.p.r. 380/2001.
Questa proposta di legge, relativamente all’articolo 19, quando verrà approvata sarà già vecchia e rischierà di dedicare al turismo regionale una normativa superata sia dalla realtà che dall'indirizzo nazionale, quindi dalle norme, creando una disparità tra le varie regioni, col risultato di penalizzare ancor di più gli operatori marchigiani.
L'aspetto più nefasto riguarda la possibilità di dare ospitalità ai turisti privi di mezzi propri di pernottamento, infatti, il testo unico, il d.p.r. 380/2001, modifica l'articolo 52, comma 2, legge 221/2015. Preso atto del nuovo evidente indirizzo del mercato ha rivisto e modificato il concetto di nuova costruzione, con riferimento agli esercizi ricettivi all'aria aperta, articolo 3, comma 1, lettera e.5). Tutti possono vedere se le cose che sto dicendo sono vere oppure no.
In sostanza la norma finale, aggiornata, prevede che nelle strutture ricettive all'aria aperta, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, sia consentita l’installazione, non soggetta a permesso di costruire, né a denuncia di inizio di attività, di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, eccetera.
Questa proposta di modifica in esame, invece, insiste nel mantenere inalterato il contenuto del comma 6, dell'articolo 19, quello che io volevo a modificare, che prescrive per gli allestimenti mobili il mantenimento in funzione di non meglio individuati meccanismi di rotazione, non si capisce cosa significhi “meccanismi di rotazione”, lo vorrei vedere, magari su Wikipedia. Come si fa a fare un articolo di questo genere nel 2020: “Il divieto di collegamenti permanenti con il terreno, la rimovibilità in qualsiasi momento degli allacci alle reti tecnologiche di adduzione o smaltimento”. Risulta evidente che simili generiche prescrizioni lasciano il campo alle più diverse e arbitrarie valutazioni soggettive, naturalmente, con gli effetti nefasti che già si sono verificati di recente, a seguito di operazioni ispettive degli organi preposti al punto tale da esporre i gestori a pesanti sanzioni, anche di natura penale, configurandosi in ipotesi di reato di abuso edilizio di lottizzazione abusiva, ma signori, sto sbagliando qualcosa io, probabilmente, o state sbagliando voi?
Concludo il mio intervento nei tempi che mi sono stati concessi, facendo una domanda al Consigliere Traversini: caro Presidente, gli chalet sono strutture permanenti? Questa è la domanda che faccio e voglio una risposta con onestà politica e intellettuale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Avete illustrato con dovizia di particolari questa normativa, io richiamo alcuni aspetti generali, perché in effetti è stato fatto un lavoro sicuramente approfondito, dovuto. Occorreva aggiornare una normativa che ormai da anni era un po' ferma e quindi nei primi articoli si introducono e si puntualizzano concetti che sono interessanti e moderni. Si parla di crescita culturale e sociale della persona e della collettività, quindi, vedere il turismo in quest'ottica è particolarmente interessante, si parla esplicitamente di qualità dell’accoglienza, di migliorare la qualità dell'organizzazione delle strutture e dei servizi di settore, cosa quanto mai necessaria, si parla di turismo sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale, mentre prima si parlava soltanto di turismo lento, si parla di accordi e collaborazioni interistituzionali, cosa fondamentale, si puntualizza l’individuazione di ambiti territoriali omogenei il cui coordinamento ricade sui Comuni capofila, e questo è un concetto molto interessante da realizzare quanto prima, e anche di programmazione triennale che deve essere più incisiva.
Si prosegue poi con la volontà di promuovere: il coordinamento dei soggetti pubblici e privati nel settore, anche attraverso aggregazioni e reti di impresa; il coordinamento delle attività di informazione e accoglienza turistica; gli standard di qualità delle strutture ricettive; l’anagrafe delle strutture alberghiere e all'aria aperta, molto importante da completare, mediante una piattaforma informatica regionale, ho un emendamento da sottoporre a questo riguardo; la promozione di misure di formazione lavoro in materia di turismo; gli elenchi delle professioni, già i Consiglieri Busilacchi e Celani hanno parlato di questo argomento; lo studio della domanda turistica in rapporto alle diverse componenti dell’offerta, questa è una cosa che potrà consentire anche un salto di qualità perché si studia a livello scientifico, cosa a cui la politica purtroppo non sempre è abituata, in questo modo il fenomeno si riesce a individuare meglio, come quali sono i margini di miglioramento; la gestione associata delle funzioni comunali in materia di turismo.
Ho riportato dei primi due articoli quali sono le novità e gli elementi di modernità che la legge prevede e che mi vedono pienamente d'accordo.
Ci sono poi tuttora una grandissima serie di puntualizzazioni, approfondimenti, adeguamenti da riportare, che hanno una rilevanza politica minore.
Sono contento che sia stato inserito il mio emendamento, che poi era una mozione approvata all'unanimità tempo fa sulla bandiera trasparente, come abbiamo le bandiere blu abbiamo anche quella trasparente che è stata introdotta nella provincia di Pesaro-Urbino, che considera la qualità dell'aria, la gestione dei rifiuti, la naturalità del paesaggio, della filiera del legno, ed introduce, rispetto agli aspetti artistici o di purezza del mare, anche uno stimolo per i comuni dell'entroterra a fregiarsi di questa bandiera trasparente.
Qual è l’aspetto che non mi convince di questa normativa? E’ la serie di articoli che introducono la gestione imprenditoriale, separano per dimensione l’attività imprenditoriale o non imprenditoriale, rispetto alle country house, agli affittacamere, alle case vacanze, ai bed and breakfast. Questo aspetto introdotto a fine legislatura, anche se poi l'approfondimento di questa normativa è stato molto dettagliato, soprattutto in una situazione come quella attuale, di post prima ondata Covid, nella speranza che non arrivi la seconda con l'autunno, in cui cerchiamo di sburocratizzare, cerchiamo di favorire il decollo di attività di piccole dimensioni, consentiamo di rilanciare l'entroterra, visto che si ha un distanziamento naturale. Questa introduzione mi sembra inopportuna ed io in Commissione ho votato contro tutti gli articoli che inseriscono questa differenza tra l’imprenditorialità o meno nella conduzione di country house, affittacamere, case vacanze, bed & breakfast.
Ho presentato un emendamento sulle rilevazioni statistiche, il vecchio testo diceva che settimanalmente andavano inseriti ad esempio su Istrice i dati delle presenze presso le strutture e questo consentiva agli operatori del settore di avere una buona tempestività sull'elaborazione del dato, perché se devo fare una politica scontistica, oppure un servizio rispetto all'altro, ho bisogno di analizzare la tipologia di mercato che in quell'anno va per la maggiore. Riportare con questo articolo la possibilità di inserire i dati nei primi 5 giorni del mese successivo per me è un tornare dietro ed il mio emendamento chiede di prevedere nuovamente l'inserimento settimanale dei dati statistici nei vari sistemi, proprio per dare agli operatori una maggiore velocità del dato.
Questo è l'unico appunto che faccio alla norma, come emendamento non era pensabile che presentassi 10, 15 emendamenti per andare a sopprimere tutti i concetti di imprenditorialità o meno nella separazione della gestione di country house, affittacamere, bed & breakfast, case vacanze perché avrei appesantito per nulla la discussione, essendo questa una cosa abbastanza pregnante della normativa che stiamo discutendo e che poi voteremo, quindi, come già in Commissione mi sono espresso, voterò contro questi articoli.
Apro una riflessione sul momento storico in cui inseriamo questa differenziazione che impone un aggravio burocratico e una limitazione dell'operatività di queste strutture proprio quando vogliamo rilanciarle. Stiamo andando in deroga a tutto, a livello mondiale, e noi introduciamo questa differenziazione, cosa che alcune Regioni hanno fatto, ma molte altre no. Non è necessaria, tanto meno in questo periodo. Altro da sottolineare non ho. Vi ringrazio per l'attenzione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Approfitto della discussione su questa legge, assolutamente importante, che va a completare in qualche maniera un grande impegno che c'è stato negli ultimi 5 anni da parte della Regione, sulla risorsa turismo. Se oggi discutessimo una legge dopo che per 5 anni non è stato fatto nulla, sarebbe l'ennesima dichiarazione di buona volontà che vede nel turismo una grande risorsa in termini di crescita economica, occupazione e altro, che però poi non viene sostanziata con atti conseguenti che segnalano l'importanza e la forza.
E’ chiaro che per una Regione come la nostra il manifatturiero continua e continuerà ad avere un ruolo strategico in termini economici, nessuno mette in discussione alcuni capisaldi, che sono il punto di forza del nostro saper fare. Ieri, ad esempio, in Giunta abbiamo approvato il finanziamento e il lancio del bando per impresa 4.0 sull'innovazione dell'impresa manifatturiera declinata in tutti i modi possibili ed immaginabili, proprio per quel sostegno naturale che si deve dare all’'ammiraglia della nostra economia.
Fra tutti gli ambiti importanti, la pesca, l’agricoltura, il piccolo artigianato, e tutto quello che vogliamo, il settore che ha un margine più importante e più significativo in termini di crescita potenziale è il turismo.
Quindi, aver dedicato tante risorse, tante energie in questa direzione e, non ultimo, la legge che va ad ammodernare l'impianto e le relazioni all’interno dalla ristrutturazione della gestione del turismo nel nostro territorio, è un fatto importante, perché coglie l'opportunità di crescita, con due vantaggi che mi piace sempre ricordare. Il primo, il turismo non è delocalizzabile non posso fare il turismo a Recanati e poi delocalizzarlo, che ne so, in Romania. L'investimento che faccio in azioni in cui dico: “Vieni nelle Marchi e qui trovi il paesaggio” non lo posso portare da un’altra parte, quindi quello che investo sono tutte risorse ed energie che rimangono qua. Secondo, è un settore che, anche quando fa dei numeri in termini di Pil più bassi di altri, inevitabilmente è ad alta densità occupazionale. Il mondo dei servizi, vuoi anche nella fascia più alta, perché è ovvio che lì il servizio è fondamentale, ma un po' in tutte le sue declinazioni, presenta l'importanza del lavoro umano, competente, qualificato, che certamente garantisce alta occupazione. Nessuna possibilità di portarlo da un’altra parte.
Quando investo nel turismo, oltre ad essere un settore che ha grande capacità di crescita, investo in qualcosa che rimarrà sul nostro territorio e che garantisce tanta occupazione.
Credo che negli ultimi anni il manifatturiero, anche quando andava bene, non sia tornato indietro in termini di occupazione. Ricordo imprese che mi hanno detto: “Siamo tornati al fatturato del 2008, ma con 50 dipendenti in meno. Siamo tornati fatturato del 2008, ma con 100 dipendenti in meno” e questo quando andava bene. Dove abbiamo recuperato occupazione? Perché negli ultimi 5 anni abbiamo avuto la stessa crescita dell'Emilia-Romagna? Secondo me, in modo particolare, in settori come il turismo, che nel Pil si vedono poco, ma nel numero di occupati rispondono tanto, quindi un investimento che ha grande valore sull'occupazione ed ha la possibilità di essere stabile.
C’è un margine di crescita che è naturale, italiano, ovvero il turismo internazionale dice che la prima destinazione desiderata è l’Italia, poi nei fatti è la quarta, la quinta, la sesta perché manca quell'organizzazione che fa si che dall'essere la più desiderata sia anche la più frequentata. La crisi della compagnia aerea di bandiera è la testimonianza più evidente, il mondo vuole venire in Italia e l’Italia non è collegata co n il mondo ed è un fatto questo molto importante, che riprenderò per quanto riguarda le Marche.
I servizi, l’accompagnamento, la facilitazione linguistica per chi arriva da altri Paesi, la facilità nel pagamento, le forme accompagnamento, la disponibilità della banda ultra larga per essere collegati col mondo, devono incrociare il desiderio. Quindi il servizio deve incrociare il desiderio, in termini di collegamenti, di trasporti, di qualità dell'accoglienza e dei servizi che ho quando vengo qua.
L'Italia è la meta più desiderata al mondo, noi siamo in Italia, quindi il brand Marche è soprattutto brand Italia, è un’Italia particolare, non è quella ultra turistica, in termini dispregiativi, dove il pasto sta nel congelatore e potrebbe venire benissimo dalla Cina, per mangiare un bel coniglio cinese, ma è turismo in termini di rappresentazione del territorio qualificato e questo noi lo rappresentiamo appieno. E’ la destinazione di un’Italia più vera, dell’Italia in una regione, dei paesaggi giusti, dell'arte e della cultura.
Come abbiamo declinato queste vocazioni? Se ad inizio settimana, dopo 3 mesi di confronto con la Commissione europea, siamo la prima regione al mondo, al mondo, scusate, che ha avuto il via libera per finanziare le start up sui voli, 13,5 milioni, significa collegare meglio le Marche al mondo e fare in modo che il nostro aeroporto, dopo essere stato salvato, abbia una funzione importante in termini di connessione, che servono anche ai nostri imprenditori per andare altrove, ma servono anche ai turisti per venire nelle Marche, in una regione come la nostra, dove l'85% del turismo è italiano.
Quindi, non solo c’è il margine, quello di cui ho parlato, di carattere generale Italia, ma c’è un margine tutto nostro nell'investire sul turismo internazionale, perché abbiamo una quota bassissima, in gran parte legata alle grandi manifestazioni culturali estive, insomma oggetti molto particolari
Quindi l’attività di promozione fatta in tutti i mercati internazionali da anni, la scelta di investire anche su una dimensione più ampia del nostro turismo ha una prospettiva enorme, quindi rafforzare il sistema, in termini di accoglienza, di strutture, consolida questa vocazione.
Personalmente, altro che il Consigliere Fabbri, darei una forma di liberalizzazione estrema alle forme di accoglienza perché sono convinto che più hai spazi e più accogli, mentre abbiamo ragionato per troppi anni, secondo me, al ribasso, meno siamo più i turisti ce li prendiamo. Una mentalità perdente già solo dall'impostazione, più siamo ad accogliere, più ci impegniamo nel turismo, più turisti verranno, più promozione facciamo, più attività facciamo, più ne verranno. Più forme abbiamo di accoglienza più siamo in grado di accogliere, più ristoranti abbiamo e più attività abbiamo meglio più ne verranno. E’ il mercato più grande in termini di espansione nel mondo, allora la preoccupazione non può essere quella di garantire, tutelare i pochi altrimenti non avremo i turisti, il contrario.
L'emergenza Covid, che tanto pesa in questa direzione, è anche lo strumento ed il passaggio che ci deve spingere ancora di più a credere in questo settore e nella sua crescita perché ci rendiamo conto di quanto sarà ed è grande il desiderio di muoversi, di uscire, di aprirsi, di ritornare a poter godere di una dimensione straordinaria che è il viaggio in un mondo globalizzato, sempre più grande, avendo l’opportunità di poterlo fare con l'ambizione di chi non si deve spaventare se oggi la nostra regione può ragionare di mercati immensi, come quelli americano, cinese, sui quali spostiamo pochissimo, ma ci dobbiamo pensare, ci dobbiamo organizzare, dobbiamo pensare in grande.
Credo che questo sia un settore nel quale dobbiamo pensare in grande e la Regione ha un ruolo molto importante. La programmazione europea che avremo, i fondi strutturali che arriveranno, devono servire a rafforzare questa vocazione. C'è stato un bellissimo intervento del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo che ha coniugato il recovery fund con la crescita infrastrutturale e non, come al solito, con i camion per trasportare il manifatturiero. Per carità, se abbiamo l’autostrada a quattro corsie ci mettiamo tutti i camion del mondo, se abbiamo la ferrovia potenziata è ancora meglio perché li mettiamo sul ferro, se abbiamo i porti meglio ancora, ma l’ha declinato in chiave turistica, come un miglioramento dei collegamenti, delle connessioni nel nostro Paese per far muovere i turisti, per godere delle potenzialità di crescita economica e occupazionale nel nostro Paese, e allora va interpretato così.
Credo che una seconda azione molto importante, che abbiamo fatto, sia i 28 milioni di euro di cofinanziamento di investimenti per la riqualificazione delle strutture turistiche. Vi invito e vi sfido a trovare nella storia della nostra Regione una misura paragonabile fatta nel turismo. 28 milioni di cofinanziamento hanno attivato almeno 70 milioni di euro di investimenti nella riqualificazione delle strutture turistiche e anche in pieno Covid, quelli che erano in coda nelle graduatorie, hanno detto: “Benissimo, rifinanziate quella misura perché siamo pronti a investire” e quando si è pronti ad investire vuol dire che si crede in un'economia, in un'attività.
Anche sulla piattaforma 210 non ci siamo dimenticati di questo settore, è stato il primo ad essere pagato, ci tengo a dirlo. Prima piattaforma uscita, già 400 imprese turistiche hanno nel loro conto corrente il contributo della Regione secondo il meccanismo definito e dichiarato. Abbiamo dimostrato che è possibile fare questi percorsi, anche in maniera meno burocratica, più snella, più agevole ed io non vorrei che rimanesse solo patrimonio della straordinarietà, della piattaforma 210, della ripartenza del post Covid, ma strumento di azione della nostra regione per il territorio, con un’efficacia, una rapidità, una capacità, dico io, di dribblare i paletti della burocrazia come non mai.
13 milioni, 25 milioni, 5,5 milioni a favore nell'immediato del turismo. Tutti i finanziamenti straordinari finalizzati alle manifestazioni culturali sono un grande motore in termini di attrattività. I 50 milioni investiti nelle infrastrutture delle ciclovie delle Marche, che rappresentano il 50%, un sogno, una favola, sono un cluster sul quale stiamo investendo, come la comunicazione della Regione Marche in manifestazioni come Sanremo, con 60 milioni di visualizzazioni della nostra pubblicità e della comunicazione, ma quando mai! Allora bisogna crederci.
A Rimini dissi che il prossimo Presidente, speravo di parlare di me, invece parlo necessariamente di altri, doveva tenersi la delega del turismo, credo che oggi sia la delega più strategica, più rappresentativa della crescita economica del nostro territorio, potendo contare su 5 anni di grandi investimenti in questo settore, che non vanno trascurati, vanno rafforzati, vanno completati, vanno ampliati.
Speriamo che il prossimo Presidente, chiunque sia, si tenga questa delega, cogliendo il valore di questa opportunità, di andare avanti in questa direzione, di poter crescere in quel verso, dopo averci investito tanto con operatori che sono molto convinti, lo dico perché quando abbiamo trasformato Lonely Planet in una specie di premio da dare agli operatori, era gennaio, quindi nessuno sospettava quello che stava per accadere, poi a febbraio purtroppo ce ne siamo accorti, erano tutti entusiasti perché si sentivano sulla cresta di un’onda che in questi anni ha spinto nella direzione giusta.
L'atto che facciamo oggi, questo ci tengo a dirlo, è particolarmente importante, certamente in sé e per i contenuti che promuove in termini di ammodernamento dell'impianto sul turismo, ma è rilevante anche perché è punto d'arrivo di un percorso che ha fatto vedere come sia possibile nel nostro territorio credere e investire in un settore quanto mai legato alla nostra identità, alla nostra regione, a quello che siamo stati in grado di raccontare delle Marche in tutt'Italia, credo che il passo successivo sia farlo nel resto del mondo.
Non so se Lonely Planet ci vorrà dare la deroga alla scadenza del 2020 come seconda regione al mondo, sarebbe bello perché il riconoscimento di un anno strano ci permetterebbe a tutti quanti di poter di nuovo giocare la partita, un grande asset. Lonely Planet ci ha fatto uscire in tutte le riviste internazionali, sarebbe bello un gesto particolare, non so se sarà possibile, diciamo un piccolo sogno da poter fare, ma certo abbiamo visto cosa vuol dire poter godere di certe vetrine, è un peccato non averla potuta sfruttare a fondo per quello che è accaduto dopo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Nel mio intervento sono agevolato dalla relazione del Presidente Ceriscioli sulla qualità dello sviluppo, lo semplifica e mi dà la possibilità di essere breve.
Mi sembra importante intervenire intanto per riconoscere il lavoro fatto in questi 5 anni, attività svolta dal Presidente, dall'Assessore Pieroni, dal Presidente Traversini, solo per citare chi ha maggiori responsabilità politiche nel turismo, quindi dal Presidente Ceriscioli al Presidente Traversini, ma anche un lavoro della struttura, delle Commissioni, dei servizi e soprattutto dei tantissimi operatori marchigiani, dalla costa alle aree interne, che hanno investito, che continuano ad investire in termini di risorse finanziarie, di professionalità, di competenza e di conoscenza.
Il turismo è cresciuto, abbiamo avuto riconoscimenti notevoli, tante bandiere, da quelle blu a quelle arancioni a quelle verdi, alla Lonely Planet, riconoscimenti a non finire.
E’ doveroso intervenire su questo aspetto anche per ringraziare e perché, come ha detto il Consigliere Celani, è interessante la rivisitazione del testo unico del turismo, parole che rendono già chiaro l'atto che stiamo approvando, un provvedimento, come ha detto prima il Consigliere Fabbri, che è stato approfondito.
Il pluralismo dell'offerta, a mio avviso, si collega anche ad un pluralismo geografico della nostra regione, delle Marche al plurale, ancor di più ci dà un obiettivo importante, non ancora definitivamente raggiunto, che è quello che in questa regione è possibile fare turismo tutto l'anno. Accanto a me ho il candidato Sindaco di una delle città più importanti nel panorama italiano, il turismo tutto l’anno è possibile farlo e in tutte le località, questo è un obiettivo che possiamo raggiungere. Turismo tutto l’anno perché nella stessa località ci sono ricchezze ambientali, come il mare, e tante ricchezze culturali, beni e attività culturali, da Carterpillar alla città della fotografia e questo vale per i 227 comuni marchigiani, anche se all’interno di questi ci sono quelli più vocati, ma in ogni luogo troviamo un'opera d'arte o un paesaggio interessante.
Su questo non voglio, poi non sta a me farlo, lo farà l'Assessore Pieroni, rispondere al Consigliere Giorgini. Credo che qui dentro ci sia, a mio avviso, la madre delle riforme che deve essere fatta, la riforma del governo del territorio e come non mai sappiamo quanto sia indispensabile, non solo per il futuro del pianeta, ma anche per il turismo, inserire il consumo di suolo zero, inserire la tutela del paesaggio. Anni fa, in quest'Aula, siamo stati i primi in Italia a regolamentare gli impianti di fotovoltaico a terra, senza quella regolamentazione avremmo avuto più energia, ma meno paesaggio, contraddicendo tra l'altro una regola elementare: la terra deve produrre cibo, non energia.
Il Presidente ha fatto riferimento all'aeroporto di Falconara Marittima …, voglio citare un esempio significativo, sono stato con 14 cantine del Conero e 22 vini, non parlo del Verdicchio, ma parlo del Rosso Conero, e con la Camera di commercio di Ancona e quella di Monaco di Baviera ad una giornata lì, è stato un successone economico e della nostra terra, un successone di uno dei nostri prodotti che poi traina. C’è un intreccio continuo, il mare favorisce l’enogastronomia, l'enogastronomia favorisce il mare, favorisce la montagna, favorisce le attività culturali, quindi interdisciplinarità della stessa e potrei parlare, appunto, di cultura, di archeologia, di turismo.
Consentitemi anche di dire che venti giorni fa ci siamo trovati in una cattedrale della natura - l’Assessore Pieroni viene da Loreto, dal Santuario - nelle Grotte di Frasassi. Ci sono provvedimenti, l'Assessore ha lavorato ad un emendamento formalmente presentato dal Consigliere Traversini, io ho partecipato a questi incontri e mi sono ricordato di alcune cose per cui ho fatto un sub emendamento, in sintonia con il pensiero all'Assessore e del Presidente Traversini, quindi sono certo che sarà approvato. Parlando della cattedrale della natura, del riconoscimento delle Grotte di Frasassi come patrimonio dell'Unesco - l’Assessore Sciapichetti e il Consigliere Traversini hanno detto che è giusto – non si può non riconoscere anche le aree interne. Quindi, l'obiettivo è ancora più ambizioso, ma rischiamo di allontanarlo, però va bene, condivido questa idea anche perché non si può non apprezzare per intero le bellezze delle aree interne.
Detto questo, potrei continuare, ma mi fermo. E’ importante questa legge, questa rivisitazione anche dell'imprenditoria. Ieri ho visitato una piccola struttura e devo ringraziare una persona che lavora qui, forse preferisce non essere citata, che me l’ha fatta conoscere, abbiamo fatto bene a salvaguardare anche queste piccole entità, che sono presenti da Ancona fino alle aree interne, ricche di capacità imprenditoriale, alle località marine e a quelle collinari che intrecciano le loro attività con le produzioni agricole di qualità.
Ci sono enormi ricchezze, il Presidente ha parlato di grande occupazione, di numeri anche elevati, allora torno a Senigallia, lì c’è l'istituto alberghiero, ad esempio, come ce ne sono altri, ad esempio a Cingoli e in località dell’interno e della costa, queste scuole sono molto importanti perché danno la possibilità non solo di garantire occupazione, ma occupazione buona e qualificata.
Presidente, Assessore Pieroni, si vada avanti come si è detto, con la sostenibilità della crescita. Faccio riferimento al discorso del Presidente quando ha parlato di questi aspetti, credo che ci sono tutte le condizioni, in questa nostra regione per far crescere il Pil legato al turismo, con l'intreccio che il turismo ha con tutti i settori, dalla pesca, all'agricoltura, all'artigianato, alla piccola industria, perché le produzioni di qualità di questi settori sono promosse e trainate dal turismo stesso. Ci sono anche altri momenti, come le nostre profonde radici, che fanno grande anche un settore come questo, ma ripeto, attualizzato, con la formazione, con la scuola, con gli investimenti, con le infrastrutture.
A noi fa piacere che il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo abbia scoperto la ferrovia adriatica, c’è su questo un lungo dibattito, anche battaglie culturali. Per quello che io conosco so che è una persona concreta per tradurre questi progetti, si avvalga, ad esempio, di quello che le istituzioni locali marchigiane negli anni hanno fatto, che può essere messo a disposizione dello stesso Ministero, per far si che queste enunciazioni si traducano in fatti.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Affrontiamo questa riorganizzazione del testo unico del turismo della Regione Marche a fine legislatura. Certo, non è mai troppo tardi per accendere un riflettore su un tema così importante come quello del turismo che abbiamo sempre definito, almeno personalmente, già dall'inizio di questo percorso all'interno dell'Aula del Consiglio regionale, il vero petrolio della nostra economia.
Abbiamo visto come purtroppo gli eventi catastrofici legati all'emergenza sanitaria del Covid abbiano avuto e stiano avendo delle ripercussioni gravi su questo settore, per cui ogni intervento normativo che possa essere di aiuto e di supporto è qualche cosa che per quanto mi riguarda ha certamente una valenza positiva.
Reputo che ogni investimento che si fa oggi, che sia in termini finanziari ed anche e soprattutto in termini normativi, procedurali, di attenzione al comparto, di semplificazione della normativa e di attenzione rispetto alle richieste delle varie categorie che fanno parte del articolato mondo del nostro turismo, sia fondamentalmente per il futuro e sia un investimento per le Marche, anche relativamente a quella quota occupazionale che, sappiamo, nelle Marche e in tutta Italia è in grado di poter dare, facendo uscire a volte in maniera indispensabile e spesso legata alla stagionalità dalla difficoltà alcune famiglie. Ogni attenzione in questo senso è essenziale ed importante e mi ha trovato e mi troverà sicuramente attenta e propositiva.
Sono state già enunciate in tutti gli interventi che mi hanno preceduto le misure contenute all'interno di questo testo, che in parte sono frammentate e rispondono ad un'esigenza primaria e condivisibile per quanto mi riguarda, al di là di quello che è l’inevitabile adeguamento normativo, che è stato una delle spinte a mettere mano a questa normativa.
E’ fondamentalmente la volontà di dare un approccio migliore alla promozione del nostro territorio, attraverso una formula integrata come sintesi delle esperienze. Sono anni che parliamo di turismo esperienziale, chi viene a vivere un territorio non lo fa in maniera asettica, ma è alla ricerca di tutto quello che un luogo può dare in relazione alle bellezze paesaggistiche, all’enogastronomia, alla vivibilità attraverso i servizi che i nostri gestori turistici offrono al visitatore, quindi l'importanza di far uscire le Marche da una sorta di velo di poca evidenza e conoscibilità che ha vissuto per molti anni, soprattutto fuori dall'Italia perché molto del turismo estero è rivolto alle città d'arte maggiormente conosciute. L'attestato arrivato dalla guida Lonely Planet quest’anno ha dato un input importante, convengo e concordo che se ci fosse anche il prossimo anno invoglierebbe il turista straniero, che quest'anno con l’emergenza Covid avremo, se va bene, in forma molto ridotta nelle nostre realtà, a venire il prossimo anno e a godere delle tantissime bellezze ed esperienze che si possono fare nella nostra regione.
Ecco l'importanza di una promozione fatta in maniera integrata perché abbiamo visto come spacchettare, spezzettare, frammentare la promozione di un territorio non porta ad un rafforzamento rispetto anche a quel modello di turismo che oggi è molto più ricercato, per cui la persona non è stanziale, fissa in un’unica realtà, ma cerca di visitare le bellezze complessive che un luogo può offrire.
Il secondo punto, secondo me importante, è legato alla qualificazione, una serie di misure che sono in questo provvedimento e che vanno non solo alle strutture, alle forme di turismo, ma anche al personale, che deve essere maggiormente professionalizzato proprio per garantire standard alti di accoglienza, che vengono sicuramente ricercati, senza snaturare la caratteristica, che credo fondamentale, della nostra realtà. Una dimensione molto personale e accogliente, non abbiamo grandi numeri che spersonalizzano, ma abbiamo una caratterizzazione dei luoghi e dell'offerta turistica che ci vede in una dimensione quasi vicina all’accoglienza familiare, tant'è che c'è stato in questi anni il proliferare di forme di turismo alternative, alcune vengono anche inserite in questa proposta, come le country house, il garden sharing e un’attenzione la pongo anche ai bed & breakfast, che sono cresciuti numericamente negli ultimi anni, e che attraverso questa proposta vedono una diversificazione, per chi vuole dare un’offerta turistica, fondamentalmente da affiancare al reddito della famiglia, viste anche le dimensioni in genere piccole, piccolissime dei b&b, al massimo hanno 3 stanze, al massimo sono per 6 persone. Ci sono anche bed & breakfast che hanno un'unica stanza, con la possibilità di ospitare due persone, proprio come sostegno al reddito del nucleo familiare. Ecco l'opportunità di fare questo tipo di offerta turistica in maniera più professionalizzata, dividendo le strade di chi si approccia alla gestione di un bed & breakfast sulla base del numero di stanze, di persone da accogliere e di una maggiore o minore professionalizzazione - con questo non voglio evidentemente dire che chi ha un numero più basso non abbia una professionalità – di chi fa una scelta di campo differente, rendere una struttura propriamente turistica con una dimensione più grande, non equiparabile a quella alberghiera, ma maggiormente professionalizzante o di chi continua a utilizzare questa forma, con le caratteristiche con le quali è stata conosciuta fino ad oggi.
Credo sia molto importante il discorso della professionalizzazione, perché la richiesta del turista è quella di poter avere maggiori servizi, maggiori professionalità e un'accoglienza più strutturata che, con la formazione, va incontro alle esigenze del visitatore, con la conoscenza del territorio, la conoscenza delle lingue estere, che sono indispensabili, per aprirci ancora di più ad un turismo estero. Vedo questo come un fattore qualificante per la nostra regione.
Abbiamo un brand che ancora è poco conosciuto e va valorizzato, per cui tutte queste misure assommate possano andare in questa direzione. Mi piace l'idea della condivisione ed il fatto di avere istituito un Comitato che possa in maniera integrata ragionare sulle politiche del turismo, anche attraverso la partecipazione delle associazioni di categoria, aprendo anche a quelle realtà che hanno visto uno sviluppo ed una caratterizzazione perché fanno parte del nostro territorio, le associazioni legate ai nostri borghi, che sono delle eccellenze e che sono stati riscoperti nel corso degli ultimi anni, anche con le bandiere arancioni che caratterizzano, con un marchio di qualità, insieme alle classiche bandiere blu, che hanno caratterizzato il turismo balneare, e che danno la dimensione della grande varietà dell'offerta turistica che abbiamo.
Apro una parentesi, sostengo fin da ora l'emendamento relativo alla valorizzazione del complesso ipogeo delle Grotte di Frasassi, perché reputo che siano una di quelle eccellenze e una particolarità importantissima del nostro territorio. Mi rammarico, però, del fatto che la mozione sottoscritta da me e dal Consigliere Giancarli ed approvata qualche anno fa, relativa al rifinanziamento della legge sulla speleologia, quale strumento di tutela, conoscenza e valorizzazione delle Grotte di Frasassi, nonostante i miei emendamenti presentati sulle variazioni di bilancio, non abbia trovato una forma di finanziamento. Credo che sia un peccato perché anche attraverso le conoscenze speleologiche e dei professionisti, che conoscono la materia della struttura della grotta ed anche i mutamenti che queste realtà naturali hanno, si può valorizzare ulteriormente questa eccellenza della nostra regione.
Non mi dilungo sui singoli punti perché sono stati trattati, ma reputo che, pur arrivando a tempo scaduto - ricordo che la nostra legislatura nella sua ordinarietà sarebbe scaduta a fine maggio – uso questo mio intervento come dichiarazione di voto favorevole, sia importante il sostegno al testo del turismo.
Faccio un piccolo appunto, abbiamo molte professionalità importanti nelle Marche, abbiamo la capacità e visto che si apre anche l'opportunità di collaborare con dei soggetti privati, non c'è bisogno che venga qualcuno a colonizzare la nostra regione. Questo è un monito che voglio fare, viste anche alcune situazioni, non ci devono essere colonizzazioni che vengono a sfruttare le bellezze e le possibilità economiche che il turismo nella nostra regione a 360° può offrire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire in questo dibattito, ma sono stato quasi costretto, è sempre così perché da 25 anni io vedo un film e poi in questa Aula sento altre cose.
Non discuto sulla proposta di legge 335, per carità, secondo me è una cosa dovuta, forse siamo in ritardo, quando si tenta di migliorare una legge è sempre positivo. Per quanto mi interessa stiamo modificando le cose, siamo in un contesto diverso, un modo diverso di fare turismo, che non è nato nel 2020, caro Assessore Pieroni, c’è da tantissimo tempo, quindi, credo che queste cose in 25 anni si dovevano fare.
Dico 25 anni perché? Ascolto e sono interessanti i ragionamenti sul turismo, sento gli imprenditori di questo settore e mi pongo una domanda: come tutto questo come si realizza? Si realizza forse impiegando circa 3 ore e mezzo per andare da Ancona a San Benedetto del Tronto? Le infrastrutture … Anche in questa Aula, negli anni precedenti, nelle legislazioni precedenti, sempre governate dal Partito Democratico, sono stati ridotti dei progetti di interesse nazionale che servivano alle nostre colline, alle nostre pedemontana. Le nostre intervallive sono state tagliate, sono state tolte, Presidente, dal suo partito, altrimenti la Quadrilatero non si sarebbe realizzata. questi sono i problemi! Più di 100 milioni dal 2007 al 2017 per l'aeroporto di Falconara, più di 100 milioni in 10 anni, se non ci sono le infrastrutture come si realizza il turismo? Questo è il problema, io non posso arrivare nelle Marche, ma cosa pensa il Partito Democratico su questi ragionamenti?
Ecco perché Consigliere Giorgini sono intervenuto, perché questo è il problema di fondo, checché se ne dica.
Abbiamo un albergo a 5 stelle solo a Pesaro e chi opera nel settore ci chiede queste cose, poi arrivano i magistrati e fanno chiudere le attività commerciali, che sono sulle coste, che sono turistiche, per quattro, cinque anni. Anche la Magistratura ci si mette, perché? Perché non ci sono leggi chiare. Questo è il problema di fondo.
Non è solo il come, ma anche quello che noi possiamo fare o quello che avremmo dovuto fare come Regione Marche. Questo è il problema di fondo.
Qui bisogna risolvere il problema di fondo, come far arrivare i turisti che vogliono venire in questa regione. Questo è il compito, che fra l’altro adesso si complica e chi va a San Benedetto del Tronto manda dei messaggi negativi a chi non ha voluto realizzare la terza corsia e chi non l’ha voluta è dentro il Partito Democratico. Questo è il problema.
Non governavo io, state calmi, dire zuppa o pan bagnato è la stessa cosa … Se il problema è risolto è un altro, ma se non è risolto è sempre quello. Ho governato io la Regione? L’avete governata voi! D’Ambrosio 1, D’Ambrosio 2, D’Ambrosio 3, D’Ambrosio 4, quanti ce ne sono stati? Questo è il problema!
Questa mattina non riuscivo a capire perché pensavo che si discutesse soltanto della modifica, della proposta di legge 335, invece ho sentito la grande relazione del Presidente, ecco perché sono intervenuto, ho sentito che tutto va bene, che i turisti arriveranno a fiotti da tutte le parti e gli albergatori non avranno posti in cui metterli, per cui mi sono chiesto cosa stava succedendo in questa regione.
Non prendiamoci in giro, torniamo al ragionamento serio. Credo che enfatizzare un po’ vada bene, ma quando è troppa credo che occorra tirare i freni.
La situazione in merito al turismo è seria, molto seria, va spiegato come si realizza, io ancora, purtroppo, Assessore Pieroni, non l'ho visto, questi sono una serie di provvedimenti, per carità, vanno tutti bene, però io voglio dare una risposta ai turisti che si mettono sulla A14 e hanno dei problemi seri, vorrei dare delle risposte ai turisti che vogliono arrivare con l'aereo, magari a Falconara, e vorrei dare una risposta al turista che sta sulla costa e vuole spostarsi nell’entroterra, deve avere delle infrastrutture. C’è stata un'occasione, non l’avete nemmeno colta, cari compagni del Partito Democratico, disgraziatamente era quella del terremoto, per migliorare le infrastrutture dell'entroterra. E’ l'ennesima occasione che avete perso, non vi siete inseriti nel contesto di modifica delle infrastrutture, che purtroppo pagheremo ancora per tantissimi decenni.
Questo è il problema vero, le infrastrutture non sono state fatte, occorre dare un servizio qualitativamente migliore agli imprenditori che aspettano questo oltre agli aiuti. Vogliono capire se dietro agli aiuti, sono disposti anche ad intervenire, c’è la Regione Marche che aiuta e programma in termini seri per realizzare quello che ho detto all'inizio del mio intervento.
Questo è il problema di fondo, poi possiamo naturalmente girare attorno ai problemi, raccontarci quello che vogliamo, ma da persone grandi le cose ce le dobbiamo raccontare, da persone serie che hanno vissuto e vivono il territorio perché questo, purtroppo, è il territorio delle Marche, a cui mancano queste risposte pesantissime. Dobbiamo recuperare qualche decennio di programmazione, qualche decennio di interventi non realizzati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Solo una puntualizzazione nei confronti degli assunti del Consigliere Zaffiri. Innanzitutto “fiotti” è una parola italiana, corretta, significa in abbondanza, a scroscio. Ha detto bene, i turisti arriveranno probabilmente in abbondanza, a scroscio.
Sulla tematica della terza corsia, a quel tempo ero molto vicino a questa problematica perché l’ho vissuta da Sindaco e perché in prima persona ho fatto un documento specifico, approvato dalla grande maggioranza dei Sindaci. In merito al dibattito che si aprì all’epoca, per venire alle sue affermazioni, due sindaci, senza fare nomi perché sono passati tanti anni, si frapposero a quella volontà, a quella decisione e non erano di uno schieramento, se vogliamo essere precisi erano di entrambi gli schieramenti, se pensiamo a questo bipolarismo, poi ne parleremo, quindi va puntualizzato questo.
La posizione contraria di due Sindaci all’epoca distolse la Società Autostrade dall'investimento, che avrebbe portato anche a delle opere compensative utili al territorio ed ancora ci mangiamo i gomiti e rimpiangiamo quel mancato intervento.
E’ chiaro, è la verità, non possiamo imputare quel fatto alla Regione dell’epoca, perché lì è stata la Società Autostrade che si è trovata di fronte alle resistenze di due Sindaci, i Sindaci delle città di Porto San Giorgio e di Fermo. Tutti hanno pari dignità, però erano le città più importanti di quel territorio ed erano governate dal centro destra e dal il centro sinistra.
Se devo essere sincero ed entrare nel merito, caro Consigliere Zaffiri, il progetto della terza corsia venne ostacolato dal Sindaco della nostra parte, per essere preciso, perché proponeva che dovesse arrivare fino a San Benedetto Tronto, giustamente, a distanza di anni mi sento di sottolinearlo, perché il progetto dell'epoca si fermava a Pedaso. Che senso avrebbe avuto fino a Pedaso quando oggi, a distanza di anni, quotidianamente, abbiamo come lezione l’estrema necessità di arrivare a San Benedetto del Tronto?
Quindi concordo con quello che dice, però bisogna ricondurre la verità nel giusto alveo dell'epoca. Si fidi di un compagno socialista, come me, che ha vissuto da vicino quei giorni. Questa è la precisazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Vedo che l'interesse va aumentando su cose e su temi importanti.
Consigliere Giacinti, è tutto vero, mi fa piacere che dica quello che è stato, però le voglio dire una cosa, qui ho portato avanti con determinazione, anche da quando stavo in Provincia, il collegamento Tolentino-San Severino Marche, ma alla fine sono stato tradito, ma non mi sono perso d'animo, perché io sto qui, mi ricandido e quell’obiettivo lo porta a casa, nonostante due imbecilli abbiano remato contro al territorio.
Agire in maniera determinata è un conto, stare qui a perdere tempo è un’altra storia.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. Il testo unico sul turismo, che noi stiamo per approvare, e spero che sia approvato a maggioranza o all'unanimità perché daremo un grande segnale al sistema del turismo, che in questo periodo ha avuto delle grandi criticità, io lo definisco la ciliegina su un percorso fatto in questi anni, in questa legislatura, ormai dal 2015. 5 anni in cui abbiamo rimodulato e rivisitato il turismo nella nostra regione, anche in funzione delle drammaticità e delle criticità che abbiamo avuto.
Ormai guardiamo avanti, perlomeno per quello che riguarda questo settore, subito dopo il drammatico sisma del 24 agosto del 2016, a cui sono seguite altre scosse a fine ottobre, primi di novembre, abbiamo guardato avanti. Non dimentichiamoci che nel 2019, abbia avuto anche una tromba d'aria lungo la costa anconetana e maceratese, era il 20 luglio, durante la stagione estiva, con tutte le ulteriori problematiche. Ho vissuto insieme al Presidente Ceriscioli quel dramma, perché in quel momento tanti turisti chiedevano se le Marche erano state colpite in maniera forte, poi questo virus che ha cambiato, io credo, il mondo.
Il messaggio che parte da questo testo unico è di un percorso importante, condiviso, condiviso dalla politica, da questa Giunta, dalla Commissione, dalla politica marchigiana, ed in particolar modo affrontato insieme a tutte le categorie, a tutte le associazioni, che fanno riferimento al comparto del turismo, con cui abbiamo, articolo per articolo, cercato di dare un volto nuovo a un testo unico che, voglio ricordare a tutti, era fermo da 15 anni.
Oggi, voi capite che il mondo è globalizzato, il turismo viaggia a velocità pazzesche, quindi era giusto rimodulare un testo unico, che è la cartina tornasole di tutte le iniziative che nei prossimi anni verranno portate avanti, per quello che riguarda la promozione, l'accoglienza, il sistema della ricettività, che è totalmente cambiato.
Voi avete visto che ci sono alcuni articoli mirati a un sistema di accoglienza, di ricettività, che è totalmente diverso rispetto a pochi anni fa, proprio per dare una modernità e un futuro forte e importante al turismo nella nostra regione.
Il percorso, come ho detto prima, è che la legge che andremo ad approvare non comporta un onere per la Regione Marche, ma chiude il cerchio di questi 5 anni di lavoro, che è stato portato avanti in maniera certosina con le associazioni, che ha impegnato la struttura del turismo, e la ringrazio pubblicamente, perché sicuramente ha attenzionato le richieste che sono arrivate ed è poi riuscita a riportarle nella concretezza di una legge.
Da questo punto di vista avremmo potuto approvare il testo anche nel mese di marzo, aprile, perché era già pronto in quel periodo, prima delle elezioni, ma il lockdown ha fatto si che tutto fosse spostato, quindi, lo approviamo oggi.
Credo che sia un bel messaggio, atteso. La legge sicuramente è attesa da tutto il comparto, da tutto il sistema, dalle 7.000 strutture ricettive della nostra regione, a tutto tondo, che con questa norma possono, meglio che negli anni passati, dare messaggi di promozione forte della nostra regione.
Il testo unico del turismo s'inserisce in un percorso, come ho detto prima, che in questi anni abbiamo portato avanti. Nel luglio 2015, quando siamo entrati, il turismo aveva nel proprio bilancio 8 milioni di euro, oggi tra gli investimenti che abbiamo fatto sulla promozione, sulla riqualificazione delle strutture … L’ha ricordato il Presidente poc'anzi nel suo intervento, abbiamo fatto uscire un bando, lo ricorderete tutti, di 1.900.000 euro, cifra bassissima rispetto alle domande che sono state più di 35. Abbiamo garantito per primi, questo voglio dirlo a chi è poco attento e sempre un po’ troppo polemico, senza guardare il percorso fatto, 8 milioni di euro per tutte le richieste che sono pervenute per la riqualificazione delle strutture ricettive all'interno dell’area del cratere, complessivamente la misura è di circa 28 milioni di euro.
E’ chiaro che la rimodulazione della promozione turistica è stata totale, voi avete visto che siamo passati dalle semplici pubblicità, con personaggi che magari potevano dare un impatto visivo forte, ma non facevano percepire le bellezze della nostra regione (culturali, paesaggistiche, enogastronomiche e altro), dei nostri borghi, perché non dobbiamo dimenticarci che la regione Marche ha il maggior numero di borghi in Italia rispetto alla popolazione.
E’ chiaro che questo percorso è stato forte ed ha permesso di passare dagli 8 milioni a più di 60 milioni di euro di interventi. Credo che questi siano dei numeri interessanti che fanno capire quanto e quale sforzo è stato fatto dalla Regione, nel credere sempre più che il turismo è e sarà …
Ci confronteremo quando sarà il momento, spero che ci sia un confronto con i candidati della destra nella nostra regione, vedremo quali saranno le vere proposte, al di là dei semplici annunci che vengono dati. Ritengo importante anche capire, rispetto alle semplice valutazioni portate avanti dal capogruppo della Lega, che civetta un po' troppo, lo voglio dire al mio amico e compagno Consigliere Zaffiri, con il proprio capo che arriva nelle Marche, che parla di riformare il turismo, ma molto probabilmente, come ho detto ieri in una dichiarazione, ha sbagliato regione o peggio ancora avrebbe dovuto ascoltare e confrontarsi con gli operatori, che forse gli avrebbero consigliato di tenere un profilo un po' più basso rispetto al settore del turismo.
Tutto è migliorabile, tutto è perfezionabile, dobbiamo lavorare ancora, ma su una cosa credo che abbiamo messo dei punti fermi, sulle infrastrutture. Quando si fanno gli interventi a qualcuno fa comodo non ricordare che fino a un anno fa …, ricordo che il Consigliere Zaffiri un anno fa in un suo intervento in Consiglio regionale disse: “Sono certo che questa maggioranza non salverà dal fallimento l'aeroporto”. Oggi abbiamo dimostrato il contrario ed oggi l'aeroporto è salvo, anche grazie ad un bando. E’ entrato un socio privato che oggi ha la maggioranza all'interno dell'aeroporto ed ha permesso di salvarlo, ma non basta questo, mi dispiace quando si dicono mezze verità, non l’abbiamo soltanto salvato, cari Consiglieri di opposizione e di minoranza, lo stiamo rilanciando e pochi giorni fa sono usciti i bandi per 13.500.000 euro per il triennio 2020/2021/2022, ormai diventato il biennio 2021/2022.

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Con i soldi della Regione e con i fondi europei, certo, perché è naturale che se vogliamo essere attrattivi col nostro aeroporto, come fanno tutti gli aeroporti del mondo, dobbiamo costruire le rotte e dalla fine di quest'anno ci saranno anche delle rotte interne, attesissime non soltanto dai turisti che arriveranno, ma anche dall'imprenditoria marchigiana, perché abbiamo previsto, se verranno condivise, rotte per gli aeroporti di Roma e di Milano. Era una scommessa e tanti pensavano che non saremmo riusciti a portarla avanti, invece anche questa sta prendendo la piega giusta. Altre 45 rotte europee andranno ad essere definite nei più grandi aeroporti di Europa. Questo è un messaggio forte che vogliamo dare, non all'istituzione Regione, ma al sistema del comparto del turismo marchigiano.
La cosa interessante è che questa amministrazione, questa maggioranza uscente, ha condiviso, passo passo, ogni azione, chiaramente quelle più importanti, quelle più forti, quelle più pregnanti, che ha portato avanti in questi 5 anni.
È chiaro che anche sulle infrastrutture, sicuramente si, abbiamo delle problematiche, ma non diciamo che non sono stati portati avanti dei progetti rilevanti. La Quadrilatero, la conosciamo, va da Foligno a Civitanova Marche. Se parliamo con tutti gli operatori, che vanno da Porto Recanati fino a Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto, per non parlare delle città di Civitanova Marche, Porto Sant'Elpidio e Potenza Picena, ci diranno che oggi il turismo attrattivo, che noi abbiamo portato avanti, dà un grande respiro.
Il lockdown ha fermato l'altra Quadrilatero, quella che collega Perugia e arriva fino ad Ancona e che interessa la parte nord delle Marche, che è in fase di completamento. E’ giusto riconoscere queste cose perché dobbiamo essere sempre critici, le opposizioni sono critiche, ma dobbiamo riconoscere che qualcosa di buono è stato fatto.
E’ indubbio che il turismo è il secondo volano dopo il manifatturiero, che resta sempre importantissimo e fondamentale per la nostra regione. La scommessa che come maggioranza stiamo portando avanti riguarda due questioni. 1) l'obiettivo è quello di predisporre i nuovi fondi europei 2021/2027 che saranno strategici per la continuazione di questo percorso intrapreso per il turismo, almeno un investimento dai 90 ai 100 milioni di euro, e su questo ci dovremo confrontare, se le opposizioni ritengono che questo impegno di circa 90/100 milioni di euro per il sistema e per il comparto del turismo a tutto tondo, che va a toccare i privati, le riqualificazioni, la promozione e quant'altro, sia una cifra giusta oppure troppo alta; 2) credo che sia altrettanto importante la capacità della Regione di intervenire dove c’è una criticità, l’ha ricordato il Presidente, e questo ci permette di potenziare e di avere ampi margini di presenze e di arrivi nella nostra regione a livello internazionale.
E’ importante che la Regione Marche nella prossima legislatura faccia investimenti, che noi stiamo spingendo da questi da questi mesi, dedicati in particolar modo al turismo straniero.
Su queste due situazioni la Regione Marche e la maggioranza uscente stanno spingendo fortemente e spero che ci sia il giusto confronto sul turismo da parte dell'opposizione, non soltanto fatto di slogan, ma anche di concretezza.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 12. Soppresso.


Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 15. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 16. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 17. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 18.
Emendamento 18/1 a firma del Consigliere Giorgini, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Peppino GIORGINI. E’ un emendamento che riguarda tutto ciò che ho detto prima, nell’intervento che ho fatto per la presentazione della legge, che toglie quell’articolo che non ha nulla a che fare con la legge nazionale. Quell’articolo che non ha referenze con il d.p.r. 380 del 2001.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Prima mi è stata posta una domanda specifica a cui devo rispondere.
La Commissione ha lavorato tantissimo su tutto il testo presentato dalla Giunta, ha apportato delle modifiche importantissim,e però ha lasciato gli articoli che credeva opportuno lasciare, la stragrande maggioranza.
L’articolo che cita e vuole emendare il Consigliere Giorgini è quello che la Commissione ha ritenuto opportuno mantenere per il valore, leggo alcuni passaggi: “Gli allestimenti mobili per il pernottamento, quali caravan, maxicaravan, mobilhouse, tende e lodge tents, collocati a servizio dei clienti e riconducibili a qualsiasi titolo nella disponibilità del gestore, non sono soggetti a permesso di costruire né a denuncia di inizio attività, a condizione che servino i meccanismi di rotazione in funzione, non possiedano alcun collegamento permanente con il terreno e gli allacciamenti alle reti tecnologiche di adduzione e di smaltimento siano rimovibili in qualsiasi momento”. Questo è quello che dice l’articolo che la Commissione ha detto che va mantenuto, quindi chiedo di votare contro l’emendamento del Consigliere Giorgini.

PRESIDENTE. Emendamento 18/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 18. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 19. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 20. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 21. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 22. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 23. Soppresso.

Articolo 24. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 25. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 26. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 27. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 28. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 29. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 29 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 30. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 31. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 32. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 33. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 34.

Emendamento 34/1 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. Ne ho parlato prima, esclusivamente per ricordarvi qual è l’argomento, è la tempestività delle rilevazioni statistiche all’interno del sistema Istrice ed altri, chiedo di non modificare la legge e di ripristinare la cadenza settimanale dell’inserimento dati, mentre l’articolo, che poi voteremo, prevede di inserire i dati entro il quinto giorno del mese successivo, l’emendamento chiede di inserirli settimanalmente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie, Presidente. Solo per dire che, ne avevamo anche discusso in Commissione, forse non è adeguato al momento che stanno attraversando le strutture ricettive. Molti lo fanno già di proprio conto, ma renderlo obbligatorio in questo momento non è molto adatto.

PRESIDENTE. Emendamento 34/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 34. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 35. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 36. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 37. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 37 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 38. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 39. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 40. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 41. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 42. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 43. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 44. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 45. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 46. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 47. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 48. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 49. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 50. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 51. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 52. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 53. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 54. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 55. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 56. Soppresso.

Articolo 57. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 57 bis (articolo aggiuntivo)
Subemendamento 57 bis/1/1 a firma del Consigliere Giancarli, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Nel mio intervento ho ricordato, citando appunto l’Assessore Pieroni e il Presidente Traversini, le finalità di questo sub emendamento. Siamo partiti da quella cattedrale della natura che sono le Grotte di Frasassi, c’è stato questo sforzo importante della Regione anche dal punto di vista normativo, mi sembrava giusto togliere quella che poteva essere una lieve sbavatura, ma nella sostanza condivido pienamente quello che è stato fatto dall’Assessore e dal presidente.
Il subemendamento aiuta a rendere ancora più coerente questo percorso.

PRESIDENTE. Subemendamento 57 bis/1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 57 bis/1 a firma della II Commissione. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Si riconosce l’interesse turistico regionale delle Grotte di Frasassi e con la correzione apportata dall’emendamento del Consigliere Giancarli la Regione partecipa nei limiti delle risorse a disposizione per la gestione delle Grotte di Frasassi, sapendo il patrimonio che rappresentano e anche la particolare conformazione societaria che c’è con la Provincia di Ancona, che è proprietaria di una grande quota, e non ha più neanche competenze in merito. Chiedo l’approvazione dell’emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 57 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 58. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 59. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 60. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 335, emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 79
ad iniziativa della Giunta regionale
“Piano regionale per il diritto allo studio per il triennio 2020/2023. Anni accademici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023. Legge regionale 20 febbraio 2017, n. 4, articolo 5”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 79 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.


(in fase di completamento)
 

 
 
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