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Resoconto della seduta n.189 del 10/03/2015

SEDUTA N. 189 DEL 10 MARZO 2015

La seduta inizia alle ore 10,45

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 189 del 10 marzo 2015.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 478 in data 3 marzo, ad iniziativa del consigliere Perazzoli, concernente: “Ulteriori modifiche alla legge regionale 17 dicembre 2012, n. 41: Norme per la pubblicità e la trasparenza della situazione patrimoniale dei componenti gli organi della Regione, dei titolari di cariche in istituti regionali di garanzia e di cariche direttive in enti o società”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis, del Regolamento Interno;
479 in data 4 marzo, ad iniziativa dei Consiglieri Ciriaci, Bellabarba, Sciapichetti, Traversini, Bucciarelli, Giancarli, Marinelli, Massi, Ricci, Ortenzi, Eusebi, Binci, Silvetti, Foschi, Brini, Trenta, Natali, Carloni, Zaffini, D'Anna, Marconi, concernente: “Riconoscimento della fibromialgia come malattia rara”, assegnata alla V Commissione assembleare in sede referente, alla II Commissione assembleare per l’espressione del parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento Interno e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis, del Regolamento Interno;
480 in data 9 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Autorizzazioni e accreditamento istituzionale delle strutture e dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici e privati e disciplina degli accordi contrattuali delle strutture e dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici e privati”, assegnata alla V Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera b) della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis, del Regolamento Interno e trasmessa, per conoscenza, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro.
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
n. 101 in data 4 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Approvazione definitiva del POR FESR Marche - competitività 2014/2020 - annualità 2015/2017. Legge regionale 2 ottobre 2006, n.14 articolo 6”, assegnata alla VI Commissione assembleare in sede referente, alla II Commissione assembleare per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento Interno, al Consiglio delle Autonomie Locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera c), della legge regionale n. 4/2007, al Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alle Commissioni assembleari I, III, IV e V ai sensi dell'articolo 68 del Regolamento Interno.
Passiamo alla trattazione dell'ordine del giorno.

Interrogazione n. 1763
ad iniziativa del Consigliere Latini
"Attuazione della legge Delrio sul riordino delle Province"

Interrogazione n. 1904
ad iniziativa della Consigliera Ciriaci
"Elaborazione della proposta di legge in merito all'attribuzione delle funzioni alle Province delle Marche, come previsto dalla legge n. 56 Delrio"
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1763 del Consigliere Latini e l'interrogazione n. 1904 della Consigliera Ciriaci, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Grazie Presidente. Credo che sia utile fare un po' il punto della situazione sull'iter del riordino delle funzioni provinciali, quindi ringrazio i Consiglieri che hanno posto questo tema, anche se molto dibattuto sugli organi di stampa.
Provo a fare un breve resoconto del percorso che noi abbiamo fatto finora.
Nella seduta del 2 febbraio, come è noto, di quest'anno, la Giunta regionale ha adottato la proposta di legge per il riordino delle funzioni delle Province in attuazione all'articolo 1, della legge 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio, questa delibera è il risultato di un ampio confronto partecipativo con le associazioni rappresentative degli enti locali e con le organizzazioni sindacali dei lavoratori.
La proposta di legge prevede il trasferimento di una significativa quantità di funzioni provinciali non fondamentali dalle Province alla Regione, malgrado, e questo occorre sottolinearlo, i tagli lineari contenuti nella legge di stabilità 2015 che non ha previsto, come è noto, risorse finanziarie a tal fine.
Pertanto non è certamente la Regione Marche a mettere in discussione la garanzia dei servizi erogati dalle Province nonché i livelli occupazionali, come purtroppo anche dal punto di vista mediatico si tende a far pensare o credere.
Alle Regioni è stato chiesto di definire leggi regionali di riordino entro il primo gennaio 2015, senza però considerare che il quadro normativo statale è stato definito solo a fine dicembre 2014 con la legge 190, la legge di stabilità.
Alle Regioni è stato inoltre richiesto di definire in modo puntuale il contenuto delle funzioni fondamentali delle Province e trasferire ai Comuni o alla Regione tutte le altre funzioni con effetto immediato, senza considerare che tale individuazione puntuale delle funzioni non è avvenuta per la verità né da parte dello Stato che avrebbe dovuto provvedervi nei termini di cui all'articolo 1 della legge medesima, né da parte delle altre Regioni, tanto che le varie iniziative legislative regionali attribuiscono le funzioni ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione e dell'articolo 1 della legge Delrio senza una preventiva individuazione delle medesime funzioni come fondamentali o non fondamentali.
Per la verità, la definizione del contenuto delle funzioni fondamentali si è rivelata molto complessa, anche per l'Osservatorio regionale che sul punto ha registrato opinioni diverse, anche fra singole Province ed in sede di Conferenza delle Regioni è stato evidenziato come i dati che sono affluiti dalle Regioni stesse, dagli Osservatori regionali, fossero assolutamente non omogenei. Non solo, la rete delle forme associative fra Comuni nelle Marche - come noto abbiamo 9 Unioni montane, 14 Unioni di Comuni e 105 Comuni non appartenenti ad Unioni - è frammentata e non organizzativamente adeguata ai fini della gestione di funzioni trasferite dalle Province, soprattutto a causa della carenza della copertura finanziaria della relativa spesa. Dei 236 Comuni delle Marche, solo 54 sono associati in Unioni di Comuni e 77 sono associati in Unioni montane, le quali non esercitano tutte le funzioni comunali, ma solo una parte, visto che solo i Comuni con meno di 3.000 abitanti, nelle aree interne, sono tenuti ad associare le funzioni fondamentali.
La Regione è impegnata, come più volte ribadito, ad approvare entro la fine di questa legislatura la proposta di legge, nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni, per dare più equilibrio e più selettività ai tagli statali.
Il disagio dei dipendenti delle Province è ovviamente condivisibile, ma la Regione non è una controparte, come purtroppo anche autorevoli recenti interventi tentano di accreditare, perché ha fatto e sta facendo tutto quello che è nelle proprie possibilità, al fianco dei dipendenti e in prima fila per difendere i servizi essenziali e i diritti del personale addetto.
In data 25 novembre 2014 è stato stipulato fra I'ANCI Marche, l'UPI Marche, le Organizzazioni sindacali un protocollo di intesa in linea con l'analogo protocollo di intesa stipulato a livello nazionale e in attuazione della deliberazione di Giunta regionale n. 1265/2014 che ha istituito il Tavolo per le autonomie locali, il quale ha consentito di coordinare ed organizzare l'attività di approfondimento e di confronto costruttivo per fare fronte comune contro la politica dei tagli lineari.
La Conferenza delle Regioni, nella riunione del 10 dicembre 2014 ed in successive riunioni, ha affrontato la questione del riordino delle funzioni delle Province.
La Regione Marche, insieme ad altre Regioni, ha contestato il fatto che, a differenza della legge 56, la legge di stabilità non prevede il riassorbimento automatico del personale in sovrannumero delle Province (circa il 50%) presso gli enti subentranti nell'esercizio delle funzioni, ma tale assorbimento dovrebbe avvenire nei limiti delle capacità assunzionali dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, come avviene nei processi di mobilità ordinaria, non collegata a trasferimenti di funzioni. Le Regioni hanno fatto presente al Governo la contraddizione fra tale principio e quello contenuto nella legge Delrio sulla garanzia del posto di lavoro per i dipendenti e sulla copertura della spesa per gli enti subentranti nell'esercizio delle funzioni provinciali.
Ciò, per la verità, ha portato al chiarimento di cui alla circolare n. 1/2015 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie che in definitiva permette il trasferimento dei dipendenti sia insieme alle funzioni trasferite (legge 56/2014), sia nell'ambito del turn over (legge 190/2014).
La Regione Marche, insieme ad altre Regioni, ha anche richiesto ulteriori misure, per ora non accolte integralmente dal Governo e precisamente:
- misure che consentano un maggior accesso al pensionamento con i requisiti pre-Fornero;
- percorsi di mobilità del personale delle Province verso tutto il sistema della pubblica amministrazione;
- mantenimento dei principi di cui all'art.1, della legge 56, particolarmente nella parte che prevede la garanzia della piena copertura per gli enti destinatari delle funzioni.
Attualmente la proposta di legge è all'esame della I Commissione consiliare che sta completando il proprio compito apportando le correzioni ritenute necessarie anche alla luce delle audizioni con tutti gli attori istituzionali coinvolti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore per l'intervento in cui ha fatto l'analisi della situazione dei lavori, allo stato odierno, allo stato attuale, di questo passaggio di funzioni, di servizi e soprattutto di risorse umane che in realtà è il riordino delle Province secondo la legge denominata Delrio.
La questione che portavo all'attenzione con l'interrogazione, che rimane molto attuale, è la necessità da parte della Regione Marche di definire in tempi molto brevi, anche in considerazione della scadenza del mandato amministrativo, le funzioni che rimangono in capo alle Province e quelle che invece devono essere assunte dai Comuni o dalle Associazioni dei Comuni o dalla Regione e conseguenzialmente il discorso del trasferimento delle relative risorse umane.
Un dato essenziale che emerge dalle valutazioni che sono state compiute e che si stanno compiendo nelle altre Regioni italiane, interessate dalla stessa applicazione della legge Delrio, è la necessità di fare per la prima volta chiarezza in maniera estrema, per non disorientare ancora di più il cittadino che se non riesce a capire bene quali saranno i trasferimenti, quali saranno le competenze residuali che rimarranno in capo alla Provincia, penserà di avere un ente che di fatto come quello provinciale è morto, ma in realtà continuerà ad avere delle funzioni a volte addirittura fondamentali, creando ancora e di più quella situazione di sabbie mobili che si ha oggi nella pubblica amministrazione locale, rispetto ad un panorama che nei primi anni '90, grazie alle due fondamentali leggi in merito al riordino degli enti locali, aveva un significativo assetto e assesto fortemente improntato alla chiarezza.
In questo senso, l'invito che faccio all'Assessore e soprattutto al Presidente della I Commissione, Consigliere Perazzoli, che so che sta lavorando alacremente per cercare di riordinare su questo punto la legge o la proposta di atto che dovrebbe portare all'attenzione prima che l'Aula chiuda i lavori, è quello di far sì che le maggiori competenze siano assegnate agli enti che hanno più vigore, più capacità di inquadrarle e di gestirle dal punto di vista territoriale, nel senso di un profilo unico per tutta la regione, mi riferisco al tema dell'urbanistica, e che hanno la capacità motoria poi di seguirle, e mi riferisco al personale, per quanto riguarda profili importanti come il discorso delle scuole e, senza che il mio intervento voglia essere a detrimento della Provincia, se il principio fondamentale della legge Delrio è quello di una chiusura dolce di quello che è stato l'ente Provincia come noi lo abbiamo conosciuto, è ovvio che la sostituzione non può che avvenire da un lato attraverso le norme di attuazione più complesse in capo alla Regione e dall'altro attraverso l'applicazione dell'esecuzione più immediata a livello amministrativo in capo ai Comuni, suggerisco, tra parentesi, in capo anche agli ambiti territoriali che hanno iniziato a svolgere nel corso di questi anni un'importante attività funzionale di ambito omogeneo di intervento.
Credo che questa strada, se riuscissimo nel corso dei prossimi giorni non solo a trovare un'intesa rispetto alle posizioni delle Province chem come ha detto lei Assessore, sono variegate anche nelle Marche, ma anche una finalizzazione di una spina dorsale, ci consentirebbe di raggiungere tre importanti obiettivi o meglio di applicare tre importanti principi: la semplificazione e il riordino degli enti; la chiarezza dell'applicazione delle varie funzioni poi delegate; la continuità delle funzioni senza quei buchi che sono stati straordinariamente capaci di creare molte difficoltà nel momento in cui la burocrazia ha applicato le norme e il cittadino si è trovato, a volte, a non avere risposte proprio perché non si è stati in grado, in sede di referenti legislativi o legislativi regionali, di creare quella continuità d'azione che è sempre necessaria quando si va a predisporre delle norme. In questo caso delle norme molto importanti che toccano davvero e da vicino i cittadini, in particolar modo i cittadini marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Ringrazio l'Assessore che ha voluto rispondere a queste nostre interrogazioni che ci ha trovati coinvolti in un momento di difficoltà dei territori e di disagio dei cittadini stessi oltre che del personale perché, ricordiamoci, abbiamo 2.278 persone che sono coinvolte dalla legge Delrio, dalla legge 56, quindi, da questo riordino.
Vorrei iniziare il mio breve intervento dalle tre parole chiavi che sono state dette dal Consigliere Latini, ossia: semplicità, chiarezza, continuità.
Ho capito, proprio dall'intervento del nostro Assessore, quanta difficoltà abbia trovato per quanto riguarda la legge di stabilità, per il discorso economico, ma vorrei sottolineare all'Assessore che il Governo oggi è un Governo in sintonia con il nostro territorio per cui chiedo assolutamente che venga fatta chiarezza, ma soprattutto che vengano stabiliti dei tempi di scadenza che dovrebbero essere quelli di fine legislatura perché non è possibile che le funzioni che sono state da sempre delle Province, quindi le scuole, la viabilità, la gestione delle strade, vengano abbandonate senza nessun obiettivo ben preciso.
Stiamo vivendo e viviamo da tempo momenti di insicurezza, di incertezza e credo che sia opportuno, e la ringrazio per il suo intervento così puntuale del quale ho preso diversi appunti che farò miei per chiarirli e discuterli con le 2.270 persone che ne sono interessate, che lei come Assessore prenda questo impegno e ci dia anche una risposta sulla questione dei tempi. Grazie.

Interrogazione n. 1781
ad iniziativa del Consigliere Eusebi
"Attività aeree nei cieli delle Marche"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1781 del Consigliere Eusebi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Giorgi.

Paola GIORGI. Grazie Presidente. In relazione all'interrogazione del Consigliere Eusebi abbiamo contattato lo Stato Maggiore dell'Aeronautica per acquisire alcune informazioni più tecniche e specifiche e leggo la risposta pervenuta dal Colonnello Luigi Del Bene che è il Presidente del Gruppo di lavoro.
In merito a quanto riportato in premessa dal Consigliere interrogante - nella premessa dell'interrogazione - si precisa che sono attualmente in corso indagini da parte di una Commissione interna all'Aeronautica Militare e da parte dell'Autorità giudiziaria competente. A valle della conclusione delle indagini si potranno avere maggiori certezze sulle cause e su una ricostruzione realistica dell'evento.
In merito ai quesiti posti dal Consigliere interrogante si evidenzia: "Se le rotte intersecano luoghi sensibili".
Le aree interessate da attività di volo abbracciano una buona parte dello spazio aereo nazionale, con specifiche modalità che variano in funzione delle zone interessate. Tali zone sono definite in pubblicazioni e direttive dedicate che regolano e normano le modalità esecutive del traffico aereo generale e del traffico aereo operativo. Le pubblicazioni in parola catalogano le varie aree oggetto di possibile impiego, definendone dimensioni, tipologia, caratteristiche, regole per il loro utilizzo, quote, ecc.. Vi sono aree e zone, che si possono definire "sensibili", che sono oggetto di restrizioni e/o divieto sia temporaneo che permanente, sia al loro utilizzo ovvero il sorvolo, al fine di tutelare particolari interessi, particolari attività, edifici o fattispecie in genere che richiedono particolari misure restrittive, relativamente al traffico aereo. In ogni caso, anche le aree che non sono oggetto di restrizioni e/o divieti particolari, sono comunque oggetto di specifici dettami che ne garantiscono il loro utilizzo in relazione alla tipologia, alle caratteristiche dello spazio aereo e dei velivoli interessati, alle quote, nonché in relazione alle regole del volo che vengono applicate.
In merito all'altro quesito: "Se e quanti voli di esercitazioni vengono svolti nei cieli della Regione Marche".
Occorre premettere che l'Aeronautica Militare ha il compito di approntare ed impiegare il dispositivo integrato per la difesa dello spazio aereo nazionale, la cui sorveglianza e controllo avviene principalmente tramite l'utilizzo di sensori integrati, a cui contribuiscono i velivoli impiegati in tutte le missioni di volo.
In tale ottica, quindi, tutti i Reparti ed i velivoli dell'Aeronautica Militare sono, in varie modalità, interessati da attività di volo, finalizzata sia al mantenimento delle capacità operative necessarie all'assolvimento della missione, sia al mantenimento dei necessari standard di sicurezza collegati con le operazioni di volo.
In ambito nazionale, con una media quotidiana di circa 140 missioni di volo, vengono svolte attività di volo che possono essere distinte in addestrative ed operative. Tali missioni interessano indistintamente tutte le regioni, senza una particolare suddivisione areale, proprio per le peculiarità intrinseche del volo, in relazione alle esigenze addestrative/operative dei Reparti, alle condizioni meteorologiche e ad eventuali limitazioni dello spazio aereo. In tutte le forme di volo citate, addestrative ed operative, viene operato il pattugliamento dei cieli in termini di difesa e sicurezza.
Altro quesito: "Se vengono rispettati tutti i protocolli di sicurezza".
Al riguardo si evidenzia che le misure di sicurezza adottate per ridurre al minimo l'impatto sulla popolazione civile risiedono in un articolato sistema di norme e procedure, al fine di minimizzare la possibilità d'insorgenza di potenziali rischi per operatori e popolazione. La natura del volo militare presenta caratteristiche peculiari e specifiche che devono tenere in conto l'utilizzo di tattiche operative, la morfologia del terreno, la situazione meteorologica, il volo in formazione e il volo ad alta velocità di esecuzione. La gestione di tali concomitanti fattori implica l'adozione, inoltre, di processi formativi specifici, progressivi e continui, nel rispetto delle procedure e regole in vigore. Ciò al fine di mitigare costantemente i rischi intrinsechi nelle attività in parola e garantire un'opera di prevenzione in termini di sicurezza del volo in tutte le sue fasi, senza soluzione di continuità.
Ultimo quesito: "Se la Protezione civile delle Marche è informata delle attività svolte nei cieli marchigiani in modo da poter prontamente intervenire in caso si necessità ed a protezione della popolazione e della natura della Nostra Regione".
Come sancito dalla legge 225/1992, il Servizio nazionale di protezione civile è costituito da un sistema complesso di amministrazioni pubbliche, gruppi di ricerca scientifica con finalità di protezione civile, nonché ogni altra istituzione ed organizzazione anche privata. La stessa legge elenca tra le strutture operative nazionali del Servizio anche le Forze armate. Il Dipartimento della protezione civile della Regione Marche non viene informato sulle attività svolte quotidianamente sui cieli marchigiani, ma in ogni caso i piani di volo vengono comunque inoltrati alle competenti autorità civili e militari per il monitoraggio. II Dipartimento della protezione civile della Regione Marche partecipa alla pianificazione dell'emergenza per emergenze nell'ambito delle attività dell'aeroporto di Falconara, mentre non viene coinvolto per le attività di pianificazione delle emergenze a seguito di incidenti che vedono il coinvolgimento di velivoli militari. In quest'ultimo caso le autorità militari hanno elaborato procedure di allertamento che in caso di emergenza possono coinvolgere tutti gli attori necessari. In ogni caso, la deliberazione di Giunta regionale n. 557/2008 concernente: "Sistema regionale di protezione civile" all'articolo 6 - Piano operativo regionale per gli interventi in emergenza - eventi senza precursori", definisce anche le modalità di intervento in caso di emergenza dovuta da incidente aereo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Grazie Presidente. Questo è il classico esempio di interrogazione fatta per conoscere.
Ringrazio l'Assessore Giorgi e ringraziandola so di ringraziare anche gli amici della Protezione civile, so che se ne era occupata la grande sarda Cammarota che ringrazio e ringrazio anche l'Aeronautica militare.
Prego l'Assessore Giorgi, se possibile, di farmi avere la risposta. Grazie.

Interrogazione n. 1896
ad iniziativa del Consigliere Cardogna
"Autorizzazione integrata ambientale (AIA) - ditta sita nel Comune di Fermignano (PU)"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1896 del Consigliere Cardogna.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Malaspina.

Maura MALASPINA. L'interrogazione 1896 è molto tecnica e molto articolata, per economicità di tempo e per non togliere anche tempo alle altre interrogazioni, propongo al Consigliere Cardogna, se è d'accordo, di dare le linee generali e di consegnargli la risposta scritta più elaborata.
In relazione alle questioni poste nell'interrogazione, per quanto riguarda il punto 1: "La validità dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla Ditta di cui sopra sulla base di una VIA che prescriveva la risoluzione da parte dell'azienda della non conformità urbanistica e considerato che ad oggi, dopo 5 anni dal suo rilascio, tale non conformità permane", si fa presente che lo stabilimento risulta conforme sotto il profilo urbanistico, infatti tale stabilimento ricade quasi interamente all'interno di una zona censita con P1, ovvero zona industriale-sistema di produzione ove sono consentiti interventi edilizi di ristrutturazione e ampliamento e in parte in zona V3 ovvero pianura coltivata.
In particolare i prefabbricati nei quali si svolge l'attività sono compresi in zona industriale, mentre una piccola porzione di area scoperta si trova in zona agricola.
Per quanto riguarda le non conformità urbanistiche le sentenze del Tar Marche (497/12, 498/12, 499/12, 507/12) che hanno riguardato la Ditta/Comune di Fermignano, hanno visto il Comune soccombere nella quasi totalità dei punti in discussione tanto da essere condannato al pagamento delle spese di lite e oneri a difesa e competenza.
Nel ricorso per l'annullamento del decreto numero 52/VAA e 53/VAA presentato dal Comune di Fermignano davanti al Tar Marche per quanto riguarda tale aspetto, il Collegio giudicante dice "... non intravede quali preclusioni avrebbero dovuto determinare ai fini del rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale".
Per quanto riguarda il punto 2: "La leicità della trasformazione eccetera ...", la scrivente struttura nel documento istruttorio del decreto emesso ha valutato attentamente per la parte esistente le autorizzazioni in possesso della ditta nel capitolo "correttezza delle precedenti autorizzazioni" e le ha considerate con un approccio integrato e non settoriale, modificandole in parte in relazione all'entrata in vigore di nuove norme legislative (vedi piano tutela delle acque regionale).
La Provincia di Pesaro inoltre quale autorità competente in materia ambientale in quanto titolare delle precedenti autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e rifiuti, con nota del 22 febbraio 2010 acquisita al protocollo n. VAA_08/A 0110405 del 23 febbraio 2010 ha confermato le precedenti autorizzazioni.
In particolare la ditta prima dell'AIA esercitava l'attività di recupero dei rifiuti in procedura semplificata. L'AIA sostituisce tali autorizzazioni che rientrano in regime ordinario tanto che all'azienda è stata richiesta la presentazione della fideiussione.
In ogni caso l'autorizzazione che si va a sostituire con l'AIA è l'iscrizione numero 57 del 29 giugno 1998, da tale atto si evince che in AIA è stata autorizzata la stessa quantità di rifiuti ammessi al trattamento dalla Provincia di Pesaro.
Per quanto riguarda il punto 3, l'argomento è stato trattato dall'Arpam di Pesaro con il parere di cui alla nota n. 70759 del 4 marzo 2008, che ha costituito il presupposto per l'autorizzazione di un camino unico.
In sostanza l'Arpam conferma l'ammissibilità di un cammino unico, in quanto la suddivisione delle emissioni in due camini separati, comportando la necessità dell'utilizzo di idrossido di calcio per evitare l'intasamento delle tele del filtro a maniche, che invece non si intaserebbero convogliando le due emissioni in un camino unico, causerebbero la produzione di un rifiuto in più da smaltire in discariche come speciale pericoloso (idrossido di calcio), l'utilizzo e la gestione di un chemical aggiuntivo e infine maggiori consumi energetici e maggiori volumi di emissione in atmosfera.
Si rammenta la definizione di migliori tecniche disponibili ai sensi del decreto legislativo 152/06 (articolo 268, comma 1, lettera aa) e, in modo più completo, decreto legislativo 59 del 18 febbraio 2005 (articolo 2, lettera o): "la più efficiente avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l'inidoneità pratica di determinate tecniche a costruire in linea di massima la base dei valori limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l'impatto sull'ambiente nel suo complesso". Pertanto l'attuale emissione unica rappresenta la migliore tecnica disponibile.
Per quanto riguarda il punto 4 è stato accertato in sede di accertamento tecnico preventivo svoltosi presso il Tribunale di Urbino (n. 212/08 Rg.) che la condotta fognaria in cui scarica la ditta è pubblica ed appartiene al Comune.
Pertanto non è vero che la ditta scarica nella fognatura privata appartenente ad altra ditta.
Per quanto riguarda il punto 5 non risponde al vero le modifiche riportate nel ciclo produttivo descritto in AIA riguardano l'applicazione delle migliori tecniche disponibili quindi tutte migliorative.
Per quanto riguarda il punto 6, il punto 4 del decreto n. 53/VAA-08 del 18 giugno 2009 riporta che "la ditta si deve impegnare quale forma di compensazione ambientale, alla scelta e realizzazione di attività a favore dei cittadini con opzioni e costi da concordare tramite convenzione con il Comune di Fermignano".
E' stato usato da codesta autorità competente il termine "impegnare" in quanto occorre la condivisione tra le parti (ditta e Comune) per addivenire ad un accordo e quindi alla stipula di una convenzione.
In data 22 luglio 2009, presso gli uffici del Comune di Fermignano è stato tenuto un tavolo tecnico dove hanno partecipato il Sindaco, la ditta e i tecnici regionali. In tale sede la ditta ha manifestato la propria disponibilità a finanziare l'attività che il Comune avrebbe ritenuto più idonea quale forma di compensazione ambientale con l'impegno da parte del Comune di redigere un elenco di azioni da proporre alla ditta stessa. A codesta autorità competente non è mai pervenuto codesto elenco.
Inoltre in data 8 settembre 2009 la ditta ha depositato presso gli uffici una nota di conferma di quanto dichiarato nel tavolo tecnico sopra menzionato.
Per quanto riguarda il punto 7, da quanto sovraesposto risulta evidente che occorre rivolgere tale quesito al Comune di Fermignano.

PRESIDENTE. Il Consigliere Cardogna rinuncia ad intervenire.

Interrogazione n. 1940
ad iniziativa dei Consiglieri Natali, Eusebi, Trenta, D'Anna
"Fallimento Asteria"
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1940 dei Consiglieri Natali, Eusebi, Trenta, D'Anna.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Non sono io il delegato a rispondere

PRESIDENTE. Ho qui scritto: Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Non sono io, è il Presidente responsabile della programmazione a rispondere.

(interviene fuori microfono l'Assessore Viventi)

PRESIDENTE. Lei è il portavoce dell'Assessore Marcolini?

(interviene fuori microfono l'Assessore Viventi)

PRESIDENTE. Lei me lo ripete? ... Ho capito, l'Assessore Marcolini ha detto questa cosa, lei non era interpellato, quindi non doveva parlare. Capito?

(interviene fuori microfono l'Assessore Viventi)

PRESIDENTE. Non la intendo come una provocazione. Va bene? Stia sereno, si metta tranquillo.

(interviene fuori microfono l'Assessore Viventi)

PRESIDENTE. Io sono sereno! Vedo un certo nervosismo da parte vostra, io sono serenissimo.
Rinviamo l'interrogazione alla prossima seduta visto che il Presidente non c'è.
Alla prossima deve rispondere l'Assessore Mezzolani che non c'è.

Enzo MARANGONI. Ha detto che non è in congedo. Dov'è? Lo può far chiamare? ... Le chiedo: è in congedo? Lei prima ha detto di no ...

PRESIDENTE. Io non so se è in congedo. Io non ho la richiesta di congedo.

Enzo MARANGONI. Allora dov'è? Lo faccia chiamare, magari è al bar, non so, magari è al bagno ...

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni stia sereno anche lei.

Enzo MARANGONI. Sono due interrogazioni che salta stamattina perché non si sa dov'è, è irrintracciabile...

PRESIDENTE. Convochi una conferenza stampa. Cosa vuole da me?

Enzo MARANGONI. Ha rinunciato all'indennità anche lui ed è legittimato a non esserci?

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, stia seduto.

Interrogazione n. 1921
ad iniziativa del Consigliere Binci
"Assegnazione terre pubbliche"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1921 del Consigliere Binci.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Malaspina.

Maura MALASPINA. L'attività di ricognizione del patrimonio regionale è già stata avviata dalla competente struttura regionale con deliberazione di Giunta regionale n. 1058 del 22 settembre 2014 e con la stessa potranno desumersi i parametri necessari all'analisi della valorizzazione dei beni in possesso della Regione Marche.
Successivamente con priorità per i beni appartenenti al demanio disponibile potranno essere intraprese le attività per I'assegnazione dei terreni posseduti dall'ente. Assegnazione che potrà avvenire sia in forma di alienazione o di affitto a seconda dei casi.
Lo Stato ha già avviato, ai sensi dell'articolo 66 "Dismissione di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola" del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, coordinato con la legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27, un'attività, denominata "Terrevive", volta ad alienare ed affittare terreni agricoli in suo possesso, con quote riservate ai giovani imprenditori agricoli. Le operazioni sono curate dall'Agenzia del Demanio attraverso le modalità di asta elettronica.
In merito alle terre a disposizione delle Unioni Montane potrà essere avviata opportuna ricognizione al fine di verificare la presenza di beni simili.
All'attività di ricognizione e classificazione dei terreni agricoli può seguire la predisposizione di bandi che individuino anche le priorità segnalate dall'interrogante.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Ringrazio l'Assessore per la risposta, mi sembra che la proposta che ho fatto nell'interrogazione, cioè la mappatura dei terreni pubblici volta all'assegnazione a giovani, tramite bandi, dei terreni disponibili e di proprietà sia dello Stato, tramite il demanio, che della Regione che delle Comunità Montane, in questo momento di forte crisi economica, difficoltà di accesso al credito e difficoltà di entrare nel mondo del lavoro da parte dei giovani, sia una grossa opportunità che la Giunta e l'Assessorato all'agricoltura devono perseguire perché una volta individuati i fondi, i fondi intesi come terreni disponibili, si potrebbero anche attivare le risorse del PSR e la formazione tramite l'FSE.
Ricordo a riguardo che è emersa da parte di moltissimi giovani la necessità di poter accedere alla formazione rispetto ad alcune attività agricole che nel PSR sono vincolate alla proprietà o alla disponibilità di un fondo agricolo.
La formazione negli altri settori non avviene così, c'è una formazione tecnica che può essere fatta indipendentemente dalla proprietà del fondo agricolo o dalla disponibilità, chiedo, quindi, che anche rispetto al FSE l'agricoltura intervenga presso l'Assessorato per attivare la formazione nei vari settori per i giovani che hanno una predisposizione, un interesse a iniziare a lavorare nel settore agricolo, magari formazioni in orticultura, floricoltura, vivaistica, piccoli allevamenti. Secondo me, in questo momento, moltissimi hanno la volontà di verificare e di formarsi nel settore dell'agricoltura, ma certamente pochissimi hanno le risorse per acquisire un fondo ed averne la disponibilità.
Quando si parla di ricambio generazionale si favorisce solo quello che ci sarà comunque e che riguarda i figli dei proprietari dei fondi agricoli, invece bisognerebbe dare la possibilità anche a chi non ha fondi agricoli di iniziare a fare una formazione in un settore in cui mostra interesse e poi, eventualmente, tramite la verifica di tutti i fondi e dei terreni demaniali, statali, regionali, provinciali e delle Comunità montane, andare ad assegnare le terre.
L'ultima cosa, l'Assessore ha detto che lo Stato sta verificando le terre demaniali facendo un'asta elettronica, proporrei, proprio per guidare questo processo, visto che qui non ci sono priorità per i giovani, di fare una convenzione per le terre demaniali, una convenzione con l'ufficio del demanio per le terre demaniali, per legare l'asta elettronica a un bando privilegiato per giovani, magari disoccupati.
Chiedo all'Assessorato di portare avanti questo spazio occupazionale che valorizzerebbe risorse non utilizzate dal punto di vista delle proprietà pubbliche. Grazie.

Interrogazione n. 1932
ad iniziativa del Consigliere Binci
"Gestione dell'invaso di Mercatale in occasione della recente esondazione del fiume Foglia"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1932 del Consigliere Binci.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Giorgi.

Paola GIORGI. In relazione all'interrogazione si precisa che le manovre agli scarichi delle dighe sono regolate da norme che si propongono di salvaguardare sia la sicurezza della struttura stessa che quella dei territori di valle. In particolare, le attività sono regolate dalla recente Direttiva dell'8 luglio 2014, che sostituisce una vecchia circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
I gestori delle dighe si devono riferire al Documento di Protezione Civile della diga, che riporta le condizioni che devono verificarsi sull'impianto di ritenuta perché si debba attivare il sistema di protezione civile e le procedure da porre in atto, e al Foglio di condizioni per l'esercizio e la manutenzione.
In riferimento alle manovre volontarie agli organi di scarico, il documento di protezione civile riporta, tra l'altro, che le stesse devono essere svolte adottando tutte le cautele al fine di determinare un incremento graduale delle portate scaricate, contenendone al massimo l'entità, ed avendo cura che:
- nella fase crescente dell'evento di piena, non deve essere rilasciata una portata superiore a quella affluente al serbatoio;
- nella fase decrescente, non deve essere rilasciata una portata superiore a quella massima scaricata nella fase crescente.
In riferimento ai livelli idrici registrati dalla diga di Mercatale durante l'evento di febbraio 2015 che come noto ha interessato tutto il territorio marchigiano, ed in particolare le province settentrionali, da quanto riportato nelle comunicazioni ufficiali inviate dal Gestore alle strutture regionali, risulta che il giorno 5 febbraio alle ore 6.00 il volume libero dell'invaso era di circa 1 milione di metri cubi. A partire da questa scadenza e fino alle 18.00 dello stesso giorno il volume libero è aumentato fino ad arrivare a circa 1,4 milioni di metri cubi. Da questo momento in poi sono iniziate le operazioni di accumulo all'interno dell'invaso che hanno portato ad un consistente aumento del livello idrico a monte della diga. Alle 6.10 del giorno 6 febbraio il volume libero nell'invaso si era attestato a circa 250.000 metri cubi, per cui il quantitativo di acqua immagazzinato nell'invaso è stato di circa 1 milione di metri cubi di acqua in poco più di 6 ore, dalla mezzanotte alle 6.00 del 6 febbraio.
Le precipitazioni più intense si sono avute a partire dalla notte tra il 5 e il 6 febbraio e sono continuate per l'intera giornata del 6 febbraio. Come riportato dal rapporto preliminare d'evento redatto dal centro funzionale regionale, le precipitazioni sul bacino idrografico del fiume Foglia cadute dalle ore 12.00 del 5 febbraio alle ore 12.00 del 6 febbraio sono state mediamente di 56 millimetri, a fronte di valori di precipitazione di 48,2 millimetri sul Metauro, di 38,5 sul Misa e di 37,8 sull'Esino.
Sempre in riferimento al bacino del Foglia, le precipitazioni in corso di evento si sono distribuite in maniera alquanto uniforme sul bacino, per cui le aree a monte della diga di Mercatale hanno contribuito solo per circa un terzo alla formazione della piena, mentre circa due terzi della precipitazione si è avuta a valle dell'opera di sbarramento.
Focalizzando l'attenzione sul fiume Foglia, lungo l'asta principale la piena ha avuto inizio nelle prime ore del giorno 6 febbraio. Le stazioni di monte hanno registrato un picco di piena nella mattinata di venerdì 6 febbraio, mentre le stazioni di valle hanno registrato un secondo picco di piena, con livelli idrometrici più elevati, nella seconda parte della giornata. Alla stazione di Montellabate si è raggiunto un livello idrometrico di oltre 4,5 metri; alla stazione di Pesaro ferrovia si è registrato un livello di oltre 3,5 metri con una portata al colmo di piena stimata superiore a 650 metri cubi al secondo.
Per la gestione della diga di Mercatale, così come per tutti gli invasi della regione, sono in corso di definizioni le attività:
- per dare corso alle indicazioni della citata Direttiva della Protezione Civile del luglio 2014 che prevede la revisione dei Documenti di protezione civile delle singole dighe e la definizione dei Piani di emergenza dighe;
- per l'analisi dell'influenza che possono esercitare i volumi accumulabili negli invasi sulla formazione e propagazione delle piene, prevista dalla Direttiva della Protezione Civile del 27 febbraio 2004.
Il Consigliere Binci chiede anche in relazione al Consorzio di Bonifica. Il Consorzio di Bonifica delle Marche è un consorzio unico ed è stato istituito con legge regionale n. 13/2013 e giuridicamente è un ente pubblico economico; l'articolo14 della stessa legge attribuisce, tra le funzioni conferite, quelle proprie dei consorzi idraulici ai sensi degli articoli 8, 9 e 10 del Regio Decreto 523/1904. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessorato alla difesa del suolo, ha approvato la deliberazione di Giunta regionale n. 79/2015, l'abbiamo approvata circa 2 settimane fa, con la quale abbiamo stabilito un protocollo d'intesa per la gestione del reticolo idrografico inferiore, un protocollo tra il Consorzio unico di bonifica, l'assessorato regionale alla difesa del suolo come ente di programmazione, ruolo chiaramente regionale, tutte le 5 Province, il Corpo Forestale dello Stato e anche l'Autorità di Bacino.
Questo accordo oltre a definire le competenze e le specificità per la gestione del reticolo idrografico inferiore, permette anche lo snellimento di alcune procedure burocratiche ed anche la riduzione dei costi amministrativi che il Consorzio doveva sostenere nei confronti della Provincia per ottenere le autorizzazioni.
Viene fatta un'autorizzazione unica all'inizio dell'anno, quindi c'è una pianificazione annuale e c'è un costo autorizzativo unico ed inferiore rispetto al passato e c'è il Corpo Forestale dello Stato che svolge delle funzioni di controllo su come vengono eseguiti gli interventi.
Altra positività dell'accordo è che si mettono a buon frutto, utilizzo questo termine, i famosi soldi dei privati che vengono pagati ai Consorzi di Bonifica proprio per manutenere il reticolo minore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Però al di là dalle date della direttiva che definisce le modalità di gestione rifacendosi alle norme di protezione civile, e le procedure, per esempio dei consorzi di bonifica, che sono state rimandate e definite in un accordo di pochissimi giorni fa, nell'interrogazione facevo riferimento alle attività del Consorzio di Bonifica che è il gestore della diga di Mercatale, quindi, chiedevo specificatamente che tipo di controllo venisse fatto sulla gestione dell'invaso da parte del Consorzio di Bonifica che è l'ente gestore.
L'altra questione che ho evidenziato nell'interrogazione riguardava la lettura dei dati a monte e a valle dell'invaso e dei dati del livello dell'acqua e, quindi, del volume libero o pieno all'interno dell'invaso.
E' sostanziale perché, come è stato detto, ci deve essere una gestione puntuale riferita alla piovosità e alla diminuzione del rischio di esondazioni. Un lavoro importante che deve essere fatto rispetto alla gestione degli invasi in situazioni di piovosità o di possibili rischi alluvioni.
Secondo me, su questi aspetti dovrebbe essere puntata la programmazione delle norme e l'attenzione della Regione e dell'ufficio, nella direzione che è stata indicata e che si sta prendendo anche con questo accordo con la Regione.
Mi auguro che si vada nella direzione della programmazione degli interventi e della valutazione delle situazioni di rischio in maniera puntuale, altrimenti saremo costretti a gestire l'emergenza e il danno che è già stato provocato, mentre un'accorta gestione, specialmente dell'esistente, permetterebbe per lo meno di limitare le situazioni di rischio. Grazie.

Interrogazione n. 1906
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
"Futuro dell'Autorità portuale di Ancona"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1906 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Giorgi.

Paola GIORGI. In relazione all'interrogazione n. 1906, a risposta orale urgente, presentata dal Consigliere Giancarli in data 16 gennaio 2015, avente per oggetto "Futuro dell'Autorità portuale di Ancona" si rappresenta quanto segue.
Il tema del riassetto della logistica portuale italiana cominciò ad emergere con una uscita che avvenne nel dicembre 2013 del Presidente di Assoporti con una nota che era stata inviata da quattro Presidenti di Autorità portuali: Genova, Livorno, Venezia e Trieste.
Fu redatta una bozza di discussione e i quattro Presidenti si espressero condividendo l'idea - non puntualizzata, è ora in fase di puntualizzazione - espressa dal Ministro Lupi, una strategia che sta portando opportunamente avanti, di ridurre le Autorità portuali.
Nella proposta dei quattro Presidenti si parlava di creare un numero di "distretti portuali e logistici" che combinassero le funzioni oggi svolte dai porti e dagli interporti italiani, in modo da aumentare l'efficacia e il potere contrattuale di queste entità che si interpongono tra le strategie dell'armamento sul mare e quello degli operatori logistici a terra.
Nella seduta del 20 dicembre 2013 il Comitato portuale di Ancona ha discusso il documento elaborato dai quattro Presidenti delle Autorità portuali di Genova, Livorno, Venezia e Trieste - era stata una iniziativa autonoma dei quattro Presidenti - e sono state espresse forti perplessità sui contenuti, condividendo una nota già trasmessa nel dicembre 2013 relativa alla posizione dell'Autorità portuale di Ancona e integrandola con ulteriori considerazioni emerse in ambito di Comitato portuale.
A seguito di quella seduta, come sapete, la Regione Marche, l'Assessorato ai porti che ha sede permanente nel Comitato portuale, ha scritto un contributo ad Assoporti per evidenziare la propria contrarietà al tipo di proposta che era avanzata e che sicuramente avrebbe danneggiato e comunque ridotto la forza, mettendo in discussione l'Autorità portuale di Ancona. Consigliere Giancarli, se vuole le do il testo della lettera che adesso non rileggo interamente.
Una fase di revisione dell'Autorità portuale è partita, lo scorso 9 febbraio, Lupi ha organizzato a Roma gli Stati Generali dei porti e della logistica, è stato un momento, più che di comunicazione di una proposta, di ascolto, al quale hanno partecipato l'Assessorato e tutte le Autorità portuali, compresa l'Autorità portuale di Ancona che nel frattempo ha ottenuto un elemento molto importante perché Giampieri da Commissario è stato nominato Presidente e questo è un segnale di attenzione nei confronti della nostra Autorità portuale che al momento è salda e solida.
Forse l'ho già detto in Aula un paio di mesi fa, per alcuni motivi mi sono recata presso il Ministero delle infrastrutture, anche per la questione dei nostri porti regionali e, nel corso di quella giornata, è emersa la possibilità di poter ampliare l'impatto territoriale dell'Autorità portuale di Ancona a tutto il territorio regionale. Ne ho parlato con il Presidente Giampieri e venerdì 20 alle ore 11,00 abbiamo un appuntamento al Ministero per le infrastrutture con il Direttore generale, il nuovo Direttore generale dei porti, il dott. Puglia, per capire che tipo di strada tecnica intraprendere per addivenire a questo risultato che sarebbe importante per l'Autorità portuale perché, ampliandone l'impatto territoriale, si rafforzerebbe l'impatto anche politico e istituzionale e sarebbe importante per tutto il territorio regionale e si metterebbero in sinergia tutte le nostre attività portuali.
Chiaramente, ripeto, con il riconoscimento della Presidenza dell'Autorità portuale è già stato fatto un passo avanti molto significativo ed ha assunto maggiore importanza nel momento dell'approvazione della strategia della Macroregione Adriatica-Ionica anche perchè sta partecipando in maniera attiva alla creazione, come sapete, della piattaforma logistica delle Marche, mentre tra aeroporto ed interporto sono stati attivati specifici contratti di rete, con l'Autorità portuale che siede costantemente al tavolo - il tavolo è attivo sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista politico - stiamo ricercando dei percorsi che possano immediatamente, e presto saranno comunicati, attivare delle vere e reali sinergie tra gli enti che operano nel mondo dell'infrastruttura.

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Assessore condivido la filosofia del suo intervento, la ringrazio per la risposta ed anche per il fatto che mi farà avere il testo.
Ci sono alcuni punti che vanno sottolineati. Una è la ragione storica, profonda, il porto di Ancona è questa grande porta d'oriente, l'altra di carattere economico: il porto di Ancona è la più grande attività economica delle Marche. Le altre ragioni sono oggettive, logistiche, organizzative, istituzionali, quelle che lei citava, la Macroregione Adriatica-Ionica, il corridoio Helsinki-La Valletta diramazione Ancona, ed il porto è nel network, la piattaforma logistica delle Marche.
Non la faccio lunga, ci sono tutte le condizioni perché Ancona conservi la sua autonomia, ma se così non fosse, Ancona ha tutte le condizioni perché possa essere la guida di una nuova aggregazione, questo ruolo egemone deve essere esercitato.
Visto che ho la parola Assessore, voglio ringraziarla perché questa mattina l'ho incontrata ed informalmente mi ha detto di aver corretto una deliberazione, mi fa molto piacere perché di fatto quella delibera colpiva l'agricoltura, lasciava quella franchigia al 30% e modificava un concetto: la fauna selvatica non più patrimonio indisponibile dello Stato ma, in qualche modo, patrimonio adottato dai coltivatori. Così non poteva essere, quindi mi fa piacere che questo atto sia stato corretto e sia stata messa la parola fine a quella che poteva essere un'ingiustizia nei confronti dell'agricoltura marchigiana.

Proposta di legge n. 367 (testo base)
ad iniziativa della Giunta regionale
"Norme sul governo del territorio"

Proposta di legge n. 326
ad iniziativa popolare (ai sensi dell'articolo 30 dello Statuto e della legge regionale 5 settembre 1974, n. 23, presentata in data 14 maggio 2013)
"Norme per la tutela del paesaggio, lo sviluppo ecocompatibile ed il governo partecipato del territorio regionale. Modifiche alla legge regionale 5 agosto 1992, n. 34 'Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio', alla legge regionale 1 luglio 2008, n. 18 'Norme in materia di comunità montane e di esercizio associato di funzioni e servizi comunali' e abrogazione della legge regionale 8 marzo 1990, n. 13 'Norme edilizie per il territorio agricolo'"
(abbinate)
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 367 della Giunta regionale e la proposta di legge n. 326 ad iniziativa popolare, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Del punto due chiedo il rinvio. In modo molto franco, non solo per onestà intellettuale, ma anche per coerenza, dico che attorno a questa proposta di legge ci sono anche delle ragioni politiche. Nel corso dei mesi abbiamo incontrato tantissime associazioni, addirittura in Commissione hanno partecipato anche i firmatari della proposta di legge popolare, ieri abbiamo incontrato Confindustria e la prossima settimana incontreremo gli artigiani.
Al di là di questi aspetti che sono di carattere operativo, questa mattina non è presente il Vicepresidente della Commissione nonché relatore di minoranza e anche se ci sono tutte le condizioni politiche, non si può procedere, dal nostro punto di vista, senza il relatore di minoranza, quindi, chiedo il rinvio.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni e pareri contrari, tralasciamo il punto 2 ed andiamo al punto 3.

Relazione n. 27
della VI Commissione consiliare
"Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015 'Un nuovo inizio' COM (2014) 910 Final del 16 dicembre 2014"

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la relazione n. 27.
Ha la parola il relatore Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Grazie Presidente. Anche il 2015 non sembra caratterizzato da quegli scenari di solida ripresa che sarebbero al contrario auspicabili e necessari soprattutto per quanto riguarda la riduzione dei posti di lavoro persi negli ultimi 5 anni e l'aumento della occupazione giovanile.
Da questo punto di vista, sono ormai anni che il programma di lavoro della Commissione europea, la VI, si caratterizza per la piena consapevolezza della gravissima situazione di crisi accompagnata dalla volontà di dare all'Europa una prospettiva di lungo termine che contribuisca non solo a far fronte alla crisi economica, ma che determini le premesse per costruire una nuova modalità di crescita basata sulla riduzione dell'impiego delle risorse e sul loro più efficiente utilizzo, su maggiori investimenti a sostegno della ricerca e dello sviluppo e sulla più attenta opera di inclusione sociale.
Altra questione che costituisce un aspetto prioritario per la Commissione Junker è quella relativa alla semplificazione dell'azione europea che dovrà essere basata su un numero minore di iniziative legislative delle quali si auspica la realizzazione entro la fine del 2015.
Il programma ribadisce infine la necessità di accelerare le procedure decisionali delle istituzioni europee che saranno chiamate ad una maggiore collaborazione tra loro e ad intensificare la collaborazione con gli Stati membri, i Parlamenti nazionali, le Regioni e le Città per garantire una migliore attuazione delle politiche esistenti.
Questa risoluzione chiude idealmente un ciclo di attività portate avanti dalla VI Commissione nell'ambito di quella che ormai abbiamo cominciato a conoscere come procedura di partecipazione alla fase ascendente delle politiche comunitarie, vale a dire alla formazione del diritto nelle politiche europee attraverso atti normativi o atti di programmazione generale sulla quale si è concentrata l'attenzione istituzionale e politica dei membri della Commissione stessa e con sempre maggiore interesse dell'intera Assemblea legislativa.
La risoluzione di oggi si inserisce inoltre come già più volte accaduto in un più ampio contesto interregionale finalizzato a pervenire ad una posizione condivisa da presentare poi nelle diverse sedi istituzionali nazionali ed europee. In proposito va segnalato un incontro tra la 14^ Commissione del Senato della Repubblica e i rappresentanti delle Assemblee legislative regionali che si è tenuto lo scorso 26 febbraio al quale ha preso parte, per la nostra Assemblea legislativa, la Consigliera Bellabarba.
Durante l'incontro sono stati illustrati i principali aspetti riguardanti alcuni dei temi oggetto del programma di lavoro della Commissione per il 2015 che rivestono un particolare interesse di carattere regionale al quale il sistema delle Assemblee, in collaborazione con le Camere del Parlamento italiano, presterà attenzione per quanto riguarda la partecipazione alla fase ascendente.
Il bilancio che può trarsi da questi 5 anni di lavoro della VI Commissione al servizio di questa Assemblea è caratterizzato da una crescente, noi vogliamo credere, consapevolezza della nostra Assemblea legislativa circa l'importanza che riveste il contributo che anche gli enti territoriali possono dare alla formazione del diritto europeo quale principale esempio dell'applicazione del principio di sussidiarietà.
Ci è piaciuto più volte dire all'interno della Commissione, visto che la stragrande maggioranza di questa Assemblea è sicuramente di orientamento europeista, tutti quanti condividiamo la preoccupazione per il suo funzionamento, che occorrerebbe cambiare questa Europa partendo ognuno dal proprio livello di interlocuzione con essa, a partire, quindi, anche dalle stesse Commissioni, dalla stessa Assemblea e dalla contrattazione sui singoli atti, per esempio pensiamo ai POR che in questa vicenda possiamo e potevamo mettere in campo con la stessa Commissione. Questa Europa si cambia se ognuno pratica il principio di appartenere ad essa.
Per queste ragioni, voglio qui ricordare alcune delle iniziative di partecipazione alla formazione del diritto europeo, ve le voglio ricordare, ma dato che sono riportate nella relazione che è negli atti che vi sono stati consegnati, ve le risparmio.
La proposta di risoluzione di cui discutiamo è indirizzata in particolare alla prossima Assemblea legislativa, non per condizionarne chiaramente i lavori, quanto piuttosto per rivolgere l'invito a proseguire nel lavoro svolto nella X^ legislatura individuando i temi che si pongono in continuità con quelli già affrontati nel corso dei 5 anni. Questo è anche un auspicio che facciamo in previsione della riforma che coinvolgerà anche la nostra Assemblea che vedrà per esempio la riduzione delle Commissioni assembleari da 6 a 4, perdendo la Commissione politiche europee la sua specificità. Mi auguro che l'importanza di questo lavoro possa essere anche ribadito all'interno di una Commissione sicuramente più ampia.
Nel merito è apparso prioritario individuare i temi di seguito richiamati che rimando per la loro individuazione a quanto scritto nella relazione stessa.
Alla fine di questa mia breve esposizione, alla fine di questi 5 anni di legislatura, è evidente che voglio rivolgere il mio ringraziamento ai membri della VI Commissione, sia quelli con cui la Commissione è partita che con quelli rimasti, anche perché nel corso di questa legislatura abbiamo visto la riduzione dei componenti della Commissione stessa e questo non mi ha reso particolarmente felice e non doveva rendere particolarmente felice l'intera Assemblea legislativa.
Tutto ciò premesso la VI Commissione assembleare, competente in materia di affari europei, ha ritenuto opportuno esprimersi sottoponendo all'Assemblea legislativa la proposta di risoluzione che abbiamo in questo momento illustrato, grazie per la vostra attenzione.

PRESIDENTE. Non ci sono iscritti a parlare, quindi passiamo alla votazione.

Risoluzione a firma del Consigliere Cardogna in qualità di Presidente della VI Commissione, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 700
ad iniziativa del Consigliere Latini
"Timori occupazionali sull'accordo Indesit - Wirlpool"

Interrogazione n. 1734
d iniziativa del Consigliere Pieroni
"Acquisizione Indesit da parte della Multinazionale americana Whirlpool"

Interrogazione n. 1780
ad iniziativa del Consigliere Bucciarelli
"Mancata presentazione di un piano industriale da parte del gruppo Whirlpool"

Interrogazione n. 1710
ad iniziativa del Consigliere Latini
"Piano investimenti Indesit"
(abbinate)
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 700 del Consigliere Latini, l'interrogazione n. 1734 del Consigliere Pieroni, l'interrogazione n. 1780 del Consigliere Bucciarelli e l'interrogazione n. 1710 del Consigliere Latini, abbinate.
Credo che debba rispondere il Presidente Spacca che non è in Aula.
Se non ci sono altre richieste, credo che potremmo chiudere ...

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Scusi Presidente chiudiamo cosa? La seduta?
Chiedo che si discuta la mozione da me presentata che viene subito dopo quella della Whirlpool ... la conoscete, concedetemi una fissazione di fine legislatura, ammetto di essere fissato, però è un argomento sul quale la Regione ha fatto una figura pessima e siccome come Regione siamo coinvolti tutti, sarebbe opportuno discuterne.

PRESIDENTE La capisco Consigliere Massi, la mozione che lei chiede è la n. 768: "Provvedimento disciplinare nei confronti del reparto di ostetricia dell'Ospedale San Salvatore di Pesaro, però non c'è l'Assessore.

Francesco MASSI. Non deve rispondere ad una interrogazione, è una mozione.

PRESIDENTE. Credo che varrebbe la pena, che insomma in qualche modo ...

Francesco MASSI. L'Assessore ha già risposto, purtroppo, l'Assessore, mi dispiace anche per la stima che ci lega, ha risposto scappando via.
Sappiate che ci sono persone che hanno detto che la Regione nella persona dell'Azienda ospedaliera di Pesaro ha indotto una donna che ha partorito ad abbandonare il figlio, se vogliamo andare avanti così, vedete voi.

PRESIDENTE. Chiedo a qualche collega della Giunta se vuole intervenire ...

Francesco MASSI. L'Assessore Mezzolani è scappato dalla situazione ...

PRESIDENTE. Se è scappato non lo so ...

Francesco MASSI. Sono 10 interrogazioni che ne parliamo!

Mozione n. 768
ad iniziativa del Consigliere Massi
“Provvedimento disciplinare nei confronti del reparto di Ostetricia dell'Ospedale San Salvatore di Pesaro”
(Discussione e rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 768 del Consigliere Massi, ha la parola per illustrarla.

Francesco MASSI. Riepilogo la situazione: una donna di origine africana, ex suora, ha partorito una bambina a Pesaro. Questa donna non ha riconosciuto la bambina che è stata affidata ad una coppia, in questo caso di Tolentino, ecco perché ho conosciuto da vicino la vicenda, ma la questione non è di Tolentino, è andata anche su tutte le reti nazionali e su tutti i giornali nazionali.
E' stata affidata a questa coppia che è stata chiamata dal Tribunale dei minori di Ancona. Questa coppia stava facendo una pratica per un bambino rumeno, quindi lo sapete, spendendo soldi ed energie di ogni tipo, e le hanno detto: "Lasciate stare quella cosa lì perché abbiamo una bambina in questa condizione. Accettate?" Questa coppia ha accettato la bambina.
Il Tribunale di Ancona ha chiesto alla coppia di Tolentino, che stava facendo un'altra pratica di affidamento, di prendere questa bambina, la coppia di Tolentino ha accettato.
Due anni con questa bambina, quando stava per terminare, cinque giorni, il periodo in cui l'affidamento diventa definitivo, questa ex suora si è rifatta viva dicendo "No, io la bambina la riprendo perché ..." ed è iniziata una pratica che ha seguito, devo dire egregiamente, anche il nostro tutore dell'infanzia e dell'adolescenza Dott. Tanoni. Devo dire che l'ha seguita da vicino, poi i poteri sono quelli che sono, sto sintetizzando, mi dispiace, ma c'è un mucchio di carta, questa ex suora dichiara a suon di avvocati, coinvolgimenti legali, eccetera, che lei è stata indotta dal personale del reparto di ostetricia di Pesano a non riconoscere la bambina o meglio non è stata neanche aiutata, nessuno l'ha consigliata, eccetera.
Personalmente insieme all'Assessore, ve lo dico, ho parlato con il Direttore, non ho parlato con il primario di ostetricia, e debbo dire che credo al Direttore, credo all'Assessore, credo al Direttore Ricci, credo al primario, ho capito, ma a questo punto la vogliamo querelare o no? Se la Regione non la querela, ha ragione lei! E' tutto qui!
Chi ha ragione? Questa ex suora ha detto che un reparto l'ha indotta ad abbandonare il bambino, ma scherziamo?!
Ho fatto una mozione in cui chiedo, scusate ho dovuto scrivere una provocazione, se volete ritiro tutto e la riscriviamo, che si quereli o scatti la sanzione disciplinare, cioè la Giunta, noi, la Regione, perché per la gente noi siamo la Regione, nonostante certe bufere siamo la Regione.
A questo punto chi ha ragione? Se questa ha diffamato va querelata, se questa ha ragione va punito qualcuno del reparto. Non c'è altro!
Vi dico colleghi che questa roba è seguita, guardate bene, a livello nazionale, da tutte le reti, 1, 2, 3, private, La7. Tutte hanno seguito questo argomento, i genitori adottivi sono andati su tutte le reti, sono stati interrogati da tutti ed hanno denunciato questa situazione, anche perché dovete sapere che la bambina è stata portata via dalla polizia alle 7,00 del mattino, pensate una bambina portata via da un poliziotto e da un'assistente sociale, adesso sta in una casa d'accoglienza, alla madre non è noto dove sia, non gliela hanno fatta neanche vedere più, dopo 2 anni e mezzo.
Ripeto, il nostro tutore dell'infanzia è stato bravissimo, però non ha potuto fare altro, a questo punto capite la situazione e credo che una decisione vada presa.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Consigliere Massi, l'Assessore Mezzolani che purtroppo è impegnato, non ha il dono dell'ubiquità.
Il problema è molto grave, esattamente come lei l'ha potuto rendicontare, non c'è stata inerzia, come lei sa, essendoci stato un coinvolgimento diretto, ma il procedimento è seguito dal Tribunale dei minori, non c'è stata inerzia da un punto di vista ..., si tratta di capire come insinuarsi nel procedimento e in nome e per conto di chi. Il lavoro circa l'accertamento dei punti di vista del diritto e della ragione è in corso. Il diritto della madre persiste nei confronti dell'affidataria? Questo è il Tribunale dei minori che lo decide.
Capisco la preoccupazione e la condivido, semplicemente mi permetto di proporre, anche a nome dell'Assessore Mezzolani, oggi è martedì, di fare un aggiornamento insieme al proponente della mozione e di rendicontare la posizione martedì prossimo, per avere il tempo di contattare il Tribunale dei minori e sapere se lì è partito un provvedimento giudiziario a carico di qualcuno. Anche perché lì c'è una Procura che è informata dei fatti per le responsabilità eventuali della calunnia oppure della diffamazione.
Si tratta di un tema delicatissimo quello che ci importa non è tanto ..., è l'interesse della bambina, l'interesse dell'affidataria e anche i diritti e l'interesse della madre naturale.
Siccome il passaggio è già monitorato, chiederei al proponente della mozione il tempo di un aggiornamento, entro oggi, perché l'Assessore Mezzolani sarà qui a fine mattinata, per valutare insieme, e rendicontare martedì con l'approvazione degli atti conseguenti, quello che in maniera aggiornata possiamo fare.

PRESIDENTE. Consigliere Massi, credo che sia una proposta sostenibile ed anche accettabile, perché sinceramente è una questione molto delicata che non credo abbia bisogno di sostenitori di una parte o dell'altra, ma bisogna arrivare in fondo ad una cosa così sgradevole e anche greve, se vogliamo.
Cosa fa Consigliere Massi, accetta la proposta? (...) La riscriviamo come prima mozione per la prossima seduta del Consiglio.
Non mi pare ci siano altre richieste, chiuderei la seduta, a martedì.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 12,10.
 

 
 
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