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Resoconto della seduta n.2 del 11/05/2010

SEDUTA N. 2 DELL'11 MAGGIO 2010


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


La seduta inizia alle ore 10,30


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Presidente, Colleghi Consiglieri, diamo inizio alla odierna seduta dell'Assemblea legislativa regionale.
Do per letto il processo verbale della seduta n. 1 del 19 aprile 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 1 dei Consiglieri Pieroni, Giorgi "Realizzazione del rigassificatore in località Porto Recanati - Riviera del Conero";
- n. 2 del Consigliere D'Anna "Introduzione di un servizio ferroviario ad alta velocità periodico estivo tra Torino, Milano e la Riviera Adriatica";
- n. 3 del Consigliere Massi "Applicazione dell'articolo 2, comma 12, della legge 191/2009 sull'obbligo di presentazione del D.U.R.C. da parte di operatori nel commercio in aree pubbliche".
Il Presidente della Giunta, in data 29 aprile 2010, ha trasmesso le seguenti deliberazioni:
- n. 676 del 7 aprile 2010: "Art. 6 comma 1 lett. a) della L.r. n. 31/2009 - Reiscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2010 di economie accertate relative a stanziamenti aventi specifica destinazione - Euro 1.613,70";
- n. 696 del 20 aprile 2010: "Art.. 29, comma 2 della L.r. n. 31/2001 - Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con DGR n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Euro 100.000,00.
Comunico, inoltre, che ho provveduto con decreto n. 8 del 6 maggio 2010 ad indire l'avviso per la presentazione delle designazioni dei componenti del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro (CREL) da parte delle organizzazioni più rappresentative del mondo economico e del lavoro.
Ha chiesto congedo il Consigliere Carloni.


Commemorazione in memoria dell'On. Renato Bastianelli

PRESIDENTE. Prima di passare all'esame dell'ordine del giorno vorrei informare l'Assemblea che lo scorso 21 aprile è deceduto l'On. Renato Bastianelli, una figura di primissimo piano che ha ricoperto ruoli istituzionali, fra cui quello di Presidente del Consiglio regionale delle Marche dal 1975 al 1980 e quello di Consigliere regionale nella legislatura 1980-1985. E' stato inoltre Parlamentare dal 1963 al 1975. Va pertanto rilevato che anche grazie all'esperienza maturata come Parlamentare per la circoscrizione Marche ha contributo, attraverso il suo ruolo di Presidente del Consiglio regionale, a delineare l'Istituzione regionale proprio nel momento in cui questa muoveva i suoi primi passi.
Attraverso l'esperienza maturata ha sicuramente dato, fuori di ogni frase di circostanza, un contributo fondamentale per la nascita e l'inizio del lavoro dell'Istituzione regionale. Era un assertore della divisione dei compiti, dell'autonomia del ruolo dell'Assemblea legislativa rispetto all'Esecutivo. E' stato un precursore, seppure allora sicuramente non iscritta fra i primi punti all'ordine del giorno, dell'attività di comunicazione istituzionale.
Insomma, una figura che sicuramente passerà alla storia, verrà ricordato come un grandissimo e autorevole Presidente del Consiglio regionale.
Egli, peraltro, ha ricoperto non solo ruoli istituzionali ma anche ruoli politici molto importanti. E' stato: segretario provinciale e regionale del suo partito, presidente nazionale della CNA, volontario della Guerra di liberazione.
E' una persona che sicuramente i marchigiani ricorderanno per la sua correttezza morale e politica e per la sua statura di uomo delle istituzioni.
Credendo ora di interpretare il pensiero unitario di tutta l'Assemblea legislativa regionale, porgo alla moglie e al figlio, anche a nome di tutti voi, il nostro cordoglio.
Vi invito ora al rispetto di un minuto di silenzio in ricordo dell'On. Renato Bastianelli.

(L'Assemblea legislativa osserva un minuto di silenzio)


Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale in ordine al Programma di Governo e alla composizione della Giunta (Articolo 7, comma 2, Statuto regionale)
(Discussione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le comunicazioni del Presidente della Giunta regionale in ordine al Programma di Governo e alla composizione della Giunta. Dichiaro aperta la discussione.
Comunico che ho già quattro Consiglieri iscritti a parlare, per cui a tal proposito, se possibile, vi invito a far sapere alla Presidenza se avete intenzione di prendere la parola, in modo da poter organizzare la seduta nel miglior modo possibile.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Grazie Presidente Solazzi, un cordiale saluto a lei, al Presidente Spacca, ai Consiglieri, agli Assessori. Io ho il compito di apripista, il compito di scaldare un po' gli animi. Dopo la prima presentazione fatta il 19 aprile andiamo oggi a discutere le linee guida presentate dal Presidente Spacca.
Un breve commento politico. E' indubbio che Spacca abbia vinto le elezioni, è stata una vittoria significativa fatta attraverso una coalizione completamente diversa da quella del 2005. Quindi il primo punto da verificare è questo, ossia, dopo il sei per tre che ha occupato la nostra regione nel periodo di settembre dell'anno scorso in cui si è parlato del buon governo della sinistra, il Presidente Spacca ha governato così bene che ha ritenuto opportuno che la sinistra dovesse fermarsi in quanto c'era un accordo politico, un programma di lavoro con l'UdC.
Credo che per una situazione del genere l'elettorato sia rimasto frastornato, non può giustificarsi diversamente quel 38% di persone che non sono andate a votare, 38 persone su 100 hanno infatti preferito rimanere a casa proprio perché non hanno avuto fiducia né in Spacca, né in Marinelli, né in Rossi.
Credo allora che la politica debba interrogarsi su questo forte e scarso risultato delle elezioni regionali. Una responsabilità, secondo me, derivata anche dalla poca chiarezza data dai vari Gruppi. Seppure sia sacrosanto scegliere i propri partner, pensate ad esempio al comportamento dell'UdC, a Macerata l'elettore nella sua scheda elettorale lo vede che appoggia Pistarelli PdL poi sulla scheda delle regionali lo trova con una coalizione diversa. Quindi secondo me, come ho già detto in campagna elettorale, non è stato un accordo politico bensì un accordo per soddisfare poltrone e posti.
Il Presidente Spacca ha detto più volte che il giorno dopo della vittoria ci sarebbero state talk-show per analizzare questo grande progetto partito dalle Marche.
Diciamolo chiaramente, l'UdC quando corre da solo fa un buon risultato, quando corre con il PdL vince e aiuta a vincere, invece ora con la sinistra non ha sfondato, come avrebbe voluto Casini, ha creato solo qualche disappunto ed ha ottenuto un risultato scarso, Spacca con la sinistra avrebbe vinto diversamente e forse meglio.
Il sottoscritto ha acconsentito alla richiesta del Presidente Berlusconi, ho dato la mia disponibilità senza sé e senza, sono un uomo che partecipa e crede profondamente nel Gruppo, ho dato il 120%, ho fatto una campagna elettorale che mi ha permesso di conoscere la nostra regione nella sua bellezza, nella sua capacità, nella sua produttività, nella sua forza. Quindi sono soddisfatto, per cui, seppur pensavo di ottenere un risultato maggiore di quel 40%, credo di aver dato il massimo. Tra assenteismo e UdC il dato poteva essere forse diverso.
Ma queste sono cose dell'altro ieri, pensiamo all'oggi, passiamo dunque ad analizzare le linee guida.
Presidente, la scorsa seduta l'ho ascoltata con molta attenzione, le linee guida che ci ha presentato le ho lette e rilette con passione, chiaramente è un programma sul quale ci dobbiamo confrontare e su cui lei deve lavorare e prendere impegni. Però io letto delle linee guida uguali a quelle del 2005, rivedute e corrette nei cinque anni, è un taglia-incolla che mi ha lasciato profondamente perplesso, è una elencazione di situazioni, di opere, di iniziative a 360 gradi, come certo dovrebbe essere ma che è impossibile da realizzare.
Mi sarei invece aspettato oltre ad una disamina della situazione attuale della regione Marche, quattro, cinque, sei progetti importanti, ossia la scelta delle priorità, dopodichè individuare con quali risorse realizzarle e i tempi di attuazione
E' chiaro che bisogna intervenire sull'agricoltura, sulla green economy, sull'energia alternativa, sul lavoro, sulla famiglia, ripeto, sarebbe bellissimo poter realizzare tutto quel programma, ma occorrono veramente tante energie economiche che però sono impossibili da vedere in un bilancio che è bloccato per gran parte dalla sanità.
E' quindi una elencazione autoreferenziale che non fa onore al lavoro dei tanti Consiglieri regionali e neppure alle forze politiche.
La necessità della regione Marche è massima, per cui la fotografia che lei ci ha dato, Presidente Spacca, non è così ottimistica come vorrebbe farci credere.
Ci sarà ottimismo, speranza o un sorriso da parte dei marchigiani nel pensare ad un un futuro diverso, ma io ora vedo, e non sono un pessimista, una situazione molto difficile. Ultimamente nel muoversi a livello nazionale e internazionale vi è proprio una difficoltà pratica, e visto l'attacco all'euro vedo una ripresa veramente difficile.
Non so se il giusto equilibrio stia tra l'intervento del Presidente Spacca e questo mio, ma certamente nella mia campagna elettorale, fatta con passione e con determinazione e che mi ha portato a conoscere tutta la regione dall'ultimo comune posto a sei chilometri dalla Toscana fino alla parte nord, ho notato una preoccupazione enorme sul lavoro, sull'economia, ho notato situazioni di difficoltà dei vari distretti.
Prima si parlava delle Marche come un piccola regione dalle cento piazze, dai cento campanili, si diceva piccolo è bello, ma quando si parla di economia questa visione vi sta un po' stretta.
I vari distretti sono scomparsi, il distretto dell'ascolano, il distretto del bianco, del calzaturiero, del mobile, vivono momenti di estrema difficoltà; se Fabriano ha avuto un'iniezione di fiducia economica di 35 milioni di euro grazie al Governo Berlusconi, non è così ad esempio per il distretto di Ascoli, per il quale la cassa per il mezzogiorno non c'è, molte multinazionali se ne sono andate, si stanno creando dei focolai di scontento.
Credo che dobbiamo preoccuparci di cercare oltre al lavoro e all'economia quella coesione sociale indispensabile per la nostra collettività, indispensabile per la nostra regione Marche.
Sicuramente occorre avere fiducia, ma anche quella onestà politica e intellettuale indispensabile a noi politici, a noi amministratori, a noi Consiglieri regionali per poter affrontare serenamente l'attuale situazione di congiuntura. La ripresa è infatti solo parziale, è limitata, è intermittente, non c'è ancora serenità nello stato d'animo. Peraltro anche questi ultimi colpi di coda che hanno visto passare le borse da un meno 9 a un più 11 hanno creato una bolla speculativa fortemente preoccupante.
Ritengo pertanto che in questa situazione drammatica ed allarmante il nostro non indifferente ruolo sia quello di indirizzare le giuste direttive politiche.
Dobbiamo pensare a quelle migliaia di lavoratori che perdono gli ammortizzatori sociali, a tutte quelle persone, quarantenni e cinquantenni, che dovranno essere ricollocate sul lavoro, dobbiamo pensare ai giovani, a quei giovani che magari preferiscono andare all'estero perché qui non hanno possibilità.
Il lavoro e l'economia, dunque, devono ottenere l'attenzione maggiore. Se è vero che la regione Marche ha tenuto meglio di altre regioni, è pur vero che abbiamo dati considerevoli che mettono in discussione la qualità e la quantità degli interventi fatti sul lavoro e sull'economia. Si veda ad esempio il dato del 23% a livello nazionale, mentre nelle Marche è del 33%, oppure al dato delle tante aziende che hanno chiuso (pensiamo all'ultimo incontro in provincia di Macerata della Camera di Commercio).
La situazione della regione Marche, quindi, non può non essere presa in considerazione, è così infatti che si accinge a fare anche il Presidente Spacca nel venticinquesimo anno di legislatura. Occorre un'azione forte, determinata, costante, occorre un'azione di monitoraggio della problematica lavoro ed economia. E qui mi riferisco anche al commercio, alla grande disparità fra la grande e la piccola distribuzione. Occorre rivitalizzare i piccoli centri. La nostra regione ha il più alto numero di attività artigiane ma queste hanno difficoltà nell'accesso al credito.
Quindi dobbiamo intervenire in maniera forte, non possiamo limitarci a presentare solo qualche emendamento o fare qualche telefonata alle banche. Le banche tagliano i fondi alle nostre piccole imprese per cui la parte politica, la massima assise regionale, ritengo debba fare molto, molto di più.
Bisogna fare anche grande sforzo per ridurre le tasse, e se si tiene conto che vi è stato un 250% di aumento certamente non basta solo quel 50% fatto quest'anno, una riduzione di una parte dell'IRAP è una iniezione di fiducia alle tante attività imprenditoriali.
Per la ripresa del lavoro una grossa azione credo debba essere orientata alle infrastrutture. Le idee viaggiano in internet ma le infrastrutture sono indispensabili per far viaggiare il prodotto finale del lavoro. In una manifestazione di intenti del Presidente Spacca si diceva che dopo cinque anni di ritardo ci dovrebbe ora essere un'accelerazione su quella che è considerata l'attività principe delle infrastrutture, la Quadrilatero. Ma fra il ricorso alla Corte Costituzionale e il ricorso al TAR si sono persi tre anni di tempo, anni che però essendo indispensabili hanno fatto perdere la cattura di valore a quelle imprese che conseguentemente hanno perso in competitività. Sicchè ora bisognerà battere cassa per ottenere e completare il finanziamento.
Infrastruttura significa forte presa politica sulle ferrovie – sul tema sono state presentate interpellanze e mozioni -. In una regione fortemente imprenditoriale e artigiana non è possibile che l'alta velocità tagli tutta la zona adriatica, non è possibile che i treni fermino solo ad Ancona. Non è possibile che le infrastrutture su rotaia abbiano fatto dei passi indietro, non è possibile non ci sia un collegamento al nord se non attraverso la Freccia Rossa a Bologna.
Vorrei ora richiamare l'infrastruttura aeroporto, su cui presenterò anche un'interrogazione. L'aeroporto è una bellissima struttura recettiva ben posizionata, ma non permette ai nostri imprenditori di arrivare a Milano. Qualcuno dice: “Ma che possiamo fare se l'Alitalia and company non ci permettono questo collegamento?”. Ma il compito della politica è proprio quello di risolvere i problemi, la politica deve poter dare risposte alla sua regione. Ripeto, per andare a Milano bisogna con pazienza o andare in macchina oppure andare a Pescara dove c'è il collegamento con Milano. Quindi per quanto riguarda le infrastrutture la nostra regione si sente davvero mortificata.
Vorrei dire anche qualche cosa sulla sanità. La sanità è importante non solo per i servizi che produce ma anche perché occupa l'80% del bilancio regionale.
Secondo me dovremmo avere una sanità che distribuisce servizi omogenei da nord a sud, altrimenti potrebbe verificarsi un'altra Valmarecchia. Ci sono già venti di difficoltà nella parte sud dell'ascolano, lì si preferisce andare in Abruzzo forse proprio per poter essere considerati la parte nord di quella regione.
In Regione ho visto passare investimenti a pioggia fatti sulle varie province – di questo ne parlerà poi il Capogruppo Massi –, però ritengo che la sanità debba rendersi conto delle difficoltà che ci sono.
Presidente, lei ha detto che la scelta dei dirigenti e dei primari avverrà attraverso selezioni meritocratiche, ma il sottoscritto dice, e lo ho ricordato anche durante la campagna elettorale, che i direttori generali, oltre a svolgere il loro lavoro fatto certamente in base alle proprie capacità, fanno anche troppa politica che ovviamente non fa bene al prodotto sanità.
Le voglio dire anche un'altra cosa, Presidente, e come da mia caratteristica lo faccio in maniera umoristica e scherzosa. Il 13 maggio scade la presentazione delle domande per il concorso di chirurgo presso l'Ospedale di Civitanova, oggi siamo l'11, quindi dopodomani, Assessore Giannini, presenterò al notaio una lettera al cui interno vi sarà scritto il nome del chirurgo che vincerà questo concorso - non sono preveggente come Pasqualina, assolutamente! -. Dopodichè aprirò questa lettera davanti alla stampa oppure la porterò qui e verificheremo se quel nome corrisponderà a quello del chirurgo che vincerà il concorso. Se dovesse essere così non sarà certamente una cosa gratificante sopratutto per quel professionista che andrà ad occupare quel ruolo. La politica deve fermarsi fuori dalla porta degli ospedali.
Ci vogliono meno zone territoriali che non hanno la potenza giuridica di intervenire, le aree vaste servono a ben poco, bisogna evitare proroghe su proroghe, dobbiamo invece dare una risposta degna, una risposta capace.
Dobbiamo inoltre tenere conto che si possono utilizzare le farmacie. Per una farmacia di servizi c'è una legge del 2009 completamente disattesa, gli accordi regionali non sono stati fatti. C'è inoltre la possibilità di fare accordi con i medici di famiglia che sono pronti a dare il contributo per diminuire le liste di attesa e per dare un impatto di pronto intervento. Come peraltro facciamo quotidianamente - chi vi parla infatti ha trentaquattro anni di laurea, ho lavorato nel pubblico, nel privato e nella medicina di famiglia - attraverso un lavoro immane svolto con estrema difficoltà, con impegnative che vanno a destra e a manca senza però che le persone, per lo più anziane, possano poi avere una risposta.
Occorre dunque pensare ad una politica diversa da quella avuta finora, una politica che abbia al centro dell'attenzione i bisogni e le difficoltà sopratutto delle persone anziane, infatti la media delle persone che si recano negli ambulatori supera i settant'anni.
La politica deve essere intelligente, non bisogna sempre prendere professionisti che vengono da fuori regione, magari saranno anche bravi, ma di professionisti ne abbiamo anche qui da noi nelle Marche.
Mi viene da sorridere se penso alle zone territoriali sempre occupate da dirigenti e da direttori del centro-sinistra. E' una questione anche di numeri e di intelligenza: è possibile che una persona di centro-destra in queste tredici-quattordici zone territoriali non riesca ad entrare?! E' possibile che ci sia solamente una colorazione politica?! Qualcuno dirà che sono visionario, ma sapete bene che ci sono stati direttori che hanno fatto la campagna elettorale – vedi le provinciali di Macerata – per Silenzi, sono state fatte cene con tanto di fotografie. Qualcuno potrà anche dire che non è vero, che vengono presi in base ai meriti. Certo, il curriculum di queste persone deve essere degno in quanto sono direttori generali che devono prendere delle decisioni di rilievo, ma le decisioni sono sempre parziali e passano sempre sotto il controllo politico. Secondo me questa non è una buona cosa.
Concludo riferendomi al turismo ed alla cultura. Assessore Marcolini, sono contento che la delega alla cultura ce l'abbia lei, sono contento perché perlomeno ha i cordoni della borsa e quindi si può rendere conto delle necessità, però poi la delega al turismo ce l'ha l'Assessore Moroder. Io invece la cultura ed il turismo li avrei messi insieme. Assessore Marcolini, secondo me finora la cultura per motivi economici è stata una cenerentola. Abbiamo visto una grossa accelerazione solo con l'Assessore Solazzi, Solari invece venne sacrificato nel ruolo della politica ma poi successivamente recuperato attraverso lo spot di Dustin Hoffman.
Insomma, alla cultura si è riservata poca attenzione, però, signori Consiglieri, la cultura non è un orpello da mettersi addosso bensì una necessità fisiologica della persona.
Cultura e turismo rappresentano una capacità economica a livello industriale, per il numero e per la qualità degli eventi rappresentati, per le città coinvolte, per il numero delle persone che vanno a vedere gli eventi stessi.
Voglio allora qui sottolineare che intanto c'è uno scollamento fra la delega al bilancio e quella della cultura e turismo insieme; è certamente difficile fare l'assessore al bilancio e poi seguire anche cultura e turismo insieme, però in ogni caso, ripeto, cultura e turismo devono vivere insieme, proprio perché la cultura può dare una possibilità in più ad una piccola regione come le Marche, una regione dalle cento città e dalle cento torri.
Nel turismo bisogna eliminare la governance, bisogna capire quale prodotto turistico offrire, tenendo conto che l'80% delle persone vanno verso il mare ma che ci sono anche altre forme di turismo.
Queste sono tutte considerazioni da tenere presenti, e non relegare, al contrario, il turismo e la cultura agli ultimi posti. Mi auguro vivamente che ci sia una inversione di tendenza.
Io non ho pregiudizi, sono un uomo libero, giudico le persone non per quello che dicono ma per quello che fanno e che purtroppo hanno fatto. Spero che la minoranza abbia la possibilità di intervenire con interrogazioni, interpellanze, mozioni, e di accedere agli atti. Una buona legge credo sia il frutto di tanti piccoli contributi dati da parte di tutti, quindi da parte mia ci sarà sicuramente, e lo farò attraverso un'azione di critica propositiva e con un'azione di controllo, ossia quello che i cittadini mi hanno delegato di fare con questo ruolo per me, ahimè, nuovo.
Mi auguro inoltre possa esserci unità e dialogo e che si possa fare una sintesi dei concetti per poi realizzare un qualcosa di positivo per le nostre Marche, motivo per cui stiamo qui.
Auguro a tutti buon lavoro e soprattutto auguro ai marchigiani un grande ad maiora.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Signor Presidente, signori Assessori, Consiglieri, devo dire che la relazione esposta dal Presidente Spacca mi è sembrata più che altro una relazione d'ufficio, fatta senza passione e da un punto di vista politico anche senza svelare le carte. E’ una relazione intrisa di enunciazioni e di principi assolutamente generici, e quindi anche difficilmente criticabili proprio perché viene fatto solo un resoconto di buone intenzioni, come in questi anni abbiamo potuto prendere atto anche nei tanti programmi politici dei vari partiti. E' senza passione perché manca di un segnale chiaro di come voler portare le Marche ad uscire dai suoi difetti strategici e storici. Ed è senza svelare le carte perché non si entra, se non raramente, in quelle che sono le vere intenzioni di questa maggioranza.
In questa relazione sulla strategia economica dell'industria è assente una chiarezza di fondo. Nel senso che si citano difese occupazionali sugli ammortizzatori sociali senza però entrare nel concreto, senza capire fino a dove si può arrivare. Soprattutto non si dice chiaramente quale sia l'atteggiamento nei confronti delle imprese quando queste delocalizzano.
Non viene accennato minimamente il turismo se non in maniera estetica. Quando invece il turismo ritengo sia la principale risorsa su cui nelle Marche occorre investire profondamente. Sia per un recupero del dato occupazionale, laddove anche altri comparti, come l'industria, stanno ingenerando sempre più precarietà, sia perché si fa riferimento ad una serie di enunciazioni, come il Marche Style, che ritengo debbano essere assolutamente declinate nel concreto e su cui bisogna capire dove si vuole andare.
Per quanto riguarda l'agricoltura, ad esempio, non condivido chi cerca di fare marchi di qualità locali che non sono riconosciuti su scala internazionale, che non sono riconosciuti dai mercati, e che raramente tutelano allevatori, agricoltori, produttori, trasformatori nell'ambito della filiera.
In merito alla green economy credo sia difficilmente controvertibile il fatto che esista una forza politica che voglia contrastarla o ne sia contraria, il problema è come si declina, come si concretizza. Sappiamo bene, infatti, che il paesaggio marchigiano è particolare, sul quale dobbiamo stare molto attenti ma anche essere molto trasparenti nelle intenzioni. Su come, ad esempio, intervenire sul fotovoltaico e sulle energie alternative senza sì deturpare, ma senza neppure fare marcia indietro nell'affrontarle.
E' inoltre una relazione che manca di grinta nel coordinamento con i Comuni. Vorrei ricordare come sull'edilizia ci sia stata una sorta di schizofrenia tutta marchigiana, ovvero, a livello nazionale si è fatto un piano casa dopodichè a livello regionale è stata fatta una legge che sostanzialmente recepiva lo spirito nazionale però poi i Comuni sono andati a concretizzare riducendo drasticamente i parametri e quindi di fatto impedendo un utilizzo concreto del piano casa.
Quindi il rilancio dell'edilizia non c'è stato minimamente.
Sulla sanità mi sento di dire che manca un segnale netto e tranciante sulla questione degli sprechi. Cioè manca un viatico chiaro su dove si vuole andare a parare per andare a liberare delle risorse. Peraltro in questa relazione c'è scritta una cosa che rischia di non essere credibile, e lo dico a malincuore, credetemi, anche se sono un Consigliere di opposizione. Se infatti la Regione Marche riuscisse veramente a ridurre le liste di attesa sarebbe un risultato che soprattutto da cittadino sarei felice di vedere, ma non è credibile citare un tale dimezzamento senza dare al contempo un segnale netto di come andare a tagliare gli sprechi.
Sulla sicurezza manca completamente una sensibilità politica, lo dico molto francamente. Ritengo che ogni ente, Comuni, Province e Regione, debba fare la sua parte in una società dove sempre di più si vedono aumentare i reati; vorrei ricordare che le Marche sono una regione in cui sono cresciuti esponenzialmente i reati di microcriminalità.
Su questo la Regione può fare molto, credo possa cercare di concertare con i Comuni innanzitutto un riordino delle forze di polizia municipali e un nuovo utilizzo più concreto nel territorio che sia veramente di ausilio sostanziale alle tradizionali forze di polizia.
In questa relazione, inoltre, non ho colto bene la sussidiarietà. Non capisco dove ci sia un potenziamento dell'associazionismo nei servizi sociali. Viene detto che c'è un nuovo assessorato alla famiglia che si occuperà delle giovani coppie, però vorrei capire fino in fondo dove arriveremo ad esempio nella gestione degli asili nido, nel potenziamento dei nidi d'infanzia, vorrei capire se questa Regione è sensibile oppure no a quello che è stato fatto sui micro nidi in Lombardia in questi anni. Certamente non pretendo che mi diciate una risposta oggi, però spero che ci confronteremo spesso e serenamente su tali argomenti.
Sulle infrastrutture sono profondamente preoccupato. Sul discorso della grande viabilità la regione Marche è rimasta indietro. Auspico quindi che questa maggioranza abbia il coraggio di chiarire fino in fondo con tutti noi quale debba essere il destino della Quadrilatero come pure il destino applicativo e realizzativo della grande viabilità.
Sui rifiuti c'è un dibattito forte a livello nazionale che sta sfociando sempre di più in un nuovo modo di concepire la raccolta, lo smaltimento ma anche la tariffazione.
Credo che il compito della politica sia quello di superare la TARSU e affrontare la tariffa integrata dei rifiuti con consapevolezza e con coordinamento con i Comuni. Ritengo che ciò sia una grande chance ed una grande opportunità, ma credo anche che la Regione debba immediatamente affrontare il fatto che le Autorità d'ambito sono state cancellate da un decreto e che oggi tutta la problematica torna alla Regione, che poi potrà decidere nuovamente di ridarla alle Province, però oggi se vogliamo dare una svolta alla raccolta dei rifiuti noi siamo centrali.
Voglio infine citare la pesca. Anche su questo dobbiamo stare molto attenti, il Mare Adriatico non è un mare eterno, non è un mare che può essere sottovalutato né sulla questione delle vongole né sulla questione della piccola pesca. Sicchè ritengo si debba fare un grosso sforzo per evitare innanzitutto sacche di privilegio ma allo stesso tempo per garantire un degno rapporto con l'ecosistema.
Concludo il mio intervento, signori, dicendovi questo. Io vengo da una esperienza amministrativa di consigli comunali. I consigli comunali storicamente hanno ormai consolidato una sorta di prassi - a mio avviso profondamente negativa, ma è un dato di fatto e quindi va preso per quello che è –, ossia, quando esiste una maggioranza questa di fatto attraverso la giunta detta il ritmo cardiaco del consiglio comunale, di fatto i consiglieri comunali diventano una specie di opinionisti di quello che in realtà fanno altre persone, ossia la Giunta.
Credo che in un'ottica federalista non si possa sottovalutare un dato, cioè che l'Assemblea legislativa ha un'attività costituzionale che è veramente centrale ed essenziale, quella legislativa. Quindi faccio un pubblico appello, una sorta di invito alla Giunta, una sorta di sollecito ai colleghi Consiglieri affinché questa Assemblea legislativa non sia soltanto un luogo statico dove si prendono e si commentano i disegni di legge proposti dalla Giunta. Auspico sia invece un luogo in cui moralmente si possa assolvere fino in fondo ad un compito di iniziativa legislativa. Un compito che spetta a chiunque, come a chiunque spetta un confronto che possa portare, al di là del centro-destra o del centro-sinistra, ad approfondire tematiche e ad avviare dibattiti politici anche di alto livello.
Quindi il mio auspicio è che ognuno di noi si faccia parte integrante di questo aspetto e che in un'ottica federalista vada concretamente ad interpretare questo aumento futuro di ulteriori poteri della Regione rinnovandolo con contenuti e con dibattiti.
Invito il Presidente Spacca a non trincerarsi dietro la sua maggioranza bensì a confrontarsi fino in fondo con tutte le forze politiche affinchè si possano fare leggi che traccino una rotta chiara e concreta alla nostra regione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Presidente dell'Assemblea legislativa, Assessori, in attesa anche che rientri il Presidente della Giunta e degli interventi dei colleghi del centro-sinistra - ci troviamo in una situazione abbastanza inusitata, sulle dichiarazioni programmatiche ci sono i colleghi del centro-sinistra che forse stanno aspettando il capogruppo, vedremo – vorrei proseguire nella riflessione fatta dal portavoce del centro-destra, collega Marinelli, aggiungendo sia alcuni spunti, sui quali auspico che questa Assemblea possa avere l'autorevolezza di pronunciarsi con la dignità che spetta ad ognuno di noi e all'Assemblea stessa, sia per dare un contributo forte all'attività amministrativa e legislativa dell'Aula e amministrativa ed esecutiva della Giunta. Ciò nella consapevolezza che questo Gruppo rappresenta in Aula il primo partito delle Marche, che è uno dei verdetti delle elezioni.
Sulla attività che andremo a svolgere chiedo una particolare attenzione agli organi di stampa. Ma non un'attenzione speciale, sarebbe presuntuoso, ci rendiamo certamente conto di tante situazioni, bensì un'attenzione normale nel rispetto di quel 40% dei cittadini che non si sono riconosciuti nella maggioranza che ha vinto. E nella consapevolezza che sempre quel 40% di cittadini che hanno votato per Marinelli non sono i totali evasori del canone della RAI. Perché dico questo? Perché guardando le trasmissioni del TG3 delle Marche sembra siano solo i cittadini del centro-destra che non pagano il canone, è difficile infatti trovare traccia dell'attività dell'opposizione e del centro-destra nei servizi della RAI - mi prendo la responsabilità di quello che dico -. E’ la storia di questi ultimi dieci anni, è la storia di tutti i rilievi fatti dagli organi preposti, come ad esempio gli Osservatori che danno la percentuale dei servizi istituzionali Giunta e opposizione e di quelli di centro-sinistra e centro-destra.
Pongo questa riflessione in quanto parlo di un servizio pubblico, non parlo degli altri organi di stampa, parlo di un servizio pubblico! Quindi chiedo alla RAI la giusta attenzione, nessun privilegio. Quello che avviene nelle Marche è uno squilibrio che non si ravvisa in nessun'altra regione d'Italia. Non è possibile fare attività istituzionale e rappresentare i cittadini se il servizio pubblico non dà la completa informazione di ciò che l'opposizione fa in questa Aula.
Tale riflessione la pongo al centro-sinistra che su questo tema ripone a livello nazionale tantissima parte della sua attività.
Noi siamo qui per un'attività oltre che di proposta anche di controllo, quindi lo dico ai colleghi della Giunta. Lavoreremo senza rancori e con serenità, ma, ripeto, lavoreremo sul controllo. Quindi non ve la dovete prendere a male se controlleremo appalti, forniture, conti, incarichi, consulenze. Magari forse ci rassegniamo al ruolo di poter avere ragione qualche anno dopo.
Vorrei dire all'assente Presidente Spacca che anche l’allora Presidente D'Ambrosio, nel presentare il suo report e la sua riflessione dopo l'elezione che l'ha visto vincitore, veniva qui e diceva che era andato tutto bene, e questo veniva detto anche da molti di voi che stavate con lui. Però dopo dieci anni voi stessi avete detto che con D'Ambrosio è stata toccata la punta del deficit massimo nell'amministrazione di questa Regione e che con D'Ambrosio avete sperperato soldi con le consulenze e con gli incarichi. L'avete detto voi! Perché quando avete detto: “Abbiamo ridotto di quattro quinti la spesa per le consulenze e gli incarichi”, è come dire che D'Ambrosio sprecava. E quando avete detto che secondo voi il deficit era stato quasi azzerato, aveva raggiunto 150 milioni di euro all'anno, avete praticamente detto che D'Ambrosio sprecava. D'Ambrosio veniva qui portando dati d'oro, poi voi dopo dieci anni avete ridotto in cenere ciò che diceva e faceva D'Ambrosio.
Allora, ripeto, noi siamo qui ad accontentarci dicendo anche: “sì l'avevamo detto e forse avevamo ragione”.
Faccio ora una riflessione su ciò che è avvenuto ieri con la revoca di Malucelli. Revoca che avevo chiesto un anno fa nero su bianco con una mozione, che però non mi avete mai consentito di discutere perché il potere Malucelli era incontrollabile, intoccabile, era sopra ogni potere politico di Giunta e di Consiglio.
Oggi dunque se avete fatto questa riflessione ci fa piacere dire che avevamo ragione. Pensate ai danni che avete fatto tenendo Malucelli lì per troppo tempo, uno che si permetteva di fare i decreti di competenza della Giunta, uno che si permetteva di avocare a sé anche le nomine degli infermieri per sostituire le maternità, uno che ha bloccato la sanità delle Marche. Altro che risparmiato e razionalizzato!
Oggi l'avete revocato? Ve ne siete accorti tardi, comunque va bene, perché se la legislatura si apre con l'accoglimento di una proposta della minoranza ci fa piacere e ci incoraggia, certo, purché serva a non ripetere certi errori. Al nuovo dirigente Ciccarelli vanno riconosciuti pregi e difetti come tutti, ma almeno è uno che si è formato e cresciuto sul campo della sanità delle Marche, non è un extraterrestre che avevate calato qui come Malucelli.
Dunque faremo un controllo forte, ve lo dico soprattutto perché è un messaggio che sale dalla comunità marchigiana. Voi stessi avete sottoscritto questo impegno, quindi lo sottoscriviamo anche noi, come ha detto anche il candidato Presidente Marinelli. Sicchè lotta agli sprechi e lotta alla spesa superflua. Questo lo dobbiamo a coloro che non arrivano neppure alla seconda settimana, lo dobbiamo ad una fascia di povertà che cresce, ad una fascia di cittadini, di imprese e di famiglie che stanno in enorme difficoltà.
Quindi austerità e moralità nella spesa, e questo controllo, state tranquilli, lo faremo. Peraltro avete anche ripetuto che abbasserete l'imposizione fiscale, è un impegno che avete assunto con le imprese. Per cui sapete bene che il primo elemento per raggiungere questo obiettivo è diminuire la spesa e soprattutto quella superflua, soprattutto quella d'immagine, quella autoreferenziale, quella su convegni e iniziative che non producono nulla, oppure quella su spese e pubblicazioni, spese che soprattutto agli occhi del cittadino sono uno spreco.
Il collega Marinelli ha accennato agli accordi politici che hanno portato alla formazione di questa coalizione. Io voglio qui lanciare un messaggio ai colleghi dell'UdC di cui ho seguito il dibattito elettorale e la partecipazione al programma. L’UdC ha puntato ad avere l'assessorato alla famiglia, ed oggi questo assessorato c'è con il collega Marconi, ma lo vedo però inserito nel sociale - e questa è una linea diversa di quella che aveva l’UdC, almeno quello di una volta -. E' dunque un cambio di linea. Nel sociale il centro-sinistra ha sempre inserito la famiglia. E questo lo dico ai miei avversari, noi infatti vi abbiamo sempre detto che avete sempre inteso sostenere la famiglia nell'emergenza. Certo, nell'emergenza la protezione sociale funziona, e noi dell'opposizione non abbiamo mai detto che in questa regione la coesione e la protezione sociale è solo africana o di serie C. Non l'abbiamo mai detto, però abbiamo sempre detto che avete inteso la famiglia come un nucleo da sostenere solo nell'emergenza, ossia nella devianza, nell'emarginazione, nella povertà, nella malattia, nell'invalidità. Il nostro concetto, invece, e che una volta era anche quello dell'UdC, è quello di sostenere la famiglia nella normalità, come fattore economico – ora vedo che non è presente in questo momento l'Assessore Marcolini –.
Quindi avrei visto meglio, collega Marconi, la famiglia inserita in una strategia di programmazione economica, perché, ripeto, è prima di tutto un fatto economico, un fatto che fa risparmiare, un fatto che dà impulso a tutta la comunità.
Vedremo ora se il semplice assessorato alla famiglia riuscirà a dare questa risposta.
E sempre all'UdC chiedo, dato che in passato abbiamo fatto questa battaglia insieme, se si è inserita in questa coalizione per una semplice spartizione oppure per un miglioramento dei programmi. E qui cito un esponente dell'UdC, il Sen. Ciccanti, che negli anni passati sulla spartizione e sull'occupazione egemonica del centro-sinistra e soprattutto sulle pratiche spartitorie, lottizzatorie, assunzionali degli incarichi e delle consulenze diede una definizione che vi leggo testualmente da un suo intervento: “Il clientelismo c'è da tutte le parti, la differenza è che per il centro-destra il clientelismo, l'occupazione di un concorso, un'assunzione è portata avanti da singoli esponenti, in maniera sicuramente immorale, ma è un fatto episodico personale e non programmato, per il centro-sinistra è una strategia programmata in maniera scientifica, di partito, di corrente, di coalizione”. Questo è quanto diceva il senatore Ciccanti qualche anno fa.
Ecco allora che confido che quell’UdC oggi inserita nella Giunta vada a sottolineare ciò che il Presidente come impegno ha sottoscritto sin dall'inizio. Su questo noi staremo qui a sfidare e a controllare, senza rancori. Ossia controlleremo che nomine, incarichi e assunzioni siano fatti, come ha ribadito saggiamente anche Marinelli, secondo la professionalità e non secondo la tessera.
Concludo sottolineando, questa è la nostra funzione, che serve quell'equilibrio, quell'equidistanza, quell'oggettività che dà prestigio alle Istituzioni. Tutti impegni che anche voi - state sulla terra, non venite da un altro pianeta – sapete benissimo che nascono dalle istanze dei nostri cittadini e delle nostre comunità. Questo lo dico a Spacca, a Viventi, a tutti gli Assessori.
Ad esempio, quando parlavamo che avevamo fuori quegli amministratori delle comunità montane dei piccoli paesi, che tutti i giorni sono lì a combattere per uno scuolabus in più, per una sezione della materna, per tanti servizi difficili, a loro abbiamo detto che Fabriano deve stare per forza dentro la Comunità montana, come la nostra Tolentino, Consigliere Comi. Lo abbiamo detto a quei piccoli paesi che hanno problemi enormi quotidiani che certamente non hanno paesi grossi come, appunto, Tolentino o Fabriano. Oppure, un centro servizi per il controllo sulle fatture viene all'improvviso spostato a Fabriano, chissà perché, tutti si sono interrogati su questo, anche gli stessi cittadini anconetani. Quando si fanno missioni all'estero, quando si fanno antenne all'estero, quando si fa internazionalizzazione della nostra impresa, qual è il report, Presidente? Quante imprese abbiamo aiutato ad aprire un negozio ad Istanbul o a Pechino? E non parlo delle solite grandi imprese che ci sono andate da sole e che magari a Pechino o a Shanghai ci stanno da quindici anni senza neanche l'aiuto dello Stato e della Regione – onore ai nostri imprenditori –, bensì di quelle che avrebbero bisogno della Regione e che là non ci sono. Quando avremo questo report?
E i giovani e il lavoro nella pubblica amministrazione, obiettività e valutazione dei meriti, come avete detto voi, quando ce l'avremo?
E l'equilibrio tra i territori? Ho qui un articolo del 10 ottobre del 2001 – lo dico anche ai colleghi Consiglieri del maceratese –: “Attivare l'emodinamica a Macerata - è solo un esempio, potrei parlare di Ascoli, di Urbino, di Fermo –, emodinamica acquistata da un soggetto privato e donata alla Regione”. Nove anni per l'attivazione!
Quando ci darete un segnale di rispetto dei territori di tutte le Marche? Di rispetto di Ancona? Certo, di Ancona, perché noi tutti qui, anconetani e non, vogliamo un grande capoluogo, collega Viventi Assessore alle infrastrutture, tutti abbiamo l’interesse ad avere un capoluogo di prestigio, un capoluogo sentito così da tutti, sentito per le sue infrastrutture (porto, aeroporto, interporto), per la cultura, per l'università. Dunque un capoluogo che acquisisca prestigio e stima da parte di tutti, come avviene in tutte le regioni, e non quindi un capoluogo visto solo come un nucleo di persone che schiacciano i diritti degli altri. Questo ve lo chiedono tutti i cittadini, anche quelli che hanno votato per voi, lo chiedono i cittadini in tutte le parti delle Marche, come diceva prima il Consigliere Marinelli.
Infine, formazione, scuola e università. Quanti convegni! Industriali, artigiani, sindacati: “potenziamo la formazione, potenziamo la ricerca, la scuola” – qui saluto la collega Ortenzi che è Presidente della nostra prima Commissione e nella quale riponiamo tantissime speranze -. Quante volte diciamo che la formazione non dà abbastanza. Anche oggi seppure ci sia una crisi delle assunzioni ci sono quelli che vogliono assumere ma non trovano il personale preparato per certi lavori. E' vero o non è vero? Quando allora metteremo mano al sistema della formazione? Quando ci riuniamo con i cattolici, Presidente Spacca, parliamo della sussidiarietà, poi quando riteniamo che non sono cattolici non ne parliamo. Direi di metterci a tavolino, e allora nella sussidiarietà, nella fiducia dell'impresa, però controllata dalla Regione in maniera rigorosa, forse potremo trovare la chiave per risparmiare risorse e per trovare veramente il personale formato per la nostra economia e per il suo rilancio.
Giace da anni un progetto di riforma della scuola, ma non basta la scusa dell'attendere la riforma Gelmini, perché per dare l'eccellenza ai nostri istituti non dobbiamo aspettare nessuno, c'è da mettersi a tavolino e proporre noi i criteri per dare forza e prestigio alla nostra scuola così come alla nostra università.
Presidente, noi lavoreremo qui per tutto questo, chiedo quindi attenzione, come ho detto all’inizio, agli organi di stampa. Certo, noi non abbiamo preso i voti per merito della stampa, ma è giusto che i cittadini sappiano equamente quello che fate voi e quello che facciamo noi in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Grazie Presidente, un saluto e un augurio di buon lavoro, un saluto al Presidente della Giunta e a tutti gli Assessori e colleghi Consiglieri.
Ritengo che dopo un mese dalle elezioni possiamo discutere di quanto è avvenuto con un po’ più di serenità.
Noi Comunisti pensiamo che in questa Regione si sia dato un forte contributo alla demolizione della moralità della politica, e non ce n’era il bisogno. Perché dico questo? Perché è stata attuata la pratica dei furbastri, quelli che trattavano con la vecchia alleanza sapendo già che avrebbero rotto a sinistra, un caso unico in Italia. Da parte del PD si è voluto caparbiamente rompere a sinistra per allearsi con un partito, l’UdC, che però ha portato meno voti di quelli che avrebbero portato i vecchi alleati. Dopo la Calabria, dove il PD ha perso più voti che nelle Marche, siamo la regione che ha pagato il prezzo più alto.
Ci si è presentati con manifesti e gigantografie in tutta la regione con i nostri simboli per dire solo dopo tre giorni: “Cari signori ci siamo sbagliati, abbiamo cambiato alleato”. Ripeto, questa è la politica dei furbi.
Il Presidente della Regione Marche è stato eletto con il 31,79% degli aventi diritto al voto, ossia meno di un terzo dei marchigiani. Questi sono i dati!
Quindi noi siamo preoccupati. La prospettiva nazionale per cui si è lavorato sembra cominci già a scricchiolare. Si è dato spazio ai saltimbanchi della politica, a coloro che in un anno hanno cambiato tre partiti – si potrebbero quasi definirli cavallette – e che hanno comunque acquisito sempre posti di potere.
Lo stratega, il regista da Colbordolo o da Urbino lo chiama “capolavoro”, allora se questi sono i capolavori della politica, viva i capolavori!
Ripeto, è la pratica dei furbi che apre la porta a di tutto e di più. Ecco perché ci preoccupiamo, ecco perché diciamo che questo modo di fare allontana dalla politica donne, uomini e giovani.
Certo, noi dobbiamo recuperare, sono d’accordo, Presidente, ma per recuperare la partecipazione di coloro che non hanno votato occorrerà fare politica trasparente, bisognerà dire quello che veramente succede negli incontri ufficiali e dire ciò di cui si discute.
Siamo quindi convinti che è aperta la questione morale, si sta affermando, il rapporto con la politica e quindi con le istituzioni è basilare, e senza l’affermazione di questo principio diventeremmo tutti uguali. Le differenze, soprattutto nel metodo ma anche nella sostanza, tra il centro-destra e il centro non si vedono più, appariamo quasi tutti uguali. Sicché gli uomini e le donne marchigiane, così come in tutta Italia, non vanno a votare perché la confusione regna sovrana. E la destra si consolida, non è vero che perde, in Italia il centro-destra ha vinto, e si è consolidata anche qui nonostante il calo di voti, proprio perché l’UdC ha perso e ha portato sangue. Viva l’esperimento! Ma soprattutto quello che ci preoccupa è che si consolida culturalmente, quando invece noi dovremmo affermare una politica alta, quella politica che conosciamo e che deriva dalla Costituzione repubblicana e antifascista.
In campagna elettorale per molti motivi abbiamo visto un dispendio veramente indegno – non ho altri termini da usare – di risorse finanziarie. Ed oggi la sinistra è pressoché invisibile, è oscurata dai mass media, è oscurata da un sistema. Un sistema che vede sì interessati i padroni degli organi di informazione, ma di cui il PD è comunque responsabile, perché dipinge la sinistra o come radicale estrema per darsi una dignità ancora a sinistra oppure dicono che chi vota a sinistra getta via il voto, dicono che è un voto che non serve.
Ecco dunque chi è il complice vero della destra, forse non ci si rende neppure conto, è bene però che si ricominci a ragionare su questi temi.
Noi Comunisti vogliamo costruire veramente nel Paese un’alternativa culturale, un’alternativa non tanto a Berlusconi, che prima o poi passerà anche lui come tutti, bensì al berlusconismo, alla cultura dell’individualismo, della prepotenza, dell’egoismo, del “questa mattina per questa sera”. Occorre invece affermare una politica che sia basata sulla solidarietà, su lunghi programmi, sul lungo respiro, su cosa avverrà anche in questa regione tra dieci-quindici anni, come ci prepareremo. Perché il neoliberismo, così come il capitalismo, sta mostrando tutto il suo limite, lo vediamo. La speculazione mette in crisi le vite reali di milioni di famiglie. C’è uno stile di vita che basta che un vulcano si svegli e si blocca tutto, e tutti siamo impauriti perché non sappiamo cosa fare. Non sappiamo cosa fare perché abbiamo perso non solo il rispetto per le persone sulla base dei dollari e degli euro, ma anche quello per la natura.
Quindi occorre una politica più alta, una politica che combatta le cricche, ma non tanto quelle di cui si parla in questi giorni sui giornali, bensì di quelle – mi rivolgo soprattutto agli amici e compagni che provengono dal PC – di cui parlava Antonio Gramsci nel 1930 su i Quaderni dal carcere, andate a rileggere il 14, parlava di cricche, camarille, consorterie, ma parlava anche dell’incapacità dei partiti all’opposizione di fare argine ad una cultura basata sulla violenza.
Sono dunque queste le nostre proposte. Ecco perché la nostra opposizione sarà naturalmente diversa da quella del centro-destra, non può essere diversamente.
Ci aspettiamo anche che chi ha subito, chi ha accettato a malincuore o chi ha colto con opportunismi vari la scelta scellerata di rompere a sinistra, riprenda il gusto e il coraggio di fare politica, riprenda il desiderio di lavorare e di impegnarsi per valori veri e comuni, e dia il contributo per un progetto di politica alto. Un progetto per cui vale la pena spendersi e per cui vale la pena chiedere di sacrificarsi a tutti. Un progetto che non discrimini ma accolga, che non escluda ma includa, e questo partendo dalla sinistra, partendo da quei partiti da dove essi stessi provengono e senza i quali oggi non sarebbero qui.
Nelle Marche c’è dunque molto da fare. Intanto c’è da difendere quel grande patrimonio di cose buone che sono state fatte in termini di economia, in termini sociali, in termini di aggregazione e coesione. Cose buone fatte dal centro-sinistra, tanto è vero che la lista di centro che ha vinto le elezioni se ne è vantata e oggi dice che vuole continuare quella buona pratica. Lo verificheremo.
C’è da realizzare quanto previsto in termini di diritti, siamo la prima Regione in Italia per la legislazione sui diritti, abbiamo leggi contro la violenza sulle donne. Qui voglio fare gli auguri all’Assessore Guarna Moroder, forse ancora non la conoscete, avrete occasione di conoscerla meglio, è assessore alle pari opportunità che si è presentata quando, appunto, la politica e la sensibilità sta cedendo, e quindi si è presenta con il cognome del marito – le commissarie della commissione pari opportunità non credo saranno molto contente! -. Comunque le faccio gli auguri perché so che è donna attenta, così come glieli faccio per il suo nuovo incarico per il turismo.
Abbiamo inoltre leggi contro le discriminazioni di genere che andranno attuate.
Dobbiamo contenere, come ci chiedono i cittadini, i costi della politica, ma senza cadere nel populismo. A questo proposito sapevamo nella vecchia amministrazione che certi incarichi, come quello dell’amministratore unico dell’Assam, non sarebbero stati rinnovati, oggi invece veniamo a conoscere che un ex assessore diventerà amministratore unico. E' un fatto di coerenza.
In uno scenario mondiale che ci preoccupa molto saremmo contenti di discutere su quello che sarà il nostro sviluppo, in particolare vorremmo discutere dell’agricoltura, della ruralità, della difesa del nostro paesaggio, sicché del turismo, della difesa della nuova occupazione.
Quindi vogliamo cambiare la Regione. Una Regione che però troppo spesso, Vicepresidente Petrini lei lo sa, viene scambiata quasi per un bancomat. E’ un sistema che dobbiamo cambiare, affinché una società più coesa, più attenta, più coinvolta possa affrontare meglio anche i molti sacrifici che ci saranno tanti. E non basta un minibus di propaganda per spiegare, a quei giovani che non trovano lavoro, ai giovani precari, a coloro che lo perdono, che la crisi non è finita e che morderà ancora.
Ripeto, le cose da fare saranno tante, noi faremo la nostra parte, giorno per giorno verificheremo il comportamento sui fatti. Saremo disponibili a tutti quei provvedimenti che riguarderanno l’estensione dei diritti, la coesione sociale.
Presidente, ci preoccupa quella sua frase aggiunta alla relazione originale circa l’assegnazione della casa privilegiando i marchigiani. Perché ci preoccupa? Perché le discriminazioni sappiamo dove cominciano ma non sappiamo mai dove potranno finire. Noi invece abbiamo l’obbligo di affrontare la società multietnica e pluriculturale che c’è. Ad esempio, come faremo a dire queste cose a tutte quelle aziende di trasformazione agro-alimentari, dove il 90% dei dipendenti sono i cosiddetti extracomunitari? Diremo loro che li manderemo a dormire in accampamenti?! Oppure diremo che chi produce ricchezza, chi lavora nelle Marche ha gli stessi diritti e gli stessi doveri dei marchigiani?
Quindi abbiamo motivo di essere un po’ preoccupati, ma noi, ripeto, controlleremo, lo faremo molto laicamente, perché in ogni caso le contraddizioni insite nella politica dei furbi emergeranno. E se emergeranno i marchigiani saranno chiamati a giudicare e ad affrontare una realtà politica nuova, se invece non emergeranno ci sarà bisogno di un’opposizione molto forte e ci sarà bisogno di una grande presenza sul territorio di noi comunisti. I marchigiani ci hanno votato per essere presenti quindi lo faremo, lo faremo costantemente e con la caratteristica che sempre ci ha guidato, ossia disinteresse e, prima di tutto, nell’interesse del Paese.

Presidenza della Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Signor Presidente, colleghi Consiglieri. Da sempre le Marche sono state considerate terra di frontiera, terra di sperimentazione e ancora oggi continuano ad essere modello non solo di sviluppo economico ma anche di progetto politico.
Non è un caso se oggi le Marche, grazie alle scelte chiare dell'elettorato, hanno deciso di fare un ulteriore e molto significativo passo in avanti.
A fine marzo i marchigiani hanno rimesso il loro sigillo d'approvazione sulla buona capacità di governo del Presidente Gian Mario Spacca, ma hanno anche deciso, nel segno di una equilibrata continuità amministrativa, che il quadro politico dovesse mutare in un'ottica di strategia nazionale. In proposito come IdV auspico che l'esperienza Marche possa determinare nell'UdC, non solo negli ambiti territoriali della regione ma anche e soprattutto a livello nazionale, un indirizzo chiaro ed univoco per una alleanza organica. Questo per il bene del Paese in un momento in cui il centro destra sta annaspando nei meandri di quella opacità causata soprattutto dalla mole enorme di conflitti di interesse e da quella tiepidezza nei valori fondamentali che purtroppo pesano come macigni sulla vita democratica di un'Italia sull'orlo della bancarotta sociale.
Quindi dalle Marche arriva, secondo noi, un segnale importante, arriva il segno del buon governo, della buona politica, dell'attenzione che le fasce più deboli della popolazione devono ricevere, dell'impegno a sostenere le imprese e quindi a garantire occupazione e sviluppo.
Insomma come sempre le Marche stanno dando il buon esempio.
Al riguardo, bene ha detto il Presidente Spacca nelle sue comunicazioni in ordine al programma di governo quando ha sottolineato che "la nostra è una coalizione di centro sinistra riformista che ha scelto la via di abbreviare le distanze fra il dire e il fare, di stare dentro i problemi dei cittadini, rifiutando ogni ritualità e narcisismo autoreferenziale, che oggi è la prima malattia della politica italiana".
Noi dell'Italia dei Valori facciamo da sempre del pragmatismo, della concretezza, del rispetto delle regole, della trasparenza e della legalità, la nostra ragion d'essere. D'altra parte, come sottolineavo in precedenza, le Marche sono terra di frontiera e di sperimentazione, ma anche e soprattutto terra di valori forti e condivisi.
Non a caso nelle Marche l'IdV ha dimostrato d'essere una presenza capillare su tutto il territorio, con risultati importanti che ci hanno consentito di portare nell'Assemblea legislativa regionale quattro Consiglieri.
E poi nell'Esecutivo del Presidente Spacca, al quale va il nostro apprezzamento per aver messo insieme un team di grande qualità e di specifiche competenze, il nostro contributo sarà particolarmente prezioso con Serenella Moroder al turismo e con Sandro Donati all'ambiente ed energia.
Insomma abbiamo una gran bella squadra alla quale auguriamo buon lavoro al servizio dell'intera comunità regionale.
In particolare, riprendendo le comunicazioni del Presidente, potremo lavorare a tutto campo sul fronte di quella green economy che coniuga lo sviluppo socio-economico con un impegno forte sul fronte turismo-ambiente-cultura; lo sviluppo delle Marche passa anche attraverso quelle economie in grado di affiancarsi al manifatturiero e di aprire nuovi fronti occupazionali nell'integrazione delle risorse culturali, turistiche, territoriali e rurali, che possiamo e dobbiamo valorizzare per incrementare la nostra “riconoscibilità” su scala nazionale e internazionale.
In quest'ottica è da perseguire un progetto culturale per la diffusione delle conoscenze investendo in formazione e quindi puntando ad offrire nuove opportunità di crescita ai giovani, rafforzando le politiche per il diritto allo studio, potenziando il sistema scolastico-educativo.
Dobbiamo contrastare l'attuale situazione di difficoltà convinti che la protezione ed il sostegno del lavoro, dei lavoratori e del loro reddito richiedono il consolidamento degli interventi regionali già attivati, ma anche misure in grado di favorire il rilancio della base occupazionale.
Nei fatti significa attivare contratti di solidarietà, progetti formativi, aiuti alle assunzioni per i giovani che legittimamente vorrebbero affacciarsi al mondo del lavoro e per chi invece dal mondo del lavoro è stato espulso. Aiutare quindi i lavoratori in difficoltà, sostenere le nuove imprese soprattutto giovanili e femminili ed avviare progetti di aggiornamento e riqualificazione professionale.
Bisogna altresì sostenere il sistema imprenditoriale marchigiano basato sulle piccole e medie imprese, sostenendo progetti d'innovazione, trasferimento tecnologico, investimenti adeguati, aggregazione d'imprese, maggiore internazionalizzazione dei mercati, contrastando però con decisione le furbizie di certe operazioni di delocalizzazione.
Ancora, politiche più incisive per sostenere le piccole e micro imprese artigianali, commerciali, turistiche e le cooperative agricole, attivando nuove forme di intervento pubblico per rafforzare le attività di sostegno creditizio-finanziario e per garantire una sponda istituzionale certa per chi ha voglia di intraprendere.
Tutto questo va fatto rispettando l'ambiente, proprio perché il territorio ed il paesaggio sono un patrimonio da salvaguardare battendosi contro l'inquinamento, in difesa del suolo,della costa e del mare. Da qui l'esigenza di uno sviluppo energetico ecosostenibile, di una vera tutela nella gestione pubblica di beni primari come l'acqua, e da qui il potenziamento degli incentivi per le energie rinnovabili consolidando le previsioni del PEAR.
Tutto ciò trova puntuale riscontro nelle comunicazioni del Presidente Spacca.
Particolare attenzione per noi dell'IdV va posta nel valorizzare le specificità dei nostri territori, da Ascoli a Macerata, da Pesaro a Fermo.
Ovviamente penso poi al nostro capoluogo, penso ad Ancona, quindi non posso fare a meno di pensare al suo porto ed alla valorizzazione del sistema della portualità per l'attività turistica ma anche per i traffici commerciali nella strategia di apertura verso l'Est.
In proposito va completato il programma regionale delle infrastrutture strategiche come il sistema porto-aeroporto-interporto, l'asse viario nord-sud e lo stesso attraversamento degli Appennini.
Ma per le Marche passa anche un altro grande progetto su cui dobbiamo investire ai diversi livelli istituzionali. Mi riferisco alla macroregione Adriatico-Jonica, il cui Segretariato permanente opera ad Ancona, sede dove si mettono a punto le strategie ed i programmi di sviluppo economico, infrastrutturale e sociale ed in cui si confrontano periodicamente i rappresentanti dei Paesi dell'area.
L'Italia dei Valori sia a livello regionale che nazionale si impegnerà affinchè ciò avvenga nella consapevolezza che macroregione significa non creare nuove strutture bensì lavorare dentro un quadro certo e ben definito dove le Marche possono e debbono svolgere una funzione cerniera rispetto ai Paesi dell'Est.
C'è anche la consapevolezza che il Sudest è il fianco più debole dell'Europa e per questo la macroregione permetterà di rafforzare l'Unione europea. Le Marche, insieme a tutte le Regioni italiane che si affacciano sull'Adriatico e lo Ionio, devono pertanto essere messe nelle condizioni di essere protagoniste all'interno di questa operazione fortemente strategica per l'economia europea.
A noi dell'Italia dei Valori fa infine piacere che in tema di semplificazione, di programmazione e di meno burocrazia, il Presidente Spacca abbia detto in modo inequivocabile che nostro comune impegno sarà quello di ridurre i costi della burocrazia, che troppo spesso dimentica il suo ruolo di organizzatrice della volontà democratica per farsi casta, ma anche quelli della politica che già oggi nelle Marche sono fra i più contenuti d'Italia.
Nostro comune impegno sarà anche quello di combattere gli sprechi, proprio per liberare risorse aggiuntive da destinare alle fasce più deboli della popolazione.
Insomma, questa coalizione, questo nuovo governo Spacca, non hanno altra finalità se non quella del benessere delle Marche, della nostra comunità. E noi dell'Italia dei Valori saremo forza di governo e di stimolo. Nostro imperativo è e sarà quello di garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti e le stesse opportunità di partenza battendoci per quelle Marche dei valori che tanto ci stanno a cuore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Signor Presidente dell'Assemblea legislativa, colleghi Consiglieri, Presidente della Giunta Spacca, intervengo per dare un contributo sul programma e per esprimere l'opinione di Alleanza Riformista.
Alleanza Riformista è un “laboratorio politico” che ha unito a livello elettorale, e vuole continuare a farlo nell'attività di questa legislatura, tre culture che hanno svolto un ruolo fondamentale nella storia della nostra Repubblica e della Regione Marche, quella socialista riformista, quella laico-repubblicana e quella del cattolicesimo liberale.
Il risultato elettorale ottenuto, nonostante le oggettive difficoltà organizzative, ha dimostrato che non si tratta di una realtà residuale, avendo sfiorato infatti, come voi tutti sapete, l'elezione del secondo Consigliere regionale, né tantomeno marginale da un punto di vista politico.
E' per me, socialista da sempre, un onore poter ricordare in quest'Aula i due Presidenti socialisti, Emidio Massi e Gaetano Becchi, che hanno dato, insieme ai tanti Consiglieri ed Assessori regionali di questa area politica, un contributo determinante per il consolidamento dell'Istituzione regionale e per il concreto sviluppo sociale ed economico delle Marche. Voglio salutarli tutti, ringraziando anche i due Consiglieri che mi hanno preceduto nella legislatura scorsa, l'Assessore Lidio Rocchi ed il Presidente del Gruppo Antonio D'Isidoro.
Signor Presidente, ho iniziato parlando di Alleanza Riformista perché essa, pur nella complessiva condivisione della prosecuzione di un cammino comune che abbiamo sottoscritto con il programma di governo, intende svolgere un ruolo importante, sia all'interno di questa Aula, sia nella società marchigiana.
Il segretario regionale del PD Ucchielli ha parlato di “Laboratorio Marche" per caratterizzare questa esperienza di governo che sta iniziando il suo lavoro e che, secondo questa sua visione, si baserebbe su di un rapporto forte tra il Partito Democratico, l'Italia dei Valori e l'Unione di Centro.
Diciamo subito, Presidente, con grande franchezza ma anche con altrettanta lealtà che contraddistinguerà il nostro comportamento verso la maggioranza di cui ci onoriamo di far parte, che se quel “Laboratorio" fosse escludente e basato su di una logica di autosufficienza si commetterebbe, a nostro avviso, un grave errore.
Tre culture politiche di Governo, come appunto quelle rappresentate da Alleanza Riformista, non si uniscono semplicemente per il momento elettorale o per rivendicare un ruolo nell'Esecutivo di Giunta, ma perché possono dare un grande contributo alla maggioranza stessa. Una Giunta a cui, seppure oggi si sia privata della nostra presenza, daremo il nostro sostegno, per cui rivolgiamo gli auguri più sinceri di buon lavoro.
Quella da noi posta, Presidente, è una questione politica e, come tale, la riteniamo del tutto aperta. Questo non solo in virtù della nostra storia, che ho appena ricordato, ma soprattutto guardando al futuro.
Crediamo davvero che una coalizione di centro-sinistra dal profilo riformista si possa ricostruire come credibile alternativa al Governo nazionale, in vista delle elezioni che si terranno nel 2013 o forse anche prima, senza il riformismo socialista, quello repubblicano e quello cattolico-liberale?
Inoltre, va ricercato - va dato atto al Presidente Spacca di aver tentato più volte un dialogo - con quelle forze oggi all'opposizione un profilo davvero riformista sulle cose concrete.
Noi lo faremo cercando di svolgere quel ruolo che di fatto l'attuale composizione della Giunta ci assegna, per convincere, attraverso fatti concreti, della essenziale necessità della presenza di un quarto soggetto politico, quello, appunto, riformista.
Lo faremo in quest'Aula dove, all'interno del quadro programmatico complessivo esposto dal Presidente Spacca nella prima seduta dell'Assemblea legislativa, svilupperemo un'azione di proposta legislativa che renda evidente che le istanze di cui siamo portatori, in base ai nostri ideali, sono sentite come prioritarie dalla gente della nostra regione.
Continueremo a farlo, quindi voglio qui indicare alcuni punti programmatici su cui riteniamo che il confronto e la necessaria sintesi nella coalizione di centro-sinistra vadano approfonditi.
Politica sanitaria, innanzitutto.
Accanto alla valutazione positiva del sistema socio-sanitario regionale, espressa dal Presidente Spacca nelle sue comunicazioni all'Assemblea legislativa, che condividiamo, vogliamo anche esprimere la nostra preoccupazione nei confronti delle risposte concrete, specie in determinati settori e realtà territoriali, rispetto al diritto fondamentale alla salute di tutti i cittadini.
In questo senso, come Alleanza Riformista lo abbiamo già evidenziato in sede di stesura del programma di Governo, va approfondita la ricerca del miglior sistema di valorizzazione delle funzioni operative dei territori, partendo dall'Asur ma rivedendone le articolazioni, ad esempio, provinciali.
Fondamentale, a nostro avviso, è il richiamo che il Presidente Spacca ha fatto in merito alla selezione meritocratica dei dirigenti amministrativi e dei primari medici, a cui noi aggiungiamo una maggiore valorizzazione, in entrambi i settori, delle esistenti elevate professionalità marchigiane.
Un parallelo di tale criterio va ricercato, attraverso appositi incentivi, in un altro settore fondamentale, quello della piccola e media impresa.
Incentivi più consistenti per chi mantiene nella nostra regione la propria attività produttiva ed anche per chi non delocalizza ma internazionalizza, mantenendo quindi un forte rapporto con il territorio.
Dunque va rafforzata in ogni modo possibile quella che continua ad essere la spina dorsale dell'economia marchigiana.
In riferimento al settore commercio mi impegnerò, anche alla luce della mia esperienza avuta come Sindaco, per una effettiva regolamentazione del rilascio delle autorizzazioni riguardanti nuovi insediamenti di centri commerciali. Ciò al fine di evitare sia ulteriori criticità per i piccoli commercianti, sia l'illusione della creazione di nuovi posti di lavoro, che però l'esperienza ci insegna essere di carattere esclusivamente precario.
Nell'ambito dell'altro diritto fondamentale, ossia quello al lavoro, va data, a nostro avviso, maggiore priorità all'attivazione di politiche rivolte a favorire il lavoro dei giovani.
Occorre garantire sempre più l'accesso al credito, assicurare davvero adeguato sostegno a quei giovani che, singolarmente od in forma associata, presentano progetti imprenditoriali significativi e diffusi sul territorio.
Occorre assicurare concretamente a tutte le persone i diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione.
Tra questi intendiamo riproporre la proposta di legge, firmata nella passata legislatura dal Consigliere D'Isidoro, per un sostegno concreto ai genitori separati che si trovano in situazione di difficoltà economiche.
Alcune riflessioni voglio farle sul sistema complessivo dei trasporti, fondamentale per la tenuta sociale e civile in una regione che ha un territorio come quello delle Marche.
Nella scorsa legislatura è stato oggettivamente svolto un buon lavoro che ora dobbiamo proseguire.
Va innanzitutto approvato rapidamente il nuovo Piano regionale dei trasporti, bloccato nell'ultima seduta assembleare. Occorre istituire un'unica cabina di regia per governare le infrastrutture strategiche del porto, dell'interporto e dell'aeroporto, e privilegiare forme di trasporto collettivo rispetto a quello individuale, favorendo lo spostamento dal trasporto su gomma a quello su rotaia.
Nel settore ferroviario occorre proseguire nel tipo di rapporto avuto con RFI nella scorsa legislatura quando, con competenza e grande autorevolezza, si sono ottenuti ottimi risultati, come ad esempio l’aver impedito la soppressione di numerose fermate.
Accanto a ciò occorre dare attuazione all'accordo tra la Regione e lo Stato al cui interno sono inserite le cosiddette "linee secondarie". Mentre per l'Ascoli-Porto d'Ascoli vanno proseguiti i lavori di potenziamento già avviati con l'elettrificazione della linea.
Invece riflessioni distinte vanno fatte per la Civitanova-Albacina e per la Fano-Urbino. Per la prima va sostenuto il progetto, per la parte compresa tra Civitanova e Macerata dove l'insediamento abitativo è ormai senza soluzione di continuità, di trasformazione in una metropolitana leggera di superficie, mentre per la seconda, la Fano-Urbino, la Regione a nostro avviso deve farsi promotrice di un confronto con le Istituzioni locali per verificare con loro se il totale ripristino di tale linea viene considerata come la migliore soluzione per utilizzare il finanziamento previsto o se e quali alternative possono essere prese in considerazione.
E' giunto anche il momento per ripensare radicalmente alle nostre città e alla funzione concreta che si intende dare ad Ancona capoluogo, funzione che deve essere utile alla crescita dell'intera regione. .
Occorre una nuova legge urbanistica regionale che punti recupero del patrimonio edilizio esistente, all'obbligo di adeguamento di tutti i regolamenti edilizi comunali ai nuovi standard eco-compatibili.
La politica ambientale va rafforzata definendo meglio l'attuale legge sul Piano energetico, rilanciando ancor più tutte le energie rinnovabili che non creino gravi criticità al sistema eco-ambientale e turistico.
Per il mondo scolastico, sempre più in difficoltà per i tagli ormai evidenti, dobbiamo mantenere alta l'attenzione con appositi interventi alla scuola pubblica, senza però dimenticare il sostegno alla scuola privata, oggi utile per il nostro sistema scolastico marchigiano, incentivando e sostenendo con appositi finanziamenti eventuali percorsi educativi diversi, pensiamo ad esempio al sistema Montessori.
Anche in altri settori rilevanti, come il turismo, la cultura, la caccia, la pesca, lo sport, Alleanza Riformista intende sviluppare la sua azione di governo. Un'azione di governo che deve innanzitutto rispondere a quella che è diventata la prima delle richieste della gente: rapidità e trasparenza.
E' inoltre evidente che un'efficace attività di governo regionale debba svilupparsi anche attraverso adeguate sinergie istituzionali. Per questo sosteniamo convintamente la proposta del Presidente Spacca di un comune e nuovo quadro di alleanze strategiche tra le Regioni del centro Italia.
Questa dovrebbe essere la legislatura della riforma federalista dello Stato ed è naturale che qualunque programma di governo non possa prescindere dalla cornice istituzionale in cui si dovrà sviluppare.
Impossibile allora, Presidente, esimersi dall'esprimere la nostra opinione rispetto a tale riforma. Alleanza Riformista sostiene la necessità del rafforzamento delle Autonomie regionali che, però, debbono essere inserite in un quadro di forte unità nazionale.
Le Marche debbono non soltanto aderire ma sviluppare autonome iniziative per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Va raccolto il ripetuto ed autorevole monito del Capo dello Stato per una riforma delle istituzioni che raccolga il più largo consenso possibile e per una graduale evoluzione in senso federalista che però deve avvenire senza in alcun modo mettere in discussione l'Unità nazionale.
Al richiamo del Presidente Napolitano si è unita la voce della Conferenza Episcopale Italiana che lo ha fatto attraverso il suo Presidente Cardinal Bagnasco. Quella della Chiesa cattolica è una presa di posizione doppiamente importante, anche in relazione alle vicende risorgimentali che pure segnarono, per un lungo periodo, i rapporti con lo Stato italiano.
Occorre però consentire sempre alla Chiesa di esprimere in piena libertà le proprie posizioni anche quando non si dovesse essere d'accordo con le stesse. La funzione evangelizzatrice svolta dalla Chiesa cattolica avviene e deve sempre avvenire su di un piano differente rispetto a quello del dibattito politico.
A questo proposito, viste le dichiarazioni del Ministro Calderoli, mi verrebbe da chiedere ai colleghi Consiglieri della Lega Nord, di cui saluto l'ingresso nell'Assemblea legislativa delle Marche, cosa pensano delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, trovandosi oggi nel massimo consesso istituzionale di una regione dove sono avvenute importanti battaglie, come quelle di Tolentino, di Castelfidardo e di altre città, che hanno consentito la nascita dello Stato unitario.
Un federalismo solidale e non divisivo è, a nostro avviso, l'unico accettabile.
Concludo confermando, sia il pieno e leale sostegno di Alleanza Riformista e mio personale alla Giunta e al Presidente Spacca, sia la volontà di sviluppare il nostro ruolo attraverso quella autonomia responsabile che è insita nel nostro DNA.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaspina.

Maura MALASPINA. Signor Presidente, colleghi Consiglieri, porgo a nome dell'UdC un cordiale saluto a tutti i presenti e ai cittadini marchigiani.
Esprimo soddisfazione per il risultato elettorale dell'UdC e della maggioranza e per come è stato gestito in questi primi passaggi istituzionali.
Auguro a tutti i protagonisti di tale successo una proficua collaborazione con i dirigenti e gli impiegati dipendenti di questa Regione, soprattutto con gli enti locali e con i corpi sociali intermedi delle Marche, i quali vivono e lavorano per il progresso di questa comunità regionale.
Auguro anche alla minoranza – non voglio definirla opposizione – una proficua collaborazione nell'interesse superiore dei marchigiani, assicurando fin da ora attenzione ed interesse su ogni proposta o iniziativa politica ed amministrativa positiva.
Con la nomina della Giunta abbiamo vissuto il giorno della festa, e in tal senso esprimiamo agli Assessori i migliori auguri di buon lavoro, ma oggi è anche l'occasione per ricordare a noi stessi gli impegni elettorali e per onorare il contratto sociale stipulato con gli elettori.
Consentitemi di soffermarmi su due riflessioni, una politica ed una programmatica.
II dato politico che intendo sottolineare è l'affermazione del "modello Marche". Le Marche non sono solo un modello sociale ed economico di riferimento per altre regioni italiane, ma adesso lo sono anche come riferimento politico.
La nuova coalizione democratica, composta da centro sinistra riformista e UdC, come è scritto nel nostro programma, è un punto di riferimento per il futuro politico anche del nostro Paese.
L'accordo tra UdC e il Presidente Spacca è stato definito alla fine di gennaio e in soli due mesi è stato percepito dai marchigiani come una valida e vincente proposta.
Se noi dell'UdC avessimo avuto qualche mese in più per spiegarlo ai nostri elettori, il risultato sarebbe stato ben superiore a quello ottenuto. Probabilmente avremmo avuto anche un minore assenteismo nelle urne.
Dovremmo tutti fare uno sforzo, come ha ricordato il Presidente Spacca nelle sue dichiarazioni programmatiche, per recuperare la fiducia di quel 35% che ha disertato le urne. E' un problema di tutti!
Il Presidente Spacca, con i suoi 25.000 voti personali, ha avuto un'affermazione politica di grande significato dal punto di vista del gradimento popolare che registra I'ottima intuizione che abbiamo avuto nell'interpretare il favore politico dei marchigiani.
Il Presidente Spacca nel 2010 ha mantenuto il 14% di distacco dal suo sfidante principale come nel 2005. Il 60% degli elettori ha respinto la proposta politica della destra marchigiana, rispetto al 57% del 2005 quando essa era alleata dell'UdC.
Mentre in tutta Italia le forze che si riconoscono con Berlusconi avanzano, nelle Marche regrediscono.
Non è una polemica bensì un dato di fatto che a posteriori legittima e giustifica la scelta giusta dell'UDC. Alla vigilia delle elezioni alcuni avversari vaticinavano, come disastrosa sul piano elettorale l'alleanza con la sinistra riformista, in quanto sarebbe stata giudicata un'alleanza innaturale.
Così non è stato. Gli elettori hanno capito. Il "laboratorio politico" marchigiano ha funzionato.
L'incontro tra forze politiche moderate e riformiste, quale espressione di un blocco sociale che si ricompone sui valori etici della storia cristiana di questa regione e sui valori economici e sociali del ceto medio, è la sfida che una classe dirigente regionale manda a Roma.
Noi delle Marche questa sfida l'abbiamo già vinta, ora sta a noi renderla credibile e consolidarla.
Consentitemi di fare anche una riflessione di ordine programmatico.
L'accordo politico tra UdC e il centro sinistra riformista non si è fondato su un organigramma, sui posti di potere, ma su un progetto di sviluppo per le Marche. Non rispondiamo quindi agli insulti di chi di poltrone se ne intende più di tutti noi qui presenti!
Siamo convinti che da questa crisi si debba uscire dalla parte del più debole, riaffermando il primato della politica e delle regole sulla forza delle lobby.
La prima priorità del nostro programma è stata il lavoro. Le parole chiave di questo impegno sono: merito e formazione, nuova imprenditorialità, terzo settore, reddito sociale a sostegno delle nuove povertà, sicurezza sul lavoro.
Questa priorità c'era pure nella precedente coalizione, ma non si coniugava con la seconda priorità: sviluppo, imprese e nuova imprenditorialità.
L'ingresso dell'UdC nella nuova coalizione serve a rafforzare questa seconda gamba, quella cioè della ripresa economica, liberando così risorse umane e finanziarie private per spostarle dalla speculazione finanziaria ai settori produttivi.
Per uscire bene e prima degli altri dalla crisi bisogna riprendere la “via adriatica" allo sviluppo.
II nostro impegno per la progressiva abolizione della residua quota addizionale regionale sull'IRAP, dopo l'attuale riduzione del 47%, è la sfida che facciamo al governo Berlusconi, lui ne promette l'abolizione da dieci anni senza però farla, noi invece la aboliremo in questi cinque anni avendo cominciato a farla.
Non basta solo crescere, è importante come crescere.
Il nostro sviluppo sostenibile si fonda sull'economia grigia, ossia quella dei saperi, e su quella verde (green economy) capace di creare occupazione di qualità, lo ha ricordato bene il Presidente Spacca nella precedente seduta.
L'autosufficienza energetica regionale, da ottenere attraverso il federalismo energetico delle cinque province, è un obiettivo che ha come mezzo la produzione di energia rinnovabile.
Abbiamo voluto qualificare nel programma la "qualità della vita" come la "promozione del senso di integrità del creato" tanto cara a Benedetto XVI. La difesa del creato è la difesa dell'ambiente e della natura, quindi dell'uomo e della vita, dall'origine al suo naturale compimento. Questa visione dell'uomo e della società è parte qualificante del programma di questa coalizione.
Ci ha fatto piacere che lo stesso Presidente lo abbia ripetuto e sottolineato, interpretando così non solo il nostro pensiero ma anche quello della stragrande maggioranza dei marchigiani.
L'assessorato alla famiglia è un riferimento simbolico di questo impegno, sappiamo infatti che la centralità della famiglia si declina nelle politiche sociali, nell'ordinata vita delle città, nella sicurezza personale e sociale, in una sanità che tutela la salute, in una scuola che forma la personalità del cittadino del domani, nella libertà di scelta educativa che spetta ai genitori.
Sostegno al merito, tutela dei giovani e protagonismo degli anziani, rappresentano la triangolazione di valori civili fondamentali della nostra comunità.
Questa sarà una legislatura costituente, perché dovremmo attuare il federalismo fiscale. La nostra concezione del federalismo fiscale si fonda sull'autonomia tributaria e sulla responsabilità della spesa pubblica. Non ha nulla a che vedere con il "dualismo rancoroso" di un'Italia del Nord rispetto all'altra Italia, cercando rivincite nella logica dell'egoismo sociale e territoriale.
Europeismo ed economia sociale di mercato, sussidiarietà e responsabilità, autogoverno degli enti locali e delle comunità locali, attraverso soggetti collettivi privati, a partire dal volontariato, sono il nostro modello di coesione sociale.
Questa è la storia comune di questa coalizione, la quale attraverso i propri padri costituenti ha scritto la nostra Carta costituzionale, che è il nostro orizzonte civile e politico e rappresenta la nostra religiosità laica. È la misura con cui si difenderà nei suoi valori, che noi dell'UdC stabiliremo il livello di coesione per le nostre alleanze politiche.
Noi nelle Marche vogliamo essere un esempio per l'Italia. Grazie signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Colleghi, preferisco intervenire da questo banco, quindi per rispettarne il ruolo istituzionale non da quello della Presidenza.
Inizio riferendomi alla partecipazione all'evento elettorale che sicuramente, come hanno ricordato i colleghi che mi hanno preceduto, non è stato edificante, e su questo qualche domanda bisognerà pur porsela. Ossia, il fatto che il Presidente della Giunta regionale possa contare sul 31% dei consensi dell'elettorato attivo deve far riflettere il mondo della politica su come tentare un approccio differente e più consistente alle vicende delle istituzioni democratiche.
Ritengo, collega Eusebi, che nella città di Ancona, in questa regione ci sia stata un'interpretazione della politica abbastanza singolare, infatti una politica spregiudicata – consentitemi questo termine –, che ha caratterizzato parte del centro-sinistra, è diventata ormai una vicenda quasi normale, tanto il tasso di assuefazione nella gente è arrivato ad alti livelli.
Non me ne voglia l'Assessore Moroder Guarna, come l'ha definita il collega Bucciarelli, ma sicuramente lei in questo momento nell'Esecutivo regionale è espressione di un'anomalia, non ha infatti una legittimazione popolare e non ha neppure un'esperienza politica e amministrativa significativa: un anno fa entrò in Consiglio comunale di Ancona, poi, guardando, ma le consiglio di cancellarlo, il suo curriculum pubblicato su internet, vedo che è presidente dell'Accademia della crescia, che come elemento qualificativo del suo impegno pubblico non mi sembra sia il massimo delle posizioni. Evidentemente – vedo che scuote la testa – anche su questo abbiamo posizioni diverse.
Ritengo che le regole democratiche, anche quelle non scritte, debbano essere rispettate, e se critichiamo il livello superiore - una critica spesso elevata e fatta in modo piuttosto abbastanza vibrante -, iniziamo innanzitutto noi stessi a rispettarle. Non è possibile criticare il governo Berlusconi in continuazione se poi nella nostra competenza su base locale diamo atto a comportamenti disinvolti che ormai sono all'ordine del giorno.
Non mi dilungherò molto su quanto detto dal collega Bucciarelli rispetto alla gestione preelettorale dell'attuale maggioranza perché in quello c'è tutto. Io ho ancora davanti agli occhi i manifesti con scritto “uniti”, con undici simboli di partito. Ricordo ancora la firma del programma del 19 dicembre, poi il cambio, quando i sondaggi indicavano chiaramente che se l'UdC non si fosse spostata, quindi dall'area dei moderati non si fosse staccato un pezzo, probabilmente la competizione elettorale sarebbe stata diversa.
Sull'UdC non voglio entrare nel merito, mi affido semplicemente a poche parole, ossia, la ritengo una scelta innaturale che contraddice una storia chiara, una storia che dal 1995 in poi vide fare una scelta di campo che nella comune appartenenza al Partito Popolare Europeo vede il suo punto di arrivo ovvero il suo punto di partenza. Ed è corretto ricordare che l'UdC ha perso il 30% dei voti – lo ricordo al collega Capogruppo di questo partito –; quando è con noi vince, convince, guadagna voti, quando va da sola sopravvive, quando si sposta a sinistra perde voti. La matematica evidentemente sta diventando un’opinione anche nelle Marche.
Fatta questa precisazione di carattere generale e politico, vado ad alcuni comportamenti. Certamente si sa che è un fatto fisiologico e naturale che quando avvengono le elezioni c'è chi è soddisfatto e chi invece non lo è dei posti di responsabilità che ha avuto o che avrebbe voluto avere, ecc., ma qui c'è anche una strada chiara: chi esce dal PD e aderisce all'Italia dei Valori va a fare l'Assessore!
Questo avviene ad Ancona ma anche a San Benedetto, infatti anche l'Assessore Donati non è immune da questo tipo di comportamento, anzi, devo dire che se qualcuno di voi vuole in futuro aspirare ad un ruolo di governo, siccome so che ci sono legittime aspirazioni, anche confortate da consenso popolare, quella è una strada che è stata indicata con grande chiarezza, è una strada che in questo momento storico funziona. Ma su questo chiudo.
Vado ora alle cose più nobili della vita politica della nostra Regione.
Ho ascoltato con grande attenzione l'intervento del riconfermato Presidente Gian Mario Spacca, a cui va comunque sportivamente l'augurio di buon lavoro nell'interesse comune.
E' un discorso onestamente che è tutto ed il contrario di tutto. Da uomo politico navigato, quale esso è, scivola sulle questioni con grande abilità ma non affronta nel concreto le questioni nodali.
Oggi ad esempio non ho sentito parlare mai di sanità, quando circa il 70% del nostro bilancio è destinato, appunto, alla sanità. Non si è parlato neppure di una revisione necessaria della legge 13, un impianto che ha portato a dei risultati molto più estetici che di sostanza, e nel corso di questa legislatura lo vedremo. Le mie parole non vogliono essere assolutamente profetiche, però sono comunque risultati che possono e devono essere migliorati con una riorganizzazione sanitaria. Non è possibile che nel 2003 la legge 13 diceva: “facciamo una sola Asl regionale per migliorare le economie di scala”, poi invece abbiamo le tredici Asl che diventano tredici Zone, a cui abbiamo aggiunto due Aziende ospedaliere, e rumors di corridoio mi dicono che è pronta addirittura la terza Azienda ospedaliera. Ci sono poi le cinque aree vaste istituzionalizzate poco prima della fine della campagna elettorale, c'è inoltre l'agenzia sanitaria regionale che mi auguro voglia essere definitivamente chiusa.
Quindi al confronto in quest'Aula Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo ha scherzato! Come ho già detto: cambiare tutto per non cambiare nulla!
Nello stato della sanità i conti sicuramente hanno beneficiato di vendite di patrimonio immesse furbescamente nella spesa corrente, è storia inequivocabile di questa Regione, ma le cui dinamiche gestionali non sono assolutamente cambiate. Dinamiche che invece devono essere in radice modificate per offrire al cittadino un servizio migliore. Lo sapete ma fate finta che tutto questo non esista.
Non mi voglio dilungare sulle infrastrutture, ovvero sulla necessità della Quadrilatero, della Fano-Grosseto, del collegamento porto-grande viabilità di Ancona; qui, badate bene, colleghi Consiglieri, non si tratta solo del porto di Ancona bensì del porto del centro Italia utile al sistema intermodale nazionale.
Per cui se ragioniamo da legislatori regionali usciamo da quelle lotte interprovinciali e intervallive, adottiamo un atteggiamento di visione più ampio. Invece ho letto, come lo so, di posizioni un po' campanilistiche che non dovrebbero più albergare in un'Assemblea legislativa che punta a trasformare e ad ancorare alla ripresa la nostra regione.
Poi ci sono i problemi del lavoro, i problemi della conversione dei distretti, di quel modello marchigiano che per tanti anni in troppi si sono incaricati di lodare, senza però intravedere nel tramonto di quel modello sopraffatto e superato da altri scenari internazionali, la necessità di rivederlo per tempo. E oggi ne paghiamo le conseguenze, come ha detto prima bene il collega Marinelli.
Si è preso inoltre un impegno preciso, questa Regione dovrà cancellare l'IRAP nel corso di questa legislatura. E’ un impegno concreto che mi fa piacere ascoltare, Presidente, e che mi sento di sottoscrivere, e con me penso tutto il Gruppo, Francesco Massi, Erminio Marinelli e tutti i colleghi del centro-destra. E’ una richiesta che portiamo avanti da anni, abbiamo criticato fortemente quel provvedimento furbesco sull'IRAP per chi assumeva nel 2010 e che avete approvato nella finanziaria nella scorsa legislatura, e che chiaramente era una pura ed esclusiva propaganda. Voglio essere smentito su questo punto, quindi la prego Presidente di portare in Aula alla fine di quest'anno i dati rispetto a quei 10 milioni di euro.
L'internazionalizzazione, altro capitolo importantissimo, non deve essere scambiata, come è stato fatto fino adesso, con la delocalizzazione, è la conquista di nuovi mercati commerciali e non lo spostamento di produzioni che arricchiscono solo qualche azionista e che in realtà impoveriscono la nostra regione, il nostro tessuto sociale, ecc..
Sollecito anche cose pratiche. I Comuni sono in emergenza, la legge sull'urbanistica va fatta, vanno sanate alcune questioni che nella scorsa legislatura non sono state minimamente affrontate.
Ritengo che dobbiamo mettere mano anche ad una diversa modulazione del servizio di assistenza agli anziani – la nostra regione fortunatamente ha una previsione di vita sempre più lunga -, va posta in essere magari con dinamiche e meccanismi più aperti. Sappiamo perfettamente – non svelo un segreto – che un grande gruppo, che fa capo all'imprenditore De Benedetti, già della Repubblica, dell'Espresso, e così via, è un po' il monopolista del servizio agli anziani in questa regione. Una questione sempre sottaciuta e mai portata all'evidenza del fatti.
Ho letto degli Stati Generali del centro Italia, quasi come contrapposizione alla Lega Nord e alla questione meridionale. È una cosa su cui si può ragionare, ma occorre farlo concretamente, che non sia cioè il modo – Presidente, faccio politica da un po' di anni e quindi cerco di guardare un po' dietro le parole – per trovare ad esempio una collocazione futura in campo europeo, visto che il collegio elettorale europeo è quello del centro Italia, ma che sia realmente un luogo per dibattere problemi comuni che caratterizzano il centro Italia.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Romagnoli.

Franca ROMAGNOLI. Presidente, anch’io mi sposto dalla postazione dei banchi dell'Ufficio di Presidenza per un rispetto sostanziale. Peraltro, visto che è la prima volta che prendo la parola dopo la nomina, approfitto di dire che spero davvero che questo Ufficio di Presidenza, di cui mi onoro di far parte, svolga un ruolo istituzionale di promozione di certi diritti e di sostegno ad associazioni meritorie. Esserci non è un privilegio soltanto personale, spero infatti sia davvero il luogo d'impulso e della difesa delle prerogative, nel senso più ampio e rappresentativo della parola, di questa Assemblea legislativa e dei Consiglieri.
Cercherò ora di sintetizzare l'intervento del Presidente Spacca della scorsa seduta, che è criticabile e censurabile in più punti mentre è interessante in altri.
Sicuramente non condividiamo la sua lettura ottimistica della situazione marchigiana, una lettura di un'amministrazione regionale uscente che si sarebbe posta in sintonia con quello che è il DNA più laborioso e più intraprendente di questa regione e che quindi è riuscita a raccogliere il meglio di questa marchigianità. Noi invece riteniamo che la risposta alla crisi di questa regione sia stata deludente e sotto molti aspetti peggiore di quella di altre regioni.
Riteniamo ci sia stato un modo lento e immobile di agire, peraltro testimoniato dalla stessa scelta di Spacca di volersi disfare di quelli che ha ritenuto siano stati, Consigliere Bucciarelli, i suoi pesi, ammettendo appunto una inerzia, una mancanza di sintonia nel segnare il passo con quella che è stata invece la forza e la voglia di ripresa delle Marche. E’ una ammissione venuta dallo stesso cambio di coalizione e dallo stesso scaricamento della sinistra in favore dell'UdC.
Un'analisi che cozza anche con quanto dicono i territori. Se leggiamo i giornali la Camera di Commercio di Fermo la scorsa settimana ha lanciato un grido d’allarme: solo nel 2009 trecento imprese del fermano hanno chiuso.
Vado al laboratorio politico di cui si è parlato questa mattina. Lo farò brevissimamente perché voglio raccogliere più che altro gli spunti sui quali, credo “inaspettatamente”, più avanti provocatoriamente cercherò di dimostrare anziché tornare sull'analisi del passato.
Credo che dalla lettura degli eventi e delle dichiarazioni di Casini di questi giorni, nonché delle aperture, questa voglia di governo tecnico, che è tutt'altro che una dichiarazione in favore di un governo politico verso il PD, più che un laboratorio non vorrei si trattasse di un panda che resterà nei prossimi anni con gli sviluppi che, a mio avviso, si prospettano anche in tema di alleanze e coalizione, isolato nello scenario nazionale, quello scenario nazionale di cui invece si voleva, Consigliere Bucciarelli, essere promotori, precursori, antesignani.
Insomma, credo stiate già indietro, state già perdendo il passo di quello che pensavate fosse l'apripista. Peraltro siamo l’unica Regione che ritengo sia insufficiente a determinare il cambio di passo di ciò che è su tutt'altra evoluzione.
Condivido, dico purtroppo, buona parte dei contenuti dell’intervento del Consigliere Bucciarelli, la sua critica è stata aspra, peraltro anche prima ci capitava di concordare su determinate tematiche. Prendo solo una frase che forse può sembrare la più gossippara del suo intervento, dove tra l’altro dice che il PD ha perso, il centro-destra ha vinto, contrariamente a quanto sostiene erroneamente l'UdC. La frase gossippara, già oggetto di altri interventi, riguarda purtroppo l'Assessore alle pari opportunità. Se è vero che il cognome della Moroder non sia il suo bensì quello del marito, spero sia una svista e che debba essere solo rettificato il cartellino. Ma intanto personalmente come donna mi sento poco rappresentata per questo approccio alle pari opportunità di un Assessore donna che non antepone il proprio cognome a quello del marito o addirittura non esclude quest’ultimo. Siamo in grado di andare avanti da sole!
Le pari opportunità di questa Regione mi hanno sempre lasciata perplessa, ma questa volta saremo con i fanali e con gli occhi aperti ancora di più.
Dicevo all’inizio che ci sono spunti nella relazione di Spacca interessanti e che quindi posso cogliere, li considero – faccio qui una sorta di auspicio – buoni e di inversione forte di tendenza. Oggi è da un punto di vista esclusivamente enunciativo ma che spero domani si traducano in fatti e in posizioni sostanziali. Certo, sono anche titubante per la loro realizzazione, perché queste affermazioni promanano dallo stesso Presidente che da quindici anni, anche se prima era vicepresidente di D'Ambrosio, si trova al Governo regionale. Quindi dubito che avrà questo colpo di reni per attuare queste tre-quattro cose, che dirò, che però nella sua relazione io individuo significative e in controtendenza anche rispetto alla poca chiarezza del passato.
Dico anche che se l'aspettativa di realizzazione di tutto questo è affidata all'UdC, bèh insomma, voi dell’UdC avete un gran ruolo ed una grande responsabilità, perché se prima certe cose non erano state chiarite, come ad esempio il concetto di famiglia o un certo bisogno di trasparenza (tutte cose che poi cercherò di riprendere), dubito che oggi con una UdC indebolita e dimezzata ciò possa essere possibile.
(…) Un attimo, Presidente, i quattro-cinque spunti voglio velocemente scorrerli, tutti hanno parlato ed anche ad libitum, non vorrei che il tempo venisse evocato solo per me o per il Vicepresidente Bugaro! Quindi sarò brevissima ma voglio terminare il mio discorso.
Si è parlato di integrità del creato, si è fatto addirittura riferimento alla vita, e ci va benissimo, presumo che questo concetto francescano indichi la vita a tutto tondo. Quindi mi aspetto, Presidente, su tutte queste affermazioni una declinazione ferrea. E la declinazione deve avvenire in tutte le proposte e le scelte normative che vi si proporranno.
Però se questo è io finora non ho visto ad esempio tanta determinazione nella sperimentazione della RU486. Le Marche sono state una delle prime regioni che l’hanno sperimentata, ma non si sono viste ancora delle risposte, e non l’hanno viste neppure i colleghi della Lega che dicevano cosa faremo ecc. ecc.. Secondo me questo tema difende la vita più della biodiversità; magari nel discorso del Presidente Spacca la vita è inserita più sull'ambiente, sulla new economy o su green economy, ma prendiamo comunque per buono il riferimento al rispetto.
La Regione può fare tanto su come applicherà i protocolli, su come deciderà l'ospedalizzazione, su come eviterà quello che su questa pillola potrebbe verificarsi, ad esempio il mercato nero. Insomma sono state poste tutta una serie di domande, oggetto anche di nostre mozioni, a cui però, ripeto, non si sono viste le risposte.
Vado ora brevemente alla sanità e ad altre questioni altrettanto importanti affrontate dal Presidente.
Il Presidente ha parlato di inversione sulle nomine, ha detto che su questo non ci sarà più la politica, quindi mi aspetto la revisione delle leggi regionali sulle nomine. Noi in passato ci provammo, ma passò una minima parte di quanto voleva Castelli, di quanto voleva il centro-destra, sottraendo del tutto all'arbitrio e alla discrezionalità della politica le nomine dei primari. Non ci riuscimmo, ottenemmo solo l'obbligo di graduatoria.
Cominciamo, dunque, a rimuovere queste leggi che danno arbitrio nella nomina dei primari, occorrono leggi che nelle commissioni impediscano la presenza di politici e di quei direttori di zona politicizzati E magari mettiamoci anche a rimuovere qualcuno che – parlo di Fermo – è stato già condannato due volte in quanto illegittima quella nomina, lì infatti non riusciamo a fare il concorso da primario perché è ancora in servizio.
Liste di attesa. Spero che anche qui ci sia una inversione di tendenza. Addirittura il Presidente fa un riferimento forte alla rivisitazione dell'intramenia e dell'extramenia, per quello che è di competenza. Su questo vi chiedo attenzione...

PRESIDENTE. Consigliera Romagnoli, si avvii alla conclusione, grazie.

Franca ROMAGNOLI. Nel fermano addirittura, Presidente, sono aperte due inchieste contro primari dove si ipotizzano favori, connivenze – parlo di questioni giudiziarie, ma il sommerso giudiziario potrebbe anche essere interessante – o addirittura conoscenze da parte di chi gestisce il Cup, ci sono atteggiamenti per gonfiare ad hoc determinate liste pubbliche e dirottare non all'extramenia ma a cliniche private.
Quindi mettiamo l'indice su questo, lo chiedo anche all'Italia dei Valori. Ci sono indagini giudiziarie aperte sulla trasparenza dei concorsi, il Procuratore ha detto: “non parliamone sotto le elezioni ma le indagini vanno avanti”. Ecco, su questi ospedali almeno un'ispezione, almeno la non conferma di quei direttori sotto i cui occhi si sono...

PRESIDENTE. Consigliera Romagnoli, è passato tanto tempo dall’inizio del suo intervento, la prego ancora una volta di concludere.

Franca ROMAGNOLI. Riguardo alla famiglia il Presidente ci precisa quale tipo di famiglia intende. Mi va bene, perché di battaglie sugli stendardi della Regione per il gay pride ne facemmo tante, quindi per fortuna ora abbiamo chiarito quale tipo di famiglia si intende. Però, Presidente, famiglia è anche libertà educativa, famiglia è anche quello di quando ci si contraddice parlando della scuola, quando cioè si dice sostegno alla privata e prevalenza della pubblica. La libertà educativa significa garantire alle famiglie – invoco l'Assessore Luchetti che però ora non c'è – formazione e istruzione professionale, una legge che da anni sta ferma e sulla quale con la Presidente Ortenzi occorre rimettere mano, ci vuole una legge che prenda un indirizzo. Peraltro oggi con la Chiesa credo abbiate un miglior rapporto, mentre prima si faceva la sua censura proprio in tema di estremo dirigismo, in tema di estremo statalismo e negazione della libertà educativa delle famiglie.
Infine l'unità nazionale. Le domande, Consigliere Pieroni, non le vorrei rivolgere alla Lega Nord ma semmai al Presidente Spacca per conoscere quali siano le sue intenzioni per celebrare l'unità nazionale – l'Ufficio di Presidenza farà la sua parte – e quali celebrazioni metterà in campo per il 150°. E non mi piace, mi scusi Presidente, il suo riferimento solo all'Italia di mezzo. Non voglio fare riferimenti alla terra di mezzo tolkieniana, però non vorrei…

PRESIDENTE. Consigliera, per cortesia, concluda!

Franca ROMAGNOLI. C’è un articolo proprio di ieri di Ilvo Diamanti in cui si dice...(…) Sì, Presidente, però magari poi mi risponde su cosa ha in mente di fare per questa unità nazionale…

PRESIDENTE. Consigliera Romagnoli, la prego, ha superato abbondantemente il tempo!

Franca ROMAGNOLI. Perché consacrare tra nord e sud anche il centro credo che sia il peggior servigio che si possa fare all'unità nazionale!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Ovviamente esprimo soddisfazione in quanto anche il mio partito porta in quest'Aula un patrimonio più consistente di Consiglieri eletti, passiamo da quattordici a quindici. Ma quello che mi interessa non è tanto questo quanto il sottolineare il risultato complessivo di questa coalizione che vince con un dato straripante, il 13% è un record nazionale.
Siccome il consenso è un fatto di democrazia e un fatto di numeri significa che i marchigiani hanno apprezzato questa novità sullo scenario regionale, non c'è altra lettura.
E' evidente che il dato non è riferito solo a questo, è riferito anche a ciò che la Regione ha saputo fare. La formula del buon governo, certo, la possiamo usare, ma la Regione ha dimostrato soprattutto vicinanza e concretezza ai marchigiani e alle loro famiglie.
E' chiaro che il buon governo ha a che fare molto con l'esperienza precedente, c'era un'altra maggioranza che ha lavorato bene, ma la politica qualche volta ha bisogno di essere aggiornata, di essere messa in relazione alle dinamiche nuove del Paese, la politica deve saper guardare alle prospettive.
Quindi è evidente che negare questo dato mi sembra un esercizio inutile, lo scarto è tanto.
Il terzo dato su cui gli elettori marchigiani secondo me hanno dato un giudizio – lo dico a tutta l’Assemblea legislativa, maggioranza e opposizione – è che nel panorama nazionale le Marche hanno dimostrato trasparenza e moralità molto più marcata di altrove. E questo vale per l'intera Assemblea legislativa, non c'è differenza tra opposizione e maggioranza, è un dato che segnaliamo perché è così.
Questo è il risultato di un passaggio elettorale, è il risultato di una vittoria. Il Presidente Spacca ha messo in campo una Giunta autorevole. Poi è evidente che ognuno di noi misura la propria autorevolezza sul campo, vale per me, vale per i singoli Assessori, vale per i Consiglieri dell'opposizione, vale per tutti. Vedremo, aspettiamo, diamo tempo di far esprimere ad ognuno di noi le proprie prerogative e le proprie capacità.
Ho ascoltato interventi molto interessanti, qualcuno con qualche speculazione forse in partenza fuori luogo, però devo dire che anche dagli interventi dei Consiglieri dell'opposizione ho colto indicazioni su cosa serve per le Marche, e questa è una cosa importante e positiva.
Sentire richiamare da alcuni Consiglieri la necessità di intervenire presto sull'urbanistica è giusto, sentire che serve andare presto con una legge di riforma sulla polizia locale come deterrenza è giusto, dobbiamo accelerare.
Dunque è un fatto importante che vengano indicate proposte di legge necessarie per le Marche.
Chiedo però al Presidente Spacca – ma lo ha sottolineato anche nella sua relazione – continuità su un punto, ovvero la continuità di garantire anche nel prossimo bilancio risorse per il lavoro. Perché gran parte del consenso che abbiamo ricevuto deriva proprio dal fatto che siamo stati in grado di garantire alle famiglie marchigiane nel momento di crisi acuta quanto meno un segno.
Questa Regione ha saputo meglio di altre sostituirsi al Governo nazionale – qualcuno qui ha detto cose che non condivido -, lo ha fatto con risorse proprie insieme alle Province, ai Comuni, alle Camere di commercio, agli Enti locali. Non è tanto, ma sono stati comunque milioni che hanno dato una boccata di ossigeno alle famiglie e alle imprese.
Allora auspico che il prossimo bilancio abbia questa taglio, sono certo che sarà così, in parte infatti ne abbiamo discusso anche in precedenza, quindi ritengo si possa andare in quella direzione.
Quindi il tema del lavoro e dell'impresa, come pure le questioni ultime che riguardano il tema della defiscalizzazione. Noi abbiamo dato segnali molto precisi su questo, ma aspettiamo segnali un po' più alti rispetto alle vicende dell'IRAP o di altre tasse. Le Marche hanno dato un segnale, magari insufficiente, ma comunque concreto e che è andato nella direzione giusta.
Altre indicazioni riguardano il tema della sanità. Colleghi Consiglieri, se la nostra Regione – al di là del fatto che la sanità va migliorata, corretta, auspico una riforma ancora più consistente su alcuni temi, li riprenderemo in Assemblea legislativa, li discuterà la maggioranza, li proporrà la Giunta – è riuscita a liberare risorse per la crisi in atto lo ha potuto fare perché dal 2006 ha risanato 140 milioni di euro di disavanzo e oggi va in pareggio. E se una Regione ha i conti sanitari in pareggio – mi permetta, Consigliere Marinelli, di non essere molto preciso, vado sulle grandi linee – vuol dire che è anche in grado di liberare risorse in un tema acuto come la crisi economica, come peraltro abbiamo potuto fare.
Sono queste le grandi questioni che i nostri elettori hanno colto.
Io inoltre della Regione Marche ho anche apprezzato la capacità di essere ruolo cardine in un momento particolare rispetto al rapporto con gli enti locali e con il Governo nazionale, come pure sui temi europei e al rapporto con il sistema del credito. Su questo punto potremmo aprire anche una parentesi molto ampia, abbiamo infatti cercato di andare a sostenere meglio il sistema di imprese ma non ci siamo riusciti, c'è un vulnus da correggere.
Sono queste le grandi questioni sulle quali abbiamo raccolto consensi e che hanno portato le Marche ad avere ancora un governo di centro-sinistra, certo, diverso dal passato ma ugualmente, secondo me, di grande affidabilità rispetto ai temi della regione.
C'è un'altra questione di cui ho sentito parlare qui, il rapporto Assemblea legislativa-Giunta, le prerogative dei Consiglieri, la possibilità di discutere proposte di legge in quest'Aula, tutte cose non nuove per me che sono qui da diverso tempo.
Nella precedente legislatura abbiamo dimostrato che questo conflitto tra Giunta e Assemblea legislativa in realtà non c'è stato più di tanto. Si è riusciti nelle Commissioni, lungo la filiera di costruzione delle proposte di legge, a dare un contributo essenziale.
Richiamo per esempio il Piano casa, ricordato anche dal Consigliere Zinni. Questo Piano l'abbiamo corretto, migliorato, a livello nazionale venne addirittura considerato un piano extra large proprio per un'azione fatta in Assemblea legislativa con il contributo dell'opposizione.
Insomma, questo miglioramento delle proposte di legge che venivano dalla Giunta le Commissioni l'hanno fatto, arrivando qualche volta a risolvere le questioni anche in Aula.
Ritengo che tutto sommato la mia esperienza in questa Assemblea legislativa sia stata molto positiva nei cinque anni passati - auspico che sia così anche in futuro -, i dibattiti sono sempre avvenuti con un tenore di civiltà adeguato, qualche volta ovviamente si sono superate le righe, ma complessivamente c'è stato questo taglio.
Quindi auspicio che la legislatura che si apre garantirà ai marchigiani, come in passato, non solo il buon governo ma una vicinanza e un'efficacia delle misure per garantire sempre di più il miglioramento delle condizioni di questa regione.
La Giunta è al lavoro, anche le Commissioni da ieri lo sono. L'auspicio è che ci siano le condizioni, come molti Consiglieri già hanno auspicato, per dare sempre di più un elemento di crescita per la nostra regione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Signor Presidente, componenti dell'Ufficio di Presidenza, Assessori e Consiglieri regionali, porgo a tutti il mio saluto augurando un proficuo lavoro all'Assemblea legislativa delle Marche per questa IX legislatura.
Per la prima volta in assoluto in questa Assemblea legislativa regionale i marchigiani hanno scelto di far sedere due esponenti della Lega Nord. I marchigiani hanno fatto diventare la Lega Nord il quarto partito nella regione, superando partiti storici, attribuendole con 46 mila voti circa il 6,3% dei voti.
A questi elettori va tutta la nostra gratitudine e ci impegneremo a fondo per non deluderli.
Il Gruppo assembleare regionale della Lega Nord vuole lavorare con e per i marchigiani, portando avanti gli impegni annunciati nel corso della campagna elettorale al fine di garantire ai cittadini italiani almeno gli stessi diritti degli stranieri, in merito al diritto al lavoro, ai servizi sociali e assistenziali, al welfare, alle case popolari.
Chi ha votato Lega Nord ha scelto la difesa dei valori, della tradizione, dell'identità locale, contro le minacce di spersonalizzazione e di conformismo culturale portate dall'incalzare di uno scenario sociale ormai senza regole.
La Lega Nord è per la convivenza pacifica e democratica tra diverse le etnie, ma nel rispetto dei diritti degli italiani.
Il nostro ruolo sarà quello di un'opposizione vigile ed attenta e, laddove necessario, anche energica e combattiva.
Osserveremo, criticheremo, controlleremo, opereremo con grande trasparenza.
Gli impegni che vogliamo portare avanti sono molteplici.
Iniziamo ad esempio dal lavoro e dall'impresa. Abbiamo apprezzato nel programma di governo la volontà di partire da questo aspetto, che in questo momento è il problema dei problemi.
Per la tutela del lavoro è risaputo, infatti, che 3/4 dei lavoratori dipendenti sono sprovvisti di ammortizzatori sociali – c'è sì la cassa integrazione in deroga ma la regola è questa –. Perché? Perché lavorano in aziende con meno di quindici dipendenti, e le Marche sono una regione di artigianato, di piccolissime, piccole e medie imprese.
È necessario quindi che la Regione sappia andare oltre le tradizionali forme, pur importanti, di politiche per la formazione, rafforzando ulteriormente la tutela di chi non può avere a disposizione questo ventaglio di tutele sindacali.
Noi siamo per battaglie concrete. Lotteremo per tutelare l'identità del popolo italiano e il suo diritto a non farsi scavalcare dagli stranieri sul diritti fondamentali, a cominciare proprio dal diritto al lavoro.
Per questo combatteremo anche nelle Marche per chiedere la precedenza dei marchigiani nei posti di lavoro, la precedenza dei marchigiani nell'assegnazione delle case popolari, la precedenza dei marchigiani nei posti per i figli nelle scuole e negli asili nido – dove spesso non c'è posto per i figli di italiani –, inoltre, la possibilità per gli italiani, e in particolare per i nostri anziani, di usufruire di servizi assistenziali e sanitari gratuiti, rapidi ed efficaci.
Sempre più spesso gli italiani sono gli ultimi a beneficiare di ciò che hanno costruito col loro sudore, i primi sono sempre gli altri. Ad esempio, nel settore lavoro perché la Regione Marche non pensa a qualche forma di incentivazione, di sgravio o di aiuto alle imprese che assumono italiani anziché stranieri?
Oggi nelle Marche il diritto al lavoro degli italiani viene violato sistematicamente tutti giorni, anche in questo momento, anche in questi anni, da imprenditori cinesi, ad esempio, che assumo soltanto loro connazionali, vedi ormai la prassi ampiamente applicata negli empori commerciali di Civitanova e di Porto Sant'Elpidio.
Come mai la sinistra non interviene per tutelare i disoccupati italiani discriminati? Dov'è il sindacato rosso? Ci sono ormai anche multinazionali cinesi che nelle Marche acquistano il fior fiore di aziende marchigiane, alcune anche molte vicine ad importanti amministratori di questa Giunta. E se fra poco queste multinazionali cinesi si comportassero allo stesso modo, discriminando i lavoratori italiani – in questo caso fabrianesi – a vantaggio degli stranieri?
Chiediamo dunque che la Regione Marche faccia finalmente qualcosa per difendere il diritto al lavoro dei marchigiani.
Con riferimento al mondo delle imprese abbiamo letto nel programma di governo la volontà, cito: “di un contrasto deciso delle operazioni di delocalizzazione attuando e potenziando le normative regionali". Siamo contenti, bravi! Potevate aspettare ancora un po'! Chiudete la gabbia quando ormai i buoi sono scappati, complimenti!
La verità è che ormai dobbiamo purtroppo prendere atto della fine del modello di sviluppo socio-economico marchigiano basato sull'industria manifatturiera. Altro che modello Marche, come ho sentito, il modello Marche sta morendo, è finito!
E di conseguenza anche sul piano dei lavoratori sta finendo, o forse è già finita, la famosa era dei metal-mezzadri.
Come vede la Lega Nord la Regione Marche e quale tipo di approccio avrà?
Il nostro motto sarà: “Le Marche ai marchigiani!”. Ci batteremo contro il centralismo amministrativo regionale e Anconacentrico, ci batteremo contro Ancona ladrona, Ancona infatti assorbe troppo alle realtà periferiche.
Io ad esempio sono stato eletto nella circoscrizione della provincia di Macerata, e nel maceratese siamo stufi di dare molto ad Ancona e di ricevere in cambio molto poco.
Presidente Spacca, nel suo programma di governo lei ha citato il Progetto Centro-Italia, che ha inserito peraltro come priorità strategica per far sì che le Regioni dell'Italia centrale abbiano sempre più voce in un'area, lei scrive “sempre più' stretta tra le rivendicazioni egoistiche e spesso rancorose del Nord e del Sud". Aggiunge, in altro punto del programma "progettualità strategica unitaria tra le Regioni del centro Italia, per un modello terzo basato su coesione, qualità sociale, sviluppo e responsabilità, alternativo al dualismo rancoroso oggi prevalente nel Paese, che ha natura rivendicativa e che mina l'unità del Paese”.
Presidente Spacca, non se la prenda, glielo dico come avversario politico ma con simpatia, a noi ciò che ha scritto ci fa proprio ridere. Noi il progetto delle macroregioni lo avevamo già lanciato negli anni novanta con il prof. Gianfranco Miglio, ideologo della Lega; ma voi della sinistra arrivate sempre tardi, siete in ritardo sul mondo, arrivate sempre venti anni dopo, non ci possiamo certo aspettare che potete arrivare prima!
Dopo il suo intervento, Presidente Spacca, ci ha pensato il compagno Ucchielli a sbandierare sui giornali questo progetto centro-Italia. In verità questo progetto lanciato soltanto ora ci sembra più che altro un arroccarsi del PD sull'Appennino centrale – fra poco lo chiameremo partito dell'Appennino – ultima zona dove ancora riceve qualche consenso elettorale. D'altra parte proprio un autorevole esponente nazionale del PD ha descritto lo stato comatoso di questo partito definendolo, lui stesso, quindi roba vostra, partito dell'Appennino.
Noi comunque vi osserveremo con interesse in questa sperimentazione, andate pure avanti.
Però con maggiore interesse guardiamo anche a qualcos'altro che sta accadendo, cioè al processo in atto di separazione giuridico-amministrativa della Romagna dall'Emilia – noi siamo abituati a questa Regione Emilia-Romagna ma che invece fin dall’inizio viene vissuta male dai romagnoli –. Processo che è già all'attenzione del Parlamento grazie alla Lega Nord e che giungerà tra pochi anni a compimento, dopo decenni di forzata e innaturale coesistenza in un'unica e disomogenea regione.
All'Emilia finalmente separata dalla Romagna come nuova regione si unirà probabilmente, secondo noi – e lavoreremo per questo – gran parte del pesarese e del fanese, territori certamente più omogenei alla Romagna che non al resto delle Marche per cultura, tradizioni, usi e costumi e contesto socio-economico.
Proprio a partire da questa legislatura la Lega Nord comincerà, da subito, a creare un nuovo progetto alternativo al suo, Presidente, il Progetto Regione Picena, che comprenderà i territori, questi sì omogenei, del maceratese, del fermano, dell'ascolano e, perché no, anche di una parte del teramano - ridete, ridete, che la mamma fa gli gnocchi, ma fra poco mangiamo! -.
Costruiremo la Regione Picena e la faremo camminare con le proprie gambe, in piena autonomia giuridico-amministrativa. Non è fantapolitica, lo faremo fra pochi anni.
Al PD, il partito dell'Appennino, non resterà che portare in dote al progetto centro Italia la valle dell'Esino e la valle del Cesano, visto che partiranno il pesarese e il fanese e a sud le province del sud. Quindi auguri e ci verrà da ridere!
In ogni caso, al di là degli scenari futuri, sarà sempre prioritaria per la Lega Nord la tutela dei diritti dei marchigiani, l'attuazione completa del federalismo fiscale, con l'utilizzo delle risorse prodotte dai marchigiani per la propria regione. Porremo a fondamento della nostra azione politica il rispetto delle tradizioni, della cultura e dell'identità locale, con la valorizzazione delle risorse culturali, storiche, paesaggistiche locali.
Due parole le merita certamente il federalismo fiscale.
Il federalismo fiscale è innanzitutto sinonimo di responsabilizzazione nella spesa pubblica, di aumento dell'efficienza nei servizi resi, di maggior trasparenza e vicinanza tra i cittadini e gli amministratori della cosa pubblica.
Significa che le risorse devono restare nel territorio che le ha prodotte. Significa che non dovranno essere introdotte nuove imposte e nuovi tributi. Significa che verranno premiati gli enti virtuosi. Significa realizzare concretamente il vero significato del federalismo:unità nella diversità. Diversità nell'approccio alla realizzazione dei servizi per i propri cittadini.
Il tempo stringe, molte cose le ho dette ma ne avrei tante altre da dire, sulla sanità hanno già parlato gli amici, la famiglia per noi è fondamentale, ma la salto visto che la campanella del Presidente dell’Assemblea è già suonata.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Per carità, Consigliere, finisca il ragionamento, però le faccio presente che ha già superato il tempo a sua disposizione.

Enzo MARANGONI. Va benissimo, Presidente, salto tutto, non è un problema.
Voglio però fare i complimenti, visto che l'ordine del giorno prevede anche il dibattito sulla composizione della Giunta, al Presidente Spacca, lo dico di cuore, per aver applicato bene il manuale Cencelli. Complimenti Spacca, ha accontentato quasi tutti, certo, dico quasi tutti, perché per accontentare tutti avrebbe avuto bisogno, non so, forse di quindici-venti assessorati. Spacca ha anche nominato degli Assessori esterni, aumentando così il costo della politica, tanto è il popolo marchigiano che paga, quindi alla grande possiamo andare avanti!
Ho sentito parlare da molti colleghi, come pure in campagna elettorale, di laboratorio politico, adesso si parla di progetto politico. Ma quale laboratorio, quale progetto politico?!
Io credo che a elezioni terminate dovreste avere tutti quanti l'onestà intellettuale di riconoscere che si è trattato in realtà di un'ammucchiata poltronara che io definirei catto-comunista-dipietrista, magari con l'aggiunta di qualche cespuglio di comodo. Un'ammucchiata poltronara nella quale vi siete divisi tutto, caro Presidente Spacca e cari amici della maggioranza.
Allora io con il cuore le voglio fare un regalo, Presidente Spacca, a lei e alla sua Giunta, lo faccio sì da avversario politico ma comunque con simpatia e non con cattiveria: visto che vi siete divisi tutto dividetevi anche questa crostata di frutta! (in Aula viene mostrato un dolce) E questo ci ricorda anche il patto della crostata a casa di Gianni Letta tra Berlusconi e D'Alema, che poi è finito male. Ve lo ricordate? Quindi con tanti auguri dividetevi pure questa e buon appetito!

PRESIDENTE. Faccio presente all'Aula che abbiamo ancora sette iscritti a parlare, quindi interromperemo i lavori dell'Assemblea alle ore 13,30 per riprenderli alle ore 15,00. (…) Scusate, Consiglieri, non può essere diversamente, a meno che gli iscritti a parlare rinuncino all’intervento. Peraltro dopo gli interventi degli iscritti a parlare ci sarà la replica del Presidente Spacca. Quindi, ripeto, o i sette Consiglieri iscritti rinunciano a prendere la parola oppure interrompiamo, così come previsto dal Regolamento, alle ore 13,30 per riaggiornarci alle ore 15,00. (…) Bene, direi allora di andare avanti in questo modo.
Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Innanzitutto voglio esprimere sinceri auguri a lei, Presidente Spacca, come pure a tutti i marchigiani. Spero vivamente che questa legislatura inizi in un modo migliore rispetto a come si è chiusa la precedente, abbiamo visto come è rimasta strozzata l'Assemblea legislativa e soprattutto abbiamo visto che sono rimasti sospesi tanti testi normativi. E il fatto che ci siano tanti provvedimenti normativi rimasti in sospeso la dice lunga su quella che in realtà sarà la stagione politica e amministrativa che ci accingiamo a vivere.
Auspico – e qui prendo spunto da un passaggio della sua relazione, Presidente – che ci sia un reale e autentico coinvolgimento dell'opposizione, non solo nell'ambito degli aspetti amministrativi e organizzativi, ma anche in quello politico in merito alle nostre proposte di legge. Proposte di legge che sono nostre ma che sono presentate in virtù del fatto che facciamo gli interessi di un territorio, un territorio che fino a prova contraria è anche il vostro.
Ecco perché spero fortemente che questa sia una Regione, un'Assemblea legislativa capace di avere la propria autonomia e non di dover sempre sperare nell'intervento del Governo nazionale, laddove le crisi, che sono diverse - non c'è solo quella della Merloni - stanno fortemente mettendo a dura prova tutto il territorio marchigiano.
Il nostro è un territorio particolarmente variegato e quindi proprio per questa diversità ha necessità di avere risposte diverse. Ciò anche per evitare le fughe delle aziende, che qualche volta, purtroppo, sono state anche incentivate da questo Governo regionale, come pure per evitare la fuga del territorio.
Non dimentichiamoci, infatti, che la nostra regione è stata l'unica nel nostro Paese che ha visto la fuga verso la regione confinante di un'intera vallata di sette comuni. Un fatto politico grave, forse anche un po' troppo nascosto, e che doveva essere analizzato non certo per fare propaganda ma perché si dovevano analizzare di più e meglio i motivi per i quali un pezzo di territorio ha scelto, appunto, di andarsene.
Vedo però, Presidente, che in qualche modo nel suo intervento una qualche retromarcia c'è stata. Per esempio il riferimento al piano energetico regionale.
Mi sembrava di aver intuito che lo spostamento dell'asse politico all'interno della sua Giunta potesse essere rivolto anche al fine di poter avere mani un po' più libere, per verificare, per capire ancor meglio quale piano energetico può esprimere questa regione. La realtà dimostra e dichiara, invece, che questo piano energetico sarà fermo sui suoi blocchi di partenza e che non ci saranno grandi insediamenti.
Noi ne prendiamo atto, ma vedremo poi se il territorio avrà veramente bisogno di un'attività rinunciataria o se invece avrà bisogno di un'attività di concertazione con il territorio. Perché quello che so, aspetto a lei contestato in qualche manifestazione e in qualche convegno in modo assolutamente legittimo, è il fatto che non c’è stata una reale concertazione con il territorio.
Inoltre, quando si parla di rallentamento delle infrastrutture ho visto anche il passaggio, nemmeno troppo velato, del rimprovero fatto alla Quadrilatero. Ricordo che la Quadrilatero fin dalle sue origini è stata prima sbeffeggiata e contrastata anche dal punto di vista giudiziario, poi addirittura colonizzata nel momento in cui si è rifatto completamente il consiglio di amministrazione.
Credo quindi che ci vorrebbe un po' più di rispetto nei confronti di chi ha avuto l'intuizione di costituire questo unico strumento che ha la Regione nell'ambito delle grandi infrastrutture. E ovviamente maggiore rispetto e soprattutto onestà intellettuale quando sappiamo che i problemi di sviluppo e di continuità non sono interni alla Quadrilatero, tutt'altro, sono di carattere politico.
Ed è proprio di carattere politico che difetta la sua relazione, Presidente, sopratutto quando non ci fa ancora capire se questa sarà una legislatura che vedrà finalmente applicata una programmazione. Quello che le si contesta è proprio un'azione di governo priva di una reale ed autentica programmazione che possa dare quel lungo respiro di cui ha bisogno questa regione, quello cioè di cui ha parlato prima il collega sia pure nel suo intervento polemico.
Una programmazione che aiuti ad avere un buon processo normativo. Noi abbiamo bisogno non di tantissime leggi, ma di poche che però sappiano dire con chiarezza cosa si può e non si può fare, che sappiano dire di cosa ha bisogno questo territorio. Soprattutto che siano leggi che riescano a scoraggiare le molteplici iniziative giudiziarie; lei sa meglio di me che il nostro tribunale amministrativo è ingolfato di iniziative di carattere legale proprio perché le nostre leggi sono spesso ambigue e contraddittorie. Come legislatori dobbiamo dunque evitare al territorio i contenziosi.
Le preoccupazioni quindi ci sono e rimangono.
Inoltre nella sua relazione appare ancora di più quel processo di deindustrializzazione del territorio e quel processo di delocalizzazione che purtroppo nella storia della sua legislatura ha conosciuto passaggi critici.
E’ proprio per questo motivo che perdiamo in competitività. Lei nella sua relazione ha fatto un discorso sulla difensiva, abbiamo retto un po' meglio rispetto ad altre regioni, abbiamo difeso, insomma, sostanzialmente abbiamo giocato in pareggio.
Sicuramente la crisi è grave, è profonda, ma non sappiamo ancora quale sia il report delle esportazioni e delle opportunità create di questa regione, e non sappiamo neppure quali siano stati i suoi numerosi viaggi. Presidente, su questo le do atto che ha avuto una buona intenzione, ossia quella di aprire una finestra, ma forse questa regione più che una finestra ha bisogno di una porta verso l'esterno verso la comunità europea. Allora sì che forse riusciremo a salvare qualche azienda in più e ad evitare che le sezioni fallimentari dei nostri tribunali comincino a conoscere numeri pesanti, ogni anno, infatti, raddoppiano il numero di fallimenti delle nostre aziende.
Poi c'è anche una scarsa capacità attrattiva di questa regione. Per il nostro aeroporto c’è più che altro un impegno sul cercare collegamenti verso l'esterno e non invece a farlo diventare strumento per introitare, per far venire, quindi per catturare l'attenzione sul nostro territorio.
Come prima ho fatto un accenno all'ambiente e al piano energetico, non mi sfugge il fatto che nulla si è detto sulle grandi riforme e sulle normative relative all’ambiente. Qui tutti dovremo vigilare fortemente affinchè non diventino ostaggio delle solite lobbie che vogliono mettere mano al nostro territorio. Un territorio spesso e purtroppo vessato da interessi, seppur legittimi, di parte, e che in qualche modo ricadono su aree già certificate come ad elevato rischio ambientale ma che già sono state abbondantemente sfruttate.
Ultima preoccupazione è che c'è necessità di stare veramente più vicini ai marchigiani, sia per quanto riguarda il discorso del lavoro, qui ampiamente sviluppato, sia per quanto riguarda il diritto alla casa.
Sicuramente io sono stato quello che in Commissione si è fatto promotore, ovviamente insieme ai colleghi, di una riforma di quella legge iniqua che vede fortemente discriminati i marchigiani. Credo però che non si possa non tenere in considerazione che insieme ai marchigiani di origine in questa regione esistono anche dei nuovi marchigiani, è un dato di fatto, non possiamo far finta non esistano. Allora anche per questo motivo, visto che ci si riempie sempre la bocca di solidarietà e di attenzione alla società civile tutta, è evidente che una cattiva legge potrebbe mettere in conflitto i marchigiani d'origine con i nuovi marchigiani.
Ecco perché dico che è carente il dato normativo di questa Regione, e che quindi lo è anche per quanto riguarda l'assegnazione degli alloggi popolari, la cui mancanza non fa altro che incrementare la guerra tra poveri.
Voglio ora fare un riferimento all'auspicata delega alla famiglia. Che venga data all'UdC è un fatto importante. Certo, ci dispiace che l'UdC in questa Regione abbia intrapreso una stagione politica diversa, ce ne rammarichiamo, ma in ogni caso auspichiamo che la sensibilità e il comune intendimento che si ha sulla famiglia possa portare degli effetti importanti nell'azione di governo. Ovviamente i dubbi rimangono perché noi ci poniamo il fattore fondi; magari si potesse vedere la politica riappropriarsi di questo ruolo e che quindi ci fosse miglior cessione a qualche anziano sacerdote che a capo di qualche comunità fa appunto politica proprio con il consenso e con la complicità delle istituzioni!
Benvenga allora il ruolo della politica in questo settore importante e delicato.
D’altro canto mi viene da dire – credo di far eco a quello che auspica anche il collega Bugaro – che questa regione, seppur plurale per definizione e per culture, in realtà è “una” regione soltanto.
Mi dispiace invece contraddire il collega della Lega – forse è dovuto all'inesperienza –, ossia, qui non c'è un problema di Anconacentrismo, non esiste un’Ancona ladrona, tutt'altro, qui ci sono le infrastrutture che servono il territorio che però vengono mal supportate dall'azione di governo. Quindi, è tutt'altro! Peraltro se si fanno certi discorsi si rischia soltanto, sia ben chiaro, di dar sponda a quelle lobbies finanziarie che appoggiano la maggioranza ma che stanno al di fuori di questa provincia. Noi abbiamo bisogno di ben altro, abbiamo bisogno semmai di far emergere e far funzionare certe infrastrutture. Infrastrutture, ricordiamocelo, che sono a servizio di tutta la regione e quindi non soltanto di Ancona città o del porto di Ancona o dell'aeroporto di Ancona. Se pensassimo questo faremmo un gravissimo errore.
Poi sicuramente va fronteggiata l'emergenza, va reso un maggior servizio alle nostre infrastrutture, vanno potenziate, ma io non credo assolutamente nell'Ancona ladrona.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Mi permetta di rompere il ghiaccio - per noi questa è veramente un'occasione importante - usando poche righe nel mio dialetto: “Per no ogg è un mument trop impurtant, se putria di storic! Dop tanti an de impegn e de fatiga sin arivati a rapresentà la Lega Nord anca 'n tle March! Quest el bel dla demucrasia! Se no sin machì, dven ringrasià ma tuti quei c' an avut el curag e la fed in cla grand idea che è el federalism che vol di pasion per la propria tera!”.
Ho voluto iniziare questo mio brevissimo intervento con la lingua di casa mia per ricordare che la Lega nasce dal basso, da un sostrato popolare fortemente identitario, per apportare una modifica strutturale innovativa come il federalismo.
Il federalismo, perché una parte del paese, Marche comprese, per decenni ha contribuito in maniera massiccia, incontrovertibile e ampiamente documentabile allo sviluppo dell'intera nazione, senza purtroppo risultati tangibili, anzi, la politica centralista ha usato questo squilibrio economico per creare un sistema assistenzialista e clientelare che sembra non avere mai fine.
Bene allora, anche per le Marche noi proponiamo un federalismo e un modello Lega che vuol dire: semplificazione, tagli agli sprechi, trasparenza, meritocrazia. Perché Ancona è ladrona, ma è ladrona perché è rossa, è troppo rossa!
Anche qui esiste una forte disparità di trattamenti e la provincia di Pesaro Urbino, ma anche le altre, sente Ancona molto lontana.
Il paradosso è che noi della Lega siamo accusati di secessionismo ma l'unica secessione che è avvenuta in Italia è stata la secessione della Valmarecchia, di sette comuni di un territorio bellissimo, di questa parte del Montefeltro ricchissimo patrimonio paesaggistico e storico che abbiamo perso per sempre.
Ora la provincia di Pesaro, che è la più colpita dalla crisi e dove, nell'ultimo anno hanno chiuso 450 aziende, rispetto a una media di 250 delle altre province marchigiane, chiede più risorse, più investimenti, più attenzione, più creatività da mettere in campo per le imprese, per le iniziative turistiche sia della costa che dell'entroterra.
Ricordatevi che noi abbiamo la Romagna vicino e quindi vediamo la differenza. Vediamo per esempio che non si fa niente per l'erosione marina, che sta diventando una vera tragedia per le nostre coste, per il nostro turismo. E per dirne solo un'altra, vediamo che non si fa niente per lo spopolamento dell'entroterra, che sarà aggravato, chiaramente, con la chiusura da voi annunciata dei piccoli ospedali.
Mi fermo qui perché altre cose coincidono esattamente con quelle dette dal mio Capogruppo.
Quindi, caro Presidente Spacca, se non vediamo la pecunia, i quattrini, i soldi, la tentazione di secessione dalle parti nostre potrebbe espandersi fino all'inimmaginabile. E anche in questo caso i responsabili non saranno quei “cattivoni” della Lega ma sarete voi che governate le Marche!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. I miei auguri vanno sicuramente ai marchigiani, mentre al Presidente Spacca rivolgo i miei complimenti. Perché? Perché questa notte ho visto una trasmissione su Houdini, e rispetto a tutto quello che abbiamo sentito devo dire che Houdini al confronto è un dilettante!
Lei Presidente è qui da venti anni e qualche mese, è da sempre in maggioranza, come Assessore non so per quanto tempo, come Vicepresidente lo è dal 2000, nel 2005 si candida e diventa Presidente e nel 2010 viene rieletto.
Mi dispiace che non sia presente in questo momento il Consigliere Bucciarelli, ma nel suo intervento ha fatto capire un po' a tutti quello che è successo nella Regione Marche con il nuovo modello politico marchigiano. Il nuovo modello politico sarebbe sorto, Presidente, e tutti lo sapevano, se alle primarie del PD in Puglia non avesse vinto Vendola. Dopo la sconfitta di Boccia è saltato il nuovo modello politico nazionale, che si è ricreato invece nelle Marche. Ma come mai?
Nelle Marche si è ricreato per un motivo semplice e chiaro, avete messo insieme tutto quello che si poteva mettere insieme, pensando che facendo fuori la sinistra antagonista, la sinistra radicale – chiamatela come volete – tutto sarebbe stato possibile.
Quindi oggi sentiamo parlare di modello marchigiano quando proprio in questi giorni una piccola querelle all'interno del PD ci fa capire a livello nazionale da un qualcuno che parla di governo di salute pubblica a un qualcun altro gli risponde: “non se ne parla nemmeno” perché capisce che se vuole vincere a livello nazionale ha bisogno di un Ulivo d'antan.
Allora a lei, che invece è riuscito in quest'operazione fantastica, vanno in nostri complimenti, non c'è niente da fare. Però avrei voluto, Presidente, che lei oggi avesse avuto la delicatezza, prima di cominciare questo dibattito, di dirci qualche cosa di quello che abbiamo letto sui giornali, e non solo a noi ma ai cittadini marchigiani, che oggi appunto leggono che il direttore dell'Asur di punto in bianco viene mandato a casa. Vorremmo saperne il motivo. Si legge questo improvvisamente, proprio il giorno in cui si discute della relazione di programma del Presidente Spacca. Visto che il bilancio della sanità occupa qualche milione di euro del bilancio nazionale, sarebbe stato necessario dare dei chiarimenti. Anche perché se diamo retta a quello che dicono i giornali questo non sarebbe che lo scontro finale di scontri già avvenuti, di scontri non solo dialettici ma scontri di una volta, scontri in Giunta addirittura quasi fisici. E ci venite a parlare di modello marchigiano? Ma di che cosa!
Voi con la vostra vittoria a noi del centro-destra ci imponete soltanto di fare un profondo esame di coscienza. Io sono l’ultimo Consigliere arrivato nella scorsa legislatura, ma sette mesi mi sono stati più che sufficienti per capire certi meccanismi e certi giochetti. (…) Assessore Moroder, la prego, so che lei non è molto interessata, però potrebbe almeno non dare fastidio, peraltro è anche questione di educazione!

PRESIDENTE. Consigliere, prosegua.

Giulio NATALI. Presidente, però se non tutela lei i Consiglieri!

PRESIDENTE. All’Assessore Moroder la invito a tacere, però lei prosegua, non facciamo polemiche!

Giulio NATALI. Ci mancherebbe altro! Prima l'Assessore Moroder, quando è stato detto che è presidente di una determina associazione, ho sentito che ha risposto: “No, gran maestro”. Io quando sento parlare di gran maestri sono ancora tra quelli a cui vengono addosso un po’ di formicolii, forse non mi sono adeguato ai tempi, ma onestamente non mi sembra un gran titolo!
Allora, dicevo, avremmo voluto notizie sulla parentopoli di cui si parla nella sanità. La sanità rappresenta qualche cosa, Presidente Spacca!
Avremmo voluto sentire soprattutto qualche cosa rispetto a quello che diceva anche il Consigliere Bucciarelli e che avevamo già letto sui giornali, ossia, il grande accordo e non il nuovo modello di sviluppo.
Dovreste spiegare a tutti, anche ai marchigiani che avete convinto – e questa è nostra colpa e responsabilità –, come fate a rivendicare un'esperienza di cinque anni e poi a presentarvi con una coalizione nuova. E' questo che dovreste spiegare a tutti.
Io vengo dalla provincia di Ascoli Piceno dove nessuno dei quattro candidati più forti del suo partito – quattro candidati hanno combattuto alla grande, due sono arrivati e due no – ha rivendicato l'amministrazione regionale dal 2005 al 2010. Nessun spot elettorale di questi quattro signori diceva: “abbiamo governato così bene che ci dovete confermare”, nessuno diceva: “vado ad aiutare il Presidente Spacca a governare meglio”. C'erano solo spot del tipo “per un Piceno più forte”, “per far vincere la causa del Piceno”. Insomma, tutti facevano capire che per il Piceno dalla amministrazione di cui lei è il Presidente - a meno che la colpa non sia stata della sinistra antagonista o della sinistra radicale o della sinistra estrema – la colpa fosse stata di quei signori.
Capite benissimo, quindi, che qui non c'è stato alcun modello nuovo di politica. Vi siete incastrati in una situazione che purtroppo conosco bene personalmente perché parte da Ascoli Piceno.
Dovremmo domandare all'UdC che sta con Spacca in che cosa il programma elettorale che aveva proposto si divideva da quello del candidato Marinelli. In niente! Forse divideva la candidatura Marinelli? Ce lo dovrebbero spiegare! (…) No, Presidente Spacca, si partiva da ben più lontano, si ripartiva proprio dalle mie terre, dalle mie origini, con i personalismi, le vanterie, la vana gloria di qualcuno in nome di trasformismi che abbiamo visto qui. Infatti i trasformismi di cui si lamentava Bucciarelli noi li abbiamo vissuti sulla nostra pelle quattordici mesi fa, quando c'era qualcuno che appoggiava un'amministrazione e un sindaco e poi se ne è scordato il mese delle elezioni. Poi sono stati mandati a casa dopodichè hanno scelto di consumare una vendetta. Una vendetta non a carico nostro, ma purtroppo a carico dei marchigiani, andando ad appoggiare lei che in quel momento era in difficoltà con la sinistra antagonista.
E' questo il vero dramma di oggi. Lei ha fatto un grande quadro del suo programma, anzi, è una grande cornice più che un grande quadro e forse c'è anche lo specchio. Però adesso tutti vorremmo vedere quali sono i colori, i paesaggi, le tinte, quale sia la nitidezza di quello che lei andrà a scrivere. Anche perché noi stavolta saremo molto più attenti che in precedenza.
Ho detto prima che io sono tra gli ultimi arrivati in questa compagine di centro-destra profondamente rinnovata, e chi irride al ruolo della Lega Nord mi fa tanto pensare a quel signore che aveva la febbre e che invece di preoccuparsi della malattia rompeva il termometro.
La Lega Nord rappresenta un fenomeno proprio perché rappresenta sul territorio determinate esigenze di cui tutti si sono scordati. Consiglieri, è facile ridere! Ma io non riderei, affronterei i problemi, ed io sono tra quelli che sfiderei la Lega Nord, puntuale alleata del Governo Berlusconi, su quei problemi.
Un ultimo appunto. Diceva giustamente il Consigliere Bucciarelli che in Italia il centro-destra sta vincendo, mentre tutti i governi in questo momento stanno perdendo. Guardate ad esempio cosa succede in Inghilterra o in Francia, oppure in Germania due giorni fa. Solo in Italia il governo di centro-destra avanza. Avanza perché di fronte non ha un progetto politico del PD, ma ha un qualcosa che va avanti, come appunto è successo nelle Marche, soltanto in nome di accordi personali e trasversali che non hanno niente di politico.

PRESIDENTE. La seduta è tolta, riprendiamo con quella pomeridiana alle ore 15,00.

La seduta termina alle ore 13,30.

 

 
 
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