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Resoconto della seduta n.24 del 09/11/2010

SEDUTA N. 24 DEL 9 NOVEMBRE 2010



La seduta inizia alle ore 10,30


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Prima di iniziare la seduta a nome di tutta l’Assemblea legislativa porgo un saluto alla scolaresca, che oggi è qui con noi in visita formativa, dell’Istituto comprensivo statale Pirandello di Pesaro. Diamo il benvenuto agli studenti e ai loro insegnanti.
Do per letto il processo verbale della seduta n. 23 del 3 novembre 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposta di legge regionale:
- n. 47/2010 in data 29 ottobre 2010 ad iniziativa dei Consiglieri Marangoni, Zaffini, concernente: “Modifiche ed integrazioni alla l.r. 13/05/2009 n. 9 “Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l’infanzia, per l’adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie” e modifica della l.r. 12/04/1995, n. 46 “Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore dei giovani e degli adolescenti”, assegnata alla V Commissione in sede referente;
- n. 48/2010, in data 29 ottobre 2010 ad iniziativa dei Consiglieri Acacia Scarpetti, Giancarli, concernente: “Modificazioni alla l.r. 5/08/1992, n. 34 “Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere ai sensi dell’articolo 11, comma 4, della legge regionale n. 4/2007.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 75/2010 dei Consiglieri D’Anna, Carloni, Zaffini “Erosione marina nel territorio della Provincia di PU con particolare riferimento alla Zona Sassonia 3 di Fano”;
- n. 76/2010 del Consigliere Camela “Istituzione delle Zone franche regionali”.
Comunico inoltre che il Presidente della Giunta ha trasmesso le seguenti deliberazioni del 25 ottobre 2010:
- n. 1527 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 6.940,00”;
- n. 1528 “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 74.000,00”;
- n. 1529 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 200.000,00";
- n. 1530 “Art. 29, comma 1 della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte di soggetti terzi vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 51.480,00";
- n. 1531 “Art. 29 della l.r. n. 31/2001 e art. 27 della l.r. n. 32/2009 – Variazione compensativa e modificazioni tecniche al Programma operativo annuale 2010. € 30.000,00”;
- n. 1532 “Art. 29, comma 1 della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 4.963.261,23";
- n. 1533 “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 1.079.305,33".
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Ciriaci, Malaspina.


PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Pieroni, ne ha facoltà.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Intervengo per fare una comunicazione che a me dispiace portare in quest’Aula, ma credo che non ci siano altre opportunità per porgere all’attenzione un grave problema che si sta creando all’interno della struttura ospedaliera Santa Casa di Loreto. Perché dopo un anno dall’importante accordo fatto tra le Amministrazioni di Loreto e Osimo – e di questo ringrazio il Presidente Spacca –, che dava un respiro importante a due strutture ospedaliere indispensabili per la vallata del Musone, non c’è ancora una risposta, appunto, a questo accordo. Ritengo ci siano gravi responsabilità da parte dei direttori, dei funzionari e di coloro che dovevano attuarlo, Presidente e Assessore.
La situazione non è più gestibile, proprio ieri mi hanno invitato a visitare la struttura ospedaliera Santa Casa di Loreto ed ho potuto appurare che la stiamo facendo morire di inerzia, senza ci sia la volontà chiara di dare un respiro, come appunto era previsto, Presidente, nell’accordo di programma. Quindi per questo...

PRESIDENTE. Consigliere, mi scusi, a me dispiace, lei fa parte dell’Ufficio di presidenza, però non è possibile fare comunicazioni fuori dall’ordine del giorno....

Moreno PIERONI. Voglio solo dichiarare, Presidente, a seguito di questa mia comunicazione, che esco dall’Aula per protesta, quindi oggi non parteciperò ai lavori di questa Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Io però, Consigliere Pieroni, anche considerato il ruolo che ha nell’Ufficio di Presidenza, la prego di rimanere in Aula.

(Il Consigliere Pieroni esce dall’Aula)


Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Bene, ne prendiamo atto. Però, mi raccomando, Consiglieri, e lo dico anche ai membri dell’Ufficio di Presidenza, se la richiesta di intervenire è sull’ordine del giorno, bene, altrimenti non possiamo ogni volta cambiare le regole. (…) Consigliere Bucciarelli!
Ha chiesto di intervenire il Consigliere D’Anna, ne ha facoltà.

Giancarlo D’ANNA. Presidente, considerato che una delegazione di cittadini di Fano oggi è presente qui in Aula per la questione delle scogliere e che in tal senso c’è una mozione che ho presentato insieme ai colleghi Zaffini e Carloni, chiedo di iscriverla all’ordine del giorno e di discuterla. Oggi qui presenti ci sono una quarantina di cittadini, credo allora sia opportuno riuscire a dare una risposta corposa proprio quando i cittadini vengono a chiedere quelle risposte che fino ad oggi non si sono date.
Quindi chiedo, Presidente, di anticiparla rispetto ad altre mozioni che io stesso ho presentato.

PRESIDENTE. Consigliere, è iscritta all’ordine del giorno di oggi?

Giancarlo D’ANNA. No, però è stata già depositata.

PRESIDENTE. E’ fra quelle comunicate?

Giancarlo D’ANNA. Sì.

PRESIDENTE. Allora lei propone di iscriverla nell’ordine del giorno di oggi?

Giancarlo D’ANNA. Esatto, Presidente.

PRESIDENTE. Pertanto questo è rimesso naturalmente alla decisione dell’Assemblea.

Giancarlo D’ANNA. Presidente, è la mozione n. 75, a firma dei Consiglieri D’Anna, Carloni, Zaffini, avente ad oggetto “Erosione marina nel territorio della Provincia di PU con particolare riferimento alla Zona Sassonia 3 di Fano”..

PRESIDENTE. Ora però, prima di passare al voto di tale richiesta, ha chiesto la parola il Consigliere Ricci, ne ha facoltà.

Mirco RICCI. Io sono d’accordo per l’anticipo di questa mozione. Chiunque l’abbia presentata rappresenta un problema molto serio per la costa marchigiana, va da Fano fino a tutte le Marche. Per cui è bene tenervi attenzione.
Aggiungo una cosa, ovvero se è possibile che l’Assessore competente incontri la delegazione. (…) La sta già incontrando, allora bene.
Ripeto, discutiamo pure di questa mozione, Consigliere D’Anna, perché in questo momento è un problema generale acuto che coinvolge le località di Mondolfo e di Marotta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. Intervengo non tanto per associarmi al merito della questione, che ovviamente è rimessa all’Aula, quanto per dire che sul problema dell’erosione marina della costa di Fano questa mattina è stata presentata un’analoga mozione. Per cui chiedo, nel caso venga iscritta quella già calendarizzata, di unificare anche questa seconda in modo da trattare la materia in maniera uniforme.

PRESIDENTE. Chiedo quindi all’Aula di esprimersi con un voto sulla proposta di iscrivere all’ordine del giorno la mozione n. 75 dei Consiglieri D’Anna, Carloni Zaffini, abbinata alla mozione n. 77 dei Consiglieri Acacia Scarpetti e Eusebi, e di trattarle subito dopo, visto che c’era stato già un impegno con il Consigliere Marinelli, la prima mozione sulle polveri sottili.

(L’Assemblea legislativa approva)


Interrogazione n. 120
del Consigliere D’Anna
“Situazione dei consorzi agrari in provincia di Pesaro”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 120 del Consigliere D’Anna. Ha la parola l’Assessore Petrini.

Paolo PETRINI. In relazione a questa interrogazione premetto che la gestione dei consorzi agrari e anche la loro vigilanza esulano del tutto dai compiti istituzionali della Giunta regionale. Come sapete i consorzi operano nel mercato come soggetti senza alcun carattere di tipo pubblicistico.
La situazione dei Consorzi agrari di Pesaro e di Ascoli Piceno, illustrata nell’interrogazione, e in particolare il riassetto societario conseguito all’accorpamento delle due strutture al Consorzio agrario di Cesena Forlì, è stata seguita con attenzione dalla Giunta regionale.
In particolare nella fase più critica che vedeva il rischio di licenziamento dei dipendenti del Consorzio agrario di Ascoli Piceno, lì si è intervenuti per chiudere l’accordo che ha permesso il mantenimento di gran parte del personale dipendente a rischio licenziamento e il rilancio dell’attività anche attraverso l’intervento del partner esterno.
Negli ultimi anni si è andato perdendo, proprio a causa di una gestione amministrativa poco oculata di alcuni consorzi agrari provinciali, il ruolo di aggregazione dell’offerta e di mantenimento del legame con il territorio svolto storicamente da queste strutture. Tali funzioni sono peraltro assolutamente strategiche per il futuro del nostro tessuto imprenditoriale agricolo, al fine di assicurare un maggior reddito alle aziende agricole, facendo recuperare alla produzione un maggior peso nella formazione del valore lungo la filiera. A questo fine e nell’ambito delle specifiche competenze la Giunta regionale si è fortemente spesa nella promozione dei progetti di aggregazione finanziati attraverso i contratti di filiera del Programma di sviluppo rurale, tra i quali quello specifico del comparto cerealicolo nell’ambito del quale operano in prevalenza i consorzi agrari.
Lo strumento del progetto integrato di filiera prevede la stipula di uno specifico accordo di filiera sottoscritto dagli imprenditori agricoli e dai soggetti che operano nelle fasi di trasformazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari.
I progetti integrati di filiera hanno prioritariamente lo scopo di comprendere in un unico strumento gli interventi finanziabili con le misure del PSR in un determinato settore produttivo. Tali progetti rappresentano una modalità partecipativa pluridisciplinare volta a favorire lo sviluppo complessivo di un settore tramite l’apporto organizzativo degli imprenditori e degli altri rappresentanti del mondo agricolo già impegnati negli ambiti territoriali individuati.
Ed è proprio attraverso questi strumenti che nel settore soprattutto cerealicolo che i consorzi hanno pure presentato una domanda per accedere ai contributi di filiera. Perché attraverso la loro funzione meglio si raggiunge il livello di aggregazione necessaria per far sì che le cose possano funzionare in maniera coerente a ciò che richiede il mercato e in maniera coerente a ciò che deve essere fatto per risollevare il reddito agricolo.
Pertanto per favorire questa operazione di aggregazione, dove i consorzi sono pure coinvolti, noi abbiamo già dichiarato a coloro che hanno presentato una domanda in tal senso che aumenteremo le risorse a disposizione per favorire queste forme organizzate.
Poi c’è anche un problema di governance, così come dice il Consigliere D’Anna, che noi intendiamo affrontare soprattutto attraverso una strategia volta a favorire le produzioni locali, visto che eroghiamo contributi in funzione alla qualità, vedi il marchio QM, che appunto devono avere un forte vincolo con la provenienza territoriale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Però la preoccupazione, Assessore, rimane, perché quello dei consorzi agrari è un problema che si trascina da troppi anni con molta disattenzione anche da parte delle Istituzioni.
L’interrogazione evidenzia la situazione dei consorzi agrari nella provincia di Pesaro Urbino, dove tutti sappiamo che da diversi anni ci sono una serie di problematiche, che lei stesso ha ammesso, di una cattiva gestione. Gestione che ha portato in passato la cessione del consorzio agrario di Pesaro a Siena, creando pertanto una serie di preoccupazioni soprattutto tra i dipendenti ma non solo. Con loro sono stati fatti alcuni discorsi, si sono fatte diverse ipotesi sulle prospettive future, c’è stato un ridimensionamento anche del personale, poi che cosa è successo? E’ successo che a distanza di pochi mesi Siena ha ceduto il consorzio a Forlì e Cesena.
Questa pacifica invasione – chiamiamola così – di altre realtà sul nostro territorio credo stia comunque a testimoniare una disattenzione delle forze politiche ed economiche del nostro territorio a quello che potrebbe essere un punto di riferimento per l’agricoltura. Questo allora ci preoccupa anche dal punto di vista occupazionale, perché in questa fase sicuramente una riorganizzazione dei consorzi nella provincia di Pesaro Urbino potrebbe comportare – ed in parte è già accaduto – anche un ridimensionamento di quelle professionalità che si sono sviluppate nel corso degli anni all’interno dei vari consorzi .
Resta inoltre il discorso di capire bene quale sia la volontà della nuova proprietà. Una proprietà fuori del nostro contesto economico, con degli obiettivi che presumibilmente neppure coincidono con la politica che la Regione cerca di attuare sul nostro territorio. Una politica regionale, che seppure noi dell’opposizione non condividiamo in toto, è in ogni caso sicuramente attenta sopratutto a quelle che sono le esigenze locali.
Cedere allora il passo a chi viene da altre realtà credo sia un po’ una sconfitta.
E’ stata fatta una campagna di promozione, fatta anche attraverso i fondi europei, con un simbolo che diceva “qui, qui, qui”, però poi qui stanno arrivando da altre parti a conquistare il nostro territorio! Lo stanno già facendo nelle imprese e si sta verificando anche in agricoltura.
Ritengo sia un bruttissimo segnale che diamo ai nostri cittadini di incapacità di saper tenere sotto controllo e monitorare la nostra realtà economica, in questo caso quella relativa all’agricoltura.
Penso dunque ci sia stata molta disattenzione e superficialità nell’affrontare la problematica dei consorzi agrari. Problematica che oggi non solo, ripeto, mette a rischio l’occupazione di chi lavora all’interno dei consorzi stessi, ma anche la credibilità di una Regione che sta cedendo, credo troppo, ad interessi che non sono squisitamente locali e che potrebbero utilizzare il nostro territorio come una sorta di ponte per poi arrivare anche con altre realtà economiche.


Interrogazione n. 63
del Consigliere Marangoni
“Costi della Missione Marche in Cina”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 63 del Consigliere Marangoni. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Signor Presidente, signori Consiglieri, siamo contenti di rispondere a questa interrogazione, perché la missione in Cina ha rappresentato una delle iniziative con i maggiori risultati, non soltanto di immagine, ma anche economici e di realizzazione delle basi per lo sviluppo futuro di quello che è ormai il primo mercato sul versante estero, come ama ricordare il Presidente, come lo è stata la Russia all’inizio degli anni novanta.
In riferimento all’interrogazione vorrei specificare che i costi a carico del bilancio della Regione della missione a Shanghai, Nanchino e Pechino ha riguardato la promozione dell’intero sistema Marche. A questa delegazione, in effetti molto folta, hanno partecipato le università, le camere di commercio, le associazioni di categoria.
In premessa vorrei allora dare conferma della sua preoccupazione, cioè che ognuno ha partecipato a carico dell’ente che rappresentava. Quindi a questa delegazione molto folta, che lei dà per scontata nell’interrogazione, le confermo che ciascuno vi ha partecipato secondo il proprio livello di rappresentanza, la camera di commercio per la camera di commercio, l’università per l’università, le associazioni di categoria per le associazioni di categoria.
Il grosso dei costi ha avuto questa stilizzata divisione:
- assistenza ed intepretariato per incontri di realizzazione di affari, B2B, tra imprenditori cinesi e marchigiani: euro 9,517,20;
- promozione di eventi presso operatori cinesi (stampa inviti e brochures, organizzazione conferenze stampa, acquisto degli spazi di comunicazione, noleggio attrezzature tecniche): euro 39,379,00;
- spostamenti interni alla Cina della delegazione economico-istituzionale: euro 5.751,75;
- organizzazione, per conto del “sistema Italia” e dell’Alto Commissariato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che sovrintendeva l’organizzazione della rappresentanza italiana all’estero per l’evento culturale presso l’Auditorium dell’Expò di Shanghai, riguardante il concerto del maestro Giovanni Allevi (nell’occasione è stato esposto un backdrop promozionale della Regione Marche ed è stato distribuito ai 2.500 ospiti presenti, facenti parte delle delegazioni delle nazioni partecipanti all’Expo, un flyer promozionale della Regione Marche): euro 20.000,00.
Voglio ricordare, come sicuramente l’interrogante ha in mente, che l’immagine della delegazione per esempio della Confindustria a Shanghai con gli occhiali stereoscopici, che riguardavano la valorizzazione di un’importantissima azienda marchigiana, ha fatto il giro d’Italia e del mondo.
Le spese relative agli affitti degli spazi, al noleggio delle attrezzature e alla realizzazione delle attività economico-promozionali sono state sostenute dal sistema regionale delle Camere di commercio – che era l’altra organizzazione, come lei dice nell’interrogazione, parallela e confluente nella principale –, nell’ambito di quanto previsto dal programma regionale per l’internazionalizzazione del 2010, e dall’Istituto del commercio con l’estero nell’ambito delle misure di cui alla convenzione già programmata e a conoscenza dell’Assemblea legislativa per le attività dell’anno 2010.
Andando alla composizione che lei ci chiede di dettagliare – ovviamente limitatamente a quella a cui rispondevamo – si fa presente che la delegazione regionale era composta dal Presidente della Giunta regionale, da un Consigliere di maggioranza, da un Consigliere di minoranza e da sette funzionari regionali, ciascuno con specifiche competenze nell’organizzazione della missione e dei tavoli economici ed istituzionali.
I costi di viaggio e di soggiorno del Presidente e dei funzionari sono stati posti a carico del Progetto ICONA (avallato e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri nell’ambito delle attività per lo sviluppo dei partenariati territoriali).
I costi di viaggio e di soggiorno dei Consiglieri regionali sono stati invece posti a carico dell’Assemblea legislativa, come può rendicontare dal bilancio interno.
I costi di viaggio e di soggiorno del resto della delegazione, ribadisco, sono stati sostenuti direttamente dai partecipanti o dagli organismi da essi rappresentati.
Contestualmente all’impegno di spesa per la realizzazione degli eventi della missione si è proceduto anche all’impegno delle spese generali, previste dal programma regionale per l’internazionalizzazione per il 2010 e relative alla realizzazione delle attività promozionali per l’area paese Cina e precisamente:
- spese per la spedizione di materiale e cataloghi promozionali per euro 28.980,00;
- spese per personale e funzionamento per le attività desk cinesi per euro 45.360,00.
Della nostra iniziativa ha parlato la stampa nazionale ed estera. Il primo rendiconto è particolarmente entusiasmante e confortante per la prospettiva. Ed uno dei dati, forse il più eminente che ha segnato uno sviluppo ulteriore di presenza marchigiana in terra di Cina, sono i 480 punti vendita che Fabi si appresta a organizzare nel continente cinese. Senza dimenticare che le grandi ditte, come Tod’s, Hogan, Marcolin e altre, hanno già grandi negozi nelle migliori aree di Shanghai e di Pechino.
Mi pare che questa mia risposta, che spero sia sufficientemente dettagliata, sia un esempio per dimostrare che la differenza tra uno spreco o una spesa ed un investimento sia esattamente il rendimento differito che questo produce.
In questo caso il modesto impiego di risorse regionali ha fatto un effetto leva particolarmente importante sulle risorse nazionali e su quelle del sistema regionale insieme a quelle del sistema paese, con dei risultati già adesso particolarmente consistenti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Ringrazio l’Assessore Marcolini per i contenuti della risposta e anche per la tempestività della stessa, visto che è un’interrogazione che ho presentato il 17 giugno, quindi dopo cinque mesi ho l’onore di avere la risposta, la ringrazio della grande tempestività!
“La Cina è vicina” si diceva qualche tempo fa. Oggi invece lo slogan è diventato “la Cina è un’opportunità” e quindi apriamo alla Cina. Ricordo molto bene che tra i primi a parlare di “Cina vicina” e “Cina è un’opportunità” fu il nostro prode mortadellaio di Bologna che tutti ben ricordiamo.
E quindi apriamo alla Cina, va bene, dunque apriamo alla più grande dittatura comunista oggi nel mondo, una dittatura comunista che ha all’ordine del giorno pene di morte e violazione dei diritti umani, su cui naturalmente la sinistra tace.
Perché questa Cina è una grande opportunità, come ci ha detto adesso l’Assessore?
Bèh, certamente non è una opportunità per gli ambulanti italiani, quelli che si vedono ogni giorno surclassare dai concorrenti cinesi che vendono articoli a prezzi irrisori e di qualità scadentissima se non addirittura pericolosi per la salute.
La Cina non è certamente un’opportunità per i nostri artigiani del settore della moda e del calzaturiero, perché accanto ai grandi nomi che lei ha citato, Assessore, che hanno aperto catene e reti di negozi in Cina, ci sono centinaia e centinaia di artigiani che invece hanno chiuso baracca e burattini, e non solo nella valle del Chienti, proprio a causa della concorrenza dei cinesi abusivi. Quei cinesi abusivi che peraltro sono anche nelle fabbriche clandestine lì sotto casa.
La Cina non è certamente un’opportunità per i ristoratori italiani che devono cercare di restare sul mercato in concorrenza ai ristoranti cinesi, che però cucinano alimenti di incerta provenienza, di dubbia qualità e serviti a pochi euro.
La Cina non è nemmeno una opportunità per i nostri ragazzi in cerca di lavoro, che non vengono assunti nei centri commerciali cinesi in Italia solo perché hanno il grave difetto di essere italiani. E il Vicepresidente di Porto Sant’Elpidio, insieme a tutti i Consiglieri civitanovesi, dovrebbe conoscere molto bene questa realtà.
Quindi la Cina per chi è un’opportunità? Forse è un’opportunità per le poche e grandi industrie, e la nostra regione non brilla certo per la presenza di grandi industrie! Giusto nel fabrianese c’è qualche esempio, vero Presidente Spacca, vero Assessore Viventi!
La Cina quindi per chi è un’opportunità! Semmai è l’Italia ad essere una bella opportunità per i cinesi! Sicché è proprio il contrario, visto che in questo momento il rapporto export-import è uno a otto, cioè noi esportiamo uno ed importiamo otto. Questo è il rapporto economico Italia-Cina!
Ma siccome io sono una persona dubbiosa, nella vita non ho certezze, ho ascoltato con molto interesse quello che lei ha detto, Assessore, ed il messaggio che mi ha mandato del modesto impiego di risorse regionali lo prendo come buono, in effetti dalla cifre che ha detto non è tantissimo. Anche perché ciascuna organizzazione-ente si è tenuta i propri costi, che mi pare corretto, come pure le associazioni imprenditoriali ecc..
Quindi il concetto del modesto impiego delle risorse regionali a questo scopo è sicuramente una cosa apprezzabile. Allora è proprio da questo che direi che possiamo invertire la rotta. Proprio da questo si potrebbe cambiare, vista appunto la capacità che ha avuto il nostro Presidente Spacca a saper contenere i costi. Quindi il percorso potrebbe invertirsi, la Cina potrebbe davvero diventare un’opportunità anche per gli italiani, cosa che in questo momento non lo è affatto.
In che modo potrebbe diventarlo? In un modo molto semplice, ve lo spiego subito.
Presidente Spacca, lei col suo viaggio in Cina potrebbe sicuramente aprire la strada a pochi grandi industriali marchigiani, però potrebbe fare molto di più per la sua regione, per la nostra regione, per i cittadini marchigiani. Per esempio, visti i costi molto bassi che in qualche modo è riuscito a tenere a carico della Regione potrebbe, e glielo consiglio vivamente, organizzare non uno ma una serie di charter di sola andata, con i prezzi vantaggiosi che ha saputo ottenere, però questa volta per imbarcare tutti quei cinesi che nelle Marche, e in particolare nella Valle del Chienti che io conosco, levano ossigeno al mercato del lavoro e levano lavoro ai lavoratori italiani.
In questo modo potremmo rispedirli a casa loro, proprio grazie al suo contributo e al contenimento dei costi che lei è stato capace di contenere a carico della Regione Marche! Anzi, a questo punto potremmo farlo anche a nostre spese, visti i prezzi bassi che lei ottiene!
A queste condizioni la Cina potrebbe essere già da subito una grande opportunità per gli italiani, ovvero, una grande opportunità di ridare l’Italia agli italiani e le Marche ai marchigiani.


Interrogazione n. 96
del Consigliere Zaffini
“Intervento di riqualificazione urbana del quartiere ghetto Urbino 2 – località Ponte Armellina sito nel comune di Urbino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 96 del Consigliere Zaffini. Ha la parola l’Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Sono rimasto un po’ interdetto ed esterrefatto dai contenuti della relazione fatta ora dal Consigliere Marangoni, cerco di riprendermi, quindi risponderò adeguatamente all’interrogazione del Consigliere Zaffini che riguarda un intervento di riqualificazione urbana nel quartiere località Ponte Armellina nel comune di Urbino.
Premetto che ai fini della partecipazione al piano nazionale di edilizia abitativa varato nel 2009, tutti i Comuni sono stati invitati a presentare proposte anche di riqualificazione urbana dei quartieri degradati. L’istruttoria delle proposte pervenute è in corso e risulta che proprio il Comune di Urbino ha proposto un intervento per la riqualificazione del quartiere in oggetto.
Gli interventi saranno finanziati mediante risorse nazionali e regionali per circa 15,2 milioni di euro (7 milioni di euro da parte dello Stato e 8,2 milioni di euro con fondi regionali).
Lo stanziamento nel bilancio di previsione del 2011 di risorse regionali per l’attuazione della legge regionale n. 16/2005, concernente la disciplina degli interventi di riqualificazione urbana, dovrà ovviamente essere valutato in relazione alla carenza seria, grave, di risorse che si prospetta per il prossimo anno, dovuta ai tagli rilevanti operati dal Governo con la manovra correttiva.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Questa è veramente una risposta a razzo ed è insoddisfacente al 100%. Una situazione così eclatante e grave, non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale, sicuramente meritava due parole in più. E’ solo una rispostina che va a giustificare che anche per il prossimo anno non ci sarà un euro per questa gravissima situazione. Su questo quartiere di 1.600 persone gravitano 600 famiglie di immigrati, il 46% sono persone immigrate, quasi 1 su 5, la popolazione scolastica ha una percentuale di immigrati altrettanto importante, anch’essa arriva al 46%.
Quindi è una situazione assolutamente urgente.
Il bello è che proprio dal quel centro-sinistra che comanda la Regione, che comanda la Provincia e i Comuni limitrofi, che comanda Urbino, che fa il discorso dell’integrazione, mi viene data una risposta del genere! Quando qui si tratta veramente di un ghetto dove nessuno ha più il coraggio di andare. E’ una risposta assolutamente vergognosa!
Io ho qui il progettino elaborato dai solerti funzionari provinciali e comunali, è una cosa eccezionale, c’è un linguaggio forbito, tante belle parole, però su che cosa? Sul niente! Questa è la realtà.
Qui l’unico dato positivo in percentuale è quello della Lega, che in questo Paese è al 33,4%. E se continuerete a non dare risposte molto probabilmente questa nostra percentuale crescerà ancora.
La situazione di quel quartiere, ripeto, è veramente un dramma, e non è una questione di razzismo. Voi che dite tanto di essere per l’integrazione, per la solidarietà sociale, qui sta avvenendo proprio il contrario, è un qualcosa di veramente drammatico.
Insomma, da questa sua risposta, Assessore, non posso trarre niente di buono per i nostri abitanti della zona, questo è sicuro.


Interrogazione n. 123
del Consigliere Latini
“Comune di Monsano – accorpamento scuola primaria e media in un unico plesso”
(Decadenza)

Interrogazione n. 143
del Consigliere Silvetti
“Situazione inagibilità scuola di Monsano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 123 del Consigliere Latini, che decade per assenza dell’interrogante, che però è abbinata all’interrogazione n. 143 del Consigliere Silvetti che invece è presente. Quindi do la parola all’Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Queste due interrogazioni riguardano la situazione di inagibilità della scuola di Monsano.
La legge regionale n. 10/1999 attribuisce alle Province il compito di individuare, gestire e monitorare gli interventi da ammettere a finanziamento sulla base dei criteri e degli indirizzi stabiliti dalla Regione.
Di norma la Regione non assume iniziative dirette concertate solo con il Comune interessato. Una eccezione è costituita dagli interventi straordinari della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attuati per mezzo di ordinanze con le quali vengono disciplinate le modalità di utilizzazione del Fondo per interventi straordinari istituito, ai sensi della legge n. 326/2003. Con tre successivi provvedimenti il Dipartimento della Protezione civile, su proposta delle Regioni, ha predisposto altrettanti Piani straordinari di interventi, tra i quali non è stato incluso l’intervento sulla scuola del comune di Monsano.
La scuola media sita in via Roma nel comune di Monsano era peraltro inserita nell’elenco comprendente 149 edifici scolastici, per i quali, a seguito degli esiti degli accertamenti disposti ai sensi dell’Intesa istituzionale del 2009, gli enti proprietari avevano adottato provvedimenti di chiusura temporanea, parziale o totale.
Da questo elenco il Ministero delle infrastrutture, di concerto con il MIUR, ha estrapolato la maggior parte dei 41 interventi inclusi nel Programma straordinario approvato dal CIPE il 13 maggio 2010, pubblicato sul Supplemento ordinario n. 216 alla G.U. Del 14 settembre 2010 n. 215. La scuola media del comune di Monsano non è compresa nel predetto Programma.
Sono in corso le verifiche di vulnerabilità sismica richieste ai sensi dell’articolo 2, comma 3, dell’O.P.C.M. n. 3274/2003 che gli enti proprietari degli edifici classificati “strategici” debbono effettuare entro il 31 dicembre 2010.
Sono stati redatti e sono disponibili i verbali di sopralluogo di tutti gli edifici scolastici marchigiani di proprietà pubblica, che sono 1.347.
L’Anagrafe regionale degli edifici scolastici, installata di concerto con il MIUR e gli enti locali proprietari degli edifici, è in fase di implementazione, in collaborazione con la Regione Toscana.
Un unico piano di interventi, concertato con Province e Comuni, dotato di finanziamenti certi programmati su base pluriennale, allo stato non esiste.
L’attività finalizzata alla messa a norma ed in sicurezza degli edifici scolastici attualmente in corso è fondata su due provvedimenti:
- il Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici dal rischio sismico predisposto ai sensi dell’art. 80, comma 21, della legge n. 289/2002;
- i Piani triennali di edilizia scolastica predisposti ai sensi della legge n. 23/1996, ultimo Piano triennale: annualità 2007-2009
Per il corrente anno non sono previsti stanziamenti dello Stato per il rifinanziamento dei predetti provvedimenti.
Infine la Giunta regionale, nella seduta del 2 settembre, con delibera n. 1273 ha avviato la predisposizione di un “Programma straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici”, a valere sulle risorse stanziate con l.r. n. 31/2009, e dell’importo di 3,3 milioni di euro da concertare con Province e Comuni.
Queste sono le risorse che attualmente abbiamo a disposizione per intervenire negli edifici medesimi.
Qualora il Governo riterrà di stanziare nel prossimo anno finanziamenti da cofinanziare con risorse regionali, ovviamente la Regione sarà disponibile a farlo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Ringrazio l’Assessore per l’excursus e il monitoraggio che è stato effettuato e della relazione sui numeri e sugli intendimenti. Ma proprio in merito alla questione di Monsano non mi sento assolutamente soddisfatto della risposta. Non si può liquidare il tutto dicendo che mancano i fondi che dovrebbero pervenire dal Governo. Dalla sua risposta in merito non risulta nessun tipo di intervento concreto da parte della Regione, considerato che come Ente è responsabile della normale prosecuzione e svolgimento delle attività didattiche.
In questo caso vediamo un anno scolastico già in stato di avanzamento, vediamo un istituto fortemente precario nelle sue caratteristiche architettoniche che sono appunto assolutamente inadeguate, insicure, vediamo un istituto abbandonato a se stesso. Inoltre vediamo gli alunni delle medie e delle elementari accorpati ad un altro istituto, quindi in quelle che sono le peculiarità del mondo scolastico vediamo disagi di carattere didattico, di carattere di pubblica sicurezza ecc..
E’ pertanto chiaro che la Regione in questa vicenda specifica non è riuscita a dare una risposta concreta, quando invece c’era da supportare una situazione di totale emergenza. A questa emergenza la Regione Marche non ha saputo dare una risposta, sicché è un fatto molto grave.
Non so se ci sono altri casi, presumo di sì, allora, attenzione, perché se in Aula si risponde soltanto dicendo che mancano i fondi e quindi non si possono mettere nelle condizioni le nostre scuole di funzionare, che sicuramente è la verità, ma non può essere questa la risposta esaustiva, perché poi le emergenze continuano ad esserci.
E siccome voi come Giunta avete la possibilità di scegliere dove mettere i fondi, dove investire, dove intervenire, allora per me questa, ma ovviamente anche per i cittadini, per i genitori e anche per l’amministrazione comunale, è una emergenza che andava affrontata in ben altra maniera.


Interrogazione n. 108
dei Consiglieri Marinelli, Massi
“Errori nell’accertamento del bollo auto”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 108 dei Consiglieri Marinelli, Massi. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Vorrei provare a rispondere ai Consiglieri Marinelli e Massi secondo l’ordine delle domande avanzate.
Rispetto alla prima domanda che ci chiede se corrisponde vero che in questo periodo i cittadini stanno ricevendo ingiunzioni, avvisi e multe relativi a bolli effettivamente pagati, ad autovetture demolite o vendute dagli utenti molti anni prima, ad auto che avevano diritto all’esenzione dal bollo per gli incentivi statali, ad auto “ecologiche” che nel 2007 hanno usufruito della esenzione.
Purtroppo alle Regioni a statuto ordinario è stato attribuito dal legislatore statale il gettito della tassa auto, in sostituzione di trasferimenti di carattere fiscale, unitamente all’attività amministrativa connessa alla sua riscossione ed in particolare l’accertamento, il recupero, i rimborsi, l’applicazione delle sanzioni ed il contenzioso amministrativo relativo alla suddetta tassa.
La Regione è quindi obbligata tassativamente ad inviare l’avviso di accertamento a tutti coloro che dopo la verifica dei pagamenti effettuati non risultano in regola con la tassa dovuta in base alla proprietà di specifico veicolo.
Come il Consigliere sa, perché su questo è tornato ripetutamente negli anni, la responsabilità è nella mancata trascrizione o di un atto notarile di compravendita o di registrazione alla motorizzazione civile, ma noi siamo recipienti delle mancate trascrizioni e siamo obbligati a mandare l’avviso ai proprietari ultimi formalmente risultati nei nostri registri.
Ciò premesso, nel merito abbiamo potuto osservare che i cittadini interessati agli accertamenti (per mancato o insufficiente o ritardato pagamento relativo alla tassa auto del 2007) sono stati individuati attraverso una procedura software che si basa sull’interrogazione dei dati presenti negli archivi regionali della tassa auto, archivi che a loro volta sono allineati con gli archivi centrali del Ministero.
Quello che tutte le Regioni – glielo ripeto per la terza almeno in cinque anni – siamo obbligati a farlo purtroppo non viene sanato a monte. Se noi fossimo i titolari di tutti gli archivi potremmo essere legittimamente, come lei suggerisce maliziosamente, responsabili del mancato allineamento, quindi capaci di rispondere al fatto che una mancata registrazione possa essere oggetto di una nostra disattenzione.
Siamo invece nella sfortunata circostanza di dover registrare archivi altrui, poi sulla scorta di questi archivi non aggiornati e non interrogabili direttamente da noi, di mandare avvisi di pagamento ai proprietari.
Quindi è una situazione su cui tutte le Regioni, la Lombardia in testa, hanno da tempo chiesto al Governo la trasmissione di tutti gli archivi storici, per consentire la piena responsabilità e la piena libertà di organizzazione.
Eventuali errori, se così li vogliamo chiamare, ci possono essere e sono in realtà dovuti a disallineamenti tra i citati archivi.
Nel dettaglio della domanda, che non voglio ovviare perché costituisce un monitoraggio utile anche per noi, Consigliere, si può precisare quanto segue.
Riguardo ai bolli effettivamente pagati (punto a) il versamento del contribuente può riportare errori formali (di scadenza, di regione beneficiaria e di targa), compiuti dall’automobilista in sede di pagamento, conseguentemente il pagamento non poteva essere associato al relativo veicolo, quindi va inviato un accertamento per mettere in linea di dati.
Riguardo ad autovetture demolite o vendute dagli utenti molti anni prima (punto b) gli utenti che hanno ricevuto l’avviso di accertamento (non ingiunzioni o multe varie) risultano tuttora proprietari all’archivio tasse automobilistiche dei veicoli interessati, non avendo provveduto a comunicare al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) la perdita di possesso, ovvero, nel caso della vendita, l’acquirente non ha provveduto alla trascrizione al PRA.
Riguardo ai punti c) e d), risultano essere la stessa motivazione. Si precisa che le esenzioni dal pagamento del bollo per gli ecoincentivi statali, previste dalla finanziaria 2007 e successive integrazioni, sono inserite nell’archivio tasse automobilistiche gestito dal Ministero Finanze, su precise comunicazioni al riguardo da parte del PRA. La Regione, ente impositore, doveva solo prendere atto della presenza di tale beneficio e non aveva alcuna competenza nel merito. Si precisa che il beneficio dell’ecoincentivo ha generato tali e tante problematiche a causa di errori o disguidi imputabili ai soggetti preposti alla valutazione dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla legge per beneficiarne, che il Ministero delle Finanze si è visto costretto ad autorizzare le regioni ad esprimere una valutazione di merito. Valutazione che può essere effettuata solo in seguito all’invio alla Regione della citata documentazione da parte dei contribuenti interessati all’accertamento. L’invio degli avvisi di accertamento a tale categoria di contribuenti, per errore non imputabile alla Regione, non ha generato alcuna lamentela da parte dei contribuenti, che presentando la prescritta documentazione, anche alle agenzie automobilistiche, si sono visti sollecitamente regolarizzare la propria posizione tributaria.
Ciò premesso, colgo l’occasione perché è un utile monitoraggio di una procedura complessa, di cui noi rispondiamo come sportello ma no siamo responsabili della normativa che la regolamenta, vogliamo sollecitare tutti, se lei ce ne ha per primo ma lo facciamo al pubblico, ad inviarci concreti casi in cui sia dimostrato l’invio di avvisi di accertamento in cui non trovino riscontro le motivazioni sopra esposte.
Alla domanda in caso di risposta affermativa, di cui al punto 1), si è già in grado di quantificare il margine di errore e qual è tale margine, quali sono i motivi di tali errori, la quantificazione delle spese derivanti da tali errori a carico della Regione. La risposta è alla domanda tendenziosa che è al limite, mi consentirà amichevolmente il Consigliere Massi, di una insinuazione maliziosa.
Sono rarissimi, non voglio dire inesistenti perché ci può essere sempre l’eccezione, i casi di avvisi di accertamento sbagliati per responsabilità della Regione, con le precisazioni appena fatte sopra.
Occorre sapere che il gettito della tassa auto riscossa dalla Regione Marche è tra i più alti d’Italia in termini di accertamento effettivo (al riguardo si vedono i dati pubblicati annualmente dalla Corte dei Conti nel rapporto nazionale), il livello di evasione è relativamente basso e che comunque è molto elevata la capacità di recupero dell’evasione (ogni anno nelle Marche per la tassa automobilistica recuperiamo mediamente oltre 10 milioni di euro). E’ alto il margine di recupero e basso il livello di evasione.
Questa è la realtà della gestione della tassa auto nelle Marche, di cui la Regione è molto soddisfatta e di cui è nota l’efficienza anche a livello nazionale.
Il fenomeno delle “cartelle pazze” ha interessato negli ultimi anni varie Regioni, ma mai le Marche che possono contare su un’organizzazione informatica e su una competenza professionale preziose.
Oltretutto sono stai attivati numerosi strumenti di informazione ed assistenza del cittadino: sportello informatico regionale, sito internet, numero verde dedicato alle informazioni via telefono, rete di decine di agenzie convenzionate sparse in tutto il territorio regionale.
Colgo l’occasione dell’interrogazione, Consigliere Massi, per aggiungere una voce unanime dell’Assemblea legislativa nei confronti del Governo per il trasferimento integrale degli archivi-dati del bollo auto oppure della sottrazione alla Regione Marche dell’obbligo di accertamento. Non è pensabile poter dare un compito a un soggetto terzo privandolo degli strumenti primari di accertamento. Penso che sia una richiesta ragionevole, che ormai da quattro anni, ripeto, è una richiesta ufficiale di tutte le Regioni.
Penso che lo Stato assoluto può sempre rilevare un disagio, di cui non siamo noi responsabili, invece per i rimedi ci dichiariamo disponibili però a condizione che ci vengano dati gli strumenti per assumere questa responsabilità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Assessore è vero, come ricordava, che ci troviamo qui per la terza o quarta volta in cinque anni a parlare dei bolli d’auto, ed in verità, stando qui da dieci anni, l’abbiamo fatto anche nella legislatura 2000-2005.
Il primo problema è il disagio dei cittadini che si ripete e che passa forse più sotto silenzio rispetto alle file inferocite per il CUP, però posso assicurare che per quanto riguarda il bollo auto rabbia e disagio c’è presso gli sportelli della Regione e presso i centri informativi delle Province.
L’Assessore con dovizia di particolari ha decritto la situazione, lo ringrazio per la precisazione e la precisione. Chiaramente concordo – la nostra posizione è nota – con tutto quello che può essere reso efficiente ed efficace tramite il trasferimento totale della competenza anche archivistica della Regione rispetto allo Stato, lo vediamo come un’ottima soluzione. Non a caso, a parte i temi eclatanti come scuola, sanità, ecc., parliamo proprio per questo di un ruolo delle Regioni più forti.
Per cui sul problema politico del trasferimento di questi poteri e di questa competenza concordiamo nella valutazione che ha dato l’Assessore.
Certo è che il disagio rimane. Ora non so, Assessore, quanto sia il contenzioso, però debbo dire che i cittadini che intendono rivolgersi per vie legali contro la Regione per questa situazione sono in aumento.
Mi rendo conto quanto sia difficile, ma credo che vada fatto ogni procedimento utile possibile per ovviare ai disagi, che peraltro di solito colpiscono cittadini anziani che hanno difficoltà a muoversi e quindi anche a reperire nel proprio archivio domestico bolli vecchi pagati.
E’ una situazione che mi auguro di non dover ritrattare in quest’Aula ad aprile-maggio.
Per quanto riguarda la contestazione, l’Assessore dice il Governo, bèh, noi su questo siamo abituati, perché abbiamo assistito – ne parleremo dopo – alle file del CUP e sul CUP i cittadini opportunamente indirizzati sbraitavano contro Berlusconi e il Governo. Allora forse in Italia non è molto chiaro quali sono le competenze che spettano ad ognuno, a Regione e Stato.
Comunque, ripeto, speriamo di non dover ripresentare questa interrogazione, in modo che anche la Regione possa, entro le proprie competenze, andare incontro ai cittadini.


Interrogazione n. 142
del Consigliere Massi
“Rigassificatore di Porto Recanati – parere della Regione”

Interrogazione n. 147
del Consigliere Marangoni
“Richiesta di conformità urbanistica – Rigassificatore Porto Recanati”

Interrogazione n. 171
del Consigliere Pieroni
“Rigassificatore Riviera del Conero – Porto Recanati: lettera degli Uffici della Regione Marche ai Comuni”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 142 del Consigliere Massi, l’interrogazione n. 147 del Consigliere Marangoni, l’interrogazione n. 171 del Consigliere Pieroni, abbinate.
Ha la parola l’Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. L’Assemblea legislativa nella seduta dell’8 giugno 2010 ha approvato una mozione con la quale impegna la Giunta regionale ad opporsi alla realizzazione di rigassificatori a largo delle coste marchigiane e a non dare il consenso alle eventuali richieste di intesa da parte del Governo e dei Ministeri competenti.
Con l’approvazione della mozione la Regione intende quindi impedire la realizzazione di tali impianti nel tratto di mare prospiciente il territorio regionale.
La società Tritone Gas Spa (ex Gaz de France) ha presentato una istanza al Ministero dello Sviluppo Economico per l’autorizzazione e l’esercizio di un terminale offshore per la rigassificazione del gas naturale a largo del comune di Porto Recanati.
Per tale impianto lo Stato deve dare l’autorizzazione per le opere fino alla spiaggia di Porto Recanati mentre la Regione si deve pronunciare, ai sensi, del d.p.r. n. 327/2001 e del d.lgs. 42/2004, per il metanodotto a terra.
I procedimenti riguardanti il metanodotto sono due:
- procedimento di conformità urbanistica (ex d.p.r. n. 327/2001) che riguarda soltanto l’interramento del tubo destinato a portare il metano da Porto Recanati a Recanati, in modo da collegarsi alla rete nazionale della SNAM, ed i due piccoli manufatti fuori terra posizionati all’inizio e alla fine dell’opera;
- procedimento di autorizzazione paesaggistica, per le sole opere fuori terra del metanodotto (ex d.l.gs. n. 42/2004). Sull’opera interrata del metanodotto non vi è autorizzazione paesaggistica.
Nel corso dei procedimenti il tracciato del metanodotto sembrava non definitivo, per cui si era ipotizzato uno stop alle procedure, ma poi la società SNAM, titolare della richiesta presso il Ministero dello Sviluppo Economico per l’autorizzazione alla costruzione del metanodotto in questione, ha confermato il percorso del tracciato dell’opera che attraversa i territori dei comuni di Porto Recanati, Castelfidardo e Recanati.
Pertanto è doveroso precisare che la conformità urbanistica, a cui questo Ente è obbligato a pronunciarsi per legge, si collega esclusivamente ai vincoli di esproprio o di asservimento dell’opera pubblica statale che attraversa il territorio dei Comuni interessati che devono conformare a questa i loro piani regolatori.
Su tale procedimento sono quindi i Comuni gli attori principali che in quanto tali possono esprimere il loro diniego alla realizzazione del metanodotto.
Tale diniego va però esplicitato con apposito atto consiliare in modo da consentire al Servizio governo del territorio della Regione di concludere la procedura amministrativa.
La Regione non può interrompere motu proprio un procedimento a cui è obbligata per legge, in quanto a seguito di istanza del proponente, come nel caso in esame, i procedimenti amministrativi debbono essere attivati e conclusi obbligatoriamente ed il loro iter e/o esito non può essere influenzato da decisioni politiche.
Si precisa inoltre che il procedimento di VIA in capo al Ministero non è ancora concluso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. La risposta dell’Assessore Viventi ha descritto bene la situazione in corso, ma devo dire – almeno per il comune di Porto Recanati – che è forte la perplessità degli amministratori e dei cittadini che vedono arrivare continuamente da parte della Regione richieste di pareri, quando invece si considerava esaurito il ruolo della Regione su questa vicenda, perché l’Assemblea legislativa si è espressa all’unanimità sul no a questo rigassificatore.
Capisco che la società continua il suo iter ministeriale (…) Se sono i Comuni che devono integrare, però penso che per chi sta nei comuni la convinzione era che ormai con il pronunciamento dell’Assemblea legislativa eravamo a conclusione della vicenda. (…) Esprimo solo questa perplessità. Se io fossi stato il Sindaco o un Assessore di uno dei Comuni interessati avrei voluto sentirmi più tutelato da parte della Regione. Ora non so il modo con cui la Regione interviene presso il Ministero. Però credo che vada chiarito a tutti che in questo territorio questo impianto non è desiderato. (…) Allora posso solo chiedere che questo sia ripetuto ogni volta nelle sedi opportune.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Anch’io sono estremamente perplesso per quello che sta succedendo, ci sono queste lettere continue ai Comuni di Recanati, la mia città, Castelfidardo e Porto Recanati. Una prima lettera del 29 luglio, una seconda del 3 settembre, che tra l’altro dice: “non tenete conto della prima”, una terza lettera il 15 settembre e dulcis in fundo una quarta, che ho qua in mano, non citata nelle interrogazioni perché è successiva, del 26 ottobre.
Mi chiedo allora se questa Assemblea è sovrana oppure non lo è. Approva una mozione, peraltro molto dura, sostenuta con grande energia dal sottoscritto e anche dal Consigliere Pieroni –. che oggi all’inizio di seduta ha abbandonato l’Aula per protesta per altri motivi –, dove addirittura si dice che la Giunta regionale è impegnata a resistere e ad impugnare gli atti eventualmente adottati per dare il via libera all’impianto, a sollevare conflitti di competenza e ogni altra iniziativa utile. Insomma, non c’era soltanto un no al rigassificatore di Porto Recanati ma c’è un “siamo pronti a combattere – passatemi il termine –”.
Ora la stessa Giunta, un suo dirigente del Servizio competente, continua a scrivere ai Comuni dicendo: “dateci il vostro parere, anche negativo, sull’opera da realizzare”. (…) Ho capito ma…(…) Sì, spero però che non ci sia invece la volontà. Fino a dicembre il governatore Spacca era per fare il rigassificatore, e l’ho anche documentato con atti alla mano, poi ha cambiato idea, giustamente dal suo punto di vista, tre mesi prima del voto regionale. Però spero, ripeto, che non ci sia invece una volontà di mandare comunque avanti le cose in maniera surrettizia e subdola.
Quindi mi auguro che ci sia una serietà di comportamento di tutti gli organi della Giunta rispetto a quanto deciso da questa Assemblea, che mi auguro sia sovrana veramente e non soltanto formalmente.


Proposta di deliberazione n. 2
dell’Ufficio di Presidenza
“Istituzione di una Commissione consiliare di Inchiesta tendente ad esaminare le recenti vicende relative al – Progetto sperimentale del CUP unico”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 2 ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza. Ha la parola la relatrice…(…) Prego, Presidente Spacca.

Gian Mario SPACCA. Sull’ordine dei lavori, Presidente, perché ritenevo che su questo argomento, con il voto avvenuto nella precedente seduta, avessimo trovato un accordo in quest’Aula tra le forze di maggioranza e di opposizione. Infatti due sedute fa su questo argomento c’è stato un voto, ovvero di quando avevo annunciato che al termine del collaudo, che sarebbe avvenuto entro questo mese, ci sarebbe stata da parte mia una relazione in Aula sul progetto del CUP, il Centro unico di prenotazione, e quindi avevo chiesto di rinviare l’istituzione della Commissione d’inchiesta all’illustrazione di questa relazione. In modo tale ci fosse più appropriatezza nella scelta che veniva fatta, che sicuramente era una scelta non indifferente, particolarmente pesante e grave nei confronti anche dei lavori della nostra Regione e con effetti esterni significativi.
Quindi avevo inteso che da parte dell’Assemblea legislativa, sia pure a maggioranza, ci fosse questo tipo di orientamento. Vedo invece che questo argomento continua ad essere all’ordine del giorno. Quindi vorrei richiamare l’Assemblea legislativa a riflettere sull’opportunità che la Commissione d’inchiesta venga istituita, o per lo meno la decisione sulla Commissione d’inchiesta avvenga subito dopo la relazione che mi sono impegnato a fare in questa Assemblea al termine del collaudo, che tra l’altro sembrerebbe possa essere anticipato e quindi concludersi non più il 30 novembre, come avevo annunciato precedentemente, ma una settimana-dieci giorni prima.
Da parte mia si ribadisce l’opportunità, quindi chiedo formalmente il rinvio di questo punto all’ordine del giorno affinché sia preso in considerazione e deciso dopo la relazione sul collaudo, che appunto sarà fatta da parte mia così come anticipato e promesso, così come mi sono impegnato a fare nei confronti di quest’Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Questa richiesta di rinvio, Presidente Spacca, ci sembra assolutamente pretestuosa. Come Ufficio di Presidenza questo atto l’abbiamo analizzato a fondo, tant’è che se fosse stata data la parola alla relatrice Giorgi ci sarebbe stata la spiegazione delle motivazioni. Quindi l’atto formale è assolutamente votabile.
Mi sembra che questa maggioranza abbia l’intenzione di ripercorrere una strada già vista nella scorsa legislatura e che ha portato ad un binario morto. Nella scorsa legislatura la minoranza assembleare chiese l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sui fatti del Cemim, l’Aula governata dalla maggioranza furbescamente chiese l’istituzione ma al contempo la sospensione della Commissione d’inchiesta perché voleva vedere l’esito delle indagini e delle cause in corso presso la magistratura. Ma quando la magistratura si è pronunciata – e sappiamo come si è pronunciata – ormai la legislatura era terminata e quindi l’Assemblea legislativa legittimamente, come da Statuto, non ha potuto approfondire nella sua totale autonomia la vicenda.
Questa volta addirittura non c’è neanche un’indagine della magistratura. Quindi mi sembra una lesione grave dei due livelli di potere che insistono in quest’Aula. Infatti non dobbiamo dimenticare che c’è un livello esecutivo, la Giunta, e c’è un livello legislativo, che è l’Assemblea.
Pertanto l’Assemblea, con questa sua richiesta, Presidente, verrebbe snaturata di una sua facoltà, statutariamente prevista, rispetto a una vicenda che in questi due ultimi mesi ha segnato fortemente le coscienze e la salute dei marchigiani.
Ci sembra una fuga dalla realtà, ci sembra la volontà di tagliar fuori il livello legislativo, e dunque l’Assemblea, e di volersi viceversa intestare come Giunta regionale il carico delle indagini, per cui essere in buona sostanza controllori e controllati di se stessi.
Noi riteniamo, invece, che ci siano i presupposti per un sereno ed equilibrato approfondimento delle vicende che hanno caratterizzato l’istituzione del CUP, con tutto quello che poi ne è scaturito, ed anche con le posizioni che la Giunta ha preso. Non dimentichiamo, infatti, che la Giunta regionale ha seguito passo passo le dinamiche che hanno portato all’istituzione del CUP salvo poi voler – mi passi il termine, Presidente Spacca – un pochino furbescamente, ovvero un pochino vigliaccamente, scaricare solo sui tecnici le responsabilità del disservizio creato alla cittadinanza marchigiana.
Questa è una cosa che non ha funzionato, che non funziona e che non può passare sott’occhio, nonostante vogliate derubricare ai tecnici le responsabilità. Non ci sta! Da che mondo è mondo in una democrazia la responsabilità finale attiene alla politica e a chi, grazie alla politica e al mandato ricevuto, assevera le decisioni. Questa è la verità.
E’ caduta una parte importante dei reperti archeologici di Pompei, non si sono chieste le dimissioni del direttore del sito archeologico, ma state preparando una mozione di sfiducia verso il Ministro della cultura. E’ una prassi, ed è giusta, poi sarà discussa, approvata o respinta, ma la politica deve assumersi le responsabilità dei disservizi. Perché la decisione di fare il CUP e di come farlo, Assessore Mezzolani, non è stata presa certamente dai tecnici ma dalla politica. La decisione di farlo partire su tutto il territorio regionale e non in una zona a mo’ di esperimento è stata presa dalla politica.
E peraltro con tutto il corollario che c’è stato. Sappiamo perfettamente quello che è avvenuto nell’istituzione del bando, nella gara alla quale c’è stato un ricorrente che dopo aver vinto parzialmente al TAR guarda caso si è ritirato, lo stesso soggetto che ha comunque delle aderenze presso la Regione Marche, visto che è anche presidente dell’Inrca. Poi la questione dei familiari rispetto alla cooperativa che ha vinto il CUP.
Dunque c’è molto materiale su cui questa Assemblea può ragionare. Assemblea che, ricordiamoci, è la massima espressione democratica della Regione.
Per cui riteniamo ci siano tutti i presupposti per istituire oggi una serena Commissione d’inchiesta, che, come l’Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo hanno condiviso, mi sembra duri sei mesi. E’ una Commissione che ha un numero limitato di Consiglieri, così da dare una vera dinamicità, un impulso vero che possa portare a delle risultanze chiare e il più possibile vicino alla verità.
Negare questa cosa, voler buttare furbescamente la palla in avanti, significa ledere le prerogative di ciascuno di noi.
Presidente Spacca, lei sa che nonostante viviamo la politica da schieramenti diversi io apprezzo la sua competenza politica, non ne faccio mistero, ma questa sua richiesta mi ha molto sorpreso. Richiesta che mi auguro non venga corrisposta dalla maggioranza dei Consiglieri in quest’Aula con il voto che ci apprestiamo ad esprimere, perché sarebbe uno sfregio alla democrazia che si è espressa tramite quei cittadini che ci hanno portato in quest’Aula.
Non solo la Giunta deve lavorare, deve lavorare anche l’Assemblea legislativa, e siccome lo Statuto lo prevede, che lo Statuto venga applicato. E che non viga solamente la forza dei numeri rispetto a una vicenda del genere, ma viga il buonsenso e la possibilità di poter ricercare, anche tramite noi, la verità dopo il danno che abbiamo creato ai marchigiani, anzi, che avete creato ai marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Comi.

Francesco COMI. Intanto ritengo che non ci sia da parte di nessuno, sebbene sia legittimo il tentativo del Consigliere Bugaro di far pensare il contrario, alcuna volontà di censura, né di mistificazione dei fatti e di quanto accaduto, ma piuttosto ci sia da parte di tutti noi Consiglieri, che assolviamo a un compito difficile, ossia a una responsabilità doverosa nei confronti della Comunità marchigiana per le tante aspettative che ci sono nei confronti di un servizi pubblico essenziale come quello sanitario, la volontà di fare chiarezza.
Ma per fare chiarezza ed individuare limiti, responsabilità e inefficacia di questo servizio occorre una valutazione consapevole, meditata, oggettiva.
Se allora non vogliamo snaturare la discussione e tradurla in un mero dibattito politico, se vogliamo tentare di emanciparci, almeno per una volta, almeno su un servizio essenziale e importante come questo, dalle strumentalizzazioni che ci dividono, dalla solita manichea visione della politica in cui ciascuno recita il suo copione, se vogliamo fare una valutazione seria, meditata e consapevole dei limiti e delle responsabilità, noi Consiglieri di maggioranza vogliamo avere un quadro esatto, completo, oggettivo della situazione.
Per cui non vogliamo sfuggire ma vogliamo affrontare la discussione con un elemento imprescindibile, ovvero l’esito del collaudo sul quale ci relazionerà il Presidente da qui a quindici giorni, che è l’atto principale di verifica, di monitoraggio, di censimento dell’efficacia del servizio. Poi attraverso quel dato oggettivo creare le condizioni per verificare l’efficacia del servizio, per verificare la possibilità di chiedere danni e di esercitare azioni di responsabilità.
Da parte nostra nessuna volontà di sfuggire al dibattito, anzi, c’è piuttosto una volontà precisa, seria e responsabile di affrontarlo nel modo migliore, quello cioè che ci consentirà di risolvere i problemi.
E’ questa, credo, la vera differenza tra l’impostazione della maggioranza e della minoranza. Noi non abbiamo a cuore una discussione sterile e demagogica, ma abbiamo a cuore la risoluzione del problema, quindi crediamo che sia inutile affrontare un dibattito senza un quadro complessivo esatto.
Per cui attendiamo l’esito della relazione del Presidente e su quella faremo le valutazioni, compresa anche la valutazione di opportunità sull’eventuale istituzione di una commissione.

PRESIDENTE. Bene, grazie Consigliere Comi. (…) No, su una proposta di rinvio a norma di regolamento non c’è possibilità di poter fare altri interventi. (…) Scusate, abbiate pazienza, Consiglieri! (…) Sentite, ho già detto l’altra volta che visti i comportamenti sarebbe cambiato registro, ossia che il regolamento sarebbe stato rispettato pedissequamente proprio perché qualcuno non ha rispettato le modalità con cui si cercava di gestire le assemblee anche con un po’ di tolleranza.
Comunque non è possibile intervenire ancora, perché su una proposta di rinvio può esserci solo l’espressione di un parere a favore e l’espressione di un parere contro. Siccome queste due espressioni di parere si sono esaurite negli interventi del Vicepresidente Bugaro e del Consigliere Comi il discorso su questa proposta di rinvio è chiuso.
Piuttosto Presidente le chiedo, perché poi dobbiamo redigere l’ordine del giorno, eventualmente lo inseriamo nella seduta del 23 novembre? Ho bisogno di mettere una data altrimenti il rinvio sarebbe come un voto negativo. (…) Quindi mi assumo la responsabilità di inserirlo all’ordine del giorno della seduta di martedì 23 novembre.
Pongo in votazione la proposta di rinvio del Presidente Spacca. (…) Da parte di chi? (…) Bene, i Consiglieri Zinni, Natali, Foschi richiedono la votazione per appello nominale. La votazione è aperta.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Luchetti, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Spacca, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Binci, Bugaro, Carloni, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Massi, Natali, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

(dai banchi dell’opposizione i Consiglieri espongono manifesti di protesta)

PRESIDENTE. Guardate, Consiglieri, il regolamento mi imporrebbe di chiedervi di eliminare i cartelli, ma siccome questo comportamento si commenta da solo, vi dico: “continuate pure! Continuate pure!”, cosicché darete l’immagine precisa di come non si può stare in quest’Aula, anzi, sarei felice continuaste, prego!
Intanto passiamo al successivo punto all’ordine del giorno.


Mozione n. 71
dei Consiglieri Marinelli, Massi
“Problematiche connesse all’inquinamento atmosferico da polveri sottili – sostegno ai comuni”
(Discussione e rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 71 dei Consiglieri Marinelli, Massi. Ha la parola il Consigliere Marinelli per illustrarla.

Erminio MARINELLI. Presidente, è stato bravissimo, io avevo altri manifesti, dovendo invece illustrare la mozione per il momento non riesco a tirarli fuori, ma eventualmente li tirerò fuori dopo.

PRESIDENTE. Consigliere Marinelli, lei è un signore, prosegua nell’illustrazione!

Erminio MARINELLI. Lei è un volpino, Presidente! Ma lo dico in senso positivo.

PRESIDENTE. Sarò anche un volpino, ma la classe non è acqua, non si imbottiglia, glielo dica a Marangoni!

Erminio MARINELLI. Il problema polveri sottili, colleghi, è un problema che interessa tutta la nostra regione, tutti i comuni hanno difficoltà estreme, nessuno è esente, per lo meno quelli interessati al rilievo delle PM, e sono soprattutto i comuni costieri che soffrono di questa enorme difficoltà.
In questo periodo ci sono stati una serie di incontri con l’Assessore Donati, che dunque devo ringraziare per la sua sensibilità, attenzione e soprattutto voglia di trovare un punto di incontro con i Comuni che si trovano in difficoltà.
E’ chiaro che i Comuni rappresentano l’anello debole del sistema, hanno difficoltà economiche ben evidenti, ma credo che ormai si sia arrivati ad un soddisfacente punto di incontro. Anche perché qui parliamo sì di viabilità, di commercio, di guadagno, ma sopratutto parliamo di salute e la salute non ha colore politico.
La provincia di Ancona è la più esposta, ha superato il limite dei trentacinque giorni e la concentrazione delle polveri sottili.
Sapete benissimo che l’origine delle polvere sottili è molto varia, può derivare dai veicoli, dal diesel, l’usura dei freni, le asfaltature, i pneumatici, le emissioni industriali, il riscaldamento. Insomma le cause sono molteplici, i fattori sono tanti, di conseguenza anche le risposte da dare sono diverse e anche difficili da coagulare tutte insieme soprattutto per una questione economica.
Vi è uno studio statistico dell’Arpam che è emblematico ed allarmante, dice: “l’esposizione a tot concentrazioni per tot numero di giorni permette di sviluppare tot numero di malattie e anche morti”. E’ uno studio che può essere… Scusate, Consiglieri, vogliamo magari riparlare del CUP! Tirate fuori i cartelli! Ma si può parlare di una mozione che interessa tutta la regione in questo modo! Assessore, massimo rispetto per il suo impegno, gliene do atto, glielo darò sempre, però, Consiglieri, abbiate pazienza! E parlo così anche per evocare attenzione, qui nessun Consigliere è interessato alle polveri sottili! Presidente, non c’è nessun interesse su questo argomento, interessano più gli affari e le beghe! (…) Ma ce li mettiamo, ci mettiamo Ruby, ci mettiamo quello che volete! Però adesso non c’è un Consigliere che si interessa delle polveri sottili!

PRESIDENTE. Consiglieri! Consigliera Ortenzi, lei è pregata di sedere e tacere, chiaro! (…) No, con calma niente, questo non è il luogo del caos! E questo vale per tutti! Chiaro! Consigliere Marinelli, lei non può pretendere che l’ascoltino, lei può pretendere di parlare! Cosa vuole che le dica? Parli!

Erminio MARINELLI. Ma, Presidente, posso io parlare in un’Aula dove non ascolta nessuno!

PRESIDENTE. Ma se la prenda semmai con Marangoni che non la sta ascoltando! Con chi se la prende! Abbia pazienza!

Erminio MARINELLI. Io ho pazienza, ma sto qui a urlare! E parlo a voi, Consiglieri! Se non vi interessano le polveri sottili, lasciate perdere e cambiate lavoro! Non parlo più, a chi sto a parlare!

PRESIDENTE. Consigliere Marinelli, continui, la prego.

Erminio MARINELLI. Bene, ricominciamo. Stavo dicendo che è una problematica difficile, una problematica che tutti conoscete, soprattutto la conosce bene chi abita nella costa perché lì c’è una viabilità maggiore.
Ho dato atto all’Assessore Donati di un grande impegno, ha parlato con i Sindaci e capisco che non è facile trovare un punto di incontro. Peraltro i Sindaci se non intervengono su questo argomento possono subire anche denuncia penale, essendo appunto i responsabili della salute pubblica. In più ci sono anche gli interessi logici, il commercio, il periodo di Natale, il periodo della crisi ecc..
Quindi lo studio dell’Arpam, dicevo, si è inserito dopo l’estate in maniera abbastanza pesante, statisticamente ha infatti constatato che con l’esposizione per un tot numero di giorni per quella concentrazione si sviluppano tot malattie e morti.
Per cui in una situazione del genere la preoccupazione è massima, non può essere diversamente.
Sapete benissimo che la Commissione europea ha dato dei limiti per l’Italia, che ha però superato abbondantemente certi risultati, e dobbiamo tenere conto che la Regione Marche ha richiesto una deroga fino all’11 giugno 2011.
Quindi c’è da intervenire su una situazione a più riprese. Tenendo conto che vi è una difficoltà enorme anche per quanto riguarda i trasporti pubblici. Infatti in Italia il parco macchine di trasporto pubblico è obsoleto, ha un’età media di nove anni, contro i sette della Francia e i sei della Spagna.
Allora i Comuni che cosa hanno fatto? Hanno realizzato zone a traffico limitato, piste ciclabili, hanno lavato le strade, però tutto questo non è assolutamente sufficiente.
Pertanto occorre intervenire in maniera precisa deviando, secondo me, il traffico pesante; Assessore Petrini, ad esempio, da Porto d’Ascoli fino a Pesaro si può portarlo sull’autostrada evitando così la statale. Penso sia la risposta maggiore, oltre al fatto di svecchiare gli automezzi pubblici – per i quali certamente occorrono finanziamenti – oppure intervenire sul riscaldamento ovvero nuove caldaie.
Insomma, signori, bisogna intervenire in maniera massiccia. Finora la Regione non è mai intervenuta. Anche come Sindaco avevo fatto una serie di lettere alle quali però nessuno ha risposto – quando non c’era l’Assessore Donati, lo dico per correttezza –. L’unico incontro è stato fatto il 19 marzo, ossia quando si era in piena campagna elettorale, quindi un incontro ben mirato per dire “vedremo e faremo”.
Ora siamo arrivati a un punto tale che non possiamo non dare la risposta. I Comuni sono a disposizione dell’Assessore, che si è dimostrato, ripeto, attento e sensibile, per cui dobbiamo trovare un punto di incontro per partire con questa ecozona. Bisogna perimetrare in base alla necessità, sapendo che ormai gli euro4 senza filtro particolato danno dei problemi, occorre quindi un filtro particolato per passare all’euro5. In questa fase di crisi non è che si può chiedere di cambiare macchina a chi non ne ha la possibilità.
Ho dunque voluto iniziare questo dialogo con tutti voi in quest’Aula proprio perché si tratta di un problema serio e molto grave. Problema che forse non è neppure recepito nella sua essenza, come può essere il disservizio del CUP, però anche qui si tratta di salute. Come mai le patologie bronchiali croniche aumentano? Come mai aumentano i tumori a livello polmonare? Perché c’è un tasso di inquinamento che, certo, non è l’unico, ma è sicuramente un fattore aggravante del rischio a contrarre simili patologie.
Scusate per lo sfogo, ma siccome questo problema in mezzo a mille difficoltà l’ho vissuto direttamente anche come Sindaco, ora vedere poca attenzione mi ha scatenato segni di insofferenza. Vi garantisco che non lo farò più… la prossima volta farò peggio!

PRESIDENTE. No, Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. E no, farò peggio perché qui dentro, Presidente, è l’unico modo per farsi rispettare!

PRESIDENTE. Consigliere Marinelli, probabilmente il tutto è accaduto perché l’illustrazione della sua mozione è avvenuta subito dopo una fase concitata dell’Aula, quindi si era caduti nella disattenzione, altrimenti i lavori di norma si svolgono in modo credo adeguato.
Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Questa problematica che stiamo discutendo non è nuova, io ho avuto modo di seguire anche i lavori della scorsa legislatura, quindi si sa benissimo che ci sono state sia interrogazioni che mozioni proprio relativamente discorso delle polveri sottili.
E’ dunque un problema che si trascina ormai da troppi anni che però è sempre stato sottovalutato Se posso fare un parallelo, è simile a quello che andremo a discutere dopo questa mozione, cioè il problema delle scogliere. Per tanti anni del problema delle polveri sottili non se ne è mai parlato poi all’improvviso, quando si vede che non c’è più niente da fare, si interviene con strumenti come quello che si vuole adottare oggi, ossia con la chiusura quasi totale del traffico.
Nel corso di questi decenni per fare in modo si riducessero le polveri sottili non è stata mai fatta una seria politica coordinata con i Comuni.
E la causa delle polveri sottili non riguarda solo il traffico su gomma, ma anche, e lo sappiamo benissimo, altri aspetti, come ad esempio il riscaldamento a gasolio che ancora insiste soprattutto in molti edifici pubblici.
Quindi è indispensabile che i Comuni, le Province e la stessa Regione, ove non l’abbiano fatto, si adeguino a una diversa forma di riscaldamento, che potrebbe essere quella a metano ma potrebbero essere utilizzate anche le famose energie alternative, che invece oggi vediamo deturpare il nostro paesaggio.
Il problema è stato sottovalutato perché, certo, le polveri sottili non si vedono, però si sentono!. La regione Marche negli scorsi anni – lo dicono studi medici – ha avuto in Italia il più alto tasso di aumento di tumori infantili, che sono strettamente legati all’inquinamento e quindi anche alle polveri sottili; vorrei ricordare che nelle polveri sottili rientrano anche le fibre d’amianto che nel corso degli anni si sono miscelate a tutte le altre.
Dunque è un fenomeno che è stato sicuramente sottovalutato. Oggi ci troviamo in una situazione drammatica dal punto di vista medico, che è quello che conta forse più del resto. Ma è anche difficile il monitoraggio di alcune patologie, seppure quelle collegate alle vie respiratorie sono sicuramente quelle la cui causa si può più facilmente ricondurre all’aumento incredibile delle polveri sottili. Tra l’altro ora c’è anche quel fenomeno persino più micidiale delle polveri ancora più sottili.
Nella scorsa legislatura avevamo fatto delle proposte, avevamo evidenziato che la situazione era drammatica, richiamammo il caso della regione Toscana dove addirittura Sindaci e il Presidente della Regione sono stati denunciati per non aver attuato i provvedimenti richiesti dalla legge per la riduzione dei limiti delle polveri sottili.
Sul trasporto pubblico locale penso si sia fatto pochissimo. Anzi, proprio in questi giorni – seppure sappia già che andrete a dire, come spesso fate, che la responsabilità è del Governo nazionale – si parla della chiusura del tratto ferroviario Pergola-Fabriano, tratto mai valorizzato degnamente, infatti i pullman sono strapieni mentre i treni sono vuoti. La motivazione è che non ci sono coincidenze, non ci sono orari, e questo è noto perché è stata fatta anche un’indagine che ha focalizzato l’attenzione proprio sul perché gli studenti e i lavoratori non utilizzano quel treno.
Si è anche fatto poco, nonostante sia nell’accordo di programma Stato-Regione, per il ripristino della ferrovia Fano-Urbino, che invece potrebbe essere sicuramente una valida alternativa al movimento su gomma che si concretizza con le automobili e con i pullman soprattutto per l’aspetto universitario della città Urbino.
Si è fatto pochissimo per poter avere una frequenza maggiore nella linea ferroviaria lungo l’Adriatica, per far sì che possa diventare una metropolitana leggera utile non solo per i pendolari ma anche per i turisti. Pensiamo al porto di Ancona che ospita numerosissime navi da crociera, se ad esempio per gli ospiti di una nave da crociera venisse messa a disposizione una metropolitana leggera, che possa in breve tempo portarli lungo la costa adriatica sia a nord che a sud, potrebbe essere un incentivo, per chi appunto deve rimanere diverse ore ad Ancona, a visitare anche altre città marchigiane, Pesaro, Fano, Urbino, ecc..
Oggi invece siamo arrivati al punto in cui la Comunità europea ci dice: “o vi muovete o vi penalizzo”. Vi penalizzo come? Non vi do quelle risorse economiche che vi consentono di portare avanti altri progetti. Siamo arrivati a questo punto. Per cui ora la Regione si vede costretta, per non rischiare di non avere risorse economiche da parte della Comunità europea, di prendere dei provvedimenti che penalizzano un po’ tutti. Tra l’altro non si capisce bene quello che succede, il Sindaco di Pesaro, che è della vostra stessa parte politica, rifiuta certe proposte che gli sono state fatte, altri Sindaci si trovano in difficoltà, in alcuni casi anche colpevolmente, perché certamente non si può prevedere un intervento solo quando c’è l’emergenza.
In ogni caso il tutto deve essere necessariamente coordinato dalla Regione. Per cui ritengo vada fatto un discorso serio e soprattutto in prospettiva, quindi non solo per il fatto che se non ci si adegua non arriveranno più risorse dalla Comunità europea.
Ossia, non possiamo tamponare questa situazione ed aspettare che si riapra di nuovo il capitolo. Un capitolo, ripeto, che riguarda principalmente la salute e soprattutto quella dei ragazzi che sono quelli maggiormente presi di mira da questo subdolo male che porta in sé la polvere sottile.
Inoltre è indispensabile intervenire, ribadisco, anche per un trasporto alternativo alla gomma. Anche perché, al di là dell’inquinamento da polveri sottili, c’è il problema del traffico consistente, quindi della qualità di vita. E la qualità di vita la perderemo se non saremo capaci di mettere nelle condizioni i cittadini della nostra regione di poter utilizzare un trasporto pubblico adeguato alle esigenze, moderno ed efficiente. E questo si può fare, ogni anno infatti la Regione Marche dà a Trenitalia una cifra enorme per il trasporto locale. Però purtroppo i risultati di quell’investimento sono molto deludenti, se è vero come è vero che oggi ci si vede costretti a prendere una serie di provvedimenti capestro che potevano invece essere evitati se si fosse attuata una politica seria dei trasporti e una politica efficace contro l’inquinamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Questa discussione è molto importante, quindi ringrazio i Consiglieri che hanno presentato la mozione.
Sono infatti diversi anni, specialmente nei periodi invernali, che si va oltre i 35 sforamenti, ossia oltre il limite massimo permesso dalla normativa rispetto ai limiti delle PM10. Nella provincia di Ancona, come evidenziato nella mozione, ci sono città importantissime, come Ancona, Falconara, Jesi, Montemarciano, dove si superano addirittura 55-60 sforamenti solo nei primi tre o quattro mesi dell’anno.
Lo studio dell’Arpam ha evidenziato gli effetti delle polveri sottili, quindi della presenza delle PM10, PM5, PM2,5, oltre che di quella delle polveri ultrasottili; le polveri sottili si fermano nei polmoni mentre le polveri ultrasottili entrano addirittura nel circolo sanguigno, con tutte le conseguenze che ne derivano. Questo studio ha evidenziato un aumento delle patologie respiratorie e dei tumori soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione, bambini, anziani, e su chi è costretto a vivere nelle nostre città, come le mamme con i bambini ecc..
Ci troviamo pertanto in un’emergenza.
In questo momento la Regione sta mettendo in atto interventi emergenziali orientati alla regolamentazione del traffico soltanto nei periodi di alta presenza di polveri sottili. Però qui è chiaro che deve essere messa sotto accusa la programmazione del trasporto pubblico – che, ricordo, rispetto alle competenze regionali è la seconda voce di spesa dopo la sanità –, perché non si ha nessun effetto, ci si investe ma poi non si hanno risultati rispetto appunto alla diminuzione dei veicoli in circolazione. Perché? Perché nella programmazione del trasporto pubblico sia locale che ferroviario ognuno pone in evidenza le difficoltà che certe scelte potrebbero portare rispetto alla vita quotidiana della gente ormai appunto abituata a girare con le auto.
Ma qui bisogna intervenire! Ogni Provincia ha ad esempio un piano di trasporto pubblico locale su gomma, ma ancora nessuna ha ottemperato a quanto previsto dentro quei piani. Piani che prevedono parcheggi scambiatori, rottura e non sovrapposizione delle tratte. E questo perché? Perché c’è l’interesse delle aziende associate che gestiscono il trasporto, interesse che viene mediato dai consigli di amministrazione delle stesse imprese di trasporto, e i rappresentanti politici, quelli che dovrebbero essere in controllori, di fatto stanno nei consigli di amministrazione. Quindi c’è un conflitto di interesse, c’è un blocco delle decisioni perché la politica che dovrebbe controllare e decidere non ha il coraggio di farlo per non andare contro gli interessi consolidati, seppure, certo, anche legittimi. Insomma, chi deve decidere dovrebbe dire: “deve essere effettuata la rottura delle tratte” oppure si dice che l’ente pubblico paga un tot di chilometri dopodiché il privato quei chilometri li fa dove lo decide l’ente pubblico, e non sulla tratta che ha in concessione!
Altra questione è che il piano della qualità dell’aria, approvato alla fine della scorsa legislatura, prevede sì gli interventi per la diminuzione delle emissioni delle polveri sottili, come ad esempio il cambio delle caldaie da gasolio a metano, l’installazione di caldaie ad alta efficienza, il possibile inserimento delle energie rinnovabili, però poi non c’è una lira. Non c’è una lira! Che è anche il perché di questa mozione.
Gli interventi previsti vanno dunque anche finanziati, magari individuiamone uno, che so, vogliamo migliorare la qualità delle caldaie, allora finanziamo questo. Siccome le caldaie già beneficiano del 55% per l’efficienza energetica lì l’incentivo potrebbe essere minimo, già un 10% potrebbe essere sufficiente, farebbe passare dal 55% al 65%, quindi un cambio di caldaia si farebbe con un 35% del costo. Questo è tanto per fare un esempio pratico.
L’altro aspetto riguarda la revisione delle politiche della viabilità e del trasporto. Ad esempio anche la politica di fare nuove strade dovrebbe essere funzionale alla diminuzione del traffico nelle aree urbane. Non può essere che la realizzazione di nuove strade ha come conseguenza un aumento del traffico nelle città.
Quindi serve una programmazione regionale sulla politica dei trasporti, sulla politica della viabilità, sulle opere pubbliche come i parcheggi scambiatori. Ad esempio c’è una fermata della c.d. metropolitana leggera che si ferma anche al Mercatone Zeta, si potrebbe allora utilizzare il parcheggio dello Stadio del Conero per bloccare tutte le auto e tutti i mezzi pubblici che vengono dal sud di Ancona. Per cui chi viene da Osimo, da Castelfidardo, dalle provincie del sud di Ancona ecc. dovrebbe fermarsi lì, ci sono 10 mila posti macchina! Poi da lì basta il treno o un bus navetta che fa avanti e indietro, toglieremo così un 30% di traffico verso Ancona.
Però questi interventi bisogna avere anche il coraggio di programmarli, non può esserci solo la politica della gestione dei fondi!
L’Assessore Marcolini ha parlato che dal prossimo anno andremo ad un bilancio a base zero, ma un bilancio a base zero è utile solo se c’è una programmazione che prevede degli obiettivi da raggiungere.
Invece in questa realtà, in cui come enti gestori del trasporto pubblico locale non riusciamo neanche a dire ai concessionari di non produrre sovrapposizioni di tratte e di spostare per esempio quei chilometri sulle nuove zone commerciali – che sono le nuove zone attrattrici di traffico dove far spostare i cittadini per evitare che si muovano con le auto private –, ossia se non riusciamo a fare un minimo di programmazione trasportistica, la situazione delle polveri sottili non migliorerà mai. Mai!
Sul porto di Ancona basterebbero degli interventi riguardo l’elettrificazione oppure al fermo dei motori, come mi sembra stia tentando di intervenire il Comune.
Insomma, deve esserci un’azione a 360 gradi che preveda azioni a costo zero, utilizzando e programmando in maniera diversa trasporti, viabilità e logistica, però, certo, servono anche le risorse.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. La mozione del collega Marinelli è tutt’altro che banale, non poteva che essere così.
Io vorrei dividere il mio intervento in due parti, la prima ovviamente riguarderà la mozione.
Quindi dico subito che io posso anche condividere ed appoggiare la mozione purché venga emendata. Ovvero quando si chiede un impegno di spesa che ciò sia compatibile con le risorse dell’Ente. Tutti infatti conosciamo benissimo la situazione economica che la Regione, come tutti gli enti pubblici italiani, sta vivendo a causa della grave crisi economica nazionale.
La mozione apre comunque una finestra, e mi dispiace che in questo momento sia presente solo un Assessore, su una problematica importantissima, che devo dire è anche un po’ abusata, nel senso che mai come nella tematica delle polveri sottili la politica ha un gap enorme rispetto alla tecnica.
Autorevoli medici, biologi e scienziati nel mondo dicono che la pericolosità è dovuta alle polveri ultrasottili, mentre le PM10 e le PM 2,5, quelle che si riescono a rilevare con strumentazioni di cui sono dotati gli enti pubblici, sono come palline di gomma che rimbalzano nei polmoni e se ne vanno, quindi non fanno danno. Per cui quelle che alzano la pericolosità per l’uomo sono le polveri finissime che attraverso la respirazione scambiano le parti di metalli pesanti direttamente con il sangue. Allora se questo è vero non dobbiamo cadere nell’errore di perdere energie e tempo su un qualcosa che non è scientificamente sostenuto.
E’ chiaro che in quest’Aula come Consigliere regionale non posso fare un discorso tecnico, sarei in grado di farlo ma sarebbe fuori luogo, voglio in ogni caso accendere una lampadina su fatto che è certamente giusto parlare di questo, però bisognerebbe parlarne anche in commissione con un valido sostegno tecnico e scientifico, altrimenti si potrebbero correre rischi pazzeschi.
Il Consigliere Binci in maniera forse un po’ confusionaria, ma sicuramente non banale, ha richiamato alcuni casi veri. Ad esempio noi in Italia – lo dissi quando parlammo di fotovoltaico – abbiamo fatto l’orrore di sviluppare il tessuto urbano per trent’anni con le caldaiette singole. Brescia ne ha fatta una per mezzo milione di abitanti addirittura nel 1972. Sono queste allora le manovre strutturali che preservano l’ambiente e la salute dell’uomo.
Di esempi da fare ne avrei mille, ma li diremo in Commissione. Per cui io sono per la mozione dei Consiglieri Marinelli e Massi purché, ripeto, venga emendata, mettendo così a riparo la Giunta da chissà quali fonti di finanziamento, perché molto probabilmente ad oggi, su quella che sarà la teorica richiesta, non potrà neppure rispondere.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Noi ora stiamo affrontando un argomento che è certamente un’emergenza, ma non un’emergenza temporale, è un’emergenza che dura da tempo, quindi se non ci saranno interventi strutturali che andranno a modificare le condizioni della mobilità e i stili di vita di ognuno di noi, questa emergenza tenderà ad aumentare.
Essendo uno dei più anziani ricordo che nel 1987 ci fu una manifestazione regionale chiamata “Straffichiamoci”, da Pesaro a San Benedetto in bicicletta, che come obiettivo aveva quello di deviare il traffico pesante dalla Statale 16 all’autostrada. Riuscimmo così per la prima volta a strappare con provvedimento nazionale – con l’allora ministro Merloni – la deviazione obbligatoria dalla Statale 16 all’autostrada per il periodo estivo, con finanziamento quasi totalmente a carico della Regione.
Nella mia esperienza di Sindaco ricordo che avevamo ad esempio un’ordinanza che vietava il transito dei Tir dentro la città. Non tutti i comuni sono in grado di farla rispettare, mentre noi per un certo periodo ci siamo riusciti. Però è anche vero che il mio è un comune grosso, quelli più piccoli non hanno neanche i vigili per organizzare la presenza durante la notte.
Ho voluto fare questa premessa per dire che oggi il problema delle polveri sottili è meno dirompente di com’era venti anni fa, per le seguenti ragioni. I camion sono oggi più efficienti rispetto a quelli che circolavano 20-30 anni fa, anche il numero dei camion che transitano sulle strade statali rispetto ad allora è sensibilmente diminuito. Oggi invece incide molto un traffico che è difficilmente eliminabile dalle nostre città, ossia il traffico di zona, cioè di tutti quei camion che consegnano le merci ecc..
Quindi pensare solo al traffico o ai mezzi pesanti rischia di essere fuorviante.
Vado ora ad uno dei punti strategici, il trasporto pubblico. E anche qui non possiamo non prendere atto che come al solito non c’è coerenza tra gli allarmi che lanciamo e le scelte politiche. Il trasporto pubblico di fatto viene disincentivato, ogni anno viene infatti ridotto nei finanziamenti, quando poi sappiamo bene che non è in grado di autofinanziarsi pena l’aumento del costo del biglietto che sarebbe insopportabile. Ad esempio già oggi se tre o quattro persone viaggiano insieme è più conveniente per loro andare con la macchina anziché con il trasporto pubblico.
Io è da tempo che propongo, in riunioni specifiche fatte con i lavoratori di questo settore, un’idea rivoluzionaria e che a mio giudizio potrebbe introdurre significativi passi in avanti nell’affrontare questo tema. Ovvero penso a una politica integrata tra tariffe e sosta. Secondo me nelle zone congestionate il trasporto pubblico deve essere gratuito e allo stesso tempo il costo del parcheggio nelle zone più pregiate deve essere innalzato, deve cioè diventare un disincentivo potente, ma non per fare cassa bensì per obbligare la gente ad andarci con il mezzo pubblico. Dopodiché finanziare il minore introito. Se andiamo vedere quanto si incassa in alcune realtà dal biglietto e poi quanto ci costa tutto l’ambaradam per incassarlo alla fine ci conviene farlo gratis, ricavando più soldi, ripeto, dalla sosta nelle zone centrali.
Questa è una delle questioni che a mio avviso occorre portare avanti.
Un altro aspetto importante è incentivare la mobilità ciclabile, non solo per andare a passeggio ma per muoversi nelle città. Ci sono città marchigiane completamente pianeggianti, allora non si capisce perché a Ferrara si usa la bicicletta, che sicuramente non sta più a sud delle nostre città, mentre non si può utilizzare a Senigallia o a San Benedetto o a Grottammare o a Fano, ecc.. Una simile circolazione ridurrebbe di molto la problematica.
Voglio inoltre richiamare l’attenzione, anche dell’Assemblea legislativa, ad una coerente politica energetica. Siccome parliamo di energia non a fase alternata ma coerente, cioè, non si può parlare delle energie rinnovabili quando si parla di inquinamento atmosferico, poi quando si passa alle misure concrete per favorire lo sviluppo di queste energie rinnovabili diventiamo in qualche modo tutti tutori – io un po’ meno – del paesaggio, dopodiché l’inquinamento atmosferico passa in secondo piano. Siamo un po’ schizofrenici, questa è la verità!
Vanno dunque rivisti i parametri, come diceva il Consigliere Acacia. Spesso abbiamo dei parametri – e vale per tutto, compresi i servizi sociali – che ci portano a misure dettate più dall’emotività dell’emergenza che non da parametri scientifici. Magari per alcuni anni si è favorito l’acquisto di mezzi che però pochi anni dopo si sono dimostrati più dannosi di quelli di prima. Facciamo cose serie! I parametri che vengono fuori dai rilevamenti sono accertati? E limitiamoli a quelli che sono pericolosi.
Allo stesso si dovrebbero rivedere alcuni parametri delle case. Ad esempio non c’è scritto da nessuna parte che devono avere un’altezza di tre metri, si possono abbassare. Però dovrebbe essere fatto non come misura straordinaria, dovrebbe cioè diventare una misura ordinaria. Perché abbassare i volumi, con alcuni incentivi, porterebbe sicuramente a una riduzione del consumo energetico. Inoltre, nella costruzione di nuovi edifici, ossia con l’edilizia moderna dei consumi si potrebbero attuare ulteriori risparmi.
Poi dovremmo modificare anche i nostri stili di vita, oggi ad esempio se nella tua abitazione non hai l’aria condizionata non sei in, perché certamente il traffico è un fattore inquinante, ma molto incide anche il riscaldamento o il condizionatore che appunto inquina tanto d’estate quanto d’inverno.
Quindi vanno riviste tutta una serie di misure molto complesse. Ritengo dovremmo puntare non solo a misure emergenziali, ma con la coerenza di chi pensa agli effetti che si potrebbero produrre nel tempo. Dobbiamo cambiare strutturalmente tutte quelle condizioni che ci portano oggi a consumare troppo. Oggi consumiamo troppo petrolio, che non solo costa ed è un’energia non rinnovabile, ma è anche una delle fonti principali d’inquinamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Questo che stiamo affrontando è sicuramente un dibattito interessante. Chi ha fatto in questi ultimi anni l’amministratore affronta questo problema già da tempo. E’ un dibattito che all’inizio ha rischiato anche una drammatizzazione. All’epoca si pensava in maniera diversa sulle PM 10, poi diventate PM 8, PM 6. Tutto sommato il problema da noi era minore, non abbiamo certamente città come Napoli, Milano, Torino o Roma dove entrano milioni di veicoli al giorno.
Per cui ci siamo confrontati e devo dire che da quel timore a drammatizzare oggi il dato statistico è quello che veniva ricordato, ma rimane il problema per la salute che va affrontato.
Devo dire però che mi sono trovato più volte disarmato rispetto a una geometria politica istituzionale o personale fatta dai Comuni o dalle Province, perché di iniziative in campo ne abbiamo messe di tutti i colori, Consigliere Marinelli, di tutti i colori!
Allora andrebbe ripreso un aspetto – non mi sembra sia stato ricordato –, altrimenti il rischio è che non si penetri in una cultura basata sulla libertà del mezzo proprio, un provincialismo che ancora abbiamo, ovvero quello che bisogna davvero avere la capacità di far capire – magari partendo dalle scuole o attraverso le funzioni dei medici nei confronti dei loro pazienti – che le PM 10 sono prima di tutto un problema indotto dal nostro sistema economico, sociale e industriale e quindi che non ne usciremo a ridurlo se non cambiamo i nostri stili di vita. Se non capiamo aggiungeremo solo un’altra iniziativa ma senza riuscire ad incidere.
Il Consigliere Perazzoli ha ricordato iniziative fatte per liberare la statale dai mezzi pesanti, è vero, come sono stati fatti opuscoli per le scuole, è stato prodotto il car sarin; da Pesaro fino alla fabbrica di Scavolini-Merloni ci vanno 2.000 operai al giorno ed era un’assurdità andarci con 2.000 mezzi, allora avevamo detto che forse era opportuno andarci con un mezzo unico occupato da quattro persone. Ma niente da fare! Producemmo anche la giornata del trasporto pubblico dando ad ogni pendolare un mese di trasporto gratuito con il mezzo pubblico, ma anche lì niente da fare!
Insomma c’è anche un livello che va educato, c’è bisogno di parlare con i giovani nelle scuole, e deve essere fatto da chi, più di altri, sta a contatto tutti i giorni con chi sta crescendo, con chi appunto deve maturare una nuova cultura verso la salute e l’ambiente.
Voglio dire che molto spesso piuttosto che misure economiche, che pure servono, o contributi, che pure servono, è importante agire su altre leve, una è appunto quella di far capire, ripeto, che va modificato il nostro stile di vita.
La mozione presentata dai Consiglieri Marinelli e Massi si può anche sostenere, ma non laddove come risoluzione al problema si ritiene sempre di dare un contributo a qualcuno. Secondo me va invece meglio rimarcata la parte che ha a che fare con un’azione dal carattere politico di segnalazione e di sensibilizzazione, che sono aspetti sicuramente più efficaci.
Quindi risorse sì ma le metterei più nella direzione di individuare, specialmente nelle scuole, iniziative che stimolano l’uso del mezzo pubblico e del mezzo alternativo.
Insomma, l’iniziativa è buona, per cui la mozione del Consigliere Marinelli alla fine potremo anche modificarla, però, ripeto, io sono d’accordo più a misure di sensibilizzazione piuttosto che dare contributi ai Comuni per fare cosa, non lo so. Perché la città senz’auto l’abbiamo fatta, la domenica senz’auto l’abbiamo prodotta, insomma, abbiamo fatto tante iniziative, ma il risultato è che le PM 10 e quelle più sottili crescono e che purtroppo sono in aumento anche le malattie a queste correlate.
Quindi ciò che abbiamo fatto fino adesso non ha dato grandi risultati, per cui io più che altro ripartirei da un’azione più legata a una sensibilizzazione culturale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Intervengo volentieri perché il tema sollevato dal Consigliere Marinelli è sicuramente importante. E’ un tema, caro collega, che ad ogni legislatura regionale viene sollevato. Penso non ci sia Comune o Provincia che ogni due o tre anni non si trovi a parlare di questo problema. Allora credo che sia bene, per esempio, che la terza Commissione, della quale faccio parte, ridiscuta di questo tema, Consigliere Marinelli, al di là della dotazione di questa mozione.
Perché dico questo? Guardate, pochi settori sono speculari al nostro tipo di sviluppo come il settore dei trasporti. Sul piano ambientale abbiamo stressato tutte le zone limitrofe e quelle all’interno dei centri abitati, come pure tutta la costa italiana. Abbiamo depauperato un capitale enorme nell’entroterra a favore di insediamenti urbani. Abbiamo creduto, e ancora crediamo, che girare con l’auto propria e con mezzi privati, anziché con il trasporto collettivo e di massa, sia più comodo e costi meno – è stato detto anche da lei, Consigliere –. Abbiamo pensato che tutto fosse monetizzabile. Ed ora proponiamo pure che i parcheggi all’interno delle città debbano essere più cari almeno così, si dice, potrebbero esserci meno auto. Non abbiamo imparato niente!
Intanto se monetizziamo l’inquinamento e la fruibilità dei servizi è ovvio che chi è ricco può pagare e quindi può accedere, invece chi è povero non potrà farlo né oggi né mai. Quindi non risolveremmo il problema.
E guardate che questa Assemblea legislativa – nessuno di noi c’era, credo – nel 1994 sottoscrisse, insieme a trenta Comuni delle Marche e alla Provincia di Ancona, un protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’area urbana di Ancona, che prese il nome, mai più sbagliato, di “metropolitana di superficie”. Ebbene io vi posso garantire che da allora sono passati diversi Assessori ai trasporti della Regione Marche, ma nessuno – nessuno! – ha ripreso quel protocollo d’intesa. L’unica che lo ha fatto è stata l’Amministrazione provinciale di Ancona, abbiamo assistito all’inaugurazione della fermata dell’Aspio venti giorni fa, ma quei progetti sono datati 1994, ossia quando il Consigliere regionale Giancarli era Vicepresidente della Provincia di Ancona.
La Regione si è invece sistematicamente disinteressata di questo problema. Come si è disinteressato il Governo regionale di una mozione su questo tema proposta dal sottoscritto nel 2005-2006, ancora non ero Presidente, relativamente al trasporto pubblico locale. Questa mozione prevedeva, ad esempio, uno studio di fattibilità per il recupero della tratta ferroviaria Fano-Civitanova via Pergola-Fabriano.
Quindi le cose da discutere e da fare sono tante, basterebbe per esempio rimettere in discussione, rielaborare, verificare i piani di bacino del trasporto pubblico locale su gomma approvati dalle Province, verificare poi quale risultato ha ottenuto la loro gestione, se sono oggi attuali o meno, quindi modificarli. Io sono convinto che troveremmo lì i fondi che si dice mancano per il trasporto pubblico locale.
Perché dico questo? Perché ci sono degli sprechi enormi. Sono tanti, tanti, tanti i chilometri percorsi da autobus del trasporto pubblico locale vuoti. E la Regione attraverso le Province sistematicamente paga.
Allora questi piani di bacino vanno rivisti, va realizzata una politica di trasporto integrato treno-bus. Ma per fare questo bisogna mettere su uno stesso tavolo ferrovie e soggetti concessionari del trasporto pubblico locale su gomma. E chi lo fa! Come può farlo un assessore ai trasporti della Regione Marche che nel proprio programma di maggioranza dice: “incremento del trasporto locale con un sostegno alle aziende locali”! Se noi sosteniamo le aziende locali dobbiamo tenerle così com’è e magari dare più soldi e non dire: “no, non ti diamo più soldi perché facciamo un trasporto integrato, togliamo alla gomma per dare alla ferrovia dov’è possibile”.
Occorre politica, occorrono scelte coraggiose, insomma, occorre quello che finora è mancato. Quindi verificare i piani di bacino. Realizzare la metropolitana di superficie, di cui anche la stampa parla, ma di cosa parla! La metropolitana di superficie non può essere composta da strutture, per quanto riguarda l’area urbana di Ancona, che già ci sono. C’è un progetto che parte da Marotta e arriva a Loreto, parte da Ancona e arriva alla stazione di Castelplanio su treno. Ma non bastano le stazioni, occorre anche qui una politica, occorre un trasporto integrato. Se potenziamo il trasporto su treno non dobbiamo fare più entrare gli autobus in Ancona – dico Ancona per non dire San Benedetto o Pesaro o Civitanova –, dove cioè è possibile utilizzare la ferrovia.
Ma, ripeto, per fare questo occorre una regia di coordinamento che abbia le idee chiare, che riveda e prenda con coraggio nelle proprie mani il piano regionale dei trasporti e lo rimetta in discussione.
E dal momento che è la Regione che paga che allora coordini le attività delle Province, come pure dei Comuni. Tutto il resto è inutile, Consigliere Marinelli, ci troveremmo a riparlare dei grandi inquinamenti.
E come a volte dice l’Assessore ai trasporti Marcolini, ed ha ragione, non possiamo dire che il mondo è ingiusto, bisogna operare. Quindi la invito, Assessore, ad istituire un tavolo, prima con le Province, per una verifica seria, rigorosa dei risultati ottenuti – (…) Non è l’Assessore Marcolini? (...) Bene, è Viventi, che adesso però non c’è – con la gestione degli attuali piani di bacino. Poi all’interno di questi piani di bacino recuperare, perché è possibile, i fondi per realizzare un progetto di trasporto pubblico integrato gomma-ferrovia. Partendo però anche da altre azioni che possono sembrare insignificanti, ma che pure sono reali. Per esempio incentivare l’arrivo nelle città dei dipendenti pubblici attraverso il trasporto pubblico locale di massa; ho visto che la Regione Marche ha ampliato sì i parcheggi, ma sicuramente non ha incentivato l’uso dei treni da parte dei propri dipendenti.
Allora, vedete, è vero che è anche un problema culturale, ma prima di tutto è politico. Noi mentalmente dobbiamo acquisire il fatto che il muoversi solo con l’auto propria costa di più ed è dannoso, mentre è più veloce, perché alla fine si risparmia anche in termini di tempo, utilizzare il trasporto pubblico locale.
Ripeto, al di là della mozione, proprio per non abdicare alle nostre prerogative, quelle cioè dell’Assemblea legislativa, come dice il Presidente, in terza Commissione dobbiamo proporre – lo faremo domani se lei è d’accordo, Consigliere Marinelli – una discussione sul trasporto pubblico locale con una risoluzione da portare unitariamente alla discussione ed approvazione dell’Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Donati.

Sandro DONATI. Ringrazio i Consiglieri Marinelli e Massi per aver presentato questa mozione che è di notevole importanza.
Voglio relazionare su quanto si sta attuando tra la Regione Marche, l’Anci e l’Upi per arrivare a una soluzione.
Il problema è sempre stato all’attenzione della Regione Marche, a differenza di quanto “constatato” dalla stessa, in cui si citano negli anni ripetute richieste da parte dei Comuni per avviare un tavolo di confronto al fine di discutere approfonditamente sul problema delle polveri sottili.
A tal fine si ritiene utile ricordare l’esistenza di due importanti documenti tecnici regionali: il Piano di azione approvato con DACR 52/2007 e il Piano di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria ambientale.
Nonostante la predisposizione dei due importanti Piani di azione regionali, contenenti procedimenti e strumenti di intervento, oltre che illustranti competenze specifiche, è stata rilevata una persistenza dei fenomeno dell’inquinamento da polveri sottili tale da far avviare da parte della Commissione europea una procedura di infrazione (n. 2194/2008) nei confronti dell’Italia.
La Regione Marche, per quanto di sua competenza, ha già effettuato la richiesta di deroga all’entrata in vigore dei valori limite, motivando la richiesta con idonea documentazione. La richiesta è stata accolta parzialmente e comunque la Regione Marche dovrà dimostrare di potere raggiungere i limiti entro I’11 giugno 2011.
L’Assessorato regionale alla tutela e risanamento ambientale e la Giunta regionale, a fronte dei dati diffusi dall’Arpam, si sono fin da subito attivati per avviare una proposta tecnica alla luce di quanto disposto dal d.lgs. n. 155 del 13 agosto 2010, di recepimento della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa. In cui viene delineato un nuovo quadro gestionale della qualità dell’aria al fine di garantire un approccio coerente ed uniforme in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente nel quadro del riparto di competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali.
Il provvedimento predisposto, attraverso un’attenta concertazione con UPI Marche, ANCI Marche e i sessantuno Comuni interessati, è confluito in una bozza di intesa sull’inquinamento dell’aria ambiente da polveri sottili, su cui sono pervenute osservazioni da parte dell’Anci Marche. Proprio questo pomeriggio si terrà un incontro con Anci Marche, Upi Marche, Arpam e uffici regionali competenti finalizzato all’analisi delle osservazioni pervenute. Alla firma dell’intesa tra Regione Marche-Anci Marche e Upi Marche seguirà la sottoscrizione dell’accordo di programma tra Regione Marche e i singoli Comuni che provvederanno a definire in modo puntuale, sui singoli territori, gli interventi concertati.
La bozza dell’intesa con Anci Marche e Upi Marche, tra le molteplici iniziative, prevede nell’articolo 9 un cofinanziamento regionale dei costi che scaturiscono dai provvedimenti ivi riportati, tra cui la deviazione del traffico pesante sull’A14 rivolto ai Comuni.
In ogni caso: il punto 1) della mozione si ritiene sia già superato, perché il cofinanziamento regionale rivolto ai Comuni è previsto dalla bozza di intesa inviata da questo Assessorato in data 26 ottobre ad ANCI Marche e UPI Marche; il punto 2) della mozione viene assorbito dal punto 1); il punto 3) della mozione si ritiene sia già superato perché quanto richiesto è già previsto, in termini di cofinanziamento, nella bozza di intesa di cui sopra (articolo 5, comma 1.3 lettera a).
La predisposizione della bozza di intesa sull’inquinamento dell’aria ambiente da polveri sottili datata 26 ottobre 2010 e già inviata all’ANCI Marche e all’UPI Marche, quindi di fatto rende superata la mozione.
Pertanto chiedo al Consigliere Marinelli di ritirare la mozione in quanto tutto è già stato predisposto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Io non è che devo ritirarla o meno, io chiedevo solamente l’attenzione dell’Aula.
Sono state fatte osservazioni pratiche di attenzione, ognuno nella propria sensibilizzazione o nel suo diverso modo di ragionare, ad esempio condivido appieno ciò che ha detto il Consigliere Ricci, oppure le problematiche sollevate dal Consigliere Binci o la questione del trasporto sollevata dal Consigliere Bucciarelli.
Per cui non è il fatto che la mozione si ritiene superata, perché il problema comunque c’è. E sapete quando questa mozione metterà il peperoncino? Nel momento in cui arriverà un avviso di garanzia a qualche Sindaco o addirittura al Presidente Spacca. Già qualcuno nel nord su una situazione del genere ha avuto avviso di garanzia.
Quindi un problema del genere non può limitarsi al fatto che io scelgo di ritirare o meno questa mozione. La parte politica si rende unanimemente conto che dobbiamo intervenire sul trasporto, sulle macchine, su alcuni progetti, sulla sensibilizzazione, allora troviamo un modo per lavorare.
Il Consigliere Bucciarelli diceva di parlarne in terza Commissione, va bene, parliamone in Commissione, il Consigliere Acacia dava alcuni input, per me va bene tutto, Presidente, proprio perché i problema non possiamo metterlo sotto il tappeto come la cenere.
L’Assessore ha parlato in maniera serena, per me va bene tutto, ma sollevando questo problema io penso di aver toccato una situazione che è sì vecchia ma su cui siamo arrivati armai ad un punto senza ritorno.
Quindi mettiamoci a progettare, come diceva il Consigliere Bucciarelli, in maniera sistematica e seria, certo, con le difficoltà economiche, con gli impegni dei Comuni. Ma io non chiedo niente alla Regione, chiedo alle parti politiche qui rappresentate di avviare un procedimento tale da non far dimenticare questo problema.
Il Consigliere Acacia faceva un certo discorso, per me va bene tutto, però intanto diamoci un modus operandi.

PRESIDENTE. Non ho capito se la ritira, Consigliere.

Erminio MARINELLI. No, non la ritiro.

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola l’Assessore Donati. Prego Assessore.

Sandro DONATI. Volevo solo dire che il modus operandi – che è la Giunta che ha delegato l’Assessore – già lo stiamo facendo. Questi incontri che si fanno tra Assessorato, Arpam, Anci e Upi stanno arrivando a conclusione, a un protocollo d’intesa. Quindi già ci sono delle situazioni dove comunque andremo a tirar fuori una soluzione, dopodiché uscirà il decreto. Peraltro non abbiamo più neanche i tempi tecnici per portare la situazione in Commissione o altre eventuali sedi. La sede è quella dove già stiamo operando.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. E’ chiaro che l’Assessore deve andare sulla sua strada, seppure sia anche in ritardo, bisognava infatti partire già 15-20 giorni fa. Anche perché una volta partito il decreto i Comuni non è che il giorno dopo possono essere pronti.
Ma questo non fa altro che accontentare in parte un po’ i Comuni, dilaziona il problema. Un problema che invece deve essere sviscerato in maniera diversa, dall’intervento sul riscaldamento industriale a quello privato, la viabilità ecc..
Io ho l’impressione che fra un anno, quando andremo a tirare le conclusioni di questo inverno, il risultato non sarà così positivo. (…) Deve uscire per forza, Assessore, io infatti mi rivolgo più che a lei a tutta la parte politica.
Allora sospendiamo un attimo e cerchiamo con i Capigruppo di trovare una soluzione. Intanto lei, Assessore Donati, faccia la sua strada, e lo faccia in fretta. Siccome l’ha concertata con i Comuni è chiaro che questi sono anche abbastanza soddisfatti, perché si dilaziona, considerato anche che c’è un commercio in crisi e il periodo natalizio è vicino.
Ma il problema delle polveri sottili, le patologie, le morti, continuerà! Il problema della viabilità, come diceva Bucciarelli, rimarrà!

PRESIDENTE. Quindi la proposta, Consigliere Marinelli, è quella di sospendere la votazione per elaborare una proposta di risoluzione. Per cui per il momento sospendiamo questo punto e passiamo alla discussione del successivo, in modo che nel frattempo di provveda ad elaborare il documento.


Mozione n. 75
dei Consiglieri D’Anna, Carloni, Zaffini
“Erosione marina nel territorio della Provincia di PU con particolare riferimento alla Zona Sassonia 3 di Fano”

Mozione n. 77
dei Consiglieri Acacia Scarpetti, Eusebi
“Erosione marina del litorale nel Comune di Fano”

(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 75 dei Consiglieri D’Anna, Carloni, Zaffini e la mozione n. 77 dei Consiglieri Acacia Scarpetti, Eusebi, abbinate.
Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Anche in questo caso ritorniamo su un problema antico, che riguarda non solo Fano, ma un po’ tutta la costa della nostra regione. Sicuramente quello che sta accadendo in provincia di Pesaro, nella fattispecie a Fano nella zona Sassonia, è un qualcosa di veramente preoccupante.
E’ preoccupante non solo per il fenomeno in sé ma per la disattenzione che c’è stata in tantissimi anni.
Già due legislature fa come Consigliere di opposizione sollevai la questione con l’allora Sindaco Carnaroli e anche lì era iniziato il solito balletto delle competenze, una volta la Regione, una volta lo Stato. Sta di fatto che ci sono abitazioni e attività commerciali e turistiche che sono veramente al limite della sopportazione. Come pure al limite della sopportazione è la strada che costeggia il litorale. Allora prima che accada qualcosa di molto serio, lì ormai il mare è arrivato addirittura sotto la strada, bisogna necessariamente intervenire.
Nella precedente legislatura avevamo sollevato il problema – sul quale con una forza ed una continuità incredibile è nato un comitato che ha tenuto alta l’attenzione – e già allora l’Assessore Carrabs in più occasioni ci disse che c’era questo accordo con il Governo. Di riunione in riunione i soldi dovevano sempre arrivare ma non sono mai arrivati.
Se allora per una serie di motivazioni ci sono dei problemi con quel tipo di finanziamento corriamo il rischio di andare avanti ancora per qualche decennio, perdendo così credibilità, territorio, case, attività commerciali, ma soprattutto perdono i soldi coloro che vivono in quella realtà, gente che non può sicuramente vivere in modo tranquillo se non vedono interventi immediati.
Quel territorio nel corso degli anni è stato veramente consumato. La strada che ho citato prima aveva un collegamento con una strada bianca che passava dietro a quella che è conosciuta come l’ex pista dei go kart, che addirittura arrivava fino alla foce del fiume Metauro, bèh, quella strada non c’è più, oggi ci sono gli scogli che però non riescono a fare il lavoro per il quale sono stati predisposti.
Insomma, c’è la necessità di intervenire immediatamente.
Credo che – il Presidente Spacca in questo momento non è in Aula – le promesse che questa mattina l’Assessore Donati, che ringrazio per la disponibilità, ha dato ai rappresentanti del territorio e soprattutto al comitato qui presente, debbano essere confermate anche dal Presidente Spacca. Perché essendo stato Presidente anche nella scorsa legislatura si è assunto indirettamente, insieme all’allora Assessore Carrabs, la responsabilità dei mancati provvedimenti, allora non vorremmo succedesse la stessa cosa anche in questa legislatura.
Su questo argomento è stata presentata questa mattina – e ringrazio l’Assemblea legislativa per averne votato l’iscrizione – anche un’altra mozione dai colleghi Acacia Scarpetti ed Eusebi, ed è significativo perché fa capire che sulla problematica c’è un’attenzione condivisa, che però deve anche concretizzarsi in qualcosa che riesca una volta per tutte a chiudere questo capitolo.
E’ certo apprezzabile, come abbiamo scritto nella nostra mozione, l’escamotage di richiedere fondi al Governo attraverso un capitolo di spesa, però è un capitolo che non è focalizzato solo sull’erosione marina. Per cui visto che di emergenze in giro per l’Italia ce ne sono tante sono preoccupato di non vedere arrivare quei fondi.
Allora credo che la Regione, in quanto competente in materia, debba attrezzarsi per mettere la parola fine a un capitolo che ormai non è più sopportabile. Sta diventando addirittura una questione di ordine pubblico, sarà cioè difficile a far capire ai cittadini, che hanno appunto sopportato tanto, il perché le Istituzioni non riescono a dare una risposta efficiente che vada a tamponare.
E’ un diritto, è una questione di sicurezza, è una questione economica ed è anche una questione di prestigio, perché parliamo della terza città delle Marche che dal punto di vista turistico non può permettersi a tutela della sua immagine di perdere, come in questo caso, una strada che è necessaria non solo per le attività turistico-commerciali ma anche per la fruibilità del traffico.
In sintesi. Io ho iniziato questo discorso con i colleghi dell’opposizione poi mi sono rivolto anche all’Assessore al bilancio Marcolini per chiedergli un impegno a prevedere le risorse indispensabili per chiudere definitivamente questo capitolo.
L’Assessore Donati prima diceva che nell’arco di qualche giorno avrà delle risposte dal Ministero, ma quello sarà proprio l’ultimo termine che potremo attendere, dopodiché, Assessore, invece di 50 persone ne porteremo 500-1.000. Perché è un problema che non può essere ulteriormente rinviato. Ci avviciniamo all’inverno e già i primi segnali del disastro annunciato ci sono
Occorre quindi la disponibilità seria, non solo di fare un documento comune, ma anche di prendere un impegno comune. Visto che siamo in fase di programmazione del bilancio – lasciamo perdere il capitolo degli emendamenti che sono stati presentati l’altra volta – inseriamo direttamente nel bilancio le cifre indispensabili per chiudere una volta per tutte questo capitolo.
Quindi il Consigliere D’Anna insieme ai colleghi Zaffini e Carloni, con i quali ho presentato questa mozione, danno la massima disponibilità a trovare un accordo anche con i colleghi della maggioranza, però su un qualcosa di concreto, su un documento che veda finalizzati dei fondi attraverso i quali finalmente la Regione si assuma una responsabilità sua, ovvero quella della difesa della costa, senza rinviare a ulteriori enti o situazioni un intervento corposo.
La città di Fano, la provincia di Pesaro, la realtà di Sassonia, rispetto ad altre iniziative economiche o interventi è stata sicuramente penalizzata. Anche le ultime cifre che abbiamo visto non sono assolutamente giustificabili, non hanno niente a che fare con la priorità, e questa sicuramente è una priorità. Cosa può esserci di più prioritario che una strada deve essere chiusa, che ci sono abitazioni che si allagano, che ci sono delle attività economiche su cui sono state investite cifre considerevolissimi, che corrono il rischio di vedere partire tutto con una mareggiata.
Quello che faccio è un invito, un appello, ma fatto anche con determinazione. Ritengo che il tempo dell’attesa sia finito e pure il tempo della pazienza.
Quindi chiedo di trovare una sintesi affinché ci sia un impegno chiaro, netto e sottoscritto anche da parte della Giunta, che qui vedo rappresentata dall’Assessore Marcolini che è colui che ha il cordone della borsa.
Visto che siamo in fase di bilancio chiedo ufficialmente, a conclusione dei vari interventi, magari di riunirci per stabilire un impegno preciso per dire concretamente: “signori, la scorsa volta avevamo fatto un mozione con cui si diceva che non si sarebbero ridotti i finanziamenti per la difesa della costa, quindi oggi andiamo a identificare quello che è il massimo possibile fare per una realtà che fino ad oggi è stata trascurata”.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Il tema della difesa della costa purtroppo è un problema drammatico, tra l’altro è difficile pensare di contenere alla data di oggi 9 novembre. Sappiamo quali sono i cicli atmosferici e l’andamento dell’offesa del mare alle nostre coste, cominciano ai primi di settembre e finiscono alla fine di marzo.
Dico questo perché, seppure siano del tutto ragionevoli sia la prima che la seconda mozione, non bisogna pensare che in un regime di ridotte e ristrette risorse la prima disgrazia cancelli tutte le altre. E questo dobbiamo porcelo tutti quanti insieme per senso di responsabilità. Per intenderci, non è che avendo un decimo delle risorse necessarie per corrispondere alle emergenze poi la prima emergenza cancella tutte quelle che seguono.
Quindi nel confermare tutta l’attenzione alle emergenze di cui si è parlato, vorrei sottolineare l’onesta preoccupazione del Consigliere D’Anna rispetto al decreto del Ministro che battezza per 4 milioni e 200 mila euro l’intervento di Fano e per 3 milioni e 200 mila euro l’intervento di Scossicci, che sono due strade statali minacciate o addirittura invase dal moto ondoso marino.
Questi due decreti sono stati annunciati ma ancora dobbiamo avere la notizia del passaggio in cassa con la firma registrata. Qui non c’entra, per carità d’Iddio, nessuna polemica, qui siamo solo interessati a che vengano immediatamente liquidati, tanto da costituire l’onesta e rispettosa traduzione di un impegno politicamente assunto.
A questo, aggiungo, dovremo dare mandato, perché è la cosa più ragionevole, all’Assessore responsabile di fare una rassegna ricognitiva dei vari danni attuali lungo la costa, presentando un piano emergenziale per la difesa della costa e strutturale, per costituire un allegato al bilancio annuale e triennale che probabilmente riusciremo a votare addirittura prima di Natale. E’ più ragionevole, perché nella proposta di una deliberazione si limita l’investigazione e la delimitazione del danno alla provincia di Pesaro, ma esclude ad esempio un’emergenza conclamata e già presente nel decreto del Ministro che riguarda Scossicci e Porto Recanati. Ma potrei aggiungere Porto Potenza, San Benedetto, le ricorrenti ingiurie che riguardano Porto San Giorgio oppure Cupramarittima o Grottammare.
Allora è ragionevole dire che se noi abbiamo due rispetto a venti di risposta ci impegniamo soltanto per corrispondere a quell’intervento? Oppure sia invece più utile, nel sollecitare la liquidazione dei due decreti del Governo, fare un piano di risposta emergenziale triennale da allegare al bilancio con le risorse disponibili, con criteri di gravità e di scelta non discrezionale e politica – lo dico alla sensibilità dell’Assemblea legislativa –? Per evitare, come diceva poco fa il Consigliere Bucciarelli, che ci siano cinque mozioni emergenziali una per ciascuna provincia. O che s’ipostatizzi la situazione attuale negandoci, secondo invece il buonsenso che purtroppo la ripetizione degli anni ci indicherebbe, che l’ingiuria del mare e delle mareggiate non finisce il 9 novembre 2010.
Quindi da una parte dovremmo dare mandato, e i tecnici sono in grado di farlo, dell’emergenza attuale conclamata insieme alla liquidazione delle risorse impegnate dal Governo, dall’altra fare un piano triennale di risposta, secondo un ordine gerarchico di rischio attuale e potenziale, per una ordinata e programmatica difesa della costa. Allora saremmo più conseguenti, dando modo di definire un piano programma di criteri di valutazione e di ammissione, non lasciando al mercato politico di rispondere soltanto con un colpo a tutte le emergenze che stanno di fronte a noi.
Mi pare più ragionevole ancorarsi a dei criteri concordati insieme, chiamando l’intervento straordinario del Governo nella fase attuale e in quella futura.
Dobbiamo evitare qualsiasi strumentalizzazione, ma non possiamo pensare, ripeto, che l’ultima emergenza assorba programmaticamente le nostre risorse e la nostra attenzione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Voglio ricordare brevemente che gli abitanti della regione Veneto in questo momento vivono un’alluvione totalmente dimenticata anche da chi domenica scorsa ha avuto convegni importanti e quindi poteva cogliere l’occasione per essere solidale anche per una parte d’Italia deputata sempre lontana e che si pensa possa sempre risolvere con le proprie forze le difficoltà. Invito tutta l’Assemblea legislativa a dare solidarietà a questa popolazione veneta che in questo momento sta subendo danni ingenti causati dall’acqua, come hanno problemi di acqua e di mare i nostri abitanti della costa.
Sarà il mio pallino, ma io vado sempre ad indagare ciò che avviene nella Regione Emilia Romagna. E questo ci fa capire che purtroppo le Marche sono sempre in ritardo nella gestione dell’erosione marina. L’Emilia Romagna parte sempre in anticipo quindi riesce sempre a prevedere le problematiche che possono verificarsi con il tempo. Mentre da noi la politica non ha mai avuto la consapevolezza del danno che poteva provocare la trascuratezza di azioni.
Vorrei dare dei numeri perché bisogna anche capire che cosa avviene. In Emilia Romagna in questi ultimi otto anni da 37 chilometri di erosione marina sono passati a 15, sono stati riversati 5 milioni di metri cubi di sabbia, ovvero 700 mila metri cubi all’anno. Non so come possiamo paragonare questi dati con gli interventi adottati dalla nostra Regione, ma sicuramente sono molto importanti.
Inoltre in Emilia Romagna applicano strategie innovative, come l’utilizzo con delle pompe delle sabbie sottomarine, questo avviene annualmente, viene fatto in maniera sistematica, per evitare di dover accedere ogni volta a quella graduatoria della legge regionale per stanziamenti di emergenza, che secondo me non funziona.
Proporrei di dividere questi finanziamenti per chilometri di costa per ogni provincia, in modo che finalmente anche la costa della provincia di Pesaro ogni anno potrà avere delle risorse fisse, ad ogni chilometri di costa gli si dà in dotazione un finanziamento. Questo è importante per bypassare la legge che peraltro non viene neppure rispettata. Ci sono quei parametri benedetti che dicono tre punti per le infrastrutture e per le abitazioni, due punti ecc. ecc., ma alla fine questi soldi se ne vanno per altri lidi. Probabilmente per lidi che tengono conto anche del calendario elettorale di alcune città.
Per noi dunque è importante poter avere ogni anno una quota fissa per le località di mare, tutte, non a seconda di come tira il vento, senza che vengano rispettate queste graduatorie.
Quindi bisogna avere la capacità di essere innovativi e di capire che l’erosione marina va ad intaccare oltre che le civili abitazioni anche una parte fondamentale dell’economia marchigiana.
Concludo qui il mio intervento perché effettivamente ne abbiamo parlato tanto. La mia prima interrogazione da Consigliere regionale è stata proprio su questo tema. Rischiamo veramente di diventare prolissi, però purtroppo di risultati ne abbiamo visti pochi.
Oggi abbiamo avuti un’altra assicurazione che i soldi ministeriali si sbloccheranno, spero veramente possa essere così. Però l’importanza della Regione su questo tema è fondamentale, è la Regione che deve essere la protagonista in ogni ambito che riguarda la protezione della costa, del lavoro e delle abitazioni dei nostri cittadini

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. Presidente, io ho chiesto la parola per illustrare la mia mozione, quindi non so se devo farlo ora oppure alla fine della discussione di quella del Consigliere D’Anna.

PRESIDENTE. C’è l’abbinamento delle due mozioni per cui può intervenire su quello che vuole, poi alla fine voteremo o una risoluzione oppure porrò in votazione le due mozioni con due votazioni distinte.

Luca ACACIA SCARPETTI. Grazie Presidente. E’ chiaro che la problematica dell’erosione della costa è uno di quei temi che fa tremare i polsi, soprattutto all’Assessore al bilancio, così come lui stesso ha ricordato. Vero è che le popolazioni del luogo oggi in discussione, cioè Fano e Fano sud, hanno ragioni da vendere, perché effettivamente l’acqua invade le abitazioni, quindi è una situazione, come è stato ricordato, insostenibile.
Però fanno meno bene a bacchettare sulla stampa la Giunta per il fatto che interviene in altre zone, perché sono convinto che se quest’anno è intervenuta in maniera un po’ più corposa in altre zone significa che anche altri cittadini marchigiani avevano quell’esigenza.
Io ho presentato questa mozione non solo perché bisogna sensibilizzare la Regione nel contesto di una lista di priorità, nel contesto di una serie di emergenze che l’Assessore Marcolini ha ricordato, ma perché la situazione di Fano è oggettivamente grave, è quella che si vede dalle foto allegate alla documentazione presentata dal Comitato di cittadini.
Ho però una notizia ulteriore per tutti i colleghi Consiglieri interessati alla questione Fano e soprattutto per i cittadini fanesi. Il loro problema deriva da una questione non tanto tecnica quanto evolutiva naturale. Allora, il problema dell’erosione costiera delle Marche è dovuto fondamentalmente al mancato apporto di materiale di sedime naturale che arriva al mare e che è iniziato sin dal 1500-1600, cioè da quando nell’entroterra sono iniziati disboscamenti molto forti.
Foto storiche e ancor più dipinti storici della città di Fano e di Pesaro ci mostrano che la battigia, che oggi è di una certa profondità, 300-400 anni fa era 200-300 metri indietro. Quindi è accaduto che l’evoluzione dell’uomo di quell’epoca disboscando le montagne ha fatto sì che milioni di metri cubi di materiale che attraverso i fiumi arrivavano alla costa si sono fermati lungo i quartieri zona mare della città delle Marche, soprattutto di Pesaro e Fano.
Cosa è successo nell’ultimo secolo? È successo che nel 1927 al Furlo nell’asta del Metauro, che è la più importante, anzi, l’unica che alimenta le coste fanesi e pesaresi, si è fatta una diga e dal 1927 questa diga non si è mai svuotata. E parallelamente sono ritornati, grazie a Dio, nel computo di una valutazione ambientale generale, a riformarsi i boschi in montagna. Ecco che è mancato quindi il materiale d’apporto per le nostre spiagge.
Le soluzioni quali sono? Proteggere sì la costa con costi enormi, che è una cosa necessaria, però non esiste poter fare una protezione totale della costa. Questo è un concetto che dobbiamo chiarircelo. Siccome per la Regione è un’emergenza economica ed è un’emergenza civica per gli abitanti, allora mettiamo bene le carte in tavola.
Ripeto, non esiste un tipo di protezione totale. Il materiale si consuma, quelle sabbie e quei sassi che noi vediamo con il tempo si consumano, ed in contemporanea non ne sono arrivati di nuovi e quindi è questo il problema.
Allora va bene questa mozione, va bene una lista delle priorità, come diceva l’Assessore Marcolini, sull’intera costa, sappiamo che Fano è in pole position, ma io invito tutti a farsi carico nei prossimi giorni e nelle prossime sedute assembleare di quest’altra mozione che avrà un effetto diretto ancor maggiore per Fano e per Pesaro, ma soprattutto per Fano perché è il centro abitato più vicino alla foce del Metauro. Siccome le correnti prevalenti nella costa adriatica sono per l’80% da sud a nord, e siccome il Metauro è leggermente a sud di queste abitazioni, iniziare un lavoro di svuotamento della diga del Furlo significa dare materiale a questa località.
Assessore Marcolini, la questione può essere assolutamente interessante e brillante per la Regione perché è verosimile poter affrontare l’operazione a costo zero. Come? Con ditte del settore, che hanno un interesse economico a recuperare parte del materiale, si può arrivare a convenzione, affinché una percentuale, che potrebbe essere il 20-30%, del materiale che è nella diga venga recuperato a scopi commerciali, risparmiando quindi anche porzioni di cava sul territorio, mentre il resto rilasciarlo con un’opera certosina, che non sarà certo un giorno ma interesserà qualche anno – ce lo diranno i tecnici e soprattutto l’università di Urbino che è molto interessata a questa operazione –. Ecco, un rilascio spalmato in qualche anno – uno, due o forse tre, non lo so – significa dare a quella parte di territorio forse 1 milione o 700-800 mila metri cubi di materiale. Quindi fornire quel materiale che non arriva più a causa dell’azione dell’uomo potrebbe essere veramente la soluzione completa per queste zone.
Io, presidente, sono altresì d’accordo a qualsiasi forma di unificazione dei due documenti, che comunque non trattano uno specifico bensì un indirizzo che, abbiamo sentito dalla Giunta, è assolutamente condiviso.
Per cui, Presidente Solazzi, sono disponibile a una risoluzione delle due mozioni affinché si possa arrivare in maniera responsabile ad un voto unitario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Auspichiamo un intervento e un’approvazione unitaria di questa mozione. Perché negli anni, dal 2004 in poi, a Fano non si è vista la presenza concreta della Regione Marche. E anche in passato si è messa sempre una pezza alle varie situazioni di rischio che man mano si andavano ad incontrare.
Se si percorre l’autostrada dal nord al sud delle Marche ci si accorge della differenza con cui è organizzata la difesa delle nostre coste. Nel sud delle Marche ci sono strutture solide che in qualche modo difendono dall’erosione le coste, poi salendo si peggiora gradualmente.
Ed in particolare la cosa più assurda che è successa negli anni scorsi, che l’Assessore Donati ha provato a spiegare ma che ci lascia ancora perplessi, è l’intervento su San Benedetto, che pur non essendo una priorità nel piano di gestione integrata delle coste ha ricevuto un finanziamento, senza dunque tener conto delle vere priorità di Porto Recanati e Fano dove ci sono delle abitazioni a rischio.
A marzo dello scorso anno, forse in modo anche avventato, abbiamo avuto un sacco di promesse, di buoni propositi e di impegni, che probabilmente non erano nemmeno suffragati da certezze da parte dell’Assessore Carrabs. Allora oggi ci fa piacere sentire l’Assessore Marcolini che ci garantisce, credo che il suo impegno valga davvero qualcosa in termini economici. Quello che ha detto è di conforto, anche perché qui oggi si rappresenta non demagogicamente un problema. I cittadini, il vicesindaco di Fano, il presidente del Consiglio comunale sono qui ad ascoltare l’Assemblea legislativa delle Marche che prende un impegno vero sulla nostra costa.
Quindi, ripeto, l’approvazione unitaria di questa mozione sarebbe intanto un bel segnale da parte della politica che così riesce a fare un’agenda di priorità cercando di interpretare i bisogni del territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Intanto per ricordare che l’erosione è un problema nazionale, Consigliere Zaffini, non è un problema marchigiano, emiliano, toscano, purtroppo è un problema nazionale. Anzi, le ultime vicende del Veneto, da lei citate, dimostrano che c’è un problema nazionale di dissesto idrogeologico, di erosione, ecc.. Quindi su questo fronte siamo messi davvero molto male, l’Italia crolla, frana e viene erosa dal mare. Siamo messi davvero male!
Non so se questo Governo dà delle risposte giuste, forse nemmeno quello precedente le ha date, ma rimane il fatto che è un tema nazionale gravissimo. Addirittura purtroppo crollano anche i grandi monumenti di carattere storico, vedi ciò che è avvenuto a Pompei.
Il tema è questo, non mettiamolo in relazione a una questione puntiforme che comunque va affrontata e aggredita.
Poi le Marche hanno un piano della costa vecchio di anni, anzi, è stata una delle prime Regioni ad averlo, è roba vecchia. E purtroppo o per fortuna l’esperienza che ho fatto qui per cinque anni mi ha portato a conoscerlo.
E qui c’è un problema, ossia che quel piano della costa non ha avuto le risorse necessarie per poter essere risolto, perché costa un sacco di milioni di euro.
Però, Assessore Marcolini – e lo dico a lei per cassa, per competenza sono altri – si ha bisogno che si risponda, dobbiamo fare uno sforzo, che lei nel suo intervento ha in qualche modo garantito. Cioè a dire, ci sono risorse nazionali che vanno sbloccate, aspettiamo che il Governo ce le dia. C’è necessità di focalizzare i livelli di emergenza. E per me Marotta-Fano è un’emergenza. Forse è giusto non segnalarla, perché le Marche hanno oltre 200 chilometri di costa. Però è bene che nel prossimo bilancio – ecco il senso della risoluzione – le partite per le possibilità che ha la Regione non manchino e trovino una risposta. Ovviamente atteso che, utilizzando una riflessione lessicale dell’Assessore Marcolini, il Governo ci risponda quanto prima. Abbiamo infatti bisogno anche di questo conforto. Altrimenti se il Consigliere Ricci, il Consigliere Perazzoli, la Consigliera Foschi portano a casa 50 mila euro alla volta non risolveremo un bel niente, se non poche cose. C’è bisogno di un intervento organico e definitivo.
Quindi credo che se manteniamo questa barra, se tra quindici giorni, Assessore Marcolini, nel bilancio riferiremo che il Governo ha dato o non ha dato ma che noi abbiamo in qualche modo elencato le priorità e su quelle messe poste di bilancio, penso che potremo uscire da qui questa mattina abbastanza soddisfatti.
E’ ovvio che sono milioni di euro che non ci sono.
Per concludere ringrazio coloro che hanno sollevato questo problema – come prima è stato fatto anche per le polvere sottili –. Perché è un problema generale che riguarda tutte le Marche e che in questa fase vede due o tre elementi di acuzie, Fano-Marotta, Porto Recanati e altri. Quindi sono emergenze. So anche che i Sindaci hanno già chiesto lo stato di emergenza. Per cui c’è anche un conforto di un’ulteriore sensibilizzazione di pungolo dei Sindaci rivolto sia verso il Governo che verso la Regione Marche.
Quindi le parole che ha detto l’Assessore Marcolini mi confortano e con il lavoro anche dell’Assessore Donati dovremo andare nella giusta direzione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. A dir la verità neanche un mese fa abbiamo votato all’unanimità una risoluzione sul problema dell’erosione della costa ed io do valore ai documenti che votiamo, soprattutto quando questi hanno un voto unanime. In quella risoluzione, oltre a chiedere che si facessero tutti gli sforzi per aumentare i finanziamenti per un problema che da tutti è riconosciuto come grave, si chiedeva di relazionare entro la fine di ottobre a questa Assemblea sull’attuazione del piano approvato nel 2005, il piano che ricordava il Consigliere Ricci, per valutare eventuali correttivi nella definizione delle priorità.
Ma da allora non ci siamo mossi e qui qualcuno ancora chiede che si valutino le priorità. Se continuiamo a chiedere soltanto che si valutino le priorità arriviamo che a Fano non abbiamo più la strada, non abbiamo più la possibilità di garantire a chi abita lì di rimanerci, non avremo più la possibilità di garantire ad alcuni esercizi commerciali di continuare a fare la loro attività.
Non possiamo solo dire di valutare le priorità, Fano è una priorità da tantissimo tempo. Ed è vero che stiamo assistendo all’assegnazione di fondi necessari ovunque, per carità, ma non si capisce perché per altri posti si trovano mentre laddove è dichiarata e riconosciuta una necessità non si trovano mai, o comunque bisogna fare appello soltanto agli stanziamenti che devono arrivare dal Governo.
Ci impegniamo sicuramente su questo, l’Assessore Donati sa che gli interventi sul ministero dell’ambiente ci sono stati e che non sono dipesi né da noi né da voi, forse dalle difficoltà che ci sono state. Però non si può nemmeno vincolare una necessità, quella fanese oppure anche quella di Porto Recanati, all’arrivo di fondi dal Ministero. Lasciando così che nel frattempo la situazione si aggravi. Il prossimo anno serviranno non più 4 milioni di euro ma sicuramente di più. Quindi qui non potremo sentirci ancora dire che se non c’erano l’anno scorso non ci sono nemmeno quest’anno.
Quindi l’impegno richiamato dal Consigliere Ricci di apportare modifiche al piano triennale delle opere, laddove la situazione non dovesse cambiare nei confronti del Governo, deve essere assolutamente sottoscritto da tutti, perché delle risposte vanno date, non si può vivere solo in attesa di. Perché, ripeto, gli eventi naturali non aspettano le decisioni di quest’Aula, gli eventi naturali vanno avanti a prescindere da quello che facciamo qui dentro, per cui corriamo il rischio di arrivare a una situazione che non è più affrontabile.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Soltanto a titolo di testimonianza e per annunciare che voterò contro queste mozioni.
Come è stato ricordato, non molto tempo fa abbiamo fatto un’Assemblea legislativa in cui si era già discusso del tema. Allora a questo punto suggerirei di convocare un’Assemblea legislativa straordinaria da dedicare al tema della difesa della costa e del territorio più in generale, visto lo stato in cui versa la nostra regione, ma mi sembra anche altre regioni di questo Paese.
Vorrei però ricordare a tutti che non si stanno chiedendo soldi allo Stato a caso, lo Stato ha trasferito le competenze alle Regioni in questa materia e spetta allo Stato trasferire le risorse.
Non c’è un ritardo della nostra Regione da questo punto di vista, sarebbe troppo facile risolverla così. Come non c’è un problema per stabilire priorità, abbiamo un piano che stabilisce già le priorità, per cui i casi qui sollevati sono ricompresi nell’unico strumento che la Regione può adoperare, cioè il piano proposto al Ministero per il suo finanziamento. Quindi quei luoghi che qui vengono giustamente sollecitati lì possono trovare la loro soluzione.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola per l’ultimo intervento volevo sapere se si sta lavorando a una proposta di risoluzione. Perché se invece non c’è voteremo entrambe le mozioni, e l’emendamento che nel frattempo è stato presentato, con due votazioni separate.
Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Condivido le argomentazioni del Consigliere Carogna, quindi per le stesse motivazioni voterò anch’io contro questo intervento che considero parziale.
Come pure ho apprezzato l’intervento del Consigliere Acacia – diversamente da quanto da lui espresso nei miei confronti sul precedente punto riguardante le polveri sottili! –. Egli ha posto un problema di gestione e di interazione tra le azioni dell’uomo, per cui è difficile ed è anche sbagliato intervenire solo sull’effetto finale, ossia sull’erosione. Fenomeno dovuto al fatto che tanti piani regolatori e tanti piani spiaggia avanzano indiscriminatamente sul litorale.
Visto che ci sono risorse limitate la scelta da fare è tra interventi risolutivi, come avevamo detto l’altra volta nelle altre mozioni, oppure interventi emergenziali.
E queste stesse scelte si pongono in generale anche rispetto al dissesto idrogeologico. E’ stato dimostrato che per contrastare gli effetti sul nostro territorio devastato delle alluvioni, ecc., solo per l’emergenza viene speso cinque volte di più rispetto a un intervento di prevenzione. Cioè, fare un intervento di prevenzione sulla difesa del suolo costa cinque volte di meno che fare un intervento emergenziale... (…) Scusate, io non capisco…(…)

(dallo spazio riservato al pubblico viene espresso disappunto verbale ad alta voce)

PRESIDENTE. No, no, no! Santorelli, Lei è il Presidente del Consiglio comunale di Fano, l’altro è il Vicesindaco, non si può vedere una cosa del genere!

Massimo BINCI. Prego, venga qui, le lascio il posto!

PRESIDENTE. Santorelli, si rende conto della gravità del comportamento che si assume! Santorelli! Santorelli, si rende conto o no! La vuole smettere o la devo buttar fuori! La smetta! Il Consigliere Binci sta facendo un intervento, si può essere d’accordo oppure no, io la maggior parte delle volte non sono d’accordo, ma mica reagisco così! Ma come vi permettete! Non vi dovete permettere! La mando via io, no va via da solo! Prego, Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Stavo parlando del dissesto idrogeologico. Dati usciti ieri dicono che noi spenderemmo, dicevo, cinque volte di meno se invece di utilizzare le risorse per il dissesto le utilizzassimo per la prevenzione.
Alla questione in merito alla difesa dei tratti di costa con le scogliere non sono interessato. Qui è stato visto come un problema il fatto che il litorale nord non ha le scogliere, secondo me invece se ha meno difesa significa che appunto la parte nord del litorale marchigiano è più sana da un punto di vista idrogeologico. Chiedete al Comune di Senigallia se vuole le scogliere! Non le vuole! E non vuole neanche che gli interventi da Montemarciano in su siano fatti con le scogliere. Se fosse così si verificherebbe un effetto rimbalzo che porterebbe tutte le Marche ad essere gestite con le scogliere senza però avere poi le risorse.
Dobbiamo infatti anche prendere atto che non abbiamo le risorse per gestire in questo modo la nostra costa. Ci sono stati 11 milioni di euro il primo anno, 7 il secondo ed e altri 7 il terzo, ma sono coperti da alienazioni. E noi non avremo sempre qualcosa da vendere. Da parte dello Stato c’è il 70% di tagli, si stanno tagliando sul sociale, sulle scuole, insomma, su tutto.
Sul discorso puntuale, se ad esempio è la ferrovia ad essere bloccata lì deve intervenire la Ferrovia stessa, perché è quella la competenza.
In ogni caso io non voglio ragionare solo sull’emergenza, perché l’emergenza adesso viene da Fano, ma ce n’è una portata avanti anche dai cittadini di Porto Recanati e di altre zone. Riusciamo a fronteggiare tutte queste emergenze?
Chiedo allora di fare una riflessione rispetto al futuro, la Regione deve programmare i propri interventi.
L’emergenza c’è quando il mare sposta e quando mette in pericolo la vita umana e le attività commerciali (se in quell’area sono legali ecc.). Però è bene che iniziamo a spostare delle risorse (magari il 50%) dalla gestione dell’emergenza. Quindi chiedo che il bilancio sulla gestione della costa intervenga per il 50% sulla gestione dell’emergenza e per l’altro 50% su interventi strutturali, ovvero quelli che per il futuro eviteranno che sull’emergenza si sprechino risorse.
Dove è possibile fare l’arretramento degli stabilimenti, delle strutture, delle strade, chiedo che venga finanziato questo anziché la difesa, perché, ripeto, molte volte la difesa costa molto più dell’arretramento, e l’arretramento è considerato un intervento sostanziale.
Anche rispetto alla gestione delle aste fluviali e dell’apporto che queste potrebbero garantire nel lungo periodo rispetto alla rigenerazione delle spiagge, chiedo che ci sia una gestione che permetta l’apporto di ghiaia naturalmente sulle spiagge.
Credo di aver esposto dei criteri molto chiari, ossia, non voglio che i soldi vengano buttati via solo sull’emergenza: 50% sull’emergenza e 50% sugli interventi strutturali.

PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi passiamo alla votazione. Mi è pervenuto un emendamento presentato alla mozione n. 77 a firma Donati, Giorgi che recita: “Nel dispositivo sostituire le parole da ‘attivarsi’ a ‘costa fanese’ con le seguenti: ‘a presentare sulla scorta di una ricognizione sui danni attuali una proposta di intervento emergenziale e strutturale annuale e triennale da allegare al bilancio 2011-2013’”. Ha la parola la proponente dell’emendamento Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Questo emendamento ritengo vada nella direzione del dibattito avvenuto oggi in Aula. Sicuramente abbiamo parlato di una grave situazione emergenziale a Fano, però c’è una situazione da affrontare in maniera razionale lungo tutta la costa marchigiana. Quindi è importante che questa Assemblea prenda un impegno serio e concreto per tutta la costa.
Come aveva spiegato prima l’Assessore Marcolini, il dispositivo della mozione va cambiato in questo senso, rimane cioè la parte esplicativa in cui si evidenziata questa emergenza, ma c’è sicuramente bisogno di fare un intervento razionale per un problema reale che c’è e che dunque va affrontato.
Se la Giunta e l’Assessore Donati fanno una ricognizione sui danni che ci sono, sull’attuale, poi si fa una proposta di intervento da presentare nel bilancio. Il bilancio andrà in votazione entro la fine dell’anno, così ci sarà un provvedimento serio e reale basato sulle risorse reali che ci sono.
Questo emendamento va in questa direzione, quindi credo sia opportuno approvarlo.

PRESIDENTE. Pongo in votazione…(…) Consigliere D’Anna, la prego innanzitutto di chiedere la parola dal suo posto, non siamo in una bisca! (Il Consigliere D’Anna torna al banco a lui assegnato)

Giancarlo D’ANNA. Non siamo in una bisca, Presidente, ma qualche volta ci andiamo vicino!

PRESIDENTE. Consigliere D’Anna, dica quello che deve dire, la prego!

Giancarlo D’ANNA. Presidente, volevo dire che stiamo cercando di trovare una sintesi…

PRESIDENTE. Bene, io non è che faccio le richieste a caso, prima ho appunto chiesto: “state lavorando su una sintesi da esprimere attraverso una risoluzione?”. Perché se è così vi lascio lavorare e quindi ritorno indietro al punto precedente sulle polveri sottili, dove mi pare che la risoluzione sia stata fornita. Se invece non ci lavorate metto in votazione la mozione, cosa devo fare! Ripeto, c’è qualcuno che lavora su una risoluzione?

Giancarlo D’ANNA. Presidente, se oltre a fare il Presidente vuole fare pure il mago! Io stavo per dire proprio questo. Visto che ci siamo confrontati sia con il Capogruppo del Partito Democratico, sia con i presentatori dell’altra mozione, sia con l’Assessore Marcolini, cerchiamo di fare una sintesi, che però vada al nocciolo della questione. Perché se andiamo a fare un qualcosa che esclude la problematica che abbiamo presentato oggi ovviamente non ci possiamo stare. Magari allora per dieci minuti ci vediamo con il Consigliere Ricci e possibilmente con l’Assessore Marcolini per predisporre una sintesi, quindi, Presidente, le chiedo di tornare al punto precedente sulle polveri sottili o di passare all’argomento successivo. Grazie.

Ripresa del punto di cui alla mozione n. 71 (polveri sottili)

PRESIDENTE. Allora, coloro che vogliono lavorare alla risoluzione hanno dieci minuti di tempo per farlo. Nel mentre passiamo alla votazione della mozione n. 71 …(…) Ho capito che non c’è la risoluzione, ma la mozione la dobbiamo comunque votare! Ha chiesto la parola il Consigliere Marinelli, ne ha facoltà

Erminio MARINELLI. Siamo rimasti d’accordo, Presidente, che l’Assessore Donati va avanti per la sua strada con gli incontri, non possiamo perdere ulteriore tempo. Ma noi soprassediamo perché in questi giorni ci incontreremo con i Capigruppo per trovare una risoluzione precisa su alcuni punti riguardanti le polveri sottili da portare in Aula il prossimo martedì 23 novembre.

PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Marinelli, per cui senza neppure mettere al voto questa sua proposta che vedo condivisa, iscriveremo nuovamente la mozione n. 71 nella seduta del 23 novembre.
Detto questo direi di sospendere la seduta per dieci minuti in attesa che si produca la risoluzione in merito alla difesa della costa, dopodiché chiuderemo il lavori.

La seduta è sospesa alle ore 14,00


La seduta riprende alle ore 14,10

Ripresa del punto di cui alle mozioni n. 75 e n. 77 (difesa della costa)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Mi è stata consegnata una proposta di risoluzione. Per cui viene ritirata la mozione n. 77 ed il relativo emendamento su di essa presentato. Come pur viene ritirata la mozione n. 75 che appunto viene trasformata in una risoluzione a firma dei Consiglieri D’Anna, Acacia Scarpetti Foschi, Carloni, Zaffini, Donati, Giorgi, Ricci:
L’Assemblea legislativa delle Marche,
Preso atto:
dei continui e pesanti fenomeni climatici che determinano una forte erosione della costa;
la costa delle Marche è sottoposta da anni a un vero e proprio assalto da parte delle mareggiate che oltre a creare seri danni mette a serio rischio abitazioni e attività commerciali;
che in alcuni casi l’erosione pone a rischio non solo la viabilità stradale ma anche quella ferroviaria;
che nella scorsa legislatura l’Assessore Carrabs ipotizzò l’utilizzo di fondi statali cioè attraverso il “Piano straordinario di difesa del suolo del ministero dell’ambiente” per risolvere il problema dell’erosione di Fano;
che pur essendo apprezzabile l’idea di richiedere risorse al fondo del Ministero, questo non può essere né sicuro come finanziamento né sufficiente a risolvere i problemi dell’erosione e che risulta quindi indispensabile la previsione di fondi consistenti da parte della Regione Marche;
che l’attuale Assessore Donati continui sulla linea del suo predecessore puntando da una parte al fondo del Ministero e allo stesso tempo favorendo nell’assegnazione dei fondi regionali delle Marche;
Impegna la Giunta regionale a presentare, sulla scorta di una ricognizione sui danni attuali, una proposta di intervento emergenziale e strutturale, annuale e triennale, da allegare al bilancio 2011/2013.
Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Io non ho partecipato alla riunione e sono d’accordo sul dispositivo, è sulla premessa che non sono d’accordo, Presidente. Perché non è vero che la costa marchigiana è sottoposta all’assalto del mare, in tutto il mondo è vero l’esatto contrario, è l’uomo ecc. ecc..
Quindi per votare la mozione chiedo che la premessa venga cambiata del tutto, è un fatto che può sembrare irrisorio e di poca importanza, ma dietro c’è tutta la filosofia del nostro sviluppo.

(in Aula si discute su come formalizzare questa proposta)

PRESIDENTE. (…) Scusate, il Consigliere Bucciarelli la può pensare come vuole, io posso essere vicino anche al suo pensiero, ma in questa sede ho bisogno che l’emendamento alla risoluzione che ho letto mi venga formalizzato, non è che posso dire: “sono d’accordo o non sono d’accordo con Bucciarelli!”.

Raffaele BUCCIARELLI. Propongo questo emendamento, Presidente. Quando si parla con particolare riferimento a Sassonia 3…(…) A me è stato dato questo! Allora datemi la risoluzione giusta e lì faccio l’emendamento! Cos’è si fa votare una cosa che non si conosce! (il Presidente concede il tempo al Consigliere Bucciarelli di formalizzare l’emendamento al giusto testo della risoluzione)
Presidente, l’emendamento è questo: “preso atto che continui e pesanti fenomeni climatici determinano una forte erosione della costa che mettono a serio rischio abitazioni e attività commerciali”, togliendo quello.

PRESIDENTE. Poi riprende con “la costa delle Marche è sottoposta da anni”?

Raffaele BUCCIARELLI. Presidente l’emendamento è questo: “L’Assemblea legislativa delle Marche – omissis – preso atto dei continui e pesanti fenomeni climatici determinano una forte erosione della costa, che mettono a serio rischio abitazioni e attività commerciali;
che in alcuni casi l’erosione pone rischio non solo la viabilità stradale ma anche quella ferroviaria;” ecc, ecc..

PRESIDENTE. Allora dal testo della risoluzione togliamo dalle parole “la costa delle Marche è sottoposta” sino alle parole “attività commerciali”. Consiglieri, va bene questa proposta di emendamento del Consigliere Bucciarelli? (…) Allora visto che c’è un accordo facciamo così, senza passare alla votazione di un emendamento, diamo per concordata la proposta di risoluzione che ho letto con inserita già la modifica proposta ora dal Consigliere Bucciarelli.
Per cui il testo concordato è il seguente:
L’Assemblea legislativa delle Marche,
Preso atto:
dei continui e pesanti fenomeni climatici che determinano una forte erosione della costa;
che in alcuni casi l’erosione pone a rischio non solo la viabilità stradale ma anche quella ferroviaria;
che nella scorsa legislatura l’Assessore Carrabs ipotizzò l’utilizzo di fondi statali cioè attraverso il “Piano straordinario di difesa del suolo del ministero dell’ambiente” per risolvere il problema dell’erosione di Fano;
che pur essendo apprezzabile l’idea di richiedere risorse al fondo del Ministero, questo non può essere né sicuro come finanziamento né sufficiente a risolvere i problemi dell’erosione e che risulta quindi indispensabile la previsione di fondi consistenti da parte della Regione Marche;
Impegna la Giunta regionale
a presentare, sulla scorta di una ricognizione sui danni attuali, una proposta di intervento emergenziale e strutturale, annuale e triennale, da allegare al bilancio 2011/2013.
La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Con questo si chiudono i lavori di questa Assemblea legislativa, ci vediamo martedì prossimo. (…) No, è chiuso, cosa chiede! Mi dica, Consigliere, cosa c’è?!

Enzo MARANGONI. Come ho già detto alla riunione dei Capigruppo, avrei piacere di continuare i lavori di questa Assemblea. Assemblea che ha lavorato soltanto tre ore e mezzo! Tra l’altro non abbiamo discusso l’argomento principale del CUP. Quindi, Presidente, chiedo di proseguire i lavori. Chiedo gentilmente di mettere ai voti e di trovare due Consiglieri che la pensano come me per votare con appello nominale. Grazie.

PRESIDENTE. La seduta è già chiusa. (...)

La seduta termina alle ore 14,20
 

 
 
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