Resoconto della seduta n.3 del 21/07/2015

SEDUTA N. 3 DEL 21 LUGLIO 2015

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 3 del 21 luglio 2015. Do per letto il processo verbale della seduta n. 2 del 7 luglio 2015, il quale ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 29 del regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 1 in data 13 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Traversini, Busilacchi, Giacinti, Minardi, Giancarli, Talè, concernente: “Modifica alla legge regionale 13 marzo 1995, n. 23: Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei Consiglieri regionali”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente;
n. 2 in data 15 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Zaffiri, Minardi, concernente: “Modificazioni alla legge regionale 5 agosto 1996, n. 34: Norme per le nomine e designazioni di spettanza della Regione”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 2 dei Consiglieri Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi “Esercizio del potere di vigilanza della Giunta regionale per la verifica dell'appropriatezza dell'invio degli avvisi di pagamento da parte del Consorzio di Bonifica delle Marche”;
n. 3 della Consigliera Leonardi “Problematiche relative al 118 di Matelica e al servizio di guardia medica nei Comuni di Fiuminata, Visso, Sefro e Pioraco”;
n. 4 dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia “Tagli al Fondo sociale nel bilancio della Regione Marche”;
n. 5 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Malaigia, Zaffiri “Trattato T.T.I.P. in via di approvazione in sede europea”;
n. 6 del Consigliere Micucci “Attuale inalienabilità del Castello di Brunforte di Loro Piceno”;
n. 7 del Consigliere Busilacchi “Ripristino del Fondo sociale”;
n. 8 del Consigliere Busilacchi “Gravissime affermazioni del Vice Presidente dell'Assemblea legislativa delle Marche Sandro Zaffiri nella questione immigrati”.
Comunico che, con decreto n. 11 dell'8 luglio, è stato adottato l'avviso per le designazioni dei rappresentanti da parte delle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello regionale del mondo dell'economia e del lavoro per il rinnovo del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro (CREL).
Inoltre, ho provveduto con decreto n. 14 del 17 luglio alla sostituzione di quattro componenti nel Consiglio delle Autonomie Locali (CAL).
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato, in data 2 luglio, la seguente legge statutaria:
n. 4 “Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 “Statuto della Regione Marche”.
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Marconi e Urbinati.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente, vorrei chiedere che la mozione n. 7 venga abbinata al punto 4 dell'ordine del giorno e che venga iscritta all'ordine del giorno la mozione n. 8.

PRESIDENTE. Si, mi è anche pervenuta la richiesta di un'altra mozione relativa al Fondo sociale nel bilancio della Regione Marche ad iniziativa dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri, Zura Puntaroni e Malaigia.
La mia proposta è di accogliere le richieste che devono essere messe ai voti, quindi votiamo l'inserimento nell'ordine del giorno delle due mozioni relative al Fondo sociale nel bilancio della Regione Marche ed anche la proposta di inserimento nell'ordine del giorno della mozione n. 8 del Consigliere Busilacchi relativa alle “Gravissime affermazioni del Vice Presidente dell'Assemblea legislativa delle Marche Sandro Zaffiri nella questione immigrati”.
Pongo in votazione l'iscrizione, all'ordine del giorno, delle mozioni nn. 4 e 7, la votiamo congiuntamente, relative ai tagli al Fondo sociale nel bilancio della Regione Marche.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Pongo in votazione l'iscrizione all'ordine del giorno della seduta odierna della mozione n. 8 presentata dal Consigliere Busilacchi relativa alle “Gravissime affermazioni del Vice Presidente dell'Assemblea legislativa delle Marche Sandro Zaffiri nella questione immigrati”.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Propongo di discutere subito le mozioni relative ai tagli al Fondo sociale nel bilancio della Regione Marche, se l'Aula è concorde andiamo avanti e procediamo in questo modo. Qualcuno è contrario? … Nessuno è contrario direi di procedere e di anticipare la discussione di queste mozioni.

Mozione n. 1
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Fabbri, Bisonni, Giorgini
"Ripristino del Fondo sociale"

Mozione n. 4
ad iniziativa dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Tagli al Fondo sociale nel bilancio della Regione Marche”

Mozione n. 7
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Ripristino del Fondo sociale”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 1 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Fabbri, Bisonni, Giorgini, la mozione n. 4 dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia e la mozione n. 7 del Consigliere Busilacchi, abbinate.
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Buongiorno a tutti. Finalmente siamo qui a discutere di questa mozione per il ripristino del Fondo sociale. Argomento molto importante, molto complesso che ha visto l'attenzione di tantissime associazioni, tantissime famiglie e tantissimi enti.
Durante la campagna elettorale un po' tutti ci siamo fatti belli con proclami affinchè fosse rivisto quanto prima questo scellerato taglio ai Fondi sociali e speriamo che nella giornata di oggi si riesca bene o male a dare un segnale concreto.
A seguito del mancato finanziamento del Fondo sociale da parte della Regione Marche e della conseguente drastica diminuzione dei trasferimenti i Comuni saranno costretti ad attivare un drastico taglio ai servizi nei settori infanzia, adolescenza, disabili e anziani.
Durante la recente campagna elettorale i tre candidati Presidenti: Maggi, Ceriscioli, Mentrasti, hanno sottoscritto un impegno a rivedere e ripristinare i Fondi regionali per il sociale tra cui quello alla proposta fatta dai 21 Comuni dell'ambito sociale IX di Jesi e quello della campagna Trasparenza e Diritti che prevedevano azioni conseguenti subito dopo le elezioni.
In data 22 giugno il Presidente Ceriscioli, durante le comunicazioni del Presidente della Giunta regionale in ordine al programma di Governo ed alla composizione della Giunta, ha espressamente dichiarato di voler mantenere l'impegno e rifinanziare il suddetto Fondo sociale.
La stessa promessa l'ha fatta anche nella prima seduta della Commissione sanità, quindi ci auguriamo che sia riuscito, nel giro di un mese, a trovare finalmente qualche fondo da mettere a bilancio.
Ritenuto che il bilancio regionale dovrebbe sostenere le categorie più fragili della popolazione marchigiana, in un momento in cui avrebbero maggior bisogno di aiuto a causa di una crisi economica ancora pesante, tutto ciò premesso e considerato, si impegna il Presidente della Giunta regionale a ripristinare immediatamente per il 2015 il Fondo sociale regionale per le medesime somme di finanziamento del 2014. Grazie.

PRESIDENTE. Per l'illustrazione della mozione n. 4 dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri, Zura Puntaroni e Malaigia, ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. La problematica della mancanza di fondi nel settore sociale sta diventando sempre più pressante come testimoniano le numerose proteste pubbliche di associazioni che operano nel settore.
Rispetto agli stanziamenti relativi all'annualità 2014 legati al sistema della tutela della persona, della famiglia e dei servizi sociali, per l'anno corrente la Regione Marche non ha adeguatamente finanziato importanti leggi regionali tutte confluenti nel cosiddetto Fondo per le politiche sociali.
La medesima legge regionale dell'1 dicembre 2014 n. 32, non vede finanziate importanti unità previsionali come il Fondo per la gestione dei servizi degli ambiti territoriali sociali, quello per gli interventi a sostegno della famiglia e dell'infanzia, quello a sostegno delle persone in condizioni di disabilità e per gli anziani non autosufficienti.
Premesso che nell'anno 2014 è stata finanziata ad esempio la legge regionale n. 43 del 1988 con un contributo pari a 11 milioni di euro, legge che riguarda le norme sul riordino delle funzioni di assistenza sociale.
Un'altra legge del settore relativa agli interventi a favore della famiglia è stata finanziata con uno stanziamento pari a 2.900.000 euro, al contempo la legge regionale n. 18 del '96 sul sostegno alle politiche di intervento a favore delle persone in condizioni di disabilità è stata finanziata con 6.400.000 euro.
La legge regionale n. 7 del '94 a tutela del disagio sociale e dei minori, per un importo pari a 5.000.000 di euro non appare più nelle tabelle relative all'annualità 2015.
Tenuto conto che: nel corso del convegno tenutosi ad Urbino il 7 maggio ultimo scorso sul tema "Il welfare sociale nelle Marche" l'allora candidato Presidente della Giunta regionale Ceriscioli affermava che: “l'impegno è quello di garantire al massimo e mantenere le risorse per le politiche socio-sanitarie per organizzare un modello di governance partecipato”; nella medesima sede il Presidente Ceriscioli affermava che: "Ci vuole concretezza, anche per capire che parte delle risorse dovranno transitare dalla parte sanitaria a quella socio-sanitaria, servizi più vicini ai cittadini significa anche più prevenzione, più salute e più benessere per i marchigiani.
Durante il discorso programmatico in sede di prima seduta dell'Assemblea legislativa del 22 giugno 2015, il Presidente Ceriscioli ha affermato che: “l'impegno che mi sono preso con tante persone in campagna elettorale è quello di ripristinare i Fondi sociali regionali” e nel medesimo intervento ha ribadito che alla competente struttura ha chiesto di lavorare per recuperare i 30 milioni mancanti rispetto all'annualità precedente.
Il Presidente della Giunta ha inoltre riferito che occorre ripristinare quelle risorse e metterle a disposizione dei Comuni e degli ambiti sociali dei servizi che si occupano della parte di comunità che ha più bisogno.
Considerato che la manovra di bilancio dello scorso aprile non ha riportato le risorse regionali relative al sociale ai livelli dell'annualità precedente e la legge regionale ha finanziato la legge n. 10 del '99 con svariate tipologie di interventi come le attività produttive, l'ambiente, le infrastrutture; considerato che una riduzione dei fondi così cospicua comporta una drastica riduzione dei servizi assistenziali e che in mancanza di uno stanziamento almeno pari a quello del 2014 verrebbero colpite le categorie più deboli e fragili della popolazione marchigiana; per quanto sopra riportato l'Assemblea legislativa impegna il Presidente e la Giunta regionale a tutelare la salute e l'integrazione socio-sanitaria dei cittadini marchigiani garantendone un adeguato livello di tutela ed assistenza ed impegna a ripristinare il Fondo regionale per il sociale con adeguati stanziamenti almeno pari a quanto di competenza relativo all'annualità 2014.
Molti Comuni, anche perché non c'è stata la proroga al bilancio, stanno chiudendo in attesa di sapere quali saranno le risorse per il sociale e ancora molti attendono di avere i trasferimenti relativi alle spese del sociale sostenute lo scorso anno.
Questa è una priorità e ci aspettiamo che le parole del Presidente Ceriscioli relative a questo impegno vengano mantenute oggi con delle cifre almeno pari a quanto stanziato nel corso del 2014. Grazie.

PRESIDENTE. Invito i Consiglieri che vorranno prendere la parola a prenotarsi.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi per l'illustrazione della mozione.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie. In realtà sarò piuttosto breve perché questo tema che trattiamo non è un'assoluta novità perché ricordo che nelle comunicazioni del Presidente, durante la prima seduta dell'Aula, è stato affrontato.
Il Presidente Ceriscioli lo ha posto giustamente, a nostro modo di vedere, tra le priorità che la Giunta ha in questo momento e nel dibattito che ne è seguito molti degli interventi si sono soffermati su quest'aspetto.
Ritengo del resto giusto che oggi il Consiglio regionale si possa esprimere formalmente con una mozione su questo tema che, ripeto, abbiamo già trattato.
Molto brevemente ricordo all'Aula, una brevissima cronistoria da questo punto di vista, l'impegno, credo importante, che è stato preso da parte del Partito Democratico e da parte soprattutto del Presidente sul tema; tutti abbiamo apprezzato il fatto che il Presidente Ceriscioli sia nella campagna elettorale che nel programma di Governo si sia impegnato da questo punto di vista.
Sappiamo che su questo aspetto l'Assessore al bilancio è al lavoro con grande passione, quindi, noi non possiamo che approvare l'azione della Giunta. Dal punto di vista della tempistica credo sia importante ricordare, ma del resto immagino che tutti i colleghi proponenti delle altre mozioni abbiano pienamente contezza dei vincoli, che una variazione di bilancio si può approvare solamente dopo l'approvazione del rendiconto del 2014 che è soggetta a parifica della Corte dei Conti, fino a quel momento non abbiamo la possibilità formale di intervenire, però da questo punto di vista apprezziamo l'azione e l'iniziativa che la Giunta sta facendo in modo che, non appena ci saranno le possibilità formali della parifica e dell'approvazione del rendiconto, noi ne siamo ovviamente convinti, la Giunta interverrà immediatamente con una variazione di bilancio.
Credo che sia un aspetto importante su cui c'è stato un impegno politico molto atteso dai Comuni, dalle molte associazioni di volontariato, dalle molte organizzazioni che operano nei settori delle persone più fragili, dei disabili, delle persone in povertà, delle persone in difficoltà economica e non autosufficienti, quindi è un atto importante e il gruppo del Partito Democratico da questo punto di vista sostiene pienamente quello che sta facendo la Giunta.

PRESIDENTE. Ricordo che per gli interventi ci sono 5 minuti a disposizione per ogni Consigliere.
Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Sarò velocissimo, Presidente. Intervengo per sottolineare - vedo che molti hanno ritenuto giusto ripristinare questi fondi - che secondo noi c'è un aspetto ancora più stringente, la coerenza tra quanto è stato detto in campagna elettorale dall'attuale maggioranza e quello che deve essere trasmesso nei fatti.
Una promessa fatta in maniera molto ampia, una promessa condivisa da tutti noi che deve essere portata avanti in maniera decisa senza tanti se, senza tanti ma, senza tanti interventi, perchè se una cosa è veramente condivisa gli interventi non servono, servono i fatti, da qui ad un mese, a qualche settimana, la Regione decreta questo e punto a capo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. C'è stato un momento durante tutta la campagna elettorale che tutti abbiamo condiviso Presidente. Io non sono per i fiori, ma per le opere di bene, quindi è inutile continuare a fare una discussione sui propositi, aspettiamo i fatti con fiduciosa speranza e le chiedo soltanto una cosa, se è possibile coinvolgere la Commissione bilancio in questa vicenda di ripristino e di analisi dei fondi e magari fare un'attività condivisa con l'Assemblea utilizzando lo strumento della I Commissione, questo darebbe in modo collegiale, rappresentando anche tutti i gruppi, la possibilità di concordare, di concorrere a questo progetto a cui tutti quanti abbiamo proteso in campagna elettorale dicendo che avremmo ripristinato questo fondo.
E' inutile dilungarsi aspettiamo soltanto e velocemente i vostri atti concreti.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Signori Consiglieri chi per primo ha posto il problema dei tagli nel bilancio regionale per quanto riguarda il sociale e la contestuale necessità del loro ripristino è stato il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.
Lo ha fatto nella campagna elettorale, lo ha ribadito solennemente in quest'Aula all'atto dell'insediamento il 22 giugno scorso e non a caso tutti i Consiglieri, tutti coloro che hanno presentato le mozioni, non possono non citare le affermazioni del Presidente.
Questo ci consegna innanzitutto una tranquillità. E' uno degli obiettivi prioritari se non l'obiettivo prioritario indicato dal Presidente della Giunta che ha la responsabilità del Governo regionale. Ci consegna anche una responsabilità, la consegna a me come Assessore al bilancio, che devo trovare le risorse per garantire questo obiettivo; queste risorse verranno trovate, noi ci stiamo già lavorando, però i tempi sono quelli previsti dalle leggi regionali e dalle leggi statali.
E' stato già detto che questo obiettivo potrà essere conseguito soltanto con una variazione di bilancio in sede di assestamento, ma questo atto presuppone l'approvazione del rendiconto 2014 che è sottoposto all'attività ed al giudizio di parifica da parte della Corte dei Conti, alla stregua di quel che avviene per il bilancio dello Stato. Atti che poi dovranno essere sottoposti all'attenzione, all'approvazione di questa Assemblea, previi i passaggi necessari nella Commissione bilancio che necessariamente dovrà essere, oltre che opportunamente, coinvolta in tutte queste fasi.
Lo faremo, quelli sono i tempi, io mi sono posto l'obiettivo di portare il rendiconto all'approvazione della Giunta prima della pausa estiva, è evidente a tutti che se sarà necessario non faremo le ferie, per arrivare dopo la pausa estiva all'esito del giudizio dell'attività di parifica all'approvazione definitiva in questa sede.
Questi sono i passaggi, questo è l'impegno, voglio dire che già c'è stata una prima risposta possibile, c'è stata ieri, la Giunta regionale ha approvato, su proposta del Presidente della Giunta, lo stanziamento di 300.000 euro alle Province per l'assistenza didattica domiciliare agli studenti disabili sensoriali per l'avvio del prossimo anno scolastico.
Questa iniziativa è un segnale importantissimo perché io che sono un ex Presidente della Provincia so bene quanto questa esigenza sia sentita nelle province, nei territori e soprattutto in coloro che hanno più bisogno e più necessità di vedersi sostenuti.
Questo è un impegno che come Assessore al bilancio ho ben presente, che ho già preso con il Presidente, ribadisco in quest'Aula, e che necessariamente dovrò conseguire, poi lo sottoporrò a quella che sarà la necessaria vostra approvazione.
Mi sento di dire, e chiudo, che i Sindaci allarmati e preoccupati possono stare, diciamo, sotto questo aspetto tranquilli perché, ripeto, è un nostro obiettivo e noi lo conseguiremo con la necessaria determinazione.Grazie.

PRESIDENTE. Un attimo e proseguiamo la seduta ..., stiamo verificando la possibilità di una mozione unitaria, altrimenti si voteranno le singole mozioni.

(dissenso del pubblico)

PRESIDENTE. Per favore, chiedo di rimuovere lo striscione perché è vietato dal regolamento dell'Aula.

(dissenso del pubblico)

PRESIDENTE. Mozione n. 1. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 4. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 7. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 1
ad iniziativa del Consigliere Carloni
"Messa in sicurezza del Porto di Fano"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1 del Consigliere Carloni.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. L'interrogazione n. 1/2015 di cui all'oggetto, a risposta orale urgente, presentata dal Consigliere Carloni concernente "Messa in sicurezza del Porto di Fano", si chiedeva se il Presidente della Giunta regionale intendesse attuare soluzioni definitive per il dragaggio del porto di Fano, al fine di ripristinare una condizione di totale sicurezza per i lavoratori e per le imbarcazioni, convocando subito le associazioni, la Capitaneria di Porto e le autorità di competenza per creare un tavolo sull'emergenza del porto di Fano e se intende scongiurare la chiusura del porto come risposta immediata al mancato dragaggio dovuto alle inadempienze di chi preposto alla manutenzione del porto.
Si intende rassicurare il Consigliere Carloni in merito alle attività in essere per il porto di Fano, la cui situazione è già ampiamente nota alle strutture tecniche competenti della Giunta Regionale che, pertanto, stanno da tempo operando, in collaborazione con il Comune, con l'Arpam e la Capitaneria di Porto al fine di una risoluzione sia mediante il reperimento delle cospicue risorse necessarie, sia per l'individuazione della miglior soluzione possibile.
Come correttamente sottolineato nell'interpellanza in esame, infatti, è in capo alla Regione la competenza al rilascio delle autorizzazioni per il riutilizzo e lo spostamento dei sedimenti derivanti dai dragaggi (ripascimenti, immersione in vasca di colmata e/o immersione in mare, ecc).
In attuazione del decreto legislativo 112/98 (cd Decreto Bassanini) la Regione Marche ha promulgato la legge regionale 10/99 nella quale si è riservata le funzioni amministrative riguardanti "la programmazione e la pianificazione degli interventi di costruzione, la bonifica e la manutenzione dei porti di rilievo regionale ed interregionale, nonché delle opere a servizio delle attività portuali assegnando ai Comuni l'onere della loro attuazione (artt. 60 e 61).
Con delibera di Giunta regionale 639/2002 il conferimento di funzioni ai Comuni è divenuto definitivamente operativo a partire dal 4 aprile 2002. Al punto 14 della citata delibera è stato, inoltre, disposto, che la quota del fondo relativa al capitolo di bilancio appositamente creato fosse destinata ai Comuni sulla base della programmazione regionale.
Per lo svolgimento delle funzioni assegnate ai Comuni, sulla base della sopra citata deliberazione di Giunta la Regione provvede annualmente all'assegnazione delle risorse economiche rese disponibili dal bilancio regionale, seguendo gli indirizzi e criteri dettati dalla deliberazione di Giunta regionale 2125/2002 ad oggetto: indirizzi per l'assegnazione di finanziamenti ed interventi.
Nel bilancio 2015 è stata stanziata la somma di 2.000.000 di euro per coprire il fabbisogno dei porti regionali di Fano, Senigallia, Numana, Civitanova Marche, Porto San Giorgio e San Benedetto. in proporzione alla superficie territoriale in concessione al Comune per Porto San Giorgio, a San Benedetto in proporzione alla superficie territoriale della darsena turistica di competenza regionale.
Nello specifico, al Comune di Fano, dal 2003 al 2014, sono stati assegnati fondi per gli importi elencati che vi leggo:
2003: 660.000 euro,
2004: 600.000 euro,
2005: 650.000 euro,
scendo ai giorni nostri,
2012: 573.000 euro,
2013: 254.000 euro,
2014: 47.000 euro
totale assegnato nel 2015: 759.500 euro.
Queste sono somme erogate, quelle di cui ho parlato prima mentre quelle del 2015 sono somme assegnate.
Nell'anno 2015 quindi è stato assegnato al Comune di Fano questo importo a fronte di una richiesta del Comune pari a circa 8 milioni di euro.
Da evidenziare, prima di proseguire nella descrizione delle attività in essere per la risoluzione della grave situazione del porto di Fano, che I'individuazione dell'opzione di gestione ottimale dei sedimenti derivanti dal dragaggio dei bacini portuali deve avvenire sulla base della "qualità ambientale" di tali materiali (mediante la caratterizzazione fisica, chimica ed eco-tossicologica), tali materiali quindi sono da determinarsi in conformità alle norme e ai documenti tecnici vigenti in materia che sono, principalmente, il DM 24 gennaio 1996, il Piano regionale di gestione integrata delle aree costiere, il Manuale per la movimentazione dei sedimenti marini.
Nello svolgimento delle proprie funzioni di coordinamento in materia di gestione dei porti regionali e interregionali, la Regione, nel 2008 si è fatta promotrice della sottoscrizione di un Accordo di Programma denominato "Per i dragaggi e lo sviluppo sostenibile delle aree portuali presenti nella Regione Marche"; tale Accordo di Programma è stato sottoscritto in data 28 febbraio 2008 dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dalla Regione Marche, dall'Autorità Portuale del Porto di Ancona e dai Comuni di Senigallia, Fano, Numana e Civitanova Marche. L'Accordo di Programma, di fatto, riserva quota parte della vasca di colmata di Ancona a ciascuno dei Comuni sottoscrittori ed in attuazione dello stesso, tra il 2009 ed il 2010, si è proceduto, mediante Arpam ed Ispra, alla caratterizzazione dei sedimenti di tutti i porti coinvolti, alla determinazione della loro "qualità ambientale" (classe di qualità) e all'individuazione delle opzioni di gestione ottimali degli stessi. Cioè dire che non possono essere ubicati e trattati nello stesso modo sedimenti che abbiano caratteristiche diverse in base tabellare.
In attesa del completamento dei lavori della vasca di colmata di Ancona, a partire dal 2012, circa 21.000 mc di sedimenti del porto di Fano, aventi una classe di qualità non compatibile con altri riutilizzi, sono stati provvisoriamente depositati in apposite strutture di contenimento, in parte poste all'interno del porto e per la restante parte in località Torrette di Fano. Nello stesso periodo, circa 10.000 mc di sedimenti sono stati smaltiti nella discarica pubblica di Monteschiantello.
Al fine di procedere al rilascio dell'autorizzazione all'immersione in vasca di colmata di tali sedimenti e di circa ulteriori 24.000 mc ancora giacenti nel porto e che, presumibilmente, hanno una qualità ambientale non compatibile con altri riutilizzi, si è reso necessario rimodulare l'Accordo di Programma del 2008, anche a causa di sopravvenute normative statali in materia nonché per la rinuncia all'utilizzo di tale struttura di contenimento da parte del Comune di Senigallia; sulla proposta di rimodulazione dell'Accordo di Programma stiamo attendendo, dal marzo scorso, il riscontro del Ministero dell'Ambiente.
Nel frattempo, considerato che la situazione di maggiore criticità si riscontra nel canale di accesso al porto, anche a causa degli ingenti apporti di materiale sottile da parte del Canale Albani, e che le analisi del 2010 erano scadute, si è proceduto nel marzo 2015 all'aggiornamento della caratterizzazione dei sedimenti ivi giacenti (conclusasi ad aprile 2015); tale aggiornamento ha fatto rilevare una qualità ambientale dei materiali (classe A, ma con pelite prevalente, per cui non riutilizzabili per ripascimenti) tale da renderli compatibili con l'opzione di gestione di cui all'art. 109 vale a dire l'immersione in area marina non costiera individuata di fronte al Porto di Ancona, di cui abbiamo parlato prima.
Come dicevo l'unica area di immersione idonea nella nostra Regione si trova al largo del porto di Ancona ed è stata individuata come tale nel 1998; sulla stessa sono stati effettuati due successivi sversamenti di materiale proveniente dal porto di Ancona; tali sversamenti sono stati autorizzati dal MATTM con i Decreti Ministeriali del 1999 e del 2002. L'area, la cui idoneità è stata recentemente riconfermata mediante apposite analisi eseguite dal CNR di Ancona, su incarico e a spese dell'Autorità Portuale di Ancona, ha una capacità residua di almeno 333.000 mc, non è indifferente avere un luogo dove portare i sedimenti, è una cosa piuttosto complessa dal punto di vista ambientale.
Ciò considerato, unitamente al fatto che altri Comuni hanno manifestato il proprio interesse all'utilizzo di suddetta area, la Regione ha promosso e realizzato una serie di riunioni con l'Autorità Portuale, I'Arpam e lo stesso Comune di Fano; in esito a tali riunioni è stata predisposta una proposta di Accordo di Programma, sulla quale ci è stato dato riscontro dall'Autorità Portuale in data 26 giugno 2015, con nota prot. n. 1614, acquisita al nostro protocollo il 26 giugno 2015.
La sottoscrizione dell'Accordo di Programma:
- consentirà, per i prossimi cinque anni, di riservare una porzione dell'area di immersione, quella di cui abbiamo parlato prima (di 250.000 mc) alle necessità dei porti marchigiani diversi da quello di Ancona;
- renderà disponibili in forma gratuita agli altri porti marchigiani i dati, le analisi e gli studi ambientali realizzati dal CNR per conto dell'Autorità Portuale al fine di predisporre i propri progetti di escavo e successiva immersione;
- prevede la partecipazione della Regione alle spese sostenute dall'Autorità Portuale per l'individuazione e la gestione dell'area per 250.000 euro.
In attesa della sottoscrizione del succitato Accordo, consapevole della urgente e grave situazione del porto di Fano, con la medesima nota di riscontro sopra citata l'Autorità Portuale ha comunicato al Comune la disponibilità di tutti gli studi ambientali del CNR, che possono, quindi, essere impiegati per la predisposizione del progetto di escavo e successiva immersione da allegare all'istanza di autorizzazione di cui all'art. 109 del decreto legislativo n. 152/06 (Codice dell'Ambiente).
La struttura regionale competente per il rilascio di tale autorizzazione (Posizione di Funzione Valutazioni Ambientali) è, quindi, in attesa della presentazione dell'istanza da parte del Comune, con il quale intrattiene assidui rapporti, anche per le vie brevi, finalizzati al perfezionamento di tale domanda e dei relativi allegati, in buona sostanza si è in attesa della domanda del Comune di Fano.
A seguito del ricevimento dell'istanza, al fine di cercare di ridurre al minimo i tempi del procedimento, verrà convocata apposita conferenza di servizi ai sensi della legge 241/90 e, fatta salva l'eventuale necessità di richiedere chiarimenti o ulteriore documentazione e la conseguente interruzione dei termini, il procedimento dovrà concludersi entro trenta giorni dal deposito dell'istanza.
Alla conferenza di servizi possono partecipare senza diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici servizi, nel caso in cui il procedimento amministrativo o il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attività.
L'istruttoria regionale dovrà verificare la concreta assenza di impatti negativi significativi con le aree sensibili potenzialmente interferite dalle operazioni.
Da contatti recenti con il Comune di Fano, ci risulta che l'istanza di autorizzazione ex art. 109 decreto legislativo 152/06 dovrebbe essere depositata la prossima settimana, per cui, salvo imprevisti, entro il mese di agosto p.v. dovremmo essere in grado di rilasciare l'autorizzazione; d'altro canto, poiché è attualmente in corso una immersione da parte dell'Autorità Portuale (autorizzata con Decreto del Dirigente della Posizione di Funzione Valutazioni Ambientali n. 127 del 28 novembre 2014), non si potrà procedere all'immersione dei sedimenti di Fano sino al completamento di tale intervento e dei monitoraggi ambientali post operam previsti per lo stesso, cioè stiamo già monitorando dei lavori che Fano sta facendo.
Ne deriva che l'immersione dei sedimenti derivanti dall'escavo del canale di accesso del porto di Fano potrà iniziare solo a settembre.
È necessario, infine, far rilevare che:
- in attesa dell'escavo del canale di accesso e conseguente immersione, il Comune ha provveduto ad un intervento parziale ed urgente su quest'area mediante la rimozione di 2.000 mc di sedimenti ed il loro avvio a smaltimento in discarica;
- sono in corso le analisi da parte di Arpam dei campioni di sedimenti prelevati dalle restanti parti del porto di Fano bisognose di manutenzione, in esito a tale analisi sarà possibile determinare le diverse opzioni di gestione in funzione della qualità ambientale rilevata dei sedimenti, come abbiamo detto prima.
In estrema sintesi, quindi, si rappresenta che nonostante le oggettive difficoltà che si incontrano nella gestione e manutenzione dei porti, la Regione è pienamente consapevole dell'urgenza e della gravità della situazione fanese per la quale ha, conseguentemente, messo in campo tutte le risorse economiche e umane disponibili (seppur oggettivamente limitate) proprio al fine di individuare ed attuare, nel pieno rispetto delle norme vigenti, le soluzioni richieste dal Consigliere Carloni.
L'insieme degli interventi che stiamo progettando e che vorremmo realizzare entro la fine dell'anno corrente (immersione in area idonea di circa 25.000 mc e in vasca di colmata di circa 45.000 mc) dovrebbe determinare una sostanziale risoluzione della grave situazione attuale. L'obiettivo auspicabìle per tutti i porti regionali sarebbe quello di attuare degli interventi di dragaggio di carattere sostanziale o strutturale, così da ripristinare la navigabilità iniziale di ciascuno di essi e da poter intervenire in seguito solo con interventi periodici di manutenzione ordinaria, essendo, infatti, i porti per natura collocati in un sistema dinamico, all'interno o in prossimità del quale, per altro, si trovano spesso le foci di fossi o fiumi, tendono altrettanto naturalmente ad insabbiarsi, per cui vere e proprie soluzioni definitive non sono realisticamente attuabili.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Vice Presidente Casini, la risposta è esaustiva anche se è nota nel senso che ha ripercorso la storia tecnico-giuridica del tema degli ultimi 15 anni, quindi quello che si è svolto in questi anni era abbastanza noto all'Aula perché purtroppo è stato oggetto di discussione da molto tempo.
Quello che invece andrebbe risolto in modo definitivo è il problema della portualità in questa regione e augurandomi che lei sia interessata ad affrontare questo tema, vista la delega ed anche la passione con cui ha risposto alla mia interrogazione, mi permetto di darle qualche suggerimento che va al di là della risposta tecnica che gli uffici hanno opportunamente preparato per lo status quo che ovviamente non dipende da lei, ma dalla precedente legislatura.
Probabilmente a settembre, stante i passaggi burocratici amministrativi che lei stessa ha elencato, non sarà possibile fare il dragaggio perché per le autorizzazioni, la gara da espletare, la scelta dei contraenti e l'autorizzazione finale a partire con i lavori, solo elencandoli, si va oltre la data prevista e si evidenzia il vero problema che lei ha detto in coda alla sua risposta: i nostri porti sono da dragare in modo sistematico e strutturale.
Questo purtroppo non è stato fatto negli ultimi 15-20 anni, non è certamente una sua responsabilità, però le voglio dire che se volete, se vogliamo trovare una soluzione definitiva ai porti e se crediamo che la marineria abbia un valore sociale ed economico in questa regione è necessario fare qualcosa di più, Assessore, perché le quantità di cui lei ha parlato di sversamento nell'area posta di fronte all'Autorità Portuale del porto di Ancona sono assolutamente insufficienti ed in modo strutturale, essendo i nostri porti terminali di fiumi, inevitabilmente si insabbiano, non per volontà politica, ma per questioni fisiche e biologiche.
E' necessario, come si faceva quando esisteva il buon senso e quando le norme non avevano vincolato ogni attività dell'uomo fino a farlo diventare un ginepraio, fare in modo che ci siano delle aree di sversamento previste di fronte ad ogni porto delle Marche.
Questo è un lavoro di cui lei si può incaricare e le verrà dato merito da tutta la regione Marche perché tutti i porti sono nella stessa situazione.
Ogni anno si dà una pulita all'imboccatura di ogni porto per rendere l'accesso sicuro, ma le posso garantire, anche perché sono uscito in mare recentemente con una barca da pesca insieme agli operatori della pesca per vedere qual è la situazione in cui vivono, che nelle aree di bacino interne ai porti praticamente abbiamo degli orti. Tra un po' potremmo passare dalla coltivazione dei molluschi bivalvi alla coltivazione agricola in area portuale perché la terra in effetti c'è.
Questo è necessario, Assessore, perché se dal '98 ad oggi, come ha detto, non è stata prevista nessuna area per lo sversamento in mare, significa che la politica ha mancato in questi anni e anche una certa visione, secondo me, estremamente ambientalista ha privato le logiche del buon senso e l'attivazione di ogni funzionalità dei nostri porti.
In nome dell'ambientalismo abbiamo fatto si che i nostri porti non fossero più dragati e le marinerie che lavoravano avessero ogni anno un cedimento rispetto alla funzionalità dei porti. E' come se Autostrade cominciasse a non chiudere le buche, a non fare manutenzione alle strade, piano piano gli automobilisti non potrebbero più passarci, è come per gli aeroporti, l'infrastruttura portuale ha un valore sociale ed economico.
Se siamo d'accordo su questo, mi permetto di darle questo consiglio visto che faccio il Consigliere, creiamo altre aree autorizzate per lo sversamento in mare. Cerchiamo insieme all'Arpam di usare il buon senso perché anche la misurazione, bisogna dircelo con franchezza, questa è un'Aula in cui abbiamo anche un'immunità per quello che diciamo, quindi bisogna dire la verità, e le analisi sui fanghi dipendono da come si fanno perché è evidente che l'acqua stessa nei porti è inquinata e quindi è necessario fare le analisi in modo intelligente per far si che i porti vengano dragati.
Se l'obiettivo è dragare i porti bisogna fare anche in modo che le agenzie e le ramificazioni del suo Assessorato lavorino in questa direzione, se lavorano contro succederà quello che lei ha elencato adesso, ha parlato giustamente di stoccaggio, smaltimento, casse di colmata, per 15 anni abbiamo fatto finta di dragare i porti.
Pensi solo a quello che ha detto, lo smaltimento, cioè abbiamo riempito delle discariche che dovrebbero servire per altri scopi con dei fanghi, con della terra, spendendo soldi della collettività e dei cittadini in modo insensato e tra l'altro causando l'abbreviamento della vita delle discariche.
Voglio dire che siamo andati nella direzione opposta, se la vostra linea strategica è rendere navigabili i porti dovete non attendere che l'Autorità Portuale vi dia la possibilità di usare la sua cassa di colmata, ma creare delle aree di sversamento autorizzate secondo i criteri di legge. Fare in modo che l'Arpam e tutte le agenzie regionali lavorino nella direzione di rendere navigabili i porti. Vanno fatti dei dragaggi strutturali, non solo delle imboccature, ma dei bacini di navigazione all'interno dei porti affinché questa portualità rinasca e percepisca che dall'istituzione regionale c'è tutto l'impegno affinché la marineria risorga.
Viceversa lasciando le Capitanerie di Porto da sole con il problema dei pescaggi, Assessore, succederà prima o poi che qualunque comandante di un porto delle Marche possa decidere, non assumendosi più la responsabilità di far navigare i porti, di chiuderli con un danno enorme per la collettività.
Ho postato su youtube un video di due barche che si sono arenate il mese scorso quando ho fatto l'interrogazione, non è stato un gesto insensato, nasce da un'emergenza vera, si sono arenate dentro il porto mentre andavano a lavorare, con danni enormi per le imbarcazioni.
Se la direzione è questa, la prego di impegnarsi di più e di fare quello che è possibile per rendere vera questa volontà di dragare e di rendere navigabili i nostri porti.

Interrogazione n. 2
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
"Lavori di completamento dell'ampliamento del 4° stralcio discarica - comparto rifiuti speciali. Proponente: Comune di Maiolati Spontini"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 2 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. In riferimento all'interrogazione n. 2/2015 del Consigliere Pergolesi si fanno le seguenti osservazioni.
La Posizione di Funzione ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali, rischio industriale ha competenze in ambito di programmazione regionale nel settore della gestione dei rifiuti, esercitate prevalentemente attraverso l'attuazione del Piano per la gestione dei Rifiuti, recentemente approvato con delibera amministrativa del Consiglio regionale n. 128 del 14 aprile 2015 in sostituzione del precedente strumento approvato nel 1999 (delibera amministrativa del Consiglio regionale n. 284 del 15 dicembre 1999).
A partire dal 2001 le competenze in materia di autorizzazioni ambientali nel settore dei rifiuti di cui agli artt. 208, 209 e 210 del D.Lgs. 152/2006 sono state delegate alle Province, ai sensi della legge regionale 10/99 e successivamente dalla legge regionale 24/2009. Per questo motivo si può fornire un contributo solamente in merito agli aspetti relativi alla verifica di conformità con gli strumenti programmatici regionali di settore, fornendo elementi di carattere generale che esulano da uno stretto riferimento al procedimento di autorizzazione ambientale in questione, di competenza esclusiva dell'Amministrazione provinciale di Ancona che ha fatto le valutazioni di merito.
La valutazione di conformità rispetto alla pianificazione in materia di gestione dei rifiuti, del progetto di completamento dell'ampliamento della discarica del Comune di Maiolati Spontini ai vigenti strumenti di pianificazione in materia di rifiuti è stata svolta dalla competente Provincia di Ancona a seguito della richiesta dell'autorizzazione alla realizzazione e gestione dell'impianto di smaltimento di cui agli artt. 208, 209, 210 e 211 del D.Lgs. n. 152/2006. Appare corretto il riferimento utilizzato dalla Provincia di Ancona al Piano regionale di gestione dei rifiuti ed al Piano provinciale di gestione rifiuti vigenti all'epoca di presentazione dell'istanza, avvenuta in data 1 agosto 2013; in merito alla verifica istruttoria svolta dal Responsabile dell'Area Ambiente - U.O. Gestione Rifiuti della Provincia di Ancona i cui esiti si evidenziano nella nota prot. n. 184394/2013 della Provincia di Ancona non si rilevano carenze metodologiche e si condividono i rilievi effettuati rispetto alla programmazione di riferimento allora vigente. Nelle more della approvazione della pianificazione di settore (Piani d'Ambito, previsti dall'art. 10 della legge regionale n. 24/2009) da parte della Assemblea Territoriale d'Ambito (ATA) dell'ATO 2 Ancona, il vigente Piano provinciale continua a mantenere la sua validità come strumento di riferimento pianificatorio.
Il Servizio infrastrutture trasporti ed energia, avente competenze regionali in materia di VAS VIA e AIA, non ha elementi per poter asserire se l'iter di approvazione del progetto, da parte della Provincia di Ancona, sia corretto o meno, in quanto il Servizio stesso non ha tra i suoi compiti istituzionali quello di operare un controllo sulle istruttorie degli Enti delegati.
La VIA per gli impianti di gestione rifiuti è stata delegata alla competenza delle Province, così come il rilascio dell'AIA (articoli 4, c.2 e 27, c. 4 della legge regionale n. 3/2012), pertanto il procedimento oggetto dell'interrogazione è stato correttamente attribuito alle competenze della Provincia di Ancona che ne ha curato l'iter procedimentale.
Per il caso di specie, punto 3 dell'interrogazione, non sussistono le condizioni per l'applicazione dei poteri sostitutivi previsti dall'articolo 28 dello Statuto regionale che recita "La Giunta regionale, a salvaguardia degli interessi unitari e sentito il Consiglio delle Autonomie locali, esercita il potere sostitutivo nei confronti degli enti locali per il compimento di atti obbligatori relativi all'esercizio delle funzioni conferite dalla Regione."

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Come lei ha asserito la Provincia è l'ente responsabile del procedimento ma, come prevede lo Statuto della Regione Marche, noi dovremmo vigilare sull'effettiva validità degli iter procedurali anche e soprattutto in vista del fatto che siamo dei pubblici ufficiali.
L'interrogazione chiedeva se il progetto è conforme al Piano regionale dei rifiuti, non quello provinciale, perché la stessa Provincia dichiara che effettivamente nel Piano regionale non sono ammessi per tali tipologie ampliamenti di discariche di nuovi impianti.
Effettivamente c'è un'ingerenza con il Piano regionale rifiuti, detto dalla stessa Provincia.
Quello che a noi interessava sapere è se secondo questa Giunta l'iter seguito, in particolare per quanto riguarda l'approvazione del piano definitivo del Comune, fosse corretto in quanto, secondo noi, un passaggio obbligato doveva avvenire attraverso il Consiglio comunale della Giunta di Maiolati. Grazie.

Interrogazione n. 4
ad iniziativa del Consigliere Carloni
"Contributi di bonifica del Consorzio unico regionale"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 4 del Consigliere Carloni.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. In relazione all'interrogazione n. 4/2015 a risposta scritta urgente, presentata dal Consigliere Carloni, rispondendo per punti alle richieste fatte, si rappresenta quanto segue.
Punto 1 - "Se gli avvisi di pagamento del contributo di bonifica fanno riferimento esclusivamente all'obbligo di contribuenza del Consorzio regionale o contengono anche i debiti pregressi dei consorzi soppressi"
Gli avvisi di pagamento sono stati definiti sulla scorta degli interventi programmati con i bilanci di previsione 2014 e 2015. Risultano essere riferiti al riparto della spesa consortile, sulla base dello specifico centro di costo, per gli interventi di manutenzione di cui in precedenza. Alla formazione dell'importo degli avvisi non partecipa il debito pregresso.
Punto 2 - "Se la Giunta ritiene opportuno intervenire affinché i contributi di bonifica siano motivati, siano trasparenti nei conteggi e dimostrino in via preventiva il beneficio diretto e specifico conseguibile con l'opera di bonifica o di manutenzione sul valore fondiario dell'immobile"
Punto 3 - "Se l'entità indicata negli avvisi di pagamento tiene conto di quanto previsto all'articolo 6 comma 2 della legge regionale del 17 giugno 2013 n. 13, in particolare al comma 2, laddove si stabilisce che il valore della contribuenza deve essere calcolato sull'effettivo beneficio derivante dall'intervento che deve essere chiaramente indicato"
II Consorzio di Bonifica delle Marche è stato costituito per fusione dei preesistenti tre consorzi di bonifica, di cui due in stato di commissariamento e l'altro in amministrazione straordinaria, e opera dal 2014 ai sensi della legge regionale 13/2013 a seguito dell'approvazione del progetto di fusione e dello Statuto avvenuta con delibera di Giunta regionale n. 1715/2013.
Nell'ambito delle funzioni conferite, I'Amministratore straordinario, per adempiere alla fusione dei consorzi, ai sensi dell'articolo 18 della suddetta legge, ha indetto le elezioni degli organi consortili, previa approvazione del piano di classifica (delibera consortile n. 61 del 15 maggio 2014) e di riparto degli immobili (delibera consortile n. 99 del 16 luglio 2015), necessari per la definizione della contribuenza e quindi della composizione della platea degli elettori, quindi ci sono due atti. Inoltre nell'ambito delle funzioni ordinarie e straordinarie conferite dalla legge ha adottato i bilanci di previsione 2014 e 2015 con cui sono state definite finanziariamente le attività da svolgere. Il Piano di classifica e quello di riparto, pubblicati sul sito del Consorzio ai sensi di legge, contengono tutte le informazioni riguardanti il territorio dove si esplica l'attività di manutenzione idraulico forestale, il beneficio (specifico e diretto) che i proprietari inclusi nel comprensorio ricevono o possono ricevere dalle attività, la parametrazione del beneficio per ogni singolo immobile, la ripartizione della spesa tra le categorie di immobili, il dettaglio delle aree e degli immobili connesse al beneficio. I dati catastali utilizzati per l'identificazione dei contribuenti sono stati acquisiti dall'Agenzia delle entrate con riferimento all'anno 2013, quindi sono abbastanza aggiornati. Le informazioni riportate nell'avviso di pagamento identificano, anche con rimando al portale web del Consorzio, gli elementi necessari alla comprensione del soggetto che lo emette, del responsabile del procedimento, della motivazione dell'emissione, della quantificazione del contributo dovuto, dell'immobile chiamato a contribuire, delle attività svolte e da svolgere, delle modalità di pagamento, delle modalità per ricevere informazioni o per richiedere correzioni. Oltre ciò si informa il consorziato della possibilità di segnalare la necessità di interventi di manutenzione idraulica e forestale e della possibilità di detrarre fiscalmente il contributo. Nel caso di comproprietà l'avviso è emesso nei confronti di uno solo dei nominativi presenti nella visura catastale. Dall'esame degli atti pertanto non si evidenziano elementi in contraddizione con la giurisprudenza di settore ancorché non è possibile rassicurare sull'assenza di contenzioso anche alla luce dell'esperienza tratta in occasione dell'emissione degli avvisi di pagamento per il contributo di bonifica del 2010 da parte dell'ex Consorzio di bonifica del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera. In quell'occasione infatti, a fronte di 40.000 avvisi circa, furono presentati circa 140 ricorsi in commissione tributaria provinciale, tutti poi respinti con condanna al pagamento delle spese.
Punto 4 - "Quali sono gli interventi realizzati dal Consorzio di Bonifica delle Marche dalla sua costituzione ad oggi a seguito dei quali si è proceduto alla emissione degli avvisi di pagamento del tributo nei confronti dei cittadini".
L'emissione degli avvisi di pagamento riguarda l'attività posta nel rendiconto dell'anno 2014 approvato con delibera dell'Amministratore straordinario n. 51 del 22 maggio 2015 in cui si riscontra al mastro C622 per lavori eseguiti sul reticolo idraulico dei vari comprensori 3.237.603 euro e al mastro C405 per lavori in corso sul reticolo idraulico dei vari comprensori 2.160.149 euro. Per l'avviso di pagamento 2015 si fa riferimento alle previsione di bilancio 2015 approvato con delibera consortile n. 136 del 10 novembre 2014; i lavori del 2015 sono in corso e il loro stato di attuazione è individuabile anche attraverso la mappatura georeferenziata riscontrabile sul portale web del Consorzio.
Punto 5 - "Se la Giunta ha intenzione di intervenire sui costi di gestione del Consorzio di Bonifica delle Marche al fine di far gravare il meno possibile tali costi sulla collettività ed operare anche su questo ente una sana politica di spending review".
Occorre premettere che l'impianto della legge regionale 13/2013 è volto a una riorganizzazione virtuosa sotto il profilo della spesa a cominciare dalla riduzione del numero degli organi decisionali e di direzione insiti nella costituzione di un solo Consorzio regionale, per proseguire poi con la fissazione di contenutissimi compensi per i rappresentanti assembleari e del consiglio di amministrazione (al Presidente spetta una indennità pari a quella spettante ad un Sindaco di Comune con popolazione minore a 10.000 abitanti, al vicepresidente e al revisore spetta una indennità pari al 50% di quella del Presidente e ai componenti del c.d.a spetta un gettone di presenza di 30 euro a seduta), oltre a consentire la strutturazione dell'organigramma unico senza sovrapposizioni di ruoli. Nello spirito della legge istitutiva inoltre l'amministrazione del Consorzio ha evidenziato una particolare attenzione all'efficienza della struttura e al contenimento delle spese del personale che ha condotto ad una ridefinizione dei livelli di inquadramento con contenimento dei costi, alla riduzione delle posizioni di vertice della struttura nonché ad azioni disciplinari di licenziamento per rimuovere comportamenti dannosi per il Consorzio.
Punto 6 - "Se la Giunta ritiene legittima l'istituzione di un contributo straordinario al fine di realizzare azioni di mitigazione del dissesto idrogeologico e del rischio idraulico che invece dovrebbero essere garantite dall'azione della Regione, delle Provincie e dello Stato".
II contributo richiesto dal Consorzio con gli avvisi recenti non è straordinario, ma ordinario e cioè emesso per l'attività ordinaria. Per straordinario si deve invece intendere ad esempio quello consentito dalla legge regionale 13/2013 al Commissario straordinario per il recupero dell'indebitamento pregresso degli ex consorzi di bonifica.
Gli interventi di manutenzioni del reticolo idraulico, a cui il contributo consortile corrisponde, sono comunque competenza dei privati proprietari ai sensi delle disposizioni del Regio Decreto n. 523/1904 e del Regio Decreto n. 215/1933 che strutturano, in estrema sintesi, la materia della difesa idraulica e dalle acque, ma anche della loro utilizzazione almeno per quanto riguarda l'uso irriguo agricolo, nella forma sussidiaria tra privati e loro consorzi, enti locali e Stato. Queste attività di manutenzione, tutte esercitabili quindi dai Consorzi di Bonifica, afferiscono al complesso delle azioni necessarie ad una più attuale interpretazione della bonifica, e quindi anche della difesa del suolo, come di recente è risultato dall'approvazione dei "Criteri per il riordino dei Consorzi di Bonifica" in attuazione dell'articolo 27 del D.Lgs n. 248/2007, come modificato dalla legge di conversione n. 31/2008 che all'articolo 4 definisce infatti che ai Consorzi di Bonifica:
- spetta il compito, nell'ambito territoriale di competenza, di provvedere alla realizzazione, manutenzione ed esercizio delle opere pubbliche di bonifica, irrigazione e di miglioramento fondiario ivi comprese le opere di cui all'articolo 166 del D.Lgs. n. 152/2006 (reti irrigue prevalenti, impianti per utilizzazione acque reflue, acquedotti rurali, altri impianti funzionali a sistemi irrigui e di bonifica);
- può essere affidato, nei limiti e secondo le modalità stabilite con legge regionale, il compito di provvedere alla realizzazione, manutenzione ed esercizio delle opere pubbliche diverse da quelle indicate al precedente punto finalizzate alla difesa del suolo di cui all'articolo 53 del D.Lgs n. 152/2006, più volte evocato oggi, come le sistemazioni idrauliche e idraulico forestali, la regolazione dei corsi d'acqua, gli impianti idrovori, le vasche di laminazione e tutte le rimanenti opere che nei comprensori garantiscono la sicurezza idraulica territoriale;
- possono inoltre essere assegnate dalle Regioni ulteriori attività, ivi comprese quelle dirette alla realizzazione di azioni volte a contribuire allo sviluppo del territorio rurale, alla salvaguardia ambientale e al risanamento delle acque.
Aggiungo che ieri durante la seduta della Giunta c'è una mia dichiarazione messa a verbale della quale ho soltanto una bozza perché ovviamente l'originale non può essere ancora stato redatto ufficialmente che vi leggo.
"La Vicepresidente, richiamata la decisione assunta dalla Giunta regionale nella seduta dell'8 luglio 2015 rispetto alla verifica sulla legittimità dell'attività espletata dal Consorzio di bonifica delle Marche con riferimento al contributo consortile, comunica che il dirigente del Servizio Ambiente e Agricoltura ha effettuato tale verifica ed ha predisposto una relazione, che è depositata agli atti della Segreteria della stessa Giunta (questa che sto leggendo).
Il dirigente del Servizio Ambiente e Aagricoltura - Dott.ssa Martellini che era presente - illustra il contenuto della relazione evidenziando che, riguardo all'attività espletata dal Consorzio, non sono state rilevate illegittimità; che gli avvisi di pagamento recano l'indicazione del responsabile del procedimento, la motivazione dell'emissione e la quantificazione del contributo dovuto. Precisa, inoltre, che le informazioni sono disponibili anche sul portale internet del Consorzio, come vi ho detto nella risposta.
La Vicepresidente ritiene necessario chiarire se per le opere realizzate dal Consorzio sia stata effettuata la valutazione ambientale strategica che è stata redatta.
All'unanimità la Giunta regionale decide, questo è importante:
- di incaricare il dirigente della Posizione di Funzione Attività normativa di predisporre una proposta di legge finalizzata ad escludere, a decorrere dal 2015, il pagamento del contributo di bonifica per interventi che producono un beneficio solo potenziale agli immobili - non c'era nell'interrogazione, ma noi abbiamo evidenziato dovesse essere modificato;
- di richiedere all'Amministratore straordinario del Consorzio di individuare modalità di emissione che riducano al minimo i costi, ovvero a nostro avviso possono essere ridotti i costi dell'emissione stessa, non i costi contenuti delle emissioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Questa è una vicenda molto importante, è chiaro che non può essere esaurita in questa discussione, ma è una vicenda che riguarda molti cittadini. Ci sono 137.000 proprietari di aree agricole, 40 gestori di servizi idropotabili e 10.500 proprietari di immobili industriali, commerciali e artigianali. E' una vicenda spiacevole perché si è deciso di fare un unico Consorzio, istituito con legge nel 2013, sull'onda anche emotiva, guardo chi era presente, del rischio idrogeologico, dei problemi che il territorio regionale aveva in termini di gestione delle acque, di manutenzione dei fondi.
Quello che però non era evidente, perlomeno a chi era in quest'Aula allora, è che si muovesse, a cavallo tra due legislature, una massa di bollettini di pagamento, come quella che è avvenuta. 137.000 persone hanno ricevuto una richiesta di pagamento, Assessore, quindi questa cosa è stata particolarmente impattante e probabilmente sbagliata anche nelle forme. Perché? Perché quando è nata l'idea del Consorzio questo doveva avere un altro scopo, doveva sfruttare - e questo è un consiglio che vorrei dare in modo propositivo oltre essere portavoce di questo problema che tanti marchigiani stanno vivendo - le risorse che potevano essere trovate dall'Europa per la manutenzione, per il rischio idrogeologico, per l'integrità ambientale, l'integrità del patrimonio agricolo, è una delle linee di finanziamento più importanti che l'Europa dà alle Regioni. Questo strumento poteva essere quello che raccoglieva, progettava e ridistribuiva queste risorse europee sul territorio.
Poiché parliamo di 4 milioni di euro raccolti, se non sbaglio, dai contribuenti e dai soggetti passivi di questa imposta, questi 4 milioni di euro potevano benissimo essere trovati da risorse finanziarie europee senza dover colpire agricoltori e artigiani, poco o molto è stata percepita come una cosa ingiusta perché in un momento di difficoltà, di crisi economica e anche di poca capacità di indebitamento delle imprese, in particolar modo degli agricoltori, questo modo di fare è stato percepito come sbagliato, soprattutto perché in passato - chi conosce la storia dei consorzi sa che le gestioni non hanno sempre brillato e sono stati anche oggetto di commissariamenti, di chiusure, di controlli straordinari - questo è stato percepito come un risanamento dei debiti creati da qualcun altro, ed è anche uno dei motivi della rabbia che porta questa vicenda.
Quello che le evidenzio oggi, a differenza di quello che ho scritto nell'interrogazione, è che sull'ultima frase che lei ha detto, sulla deducibilità, c'è un errore di fondo perché la richiesta 2014 che riferisce agli anni pregressi è impossibile renderla deducibile in quanto le dichiarazioni dei redditi sono già state chiuse, quindi si crea un'ingiustizia da questo punto di vista perché noi continuiamo a dire alle imprese che possono renderla deducibile e questo non è vero Assessore.
Su questa vicenda, come su altre, le chiedo di sospendere questo "bollettinaggio", questa gabella sparsa sul territorio marchigiano. Sospenderla immediatamente per poter verificare lo stato finanziario del Consorzio, capire se questi bollettini si riferiscono a degli anni ormai non deducibili per chi li deve pagare e soprattutto fare chiarezza su come verrà gestita la parte finanziaria e il rapporto tra loro e i soggetti passivi di questa che ormai è un'imposta a tutti gli effetti.
In più aggiungo e concludo che è necessario verificare se è possibile trovare queste risorse per la garanzia del rischio idrogeologico, per la manutenzione dei territori, attraverso finanziamenti europei e non farla pagare ai piccoli e medi imprenditori, agli artigiani e agli agricoltori.

PRESIDENTE. Ha la parola, per una breve precisazione, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Noi non abbiamo il potere di revocare queste emissioni, perché il Consorzio è autonomo da questo punto di vista, quindi, se lei mi dà un'indicazione rispetto a quale norma noi Giunta possiamo procedere alla sospensione ...

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. In questo caso il delegante può revocare la delega, come tutti gli atti amministrativi, in via di autotutela, poiché ci saranno ricorsi dai soggetti che hanno interessi legittimi sulla vicenda amministrativa. Ci saranno ricorsi soprattutto sulla deducibilità.
Questa delega può essere sospesa, non annullata, è una delega quella che abbiamo dato al Consorzio di Bonifica, è la gestione di una competenza della Regione e questa competenza è delegata in autonomia al Consorzio, ma credo che in autotutela, ne sono certo, quasi convinto, questo tipo di scelta amministrativa possa essere fatta.
Sarebbe prudenziale oltre che saggio verificare come è avvenuto questo momento impositivo che a tutti gli effetti è una tassa e, quindi, ha una disciplina specifica e va altresì capito il soggetto a cui viene imputata. Talvolta non è lo stesso perché ad esempio in più particelle ci sono degli errori anche sul piano dell'imputazione del soggetto passivo d'imposta, su più particelle viene colpito un intestatario e non altri soggetti passivi e quindi nasceranno, Assessore, su questo ne sono certo, molti contenziosi.
Parliamo di 10 giorni alla scadenza del termine di pagamento, io le consiglierei di sospendere questa vicenda.

Comunicazioni della Giunta regionale in merito alla riforma dell'Autorità portuale di Ancona

Interrogazione n. 3
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
"Progetto di abolizione dell'Autorità portuale di Ancona"

Interrogazione n. 5
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Urbinati
"Ipotesi di accorpamento dell'Autorità Portuale di Ancona e Ravenna"
(abbinate)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le comunicazioni della Giunta regionale e l'interrogazione n. 3 del Consigliere Bisonni e l'interrogazione n. 5 dei Consiglieri Busilacchi e Urbinati (abbinate)
Ha la parola per le comunicazioni l'Assessore Casini.

Anna CASINI. In riscontro ai quesiti posti dagli interroganti, si rappresenta che da nessun documento ufficiale di cui si è a conoscenza emerge che l'Autorità Portuale di Ancona verrà soppressa o accorpata con quella di Ravenna. Solo da indiscrezioni giornalistiche è stato possibile conoscere che l'accorpamento porterà le attuali Autorità Portuali da 24 a 14.
Dal documento approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta di venerdì 3 luglio "Piano strategico nazionale della portualità e della logistica", che è facilmente reperibile per tutti su internet, sostanzialmente un corposo documento di analisi dello stato di fatto e obiettivi generali di sviluppo della portualità italiana, è possibile rinvenire i seguenti punti salienti. Di seguito riporto integralmente i punti che ci riguardano.
Il piano nazionale della portualità e della logistica, previsto dall'articolo 29 del decreto legge n. 133/2014 e trasmesso alle Camere per l'espressione del parere parlamentare, prevede, tra le altre cose, una riforma dell'organizzazione dei porti italiani, volta a superare la dimensione mono-scalo degli organi di governo dei porti, a favore di strutture di governo unitarie per sistemi portuali multi-scalo. In particolare, il piano prevede, attraverso il ricorso agli idonei strumenti legislativi di modifica della legge n. 84/1994, l'istituzione di autorità di sistema portuale in numero non superiore a quello dei porti collocati nella rete centrale delle reti TEN-T (e cioè Ancona, Augusta, Bari, Cagliari, Gela, Genova, Gioia Tauro, La Spezia, Livorno, Napoli, Palermo, Ravenna, Taranto, Trieste e Venezia).
Dal testo emerge che I'interporto di Jesi e il Porto di Ancona fanno, entrambi, parte di un importante nodo core della rete trans europea ritenuta strategica per lo sviluppo dell'Italia. Viene, inoltre, esplicitamente dichiarato che la razionalizzazione, il riassetto e l'accorpamento delle Autorità Portuali avverrà istituendo, al loro posto, delle Autorità dì Sistema Portuali in numero non superiore a quello dei porti core, ho detto prima che Ancona è un porto core, ergo per la proprietà transitiva ...
Altra questione importante riguarda gli strumenti normativi con cui la riforma verrà attuata che non potrà essere rimandata al Piano strategico nazionale della portualità e della logistica.
Nella premessa del Piano viene esplicitamente dichiarato: "il Piano, tenuta in considerazione la situazione attuale delle portualità e della logistica marittima, nonché le analisi prospettiche di evoluzione della domanda, si pone il raggiungimento di obiettivi strategici, propone altrettante azioni, la cui attuazione avverrà attraverso attività normative ed amministrative coerenti con le linee guida fomite dai Piani".
Tale riforma sarà contenuta in quella più generale della Pubblica Amministrazione portata avanti dal Ministro Madia.
II disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione, collegato alla manovra finanziaria, è stato approvato dal Senato il 30 aprile 2015, apportando al testo iniziale numerose modifiche.
Il provvedimento - nel testo trasmesso alla Camera - constava di 18 articoli, divenuti 23 al termine dell'esame in sede referente, nel corso del quale sono stati approvati nuovi articoli aggiuntivi ed emendamenti modificativi del testo.
In sede referente, il principio di delega di cui all'articolo 7, comma 1, lettera e) è stato integrato con la previsione della "razionalizzazione, riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali, con particolare riferimento al numero, all'individuazione di Autorità di sistema nonché alla governance e alla semplificazione e unificazione delle procedure doganali e amministrative in materia di porti", quindi mi pare che sia specifico.
E' oramai cosa nota che il Presidente e tutta la Giunta si sono sempre espressi in favore dell'autonomia dell'Autorità Portuale di Ancona vista l'importanza strategica dell'infrastruttura portuale quale nodo logistico fondamentale per lo sviluppo di tutto il territorio marchigiano.
Per tale motivo dal suo insediamento il Presidente si è impegnato ad incontrare tutti i soggetti che per qualche ragione possono avere un importante ruolo nella vicenda.
II 6 luglio scorso il Presidente ha convocato, a Palazzo Raffaello, i Parlamentari marchigiani per discutere di temi che, al di là dello schieramento politico, possono essere condivisi e portati avanti da tutti. Tra i numerosi argomenti trattati durante l'incontro c'è stato proprio quello dell'autonomia dell'Autorità Portuale di Ancona.
Forse proprio grazie a questa azione di coordinamento portata avanti dal Presidente è stato riformulato ed approvato nella seduta del 15 luglio dall'Aula di Montecitorio l'emendamento alla delega al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche a firma Pagani, Lodolini e altri. L'emendamento riconosce il ruolo delle Regioni e degli Enti Locali nel processo di riforma delle Autorità Portuali e nel nuovo sistema di governance delle stesse. È quindi scongiurato il rischio dell'espropriazione dei territori del ruolo di governo dei porti e di un accentramento di potere in capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Il Presidente si è, inoltre, confrontato con il Ministro Delrio lo scorso 14 luglio proprio su questo tema. Il Ministro ha ascoltato con interesse le ragioni che ha esposto il Presidente in merito alla necessità del mantenimento dell'autonomia del porto di Ancona portando la voce del Comune, dell'intero Consiglio Regionale e dei soggetti che in questi giorni sono intervenuti a sostegno della tesi del non accorpamento con il porto di Ravenna che è rimasta una tesi.
Per tutto quanto sopra esposto è chiaro che ancora non esistono atti a carattere normativo nel quale sia ben rappresentata la volontà governativa; resta comunque il fatto che le azioni messe in campo finora dalla Giunta Regionale sono state tutte rivolte alla tutela della realtà marchigiana del porto di Ancona nell'ottica di autonomia scongiurando accorpamenti con realtà non affini.
La giunta si impegna a mantenere sempre viva la propria attenzione su qualsiasi atto dovesse venire adottato dal Governo e/o dal Parlamento sulla questione.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ricordo che le risposte alle interrogazioni 3 e 5 sono congiunte alle comunicazioni della Giunta regionale in merito alla riforma dell'Autorità Portuale di Ancona, iscritte al punto 2 dell'ordine del giorno.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie e buongiorno a tutti. In merito a questa vicenda a noi risulta che ci sia qualcosa di più di un'indescrizione di stampa, comunque ci preoccupa assai questa cosa per cui invitiamo a vigilare, perché l'azione deve essere preventiva e non aspettare che gli eventi accadano.
Abbiamo delle perplessità sulle tempistiche nel senso che nella prima seduta di questo Consiglio si è parlato di un'urgenza particolare e da quello che ho sentito vi siete mossi con un po' di ritardo. E' andata bene nel senso che le urgenze, la data che noi conoscevamo, quella del 3 di luglio, non si è verificata, è stata rimandata per cui probabilmente gli incontri che avete avuto sono stati efficaci anche se non so se si poteva prevedere questa tempistica o se è stata una casualità.
Per quanto riguarda le domande che avevo posto, se non ho mal capito, ci sono stati degli incontri ed io avevo chiesto se ci fosse della documentazione scritta da cui risultassero gli esiti (...) il piano d'accordo, però ho chiesto quali sono state e se c'era una documentazione scritta riportante l'azione del Presidente, oltre agli incontri verbali e agli incontri con le persone e credo che questo non ci sia stato.
Tutto qui, quindi, mi ritengo parzialmente soddisfatto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie. Ringrazio la Vicepresidente Casini per la comunicazione, per la risposta puntuale, credo che sia stata molto utile e fa seguito alla mozione che il Consiglio ha votato il 22 giugno.
Credo che queste comunicazioni della Giunta vadano assolutamente salutate con grande favore da tutta l'Aula perché consentono non solo di fare chiarezza su questo tema, ma direi anche, come si dice, di sgonfiare una bolla. Probabilmente non ho le notizie che ha il collega, ma l'impressione che abbiamo avuto è stata quella di una questione molto pompata sul piano mediatico che però agli atti ufficiali aveva pochi fondamenti e i rischi paventati non erano desumibili con chiarezza o non erano presenti nel Piano strategico nazionale della portualità .
Una delle preoccupazioni che ha spinto a questa interrogazione era quella di sgonfiare questa situazione perché poi diciamo al lupo al lupo ed alla fine il lupo si concretizza e proprio per evitare questa profezia che si auto avvera, come si suol dire, ed oggi grazie agli strumenti ispettivi, ma soprattutto grazie alle comunicazioni della Giunta, credo che sia stata giustamente riportata chiarezza ed auspico che tutte le iniziative conseguenti, anche sul piano mediatico, possano tener conto di un rischio che ad oggi non c'è, come ci è stato ufficialmente comunicato e ringrazio la Giunta per questo.
Mi permetto di ringraziare in particolare il Presidente Ceriscioli per la sua iniziativa che su questo punto è stata molto puntuale, molto presente ed è culminata nell'incontro con il Ministro, credo quindi che sia utile, anche nei momenti in cui l'interrogazione proviene dalla maggioranza, riconoscere pienamente che il ruolo della Giunta è stato molto attivo.

PRESIDENTE. Sul punto 2 all'ordine del giorno "Comunicazioni della Giunta regionale in merito alla riforma dell'Autorità portuale di Ancona" è prevista la possibilità di intervenire anche da parte dei Consiglieri che non hanno presentato le interrogazioni. Ci sono richieste di intervento?
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. In questa vicenda dell'Autorità Portuale ho l'impressione di essere di fronte ad un gioco di trasparenze e di ombre cinesi.
Questo piano accentratore del Governo Renzi è un piano veramente disastroso per l'economia della nostra regione e segnatamente del capoluogo marchigiano.
Si dice che più indizi fanno un sospetto, il primo indizio era quello ..., la mozione del Presidente Carrescia che è stata ritirata, è stata fatta propria dai Parlamentari e Deputati del Movimento 5 Stelle ed è stata non votata, bocciata dal PD.
Oggi sento dall'Assessore che sono indiscrezioni giornalistiche - ma se io dico che qualcuno ha rubato, e lui mi dice subito di no - le indiscrezioni giornalistiche non sono state smentite da nessuno. Il Comune di Ancona si allarma, il Comune di Ravenna si allarma, fanno dichiarazioni nell'assoluto silenzio del Governo che non smentisce e chiamarle dichiarazioni giornalistiche mi sembra veramente una forzatura.
Nessuno ha mai smentito questo, dunque io aspetto con curiosità di sentire la relazione del Presidente Ceriscioli in questo senso perché sarebbe veramente ... Questo accorpamento, questo portare nelle mani di uno solo l'autonomia economica, tutta la questione del lavoro legato al porto, tutto l'indotto in un Paese dove la corruzione è ai più alti livelli del mondo, mi sembra veramente preoccupante, quindi, mi riservo di sentire la relazione del Presidente della Giunta Ceriscioli perché questo blitz di accorpare tutto nelle mani di uno solo, come sta facendo il Presidente Renzi, è pericoloso e in questo caso, riportandolo alla fattispecie dell'Autorità Portuale, è pericoloso per la tutela della sicurezza dei lavoratori, per la tutela della professionalità degli operatori portuali, per il mancato rispetto delle politiche comunitarie e naturalmente va contro il progetto a cui il Presidente si appella quello della Regione Adriatico-Ionica e del canale che va da Helsinki a La Valletta e che identifica il porto di Ancona come porto core.
Sono molto preoccupato ed invito non solo il Presidente e tutto il Consiglio a esprimersi in maniera forte e decisa in questo senso, ma voglio fare un appello a tutta la città ed a tutti i marchigiani perché questo esproprio non vada avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Preciso che le comunicazioni erano della Giunta per cui la Vicepresidente Casini ha delega piena ad intervenire in Aula in merito a questa tematica.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. E' già intervenuto su questo tema il nostro capogruppo, quindi non sarei intervenuto, però l'intervento del Consigliere Maggi che in qualche modo fa un appello per una risposta forte e decisa, mi fa intervenire anche perché vorrei fare alcune brevissime considerazioni.
La prima, credo Consigliere Bisonni, se rivediamo un attimo gli atti, che la Regione Marche si è mossa bene e in tempo anche nella coda della legislatura precedente. Io stesso nel gennaio 2015 ho presentato un'interrogazione ed a quella interrogazione c'è stata una risposta completa dell'allora Assessore.
Credo che oggi questa Giunta abbia fatto, sottolineo, due iniziative che considero forti - l'ha già fatto il nostro capogruppo, quindi non voglio ripetermi - una quella dell'incontro con i Parlamentari marchigiani e l'altra con il Ministro. Due iniziative forti. Su questo credo che dobbiamo avere consapevolezza, la capacità con cui la Regione Marche, soprattutto con questi ultimi due incontri, quello con i Parlamentari marchigiani e quello con il Ministro, ha fatto sistema con la Regione Emilia-Romagna. C'è un'interrogazione fatta dai colleghi dell'Emilia-Romagna che riconoscono queste 13 nuove Autorità Portuali di Sistema, tra le quali anche l'unione di Ancona e Ravenna, e questa unione, dicono loro, non deve essere fatta e gli emiliani riconoscono le specificità del porto di Ancona, come noi (...), quindi, voglio dire, questa capacità. Parlo della Regione perché noi siamo la Regione, ma anche altre istituzioni, quindi le istituzioni locali emiliano romagnole e marchigiane, si stanno muovendo con una sinergia fortissima.
Poi il Presidente ha incontrato il Ministro, c'è questa consapevolezza. L'emendamento presentato dagli onorevoli Pagani, Lodolini ed altri parlamentari, io ho visto una dichiarazione, è stato definito anche blando, però un punto è fermo, è il rafforzamento del ruolo delle autonomie locali e delle Regioni.
Dal punto di vista politico istituzionale a mio avviso c'è stata una bella presa di posizione, continua una mobilitazione forte e non abbiamo difficoltà a dire su quel forte e deciso ci siamo, Consigliere Maggi, vogliamo però riconoscere che questo Piano strategico nazionale della portualità e della logistica che sarà adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, dopo il parere delle Commissioni competenti, ha un grande ruolo, dota l'Italia di un Piano della portualità e della logistica atteso da tempo.
Tra l'altro su questi aspetti, ha ricordato prima la Vicepresidente Casini, c'è la rete europea. Anche sulla rete europea c'è stato un lavoro interessante di questa nostra Regione e accanto ai contenitori, e ce ne sono molti - mi sono soffermato su questi contenitori già nell'insediamento di questa legislatura, l'IAI (Iniziativa Adriatico Ionica), la Macroregione, l'Unione delle città e dei porti dell'Adriatico, l'Unione delle Università - la rete è stata un lavoro politico che questa nostra Regione ha fatto. Si è lavorato all'inizio sul corridoio Baltico-Adriatico, quando abbiamo visto che quel corridoio doveva fermarsi in Istria - era stata già inserita parte del Veneto e dell'Emilia, ed era arrivato a Ravenna e non poteva essere allungato perché già c'era una forzatura. si è modificata in corsa la strategia, si è lavorato per avere una diramazione del corridoio Helsinky La Valletta e oggi Ancona, il porto di Ancona, l'interporto, la rete ferroviaria, sono dentro quella rete europea.
Siamo pronti a quella integrazione, a quella intermodalità necessaria che sta dentro quella programmazione europea e credo che le ricchezze del porto di Ancona dal punto di vista industriale, economico, turistico, ambientale, e potrei continuare, ci fanno dire, accanto ad una forte iniziativa che deve continuare, che ci sono tutte le condizioni, ma non perché vogliamo mantenere un'autonomia chissà per quale ragione, ma perchè vogliamo che prevalga la nostra responsabilità fino in fondo. Questo ci porta ad esercitare tutte quelle azioni che diventano efficaci, creative sul piano economico e fanno si che si possa riconoscere quello che il porto rappresenta ma, soprattutto, quello che il porto di Ancona, e un governo democratico dello stesso, costituisce per il futuro. Non è un impegno soltanto per il presente, ma è un impegno soprattutto di chi ha lo sguardo lungo, uno sguardo rivolto al futuro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Il Consigliere Giancarli che ha svolto un ruolo di governo del territorio per moltissimo tempo, conosce questo problema come il sottoscritto.
E' un'occasione molto importante per quest'Aula perché questo problema di cui si discute, per quanto ci riguarda, è oramai più che ventennale.
Ci sono varie proposte che vengono portate avanti da parte di governi che poi cambiano, però, secondo noi, questa discussione, anche qui questa mattina, è molto debole perché non traguarda il progetto del territorio della regione Marche che in questa realtà riguarda la Vallesina, il porto di Ancona e il problema dell'aeroporto di Falconara. E' l'unica proposta di sviluppo di questo territorio proprio per quanto riguarda la logistica di cui ha parlato un attimo fa il Consigliere Giancarli.
Questo è il problema di fondo, secondo noi, di cui si discute da troppo tempo e attorno a questo problema prima o poi le fiducie anche nel governo arrivano perché le cose che vengono approvate, molte di queste, avvengono con colpi di fiducia. Sappiamo che quando c'è l'approvazione per fiducia esistono dei problemi nei territori italiani e siccome ci sono varie spinte localistiche queste spinte permettono poi di fare un'approvazione di legge che è una legge quadro nazionale.
Per questo io sono preoccupato, anzi noi della Lega siamo preoccupati in modo particolare perché crediamo - e qui c'è il Presidente, c'è l'autorevole Presidente che rappresenta la Regione, che governa questo territorio - nelle possibilità concrete di presentare la richiesta del mantenimento dell'Autorità Portuale, ma anche la richiesta di sviluppo di questo territorio che contenga un'unica proposta possibile in merito anche agli altri due enti che sono l'aeroporto e l'interporto.
In questo modo si risponde veramente all'esigenza di un collegamento trasversale dell'Italia che può andare benissimo, come molti sostengono già da anni, da Ancona verso il Mediterraneo, nella realtà dell'interporto di Civitavecchia, perché esistono ormai quasi le infrastrutture che stanno per essere terminate, allora un ruolo dell'Italia centrale che va da Ancona a Civitavecchia. E' questa la salvezza di questo territorio, perché ci sono dei traffici del Mediterraneo che vanno verso il nord Europa e collegandoci con il Mediterraneo questo è un discorso che risponde a quella logistica di cui anche in altri momenti si è discusso.
Questo, secondo me, è un aspetto debole della proposta. Noi interveniamo sempre in difesa di ..., ma noi dobbiamo proporre qualcosa di diverso in questo territorio per far si che la nostra richiesta del mantenimento sia suffragata anche da un momento nuovo di organizzazione. Credo il Presidente abbia necessità in questa realtà delle partecipate della Regione Marche, però credo che questo sia un problema dell'esecutivo, le partecipate sono sotto gli occhi di tutti per quello che sta accadendo e per quello che è accaduto. Sono accaduti anche dei fatti purtroppo incresciosi, credo che questo sia un aspetto importante da rivedere: un progetto della logistica collegato al Mediterraneo e collegato ad una trasversale che potrebbe essere quella dell'Italia centrale. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Bisonni. Lei era già intervenuto nell'ottica della risposta all'interrogazione, comunque facciamo un'eccezione. Per chiarire un po' la procedura dell'Aula, lei è già intervenuto una volta, poi abbiamo accorpato le comunicazioni ..., ma non c'è problema se vuole intervenire, prego.
Ha la parola il Consigliere Bisonni

Sandro BISONNI. Voglio intervenire solo per una precisazione perché quando mi riferivo alla documentazione scritta riportante l'azione del Presidente, auspicavo che oltre ai colloqui, che giustamente sono stati fatti, doverosi, ci fosse anche un documento formale da rivolgere al Governo e che fosse presentato prima del 3 di luglio, giorno della scadenza di questa azione, invece apprendiamo che il documento formale non c'è stato e che i colloqui sono stati fatti dopo questa data.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Chiarisco due cose. Tutte le amministrazioni pubbliche si muovono per atti amministrativi, siano essi leggi, regolamenti, delibere o atti monocratici.
Noi normalmente dovremmo guardare gli atti per cui sia io che gli uffici abbiamo guardato il Piano, cioè la bozza di Piano, tutto il resto che ho riferito si riferisce agli incontri che ci sono stati. Non è affatto vero che non è stata presentata una bozza di programma delle infrastrutture nel colloquio che c'è stato con Delrio. Questo lo afferma lei.
E' stata presentata, ci sono proprio delle integrazioni che sono quelle di cui prima ha parlato anche il Consigliere Giancarli anche se ha detto tutt'altra cosa rispetto a quello a che è stato poi riferito.
E' stato inviato il voto del Consiglio regionale che si riferiva proprio alla decisione, mi pare, assunta nella prima seduta, quindi perché si affermano cose che non sono reali?
(...) Lei nella sua funzione di Consigliere può benissimo venire negli uffici e chiedere se esistono questi atti, le saranno certamente messi a disposizione.
(...) Se era una domanda mi scuso con lei, e le rispondo che ovviamente esiste un documento, non è che da Delrio il Presidente è andato soltanto a raccontare delle cose, ne ha proposte con diversa documentazione.

Nomine

Elezione di tre Consiglieri regionali nel Consiglio dei marchigiani all'estero
(articolo 4, comma 1, lett. l), l.r. 30 giugno 1997, n. 39) – voto limitato a due.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di 3 Consiglieri regionali nel Consiglio dei marchigiani all'estero. Voto limitato a due.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 28
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 28

Hanno ricevuti voti:
Gino Traversini n. 16
Luca Marconi n. 16
Sandro Bisonni n. 12
Jessica Marcozzi n. 1

Proclamo eletti nel Consiglio dei marchigiani all'estero i Consiglieri Gino Traversini, Luca Marconi e Sandro Bisonni.

Elezione di tre Consiglieri regionali, di cui uno di minoranza, nella Consulta regionale sull'immigrazione.
(articolo 3, comma 2, lett. b), l.r. 26 maggio 2009, n. 13) – voto limitato a due

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di 3 Consiglieri regionali, di cui uno di minoranza, nella Consulta regionale sull'immigrazione. Voto limitato a due.
Indipendentemte dal numero dei voti saranno eletti i primi due Consiglieri di maggioranza ed il primo Consigliere di minoranza.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 28
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 28

Hanno ricevuto voti:
Fabrizio Volpini n. 16
Federico Talè n. 16
Giovanni Maggi n. 5
Luigi Zura Puntaroni n. 7

Proclamo eletti nella Consulta regionale sull'immigrazione i Consiglieri Fabrizio Volpini, Federico Talè e Luigi Zura Puntaroni.

Elezione di cinque Consiglieri regionali nella Commissione per il conferimento dell'onorificenza denominata "Picchio d'oro".
(articolo 2, comma 3, l.r. 1 dicembre 2005, n. 26) – voto limitato a tre

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di cinque Consiglieri regionali nella Commissione per il conferimento dell'onorificenza denominata "Picchio d'oro". Voto limitato a tre.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 28
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 28

Hanno ricevuto voti:
Fancesco Giacinti 15
Gianluca Busilacchi n. 16
Renato Claudio Minardi n. 16
Francesco Micucci n. 1
Piero Celani n. 12
Peppino Giorgini n. 4

Proclamo eletti nella Commissione per il conferimento dell'onorificenza denominata "Picchio d'oro" i Consiglieri Francesco Giacinti, Gianluca Busilacchi, Renato Claudio Minardi, Piero Celani e Peppino Giorgini.

Elezione di due Consiglieri regionali, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza, quali componenti effettivi nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.
(l.r. 11 novembre 2008, n. 32, art. 3 - d.g.r. 14 aprile 2009, n. 567) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di due Consiglieri regionali, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza, quali componenti effettivi nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 28
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 28

Hanno ricevuto voti:
Francesco Micucci n. 16
Elena Leonardi n. 6
Romina Pergolesi n. 5
Jessica Marcozzi n. 1

Proclamo eletti componenti effettivi nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere i Consiglieri Francesco Micucci ed Elena Leonardi.

Elezione di due Consiglieri regionali, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza, quali componenti supplenti nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.
(l.r. 11 novembre 2008, n. 32, art. 3 - d.g.r. 14 aprile 2009, n. 567) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di due Consiglieri regionali, di cui uno di maggioranza e uno di minoranza, quali componenti supplenti nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 27
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 27

Hanno ricevuti voti:
Fabio Urbinati n. 15
Marzia Malaigia n. 7
Romina Pergolesi n. 5

Proclamo eletti componenti supplenti nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere i Consiglieri Fabio Urbinati e Marzia Malaigia.

Elezione di un Consigliere regionale nell'Assemblea dei soci dell'Associazione "Università per la Pace" (con sede ad Ascoli Piceno).
(articolo 15, comma 5, l.r. 18 giugno 2002, n. 9 - articolo 8, Statuto Ente - deliberazioni amministrative nn. 125/2009 e 23/2011) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di un Consigliere regionale nell'Assemblea dei soci dell'Associazione "Università per la Pace". Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 25
Schede bianche n. .0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 25

Hanno ricevuti voti:
Antonio Mastrovincenzo n. 13
Luigi Zura Puntaroni n. 4
Peppino Giorgini n. 5
Piero Celani n. 1
Mirco Carloni n. 1

Proclamo eletto nell'Assemblea dei soci dell'Associazione "Università per la Pace"
me medesimo Antonio Mastrovincenzo.

Elezione di un Consigliere regionale nel Consiglio direttivo dell'Associazione "Università per la Pace" (con sede ad Ascoli Piceno).
(articolo 15, comma 5, l.r. 18 giugno 2002, n. 9 - articolo 12, Statuto Ente - deliberazioni amministrative nn. 125/2009, 23/2011 e 36/2011) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di un Consigliere regionale nel Consiglio direttivo dell'Associazione "Università per la Pace". Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 25
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 25

Hanno ricevuti voti:
Gianluca Busilacchi n. 14
Sandro Zaffiri n. 4
Luigi Zura Puntaroni n. 4
Mirco Carloni n. 1
Antonio Mastrovincenzo n. 1
Peppino Giorgini n. 1

Proclamo eletto nel Consiglio direttivo dell'Associazione "Università per la Pace" il Consigliere Gianluca Busilacchi.

La seduta è sospesa alle ore 13,10

La seduta riprende alle ore 15,10

PRESIDENTE. Consiglieri riprendiamo i lavori, come già annunciato questa mattina è stata presentata una mozione da parte del gruppo Partito Democratico.

Mozione n. 8
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Gravissime affermazioni del Vicepresidente dell'Assemblea legislativa delle Marche Sandro Zaffiri sulla questione immigrati”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 8 del Consigliere Busilacchi. Informo anche che in merito all'argomento trattato è stata presentata dal gruppo 5 Stelle una risoluzione concernente la mozione stessa.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Vorrei iniziare proprio dall'ultima cosa che ha detto, per fugare ogni dubbio, parlando della risoluzione collegata a questa mozione che è stata presentata dai colleghi del Movimento 5 Stelle che richiama formalmente la mozione e prova ad individuare un'eventuale soluzione, qualora l'esito di questa mozione del Partito Democratico non trovasse immediato riscontro di dimissioni.
Ci tengo a partire da qui perché deve essere chiaro qual è l'oggetto della discussione.
L'oggetto della discussione non è la modalità formale con cui si può arrivare alle dimissioni, ma sono le affermazioni del Vicepresidente di quest'Aula, quindi per questa ragione noi rigettiamo la risoluzione ed invece ci vorremmo concentrare su un fatto molto grave di cui tutti hanno purtroppo contezza perché ha esposto tutta l'Assemblea legislativa delle Marche, non solamente il Consigliere Zaffiri, all'attenzione della stampa nazionale. Affermazioni molto gravi che non credo siano tollerabili per la forza, per la violenza e per il fatto che contengono persino delle minacce.
Non voglio assolutamente entrare nel merito della questione, credo che non sia necessario né utile concentrarsi sull'oggetto latente di queste affermazioni, non credo sia utile entrare nel merito della questione riguardante l'immigrazione perché qualsiasi tema può essere affrontato, qualsiasi critica può essere avanzata, però per chi rappresenta quest'Aula le modalità con cui critiche ed affermazioni devono essere portate avanti non è un tema secondario, anzi è un tema centrale perché se si rappresenta un'istituzione e, quindi, si è quota parte e portatori dell'immagine di una istituzione eletta democraticamente dai cittadin,i bisogna avere un altissimo senso di responsabilità.
Credo che questo sia importante perché tutti quanti dobbiamo sapere che le frasi che diciamo, le affermazioni che facciamo - le affermazioni che facciamo legano questa Istituzione e l'immagine del nostro territorio - hanno una conseguenza da questo punto di vista e l'Assemblea legislativa delle Marche a livello nazionale è stata immediatamente connotata con un'impronta che mai ha avuto. Questo territorio che ha delle altissime tradizioni di democrazia, ha avuto un'immagine violenta e di connotazione fascista.
Credo che questo messaggio vada condannato, vada fortemente rigettato e guardate, al di là di questo aspetto, credo che ci sia una seconda considerazione più profonda che intendo condividere con l'Aula ed è la seguente ..., ho letto le pseudo giustificazioni del Consigliere Zaffiri quando ha detto che gli elettori che lo hanno indicato si aspettano delle parole radicali, a parte che si può essere radicali rimanendo nella civiltà, nella democrazia senza fare alcuna minaccia e senza richiamare, per i metodi che ha utilizzato, un passato antidemocratico e dittatoriale del nostro Paese, ma al di là di tutto ciò credo che sia fondamentale, che sia ben chiaro ai cittadini ed all'Aula, che non ci può essere nessuna giustificazione da questo punto di vista.
Purtroppo viviamo una fase politica in cui spesso alzare i toni, anche oltre misura, anche al di là di ogni limite di legalità, può portare un'attenzione mediatica e può avere la giustificazione, per cui parlare alla pancia del Paese può rendere tutto lecito. Questa cosa non è possibile e va rigettata con grande fermezza - non mi riferisco a questa frase che è assolutamente gravissima - ma qualora questo atteggiamento fosse generalizzato rischieremmo di entrare in una spirale per cui per avere una qualche attenzione da parte dei media, anche negativa, tutto può essere accettato.
Questa cosa è deplorevole, perché qui si rappresenta un'Istituzione democratica e tutti quanti siamo chiamati ad una responsabilità. Questa cosa del resto non è assolutamente collegata alla risoluzione dei problemi dei cittadini. Noi siamo qui chiamati per risolvere i problemi dei cittadini, non è certamente con la minaccia, con la violenza e con frasi di questo genere che si risolvono le questioni.
Concludo qui, questa mozione è un invito al Vicepresidente, al Consigliere Zaffiri, a rassegnare le dimissioni dalla carica di Vicepresidente, perché una frase di questo genere non può essere collegata all'immagine per cui noi non lo riteniamo adeguato a svolgere questo incarico che non è personale, ma di tutta l'Aula.
Credo che la funzione, l'immagine e il decoro istituzionale del Vicepresidente dell'Assemblea legislativa non possano essere collegate a frasi questo genere.
Siamo consapevoli che le norme attuali non consentono la sfiducia al Vicepresidente, altrimenti avremmo adottato quella fattispecie. Non è prevista, chiedo però all'Ufficio di Presidenza, auspicabilmente all'Ufficio di Presidenza senza il Consigliere Zaffiri, quindi al nuovo Ufficio di Presidenza, di valutare per il futuro come possono essere modificate le norme per consentire questa possibilità. Credo che debba valere anche per il futuro che chi riveste una carica che lo porta a rappresentare non solo tutti i marchigiani, ma in questo caso addirittura tutta l'Aula, debba poter essere rimosso con il voto democratico dell'Aula qualora si macchi di fatti particolarmente gravi.

PRESIDENTE. Raccogliendo favorevolmente l'ultimo invito del Consigliere Busilacchi, lascio la parola al Consigliere Zaffiri e poi chi vuole intervenire si prenoti fin d'ora.

Sandro ZAFFIRI. Signor Presidente, Consiglieri colleghi, in riferimento all'intervento del Consigliere Busilacchi condivido quanto ha esposto.
Condivido quanto ha detto sulla democrazia. Naturalmente la democrazia ha un suo rispetto in tutte le fasi e in tutti i territori. La democrazia oggi vale per Sandro Zaffiri, sono perfettamente d'accordo, ma la democrazia deve valere per tutti, anche quando il sottoscritto viene attaccato con le bombe carta, presenti alla manifestazione gli Assessori di amministrazioni comunali.
Tutto questo polverone sulla mia affermazione che riconosco essere forte, ma io ho già chiesto scusa, anche sui giornali, sulla stampa, quando invece è partita un'azione nei miei confronti o nei nostri confronti, nelle manifestazioni che abbiamo fatto, noi non siamo, naturalmente io non sono come quella frase fa capire - si fa capire che ci sono le minacce, si fa capire che c'è un intervento - io non sono né per le minacce e tanto meno per la lista, perché provengo da una cultura e da una storia che non ha niente a che fare con quelle parole, questo lo sottolineo perché chi mi conosce sa che sono così.
La democrazia è bella, la democrazia è una grandissima parola che va sempre rispettata e va sempre tutelata anche quando riguarda le mie considerazioni.
Questa frase fra l'altro nasce in un contesto particolare, non è contro il problema degli immigrati, ma è il problema di chi nel territorio, per questo dico alla sinistra, al PD, a chi governa in questo momento, che queste cose non possono essere gestite in questo modo, perché di questo ne soffre il territorio, ne soffrono le comunità nostre, le comunità italiane.
Questo è il problema ed in questo contesto bisogna ragionare diversamente. Su questo tema ho visto delle comunicazioni e ci sono delle aperture a ragionare seriamente, ma - purtroppo e mi auguro di no, io so le mie parole, io le so perché sono convinto e so quello che sono, non ho niente a che fare con quelle affermazioni - sono preoccupato perché il popolo è in difficoltà perchè noi non controlliamo.
Queste sono le cose su cui io inviterei seriamente a ragionare.
Uno come me, nella sua storia, nella sua vita, ha visto le cariche fatte dai Prefetti contro i lavoratori, contro le persone che avevano perso il lavoro, contro i padri di famiglia, mi sono preoccupato per questo, questa è la mia cultura, perché non possiamo assolutamente pensare che lì ci sono delle famiglie, dei bambini che vengono fatti ..., però la premessa che ho detto rimane sempre valida.
Poi rimango allibito di un altro passaggio, non della mozione del Partito Democratico, di quello che sta accadendo qui, dentro quest'Aula, con la presentazione di altre mozioni che vengono da un pulpito inaccettabile, perché ci sono messaggi del loro leader che sono molto più pesanti di quello del Consigliere Zaffiri.
Questa è la verità dei fatti e per che cosa si vuole mettere in discussione lo strumento democratico dell'Assemblea regionale? Per creare soltanto dei problemi, per sconfiggere la democrazia elettiva.
Questo passaggio per quanto mi riguarda è inaccettabile, allora chiedo a tutti i colleghi, a tutta l'Aula, di ragionare seriamente, io sono disposto, ho chiesto scusa per quanto riguarda questo problema, però credo che il problema di fondo debba valere per sempre, Consigliere Busilacchi. Deve valere per sempre, ci sono le condanne, c'è chi tira le bombe carta, c'è la possibilità che le persone muoiano con le bombe carta, tutta queste cosa qua, ma se in mezzo alle bombe carta ci sono anche degli Assessori credo che le cose abbiano un altro senso.
Credo che dobbiamo riflettere su questo problema perché la democrazia a casa Zaffiri è una cosa bellissima, però la democrazia non può essere di parte, non può essere interpretata e non può essere strumentalizzata, questo è l'altro passaggio importante, perché se viene strumentalizzata c'è un aspetto negativo della democrazia, a cui io non lo voglio assolutamente pensare, lungi da me, dalla mia mente, cioè che si vogliano strumentalizzare le cose.
Credo che dobbiamo ragionare rispetto alle cose che avvengono, che stanno avvenendo nel territorio o nei territori, anche nel territorio delle Marche.
Bisogna ragionare per vedere se dobbiamo correggere e impostare un ragionamento, secondo me, completamente diverso perché abbiamo a che fare con il popolo italiano che è fortemente in difficoltà ed è in un momento di inferiorità rispetto a questa situazione, è in termini inferiori, si trova in difficoltà, chiede gli stessi trattamenti e non abbiamo la possibilità di risolvere i problemi o non si vogliono risolvere perché tutti sappiamo dei casi particolari, chi non ne ha casi particolari, famiglie di 3, 4 bambini che sono italiane, che hanno un cognome italiano.
Credo che rispetto ai problemi si debba ragionare in termini diversi, credo che rispetto alla democrazia si debba ragionare in termini diversi. Sotto questo aspetto condivido. Ho chiesto scusa, naturalmente l'ho fatto, non è vero che non l'ho fatto come qualcuno sostiene, è apparso anche sulla stampa e rispetto a questa situazione credo che bisogna ragionare in termini diversi senza strumentalizzazioni e senza miopia perché le cose devono valere per tutti, devono valere anche per noi quando veniamo attaccati in manifestazioni democratiche, perché stiamo parlando e manifestando la nostra posizione politica e non possiamo essere attaccati con le bombe carta.
Democrazia per tutti, io ci sto, quando la democrazia vale per tutti credo che si possa ragionare in modo diverso, perché io ho ragionato in termini positivi ed ho dato un ulteriore sostegno ad un ragionamento ancora più ampio e ancora più positivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Signor Presidente della Giunta, signor Presidente del Consiglio, signori Consiglieri, mi spiace leggere sui giornali e vedere in TV le Marche al centro della cronaca non per la bellezza del suo territorio, delle sue peculiarità, per l'ingegno e per il lavoro dei marchigiani, bensì per le esternazioni squadriste di una violenza e volgarità inaudite da parte di un rappresentante delle istituzioni.
Spiace anche che una parte della minoranza, che più volte ha detto di lavorare per unire il centro destra, e questo è sicuramente un impegno dal loro punto di vista politico autorevole e auspicabile, sia rappresentata in una carica istituzionale da chi si produce in simili vergognose performance, di liste di proscrizione e di olio di ricino.
Il Movimento 5 Stelle si unisce alla richiesta di dimissioni nella mozione presentata dal PD, ma non credendo, come abbiamo sentito adesso, nella sensibilità civile e politica di chi usa un simile linguaggio, si rende disponibile sin dalla prossima I^ Commissione a discutere sull'introduzione di dimissioni sia del Presidente del Consiglio che dei Vicepresidenti per mutare il Regolamento del Consiglio regionale.
Chiede anche, come è nella nostra risoluzione, un atto di coraggio e di responsabilità politica al Vicepresidente Minardi nel dimettersi da Vicepresidente per far decadere il Vicepresidente Zaffiri e per consentire una nuova elezione di due Vicepresidenti che non facciano vergognare i marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Soltanto un minuto per un comunicato prettamente formale, ufficiale, punto a capo.
La risoluzione proposta dal gruppo Movimento 5 Stelle di far dimettere il Vicepresidente Minardi per procurare la decadenza di Zaffiri è semplicemente scandalosa e creerebbe un gravissimo e pericoloso precedente.
Un'Assemblea legislativa che dovrebbe avere la legge come faro a propria ragione di esistere, si autodelegittimerebbe se, per superare un vuoto normativo regolamentare, alla stessa Assemblea riconducibile, desse seguito in qualsiasi modo alla proposta 5 Stelle in una edizione marchigiana del "muoia Minardi con il filisteo Zaffiri".
Tale decisione sarebbe ancor più devastante laddove si consideri il soggetto politico da cui proviene.
In questa occasione, i grillini si propongono e si presentano come i tutori del buon parlare, i cultori della critica asettica e moderata, difensori dei Prefetti sempre e comunque.
Loro che hanno migliaia di attivisti che hanno trasformato il web in un gogna mediatica, il "vaffa" a destra, il "vaffa" a sinistra - posta a destra, posta a sinistra - elevato a stella comete, che massacrano senza prove e spesso nell'anonimato persone ed istituzioni, vengono oggi a chiedere all'Assemblea di obbligare con un trucco procedurale alle dimissioni un Vicepresidente regolarmente eletto, per un post certamente infelice, ma è un post! Ci sono miliardi di post di gente che apre la bocca e gli dà fiato, questa volta il Consigliere Zaffiri ha sbagliato, inopportuno, ma è un post!
Addirittura vi dico che in un processo, alcuni giudici hanno ritenuto opportuno che le registrazioni telefoniche, dette in un momento di enfasi, alla fine non contassero niente. E' un post, allo stesso livello! Che questo qua ci venga a dire che è uno squadrista, un fascista, al Consigliere Zaffiri gli si può dire tutto meno che ..., proprio non sa chi è lo squadrista, il fascista.
Caratterialmente potrei essere stato io a fare un post audace, perché sono più sanguigno, il Consigliere Zaffiri l'ha fatto probabilmente, ha sbagliato, ma è un nulla rispetto a cui quest'Aula si deve attenere, ai problemi che ci sono. Quel gasamento eccessivo verso un post, Consigliere Maggi, non serve a niente perché poi che succede?
Personalmente ho imparato a prendere le misure alle persone per le cose concrete, per i programmi veri e concreti, qui è puramente speculativo e vi dico guardate che se questa Assemblea .... Qui dobbiamo essere seri, le cose speculative non ci servono, dobbiamo portare avanti le cose concrete, ci saranno cose molto concrete per le quali ci saranno votazioni al sangue, questa cosa è puramente speculativa.
L'attuale normativa oltretutto non prevede alcuna possibilità giuridica di rimuovere un Vicepresidente senza le sue dimissioni. Quando tale normativa verrà modificata, come auspica il Presidente Mastrovincenzo, tutti dovranno rispettarla, ma ad oggi qualsiasi condotta che porti al risultato non previsto dalla legge avrà l'amaro sapore della prevaricazione della maggioranza verso la minoranza.
Invitiamo pertanto l'Assemblea a respingere la mozione in oggetto.
Scusate ho dovuto leggere, io sono per parlare a braccio, non sono per la lettura, la lettura mi scappa male, ma penso di essere stato molto chiaro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Presidente, mi ritrovo perfettamente nella mozione presentata dal Consigliere Busilacchi ed anche nelle parole che ha pronunciato a sostegno.
Direi qualche cosa in più Consigliere Busilacchi, quanto detto dal Vicepresidente dell'Assemblea legislativa è grave non solo perché ha un ruolo istituzionale, ma è grave in sè, quando si evocano o si usano termini come quelli che il Vicepresidente ha usato, quando si evocano pene corporali, credo che sia grave indipendentemente dal ruolo che la persona ricopre.
L'intervento è anche per chiarire, visto che il Consigliere Zaffiri ha fatto più volte riferimento ad episodi che sono avvenuti nella mia città ed ai quali ho assistito come spettatore. Si riferisce all'arrivo in campagna elettorale nella nostra città, Senigallia, del Segretario della Lega Nord Salvini e ad una serie di incidenti che in quella occasione sono avvenuti e dai quali abbiamo, ho preso le distanze. Attribuire ad un collega, ad uno stimato collega, oltre che mio competitor in questa campagna elettorale, nome e cognome, il collega Simone Ceresoni, atti di violenza nei confronti degli oratori del momento credo che sia una falsità, perché questo non è avvenuto, sono state scattate delle foto e su quelle foto è stata costruita una menzogna.
Respingo in maniera categorica l'affermazione fatta dal Consigliere Zaffiri rispetto al coinvolgimento dell'Assessore Ceresoni in quegli episodi che si sono verificati nella nostra città in occasione della campagna elettorale e dell'arrivo del Segretario della Lega Nord Salvini a Senigallia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Presidente, io vorrei sottolineare il fatto che il Vicepresidente Zaffiri ha esordito dicendo che ha presentato delle scuse che francamente mi sembrano più formali che sostanziali visto poi l'intervento che ha fatto dal quale si evince quasi che dovrebbe essere il Partito Democratico o altre persone a chiedere scusa per non so quali episodi successi.
Anch'io voglio riportare una mia esperienza personale a proposito di quello che ha detto il Consigliere Zaffiri. Io ho fatto parte fino ad alcuni mesi fa dell'amministrazione comunale di Civitanova Marche e nel mentre di questa esperienza è accaduto un episodio simile ad un collega del Partito Democratico che attraverso facebook ha fatto un'esternazione non paragonabile a quella del Consigliere Zaffiri, di minor livello. La reazione del Partito Democratico di Civitanova, non solo in quell'occasione, è stata l'immediata sospensione dell'Assessore, la richiesta di dimissioni che il Sindaco immediatamente ha accolto, perché di fronte a queste situazioni, di fronte a queste frasi, non può bastare la scusa come tra bambini con cui si promette di non farlo più.
Quella che lei ricopre oggi è una carica istituzionale e se le sue esternazioni hanno fatto piacere a qualche esponente della Lega, a qualche militante della Lega, io questo non lo so e mi auguro che non sia così, certamente non hanno fatto piacere al resto dei marchigiani che lei nella sua veste istituzionale oggi rappresenta.
Se si chiede quotidianamente ai Sindaci, ai rappresentanti istituzionali del Partito Democratico nella loro veste istituzionale di essere portatori di valori trasversali perché rappresentano con le loro cariche l'intera città o l'intera Regione, questo va chiesto anche ai Vicepresidenti delle opposizioni, quindi anche alla Lega, e lei in quelle affermazioni ha offeso non solo o ha fatto piacere non solo ai rappresentanti del suo partito, ma ha offeso profondamente il resto della popolazione.
Credo che le dimissioni siano un atto dovuto, dopo lei potrà essere dispiaciuto, me lo auguro, di quello che ha detto, di quello che ha fatto, ma rientra in un'altra sfera che non è quella istituzionale.
Lei ha più volte citato nel suo intervento, le famiglie, i bambini, io mi auguro che nei passaggi educativi ..., anch'io ho dei figli e vivo queste vicende, se avessi un educatore che pronuncia queste frasi sarei preoccupato per i miei figli e per le famiglie perché non è certamente questo il livello educativo che si aspettano gli italiani da qualsiasi rappresentante istituzionale.
Rispetto a quello che ha detto il suo collega di partito, il Consigliere Zura Puntaroni, credo che - adesso non so se il Prefetto Gabrielli vorrà intraprendere azioni legali nei confronti del Consigliere Zaffiri, non lo so, non è questa la sede - il problema di quello che il Consigliere Zaffiri ha detto non è giudiziario, è un problema di opportunità, di quello che si va a dire. Nessuno sta dicendo che dobbiamo mettere in prigione o fare non so quale azione legale nei confronti del collega, è un problema di opportunità, ripeto, di fronte a cariche istituzionali che vengono ricoperte.
Un breve passaggio rispetto alla risoluzione dei 5 Stelle. Non ne abbiamo discusso, quindi questo mio intervento è a livello personale, poi il Vicepresidente Minardi farà le sue valutazioni, il PD farà le sue valutazioni, però credo che non sia corretto accostare solo lontanamente le dimissioni di un altro Vicepresidente a questo episodio, perché si potrebbe lasciare nell'ombra che le dimissioni del Consigliere Minardi, che nulla c'entra con questa vicenda, in qualche modo possano essere collegate, quasi per colpa di qualcun altro, con queste vicende e che una parte della colpa ricada anche sul Consigliere del Partito Democratico francamente mi sembra una cosa folle solo lontanamente pensarlo.
Dopo si verificheranno le opportunità, le modalità, ci ragioneremo nei prossimi momenti, però credo che non sia opportuno politicamente accostare questa vicenda alle eventuali dimissioni del resto dell'Ufficio di Presidenza perché, ripeto, anche solo lontanamente mettere vicino le due vicende non è opportuno nei confronti dei colleghi che in maniera degna stanno rappresentando l'Ufficio di Presidenza delle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Presidenti, Consiglieri, leggendo i giornali l'altro giorno sono rimasto veramente senza parole e ancor più rimango basito dall'intervento del Vicepresidente Zaffiri, perché mi aspettavo delle parole di sincere scuse, invece ho sentito un intervento quasi all'attacco.
Personalmente voglio stigmatizzare le frasi del Vicepresidente Zaffiri e ci tengo ad esprimere la massima solidarietà al Prefetto Gabrielli.
Detto questo vorrei ricordare al Vicepresidente Zaffiri il ruolo che ricopre, mi permetto di fare questo, lei Vicepresidente rappresentando le istituzioni e noi tutti, non può più permettersi di sparare queste frasi, ritengo che quelle frasi siano offensive sia verso l'istituzione del Prefetto che verso noi tutti perché lei rappresenta questo Consiglio.
Ho provato vergogna per quello che lei ha detto e sinceramente le dico che ritengo vergognoso essere rappresentato in questo modo da una persona che ha espresso frasi così violente, per cui la invito a fare l'unica cosa che secondo me sarebbe degna da fare, ossia presentare le dimissioni.
Per quanto riguarda poi la risoluzione che abbiamo presentato, voglio sottolineare che il Vicepresidente Minardi non c'entra niente con tutta questa vicenda, però chiediamo questo atto perché temiamo, anche dalle parole pronunciate dal Consigliere Zaffiri, che queste dimissioni non ci saranno e questo potrebbe essere il modo di far decadere il Consigliere Zaffiri da questa carica.
Questo non inficierebbe nulla perché poi, se non vado errato, il Vicepresidente Minardi potrebbe essere rieletto, per cui se da parte della maggioranza c'è questo sdegno che in questa Aula molti colleghi hanno posto con forza, chiedo un atto coraggioso al Vicepresidente Minardi e dare, nel caso il Consigliere Zaffiri non lo faccia, le proprie dimissioni, poi saremo ben felici, Vicepresidente Minardi, di rivotarla tutti come nostro Vicepresidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Prima di tutto va la mia e la nostra stima incondizionata al Vicepresidente Minardi, questo non è un atto per mettere in difficoltà il Vicepresidente, ma ben sappiamo come si comportano certi politici, non solo in situazioni attuali, ma anche in quelle passate.
La fiducia credo che sia come uno specchio che si rompe, poi si può anche ricomporre, ma ci saranno sempre i segni bene evidenti su questo specchio, quindi non credo che sia possibile accettare una simile situazione.
Credo che le parole dette dal Consigliere Zura Puntaroni siano incredibili, un Consigliere di un partito che vuole rappresentare la democrazia dice a noi scandalosi, vergognosi e difende il Vicepresidente del Consiglio quando il Presidente della Lega Salvini lo ha sospeso, questa è la foto del giornale, è stato sospeso dal suo stesso partito!
Di cosa stiamo parlando? Se solo un nostro attivista, non un Consigliere o un Parlamentare, avesse detto una simile cosa sarebbe stato immediatamente espulso, seduta stante, non parlo di un Consigliere, parlo di un semplice attivista.
La gravità di questo post non riguarda il suo contenuto che ricorda periodi bui della nostra storia, ma è dovuta soprattutto al ruolo istituzionale di chi l'ha pronunciata e che rappresenta un milione e mezzo di cittadini marchigiani.
Una regione devastata da anni di politiche scellerate, che hanno prodotto un conseguente distaccamento e allontanamento dei cittadini dal tema politico, non può permettersi di essere rappresentata da chi utilizza un linguaggio politico di questo tipo.
Chi ha incarichi di Governo dovrebbe essere un esempio di rigore e di coerenza nel rispetto delle leggi e delle istituzioni, per questo riteniamo che il Vicepresidente del Consiglio regionale non possa continuare a ricoprire questo ruolo perché, per quanto ci riguarda, non ci rappresenta più nel modo più assoluto. Quindi chiediamo al Consigliere Zaffiri di assumersi le proprie responsabilità da politico e da uomo e di dimettersi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Ritengo che quello che ha detto il Consigliere Zaffiri sia profondamente sbagliato nella forma, nei modi e nei contenuti. Glielo l'ho detto anche privatamente, quindi non ho problemi a dirlo ora, e mi asterrò sulla mozione che ha presentato il PD.
Trovo tecnicamente sbagliato far passare anche verbalmente una cosa per un'altra. Quella che avete presentato è una mozione politica, non è una mozione di sfiducia perché di fatto non esiste la mozione di sfiducia per una carica istituzionale, ed invece vedo che i media stanno parlando di mozione di sfiducia. Sgombriamo il campo, è una mozione che riguarda la censura politica di un comportamento che dovrebbe far derivare scelte che dipendono dall'interessato, il quale ha detto che non si dimetterà e ha chiesto scusa per questo suo gesto che non ha maturato culturalmente. E' stata un'espressione sbagliata, riconosciuta direttamente dallo stesso e della quale ha chiesto scusa.
Conosco il Consigliere Zaffiri dal 22 giugno, non lo conosco da prima e non sono qui a fare il suo avvocato, però non mi piace questo clima da Santa Inquisizione che ci stiamo dando oggi perché stiamo parlando da un po' di tempo, da qualche giorno, ed oggi vedo con una certa importanza, di un post su facebook. Rendiamoci conto anche di cosa stiamo parlando.
E' vero che il potere della comunicazione, dei social, ormai è importantissimo, però stiamo parlando di un post su facebook ... per carità, però l'interessato ha disconosciuto quella frase, si è reso conto di aver detto una stupidaggine, l'ha anche rimossa, credo, dalla sua pagina e, quindi, le frasi che ha utilizzato, ancorché sbagliate, si riferiscono a qualcosa di anacronistico e di drammatico perché inevitabilmente ledono la sensibilità di tutti coloro che hanno patito quei momenti storici.
Credo che questa Assemblea non abbia bisogno dei post del Consigliere Zaffiri per dichiararsi antifascista, diciamolo chiaramente, perché nel DNA di ognuno di noi che siede qui, c'è una cultura che proviene da una fase post-fascista e profondamente antifascista, se non sbaglio lo abbiamo anche scritto nello Statuto della nostra Regione.
Non è certamente un post su facebook che può far traballare il nostro radicale antifascismo, culturalmente per lo meno, se non sul piano politico. Quindi non esageriamo perché come diceva un socialista, Pietro Nenni, uno dei padri del socialismo italiano, nel fare a gara a fare i puri troverai sempre qualcuno più puro di te che ti epura.
Inviterei, visto che siamo alle prime sedute di questa Assemblea, a non fare una gara al purismo perché poi è una gara che potrebbe andare all'infinito ed il Consigliere Zaffiri ha fatto una stronzata che potrà essere in qualche modo superata di gran lunga tra qualche Consiglio regionale.
Inviteri l'Aula a molta più prudenza, a non fare una gara in questo senso perchè credo che sia profondamente sbagliato, culturalmente sbagliato quello che ha detto il Consigliere Zaffiri, ma non lo ha detto perché lui lo crede, ma è una scelta politica quella di dare ad un elettorato, ad un popolo, che evidentemente è quello a cui si riferisce la Lega, un determinato modo di interloquire.
Secondo me quando si agita il popolo, quando si cerca di fomentarlo, di alimentarlo verso derive anche culturalmente o lessicalmente violente, è sempre sbagliato perché, come si è visto, se ci lanciano temi che oggi piacciono alla gente, se si comincia a rincorrere la gente sul terreno della demagogia e del populismo, ci si trova in un terreno pericoloso.
L'abbiamo visto qualche settimana fa con Tsipras, vari viaggi della speranza di politici italiani che andavano, rincorrevano l'uscita dall'euro, e tutta la demagogia anti europeista, e chiedevano a Tsipras di essere ancora più demagogo e ancora più populista in modo da poterne trarne qualche vantaggio sul piano interno, nazionale. Poi ci si è dovuti tutti quanti risvegliare. Quella demagogia e quel populismo alla fine non hanno risolto nulla, se non mettere ulteriormente nei guai il popolo greco.
Credo che questa sia una lezione anche ad un certo modo di fare politica, credo che oggi inseguire il popolo, alimentarlo con frasi becere, cercare di strumentalizzarne anche le sofferenze, cercare di alimentare l'odio, sia qualcosa di sbagliato, peraltro i problemi non mancano, quelli veri, e non sono certamente i post su facebook, i problemi veri che ha la gente.
E' uno strumento pericoloso perché poi le conseguenze non sono sempre chiare e sempre riconducibili al buon senso come facciamo qua dentro, perché c'è gente che sta male sul serio ed ha problemi veri e non possiamo perderci nelle stupidaggini.
Dette tutte le cose che ci siamo detti, ritengo che vadano profondamente censurati sia il contenuto che la modalità e gradirei anche che non si degenerasse nella discussione dando il valore che deve avere un post su facebook perché altrimenti, tra qualche mese, qui sarà un campo santo dal punto di vista politico.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Sarò brevissimo. Anch'io mi associo a quanto è stato detto fino ad adesso nel non ritrovarmi assolutamente nelle parole e nei modi con cui il Consigliere Zaffiri ha espresso un dissenso verso una certa situazione.
Dov'è la cosa abbastanza grave in questo momento? E' che, come diceva un grande Pontefice, Paolo VI, nella società oggi più che di maestri abbiamo bisogno di riferimenti, di esempi, quindi è chiaro che quando un politico si esprime in un certo modo, così come qualsiasi persona che abbia a che vedere con un contesto pubblico, nei momenti di grande difficoltà sociale che stiamo vivendo, può essere preso come riferimento negativo.
Noi oggi abbiamo bisogno di buoni riferimenti, abbiamo bisogno di qualcosa di positivo da dare "in pasto" alla nostra società.
Oggi la comunicazione purtroppo ci ha preso la mano, dico purtroppo perché va a discapito dei rapporti personali e umani, per cui dobbiamo stare molto attenti.
Conosco il Consigliere Zaffiri da un po' di più di tempo che dal 22 giugno, come ha detto il Consigliere Carloni, ritengo che si sia pentito immediatamente di quella cosa appena detta, vorrei pensare che sia scappata un po' e non sia riuscuito a riprenderla immediatamente.
Spero che le scuse che lui ha pronunciato e che ho sentito pure ieri siano sufficienti per far capire lo stato d'animo che ha vissuto, stiamo attenti, come ha detto il Consigliere Carloni, a rincorrerci a chi è più bravo, a chi è più puro e quant'altro.
L'importante è che si riconosca, si abbia l'onestà intellettuale, quando uno dice qualcosa, di dire: "Ho sbagliato". Questa è la cosa più importante e di riconoscenza da dare alla persona, qualunque essa sia, il Consigliere, il Presidente, l'Assessore, ma anche l'educatore in generale, perché il nostro problema oggi è proprio questo: siamo in qualsiasi ambiente viviamo tutti degli educatori, quindi il fatto stesso di riconoscere un errore forte o piccolo che sia è molto significativo,
Censurando quanto ha detto il Consigliere Zaffiri, ma riconoscendo che le sue scuse sono state molto sincere, mi asterrò dalla votazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Premettendo che condivido la mozione presentata dal capogruppo Consigliere Busilacchi e che quindi la sosterrò, rispetto alle argomentazioni ed al percorso vorrei fare alcune sottolineature che secondo me non sono secondarie rispetto la decisione che prima di tutto il Consigliere Zaffiri dovrebbe prendere rispetto a questo percorso.
Il primo punto: è vero che facebook è facebook, ma oggi si traduce nelle pagine dei quotidiani nazionali che hanno parlato delle Marche partendo proprio da una presa di posizione che, al di là del marchio legato al ventennio, parla soprattutto di reagire utilizzando gli strumenti della violenza. Questo è il punto!
Se avesse detto: "Porco fascista, ti manderemo in un gulag" per me non avrebbe cambiato nulla. Non è un fatto politico, è un clima difficile e, proprio in forza delle difficoltà che vivono i nostri cittadini, utilizzare questo clima, una spinta fatta da una figura a questo punto importante, istituzionale, che giustifica la reazione alle bombe carta e ad altri meccanismi attraverso l'uso della violenza, è un invito assolutamente sbagliato. Non è di una parte o di un'altra, è un rifiuto, almeno da parte mia, a prendere quello come modello, come terreno verso il quale spingere i cittadini già esasperati dalla crisi e dalle difficoltà.
Secondo punto: non gli si chiede di andare in carcere, si dice che il ruolo di Vicepresidente di un'Assemblea richiede un atteggiamento particolare e spinge ad evitare in generale prese di posizioni radicali tipiche della libertà, in una misura comunque ridotta rispetto a quella dichiarazione, che hanno tutti quanti i Consiglieri nell'esercitare un ruolo più politico, quindi più spinto sulle questioni, più diretto, meno mediato di quello che viene richiesto alla figura del Vicepresidente.
La seconda riflessione che lascio al Vicepresidente Zaffiri è se la sua indole sia quella del ruolo istituzionale perché, ripeto, questi termini erano ingiustificabili, ma ce ne sono di più giustificabili, ma comunque fortemente di parte, fortemente radicali in termini politici e non si addicono, secondo me, ad una figura istituzionale che ha scelto un ruolo che non è detto sia compatibile con la sua indole e, al di là dell'eccesso, in cose meno eccessive, non rappresenterebbe bene il ruolo istituzionale.
Terzo punto: proprio per l'assetto che oggi ha l'Ufficio di Presidenza, dove c'è un unico rappresentante di tutte le opposizioni, sempre uno spirito di natura istituzionale vorrebbe che quel rappresentante cercasse il più possibile di essere in sintonia con l'intera opposizione, non con una parte di essa. Quindi venendo meno anche in questo, in maniera molto forte, a quello che è un ruolo che chiede qualcosa di diverso. Ad esempio dal Presidente del Consiglio regionale non ci aspettiamo che lo svolga come un radicale sostenitore di Renzi, ma come garante di un luogo di democrazia e di confronto.
Ragioni che si applicano indifferentemente, non hanno una natura politica di parte, sono ragioni di natura istituzionale rispetto al ruolo che dovrebbero spingere alla riflessione, dicendo forse non sono adatto a ricoprire questo incarico, forse la mia natura mi spinge verso un maggiore ruolo non istituzionale, ma di parte e, quindi, dovrei lasciare.
Nel merito più specifico è evidente che ci si aspetta da questa Assemblea il giudizio più ampio delle varie forze politiche marchigiane su un episodio che non possiamo ricondurre alla soggettività, ma quello che oggi rappresenta per il nostro Paese. C'è stato un segnale che da facebook è finito nelle pagine dei quotidiani nazionali che oggi è patrimonio di questo Paese e che sa che nelle Marche il Vicepresidente si è espresso sul ritorno all'olio di ricino, alle liste di proscrizione e quant'altro.
Voglio sapere quale sarà la reazione di quest'Aula che rappresenta, credo, lo spirito più ampio e più complessivo dei marchigiani, ecco perché a maggior ragione il voto favorevole su questa mozione non è solo un voto politico di parte, ma il desiderio di rappresentare le Marche come terra di cultura democratica e di attenzione rispetto a determinati valori, ben diversa da quello che quel post e quella comunicazione hanno rappresentato.
Fa parte di un'esigenza di tutti noi capire qual è lo spirito con il quale ci affrontiamo, ben lontano da scontri e polemiche politiche, dentro invece la questione nel rispetto pieno delle istituzioni, credo che sostenere e votare questa mozione rappresenti la migliore risposta all'interrogativo che tanti si saranno posti leggendo quelle parole e chiedendosi se è una posizione isolata o è patrimonio del portato politico dei marchigiani.

PRESIDENTE. Mozione n. 8. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Maggi, Pergolesi, Bisonni, Fabbri, Giorgini.

Gianluca BUSILACCHI. Vorrei chiedere ai proponenti di questa risoluzione, proprio per mantenere il massimo spirito unitario, come giustamente ha chiesto il Presidente Ceriscioli che credo sia un messaggio importante da tutta l'Aula, di ritirarla perché, come ho detto prima, credo che anche sul piano mediatico rischi di distrarre l'attenzione dalla vera discussione che abbiamo fatto con questa mozione e credo che sia giusto, anche con il segnale di questa votazione, lasciare eventualmente qualche giorno al Consigliere Zaffiri per avere un ripensamento. Eventualmente ci diamo qualche giorno, poi valutiamo le azioni da intraprendere, qualora confermasse la propria intenzione di non dimettersi.
Non mi sentirei di farvi questa richiesta se non per evitare di votare contro e così liberare questo spazio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Apprezzo quello che ha detto il Consigliere Busilacchi, noi non ritiriamo la risoluzione per dare un senso forte a questa questione che riteniamo importantissima. Quello che voglio dire è che abbiamo votato tutti la vostra mozione e voteremo anche questa.

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16.05