Resoconto della seduta n.33 del 27/07/2021
SEDUTA N. 33 DEL 27 LUGLIO 2021

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 33 del 27 luglio 2021. Do per letto il processo verbale della seduta n. 32 del 13 luglio 2021, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Interrogazione n. 225 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi
“Ripristino del Servizio di medicina generale del Comune di Cantiano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 225 - a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il problema che viene segnalato con l’interrogazione è relativo alla carenza di medici di medicina generale, non solo nel Comune di Cantiano, ma in tutta la regione Marche.
Il problema nasce dal fatto che c’è, come sappiamo, una scarsa formazione di medici e soprattutto c’è stata una scarsissima adesione al corso per l’attribuzione della qualifica di medico di medicina generale.
Come stiamo intervenendo? In questi giorni abbiamo emanato una direttiva alle strutture Asur affinché il numero delle persone convenzionate, che possono accedere ai medici di medicina generale, sia portato da 1.500 a 1.800 unità, contestualmente abbiamo avviato le procedure per due corsi, uno da 60 posti per medico del 118 e un altro per la formazione di medici di medicina generale.
Quindi, in via temporanea e provvisoria procediamo all’aumento del numero dei convenzionati, che potranno accedere ai medici attualmente in servizio, da 1.500 a 1.800, e il corso di formazione che dovrebbe concludersi entro il mese di maggio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. In effetti il problema della disponibilità dei medici di base, soprattutto nelle aree interne del nostro territorio, è diventato grande, noi abbiamo fatto l’interrogazione legata al Comune di Cantiano, ma in realtà è una questione diffusa a livello regionale.
Questa idea di implementare il numero dei pazienti, magari per il medico più vicino, può essere una cosa positiva, come lo è il fatto di avviare dei corsi di formazione per cercare di implementare il numero dei medici di base.
Quello che vogliamo chiederle è di porre la massima attenzione perché la situazione è insostenibile. Questi sono Comuni abitati da tante persone anziane che hanno difficoltà a spostarsi e avere la disponibilità del medico è un vero e proprio servizio che garantisce e incentiva le persone a continuare ad abitare in quei centri.
Quindi, le chiedo di fare di tutto per garantire il medico a Cantiano, come in tante altre realtà del nostro territorio. Grazie.

Interrogazione n. 223 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Forte difficoltà per i piccoli concessionari del demanio marittimo a seguito dell'aumento dei canoni minimi statali”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 223 - a risposta immediata - dei Consiglieri Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Grazie Presidente. Grazie al Consigliere Biancani che ci consente di fare il punto su un tema che è stato oggetto di grandi sollecitazioni anche da parte della Regione Marche e di molti Consiglieri.
L'interrogazione riguarda in particolare il ‘decreto agosto’ e per la precisione il comma 4 dell’articolo 100 del decreto legge 104/2020, che ha stabilito che dal 2021 l'importo annuo del canone per l'utilizzo di aree e pertinenze demaniali marittime per qualunque finalità non può essere inferiore a 2.500 euro, quindi, un aumento che rispetto ai precedenti importi minimi, che erano di poco superiori ai 362 euro annui, supera il tetto del 700%. Molti sono stati gli interpreti, gli osservatori, gli interessati che hanno manifestato disappunto e, se mi è consentito, anche sdegno rispetto a questo aumento così significativo.
Il provvedimento proponeva tale aumento, questa era la ratio legis, come misura di compensazione in seguito alla norma salva-pertinenziali che abrogava il riferimento ai canoni OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare) considerati eccessivamente alti per gli immobili statali affidati in concessione ad imprese del comparto turistico-balneare.
Pur condividendo la necessità della revisione del sistema di determinazione del canone concessorio per gli immobili statali commerciali, questo provvedimento di compensazione appare oggettivamente iniquo nelle sue conseguenze per le concessioni di piccole dimensioni, per quelle senza scopo di lucro, per quelle in favore di onlus o di pubbliche amministrazioni per fini di pubblica utilità, o per le occupazioni temporanee estive. Tanti Consiglieri hanno riportato la doglianza di mercatini, onlus, attività benefiche che erano chiamate a versare canoni obiettivamente fuori luogo e fuori mercato.
In questo senso, tra l’altro, la misura contrasta con i diversi provvedimenti che sono stati presi negli ultimi mesi per riavviare le attività turistiche, le attività sportive o le finalità ricreative e sociali, fortemente penalizzate dalla pandemia.
L'aumento dei canoni delle concessioni minori risulta peraltro inefficace nella sua valenza compensativa: lo testimonia l'esempio stesso portato dall'interrogazione che riferisce dell'avviso andato praticamente a vuoto per il rilascio di posti barca per la nautica da diporto al porto di Pesaro.
Come è noto la materia “demanio” è di competenza esclusiva statale ma, stante la complessità e la trasversalità delle questioni, le Regioni si sono ampiamente mobilitate nel tentativo di avversare questa norma così palesemente iniqua.
E’ stato istituito un “Coordinamento tecnico demanio” e un apposito “Tavolo sul demanio marittimo” di confronto tra gli Assessori di diverse Regioni e, come riferisce anche in premessa l’interrogante, personalmente ho partecipato alla riunione del Tavolo del demanio marittimo presso la Conferenza delle Regioni facendomi carico, per quanto possibile, di aprire una vertenza.
Oggi la normativa è in fase di revisione, questa è la notizia positiva, e infatti è stato approvato in V Commissione del bilancio della Camera un emendamento al d.l. sostegni bis che modifica proprio l’articolo 100, con l’aggiunta di un periodo che dispone la rideterminazione per l’anno 2021 del canone minimo per le concessioni su aree e pertinenze demaniali marittime con finalità sportive, ricreative, legate alla tradizione locale.
Il livello minimo del canone è oggi pari a 500 euro rispetto ai 2.500, si prevede la copertura finanziaria dell’intervento di 12 milioni di euro a valere sul fondo “esigenze indifferibili” e la revisione normativa seguirà l’iter del d.l. sostegni bis che dovrà essere convertito in legge, se non è stato già convertito.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. In effetti è stato approvato il decreto sostegni bis il 24 luglio che ha definito la nuova tariffa minima portandola da 2.500 euro a 500 euro, prima erano 360, c’è stato un piccolo aumento, ma fino a 500 euro potrebbe essere anche sostenibile.
Il tema è che questo decreto riduce le tariffe solamente per l’anno 2021 e quindi la battaglia è ancora aperta. Inoltre, questo decreto prende in considerazione solamente piccole realtà sportive, associazioni, sicuramente le più colpite, ma a mio avviso occorre anche rivedere i canoni per le attività commerciali, andando in base alla redditività.
Come diceva l’Assessore, oggi, se uno ha un ristorante lungo il demanio marittimo e vuol mettere un tavolo in più la tariffa minima è di 2.500 euro, mentre nella gran parte dei Comuni non si paga niente perché hanno deciso, causa Covid, di eliminare i canoni concessori.
Quindi la battaglia è tutta da fare e quello che le chiedo è un impegno in Conferenza Stato Regioni affinché questa tematica venga trattata di nuovo e la norma non sia solo una legge spot, ma che la revisione dei canoni vada a regime.
Bene averlo pensato per le attività associative non a scopo di lucro ma, secondo me, va rivista la tariffa minima di 2.500 euro non solo per le attività associative, ma anche per le micro e piccole imprese che lavorano lungo il demanio marittimo. Penso ai tanti pescatori, alle tante attività di vendita del pesce, di ristorazione che si vedono applicare un trattamento differente rispetto a quello delle altre aree del territorio comunale. Quindi, mi raccomando, continuerò a verificare ed a seguire la situazione.
Le faccio solo un esempio, al porto di Pesaro c’è un bando che annualmente propone circa 28 posti barca, di solito c’è la corsa a partecipare, quest’anno per 28 posti barca hanno partecipato solo in 2, quindi 26 sono rimasti deserti e lo Stato non ha nemmeno incassato i 360 euro perché la tariffa era troppo alta. I posti barca per una città come Pesaro, che ha centinaia di barche, sono pochi, ma la gente ha preferito non partecipare a causa dei costi onerosi. Grazie.

Interrogazione n. 226 - a risposta immediata
ad iniziativa delle Consigliere Lupini, Ruggeri
“Urgente piena attuazione interventi previsti dalla legge regionale 9 ottobre 2014, n. 25 ‘Disposizioni in materia di disturbi dello spettro autistico’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 226 - a risposta immediata - delle Consigliere Lupini, Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Ringrazio le interroganti per aver posto questo problema molto sentito, che peraltro sollecita l’istituzione del Comitato tecnico scientifico regionale per questo grave problema, che esiste nella sanità e non solo della nostra Regione. Dobbiamo rilevare che dal 2014, addirittura, ancora non è stato istituito ed era previsto per garantire la funzionalità della legge, ma soprattutto la concertazione tra le parti sociali e la pubblica amministrazione, quindi l’Asur e le Aziende che si occupano di questo tema.
Sulla base dell’interrogazione abbiamo già dato indicazioni per convocare immediatamente tutte le procedure per la nomina del Comitato tecnico scientifico, ringrazio per questo le interroganti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore per la risposta e ci fa molto piacere che questa nostra sollecitazione …, portando poi la voce delle Associazioni, dei rappresentanti che ci hanno contattate su un tema che conosco particolarmente bene, quindi, sono soddisfatta che vi siate già attivati perché siamo quasi ad agosto e dobbiamo assolutamente essere pronti per il mese di settembre perché il riavvio delle scuole non ci può trovare impreparati e non possiamo affastellare atti all’ultimo momento.
Ho fatto un’interrogazione a risposta immediata perché c’è l’urgenza di convocare questo Comitato e sarà il Consiglio che dovrà approvare le nomine, così potrà ripartire e le associazioni potranno espletare la loro importantissima funzione di supporto alle famiglie delle persone affette da questo tipo di disturbi, che tanto hanno accusato il periodo di emergenza.
Credo che sia importante che tutti insieme affrontiamo il riavvio delle attività nei centri diurni, nelle scuole e quant’altro nel mese di settembre. Grazie.

Interrogazione n. 175
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Carancini, Biancani, Cesetti, Bora, Casini, Vitri
“Anziani non autosufficienti e con demenza. Funzionamento Unità di valutazione ed erogazione del Servizio di assistenza domiciliare (SAD)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 175 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Carancini, Biancani, Cesetti, Bora, Casini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La risposta a questa interrogazione è molto articolata, quindi, darò corso alla lettura del documento che è stato predisposto dagli uffici regionali.
Il Servizio politiche sociali e sport riferisce che gli interventi a favore della non autosufficienza nella regione Marche sono finanziati sia con risorse del fondo nazionale per le non autosufficienze e sia con risorse del fondo regionale per le non autosufficienze. Nel 2020 i fondi destinati alla non autosufficienza sono stati pari a 23.794.400 euro e la Regione Marche annualmente ripartisce i fondi tra i 23 Ambiti territoriali sociali.
Quest'ultimo intervento di ripartizione si articola a sua volta in due misure: assegno di cura e servizio di assistenza domiciliare (SAD).
Il SAD è un intervento gestito dai Comuni o dagli Ambiti territoriali sociali. Ogni ATS gestisce il servizio adottando propri regolamenti. Il servizio può essere gestito direttamente dall'Ambito territoriale sociale oppure affidato a terzi con procedure previste da norme di legge. Ogni regolamento di Ambito territoriale sociale definisce la percentuale di contribuzione del beneficiario in riferimento all'Isee.
Dai dati forniti dagli Ambiti territoriali sociali risulta che il 22% dei Comuni non hanno erogato il SAD (pari a n. 50). Si tratta prevalentemente di municipi medio piccoli. Le motivazioni riportate dagli Ambiti territoriali sociali circa la mancata erogazione del SAD sono: la mancanza di richieste da parte della popolazione residente per questo servizio; molti anziani preferiscono il contributo monetario (assegno di cura e disabilità gravissima) che è alternativo al SAD; la presenza del requisito del livello Isee per accedere al servizio.
Il fondo non utilizzato da un Comune per il SAD è utilizzato dagli Ambiti territoriali sociali per incrementare le risorse del SAD a favore dei restanti Comuni che presentano un numero di richieste maggiori, oppure per finanziare l'intervento "Assegno di cura". Annualmente i due fondi, il fondo nazionale e il fondo regionale, sono interamente utilizzati dagli Ambiti territoriali sociali per gli interventi a favore della non autosufficienza.
Al secondo punto si chiede il numero delle persone non autosufficienti e la quantificazione dell'assistenza per singolo distretto cui l'Azienda sanitaria assicura l'assistenza tutelare, così come previsto all'articolo 22 comma d) del DPCM 12 gennaio 2017.
Nella regione Marche sono presenti complessivamente 381.363 persone con età maggiore o uguale a 65 anni (dato Istat), pari al 25,11% della popolazione complessiva. Dall'analisi delle informazioni presenti nell'Anagrafe regionale degli assistiti emerge che sono presenti complessivamente 16.732 persone con invalidità al 100% (codice esenzione C01). La tabella che segue ne mostra la distribuzione per distretto.
Il citato articolo 22 comma d) del DPCM 12 gennaio 2017 fa riferimento alle "cure domiciliari integrate di III livello”. L'ambito di riferimento quindi è quello delle Cure Domiciliari a maggiore intensità assistenziale che nella rendicontazione del flusso ministeriale SIAD, specifico per le Cure Domiciliari, sono comprensive dei casi trattati e classificati nei livelli CIA 3 e 4. C’è un’ulteriore tabella che riporta i dati delle prese in carico per l'anno 2020 per Distretto per i livelli CIA 3 e 4.
Nel complesso della regione Marche le prese in carico di livello CIA 3 nel 2020 sono state pari a 639 e quelle di livello CIA 4 sono state pari a 2.388.
Al terzo punto si chiede quali sono le figure professionali che compongono, per ogni Distretto, i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (CDCD), insieme alle modalità con le quali eseguono le funzioni assegnate dalla vigente normativa regionale.
La risposta è che in coerenza con gli indirizzi regionali fissati dalla delibera di Giunta regionale n. 665/2015 e a seguito dell'approvazione del Decreto del Dirigente del servizio sanità n. 115/SAN del 23 dicembre 2015, le Direzioni delle Aree Vaste hanno provveduto, con apposite determine, alla costituzione dei CDCD con bacino di utenza distrettuale. Segue tabella, poi gli interroganti se vorranno la copia potranno averne precisa cognizione.
In conclusione si precisa che sono stati costituiti anche dei CDCD all'interno delle UOC di neurologia delle Aziende ospedaliere di ospedali riuniti Marche Nord e ospedali riuniti di Torrette e anche presso L’INRCA.
Le attività che vengono svolte dai CDCD sono:
- valutazione clinica funzionale, cognitiva e comportamentale;
- valutazione neuropsicologica;
- attivazione della presa in carico socio-sanitaria integrata attraverso il PUA;
- definizione di una corretta terapia farmacologica quando opportuna;
- formulazione ed erogazione di programmi di intervento non farmacologico;
- programmazione di follow up;
- informazione al caregiver sui diritti e sui servizi attivi nel territorio;
- formulazione ed erogazione di interventi formativi e di supporto ai caregiver.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Rispetto alla prima domanda sull’assistenza domiciliare è importante che tutti i fondi siano stati utilizzati, e questo è positivo, anche se rimane elevato il numero dei Comuni che non utilizzano questo trasferimento di fondi, 50 Comuni sono un numero elevato, anche se hanno motivato la loro scelta o la loro impossibilità ad utilizzarli.
Per quanto riguarda la seconda domanda sull’assistenza domiciliare tutelare, credo che non venga assicurata ovunque quando la prestazione è obbligatoria e sarebbe interessante capire come ci si intende muovere per garantirla.
Sul terzo aspetto, quello dei centri per i disturbi cognitivi e demenze, l’Assessore ha sottolineato l’importanza della loro attività di questi, la ribadisco anch’io perché i dati regionali indicano che sono circa 30.000 le persone con demenza presenti nel territorio regionale, che hanno la necessità rilevante di luoghi di accompagnamento e di presa in carico effettivi e competenti. Grazie.

Interrogazione n. 213
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri
“Attuazione l.r. 40/20: potenziamento organico UOSD Disturbi del comportamento alimentare dell’Area Vasta 1 con sede a Pesaro e definizione procedure ricovero degli adulti”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 213 dei Consiglieri Biancani, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Anche in questo caso darò lettura della relazione perché si tratta di componenti tecniche ed organizzative, quindi, rispondo al primo quesito: “quando verrà potenziata la dotazione organica della unità operativa dipartimentale di Pesaro, in particolare con un secondo psichiatra ed un secondo psicologo, in coerenza con gli impegni assunti a suo tempo dall'Asur e con la legge regionale 40/2020 che all'articolo 5 prevede che la Giunta regionale garantisca ‘un'adeguata dotazione di personale alla Rete, per un approccio multidimensionale, interdisciplinare, multiprofessionale integrato’".
L'evoluzione della pandemia da Covid 19 ha reso necessario concentrare negli anni 2020 e 2021 le energie dell'Area vasta 1 nel reclutamento di personale sanitario da destinare ai servizi dedicati a fronteggiare in prima linea l'emergenza.
Anche in considerazione dell'aumento delle richieste di presa in carico verificatasi negli ultimi tempi dell'emergenza, la gestione del servizio non è stata trascurata ed è stata rafforzata nel corso dell'anno 2020 con la nomina del nuovo responsabile della Unità operativa dipartimentale di riferimento.
Inoltre, l'Area vasta 1 ha già previsto nel proprio piano occupazionale l'inserimento di figure professionali al fine di potenziare le prese in carico e conseguire una maggiore efficacia delle cure. Sono state a tal fine avviate le procedure finalizzate all'acquisizione di un dirigente medico specialista in psichiatria e di un dirigente psicologo.
Al secondo punto si chiede: “se si ritenga opportuno e coerente con la norma sopra richiamata prevedere anche la presenza, eventualmente non continuativa, di un internista nell'equipe della Unità dipartimentale di Pesaro per seguire le numerose situazioni gravi”.
Al fine di contenere l'aumento della gravità clinica sia per comorbilità psicopatologica sia dal punto di vista organico, così come rappresentata dal responsabile della Unità operativa dipartimentale dell’Area vasta 1, nonché dal Direttore del dipartimento di salute mentale dell’Area vasta 1, si darà avvio, compatibilmente con le necessità prospettate, ad un percorso di inserimento di una figura internistica nell'ambito delle problematiche legate alla presa in carico e gestione dei pazienti.
Al terzo punto si chiede. “se sia in corso l'attivazione formale della collaborazione con l'Azienda ospedaliera ospedali riuniti Marche Nord per i ricoveri degli adulti, come previsto dal comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 40/2020”.
La legge regionale delle Marche n. 40/2020 riguardante "Disposizioni relative alla presa in carico delle persone con disturbi della nutrizione e dell'alimentazione o del comportamento alimentare" prevede, tra l'altro, l'istituzione di una rete integrata regionale per la presa in carico delle persone, articolata in diverse componenti che operano in maniera sinergica, con il monitoraggio costante del grado di raggiungimento degli obiettivi.
Nella suddetta rete è coinvolta, tra le altre, l'Azienda ospedaliera ospedali riuniti Marche Nord, con funzioni di ricovero per adulti.
In linea con i dati nazionali, anche nell'Area vasta 1 si è verificato nell'ultimo periodo un considerevole aumento delle richieste di intervento clinico per disturbi alimentari per situazioni che si configurano gravi e con necessità di alta intensità di cura.
Poiché il ricovero nel caso delle situazioni acute consentirebbe una più efficace azione di contrasto e cura della patologia di cui trattasi, tenuto conto dell'alleggerirsi della situazione di emergenza pandemica, l'Area vasta 1 ha dato avvio a un percorso finalizzato a verificare la possibilità di formalizzare con l'Azienda ospedali riuniti Marche Nord un accordo secondo quanto previsto dall'articolo 2 della legge regionale n. 40/2020 per darvi attuazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Ho sempre seguito in questi anni il tema dei disturbi alimentari e mi sta particolarmente a cuore, tanto che ho presentato varie interrogazioni: la prima nel 2017, con la quale chiedevo di istituire l’unità operativa semplice, poi nel 2018 per potenziare l’organico e nel 2019, era andato in pensione il responsabile, chiedevo di intervenire affinché venisse stabilizzato un nuovo responsabile, avevo anche chiesto l’aumento del personale e devo dire che nel corso degli anni qualcosa è stato fatto e il servizio è stato sicuramente migliorato.
Ho fatto questa ulteriore interrogazione in quanto nel corso dell’ultimo anno e mezzo, soprattutto a causa dell’emergenza Covid, la quantità di persone che si sono rivolte a questo centro è più che raddoppiata, sintomo di un disagio legato al fatto che le persone non potevano uscire, la socialità era stata ridotta ed oggi il reparto, seppur è stato organizzato bene e con persone preparate, sta soffrendo.
La risposta che mi ha dato l’Assessore mi sembra positiva in quanto mi ha confermato che l’Asur ha dato il via al bando di concorso per lo psicologo e lo psichiatra - sono consapevole che non è semplice trovarli, ma intanto è bene fare i bandi per verificarne la disponibilità - e per l’inserimento di una figura internista, anche questa molto importante.
L’ultima richiesta che avevo fatto era quella di avviare un percorso per una maggiore sinergia e collaborazione con Marche Nord, previsto dalla legge 40 del 2020, una legge che avevo anche sottoscritto.
Ribadisco la positività delle risposte che mi ha dato l’Assessore ma, come può immaginare, continuerò a presidiare e a verificare la situazione. Grazie.

Interrogazione n. 113
ad iniziativa delle Consigliere Ruggeri, Lupini
“Quali indirizzi politici sulla gestione di Erap Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 113 delle Consigliere Ruggeri, Lupini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa è un’interrogazione molto complessa, qui rischio di sforare sui minuti, però cercherò di essere breve e di sintetizzarla.
Per quel che riguarda il punto 1, dove si mettono in evidenza le criticità nelle quali verserebbe Erap, dico un po’ di cose. Intanto mi si chiede se abbiamo intenzione di riformare l’Ente, faccio presente che dal 2005 al 2019 ci sono state in quest’Aula 8 riforme Erap su temi molto delicati. Quindi, mi sembra una schizofrenia un po’ esasperata ed esagitata che mette in discussione, dal mio punto di vista, la credibilità dell’Ente, perché non lo si può continuamente riformare e ripensarlo come un gioco al rimpallo. Questo riguarda il passato, non mi rivolgo a chi oggi mi pone la questione.
L’Erap è ad oggi proprietario nelle Marche di 10.971 appartamenti, oltre a 4.735 di proprietà di altri enti, tendenzialmente Comuni, gestisce un patrimonio per un totale di circa 16.000 alloggi. Ad oggi sono in atto nelle Marche manutenzioni su 626 alloggi.
C’è in corso un programma di alienazioni dal quale si è incassato 9.776.000 euro, programma di alienazione che non è andato a buon fine perché nel 2016 erano previsti quasi 30 milioni in entrata, quindi c’è stata una grossa svista da parte di chi ha programmato le alienazioni che di fatto non sono state incassate. Dei fondi incassati, proprio pochi giorni fa, è passato un programma di reinvestimento parziale che inizieremo a mettere a frutto.
Erap Marche ha giocato un ruolo fondamentale per quel che riguarda la ricostruzione. Lasciamo perdere il passaggio sulle indagini sulle quali non mi permetto mai di entrare, abbiamo visto che tante indagini in Italia dopo anni sono finite con “il fatto non sussiste”, che ognuno faccia il proprio lavoro, se c’è un’indagine in corso massimo rispetto verso chi la porta avanti, ma anche massimo rispetto verso chi è soggetto all’indagine, finché non è eventualmente dichiarato responsabile, che ad oggi non sussiste in nessuna delle indagini aperte sulla ricostruzione post terremoto nelle Marche.
L’Erap ha portato avanti nelle Marche investimenti per le SAE per 150 milioni di euro, ha realizzato 262 appartamenti in 33 Comuni diversi, a Tolentino ha consegnato 46 alloggi ed oggi sta lavorando per altri 130, inoltre ad oggi ha un bilancio consuntivo positivo per 1.835.000 euro.
Poi farò una chiosa finale perché con queste cose, Consigliera, non voglio dire che tutto va bene in Erap, dico solo che quando si va a rimescolare una materia così delicata bisogna tener conto anche di cosa stiamo trattando e in quale modo è stata trattata in tutti questi anni. Ripeto, 8 riforme in 10 anni l’hanno sballottata e tirata per la giacca in tutti i modi e tutto sommato devo dire, anche alla luce di quanto vi ho appena detto, che c’è una gestione sostenibile seppur da rivedere, tant’è che alla fine, ripeto, farò una chiosa finale e dirò altre cose.
Sul secondo punto, la vicenda abbastanza discussa ed anche discutibile della controllata Biocasa è un argomento da approfondire, però al di là dell’approfondimento che merita occorrerà cominciare a guardarla per bene. Gli elementi per una eventuale soppressione legata ad un obbligo di legge - la scelta è un discorso - non sussistono. I vari accorgimenti legati alla normativa che potrebbero vedere il decadimento di una società di questo genere ad oggi non sussistono, se non per quel che riguarda la media del fatturato. se negli ultimi tre anni il fatturato di una azienda di questo genere non è intorno al milione dovrebbe essere soppressa, però, questa è una normativa andata in vigore ultimamente. Fino ad oggi Biocasa era all’interno della sostenibilità delle normative, solo nell’ultimo anno con questa nuova disposizione sarebbe sottostimata nel suo fatturato e la media del fatturato deve essere di un milione per poterla mantenere. Lo scorso anno è stata di 971.000 euro, quindi, in teoria, dovremmo vedere i prossimi due anni per giudicare il triennio. Cosa devo dire? E’ una iniziativa che occorre approfondire e valutare, però se consideriamo oggi gli elementi di sussistenza o meno devo dire che sono per il mantenimento, parlo di obbligo di legge, non di scelta in questo caso.
Al terzo punto: se di fatto ci sono situazioni che vedono investimenti e quali sono le attività. Devo dire che c’è stata una forte attività in questi mesi per quel che riguarda Erap e qui se mi permettete voglio mettere in evidenza quanto ha investito questa amministrazione e questa gestione. Oggi ci sono 626 appartamenti in manutenzione, stiamo predisponendo un nuovo piano di alienazioni ed ho già dato indicazione ad Erap di indirizzare i proventi di questo piano di alienazioni per la sistemazione di 800 appartamenti chiusi, che non è che non vengono affittati per cattiva volontà, ma perché ognuno di questi ha bisogno di una piccola manutenzione. Indirizzare su quegli appartamenti i proventi delle alienazioni vuol dire mettere subito sul campo la possibilità di nuove unità abitative, ma soprattutto garantire quel flusso di rientro dagli affitti che oggi invece non avviene.
Questa è la prima cosa, ma più importanti sono i 350 milioni di investimenti messi a bando con 26 lotti diversi per usufruire del bonus 110%. Sono stati tutti messi a bando tranne a Pesaro dove c’è un ritardo che stiamo cercando di colmare. Per alcuni di questi sono anche iniziate le verifiche delle offerte arrivate, per Ancona ed Ascoli Piceno stanno arrivando anche le prime assegnazioni, quindi stanno andando a buon fine.
Noi andremo a manutenere oltre 5.000 appartamenti usufruendo del bonus 110%, facendo lavorare decine di imprese, sia del nostro territorio che di altre regioni perché hanno partecipato ovviamente anche ditte di altre regioni, quindi su questo si sta mettendo a frutto fortemente questa azione.
Concludo dicendo che le vostre considerazioni tendono a voler mettere in discussione un ente che comunque porta avanti attività indubbiamente positive sul territorio anche se le cose che suggerite non sono del tutto fuori luogo, tant’è che vi confermo che c’è una attenzione da parte mia e dell’amministrazione regionale per rivedere una parte di questi percorsi, anche quello legato a Biocasa, però, come è sempre mia consuetudine, non sono per annullare tutto quanto, per sostituirlo con qualcosa di incerto, ma per valutare bene, anche alla luce delle esigenze e di quanto ho trovato sul campo, e per rivisitarlo con parsimonia ed attenzione perché, ripeto, è materia molto delicata.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Oggi siamo andati a toccare con mano quali sono i problemi delle politiche abitative del sistema della Regione Marche, che non si risolvono con le modifiche alla legge 36, che avete discutibilmente approvato qualche settimana fa e che sono andate a ritoccare sei articoli, dando una lettura ideologica, ma nei contenuti andrà a cambiare poco.
Oggi qui e in Commissione nei mesi scorsi abbiamo saputo che sono ben 800 gli appartamenti che non sono agibili ed io chiederei all’Assessore che più che puntare ai proventi delle alienazioni, punti all’occasione di utilizzare il super bonus 110%, che è un’occasione ghiotta, che come movimento politico speriamo di procrastinare il più a lungo possibile perché è una riforma che ha dato buoni frutti e sta funzionando.
Comunque sono 5 mesi che aspetto di avere una risposta a questa mia interrogazione, alcune parti sono abbondantemente superate perché sono state fatte delle Commissioni e c’è stata anche la lunga discussione poche settimane fa, però di una cosa mi sorprendo e cioè che proprio sull’Erap, che è un ente sul quale noi abbiamo avuto tante segnalazioni e tante critiche, di cui solo una parte sono contenute nelle premesse della nostra interrogazione, questa nuova amministrazione non voglia metterci mano, ma si accontenti delle modifiche apportate dal PD, anche se ne critica le 8 piccole riforme. Sinceramente mi aspettavo che avreste messo mano e fatto una vera e propria riforma, ci vuole tempo, ci vuole molto lavoro, ma riteniamo che sia fondamentalmente e necessario.
Per quanto riguarda la razionalizzazione della società partecipata Biocasa, noi riteniamo, viste le nuove disposizioni di legge, che vada seriamente approfondito il punto e questo è l’unico su cui la risposta dell’Assessore mi ha quasi convinto perché è un approfondimento che forse andava già fatto e invece è stato procrastinato al futuro. Grazie.

Interrogazione n. 170
ad iniziativa della Consigliera Lupini
“Acquisizione da parte di Portals di asset e macchinari di produzione legati alla carta per banconote e passaporti, della divisione sicurezza di Fabriano di proprietà di Fedrigoni spa”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 170 della Consigliera Lupini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Mi sono interessato di questa vicenda chiedendo spiegazioni all’azienda ed interloquendo con le parti sindacali. Ad oggi – poi entrerò nel merito di una iniziativa che ho intrapreso e leggerò un paio di missive – le organizzazioni sindacali hanno portato avanti un confronto ed una discussione con l’azienda, che riferisce che non ci saranno situazioni di sofferenza per quel che riguarda il personale né licenziamenti o cose del genere, bensì, dal loro punto di vista, un modo per valorizzare questa esperienza nella nostra regione e portarla avanti anche in futuro.
La cosa che ha preoccupato le organizzazioni sindacali, che mi hanno interpellato e che ho ricevuto l’8 luglio scorso, è la previsione dell’azienda di non produrre più carta moneta nelle nostre cartiere per 10 anni. Se per 10 anni non si producesse più quel tipo di attività storica e all’avanguardia nel nostro territorio si perderebbero nel tempo le professionalità e qualora domani ce ne fosse l’esigenza non ci sarebbero più.
Ho preso atto di questa situazione e mi sono permesso di fare una lettera alla direzione delle Cartiere Fedrigoni, nella quale scrivo: “Gentile Ingegnere, la informo che in data 8 luglio c’è stato un incontro sindacale, eccetera …, nel corso dell’incontro sono emersi dubbi e perplessità in ordine alla cessione da parte di Fedrigoni di alcuni asset all’azienda Portals. In particolare la maggiore preoccupazione che mi sento di condividere riguarderebbe il vincolo di non produrre più a Fabriano per 10 anni banconote e passaporti. Questa decisione qualora perfezionata potrebbe ripercuotersi negativamente sulle maestranze che nel tempo hanno acquisito una professionalità di eccellenza nell’ambito dello specifico settore. Di fatto nel corso di 10 anni questa attività, che affonda le radici in una storica tradizione costituente patrimonio culturale del fabrianese, andrebbe a scomparire. Pertanto, senza voler minimamente interferire nelle scelte strategiche dell’azienda, le chiedo, se fosse possibile, di verificare nelle clausole contrattuali l’eventualità di limitare al massimo la durata dell’impegno a non produrre banconote e passaporti nello stabilimento di Fabriano”. Questa è la lettera che abbiamo rivolto alla direzione.
Ahinoi è arrivata questo tipo di risposta che, ripeto, non mette assolutamente in discussione il prosieguo delle attività e dell’occupazionalità e su questo dobbiamo essere abbastanza tranquilli, però l’azienda ci risponde dicendo: “Egregio Assessore Aguzzi, comprendiamo le preoccupazioni dei lavoratori e sue sul vincolo di non produrre più a Fabriano per 10 anni banconote e passaporti, ad ogni buon conto facciamo presente che la durata del vincolo è un elemento portante dell’intesa raggiunta con Portals – come dire che non possono e non vogliono rivederlo – ormai in via di conclusione e rientra in scelte strategiche ben ponderate che non possono essere rimesse in discussione. Ci teniamo inoltre a ribadire che l’accordo di cessione di Portals non comporterà alcun impatto dal punto di vista occupazionale, né avrà ricadute negative sul fabrianese in quanto le persone che non saranno più impiegate nella produzione di carta moneta verranno dedicate al settore delle carte artistiche e pregiate per la stampa, in grande crescita, e destinate ad un ulteriore potenziamento. Infine confermiamo che continuerà la produzione di elementi di sicurezza sempre più innovativi per il brand Production e l’autocontraffazione, oltre all’attività del reparto filigranistica che rimarrà in Fedrigoni”.
Questo a riprova che me ne sono interessato convocando le associazioni sindacali, fatte mie le preoccupazioni legittime ho scritto all’azienda che ribadisce la volontà che conosciamo e ci preoccupa, ma nello stesso momento mette per iscritto il fatto - anche alla mia attenzione - che non è in discussione né l’operatività né i posti di lavoro, ma c’è la volontà di mantenere e programmare nuove inedite iniziative sotto questo punto di vista.
Ho cercato di fare quanto era nelle mie possibilità per seguire questa situazione della quale vi ho portato a conoscenza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore Aguzzi per la risposta approfondita. Vedo che le preoccupazioni sono condivise un po’ da tutti, soprattutto dai miei concittadini e concittadine. Fabriano e tutto quel territorio è stato più volte colpito da crisi industriali, quindi ad ogni campanello d’allarme la preoccupazione diventa molto grande, specialmente in questo periodo.
Ci siamo già occupati in altre occasioni, in modo trasversale, di questo tipo di situazioni, Fedrigoni ha dato in ogni sede delle rassicurazioni, che spero convincano i concittadini, ma in questa Assise chiedo con grande forza di tenere sotto controllo i movimenti delle aziende che chiaramente fanno le loro scelte, e su questo non abbiamo nulla da ridire perché è concesso, però non rincorriamo le emergenze, non riconcorriamo sempre le crisi quando è troppo tardi, ma come in questa occasione confrontiamoci. Ci tenga aggiornati sull’evoluzione, sugli incontri che effettuate perché è chiara la volontà e l’attenzione dell’Assessorato rispetto a queste tematiche, lo ha dimostrato più volte, però quello che chiedo è di condividere e consentire a tutta l’Aula, compresa la minoranza, di poter dare un contributo.
Il territorio di Fabriano ora è un esempio, ne abbiamo molti altri nella regione, ed auspico che questa sia la modalità, un confronto continuo mantenendo un faro puntato sulle situazioni delle nostre aziende, così da non dover continuamente, come purtroppo abbiamo visto succedere, rincorrere delle gravi emergenze. Grazie.

Interrogazione n. 228 - a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Sostegno e valorizzazione al comparto degli eventi privati, cerimonie e matrimoni (wedding), anche in considerazione dei contributi previsti dal Decreto Sostegni”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 228 - a risposta immediata - della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda il settore wedding abbiamo fatto nella Commissione attività produttive della Conferenza delle Regioni una richiesta per semplificare le procedure per poter partecipare ai matrimoni perché dagli incontri che ho fatto emergeva più che altro la richiesta di poter ripartire - immagino che lei abbia fatto l’interrogazione in un periodo diverso dall’attuale -, di fare gli eventi e di farli in presenza, ovviamente.
Siamo intervenuti in modo costante e forte per far ripartire la categoria, farla lavorare anche con le autocertificazioni, tant’è che abbiamo fatto nostro un impegno di tutte le Regioni d’Italia di poter …, anche in mancanza del green pass. Nel periodo transitorio, in cui ancora non c’era la procedura standardizzata del green pass, avevamo chiesto al Governo di poter autorizzare i matrimoni in quanto c’era una contraddizione tra i decreti che autorizzavano lo svolgimento, ma non c’erano scritte da nessuna parte le modalità per l’organizzazione dell’evento. Abbiamo, quindi, lavorato in tal senso.
Per quanto riguarda i ristori siamo in attesa di una ricognizione da parte del settore finanza, che metteremo a disposizione di tutte le imprese nelle prossime settimane, quindi, è alla nostra attenzione il problema e sappiamo anche che è molto importante dare un segnale a questo settore, che forse ha pagato più di tanti altri la crisi Covid per cui è senz’altro necessario poterlo sostenere.
Ovviamente il settore è rientrato nei finanziamenti dello Stato ed anche nell’ultimo della Regione Marche fatto a gennaio, però era ben poca cosa rispetto ai danni subiti per la cessazione dell’attività.
Quello che abbiamo fatto è stato far ripartire con velocità i matrimoni e lo abbiamo fatto anche in modo coordinato con le altre Regioni, poi, con le prossime risorse finanziarie, che sono anche significative, cercheremo di introdurre questo settore all’interno di un contributo che stiamo ancora studiando perché l’aiuto per la chiusura l’ha già dato lo Stato. Stiamo pensando come fare per poter dare un contributo come Regione, ma devo essere sincero, è ancora allo studio del settore finanza e arriverà in Aula insieme a tutta l’altra parte della manovra degli aiuti finanziari, con la ricognizione delle risorse che avevamo previsto di fare a metà anno, in quella manovra, Consigliera, troverà un aiuto per questo settore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie Presidente. Non me ne voglia l’Assessore Carloni, ma da insegnante mi viene da dire: “Siamo andati fuori tema”. Mi aspettavo la risposta da parte dell’Assessore Castelli, se non altro perché qui si parla di numeri e mi aspettavo che lei mi dicesse i numeri che avete chiesto di inserire all’interno del decreto sostegni, visto che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio e il termine previsto per la proposta delle Regioni ai fini del riparto è scaduto il 21 giugno, quindi, entro il 21 giugno la Regione Marche quanti soldi ha chiesto allo Stato? Questa era la mia domanda, semplice, bastava una risposta di pochi secondi.
L’Assessore ha parlato di cose importanti che abbiamo già affrontato quando insieme abbiamo fatto una risoluzione proposta da noi su una mozione, risoluzione che poi è stata condivisa da tutto il Consiglio regionale, per trovare nelle pieghe del bilancio regionale altri soldi per queste categorie che sono state così tanto penalizzate.
Sono d’accordo con lei sul fatto che andranno trovati dei ristori e lo faremo anche noi come Regione, e questo mi trova favorevole. E’ vero, ci vorrebbe una semplificazione per far partire il comparto, ci vorrebbe una promozione, anche all’estero, dei nostri luoghi in cui sposarsi per puntare su un turismo straniero, che è quello più ricco, per dare l’idea che le Marche possono essere anche una meta per questo tipo di turismo.
Tutto giusto, tutto vero, tutto già affrontato, ma la domanda era un’altra, magari le è sfuggita la risposta precisa ed io l’aspetto. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Non è prevista una contro replica alla replica, ma una risposta scritta si.
Su richiesta dei componenti della II Commissione dobbiamo sospendere per alcuni minuti i lavori dell’Aula per consentire alla II Commissione di completare la valutazione degli emendamenti che sono stati presentati in merito alla proposta di legge che affronteremo poi.

La seduta è sospesa 11,30

La seduta riprende alle ore 11,50

Proposta di legge n. 38
ad iniziativa dei Consiglieri Rossi, Antonini, Marcozzi, Latini, Ciccioli, Marinelli, Bilò
“Istituzione dell’Itinerario ebraico marchigiano”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 38 dei Consiglieri Rossi, Antonini, Marcozzi, Latini, Ciccioli, Marinelli, Bilò.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. In questo tempo, che è caratterizzato da divisioni e da tensioni anche rilevanti, è bello che si arrivi a condividere qualcosa che unisce, che ci unisce, un progetto all’insegna della cultura, del ricordo e della promozione turistica.
Credo che sia altresì bello che solo dopo 6 mesi esatti da quella mozione votata qui in Consiglio il 26 gennaio all’unanimità, che perorava l’istituzione di un itinerario ebraico marchigiano, lo stesso si concretizza.
Questo progetto nasce da una mia idea, ma è frutto di un lavoro condiviso e a tal proposito vorrei passare subito ai ringraziamenti doverosi. Innanzitutto ringrazio tutti i Consiglieri e tutti i gruppi consiliari che hanno firmato e votato la mozione del 26 gennaio, ringrazio tutti i colleghi firmatari di questa proposta di legge, quindi i Consiglieri Antonini, Marcozzi, Latini, Ciccioli, Marinelli e Bilò, ringrazio doverosamente la Commissione che ha migliorato ed integrato il testo che avevo proposto. Un ringraziamento particolare va al Consigliere Antonini per il supporto tecnico e le riunioni iniziali che sono servite a predisporre questa legge. Vorrei ringraziare altresì il Coordinatore del Tribunale Rabbinico del centro nord Italia, nonché la Presidente della Comunità ebraica marchigiana. Ringrazio anche la prof.ssa Maria Luisa Moscati per la parte storico culturale di questa legge per aver stilato l’elenco dei Comuni che rientrano all’interno di questo itinerario.
Per ultimo e non ultimi ringrazio anche i miei assistenti, che mi hanno aiutato su questa proposta di legge.
Questa è una legge che ha una doppia valenza, una turistica promozionale che andrà a valorizzare i luoghi interessati da tracce storiche culturali della presenza ebraica nella nostra regione ed una memoriale e del ricordo, quel ricordo che connota tutta la grande tradizione culturale del popolo ebraico.
Com’è strutturata questa legge? Vado velocemente per favorire l’attuazione degli altri lavori, visto che la seduta sarà lunga, quindi vado per sintesi.
I luoghi sono già stati individuati dal grande lavoro fatto dalla prof.ssa Moscati nel suo libro, siamo stati avvantaggiati da questo e abbiamo scremato, grazie anche all’input della Commissione, le città ed i Comuni che avevano tracce architettoniche tangibili della presenza ebraica nella nostra regione. Mi piace citare i Comuni che sono indicati nell’allegato A, nella mia provincia – quella di Pesaro Urbino – ci sono: Apecchio, Barchi, Fano, Mondavio, Mondolfo, Pergola, Pesaro, Sant’Angelo in Vado, Urbania, Urbino; nella provincia di Ancona ci sono: Ancona, Castelleone di Suasa, Jesi, Osimo, Senigallia; nella provincia di Macerata ci sono: Camerino, Corridonia, Macerata, Recanati, San Severino Marche e Tolentino; nella provincia di Ascoli Piceno i comuni sono due Ascoli Piceno e Ripatransone; due anche nella provincia di Fermo: Fermo e Monterubbiano.
Chi andrà a promuovere e gestire questo itinerario sarà un Comitato, istituito da questa legge, in cui sono presenti due rappresentanti per provincia designati dai Comuni interessati dall’itinerario proprio per coinvolgere gli stessi comuni (i rappresentanti si alterneranno), sei Consiglieri regionali, di cui quattro di maggioranza e due di minoranza, qualcuno mi ha fatto notare che sei sono troppi però ho insisto su questo numero per favorire la partecipazione perché questa è una legge di tutti che dovrà portare iniziative condivise tra maggioranza ed opposizione.
Ai lavori del Comitato parteciperanno in qualità di invitati permanenti anche un rappresentante della Comunità ebraica marchigiana, scelto dalla stessa comunità, e un rappresentante del Tribunale rabbinico del centro nord Italia scelto dallo stesso Tribunale.
Quali saranno le azioni di questa legge? Innanzitutto si dovrà rifinanziare la ristampa e la divulgazione del libro della prof.ssa Moscati, un testo completo, un lavoro già svolto, poi dovranno essere poste in atto delle azioni, anche tramite depliant e siti appositi. Si pensava di favorire in questi luoghi una cartellonistica specifica e creare degli eventi culturali ad hoc, mi vengono in mente concerti di musica ebraica del genere Klezmer, soprattutto si dovrà promuovere e in questo frangente abbiamo messo le mani avanti prendendo contatti con agenzie turistiche in Israele e nel nord Europa che sono interessate a questa idea perché che raccoglie in sè un interessante filone turistico, cittadini di origine ebraica che dal nord Europa e da Israele verranno alla riscoperta di quei luoghi memoriali.
I soldi saranno destinati a queste azioni. Ringrazio tra l’altro anche l’Assessore Castelli per la dotazione finanziaria che, lo dico da subito, non è esagerata, ma vorrei dimostrare che anche con risorse non grandi si può fare tanto, insieme al Comitato ci piacerebbe e mi piacerebbe accompagnare questa legge per renderla funzionale e farla funzionare. Credo che le risorse non siano enormi, però sono sufficienti per dare questo input.
Per il resto non avrei nient’altro da aggiungere, potete leggere poi le integrazioni importanti portate anche dalla Commissione, come al punto 2, dove negli interventi si chiede di aggiungere altre iniziative finalizzate a promuovere la memoria storica del popolo ebraico nelle Marche, tra le quali possono essere compresi anche i progetti relativi alle pietre d’inciampo. Altra cosa molto positiva portata dalla Commissione è anche la costituzione di una sezione specifica nella biblioteca del Consiglio-Assemblea legislativa dedicata alla memoria del popolo ebraico e consultabile on line. Questi sono due emendamenti di cui credo parlerà poi il Consigliere Biancani.
E’ stato fatto un lavoro di concertazione, bipartisan, molto importante ed io sinceramente sono molto soddisfatto e questa legge rappresenta, oltre che la mia prima legge di cui sono primo firmatario, una soddisfazione personale che, lasciatemelo dire, respinge anche le tante e troppe illazioni infondate che nel tempo hanno ricevuto persone che come me provengono da un certo mondo politico.
Questa è una legge che accomuna tutti i marchigiani, tutto il Consiglio regionale intorno a dei principi di promozione turistica, cultura e memoriali.
Le Marche oggi si uniscono in maniera concreta contro anche l’antiebraismo, contro l’odio culturale ed ideologico e lo fanno con un’iniziativa concreta per la quale vorrei ringraziare tutti i Consiglieri regionali, questa è una legge di cui sono primo firmatario, ma appartiene a tutti i marchigiani e a tutti noi Consiglieri regionali.
Grazie ancora per il lavoro e per il contributo che avete dato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Come ha detto il Consigliere Rossi, questa è una norma che è stata votata in I Commissione in maniera unanime anche perché è una legge che punta ad istituire un itinerario ebraico nel territorio regionale. Devo dire che sono stati accolti anche alcuni emendamenti, in particolare quello sulle pietre d’inciampo e sulla biblioteca che abbiamo condiviso in Commissione, è un bel segnale della volontà di riuscire a licenziare un testo che potesse essere votato dall’intera Commissione e quindi dall’intero Consiglio regionale.
Ringrazio il Consigliere Cesetti, che è in Commissione con me, ed il Consigliere Mastrovincenzo per il progetto legato alle pietre d’inciampo.
Questa legge ha l’obiettivo di promuovere la memoria storica del popolo ebraico nelle Marche, mettendo in campo una serie di azioni per valorizzare quei luoghi che hanno visto la presenza significativa della comunità ebraica. L’obiettivo è quello di mettere in piedi interventi di promozione e di valorizzazione di tutti quelli che sono i siti storico culturali sparsi nel nostro territorio regionale, ponendo anche l’attenzione a quelle che sono le vicende persecutorie, quello che il popolo ebraico ha subito a livello mondiale, ma anche nazionale e regionale.
L’obiettivo è quello di creare un itinerario in cui vengono individuati i luoghi fisici ancora presenti nel nostro territorio regionale che ricordano la memoria e la cultura ebraica. Faccio riferimento ad esempio alla presenza di cimiteri, alle facciate di abitazioni che ricordano l’architettura tipica ebraica e alle sinagoghe, tutto quello che può ricordare la presenza ebraica nel nostro territorio regionale.
L’articolo 1 della legge parla delle finalità che sono quelle di promuovere la memoria storica con peculiare riferimento alle vicende persecutorie a cui accennavo prima; l’articolo 1 bis è quello inserito e corretto dalla Commissione che istituisce un vero e proprio itinerario dove sono stati individuati 25 Comuni a livello regionale, suddivisi per provincia, dove è stato lasciato un segno.
Gli interventi che la Regione potrà promuovere sono: informativi, didattici, di studio, di ricerca, la promozione di manifestazioni, convegni, progetti concernenti la promozione ed il sostegno di visite nel nostro territorio regionale, anche promuovendo il progetto delle pietre d’inciampo diffuso in tutta Europa, che prevede l’installazione di un sanpietrino davanti alle case delle persone che sono state deportate, progetto già avviato dall’ex Presidente del Consiglio Mastrovincenzo, che ha visto dal 2017 al 2019 25 pietre collocate nella regione, in particolare nei Comuni di Jesi, Osimo, Ostra Vetere ed Ancona, da riprendere, dopo l’anno caratterizzato dal Covid, anche in collaborazione con le scuole.
L’attuale Ufficio di Presidenza può riprendere in mano il progetto culturale inserito all’interno di questa norma che ritengo molto importante.
Come ha detto il Consigliere Rossi è previsto un Coordinamento con la presenza di Consiglieri regionali e rappresentanti della Comunità ebraica e del Tribunale rabbinico.
Mi sembra una legge che va nella giusta direzione, mi auguro venga votata dall’intero Consiglio regionale perché quando si parla di tematiche come queste tutto possiamo fare tranne che dividerci. Abbiamo cercato un accordo che è stato trovato con la condivisione dell’atto che mi auguro venga approvato all’unanimità.
Ringrazio ovviamente il Consigliere Rossi per aver portato in Aula questa tematica, prima con una mozione, approvata all’unanimità, per capire se il Consiglio regionale avesse la volontà, e poi con la presentazione di questa proposta di legge, che mi auguro venga anche questa votata unanimemente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Il Consigliere Rossi, primo firmatario della proposta di legge, ha ringraziato i suoi collaboratori, io invece mi sento di ringraziare proprio lui per la proposta di legge di cui a nome del mio gruppo Fratelli d’Italia sono firmatario e che considerata nell’ambito delle grandi leggi regionali quasi è una leggina, ma secondo me di forte impatto morale e anche di prospettive.
Cosa voglio dire? Innanzitutto partirei da un esame di fondo, non è assolutamente vero che la destra politica ha ostilità verso il mondo ebraico, comincerei con il dire che non è un caso che la nostra civiltà, che ha le sue radici nel cristianesimo, parte proprio dal mondo giudaico, tanto è vero che quando si parla nell’Unione europea di cultura europea, si parla di cultura giudaico-cristiana perché da lì viene Gesù Cristo.
Detto questo, vorrei ricordare che nelle Marche c’era una comunità ebraica estremamente vivace e molto presente, non solo nel nostro territorio regionale, ma anche nelle Marche, in tutta Italia ed all’estero. Ad esempio vorrei ricordare che nella città di Ancona era presente una delle più antiche imprese edili degli ultimi 200 anni, l’Impresa Almagià, una famiglia ebrea di Ancona che vinse e costruì il primo ramo del Canale di Suez, quando l’Egitto era una colonia francese. L’impresa edile di Ancona, specializzata in costruzione di porti, vinse il bando per la costruzione del Canale di Suez e aprì la prospettiva del collegamento diretto tra l’Asia e il Mediterraneo, tra il Golfo Persico e il Mediterraneo. Questo a dimostrazione di quanto pesasse la cultura ebraica nella città di Ancona, che era il capoluogo di regione e vedeva una comunità di 2.000 ebrei, terza dopo Roma e Trieste.
In tutte le Marche si riscontra la presenza di tratti di storia di questa comunità, quindi, questa legge non è piccola, ma richiama alla memoria una parte della nostra storia che, soprattutto dal punto di vista commerciale, ha visto una presenza vivace di famiglie ebree che hanno svolto un ruolo importante. Per esempio, una delle banche storiche di fine ottocento inizio novecento di Ancona era della famiglia Gnagnatti, una famiglia ebraica. Questo sta a dimostrare che c’era un comune sentire. I commercianti ebrei hanno partecipato molto allo sviluppo del commercio nelle nostre aree, non solo nella città di Ancona, ma mi sento di poter dire anche di Senigallia, di Pesaro. Nella zona nord della regione c’erano le comunità ebraiche più vivaci.
Questa legge vuole essere anche una prospettiva dal punto di vista del richiamo di nicchia a cui ci siamo ispirati come nuova amministrazione, ci siamo anche posti il problema di valorizzare le ville antiche, che sono un patrimonio importantissimo della nostra regione, e di sviluppare un turismo di quelle comunità che sono alla ricerca della loro identità, di una nuova identità che è diversa probabilmente da quella dei secoli scorsi, ma che esiste.
Sulla legge non mi soffermo molto, certamente l’approfondimento del Consigliere Rossi nasce anche dal libro che è stato curato dalla prof.ssa Moscati, che ha sviluppato ed approfondito particolarmente queste memorie, ma certamente la loro valorizzazione passa attraverso l’impegno che metterà il Comitato nel costruire dei percorsi, degli eventi, una sorta di tour di queste comunità, potrebbe essere anche questo, anche se in misura ovviamente più piccolo, un momento importante per rilanciare la nostra regione sul piano turistico.
Quindi, voto positivo per una legge che parte dal Consigliere Rossi e dai Consiglieri di centro-destra, ma che ha visto non solo partecipare alla formazione, ma anche intervenire con miglioramenti i Consiglieri dell’opposizione.
Credo che sia un buon lavoro che valorizza un po’ la nostra attività di Consiglieri regionali.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Innanzitutto vorrei ringraziare il Consigliere Rossi, primo firmatario di questa proposta di legge, la sottoscritta è anche firmataria e la condivide in pieno. Aveva presentato già una mozione e poi è arrivata questa proposta che in Commissione è stata votata all’unanimità.
Nel commentare la valenza di questa proposta di legge basterebbe una sola parola: memoria. Ma non memoria fine a sè stessa, per amore di coscienza, memoria come crescita morale, personale, culturale, storica.
Stiamo parlando di uno dei periodi più bui che l'umanità abbia vissuto, un periodo di persecuzioni, discriminazioni, genocidio. E questo è fatto noto.
Realizzare e promuovere un itinerario ebraico nella nostra regione ha anche il valore aggiunto, e secondo me non secondario, quello di non dimenticare.
L’obiettivo di questa proposta di legge è quello di mettere in campo delle azioni che valorizzano quei luoghi che hanno visto la presenza della comunità ebraica, che nella nostra regione è molto presente e vivace. Letture, approfondimenti, giornate della memoria, cinematografia ci hanno aiutati a non dimenticare, ma non tutti, sicuramente non a dovere, sappiamo quanto la persecuzione fosse tentacolare.
Ecco che arricchire la nostra memoria, toccando con mano i luoghi del dramma, della tragedia di un popolo, rappresenta uno spirito ulteriore per prendere coscienza del male e dell’insegnamento lapidario per contrastare qualsiasi persecuzione, ghettizzazione, discriminazione, anche latente, al di là delle ideologie sociali, politiche, religiose, etniche ed economiche.
Spero che l’itinerario ebraico marchigiano aiuti a non dimenticare, ma anche e soprattutto ad educare alla pace ed al rispetto reciproco.
Condivido questa proposta di legge, di cui sono firmataria, la condivido in pieno e tutto il gruppo di Forza Italia la voterà favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Avevamo convintamente votato la mozione presentata 6 mesi fa dal Consigliere Rossi, questa legge di fatto segue quella mozione, ma soprattutto prosegue nella strada tracciata dall’Assemblea legislativa nel corso degli anni passati.
Recentemente abbiamo celebrato la Giornata della memoria e l’abbiamo fatto nel corso degli anni in Aula sempre più intensamente, attraverso testimonianze toccanti e di alto livello, anche con il coinvolgimento delle scuole. Ricordo l’esperienza de “Il treno della memoria” in collaborazione con l’Anpi nel 2019 e nel 2020, visitato dai ragazzi delle scuole di tutta la regione e poi ancora convegni ed iniziative pubbliche.
Nella proposta di legge, grazie all’intervento ed alla proposta del Consigliere Biancani, è stato inserito, giustamente, il tema delle pietre d’inciampo, un’iniziativa importante. Come ha ricordato nel corso degli anni si è provveduto all’installazione di circa 25 pietre nella nostra regione, grazie anche all’opera dell’artista Gunter Demnig. Mi associo anch’io all’appello del Consigliere Biancani affinché tutte queste iniziative, le pietre d’inciampo ed il treno della memoria e le altre, siano comunque portate avanti anche negli anni futuri.
Complessivamente ritengo che sia una buona legge, anche se avrei inserito nel testo un ruolo più marcato delle scuole.
Mi auguro comunque che il Comitato per l’itinerario ebraico marchigiano, di cui si tratta nel provvedimento, si costituisca al più presto per poter dare concreta ed immediata attuazione a questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Mi vorrei innanzitutto complimentare con il Consigliere Rossi perché è un’iniziativa che ho condiviso fin da subito, tant’è che ho chiesto di essere il secondo firmatario in appoggio a questa sua proposta. Da sottolineare come il Consigliere Rossi sia stato in grado di coinvolgere fin da subito la comunità ebraica e tutte le persone direttamente interessate a questa proposta di legge, che oggi spero finalmente diventerà legge regionale, condividendone tutti i passaggi.
Un modo partecipativo di coinvolgere i portatori di interesse, devo dire che ad un paio di incontri ho partecipato molto volentieri, in maniera anche costruttiva ed ho visto la volontà non solo, e lo dico in maniera molto sincera ed onesta, che mi ha anche positivamente sorpreso, di rimarcare una memoria che non deve essere cancellata, ma deve trovare in ogni modo la giusta considerazione, in ogni sede opportuna ed in ogni occasione, che anche a livello regionale noi possiamo creare, ma anche la volontà di sottolineare quegli aspetti fondamentali partendo da una memoria storica, da una presenza storica della comunità ebraica che comunque nella regione Marche ha avuto radici profonde e in alcuni Comuni è stata fondamentale per la costruzione, la partecipazione al tessuto sociale, culturale, in certi casi anche urbanistico delle città e delle comunità in cui si è insediata, soprattutto cogliendo - questo è l’aspetto importante che i membri della comunità hanno voluto sottolineare - l’occasione di far conoscere la regione Marche anche a un turismo religioso, storico, ad ebrei sparsi per il mondo. Sappiamo che ce ne sono tantissimi, dagli Stati Uniti al Canada, alla Russia ad Israele, che possono vedere le Marche come un’occasione ed uno strumento ulteriori di conoscenza della nostra regione attraverso una ricerca, un ritrovare le proprie radici culturali.
Questo è un aspetto che con la creazione degli itinerari rientra in maniera completa in questa dimensione, però devo dire ben sostenuto, voluto e supportato dalla stessa comunità ebraica regionale.
In tutto questo il Consigliere Rossi è stato bravissimo a cucire perfettamente tutte queste realtà e queste esigenze formulando un’ottima proposta di legge che ovviamente vedrà il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Non ho niente da aggiungere, se non ringraziare i Consiglieri che sono intervenuti.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Soppresso.

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Soppresso.

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Come gruppo siamo favorevoli e come Presidente di Commissione voglio ringraziare tutti, a partire dal relatore di maggioranza Consigliere Rossi al relatore di minoranza Consigliere Biancani ed anche gli altri, per il lavoro che è stato fatto. Dopo varie riunioni siamo riusciti ad andare verso un testo concordato nel quale abbiamo trovato l’unanimità, quindi, grazie di questo.
E’ una legge che va a valorizzare gli itinerari e come gruppo Lega siamo perfettamente d’accordo, quindi, il nostro voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ci tengo a ringraziare il Consigliere Rossi sia per l’azione politica che ha fatto portando in discussione la mozione che era stata già approvata dal Consiglio regionale all’unanimità, che per aver provveduto a preparare questa proposta di legge.
Al di là del merito della questione, lo vorrei anche ringraziare per la pazienza che ha dimostrato in Commissione perché, volendo fare un lavoro che fosse approvato anche questa volta all’unanimità, avendogli chiesto più volte tempo per approfondimenti, è sempre stato molto disponibile ed l’ottimo risultato, al di là del voto, mi sembra che sia proprio nel contenuto, quindi noi del Movimento 5 Stelle, come abbiamo fatto in Commissione, esprimiamo voto favorevole anche in questo caso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Devo dire che la pazienza l’abbiamo avuta noi verso il Consigliere Rossi, non lui con noi, però va bene lo stesso. Ovviamente sto scherzando.
Annuncio il voto favorevole a questa proposta di legge da parte del Partito Democratico.
Come ho già detto nella mia relazione e come ribadito dal Consigliere Mastrovincenzo, è stato un percorso che abbiamo condiviso, anche insieme al Consigliere Cesetti che fa parte della I Commissione.
Il valore di questa legge sarà e dovrà essere soprattutto quello di promuovere la memoria di ciò che è stato il popolo ebraico nel nostro territorio regionale, di quello che è avvenuto, quindi, anche qui un invito al futuro Comitato di cercare di rafforzare il rapporto con le scuole, che sarà sicuramente importante e fondamentale per dare piena completezza all’applicazione di questo atto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Per dichiarare il voto favorevole alla proposta da parte del gruppo Fratelli d’Italia.
Ringrazio, come ha fatto chi mi ha preceduto nelle dichiarazioni di voto, non solo per la proposta il Consigliere Rossi e tutti i Capigruppo che l’hanno sottoscritta, ma anche per il percorso che è stato fatto in Commissione, di condivisione ed anche di celerità rispetto a quella volontà già espressa dal Consiglio con la mozione che poi si è tradotta in maniera anche rapida in questa proposta di legge, che oggi vedrà l’approvazione unanime dell’Aula.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 38. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Inversione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno: proposta di legge n. 52 al posto della proposta di legge n. 44, perché c’è la necessità della competente Commissione di discutere alcuni emendamenti. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 52
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 52 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, la presente proposta di legge ad iniziativa della Giunta regionale si propone di disporre il riordino dell'ordinamento delle strutture e del personale della stessa Giunta. Evidenzio come questa proposta di legge è stata concepita, è in armonia con i principi costituzionali, con lo Statuto regionale, con le leggi dello Stato che disciplinano il pubblico impiego e, in particolare con il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni), con il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (In materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni), nonché con le novità introdotte dai "Decreti Madia" n. 74 e n. 75 emanati nell'anno 2017, attuativi della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche).
L'obiettivo della Giunta regionale, nel concepire il nuovo assetto organizzativo della propria struttura amministrativa, è stato quello di "garantire una semplificazione ed una maggiore efficienza dei procedimenti amministrativi, migliorare l'efficacia dell'azione regionale, in particolare sotto il profilo della capacità di spesa, per garantire risposte certe e rapide alle famiglie, ai cittadini ed alle imprese".
Attraverso la nuova riorganizzazione dell'ente sarà possibile individuare gli assetti organizzativi ritenuti più idonei per la gestione delle attività deputate alle competenze della Regione, così da favorire le migliori performance gestionali e allo stesso tempo creare le condizioni per l'utilizzo più efficace delle risorse finanziarie disponibili, con particolare riferimento a quelle derivanti dalla programmazione comunitaria 2021/2027.
Per dar vita ai questi obiettivi si è resa necessaria una radicale revisione della vigente legge di organizzazione del personale della Regione, la legge regionale 15 ottobre 2001 n. 20. Questa norma, che ha regolato per circa 20 anni l'organizzazione amministrativa della Giunta regionale e, per alcuni aspetti, anche del Consiglio regionale, è stata oggetto nel corso degli anni a continue modifiche ed adeguamenti resi necessari dai mutamenti e dalle novità della legislazione statale entrate in vigore nell'arco temporale della sua vigenza, nonché per adeguarla alle mutate esigenze organizzative che si sono palesate nella struttura della Giunta regionale nei quattro lustri del suo percorso operativo.
Tali modifiche hanno reso l'attuale legge regionale disorganica, frammentata pertanto per rendere il lavoro più snello ed efficace si è optato per una revisione complessiva con cui sostituire integralmente la legge regionale 20/2001 ed abrogare conseguentemente le numerose e parziali integrazioni e modificazioni succedutesi nel tempo della sua vigenza.
L'obiettivo della nuova proposta di legge con la quale si individuano le linee della nuova organizzazione della Giunta regionale è quello di una migliore e più puntuale definizione dei ruoli tecnici individuando con chiarezza i livelli di competenza tra le strutture regionali, le quali dovranno essere nettamente separate dalle competenze di indirizzo politico e controllo spettanti agli organi politici elettivi ed in particolare al Presidente ed alla Giunta regionale.
La proposta di legge, dopo aver enunciato i principi generali ed esplicitato con chiarezza la distinzione dei ruoli politici da quelli amministrativi, evidenziando in particolare il ruolo centrale della Giunta regionale nell'adozione dei più importanti atti organizzativi e di indirizzo politico-amministrativo della stessa Regione, regolamenta l'organizzazione amministrativa regionale, distinguendo le varie figure amministrative, organizzate secondo una scala gerarchica che parte dal vertice amministrativo, costituito dal Segretario generale, chiarendone il ruolo apicale, al fine di assicurare l'esercizio organico e integrato delle funzioni di competenza di tutte le strutture della Giunta regionale.
La proposta di legge passa poi a disciplinare ruoli e funzioni, introducendo un'importante novità nell'articolazione regionale che si suddividerà in Dipartimenti, Direzioni e Settori:
- i dipartimenti, cui a capo ci saranno i direttori, sono strutture organizzative di vertice istituite per l'assolvimento coordinato di un complesso di competenze omogenee, ridotti nel numero, essi saranno chiamati a comporre il Comitato di coordinamento, che ha, a sua volta, il ruolo di garantire l'omogeneità della conduzione e l'integrazione funzionale di tutte le strutture organizzative della Giunta regionale;
- le direzioni, cui a capo ci saranno i dirigenti, dovranno intendersi quale struttura subordinata al dipartimento che opera secondo gli indirizzi e con le modalità fissati dal direttore di dipartimento e dal segretario generale;
- i settori, cui a capo ci saranno i dirigenti, costituiranno l'articolazione dirigenziale di base, istituiti per l'assolvimento coordinato di un complesso di competenze settoriali omogenee all'interno di ogni singola direzione e costituiscono il livello dirigenziale di base.
Al di sotto di tali figure dirigenziali vi sono poi le posizioni organizzative la cui recente riorganizzazione non richiede ulteriori specificazioni, tanto che le stesse mantengono l'attuale articolazione e altresì la possibilità di delega di firma prevista per le P.O. di massima dimensione, recentemente introdotta dall'ultimo contratto collettivo nazionale del comparto funzioni locali e per l'effetto disciplinata da una disposizione ad hoc nella presente proposta di legge, che pone rimedio anche alle difficoltà operative riscontrate nella gestione delle molteplici conferenze di servizi a cui la Regione è chiamata a partecipare per esprimere unitariamente atti di assenso o autorizzativi comunque denominati.
Dopo aver puntualmente disciplinato il ruolo, le funzioni e le competenze delle diverse figure dirigenziali, comprese quelle di fiducia degli organi politici, individuabili nel Segretario generale e nel Capo di gabinetto del Presidente, la normativa proposta regola i rapporti tra il Segretario generale e le figure dirigenziali prevedendo organismi di coordinamento delle varie strutture.
In tale contesto un ruolo di rilievo spetta al Comitato di coordinamento, presieduto dal Segretario generale e composto dai soli direttori di dipartimento.
Il Comitato è di supporto per la predisposizione delle proposte relative alla definizione degli obiettivi e delle direttive per l'implementazione dell'attività amministrativa e assicura la rispondenza dei risultati dell'amministrazione regionale alle stesse; opera per il coordinamento delle attività e per il miglioramento e la semplificazione delle procedure amministrative.
I Capi III e IV della proposta di legge contengono la disciplina delle strutture di diretta collaborazione del Presidente e della Giunta regionale, a partire dal Capo di gabinetto del Presidente, del quale cura i rapporti politico istituzionali, e del portavoce del Presidente. Trattasi di una figura di stretta nomina fiduciaria dello stesso Presidente.
La proposta di legge individua poi degli organi che svolgono un ruolo di supporto ai vertici politici della Regione e sono:
- l'Organismo indipendente di valutazione (OIV), con il ruolo di sovrintendere al funzionamento complessivo del sistema di valutazione, dei controlli interni, della trasparenza e dell'integrità, istituito ai sensi e nel rispetto dell'articolo 14 del d.lgs. 150/2009;
- il Comitato tecnico per la legislazione;
- i collaboratori esperti che il Presidente può nominare a suo supporto, nei limiti di numeri e di spesa previsti dalla attuale legislazione, con il compito di coadiuvarlo nella sua attività politica in ragione della riconosciuta e specifica competenza nell'ambito delle politiche istituzionali della Regione.
Analoghe strutture di supporto di carattere organizzativo sono previste per gli Assessori, per lo svolgimento di attività di segreteria degli stessi e di supporto logistico e di missione. In questo caso la proposta normativa ripropone integralmente la disciplina vigente, già contenuta in una recentissima legge regionale, la n. 18 dell'8 luglio 2019 ed in un ancor più recente accordo sindacale del 6 agosto 2020.
Altra importante novità che la proposta di legge ha voluto apportare è stata quella di aver previsto la possibilità da parte della Giunta regionale di istituire, in via temporanea, apposite unità di progetto con lo scopo di potenziare il coordinamento necessario alla effettiva realizzazione di interventi e progetti che coinvolgono strutture diverse.
Atteso il fondamentale ruolo dell'apparato di vertice della Regione questa proposta di legge gli dedica una particolare attenzione.
All'interno del Capo VI sono disciplinati con chiarezza i criteri di accesso alla dirigenza regionale e le modalità di nomina del Segretario generale, ribadendo le caratteristiche fiduciarie dello stesso, pur nel rispetto dei requisiti fissati dalla legge.
Particolare attenzione verrà posta non solo sulle qualità professionali della dirigenza da incaricare, ovvero sul possesso di conoscenze e competenze tecniche (hard skills) ma anche sulle capacità manageriali e sulle attitudini dirigenziali espresse (soft skills), valutate anche attraverso innovativi strumenti di selezione che possano prevedere figure di selezionatori capaci di apprezzare tali fattori.
Il concetto di hard skills è riferito a istruzione, abilità linguistiche, tecniche e professionali; più specificatamente ciò che rappresenta il percorso di formazione del candidato, accademico e lavorativo, e che può essere certificato. Pertanto percorso di studi, master, corsi di specializzazione, titoli, competenze tecnologiche e pratiche ne fanno parte.
Le soft skills, invece, si riferiscono alle attitudini personali e relazionali del candidato. Questo è il motivo per cui sono imprescindibili: è infatti molto importante che i valori dell'azienda coincidano con quelli del lavoratore, così come le sue capacità organizzative. Per quanto concerne le modalità di conferimento degli incarichi e la loro durata ci si è rifatti direttamente all'articolo 19 del d.lgs. 165/2001 al fine di avere piena assonanza con la disciplina statale. Analoga scelta è stata operata con riferimento alla valutazione della dirigenza con il diretto richiamo al d.lgs. 150/2009 come recentemente integrato dal d.lgs. 74/2017.
Viene altresì ribadito il ruolo del Comitato unico di garanzia per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni di genere. La proposta di legge dedica maggiore attenzione anche al personale non dirigenziale e, al Capo V, disciplina la dotazione organica e le relative variazioni, le procedure di pianificazione e l’approvazione del piano dei fabbisogni di personale, le norme sulle responsabilità professionali dei dipendenti pubblici (dirigenza e comparto), sulle incompatibilità, sugli obblighi comportamentali legati al rispetto del codice di comportamento dei dipendenti pubblici ed a quello adottato dalla Regione, attualmente in fase di revisione, nonché le norme sugli obblighi procedimentali nel rispetto della legge 241/1990.
Da ultimo la proposta di legge si occupa di dettare norme organizzatorie della Scuola regionale di formazione del personale, che si apre alla collaborazione anche con gli enti e le amministrazioni del territorio.
Descrive altresì le funzioni dell'Avvocatura regionale e le modalità mediante le quali anche l'Assemblea regionale se ne può avvalere.
La proposta di legge si chiude con una serie di norme di natura transitoria necessarie a regolare la piena attuazione della stessa nuova normativa, riconfermando alcune discipline previgenti e riconoscendo in particolare il ruolo attribuito all'Ufficio speciale per la ricostruzione post sisma del 2016, prevedendo che "l'organizzazione delle strutture preposte agli adempimenti conseguenti a dichiarazioni dello stato di emergenza, alla ricostruzione post terremoto e ad altre calamità naturali, nonché alla predisposizione ed attuazione di programmi di previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio è disciplinata dalla Giunta regionale anche in deroga alle norme della presente legge". Vengono quindi abrogate tutte le varie leggi e regolamenti regionali, compresa la stessa legge regionale 20/2001, la cui disciplina risulta assorbita o incompatibile con la nuova proposta di legge.
Si precisa come all'attuazione della presente proposta di legge si provvede nei limiti delle risorse già iscritte a legislazione vigente nello stato di previsione della spesa a carico delle Missioni, dei Programmi e dei Titoli di riferimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 52, che disciplina l'organizzazione ed il personale della Regione Marche, vuole sostituire la precedente legge regionale n. 20 del 2001 che, nel corso di questi venti anni, è stata più volte oggetto di modifiche da parte del legislatore regionale.
Questa Giunta ha dunque preferito aggiornare l'ordinamento delle strutture e del personale predisponendo un nuovo testo, che recepisca i numerosi ed importanti aggiornamenti legislativi che si sono susseguiti dal 2000 fino ad oggi. In particolare ricordo la riforma del Ministro Brunetta e i decreti Madia nn. 74 e 75. Della riforma e dei decreti non parlo perché l’ha fatto abbondantemente la relatrice di maggioranza, quindi penso che sia il caso di tralasciare questa parte.
Comunque che sia è giunto il momento di aggiornare e coordinare la disciplina regionale con il complesso di norme statali che ho appena citato.
Eviterei anche di fare l’excursus sui punti principali della proposta perché anche in questo caso è stata molto esaustiva la relazione della relatrice di maggioranza Consigliera Biondi, per cui passerei direttamente ad analizzare quelli che secondo noi sono gli aspetti più critici di questa proposta di legge.
L'introduzione di questo nuovo assetto organizzativo avrebbe la finalità, come si legge nella relazione introduttiva alla legge, di "garantire una semplificazione ed una maggiore efficienza dei procedimenti amministrativi, nonché il conseguente miglioramento dell'efficacia dell'azione regionale, in particolare sotto il profilo della capacità di spesa, per garantire risposte certe e rapide alle famiglie, ai cittadini ed alle imprese". Questi non possono che essere principi condivisibili, che ci vedono favorevoli, tuttavia, come gruppo consiliare, abbiamo diverse perplessità e dubbi sul fatto che i principi e gli obiettivi che hanno ispirato questa proposta di legge siano stati realizzati nel testo della riforma.
Al contrario, riteniamo probabile che nei prossimi anni ci sarà un notevole aumento della spesa del personale in virtù della nuova struttura organizzativa proposta, che ha un'articolazione non più su due livelli, ma su tre.
Nel Capo 2 dal titolo "Organizzazione" si prevede, infatti, l'articolazione delle strutture dirigenziali in Dipartimenti, Direzioni e Settori. I dodici Servizi attualmente ricoperti vengono ridotti a dieci Dipartimenti, ma non è chiaro quante saranno le Direzioni qualificate come strutture anch’esse complesse.
I Dipartimenti sono pensati come strutture apicali che dovrebbero fungere da raccordo tra i componenti della Giunta, che dettano gli obiettivi e gli indirizzi politici, e le strutture dirigenziali sottordinate.
Il punto è che sono individuati come strutture complesse sia i Dipartimenti che le Direzioni, con un prevedibile aumento di spesa del personale nei prossimi anni.
Il contratto collettivo nazionale degli enti locali, infatti, prevede per i dirigenti un trattamento fondamentale ed un trattamento accessorio. All'interno del trattamento accessorio si distinguono diverse voci, come la retribuzione di posizione e la retribuzione di risultato che già oggi tutti i dirigenti percepiscono. Ma con l’individuazione di alcune strutture come complesse, il contratto prevede un'ulteriore indennità per il dirigente preposto.
In questa legge regionale le strutture complesse non sono state individuate nel numero, lasciando il più ampio spazio di manovra alla Giunta. In questo modo la Giunta può favorire alcuni dirigenti qualificando la loro Direzione come struttura complessa, fatto che comporta una ulteriore indennità, con costo a carico del bilancio, quindi, sulle spalle dei cittadini della regione.
Creare due ordini di strutture complesse era proprio necessario? Si può definire questa operazione veramente efficiente? Per noi questa politica non è all'insegna dell'efficienza né del risparmio.
Per questo motivo oggi ho presentato diversi emendamenti che cercano di migliorare questa legge, anche se alcuni sono già stati bocciati in Commissione.
Faccio presente che anche diversi sindacati hanno osservato che, in una struttura su tre livelli, 10 dipartimenti sono eccessivi, e ne auspicano la riduzione a 7. La struttura organizzativa dovrebbe essere una piramide e non un parallelepipedo.
La proposta di legge non indica il numero di strutture complesse, lasciando alla politica ampia facoltà di azione.
Ritengo che la legge, invece, avrebbe dovuto dare quantomeno una indicazione di massima, valida per questa, ma anche per le prossime amministrazioni.
Ritengo anche che la riduzione degli attuali Servizi sia solo apparente e volta a nascondere una manovra che aumenta i dirigenti ed alcuni vedranno aumentata anche la loro retribuzione.
Come forza di opposizione, nei prossimi anni, controlleremo quanto costerà ai cittadini marchigiani questa nuova struttura organizzativa dirigenziale che oggi verrà approvata dalla maggioranza.
Anche la disciplina per l'individuazione del Segretario generale ci vede alquanto critici. Tale figura fondamentale, come vertice e punto di riferimento di tutta l'amministrazione regionale, nonché come organo rappresentativo dell'imparzialità e del buon andamento dell'attività amministrativa, dovrebbe essere individuato in primis tra i dirigenti regionali in possesso dei relativi requisiti professionali, e solo in seconda scelta, in caso non si rinvengano dirigenti con caratteristiche idonee, essere scelto tra esperti e professionisti estranei all'amministrazione.
Vigileremo su come questa riforma verrà applicata, se la politica saprà essere capace di dare obiettivi concreti e misurabili all'apparato dirigenziale e se procederà con obiettività alla verifica del conseguimento dei risultati.
Veniamo infine ai lati positivi. Riteniamo importante che sia stato disciplinato il potere sostitutivo per i casi di inerzia o di ritardo nell'adozione di un atto da parte di un dirigente regionale, nonché il diritto di autotutela. Fondamentale, infatti, è la tempestività e l'efficienza di tutte quelle azioni che dovranno essere messe in campo con il prossimo arrivo dei fondi del PNRR, così pure l'aver individuato tra gli strumenti per l'attuazione della programmazione, del monitoraggio dell'attività amministrativa e del miglioramento continuo della performance organizzativa, oltre al piano sulla performance, il programma della digitalizzazione e della semplificazione, anche i Report e la relazione relativi all'attuazione della programmazione e l'Agenda normativa della Giunta regionale.
Report e Agenda che vorremmo siano trasmessi anche a tutti i Consiglieri regionali e pubblicati sul sito istituzionale. Vedremo se i miei emendamenti a tal proposito verranno approvati.
Il nostro voto su questa proposta di legge dipenderà anche dall’accoglimento o meno da parte della maggioranza delle nostre proposte avanzate con lo scopo di migliorarla, mitigandone le criticità che ho appena esposto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente il mio intervento credo che si possa e si debba definire sull’ordine dei lavori perché intendo presentare a nome mio e dei Consiglieri Mastrovincenzo, Biancani, Vitri e Lupini la richiesta, ai sensi dell’articolo 100 del Regolamento interno, per il rinvio della proposta di legge n. 52 in I^ Commissione per un’ulteriore istruttoria, in particolare per acquisire un parere del Comitato assembleare per la legislazione ed il controllo circa i rilievi di sicura illegittimità costituzionale della medesima e quindi ottenere un parere di conformità e di piena legittimità.
Voglio soltanto ricordare che più volte il Governo nazionale in tutte le occasioni nelle quali il legislatore regionale ha inteso disciplinare in qualche modo il rapporto organizzativo del pubblico impiego, ha chiesto sempre dei chiarimenti.
Lo ha fatto l’ultima volta lo scorso anno, con note che poi sono state riscontrate dall’allora Presidente del Consiglio, la 4226 del 28 giugno 2019, circa possibili rilievi di incostituzionalità.
Invero, e questa richiesta è fatta in modo costruttivo, non c’è alcun intento dilatorio, la proposta di legge n. 52 surrettiziamente intitolata “Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale” nell’evidente tentativo di farla rientrare nella sfera di competenza legislativa residuale della Regione abroga e sostituisce, di fatto, la legge 20 del 2001, ma oltre a disciplinare le materie di ordinamento ed organizzazione amministrativa regionale verte prioritariamente sulla disciplina del rapporto di lavoro dirigenziale alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche sia in fase costitutiva che in fase esecutiva.
Sostanzialmente interviene anche sugli stessi requisiti di accesso alla qualifica dirigenziale e le modifiche che si vorrebbero apportare sono del tutto irragionevoli con la giurisprudenza anche costituzionale e con la disciplina contenuta nel comma 6 dell’articolo 19 del d.lgs. 165/2001, che neanche viene richiamato nelle premesse quando invece le disposizioni del 165 costituiscono principi generali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione.
C’è poi un altro aspetto, l’articolo 40 di questa proposta di legge contiene una diversa disposizione rispetto all’articolo 27 della vigente legge 20, circa il conferimento dell’incarico al Segretario generale. Con questa nuova disposizione non si prevede più che prioritariamente l’incarico debba essere conferito a dirigenti regionali o a dirigenti delle pubbliche amministrazioni di comprovata qualificazione professionale e solo residualmente, quando questa non sia rinvenibile nei ruoli dell’amministrazione, possa essere conferito a soggetti interni od esterni pur in possesso di altri specifici requisiti.
Voglio fare una premessa per i colleghi nuovi, a scanso di equivoci, in quello che dico non vi è nulla di particolare e di personale – ci mancherebbe altro - ma è soltanto una convinzione profonda e se voi andate a leggere un mio intervento dello scorso anno in quest’Aula, vedrete che dicevo le stesse identiche cose. Un intervento di maggio 2020, anzi, fui il primo firmatario di una proposta di legge, che poi divenne legge, lo ricorderà la Consigliera Leonardi, che va in questa direzione.
L’evidente finalità di questa norma è quella di sanare l’attuale nomina del Segretario generale avvenuta con la delibera di Giunta regionale 1371/2020, è evidente questo tentativo, ripeto, illegittimo, come noi abbiamo denunciato con le interrogazioni di quest’anno, la n. 15 e la n. 76.
Ripeto, considerazioni che già facevo lo scorso anno, quando ancora questa maggioranza non aveva vinto le elezioni, sono le stesse e identiche cose, mi sono andato a riprendere l’intervento.
L’evidente finalità di sanare questa norma illegittima dove sta? Nell’emendamento approvato in Commissione all’articolo 45 su proposta della relatrice di maggioranza che vorrebbe sanare atti illegittimi, come la delibera di Giunta regionale 1371/2020, tanto è vero che si riduce questa legge alla cosiddetta legge provvedimento, ce lo insegna la giurisprudenza. Quali sono le leggi provvedimento? Sono quelle leggi che agiscono come un provvedimento in quanto si riferiscono, come nel caso di specie, a destinatari determinati e regolano una situazione concreta, ma dovete sapere, Consiglieri, che le leggi provvedimento sono impugnabili dinnanzi alla Corte Costituzionale direttamente dal Governo ai sensi del 127 della Costituzione - faccio questo intervento perché resti agli atti – e in via incidentale dalla Corte dei Conti in sede di parifica dei rendiconti regionali. La questione di illegittimità costituzionale può essere dedotta da qualsiasi cittadino che impugni non la legge, che non ha titolo ad impugnarla, ma il provvedimento davanti all’autorità giudiziaria, ordinaria o amministrativa, provvedimento emanazione di quella legge e qualora il giudice ritenga rilevante la questione sollevata la può rimettere alla Corte Costituzionale.
Per questo è importante ottenere i pareri del Comitato per la legislazione, perché è evidente l’illegittimità costituzionale perché si viola l’articolo 117 secondo comma lettera l) della Costituzione, in quanto invade la sfera di competenza dello Stato sotto la voce ordinamento civile. Il Governo ce l’ha rilevato già l’anno scorso, penso che quest’anno farà la stessa cosa, sennò glielo ricorderemo perché non può impugnare gli atti solo quando gli aggrada, quindi vedremo che dice. C’è poi la violazione dell’articolo 97 della Costituzione, che prevede che i pubblici uffici siano organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione, che agli impieghi della pubblica amministrazione si accede mediante concorso, che le pubbliche Amministrazioni in coerenza con l’ordinamento dell’Unione Europea assicurano gli equilibri di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico.
La relatrice di minoranza ci diceva dei costi che graveranno sul bilancio regionale.
Ripeto, la questione di legittimità potrà essere sollevata dal Governo ai sensi dell’articolo 127 primo comma della Costituzione, e noi glielo ricorderemo, dalla Corte dei Conti in via incidentale nel giudizio di parificazione dei rendiconti regionali per violazione dell’articolo 117 secondo comma lettera l), nonché degli articoli 97, primo comma, 81 e 119, primo comma, per l’evidente violazione dei principi della spesa pubblica, da qualsiasi cittadino per violazione dei principi di ragionevolezza e non arbitrarietà davanti ad un Giudice di merito.
Perché dovete esporre la Regione Marche a questa incertezza, a questi rischi, per che cosa? Per mantenere fede ad un impegno elettorale? Ad un equilibrio? A me un Consigliere di maggioranza, di cui non svelerò mai il nome neanche sotto tortura, a cui ho detto: “Guardate, se ci approvate quattro/cinque emendamenti, tra cui quello vergognoso sulle funzioni del Segretario Generale – ripeto, non l’ho detto in questa legislatura, lo testimonia il mio intervento del maggio dello scorso anno, puntuale, in cui ho detto le stesse ed identiche cose che ho riportato nelle interrogazioni e che sto dicendo adesso e che dirò dopo - noi voteremo a favore e ritireremo tutto il resto perché riconducete questo atto a legittimità”, questo è il punto, mi ha risposto: “Consigliere Cesetti, lei ha ragione, però mica possiamo fare la crisi per questo”. Questo è il punto. Che si chiede? Si chiede una cosa molto semplice …

(interrompe l’Assessore Castelli)

Fabrizio CESETTI. Assessore Castelli, vedremo quanto torneremo in questa Aula. Sapete benissimo che in quel che dico non c’è nulla di pathos personale, perché a me non interessa nulla, c’è solo la volontà e la ferma convinzione di dover tutelare una istituzione della Repubblica, che è un piccolo Stato.
Concludo, quindi, chiedendo a nome dei Consiglieri che ho detto prima il rinvio dell’atto in Commissione per acquisire il parere del Comitato assembleare per la legislazione ed il controllo. Se non acquisiamo il parere in questo caso vorrei sapere che cosa ci sta a fare questo organismo, acquisiamolo per tranquillità di tutti, se poi ci dirà che non ci sono profili di illegittimità costituzionale, ben venga, ed a quel punto noi non invieremo gli atti al Governo, ci fideremo, però che ce lo dica.

PRESIDENTE. La richiesta avanzata dai Consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo, Biancani, Lupini è di sospendere la discussione e la votazione della proposta di legge.
Come ha detto il Consigliere Cesetti la norma che si richiama in questi casi è l’articolo 100 del Regolamento interno. Se c’è una proposta di sospensione il Presidente chiede se c’è un intervento a favore, quindi a sostegno di quello che è stato chiesto dal Consigliere Cesetti e dagli altri che hanno sottoscritto tale richiesta, e un intervento contro, quindi possiamo avere solo due interventi, uno a favore ed uno contro. Per ciascuno di questi interventi sono previsti 5 minuti, dopodiché si mette in votazione la sospensione della proposta di legge.
Ha la parola, oratore a favore, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Credo che ciò che ha detto il Consigliere Cesetti sia molto evidente, che ci siano dei problemi di legittimità è chiaro e specchiato. Non esiste il parere del Comitato che peraltro troviamo in altre proposte di legge che abbiamo all’ordine del giorno odierno, non si capisce perché in questo caso non ci debba essere, quando invece servirebbe. Quindi, noi riteniamo che si possa tranquillizzare tutta l’Assemblea legislativa rinviando l’atto e approfondendo gli aspetti che sono stati evidenziati, sui quali più volte ci siamo soffermati, abbiamo chiesto verifiche e chiarimenti, che non ci sono stati dati,
La norma, il cui contenuto è stato discusso, potrà essere approvata, come ha detto il Consigliere Cesetti, qualora verranno eliminati e cassati alcuni articoli e alcuni punti precisi come quelli che sono stati elencati.
Noi chiediamo che venga dato un tempo tale per acquisire il parere del Comitato e per sapere se effettivamente queste norme introdotte …, che sono in realtà una sanatoria di atti già adottati. Chiediamo che questa norma venga rivista da chi ha un’esperienza specifica rispetto alla legittimità e alla coerenza con le normative vigenti.

PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Questa proposta di legge è stata in Commissione a lungo, come ha ricordato giustamente la Consigliera Casini, è stata approfondita, per due volte l’Assessore competente al personale è venuto in Commissione, prima per una illustrazione e poi anche successivamente.
Noi ci sentiamo sicuri, abbiamo interpellato l’ufficio legale, l’ufficio legislativo, abbiamo fatto dei passaggi, altrimenti saremmo veramente degli sprovveduti. Abbiamo riconsiderato con l’Assessore la necessità di andare avanti.
Dopo 18 anni, la legge 20 è del 2003, sono subentrate numerose norme sia nazionali che europee per cui, ritengo che questa legge debba essere aggiornata.
Le leggi sul personale sono state numerose, sui diritti e doveri del personale pubblico, sui comportamenti, eccetera, ci sono stati tanti cambiamenti normativi secondo le esigenze legate all’evolversi della nostra società, che questa nuova amministrazione debba darsi una sua organizzazione strutturata in maniera diversa è una cosa sentita. Credo che se fosse stata riconfermata la vecchia maggioranza ci sarebbe stata la necessità di una revisione della legge 20, quindi noi dopo tutti gli approfondimenti del caso ci sentiamo tranquilli nell’andare avanti.
Adesso credo che interverrà l’Assessore per confermare ciò che abbiamo detto, ma noi riteniamo di andare all’approvazione della legge nella seduta odierna, quindi, votiamo contro la proposta del Consigliere Cesetti.

PRESIDENTE Votiamo e poi procediamo, nel senso che se verrà approvato il rinvio la proposta di ferma qua, se non verrà approvato si prosegue l’esame dell’atto, questa è la procedura.
Rinvio della proposta di legge in Commissione, ai sensi dell’articolo 100, ultimo comma (proposta presentata dai Consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Lupini), lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Continuiamo la discussione.
Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Grazie, Presidente. Mi sento di rassicurare l’Assemblea circa l’assoluta coerenza tra il testo proposto e le norme che regolano i rapporti di lavoro pubblico e più in generale l’ordinamento dello Stato. Anche perché, al di là del merito delle questioni giuridiche che sono state poste, c’è da dire che sul tema del Segretario generale noi fra l’altro riproponiamo una norma che regolava l’accesso a questo incarico, che è stata in vigore lungamente senza che nessuno opinasse circa la congruità e la legittimità di questo testo, che introdotto nel 2012 ha avuto operatività e vigore fino al 2017, poi, quella che era la maggioranza del tempo si è industriata in una serie, quelle sì, di acrobatiche norme che hanno adattato la versione giuridica richiesta a quelli che secondo i più erano soggetti ben identificati. De Andrè recita l’antico adagio secondo cui “la gente dà buoni consigli quando non po’ più dare il cattivo esempio”, credo che se questa norma ha retto validamente qualsiasi tipo di tentativo di computazione giuridica per tanti anni, non capisco perché noi non possiamo riproporre ciò che si sottraeva al sospetto e al rischio che la norma fosse costruita per ciascuno, Mi si scusi per l’accento polemico, però mi pare che evocare la Corte Costituzionale quando si tratta di proporre un testo che dà alla Giunta la possibilità, qualora ne ricorrano le condizioni, di scegliere la figura apicale, la figura a cui sono attribuite funzioni extra ordinem di gestione della macchina, sia a un dipendente dell’amministrazione che a un soggetto che pur non essendo dipendente dell’amministrazione ha le caratteristiche che in questa Regione erano richieste fino al 2017 …, poi dal 2017 al 2020 qualcosa è successo, però non ci riguarda, noi vorremmo ripristinare quel testo.

PRESIDENTE. Proseguiamo la discussione.
Consigliere Cesetti lei è già intervenuto.

(interviene fuori microfono il Consigliere Cesetti)

PRESIDENTE. Abbiamo già sviscerato la questione, l’intervento è previsto una sola volta, poteva nel suo intervento fare sia la richiesta che l’intervento nel merito, casomai in subordine la sua richiesta non fosse stata accolta. Glielo assicuro.
Sugli articoli e sugli emendamenti potrà intervenire, quindi ha tutte le opportunità di tornare su quelle questioni che lei giustamente ha sollevato.

Fabrizio CESETTI. Presidente, accetto la sua decisione senza problemi, perché mi sembra una decisione adottata ai sensi del Regolamento, quindi perfettamente legittima, però trovo singolare una disposizione del genere perché è evidente che il Consigliere che fa la richiesta ex articolo 100 affinché l’atto venga rinviato in Commissione e non si passi alla discussione, non può intervenire nel merito della discussione. Infatti, io non sono intervenuto nel merito del dibattito e mi sono limitato a motivare la richiesta sotto il profilo della illegittimità costituzionale, non ho parlato nel merito, non potevo farlo. Se la richiesta era di rinviare in Commissione e di non passare alla discussione, è ovvio che non potevo superare me stesso nella richiesta. Quindi, accetto, però, insieme al Segretario generale riveda questo perché mi sembra un precedente assurdo, non potevo intervenire sulla discussione generale, solo sulla richiesta, tant’è che lei giustamente ha dato la parola ad un Consigliere a favore e ad uno contro. Ho chiesto al Consigliere Mastrovincenzo se potevo intervenire a favore e lui giustamente mi ha detto di no perché ero già intervenuto sulla richiesta.
Il Regolamento dice all’articolo 100 che lei, dopo l’intervento di un Consigliere a favore e di uno contro, apre la discussione, è evidente che la richiesta se non si fa per iscritto si fa a voce, e se la faccio a voce la motivo, è quello che ho fatto, ma non sono intervenuto nella discussione generale. Questo è. Se lei non mi fa intervenire io accetto, tanto avrò tempo ed interverrò dopo, anzi, presenterò un ordine del giorno così rimane agli atti, però, Presidente mi creda, è come dico io.

PRESIDENTE. Ribadisco quale può essere l’interpretazione almeno di questa Presidenza sull’articolo dedicato agli interventi dei Consiglieri.
L’intervento del Consigliere per ogni argomento è uno e si ha un termine adeguato di tempo per esporre, può fare tutte le richieste e le proposte che ritiene necessarie anche al fine di far terminare lo stesso argomento, però questo non esclude che non debba nel merito, in subordine, trattare dell’argomento nell’eventualità che non venga discusso. Tra l’altro noi qui non trattiamo un tema come un salto nel buio, ma una questione che è stata sviscerata dalla competente Commissione, in cui l’opposizione è presente, quindi la conosceva, tant’è che per discuterne così approfonditamente, come ha fatto, lei ha avuto l’occasione di valutare tutto il testo legislativo.
Quindi, sinceramente, non mi sento di doverle dare la parola, almeno in questa sede, nell’ambito della discussione, poi ovviamente per ogni emendamento e per ogni dichiarazione di voto ha tutta l’opportunità di svolgere i sui interventi.
L’ordine del giorno è una sua libertà e va benissimo che lo presenti.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Non intervengo nel merito, ma solo per dire che penso che al Consigliere Cesetti sia stato attribuito troppo tempo per esporre le sue motivazioni, ma è evidente che una volta che si chiede il rinvio va motivato, dopodiché la discussione è un’altra partita.
All’inizio lui ha avuto troppo tempo per esporre le sue ragioni, ma adesso avrebbe diritto di entrare nel merito del provvedimento.

PRESIDENTE. Condivido, ma torno a spiegare la situazione, se voi prendete il comma dell’articolo 100 precisa che l’opportunità che ha il Consigliere è di presentare la sospensione fino al termine della discussione, cioè a dire che può fare prima tutta la discussione ed al termine chiedere anche in via preliminare la sospensione stessa dell’argomento. Quindi nella sostanza e nel merito vi era l’opportunità di farlo.

Fabrizio CESETTI. Non è come dice lei, Presidente. Mi scusi, ma questo credo che sia importante, non è come dice lei perché l’articolo 100 dice che la richiesta è di norma presentata prima dell’inizio della discussione generale e comunque non oltre la chiusura. Io l’ho presentata dopo le relazioni del Consigliere di maggioranza e del Consigliere di minoranza, poi inizia la discussione generale, io ho presentato la richiesta prima dell’inizio della discussione generale ed ho diritto, e a questo punto rifaccio la richiesta, di intervenire nella discussione generale, tanto è vero che lei giustamente non ha fatto intervenire l’Assessore Castelli perché non essendo Consigliere non poteva perché non eravamo in discussione generale e se non lo eravamo io non potevo intervenire. Non è un gioco, è in re ipsa, lo dice la norma, articolo 100, “è di norma presentata prima dell’inizio della discussione generale” è quello che ho fatto io, dopo le relazioni, quindi ho diritto ad intervenire, più tardi, ma voglio intervenire.

PRESIDENTE. Torno a dire, poi considero chiusa la discussione su questo tema, che il secondo comma dell’articolo 100 è molto chiaro: “La richiesta è di norma presentata prima dell’inizio della discussione generale e comunque non oltre la chiusura della discussione stessa’’ lei nel caso ha fatto l’intervento nell’ambito della discussione …

(interrompe il Consigliere Cesetti)

PRESIDENTE. Io la ascolto, però devo anche applicare la procedura su una norma che considero trasparente, lei deve ascoltare la decisione della Presidenza che è quella di applicare il secondo comma dell’articolo 100, che è molto chiara per quanto riguarda la scelta che è stata fatta da parte sua nell’intervento, ovvero ha incentrato l’intervento solo sulla richiesta e ha completato esaurendo il tempo a sua disposizione, non è entrato per sua scelta nelle norme che comprendono e fanno parte del testo della proposta di legge, quindi l’intervento lei lo ha esaurito.
Ovviamente avrà tutte le opportunità negli emendamenti che sono tanti di intervenire, non soltanto sull’emendamento ma di agganciare, come è in grado di fare essendo attento e preparato su questa materia, come su tutte le altre, anche gli aspetti di cui avrebbe parlato nel suo intervento nella discussione generale, che però purtroppo si è esaurito, come detto, nella richiesta della sospensione, ex articolo 100.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Volevo dire che il Consigliere Cesetti era convinto di non intervenire nella discussione generale, ma per chiedere il rinvio in Commissione ed ovviamente adesso si trova a non poter fare il proprio intervento. C’è una diversa interpretazione: secondo il Consigliere Cesetti lui non era all’interno della discussione generale e secondo la Presidenza si.
Siccome è la prima volta che succede una cosa di questo tipo chiedo di definirla in maniera puntuale e per quanto mi riguarda, visto che si tratta di un Consigliere che ha seguito l’atto in I Commissione, mi sento di chiedere di farlo intervenire perché ritengo che abbia il diritto di fare il suo intervento durante la discussione generale.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, direi di proseguire altrimenti rendiamo le norme troppo flessibili. Bene il buonsenso, ma cerchiamo di rimanere nel solco della norma regolamentare anche al fine di creare dei precedenti che siano stabili, duraturi e chiari.
Il Consigliere Cesetti ha la possibilità di tornare sugli argomenti ripetutamente per 120 volte, quanti sono gli emendamenti stessi, ma direi che questa sua richiesta non può essere accolta. Mi dispiace, non è certamente mia decisa intenzione non accoglierla.
Se non ci sono altri interventi dichiaro chiusa la discussione generale e passo alle repliche delle relatrici di maggioranza e di minoranza. Vedo che nessuna delle due ha interventi da svolgere.
E’ pervenuto un ordine del giorno da parte del gruppo del Partito Democratico a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Vitri che, prima di passare alla discussione e votazione degli articoli che compongono la proposta di legge, dobbiamo mettere in discussione. In attesa che venga distribuito ai Consiglieri e considerata la situazione ritengo sia giusto leggerlo in modo tale da consentire a tutti di ascoltarlo.
“Premesso che:
- la pdl n. 52/21, a iniziativa della Giunta regionale “Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale”, così come approvata dalla I Commissione consiliare ed oggi all’esame dell’Assemblea legislativa, contiene disposizioni che se approvate esporranno l’intervento del legislatore regionale a rilievi di sicura illegittimità costituzionale;
- la pdl 52/21 - surrettiziamente intitolata “Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale” nel tentativo di farla rientrare nella sfera di competenza legislativa residuale della Regione – abroga e sostituisce la legge regionale n. 20/2001 ed oltre a disciplinare la materia di ordinamento e organizzazione amministrativa regionale verte prioritariamente sulla disciplina del rapporto di lavoro dirigenziale alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche sia in fase costitutiva che esecutiva;
- invero il complesso articolato della pdl 52/21, rispetto alla legge regionale 20/2001, nulla innova se non la previsione di un ulteriore livello dirigenziale (articolo 9);
- la pdl 52/21 contiene, invece, diverse disposizioni che attengono proprio alla disciplina del rapporto di lavoro dirigenziale e non dirigenziale alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche, sia in fase costitutiva che esecutiva, intervenendo sugli stessi requisiti di accesso alla qualifica dirigenziale;
- le modifiche che si vorrebbero apportare con la pdl 52 sono del tutto irragionevoli ed in contrasto con la giurisprudenza anche costituzionale e con la disciplina contenuta nel comma 6 dell’articolo 19 D.Lgs. 165/2001;
- l’articolo 40 della pdl 52/21 contiene addirittura una diversa disposizione, rispetto all’articolo 27 legge regionale 20/2001, per i requisiti di accesso al ruolo e funzione di Segretario generale in evidente contrasto con la disciplina statale ed in particolare con il D.Lgs n. 165/2001;
- infatti, viene eliminata la disposizione, introdotta dal legislatore regionale nell’anno 2019, che prevede che l’incarico di Segretario generale – vertice della struttura organizzativa e amministrativa – sia prioritariamente conferito a dirigenti regionali o a dirigenti delle pubbliche amministrazioni indicate al comma 2 dell’articolo 1 del D.Lgs. 165/2001 di particolare e comprovata qualificazione professionale. E solo qualora quest’ultima non sia rinvenibile tra i dirigenti dell’amministrazione, l’incarico potrà essere conferito a soggetti interni o esterni che ne siano in possesso unitamente ad altri requisiti;
- l’articolo 40 della pdl 52/21 in sostanza prevede che l’incarico di Segretario generale possa essere conferito a soggetti che non siano dirigenti pubblici e che neanche siano in possesso “di particolare e comprovata qualificazione professionale”;
- l’evidente finalità di detta disposizione è quella di sanare la nomina dell’attuale Segretario generale della Giunta regionale palesemente illegittima per quanto dedotto con le interrogazioni n. 15 del 16 novembre 2020 e n. 76 del 25 gennaio 2021;
- l’intento viene apertamente dichiarato con l’emendamento all’articolo 45 approvato dalla Commissione, su proposta della relatrice di maggioranza, con il quale si vorrebbero sanare atti illegittimi della Giunta regionale e su tutti la delibera di Giunta regionale n. 1371/2020 con la quale è stato conferito l’incarico di Segretario generale della Giunta regionale ex articoli 5, 27 e 29 legge regionale n. 20/2001;
- anche per dette disposizioni (articolo 40 e articolo 45) la pdl 52, che viene così degradata a legge-provvedimento, si presta a rilievi di sicura illegittimità costituzionale;
- invero, sul piano sostanziale le leggi-provvedimento agiscono come un provvedimento in quanto si riferiscono, come nel caso di specie, a destinatari determinati e regolano una situazione concreta;
- ogni cittadino leso dagli effetti diretti della legge-provvedimento e che ha interesse nella declaratoria di incostituzionalità della legge-provvedimento potrà introdurre un giudizio censurando non la legge stessa, bensì un atto amministrativo che ne dia concreta attuazione e rilevando la violazione dei principi di ragionevolezza e non arbitrarietà potrà chiedere che il Giudice di merito sollevi la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale che giudicherà ex articolo 134 della Costituzione.
Considerato che:
- il D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165, all’articolo 1 comma 1, statuisce che “Le disposizioni del presente decreto disciplinano l'organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, tenuto conto delle autonomie locali e di quelle delle Regioni e delle Province autonome, nel rispetto dell'articolo 97, comma primo, della Costituzione”, ed al comma 3 statuisce che “Le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. Le Regioni a statuto ordinario si attengono ad esse tenendo conto delle peculiarità dei rispettivi ordinamenti”;
- le disposizioni contenute nella pdl 52/21, in particolare le disposizioni sull’accesso alla qualifica dirigenziale, sui requisiti di accesso al ruolo e funzione di Segretario generale, sui poteri e attribuzioni dello stesso, quelle sulla dotazione organica e sul trattamento economico delle articolazioni dell’organizzazione amministrativa della Giunta regionale e delle strutture di diretta collaborazione del Presidente e della Giunta, intervengono su una materia (la disciplina del rapporto di impiego dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche) riservata alla competenza esclusiva dello Stato e con lesione del “bene-valore” della contabilità pubblica per gli evidenti riflessi negativi sugli equilibri complessivi della finanza pubblica e sulla sostenibilità del debito di cui lo Stato è garante e custode anche in rapporto agli impegni internazionali assunti e questo ex articoli 81 e 97, primo comma della Costituzione;
- invero, è stato osservato che l’attribuzione della competenza legislativa esclusiva, nelle materie di cui al secondo comma, lett. l), dell’articolo 117 della Costituzione, allo Stato connessa alla sua funzione di regolatore della spesa pubblica, sarebbe – anche teleologicamente – volta alla salvaguardia dei “beni-valori” della sostenibilità e dello sviluppo economico del Paese nel suo complesso, ex articolo 81 Costituzione;
- sussistono, pertanto, profili di illegittimità costituzionale della pdl in esame, con riferimento agli articoli 117, secondo comma lett. l), e 119, primo comma, della Costituzione, e ai principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica nel suo intrecciarsi con i valori e principi dell’articolo 97, primo comma, Costituzione e dell’articolo 81 Costituzione, pure all’evidenza violati.
Considerato, altresì, che:
- anche a voler ritenere che le disposizioni contenute nella pdl 52/21 attengano ad aspetti pubblicistico-organizzativi della dirigenza pubblica regionale e come tali rientranti nella competenza residuale ordinamento e organizzazione amministrativa regionale, corre l’obbligo ricordare che si tratta pur sempre di aspetti per i quali il legislatore statale può “fissare principi generali a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità della amministrazione” (cfr. Corte Costituzionale, sentenze n. 105/2013 e n. 251/2016), ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione;
- la pdl 52/21, ed in particolare le disposizioni sull’accesso alla qualifica dirigenziale, sui requisiti di accesso al ruolo e funzione di Segretario generale, sui poteri e attribuzioni dello stesso, quelle sulla dotazione organica e sul trattamento economico delle articolazioni dell’organizzazione amministrativa della Giunta regionale e delle strutture di diretta collaborazione del Presidente e della Giunta, nonché il comma 8 secondo capoverso dell’articolo 45, si pongono, comunque, in evidente violazione del suddetto limite imposto al legislatore regionale consistente nel non violare i principi generali a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione per come stabiliti dal legislatore statale con il D.Lgs. 165/2001 le cui disposizioni costituiscono principi fondamentali proprio ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione (articolo 1, comma 3, D.Lgs. n. 165/2001).
Ribadito che:
- in particolare, l’articolo 40 si pone in evidente contrasto con i predetti limiti considerato che:
1) come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza, specie contabile, “è noto a tutti, in via generale, che il vigente quadro normativo impone, per soggetti non vincitori di un pubblico concorso (regola generale nel nostro ordinamento amministrativo), che per poter ‘lavorare’, anche temporaneamente, con la pubblica amministrazione (con rapporto subordinato o autonomo), occorre rispettare requisiti procedurali di selezione e di successiva trasparenza degli incarichi e, soprattutto, possedere assai elevati requisiti culturali-professionali per il conferimento di incarichi. Ciò è previsto, a garanzia sia di pubblicità/trasparenza che di buon andamento della P.A., valore espresso dalla meritocrazia e motivata scelta tra i qualificati aspiranti (vagliando analiticamente e soppesando i requisiti culturali-professionali in capo ai prescelti; evitando pericolose commistioni tra cariche politiche e incarichi gestionali etc.)” (cfr. Corte dei Conti Sez. Giur. Lombardia 22 giugno 2017 n. 91);
2) se quanto detto vale sia per poter conferire incarichi dirigenziali temporanei in deroga al pubblico concorso (articolo 19, co. 6, D.Lgs. n. 165 del 2001), sia per poter attribuire incarichi d’opera di alta professionalità e consulenze esterne (articolo 7, D.Lgs. n. 165 cit.) si ritiene che debba valere, a maggior ragione, per il conferimento dell’incarico di Segretario generale;
3) sicuramente vincolante è la disposizione dell’articolo 19, co. 6, D.Lgs. n. 165/2001, essendo detta norma operante anche per le Regioni, considerato che “il conferimento degli incarichi dirigenziali nel pubblico impiego appartiene alla potestà legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117 Costituzione, comma 2 lett. l, sub voce ‘ordinamento civile’”;
4) la diretta applicabilità della disciplina relativa alla dirigenza di cui al capo II del titolo II del D.Lgs. 165/2001 (ivi inclusa la disposizione di cui all’articolo 19) anche alle autonomie territoriali, oltre ad essere sostenuta da univoca giurisprudenza di legittimità e di merito, trova conferma sul piano testuale e sistematico, nell’articolo 1 del citato decreto, secondo cui le relative disposizioni “disciplinano l’organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, per tali intendendosi anche “le amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province e i Comuni”;
5) inoltre, lo stesso comma 6 ter del citato articolo 19 chiarisce, proprio al fine di fugare dubbi o interpretazioni elusive degli enti locali, che le disposizioni di cui al comma 6 e al comma 6 bis si applicano alle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, cioè a tutte le amministrazioni pubbliche, tra cui le Regioni, le Province e i Comuni;
6) ne discende l’applicazione immediata e diretta sia nell’ordinamento delle Regioni sia in quello degli enti locali, cui spetta pertanto un corrispondente obbligo di adeguamento, della disciplina contenuta nell’articolo 19 del D.Lgs. 165/2001;
7) infine, non dovrebbe sfuggire che la necessità dei rigidi requisiti, così come previsti dal vigente articolo 27 legge regionale 20/2001, per poter conferire l’incarico di Segretario generale a soggetti interni (non dirigenti) o esterni, unitamente alla motivata non rinvenibilità della “particolare e comprovata qualificazione professionale” tra i dirigenti dell’Amministrazione, trova anche giustificazione sul piano metagiuridico, poiché è illogico e irragionevole che il superiore gerarchico (Segretario generale) sia culturalmente e professionalmente meno dotato rispetto a tanti dirigenti sottordinati che propone, dirige e coordina;
8) un incarico “fiduciario” così come definito con l’articolo 40 pdl 52/21 può essere legittimo per un ente privato, ma è inipotizzabile per una istituzione della Repubblica come la Regione Marche che nel rispetto dei più volte richiamati “principi di legalità, imparzialità e di buon andamento della P.A. deve osservare norme primarie tese alla scelta dei dirigenti più meritevoli in sede concorsuale o di conferimenti di incarichi ex articolo 19, co. 6, D.Lgs. n. 165 del 2001, comparando, in questo secondo caso, sul mercato (anche dei dirigenti interni) i curricula dei più titolati aspiranti a cui affidare la ‘migliore gestione della cosa pubblica’”;
9) la norma che si vorrebbe approvare autorizzerebbe scelte esterne ai ruoli dell’amministrazione del tutto arbitrarie e irragionevoli (come la nomina del Segretario generale di cui alla delibera di Giunta regionale 1371/2020) che potrebbero integrare condotte illegittime e gravemente colpose dell’amministrazione e, come tali, suscettibili di sindacato giurisdizionale, con conseguenti incertezze per la stabilità dell’organizzazione e possibili danni per la stessa amministrazione; e per tacere delle conseguenze in ordine agli equilibri di bilancio della Regione e della possibile violazione dei vincoli economici e finanziari.
Ribadito, in definitiva, che:
- la modifica legislativa che si vorrebbe apportare alla vigente disposizione regionale in materia, da una parte invade la sfera di competenza statale, con conseguente violazione dell’articolo 117 secondo comma lett. l) della Costituzione, e dall’altra si pone in evidente violazione dell’articolo 97 della Costituzione il quale, tra l’altro, dispone che:
a) i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione;
b) agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge;
c) le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico;
- sussiste anche la violazione degli articoli 119, primo comma, e 81 della Costituzione.
Ritenuto che:
- la pdl 52/21, se approvata dall’Assemblea legislativa, verrà sicuramente impugnata dal Governo ex articolo 127, comma 1, Costituzione;
- la questione di legittimità costituzionale per violazione dell’articolo 117 secondo comma lett. l) Costituzione, nonché degli articoli 97 primo comma, 81 e 119 primo comma, Costituzione, potrà essere sollevata d’ufficio in via incidentale dalla Corte dei Conti nel giudizio di parificazione dei rendiconti regionali;
- la questione di legittimità costituzionale, per violazione dei principi di ragionevolezza e non arbitrarietà, potrà essere sollevata dinanzi al Giudice di merito da ogni cittadino che ne abbia interesse e che si ritenga leso da un atto amministrativo che dia concreta attuazione alla legge stessa.
Tanto premesso, considerato e ritenuto, l’Assemblea legislativa delibera il non passaggio alla discussione degli articoli e degli emendamenti della pdl 52/2021, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 99 del Regolamento interno.”
Anche in questo abbiamo la necessità di rispettare il Regolamento e quindi dobbiamo procedere nel seguente modo: un intervento a favore e uno contro sull’ordine del giorno. La base di partenza, come è stato detto prima e come è stato indicato nell’ordine del giorno, è l’articolo 99 del Regolamento interno.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Riguardo a prima accetto la sua decisione però la riveda, che non costituisca un precedente che sarebbe grave perché è evidente la violazione del Regolamento, però per me va bene così, tra l’altro posso dire che avevo anche previsto il dato ed ho consegnato subito dopo l’ordine del giorno perché resti agli atti e perché possa dare un contributo.
A me spiace constatare che una pdl del genere, che delinea la struttura organizzativa e amministrativa della casa comune, se vogliamo le strutture portanti, non desti tanto interesse in quest’Aula, forse perché si ha qualche tentennamento.
Noi insistiamo per l’approvazione di questo ordine del giorno per il non passaggio alla discussione degli articoli e degli emendamenti, perché, se così sarà, questo atto potrà tornare tranquillamente in Commissione, potrà essere rivisto in conformità alle disposizioni nazionali e statali alle quali ci dobbiamo attenere, le stesse disposizioni costituzionali che mettono al riparo questo provvedimento da possibili impugnative da parte del Governo.
E’ evidente che io chiederò al mio capogruppo, che oggi non c’è perché impossibilitato, di trasmettere questo ordine del giorno al Governo perché lo valuti insieme alla pdl.
Questo provvedimento lo mettiamo a rischio di rilievi di costituzionalità che in via incidentale potrebbero essere sollevati dalla Corte dei Conti in sede di parifica dei rendiconti generali. In qualità di Assessore al bilancio ed al personale nel 2018 ho assistito al Procuratore regionale che sollevava la questione di legittimità costituzionale nei confronti della legge regionale 20, che voi oggi andate ad abrogare, che disciplinava ad esempio il personale di diretta collaborazione degli organi politici, tant’è che poi abbiamo fatto una modifica legislativa per evitare che venisse ripresentata quella questione di legittimità costituzionale che, sappiamo bene, la Corte Costituzionale giudicando sulla rimessione della Regione Liguria ed anche della Regione Campania ha ritenuto che quella era una competenza statale e che quindi la Regione non era titolata a legiferare in materia.
L’ho detto prima, questo provvedimento potrebbe essere impugnato da qualsiasi cittadino che si ritenga leso da un atto, voi addirittura volete sanare con questa norma approvata atti illegittimi, siamo fuori di testa politicamente parlando. Quindi, la esponete alla eventuale questione di illegittimità costituzionale. Perché tutto questo? Per sanare una nomina illegittima? Non lo dico perché ce l’ho con qualcuno, non lo dico perché ce l’ho con questa maggioranza.
Voglio dire all’Assessore Castelli, che mi è succeduto in quel ruolo, che il 14 maggio 2019 dicevo e sostenevo le cose che ho sempre sostenuto in quest’Aula in occasione della discussione dell’interrogazione e oggi nell’ordine del giorno, sono coerente con me stesso, non è soltanto per un desiderio di polemica politica e men che meno di polemica personale.
Insisto per l’approvazione di questo ordine del giorno perché è evidente la violazione di questo articolato legislativo che potrebbe essere impugnato dal Governo ai sensi del 127 primo comma della Costituzione per violazione dell’articolo 117 comma secondo lettera l) della Costituzione; la questione di legittimità costituzionale potrà essere proposta dalla Corte dei Conti alla quale noi invieremo questo ordine del giorno perché non è che il Governo e la Corte dei Conti possono fare i rilievi soltanto con quando c’era l’amministrazione precedente, quindi, mi aspetto lo stesso atteggiamento da parte del Governo e della Corte dei Conti, e poi, ripeto, dai cittadini.
Noi esponiamo con questo atto la Regione a tutto questo e per che cosa? Perché si ritiene che la nomina del Segretario generale - che in questa architettura della pdl 52 viene definita la struttura di vertice, perché il Segretario generale è il vertice politico, organizzativo e amministrativo, come il Presidente è il vertice politico, è il dirigente dei dirigenti, li propone, propone la revoca, li può sostituire - secondo questo articolato, debba avere requisiti infinitamente minori del dirigente in quanto può essere nominato tranquillamente tra soggetti interni od esterni che non siano neanche dirigenti. Pensate voi che questo sia possibile? Sotto il profilo politico ed istituzionale, è possibile che il Segretario generale che è il capo possa esercitare l’autorità senza autorevolezza?

PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Le argomentazioni che sono contenute in questo ordine del giorno sono illegittime per noi, anche perché in Commissione per quanto riguarda la legittimità di questa legge è stato fatto un lavoro molto approfondito, anzi colgo l’occasione per ringraziare gli uffici regionali che ci hanno assistito.
Abbiamo sviscerato ogni punto ed ogni argomento, pertanto ritengo che tutto quello che sta accadendo sia assolutamente strumentale e noi andremo dritti fino in fondo.
Questa maggioranza esprime parere contrario all’ordine del giorno depositato. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno di non passaggio alla discussione degli articoli e degli emendamenti, che ho letto prima, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Entriamo ora nell’articolato.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 1 dell’articolo 1, dopo le parole “con questa legge,” sono aggiunte le seguenti: “in conformità ai principi contenuti nell'articolo 97 della Costituzione,”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Come ho avuto modo di dire nella discussione generale, che lei non mi ha fatto fare, nell’illustrazione dell’ordine del giorno e nella richiesta di rinvio, questo emendamento si giustifica in conformità ai principi contenuti nell’articolo 97 della Costituzione, i quali statuiscono che: le pubbliche amministrazioni in coerenza con l’ordinamento dell’Unione Europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico, i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso salvo i casi stabiliti dalla legge.
Siccome questi principi sono all’evidenza violati da questo articolato normativo, approvare questo emendamento significa uniformare il testo successivo, da qui la rilevanza dell’emendamento stesso, la pertinenza al dettato costituzionale e la pertinenza con il D.Lgs, 165 del 2001 che, guarda caso, a differenza della legge 20 che voi abrogate, non viene richiamato in questo articolato che prevede che - lo dico alla Consigliera Biondi che lo dovrebbe sapere, ma sicuramente lo sa e fa finta di non sapere - le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione.
Credo che questo emendamento sia importante e richiamarlo è un atto doveroso quando invece l’articolato lo viola chiaramente.
Pensiamo soltanto alla norma dell’articolo 40 sulla nomina del Segretario generale, come si può garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione se si può nominare Segretario generale uno qualsiasi, uno che ha uno straccio di laurea, che fa funzioni dirigenziali e che non è neanche un dirigente, uno che deve proporre la nomina dei dirigenti, la revoca, l’istituzione delle strutture complesse, l’istituzione dei dipartimenti, presiedere il Comitato di non so che, assistere la Giunta. Andate a vedere quali sono le funzioni e le attribuzioni sotto il profilo istituzionale e politico.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Visto l’ossessivo richiamo alla figura del Segretario generale credo che sia ulteriormente utile dare qualche indicazione. Come è noto, e in questo caso la Corte dei Conti ha già confermato questa impostazione, la figura del Segretario generale non è figura assimilabile a quella di un dirigente ordinario ma, come è stato anche più volte ricordato, mi pare anche dalla Consigliera Biondi, rappresenta la cosiddetta figura apicale, un incarico amministrativo di vertice in quanto tale fuori ruolo, pagato con un fondo che è diverso da quello dei dirigenti. Se vogliamo attenerci ad un aspetto formalistico nella valutazione, in occasione della parifica resa nel 2020 rispetto al rendiconto del 2019, c’era il Consigliere Cesetti che allora era Assessore e non può non ricordarlo, fu confermata questa specificità assoluta che ha fatto sì che noi, come dicevamo prima, riproponessimo esattamente la descrizione giuridica e la richiesta di requisiti che vigeva nel lasso di tempo intercorso dal 2012 al 2019.
Da questo punto di vista credo che le caratteristiche di questa figura non solo rendano legittimo, ma assolutamente praticabile e a mio modo di vedere anche opportuno, consentire alla Giunta di individuare la figura apicale attraverso una valutazione che non preveda un accertamento circa il fatto che la stessa professionalità non sia rinvenibile all’interno del corpus dei dirigenti.
Ripeto, era una norma in base alla quale la precedente Giunta nominò il suo primo Segretario generale, fra l’altro, quindi, niente di strano, niente di censurabile, anzi la Corte dei Conti, come ho detto, confermava questa impostazione nel tratteggiare le caratteristiche specialistiche di una figura che noi abbiamo voluto rafforzare, non la singola persona che attualmente riveste l’incarico, proprio per consentire agli organi di indirizzo politico di disporre di un interlocutore che possa poi sviluppare questo suo ruolo di applicazione dell’indirizzo politico nel corpo generale dell’Amministrazione.
Il fatto ripetuto ulteriormente che esistono degli strumenti giuridici che possono eventualmente controvertire e deporre a sfavore di quello che noi facciamo, ci rende tutti più tranquilli e se ci sarà un intervento della Corte dei Conti lo verificheremo senza particolare ansia, siamo certi del contrario. Ricordo che il Comitato per la legislazione, che opera in Giunta, ha ripetutamente esaminato e validato questo testo, quindi mi sento non solo di rassicurare, ma di ritenere questa indicazione utile e necessaria.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Faccio un intervento politico. Mi sembra che la decisione legittima del gruppo del PD sia quella di una pratica ostruzionistica, però è evidente che così non c’è una contraddizione, una dialettica nei contenuti.
Qui ci troviamo di fronte ad un fuoco di sbarramento: ritornare in Commissione dopo più sedute, ritornare a fare verifiche dopo che abbiamo pertinentemente chiesto il parere all’ufficio legale ed all’ufficio legislativo. Tutti i pareri possono essere anche non puntuali, ma è il nostro ufficio legislativo e legale e penso che tutte la verifiche siano state fatte prima della presentazione in Giunta del documento e successivamente siamo stati assistiti dagli uffici, l’ha ricordato in maniera puntuale la relatrice di maggioranza Consigliera Biondi, A questo punto, se uno dice di tornare al dibattito in Commissione, noi ci troviamo nella condizione di non partecipare ovviamente alla manovra ostruzionistica e cercare di andare avanti comunque.
Se voi volete intervenire su qualche aspetto della legge, che potrebbe essere modificabile ed oggetto di riflessione, questa non è sicuramente la via.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. La nostra è una dichiarazione di voto favorevole e voglio ricordare al Consigliere Ciccioli che non c’è alcuna pratica ostruzionistica, ho già detto prima, forse non mi ha sentito. Per quanto riguarda il gruppo PD se si approvano quattro/cinque emendamenti noi ritiriamo tutto e votiamo addirittura a favore a dimostrazione che non c’è alcuna volontà ostruzionistica perché gli emendamenti hanno tutti una coerenza e, ripeto, non c’è nessun intento ostruzionistico.
Voglio dire all’Assessore Castelli che non c’è nessuna ossessione da parte mia, le mie ossessioni sono altre e sono anche note, non ci sono perché quello che ho detto questo anno con lei responsabile dell’organizzazione del personale, l’ho detto nella seduta n. 130 del 14 maggio 2019, non solo, sapete chi è il promotore della modifica dell’articolo 27 che voi abrogate? Ero io il primo firmatario, quindi in me non c’è alcuna ossessione, non c’è alcuna volontà di contrapposizione con la maggioranza, con il Segretario generale, io sono coerente con me stesso, non capita invece a voi di esserlo con voi stessi.
Non voglio leggere le dichiarazioni di come doveva essere il Segretario generale della Consigliera Leonardi, molto alte tra l’altro e qualificate, andate a leggerle, seduta n. 130 del 14 maggio, quello che diceva allora la Consigliera Leonardi, il capogruppo della Lega, gli stessi Consiglieri del Movimento 5 Stelle, andate a vederlo e poi vedrete chi è coerente se il Consigliere Cesetti o gli altri.
Io sono coerente, non c’è alcuna ossessione.
La Corte dei Conti, Assessore Castelli …, il Segretario generale che abbiamo nominato noi era un dirigente, come dice la legge, “pur non essendo obbligati”, non era solo un dirigente regionale, ma era un dirigente di ruolo della pubblica amministrazione, di cui al D.Lgs. 165, e quando la Corte dei Conti parla del Capo di gabinetto del Segretario generale dimentica una cosa, che quel Capo di gabinetto che noi abbiamo nominato era il Segretario generale e aveva i requisiti per farlo, ma non può essere l’inverso, cioè un Segretario generale può essere nominato Capo di gabinetto, ma un Capo di gabinetto non può essere nominato Segretario generale se non ha i requisiti. Avete capito? E’ così, ed io lo ricordo alla Corte dei Conti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie Presidente. Il gruppo Lega esprime parere contrario a questo emendamento in quanto il richiamo all’articolo 97 è superfluo perché nella legge si fa già riferimento al rispetto della normativa statale, pertanto l’articolo 97 è ovviamente contemplato in questa dicitura. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri; “Al comma 1 dell’articolo 1, dopo le parole: ‘nel rispetto della normativa statale e regionale vigente’ sono inserite le seguenti: ‘ed in attuazione dei principi contenuti nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che costituiscono principi fondamentali ai sensi dell’art. 117 della Costituzione,’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Dico al Consigliere Ciccioli che questo non è un emendamento ostruzionistico, se questo sarà approvato insieme ad altri quattro noi ritireremo tutto e voteremo a favore addirittura.
Questo emendamento è importante, non basta dire nel rispetto della normativa statale e regionale vigente, che stiamo scherzando? La abrogate pure la normativa regionale!
Non basta avere rispetto per la normativa statale, bisogna dire in attuazione dei principi contenuti nel decreto legislativo 30 marzo 2001 che costituiscono principi fondamentali ai sensi del 117 della Costituzione, perché questo lo dice l’articolo 1, comma 3 del d.lgs. 165 ed è tanto vero quello che sostengo che la legge, che voi andrete ad abrogare, attualmente vigente e adottata nel 2001, prevede che la presente legge riordina la normativa regionale in materia di organizzazione del personale in attuazione dei principi contenuti nel decreto legislativo 30 maggio 2001 n. 165. Tra l’altro l’emendamento l’ho ripreso dalla legge regionale dell’Emilia Romagna che prevede la stessa cosa, perché anch’io qualche bella idea l’ha traggo da altre leggi, d’altra parte l’articolato che è stato presentato nella proposta di legge 52 non è altro che un abile, neanche tanto, copia incolla di disposizioni prese qua e là, come le ho prese io. Ma guardate che copiare è un esercizio notevole, se copiamo il meglio degli altri talvolta superiamo le nostre incapacità, incoerenze e, se ne abbiamo la capacità, copiare è un esercizio virtuoso, quindi di questo mi rallegro, però è stato fatto male.
Questa norma è fondamentale, dobbiamo metterla perché lo dice la legge, va scritta, non basta dire “nel rispetto della normativa statale”, il rispetto deve essere quello del D.Lgs. 165, che, come ho detto fin dall’anno scorso, all’articolo 19, comma 6, prevede che gli incarichi esterni siano conferiti, fornendo una esplicita motivazione, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibile nei luoghi dell’amministrazione ed è quello che sostengo io.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Continuo nel precisare che invocare l’articolo 19 è del tutto fuori luogo rispetto alla figura del Segretario generale perché il comma 6 dell’articolo 19 fa riferimento ad una esplicita facoltà di cui possono disporre le amministrazioni, di incaricare delle funzioni dirigenziali soggetti esterni alla pubblica amministrazione, ma chiamati a svolgere il ruolo di dirigente ordinario.
Continuo a dire, risultando sicuramente pedante, che il caso del Segretario generale è diverso, incarico di vertice di soggetto collocato fuori ruolo, pagato con un fondo diverso da quello dirigenziale, con funzioni che esprimono le scelte e la discrezionalità di altissima amministrazione della pubblica amministrazione, quindi il riferimento al comma 6 dell’articolo 19 è del tutto fuori luogo.
Il richiamo, come diceva la Consigliera Biondi, alla normativa vigente in quanto tale, è già di per sé assorbente rispetto a qualsiasi richiamo di norma specifica.
Quindi, anche per una ragione di editing e di rapidità compilativa ritengo che sia meritevole di bocciatura anche questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Voglio dire all’Assessore Castelli, che è l’Assessore al personale ed all’organizzazione, ed ai Consiglieri di maggioranza, che con i miei colleghi abbiamo già sviscerato questi temi, ne abbiamo discusso in modo approfondito. Lo dico anche al Presidente dell’Assemblea perché questa è una competenza legislativa, se difendete così tanto l’attuale formulazione dell’articolo 40 che rende possibile e quindi legittima secondo voi la nomina a Segretario generale in presenza soltanto di quei requisiti, significa che quella stessa nomina non poteva essere legittima in base alla legge vigente, in base all’articolo 27. Se si vuole rendere legittima una cosa significa che non lo era e non è un gioco di parole.
L’intervento dell’Assessore Castelli ci dice che quella nomina con delibera di Giunta regionale è illegittima, quindi, il verbale di questa seduta dovrà essere estratto, perché credo che sia rilevante sotto questo aspetto. Quella nomina è illegittima come noi abbiamo sostenuto più volte, non in modo ossessivo, ma in modo coerente, non solo con le nostre convinzioni, ma con le nostre dichiarazioni in quest’Aula dello scorso anno, prima dell’insediamento di questa amministrazione, addirittura confluite in una proposta di legge che poi è diventata legge.
Dirò di più, in qualità di Assessore al personale, quando si parlava della legge sugli organismi, che poi abbiamo modificato, altrimenti si sarebbe sollevata la questione di legittimità costituzionale, andai a Roma alla funzione pubblica e al dipartimento affari regionali e mi posero il problema di quella norma come era prima, previgente, fatta anche quella intuitu personae quella si, e mi dissero che non era legittima. Troverò il nome di quel funzionario da qualche parte e quando scriveremo al Ministero vedremo se la pensano in quel modo o se hanno cambiato idea.
Aggiungo per l’ennesima volta che non si può dire che l’incarico di Segretario generale non sia equiparabile ai dirigenti esterni, il Segretario generale è il dirigente dei dirigenti. Voto a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Per esprimere voto contrario e ribadisco tutto quello che già ho espresso nel precedente intervento, pertanto annuncio il voto contrario del gruppo della Lega. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 1 dell’articolo 1, dopo le parole: ‘di ordinamento e organizzazione della Giunta regionale’ si aggiungono le seguenti: ‘, disciplina l’organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Qui sarò telegrafico a dimostrazione che non c’è alcun intento ostruzionistico.
Credo che questo emendamento possa essere accolto perché aggiunge dopo ‘che detta disposizioni in materia di ordinamento e organizzazione della Giunta regionale’ le parole “disciplina l’organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego”. Penso che l’oggetto e la finalità di questa legge siano anche questo, quindi, come possiamo non metterlo, anche per dare dignità, se vogliamo, agli uffici, ai rapporti di lavoro e di impiego che devono essere disciplinati.
Ritengo che sia un atto dovuto e questo è un emendamento coerente con il vostro articolato che noi non condividiamo, quindi, Presidente, insisto per la sua approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voto favorevole per le motivazioni che ho esposto poc’anzi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per la maggioranza voto contrario perché l’emendamento è inutile. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 1 dell’articolo 1, sostituire le parole ‘di migliorare l’impiego del personale’ con le seguenti: ‘realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo emendamento credo che possa essere accolto perché è coerente con l’articolato. Se vogliamo è un cambio di prospettiva perché noi non dobbiamo migliorare l’impiego, noi dobbiamo utilizzare al meglio le risorse umane, perché l’oggetto non può essere l’impiego in sé, l’oggetto è l’uomo o la donna, è la persona fisica, la risorsa umana che opera nell’ufficio di un’istituzione come la Regione e allora dobbiamo dare dignità, parlando appunto di risorse umane, non di migliorare l’impiego. Che significa? Ci rivolgiamo al computer? Noi ci dobbiamo rivolgere alla risorsa umana.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Favorevole per le motivazioni che ho detto poc’anzi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Contrari perché superfluo.

PRESIDENTE. Emendamento 1/4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “La lettera b) del comma 1 dell’articolo 1, è sostituita dalla seguente: ‘b) la funzionalità dell’azione amministrativa rispetto ai compiti e ai programmi di attività, la flessibilità delle forme organizzative, la misurabilità e il perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità delle attività gestionali. A tal fine, periodicamente e comunque all’atto della definizione dei programmi operativi e delle assegnazioni delle risorse, si procede a specifica verifica e ad eventuale revisione;’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. E’ molto simile al testo della proposta di legge, si specifica in particolare, si declina meglio l’attività e alla fine si aggiunge un periodo con il quale si dice che per conseguire quegli obiettivi periodicamente e comunque all’atto della definizione dei programmi operativi e delle assegnazioni delle risorse si procede a specifica verifica ed anche ad eventuali revisioni.
E’ un controllo se vogliamo, una attività in progress perché troppo spesso avviene soltanto la misurabilità delle attività, il perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità delle attività gestionali; avviene come una sorta di atto dovuto, all’inizio si danno gli obiettivi e poi si fa la valutazione dei dirigenti che molto spesso avviene sulla base di criteri non molto oggettivi. Molto spesso avviene, se non si è attenti, sulla base di criteri di fedeltà, ahimè, e nel proseguo dell’attività c’è una sorta di silenzio, di abdicazione in questi controlli.
Credo che periodicamente si debba procedere a verifica e mettere in atto anche delle revisioni cammin facendo, come deve essere, perché il controllo sia quotidiano. Qui vedo il Consigliere Marinelli che ha fatto il Sindaco, io ho fatto il Presidente di Provincia, lì magari era quotidiano, invece in una istituzione rilevante come la Regione, che ha un bilancio consistente, risorse umane molto numerose, spesso si fa nella fase iniziale e finale quando invece bisognerebbe farlo in progress.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario, in questo caso l’emendamento introduce delle specificazioni superflue che eventualmente andranno poi introdotte in sede amministrativa con i relativi atti di attuazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per esprimere il voto favorevole del nostro gruppo a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/6 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 1 comma 1 lettera h) dopo le parole ‘“rispetto della parità’ sono aggiunte le parole ‘di genere’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Qua non si tratta solo di specificare meglio una locuzione, quanto di chiarire nella sostanza che si intende rispettare il principio della parità di genere, questo aggiornamento, che solo apparentemente potrebbe sembrare lessicale, invece, come dicevo, è di sostanza anche alla luce della recente espressione del Tar e se questo è quello che noi intendiamo, va aggiornata anche la locuzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il PD vota favorevolmente a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere il voto contrario perché l’emendamento è pleonastico ed inutile in quanto si riportano espressamente pari opportunità tra uomini e donne, quindi è una ripetizione. Grazie

PRESIDENTE. Emendamento 1/6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Alla lettera h) del comma 1, dell’articolo 1, sono aggiunte in fine le seguenti parole: ‘, per la migliore utilizzazione delle risorse umane’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo è un emendamento coerente con tutto l’articolato degli emendamenti e della stessa proposta di legge, quindi non capisco perché non potrebbe essere accolto.
Perché noi vogliamo aggiungere “per la migliore utilizzazione delle risorse umane”? Sotto la lettera h) si dice sostanzialmente, tra l’oggetto e la finalità, che si vuole assicurare il rispetto della parità e delle pari opportunità tra donne e uomini - e questo è giusto, ci mancherebbe altro - nell’organizzazione interna dell’amministrazione e nell’applicazione di condizioni uniformi di trattamento tra lavoratrici e lavoratori. Non basta perché questa disposizione è statica, questo deve essere per la migliore utilizzazione delle risorse umane, perché questo è. La pari opportunità deve tendere a migliorare l’utilizzazione delle risorse perché in questo miglioramento possa vivere l’istituzione. E’ questo che bisogna fare e bisogna scriverlo perché è una finalità della disposizione legislativa. Noi siamo i legislatori regionali, noi siamo la legge e noi veniamo interpretati, la cosiddetta voluntas legis, e allora diciamo qual è la nostra migliore volontà.
Ho presentato questo emendamento perché tutto quello che voi giustamente volete fare deve tendere alla migliore utilizzazione delle risorse umane, questo vorrei che fosse, per questo ho fatto l’emendamento e ne raccomando l’approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il PD vota favorevolmente per le motivazioni esposte.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. La maggioranza vota contro perché l’emendamento è ininfluente.

PRESIDENTE. Emendamento 1/7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo la lettera l) del comma 1 dell’articolo 1, è aggiunta in fine la lettera m) con il seguente periodo ‘m) l’adeguamento ai principi di decentramento amministrativo’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Lo dico alla relatrice di maggioranza, a me non provoca nessuna particolare tensione o soddisfazione l’approvazione dell’emendamento, non è questo, il tema è che vi invito a cogliere una opportunità che vi diamo per migliorare questo testo, che è scritto in modo disarticolato, come si fa a non mettere l’adeguamento ai principi del decentramento amministrativo? A parte che è una disposizione che c’è già nella legge 20 del 2001, ad esempio è presente nella legge dell’Emilia-Romagna, della Toscana, nello stesso decreto legislativo 165 e non si può dire che è inutile e superfluo perché l’adeguamento ai principi di decentramento amministrativo credo che sia di straordinaria importanza.
Noi abbiamo un importante sistema ad esempio degli enti locali, delle attività del decentramento, anche degli uffici, dei servizi, penso ad esempio a tutta la grande attività che abbiamo fatto nella partita del riordino delle funzioni delle Province. Quella riforma fatta dal mio governo, sbagliatissima, ha disarticolato l’architettura anche istituzionale e costituzionale del nostro Paese. Noi ci siamo trovati a gestire quella partita enorme del riordino delle funzioni dove oltre 1.000 risorse umane sono state trasferite dalle Province alla Regione. Abbiamo fatto uno sforzo consistente per mantenere ad esempio i servizi sul territorio, pensiamo ai centri per l’impiego, ai servizi del genio civile, agli Iat, agli uffici del turismo, pensiamo alla polizia provinciale, che per farle mantenere la cosiddetta divisa e gli armamenti abbiamo dovuto riallocare con legge le funzioni che non poteva acquisire la Regione, che non ha funzioni “di polizia” per Costituzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Credo che le considerazioni che ho esposto non siano ostruzionistiche, anzi, forse sono utili per comprendere dalla voce di chi c’è stato quello che è avvenuto, perché noi svolgiamo un ruolo nelle istituzioni, ma noi passiamo, mentre le istituzioni restano con quello che noi lasciamo. Restano anche grazie a quello che facciamo. Quando parlo del decentramento amministrativo, dei centri per l’impiego, del genio civile, della polizia provinciale, degli Iat e di altre cose, che cosa abbiamo fatto noi? Abbiamo messo una pezza a quella pessima riforma voluta soprattutto dai miei amici forcaioli del Movimento 5 Stelle e subita anche da noi sull’onda di quel clima che poi abbiamo visto a cosa ha portato, peggiorando la situazione perlomeno della classe politica.
Abbiamo dato una mano, abbiamo posto rimedio a quella pessima riforma e nello stesso tempo abbiamo garantito servizi sui territori perché un conto è se il centro per l’impiego sta in Ancona o se sta in ogni provincia, decentrato sulle province e sui vari comuni più importanti; un conto è se il genio civile è sul territorio quando straripano i fiumi – speriamo mai anche se a me è successo come Presidente della Provincia – così gli Iat. Questo noi lo abbiamo fatto. Stabilire l’adeguamento ai principi di decentramento amministrativo significa anche avere consapevolezza di tutto ciò e dare anche un segnale di attenzione. Per questo il PD voterà favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario in quanto il riferimento al principio del decentramento amministrativo si applica alle funzioni amministrative che la Regione può assegnare agli enti locali, ma in questo caso non rileva perché la proposta di legge riguarda il modello organizzativo interno che non può essere oggetto di decentramento agli enti locali. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 1/9 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 1 dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: ‘1 bis. Per quanto non previsto dalla presente legge valgono le disposizioni del decreto legislativo n. 165 del 2001’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Lo abbiamo detto più volte, però lo ripeto, credo che questa disposizione, che se vogliamo è una norma di chiusura, sia un atto dovuto. Non l’avete messa e c’era nella legge 20, avete respinto il primo emendamento, quindi è coerente, l’avevo previsto, ormai l’esperienza mi ha insegnato anche la previgenza, e siccome non avete accolto l’emendamento 1/2 penso che alla fine dire come norma di chiusura che ‘per quanto non previsto nella presente legge valgono le disposizioni del decreto legislativo n. 165 del 2001’ sia il minimo e non capisco per quale motivo non si voglia accogliere questo emendamento. Non lo fate per farci un dispetto, ma noi non ci addoloriamo su questo, non proviamo emozioni quando facciamo questo tipo di attività, lo facciamo per voi. Ad esempio questa è una disposizione che vi mette a riparo da eventuali violazioni della Costituzione, perché le disposizioni del decreto legislativo 165/2001 prevedono che costituiscono principi ex articolo 117 della Costituzione. Richiamateli, lo dico per voi, quindi insisto per l’approvazione e confido nella bontà, per conto dell’articolato, non per me, del Consigliere di maggioranza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Per esprimere voto contrario in quanto l’emendamento è inutile per tutte le motivazioni che abbiamo già esposto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Sorprende che tutto sia pleonastico, inutile o indifferente, mi sembra che ci sia un atteggiamento precostituito in modo negativo, sicuramente non costruttivo perché questo è un emendamento che migliora l’assetto normativo e nient’altro. Voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Emendamento 1/9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 1. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Noi voteremo contro questo articolo, considerato che nessuno degli emendamenti migliorativi è stato accolto. Lo facciamo nella convinzione che sia stato un grande errore perché la diretta applicabilità della disciplina relativa alla dirigenza di cui al capo II del titolo II del D.Lgs. 165, ivi inclusa la disposizione dell’articolo 19 - anche le autonomie territoriali - oltre ad essere sostenuta da univoca giurisprudenza di legittimità e di merito, trova conferma sul piano testuale e sistematico nell’articolo 1 del citato decreto, secondo cui le relative disposizioni disciplinano l’organizzazione degli uffici ed i rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, per tali intendendosi anche le amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni.
Inoltre, Presidente, il comma 6 ter del citato articolo 19 del D.Lgs. 165, che noi con gli emendamenti volevamo richiamare, chiarisce, al fine di fugare dubbi o interpretazioni elusive degli enti locali - e voi state facendo l’elusione - che le disposizioni di cui al comma 6 e al comma 6 bis si applicano alle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, cioè a tutte le amministrazioni pubbliche tra cui le Regioni, le Province e i Comuni. Ne discende l’applicazione immediata e diretta sia nell’ordinamento delle Regioni, sia in quello degli enti locali cui spetta pertanto un corrispondente obbligo di adeguamento della disciplina contenuta nell’articolo 19 del D.Lgs. 165 del 2001. Per queste ragioni che non vengono dette dal Consigliere Cesetti, ma dalla giurisprudenza e dalla legge nazionale, i richiami dei nostri emendamenti al D.Lgs. 165 erano doverosi.
L’articolo 1 che voi andrete ad approvare, a cui votiamo in modo contrario, si presta ad una evidente violazione del dettato costituzionale per queste ragioni, perché contraddice le disposizioni del D.Lgs. 165 - questo non lo dico io, andate a leggerlo - che si applicano alle Regioni, per questo votiamo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Noi invece votiamo a favore dell’articolo così come proposto. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi ovviamente qui non abbiamo presentato emendamenti a dimostrazione che non c’è alcuna volontà ostruzionistica, ma soltanto la ferma determinazione affinché le nostre argomentazioni restino a verbale non per il piacere dei posteri, ma per l’opportunità dei vivi, nel senso che sostenere le nostre ragioni può costituire un contributo.
Questo è quello che vogliamo fare affinché resti a verbale, non c’è alcuna volontà ostruzionistica e infatti su questo articolo 2 non abbiamo presentato emendamenti e voi converrete con me che se volevamo fare 50 emendamenti all’articolo 2 non ci voleva nulla. Non ne abbiamo presentato neanche uno, però votiamo contro, perché, quando si dice che la Regione nel perseguire le finalità dell’articolo 1 garantisce …, il richiamo all’articolo 1 che avete approvato in quella strutturazione, senza accogliere uno dei nostri emendamenti che faceva il doveroso richiamo al D.Lgs. 165, rende dal nostro punto di vista anche questa disposizione non coerente con il dettato normativo nazionale al quale la legislazione regionale si deve assolutamente attenere.
Noi sosteniamo che questo dettato normativo violi la prerogativa dello Stato a cui è riservata la potestà di legiferare in siffatta materia, ordinamento civile, ma anche qualora questa materia, che voi oggi volete disciplinare con questa proposta di legge, si dovesse ritenere coerente con l’articolato, che quindi rientra nella competenza regionale, che attiene ad aspetti pubblicistico-organizzativi della dirigenza pubblica regionale e come tale rientrante nella competenza residuale ordinamento e organizzazione amministrativa regionale, dobbiamo ricordare che si tratta pur sempre di aspetti per i quali il legislatore statale può fissare principi generali a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione e questo non lo dice il Consigliere Cesetti, lo dice la Corte Costituzionale con le sentenze n. 105 del 2013 e n. 251 del 2016. Quindi, principi generali a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione ai sensi dell’articolo 117 della nostra Carta Costituzionale, principi che noi volevamo richiamare all’articolo 1 con quegli emendamenti, per questo voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3.
Emendamento 3/1 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Al termine dell’ultimo periodo del comma 4 dell’articolo 3 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale) sono aggiunte le seguenti parole: ‘e sono trasmessi a tutti i Consiglieri dell’Assemblea legislativa’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Con questo emendamento chiediamo che i report delle relazioni relative all’attuazione della programmazione siano trasmessi a tutti i Consiglieri, trattandosi di documenti che indicano lo stato di attuazione delle strategie di programmazione e al tempo stesso, come dice la norma, costituiscono uno strumento di monitoraggio. Ritengo che sia importante darne un’informazione tempestiva anche a tutti i Consiglieri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per esprimere il nostro voto favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario in quanto l’emendamento è superfluo poiché i Consiglieri hanno comunque accesso ai report in virtù, tra l’altro, dell’attività ispettiva a loro riconosciuta. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 3/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 3/2 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Al termine dell’ultimo periodo del comma 5 dell’articolo 3 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale) sono aggiunte le seguenti parole: ‘ed è pubblicata sul sito istituzionale della Regione Marche’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Con questo emendamento che verte sempre sull’articolo 3 chiediamo che l’agenda normativa della Giunta regionale sia pubblicata sul sito istituzionale della Regione, sempre per realizzare una azione di trasparenza e per rendere conoscibile a tutti i cittadini marchigiani l’agenda della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sono favorevole e come dicevo prima rinuncio all’intervento per restituire il tempo che lei mi ha concesso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario in quanto inutile perché sarà oggetto di pubblicazione se e quando necessario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Voto favorevole perché nulla è scontato e la trasparenza può essere implementata a prescindere dagli obblighi di legge.

PRESIDENTE. Emendamento 3/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 3/3 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 3 dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma: ‘6 bis. Annualmente, la Giunta è impegnata a relazionare alla competente Commissione consiliare sul funzionamento della macchina amministrativa’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Come è noto il Partito Democratico è indignato dalla proposta di legge 52, che stiamo votando. Siamo sicuri che sia una pessima legge. Abbiamo anche letto sulla stampa annunci roboanti su presunti effetti positivi che questa proposta di legge avrà riguardo al funzionamento della macchina amministrativa, che non è cosa di poco conto. Sono da sempre non solo affascinata dalla pubblica amministrazione, ma convinta che un suo corretto funzionamento rappresenti uno dei motori più potenti di sviluppo di un Paese e, quindi, di un territorio. Sono sicura, proprio perché lo siete voi per primi, che questa proposta di legge sia giusta ed efficace e che sarete felici di accogliere questo emendamento che darà l’opportunità a tutti, anche a noi che siamo convinti che questa sia una pessima proposta di legge, e che produrrà dei risultati molto positivi. Se invece così convinti non lo siete, alla stregua di altre proposte di legge che prevedono sempre una valutazione della Commissione consiliare competente, non vedo perché non prevederlo anche per questa legge che comunque è così importante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ha già spiegato tutto la Consigliera Bora, con la quale ho cofirmato l’emendamento. Credo sia molto importante relazionare alla Commissione consiliare sul funzionamento della macchina amministrativa, perché l’Assemblea legislativa non può essere altro rispetto alla macchina amministrativa o rispetto alla Giunta, non può operare una delega in bianco.
Tornando all’emendamento di prima del Movimento 5 Stelle si è detto che è pubblicato sul sito istituzionale della Regione Marche, la Consigliera Biondi ha detto che sono contrari perché si farà se e quando necessario, ma chi lo decide “se e quando necessario”? La Giunta? Oppure lo dobbiamo decidere noi?
Credo che lo dobbiamo decidere noi e noi diciamo che è necessario, come dice la Consigliera Bora, relazionare alla competente Commissione consiliare, lo deve fare la Giunta, perché questa è l’Assemblea legislativa regionale alla quale, se vogliamo, la Giunta deve rendere conto delle sue azioni, delle sue attività di organizzazione, della sua attività amministrativa, del suo operare, e questo ce lo insegna non soltanto lo Statuto, ma la nostra Costituzione, perché, se vogliamo, la Regione è un piccolo Stato dove il Presidente, che nomina la Giunta, trae la sua legittimazione direttamente dal corpo elettorale, e questo è un bene, così pure l’Assemblea legislativa che ha le funzioni di controllo, ad esempio approva la legge di bilancio e quant’altro, quel bilancio che conferisce all’organizzazione le risorse necessarie.
Quindi l’Assemblea legislativa non può stare direttamente o attraverso le Commissione consiliari nei confronti della Giunta e rispetto alle informazioni ed alle notizie con il cappello in mano, facendo ogni tanto qualche interrogazione a risposta scritta o orale senza che la Giunta si senta in dovere, questo valeva anche per me quando facevo parte della Giunta sia chiaro, di relazionare all’Assemblea legislativa.
Noi riteniamo che questo obbligo debba essere inserito all’interno del dettato legislativo, bene ha fatto la Consigliera Bora a presentare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario in quanto la relazione della Giunta regionale deve avere un oggetto determinato e non meramente determinabile. Tra l’altro ‘la Giunta approva la relazione sulle performance in riferimento alla macchina amministrativa’ è troppo generico, atecnico, nonché in contrasto con le regole di drafting normativo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Dichiaro il voto favorevole del Partito Democratico anche perché siamo noi i proponenti.
E’ importante che si possa monitorare il funzionamento della nuova macchina amministrativa e se la frase detta dalla Consigliera Biondi fosse stata detta dalla Giunta l’avrei compresa, nel senso che la Giunta dice: “Cosa vuole la Commissione consiliare, che io vada a raccontare il funzionamento della macchina amministrativa?” Ma un Consigliere dovrebbe capire l’importanza di una relazione che la Giunta dovrebbe fare sul monitoraggio di questa norma proprio per verificarne l’impatto sul sistema regione. Questo secondo noi è un obiettivo importante anche della norma, quello di prevedere dei monitoraggi e degli incontri, quindi parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anche noi voteremo a favore di questo emendamento e soprattutto mi sorprende, come penso abbia sorpreso la Consigliera Casini, questo rifiuto da parte dei Consiglieri, che hanno un ruolo esattamente come il nostro, di mettere in campo qualcosa che sia utile per la trasparenza, per agevolarci nel nostro ruolo. Invece per voi è normale dover fare un accesso agli atti per avere visione di documenti che ci servono per l’espletamento del nostro mandato, vi sembra pleonastico che i cittadini abbiano facilmente, attraverso il sito, informazioni utili sul lavoro che facciamo e che fa soprattutto la Giunta.
Sono un po’ allibita da questo atteggiamento. Posso capire il respingimento di altri emendamenti che sono più politici, ma questo dovrebbe essere alla base del nostro sentire, visto che siamo tutti qui per lavorare al meglio per i cittadini marchigiani e lo dovremmo fare nel massimo della trasparenza, rendendo conto del nostro operato, a partire dalla Giunta e a cascata fino a noi Consiglieri.
Sinceramente questi tre emendamenti vanno casualmente nella stessa direzione e che siano respinti è veramente un grandissimo peccato. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 3/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 3. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, siamo contrari a questo articolo che pure contiene elementi non di interesse, ma di specificazione, però l’articolo 1, con il mancato accoglimento degli emendamenti che richiamiavano al D.Lgs. 165, se vogliamo, è all’evidenza, ha profili di contrasto con la normativa statale e quindi anche con il dettato costituzionale, se vogliamo.
Le finalità e l’oggetto della legge sono travolti inevitabilmente in tutti i suoi passaggi successivi e noi non vogliamo in alcun modo con il nostro voto arrestare questa valanga travolgente di illegittimità, quindi votiamo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Noi voteremo favorevolmente perché l’articolo è ben composto e non c’è assolutamente nessun profilo di illegittimità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Non ci saranno profili di illegittimità, però c’è un profilo che deriva anche dall’opportunità politica e credo che non accogliere neanche un emendamento relativo alla trasparenza sia un grave errore politico che la maggioranza fa perché evidentemente si è posta nell’ottica di respingere qualsiasi proposta della minoranza e questo è un atteggiamento di chiusura e di ottusità che non si addice ad un Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4.
Emendamento 4/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 4, comma 2 lettera a) dopo le parole ‘proposte di atti normativi’ sono aggiunte le parole ‘da sottoporre all’esame del Consiglio – Assemblea legislativa’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Potrebbe sembrare ridondante, ma non lo è perché adottare questa specificazione credo che sia utile e comunque sia un atto dovuto dell’Assemblea legislativa a se stessa, ricordare che alcuni atti inevitabilmente devono essere sottoposti all’approvazione del Consiglio-Assemblea legislativa regionale.
Posso capire che per voi queste specificazioni possono sembrare pleonastiche, voi state facendo, ad esempio, con l’articolo 40 e l’articolo 45, ne parleremo dopo, una legge provvedimento che va a disciplinare un caso concreto con un destinatario specifico. D’altra parte pur essendo un avvocato non sono assolutamente esperto di diritto amministrativo, mi occupo di penale, però anch’io capisco che significa legge provvedimento, quindi, fare questa specificazione credo che possa essere utile e ne raccomandiamo l’approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario all’emendamento in quanto superfluo ed inutile perché le proposte devono necessariamente seguire l’iter previsto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. La Consigliera Biondi mi ricorda un noto dirigente di un ente, ormai in pensione, che quando gli si chiedeva degli atti tecnici, dei pareri tecnici rispetto a questioni urbanistiche lui rispondeva “purché sia conforme a tutta la normativa vigente”. il che è molto semplice. In genere si declina alla normativa, però va bene anche questo, è esperienza, magari mi farebbe piacere sapere la differenza - visto che lei è così decisa nel dire che tutto è pleonastico, anche se sarebbe meglio usare il termine pleonastico piuttosto che inutile, che è una cosa che è meglio non dire perché nulla è inutile - tra la lettera a) ‘approva le proposte di atti normativi’ e la lettera f) ‘approva le proposte di atto di competenza del Consiglio o dell’Assemblea legislativa regionale’. Mi piacerebbe sapere che cosa pensa, a quale atto ci si riferisce senza il connesso passaggio all’Assemblea legislativa o al Consiglio, nella fattispecie della lettera a).
La lettera a) senza aggiunta di Consiglio è praticamente monca ed è una fattispecie diversa dalla lettera f), quindi, noi voteremo a favore dell’emendamento che specifica e chiarisce ed è di solo aiuto e vantaggio all’Assemblea legislativa, che ha una norma ben precisa separata dal punto successivo.

PRESIDENTE. Emendamento 4/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/2 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Dopo la lettera a) al comma 3 dell’articolo della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale) è aggiunta la seguente lettera: ‘a bis) determina il limite numerico dei dipartimenti, delle direzioni, dei settori e delle posizioni di livello dirigenziale nel rispetto dei principi di contenimento della spesa pubblica’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Come ho già sottolineato in Commissione ritengo che la Giunta nelle sue funzioni di organizzazione debba determinare anche il limite numerico dei dipartimenti, delle direzioni, dei settori di livello dirigenziale nel rispetto dei principi di contenimento della spesa pubblica, questo per evitare sia in questa legislatura ma anche nelle prossime che ci sia una proliferazione di dirigenti a capo di molteplici strutture che non hanno sicuramente lo scopo di semplificare l’attività amministrativa regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sono favorevole a questo emendamento che impone di determinare il limite numerico delle strutture dirigenziali nel rispetto dei principi del contenimento della spesa pubblica; sono d’accordo perché più volte ho detto nel corso di questa discussione che sussistono profili di illegittimità costituzionale della proposta di legge in esame, con riferimento all’articolo 117 secondo comma lettera l) della Costituzione e non solo, anche perché è una materia riservata alla competenza statale. Sussistono anche profili di illegittimità in riferimento anche all’articolo 119 della Costituzione che impone ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane, alle Regioni, che hanno sì autonomia finanziaria di entrata e di spesa, il rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci e di concorrere ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea. Quindi, contrasta con i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica anche nel suo intrecciarsi con i valori e i principi dell’articolo 97 della Costituzione che impone alle pubbliche amministrazioni “in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea – quindi rispettare quei vincoli – di assicurare l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico”. Inoltre, l’articolo 81 della Costituzione prevede che lo Stato deve assicurare l’equilibrio delle entrate e delle spese del proprio bilancio ma non solo, occuparsi anche dei bilanci degli enti locali, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e delle Città metropolitane. Tutti principi all’evidenza violati.
L’emendamento delle Consigliere del Movimento 5 Stelle, che impongono attraverso il dettato legislativo alla Giunta di determinare il tetto dirigenziale nel rispetto dei principi di contenimento della spesa pubblica, allevia la malattia di incostituzionalità di questo dettato normativo, quindi noi siamo favorevoli.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. L’emendamento è superfluo in quanto il disposto contenuto è già oggetto di altre disposizioni normative, in modo particolare dell’articolo 47 sulle disposizioni economiche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Noi voteremo a favore per le motivazioni espresse. Di solito non ripetiamo in ciclostile le stesse quattro frasi che vengono invece date come motivazione dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Emendamento 4/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Alla lettera b) del comma 3 dell’articolo 4, dopo le parole: ‘istituisce le strutture di cui al comma 1 dell’art. 9,”’sono inserite le seguenti: ‘nei limiti della dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale vigente alla data di entrata in vigore di questa legge’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Con questa specificazione assolutamente necessaria, se accolta, il legislatore pone un limite alla Giunta, come è giusto che sia, cioè alle strutture che la Giunta legittimamente vuole organizzare, la previsione ad esempio di un livello dirigenziale in più, oggi strutturate tra segretario generale - a dimostrazione che è un dirigente, il dirigente dei dirigenti - dipartimenti, direzioni e settori.
E’ legittimo da parte della Giunta prevedere un livello dirigenziale in più, però questo deve avvenire nei limiti della dotazione organica e dirigenziale e non dirigenziale vigente alla data di entrata in vigore di questa legge. Se l’emendamento viene accolto noi diciamo alla Giunta che c’è un limite in questa riorganizzazione, che legittimamente stabilisce il legislatore regionale, che poi è quello che con legge di bilancio dà, concede le risorse per la riorganizzazione. Quindi, non possiamo dare una delega in bianco all’esecutivo, ma come legislatori abbiamo il dovere di indicare la via e anche l’approdo, se vogliamo, perché noi diamo le risorse, la benzina, per questo percorso e non possiamo conferire una delega in bianco.
Tra l’altro si va a disciplinare una materia che è, dal mio punto di vista, riservata alla competenza dello Stato, in ogni caso la norma ci dice che qualora dovesse rientrare questa proposta di legge nella competenza residuale dell’ordinamento e organizzazione amministrativa regionale, il legislatore fissa quei principi generali a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione. Buon andamento significa anche contenimento della spesa pubblica, quindi prevedere che le strutture siano istituite nei limiti della dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale vigente alla data di entrata in vigore di questa legge, significa anche che il legislatore regionale ristabilisce una sua prerogativa che tra l’altro è coerente con la disposizione finale di questa norma, quando si dice che c’è l’invarianza finanziaria, l’invarianza finanziaria ci può essere solo se si sta in questi limiti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. E’ inutile in quanto i limiti sono già contenuti nella legge, come dicevo prima, nell’articolo che riguarda le disposizioni finanziarie. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ci riempiamo sempre la bocca di risparmio, di contenimento, di riduzione di poltrone e poltroncine, per lo meno alcuni leader in particolare fanno sempre riferimento a questo, ma poi non vogliamo mettere dei limiti ovvi, tra l’altro, molto più ovvi perché disposti dall’Assemblea legislativa che in ogni caso in merito a determinate scelte è sovrana rispetto alla Giunta. Non capisco perché l’Assemblea non colga questa necessità di risparmiare e di utilizzare al meglio le risorse umane che già ci sono.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Noi voteremo a favore di questo emendamento anche perché ne avevamo presentato uno simile in Commissione che ha avuto una pessima sorte, quindi abbiamo pensato di non riproporlo nella stessa forma e ne abbiamo strutturato un altro come quello che è stato appena bocciato. Comunque riteniamo che sia indispensabile anche perché in Commissione ho rivolto una domanda puntuale al dirigente, che ha dovuto ammettere che l’invarianza è assicurata solo per quest’anno, dai prossimi anni la spesa per il personale della Giunta potrebbe benissimo lievitare, quindi, non capisco come si possa in questa sede affermare il contrario quando è stato un dirigente, e noi eravamo tutti presenti, a dire una cosa diversa. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Questa bocciatura travolge l’emendamento 9/1 che decade.

Emendamento 4/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Alla lettera b) del comma 3 dell’articolo 4), è aggiunto infine il seguente periodo: ‘nonché nel rispetto dei principi di contenimento della spesa pubblica;’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche questo è un emendamento non solo importante, ma assolutamente necessario per mettere in parte al riparo questo articolato dai rilievi di costituzionalità.
Ribadisco che l’attribuzione della competenza legislativa esclusiva allo Stato nelle materie di cui al secondo comma, lettera l) dell’articolo 117 della Costituzione, sub voce ordinamento civile, è connessa alla funzione dello Stato di regolatore della spesa pubblica, e questo è tirologicamente volto alla salvaguardia dei beni e valori della sostenibilità e dello sviluppo economico del Paese nel suo complesso, ex articolo 81 della Costituzione. Quindi, lo mettete al riparo perché l’articolo 81 ci dice che il legislatore regionale deve rispettare, per questo si prevede la competenza esclusiva dello Stato ex articolo 117, per questo anche laddove non c’è la competenza esclusiva lo Stato fissa principi generali, come ci dice la Corte Costituzionale, ai quali le Regioni si devono attenere e tra questi l’articolo 81 stabilisce che lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e favorevoli del ciclo economico. Ce lo dice lo Stato, noi siamo obbligati a questo, ci dice che ogni legge che comporta nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte e questo non c’è! Voi dite semplicemente che non ci sono maggiori oneri, e non è vero perché quando si prevede l’istituzione di strutture complesse è evidente che ci sono maggiori oneri, anche sotto l’aspetto “retributivo” e delle funzioni della dirigenza, quindi, questo va ad incidere sulla competenza statale, ma c’è anche un tema di contenimento della spesa pubblica, nonchè la necessità del rispetto dei principi di contenimento della spesa pubblica, ex articolo 81 della Costituzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sempre in riferimento a quanto affermato prima voteremo a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Anche noi voteremo a favore per quello che ha espresso il Consigliere Cesetti, anche perché è un controllo delle risorse che vengono impiegate per il funzionamento della macchina.

PRESIDENTE. Emendamento 4/4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Alla lettera c) del comma 3 dell’articolo 4, sono aggiunte infine le seguenti parole: ‘di Segretario generale, dei Direttori di dipartimento, del Direttore di dipartimento Avvocatura regionale, del Vice-segretario, dei Dirigenti di direzione e di settore;”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, la Giunta conferisce e revoca gli incarichi dirigenziali, è importante la specificazione: quali sono gli incarichi dirigenziali? Quello di Segretario generale, dei Direttori di dipartimento, del Direttore di dipartimento dell’Avvocatura regionale. Vedrete nel prosieguo che anche questi non sono emendamenti ostruzionistici, sono coerenti con la filosofia di tutto l’articolato emendativo. In seguito troverete un articolo aggiuntivo in cui si disciplina il Dipartimento dell’Avvocatura regionale, poi dirò perché e perché c’è la necessità di una disciplina ad hoc anche per conservare l’autonomia dell’Avvocatura regionale rispetto al Segretario generale ed agli altri dipartimenti.
Credo che questa sia una specificazione necessaria e coerente non solo con il nostro articolato emendativo, ma anche con il vostro articolato perché si tratta di specificare quali sono gli incarichi dirigenziali che la Giunta conferisce e revoca.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Voto contrario in quanto l’emendamento è inutile perché la disposizione fa riferimento al conferimento ed alla revoca di tutti gli incarichi dirigenziali, quindi non è necessario fare una specifica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Solo per confermare il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4/5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Con la bocciatura di questo emendamento decadono gli emendamenti 9/4, 9/6, 12 bis/1 e 38/1. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Perché decadrebbero quegli emendamenti? Se come dice la Consigliera Biondi questa specificazione è del tutto inutile, mi si deve dire perché decadono gli altri emendamenti!
Sono passati molti anni però ho avuto anche l’opportunità di fare il legislatore nazionale, ma una cosa di questo tipo non l’ho mai vista. Presidente, ci rifletta un attimo insieme all’ufficio.
La Consigliera Biondi ha detto: votiamo contro perché questo emendamento è del tutto inutile, non è condivisibile, ma ha anche qualche ragione.

PRESIDENTE. Compreso.

Fabrizio CESETTI. Lei deve revocare la sua decisione e se non la revoca diventa un problema perché mi metto a fare dei subemendamenti.
Il tema è semplice, ribadisco, la Consigliera Biondi ha detto che è inutile, e qualche fondamento c’è anche se non è condivisibile, perché la norma stabilisce che conferisce e revoca gli incarichi dirigenziali. Il dettato normativo già prevede che la Giunta dia l’incarico di Direttore di dipartimento, di Direttore di direzione, di settore, di Segretario generale, quindi, la specificazione del Consigliere Cesetti è inutile, ma se lo è e l’emendamento viene bocciato perché fa decadere gli altri? Vi pare possibile che decade l’emendamento sull’Avvocatura regionale perché viene bocciato l’emendamento che prevede la nomina del direttore? Ma dove siamo su Scherzi a parte? Se siamo su Scherzi a parte rischiamo di farci male istituzionalmente, quindi, chiedo al Presidente di revocare la sua decisione sulla decadenza degli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Non posso revocare questa decisione, ma l’affronteremo meglio quando arriveremo agli emendamenti che sono decaduti: il 9/4, il 9/6, il 12 bis/1, il 38/1. Esiste l’articolo 105 del Regolamento interno che prevede che gli emendamenti che si basano su un principio comune decadendo l’applicazione del principio comune trascina nella decadenza …

(interrompe il Consigliere Cesetti)

PRESIDENTE. L’affronteremo quando arriveremo all’emendamento 9/4 e lei riproporrà il tema. Ho segnalato adesso ai fini della comunicazione che cosa succede con il respingimento, quindi, la reiezione dell’emendamento 4/5 lo teniamo in considerazione quando verrà il turno del primo emendamento che viene trascinato nella decadenza.

Emendamento 4/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo la lettera e) del comma 3 dell’articolo 4, è inserita la seguente: ‘e bis) istituisce le posizioni dirigenziali individuali di cui all’articolo 14 bis;’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La ringrazio anche per aver deciso di rivedere al momento opportuno la sua decisione, che le chiedo di approfondire con la sua consueta capacità ed equilibrio perché quell’emendamento che è stato respinto non stabilisce alcun principio generale, lo ha detto la Consigliera Biondi, era pleonastico perché era già scritto che la Giunta nomini …, quindi non è un principio generale, però la ringrazio e ne parleremo dopo.
Questo emendamento istituisce le posizioni dirigenziali individuali di cui all’articolo 14 bis, in questo caso l’articolo che cosa dice? Noi abbiamo presentato un articolo, che è il 14 bis, che prevede che ‘sulla base dei criteri individuati dalla Giunta regionale e nei limiti della dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale vigente alla data di entrata in vigore di questa legge possono essere costituite posizioni dirigenziali individuali per lo svolgimento di attività a contenuto specialistico, attività di studio, ricerca, consulenza, elaborazione, controllo, ispettive e vigilanza nonché di supporto di genere’. Sarebbe tra l’altro un’ulteriore figura dirigenziale sempre nei limiti della dotazione organica dirigenziale, quindi non incide né sul computo numerico, né sul computo della spesa, però può essere necessaria per particolari ragioni, pensiamo a quando – speriamo non accada più – è successo il terremoto, la necessità ad esempio di qualche posizione dirigenziale e via dicendo.
Questo emendamento è legato all’articolo 14 bis, anche qui, non è che se viene bocciato, come accadrà, decade il 14 bis, non può essere perché non stabilisce un principio generale. Perché può restare il 14 bis? Anche se viene bocciato questo emendamento, la norma scritta ‘che conferisce e revoca gli incarichi dirigenziali’, quello del 14 bis è un incarico dirigenziale, rientra nel principio generale che è fatto salvo, quindi rimane l’altro. E’ proprio il contrario! La bocciatura del mio emendamento vale anche per questo e fa salvo un principio generale che preclude la specificazione del conferimento degli incarichi. Il principio generale, che resta salvo con la bocciatura del mio emendamento, dice semplicemente che la Giunta dà tutti gli incarichi dirigenziali, quindi se viene bocciato questo potrà dare anche l’incarico dirigenziale alla posizione di funzione del 14 bis, che se vogliamo può e deve sopravvivere a se stesso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento 4/6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Anche in questo caso c’è la valutazione, come ha detto il Consigliere Cesetti, della decadenza dell’emendamento 14 bis/1, lo mettiamo all’interno e lo affronteremo al momento.

Emendamento 4/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo la lettera e) del comma 3 dell’articolo 4, è inserita la seguente: ‘e bis) individua il Responsabile unico per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza, in attuazione della legge 190/2012;’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L’emendamento oggettivamente parla da sè perché dice che nelle sue funzioni la Giunta regionale individua il Responsabile unico per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza in attuazione della legge 190. Riteniamo che questa sia una specificazione importante e assolutamente necessaria e tra l’altro, se non vado errato, è una disposizione da me tratta da altre leggi regionali.
Credo che vada prevista questa individuazione perché necessaria anche per dare dignità alla figura straordinariamente importante del Responsabile unico per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza in attuazione della legge 190.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 4/7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo la lettera e) del comma 3 dell’articolo 4, è inserita la seguente: ‘e bis) individua il Responsabile per la protezione dei dati ai sensi del GDPR – Reg. (CE) 27/04/2016, n. 2016/679/UE;’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche in questo caso con l’individuazione del Responsabile per la protezione dei dati ai sensi del GDPR l’emendamento parla da sé.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per esprimere il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 4/8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/9 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo la lettera e) del comma 3 dell’articolo 4, è inserita la seguente: ‘e bis) individua il direttore di dipartimento che deve svolgere la funzione di datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008;’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui è importante la specificazione di questa individuazione e mi sorprende come questo fatto rilevante non venga colto dalla maggioranza e dalla relatrice di maggioranza.
Sappiamo bene quanto sia rilevante la funzione del datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 specialmente nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni e quanto siano rilevanti queste funzioni.
Riteniamo che questa individuazione debba essere una prerogativa della Giunta, perché non può essere …, l’articolo 11 (Attribuzione del Segretario generale) - ne parleremo dopo – prevede che il Segretario generale è una figura di vertice dell’organizzazione amministrativa della Giunta regionale e svolge funzioni dirigenziali comuni, per questo deve essere un dirigente, vedete la contraddizione in termini? Non l’avevo colto nei vari passaggi perché questo articolato è complicato, quindi, capite che questa è una contraddizione in termini, da una parte l’Assessore ci dice che non si applica quella normativa perché il Segretario generale non è un dirigente, ma poi all’articolo 11 scrivete che il Segretario generale è una figura di vertice dell’organizzazione amministrativa.
Parlo forte perché ho la mascherina, faccio una fatica enorme, anche perché non parlo per blaterare, ma cerco di motivare quanto dico, quindi, devo fare uno sforzo anche di concentrazione enorme, per fortuna ho il fisico per farlo.
Con l’occasione voglio dire, Presidente, che è insostenibile fare un Consiglio regionale in queste condizioni di sicurezza, magari facciamo una seduta in più però … Noi siamo disponibili a farne uno, due, tre in più, però cerchiamo di darci un limite nei tempi perché non ci sono le condizioni di sicurezza per proseguire in questo modo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ho detto prima che l’Assessore Castelli dice che non c’è bisogno perché non è un dirigente, all’articolo 40 si prevedono requisiti che non sono dirigenziali, perché con quei requisiti un dirigente non potrebbe essere mai nominato, ma poi nella proposta di legge all’articolo 11 (Attribuzioni del Segretario generale) scrivete che il Segretario generale oltre a svolgere le funzioni dirigenziali comuni di cui all’articolo 15 …, ma se svolge funzioni dirigenziali è un dirigente, sennò come fa a svolgerle? Lo dice il D.Lgs. 165/2001, è l’abc della tecnica amministrativa, giuridica, è l’abc del buon senso, della logica, è un abc elementare e quando un articolato contraddice se stesso capite che la cosa diventa imbarazzante.
Perché questo emendamento? Perché l’articolo 11 tra le varie competenze del Segretario generale, che sono una marea, prevede anche l’individuazione del Responsabile unico per la prevenzione, la corruzione e la trasparenza e le funzioni di datore di lavoro.
Noi riteniamo che l’individuazione del Direttore del dipartimento, che deve svolgere la funzione di datore di lavoro, debba essere una prerogativa della Giunta, mica del Consiglio, quindi, attribuisco un potere in più alla Giunta? Ma che scherziamo? Facciamo individuare il datore di lavoro al Segretario generale? Ma sarà la Giunta casomai su proposta del Segretario generale. Un Segretario generale che voi volete nominare in quel modo, quindi, avete già ammesso che quella nomina fatta è illegittima, tant’è che la volete sanare, ma poi che fate? Quello deve nominare …, uno che non è dirigente deve svolgere funzioni dirigenziali, in più deve individuare un dirigente, roba che non si spiega! E’ come se Chiellini o Bonucci facessero la formazione e a Mancini chiedessero di mettere la firmai. Voto favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento 4/9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/10 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al secondo periodo del comma 4 dell’articolo 4, dopo le parole ‘può assumere’ sono inserite le seguenti: ‘motivatamente’.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Su questo emendamento chiedo attenzione perché tutti quelli che noi proponiamo hanno un senso, un senso organico, coerente e tendente a rendere, ove accolti, l’articolato legittimo innanzitutto sotto il profilo costituzionale, opportuno sotto l’aspetto politico e snello ed efficace sotto l’aspetto organizzativo.
L’articolo 4 disciplina le funzioni della Giunta regionale ed il comma 4 prevede che le deliberazioni della Giunta regionale siano adottate su proposte del Segretario e dei Direttori del dipartimento - anche qui, pensate quali poteri ha il Segretario generale, immaginate voi un Segretario generale che non è dirigente che presenta un atto insieme al Direttore di dipartimento che Dirigente lo è, che lui nomina e può revocare, roba che non si racconta proprio – e che la Giunta regionale possa assumere determinazioni proposte da istituzioni diverse dalle stesse. Questa norma è giusta perché se la Giunta deve deliberare soltanto sulla base di una proposta e se questa non c’è non può fare nulla, è ovvio che diventa una sorta di passacarte della dirigenza e questo non può essere, è evidente che non può essere.
La norma prevede che la Giunta regionale può assumere determinazioni in assenza di proposte o diverse dalle proposte stesse. Supponiamo che un Dirigente insieme al Segretario generale mi propone, ad esempio, la nomina illegittima di un Dirigente la Giunta non è che fa il passacarte.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Completo adesso e lo dico a dimostrazione che non ho nessuna voglia di parlare per parlare.
Supponiamo che il Segretario generale, Dirigente, Direttore di dipartimento, presenti un atto che la Giunta ritiene inopportuno, non solo illegittimo, oppure la proposta non viene presentata, è ovvio che la Giunta ha il potere e deve avere il potere di adottare un atto diverso, oppure di adottare un atto in assenza di proposta. Questo emendamento dice semplicemente una cosa, che non lo può fare puramente e semplicemente, ma deve motivare la sua decisione.
Credo che questa sia una cosa giusta e opportuna e direi anche necessaria perché non oso pensare come possa essere un atto in assenza di motivazione, questo è il principio e penso ci stia sempre. Tra l’altro è un principio di carattere generale degli atti amministrativi, in questo caso però va specificato, altrimenti la Giunta può assumere determinazioni in assenza di proposte e determinazioni diverse, senza mettere motivatamente ritengo che sia inopportuno. Quindi votiamo favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 4/10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/11 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al terzo periodo del comma 4 dell’articolo 4, dopo le parole ‘proposte di atto’ sono aggiunte le parole seguenti: ‘, nel termine indicato dalla Giunta.’”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche l’emendamento “Nel termine indicato dalla Giunta” credo sia molto importante. È strettamente connesso e correlato a quello precedente nel quale si diceva ‘motivatamente’.
Nel caso in cui la Giunta adotti una determinazione diversa o una determinazione in assenza di proposta e questa venga trasmessa al Segretario ed al Dirigente competente per la predisposizione delle relative proposte di atto - e questo è giusto - dobbiamo dire: nel termine indicato dalla Giunta. E’ ovvio che bisogna dare un termine, non può essere lasciato in modo indeterminato.
Penso che anche questo costituisca un’opportunità per la Giunta stessa, quindi noi voteremo favorevolmente.

PRESIDENTE. Emendamento 4/11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/12 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 4 comma 4 dopo le parole ‘per la predisposizione delle relative proposte di atto’ sono aggiunte le parole ‘da effettuare nei termini indicati dalla Giunta regionale’. Decaduto.

Emendamento 4/13 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 5 dell’articolo 4 è sostituito dal seguente comma: ‘5. Le proposte di atto di competenza della Giunta regionale e del suo Presidente contengono il parere in relazione alla legittimità e alla regolarità tecnica delle stesse del Dirigente della competente struttura organizzativa di cui al comma 1 dell’articolo 9’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Mi unisco alle considerazioni che ha fatto il Consigliere Cesetti sull’importanza di rispettare i termini, purtroppo a volte anche il susseguirsi di tante incombenze non rendono sempre possibile il loro rispetto. Riteniamo, però, che legiferare meglio su alcuni articoli possa essere utile ed opportuno proprio per incalzare la Giunta a rispettare in maniera più cogente i termini.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere il voto contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo emendamento, che ha esposto la Consigliera Bora, credo sia importante perché che va meglio a specificare le competenze, le attribuzioni delle stesse e le conseguenti responsabilità. Quindi, ne raccomandiamo l’approvazione e noi voteremo favorevolmente.
Voglio dirle che la sua decisione precedente sulla decadenza dell’emendamento 4/12, quella sì, è corretta.

PRESIDENTE. Emendamento 4/13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4/14 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 4 dopo il comma 6, è aggiunto il seguente: ‘6 bis. La Giunta procede alla revisione delle proprie strutture organizzative periodicamente, almeno a cadenza triennale, nonché ogni qualvolta si renda necessario per effetto di disposizioni legislative che prevedano conferimenti di funzioni dallo Stato alle Regioni o dalla Regione agli enti locali. Eventuali modifiche all'assetto organizzativo conseguenti alla revisione delle strutture sono attuate con le medesime modalità previste per l'istituzione delle strutture stesse’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Credo che questo emendamento sia rilevante - un po’ quello che ho detto prima forse sull’articolo 1 - la necessità di procedere alla revisione delle proprie strutture organizzative periodicamente - è un po’ come per gli obiettivi - almeno con cadenza triennale e quando si renda necessaria nel caso di particolari eventi o disposizioni legislative che prevedano conferimenti di funzioni allo Stato, alle Regioni, agli enti locali.
Pensate al riordino delle funzioni delle Province avvenuto con legge dello Stato, come in quel caso ritengo che si debba procedere anche alla revisione delle strutture organizzative, che si faccia il punto della situazione. Lo dico qui perché voglio fare una sorta di autocritica, noi all’epoca questa revisione la facemmo ma con qualche ritardo perché purtroppo, ahimè, sopraggiunse il terremoto con tutte le sue devastanti conseguenze, però ho toccato con mano quanto sia importante prevedere una periodica revisione delle strutture organizzative almeno con cadenza triennale, quindi un tempo abbastanza congruo.
Credo che sia una disposizione che bene il legislatore regionale può “imporre” e trasferire alla Giunta.
Voglio dire che ho colto l’opportunità di questa disposizione da uno studio, da un approfondimento della legge regionale del Lazio sull’organizzazione e sull’ordinamento. Anche qui ho fatto una attività di “virtuosa” copiatura di una positiva esperienza altrui.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per esprimere il voto favorevole del gruppo PD.

PRESIDENTE. Emendamento 4/14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 4. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo contro questo articolo. Anche qui è stata persa un’occasione per la mancata approvazione di emendamenti correttivi, da noi proposti, che avrebbero reso questo articolo più immune da possibili rilievi di incostituzionalità e più efficiente ed efficace anche per la struttura organizzativa e amministrativa, nonché per il vertice politico dell’istituzione Regione.
Non dimentichiamo che l’articolo 4 disciplina le funzioni della Giunta regionale che delibera e decide, e lo abbiamo visto, su proposta del Segretario generale, dei Direttori dei dipartimenti, degli altri Direttori, e legittimamente può assumere decisioni in dissenso da quelle proposte o in assenza di proposte. Anche qui, ad esempio, non sono stati accolti gli emendamenti che erano un’opportunità per la Giunta, quello del motivatamente e quello del termine in cui viene disposto, tra virgolette, al Segretario generale o al Dirigente di presentare un atto. La mancanza di un termine congruo stabilito nelle prerogative della Giunta credo che sia “sul punto” un salto nel vuoto e mi chiedo: se quell’atto non viene presentato cosa succede?
L’articolo 4, se fossero stati accolti i nostri emendamenti, sarebbe stato messo al riparo dai rilievi di costituzionalità, infatti noi avevamo chiesto che la nomina delle strutture dirigenziali avvenisse nei limiti della dotazione organica dirigenziale, oppure nel rispetto del principio di contenimento della spesa pubblica, o che la Giunta istituisse le posizioni dirigenziali individuali, il Responsabile unico per la prevenzione, la protezione dati, il datore di lavoro. Questo potere la Giunta non può delegarlo al Segretario generale, lo deve fare la Giunta. Voteremo contro.

PRESIDENTE. Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 bis.
Emendamento 4 bis/1 (articolo aggiuntivo) a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente articolo: ‘Articolo 4 bis (Poteri sostitutivi e di autotutela)
1. Nell'esercizio dei poteri sostitutivi per i casi di inerzia o di ritardo nell'emanazione di un atto da parte di un dirigente regionale, la Giunta regionale provvede ai sensi del comma 9 bis dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi).
2. La Giunta regionale disciplina le modalità di esercizio dei poteri sostitutivi di cui al comma 1, nonché le modalità di esercizio del potere di auto-tutela anche al fine dell'annullamento degli atti dei dirigenti per motivi di legittimità.”
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Con questo emendamento si propone di spostare all’articolo 4 bis, l’articolo 6 della proposta della Giunta regionale perché riteniamo che in questo modo il testo così riformulato sia più organico.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 4 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4 bis/2 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente articolo: ‘Art. 4 bis (Rapporti tra Giunta regionale e Consiglio-Assemblea legislativa regionale).
1. L'organizzazione del Consiglio-Assemblea legislativa regionale è disciplinata da apposite norme, secondo quanto previsto dall'ordinamento vigente. L'Ufficio di Presidenza del Consiglio-Assemblea legislativa regionale, nell'ambito della propria organizzazione, delibera in particolare sulle funzioni indicate alle lettere g) e h) del comma 3 dell'articolo 4.
2. La Giunta regionale e l'Ufficio di Presidenza del Consiglio-Assemblea legislativa regionale deliberano, nell'ambito delle rispettive competenze, la disciplina delle procedure per la valutazione del personale, come previsto dalla lettera e) del comma 3 dell'articolo 24.
3. La Giunta regionale e l'Ufficio di Presidenza del Consiglio-Assemblea legislativa regionale possono raggiungere intese per regolare i rapporti in materia di personale.
4. Il Consiglio-Assemblea legislativa regionale può usufruire del patrocinio dell'Avvocatura regionale’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. L’articolo 4 ter è sulla stregua di quanto ho appena illustrato - mi riferisco all’emendamento appena bocciato che introduceva l’articolo 4 bis - non fa altro che spostare qui l’articolo 7 della proposta della Giunta regionale. Riteniamo che questo vada fatto anche nel caso in cui non si procedesse ad un testo unico per i rapporti tra Giunta regionale e Consiglio-Assemblea legislativa regionale.
Vorrei anche sapere, nell’eventualità del non accoglimento di questo emendamento, per quale motivo ho la sensazione che quasi a prescindere si boccino tutti gli emendamenti. Qui si tratta semplicemente di valutare una maggiore organicità e chi prende parola per conto della maggioranza, a maggior ragione essendo un avvocato, credo abbia tutti gli strumenti per dare delle indicazioni aggiuntive. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Non sono un avvocato, però anch’io dichiaro il voto contrario della Lega.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il PD è favorevole per le motivazioni esposte dalla Consigliera Bora.

PRESIDENTE. Emendamento 4 bis/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 5.
Emendamento 5/1 a firma della Consigliera Bora: “L’articolo 5 è soppresso”, che ha la parola per l’illustrarlo.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. In realtà lo sopprimiamo per spostarlo dopo l’articolo 15, sempre per motivi di organicità del testo, poi farà seguito un altro emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il PD voterà favorevolmente l’emendamento della Consigliera Bora.

PRESIDENTE. Emendamento 5/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Ne riparleremo quando vedremo l’emendamento 15 bis/1, ma la posizione della Presidenza è che non essendo stato approvato l’emendamento 5/1 decade anche l’emendamento 15 bis/1, ma lo vedremo con più attenzione quando ci arriveremo.

Emendamento 5/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 5 dell’art. 5, le parole ‘sentito il’ sono sostituite dalle seguenti parole: ‘previo conforme parere del’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’articolo 5 attiene alla responsabilità e valutazione, titolo molto generico che io avrei chiamato responsabilità e valutazione dei dirigenti, però nel titolo non c’è, pazienza.
Il comma 3 dell’articolo 5 prevede che in caso di valutazione negativa dei Direttori di dipartimento o dei Dirigenti di direzione o di settore, la Giunta regionale, in relazione alla gravità dei casi, può, previa contestazione e nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 21 del D.Lgs n.165/2001 e dall’articolo 49 del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dell’Area delle funzioni locali, revocare l’incarico, ovvero recedere dal rapporto di lavoro secondo le disposizioni del medesimo contratto collettivo nazionale di lavoro, e questo è giusto. Il comma 5 prevede che i provvedimenti di cui al comma 3, quelli che ho letto poc’anzi, siano adottati sentito il Comitato dei garanti di cui all’articolo 44.
Il Comitato dei garanti è previsto da questo articolato e non potrebbe essere diversamente e viene istituito nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dell’Area funzioni locali ed ai principi che inevitabilmente devono essere richiamati del D.Lgs. 165/2001, principi ai quali questo articolato si deve attenere, ma ci si attiene solo quando gli fa comodo e non ne può fare a meno e questo è un altro ragionamento che abbiamo fatto e che faremo.
Il Comitato dei garanti, come disciplinato dall’articolo 44, è un organismo di garanzia per i dirigenti e ha il compito di esprimere parere sui provvedimenti conseguenti alla responsabilità dirigenziale.
Qui si dice che i provvedimenti sono adottati sentito il Comitato dei garanti, ma che significa sentito? Se il Comitato dei garanti è previsto ed ha il compito di esprimere pareri sui provvedimenti conseguenti le responsabilità dirigenziali …, non si può scrivere, la legge non può contraddire se stessa.
L’articolo 44 stabilisce che esprime pareri, mentre l’articolo 5 comma 5 riporta ‘sentito’, le cose sono due, Presidente, una è se io le do un parere, un’altra è se lei mi sente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Antonini, con amicizia e rispetto le dico che quando ho sforato il termine, poi ho restituito più tempo nella disponibilità dell’Assemblea, l’ho fatto perché questo da una parte mi consentiva di completare un discorso e dall’altra di dare all’Assemblea la possibilità di guadagnare tempo, però, visto che lei mi richiama prima ancora del Presidente al rispetto dei tempi … I tempi li rispetto tutti anche quando anziché non intervenire me lo prendo, quindi alla fine ci rimette lei …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Sto facendo la dichiarazione di voto e quando la faccio dichiaro quello che mi pare e piace e lei ha la possibilità di ascoltarmi altrimenti può uscire dall’Aula.
Ho detto che l’articolato non può contraddire se stesso, all’articolo 44 si scrive che il Comitato esprime pareri sui provvedimenti conseguenti alla responsabilità dirigenziale, e questo va a verbale, ma poi non si può dire all’articolo 5 comma 5 che i provvedimenti di cui al comma 3, rispetto ai quali il Comitato dei garanti esprime il parere, si adottano sentito il Comitato. No, bisogna dire: previo conforme parere, o almeno previo parere, ma non si può dire sentito. Da una parte si dice sentito e dall’altra che deve dare il parere, è una contraddizione in termini del dettato normativo. Almeno questo è pertinente. Io sono un legislatore regionale insieme a voi e un articolato che contraddice platealmente se stesso non è una bella pagina che l’istituzione Regione e l’Assemblea legislativa scrivono.
Qualche volta si abbia il coraggio e la responsabilità di correggere gli errori. Nessuno pretende che lo facciate con la matita rossa o blu, soltanto che lo facciate con responsabilità ed anche con un po’ di coerenza con voi stessi. Noi voteremo a favore.

PRESIDENTE. Emendamento 5/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 5. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Noi voteremo contro questo articolo. Se fosse stato accolto l’emendamento, che avrebbe reso il provvedimento coerente con se stesso, con l’articolo 44, noi avremmo votato a favore, così non possiamo fare perché, ripeto, contraddice se stesso.
Una contraddizione che addirittura lo rende illegittimo perché l’articolo 44 prevede che il Comitato dei garanti sia un organismo di garanzia dei dirigenti, lo dice il D.Lgs. 165 del 2001, con il compito di esprimere parerei sui provvedimenti conseguenti alla responsabilità dirigenziale. E’ evidente che quei pareri devono essere acquisiti e non si può scrivere “sentito”. Un provvedimento, questo dovete comprendere, che domani venisse adottato di revoca di un dirigente ex articolo 5, comma 3, sentito il Comitato dei garanti, sarebbe illegittimo e come tale sottoposto alla scure dell’impugnativa con la conseguente incertezza per la struttura organizzative e responsabilità. Pensiamo un attimo a noi, ad un dirigente che viene rimosso, revocato, sentito il Comitato dei garanti, senza acquisire il parere, come dice l’articolo 44 scritto da voi e il D.Lgs. 165/2001, quell’atto potrebbe essere impugnato e determinare un’incertezza nella macchina amministrativa e se venisse dichiarato illegittimo ci potrebbe essere la responsabilità erariale della Giunta che non ha acquisito il parere del Comitato dei garanti di cui all’articolo 44, che voi avete scritto.
Voi pensate che questi emendamenti siano ostruzionistici? Quello che dico in questo momento può essere definito ostruzionistico o di buon senso? Questo è il punto.
Tra l’altro questa norma è scritta nell’articolo 24 della legge della Regione Lazio che dice testualmente questo. Voteremo contro Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole all’articolo 5.

PRESIDENTE. Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6
Emendamento 6/1 a firma della Consigliera Bora “L’articolo 6 è soppresso”, che ha la parola per illustrarlo.

Manuela BORA. Ho ritenuto opportuno presentare questo emendamento che è omogeneo rispetto all’emendamento 4 bis/1 che è stato bocciato. Per coerenza abbiamo presentato questo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voteremo favorevolmente.

PRESIDENTE. Emendamento 6/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 6. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo contro, coerentemente con la presentazione dell’emendamento soppressivo a firma della Consigliera Bora che abbiamo votato.
Il voto contrario all’articolo 6 è coerente con l’emendamento e quindi con noi stessi.

PRESIDENTE. Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7.
Emendamento 7/1 a firma della Consigliera Bora “L’articolo 7 è soppresso”, che ha la parola per illustrarlo.

Fabrizio CESETTI. Sono favorevole alla soppressione dell’articolo 7 e all’emendamento della Consigliera Bora, perché disciplinare i rapporti tra Giunta regionale e Consiglio-Assemblea legislativa credo sia un errore.
Anche qui, se vogliamo, c’è una sorta di contraddizione in termini, all’articolo 7 si dice che l’organizzazione del Consiglio-Assemblea legislativa regionale è disciplinata da apposite norme, secondo quanto previsto dall’ordinamento vigente …, c’è l’Ufficio di Presidenza che decide, la Giunta regionale e l’Ufficio di Presidenza che deliberano nell’ambito delle rispettive competenze, certo, devono rispettare le competenze, sono autonomi e indipendenti. Anzi, l’Assemblea legislativa è sovrana perché se vogliamo ha qualche potere in più rispetto alla Giunta e credo che di questo voi ne siate consapevoli, ne dovreste essere consapevoli, mentre il Presidente della Giunta regionale - qui mi rivolgo al Presidente del Consiglio - sebbene sia il massimo organo politico e rappresentante della Regione Marche, non ha alcun potere sull’Assemblea legislativa regionale, la Giunta non ha alcun potere sull’Assemblea legislativa regionale, quest’ultima ha un grande potere nei confronti del Presidente e della Giunta, basta soltanto, non voglio citare la possibilità di atti estremi, considerare le leggi di bilancio. E’ l’Assemblea legislativa che approva il bilancio di previsione, che approva il rendiconto. La Giunta regionale deve rendere di conto all’Assemblea legislativa attraverso anche la garanzia di un organismo terzo, che è la Corte dei Conti, che con il procedimento del giudizio contenzioso scrutina, valuta, esamina, processa il rendiconto regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprime voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Votiamo a favore per coerenza. E’ la Corte dei Conti, organismo terzo, che valuta se la Giunta ha rispettato il mandato ricevuto con la legge di bilancio dall’Assemblea legislativa, di questo come Assemblea legislativa dobbiamo essere consapevoli e la consapevolezza di noi stessi ha un grande potere nei confronti della Giunta, che conserva la sua autonomia.
La Giunta non ha alcun potere nei confronti dell’Assemblea legislativa, ha solo grandi, enormi poteri di gestione e di rappresentanza della Regione Marche, ma senza il via libera dell’Assemblea legislativa attraverso le leggi, in particolare quella di bilancio, non va da nessuna parte, resta seduta su se stessa.
Queste due realtà devono essere autonome tra loro, non serve a nulla disciplinare i rapporti tra la Giunta regionale e il Consiglio-Assemblea legislativa, quindi la soppressione di questo articolo va nel rispetto della piena autonomia di questi due importanti organi, la Giunta con il suo Presidente e l’Assemblea legislativa con il suo Presidente.

PRESIDENTE. Emendamento 7/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 7/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 7 dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: ‘3 bis. La Giunta regionale, tramite l'Assessore competente in materia di organizzazione, e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio-Assemblea legislativa regionale riferiscono annualmente al Consiglio sull'andamento dell'organizzazione amministrativa presentando uno specifico rapporto.’”
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Poc’anzi ho dedotto la necessità della soppressione dell’articolo 7 per quelle motivazioni. E’ evidente che nel momento in cui lo si vuole confermare attraverso la reiezione dell’emendamento della Consigliera Bora questo emendamento è necessario perché con esso si dice che la Giunta regionale, tramite l’Assessore competente, e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Assemblea legislativa, organo esecutivo dell’Assemblea legislativa, riferiscono annualmente al Consiglio sull’andamento dell’organizzazione amministrativa presentando uno specifico rapporto. Credo che questo sia dovuto perché l’Assemblea legislativa concede con la legge di bilancio le risorse, le concede all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, quindi, ritengo che questo sia un atto dovuto e necessario per conservare quell’autonomia da una parte e dall’altra per rendere il conto all’Assemblea legislativa che, ripeto, è sovrana per quanto riguarda le leggi di spesa e di organizzazione, come questa, e ad essa se ne deve rendere il conto.
Tra l’altro voglio dire che questo emendamento, anch’esso per nulla ostruzionistico, non ne avrei né il tempo né voglia, è coerente con tutti gli altri, quelli già respinti e quelli successivi, ma non solo, è tratto da un esame della legge della Regione Lazio la quale all’articolo 4, comma 5, dice che la Giunta tramite l’Assessore competente in materia di organizzazione e l’Ufficio di Presidenza riferiscono annualmente al Consiglio sull’andamento dell’organizzazione amministrativa, presentando uno specifico rapporto. Se l’ha fatto la Regione in cui c’è la capitale d’Italia sarebbe opportuno lo facessimo anche noi, quindi ne raccomando l’approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Favorevole per le motivazioni che ho detto poc’anzi senza ripeterne altre, restituendo così il tempo del quale qualche volta mi sono approfittato.

PRESIDENTE. Emendamento 7/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 7. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi siamo contrari per le motivazioni che ho detto poc’anzi che non ripeto, altrimenti sarei ridondante.
Ho già spiegato in occasione dell’emendamento soppressivo dell’articolo 7 la ragione per cui lo volevamo abrogare, che è quella di conservare e preservare la piena autonomia di questi due organismi istituzionali. Quindi non la ripeterò, è lo stesso motivo per cui abbiamo presentato ed abbiamo votato favorevolmente l’emendamento soppressivo, ovviamente voteremo contro l’articolo 7, altrimenti smentiremmo noi stessi e non lo vogliamo fare.

PRESIDENTE. Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo contro anche questo articolo, ma non per partito preso. Se si parla di “garantire l’attuazione del principio di pari opportunità tra donne e uomini, i Comitati e le Commissioni previste da questa legge sono composti da entrambi i generi”’, ricordo che in precedenza abbiamo presentato altri emendamenti diretti a meglio specificare il rapporto della parità di genere, come ad esempio il miglior utilizzo delle risorse umane, emendamenti che sono stati respinti, quindi, non possiamo votare favorevolmente l’articolo 8 per cui siamo contrari.

PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9.
Emendamento 9/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ora dobbiamo riprendere l’emendamento 4/3 che è stato bocciato e confrontarlo con l’emendamento 9/1.
L’emendamento 4/3 diceva: “Alla lettera b) del comma 3 dell’articolo 4, dopo le parole: ‘istituisce le strutture di cui al comma 1 dell’articolo 9,’ sono inserite le seguenti: ‘nei limiti della dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale vigente alla data di entrata in vigore di questa legge’, mentre l’emendamento 9/1 prevede che “Al comma 1 dell’articolo 9, dopo le parole: ‘l’organizzazione amministrativa della Giunta regionale è articolata’ sono inserite le seguenti: ‘, nei limiti della dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale vigente alla data di entrata in vigore di questa legge,’. Questo è il motivo per cui è stato disposto di racchiuderli sotto l’aspetto del principio comune, nonostante ciò abbiamo deciso di far valutare come possibile l’emendamento in termini di esposizione, di esame e di votazione.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente nel ringraziarla per la sua correttezza lo ritiro perché in questo caso ha ragione lei in quanto l’emendamento è identico ad uno precedente che è stato bocciato.
In questo caso devo darle atto che ha perfettamente ragione. Il principio era lo stesso.

PRESIDENTE. Emendamento 9/1. Ritirato.

Emendamento 9/2 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Al comma 1, dell’articolo 9 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione del personale della Giunta regionale) dopo le parole ‘L’organizzazione amministrativa della Giunta regionale è articolata,’ sono inserite le seguenti: ‘nei limiti della dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale vigente’.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sempre per contenere la spesa del personale, l’organizzazione amministrativa della Giunta regionale deve essere, secondo noi, articolata nei limiti della dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale vigente, in segreteria generale, dipartimenti e direzioni e settori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Annuncio il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Noi votiamo contro.

PRESIDENTE. Emendamento 9/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 1 dell’articolo 9, dopo le parole ‘in dipartimenti,’ sono aggiunte le seguenti ‘dipartimento Avvocatura regionale’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Su questo emendamento chiedo un minimo di attenzione quanto meno dalla relatrice di maggioranza.
Ovviamente non coltivo alcuna aspettativa, però credo che sia importante perché nell’articolo 9 si delinea la struttura organizzativa in segreteria generale, dipartimenti, direzioni e settori e noi aggiungiamo - senza nulla togliere, tant’è che avevo fatto l’emendamento ‘nei limiti della dotazione organica’, che ho ritirato perché era stato bocciato il precedente – ‘dipartimento Avvocatura regionale’. Perché lo inseriamo speficatamente? Diciamo che l’Avvocatura regionale è disciplinata e alla fine c’è un articolo, il 12 bis, che prevede specificatamente il dipartimento di avvocatura regionale.
Come vedete anche in questo caso gli emendamenti non sono ostruzionistici, ma hanno una loro organicità, una loro armonia e una loro filosofia istituzionale di fondo.
Si chiede l’istituzione del dipartimento di avvocatura regionale, che non può essere un dipartimento come gli altri, deve avere una sua autonomia, ad esempio, rispetto al Segretario generale che propone la nomina dei direttori di dipartimento. Perché deve avere una sua autonomia e rendere conto soltanto alla Giunta? Perché esprime pareri. Ve lo immaginate voi un Dirigente avvocato che esprime un parere su un atto, magari di un altro dirigente o del Segretario generale, sapendo che il Segretario generale propone la nomina del direttore del Dipartimento avvocatura o la revoca? L’autonomia dell’avvocatura è una cosa sacrosanta, quindi, raccomando il voto su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 9/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Emendamento 9/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 9 dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: ‘2 bis. L’Avvocatura regionale, disciplinata con atto della Giunta che ne determina nomina, funzioni ed assegnazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali, nel rispetto di quanto previsto all’articolo 12 bis, costituisce un dipartimento autonomo rispetto alla Segreteria generale della Giunta regionale e agli altri dipartimenti ai quali è equiparata.’”.
L’emendamento 9/3, che prevedeva il Dipartimento dell’avvocatura regionale, non è stato approvato e fa decadere il 9/4, che è conseguente: ‘L’Avvocatura regionale, disciplinata con atto di Giunta …’; come fa decadere il 9/6 il cui testo è: ‘Nell’ambito della segreteria, dei dipartimenti e del dipartimento Avvocatura regionale sono istituiti le direzioni e i settori.’. La reiezione dell’emendamento 9/3 fa decadere il 9/4 e il 9/6 ed anche gli emendamenti 12 bis/1 e 38/1, ma li vedremo in seguito.

Emendamento 9/4. Decaduto.

Emendamento 9/5 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 3 dell’articolo 9 è sostituito dal seguente: ‘3. Nell’ambito della segreteria e dei dipartimenti sono istituite le direzioni. Nell’ambito delle direzioni, di norma, sono istituiti i settori’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. In via preliminare vorrei sottolineare che a giudizio del gruppo del Partito Democratico questa riforma ha un eccessivo interesse nell’esaltare i dipartimenti.
Ad ogni buon conto l’emendamento che sto illustrando ha l’obiettivo di dare organicità al testo che ci viene sottoposto, un po’ come l’adagio popolare che diceva che i quattro evangelisti erano tre: Luca e Matteo, manca a nostro avviso questo comma per dare organicità.
L’emendamento ovviamente ci vede favorevoli.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il PD è favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento 9/5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il primo periodo del comma 3 dell’articolo 9 è sostituito dal seguente: ‘Nell’ambito della segreteria, dei dipartimenti e del dipartimento Avvocatura regionale sono istituiti le direzioni e i settori.’”. Decaduto.

Emendamento 9/7 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 6 dell’articolo 9 è decaduto”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. La soppressione deriva dal fatto che, a nostro avviso, il comma 6 non fa altro che rappresentare una esplicitazione pleonastica e disallineata rispetto alla cadenza di tutto l’articolato, del resto anche il Comitato di coordinamento e le posizioni non dirigenziali integrano e completano già l’organizzazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Votiamo favorevolmente, come già illustrato dalla Consigliera Bora.

PRESIDENTE. Emendamento 9/7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 9. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. E’ corretta la sua decisione di dichiarare decaduti gli emendamenti 9/4 e 9/6 perché essendo stato respinto l’emendamento il 9/3 è di tutta evidenza che non si prevede l’Avvocatura regionale e l’altro era conseguente. Anche qui c’è qualche dubbio, ma lo accetto e lo ritengo in definitiva corretto.
Noi voteremo contro questo articolo perché è stata persa anche qui una straordinaria occasione, quella di istituire il Dipartimento avvocatura regionale in piena autonomia rispetto alla struttura organizzativa della Regione, in particolare rispetto alla struttura della segreteria regionale.
Con l’emendamento 12 bis/1art (che istituisce l’articolo 12 bis) noi abbiamo previsto il Dipartimento avvocatura regionale e credo, lo dico subito, che possa restare perché i dipartimenti ci sono.
Il legislatore regionale può disciplinare il Dipartimento avvocatura regionale perché i dipartimenti vengono indicati, però, a prescindere da quella che sarà la sua decisione, a me non provoca alcuna particolare emozione se un emendamento viene dichiarato inammissibile o decaduto, ma ritengo che l’emendamento 12 bis possa restare, comunque deciderà lei su questo.
Qui è stata persa una grande occasione perché l’Avvocatura regionale doveva e poteva conservare la sua autonomia, d’altra parte si diceva con l’articolo 2 bis che l’Avvocatura regionale è disciplinata con atto di Giunta che ne determina nomine, funzioni e assegnazione delle risorse umane e strumentali, costituisce un dipartimento autonomo rispetto alla segreteria generale della Giunta regionale e agli altri dipartimenti ai quali è equiparata. Era una norma esemplare anche per come era scritta. Conservare l’autonomia dell’Avvocatura è di fondamentale importanza, è a garanzia della istituzione, è a garanzia della stessa struttura, della stessa Giunta. Faccio un esempio, se si chiede un parere all’Avvocatura su un atto del Segretario generale, che magari propone alla Giunta la revoca di un dirigente, voi immaginate che il dirigente dell’Avvocatura, che viene nominato su proposta del Segretario generale, sia completamente autonomo? Non sarà così! E’ il principio di responsabilità! Quindi si è persa una grande occasione. Tra l’altro l’Avvocatura regionale … Pensate, noi abbiamo una norma, che poi troveremo sulle transazioni, con cui il potere viene attribuito ai dirigenti, immaginate voi …

PRESIDENTE. La prego di chiudere, altrimenti la deroga è troppo …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Voto favorevole.

PRESIDENTE. Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 10.
Emendamento 10/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 10 dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: ‘1 bis. Alla Segreteria generale della Giunta regionale è preposto il Segretario generale.’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo è un emendamento che va nella direzione di specificare la funzione del Segretario generale perché se è l’organismo di vertice della struttura organizzativa della Regione, se si è scritto, come si doveva scrivere, della separazione delle funzioni di indirizzo politico, prerogativa dell’organo politico, che sono il Presidente e la Giunta, con le funzioni di gestione, prerogativa della struttura organizzativa, compiti gestionali di rappresentanza non istituzionale ma gestionale all’esterno in capo ai dirigenti, se i dirigenti sono coordinati e diretti e la loro nomina e revoca viene proposta dal Segretario generale, che è quindi la massima struttura di vertice della struttura organizzativa, quella figura, l’ho detto in un’altra occasione, è un po’ come Caronte, quello che traghetta, che si pone sulla linea di confine per garantire la separazione dei compiti di indirizzo politico da quelli gestionali. Se questo è, se è l’organo di vertice, non può essere revocato in dubbio che il Segretario generale deve essere preposto alla segreteria generale della Giunta regionale.
Anche questa mi sembra una ovvietà, un’ovvietà necessaria, ma sono sicuro non verrà accolta perché ho capito che questo provvedimento è blindato, non può essere diversamente e capisco anche perché, però, penso che alla fine sarà un provvedimento che ancorché blindato andrà a sbattere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Presidente, se mi permette, visto che varie volte sono stato chiamato in causa dal Consigliere Cesetti, mi assumo la responsabilità di quello che dico. Nel merito, sono circa 120 emendamenti e credo sia rispettoso per tutto il Consiglio regionale e per chi lavora innanzitutto il rispetto dei tempi.
Consigliere Cesetti, so che è bravo e preparato, la seguo, sto seguendo il Consiglio, non è una materia che ho seguito personalmente, però sto seguendo, lei è preparato, però mi permetta: è ripetitivo fino all’inverosimile. Ha più volte ribadito lo stesso concetto dicendo tra l’altro per l’ennesima volta, usando questo aggettivo numerale ordinale, ennesimo, ricalcando ogni volta la stessa cosa. Grazie a Dio il concetto è chiaro, siamo qui e la ringraziamo per questa sua voglia di farci capire per l’ennesima volta la sua posizione sull’argomento. Dato che sono tanti gli emendamenti, dato che ci vuole anche un certo rispetto per questo consesso, per noi che stiamo ad ascoltarla, come è giusto che sia, va bene perché lei esercita in modo legittimo il suo ruolo di Consigliere, quando le chiedo di rispettare i tempi non glielo chiedo per un mio divertimento, ma perché ci sono delle regole che vanno rispettate.
Quando lei dice “prendo un po’ di tempo che poi restituisco” non sono d’accordo, allora io che non ho parlato mai e tutti gli altri avremmo diritto a parlare per tre ore. Allora, Presidente, sulla dichiarazione finale voglio due ore e mezzo di intervento perché non ho parlato mai e quindi mi prendo tutto il tempo.
Le regole ci sono e devono essere rispettate, ci vuole buon senso e rispetto per tutti i Consiglieri. Si stanno ripetendo le cose all’infinito, non siamo cretini, il suo concetto, la sua posizione, Consigliere Cesetti, sono chiari, le chiedo di essere un po’ più sintetico rispettando i tempi, come lo sto facendo io. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ritengo che sia invece molto importante ribadire il ruolo del Segretario generale.
Non ci prendiamo le reprimende da nessuno perché questo Consiglio ha un Presidente che stabilisce chi deve fare cosa, i tempi, chi sfora, quando non sfora, chi deve avere la parola. Siamo in un organismo democratico è il Presidente che decide e non sono i Consiglieri, che semmai possono evidenziare al Presidente, ma non si possono permettere di fare nessun tipo di reprimenda nei confronti degli altri Consiglieri, a mio avviso. Quando si entra nel merito bisognerebbe essere all’altezza di dire quando si è stati ripetitivi perché il Consigliere Cesetti, pur avendo usato ennesimo più volte, ha declinato in maniera differente negli emendamenti aspetti diversi dello stesso concetto che sono stati applicati nella legge in forme, modi e aspetti. Quindi non è affatto vero.
Una sola volta, anzi due volte, che c’è stata la ripetizione dello stesso concetto, il Presidente lo ha fatto presente e il Consigliere Cesetti ha ringraziato e non è stato discusso l’emendamento.
Non è affatto vero che la parola ennesimo sia stata usata per l’identico concetto, ennesimo è stato usato per lo stesso filo, incomprensibile peraltro, secondo il quale in primis questo Consiglio sta dando carta bianca totale alla Giunta, che a sua volta sta dando carta bianca in maniera esagerata al Segretario generale, oltre il fatto dell’illegittimità dell’articolo. Un emendamento che secondo noi tutela e sana una scelta già fatta dalla Giunta in maniera non legittima, però questo lo vedremo dopo e lo vedranno altri organismi, non siamo noi a doverlo dire.
La mancanza di rispetto è quando non si possono discutere anche 100 emendamenti se sono tecnicamente ammissibili, devo dire che non c’è stata una sola volta in cui la relatrice di maggioranza abbia espresso un concetto che sia andato oltre “Siamo contrari. E’ pleonastico. Non è necessario”, non è mai entrata nel merito per controdedurre un solo emendamento, non è stata capace di controdedurre un solo emendamento, quindi noi non ci prendiamo reprimende da nessuno se non dal Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato il Consigliere Antonini che rispetto e stimo anche se non partecipo alla sua Commissione.
Credo di non aver mai approfittato di quest’Aula, ho preso meno tempo di quello che mi spettava, però è corretto il richiamo del Consigliere di attenermi rigidamente ai tempi nell’intervento, quindi lo farò. Presidente, lei mi tolga la parola, vorrà dire che completerò l’intervento nei passaggi successivi.
Lo facevo perché non c’è alcun intento ostruzionistico da parte mia, c’è un grande rispetto per i colleghi, c’è stato sempre.
Il Consigliere Antonini mi dà atto che ho studiato il provvedimento, l’ho fatto perché me lo ha chiesto il mio gruppo e la correttezza del Partito Democratico sta proprio in questo perché su ogni emendamento e su ogni articolo ogni componente del gruppo potrebbe intervenire e credetemi che c’è la capacità di intervento dei miei colleghi, ma come vedete non è stato fatto, interviene uno soltanto, uno soltanto in dichiarazione di voto. Se si fa ostruzionismo tutti possono intervenire, potrebbero intervenire tutti anche in dichiarazione di voto, dicendo strumentalmente che si è in dissenso, se avessimo voluto fare questo vi avremmo inchiodato fino a Natale. Avremmo potuto presentare non 60 emendamenti, ma 6.000, poi c’è il limite del regolamento, non l’abbiamo fatto e non facciamo neanche degli interventi strumentali. Non l’abbiamo fatto per rispetto di quest’Aula e di tutti voi, però dobbiamo intervenire ed io sono stato delegato a fare questo e cerco di farlo nel miglior modo possibile. Gli altri non lo fanno perché non c’è alcun intento ostruzionistico e in occasione del prossimo intervento dirò perché devo intervenire su ogni emendamento e articolo, vi sarà evidente, ma cercherò di spiegarlo a me stesso e di ricordarlo qualche volta anche ripetendomi perché se ci sono disposizioni che si ripetono, anche chi le critica è costretto a ripetersi. Dirò dopo le ragioni, ma questo lo volevo ribadire perché sia evidente a tutti.

PRESIDENTE. Emendamento 10/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 10 dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: ‘2 bis. L’incarico di Vice segretario generale è conferito dalla Giunta regionale, su proposta del Segretario generale, ai sensi dell’articolo 41’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Nel completare l’intervento di prima voglio dire perché intervengo su ogni emendamento, su ogni articolo. Ripeto, lo faccio per conto del mio gruppo, che non lo fa pur potendolo fare, perché restino agli atti le osservazioni che facciamo.
L’ho detto prima, questo provvedimento si presta ad evidenti rilievi di legittimità costituzionale, su questo non c’è alcuna responsabilità, si badi bene, io stesso più volte ho detto in quest’Aula che il legislatore non risponde dei voti dati e delle opinioni espresse nell’esercizio delle funzioni, è la Costituzione che dice che noi godiamo dell’immunità. Non c’è qualche responsabilità, non c’è nessuna minaccia, c’è la responsabilità di dedurre nelle sedi opportune l’illegittimità, che noi riteniamo, degli atti, dei provvedimenti, e la prima sede è questa perché entri nell’agglomerato della volontà del legislatore regionale e modestamente restino agli atti l’emendamento e le considerazioni.
E’ evidente che noi chiederemo al Governo, come è stato fatto giustamente nei nostri confronti, di impugnare questa legge dinanzi alla Corte Costituzionale, ex articolo 127, primo comma, per gli evidenti profili di incostituzionalità.
Voi sapete che non si può impugnare tutto l’articolato, si impugnano le singole disposizioni, o meglio, possono essere impugnate le singole disposizioni di legge, per questa ragione sono costretto, non perché ne abbia voglia, ad intervenire puntualmente su ogni questione e qualche volta anche a ripetermi. E’ evidente che se la disposizione si ripete sono costretto a farlo anch’io.
Questa è la finalità, credetemi, non c’è alcun intento ostruzionistico, altrimenti, se volete, si mettono a parlare tutti e non finiamo più, ma non lo fanno. Non c’è la voglia di ascoltare me stesso, però sono costretto a stare qua perché delegato dal mio gruppo a gestire questa cosa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo favorevolmente. Anche questo è un emendamento coerente con l’articolato dei nostri emendamenti con il quale noi chiediamo semplicemente che l’incarico di Vice segretario generale sia conferito dalla Giunta regionale su proposta del Segretario generale, ai sensi dell’articolo 41, tutto qui.
L’articolo 41 prevede che gli incarichi dirigenziali siano conferiti dalla Giunta regionale su proposta del Segretario generale, il Vice segretario generale non può non essere un dirigente, quindi deve essere incaricato dalla Giunta. Diciamo questo, mica diciamo che lo dobbiamo incaricare noi, deve essere incaricato dalla Giunta su proposta del Segretario generale, anche perché poi ci saranno altri emendamenti, coerentemente con questo emendamento, per questo c’è coerenza e me ne potrà dare atto il Presidente della Commissione, in cui diciamo, ad esempio, che il Vice segretario generale ha funzioni vicarie in assenza del Segretario generale, a cui viene conferito l’incarico dalla Giunta regionale, non dal gruppo PD, su proposta del Segretario generale.
Non accetterete questo emendamento …, anche qui, non è che mi ripeto per il piacere di farlo, ma lo faccio perché resti agli atti, perché è evidente che il Vice segretario generale dovrà essere un dirigente ed è difficile sostenere che il Vice Segretario generale è un dirigente che deve essere nominato su proposta di un Segretario generale che secondo il dettato dell’articolo 40 dirigente non è o dirigente non può essere. C’è una contraddizione evidente nel dettato normativo, per questo voi non lo accetterete e per questo io sono costretto a ripetermi sempre, non lo faccio per il piacere di ascoltarmi, ma perché resti agli atti in quanto questo rende la disposizione illegittima.

PRESIDENTE. Emendamento 10/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10/3 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 3 dell’articolo 10 è soppresso”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. In realtà questo comma è stato spostato al successivo articolo 11 dal momento che fa riferimento alle funzioni del Segretario e non della segreteria.

PRESIDENTE. Emendamento 10/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. L’emendamento 10/3 non è stato approvato e questo comporta la decadenza dell’emendamento 11/6, che vedremo quando ci arriveremo.

Emendamento 10/4 a firma della Consigliera Bora: “Dopo il comma 4 dell’articolo 10 è inserito il seguente comma: ‘4 bis. La Vice segreteria generale di cui al comma 2 è equiparata, ai fini del trattamento economico, alla direzione dei dipartimenti”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Poiché i dipartimenti sono già stati definiti in precedenza riteniamo opportuno richiamarli anche qui in maniera esplicita.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole ancorché non abbia firmato l’emendamento, immagino che l’abbia firmato soltanto la Consigliera Bora all’ultimo momento.
E’ un emendamento opportuno e coerente anche con quello che sostenevo poc’anzi, cioè la vice segreteria generale viene equiparata ai fini del trattamento economico alla direzione dei dipartimenti, e questo credo che sia giusto, anche perché svolge le funzioni vicarie, di cui ho detto prima, che abbiamo declinato in alcuni emendamenti.
Mi rendo conto in questo caso che l’emendamento non verrà accolto, è evidente che se la figura del Vice segretario generale è equiparata a quella del Direttore della direzione dei dipartimenti sotto il profilo economico lo deve essere anche sotto il profilo dell’inquadramento giuridico perché non sarebbe possibile attribuire un trattamento economico equiparato al Direttore di dipartimento, al Dirigente di dipartimento senza che il Vice segretario generale sia un dirigente.
Capisco perché non lo accoglierete, è difficile sostenere che il Vice segretario generale sia un dirigente di ruolo dell’amministrazione, tra i dirigenti regionali o i dirigenti della pubblica amministrazione, di cui al D.Lgs. 165 del 2001, e nel contempo il suo capo, che è il Segretario generale, che ne propone la nomina, che lo può revocare, che lo coordina, non sia un dirigente, ma magari un soggetto con una laurea che oggi non si nega a nessuno, con funzioni dirigenziali che non si negano a nessuno, e che svolge quel ruolo.
Mi pare evidente la necessità di questo emendamento, come mi pare altrettanto evidente la vostra necessità di non approvarlo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Noi voteremo contro questo emendamento perché voglio ricordare che i dipartimenti sono strutture complesse, quindi il trattamento economico sarebbe dal nostro punto di vista eccessivo sulla base di quanto proposto dal Partito Democratico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVNCENZO. Voto favorevole del gruppo PD. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 10/4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 10. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, Presidente, voteremo contro perché non sono stati accolti i nostri emendamenti, che ritenevamo decisivi ed anche risolutivi dei profili di illegittimità costituzionale del dettato normativo, anche sotto il profilo di contraddizione della norma con se stessa.
L’articolo 10, così come resta dopo la reiezione degli emendamenti, al comma 4 recita che la vice segreteria generale, di cui al comma 2, è equiparata, ai fini del trattamento economico, alla direzione delle strutture apicali di cui all’articolo 12. I dipartimenti sono strutture organizzative apicali come dette dalla norma perché l’articolo 12, come lo avete scritto voi, come è uscito dalla Commissione, stabilisce che i dipartimenti sono strutture organizzative apicali volte all’assolvimento coordinato di un complesso articolato di macro competenze per aree di attività omogenee.
Il comma 4 prevede che la vice segreteria generale di cui al comma 2, è equiparata, ai fini del trattamento economico, alla direzione delle strutture, qui disponiamo sul trattamento economico e quindi interveniamo su una disciplina che attiene all’ordinamento civile, che è di competenza esclusiva dello Stato. Poi mi dovete spiegare come sia possibile prevedere che sia equiparata ai fini del trattamento economico alla direzione di strutture apicali e non dire che il Vice segretario generale deve essere un dirigente, necessariamente deve essere un dirigente. Mi spiegate com’è possibile che il vice Segretario generale, che svolge anche funzioni vicarie, possa svolgere funzioni vicarie di un Segretario generale che tranquillamente può non essere un dirigente, ma un funzionario con categoria D che ha fatto funzioni dirigenziali?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole all’articolo 10. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 11.
Emendamento 11/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 1 dell’articolo 11 è sostituito dal seguente: ‘1. Il segretario generale è un dirigente apicale, che costituisce la figura di vertice dell’organizzazione amministrativa della Giunta regionale’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Questo emendamento nasce dall’opportunità che a nostro avviso si ravvisa nel precisare che il Segretario è un dirigente, visto che al comma 2 gli vengono assegnate le funzioni dirigenziali, se non lo è, come ha in maniera magistrale rappresentato il Consigliere Cesetti, non può svolgerle.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento è molto puntuale, può essere uno dei re degli emendamenti, l’ha illustrato bene la Consigliera Bora, che ringrazio per aver detto che l’ho spiegato magistralmente, non sono io che spiego magistralmente, è la filosofia e la logica legislativa dell’iter legislativo che è magistrale in sé, qualora sia coerente.
Il Segretario generale è un dirigente apicale, che costituisce la figura di vertice dell’organizzazione amministrativa, guardate come è scritta …, suona anche bene.
Consigliere Bilò, lei è stato il relatore della legge della fisarmonica, sulla quale ho votato a favore, in cui ha messo Numana e tutto il collegio elettorale. Ho votato a favore perché la fisarmonica evoca un’armonia.
Vedete come questo suona bene sotto il profilo del lessico legislativo perché: è un dirigente apicale che costituisce la figura di vertice. Consigliere Bilò, non può votare contro questo emendamento, avrebbe bisogno di una legge ad hoc per essere tutelato per come è scritto.
Al di là degli scherzi e delle battute, è coerente con tutta la struttura, con quello che dicevamo prima, il Segretario generale non può non essere un dirigente, è questa la filosofia dei nostri emendamenti e dell’emendamento della Consigliera Bora, e su questo ribadisco il nostro convinto sostegno.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Soltanto per dire che siamo favorevoli per le motivazioni espresse, così restituisco un po’ di tempo all’Assemblea.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere il voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 11/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11/2 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 2 dell’articolo 11 dopo le parole ‘di cui all’articolo 15’ sono aggiunte le parole ‘nonché, per l’organizzazione e gestione della propria struttura, quelle stabilite dall’articolo 16 per i direttori di dipartimento’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Questo emendamento è piuttosto banale nel senso che doveva essere già prevista, a nostro avviso, questa funzione che generalmente è propria del Segretario, il quale oltre a svolgere le funzioni dirigenziali comuni di cui all’articolo 15, in realtà svolge anche quelle stabilite dall’articolo 16 per i Direttori di dipartimento.
Tra queste funzioni si annoverano, ad esempio, l’organizzazione e la gestione della propria struttura, quindi, non si capisce per quale motivo queste funzioni non siano state esplicitate, così come non si capisce come tutti i nostri emendamenti, molti di questi vanno nella direzione di creare una organicità che manca, oppure, come in questo caso, di correggere alcune funzioni che sembrano essere parziali …
Mi piace pensare che la maggioranza in questa occasione ci possa stupire positivamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Voto favorevole del gruppo PD. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 11/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “La lettera c) del comma 2 dell’articolo 11 è sostituita dalla seguente “c) l’istituzione dei settori e delle posizioni non dirigenziali, sentito il dirigente di direzione, previo parere del direttore di dipartimento’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento specifica meglio le attribuzioni enormi del Segretario generale, come delineate dall’articolo 11. La lettera c) propone l’assegnazione tra la Segreteria generale e i Dipartimenti delle risorse finanziarie, umane e strumentali, noi la sostituiamo con l’istituzione dei settori e delle posizioni non dirigenziali, sentito il dirigente di direzione, previo parere del direttore del dipartimento.
La norma senza emendamento prevede: “sentito il Comitato di coordinamento dei settori e delle posizioni non dirigenziali”, noi invece diciamo che è necessario sentire il dirigente di direzione, previo parere del direttore del dipartimento, perché se la piramide è strutturata: segretario generale, dipartimenti, direttori dei dipartimenti, direttori di direzione e settori, credo che i livelli di questa piramide vadano percorsi e rispettati tutti nel delineare la proposta di atti che concernono le istituzioni e le nomine.
Da qui l’emendamento che tra l’altro raccoglie anche le indicazioni che sono pervenute in occasione dell’audizione di alcune sigle sindacali, che raccomandavano un emendamento che andasse in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Per esprimere parere favorevole soprattutto in merito alle posizioni non dirigenziali perché viene completamente bypassato il dirigente di direzione e lasciata soltanto al Comitato la possibilità di scegliere e di individuare le posizioni dirigenziali e non dirigenziali, questo invece deve essere fatto sentendo in particolare i direttori di dipartimento, che vengono in questo caso sentiti soltanto come organo collegiale e non in maniera individuale. Quindi, il Partito Democratico è a favore.

PRESIDENTE. Emendamento 11/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Alla lettera g) del comma 2 dell’articolo 11, le parole ‘informato il Comitato’ sono sostituite dalle seguenti: ‘acquisito il parere del Comitato’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui sono costretto in parte a ripetermi, ma lo devo fare. La disposizione che noi vogliamo emendare …, lo dico alla Consigliera Biondi che fa la pretoriana di questo provvedimento, però brandisce solo la spada dei numeri. Purtroppo è la ragione della forza che prevale sulla forza della ragione, quando invece noi dovremmo essere accompagnati dalla forza della ragione e anche dal buon senso.
Tra le attribuzioni del Segretario generale la Giunta propone la nomina e la revoca, informato il Comitato di coordinamento, degli incarichi dirigenziali dei dirigenti di direzione e settore. Pensate che potere enorme! Nell’esercitare questo potere enorme si dice ‘informato il Comitato di coordinamento’, almeno diciamo ‘acquisito il parere del Comitato di coordinamento’. Anche qui riflettete, rendetevi conto, un Segretario generale propone la nomina di un dirigente di direzione ed informa soltanto il Comitato di coordinamento, che è composto dai dirigenti di dipartimento, che sono i sovraordinati del dirigente di direzione. Lo sente soltanto, non acquisisce il parere, quindi il Segretario lo nomina di sana pianta, senza neanche sentirlo, ma vi rendete conto? Ma dove sta l’autonomia dei livelli? Riflettete su questo?
Il Segretario generale, come l’avete delineato voi, e sono costretto a ripetermi, con l’articolo 40 può essere tranquillamente un laureato di categoria D, oppure un laureato non di categoria D, che magari ha fatto il dirigente in qualche azienda metalmeccanica o in qualche società di consulenza, ed ha preso anche qualche finanziamento regionale, e nomina il dirigente.
Raccomando l’approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il Partito Democratico voterà a favore anche per la questione dell’autonomia, che ha sottolineato il Consigliere Cesetti.
Il Segretario generale stabilisce, sentito il Comitato di coordinamento - senza che esprima un parere - i dirigenti di dipartimento e di settore. Onestamente, avendo ricoperto il ruolo di Assessore fino a 10 mesi fa, non comprendo come la Giunta possa dare tutto questo potere.
Non mi preoccupa tanto la Consigliera Biondi che ripete le stesse cose, evidentemente non è in grado di controdedurre, mentre il Consigliere Cesetti ha usato fiumi di parole, lei ha sempre detto: “Parere contrario e pleonastico”, non ha mai controdedotto in maniera puntuale un emendamento fino adesso, magari lo farà, così farà capire per quale motivazione ritiene che, come in questo caso, non debba essere acquisito il parere del Comitato di coordinamento e perché si affievolisce l’autonomia di ogni singolo dirigente. Questo è il pericolo, non solo, si rafforza la figura del Segretario che, come ha spiegato il Consigliere Cesetti, non ha nessuna necessità di essere un dirigente e di avere l’esperienza quinquennale di dirigente, cosa che invece è richiesta per altre figure professionali.
C’è un grande affievolimento dell’autonomia e soprattutto del potere della Giunta, cosa che in realtà non si comprende e non viene neppure spiegata nelle controdeduzioni agli emendamenti.

PRESIDENTE. Emendamento 11/4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11/5 a firma della I Commissione: “La lettera i) del comma 2 dell’articolo 11 è soppressa”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. L’emendamento si rende necessario per un migliore allineamento della presente proposta di legge al modello organizzativo previsto dalla legge regionale 13 del 2003. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo a favore di questo emendamento del Presidente Marinelli, che è necessario per quello che ho detto poc’anzi.
Il Presidente Marinelli sopprime la lettera i) con la quale addirittura veniva attribuito al Segretario generale … L’ha detto la Consigliera Casini, non capisco cosa passa nella testa della Giunta regionale e del Presidente nell’attribuire questo potere enorme a un Segretario generale. Per volontà della Giunta e del Presidente con l’articolo 40 può essere nominato anche una nullità e gli si attribuiva addirittura la definizione, sentito il direttore di dipartimento competente, degli indirizzi di cui all’articolo 3 della legge regionale n. 13 sulla sanità, per assicurare il raccordo tecnico operativo della Regione con l’azienda sanitaria. Ma vi rendete conto che cosa hanno scritto? Per fortuna che il Consigliere Marinelli se n’è accorto, magari glielo avrà fatto notare qualcuno della sanità, oltre 20.000 dipendenti, 3,2 miliardi di bilancio. Potevamo dare anche questo potere al Segretario generale che, secondo l’articolo 40, e ne parleremo dopo, potrebbe essere una nullità? Per questo voteremo a favore, per le stesse argomentazioni che ho detto prima.
A me sorprende che la stampa, l’informazione, in questa nostra regione non evidenzi queste cose, magari dicendo che la Giunta ha ragione, però deve motivare il perché. Vorrei vedere un giornalista dire che la Giunta ha ragione nel dare tutto questo potere a un Segretario generale che, secondo le sue disposizioni all’articolo 40, può essere una nullità …, però nessuno lo scrive, probabilmente perché anche lì ci sono buoni rapporti …, ma lasciamo perdere.
L’emendamento del Consigliere Marinelli lo condivido perché va nella direzione di quello che dicevamo poc’anzi, però non capisco perché il nostro non è stato approvato, ma pazienza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Parere favorevole anche da parte nostra perché era inaccettabile ed è giusto che venga cassata la lettera i). Era inaccettabile che il Segretario generale, sentito solo il direttore di dipartimento della sanità, potesse decidere gli indirizzi e le finalità per il raccordo tecnico amministrativo. Un potere enorme che sovrastava il potere del singolo direttore, ma soprattutto della Giunta.
Avremmo voluto vedere come la Giunta sarebbe riuscita a lavorare dando un potere così grande ad una figura apicale, che ha un potere enorme anche nei confronti di tutta l’organizzazione, senza un controllo possibile della Giunta. In questo caso ve ne siete accorti perché la cosa è macroscopica, ma in tante altre situazioni non così macroscopiche …
Ripeto, come opposizione potremmo essere contenti di queste vostre scelte che creano problemi di organizzazione, ma l’amministrazione regionale è di tutti i cittadini, è un ente al quale noi siamo molto affezionati e ci rendiamo conto che queste sono delle discrasie gigantesche. Io non riesco a capire la ratio e chi ha redatto queste norme.

PRESIDENTE. Emendamento 11/5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 11/6 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo il comma 3 dell'articolo 11 aggiungere il seguente comma:
‘3 bis. Nell'esecuzione dei compiti di organizzazione e gestione della propria struttura, il segretario generale provvede a:
a) assegnare le risorse umane, finanziarie e strumentali alle strutture dirigenziali istituite nell'ambito della Segreteria generale ed esercitare direttamente le attività gestionali che ritiene di riservarsi per motivate esigenze di funzionalità;
b) coordinare e indirizzare l'attività dei dirigenti assegnati alla segreteria generale stessa;
c) adottare le direttive necessarie per un uniforme esercizio del potere di organizzazione e di gestione del personale da parte dei dirigenti assegnati alle rispettive strutture;
d) nominare e revocare le posizioni non dirigenziali;
e) esercitare i poteri sostitutivi secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale ai sensi del comma 2 dell'articolo 6.’”. Decaduto perché non è stato approvato l’emendamento 10/3 che prevedeva la soppressione del comma 3 dell’articolo 10, che è esattamente riproposto con l’emendamento 11/6, va bene, Consigliera Bora? Ecco il motivo della decadenza.
Emendamento 11/6. Decaduto.

Emendamento 11/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo la lettera b) del comma 4 dell’articolo 11, è inserita la seguente: ‘b bis) presiede il Comitato di coordinamento, di cui all’articolo 20’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche questo è un emendamento coerente con quello che dicevamo prima.
Se l’articolo 20 della proposta di legge prevede che: al fine di promuovere l’omogeneità di conduzione e l’integrazione funzionale delle strutture organizzative della Giunta regionale è istituito il Comitato di coordinamento composto dal Segretario generale e dai Direttori del dipartimento, non possiamo non scrivere tra le sue funzioni che il Segretario generale presiede il Comitato di coordinamento. E’ vero, è quanto dice anche l’articolo 20, però credo che vada specificato anche in questo che attiene alle attribuzioni del Segretario generale.
Anche l’articolo 20 prevede che il Segretario generale presieda il Comitato, infatti dice che è convocato e presieduto, ma non è sufficiente, deve essere messo tra le attribuzioni, perché questa è una attribuzione importante e specifica.
Il Comitato di coordinamento è una struttura importante che deve promuovere l’omogeneità della conduzione e l’integrazione funzionale delle strutture organizzative, allora la sua presidenza, mi si passi, deve essere necessariamente prevista tra le attribuzioni del Segretario, che lo presiede come attribuzione, come dicevamo prima, da qui la coerenza. Non deve soltanto informare il Comitato di direzione, ma deve e può acquisire un parere. E’ evidente, se non convoca il Comitato di direzione quando propone la nomina o la revoca degli incarichi dirigenziali dei dirigenti di direzione e di settore, quando lo fa? Mai! Allora, nel momento in cui lo convoca e lo presiede è evidente che deve acquisire il parere, non soltanto sentirlo, d’altra parte non gli costa nulla, a meno che non si voglia ritenere che il Segretario generale possa fare quel che gli pare e allora il fatto di sentirlo lo autorizza a fare quel che gli pare.
Noi voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Noi voteremo favorevolmente anche perché non si comprende chi deve presiedere il Comitato di coordinamento, non si capisce per quale motivo il Segretario, che è una figura apicale, non sia lui a presiederlo. Non si capisce chi deve coordinare il Comitato di coordinamento. Chi può essere se non il Segretario generale? Voi capite che è voluta la separazione dei due poteri, affinché siano indipendenti e l’uno possa sovrastare l’altro, o è un errore oppure non si comprende perché il Comitato di coordinamento nel quale ci sono i dirigenti e il Segretario generale non sia, come oggi è, presieduto dal Segretario. O è un errore oppure se è voluto …, ripeto, la Giunta queste cose le ha capite?

PRESIDENTE. Emendamento 11/7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo la lettera d) del comma 4 dell’articolo 11, è inserita la seguente: “d bis) può avocare in via d’urgenza, con motivato provvedimento, atti o provvedimenti amministrativi di competenza degli altri direttori e dirigenti ai fini del coordinamento o dell’eventuale esercizio del potere di autotutela in via amministrativa; l’avocazione è disposta anche in ipotesi di persistente inerzia dei direttori o dei dirigenti o nel caso di mancato compimento di atti vincolati o indifferibili;”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche questo è un emendamento assolutamente coerente perché attiene alla funzionalità della struttura organizzativa della macchina amministrativa, attiene alla funzione dei compiti di gestione, alla rappresentanza esterna della Regione, alla funzionalità della macchina amministrativa perché si prevede che il Segretario generale possa avocare in via d’urgenza, ovviamente con motivato provvedimento, atti e provvedimenti di competenza di altri direttori e dirigenti al fine del coordinamento o dell’eventuale esercizio dei poteri di autotutela in via amministrativa. L’avocazione è disposta anche in ipotesi di persistente inerzia dei direttori o dei dirigenti o nel caso di mancato compimento di atti vincolati e indifferibili.
Questo perché? Per mettere al riparo l’istituzione Regione da possibili inerzie, con provvedimento motivato.
L’emendamento è necessario, tra l’altro l’ho tratto e lo voglio dire, perché non è che mi sono inventato qualcosa, nell’ascoltare con molta attenzione alcune sigle sindacali delle quali il Presidente ha disposto l’audizione.
Leggendo gli atti, di solito se parlo sono abituato a studiare, ho tratto questo emendamento dalle indicazioni di quelle sigle sindacali e con gli opportuni accorgimenti l’ho presentato.
Ritengo che sia necessario e utile alla funzionalità della macchina amministrativa a garanzia della Giunta regionale, che deve essere messa al riparo da eventuali inerzie o omissioni della struttura dirigenziale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non avevo dubbi. So perché la Consigliera Biondi si limita in modo drastico a dire favorevole o contrario e a non argomentare altro, la conosco, ci lavoro in Commissione.
La Consigliera Biondi è una persona capace, seria e le persone capaci e serie non riescono a dire bugie, ad andare in contraddizione con loro stesse, la collega Biondi non ce la farebbe ad argomentare, ma non perché non è capace, ma perché sa bene che ho ragione io, che hanno ragione le mie argomentazioni, che sono lineari. Quindi, capisco perché vota contro questo emendamento, ma per le stesse ragioni, e qui mi ripeto perché resti agli atti.
Certo, è difficile prevedere che un Segretario generale, che come delineato all’articolo 40 può essere anche una mezza nullità, possa adottare dei provvedimenti per garantire il compimento di atti, per questo non potete accettare questo emendamento.
Quindi, il nostro voto è favorevole perché riteniamo che sia un emendamento necessario, tra l’altro è stato proposto dagli stessi sindacati e dai dirigenti. E’ stato proposto da loro, pensate!

PRESIDENTE. Emendamento 11/8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 11, così come emendato.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi

Chiara BIONDI. Faccio una premessa doverosa a questo punto, io ovviamente vado dritta e dico: “Contrario o favorevole” per un motivo molto semplice, da avvocato, così almeno non consento alla mia controparte di insinuarsi nelle mie dichiarazioni e non perché non ne sia capace, come sostiene la Consigliera Casini.
Detto questo, esprimo parere favorevole all’articolo 11. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ho detto alla Consigliera Biondi che lei è una persona capace, che apprezzo in Commissione, però la Consigliera Bora, qui a fianco, ha detto che la sua è una excusatio non petita, quindi è una accusatio manifesta, va da sé. Da bravo avvocato è pur vero che non si dà l’opportunità al contraddittore di insinuarsi nelle proprie dichiarazioni, però, Consigliera Biondi, in questo caso lei è l’avvocato della maggioranza e lei sa che l’avvocato silente spesso perde la causa.
Su questo articolo il mio voto è contrario per le motivazioni che ho detto prima, non ci torno sopra.
E’ l’attribuzione al Segretario generale di poteri enormi, lo dico all’Assemblea legislativa. Non capisco come la Giunta e il Presidente possano essere arrivati a tanto nell’attribuire questi poteri enormi e nel contempo delineare all’articolo 40 un Segretario generale che non ha i requisiti minimi. Delle due l’una, o la Giunta politicamente parlando si è bevuta il cervello oppure c’è di più, la Giunta magari fa questo, dà queste attribuzioni e poi prevede la nomina di un segretario che non ha i requisiti minimi, che di fatto può essere un incapace, perché l’incapace magari un domani fa quello che gli dice la Giunta, diventa di fatto un manico di scopa per spazzare la polvere che spesso si deposita sotto i tappeti della politica. Può essere questo.
Allora, e termino, verrebbe meno quella funzione di garanzia del Segretario generale e verrebbe meno la separazione dei poteri di indirizzo e controllo e di gestione che pure voi avete declinato in questo articolato. Quindi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Il Consigliere Cesetti, che ringrazio sempre della profondità con cui sviluppa i suoi ragionamenti, ha detto una cosa, che ci siamo bevuti il cervello, è veramente troppo!
Al che faccio una cosa che non volevo fare perché, vedete, noi amministriamo per conto della Regione e evocare le turpitudini, le nefandezze che hanno costellato la legislatura del precedente Presidente negli ultimi anni sul personale l’avrei considerato un fatto ultroneo rispetto agli obiettivi che ci prefiggiamo, dopo aver intrapreso il cammino di cambiamento di una legge importante e significativa, che è la 20, che loro non hanno saputo cambiare, se non per cercare di introdurre norme misurate ad personam, per favorire carriere e ascese resistibili che sono state frutto di violazioni continue e patenti delle norme.
Per ben due volte il Consigliere Cesetti, che era Assessore al personale, ha designato Segretari generali senza interpello, ma con nomine dirette che hanno riguardato sia nel 2015 che nel 2018 soggetti che non erano strutturati nella pubblica amministrazione regionale, semplicemente perché avevate ritenuto che fossero evidentemente, loro sì, strumentali ai vostri disegni, presi senza interpello, senza procedure selettive e a mio modo di vedere sicuramente violando la legge.
Oppure le devo ricordare quando importanti funzionari del Partito Democratico sono stati trasferiti dalla Provincia alla Regione, dalla Regione all’Avvocatura, potrei dire che forse è successo perché erano Segretari regionali del Partito Democratico?
Oppure devo ricordare quanto sia stato difficile e obiettivamente imbarazzante avere Direttori dell’Ufficio speciale della ricostruzione di Ascoli Piceno che erano fratelli di Assessori in carica, che mi attaccavano da Sindaco, che mi condizionavano da Sindaco, che mi facevano sentire assediato da una Regione, che ha strutturato due Segretari generali, provenienti dal Comune di Pesaro e dalla Provincia di Fermo, con cui aveva lavorato, Consigliere Cesetti, utilizzando una mobilità d’ufficio che gridava scandalo, come sa benissimo. Eppure la sua firma c’era, la mobilità d’ufficio ai sensi dell’articolo 101 è stata utilizzata in maniera probabilmente illegittima o indebita in nome di quel principio della devastazione della pubblica amministrazione con cui il Partito Democratico ha infarcito questa Regione di funzionari, di amministratori locali del Partito Democratico, di famiglie, di manutengoli. Sentire che ci siamo bevuti il cervello solo perché siamo dei signori e rispettiamo la continuità amministrativa e rispettiamo anche quelle persone che sono state introdotte in questa amministrazione illegittimamente.
PRESIDENTE. La prego di concludere.

Guido CASTELLI. Una di quelle persone, suo Segretario generale della Provincia di Fermo o suo braccio destro, mi ha messo la firma sul documento istruttorio che qualifica come legittima la nomina del Segretario generale.
Allora, pensare che vi sia questa ricostruzione aberrante, strumentale, da parte di chi si è reso protagonista di una serie reiterata di violazioni di legittimità, soprattutto di strumentalizzazione politica di una Regione, che è diventata il simulacro del Partito Democratico, ora finalmente liberata …
Non ci siamo bevuti il cervello, i marchigiani non si sono bevuti il cervello ed hanno acquisito il coraggio di dire scegliamo anche quando dobbiamo governare una struttura che per anni è stata costruita, immaginata e strumentalizzata ai disegni del Partito Democratico.
Noi ci stiamo liberando da questa logica, non per mettere i nostri servi, ma per evitare che i servi, anche domani, possano tornare ad essere parte integrante di questa amministrazione. Non ce la siamo bevuta, la teniamo sulle spalle.

PRESIDENTE. La prego di evitare …

Guido CASTELLI. Sentire la Consigliera Casini che parla di questa cosa è una cosa sconcia, lo dico a lei che ha avuto suo fratello segretario dell’Usr.

PRESIDENTE. La Consigliera Casini ha chiesto di intervenire, ma il suo gruppo ha già espresso il proprio voto, a meno che non sia contrario. Siamo in dichiarazione di voto.

(interviene fuori microfono la Consigliera Casini)

PRESIDENTE. Non è fatto personale nei suoi confronti, glielo assicuro.

(interviene fuori microfono la Consigliera Casini)

PRESIDENTE. Non sapevo, scusi. Scusate, non sapevo del rapporto e che si riferiva alla sua persona. Le esplico la mia posizione: non sapevo di questa situazione. Nell’intervento pensavo che si riferisse …, non conosco tutte le dinamiche, non potevo che pensare che si riferisse al Consigliere Cesetti.
E’ stato detto di questa situazione, comprendo che è fatto personale, quindi, ha tre minuti per intervenire e poi se vuole l’Assessore replica. Prego.

Anna CASINI. Faccio una premessa e cioè che l’Assessore Castelli non è un Consigliere, quindi non gode delle proprietà delle quali godiamo noi.
Ho registrato quello che lui ha detto, mio fratello non è mai stato Direttore dell’Ufficio della ricostruzione, e lui lo sa benissimo, mio fratello non è dirigente perché, pure essendosi iscritto al concorso da dirigente, non ha partecipato. Stia zitto!

(interrompe l’Assessore Castelli)

PRESIDENTE. No, no, assolutamente.

Anna CASINI. Stai zitto!

PRESIDENTE. No, Assessore, la prego di tacere …

Anna CASINI. Stia zitto! Mio fratello non è mai stato direttore, il direttore è un altro.

PRESIDENTE. Consigliera Casini, aspetti un attimo.

(interrompe l’Assessore Castelli)

Anna CASINI. Lei è un bugiardo …

PRESIDENTE. Togliete il microfono ad entrambi! Io non faccio come le trasmissioni televisive, dobbiamo regolarci ed essere conseguenti a che cosa siamo. Siamo rappresentanti delle istituzioni e dobbiamo comportarci come tali anche nei momenti difficili e personali che ci riguardano.
Quindi, il tema di fondo è questo, lei ha diritto di intervenire per fatto personale, le ho già detto che non sapevo di quella situazione, ma non le consento di dire zitto ad un’altra persona, non lo posso consentire e non lo consento. Non posso permettere all’Assessore di intervenire mentre lei parla.
Come ho detto lei ha tre minuti, ripartiamo da adesso, tutti in silenzio. L’Assessore avrà diritto, come previsto dalla norma, dall’articolo 61, di replicare, indipendentemente se si sente offeso dalle affermazioni.
Non consento né all’uno né all’altro e a tutti gli altri di intervenire sopra, né tanto meno di tacitare.
Ripartiamo e rimaniamo sereni perché ciascuno ha la possibilità di esprimere le proprie posizioni, di difendere la propria dignità e professione e ovviamente i congiunti e le persone più care nel modo degno di questa istituzione.
Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mio fratello è dipendente della Regione Marche dal 1997, quindi ben prima che io entrassi in politica e ha sempre lavorato per la Regione Marche come funzionario o al massimo come posizione organizzativa. Nell’ultimo concorso da dirigente, quando sono stati fatti i concorsi per tutte le aree differenti, lui si era iscritto prima che io mi candidassi come Consigliere regionale, quando sono stata eletta si è svolto il concorso e mio fratello non ha partecipato.
Quando mi sono candidata Consigliere, ben prima di entrare in politica, esattamente nell’anno 2000, caro Assessore Castelli, mio fratello era Segretario generale dell’Autorità di bacino del fiume Tronto e non aveva certo bisogno della sorella che era nessuno in Regione Marche, in Provincia, in Comune. Io ero un semplice funzionario della Provincia di Ascoli Piceno e prima ancora ero responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Venarotta, pensiamo che grande potere potessi avere! Quindi, mio fratello aveva fatto una sua carriera, caro Assessore Castelli, e siccome in quest’Aula lei ha già mentito quella volta sul Sindaco di Force, quando disse che era venuto da lei con delle imprese, poi quando il Sindaco l’ha minacciata, ed aveva al telefono l’avvocato, lei è entrato in Aula ed ha dovuto dire che si era sbagliato, altrimenti sarebbe stato denunciato.
Questa volta, Assessore Castelli, lei ha detto che mio fratello è stato Direttore dell’Usr, cosa che non è vera perché è dimostrata …
Presidente, lo fa tacere …

(interrompe l’Assessore Castelli)

Anna CASINI. Presidente, lo fa tacere …

PRESIDENTE. Assessore…, prego continui.

Anna CASINI. Mio fratello non è mai stato Direttore dell’Usr, non ha mai avuto incarichi dirigenziali dell’Usr ad Ascoli Piceno, non ha incarichi apicali di nessun genere, è stato ed è un funzionario dell’Ufficio della ricostruzione ed è entrato nell’Ufficio della ricostruzione nel 1997, anno in cui fu formato il primo Ufficio della ricostruzione, ed ha fatto una carriera, caro Assessore Castelli, lavorando molto più di quello che lavora lei, perché lui non ha fatto politica, ma ha lavorato e continua a lavorare, come abbiamo sempre fatto tutti e non ha terreni che possono essere o non essere edificabili, e la chiudo qui perché questa è un’altra storia.

PRESIDENTE. L’Assessore Castelli ha il diritto di replicare, di precisare il significato delle parole pronunciate ed ha tre minuti di tempo.

Guido CASTELLI. Confermo le parole che ho pronunciato nel senso che il fratello della Consigliera Casini, mentre quest’ultima era Assessore, è stato designato responsabile dell’Usr di Ascoli Piceno, questo è il senso. Basta consultare su Google qualsiasi cosa, non direttore dell’Usr generale, ma responsabile dell’Usr di Ascoli Piceno, come sanno tutti.

(interrompe la Consigliera Casini)

PRESIDENTE. Consigliera, la prego di rimanere in silenzio.

Guido CASTELLI. Tanto è vero che la Consigliera Casini designò ed ebbe a dire che era stato designato in quanto aveva le caratteristiche per farlo, responsabile della sezione ed articolazione di Ascoli.
Questa è la verità che sanno tutti, ora se poi nessuno ha detto …

(interrompe la Consigliera Casini)

PRESIDENTE. Consigliera, la prego di rimanere in silenzio!

Guido CASTELLI. Quindi, com’è noto, la situazione che riguardava il fratello dell’Assessore Casini era quella di responsabile dell’ufficio Usr di Ascoli Piceno. Questo l’ho sempre saputo. Il direttore era … Troviamo la delibera, va bene?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Presidente, è per farle una domanda: tutto questo show dell’Assessore nasce dal suo intervento, ma eravamo in dichiarazione di voto e mi chiedo cosa dovesse dichiarare l’Assessore Castelli che non vota.

PRESIDENTE. La norma prevede che prima di ogni articolo che viene messo in votazione l’Assessore può fare il proprio intervento, che non è dichiarazione di voto, comma 4 dell’articolo 101.
E’ stato fatto anche altre volte, poi certamente nessuno sa che cosa uno dice, ma la norma di richiamo è questa.
Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Cesetti, mi dica in che cosa consiste.

Fabrizio CESETTI. L’Assessore Castelli ha detto che io avrei fatto delle nomine illegittime. Se non è fatto personale questo?

PRESIDENTE. Ha tre minuti. Prego.

Fabrizio CESETTI. Dico subito che in quasi 50 anni di attività politica non ho mai fatto una denuncia e non la farò neanche questa volta, però ricordo all’Assessore Castelli che mentre noi qui godiamo della cosiddetta immunità, lui non ne gode, sentenza Corte Costituzionale sul caso Piemonte, perché Assessore.
Ho detto politicamente parlando: “Vi siete bevuti il cervello”, quindi, giudizio politico.
L’Assessore Castelli ha detto, ma io non farò denunce, non le ho fatte mai, figuriamoci se la faccio all’Assessore Castelli, che avrei fatto delle nomine illegittime.
Innanzitutto le nomine che noi abbiamo fatto sono tutte intervenute all’interno di procedimenti di assoluta correttezza. Lui ha parlato dell’ex Segretario della Provincia di Fermo, oggi suo dirigente, Assessore Castelli, senza fare nomi, che quando è stato nominato non era Segretario della Provincia di Fermo, ma Segretario del Comune di Civitanova Marche.
Vorrei dire all’Assessore Castelli una volta per tutte che quella nomina non l’ho voluta io perché, se va a vedere gli atti, sebbene ritenessi allora e ritengo l’attuale dirigente al personale persona di assoluto valore e sono orgoglioso che sia stato Segretario quando ero Presidente della Provincia …, ma non l’ho voluto io lì, e quella delibera non l’ho firmata e probabilmente neanche l’ho votata perché io volevo alla dirigenza del personale la precedente dirigenza e siccome l’ex Presidente la voleva cambiare, nominò l’attuale dirigente, che invece io ritenevo dovesse essere destinato all’Ufficio della ricostruzione. Questa è la verità, quella delibera io non l’ho firmata e probabilmente neanche l’ho votata.
Io qua non ho portato nessuno, non ho parenti, la Consigliera Casini ha spiegato per lei, poi se la vedrà lei, però credo che, Assessore Castelli, con il nostro operato vi ci potete specchiare.
C’è un fatto, questa maggioranza – e termine Presidente - a distanza di quasi un anno dal suo insediamento ha confermato tutti alle strutture dirigenziali che abbiamo nominato noi, se c’erano nomine illegittime l’Assessore Castelli aveva il dovere di cambiare e revocare i dirigenti, ma li ha confermati tutti, segno evidente che abbiamo colto nel segno ed anche lì abbiamo fatto bene. Altrimenti in piena pandemia, con la necessità della ricostruzione, con una Regione sotto attacco, non si conferma una struttura organizzativa se non la si ritiene capace.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Posto che questo continuo evocare l’immunità non mi turba per nulla, fate quello che credete, non ne ho mai goduto, continuo a non goderne. La cosa non mi turba, sono pronto a rispondere quando e se volete perché questi scudi per me sono ulteriori rispetto alla certezza che mi viene dalle mie parole.
Andiamo per ordine, non torno sul fratello della Consigliera Casini, ho visto sulla delibera che era coordinatore sub dirigenziale dell’attività tecnica. Fatto sta che il punto è politico, Consigliere Cesetti. Lei mi dice che da Assessore al personale non si era accorto che c’erano due Segretari generali che ai sensi dell’articolo 101 sono stati stabilizzati, quindi è lei che si era distratto.
Fatto sta che il tema centrale di questa vicenda è che non accettiamo questo clima di intimidazione nei confronti di quello che è attualmente il Segretario generale, che è stato oggetto di una attività ossessiva e rutilante …

(interventi fuori microfono)

Guido CASTELLI. … a determinare una tossina organizzativa che non ci turba per nulla.
Addirittura devo sentire che noi ci saremmo bevuti il cervello, quando invece stiamo agendo secondo il più rigoroso rispetto della norma, mentre l’esercizio della discrezionalità, mettiamola così, che nel corso del mandato del precedente Presidente ha visto le perle che ho ricordato, dovrebbe indurre il Partito Democratico ad essere molto più morigerato nei giudizi e nelle valutazioni, perché noi siamo … proprio perché abbiamo per il momento confermato la struttura, come era doveroso fare tra l’altro. E’ dopo l’organizzazione che scaturirà da questa legge che faremo le nostre scelte.
Essere messi in condizione di una così rutilante polemica, assurda, forsennata, ossessiva, è una cosa che non va a merito di chi ha gestito dagli spalti di maggioranza e assessorili questa amministrazione. C’è un limite a tutto, l’avete superato.
Quindi scudo o non scudo, che non mi turba per niente, fate quello che vi pare, io so quello che ho detto e sono pronto a ripeterlo fino all’inverosimile perché vede, Consigliera Casini, non mi intimidisce, non lo ha fatto quando ero Sindaco, quando ero circondato da tutti voi. Abbiamo dimostrato che il vostro assedio era un assedio di carta, quindi con la stessa serenità andiamo avanti, guardando avanti e cercando di portare questa Regione là dove merita di essere portata, ovvero fuori dalle secche e dal pantano in cui il Partito democratico l’ha fatta piombare negli ultimi anni.

PRESIDENTE. Articolo 11, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)


Articolo 12.
Emendamento 12/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 1 dell’articolo 12 le parole ‘articolato di macro competenze per aree di attività omogenee’ sono sostituite dalle parole ‘di competenze articolate per aree omogenee di attività’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Come lei stesso ha appena detto questo emendamento ha l’obiettivo di sostituire “l’articolato di macro competenze per aree di attività omogenee” con “di competenze articolate per aree omogenee di attività” e ciò al fine di evitare di confondere il dipartimento con la direzione che appunto opera su aree omogenee.
Anche questo emendamento mi sembra opportuno per cui voglio sperare che almeno questo venga accolto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario in quanto l’emendamento finisce per snaturare il modello che è stato proposto con questa legge sulla riorganizzazione poiché l’aggettivo macro si rende necessario per individuare le dimensioni della struttura dipartimentale e per l’importanza che riveste il dipartimento secondo questa nuova legge di riorganizzazione. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 12/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 12/2 a firma della Consigliera Bora: “Il comma 2 dell’articolo 12 è sostituito dai seguenti:
2. Ai dipartimenti sono preposti i dirigenti con funzioni di direttore di dipartimento di cui all’articolo 16.
2 bis. Nell’ambito dei dipartimenti sono istituiti le direzioni e i settori, ovvero, ai sensi del comma 5 dell’articolo 9, solo i settori’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Questo emendamento è quanto mai opportuno a nostro avviso perché se i dipartimenti sono, come sono, delle strutture apicali non dovrebbero, a nostro avviso, prevedere dirigenti di fascia, individuati quindi con apposito concorso, piuttosto che nominati per cambiali elettorali, verrebbe da dire.
A tale proposito sono d’accordo con il Consigliere Cesetti quando dice che la relatrice di maggioranza, che evidentemente non è stata scelta a caso, poi spiegherò perché, non è in grado di rispondere perché non è proprio possibile rispondere davanti a tale evidenza, non ci sono parole, allora è meglio dire favorevole o contrario.
Ho detto che la scelta della relatrice di maggioranza non è stata fatta a caso, come la scelta del Segretario generale persona legata, lo sappiamo tutti, ad un ex Presidente della Regione e soprattutto a quel mondo che gravita attorno ad un industriale, che ha tra gli altri riferimenti anche la Consigliera Chiara Biondi. Quale migliore garante nel difendere questa proposta di legge?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Non sono mai intervenuto, lo faccio ora solo per esprimere solidarietà alla Consigliera Biondi per le insinuazioni espresse dalla Consigliera Bora, che onestamente non le fanno onore. Quindi massima solidarietà alla Consigliera Biondi.
Sui oltre 100 emendamenti, visto che il vostro obiettivo è quello di farli bocciare tutti, altrimenti ne avreste presentati 10/15 - anch’io ho fatto opposizione – e visto che per entrare nel merito degli articoli purtroppo avete deciso questa strada, questa è l’unica risposta che la relatrice di maggioranza vi può dare e che condivido. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire su questa proposta di legge perché già la Consigliera Biondi, come il Consigliere Marinelli ed altri, aveva approfondito meglio di me questo importante atto, però ho avuto modo, con rammarico, di ascoltare l’opposizione. Pensavo che si facesse un po’ di ostruzionismo, io vengo dal mondo dell’opposizione e credo che sia normale, giusto, lecito farlo, anche con 100 e passa emendamenti per cercare di bloccare la legge, però ho notato che dall’ostruzionismo si è passati a qualcosa di più, si è passati alle insinuazioni, agli insulti e questo mi dispiace. Credo che in quest’Aula tutti noi, è vero, siamo mossi da una grande passione per la politica, siamo mossi dall’nteresse di dare risposte ai cittadini marchigiani, però oggi ci troviamo alle comiche e questo mi dispiace molto. Faccio riferimento ai Consiglieri del Partito Democratico, con qualcuno ho un ottimo rapporto in Commissione, credo che non sia giusto accusare e dire che questa maggioranza deve ripagare delle cambiali elettorali e vi spiego perché. Forse volevate ricordare a voi stessi quello che avete fatto negli ultimi anni perché conosco qualche dirigente, che è Segretario del Partito Democratico di qualche città, non so se ci sono dirigenti in questa legislatura che sono Segretari di qualche Partito di maggioranza, però penso che voi lo sapete bene, qualche Consigliere sa bene che ci sono dirigenti che hanno fatto il Segretario del Partito Democratico, c’è anche qualche funzionario, posizione organizzativa che è dirigente del Partito Democratico, ma noi essendo quelli cattivi, è vero, non abbiamo epurato nessuno. Caro Consigliere Cesetti, ha ragione, perché per noi era importante prima fare la legge e scegliere le soluzioni migliori. Credo che questo sia l’intento di questa amministrazione piuttosto che mettere raccomandati, come magari avete fatto voi nella scorsa legislatura. Mi dispiace perché, come si dice dalle parti nostre, in questo caso il bue dice cornuto all’asino, ma di certo noi non siamo asini, siamo persone che stanno dando risposte con la legge piuttosto che fare quello che avete fatto voi negli ultimi 5 anni.
Mi aspettavo una battaglia politica, mi aspettavo delle proposte, è normale ed è giusto che ci siano, però sugli insulti, sulle insinuazioni vi prego di prendervi uno specchio perché negli ultimi anni tra Segretari del Partito Democratico ed amici, per non dire anche altre cose, avete sistemato diverse persone.
Vi prego di tornare in quest’Aula con delle proposte, altrimenti i cittadini marchigiani ancora una volta si renderanno conto della vergogna che state dimostrando piuttosto che fare delle proposte per migliorare questa legge perché l’intento dovrebbe essere quello. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Solo per dire che sono amareggiato di come sta andando avanti questa proposta di legge, visto che l’abbiamo discussa in modo pacato in Commissione, cercando di trovare le migliori soluzioni possibili. Qui invece ci troviamo a dire le peggiori cose, ieri la Segretaria della I^ Commissione mi ha detto: “Mi meraviglio di come lei sia sempre così tranquillo e riesca a gestire”, oggi sto andando veramente fuori per delle affermazioni assurde del tipo “perché avete scelto”, noi abbiamo scelto le persone più capaci per portare avanti una legge che deve dare una svolta per questa Regione, se fino adesso non lo abbiamo fatto, forse abbiamo perso un po’ di tempo …, però, da quando abbiamo portato in Commissione questa proposta di legge c’è stato solo chiesto di rinviare ad un’altra Commissione e poi ad un’altra ancora, di portarla a settembre. L’intento è chiaro, dà fastidio che noi diamo un cambio di passo, però non potete attaccarvi o arrampicarvi sugli specchi, se stiamo facendo delle scelte, che magari a voi danno fastidio, lasciateci in pace e non accusateci di cose assurde.
Ringrazio la Consigliera Biondi, ringrazio tutti i componenti della Commissione a partire dai Consiglieri Cesetti e Biancani per il lavoro che è stato svolto nel rispetto dei ruoli. Qui stiamo andando fuori rotta, stiamo trattando una legge, cerchiamo di andare avanti e di portare avanti questo discorso nel miglior modo possibile. Già qualcuno ha risposto di quello che ha fatto, fateci lavorare, dopodiché i marchigiani vedranno come comportarsi, però ricevere delle lezioni da chi in questi anni forse non ha fatto tutto chiaro quello che ha fatto … Questo ci dispiace, lasciateci lavorare, dopodiché vedremo.
Non voglio dire altro, però anche su questa legge c’è stato un ricatto in più di una occasione, avete contestato il fatto che tutti gli emendamenti vengono bocciati, però se ne avessimo approvato uno li avreste ritirati tutti …, allora erano tutti superflui e avreste votato a favore. Solo 4 o 5 e i 120 emendamenti sarebbero stati cancellati perché non avevano più senso …, ma allora di cosa stiamo parlando!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Come è noto in genere mi scaldo nelle situazioni, invece questa di oggi per me è una seduta fredda perché ho seguito poco il problema del personale in quanto è una legge tecnica, molto articolata, però qualche valutazione da psichiatra la faccio.
La prima è questa, la reazione rabbiosa del PD non riesco a …, volano gli stracci, ci si accusa di fare del clientelismo, qui ha ragione il Consigliere Putzu, quando uno il clientelismo l’ha fatto per legislature ... Noi siamo appena arrivati, forse lo faremo, ma è un processo alle intenzioni, magari cercheremo di sistemare in futuro qualcuno che ci è più vicino politicamente, ma adesso non solo non l’abbiamo fatto, l’abbiamo subìto ed abbiamo tenuto ai vertici dell’azienda sanitaria tutti i dirigenti nominati dagli altri, tranne quelli che si sono dimessi. Abbiamo tenuto ai vertici della struttura regionale quelli che c'erano, dico che noi siamo le vittime del clientelismo e non siamo quelli che lo fanno. In futuro faremo una legge di riforma, il primo obiettivo che ci siamo dati, ne abbiamo parlato a lungo, anche personalmente con l’Assessore Castelli e con il Presidente, è far funzionare la Regione.
Noi stiamo facendo degli sforzi notevoli perché, forse, molti di noi, io per primo, non eravamo abituati al governo, l’Assessore Castelli ed il Presidente Acquaroli erano Sindaci, io vengo da una mentalità quasi totalmente di opposizione, tranne nei 4 anni di Governo Berlusconi, sono entrato in un’altra modalità.
Ora la riforma del personale serve a responsabilizzare e a sburocratizzare l’ente, poi valuteremo, se qualcuno della vecchia gestione è bravo perché ce ne dobbiamo privare? Anzi, lo confermeremo.
Adesso parlare di clientelismo …, l’ex Segretario regionale del Partito Democratico, che l’altro mi sta anche simpatico, è stato portato dalla Provincia in Regione, all’Ufficio legale, se non è questo un percorso dedicato, non so.
Parliamo dei due vertici, l’ex Segretario generale dell’Assemblea legislativa, che era qui fino a poche settimane fa, e l’ex Segretario generale della Giunta regionale, uno è stato portato perché fedele al precedente Presidente a fare il Segretario generale della Giunta, non certo perché era l’unico possibile! Sono state addirittura modificate delle leggi, dei regolamenti per portare queste persone, ma dico ce lo diciamo o no? E poi veniamo accusati noi di fare le cose?
Il caso dell’attuale Segretario generale della Giunta regionale, è un uomo che oggettivamente conosce la macchina ammnistrativa, ha delle qualità, è uno che anche in punta di piedi se ne andò quando cambio l’amministrazione, che tutto l’obiettivo del dibattito di questa seduta sia quello di impallinare uno che abbiamo scelto perché, diciamolo, ci faceva comodo, perché conosceva la macchina ed è all’altezza di gestire le situazioni, non mi sembra una grande politica, addirittura concludere con la Consigliera Biondi! Se c’è un’anima candida qui dentro è lei, qui siamo tutti un po’ navigati, lei è piovuta qui senza essere stata in un Consiglio comunale, in un Consiglio provinciale, da nessuna parte, mi sembra che tutta questa cosa squalifichi il PD.
Il PD è un partito consistente, finire con queste polemiche mi turba.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Vorrei solamente dire poche cose per rispondere ad alcuni stimoli che sono arrivati dal Presidente di Commissione Marinelli e dal Consigliere Putzu.
Il Consigliere Marinelli ha detto che l’opposizione non vuole che si cambi passo, se voi cambiate passo sinceramente siamo contenti, solo che questa proposta di legge presenta delle criticità che prima faticosamente con la mascherina - a momenti mi soffocavo - ho esplicitato cercando di andare più nel merito delle questioni ed evitando le polemiche, ma l’Aula era deserta, quindi, non veniteci a dire, Consigliere Putzu, che entrate nel merito delle questioni. Io l’ho fatto, abbiamo proposto 14 emendamenti, che credo sia un numero sostenibile, non penso sia un numero abnorme, ma mi sembra che il trattamento che hanno ricevuto sia identico a quello che hanno avuto gli oltre 100 emendamenti presentati dal PD, che sono stati rigettati senza neanche due parole di spiegazione. Se permettete, a me questa cosa proprio non piace perché noi faticosamente, ripeto, questa è una proposta di legge complessa, siamo scesi nel merito e da parte vostra questo scendere nel merito non c’è stato.
Poi vorrei ricordare al Consigliere Serfilippi che il centro-destra a Fano ha presentato oltre 1.000 emendamenti durante una seduta del Consiglio comunale, quindi non andiamo a lamentarci se oggi ce n’è un centinaio da discutere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Putzu ha portato un provvedimento in Commissione con un articolato molto più consistente di questo e lo ha fatto approvare in quattro e quattro otto con il voto anche del PD, verrà approvato anche in quest’Aula, è stato abile e previdente per una ragione molto semplice: ha raccolto qualche emendamento della Consigliera Bora e noi abbiamo votato a favore, questo è.
In questa occasione ho detto al Consigliere Marinelli che sarebbero bastati 4 o 5 emendamenti qualificanti, il richiamo al D.Lgs. 165, l’articolo 40, l’articolo 45, l’Avvocatura regionale e l’autonomia ed un altro che adesso non ricordo e noi avremmo ritirato tutto e avremmo approvato tutto, perché il resto è una conseguenza, quasi un aggiustamento tecnico. Non abbiamo fatto in alcun modo ostruzionismo, non lo facciamo perché gli emendamenti sono tutti coerenti ed argomentati, la dimostrazione è che pur potendo intervenire tutti quelli del PD sugli emendamenti e sul voto non lo fanno e non l’hanno fatto, quindi, quale ostruzionismo? Noi stiamo facendo il nostro dovere perché restino agli atti le nostre argomentazioni.
Se volete l’ostruzionismo ve ne posso dare una prova nelle prossime occasioni perché su ogni provvedimento non ci vuole molto a presentare qualche migliaio di emendamenti e non ci mancherà neanche la capacità di argomentare e di bloccare l’Aula, ma non lo faremo perché non abbiamo alcun motivo per farlo, perché sappiamo bene che non è questo il modo di fare politica, sarebbe autolesionistico, faremmo male innanzitutto a noi stessi, non lo facciamo, non ci pensiamo minimamente, però noi vogliamo ribadire le nostre ragioni.
Lo dico al Consigliere Ciccioli che ha fatto i nomi dei precedenti Segretari generale, è vero che sono stati nominati, ma avevano i requisiti …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Si, abbiamo fatto la legge, certo, è proprio questo il punto, quelle nomine sono avvenute all’interno di una legge e la nomina ad esempio dell’ex Segretario dell’Assemblea legislativa è avvenuta su una legge portata da me, una legge legittima, dopo è stata fatta la nomina, l’articolo 27 della legge 20. Voi invece prima avete fatto la nomina e poi la legge, questa è la differenza fra di noi …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Voi avete fatto prima la nomina e poi la legge e dopo dirò perché, su questo ci torneremo.

(interviene il Consigliere Mastrovincenzo)

PRESIDENTE. Chiedo a tutti di mantenere le mascherine sul volto. Devo dire con onestà che in Conferenza dei capigruppo l’unico che ha mostrato di avere il green pass per stare in posti chiusi, prima del 6 agosto, è stato proprio il Consigliere Ciccioli.
Consigliere Mastrovincenzo, lei ha ragione perché le regole interne a quest’Aula prevedono che bisogna tenere la mascherina e si può parlare solo con la mascherina indossata.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Anch’io faccio parte della I^ Commissione, vorrei innanzitutto ringraziare il Consigliere Cesetti ed anche la Consigliera Bora per il grande lavoro che hanno fatto, non è che si viene pagati di più se uno studia gli atti, fa gli emendamenti e li porta in Aula.
Devo dire che noi avevamo presentato questi emendamenti in Commissione dove sono stati bocciati ed avevamo annunciato che li avremmo ripresentati in Aula.
Non ho sentito negli interventi né della Consigliera Bora né del Consigliere Cesetti accuse nei confronti di nessuno, quello che stiamo cercando di ribadire è che noi vorremmo che questa norma e le nomine siano conformi alle leggi esistenti sia dello Stato che regionali.
Dal nostro punto di vista questa disposizione legislativa viola questo principio, quindi, non facciamo altro che ribadirlo nel corso di ogni emendamento.
Penso che non sia stato il Consigliere Cesetti ad alzare il livello dello scontro, ma è stato l’intervento dell’Assessore Castelli che ha accusato i Consiglieri del PD e l’opposizione di fare populismo, di fare strumentalizzazione e altro.
Non stiamo dando una bella immagine di noi perché ci sono delle persone che ci stanno seguendo on line, ci sono dei giornalisti che possono riportare lo scambio di accuse, oscene e non rispettose dei ruoli, come anche fare nomi e cognomi. Mi riferisco alla Consigliera Casini che da anni ha chiarito questo aspetto, ritirare fuori quella cosa è stato osceno, se dovessimo andare a vedere le nomine che stanno facendo o i dipendenti che si stanno assumendo nei vari enti … Non voglio scendere a questo livello, ma se andiamo a vedere gli enti controllati dalla Regione che hanno assunto persone negli ultimi giorni non facciamo una bella figura, ma non entro in questi termini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Mi riprometto di intervenire ogni qual volta la nomina del Segretario generale viene indebitamente qualificata come illegittima perché l’illegittimità è una categoria giuridica precisa, specifica, che consegue ad una valutazione di un organo giurisdizionale che definisce come illegittimo un provvedimento.
Il fatto che il Consigliere Cesetti, utilizzando un espediente retorico e demagogico che ciascuno di noi potrebbe sposare, continua a dire che è una norma illegittima, è una falsità che va rimossa dal dibattito perché nessuno ha impugnato il provvedimento amministrativo di designazione dell’attuale Segretario generale della Giunta regionale. Vi erano soggetti che avrebbero avuto il potere di farlo, la titolarità dell’interesse legittimo asseritamente leso, non è successo, nessun organo giurisdizionale si è espresso, quindi, Consigliere, proprio perché sa quanto la stimo e quanto considero perfettamente conforme la vis polemica che utilizza nel rafforzare o nel tentare di rafforzare le sue tesi, la invito a non fare come le streghe di Macbeth, che profetizzano un futuro che loro stesse vorrebbero si avverasse, futuro che poi fortunatamente non si avvera. Come la strega di Macbeth il Consigliere Cesetti in maniera ossessiva continua a creare le condizioni per le quali si crea una bolla, una bolla dialettica, che però va smentita, va confutata, come una bufala che non deve essere più ripetuta, se non a prezzo di essere qualificata come strumentale.
C’è qualcuno che ha impugnato la nomina del Segretario generale della Giunta regionale? No. C’è un organo giurisdizionale che ha espresso ombre, profili di illegittimità sulla nomina? No.
Dire che si fa la norma per sanare è un’altra bufala perché la norma famosa, che è il comma 8 dell’articolo 45, non c’entra nulla con quello che il Consigliere Cesetti sta provando a dimostrare. Il principio tempus regit actum è quello per il quale ogni decisione amministrativa rimane valida se al tempo in cui è stata adottata era corrispondente alle normative vigenti.
Questa cosa è accaduta e quando noi per mera e forse anche pleonastica volontà di chiarimento diciamo che restano salvi gli effetti giuridici dei provvedimenti che sono stati presi prima dell’entrata in vigore della legge, vogliamo ribadire un principio che non c’entra niente con il fatto del Segretario generale della Giunta perché la nomina era già legittima al tempo, come per tabulas, direbbe l’avvocato che ha voglia ancora di essere in attività.
E’ dimostrato che la nomina è legittima, lo dico anche per dare corpo all’altro artificio dialettico del Consigliere Cesetti, che è quello di apparire colomba quando in realtà pronuncia frasi da drago.
Ripeto, legittima la polemica politica, però non scomodiamo le qualità giuridiche o le caratteristiche giuridiche di quel provvedimento che, torno a dire, il Dirigente del personale, che noi ci siamo ritrovati, ha definito come legittima, praticabile e corrispondente alle norme di legge, dire il contrario vuol dire solo una cosa tentare di avvelenare i pozzi, che noi vogliamo difendere perché sono di tutti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sottoscrivo totalmente l’intervento che ha fatto il Consigliere Biancani, che mi sembrava molto centrato.
Una battuta solo sulle nomine, credo che sia sotto gli occhi di tutti che nella nostra Regione ci sono tre autorità di garanzia, finora sono state nominate due autorità di garanzia e sono state nominate due persone che erano in lista a sostegno del Presidente Acquaroli, autorità di garanzia significa autorità di imparzialità, significa terzietà, invece sono state nominate in questa regione, un record assoluto, due persone che erano candidate, ora aspettiamo, non c’è due senza tre, anche per il Corecom la stessa drammatica fine. Grazie.

PRESIDENTE. Devo fare tre precisazioni, la prima, nell’intervento che ha fatto l’Assessore Castelli ha citato un altro nome riferendosi al Consigliere Cesetti, lo considero un refuso. L’individuazione della persona era ovviamente chiara. Un refuso nel parlare o uno scambio di persona involontario.
La seconda, non abbiamo parlato dell’emendamento 12/2 tranne la Consigliera Bora che l’ha illustrato, comunque andiamo alle dichiarazioni di voto anche se nessuno ha affrontato l’argomento specifico dell’emendamento.
La terza, invito ancora una volta, anzi prescrivo, perché questa è una delle norme che ci siamo dati come Ufficio di Presidenza, di tenere la maschera indossata, altrimenti sono costretto a prendere provvedimenti, che piaccia o non piaccia, sia se si ha il green pass, se si è vaccinati entrambe le volte o metà. Finché siamo all’interno dell’Aula, a meno di casi particolarmente legati a situazioni contingenti ed impellenti, dobbiamo tenere la mascherina in viso.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Cercherò di essere breve, per esprimere il voto contrario in quanto questo emendamento è volto semplicemente a creare un comma aggiuntivo dividendo l’attuale comma 2 dell’articolo 12 in due commi distinti, quindi, per noi è un emendamento inutile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo favorevolmente, Presidente, però colgo l’occasione, siccome le direzioni e i settori sono correlati al ruolo della funzione del Segretario generale, di rispondere all’Assessore Castelli e dire che in questa seduta, è un bel po’ che siamo qua, non ho mai nominato il nome del Segretario generale, io non lo vedo per niente, io ho nominato sempre l’articolo 40.
Quando il Consigliere Ciccioli ha parlato dei due ex Segretari dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale ho detto, e ripeto, che quelle nomine erano avvenute all’interno di una disposizione legislativa, prima è stata fatta la legge, poi può essere anche ritenuta ad personam, però prima è stata fatta la legge, ritenuta legittima all’esito di una interlocuzione con il Governo, che ci ha fatto un’interlocuzione, alla quale abbiamo risposto ed è stata ritenuta legittima, e poi le nomine.
In questo caso, invece, prima è stata fatta la nomina e poi la legge, tanto è vero che la nomina dell’allora Segretario generale, che io non ho nominato, è stata fatta – come abbiamo scritto in alcune interrogazioni - in evidente violazione dell’articolo 27 della legge 20 che avevo proposto io e già il 19 maggio 2020 dicevo le stesse cose di oggi. Oggi non mi si può dire che avveleno i pozzi perché le cose che dico ora le dicevo già il 19 maggio 2020.
Questo è quello che è stato fatto, quella nomina è illegittima secondo me in base all’articolo 27, tuttora vigente, ed è talmente … Voi lo dite che è illegittima, tanto è vero che con l’articolo 40 modificate i requisiti di accesso, però questo non è un problema, il fatto che sia stata firmata dal dirigente poco conta, in quella verifica c’è scritto, come ho riportato nell’interrogazione, che il dirigente ha presentato quella nomina perché gli era stato detto dal Presidente, che aveva un curriculum dentro il cassetto, così c’è scritto in quella delibera e noi lo abbiamo scritto in una interrogazione.

PRESIDENTE. Emendamento 12/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 12/3 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 3 dell’articolo 12 è sostituito dal seguente: ‘3. La Giunta regionale non può istituire un numero di dipartimenti superiore a sette, corrispondente al numero dei componenti della Giunta stessa, compreso il Presidente’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Con questo emendamento proponiamo di istituire un numero di dipartimenti non superiore a 7, che è il numero dei componenti della Giunta stessa, compreso il Presidente.
Questa proposta, non so se lo ricorderà il Consigliere Cesetti perché è passato tanto tempo, la serbo da molto tempo e credo che sia ancora più attuale in questa impostazione che voi avete proposto e che io non condivido perché la funzione dei dipartimenti sembra essere proprio quella di aggregare ed armonizzare le competenze della Giunta. E’ opportuno, a nostro avviso, metterli in relazione alla struttura di governo della Regione, diversamente non si spiega, qui si propone un numero non superiore a 10, potrebbero essere 3, 15, 20, un numero gettato lì non dico a caso ma senza nessuna logica d’insieme.
Infine l’armonizzazione di tipo specialistico delle competenze è assicurata proprio dalle direzioni di cui al successivo articolo 13 per cui il dipartimento deve necessariamente, a nostro avviso, avere una visione più ampia.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Favorevoli a questo emendamento e con l’occasione, tanto è pertinente, vorrei concludere un percorso ed un discorso.
So bene che la nomina del Segretario generale, che non ho mai nominato, nessuno l’ha dichiarata illegittima, tant’è che io ho taciuto, in quest’Aula da questa mattina ho parlato di illegittimità costituzionale dell’articolo 40, che è una cosa diversa.
L’attuale Segretario regionale non l’ho mai nominato in Commissione e non l’ho mai nominato in quest’Aula.

PRESIDENTE. La prego di attenersi …

Fabrizio CESETTI. Ho detto che con questo articolato si voleva sanare una nomina. Torniamo infatti, ne parleremo dopo, all’articolo 45 e non è come dice l’Assessore Castelli perché il primo comma prevede che restino validi i contratti, gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi, ma il secondo capoverso dell’emendamento della Consigliera Biondi è scritto che continuano altresì ad applicarsi, dopo la data di entrata in vigore di questa legge, gli atti di Giunta regionale adottati ai sensi delle disposizioni previgenti che risultano compatibili con la disposizione della medesima legge. Questo significa che non ci sarebbe stata bisogno di questa specificazione, significa che un atto adottato in precedenza illegittimo sulla base della legislazione previgente, che oggi è legittima in base alla legislazione attuale, resta tale, questo è, è questo quello che è stato scritto, non ci prendiamo in giro.
Poi è legittimo che la maggioranza scriva questo, credo che sia altrettanto legittimo che io ne deduca la illegittimità costituzionale, tutto qui.
Il nome del Segretario generale della Giunta non l’ho mai fatto, non lo voglio nominare, l’ha detto il Consigliere Ciccioli, non me ne sono mai occupato, non ho fatto esposti, ho fatto semplicemente interrogazioni. A me la cosa non interessa, a me interessa il ruolo, la funzione e la struttura della segreteria regionale che è quella dell’articolo 40 che secondo me è sbagliata.

PRESIDENTE. Richiamo in maniera ufficiale tutti i Consiglieri a parlare dell’emendamento, c’è l’articolo 57 che prevede che si debba parlare dell’argomento. Vi prego da adesso in poi di parlare del tema degli emendamenti, altrimenti devo togliere la parola, faccio il primo richiamo e poi la tolgo.
L’emendamento tratta del numero dei dipartimenti a 7, quindi, chiedo che si parli di questo, con tutte le divagazioni possibili, ma rimaniamo sul tema.
Prima ho invitato in maniera cortese, ho dato anche indicazioni, adesso, però, dobbiamo attenerci alla norma altrimenti giriamo intorno a delle situazioni che non sono confacenti al merito ed alla forma della proposta di legge che stiamo discutendo.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Riporto l’attenzione sull’emendamento, che è quello con il quale si è chiesto di istituire un numero di dipartimenti inferiore a sette, la maggioranza ovviamente esprime parere contrario perché si ritiene congruo fissare il numero dei dipartimenti in dieci, in quanto un numero troppo basso rischia di compromettere la funzionalità della struttura. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Mi sono dato questa regola: se ci sono delle imprecisioni torno a sottolineare il mio punto di vista, che è quello che ha accompagnato gli estensori della legge, i dirigenti, il comitato della legislazione.
Il comma 8 dell’articolo 45, che il Consigliere Cesetti ha nuovamente invocato, sono un articolo ed un comma che possono ritenersi forse pleonastici, addirittura, ma sicuramente non illegittimi o non produttivi di strani e contorti effetti giuridici in quanto in maniera molto chiara si applica il principio e lo si trasferisce in legge, la quale può disporre solo per il futuro, quindi, il riferimento alla designazione del Segretario generale avvenuta nell’ottobre scorso è del tutto ultroneo perché quell’atto è legittimo e conserva, e non potrebbe che essere così, tutta la sua completezza giuridica proprio perché adottato sulla base di quella che è la normativa …

PRESIDENTE. Emendamento 12/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Sulla questione di quanto continuare, l’articolo 50 ci dice che finché non sono esauriti gli argomenti all’ordine del giorno possiamo proseguire, ma calandolo nella realtà, pongo a votazione questa scelta: finire la proposta di legge, come credo naturale, a meno che non si protragga oltre le ore 24,00. In Conferenza dei capigruppo si era detto le 22,00, credo, però, che i tempi e gli articoli ci possono consentire di dire che entro le 24,00 la proposta di legge può essere approvata, quindi, votare questa o stabilire l’orario delle 22,00.
Metto in votazione la prosecuzione dei lavori fino al termine dell’articolato della proposta di legge, a meno che non si oltrepassino le ore 24,00, termine entro cui si chiude, anche se siamo in dichiarazione di voto sull’ultimo emendamento dell’ultimo articolo dell’ultima votazione. Quindi, facciamo una dichiarazione di voto a favore ed una contro per non più di tre minuti.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Buonasera a tutti, un saluto ai dipendenti che stanno lavorando, a chi ci ascolta, ai colleghi Consiglieri ed alla Giunta. Credo che abbiamo il dovere nei confronti dei marchigiani di terminare questa legge a prescindere dall’orario.

PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anch’io sono dell’avviso che la maggioranza, meno la comunità regionale, abbia tutto il diritto di portare a conclusione questo provvedimento, se questo lo si può fare in tempi accettabili. Noi siamo disponibili anche ad ulteriori Consigli regionali, anche ad oltranza, siamo disponibili anche a rinunciare alle ferie, siamo disponibili a garantire la presenza anche nel giorno di Ferragosto, però pensiamo che sia doveroso nei confronti della comunità regionale, che rappresento anch’io, che ci sia un tempo per tutto. Stare da questa mattina fino a mezzanotte su questo provvedimento - ci sto con qualche cognizione perché me lo sono studiato nell’interesse della comunità regionale - in piena pandemia, a parlare con le mascherine, credo che non sia corretto e non sia accettabile anche perché noi abbiamo rinunciato all’ostruzionismo, altrimenti, se volete, interveniamo tutti su tutto.
Chiedo di sospendere e di riprendere domattina, ovviamente continuare ad oltranza con i Consigli regionali, fare un Consiglio anche giovedì o venerdì, se necessario, perché la maggioranza ha il diritto di approvare questo provvedimento. Noi garantiamo la presenza con lealtà, sempre, però abbiamo diritto a dei tempi accettabili, hanno diritto i dipendenti e i funzionari ad avere tempi accettabili.
C’è l’ultimo treno alle 22,30, io ad esempio non so con chi tornare, non è un problema, posso dormire anche qua, però credo che tutto questo debba essere rispettato.
Mi appello al Presidente del Consiglio che ha il potere e gli chiedo di sospendere la seduta adesso o tra poco, di riprendere domani con questo provvedimento, lo possiamo fare e andare ad oltranza con i Consigli regionali fino a quando la maggioranza non vedrà legittimamente, dal suo punto di vista, conclusi tutti i provvedimenti che ha portato in quest’Aula. Credo che questo ci sia dovuto, quindi sono contrario a questa proposta e chiedo di chiudere subito.

PRESIDENTE. Nessun altro può intervenire perché la mozione d’ordine prevede un oratore a favore ed uno contro, quindi mettiamo in votazione …se poi compaiono condizioni diverse rispetto a quelle che vengono proposte, condizioni impeditive di giungere alla conclusione ed andare oltre un certo termine, siamo persone di buon senso, faremo una modifica a questa impostazione d’ordine, che ci consente di avere un termine per proseguire nei lavori.
Proposta di concludere la seduta non andare oltre le ore 24,00, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 12/4 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Al comma 3 dell’articolo 12 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale) le parole “a dieci” sono sostituite dalle seguenti: “a sette”. Decaduto, non essendo stato approvato il 12/3, che è uguale, cioè si prevede la riduzione o comunque l’indicazione che i dipartimenti siano 7. Decaduto.

Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Scusi, Presidente, in tutto questo can can mi sono persa, il nostro emendamento 12/4 che fine ha fatto?

PRESIDENTE. E’ decaduto perché era identico al 12/3, che è stato bocciato.

Articolo 12. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, siamo contrari a questo articolo perché sono stati bocciati gli emendamenti correttivi che noi avevamo presentato. Il nostro voto è contrario anche in relazione al numero dei dipartimenti che volevamo ridurre insieme, mi pare, al Movimento 5 Stelle anche per correggere gli impatti finanziari di questa disposizione.
Con l’occasione, siccome è strettamente correlato, intervengo adesso e dico che credo che l’emendamento 12 bis non possa essere dichiarato inammissibile. E’ vero che prima è stato bocciato l’emendamento che prevedeva all’articolo 9 il dipartimento di avvocatura regionale - lei poi ha fatto bene a dichiarare inammissibili gli altri - ma prevedere un dipartimento di avvocatura regionale laddove vengono comunque previsti dipartimenti credo che sia legittimo, infatti qui si disciplina il dipartimento, il direttore e la bocciatura degli altri emendamenti non è preclusiva di questa disposizione, che poi, intendiamoci bene, è un articolo aggiuntivo, quindi va da sé. L’articolo aggiuntivo anche per logica non ritengo che possa essere caducato da un emendamento, è un po’ una contraddizione in termini. E’ un articolo strutturato che disciplina l’avvocatura regionale, tra l’altro si dice semplicemente che è autonoma, ma nulla si aggiunge rispetto agli altri dipartimenti, quindi con l’occasione le chiedo, visto che stiamo discutendo dei dipartimenti, quindi è pertinente, di riconsiderare la sua decisione con la quale l’ha dichiarato inammissibile, di renderlo ammissibile e di farlo votare, poi so bene che verrà respinto, però credo che dichiararlo inammissibile sia un precedente non opportuno nè necessario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere favorevole a questo articolo, ribadendo le motivazioni, non abbiamo accettato di diminuire i dipartimenti da 10 a 7, come nel caso nostro, in quanto riteniamo che questo sia un numero giusto e congruo. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 12. Lo metto in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 12 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 12 bis/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, introduce l’articolo 12 bis.
Torno ad argomentare quella situazione che avevamo accennato per gli emendamenti 4/5 e 9/3.
Nell’emendamento 4/5, che è stato bocciato, si prevedeva l’inserimento di Segretario generale, direttore di dipartimento, avvocatura regionale, cosa che è stata bocciata anche nel 9/3, quindi l’emendamento 12 bis/1 lo continuo a considerare decaduto.

Articolo 13
Emendamento 13/1 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Al comma 1 dell’articolo 13 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale) le parole ‘di un complesso articolato’ sono soppresse”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Non riteniamo che le direzioni debbano essere considerate un complesso articolato di competenze, per questo sopprimiamo le relative parole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi votiamo favorevolmente.
Ribadisco, senza alcun intento polemico, che aver dichiarato decaduto il 12 bis è un errore. A me non provoca nessuna particolare emozione però credo che costituisca un precedente inopportuno perché questa è la disciplina del dipartimento avvocatura regionale; d’altra parte vorrei vedere come non sia possibile tenere l’avvocatura sotto il dipartimento, non riesco veramente a comprendere, comunque penso che si possa disciplinare l’ufficio in sé.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 13/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/2 a firma della Consigliera Bora: “Al comma 1 dell’articolo 13 le parole ‘per singole aree di attività di livello immediatamente inferiore ai dipartimenti’ sono sostituite dalle parole ‘per aree di attività istituite nell’ambito dei dipartimenti o della segreteria generale’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Anche qui c’è poco da commentare perché già lei ha illustrato molto bene dove si insinua questo emendamento, certo che più che una organizzazione di una Giunta regionale questa proposta di legge sembra aver l’ambizione di far diventare questa struttura una vera e propria gerarchia militare.
Nel merito questo emendamento non cambia le cose, ma a nostro avviso sembra più coerente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il PD voterà a favore per le argomentazioni sostenute dalla Consigliera Bora, che ha presentato l’emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 13/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 2 dell’articolo 13, dopo le parole ‘i dirigenti’ sono aggiunte le seguenti ‘di direzione’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Credo che questa sia una specificazione dovuta perché in ogni dove si parla di dirigenti di dipartimento, di dirigenti di settore, penso che vada specificato anche ‘preposti dirigenti di direzione alle direzioni’, quindi dirigenti di direzione. E’ un emendamento “minimale”, però ritengo che sia una specificazione necessaria.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 13/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/4 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 2 dell’articolo 13 le parole ‘Nell’ambito delle direzioni sono istituiti i settori’ sono cancellate”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 13/4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/5 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 13 dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma: ‘2 bis. Nell’ambito delle direzioni sono istituiti i settori’”. Decaduto per la mancata approvazione dell’emendamento 13/4.

Emendamento 13/6 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 3 dell’articolo 13 le parole ‘secondo gli indirizzi e con le modalità fissati dal direttore di dipartimento o dal Segretario generale’ sono sostituite dalle parole ‘di cui al successivo articolo 17’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. A nostro avviso è importante aggiungere il riferimento al successivo articolo 17 perché diversamente si descrive una struttura gerarchica, come l’ho chiamata prima, che ricorda molto il mondo militare o comunque fine a se stessa o forse, sarebbe più opportuno dire, ad un industriale e ad un ex Presidente della Giunta. La cricca è sempre quella, piuttosto che una struttura organica, funzionale a gestire in maniera efficiente ed efficace le competenze a nostro avviso si svilisce anche la figura dirigenziale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 13/6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 13. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. In merito all’articolo 13 esprimiamo parere favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi votiamo contro anche a questo articolo perché non sono stati accolti i nostri emendamenti che andavano nella direzione di migliorare la struttura di questo articolato, come ad esempio: non prevedere i dirigenti di direzione, modalità fissate dal direttore di dipartimento o dal Segretario generale, o come il comma 4: nel caso in cui le attività di cui al comma 3 coinvolgano più strutture, gli indirizzi e modalità sono fissati dal Segretario generale, ai sensi di quanto previsto dalla lettera a) del comma 4 dell’articolo 11. Anche questo è sbagliato perché al livello superiore dei dirigenti di direzione ci sono i direttori di dipartimento e non c’è ragione per cui gli indirizzi e le modalità siano fissati dal Segretario generale, così come delineato, poi ci dobbiamo arrivare, dall’articolo 40.
Questo non si può negare, è un’evidenza assoluta che i requisiti per la nomina del Segretario generale di cui all’articolo 40 siano inferiori rispetto a quelli che vengono previsti dal D.Lgs. 165 del 2001, norma nazionale alla quale le norme regionali si devono attenere, anche a quelli previsti da questo stesso articolato per i dirigenti, quindi è la solita storia, non c’è coerenza tra questo articolato e l’articolo 40.
Voi dite che il Consigliere Cesetti insiste sempre lì, certo, tutto cade lì, perché se il Segretario generale è la struttura di vertice e poi fa tutte queste cose …, è scritto qua.
Voto contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Sempre in replica a quello che ha detto il Consigliere Cesetti, voglio precisare che i requisiti che sono stati evocati sono identici, analoghi a quelli che operavano sino al 2019. Ricordo anche che la legge 15 del 2017, che è stata adottata mentre il Consigliere Cesetti rivestiva il ruolo di Assessore al personale, confermava l’espressione secondo la quale l’incarico può essere conferito a soggetti interni ed esterni all’amministrazione senza che vi sia la prova o la verifica dell’assenza di professionalità analoghe in carica ai dipendenti strutturali della Regione, quindi, continuo a confermare la perfetta legittimità di una norma che riproponiamo nella versione che per anni, anche sotto il mandato precedente a quello dell’insediamento del Presidente Acquaroli, ha continuato a produrre efficacia.

PRESIDENTE. Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Prima di andare avanti con l’articolo 14 avverto i Consiglieri che se hanno del materiale depositato presso il Palazzo delle Marche in Piazza Cavour dovete indicarlo perché fra poco chiuderà, casomai bisogna mandarlo a prendere indicando dove si trova e dare le indicazioni più precise per farlo poi portare qua.

Articolo 14.
Emendamento 14/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 1 dell’articolo 14 le parole ‘di livello immediatamente inferiore rispetto alle direzioni’ sono sostituite dalle parole ‘incardinate, di norma, nell’ambito delle direzioni’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. In realtà è molto chiaro, a nostro avviso i settori devono essere incardinati nell’ambito delle direzioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Facciamo la verifica del numero legale.

Presenti: Acquaroli, Antonini, Assenti, Ausili, Bilò, Biondi, Borroni, Ciccioli, Latini, Leonardi, Marcozzi, Marinangeli, Mastrovincenzo, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Assenti: Baiocchi, Biancani, Bora, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Lupini, Mangialardi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Ruggeri, Santarelli, Vitri.

Presenti 17, assenti 16, il numero legale c’è. Andiamo avanti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 14/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/2 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 2 dell’articolo 14 è sostituito dal seguente comma: ‘2. La Giunta regionale può istituire i settori anche direttamente correlati alla Segreteria generale o ai dipartimenti determinandone l’ambito operativo’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo è un emendamento giusto, la correlazione alla Segreteria generale, però c’è il limite di cui ho parlato prima, quindi ricorre sempre. Fate una riflessione su questo: perché la Segreteria generale ricorre sempre, non nei nostri emendamenti, ma nel vostro articolato? Perché ha straordinari poteri, funzioni, competenze e allora, ripeto, non può essere che voi attribuite tutto con l’articolo 40, una disposizione che prevede i requisiti, in base ai quali può essere nominata tranquillamente sotto il profilo giuridico una nullità, poi potrà essere bravissimo per altre cose. Ad esempio, io sotto il profilo ingegneristico o medico io sono una nullità, quindi ci può essere anche una nullità sotto il profilo giuridico alla carica di Segretario generale.

PRESIDENTE. Consigliere la richiamo ad attenersi all’argomento, questo non riguarda l’articolo 40, riguarda esattamente i settori, quindi o lei rimane sul tema o io devo …

Fabrizio CESETTI. E’ il 14/2 o no?

PRESIDENTE. Si, il primo passaggio dell’intervento come preludio correlato alla Segreteria generale bene, dopodiché non ha parlato come istituire il settore, ha continuato a parlare di quello che fa il Segretario, quindi, o si attiene al tema o in base all’articolo 57 la richiamo e la prossima volta le devo togliere la parola, glielo dico in maniera chiara perché il tema non può essere sempre e solo il Segretario generale.

Fabrizio CESETTI. Da parte mia non c’è alcun intento ostruzionistico, sia chiaro, se volete l’ostruzionismo sono capace di parlare sull’argomento per tutto il tempo che voglio, ma questo è correlato perché quando si parla di settori direttamente correlati alla Segreteria generale è evidente che devo parlare dei requisiti della Segreteria generale …

PRESIDENTE. Lei ha parlato molte volte del Segretario generale ed abbiamo tutti compreso il tema che pone …

Fabrizio CESETTI. Ma lo dice l’articolato, è dappertutto …

PRESIDENTE. Questo articolo parla di un’altra cosa, dell’organizzazione dei settori che è una cosa diversa anche se correlata alla Segreteria generale, a mio avviso ed ad avviso di coloro che hanno letto l’articolo. Il tema che pone l’emendamento è molto chiaro, quindi la richiamo a rimanere sull’argomento.

Fabrizio CESETTI. Si, poi lei mi toglie la parola …

PRESIDENTE. No, io non voglio toglierle la parola, però non voglio neanche essere costretto a farlo …

Fabrizio CESETTI. Ma l’emendamento sull’articolo, lo dico a chi la consiglia, parla di Segretario generale, criteri fissati dal Segretario generale, sta scritto qui, che devo fare io? L’avete scritto voi, come faccio a non parlare del Segretario generale se c’è scritto? Poi mi tolga la parola, faccia quello che vuole, chi se ne frega!

PRESIDENTE. Non le consento di adoperare questi argomenti nei confronti dell’Aula, “chi se ne frega” non è consentito, è chiaro?

Fabrizio CESETTI. Perché?

PRESIDENTE. Perché è irriguardoso nei confronti di coloro che sono stati qui ad ascoltarla in tutti i suoi interventi, a lei piace parlare …

Fabrizio CESETTI. E invece va bene che lei mi dica …

PRESIDENTE. Chiedo di togliere la parola al Consigliere Cesetti su questo argomento.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per dichiarare il nostro voto contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il nostro voto è favorevole perché il fatto che si possono istituire settori anche direttamente correlati alla Segreteria generale o dipartimenti è utile, però, bisogna ovviamente determinare, questa è l’indicazione, l’ambito operativo dei settori stessi, che non può essere rimesso alla discrezione del dirigente di direzione o al dirigente di dipartimento.
L’ambito operativo dei settori deve essere delineato dalla Giunta, non diciamo che li deve delineare il Partito Democratico o il Consigliere Cesetti, ma la Giunta, altrimenti rischiamo che sia delineato dal dirigente di direzione, dal direttore di dipartimento o dal Segretario generale, del quale lei non vuole che io parli. Della figura dell’istituzione ne devo parlare necessariamente perché il Segretario generale, è qui la pertinenza, così come delineato nell’articolo 40, in rapporto alle attribuzioni, non può delimitare l’ambito operativo dei dipartimenti, ma lo deve fare la Giunta, da qui l’emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 14/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 2 dell’articolo 14, dopo le parole ‘un dirigente’ sono aggiunte le seguenti ‘di settore’.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Coerentemente con l’emendamento all’articolo 13 che diceva che sono ‘preposti i dirigenti di direzione’, in questo caso noi inseriamo che ad ogni settore è preposto un dirigente di settore e spiego perché.
Qualcuno potrebbe dire che è inutile, pleonastico, non è così. Quando si dice che ad ogni settore è preposto un dirigente di settore, ad esempio, si vuole evitare, se non in casi eccezionali, che la funzione della dirigenza di settore sia assunta ad interim magari dal dirigente di direzione, dal dirigente di dipartimento o dallo stesso Segretario generale, perché questa è la piramide che è stata delineata da questa legge, che sarebbe, di queste ne ho parlato anche con il Presidente della I^ Commissione Marinelli, tra l’altro anche condivisibile e noi avremmo votato a favore se fossero stati accolti tre o quattro emendamenti. Riteniamo che sia legittimo da parte della Giunta prevedere questo tipo di organizzazione con un livello dirigenziale in più, però dobbiamo stare attenti che questi livelli dirigenziali, che devono conservare una loro autonomia nell’ambito della disposizione gerarchica, la conservino il più possibile. Va specificato in modo da evitare che possa esserci l’assunzione della direzione ad interim se non in casi eccezionali. Ad esempio un direttore di dipartimento potrebbe istituire la direzione e il settore e prendere ad interim la direzione della direzione e la direzione del settore, sommando su di sè un enorme potere e questo non può essere, da qui la specificazione. Quindi raccomandiamo l’approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie Presidente. Per ribadire il nostro voto favorevole su questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 14/3. Lo pongo in votazione per alzata di mano.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/4 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 14 dopo il comma 2 viene aggiunto il seguente comma: ‘2 bis. Ai settori sono preposti i dirigenti’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Come abbiamo sempre asserito al vertice dei settori ci sono i dirigenti per cui questo emendamento è coerente con quanto finora esposto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per esprimere il nostro voto favorevole; chiedo anche l’appello nominale a nome dei Consiglieri Mastrovincenzo, Bora, Cesetti.

PRESIDENTE. Emendamento 14/4. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Mastrovincenzo, Bora, Cesetti.
Favorevoli: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acquaroli, Antonini, Assenti, Ausili, Bilò, Biondi, Borroni, Ciccioli, Latini, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/5 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 3 dell’articolo 14 le parole ‘di competenza secondo gli indirizzi e con le modalità fissati dal dirigente sovraordinato’ sono sostituite dalle parole ‘di cui all’articolo 18’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Il richiamo all’articolo 18 a nostro avviso è doveroso perché disciplina l’attribuzione dei dirigenti di settore. Visto che questo è l’ultimo emendamento dell’articolo 14 vorrei anche evidenziare un aspetto che in realtà era già stato rilevato nell’articolo 13 quando si parlava di strutture, poiché a mio avviso non è molto chiaro che cosa si intende per strutture, se all’interno della direzione sono presenti più strutture oppure se ci riferiamo ai settori, oppure si pensa a direzioni interdipartimentali.
Se magari la Consigliera Biondi quando mi risponde me lo può chiarire la ringrazio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Parere favorevole all’emendamento. Non mi pare che ci sia stata una risposta della maggioranza e della Consigliera Biondi, anche in questo caso forse preferisce non rispondere per dimostrare quanto è brava.

PRESIDENTE. Emendamento 14/5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 14. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere favorevole all’articolo 14 della proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi siamo contrari anche a questo articolo non per partito preso, ma coerentemente con gli altri voti, con il fatto che gli emendamenti da noi proposti non sono stati accolti.
Ho detto poc’anzi della necessità, ad esempio, di indicare il dirigente e di scrivere “di settore”, ho spiegato il motivo: per evitare il proliferare delle assegnazioni o le disposizioni ad interim, ma questo articolo contiene un’altra disposizione che non può essere in alcun modo accettabile ed accettata. Nel comma 4 si dice: ‘Nel caso in cui le attività di cui al comma 3 (i dirigenti di settore svolgono le attività di competenza secondo gli indirizzi e con le modalità fissate dal dirigente sovraordinato) coinvolgano più strutture, gli indirizzi e le modalità sono fissati dal Segretario generale, ai sensi di quanto previsto dalla lettera a) del comma 4 dell’articolo 11’, che prevede infatti la definizione da parte del Segretario generale delle attività e delle procedure che richiedono la collaborazione di più strutture anche attraverso la costituzione di appositi gruppi di lavoro.
Quindi torno a parlare del Segretario generale, se sta scritto in ogni dove, io in ogni dove intervengo.
Il tema è questo, è semplice, l’articolo 14 prevede che ‘Nel caso in cui le attività di cui al comma 3 coinvolgano più strutture, gli indirizzi e le modalità sono fissati dal Segretario generale, ai sensi di quanto previsto alla lettera a) del comma 4 dell’articolo 11, il quale stabilisce che il Segretario generale definisce le attività e le procedure che richiedono la collaborazione di più strutture anche attraverso la costituzione di appositi gruppi di lavoro. Secondo me, invece, sarebbe opportuno che quando coinvolgono più strutture decida il dirigente di direzione, se sono più strutture di direzione decida il dirigente di dipartimento, non il Segretario generale con quelle caratteristiche di cui all’articolo 40.
Non è pertinente il mio intervento? Come non è pertinente, l’avete scritto voi, quindi, Presidente, voteremo contro.
Chiedo la votazione per appello nominale a nome dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora.

PRESIDENTE. Articolo 14. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo, Casini, Bora.

Favorevoli: Acquaroli, Antonini, Assenti, Ausili, Bilò, Biondi, Borroni, Ciccioli, Latini, Leonardi, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Lupini, Marcozzi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 14 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 14 bis/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo l’articolo 14 è inserito il seguente: ‘14 bis. Posizioni dirigenziali individuali 1. Sulla base dei criteri individuati dalla Giunta regionale e nei limiti della dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale vigente alla data di entrata in vigore di questa legge possono essere costituite posizioni dirigenziali individuali per lo svolgimento di attività a contenuto specialistico, attività di studio, ricerca, consulenza, elaborazione, controllo, ispettive e di vigilanza nonché di supporto di genere.” Decaduto in forza del fatto che è stato bocciato l’emendamento 4/6 il cui contenuto era “Dopo la lettera e) del comma 3 dell’articolo 4, è inserita la seguente: “e bis) istituisce le posizioni dirigenziali individuali di cui all’articolo 14 bis;”. Siccome l’emendamento 4/6 è stato bocciato decade il 14 bis/1.

Articolo 15.
Emendamento 15/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al terzo periodo del comma 1 dell’articolo 15, dopo le parole: ‘I medesimi sono altresì responsabili’ sono inserite le seguenti: ‘direttamente dell’attività amministrativa,’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. La decisione della decadenza dell’emendamento era corretta, quando non sono d’accordo lo dico, così come dico quando condivido.
Questo emendamento è molto semplice, si dice nelle funzioni dirigenziali comuni che i dirigenti sono altresì responsabili della gestione e del conseguimento degli obiettivi loro assegnati, dovremmo dire che sono direttamente responsabili dell’attività amministrativa, la gestione è una parte dell’attività amministrativa, ma non solo. Questa specificazione per me è senz’altro utile, coerente con altre disposizioni di legge regionali, è coerente con il D.Lgs. 165/2001 e qualora venga accolto credo che possa, anche se di poco, aiutare questo provvedimento ad essere più accettabile, quindi ne raccomando l’approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere parere contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per esprimere il nostro voto favorevole, chiedo anche il voto per appello nominale a nome dei Consiglieri Mastrovincenzo, Bora Cesetti.

PRESIDENTE. Emendamento 15/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Mastrovincenzo, Bora Cesetti.

Favorevoli: Bora, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Antonini, Assenti, Ausili, Biancani, Bilò, Biondi, Borroni, Ciccioli, Latini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/2 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 2 dell’articolo 15 dopo le parole ‘Spetta ai dirigenti’ sono aggiunte le parole ‘relativamente alle competenze che vengono loro affidate’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Credo che anche questo sia una specificazione importante relativamente alle competenze che vengono loro affidate, assolutamente non ultronea, per cui non capisco perché non verrà accolta, come non capisco perché non sia stato accolto l’emendamento precedente, che aggiungeva ‘direttamente dell’attività amministrativa’, mentre qui si aggiunge ‘relativamente alle competenze che vengono loro affidate’. Aiuta a specificare meglio, a delineare meglio.
Siamo noi che facciamo ostruzionismo? Consigliera Biondi, lei sa quanto l’apprezzi nel suo lavoro, ma come si fa a non accettare un emendamento del genere, fosse altro per farci contenti! Allora c’è un preconcetto e questo non va bene e secondo me non fa bene al dialogo e all’articolato che voi vi accingete ad approvare.
Capisco che forse vi ho anche stufato un po’, ma io non provo alcuna passione ad intervenire, assolutamente, anzi, provo anche un certo fastidio ad ascoltare me stesso, però lo faccio per il ruolo che sto ricoprendo, lo faccio perché le argomentazioni, al di là di qualche battuta, restino a verbale e domani si possa dire che forse noi avevamo ragione. State tranquilli che probabilmente questo accadrà, sarà una amara consolazione, forse si dirà questo e in ogni caso non si potrà dire che noi siamo restati muti e sordi di fronte ad un’indecenza istituzionale e normativa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per esprimere il nostro voto favorevole, chiedo anche il voto per appello nominale a nome dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 15/2. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Mastrovincenzo, Casini Bora.

Favorevoli: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Antonini, Assenti, Ausili, Bilò, Biondi, Borroni, Ciccioli, Latini, Leonardi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Alla lettera b) del comma 2 dell’articolo 15, dopo le parole ‘strumentali e di controllo’ sono aggiunte le seguenti parole ‘, ciascuno per quanto di propria competenza;’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questa specificazione potrebbe anche sembrare pleonastica, ma non lo è, ‘ciascuno per quanto di propria competenza stabilisce l’ambito delle competenze’ perché, ripeto, in questa struttura piramidale fatta per piani, tra settori, direzione, dipartimento, Segreteria generale, è necessario circoscrivere la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa. Si dice giustamente nella legge: mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo, si circoscrive all’interno delle proprie competenze. Ad esempio dobbiamo evitare, e per questo lo scriviamo, l’ipotesi che il proliferare dell’assunzione ad interim della dirigenza da parte del superiore rispetto all’inferiore gerarchico nella piramide possa determinare un’invasione delle competenze. Pensiamo alla norma sulle transazioni, anche lì c’è un emendamento, in cui avete stabilito la competenza in capo ai dirigenti e questo è condivisibile, noi riteniamo ad eccezione di quelli di cui al primo comma e via dicendo. Pensate ad una transazione che deve appartenere al dirigente competente, all’interno, quindi delineare questo limite, circoscrivere, da qui la necessità di questo emendamento che ritengo possa essere accolto.

PRESIDENTE. Emendamento 15/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Alla lettera c) del comma 2 dell’articolo 15, le parole ‘comprese le transazioni previste dall’articolo 1965 del codice civile’ sono sostituite dalle seguenti: ‘comprese le transazioni previste dal primo comma dell’articolo 1965 del codice civile’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento è molto importante perché nell’articolato tra le competenze dirigenziali si prevede che spetti ai dirigenti la stipula dei contratti, comprese le transazioni previste dall’articolo 1965 del Codice civile, e le convenzioni. Questo è giusto, anche noi avevamo previsto a mia firma una modifica ad hoc di questo provvedimento, però in quella norma scrissi e pretesi che in Aula venisse inserito l’identico emendamento che poi divenne legge, quindi: la stipula dei contratti comprese le transazioni previste dal primo comma dell’articolo 1965 del Codice civile, perché, se non vado errato, pur essendo tanto tempo che non faccio civile, il 1965 prevede che la transazione è quel contratto con il quale le parti dirimono una controversia o ne prevengono l’insorgere.
Il secondo comma ci dice che nell’occasione della transazione le parti possono modificare anche rapporti giuridici diversi, e io questo lo vorrei evitare perché, voi vedete, un dirigente che fa una transazione su un rapporto giuridico nello stesso tempo ha la possibilità, nella definizione di quel rapporto giuridico, di definirne anche un altro che non c’entra nulla, che magari appartiene alla competenza di un altro dirigente. Ma questo è l’abc ed io l’ho detto in Commissione. Non si può dare questo potere enorme ed incontrollato perché nella disposizione del diritto e nella disposizione del rapporto il potere è in capo alla Giunta regionale. Noi diamo ai dirigenti la possibilità di stipulare una transazione per definire una controversia già insorta o per prevenirne l’insorgere, che quindi già di fatto è delineata nei suoi contorni, quindi è circoscritta.
Se però gli diamo la possibilità di definire anche i rapporti giuridici diversi la questione diventa incontrollata, non ne usciamo più ed allora io dico di lasciare questo potere in capo alla Giunta, mica dico di lasciarlo in capo al Partito Democratico.
Questo emendamento tra l’altro è coerente con quello che ho sempre detto in quest’Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Per esprimere il voto favorevole del Partito Democratico perché questo tema in particolare, oltre al fatto che ciascun dirigente gestisce per quanto di competenza l’organizzazione delle risorse umane e non solo, anche le transazioni e le convenzioni, è molto importante, quindi, ci sembra rilevante che il dirigente si assuma la responsabilità della transazione, cosa che noi volemmo fortemente con la precedente Giunta perché ci sembrava assurdo che la competenza spettasse solo ed esclusivamente alla Giunta. Se l’attuale Giunta è convinta che lo debba fare lei, vorrà dire che se ne assumerà oneri ed onori.

PRESIDENTE. Emendamento 15/4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/5 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All'articolo 15 comma 4 lettera a) dopo le parole ‘segreteria generale e’ aggiungere la parola ‘quella’".
All'articolo 15 comma 4 lettera b) dopo le parole "afferenti al dipartimento e" aggiungere la parola "quella".
All'articolo 15 comma 4 lettera c) dopo le parole ‘afferenti alla direzione e’ aggiungere la parola ‘quella’".
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per ribadire il nostro voto favorevole e per chiedere la votazione per appello nominale a nome dei Consiglieri Mastrovincenzo, Bora, Casini.

PRESIDENTE. Emendamento 15/5. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Mastrovincenzo, Bora, Casini.

Favorevoli: Bora, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Santarelli.
Contrari: Acquaroli, Assenti, Ausili, Bilò, Biondi, Borroni, Ciccioli, Latini, Leonardi, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Lupini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 15. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo contro questo articolo perché non sono stati accolti i nostri emendamenti, in particolare quello sulle transazioni.
Mi rivolgo al relatore di maggioranza, che è un avvocato, e con l’occasione mi rivolgo anche al Presidente del Consiglio, che è un avvocato, all’Assessore Castelli, che è un avvocato, con la vostra disposizione dite che cos’è la transazione e date la possibilità di stipulare una transazione. La transazione è il contratto con il quale le parti facendosi reciproche concessioni pongono fine ad una lite già incominciata o prevengono una lite che può sorgere tra di loro. Se diamo questa competenza al dirigente va bene, ma non gli possiamo attribuire anche la competenza del secondo comma, cosa dice il secondo comma? Che con le reciproche concessioni si possono creare, modificare od estinguere anche rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della pretesa e della contestazione delle parti. Supponiamo che ci sia una controversia tra A e B sulla realizzazione di una struttura sanitaria a Canicattì, si fa la transazione, i dirigenti fanno la transazione per dirimere la controversia, ma nel contempo il dirigente non mi può dirimere un rapporto di una struttura sanitaria ad Osimo, questo è il punto, possibile che non capiamo questo?
Allora noi diciamo semplicemente questa cosa: limitarlo al primo comma, va bene, siamo d’accordo, ma non al secondo, magari dispongono un’altra transazione su un altro rapporto e la Giunta non sa nemmeno che cos’è, ma stiamo scherzando?
Chiedo per queste ragioni il voto per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Bora, Mastrovincenzo, Casini.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Noi esprimiamo voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Siccome il Consigliere Cesetti ha evocato la mia valutazione, credo che in questo caso, forse anche in altri, stia prendendo un granchio perché il D.Lgs. 165 che spesso ha ricordato ed a cui ha fatto riferimento è chiaro perché all’articolo 4, comma 2, stabilisce quali sono i poteri dei dirigenti, ai quali spetta l’adozione di tutti gli atti e provvedimenti amministrativi, nonché tutto ciò che impegna l’amministrazione verso l’esterno. Quindi, tutte le transazioni sono di competenza dei dirigenti, sia quelle ordinarie che quelle cosiddette miste perché l’articolo 1965 del Codice civile ha una distinzione che ha un senso nella sistematica del Codice civile, ma non ha alcun senso, o meglio, è stato superato dall’articolo 4, comma 2, del D.Lgs. 165 che ha stabilito le funzioni dirigenziali nella separazione fra indirizzo politico e attività gestionale che impegna verso l’esterno.
E’ assolutamente corretta a mio modo di vedere questa dizione che supera l’articolo che al contrario nella legge 20 deponeva in senso sfavorevole perché non faceva proprio il D.Lgs. 165, quindi, credo che sia assolutamente lineare quello che è stato proposto nel testo di legge.

PRESIDENTE. Articolo 15. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Cesetti, Bora, Mastrovincenzo, Casini.

Favorevoli: Acquaroli, Assenti, Ausili, Bilò, Biondi, Borroni, Ciccioli, Latini, Leonardi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Bora, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Santarelli.
Astenuti: Lupini.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 15 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 15 bis/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo l'articolo 15 è inserito il seguente articolo: ‘Art. 15 bis (Responsabilità e valutazione)
1. I dirigenti sono responsabili, nell'esercizio delle proprie funzioni, del raggiungimento degli obiettivi fissati, della gestione delle risorse affidate, del buon andamento, dell'imparzialità e della legittimità dell'azione delle strutture organizzative cui sono preposti.
2. Ai fini dello sviluppo professionale, dell'attribuzione della retribuzione di risultato, del conferimento e dell'eventuale revoca degli incarichi, le prestazioni del segretario generale, dei dirigenti e del personale dipendente sono soggette a valutazione annuale sulla base del sistema definito ai sensi del D.Lgs. 150/2009.’” Decaduto perché non è stato approvato l’emendamento 5/1 della Consigliera Bora che chiedeva la soppressione dell’articolo 5 ed i primi due commi sono nella sostanza identici a quelli che vengono riproposti con l’emendamento 15 bis/1.

Articolo 16.
Emendamento 16/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 16 comma 1 lettera a) dopo le parole ‘propongono’ sono aggiunte le parole ‘con riferimento a tutto il dipartimento assegnato’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Non credo che ci sia bisogno di spiegarlo, magari per chi si è approcciato da poco alla macchina regionale, è evidente che ai direttori di dipartimento fa riferimento tutto il dipartimento, per cui ci sembra giusto inserire anche questa locuzione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sono favorevole. Con l’occasione, siccome si parla di dipartimenti, consiglio all’Assessore Castelli di ripassare il D.Lgs. 165, magari con il combinato disposto del Codice civile.
Ad esempio sul dipartimento, immaginate un direttore di dipartimento che definisce una transazione ai sensi del primo comma, come ho detto prima, e fa un contratto con il quale facendo reciproche concessioni pone fine ad una lite o la previene, immaginate il direttore di dipartimento che nel fare la transazione ai sensi del secondo comma può creare, modificare o estinguere anche rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della pretesa e che quindi appartiene a un altro direttore di un altro dipartimento. Assessore Castelli si ripassi il D.Lgs. 165 che non prevede quello che dice lei al comma 4. Un conto è la rilevanza esterna dei dirigenti, un conto disporre di un diritto di cui non sia ha la disponibilità. A me non mi si dice che prendo granchi, i granchi, Assessore Castelli, li prende lei. Si ripassi il Codice civile e il D.Lgs. 165, visto che fa l’Assessore al personale e tra l’altro è una persona esperta e capace. Non sostenga tesi insostenibili perché è capace e preparato.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Lo stimato Consigliere Cesetti comincia a tradire un po’ di stanchezza perché ha perso la testa e mi fa la lezioncina, ma io ripeto quello che sanno tutti, anche gli studenti al primo anno di giurisprudenza, ovvero che dopo le infauste scorribande del Ministro Bassanini, tra l’altro roba sua Consigliere Cesetti, la distinzione tra attività politica, di indirizzo politico e attività gestoria è ormai patrimonio comune di questo ordinamento nazionale.
Continuo a dire che mentre l’articolo 1965 del Codice civile opera e riguarda le transazioni del mondo che riguarda i privati, diverso è il caso della stipula dei contratti, che non può non essere dei dirigenti. Che poi il Consigliere Cesetti trasferisca la questione e la polemica su chi fra i dirigenti debba stipularli è altra questione, però dal punto di vista del fumogeno che è stato alzato vi dico e vi ripeto che non vi è un ente locale, un ente territoriale, una Regione nella Repubblica italiana che vede un dirigente stipulare transazioni. Io ho fatto il Sindaco, lei ha fatto il Presidente della Provincia, avrà fatto delle transazioni, ma la Giunta al più formula un indirizzo che può confortare la tematica che è oggetto delle rinunce che sono necessarie per evitare l’insorgere di una pretesa o per dirimerla, ma resta il fatto che non vi è almeno nel mondo conosciuto una Giunta che stipuli transazioni perché i contratti e tutto ciò che ha effetto giuridico esterno è affare che riguarda il dirigente, poi tra chi dei dirigenti impegnare eventualmente è altra questione, ma sul fatto che spetta ai dirigenti ai sensi del D.Lgs.165 articolo 4 comma 2 non vi può essere alcun dubbio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Parlo in merito al classico intervento del collega del Partito Democratico che non perde occasione ogni volta di dimostrare che quello che questa maggioranza pensa …, sta facendo un vero e proprio ostruzionismo cercando continuamente di trovare il cavillo giusto, nominando sempre la parola Segretario generale. Glielo avevo già detto: Consigliere Cesetti, lei è innamorato del Segretario generale talmente tanto che lo nomina spesso, oppure il Segretario generale quando era giovane gli ha fregato la fidanzata, altrimenti non si spiega tutto questo.
A prescindere dalle mie battute, trovo stucchevole questa polemica continua, questo fare ostruzionismo inutile in questo caso. Lei è una persona capace di produrre politica, di questo ne parla la storia e mi piacerebbe capire e sapere se lei ha intenzione di produrre politica in quest’Aula per dare un supporto in più a questa legge oppure se il suo intento è quello di produrre politica per fare ostruzionismo. In questo momento mi sto rendendo conto che, ahimè, purtroppo, sta smentendo la sua storia ogni volta che fa ostruzionismo.
Mi sembra, lo dico con il grande rispetto e stima che ho nei suoi confronti, di vedere l’ultimo dei moicani, da solo a combattere. Le elezioni le avete perse e state ancora cercando di utilizzare quella stessa linea che secondo me non vi porterà alla vittoria tra 5 anni. Cerco di essere ancora una volta comprensivo e le chiedo, se possibile, di trovare soluzioni più utili e più giuste, argomentazioni migliori. Invece di fare ostruzionismo potrebbe fare delle proposte credibili. Noi con questa legge scriveremo la storia e lei sa meglio di me che questa legge avrebbe potuto scriverla lei negli anni scorsi e non è stato capace di farla e questo oggi non ha avuto il coraggio di dirlo. Lei e la sua Giunta non siete stati in grado di farla, noi in pochi mesi ci siamo riusciti. Questo per farle capire la differenza tra noi e voi.
Sono stufo di tutte queste manfrine che vengono fatte e mi creda non volevo neanche intervenire però credo che il ridicolo abbia un limite e questo mi dispiace perché una persona come lei, caro Consigliere Cesetti, ha una storia che potrebbe insegnare a tutti noi come si fa politica e come si fanno le proposte.
Oggi lei è la star incondizionata di questo Consiglio, ma ancora una volta dimostra che la sua politica è quella perdente perché se lei fa dell’ostruzionismo becero, purtroppo, ancora una volta i cittadini marchigiani non la premieranno.
Questa è la storia che ci è stata insegnata, il 21 settembre i cittadini marchigiani ci hanno dato mandato di scrivere una nuova storia e lo stiamo facendo, lei ha … delle proposte credibili piuttosto che delle ridicole strumentalizzazioni.

PRESIDENTE. Vi prego di rimanere sul tema, capisco la stanchezza, capisco la tematica, capisco tutto, dobbiamo rimanere sul tema, lo dico a tutti.
Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Lei magari potrebbe dirlo a chi non è stato nel merito stasera; c’è stato anche chi ha detto delle cose molto gravi, e non siamo certo stati noi, Presidente. Questo sarà un problema che riguarderà altre sedi.
Tornando invece all’articolo 1965 sono solo un architetto, non sono un avvocato illustre, qui qualcuno ha varcato poche volte la soglia dei tribunali, per la verità, quindi, ci si chiama colleghi soltanto per il titolo di studio piuttosto che per la frequentazione dei tribunali di varia natura.
Ci sono due commi, e lo capisco anch’io, nell’articolo 1965 che l’Assessore mostra di non conoscere e di non conoscerne il senso perché quello che dice il Consigliere Cesetti è chiaro e lo capisco anch’io che non ho fatto giurisprudenza, ma che ho fatto architettura, che non ho fatto il liceo classico e non parlo il latino, ma ho fatto un cencio di liceo scientifico.
Il primo comma stabilisce che cos’è la transazione e dice che pone fine ad una lite già incominciata e ne previene una che può sorgere tra le parti, ed è quello che noi vorremmo consentire di fare; il secondo comma prevede che con le reciproche concessioni si possono creare, modificare ed estinguere anche rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della pretesa e della contestazione delle parti, quindi, significa che un dirigente potrebbe decidere di concludere una transazione in forma e in sostanza diversa da come è iniziata, per questo noi consigliamo e proponiamo di lasciare solo il primo comma perché il secondo comma dovrebbe deciderlo la Giunta quando applicarlo. Parlare della Bassanini, evocare il 1997 o addirittura la 142 del 1990 o andando ancora indietro con la separazione delle funzioni, non serve perché qui non si parla della rilevanza esterna degli atti e mi meraviglia molto che questo non si capisca, perché quando si tratta di attaccare personalmente con le bugie si è bravi ed eroici, quando si tratta di parlare nel merito degli articoli si evocano norme e leggi diverse.
Parliamo nel merito, sono due commi piccoli, nessuno parla della rilevanza esterna che è cosa ben diversa. Che si lasci la stipula di transazioni ai dirigenti anche con concessioni che possono modificare o estinguere rapporti diversi da quello che ha formato il contenzioso è una cosa grave che dovrebbe essere di competenza della Giunta. Lasciarla ai dirigenti è un atto di superficialità, per questo condivido in pieno l’emendamento presentato e quello che ha detto il Consigliere Cesetti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Torno su quello che ha detto la Consigliera Casini, che non vorrei turbare più di tanto. E’ stato un elemento strategico della vittoria del centro-destra del 21 settembre, è stato considerato decisivo l’apporto negativo dato alla Giunta uscente e noi dobbiamo solo essere felici che esista il Consigliere Casini che ancora una volta con la sua prosa sempre insinuante, apparentemente insidiosa, torna a dire una castroneria che cercherò di smontare.
Tutti i contratti sono di competenza gestionale dirigenziale, non esiste la possibilità che l’organo politico stipuli contratti, la transazione è un contratto e il fatto che la sistematica del Codice civile differisca o faccia una distinzione fra i tipi di transazione non rileva, come tutta la giurisprudenza ha ulteriormente chiarito più volte per quanto riguarda la competenza.
Se poi vogliamo dire che a Natale è caldo e a ferragosto è freddo, lo possiamo dire perché la democrazia lo consente, però come saggiamente scrisse qualcuno: una risata vi seppellirà.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Mi atterrò all’argomento, anche se pare che lei lo chiede solo a me.

PRESIDENTE. No, lo sto chiedendo a tutti.

Fabrizio CESETTI. Sull’argomento voglio dire al Consigliere Putzu che pur parlando da questa mattina non sono stanco, resisto, state tranquilli, grazie a Dio ho un fisico che mi consente di resistere anche perché non faccio stravizi. quindi non ho problemi. Posso stare qui quanto volete, possiamo stare anche fino a domattina.
Da questa mattina non ho mai nominato il Segretario generale, ho nominato sempre l’articolo 40 che è la struttura del Segretario generale come delineata da questa legge. A me del Segretario generale, che non conosco, non me ne importa nulla, probabilmente interessa al Consigliere Putzu visto che il Segretario generale si è fatto nominare non avendone i requisiti. Importa a lui non a me.
Tornando al punto, ribadisco che non sto facendo ostruzionismo perché quello che sto dicendo adesso io l’ho detto un anno fa in quest’Aula ed ho fatto approvare una norma che va nella direzione di questo emendamento, quindi, di cosa stiamo parlando? Lo dico perché sono convinto, perché è giusto, l’ha ricordato l’Assessore Castelli, con la modifica della legge 20 era stato inserito quell’emendamento su mia proposta, su mia richiesta, dicevo quelle cose di cui sono ancora convinto.
Non è come dice l’Assessore Castelli perché la transazione è il contratto - dico a lei Presidente del Consiglio in qualità di avvocato – che in base al primo comma lo può fare il dirigente, ma il secondo comma non è un contratto, perché dice che con le reciproche concessioni si possono creare, modificare o estinguere anche rapporti diversi da quello oggetto della pretesa, quindi, si può disporre rispetto ad un diritto diverso che è altro da quello della transazione e questo non può essere.
Questo potere non possiamo darlo ai dirigenti, deve restare in capo alla Giunta, il dirigente ai sensi del primo comma stipula la transazione, se poi all’interno di quel primo comma c’è la necessità di andare al secondo comma, magari per definire meglio quel rapporto, può essere necessario ed opportuno, a quel punto la competenza è della Giunta, il dirigente va dalla Giunta, si fa fare l’atto di indirizzo o si fa fare la delibera e poi approva la transazione, che secondo il primo comma è nella sua disponibilità, ma il secondo comma è nella disponibilità della Giunta.
Questo si studiava non all’Università, ma ad educazione civica quando andavo a scuola io, quindi noi voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 16/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/2 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 16 comma 1 lettera a) dopo le parole ‘materie di’ è aggiunta la parola ‘diretta’”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Noi votiamo contro.

PRESIDENTE. Emendamento 16/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/3 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All'articolo 16 comma 1 le parole ‘b) assegnano le risorse umane, finanziarie e strumentali alle strutture dirigenziali che da essi direttamente dipendono, ed esercitano direttamente le attività gestionali che ritengono di riservarsi per motivate esigenze di funzionalità’ sono sostituite dalle parole ‘b) assegnano le risorse umane, finanziarie e strumentali alle strutture dirigenziali istituite nell'ambito del dipartimento, ed esercitano direttamente le attività gestionali che la Giunta regionale assegna loro direttamente’".
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Questo aspetto era già presente in un altro emendamento che richiamava l’importanza di disciplinare i compiti e le funzioni del Segretario generale, così come correttamente è sempre accaduto anche nel passato. Crediamo sia corretto farlo anche in questa sede perché le funzioni non possono essere attività individuate dalla discrezione personale. Capisco poi l’imbarazzo che deriva dal fatto che se uno non è dirigente queste funzioni non ce l’ha e quindi non può espletarle, però a nostro avviso è corretto richiamarlo anche qui perché, lo ribadisco, non possono essere attività individuate dalla discrezione personale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Per esprimere voto favorevole del gruppo del Partito Democratico e chiedere il voto per appello nominale a nome dei Consiglieri Mastrovincenzo, Bora e Cesetti. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 16/3. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Mastrovincenzo, Bora, Cesetti.

Favorevoli: Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Santarelli.
Contrari: Acquaroli, Antonini, Assenti, Ausili, Bilò, Biondi, Borroni, Ciccioli, Latini, Leonardi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/4 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 16 comma 1 lettera c) le parole ‘ed indirizzano’ sono sostituite dalle parole ‘e supportano’”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 16/4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/5 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Al termine del periodo della lettera h) del comma 1 dell’articolo 16 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale) sono aggiunte le seguenti parole ‘e lo trasmettono al Presidente della Giunta che provvede ad inoltrarlo a tutti i Consiglieri regionali’”.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. A questo emendamento, con dispiacere, sono contrario. La lettera h) prevede che i direttori di dipartimento redigono con cadenza almeno semestrale il report sull’attuazione del programma di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 3, può essere giusto che lo trasmettano al Presidente della Giunta, però, secondo me, nel rispetto della piena autonomia della Giunta. Stiamo discettando su quella che è la casa comune, credo che nel rispetto e nell’autonomia della Giunta non c’è ragione per la quale questa trasmissione avvenga anche per tutti i Consiglieri regionali, quindi con dispiacere voto contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 16/5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Al comma 1 dell’articolo 16, è aggiunta in fine la seguente lettera: ‘i) presiedono la Conferenza di direzione di cui all’articolo 20 bis.’”
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è un emendamento sulle ulteriori attribuzioni ai direttori di dipartimento, con il quale chiediamo che presiedano la Conferenza di direzione di cui all’articolo 20 bis, rispetto al quale abbiamo presentato un emendamento con il quale diciamo che in ciascuna direzione si riunisce la Conferenza di direzione per il coordinamento dell’attività amministrativa e di gestione delle varie unità organizzative, per garantire la massima integrazione tra le attività di competenza della direzione, anche tramite la diffusione di informazioni e conoscenze sull’andamento complessivo delle attività della direzione medesima.
La Conferenza di direzione è composta da tutti i dirigenti o, meglio, dovrebbe essere composta da tutti i dirigenti della direzione ed è convocata dal direttore di dipartimento di appartenenza che la presiede con cadenza almeno bimestrale, da qui la coerenza dell’emendamento di cui stiamo discutendo.
Alla Conferenza partecipano anche i titolari di posizione organizzativa qualora se ne ravvisi la necessità per specifici argomenti e questo è importante perché in questo articolato normativo, coerentemente con quello che avevamo adottato noi la scorsa legislatura, ad alcune posizioni organizzative si conferisce anche il potere di delega, se non vado errato.
Si prevede anche che nell’ambito della Conferenza di direzione vengono definite le modalità per lo svolgimento delle attività o dei procedimenti complessi che coinvolgono le competenze di più unità organizzative e valutate le misure organizzative interne.
Con questo emendamento diciamo che presiedono la Conferenza di direzione di cui all’articolo 20 bis i direttori del dipartimento, è una norma tra l’altro di coordinamento necessaria anche alla luce di quello che avete approvato all’articolo 15. Pensiamo ad alla definizione delle transazioni per cui, al secondo comma, può essere necessaria una attività di coordinamento.
Sostengo l’emendamento e ne raccomando l’approvazione.

PRESIDENTE. Emendamento 16/6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 16. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con il fatto che è stato respinto questo emendamento votiamo contro l’articolo, altrimenti avremmo votato a favore. Non era un emendamento di poco conto, prevedeva che la Conferenza di direzione di cui all’articolo 20 bis fosse presieduta dai dirigenti direttori di dipartimento, ed ho spiegato quanto era rilevante la Conferenza di direzione.
E’ evidente, e la sua decisione è corretta, che essendo stato respinto questo emendamento decadrà l’emendamento all’articolo 20 bis, questa sua disposizione è corretta, quindi, da qui il voto contrario perché aver respinto quell’emendamento pregiudica anche la discussione e l’eventuale votazione della Conferenza di direzione, che era necessaria per quanto ho detto prima.
In questa struttura piramidale la Conferenza di direzione è importante anche perché sotto le direzioni strutturalmente ci sono i settori ed i settori possono essere di più. La Conferenza di direzione è presieduta dal direttore di dipartimento perché coinvolge tutte le direzioni che possono essere più d’una, all’interno del dipartimento possono essere istituite più direzioni e possono esserci più settori, quindi, la necessità di coordinamento è necessaria.
Questi emendamenti, sia quello che avete respinto sia quello che in conseguenza di quella reiezione verrà dichiarato precluso, il 20 bis, non erano ostruzionistici, ma diretti a migliorare l’architettura organizzativa ed anche il dettato normativo di questa proposta di legge che secondo me creerà più problemi che opportunità. Anche perché, ripeto, non avete accolto nessuno dei suggerimenti che vi abbiamo dato e vi posso assicurare che tanti erano tratti da altre legislazioni regionali, tra l’altro molto efficienti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole all’articolo 16 della proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 16. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 17.
Emendamento 17/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri; “All'articolo 17 comma 1 le parole ‘b) assegnano le risorse umane, finanziarie e strumentali alle strutture dirigenziali che da essi dipendono, ed esercitano direttamente le attività gestionali che ritengono di riservarsi per motivate esigenze di funzionalità’ sono sostituite dalle parole ‘b) assegnano le risorse umane, finanziarie e strumentali alle strutture dirigenziali istituite, ed esercitano le attività gestionali che la Giunta regionale assegna loro direttamente’". Ha la parola la Consigliera Bora.

Manuela BORA. A dimostrazione del fatto che gli emendamenti del Partito Democratico non hanno valore ostruzionistico e dal momento che li ho già illustrati prima, sia questo che il successivo non li illustro. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 17/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 17/2 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 17 comma 1 lettera c) le parole ‘ed indirizzano’ sono sostituite dalle parole ‘e supportano’”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo favorevolmente questo emendamento all’articolo 17 comma 1 lettera c) con il quale si sostituiscono le parole ‘ed indirizzano’ con le parole ‘e supportano’.
L’emendamento appare quanto mai opportuno. In precedenza la Consigliera Bora ne aveva presentato un altro in questa direzione che forse riguardava i dipartimenti.
Ripeto, è un emendamento importante perché nella norma c’è scritto ‘coordinano ed indirizzano l’attività dei dirigenti assegnati alla direzione’, no, coordinano va bene, indirizzano no, supportano caso mai. E’ evidente che i dirigenti assegnati alla direzione, che se non sbaglio sarebbero i dirigenti di settore, devono conservare una loro autonomia pur nella disposizione gerarchica, quindi indirizzare l’attività mi sembra sbagliato, credo sia opportuno dire coordinano e supportano. Dobbiamo lasciare un minimo di autonomia gestionale al dirigente della direzione altrimenti verrebbe meno anche la possibilità di quella proiezione esterna che è anche proiezione dell’autonomia gestionale del dirigente.
Non è questo un emendamento secondario perché attiene alla funzionalità della struttura piramidale, che non deve essere ingessata sul potere del superiore gerarchico, ma si deve dispiegare sulla collaborazione all’interno dell’attività di coordinamento del superiore gerarchico, il quale deve coordinare, ma deve collaborare e supportare, non deve indirizzare, perché quando si indirizza viene meno l’autonomia gestionale e ne risente la funzione e con essa i diritti che attraverso le funzioni si dispiegano.

PRESIDENTE. Emendamento 17/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 17. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sarò breve. Voteremo contro questo articolo perché sono stati respinti gli emendamenti presentati dalla Consigliera Bora, che ho firmato anch’io, emendamenti importanti, specialmente il 17/2 che poteva essere accolto, un po’ di disponibilità al confronto dialettico in quest’Aula.
Sostituire la parola supportano con indirizzano credo che sarebbe stato opportuno, utile ed avrebbe dato a questo articolato qualcosa in più.
Questo non è stato e noi, purtroppo, dinnanzi a questa chiusura totale rispetto anche alle minime modifiche, che vanno tra l’altro nella direzione di maggiore autonomia dei dirigenti e nello stesso tempo della Giunta e dei poteri della Giunta …
Gli emendamenti che abbiamo presentato, anche in questo caso, vanno nella direzione di accrescere i poteri della Giunta perché noi siamo convinti che il Presidente e la Giunta debbano avere nelle loro mani il potere di decidere, il potere di disporre per il bene della nostra comunità, questo però lo devono fare attraverso una struttura che ha il diritto di costruire, come crede, che però sia efficiente, efficace e sia anch’essa autonoma e risponda alla Giunta. Voteremo contro.

PRESIDENTE. Articolo 17. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 18. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, voteremo contro questo articolo pur non avendo presentato emendamenti, perché? Per partito preso? No. Innanzitutto l’articolo 18 richiama l’articolo 15, rispetto al quale noi abbiamo presentato degli emendamenti che non sono stati accolti e rispetto al quale noi abbiamo votato contro, e l’articolo 16 sul quale sono stati fatti degli emendamenti che sono stati respinti e sul quale noi abbiamo votato contro.
I dirigenti di settore fanno parte delle direzioni, vale per loro quello che dicevamo prima, che non possono essere indirizzati, ma semmai supportati.
Gli emendamenti che abbiamo presentato, qui non li abbiamo fatti, hanno una loro linea di coerenza perché attraverso di essi il tutto si teneva, era coerente il nostro articolato emendativo.
Ovviamente non essendo stati accolti gli emendamenti abbiamo votato contro gli articoli 15 e 16, che vengono richiamati dall’articolo 18, sono con esso connessi, quindi, in coerenza con il nostro lavoro, con la nostra impostazione, non possiamo non votare contro questo articolo.
Avremmo votato a favore, come avremmo votato a favore degli articoli 16 e 15 se fossero stati accolti quegli emendamenti minimali. Il nostro voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole all’articolo.

PRESIDENTE. Articolo 18. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 19. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Qui c’è il tema delle unità di progetto che sono svolte con le modalità previste dall’articolo 19. Poi si dirà che noi abbiamo fatto ostruzionismo, soltanto su questo articolo, volendo, si potevano presentare almeno 50 emendamenti.
Il comma 3 dell’articolo 19 prevede che le attività delle unità di progetto siano svolte con le modalità fissate dal Segretario generale, sentito il Comitato di coordinamento. Secondo me le unità di progetto dovrebbero essere stabilite con modalità fissate almeno dal direttore di dipartimento, perché le unità di progetto, se vogliamo, le possiamo avere al limite all’interno dei dipartimenti perché se facciamo le unità di progetto con più dipartimenti penso che non ne usciamo. Poi voi volete snellire la struttura organizzativa? Non ne usciamo più e questo non va bene.
Non va bene anche qui attribuire un enorme potere alla figura del Segretario generale di cui all’articolo 40 e non mi si venga a dire che parlo sempre di questo, lo scrivente sempre voi, in ogni articolo, in ogni comma, ha scritta la parola Segretario generale, come faccio a non parlarne? Ditemelo voi come faccio a non parlarne. Poi, sentito il Comitato di coordinamento, ma il Comitato di coordinamento è quello che abbiamo delineato prima, vogliamo dire “il parere del Comitato di coordinamento”? Ve lo immaginate voi un Segretario generale che decide le unità di progetto magari con tutti di dirigenti di dipartimento e direzione, sente il Comitato di coordinamento e non acquisisce il parere? Ma dove stiamo? Nella Repubblica delle banane?
Dite che perdo tempo e faccio ostruzionismo? Consigliera Marcozzi cosa avrebbe detto lei se le avessimo fatte noi queste cose? Io ricordo quando stava sui banchi dell’opposizione.
Non possiamo non rilevare queste cose, ma non ci ho fatto l’emendamento, però, ripeto, il nostro voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 19. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 20.
Emendamento 20/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri “All’articolo 20 comma 1 dopo le parole “al fine di promuovere” aggiungere le parole “la più efficace attuazione degli indirizzi della Giunta regionale”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Sono stata da sempre una grande sostenitrice dell’importanza della valutazione dei risultati dei dirigenti ed ovviamente attraverso di essi anche della Giunta regionale. In questo momento la Regione Marche, pur nella disgrazia del Covid, avrà a disposizione tante risorse come mai può ricordare, per cui è importante che la struttura che verrà realizzata sia la più efficace possibile nell’attuazione degli indirizzi della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo emendamento presentato dalla Consigliera Bora e firmato da tutti noi sembra minimale, ma è di straordinaria importanza perché il testo, così come uscito dell’articolo 20 comma, 1 ci dice che il Comitato di coordinamento è costituito al fine di promuovere l’omogeneità di conduzione e l’integrazione funzionale delle strutture organizzative della Giunta ed è composto dal Segretario generale e dai direttori di dipartimento. Questo provvedimento ve l’ha scritto la struttura per accrescere il proprio potere, ma il Comitato di coordinamento non può far solo quello. La prima cosa che deve fare non è promuovere se stesso, ma innanzitutto, come dice l’emendamento Bora, la più efficace attuazione degli indirizzi della Giunta regionale, prima quello e poi tutto il resto. Per questo è un emendamento importante e necessario che accresce i poteri e le prerogative della Giunta, che accresce il suo potere e la sua attività di indirizzo, che non li lascia nelle mani della struttura organizzativa. Magari promuove l’integrazione funzionale, fa delle proposte, magari del Segretario generale, del direttore di dipartimento, del Presidente della Giunta e la Giunta approva, no, il Comitato di coordinamento innanzitutto deve promuovere la più efficace attuazione degli indirizzi della Giunta regionale, alla quale sono preposti i dirigenti dell’architettura che voi avete delineato: il Segretario generale, i dipartimenti, le direzioni e i settori questo deve fare.
Questo emendamento accresce le prerogative non del PD, ma della Giunta regionale, quindi ne raccomando l’approvazione.

PRESIDENTE. Emendamento 20/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 20. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il nostro voto, visto che è stato respinto l’emendamento, è contrario perché, l’ho detto, il nostro emendamento andava nella direzione di dare maggiori poteri alla Giunta, come è giusto che sia, di dare alla struttura dirigenziale maggiori responsabilità nei confronti della Giunta alla quale deve rispondere. A questo deve servire il Comitato di coordinamento, il quale, si dice qui, è convocato, come è giusto che sia, dal Segretario generale, che ricorre sempre, non perché lo dico io, e concorre con il Segretario generale alla formulazione delle proposte, coadiuva, dà pareri e voi prima avete respinto degli emendamenti che avrebbe imposto, ad esempio, al Segretario generale non solo di sentire, ma di acquisire il parere del Comitato di coordinamento. E’ stato sbagliato non accogliere l’emendamento che prevedeva che il Comitato di coordinamento fosse innanzitutto preposto sia a quelle funzioni che a dare la più efficace attuazione degli indirizzi della Giunta regionale.
Il Comitato dovrebbe avere una grande funzione, ad esempio coadiuva il Segretario generale nell’istituzione dei settori di cui all’articolo 14, delle posizioni non dirigenziali di cui all’articolo 21, coadiuva l’attività del Segretario nell’individuazione delle attività, delle procedure, nell’elaborazione dei piani, nella relazione della performance, vedete l’enorme potere di questa figura così come delineata dall’articolo 40?
Ad esempio, credo che i pareri che si chiedono al Comitato debbano essere scritti per certi versi vincolanti, anche perché si dice al comma 5 che il Segretario può sottoporre all’attenzione del Comitato ogni attività. Voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Per esprimere voto favorevole all’articolo.

PRESIDENTE. Articolo 20. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 20 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 20 bis/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, che istituisce l’articolo 20 bis ‘Conferenza di direzione’. E’ decaduto non essendo stato approvato il 16/6, che aveva questo contenuto: “Al comma 1 dell’articolo 16, è aggiunta in fine la seguente lettera: ‘i) presiedono la Conferenza di direzione di cui all’articolo 20 bis.’”. Essendo stato bocciato decade l’emendamento 20 bis/1.

Articolo 21.
Emendamento 21/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 21 comma 5 dopo le parole ‘esperienze maturate dai dipendenti’ sono aggiunte le parole ‘che aderiscono all’interpello’.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, credo che questa sia una specificazione necessaria che rende …, perchè coloro che aderiscono e sono interessati all’interpello stesso. Va in questa direzione, è una specificazione che può essere senz’altro utile. Quindi, ne raccomandiamo l’approvazione.

PRESIDENTE. Emendamento 21/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 21. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Siamo contrari, non soltanto perché è stato respinto un emendamento minimale, ma perché questa disposizione di fatto istituisce, se vogliamo, una ulteriore figura semi-dirigenziale. Dico subito che questo potrebbe andar bene. Una figura semi-dirigenziale perché si prevede la possibilità di firma e di delega in capo alle posizioni non dirigenziali, e questo è giusto, l’abbiamo fatto anche noi, è opportuno. Si prevede anche che le posizioni non dirigenziali possano essere delegate a partecipare alle conferenze dei servizi anche di natura decisoria, anche questo va bene secondo me perché l’atto di delega deve contenere la determinazione del dirigente, eccetera.
Anche qui, non è comunque consentita la delega della firma del parere di legittimità e di regolarità tecnica degli atti. Una posizione organizzativa a cui conferiamo la delega dell’esercizio di un determinato atto, che può partecipare alla conferenza dei servizi, perché non deve assumere su di sè la responsabilità ad esempio del parere di regolarità tecnica? Perché lo deve esprimere il dirigente di settore o di direzione? Anche questo è un errore, se vogliamo, è una contraddizione.
Poi il comma 5 dell’articolo 21 dice che gli incarichi sono conferiti dal Segretario generale e dai direttori di dipartimento. Che significa?

PRESIDENTE. Ha concluso il tempo.

Fabrizio CESETTI. Quindi, votiamo contro.

PRESIDENTE. Articolo 21. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 22.
Emendamento 22/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mastrovincenzo: “All’articolo 22 comma 3 primo periodo, le parole ‘della natura fiduciaria dell’incarico stesso’ sono soppresse.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Innanzitutto c’è un refuso perché la soppressione doveva partire da “tenendo altresì conto della natura fiduciaria dell’incarico stesso’, altrimenti il periodo rimarrebbe appiccato, quindi mi scuso e faccio questa correzione, tanto verrà respinto di sicuro, ma mi scuso per un refuso di battitura, ma parte da lì.
Anche qui, sulla nomina del capo di gabinetto siamo assolutamente d’accordo - infatti non ho presentato emendamenti, a differenza ad esempio sul portavoce - come sul fatto che al capo di gabinetto spetti un trattamento economico omnicomprensivo, definito assumendo come parametri quelli previsti per le figure di vertice della dirigenza pubblica, perché riteniamo che questa sia una figura importante e strategica della quale il Presidente deve disporre.
L’incarico di cui al comma 3 è conferito con contratto di lavoro a tempo determinato, e va bene, di natura subordinata di diritto privato, e va bene, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 39 comma 3, a persone di comprovata competenza e professionalità, e va bene, anche estranee all’amministrazione regionale, però io direi di togliere ‘tenendo altresì conto della natura fiduciaria dell’incarico stesso’, perché è pleonastico.
Rilevo soltanto che per il capo di gabinetto si prevedono persone di comprovata competenza e professionalità, ma questa particolare comprovata competenza e professionalità, ne parleremo dopo, non è prevista per il Segretario generale all’articolo 40.
Mi scuso, ma ci devo sempre tornare per l’evidente contraddizione della legge, questo è un incarico fiduciario e ci vuole una persona di comprovata competenza e professionalità, l’altro è un incarico della struttura di vertice, che deve avere una sua autonomia, e non ci vuole, vedete voi!
Raccomando l’approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Ricordo ancora una volta che l’articolo 40 non dice quello che sostiene il Consigliere Cesetti - lo dirò fino allo sfinimento - in quanto è richiesta, esattamente come la legge approvata nel 2017, anche in costanza dell’Assessorato Cesetti, un’esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzione dirigenziale.

PRESIDENTE. Emendamento 22/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 22. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Votiamo contro e ribadisco perché è pertinente all’Assessore Castelli, che quella comprovata competenza e professionalità non è richiesta per la figura dell’articolo 40.
Voglio dire all’Assessore Castelli una volta per tutte, prima che mi dimentichi, che la disposizione precedente all’attuale vigente articolo 27 della legge 20 venne fatta ed adottata da una precedente Giunta, proprio intuitu personae, e sotto il mio Assessorato non è stata mai applicata perché noi nel ruolo di Segretario generale abbiamo sempre nominato dirigenti di ruolo della pubblica amministrazione di cui al D.Lgs. 165. Voglio dire in quest’Aula che una volta si ipotizzò la nomina di Segretario di un dirigente esterno ed io dissi all’allora Presidente ed alla Giunta che ci dovevano essere particolari requisiti e che quella disposizione, che pure lo consentiva, era sbagliata perché, dicevo e sostenevo che - questo è connesso con il capo di gabinetto, che è un incarico fiduciario, quindi, il Presidente può fare quello che vuole - il Segretario generale deve avere determinati requisiti che gli conferiscono l’autorevolezza per esercitare l’autorità. Queste parole le diceva anche la Consigliera Leonardi in occasione della discussione sulla modifica della legge 20 portata da me primo firmatario.
Assessore Castelli, non ho mai applicato quella vecchia disposizione, che era sbagliata ed illegittima, sebbene non dichiarata tale, ho portato sempre delibere che nominavano dirigenti della pubblica amministrazione ed ho anche apportato le modifiche perché l’attuale articolo 27 della legge 20, che voi abrogate, porta la mia firma, io l’ho portato in quest’Aula ed oggi sono coerente con il Cesetti di allora.

PRSIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Voglio solo leggere al Consigliere Cesetti il testo della legge regionale del 28 aprile 2017 n. 15 che stabilisce, in relazione alla nomina del Segretario generale, che l’incarico può essere conferito a soggetti interni o esterni all’amministrazione regionale, in possesso di laurea, che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati, ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali. E’ esattamente quello che era riportato nella precedente legge e solo successivamente è stato cambiato, fra l’altro con un intervento che toglieva il quinquennio di esperienza nelle funzioni dirigenziali, evidentemente per conseguire un risultato specifico, però, ripeto, nel 2017 l’Assessore Cesetti era regolarmente in carica.

PRESIDENTE. Articolo 22. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 23.
Emendamento 23/1 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Dopo il comma 1, dell'articolo 23 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale) è inserito il seguente:
‘1bis. Il portavoce è scelto tra soggetti in possesso di una professionalità idonea allo svolgimento dei compiti di cui al comma 1 e non può esercitare altra attività professionale per tutta la durata dell'incarico.’".
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Lupini.

Marta LUPINI. Grazie, Presidente. Questo emendamento prevede che il portavoce abbia una professionalità idonea allo svolgimento dei compiti e non debba esercitare altra attività professionale per tutta la durata dell’incarico, proprio per il particolare incarico che svolge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sono favorevole a questo emendamento che attiene al portavoce, altra figura di riferimento del Presidente e della Giunta.
Rispondo come è giusto che sia all’Assessore Castelli per ricordargli che la legge del 2017, mai applicata dal sottoscritto, venne interloquita, apposta state attenti, dal Governo. Io ho promosso l’ultima modifica della legge 20 a maggio del 2019 con la quale è stato inserito il comma 2 dell’articolo 27 che dice che l’incarico è conferito a dirigenti regionali e a dirigenti delle pubbliche amministrazioni indicati al comma 2 dell’articolo 2 del D.Lgs. n. 165, può essere altresì conferito a soggetti interni o esterni di comprovata qualifica professionale non rinvenibile tra i dirigenti dell’amministrazione che siano in possesso … e via dicendo.
Questa norma che porta la mia firma e quella di un altro Consigliere, è stata fatta nel 2019 a dimostrazione che sono sempre coerente con me stesso ed è stata ritenuta pienamente legittima dal Ministero della funzione pubblica, che invece aveva rilevato dei problemi sulle disposizioni precedenti, che voi oggi ripristinate. Avrò modo di ricordare questo al Governo e chiederò al mio capogruppo di trasmettere al Governo puramente e semplicemente l’ordine del giorno che abbiamo depositato e che voi avete respinto.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Il Consigliere Cesetti ha ammesso di essere uno dei padri della legge n. 15, comunque interloquita, che reca anche la sua approvazione. Non so se passava di lì per caso.
Lo dico con rispetto per l’intelligenza e la cultura riconosciuta del Consigliere Cesetti, fatto sta che nel 2017 anche lui uniformava le proprie opinioni a quelli che erano i testi che noi stiamo riproponendo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo favorevolmente.
Dico all’Assessore Castelli che non sono mai passato qua per caso, ci sono stato sempre con i piedi e con la testa, c’è solo un segno, ripeto, l’ho detto prima, sta qui l’intervento, io sono il primo firmatario dell’attuale articolo 27, punto e basta. Questo è quello che rileva: sono il primo firmatario e l’ho fatto diventare legge.
C’era una mia richiesta e, badate bene, cosa singolare, io ho bypassato perfino la Giunta per le mie convinzioni che non sono quelle di oggi, ma anche di ieri. Era la prima volta in quella legislatura che un Assessore al personale ed all’organizzazione non passava una proposta di legge attraverso la Giunta perché nella Giunta legittimamente non tutti erano d’accordo. Allora cosa ho fatto? Ho assunto la responsabilità, primo firmatario con il Presidente della Commissione, sono andato in Aula, questa è la mia storia che risulta dagli atti, quindi, non ho mai condiviso quella disposizione, anzi, l’ho cambiata e ne ho assunto la responsabilità personale, non sono passato attraverso la Giunta, ma da solo sono andato in Aula e sono contento di avercela fatta.

PRESIDENTE. Emendamento 23/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 23/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 3 dell’articolo 23, è sostituito dal seguente: ‘Al portavoce spetta un trattamento economico omnicomprensivo non superiore al trattamento economico massimo del dipendente titolare di posizione organizzativa’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Mentre sul capo di gabinetto non ho fatto alcun emendamento, perché ritengo sia giusto che gli venga attribuito un trattamento economico omnicomprensivo, con i parametri della dirigenza pubblica, credo che al portavoce spetti un trattamento economico comprensivo non superiore al trattamento economico massimo del dipendente titolare di posizione organizzativa. Ritengo che possa essere più che sufficiente anche per le particolari funzioni se rapportiamo, quelle del capo di gabinetto e del portavoce. Sono maggiori e di più responsabilità quelle del capo di gabinetto, quindi, anche per uniformare il trattamento economico alle responsabilità ed alle funzioni, ho presentato questo emendamento di cui ne raccomando l’approvazione, anche perché va nella direzione del contenimento della spesa pubblica, per non gravare eccessivamente sul bilancio regionale, in ottemperanza e in coerenza con i principi dell’articolo 97 della Costituzione, che ci impone di attenerci al buon andamento ed all’imparzialità dell’amministrazione, e degli articoli 91 e 119 sul contenimento della spesa pubblica e sul concorrere a questo contenimento. Sono principi ai quali ci dobbiamo uniformare anche ai sensi del 117 della Costituzione perché, ripeto, laddove si volesse ritenere che questa normativa rientra nelle prerogative della legislazione regionale comunque dobbiamo attenerci ai principi dettati dal legislatore nazionale e a quelli del D.Lgs. 165 che ci impongono un contenimento della spesa, disposizione che vanno lette con tutte le altre. Per questo ne raccomando l’approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Voglio intervenire in merito a questo emendamento del Consigliere Cesetti al quale va dato atto di essere un leone che combatte da stamattina, onore alle armi, addirittura attaccandosi prima al Segretario generale, di cui abbiamo ascoltato molte volte il richiamo, ed in questo momento al portavoce, dicendo che gli spetta un trattamento economico omnicomprensivo non superiore al trattamento economico massimo del dipendente titolare di posizione organizzativa. Questo è l’emendamento sul quale dovrei fare la dichiarazione di voto, ma prima qualche sassolino dalla scarpa fatelo levare anche a noi, visto che sono un tipo che dice sempre quello che pensa.
Un emendamento del genere da parte di chi ha dato incarichi a go go - faccio nomi e cognomi tanto sono incarichi pubblici, addirittura uno per 6 mesi ha percepito più di 40 mila euro - non ce lo aspettavamo, questo è simbolo di una grande incoerenza, non ce l’aspettavamo ed è proprio per questo che noi voteremo contro questo emendamento. Parlo per conto di Fratelli d’Italia, ma credo che anche i Consiglieri della Lega siano ancora una volta insieme a noi con compattezza e determinazione e voteranno contro questo emendamento pretestuoso. Me lo sarei aspettato forse dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle che giustamente non hanno mai governato, potevano farlo tranquillamente e forse potevamo discuterlo, ma da voi che siete stati i recordman degli incarichi a go go a persone che non avevano nessuna competenza in materia ... Avete nominato ragionieri responsabili delle strade o agronomi a fare altro ed ora fate la morale con l’emendamento sul portavoce del Presidente, che in questo caso è una persona alla quale va grande rispetto e stima. Non vorrei che fosse un attacco continuo alle persone vicine al Presidente.
Credo che il PD piuttosto che pensare al portavoce del Presidente dovrebbe guardarsi indietro e vedere i tanti incarichi dati che sono gli stessi che vi hanno fatto perdere le elezioni. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 23/2. Lo pongo in votazione per alzata di mano.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 23/3 a firma delle Consigliere Ruggeri, Lupini: “Al comma 3, dell'articolo 23 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale) le parole ‘non superiore allo stipendio tabellare previsto per la qualifica dirigenziale, incrementato della retribuzione di posizione, nella misura minima prevista dal CCNL relativo al personale dell'Area delle funzioni locali’ sono sostituite dalle seguenti: ‘non superiore al trattamento economico previsto per la fascia più alta di posizione organizzativa’".
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Lupini.

Marta LUPINI. Grazie, Presidente. Con questo emendamento si modifica il trattamento economico del portavoce risultando più legittimo non un trattamento equiparato alla qualifica dirigenziale, bensì non superiore al trattamento economico previsto per la fascia più alta di posizione organizzativa, come da lei letto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voterò a favore anche se questo emendamento per la verità doveva essere precluso perché è stato respinto il mio, però va bene.
Voglio intervenire sul punto rivolgendomi anche al Consigliere Putzu dicendo che, innanzitutto, io non ho parlato di persone, ho già detto ad esempio che va bene per il capo di gabinetto l’attribuzione di un trattamento economico equiparato alla qualifica dirigenziale perché ha una posizione rilevante, mentre il portavoce è un ruolo che non ha quella responsabilità, è un ruolo diverso.
Secondo me è più coerente, anche in ottemperanza ai principi di contenimento della spesa pubblica, un trattamento omnicomprensivo che non sia superiore alla posizione organizzativa massima, che badate non è poca cosa perché, se non sbaglio, andiamo sui 16.000 euro soltanto di indennità aggiuntiva, quindi, non è di poco conto.
Ripeto, non ce l’ho con le persone che non conosco, tra l’altro ho avuto modo di dire anche in quest’Aula che il Presidente Acquaroli ha lottizzato a go go, però qualche nomina di valore l’ha fatta. Ad esempio, ho avuto modo di dire, e lo ribadisco, che la nomina del capo di gabinetto riguarda una persona di valore, che non conosco, che conosco di fama e di curriculum, l’ho detto anche a novembre, quindi, che c’entra?
Sullo stesso Segretario generale, di cui non ho mai parlato, ma di cui avete parlato voi, ho detto più volte, come ha ribadito il Consigliere Ciccioli, che indubbiamente è una persona di valore ed ha fatto bene il Presidente Acquaroli ad avvalersene, ma non in quella funzione, in un’altra magari, non in quella perché non ha i titoli. Io non parlo di persone, per carità.
Questo, ripeto, è soltanto nel rapporto tra portavoce e capo di gabinetto, per il capo di gabinetto va bene il trattamento da dirigente mentre per il portavoce, secondo me, va bene la posizione organizzativa massima, nulla c’entrano le persone.
Gli incarichi che sono stati dati dalla precedente Giunta, nessuno da me, non superavano questo trattamento, statene certi, ne potevano superarlo.

PRESIDENTE. Emendamento 23/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 23. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Votiamo contro perché non è stato accolto questo emendamento.
Riteniamo che la figura del portavoce sia importante, del quale il Presidente deve disporre, però il trattamento economico deve essere in quei limiti.
Dico al Consigliere Putzu che il trattamento economico dell’incarico, che io non ho conferito, rispetto al quale ero contrario e l’ho manifestato, era di 40.000 euro lordi in 7 mesi, diciamo che una massima posizione organizzativa prende di più, quindi i trattamenti che ha conferito quel Governo, non conferiti dal sottoscritto, sicuramente non superavano questo importo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Per dichiarazione di voto per conto del gruppo Fratelli d’Italia. Ovviamente mi permetto di dare delle risposte per delle inesattezze politiche, delle piccole differenze tra il ruolo del portavoce del Presidente e gli incarichi che voi avete dato a go go provando a lottizzare.
Il Consigliere Cesetti ha detto del Presidente Acquaroli, ma sappiamo tutti che non ha lottizzato nulla, anzi, sta ben governando questa Regione. Oltretutto gli incarichi dati dalla Giunta precedente, dove abbiamo visto 41.000 euro per sette mesi, riguardavano una persona che non aveva competenze in materia per quello che è stato nominato - questo dovete dire - mentre la portavoce del Presidente è una persona qualificata nel suo settore. Quindi, c’è questa piccola differenza non sostanziale, ma molto importante. Dobbiamo capire la differenza fra le vostre nomine, date solo per incarichi politici ad amici di partito, piuttosto che valorizzare le competenze, e quella che ha fatto il Presidente Acquaroli in merito al portavoce, che è una persona giovane, di tutto rispetto, capace e professionale nel suo settore. Da quello che so non ha tessere di partito, ma se le avesse non credo che sarebbe un problema perché è una nomina fiduciaria del Presidente, però è altrettanto vero che dimostra di essere una persona competente.
Nella Giunta precedente c’era l’allora Assessore Cesetti adesso sembra che ogni nomina non la voleva. Era l’Assessore al personale ed il dirigente che era del PD non lo voleva, un’altra persona non la voleva, ma allora che ci stava a fare in Giunta? Se non voleva quei nomi e glieli hanno messi sulla testa, il suo peso politico specifico era nullo in questo caso, ma io non credo questo, penso il contrario. Quelle erano nomine giustamente avallate anche dalla sua persona, quindi, eviterei di fare figuracce e di paragonare persone nominate a 41.000 euro per sette mesi senza competenze in materia, con il portavoce del Presidente, che è tutto di rispetto, un professionista serio. Ovviamente il voto di Fratelli d’Italia è a favore.

PRESIDENTE. Articolo 23. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 24. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Guardi, Presidente, questo articolo, che delinea abbastanza puntualmente le competenze dell’Organismo interno di valutazione, tra gli organismi di supporto del Presidente e della Giunta regionale, è istituito sotto un capo sbagliato, perché al comma 1 si dice: “Allo scopo di verificare l’imparzialità e l’efficienza dell’azione regionale e di sovraintendere al funzionamento complessivo del sistema di valutazione, dei controlli interni, della trasparenza, e dell’integrità, è istituito presso la Presidenza della Giunta regionale, l’Organismo interno di valutazione di cui all’articolo 14 del D. Lgs. 150/2009”. Se l’organismo interno di valutazione deve verificare l’imparzialità, l’efficienza e sovraintendere al sistema complessivo di valutazione, è evidente che è un organismo indipendente, infatti si compone di tre membri esterni all’amministrazione, dura in carica un triennio ed ha una funzione di controllo strategico, di supporto per la Giunta regionale nel processo di valutazione, nonché nella definizione delle linee guida. Ovviamente in questo caso si prevede giustamente, all’articolo 24 comma 4, e non potrebbe essere diversamente, che l’incarico di componente dell’organismo interno di valutazione sia conferito esclusivamente a soggetti di elevata professionalità ed esperienza. Se c’è la necessità che abbia questa autonomia e indipendenza si può mettere sotto il Capo IV degli Organismi di supporto del Presidente della Giunta regionale? Ma che scherziamo? Ma che organismo di supporto è? O supporta, come scrive la Consigliera Bora negli emendamenti, oppure … verifica l’imparzialità e l’efficienza. Votiamo contro per questa ragione.

PRESIDENTE. Articolo 24. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ci sono diverse richieste di interrompere, ma visto che abbiamo votato prima, quando c’era anche l’impianto di refrigerazione che non andava, adesso va un po’ meglio, ora facciamo l’articolo 25 che non presenta emendamenti.
Articolo 25. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ripeto, non intervengo perché ho qualche particolare voglia. Anche in questo caso: ‘Incarichi di collaborazione e convenzione con organismi di ricerca’, credo che la collocazione sistematica delle norme sia una necessità ineludibile nel processo normativo, come si fa a mettere sotto il Capo IV ‘Organismi di supporto del Presidente della Giunta regionale’ l’Organismo interno di valutazione, che deve avere una sua autonomia e indipendenza, che sovraintende all’imparzialità, all’integrità, insieme agli incarichi di collaborazione e convenzione con Organismi di ricerca? Incarichi di collaborazione che necessariamente sono fiduciari, questi si, sono di supporto, ma non possono essere inseriti con il Comitato tecnico, con l’incarico di collaborazione e convenzione, con Organismi di ricerca. Un ex magistrato avrebbe detto che non ci azzecca nulla!
Delle due l’una, o è sbagliata la collocazione dell’articolo 24, ed è sicuramente sbagliata, ed è quindi pertinente quella dell’articolo 25 …, ma queste due norme non possono stare insieme perché collidono tra di loro. Ad esempio l’Organismo di valutazione tra l’altro deve valutare se gli incarichi di collaborazione e di convenzione con organismi siano svolti con imparzialità, con efficienza, lo deve valutare, quindi possono avere la stessa dignità del Capo nella collocazione sistematica della norma?
Non lo so, purtroppo nelle Regioni, in tutte le Regioni, non c’è un Organismo che può fare le pulci alle norme, le può fare il Governo, glielo chiederemo, perché un provvedimento del genere se lo avesse fatto il Parlamento sicuramente il Presidente della Repubblica, non dico che lo avrebbe rinviato alle Camere, però avrebbe detto di scriverle sistematicamente bene.
Queste due esposizioni collidono tra di loro, quindi, noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Articolo 25. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Metto in votazione se continuare, come è stato già votato prima, o aderire alla richiesta che mi è pervenuta da più colleghi di interrompere e riprendere domani mattina, relativamente al fatto dell’orario tardi e del mancato funzionamento dell’impianto di refrigerazione.
Prosecuzione dei lavori fino al termine massimo delle ore 24,00. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 26.
Emendamento 26/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Il comma 2 dell’articolo 26, è sostituito dal seguente: ‘2. Il Comitato è composto da non più di tre esperti, estranei all’amministrazione regionale, scelti esclusivamente tra soggetti di elevata professionalità ed esperienza, maturata nel campo delle discipline giuridiche di interesse regionale, nelle tecniche di redazione normativa, e preferibilmente tra docenti universitari, nominati con le procedure previste dai commi 2 e 3 dell’articolo 25.’”.
Ha la parola, per l ‘illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il Comitato tecnico per la legislazione, di cui ho evocato il parere all’inizio di questa seduta, è un organismo di straordinaria importanza e nella norma si dice che è composto da non più di 5 esperti estranei all’amministrazione regionale, scelti tra specialisti qualificati in discipline giuridiche di interesse regionale, nominati con le procedure previste …, eccetera.
A me risulta, ad esempio, che il Comitato tecnico per la legislazione del Consiglio sia stato nominato con figure che gridano vendetta sotto il profilo della qualificazione professionale. Pensate che nel Comitato per la legislazione, che ci deve supportare, ci sono figure che non ci azzeccano niente con l’esperienza in tecniche legislative, perché non basta essere avvocato, non basta essere esperto di questioni regionali, c’è bisogno di una competenza specifica in tecniche legislative, che ci siano esperti di elevata professionalità ed esperienza maturate nel campo delle discipline giuridiche di interesse regionale, nella tecnica di redazione di atti normativi e aggiungo preferibilmente tra docenti universitari, mi taccio e lo dico dopo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Credo che non sia serio continuare così, noi abbiamo votato sulla sua proposta di sospensione, ora parla il Consigliere Cesetti e tutti chiacchierano, addirittura si fanno i selfie di gruppo in Aula, penso che sia una cosa abbastanza indecorosa, io non ho mai visto scene del genere nei 5 anni precedenti …

(interventi fuori microfono)

Antonio MASTROVINCENZO. Consigliere Putzu, a tutto c’è un limite, avete chiesto voi di continuare. Ci vuole rispetto per chi parla, altrimenti non si continua, anche per la comunità marchigiana.
Penso che sia meglio lavorare a mente fresca domani mattina, come proponevamo noi, ma voi avete voluto continuare, abbiate l’onestà e la correttezza di stare ad ascoltare chi parla, senza fare i selfie in Aula e capannelli di 10 persone. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Evidenziavo la composizione del Comitato, non c’è bisogno di cinque esperti quando ce ne sono tre per il Consiglio regionale, che tra l’altro fa le leggi.
Mi pare che il Comitato per la legislazione del Consiglio regionale sia composto da ci devono supportare tre esperti, mi spiegate per quale motivo il Consiglio regionale, che ritiene di avere tre esperti nel Comitato per la legislazione, consente alla Giunta di averne cinque, quando il Consiglio regionale fa le leggi, mentre la Giunta al più fa le proposte? Mi spiegate dove sta la coerenza in tutto questo? Un po’ di dignità istituzionale dove sta? Non possiamo contraddire noi stessi.
Ripeto, il Consiglio, che fa le leggi, ha tre esperti nel Comitato per la legislazione, la Giunta ne chiede cinque, il Consiglio glieli dà, quando la Giunta al massimo fa le proposte, ma stiamo scherzando? Questo tra l’altro incide sui costi, sulla spesa pubblica, collide con i principi di economicità, di imparzialità, con i principi degli articoli 97, 81 e 119 della Costituzione, con gli stessi principi del D.Lgs. 165. Dov’è la coerenza?
Gliene date cinque, però ritenete che noi, che facciamo le leggi, ne dobbiamo avere tre soltanto. Diciamo che sono cinque esperti, estranei all’Amministrazione regionale – e ci mancherebbe altro - scelti tra specialisti qualificati in discipline giuridiche di interesse regionale. Scusate, ma se il Comitato per la legislazione non deve avere alta professionalità maturata nel campo delle discipline giuridiche, anche delle tecniche di redazione degli atti normativi, preferibilmente tra docenti universitari, che sono quelli che più di altri hanno la capacità delle tecniche legislative …, ve l’immaginate voi i funzionari delle Commissioni parlamentari che non sono esperti in tecniche legislative, oppure non sono docenti universitari, ma stiamo scherzando?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Noi voteremo contro questo emendamento del Partito Democratico.
Non ci vedo niente di male nella composizione dei cinque esperti per quanto riguarda l’Avvocatura, anzi, mi verrebbe da dire che dovremmo allargare, come già è stato discusso nell’Ufficio di Presidenza, anche per l’Assemblea legislativa e portare il Comitato di esperti da tre a cinque. Visto che proponete questa cosa vediamo di modificarla il prima possibile.
Detto questo, io ho fatto il Consigliere d’opposizione ed ho tenuto banco fino alle 2, alle 3 di notte, quindi apprezzo il vostro spirito, continuiamo tranquillamente senza problemi, è compito dell’opposizione anche fare ostruzionismo.
Faccio i complimenti al Consigliere Cesetti per la determinazione, mi auguro di arrivare alla sua età come lui.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Qui mi sento di intervenire perché il tema non è un qualsiasi emendamento, ma si contesta la composizione del Comitato legislativo.
Mi sembra di ricordare, però non sono certo, vado a memoria, che circa l’80% dei provvedimenti che pesano in questo Consiglio regionale sono proposte di legge che vengono dalla Giunta, mentre quelle presentate dai Consiglieri sono una parte più modesta, che vanno ad occuparsi di settori di nicchia. Per esempio, oggi abbiamo approvato la legge sugli itinerari ebraici, stiamo lavorando sulle norme riguardanti la fisarmonica, le dimore storiche e le ville antiche, sono disegni di legge di nicchia, ma le grandi proposte di legge che arrivano in Consiglio sono della Giunta, lo è stato nel passato e non so cosa accadrà in futuro, ma probabilmente sarà lo stesso.
La composizione dell’attuale Comitato è di cinque membri, così richiede la Giunta, solo tre sono stati nominati … Scusate, mi permetto, sono in una situazione …, Presidente posso richiamare i colleghi della mia maggioranza?

PRESIDENTE. Li richiamo io e la prossima volta che vedo persone fuori posto sospendo la seduta. Abbiamo deciso tutti insieme di continuare e adesso dobbiamo rispettare le modalità per continuare. Capisco che è difficile per tutti.

Carlo CICCIOLI. I tre dalla Giunta sono: una professoressa costituzionalista già in carica con la precedente amministrazione, un professore docente universitario e un avvocato di Roma esperto in contratti. Su cinque componenti ne sono stati nominati solo tre da parte della Giunta, sono persone con un curriculum forte, su questo non ci piove, tra l’altro è stata confermata, una scelta qualificata, una persona che era già presente.
Mi si deve spiegare quale sarebbe la motivazione per cui, se l’80% delle proposte di legge provengono dalla Giunta, si ritiene che il ruolo del Consiglio non sia sufficientemente tutelato. Noi abbiamo tre componenti, io ne conosco uno che è stato ex vice sindaco ed ex Presidente di un Consiglio comunale, un avvocato che per i suoi ruoli precedenti è esperto in amministrazione pubblica.
Mi sembra che questa sia una contestazione capziosa, se ci fossero persone senza curriculum …, ma in genere si tratta di professori universitari che hanno al loro attivo pubblicazioni, ricerca, un percorso, una carriera universitaria, che hanno dovuto affrontare dei concorsi, credo che questa sia una contestazione - è chiaro, l’opposizione l’ho fatta anch’io per tanto tempo ed è una cosa in cui uno si applica per vedere … - che mostra una faccia debole. Su altre cose magari si poteva anche obiettare, su questa mi sembra proprio di no.

PRESIDENTE. Emendamento 26/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 26/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo il comma 2 dell’articolo 26, è aggiunto il seguente: ‘2 bis. I componenti del Comitato non possono essere nominati tra i dipendenti dell’amministrazione interessata o tra soggetti che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali, ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione. Non possono, altresì, essere nominati, coloro che nei tre anni precedenti la designazione hanno svolto funzioni di amministratori degli enti, delle agenzie regionali e di società partecipate della Regione e coloro che sono stati dipendenti della Regione.’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Dico subito al Consigliere Ciccioli perché è connesso, che proprio le sue considerazioni lo avrebbero dovuto portare a votare favorevolmente il mio emendamento. Se la Giunta nel nominare i tre componenti del Comitato per la legislazione ha nominato dei professori universitari, questo le fa onore, ma la nomina di professori universitari non deve essere una gentile concessione della Giunta perché un domani potrebbe arrivare una Giunta che non nomina dei docenti universitari. Infatti, se non deve essere una gentile concessione, il mio emendamento diceva ‘preferibilmente fra docenti universitari’, io questo l’ho scritto, qui non c’è scritto, non può essere una gentile concessione.
Lei è un ottimo psichiatra, è anche in grado di valutare bene la finalità della norma, è quello che ha detto lei doveva portare all’approvazione dell’emendamento, anche perché, ad esempio, il Consiglio regionale e l’Ufficio di Presidenza non hanno nominato esperti universitari, quelli nominati saranno bravissimi professionisti, ma non sono esperti in tecniche legislative, come quelli nominati dalla Giunta, ma non può essere una gentile concessione. Per quelle ragioni doveva votare a favore di quell’emendamento.
Capisco che il Consigliere Serfilippi non si scandalizza dopo quella nomina. C’è un’età anagrafica, io sono più vecchio di lei, e c’è un’età biologica e su quella quando vuole da amici ci possiamo misurare per vedere chi è più giovane e più vecchio, poi c’è un’età storica e su quella la sovrasto e le auguro di arrivare alla mia età come, grazie a Dio, ci sono arrivato io biologicamente, con la mia età biologica. Le auguro di arrivare alla mia età, come grazie a me, agli uomini ed anche alla mia famiglia sono arrivato io storicamente perché io sono stato Sindaco eletto dal popolo …

PRESIDENTE. Consigliere, sull’argomento dell’emendamento, altrimenti andiamo fuori tema. Questa è una replica agli interventi … Ha fatto una divagazione.

Fabrizio CESETTI. Va bene, sull’emendamento dirò dopo.

PRESIDENTE. Siamo nella discussione dell’emendamento 26/2, su cui lei ancora non è intervenuto, che parla dell’incompatibilità, incandidabilità di alcuni componenti del Comitato per la legislazione.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Per concludere con il Consigliere Serfilippi, è pertinente, gli auguro di arrivare alla mia età. Io ho fatto il Sindaco, tre volte il Parlamentare, due volte Presidente della Provincia, due volte Consigliere regionale, valuti lei, le auguro di arrivarci.
Raccomando l’approvazione dell’emendamento perché attiene ai componenti del Comitato, che non possono essere nominati tra i dipendenti dell’amministrazione interessata, o tra i soggetti che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali, ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione di consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione; non possono essere altresì nominati coloro che nei tre anni precedenti la designazione abbiano svolto funzioni di amministratori negli enti, nelle agenzie regionali di società di partecipazione.
Mi riferisco a ciò che ha detto il Consigliere Ciccioli, perché il vice sindaco sulla base di questo emendamento non potrebbe essere nominato, se l’ha fatto nei tre anni precedenti.
L’emendamento del Consigliere Cesetti non è una sua invenzione capziosa, credetemi, io non ho alcun interesse a stare qui a fare le capziosità, l’emendamento è preso di sana pianta dall’articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150 “Organismi indipendenti di valutazione della performance” in vigore dal 22 giugno 2017, articolo 14 comma 8 sul Comitato. Quindi, ne raccomando l’approvazione.
Io non ho interesse in questa vicenda a stare qui, né a giocare perché non sto giocando, io ci sto perché sono stato delegato dal mio gruppo e perché credo in quello che faccio nell’interesse dell’istituzione e anche nel vostro interesse, anche per farvi riflettere qualche volta.

PRESIDENTE. Emendamento 26/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 26. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Siamo contrari perché sono stati respinti i nostri emendamenti che avrebbero dato dignità a questo importante organismo tecnico per la legislazione, un organismo di grande supporto per la Giunta regionale e, se vogliamo, per lo stesso Consiglio regionale.
E’ evidente che un Comitato tecnico per la legislazione nella disponibilità della Giunta altamente qualificato, quello che veniva evocato prima dal Consigliere Ciccioli, che ha detto che la Giunta ha nominato esperti di comprovata levatura universitaria, di alta qualità, è un supporto importante anche per l’Assemblea legislativa, di questo me ne rendo conto e va bene.
E’ vero anche quello che ha detto il Consigliere Ciccioli, che la maggior parte delle proposte vengono dalla Giunta, e se sono state valutate dal Comitato tecnico per la legislazione e sono coerenti a noi questo ci aiuta, ci aiuta ad adottare una legislazione che sia degna di se stessa.
Ho detto che quella particolare professionalità, che ha evocato il Consigliere Ciccioli, che la Giunta ha fatto non può e non deve essere una gentile concessione della Giunta stessa, ma noi lo dobbiamo stabilire nel nostro interesse nel dettato normativo.
Questo è quello che ho cercato di fare con il primo emendamento, che andava a modificare il comma 2 mentre il comma 2 bis, l’ ho già detto prima, prevedeva un insieme di incompatibilità a garanzia di tutti, incompatibilità che tra l’altro sono state riprese dal decreto legislativo 150 del 2009, come ho detto poc’anzi, perché non avvenga quanto accaduto all’interno dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, che ha nominato nel Comitato tecnico per la legislazione persone che saranno di assoluto valore, anzi, qualcuno lo è perché lo conosco nella sua professione, ma credo che nulla capiscano di tecnica legislativa e se penso che devo ricorrere, che noi dobbiamo ricorrere al parere di quelli, siamo fritti. Siamo finiti, come faccio a farmi dare un parere da quelli che non ci capiscono niente di tecnica legislativa?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Brevemente, il problema che pone il Consigliere Cesetti è giusto in una certa ottica ed è sbagliato in un’altra.
Ultimamente ho visto che quando si prevedono delle griglie strette per gli organismi - sia per i Comuni che per le Assemblee legislative - al momento della nomina poi capita che quello che potremmo scegliere, che andrebbe bene, non entra nella griglia.
Vorrei rassicurare il Consigliere Cesetti perché il Presidente del Consiglio comunale, ex vice sindaco, ha cessato la sua attività istituzionale nel 2014.
Credo che oggettivamente ci debba essere un livello opportuno e indispensabile dal punto di vista del curriculum in merito agli studi ed alle attività, però attenzione a incatenarsi troppo con le norme perché spesso non si può fare la nomina adeguata, magari uno ha tutti i titoli, però non è adeguato per quel posto, mentre un altro che non ha tutti i titoli sarebbe valido. Un po’ di discrezionalità secondo me ci torna utile.

PRESIDENTE. Articolo 26. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 27. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Su questo articolo non abbiamo presentato emendamenti perché in quello che abbiamo fatto e stiamo facendo non c’è alcun intento ostruzionistico, ma solo la ferma determinazione a far valere le nostre convinzioni attraverso emendamenti che hanno un loro fondamento. Se avessimo voluto fare ostruzionismo su un articolo del genere avrei fatto 50 emendamenti. Consigliere Serfilippi, non c’è stata una parola a fini ostruzionistici, però se vuole vedere come si fa ostruzionismo troveremo l’occasione e vi dirò come si fa.
Negli incarichi di collaborazione presso la Presidenza della Giunta regionale si prevede che il Presidente della Giunta possa conferire fino a tre incarichi a persone estranee all’amministrazione regionale, di riconosciuta e specifica competenza ed esperienza nell’ambito delle politiche istituzionali della Regione. Pensate, per un incarico di collaborazione ci vogliono riconosciute e specifiche competenze ed esperienze nell’ambito delle politiche istituzionali della Regione, però queste specifiche competenze ed esperienze non sono necessarie per il Comitato tecnico della legislazione che deve fare gli articolati regionali, ma vi rendete conto dov’è la contraddizione? E dopo sono io che faccio ostruzionismo? Vi rendete conto che cosa avete scritto e che cosa avete fatto non approvando quell’emendamento di prima? Se avevate approvato l’emendamento che noi abbiamo proposto all’articolo 26, l’avreste reso coerente con l’articolo 27 e non può essere questo. Votiamo contro.

PRESIDENTE. Articolo 27. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 28. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Chiedo la verifica del numero legale.

Presenti: Antonini, Assenti, Ausili, Bilò, Biondi, Borroni, Cesetti, Ciccioli, Latini, Leonardi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Assenti: Acquaroli, Baiocchi, Biancani, Bora, Cancellieri, Carancini, Casini, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Ruggeri, Santarelli, Vitri.

PRESIDENTE. Presenti 16, assenti 15, il numero legale c’è, possiamo continuare.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Io ho interesse a che si concluda questo provvedimento. Prima ho dato la disponibilità anche a fare delle sedute assembleari fino a ferragosto, però ho il diritto che anche voi stiate all’interno di quest’Aula.
Questo articolo non va bene, fermo restando che la Giunta regionale deve avere le segreterie particolari, va bene che una unità possa essere esterna, va bene che le unità esterne possano essere due se sono a 18 ore, va bene che le altre siano interne, va tutto bene, però la lungaggine di questo provvedimento tradisce l’illegittimità di questa disposizione perché interviene su questa materia sulla quale lo scorso anno, per quanto riguarda gli incarichi del personale alle dirette dipendenze degli organismi politici, mi feci promotore – si ricorderanno i Consiglieri dei gruppi dell’attuale maggioranza – di una proposta di legge molto apprezzata, tra l’altro, con cui misi a riparo la normativa regionale rispetto alla quale il Procuratore regionale della Corte dei Conti, in occasione della parifica del rendiconto regionale, aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale, in un primo momento respinta perché dichiarata non rilevante ai fini della decisione, ma successivamente manifestò l’intenzione di riproporla perché nel frattempo la Corte Costituzionale si era pronunciata su un ricorso della Corte …
Ho finito il tempo lo dico dopo.

PRESIDENTE. Articolo 28. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 29.
Emendamento 29/1 a firma dei Consiglieri Bora, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 29 comma 1 le parole ‘in via prioritaria’ sono cancellate”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Sulle parole ‘in via prioritaria’ abbiamo ritenuto opportuno fare un emendamento perché verrebbe davvero da aggiungere: che significa in via prioritaria? Vengono previste altre assegnazioni, non è chiaro, per cui chiediamo anche un chiarimento rispetto a questo aspetto che in passato è stato molto dibattuto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sono favorevole a questo emendamento tanto che l’ho firmato.
Per concludere l’intervento di prima, che è strettamente connesso, il Procuratore regionale della Corte dei Conti manifestò l’intenzione di sollevare la questione di legittimità costituzionale sulla legge regionale perché nel frattempo la Corte costituzionale, decidendo su un’identica questione sollevata dalla Corte dei Conti della Regione Liguria, aveva detto che il legislatore regionale non poteva legiferare in siffatta materia in quanto era riservata, come dicevo stamattina, alla competenza esclusiva dello Stato. Allora feci di mia iniziativa - non passai per la Giunta perché legittimamente non tutti erano d’accordo - una modifica di quella norma regionale. Dissi tranquillamente alla Procura ed alla Corte dei Conti che avrei provato a modificare la legge, ci riuscì, il Consiglio concordò, ci fu un confronto sindacale molto serrato, con il quale si convenne il percorso, arrivammo in Aula ed io riuscii ad ottenere quella modifica che rendeva la legge regionale conforme al dettato costituzionale, così come riteneva il Procuratore regionale della Corte dei Conti, che quindi non sollevò la questione di legittimità costituzionale e lo dichiarò in udienza perché, disse, il legislatore regionale si era uniformato. La Consigliera Leonardi ricorderà tutto questo.
L’abbiamo fatto, è andata bene, era giusto farlo e abbiamo messo a riparo …, altrimenti se fosse stata sollevata la questione di legittimità costituzionale, la Corte Costituzionale, che già aveva un precedente, avrebbe dichiarato illegittima la legge regionale. Non avremmo potuto dare più le indennità, gli emolumenti al personale di diretta collaborazione politica, ma non solo …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Cara Consigliera Leonardi, so bene cosa faccio, quella legge regionale riguardava anche gli addetti alla guida delle autovetture, gli autisti, se lei non se lo ricorda glielo ricordo io, quindi è pertinente perché la legge regionale “sollevamento della questione di costituzionalità” - se lei non si ricorda - riguardava le segreterie politiche e gli autisti ed il confronto serrato con il sindacato venne fatto proprio per gli autisti, evidentemente lei era in tutte altre faccende affaccendata. Va bene?
Tutto qui, quindi, è perfettamente rilevante e pertinente.

PRESIDENTE. Quando un Consigliere interviene vi prego di fare silenzio, poi avete il tempo per intervenire, replicare e contestare eventuali criticità sollevate o individuate. Emendamento 29/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 29. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. In questo caso la disposizione che riguarda gli addetti alla guida delle autovetture, che voi avete riproposto, è stata ricondotta a conformità costituzionale sulla base delle proposte del sottoscritto, perché io so di che parlo. Ad ulteriore dimostrazione, ripeto, che non sto facendo ostruzionismo perché so di che parlo a differenza di altri.
Sono vicende che ho vissuto, Consigliere Serfilippi, è la cosiddetta memoria storica, per cui uno è protagonista di quello che fa e non è silente osservatore, anche in questo c’è una differenza nell’età che si vive e che ci è dato vivere. C’è una differenza di fondo.
Allora, perché noi votiamo contro sebbene sia conforme a quelle disposizioni? Perché era giusto l’emendamento della Consigliera Bora? Che significa: “il personale addetto alla guida delle autovetture è destinato in via prioritaria all’assolvimento delle esigenze di mobilità connesse a compiti istituzionali dei componenti della Giunta regionale”? Non in via prioritaria, il personale addetto alla guida delle autovetture deve essere a disposizione per l’assolvimento delle esigenze di mobilità della Giunta e del Presidente, quindi anche questo è un emendamento che va nella direzione di accrescere le prerogative della Giunta perché riteniamo che un Assessore regionale, e ve lo dice chi l’ha fatto, un Presidente, addirittura, debba avere a disposizione l’auto e l’autista perché si deve spostare, perché lo deve fare con velocità, perché non si trova il parcheggio, perché è stanco, perché mentre è in macchina con l’autista studia gli atti, perché risponde al telefono, perché attiene alle esigenze del servizio, allora non in via prioritaria.
L’Assessore Castelli deve avere a disposizione l’autista con la macchina 24 ore su 24, ma non perché deve fare il fighetto, ma perché ha bisogno di lavorare, perché il tempo non gli arriva, come si dice, perché quando gli telefonano non deve avere la tentazione di lasciare il volante.

(intervento fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Il tempo, state tranquilli, lo prendo tutto e lo rispetto, non mi pare che stia dicendo sciocchezze, sto dicendo cose reali.
Credo che un Assessore debba avere l’autista con la macchina per quelle esigenze, penso che sia un’esigenza innanzitutto dell’istituzione, perché se l’Assessore Castelli può telefonare mentre l’autista guida, può studiare mentre sta in auto, ci guadagna l’istituzione, se l’Assessore Castelli non deve perdere tempo con il parcheggio, credo che ci guadagni l’istituzione.
Per questo andava accolto quell’emendamento e per questa ragione noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Lo faccio brevemente sennò la maggioranza mi uccide. Siccome il Consigliere Cesetti mi ha giustamente citato, immagino come uno dei tanti Assessori, voglio dire che noi stiamo valutando da diverso tempo un regolamento che riguarda l’utilizzo delle autovetture e più volte in realtà il Dirigente del personale, credo che l’abbia detto anche a lei, ha evocato una questione che era stata oggetto anche di dispute e di interpretazioni giurisprudenziali e personali diverse. In particolare il Dirigente del personale sostiene che la norma, che è stata introdotta nell’ambito della spending review per l’utilizzo delle autovetture, vieti in ogni caso lo spostamento attraverso l’autista e l’autovettura di servizio nel tragitto casa lavoro, tanto è vero che non tutti utilizzavano la macchina. La Consigliera Casini, ad esempio, usava l’autovettura casa lavoro, nonostante il Dirigente del personale – glielo ha detto più volte - sostenesse che non fosse corrispondente a norma e questa cosa ha creato molti problemi.
E’ evidente, non so qual era la posizione dell’Assessore al personale, che era un tema. Ufficialmente e formalmente sostengo che il Dirigente del personale, ne abbiamo parlato anche in Giunta, esclude che sia legittimo l’utilizzo dell’autovettura nel tragitto casa lavoro, non lo dico io, non dico che ha ragione il Dirigente, dico che è così.
Visto, quindi, che il Dirigente al personale da diverso tempo sta proponendo un regolamento che va in questo senso, è evidente e viene da sè che gli innumerevoli autisti potrebbero avere del tempo libero, non perché non sia vero quello che dice il Consigliere Cesetti, ma perché se avesse ragione il Dirigente in questa interpretazione, ne verrebbe che la disponibilità di tempo degli autisti non sarebbe comunque assorbita interamente dai compiti di servizio relativi all’assolvimento delle esigenze di mobilità, da qui il “in via prioritaria”.
Diciamocela tutta, se non vengono utilizzati gli autisti devono fare anche altre cose, io capisco tutto, ma non possono rimanere a stazionare, credo che un principio di economicità e di corretto utilizzo del personale pubblico possa prevedere, qualora rimangano nella disponibilità oraria, che facciano qualcos’altro. Tanto è vero che, credo, recentemente c’è stato l’impiego degli autisti per la famosa guida delle autobotti, che erano utili nelle zone del terremoto. Non c’è nulla di scandaloso in questa previsione.

PRESIDENTE. Articolo 29. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 30. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi votiamo contro questo articolo per non dare alcuna dignità a questo pessimo articolato, però con l’occasione voglio rispondere, ed è pertinente, in modo costruttivo all’Assessore Castelli in tema di responsabilità.
Il Dirigente al personale è bravo, però è evidente che in quel caso, anche se avesse qualche dubbio, dovrebbe assumere la responsabilità di una decisione che va nella direzione che dicevo io.
Da Assessore nel tragitto casa Regione non ho mai usufruito dell’autista e prendevo l’indennità chilometrica alla quale la Consigliera Casini, ad esempio, rinunciava. Probabilmente “sotto il profilo economico” ci ho guadagnato io, ma sotto il profilo del tempo ci ha guadagnato lei e la Regione, io poi lo guadagnavo lo stesso perché venivo con il treno e studiavo nel tragitto, o venivo con mia figlia e studiavo in macchina.
Ritengo che un Assessore debba avere questa possibilità.
Assessore Castelli, capisco che può anche essere giusto quello che lei dice, stabilire in via prioritaria perché se quelli non possono venire a prendere me non è che si devono girare i pollici, però qual è il punto? E’ una considerazione pertinente la sua, però c’è questo aspetto, che se noi scriviamo ‘è destinato in via prioritaria all’assolvimento delle esigenze’ stabiliamo legislativamente quello che dice il Dirigente al personale, che in questo caso secondo me sbaglia. Se noi mettiamo in via prioritaria, il Dirigente al personale quando manda l’autista a prenderla a casa dirà: “L’avete scritto voi nella norma regionale”, invece se noi togliamo “in via prioritaria” lo deve dare e se a qualcuno non sta bene in quel caso impugna la norma, ma se la legge regionale lo prevede il Dirigente al personale non ha alcuna responsabilità e a lei la vengono a prendere, come è giusto, a casa, se vuole.


PRESIDENTE. Articolo 30. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 30 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 30 bis/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo l’articolo 30 è inserito il seguente:
‘Articolo 30 bis Incompatibilità
1. E’ incompatibile con il rapporto di lavoro di cui all’articolo 30:
a) l’esercizio di attività commerciali, industriali o professionali;
b) l’assunzione di cariche in società con fini di lucro, con esclusione di quelle a partecipazione pubblica;
c) la contemporanea sussistenza di un rapporto di impiego alle dipendenze di soggetti pubblici o privati.
2. Non sussiste l’incompatibilità di cui al comma 1 per i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale. Le specifiche ipotesi ed i limiti per lo svolgimento delle attività extra-istituzionali del personale a tempo parziale sono disciplinate, nel rispetto dei principi dell’ordinamento vigente, dall’atto di Giunta di cui al comma 4.
3. Su richiesta dell’interessato può essere autorizzata l’accettazione di incarichi temporanei ed occasionali a favore di soggetti pubblici o privati, l’assunzione di cariche in società non aventi fini di lucro oppure in società con fini di lucro a partecipazione pubblica. L’autorizzazione viene concessa dopo aver verificato la compatibilità con gli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro con la Regione e sempre che non ostino ragioni di opportunità particolarmente in relazione all’esigenza di assicurare la trasparenza dell’operato dell’Amministrazione.
4. La Giunta, con propria direttiva:
a) determina i dirigenti competenti al rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 3 nonché i criteri oggettivi a cui attenersi per tale rilascio;
b) individua le tipologie di incarichi che, per le loro caratteristiche, si intendono autorizzati decorso un determinato lasso di tempo dalla domanda senza che sia intervenuto un provvedimento di diniego o una richiesta di ulteriori elementi di valutazione.
5) Il dirigente competente in materia di personale diffida il dipendente per il quale sussista una delle cause di incompatibilità di cui al comma 1 ad eliminare tale situazione fissandogli un termine. Qualora il dipendente non comunichi l’avvenuta cessazione della causa di incompatibilità entro il termine fissato, il direttore generale competente in materia di personale dispone la risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa. E’ peraltro fatta salva, pur rimossa la situazione di incompatibilità, l’applicazione di eventuali sanzioni disciplinari.
6. Con la direttiva di cui al comma 4 la Giunta istituisce un elenco degli incarichi attribuiti o autorizzati e delle cariche assunte ai sensi del presente articolo, con indicazione dei relativi compensi e ne individua le modalità di tenuta e di accesso.
7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano qualora il dipendente regionale sia chiamato a ricoprire incarichi o cariche su designazione o nomina della Regione.
8. Il dipendente ha diritto, a domanda, ad essere collocato in aspettativa senza assegni qualora intenda stipulare un contratto dirigenziale o relativo alle funzioni direttive a tempo determinato presso la Pubblica Amministrazione.’”.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Lei lo ha letto ed io la ringrazio. Anche in questo caso non si può dire che questo emendamento sia ostruzionistico, mi pare di averlo presentato anche in Commissione, non è ostruzionistico perché, converrete con me, c’è voluto anche un po’ di tempo per scriverlo e non è stato fatto per atti separati, se fosse stato fatto con l’intento ostruzionistico l’avrei potuto separare nei vari commi e inserire magari qualche altro articolato.
Questo sull’incompatibilità è un emendamento, così come articolato, tratto da altre disposizioni di leggi regionali, che ho avuto cura di esaminare insieme alle nostre, quelle attualmente vigenti. Mi sono visto anche altre norme regionali, segno evidente che in me non c’è alcun intento se non quello di migliorare un articolato, ho studiato la legge regionale dell’Emilia Romagna, quelle della Toscana, del Lazio e da queste ho tratto degli emendamenti che pensavo potessero darvi una mano a migliorare il testo. Ad esempio, perché è utile prevedere questa incompatibilità in modo così dettagliato? Disciplinare esattamente la fattispecie consegna a ciascuno una responsabilità, a chi quella incompatibilità la deve praticare, a chi la deve semmai giudicare. Significa articolare bene una fattispecie determinata e molto delicata.
Prevedere, invece, un insieme di incompatibilità generiche, non disciplinate adeguatamente, credo che esponga la struttura regionale ad un percorso di incertezza, per questo ho preferito dettagliarla e credo che anche questo emendamento, che fra l’altro non va ad incidere sull’articolato vostro, possa essere votato perché è autonomo rispetto a tutto il resto, ma può dare una mano.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ho spiegato le ragioni, non le ripeto, vi chiedo di riflettere, non dovete approvare questo emendamento per me perché, ripeto, non mi date nessuna gratificazione, però, l’articolo 30 bis sull’incompatibilità non incide in alcun modo né collide con questo pessimo articolato che voi vi accingete ad approvare. Perché non dovete approvare questo emendamento? Credo che potrebbe dare una mano, quando dice, ad esempio, che il dirigente competente in materia di personale diffida il dipendente per il quale sussiste una delle cause di incompatibilità di cui al comma 1 ad eliminare tale situazione. A me è capitato nella mia precedente esperienza anche di Presidente della Provincia, di Assessore regionale, dipendenti che lamentavano provvedimenti nei loro confronti assunti rispetto a fatti non tipicizzati, generici.
Il fatto generico non tipicizzato intorno all’incompatibilità è un fatto ingiusto da una parte e dall’altra inopportuno perché crea e determina incertezza. Contestare un’incompatibilità e poi emettere all’esito di quella contestazione, magari non tipicizzata, un provvedimento definitivo di rimozione, può determinare un’impugnazione perché non è tipicizzato, e magari arriva un giudice che dopo mesi, anni, annulla quell’atto normativo.
Voi capite che questo espone la struttura organizzativa, che magari si regge su quella figura, oltre ad un fatto di ingiustizia ad una situazione di incertezza. Pensate a cosa succederebbe agli atti emessi da un soggetto che magari viene “rimosso” per incompatibilità, rimozione che viene poi annullata.
La tipizzazione non è una fissazione del Consigliere Cesetti, ma una necessità.

PRESIDENTE. Emendamento 30 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 31.
Emendamento 31/1 a firma delle Consigliere Ruggeri Lupini: “Il comma 2 dell’articolo 31 della proposta di legge n. 52/2021 (Disposizione di organizzazione del personale della Giunta regionale) è soppresso”.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Con questo emendamento si pensa di attuare in modo più efficiente la disciplina delle dotazioni organiche prevedendo una revisione triennale nonché una programmazione dei fabbisogni professionali che tenga conto oltre che dei vincoli di finanza pubblica anche delle esigenze correlate all’evoluzione istituzionale e funzionale dell’ente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

(in fase di completamento)