Resoconto della seduta n.45 del 23/11/2021
SEDUTA N. 45 DEL 23 NOVEMBRE 2021

La seduta inizia alle ore 12,55

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 45 del 23 novembre 2021. Do per letti i processi verbali delle sedute nn. 43 e 44 rispettivamente dell’8 e 9 novembre 2021, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Proposta di legge n. 43
ad iniziativa dei Consiglieri Ciccioli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Leonardi, Putzu
“Interventi di valorizzazione delle dimore, ville, complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore storico-culturale della regione”

Nuova titolazione “Interventi di valorizzazione delle dimore, ville, complessi architettonici dei paesaggi parchi e giardini di valore storico-culturale della regione”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 43 dei Consiglieri Ciccioli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Leonardi, Putzu.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Innanzitutto vorrei cominciare dicendo che questa proposta di legge, come tutte le leggi che muovono i primi passi, poi diventerà organica. Il testo è stato implementato di proposte e suggerimenti a cui non si era pensato, quindi l’atto che giunge in Aula è sicuramente migliore di quello che era stato pensato in un primo momento e di questo devo ringraziare soprattutto le associazioni che si occupano di questi temi, in particolare cito l’Associazione dimore storiche, il Fai, che è una associazione emerita, Marche in ville, che è una associazione neofita che vorrebbe occuparsi della valorizzazione in senso culturale e di spettacoli. Cito un po’ tutti coloro che in questi mesi, da quando la proposta è stata presentata il 14 aprile 2021, si sono interessati ed hanno dato il loro contributo.
Dico subito che questo provvedimento nasce da un suggerimento, come sempre c’è qualcuno che approfondisce di più gli argomenti e magari indica alla Regione, ai Consiglieri regionali, agli Assessori idee che non vengono messe a fuoco sufficientemente. La testimonianza è quella di un operatore turistico importante, storico, che mi ha detto che nel brand più apprezzato per l’Italia ci sono proprio i complessi architettonici, paesaggistici, le ville, le dimore storiche, i giardini di valore storico/culturale. Oggi c’è un turismo di fascia alta, anche medio alta, non solo di fascia altissima, che invece di andare negli alberghi tradizionali, invece di fare vacanze ordinarie, chiede di conoscere ed esplorare le residenze, dimore molto esclusive, dei secoli passati, che sono testimonianza di vita e di grande bellezza.
Nell’ultimo congresso internazionale dei tour operator, che si è svolto, mi sembra, a Parigi, l’interesse su questi beni storici è stato evidenziato da molti interventi, quindi le Marche, che possiedono in grande misura questi beni, si possono proporre. Non è che uno scopre il mare o l’acqua calda, basta guardarsi intorno e pensare ai castelli della Scozia, alla Loira, alle residenze di campagna dello Champagne, ma anche al nostro Piemonte e all’ormai lanciatissima Toscana. Questo è il richiamo di un turismo tra l’altro molto rispettoso dei beni che va a visitare, un turismo anche ricco dal punto di vista dei contributi economici che porta, che sicuramente va tenuto in grande considerazione.
Le Marche hanno una rete di grandissime dimore storiche, in parte appartengono al Medio Evo ed al Rinascimento, altre invece sono successive, sono del periodo dello Stato della Chiesa, delle grandi famiglie di Roma, magari originarie delle Marche, come nel caso del Papa della Genga, Fiumi Sermattei, oppure di famiglie che da Roma e da altre regioni trovarono nel nostro territorio delle bellezze paesaggistiche così significative da costruire una delle loro residenze.
Questi beni purtroppo, è questo il loro limite, hanno un costo di manutenzione altissimo e molto spesso non sono fruibili perché sono di proprietà, passate per eredità nei secoli. Pochi minuti fa in Commissione ricordavo che c’è una villa di Fano che addirittura è passata dopo 7 secoli, attraverso varie famiglie, ai discendenti di Dante Alighieri, è un caso. La famiglia Piccolomini ad Ascoli Piceno ha dato anche un papa. Principi e feudatari importanti hanno messo le loro dimore nella nostra regione, arricchite da giardini bellissimi. In questi giorni è all’attenzione di tutti l’acquisto di Villa Buonaccorsi da parte del Comune, del Ministero dei beni culturali e della Regione Marche.
La famiglia Buonaccorsi di Roma è una delle più grandi famiglie che ha fatto la storia con i Papi. Di palazzi Bonaccorsi a Roma ce ne sono diversi, nelle Marche abbiamo questa residenza a Potenza Picena, che è anche la città del nostro Presidente della Regione, che ha dei giardini del ‘700 che sono stupefacenti da quanto sono belli, dai giochi d’acqua, all’ornamento, all’insieme degli spazi.
Tutto questo va valorizzato nella nostra regione, per cui era importante fare una legge.
La prima obiezione che mi è stata fatta è che ci sono pochi soldi, assolutamente vero, i soldi sono pochi, nel bilancio di previsione saranno implementati, ma nel momento in cui la legge avrà successo, spero che l’avrà, vedrà l’interesse, soprattutto l’adesione dei proprietari privati. Ovviamente ce ne sono alcuni che non hanno alcun problema di finanziamento, se pensiamo a Villa Imperiale a Pesaro di proprietà della famiglia Castelbarco-Albani, che ha immobili nel centro storico di Milano, mantenere una residenza al massimo livello non è un problema, ma ci sono anche famiglie che hanno difficoltà a conservare queste residenze.
Noi vogliamo renderle pubbliche, permettere la loro fruizione ai visitatori. Abbiamo osservato quello che è successo in altre regioni italiane, soprattutto in Veneto, dove notoriamente le ville dell’entroterra hanno una storia legata alla Repubblica di Venezia, non solo le ville palladiane, ci sono di varie fasce e di secoli diversi, nel Lazio. Ville bellissime ci sono anche in Lombardia e in altre regioni italiane.
Abbiamo osservato quello che è successo nelle altre regioni, abbiamo valutato le leggi dello Stato che già ci sono, molte di queste ville hanno vincoli dello Stato le cui leggi attribuiscono la possibilità di restauro, di consolidamento, fondi che non ci sono per altri tipi di edifici storici. Quindi, abbiamo cercato di mettere insieme legislazioni diverse, esperienze di altre Regioni ed anche aspetti innovativi.
Concludo dicendo che la nostra proposta di legge è la valorizzazione di beni culturali ambientali e la promozione delle organizzazioni culturali, importante è l’inserimento di questi beni in una rete informatizzata che possa essere pubblicizzata attraverso un vasto ed eterogeno quadro di edifici, anche dal punto di vista dell’età storica e valore, molto diversi, ovviamente che siano di elevato livello storico culturale.
Abbiamo creato un Comitato tecnico in cui c’è la presenza delle associazioni emerite che operano in questo settore, sono circa cinque ed abbiamo voluto prevedere la presenza di ognuna di loro. E’ fondamentale che i proprietari siano sostenuti, proprietari che talvolta sono pubblici (Comuni e Fondazioni), sia nella manutenzione che nel risanamento. Finanziamo progetti di restauro.
E’ fondamentale che ci sia la possibilità di visitare questi beni, quindi mettere a disposizione dei fondi per eventuali guide, se non è la famiglia o i proprietari a svolgere questo servizio. Comunque questo è un vero e proprio servizio emerito che ha un costo, che ovviamente deve rientrare. Abbiamo individuato dei criteri che sono previsti nell’articolato, poi ne parleremo.
Stiamo cercando di mettere un faro su questo settore e sia io che il mio gruppo, che ha sottoscritto la legge, siamo entusiasti di poter andare avanti. Probabilmente come tutte le cose, dopo un anno, due o tre, dopo una valutazione, magari sarà ritoccata. Molto spesso le nostre leggi regionali tornano in “manutenzione” in questo Consiglio perché per fare meglio bisogna sempre perfezionare gli strumenti tecnici.
E’ stato espresso parere favorevole da parte degli enti coordinati e le autonomie locali con dei suggerimenti, che sono stati già accolti.
Spero, ma molte dichiarazioni mi fanno pensare in questo modo, che la legge sia approvata all’unanimità da questo Consiglio, una larghissima condivisione che favorirà successivamente il suo utilizzo.
Sono state già individuate una serie di ville, dimore storiche, complessi architettonici da mettere nella rete, ma poiché è una legge aperta nel tempo sarà ulteriormente implementata.
Aggiungo questo, nell’arco della mia attività politica, anche professionale, delle amicizie, ho visitato tantissimo le Marche e conosco il territorio nel dettaglio, malgrado questo nell’ambito delle audizioni di questa legge, degli incontri legati ai suggerimenti per migliorare questa proposta, ho conosciuto ulteriori edifici, ulteriori strutture storiche che non avevo mai visto e mai conosciuto, che sono ignote e sconosciute, per questo l’attività di informazione sarà molto importante, come la collaborazione con la Sovrintendenza e con le università, perlomeno sarà fondamentale con quelle che si occupano di questi temi. Credo che oggi il Consiglio regionale si accinge a fare una cosa estremamente positiva per la nostra regione.
Concludo con una valutazione politica, quando questa amministrazione ha presentato le sue linee guida il Presidente Acquaroli …, l’avevamo detto in campagna elettorale, ma come è noto in campagna elettorale si dice sempre tutto da parte di tutti e quando si inizia ad amministrare è rilevante ribadire certe cose. Ciò che abbiamo detto è che dobbiamo dare un’identità forte alla nostra regione, che non ce l’ha, ha una identità sommersa, la dobbiamo fare emergere. Ha scritto un intellettuale: “le Marche sono molto segrete, sembra quasi che tengano ad essere riservate, a non mostrarsi, poi quando il visitatore viene nelle Marche …”. Questo è successo nei secoli, si rileva anche dalle lettere del ‘700 dei grandi visitatori.
Le Marche sono bellissime e ultimamente al Congresso di chirurgia della mano tanti ospiti, anche internazionali, sono venuti e mi hanno detto: “Non sapevo neanche dove fossero le Marche e adesso che sono qui - il Congresso si è svolto ad Ancona poche settimane fa – ed ho fatto dei giri posso dire che sono meravigliose e meritano di essere scoperte e visitate”.
Per far questo bisogna dare un’identità a questa regione e questa legge, come quella sui borghi, la riscoperta dei borghi, la riscoperta delle nostre culture e delle nostre tradizioni, anche delle cose che appaiono banali e superficiali, tipo il Saltarello, che è sembrata una perdita di tempo, è un piccolo anello importante di un disegno che stiamo portando avanti.
Sono molto soddisfatto, sarò ancora più soddisfatto se tutto il Consiglio approverà all’unanimità questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Innanzitutto voglio dire che, secondo me, visto che il Consigliere Ciccioli l’ha tirato fuori nel suo intervento, le Marche negli ultimi anni dal punto di vista turistico e della promozione culturale hanno fatto un lavoro enorme, tanto che oggi sono conosciute a livello internazionale. Ovviamente questo lavoro che è stato iniziato va proseguito e portato avanti.
Per me le Marche sono una regione importante dal punto di vista delle bellezze storiche, culturali, paesaggistiche, hanno un patrimonio unico ed inestimabile che non scopriamo oggi, ma abbiamo scoperto già diversi anni fa ed abbiamo cercato di promuoverlo. Quello che dovremmo fare ora è continuare, integrando le attività di promozione della regione, portando avanti quelle già iniziate, perché se ogni volta che cambia legislatura si ripensa ad un nuovo brand, si ripensa totalmente ad una nuova campagna di promozione, si rischia ogni 5 anni di ripartire da capo, invece secondo me vanno portate avanti anche le buone iniziative che sono state fatte nel corso degli anni precedenti.
Passando alla proposta di legge 43, evidenzio che è stata presentata dalla maggioranza, ma guardando il testo uscito dalla Commissione appare evidente come all’interno della stessa ci sia stato un lavoro fondamentale da parte di tutti.
Da una parte avevamo chiesto tutti insieme di audire le varie realtà associative, devo dire che questo è stato fatto ed è stato sicuramente rilevante il confronto con le varie associazioni che nel corso di questi anni hanno lavorato per promuovere le ville ed i parchi storici del nostro territorio regionale. Dall’altra parte è stato sicuramente rilevante il contributo dei Consiglieri dell’opposizione, in particolar modo voglio citare sia gli emendamenti presentati dal sottoscritto che dal Consigliere Cesetti che fa parte della Commissione, così come la frequente presenza del Consigliere Carancini che ha presentato degli emendamenti importanti e sottoscritti, come i miei e quelli del Consigliere Cesetti, da tutto il gruppo del Partito Democratico che sono stati in gran parte accolti, riconoscendoli rilevanti per migliorare ulteriormente la proposta di legge.
Voglio ricordare che all’interno di questa proposta di legge è stato riconosciuto un ruolo fondamentale a tutti quei soggetti che da anni, in maniera del tutto volontaria, svolgono un lavoro meritorio di promozione e diffusione della conoscenza di questo patrimonio storico, artistico e paesaggistico di cui il nostro territorio regionale è pieno. In particolare ricordo il Fai ed anche tutte le altre realtà associative che hanno maturato un’esperienza considerevole ed anche una conoscenza capillare delle eccellenze presenti.
Mi auguro inoltre che gli interventi attuativi di questa legge vengano considerati interventi nei settori culturali e turistici. In questa Regione purtroppo le due deleghe sono state separate come se il turismo fosse una cosa separata rispetto alla cultura, con il rischio che non ci sia un coordinamento, una strategia unica tra le politiche culturali e quelle turistiche, invece io penso che sia fondamentale che la programmazione sia della cultura che del turismo vengano fatte in maniera unitaria per riuscire ad essere più forti ed incisivi, per migliorare ulteriormente la promozione turistica/culturale del nostro territorio.
All’articolo 1 vengono definite le finalità della legge, cioè quelle di promuovere e sostenere interventi di valorizzazione, di fruizione e di informazione delle dimore, ville e castelli e di tutti quei complessi architettonici e paesaggistici, come anche i parchi storici, presenti nel nostro territorio regionale, che vengono riconosciuti come un patrimonio significativo della nostra regione.
Questi beni possono essere sia di proprietà pubblica che privata, ma per poter rientrare nel progetto regionale è bene che si facciano degli accordi di partenariato di una durata minima di 10 anni. Penso che questo sia rilevante perché nel momento in cui si andrà a promuovere o a fare interventi - ad esempio noi abbiamo previsto interventi di miglioramento per l’accessibilità - è fondamentale che sia i soggetti pubblici che privati prendano un impegno con la Regione.
All’articolo 2 è prevista la creazione di una vera e propria rete regionale delle dimore, ville, castelli, parchi, giardini storici ed i soggetti che entreranno all’interno di questa rete dovranno fare domanda sulla base di appositi modelli che andranno definiti direttamente dalla Giunta.
Verrà individuato un logo con cui identificare le dimore inserite nella rete ed un logo “visit-abile” per tutte quelle realtà accessibili anche dalle persone con disabilità motoria o sensoriale.
Tanto che all’articolo 5 si parla di contributi inizialmente previsti per la ristrutturazione complessiva delle dimore, sarebbe bellissimo, ma non è nella capacità della Regione riuscire a sostenere e finanziare la ristrutturazione delle ville, ma abbiamo lasciato la possibilità che la Regione sostenga il miglioramento e l’accessibilità a queste dimore. Un conto è finanziare l’accessibilità, un conto è finanziare la ristrutturazione, sull’accessibilità ci siamo trovati tutti d’accordo, con un contributo che può arrivare al massimo al 70% dei costi complessivi, di cui il 10% può essere legato alle spese tecniche. Anche qui è previsto l’impegno di mantenere aperte queste strutture per almeno 10 anni.
Torno all’articolo 4, che prevede la necessità di avviare una campagna di sensibilizzazione e promozione al fine di far conoscere meglio questo patrimonio che entrerà a far parte della rete e qui con un nostro emendamento è stata inserita la possibilità di collaborazione da parte di tutti quei soggetti pubblici e privati che operano all’interno dell’ambito previsto da questa legge.
L’articolo 6 prevede il Comitato tecnico consultivo la cui attività principale è quella di esprimere un parere rispetto all’opportunità di far entrare un bene o un altro, con la presenza di vari referenti dei servizi della Regione, di tre componenti delle associazioni e delle fondazioni più rappresentative a livello regionale in questo settore, più un componente delle associazioni ambientaliste perché ovviamente c’è un valore anche di tipo ambientale.
L’articolo 6 bis stabilisce l’attivazione di attività di formazione e di spettacolo, nasce dall’emendamento che abbiamo presentato tutti insieme, come primo firmatario il Consigliere Carancini, e prevede la possibilità di collaborazione con le Università delle Marche per fare attività di promozione e sostegno, creando dei veri e propri stage per i servizi turistico/culturali a favore degli studenti, quindi, fare in modo che gli studenti possano essere i primi soggetti ad essere formati per la promozione.
Nello stesso articolo è stata inserita la possibilità di organizzare eventi e spettacoli all’interno di queste dimore con un emendamento che presenterà poi la Commissione, che prevede oltre alla collaborazione con i Conservatori e l’Accademia anche la possibilità di collaborare con le fondazioni e le varie associazioni.
L’unico punto negativo di questa proposta di legge sono le risorse, per il 2021 erano previsti dei fondi che su nostro suggerimento sono stati spostati al 2022, anche perché stiamo approvando la legge a fine novembre e non avremmo potuto utilizzarli. Sono stati inseriti 200 mila euro per l’anno 2022, mi auguro che con la legge di bilancio, o appena la maggioranza ci riuscirà, vengano inserite ulteriori risorse perché con 200 mila euro faremo poco se pensiamo di fare una campagna di promozione, valorizzazione e sostegno per attività di formazione e di sistemazione per migliorare l’accessibilità.
Il rischio è di continuare a fare leggi che sono sicuramente positive, che colgono alcuni aspetti importanti per valorizzare e promuovere ulteriormente la nostra regione, ma che non hanno poi gli strumenti e le risorse per poterlo fare. Senza soldi molte cose purtroppo non si riescono a fare, quindi, se c’è una critica è quella di riuscire ad individuare più risorse possibili per dare forza e gambe a questa proposta.
Penso di aver descritto in maniera esaustiva questo provvedimento al quale siamo favorevoli, poi lo diremo al momento delle dichiarazioni di voto.
Ci sembra una legge importante che possa dare ulteriore valore al nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Le finalità della legge sono apparse da subito condivisibili, per questo motivo io e il Consigliere Biancani, non appena la legge è stata assegnata alla Commissione, abbiamo deciso di votare a favore, nello stesso tempo abbiamo assunto l’impegno di migliorarla rispetto a com’era stata presentata. Una norma copiata, però copiata male, dalla legge della Regione Lazio n. 8 del 20 giugno 2016. Non c’è nulla di sbagliato tra l’altro nell’attingere da una legge di un’altra Regione se questo è utile, però, ripeto, l’esercizio poteva essere fatto meglio.
Io e il Consigliere Biancani in Commissione abbiamo dato una mano, è intervenuto anche il Consigliere Carancini pur non facendone parte. Per la verità c’è stata una grande disponibilità della Commissione ed anche del relatore di maggioranza ad accogliere i suggerimenti che sono venuti da questa parte politica, opportunamente. Da parte del Consigliere Ciccioli, volendo portare a casa con velocità il provvedimento, ritenendo giuste le nostre osservazioni - è evidente che la legge non l’ha scritta lui - c’è stata ampia disponibilità.
Ci siamo rimboccati le maniche ed è stata migliorata, i miglioramenti che sono emersi a seguito della discussione molto pacata in Commissione sono stati dapprima raccolti in un testo, poi sono stati accolti gli emendamenti della minoranza, esattamente ne sono stati accolti 21 a firma dei Consiglieri del gruppo del Partito Democratico, alcuni presentati da me, altri dal Consigliere Carancini e dal Consigliere Biancani. Questo è un bene.
Ritengo che questa che è venuta in Aula sia una buona legge, cosa che non sempre succede, anche sotto l’aspetto non solo sostanziale, ma anche formale, se vogliamo anche della tecnica legislativa che, e lo dico al Presidente della I^ Commissione che credo condivida con me, è importante perché attiene alla funzionalità delle leggi ed alla loro capacità di diventare realmente operative e di incidere per conseguire le finalità e gli obiettivi che si prefigge.
E’ una buona legge che arriva in Aula dopo le norme sul saltarello, sull’infiorata e, non so dove sia adesso, è arrivata pure la proposta di legge sul cavallo del Catria. Consigliere Rossi, per carità, non c’è nulla di male, però questa è la legislazione regionale, l’attività legislativa, come si dice, ha anche la sua forma, la sua dignità, non può essere ridotta ad un atto amministrativo. Non è opportuno che la legge faccia ciò che può essere fatto con un atto amministrativo, altrimenti sviliamo la funzione dell’attività legislativa. Non possiamo disciplinare con legge la valorizzazione delle dimore, delle ville e nello stesso tempo con legge valorizzare il cavallo del Catria, l’infiorata o il saltarello. Una riflessione su questo la farei perché noi siamo legislatori regionali, lo dico per valorizzare questo provvedimento.
Ho detto che sono stati presentati degli emendamenti, ne abbiamo presentati due per l’Aula, spero che verranno approvati, non lo fossero non ci impediranno di votare a favore, però sono importanti. Uno fa riferimento allo Statuto perché c’è un comma dell’articolo 5 che fa riferimento a questo tema qui, poi ne parleremo, per dare la dignità che questo provvedimento merita.
L’altro emendamento richiama il Comitato tecnico, il dirigente della struttura che fa parte della formazione, li ho scritto “scuola” ma è un errore, possiamo mettere la parola “istruzione”, ma non è questo il problema.
Su questo testo siamo d’accordo ma, come ha detto il Consigliere Biancani, mancano le risorse, erano previste per il 2021 e opportunamente il relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli ha accolto i miei suggerimenti. E’ inutile mettere le risorse nel 2021, che non potranno essere spese, quindi sono state trasferite all’annualità 2022. Spero almeno che nel prossimo bilancio di previsione vengano previsti fondi importanti per l’attuazione di questo provvedimento legislativo, altrimenti anche questa diventerà una legge manifesto e sarebbe un peccato. Per attuare questa norma ci vogliono le risorse.
Faccio un’ulteriore considerazione, una riflessione che ho fatto anche in Commissione ed in altre occasioni, anche in quest’Aula, credo che per tutti questi provvedimenti, che vanno nella direzione di valorizzare l’enorme patrimonio storico, culturale, architettonico, paesaggistico e altro della nostra regione, sia necessario un provvedimento organico che metta tutto insieme e che tenga legato il tutto, l’uno all’altro.
Sappiamo quanto questo immenso patrimonio, ripeto, storico, culturale, architettonico, paesaggistico, ambientale sia straordinariamente importante per un settore trainante, che deve esserlo ancora di più, come quello del turismo, attraverso il quale passa, se vogliamo, la ripartenza di questa nostra regione perché è la vera risorsa che guarda al futuro.
Noi dovremmo mettere tutto insieme, magari all’interno, lo dico al Presidente della Commissione, di un testo unico che raccolga tutto questo, perché il tema di questo provvedimento è legato a doppio filo anche con la legge sui borghi storici, sui borghi rurali, quei luoghi in cui spesso si trovano queste bellezze (ville, dimore, parchi, giardini) vittime dell’ingiuria del tempo e dell’incuria degli uomini, magari appartenenti ad un periodo storico diverso, che oggi devono essere recuperate perché con esse si recupera anche la dimensione di coloro che vi hanno abitato, quelli non più purtroppo perché tanti sono morti, e di chi li potranno abitare di nuovo, ad esempio i proprietari che sono legittimi eredi o discendenti.
Tutto questo bisogna metterlo insieme anche con la legge che stiamo discutendo in II^ Commissione sull’Azienda per il turismo, anche lì, perché deve essere soltanto l’Azienda per il turismo e per l’internazionalizzazione e non l’Azienda per il turismo, la cultura, la valorizzazione del territorio e con esso delle bellezze del territori, dove il tutto si tiene.
Credo che una riflessione su questo la dovremmo fare, recuperando quel solco che, se vogliamo, anche sotto il profilo istituzionale è stato scavato tra il turismo e la cultura che sono stati separati. Queste due realtà non possono marciare separate perché sono strettamente connesse e collegate tra di loro.
Colgo l’occasione di questo dibattito, poi interverrò brevemente sugli emendamenti, mentre la dichiarazione di voto ovviamente la farà il nostro capogruppo, per esporre queste riflessioni affinché possano essere condivise e rispetto alle quali ognuno potrà maturare anche una decisione diversa dalla mia, però il bene e l’interesse della nostra comunità può essere anche perseguito attraverso una legislazione che sia efficace ed anche coerente con se stessa. Quindi, il mio voto sarà favorevole rispetto a questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Anch’io vorrei esprimere il mio plauso per questa legge che dà valore al grande patrimonio storico, culturale e turistico delle dimore storiche. Quindi, un plauso al gruppo di Fratelli d’Italia, al capogruppo Consigliere Ciccioli, che a differenza di quello che ha appena detto il Consigliere Cesetti ha lavorato duramente per questo atto.
Invito il Consigliere Cesetti ad avere rispetto del lavoro dei colleghi, perché dire che questa legge presentata dal Consigliere Ciccioli non è stata scritta da lui, oppure sminuire una norma come quella che ho depositato sul cavallo del Catria, fatta in accordo con gli allevatori e con gli unici due comuni del PD rimasti nella provincia di Pesaro Urbino, mi sembra denigratorio.
Credo che bisogna conoscere un po’ le cose prima di parlare, così tanto per parlare. Quando presenterà una legge, Consigliere Cesetti, saremo ben lieti di valutarla ed affrontarla in Consiglio senza per forza sminuirla e dire che è fatta così su due piedi.
Invito i colleghi della minoranza ad avere un po’ di rispetto per il lavoro che fanno i Consiglieri e rinnovo ancora una volta il mio plauso al gruppo di Fratelli d’Italia ed al Consigliere Ciccioli per il lavoro serio e di approfondimento svolto su questa legge, che ha avuto anche il vostro contributo in Commissione, nessuno lo nega, anzi lo plaudo, quindi vorrei che lo stesso rispetto ci fosse anche nei nostri confronti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Credo che la proposta di legge in questione sia parte di un percorso virtuoso intrapreso dall’amministrazione regionale. Mi spiego meglio, legiferare in materia di interventi di valorizzazione delle dimore, delle ville e dei complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini, di valore storico e culturale, rientra nel quadro più ampio di valorizzazione delle eccellenze e delle peculiarità che ha visto, solo per rimanere alle ultime settimane, l’approvazione di leggi come quella sull’enogastronomia e sul turismo, o quella sulla valorizzazione dei nostri borghi, che ricordo è stata approvata in quest’Aula all’unanimità.
Siamo ricchissimi di tesori troppo spesso sconosciuti ai più, che potrebbero avere una funzione sia didattica, cosa che più mi preme, per formare le coscienze e la cultura di domani partendo dai nostri bambini, che promozionale e turistica. Il tutto in una rete di facile accesso e fruibilità, ma essenziale sarà la mappatura attenta e capillare dei nostri tesori, senza tralasciarne alcuno, e su questo confido molto nel Comitato tecnico consultivo per dare a tutti la giusta visibilità e l’evidenza storica, artistica, architettonica che meritano, come la storia ce li ha consegnati.
Oltretutto si potrebbe anche incentivare le proprietà ad investire creando così un circuito virtuoso a vantaggio di tutti noi e questo potrebbe avvenire con la vicinanza economica prevista dall’articolo 5 della proposta di legge.
A questo punto mi auguro che l’Aula, come ha fatto anche per la norma sui borghi, possa votare questa proposta di legge all’unanimità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questa è una buona autovettura senza motore, Consigliere Ciccioli, che non vuol dire che non ci troviamo in una condizione di positività per la presentazione della legge, ma è un limite importante perché è evidente che il rischio, attenzione uso la parola rischio, è quello di portare in giro i destinatari delle leggi approvate, norme che hanno la capacità di essere efficaci sul territorio qualora possono essere applicate. Questo non lo inventa nessuno, credo che sia una cognizione, una considerazione patrimonio di tutti quanti noi, che qui stiamo per preparare.
Una buona autovettura senza motore perché, lo ha già detto anche il Consigliere Ciccioli e gliene va dato atto, ma lo hanno sottolineato puntualmente il Consigliere Biancani ed il Consigliere Cesetti, quest’ultimo nel suo apprezzabile intervento, è evidente a tutti quanti, prevedere in una legge come questa, che è prevalentemente d’investimento, 200 mila euro per poterla applicare è una cosa difficilmente accettabile, però penso che dobbiamo avere fiducia nel Consigliere Ciccioli, nella maggioranza e nella Giunta perché fra non più di 15 giorni avremo un bilancio di previsione e sarà quella l’occasione per dimostrare che la distanza tra le parole, tra le buone intenzioni e i fatti può essere colmata.
Oggi approviamo una legge di fatto inapplicabile, ma ritengo che dobbiamo avere fiducia, quindi da questo punto di vista quella di oggi è una legge bandiera, che non sventola, ma si potrà poi trasformare in una puntuale valorizzazione di un segmento culturale e patrimoniale del nostro paese.
Secondo elemento, gli emendamenti che abbiamo apportato in sede di Commissione, mi piace ricordarli anche perché penso che non siano irrilevanti. Purtroppo la legge, così come era stata concepita, non aveva al proprio interno una condizione fondamentale e determinante in un’ottica di valorizzazione del sistema pubblico rispetto al sistema privato. Proprio nell’articolo 1, nelle finalità, nel contesto generale della valorizzazione, della fruizione, della conoscenza di questo patrimonio delle dimore, delle ville, dei complessi architettonici, non c’era l’elemento che avrebbe caratterizzato in senso positivo questa proposta di legge, l’indispensabile e non trascurabile necessità di una connessione tra il sistema delle ville private con una partnership pubblica. Nella prima versione non si imponeva che ci fosse a valle di questa valorizzazione il beneficio pubblico, il fatto che le persone potessero andare a visitare dentro un sistema di regole pubbliche. Non a caso il Partito Democratico ha inserito al comma 2 una seconda parte che tende a dire che ai fini della legge queste strutture devono essere ubicate nel territorio regionale, appartenenti a soggetti pubblici e privati, che costituiscono accordi di partenariato con il sistema pubblico, diretti alla fruizione pubblica dei beni interessati per un periodo non inferiore a 10 anni. E’ evidente l’obiettivo migliorativo, è sostanziale rispetto alla prima previsione, nella quale il privato lo si poteva finanziare, poteva anche beneficiare, ma non dentro un sistema di connessione pubblico/privato che è la base di una buona legge, almeno secondo la nostra previsione.
Il secondo emendamento a mia prima firma, ma del Partito Democratico, ha tentato di mettere insieme, sul presupposto precedente, la condizione che i finanziamenti siano per soggetti privati e pubblici e che i contributi non superino per entrambi il 70% rispetto alla spesa riconosciuta ammissibile.
Si è voluto affermare che anche i privati, che mettono a disposizione in un contesto di partenariato pubblico/privato la loro struttura, la loro villa, il loro complesso architettonico storico, possono valorizzare con gli stessi diritti e con lo stesso contesto.
Il terzo emendamento a mia prima firma, ma del Partito Democratico, è introduttivo, nuovo, si compone di tre aspetti, la necessità, non trattata per niente all’interno della proposta di legge, di poter incardinare dentro la norma un rapporto particolare tra le nostre Università e il sistema turistico culturale, che sta all’interno di questa scelta, e quindi finanziare, contribuire, promuovere, agevolare e aiutare specifiche attività di formazione/stage nel settore dei servizi turistico-culturali. Qui si fa riferimento alle tante facoltà che esistono nel nostro territorio, che possono essere un’implementazione, un arricchimento nel sistema della legge stessa.
Un secondo elemento, articolo 6 bis, proposto da noi, riguarda la valorizzazione di questa rete di infrastrutture. Abbiamo chiesto che venisse inserita la possibilità di promuovere e finanziare la realizzazione in quei stessi luoghi di spettacoli dal vivo di natura varia (musica, videomapping, teatro, prosa), in collaborazione non solo con le Università, ma con i Conservatori e con le Accademie di belle arti, che nella nostra regione sono di particolare prestigio. Ovviamente il terzo passaggio, oggi migliorato con la dicitura finale da questo emendamento, come abbiamo indicato nel comma 3 dell’articolo 6 bis, è che le attività di formazione e di spettacolo consentano la stipula di convenzioni e protocolli d’intesa con le Università, le Accademie di belle arti e i Conservatori interessati. Cosa si vuol dire? Che c’è un quadro integrato, ampio, aperto, più ampio della semplice legge. Qual era il limite fondamentale di questa legge, Consigliere Ciccioli al quale diamo atto di aver accolto alcuni suggerimenti? E’ che la legge era asciutta, poco incline a immaginare il sistema turistico culturale dentro un contesto di multidisciplinarietà e pubblico, che invece con le modifiche cambia.
Chiudo dicendo questo, lo dico al Presidente Acquaroli con spirito costruttivo, è un concetto che avevo già espresso in sede di bilancio nel 2020 e credo che toccherà ripeterlo nel 2021, se continuiamo ad immaginare il sistema culturale o turistico in maniera separata facciamo un errore, la nuova frontiera, non inventata ieri, è diversa, significa mescolare, intrecciare i progetti che riguardano la cultura, il turismo ed io aggiungo il welfare. Immaginate che questa legge, che potrà essere migliorata, potrà essere integrata con le opportunità, per esempio, di tutta quella fascia sociale degli anziani, anche marchigiani, che potrebbero beneficiare attraverso iniziative e investimenti dell’uso della conoscenza, dell’apprezzamento della qualità della vita. Se noi non mettiamo accanto al turismo culturale, o meglio al sistema complessivo, il sistema del welfare, non andiamo lontano, non capiamo e non sfruttiamo la possibilità di poter valorizzare al meglio la nostra regione e le qualità, le peculiarità che essa possiede.
Dico al Consigliere Rossi di avere rispetto del pezzetto di storia di un Consigliere regionale come Fabrizio Cesetti, in riferimento alle considerazione che faceva, non ha bisogno certamente delle mie parole, ma quando il Consigliere Cesetti fa delle osservazioni non sono certamente offensive o lesive. Lei faccia uno sforzo mentale per comprendere come il sistema legislativo complessivo abbia bisogno di un respiro tale che ci consenta di presentarci ai cittadini marchigiani con la dignità di un legislatore, altrimenti non saremo eletti in questa istituzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Abbiamo ascoltato con interesse e rispetto gli argomenti che sono giunti dalla minoranza, che noi comprendiamo. Ringraziamo per lo sforzo argomentativo che sta dietro, certo, talvolta deludono, e questo ci sia concesso, perché è evidente che cultura e turismo sono un tutt’uno, a tal punto che cultura e turismo vengono a convergere e a impastarsi a vicenda in questi atti.
Questa è una proposta di legge in cui cultura e turismo camminano di pari passo, come hanno camminato di pari passo nella legge sui borghi, solo ad aver letto l’articolato questo poteva essere ben compreso.
Deludono anche i richiami ad una presunta attività di copia di leggi di altre Regioni, non nascondiamoci dietro queste argomentazioni, è evidente che è la prassi, che le buone pratiche vengono ad essere interessate nel momento in cui si va a costruire un atto e questo mi pare che sia cosa nota, se poi il Consigliere viene a dire che questo atto al termine della sua elaborazione è un atto positivo, ben venga aver guardato quelle buone pratiche a cui si riferiva, allora perché non sono state indagate prima? Negli anni precedenti?
La stessa cosa sulle risorse, mi sia concesso di dirlo con toni sicuramente pacati, talvolta dalla minoranza l’argomentazione di maggiore contrarietà rispetto a degli atti della maggioranza risiede proprio in questo, nelle risorse.
Questo ci fa dire che evidentemente questi atti della maggioranza sono a tal punto ben visti dalla minoranza che vuole investirci più risorse. Al di là di questa battuta, mi sia permesso di dire che le leggi che esistono possono essere finanziate, quelle che non esistono a causa di scelte politiche passate non potranno essere mai rifinanziate. Caro Consigliere, lei può presentare 20, 30, 40, 50 mila emendamenti sulle proposte di legge depositate, non su quelle non depositate e perché chi ci ha anticipato nell’esperienza di Governo non ha depositato quelle proposte di legge? Perché non ha presentato degli atti che si potevano finanziare? C’è una differenza politica di fondo, che segna lo spartiacque tra questa maggioranza e quelle precedenti e questa differenza politica separa chi quel patrimonio culturale, a cui vi riferite anche voi, lo vuole valorizzare, si, certo, con interventi magari estemporanei e parziali, e chi invece su quel patrimonio vuole basare una visione ed una programmazione politica complessa. La differenza è tra chi vuole valorizzare in maniera estemporanea quel patrimonio e chi invece sa che su quel patrimonio si può far leva per rilanciare la nostra regione. Ebbene si, questa maggioranza ritiene che questo patrimonio sia la leva migliore per rilanciare a livello economico e sociale questa regione.
Il patrimonio è l’identità che è quanto di più peculiare noi possiamo dimostrare a chi ci guarda da fuori, se noi puntiamo a quello che più ci contraddistingue, a quello che di migliore abbiamo, possiamo davvero immaginare di creare delle opportunità economiche nel nostro territorio, possibilità che ovviamente passano per l’offerta turistica di cui si parla in questa norma; opportunità che sono anche sociali perché fare leva sul patrimonio significa fare emergere in questa comunità un senso di appartenenza, che è una delle chimere della nostra contemporaneità, come ben sappiamo, è un’occasione anche per la crescita e per l’educazione delle nuove generazioni.
Questa proposta di legge non è quindi un evento puntiforme, slegato, solitario, è una proposta che si va ad inserire in una visione, in una programmazione politica più complessa e più articolata perché si affianca ad altri atti. Penso ad esempio alle leggi sui borghi, sull’enoturismo ed a quello che è stato fatto a proposito del patrimonio immateriale, a quello che è stato fatto con il Festival MArCHESTORIE, ma anche a quello che si sta facendo in ambito infrastrutturale e sanitario, perché puntare ad una maggiore rete di infrastrutture e ad una sanità diffusa significa unire il territorio, significa produrre una perequazione tra i territori, che vanno uniti come va unita una comunità.
In questa proposta di legge noi vediamo una comunità che viene mobilitata per intero perché ci sono vari operatori che vengono messi in campo. Penso, come è scritto nel testo, agli enti locali, alle start up giovanili, all’associazionismo, finanche ai Conservatori, alle Accademie di belle arti, alle Università, una comunità che punta sul proprio patrimonio.
Ritengo che gli elementi di importanza siano del tutto evidenti e per questo ringrazio il Consigliere Ciccioli per l’iniziativa, come pure tutti gli altri gruppi consiliari che hanno sottoscritto questo atto, anche i Consiglieri che attraverso gli emendamenti hanno arricchito e migliorato questa proposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. La proposta di legge che stiamo discutendo è frutto di un adeguato approfondimento nella I Commissione in un clima di assoluta serenità, grazie al Presidente Marinelli e a tutti i Commissari, anche attraverso audizioni con i principali interlocutori del settore al fine di raccogliere ogni utile suggerimento anche prendendo spunti, perché no, da altre Regioni e produrre un atto efficace rispondente alle esigenze concrete che il testo stesso si prefigge di realizzare.
La presente proposta concede alla nostra Regione Marche di scommettere sulla propria bellezza e di rendere il binomio cultura-turismo una leva di sviluppo strategica, rappresenta inoltre una riscoperta della nostra identità regionale, l’importanza della sua storia, l’unicità dei geni che l’hanno abitata, la bellezza del paesaggio e del patrimonio. Uno degli strumenti per raggiungere questa finalità è sicuramente la proposta di legge che stiamo discutendo, che si pone l’obiettivo di far conoscere il più importante museo diffuso del nostro Paese, che è il patrimonio immobiliare di valore storico culturale, paesaggistico e ambientale marchigiano.
Le ville, i castelli, i complessi architettonici e paesaggistici, i parchi e i giardini di valore storico e artistico, aventi natura di bene culturale o paesaggistico e ambientale e dichiarati di interesse culturale di notevole interesse pubblico, sono tutti elementi di attrazione per i nostri territori.
Unire la bellezza dei borghi, dei paesaggi, ai bellissimi edifici voluti dall’aristocrazia del tempo presenti nelle nostre provincie, è un volano per l’economia dei piccoli centri storici della regione, che spesso sono distanti dalle città più grandi, e che per questo sono caratterizzati da uno sviluppo economico instabile, magari determinato da problemi demografici e da carenza di servizi.
I giardini marchigiani ad esempio sono famosi per la peculiarità di lasciar scorgere l’ambiente paesaggistico e collinare circostante divenendo uno scenario teatrale dove si aprono terrazze affacciate su suggestivi panorami, aprendo visuali e prospettive aeree che integrano architettura e natura, coinvolgendo il paesaggio circostante nella composizione.
Va rimarcato come ai vari luoghi ove sono ubicate le ville ad esempio è collegabile un particolare periodo storico, ad ogni territorio vi è la possibilità di legare nomi illustri della cultura italiana: per questi motivi sono fondamentali le finalità e gli interventi che la presente proposta di legge si prefigge di realizzare tra cui principalmente creare una rete che colleghi tutti i vari siti, previo accreditamento, identificabili attraverso un logo.
Per promuovere tali luoghi è stata prevista la possibilità di promuovere e finanziare la realizzazione, presso gli stessi, ad esempio anche di spettacoli dal vivo di varia natura in collaborazione con i Conservatori, le Accademie di belle arti e le Università della nostra regione.
Da evidenziare anche come gli immobili storici vincolati sono baluardo al freno della perdita dell’identità di un luogo e alla salvaguardia del genius loci che costituisce una grande ricchezza del nostro territorio.
Questo immenso patrimonio dà ossigeno alla filiera delle micro e piccole imprese artigiane e rilanciano l’economia attraverso l’incremento dei posti di lavoro nel settore del turismo e dei servizi.
Attraverso la creazione di una rete regionale sotto uno specifico brand queste risorse potranno essere promosse come un unico prodotto turistico organico e unitario perché la tradizione, la storia, l’arte e la bellezza rappresentano il valore aggiunto di questa regione. Queste risorse costituiscono il patrimonio più prezioso che va preservato, custodito, trasmesso e comunicato in modo univoco e non più con una visione frammentaria, discontinua e disgregata.
Considerato inoltre che i flussi turistici sono concentrati prevalentemente sulla costa e legati ad un turismo da spiaggia, vi è la necessità di creare una sinergia costa-entroterra che punti alla destagionalizzazione attraverso iniziative di qualità e nuove proposte, quindi, concludendo, bene che la Regione provveda alla realizzazione di campagne promozionali utilizzando tutti i mezzi che ad oggi sono a disposizione per incentivare la fruizione dei beni facenti parte della rete regionale delle dimore, ville, castelli e complessi architettonici.
Questa legge, quindi, va nella direzione già intrapresa da questa nuova amministrazione regionale, attenta a valorizzare concretamente tutti quei luoghi che per troppo tempo sono stati dimenticati e che costituiscono la nostra vera identità culturale che rappresenta senza dubbio un volano per l’economia turistica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Non avrei voluto intervenire perché i miei colleghi hanno fatto un grande lavoro, che ci hanno rappresentato e comunicato nei giorni scorsi, per cui ritenevo che i loro interventi fossero esaustivi, però non è sostenibile ascoltare interventi nei quali si parla di visione frammentaria precedente e di visione sinergica in questo momento, interventi nei quali nessuno di chi è intervenuto ha fatto riferimento alle normative che esistono nelle Marche da ben 30 anni, 30 anni di studio del paesaggio, non degli ultimi 5 anni, ereditati anche dalla precedente Giunta, studi del piano paesaggistico ambientale regionale nel quale le ville e le dimore storiche, manufatti storici extraurbani, vengono inserite all’interno di una visione complessiva del paesaggio. Vengono inserite le categorie costitutive del paesaggio, che sono gli aspetti storico-culturali, botanico-vegetazionali, siano essi antropici che non antropici. Mi scusi, Presidente, ma è difficile parlare.

PRESIDENTE. Ha ragione, chiedo silenzio in Aula, chi deve parlare esca.

Anna CASINI. Visto che prima non c’era nessuno, chi vuole parlare può uscire.
Nella prima parte, quando c’è stata la relazione sul rapporto delle pari opportunità, non c’era nessuno, tanto meno le donne, quindi, se qualcuno non è interessato a parlare di questi temi può uscire, secondo me.

PRESIDENTE. Faccio mio questo monito e prego tutti di fare silenzio.

Anna CASINI. Ogni volta ragionare in termini contrari e frammentari in una visione che prevede soltanto l’individuazione e la valorizzazione, ammesso che con 200 mila euro si possa valorizzare qualcosa, una visione sì frammentaria di un paesaggio quello delle Marche che è molto particolare, costituito da elementi puntuali. Per quale motivo il paesaggio delle Marche non viene ricordato per un aspetto particolare, come per esempio i cipressi in Toscana? Perché noi abbiamo elementi puntuali del paesaggio, che vanno letti uno ad uno, ma in una visione strategica e unitaria. Queste cose si dicono da 30 anni e sentire degli interventi, tra l’altro letti, nei quali non si fa riferimento alla Convenzione europea del paesaggio, al codice del paesaggio, alle normative che esistono da decenni nelle Marche è veramente …, e l’unica cosa è accusare chi c’è stato prima di non aver fatto.
Certo che non abbiamo fatto, perché fare una legge su una miriade di elementi come quelli che vengono definiti da questa norma e postare 200 mila euro …, per questo vi dico che con quelle risorse non si riuscirà a fare neppure una mappatura dello stato attuale, tra l’altro vi comunico - soprattutto a quelli che hanno molto criticato senza motivazione alcuna, che avevano già pronti gli interventi, il che significa che quello che viene detto da noi è assolutamente indifferente, poi la solita papocchia del tipo: non l’avete fatto voi, non l’abbiamo fatto noi – che noi abbiamo ritenuto più serio guardare il paesaggio nel suo insieme. Poi se voi presentate una norma come questa, i miei colleghi giustamente in Commissione danno il loro contributo per migliorarla, soprattutto per renderla fruibile.
Con 200 mila euro la mappatura può essere fatta perché già guardando i piani regolatori di ogni Comune si possono individuare i manufatti storici extraurbani. Per esempio, qualora il manufatto storico sia inserito in un borgo la sovrapposizione fra questa legge e la legge sui borghi va magari guardata ed esaminata.
La sovrapposizione fra questa legge ed altre norme che esistono, come quelle citate, che nessun Consigliere ha citato, come il codice 42/2004, io me la sarei posta, magari avrei sentito la Sovrintendenza, magari mi sarei letta in maniera molto modesta la Convenzione europea del paesaggio e quali sono gli obiettivi, così come è stata recepita in Italia, ma siccome siamo tutti scienziati, è cambiato il mondo e quindi si deve recidere tutto quello che c’è stato prima, non si ha neanche la modestia di leggere le cose che non ha fatto la Giunta precedente, ma che sono state fatte dalla Comunità europea.
Detto questo, la visione unitaria è tutt’altra cosa, l’identità del paesaggio deve essere percepita e letta, quindi la valorizzazione di questi manufatti è sacrosanta, che ci sia una rete è giusto e sacrosanto.
Non condivido e non sono d’accordo sul cavallo del Catria, non perché non lo ritenga una eccellenza marchigiana, perché lo è in tutte le sue evoluzioni, sappiamo bene tutti come nasce, sappiamo bene tutti come geneticamente viene modificato per diventare cosa diversa, sappiamo tutti che ci sono cavalli che vengono allevati per essere mangiati ed altri che vengono utilizzati per altri scopi. Per esempio nelle Marche esistono la razza marchigiana, il vitellone dell’Appennino, il suino della marca, esistono già delle norme come il QM che sono finalizzate ad aiutare e ad implementare gli allevamenti e chi alleva queste razze autoctone.
Non è vero che non esiste nulla, anche nel Piano di sviluppo rurale ci sono precisi finanziamenti per queste razze. Forse sarebbe opportuno ragionare su tutte le razze marchigiane, non soltanto su una, perché è inutile, è utile invece riconoscere nella marchigianità e nella razza autoctona un insieme di eccellenze che potremmo mettere insieme. Io mi riferisco all’agnellone dell’Appennino, al suino della Marca, certamente non è visione unitaria che la precedente Giunta ha avuto e che questa opposizione … Da questo punto di vista siamo assolutamente diversi e mi piace poco che ci sia questa critica sterile, soprattutto considerando il fatto che ci sono stati dei colleghi che hanno utilizzato le loro conoscenze, le loro esperienze, le loro professionalità per mettersi al servizio di questa norma, come dice il Consigliere Cesetti, a vantaggio della stessa, ovviamente, non a vantaggio di qualcuno, ma di coloro che dovranno utilizzarla. Mi auguro che siano tanti, anche se delle difficoltà di applicazione le vedo, a cominciare da chi fa la mappatura e come si viene inseriti. Bene il 42/2004, ma non è detto che abbia censito insieme ai Ppar tutti questi elementi, quindi, ci vorrà anche uno studio cartografico per la mappatura, chi lo farà, come si farà, quanto costerà? Sicuramente costerà più di 200 mila euro ad occhio e croce e quindi già cominciamo con una carenza.
Fare delle leggi che non hanno copertura e che hanno una visione frammentaria …, perché spezzettare il paesaggio è la cosa peggiore che si possa fare, soprattutto nelle Marche, dove non esiste una caratteristica del paesaggio che sia prevalente rispetto ad un'altra, dove l’azione antropica e la parte naturalistica vanno a braccetto. E’ questa una caratteristica della regione Marche dal punto di vista paesaggistico, riconosciuta e non lo dice Anna Casini, perché io l’ho soltanto studiato e l’ho apprezzato anche guardando il paesaggio e la differenza e la varietà del paesaggio che c’è. Le Marche sono la regione italiana con la maggiore biodiversità e questa è una cosa importante, verosimilmente siamo il luogo del mondo con maggiore biodiversità e questo significa che siamo biodiversi. Quindi il paesaggio va letto in questa sua caratteristica.
Basta con queste critiche perché è da più di un anno che avete vinto le elezioni, questi continui pippettoni scritti tra l’altro prima che ci siano gli interventi …, posso capire che uno pensi delle cose e le scriva dopo che qualcuno ha parlato, ma il pregiudizio è tale che si arriva qua con il foglietto da leggere ed io dico che non mi sembra neanche serio nei confronti di chi ha lavorato e di chi ha migliorato questa norma.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Innanzitutto esco dal dibattito soddisfatto, farò una prima replica come psichiatra, non come politico, guardando il mondo. Il primo problema di un politico è comparire, io devo esserci, e allora si fanno le foto, talvolta in maniera sovrabbondante e controproducente, si fa un danno a se stessi, però non importa.
Il secondo problema è metterci il cappello: “Sono stato io, io l’ho modificata, io ci ho messo dentro il nerbo”, uno addirittura mi ha detto: “L’avevo pensata prima di te”, va bene, forse tutti hanno pensato qualcosa prima degli altri però non basta, bisogna comunicare la propria narrazione. Ogni tanto mi diverto osservando il leader di Italia Viva che ha sempre la sua narrazione incredibile di tutte le cose, anche nella narrazione i fatti contano più della fantasia.
Qual è la mia soddisfazione? Noi ne abbiamo discusso, l’abbiamo scritta, con intelligenza e sensibilità abbiamo accettato i consigli degli altri, delle associazioni che si occupano del problema ed hanno una storia dietro, l’emerito Fai, ma non solo, abbiamo preso anche quelli di quelle più recenti, come la recentissima Marche in Villa, che quasi non ha una storia, che vorrebbe valorizzare con la musica ed il canto queste ville.
Dopo aver scritto la proposta di legge, l’abbiamo integrata accettando i consigli, l’abbiamo approvata in Commissione ed oggi la portiamo in Aula. Voglio aggiungere una cosa a memoria futura: la dovremo rivedere, perché non è detto che funzionerà tutto bene, è una manifestazione di intelligenza dire: vediamo cosa è successo e riguardiamola.
L’abbiamo finanziata in maniera marginale, per questo sono soddisfatto e nello stesso tempo rammaricato perché la legge è stata presentata a fine aprile 2021, l’approviamo a fine novembre, sono trascorsi sei mesi, pensavo di farla non dico prima dell’estate, ma almeno a settembre, siamo ormai quasi a Natale, però l’abbiamo portata in porto.
Vorrei ricordare una cosa, lo dico francamente, qualche volta mi do ragione da solo, me ne andai via dal Partito delle Libertà nel 2012 e nel 2013 prendemmo il 2% dei voti, un’umiliazione terribile, non credevo che saremmo andati così male, eravamo 29 deputati, non pochi, ne eleggemmo 9, 20 di meno. Poi nel 2015 dissi che avremmo avuto un grande successo in Regione, Acquaroli era candidato alla Presidenza insieme alla Lega, dissi anche che avremmo avuto un gruppo forte di Consiglieri regionali e che avremmo preso la Regione, eleggemmo 4 Consiglieri regionali, 3 della Lega ed 1 solo di Fratelli d’Italia, la Consigliera Leonardi. Io rimasi a casa non eletto, Acquaroli continuò a fare il Sindaco a Potenza Picena, ma testardo continui a dire che nel 2020 avremmo vinto, perché nel 2015 dovevamo costruire la forza d’opposizione.
Dal 2020 Acquaroli non è più il Sindaco di Potenza Picena ed io sono stato eletto, nella politica ci può stare, e Fratelli d’Italia ha preso il 28,66%, 7 Consiglieri regionali, 8 con il Presidente. Penso che con la coalizione faremo questa regione più grande, forse talvolta con l’aiuto dell’opposizione, con qualcuno che all’interno dell’opposizione ci darà magari un contributo, quindi, questa legge è partita, è come una nave che ha lasciato il porto.
Non ci sono i soldi e la prima cosa che mi sento di dire è questa: le associazioni ci aiuteranno gratuitamente e metteranno la loro competenza in campo, nel bilancio preventivo già abbiamo stabilito di aumentare la cifra, working in progress, e tutto il 2022 servirà per mettere in piedi l’ambaradan.
La gestione della cosa pubblica è una cosa molto complessa, fai un progetto adesso lo vedi dopo 2, 3 anni e quando finalmente raggiunge uno spessore importante uno è molto soddisfatto.
Secondo me abbiamo fatto una buona cosa per le Marche, vorremmo farla ancora meglio tutti quanti ed io dico che ce la faremo.
Quando presentai la legge dissi ai collaboratori di trovare le 100 ville più evidenti: Villa 100 finestre a Filottrano, Villa Mancinforte a Camerano, Villa Seghetti Panichi a Castel di Lama, Villa Baruchello a Porto Sant’Elpidio, Villa Mirafiori a Pesaro, Villa Buonaccorsi a Potenza Picena e Villa Imperiale a Pesaro.
Quando la legge è andata avanti, poco dopo, si è cominciato a dire che erano poche, allora abbiamo inserito la Rocca d’Ajello a Camerino, Villa Votalarca a Treia, Villa Sgariglia, che nel frattempo è andata in eredità al Comune di San Benedetto del Tronto.
Sempre di più faremo di questa legge una grande cosa, sarà uno dei biglietti da visita della nostra regione insieme al mare ed a tante altre cose, quindi sono soddisfatto. Spero che sarà approvato il testo così com’è, magari con qualche integrazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Non ho chiesto la parola, ma non fa niente, non devo fare nessuna replica.

PRESIDENTE. Ha la parola sull’ordine dei lavori la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Solo perché il Consigliere Ciccioli ha detto di voler parlare da psichiatra al mondo ma, al di là del fatto che le sue analisi sono poco interessanti non solo per la sottoscritta, ma per i marchigiani, lei ha fatto una nota scritta con la quale invitava tutti ad attenersi al punto all’ordine del giorno in discussione, siccome l’ha messo per iscritto ed il Consigliere Ciccioli ci ha rallegrato con questo fantastico racconto per oltre 5 minuti, la prego di far rispettare quello che lei mette nero su bianco. Grazie.

PRESIDENTE. Prendo atto di questa sua presa di posizione. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “All’articolo 1 comma 1, dopo le parole: ‘La Regione’, sono inserite le seguenti: ‘ai fini di cui all’articolo 5, comma 3, dello Statuto e’”. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Preliminarmente voglio dire al Consigliere Rossi, che non mi permetterei mai, né mi sono mai permesso, di sindacare il merito delle proposte dei colleghi dell’opposizione o di qualsiasi altro collega, né la validità delle stesse. Non ho mai detto che la tutela e valorizzazione del cavallo del Catria sia una sciocchezza, non mi sono permesso, ho detto semplicemente che è una sciocchezza valorizzarlo con legge perché si dovrebbe fare con atto amministrativo e se si farà avrà il mio assenso, ma con legge no, non si può svilire la funzione legislativa di questo Consiglio regionale.
L’emendamento che auspico sia approvato, altrimenti non me ne vorrò più di tanto, è di inserire il riferimento allo Statuto. Noi diciamo che “la Regione, nel rispetto della normativa statale vigente”, prima di questo l’emendamento prevede di inserire: “ai fini di cui all’articolo 5, comma 3 dello Statuto”, per dare maggiore forza alla legge, perché recita: “la Regione promuove le attività culturali, salvaguardia e valorizza il patrimonio storico, artistico e archeologico, favorendone la conservazione, la conoscenza e l’utilizzazione e la fruizione pubblica”.
Questa è sì una norma non solo in senso sostanziale, ma anche in senso formale, tra l’altro applica lo Statuto, una disposizione statutaria, che è la Costituzione della nostra Regione, per questo la richiamo. In precedenza ho fatto un emendamento in Commissione che mi è stato bocciato, con il quale ho fatto riferimento alla legislazione nazionale, non ho riproposto quello, ma lo Statuto sì, perché questo emendamento dà anche sotto il profilo formale,a questa legge la dignità che merita perché è una buona norma.
Aggiungo al Consigliere Ausili che non ho detto che è stato un errore copiarla, ho detto semplicemente - tra l’altro ho detto che non l’ha fatto neanche il Consigliere Ciccioli – che era stata copiata male e noi abbiamo dato una mano a migliorarla, ho valorizzato l’atteggiamento del Consigliere Ciccioli che è stato molto attento a recepire le giuste osservazioni.
Non c’è da vantarsi di nulla, noi non dobbiamo né apparire, né dobbiamo essere, noi siamo quelli che cercano di fare il proprio dovere e non ci vuole una analisi né psichiatrica né psicologica per questo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Come relatore voglio dire che non c’è nessun problema ad accogliere questo emendamento, che in pratica richiama lo Statuto e gli obiettivi della Regione tra cui c’è la valorizzazione. E’ ribadire ciò che dice lo Statuto, che di fatto è la legge stessa, per cui non c’è motivo di contenzioso, noi lo davamo per scontato e con questo emendamento viene puntualizzato, un aspetto formale che però ci può stare e va bene, non c’è nessuna contrapposizione tra questo emendamento e la legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Innanzitutto per ringraziare il Consigliere Ciccioli perché questo riferimento dal mio punto di vista dà maggiore valore alla legge.
L’altro aspetto, che colgo l’occasione di esporre, è il tema delle risorse. Anche qui Consigliere Ausili, ma non per replicare ci mancherebbe altro e neanche per polemizzare, le leggi per esistere devono essere finanziate, tant’è che bisogna prevedere nella legge la copertura. Non è che prima facciamo la legge così la finanziamo, oppure prima mettiamo la risorsa e poi facciamo la legge, no, dobbiamo contestualizzare perché la legge per esistere deve essere finanziata, tant’è che tra “le clausole” obbligatorie di una legge o della tecnica legislativa c’è la copertura finanziaria o l’invarianza finanziaria. Addirittura sulle leggi ordinamentali c’è la cosiddetta clausola dell’invarianza finanziaria, addirittura dobbiamo indicarla anche quando facciamo la proposta di legge alle Camere, quindi, per essere esatti le leggi per esistere devono essere finanziate.
Questa è una legge che esiste e seppure con poche risorse è stata finanziata perché il Consigliere Ciccioli ha raccolto la mia indicazione di spostarle, dato che nel 2021 non potevano essere spese, sarebbe stata una legge non finanziata, al 2022, ho indicato di destinarle nel prossimo bilancio.
C’è di più, mentre discutevamo questa legge ho presentato degli emendamenti, che adesso depositerò in Commissione, insieme ai colleghi del gruppo PD all’assestamento di bilancio; sono emendamenti ordinamentali non finanziari, neanche uno finanziario. Nella legge sull’assestamento c’è l’adeguamento della legislazione regionale e siccome abbiamo fatto una legge importante, che mi pare abbiamo votato anche noi, sulla disciplina dell’attività commerciale nella Regione Marche, presenterò degli emendamenti perché possano essere destinate risorse, anche in attuazione di questa legge, ad esempio alla legge sui borghi storici e sulle dimore. Mentre facevamo il dibattito ho firmato gli emendamenti all’assestamento che depositerò tra poche ore, li vedrete, penso che potranno essere approvati perché, come ho detto prima, il tutto si può e si deve tenere insieme per conseguire le finalità che sono quelle della legge e sono anche quelle dello Statuto regionale.
Raccomando l’approvazione dell’emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6.
Emendamento 6/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Carancini, Mangialardi, Biancani, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Vitri: “Dopo la lettera c) del comma 3 dell’articolo 6, è inserita la seguente: ‘c bis) dal dirigente della struttura organizzativa regionale competente in materia di formazione e scuola, o suo delegato;’”. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Chiedo l’autorizzazione a correggere la parola scuola con istruzione perché è stato un mio errore.

PRESIDENTE. Ci vuole un subemendamento.

Fabrizio CESETTI. Lo annuncio e presento un subemendamento con il quale correggere la parola “scuola” con “istruzione”, presentato questo, ne raccomando l’approvazione.
Mi rivolgo al Consigliere Ciccioli, noi in questa legge abbiamo inserito l’articolo 6 bis “Attività di formazione e di spettacolo”, raccogliendo soprattutto le indicazioni del Consigliere Carancini ed anche le sue osservazioni in Commissione ed abbiamo detto che nel quadro delle attività previste a sostegno della rete, la Regione può in collaborazione con le Università, che hanno promosso un corso di laurea, sostenere finanziariamente specifiche attività di formazione, specie nei settori dei servizi turistici e culturali.
A me è sembrato normale perché, ripeto, solitamente presto molta attenzione quando vengo in Commissione alle osservazioni dei colleghi, in questo caso dei Consiglieri Carancini e Ciccioli.
Allora, quando c’è scritto: “Il Comitato è presieduto dal dirigente della struttura organizzativa regionale competente ed è composto: dal dirigente della struttura organizzativa regionale competente in materia di turismo, o suo delegato; dal dirigente della struttura organizzativa regionale competente in materia di governo del territorio, o suo delegato; dal dirigente della struttura organizzativa regionale competente in materia aree naturali, o suo delegato; dal dirigente della struttura organizzativa regionale competente in materia di demanio e patrimonio, o suo delegato; da due rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale nel settore della valorizzazione dei beni; da un rappresentante delle associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale nel settore della tutela ambientale”, ritengo che sia utile metterci anche la dirigente della struttura organizzativa regionale competente in materia di formazione ed istruzione per dare dignità, visto che questa attività è prevista addirittura nell’articolo aggiuntivo 6 bis “attività di formazione e di spettacolo”, all’interno del Comitato a questo tipo di attività. Va previsto l’emendamento che ho presentato all’articolo 6 perché nel Comitato sia inserita la lettera c bis), quindi, il dirigente della struttura competente formazione e istruzione, o suo delegato.
Anche questo mi pare di sostanza e se vogliamo tecnicamente corretto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Solo per dire che questo inserimento allarga di una unità il Comitato e non mi sembra che snaturi niente, addirittura può essere aggiuntivo. Qual è il rischio di questi Comitati? Io ho fatto parte più volte di Comitati in cui c’erano molte rappresentanze, in cui si stentava qualche volta a raggiungere il numero legale, più lo implementiamo e più ci saranno persone assenti.
La formazione professionale non ha bisogno di partecipare a questo Comitato perché riguarda per il 90% l’accesso alle attività lavorative di tipo artigianale, commerciale, industriale, certo, c’è anche un segmento di formazione professionale nei servizi ed in particolare nei servizi culturali, sicuramente sì, però a mio parere, non ho una preclusione, quando uno si occupa di tutto non si occupa di niente.
La perfezione è nemica del fare, su questo non ci piove, ogni volta che cerchiamo di fare una cosa perfetta ci blocchiamo, non la realizziamo, ci sono scrittori che hanno messo anni per fare dei libri che non hanno mai pubblicato, ci sono artisti che non hanno finito le tele, per andare nel campo dell’arte, ci sono politici che per fare leggi perfette non le hanno mai portate in porto.
In linea di principio che ci sia un dirigente in più della Regione nel Comitato non dice niente, ma la formazione professionale nell’ambito del servizio beni culturali è un segmento minimale e mettere un rappresentante qui dentro mi sembra eccessivo, per cui in linea di massima do un parere negativo, non ha senso. Poi se si vuol fare un progetto di formazione professionale, come si fa in qualsiasi campo, non c’è problema, dallo sport ai formatori dello sport, a qualsiasi tipo di formazione. Adesso vanno molto gli stuart per tutti i servizi di trasporti, ci sono formazioni professionali in quell’ambito, non dobbiamo mettere la formazione professionale dappertutto, è una cosa che possiamo richiedere. Per quanto mi riguarda pur non essendo ostile totalmente a questo emendamento do un parere negativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Intervengo per argomentare al contrario rispetto alle osservazioni del Consigliere Ciccioli, con il quale peraltro mi trovo perfettamente d’accordo quando fa riferimento talvolta alla inutilità dei Comitati. In questo caso, per esempio, ma non siamo voluti intervenire, è inutile questo Comitato perché c’è una legge. Si fa riferimento ad una serie di investimenti rispetto ai progetti che vengono presentati, davvero mi pare pletorico, ma per rispetto di chi ha presentato la legge l’abbiamo lasciato in questo modo.
Ma se noi modifichiamo l’articolo, così come abbiamo fatto, indicando l’importanza, lo dico anche al Presidente Acquaroli Assessore alla cultura, di implementare il tema del lavoro e della collaborazione con le Università, con le Accademie e i Conservatori, presupposto che c’è questo Comitato, è evidente che un delegato di quella competenza è necessario.
Ho qualche dubbio sul numero legale perché in questi Comitati, che sono consultivi, di appoggio e sostegno alla Giunta, non c’è bisogno del numero legale, se poi si vuol dire no a prescindere, per negare …, ma dentro una filosofia che vede un Comitato consultivo da questo punto di vista ha ragion d’essere, devo dire a maggior ragione rispetto ad altri componenti, se noi vogliamo vedere la mission, il core business di questa legge. Ecco perché dico che a me sembrerebbe ingiustificato, però non mi sembra un elemento che cambi, mi sembra in netta contraddizione con la filosofia, con l’accettazione di un emendamento che andava in quella direzione.
Ripeto, mi sembrerebbe logico, coerente, lineare e anche non contraddittorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Anche secondo me questo emendamento andrebbe accolto perché è una conseguenza dell’articolo 6 bis che è stato aggiunto, ma già il Comitato tecnico consultivo era previsto nella proposta di legge presentata in Commissione. E’ stato inserito un articolo che prevede il coinvolgimento delle Università.
Per me non serve il numero legale, se ci sono sei o sette i soggetti che compongono il Comitato, non penso che sia un problema aggiungere un altro che invece potrebbe dire la sua, in quanto la legge è stata modificata ed integrata con la possibilità di collaborare con le Università delle Marche, quindi, trovo giusto fare in modo che colui che dialoga all’interno della Regione con le Università possa essere a conoscenza e possa dare il proprio contributo nella verifica e nell’inserimento di quelle che sono le realtà che potranno entrare all’interno della rete.

PRESIDENTE. Subemendamento 6/1/1 a firma del Consigliere Cesetti: “La parola ‘scuola’ è sostituita dalla parola ‘istruzione’”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. La correzione è solo un refuso, ma è anche sostanziale perché prevede l’istruzione in quanto il dirigente della scuola non esiste e perché si parla di queste attività nell’articolo 6 bis.
Voglio dire al Consigliere Ciccioli, non disperando di convincerlo a dare un parere favorevole, di ripensarci perché è ovvio che è un’opportunità per migliorare ancora di più la legge e spiego perché.
Il Consigliere Ciccioli sa che sono animato solo da questo, ormai credo che mi conosca, si vede anche dal numero degli emendamenti che inevitabilmente devono essere accolti, posso capire che dispiace, ma a me non provoca nessuna eccitazione tutto questo, Presidente.
Nell’articolo 6 bis si parla di attività di formazione e stage nel settore dei servizi turistico-culturali, a parte l’istruzione e l’Università, eccetera, Consigliere Ciccioli, quando facevo il Presidente della Provincia avevo la competenza della formazione professionale, oggi di competenza regionale, sa quanti corsi di formazione ho fatto nel settore turistico-culturale? Penso all’accoglienza, davano non solo tante opportunità ai giovani, ma anche ai turisti, alla valorizzazione del territorio. Io ho fatto un mare di formazione in quella direzione, tutti tra l’altro perfettamente riusciti, oggi lo fa la Regione, allora perché serve quella presenza? Qui si parla addirittura del dirigente delle aree naturali protette, del governo del territorio, del demanio, sa perché serve il dirigente dell’istruzione e formazione? Ad esempio, nel momento in cui questo Comitato c’è - mi pare che ci fosse un mio emendamento soppressivo che poi è stato respinto, anch’io penso che i Comitati non servano a nulla - sarebbe grave se fosse presente il demanio, il territorio, le aree naturali e non l’istruzione e formazione.
All’interno di quel Comitato potrebbe emergere l’indicazione, spero che emerga, che il dirigente del settore istruzione e formazione deve attivare dei corsi di formazione professionale nel settore turistico-culturale e per evitare che magari qualcuno glielo notifichi come destinatario lui partecipa direttamente da protagonista.
Questa è l’utilità e va notevolmente a migliorare le attività di cui all’articolo 6 bis, quindi per me questo è un emendamento necessario, più necessario di tutti quegli altri che stanno qui.
Quindi, raccomando l’approvazione del subemendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Ci sono cose che hanno un grande rilievo, che appartengono alla complessità delle leggi. L’ho detto prima, non sono pregiudizialmente contrario, però non vorrei che più implementiamo il numero dei partecipanti, più ci sfugge il fine centrale.
Se ricordiamo bene, uno degli obiettivi degli ultimi governi nazionali, dell’attuale governo regionale e credo anche del precedente, era la semplificazione e quando uno semplifica le cose funzionano meglio.
Proprio per lo spirito della legge, questa è una legge che deve essere inclusiva, in cui tutti ci dobbiamo ritrovare, per questo motivo …, innanzitutto tutti sbagliamo, il Consigliere Cesetti ha sbagliato a scrivere scuola invece di istruzione, ne prendo atto e voto a favore del suo subemendamento e lo accolgo. Cerchiamo in questo spirito quasi ecumenico di fare le cose più aperte possibili, accogliamo il subemendamento, che è una sua dichiarazione di un errore, che nella vita ci sta, i particolari sfuggono e così saniamo questa cosa, sempre con il dubbio se la cosa sia utile o no perché la formazione è uno dei tanti servizi della Regione che potrebbe essere coinvolto in questa struttura.
Disconosco l’idea che non serve un Comitato, certo che serve un Comitato che discuta di queste cose, non è una materia che deve essere discussa …, la Giunta prende atto delle decisioni, in una seduta di Giunta ci sono decine di deliberazioni, serve un Comitato dedicato per raffinare le politiche di questo settore e fare delle scelte, quindi il Comitato serve e serve moltissimo.

PRESIDENTE. Subemendamento 6/1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Emendamento 6/1, così come emendato.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Ciccioli, non deve sottolineare l’errore, l’ho detto io, è un refuso, tra l’altro è un errore in senso tecnico, non ho confuso la scuola con l’istruzione, perché in senso tecnico? Perché, come al Consigliere Ciccioli hanno copiato la legge dalla Regione Lazio, nel fare gli emendamenti ho copiato in parte dalla Regione Lazio e questo l’ho copiato lì, però l’ho corretto perché nella organizzazione della Regione Marche non esiste scuola ma esiste istruzione.
Per il resto ringrazio il Consigliere Ciccioli a nome della legge, a me non interessa nulla, perché è migliore, però, da politico esperto e navigato, da ottimo psichiatra, non si deve scervellare nel giustificare un ripensamento. Dica semplicemente che il Consigliere Cesetti l’ha convinto, non l’ha convinto la ragione della forza, perché lei dispone di 21 voti, ma la forza della ragione, che è sempre quella che vince, e lei lo dovrebbe sapere perché è un ottimo psichiatra.
Quindi, basta dire che è giusto perché migliora l’impianto della legge, perché forse è la struttura, dopo quella che la presiede, che ci azzecca di più in questo articolo.
Ne raccomando l’approvazione.

PRESIDENTE. Emendamento 6/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6 bis.
Emendamento 6 bis/1 a firma del Presidente della I Commissione: “Il comma 2 dell’articolo 6 bis è sostituito dal seguente: ‘2. A sostegno della valorizzazione dei siti della rete, la Regione può promuovere e finanziare la realizzazione, presso gli stessi, di iniziative culturali e spettacoli dal vivo di natura varia (musica, videomapping, teatro, prosa) in collaborazione con i Conservatori, le Accademie di belle arti, le Università della regione, le Associazioni e Fondazioni culturali’”. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6 bis, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Ne abbiamo discusso a lungo, quindi riconfermare le motivazioni assolutamente convincenti di questa legge sarebbe del tutto inutile.
Questa norma diventerà materiale legislativo e giuridico di questa Regione, cercheremo di applicarla nel migliore dei modi, non sarà applicabile subito, dobbiamo costruire la rete, dobbiamo costruire la mappa, ma si va avanti.
Riflettevo sulla prima parte della seduta dedicata contro la violenza sulle donne, anche lì si partì da un manifesto che parlava delle violenze, poi si sono costituite le Commissioni, se ne è parlato nelle pari opportunità, è diventata materia largamente condivisa, sono state fatte delle leggi, anche recentemente aggiornate, e pian piano è passato il messaggio. Sono state create delle case per la messa in sicurezza delle donne, sono stati creati dei servizi dedicati, quindi le cose camminano.
Oggi approviamo una legge che farà la sua strada, magari tra tre anni sarà in parte modificata, ma sono sicuro che abbiamo fatto un grande lavoro per la regione Marche, anche per le future generazioni perché valorizzare questo patrimonio, che ci hanno lasciato i nostri antenati nelle Marche, è valorizzare il nostro futuro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in Commissione, il relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli, il relatore di minoranza Consigliere Biancani, tutti i membri ed anche il Consigliere Cesetti che ha dato il suo apporto insieme ad altri.
E’ stata una legge aperta quando è stato possibile, quindi quasi sempre, siamo andati agli indirizzi, agli accorgimenti o alle migliorie che ci venivano proposte e siamo andati nella direzione giusta. Penso che sia una buona legge, che si va ad unire alle altre che valorizzano la nostra capacità di creare turismo, di creare possibilità di occupazione, anche per i nostri giovani, va nel senso della promozione turistico culturale.
Si è parlato molto anche delle risorse: sono poche, sono tante …, il fatto che siano state spostate all’anno successivo è automatico perché la legge era partita a marzo, aprile, quindi erano previste per il 2021, poi arrivando a fine anno è normale che siano state trasferite al 2022.
Quello che voglio dire è che la legge è importante e noi diamo la possibilità, siccome ci rivolgiamo anche ai privati, di far capire che noi abbiamo a cuore queste dimore e queste ville, sappiamo che sono una ricchezza da valorizzare. E’ un messaggio che noi diamo anche a loro, che potrà aiutarli a fare quegli investimenti, a fare quelle migliorie, che altrimenti non avrebbero fatto.
Come ha detto il Consigliere Ciccioli ci vorranno degli anni, però partiamo, diamo un segnale, un segnale di attenzione, a queste nostre bellezze che spesso sono abbandonate o sono da recuperare.
La direzione è nel senso giusto e come gruppo siamo favorevoli a questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Abbiamo lavorato per diversi mesi in Commissione su questa legge, come ha detto giustamente la Consigliera Biondi prima, in un clima di serenità e di accoglienza nei confronti anche degli stimoli che sono pervenuti dall’opposizione.
Anch’io mi unisco ai ringraziamenti per il proponente nonché relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli e per il relatore di minoranza Consigliere Biancani.
Anche oggi il dibattito è stato abbastanza acceso a dimostrazione che il tema sta cuore a tutti, è una problematica importante per la nostra regione.
Come Movimento 5 Stelle sosterremo questa proposta di legge e vorrei in questa sede sottolineare velocemente due stimoli che secondo me dovremmo raccogliere tutti, ovvero disporre attraverso il bilancio di previsione di risorse importanti questa legge, così come spero sia intenzione di tutti e poi anche ragionare, qui mi rivolgo al Presidente della nostra Commissione Consigliere Marinelli, su un testo unico, come più volte abbiamo detto, forse è il caso che ci mettiamo a lavorare insieme, potrebbe essere una cosa complessa, però nello stesso tempo stimolante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Saluto tutti. Mi sembra evidente che il voto del gruppo Partito Democratico sia favorevole, lo si evince dal dibattito che c’è stato in Aula, lo si può certificare dai 23 emendamenti che sono stati approvati, nati dalle proposte del nostro gruppo.
Ringrazio in modo particolare il Consigliere Cesetti, che ci ha lavorato con la solita attenzione e puntualità in modo assolutamente pro attivo insieme al Consigliere Biancani, ringrazio anche per il contributo che è arrivato dal Consigliere Carancini.
Ho apprezzato molto lo spirito del proponente, si capisce, chi non vuol mettere in campo un’operazione di valorizzazione di beni architettonici, artistici, paesaggistici, culturali del nostro territorio, che passa attraverso le dimore storiche, i castelli, i giardini? Un valore indubbio, vogliamo dar seguito a quel lavoro di cui cogliamo lo spirito …

PRESIDENTE. Devo sospendere perché non c’è nessun rappresentante della Giunta, riprenderemo quando ci sarà almeno un rappresentante. Prego. C’è anche in collegamento l’Assessore Carloni.

Maurizio MANGIALARDI. L’Assessore non competente, però garantisce la presenza della Giunta.
Ne cogliamo lo spirito, però se non avessimo dato questo grande contributo, se non avessimo modificato e migliorato insieme, anche grazie alla disponibilità del proponente Ciccioli …
Esce una norma che se guardata in maniera asettica coglie e raccoglie le istanze del nostro territorio, l’obiettivo della promozione, dell’accoglienza, della valorizzazione, la proiezione delle Marche fuori dal proprio perimetro territoriale.
Dico pure che se ci fermassimo a ragionare sull’azione compulsiva che stiamo mettendo in campo sul piano normativo in tutti gli ambiti ci renderemo conto che, non è la prima volta che lo sottolineo, fare norme significa incrementare la burocrazia, non è altro. Non possiamo chiederlo sempre ad un altro legislatore, siamo noi questa volta, non possiamo chiedere al Parlamento di ridurre le 6 mila leggi italiane che sono troppe, abbondanti, che creano solo confusione. Il Presidente del Consiglio dei Ministri si sta adoperando per far sì che quelle risorse determinanti per il nostro futuro possano essere messe a sistema con la velocizzazione che serve, ma è ovvio che bisogna intervenire semplificando le norme, non solo chiarirle, semplificarle. Noi invece stiamo dentro quel percorso e per evidenziare un pezzo lo stigmatizziamo con una norma. Secondo noi, secondo me, un grande errore che ha un elemento di primogenitura perché quando nel programma, nell’esecutivo e nell’organizzazione teniamo separati turismo e cultura vuol dire che c’è un certo tipo di visione.
Io non sono totalmente d’accordo con il Consigliere Cesetti quando dice che questa legge è importante, mentre quella sul cavallo del Catria lo è un po’ meno, no, sono sbagliate entrambe, non sono questi gli strumenti, noi stiamo spezzettando in un puzzle il nostro Ppar, che dimentichiamo completamente. Penso al lavoro fatto da Sergio Anselmi nella sua descrizione iniziale di quel grandissimo strumento, lo spezzettiamo tutto per arrivare a una norma che non contiene nemmeno le risorse, le metteremo poi nel prossimo passaggio di questa Assise, ma se ci fossero 5 milioni di euro o 10 milioni di euro potrebbero avere almeno l’efficacia, ma non sarà così.
Colgo lo spirito della norma, abbiamo dato un grande contributo per migliorarla, non condivido affatto l’approccio che ha nello sfondo un grande obiettivo, nell’efficacia …, poi ne riparleremo, come ha detto il Consigliere Ciccioli la perfezione non è lo strumento adeguato per l’efficacia, invece ci accorgeremo che questi strumenti forse agli operatori creeranno tante difficoltà. In questo caso l’abbiamo fatto con uno spirito positivo e forse è l’unico elemento che mi permette almeno personalmente di votare favorevolmente questa proposta.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 43, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Prima di passare al prossimo punto, vi comunico che dovremo comunque arrivare alla votazione dell’assestamento, al punto successivo, della proposta di atto amministrativo n. 23.
In relazione a quanto è stato concordato questa mattina dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi dobbiamo fare la proposta di legge n. 70 e poi la proposta di atto amministrativo n. 23, dopodiché se andiamo fuori da quell’orario che ci siamo dati potremmo chiudere.

Proposta di legge n. 70
ad iniziativa dei Consiglieri Rossi, Ciccioli, Marcozzi, Latini, Marinelli
“Modifica alla legge regionale 3 aprile 2013, n. 5 ‘Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 70 dei Consiglieri Rossi, Ciccioli, Marcozzi, Latini, Marinelli.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Sarò breve perché queste sono due modifiche alla legge regionale 3 aprile 2013, n. 5 ‘Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno’, due modifiche importanti.
Con questa proposta di legge si intende modificare la composizione del Tavolo permanente di filiera sul tartufo, di cui all’articolo 2 bis della legge regionale 5/2013, inserendo tra i componenti di questo Tavolo, che discute delle questioni inerenti al tartufo, un rappresentante del Centro sperimentale di tartuficultura avente sede a Sant’Angelo in Vado.
Le importanti funzioni del Centro sperimentale di Sant’Angelo in Vado sono descritte all’articolo 4 della legge n. 5 e sono le seguenti: il Centro svolge un supporto tecnico-scientifico nelle fasi di produzione, controllo e certificazione delle piantine tartufigene micorrizate, prodotte nei vivai regionali ed impiantate nella regione;
sperimentazione delle tecniche vivaistiche per la produzione di piantine tartufigene, delle pratiche colturali per la tartuficoltura e delle operazioni funzionali alla tutela e alla salvaguardia degli habitat naturali; divulgazione, consulenza ed assistenza tecnica ad operatori e tartuficoltori; rilascio del parere di cui all’articolo 9, comma 2 della legge regionale 5/2013; analisi della specie dei tartufi in base alle caratteristiche botaniche e organolettiche.
Occorre sottolineare l’importanza di questo Centro sperimentale di tartuficoltura a livello nazionale, che è in capo a Regione ed Assam.
L’articolo 2 della legge 752/1985, che è la normativa quadro in materia di raccolta e coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo, prevede che il Centro sia abilitato all’esame per l’accertamento delle specie commerciabili di tartufo tramite esame microscopico delle spore. Quindi la presenza di un rappresentante del Centro nel Tavolo permanente di filiera del tartufo si rivela fondamentale per aiutare tutti i soggetti coinvolti nel settore della raccolta e della coltivazione dei tartufi nella regione Marche.
Il Centro svolge funzioni importanti per quanto riguardo la tartuficoltura, una pratica sempre più doverosa anche a seguito dei cambiamenti climatici, si sta passando dalla raccolta anche alla coltivazione del tartufo.
In Commissione c’è stato un emendamento che avevo proposto e che con il parere del Crel è stato integrato e cioè che all’interno del Tavolo sia presente anche un rappresentante delle associazioni nazionali di tartuficoltura con sede nelle Marche, perché c’è già un rappresentante delle associazioni regionali di tartuficoltura. Abbiamo voluto inserire il rappresentate delle associazioni nazionali di tartuficoltura con sede nelle Marche perché le associazioni nazionali hanno una visione nazionale ed europea della tartuficoltura, a 360 gradi. Si portano all’interno del Tavolo della filiera del tartufo, oltre le competenze del Centro di tartuficoltura, le ulteriori competenze dell’associazione nazionale dei tartuficoltori Credo che sia un miglioramento di cui abbiamo parlato in Commissione.
Ringrazio il Presidente Consigliere Putzu e gli altri Commissari.
Queste sono delle modifiche alla legge ed è auspicabile, e si sta anche lavorando tramite l’Assessorato, una riforma organica e complessa di tutta la legge, però nel frattempo siamo voluti intervenire per inserire questi due attori che sono importanti all’interno della filiera del tartufo in un’ottica anche nuova, legata, come ho detto prima, alla tartuficoltura e al prodotto certificato e piantato in zona, nelle nostre Marche, a fronte anche di cambiamenti climatici che purtroppo portano negli anni sempre ad una raccolta più scarsa, ahinoi, del tartufo, sia bianco che nero.
Incentivare questa pratica potrebbe portare positività in tutto questo settore, far vivere parti anche marginali del nostro territorio da un punto di vista agricolo perché fondamentalmente la tartuficoltura è una pratica agricola, quindi, dare reddito anche ai nostri agricoltori delle zone collinari e di montagna.
Non ho altro da aggiungere, ringrazio di nuovo il Presidente della Commissione Consigliere Putzu e tutti i Commissari per l’approfondimento e per il recepimento di questa indicazione che viene dal territorio e che è stata anche discussa in convegni promossi dalla Regione e dall’Assessorato nelle Fiere del tartufo, che si sono svolte un mese fa, soprattutto nella zona del pesarese e in particolare ad Acqualagna ed a Sant’Angelo in Vado.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Da subito in Commissione ci siamo dichiarati favorevoli a questa proposta di legge che, lo ha detto il Consigliere Rossi, prevede all’interno di una legge che già esiste, la presenza di un rappresentante del Centro sperimentale di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado per le importanti funzioni che lo stesso svolge in questo settore, anche questo strategico per la nostra regione, quanto meno per alcune parti, non soltanto per le parti del Consigliere Rossi, ma penso ad esempio ad Amandola.
Da subito abbiamo detto di essere favorevoli, abbiamo manifestato delle perplessità circa l’inserimento del rappresentante delle associazioni nazionali di tartuficoltura tant’è che in un primo momento il Consigliere Rossi aveva ritirato l’emendamento, poi a seguito dell’esame del Crel e del Cal è venuta questa indicazione per cui abbiamo modificato la lettera f) del testo, che troviamo nell’articolato della proposta di legge. Su questo ci siamo astenuti non tanto nel merito, perché, diciamolo, dare nome e cognome all’interno di una legge ad una rappresentanza non va bene, però il Consigliere Rossi ha insistito, ci siamo astenuti, ma riteniamo che questo possa dare un’ulteriore contributo, quindi male non fa e non sarà questo che ci farà cambiare idea rispetto alla legge, però non siamo voluti intervenire sull’articolato ed abbiamo presentato un ordine del giorno predisposto dal Consigliere Carancini, che ho sottoposto al Consigliere Rossi, che credo possa essere approvato, non solo perché un ordine del giorno non si nega a nessuno, ma perché in questo caso c’è sostanza e costituisce un’opportunità.
Se verrà approvato l’ordine del giorno, come spero ed auspico, il nostro voto sarà favorevole, come già è stato favorevole in Commissione, anche se ci siamo astenuti sull’emendamento.
Se il Consigliere Rossi vuole il voto pieno sull’approvazione, anche da parte dell’opposizione, si farà carico di far approvare l’ordine del giorno, che tra l’altro è giusto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Sono particolarmente entusiasta di questa modifica della legge regionale n. 5 del 3 aprile 2013 che consiste in un nuovo testo proposto dalla II Commissione, che prevede una modifica dell’articolo 2 bis) relativa alla costituzione del Tavolo permanente di filiera sul tartufo e l’inserimento di un rappresentante delle associazioni regionali di tartuficoltura e di un rappresentante delle associazioni nazionali di tartuficoltura con sede nelle Marche.
Prendendo atto che nel nostro territorio ed in particolare nei Comuni di Sant’Angelo in Vado e di Acqualagna da decenni si lavora con grande passione e competenza alla produzione, commercializzazione e valorizzazione a 360 gradi del tartufo, in tutte le sue declinazioni, che i due Comuni si sono guadagnati negli anni un ruolo di primaria importanza nel mercato del tartufo nazionale ed internazionale, non si capisce perché nel Tavolo di lavoro previsto dalla precedente legge non trovassero posto i rappresentanti che fanno capo al Centro sperimentale di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado, centro abilitato per l’accertamento delle specie commerciabili di tartufo tramite l’esame microscopico delle spore, ed i rappresentanti di associazioni, quali per esempio la Fita. Io ho il coraggio di dire un nome, Federazione italiana tartuficoltori associati, che è nata ad Acqualagna il 25 aprile 2010, rappresenta ben 16 Regioni italiane, ha sede ad Acqualagna ed è stata voluta fortemente dall’Associazione tartuficoltori di Acqualagna perché a livello regionale e nazionale serviva una federazione che coordinasse le associazioni di tartufai e tartuficoltori, concretamente rappresentativa di un ampio territorio regionale e nazionale e non solo di piccole e singole realtà locali.
La Fita tra l’altro è stata accreditata dal Ministero dell’agricoltura e viene sempre convocata a partecipare ogni qualvolta si riunisce il Tavolo di lavoro sul tartufo e sulla tartuficoltura. Inoltre fa parte del Gruppo europeo tartufai/tartuficoltori e si riunisce un paio di volte l’anno per lo sviluppo della tartuficoltura e si relaziona con il Parlamento dell’Unione europea per le leggi e i contributi agricoli specifici.
Pare quindi molto giusto che nel Tavolo di lavoro sul tartufo venga inserita una associazione regionale che aderisce a Fita e che vanta un’esperienza regionale, ma anche nazionale ed europea.
Dopo l’approvazione di questa proposta di legge è importante che venga urgentemente convocato il Tavolo per lavorare e presentare un progetto concreto per il territorio tartufigeno del tuber magnatum Pico, il bianco pregiato, perché rientra nei progetti europei di protezione della biodiversità.
Ringrazio molto la II Commissione per il lavoro svolto, in particolare il Consigliere Rossi, lavoro che rende giustizia alle grandi valenze e competenze acquisite e presenti nei nostri territori, che servono non solo a produrre reddito per la nostra gente, ma anche a valorizzare e a far crescere ancora di più la produzione e il mercato del nostro tartufo, il tartufo locale, che è di grande pregio e di grande qualità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Per dire grazie al Consigliere Rossi, sempre attivo su questi temi importanti relativi al suo territorio, dove c’è una grande cultura della coltura del tartufo. Voglio ringraziare anche il relatore di minoranza che sembra aver accolto con piacere questa proposta ed anche in questo caso da Presidente di Commissione esprimo grande soddisfazione perché il Consiglio regionale può riuscire ad unirsi intorno ad una materia rilevante e che può non solo dare un valore all’agricoltura, ma anche all’internazionalizzazione e al turismo perché far riscoprire la terra dei tartufi credo sia fondamentale, come lo è per varie province della nostra regione.
Penso che sia importante riuscire a valorizzare il patrimonio tartufigeno, quindi non posso che auspicare un voto unanime di questo Consiglio nella speranza che domani, qualora venga fatta una riforma, questa possa dare un’ulteriore spinta a questa proposta giusta, che condivido in pieno, del Consigliere Rossi, che ringrazio ancora.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Una chiosa banale, capisco tutto quello che è stato detto dai Consiglieri, dal presentatore della norma, che giustamente ci sia un rappresentante del Centro sperimentale di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado, che è stato il primo, anche se, poi ne parleranno i colleghi, l’Assam ha operato anche in altri centri in maniera forse più attiva, con grande volontà di chi dirigeva e di chi si è impegnato.
Sinceramente non capisco l’articolo 1, il testo modificato dalla Commissione, le associazioni nazionali di tartuficoltura con sede nelle Marche. Questo non lo capisco, non capisco perché dobbiamo dare voce ad associazioni nazionali di tartuficoltura, posto che noi siamo per valorizzare tutto ciò che è autoctono, tutto ciò che è marchigiano, quindi, capisco il rappresentante del Centro sperimentale di tartuficoltura, capisco il rappresentante delle associazioni regionali di tartuficoltura.
E’ chiaro che noi dobbiamo portare avanti i nostri interessi territoriali e cercare di fare sintesi perché siamo l’unica regione che ha il tartufo tutto l’anno, che ha tutti e tre i tipi. Non entro nel merito perché i colleghi l’hanno spiegato molto meglio di me, il tartufo si trova in tutte le nostre aree interne, a cominciare dal pesarese fino al confine con l’Abruzzo, è un patrimonio tartufigeno importantissimo quello delle Marche e ci consente di coprire il mercato in tutte le stagioni dell’anno, per cui dare rappresentanza ad una associazione nazionale non mi sembra coerente con la ratio della legge, per come è nata e con ciò che è stato detto dai colleghi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Molto brevemente per dire che questo è un esempio di come le leggi a volte devono essere riviste, perché anche se uno lavora per fare il meglio possibile, c’è sempre al momento dell’applicazione qualcosa che non funziona bene.
Tutti sanno che il tartufo è un nostro gioiello, come dicono le pubblicità, un gioiello delle Marche, soprattutto della nostra regione, del Piemonte ed oggi anche dell’Umbria e quindi lo dobbiamo valorizzare.
Ovviamente intorno ai gioielli si sviluppano anche interessi, interessi fuori dai denti, dei produttori locali, dei commercianti, dei distributori e di una filiera più lunga, magari ci sono anche gli importatori. Anche nella regione ci sono dei Centri di particolare attenzione ed interesse. Ad esempio in questa legge viene inserito un rappresentante del Centro sperimentale di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado e l’opposizione dice sì, però ricordiamoci anche che esiste l’Assam di Amandola, che evidentemente era sfuggito perché il proponente Consigliere Rossi è rappresentante della provincia di Pesaro e magari non conosce nel dettaglio la situazione della provincia di Fermo. Non è che tutti sappiamo tutto.
Questa legge è opportuna perché sana una lesione, era stato tagliato fuori qualcuno, invece noi crediamo che nessuno debba essere lasciato fuori, più voci servono a fare le cose più corrette, quindi cade puntuale. Come in tutte le cose ci sono i sostenitori, ma in questo caso ci sono stati anche dei detrattori, quelli che hanno detto che non era opportuno che questa legge venisse approvata e che bisognava lasciare le cose come stavano.
Secondo me invece è opportuno approvare questa legge, è opportuno ampliare la platea di coloro che hanno diritto a dire la loro, portatori di interessi legittimi, è opportuno che oltre alle associazioni specificamente regionali ci sia, in particolare una, un’associazione nazionale con una forte rappresentanza nelle Marche, quindi è giusto che la sede nazionale di questa associazione sia rappresentata. Non trovo niente di illegittimo, non è che se un sindacato è locale viene preso in considerazione, mentre se è nazionale la sede locale non viene presa in considerazione.
Mi sembra che sia una legge fondata sul buon senso, sul rispetto dei legittimi interessi, non c’è bisogno di un grande dibattito, deve essere approvata e diventare operativa. Se poi il Centro di tartuficoltura con sede ad Ascoli Piceno gestito dall’Assam è un punto di riferimento, se c’è in futuro una rappresentanza da prendere in considerazione, tenendo presente che l’Assam è un ente strutturato regionale, è più che legittimo il suo intervento su questa materia, addirittura è un ente strumentale della Regione ed è strutturale nella politica agricola regionale, in questo caso nella politica per i tartufi.
Detto questo esprimo fin da ora il voto favorevole a questa legge.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, ha la parola per la replica il relatore di maggioranza Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Intervengo come relatore di maggioranza, all’ex Assessore all’agricoltura Casini dico che le specie di tartufo sono 9 e non 3, 9 sono commestibili e ce ne sono un centinaio non commestibili. Al di là di questo, noi abbiamo aggiunto un rappresentante delle associazioni nazionali di tartuficoltura con sede nelle Marche perché? Prima avevamo raccolto l’esigenza della Fita, Federazione italiana tartuficoltori, che ha sede nelle Marche, che è stata respinta dalla Commissione, come ha detto il Consigliere Cesetti, perché era indicata una sigla e non era giusto indicarla, però anche il Crel ha chiesto espressamente di mettere la Fita, quindi noi abbiamo cercato di salvare capra e cavoli scrivendo “associazioni nazionali di tartuficoltura con sede nelle Marche”.
Perché è importante mettere una associazione nazionale con sede nelle Marche e non in Piemonte o in Veneto? Perché una associazione nazionale ha una visione a 360 gradi ed in più completa di tutto ciò che riguarda la tartuficoltura, tanto che, come ha detto il Consigliere Cancellieri, la Fita è associata all’interno di una associazione europea e conosce dinamiche legate alla tartuficoltura europea.
Oramai la tartuficoltura ha un’ottica europea legata anche a tutto quello c’è dietro, anche alla tartuficoltura francese, quindi, portare le conoscenze di una associazione nazionale con sede nelle Marche è importante ed è un’esigenza, che è stata poi anche recepita, richiesta dal Consiglio delle autonomie locali, a rafforzamento di quello che ho detto prima, che poi è stato modificato e sistemato in Commissione. Non vediamo niente di male, anzi crediamo che questa associazione possa portare ulteriori conoscenze all’interno del tavolo, oltre al rappresentante delle associazioni regionali di tartuficoltura, che è già presente.
Per quanto riguarda l’ordine del giorno presentato dal PD non ho nessuna preclusione, fermo restando che bisogna capire o meglio bisogna conoscere cos’è il Centro di Sant’Angelo in Vado e cos’è il Centro di Amandola. Non possiamo paragonare un Centro importante con ricercatori, tecnici e personale con un altro Centro, per carità, importante, ma che ha dimensioni molto più ridotte e chiaramente conoscenze più ridotte della materia perché l’altro oramai è avanti da tempo.
Personalmente non ho nessuna preclusione, quindi accetterei benissimo anche questo ordine del giorno, poi bisognerà vedere come strutturare questo Centro sperimentale, perché quello di Sant’Angelo in Vado ha determinate strutture che lo rendono tale, che lo rendono un centro sperimentale, con attrezzature ed anche laboratori, mentre il Centro di Amandola, da quello che ho visto, ha una valenza un po’ più piccola e bisognerà vedere se ci sono gli strumenti per poterlo ampliare.
E’ ovvio che la ricerca, le analisi e tutto quello che concerne anche i discorsi di micorrizazione delle piantine vanno incentrati all’interno di un sito che è quello di Sant’Angelo in Vado anche per un discorso di personale e di conoscenze. L’implementazione di un secondo Centro, per carità, da una parte può essere positiva, ma dall’altra si può anche rischiare di disperdere un po’ le conoscenze, però, come ha detto il Consigliere Cesetti, un ordine del giorno non si nega a nessuno. Per me questa è più una barzelletta perché bisogna anche vedere che ordine del giorno si presenta per non negarlo, però in maniera democratica non avrei nessun problema ad accettarlo. Si potrebbe rivedere più che l’istituzione di un secondo Centro, magari l’implementazione del Centro di Amandola. E’ ovvio che l’implementazione si può fare, una cosa che quasi certamente si può fare, mentre istituzione di un secondo Centro …, magari non abbiamo le strutture, magari può innescare quel procedimento che ho detto prima, quindi se al posto di “un secondo Centro” si mette avviare un percorso di implementazione, si migliora il centro di Amandola e non si depotenzia o crea delle situazioni di conflitto. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Mastrovincenzo, Mangialardi, Cesetti, Vitri, Biancani. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. E’ un ordine del giorno che prova ad arricchire questa proposta di legge sulla quale, come è stato dimostrato e dichiarato dal relatore di minoranza Consigliere Cesetti, abbiamo votato.
Lasciarsi andare a dichiarazioni di entusiasmo per la modifica di un comma relativo all’inserimento di un nuovo componente mi sembra esagerato, ma nella pratica abbiamo votato. Quello che sinceramente mi dispiace, e francamente mi viene da dire al Consigliere Rossi che se lo fa per dovere di Patria non lo deve fare, è che si inseriscono tutta una serie di “ma” e di “se” rispetto all’ordine del giorno.
L’ordine del giorno che il Partito Democratico ha presentato tende ad affermare e a istituzionalizzare un dato di fatto attualmente esistente e cioè che anche ad Amandola c’è un Centro di tartuficoltura. E’ importante, nel tempo la sua esperienza si è esplicata in vari passaggi concreti, che qui vado a ricordare, la coltivazione, la valorizzazione del patrimonio tartufigeno locale, la ricerca e la sperimentazione nel settore, la salvaguardia degli ecosistemi. Il Centro è gestito da Assam e svolge una serie di attività importanti.
Parto da questa considerazione che credo vada riconosciuta a prescindere: non è solo il nord delle Marche a poter beneficiare e ad avere questo fondamentale patrimonio anche di riconoscibilità della regione Marche rispetto ai tartufi, sappiamo quanto sia rilevante in questo senso il rapporto di competizione con la Francia, con tutte le nazioni dell’est, eccetera.
Credo che per poterci sentire un po’ tutti marchigiani, affermare e riconoscere e dico comunicare che anche nelle aree montane del sud delle Marche vi sono opportunità di valorizzazione di questa straordinaria eccellenza alimentare è una cosa importante, lo confermano peraltro alcune slide del Centro sperimentale di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado, che se si vanno a vedere riguardano la cosiddetta Carta dell’attitudine alla produzione del tartufo bianco e nella stessa si vede, dalle linee indicate in queste planimetrie, che l’area sud delle Marche è certamente un territorio che può offrire opportunità di valorizzazione e, dico io, anche e soprattutto di sviluppo socio-economico dell’attività stessa.
Per questo nell’ambito di una legge che modifica limitatamente ad un intervento, che – ripeto - abbiamo ritenuto utile riconoscere, pensiamo che occorra fare un importante passo in avanti nel riconoscimento del territorio del sud delle Marche, di fatto istituzionalizzare, formalizzare, vedremo come - noi lo sollecitiamo alla Regione Marche, pensiamo di poterlo fare anche attraverso una modifica di legge – e riconsiderare la possibilità che accanto alla struttura di Sant’Angelo in Vado ce ne sia una simmetrica nel sud delle Marche.
Sulle competenze e sulle peculiarità poi vedremo, credo che affermare ed essere convinti, qualora lo fossimo, che anche il sud delle Marche debba avere una dignità, peraltro riconosciuta dai fatti, sul tema del tartufo e sulla valorizzazione nelle sue varie forme sia un processo, un passaggio importante.
Per questo chiedo l’impegno della Giunta regionale - Presidente, le chiedo anche per rendere edotti tutti i Consiglieri che magari non hanno potuto leggere l’ordine del giorno - sui presupposti a cui ho fatto riferimento, peraltro sinteticamente illustrati. Si impegna la Giunta regionale ad avviare il percorso di istituzione di un secondo Centro sperimentale di tartuficoltura della Regione Marche, dopo quello di Sant’Angelo in Vado, presso il Centro di tartuficoltura di Amandola, in quanto qualificato e riconosciuto punto di riferimento delle aree meridionali della regione in materia di raccolta, coltivazione e valorizzazione del patrimonio tartufigeno locale, di ricerca e sperimentazione nel settore, nonché di salvaguardia di peculiari ecosistemi naturali.
Lo dico per poter condividere il ruolo che abbiamo, le Marche hanno dei territori plurali e diversi, riconoscere a qualcuno un di più rispetto agli altri non mi sembra un approccio corretto dal punto di vista istituzionale.
Spero che questo ordine del giorno possa essere approvato da tutta l’Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Consigliere Carancini, non è per non recepire il vostro ordine del giorno, però se impegna la Giunta ad avviare il percorso di istituzione, a meno che questo ordine del giorno non voglia rimanere carta straccia … C’è un impegno ben preciso, conosciamo quali sono gli strumenti e le risorse per attuarlo? Sappiamo se l’avviamento del secondo Centro va a creare problemi legati al personale? E’ per questo che dico di inserire le parole “valutare il percorso di istituzione o eventualmente implementare il Centro di raccolta di Amandola”, perché se impegniamo la Giunta ad avviare il percorso di istituzione di un secondo Centro non sappiamo se ci sono le possibilità per farlo. Quindi, in maniera molto più seria, secondo me, potremmo scrivere di “valutare di avviare il percorso”. La valutazione dell’avviamento del percorso è una cosa ben precisa, mentre avviare il percorso, senza sapere se ci sono gli strumenti e le possibilità, è un’altra.
Sono per un percorso di serietà, non per dire che il Centro di Amandola non va implementato o non va fatto un secondo Centro, è una cosa ben diversa.
Non so se ai colleghi capigruppo di maggioranza sta bene inserire la dicitura “valutare”, vedete voi, secondo me sarebbe più corretto, perché con questo ordine del giorno si va ad istituire il secondo Centro, va bene, ci sono le risorse? “Valutare di avviare il percorso” è ovvio che la Giunta dovrà fare delle valutazioni, però se non ci sono i mezzi, le possibilità … Penso che sia una cosa più seria inserire la parola “valutare”, che non va a sminuire l’intento del vostro ordine del giorno.
Si impegna la Giunta ad avviare l’istituzione di un secondo Centro, magari se non ci sono i mezzi o il personale si è costretti ad andare a prendere il personale a Sant’Angelo in Vado e a portarlo ad Amandola o viceversa.
Vediamo di inserire la “valutazione di avviamento di questo percorso”, una cosa che deve poi essere fatta. Possiamo anche chiedere alla Giunta che tra un anno riferisca in Aula sui procedimenti che ha svolto per dar seguito a questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi meraviglia la poca conoscenza del Consigliere Rossi del sud delle Marche. Noi siamo Consiglieri regionali e quindi rappresentiamo la regione Marche e non una fettina di territorio.
Conosco molto bene il Centro di Sant’Angelo in Vado, conosco bene anche come funziona il vivaio, conosco bene anche le criticità che ci sono state negli anni per la gestione di quel vivaio e so benissimo che ha perso molto dell’appeal che aveva negli anni perché non è stato valorizzato dal personale.
Conosco anche il vivaio di Amandola, che è stato uno dei vivai e dei Centri di tartuficoltura non riconosciuti, che ha realizzato la misura 16.1, che lei non saprà che cosa è, ma glielo spiego io. Sono delle misure di innovazione che sono state fatte e finanziate proprio perché è stato fatto un lavoro enorme dal vivaio di Amandola, che è dell’Assam, sulle micorrizazioni delle piante da tartufo, sul tipo di coltivazione delle piante da tartufo e ci sono stati anche – sempre con la misura 16.1 - dei gruppi di lavoro ai quali hanno partecipato dei produttori, l’università, per cui non solo sono state realizzate piante micorrizate di maggior attecchimento, ma anche dei vasi biodegradabili fatti in modo tale da tutelare le radici.
Il Consigliere Rossi non ascolta perché più di Sant’Angelo in Vado non va; mentre, essendo mio nonno di Sant’Angelo in Vado, io ho la fortuna di conoscere sia Sant’Angelo in Vado che Amandola. Tra l’altro volevo dire al Consigliere Ciccioli che Amandola non è nel piceno.

PRESIDENTE. Scusi Consigliera, vi prego di fare silenzio. Capisco l’ora tarda e la stanchezza, ma vi prego di fare silenzio e di permettere alla collega di continuare.
Anna CASINI. Faccio presente al Consigliere Rossi che sono stati realizzati dei progetti relativi alla misura 16.1 e che il Centro di tartuficoltura di Amandola in realtà esiste perché c’è un enorme vivaio nel quale vengono acquistate la maggior parte delle piante che vengono messe a dimora, finanziate dal Piano di sviluppo rurale.
Il Centro di Amandola è stato finanziato con la misura 16.1, ha fatto numerosi progetti di innovazione in particolare sul tema dei tartufi e, come dicevo prima e lo ripeto, non solo le piante micorrizate con il sistema di Amandola hanno un attecchimento maggiore, ma vi hanno operato dei gruppi di lavoro che vedevano presente l’Università, l’Assam, dei produttori e degli esperti di tartufo; sono stati realizzati anche dei vasi biodegradabili che hanno consentito un radicamento più efficace ed efficiente nelle piante da mettere a dimora.
Che esiste un vivaio, che esistono dei laboratori, che esiste l’Assam ad Amandola, che esistono delle qualità professionali di eccellenza che lavorano sulla biodiversità in questo caso sul tartufo, è una realtà già riconosciuta, solo che non c’è l’etichetta.
Il lavoro fatto in questi anni ha compensato la minore attività del Centro di Sant’Angelo in Vado, non certo per volontà di chi ci lavorava, quindi, andrebbe riconosciuto il lavoro che quel gruppo di persone ha fatto seguendo un settore grandissimo perché, voi forse non lo sapete, ma nel solo Comune di Roccafluvione e non solo lì ci sono centinaia di ettari di tartufaie che sono state impiantate acquistando le piantine all’Assam di Amandola.
Una chiosa, vorrei dire al Consigliere Ciccioli che Amandola è in provincia di Fermo, quindi non sto sponsorizzando un’area picena, sto evidenziando soltanto una realtà che andrebbe premiata, come andrebbe riconosciuto il lavoro che è stato fatto semplicemente riconoscendo quello che già c’è, quindi la Giunta deve solo riconoscere che esiste una realtà di eccellenza grande ad Amandola e non è un caso che “Diamanti a tavola” sia un’esperienza decennale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Ritengo che tante cose siano state dette, ma dobbiamo ragionare per potenziare tutte le nostre eccellenze.
La realtà del pesarese, Acqualagna e dintorni, ci fa conoscere nel mondo per una certa tipologia di tartufi, ma ritengo che la zona dei Sibillini, quindi Amandola in provincia di Fermo e Roccafluvione in provincia di Ascoli Piceno …, dovremmo ragionare in termini più ampi, quindi, l’ottica è quella di valorizzare tutte le aree che possono farci crescere in termini di visibilità e di eccellenza.
Per essere estremamente sintetico ritengo che l’ordine del giorno proposto dal PD sia condivisibile e personalmente lo voterò perché va nella direzione di avviare un percorso che dovrà essere poi approfondito, studiato, valutato, ci dovranno essere anche dei fondi dedicati, ma l’intenzione va sostenuta e va premiata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Marinangeli per l’intervento.
Il nostro contributo è di conoscenza e di competenza e mette nelle condizioni di organizzare quella rete che anche in quest’ambito è particolarmente importante, se non necessaria.
La competizione, lo sappiamo bene, non è dentro le Marche, la competizione qualitativa è con la Francia, mentre quella con i Paesi dell’est qualche volta ci mette in grande difficoltà perché non hanno la nostra qualità ed invadono il nostro territorio con prodotti scadenti, che talvolta sono più appetibili dai nostri consumatori, ma creano dal punto di vista dell’immagine un nocumento.
Ritengo che l’ordine del giorno, così come presentato dal Consigliere Carancini, dia tutto il tempo alla Giunta di attivare quei percorsi necessari e indispensabili finalizzati al riconoscimento del lavoro del Centro di Amandola, avendo anche la possibilità, attraverso il percorso, di spiegarlo in maniera adeguata e creare quella rete indispensabile.
Ringrazio per la disponibilità che è stata data e penso che abbiamo fatto un …

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Innanzitutto mi complimento con il Consigliere Rossi per l’iniziativa che mi vede personalmente e come gruppo d’accordo.
Secondo me tutto ciò si va ad inserire in un progetto ampio che la Giunta sta portando avanti attraverso il Vicepresidente Carloni, sulla valorizzazione del tartufo come prodotto distintivo della Regione Marche. Un’eccellenza alimentare che nasce attraverso una filiera, tant’è che, come sapete, è stato creato l’importante portale “Marche - Terra di tartufi”, che raccoglie tutto quello che riguarda la filiera del tartufo.
Perfetta ed ottima questa iniziativa del Consigliere Rossi che va a corroborare ancora di più l’azione di Governo, allo stesso tempo mi trova d’accordo anche l’emendamento che ha proposto il Consigliere Carancini perché con questo ordine del giorno si inserisce un ulteriore tassello all’interno dell’azione generale del Governo regionale, dell’iniziativa del Consigliere Rossi, e si va a completare un quadro perfettamente equilibrato, che crea un equilibrio anche territoriale, valorizzando e dando importanza ad un centro e ad un’area che ha delle assolute potenzialità e sta, soprattutto negli ultimi anni, dando risultati e soddisfazioni importanti. Quindi, sono favorevole a tutto ciò che è stato fatto su tutta la linea.

PRESIDENTE. Per la presenza della Giunta segnalo che è in collegamento l’Assessore Carloni.
Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare il Consigliere Rossi ed anche tutto il Consiglio per aver approvato la proposta di legge sulla quale il Partito Democratico ha fatto un ordine del giorno relativo al Centro di Amandola. Ovviamente non posso che essere contrario, non tanto per l’aspetto della territorialità, di cui sono contento, non posso che non essere contrario perché per avviare l’istituzione di un secondo Centro sperimentale dobbiamo sapere quali sono le risorse da destinare, quali sono i dipendenti da prendere in più, quanto costa alla Regione Marche un altro Centro sperimentale di tartuficoltura. Però, come dicono i Consiglieri Marinangeli e Antonini, sono certo che questo possa essere uno stimolo ulteriore per supportare questo settore che rappresenta un’eccellenza, non solo in Italia, ma nel mondo.
Sono favorevole a questo ordine del giorno, lo dico a titolo personale, ma credo anche a nome del gruppo Fratelli d’Italia, nella speranza di trovare - ringrazio l’Assessore Carloni per il lavoro che sta facendo in tutto il settore dei tartufi – una soluzione per dare risalto a questo importante prodotto, che rappresenta la regione Marche, e ai Centri sperimentali. Quello di Sant’Angelo in Vado è un punto di riferimento per tutte le Marche, ma può essere anche preso in considerazione quello di Amandola per rappresentare anche altre province perché Amandola è al centro tra Macerata, Fermo e Ascoli.
Mi raccomando, lo dico ai Consiglieri del PD, che questo ordine del giorno non sia strumentale per andare sul giornale e pensare di prendere qualche voto in più perché il tartufo non deve avere colore politico anche perché, l’abbiamo visto, con la speculazione politica che avete fatto nel passato avete perso le elezioni. Proprio per questo dico che apprezzo l’ordine del giorno e voterò a favore.

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno, sulla proposta di legge n. 70, la pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 70. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 23
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Assestamento del bilancio pluriennale 2021/2023 del Consiglio Assemblea legislativa regionale e del documento tecnico di accompagnamento e gestionale di competenza e di cassa per l’anno 2021”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 23 dell’Ufficio di Presidenza.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Pasqui.

Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Buonasera, un saluto agli Assessori ed ai colleghi Consiglieri.
Il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 recante "Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi" al comma primo e secondo dell'articolo 67 dispone espressamente che “le Regioni, sulla base delle norme dei rispettivi Statuti, assicurano l'autonomia contabile del Consiglio regionale nel rispetto di quanto previsto dal decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213 e dei principi contabili stabiliti dal presente decreto riguardanti gli organismi strumentali”.
Nella nostra Regione la disposizione di riferimento è l'articolo 18 della legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 'Statuto della Regione Marche', la quale, riconoscendo all'Assemblea legislativa regionale piena autonomia funzionale, organizzativa e contabile, prevede che il bilancio dell'Assemblea legislativa stabilisce le risorse necessarie per il proprio funzionamento, tanto che il relativo fabbisogno costituisce spesa obbligatoria nell’ambito del bilancio della Regione. La medesima disposizione prevede, poi, che il bilancio è approvato dall'Assemblea legislativa e specifica che la relativa proposta è di competenza dell'Ufficio di Presidenza.
La proposta di assestamento del bilancio segue l'iter di approvazione delineato dalla normativa su richiamata per l'atto di bilancio e pertanto deve essere presentata all'Assemblea legislativa regionale per la sua approvazione definitiva.
Secondo quanto previsto dall'articolo 50 del D.Igs 118/2011 con l'assestamento del bilancio di previsione 2021-2023 si provvede:
- all'aggiornamento dell'ammontare dei residui attivi e passivi, in conformità a quelli risultanti del rendiconto per l'esercizio finanziario 2020;
- all'aggiornamento dell'ammontare della giacenza di cassa risultante alla chiusura dell'esercizio 2020;
- alla determinazione definitiva della consistenza del fondo pluriennale vincolato;
- alla destinazione della quota libera del risultato di amministrazione.
Nello specifico, dalle risultanze contabili rappresentate ed approvate nel rendiconto relativo all'esercizio finanziario 2020, approvato con deliberazione amministrativa n.15 del 22 giugno 2021 risulta un saldo di amministrazione positivo di 3.946.135,25 euro così composto: 390.439,97 euro di avanzo vincolato derivante da entrate Agcom per l'esercizio delle funzioni delegate da parte del Corecom; 33.387,62 euro di avanzo accantonato per indennità fine mandato dei Consiglieri regionali; 20.000 euro per spese legali su contenziosi in atto; 2.557.571,51 euro di avanzo libero da versare alla Regione con destinazione di quota parte di esso, pari ad 1.000.000 di euro, all'istituzione di un fondo speciale per il finanziamento degli oneri di investimento derivanti da nuovi provvedimenti legislativi del Consiglio regionale. Alla somma di 2.557.571,51 euro si aggiunge la somma di 944.736,15 euro relativa ai contributi previdenziali versati dai Consiglieri regionali della X^ legislatura. Tale somma viene restituita al bilancio regionale.
A seguito del riaccertamento ordinario dei residui, approvato con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 82/26 del 20 aprile 2021, risulta che: l'ammontare dei residui attivi da riportare nel bilancio di previsione 2021/2023 annualità 2021 è pari a 349.984,03 euro; l'ammontare dei residui passivi da riportare nel bilancio di previsione 2021/2023 annualità 2021 è pari a 3.981.826,23 euro.
I dati risultanti dal rendiconto dell'esercizio finanziario 2020, iscritti nello stato di previsione dell'entrata del bilancio assestato 2021/2023, esercizio 2021 sono i seguenti: il fondo di cassa all'1 gennaio 2021 è pari ad 8.636.463,41 euro; il fondo pluriennale vincolato relativo ad obbligazioni in scadenza nell'esercizio 2021 è quantificato in 1.058.485,96 euro di cui 21.628,83 euro di parte capitale.
Quanto alle variazioni nelle missioni e nei programmi del bilancio di previsione finanziario 2021/2023 si può dire che sono state apportate minime variazioni compensative per l'anno 2021 di cui si dà conto nella Nota integrativa allegata alla proposta di assestamento. Non si registrano variazioni negli stanziamenti di bilancio 2022/2023.
Infine, si evidenzia che il Collegio dei revisori dei Conti, avendo verificato il permanere degli equilibri di bilancio, ha espresso parere favorevole sulla proposta di assestamento del bilancio di previsione che oggi viene sottoposta all'approvazione dell'Assemblea legislativa. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 23. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16,15