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Resoconto della seduta n.48 del 29/11/2016

SEDUTA N. 48 DEL 29 NOVEMBRE 2016

La seduta inizia alle ore 11,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 48 del 29 novembre 2016. Comunico che
sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 94 in data 22 novembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: "Trasformazione della Società Sviluppo Marche SpA (SVIM spa) in società a responsabilità limitata", assegnata alla I Commissione assembleare permanente in sede referente, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 e alla II Commissione assembleare per l'espressione del parere di cui al comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 95 in data 22 novembre, ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Volpini, Micucci, Giacinti, Talè, Giancarli, Urbinati, Biancani, Traversini, Minardi, Mastrovincenzo, Marconi, concernente: "Disposizioni relative all'obbligo vaccinale per la frequenza nei nidi d'infanzia e centri per l'infanzia pubblici e privati accreditati", assegnata alla IV Commissione assembleare permanente in sede referente e trasmessa alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
è stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
n. 28 in data 28 novembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Piano energetico ambientale regionale (PEAR2020). Decreto legislativo 3 marzo 2001, n. 28. Decreto del Ministero dello sviluppo economico 15 marzo 2012”, assegnata alla III Commissione assembleare permanente in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera c), della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), numero 2) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
è stata presentata la seguente petizione:
n. 5 in data 24 novembre, presentata da Carla Grillini e altri pendolari delle tratte ferroviarie Pesaro/Ancona e Fabriano/Ancona concernente: “Servizio sostitutivo della tratta ferroviaria Ancona Centrale - Ancona Marittima”, assegnata alla III Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento interno;
sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 196 del Consigliere Marconi, concernente: “Disposizioni in materia di attestazione proprietà di beni immobili e mobili da parte dei cittadini extracomunitari”;
n. 197 del Consigliere Bisonni, concernente: “Acquisizione dei dati in materia di normativa antisismica e antincendio di tutte le strutture scolastiche presenti nel territorio marchigiano per la definizione degli interventi e degli investimenti necessari ai fini dell'adeguamento alla normativa vigente”;
n. 198 del Consigliere Pergolesi, concernente: “Implementazione delle strutture sanitarie nella Regione Marche per la tutela dei diritti delle partorienti, del nuovo nato e del bambino spedalizzato”;
n. 199 dei Consiglieri Biancani, Giorgini, Zura Puntaroni, Bisonni, Micucci, Giancarli, Rapa, Giacinti, concernente: “Interventi urgenti in favore delle popolazioni interessate dagli eventi sismici del 2016. Proposta di modifica del decreto legge 17 ottobre 2016 n. 189 e 11 novembre 2016 n. 205 e di adozione di provvedimenti ad hoc per fronteggiare le esigenze abitative”.
Ha chiesto congedo il Presidente della Giunta regionale Ceriscioli.
Informo che l’ex Vicepresidente del Comitato regionale per le comunicazioni, Francesco Capozza, non ha provveduto a trasmettere alla Segreteria generale dell’Assemblea la dichiarazione concernente la variazione della propria situazione patrimoniale intervenuta rispetto all’anno 2015 e la dichiarazione dei redditi del 2015 modello 2016 nonostante sia stato diffidato con nota protocollo n. 6704 del 13 ottobre 2016.
Tale informativa all’Assemblea legislativa è prevista dal comma 3, dell’articolo 6 della legge regionale 17 dicembre 2012 n. 41 “Norme per la pubblicità e la trasparenza della situazione patrimoniale dei componenti degli organi della Regione e dei titolari di cariche in istituti regionali di garanzia e di cariche direttive in enti o società.

Sull’ordine del giorno

Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei chiedere l’iscrizione nell’ordine del giorno odierno della mozione n. 199, che abbiamo condiviso in maniera unanime all’interno della Commissione. Si tratta di una mozione urgente perché riguarda gli interventi urgenti a favore delle popolazioni dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016, ritengo opportuno che, visto che in Parlamento stanno procedendo con la conversione dei decreti legge, prima approviamo questa mozione meglio è. Grazie.

PRESIDENTE. Se tutti i Consiglieri sono d’accordo, la inserisco nell’ordine del giorno in coda alle mozioni, come da programma.

Comunico che questa mozione n. 160 è stata rinviata alla prossima seduta vista l’assenza giustificata del Presidente Ceriscioli che oggi è nei luoghi del terremoto (Arquata e Camerino) e che sarà inserita, come da accordi, al primo punto dell’ordine del giorno della prossima seduta.
Viene rinviata anche l’interrogazione n. 226 della Consigliera Marcozzi “Dissesto Sp 424 – Comune di Mondolfo” e sarà trattata in una delle prossime sedute.

Interrogazione n. 225
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“Fermata Freccia Bianca alla stazione di Civitanova Marche-Montegranaro”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 225 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispetto a questa interrogazione che peraltro non è nuova sull’argomento non posso che riconfermare quello che ho detto nella altre occasioni in cui si è parlato di questo tema.
La facoltà della Regione Marche rispetto ai treni Freccia Bianca è solo propositiva e non impositiva nel senso che non sono di competenza della Regione Marche le fermate o quant’altro avviene nelle tratte ad alta velocità. Ciò nonostante con Trenitalia ci si incontra quasi settimanalmente, siamo dopo 2 anni e qualcosa di prorogatio alla stesura finale per chiudere il contratto di servizio con Trenitalia, riteniamo che appena chiuso il contratto con Trenitalia, e dovremo farlo entro l’anno, potremo avere anche a livello nazionale un potere contrattuale diverso dall’attuale e chiederemo con forza al livello nazionale che a Civitanova, così come è avvenuto e avviene nel periodo estivo a San Benedetto, possa essere istituita la fermata del treno Freccia Bianca.
Chiederemo prossimamente l’istituzione della fermata anche a Civitanova Marche.
Vorrei aggiungere, ad adiuvandum, che forse potrebbe essere di grande utilità una richiesta che pervenga dagli albergatori e dagli operatori turistici che riesca a dimostrare ed a sostenere che, come effettivamente è vero, in quella fermata, soprattutto nel periodo estivo, c’è un grande flusso turistico.
Consigliera Malaigia questa volta non le darò l’occasione per fare un altro articolo di giornale contro la mia provincia, come è successo per i Vigili del fuoco, come se io fossi contrario ai Vigili del fuoco o all’esenzione per i Vigili del fuoco.
Ho fatto tutto un altro ragionamento che lei ovviamente ha compreso benissimo, ma l’ha travisato per motivi politici, ma questo fa parte della dialettica e del dibattito politico. In questo caso l’Assessore alla provincia di Macerata è assolutamente favorevole alla fermata a Civitanova del treno Freccia Bianca e quindi faremo, nei limiti di quello che ci è concesso, tutto il possibile per ottenerla. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Sciapichetti per la risposta. Stia tranquillo e sereno non farò comunicati stampa, fa parte del dibattito politico, come lei stesso ha affermato.
Sappiamo bene che non è competenza della Regione, però quello che ci aveva lasciato un po’ sconcertati è che nella riorganizzazione delle fermate dei treni, nel periodo estivo erano state inserite altre tappe, come ad esempio Senigallia che, per carità senza nulla togliere, è una città balneare, ma Civitanova, oltre all’afflusso di turisti nel periodo balneare, ha anche il collegamento con la parte interna della provincia, legato alla stagione lirica di Macerata, ed altre iniziative ad opera degli outlet delle ditte calzaturiere della zona. Questo ci ha portato a chiedere a che punto fossero i colloqui per essere edotti su quanto stava succedendo. Grazie.

Interrogazione n. 318
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Rapa
“Campagna straordinaria di comunicazione per l’accoglienza turistica nella regione Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 318 dei Consiglieri Biancani e Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. All’indomani della prima serie di scosse del 24 agosto 2016 (epicentro Amatrice ed Arquata del Tronto) si era registrato il completo svuotamento delle strutture ricettive del territorio con una percentuale che andava – immaginate - tra il 70 ed il 50% di partenze anticipate, cancellazioni e disdette nei territori limitrofi.
Partenze anticipate e cancellazioni e disdette sono arrivate ad interessare anche le località della costa più lontane dall’epicentro in percentuali che variavano tra il 15 ed il 50%. Riporto i dati della zona sud fino alla Riviera del Conero e forse anche della zona di Senigallia.
Questa drastica contrazione di arrivi e presenze ha interrotto una tendenza positiva dei flussi turistici nelle Marche nel 2016, affermata anche da uno studio della Coldiretti.
Infatti tra gennaio ed agosto 2016 i viaggiatori stranieri nelle Marche sono stati 945.000, quasi il doppio dell’anno precedente quando furono 546.000, il miglior risultato degli ultimi 5 anni. Emerge da una analisi della Coldiretti su dati della Banca d’Italia.
Se il trend dovesse proseguire il 2016 potrebbe diventare un anno da record, ma il primato è messo a serio rischio dal terremoto, tant’è che, aggiungo direttamente rispetto alla nota fatta dagli uffici, i dati che abbiamo riportato e che stiamo analizzando, arrivano fino a settembre/ottobre, davano un trend ancor più positivo rispetto al 2015, che era già stato importante, un aumento di almeno 2,5-3% in più rispetto ai dati già alti del 2015.
Le scosse hanno infatti determinato una vera e propria fuga di turisti, disdette delle prenotazioni, presenze praticamente azzerate e previsioni disastrose – sostiene la Coldiretti - in vista delle festività natalizie.
Nel versante marchigiano colpito dal sisma sono attivi circa 180 agriturismi, la maggior parte, 120, si trova in provincia di Macerata mentre una trentina di strutture a testa sono nelle province di Ascoli Piceno e Fermo.
Proprio gli agriturismi rappresentano il fulcro dell’attività ricettiva in queste zone insieme ai B&B ed alle strutture alberghiere. Ma la psicosi da terremoto minaccia e inciderà anche su queste zone in realtà sicure.
Il dato della Coldiretti, se conforta dal punto di vista delle azioni promozionali e di destination marketing messe in campo dalla regione Marche, aiuta a capire ancor di più la portata dell’evento dal punto di vista mediatico e la necessaria azione di rinforzo da cantierare per sostenere una immagine positiva del brand Marche, raggiunta faticosamente in questi anni.
Un’immagine positiva sostenuta anche dai media stranieri: ricordiamo infatti che ad inizio anno The Guardian aveva inserito le Marche tra le mete al mondo da visitare nel 2016.
In queste settimane, proprio per ricalibrare una efficace comunicazione in merito, il Servizio turismo si è confrontato con l’agenzia di comunicazione sulle azioni da intraprendere che dovrebbero essere orientate al racconto dei territori in chiave di storia: una comunicazione quindi turistica, ma narrativa con risvolti evidenti anche sul piano dell’immagine complessiva di una regione messa in ombra da eventi mediatici e che ha proprio nella perdita o danno al patrimonio culturale della vita dei borghi, delle comunità rurali, uno degli aspetti più allarmanti.
L’idea è quella di raccontare il terremoto mettendo in luce le esperienze di vita e di riprese economiche. In questo può aiutare l’aver aperto come Regione Marche la pagina facebook “Salviamo i tesori delle Marche”, per condividere quello che è successo al patrimonio culturale delle Marche, per sensibilizzare tutti sull’importanza che esso riveste per la cultura italiana tutta, europea e per il turismo.
Sempre in tema di comunicazioni, si è provveduto e si sta provvedendo ad ottimizzare le attuali campagne di comunicazione in essere, 1) ad oggi stiamo concludendo la campagna sulla comunicazione collegata al “Giubileo della Misericordia”.
La campagna si concluderà nel mese di dicembre, primi di gennaio, per un importo complessivo, già previsto, di 300 mila euro; 2) campagna di comunicazione progetto “brand Marche” promosso dalla Regione Marche e dai sei Gal nell’ambito del Psr 2007/2013, la campagna si è sviluppata nel corso del 2016 e si concluderà in questo mese; 3) campagna di comunicazione “Natale nelle Marche” e mercatini della provincia di Pesaro-Urbino e delle altre province, dove abbiamo una presenza di mercatini molto importante, la campagna è ancora in corso; 4) partecipazione in collaborazione con l’Assessorato al commercio all’evento “Artigiano in Fiera - Milano 3/10 dicembre 2016”.
Distribuzione di materiale sugli eventi e sulle mostre che sono in itinere, sui mercatini di Natale ed altri pacchetti vacanza collegati alla nostra regione, in particolar modo per l’anno 2017.
Accanto a queste azioni l’Assessorato al turismo e la Regione Marche hanno iniziato, dall’autunno 2016, a promuovere gli eventi di sistema 2017 sia in occasione del “Wtm” di Londra che tramite azione di e-mail marketing.
Gli eventi di sistema saranno fortemente collegati, l’abbiamo sempre detto, alle iniziative di impatto culturale:
la candidatura di Recanati a capitale della cultura del 2018,
le celebrazioni di Gioacchino Rossini anno 2017/2018,
le celebrazioni dell’Infinito di Giacomo Leopardi previste nell’anno 2019,
le celebrazioni su Raffaello previste per il 2020.
Abbiamo anticipato quello che sarà il progetto cultura e promozione turistica nei prossimi 3 anni - 2017/18/19/20, sostanzialmente saranno il clou degli eventi che porteremo avanti.
Per la migliore attuazione su scala nazionale ed estera degli eventi e dell’offerta turistica, stiamo cantierando un’importante gara europea con i fondi del Por-Fesr 2014/2020 previsti nell’asse 6, azione 17.1, per i servizi di comunicazione e turistici (fiere e quant’altro). La gara avrà una durata almeno biennale, si attesta all’incirca sui 4 milioni di euro. Contiamo per la tarda primavera del 2017 di avere lo spot ed un piano di attività da attuare in linea con le indicazioni del piano triennale 2016/2018 e con il programma operativo del 2017 in merito ai quali abbiamo ascoltato gli operatori e i Comuni (30 novembre).
Pensiamo che sia strategico che le Marche - la regione più amata dai camperisti (fonte Ciset 2016) - non possa non promuovere il turismo itinerante che meglio di ogni altro in questo periodo, dove l’immagine della regione è compromessa dal sisma, può incentivare l’arrivo di turisti in questi territori.
Per questo intendiamo sostenere un progetto specifico per promuovere la partecipazione della Regione nelle prime fiere di settore in Italia (10-12 febbraio 2017 a Padova, 3-5 marzo a Novegro, 9-17 settembre a Parma), e l’immagine delle Marche “amica dei camperisti” con un evento nazionale: 7 giorni di slow camper e percorsi guidati nei territori delle cinque province marchigiane.
La Regione Marche inoltre, d’intesa con le Regioni del centro Italia, sta programmando la partecipazione alle fiere del turismo in Europa nel 2017, sia in forma singola che associata, nell’ambito del progetto di “eccellenza in itinere”.
Tant’è che ieri abbiamo avuto un incontro importante della Commissione degli Assessori al turismo di tutta Italia, a Chieti, dove abbiamo valutato e discusso anche, ed in particolar modo, le tematiche collegate a questo sisma. Ci siamo incontrati con le Regioni per discutere dei progetti di eccellenza e per stabilire le azioni comuni da attuare con i fondi messi a disposizione dal primo decreto post terremoto. Si tratta di 2 milioni di euro esclusivamente dedicati al rilancio dei territori colpiti dal sisma che saranno gestiti da Enit.
La Regione è inoltre capofila del progetto del piano strategico del turismo: mare e difesa della costa. Primaria importanza verrà quindi data alla valorizzazione dei cluster del mare e delle sempre più necessarie integrazioni con l’entroterra.
Nel contempo va rimarcato l’impegno comune delle Regioni del centro Italia nel fronteggiare questa emergenza del terremoto.
La prima azione è stata messa in campo a ridosso del sisma del 24 agosto con il progetto Italian Wonder Ways che ha previsto il percorso da parte di giornalisti e blogger dal 22 al 24 settembre nelle Marche, luogo di due cammini: “Cammino francescano della Marca” e “Cammino lauretano”.
Aggiungo che è indubbio che noi stiamo lavorando e c’è una grande sinergia con l’Assessorato all’ambiente, all’agricoltura in particolar modo e alle infrastrutture, per elaborare progetti collegati alle ciclovie. Questo diventa strategico per promuovere e valorizzare questo nostro territorio marchigiano. L’obiettivo è che già dal 2017 possiamo cantierare questi progetti, verificando anche la possibilità di farli partire funzionalmente e strutturalmente.
E’ un’operazione importante, in sinergia e credo che poche altre volte si sia previsto un respiro importante tra vari Assessorati, come in questo caso. Penso che questo sia qualificante per valorizzare oltre che per cantierare queste ciclovie che collegano l’entroterra con la costa o anche, in maniera diretta, Pesaro ad Ascoli. Riteniamo che questo possa essere un brand da poter spendere, da poter promuovere nelle varie nazioni che, noi sappiamo, sono più interessate.
Concludo questa mia risposta ad una interrogazione che ritengo importante, fatta dal Consigliere Biancani e dal Consigliere Rapa, perché permette, in un tempo così circoscritto, di inquadrare le azioni che come regione Marche abbiamo e che vorremmo portare nell’immediatezza del 2017 ed anche nel prossimo triennio.
Aggiungo che, Consiglieri, diventa strategico condividere questo nostro progetto con la ricettività privata, parlo dell’imprenditoria privata che ruota intorno al sistema ed al mondo del turismo, perché è fondamentale, ancora di più oggi, avere una grande collaborazione tra le istituzioni pubbliche ed i privati.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Assessore. La ringrazio tanto per la risposta e sono soddisfatto.
Secondo me è molto importante condividere con tutti gli operatori quello che è il piano che come Regione Marche stiamo portando avanti, ho percepito che questo è già stato fatto e che proseguirà anche in futuro il confronto con tutti gli operatori.
Come ha già detto lei Assessore, il tema del turismo, della valorizzazione turistica e culturale della nostra regione, è uno degli asset fondamentali della nuova economia alla quale, come Regione Marche, stiamo puntando.
Sicuramente il terremoto ha creato dei disagi rilevanti ed una corretta informazione rispetto a quello che sta avvenendo nelle Marche e promuoverle, è importante ed ho capito che rispetto a quello che abbiamo fatto fino ad oggi sarà anche incentivata ed implementata. Riconosco che lei come Assessore, insieme a tutti i suoi colleghi, sta facendo un ottimo lavoro di promozione del nostro territorio.
Ho fatto questa interrogazione insieme al Consigliere Rapa perché ci siamo accorti che ci sono state delle ripercussioni negative notevoli anche nei territori che possiamo definire “lontani” rispetto alle zone direttamente interessate dal sisma. Il Comune di Urbino ed anche tutte le altre località, che hanno organizzato iniziative legate soprattutto ai mercatini natalizi, hanno avuto molte disdette. Questo a dimostrazione del fatto che l’azione che lei in questo momento sta mettendo in campo, è una azione importante e fondamentale per fare in modo che la nostra economia e la nostra promozione turistica possano essere sempre forti a livello internazionale. Grazie.

Proposta di legge n. 93
ad iniziativa dei Consiglieri Traversini, Zaffiri, Celani, Fabbri, Rapa, Urbinati, Busilacchi, Talè
“Modifiche alla legge regionale 14 novembre 2011, n. 21 - Disposizioni regionali in materia di multifunzionalità dell’azienda agricola e diversificazione in agricoltura”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 93 dei Consiglieri Traversini, Zaffiri, Celani, Fabbri, Rapa, Urbinati, Busilacchi, Talè.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Si tratta semplicemente di pochissimi articoli, la modifica fondamentale della legge sulla multifunzionalità dell’azienda agricola è stata approvata nel 2011, quindi 5 anni fa, una legge a cui avevo partecipato anche in sede di Commissione. Allora ero nella III che trattava questa materia, che innovava l’agricoltura e dava la possibilità agli imprenditori agricoli di svolgere altre funzioni all’interno dell’attività agricola stessa, addirittura si è parlato e si è introdotta l’agricoltura sociale, gli agrinido e tutta una serie di servizi.
Una legge sicuramente innovativa che ha ritrattato le disposizioni legate all’attività dell’agriturismo classico, attività multifunzionale dell’attività agricola.
Sono stati fatti i regolamenti di attuazione che hanno introdotto i termini per adeguarsi a quello che la normativa prevedeva, questi termini scadevano dopo 3 anni dalla legge, il 30 novembre, quindi sono in scadenza.
Questi adeguamenti erano soggetti ad ispezione da parte della Regione e dei Comuni. Ispezioni, controlli che sono iniziati, ma da tempo vengono segnalate difficoltà, difficoltà che sono diventate enormi con l’evento sismico che ha colpito le aree interne e in maniera diretta due terzi della regione Marche. Il terremoto ha colpito tutto il settore, perché parlare di attività agrituristica significa innanzitutto parlare di attività legata al turismo, e conseguentemente ne risentono anche le zone dove non si è verificato, ma solo avvertito.
Questo problema è diventato enorme, c’è stato sottoposto anche dagli uffici in maniera diretta e la Commissione se ne è fatta carico proponendo una modifica della legge e spostando in avanti, di altri due anni, la possibilità dei controlli e con i tre previsti si arriva ad un quinquennio dall’inizio, però non sono altri 5, in totale sono 5, un anno riguarda l’adeguamento che comunque gli imprenditori devono rispettare.
Questa è una risposta, purtroppo ce ne sono altre da dare ad un settore che riferiva di un problema legato all’esecuzione della legge, che si è acuito per la questione del terremoto. Una risposta ad una realtà che deve tornare ad essere una fonte importante per la rinascita di una situazione economica messa in difficoltà.
Come Commissione agricoltura abbiamo preso in esame il problema. La scorsa settimana abbiamo convocato una Commissione ad Arquata del Tronto ed Acquasanta Terme per il rapporto con gli allevatori, altra situazione di grande crisi e grande difficoltà, per cercare di capire il da farsi, anche con la presenza dell’Assessore che ha garantito, insieme ai dirigenti e funzionari del Servizio, le cose che la Regione può fare e sta facendo per dare risposte veloci e per mantenere la presenza delle persone sul territorio.
Questa è la cosa più importante perché se il territorio viene abbandonato finiscono sia le attività che la presenza dell’uomo in quelle aree. Credo che su questo si sia fatto un percorso e dopodomani, giovedì, è stata riconvocata la Commissione nella zona del maceratese ed andremo a Muccia, questo è in più, ma i settori sono praticamente collegati, tant’è che si sta ragionando sul fatto che molto presto dovremo affrontare il problema a più ampio raggio, a livello regionale, del rapporto con gli agriturismi, cioè quelle imprese agricole che svolgono attività turistica, per capire come rilanciare questo settore.
Questa è una piccola risposta ad una emergenza, vista la scadenza del 30 novembre bisognava prolungare.
Ricordo anche che oltre alla collaborazione con i funzionari, subito c’è stato l’accordo con l’Assessore per arrivare a questo. Credo che sia una risposta importante. Cosa che proveremo ad affrontare anche con altre leggi, altre situazioni che dovremo valutare con la massima attenzione perché la difficoltà di questi territori è talmente tanta che probabilmente le proroghe dovranno essere concesse anche per altre leggi.
L’ultima cosa che voglio evidenziare è l’unanimità con la quale la Commissione ha licenziato questo atto che è a firma di tutti i componenti.
La cosa più importante è che l’articolato prevede l’urgenza, in quanto da subito questa proposta di legge deve entrare in vigore, perché la scadenza che viene prorogata è quella del 30 novembre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Sarò brevissimo perché mi sembra che il Presidente Traversini abbia spiegato molto bene le motivazioni di questa proposta di legge, tra l’altro è una proposta che viene direttamente dalla II Commissione per cui è stata condivisa da tutti i Consiglieri ed anche dal Servizio.
Abbiamo notato questa necessità, questa difficoltà che la struttura interna aveva e continua ad avere per quanto riguarda i controlli, quindi ci è sembrato giusto dare respiro alla struttura e successivamente gli eventi sismici ci hanno fatto capire che le difficoltà sono soprattutto nei territori, ecco quindi la proroga di un anno per i titolari di agriturismi per mettersi in regola, adempiere alle norme imposte dalla legge regionale 21/2011 che parla della multifunzionalità delle imprese agricole.
Mi piace mettere in evidenza soprattutto l’aspetto prettamente politico di questa proroga. Non è una proroga tecnica, inventata, perché si vuole favorire chi è rimasto indietro, ma viste le condizioni attuali probabilmente molti proprietari di agriturismo hanno la necessità di mettere in sicurezza le loro abitazioni e le loro attività prima di ricominciare a lavorare, magari in questo momento sono presi da altri problemi, da altre situazioni, da altre preoccupazioni, ed era giusto che si facesse una proroga di questo tipo. Ovviamente riguarda sia la Regione che i Comuni perché le competenze si dividono tra entrambi.
Chiudo dicendo che la legge regionale 21, che riguarda gli agriturismo, è ben strutturata, ma ormai sono passati 5 anni e, ad esempio, occorre approfondire alcune tematiche, tipo la formazione professionale.
Noi dobbiamo far sì che queste strutture siano sempre più importanti per la promozione delle aree interne, e oltre ad ammirare la bellezza di quei luoghi, noi dobbiamo dare dei servizi. Questo è quello che conta, per attirare il turismo nelle aree interne non possiamo soltanto continuare a dire: “Venite perché abbiamo i territori più belli del mondo, d’Italia e quant’altro”. Dobbiamo dire che oltre alla bellezza offriamo una accoglienza degna di tale valore e di tale nome. Significa offrire servizi, quindi dobbiamo in qualche modo attivarci per formare coloro che stanno nei territori e che fanno accoglienza perché saranno i veri promotori del nostro territorio anche perché ormai la sfida per la promozione sarà sui servizi che noi offriamo e non soltanto sulla bellezza dei luoghi che madre natura ci ha dato.
Credo che la formazione professionale a cui fa riferimento questa legge, mi sembra all’articolo 20, sia qualcosa di strutturale in più, non vedo l’Assessore Pieroni, però abbiamo parlato altre volte di queste tematiche, ci sono i fondi comunitari del fondo sociale europeo; ci sono anche delle specifiche qualifiche che possono essere formate per essere spese in questi territori.
Mi auguro che nell’ambito di questa rivisitazione, di questa ristrutturazione della legge si possa approfittare per fare dei corsi di formazione professionale per qualificare ancora di più le persone che stanno nei nostri territori a cui demanderemo sempre di più l’accoglienza, non solo, anche la messa in mostra, la vetrina di questi splendidi territori interni che sono stati maledettamente segnati da questa tragedia del terremoto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Ringrazio il Presidente Traversini e tutta la Commissione perché stiamo seguendo delle esigenze che ci vengono dal territorio e dagli operatori del territorio, soprattutto quelli delle aree interne che hanno subìto i maggiori danni.
Soltanto un inciso, perché quello che dice il Consigliere Celani è vero, è giusto, c’è bisogno di formazione, ma nella multidisciplinarietà il Psr, che abbiamo approvato in questa Aula e che a breve tornerà nella nuova versione, prevede anche dei bandi nei quali la Regione fornisce 100 ore gratuite di formazione per chi intende iniziare delle attività agricole. La multidisciplinarietà viene suddivisa in molti ambiti e l’offerta che c’è non riguarda solo la ristorazione, ma noi siamo primi in Italia e in Europa con gli agrinido, un’esperienza molto utile, anche in questo momento, per le aree interne e le aree terremotate, ed anche sulla longevità attiva.
Abbiamo delle aziende agricole che hanno fatto parte di una sperimentazione, che è stata considerata un’eccellenza anche dalla trasmissione televisiva Elisir, sono state anche intervistate persone anziane. Un protocollo d’intesa tra Regione Marche e Inrca per valutare un plafond di attività che gli anziani potrebbero svolgere nelle aziende agricole, formate proprio da questo punto di vista, perché non è che l’anziano si può portare in campagna a fargli fare solo passeggiate. C’era un format di servizi stabilito, sul quale sono stati formati il rappresentante dell’azienda e tutti coloro che ci lavoravano.
Questa esperienza sulla multidisciplinarietà già c’è, ovviamente tutto è migliorabile e quindi all’uscita dei prossimi bandi del Psr magari terremo conto di questi suggerimenti.
Vi ringrazio molto perché siete stati molto veloci nel modificare questa norma che porterà subito tanto beneficio al territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 01. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Proposta di legge n. 93. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 192
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Pergolesi, Giorgini
"Inadempienze relative all'applicazione della procedura di valutazione ambientale strategica al Programma di individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché l'individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 192 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Pergolesi, Giorgini.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Con questa mozione noi chiediamo alla Regione di farsi promotrice per fare ricorso al Tar contro il d.p.c.m. che impone un inceneritore nelle Marche.
E’ una mozione prevalentemente tecnica perché riteniamo ci siano gli estremi per ricorrere in quanto il vizio di forma dovrebbe essere sostanziale in questo momento.
La direttiva 2001/42/UE, articolo 3, comma 2, lettera a) ed anche il decreto legislativo 152/2006, articolo 6, comma 2, lettera a) concordano nell’affermare che è necessario applicare la VAS, quindi la valutazione ambientale strategica, ai piani inerenti la gestione dei rifiuti.
A livello nazionale il Ministero dell’ambiente, nella Direzione generale rifiuti e inquinamento è Autorità procedente e lo stesso Ministero dell’ambiente, nella Direzione generale valutazioni e autorizzazioni ambientali è Autorità competente. Quindi ha in capo a sè entrambe i cappelli per fare l’intero procedimento.
Il Ministro dell’Ambiente Galletti, con la direttiva ministeriale n. 42 del 24 febbraio 2016, stabilisce che il Programma in oggetto - il d.p.c.m. - debba essere sottoposto alla procedura di verifica di assoggettabilità a VAS, ammettendo quindi la necessità di questo passaggio.
La Commissione tecnica VIA-VAS conclude la propria istruttoria affermando che il Rapporto preliminare: “Delinei un Programma senza i contenuti minimi per essere sottoposto alla verifica di assoggettabilità a VAS” - che è cosa diversa - e chiede all’Autorità competente di verificare la procedibilità dell’istanza. Con nota protocollo 16298 del 20 giugno 2016, la Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del Ministero dell’ambiente trasmette il parere della CT-VIA VAS e afferma che “anche alla luce di quanto sollecitato dalla stessa CT-VIA, il procedimento di verifica di assoggettabilità a VAS concernente il programma in oggetto non può essere ulteriormente proseguito”; la nota, sembra non costituire quindi un “provvedimento di esclusione” come previsto all’articolo 12, comma 4 del decreto legislativo 152/2006, ma una semplice trasmissione di un parere tecnico.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 233 del 5 ottobre 2016 è stato quindi pubblicato il DPCM 10 agosto 2016, senza che venisse espletata la procedura di VAS.
L’articolo 4, paragrafo 1 della direttiva 2001/42/CE dispone che la procedura di VAS sia eseguita preventivamente, ovvero “La valutazione ambientale di cui all’articolo 3 deve essere effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione o all’avvio della relativa procedura legislativa”. Da ciò ne consegue che non solo la VAS doveva essere fatta prima della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, ma addirittura ben prima della sua approvazione da parte del Ministero dell’ambiente e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Anche la Regione Marche si è espressa con la PF Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali, in qualità di soggetto competente in materia ambientale, con la DDPF 29/VAA del 14 aprile 2016 e nel parere espresso chiede che il Piano venga sottoposto a VAS, quindi anche la Regione ritiene che la VAS sarebbe dovuta essere effettuata precedentemente alla definizione ed alle decisioni che il d.p.c.m. con i suoi contenuti ci impone.
L’articolo 11, comma 5 del decreto legislativo 152/2006 stabilisce che “i provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge”. Quindi ci sono tutti gli estremi per ricorrere.
Infatti le motivazioni incluse nel d.p.c.m. per la non applicazione della normativa di VAS risultano infondate, in quanto i contenuti programmatici generali definiscono chiaramente “il quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione o comunque la realizzazione dei progetti elencati negli allegati II, III e IV» del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006".
Il Piano in oggetto prevede infatti la realizzazione di un impianto di incenerimento nella Regione Marche, opera inclusa tra quelle dell’allegato III al decreto legislativo 152/2006. Quindi si ribadisce che la VAS occorreva farla.
A questo punto consideriamo anche che la VAS è un documento interessante ed importante perché un valore aggiunto della VAS è quello della consultazione pubblica prevista dall’articolo 14 del decreto legislativo 152/2006 ed avere evitato la procedura di VAS significa aver privato i cittadini, e tutti i portatori di interesse, della possibilità di venire a conoscenza e di esprimersi in merito alle scelte strategiche che li riguardano da vicino. Noi chiaramente l’inceneritore non lo vogliamo.
Nel dispositivo quindi impegniamo la Regione a fare ricorso contro questo d.p.c.m., quindi il ricorso al Tar o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, insomma a fare qualcosa di concreto e velocemente perché i termini stanno per cadere per impugnare il d.p.c.m. e fare in modo che l’inceneritore non venga realizzato nella nostra regione.
Su questa cosa so che il Consigliere Biancani ed altri stanno preparando degli emendamenti, che prima abbiamo letto insieme, lascio la parola al Consigliere Biancani se vuole illustrare l’emendamento, o chi per lui, in modo che poi possiamo vedere se accettare o meno il dispositivo della mozione, sulla narrativa ritengo concordiamo tutti, quindi penso che sia soltanto una definizione tecnica dei termini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. In attesa della mozione che avevo già annunciato l’altra volta e che stiamo cercando di condividere all’interno della III Commissione, per poi condividerla ai Capigruppo, oggi è all’ordine del giorno la mozione n. 192 che ha una scadenza ed è stata giustamente messa all’ordine del giorno.
Rispetto alla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, come Partito Democratico abbiamo presentato un emendamento, ho visto che è stato distribuito, che innanzitutto modifica in parte il preambolo e elimina i due capoversi, dalle parole “Il Ministero ha anche omesso” fino alla parola “6.7 tonnellate/anno”. Si tratta degli ultimi due capoversi prima del dispositivo. Inoltre c’è una modifica che riguarda il dispositivo stesso, in particolare noi chiediamo la soppressione dei punti 1 e 2, in quanto come Partito Democratico vogliamo dare più forza ed importanza al coordinamento tra le Regioni interessate dal d.p.c.m. in oggetto. Riuscire a coordinarsi con le altre Regioni, non fare un ricorso da soli, potrebbe portare ad una valutazione più forte, più complessiva che riguarda più enti.
Con l'emendamento inseriamo nel dispositivo della mozione che è intenzione della Regione Marche procedere anche in maniera autonoma, ma giustamente è importante fare tutte le verifiche e farle insieme.
Mi sono sentito anche con l’Assessore, non so se poi vorrà intervenire. Gli uffici legislativi della Regione stanno già facendo tutte le verifiche e si stanno coordinando insieme alle altre Regioni per cercare di fare un ricorso unico che possa dare più forza a questa mozione che oggi ci apprestiamo, spero, a votare in maniera favorevole.
Abbiamo presentato questo emendamento per modificare il dispositivo ritenendo che possa chiarirlo e renderlo più forte perché sottolinea il coordinamento tra le varie Regioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Sul tema dell’inceneritore, a distanza di più di un anno dall’elezione, penso che tutti Consiglieri sappiano quale sia la mia posizione: molto chiara e netta di contrarietà all’incenerimento.
Però, proprio perché è più di un anno che ormai parliamo di questo argomento e siamo sempre pieni di buoni propositi, personalmente comincio un po’ a stancarmi del fatto che non si riesca a concretizzare una azione politica seria su questo tema, ma si cerchino strade, stradine e argomentazioni varie per non affrontare il toro per le corna.
Anche questo atto, mi spiace dirlo, è un atto che non risolve il problema dell’incenerimento perché il decreto sblocca Italia all’articolo 35 c’è, e questa mozione non lo eliminerà, come la mozione che sta preparando il Consigliere Biancani e che stiamo cercando di condividere in Commissione non eliminerà l’articolo 35 dello sblocca Italia.
Questa mozione serve a far fare la VAS, non a risolvere il problema. Importante, però cosa succederà? Supponiamo di andare avanti con questa strada, succederà che chi di dovere farà la VAS e andrà avanti nella realizzazione dell’inceneritore, né più né meno.
Quello che io chiedo invece è un segnale politico, una azione politica decisa e concreta su questo tema.
Tempo fa avevamo invitato il Presidente e l’Assessore ad andare in Conferenza dei servizi e dire no all’articolo 35 e dopo 5 volte in cui si è detto no, alla sesta si è detto si dicendo che quello avrebbe scongiurato la realizzazione dell’inceneritore nelle Marche. In Aula ho detto chiaramente la mia idea e che questo non l'avrebbe scongiurato e i fatti mi hanno dato ragione, perché in agosto c'è stato un decreto che impone l’inceneritore nelle Marche.
Voglio dire che questo problema, signori, se vogliamo trattarlo seriamente lo dobbiamo affrontare dal punto di vista politico, non è con un atto amministrativo che si risolve un problema politico.
Il problema politico che rimane è che bisogna modificare una legge.
Tutte le altre azioni possono essere interessanti, utili a migliorare, ma non risolvono il problema, bisogna che qualcuno questa cosa la dica, e la dico io.
Ad esempio, per dare un segnale concreto e politico, ma ne riparleremo più avanti perché adesso capisco che non è il tema, a suo tempo proposi che l'esecutivo regionale si facesse promotore presso il Governo per l’abolizione, quella mozione fu bocciata, quindi già lì si era un po’ capito dove saremo andati a parare. Adesso il Governo regionale si è reso conto che quello che è stato fatto in Conferenza Stato-Regioni non ha portato, come si auspicava, alla soluzione del problema, anzi ha accelerato il processo, io mi auguro che ci sia un ripensamento, per questo ho fatto una mia proposta che è quella di un referendum proposto da 5 Regioni per eliminare l’articolo 35 dello sblocca Italia e risolvere il problema alla radice.
Se qualcun altro, vedo che il Consigliere Busilacchi sorride, ha un’idea migliore, una soluzione concreta – non per sviare l’attenzione da questo problema, ma per risolverlo alla radice, che è l’abrogazione dell’articolo 35 - si faccia avanti.
Io ho fatto la proposta del referendum, se c’è qualcun altro che ha un’idea diversa che serve a questo, cioè ad abrogare l’articolo 35 dello sblocca Italia, si faccia avanti.
Tutto il resto signori, ripeto, sono cose che secondo me sviano l’attenzione, che non risolvono a fondo il problema perché, ripeto, andando avanti su questa strada avremo semplicemente che chi di dovere farà la VAS e poi andrà avanti come un treno nel realizzare l’inceneritore nelle Marche. Le altre azioni che stiamo discutendo in Commissione aiutano, ma non risolvono il problema, quindi, signori siccome, è più di un anno che parliamo di questa cosa, ci dobbiamo guardare negli occhi e dirci se veramente vogliamo abrogare questo articolo 35 che elimina il potere della Regione di decidere nel proprio territorio cosa fare ed impone dall’alto, in maniera verticistica, un inceneritore nel nostro territorio - che non vogliamo - oppure se vogliamo continuare a “prenderci in giro” noi e i cittadini marchigiani.
Il sottoscritto non vuole prendere in giro nessuno e aggiungo che, sono un novello della politica, però comincio anche a capire i meccanismi e non voglio dare adito alle persone di strumentalizzare quello che ho detto, io non voterò questa mozione e mi asterrò. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Mi sembra di vedere un film politicamente già visto, quello del referendum delle trivelle, per il quale non si è voluti intervenire politicamente - 9 Regioni contro un provvedimento del Governo - c’erano tutte le capacità politiche per farlo e si è scelta la strada del referendum. Un risultato scontato, come un film già visto, purtroppo.
Qui siamo di fronte al fatto che questo territorio e questa parte delle Marche verranno completamente distrutti da questo inceneritore perché il Presidente del Consiglio Renzi, con lo sblocca Italia, ha deciso di fare questa cosa.
Questo territorio verrà massacrato sopra la volontà della Regione, questo è il problema! Il 4 dicembre andremo a votare, questo è l’argomento essenziale. E' la dimostrazione di quello che potrebbe accadere se vincerà una certa parte e le Regioni non conteranno più niente, cari colleghi.
Questo è il problema di fondo per quanto riguarda l’inceneritore: le Regioni non contano niente, l’autonomia delle Regioni non c’è più, questo è un dramma politico, questo è il problema di fondo e noi pensiamo di mettere dei pannicelli caldi per risolverlo. Probabilmente si trasmette anche un messaggio non chiaro alle comunità che dovranno subire questa cosa. Questo è il problema vero, cose che abbiamo già fatto purtroppo per quanto riguarda le trivelle. Questo è l’argomento!
I rapporti con il Governo ci sono - perché ci sono - il messaggio forte da mandare al Governo è questo: i provvedimenti non devono essere adottati.
Concludo perché non voglio fare un intervento troppo lungo, ci sarà a giorni un appuntamento molto importante, basterà votare no, il giorno 4, perché questo provvedimento, di cui stiamo discutendo questa mattina o che abbiamo in precedenza discusso con le trivelle ..., naturalmente non erano in questa discussione, non erano presenti in quest'Aula … Queste sono le conseguenze di quello che potrebbe accadere. Bisogna che i cittadini marchigiani sappiano che non c’è più l’autonomia della Regione, questo accadrà, e non essendoci più l'autonomia credo che debba prevalere il consenso popolare su queste inadempienze e su queste mostruosità che la Presidenza del Consiglio ha fatto e sta facendo ancora oggi per l’inceneritore nelle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Dichiarazione di voto per puntualizzare anche la situazione.
La nostra mozione n. 35, a suo tempo, fu ritirata per emendare il dispositivo della mozione n. 48 del PD e pose un punto fermo verso il recupero di materia, anziché la produzione di CSS. Dall’altro canto questo dispositivo, proposto dai Consiglieri Biancani, Busilacchi, Urbinati, Traversini, Micucci, eccetera, completa il dispositivo che noi avevamo proposto perché allarga il coordinamento con le altre Regioni e prevede non solo il ricorso al Tar ma anche altri strumenti, penso al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica sul quale abbiamo 30 giorni in più per ricorrere.
Ora, la questione dei rifiuti è troppo importante per strumentalizzarla, la questione dei rifiuti è una delle cinque stelle del Movimento 5 Stelle, noi lottiamo sui rifiuti concretamente su tutti i tavoli esistenti. Noi appoggeremo il ricorso al Tar indipendentemente da quello che ci auspichiamo facciano le Regioni, anche con le associazioni ambientaliste.
Noi lottiamo nei Comuni, noi lottiamo nelle Ata e negli Ato, noi lottiamo a tutti i livelli e quindi qualsiasi passo venga fatto verso il miglioramento della gestione dei rifiuti, ci vede assolutamente concordi e volenterosi, perché effettivamente questa cosa va radicalmente cambiata.
Dobbiamo andare verso l’economia circolare, dobbiamo capire che ogni rifiuto prodotto è un errore di progettazione, dobbiamo capire che il ciclo di gestione dei rifiuti non può essere industrializzato, ma deve essere in mano al cittadino che per primo evita la produzione dei rifiuti, ricicla e riusa al meglio tutti i prodotti che gli capitano sotto le mani.
Senza fare nessun tipo di chiassata, avete visto come tecnicamente ci siamo attenuti al merito della sostanza, questo d.p.c.m. va nel concreto, ora, immediatamente, impugnato, dopodiché, sull'articolo 35 e quant’altro siamo d’accordo. A suo tempo votammo la mozione del Consigliere Bisonni, vogliamo fare un referendum? Siamo d’accordo per il referendum. Qualsiasi strumento idoneo per raggiungere lo scopo noi lo utilizzeremo perché noi rendiamo conto ai cittadini ed i cittadini, per salvaguardare l’ambiente, l’economia, fare nuovi posti di lavoro, non sprecare le risorse naturali, devono avviarsi verso un'economia circolare che è la svolta culturale, tecnica, industriale dei prossimi decenni.
Detto questo, per chiudere il discorso e chiarire la nostra posizione, ritengo che questo emendamento possa essere accettato, perché fa un passo avanti, poi sono già tre Commissioni che stiamo discutendo di raccolta porta a porta, di recupero di materie, di tariffazione puntuale, di fare pressione sulle Ata, eccetera. Vediamo quale possa essere un ulteriore passo verso una migliore gestione dei rifiuti e una migliore tutela dell’ambiente.
La politica c’è, è uno strumento per raggiungere l’obiettivo, noi su ogni tavolo esistente lottiamo per migliorare la situazione, l’impostazione e per fare in modo che chi ha interesse a gestire le discariche o gli inceneritori, o gli impianti di TMB, o gli impianti di compostaggio, in modo non consono al vero interesse dei cittadini, non possa farlo.
Sbrogliato il campo da qualsiasi tipologia di equivoco, procediamo pure con la votazione di questa mozione che aggiunge un passo nella giusta direzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Sarò brevissimo, vorrei dire che la questione dei rifiuti non è sicuramente un cavallo di battaglia solo del Movimento 5 Stelle, ma il Partito Democratico, come l’intera Aula, ha votato contro il termovalorizzatore nelle Marche. Ci siamo trovati uniti ed abbiamo votato insieme questo documento.
Lo stesso vale per il documento legato all’economia circolare, documento portato in Aula, se non ricordo male, dal Consigliere Traversini come Presidente della Commissione, quindi penso che, il tema dei rifiuti ed avere una sensibilità nuova rispetto al discorso di come trattarli, il recupero di materia e quant’altro, sia un aspetto condiviso dall’intero Consiglio regionale.
Oggi abbiamo emendato questa mozione che avete presentato, potevamo bocciarla, ma abbiamo deciso di non farlo perché come Partito Democratico riteniamo che sia importante attivare tutti gli strumenti che possano evidenziare il fatto che come Regione siamo contrari al termovalorizzatore nelle Marche. E' per questo che abbiamo emendato la mozione e non l'abbiamo bocciata, riteniamo che questo sia un percorso giusto da portare avanti.
Noi ci limitiamo alle cose che possiamo fare, l’intervento del Consigliere Bisonni si è concentrato sull’eliminazione dell’articolo 35, noi come Regione Marche abbiamo già ribadito in più sedi che siamo contrari, non possiamo abolirlo, ma possiamo … Li stiamo facendo, perché tutti i documenti di indirizzo politico e tecnico che potevamo fare li stiamo portando avanti.
Il mio obiettivo, il nostro obiettivo, è quello di fare in modo che le azioni che stiamo cercando di portare avanti siano il più possibile condivise dall’intero Consiglio, in maniera tale da risultare anche più forti nei confronti di un Governo che ha preso una linea diversa rispetto a quella che la Regione Marche vuole portare avanti nel proprio territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Lei in questi contesti importanti è uno di quei soggetti tendenzialmente portati a gasarsi: “Io rappresento questo, io questo altro, io su, io giù”, ma perdono di vista la cosa più importante, il fatto che questo argomento sia grave, complesso, devastante e rappresenta buona parte del nostro futuro, quindi io inviterei tutti quanti ad essere meno “fans” del loro partito e a concentrarsi nel portare avanti il risultato.
Il risultato è complicato, è complesso perché coinvolge le Province, gli Ato, i Piani di ambito, quindi noi - ripeto quello che ho detto stamattina in Commissione - dobbiamo essere raffinati con delle linee guida molto sottili, precise ed attinenti, che possono variare di mese in mese a seconda dello scenario che ci si presenta di fronte per raggiungere l’obiettivo.
Noi dobbiamo essere cinici, spietati, razionali, uscire fuori dalle logiche dei nostri partiti per tutelare nel miglior modo possibile il futuro della nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Vorrei soltanto riaffermare quello che ci siamo detti più volte rispetto a questo argomento.
La Regione Marche, il Governo della Giunta regionale, intende fare ogni passo possibile ed immaginabile per scongiurare l’eventualità dell’inceneritore.
La mozione, così come emendata, va in questa direzione. Concordo in pieno con l’iniziativa che è stata presa dal Consigliere Biancani, perché cerca di utilizzare tutti i mezzi possibili ed immaginabili per poter dire no, in qualche modo, o comunque rallentare in questa fase l’attuazione di un programma che prevede l’inceneritore.
Dico anche, ad onor del vero, che non so se il ricorso al Tar possa essere la panacea di tutti i mali, perché la VAS può essere richiesta successivamente e fatta, quindi non è che il ricorso al Tar ci blinda o ci mette al sicuro, ammesso e non concesso che lo faremo se ci sono le condizioni per ottenere il risultato. Lo prendiamo come una delle tappe possibili da percorrere e da fare per allontanare nel tempo.
Vorrei ricordare all’Aula e a me stesso che in fatto di politica sui rifiuti la Regione Marche non ha nulla da invidiare a nessun’altra regione d’Italia perché voi sapete che per la raccolta differenziata siamo al terzo/quarto posto, anche se c’è una situazione a macchia di leopardo nelle varie province marchigiane, comunque siamo la terza/quarta Regione d’Italia, non ci deve insegnare niente nessuno, ed è il motivo più forte per cui noi diciamo no all’inceneritore, proprio perché la quantità della differenziata è tale che non ne giustifica la presenza nelle Marche.
E' necessario e non più derogabile il fatto che le Ata producano i Piani d’ambito, lo certifica il sottoscritto che ha chiesto, credo che si sappia, non più tardi di un mese e mezzo fa, dopo svariati solleciti, per la verità, il Piano d’ambito ai Presidenti delle Ata. Ad oggi, nessuna delle 5 Province, delle 5 Ata lo ha fornito, doveva essere presentato entro un anno dall’approvazione della legge che risale a marzo 2015, quindi abbiamo diffidato i 5 Presidenti dell’Ata, entro 3 mesi, a presentare un Piano d’ambito, altrimenti si procederà con il Commissariamento.
Questo è lo stato dell’arte, questa è la determinazione con cui questo Assessorato segue la vicenda dei rifiuti nelle Marche.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 192/1 a firma dei Consiglieri Biancani, Busilacchi, Urbinati, Traversini e Micucci. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Voglio motivare, per non essere strumentalizzato in questa vicenda molto delicata della gestione dei rifiuti in ambito regionale, perché dico no a questa mozione, pur essendo fermamente convinto che al momento la Regione Marche non ha necessità alcuna di realizzare impianti di questo tipo.
La motivazione sta nel fatto che, da un punto di vista prettamente procedurale, qualora questa venisse approvata, e credo che lo sarà, non cambierà in alcun modo la sostanza, perché se il Tar dovesse dare ragione, come già qualche collega ha detto, si farà la VAS e la procedura ricomincerà. Non cambia nulla.
Il problema serio per cui io dico no, Assessore, è che manca un piano di politica nazionale per la gestione dei rifiuti e quindi l’energetico, e a cascata, a livello regionale.
E' inutile dire: “Noi non abbiamo bisogno di inceneritori perché abbiamo una differenziata molto avanzata”, ma se non ci sono dei criteri a monte che stabiliscono quali sono gli indicatori per poter arrivare a dire no definitivamente alla presenza di impianti di questo tipo sui territori, non andiamo da nessuna parte. Il problema è di politica nazionale, di politica industriale in senso lato, riguarda quella energetica e quindi la gestione dei rifiuti.
Dopodiché se ci sono Regioni che non hanno attuato una politica seria nell’ambito della differenziazione, Regioni che sono continuamente in emergenza perché non hanno nemmeno una piccola discarica per mettere quel po’ di indifferenziata che fanno, oppure i residui che vengono dai trattamenti, sarà un problema loro.
Se noi siamo una Regione virtuosa perché la differenziata è spinta, perché abbiamo la possibilità ancora di abbancare su determinate discariche, non capisco perché dobbiamo caricarci impianti di questo tipo.
Allora ci dicano quali sono gli indirizzi in modo tale che si possa fare un Piano regionale che langue da tantissimi anni, Assessore. Chiediamo da tantissimi anni la rivisitazione del Piano regionale per la gestione dei rifiuti, in modo tale che si metta mano agli impianti di trattamento.
Noi abbiamo impianti obsoleti di 40 anni, nel 1978 sono stati fatti i primi impianti per il trattamento dei nostri rifiuti, non è possibile andare avanti. Non possiamo dire facciamo la differenziata e quant’altro, dopodiché? Cosa ne facciamo? Dove li portiamo a trattare questi rifiuti?
Occorre fare degli investimenti, questa è una politica prioritaria in questa nostra regione se vogliamo smettere di parlarci addosso, altrimenti il problema non lo risolviamo mai.
Allora: indirizzi nazionali, a cascata recepimento, quindi Piano regionale che verrà esteso a tutta la regione. Lasciamo perdere le Ata, sono qualcosa di incredibile, abbiamo parcellizzato la gestione prima delle acque reflue, quindi del ciclo integrato delle acque, e poi abbiamo parcellizzato sui territori anche la gestione dei rifiuti. Non è possibile per una Regione come questa avere un Piano d’ambito che investe da Pesaro fino ad Ascoli, prendendo in mano gli impianti che ci sono e gestendoli in un certo modo.
Ecco il motivo per cui sono contrario.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione 192, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 242
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Verifica del legale rappresentante Opera Pia Ceci di Camerano, ai sensi dell’articolo 20 della legge regionale 5/2008”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 242 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Quando mi è stato detto che avrei dovuto rispondere per il Presidente, come sempre mi sono un po’ agitata, in realtà il nostro Servizio legale mi dà questa risposta.
Con riferimento all’interrogazione comunico che il Sindaco del Comune di Camerano, con decreto 23 dell'1 agosto 2016, ha nominato Presidente della Fondazione Opera Pia Ceci di Camerano, Massimo Piergiacomi che esercita il potere di legale rappresentante.
Questa è la risposta ad una interrogazione che chiede: “Chi esercita il potere di legale rappresentanza della Fondazione Opera Pia Ceci di Camerano alla data attuale e in quale qualità”.
Direi che lo spessore politico di questa interrogazione che, come voi sapete, si differenzia dalla richiesta di accesso agli atti proprio per la sua consistenza di scelta politica, tra l’altro di competenza del Consiglio regionale o della Giunta, è del tutto evidente.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Non mi esprimo in merito alle considerazioni dell’Assessore Casini che puntualmente ci deve mettere sempre del suo, anche inopportunamente.
Questa è una interrogazione che è stata presentata a luglio di quest’anno, quindi diversi mesi fa e sono felice che sia bastato solo anticiparla e presentarla per far dimettere la signora in questione dal Consiglio comunale e far nominare un nuovo Presidente della Fondazione stessa.
Abbiamo raggiunto l’obiettivo grazie e soprattutto al lavoro svolto dal gruppo locale del Movimento 5 Stelle del Comune di Camerano, non certo per la celerità con la quale gli uffici regionali rispondono ai nostri atti.

Mozione n. 142
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Biancani
“Richiesta finanziamenti completamento raddoppio ferrovia Orte-Falconara Marittima”

Interrogazione n. 244
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Sistemi di sicurezza ed ammodernamento della rete ferroviaria regionale”
(abbinate)
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 142 dei Consiglieri Giancarli, Biancani e l’interrogazione n. 244 del Consigliere Fabbri, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Vorrei chiedere al Consigliere Fabbri, con il Consigliere Biancani ci siamo già sentiti, soprattutto perchè la Orte-Falconara necessita di una forte azione politica e di collaborazione con la Regione Umbria, pur essendo questa mattina la Giunta autorevolmente rappresentata dalla Vicepresidente, dagli Assessori Sciapichetti, Cesetti e Bravi, di discutere gli atti alla presenza del Presidente, perché abbiamo bisogno di coinvolgere anche il Presidente della Regione Umbria.
Visto che ho preso la parola, approfitto della presenza dell’Assessore Sciapichetti per chiedere, in attesa del ripristino della tratta ferroviaria Ancona centrale-Ancona marittima, il servizio sostitutivo bus-navetta per l’anno 2017.
Ovviamente ricordo che su questo c’era stato un impegno di più soggetti anche dal punto di vista finanziario, quindi non chiedo alla Regione chissà quali risorse finanziarie, ma un’azione politica affinché quei soggetti che a suo tempo hanno dato la loro disponibilità, penso all’Autorità portuale, alla Conerobus e ad altri, di fatto garantiscano questo servizio di bus-navetta almeno fino al 2017 perché io resto convinto che prima della fine della legislatura quella tratta ferroviaria sarà ripristinata.

PRESIDENTE. Il Consigliere Giancarli ha chiesto il rinvio della discussione. Consigliere Fabbri lei è d’accordo?

Piergiorgio FABBRI. Per la discussione siamo d’accordo perché giustamente la presenza del Presidente in questo ambito è interessante.
L’unica condizione è che non sostituisca la discussione della mozione relativa alla fusione di Toscana, Umbria e Marche che chiaramente anche oggi è saltata per l’assenza del Presidente, altrimenti diventa una barzelletta.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, la mozione n. 142 e l'interrogazione n. 244 sono rinviate alla prossima seduta.

Mozione n. 156
ad iniziativa del Consigliere Marconi
"Esclusione del commercio ambulante dalla direttiva Bolkestein"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 156 del Consigliere Marconi che ha la parola per illustrarla.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Sarò brevissimo e dirò qualcosa anche sull’emendamento presentato dal Consigliere Giorgini.
Mi sono già confrontato con l’Assessore Bora che mi ha confortato in questa mozione dicendo che tra le altre cose questo argomento è già sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni.
L’argomento è semplicissimo, la Bolkestein, come principi generali, esclude la possibilità del rinnovo automatico delle licenze del commercio in tutte quelle materie nelle quali la natura impone un limite. La conosciamo soprattutto per le spiagge, in effetti questo principio, che sulle spiagge può essere discutibile, ha una sua valenza, ma non può in nessun modo averla per quanto riguarda il commercio ambulante per il quale effettivamente immaginare un limite da un punto di vista della natura mi sembra abbastanza difficile. Non è possibile immaginare che in una città che ha 30/40 spazi di sosta per il commercio ambulante, non possa averne 50/60 a meno che, ripeto, non si tratti di un impervio cucuzzolo nell’appennino, mi sembra veramente difficile. La cosa curiosa è che questa applicazione della direttiva è già stata contestata dal Parlamento europeo. Tutti i Paesi l’hanno recepita escludendo il commercio ambulante da questa direttiva, l’Italia no, cioè lo Stato italiano il 26 marzo 2010 è stato particolarmente ligio nell’applicarla integralmente, anche al commercio ambulante.
Quello che si chiede è che questa vicenda trovi finalmente una pausa di riflessione anche per quanto riguarda il nostro Paese e venga escluso il commercio ambulante per la sua natura non comprimibile, non così difficile da immaginare come possibilità di ampliamento rispetto ad altre attività commerciali.
Riguardo all’emendamento del Consigliere Giorgini gli dico che firmerei volentieri con lui una mozione che riguarda il settore degli imprenditori balneari, i bagnini, ma non la includerei in questa, perché la vicenda del balneare è talmente complessa che non può essere “appiccicata” dietro a questa, che invece ha una natura sua particolare. La sua esclusione ha una motivazione, escludere i bagnini o normare in maniera differente la licenza per l’attività imprenditoriale balneare è diverso. Sulla Bolkestein balneare si parla di una diversa disciplina, per la Bolkestein ambulanti e del commercio si dice addirittura di escluderli, sono due cose completamente diverse.
Chiedo al Consiglio di approvare la mozione così come l’ho presentata, ripeto, con tutta la buona volontà e disponibilità ad affrontare la questione degli imprenditori balneari dentro la Bolkestein con altro documento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Questo mio emendamento è un atto dovuto per il semplice fatto che la direttiva Bolkestein prevede, sia sulle attività balneari che sugli ambulanti, lo spostamento in tutti i Paesi, per la libera concorrenza.
E' chiaro che come Consigliere regionale di San Benedetto del Tronto, dove ci sono 6/7 mila occupati nel settore dell’attività balneare, non posso non fare questo emendamento.
Sono perfettamente d’accordo sulla mozione del Consigliere Marconi, non è che sono contrario, resta il fatto che non capisco come mai si debba fare una mozione, presentata da un componente della maggioranza, nella quale si parli solo del problema degli ambulanti, che non è equiparato minimamente al problema delle attività balneari. Come ben sapete il problema degli ambulanti è che può venire uno spagnolo, un francese o un tedesco a fare mercato nel punto dove l'ambulante magari ha l’attività, ma non gli viene tolta nessuna proprietà o qualcosa di interesse privato, mentre gli chalet vengono espropriati del diritto che hanno sopra la concessione demaniale e la cosa è ben più grave.
Il mio è un atto dovuto, se la maggioranza crede che si debba fare due pesi e due misure, allora mi bocci l’emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Qui ci troviamo di fronte all'ennesima discussione molto importante perché il problema è molto serio.
La direttiva della Comunità europea, come tutti in quest'Aula sanno, questo è il vero problema, nelle altre Nazioni europee è stata applicata in un modo diverso a causa del peso politico che gli altri Paesi hanno nella stessa Comunità.
Questo è il problema, poi qui per l’ennesima volta si cerca di mettere i panni caldi su un problema drammatico che interessa centinaia di migliaia di famiglie.
Credo che anche questo sia un problema centrale, anche questo è un problema del Governo, anche questo è un problema per il quale il Governo non ha fatto niente e continua a non fare niente.
Penso che questo sia un problema molto serio, noi siamo preoccupati, molto preoccupati, però non diamo il fianco a delle risoluzioni che non risolvono il problema. Tanto per dire la maggioranza che ora presenta questa mozione poi alla fine dirà: “Ma noi abbiamo presentato una mozione”.
Non è questo il problema, Consigliere Marconi, che è molto più ampio. O nelle riunioni della Conferenza Stato-Regioni c’è la volontà politica di difendere i territori o si sceglie una linea - come viene avanti in modo evidente perché è sotto gli occhi di tutti - di accettare quello che il Governo dice, prendendo sempre a scatola chiusa, ma la scatola chiusa porta a quello che ho detto prima per altre cose, porta a non contare più niente.
Questa è l’impostazione che sta venendo avanti, è evidente che dobbiamo avere un po’ di coraggio e sensibilità politica per dire le cose. Purtroppo i fatti sono questi, bisogna contestarli in un modo diverso, perché la democrazia e la politica sono ben diverse rispetto alle cose che stiamo discutendo. Non è che non ci sono i momenti per discutere questi passaggi, ci sono momenti molto importanti a prescindere da chi governa o coordina di volta in volta le Regioni, per quanto riguarda il problema Stato-Regioni.
Le Regioni su questi problemi, che non rispondono rispetto alle esigenze del territorio, una volta per sempre si devono mettere per traverso rispetto al Governo centrale. Questo è il problema di fondo, altrimenti è chiaro che subiamo quello, subiamo l’ambiente, subiamo tutto e subiamo anche l’economia.
Credo che su questo aspetto la Regione deve essere impegnata politicamente, con un mandato ben preciso, perchè se non si arriva ad avere una direttiva che serve, anche per l’Italia, a raggirare gli ostacoli, come hanno fatto gli altri Paesi europei, la situazione sarà difficile anche per le nostre attività commerciali.
Mettersi per traverso, dire no con forza al Governo centrale è il ruolo del Consiglio, e concludo.
Il Consiglio deve essere unanime su queste posizioni, una unità di intenti, maggioranza e minoranza per difendere delle posizioni. Credo che, quando maggioranza e minoranza di qualsiasi Regione, di destra o di sinistra, andranno a rivendicare l’autonomia, l’impegno per le attività commerciali, in questo caso per il loro territorio, le cose al Governo potrebbero essere prese in altro modo. In molte circostanze questo accordo tra maggioranza e minoranza ha risolto i problemi che interessavano le comunità locali e se non si arriva a questo parliamo di altre cose, di passerelle e di presentazione di documenti che purtroppo non servono a niente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Nella mozione in questione affrontiamo un nodo che il Governo italiano non ha saputo, o peggio voluto, sciogliere lasciando la direttiva Bolkestein pendente come una spada di Damocle sulla testa di tantissimi commercianti, ambulanti e concessionari di spiaggia, che in questi anni, grazie alla loro dedizione, impegno e professionalità, hanno rappresentato un fulcro, un pilastro del commercio e del turismo.
Due pilastri della nostra economia che oltretutto rappresentano una peculiarità tutta italiana e a quanto pare insignificante per l’Europa.
Si aprirebbero le porte ad una concorrenza incontrollata che sbaraglierebbe le piccole e medie imprese italiane spesso a conduzione familiare, sancendo la loro morte. Quanto di più nefasto per il nostro Paese.
Si è chiesto ripetutamente al Governo italiano di affrontare la questione e di mettere al riparo, suo dovere improrogabile e imprescindibile, il lavoro degli italiani.
Nulla, nessun messaggio, nessun segnale concreto, tutt’al più proroghe. Segno del colpevole disinteresse del Governo e di chi lo appoggia nelle questioni che investono la quotidianità e il futuro dei nostri cittadini.
Oggi questa sudditanza nei confronti dell’Europa è venuta oltremodo allo scoperto con la riforma costituzionale promossa dal premier Renzi, una riforma che se passasse farebbe sbarcare l’Unione europea in Costituzione, senza che noi italiani potremmo esprimerci sulle disposizioni sovranazionali nemmeno con un referendum, parlando chiaramente di vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
Con la riforma della Costituzione Renzi-Boschi si sancisce l’automatico adeguamento non solo ai trattati europei, ma all’intero ordinamento europeo che sale al rango di fonte al pari della Costituzione stessa.
Non è questa la sede per dibattere di riforma costituzionale, questo lo so bene, ma la mozione sulla direttiva non può che sollevare una profonda e triste riflessione sull’inconsistente peso che il Governo italiano ha nei confronti dell’Europa.
Per questo motivo si chiede all’amministrazione regionale di fare un passo avanti chiedendo una modifica del decreto legislativo 59 del 2010 con l’esclusione del commercio ambulante dalla direttiva Bolkestein. Non si chiede uno strappo partitico, ma solo una dimostrazione di vera rappresentanza da parte dell’amministrazione regionale, dei cittadini amministrati, a tutela del loro lavoro, del loro capitale, del loro futuro e dell’economia della nostra nazione.
Considerando il prolungato disinteresse dimostrato fino ad oggi dal Governo italiano, non solo sulla Bolkestein, permettetemi di nutrire forti dubbi su una qualsivoglia evoluzione in positivo per le nostre famiglie e i nostri lavoratori, in merito alla vicenda. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Continuo ovviamente sulla scia di quanto hanno detto i miei colleghi, in modo particolare del Consigliere Zaffiri.
Scusate il termine però io qui ad abbaiare alla luna non ci sto più, noi una mozione di questo tipo l’abbiamo approvata un anno fa, una mozione identica.
Ci diamo delle scadenze, come diceva qualcuno? Ne facciamo una all’anno? Ma facciamone anche una al mese, non ho problemi di questo tipo, il problema è serio, un problema di Governo.
Noi stiamo qui ad abbaiare alla luna, cari colleghi.
Mozioni di questo tipo ne abbiamo fatte, tantissime, senza ottenere nulla su questo aspetto, non voglio fare polemica adesso su un interlocutore che non c’è che è il Governo, non mi interessa, ma qui c’è la volontà chiara, evidente, di recepire questa direttiva. Perché non si fa come negli altri Stati? La Spagna ha fatto una proroga di 30 anni a queste concessioni ed ha messo in sicurezza i suoi balneari, i suoi venditori ambulanti, tutti.
Noi non possiamo farlo? Cosa temiamo? Di essere messi in infrazione, ma ben venga l’infrazione, poi andremo a discutere con l’Europa, con questo totem. Ma come vogliamo la flessibilità, litighiamo per tutto e non litighiamo per questo? Da 6 anni non litighiamo per questa direttiva, per escludere dalla direttiva Bolkestein, o meglio direttiva servizi, una serie di micro attività che sono il cuore dell’attività imprenditoriale balneare e delle piccole imprese. Ma qualcuno ce lo dica!
Vogliamo ripercorrere un po’ la storia? In tutte le leggi di stabilità degli anni passati si era sul punto di approvare, poi ci sono stati emendamenti che hanno stralciato.
Adesso non sto a dire chi li ha fatti, il nome ed il cognome li trovate sugli atti, ma sempre da una parte politica!
Assessore Sciapichetti che le posso dire? Dico che una grossa parte del PD è favorevole ed un’altra parte no. E' un grande partito, pluralista, di grandi vedute, ma anche di altre, quindi voglio dire, ci dicano quello che vogliono fare perché stare qui una volta al mese a fare mozioni di questo tipo è avvilente da parte nostra, perché già c’è.
Vorremo sapere che cosa ha prodotto quella mozione che noi abbiamo fatto un anno fa. Prima di approvare questa, cosa ha prodotto l'altra? L’Assessore Pieroni ci parlava di un doppio canale su quelle nuove, quelle che andavano a gara, tutte le altre che potevano essere prorogate … che cosa è stato fatto? Nella Conferenza Stato-Regioni che cosa è stato deciso? Il Governo italiano che cosa ha deciso su questo versante?
Io so che, ad esempio, a San Benedetto, il Consigliere Urbinati lo sa, la prossima settimana ci sarà una riunione degli imprenditori turistici balneari (ITB), il sindacato giustamente promuove. Sono preoccupati perché il 2020 è alle porte, quindi le gare si avvicinano. Noi facciamo mozioni ma nel frattempo si stanno organizzando per le gare. Ci dica il Governo, tra i tanti decreti che fanno, quello che vuole fare oppure se dobbiamo recepirli supinamente. Poi attenti perché su questi argomenti qua, sul recepimento delle direttive e delle normative europee incombe l’articolo 117 riformato della Costituzione, dove l’Italia si impegna a prenderli a scatola chiusa, amici miei! Li prendiamo adesso a scatola chiusa, figuriamoci dopo come li prenderemo questi argomenti.
Mi dispiace per il Consigliere Marconi, io condivido tutto, però credo che l’azione non sia quella della mozione, l’azione è quella dei nostri parlamentari, soprattutto di quelli che stanno al Governo che devono in qualche modo impegnarsi nei vari decreti che sono in giro, da qui a fine anno o da qui alla primavera prossima, per far sì che questa cosa venga definitivamente stralciata, cioè si faccia una norma, un decreto, una legge che proroghi queste concessioni. Non è possibile? La Francia l'ha fatto, la Spagna pure e mi sembra che sono ancora lì, se poi ci sarà un'infrazione, benissimo, andremo a discutere, andremo a dimostrare che la nostra economia è fondata su queste piccole imprese e che è un danno irreparabile all’economia di un certo settore e poi vedremo cosa risponde l’Europa.
Ora sono in difficoltà se votarla o non votarla per raziocinio, per coerenza, l’abbiamo presentata l’altra volta ed anch’io ero tra i firmatari, mi sembra che l'abbia presentata io, quindi dico di si, voterò anche questa, però sono un po’ esterrefatto perché credo che anche questa non produrrà nessun effetto.

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Non facciamo polemica in Aula, ogni Consigliere ha il diritto di intervenire, ma non facciamo polemiche.
Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. A dir la verità non volevo intervenire semplicemente perché credo che sulla questione della Bolkestein, non solo per i balneari ma anche per quanto riguarda le attività commerciali, negli ultimi 5/6 anni sia stato detto di tutto e di più. Sono state dette tante cose giuste ed una è che questo provvedimento, questa risoluzione europea penalizza fortemente le nostre imprese balneari che sono circa 45.000, considerando tutte le concessioni, ce ne sono più di 2.000 nella regione Marche, quindi parliamo di numeri importantissimi. Di convegni ne sono stati fatti tantissimi, di mozioni ne sono state fatte tantissime, risoluzioni, incontri, al Bit di Milano, alla Fiera del balneare a Rimini, insomma di tutto e di più, fatto sta che noi ad oggi credo che, forse la questione non è seguita come dovrebbe, ma ci sono dei Comuni, parlo per il mio, il Comune di San Benedetto, che tra domani e dopodomani pubblicherà il bando per il commercio sulle aree pubbliche. Ci saranno circa 1.117 assegnazioni perché la Bolkestein è già legge, cioè la direttiva è già stata recepita, il 2020 non c’entra nulla, le gare si dovrebbero fare già ora. Il 6 luglio c’è stata la famosa sentenza e tra qualche anno, un anno e mezzo/due, arriveremo ad avere delle infrazioni. Attualmente siamo in infrazione sulla Bolkestein, quindi sul commercio molti Comuni, come San Benedetto l'ha fatto, lo so per certo, perché ha chiuso il bando per le aree pubbliche ed il problema è stato risolto con una procedura che si chiama doppio binario. e noi ne abbiamo parlato tantissime volte che dà una prelazione a chi la concessione ce l’ha già, e mette a bando tutte le altre concessioni e questo un principio giustissimo, questo è il principio con cui 3/4 anni fa si poteva risolvere anche la questione dei balneari, ma non è stato fatto perché quando si poneva questa risoluzione, questa questione, molti dicevano: “No, noi vogliamo uscire dalla Bolkestein” dalla Bolkestein non si esce, dalla Bolkestein non è possibile uscire, non è il PD, sono tutte le forze politiche che non lo hanno capito, anzi quando è stata fatta, Consigliere Celani, io ho pure i nomi di chi stava in Commissione a Bruxelles, se ne vogliamo parlare …, mi ricordo un parlamentare che - una volta che la Bolkestein era stata recepita, mentre si stava trovando la soluzione del doppio binario, anche lì sul riconoscimento dell’investimento perché così ancora oggi si può risolvere la questione, non c’è un’altra strada - venne a dire: “No, sdemanitizzazione” oppure l’altra proposta molto esilarante fu quella del “diritto di superficie”.
E’ chiaro che il cittadino poi critica, il diritto di superficie a chi? Perchè il diritto di superficie dovremmo darlo a chi la concessione ce l’ha già? Quello è un diritto di prelazione che è contro tutti i principi dell’Europa, non le direttive, i principi fondanti dell’Europa sulla concorrenza. Quindi se noi siamo qui dopo tanti anni ancora a discutere di questo argomento credo che sia una impreparazione totale della politica.
Adesso dico due cose, una l’ho sentita in corridoio, vede Consigliere Zaffiri lei ha tirato in ballo il referendum - ogni volta qualcuno tira in ballo la questione, perché qui parliamo del famoso articolo 70 - se fosse stato valido l’articolo 70 con la riforma costituzionale, forse tra i 100 Senatori può darsi che c’erano Urbinati e Zaffiri per la maggioranza e l’opposizione, lei conosceva il problema, io conoscevo il problema e probabilmente la Bolkestein oggi non l’avremmo avuta.
Capisce in quale contraddizione si mette quando cita il referendum? E’ la stessa cosa, perché quando …, la questione derimente non è tanto quello che è successo a Bruxelles, perché lì hanno i verbali delle Commissioni dai quali si evince che i nostri parlamentari non c’erano quando si discuteva, quindi è inutile che stiamo a girarci intorno, guardiamo chi c’era dal 2000 al 2005 e capiamo chi sono i responsabili. E' molto semplice farlo!
Il problema è quando è stata recepita dal Parlamento italiano, quello è inaccettabile, perché la Spagna quando l'ha recepita - la questione della Spagna e del Portogallo è diversa - è riuscita a dimostrare che in gran parte delle aree demaniali, che è un demanio molto diverso da come è concepito il nostro, Françisco Franco, durante la dittatura negli anni ‘60/’70, aveva costruito dei veri e propri quartieri residenziali lì, ci vivono 10 mila persone, è normale che vada in deroga la Bolkestein, ha tutte le giustificazioni, mentre noi non siamo stati in grado di dare nessuna giustificazione.
Per la soluzione del commercio, quando ero Assessore feci delle riunioni con gli operatori, le associazioni non sono mai state contrarie all’assegnazione del doppio binario perché dà una prelazione a chi la concessione ce l’ha già da diversi anni, quindi ti dà un punteggio superiore ed è un riconoscimento del lavoro che è stato fatto e mette a bando, per chi apre una nuova attività, le nuove concessioni.
Non è sbagliato questo principio che è lo stesso che dovrebbe essere applicato sui balneari, ma sappiamo che la questione è diversa, quindi per ovviare al doppio binario non possiamo dire alla Comunità europea: “Noi per quelle nuove facciamo le concessioni, le altre facciamo le gare, alle altre ancora diamo la proroga di 30 anni”. Sarebbe la proroga che ci hanno bocciato il 6 luglio, quindi non possiamo prenderci in giro e prendere in giro l’Europa.
E’ questo il tema, non possiamo prendere in giro l’Europa perché poi non è l’Europa ad essere cattiva e malvagia, ma siamo noi che la prendiamo in giro.
La soluzione sta nel riconoscimento dell’investimento. Nei convegni, dove magari voi andate, ma io non vado più, nei quali si dice: “Usciamo dalla Bolkestein” io non ci sto, perché si prendono in giro gli stessi operatori ed i lavoratori.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Vorrei fare solo due osservazioni rispetto alla mozione. La prima che non risulta in modo categorico a questo Assessorato che il Parlamento europeo, prendendo atto della preoccupazione espressa dalle rappresentanze dei venditori ambulanti su aree pubbliche all’applicazione a tale attività della direttiva Bolkestein, abbia invitato gli Stati membri ad escludere il commercio ambulante dall’applicazione di tale direttiva.
La seconda è che nessun commerciante su aree pubbliche ha mai pagato il rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni all’erario pubblico, né la perdita del posteggio può incidere sull’indotto.
Viceversa il danno potrebbe sorgere per gli eventuali investimenti del commerciante su area pubblica.
Riconosco oggi al Consigliere Celani l’onestà intellettuale nell’aver riconosciuto ed individuato nel Governo - il vostro Governo - l’interlocutore principale.
Rispetto a quello che ha fatto la Giunta e questo Consiglio regionale dall’ultima mozione vorrei evidenziare che questo Assessorato si è già fatto parte diligente, ha investito la Commissione attività produttive, che coordina, e nell’ultima seduta del 24 novembre scorso ha incaricato l’Assessore Edoardo Rixi della Regione Liguria a richiedere un incontro urgente con il Ministero e con la Presidenza del Governo per verificare quale sia la posizione del Governo compresa l’eventuale volontà o meno di uscire dalla direttiva. Se il Governo ritiene di fare un nuovo confronto con gli organi di Bruxelles e se intende avviare un incontro tecnico con le Regioni e l’Anci, al fine di un eventuale ulteriore documento integrativo all’intesa per risolvere alcune questioni tecniche quali ad esempio una proroga tecnica per i Comuni che hanno difficoltà nel gestire i bandi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. E' ovvio che avendo presentato il testo sono favorevole, ma chiedo un minuto solo, Presidente, perché gli interventi dell’Assessore Bora e del Consigliere Urbinati, mi hanno ancora di più convinto della sua necessità e, visto tutto quello che è accaduto, il Consigliere Urbinati è stato bravissimo nel farci in pochi minuti una ricostruzione inattaccabile di quello che è avvenuto perché questi sono fatti e la vera questione politica era quella di non entrare, non di uscire.
Ho trovato questi riferimenti, Assessore Bora, che dicono che almeno per gli altri Stati membri, ma è stato ricordato anche da qualcun altro, questa parte della direttiva riguarda il commercio ambulante che non entra in conflitto con il principio generale della libera concorrenza che la Bolkestein vuole mettere, perché non è limitato o limitabile lo spazio di applicazione, quindi la libera concorrenza si può allargare, al contrario, dire che nella mia città di Recanati non possono esserci più di 280 ambulanti è una stupidaggine perché abbiamo aree per sistemarne altri 250. Quindi si è proprio dentro questo! Si è scatenato il putiferio, capisco che c’è la campagna referendaria, capisco tutto, ma tutti gli interventi che ho ascoltato, ad eccezione dei due che ho citato, sono usciti da questo seminato infilando dentro la questione del balneare ed altre che non rientrano in questa mozione.
Ripeto, chi vuole discutere di altro lo faccia, qui può esserci ancora uno spazio, e l’Assessore cortesemente ce lo ha confermato, relativamente al commercio ambulante, proprio perché il commercio ambulante non entra in conflitto con i principi ispiratori della Bolkestein, questo lo ribadiamo, lo spiegheremo alla stampa ed ai cittadini marchigiani perché tutto il resto sa veramente di strumentalizzazione e di campagna elettorale. Quindi propongo al Consiglio di respingere l’emendamento presentato dal Consigliere Giorgini e di approvare la mozione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 156/1 a firma del Consigliere Giorgini. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Ripetiamo la votazione sull’emendamento.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 156. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 131
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zura Puntaroni, Zaffiri
"Diritti delle persone con disabilità: gli eventi patrocinati o sponsorizzati dalla Regione si svolgano in sale e strutture che garantiscano il diritto all’accessibilità e vengano rispettati i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 131 dei Consiglieri Malaigia, Zura Puntaroni, Zaffiri.
Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Il contenuto di questa mozione è bene espresso dal titolo stesso, questo è un atto dovuto proprio per consentire il pieno ed eguale godimento dei diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, per cui gli eventi sponsorizzati, patrocinati o organizzati dalla Regione dovrebbero svolgersi in sale prive di barriere architettoniche o di barriere sensoriali.
Purtroppo, nonostante la normativa in tema di barriere architettoniche sia in vigore dal 1987, capita troppo spesso di imbattersi in edifici non a norma, sia pubblici che privati. Io stessa già in due occasioni in cui mi sono recata a portare i saluti dell’istituzione regionale sono stata investita da grandissimo imbarazzo perché gli eventi ai quali partecipavo si svolgevano in sale dove i disabili non potevano accedere. Mi è capitato che una signora non è potuta salire e non ha potuto partecipare, fra l’altro l’evento era relativo al tema che abbiamo trattato oggi sulla violenza sulle donne, quindi tenere fuori una signora disabile mi è sembrato abbastanza grave.
Per cui quello che si chiede è di far rispettare il piano di eliminazione delle barriere architettoniche, anche attraverso una forte campagna di sensibilizzazione presso i soggetti che organizzano gli eventi e sollecitare da parte di Province e Comuni della regione l’obbligo di adottare i piani di eliminazione delle barriere architettoniche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. … illegalità diffusa nei confronti delle persone disabili, nell’affrontare la mancata adozione dei piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, parlerei di inciviltà e incultura.
Le persone disabili quotidianamente dimostrano una sopportazione non dovuta che li configura come una categoria di cittadini esemplari. E' imbarazzante che, con una legge dello Stato che risale ormai al 1986, si debba ancora intervenire nelle sedi istituzionali con mozioni e più in generale inviti a far rispettare la norma.
Non rispettando nemmeno una legge che prevede un’impostazione, significa che siamo molto lontani, ancora troppo lontani, dal fare nostro, dal recepire nella nostra quotidianità, un fondamentale principio di uguaglianza e di non discriminazione nei riguardi delle persone disabili.
Certo l’adozione dei P.E.B.A. può rappresentare un buon punto di partenza anche perché dove non interviene la coscienza di ognuno di noi, è giusto che intervenga lo stato di diritto.
E’ chiaro che il processo non è facile e neanche rapido, ma la legge va rispettata, non esistono dilazioni o deroghe e vorrei ricordare all’amministrazione, ma anche a tutti noi, che siamo qui a rappresentare anche i disabili.
Sull’integrazione tra normodotati e persone disabili suggerirei all’amministrazione di favorire tutte le attività di socializzazione, a partire dallo sport, con nuove discipline che prevedono la partecipazione, gli uni affianco agli altri, di normodotati e disabili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. La mozione presentata dal gruppo della Lega è interessante e condivisibile.
E' chiaro che a fronte di una norma vigente dovrebbe essere scontata l’applicazione, però l’esperienza quotidiana purtroppo ci dice che non è così per una serie di motivi. Motivi a volte economici, motivi molto spesso di sensibilità, perché non credo che in nessun Comune delle Marche non ci sia la possibilità di organizzare un evento in una sala che preveda la non presenza di barriere architettoniche.
Ben venga una mozione che in qualche modo sollecita gli enti pubblici, quindi Province e soprattutto Comuni ad adottare tutte quelle iniziative che possono, in qualche modo, superare queste difficoltà proprio per le motivazioni che adesso ha detto la Consigliera Marcozzi, perché è chiaro che soggetti che già hanno delle difficoltà quotidiane non possono essere gravati di un ulteriore disagio causato dall’ente pubblico.
Parallelamente a questo è chiaro che occorre anche una sensibilità da parte del resto della cittadinanza che a volte mette in atto una serie di comportamenti incivili che, anche laddove ci sono i piani, anche dove c’è l’abbattimento delle barriere architettoniche, anche dove i Comuni sono pienamente adempienti, creano delle difficoltà attraverso comportamenti, dai parcheggi e quant’altro.
Rispetto a questa mozione io ho presentato due emendamenti, uno l'ho concordato con l’estensore della mozione, la Consigliera Malaigia, il primo in qualche modo la mozione lo tocca, ma secondo me in maniera un po’ a latere, invece credo che sia un tema molto importante, quello del superamento non solo dell’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche delle barriere sensoriali e comunicative. Dico questo non per merito personale, ma perché grazie all’impegno di alcuni Consiglieri il Comune di Civitanova risulta all’avanguardia nell’abbattimento delle barriere sensoriali, tant’è che in molte iniziative pubbliche che l’amministrazione comunale mette in piedi è presente il traduttore nella lingua dei segni, quindi la lingua Lis, ed anche la sottotitolazione simultanea, entrambe indispensabili per i portatori di handicap sensoriali perché la lingua dei segni purtroppo è conosciuta da una minima parte dei sordomuti, quindi è indispensabile la sottotitolazione, e viceversa non tutti i sordomuti conoscono la lingua italiana proprio perché non abituati fin da piccoli a questa conoscenza, quindi il doppio binario, lingua dei segni e sottotitolazione, risulta indispensabile.
Credo che sia importante in termini di sensibilizzazione rendere consapevole l’ente regionale, laddove è possibile anche gli enti comunali, al superamento di queste barriere.
L’altro emendamento è al comma 2 del dispositivo, laddove è previsto l’applicazione dei poteri sostitutivi da parte della Regione. Credo che rischieremo di mettere in piedi un sistema che creerebbe più problemi di quelli che intendono risolvere proprio perché la struttura regionale non è attrezzata, e credo neanche competente, non perché non lo sappia fare, ma perché il ruolo è attribuito dalla legge ad altri enti pubblici, non credo sia opportuno che si vada a sostituire, viceversa credo che sia utile, è questo il senso dell’emendamento, sollecitare ulteriormente, proprio perché fino ad ora poco applicata, da parte dei Comuni ed a seguire da parte delle Province, l'adozione e la realizzazione dei piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche cosiddetti Peba. Quindi in qualche modo sollecitare, non sostituirsi, quindi modificare il dispositivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Noi come Movimento 5 Stelle non solo condividiamo questa iniziativa, ma siamo felici che venga votata proprio oggi che è indetta la seduta della Consulta regionale per la disabilità.
Siamo felici che la Giunta regionale abbia stanziato un milione e mezzo a favore dell’Erap per l’abbattimento delle barriere architettoniche, però secondo noi questo non basta. Anche noi abbiamo prodotto il nostro contributo ed abbiamo presentato due emendamenti, uno a favore dello stanziamento da destinare ai Comuni per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche, l'altro affinché la Regione Marche verifichi se tutte le sedi amministrative utilizzate dalla stessa o dagli enti dipendenti, rispettino le disposizione atte a garantire il diritto all’accessibilità delle persone disabili e con difficoltà motorie ed eventualmente procedere con le opportune azioni di adempimento nel rispetto delle norme vigenti.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 131/1 a firma del Consigliere Micucci. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 131/1 bis, a firma del Consigliere Micucci, se passa decade il 131/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Ripetiamo la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 131/2 a firma dei Consiglieri Pergolesi, Maggi. Decaduto.

Sub emendamento 131/3/1 a firma dei Consiglieri Pergolesi e Maggi, con il quale si propone di inserire al termine dell’emendamento 3, dopo la parola “vigenti”, le parole “ovvero a prevedere adeguati finanziamenti anche a progetti presentati dagli enti locali”.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Consigliera Pergolesi, poiché sono contrario alla formulazione che una mozione non si nega a nessuno, le mozioni sono atti importanti e se vogliamo che abbiano realmente un'efficacia ed un effetto, ed io credo che se stiamo qui è perché ci crediamo, le cose che votiamo devono avere una piena sostanza.
Questo emendamento potenzialmente consente a tutti gli enti locali delle Marche di non intervenire direttamente per quello che dovrebbero fare, cioè dotare i Comuni e gli enti locali di norme e di sale a norma, ma di scaricarlo integralmente sulla Regione, senza nemmeno prevedere un limite di spesa, quindi è chiaro che questo emendamento non può essere accolto.

PRESIDENTE. Sub emendamento 131/3/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 131/3 a firma dei Consiglieri Pergolesi e Maggi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione 131, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 199
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Giorgini, Zura Puntaroni, Bisonni, Micucci, Giancarli, Rapa, Giacinti
“Interventi urgenti in favore delle popolazioni interessate dagli eventi sismici del 2016. Proposta di modifica del decreto legge 17 ottobre 2016 n. 189 e 11 novembre 2016 n. 205 e di adozione di provvedimenti ad hoc per fronteggiare le esigenze abitative”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 199 dei Consiglieri Biancani, Giorgini, Zura Puntaroni, Bisonni, Micucci, Giancarli, Rapa. Giacinti.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Adesso mi sono accorto di un particolare a cui tengo molto, siccome la mozione viene presentata dai Consiglieri della III Commissione, anche il Consigliere Giacinti ne fa parte, probabilmente quando abbiamo raccolto le firme non era al suo posto, quindi chiedo che venga inserita, se possibile, anche la firma del Consigliere Giacinti in quanto l’abbiamo presentata tutti insieme.
Questa mozione nasce dal fatto che come III Commissione avevamo preso l’impegno di fare una serie di incontri nei territori, in particolare con le amministrazioni, quindi con i Sindaci, per cercare di capire come andare incontro alle esigenze legate al terremoto.
Ovviamente noi ci limitiamo a verificare le eventuali normative che possono agevolare ed accelerare tutto il percorso della ricostruzione per permettere a questi territori di riprendersi quanto prima.
Tra le cose che sono state segnalate, in particolare all’incontro di Tolentino che è avvenuto il 15 novembre, alcuni Sindaci hanno fatto la proposta di verificare la possibilità di acquistare anche gli immobili invenduti, cioè gli immobili che sono presenti oggi sul mercato che possono essere di privati, di imprese o delle banche, comunque immobili oggi presenti e di metterli a disposizione delle persone che hanno perso la casa.
Questo può essere fatto, noi pensiamo, utilizzando i fondi legati all’emergenza, o quelli legati ai decreti o ai fondi della ricostruzione. Potrebbe essere un’idea importante perché permetterebbe ad una parte delle persone di non vivere in strutture provvisorie, ma all’interno di vere e proprie abitazioni.
Nella mozione abbiamo inserito che, per poter utilizzare questi immobili, occorre essere residenti nella zona in cui c’è l'eventuale patrimonio disponibile. Questo è importante per evitare lo spopolamento delle aree che oggi magari non hanno la possibilità di avere a disposizione degli appartamenti da poter acquisire.
A noi sembra di dare una risposta importante a tutte le popolazioni.
Nella mozione si dice che nel momento in cui ognuno riavrà la propria abitazione, questi beni potranno essere messi a disposizione dell’Erap per implementare anche il patrimonio regionale dell’Erap, andando a beneficio, nel futuro, di quelle categorie, di quelle fasce sociali che possono avere dei problemi dal punto di vista economico ed avere tutti i requisiti per poter partecipare ai bandi, sempre tramite l’Erap, per la casa di edilizia popolare.
L’abbiamo firmata tutti perché tutti l’abbiamo condivisa. Mi auguro che questa mozione venga appoggiata e votata dall’intero Consiglio regionale perché va proprio nella direzione di una delle richieste emerse dall’incontro.
Devo dire che la Giunta sta già facendo un lavoro importante in questo senso, sta incontrando quotidianamente i territori ed anche le varie amministrazioni regionali. Questo può essere un sollecito in più al gran lavoro che già la Giunta sta portando avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 199/1 a firma dei Consiglieri Celani e Fabbri. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. E' soltanto una specifica per meglio individuare il problema. Probabilmente è qualcosa di ridondante, non si dice, sicuramente era sottinteso, però lo scriviamo direttamente in modo tale che non possano esserci dubbi.
In pratica nel dispositivo, quando si parla del patrimonio immobiliare abitativo invenduto, disponibile sul mercato, siccome c’è una gran massa di immobili disponibili sul mercato, sapete che la crisi dell’edilizia da questo punto di vista non cessa, abbiamo introdotto questa frase: “Questo patrimonio immobiliare dovrà essere dotato del certificato di collaudo statico e del relativo certificato di conformità alle norme sismiche”, in pratica deve essere stato realizzato conformemente a quelle che sono le norme sismiche vigenti.
Una cosa che potrebbe essere pleonastica, però molto spesso si cade proprio sull’ovvio, quindi è meglio ribadire, per cui insieme al Consigliere Fabbri abbiamo ritenuto di poterlo introdurre e credo che sia da tutti condivisibile perché è una norma tecnica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Ha sopperito ad una lacuna, ha ragione, ma il problema non è quello, poi bisogna vedere cosa pensano a Roma di queste mozioni, perché noi, come sapete, sul terremoto non contiamo niente, la storia di queste settimane ci dice che contiamo meno di zero.
Il dramma sarebbe che nonostante queste istanze pervenute alla III Commissione ..., tutti i Sindaci dai più illuminati ai più tranquilli hanno indirizzato le loro critiche in questo senso, adesso bisognerà vedere l'Assessore Cesetti, che è una divinità, cosa riesce a fare a Roma con queste nostre istanze, perché se non ce la fa, Assessore, scenderà dal piedistallo, non sarà più una divinità ed io la chiamerò “Bisonni” oppure qualcun altro.
Assessore ora il problema è suo.

PRESIDENTE. Emendamento 199/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 199, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,00.



 

 
 
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