Resoconto della seduta n.5 del 24/11/2020

SEDUTA N. 5 DEL 24 NOVEMBRE 2020

La seduta inizia alle ore 10,40

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 5 del 24 novembre 2020. Do per letto il processo verbale della seduta n. 4 del 17 novembre 2020, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Commemorazione

Chiedo un minuto di silenzio per la scomparsa del Dott. Sebastiano Di Priolo fra i più importanti esponenti della Croce Rossa nazionale e regionale.

(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)

D’accordo con tutti i Presidenti dei gruppi dell’Assemblea legislativa, rinviamo al 15 dicembre, una migliore trattazione il tema della violenza contro le donne.
Questo è il nostro saluto per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni unite nel 1999, la cui ricorrenza cade domani, ad essa è seguita nel 2011 la convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta sulla violenza contro le donne, che l'Italia ha recepito con la legge 27 giugno 2013, n. 77, attuata in particolare con la legge 15 ottobre 2013, n. 119, la cosiddetta legge sul femminicidio.
La tematica particolarmente seria, anche in questi mesi di emergenza sanitaria non ha smesso di essere tragicamente attuale dal momento che il lockdown si è trasformato in un incubo per le vittime di violenza domestica, con i dati sui maltrattamenti cresciuti in maniera esponenziale e quelli sui femminicidi che non accennano a scendere.
Sono 60 i femminicidi commessi nel 2020 in Italia, l'ultimo il 13 novembre scorso, durante il lockdown della primavera scorsa le vittime di violenza che hanno chiesto aiuto sono state 2013, con un aumento addirittura del 59%, anche se le denunce sono diminuite dal 16,6 al 12,9%.
In questo stesso periodo il contrasto alla violenza di genere non si è fermato, il numero 1522 antiviolenza e stalking, i centri antiviolenza, le case rifugio sono rimasti attivi e le istituzioni hanno continuato negli interventi al contrasto ed alla prevenzione.
Resta tuttavia aperto un grande problema di conoscenza della reale diffusione rispetto a quanto rilevato dal sistema di prevenzione e assistenza di un fenomeno che la Commissione parlamentare monocamerale di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza in genere, istituita nel 2017, rinnovata nel 2018, ha definito: “un fenomeno strutturale fortemente radicato che si combina con la diffusione di stereotipi di genere”.
Come sapete, la Regione Marche si è dotata da molto tempo di una legge in proposito, la legge regionale n. 32/2008 “Interventi contro la violenza sulle donne”, aggiornata dalla legge regionale 32/2014 “Sistema regionale integrato dei servizi sociali e tutela della persona e della famiglia”, con l'approvazione del Protocollo d'intesa interistituzionale avente a oggetto “La rete regionale di violenza delle Marche, azioni integrate per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere”, stipulato nel 2017, con la delibera di Giunta regionale 1631 del 2018, sugli indirizzi attuativi dell'articolo 11 della legge 32/2008, si è messo in campo una programmazione che giunge a scadenza entro l'anno corrente: il 31 dicembre 2020.
Analogamente a livello nazionale con la presente annualità termina il piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, 2017/2020, previsto dalla legge 119/2013.
Siamo quindi nelle condizioni di poter fare un punto circostanziato di prospettiva in una prossima seduta del Consiglio da tenersi non appena saranno espletati i passaggi propedeutici alla presentazione in Aula dei relativi atti, si parla della giornata del 15 dicembre prossimo.
Le Marche non sono una regione esente dalle problematiche su cui questa giornata ci invita a riflettere e ad agire, la violenza domestica, quella assistita, che ha per spettatori e vittime anche i figli, con il rischio della trasmissione intergenerazionale della violenza, lo stalking, i maltrattamenti, le molestie, i ricatti anche sul lavoro.
In Italia secondo i dati Istat oltre 1,2 milioni di donne, l'8,5% del totale, hanno subìto forme di violenza o di ricatto sessuale sul posto di lavoro.
E’ importante quindi che questa giornata parli soprattutto alle donne vittime di violenza perché trovino il coraggio di denunciare le sopraffazioni, di chiamare il 1522, l'apposito numero verde, di rivolgersi ad un centro antiviolenza, non bisogna avere paura di chiedere aiuto, né tanto meno per paura si deve ritornare sui propri passi, giacché la violenza è una violazione dei diritti umani, la libertà più grande è questo diritto.
Informazione, ruolo dei media, prevenzione, educazione parità tra i sessi, formazione delle figure professionali, assistenza materiale e psicologica, sostegno economico, percorsi di inserimento lavorativo e di ricostruzione di una vita degna, rilocazione degli uomini che maltrattano, sono questi i temi su cui confrontarsi, destinando a tutto ciò risorse congrue.
I prossimi mesi, così densi di incertezze per le ricadute sociali e occupazionali della pandemia, possono produrre un effetto moltiplicatore del deterioramento dei rapporti interpersonali. Bisogna essere pronti per prevenire, unendo le forze di tutti i protagonisti, istituzioni, forze dell'ordine, sistema giudiziario, sistema sociale e sanitario, mondo della scuola e del volontariato, per far sì che le donne non siano tra i soggetti più esposti e perché da questa crisi si possa uscire, uomini e donne insieme e possibilmente migliori.
Grazie per la vostra attenzione e grazie perché tutti insieme abbiamo dedicato, come Assemblea legislativa della Regione Marche, questo momento per la giornata di domani, poi ci torneremo sopra nel Consiglio del 15 dicembre.

Sull’ordine del giorno

In relazione all'ordine del giorno, che voi avete e che vi è stato distribuito, propongo di mettere in votazione l'iscrizione della proposta di legge n. 6/2020 ad iniziativa della Giunta regionale, presentata in data 20 novembre, concernente: “Ulteriore sostegno finanziario alle micro e piccole imprese. Modifiche alla legge regionale 10 aprile 2020 n. 13 (Misure urgenti per il sostegno alle attività produttive e al lavoro autonomo a seguito dell'emergenza epidemiologica Covid 19)”.
La proposta di legge è stata già portata nella competente Commissione, sono stati nominati i due relatori, di maggioranza e di minoranza, è stato portato a termine l’iter procedurale, quindi, ai sensi dell'articolo 48, chiedo che sia inserita nell'ordine del giorno, in particolar modo, vi chiedo di inserirla al punto 6 bis, in fondo all'ordine del giorno, proponendo come termine temporale le ore 12 di oggi per la presentazione di eventuali emendamenti.
Iscrizione della proposta di legge n. 6. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Interrogazione n. 9
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Stoccaggio di fanghi presso ex area Fantasy Word a Torrette di Fano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 9 del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Rossi per questa interrogazione che ritengo opportuna per la sua importanza, ma mi fa anche ripercorrere in parte la mia storia di amministratore perché questa è una vicenda che ha riguardato l'attività di quando ero Sindaco a Fano nel 2000. I problemi relativi al dragaggio del porto, purtroppo, sono un dramma oggi come lo erano all'epoca.
Nel 2008 firmammo una convenzione tra Regione Marche, i vari Comuni di Fano, Civitanova Marche, Senigallia, Numana, che avevano l'esigenza di fare dei dragaggi, il Ministero, l'Ispra, eccetera, per la realizzazione in Ancona di una cassa di colmata, che potesse accogliere i fanghi di questi porti che erano già intasati all'epoca, parliamo, ripeto, del 2008.
Portata avanti questa convenzione la cassa di colmata per una serie di vicissitudini non venne mai realizzata in quegli anni e di conseguenza in più occasioni dovemmo fare dei dragaggi di emergenza, addirittura portando quantità nella stessa discarica di Monteschiantello a Fano, con costi enormi.
Nel 2012, per l'ennesimo rinvio nella realizzazione della cassa di colmata e per l'esigenza di ingresso e uscita dei pescherecci dal porto di Fano, sperimentammo insieme alla Regione una metodologia diversa di deposito di questi fanghi, in un terreno fuori del porto, era una delle prime volte che avveniva, forse l'unica a livello nazionale. E’ stata individuata una zona che doveva essere di proprietà comunale, vicina al mare, fuori dal porto, perché queste aree fino ad allora si potevano ricavare all'interno delle aree portuali, ma noi a Fano non avevamo più spazi, li avevamo già utilizzati. Quindi, doveva essere una zona vicino al mare ed edificabile, non un terreno agricolo e noi la individuammo nell'area di Fantasy Word di proprietà comunale a Torrette di Fano, era un deposito temporaneo, i fanghi dovevano stare lì giusto il tempo per poi essere spostati nella cassa di colmata, era appunto il 2012, ma la cassa di colmata non venne ultimata e noi depositammo lì quei fanghi.
Arrivò il 2013, non venne realizzata e prorogammo questa convenzione, questa attività, nel 2014 io terminai il mio mandato di Sindaco e la nuova amministrazione si insediò dicendo che avrebbe immediatamente risolto la questione, anche perché precedentemente mi aveva fortemente criticato per questa scelta. Siamo nel 2020, i fanghi sono ancora lì perché la cassa di colmata nel frattempo non è mai stata terminata.
Nel 2018 era pronta la cassa di colmata di Ancona e sono state riprese le convenzioni.
Oggi l'Autorità portuale ha effettuato una gara che è scaduta il 20 di ottobre, quindi siamo nella fase di predisposizione della Commissione che deve giudicare le offerte, cosa prevede questa gara? Prevede che l'Autorità portuale, a questo punto, avendo terminato e collaudato nel 2018 la cassa di colmata, finalmente dovrà spostare i fanghi e trasferirli lì.
Questo vale per Fano Fantasy Word, per Numana area interna al porto, per Fano area interna al porto, si dovrebbe, uso il condizionale per precauzione, in qualche modo dare finalmente questa risposta.
Sono 12 anni che si attende lo spostamento di questi fanghi, di conseguenza io voglio essere molto ottimista nel pensare che la gara è terminata, le offerte sono arrivate, si sta predisponendo la Commissione che le valuterà, entro l'inizio del 2021 dovrebbe essere aggiudicata la gara e presumibilmente, entro la primavera, uso il termine come stagionalità, quindi nei primi mesi del 2021, i fanghi di Fantasy Word, di Numana e del porto di Fano dovrebbero essere trasferiti e le tre aree dove sono attualmente depositati dovrebbero essere finalmente bonificate, non sono inquinate, devono essere rimossi i fanghi, portati alla cassa di colmata e ristabilite le zone così come erano inizialmente.
Mi fa piacere questa sua interrogazione perché il problema, ammesso che io l'abbia creato all'epoca, oggi lo stiamo risolvendo, ma non ho creato un problema all’epoca, ho consentito l'accessibilità al porto di Fano, che altrimenti sarebbe stato chiuso per le attività della pesca e della nautica in genere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Assessore, non avevo dubbi che la sua risposta sarebbe stata precisa e puntuale, la ringrazio a nome mio personale ed anche degli amici di Marotta, che da tempo, come ben sa, si pongono dei quesiti su questa vicenda.
Sono sicuro che vigilerà che tutto proceda bene ed in futuro si risolva questo problema. Grazie.

Interrogazione n. 19
ad iniziativa della Consigliera Casini
“Situazione pandemia da Covid 19 in Area vasta 5 e applicazione del Piano pandemico”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 19 della Consigliera Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Con l'interrogazione n. 19 del 2020 la Consigliera Casini ha chiesto una serie di chiarimenti sulla situazione pandemica nell’Area vasta 5, devo rispondere a molti punti, quindi, Presidente, le chiedo qualche minuto in più per poter fornire una risposta congrua.
La Consigliera Casini chiede se si è provveduto a informare tutti i reparti e tutti i dipendenti dell'obbligo di applicazione del piano pandemico regionale, del Peimaf, redatto l’1 ottobre del 2020 e di tutte le modifiche eventualmente ad esso apportate, se i contenuti dei Peimaf siano stati concordati con il Consiglio di direzione e in quale data.
Nell'anno 2009 è stato redatto dalla Direzione medica ospedaliera il piano Peimaf specifico per la pandemia e tutte le revisioni sono state effettuate ogni anno fino al 2017, dal mese di febbraio 2020 la situazione pandemica del Covid 19 ha superato ogni aspettativa prevista dal piano pandemico e, pertanto, tutte le iniziative sono state condivise con il Direttore di area vasta e tutti i Direttori delle Unità operative in riunioni specifiche e in alcune di queste sono stati redatti anche i verbali.
Nel maggio del 2020, in relazione alla documentazione prodotta è stato messo a punto il Peimaf specifico di rischio pandemia 19, fase 5 e fase 6, per essere pronti ad attuarle nelle evenienze previste dal piano stesso.
Ovviamente ogni revisione è stata pubblicata sulla rete intranet aziendale e l'ultima revisione è lì disponibile nel capitolo delle procedure. E’ un piano che traccia una linea di condotta, tutte le decisioni sono state assunte nella cabina di regia e sono state rese note a tutti gli operatori attraverso la trasmissione dei verbali che rimangono a disposizione di chi li vuole consultare.
Si specifica inoltre che il percorso del Peimaf risulta specifico per il rischio da pandemia ed è quello tracciato nella delibera di Giunta regionale n. 523/2020, approvata il 5 maggio 2020.
Con il secondo quesito si chiede di conoscere in quale fase della classificazione del rischio del rapporto dell’Istituto superiore di sanità Covid 19 n. 33/2020 del 25 maggio 2020, allegato tabella B, la relativa probabilità di contagio si trova alla data odierna l’Area vasta 5.
L’Area vasta 5 ad oggi si trova nella fase di classificazione 6.1.A, che nella tabella del piano corrisponde ad una probabilità di contagio alta e ad una trasmissione diffusa non gestibile con misure locali. Questa fase è stata individuata sin dal 5 settembre 2020, quando lei Consigliera era ancora in carica.
Sul terzo punto, quali fasi del Peimaf dell’Area vasta 5 sono state dichiarate e in quali date dalla Direzione medica ospedaliera e le conseguenti azioni ad esso conformi attivate per ogni step e le relative modalità di comunicazione degli operatori.
Nel Peimaf specifico rischio pandemia è riportata la classificazione richiesta in forma chiara. Nel mese di giugno la Direzione medica ospedaliera con nota a tutte le unità operative ha dichiarato la fase n. 6.2.B probabilità di contagio molto bassa. Alla fine di luglio sono stati diagnosticati nuovi casi importati a cittadini stranieri e italiani rientrati da Paesi esteri. La conseguenza è stata l'individuazione e la dichiarazione della fase 6.2.A, con probabilità di contagio bassa. Alla fine del mese di agosto, come le è noto, con l'aumento dei casi autoctoni siamo entrati nella fase 6.1.B, trasmissione gestibile con misure locali. In data 5 settembre ci sono state richieste di ricoverare pazienti ed è stata attuata la fase B della delibera di Giunta regionale 523/2020, che prevedeva, com'è noto, l'individuazione ed il ricovero dei pazienti nelle tre strutture per infettivi. Successivamente sono state attivate, tra il 15 ottobre e il 15 novembre, le seguenti azioni, che corrispondono alla fase C della delibera di Giunta regionale 523 del 5 maggio 2020, in particolare sono stati individuati 18 posti letto, di cui alcuni di semi-intensiva nella pneumologia Covid di Ascoli Piceno, 30 posti letto a San Benedetto del Tronto nel reparto geriatria, 12 posti letto a San Benedetto del Tronto nella rianimazione Covid, 5 posti letto a San Benedetto presso la sezione semi-intensiva, infine, sono state anche attivate le sezioni OBI, osservazione breve e intensiva e la medicina d'urgenza pre-Covid ad Ascoli Piceno e a San Benedetto del Tronto.
Al momento attuale l'Area vasta 5 ha una trasmissione non gestibile con le sole misure locali, infatti, alcuni ricoveri di rianimazione vengono inviati in altri ospedali sotto la supervisione dell'Asur, in particolare nell'ospedale dell’Azienda Marche Nord.
Il quarto punto, quali sono i motivi della non separazione dei due ospedali (San Benedetto del Tronto Covid - Ascoli Piceno no Covid).
La risposta è che sulla base dell'esperienza della prima fase emergenziale, si è ritenuto di avere una particolare attenzione a tutte quelle attività, specie quelle di prevenzione e di controllo, la cui sospensione avrebbe potuto nuocere ai cittadini, infatti non sono state sospese le attività ambulatoriali e di ricovero, in particolare, sono state sospese le attività non urgenti: quelle chirurgiche mediche programmate, il day hospital, il day surgery, l'attività ambulatoriale programmabile, a tal fine sono stati assicurati gli interventi di ricovero in classe A e per neoplasie, gli interventi di emergenza urgenza, la traumatologia e l'attività di day hospital e quelle ambulatoriali che non possono essere procrastinate.
Per il mantenimento delle attività i due stabilimenti ospedalieri restano puliti per tutte le unità operative di ricovero e nei settori ambulatoriali diretti a garantire il buon andamento dell'attività sanitaria.
I percorsi attivati in accordo con il Peimaf e la delibera di Giunta regionale n. 523 sono tutti completamente separati in quanto a sedi e percorsi.
Il quinto punto di interrogazione chiede per quale motivo non sono state chiuse e trasferite le sale operatorie dei reparti di chirurgia generale e ortopedia dal “Madonna del Soccorso” al “Mazzoni”, come fu fatto tempestivamente a marzo (alla luce della carenza/mancanza di posti “puliti” in rianimazione San Benedetto del Tronto) anche al fine di avere a disposizione un maggior numero di personale e di evitare possibili promiscuità nei percorsi.
La risposta che viene fornita è la seguente: il Peimaf non fa menzione di una chiusura, ma solo di attivare posti letto e percorsi Covid 19, i reparti di chirurgia generale e ortopedia del “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto, durante la prima fase, sono stati chiusi per assenza di altro personale da impiegare, non per i percorsi. Con la popolazione in lockdown i soli posti letto chirurgici del servizio ospedaliero del Mazzoni di Ascoli Piceno non sarebbero stati sufficienti.
Sul punto 6 chiede quali sono le motivazioni della revoca dell'ordine di servizio con cui sembrerebbe si fosse deciso (come a marzo) il trasferimento del reparto di oncologia da San Benedetto del Tronto ad Ascoli Piceno, azione importante per tutelare i pazienti spesso immunodepressi.
La risposta è che i pazienti e il personale sanitario tutto hanno chiesto di poter trovare una soluzione che non creasse ulteriore disagio all'utenza, tanto critica e delicata, la Direzione medica di presidio prontamente ha trovato un'altra soluzione temporanea, che ha consentito di evitare il trasferimento senza rischio aggiuntivo per poter restare presso la sala del servizio ospedaliero di San Benedetto del Tronto.
Il settimo quesito dell'interrogazione chiede a tal proposito, se corrisponde al vero, ciò che è stato riportato dalla stampa, di un'ingerenza del Sindaco di San Benedetto del Tronto nei confronti della Giunta, finalizzata alla modifica delle decisioni assunte dalla Direzione di Area vasta 5, conformemente al piano pandemico, notizia apparsa su alcuni organi di stampa.
La risposta naturalmente non corrisponde al vero, nel senso che né il Sindaco, né l'Assessore, che è organo di indirizzo politico … La Giunta regionale esplicita il proprio potere attraverso gli atti, quindi solo attraverso le delibere di Giunta regionali.
Sul punto 9, la Consigliera Casini chiese se l'attivazione della RSA Covid di Ripatransone sia prevista nel piano pandemico e nel Peimaf Area vasta 5 e in caso contrario mediante quale atto amministrativo sia stato autorizzata in deroga ai suddetti piani.
La risposta è che l'attivazione della RSA Covid di Ripatransone non è prevista nel piano pandemico, ma nel piano delle attività territoriali dell'Asur, ed è stata richiesta e autorizzata in deroga ai suddetti piani dalla Direzione sanitaria Asur Marche. Il piano pandemico, come precedentemente precisato, è una guida che va applicata, ma la sua applicazione pedissequa non può mai andare contro la salute dei cittadini e di questo l’Azienda evidentemente se ne assume la responsabilità.
Con il punto 10 dell’interrogazione la Consigliera Casini chiede nel caso la RSA Covid di Ripatransone fosse stata attivata, se sia fornita di gas medicali e quale sia la dotazione di personale (numeri e figure professionali) e dove saranno ricoverati gli attuali ospiti, anche alla luce della carenza di posti liberi nelle altre RSA del territorio. La risposta è che a tutt’oggi, stante la mancanza di personale sanitario (n. 6 infermieri e 9 OSS), la struttura RSA Covid di Ripatransone non è stata ancora attivata, tutti gli ospiti ricoverati presso la stessa sono stati accolti dalle altre Aree vaste con livello assistenziale adeguato o superiore, la stessa è fornita di gas medicinali adeguati.
L'undicesimo punto dell’interrogazione chiede quali strutture pubbliche e private hanno ad oggi pazienti Covid ricoverati/ospitati nell’Area vasta 5 ed il loro numero.
La risposta è che nelle strutture afferenti il Distretto sanitario di San Benedetto del Tronto non risultano ad oggi pazienti ricoverati ed ospitati presso strutture pubbliche o private, nelle strutture del distretto sanitario di Ascoli Piceno risultano ad oggi pazienti ricoverati presso le seguenti strutture: Coser “La mia casa di Ascoli Piceno” nessun positivo; Istituto Bergalucci n. 4 pazienti totalmente asintomatici, Residenza protetta Sanitas n. 13 pazienti Covid positivi e 2 operatori.
Al dodicesimo punto dell’interrogazione la Consigliera Casini chiede se sia possibile l’utilizzo della Murg, la medicina d’urgenza, dell'Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno anche con pazienti intubati.
La risposta è la seguente: l'utilizzo della medicina d'urgenza del Servizio ospedaliero Mazzoni di Ascoli Piceno non è consentito per pazienti intubati, stante però lo stato di emergenza in corso alcuni pazienti sono stati intubati con adeguata assistenza di anestesisti medici e infermieri e in considerazione della mancanza di posti presso l'Area vasta 5 e presso altri plessi ospedalieri si è in attesa di autorizzazione al trasferimento.
Per quanto riguarda il punto 13, se sono stati attivati tutti i 30 posti nel reparto di medicina del Madonna del Soccorso, perché ne risultano solo 15 disponibili (sembrerebbe a causa della carenza del personale).
La risposta è che la medicina Covid del Servizio ospedaliero di San Benedetto del Tronto è stata attivata in data 16 novembre, con l'utilizzo di soli 15 posti letto su 30, e questo è avvenuto per la mancanza di personale infermieristico. L'apertura di ulteriori 15 posti letto potrà avvenire solo col la presa in servizio delle n. 12 unità infermieristiche necessarie all'avvio del percorso, in particolare, in esecuzione della determina 648 del 16 ottobre 2020, sono state reclutati a tempo determinato n. 12 infermieri, di cui 9 unità prenderanno servizio in data 1 dicembre e le restanti n. 3 sono in attesa della concessione dell'aspettativa da parte dell'ente di appartenenza. Ad ogni buon conto, alla data del 20 novembre i posti disponibili sono 4.
Con il quattordicesimo punto dell’interrogazione la Consigliera Casini chiede di conoscere le cause che hanno determinato il cluster della medicina donne del Mazzoni e le azioni intraprese per evitare la diffusione del virus.
La risposta è che evidentemente il cluster è partito dal personale sanitario, principalmente per contatti in ambito familiare, si deve precisare che i corsi di formazione sulle precauzioni da adottare nella prevenzione della trasmissione dell’infezione Covid sono stati eseguiti in Area vasta già dal mese di marzo, come le è noto, e sono stati forniti dei video con tutte le modalità di vestizione e svestizione in dotazione presso tutte le unità operative.
Con il quindicesimo ed ultimo punto dell’interrogazione la Consigliera Casini chiede quali sono state le motivazioni per cui nell'Area vasta 5 è presente una sola ambulanza Covid dedicata per coprire tutto il territorio provinciale.
La risposta è che tale affermazione in realtà non corrisponde al vero e l'ex Assessore dovrebbe conoscerlo bene questo argomento. Infatti, tutti i mezzi di soccorso di base, i mezzi di soccorso intermedio e i mezzi di soccorso avanzato delle sette postazioni e del 112 hanno apposito equipaggio con la protezione Covid, sono altresì attive presso il territorio dell’Area vasta 5 le associazioni quali la Croce Verde, la Croce Rossa Italiana, la Croce Verde di San Benedetto del Tronto, che garantiscono turni aggiuntivi. A richiesta sono disponibili dal territorio dell’Area vasta 4 ulteriori mezzi dedicati messi a disposizione dalla Croce Verde di Porto San Giorgio, dalla Croce Verde di Valdaso e dalla Croce Verde di Porto Sant’Elpidio a Mare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Come l'altra volta avrei preferito che mi rispondesse al primo quesito: “Si, viene applicato il piano pandemico” e conseguentemente il Peimaf. In realtà dalle sue risposte si evince esattamente il contrario. Ora, credo che la non separazione dei due ospedali, che è chiaramente scritta all'interno del piano pandemico, che voi avete riapprovato il 30 ottobre di quest'anno, ritenendolo coerente con le condizioni epidemiologiche della regione Marche, debba essere applicata.
Lei mi ha risposto alcune cose sulle quali io potrei ribadire, che fanno parte della sua funzione di indirizzo e di controllo, Assessore.
Conosco bene la situazione dell'ospedale di Ascoli Piceno e dell'ospedale di San Benedetto del Tronto ed era chiaro che le strutture fossero separate.
Lei mi parla dell'oncologia, che era stata trasferita ad Ascoli proprio per tutelare i pazienti e questo non è stato fatto. Con quale atto, mi sarebbe piaciuto sapere, è stato autorizzato il trasferimento degli ospiti dalla RSA di Ripatransone, per una settimana. Sul Gores giallo è apparso il numero di 20 pazienti ricoverati a Ripatransone e lei oggi ci dice che non c'è ancora il personale ed io le consiglio di controllare anche la presenza dei gas medicali perché a tutt'oggi mi risulta, da un articolo di giornale, ma credo che siano informati anche loro, che i bomboloni non sono stati ancora impiantati.
Quindi io le chiedo di fare un controllo, perché ci sono atti che non vengono rispettati, lei indignato mi dice che non è vero che l'oncologia non è stata spostata per pressioni del Sindaco di San Benedetto, io le credo, però i virgolettati dichiarati dal Sindaco di San Benedetto in data 8 novembre su tutti i giornali, on line e non on line, dicono esattamente il contrario.
Quindi io non vorrei, visto che lei non mi ha detto per quale motivo e se è vero che è stata annullata una determina dirigenziale che era stata già firmata e predisposta per il trasferimento, ora, una volta per tutte, voglio ripetere che io non ho nessun interesse a far diventare l'ospedale di San Benedetto del Tronto Covid, piuttosto che quello di Ascoli Piceno, perché non è una mia competenza, è una competenza squisitamente tecnica, ma il fatto che ci siano stati 150 contagi tra gli operatori ospedalieri e che questo crei dei gravissimi disservizi è una cosa nota a tutti. Raccontare ai cittadini che c’è una RSA aperta nel Piceno con 20 ospiti, spostare tutti gli anziani in fretta e in furia, come se fossero pacchi postali e mandarli …, guardi, o lei ha letto male o le hanno scritto una cosa sbagliata, non sono stati spostati nelle altre Aree vaste, ma sono stati spostati all'interno dell'Area vasta n. 5, seppure in altre strutture, di fatto coprendo tutta la possibilità di ricovero nelle RSA e ancora non si parte, ancora non si sa che personale avremo.
Altra questione le sale operatorie. Gli ambulatori furono chiusi a marzo e fu trasferito tutto ad Ascoli Piceno, si poteva fare il contrario, potevate decidere il contrario, potevate il 30 ottobre modificare il piano pandemico e dire che non si dovevano separare le funzioni degli ospedali, ma sentirmi rispondere in maniera così raffazzonata e così poco puntuale e chiara, perché non è stato nominato un atto nelle risposte che lei mi ha dato, poi magari controllerò e vedrò dai verbali, non esiste un atto, Assessore, e lei deve controllare gli atti e deve controllare che le cose che vengono dichiarate, che lei poi legge, siano corrispondenti al vero, perché non è sempre così.
Nella Murg sono state ricoverate delle persone per più giorni e in medicina, da quello che so io, ma potrei sbagliare, spetta a lei il controllo, si è sviluppato il cluster perché sono stati ricoverati due pazienti Covid per più giorni in un reparto che doveva essere pulito. Rispetto alle ambulanze, anche lì niente giochetti, perché un'ambulanza Covid è una cosa, mentre le ambulanze che possono essere utilizzate per i trasporti e sanificate sono un’altra cosa.
Queste sono risposte che mi fanno ancora più preoccupare e che danno una visione plastica della confusione che in questo momento regna nell’Area vasta 5, non a caso i contagi degli operatori aumentano e le condizioni, non solo degli operatori ma anche dei pazienti, sono al limite, quindi non mi ritengo soddisfatta.

Interrogazione n. 11
ad iniziativa del Consigliere Ciccioli
“Procedura aperta per l’affidamento del servizio di vigilanza armata e servizi correlati per le amministrazioni della Regione Marche - gara Simog n. 7715821 decreto aggiudicazione n. 243 del 5 novembre 2020”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 11 del Consigliere Ciccioli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Grazie, Presidente. La risposta, in realtà, vista la natura prettamente tecnica del quesito mi vede tenuto a leggere quanto stabilito e quanto riferitomi dal dirigente che si occupa della Suam della nostra Regione e che rispetto all'interrogazione posta dal Consigliere Ciccioli mi riferisce quanto segue.
Preliminarmente occorre illustrare che il servizio di vigilanza armata risulta compreso fra le categorie merceologiche individuate dal d.p.c.m. 11 luglio 2018 in relazione alle quali è precluso alle stazioni appaltanti di procedere in maniera autonoma, obbligandole a ricorrere al soggetto aggregatore regionale di riferimento.
Questa stazione appaltante, con decreto n. 112 del 27 maggio 2020, ha provveduto a nominare la Commissione giudicatrice sulla base delle indicazioni pervenute dai provveditorati di tre stazioni appaltanti del territorio regionale. Il decreto è stato pubblicato sul sito istituzionale nella stessa data e la Commissione giudicatrice risulta composta dai seguenti membri: il Presidente è il direttore della U.O. supporto area acquisti e logistica dell'Area vasta dell’Asur Marche, i due componenti sono: la P.O. supporto amministrativo e area giuridica gestione attività edili e impianti dell'azienda Ospedali Riuniti di Ancona e la funzionaria del provveditorato, economato e sicurezza sui luoghi di lavoro della nostra Giunta regionale.
Com'è noto l'articolo 77, comma 1, del decreto legislativo 50/2016, il codice dei contratt,m prevede: “nelle procedure di aggiudicazione di contratti di appalti o di concessioni, limitatamente ai casi di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico ed economico è affidata ad una Commissione giudicatrice composta da esperti nello specifico settore a cui afferisce l'oggetto del contratto” e mi pare che l’interrogante proprio su questo si soffermasse.
Orbene, la giurisprudenza del Consiglio di Stato interpreta in modo costante il requisito dello specifico settore cui si riferisce l'oggetto del contratto, nel senso che la competenza ed esperienza richiesta ai Commissari deve essere riferita ad aree tematiche omogenee e non alle singole specifiche attività oggetto dell'appalto.
In tal senso si è ripetutamente precisato che la disposizione non impone, a detta del nostro funzionario, che l'esperienza professionale di ciascun componente copra tutti gli aspetti oggetto della gara, potendosi le professionalità dei vari membri integrarsi reciprocamente in modo da completare ed arricchire il patrimonio di cognizione della Commissione, purché idonee nel loro insieme, ad esprimere le necessarie valutazioni di natura complessa, composita, eterogenea.
Da ultimo, secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, il codice dei contratti pubblici non richiede una perfetta corrispondenza tra la competenza dei membri della Commissione, anche cumulativamente considerata, e i diversi ambiti materiali che concorrono alla integrazione del complessivo oggetto del contratto - evito la recita di tutte le sentenze, per amore di brevità, sennò il Presidente Latini giustamente mi accuserebbe di lungaggine - tanto premesso non si può ragionevolmente affermare che l'articolo 77 del codice degli appalti sia stato disatteso, in quanto i componenti della Commissione sono professionisti di prim'ordine e sono stati indicati dagli uffici delle stazioni appaltanti che gestiscono il contratto di vigilanza armata, si tratta delle maggiori stazioni appaltanti del territorio regionale: Regione Marche, Asur Marche, Azienda Ospedali Riuniti.
Questo ufficio, peraltro, non è a conoscenza di strutture deputate unicamente alla gestione del contratto di vigilanza armata, ne è emersa una caratterizzazione differente da quella proposta dal soggetto aggregatore della Regione Marche e dalla consultazione dei profili dei Commissari nominati in gare identiche da altri soggetti aggregatori di altre Regioni o da altre importanti stazioni appaltanti.
Infine, il ricorso a professionalità esterne, oltre a costituire una spesa evitabile per codesta stazione appaltante, sarebbe stato assolutamente illogico in quanto i componenti della Commissione hanno avuto esperienza nel settore, essendo dipendenti, nello specifico, un direttore, un responsabile di P.O. e un funzionario, dei tre provveditorati sopra richiamati ed hanno senz'altro piena cognizione di tutti gli aspetti, gli elementi, le tematiche di cui si compone l'oggetto contrattuale.
Non può che affermarsi che i Commissari hanno avuto modo di confrontarsi nella loro esperienza lavorativa con i diversi ambiti materiali che concorrono alla integrazione del complessivo oggetto del contratto di che trattasi e ricoprono o hanno ricoperto posizioni professionali che, seppur non sovrapponibili esclusivamente con l’oggetto dell'appalto, sono state ritenute perfettamente idonee ed adeguate al fine di ricoprire l'incarico assegnato.
La procedura in questione risulta essere stata giudicata in via non efficace, visto che sono in corso le verifiche sul possesso dei requisiti, ai seguenti operatori economici: Lotto 1 Italpol Vigilanza Srl di Roma, lotto 2 Fenice Security Service di Fano, lotto 3 raggruppamento temporaneo d'impresa Vigilanza Picena di Ascoli Piceno.
Da ultimo, occorre notare che nessuna contestazione è pervenuta a questa stazione appaltante, né in fase di gara, né prima dell'aggiudicazione della procedura di gara, con riferimento alla Commissione giudicatrice, nonostante il decreto di nomina della Commissione giudicatrice sia del 27 maggio 2020.
Per le ragioni suesposte, non si ravvedono elementi per sospendere alcuna attività propedeutica all'aggiudicazione dell'appalto, né di procedere all'annullamento in autotutela della procedura di gara, azioni tese unicamente a prolungare i contratti in essere con gli attuali fornitori delle stazioni appaltanti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie Presidente. Giustamente l’Assessore Castelli, che è persona molto avveduta e lungimirante, unanimemente riconosciuta, fa parlare il funzionario addetto della Regione. In realtà, il funzionario addetto non sa, forse per non conoscenza, ignoranza nel senso di non conoscenza, che c'è una sentenza del Tar Lazio - tutti sanno che il Tar Lazio fa scuola perché ci si ricorre per i provvedimenti amministrativi centrali - che in data 18 aprile 2016 afferma esattamente il contrario e dice che le Commissioni devono essere composte da esperti nello specifico settore in cui afferisce l'oggetto del contratto (sentenza del Tar Lazio del 24 novembre 2016, n. 11100).
Questo è quanto, ma secondo me qui …, perché un conto è la teoria e un conto è quello che succede nella pratica. L'affidamento per ora provvisorio, non efficace, comporta un aggravio dei costi, ma il criterio dei costi non è l'unico, com'è noto, nell'aggiudicazione degli appalti, si tratta di una gara europea, e via di seguito, ma si dimentica che per esempio - proprio perché le persone componenti la Commissione non conoscono, cito un caso che conosco in quanto fino a qualche giorno fa dirigevo un Dipartimento specifico, che si occupa anche della distribuzione dei farmaci, in particolare di sostanze stupefacenti, il metadone, quindi è un servizio che ho frequentato - la vincitrice non ha l'autorizzazione a trasportare questo tipo di sostanze.
Lo stesso vale per i soldi perché in questo appalto c’è il trasporto valori che comporta una serie di licenze, che non ha, non ha il personale, anche se è chiaro che il personale è assumibile nel momento in cui uno vince una gara, non ha la licenza ad Ancona, la può chiedere, ma ci troviamo di fronte a quelle situazioni in teoria, vorrei ricordare l'appalto sempre in sanità, perché sono quelli che conosco, per la somministrazione dei pasti in un grande ospedale, la ditta che se lo è aggiudicato ha fatto poi delle forniture talmente scadenti che c'è stata una protesta generalizzata dei degenti che l'amministrazione e la direzione ospedaliera hanno dovuto ovviamente provvedere altrimenti. Quindi le Commissioni nella valutazione dovrebbero da una parte considerare l’aspetto squisitamente tecnico e dall'altra, proprio perché è riservato del punteggio, le conseguenze.
Io sono favorevole alla competizione e al libero mercato, non alla difesa di aziende, anche locali, ci può essere chi viene e porta un valore aggiunto, quando questo non succede la situazione mi lascia perplesso.
Comunque, sarà oggetto di valutazioni ulteriori, so che è stato presentato un ricorso al Tar, con ampia documentazione, come previsto dal diritto, però credo che non si possa andare sempre in contenzioso, la Regione Marche ha una storia di contenziosi estremamente esagerata, non è quantificato neanche nel bilancio, sono andato un po' a vedermi quant'è il peso dei contenziosi e non si riesce a stimare l'impatto sul bilancio della sconfitta negli eventuali giudizi. Invece di arrivare ai giudizi sarebbe molto utile prevenire il contenzioso, come in questo caso, con una Commissione che affida punteggi che in un’altra azienda, che aveva fatto un bando di concorso, sono doppi o tripli. E’ un po' quello che succede, mi dispiace dirlo, trattandomi di persona specifica nel campo, nei concorsi per i medici negli ospedali in cui magari il più titolato, il più esperto, il più meritevole ha il massimo dei voti e dei punteggi nei titoli di carriera, nei titoli accademici, nell'anzianità di servizio, nello scritto, ma poi per fargli perdere il concorso si valuta al minimo l'orale, cosa che è molto frequente, ahimè, nei percorsi sanitari, prassi che secondo me non è assolutamente corretta, le cui conseguenze vengono pagate dai pazienti nel caso della sanità.
Qui abbiamo una Commissione che, non essendo esperta, spero in buona fede, non conosceva le cose perché ha dimenticato delle condizioni … Auspico che sia in buona fede, sennò uno dovrebbe ipotizzare altre cose e qui non voglio farlo. Mi auguro che tutto sia sanato in sede di pubblica amministrazione.

Mozione n. 3
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Commissariamento urgente del Comitato di Gestione dell’ATC PS1”
(Ritiro)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 3 del Consigliere Rossi.
Ha la parola l’Assessore Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. Ho una cartellina dedicata al Consigliere Rossi, che voglio ringraziare perché con la sua mozione, rinviata l'altra volta, c'è stata la possibilità di avviare una verifica amministrativa. Abbiamo chiesto gli atti dell'Assemblea oggetto della sua interrogazione, quindi è stata l'opportunità per l'Ufficio caccia di verificare, anche con l'Avvocatura, la gestione dell'ATC stessa e voglio comunicare, visto che l'altra volta ho preso l'impegno in Aula di verificare quell'attività, che il Presidente dell'ATC Pesaro 1 ha rassegnato le sue dimissioni.
Da un lato lo voglio ringraziare perché questo ci consente di avviare una verifica e una ulteriore fase di gestione dell’ATC stessa, fermo restando il dibattito interno e la possibilità di autogoverno di quell'ente che prevede un'Assemblea ed ha delle procedure standardizzate e di tipo civilistico, questo voglio chiarirlo, però l'amministrazione regionale ha in qualche modo un'attività di vigilanza che eserciterà nelle prossime settimane. Vorremmo verificare come l'Assemblea dell'ATC intende proseguire la propria attività di governo, quindi per noi è fondamentale che venga convocata l'Assemblea e che le componenti, che costituiscono quell'ente, quell'ambito territoriale, si pronuncino in merito a queste dimissioni e prendano le loro opportune decisioni.
Quindi, limiterei la nostra azione alla comunicazione al Consiglio delle dimissioni del Presidente, che voglio pubblicamente ringraziare, come ringrazio anche il Consigliere Rossi che ha acceso un faro su questa attività perché ci consente di andare in profondità, capire come è gestita e quali sono i provvedimenti idonei da prendere per il futuro, fermo restando che non do un giudizio sull'attività stessa, perché questa non mi appartiene come competenza, ma capiamo che ci sono delle criticità, soprattutto per le comunicazioni che ci arrivano da alcuni soci che fanno parte di quell'ambito, quindi, le chiedo di ritirare la mozione perché ha esaurito la sua funzione di sindacato ispettivo del Consiglio e le garantisco che nelle prossime settimane andremo in profondità nel verificare l'autogoverno di quell'ente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie. Assessore. Questo è sicuramente un risultato importante che fa seguito alle dichiarazioni nel precedente Consiglio, quindi la starò ad ascoltare, ritirerò questa mozione, però, resteremo alla “grella”, come si dice in termini venatori perché questa situazione comunque deve arrivare alla fine.
Auspichiamo, pur nelle libertà dell'ATC, che la questione si risolva e che l'intero Comitato di gestione si dimetta, facendo seguito anche alle indicazioni delle associazioni.
Tengo a precisare che la richiesta di questo commissariamento è una cosa quasi storica che mette insieme ambientalisti, cacciatori ed agricoltori. Voglio citare le associazioni che ne appoggiano la richiesta: Coldiretti, CIA, Confagricoltura, Liberi agricoltori, Federcaccia, Arcicaccia, Legambiente e Durc, sono tutte schierate a favore del commissariamento che spero all'interno dell'organo possa proseguire.
Ho voluto dare questo input che ha portato ad un primo risultato e, ripeto, ringrazio l'Assessore per questo, però staremo attenti affinché tutto si possa risolvere prima possibile ed in maniera definitiva.
Ringrazio l’Assessore per il suo interessamento puntuale e ringrazio anche gli altri colleghi che avrebbero appoggiato questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Sono d’accordo con il ritiro e prendo atto del lavoro di mediazione che ha fatto l'Assessore Carloni, che vuol portare a cambiare questo comitato di gestione palesemente inadeguato.
Ringrazio il Consigliere Rossi che ha evidenziato questo problema e l’ha portato alla luce, sollecitato, tra l'altro, non solo da quello che è successo all'interno del comitato di gestione con il voto contrario al bilancio, ma anche dagli agricoltori, dai cacciatori, dagli ambientalisti. Come ha detto il Consigliere Rossi, c'è una cattiva gestione nell'ambito dell’ATS 1 di Pesaro e lo vediamo nei risultati, ci sono cinghiali che non vengono abbattuti, che fanno danni da tutte le parti, provocano persino incidenti stradali. Proprio adesso ho avuto la notizia da un agricoltore dell'ennesimo incidente stradale avvenuto questa notte a 500 metri da casa sua, un’auto distrutta e pericolo per la salute di chi guida. Ci sono cinghiali che distruggono culture da tutte le parti, non si riesce ad essere puntuali nell'abbattimento di questi animali e, secondo me, se continuiamo a farlo al di fuori delle riserve e dei parchi non è sufficiente, bisogna abbatterli all'interno delle riserve e all'interno dei parchi, se continuiamo a farlo fuori non è sufficiente.
Un comitato di gestione che non ha accontentato nessuno, né i cacciatori, né gli agricoltori, né gli ambientalisti, deve, quindi, fare un passo indietro.
Bene, quello che si sta facendo per andare in questa direzione, grazie all'Assessore e grazie al Consigliere Ross, per aver portato alla luce un problema sentito e subìto dagli iscritti del nostro territorio, dagli iscritti della nostra provincia, che vanno dai cacciatori, agli agricoltori ed agli ambientalisti. C’è poi tutta la partita del risarcimento per i danni subìti dagli agricoltori che è estremamente elevata ed è anche questa molto importante. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che il Consigliere Rossi ha ritirato la mozione.
Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Rapidissimamente perché l'esito della mozione del Consigliere Rossi è stato efficace, ha prodotto il risultato, quindi, va benissimo.
Nel merito, il problema dei cinghiali sta colpendo in maniera grave le campagne, le coltivazioni, gli agricoltori e anche i singoli cittadini, proprio oggi c’è stato un grave incidente stradale per via dei cinghiali, non so se l'avete letto sul giornale, l'ennesimo incidente stradale che accade per colpa della riproduzione di questi animali che ormai è fuori controllo, che vede interessi contrapposti, quello degli agricoltori, dei cacciatori e dei commercianti di questi prodotti, però al primo posto deve essere messa la sicurezza, l'integrità delle persone e la sicurezza economica di coloro che portano avanti un'attività agricola.
Ecco, chiedo all'Assessore di predisporre un intervento articolato, chiaro, che possa essere efficace. Detto questo, esprimo la soddisfazione per l'esito della mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILO’. Solo per dire anche la Lega si associa a quanto detto da chi mi ha preceduto, dai Consiglieri Rossi e Ciccioli.
Faccio i complimenti all’Assessore per l'impegno, credo che l’attenzione vada data all’ambito regionale per la sicurezza dei cittadini e degli agricoltori.
Quindi, bene, si sta facendo un buon lavoro di controllo e di attenzione.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Carloni.

Mirco CARLONI. Ringrazio il Consigliere Rossi per aver accolto la mia richiesta
Voglio rispondere un attimo al Consigliere Cancellieri, che ha aperto un altro tema che è quello dei cinghiali. In questi giorni sono stato insieme alla Giunta abbastanza criticato per aver dato la possibilità ai cacciatori di mobilitarsi da un comune all'altro per raggiunge la propria squadra. Credo che questo debba in qualche modo essere spiegato a voi Consiglieri, la scelta di dare questa possibilità, condivisa col Prefetto regionale di Ancona, va nella direzione di una maggiore protezione stradale e di una tutela degli agricoltori, cosa che in qualche modo è all’avanguardia rispetto a tutte le Regioni d'Italia.

PRESIDENTE. Prima di passare la parola al Consigliere Mastrovincenzo una mozione d’ordine, se ritiriamo un atto non possiamo poi aprire una discussione, altrimenti impediamo un dibattito completo.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Mi ha anticipato, Presidente, volevo dire proprio questo, parlare di una mozione ritirata non ha senso, quindi chiedevo la sospensione di questo dibattito surreale. Grazie.

Mozione n. 7
ad iniziativa delle Consigliere Ruggeri, Lupini
“D.G.R. 523/2018, ipotesi di una clinica privata convenzionata a Chiaruccia di Fano”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 7 delle Consigliere Ruggeri, Lupini.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Mi spiace che in Aula non ci siano gli Assessori competenti, magari arriveranno, perché questo, come esattamente il punto della mozione che abbiamo approvato alla fine della seduta scorsa, è uno dei passaggi più importanti che riguarda la sanità della provincia da cui provengo.
Un passaggio rapido l’avevo fatto anche nel discorso di insediamento, ricordo di aver avuto l'attenzione anche del Presidente Acquaroli che mentre parlavo annuiva, quindi, la maggioranza sa che questo è un nervo scoperto della provincia pesarese.
Faccio brevemente uno storico, saprete che con la famigerata delibera di Giunta regionale n. 735 sono stati tagliati 99 posti letto nella mia provincia, questo tempo fa, con un progetto che ha portato nel giro di qualche anno, stiamo parlando del gennaio 2018, alla ricomparsa di posti-letto nella provincia di Pesaro. Nei mesi successivi è stato recepito il Protocollo d'intesa tra il Comune di Fano e la Regione Marche con una delibera con la quale sono stati previsti 50 posti letto di ortopedia nella clinica privata di Chiaruccia, come risarcimento del basso numero di posti letto che aveva la mia provincia. Questo ha creato all'interno della mia provincia un unicum, oserei dire, una situazione irrituale, perché ci sono 50 posti letto che sono stati congelati.
La provincia di Pesaro ha già una dotazione bassa rispetto a quello che richiede la legge per quanto riguarda i posti letto perché il decreto ministeriale 70 del 2015 prevede la soglia di 3,7 posti letto per mille abitanti comprensiva dei posti letto relativi agli acuti, invece se togliamo il saldo negativo della mobilità dei pazienti ed anche i 50 posti letto sulla carta per la clinica privata, abbiamo un saldo che è meno della metà di quanto previsto per legge, siamo a 2,49 contro il 3,7, quasi esattamente il 50% in meno. Questi posti letto poi riguardano una specialistica che era molto forte all'interno dell'ospedale Santa Croce che aveva, prima della costituzione dell’Azienda sanitaria Marche nord, nel reparto di ortopedia un'eccellenza del nostro territorio.
Oggi c'è un'alta mobilità passiva per gli interventi ortopedici di bassa e media complessità perché i nostri concittadini preferiscono andare a curarsi nella struttura di Cotignola, ma è anche vero che se questi posti letto tornassero alla sanità pubblica, probabilmente, questo fenomeno verrebbe ridotto.
Perché ho presentato questa mozione? Per capire quali sono le reali intenzioni di questa maggioranza, lo sapete perfettamente, da tempo chiediamo il potenziamento degli ospedali pubblici e riteniamo che questi 50 posti letto debbano tornare alla sanità pubblica. Se vedete il dispositivo della mozione è a maglie larghe, io sono di Fano, ma non ho voluto scrivere: “Dateci 50 posti letto a Fano”, anche se, al di là della possibilità che qualcuno mi tacci di campanilismo, credo che questa sarebbe la soluzione migliore, ma se ne parlerà insieme, spero, durante la redazione del nuovo piano socio-sanitario.
E’ anche vero che durante la costituzione di una nuova organizzazione sanitaria si potrebbero prendere in esame anche altre opportunità, altre possibilità e su questo bisognerà fare sicuramente una discussione ampia, però quello che a noi come Movimento preme è sapere se questa maggioranza ha intenzione di proseguire con il progetto avviato dal Partito Democratico, quindi passare da una sanità privata, che sia sostitutiva di quella pubblica e non integrativa, oppure se, come noi, ha l'idea che bisogna rafforzare la sanità pubblica. Purtroppo questi posti letto non sono stati utilizzati in piena pandemia perché sono fermi da quasi tre anni, ma possono essere ripristinati all'interno degli ospedali pubblici provinciali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Questo documento affronta un problema su cui, ovviamente, questo Consiglio si dovrà esprimere in forma compiuta.
Personalmente ritengo che sia giusto che nella revisione il piano socio-sanitario regionale, che è stato approvato a fine della vecchia legislatura, che non ha avuto efficacia, che nell'espressione del voto popolare è stato bocciato, debba essere ripensato.
Questo è quanto ha detto il nuovo Assessore alla sanità e questi sono gli atti che sono stati fatti e formalizzati dalla Giunta per la revisione del piano secondo nuove indicazioni e per il congelamento di quello in vigore. Quindi, su questo primo punto del documento della Consigliera Ruggeri mi riconosco.
Sul secondo punto del dispositivo ritengo che ci sia da discutere perché uno degli elementi più importanti del nuovo piano socio-sanitario è il rapporto tra sanità pubblica e privata.
Io sono portatore di un'esperienza personale e le esperienze personali hanno sempre degli aspetti ambivalenti perché uno sottolinea soprattutto ciò che fa parte della sua esperienza, ho lavorato per 36 anni nella sanità pubblica, che quindi rappresenta per me un faro, un punto di riferimento.
Questo non può essere, secondo me, messo totalmente in contrapposizione alla sanità privata, che svolge un ruolo anche interessante, importante, di sussidiarietà, primo, perché la sanità privata molto spesso riesce a dare dei servizi di buon livello, talvolta anche superiori al servizio pubblico su alcune specialistiche, non voglio dire di nicchia, però particolari. La sanità privata riesce a dare un servizio più accurato, a costi minori e senza liste d'attesa, quindi è una cosa da prendere in considerazione, non ci deve essere pregiudizio.
La sanità pubblica in genere si occupa delle grandi patologie e non avendo in assoluto un conto economico da rispettare, non fa questioni di risparmi. Qoualche incidente sanitario nelle strutture private è legato al conto economico, alla necessità del privato di far tornare i conti, di realizzare degli utili, mentre l'obiettivo della sanità pubblica non è fare utili, ma dare un servizio.
Potrei testimoniare che nel mio ambito, per esempio, quello della riabilitazione e delle strutture comunitarie, il privato sociale o il privato imprenditoriale dà talvolta servizi migliori e più accurati del servizio pubblico, invece nelle specialistiche, nelle discipline di grande impatto e di grande rischio, aggiungo, il rapporto è esattamente opposto, la sanità pubblica dà un servizio universale, accurato, garantisce rischi molto di più delle strutture private e spesso anche costi notevolmente più alti, quindi, secondo me, nel momento in cui si va ad affrontare il piano dobbiamo assolutamente congelare le decisioni che sono state prese recentemente.
Credo che creare 50 posti privati come compensazione alla chiusura di un ospedale pubblico non sia accettabile.
Detto questo, non significa che questi posti privati non possano essere realizzati, però, nell’ottica di una visione regionale, non sono d'accordo che ci sia un bilanciamento nello stesso luogo geografico tra pubblico e privato. Penso che bisogna avere una visione regionale più ampia, la sanità non può essere ristretta a un territorio, l'assistenza sanitaria può essere ristretta a un territorio, ma le cure, soprattutto quelle specialistiche, oggi di alta tecnologia …, abbiamo delle risorse che non abbiamo mai avuto in passato (mediche, scientifiche, tecnologiche), dobbiamo pensare ad un livello più alto, quindi nessun problema nel pensare che ci siano 50 posti privati in più, ma non può essere merce di scambio tra pubblico e privato, tra insediamento di un ospedale pubblico in un territorio rispetto ad un altro.
Credo che le decisioni debbano essere congelate, dico congelate, non totalmente annullate, ritengo che per fare una buona scelta … La scelta della clinica privata a Chiaruccia di Fano non è in linea con la revisione del piano, perlomeno è prematura, poi magari ci potrà anche stare, ma adesso è fuori luogo e nella revisione del rapporto tra pubblico e privato i 50 posti assegnati a questo progetto sono congelati. Va rivisto se sono utili assegnati in quel modo, oppure è utile recuperarli per il pubblico, o è utile spalmarli su un territorio più ampio. Questa potrebbe essere anche una revisione, non è detto che tutti i 50 posti serviranno per il servizio pubblico della provincia di Pesaro, potrebbero essere utilizzati anche in territori più ampi, in una visione policentrica.
Sottolineo, ma questo è un mio pensiero, che dovrà essere oggetto di confronto anche tra le forze politiche, prima di tutti di maggioranza, poi ovviamente in un atteggiamento aperto con l'opposizione, una sanità che sia focalizzata su pochi punti di grandissimo livello, di grandissima specializzazione, di grandissima eccellenza e una sanità policentrica nei territori perché non è possibile che nei territori, anche periferici, non ci sia la possibilità di avere accesso alle cure, soprattutto a quelle che non sono acute, che sono quantificabili in uno spazio ben preciso, cure croniche o di lungo periodo, di riabilitazione, che necessitano della presenza di strutture di questo tipo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Parlo a nome del gruppo della Lega, Consigliera Ruggeri, sul merito di questa mozione potremmo anche essere d'accordo, però penso che tutto debba essere ridiscusso con grande attenzione e calma in seno alla redazione del prossimo piano socio-sanitario, perché è vero, il Consigliere Ciccioli l’ha detto bene, per per i 50 posti letto di Chiaruccia va rivisto il rapporto tra pubblico e privato. Ovviamente il pubblico deve essere potenziato - ed è nelle nostre corde - e questa mozione va nella direzione di ciò che abbiamo già approvato. Va rivisto il rapporto tra pubblico-privato, va potenziato il sistema pubblico, assolutamente, ma il privato almeno in questa fase ci serve per dare i servizi. Va rifatto un ragionamento sull’equilibrio tra pubblico e privato, che deve andare, però, a favore della sanità pubblica.
Va rifatto anche un discorso in termini di territori, perché i 50 posti letto di Fano possono dare un respiro alla sanità regionale, per un territorio anche più ampio.
Credo che questa discussione debba essere fatta con molta attenzione e all'interno del nuovo Piano socio-sanitario che andremo a fare insieme, considerando tutto, rapporto pubblico-privato, territori vasti, in maniera più vasta, per vedere i veri bisogni di un territorio più ampio. Qui si parla di 50 posti letto che vanno divisi all'interno dei diversi settori sanitari, si parla di ortopedia, ma noi potremmo parlare anche di posti letto che riguardano altre discipline sanitarie.
Ripeto, la Lega sul merito è d'accordo, sia per ciò che sostiene la Consigliera Ruggeri che per quanto ha detto il Consigliere Ciccioli, però, per noi sarebbe meglio ritirare questa mozione e ridiscuterla nel merito all'interno del Piano socio-sanitario.
Voglio tranquillizzare il Movimento 5 Stelle, sul merito siamo d'accordo, la nostra proposta è quella di ritirare la mozione per ridiscuterla all'interno del prossimo Piano socio-sanitario che andremo a redigere tutti insieme. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Se non fosse che questa mozione è stata presentata con una certa logica verrebbe da dire al Movimento 5 Stelle che la risposta che vi danno le destre è meritata.
Voglio far osservare a tutti cosa è accaduto con la presentazione di questa mozione.
La scorsa settimana, quando venne presentato l'ordine del giorno o la mozione, non ricordo bene, sugli ospedali ci si è affannati in maniera ideologica e feroce ad approvare quel documento e vi siete trovati vicini, le destre e il Movimento 5 Stelle, se lo ricorderà la capogruppo, in un abbraccio mortale e mortifero tra parti politiche. Tutti di corsa a dire che dobbiamo approvare questo ordine del giorno, altrimenti l'ospedale previsto a Pesaro, a Muraglia, rischia di essere costruito in una settimana.
Questa parte politica ha fatto rispetto a quell’ordine del giorno ideologico delle osservazioni, credo, ragionevoli ed io chiesi, l’ho fatto personalmente, di affrontare un tema così delicato e importante in Commissione, in vista, come preannunciato, del nuovo piano socio-sanitario. Si è detto, credo ragionevolmente, discutiamone lì, alla luce anche delle disponibilità date dal Presidente della Regione Marche, il quale ci ha detto di lavorare insieme. Si è detto di non approvare, di non creare un provvedimento ideologico contro un territorio che si era espresso.
Che cosa avviene oggi? L’amore politico sbocciato, tutto fatto di interessi, fra il Movimento 5 Stelle e le destre oggi comincia un pò ad allontanarsi, i nodi vengono al pettine, ma vedrete che ce ne saranno altri.
Giustamente il Movimento 5 Stelle presenta questo provvedimento e dice: “Scusate, abbiamo ideologicamente detto che non si deve più fare l’ospedale di Pesaro, chiudiamo ed annulliamo anche il quadro complessivo di quell'accordo”, eh no, attenzione, il Consigliere Ciccioli dice no e a lui si accoda anche il Consigliere Cancellieri, che mi ha sorpreso un po', ma niente di male, adesso troveranno sicuramente una soluzione, però questo dà la misura di quale fosse il senso ideologico del provvedimento della scorsa settimana.
Oggi lo ribadisco con maggior forza anche alla luce delle parole del Consigliere Ciccioli, che dice: “Scusate, abbiamo scoperto l'America, perché la sanità deve essere imperniata su pochi punti di eccellenza e sulla sanità policentrica”, senza considerare il privato, a lui ovviamente del pubblico non gliene frega niente, gli interessa il privato, quindi oggi sacrifica il provvedimento del Movimento 5 Stelle per poter seguire una certa linea.

PRESIDENTE. Richiamo tutti i Consiglieri a rimanere al loro posto, a non esprimere frasi e invettive nei confronti dei colleghi. Abbiamo tutti l'occasione di prendere la parola e di esprimere il nostro pensiero.

Romano CARANCINI. Da questo punto di vista, Presidente e Consiglieri, credo che il ragionamento più serio e profondo sia quello di rinviare la discussione su un tema così delicato, che non interessa la politica, ma, in primis, i cittadini, una discussione quanto più pacata e ragionevole. Io stesso, lo ribadisco, ho espresso critiche al piano socio-sanitario che è stato approvato, non solo dal punto vista temporale, ma anche nel merito. Sono stato più volte critico su questo, ma voler ad ogni costo intervenire in una fase antecedente, senza avere un quadro generale significa costruire qualcosa non dalle fondamenta, ma dalla questione improntata al tema ideologico del “cancellare ad ogni costo”.
Ecco che comprensibilmente i gruppi di Fratelli d'Italia e Lega dicono al Movimento 5 Stelle: “Potete ritirare questo atto”, penso che da questo punto di vista si poteva fare certamente meglio, il Partito Democratico voterà contro la mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Sarò brevissimo, avevo già ipotizzato nel corso del mio precedente intervento che questa operazione contro il nuovo ospedale della provincia di Pesaro-Urbino avrebbe portato, se si continuava in quella maniera, anche a ridurre i risultati ottenuti in quel territorio.
Oggi, dagli interventi ho capito che i 50 posti letto non sono più per la provincia di Pesaro-Urbino, ma saranno messi a disposizione a livello regionale, ottimo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Solo per dire che stiamo preparando un emendamento al punto 2 per congelare e rivalutare la distribuzione di questi 50 posti letto, è un'indicazione anche per l’Assessore.

PRESIDENTE. La sospensione deve essere chiesta ufficialmente.

Carlo CICCIOLI. Chiedo cinque minuti di sospensione per concordare il testo che sto scrivendo. E’ una questione di cinque minuti.

PRESIDENTE. Ci sono opposizioni per la sospensione di cinque minuti? No, allora l'Assemblea è sospesa per cinque minuti esatti.

La seduta è sospesa alle ore 12,08

La seduta riprende alle ore 12,12

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Chiedo ai proponenti di presentare l’emendamento.
Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Abbiamo deciso che l'Assessore farà una dichiarazione di voto sulla vicenda, rappresentando tutta la maggioranza.

PRESIDENTE. Nessun emendamento, ma fa un intervento l’Assessore Saltamartini, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Dal dibattito che si è svolto sulla mozione 7 delle Consigliere Ruggeri e Lupini emerge questo impegno che era stato assunto precedentemente dal piano socio-sanitario per riconoscere alla città di Fano dei posti letto convenzionati in una clinica privata. Naturalmente il progetto era relativo alla realizzazione dell'ospedale unico, con oltre 600 posti letto, impegno di spesa di 1 miliardo di euro, 600 milioni solo per la manutenzione, il raffrescamento, il lavaggio delle lenzuola e dei mezzi, 420 milioni destinati alla realizzazione del plesso ospedaliero, con una condizione assolutamente fuori controllo perché il plesso ospedaliero costa 220 milioni ed al privato sarebbe stata remunerata una somma di 200 milioni, semplicemente per il project financing.
Noi abbiamo già detto in questa sede che vogliamo rivedere attraverso il piano socio- sanitario questo progetto, tanto più per il fatto che 600 posti letto sono stati individuati per Pesaro in relazione al decreto ministeriale Balduzzi e alle disposizioni che prevedono un rapporto tra la popolazione e il numero di posti dell'ospedale DEA di primo livello. In questo senso abbiamo chiesto di rivedere l'intera condizione della realizzazione dell’ospedale perché le somme che erano state destinate assorbivano l'intero trasferimento di 105 milioni previsti dal Ministero della salute per gli interventi su tutti i plessi ospedalieri delle Marche e, in seconda analisi, pregiudicavano la funzionalità degli altri ospedali, di Urbino, Cagli, Fossombrone e di tutta la rete del pesarese.
Noi manteniamo l'impegno e chiediamo ai Consiglieri del Movimento 5 Stelle di ritirare questa mozione perché non c’è dubbio che Fano dovrà vedere riconosciuto un intervento adeguato alle esigenze della città e questi 50 posti convenzionati, che facevano parte della progettualità dell'ospedale unico di Pesaro, non c’è dubbio che dovranno essere inseriti nel piano socio-sanitario per verificare nel plesso ospedaliero quali funzioni attribuire alla città di Fano.
Questo è un discorso che dovrà essere fatto tenendo conto del rapporto tra il piano socio-sanitario, che noi andremmo ad elaborare, e l'individuazione dei posti letto ospedalieri del DEA di primo livello, del DEA di secondo livello e degli altri ospedali di comunità. Dovrà essere valutato complessivamente nell'ambito della provincia di Pesaro, certo non sfugge a nessuno che la città di Fano ha 60 mila abitanti.
A questo riguardo vorrei anche aggiungere che c'era un progetto preliminare, nel 2017, che riguardava la collocazione di un plesso ospedaliero presso la località Fosso Sejore, che è stato abortito perché né il comune di Pesaro, né quello di Fano hanno garantito la variante urbanistica.
Dobbiamo tornare indietro, riprendere tutti questi progetti e verificare in che forma, in che termini, in che modo dobbiamo ricostruire e rivedere il progetto dell'ospedale di Pesaro, l’ospedale nuovo, e valutare la congruità di questo nuovo progetto con le esigenze della città di Fano, di 60.000 abitanti, ed anche delle città di Urbino, Cagli, Fossombrone, di tutta la rete ospedaliera della provincia di Pesaro.
Vi chiedo con determinazione e con cortesia di lavorare insieme sul piano socio-sanitario, di ritirare questa mozione, perché se non sarà così lo vedremo molto presto, dato che molto presto dovremo rimettere le mani sulla sanità della nostra Regione, che non riguarda solamente una provincia, ma complessivamente il sistema. Riguarda anche, ripeto, il trattamento sanitario, di due città importanti, Pesaro e Fano, e non credo che nessuno in quest'Aula e neppure nessun esponente della maggioranza possa immaginare che la sanità della città di Fano possa riguardare semplicemente un numero di posti accreditati in una clinica privata, anz,i sono molto meravigliato che il Sindaco di Fano e la città di Fano abbiano all’inizio accettato questo tipo di compromesso.
Noi interverremo in modo concreto per risolvere questo problema e lo faremo cercando di evidenziare che ci sono delle somme su cui possiamo intervenire immediatamente, perché i 105 milioni sono disponibili, come i circa 16 milioni trovati nel bilancio regionale, quindi abbiamo ancora a disposizione 120 milioni. Non è affatto vero che questi fondi potranno non vedere un impiego concreto, perché c'è già la destinazione del Ministero della salute e nelle prossime settimane, appena riusciremo a delineare il quadro complessivo che stiamo ricostruendo, tenete conto che dobbiamo valutare anche i progetti che sono in via di realizzazione, anche in altre province, ragioneremo.
E’ chiaro che la maggioranza adotterà le sue decisioni e l’opposizione, anche voi Consigliere del Movimento 5 Stelle, potrà interloquire perché, come abbiamo detto sin dal nostro insediamento, noi siamo qui per fare le cose che servono alla collettività marchigiana, non per imporre un feticcio ideologico, siamo qui per vedere insieme a voi come possiamo garantire quel processo di trasformazione della sanità marchigiana che ha dimostrato tante crepe e tante incongruenze, a cominciare dal Covid e da tanti altri problemi.
Vi chiedo, con determinazione e se mi permettete anche con pacatezza, di ritirare questo atto, successivamente potremo avviare anche un discorso in Commissione, ci potremo incontrare per verificare quali sono le misure che possono essere adottate in un progetto in cui non c'è scontro ideologico, per individuare i servizi essenziali delle prestazioni ospedaliere.
Non ci può essere conflittualità su questo, se gli interessi veri, che noi siamo qui a rappresentare, sono quelli di garantire il diritto alla salute, il diritto all'incolumità dei cittadini, la prevenzione delle malattie, le misure terapeutiche e tutto ciò che riguarda il buon funzionamento e il buon andamento della sanità marchigiana.
Rinnovo l'invito a ritirare la mozione, poi ci metteremo insieme a ragionare sui progetti che riguarderanno l'ospedale nuovo di Pesaro, la sanità di Fano e la sanità degli altri ospedali di comunità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ho apprezzato molto le parole dell'Assessore Saltamartini, che sono in linea con le mie premesse e le finalità della mozione. Lo ringrazio per questo perché addirittura ha avuto il coraggio, ma lui ha un altro ruolo rispetto al mio, di spingersi più in là dicendo che quei posti spettano a Fano. Io non ne ho avuto il coraggio proprio perché vengo da quella città e anche se concordo con l’Assessore che serve potenziare l'ospedale pubblico della mia città non avevo avuto il coraggio di spingermi così avanti.
Quindi, proprio in riferimento a quello che lei ha assicurato, cioè che quei posti letto spettano alla nostra provincia, addirittura spetterebbero all'ospedale di Fano e si è stupito come me che il Sindaco di Fano non abbia fatto questa battaglia, ma ne abbia abbracciata un'altra, ritengo che non ci siano motivi per non votare questa mozione, se non un motivo politico. Non nel merito, ma nel metodo, una proposta dell'opposizione è meglio non approvarla e trovare degli escamotage del tipo “discutiamone dopo in altra sede”. Infatti proprio nel secondo punto, non siamo così ingenue, avevamo scritto “in fase di redazione del piano socio-sanitario prevedere, valutare e verificare”, quello che lei ha assicurato che già farà.
A me non pare il caso di ritirare la mozione, la maggioranza si assuma fin da oggi la responsabilità di quello che intende fare e niente, buon voto a tutti, speriamo che poi al di là del risultato di questa singola votazione quello che lei ha detto a microfono sia realizzato.
A prescindere da tutto, anche se non siamo in maggioranza, anche se non siamo di centrodestra, la appoggeremo in questo, quindi mi aspetterei un atteggiamento di apertura anche nei nostri confronti, comunque vedremo. Guardi, io sono abituata, in sei anni e mezzo di attività all'interno del Consiglio comunale ho visto approvata una sola mozione, quindi, sono abituata a che si trovino, anche se si condivide il merito, un sacco di scuse, dalla virgola scritta male, al sinonimo che non va bene, era una cosa che avevo messo in conto sarebbe potuta succedere, mi dispiace perché speravo che si potesse trovare in Consiglio regionale un'altra modalità, visto anche l'importanza di queste tematiche e l'approccio che voleva dare all'inizio il Presidente della Regione, anche per il fatto che siamo state da subito disponibili a proporvi una serie di proposte concrete, su quelle in cui siete d'accordo ci aspetteremo un voto positivo. Naturalmente se dovessimo arrivare con questioni che non sono in linea col vostro pensiero, certo, bocciatele sonoramente e argomentatele, questo è il gioco della politica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Ringrazio la Consigliera Ruggeri per aver subito iniziato a parlare della sanità pubblica e privata del nostro territorio.
Ribadisco la posizione dell’Assessore Saltamartini, che oggi ha fatto un ottimo inciso, un'ottima panoramica, quindi possiamo dire che nel merito condividiamo.
Io e lei eravamo in Consiglio comunale e abbiamo fatto una grande battaglia per contrastare, appunto, questo Protocollo di intesa che di fatto avallava l’ospedale unico a Muraglia, mentre a Fano rimanevano le briciole, questi 50 posti per la clinica privata a Chiaruccia.
Da fanese dico che fino a quando non redigeremo il nuovo piano socio-sanitario sarebbe da autolesionisti privarci già da questo momento dei 50 posti, anche perché condivido che bisognerebbe trovarli all'interno dell'ospedale Santa Croce, che va riqualificato e potenziato insieme anche agli altri ospedali dell'entroterra e all'ospedale di Pesaro, però in questo momento, in parte condivido l'intervento del Consigliere Carancini, stiamo facendo tanti discorsi, possiamo parlarci chiaramente, quando tutti gli sforzi sono concentrati nell’affrontare l'epidemia.
Capisco che la politica deve dare risposte, però non affrettiamo troppo i tempi, facciamo questo dibattito all'interno della Commissione sanità, dove già si è iniziato un bellissimo percorso, ho avuto anche il piacere di partecipare, vediamo anche qual è la proposta che la Giunta finita questa epidemia proporrà al Consiglio regionale, poi insieme discuteremo che cosa fare dei 50 posti, sicuramente bisognerebbe trovarli all'interno dell'ospedale pubblico, perché tutti quanti ci siamo battuti per una sanità pubblica, quindi l'impegno, come già ribadito dal nostro Assessore Saltamartini, è quello di potenziare le strutture pubbliche e questi 50 posti potrebbero benissimo entrare all'interno di una rivisitazione completa del piano socio-sanitario.
A parte il punto 2 che è condivisibile in questo momento non mi priverei, pertanto, la posizione del gruppo Lega è quella di bocciare la mozione presentata dalla Consigliera Ruggeri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Solo per invitare ulteriormente la Consigliera Ruggeri a riflettere sull'efficacia della sua posizione. Questo documento ha consentito al Consiglio di esprimersi, c'è stato anche il mio intervento che credo sia stato chiaro sulla valorizzazione del pubblico.
Vorrei ricordare al Consigliere Carancini che ho detto che ho lavorato per 36 anni nel servizio pubblico, credo che questo sia un biglietto da visita che mi accredita come sostenitore del servizio pubblico, del ruolo del pubblico, senza discriminare o negare lo spazio del privato. Io ed il Consigliere Cancellieri, che sostanzialmente è sulla stessa linea, abbiamo espresso la convinzione della necessità di una revisione approfondita, vorrei dire radicale, quasi, del piano socio-sanitario approvato recentemente, in più si è espresso anche l'Assessore, che rappresenta non solo i gruppi consiliari, ma la maggioranza intera ed il suo Presidente, che è andato addirittura un po' più in là di quanto scritto nel documento.
Il ritiro della mozione è un successo politico dei Consiglieri proponenti perché hanno in qualche modo consentito all'intero Consiglio regionale di esprimersi in maniera molto netta e chiara, la bocciatura è un errore politico perché ottiene l'effetto esattamente contrario a quello che vogliono i proponenti e potrebbe lasciare un'alea di dubbio.
Prima ho sentito dalla Consigliera Ruggeri le parole: “I giochi della politica”, evitiamoli, io faccio il primo della classe e qualcun altro …, parliamo di temi, sui cui ci si può confrontare.
Non so quale vantaggio possa dare un autogol di questo tipo. In pratica siamo d'accordo sul fatto che questi 50 posti devono essere congelati, che va rivista l'intera rete, va rivista l'assegnazione dei posti letto, l'Assessore è stato chiarissimo, in funzione delle esigenze di ciascun territorio - se ho capito bene, ma penso che l’Assessore lo possa tranquillamente confermare - quindi, invece di una bocciatura sarebbe molto più lungimirante dire: “C'è stato un impegno corale da parte della maggioranza, rinviamo in Commissione”. Da gennaio bisognerà iniziare a lavorare, fatto il bilancio di previsione, chiuso nelle sedute dal 28 al 30, la Commissione sanità, il Presidente della Commissione sanità, la Consigliera Leonardi, convocherà a scadenza precisa le prime riunioni, prima ci saranno una serie di audizioni e poi la proposizione di un nuovo testo.
Direi che questo è un atteggiamento di buonsenso, sennò preannuncio il voto contrario, così come enunciato negli interventi precedenti. Noi vogliamo rinviare al piano socio-sanitario la revisione di tutte le questioni sul tappeto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Credo che parlare di successo politico o di insuccesso politico in materia sanitaria su una mozione, la dice lunga sulla filosofia del Consigliere Ciccioli e probabilmente del suo gruppo.
Ho molto apprezzato l’intervento del Consigliere Serfilippi, non tanto perché può aver valutato qualche argomentazione o qualche riflessione, ma credo che con il voto contrario della Lega e di Fratelli d’Italia, non so se anche di Forza Italia, la figuraccia la fate voi, non il Movimento 5 Stelle che molto coerentemente, in maniera trasparente, non entro nel merito … Ho già detto che per l’esperienza che è stata fatta, per quel poco o molto che conosco del sistema sanitario, la furia di voler cancellare ideologicamente con una mozione, senza entrare in Commissione e discutere insieme, sia un errore ed oggi ve lo portate indietro perché non siete capaci neppure di approvare una mozione perfettamente coerente con l'intero percorso che era stato fatto a Pesaro.
Al momento non avete la forza di cancellare, attraverso questo provvedimento, un'altra situazione, peraltro, dico, incomprensibile, perché se è vero che si vuole entrare nel meccanismo della vicenda delle strutture ospedaliere, è chiaro che occorrerà riguardare l'insieme. Oggi non siete in grado di approvare un provvedimento, una richiesta coerente con quello che avevate approvato la scorsa settimana, ma non mi sorprende.
La cosa che voglio dire su questo è che ancora non riesco a capire esattamente la linea dell'Assessore alla sanità, sarebbe utile che ci aiutasse, per rispetto dei cittadini e del principio di continuità amministrativa, che credo ben conosca, visto che è stato un autorevole esponente anche del nostro Parlamento.
Lei deve dirci esattamente, ovviamente nel rispetto delle norme - immagino che conosca bene quali sono i contenuti, ho ascoltato quando ha fatto riferimento ai contenuti riconducibili al rapporto fra popolazione e posti-letto - alla luce della vigente legislazione, in termini sanitari, se intende cancellare la programmazione degli ospedali di primo livello o no. Questa è la prima domanda.
Poi ci dirà, ammesso e non concesso che vada verso quella indicazione positiva, se lo strumento per arrivare alla realizzazione è diverso.
Lei comprende meglio di me che i piani della discussione sono distinti e per chiarezza politica, per onestà intellettuale, per capacità, deve indicare chiaramente quello che intendete fare.
Lo dico perché negli scorsi Consigli ho ascoltato molti esponenti delle destre dire che in campagna elettorale avevano affermato che sarebbero stati cancellati tutti gli ospedali programmati, io sono andato a leggere ancora una volta, l’avevo fatto in precedenza, il vostro programma e sugli ospedali non avete detto una sola parola chiara.
Quindi, da questo punto di vista il voto del Partito Democratico è negativo, vi invito però a rappresentare, attraverso lo strumento istituzionale ordinario, in Commissione gli approfondimenti su un tema molto delicato per i territori, per le istituzioni, per i percorsi, per il principio di continuità amministrativa, perché non guardiamo a noi ed ai successi politici, guardiamo ai cittadini e pensiamo a loro.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 7. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 8
ad iniziativa dei Consiglieri Rossi, Latini, Bilò, Putzu, Ciccioli, Marcozzi
“Esclusione dei liberi professionisti dai Centri di Assistenza Agricola”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 8 del Consigliere Rossi, che ha la parola per illustrarla.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Stiamo parlando della convenzione presentata da Agea ai Centri di assistenza agricola, che prevede che tutti gli operatori dei CAA, così come coloro che accedono ai sistemi informativi di Agea, devono obbligatoriamente essere lavoratori dipendenti dei CAA o delle società con essa convenzionate.
Questo porterebbe alla chiusura e alla messa in liquidazione dei CAA dei liberi professionisti, nonché all'interruzione dei rapporti lavorativi dei professionisti che collaborano con i CAA, con gravi conseguenze economiche e lavorative per l'intero settore.
Questa convenzione prevede la fuoriuscita dei liberi professionisti entro il 31 marzo 2021 per almeno la metà dei soggetti e completarsi definitivamente entro il 30 settembre dello stesso anno, quindi, è contraria all'articolo 7 della nostra Costituzione che tutela il diritto al lavoro, è altresì contraria alle stesse norme che regolano il funzionamento di Agea.
L'articolo 7 del decreto ministeriale 27/2008 relativo alla “Riforma dei centri autorizzati di assistenza agricola”, consente ai CAA di organizzare la propria attività avvalendosi, alternativamente o congiuntamente, di dipendenti o di collaboratori, mentre Agea sta provando a disconoscere questa possibilità.
Questa mozione impegna il Presidente della Giunta regionale a chiedere al Ministero delle politiche agricole e forestali di intervenire al fine di scongiurare l'esclusione dei liberi professionisti dai Centri di assistenza agricola, chiedendo la modifica di questa convenzione tra Agea e i CAA, che dovrà avvenire entro il 31 marzo 2021.
A sostegno della mia mozione ho una lettera, che è pervenuta a tutti i Consiglieri, da parte del Collegio interprovinciale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro e Fermo, che conta oltre 400 iscritti, dell'Ordine dei dottori agronomi forestali delle Marche, con i suoi 491 iscritti, del Collegio di periti agrari e dei periti agrari laureati di Ancona, Pesaro-Urbino e Macerata, con i suoi 354 iscritti, del Collegio dei periti agrari e dei periti agrari laureati di Ascoli Piceno, Pescara, Teramo, con i suoi 205 iscritti, quindi, a supporto di questa mozione ci sono ben quattro Ordini. Tra l'altro vorrei evidenziare che questa mozione e questa preoccupazione sono sostenute in maniera bipartisan da tutto il Parlamento. Sono state presentate varie interrogazioni, da parte di un Deputato di Forza Italia, il 18 novembre da 18 Senatori del Partito Democratico, dal gruppo Misto e Forza Italia con 12 firme, da parte di esponenti ex Movimento 5 Stelle e dell'UDC dal Senatore Saccone al Senato, che approfitto per salutare.
Anche la bozza precedente era stata oggetto di interrogazioni da parte dell'ex Ministro della Lega e di un membro (del Movimento 5 Stelle) della Commissione agricoltura.
Si sono registrate delle diffide, anche dell'Ordine degli agrotecnici, non so se ne avete conoscenza, datate 12 novembre.
Chiedo, quindi, che questa mozione sia approvata e che la Regione chieda al Ministero dell'agricoltura ciò che ho detto, tra l’altro ringrazio i Presidenti di gruppo della maggioranza che hanno sottoscritto questa mozione e il Consigliere Putzu che l’ha sottoscritta in qualità di Presidente della Commissione agricoltura.
Il Consigliere Rossi è pluriattivo e prolifico? Mi prenderò una camomilla più spesso, ma propone cose che credo siano sacrosante, soprattutto volute dai professionisti e dalla popolazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che la mozione è stata sottoscritta dai Consiglieri Bilò, Putzu, Ciccioli, Marcozzi e Latini.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Una modifica, quella proposta dalla mozione del Consigliere Rossi, che ci trova come gruppo di Forza Italia favorevoli alla tutela dei liberi professionisti. Sappiamo benissimo tutti noi che questa è una delle categorie maggiormente colpita dalla crisi prima e dalla pandemia oggi, al netto di un sistema di sovvenzioni programmato dal Governo centrale, che ha fatto e continua a fare acqua da tutte le parti, con aiutini a pioggia, senza alcun criterio.
Trovo doveroso che i liberi professionisti, quantomeno, non siano oggetto di discriminazioni ed esclusioni legate principalmente a confusione burocratica.
Una modifica alla Convenzione, che regola i rapporti tra l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura e i Centri di assistenza agricola, è necessaria a tutela dell'equità dei rapporti tra lavoratori. Quindi, oltre ad averla sottoscritta, come Forza Italia esprimiamo un voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Rapidissimamente per dire che più che porre la propria firma insieme a quella degli altri colleghi del mio gruppo sotto il documento non c'è maggiore consenso. Ci riconosciamo in questo, non solo perché è una richiesta dell'associazione di categoria che associa i tecnici in agricoltura, cioè i liberi professionisti dei Centri di assistenza agricola, ma perché ci appare una misura equa. E’ come se un'area di un settore tecnico fosse esclusa, ovviamente si tratta di tecnici non numerosissimi dal punto di vista della quantità, ma dal punto di vista della qualità sono tra i più vicini alle aziende agricole ed al territorio, sono quelli che fanno l'assistenza locale.
Pensiamo che questa esclusione sia stata uno dei tanti svarioni che questo Governo ci dà, però è una cosa da sanare, quindi, come Consiglio regionale non possiamo che associarci a questa richiesta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. A sostegno di questa mozione, per dichiarare il nostro voto favorevole, soprattutto per due questioni, perché di liberi professionisti, che lavorano ed aiutano i Centri di assistenza agricola, ce n'è proprio bisogno, le pratiche da smaltire sono talmente tante che c’è posto anche per tutta la libera professione vicino ai Centri di assistenza agricola, la presenza dei liberi professionisti qualifica, ne abbiamo di grandissima qualità, anche professionalmente nel servizio reso ai Centri di assistenza agricola. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Esprimo il mio voto contrario, in primis perché Agea, che è il comitato di pietra in questo momento, nasce e serve per tutelare gli agricoltori. Mi pare che questa mozione non abbia come obiettivo la difesa degli agricoltori e degli allevatori, ma piuttosto di un altro tipo di categoria, che non è principale all'interno del mondo agricolo.
La frammentazione degli interlocutori nei confronti di Agea non è opportuna, non è utile e la cosa che mi preoccupa,e che quindi non mi convince a votare questa mozione è il fatto che le associazioni degli agricoltori non l'hanno sottoscritta.
I liberi professionisti lavorano come hanno sempre lavorato e come stanno lavorando all'interno dei CAA perché l'organizzazione di Agea, l'organizzazione dell'erogazione dei contributi, è fatta in questo modo.
Non capisco perché non si debba modificare un complesso normativo che fino adesso non ha funzionato, come non ha funzionato la certezza e i tempi dell'erogazione, tant'è vero che negli anni scorsi si cercò anche di creare un organismo unico pagatore per la Regione Marche, o insieme ad altre Regioni, ma poi scoprimmo che in realtà anche chi aveva l'organismo pagatore autonomo non era soddisfatto perché alla fine l'imbuto di Agea c'è sempre.
Ritengo che l'erogazione dei contributi e i tempi possano essere accelerati e si possa fare una battaglia da questo punto di vista, ma fare una battaglia per le associazioni di categoria che non rappresentano il mondo agricolo e senza che il mondo agricolo abbia espresso il suo parere - per agricolo intendo anche gli allevatori - mi pare poco opportuno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Consigliera Casini, mi sono anche confrontato con le categorie agricole, io stesso sono un imprenditore agricolo, capisco e so quello che dovrebbe fare Agea, a differenza di quello che lei dice. La previsione di enti pagatori autonomi migliorerebbe la condizione, se lei avesse a che fare direttamente con Agea probabilmente cambierebbe opinione.
Questa convenzione è contraria anche ai regolamenti di Agea, noi non stiamo tutelando dei collegi, stiamo difendendo la libertà di impresa, la libertà di professione, la libertà anche degli agricoltori di avvalersi delle proprie professionalità, anche fuori da determinati discorsi di categoria.
La nostra è una mozione sacrosanta, come ho detto prima. Tra l'altro molti esponenti del suo partito a livello nazionale si sono fatti delle domande su questa convenzione, nulla da dire in più, se non l'invito ad approvare la mozione perché è a favore degli agricoltori, non certo di qualche categoria, oltre che a favore degli agricoltori anche a favore dei principi costituzionali sanciti dall'articolo 7, come dicevo. Grazie.

PRESIDENTE Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Oggi assisto in un Consiglio esemplare alla pericolosa involuzione del Partito Democratico, che ormai non ha più niente dei contenuti di sinistra, almeno della sinistra ideale. No a riconoscere l'integrità delle categorie dei lavoratori, in questo caso gli agrotecnici, ma come si fa a non riconosce una categoria di lavoratori? Sì, sono liberi professionisti, ma sono persone uscite dalle scuole professionali. Sì, l'Agea è un organismo che non ha brillato, né per efficienza e neanche per legalità, se uno va a guardare le cronache o va su Google ci sono stati diversi arresti per la ripartizione nel passato, a Roma, per carità di Dio, però l'Agea non è uno specchio di gestione pubblica, Sì ad estendere la sanità privata anche a costo della contrazione alla sanità pubblica.
Secondo me c’è uno stato confusionale totale, lo dico da psichiatra, uno direbbe non c’è più religione. Oggettivamente abbiamo una maggioranza di centro-destra che si fa carico del pubblico, si fa carico di riconoscere le categorie, si fa carico di una buona amministrazione e la sinistra che è a difesa di tutto, è la forza più forte della conservazione in questo momento. La conservazione, tra parentesi, del peggio mi sembra che venga portata avanti dal PD. Quindi ribadisco convinta adesione, con firma sotto il documento insieme agli altri colleghi, alla mozione del Consigliere Rossi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Rispondo per il Partito Democratico e dico che ci interessano assolutamente le categorie dei lavoratori, non a caso ho detto che mi sono meravigliata che non ci fosse alcun parere, che non fosse stato ottenuto un parere, che non fosse una telefonata a qualche collega agricoltore, nelle sedi opportune, immaginavo il Tavolo verde o il Tavolo strategico.
Rispetto a questo atto mi sarei aspettata che ci fosse l'acquisizione di un parere delle associazioni di categoria, che fino a prova contraria rappresentano gli agricoltori.
Per quello che riguarda Agea ben lontano da me dire che sia uno specchio di efficienza, efficacia e soprattutto concretezza, tutt'altro, tant'è vero che, possono testimoniarlo i dirigenti del servizio, ma può testimoniarlo anche Agea, siamo stati noi ogni mese ad Agea con le associazioni di categoria per accelerare le procedure che erano bloccate, per chiedere e trovare soluzioni.
Questa è stata la modalità seguita dall'Assessorato per circa tre anni e dire che noi difendiamo Agea è molto distante da tutto quello che si può trovare e che l'Assessore Carloni potrà trovare agli atti di scritto e non solo.
Per quello che riguarda l'organismo pagatore, non l’ho deciso io, stessa cosa, ma sono stati fatti degli incontri tecnici con le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Umbria ed Abruzzo, per cercare di verificare se si potesse attivare l'organismo pagatore unico, ovvero poter organizzare un organismo pagatore che fosse di due o tre Regioni.
Dal punto di vista tecnico ci fu sconsigliato perché, se lei è un agricoltore lo saprà bene, alla fine l'ultima parola è quella di Agea, il blocco è lì. C’è un problema Agea, è nazionale, è serio, molto serio e pesa sugli agricoltori.
Questo atto non riguarda il tema di Agea e non vorrei che fosse confusa la mozione con l'obiettivo di modificare e di rendere più snella ed efficace Agea, che è un obiettivo che ci vede convintamente a fare la battaglia, così come abbiamo fatto e continueremo a fare anche a fianco all'Assessore qualora la volesse intraprendere, però parliamo per comparti e quando si parla del comparto prevalente dei lavoratori, io mi riferisco al comparto degli agricoltori e degli allevatori, che è ben più ampio in Regione Marche dei professionisti che in questa mozione si intendono salvaguardare.
Per me la tutela nel mondo agricolo è la tutela di chi ci lavora nel settore primario. Tutto il resto mi convince poco.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Telegrafico, chiaramente sono favorevole alla mozione anche perché sono il primo firmatario.
Consigliera Casini, non ho visto questa levata di scudi delle associazioni di categoria, come lei ipotizza, voi le avete viste? No, anzi, mi ha appena chiamato il Presidente nazionale di un’associazione di categoria, La Quinta, che ci fa i complimenti per questo provvedimento. Quindi, non credo che gli agricoltori siano … Probabilmente c’è qualcuno che vuole tutelare gli interessi di qualche corporativismo agricolo, è diversa la questione, chiaramente parere favorevole alla proposta.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 8. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Vi chiedo adesso, salvo vostre opposizioni palesi, di anticipare il punto 6 bis, la proposta di legge n. 6, per esigenze impellenti di uno dei due relatori della legge.
Se non ci sono opposizioni, nel senso di mantenere l'ordine del giorno, così come l'abbiamo deliberato questa mattina all’inizio della seduta dell'Assemblea legislativa, do per approvata l'anticipazione del punto 6 bis.

Proposta di legge n. 6
ad iniziativa della Giunta regionale
“Ulteriore sostegno finanziario alle micro e piccole imprese. Modifiche alla legge regionale 10 aprile 2020, n.13 ‘Misure urgenti per il sostegno delle attività produttive e al lavoro autonomo a seguito dell’emergenza epidemiologica Covid 19’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 6 ad iniziativa della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Sembra utile ricordare ancora una volta insieme, affinché possiamo prendere maggiore consapevolezza, qual è la situazione economica in cui si trovano ad operare le attività del nostro territorio, situazione che risente dell'emergenza sanitaria e delle limitazioni apportate dai vari DPCM che si sono susseguiti nel corso del tempo. Una realtà pesante tanto più che si va a innestare in un quadro già fortemente danneggiato dal lockdown della scorsa primavera. Per dare un dato, riprendendo quelli della Banca d'Italia, il calo dei fatturati delle attività del nostro territorio pare maggiore rispetto alla media nazionale.
Noi ci troviamo qui a ringraziare il Presidente e la Giunta per l'intensa attività che si sta facendo nel cercare di affrontare le conseguenze economiche di questa pandemia e davanti a questa proposta ringraziamo per il lavoro svolto gli Assessori Carloni e Castelli.
Si tratta di una delle tante misure alle quali il Governo regionale sta lavorando per dare risposte concrete, soprattutto, si tratta di una misura che prelude a iniziative che saranno di questo Governo regionale, che tenderanno a rilanciare in maniera sempre più strutturale, programmata, strategica i fatturati di queste attività, la produttività e di conseguenza l'occupazione.
Nello specifico con questa proposta di legge si cerca di intervenire a favore delle tante micro e piccole imprese del nostro territorio, con la concessione di contributi per l’abbattimento del costo degli interessi e della garanzia per l'accesso ai prestiti presso il sistema creditizio mediante Confidi. Ricordiamo che il contributo copre integralmente i costi del finanziamento bancario, comprende gli interessi e le spese accessorie per l'accesso al finanziamento stesso, l'importo massimo del finanziamento bancario non può eccedere la somma di euro 10.000 e la sua durata può arrivare a un massimo di 48 mesi, oltre 12 mesi di pre-ammortamento e il tasso di interesse non può superare il 2 %.
Concludo ringraziando quello che è stato il lavoro della II Commissione, nella persona del Presidente Andrea Putzu e ringrazio anche i colleghi della II Commissione, anche per aver operato un importante emendamento. Noi sappiamo che la legge 13 interessava una situazione afferente il primo lockdown e si rivolgeva alle imprese esistenti al 23 febbraio, con l’emendamento presentato dal Presidente della II Commissione, Andrea Putzu, si va a inserire il 3 novembre 2020 come limite entro il quale le imprese, che potranno accedere a questo contributo, hanno iniziato ad operare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Ringrazio il Presidente per aver concesso l'anticipo, ringrazio anche il Presidente di Commissione ed un ringraziamento ancora più grande va agli Assessori Carloni e Castelli che hanno voluto dare questo segnale, che ritengo essere molto importante per le nostre imprese. Non era scontato anche in sede di assestamento, riuscire a trovare delle risorse e per quanto mi riguarda non è tanto una questione di quantum, ma rappresenta un bel segnale che si è voluto dare anche al ruolo dei Confidi.
Il relatore di maggioranza, il Consigliere Ausili ha ben fotografato la situazione dell'economia della nostra Regione, in un quadro segnato da grande incertezza con un calo stimato per la fine dell'anno del PIL regionale pari a circa -10,5%. Le Marche, come sapete, risultano tra le regioni più colpite dalla crisi economica, che è stata innescata dalla pandemia, rispetto ad altre regioni italiane e questo anche a causa della struttura del nostro sistema produttivo, che ha una grande vocazione manifatturiera, che è stata tra i settori più colpiti dal lockdown. Leggevo proprio qualche giorno fa con grande interesse anche le dichiarazioni del nostro Presidente di Confindustria, che ben ha fotografato anche la situazione del terzo trimestre del 2020, sottolineando come nella nostra regione ci sia stata una flessione di circa il 7% su base tendenziale. Preoccupano certamente anche i livelli occupazionali che hanno registrato un sensibile calo circa -1,2%, seppure con andamenti differenziati tra di loro.
Ho molto apprezzato aver voluto, con questa legge che ha delle caratteristiche diverse rispetto alla prima versione della legge 13, coinvolgere i Confidi perché ritengo che essi assumono una grandissima efficacia nella nostra Regione, soprattutto per il ruolo prezioso che svolgono a sostegno delle micro e piccole imprese, a cui faceva prima riferimento il Consigliere Ausili, che spesso hanno una grande difficoltà ad avere accesso al credito in banca, anche a causa delle recenti regole a cui il mondo bancario deve attenersi.
Da parte mia non solo ringrazio i due Assessori, ma anticipo anche un voto favorevole.
Un ringraziamento speciale va anche agli uffici che si sono prodigati molto per cercare di portare in tempi brevi questa modifica, prima in Commissione poi in Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Noi voteremo a favore di questa proposta perché è un provvedimento che modifica una misura già esistente a favore delle micro e piccole imprese e ne proroga i termini, però dobbiamo sottolineare l'esiguità di questo beneficio. Facendo i conti si tratta di un beneficio in termini di minori interessi che al massimo arriva a 200 euro all'anno, a cui si aggiunge un contributo di 50 euro per le spese di istruttoria, ben poca cosa in un momento di difficoltà economica come quella che stanno vivendo le nostre imprese.
Ci auguriamo che ci siano ulteriori contributi a fondo perduto da aggiungere a quelli concessi dallo Stato, più che di contributi su interessi che di per sé sono già molto bassi nel mercato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Solo per la dichiarazione di voto a nome del gruppo di Fratelli d'Italia.
Mi preme ringraziare tutti i componenti della II Commissione, il relatore di maggioranza, la relatrice di minoranza Consigliera Bora, con cui avevo già lavorato, ci tenevo a creare un clima condiviso su questo provvedimento tra maggioranza e opposizione. Il mio ringraziamento va all'Assessore Carloni, che ha sollecitato più volte questo provvedimento per portarlo in Commissione, all'Assessore Castelli, anche lui ci teneva molto, ai funzionari e a tutti gli uffici che hanno permesso questo.
E’ vero Consigliera Ruggeri, capisco e mi rendo anche conto della sua dichiarazione, però dobbiamo renderci conto dello sforzo che questa Giunta ha fatto in un momento come questo a voler avviare un ulteriore procedimento.
Ringrazio ancora la Commissione per l'emendamento che è stato approvato e proposto dal sottoscritto, che amplia il parterre delle aziende, le micro e le piccole imprese, non solo a quelle che si erano iscritte al registro delle imprese della Camera di commercio il 23 febbraio, ma a tutte quelle persone che entro il termine del 5 novembre magari hanno avuto il coraggio di investire, di aprire un'attività in un momento difficilissimo come questo.
Sono certo che questa è una delle tante misure che la Giunta regionale andrà a predisporre per dare delle risposte e nel prossimo bilancio, Consigliera Ruggeri, avremo modo di considerare tutti i fondi e le politiche che possono dare un supporto alle micro e piccole imprese della Regione Marche, che oggi formano la spina dorsale della nostra Regione. Il voto è favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Per ribadire il voto favorevole del nostro gruppo a questo provvedimento, che lascia inalterato l'impianto della legge 13, approvata dalla maggioranza di centrosinistra nell’aprile scorso.
A tal proposito ringrazio l'Assessore Carloni che ieri in Commissione ha dato atto dell'importanza della legge 13, ed ha dichiarato che avere questa legge è fondamentale in questa fase anche perché quel provvedimento e questo di oggi sono di rilancio, non tanto di ristoro, ma di rilancio, e questo è un dato da sottolineare.
Confermare tutti insieme la validità della legge 13 credo che sia un segno importante di maturità di questa Assemblea, che riconosce che la strada che era stata intrapresa è giusta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Un saluto ai presenti, alla Giunta e a chi ci sta ascoltando da casa, un ringraziamento al lavoro svolto dall'Assessore Bora in questi anni, perché su queste tematiche abbiamo fatto anche un pezzo della campagna elettorale.
In campagna elettorale, che io ho fatto capillarmente, gli agricoltori custodi e gli imprenditori di piccole e medie imprese, quando li ho incontrati, mi hanno detto di fare cose semplici, ma fatte bene.
Vedere il Consigliere Putzu Presidente della Commissione e i relatori Ausili e l'ex Assessore Bora in tandem con l'Assessore Carloni lavorare su questo tema, come spero anche su tanti altri, vuol dire che le cose vengono messe in campo. Ci sono tante piccole imprese e micro imprese che nel loro quotidiano si aspettano da noi delle azioni forti, immediate, a sostegno, quindi questo provvedimento non può che vedere il plauso da parte del gruppo Rinasci Marche, che rappresento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Lucentini.

Mauro LUCENTINI. Grazie, Presidente. Questo è un intervento comprensivo della dichiarazione di voto per dare tutto il nostro apporto e la nostra approvazione al provvedimento.
Ringrazio l'Assessore Carloni, il Presidente di Commissione Putzu per il lavoro svolto e di aver dato il proprio contributo anche per l'aggiornamento degli elenchi delle imprese, perché era importante non lasciar fuori le imprese che si sono formate da febbraio a novembre.
E’ una proposta giusta, ringrazio questa Giunta che porta un provvedimento che mi sembra di capire sarà votato all'unanimità.
Sono soldi trovati nei meandri del bilancio, andiamo a prendere una serie di poste che ridistribuiamo, piccoli contributi alle imprese che in questo momento sono di fondamentale importanza.
Voglio ringraziare l’Assessore Carloni per il lavoro che sta facendo e se questo atto viene votato all’unanimità, Consigliere Ciccioli, significa che tutta questa confusione nella maggioranza non c'è, perché ultimamente dai giornali viene fatta risaltare molta confusione sui provvedimenti portati dall'Assessore alla sanità e dal Presidente Acquaroli, invece penso che qualcosa di buono questa amministrazione regionale lo stia facendo.
Il nostro voto è favorevole. Ringrazio tutti gli altri componenti della II Commissione per il lavoro svolto su questo punto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Come Forza Italia siamo favorevoli a questa proposta di legge, per cui ringraziamo gli Assessori e il Presidente della Commissione Putzu.
Siamo favorevoli perché va nella direzione giusta e a poco più di un mese dal nostro insediamento facciamo una proposta di legge che va nella direzione delle aziende, delle piccole e micro imprese che soffrono della grave crisi economica certificata dal calo dei fatturati, dalla riduzione del PIL, dalla disoccupazione. Ricordo che ormai le Marche sono considerata una regione del sud per l'alto tasso di disoccupazione.
Questa proposta di legge va nella direzione delle piccole e micro imprese che hanno fatto la storia economica della nostra Regione, nei confronti delle quali si cerca di intervenire attraverso la concessione di contributi che vanno ad abbattere i costi bancari, gli interessi e gli oneri accessori. Quindi, noi siamo favorevoli a questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Soltanto per evidenziare che il voto all'unanimità è la conseguenza alta ed ottimale del ravvedimento delle forze di maggioranza che fulminate sulla via di Damasco hanno inteso valorizzare innanzitutto una legge della precedente legislatura, proposta dalla Consigliera Bora, rispetto alla quale, se non vado errato, ma se sbaglio qualcuno mi correggerà, la Lega aveva votato contro e i gruppi di Fratelli d'Italia e di Forza Italia si erano astenuti, come segno di distensione e di disponibilità verso un provvedimento giusto.
Consigliere Lucentini, questo importante voto all'unanimità, che è anche un segnale rilevante per la nostra comunità e per il mondo delle imprese, entrambe colpite dalla tragedia del Covid 19, è il frutto del ripensamento, costruttivo in questo caso, in particolare della Lega ed anche delle altre forze della maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare tutti i Consiglieri della maggioranza e della minoranza per queste dichiarazioni di voto e per l’espressione di sobrietà che c'è su questa delibera, che ritengo possa essere un selciato su cui costruire anche le prossime iniziative per l'economia e per le imprese. Lo dico avendo fatto parte di coloro che hanno votato contro, come ricordava bene il Consigliere Cesetti, che non rinuncia mai alla vis polemica, ma lo fa con classe, quindi glielo consentiamo perché anima il dibattito, la verità, e lo dico soprattutto ai Consiglieri Bora, Cesetti, Mastrovincenzo e Casini, che erano qua come altri nella scorsa legislatura, è che c'è una differenza sostanziale tra la prima crisi pandemica e quella che stiamo vivendo, e penso che lo riscontriate anche voi. Nella prima crisi le imprese, soprattutto le micro imprese, sono state particolarmente preoccupate e sono state colpite da una chiusura e dagli effetti legislativi che in qualche modo hanno impattato sul loro lucro cessante, oggi viviamo un'altra stagione, ancorché la malattia è stessa, che è quella della rabbia per cui c'è un sentimento molto più diffuso nelle imprese, che non contempla nessun tipo di analisi lucida e riflessiva, la rabbia sta prendendo il sopravvento, lo dico a cuore aperto, colleghi, e se ciò avviene c’è il rischio che qualunque provvedimento noi faremo, da adesso in poi, verremo trattari tutti collettivamente, come classe politica, come coloro che non sono stati capaci di trovare una soluzione. Quindi anche se potremmo dividerci e dovremmo dividerci, perché questa è la democrazia, secondo me, dovremmo farlo con un certo stile perché all'esterno, Consigliere Cesetti, rispetto all'altra volta non c'è nessuna attesa propositiva e rischiamo di sollevare una tensione che è già molto attente. C'è uno scontro fortissimo tra due fasce della nostra popolazione, è forse la prima volta che c'è uno scontro sociale di questo tipo nel nostro Paese, una divisione netta tra coloro che hanno un reddito garantito, uno stipendio, perché partecipano alla vita pubblica o hanno un lavoro dipendente da impresa e tutto sommato non hanno avuto un decadimento, un downgrade della loro qualità della vita, e coloro che oggi vedono il loro reddito messo a rischio in modo definitivo. Queste due Italie si stanno per scontrare, questa è la verità, nei prossimi mesi avremo una divisione sociale che sarà la prima nella storia da quella della guerra fredda, che ancora molti Paesi come il nostro non si sono lasciati alle spalle, quindi, su questo dovremmo essere bravi perché anche noi dovremo impattare in queste scelte.
Il motivo per cui abbiamo utilizzato la legge 13 e anche deciso di utilizzare gran parte delle risorse lasciate nei rimasugli del bilancio è dovuto al fatto che su queste cose quello che c'è di buono si utilizza, quello che magari è da attualizzare si cambia, ma mai con un approccio ideologico. Oggi la legge 13 sarebbe stata per una parte delle imprese inutilizzabile, dovevamo attualizzarla, modificarla, abbiamo cambiato il tasso di interesse, messo dei paletti un po' più stringenti per chi fruirà di questo conto garanzia, la cifra è indicativa perché riguarderà circa 3/4 mila imprese e abbiamo fatto i conti che muoverà un investimento di circa 40 milioni di euro. Anche se è una manovra residuale di fine anno potremo avere comunque un impatto positivo e molte imprese in questo momento hanno bisogno anche di liquidità, ma non è la sola, voglio dirlo qui affinché il quadro sia più completo, altrimenti avrebbe ragione la Consigliera Lupini quando dice che questa sarebbe una manovra limitata, abbiamo aggiunto anche 7,4 milioni di euro, anziché utilizzarli in avanzo abbiamo deciso di utilizzarli per lo scorrimento dei progetti di circa 40 imprese, che non avevano visto la luce con il finanziamento precedente. Faccio riferimento soprattutto ai progetti legati al Feamp al Fesar al Por, valgono per l'impegno che noi metteremo circa 7,5 milioni di euro e genereranno un investimento privato e coparteciperà all'investimento di circa altri 20 milioni. Abbiamo poi deciso di fare un fondo perduto di 7 milioni di euro per creare una leva finanziaria che noi pensiamo intorno ad altri 24 milioni di euro. Complessivamente con quello che è dato trovare a fine anno, quando l'esercizio finanziario ha di fatto consumato la capacità di spesa, siamo usciti con circa 17,5 milioni a creare una mobilitazione economica, una leva di 83 milioni di euro. Non è certamente una riforma strutturale che può dare un impatto importante, non vogliamo darle troppa enfasi, ma non volevamo nemmeno concludere l'anno finanziario senza dare dei segnali concreti all'economia.
L’impostazione che abbiamo dato non è quella dei ristori o dell'assistenzialismo, ma è quella di attivare investimenti, quindi anche il fondo perduto è comunque legato agli investimenti, alle spese che si vogliono effettuare, possono essere, come propone la Consigliera Lupini, legate alla sanificazione, all’acquisto di merce, oppure anche il controllo dei dipendenti, n modo da compartecipare anche alle spese delle imprese. Molti ci chiedono di aiutarli a sostenerli in lavori, manutenzioni e acquisti di piattaforme digitali per fare commerce, oppure il furgone per fare il delivery, stimoliamo chi con poco, perché parliamo di micro impresa, senza toni trionfalistici, ha voglia di resistere e di impegnarsi economicamente.
I ristori li fa il Governo e speriamo che siano impattanti così come attendono le imprese, a noi resta il compito non secondario di stimolare gli investimenti, nuove assunzioni e nelle prossime settimane, con l'Assessore Castelli e tutta la Giunta saremo impegnati a fare il nuovo bilancio e su queste materie credo che potremo trovare una concordia che ci serve per capire cosa si attende il mercato fuori, cosa si attendono le nostre imprese, ma anche per dare un segnale forte che su certe cose non ci si divide, che la classe politica è seria e ha la maturità per gestire quello che abbiamo di fronte.
Lo dicevano prima i Consiglieri Bora e Ausili, Banca d'Italia fa l'analisi e se uno legge attentamente la frase con cui sintetizzare quell'indagine sull’economia marchigiana è che siamo di fronte non più ad una crisi temporanea, che ormai sarebbe la terza in ordine di tempo, ma ad una crisi strutturale della nostra economia. Rivedremo completamente gli indici economici della nostra economia, che sta scivolando verso il sud come parametri di riferimento e di fronte ad una crisi strutturale occorre fare una riflessione più profonda e anche rimettere in discussione tutti gli strumenti finanziari che in passato erano la modalità ordinaria con cui si gestiva il sostegno all'economia e alle imprese perché viviamo un tempo straordinario, che necessita anche di misure diverse, quindi credo che quel confronto fatto questa settimana in Commissione con il Consigliere Putzu possa essere un metodo di lavoro anche per il futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Chiusa la discussione generale, ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Lucentini.

Mauro LUCENTINI. Grazie, Presidente. Caro Consigliere Cesetti, il Consigliere Lucentini non è stato folgorato sulla via di Damasco, lo dico perché dovreste apprezzare che questa maggioranza dimostra serietà e quando ci sono delle cose che non vanno le denuncia, mentre se ci sono delle cose apprezzabili le porta in quest’Aula e le fa sue. E’ il metodo più veloce per dare respiro a quelle micro imprese di cui l’Assessore Carloni ha appena parlato.
Certo, se vogliamo aprire un dibattito sulla legge 13 lo possiamo anche fare, ma non mi sembra il caso, non tutto è stato fatto nel migliore dei modi in passato, sebbene chi sedeva nei banchi dell'opposizione oggi non c’è in maggioranza.
Al di là delle proprie posizioni potremo discutere di tutte le imprese che non sono state ricomprese nella legge 13, invece dico che questo è il metodo più veloce e quando l'Assessore ce l’ha proposto siamo andati avanti utilizzando le stesse graduatorie per dare una risposta veloce, Consigliere Cesetti, non perché siamo stati folgorati sulla via di Damasco. Questo denota serietà da parte di questa amministrazione regionale, se c'è una cosa positiva la cavalchiamo, non perché vogliamo essere più bravi di voi, ma perché dobbiamo pensare alle imprese, e se c'è una cosa negativa la diciamo, e ci riferiamo alla sanità, sulla quale si apre un'altra discussione e allora o non siamo stati credibili prima o non siamo credibili ora, una delle due.
Questa cosa l’abbiamo condivisa perché è uno strumento veloce, sono piccoli aiuti, ma, come ha spiegato bene l'Assessore Carloni, quella piccola leva può far muovere una spesa di circa 40 milioni e questo ci consente di aiutare diverse migliaia di imprese. Se i meriti poi vanno all’Assessore Carloni o al Consigliere Cesetti, piuttosto che al Consigliere Lucentini, o al Consigliere Putzu, che è il Presidente della Commissione, non sono in grado di dirlo, però sta di fatto che oggi portiamo in Aula questo provvedimento e ad amministrare ci stiamo noi, cerchiamo di aiutare l'imprese e se utilizziamo lo strumento usato da voi in passato dateci atto che siamo bravi e riconosciamo le cose fatte bene, però dobbiamo essere credibili anche quando vi diciamo che le cose sono fatte male. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore e la Commissione per il lavoro che stanno svolgendo a favore delle aziende, il mio voto è favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il nostro voto sarà favorevole. Intervengo anche per dire al Consigliere Lucentini che se il suo intervento fosse stato quello di adesso, che è apprezzabile, io non sarei neanche intervenuto, prima aveva detto delle cose diverse, ma non devo polemizzare con il Consigliere Lucentini.
Noi voteremo a favore.
E’ vero Assessore Carloni che questa è una stagione nuova, è per voi legittimamente una stagione nuova, ma una cosa va detta: a suo tempo noi abbiamo avuto la tempestività della lungimiranza perché abbiamo previsto quelle difficoltà nella società che lei evocava, in voi c'è una cosa positiva, ma è frutto del ritardo della conversione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Il mio voto sarà favorevole. Mi associo all’Assessore Carloni perché oggi le imprese soffrono, stiamo vivendo un periodo lunghissimo di difficoltà e le aziende da tempo non vedono la luce. Molte hanno chiuso anche altre, speriamo di no, potrebbero chiudere nell'imminente periodo Covid e questo voto favorevole è anche a sostegno delle micro imprese, che ho sentito citare anche dai media, che spesso non vengono neanche riportate. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Articolo 1. Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 (dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Proposta di legge n.6. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 9
ad iniziativa delle Consigliere Lupini, Ruggeri
“Misure di sostegno a PMI per prevenzione durante Emergenza Covid-19”.
(Ritiro)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 9 delle Consigliere Lupini e Ruggeri.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Carloni che ha già recepito la mia mozione, è chiaro che in questo clima vedo con favore che c'è un'attenzione da parte di tutti, maggioranza e minoranza, a chi sta facendo lo sforzo e sta raccogliendo la sfida di andare avanti e tenersi in piedi.
Ho sentito parlare di rilancio, ripartenza, però vorrei entrare un po’ nel merito e penso sia importante perché le nostre armi in questo momento, per contenere il numero dei contagi, credo che siano i tamponi, la prevenzione sanitaria, la sanificazione e nonostante questo dobbiamo, come sempre si è detto, tenere il passo dell'economia, supportare e sopportare, quindi, ritengo che servano anche dei ristori.
In questo caso nella mia mozione, come potete vedere, parlo dei tamponi da effettuare ai dipendenti e della sanificazione dei locali, se la prevenzione è l'unica arma dobbiamo chiedere uno sforzo ulteriore alle micro, piccole e medie imprese e a tutti gli imprenditori, alle attività commerciali, nel fare anche questa azione sociale di prevenzione. Se i locali in cui si va a fare la spesa, in cui gli operai vanno a lavorare sono sanificati di più di quanto richiesto dai protocolli credo che sia importante per tutta la cittadinanza, cosicché possiamo affrontare anche il periodo natalizio, che sta arrivando, con più di serenità.
Nella mia mozione semplicemente raccolgo, ascolto quanto mi viene chiesto dai piccoli imprenditori, cioè di sottolineare e sostenere il loro sforzo economico nell'esborso per tamponi e sanificazioni aggiuntivi, credo che la loro voce in qualche modo sia stata anche ascoltata da questa Assemblea. La settimana scorsa ho presentato questa mozione con la quale do la voce ai piccoli imprenditori dei territori che mi hanno contattato, nel dettaglio, per un ristoro rispetto ai tamponi aggiuntivi che stanno facendo. Immagino che in questo clima la mia mozione possa essere recepita. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Carloni.

Mirco Carloni. Grazie, Presidente. Vorrei fare una proposta alla Consigliera Lupini, intanto ringraziandola per questa mozione che credo sia in parte frutto di un’analisi precedente alla proposta che abbiamo fatto noi, che è stata calendarizzata solo per oggi.
La sua proposta è antecedente, la condivido completamente e ritengo anche che in qualche modo sia assorbita dai provvedimenti che abbiamo messo in campo, perché di fatto è una di quelle iniziative che potremmo condividere e aggiungo che nei criteri per il fondo perduto potremmo inserire, prendendo spunto dalla sua mozione, anche l’acquisto di tamponi o attività di sanificazione, che le imprese devono fare per mettere in sicurezza i propri dipendenti. Potremmo far rientrare questi costi, che potrebbero essere coperti dal contributo a fondo perduto. Se lei è d'accordo e ritira la mozione faccio la proposta di inserire in quel fondo perduto anche i costi che lei ha ben rappresentato nella sua mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Carloni, dopo un confronto con il mio gruppo e con la capogruppo, credo che sia pensabile di ritirare la mozione proprio perché apprezziamo l'atteggiamento e le parole dell'Assessore, anche perché proponevo, come avrete tutti letto, di recepire questo ristoro nella prossima legge di bilancio.
Saremo molto attente a vedere che sia effettivamente accolto e che si possa pensare di andare nei luoghi di lavoro, negli esercizi commerciali sicuri, che nessuno risparmi sulla salute dei dipendenti, delle loro famiglie e dei bambini che vanno a scuola e dei clienti, che in questo modo speriamo di tutelare. Grazie.

Mozione n. 10
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Santarelli
“Iniziative regionali per la modifica di criteri e modalità di individuazione del fabbisogno di medici ed infermieri per il servizio sanitario e sociosanitario e per l’ampliamento degli accessi ai relativi corsi universitari”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 10 dei Consiglieri Biancani, Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Santarelli
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Ho anche presentato un emendamento a questa mozione, che è già stato distribuito, quindi illustrerò sia la mozione che l'emendamento.
Ormai da diverso tempo, molto prima che a marzo scoppiasse l'emergenza legata coronavirus, percepiamo una situazione di difficoltà che si vive nelle corsie degli ospedali, nelle strutture territoriali sanitarie e socio-sanitarie, in cui medici e infermieri in affanno coprono turni al di là dell'orario e accumulano giornate di riposo e ferie che non riescono poi a godere.
Come tutti sappiamo gli accessi ai corsi di laurea in medicina e chirurgia e ai corsi di laurea specialistica delle professioni sanitarie sono programmati a livello nazionale sulla base potenziale dell’offerta formativa delle università, tenendo conto del fabbisogno del Servizio sanitario nazionale. Questo sistema calmierato dovrebbe garantire da un lato un'alta qualità della formazione anche pratica e dall'altra un'offerta di nuovi professionisti coerente con le necessità di immissione di nuovo personale nel Servizio sanitario. A sua volta, la quantificazione del fabbisogno individuato dal Ministero della salute tiene conto delle previsioni a livello regionale e nazionale della domanda e dell'offerta di professionisti sanitari, dei LEA, degli obiettivi individuati nel Piano sanitario nazionale e in quello regionale, dei modelli organizzativi dei servizi, vengono inoltre prese in considerazione le valutazioni degli ordini e dei collegi professionali.
Sulla carta il meccanismo funziona benissimo, si quantifica il numero dei medici ed infermieri necessari, si forma esattamente quel numero di professionisti, un incontro perfetto tra domanda e offerta, i fatti però dimostrano che qualcosa in questo modello non va, c’è un evidente distanza tra i reali bisogni emergenti di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie nella quotidianità e il fabbisogno di personale sanitario, che annualmente le Regioni segnalano al Ministero competente sulla base dei modelli previsionali che sono inadeguati alle realtà attuali.
Non si può trascurare il fatto che è in atto ormai da anni anche una riorganizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari nell'ottica del risparmio delle risorse, quindi di controllo della spesa e questo ha avuto riflessi negativi anche sul fabbisogno di personale perché ha ristretto normalmente la possibilità di assunzioni.
Un'altra questione che tratta l’emendamento che ho presentato e che va affrontata nella stessa sede è l'annoso problema dell'imbuto formativo delle specializzazioni, l'aumento progressivo di anno in anno di medici laureati e abilitati, che rientrano per più anni nei concorsi per accedere alla formazione specialistica. Se per esempio abbiamo dieci laureati e la formazione specialistica ne prevede sei, quattro non potranno specializzarsi.
Con questa mozione chiediamo alla Giunta di farsi portavoce a livello nazionale, nelle sedi istituzionali appropriate, della richiesta di rivedere i meccanismi di quantificazione del fabbisogno di nuovi medici ed infermieri da formare, di affrontare l'annoso problema dell'imbuto formativo, di sostenere con adeguate risorse il potenziamento degli organici.
In modo specifico chiediamo alla Giunta di impegnarsi a rappresentare a livello di Conferenza Stato-Regioni la necessità di un'urgente revisione dei modelli previsionali di quantificazione del fabbisogno di personale per i servizi sanitari e socio-sanitari, in particolare quello di medici ed infermieri, modelli che alla luce dell'evidente distanza tra fabbisogni evidenziano il fatto che questo non è più tollerabile e a richiedere con conseguente ampliamento la possibilità di accesso ai relativi corsi universitari per colmare l’ormai strutturale insufficienza del numero di medici ed infermieri, consentendo una maggiore flessibilità anche a livello regionale, a rappresentare l’urgenza di avviare quanto prima un ampliamento straordinario. Ricordo che per poter formare un medico ci vogliono quasi dieci anni e diversi anni per poter formare un infermiere, quindi, in questo momento occorre anche un aumento straordinario per riuscire a dare risposte sia nella sanità che nei servizi, sia privati, ma soprattutto pubblici, di medici e infermieri.
È stato aggiunto un emendamento che va a sollecitare anche la soluzione dell’annosa problematica relativa ai corsi, imbuto formativo, che vede aumentare di anno in anno i medici esclusi dai pochi contratti pianificati per la formazione specialistica, medici che rimangono ingabbiati in un limbo formativo dal quale a volte purtroppo escono fuggendo all'estero. In Italia spendiamo risorse per preparare i medici, i quali, una volta formati, non essendoci la formazione specialistica, vanno a lavorare all'estero, ma si sono formati in Italia.
Chiediamo inoltre di rappresentare la necessita di un adeguato finanziamento alla spesa sanitaria per il personale, che porti i servizi sanitari e socio-sanitari a degli standard qualitativi e quantitativi soddisfacenti, in pratica un aumento delle risorse sia per lo Stato che per le Regioni per poter procedere alle assunzioni.
Molte volte parliamo di posti letto, ma se poi non abbiamo i medici e gli infermieri da mettere lungo le corsie difficilmente riusciremo a dare quelle risposte che tutti ci auguriamo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, l'esecutivo regionale accoglie questa mozione proposta dal gruppo del Partito Democratico, tenendo conto che la materia di cui ci occupiamo rientra nella competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'articolo 117 primo comma della Costituzione.
La carenza di medici specialisti, anestesisti, internisti, pneumologi, che in questi giorni si manifesta nelle terapie intensive, in particolar modo, richiede la revisione, la programmazione, la formazione di questo personale, anche degli infermieri, quindi di tutte le professioni sanitarie.
Devo anche aggiungere che la Giunta regionale ha già posto questi problemi nella Conferenza Stato-Regioni che si è svolta il 5 novembre, la quale ha chiesto allo Stato una serie di misure dirette ad emendare l'assetto attuale delle professioni sanitarie, non solo per la programmazione e la formazione universitaria, ma anche per l’esecuzione di attività particolari, come quelle che riguardano gli infermieri, per l'esecuzione di test rapidi antigenici capaci di monitorare il fenomeno della prevenzione Covid in modo più incisivo e penetrante.
Nella Conferenza Stato-Regioni anche la Regione Marche ha sottoscritto la richiesta al Governo, quindi al Parlamento, di garantire un aumento delle assunzioni straordinarie per l'anno 2021, previste dai decreti legge nn. 14, 18, 34 del 2020.
Si è chiesto di aumentare il plafond per estendere l’indennità di malattie infettive, prevista dall'ultimo contratto collettivo nazionale di lavoro, a tutto il personale, di tutti i ruoli, con un aumento della dotazione di 250 milioni di euro; abbiamo sollecitato che sia estesa anche agli specializzandi medici e sanitari frequentanti i primi anni la possibilità di essere assunti a tempo determinato da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale, come previsto dalla legge 145 del 2018, per rinforzare gli equipaggi USCA.
Per quanto riguarda le attività di contact tracing abbiamo domandato di utilizzare gli studenti iscritti al terzo anno dei corsi laurea triennale e di professioni sanitarie; abbiamo chiesto al Governo di presentare emendamenti anche nella prossima legge finanziaria per il reclutamento del personale, soprattutto senza vincolarne la destinazione, la possibilità di garantire, limitatamente al periodo emergenziale, la possibilità per gli infermieri di eseguire i tamponi rapidi antigenici e di autorizzare gli operatori socio-sanitari che acquisiscono una particolare specializzazione, la cosiddetta terza S, a somministrare le terapie nelle case di riposo e nelle RSA. Tali misure potrebbero garantire l'aumento della platea delle persone che possono essere sottoposte a tampone rapido.
Abbiamo chiesto al Governo di modificare l’ordinamento dello stato giuridico del personale e delle professioni sanitarie (infermieri, assistenti sanitari) affinché possano svolgere le operazioni di lettura di testi rapidi da SARS, nonché l'aumento della programmazione e della formazione non solo dei medici, ma anche degli infermieri a partire dall'anno accademico attuale, attraverso una revisione delle persone che sono state accreditate; infine, e non per ultimo, abbiamo chiesto al Governo di verificare la possibilità di autorizzare gli infermieri che hanno un rapporto di pubblico impiego, che vedono preclusa la possibilità di svolgere attività aggiuntiva per il diritto di esclusività della pubblica amministrazione riguardo i suoi dipendenti, in questo periodo emergenziale a svolgere attività aggiuntive all'orario di servizio obbligatorio presso le aziende sanitarie, presso RSA e le case di riposo.
Un pacchetto normativo che potrebbe essere riconosciuto nei prossimi provvedimenti emergenziali dell’esecutivo.
Penso che di questo i Consiglieri del Partito Democratico potranno rendersi interpreti nei confronti dei propri parlamentari, che siedono nella maggioranza parlamentare, affinché questi atti possano essere rapidissimamente approvati.
Aderiamo con entusiasmo a questa mozione e chiediamo nell'ambito del principio di leale cooperazione tra le maggioranze e le opposizioni, nel caso della maggioranza parlamentare si inverte il rapporto, che le misure che noi oggi approviamo, penso all'unanimità, con ampia soddisfazione di tutto il Consiglio regionale, possano trovare ampia validazione e applicazione nella prossima legge di bilancio e nei prossimi provvedimenti emergenziali che sono stati annunciati da parte del Presidente del Consiglio e quindi da parte dell'esecutivo nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Sono in linea con l'Assessore Saltamartini, preciso, preparato, capace, puntuale. Vorrei ricordare al Consigliere Biancani qualcosa in termini politici, lei sa che io mi sono già espresso in questa Assise sempre e fortemente contrario al numero chiuso in medicina, e voglio riparlare di questo aspetto.
Il numero chiuso in medicina fu introdotto nel 1999 dal Governo D'Alema, ricordo che il Ministro alla sanità era Rosy Bindi, Ministro della Pubblica istruzione Zecchino, allora votò a favore del numero chiuso per la formazione di medici chirurghi tutta la maggioranza legata al Governo D'Alema, votarono a favore anche Alleanza Nazionale, il Cento Cristiano Democratico, Forza Italia si astenne e solo la Lega nord votò contro.
Il numero chiuso negli anni ha generato quello che vediamo, il bisogno di avere medici per il nostro servizio sanitario nazionale e non trovarne a tutti i livelli, dai specialisti perché l'imbuto poi si è generato per le scuole di specializzazione in maniera impressionante.
I dati che ha dato il Consigliere Biancani sono giusti, dieci medici si laureano, se va bene sei riescono ad accedere alle scuole di specialità, perché anche lì c'è il numero chiuso, che non è sufficiente, non solo per formare gli specialisti che poi serviranno, ma anche perché chi non riesce a entrare nella scuola di specialità, come lei ha detto, prende le valigie e se ne va all'estero a trovare fortuna. I medici italiani all'estero fanno tutti carriera perché hanno una base formativa universitaria molto elevata, in Europa, ma forse nel mondo, sono tra i più preparati come scuola universitaria e come facoltà di medicina e chirurgia.
Dobbiamo anche prendere atto che il numero chiuso lede, secondo me, il diritto allo studio, toglie la possibilità a tanti ragazzi che rimangono male del mancato superamento del test di ingresso a medicina, si sentono mortificati dal punto di vista umano, sociale, culturale, riprovano gli anni dopo, perdendo nel frattempo del tempo in cui potrebbero fare la facoltà, quindi negazione del diritto allo studio, mortificazione umana e professionale di questi giovani ragazzi, che hanno voglia di fare questa facoltà e non riescono ad accedere.
All’anno ci sono circa 9 mila domande, ne vengono prese 3 mila, 6 mila restano fuori, voi capite che è una cosa palesemente ingiusta, noi dobbiamo fare in modo che il Governo nazionale faccia una legge per togliere questa cosa, è un obbrobrio politico il numero chiuso alla facoltà di medicina, oltre il fatto che oggi mancano anestesisti, ortopedici, pneumologi, medici di base, anche nella scuola di formazione per la medicina generale convenzionata mancano fondi. Bisognerà fare più corsi perché nei prossimi anni mancheranno 30/40 mila medici di base, è difficilissimo trovare anche dei sostituti e ve ne parla uno che per essere qui oggi ha il sostituto nel suo ambulatorio.
Questo è un discorso grande, mancano gli infermieri, non solo i medici. Mi piace il provvedimento dell’Assessore Saltamartini, quello della terza S, l'operatore socio-sanitario che tramite un corso ha la possibilità di fare prestazioni vicine, non uguali, a quelle infermieristiche, vicine, perché in questo momento bisogna prendere di tutto.
Voterò a favore di questa mozione, da anni mi batto contro il numero chiuso anche perché, ripeto, il test di ingresso per entrare alla facoltà di medicina, di cultura generale o altro, è palesemente inadeguato, non giusto per far entrare i ragazzi in una facoltà così importante, che dà un'aspettativa di vita, un'esperienza di vita importante, e chi la vuol fare deve avere l'opportunità di farla.
Quando mi sono iscritto alla facoltà di medicina solo il 27% degli iscritti si laureava, la selezione la deve fare il corso di laurea, se ti impegni, studi, ti prepari e stai sul pezzo, quello è il metodo che deve servire per far laureare un ragazzo, non può essere un banale test di ingresso che non ti dà la possibilità di entrare, di fare questo percorso.
Sarebbe un grande passo avanti in questo Paese se riuscissimo non solo a togliere il numero chiuso, ma ad aumentare i posti per le scuole di specialità e per la formazione dei medici di medicina generale, sarebbe un passo avanti, il Covid ci ha fatto capire che siamo palesemente inadeguati nel dare risposte e penso che possa essere una battaglia comune, per cui condivido l'idea e il principio della mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Siamo d'accordo su tutto quanto detto, non solo scritto sulla mozione, quello che vorrei aggiungere è che, al di là di tutto, mi auguro un proficuo e costante scambio, contatto e colloquio tra il Ministero, la nostra Giunta e l’ Assemblea perché la salute è il bene supremo in questo momento, non possiamo permetterci incomprensioni o mancati confronti. Questo è un auspicio che condivido con voi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per esprimere parere favorevole sia sulla mozione che sull’emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Emendamento 10/1 a firma dei Consiglieri Biancani, Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Santarelli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva).

Mozione n. 10 così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,10.