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Resoconto della seduta n.54 del 26/01/2017

SEDUTA N. 54 DEL 26 GENNAIO 2017

La seduta inizia alle ore 12,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 54 del 26 gennaio 2017. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 52 e 53 rispettivamente del 27 dicembre e 17 gennaio, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che
sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 108 in data 24 gennaio, ad iniziativa della Consigliera Malaigia, concernente: “Tutela e valorizzazione della creatività marchigiana: modifica della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 (Norme in materia di beni ed attività culturali)”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 109 in data 24 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Bisonni, concernente: "Modificazione del confine del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi", assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15, nonché trasmessa alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 110 in data 24 gennaio, ad iniziativa della Consigliera Malaigia, concernente: “Tutela e valorizzazione della creatività marchigiana: modifica della legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 (Testo Unico in materia di commercio)”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
n. 111 in data 26 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Busilacchi, concernente: “Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria'”, assegnata alla II Commissione in sede referente, al Consiglio regionale delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 20017, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
n. 112 in data 26 gennaio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Anticipazione finanziaria per fronteggiare la crisi sismica” assegnata alla I Commissione in sede referente;
sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
n. 33 in data 19 gennaio, ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Micucci, Zura Puntaroni, Bisonni, Giancarli, Giacinti, Giorgini, concernente: “Modifiche della deliberazione dell'Assemblea legislativa 27 dicembre 2016, n. 45 avente ad oggetto: 'Modifica della deliberazione dell'Assemblea legislativa 9 dicembre 2014, n. 115 'Piano regionale di edilizia residenziale (triennio 2014-2016). Legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36'”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
n. 34 in data 24 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Bisonni, concernente: "Modificazione alla deliberazione dell'Assemblea legislativa regionale 1 dicembre 2009 "Istituzione della riserva naturale regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15", assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 209 del Consigliere Rapa, concernente:“Costruzione del nuovo carcere di Camerino”;
n. 210 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, concernente: “Contrarietà alla vendita di un tratto della ferrovia Fano-Urbino, ed esercizio del diritto di prelazione”;
n. 211 del Consigliere Rapa, concernente: “Benefici fiscali legge 229/2016 nelle zone colpite dal terremoto”.
Hanno chiesto congedo il Presidente della Giunta Ceriscioli e il Consigliere Maggi.

Commemorazione delle vittime dell'Hotel Rigopiano

Vorrei aprire la seduta con un minuto di silenzio proposto da tutto l’Ufficio di Presidenza per commemorare le vittime dell’Hotel Rigopiano che ha coinvolto purtroppo anche tanti concittadini marchigiani.

(L’Assemblea legislativa osserva un minuto di silenzio)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Chiedo cortesemente la possibilità di mettere in discussione la proposta di legge n. 112, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Anticipazione finanziaria per fronteggiare la crisi sismica”. E’ un provvedimento che la Giunta ci chiede di poter approvare, per questo chiedo di metterlo all’ordine del giorno.

PRESIDENTE. Votiamo l'iscrizione d'urgenza della proposta di legge n. 112.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza dei due terzi dei votanti)

PRESIDENTE. La proposta viene inserita subito dopo il primo punto dell’ordine del giorno.

Proposta di legge n. 105
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Ulteriori modifiche alla legge regionale 21 settembre 2015, n. 23 ‘Disposizioni urgenti sugli enti regionali per il diritto allo studio universitario (Ersu)’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 105 del Consigliere Giacinti.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Con questa proposta di legge chiediamo all’Assemblea legislativa di prorogare di un mese i termini di scadenza dei Commissari degli Ersu in carica fino al 31 gennaio.
E’ una proroga dovuta esclusivamente al fatto che, secondo il calendario dei lavori dell’Assemblea legislativa, molto presumibilmente la proposta di legge dell’Ersu, relativa alla riforma del diritto allo studio, che è stata licenziata già dalla Commissione il 10 gennaio, andrà in Aula il 14 febbraio, a quella data i Commissari saranno decaduti in quanto il loro incarico scade il 31 gennaio.
Se andremo in Aula il 14 febbraio, la nuova riforma che prevede il nuovo ordinamento sarà pubblicata da lì a qualche giorno.
Questa calendarizzazione fa ritenere necessaria la proroga dei termini dei Commissari attualmente in carica, quindi si chiede, con questa proposta di legge, di procrastinare al 28 febbraio la durata in carica dei Commissari attualmente in essere.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie Presidente. In Commissione ho auspicato questa proroga, non tanto per la proroga in sé, quanto per evitare il rischio di approvare una riforma dell’Ersu senza averla condivisa con i soggetti che sono coinvolti da tale decisione e da tali modifiche normative.
Abbiamo letto che ci sono tante perplessità sulla riforma che la Commissione, presieduta dal Consigliere Giacinti, ha approvato e credo che questa proroga, a cui voterò a favore, sia un utile contributo per dare un supplemento di riflessione alla maggioranza, che spero sappia cogliere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Mi sento di condividere le affermazioni fatte un attimo fa dal Consigliere Carloni che, come relatore di minoranza, ha illustrato questa proposta di legge.
Signor Presidente e Consigliere Giacinti, vi voglio dire che questa legge, cosiddetta di riforma, non la vuole nessuno, non la vogliono gli studenti, che questa mattina hanno protestato, non la vogliono i rettori delle Università, non la vogliono i lavoratori, non la vuole nessuno, probabilmente solo una parte del Partito Democratico, ma ancora non abbiamo capito bene cosa spinge all’approvazione di questa legge in questo modo. Per fare cosa? Questa è la domanda. Perché volete questa cosa? Se gli studenti non la vogliono, allora non è una riforma per il diritto allo studio, perché non credo che i ragazzi non abbiano capito la legge, i lavoratori non la vogliono, le organizzazioni sindacali, che rappresentano i lavoratori, non la vogliono, allora?
Credo che questo mese debba servire per rivisitare questa legge, almeno uno dei tre soggetti interessati, a prescindere da quale sia, lo vogliamo accontentare? Ne vogliamo ascoltare uno per poter dire che le richieste che provengono da quel mondo sono giuste?
Non mi può convincere che la legge sia fatta bene, quando nessuno la vuole, Credo che anche l’Assessore competente debba pronunciarsi definitivamente, ci dica che tipo di legge viene fuori, anche perché penso che l’Assessore faccia parte di quel primo ragionamento che ho fatto. Perché vuole questa legge? Per chi?
Credo che questi 20/30 giorni di proroga debbano servire per rivisitare la legge e dovete avere il coraggio di rimetterla in discussione, Facciamo almeno la scelta di accontentare gli studenti, ascoltiamo le loro richieste. Vogliamo accontentare i lavoratori? Ascoltiamo i lavoratori.
Mi dicono che i lavoratori li lascerete senza lavoro perché verrà esternalizzato. 300 persone rimarranno senza impiego e dovranno seguire il lavoro. Questo è il problema dei lavoratori. Lo sapete, non fate finta di no, questo è il problema, i lavoratori rischiano di rimanere, e rimarranno, senza lavoro perché i servizi verranno esternalizzati, lo dico dentro quest’Aula, saranno costretti a seguire chi ha vinto la gara.
Assessore, lei lo sa che è così, perché si ostina ancora su questo problema? Per quanto riguarda gli studenti c’è solo la carta, a livello regionale, dei servizi omogenei, non c’è quello che chiedono.
L’Università, va detto, quel tipo di convenzione non la vuole, salvo un'Università che si trova in una situazione difficile in questo momento, che è l’Università di Camerino. Ancona non la vuole, Urbino non la vuole, allora continuate su questa strada?
Non capisco la vostra ostinazione nel seguire una cosa che non vuole nessuno, mi rivolgo in modo particolare al Presidente del Consiglio, che credo debba essere sensibile alle richieste delle parti sociali, del mondo della scuola, degli studenti, dei lavoratori. Un intervento per ascoltare le pari sociali credo sia indispensabile, Signor Presidente, in modo tale che almeno lei possa avere cognizione di causa di cosa stiamo parlando, perché stiamo discutendo di una cosa molto interessante per questa comunità marchigiana.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Siamo all’ennesima proroga dei Commissari Ersu, prima 6 mesi, poi altri 6 mesi, poi 3 mesi, adesso 1 mese, le carte sul tavolo sono sempre le stesse e non piacciono a nessuno.
Appena la I Commissione ha divulgato il testo che proponeva, rimescolando un po’ il testo della Giunta con altre proposte di legge, abbiamo organizzato un convegno a cui il Consigliere Giacinti ha gentilmente partecipato, c’era Longhi, il rettore dell'Università politecnica delle Marche, c’erano gli studenti, un sindacalista della Cgil, e nessuno si è detto soddisfatto del testo. Quindi continuiamo a prorogare navigando al buio, senza bussola, non sapendo dove il diritto allo studio deve attraccare perché addirittura la legge fornisce, all’articolo 5, tre differenti modalità di gestione. Per questo nella confusione, nell’incertezza, nella contrarietà dell’impostazione, tutti i portatori di interesse di questa legge si dicono contrari.
Proseguite così e vedremo dove andate a finire, perché effettivamente l’incapacità di gestire questo settore diventa manifesta, è più di un anno che gli Ersu subiscono un commissariamento inutile, per un anno abbiamo bloccato le attività di investimento, di sviluppo, per fare una riforma che ancora non sappiamo quale sia.
Pazienza, sono però molto preoccupato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Velocemente qualche considerazione. La prima, questa ulteriore proroga dimostra che non c’era la necessità del commissariamento. L'avevamo detto! C’erano i tempi per lavorare su una nuova legge di riforma degli Ersu e quando fosse stata pronta, elaborata per bene, condivisa sui territori, si sarebbe portata in Aula.
Questo stillicidio delle proroghe sta a dimostrare che la scelta era sbagliata, prendetene atto, soltanto per far vedere, e questo mi ricorda molto l’esperienza del Governo centrale, che si fa qualcosa, si riforma, ma quando si fanno le cose sbagliate, è meglio non farle, e questo ne è un esempio classico. Si doveva proseguire con una amministrazione tranquilla ed interagire con i soggetti, con gli attori dei territori, in modo più sereno e calmo, non in questo modo burrascoso, perché ci sarebbe stata comunque una amministrazione regolare che governava questo processo e garantiva il diritto allo studio, si poteva poi arrivare a conclusioni migliori.
Su questa proroga, già l'altra volta mi sono espresso negativamente, mi esprimo ancora una volta negativamente e non perché un mese rovini chissà che cosa, ma perché mi ero già espresso sul principio, all’inizio, quando sono stati commissariati gli Ersu e non ricorrevano i presupposti.
L’altro aspetto. Se c'era la necessità di riformare la legge 38, era per far sì che la Regione potesse finalmente perequare nei territori, nel modo migliore, i diritti, le esigenze dei ragazzi che si approcciano all’Università e che hanno questo diritto allo studio. Forse c’era troppa sperequazione tra quello che succedeva nel nord delle Marche con quello che succedeva al sud, ad esempio, con una serie di gemmazioni sui territori. Faccio riferimento alla mia Ascoli che ha una facoltà pesante come quella di architettura, che non è una gemmazione, ma è la facoltà di architettura dell’Università di Camerino con sede ad Ascoli. Ripeto, non è una gemmazione, come potrebbe essere ingegneria a Fermo, come potrebbe essere economia a San Benedetto, sempre della Politecnica, quelle sono gemmazioni, ma è una facoltà istituita in quella sede con legge.
Lì bisognava fare qualcosa, bisognava rivedere i termini del diritto allo studio, come gestire i servizi, come approcciarsi all’edilizia universitaria, come spendere i fondi per i 3.000 iscritti ad Ascoli, di cui l’Ersu si occupa abbastanza bene, ma non troppo, per essere integrato all’Ersu di Camerino.
Se c’era la necessità di rivedere la legge n. 38, era in questo senso, non nel senso che avete previsto voi, dove addirittura aumentate i livelli di gestione. Avremo la Regione, avremo l’Edis, avremo le convenzioni, avremo i presidi sui territori, avremo le Università, per fare che cosa? Per dare la gestione alle Università che non la vogliono? Per darla poi in concessione ad una struttura privatistica che assorbirà questi dipendenti, e poi? - a me non è stato trasmesso il testo finale, non so se lo avete corretto o meno, lo elaboreremo. Il risparmio sul personale verrà utilizzato per la manutenzione degli edifici, poi quando avremo finito i risparmi sul personale, i fondi per la manutenzione per gli edifici dove li prendiamo? Considerato il presupposto che questi dipendenti che oggi sono pubblici, sono dipendenti della Regione Marche, andranno a scemare ed alla fine tutto sarà gestito a livello privatistico attraverso le concessioni. Su questo invito a fare una riflessione.
Condivido quello che ha detto il Consigliere Carloni, fate una riflessione, ma fatela per bene, quando tutti sono contrari ad una cosa, qualche riflessione va fatta. Non è che quando una legge soddisfa una parte e l’altra no, vuol dire che è fatta bene. Qui no, non è assolutamente fatta bene, noi andiamo a toccare un argomento fondamentale che è quello del diritto allo studio e dei servizi da dare ai nostri ragazzi. I servizi non riguardano soltanto la gestione del posto letto, la gestione della mensa, è diverso, l’Università si amplia, si tratta dell’orientamento, dell’alternanza scuola lavoro, del discorso dei rapporti con l’Unione europea, della possibilità che i nostri ragazzi possano andare ad affinare la loro preparazione all’estero. Questi sono i servizi che noi dobbiamo implementare all’interno dell’Ersu, non focalizziamo il discorso al buono pasto ed al posto letto, e su tutta questa cosa non vedo nella legge di riforma dei passaggi importanti e fondamentali, per cui, ripeto, nel merito della legge ne discuteremo ancora, ma sulla odierna proposta di proroga sono nettamente contrario in virtù del principio originario che non era necessario commissariare quest’ente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Non volevo intervenire di nuovo, però mi corre l’obbligo visto e considerato che stiamo parlando solo dell’introduzione di una proroga tecnica e basta, solo per essere ligi alle scadenze che nel frattempo non si incastrano per ovvi motivi, ma si torna a toccare nel vivo il corpo della legge.
Non oso immaginare cosa potrà accadere quando parleremo della legge in Aula. Però mi piace raccogliere la sfida. Colgo l’occasione pubblica per ringraziare in particolare tutti i membri della Commissione ed anche gli altri Consiglieri che a più riprese hanno partecipato ai lavori pur non facendone parte, mi riferisco ai Consiglieri Busilacchi e Zaffiri che più volte ci hanno fatto visita. Ovviamente ringrazio tutti i Commissari che hanno svolto un gran lavoro, grande sotto il profilo della mole senza dubbio, della qualità si vedrà poi in futuro, non spetta a me dirlo, però voglio portare delle puntualizzazioni che mi sembrano rispettose della verità dei fatti.
Dopo aver licenziato il testo della proposta di legge n. 77, il 10 gennaio, abbiamo fatto, come gruppo consiliare del Partito Democratico, un ulteriore passaggio con gli attori interessati da questa riforma e non mi risulta che ci siano tutti questi scontenti, Consigliere Zaffiri. C’è qualcosa senza dubbio su cui poter tornare, non a caso abbiamo fatto questo ulteriore passaggio. Abbiamo fatto un incontro con i sindacati ed alla fine, dopo una lettura ed una interpretazione del testo normativo che forse con una lettura frettolosa non era stato inteso nella giusta misura, resta pochissimo, suggerimenti che probabilmente prenderemo, li vedremo prima di portare in Aula il testo.
Non mi sembra che tutti gli studenti la pensino alla stessa maniera ed anche lì abbiamo avuto modo di chiarire che alcune questioni da loro rivendicate non potevano essere accolte per la confliggenza con altre disposizioni normative. Non è vero che gli Atenei non sono d’accordo, una parte è d’accordo, un'altra molto d’accordo ed un'altra parte ancora suggerisce una visione diversa, questo sì, ma questo non significa che la legge non possa vedere la luce.
Al Consigliere Celani faccio i complimenti, perché ha colto, come pochi, il nocciolo vero della riforma normativa, quello che afferma che le eventuali risorse che saranno risparmiate andranno ad incrementare le risorse per il diritto allo studio, ed è il vero senso e forse l’aspetto più nobile di questa riforma normativa.
Laddove, fosse vero e questo lo auspichiamo tutti con fervore, si dovessero trovare maggiori risorse, ed è questo lo scopo della legge, queste andrebbero impiegate per incrementare il diritto allo studio. Incrementare significa accrescere gli standard qualitativi ed anche quantitativi dei vari servizi che compongono il diritto allo studio, perché all’articolo 3, ricordando un po’ a memoria la legge, abbiamo una bella sfilza di valori e di punti che definiscono il diritto allo studio, anche le questioni che il Consigliere Celani nominava, come l’integrazione con il mondo del lavoro, con le Università e le imprese, che è un aspetto in cui nella riforma si fa menzione.
Ricapitolando vorrei dire: torneremo sul testo quando lo esamineremo con le sue variazioni, forse anche con qualche ulteriore modifica che, ripeto, dopo questi ultimi incontri, potrà rendersi necessaria, però oggi si discute di una proroga squisitamente tecnica, legata all’entrata in vigore della nuova proposta, se quest’Aula autorevole la riterrà opportuna e non si farebbe fatto in tempo perché i Commissari scadono inesorabilmente il 31 gennaio.
Mi sembra giusto ricondurre la discussione nel giusto alveo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Non volevo intervenire perché il dibattito sull’Ersu lo affronteremo e interverrò in quella sede quando la proposta di legge di riforma verrà in Aula e sarà l’occasione giusta per entrare nel merito.
Visto che su alcune questioni, se non altro di metodo, è stata aperta una discussione, colgo l’occasione per ringraziare la I Commissione, in particolare il suo Presidente che, devo dire, con grande capacità, in questi mesi si è trovato di fronte un difficile compito, che è quello di trovare la migliore sintesi rispetto a vari testi che sono pervenuti. Credo che sia stato fatto un grande lavoro, io stesso ne sono stato testimone diretto avendo partecipato quasi sempre ai lavori della Commissione, e quindi mi sento già da ora di ringraziarlo.
Penso anch’io che l’obiettivo sia quello di giungere in Aula con la riforma migliore possibile, sebbene sia verissimo che questa proposta di legge, che votiamo oggi, cioè la proroga dei termini del commissariamento, nasce esclusivamente da ragioni tecniche, perché il testo licenziato dalla Commissione non avrebbe consentito, quand’anche fosse stato discusso il 31 gennaio, di avere i tempi per la pubblicazione. Questa è la ragione che ha portato a questa proposta di legge e anche qui la Commissione, con grande intelligenza, ha lasciato un termine sufficientemente ampio per consentire un eventuale ulteriore approfondimento.
Sono d’accordo con quanti dicono che su proposte di riforma così importanti, una richiesta di approfondimento ulteriore è opportuna, sono pienamente convinto che il tema del diritto allo studio riguardi innanzitutto gli studenti, quindi credo che la voce degli studenti sia quella più importante da ascoltare, consentitemi, ci sono senza dubbio altri soggetti, che sono operatori del diritto allo studio, sono gli Atenei, sono i sindacati, i rappresentanti dei lavoratori, però chiamandosi diritto allo studio, credo che i beneficiari della riforma debbano essere ascoltati per primi.
La Commissione lo ha del resto fatto, però adesso abbiamo qualche settimana in più, quindi ogni ulteriore approfondimento, che aiuti a portare in Aula la migliore riforma, credo che sia utile.
Tutti coloro che condividono questo ragionamento, e credo che possiamo essere tanti in quest’Aula, debbono votare a favore di questa proposta di legge senza dire: “Va bene, avevamo detto che era l’ultima proroga, quindi voterò contro”. Questo è un atteggiamento formalistico, se si vogliono produrre le riforme migliori credo che siano più utili degli atteggiamenti sostanziali che partano dall’approfondimento e dal buon senso. Quindi chiedo il voto più ampio possibile.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Approfitto della dichiarazione di voto per fare una riflessione. Ho visto che molti colleghi hanno colto l’occasione per parlare della riforma, ma io che ho una mente abbastanza schematica mi attengo a quello che è in discussione oggi, ossia la proroga. Poi mi riserverò di esprimere il mio parere sulla riforma quando questa sarà presentata ufficialmente. Quando avrà fatto tutti i passaggi finali ci sarà modo di valutarla e di leggerla con attenzione.
In merito all’oggetto di oggi, ho ascoltato con attenzione la relazione del relatore di minoranza, quindi capisco le motivazioni che ha illustrato il Consigliere Carloni, che sono anche condivisibili da un certo punto di vista, però come è stato detto, a monte c’è un errore, che io ho sempre sostenuto e coerentemente continuo a sostenere, l’errore del commissariamento.
Noi potevamo, a mio avviso, come ho già detto in passato, evitare questo commissariamento, siamo alla terza, quarta, non so, ho perso il conto, proroga, per cui coerentemente, anche se quello che ha detto il Consigliere Carloni è condivisibile, a monte c’è un errore che vizia, secondo me, tutto il percorso per cui il mio voto è contrario. Grazie.

Proposta di legge n. 105. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 112
ad iniziativa della Giunta regionale
“Anticipazione finanziaria per fronteggiare la crisi sismica”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 112 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Come preannunciato questa proposta di legge, sollecitata dalla Giunta ed iscritta d’urgenza nella seduta di oggi, ha lo scopo di mantenere vivi quei finanziamenti e quegli interventi che la crisi sismica ha reso necessari.
Poiché le risorse nel capitolo di contabilità speciale ad oggi accreditate sono in via di esaurimento, la Giunta propone a questa Aula di poter utilizzare 30 milioni di euro a mo’ di anticipazione al fine di continuare a dare quei servizi che per il sisma sono necessari. Parliamo in particolare del riconoscimento dei contributi di autonoma sistemazione (Cas), delle liquidazioni connesse agli alloggi nelle strutture ricettive e del riconoscimento dei costi sostenuti dalla Regione e dagli enti locali per l’assistenza alle popolazioni colpite.
Questo è il motivo di questa proposta di legge, chiedo a tutta l’Assemblea un voto favorevole per l’urgenza e la necessità di non interrompere questi interventi che, essendo nella fase tra l’emergenziale e l’inizio della ricostruzione, sono veramente essenziali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. La proposta, così come illustrata dal Presidente Giacinti, è una soluzione tecnica per dare continuità al flusso di denaro pubblico che serve in questo momento per rispondere alle prime esigenze dei territori colpiti dal terremoto, da questa grande tragedia.
Il mio voto è favorevole, la relazione di minoranza da parte mia è favorevole a questa proposta di legge, però spero ci sia un momento, prima o poi, in cui serenamente riusciremo anche a discutere su come è stata gestita questa emergenza e fare un approfondimento nel merito per mettere in luce i tanti problemi che in questo momento stanno vivendo quelle popolazioni, in qualche caso anche per colpa della Regione Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Due parole, chiaramente il nostro voto sarà favorevole, però è una vergogna che una Regione debba anticipare dei soldi quando la Protezione civile ha 28 milioni di euro, soldi donati da noi cittadini, che sono fermi lì e che non vengono trasferiti. E’ una vergogna per un Paese che in questa situazione non ha saputo fare quello che negli anni precedenti ha fatto un altro tipo di Protezione civile, questa di adesso è un’altra cosa. Ripeto, il voto sarà favorevole, però con un po’ di vergogna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Chiaramente siamo favorevoli, forse non serve neanche questo mio intervento, però è tanta l’amarezza di essere Consigliere e non poter concretizzare l’aiuto verso le nostre popolazioni.
Considerate che io sono al centro di quella zona sfortunata, ed anche questa mattina venendo qua mi sono fermato due minuti al bar per prendere il caffè e mi si sono accostate 4/5 persone chiedendomi quello che chiedono tutti da sempre e che sappiamo: “Perchè? Perchè lì, perchè su, perchè no?” Mi ha telefonato un tecnico della mia Provincia, che ho conosciuto bene nei 5 anni passati in Provincia, il quale mi ha detto: “Noi abbiamo 1,4 milioni di conto per le strade e non riusciamo a pagare. Noi siamo stati virtuosi, questo è il premio che tocca a chi è stato virtuoso. Alle altre 4 Province, che hanno sbancato, hanno ripianato i conti e noi che abbiamo rispettato con difficoltà il bilancio, che lo abbiamo approvato in ritardo, siamo caduti con il sedere per terra perché non riusciamo più a far fronte. Vedi tu cosa puoi fare”. Ho risposto che conosco benissimo la situazione, essere qua, Consigliere d’opposizione e votare positivamente per questa cosa, che è un contentino ..., perché nei fatti, bisogna vedere con questi 30 milioni di euro quanto siamo capaci, come siamo capaci di dare spazio immediatamente, perché la situazione è pesante, è quella è ed andava affrontata diversamente.
La Regione, come sapete, è stata scavalcata in toto dal Governo di Roma, che ha avuto una visione centrale, centralistica, una visione del genere si usava negli anni ’20, negli anni ’30 in Russia, non è stata data libertà ai Comuni, non sono state anticipate somme ai Comuni. Credo che se a Roma c’erano quattro soldi, dovevano darli subito e direttamente ai Comuni senza nessun filtro, dare fiducia a quei 130 Sindaci.
Ricordo le parole dette dopo la terribile scossa del 30 ottobre. In Provincia di Macerata c’era Curcio che con strafottenza disse: “Vi abbiamo anticipato 30 milioni di euro, li avete già in cassa”, il mattino dopo telefonai all’Assessore Cesetti e gli chiesi dov’erano quei soldi. Non era vero niente! Ha mandato i primi soldi dopo 2/3 giorni.
C’è un comportamento del Governo di Roma che è condannabile perché non ha avuto una visione aperta per i nostri territori, ha voluto accentrare creando danni enormi.
Oramai bisogna guardare avanti. Con i 30 milioni di euro adesso ci andremo a tappare qualcosa, ma bisogna capire - colgo l’occasione, Presidente, se mi concede 2 minuti in più - cosa sarà del nostro territorio fra 10, 20, 30, 40 anni. Cosa ne sarà di noi? Qui più di uno pensa che Roma non abbia una lira, che rimarremo con le case distrutte o puntellate, come è successo all’Aquila, per altri 10, 15, 20 anni. Questo non va bene! Possiamo capire che a Roma non ci sia una lira, ma se sono seri ce lo devono dire: “Con sacrificio tiriamo fuori i soldi per le prime opere pubbliche” che sono innanzitutto la viabilità, le scuole, gli ospedali.
Qui bisogna essere molto chiari, perché ogni mezz’ora qualcuno si affaccia in televisione, qualcuno viene a dirci: “Non vi abbandoneremo, non vi lasceremo, vi siamo vicini”. Questa è una cosa vergognosa, vomitevole, che a me fa tanto schifo!
I prossimi interventi e dibattiti che faremo sul terremoto devono essere finalizzati, secondo me, ad immaginare, capire, visionare, pensare come sarà questa regione ed il nostro Appennino tra qualche decennio se le cose vanno avanti in questo modo, con queste figure che ci prendono in giro, o come dovrebbe essere cambiando registro, cambiando comportamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Per dire che siamo d’accordissimo su questa anticipazione di cassa. Non si può dire di no, perché ci sono esigenze che devono essere soddisfatte, mentre avremmo molto da dire sulla gestione dell’emergenza e del post emergenza, ma questo lo rimanderemo a quando il Presidente ci farà le sue comunicazioni.
Siccome sono fondi che vanno anticipati per la Protezione civile, credo che sin da ora una riflessione come Regione la dovete fare sulla nuova Protezione civile, che non è nemmeno lontana parente di quella che eravamo abituati a vedere, che dava risposte immediate e concrete. Queste sono le risposte, anche quelle finanziarie sono risposte, perché nell’ultima finanziaria, nell’ultima legge di stabilità, sono stati tolti 71 milioni alla Protezione civile, come sono stati tolti l’anno scorso e due anni fa.
Anche questa è una considerazione che dobbiamo fare. E' impossibile che nell’emergenza gli enti locali, i Comuni e la Regione, siano costretti ad anticipare per funzioni che sono prettamente governative, anche questo è un assurdo perché queste anticipazioni si pagano, non sono a costo zero. Non so se questi fondi in cassa ci sono, 30 milioni di euro, non credo, quindi è il tesoriere che li anticiperà alla Regione, non sono disponibili tout court, credo, spero, non lo so, mi auguro che ci siano e se ci sono è ancora meglio.
Non è possibile andare avanti in questo modo, quindi una riflessione va fatta immediatamente sul funzionamento della Protezione civile e su quelle risposte che sta dando in questa fase ancora di “emergenza”. Comunque siamo favorevoli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Anch’io ovviamente sono favorevole a questa proposta di legge che anticipa questi soldi, ci mancherebbe altro, anzi, credo che questo dimostri l’impegno che la Regione sta mettendo nella questione del terremoto, impegno che però, purtroppo, mi dovete lasciar dire, non è sufficiente.
Non mi voglio assolutamente aggregare ai tanti sciacalli politici che approfittano di questa tragedia per criticare e basta, perché criticare è molto facile, costruire è molto più difficile, so che tutti quanti state e stiamo facendo tanto, però detto questo, dovete prendere atto di una cosa molto semplice: quello che finora si è fatto e state facendo non è sufficiente. Questo è il punto!
Non dico che non si stia facendo, dico che quello che si sta facendo purtroppo non è sufficiente, bisogna fare di più e in fretta, non si può permettere che gli animali muoiano di freddo, bisogna snellire la burocrazia, probabilmente, non voglio dare la colpa a nessuno attenzione, c’è stata una mancanza di comunicazione, io non voglio entrare nel merito, però di fatto ci sono delle situazioni che non vanno bene a cui noi dobbiamo provvedere, state lavorando, ma quello che state facendo non è sufficiente, prendetene atto.
Voterò favorevolmente questa proposta, invitandovi ad un’azione più efficace, magari qualche riunione in meno, qualche tour in meno nei vari paesini, qualche riunione assembleare in meno, però lavorate un po’ di più e soprattutto in maniera più efficace. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Vorrei intervenire nel merito dell’atto, che è, come abbiamo visto, largamente condiviso e che sintetizza la straordinarietà del momento che stiamo vivendo.
Apprezzo anche la disponibilità della minoranza, insieme a tanti se ed a tanti ma, ma sembrerebbe un paradosso che non ci fossero dei se e dei ma in una situazione come questa, perché vedete, per carità, noi avremo tutti gli spazi ed i tempi per poter avviare una discussione seria, perché il tema del terremoto impegnerà questo Consiglio regionale, credo, anche oltre la nostra legislatura, però oggi dovevano esserci le comunicazioni del Presidente, non ci saranno per un impegno sopraggiunto in merito al terremoto, c’è stata infatti una convocazione del Presidente del Consiglio Gentiloni, questa mi sembra sia la motivazione dell’assenza del Presidente.
Se ci fossero state, saremmo stati alla terza o alla quarta comunicazione in Consiglio regionale e tra ogni comunicazione che il Presidente ha fatto, nel mezzo, c’è stato un nuovo evento sismico o ci sono stati nuovi eventi atmosferici che hanno peggiorato la situazione.
Questo inquadra, potrei chiamarla, una straordinarietà di una situazione già straordinaria. Io ho seguito anche come volontario, ero amministratore comunale, il terremoto dell’Aquila, lì ci fu un evento e tutto si fermò e poi ci fu tutta la gestione del dopo terremoto. Era il 6 aprile del 2009 e si fermò a quella data, non andò oltre.
Qui da noi siamo oltre, siamo ben oltre, non so quante migliaia di scosse di terremoto ci siano state, sfiderei chiunque a negare che forse la realtà ha superato la fantasia: una nevicata straordinaria come non si vedeva da 50 anni, questo dicono gli esperti, quattro scosse di terremoto, stiamo vivendo una situazione straordinaria. Per carità, non ci nascondiamo, però vogliamo anche che venga rivendicato il lavoro che la Regione Marche sta facendo in una situazione straordinaria. Sono d’accordo anch’io che tutto quello che stiamo facendo evidentemente non basta, perché credo che in questo momento ci siano delle problematiche che sono infinitamente enormi, più grandi delle capacità che noi abbiamo di risolvere quei problemi. Questo richiede ad ognuno di noi un impegno straordinario ed è questo l’impegno che noi prenderemo.
Vorrei prendere un altro impegno di cui noi all’interno del gruppo consiliare abbiamo già parlato, che è quello che ricordava nel suo intervento il Consigliere Zura Puntaroni, vorremmo, e spero possiamo farlo entro il prossimo Consiglio regionale, quello del 31 se non ricordo male, produrre un documento unitario firmato da tutti i gruppi del Consiglio regionale.
Grazie a tutti, grazie anche alla minoranza per la disponibilità e soprattutto un segno di vicinanza alla Giunta in questo momento perché credo che ne abbia veramente bisogno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Innanzitutto voglio ringraziare tutti i Consiglieri che sono intervenuti e tutti gli altri che voteranno questo atto importante.
Voglio rassicurare il Consigliere Celani che non si tratta di una anticipazione del tesoriere, ma sono risorse delle quali la Regione dispone, quindi non ci sarà alcun costo aggiuntivo. Sono risorse della Regione che la regione anticipa perché, come viene detto nella relazione della proposta di legge, come voi sapete, come noi sappiamo, per la gestione del terremoto nella fase dell’emergenza c’è una contabilità speciale, una contabilità separata, sulla quale sono confluite le risorse rimesse dal Dipartimento della Protezione civile con ordinanza del suo Capo e sono 26,200 milioni di euro.
Queste risorse sono state pressoché tutte spese per i provvedimenti di prima assistenza, pensiamo al Cas (contributo di autonoma sistemazione), pensiamo al pagamento degli alberghi, alle somme urgenze ed ad altre misure, residuano circa un 1,3 milioni di euro.
La Regione per non interrompere questo flusso e per dare continuità, in attesa che il Governo provveda a reintegrare queste somme, ed è evidente, lo dico in quest’Aula, faccio affidamento sul fatto che il Governo lo faccia il prima possibile, anticipa questa misura di 30 milioni che confluirà nella contabilità speciale, che noi andremo a recuperare non appena lo Stato avrà riversato queste somme.
Certo, indubbiamente, è questa una misura speciale, una misura atipica, se vogliamo, quella dell’anticipazione, ma noi la facciamo ugualmente, non aggiungo altro, se non ringraziare il Consiglio ed il Presidente Giacinti che ha riunito la Commissione in tutta fretta.
Sarà il Presidente nella prossima seduta a dibattere con voi dei temi della gestione dell’emergenza e della ricostruzione.
In qualità di Assessore al bilancio colgo questa occasione per dire che mi aspetto dal Parlamento il varo di misure che consentano ancora di più alla Regione Marche di poter svolgere un ruolo importante, oltre quello che sta svolgendo per gestire questa difficile fase.
Noi abbiamo avuto un incontro con tutti i Parlamentari di tutti gli schieramenti politici ai quali abbiamo consegnato, ad esempio, degli emendamenti, che speriamo possano venire approvati in Parlamento. Mi riferisco in particolare ad un emendamento, alla possibilità di applicare gli avanzi al bilancio, di poterli utilizzare, Questa sarebbe una misura, se vogliamo, per certi versi semplice, però ci consentirebbe di poter liberare risorse e se fosse stata approvata, in questa circostanza, non avremmo dovuto ricorrere all’anticipazione ed avremmo potuto mettere a disposizione le risorse necessarie.
Ringrazio tutto il Consiglio per la celere approvazione di questo atto così importante per la nostra comunità.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 112. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,30
 

 
 
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