Resoconto della seduta n.54 del 19/01/2022
SEDUTA N. 54 DEL 19 GENNAIO 2022

La seduta inizia alle ore 10,20

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 54 del 19 gennaio 2022. Prima che inizi a decorrere il tempo e prima di dare la parola al Consigliere Mangialardi, ricordo che oggi ci dobbiamo attenere al rispetto pedissequo del Regolamento in termini di tempo per le risposte alle interrogazioni e per le repliche. Non mi prendete per cerbero, però dovrò togliere la parola sia ai componenti dell'amministrazione regionale, intesi come Assessori o Presidente, sia ai Consiglieri nel caso in cui si sfori non i 30 secondi, ma i 3/5 minuti perché credo che non possiamo avere un Regolamento e poi disattenderlo in ogni situazione. Mi corre questo obbligo anche increscioso, ma sono costretto a farlo in maniera del tutto par condicio, senza nessuna debolezza per una parte o per l'altra.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Concordo con la richiesta del rispetto dei tempi che valga per tutti, altrimenti può diventare imbarazzante se non estesa anche ai membri della Giunta.
Mozione d'ordine, Presidente, perché do seguito al tema posto ieri in Conferenza dei Presidenti rispetto ad un cambio, discutere la mozione n. 106 al posto della nostra, la n. 136, con una modalità che abbiamo concordato. Se fosse possibile noi saremo grati. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, quando arriviamo al punto 4 relativo alla mozione n. 136 sottoporremo all'attenzione del Consiglio la sua posticipazione e l'anticipazione della mozione n.106, quindi, un cambio fra i punti 4 e 13 dell'ordine del giorno, a conferma di quanto ha detto adesso il Consigliere Mangialardi, che ieri nella Conferenza dei Capigruppo si era richiesto e deciso, senza opposizioni, nelle modalità e prassi che si sono stabilite da qualche tempo nell'ambito della Conferenza dei Presidenti di gruppo.

Interrogazione n. 357 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri
“Programmazione ospedaliera nell’AV5”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 357 - a risposta immediata - dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Come è noto agli interroganti la materia è disciplinata dal decreto ministeriale n. 70 del 2015, che stabilisce che i presidi ospedalieri di primo livello devono avere un bacino di utenza compreso tra i 150.000 e i 300.000 abitanti e devono avere anche un DEA, un dipartimento di urgenza e accettazione di primo livello. Gli ospedali di primo livello devono anche avere 12 specializzazioni, che sono note, le tralascio per l'esiguità del tempo messo a disposizione per questo tipo di risposta, e devono avere anche servizi disponibili in rete h24, come la radiologia con tomografia assiale computerizzata, l’ecografia, i laboratori, i servizi immunotrasfusionali.
La Giunta attuale ha adottato il provvedimento di non procedere all’organizzazione del presidio unico tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, quindi si torna all'assetto preesistente che prevede il presidio unico di Area vasta basato su due plessi ospedalieri di primo livello. Si ritiene che il provvedimento sia perfettamente compatibile in quanto l'amministrazione precedente aveva reso compatibile, con il decreto del Ministero n. 70, il sistema basato sul presidio unico di Area vasta che si poggia su diversi plessi ospedalieri, in questo caso su due plessi ospedalieri di primo livello, equiordinati, con le stesse funzioni di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Non sono affatto soddisfatta, Assessore, perché come lei saprà nel precedente piano socio-sanitario la sanità del piceno veniva dotata di un ospedale di primo livello baricentrico, ubicato laddove scelse la Conferenza dei Sindaci, senza che la Regione decidesse dove, e di due ospedali di base che sarebbero gli attuali nosocomi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.
Quello che lei dice significa innanzitutto che non è possibile, come lei sa, organizzare la sanità di primo livello su due presidi perché, come sta succedendo nell'Area vasta 5, si creano dei disagi enormi, per esempio noi abbiamo l’emodinamica ad Ascoli Piceno, quindi se qualcuno ha un infarto deve andare ad Ascoli Piceno, e la neurologia a San Benedetto del Tronto, se qualcuno ha un ictus deve andare a San Benedetto del Tronto, ma non solo, ci sono continui movimenti di ambulanze tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto perché oggi il paziente non viene più visto in maniera unica, ma in maniera olistica e questo comporta davvero, rispetto all'attuale modalità di cura del paziente, una inadeguatezza delle prestazioni sanitarie.
Lei mi dice che l’attuale situazione non cambierà e che pertanto rimarremmo con il Madonna del Soccorso a San Benedetto del Tronto e con il Mazzoni ad Ascoli Piceno.
Questo fa chiarezza su molte chiacchiere che ci sono state, soprattutto fa chiarezza su una cosa, la precedente Giunta ed il Partito Democratico avevano proposto due ospedali di base ed un ospedale di primo livello, noi rimarremmo con due ospedali di base perché, come lei ben sa, un ospedale di primo livello, l’ha detto prima, viene individuato in base alle specialistiche e le specialistiche noi non le avremo e non le avranno i cittadini del piceno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, approfitto di questa interrogazione, dichiarando la nostra grande insoddisfazione perché, come ha detto la Consigliera Casini, faremo due mezzi ospedali.
Lo sa, non avete risolto, forse perché non è risolvibile, il tema dei flussi che dovete trasmettere al Ministero per ogni presidio perché i flussi rimangono separati, quindi per ogni specialistica i dati che dovrete inviare al Ministero, esattamente come sta accadendo in questo momento, non si sommano, quindi se una specialistica …, come è facile che sia perché il decreto n. 70 non è stato per niente modificato e mi sembra di capire che all'orizzonte non ci sia la volontà politica di farlo, invece la Missione 6 indirizza le risorse su tutt'altro fronte che è quello della medicina del territorio. In questa maniera voi compromettete la sanità nell'Area vasta 5, nell'Area vasta 3, nell'Area vasta 2, dove non riuscite a fare scelte, dove date seguito solo all'impegno della campagna elettorale e il tema che la Consigliera Casini sta ponendo …, non solo i due presidi non avranno la qualità di primo livello perché vi mancherà il personale e a quel punto Assessore non potrete dare la colpa, come al solito, a quelli di prima perché oggi la responsabilità è tutta la vostra. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, ancora una volta lei riesce ad andare contro i cittadini della sanità marchigiana, attraverso la teorizzazione di un principio che è palesemente in contrasto con la filosofia e con i criteri che assume il Balduzzi, che è quello di concentrare in ospedali che per cura e intensità rispondono alle esigenze dei cittadini.
Ancora una volta lei da questo punto di vista danneggia i cittadini marchigiani. Credo che vada spiegato alle persone che piuttosto che avere una struttura di eccellenza, all'interno della quale le 14 unità operative complesse, che vengono stabilite per gli ospedali di primo livello, in realtà non saranno tali, saranno divise e da questo punto di vista è evidente il danno alla sanità che questo provocherà.
Dietro tutto ciò c'è il gioco delle tre carte, lei confonde e strumentalmente, provocatoriamente parla di ospedale unico. Non esiste l'ospedale unico, come lei ben sa e continua a imbrogliare in maniera argomentativa i marchigiani, perché se lei conoscesse i criteri del Balduzzi saprebbe che non è mai esistito l'ospedale unico e che gli ospedali, che oggi lei tenta di far passare come non unici, cioè tutti quelli del territorio, fanno parte del piano nazionale di ripresa e resilienza. Non si è inventato nulla, sta andando in maniera provocatoria contro la salute dei marchigiani un vero e proprio giocatore delle tre carte ed è ora di finirla con questo atteggiamento. Grazie.

Interrogazione n. 356 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Gestione pandemia da Covid-19 – Caos del settore sanitario”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 356 - a risposta immediata - dei Consiglieri Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. E’ un’integrazione molto generica di portata generale, quindi risponderò tenendo conto di questa mancata determinazione della domanda su cui sono chiamato a rispondere.
In linea generale occorre tener conto che la pandemia è stata affrontata nella nostra regione, come abbiamo più volte detto in quest'Aula, con grande determinazione sin dal 15 ottobre 2020, quando abbiamo assunto la responsabilità di governo di questa Regione. L’abbiamo fatto cercando di allestire nel più breve tempo possibile i posti letto di terapia intensiva, tenendo conto che l'unica struttura che garantiva la terapia nella fase finale della patologia era il Covid Center di Civitanova Marche, che, come abbiamo detto ieri, rappresenta una struttura importante nel picco della pandemia, ma non garantisce le funzioni necessarie anche alla cura di altre patologie.
Nel mese di dicembre 2020 siamo stati la prima Regione ad aver avviato il percorso nei palazzetti dello sport con lo screening di massa a cui abbiamo sottoposto 220.000 marchigiani. Lo screening e quel modello organizzativo per la somministrazione dei tamponi, che poi è stato utilizzato non solo nella nostra Regione, ma anche da tutte le altre, ha visto in assoluto la preminenza della nostra Regione nei mesi precedenti nel rapporto di efficienza tra dosi consegnate e dosi somministrate.
Il 10 gennaio di quest'anno, a seguito di ulteriori modifiche del CTS e del Ministero della sanità, è stato stabilito che la terza dose del vaccino dovesse essere somministrata entro quattro mesi dalla seconda (copertura di 120 giorni), sicché abbiamo dovuto riorganizzare tutto il sistema per garantire, a 420.000 marchigiani, un'operazione molto importante e che 1/3 della popolazione entro il 31 dicembre potesse essere assoggettata al trattamento con la terza dose. Abbiamo registrato dei picchi di somministrazione molto elevati, ieri 14.473, nei giorni precedenti addirittura 19.000 vaccini al giorno, prima performance a livello nazionale.
Questi sono i dati oggettivi, poi ognuno può dire quello che ritiene di dover dire, soprattutto l'opposizione.
A questo punto noi contiamo, attraverso l'organizzazione che abbiamo, di arrivare alla performance, ringraziamo per questo tutto il personale sanitario. Gli hub vaccinali sono perfettamente funzionali, siamo una delle Regioni più performanti e questo credo che sia un fatto oggettivo e un obiettivo indiscutibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore per la risposta, però non posso ritenermi soddisfatta perché la gestione inadeguata della campagna vaccinale è sotto gli occhi di tutti.
La nostra Regione è scivolata agli ultimi posti per copertura vaccinale nella fascia 5/11 anni, ad esempio, con un misero 13,45% di prime dosi. Siamo penultimi in Italia dietro la Provincia autonoma di Bolzano mentre alcune Regioni, penso ad esempio alla Puglia, sono già ben oltre il 40%.
E’ un ritardo che comporta grandissime problematiche in ambito scolastico, ad esempio, rappresentando un vero e proprio cedimento di un argine importante contro la diffusione del contagio. Gli hub vaccinali sono pochi e male organizzati, basti pensare che si è fatta spesso confusione con open day fasulli e con l'obbligo di prenotazione ed è quindi evidente che la vaccinazione risulti anche disincentivata.
Nella fase della più marcata crescita del contagio della variante Omicron negli ultimi giorni del mese scorso, per la precisazione il 29 dicembre, si è deciso di rendere obbligatoria la prenotazione per la somministrazione delle seconde e terze dosi proprio nel momento in cui era fortissima l’esigenza e la necessità di accelerare i tempi, rendendo impossibile l’accesso diretto agli hub con le date delle prenotazioni che andavano spesso a finire a marzo, addirittura ad aprile, gettando nello sconforto e nel disorientamento tante persone. Per rimediare si è poi provveduto ad organizzare degli open day in alcuni punti vaccinali, ma la toppa si è rivelata peggiore del buco. Questa altrettanto improvvisa riapertura ha generato code interminabili sia all’esterno che all'interno degli hub con disagi incredibili, addirittura a volte con tensioni che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell'ordine. Ma la cosa più assurda è che per l’evidente disorganizzazione del nostro sistema, in non pochi casi, gli open day si sono rilevati presenti solo sulla carta in quanto per mancanza di dosi non si sono potute vaccinare in concreto le persone senza prenotazione.
So che ho terminato il tempo, avremo modo di tornare sull’argomento sperando che nel frattempo la Giunta regionale abbia provveduto a risolvere questo annoso problema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’Assessore Saltamartini deduceva la genericità dell’interrogazione a risposta immediata, non è generica, è puntuale, invece è generalizzato il caos nella gestione della pandemia nella nostra regione.
Ringrazio la Consigliera Bora di avermi fatto firmare questa interrogazione a risposta immediata.
Io ho presentato il 30 dicembre un’interrogazione a risposta scritta, comprensibilmente da poco tempo, e non mi è stata data ancora risposta, nella quale dettagliavo i punti e le questioni per cui si poteva ritenere, purtroppo, che c’era un caos nel settore sanitario. La mia è l'interrogazione n. 343 del 30 dicembre 2021, alla quale rimando.
Che la situazione sia ormai fuori controllo non lo diciamo soltanto noi, cito le organizzazioni sindacali testualmente: “La situazione della sanità marchigiana si sta aggravando sempre di più. Negli ospedali si registra un’altissima tensione, non solo perché non si sta gestendo l'emergenza Covid ormai da due anni, ma perché l’organico è ridotto a numeri che hanno dell'inverosimile. Anche per le vaccinazioni – dicono i sindacati - le Marche non hanno mai brillato per risultati, visto che le percentuali dei vaccini sono tra le più basse d’Italia”. Ancora, ad esempio, a Fermo i rappresentanti della Cisl funzione pubblica: “Il Murri sta per diventare una polveriera a causa dell'aumento di posti letto nelle medicine senza il necessario per assistere i malati. Oggi altro aumento di posti, siamo a 15 a medicina 3, eccetera”. Questa è la convinzione che ormai tutto sia fuori controllo, per questo ad esempio noi ieri abbiamo insistito per la riapertura del Covid hospital di Civitanova Marche. E non va bene, Assessore Saltamartini trincerarsi dietro questioni tecniche, lo ha fatto anche il Presidente in un'intervista: se sarà necessario riapriremo il Covid quando le aziende sanitarie lo riterranno opportuno.

PRESIDENTE. La prego di chiudere, siamo a 24 secondi.

Fabrizio CESETTI. La scelta, Assessore Saltamartini, è politica perché dire riapriamo il Covid Center per evitare il sovraffollamento delle altre strutture e per garantire le prestazioni ordinarie è una decisione politica. La differenza qual è? I tecnici sono gli stessi e con noi facevano quello che dicevamo noi. qui per vostra ammissione voi fate quello che dicono i tecnici, che non si vogliono assumere delle responsabilità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. L'unico fatto oggettivo, Assessore, lo voglio dire è che le Marche non sono tra le Regioni più performanti d’Italia in termini di vaccinazioni perché sono al quindicesimo posto, classifica oggi pubblicata dalla Fondazione GIMBE, per le vaccinazioni effettuate all'interno della nostra regione. Questo è l'unico dato oggettivo.
Così come l’hanno detto bene i colleghi, la Consigliera Bora in particolar modo, gli hub vaccinali sono insufficienti, soprattutto dal punto di vista numerico. E su questo avevamo già criticato la scelta della Giunta all'inizio delle vaccinazioni e se siamo al secondo posto in Italia per posti di terapia intensiva occupati un motivo ci sarà.
Ritengo che sul tema della vaccinazione occorrerà un impegno maggiore da parte della Giunta ed è evidente che non fanno bene le continue affermazioni dell'Assessore Latini che esalta comportamenti assurdi, ad esempio quello del tennista Djokovic, dicendo che è un ottimo esempio per i giovani, mentre credo che sia un pessimo esempio per i giovani, così come è un pessimo esempio quello che dice l’Assessore Latini. Grazie.

Interrogazione n. 280
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Attività socio-sanitarie-assistenziali presso l’Ospedale di Comunità di Montegiorgio e lavori di adeguamento/miglioramento sismico e riqualificazione energetica inerenti la struttura”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 280 ad iniziativa del Consigliere Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche l’Assessore Saltamartini con il quale ho affrontato questa tematica.
Il Consigliere Cesetti ci chiede se attualmente presso l’Ospedale di comunità di Montegiorgio vengono con continuità espletate e garantite tutte le attività socio-sanitarie assistenziali previste e se si intende mantenere le stesse anche per il futuro.
Chiedendo al competente Servizio sanità la risposta è molto breve, ma esaustiva perché ci conferma che attualmente sono garantite tutte le attività e al completamento dei lavori verranno tutte confermate.
In riferimento alla seconda domanda, che attiene più all’Assessorato, alla delega a me assegnata: “Quando sia previsto l'inizio dei lavori di adeguamento/miglioramento sismico e riqualificazione energetica presso l'Ospedale di comunità di Montegiorgio e la durata degli stessi”, che pone il Consigliere Cesetti, i lavori di miglioramento sismico e di qualificazione energetica presso l'Ospedale di comunità di Montegiorgio sono finanziati nell'ambito, come ben sa il Consigliere, del Por Fesr 2014/2020 asse 8, “Interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici, edilizia sanitaria e interventi di natura strutturale, opere strettamente connesse di adeguamento e miglioramento sismico, edilizia sanitaria”. L'importo totale dei lavori è di 4,1 milioni euro, l'importo netto è di circa 3 milioni di euro e se il Consigliere ha visto il progetto si tratta di miglioramento sismico, efficientamento energetico, sostituzione degli infissi, sostituzione degli impianti e generatori di calore, al tempo stesso coibentazione del tetto in maniera tale da garantire l’efficientamento energetico di tutta la struttura.
La gara per l'affidamento dei lavori è stata espletata dalla Stazione unica appaltante della nostra Regione. Attualmente è stato firmato il contratto, sono in fase di organizzazione le operazioni propedeutiche all'approntamento del cantiere. La informo, da quanto ho voluto acquisire ieri per dare una risposta compiuta all'interrogazione, che entro 15 giorni verranno consegnati i lavori, quindi appuntamento nel cantiere delle aree esterne per poter dare inizio ai lavori ormai prossimi e ad una sistemazione delle aree che ospiteranno temporaneamente la residenza. I lavori, come lei chiede, avranno una durata prevista contrattuale di 270 giorni, il crono-programma dell'intervento prevede una consegna parziale a stralci con conclusione entro il 31 dicembre di quest'anno.
Alla terza domanda: “Quali provvedimenti e soluzioni si intendono adottare nel tempo necessario all'esecuzione dei lavori per garantire comunque la continuità dei servizi socio-sanitari assistenziali e per evitare disservizi e penalizzazioni per gli utenti?” Il competente Assessorato alla sanità ha previsto una serie di accorgimenti per continuare a fornire agli utenti i servizi. La conclusione dell'intervento per stralci consentirà il parziale uso della struttura e la continuità dei servizi con previsione di ricollocare le attività nelle aree che vengono via via completate.
Al fine di consentire detti spostamenti, creare zone polmone, oltre che eliminare disagi e dicenti, si è ipotizzato di ricollocare temporaneamente la residenza in altra sede strettamente per il tempo di esecuzione dei lavori. Ho chiesto anche quale poteva essere lo spazio di competenza già in possesso di Asur.
Nel dettaglio la programmazione dei lavori prevede di mantenere i servizi in essere presso lo stabilimento di Montegiorgio, mentre è previsto il momentaneo spostamento delle cure intermedie pari a dei posti letto presso il presidio distrettuale di Montegranaro, previa comunicazione a tutta l'utenza familiare, istituzioni e presidi sanitari.
Spero, Consigliere, di avere dato una risposta complessiva sugli interrogativi che lei ha posto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Devo solo aggiungere che il mandato di questa maggioranza è quello di implementare e potenziare i servizi sanitari, e questo lo faremo attraverso l’edizione del piano socio-sanitario, la revisione della legge n. 13.
Nel primo anno di mandato questo non è stato possibile perché nessuna amministrazione il primo anno di mandato riesce a modificare così l'assetto vigente, questo è nel nostro programma, lo faremo con il Pnrr, con la modifica della legge n. 13, con il Piano socio-sanitario.
Il nostro obiettivo è quello di migliorare la sanità della nostra Regione, compresa quella dell'ospedale di Montegiorgio e lo faremo con gli atti che saranno adottati da questa maggioranza e dalla Giunta in carica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ringrazio gli Assessori, mi ritengo soddisfatto delle risposte date con la precisazione che farò.
Ricordo all’Assessore Saltamartini, al quale voglio dire, l’ho detto anche privatamente, che di lui apprezzo molto l’impegno che mette, che i risultati stentano a prodursi, forse per la mancata sincronia tra la politica e i cosiddetti tecnici, che dovrebbero fare quello che decide la politica. Questo gliel’ho detto anche privatamente, però, Assessore Saltamartini, voi volete migliorare la sanità, ha detto che è passato un anno e che migliorerete la sanità, ma noi l’abbiamo già fatto per quanto riguarda l'ospedale di comunità di Montegiorgio e, come ricordo nell’interrogazione, siamo stati noi che abbiamo destinato questo finanziamento, credo sia giusto e doveroso riconoscerlo. Noi abbiamo destinato quelle risorse, 4,1 milioni, per l'ospedale di comunità di Montegiorgio, che sotto la nostra gestione è stato insediato verso quella medicina del territorio, che oggi purtroppo la pandemia ci ha dimostrato quanto è necessaria. Abbiamo pure garantito che in quell'ospedale venissero espletate quelle prestazioni che ho elencato nell’interrogazione e che, ripeto, con soddisfazione apprendo dall'Assessore Baldelli e dall’Assessore Saltamartini che verranno mantenute. Questo per ricordare la verità, che non fa mai male.
L’unica richiesta che mi sento di fare, penso che sia difficile …, però l’Assessore Baldelli mi dice che comunque le attività ambulatoriali di fatto verranno garantite durante l'esecuzione dei lavori, vedo che annuisce e questo è molto importante e lo ringrazio perché immagino che questa sia una vostra disposizione in quanto i tecnici avrebbero potuto dire: “Chiudiamo tutto così facciamo i lavori in sicurezza”, invece devono essere garantite le prestazioni, però dobbiamo spostare le cure intermedie a Montegranaro, se ho ben capito i 20 posti letto.
Ritengo che questo sia necessario e chiedo agli Assessori Baldelli e Saltamartini di valutare la possibilità di effettuare i lavori per stralci senza spostare le cure intermedie. Penso che sia difficile, mi rendo conto che è difficile, però mi sento di fare questa raccomandazione.
So che sia l’Assessore Baldelli che l’Assessore Saltamartini magari faranno questa verifica laddove sarà possibile. Se ci si mette qualche settimana in più non succede nulla, se anche ci fosse qualche costo in più non succede nulla perché c'è anche un ribasso che, abbiamo visto, può essere utilizzato questo perché …, tanto torneranno a Montegiorgio, lo sappiamo bene, anche perché viene sistemato il nosocomio, l’ospedale di comunità, per non creare disagi non tanto agli ospiti quanto alle famiglie perché lo spostamento a Montegranaro non è dietro l’angolo. Se potete valutare questa possibilità …, per il resto vi ringrazio.

Interrogazione n. 323
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Urgenza della riduzione delle liste di attesa per le prestazioni diagnostiche del Servizio sanitario regionale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 323 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Questa interrogazione mette a fuoco un problema possiamo dire atavico della Regione Marche. Già nei primi atti del 2012, 2014, 2015, 2016 la Regione Marche aveva messo al centro della sua attenzione, in particolare la Giunta, i dirigenti e le Aziende, il tema delle liste di attesa. Un problema che naturalmente la pandemia ha esasperato e ha sottolineato, tanto che oggi sulla prima pagina del Resto del Carlino c'è un bell’articolo in cui si pone in evidenza che un milione di prestazioni in lista di attesa devono essere erogate nella vicina Emilia-Romagna. Senza censurare l'ottima amministrazione dell'Emilia-Romagna e i suoi ottimi dirigenti questo è un tema presente che dimostra quanto in questo Consiglio regionale ci sia tanto provincialismo.
Vorrei evidenziare che il giudizio degli elettori sul nostro mandato si fonderà sulla base dei fatti, sulla base degli ospedali che avremo eretto, sulla base delle liste d’attesa che avremo abbattuto, sulla base dell'organizzazione che metteremo in campo, non certo sulla base dei giudizi di approvazione e di consenso dell'opposizione, che ha il compito di fare il proprio dovere, mestiere, principalmente di censurare le attività della maggioranza.
D'altra parte, se si volessero scorrere i verbali dei Consigli regionali si potrebbe constatare come a parti invertite, laddove il Governo è di centrosinistra, le stesse censure siano esplicitate dagli esponenti di centrodestra e viceversa. Basta fare una rapida ricerca nei verbali delle Regioni. Cionondimeno questo tema è stato affrontato anche stamattina nella Conferenza degli Assessori regionali e tutti hanno evidenziato il peso che avrà questa pandemia sulle prestazioni diagnostiche non realizzate.
Stamattina ho affrontato la problematica di una signora che aveva prenotato una risonanza magnetica per una gravissima patologia, che poi è stata rimandata. Detto questo, il nostro programma avviato nei mesi precedenti è questo, lo leggo per i tempi esigui delle interrogazioni, per capitoli: abbiamo deciso di istituire un nucleo di Governo centrale, un sovra CUP tra dirigenti, che coordini tutte le attività per verificare giorno per giorno il flusso delle domande, le garanzie che sono state prestate e le prestazioni erogate. In seconda analisi abbiamo previsto l'istituzione della figura del CUP manager in ciascun ente o Area vasta, che si interfacci direttamente con la direzione medica di presidio, con i distretti, con i professionisti che si occupano della materia.
In terza analisi abbiamo immaginato una revisione e una omogeneizzazione delle agende del CUP, soprattutto per il fatto che le domande che non possono essere garantite dal Servizio pubblico si spostano sulla sanità privata e qui c'è un problema rilevante derivante dal fatto che la sanità privata eroga soprattutto questa prestazione nel sud delle Marche, il che comporta disagi soprattutto per i cittadini che abitano nel nord della nostra regione. Su questo punto penso che dovremo affrontare presto il tema gigantesco della mobilità verso l'Emilia-Romagna.
Il quarto punto che abbiamo deciso di modificare sono gli interventi di potenziamento tecnologico, in ciò potremmo essere aiutati dal Pnrr, dalla digitalizzazione.
Sempre per non stigmatizzare quanto è avvenuto precedentemente, ricordo che la nostra Regione ha il fascicolo sanitario più arretrato a livello nazionale ed anche questo è un gap che dobbiamo correggere rispetto al passato.
Poi abbiamo intenzione di trasformare le liste di garanzie in liste zero modificando il finanziamento al fine di garantire accesso alle prestazioni all'interno del distretto Area vasta senza ricorrere al privato accreditato.
Questi 4, 5 punti prima dello scoppio dell'ennesimo aumento di contagi derivanti dal Covid erano un sistema di intervento sulle liste di attesa, che avrebbero dovuto e potuto risolvere tutta una serie di problemi, riaffronteremo questa questione non appena avremo garantito la copertura, con la terza dose del vaccino, tutti i cittadini, tenendo conto che sia a febbraio che a marzo le persone da vaccinare con la terza dose saranno 100.000, quindi potremmo recuperare le risorse per implementare le liste di attesa. Grazie.

PRESIDENTE Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, ha dichiarato lei di non essere soddisfatto, una dichiarazione vera, le sono nel cuore, non è soddisfatto, è ovvio che, come ha ricordato, a parti inverse tutto era più semplice.
Ricordo come era facile scrivere nei programmi, non li voglio richiamare, ma c'è questo tipo di necessità, che le 100.000 prestazioni che erano traslate per via della prima fase pandemica non erano state gestite con un’adeguata pianificazione, quindi, tutto poteva essere riorganizzato con maggiore efficacia.
Ha ragione quando dice alla fine che i cittadini giudicheranno rispetto a quello che stanno vedendo oggi, non solo quello che vedranno tra 10 anni, che se continuiamo con l'inseguimento della riapertura dei 13 ospedali che mai avverrà …
E’ stato un tema, continueremo ad avere mezzi ospedali di primo livello, che sarà un altro bel tema per quel periodo, e le nostre liste di attesa saranno ancora oggetto di comparazione con le altre regioni.
Ha ragione quando dice che è un problema atavico, che è stato affrontato per l'ultima volta dalla Giunta precedente con la delibera n. 1323 del 10 settembre 2020, l’ultimo atto serio che è stato messo in campo. Oggi con il suo intervento, di fatto, dichiara la resa perché è un problema che c'è in tutta Italia, come lei dice, e questa Regione non è in grado di affrontarlo, quindi, continueremo ad avere liste d'attesa, avremo il CUP che continua a spedire pazienti, che attendono da mesi anche per la pandemia, da Macerata Feltria a San Benedetto del Tronto, quando non riescono a trovare soluzioni nel pubblico, come non le trovano nel privato, che è stato messo in difficoltà anche con i convenzionamenti e non riesce a dare risposte.
L'insoddisfazione è sua e della comunità marchigiana, che magari avrebbe voluto un vero cambio di passo, quello che avevate dichiarato.
Devo dire che lei Assessore sta mettendo l’impegno che serve, ma è costretto anche a rispondere alle sollecitazioni che vengono dall'attività dell'intero Consiglio, che invece di porre un progetto di pianificazione, che tenga conto delle risorse e della nuova necessità della medicina territoriale, ancora rincorre chimere che hanno portato consenso, ma che non sono in grado di dare risposte.
Mi associo in questo caso alla sua insoddisfazione e, ahimè, rimarremo con liste d'attesa chilometriche, prestazioni traslate e un sistema che nella nostra regione non sarà in grado di dare risposte, nemmeno su questo, mentre sembrava allora di facilissima soluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, se lei è insoddisfatto noi lo siamo molto più lei perché la precedente Giunta aveva approvato un piano operativo regionale di recupero delle liste anche facendo degli accordi con i privati che non avrebbero più potuto erogare le prestazioni così come volevano, ma avrebbero dovuto seguire le indicazioni della Regione Marche. Non solo questo, le ricordo che a distanza di quasi due anni dall'inizio del Covid non si vede ancora l'applicazione del Piano pandemico e neanche del PEIMAF e questo cosa significa? Significa che se avessimo applicato il piano …, tra l’altro l’avete approvato e riapprovato tale e quale a quello della Giunta precedente mentre avreste potuto cambiarlo e modificarlo. La cosa grave è che voi l’avete approvato in maniera identica e poi non lo applicate e non lo fate applicare neanche nel PEIMAF. In questo caso si sarebbe potuto non risolvere il problema delle liste d’attesa, perché il Covid è un’emergenza della quale tutti noi abbiamo piena contezza, ma si sarebbe potuto evitare di chiudere dei reparti, si sarebbe potuto evitare di non separare i percorsi sporchi e puliti e si sarebbe potuto continuare ad erogare prestazioni adeguate rispetto alle prese in carico e alle patologie più importanti. Penso, per esempio, che si sarebbe potuto continuare una cosa che si sta facendo con grande fatica: lo screening del collo dell’utero, del colon retto, mammario. Tutto questo va molto a rilento e come lei sa è un problema, certo è un problema nazionale, è un problema di tutte le Regioni. Mia nonna che faceva la maestra, adesso non c’è l’Assessore Castelli sennò mi avrebbe dato della “maestrina”, diceva: “Mai essere il più bravo dei somari”. Se anche le altre Regioni si stanno comportando e hanno problemi analoghi, noi avremmo potuto separare gli ospedali utilizzando il Covid Center perché se si fosse utilizzato ed avessimo concentrato i pazienti Covid in intensiva e semintensiva avremo potuto liberare altri ospedali tenendoli puliti, dedicandoli alle patologie ordinarie.
Per quello che riguarda le prestazioni urgenti si può anche comprendere che una persona con una patologia grave si può anche spostare dalla sua Area vasta per una prestazione appropriata, però tutto questo non è stato fatto, è stata lasciata la disorganizzazione.
Capisco che lei viene tirato a destra e a manca, le ripeto, mi è nel cuore, ma queste sono cose che potevano essere risolte. Grazie.

Interrogazione n. 327
ad iniziativa delle Consigliere Lupini, Ruggeri
“Utilizzo fondi per reparti neuropsichiatria infantile ai sensi della Deliberazione Giunta Regionale n. 1244 del 18 ottobre 2021”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 327 delle Consigliere Lupini e Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La delibera di Giunta regionale del 2021 aveva stanziato 205.000 euro per l'acquisizione di prestazioni professionali che impiegavano i servizi territoriali ospedalieri di neuropsichiatria ed erano stati suddivisi: per l’Asur 102.000 euro, per gli Ospedali Riuniti di Ancona 51.000 euro, per gli Ospedali Riuniti Marche Nord 51.000 euro e altri 510.000 euro erano stati stanziati per il reclutamento straordinario di psicologi.
Per quanto riguarda Marche Nord sono state acquisite figure professionali di neuropsichiatria infantile, per il progetto regionale sul disturbo dello spettro autistico sono stati conferiti due incarichi di ... autonoma professionale di 24 mesi. L'incarico pluriennale garantisce la continuità della prestazione.
La Regione ha stanziato 51.000 euro, ma questi fondi sono stati ulteriormente integrati all’Azienda Marche Nord e complessivamente sono stati spesi 114.000 euro, con ulteriori fonti di finanziamento specifici.
Per quanto riguarda l’Azienda ospedaliera universitaria di Torrette, dove ci sono sei unità più il direttore, un’unità delle sei è a tempo determinato, è stato richiesto un incremento di tre unità di personale e per i casi di disturbi dell'alimentazione con patologia psichiatrica c’è un concorso con bando scaduto per il quale è in fase di determinazione la Commissione.
Alla fine del 2021 è nato il reparto di psichiatria della transizione con cinque posti letto ed i 51.267 euro sono fondi accantonati per le assunzioni.
Per quanto concerne l’Asur ha già attivato nel 2020 le procedure concorsuali per l'assunzione di neuropsichiatri, le domande presentate sono state 13, tutte accolte, ma il contratto a tempo indeterminato è stato accettato solo da tre professionisti.
All'ulteriore domanda che viene posta dalle interroganti: “Quali sono le modalità di utilizzo dei criteri di spesa delle risorse previste dalla deliberazione della Giunta in argomento”, la risposta è che l’Asur ha disposto i percorsi per l'acquisizione delle prestazioni professionali, un neuropsichiatra infantile per un periodo di un anno in Area vasta 3, per rafforzare i servizi dedicati della psichiatria ... all'interno del servizio di neuro-psichiatria infantile Consultorio UMEE, di un ulteriore assistente sociale per un periodo di un anno in Area vasta 3, uno psicologo per un periodo di sei mesi in Area vasta 3. L’Asur ha disposto inoltre, a completamento dei piani occupazionali in essere e a completamento delle risorse disponibili, l'assunzione di sette psicologi, uno per Area vasta, ma due per l’Area vasta 2 e per l’Area vasta 3. C’è da tener conto che il personale di cui ho parlato è impegnato per un periodo temporale di 3, 6 mesi, un anno massimo, salvo ulteriori e definitivi atti.
In aggiunta a queste informazioni che provengono dalle Aziende c’è da tener conto che questo servizio è di particolare rilievo, anche alla luce dei recenti fenomeni che si sono verificati tra gli adolescenti in materia psicologica.
Credo che la Regione dovrà investire di più su questi servizi, avuto riguardo che anche l’isolamento domiciliare dovuto al Covid ha determinato l’aggravamento di patologie preesistenti, se non la genesi di nuovi comportamenti che devono essere tenuti adeguatamente sotto controllo.
C’è l'impegno da parte dell'Assessorato e delle Aziende a monitorare costantemente questo settore particolarmente rilevante per il futuro delle generazioni più giovani, quindi, penso che su questo tema torneremo a parlare in Consiglio regionale per l'implementazione di ulteriori misure di sostegno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. La risposta è molto accurata, chiederei addirittura di poter avere quanto ha letto, ho preso anche degli appunti e, se non ho capito male, abbiamo soltanto figure a tempo determinato e questa è la cosa che vorrei rimarcare perché per le famiglie che hanno bisogno di questo tipo di prestazioni il tempo determinato non garantisce la presa in carico, così come noi vorremmo intenderla, cosa che sottolineiamo già da tanto tempo.
I concorsi a tempo indeterminato sono gli unici strumenti che possono dare garanzia di continuità e di presa in carico seria e a 360 gradi. Lei stesso ha sottolineato l'importanza del disagio manifestato da questa fascia di età, sappiamo benissimo che c'è stato un aumento di tutto lo spettro del disagio psichico anche con fenomeni molto gravi e preoccupanti.
Siamo tenuti ad occuparci di questo tema, che già avevamo molto a cuore prima perché da tanto tempo, direi da anni, l’Area vasta 2 - e lo sottolinea anche oggi nella sua risposta – si lamenta della mancanza di neuropsichiatri infantili, che non sono stati assunti, sappiamo che sono stati fatti dei concorsi, in particolare su Fabriano e Jesi, non è la prima volta che portiamo questo tema in Aula, ma a tutt'oggi non si è trovata una soluzione.
I concorsi vanno deserti, chiediamoci perché e troviamo una soluzione. Rendiamo appetibili i nostri servizi, altrimenti continueremo ad avere questi fondi, a ripartirli, ma non andremmo a risolvere il problema che abbiamo, di cittadini trattati in modo diverso.
Questo è sempre qualcosa contro cui combattiamo, soprattutto in questo momento in cui si parla di minori con una qualche forma di disagio e disabilità perché ricordiamoci che i neuropsichiatri infantili si occupano di UMEE, non solo di disagio psichico, ma anche di disabilità nelle scuole. Non serve sottolineare quanto siano fondamentali questi servizi per alunni, alunne, scuole e famiglie.
Insisto nel chiedere delle figure professionali a tempo indeterminato, che siano ripartite in modo equo in tutte le Aree vaste, non lasciando indietro alcun territorio perché in questo momento è ancora più difficile per le famiglie e per i ragazzini con qualche fragilità girare per la regione per cercare una certificazione o una valutazione. Grazie.

Interrogazione n. 332 
ad iniziativa delle Consigliere Ruggeri, Lupini
“Emergenza Covid-19: Tamponi salivari nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Richiesta chiarimenti”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'interrogazione n. 332 delle Consigliere Ruggeri, Lupini.
Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Per questa interrogazione non ho la risposta.

PRESIDENTE. La rinviamo a quando saranno pronti gli uffici.
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. A me stupisce che sia stata data la risposta all'Assessore Saltamartini, che io ringrazio per essere sempre presente e per metterci sempre la faccia, ma questo mi sembra un tema più scolastico, quindi mi aspettavo la risposta da parte dell’Assessore Latini, anche perché a mezzo stampa lei ha portato avanti questa iniziativa, quella dei test salivali all’interno delle scuole.
Decidete voi di chi sia la competenza, però suppongo che sia di un altro assessorato. Aspetto la risposta per la prossima seduta. Grazie.

PRESIDENTE. Oggi non abbiamo pronta la risposta, dopodiché dirimeremo anche la questione della competenza, qui come competenza abbiamo l’Assessore Saltamartini, il quale era disponibile a rispondere.

Marta RUGGERI. Si, lo apprezzo e lo ringrazio pubblicamente.

Interrogazione n. 333
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Soppressione guardia medica di Comunanza (AP)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 333 dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo e Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Su questa interrogazione voglio dire che sono in grado di rispondere autonomamente perché me ne sono occupato, ma il numero di interrogazioni non permette agli uffici di rispondere, non si può in due giorni di Consiglio regionale chiedere che gli uffici rispondano ad una mole così elevata di interrogazioni ecco perché le risposte non mi sono state fornite.
Rispondo a questa, ma per tutte le altre non ho i documenti per poter rispondere.
In merito a questa interrogazione devo dire che il problema della guardia medica di Comunanza è stato affrontato nel corso di un incontro tra il Sindaco di Comunanza, l'Assessore che vi parla e i dirigenti sanitari. In questa circostanza è emerso che il sanitario di continuità assistenziale per quella struttura non poteva essere trovato tra i medici perché la posizione era vacante, nel senso che non c’erano sanitari capaci di coprire quella postazione.
Il tema l'abbiamo più volte affrontato in quest’Aula, ma lo voglio ribadire, i giovani medici che sono addetti alle prestazioni di continuità assistenziale, al servizio Usca e ai centri vaccinali, sono sempre gli stessi ragazzi, giovani medici, prevalentemente in corso di specializzazione.
Per quanto riguarda il servizio nella continuità assistenziale c'è un problema sul trattamento di questi medici poiché percepiscono 23 euro l'ora per prestazioni notturne, molto spesso con utilizzo del proprio mezzo, mentre il trattamento previsto per il servizio Usca è di 40 euro l'ora, come per il servizio dei centri vaccinali. Come Regione abbiamo sollevato questo tema, che è oggetto di contrattazione collettiva nazionale, non rientra nella competenza della Regione. Molti giovani medici, sollecitando la perequazione dei trattamenti orari notturni per la continuità assistenziale, ritengono che sia più conveniente e più opportuno per loro effettuare altri tipi di prestazione presso i servizi Usca e i centri vaccinali.
Nel caso relativo all'interrogazione si garantisce la presenza del medico di continuità assistenziale per i sabati e le domeniche, mentre per questa settimana e forse anche per la prossima il servizio di continuità assistenziale per i giorni infrasettimanali sarà garantito da un'auto medica e dai servizi territoriali dei distretti e diciamo così viciniori.
Questo tema l'abbiamo affrontato, come già detto più volte. La carenza di questi medici è particolarmente rilevante nel nord delle Marche, mentre nell'Area vasta di Fermo e nell’Area vasta di Ascoli Piceno la maggior parte dei servizi sono coperti. Ma è un tema che si ricollega alla mancata formazione di medici, per quanto possa essere un argomento che viene individuato in quasi tutte le interrogazioni che pongono in luce la carenza di medici, ed è una problematica ineludibile perché dal 2012 le politiche del nostro Paese, poi occorrerà verificare di chi sono le responsabilità politiche, hanno eluso la formazione di medici, quindi, c'è la necessità di riprogrammare il sistema e nella stessa stesura e nell’applicazione del Pnrr queste carenze sono evidenziate.
Lo ripeto, tutti gli Assessori alla sanità a livello nazionale, in tutte le Conferenze delle Regioni e Stato-Regioni, vorrebbero risolvere con un intervento sulle prestazioni di medici di medicina generale, prevedendo che delle 38 ore previste per i medici di medicina generale 20 siano impegnate per il servizio nei distretti e nelle case di comunità.
Questa mattina alle 9,00 c’è stata la Conferenza delle Regioni, il Governo si è impegnato a tradurre questo vincolo in un atto normativo, in un decreto-legge, una norma da approvare prossimamente. Vediamo che cosa dirà di fare.
Il servizio di continuità assistenziale dovrebbe essere assorbito nelle case di comunità per sopperire alla carenza di sanitari.
Per quanto riguarda, Presidente, la risposta a tutte le altre interrogazioni, avvalendomi della norma prevista dal Regolamento, non sono in grado di rispondere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

PRESIDENTE. C’è stata qui una sovrapposizione di richieste, la mia è quasi una mozione d'ordine rispetto al tema posto dall'Assessore, che dichiara l'incapacità e l’impossibilità di rispondere vista la mole di interrogazioni.
Lo chiedo al Presidente, non lo chiedo all’Assessore che si trova oberato, noi stiamo dentro il Regolamento, anzi approfitto di questo passaggio perché non è una cortesia che ci viene concessa, noi proponiamo atti ispettivi strutturati, ci dedichiamo tempo e anche per noi è una fatica, non è unilaterale l’impegno.
C'è una difficoltà della Giunta a rispondere, abbiamo cercato anche di alleggerire questi passaggi e ne abbiamo avuto modo, Presidente, di parlarne. Ci sono decine di interrogazioni a risposta scritta, è anche più semplice istruirle e rispondere, che sono inevase, qualcuna anche da sei mesi. Il Consigliere Mastrovincenzo ne ha presentata una sui Punti Blu, è ferma da sei mesi, tanto per citarne una.
Nella fattispecie questa della Consigliera Casini è del 16 dicembre, lo dico per noi ed anche per i cittadini che ci ascoltano, è passato un mese e qualche volta, anzi spesso, sono asincrone rispetto al tema che pongono. Ci tengo a sottolinearlo perché nella premessa dell'Assessore c'era questa impossibilità, invece dobbiamo trovare il modo di rispondere alle sollecitazioni che non solo sono importanti, di cui dovreste farne tesoro perché così evitereste qualche errore, che invece state commettendo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Si, Assessore, io l’ho presentata oltre un mese fa, sicuramente non è stata una decisione presa all'ultimo momento, era un’esigenza urgente perché lei sa bene che in quel periodo, in quei giorni, nevicava a Comunanza.
Entrando nel merito, Presidente, le chiedo la stessa attenzione che ha chiesto il mio capogruppo, non è una cortesia quella di rispondere alle interrogazioni, è una delle competenze degli Assessori, come l’abbiamo fatto noi precedentemente. In realtà avevamo molte più interrogazioni del gruppo PD che non dell’opposizione, rispondevo molto di più alle interrogazioni dei miei compagni di partito che dell'opposizione, però rispondevamo, soprattutto alle risposte immediate.
Detto questo, lei ci risponde che la continuità assistenziale a Comunanza non verrà garantita, pare quasi che rispetto a queste problematiche, dall’enfasi che aveva all'inizio, stia sventolando bandiera bianca.
Ha detto che siccome non c’è il personale, siccome questi medici scelgono e siccome i soldi non ce l’abbiamo, Comunanza avrà soltanto il sabato e la domenica la continuità assistenziale. Questa è una cosa grave. E’ inutile riempirci la bocca delle aree interne, parlare delle aree interne, postare tanti soldi del Pnrr per le aree interne, con obiettivi secondo me dubbi e neanche molto chiari, e poi non lasciare una cosa basilare come quella del Servizio sanitario.
Ho letto sui giornali ed ho sentito anche il Sindaco e gli Assessori di Grottammare che la stessa questione si sta creando a Montefiore e a Grottammare, non soltanto nelle aree interne, le guardie mediche non ci sono neanche in altre aree del Piceno.
Le dico che il servizio di continuità assistenziale è obbligatorio, ed è il minimo che si possa chiedere, se poi le altre Regioni fanno peggio di noi o hanno lo stesso problema nostro non ci consola, ma ci sprona forse a fare qualcosa in più, magari, come avevamo già chiesto in altre interrogazioni o in altre mozioni, aumentare i costi per quello che riguarda le aree interne e pagare di più gli operatori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sulle interrogazioni dico all’Assessore Saltamartini che sono uno degli strumenti, pochi per la verità, di cui dispone la minoranza, l’opposizione, per poter svolgere la propria funzione di rappresentanza politica della propria comunità. Attraverso queste si segnalano questioni, si fanno proposte, è anche l'occasione per riconoscere un impegno.
Poc'anzi mi sono dichiarato soddisfatto, ho apprezzato che l’Assessore Baldelli fosse subito intervenuto, e me lo ha detto, nei confronti della struttura per vedere se fosse possibile non spostare le cure intermedie a Montegiorgio. Se è possibile fare quello bene, se non è possibile la colpa non è di nessuno, ma qualora fosse possibile con qualche sforzo noi eviteremmo un disagio alle famiglie dei pazienti, allo stesso personale ed alla struttura in generale. Facciamo qualcosa di utile.
L’interrogazione è, secondo me, un atto molto importante rispetto ad una maggioranza che troppo spesso si è chiusa ermeticamente alle proposte dell'opposizione, che ha potuto constatare lo spirito collaborativo dell’opposizione in molte leggi che abbiamo approvato e condiviso all'unanimità, però, più volte abbiamo registrato una chiusura netta.
Le interrogazioni servono a questo, è stato detto. Anch'io ho presentato interrogazioni a risposta scritta, se non mi viene risposto la colpa non è degli Assessori, in questo caso hanno la responsabilità di non invitare a provvedere. A quel punto è ovvio che bisogna fare le interrogazioni a risposta orale e venire in quest'Aula. Poi capisco l'Assessore Saltamartini, lui ha la delega alla sanità e come vedete la stragrande maggioranza o quasi, il 90% delle interrogazioni che vengono presentate lo riguardano. Di lui ho sottolineato poc'anzi l’impegno, che non può essere revocato in dubbio, meno i risultati che possono essere sottolineati se non quelli negativi, ma anche di questo credo che la sua responsabilità consista nel non mettere la necessaria determinazione sotto l'aspetto politico perché, ripeto, tante scelte sono politiche e quelli che noi denunciamo e decliniamo con le interrogazioni sono sempre fatti concreti, che possono essere risolti o non risolti a seguito di una decisione politica.
La storia dei medici, ad esempio, in emergenza si sarà tentato di farlo, ma perché non si mettono intorno a un tavolo gli ordini professionali, affinché si facciano responsabilmente carico di dare una mano? Capisco le difficoltà dell'Assessore e della Giunta, erano anche le nostre difficoltà nel passato e a noi non hanno fatto sconti di certo, però si mettano insieme gli ordini professionali medici per cercare di trovare una sintesi unitaria. Grazie.

PRESIDENTE. Prima di passare all’ultima interrogazione a cui risponderà l’Assessore Castelli, la n. 340, anche tenendo conto, diciamo così, del casus belli venuto fuori con l’interrogazione n. 332 delle Consigliere Lupini e Ruggeri e con gli interventi dei Consiglieri Mangialardi, Casini e Cesetti, vorrei rimarcare che, ma lo faccio per sottolineare una cosa che noi tutti sappiamo, la prerogativa dei Consiglieri è quella di presentare qualsiasi interrogazione, interpellanza, mozione e quant’altro disposto dal Regolamento, senza limiti e senza nemmeno divieti o imposizioni. Questa è una prerogativa “naturale” o comunque stabilita dal Regolamento che rimane tale e che non può essere in alcun modo disattesa o incanalata in limitazioni di numero di presentazione di oggetto. E’ altrettanto un dovere ed un diritto quello dei componenti della Giunta di rispondere con adeguate affermazioni, in questo caso operando con l'aiuto degli uffici. Il comma 4 dell'articolo 134, consente alla Giunta di rinviare la risposta tenendo conto che nel caso specifico l’interrogazione va alla seduta successiva del Consiglio regionale proprio per contemperare la prerogativa del Consigliere e la possibilità della Giunta di dare le risposte attese. Risposte che fanno parte degli atti degli uffici.
Si compenetrano bene le due affermazioni a mio avviso, quella dell'Assessore Saltamartini, che ha detto che non avendo da parte degli uffici le risposte per le interrogazioni successive rimanda ad altra seduta, senza che questa appaia come il tentativo di limitare la possibilità di fare interrogazioni. In ogni caso queste non possono essere limitate in nessun modo per rispetto del Regolamento, che è, appunto, la prerogativa specifica dei Consiglieri.
Entrambe le parti hanno detto una cosa che fa parte dei loro diritti e doveri.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Solo per precisare che non c’è solo l’interrogazione n. 332 rinviata, ma anche la n. 334 e la n. 346. Queste sono 3 da aggiungere alle altre 7/8 che nelle precedenti sedute l’Assessore Saltamartini ha rinviato, credo che inizino ad essere un bel numero anche considerando tutte quelle che sono in attesa di risposta scritta, come ha detto prima il capogruppo Mangialardi, da mesi. Penso che il numero si aggiri attorno alla ventina e non è possibile tollerare una cosa del genere.
Preciso che tutte le interrogazioni hanno argomenti differenti e ci sono funzionari che si occupano di argomenti differenti, dalle liste d'attesa ai reparti di neuropsichiatria, alla guardia medica di Comunanza, piuttosto che dell’Ospedale Profili di Fabriano.
E’ evidente che la motivazione adotta dall’Assessore Saltamartini è scarsa e inefficace. Grazie.

PRESIDENTE. Questo però si rifà al comma 4 dell’articolo 134 del Regolamento, che consente di dare questa risposta, come ho detto prima.
L’Assemblea legislativa ha sollecitato gli uffici della Giunta a dare le risposte scritte alle interrogazioni presentate dai Consiglieri, il numero delle interrogazioni rimaste inevase verrà ripreso nei prossimi Consigli.

Interrogazione n. 340
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Valutazioni sulla esternalizzazione di alcuni servizi dell’ERDIS, in particolare la ristorazione e i servizi ausiliari”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 340 dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Grazie, Presidente. Rispondo all'interrogazione che trae spunto dalle valutazioni che avevo fatto in occasione dell'approvazione del bilancio consolidato del gruppo Regione, in cui mi ero soffermato su alcune ipotesi che tuttavia hanno solo un carattere prospettico di valutazione strategica, tutte da verificare e completare.
Quando gli interroganti mi chiedono se la Giunta regionale sta valutando la possibilità di esternalizzare alcuni servizi la risposta è che anche l’Erdis, come tutte di altre società partecipate, sarà oggetto di una new diligence per verificare esattamente cosa è giusto e se esistono delle proposte da attuare per migliorare il rendimento di quello che è il contributo che la Regione dà all’Erdis.
La premessa del ragionamento è che tutto ciò è che diritto allo studio viene erogato grazie al contributo della nostra Regione, che si trasforma per l'appunto in possibilità per gli studenti di usufruire di mense in particolare, di alloggi e altro. Tutto ciò che ottimizza la resa di questi denari, di queste risorse, si trasforma in maggiori diritti per gli studenti. Partendo da questo presupposto, abbiamo avviato una interlocuzione con il direttore dell’Erdis, anche con i sindacati, quindi rispondo anche da questo punto di vista, per sviluppare questa new diligence che deve trarre spunto di carattere politico dalla considerazione che facevo prima, più efficientiamo l’Erdis e più sono i diritti dei ragazzi che riusciamo a riconoscere. Ragazzi che hanno diritto e necessità di essere supportati e tutelati al meglio in maniera tale che il nostro sistema universitario possa beneficiare di queste qualità.
Sulle mense in quell'occasione osservavo un dato che è economico: per ogni ragazzo che frequenta le nostre mense Erdis paga mediamente una somma pari a cinque 5,50 euro. Il costo medio del pasto nelle nostre mense Erdis è di circa di 9 euro, ma arriva addirittura a 18/20 euro a seconda delle situazioni. Per noi le esternalizzazioni che pure sono presenti in alcune realtà Erdis .., questo è un altro dato importante, non ci sono solo mense gestite internamente, ma sono anche garantite da ditte esterne.
Dobbiamo capire ciò che meglio, non c'è nulla di dogmatico nel nostro punto di vista, se è più conveniente, utile, corrispondente a criteri di qualità esternalizzare si esternalità se così non è non si esternalizza. L’esternalizzazione non è un punto di arrivo che ideologicamente intendiamo perseguire ma, come abbiamo anche chiarito in una call con i sindacati, dobbiamo valutare ciò che è meglio. Perché si pose questa questione? Perché fra le altre cose, nell'esaminare insieme all'Assessore Latini, che è sempre molto attenta ed è responsabile del diritto allo studio, si valutò che nel piano occupazionale, che era stato approvato nella precedente legislatura, era prevista l'assunzione di circa 31 addetti fra la portineria e cuochi. Si considerò anche in ragione del costo del personale, che è in aumento nell’Erdis, se questo era un dato che doveva essere messo o meno a valutazione perché prima di assumere cuochi e portieri bisognava capire se la soluzione migliore era quella della gestione interna. Magari è migliore la gestione interna, ma va verificato. Lo dico perché su 5,7 milioni di spesa per il personale dell’Erdis ben 4 milioni sono assorbiti dalla spesa del personale corrispondente a cuochi, portieri o cose di questo genere, mentre c'è una carenza fortissima di amministrativi e il diritto allo studio impone e necessita che vi sia anche un'adeguatezza di carattere direttivo nell'ambito dell’Erdis.
In ogni caso è stata avviata una riforma, è in corso, valuteremo le cose, è evidente che semmai dovesse risultare all'esito di questa valutazione che delle forme di esternalizzazione vanno implementate, e ciò sarebbe, ça va sans dire, con tutta l'integrale e incondizionata tutela dei diritti dei lavoratori. Ma ad oggi non è all’ordine del giorno, c’è invece una verifica puntuale della correttezza, della congruità e della adeguatezza del funzionamento dell’Erdis, che comunque fino adesso è riuscito a raggiungere il risultato dell'unificazione degli enti sicuramente con buoni effetti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Cerco di riassumerla per valutare se ho capito bene. Al momento non è ancora stato deciso nulla, si è in una fase di riordino, di valutazione rispetto a quelle che sono le attività che vengono fornite direttamente dall’Erdis alle varie università.
Ho capito che l'obiettivo è aprire un confronto, che è stato aperto con il sindacato, ma nella mia interrogazione avevo chiesto di aprire un confronto anche con gli studenti, con i loro rappresentanti ed anche con le singole amministrazioni che ospitano le università perché ritengo che eventuali modifiche devono essere condivise anche con il territorio e con gli studenti.
Dico anche che se le nostre università, in particolare quella di Urbino che conosco meglio, ma vale anche per le altre, riescono ad attrarre studenti è perché vengono erogati servizi di qualità. Prima di modificarli raccomando che ci sia un'attenzione particolare, che non sia solo quella di riuscire a ottenere risparmi, ma occorre andare nella direzione di ottimizzare le spese, le risorse, mantenendo la qualità alta, altrimenti il rischio è quello di perdere gli studenti.
Le Marche sono conosciute anche perché hanno università che danno dei servizi di qualità, andarli a modificare cambierebbe il valore aggiunto che i nostri atenei riescono a dare, grazie alla riforma dell’Erdis che, ricordo, è stata impostata nel 2017 e che fino ad oggi, devo dirlo, sta dando dei risultati molto positivi.
L'altro tema è quello del personale che deve essere garantito e da quello che ho capito questa attenzione ci sarà, però anche qui bisogna stare attenti perché del personale è stato assunto e va quindi garantito il posto di lavoro, vanno garantite le condizioni di lavoro che ha avuto fino ad oggi.
Ancora niente di deciso, si sta facendo una verifica generale. Non ho questa informazione solamente dal suo intervento in Aula, ma ricordo anche un intervento sulla stampa in cui annunciava questo tipo di riforma ed è da lì che è partita da parte mia e della Consigliera Vitri ed anche di altri componenti del Partito Democratico che l’hanno sottoscritta, questa interrogazione, la necessità di avere un chiarimento che questa mattina ci è stato dato. Grazie.

Mozione n. 79
ad iniziativa dei Consiglieri Latini, Antonini, Bilò, Biondi
“Iniziative a difesa dei risparmiatori e azionisti di Banca Marche e per la promozione di una Banca del Territorio”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 79 dei Consiglieri Latini, Antonini, Bilò, Biondi, che consiste nel presupposto di tenere conto degli effetti conseguenti la cessazione dell'attività di Banca Marche, non vorrei usare altre affermazioni in merito, che era la banca territoriale della regione Marche, e delle conseguenze ancora più disastrose che si sono determinate, non tanto fra i risparmiatori, come perdita di capitale investito e della fiducia riposta nell’istituto di credito, quanto nell’impossibilità di poter ottenere, attraverso la profilatura di una banca del territorio, molti di quegli interventi che in genere tendono ad aiutare le famiglie, i piccoli imprenditori, le ditte individuali, le giovani coppie.
E’ venuto a mancare un polmone finanziario stabile, con una conoscenza del territorio e delle comunità che lo compongono, che era uno dei grandi obiettivi delle Marche e della comunità marchigiana degli anni ‘70 e ‘80, con il profilare e l'aumentare delle banche di credito cooperativo, delle banche territoriali, delle banche di appoggio anche di alcune iniziative di categoria.
La mozione vuole tenere conto di due aspetti fondamentali tra loro, in parte anche non interconnessi, per quanto riguarda le obiezioni che sono da me già conosciute circa il mantenere distanti e distinti gli aspetti relativi alle fondazioni bancarie, con l'intento di realizzare l’avvio di un progetto che possa far ripensare alla banca del territorio. Credo che questo per quanto mi riguarda come firmatario possa essere svolto al fine di ottenere una mozione che sia la più ampiamente votata, se non da tutti, da coloro che si ritengono in qualche modo portatori – penso che tutti i Consiglieri lo siano - di un interesse importante, che oggi più che mai presiede l'attività presente e futura delle persone attive e di chi in questo momento non svolge impegni lavorativi, che hanno bisogno di rapporti umani prima ancora che di natura commerciale, bancaria con coloro che rappresentano gli sportelli bancari, in particolar modo gli sportelli bancari di una banca territoriale.
La mozione ha l'intento di ripensare al sistema bancario marchigiano, tenendo conto anche della presenza e della vitalità di alcune banche del territorio, non ne cito nessuna, istituti di credito che si sono salvati da qualsiasi ventata, sia globale che locale, di riduzione della loro presenza, dalla grande crisi finanziaria del 2008/2010 e dall’idea della incorporazione, fusione e valorizzazione di un sistema in cui il rapporto umano non doveva essere il primario rapporto fra risparmiatori e utente e la banca stessa ed i responsabili della medesima.
Vorrei chiudere dicendo quello che a me preme di più, vi sono a volte delle situazioni in cui coloro che hanno una certa età, che non hanno un certo risparmio, non sono clienti di certi istituti, di promotori finanziari adeguati, perché non rappresentano un punto di riferimento attivo su cui in qualche modo valorizzare l'aspetto economico finanziario. Quando, invece, da sempre, anche in questo caso, pur trattandosi di denaro l’aspetto fondamentale della vitalità di una persona si esplica anche attraverso l'aiuto finanziario economico della banca e non certamente solo attraverso questo. E quello che era stato definito da sempre la socialità degli istituti di credito, come erano stati conosciuti e come tornano ad essere in buona parte nel mondo occidentale, deve consentire a tutti di poterne farne parte, di poter costruire il rapporto interconnesso di vitalità e di funzione positiva, non soltanto quando depositano la piccola o la grande somma, il risparmio della loro attività, dei sacrifici della loro vita, della loro famiglia. Su questo, al di là delle valide intenzioni di Basilea 2, di Basilea 3 e di tutti quelli che sono gli indirizzi, i protocolli che possono promanare a tutela di un sistema bancario che non faccia crac, come è successo un paio di volte negli ultimi 20 anni, e che tale effetto non si scarichi sugli ultimi, che sono poi la base sostanziale, il parco buoi, coloro che costituiscono la fonte ineludibile e primaria di ogni istituto di credito.
Ho chiuso l'intervento, lascio la parola a chi vuole intervenire sulla mozione, in particolar modo al Consigliere Antonini che con me ha cercato e cerca di valorizzare questo aspetto fondamentale, l'attenzione che dobbiamo porre sulla valorizzazione delle banche del territorio, tendo comunque conto che una Regione come la nostra ha bisogno di interloquire con le banche del territorio.
Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Riallacciandomi un po' all'intervento del Presidente Latini, il settore bancario è sempre stato e lo sarà anche in futuro il volano di sviluppo di un territorio.
La presenza di un sistema bancario funzionale al tessuto imprenditoriale della regione, in grado di supportare le iniziative imprenditoriali, riconoscendone la potenzialità, di affiancare le famiglie nella realizzazione dei propri obiettivi, è di gran lunga il fattore chiave per la crescita dell'economia di un territorio. Purtroppo nel corso degli ultimi anni, come abbiamo osservato e come ben sanno anche i risparmiatori marchigiani, alcune banche hanno in larga parte perso la loro funzione originaria, quella di supportare l'economia reale, preferendo, privilegiando alcuni settori, contribuendo così a creare eccessi e bolle speculative che hanno portato al fallimento di numerosi istituti di credito.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea, che ha accolto il ricorso presentato dalla Banca Popolare di Bari, dal Fondo interbancario di tutela dei depositi e dal Mef contro la decisione della Commissione europea, direzione concorrenza UE, di impedire l'intervento del Fondo interbancario a tutela dei depositi nel salvataggio di Banca Tercas, poiché aiuto di Stato, ci permette di comprendere che erano possibili altre soluzioni meno onerose e penalizzanti per le crisi di Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti. Soluzioni ben diverse da quelle che hanno pesantemente colpito il tessuto economico della nostra regione, già provato da anni da una crisi sistemica assai profonda.
La soluzione che venne adottata dal Governo fu quella di applicare la normativa UE mediante gli strumenti di gestione delle crisi introdotti dalla direttiva 2014 Bank Recovery and Resolution Directive. I risultati sono stati purtroppo devastanti sia per il territorio marchigiano che per il clienti risparmiatori delle banche stesse. Il credito bancario regionale si è ridotto negli ultimi cinque anni di oltre il 20%, passando da 40 a 32 miliardi, mentre a causa dell'applicazione del bail in migliaia di risparmiatori, detentori di azioni e obbligazioni subordinati di Banca Marche hanno visto letteralmente evaporare i propri risparmi, recentemente indennizzati solo in minima parte ed in modo lento.
La Regione Marche intende con questa mozione supportare tutte le azioni necessarie affinché coloro che hanno subito ingiustamente una perdita economica legata alla errata gestione della crisi di Banca Marche possano trovare giustizia e ristoro. La Regione, inoltre, preso atto della centralità del tema bancario, riconoscendo la strategica funzione a livello territoriale, vuole stimolare un dibattito, un percorso che possa condurre alla creazione anche di una ipotetica banca pubblica regionale, una banca del territorio, per favorire la crescita ed il benessere dei marchigiani.
La presenza di un sistema bancario pubblico è fattore chiave di successo delle moderne economie, come ad esempio quelle tedesche e francesi. In Germania, la principale banca pubblica di credito per la ricostruzione, costituita dopo la seconda guerra mondiale, in grado di erogare circa 80 miliardi di credito anno, si affianca ad una rete di banche pubbliche, Casse di Risparmio, banche regionali, che nel complesso erogano più di mille miliardi di prestiti all'economia reale, realizzando politiche economiche anticicliche. In Germania negli ultimi sei anni il credito erogato dai principali istituti di credito si è ridotto a 172 miliardi, mentre i prestiti delle banche pubbliche regionali sono cresciuti di 180 miliardi, fornendo linfa e supporto al sistema produttivo tedesco. Inoltre, sempre in Germania la redditività delle banche pubbliche e la remunerazione degli azionisti di riferimento è superiore a quella delle big banks che nel complesso non realizzano utili, anzi, con le loro esposizioni su derivati ed asset speculativi rappresentano una seria minaccia per la stabilità del sistema finanziario globale.
Per questo noi nella nostra mozione chiediamo di valutare nella legislazione statale, l’introduzione di norme che consentano, come in altri Paesi europei, la creazione di banche del territorio anche a partecipazione pubblica. I vantaggi sarebbero: finanziare progetti infrastrutturali imprenditoriali, attingendo direttamente dalla liquidità fornita dalla BCE, fornire credito ad imprese e famiglie, facilitare lo sviluppo a tutela delle realtà tipiche locali, garantire un accesso al credito per soggetti in difficoltà e permettere una migliore e più redditizia gestione del risparmio.
Rispetto al testo originale abbiamo presentato due emendamenti e, Presidente, se lei vuole, ne approfitto, così faccio un unico intervento, senza che ci ritorno.
Sono due emendamenti che in un certo senso provengono da una discussione, da un dibattito con l’opposizione, con la minoranza, sia con Partito Democratico che con il gruppo del Movimento Cinque Stelle, proprio perché, come auspicava il Presidente, visto il tema, vorremmo arrivare ad una unanimità di intenti, ad una votazione unanime. A questo punto abbiamo raccolto l'invito, ci siamo confrontati, in pratica, rispetto alla mozione n. 79, che tutti voi avete sotto gli occhi, che cosa chiediamo? Nel primo emendamento nel paragrafo “appurato”, dopo la parola “compromesse” sono aggiunte le parole: “fermo restando le doverose e prioritarie attenzioni a favore dei risparmiatori e delle famiglie marchigiane coinvolte nella vicenda”.
Ci sembrava importante sottolineare questo aspetto anche della mozione, che vuole guardare e prioritariamente preoccuparsi, sia a livello solidale che pratico, della sorte che ha colpito molti risparmiatori.
Con il secondo emendamento ci auto-emendiamo, dopo “Impegna la Giunta regionale” il secondo paragrafo viene soppresso e si mantengono il primo ed il terzo.
Penso e spero, dato che l’abbiamo concordato, chiedo scusa anche del tempo che ho sforato, però non interverrò più successivamente, che questa proposta venga condivisa da tutti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Il tema è molto interessante e in questo Consiglio regionale non se n’è parlato, anche se più volte mi ero riproposto di farlo. E’ una questione complicatissima, non risolvibile con una mozione, con una risoluzione perché la vicenda del credito oggi ha subìto una fortissima trasformazione rispetto al passato, sia al passato antico che a quello più recente.
Parliamo del passato più recente perché il problema che qui si vuol affrontare è quello di Banca Marche, anche la ricapitalizzazione ed il ristoro, chiamiamo così, delle fondazioni.
Mi sono letto gli atti, in passato non recentemente, sto seguendo il processo che è in corso, in cui sono stati chiamati anche personaggi al vertice dello Stato, c’è un problema fortissimo di responsabilità. Le fondazioni hanno avuto grandissime responsabilità perché sono quelle che hanno espresso i vertici di Banca Marche. Le tre fondazioni Cassa di Risparmio di Pesaro, Cassa di Risparmio di Jesi Carima e Cassa di Risparmio di Macerata hanno espresso un vertice che attualmente sta sfilando nel Tribunale di Ancona, settimana dopo settimana, sul banco degli imputati.
La gestione di quelle fondazioni non è stata emerita, in parte per scarsa lungimiranza. Spesso i quadri che vengono espressi dai vertici delle fondazioni sono espressioni di categorie economiche, di gruppi di interesse molto egoistici, in cui alla fine essere nelle fondazioni rappresentava una cosa ambita anche per le remunerazioni che i Consigli di amministrazione hanno preso, soprattutto i Presidenti, i Vicepresidenti, poi per la possibilità di intervenire sull'erogazione del credito. Hanno espresso un vertice, come quello dell'ex direttore, che ha imperato per lungo un tempo, attuando una gestione personalistica attraverso relazioni di credito a società che spesso non erano capitalizzate, a cui sono stati concessi crediti senza sufficienti garanzie, che poi si sono volatilizzati con un buco incredibile.
L’apologia delle fondazioni, ahimè, dico una cosa scomoda, però non mi convince molto perché hanno delle responsabilità, oggi si sono rinnovate, anche se in continuità. I nuovi vertici non hanno responsabilità, però nella lotta interna - tra la fondazione di Pesaro, Macerata, più debole quella di Jesi, hanno espresso una cattivissima gestione, pessima gestione, che ha danneggiato molto le imprese marchigiane, tutti gli azionisti. Fin qui la responsabilità locale, poi ci sono le responsabilità politiche della classe dirigente regionale. Pensiamo un attimo a come sono andate a finire altre crisi, pensiamo al Monte dei Paschi di Siena, che è stata la terza banca italiana, che è stata difesa politicamente dal vertice regionale toscano, con le sue afferenze nazionali, mentre Banca Marche è stata abbandonata. Quando veniva messa in liquidazione, la cosiddetta risoluzione, Banca Marche e le altre tre banche (Ravenna eccetera), la politica marchigiana e all'epoca il Presidente della precedente Giunta regionale non si sono spesi per cercare di salvarla. Di fatto la politica marchigiana è molto debole, devo dirlo, sono un Consigliere regionale, rappresento una Regione che è stata molto debole, lì vertice regionale avrebbe dovuto imporsi, soprattutto perché era coerente con il vertice nazionale, il PD regionale, che tra l’altro aveva uomini dentro il vertice di Banca Marche, doveva spendersi nel proteggere la sua Banca. Di fatto ha mostrato una debolezza incredibile, ha mostrato di contare poco, non è corso ..., all'epoca il Presidente del Consiglio era Renzi, anche in precedenza non è corso a salvare la banca e a salvare sostanzialmente una parte del credito regionale.
Poi c'è la responsabilità, al terzo livello, dell'Italia che non è riuscita a incidere minimamente nei vertici europei. Se guardiamo la Germania, le banche tedesche avevano dei buchi incredibili che l'Unione europea ha salvaguardato, mentre le banche italiane sono state messe in liquidazione. Questa differenza di comportamento …, ieri abbiamo parlato della direttiva Bolkestein, dell’Unione europea, non dell'Europa perché l’Europa è un altro discorso, l'Europa è il luogo territoriale dei popoli, le strutture europee sono matrigne nei confronti dell'Italia da tempo, ma in tutti i settori. Nella pesca c’è stata una manifestazione violentissima dei pescatori italiani a Bruxelles, che hanno letteralmente invaso la città e devastato anche il centro dei … e lì l’Unione europea si è fermata qualche anno fa ed è un caso perché su molte altre situazioni abbiamo subìto, le autorità italiane, qualunque esse siano state, hanno subito le pressioni e le decisioni senza battere ciglio. Adesso c'è nella Commissione bancaria europea un rappresentante dell’ABI, che tra l’altro è marchigiano, è anche molto importante e finalmente presidiando la Commissione sta garantendo le banche italiane, non certo le Marche che sono una piccola cosa. Addirittura, è riuscito a recuperare una settantina di miliardi di credito della Banca centrale europea per banche italiane, ma fino adesso tutto questo non era accaduto, per anni.
Il terzo tema è il futuro, anzi il quarto perché ho parlato di tre livelli: la responsabilità delle fondazioni, la responsabilità della classe politica regionale e di quella nazionale.
Quarto tema, il Presidente mi conceda proprio solo ..., cercherò di essere breve.
Il problema del credito futuro, è difficile, ho avuto un sacco di colloqui per cercare di capire se c'era spazio, ma è difficilissimo ricreare una banca territoriale locale perché, innanzitutto, la tecnologia ha creato il sistema delle banche on-line …

PRESIDENTE. La prego di concludere.

Carlo CICCIOLI. che ha detratto ... Il problema però mi sembra molto importante per tutti.

PRESIDENTE. Si però dobbiamo rispettare i tempi.

Carlo CICCIOLI. Il costo del denaro è molto basso, non c'è più remunerazione per le banche, per i costi generali. Gli sportelli delle agenzie in quasi tutto il territorio scompaiono perché non hanno più giustificazione, non si reggono più.
Il sistema delle criptovalute è un altro fenomeno che non si è ma visto nel mercato del credito; tutte queste cose rendono difficile la creazione di un istituto regionale. Il credito cooperativo è l'unica rete che potrebbe creare una banca regionale, la banca marchigiana. Le altre banche importanti sono state acquistate, quello che rimaneva di Banca Marche, soprattutto da Unicredit e dalla Banca Popolare dell'Emilia-Romagna. Carifermo, che è una banca autonoma, che ha un suo peso, è partecipata al 33% da Banca Intesa, quindi, non può fare concorrenza a una banca nazionale. La stessa cosa per Carisap.
E’ difficilissimo intervenire con una nuova banca. Il problema è aperto, ci potrebbe essere un'iniziativa del Presidente della Giunta regionale, dell'Assessore competente, ma in questo momento, in questa situazione del mercato è complicatissimo cercare di andare in questa direzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Il tema di Banca Marche è un coltello affilato che si infila in una ferita che purtroppo, per chi conosce il territorio e i devastanti effetti sociali l’accaduti, provoca ancora sangue.
Il mio intervento sarà sintetico, anche se condivido in questo passaggio le osservazioni del Consigliere Ciccioli, è anche occasione per dire che talvolta, Presidente Latini, sarebbe opportuno che su alcuni temi bipartisan, così delicati e attuali, si possa lavorare “di più” e si possano organizzare anche dei Consigli regionali aperti perché riguardano le persone.
Lo dico a lei ed anche al Consigliere Antonini, che è intervenuto puntualmente, noi voteremo la mozione così, sulla base degli emendamenti che sono stati dagli stessi presentatori illustrati, questo per quanto riguarda il Partito Democratico, per l’altra opposizione sarà direttamente la Consigliera Ruggeri del Movimento 5 Stelle ad indicarlo.
Questa mozione, così come inizialmente immaginata, andava modificata perché c’era una indicazione troppo riferita alle fondazioni e chi ha vissuto direttamente quelle vicende in quegli anni io, per mia sfortuna le ho vissute da Sindaco, sa bene cosa è successo e quale sia stato il ruolo ambiguo, uso questo termine, delle fondazioni marchigiane. Uso ambiguo perché credo che questo sia il momento del rispetto del processo penale in corso, che sta accertando le responsabilità e nel complesso non ci sono solo le fondazioni, voi immaginate l'intero sistema di controllo di un istituto di credito che arriva al default.
Il Partito Democratico voterà questa mozione sulla base dello stralcio del riferimento alle fondazioni bancarie e l'accoglimento delle sollecitazioni, delle argomentazioni che sono venute dalle minoranze è un segno anche di responsabilità e di onestà intellettuale.
La voteremo, Presidente Latini, e lo dico anche alle opposizioni, perché questa mozione ha il merito di riaprire una discussione tesa all’informazione di ciò che è successo, che è il secondo punto, cioè la sentenza europea, diciamo impropriamente, ma per far capire a chi ha la fortuna di ascoltarci o la voglia, secondo la quale l'intervento del fondo interbancario a tutela dei depositi, che è stato considerato tecnicamente un ente privato, avrebbe potuto salvare Banca Marche. Non so se sia chiaro questo elemento, ma proviamo a trasmetterlo ai cittadini.
Una sentenza recente afferma che l’intervento del fondo interbancario a sostegno di un istituto di credito, come è avvenuto per Banca Tercas che ha vissuto più o meno, consideriamola così, la stessa esperienza di Banca Marche, non è ritenuto aiuto di Stato e questo avrebbe potuto salvare la banca, soprattutto avrebbe salvato l’anima della banca, i tantissimi risparmiatori che lì avevano depositato le proprie pensioni, i propri stipendi, il proprio futuro da vivere dopo la quiescenza. Uno scandalo! Questa sentenza, a mio modesto parere, realizza un quadro di informazione davvero sconcertante, che cosa è avvenuto nel periodo in cui Banca Marche …, Lo dico al Consigliere Ciccioli, non so se il precedente Presidente avesse delle responsabilità, non credo, Banca Marche era stata commissariata nel 2012. Quelle vicende non riguardano in particolare la Giunta precedente. Io non difendo, necessariamente provo a rappresentare i pianti e le lacrime di tante famiglie.
Allora chiedo: che cosa è successo? Non si sa per quale ragione, che non si sa per quale connivenza, non si sa per quale complicità, ma ad un certo punto dagli anni 2012 in avanti si è ingenerato l'argomento, alimentato dalle autorità, secondo il quale l'intervento del fondo interbancario per Banca Marche avrebbe costituito aiuto di Stato. Che cosa si diceva all'epoca? Si diceva: “la Commissione europea afferma questo”, come se il parere della Commissione europea fosse vincolante per la considerazione e l’accezione di aiuto di Stato.
Ebbene, oggi abbiamo una sentenza di secondo grado dei Tribunali europei che dicono: “Attenzione, il fatto che la Commissione europea, che non ha certo un parere vincolante, consideri quell'intervento un aiuto di Stato, non corrisponde al corretto svolgimento dell'attività”. In sostanza in quegli anni si è posto in essere un comportamento omissivo che ha portato alla chiusura di Banca Marche, senza nulla fare, disinteressandosi, fregandosene delle tante persone che unitamente alle aziende …, perché di mezzo non ci sono solo le persone, ma anche migliaia di piccole imprese, che attraverso Banca Marche avevano consentito di mandare avanti una economia regionale.
Ricordo che tutto ciò è avvenuto nel bel mezzo della crisi del 2008, quindi, voi capite che cosa le Marche hanno subito nel 2008 con la crisi, con l'abbattimento? Si sono spezzate le gambe a tutto il sistema sociale delle imprese e delle famiglie della regione Marche, attraverso l'azzeramento di Banca Marche, e ci sono responsabilità politiche.

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. La prego di concludere.

Romano CARANCINI. Ho concluso, Presidente. Dico che questa mozione ha questo merito.
Credo che noi abbiamo il dovere, peraltro qui c'è il Presidente Acquaroli, di chiedere a lui di fare ascoltare questa voce forte perché non è pensabile che tutte le altre banche del sistema creditizio nazionale (Tercas, ecc.) siano riuscite con soddisfazione, pure lì dietro ci sono le famiglie, a salvarsi mentre Banca Marche è stata calpestata.
Occorre una battaglia continua su questo, oltre quello che, per esempio, i sottoscrittori delle obbligazioni subordinate fin qui hanno ricevuto. Sapete che è stato sostanzialmente indennizzato il 98%, anche se ancora in una fase ...
Ecco perché dico che è una mozione significativa, andava depurata di questo passaggio scandaloso di inserimento delle fondazioni …

PRESIDENTE. La prego di concludere.

Romano CARANCINI. Ho finito, quindi, da questo punto di vista annuncio il voto favorevole alla mozione, come sarà emendata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Come gruppo di Forza Italia condividiamo in pieno questa mozione, così come sarà emendata. Condivido anche le parole del Presidente del Consiglio Latini, che nel suo intervento ha affermato che è necessario porre l'attenzione sulla valorizzazione di una banca del territorio anche a partecipazione pubblica.
Banca Marche è stata la banca delle imprese e delle nostre famiglie marchigiane, ma io dubito che possiamo ritornare ad avere oggi una banca del territorio, così com'è stata Banca Marche. C'era un rapporto di reciprocità tra impresa e banca, tra famiglie e Banca Marche. Dico che è difficile oggi avere una banca del territorio così come è stata Banca Marche perché dobbiamo ricordare che quella crisi, che ha investito l'economia, non è stata solo economica, è stata prima finanziaria e poi economica.
Banca Marche è stato il polmone finanziario stabile del nostro territorio, c’era un rapporto umano tra la banca e le imprese.
Ricordo quando nel dicembre 2015, era domenica, credo, con un provvedimento che non aveva precedenti sono state annullate tutte le azioni ed obbligazioni di Banca Marche, obbligazioni convertibili in azioni, gettando nel panico imprese e famiglie, e qui condivido in pieno l'intervento del Consigliere Ciccioli e ancora di più quello del Consigliere Carancini perché è vero che la nostra banca del territorio, Banca Marche, non l'hanno voluta salvare. Hanno salvato Tercas e Banca Marche no.
C’è stata anche una Commissione di indagine in questo Consiglio regionale nel 2016, ero in quella Commissione ed il Presidente era l’attuale Assessore Carloni. Purtroppo i risultati sono stati proprio questi, le responsabilità, come ha detto il Consigliere Ciccioli, le condivido in pieno, però purtroppo la realtà è proprio questa: non hanno voluto salvare Banca Marche. Ricordo anche che nel 2012, perché la crisi di Banca Marche è iniziata nel 2012, c'è stato un aumento del capitale sociale, che è stato fatto, colleghi Consiglieri, dalle imprese e dalle famiglie. Che cosa accadde? La banca aveva un rapporto familiare con le imprese e con le famiglie e se una famiglia o una persona aveva bisogno di un finanziamento Banca Marche offriva le azioni e le obbligazioni e le famiglie a garanzia di quel finanziamento acquistavano azioni e obbligazioni convertibili. La stessa cosa per le piccole imprese del territorio, nel 2012 l’aumento di capitale sociale, le imprese andavano in banca ed acquistavano azioni e obbligazioni convertibili in garanzia di fidi o di finanziamenti. Nel 2015 quando tutte queste azioni ed obbligazioni convertibili sono state annullate con un provvedimento, che non ha precedenti, che accadde? Accadde che i risparmiatori e le imprese non avevano più le azioni e le obbligazioni convertibili, ma avevano i finanziamenti e i fidi. Questo ha messo in ginocchio l'economia della nostra regione, questo è quello che è accaduto. Le responsabilità, le fondazioni, sì, ma dalla relazione della Commissione si evince chiaramente che Banca Marche non l’hanno voluta salvare a differenza di altre banche, come Tercas, perché l'intervento del fondo interbancario è stato considerato auto di Stato. Oggi una sentenza di II° grado dice il contrario. Ecco perché affermo con forza che quella banca non l’hanno voluta salvare.
Bene porre l'attenzione su una banca del territorio a partecipazione pubblica, però è difficile trovare oggi una banca del territorio che abbia il ruolo che ha avuto la nostra Banca Marche fino all'anno 2012.
Voteremo a favore di questa mozione così emendata. Grazie.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Condivido gli interventi che mi hanno preceduto, vorrei però porre all'attenzione dell’Aula una riflessione sul tema della mozione - oltre a tutte le cose che sono state dette e le difficoltà che sono state create al nostro tessuto - l’indebolimento del sistema bancario non ha portato solo ad una contrazione degli sportelli delle banche sul territorio, ma anche alla chiusura dei loro centri di direzione territoriale. Si tratta di una scelta che determina conseguenze non secondarie perché trasferire fuori regione l'organo di vigilanza del credito mette a rischio gli impieghi della banca stessa all'interno della regione. Così si depotenzia il finanziamento del nostro sistema produttivo, in particolare quello costituito dalle piccole e medie aziende che hanno bisogno di un rapporto fortemente legato con il territorio.
E’ innegabile, inoltre, che la crisi di una banca autenticamente territoriale come Banca Marche abbia indebolito il sistema bancario regionale e che questa debolezza si sia acuita durante questi due anni di pandemia, che hanno determinato un incremento dell'utilizzo on line degli strumenti, come i pagamenti con l'uso del telefono, la videoconferenza per la consulenza, l'apertura dei contratti in remoto. Questo è ancora più evidente nelle zone dell'entroterra della regione in cui molti sportelli bancari sono stati chiusi ed erano una prima istanza del territorio, un punto fisico di riferimento per persone anziane poco attrezzate all'utilizzo di strumenti digitali. Credo che come Regione non possiamo non accorgerci di questi cambiamenti che coinvolgono la vita dei nostri concittadini e che hanno conseguenze sul quotidiano.
Vorrei a questo punto porre all'attenzione dell'Aula l'esperimento da cui poter prendere spunto, un avvenimento che è accaduto in Inghilterra, dove sono state chiuse nei piccoli centri le filiali bancarie poiché lo sportello fisico alla maggior parte dei clienti non serviva più. Anche lì, a subire le conseguenze della decisione sono stati prima di tutto gli anziani, ma in quel caso non sono stati lasciati soli, le principali banche e le Poste inglesi si sono messe d'accordo per tenere aperta una filiale condivisa, denominata bank up. E’ una soluzione intelligente perché non abbandona la fasce di clienti più debole, senza rinunciare al necessario efficientamento dei processi. Questa è un'esigenza molto sentita nelle aree interne, molti cittadini, soprattutto anziani, si lamentano della chiusura degli sportelli nei piccoli centri, quindi, creare una sinergia tra le banche e gli uffici postali potrebbe essere un modo per poter trattenere nelle aree interne questo tipo di servizio.
Ritengo che anche nel caso dei nostri borghi dell’entroterra si dovrebbe puntare su una visione lungimirante e di collaborazione perché nessun borgo, per quanto meraviglioso e rigenerato, può sopravvivere senza i servizi essenziali e proprio perché essenziali non possono e non devono discriminare.
Come gruppo siamo favorevoli a questa mozione, così come sarà emendata, il nostro voto è favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Giudo CASTELLI. Grazie, Presidente. Preferisco fare l'intervento conclusivo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Il mio intervento per dichiarare il voto favorevole alla luce anche dello stralcio del punto sulle fondazioni bancarie.
Personalmente ho seguito la vicenda insieme all'Associazione delle vittime del salva banche, la conosco abbastanza bene, sulla quale sono ancora interessate diverse persone.
Spero che la mozione, al di là dei contenuti, sia perorata in maniera pesante nelle sedi statali perché c'è bisogno che le finalità di questo atto siano portate avanti.
Dichiaro il voto favorevole e ringrazio i firmatari, primo fra tutti il Presidente Latini, che ha proposto in Aula questo tema, che non poteva non essere discusso in questa sede. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. La ringrazio anch'io per aver riportato alla nostra attenzione un tema che è ancora sentissimo nei nostri territori. Sono passati anni, però questa vicenda ha toccato migliaia e migliaia di famiglie di risparmiatori, di aziende, quindi è giusto che non scenda l’oblio, anche in relazione alla sentenza della Commissione che ha stabilito in maniera molto chiara che quello a Tercas non era aiuto di Stato.
Mi ricordo benissimo quello che si era consumato in quei giorni, sono stati azzerati i risparmi di una vita di tantissimi risparmiatori.
Condivido le parole dei Consiglieri Ciccioli e Carancini in ordine al fatto che non possiamo considerare le fondazioni esenti da responsabilità, soprattutto in merito alle scelte della governance della banca. Vi sono state delle vere e proprie omissioni in quegli anni e non possiamo nasconderci dietro a un dito e pensare che tutto quello che è successo deve essere prontamente dimenticato.
Auspico anch'io che questo possa essere un punto di partenza per trattare questo argomento anche in maniera più approfondita, al di fuori dell'ordinario Consiglio regionale.
Siamo positivi e favorevoli a questa mozione.
Ringrazio ancora i Consiglieri proponenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ci tenevo a ringraziare lei come primo firmatario della mozione, non solo per aver posto il tema all'Assemblea, ma anche e soprattutto per aver raccolto alcune considerazioni, che appena la mozione è stata protocollata anche noi come Movimento Cinque Stelle abbiamo fatto.
E’ stata accettata la proposta di sopprimere il punto 2, che non ci vedeva per nulla convinti, e questo fa in modo che anche noi come Gruppo, e lo facciamo volentieri, esprimeremo un voto favorevole.
Questa mozione, tra l’altro, è perfettamente in linea con l’azione che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti anche a livello nazionale, tant’è che una mozione simile a questa è già stata votata è ed è passata anche il Parlamento.
Il nostro voto sarà favorevole e lo anticipo in questa sede senza intervenire dopo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Per annunciare anch'io il voto favorevole a questa mozione, così come sarà emendata.
L'intervento …, dovrei ripetere quello che ha detto il Consigliere Carancini, che io condivido totalmente, soltanto una considerazione mi sia consentita, noi, come si dice, facciamo politica e la politica ci dà l'opportunità di attraversare il tempo e lo spazio.
Prima il Consigliere Ciccioli ha parlato della responsabilità delle politiche regionali, vero, io ricordo che, risulta dal reportage della stampa, che all'epoca gli diede abbastanza risalto, nel 2014 - nel 2015 ho cessato di fare il Presidente della Provincia - partecipai come Presidente della Provincia ad un convegno dell'Unione industriali, di Confindustria, con gli industriali del fermano a Villa Lattanzi a Marina Palmense, ricordo anche il luogo, e all'epoca il Presidente della Regione Marche non era certamente il Presidente della precedente Giunta, che si insediò insieme a me nel 2015. In quella circostanza rilevai come la questione Banca Marche sarebbe stato un grosso problema per il nostro sistema regionale, per il sistema del credito e per la stessa economia regionale, per i risvolti, ad esempio, sul mercato immobiliare, che avremmo visto tra l’altro a lungo termine, quanto tutto quel popò di roba sarebbe stata dismessa e messa sul mercato. All'epoca dissi che era necessario un intervento della politica regionale, un intervento del Governo regionale, che a mio avviso appariva troppo silente, se non assente rispetto alla catastrofe creditizia che si sarebbe determinata da lì a poco. Rimasi inascoltato e a quel tempo si poteva sicuramente fare qualcosa.
Credo che anche su questo le responsabilità della politica vadano, se ce ne sono e secondo me ce ne sono, individuate temporalmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Castelli.

Guido CASTELLI. Grazie, Presidente. Anche la Giunta, sono certo di interpretare la volontà e la sensibilità di tutti i colleghi e del Presidente, è risolutamente d'accordo con il testo di questa mozione, che non merita ulteriori approfondimenti perché i proponenti e coloro che sono intervenuti nel dibattito hanno scandagliato tutti gli anfratti, verrebbe da dire, di questa vicenda, che è stata una delle più catastrofiche della storia repubblicana. Io la metterei subito dopo il terrorismo, la pandemia perché il dramma delle banche italiane, del collateralismo fra credito e banche, è stata una delle questioni più capaci di generare inquietudine nella società, nella struttura economica ed altro.
Due considerazioni però si impongono, la prima, anche perché ieri parlavamo di Bolkestein, l'Europa non è sempre dalla parte della ragione e lo dico soprattutto a coloro che sono devoti al dogma europeista da europeista.
Noi siamo convinti che l'Europa delle patrie, che l'Unione europea sia un traguardo auspicato, necessario, per far sì che ci sia una risposta alla globalizzazione senza identità e anomica che ci viene imposta, però non possiamo dimenticare che chi determinò tutta questa catastrofe, come è stata giustamente definita, fu la commissaria alla concorrenza che con il verticismo, con la capacità gerarchica che la Commissione ha di imporre idee, soluzioni, condizionamenti, disse che il fondo interbancario era un aiuto di Stato, ed è stata la volta di Tercas, delle quattro banche, della Banca Popolare di Bari che è stata travolta perché costretta ad acquistare Tercas, è stato poi tante altre cose.
La politica c'entra molto, l'atteggiamento di quiescenza sul punto rispetto al dogma della Commissione europea ha generato una tragedia economica fatta di suicidi, fallimenti, questioni che oggi impongono un atteggiamento ragionevole, non fideistico rispetto a quel tema che proprio ieri sfioravamo, ovvero del rapporto e della relazione gerarchica tra Commissione europea e Stati nazionali perché la Commissione Europea può sbagliare, quindi per quel traslato anche la Bolkestein può essere sbagliata.
Il fatto che noi evochiamo questi aspetti vuol dire che abbiamo semplicemente l'amore, la cura di considerare prioritari gli interessi della nostra società, della nostra terra, senza sciovinismi, senza voler rinunciare all'afflato comune dell'Europa, ma sapendo che ogni Stato deve aver e poter avere le misure per contrastare gli sbagli.
Certo, si dirà che la Corte di giustizia europea alla fine ha dato ragione all'Italia, ma è successo troppo tardi perché questi meccanismi se traslati sul piano giudiziario rischiano di produrre gli effetti che noi sappiamo. Effetti che fortunatamente sono in parte stati, ma solo in parte, governati da quello che è stato uno stanziamento importante, che c'è, lo dico per aggiornamento, rispetto alla vicenda di coloro che hanno diritto ad ottenere sia pur parzialmente degli indennizzi perché la recente legge di bilancio ha disposto che fino al 15 marzo 2022 può essere fatta istanza di rimborso. Ci sono dei denari, da questo punto di vista penso che sia giusto e necessario dirlo perché tra l’altro non è solo Banca Marche, nelle Marche abbiamo Banca Etruria, Veneto Banca, ci sono altre situazioni che hanno legittimato molti marchigiani ad accedere a questi fondi.
E’ evidente però che anche da questo punto di vista bisogna che il riconoscimento venga fatto in maniera efficace, non farcito da questioni burocratiche, che ancora oggi non consentono di liquidare spesso e volentieri queste somme che sono previste perché i rimborsi spettano, non entriamo nello specifico e nel tecnico, per una certa qualità di clienti in maniera di fatto automatica, in altri casi a fronte di una documentazione che comprovi la giustificazione.
Credo, però, che questa mozione meriti un'attenzione politica rispetto al più generale rapporto con l'istituzione europea in cui possiamo dire di credere in maniera certa, ma non in maniera cieca. Grazie.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Il Consigliere Antonini ha esposto nel suo intervento anche gli emendamenti. Vi sono stati distribuiti e sono a vostra conoscenza.

Emendamento n. 79/1 a firma dei Consiglieri Latini, Antonini, Bilò e Biondi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento n. 79/2 a firma dei Consiglieri Latini, Antonini, Bilò e Biondi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Fermo restando il voto favorevole alla mozione su cose che sono largamente condivisibili, mi pongo la valutazione sull'efficacia di questo documento, che francamente mi sembra povera perché di fatto è una presa d'atto, la constatazione degli auspici, ma poi non succede niente.
Mi pongo il problema di cosa fare, il leninista che fare, il dubbio che fare. A mio parere bisogna partire con un'iniziativa, che può essere un Consiglio regionale aperto sul tema, oppure a latere del Consiglio regionale, promosso dall'Assemblea, un convegno, vedendo chi potranno essere gli interlocutori disponibili. Aprire un dibattito nella società marchigiana con le categorie economiche, gli enti locali, passare al successivo, fermo restando che c'è un problema sopra, che è la conclusione del processo, del procedimento in corso che si esprimerà con una sentenza, con delle responsabilità e delle condanne. Questo non è ininfluente sul futuro e credo che da qui a primavera il procedimento dovrebbe chiudersi e questo avrà un peso su tutto quello che è accaduto e su quello che si potrà fare.
Nel frattempo il tempo è passato, recuperarlo è molto difficile, i danni sono stati fatti, soprattutto le condizioni economiche in questo momento, la chiusura di tante aziende, l'accentramento immane di pochi operatori di gruppi … Abbiamo visto grandi aziende marchigiane che sono state vendute ai gruppi, la stessa vicenda della Caterpillar, vertenza aperta in questi giorni, ci dà l'idea che c'è una trasformazione e uno dei problemi che si sono poste le banche locali del territorio è quello di avere un partner molto forte in grado di assorbire qualsiasi crisi. Il motivo…, ne cito una per tutti, la Cassa di Risparmio di Fermo, che è l'unica che è rimasta autonoma, superstite, ha venduto 1/3 del capitale a Banca Intesa perché il rischio di essere coinvolta nella crisi manifatturiera delle aziende locali era tale che se non si fosse affidata ad una super banca - Banca Intesa e Unicredit sono le due banche nazionali europee - le cose potevano finire con un'altra situazione di sofferenza per l’istituto bancario.
Nessun problema, voto favorevole, analisi delle responsabilità che va ulteriormente approfondita per non ricaderci, però un documento che rischia di essere: ci occupiamo della cosa così facciamo finta, mentre passare all'azione significa fare un tratto di strada avanti.
Ribadisco il voto favorevole al documento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Capogruppo Mangialardi che mi conferisce l'incarico di esprimere il parere del Partito Democratico.
Ho piacere che il Consigliere Ciccioli raccolga una proposta, che viene da questo gruppo consiliare, all'esito della discussione.
Ho detto al Presidente che, e lo dico a tutti i Consiglieri, se non vogliamo specchiarci sulle emozioni, che diventano una mera immagine dell'autoreferenzialità, noi dobbiamo dare corso a quello di cui discutiamo oggi, che non riguarda noi, ma i cittadini, la storia del sistema sociale di questa regione. La mia proposta, che qui ribadisco, e provo a rispondere al Consigliere Ciccioli, è che venga fatto un Consiglio regionale aperto sulle vicende di Banca Marche, alla luce di questo passaggio giudiziario processuale per quanto riguarda Tercas. Gli obiettivi sono chiari, il primo, l'informazione ai cittadini e a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa nostra banca, ma soprattutto le persone, cosa è capitato rispetto a questo passaggio.
Il secondo elemento è un'azione politica forte perché alla luce della pronuncia di quel tribunale lo Stato non può restare indifferente rispetto a quello che è accaduto e lo dico non rispetto ai tanti stakeholders, ma alle nostre persone, alle nostre famiglie, a coloro che hanno creduto nella buona fede di chi ha guidato quell'Istituto di credito, che più che un Istituto di credito era un “amico di famiglia”, persone alle quali ci rivolgevamo per avere la possibilità di andare avanti nella vita.
Consiglio regionale aperto, informazione, azione politica con un documento politico dell'intero Consiglio che poi dovrà essere … A guidare la Regione c'è questo Governo e noi ci fidiamo che questa possa diventare una battaglia, poi la si perda o la si vinca non si sa, ci si batte rispetto alle cause nobili.
Non sono d'accordo con lei sul fatto che il processo condizioni. Il processo attiene alle responsabilità personali. Non dobbiamo farci condizionare da quello, avrà un proprio corso, una sentenza di primo grado, una sentenza di secondo grado, il giudizio di legittimità della Cassazione, noi dobbiamo occuparci dell'aspetto politico ed affermare, come in realtà ha fatto il tribunale di Lussemburgo, che è stato inaccettabile ed ingiusto nei confronti dei marchigiani considerare l'eventuale aiuto del fondo interbancario un aiuto di Stato, che ha determinato nel 2015, lo voglio ricordare, l'azione di default di Banca Marche.
Ecco perché pensiamo che questa sia una proposta concreta che possiamo mettere in pratica e su questo noi del Partito Democratico siamo pronti a stare in prima fila, indipendentemente su chi poi ricadranno le responsabilità.
Voglio dire che questa mozione, secondo me, ha avuto un miglioramento significativo dall'emendamento, che per noi è divenuto dirimente rispetto alla votazione favorevole perché inserire, lo dico in generale no contro qualcuno, l'ambiguità del ristoro alle fondazioni avrebbe fatto scaturire effetti non proprio pacifici in coloro che hanno vissuto quelle vicende, e credo che se noi siamo i rappresentanti del popolo, dei cittadini, dobbiamo raccogliere la realtà del vivere quotidiano e i drammi delle nostre famiglie.
Per questo il voto favorevole ed è stato esplicitato sulla condizione che si sopprimesse quella parte dispositiva che si riferiva della fondazione, però su questo diamoci da fare perché sarebbe una buona azione politica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Esprimo il voto favorevole a nome del gruppo di Forza Italia, così come ho fatto già nel mio intervento.
Voglio ricordare al Consigliere Carancini che c'è stata una Commissione di indagine nel 2016, che è durata sei mesi, in cui ci sono tutte le responsabilità, la cui relazione abbiamo mandato a Roma. Trovo strano che anche lì nessuno sia intervenuto in merito. C’è stata anche un’interrogazione parlamentare di un onorevole di Forza Italia perché quando c’è stata la relazione gliel’ho mandata, addirittura ha fatto un’interrogazione ad ..., però tutto tace.
Ribadisco ancora che la banca poteva essere salvata, così come è stata salvata la Tercas, non l’hanno voluta salvare.
In quella relazione della Commissione, di cui il Presidente era il Consigliere Carloni, c’è tutta la vicenda di Banca Marche, delle fondazioni e altro, è stato fatto tutto l’iter, è stato mandato a Roma, interrogazioni, ma è caduto tutto nel vuoto.
Più di questo non so che cosa avremmo dovuto fare all’epoca come Consiglieri di minoranza e di maggioranza, ci siamo attivati, però il Governo poco ha fatto, non ha recepito nulla di quello che noi abbiamo mandato a Roma. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 79, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Raccogliendo l'invito del Consigliere Carancini e degli altri vediamo cosa come Assemblea può organizzare, tenendo conto anche delle proposte fatte dal Consigliere Ciccioli.
Adesso metto in votazione lo scambio di posizione della mozione n. 136 con la mozione n. 106, sostanzialmente si invertono, quindi, portare all'esame, alla discussione e alla votazione della mozione n.106 dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo e Vitri “Consiglio regionale aperto sul Piano nazionale di ripresa resilienza” al posto della mozione n. 136 che riguarda Villa Bonaccorsi. Vi chiedo se ci sono interventi pro e contro? Ho già detto che ne abbiamo discusso nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo ieri mattina.
Non c’è nessuna dichiarazione pro e contro.
Anticipazione della mozione n. 106. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 106
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Consiglio regionale aperto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 106 dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. La mozione n. 106 del Partito Democratico, quale titolo esplicativo del contenuto “Consiglio regionale aperto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza”, va detto, va ricordato, è stata presentata, Presidente, il 6 luglio 2021, senza voler fare critiche a nessuno, ed oggi ci troviamo a discutere di una mozione secondo me particolarmente importante a molti mesi di distanza. E’ stata presentata in quel momento perché vivevamo, credo, l'entusiasmo di un Piano nazionale di ripresa e resilienza che, a detta di tutti, di qualsiasi persona che conoscesse l'importanza e l'impatto di quello strumento, andava valorizzato.
Perché il Partito Democratico presentò quella mozione? Non certamente per generare o alimentare asprezze, in realtà venne presentata perché il Piano nazionale di ripresa resilienza, e qui lo dico anche per il prosieguo della discussione, in particolare è destinato alla missione 6, alla missione salute, perfettamente coerente con il principale dei temi, delle funzioni e delle competenze delle Regioni.
Il Partito Democratico presentò la mozione per poter discutere insieme quelli che avrebbero potuto essere i temi centrali. Penso che tutti quanti noi abbiamo letto il contenuto delle circa 210 pagine del Piano nazionale di ripresa e resilienza, soprattutto, tutti hanno letto quale effetto rivoluzionario, Presidente Latini, Presidente Acquaioli, ci sarà nel futuro rispetto alle risorse che impatteranno sulla nostra regione, come su tutte le altre.
Quello che ci tengo a sottolineare, e qui apro un inciso dedicato al mio amico Assessore Saltamartini, che serve a far comprendere all'Assessore ed anche al Presidente, è che in realtà il Piano di ripresa e resilienza sulla sanità detta i criteri fondamentali di quelli che saranno gli sviluppi della sanità territoriale. Attenzione, quando parlo sanità territoriale …, lo dico non per noi, che probabilmente abbiamo più dimestichezza, ma per i nostri cittadini, che devono capire, sapere, essere informati sul fatto che la sanità in linea generale si divide in tre grandi temi: la sanità ospedaliera, la sanità territoriale e la famosa sanità dell'emergenza.
La sanità territoriale è un po' il punto di approdo fondamentale per quanto riguarda il PNRR, questo non vuol dire che non ci siano risorse per l'edilizia ospedaliera, ci sono, ma prevalentemente individua risorse, ma soprattutto, Consigliere Cancellieri, lei sa meglio di me, articola in maniera puntuale e molto dettagliata i doveri, le possibilità e le opportunità che il Piano nazionale di ripresa e resilienza destina, quindi c'è l'articolazione, il principio fondamentale dell'articolazione, di come dovrà avvenire.
Le chiedo, Presidente Latini, in passato non ho neppure oggettivamente sollecitato, ma penso che questo Consiglio regionale …, lo dico anche alla Consigliera Leonardi con affetto, senza grandi critiche, come si fa a non fare una discussione in Commissione IV^ sul Piano nazionale di ripresa e resilienza sanità, che poi impatta sulle Marche, come si fa? Spieghiamo ai nostri cittadini che sarà una rivoluzione, non libera, nel senso che ha dei criteri molto puntuali.
Oggi ho sollecitato, Presidente Latini, questa discussione, Consigliere Cancellieri, lo dico in particolare al collega di Commissione, perché il 28 febbraio scadrà una serie di adempimenti che riguardano questa Regione rispetto alla proposizione, e non sono atti ininfluenti, sono adempimenti formali importanti, che mi permetto di dire ai miei colleghi Consiglieri.
Il 28 febbraio scade per la Regione Marche il Piano operativo delle Case di comunità.
Il 28 febbraio scade il Piano operativo della casa, casa come nostra abitazione, che all'interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza è considerato prioritario, un punto di svolta per modificare la sanità territoriale. C'è uno specifico Piano operativo per l’assistenza domiciliare, la telemedicina, il telemonitoraggio per l’assistenza, tutta una serie di questioni e anche lì è un Piano operativo.
Il 28 febbraio scade per la Regione Marche il Piano operativo del rafforzamento dell'assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture, i cosiddetti ospedali di comunità.
Il 28 febbraio ciascuna Regione deve presentare gli interventi di ammodernamento tecnologico e di digitalizzazione dei DEA, quindi è un altro piano.
Il 28 febbraio scade il Piano operativo che la Regione intende illustrare e presentare al Governo circa gli interventi infrastrutturali degli ospedali in termini di sostenibilità e sicurezza, quindi sisma ecc. Non considero in realtà la scadenza del 30 giugno 2022 perchè lì la Regione Marche, come tutte le altre, deve presentare il nuovo modello organizzativo.
Non amplio questa illustrazione, che è per noi, in quanto ci sono altre azioni da mettere in campo dal punto di vista della Regione. Quello che attraverso questa mozione chiedo al Consiglio regionale …, ribadisco, senza alcuna polemica, ma con la voglia di partecipare, di esserci, di esplicitare, di promuovere un'opinione, poi può essere condivisa, non condivisa, ma noi siamo Consiglieri regionali, rispetto al più importante atto del dopoguerra in termini di finanziamento per le Regioni.
Credo che sia assolutamente indispensabile. A questo punto, se approvato, dovremmo farlo rapidamente per poter discutere quali sono le linee, gli indirizzi, gli intendimenti della Regione. Penso che abbiamo il diritto di discutere, non solo come Consiglieri regionali, e ritengo che una discussione franca, non precostituita, non di parte, o quanto meno non necessariamente polemica, serva a far conoscere ai cittadini che cosa ci apprestiamo a fare. Noi andiamo a governare un processo da qui al 2026 davvero incredibile.
Nello stesso tempo può essere utile il Consiglio regionale aperto, Consigliere Cancellieri, anche per segnalare i problemi perché il Piano nazionale di ripresa e resilienza, lo dico a chi si appassiona alla sanità, ha un vulnus, cioè noi mettiamo in campo, investiamo sulle infrastrutture immateriali e materiali, ma nello stesso tempo non avremo il personale, nel 2026 mancheranno 80.000 infermieri per mantenere lo stato attuale.
Ritengo che questa mozione, se affrontata in una maniera normale, senza pregiudizio, anche rispetto a posizioni diverse, possa essere uno strumento per farci confrontare su un tema così importante.
Ribadisco, ho letto un'intervista dell’Assessore Saltamartini di qualche giorno fa, in cui diceva che lunedì scorso avrebbe fatto approvare dalla Giunta il Piano nazionale di ripresa e resilienza, tutti gli adempimenti ed io non ho visto alcun atto. Con assoluta sincerità e lealtà chiedo al Consiglio regionale che attraverso questa mozione si impegni la Giunta regionale a venire in Aula, e noi dobbiamo lavorare su un tema così importante, per discutere il Piano nazionale di ripresa e resilienza dedicato alla sanità perché ne va dei nostri cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Non ritorno sugli argomenti ben trattati dal Consigliere Carancini perché tutto quello che ha espresso è condivisibile. Abbiamo firmato insieme questa mozione.
Voglio solamente segnalare l'assenza nei banchi della maggioranza di quasi tutti i Consiglieri, lo stesso dicasi per i banchi della Giunta, compreso l'Assessore Saltamartini.
Un argomento di così grande rilevanza ed importanza ignorato dalla maggior parte dei Consiglieri di maggioranza e anche dalla Giunta regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. L'orientamento della maggioranza è di accogliere questa mozione, il problema è che il Consiglio deve essere fatto su una serie di proposte che la Giunta sta elaborando. Non è che tutti si sono dimenticati, anzi, personalmente come Consigliere di maggioranza ho partecipato ad un paio di riunioni per formulare delle proposte, trattandosi di un documento estremamente importante, impegnativo, che dovrà necessariamente essere portato in Aula, la quale, all'incirca a metà febbraio, discuterà sulla base di un documento programmatorio, che riguarderà soprattutto gli investimenti nell'area sanitaria, ma non solo. Questo documento va fatto, ma tutti sanno che ..., mi riferisco addirittura alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio che più volte ha detto che le linee guida del Governo sono in corso di stesura. Tutti sanno che questo documento deve poi essere recepito dal Governo nazionale, quindi siamo in una situazione in itinere. Ribadisco che se ne dovrà discutere, è una cosa essenziale, però si discute sulla base di una proposta e la proposta è in corso di elaborazione. Detto questo, non penso che ci siano problemi nel votare questo atto di indirizzo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Le linee guida sono già operative e se si sta redigendo una proposta, così come ha detto il Consigliere Ciccioli, che concorda sull'idea, che venga condivisa. Noi chiediamo che sia portata in Consiglio e che in Consiglio sia condivisa, dando l'opportunità a tutti di discuterne perché credo che sia interesse non soltanto della minoranza, ma anche della maggioranza conoscere il percorso che è stato fatto fino adesso.
Visto che si sta redigendo il piano, che sono già in corso i piani operativi, che la scadenza è il 28, noi aspettiamo e siamo d'accordo su questo iter che il Consigliere Ciccioli propone: avere la possibilità di discutere in quest'Aula e consentire alla Giunta di poter spiegare nel dettaglio sia gli obiettivi del Piano sia la ratio che lo ha informato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consiglio che ha acconsentito all’anticipazione nell'ordine del giorno odierno di questa mozione, ho apprezzato molto.
Ero fuori e non ho potuto ascoltare la relazione del Consigliere Carancini, ma ne avevamo discusso nel merito. Valuto positivamente l'apertura del Consigliere Ciccioli perché penso che ci sia una grande necessità di conoscere l'azione, che a questo punto riteniamo già avviata dalla Giunta perché il 28 febbraio è domani e sarebbe di una gravità estrema che non ci avesse lavorato per rispondere e per mettersi nelle condizioni di intercettare quelle risorse che sono state messe a disposizione della nostra Regione.
Ritengo che dovrebbe essere l’occasione per capire che cosa vuol fare la nostra Regione, anche ascoltando il contributo che può arrivare da questa Assise. Gli indirizzi mica li dà solo il Governo, rispetto a quelle risorse li devono mettere in campo anche i territori e lo devono fare in funzione delle letture del Piano di Governo, anche ascoltando i contributi che possono arrivare da questa Assise. Se ci dovesse essere una convergenza penso che debba essere salutata come un'opportunità per tutto il Consiglio, per leggere le missioni e capire come calarle nel nostro territorio. Un contributo che possiamo dare al Governo regionale per intercettare quelle risorse enormi, uniche, anche come occasione che ci è stata messa a disposizione dall'azione del Governo precedente, che possiamo tradurre in una grandissima opportunità per la Regione Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Ricordo al Capogruppo Mangialardi che quando in Conferenza dei Capigruppo fu presentata questa mozione, o per lo meno fu fatta la richiesta, dicemmo che non era il momento, era luglio, di affrontare quel problema. Oggi siamo arrivati al dunque, c'è disponibilità, appena la Giunta avrà predisposto l’atto magari si potrà avere un confronto anche in Aula. Penso che sia una cosa da fare.
Le critiche che allora erano state fatte, che erano uscite anche sui giornali, dicevano che non volevamo parlare, che volevamo rimanere chiusi, ogni cosa va fatta a suo tempo, quando ci saranno gli atti e la Giunta avrà la sua proposta, potremmo anche discuterne. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anche noi riteniamo che sia importante questa proposta e la appoggeremo con un voto favorevole.
Ricordo che a mezzo stampa sono usciti degli articoli che riportavano che la Giunta ha incontrato i territori, i Sindaci ed a quegli incontri i Consiglieri regionali, almeno quelli di minoranza, non sono stati invitati.
In Commissione ancora non se n’è parlato, ben venga almeno un Consiglio regionale dedicato prima del termine stabilito, che è il 28 di febbraio, per provare quanto meno a dare un contributo.
Il nostro voto sarà favore.
Ringrazio soprattutto il Consigliere Carancini che si è fatto interprete di questa esigenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Giuda CASTELLI. Grazie, Presidente. Tenevo a farlo anche per comprendere bene esattamente la finalità della mozione, mi spiego, il PNRR è un piano rispetto ai quali target, milestone, condizioni, requisiti, obiettivi sono scritti dallo Stato, nessuno escluso. Questi fondi sono stati distribuiti fra diversi Ministeri che, secondo la logica verticale, hanno assegnato risorse per quelle finalità che sono predefinite e pattuite nell’accordo con l'Unione Europea, per settori, categorie, territori, istituzioni. Diciamo che è un piano Marshall, chiamiamolo così, tutto segmentato.
I margini di scelta della Regione rispetto a questi aspetti sono pari a zero ed in punto di attuazione sono molto risicati, come è noto il PNRR prevede misure che tendenzialmente vanno a disintermediare il rapporto che sarebbe stato, a mente dell’articolo 117 della nostra Costituzione, di competenza regionale.
Posto che, per carità, non c'è niente di male a parlare del PNRR, ma parlare di questo oggi, oso dire, potrebbe essere pleonastico, salvo invece la volontà politica di parlare di elementi rispetto ai quali la componente regionale è pari a zero.
Altro è dare conto, questa è la seconda considerazione, atteso che una parte di questi fondi siano stati attribuiti alle Regioni, ora si parla del PNRR, per le scuole, per il dissesto idrogeologico, e parlare di questo aspetto, ovvero di come tempo per tempo la Regione e gli Assessorati stanno proponendo l'utilizzo di questi fondi.
E’ solo per capire, perché se questo è l'intendimento potrebbe essere più snello, ma provo a dirlo, salvo benissimo anche parlarne in Aula, investire le Commissioni perché è veramente tutto lo scibile umano. Lo dico semplicemente dal punto di vista tecnico, la Giunta è perfettamente concorde nel condividere gli esiti di questa mozione, magari sarebbe molto importante precisare le cose perché in realtà, anche rispetto a quello che ha detto la Consigliera Ruggeri, noi abbiamo fatto una campagna d’ascolto, però era sul quadro di sostegno Europeo 2021/2027, non sul PNRR che, come è noto, deve stimolare la partecipazione del Consiglio che dovrà approvare i POR.
Sul PNRR l’importante è chiarire qual è la sollecitazione che ci viene proposta. Benissimo, troviamo il modo migliore, siamo d'accordo, però non è secondario capire il tema: se è un giudizio politico sul PNRR, per come ha assegnato le risorse, oppure una valutazione propositiva di discernimento sui criteri di utilizzo, che ad assegnazione data i vari Servizi stanno esercitando, e questo è un altro tema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Seguo l'intervento dell'Assessore Castelli, nel senso che vorrei capire qual è il contributo che il PD vuole dare su questa tematica.
I fondi del PNRR sono un’opportunità che la nostra Regione ha e per la quale deve decidere in fretta, non vorrei che eventuali discussioni blocchino l'attività della Giunta e le tempistiche che lo Stato ha dato, che sono molto stringenti.
Non so se questa mozione è ferma da luglio, è già tardi discuterne, oggi però ritengo che la discussione nelle Commissioni sia corretta, ma vincolare l'attività della Giunta …, ad esempio quello che è apparso sui giornali sulla sanità riguarda comunque investimenti importanti per la nostra Regione, che devono essere consegnati al Ministero entro il 28 febbraio, non vorrei che una nostra prevaricazione a livello di tempistica - non ci sono i tempi eventualmente per discuterne prima dell'approvazione della Giunta - bloccasse l'attività della Giunta.
Il mio intervento è per chiedere di modificare la mozione e far sì che su tutti i fondi del PNRR, che cadranno sulla Regione, ci sia un dibattito nelle Commissioni. Secondo me non c'è niente di male nel chiederlo, ma vincolare la predisposizione della Giunta, l'invio al Ministero e “rischiare” di perdere i fondi che ci stanno arrivando perché il Consiglio deve discutere, credo che sia un grande errore. Bisogna cercare di capire se la mozione nella forma possiamo sistemarla. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Si può affrontare questa mozione in due modi, direi entrambi legittimi in politica: pensare che chi propone una mozione la presenti necessariamente in malafede politica o pensare che la presenti in buona fede.
Confesso che ho molto apprezzato gli interventi, mi sono sembrati spontanei, di alcuni Consiglieri regionali. Dico all'Assessore Castelli e a Consigliere Serfilippi, che è un ragazzo giovane, che stimo, purtroppo ha diverse idee politiche, che in realtà in questa mozione non vuole vincolare nessuno perché il vincolo già ce l’ha la Regione.
Entro il 28 febbraio, forse non sono stato chiaro, oppure vi è capitato di non ascoltare, tutte le Regioni italiane devono presentare una serie di Piani operativi rispetto ai temi che ho affrontato. In sostanza, ogni Regione presenta un quadro d'insieme, una serie di tasselli di un puzzle che parla di sanità territoriale e all'interno di essa delle case della comunità, degli ospedali di comunità, di tutto il sistema domiciliare.
Non vogliamo condizionare nessuno, anzi mi verrebbe da dire che se la Regione, la quale per bocca dell’Assessore Saltamartini ha già detto che in linea di massima … Quello che vi dico - vi prego di credere alla mia buona fede – è discutiamone perché immagino che ogni Piano che sarà presentato avrà un quadro. Faccio un esempio concreto per far capire, per le case della comunità sono previsti 2 miliardi di investimento tutta ..,. per la Regione Marche se non è cambiato qualcosa, ne sono previsti 32. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza non dice solamente questo, ma anche quali sono le caratteristiche intrinseche, quanti infermieri ci sono, quanto investimento ci va. Da questo punto di vista far chiarezza all’interno del Consiglio, in cui mappiamo le case della comunità, penso che possa essere utile. Pensare, per esempio, di discutere se può essere utile un investimento …, credo che i Consiglieri regionali abbiamo una dignità in questo. Ne faccio un altro di esempio, che sto cercando in questo momento, le centrali operative territoriali nelle Marche saranno 15, se non vado errato, se non è cambiato niente, capire come la Regione su questo è orientata come io penso.
Ho fatto due esempi, ma ne potrei fare altri, sugli ospedali di comunità che è la sanità intermedia - Consigliere Cancellieri, dico una sciocchezza? - quella relativa “ai piccoli ospedali” che dovrebbero andare rispetto alle spoke ad essere collegati. Avere questo quadro d'insieme …
Ritengo che il Consiglio regionale abbia il diritto e sarebbe anche piacevole discutere di una cosa ...
Dico al Consigliere Serfilippi che qui non si vuole condizionare nessuno, tant’è che è la Regione che presenta i Piani operativi. Credo per esempio che, a seguito di un'approvazione di Giunta, se il documento già esiste, una discussione può anche migliorarlo oppure lasciarlo inalterato. Ecco perché dico che non c'è niente di male a discutere di questo. Poi c'è una maggioranza, peraltro, sarà difficile non essere d'accordo in linea di massima, ma penso che sia un segno di concretezza, di responsabilità e di condivisione.
Ribadisco, c'è una maggioranza e siccome il termine per tutti questi Piani operativi è il 28 febbraio alla fine la Giunta deciderà quali impegni rimarranno e se ci sono state osservazioni della maggioranza o della minoranza non importa ... Credo che questo sia l'approccio.
Chiudo, mi pare che l’abbia detto il Consigliere Serfilippi, penso che trascinare la questione nella Commissione sanità sia sbagliato, non certo per i problemi, ma perché il tema sanitario, che occupa il 90% dei nostri bilanci, appartiene a tutti. Noi qui, tutti quanti, direttamente o indirettamente, abbiamo a cuore la questione sanitaria perché è quello che sul territorio ci chiedono i cittadini. E’ giusto che venga coinvolta l'Assemblea legislativa regionale, con quale funzione, con quale spirito, con quale l’ottica? Quella di discutere nel più rilevante consesso democratico la più importante riforma amministrativa e politica - giusto Assessore Castelli? - dal dopoguerra perché mai si era attivata una serie di risorse come questa.
Ecco perché dico che non si deve sentire colpito nessuno, anzi, lo spirito del Partito Democratico e ritengo anche del Movimento 5 Stelle, per l'esposizione e per ciò che hanno detto, è quello di condividere, magari non essere d'accordo, ma io penso che lo saremo perché poi cosa ci vogliamo inventare rispetto agli ospedali di comunità quando ti dicono che i posti letto devono essere fra 20 e 40 e ci debbono essere …
E’ anche un'occasione di informazione, non so voi, ma presumo che si faccia difficoltà a capire culturalmente che cosa sono le case della comunità e quale salto culturale porteranno. Le case della comunità dovranno mettere insieme il sistema dei medici cosiddetti generici e i medici del territorio.
Credo che sia un’occasione di buona politica da fare insieme e nella conclusione, rispetto all'incipit iniziale, vi prego di credere da questo punto di vista che c’è solamente una proposta di buona fede politica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Castelli.

Giudo CASTELLI. Grazie, Presidente. Giusto per precisare che il Consigliere Carancini mi ha dato ragione.
Vorrei sapere qual è la richiesta del Partito Democratico che è diversa da quella che leggo. Io leggo un impegno ad una condivisione e valutazione generalista dello strumento PNRR, invece il Consigliere Carancini ha precisato che è un'altra cosa, legittima, condivisibile, che riguarda le modalità di esercizio di un'attività di scelta di misure operative rispetto ad uno specifico tema del PNRR.
Informo il Consigliere Carancini che il 28 febbraio scade una piccolissima parte del PNRR, che è quello relativo alle case di comunità e della salute, ma ogni giorno ci sono decine e decine di scadenze, le case, gli interventi residenziali, i parchi e i giardini, le scuole, la digitalizzazione, è un continuo, non solo il 28 febbraio, ma l'8 marzo, il 15 marzo, il 30. Non smettiamo di ricevere comunicazioni di questo genere. Quindi, mi sembra corretto che vi sia una relazione informativa, ma è una roba diversa da quella che avete scritto nella mozione, che secondo me è un’altra cosa. Altro invece è organizzare i lavori del Consiglio, così che si possa volta per volta, misura per misura, soluzione per soluzione, confrontare le opinioni di tutti sulle scelte di carattere amministrativo fatte. Questo voglio dire.
E’ un po’ più …, questo volevo dire, magari la Conferenza dei Capigruppo può decidere come approcciare le scelte operative amministrative che rispetto agli stanziamenti del PNRR si determinano in merito alle misure, sennò il rischio è che si faccia una logomachia su tutto, che su ogni misura, tra le decine e decine del PNRR, si faccia un Consiglio regionale, non ne usciamo più! Sono qui e lo faccio, non c’è problema, però mi sembra un tantino strumentale, scusate, se quello è, mentre se si fa una seduta sul PNRR sanità, bene, è un altra cosa. Questo voglio dire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Grazie, Presidente. Per capire, perché nella mozione che ha presentato il Consigliere Carancini si chiede una calendarizzazione immediata e una seduta aperta del Consiglio regionale.
Sulla falsariga di quello che ha detto l'Assessore Castelli ed anche di quello che ha detto prima il nostro Capogruppo Marinelli, penso che noi sul PNRR e sulle scelte complessive, che questo andrà a fare per esempio nei confronti della sanità, non abbiamo adatto pronto, quando però la Giunta avrà predisposto un atto, che dovrà venire in Consiglio, si farà una discussione generale.
E’ evidente che i tempi non possono essere corti, brevi, abbiamo bisogno che la Giunta prepari con il suo tempo questo atto. Non capisco cosa si intenda per una seduta aperta del Consiglio regionale perché credo che siamo noi Consiglieri che dobbiamo occuparci e discutere di questo Piano. Aperta a chi? Associazioni, sindacati, federazioni? Non so cosa intende.
Consigliere Carancini, se si sta in un Consiglio regionale, così come è costituito oggi, e su una calendarizzazione a tempore, nel senso che diamo tempo alla Giunta di preparare un atto, ritengo che anche la Lega, secondo quanto detto prima dal nostro Capogruppo, non ha nessun problema a venire in Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Sono intervenuto ed ho seguito anche il dibattito, la nostra mozione è di luglio, è una richiesta che abbiamo fatto ormai diversi mesi fa, ma ha l'obiettivo di condividere un percorso. Come Consiglio regionale vogliamo essere coinvolti.
Penso che sia giusto che la Giunta su scelte di questo tipo - oggi si è parlato in particolar modo della sanità, ma il PNRR non riguarda solamente la sanità, ma una serie di altri argomenti – informi il Consiglio regionale, che sia reso partecipe, altrimenti rischiamo di avere un Consiglio regionale che non ha mai collaborato, non può collaborare, condividere un percorso, addirittura potendo anche dare un contributo che può essere positivo.
La richiesta della nostra mozione è la volontà di un confronto per rendere questo documento e queste richieste il più possibile legate alle esigenze che i nostri territori hanno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Credo che non vi possa essere alcun dubbio, essendo la materia della sanità riservata alle Regioni, che lo strumento principe di valutazione e approvazione non possa che essere il Consiglio regionale, su questo non ci può essere alcun dubbio.
L'altra questione è che sul Piano della missione 6 del PNRR sanità i tempi sono stati scanditi alla fine di novembre da una revisione della ripartizione, che ha sottratto alla Regione Marche 3 milioni per essere ridistribuiti alle Regioni del mezzogiorno e che ha determinato un nuovo approfondimento degli interventi previsti.
La bozza è stata presentata in Giunta lunedì scorso, la dovremmo riapprovare. La bozza iniziale non è l'atto definitivo, noi non approviamo... la base della discussione lunedì della prossima settimana.
C'è da tener conto che il Governo si è impegnato con un protocollo a sottoporre passo per passo l'attuazione del PNRR a CGIL CISL UIL. C’è un atto del Governo, noi sin dall'inizio abbiamo informato i sindacati confederali CGIL CISL UIL, il percorso di audizione dei Sindaci e così via dovrà comunque proseguire. E’ chiaro che Consiglio regionale resta il deus ex machina, l'attore principale per l'approvazione del PNRR. Quindi, ritengo che, allorquando si saranno definiti almeno sul piano amministrativo i conteggi, le previsioni di spesa e tutto ciò che può essere presentato come base della discussione, c'è ampia apertura per aprire questo dibattito con le opposizioni, i Consiglieri regionali. Se non è stato comunicato, è questo che è nelle intenzioni almeno dell'Assessorato di cui ho la responsabilità.
Valutiamo, non per ultimo, che anche in queste fasi è in corso un'interlocuzione con la Conferenza Stato-Regioni per una serie di materie, di vicende, che riguardano il PNRR, su cui, è evidente, dovendo concludersi il procedimento entro il 28 febbraio, abbiamo ancora una ventina di giorni utili. I termini devono essere assolutamente celeri in modo tale che si possa nella Conferenza dei Capigruppo stabilire la data in cui questo tema potrà essere portato all'approvazione o comunque alla valutazione del Consiglio regionale.
Aggiungo quello che ha detto l’Assessore Castelli, il PNRR è fatto di investimenti significativi su mille altre materie che richiedono l'approvazione di provvedimenti, atti dirigenziali, determine dirigenziali, approvazione di Giunta, si apre un calendario di lavori su cui bisognerà ragionare per poter informare e dialogare con il Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Non ho più nessuno iscritto, la fase della discussione è conclusa. Non sono stati presentati emendamenti, quindi la mozione rimane intonsa.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Presidente, dico che forse c’è un po' di confusione, una temporale, nel senso che noi abbiamo presentato questa mozione, l’ha detto il Consigliere Marinelli, a luglio e l'intento era quello che ha sottolineato in maniera puntuale il Consigliere Carancini.
Credo che fosse diritto dell'intera platea conoscere anche il lavoro in progress, capiamo le difficoltà che ci sono state, le conosco, nella Conferenza Stato-Regioni anche per trasmettere gli indirizzi che si sono concretizzati nelle 6 missioni, che poi sono state declinate nei territori, assegnando le prime risorse. Questo l’abbiamo capito e non era un caso che volevamo discuterne a luglio, invece ci avete detto che era troppo presto, quasi che la Regione Marche non fosse protagonista, ma avesse un ruolo subalterno alle vicende che succedevano a Roma e al Governo. Oggi arrivano le prime risorse e penso che siamo ancora nelle condizioni, io ne sento la necessità – ritengo che sia di tutti - e l'abbiamo rimarcata con la nostra mozione, di capire cosa si sta facendo, non solo e semplicemente nella sanità.
Quello che ha detto il Consigliere Carancini prima erano gli esempi più semplici. Non è che abbiamo parlato, quando dicevamo missione 3 ‘Infrastrutture’, della Orte-Falconara sulla quale potete aggiornare l’Assise di quello che state facendo perché siamo sicuri che su quelle risorse determinanti ci sia un'interlocuzione quotidiana.
Presumo che ci sia l’obbligo, se non la necessità di tutti noi, di essere aggiornati e di dare, per quello che possiamo, il nostro contributo, che può non essere assorbito e accolto perché i paletti del Governo sono precisi, diteci quali sono, oppure possono esserci dei suggerimenti opportuni che ritenete di valutare, oppure blindate l’atto come avete fatto con il Documento di programmazione che abbiamo votato a bilancio. Per noi va bene ugualmente, saremo però sempre nella posizione di dare un contributo per le necessità dei nostri concittadini, delle nostre imprese.
Siamo d'accordo sul fatto che questa sia una grande occasione, perché se non lo è …? E’ un’occasione più importante del Piano Marshall e dovrebbe essere impostazione vostra di condividerla il più possibile, non solo con gli amministratori e con i stakeholders fuori. Forse dovevate venire qui a prendere un indirizzo ed oggi ci dite che non è più possibile. Ricordo che noi la mozione l’abbiamo presentata a luglio, forse allora c'era l’opportunità.
Vi chiedo di fare questo Consiglio e vi ringrazio pure per aver dato la disponibilità di confrontarci, sarà la Conferenza dei Capigruppo che deciderà se sarà un Consiglio aperto, anche con soggetti esterni, in grado di dare un contributo di conoscenza, per facilitare la comprensione di tutto il Consiglio. Sarà comunque l'occasione per questa Assise di confrontarsi con gli stakeholders esterni.
Penso che la mozione sia aperta nella sua stesura e può essere, Presidente, la Conferenza dei Capigruppo a decidere, anche su proposta della Giunta. Noi siamo disponibili anche a lavorare su una piattaforma già elaborata per costruire l’offerta migliore per la politica e per il futuro di questa regione. Il voto è favorevole da parte del nostro Gruppo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per capire a questo punto in quanto vedo che ci sono due soluzioni o due vie, perché da una parte si chiede a breve un incontro sulla sanità, ma la mozione è di luglio ed in qualche modo la situazione è cambiata. Poi se la Conferenza dei Capigruppo deve stabilire le modalità su come portarla avanti, questo lo possiamo decidere in quella sede.
Quello che dobbiamo capire è che la mozione così come è, secondo me, non è votabile. Può essere votata, oppure possiamo rimandare ai Presidenti di gruppo di decidere le modalità, oppure possiamo decidere di non fare una seduta aperta e calendarizzata immediatamente, ma quando ci saranno gli atti che riguardano il PNRR Sanità. Sono due cose distinte.
O andiamo sulla seconda, PNRR sanità e quanto ci saranno gli atti pronti verranno presentati, per l’altra le modalità le stabiliranno i Capigruppo. Così com’è la mozione non può essere votata, fatta a luglio, con altre situazioni, in altri momenti, oggi non è più attuale.
A questo punto vorremmo sapere qual è: la bocciamo, oppure la ritirate o la rimandiamo ai Capigruppo per la visione. Se la dobbiamo votare, la votiamo, dicendo quando ci saranno gli atti solo sul PNRR sanità, non aperta, perché, come ha detto giustamente il Consigliere Carancini, deve essere una discussione tra Consiglieri e non con gli esterni. Su questo vedo due possibilità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. A me sembra che il nocciolo di questa mozione sia il fatto di parlare del Piano nazionale di ripresa e resilienza che, come precisava prima l’Assessore Castelli, è fatto di tantissimi missioni, atti, scadenze. La scadenza che, credo, si vuole sottolineare è quella sanitaria, che è il 28 febbraio.
Sarà un atto di Giunta che tranquillamente potrà essere presentato in Consiglio, essere illustrato. Un provvedimento del genere determina il finanziamento sul territorio di tante e piccole quantità di risorse, alcune significative, altre marginalissime. Ho visto un po' il tipo degli interventi che si ritengono di fare, non ancora definiti totalmente, ma in corso di definizione, che non possono essere oggetto di un Consiglio aperto, su questo mi sembra che è lontano mille miglia. Pensiamo se ogni atto, mettiamo il finanziamento alle scuole, può essere oggetto di una sorta di karaoke perché poi di questo alla fine si tratterebbe tra gli interessi legittimi di tutte le comunità territoriali. Questo è assolutamente inaccettabile, viceversa l'illustrazione dell’atto - e lo dico indifferentemente se uno è Consigliere di maggioranza o di minoranza - ed eventualmente anche di proposte relative all'atto stesso, è una cosa che appartiene al principio della rappresentanza. Noi siamo i rappresentanti dei territori, eletti anche per provincie, non per collegi provinciali, ed è naturale che se ne discuta. Non può essere questa, che è una procedura amministrativa complessa determinata dagli atti del Governo nazionale …, per esempio Fratelli d'Italia non partecipa agli atti perché non è al Governo nazionale, ma sono linee guida obbligatorie e puntuali.
Direi che la Conferenza dei Capigruppo stabilisce una seduta di febbraio intorno alla metà del mese, più o meno, in cui l'atto definito dalla Giunta verrà illustrato, può anche essere illustrato in Commissione prima di venire in quest'Aula.
Questa è la procedura ordinaria della formazione di qualsiasi atto che appartiene al regolamento di questa istituzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Io sono già intervenuto, ma adesso intervengo per mozione d’ordine, cercando di ricollegarmi al fatto che noi chiediamo che venga approvato in Consiglio regionale. Siamo peraltro disponibili a modificare quel documento perché è evidente, l'ho spiegato nell’illustrazione, che fa riferimento al concetto di Piano nazionale di ripresa e resilienza fatto sei, sette mesi fa, quindi non c'è malafede.
Lo dico simpaticamente, Consigliere Ciccioli, quello che lei chiama karaoke, da me si chiama partecipazione, cioè ascolto. L'ascolto è ascoltare complessivamente, vogliamo ascoltare solo i Consiglieri regionali? Va bene, ma il Consiglio regionale aperto era pensato ... Ma siamo al 19 gennaio e non vogliamo creare una polemica, ma sappiamo che il 28 di febbraio, Consigliere Ciccioli, devono essere depositati i cosiddetti piani operativi, non lo dico io, lo dice il PNRR, per chi ha avuto l’avventura di leggerlo.
Quello che noi chiediamo, siccome immaginiamo che la Giunta sarà nell'imminenza, sarà tra 10 giorni, come dice l'Assessore, tra 15, è di poterlo discutere, portarlo qui. Se lo si vuol portare come una bozza, se lo si vuol portare come un documento approvato, scelga la Giunta a noi sta bene. Quello che noi chiediamo è di fare un passaggio intermedio nel quale ognuno di noi possa in una qualche maniera dire: “Sapete, è stato fatto bene”. Peraltro, come giustamente ha detto l’Assessore Castelli, i criteri generali sono tutti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma magari può esserci un'osservazione, una proposta, un miglioramento di cui non si sono accorti, e poi la Giunta, come è giusto che sia, lo approva prima di mandarlo via.
Non c'è niente di nascosto, pretestuoso, non c'è nessun retroscena. Addirittura raccolgo la proposta della Consigliera Ruggeri, se vogliamo trasformare la mozione in una risoluzione, che sarebbe semplice da votare tutti insieme, sono disponibile, non cerco primogeniture, cerco solo di sollecitare una discussione fra noi sulla quale la Giunta farà poi la propria scelta.
Penso di essere stato abbastanza chiaro, se poi è un problema dire lo approviamo … E’ evidente che su questo non possiamo dirci differenti o impostare un ragionamento diverso. Questa è la proposta, mi scusi mi sono preso il tempo per trovare … Grazie.

PRESIDENTE. Il tema necessitava di una situazione anche perché entriamo nell'ambito della programmazione.
La mozione ha dato spunto a questa situazione, però adesso dobbiamo racchiuderla in un voto, nel senso che dobbiamo sintetizzarla in un atto, qualunque esso sia, dell'Assemblea legislativa. Apro la fase di dichiarazione di voto sulla mozione.
Ha la parola Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. No, Presidente, mi riallaccio a quello che ha detto …

PRESIDENTE. Avevamo già chiuso.

Marta RUGGERI. Mi pare che si stia ragionando di fare una risoluzione.

PRESIDENTE. Se si ragiona di fare una risoluzione e qualcuno me lo chiede sospendiamo un attimo la seduta …

Marta RUGGERI. O si va avanti e si lavora…

PRESIDENTE. Sospendiamo sul punto, voglio dire questo però ...
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Pochi minuti di sospensione per verificare la possibilità di arrivare ad una risoluzione.

PRESIDENTE. Per me va bene, facciamo cinque minuti di sospensione oppure andiamo avanti con un'altra mozione, ditemi voi?
Se la possibilità di raggiungere un accordo non priva i proponenti della mozione successiva di esporla in Aula o di farla presente …
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Sospendiamo il voto, Presidente.

PRESIDENTE. Ci si organizza per una proposta di risoluzione o altro, perfetto, intanto andiamo avanti.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Vorrei dire di andare avanti anche perché oggi abbiamo fatto il Consiglio per trattare le mozioni, almeno riusciamo a smaltirne un po'. Grazie.

PRESIDENTE. Di fatto la prossima mozione può diventare l'ultima.
Ci fermiamo un secondo, ritorniamo indietro, torniamo alla mozione 106, giusto Consigliere Carancini?.
Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Se c'è l'accordo di tutti, ne ho discusso con il Consigliere Marinelli, se vuol vederlo anche l’Assessore, a me va bene, noi siamo d'accordo a modificare la parte impegnativa: impegna la Giunta regionale a chiedere la calendarizzazione - eliminiamo immediata - una volta definiti i piani operativi, di una seduta - togliamo aperta - di Consiglio regionale totalmente dedicata al PNRR sanità, e così continua.
E’ una modificazione semplice, non è problematica, non l’abbiamo ancora trascritta, se l'Assessore è d'accordo ….

PRESIDENTE. Facciamo la trascrizione anche perché è importante, nel frattempo trattiamo la mozione successiva e poi votiamo la mozione n. 106, va bene?
Chiedo a tutti di stare con le mascherine sul viso, a copertura.
Perfetto, grazie Consigliere Carancini, basterebbero anche tutti i Capigruppo in modo tale che siano rappresentati tutti i componenti di tutti i Gruppi del Consiglio.
Chiedo a tutti di rimanere in Aula con la mascherina sul viso che copra naso e bocca, altrimenti dobbiamo per forza fermarci e non lo vorrei fare prima di concludere almeno la prossima mozione che, come detto, è la n. 139.

Mozione n. 139
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri
“Interventi regionali per il contrasto alla povertà estrema e all’esclusione sociale”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 139 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, V itri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Il tema della povertà estrema è di grande rilevanza, particolarmente problematico, soprattutto dopo la pandemia.
Non abbiamo dati rispetto al numero delle persone che rientrano in questa fascia di povertà estrema. L’ultimo rapporto Caritas risale al 2014 e diceva che in Italia erano 50.000 le persone in quello stato. Questo dato è in crescita, così come è andato crescendo quello della povertà assoluta perché sono oltre 2 milioni le famiglie italiane in stato di povertà assoluta. Il dato ultimo che abbiamo risale a luglio, il 7% delle famiglie italiane è in povertà assoluta, il 9,4% delle persone, dei cittadini italiani, versa in questo stato.
La mozione si riferisce soprattutto al tema della povertà estrema, alle cosiddette persone senza fissa dimora. Vivere in strada non è quasi mai frutto di una scelta, purtroppo riguarda un percorso di emarginazione progressiva, magari dettato da difficoltà familiari, da disturbi e patologie psico-psichiatriche, da problemi di dipendenza.
Su questo tema si sta attivando anche il Governo che grazie al PNRR ha presentato di recente un progetto di 500 milioni di euro, che andrà a finanziare questo specifico problema, quello della povertà estrema. Credo che anche la Regione Marche debba dare delle risposte.
Nel 2020 sono stati stanziati 300 mila euro per dare risposte agli ambiti territoriali sociali, che sono i primi a fronteggiare questa emergenza, che hanno provato a fronteggiarla, anche grazie all'aiuto ed al sostegno di associazioni di volontariato, durante la pandemia con grandissime difficoltà.
Nel 2021 non è stato stanziato neanche un euro ed ora con questa mozione si chiede di ripristinare quanto previsto nella delibera di Giunta n. 14 del 2020 che prevedeva 300 mila euro.
Ricordo che a bilancio 2022 abbiamo votato uno stanziamento di 100 mila euro su questo tema, uno stanziamento assolutamente insufficiente, ecco perché con questa mozione chiediamo che venga riproposta la stessa cifra che era prevista nel 2020, almeno 300 mila euro per dare risposte a questa problematica così rilevante, in particolar modo in questo periodo difficile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il tema trattato in questa mozione è di rilevanza fondamentale per un Paese che ha costituzionalizzato l'obbligo della Repubblica, con tutti i suoi enti, alla rimozione degli ostacoli, che impediscono la parità, soprattutto il sostegno ai bisogni vitali - si sta parlando del contrasto alla povertà estrema - che si connota nella garanzia dei diritti stabiliti dalla Carta delle Nazioni Unite che sono: acqua, cibo, casa e vestiti.
Apprezzo quello che è stato detto poco fa il Consigliere Mastrovincenzo perché i 300 mila euro stanziati nel 2020 sono somme minimali e addirittura sono state abbassate da noi nel bilancio attuale a 100 mila euro.
Chiaro che farei anche demagogia o populismo, nel senso che qui servirebbero 2 milioni di euro, che però in questo momento non abbiamo.
Vorrei aggiungere che, avendo anche la delega per la famiglia, l'estrema povertà non riguarda solo le persone che si trovano in situazione di disagio, senza casa e così via, ma vorrei che questo tema fosse affrontato in una visione globale, che riguarda anche altre forme di povertà, come quelle relative all’impossibilità di avere delle cure appropriate, di poter sostenere i propri figli a scuola. Stamani, per esempio, ho ricevuto la telefonata di una signora che ha quattro figli, che mi ha detto: “Se ci volete sostenere pagate i libri per i nostri figli, le spese scolastiche e anche l'abbonamento al trasporto urbano”.
La Giunta non può essere contraria a questo tema, se però il limite è quello di stabilire sin da ora una somma fissa per intervenire in materia, questo impegno a nome della Giunta non posso assumerlo, posto che nella recente approvazione del bilancio queste somme non sono state rinvenute.
Ritengo di poter assumere un impegno in via programmatica a far sì che almeno la somma prevista nel 2020 di 300 mila euro, stanziata dopo cinque anni dal 2014, possa essere prevista nelle misure di cui dovremmo discutere via via nell'esame dei provvedimenti dei prossimi mesi relativi ai servizi sociali, al sostegno alla famiglia, alla maternità, anche a tutto ciò che il mondo della Chiesa sta facendo perché il tema della povertà nel nostro Paese è affrontato principalmente dalle associazioni religiose, dalle associazioni cattoliche, dalla Caritas, dal banco alimentare.
Credo di poter dire che l’impegno, se non oggi, che a nome della Giunta e della maggioranza assumiamo è quello di non scendere sotto quella somma minima che era stata prevista nel 2020 nel bilancio della Regione Marche. Però questo impegno in questo momento non possiamo assumerlo perché l'atto di bilancio è stato approvato qualche settimana fa e non possiamo con questa mozione andare a modificare ciò che costituisce legge della Regione.
L’impegno che assumiamo, se può bastare, è quello che con un atto di programmazione, con le misure prossime, aumentare questo fondo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, visto che è una delle poche volte che apprezza una mia proposta, rendiamola concreta. Il discorso che proponevamo era quello di portare la somma pari almeno a quella prevista ...
Sappiamo bene che nel corso dell’anno ci sarà l'assestamento, l'impegno penso da parte della Giunta …, possiamo modificare la mozione in qualche maniera e togliere la parola “almeno” e portare l'importo pari a quello del 2020, magari aggiungendo “nell'assestamento di bilancio”.
Rendiamo concreto un atto che altrimenti rischia di rimanere solo parole dette in quest'Aula, un impegno preso a parole, ma è evidente che l'Aula approva atti di indirizzo e se lo rendiamo operativo andrà a merito di tutta l’Aula e non solo di una parte politica.
Chiedo a lei, se è d’accordo a questa modifica, poi vediamo come farla, ma la modifica è sostanzialmente questa: togliere la parola “almeno” e magari aggiungere il discorso dell'assestamento di bilancio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Vorrei chiedere una sospensione di 20 minuti per deliberare questa cosa. Grazie.

PRESIDENTE. Facciamo in questo modo: sono le 14,05 alle 14,30 riprendiamo in modo tale che poi concludiamo sia questa mozione che la precedente. Dopo le votazioni si conclude l'attività del Consiglio regionale di oggi.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Il Capogruppo chiedeva di votare la mozione n.106, ma non so se è pronta.

PRESIDENTE. Non mi è stata data la risoluzione sulla mozione n. 106, quindi non possiamo votarla. Stanno raccogliendo le firme.
Intanto facciamo la sospensione, appena rientriamo voteremo la mozione n. 106 e subito dopo concludiamo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Va bene. Grazie.

PRESIDENTE. Sospensione.

La seduta è sospesa alle ore 14,05

La seduta riprende alle ore 14,42.

Presidenza del Presidente
Dino Latini


PRESIDENTE. Bene, vi prego di riprendere posto in Aula.
Ripartiamo dalla mozione n. 106, è stato presentato un emendamento a firma dei Consiglieri Carancini, Ruggeri, Marinelli, Ciccioli, Marcozzi, Bora, Mastrovincenzo, Cancellieri, Rossi, Cesetti, Casini, Biancani, Vitri, Latini, Mangialardi, il contenuto è questo: “Il dispositivo è sostituito dal seguente. ‘a chiedere la calendarizzazione, una volta definiti i piani operativi della Giunta regionale, di una seduta di Consiglio regionale dedicata al PNRR sanità e alle specifiche misure/iniziative sul territorio della Regione Marche, quale necessario passaggio di confronto, di idee, approfondimento e partecipazione nella sede istituzionale democratica più rappresentativa della Regione’”.
Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. La ringrazio per aver letto la modifica della parte dispositiva. Voglio anche ringraziare per la disponibilità prima di tutto l'Assessore Saltamartini, ma anche gli altri Capigruppo perché ritengo che sia una buona scelta condivisa.
Siamo tutti certi, credo, che questo passaggio che porta risorse e che incardina finalmente la sanità del territorio sia un passaggio dal quale nessuno può tirarsi indietro e da questo punto di vista la partecipazione è ben rappresentata dall'ultimo passaggio: idee, approfondimento, e partecipazione, sono i presupposti di una condizione di esercizio di buona politica e quando potremo discutere insieme sarà un segnale positivo. per questo voglio ringraziare, perché penso che su questo siamo d'accordo tutti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Voto favorevole, così come concordato. C'è la sottoscrizione di tutti e penso che sia un momento importante per poter discutere di un argomento, non dico importante, ma fondamentale per il futuro della nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Come anticipato dal Consigliere Carancini c'è soddisfazione da parte nostra per il percorso che è stato fatto, per essere addivenuti ad una risoluzione che mette questo Consiglio nelle condizioni di approfondire e di confrontarsi su un tema strategico ed importante per la nostra Regione. Il voto è favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 106/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 106, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mettiamo a verbale che il Consigliere Cancellieri vota favorevolmente.
Comunico che è stata presentata una proposta di risoluzione sulla mozione n. 139 a firma dei Consiglieri Mastrovincenzo, Ciccioli, Marinelli, Marcozzi, Ruggeri, Mangialardi, Bora, Cesetti, Carancini, Casini, Rossi, Latini, Borroni, Vitri, Biancani, Leonardi e Putzu.
Vorrei leggere soltanto il dispositivo, se siete d’accordo, della risoluzione: “Impegna il Presidente e la Giunta regionale a reperire ulteriori risorse, incrementando i relativi stanziamenti per l’annualità 2022 in misura non inferiore al bilancio del 2020 in sede di assestamento o di altre variazioni di bilancio da destinare agli Ambiti territoriali e sociali, finalizzate ad affrontare l'emergenza della povertà estrema”.
Siamo in sede di votazione, non credo che ci sia bisogno di esporla oppure vuole esporla?
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Parliamo dichiarazione di voto?

PRESIDENTE. Dichiarazione di voto, sì.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Solo per dire che condivido il testo così com'è stato emendato: prevedere ulteriori finanziamenti in corso di assestamento di bilancio. Del resto, quest'anno, speriamo di essere rigorosi, l’assestamento dovrebbe essere entro quattro mesi, quindi, va bene.
Detto questo, anche con queste misure bisogna stare attenti, sono più che favorevole a dotare di contributi ulteriori i Comuni, piuttosto che la generica assistenza di strada perché si crea un'induzione a praticare questo stile di vita.
Il senza casa in genere non è residente, frequentemente straniero, frequentemente nomade, gira senza nessun progetto di vita, con il sostegno noi induciamo il numero di queste persone a moltiplicare. Conducono questo tipo di vita per una serie di derive sociali, esistenziali, se hanno difficoltà tendono a recarsi presso i servizi sociali dei Comuni di residenza, dove si cerca loro di dare un progetto di vita, altrimenti c’è la cronicizzazione di questi comportamenti.
Secondo me è giusto finanziare e aumentare le risorse a disposizione, non da erogare genericamente, chiunque ha bisogno si reca presso degli hub, dei luoghi, cercando di finalizzare ad un recupero sociale, esistenziale, patologico, se è una patologia, cercando di non cronicizzare all'estremo perché a mio parere è una deriva sociale complessiva. Ricordo una cosa che mi colpì tanto più di trent'anni fa, sapere che in California, nella città di San Francisco, che è poco più di un milione di abitanti, non è una grande città contrapposta alle metropoli di 8,10 fino a 18.000 abitanti degli Stati Uniti, c'erano 12.000 senza casa, 12.000 persone che non avevo un lavoro, un luogo dove risiedere (la California ha un clima abbastanza primaverile tutto l'anno).
Indurre questi comportamenti sociali secondo me è molto negativo, poi ognuno ha la sua visione, i suoi punti di vista. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVICENZO. Grazie, Presidente. Vorrei evidenziare al Consigliere Ciccioli che proprio il deliberato della risoluzione indica gli ambiti sociali come destinatari di questi finanziamenti. E’ evidente che non si danno finanziamenti a pioggia ai richiedenti, ma si danno finanziamenti agli ambiti sociali che poi dovranno gestire le risorse costruendo, dove è possibile, percorsi di vita differenti per sostenere le persone che sono senza fissa dimora.
Sul tema, peraltro l’ho già anticipato alla Presidente Leonardi, abbiamo depositato una proposta di legge per assicurare assistenza sanitaria alle persone senza fissa dimora, preciso, sia italiani che stranieri. Nella fattispecie la proposta di legge riguarda i senza fissa dimora italiani, sono uomini e donne, in prevalenza uomini, di qualsiasi età.
Prendo con favore dell'attenzione che l'Assessore Saltamartini dà a questo tema, mi ha assicurato che amplierà queste risorse perché è un suo intento personale, una sua intenzione personale, ne prendo atto con favore, quindi ringrazio i gruppi consiliari che hanno sottoscritto questa risoluzione insieme a tutto il gruppo del PD. Sono contento di questa approvazione. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione sulla mozione n. 139. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,55.