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Resoconto della seduta n.60 del 28/03/2017

SEDUTA N. 60 DEL 28 MARZO 2017

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 60 del 28 marzo 2017. Do per letto il processo verbale della seduta n. 59 del 14 marzo, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che
sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 123 in data 16 marzo, ad iniziativa del Consigliere Traversini, concernente: “Modifiche alla legge regionale 3 aprile 2013 n. 5 'Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno'”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 4, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale 26 giugno 20018, n. 15;
n. 124 in data 17 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Anticipazione finanziaria per spese in materia venatoria”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla II Commissione assembleare per l'espressione del parere di cui all'articolo 68 del Regolamento interno (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 125 in data 17 marzo, ad iniziativa del Consigliere Fabbri, concernente: “Sostegno alla creazione della filiera della canapa industriale”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente, alla I Commissione assembleare per l'espressione del parere di cui all'articolo 69 del Regolamento interno e trasmessa al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c);
n. 126 in data 21 marzo, ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Cesetti, Sciapichetti, Talè, Busilacchi, Giancarli, Micucci, Traversini, concernente: “Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 4, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 26 giugno 2018, n. 15, alla IV Commissione assembleare per l'espressione del parere di cui all'articolo 68 del Regolamento interno e alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del medesimo regolamento;
n. 127 in data 21 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Ulteriori disposizioni in materia di gestione dei molluschi bivalvi”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per il parere di cui all'articolo 11, comma 4 della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1 lettera c) della legge regionale n. 18/2008 (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 128 in data 21 marzo, ad iniziativa del Consigliere Giorgini, concernente: “Modifica alla legge regionale 13 maggio 2004, n. 11 'Norme in materia di pesca marittima e acquacoltura'”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per il parere di cui all'articolo 11, comma 4 della legge regionale n. 4/2007;
n. 129 in data 22 marzo, ad iniziativa del Consigliere Urbinati, concernente: “Modifiche alla legge regionale 13 maggio 2004, n. 11 'Norme in materia di pesca marittima e acquacoltura'”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per il parere di cui all'articolo 11, comma 4 della legge regionale n. 4/2007;
n. 130 in data 24 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Disposizioni di semplificazione e aggiornamento della normativa regionale”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente, trasmessa alle Commissioni II, III e IV per l'espressione del parere sulle parti di competenza, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 4, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 26 giugno 2018, n. 15;
n. 131 in data 27 marzo, ad iniziativa del Consigliere Bisonni, concernente: “Norme in materia della gratuità dell'acqua ad uso domestico”, sulla quale è stata richiesta l'ammissibilità di cui al comma 2 dell'articolo 63 del Regolamento interno;
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 229 del Consigliere Fabbri, concernente: “Efficientamento energetico degli edifici di proprietà regionale”;
n. 230 dei Consiglieri Pergolesi, Volpini, Giancarli, concernente: “Rimborso spese per l'energia elettrica alle famiglie con malati dipendenti da apparecchiature elettromedicali”;
n. 231 del Consigliere Maggi, concernente: “Sostegno all'approvazione della normativa in materia di riconoscimento della figura del Caregiver”;
n. 232 dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi, concernente: “Finanziamento parchi archeologici regionali, con priorità per forum Sempronii”;
n. 233 del Consigliere Fabbri, concernente: “Ripristino della tratta ferroviaria Pergola-Sassoferrato-Fabriano”;
n. 234 del Consigliere Giorgini, concernente: “Emergenza terremoto - Reddito di cittadinanza per i Comuni inseriti all'interno del cratere”.
Il Presidente della Giunta regionale, in data 14 marzo, ha promulgato la legge regionale n. 7 “Modifiche della legge regionale 30 settembre 2016, n. 21 'Autorizzazione e accreditamento istituzionale delle strutture e dei servizi sanitari, socio sanitari e sociali pubblici e privati e disciplina degli accordi contrattuali delle strutture e dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici e privati'”.
Hanno chiesto congedo il Presidente della Giunta Ceriscioli e gli Assessori Bora e Bravi.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Per chiedere, come ho già anticipato nella Conferenza dei capigruppo, di iscrivere all’ordine del giorno odierno la mozione n. 233 sul “Ripristino della tratta ferroviaria Pergola-Sassoferrato-Fabriano” a firma del Consigliere Fabbri e di abbinarla alla mozione n. 218, perché trattasi dello stesso identico argomento. Grazie.

PRESIDENTE. Si, ne abbiamo già parlato nella Conferenza dei capigruppo, se l'Aula non ha nulla in contrario, la iscriviamo e l'abbiniamo alla mozione a cui ha fatto riferimento il Consigliere Maggi.
Nessun contrario, quindi la mozione n. 233 è iscritta all'ordine del giorno ed è abbinata alla mozione n. 218.

Saluto alle scuole

PRESIDENTE. Prima di lasciare la parola al Consigliere Bisonni che mi ha chiesto di intervenire, saluto i ragazzi delle due classi di II Media dell'Istituto scolastico comprensivo “Pagani” di Monterubbiano di Fermo. Benvenuti ragazzi, a voi ed alle vostre insegnanti.

Comunicazione ai sensi dell’art. 35, VI comma del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Tengo a precisare che tutto quello che dirò non fa riferimento in nessun modo ai colleghi Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.
Come saprete, tutte le accuse legate alla mia vicenda per cui ero indagato sono cadute e sono state archiviate.
Finalmente la giustizia nella quale, sicuro del mio operato, ho sempre creduto, ha ristabilito la verità e finalmente emerge chi tra le fila del Movimento 5 Stelle, pur andando in giro a testa alta, gridando onestà, ha sempre mentito, fiero di avere ingannato e fatto credere il falso a molti, e chi come me si è sempre comportato onestamente, nel pieno rispetto dell'etica e della legge...
E' veramente deplorevole il fatto che qualcuno, pur di raggiungere il suo scopo, quello di non vedermi Consigliere regionale, non si sia fermato nemmeno di fronte alla grave malattia di mio padre che assistevo con dedizione ed amore, quel qualcuno, se solo ne fosse capace, dovrebbe vergognarsi.
Il Movimento 5 Stelle, che recentemente si scopre garantista, come nelle vicende romane, nonostante tutte le mie spiegazioni, mi ha perseguitato e mi ha giudicato ergendosi al di sopra della giustizia, cosa che io non potevo in alcun modo accettare.
Viene da chiedersi il perché di tutto questo, la mia risposta è che il Movimento 5 Stelle non accetta che al suo interno ci siano voci critiche fuori dal coro.
Questa assurda vicenda ad ogni modo non ha fatto altro che rafforzarmi e rafforzare in me la determinazione ad operare per il bene di tutti i marchigiani.
Voglio ringraziare tutti coloro che, e sono molti, in questo periodo mi sono stati sempre vicini, senza mai dubitare nemmeno per un istante.
Voglio ringraziare i colleghi Consiglieri regionali che hanno speso per me parole di soddisfazione e vicinanza e voglio ringraziare coloro che non hanno speculato su questa vicenda.
Il mio pensiero di ringraziamento infine va alla mia famiglia ed a mio padre che non c'è più. Grazie.

(Applausi)

(Interviene fuori microfono il Consigliere Fabbri)

PRESIDENTE. No, ha precisato che non era rivolto a voi, era una dichiarazione ai sensi dell'articolo 35, mi dispiace, non avete diritto di replica, il Consigliere ha fatto rigorosamente questa premessa.

Proposta di legge n. 73
ad iniziativa dei Consiglieri Micucci, Biancani, Giancarli, Giacinti
“Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 novembre 2001, n. 25. Disciplina regionale in materia di impianti fissi di radiocomunicazione al fine della tutela ambientale e sanitaria della popolazione”

Proposta di legge n. 55
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Fabbri, Pergolesi
“Disciplina regionale in materia di impianti di radiocomunicazione”
(abbinate)

(Testo unificato) “Disciplina regionale in materia di impianti radioelettrici ai fini della tutela ambientale e sanitaria della popolazione”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 73 dei Consiglieri Micucci, Biancani, Giancarli, Giacinti e la proposta di legge n. 55 dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Fabbri, Pergolesi, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Arriva finalmente in Aula, dopo un lavoro durato diversi mesi, questo testo unico frutto del lavoro della III Commissione. Quindi come è d'obbligo e doveroso in questi casi, partiamo dai ringraziamenti.
In primis al Presidente Biancani ed ai Consiglieri di maggioranza che mi hanno dato questa opportunità, al Consigliere Giorgini che ha condiviso con noi un percorso unitario per arrivare ad un testo unificato, un percorso non scontato all'inizio. Di questo ne va dato atto alla Segretaria della Commissione, Ilaria Buglioni, che ha sopportato e supportato i Consiglieri in questi mesi di lavoro, agli uffici della Regione, all'Arpam, anch'essi sempre presenti, che hanno dato una grossa mano per arrivare a questo testo unificato.
E' stato un lungo percorso di impegno, senza i tempi biblici della politica perché in questi 9 mesi abbiamo fatto moltissime audizioni, abbiamo ascoltato gli stakeholders, i portatori di interesse, le associazioni, in particolare il Cal, quindi gli interessi dei Comuni, le associazioni di categoria. E’ stato fatto un lavoro molto importante.
Obiettivo di questa proposta di legge era innanzitutto la rivisitazione della legge n. 25/2001, legge regionale che dall'epoca sanciva una serie di norme sul territorio regionale per gli impianti di radiocomunicazione di impatto elettromagnetico.
Questo era l'obiettivo primario in quanto c'erano state in questi anni una serie di modifiche della normativa nazionale, in particolare il decreto legislativo 259/2003, la legge 22/2010 ed il decreto legge 98/2011. Norme che nel corso degli anni avevano modificato un tema che andava di pari passo con l'evoluzione tecnologica. Inoltre c'era stata una sentenza della Suprema Corte del 2003 che aveva dichiarato incostituzionali alcune parti della legge. Questo era l'obiettivo principale.
Nell'evoluzione del testo unico abbiamo deciso di seguire quello che il Consigliere Giorgini aveva già predefinito, cioè sostituire direttamente la legge 25 piuttosto che andare a fare una serie di modifiche, quindi si è arrivati a questo testo unificato.
L'obiettivo principale, oltre a quello della rivisitazione della legge, è quello di fornire un mezzo ai Comuni che potranno avere degli strumenti per definire i propri territori in materia di elettromagnetismo, strumenti per la tutela delle fasce più deboli e dei luoghi sensibili, dove c'è una maggiore esposizione. Non ultimo dare anche delle risorse che in questi anni sono un po' mancate in questo ambito. La legge definisce un sostegno economico ai Comuni che dovranno adottare dei piani di sviluppo.
La legge consta di 21 articoli.
L'articolo 1 definisce le finalità che ho brevemente riassunto.
L'articolo 2 fa chiarezza sulle definizioni e riprende sostanzialmente quelle date dalla legge 36/2001, la legge quadro nazionale.
L'articolo 3 definisce gli ambiti di applicazione, quindi tutti gli impianti radioelettrici che, nei limiti definiti dal d.p.c.m. dell'8 luglio 2003, rientrano in questa casistica.
In questo articolo si sancisce inoltre un principio importante che è quello della precauzione. Principio molto dibattuto in questi mesi, per cui si arriva a definire anche l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili sul mercato, dando anche un impegno ai gestori della telefonia mobile.
L'articolo 4 stabilisce le procedure per le installazioni e le modifiche, quindi è il Comune che in accordo con l'Arpam determina le procedure autorizzative ed abilitative e verifica le compatibilità edilizie, urbanistiche e paesaggistiche.
L'articolo 5 definisce le comunicazioni post attivazione, un obbligo per i gestori che solitamente fanno una richiesta per una potenza maggiore di quella che viene poi in effetti utilizzata. Sancisce l'obbligo per i gestori, entro 15 giorni, di comunicare ai Comuni l'effettiva potenza utilizzata ed entro un anno definire l'aumento di potenza, pena la perdita di questa autorizzazione.
Questo articolo prevede anche, laddove i limiti espositivi risultino dai controlli dell'Arpam vicini o superiori al 75% del limite consentito, l'obbligo di un ulteriore controllo, anche questo, riprendendo gli obiettivi iniziali, per dare una maggiore tutela alla cittadinanza che viene esposta alle onde elettromagnetiche.
L'articolo 6 definisce la disciplina comunale da inserire in questo regolamento. Ai Comuni si aggiunge, rispetto alla legge precedente, la possibilità di approvare un regolamento in forma associata per venire incontro soprattutto alle esigenze dei Comuni più piccoli che solitamente non hanno la struttura e le potenzialità per fare un regolamento comunale di questa portata. C’è quindi la possibilità di associarsi anche per dare un'importanza più territoriale, non solo del Comune, a questi impianti elettromagnetici. Si individuano, nelle prassi che porteranno ai regolamenti comunali, degli strumenti di trasparenza e di partecipazione, quindi i Comuni sono in qualche modo spinti e supportati nei percorsi di partecipazione con l'Arpam, con i gestori, soprattutto con i cittadini e con i comitati portatori di interessi.
Nell'articolo 7 si definiscono i contributi regionali, quindi in base alle disponibilità del bilancio la possibilità di contribuire, da parte della Regione, fino al 40% delle spese per la definizione di questi regolamenti comunali. Gli uffici comunali raramente hanno al loro interno figure professionali che possono aiutare nella definizione di questi regolamenti, per cui hanno la necessità di un aiuto esterno che la Regione supporta economicamente.
L'articolo 8 definisce gli impianti provvisori, laddove ci sia una comprovata esigenza ed urgenza all'autorizzazione del Comune.
L’articolo 9 prevede l’istituzione del catasto regionale presso l'Arpam.
L'articolo 10, articolo chiave di questa legge, definisce i criteri localizzativi per gli impianti radio, gli impianti televisivi, che prioritariamente devono essere identificati in zone non edificate e comunque in edifici con presenza di persone non superiore alle 4 ore, mentre per gli altri impianti, in particolare per quelli della telefonia mobile, vengono identificate prioritariamente aree pubbliche, con l'esclusione di ospedali, case di cura, case di riposo, scuole, asili, parchi giochi, impianti sportivi e loro pertinenze. Qui c'è l'inserimento delle pertinenze che nella legge originaria non erano previste. Viene quindi definito questo aspetto molto importante e viene favorito anche l'accorpamento degli impianti laddove questo sia a maggiore tutela ambientale e sanitaria, anche qui c'è un passo in avanti nella tutela della cittadinanza.
L'articolo 11 definisce i piani di rete ed i programmi di sviluppo, cioè l'obbligo da parte degli enti gestori di definire e di consegnare ai Comuni i propri piani di sviluppo, chiaramente non è un obbligo per i Comuni recepirli. Importante è portare a conoscenza della cittadinanza, attraverso l'ente pubblico locale, quindi il Comune, l'intenzione di sviluppare il proprio piano negli anni successivi in maniera tale che il Comune, conscio di questa eventualità, possa adattare il proprio regolamento comunale a queste esigenze.
L'articolo 12 definisce la rimozione degli impianti. Entro 3 mesi dalla scadenza della concessione ministeriale c'è l'obbligo di smantellare l'impianto.
Le funzioni dell'Arpam sono previste da questa legge all’articolo 13.
L'articolo 14 prevede le azioni di risanamento.
L'articolo 15 riguarda l'aggiornamento del catasto.
L'articolo 16 definisce il piano di localizzazione delle radio e delle tv, questo essendo di più ampio respiro - quello radiotelevisivo - è appannaggio della Giunta regionale che entro 90 giorni dall'entrata in vigore di questa legge deve definirlo.
Gli ultimi articoli riguardano le sanzioni e le disposizioni finanziarie. Inizialmente sono previsti 30.000 euro per il primo anno, ma la volontà è quella di inserire ulteriori risorse per gli anni successivi.
Le norme transitorie, come sollecitato anche dal Cal nell'audizione, tutelano i piani già adottati, non sono molti.
In ultima istanza si definisce l'abrogazione della legge 25 che viene sostituita in toto dal testo di legge oggi in approvazione.
Non mi rimane che esprimere soddisfazione, come ho detto inizialmente, per il lavoro portato avanti dalla Giunta e mi auguro che il Consiglio confermi il voto unanime espresso in Commissione. Ripeto, credo che i mesi di dibattito, che ad occhi esterni potrebbero sembrare un prolungare i tempi necessari all'adozione di un atto, siano stati importanti e penso che oggi il Consiglio con soddisfazione possa licenziare un atto che sarà rilevante per la cittadinanza e per i Comuni che andranno a tutelare i cittadini ed i loro interessi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Prima di illustrare ed integrare le cose che ha detto il Consigliere Micucci, devo fare delle premesse su come è arrivata oggi in Assemblea questa proposta di legge.
La prima è che oggi votiamo un’importante legge sull'elettromagnetismo, che tutelerà in modo più efficace e più efficiente rispetto a quella che avevamo sin dal 2001.
La seconda è l'enorme difficoltà che ho trovato, per un Consigliere di minoranza come me, anche per far capire il senso, nel proporre una proposta di legge che ex novo modificasse completamente quella esistente. Per le tematiche politiche non è stata presa in considerazione, ma abbinata alla proposta di legge della maggioranza che emenda abbondantemente la legge 25 del 2001, che oltretutto aveva ben 3 articoli impugnati ed eliminati dalla Corte Costituzionale e mai aggiornati.
Appena eletto Consigliere, a giugno del 2015, ho iniziato a lavorare a questa legge perché nel 2013 un comunicato dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) tramite l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), che è l'ente mondiale per la ricerca sul cancro, classificava i campi elettromagnetici a radio frequenza come possibili cancerogeni per l'uomo e li inseriva nel gruppo 2B, uno dei più alti di questa graduatoria, sulla base di un accertato aumento di rischio di tumori maligni al cervello (detti cancer 1), come da esempio il glioma. Quindi, prendendo atto di questa cosa, ho iniziavo a lavorare a questa legge il cui percorso si è concluso il giorno della presentazione, quindi 6 mesi dopo.
Questa è la storia della mia proposta di legge, certamente avrei preferito che visto che era ex novo fosse il testo base, ma siamo in politica e dobbiamo accettare per il bene comune che la politica faccia il suo corso, per cui ho condiviso questo abbinamento anche perché poi spiegherò i motivi per cui voteremo positivamente questa legge.
Questa legge tutela in modo importante, questo è stato fin dall'inizio il mio scopo principale, i luoghi sensibili, specialmente le scuole, gli asili, i bambini, soprattutto i bambini, i parchi pubblici, le chiese. Questa volta ci sono le pertinenze, il vulnus della prima legge è che non le tutelava, quindi se vicino ad un asilo c'era una pertinenza, gli operatori mettevano l'antenna, non la potevano mettere sopra l'asilo, ma la posizionavano sopra la pertinenza.
Con questa legge ciò non sarà più possibile, quindi i bambini saranno ancora più tutelati, sia i piccoli negli asili che quelli che vanno nelle scuole elementari.
Il Consigliere Micucci ha già spiegato molto bene alcuni articoli ed io entro in alcuni campi.
Nell'articolo 3 comma 3 ho voluto inserire fortemente il principio di precauzione che è nel trattato istitutivo dell'Unione europea, che significa che quando una cosa non è certa non bisogna farla, quando una cosa non è sicura non bisogna farla. Ad esempio: se uno va a caccia e vede muovere un cespuglio e non sa cosa c'è dietro, non può sparare, deve prima accertarsi cosa ci sia dietro, questo è il principio di precauzione, tu devi essere sicuro di quello che fai per quanto riguarda una nuova tecnologia o altro. Questo è un comma importantissimo di questa legge che non era mai stato inserito negli anni passati.
Il comma 4 dell’articolo 4 è fondamentale. I gestori devono inserire i dati identificativi dell'impianto e gli estremi del titolo abilitativo, quindi si sa se questo impianto ha l'autorizzazione, come ce l'ha, quando l'ha avuta. Questa norma che nella legge precedente non era prevista, è importantissima.
Un'altra cosa rilevante, che prima non era contemplata, è che l'articolo 6 (Disciplina comunale ed intercomunale) al comma 1 stabilisce che i Comuni piccoli si possono associare. Qual è il problema? Nella Regione Marche solo il 10% dei Comuni hanno realizzato il regolamento delle antenne, è un problema molto importante, anche se di per sé non è patogenico ai limiti della tolleranza, è rilevante il cumulo dell'elettromagnetismo per via di tutto quello che abbiamo dentro casa e di tutto quello che portiamo addosso, i cellulari, che crea un carico cumulativo importante.
Cosa abbiamo fatto per incentivare la realizzazione del regolamento? Oltre a prevedere degli incentivi, come poi spiegherò, visto che non si possono mettere penalità, permettiamo ai Comuni si associarsi per realizzare un regolamento condiviso da due o tre Comuni.
All'articolo 6 comma 2, i Comuni associati o singoli possono prevedere la delocalizzazione degli impianti esistenti, questo prima non era previsto ed in certe situazioni le autorizzazioni sugli impianti privati erano eterne, mentre adesso i Comuni hanno questa facoltà.
All'articolo 7 comma 1, come ho detto prima, ci sono i contributi regionali. Abbiamo ragionato sul fatto che in Italia per far rispettare delle norme tutto si deve ricondurre a delle penalità. Avevamo pensato di prevederle ma le multe sono di competenza nazionale, non rientrano tra le competenze regionali, allora abbiamo deciso di mettere delle premialità per chi realizza il regolamento, che è importante per la salute dei cittadini. Nei limiti del bilancio abbiamo messo delle piccole somme, penso che pochi soldi si possono trovare, un contributo massimo del 40% fino a 30.000 euro, ma non serviranno perché un piano antenne costa intorno ai 15.000 euro, quindi non si arriverà ai 30.000 euro.
L'articolo 10 è il più importante, il comma 1 definisce i criteri localizzativi, e qui abbiamo fatto un buon lavoro, e il punto b) prevede che gli impianti vengano posti in via prioritaria su edifici o in aree di proprietà pubblica in questo modo è meglio tutelato l'impianto che installato in un posto pubblico può avere nel futuro gli sviluppi che il Comune decide. Il punto c), come ho detto, è il cuore di questo atto, è la base fondante di questa nuova legge, che adesso credo che sia quasi perfetta, tutto è perfettibile, ma penso che questa sia perfetta, e prevede che l'installazione degli impianti su ospedali, case di cura, case di riposo, scuole di ogni ordine e grado, asili nido, parchi giochi, aree verdi attrezzate ed impianti sportivi e loro relative pertinenze è vietata, anche se sugli impianti sportivi abbiamo previsto una deroga e si possono installare, adesso poi dirò.
Al comma f) è favorito, questo è rilevante, l'accorpamento degli impianti su strutture di supporto comuni, chiaramente i Comuni devono stare molto attenti a farlo in zone industriali oppure in zone isolate perché se si accorpano impianti in zone residenziali, la potenza aumenta, si cumula e l'esposizione per i è sarebbe maggiore.
Ho detto che l’articolo 10, comma 2, prevede una deroga in quanto le antenne si possono installare sui campi sportivi. Su questo c'è stato un lungo dibattito per decidere come, quando ed avere la sicurezza nei piccoli campetti dove giocano i nostri bambini. Il mio punto era questo: tutelare i campetti di calcio dei nostri quartieri dove giocano i bambini, abbiamo risolto mettendo una deroga che stabilisce: “qualora il centro elettrico sia almeno 15 metri più alto del piano di calpestio più elevato entro un raggio di 100 metri in pianta”. Nei nostri campetti i pali non sono più alti di 15 metri, quindi sono tutelati, questo è per installare le antenne nei campi sportivi e potrebbe anche eliminare in alcune abitazioni il problema dell'inquinamento elettromagnetico.
Per concludere cosa devo dire? Ho lavorato tanto a questa legge, credo che la tutela della salute pubblica sia al primo posto di ogni cosa, non esiste qualcosa che possa superare la tutela dei bambini e dei ragazzi.
Devo dire che questa è una buona legge, non voglio dire che sia ottima o eccezionale, è una buona legge, sicuramente migliore di quella precedente, come ho detto prima tutto è perfettibile, ma noi siamo umani per cui …
Sono state inserite molte mie proposte che avevo previsto nella legge, che poi è stata abbinata, e per questo voglio ringraziare il Presidente della III Commissione, Consigliere Biancani, che sa quanto ho lavorato a questo atto ed ha accolto molte mie proposte.
Ringrazio la III Commissione, ringrazio i tecnici che hanno partecipato, ma voglio fare un mio particolare ringraziamento alla Dott.ssa Buglioni, Segretaria della III Commissione, per tutto l’apporto che mi ha dato nei 6 mesi in cui l’ho disturbata ogni minuto, aiuto che è servito a realizzare questo atto che credo sia un passo in avanti verso la tutela della salute dei cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Ci tengo ad intervenire su questa legge perché in Commissione, come hanno già detto i Consiglieri che mi hanno preceduto, è stato fatto un lavoro che è durato diversi mesi.
Vorrei anch’io ringraziare tutti i componenti della III Commissione perché ognuno di loro ha portato un contributo alla stesura di questa proposta di legge, testo unificato, che siamo riusciti a portare in Aula. Vorrei ringraziare l’Assessore Sciapichetti, che è l’Assessore competente, con il quale ci siamo sentiti nel corso di questi mesi, ha partecipato in maniera indiretta, ma comunque ha partecipato, ovviamente ringrazio anche i servizi della Giunta che sono stati sempre presenti ogni volta che sono stati convocati.
La proposta di legge ha ricevuto il parere positivo del Cal, ma anche quello del Crel subordinato ad un aspetto che abbiamo modificato prima di portare l'atto in Aula.
In questa legge sono stati coinvolti diversi soggetti: l’Arpam, i Comuni, il mondo delle imprese, i radioamatori, Italia Nostra e Legambiente. Abbiamo cercato di sentire tutti i soggetti che potevano essere direttamente interessati.
Come è stato detto, questa legge ha, tra i suoi obiettivi primari la tutela della salute dei cittadini, la salvaguardia dei luoghi ritenuti sensibili, nonché la tutela paesaggistica e culturale infatti vengono vietate le installazioni delle antenne in edifici che hanno dei vincoli particolari, senza dimenticare i servizi che dobbiamo dare ai cittadini. Con questa legge si cerca di promuovere gli impianti tecnologicamente più avanzati, quindi è vero che dobbiamo tutelare i cittadini, ma dobbiamo comunque fornire servizi cercando di fare in modo che queste cose vengano verificate.
Una normativa che rinnova la precedente prevedendo una serie di misure che mette al primo posto la tutela ambientale e sanitaria dei marchigiani, con un approccio di tipo cautelativo, come hanno detto i Consiglieri Giorgini e Micucci, secondo il principio di precauzione - importantissimo inserirlo - che prevede l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili al fine di minimizzare l’esposizione da parte della popolazione.
Una legge che vieta l’installazione su ospedali, case di cura, case di riposo, scuole, asili nido - Consigliere Giorgini le è sfuggita la chiesa, ma le chiese non sono comprese tra le zone vietate - parchi giochi, aree verdi attrezzate, impianti sportivi, la deroga di cui ha parlato il Consigliere Giorgini.
Viene inoltre favorita la razionalizzazione della distribuzione degli impianti per cercare di minimizzare la loro diffusione nei territori, stando sempre attenti alle immissioni rispetto ai cittadini.
Molti Comuni, come è già stato detto, non si sono ancora dotati, purtroppo, del regolamento comunale, abbiamo quindi inserito la possibilità di associarsi tra loro. Abbiamo anche previsto l'eventualità di accedere ad un finanziamento, limitato ma importante, per i Comuni volenterosi che vogliano dotarsi dei piani senza tralasciare tutto il lavoro di trasparenza, informazione e soprattutto di partecipazione nei confronti delle popolazioni coinvolte direttamente. Su questo punto è stato predisposto un emendamento che poi descriverà meglio il Consigliere Marconi.
Altra cosa importante è la possibilità che i Comuni hanno di imporre al gestore anche azioni di risanamento o di delocalizzazione qualora l'impianto non rispetti le normative vigenti.
La legge prevede un'ampia collaborazione tra la Regione, l’Arpam ed i Comuni, quindi un rapporto sinergico e di confronto continuo.
Anch’io voglio ringraziare la Dott.ssa Buglioni, Segretaria della Commissione, che ci è stata sempre molto vicina nella stesura di questa proposta di legge. Ringrazio soprattutto tutti i Consiglieri che hanno lavorato per riuscire a trovare un punto di incontro. Un conto è approvare una legge di parte, un conto è approvare una legge all’unanimità, dà un bel segnale ai cittadini marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Non voglio aggiungere molte cose a quanto già è stato detto dal relatore di maggioranza, dal relatore di minoranza, dal Presidente Biancani ora, voglio anch’io associarmi ai ringraziamenti alla struttura tecnica, alla dott.ssa Buglioni, all’Assessore Sciapichetti.
Il Consigliere Giorgini ha esordito così: “Ho iniziato a lavorare da subito, dall’inizio della legislatura, su questa proposta di legge”, tra l’altro una proposta di legge che lui definisce buona, giudizio condiviso da me, dai colleghi della Commissione, sulla quale abbiamo trovato il punto di incontro su un valore, sul bene comune.
Perché intervengo? Perché voglio sottolineare il valore politico, istituzionale, democratico, strategico di questa legge sul piano dell’economia, della salute, dell’utilizzo delle tecnologie e delle innovazioni.
Avevamo due proposte di legge, una presentata dal Consigliere Micucci,primo firmatario e relatore di maggioranza, insieme a me ed ai Consiglieri Biancani e Giacinti, ovvero tutta la delegazione del PD in Commissione, l'altra a firma dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Fabbri e Pergolesi.
Queste due proposte hanno prodotto un testo unificato, questo mi sembra un valore importante oltre ai contenuti che avete già sottolineato, e lo avete fatto molto bene, ma alcune cose le dirò anch’io.
Una legge importante, 21 articoli non sono pochi, ma nemmeno tantissimi per la materia che regolamenta, non a caso, l'ha ricordato il Consigliere Biancani, ha avuto i pareri favorevoli del Cal e del Crel ed anche la I Commissione si è pronunciata. Quindi, impianti fissi di radiocomunicazione, impianti radioelettrici, una buona legge della Regione Marche su tutto questo.
Quali sono i fini, gli obiettivi, le scelte, gli indirizzi, la pianificazione, la programmazione? La tutela ambientale e la tutela sanitaria delle popolazioni e, perché no, anche la semplificazione dei processi amministrativi, lo snellimento delle procedure, la velocizzazione degli iter, quindi certezza della pubblica amministrazione che significa trasparenza, rigore, etica, efficienza, efficacia, tra l’altro con l’obiettivo dello sviluppo della banda larga mobile, dell’agenda digitale, dell’infrastrutturazione tecnologica, il punto più avanzato, a cominciare da un fatto indispensabile per l’economia, lo cito soltanto e mi fermo qui, l'ndustria 4.0.
Voglio ricordare che questa Aula nell’agosto scorso, quindi i Consiglieri regionali delle Marche, ha approvato il nuovo piano telematico regionale che prevede lo sviluppo della banda ultralarga nelle Marche attraverso la stesura della fibra ottica, ma non soltanto attraverso essa, ecco quindi anche il collegamento con questa nuova legge.
L’avete già sottolineato, c’è un ruolo importante relativo ad alcuni articoli, a partire dall’articolo 3, lo evidenzio perché forse è quello più importante, che prevede il principio di precauzione, scritto in modo molto chiaro, per poi arrivare all’articolo 6 con tutta la disciplina comunale e all’articolo 7 lo cito per una ragione perché voglio rivolgere un appello, conoscendolo, all’Assessore al bilancio Cesetti, è un bell’articolo, Assessore, se trova un interlocutore importante come lei che lo riempie di contenuti, se lo guardi, se lo legga, sono certo che arricchirà questa legge.
Gli articoli 13 e 17 prevedono il controllo e la vigilanza degli impianti, ci deve essere il controllo e la vigilanza degli impianti e l’articolo 13 in modo molto chiaro stabilisce le funzioni dell’Arpam.
Potrei continuare, ma mi fermo qui perché sono convinto che con l’approvazione di questa legge sul piano del confronto politico, ma anche sui contenuti, innovativi e tecnologici, la Regione Marche compie un ulteriore passo in avanti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. C’è poco da aggiungere, come è stato già detto è una legge che è condivisa e, come ha ben detto il relatore di maggioranza, il tempo necessario non è stato consumato invano perché, caro Consigliere Giorgini, non è un prezzo che si paga alla politica, ma un prezzo che si paga alla democrazia, perché quando si fa un testo condiviso è perché evidentemente uno non ha i numeri per farlo da solo, quindi ha fatto bene la maggioranza a condividere questa cosa con la minoranza, come abbiamo già fatto in altre circostanze, mi piace sottolinearlo, Consigliere Micucci, segno evidente che non siamo così chiusi e così arroccati sulle nostre posizioni.
Poche cose di merito sulla legge. I due relatori hanno messo in evidenza il fatto che ci troviamo in un contesto che andrebbe valutato più opportunamente di quanto si fa nel frangente legato a questa legge.
Primo, non siamo sicuri di niente. Non c’è nessun elemento scientifico serio, né studio medico scientifico serio - lo dico ad onor di verità non perché voglio fare il diverso in questa situazione di consenso unanime, pacifica e serena - non c’è niente, non c’è nessuna dimostrazione empirica, scientifica che dimostri che l’inquinamento elettromagnetico produca danni. Ci sono dati statistici presi un po’ a casaccio, magari in una zona c’è una maggiore concentrazione di determinate malattie piuttosto che altre.
Il problema serio che ci dovremmo porre, e l’ha accennato il Consigliere Giorgini, è quello dei cellulari, perché un conto è una antenna posta a 50, 100, 300 metri, un conto è il cellulare che teniamo vicino all’orecchio. Alcuni danni provocati dal cellulare sono già stati bene identificati o almeno si presume che siano identificati, però d’altra parte le tac, le risonanze magnetiche, l’abuso enorme che si fa di questi strumenti diagnostici, anche con rilevanti costi ed allungamento di code nel servizio sanitario regionale, sono cose che nessuno dice perché dobbiamo dare sempre retta al popolo, dobbiamo sempre dare ragione a tutti, però cominciamo a dircele queste cose!
C’è anche un abuso spaventoso di questi strumenti diagnostici, credo che non facciamo bene in assoluto, sono dei bombardamenti impressionanti, penso alla radioterapia che si fa proprio perché non c’è più alternativa, o quella o la morte.
Penso, e sarebbe interessante tornare su questo argomento alla luce dell’interessante conferenza che abbiamo ascoltato ieri all’Istao, all’inquinamento da prodotti alimentari, mi rivolgo al Consigliere Traversini, questo sarebbe un ragionamento molto serio da fare.
La III Commissione ha aperto un capitolo su questa materia fondamentale per la tutela della salute, perché è un nostro compito primario, come Regione, occuparci della tutela della salute, l’abbiamo fatto nel contesto della legge sull’azzardopatia, il gioco d’azzardo patologico, malattie dell’anima, malattie della mente, malattie della volontà, malattie sociali, molto più difficili da definire, ma certamente abbiamo ancora malattie fisiche, psico-fisiche, che ormai diamo per scontate perché fanno parte di una mentalità, di un modo di fare, di una cultura, di un modo di vivere che non ha più al centro la persona umana, ma i consumi e le decisioni che altri prendono.
Ogni qualvolta si fa qualcosa, in questo caso forse anche molto discussa e controversa, si va nella direzione di ragionare intorno a delle forme di tutela pensando a sistemi di vita diversi, credo che sia estremamente positivo, però poi incorriamo nella necessità, perché tutti vogliono la copertura per il cellulare, anche di quelli che prendono meno. Si vuole una copertura totale, neanche un angoletto, penso alla mia città, a Recanati, dove in diversi angoli il mio cellulare, non dico il nome del gestore, non prende e quindi lì dovremmo mettere qualche antenna di più e non, come abbiamo scritto in questa legge, favorire l’accorpamento, la concentrazione di questi strumenti, ma addirittura distribuirli passo passo, magari qualcuno vorrebbe l’antenna sulla propria automobile, così è sicuro che dove va è coperto.
Mi piace ragionare su questo perché siano messe bene in evidenza le contraddizioni fra quelle che viviamo e non possiamo limitarci a dirne una, non possiamo limitarci a dire questa cosa perché va di moda, ma dovremmo avere il coraggio come rappresentanti del popolo di dirle tutte, anche quelle che fanno meno audience, che danno meno voti, che hanno meno interesse presso il popolo, ma che sono a tutela del bene comune. Bisogna avere il coraggio di dire le cose!
Ho presentato degli emendamenti, l’ha ricordato il Presidente Biancani, chiedo scusa non voglio rompere l’unanimità assoluta che c’è intorno a questa legge, ma purtroppo come singolo Consigliere non ce la faccio a seguire tutte le Commissioni, quindi li ho presentati dopo essermi consultato con il relatore di maggioranza che era il mio riferimento, la Commissione gentilmente li ha valutati questa mattina, se ho ben capito ha accolto il 6/1 in cui preciso come questa partecipazione debba essere a titolo consultivo. Avrei scritto anche qualcosa di più, mi sarebbe piaciuto che questa consultazione avvenisse in forma diretta, cioè fisica, senza introdurre forme di consultazione di tipo mediatico. Mi auguro che sia questo, soprattutto quando si tratta di piccole comunità come le nostre, facciamole vivere in questo senso.
Relativamente all’altro punto, e lo segnalo comunque all’attenzione dell’Aula, cioè all’introduzione di nuove tecnologie più rispettose della tutela dell’ambiente previste all’articolo 3, comma 3, mi è stato detto che questo avviene in automatico, che il mercato le produce, che i gestori non fanno grossi problemi, ma io, Presidente Biancani, ho sempre paura dell’arbitrio, allora ho fatto l’emendamento in cui dico chi deve stabilire se una nuova tecnologia è più adeguata rispetto ad una vecchia, perché può darsi che di fronte a questa norma qualcuno si inventi una nuova tecnologia che magari costa 10 volte di più per fare dispetto a qualcuno. Mi è stato spiegato che l’autorizzazione viene rilasciata dall’Arpam, quindi è pleonastico dire che la valutazione in merito alla migliore tecnologia da adottare, di cui al presente comma, è certificata dall’Arpam, perché questa autorizzazione parte sempre con un parere dell’Arpam.
Ringrazio per l’attenzione prestata e quanti hanno avviato questo lavoro sperando che anche nella nostra IV Commissione, Presidente Volpini, si possa trattare questo tema più largo della tutela della salute, riuscendo ad andare anche contro qualche potere forte, avendo anche il coraggio di dire le cose che non piacciono, andando contro certe lobby che non solo in campo ambientale, ma anche in campo alimentare e sanitario, godono di questo tipo di condizione e magari il godimento non è per la salute del cittadino.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Mi associo ai giudizi positivi che sono stati dati fino ad ora su questa norma. Sicuramente è una buona legge, tratta un argomento molto sensibile e di attualità vista la grande attenzione che i cittadini mettono su questo tema che coinvolge la salute. Sull'argomento, come ha detto il Consigliere Marconi, c’è un dibattito aperto da tanti anni in quanto la letteratura scientifica non è uniforme nel giudicare gli effetti prodotti dagli impianti elettromagnetici, quindi dalle onde energetiche che vengono emesse.
Il Consigliere Marconi ha fatto riferimento al discorso dei telefonini, io vado oltre, ad esempio quanti di noi dormono con una radiosveglia sul comodino? E’ come avere un ripetitore a fianco tutta la notte, per tantissime ore.
Su questo versante il dibattito è molto articolato, non c’è uniformità di giudizi scientifici, però è bene nell’ambito delle precauzioni, come ha detto il Consigliere Giorgini, essere molto attenti.
La legge cerca di disciplinare quello che oggi si conosce per far si che gli impianti vengano distribuiti nel modo migliore. Però, come sempre, quando si trattano argomenti sensibili come questi, il rischio è, se il problema non viene articolato nel modo giusto, anche nelle piccole sfaccettature, che gli obiettivi vengano subito annacquati.
Come ha detto il Consigliere Giorgini, tutto è perfettibile, io provo a fare una considerazione al Presidente Biancani, ai relatori ed a tutto il Consiglio: credo che la preoccupazione per chi amministra a livello locale, ogni volta che c'è un progetto per l’installazione di un impianto di questo tipo, sia l’arrivo del comitato. Il comitato boicotta tutto perché porta dati che sono pro domo sua. Molto spesso la volontà di un Comune, che viene espressa attraverso una buona pianificazione ed un ottimo regolamento, svanisce di fronte al fatto che quelli limitrofi non fanno altrettanto, per cui i gestori dei servizi della radiotelefonia vanno a caccia delle aree libere, di questo vulnus, adiacenti ai Comuni che hanno regolamentato nel modo, non dico stringente, ma giusto, tenendo conto delle direttive della norma nazionale ed anche di quella regionale, quindi succede il patatrac, perché il Comune che ha regolamentato non può incidere su quello a fianco che ha autorizzato l’impianto a 100 metri di distanza dal confine.
Allora io propongo, lo dico al Presidente Biancani, visto che non abbiamo degli strumenti cogenti molto forti, di utilizzare lo strumento del contributo. L’articolo 7 (Contributi regionali) propone, ma anche le leggi passate lo stabilivano, di dare dei contributi a chi nel modo più svelto e cogente possibile, mette in pratica l’articolo 6, cioè la pianificazione a livello comunale ed intercomunale degli impianti di rete. Suggerisco di togliere quel “singolarmente” perché noi dobbiamo far si che questi piani siano il più possibile intercomunali, dare quindi un contributo a quei Comuni che in forma associata decidono di fare dei piani che riguardano l’installazione delle reti, altrimenti diventa un ginepraio.
E’ molto meglio incentivare, per cui propongo di dare un contributo a quei Comuni che in forma associata vogliono realizzare una pianificazione corretta, addirittura non darei il 40%, ma il 60% in modo tale da invogliarli dato che i costi non sono eccessivamente alti. Tempo fa c’era una convenzione tipo che faceva la Politecnica delle Marche attraverso il Dipartimento di elettronica e non prevedeva costi proibitivi. Questo potrebbe essere un incentivo, un incentivo ad eliminare queste discrasie che inevitabilmente nascono, soprattutto quando i piani vengono fatti dai Comuni che hanno sia la struttura di pianificazione, cioè i tecnici per poterli fare, che le risorse per poterli pagare e se il Comune vicino non ha risorse né tecnici, può approfittare di questa opportunità per riscuotere un canone dal gestore dando in affitto l’aiuola, la rotatoria della stradina comunale, la cabina o altro.
Propongo, e ovviamente questo lo può fare soltanto il Presidente della Commissione, ma anche i relatori se sono d’accordo, che il contributo venga esclusivamente dato a quei Comuni che in forma associata decidono di mettere mano all’articolo 6 di questa buona legge che disciplina l’iter dei piani intercomunali, eliminando così le discrasie che inevitabilmente nascono.
Qualora ci siano le condizioni si potrebbe fare un emendamento per togliere dall’articolo 7 la parola “singolarmente”, quindi la Regione eroga contributi, nei limiti delle disponibilità di bilancio, ai Comuni che approvano in forma associata la disciplina di cui all’articolo 6, nella misura massima, e a questo punto direi che si può aumentare dal 40 al 60%. Probabilmente i piani saranno di meno, saranno irrobustiti e in un tempo relativamente breve riusciremo ad avere una disciplina uniforme in tutta la regione Marche, non a piccole macchie di leopardo, perché i Comuni grandi si possono attrezzare, mentre gli altri non lo fanno, quindi nasce una selva di impianti di questo tipo con grande sconcerto da parte dei cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.


Sandro BISONNI. Grazie. Questa proposta di legge ha avuto un percorso condiviso che ci ha impegnato in Commissione per diverso tempo, il tempo necessario.
E’ una norma importante che tratta un argomento rilevante, gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico sulla salute.
Qui non voglio entrare in polemica, e mi fa piacere che tutti apprezziamo la bontà di questa legge per una volta che la Regione Marche applica un provvedimento a tutela della salute dei cittadini. Mi sembra doveroso sottolineare questo aspetto, però vorrei dire ai colleghi che l’Istituto superiore di sanità sul proprio sito ha una sezione dedicata agli effetti dei campi elettromagnetici.
L’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha concluso in una sua relazione che i campi electromagnetic low frequency (elf) cioè quelli a bassa frequenza, debbono essere considerati come un possibile cancerogeno per l’uomo, ma senza andare troppo lontano, basterebbe consultare il sito dell’Arpam della Regione Marche dove c’è una pagina dedicata agli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute.
Detto questo, se qualcuno ha ancora dei dubbi, perché è pur vero che ci sono anche dei pareri contrastanti, però le fonti che ho citato sono di assoluta autorevolezza, ricordiamoci che esiste quello che si chiama il principio di precauzione, cioè nell’incertezza che una cosa possa nuocere alla salute, va applicato il principio di precauzione e penso che questa legge vada proprio in questo senso, perché va a regolamentare un aspetto che era già disciplinato, ma lo migliora perché la tecnologia va avanti, e le esigenze cambiano.
Voglio mettere in risalto due punti che secondo me sono molto importanti in questa legge; il primo è che si va ad aggiungere, cosa che nella norma precedente non c’era, il divieto assoluto di installare antenne nei punti sensibili e relative pertinenze, precedentemente erano previsti i punti sensibili, ma non le pertinenze. Magari qualcuno, che ad esempio voleva eludere la legge, poteva avere la possibilità di installare un’antenna in una pertinenza di un ospedale. Con la legge che oggi andremo ad approvare questa possibilità non c’è più e penso che sia un punto molto importante.
L’altro punto messo bene in evidenza dalla legge, secondo me, è il discorso dei controlli e delle dismissioni dei vecchi impianti. Ce ne sono alcuni che stanno lì da tempo, nessuno sa se funzionano, se non funzionano, quindi oltre ai controlli, nasce anche il problema del paesaggio, perché se queste antenne non funzionano più è bene che siano smantellate.
Voglio sottolineare anche una carenza, questa non è una legge perfetta, intendiamoci, è la migliore che potevamo fare uscire dalla Commissione, questo sì, ho insistito tanto, abbiamo approfondito, ma la Regione non ha strumenti sanzionatori nei confronti dei Comuni che non realizzano il piano delle antenne. Nonostante abbia tentato tutte le strade, Presidente, sa quante volte ho insistito su questo punto, non ci sono gli strumenti normativi che permettano alla Regione Marche di fare questo.
Tutto sommato credo che questa legge, che viene dalla fusione di due proposte, voglio ringraziare pubblicamente i proponenti, sia buona, tutti ci siamo impegnati, tutta la Commissione ci ha lavorato e devo dire anche con una certa armonia, abbiamo sentito gli esperti, abbiamo chiamato l’Arpam, è stato fatto un buon lavoro e la legge che oggi andiamo ad approvare è la sintesi di tutto questo.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Parto dalle parole del Consigliere Bisonni, è una sintesi positiva, è una sintesi importante e quando c’è la buona volontà, la disponibilità a superare situazioni, come nel caso di questo atto relativo all’installazione di telefonia mobile, radiotelefonia, che oggi approveremo, diamo una grande risposta ai nostri concittadini marchigiani.
Questo giusto equilibrio dà un riscontro importante alla tutela della salute perché non dobbiamo mai dimenticarci che l’obiettivo primario, per quello che riguarda questi dispositivi e l’applicazione di questi sistemi, è quello di garantire la salute dei nostri concittadini. Ho sempre detto, lo dicevo quando ero Sindaco ma oggi ancora di più, che nel dubbio queste antenne non dovevano essere installate e questa legge ha intrapreso questo percorso.
E’ chiaro che le normative sono anche sovraregionali ed è chiaro che la Commissione ha fatto un ottimo lavoro cercando di conciliare il rispetto della salute dei nostri concittadini con le normative nazionali che sono anche troppo elastiche, danno troppe possibilità e troppe opportunità alle multinazionali che in alcuni casi fanno anche delle grandi operazioni speculative.
Come gruppo Uniti per le Marche siamo convinti che votare questa legge faccia fare un balzo di qualità e dia un bel segnale alla regione Marche ed ai nostri concittadini marchigiani.
Vorrei porre l’attenzione su un articolo della legge che prevede la possibilità di interfacciarsi per creare delle reti intercomunali. Noi sappiamo che la nostra regione ha tantissimi Comuni, in alcuni casi confinanti in maniera stretta, dare quindi la possibilità di fare un progetto intercomunale che condivida la sistemazione delle antenne di telefonia mobile o televisive, in aree che non creano problemi o in aree lontane dai centri urbani, può essere un’ulteriore risposta, un'ulteriore opportunità.
E’ una legge che fa bene alle Marche, che fa bene a tutti noi che oggi la votiamo, tutto può essere migliorabile, ma all’interno del Consiglio regionale abbiamo raggiunto un giusto equilibrio e una buona sintesi, quindi come gruppo Uniti per le Marche voteremo con grande entusiasmo questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3.
Emendamento 3/1 a firma del Consigliere Marconi. Ritirato.

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6.
Emendamento 6/1 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7.
Emendamento 7/1 a firma della III Commissione. “Il comma 1 dell’articolo 7 è sostituito dal seguente: La Regione eroga contributi, nei limiti delle disponibilità di bilancio, ai Comuni che approvano singolarmente o in forma associata la disciplina di cui all’articolo 6, nella misura massima rispettivamente del 40% e del 60% delle spese sostenute e documentate”. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 15. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 16. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 17. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 18. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 19. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 20. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 21. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Non dovevo parlare anche perché come gruppo ci rappresenta con grande competenza il Consigliere Giorgini, però ho sentito delle cose qui in Aula per cui mi corre l’obbligo, per onestà intellettuale, di intervenire anche perché ho delle conoscenze.
Da ragazzo ero un pioniere delle emittenze private e si parlava delle onde elettromagnetiche attraverso leggende, si diceva che un’antenna in una casa colonica aveva ammazzato tutti i pulcini e che la fertilità maschile ne era intaccata.
Sono passati 40 anni e non c’è, come dice il Consigliere Marconi, uno studio esaustivo che dica: fa male per questi motivi. Perché? Perché il cosiddetto progresso e la metà dell’industria mondiale si basano sulle onde elettromagnetiche per cui un’economia mondiale che basa il proprio sviluppo sulle onde elettromagnetiche ha fatto si che non ci fosse nessuno studio esaustivo che dica: fa male per questi motivi.
In 40 anni, da quando il problema viene agitato, non si è verificato nulla. Il Consiglieri Bisonni ha citato l’Arpam, qualcun altro ha citato lo studio mondiale, ma dopo 40 anni si parla del principio di precauzione, quindi vuol dire che non c’è stato e non si è voluto fare nessuno studio serio.
Cari colleghi, questa legge è importantissima, pone dei limiti, vede politicamente uniti maggioranza e opposizione nella tutela della salute, ma vi prego di riflettere sul fatto che la propagazione elettromagnetica si ferma se c’è un muro e, quindi, non si mette sopra un ospedale.
La propagazione dipende dalla potenza, dal tipo di antenna omnidirezionale o direttiva, dai fenomeni atmosferici, dal tipo di frequenza di trasmissione. Una volta si diceva che era come stare sotto un ombrello, se l’antenna era sopra una casa al di sotto non se ne subivano gli effetti in quanto la propagazione andava lontano, ma con la tecnologia i tipi di antenne sono mutati, quindi parliamo di cose che non hanno un supporto scientifico, perché il supporto scientifico non è stato fatto di proposito.
Voterò con slancio questa proposta di legge, questo limite, questo guardare anche all’interesse del singolo, però sono consapevole, lo dico a titolo personale, che arriverà prima una mutazione genetica dell’organismo dell’uomo, che meglio sopporterà le onde elettromagnetiche, che una limitazione allo sviluppo ed all’industria che si basa proprio sulle onde magnetiche. Questo mi sentivo di dire.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Qualche precisazione, prima ho parlato di “chiese”, e mi scuso, sulla mia legge c’erano, su quella nuova no, ma comunque sono protette dal vincolo dei beni storici.
Caro Consigliere Marconi, quando l’Organizzazione mondiale della sanità, tramite lo Iarc, fa un comunicato a livello mondiale - se vuole avere la bibliografia che ho gliela mando, sono circa 300 studi - ed afferma: “gruppo 2b) l’elettromagnetismo (inteso in senso generale, non solo le antenne) produce il glioma cancer 1”, non stiamo parlando del parere di un medico, stiamo parlando dell’Oms e dello Iarc.
Oltretutto se lei legge lo studio della Commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica apprenderà che i tumori al cervello sono aumentati del 200% in 4 anni, può informarsi e vedere, se poi mi dice che non sono solo le antenne telefoniche o di radiocomunicazione, sono d’accordo con lei, perfettamente, è un cumulo, quindi noi dobbiamo guardare sia al telefonino che all’antenna che abbiamo vicino casa. Se lei domanda a qualcuno che ha avuto la sfortuna di avere una antenna di fronte a casa, abbiamo qualche dirigente in Consiglio e può domandarglielo, le dirà che ha perso dei cari proprio per questo motivo, quindi non necessariamente è come dice lei, questa è una cosa di massima attenzione, e quando lo Iarc si pronuncia non lo fa a caso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Intervengo brevemente per ribadire il giudizio positivo, credo, a nome di tutto il Partito Democratico per questo lavoro che è stato fatto e per una breve riflessione rispetto all’emendamento suggerito dal Consigliere Celani e poi recepito, nel senso che la proposta era stata ampiamente dibattuta tant’è che nell’articolo 6, proprio per venire incontro ai Comuni, in particolare a quelli piccoli, è stata prevista la possibilità, prima non c’era, di realizzare il Piano antenne in forma associata anche per il fatto che le onde elettromagnetiche, come i fiumi, non si fermano al confine ma li superano, quindi si prevede l’obbligo di consultazione dei rappresentanti dei Comuni limitrofi per quei Comuni che realizzano impianti al confine, quindi in qualche modo c’era stata già un’attenzione.
Come ho detto in premessa, nell'iter della legge sono stati attenzionati ed ascoltati numerosi portatori di interessi, c’è stata ampia possibilità di intervento, quindi ben venga anche il fatto che nell’ultimo secondo utile una modifica migliorativa possa essere apportata, ed è stato fatto, come il contributo che incentiva i Comuni ad aggregarsi tra di loro.
Ribadisco ulteriormente il giudizio positivo, quindi il voto del Partito Democratico sarà certamente positivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Noi della Lega facciamo una considerazione positiva anche perché in Commissione era presente il nostro capogruppo che ha svolto un ruolo ed ha partecipato .
Il dibattito di stamattina ha sgombrato il campo da dubbi, se c’erano, ma non era questo l’argomento perché quando si migliorano le condizioni di salute dei cittadini è senz’altro positivo.
Per queste motivazioni, dette in breve e velocemente, credo che ci siano tutte le condizioni per votare questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Quasi tirato dentro per fatto personale, perché mi sarei risparmiato questo intervento, ma visto che quest’Aula non serve solo a votare le leggi, ma anche per dialogare e per capirci, mi permetto di insistere sul fatto che dobbiamo stare molto attenti perché immagino quale potrebbe essere l’effetto mediatico dell’approvazione di questa legge, che cosa scriveremo, illudendo magari la nostra gente riguardo a questa cosa, cioè al danno che può essere prodotto dalle onde elettromagnetiche. Però mi faccio forte dell’intervento del Consigliere Maggi, il quale alla fine ha detto una cosa saggia: “Faremo prima ad adattarci alle onde elettromagnetiche piuttosto che riuscire ad eliminare”, perché oggettivamente non le possiamo eliminare!
Ecco perché dico che c’è un modo di far politica, Consiglieri della maggioranza, che è quello di voler per forza di cose individuare mali che sappiamo non potranno essere risolti, ma servono per poter accusare qualcuno, quindi si cede anche a forme sostanziali, non dico di demagogia, ma di politicamente corretto, quando poi non è così.
Per esempio, non sono uno scienziato anche se sono un grande appassionato di Enrico Medi e mi pare di aver letto qualcosa riguardo ai campi magnetici terrestri che, visto che sono quelli che tengono in equilibrio i Poli, emettono naturalmente delle onde elettromagnetiche leggermente superiori a quelle di un cellulare o di una antenna, per non parlare del sole che è una immensa fonte di campo elettromagnetico ed alla quale noi ci esponiamo tranquillamente per tutti i mesi estivi. Non dico che questa cosa di per sé non debba essere fatta, anzi della legge apprezzo soprattutto l’ordine che viene da un punto di vista urbanistico ed organizzativo, ma diciamo anche la verità, non illudiamo la gente facendo credere quello che non è.
Ho chiesto al Consigliere Volpini, in qualità di medico, se c’è un rischio reale di tumore da questo punto di vista, visto che il Consigliere Giorgini ha tirato fuori anche questo argomento. L’Associazione italiana oncologi ha indicato i sette vizi capitali, comportamenti, situazioni che l’uomo dovrebbe evitare perché sono cause o concause di tumore, fra questi sette non ci sono le onde elettromagnetiche, quindi non è che voglio fare il “sapientino” su cose che non so, ma non accetto neanche di venire redarguito da qualcuno che fa il “sapientino” su cose che non sa, o su cose che dice di aver letto, ma che non hanno poi assoluta corrispondenza, perché amici, qui diamo tutti per scontato, l’ho sentito anche ieri all’Istao, che da qui al 2050 grazie ai nostri interventi sull’ambiente ridurremo del 2% le emissioni. I danni che fa il sole riguardo al riscaldamento che è cresciuto non li dice nessuno, però ci sono migliaia di scienziati, esattamente come per l’argomento delle onde elettromagnetiche che ha citato il Consigliere Maggi dicendo: “Su questo argomento non c’è stato sviluppo o ricerca”. E’ vero, ma non c’è neanche una voce a livello mondiale, però fa comodo che migliaia dicano che l’intervento dell’uomo sul riscaldamento globale sia quasi insignificante perché è ciclico, ma non li fanno parlare, perché le industrie statunitensi, le industrie australiane, le industrie canadesi che producono questi sistemi e che guadagnano centinaia e migliaia di miliardi di dollari non hanno interesse. Vogliono farci credere che questa sia la fonte principale di inquinamento, questo non significa che dobbiamo inquinare, è un altro argomento, se possiamo evitare l’inquinamento è tutto di guadagnato, se possiamo aumentare le superfici forestali è tutto di guadagnato, ma non diciamo le stupidaggini per cercare di convincerci riguardo a questo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Innanzitutto intervengo per esprimere a nome del gruppo il voto favorevole su questa legge e per ringraziare il Presidente Biancani ed i relatori per aver accolto la mia sollecitazione relativa ad una esperienza diretta nel Comune di Ascoli dove problematiche di questo tipo si sono verificate perché i Comuni limitrofi andavano a sminuire tutto il lavoro fatto in merito alla pianificazione.
Mi associo al ragionamento del Consigliere Marconi, anch’io non mi schiero e non appartengo a coloro che prendono per buono l’aspetto pseudoscientifico e l’aspetto pseudoeconomico. Non mascheriamoci, da una parte noi normiamo come fare questa pianificazione, dove mettere questi impianti di radiodiffusione, ma dall’altra c’è una normativa che multa le società di servizi che non coprono adeguatamente i territori. Quindi diamoci una calmata su tutto questo, perché impedire il progresso, come dice il Consigliere Marconi, è assurdo, impossibile, noi siamo su un carro che viaggia a 1.000 chilometri all’ora non possiamo scendere e nemmeno possiamo frenarlo. Non sono fermamente convinto che gli studi …, si qualche studio sarà finanziato da qualche società di servizi e sarà fatto dalle Università, dall’Organizzazione mondiale della sanità, ma su questo tema io sarei molto cauto, così come il Consigliere Marconi. Dall’altra parte, ripeto, c’è questa dicotomia, il Governo nel rilasciare le concessioni ai gestori di questi servizi pone delle sanzioni fortissime, in termini di pena e di revoca della concessione, se tutti i territori non sono coperti adeguatamente, delle due l’una.
Credo che questa legge possa mediare nel modo giusto queste esigenze, salvaguardando quelli che sono i luoghi sensibili (scuole, ospedali e altro) cercando di impiantare queste strutture in luoghi meno abitati, in luoghi dove l’impatto sulla collettività possa essere minore, però, ripeto, c’è ancora molto da dire, c’è ancora molto da fare per contemperare queste due esigenze, da una parte lo sviluppo socio-economico e umano e dall’altra la tutela della salute, intanto prendiamo per buono quello che si è fatto con questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Intervengo brevemente per dichiarazione di voto, come gruppo Uniti per le Marche ho già detto che voteremo favorevolmente questa legge, e per entrare un po’ nel confronto che è emerso dalle varie dichiarazioni.
Noi riteniamo che la parte scientifica e le normative possano essere opinabili ed è indubbio che da questo punto di vista oggi non ci sia un riscontro chiaro e questo si evince dal dibattito, ognuno di noi, personalmente e con coscienza, fa una serie di valutazioni.
E’ chiaro che il gruppo Uniti per le Marche è per dare la massima tranquillità ai nostri concittadini sulla tutela della salute, attuando quello che stiamo facendo oggi, cioè una serie di normative che permettono di regolamentare in maniera chiara e definita l’installazione di queste strutture radiotelevisive e telefoniche.
Sicuramente le conoscenze scientifiche non ci sono, ma più regolamentiamo, più chiariamo - secondo me saremo anche un esempio per le altre Regioni - più diamo una risposta forte per la tutela della salute, al di là di tutte le tesi scientifiche sulle quali possiamo confrontarci o meno.
Porto l’esempio del mio Comune, quello di Loreto, che per superare le preoccupazioni che il Consigliere Celani poc’anzi ha enunciato, ha approvato un regolamento con il quale zonizza la disposizione delle antenne di telefonia mobile, perché questa è l’unica possibilità che i Comuni e gli enti hanno di ottemperare alle normative nazionali e contemporaneamente di normare nei propri territori senza abbassare i livelli, altrimenti, me l'ha ricordato anche l’Assessore Casini, il rischio è che abbassando i livelli i ricorsi al Tar potrebbero essere vinti.
La zonizzazione come l’abbiamo fatta oggi è un buon esempio, quindi adottando questa legge daremo prova di virtuosità sia urbanistica che di tutela alla salute.

Testo unificato delle proposte di legge nn. 73 e 55, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 117
ad iniziativa della Giunta regionale
“Nomina e funzionamento delle Commissioni per la determinazione dell’indennità di espropriazione”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 117 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Con questa proposta di legge si vuole introdurre nuovamente una disciplina regionale in tema di nomina e funzionamento delle Commissioni chiamate a determinare l’indennità di espropriazione, poiché a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale 13/2015 sul riordino delle funzioni esercitate dalle Province, a partire dall’1 aprile 2016, sono ritornate di competenza della Regione, le funzioni relative alla nomina ed al funzionamento delle Commissioni, di cui all’articolo 39, comma 1, lettera i, della legge regionale 10/1999.
Le Commissioni in questione sono previste dall’articolo 41 del Testo unico delle espropriazioni (Tue), il quale sancisce che in ogni Provincia la Regione istituisca una Commissione ad hoc.
Le suddette Commissioni determinano entro il 31 gennaio di ogni anno il valore agricolo medio dei terreni nel precedente anno solare, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati, oltre ad esprimere il parere o determinare le indennità nei casi previsti dagli articoli 20, 21, 22 e 50.
A suo tempo la Regione ne aveva disciplinato la nomina e il funzionamento con la legge regionale 18 gennaio 1988 n. 2, poi abrogata.
Ad oggi, pertanto, la Regione è tornata ad avere competenza in materia di nomina e funzionamento delle Commissioni, ma non è più dotata di una propria normativa.
Dagli approfondimenti e dalle verifiche delle situazioni presenti nelle singole Province svolte dai servizi regionali competenti, anche in termini di decadenza o meno delle Commissioni a suo tempo nominate, dei tempi necessari per l’approvazione dei vam degli ultimi anni e delle pratiche giacenti per l’indennità di espropriazione, emerge la necessità di introdurre una nuova disciplina - uniforme per tutte le Province marchigiane – attraverso l’emanazione di una nuova legge regionale per la loro ricostituzione.
La Giunta regionale con proprio atto stabilirà le disposizioni per il funzionamento e approverà le principali misure organizzative.
Al fine di permettere un collegamento tra le Commissioni e la struttura regionale competente in materia edilizia, vengono inseriti anche alcuni componenti interni all’Amministrazione esperti appunto della materia. Le Commissioni risulteranno così composte anche dal Presidente della Provincia, che presiede, dai rappresentanti dell’Agenzia del territorio dell’Ufficio regionale ex Genio Civile, dall’Ente regionale per l’abitazione pubblica (Erap) e dai rappresentanti indicati dalle associazioni sindacali agricole più rappresentative.
La novità di questa proposta di legge è quella di assicurare il collegamento con la Regione e l’individuazione di due esperti scelti tra il personale regionale.
Inoltre è stato presentato un emendamento per garantire la presenza dei membri e individuare tra i componenti anche due supplenti in materia urbanistica. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Sarò breve anche perché voteremo favorevolmente questa proposta di legge che più che altro regolamenta la composizione e le funzioni di una Commissione, che è un obbligo di legge. Quindi non è una cosa campata per aria, è una Commissione importantissima, soprattutto in tema di espropri per pubblica utilità e tutti voi sapete la delicatezza di questa materia.
Di fatto ogni volta che si fa un’opera pubblica si ha spesso a che fare con le interferenze che ci sono sugli immobili privati, spesso occorre espropriare l’immobile, come ad esempio un terreno, privando il proprietario della proprietà. Questo in nome e per conto della pubblica utilità.
Si capisce dunque la delicatezza di questa operazione che andiamo a fare, che è già regolamentata dal legislatore nazionale, soprattutto nella fase di determinazione dell’indennità dell’esproprio del bene.
Questo passaggio è necessario per il procedimento espropriativo per il quale la Commissione ha competenze, pertanto questa norma che approviamo ha un ruolo principale.
Detto questo credo che nulla abbiamo da dire in merito ai contenuti tecnici perché, come detto, questo atto è tecnico, di politico ha ben poco e diventa più una presa d’atto sia della Commissione che di questa Assemblea legislativa.
Non ho altro da aggiungere perché non ho trovato spunti da prendere o altro. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma della III Commissione: “All’articolo 1, comma 2, la lettera e) è sostituita dalla seguente: e) due esperti effettivi e due supplenti in materia urbanistica ed edilizia, scelti tra il personale regionale”. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 117, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 124
ad iniziativa della Giunta regionale
“Anticipazione finanziaria per spese in materia venatoria”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 124 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Con questa proposta di legge si autorizza un’anticipazione in modo da consentire la gestione, fin dai primi mesi dell’anno, degli obblighi derivanti dalla normativa europea, regionale e statale in materia venatoria, altrimenti per una discrasia temporale fra l’incasso delle quote della tassa e l’effettiva messa a disposizione si andrebbe verso gli ultimi mesi dell’anno mentre come sappiamo che opportunamente l’attività va gestita subito.
Quali sono queste attività in particolare? Sono interventi per il miglioramento dell'habitat della fauna; l’attribuzione degli incentivi economici ai conduttori dei fondi rustici; la gestione delle zone di ripopolamento e di cattura, delle oasi di protezione, delle aree di rispetto venatorio e dei centri pubblici di riproduzione della fauna.
Per questi motivi la Giunta ha presentato questa proposta di legge, e con questa anticipazione finanziaria mette a disposizione degli Atc circa il 50% della media degli incassi degli ultimi 5 anni relativi alla tassa a questo fine riscossa. Parliamo di 1.068.029,53 euro, in tal modo si spera di garantire fin da subito lo svolgimento e l’attuazione delle attività previste dalla normativa.
Sono tre articoli. L’articolo 1 autorizza l’anticipazione regionale necessaria per garantire la realizzazione delle spese; l’articolo 2 indica la copertura finanziaria e l’articolo 3 contiene la dichiarazione d’urgenza per far si che questa proposta di legge entri in vigore subito. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. La proposta di legge n. 124, così come ha detto il Consigliere Giacinti che mi ha preceduto, consente l’anticipazione di risorse regionali per poter gestire sin dall’inizio dell’anno l’attività venatoria secondo la normativa prevista a livello europeo, a livello nazionale ed a livello locale.
La legge quadro del ’92, la n. 157, per conseguire i mezzi finanziari necessari a realizzare le finalità previste dalla legge stessa, autorizza le Regioni all’istituzione della tassa di concessione regionale. La tassa, che è legata all’effettivo esercizio dell’attività, è soggetta a rinnovo annuale, pertanto la quasi totalità dei versamenti vengono fatti alla fine dell’anno. C’è quindi uno slittamento temporale tra l’accertamento delle entrate e la realizzazione delle spese, per evitare questa discrasia c’è un’anticipazione regionale al fine di attendere le somme derivanti dalle tasse di concessione venatoria nelle casse dell’ente.
L’anticipazione, come ha già detto il Consigliere Giacinti, è pari ad 1.068.000 euro e si basa sul 50% delle entrate degli ultimi 5 anni.
Forza Italia voterà favorevolmente questa proposta di legge. L’articolo 1 autorizza l’anticipazione regionale; l’articolo 2 indica la copertura finanziaria ed infine l’articolo 3 contiene la dichiarazione d’urgenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei solo sottolineare un aspetto che è emerso in Commissione quando abbiamo affrontato questa proposta di legge ed è stato detto da me, e poi sostenuto anche da altri Consiglieri, che almeno una parte di queste risorse potrebbero essere utilizzate per sostenere le Province avendo loro conferito la delega con la legge di bilancio del dicembre 2016. Abbiamo detto che i centri di recupero degli animali selvatici devono essere portati avanti dalle Province, quindi mi sembra importante che almeno una quota, ovviamente lo deciderà l’Assessore, delle risorse che vengono stanziate sia utilizzata per sostenere i centri di recupero degli animali selvatici che rientrano all’interno della disciplina della legge 7 del ’95. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Intervengo per ringraziare la Commissione che da subito ha recepito e capito l’importanza di questo atto che oggi andiamo a votare, in quanto dall’esperienza che abbiamo avuto in questi due anni ci siamo resi conto che è difficile a fine anno (settembre-ottobre) utilizzare i fondi dei cacciatori.
Questa scelta fatta dalla Giunta, recepita anche dalla Commissione, darà un respiro importante perché oggi ancor di più, con la perdita delle deleghe, delle competenze, da parte delle Province, dobbiamo essere vicini al sistema della caccia e al mondo venatorio.
Per sistema intendiamo gli Atc, intendiamo le associazioni di categoria e cerchiamo di trovare il giusto equilibrio per risolvere le questioni collegate alle carcasse o agli animali feriti, come ha ricordato il Consigliere Biancani.
Con questa proposta oggi dimostriamo nuovamente di avere attenzione per un settore che è vitale, non dimentichiamoci che è collegato a tutto quello che riguarda gli abbattimenti degli ungulati e dei nocivi. Quindi a nome della Giunta vi ringrazio per questa giusta attenzione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Con questa proposta di legge che prevede l’anticipazione, noi sollecitiamo l’Aula e sollecitiamo la maggioranza e la Giunta a risarcire velocemente gli agricoltori che hanno subìto dei danni dai cinghiali. Qui però c’è un’ipocrisia di fondo, noi diamo i soldi agli Atc che rifondono gli agricoltori, mentre il problema dei cosiddetti “cinghialari” non è stato risolto.
Noi nascondiamo, come ha fatto la Giunta per altre leggi - una si discuterà fra breve – la testa sotto la sabbia perché non riusciamo a decidere e a coordinare nulla e poi stanziamo dei soldi pubblici per rimborsare i danni che i cinghiali e gli altri animali provocano. Questa situazione di business, perché il cinghiale ed il cinghialaio rispondono alla logica di business, la mandiamo avanti perché non decidiamo nulla e spendiamo il denaro pubblico per rifondere i danni che i cinghiali fanno.
Le leggende metropolitane sull’allevamento dei cinghiali, sul fatto che non si spara alle femmine gravide, sul fatto che quando nevica si porta da mangiare ai cinghiali, ormai non sono più leggende, sono testimonianze di fatti che vengono alla luce, per cui o si risolve seriamente senza ipocrisia questo problema, oppure ci troveremo sempre con i danni agli agricoltori che lavorano e che mantengono l’economia della nostra regione. Per la mancanza di soldi i danni vengono pagati sempre in ritardo, quindi si danneggia l’agricoltura e si va avanti ancora con il non voler guardare, il non voler decidere ed essere incapaci di dare soluzioni, non dico definitive, ma che affrontino il problema. Per cui noi siamo fortemente critici nei confronti di questo atteggiamento e di questa politica attuata dalla maggioranza in Regione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Voteremo questa legge perché sembra che vada nell’interesse di risarcire il più presto possibile i danni causati agli agricoltori dai cinghiali, però non vorremmo che questa anticipazione vada nelle casse degli Atc per poi, come si dice in gergo, fare la cresta sugli interessi e non risarcire i danni a chi li ha subìti.
Questo problema non sta nel gioco delle tre carte, Assessore e lei lo sa - adesso diamo i soldi agli Atc - è un problema strutturale, vostro, dell’esecutivo e dei vostri uffici, non siete in grado di risarcire i danni in tempi immediati, questo è il problema vero ed ora lo delegate agli Atc, dandogli i soldi, facendo il gioco delle tre carte.
Il problema è strutturale di questo esecutivo e di come si muove, non lo diciamo noi, l’ha detto pure la stampa qualche giorno fa con un articolo sui sette vizi capitali. Ma di cosa stiamo parlando? Questo è il vero problema e va a discapito della comunità e di chi subisce questi danni, questa è la verità dei fatti sui danni causati dai cinghiali.
La nostra posizione è fortemente critica su questa gestione, dovete virare di 180 gradi se volete avere qualche considerazione positiva da parte nostra. In questo contesto siamo fortemente in difficoltà ed esprimiamo considerazioni negative.
Detto questo, auspicando che queste parole siano dette da un cattivo profeta, voglio essere smentito dai fatti, nonostante tutto, voteremo a favore di questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Vorrei fare un’analisi a monte sul problema della fauna selvatica e dei risarcimenti.
Questa proposta la votiamo perché è un passo avanti, sollecitato da tanti anni, da tutte le parti, da tutti gli attori però manca, come ha detto il Consigliere Zaffiri, come in tanti altri ambiti perché anche oggi abbiamo fuori i cittadini che protestano, una visione su chi siamo e cosa vogliamo fare di questa regione, un programma, una pianificazione che guardi a 10, 20, 30 anni.
Sul problema della fauna selvatica, dei risarcimenti dei danni, devo capire come organizzare una convivenza pacifica tra un “cristiano” che abita in città e un agricoltore che sta in campagna, che adesso ha anche altri problemi, che il Padre eterno ci ha scatenato, come il terremoto, e la fauna selvatica (come era 20 anni fa, 10 anni fa, come è oggi, la caccia prima, la caccia oggi, l’industria della caccia). In merito al problema dei cinghiali, ricordo di essermi affacciato nella Commissione del Consigliere Traversini e c’era l’ennesima audizione con una associazione di categoria che faceva delle osservazioni, ma niente di che.
Io abito in quelle zone ed alla fine vado a caccia per diletto, vado a caccia perché poi ceniamo a base di cinghiale, vado a caccia, ma alla fine di tutti questi cinghiali che ci faccio? Creo una catena del freddo, nel senso che li metto nelle celle frigorifere, vendo la cacciagione, vendo ai ristoratori, faccio concorrenza a quello che sta in campagna che campa vendendo maiali. La mancanza di incisività della parte politica che governa ha creato tanti regni a sé, ognuno in quel grande stagno ci sguazza, ci sciala, perché è uno stagno senza regole e ognuno cerca di tirarci fuori qualcosa.
C’è l’agricoltore che sta lì, tra l’incudine ed il martello con mille problemi, c’è quello che va a caccia, c’è l’Atc e a monte c'è chi deve dare regole, e qui mi pare che principalmente la competenza sia la nostra, della Regione, che non è in grado di darle, come troppo spesso accade in tanti altri settori ed alla prima formica che passa in Aula si prende paura, si rinvia e si prende un mese di tempo, poi passa un rinoceronte e per l’amor di Dio rinviamo tutto di quattro anni, ma il rinvio porta inevitabilmente ad una caduta di credibilità di questa Assemblea legislativa, ad una caduta di credibilità di chi guida, di chi governa perché noi siamo qui e facciamo opposizione. Oggi avremmo voglia di votare no, ma come si fa a votare no quando comunque è un piccolo passo avanti e lo si fa verso chi sta aspettando i risarcimenti da anni? A monte l’impostazione è sbagliata in tanti settori, sono qui da due anni, si campa, si campicchia, sperando che qualcuno ce la mandi buona, ma qui c’è l’incapacità di decidere: “Tu si, tu no, tu dentro, tu fuori”, di selezionare, di organizzare, di avere una visione su cosa voglio fare di questa regione fra 10, 15, 20, 30 anni e qui nessuno lo sa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Intervengo perché è giusto chiarire alcune situazioni e come il Presidente Ceriscioli e la Giunta si stanno muovendo in questo settore, che è molto attivo e che coinvolge tante situazioni, dall’habitat, al sistema delle carni, fino a tante persone ed al sistema dell’agricoltura.
Per la prima volta nella sua storia la Regione Marche ha voluto individuare, proprio per dare un segnale forte, come hanno ricordato alcuni Consiglieri, un unico dirigente che segua soltanto la caccia e la pesca in acque interne (l’avete visto nell’organigramma). Questo è stato previsto perché abbiamo voluto dare un messaggio all’esterno, un messaggio importante a tutto il sistema che ruota intorno alla caccia, ma anche perché, ricordo a me stesso, queste criticità, che oggi alcuni Consiglieri hanno evidenziato, ed è per questo che abbiamo voluto dare una grande accelerazione pochi mesi fa, ce le trasciniamo dal 2013. Il problema del pagamento dagli Atc agli agricoltori è legato ad una serie di normative anche europee, non sto qui a parlare del de minimis, che hanno bloccato le possibilità di pagamento o è stato necessario ricalibrare funzionalmente tutte le normative che mano a mano sono intervenute.
Come Regione Marche abbiamo voluto dare questo importante segnale a coloro che sono interessati al sistema della caccia ed al mondo dell’agricoltura. Riteniamo che questo permetterà, sicuramente nel giro di alcuni mesi, di recuperare gli anni persi. Se andiamo a vedere le responsabilità sono di tutti e di nessuno, ma oggi la parte politica, cioè la Giunta regionale, vuole mandare questo segnale e sono convinto che anche il nuovo dirigente darà un’accelerazione nel superare queste criticità.
Questo finanziamento anticipato di 1.100.000 euro circa è un passo in avanti rispetto a tutte le problematiche che abbiamo evidenziato prima e ci permette di cominciare a dare le giuste risposte al mondo agricolo, al mondo venatorio.
Sono anche convinto che un’altra scelta che la Giunta ed il Consiglio regionale, da qui a pochi giorni, dovranno valutare è quella di cominciare a regolamentare anche l'aspetto sanitario legato al sistema degli ungulati, creare una filiera a norma dal punto di vista sanitario per tutelare le persone più ampia, fino ad arrivare ad un discorso più complesso ed articolato. Credo che sia un’ulteriore risposta che il Consiglio regionale dovrà impegnarsi a valutare.
Sono poche riflessioni in merito ad alcune cose sentite, ma quello che voglio far emergere è che per la prima volta la Regione Marche, proprio per risolvere questi problemi che abbiamo trovato e ci portiamo dietro dal 2013, ha istituito un unico settore “caccia e pesca acque interne”.

Proposta di legge n. 124. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 127
ad iniziativa della Giunta regionale
“Ulteriori disposizioni in materia di gestione dei molluschi bivalvi”
(Discussione votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 127 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Oggi portiamo in Aula un lavoro che è iniziato da tempo, un tempo molto lungo e negli ultimi 9 mesi si è anche complicato. Un'attività portata avanti dalla II Commissione che nell’ultimo mese si è intensificata per cercare una soluzione concordata, perché questo è l’obiettivo, anche dell’Assessore Sciapichetti che mi ha coinvolto direttamente in quanto Presidente della Commissione.
Un impegno che aveva portato ad una conclusione, però negli ultimi giorni la trattativa ha portato ad una maggiore disponibilità da parte dei vari Cogevo e dei Compartimenti nel trovare una soluzione concordata a cui noi non ci sentiamo di rinunciare. Tant’è che presentiamo tre emendamenti che di fatto spostano di un mese la decisione che oggi avremmo preso, quindi lasciano del tempo alle parti per un accordo, che è alla base delle possibili variabili che potremmo trovare.
Quindi non apro e non do conto di questo lungo lavoro, di tutte le varie fasi e di tutti i ragionamenti che sono stati fatti, altrimenti apriremmo un dibattito che non sarebbe efficace e non servirebbe al raggiungimento dell'obiettivo: quello di far ragionare e mettere intorno ad un tavolo le parti per arrivare ad un accordo.
Oggi pomeriggio l’Assessore ha già convocato un incontro, alle ore 15.30, al quale parteciperò in qualità di Presidente di Commissione, proprio per giungere nel minor tempo possibile alla verifica di questa nuova disponibilità ed alla possibilità di un accordo.
I tre emendamenti che ho presentato e portato in Commissione ripuliscono la legge rispetto alle poche novità che erano state messe, anche se ce n’erano altre in discussione, e spostano il termine di scadenza al 30 aprile, quindi di un mese.
Viene abrogato l’articolo 1 che prevede l’istituzione di una Commissione, organo voluto dai Cogevo e dai vari Compartimenti, che riproporremo da qui a qualche settimana quando discuteremo e ripeteremo, lo dico con molta tranquillità, un po’ tutta la storia e tutti i passaggi che ci sono stati, sperando che in questo mese si riesca ad arrivare ad una conclusione, sapendo benissimo che il problema è la presenza eccessiva delle barche nelle Marche. Con questo dobbiamo fare i conti e dobbiamo attrezzarci per trovare la soluzione migliore.
Insieme all’emendamento che posticipa la data al 30 aprile, c’è l’emendamento che sopprime l’articolo 1 e la reimmissione, di fatto, dell’articolo 8 del regolamento, che prevede la Commissione, quindi praticamente non cambia il risultato. Lo spostamento di un mese non toglie il lavoro fin qui fatto, però dà la possibilità di trovare un accordo, che sarebbe la soluzione migliore. Tutto qui.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Visto come sono andate le cose potrei dire soltanto: non capisco, ma mi adeguo.
Abbiamo trovato una sintesi questa mattina in Commissione su un problema di grande attualità e difficoltà, problema che si trascina da tanti anni, che coinvolge centinaia di famiglie di nostri pescatori. Un settore molto delicato, in crisi da tantissimo tempo, le cui norme locali si intrecciano in modo molto forte con quelle nazionali e soprattutto europee, per cui le difficoltà sono anche nell’impossibilità di trovare nell’immediato una sintesi tra le esigenze dei territori e il rispetto delle norme non soltanto regionali, ma soprattutto nazionali ed europee.
Mi auguro che questo mese ci sia stato chiesto, voglio crederlo, dagli operatori e non dalla politica, questo lo voglio dire, perché sarebbe un guaio se l’avesse chiesto la politica in quanto certificherebbe un fallimento e significherebbe che in questo tempo non si è fatto abbastanza e ci si riduce ad un tentativo estremo - 20 giorni - per trovare una soluzione. Se la richiesta viene dagli operatori del settore, che magari stanno dialogando, che si sono accorti che alcune proposte sarebbero non attuabili e deleterie, come quella del Comparto unico, allora la condivido, fermo restando che le valutazioni di merito le faremo fra un mese.
In Commissione ho fatto la proposta, che è stata accolta, ringrazio tutti i membri, in modo particolare il Presidente Traversini, di eliminare il discorso della Commissione perché non avrebbe senso tenerla programmata per x anni, quando poi si va alla proroga di un mese, nella forma ma anche nella sostanza avremmo fatto qualcosa di non congruente. Quindi ringrazio chi l’ha accolta e mi sento di esprime un plauso all’Assessore Sciapichetti perché in questo mese abbiamo visto qualcosa di concreto, perlomeno è venuto in Commissione e ha detto: “Questo non si può fare e ve lo certifico”, l’onestà intellettuale della politica è questa: uno va da una parte, racconta quello che è successo, se una cosa si può fare e a quali condizioni, oppure se non si può fare.
In questa mia osservazione rimane velatamente nascosto, ma non tanto, il fatto che ci sono stati otto mesi di fallimenti, questo lo devo dire, faccio un plauso all’Assessore, ma otto mesi di fallimenti non li possiamo nascondere. Sono comunque favorevole a questa proposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Sono favorevole anche se il delicato argomento dei compartimenti della pesca dei molluschi bivalvi va avanti a suon di proroghe.
L’atto che è arrivato in Consiglio prorogava al 2022, stamattina con un emendamento la proroga è di un mese, a me resta difficile pensare che in un mese possiamo risolvere la problematica e, come ha detto il Consigliere Celani, mi auguro che questa proposta venga direttamente dagli operatori e non dalla politica. In nove mesi non siamo riusciti a risolvere il problema e c’è stata una proroga fino al 2022 ed ora un emendamento che proroga di un mese!
I dubbi ci sono, voglio darvi fiducia, però in tutti questi anni questa maggioranza e la precedente non sono riuscite a risolvere questo delicato problema.
Sappiamo che la pesca è un settore in crisi, sta soffrendo e nel decidere vanno presi in considerazione i dati, qui non ci sono campanilismi, nel senso che io sono di Fermo e quindi difendo Fermo, qui ci sono i dati che certificano che San Benedetto e Fermo pescano in maniera inferiore rispetto ad Ancona, quindi mi auguro che nel decidere si considerino questi dati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Solo per rimarcare un fatto, nel giugno scorso avevo proposto un emendamento, che poi era stato approvato, che voglio rileggere, era all’articolo 3 “Relazione dell’Assemblea legislativa - Entro il 31 dicembre 2016 la Giunta regionale trasmette all’Assemblea legislativa una relazione contenente in particolare l’illustrazione: a) delle attività svolte e dei criteri definiti per pervenire al superamento delle aree di pesca temporanea individuate ai sensi del comma 3, dell’articolo 10, del regolamento regionale 6/2009 ed alla riduzione dello sforzo di pesca; b) delle fonti di finanziamenti individuate.”
Dopo nove mesi, con il cambio di delega da un Assessore all’altro, non si sa se è un capriccio, una promozione, una bocciatura, ognuno avrà il suo risvolto politico da considerare, non siete riusciti a venire a capo di questa situazione.
Abbiamo una norma che chiedeva 4, 5 anni di proroga, abbiamo il Cal che riduceva ad un anno e poco più, oggi viene fuori un solo mese, va bene, vediamo che cosa riuscite a combinare in questo settore, perché fino adesso è buio pesto.
E’ chiaro che essendo un problema quasi esclusivamente gestionale, senza l’accordo dei Cogevo non si va da nessuna parte.
E' fondamentale poter intavolare uno studio per capire come è messo lo stock ittico, la risorsa, allora ci chiediamo: perché è stato interrotto lo studio iniziato alcuni anni fa? Rimaniamo in attesa di vedere chi batte un colpo su questo argomento perché effettivamente dopo nove mesi non c’è nulla, nella frenesia degli ultimi incontri, delle ultime ore, degli ultimi giorni, si dice che si arriva a qualcosa.
Aspettiamo, vedremo alla finestra che cosa riuscirete a proporre perché effettivamente fino ad ora non si è visto assolutamente niente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Sono d’accordo con quanto ha detto il Consigliere Fabbri, visto che abbiamo discusso e parlato di questa cosa.
Qui c’è una abdicazione assoluta e totale della politica rispetto alla funzione che deve svolgere.
Mi ricordo che nove mesi fa andai dall’Assessore Bora chiedendo: “Facciamo una proroga di altri 9 mesi?”, lei mi disse: “Questa è l’ultima, in questo lasso di tempo troveremo un accordo, faremo un’azione politica e tutto questo sarà risolto definitivamente”. E invece che cosa succede? Succede che in Commissione arriva una proposta di legge con la quale si proroga di 5 anni, poi un’ulteriore proposta di legge proroga di 4 anni, la Commissione si spacca, l’atto non viene approvato ed oggi c’è la proroga di un mese.
Questo è un affare vostro, un’incapacità vostra, una differenza politica vostra nella quale noi non ci vogliamo assolutamente entrare, questa abdicazione della politica riguardo ad un settore importante della nostra economia è un affare vostro.
Noi siamo fiduciosi che in questo mese non riuscirete a trovare un accordo, ma i Cogevo riusciranno a mettersi d’accordo ed a trovare una soluzione, questo è quello che pensiamo, questo è quello che diciamo e, come abbiamo stigmatizzato prima per quanto riguarda i cinghiali, stigmatizziamo adesso per quanto riguarda le vongole, è la coerenza dell’inefficienza della Giunta che si perpetua sempre e comunque.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Se non fosse che stiamo trattando un argomento serio e delicato, che riguarda lavoratori e posti di lavoro, sembrerebbe quasi di trovarsi di fronte ad una rappresentazione del teatro dell’Assurdo, nove mesi fa abbiamo detto: “Mai più proroghe, sarà l’ultima” e poi arriva una proposta di proroga addirittura di 5 anni ed oggi arriviamo ad una proroga di un mese.
Credo che tutti dovremmo fare un esame di coscienza perché o nove mesi fa ci siamo presi in giro e abbiamo preso in giro i lavoratori che sono qui fuori a protestare, o non siamo stati capaci di tener fede a quello che tutti noi in quest’Aula solo nove mesi fa abbiamo votato.
Credo che oggi certifichiamo un fallimento della politica perché non si è riusciti ad anteporre, a questioni che purtroppo hanno una valenza anche politica e di difesa territoriale, la possibilità di giungere ad una soluzione concreta e condivisa.
Non sappiamo in questi nove mesi cosa è stato fatto, non abbiamo quel report che doveva arrivare a gennaio che doveva metterci al corrente delle cose che tutti avevamo votato: i rapporti con il Ministero, la possibilità di fare le rottamazioni, la possibilità di accedere a fondi europei, cose che erano state dette, condivise e che avevano trovato nell’Aula il superamento delle territorialità. Superamento che oggi, con questa presa di tempo minimo, vediamo riaffiorare in tutti i suoi limiti.
Esprimo le mie perplessità rispetto alla capacità politica di questa Aula di trovare soluzioni concrete in un lasso di tempo così breve.
Come ha detto il Consigliere Celani, anch’io spero di essere smentita, come spesso auspico, dai fatti, però non posso a ragion veduta non considerare che in quasi due anni che siamo in questa nuova amministrazione regionale non si è messo mano alla questione. Nei nove mesi per evitare ogni proroga non si è trovata la soluzione definitiva, ora se il miracolo ci sarà, spero che riusciremo fra un mese a celebrarlo in quest’Aula, però resto molto scettica e penso che questo ci dovrebbe far riflettere sul ruolo politico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Quest’oggi stiamo discutendo di un argomento molto rilevante e non esprimiamo le nostre considerazioni perché siamo in un momento molto delicato per un problema importante che interessa la comunità.
Oggi tentiamo di fare un ulteriore sforzo, un ulteriore passaggio per cercare di vedere se è possibile trovare una soluzione o se le marinerie troveranno una soluzione. Effettivamente è chiaro che qualcuno si è messo in un cul-de-sac.
Vediamo anche la vivacità del nuovo Assessore e speriamo che si tramuti in un aspetto positivo, il tempo, secondo me, per raggiungere un accordo è anche troppo, perché se si vuole fare un accordo si può fare anche in qualche ora o in una notte, come purtroppo qualche volta mi è capitato per le cose che ho fatto nel passato. I contratti di categoria si rinnovavano anche in una notte!
Credo che il tempo non sia il problema, il problema è come ci si pone di fronte a questa cosa, ci sono state incertezze, cari compagni del Partito Democratico, anche all’interno dell’esecutivo che si sono manifestate con molta vivacità nel risolvere un problema così importante non sono state d’aiuto. Un problema che è dovuto, fatemelo dire, tutto o in parte alla responsabilità di questo gruppo dirigente e di questa maggioranza, in quanto nel passato sono stati fatti degli errori e delle forzature anche a livello centrale. Su questo ho manifestato la mia perplessità anche in Commissione, perché prendere tutto a livello regionale, dopo quello che era successo a livello nazionale, credo che siano stati una forzatura e probabilmente anche un errore.
Per quanto mi riguarda queste considerazioni le riprenderemo, spero di no, eventualmente fra 3 o 4 settimane, adesso manifestiamo la nostra volontà di votare a favore di questa proroga di ulteriori 30 giorni e nello stesso tempo vediamo se è possibile che le marinerie trovino, con buona volontà, una soluzione. Penso che si possa arrivare a delle conclusioni positive, se non ci si arriva è perché scatta un meccanismo pregiudiziale e in una trattativa, nella conclusione di una vicenda, le pregiudiziali non possono venir fuori. Credo che con un po’ di sacrificio di tutte le marinerie si possa risolvere il problema.
Ribadisco che voteremo a favore di questa proroga, rinviando altre considerazioni ad altra occasione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. In realtà intervengo solamente per ringraziare l’Assessore Sciapichetti ed il Presidente Traversini per l’impegno con cui in queste settimane hanno portato avanti una questione che sappiamo tutti essere molto complicata, rispetto alla quale la politica non ha mai abdicato, anzi, la politica ha causato questi problemi, a partire da una notte degli anni ’90, problemi che hanno nomi e cognomi, però non ne parliamo oggi perché entreremo nel merito fra un mese.
Credo che oggi vada ringraziato chi in questi ultimi giorni …, in particolare penso non solo al lavoro che il Presidente della Commissione ha fatto in tutti questi mesi, ma anche al lavoro fatto da un Assessore che ha preso questa delega da pochissime settimane, con grande impegno, con grande dedizione, senza abdicare a nulla, anzi assumendosi tutte le responsabilità, anche quelle che non aveva. Proprio perché ha questa delega da poco tempo, si è assunto completamente il problema mutando lo scenario e questa proroga tecnica oggi l’abbiamo proprio per questo.
Abbiamo la reale possibilità di verificare un possibile accordo tra comparti, cosa che in tantissimi anni non c’è mai stata, quindi vanno ringraziati tutti coloro che in così poco tempo, prendendo in mano questo tema, hanno dato il meglio delle loro competenze e disponibilità trovando anche una soluzione che è politica, perché la politica credo che abbia oggi una grande responsabilità e se si trova una soluzione che la politica facilita ben venga.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Ho chiesto di parlare, avrei potuto farne anche a meno visto che è intervenuto il capogruppo ma, l’ho detto in anticipo, non voglio riparlare di tutti i passaggi perché sarebbe una cosa molto lunga, lo faremo tra un mese, sperando anche in un epilogo positivo, è solo per ribadire un fatto: non è che al di là delle difficoltà che sono abbastanza evidenti facciamo la proroga per una debolezza. Io sono stato in Commissione, si era in grado, lo sa chi ne fa parte, di portare oggi in Consiglio una soluzione che rispetto a tutte le trattative fatte era, secondo me, la migliore che fino a quel momento era venuta fuori, che rimane lì, però, di fronte ad una disponibilità di un accordo possibile, che non è detto che vada in porto, bisogna lavorarci, bisogna avere una grande disponibilità delle parti, quindi abbiamo pensato che dare un mese in più rispetto ad un problema così complicato non sia una sconfitta della politica, forse è una vittoria se alla fine si concretizza, se non si concretizza non cambia il risultato perché noi ritorneremo probabilmente a ragionare sulle proposte che oggi eravamo in grado di portare in Consiglio.
Le valutazioni di tutti i passaggi che abbiamo fatto, delle responsabilità e tutto il resto le faremo da qui a tre settimane, questo ci tenevo a sottolineare senza aprire il dibattito perché in questa fase non serve.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Non volevo intervenire, ma credo che alcune cose debbano essere chiarite. L'argomento è estremamente complesso, difficile e delicato e soprattutto gli interventi dei benaltristi del Movimento 5 Stelle mi hanno indotto ad intervenire.
Alcune cose con chiarezza ce le dobbiamo dire ed emenderei il motto 5 Stelle: “onestà, onestà, onestà” con “verità, verità, verità”, noi dobbiamo dire la verità, tra di noi in questa Aula ed esternamente.
La prima verità che dobbiamo dire è che dobbiamo smettere politicamente di strumentalizzare una categoria, così come è stato fatto da tutti fino ad oggi per arrivare a questa situazione.
Non è vero che non è stato fatto niente, non è vero che siamo all’anno zero, perché qui sono state verificate tutte le possibili soluzioni che in alcuni casi già conoscevamo e che, dobbiamo dircelo con franchezza, non sono praticabili se non c’è uno studio a monte.
Quando voi parlate di comparto unico, il comparto unico se non c’è uno studio …, anche qui dobbiamo dire la verità, non c’è tecnico intellettualmente onesto che possa assumersi la responsabilità di dire che uno studio serio non può durare meno di quattro anni, uno studio serio in base al quale noi possiamo mettere mano ad un problema che è annoso, che non abbiamo creato noi, nessuno di noi qui dentro lo ha creato, è stato creato negli anni ’90, come qualcuno ha ricordato, in una lunga notte romana. Su questo se volete possiamo intervenire quando ne discuteremo.
Ho sentito dire: “Avete proposto un rinvio di 5 anni”, non è un rinvio di 5 anni, è uno studio che deve servire a trovare una soluzione, in base al quale noi troveremo una soluzione, senza lo studio, che deve durare almeno 4 o 5 anni, non è possibile fare un intervento serio. Questa è la verità!
La verità è dire che la rottamazione, ad esempio, che tutti avremmo chiesto, che tutti vorremmo, che ci piacerebbe tanto, non si può fare, non è possibile fare perché non ci sono i soldi e per la verità i vongolari stessi, nel momento in cui hanno sentito parlare di rottamazione, hanno fatto schizzare il prezzo alle stelle: 400.000 euro per una rottamazione. Credo che siano troppi ed i soldi non ci sono, ce lo vogliamo dire? Vogliamo parlare il linguaggio della verità oppure no? Questo passaggio lo abbiamo verificato, ne abbiamo verificato anche un altro, quello dello sconfinamento a nord ed a sud perché anche questa è una pratica su cui si poteva lavorare, ma lo sconfinamento a nord ed a sud è possibile se la Regione del nord e la Regione del sud sono disponibili, fatto sta che né l’Emilia-Romagna, né l’Abruzzo sono disponibili a prendere barche marchigiane. Questa è la verità! Il resto è tutta comunicazione che possiamo fare, non è un servizio agli operatori con i quali io ho parlato anche questa mattina mentre erano fuori a dimostrare. Tra di noi smettiamo di dire le cose come non sono, perché, ripeto, avete detto che quella indicata nella proposta di legge è una “proroga”, non si tratta di una proroga … O vogliamo metterci mano seriamente, definitivamente, per capire come stanno le cose e quindi lo studio ha bisogno di un tempo medio-lungo, e voi lo sapete perché lo abbiamo detto in Commissione, fuori da qui dovete dirlo, fuori da qui dovreste ammetterlo, oppure non facciamo lo studio, oppure buttiamo via i soldi, ma avremo una situazione che non sarà assolutamente attendibile.
Quello che oggi la Commissione propone è un mese e ringrazio il Presidente della Commissione perché in questo mese abbiamo cercato di fare il possibile mettendo mano ad una situazione complessa. Lo chiediamo per senso di responsabilità, per non lasciare nulla di intentato rispetto ad una soluzione possibile dato che forse negli ultimi giorni si è aperto un varco di comunicazione tra i comparti, hanno cominciato, spinti un po’ da noi, a parlare. Penso che dobbiamo fare questo sforzo per riuscire a portare a casa un risultato, che è l’unico che ci potrebbe permettere di venir fuori da questa situazione, ed è l’accordo condiviso tra le parti. Se in questi 30 giorni non troviamo un accordo condiviso tra le parti, questa è la verità suffragata dai dati, dalle notizie e dagli incontri che abbiamo avuto al Ministero, non possiamo assolutamente prendere altra iniziativa che quella di finanziare uno studio serio che dovrà durare il tempo necessario per trovare un accordo possibile. Questa è la verità e questo dobbiamo fare con grande impegno.
Oggi pomeriggio abbiamo convocato i quattro Presidenti dei Consorzi che decideranno se andare avanti insieme nella trattativa, andare avanti separatamente, non lo so, lo decideremo.
Se in questo mese riusciremo a trovare una qualche soluzione avremo fatto un servizio a noi stessi, a questo Consiglio e soprattutto agli operatori che da anni la aspettano e solo nell’ambito di un accordo potremo favorirla. La politica può aiutarla, può accompagnarla, ma se non c’è la volontà da parte degli operatori la cosa resta molto difficile.
In questo mese dobbiamo verificare quali ulteriori possibilità ci sono per arrivare all’accordo, senza del quale rimane lo studio, alternative non ce ne sono, al di là delle buone intenzioni di ognuno di noi.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 (soppressivo dell’articolo) a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3.
Emendamento 3/1 a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 3/2 a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Articolo 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Faccio presente che nella composizione del testo di legge, la stessa non inizierà con l’articolo “Invarianza finanziaria”, ma con l’attuale articolo 3, per intenderci, perché una legge non può iniziare con l’articolo relativo all’invarianza finanziaria. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Dopo l’invito dell’Assessore Sciapichetti ad un verismo sulla materia ho deciso di votare a favore, perché effettivamente dopo 12 anni di rinvii, decidere ancora oggi di non decidere è la cosa migliore che si può fare ed è anche la scelta prevalente dal punto di vista della coerenza al sistema politico italiano, quindi aderisco perfettamente all’appello al verismo dell’Assessore Sciapichetti, oggi finalmente decidiamo di non decidere!

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Dovremmo richiamare Pietro Germi, il grande regista del verismo italiano, Verga sì, ma io parlo di cinema!
Prima ho fatto gli elogi all’Assessore Sciapichetti, li raddoppio perché è stato in grado di fare una difesa d’ufficio degli otto mesi trascorsi, da giugno dell’anno scorso fino a gennaio, che nemmeno un principe del foro come l’Avv. Cesetti sarebbe stato in grado di fare. Nemmeno lui sarebbe stato in grado di fare una difesa d’ufficio così grande, anche perché c’era un ordine del giorno votato all’unanimità, il 13 o il 16 giugno, non ricordo, dell’anno scorso, che diceva che al 31 dicembre doveva essere tutto fatto e nonostante questo, l’Assessore Sciapichetti è stato in grado di fare una operazione verità. Chapeau!
Questo è il discorso, noi ci eravamo tutti impegnati a tirare le conclusioni entro il 31 dicembre, quindi significa che quello che ha detto l’Assessore Sciapichetti era noto fin da luglio 2016, questa è la verità, l’operazione verità deve dire anche questo, Assessore, al 31 luglio 2016 si sapeva lo stesso che: a) il Comparto unico non si poteva fare se prima non si faceva lo studio; b) che non si poteva raggiungere nessuna soluzione se i Cogevo non erano d’accordo perché il Ministero voleva un accordo sottoscritto da tutti i Cogevo; c) la rottamazione non si poteva fare perché le risorse non c’erano; d) non c’era la disponibilità dei Cogevo di mettere in circolo 1.000 euro a testa per 5 anni per poter finanziare tutta questa operazione. Questo lo sapevamo già al 31 luglio perché il Presidente Traversini aveva convocato una serie di audizioni, non soltanto con i Cogevo ma anche con le organizzazioni di categoria, che avevano portato a queste conclusioni.
La dico tutta perché sta scritta, senza possibilità di essere smentito, quindi in questa operazione verità, in questo verismo di oggi, voterò a favore di questa proroga, perché l’hanno chiesta gli operatori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Le mie perplessità e le mie critiche le ho già espresse nel mio intervento per cui non ci torno su anche perché vedo che chi mi ha preceduto le ha fondamentalmente riprese nella stessa direzione.
Anche il mio voto sarà favorevole, ma solo ed unicamente per garantire questa ultima possibilità ai Cogevo ed agli operatori di potersi mettere d’accordo e trovare una soluzione, perché, lo ripeto, anche se non tutta la compagine politica è d’accordo, per me, oggi, il fallimento della politica è sancito con questa deliberazione.

Proposta di legge n. 127, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Relazione n. 9/17
della II Commissione assembleare
“Partecipazione della Regione Marche al meccanismo di “Allarme rapido - early warning” ai sensi del Protocollo n. 2 del Trattato sull’Unione europea e sul funzionamento dell’Unione europea - Dialogo politico con le Camere del Parlamento italiano in merito alla proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione della Direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, che istituisce una procedura di notifica dei regimi di autorizzazione e dei requisiti relativi ai servizi e che modifica la Direttiva 2006/123/CE e il Regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno”
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la relazione n. 9/17 della II Commissione assembleare.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Cercherò di essere molto sintetico, avete avuto già la copia della relazione che è stata approvata dalla II Commissione, relazione sulla Direttiva comunitaria che riguarda i servizi e che ha visto il voto unanime di tutta la Commissione.
Questo fa parte di un lavoro che stiamo portando avanti, infatti due Consigli fa abbiamo portato in Aula il lavoro che vorremmo affrontare e commentare per dare il nostro giudizio e per supportare dal basso l’azione e la formulazione degli atti amministrativi e delle leggi europee.
In sintesi vado al nocciolo della questione, facciamo un commento negativo all’introduzione della notifica preventiva. Significa che nel momento in cui lo Stato o la Regione deve approvare degli atti amministrativi o delle leggi deve notificare preventivamente alla Commissione europea quello che sta facendo ed aspettare la risposta, quindi tutto si congela. E’ una limitazione, secondo me, molto elevata dell’attività dello Stato rispetto alla situazione attuale nella quale si legifera e nel momento in cui viene emanata una legge europea c’è l’adeguamento delle normative nazionali.
In questo caso c'è una procedura nuova che nella relazione mettiamo in evidenza come qualcosa che deve essere corretto in quanto va a toccare il principio di sussidiarietà, che è uno dei fondamenti del rapporto a livello europeo e che noi non vogliamo venga cambiato.
Non solo noi, non tutte le Regioni hanno colto la possibilità di lavorare su questi atti che vengono emanati a livello europeo, insieme a noi si sono già mosse l’Abruzzo, la Puglia e l’Emilia-Romagna, questo significa che c’è già una nutrita schiera di Regioni che vogliono far presente e rimarcare questo aspetto negativo della Direttiva europea. E’ questo il centro e la nostra risoluzione cerca di correggerlo, sperando che al Senato ne venga preso atto.
Mi è arrivata la notizia che altri Stati europei stanno facendo la stessa cosa, anche la Francia si è espressa in maniera negativa su questa notifica preventiva che in effetti è un limite che secondo noi andrebbe in qualche modo rimosso.
Speriamo che il Senato con questa risoluzione che viene mandata a livello europeo accolga queste nostre posizioni. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Ci sono effettivamente degli interrogativi che vanno chiariti a livello europeo perché ad esempio, non volendo ricominciare la trattazione che ha fatto il Consigliere Traversini, ma aggiungendo alcuni spunti alla riflessione, si ha un incremento della burocrazia su questa cosa, tant’è che in accompagnamento alla Direttiva voglio sottolineare questa frase: “il limitato aumento previsto dei costi amministrativi a carico degli Stati membri potrebbe essere parzialmente compensato nella pratica da un decremento dei costi altrimenti derivanti dai casi di infrazione che dovrebbero diminuire grazie a questa iniziativa”. E' messo nero su bianco che ci saranno dei costi in più da parte degli uffici.
Seconda cosa, la Direttiva pone degli interrogativi sulla libertà dello Stato membro di poter legiferare e portare delle modifiche alla Direttiva servizi, tant’è che all’articolo 3 (Obbligo di notifica) c’è scritto: “L’inosservanza di uno degli obblighi di cui all’articolo 3, paragrafi 1, 2, 3 - sto leggendo il comma 4 ma sono procedurali - o all’articolo 6, paragrafo 2 - che poi andrò a leggere perché effettivamente è il nocciolo della questione – costituisce un vizio procedurale sostanziale di natura grave per quanto riguarda i suoi effetti nei confronti dei singoli”.
Questo è un primo aspetto che ci ha posto degli interrogativi, che abbiamo espresso nella risoluzione e speriamo che il Senato voglia riportare a livello europeo per ripensare la normativa.
L’articolo 6 (Segnalazione) dice che prima della scadenza del periodo di consultazione, di cui all’articolo 5, eccetera, la Commissione può segnalare allo Stato membro notificante le proprie preoccupazioni in merito alla compatibilità con la Direttiva servizi del progetto di misura notificato e l’intenzione di adottare una decisione di cui all’articolo 7, che leggerò. Quindi effettivamente c’è una prima segnalazione.
Al ricevimento di tale segnalazione - c’è scritto - lo Stato membro notificante non adotta il progetto di misura per tre mesi a decorrere dalla scadenza del periodo di consultazione, quindi mette in stand by tre mesi la proposta che è stata fatta. L’articolo 7 (Decisione) poi prosegue “Qualora la Commissione abbia effettuato una segnalazione a norma dell’articolo 6 - che ho appena letto - essa può adottare una decisione in cui dichiara il progetto di misura incompatibile con la Direttiva e con cui chiede allo Stato membro interessato di astenersi dall’adottare il progetto di misura o, qualora la misura sia stata adottata in violazione all’articolo 3, di abrogarla.
Ecco, queste sono indicazioni che ci creano alcune difficoltà e che vorremmo fossero chiarite e su cui chiediamo un ripensamento, per cui sosteniamo la risoluzione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma del Consigliere Traversini (in qualità di Presidente della II Commissione). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 256
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
"Rinnovo concessione Consorzio idrico Tennacola"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 256 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Chiedo scusa, ma la risposta dell’ufficio è molto tecnica e rifà tutta la storia, la consegno agli atti e la do all’interrogante che ringrazio.
Questa è una vicenda che risale a molti anni fa, il rinnovo della concessione risale a 6 anni fa.
L’ufficio, soprattutto negli ultimi tempi, sta cercando di recuperare il tempo trascorso, anch’io più volte ho detto che 5 anni per ottenere un semplice rinnovo di concessione sono davvero tanti, però si sono accumulati anche una serie di ricorsi fatti da vari enti che hanno allungato tutta la procedura.
Ora stiamo verificando per cercare di superare le difficoltà e le criticità ed arrivare in tempi brevi, visto il tempo già passato, ad una soluzione positiva.
Questo è l’impegno che l’ufficio ha preso, questo è l’impegno che noi abbiamo assunto anche nei confronti del Tennacola, ci siamo riuniti più volte, anche recentemente, e su questo continueremo a lavorare e cercheremo di vigilare con l’ufficio affinché si arrivi ad una soluzione positiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Assessore. Mi aveva già anticipato la sua risposta, purtroppo sono passati mesi, anche se la colpa non è vostra.
Questo è un problema che perdura da anni, come ha detto lei, da 6 anni, tutto è rimasto appeso ad un filo, si va avanti a colpi di contenziosi e di tribolazioni burocratiche, anzi ci sono addirittura dei pareri discordanti tra la Regione e l’Ufficio di valutazione di impatto ambientale ed il parco dei Sibillini.
Quest’ultimo ente formalmente concede la concessione con delle prescrizioni che renderebbero nullo il prelievo di acqua. Il Consorzio idrico del Tennacola dovrebbe prelevare 140 litri al secondo in media e rilasciarne circa 135, una prescrizione che renderebbe inutile il prelievo.
Mi auguro, come ha detto lei, che si possa risolvere la questione in tempi brevi anche perché sono passati ormai 6 anni. Grazie.

Interrogazione n. 305
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Ersu di Ancona – Affidamento all’Erap Marche dei servizi di ingegneria e architettura relativi al completamento dei lavori per il risanamento dell’immobile denominato Buon Pastore e relativa gestione”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 305 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Sulla scorta delle informazioni ricevute dall’Erap Marche, presidio di Ancona, e dall’Assessorato istruzione, università e diritto allo studio, si informa che:
le funzioni, di cui al comma 6 del sopra citato articolo, sono svolte previa stipula di apposite convenzioni che stabiliscono i servizi prestati, i tempi e le modalità di erogazione degli stessi ed i relativi corrispettivi. A seguito di una convenzione sottoscritta tra l’Erap e l’Ersu di Ancona, entrambi enti dipendenti dalla Regione Marche, per il conferimento di incarico di progettazione esecutiva di ridimensionamento e completamento relativa all’intervento denominato “Ristrutturazione dell’edificio Buon pastore”, sono stati definiti tempi e modalità di erogazione. L’importo del corrispettivo viene parametrato intorno al 2% dell’ammontare lordo dei lavori ancora da realizzare così come riportato nell’articolo 7 della convenzione del 2 agosto 2016. In relazione a quanto sopra l’esatto importo potrà determinarsi solo dopo l’approvazione dei lavori da parte dell’Ersu. Si tratterà quasi sicuramente di un valore superiore a 100.000 euro anche se ancora non è pervenuta alcuna indicazione precisa sullo stesso da parte dell’Ersu;
le “procedure formali” attraverso le quali l’Ersu ha individuato l’Erap per l’affidamento dell’incarico di progettazione consistono nella stipula della convenzione del 2 agosto 2016, in considerazione del fatto che per l’Ersu di Ancona non è possibile provvedere alla progettazione ed alle attività conseguenti a causa della mancanza nell’ambito della propria struttura di professionalità con competenze specifiche, in relazione alle previsioni dell’articolo 21, comma 5 della legge regionale 36/2005 l’Erap può espletare a favore di enti pubblici la prestazione di servizi tecnici per la gestione delle gare d’appalto per la programmazione, progettazione ed attuazione di interventi edilizi ed urbanistici;
l’affidamento diretto tra Ersu Ancona ed Erap appare legittimo in quanto si fonda sull’articolo 24, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 50/2016 (Codice degli appalti) e sull’articolo 21, comma 5, lettera b) della legge regionale 36/2005 e non, come erroneamente indicato nell’interrogazione consiliare, sull’articolo 31, comma 8, del decreto legislativo 50/2016. Poiché l’articolo 21, comma 5, lettera c) della legge 36/2005 non prevede alcuna soglia economica, si ritiene che l’Ersu avrebbe potuto procedere all’affidamento diretto di alcuni dei servizi indicati nella convenzione, anche per “un importo pari o superiore a 100.000 euro”;
gli affidamenti dei servizi da parte dell’Erap Marche – Presidio di Ancona – sono stati conferiti sulla base del “Regolamento per l’acquisizione in economia di forniture di beni e servizi”, approvato con decreto del direttore Erap Marche in data 11 marzo 2013 n. 29. In particolare relativamente al criterio di rotazione deve evidenziarsi che i soggetti coinvolti, tutti in possesso dei necessari requisiti, non hanno mai avuto alcun rapporto professionale con l’Erap Marche in passato;
l’ingresso in cantiere, autorizzato formalmente dall’Ersu sia per i tecnici dell’Erap che per gli altri tecnici esterni, è stato necessario proprio per prendere visione dello stato di fatto e per valutare la complessità e la conseguente fattibilità o meno dell’incarico da accettare sia da parte dell’Erap sia da parte dei tecnici esterni;
il subappalto è vietato dall’articolo 21, comma 5, lettera b) della legge regionale 36/2005. Nel caso di specie l’Erap Marche – Presidio di Ancona – non ha subappaltato alcuna attività di progettazione, ma ha conferito incarichi nel rispetto dell’articolo 31, comma 8 del decreto legislativo 50/2016 per i rilievi, predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio e per la redazione grafica degli elaborati di progetto. In particolare le attività attribuite riguardano … - e c’è tutto l’elenco che io vi farei che va dall’esecuzione dei rilievi, ai computi delle spese, al rilievo dello stato di fatto, alla predisposizione degli elaborati, alla redazione grafica degli elaborati progettuali, eccetera, quindi non vi faccio l’elenco. Tali incarichi che attengono a particolari aspetti della progettazione, come ad esempio un’attività di studio o di collaborazione nella progettazione, si riflettono ma non si sostituiscono alla progettazione medesima, la quale rimane in capo all’Erap Marche. A conferma di ciò nei singoli contratti si specifica che gli elaborati redatti da professionisti costituiscono “base per le lavorazioni” dei tecnici Erap. In pratica sono stati dati degli incarichi specifici su alcune determinate indicazioni sotto la soglia dei 100.000 euro. Gli incarichi esterni erano contemplati nella convenzione Ersu-Erap (vedi articolo 3, comma 4, articolo 7, commi 4, 5, 6 e 7) e sono descritti nella determina 131 del 15 settembre 2016 come attività di collaborazione sotto vari profili: “rilievi e computi”; “collaborazione alla progettazione di impianti”; “collaborazione alla progettazione antincendi”; “collaborazione alla progettazione architettonica”; “collaborazione alla modellazione strutturale”. Si ritiene che non si tratti di subappalti in quanto gli incarichi possono essere fatti rientrare, casomai, in quelli previsti dall’articolo 7, comma 6 del decreto legislativo 165/2001, ai sensi del quale: “Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità: a) l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell’amministrazione conferente; b) l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno; c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata, non è ammesso il rinnovo, l’eventuale proroga dell’incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell’incarico; d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione”. A tale proposito si rileva che la determina Erap Marche 131 del 2016 è stata preceduta dalla lettera dell’1 luglio 2016, nella quale il Presidio Erap di Ancona richiedeva la collaborazione di personale in forza presso altri presidi, stante la mancanza di personale adatto al suo interno cui affidare gli incarichi. Sulla base della documentazione trasmessa non risulta che a tale richiesta sia stata data alcuna risposta. Alla luce di quanto sopra, nel rispetto dell’articolo 24, comma 3 del decreto legislativo 50/2016, i progetti sono stati tutti esclusivamente redatti dai dipendenti dell’Erap e da questi sottoscritti;
la struttura competente in materia di vigilanza di cui alla legge regionale 13/2013 della Regione Marche assumerà provvedimenti ed effettuerà segnalazioni solo qualora si dovessero riscontrare comportamenti illegittimi da parte dell’Ersu e in caso di illegittime procedure adottate;
la risposta al quesito n. 8 rimane al momento molto difficoltosa e non è possibile effettuare una stima attendibile;
il progetto iniziale, approvato dall’Ersu e posto a base di gara, prevedeva la ristrutturazione di 5 corpi di fabbrica con la dislocazione di 144 posti letto e relativi servizi. A fronte delle ordinanze per pubblica incolumità, emesse dal Comune di Ancona nel corso dei lavori, si è provveduto alla demolizione dei corpi di fabbrica 1 e 3 ubicati verso Via Scosciacavalli e Via Oddo di Biagio. Successivamente l’Ersu ha approvato un progetto di ridimensionamento dell’intervento che non prevedeva la ricostruzione dei corpi demoliti e quindi dislocava, nei corpi 2, 4 e 5, la realizzazione degli 81 posti letto previsti. Con il progetto redatto dall’Erap, che mantiene l’intero corpo monumentale e gli attigui volumi (corpi 2, 4 e 5), i posti letto vengono aumentati da 81 a 84. Vengono inoltre mantenuti inalterati i relativi servizi in quanto in ogni caso l’intervento deve garantire il rispetto degli standard dei servizi fissati dalla norma, quindi dal D.M. 118/2001.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che prima sia necessario fare una constatazione politica, chiedo in modo particolare al Partito Democratico ed al suo capogruppo, che in questo momento non c’è, di rivedere questo modo di lavorare perché con l’Aula vuota, sia per gli interroganti che per la Giunta che deve rispondere, ci sono dei problemi di rappresentanza, di dignità dell’Aula ed una serie di cose che sono sotto gli occhi di tutti. Credo che non sia un bel vedere e non sia un’immagine seria della politica e delle istituzioni.
Detto questo, per quanto riguarda l’intervento dell’Assessore, che fa riferimento a dati ed a comunicazioni che sono passati dai diversi uffici all’Assessorato, noi non siamo assolutamente soddisfatti della riposta a questa interrogazione perché rimangono dubbi, c’è poca trasparenza su come sono avvenuti i passaggi degli incarichi, ma soprattutto c’è la telenovela dello studentato dell’Ersu che sta ancora andando avanti e ne è la riprova il fatto che stiamo ancora discutendo di questa situazione.
Non ci soddisfa la risposta dell’Assessore che si basa su dati che gli sono stati trasmessi dai vari uffici, esiste un problema e noi continueremo a vigilare su questa situazione di difficoltà che si è creata per lo studentato dell’Ersu che tuttora permane, con la mancanza di trasparenza su come sono avvenuti gli incarichi tra l’Ersu e l’Erap, con tutto quello che è successo prima e che probabilmente sta ancora succedendo oggi visto che questa cosa ancora non è definita.
Credo che esistano dei seri problemi a cui la Giunta deve guardare con più attenzione. Sappiamo che la situazione l’ha ereditata dalla precedente amministrazione, amministrazione politica della stessa maggioranza, maggioranza che in questo momento sta sostenendo l’attuale Presidente.
Penso che politicamente si sia creata una falla abbastanza grossa ed importante in questo Ersu dalla quale non riusciamo a venire fuori.
Noi continueremo a vigilare e ad evidenziare le difficoltà che esistono, secondo noi, su questa struttura, sulla ricostruzione e sui modi e metodi utilizzati per le assegnazioni dei lavori. Una struttura pubblica che avrà, se arriverà un contributo pubblico, un aiuto ministeriale per chiudere questa vicenda, che ancora oggi rimane nebbiosa e non chiara, fra l’altro in un ente come quello dell’Erap di Ancona che ha sofferto per il dirigente distolto, mandato a fare l’Assessore, riportato all’Erap e poi ancora mandato a fare l’Assessore, quindi credo che esistono dei problemi seri anche all’Erap di Ancona. Grazie.

Interrogazione n. 333
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Stato di attuazione della modifica del Regolamento regionale che riguarda le attività funebri e cimiteriali”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 333 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. In questo caso dovrei dire che sono competente perché per un periodo mi sono interessata delle autorizzazioni dei cimiteri, delle sale autoptiche.
E’ un tema molto serio, i fornetti sono una delle poche opere pubbliche costruite con finanziamenti di chi li compera, senza somme ulteriori, quindi autofinanziate.
Le strutture sanitarie oggetto delle attività informative nei confronti dei genitori per la possibilità di richiedere la sepoltura del feto non nato, in quanto sede di attività ostetrico-ginecologiche sono:
- Asur. Il Direttore generale, con nota prot. 22560 del 26 luglio 2016, ha trasmesso ai Direttori di Area vasta, ai Direttori medici ospedalieri e ai Direttori delle Unità operative di medicina legale, il fac-simile della nota informativa che la Direzione ospedaliera consegna ai genitori/parenti con allegata la dichiarazione di questi ultimi di volere o non volere provvedere al seppellimento del prodotto di concepimento/abortivo/feto. La nota fornisce inoltre indicazioni relativamente alle modalità per l’ottenimento della richiesta attestazione, stante il particolare momento che vive la famiglia;
- Ospedali riuniti Marche Nord. La Direzione medica, con nota prot. 317571 del 17 gennaio 2017 indirizzata ai Direttori dell’Unità operativa ostetricia e ginecologia ed ai Coordinatori ostetrici, ha disposto che venga fornita necessaria informazione mediante opuscolo ad hoc, si porta inoltre a conoscenza che è in fase di ultimazione una istruzione operativa che precisa tutti gli aspetti della gestione dei feti e dei prodotti di concepimento/abortivi, dal punto di vista sanitario;
- Ospedali riuniti di Ancona. La Direzione medica, con nota prot. 238987 del 23 marzo 2017 indirizzata ai Direttori delle Unità operative ostetricia e ginecologia ed ai Coordinatori ostetrici, ha trasmesso il fac-simile dell’informativa e la modulistica con le procedure da adottare per il rispetto di quanto indicato nel regolamento.
Non sono disponibili, al momento, dati relativi ai comportamenti adottati dai genitori opportunamente informati, la recente applicazione delle norme richiede un monitoraggio più prolungato nel tempo per poter disporre di dati attendibili.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Per esprimere piena soddisfazione alla risposta per il fatto che tutte e tre le Aziende finalmente hanno provveduto a questa esecuzione.
L’interrogazione non voleva essere una provocazione, Assessore Casini, ma questo regolamento è stato, lo ricordo, approvato all’unanimità da quest’Aula ed ha trovato un tempo di applicazione un po’ lungo.
In verità non era semplice perché la materia è delicata, si tratta di un diritto individuale che in questo caso non è esteso soltanto alla donna che ha avuto l'aborto spontaneo, l'aborto procurato, ma alla cerchia di familiari perché la legge nazionale prevede che per il seppellimento possono provvedere anche altri.
L’unico problema è che nelle 24 ore, se non c’era il regolamento, era difficile senza una informativa preventiva far sapere dell’esistenza di questa legge.
Nel frattempo purtroppo, Assessore, il caso c’è stato e c’è stato proprio a Torrette, perché lì siamo arrivati più tardi di tutti ed una donna ha chiesto di avere indietro il feto quando purtroppo era già stato …, ma superato questo caso, per il resto la mia preoccupazione nasceva solo da questo.
Lei ha rivendicato una competenza in merito, io ho una competenza superiore perché in quest’Aula le due proposte di modifica di regolamento sulla polizia mortuaria le ho fatte io, questa e quella sulle sale del commiato, quindi ormai qualsiasi proposta la raccolgo perché ho esperienza, è la dimensione escatologica che mi porta … Grazie.

Interrogazione n. 357
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Servizio sostitutivo di bus navetta dalla stazione centrale di Ancona al centro della città”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 357 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. La sospensione del collegamento ferroviario con la stazione marittima di Ancona è la conseguenza di un più ampio quadro di programmazione del territorio e del tessuto economico che attiene a temi di natura trasportistica, ma non solo. Ne abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi e ringrazio il Consigliere Giancarli per aver chiesto di fare il punto della situazione su questo tema.
Le economie indotte dalla sospensione di questi servizi ferroviari sono state prontamente reinvestite in analoghi servizi regionali, sempre nella logica di rispondere alle esigenze dei cittadini marchigiani e massimizzare il bene della collettività regionale nel suo complesso.
Le risorse non utilizzate per i servizi sulla tratta Ancona-Ancona marittima ammontano a circa 500.000 euro, sono state reinvestite in servizi estivi sulla Civitanova-Fabriano e per il prolungamento su Ancona dei treni 7008 e 7009 provenienti da San Benedetto ed Ascoli Piceno e viceversa.
Il servizio bus sostitutivo di collegamento tra la stazione centrale e la stazione marittima, che nel suo percorso prosegue fino a Piazza Cavour, è stato istituito dal Comune di Ancona, ente titolare dei servizi di trasporto pubblico locale e della relativa politica tariffaria.
Le richiamate misure del Comune di Ancona sono sostenute da impegni economici della Regione e dell’Autorità Portuale, rispettivamente di 15.000 euro e 12.000 euro per il 2017, come già per lo scorso anno nel caso dell’Autorità Portuale.
Per il 2016 il servizio di navettaggio ha previsto sei corse mattutine dalla stazione centrale a Piazza Cavour dalle ore 7,12 alle ore 8,48 e una di ritorno alle 14,00 (7,12 – 7,17, 7,59, 8,07, 8,25, 8,48 Andata – 14,00 Ritorno). Dal 2017 il servizio è stato potenziato con ulteriori due corse di ritorno nel pomeriggio nella fascia tra le ore 17,00 e le ore 18,30.
Questo servizio quindi risponde alle esigenze della maggior parte dei pendolari che si spostano nelle fasce orarie che si contraddistinguono tipicamente.
Per offrire un’ulteriore risposta a coloro che si spostano in fasce non di punta o particolari (nella quali non è possibile garantire la navetta di cui sopra), il Comune da quest’anno ha messo a punto un abbonamento speciale dedicato agli utenti ferroviari che devono raggiungere il centro.
In sostituzione del TrenoMarcheBus o dell’ulteriore abbonamento urbano, che sarebbe necessario ad un costo dell’ordine dei 30 euro al mese, è stato pensato un titolo speciale a costo ridotto pari a 12 euro al mese (oppure 120 euro all’anno) per utilizzare tutti i servizi esistenti ed a tutte le ore su questa tratta.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Assessore, lei è sempre molto gentile, tra l’altro mi ha anche ringraziato, io invece non le nascondo che sono dispiaciuto di dover ritornare sempre sulla stessa questione, perché eravamo e siamo in presenza, con la tratta ferroviaria Ancona Centrale-Ancona Marittima, di un pezzo importante di un sistema che mi permetto di definire moderno, non soltanto moderno ma avanzato, di mobilità collettiva e sostenibile, perché rappresentava la mobilità sostenibile, collettiva, addirittura il ferro. Quando a volte parliamo di riequilibrio modale lì già c’era, ecco la ragione perché ogni tanto insisto.
So che lei Assessore si è impegnato molto per mantenerlo nel 2017, lo so e la ringrazio, quindi siamo in presenza di uno sforzo dell’Assessore, di una scelta che di fatto colma quella che è stata un’azione, dal mio punto di vista, non condivisibile, quella della soppressione.
Adesso mi permetto di dire proprio per essere noi stessi credibili come istituzioni - quando parliamo di potenziamento a sostegno di tutte le modalità di trasporto pubblico, quando diciamo di mantenere e migliorare l’accessibilità urbana, perché siamo tutti convinti di ridurre la rilevantissima quantità di autovetture in circolazione con tutto quello che consegue dal punto di vista della congestione, dal punto di vista ambientale - se dentro queste scelte, che sono state compiute, Assessore, riusciamo a partire in anticipo per il 2018, ovviamente dopo il 30 aprile perché so che ci sono altri impegni ed altre scadenze, come abbiamo detto qui questa mattina. Riuscire a partire in anticipo e vedere se queste corse effettivamente rispondono ai bisogni delle persone, perché, Assessore, ho la preoccupazione che molte di quelle persone, nonostante i bus navetta, abbiano scelto il mezzo individuale. Questa è la mia preoccupazione. Quindi riuscire a partire in anticipo per il 2018 e dire: vi garantiamo davvero dei servizi navetta, dalle stazioni di Pesaro, di Fabriano, di Senigallia, di San Benedetto del Tronto c’è la possibilità di raggiungere Ancona Centrale, e da Ancona Centrale c’è la possibilità, attraverso un mezzo pubblico collettivo, di raggiungere il centro della città.
Vorrei non disturbarla più Assessore, però per il 2018 le chiedo questo. Vorrei che nel 2018, tanto credo che prima o poi a queste elezioni politiche ci si arriverà, il nuovo Ministro delle infrastrutture dica: “Faccio un regalo ad Ancona e ripristino la ferrovia Ancona Centrale-Ancona Marittima”.

Interrogazione n. 310
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Applicazione della legge regionale n. 11 del 24 marzo 2015 ‘Disposizioni per l’istituzione della Banca regionale della terra e per favorire l’occupazione nel settore agricolo’”

Interrogazione. n. 376
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Stato attuale della Banca della Terra”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le interrogazioni n. 310 del Consigliere Fabbri e l’interrogazione n. 376 del Consigliere Bisonni, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie per questa interrogazione, perché parliamo di un argomento che è molto importante, del quale stavo discutendo poco fa e parlavo degli ulivi e delle piantagioni di ulivo, argomento connesso con la Banca della terra.
Con la legge regionale 11 del 2015 la Regione ha istituito la Banca regionale della terra, affidando ad Assam il compito di realizzarla e di gestirla.
Per assolvere a tale compito, in attesa di un regolamento regionale, l'Assam ha effettuato una ricognizione anche contattando le altre Regioni per vedere come si sono comportate. Poi ha avviato una rilevazione pilota per verificare le reali disponibilità sul territorio regionale e per individuare anche le modalità di gestione.
L'agenzia nel dicembre 2016 ha scritto tramite pec a tutti i Sindaci dei Comuni ricadenti nelle province di Pesaro-Urbino ed Ancona ed ha chiesto loro di segnalare la presenza nel proprio territorio comunale di beni agricoli o a vocazione agricola di proprietà pubblica o privata disponibili per operazioni di affitto o addirittura concessione.
In questa fase della ricognizione si è chiesto di comunicare soltanto la consistenza, quindi la superficie complessiva del bene da segnalare riconducibile ad una delle cinque categorie previste dalla legge regionale e di specificare se il possesso fosse pubblico o privato e qualora fosse pubblico se demaniale dello Stato, della Regione, della Provincia o di proprietà del Comune o di altro ente.
Questa prima ricognizione rivolta ai Comuni delle province di Ancona e Pesaro - in un secondo momento doveva essere estesa alle altre province ma causa sisma ci si è fermati - è stata seguita da contatti diretti con l'amministrazione per alcuni approfondimenti documentali e da qui si potranno progettare e costruire meglio le strutture e le articolazioni della Banca sulla base delle segnalazioni reali.
La ricognizione poi andrebbe estesa al resto dei Comuni e anche agli altri territori della regione Marche che potrebbero avere beni idonei alla coltivazione.
Accanto a queste iniziative della Regione Marche, e questa è la cosa importante da dire e che sta facendo l'Assam, il Mipaaf, tramite Ismea, ha realizzato l'istituzione di un portale della Banca delle trre dove sono riportati tutti i terreni coltivabili di proprietà pubblica ricadenti in tutte le regioni, Marche comprese.
Per questa ragione l'Agenzia ha provveduto a segnalare anche sul sito dell'Assam l'istituzione della Banca delle terre agricole a cura del Mipaaf proprio per mettere in contatto i due lavori che si stanno facendo, riportando anche nel portale di Innovamarche che, come voi saprete, in questo momento è molto frequentato, l'intervento del Viceministro Oliviero, che ha parlato al Mipaaf, e la consistenza delle terre che per le Marche è di 112 ettari.
Un’ipotesi lavoro che in questo momento stiamo valutando è quella di utilizzare, previa verifica con l'Ismea, il portale che è già operativo presso il Mipaaf, organizzato da Ismea, invece di costruirne uno specifico che sarebbe un duplicato nella regione Marche, quindi connetterci direttamente al loro e riversando le consistenze che l'Assam ha verificato che andranno poi messe a confronto con quelle di Ismea per valutare che il censimento fatto sia da Ismea che dalla Regione Marche, quindi di Assam, siano coerenti e siano effettivamente utilizzabili, poi il regolamento verrà successivamente, nel senso che vedremo anche come l'Ismea e come il Mipaaf intendono utilizzare questo portale che stanno costituendo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie. Chiedo un’accelerazione nella costituzione di questa Banca della terra e della stesura del regolamento di attuazione, non vorrei che appoggiarci alla Banca nazionale del Mipaaf poi ci rallenti e ci incarti tra le altre cose.
Voglio ricordare che quando come Regione si è esposta sulla Carta di Fonte Avellana del maggio 2016 la Banca della terra era una delle cose che veniva messa come impegno trasversale a tutto, quindi la volontà politica ritengo che ci debba essere e auspico che ci sia.
E' chiaro che l'impiego di questi beni può creare occupazione, specie per i giovani, quindi il mio invito è quello di accelerare.
Ho depositato una proposta di legge che modifica un paio di articoli della legge regionale già esistente e chiede questa veloce applicazione che, sul lato sociale, spinge alla presentazione dei progetti per poi utilizzare queste terre. Nelle altre regioni iniziative simili, come ha detto l'Assessore, sono in corso, quindi ritengo che possa essere un valore aggiunto se procediamo con una certa celerità.
Avere la notizia che in questo momento ci appoggiamo a delle entità nazionali, come l'Ismea o il Mipaaf, mi crea un attimo di preoccupazione. Se il censimento nelle province di Ancona e Pesaro è stato più o meno fatto, chiedo che senza indugio si proceda al regolamento ed all'emanazione dei primi bandi in modo da entrare come volano all'interno dell'agricoltura che in questi anni soffre in maniera particolare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Lo spirito di questa interrogazione è quello che ha detto il Consigliere Fabbri, cioè sollecitare l'applicazione di questa legge.
Le devo dire una cosa, Assessore, ho provato a sentire l'Assam e nessuno delle persone con cui ho parlato mi ha saputo dare delle notizie, e questo è un po' l'indice del fatto che dal 2015 ad oggi secondo me si è fatto poco.
Se c’è questa possibilità di collegarsi alla banca dati nazionale ben venga, a me non interessa chi la detiene, interessa che le cose si facciano. Ho paura che finora si sia fatto poco e che si sia trovata questa ancora di salvataggio all'ultimo momento, se così non è, la invito a sollecitare l'Assam che ha un obbligo ben preciso.
Ogni tanto diamo merito, questa è una buona norma fatta da chi ci ha preceduto, pertanto quando c'è una buona legge penso sia nostro dovere ricordare, nel caso non venisse applicata, che deve esserle data piena applicazione. Grazie.

Interrogazione n. 384
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Umee Area Vasta 2”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 384 del Consigliere Maggi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Questa è una interrogazione molto tecnica, vi risponderò con dei numeri, quindi posso farlo anch'io.
Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si comunica che le attività di logopedia per le Umee in Area vasta 2 sono garantite dalla presenza di 18 unità, così distribuite nei vari distretti:
Fabriano 3 unità;
Senigallia 4 unità;
Jesi 5 unità;
Ancona (distribuite tra nord, sud e centro) 3 unità a tempo pieno integrate con 1 unità per 16 ore settimanali e 1 unità per 20 ore settimanali (con contratto prorogato fino al 28 febbraio 2018) e 12 ore settimanali di logopedia di un operatore del servizio di riabilitazione funzionale.
Si precisa comunque che in Area vasta 2, attività aggiuntive di terapia logopedica, resesi necessarie in seguito all'aumento esponenziale delle richieste da parte degli istituti scolastici, vengono inoltre svolte in regime di convenzione, presso le strutture specialistiche private presenti nel territorio (Gruppo S. Stefano, Don Gnocchi).
Ad ogni buon conto l'Asur sta predisponendo nel piano occupazionale la possibilità di attivare una procedura concorsuale a modifica dell'attività espletata attraverso i contratti ad ore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Assessore. Le spiego velocemente, da noi vengono un sacco di persone, come presumo negli altri gruppi. Per quanto riguarda la sanità vanno sempre dalla Consigliera Pergolesi, ma in questo caso la persona è di Ancona e si è rivolta al Movimento 5 Stelle di Ancona ed io me ne sono fatto carico.
Questa signora ha 38 anni, guadagna 380 euro al mese con un lavoro saltuario, si è divisa dal marito e a causa di questa separazione, questo è un caso emblematico perché ce ne sono altri, il ragazzo è diventato balbuziente e si sta isolando sempre di più, addirittura non vuole andare neanche a scuola.
La signora ha telefonato per avere l'assistenza, ma non le viene data perché, è solo una certificazione, ma non viene seguito, nelle strutture private non può andare perché il reddito è quello, quindi è venuta da me ed io ho telefonato alla funzionaria dell'Area vasta 2 che mi ha detto: “Mi dia il nome di questa signora, il numero di telefono, vedremo cosa si può fare”. Ho chiarito che non stavo chiedendo un privilegio, stavo chiedendo l'esercizio di un diritto perché la situazione è veramente molto grave, tanto che un professore a pagamento ha certificato che se non si interviene subito nei confronti del ragazzo i danni saranno irreversibili. Ecco quindi l’angoscia di questa signora, che dopo 15 giorni è stata contattata e le hanno detto di andare al Cras a prenotarsi, ma al Cras non le danno l'assistenza, quindi lei si trova in questo tipo di situazione, molto grave. Adesso ritelefonerò a questa signora. Assessore, lei è stata così gentile, mi dia la risposta, cercherò di intervenire non solo in questo caso emblematico, ma per tutta questa situazione davvero molto difficile.
Queste persone, a parte il piano umano, gravano come costi sulla società nel momento in cui la loro malattia, il loro disagio, si aggrava per cui è un gatto che si morde la coda, a parte che un Paese civile per chiamarsi “civile” deve risolvere questi fatti. La ringrazio e farò anche pressione per quello che mi compete.

Interrogazione n. 389
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Micucci, Giacinti, Giancarli, Rapa
“Stato di attuazione della mozione n. 87/2016 relativamente alla costituzione di consorzi di Bike Hotel”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 389 dei Consiglieri Biancani, Micucci, Giacinti, Giancarli, Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Anche questa interrogazione si inserisce in un progetto importante che è quello di creare nella regione Marche un sistema di ciclovie che possa valorizzare i percorsi collegati alla salute e all’ambiente, ma soprattutto che permetta alla Regione Marche ed all'Assessorato al turismo di promuoverla come regione delle eccellenze ciclabili. E’ chiaro che poter perfezionare questo sistema è una cosa interessante.
Leggo la risposta a questa giusta interrogazione.
Con il progetto di Eccellenza di cui alla delibera di Giunta regionale 1167/2012, azione 4.1, sviluppo del cicloturismo, è stata attuata una misura specifica di sostegno ai bike hotels con contributo a fondo perduto per un totale di circa 145.000 euro.
Nel bando di prossima uscita, a valere sulla programmazione Por/Fesr 2014/2020, di riqualificazione delle strutture ricettive, fra gli interventi finanziabili abbiamo inserito anche quelli volti alla conversione in bike hotels rivolto a strutture ricettive specializzate nell'accoglienza di ciclisti e di turisti “slow” che affrontano il viaggio in bicicletta.
Per quanto riguarda i requisiti minimi obbligatori per ottenere la classificazione di struttura alberghiera di bike hotels la Regione con delibera di Giunta regionale 994/2014 ha approvato apposito disciplinare nel quale vengono definite tutte le caratteristiche tecniche e i servizi minimi che una struttura ricettiva deve offrire per ottenere la qualifica di bike hotels.
La qualifica prevede l'uso di un marchio ad hoc “Marche by bike”. Ad oggi hanno aderito al disciplinare bike diverse strutture del settore alberghiero tra cui diversi alberghi a 4 stelle ed extralberghiero promosse sul portale del turismo attraverso una apposita sezione bike che rimanda anche agli itinerari cicloturistici, alle piste ciclabili, ai bike park, agli itinerari per mountain bike, ai pacchetti turistici proposti dai tour operator accreditati.
Gli itinerari cicloturistici sono anche oggetto di specifica pubblicazione in lingua italiana, inglese e tedesca, scaricabile dal sito del turismo o disponibile in forma cartacea. Gli itinerari sono consultabili anche nell'app parchi e natura attiva.
A supporto di questo prodotto turistico la Regione partecipa alle fiere di settore con gli operatori di settore accreditati tra cui Cosmobike a Verona (negli anni precedenti a Expo Bici di Padova).
Compatibilmente con i fondi di bilancio è in previsione la partecipazione alla fiera leader del settore Eurobike in Germani nell'agosto di quest'anno.
Requisiti previsti da disciplinare:
servizi di base: tutti obbligatori;.
servizi tecnici e informativi:
impegno a fornire informazioni relative a piste/ciclabili locali;
disponibilità di deposito coperto e chiuso per biciclette all'interno della struttura;
impegno a garantire su richiesta il servizio di trasporto bagagli all'alloggio successivo entro un raggio di 30 chilometri per i clienti che viaggiano in bici. Il servizio può essere organizzato internamente alla struttura o tramite agenzie private di trasporto;
impegno a fornire su richiesta assistenza meccanica al cliente tramite chiamata di un meccanico per effettuare riparazioni, accompagnamento del cliente, disponibilità presso la struttura di piccola officina per riparazioni ordinarie della bicicletta.
Per quanto riguarda il ristorante, il menù comprende sia piatti tradizionali marchigiani, sia vini marchigiani.
Servizi opzionali (facoltativi)
Servizi tecnici e informativi:
impegno a contattare su richiesta del cliente guide turistiche;
disponibilità presso la struttura di biciclette a noleggio gratis;
disponibilità di convenzioni;
impegno a fornire su richiesta il servizio lavanderia gratis o a pagamento;
disponibilità di convenzioni con negozi specializzati nel settore del ciclismo;
impegno a proporre offerte speciali per i gruppi cicloturistici.
Assistenza medica:
impegno ad offrire massaggi all'interno della struttura a pagamento,
disponibilità di area fitness/palestra interna alla struttura;
disponibilità di area benessere dotata di almeno di idromassaggio;
disponibilità di convenzioni con centri benessere nelle vicinanze;
impegno a contattare su richiesta un medico e/o fisioterapista che possa fornire a pagamento servizi su chiamata presso la struttura.
Relativamente alla costituzione dei consorzi, che nascono su iniziativa privata, la Regione prevede la possibilità di riconoscerli come Catim (Consorzi e associazioni turistiche incoming Marche di cui alla delibera di Giunta regionale 1332/2014), dando così la possibilità di partecipare a tutti gli eventi promozionali organizzati in Italia e all'estero e dando loro la massima visibilità sui canali web e social della Regione.
Al fine di favorire una programmazione territoriale integrata e coerente, si ritiene che la costituzione di consorzi di promozione del bike hotels possano trovare un giusto contesto di sviluppo nell'ambito delle azioni di valorizzazione delle reti ciclabili regionali di cui alla delibera di Giunta regionale 147/2017 (intervento 17.1).
Per quanto riguarda la tempistica relativa all'uscita dei bandi Por – personalmente ho chiesto di precisare questo - sopraccitati si indicano le seguenti date:
bando di riqualificazione delle strutture ricettive (intervento 8.2.1 Mapo) entro il 30 aprile 2017;
bando per la valorizzazione delle reti ciclabili collegate al turismo (intervento 17.1 azione 4.1) entro il 30 giugno 2017.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Voglio ringraziare pubblicamente l'Assessore Pieroni perché ha dato una risposta a 360 gradi, anche oltre rispetto a quella che era la mia richiesta.
Ritengo che continuare, come sta facendo la Regione Marche, quindi l'Assessore Pieroni, a puntare sul turismo legato alle biciclette, quindi sul cicloturismo, possa essere una opportunità importante per il nostro territorio regionale, come riuscire a creare una vera e propria rete, come ha detto l'Assessore, tra alberghi, campeggi, strutture ricettive, che possa essere riqualificata ed avere tutte quelle caratteristiche per ospitare e accogliere le persone che amano viaggiare in bicicletta.
Ho capito che questa è una scelta che la Regione sta portando avanti, ci incontreremo, magari in un secondo momento, per capire come far nascere un vero e proprio consorzio a livello regionale, coinvolgendo tutte le associazioni per promuoverci nel mondo.
La Regione Emilia-Romagna in questo senso ha un consorzio molto forte di bike hotels e alcuni hotel del territorio regionale si sono consorziati con questa rete di hotel emiliano-romagnoli, ma hanno voglia di costruire una rete all'interno del territorio regionale, quindi è opportuno e importante poterlo fare. Ho capito che ci sono le condizioni e ringrazio l'Assessore per la risposta che ha fornito a me ed agli altri Consiglieri firmatari di questa interrogazione. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Mozione n. 172
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Urbinati, Rapa, Giancarli
"Ripristino pista ciclabile ‘Girardengo’ in località Campocavallo nel Comune di Osimo"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 172 dei Consiglieri Zaffiri, Urbinati, Rapa, Giancarli.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. La mozione che ho presentato, alla quale hanno dato il loro contributo e gliene do atto, ringraziandoli qui in Aula, i Consiglieri Urbinati, Rapa e Giancarli, riguarda il territorio del Comune di Osimo e in modo particolare una pista ciclabile denominata “Girardengo”, nella frazione Campocavallo, a monte dei laghi di pesca sportiva.
La pista ciclabile è stata erosa perché è adiacente al fiume Musone e l'acqua del 5 e 6 febbraio 2015 l'ha resa per una parte impraticabile.
La mozione mi è stata sollecitata e, ripeto, ringrazio gli altri firmatari, da persone che abitano nel Comune di Osimo, in modo particolare dal mio amico Palmiro, già il nome sta ad indicare che è una mozione sopra le parti, perché è un amico che fa parte di una organizzazione sindacale non proprio la mia, che fa riferimento alla Cgil.
Ho aderito perché credo che, come hanno aderito gli altri colleghi, liberi di integrare la mia esposizione, il ripristino sia una cosa che interessi in modo particolare questa comunità e già precedentemente, in un’alluvione di anni prima, era stato coinvolto il Consorzio di bonifica. Questa volta sarebbe importante la sensibilità della Regione e della Giunta per far si che la frazione del Comune di Osimo, governato dal Sindaco Pugnaloni, abbia un riscontro positivo per poter sistemare questa pista ciclabile.
Credo che il buon senso dell'Aula possa dare una valutazione positiva a questa mozione che ho presentato e che ho già illustrato per quasi la totalità delle esigenze che necessita. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Noi siamo favorevoli a questa mozione. Siccome la scorsa settimana era stata rinviata, noi abbiamo fatto la riunione del gruppo ed abbiamo telefonato ai nostri Consiglieri comunali del Movimento di Osimo che ci hanno detto che questa mozione è opportuna e urgente per questa struttura che è stata danneggiata, per cui di buon grado la sollecitiamo e voteremo a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Dico due cose tecniche. Ci siamo informati e ribadisco che la competenza di questa materia non è della Regione Marche, ma è esclusivamente del Comune, quindi non mi pare opportuno entrare nelle competenze di altri enti, poi ovviamente il Consiglio decide quello che crede, e il Comune di Osimo ci ha prontamente dato riscontro a quello che abbiamo chiesto, trasmettendoci una aereofotogrammeria, voi tutti sapete cosa è, con l'individuazione del percorso ciclabile denominato “Girardengo” e la relativa scheda di dettaglio nella quale tale percorso viene classificato come sentiero della lunghezza di 5.000 metri, quindi non come pista ciclabile.
Al fine di dare riscontro alla mozione in oggetto la struttura regionale ha fatto le verifiche del caso e da questo confronto è risultato che il sentiero ciclabile, definito dallo stesso Comune di Osimo sentiero e non pista ciclabile, corre adiacente alla sponda destra, un po' troppo adiacente dicono gli uffici, riguardo alla prevista fascia di rispetto, inoltre il tratto in erosione è modesto ed a monte della pista ci sono dei campi, quindi il tracciato potrebbe essere facilmente spostato invece che fare dei lavori di sostegno che sarebbero più costosi. Comunque ad oggi non sono stati fatti i lavori né sono da parte del Comune in programma lavori e né la Regione Marche ha ricevuto richieste di finanziamenti o richieste di intervento di qualunque genere, quindi non c sono fondi stanziati destinati a questo tipo di lavori.
Si ricorda che per quello che riguarda la calamità del 5 e 6 febbraio 2016 il Governo ha negato lo stato di emergenza alla Regione Marche, quindi non ci sono altre cose che tecnicamente vi posso dire a supporto di questa mozione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 172. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 218
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Talè
"Ripristino della linea ferroviaria Fabriano-Sassoferrato-Pergola"

Mozione n. n. 233
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Ripristino della tratta ferroviaria Pergola-Sassoferrato-Fabriano”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 218 dei Consiglieri Giancarli, Talè e la mozione n. 233 del Consigliere Fabbri, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Rispondendo ad una interrogazione, per la verità rispondendo ad una risposta di una interrogazione, sono intervenuto per sottolineare l'importanza del sistema ferroviario all'interno del trasporto pubblico locale e del trasporto collettivo in termini anche di qualità della mobilità stessa, come mobilità sostenibile.
Siamo in presenza di un tratto che sta nelle zone interne della nostra regione, più volte in questa Aula si è sottolineata l'importanza del ferro, addirittura ricordo che la Provincia di Pesaro-Urbino, in occasione dell'approvazione del piano territoriale di coordinamento e dell'evoluzione dello stesso piano, ad un certo punto aveva individuato nella città di Fossombrone anche un hub ferroviario che prevedeva persino il collegamento fra Fossombrone e Pergola. Quindi questa tratta era stata inserita in un percorso di riorganizzazione del trasporto pubblico locale anche più grande di quello che attualmente è.
La stessa Assemblea legislativa delle Marche aveva a suo tempo votato un provvedimento che prevedeva un anello, un grande anello del trasporto ferroviario, ed al centro di questo anello c'era il potenziamento delle cosiddette tratte secondarie, secondarie lo dico tra virgolette perché a me questo non convince, ma l'anello era Civitanova-Macerata-Fabriano-Pergola-Fossombrone-Fano e la linea Adriatica.
Si è cercato in qualche modo di dare respiro strategico a queste ferrovie, noi oggi con la mozione chiediamo, e la spostiamo anche dal punto di vista turistico, ma questo non significa che rinunciamo al mantenimento della linea ferroviaria, di inserire la linea Fabriano-Pergola dentro le reti ferroviarie turistiche su cui un ramo del Parlamento si è già pronunciato e su cui c'è una discussione aperta.
Su questo mi fermo, non aggiungo di più. Abbiamo fatto degli emendamenti, li ha firmati il Presidente della Commissione Biancani che interverrà.
La mozione l'ho fatta insieme al Consigliere Talè, che conosce benissimo quel territorio, ne è fortemente innamorato, punta alla valorizzazione turistica di tutte le aree interne della valle del Cesano e non soltanto, quindi anche lui interverrà.
Noi poniamo al centro questi due aspetti: il mantenimento della ferrovia ed il suo inserimento dentro le ferrovie turistiche. Ci si potrebbe obiettare se c'è una priorità. Noi queste due cose vorremmo tenerle insieme e in attesa che questa tratta venga ripristinata, venga utilizzata, non vorremmo perdere, questa è la nostra preoccupazione, questo può farci apparire meno attenti alla priorità della ferrovia, ma non è così, questo inserimento, non vorremmo rinunciare al bene primario che è quello del trasporto pubblico locale e quindi della tratta ferroviaria.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Mi ricollego esattamente al discorso fatto dal Consigliere Giancarli che condivido, però non ho fiducia nei reali intendimenti, perché in questi mesi, in questi anni, abbiamo visto che alla prima occasione i pezzi del trasporto pubblico su ferro vengono sostituiti con trasporto su gomma, abbiamo sentito la risposta all'interrogazione con cui si sollecitava il discorso del tratto anconetano, dalla centrale alla marittima, nei mesi abbiamo visto il dibattito dialettico tra me e il Consigliere Biancani sulla Fano-Urbino (ciclabile, alternativa, appaiata, affiancata e altro).
Tutti gli strumenti programmatori danno grande rilevanza strategica al trasporto pubblico su ferro, allora perché un tratto che è stato dilavato dall'esondazione di un torrentello è stato chiuso? Personalmente ho fatto il sopralluogo, la massicciata è stata dilavata per alcune decine di metri, 20, 30 metri non di più, i gruppi di Fabriano e di Pergola hanno portato degli ingegneri del ramo che hanno detto che con poche decine di migliaia di euro il danno potrebbe essere ripristinato. Mesi fa ho fatto un'interrogazione e in quell'occasione l'Assessore Sciapichetti mi rispose che le Ferrovie avevano preventivato che ci volevano 3 milioni per riammodernare la tratta, e con questa scusa - poche decine di migliaia di euro per 20 metri di massicciata dilavata – l'hanno chiusa ed immediatamente sono venuti fuori i pullman di trasporto sostitutivo.
Come faccio a fidarmi della bontà del vostro dispositivo e a non vedere dietro il completo declassamento di questa tratta? Se ci si fa andare la vaporiera, perfetto, sono d'accordo, l'aspetto turistico lo capisco, è lo stesso che noi proponiamo per la Fano-Urbino, ma su quella tratta, se declassata, non si ripristinerà il trasporto pubblico su ferro. Quindi non mi fido.
La scorsa seduta ero pronto e sulla vostra mozione avevo presentato 6/7 emendamenti che poi ho riassunto, essendo stata rinviata la discussione, in questa mozione e oggi sono contento che sia stata abbinata alla vostra in modo da metterle entrambe sullo stesso piatto.
Se è vero che a livello strategico siamo convinti che il trasporto pubblico su rotaia sia prioritario rispetto a quello su gomma, non si può far altro che chiedere il ripristino del trasporto pubblico su quella tratta, viceversa se ci sono retropensieri che vanno in senso opposto, quindi vogliono declassare definitivamente quella tratta, facciamone pure l'utilizzo turistico che non si sa quando sarà. Nella versione che andrà al Senato la tratta non è inserita tra le 17, quindi bisognerà fare pressioni per inserirla, comunque andremo verso questo depotenziamento al quale io mi oppongo.
Questi discorsi sono stati fatti a più riprese, perché sarà la quinta, sesta volta che in questa legislatura parliamo del trasporto pubblico locale su gomma, ma soprattutto su ferro e gli alibi ormai sono terminati.
Siamo di fronte a 30/35 chilometri di tratta che con poche decine di migliaia di euro riusciremo a ripristinare nella piena efficienza, ma se manca la capacità reale da parte della politica di intervenire su Ferrovie dello Stato, per fargli ripristinare questa tratta, vuol dire che siamo d'accordo con la politica di perseguire il trasporto su gomma, allora inventiamoci tutto quello che ci pare e portiamo tutto a livello turistico.
Io su questa cosa non sono d'accordo, mi sembra che ormai i cittadini abbiano capito benissimo quale sia l'andazzo e questa mozione è il banco di prova della reale volontà di questa amministrazione di potenziare il trasporto su ferro oppure di affossarlo.
Non voglio aggiungere altro perché ormai le cose sono estremamente chiare, abbiamo sul tavolo due mozioni identiche con un diverso dispositivo, nella narrativa della vostra mozione non si fa il minimo riferimento al trasporto pubblico su rotaia, si fa una narrativa per portare la tratta all'utilizzo turistico, ecco perché non mi fido del dispositivo del vostro atto ed ho voluto affiancare la mia.
Non facciamo un discorso di soldi perché ho qui un dato, uno per dirli tutti, un chilometro della terza corsia dell'autostrada, mi sembra di ricordare, qualcuno mi correggerà se il dato non è esatto, costa 16 milioni di euro, ho qui la Fano-Grosseto variante di Urbania, quindi la circonvallazione di Urbania costa 114 milioni di euro.
E’ esattamente nelle disponibilità economiche di una Regione decidere insieme ad Autostrade, insieme all'Anas, insieme a Ferrovie quali sono gli investimenti prioritari in questo settore ed il settore su gomma costa 10 volte tanto rispetto al ferro.
Ricordo che per ripristinare la ferrovia Fano-Urbino c'è un progetto che prevede un costo di 90 milioni di euro per quasi 50 chilometri e nella fattispecie della Pergola-Fabriano sappiamo che con 40 mila/50 mila, ma voglio esagerare, con 100 mila euro si ripristina il tratto, invece con la scusa dell'ammodernarlo il costo sale a 3 milioni di euro e non se ne fa niente e adesso voi proponete il declassamento ad uso turistico, non è accettabile, quando ormai tutti i documenti strategici anche regionali parlano di dare priorità al trasporto su ferro.
Penso che ormai il discorso sia ben sviluppato, soltanto il voto potrà chiarire quali sono le intenzioni di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Solo per fornire alcuni dati che spero possano essere utili ad un ragionamento e non ad un’arringa come quella a cui abbiamo assistito in questo momento da parte del Consigliere Fabbri, poi replicherà ma è stata una arringa, non un ragionamento.
Il dato che voglio fornire riguarda la città di Monaco di Baviera, parlo di ferro, ha 8 metropolitane di superficie, 7 sotterranee, 12 linee tranviarie sopra terra e poi altri autobus che si utilizzano quasi esclusivamente la notte, cioè gli autobus cominciano a girare dopo le 2 di notte, di giorno ce ne sono pochi ed in zone marginali. Il resto è tutto o quasi su ferro ed è a bassissimo impatto ambientale perché l'energia per far camminare i mezzi su ferro viene prodotta in Germania da centrali nucleari, eoliche, a carbone, petrolio.
Particolare: come hanno potuto fare questa cosa? L'hanno potuta fare grazie al fatto che durante la seconda guerra mondiale Monaco di Baviera è stata rasa al suolo; secondo particolare: da un punto all'altro della città il massimo dislivello è di 25 metri, mi sbaglio di qualche centimetro.
Rispetto a questo, non tener conto che una regione come la nostra, che potrebbe essere paragonata per numero di abitanti a Monaco di Baviera, che conta centinaia di colli e pochissime valli, io che sono romantico e forte sostenitore del trasporto su ferro - i treni io li prendo, non so se chi ha parlato li prende regolarmente - dico che è l'unica linea su cui stiamo investendo e stiamo pagando, non per fare l'investimento di 30/40 mila euro per aggiustare un pezzo della tratta ferroviaria che è andata per aria, o 3 milioni per rimodernarla, ma per gestirla.
A parte che noi stiamo trattando di mozioni, come se stessimo decidendo qualche cosa, non stiamo decidendo proprio un bel niente, semmai chiediamo che altri decidano, sperando che qualcuno le legga il ragionamento serio che dobbiamo fare - chiedo a lei, Assessore, il dato – è sui nostri soldi, perché se mettiamo in piedi un'altra linea ferroviaria da qualche altra parte o la vogliamo tenere viva, dobbiamo metterci i soldi. Non pensate che questa sia di Ferrovie dello Stato, ma interviene Trenitalia che dice: “Benissimo, io le linee lì non le faccio perché da Fabriano a Pergola raccolgo 12 persone, 15, 50, 100 quelle che sono”. Se invece facciamo una linea con il trasporto su gomma - il treno si ferma ogni tot chilometri, l'autobus te lo posso far fermare sotto casa - chiaramente raccolgo qualche cosa di più perché, è ovvio, il treno è oggettivamente più scomodo a meno che non hai una ragnatela come quella di Monaco di Baviera che va sotto casa e più di 50, 100 metri a piedi non fai.
Bisogna essere realisti su questo sennò raccogliamo tutto e a tutto diciamo di si, per 10 voti qua, 40 voti là, ma amministrare e governare è una cosa seria.
Sull'analisi io sono più pentastellato del Consigliere Fabbri, sulla soluzione un po' mi perdo, perché sull'analisi sono per andare a Pergola insieme al Consigliere Giancarli con un biciclo sulla ferrovia per far vedere che siamo i romantici del ferro, però poi devo dire a questa gente, se non la voglio prendere per il sedere, che per metterla su dobbiamo togliere i soldi tra Jesi-Ancona, tra Civitanova-San Benedetto, faremo una corsa in meno tra Ancona ed Ascoli Piceno, dove tra le altre cose, Assessore, abbiamo bellissimi treni, puliti, io li prendo, e con orari non fittissimi come quelli di Monaco di Baviera, ma si sa, siamo più morti di fame, quindi non ci possiamo permettere il loro livello di servizio pubblico, che lassù costa parecchio, parlo dei biglietti, a differenza dell'Italia dove abbiamo ancora prezzi socialmente molto accessibili.
Detto tutto ciò mi asterrò su questo punto per rispetto alla mozione presentata dai Consiglieri del PD, sennò voterei contro qualsiasi altra mozione in linea di principio. Su questi ragionamenti non facciamo come i marziani, su ogni argomento non caliamoci dal nulla facendo finta che non ci sia niente, e se alla fine dell'anno noi sommiamo le cose che vengono richieste da più parti, molte dalla minoranza, ma qualcuna anche da noi della maggioranza, il bilancio regionale dovrebbe quadruplicare. Su questo bisogna essere seri perché sono anche d'accordo a fare questa cosa, però occorre dire dove si tolgono le risorse, non si può sempre dire che si deve aggiungere sapendo che aggiungere significa mettere nuove tasse o levare servizi. Questo è il modo di amministrare, il resto è retorica, non populismo, è stupidità perché una cosa è il populismo, che ha una parte di verità ed una parte di menzogna, una cosa è prendere in giro la gente e questo lo diremo tutti sulle piazze reali e telematiche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE'. Ringrazio il Consigliere Giancarli che è il primo firmatario di questa mozione, che io ho firmato per due motivi: uno, regolarmente usufruisco del treno per venire ad Ancona, come molti di noi, come il Presidente fra l'altro ci ha insegnato fin dal primo giorno; due, abito in quella valle e quindi sarei uno di quelli che utilizzerebbe quella tratta.
Quello che mi dispiace, Consigliere Fabbri, è che ho provato anche singolarmente, parlandole a tu per tu, a dirle di fare insieme questa mozione, è la stessa identica mozione, perché noi non diciamo che vogliamo una tratta turistica, noi diciamo che vogliamo una tratta ordinaria, di trasporto pubblico e qualora non ci fossero le condizioni ben venga quella turistica.
Perché dico questo? Abitando in quel territorio posso confermare che la tratta da Pergola a Fabriano è molto importante per vari aspetti, intanto nella valle del Cesano non ci sono aree industriali, oppure sono marginali, quindi tante persone, tanti cittadini vanno a lavorare nel polo industriale del fabrianese e potrebbero benissimo usufruire di quella tratta, come ne hanno usufruito negli anni, senza andare in macchina.
Il secondo motivo è che coloro che abitano in quella valle, me compreso, per andare a Roma prendono la macchina fino a Fabriano e da lì il treno per Roma, non è che si va sulla costa a Fano o Marotta per poi andare a Falconara e da lì prendere la linea che va a Roma, perché è un percorso molto più lungo, molto più costoso, quindi si va a Fabriano. Un conto sarebbe raggiungere Pergola, in un quarto d'ora si è lì, quindi tutti i cittadini della valle potrebbero raggiungere Pergola, prendere il treno e arrivare a Roma, tramite Fabriano.
Queste sono le due motivazioni più importanti.
La terza, ma penso che dalla mozione si capisca bene, quindi siamo sulla stessa lunghezza d'onda, è quella turistica, perché la valle ha anche una vocazione turistica. Abbiamo la costa, con la spiaggia di Marotta, la Rocca di Mondavio, 20.000 visitatori l’anno, se ci fosse una tratta di trasporto su rotaia non sarebbe male, gli scavi di Suasa ed i bronzi dorati di Pergola. In tutta la valle del Cesano, in ogni paesino ci sono delle bellezze architettoniche/storiche da visitare. Per questo dico al Consigliere Fabbri di ripensarci, nel senso che è la stessa identica mozione, possiamo benissimo farne una unica e votarla insieme.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Penso che tutti siamo d’accordo sull’importanza del trasporto su ferro, cioè privilegiare il trasporto su ferro piuttosto che quello su gomma. Detto questo però dobbiamo anche considerare la realtà dei fatti e capire che se non cogliamo anche questa opportunità …, mi trovo d’accordo con la mozione e voterò favorevolmente, come priorità vorremmo che la tratta fosse ripristinata ma in subordine dobbiamo anche cogliere l’opportunità che possa essere classificata turistica, perché comunque svolgerebbe un grandissimo servizio. Quella è una zona a vocazione turistica, mi permetto di aggiungere anche il discorso enogastronomico, che non è stato ricordato. A me risulta che in Senato c’è un disegno di legge, il 2670, “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante l’impiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”, e su questo disegno di legge i Senatori Fucsia e Ceroni, due senatori del nostro territorio, hanno presentato sia un ordine del giorno che un emendamento proprio per inserire la tratta Fabriano-Pergola, quindi è evidente che questa cosa nasce dal territorio che sente la necessità di ripristinare al più presto questa linea.
Temo che se non cogliamo l’opportunità di avere una tratta turistica potremmo perdere una occasione, il treno, se vogliamo usare questa metafora, e rischiamo che quella tratta per anni rimanga inutilizzata o sottoutilizzata, quindi da questo punto di vista mi sento di votare questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Stiamo discutendo di un problema importante grazie ai Consiglieri che hanno presentato questa mozione.
La realtà che riguarda la tratta ferroviaria la conosciamo, conosciamo la storia e sappiamo che prima era attiva, che c’erano i treni, che c’erano tutte le condizioni possibili per farla funzionare, perché le stazioni erano efficienti. Adesso ci troviamo in una situazione molto difficile per cui bisogna ripristinare la circolazione sospesa quando sono cambiate le strategie societarie della Rfi e Trenitalia, che governa il trasporto locale.
Credo che oggi per la regione, in quella zona, sia più vantaggioso economicamente quel tipo di trasporto, ma avendo vissuto la storia penso che sarà difficile ripristinare la tratta. Lo dico con molta franchezza, per il trasporto ferroviario non esistono le condizioni anche perché quel territorio ormai è in forte difficoltà, in modo particolare per la situazione industriale.
Ritengo invece che la mozione, in cui è stata inserita la possibilità di far diventare la tratta anche turistica, raddoppi le probabilità, di questo ne sono convinto. Riabilitare le stazioni, mantenerle efficienti, questo è il problema delle ferrovie, se non ci sono le stazioni efficienti è inutile parlare di questa cosa.
La linea turistica dà la possibilità non solo di percorrere questa tratta in termini di sicurezza, ma di passare dalla ferrovia al trasporto pubblico locale, Assessore. Investire risorse per far proseguire i treni sulla Fabriano-Pergola significa inserirla nel trasporto pubblico locale trasformandolo in un problema strettamente regionale.
Se questa ferrovia venisse ripristinata sotto il profilo dell'efficienza e della sicurezza del trasporto, il secondo passaggio individuato dal Consigliere Fabbri sarebbe facilmente realizzabile, prima però bisogna avere la sicurezza che oggi non c’è perché la linea è dismessa e bisogna ripristinare.
Con questo disegno di legge verrà fatta una ferrovia turistica che risponderà alle cose che sto dicendo, altrimenti senza sicurezza è impossibile farci passare i treni, perché mandare 10, 30, 40 persone per carrozza senza la dovuta sicurezza è da irresponsabili. Adesso si lavora anche in autostrada senza sicurezza, però le cose che sono accadute pochi giorni fa devono far rivedere questo aspetto.
Penso che unendo queste due mozioni, ripristinando la tratta a queste condizioni, si possa avere un interlocutore …, l’Assessore al trasporto pubblico locale fa finta di non ascoltare perché bussiamo alla tasca, però per lui sarebbe più facile avere il consenso per ottenere un contributo da dare alla società Trenitalia.
Credo che questo sia un percorso possibile e che la mozione presentata dal gruppo del PD vada bene. Quando qualcosa va bene, bisogna dirlo.
Consigliere Fabbri sarebbe meglio presentare una mozione unitaria per poter cogliere questa opportunità, perché tutti a Roma possano sostenere l’inserimento di questa tratta e chiedere poi all’Assessore di istituire le corse su ferro necessarie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei ringraziare i Consiglieri Giancarli e Talè per aver presentato questa mozione.
Abbiamo presentato due emendamenti che vorrei illustrare. Sono stati fatti insieme ai Consiglieri proponenti la mozione, ma il primo firmatario sono io.
Con il primo emendamento aggiungiamo al dispositivo, dopo le parole “breve periodo”, le parole “anche rapportandosi con Rte ferroviaria italiana”; con il secondo emendamento aggiungiamo dopo le parole “linea Fabriano-Pergola venga” la parola “anche”.
Questi due emendamenti vanno nella direzione di cui ha parlato il Consigliere Talè, nel senso che l’obiettivo principale di questa mozione è aprire un dialogo ed un confronto con Rete ferroviaria italiana per verificare la possibilità del ripristino.
Questo è un mandato, noi sappiamo bene che le mozioni non sono imperative, ma sono degli atti di indirizzo politico ed il Consiglio votando delega l’organo esecutivo a portare avanti questo tipo di attività. L’Assessore farà tutte le verifiche del caso.
In riferimento alla legge menzionata, arrivata oggi in Senato, bisogna dire che questa ferrovia non è dismessa, la linea ferroviaria Pergola-Fabriano è sospesa, la Fano-Urbino è dismessa e non esiste più, la Pergola-Fabriano è momentaneamente sospesa, per motivi legati, da quello che ho capito, alla sicurezza ed alla manutenzione, è ancora in carico a Rfi.
La legge che classifica le ferrovie di tipo turistico, nella quale è stata inserita anche la linea Fano-Urbino, parla chiaro e prevede che nel momento in cui dal Senato tornerà alla Camera e verrà approvato per prima cosa il Ministero dovrà convocare le Regioni per chiedere se sono d’accordo sulla classificazione in ferrovia turistica, quindi ci chiameranno per chiedere se siamo d’accordo che la Fano-Urbino sia turistica e noi ovviamente diremo di si. La legge prevede anche che le Regioni, nel momento in cui c’è questo confronto con il Ministero, possano proporre altre linee, quindi è importante che nella mozione diamo un mandato politico, un'indicazione alla Giunta: “Quando ti chiameranno, dopo che hai fatto le verifiche, se non ci sono le condizioni, sai che come Regione siamo contenti che la tratta venga recuperata anche a fini turistici.
Questa secondo me è una mozione fatta nei tempi giusti, perché dà la priorità al recupero ed al ripristino di una ferrovia sospesa, ma se non ci fossero le condizioni dà anche un mandato politico chiaro, dicendo: “Non pensiamo di farla dismettere e di lasciarla chiusa per altri 30 anni, come è successo per un’altra tratta che conosciamo bene, ma lavoriamo da subito per farla inserire in un altro tipo di circuito”.
Sono contento che una parte delle opposizioni, da quello che ho capito, sia disponibile a votare questo atto e chiedo al Consigliere Fabbri di sostenere questa mozione che rispetto alla sua, se devo trovare una parola giusta, è più completa, nel senso che la sua dà un’unica possibilità, che ovviamente ha tutti i problemi che vogliamo superare, mentre, per evitare di fare un’altra mozione per la stessa linea, noi abbiamo già inserito quella che potrebbe essere un’eventuale possibilità futura. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Credo che il Consigliere Biancani mi abbia interpretato, nel senso che effettivamente occorre a questo punto, avendo visto la legge, come lui l’ha illustrata, che la Regione faccia anche una mappatura delle ferrovie dismesse, dei tratti dismessi nelle Marche, in modo tale da essere pronti al confronto con il Ministero, altrimenti ogni volta stiamo qui ad alambiccarci il cervello secondo i vari territori, facendo battaglie campanilistiche che non servono assolutamente perché il trasporto ferroviario su rotaia, ai fini non solo turistici, ma anche per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, assumerà in futuro un’importanza sempre maggiore. Si dovrà fare un discorso di programmazione a lungo termine perché una cosa è riattivare una linea a fini turistici, importantissima, un’altra cosa è riattivarla per il trasporto pubblico locale che presuppone degli investimenti futuri non da poco conto, perché oggi non è più possibile pensare a locomotori alimentati a diesel, le rotture di carico non interessano più nessuno. Quando si fa un progetto di questo tipo è necessario che la ferrovia parta da un punto e vada a collegare i nodi più importanti della dorsale adriatica, andare da Ascoli a Porto d’Ascoli, per esempio, non avrebbe interessato a nessuno se non ci fosse stato il collegamento diretto con Ancona, perché le rotture di carico non servono, le statistiche lo dimostrano.
Occorrerà fare una mappatura di tutte le ferrovie dismesse, fare un discorso turistico o meno, quindi per il trasporto pubblico locale e poi andare a questo confronto, questo perché, ripeto, sono fermamente convinto che le linee a fini turistici siano fondamentali ed è un motivo in più, un appiglio in più per la promozione del territorio e per lo sviluppo delle aree interne, altrimenti parliamo sempre di aree interne, ma non diamo servizi e non facciamo qualche progetto speciale. Questo è un progetto speciale, non ci possiamo limitare soltanto a fare brochure, a dire venite perché abbiamo l’enogastronomia o il vino più buono del mondo, queste cose ce le hanno tutti, anche le altre Regioni fanno lo stesso ragionamento, noi possiamo dare qualcosa in più, oltre alla bellezza dei luoghi, all’asset paesaggistico, possiamo dare l’asset in termini di servizi, però occorrono investimenti, occorre fare in futuro un investimento abbastanza grande per riattivare le tratte e poi per prospettare qualcosa di eccezionale. Vi porto l’esempio, non finisco mai di farlo, della Ascoli-Porto d’Ascoli, ma anche della Termoli-Giulianova, noi abbiamo chiuso un quadrilatero nel sud delle Marche, Teramo-Giulianova-San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno che è fondamentale dove c’è una circuitazione delle persone, dei pendolari e non solo, anche i turisti si muovono nell’entroterra di Ascoli Piceno o di Teramo, fino ad arrivare al Gran Sasso passando per la 24, che è una cosa eccezionale.
Questo è quello che dobbiamo pensare, non limitarci soltanto a fare una mozione per riattivare una semplice linea, fare un progetto di sviluppo del trasporto su ferro, poi ognuno farà la propria battaglia all’interno del proprio territorio, se non è possibile il trasporto pubblico locale si fa quello turistico, e così via.
Auspico che questo Consiglio possa arrivare a comporre queste due mozioni in un’unica risoluzione, vedete quello che possiamo fare, in modo da andare a questo confronto quando ci sarà, quando la legge sarà approvata, in modo forte e concreto con documenti che esprimono la volontà di un Consiglio regionale per risolvere questo problema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Intervengo per cercare di riportare un ragionamento compiuto sulle tratte ferroviarie in parte dismesse oppure sospese.
La mia preoccupazione come Assessore al turismo, ricordo che l’anno scorso abbiamo fatto un altro confronto in Consiglio sulla Fano-Urbino, è che la tempistica con le Ferrovie ci porti lontano da obiettivi a medio e breve termine. Ad esempio sulla questione della Fabriano-Sassoferrato-Pergola c’è in corso un altro progetto portato avanti dai territori che riguarda anche una ciclovia e il rischio è che si perdano delle opportunità, parlo della Fabriano-Sassoferrato-Pergola, conosco meno la Fano-Urbino, e dei finanziamenti. Come avete sentito prima nella risposta, che ho dato all’interrogazione del Consigliere Biancani, entro il 30 giugno la Regione Marche, per quello che riguarda i 2 milioni di euro collegati alle ciclovie per il turismo, farà uscire un bando. E' chiaro che dobbiamo capire se quel progetto collegato alla ciclovia può essere interessante in quanto prevede di collegare la costa partendo da Falconara, passando per Jesi, arrivando a Genga-Fabriano, quindi un grande collegamento.
Dobbiamo capire con certezza, quindi non ho problemi a dire valutiamo anche il discorso della riapertura di alcune tratte ferroviarie, i tempi ed i costi di queste operazioni, altrimenti rischiamo di fare grandi progetti, lanciare grandi annunci, ma contestualmente blocchiamo un’operazione ed il percorso rimane fermo, perché le ferrovie hanno costi alti e perché si devono fare una serie di valutazioni ponderate, da amministratori come noi tutti siamo, consapevoli che i costi che mettiamo in campo potrebbero essere molto alti. Il rischio grosso è che queste operazioni che noi annunciamo con queste mozioni rimangono solo sulla carta.
Potrebbe anche esserci il rischio contrario, potrebbero partire, questo si, progetti per le ciclovie con fondi della Regione di provenienza europea, ma se risultassero impattanti per il sistema della regione Marche si perderebbe anche quell’occasione.
Per quello che mi riguarda mi asterrò su questa mozione perché non ho chiarezza del percorso futuro di questo progetto collegato alle ferrovie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Ho ascoltato gli interventi e debbo dire che in linea di principio sono assolutamente d’accordo, ci mancherebbe, con il ripristino della Fabriano-Sassoferrato-Pergola, anzi dico di più, non solo della Fabriano-Sassoferrato-Pergola, ma di avere anche un collegamento tra le zone dell’entroterra e la costa, c’è la provincia di Fermo che, ad esempio, è completamente tagliata fuori e, come adesso discutevamo con l’Assessore Cesetti, la linea Amandola Porto San Giorgio sarebbe una linea indispensabile, da ripristinare, da mettere in campo. Il problema è che noi dobbiamo sempre fare i conti con la realtà e con la cassa.
Il Consigliere Marconi ha illustrato molto bene la cosa, condivido tutto quello che ha detto sotto l’aspetto economico-finanziario, Quando facciamo una cosa dobbiamo domandarci se siamo in grado di sostenerla economicamente, di questo si tratta.
Rispetto alla tratta oggetto della mozione, è chiaro che questo Assessorato farà nei confronti del Ministero tutti i passaggi ed i passi possibili ed immaginabili per andare nella direzione che l’atto chiede, però anche qui, per ritornare al discorso di questa mattina, e per dirci sempre la verità, bisogna che ci decidiamo.
Ho sentito dire: “Facciamo l’uno e l’altro”, l’uno e l’altro non possiamo farlo, o prioritariamente ritorniamo al Ministero, sapendo che poi questa Aula dovrà domandarsi dove troverà eventualmente le risorse, dove le prenderà, come le investirà, però questa è un’altra partita che lasceremo al tempo, quando sarà l'occasione, e chiediamo il ripristino di quella tratta ferroviaria, e la vedo onestamente molto difficile.
Non è vero, non si è detto la verità, Rfi dice che il ripristino di quel tratto costa 3 milioni di euro, non è una stima ad occhio, è una delibera espressa in un apposito contratto di programma che Rfi ha fatto con lo Stato. C’è una stima dei lavori, sappiamo che costa una certa cifra e sappiamo, per essere realistici, che 3 milioni di euro non sono proprio cose da poco conto.
Non è, come dice il Consigliere Fabbri, belaltrista, che si tratta di poche migliaia di euro, si tratta di 3 milioni di euro, quindi dobbiamo decidere, dopodiché potremmo chiedere al Ministero il ripristino. Benissimo, chiediamo il ripristino o chiediamo che venga dismessa perché tutte e due le cose non si possono fare. Il decreto 1178 fa diventare turistiche alcune tratte, come la Fano-Urbino, quindi è possibile ottenere l’inserimento, bisogna chiederlo, solo se quella tratta verrà dismessa. Lì ci sono le tratte dismesse, quindi decideremo, valuteremo.
Io sono perché la mozione venga approvata, dobbiamo lavorare su questi due fronti prioritariamente e capire se la linea può essere ripristinata. Se Rfi mette i soldi per ripristinarla, bene, sennò dovremo domandare cosa farci, dovremo capire se vogliamo inserirla tra le tratte dismesse, oggi non è stata inserita, come lo è stata, lo ricordava bene il Presidente Biancani, la Fano-Urbino, perché quella è una tratta dismessa, questa non lo è ed oggi ufficialmente non è inserita, ma una volta che ci saremo chiariti definitivamente le idee potremo ragionare e potremo andare al Ministero e chiedere effettivamente quello che vogliamo.
Poi sul discorso di fondo, se vogliamo il trasporto su ferro o il trasporto su gomma, non occorre che ci convinciamo tra di noi, è chiaro che - sempre l'abbiamo detto e lo ripetiamo - privilegiamo il trasporto su ferro però dobbiamo sapere che ogni anno la regione Marche, in base al contratto di servizio che abbiamo firmato il 31 dicembre 2016, spende 33 milioni di euro solo per le tratte ferroviarie, se vogliamo andare a spendere di più, benissimo, lo decidiamo, basta che troviamo con l’Assessore al bilancio la copertura finanziaria necessaria per fare questa scelta.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 218.
Emendamento n. 218/1 a firma dei Consiglieri Biancani, Talè, Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 218/2 a firma dei Consiglieri Biancani, Talè, Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Solo per sottolineare: sui 3 milioni, caro Assessore Sciapichetti, ho la risposta che lei ha fornito alla mia interrogazione di alcuni mesi fa, alla richiesta degli uffici regionali competenti di conoscere i tempi della riattivazione, Rete ferroviaria italiana ha comunicato che i costi di ripristino comprensivi di interventi tecnologici nelle stazioni di Fabriano e Pergola e su tutta la linea, non avevano copertura finanziaria, ammontavano ad ottobre 2012 a circa 3 milioni di euro. Io ho parlato del ripristino del dilavamento che ha creato il disguido e che ha consentito di prendere la scusa per chiudere la tratta, mentre i 3 milioni sono per gli altri lavori che si potrebbero fare, quindi parliamo di due cose differenti, questo per l’operazione verità.
Il discorso relativo alla tratta ad uso turistico diventa di competenza della Fondazione ferrovie, quindi sono due canali di finanziamento differenti, sono due comparti differenti, il discorso sarà praticamente irreversibile, ecco perché votiamo contro perché avete confermato che dietro c’è il disegno di lasciar perdere quella tratta e il puzzle nei mesi si sta ricomponendo, voi continuate ad andare verso la gomma a discapito del ferro. Questo si estrapola dai vostri ragionamenti, tant’è che c’è l’Assessore Pieroni che si astiene perché pensa alle ciclovie.
Per cui basta, è inutile sprecare ulteriore tempo, nei prossimi mesi e nei prossimi anni i fatti daranno ragione perché vedremo che fine farà questa tratta con il suo utilizzo, vedremo che fine farà la tratta Fano-Urbino con la ciclabile e la storia dirà chi ha ragione e chi non ce l'ha.
Al Consigliere Marconi che parla di stupidità, dico: “Va bene magari saremo in compagnia!”

Mozione n. 218, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione 233. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 175
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
"Ordigni bellici contenenti iprite e arsenico, risalenti alla seconda guerra mondiale, inabissanti davanti alla costa pesarese"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 175 del Consigliere Fabbri che ha la parola per illustrarla.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Parliamo di un argomento che è stato alla ribalta anche alcuni anni fa nel pesarese e vi leggo brevemente parte della narrativa così inquadriamo velocemente il problema.
Nel dicembre del 2009 venne pubblicato il libro di Gianluca Defeo “Veleni di Stato” inerente le vicende relative alle armi chimiche italiane, dalle guerre d’Africa alla fine della II guerra mondiale.
Il libro descrive, basandosi su documentazione storica, i luoghi in cui le armi chimiche alla fine della II guerra mondiale vennero disperse durante la ritirata tedesca in mare e in terra, fra i siti elencati oltre a Molfetta, Vico, Ronciglione, Ischia Melegnano, Roma Università la Sapienza, vi è anche Pesaro.
Nel luglio del 1944, come riportato nel libro sopracitato, fu deciso di gettare in mare le armi chimiche contenute nel deposito di Urbino, vennero perciò inabissate davanti alla costa pesarese ben 4.300 bombe all’iprite di grandi dimensioni, siglate C500T, contenenti complessivamente 1.316 tonnellate di iprite e 84 tonnellate di arsenico, custodite in involucri metallici. Il 10 agosto 1944 l’inabbissamento era concluso.
Il 20 novembre 1951 il sottosegretario alla Marina mercantile rispondendo ad una interrogazione parlamentare riguardo alle urgenti misure che si volevano prendere per il rastrellamento delle bombe all’iprite gettate in mare dalle truppe tedesche, che ancora oggi investono il tratto dell’Adriatico da Ancona a Pesaro e specialmente da Fano a Pesaro e che provocano lesioni gravi ed incapacità al lavoro ai nostri pescatori, indicò le coordinate esatte di 6 discariche sottomarine. In seguito alla pubblicazione del sopracitato libro di De Feo “Veleni di Stato”, nel 2010, si costituì il coordinamento nazionale bonifica armi chimiche formato da cittadini di Pesaro, Molfetta, Vico, Ronciglione, Valli del Sacco, Ischia. Legambiente nazionale ha raccolto documenti, testimonianze ed ha approfondito la tematica portando a conoscenza del problema le autorità, le istituzioni pubbliche e i cittadini mediante specifiche iniziative sugli organi di informazione.
Nel 2010 l’allora Sindaco di Pesaro, attuale Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, intraprese uno scambio di missive sull’argomento con il Ministero della difesa che però non produsse azioni concrete al riguardo.
Inoltre nel 2014 il Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche presentò un esposto presso il Tribunale di Pesaro nel quale oltre a ripercorrere l’intera vicenda si affermava: si dice che nell’ambiente portuale di Pesaro alcuni pescatori che non conosciamo personalmente raccontino di pescare con una certa frequenza ordigni bellici, alcuni dei quali potrebbero essere caricati ad iprite che poi ributtano in mare per paura di vedersi sequestrare la barca ed il pescato, oltre al rischio dell’interdizione della pesca delle zone inquinate dalle bombe chimiche.
La zona sarebbe a 45 gradi uscendo dal porto a 3 miglia, punto principale, fino a 3 miglia e mezzo, e ci sono quasi esclusivamente bombe all’iprite in grande quantità, sembra che alcuni sostengano di averne prese, incocciate, anche due a pescata, con lo strascico si trovano facilmente, molto più difficile è tirarle su per il peso e per l’effetto ventosa che fa lo sprofondamento delle bombe nella sabbia e nel fango.
Si presentano come bidoni molto grandi, nonostante siano di un metallo di grande spessore nel tempo si sono corrose per questo si vede, quando si riesce a tirarne su una, che fuoriesce un materiale altamente puzzolente, bianco e di consistenza del sapone sciolto.
E’ impossibile ricercarle con immersioni perché il fondale, 12 metri di profondità, è completamente ricoperto di muco, cioè poltiglia gelatinosa in sospensione e non permette nessuna visibilità.
Il Tribunale di Pesaro non ha dato però corso concreto all’esposto ricevuto.
Sappiamo che l’iprite è un composto chimico vescicante molto tossico che causa in funzione della concentrazione nella quale si viene in contatto lesioni fisiche anche portali e risulta inoltre pericoloso per l’ambiente l’intero sistema marino.
L’arsenico è un elemento chimico dalla tossicità acuta, dannoso per l’organismo e che può avere effetti letali, risulta altresì pericoloso per l’ambiente e nel caso specifico si potrebbero trovare livelli elevati di arsenico in pesci, crostacei e frutti di mare poiché assorbono l’arsenico dall’acqua in cui vivono risultando pericolosi per la vita di chi li mangia.
La probabile presenza di ordigni inabissati costituisce un pericolo per l’incolumità dei pescatori che operano nella zona, dei bagnanti frequentanti le coste, soprattutto nei periodi estivi, e costituisce altresì un elevato rischio di inquinamento per le acque marine e di degrado per l’ecosistema acquatico. Sono passati ormai 60 anni e gli involucri sono molto compromessi, secondo le testimonianze.
Tale problematica deve essere approfondita e per giungere ad una definizione completa pensiamo di impegnare la Giunta ad attivarsi presso i Ministeri competenti allo scopo di proporre un’indagine che verifichi l’eventuale presenza e l’esatta ubicazione degli ordigni chimici, le condizioni di conservazione in cui versano gli ordigni e i rischi concreti inerenti le attività di pesca e balneazione, la salute umana, gli ecosistemi e la qualità delle acque marine.
Questa mozione impegna la Giunta presso il Ministero a cercare di fare chiarezza su questo problema ed effettivamente non possiamo più far finta che non esista perché se durante la stagione balneare dovesse malauguratamente accadere qualcosa, comporterebbe enormi danni dal punto di vista turistico ed economico.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. L’Arpam delle Marche nel 2013 è stata attivata dal Sindaco di Pesaro per effettuare campagne di prelievi e per analizzare i sedimenti marini dei fondali antistanti la fascia costiera pesarese.
La prima campagna si è tenuta il 13 luglio 2011 su 9 stazioni relativamente al punto in cui era stata indicata la presenza degli ordigni.
Sono stati effettuati anche dei test eco-tossicologici dal Dipartimento di Macerata e valutazioni su specie bentoniche, quali i foraminiferi ritenuta specie bio indicatrice sensibile, con la collaborazione dell’Università di Urbino, sezione di geobiologia dipartimento di scienza della terra e vita dell’ambiente.
Anche il 26 luglio 2012 è stata svolta un’altra campagna di campionamenti negli stessi punti dell’anno precedente, l’esito analitico non ha mostrato significativi incrementi ed anche i test eco-tossicologici hanno dimostrato gradi di tossicità intermedi riferiti alla stazione di Bianco, punto di campionamento privo di contaminazione solo in un caso.
Un’ulteriore campagna è stata effettuata il 20 febbraio 2015 e gli esiti sono stati tali da non evidenziare incrementi significativi e valori al di sotto degli standard di qualità previsti dalle norme: 12 milligrammi per chilogrammo in sostanza secca.
Tali rapporti sono reperibili presso la struttura agenziale di Pesaro o presso il Comune di Pesaro.
Non sono state rilevate situazioni e condizioni tali da indicare rischi alla fruizione della balneazione o alla qualità ambientale delle acque marine ed agli eco-sistemi e che abbiano determinato rischi tali da avviare azioni di risanamenti e bonifica.
Pertanto credo che la mozione sia da respingere.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 175. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Fabbri, Pergolesi, Giorgini.
Favorevoli: Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Busilacchi, Casini, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L'Assemblea legislativa non approva)

La seduta è tolta.

L’Assemblea termina alle ore 15,45.
 

 
 
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