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Resoconto della seduta n.64 del 11/05/2017

SEDUTA N. 64 DELL’11 MAGGIO 2017

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 64 dell’11 maggio 2017.
Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge regionale:
n. 136 in data 28 aprile 2017, ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Marconi, concernente: “Cimiteri per animali d'affezione”, assegnata alla IV Commissione assembleare permanente, in sede referente, trasmessa al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 e alla II Commissione assembleare permanente ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 241 della Consigliera Leonardi “La Giunta regionale si dimentica del Commercio. Mancano all'appello oltre 770.000 euro di fondi statali non impegnati dell'esercizio 2016”;
n. 242 del Consigliere Talè “Manutenzione straordinaria e sicurezza delle strade delle Marche”;
n. 243 della Consigliera Leonardi “Riforma complessiva della Magistratura di Pace ed Onoraria. Decreti attuativi che ne penalizzano l'attività. La Regione intervenga riconoscendo ai magistrati onorari i diritti maturati per funzioni svolte”;
n. 244 dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Pergolesi, Maggi “Classificazione dell'ospedale Santa Croce di Fano come presidio ospedaliero di primo livello”;
n. 245 dei Consiglieri Volpini, Giancarli, Talè, Biancani, Micucci “Introduzione nelle spiagge e negli stabilimenti balneari di 'sedie job'”;
n. 246 dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese - Art. 2, comma 100, lettera a) della legge 662/96: richiesta di eliminazione della limitazione dell'intervento del Fondo alla sola controgaranzia disposta ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 all'articolo 18, comma 1, lettera r)”;
n. 247 della Consigliera Leonardi “Ripristino del 'Fondo di ristoro' per l'indennizzo delle piccole e medie imprese commerciali per i danni subiti a causa dell'esecuzione dei lavori pubblici”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
n. 14 in data 19 aprile “Disposizioni per la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza e lo sviluppo di progetti a sostegno delle "città sostenibili e amiche dei bambini e degli adolescenti" della regione Marche”;
n. 15 in data 28 aprile “Disposizioni di semplificazione e aggiornamento della normativa regionale”.
Comunico, inoltre che il Presidente dell’Assembla legislativa regionale ha provveduto, con decreto n. 2 del 10 maggio 2017 alla nomina di due componenti del Consiglio di Amministrazione della "Cooperativa artigiana di garanzia Mario Pierucci s.c.p.a".
Ha chiesto congedo la Consigliera Malaigia.

Commemorazione Giancarlo Scriboni

PRESIDENTE. E' scomparso nei giorni scorsi, a Pesaro, Giancarlo Scriboni, stimato docente universitario, Vice Sindaco di Pesaro tra gli anni '70 e '80, Presidente del Consiglio regionale delle Marche dal 1990 al 1992 e dal 1985 al 1989, Assessore alla programmazione, lavoro, industria, artigianato, ambiente e urbanistica, settori ai quali si dedicò con grande professionalità ed impegno.
Un uomo di grandi capacità e passione civile e politica.
Alla famiglia vanno la vicinanza ed il cordoglio di tutto il Consiglio regionale.
A ricordo di Giancarlo Scriboni propongo un minuto di silenzio.

(L'Assemblea legislativa osserva un minuto di silenzio)

Comunicazione ai sensi dell’art. 35, VI Comma, del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. La Consigliera Pergolesi ci ha comunicato che ha avuto un problema con la gomma dell'auto, quindi tarderà.

Proposta di legge n. 132
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Traversini, Giacinti, Rapa
“Promozione di interventi di sostegno e valorizzazione della cultura e della tradizione motoristica della regione Marche”
(Votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 132 dei Consiglieri Biancani, Traversini, Giacinti, Rapa.
La discussione è già stata fatta la scorsa seduta scorsa quando poi è mancato il numero legale, per cui andiamo direttamente alla votazione degli articoli di legge.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3.
Sub emendamento 3/1/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Li illustro entrambi, sia l'emendamento al comma 2 dell'articolo 3 che l'emendamento all'articolo 4, sempre di questa proposta di legge.
Si parla di tradizione motoristica marchigiana, ma poi all'articolo 3 la Giunta regionale riconosce al Comune di Pesaro e al Comune di Tavullia, nonché ad altri soggetti pubblici e privati, un contributo per il sostegno, quindi toglierei “al Comune di Pesaro e al Comune di Tavullia” e metterei semplicemente “la Giunta regionale riconosce un contributo per il sostegno di attività finalizzate all'attuazione degli obiettivi indicati nell'articolo 2”, quindi all'intero territorio marchigiano e non solo a Tavullia e Pesaro.
Invece con l'emendamento al comma 1 dell'articolo 4 sostituirei, perché è innegabile che la tradizione motoristica marchigiana ci sia, ho ricordato anche in altre province esempi illustri di questa tradizione, la cifra “50.000” con la cifra “10.000” che mi sembra congrua. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Dichiaro a nome del Partito Democratico la nostra contrarietà rispetto ai due emendamenti che dimostrano ulteriormente quanto l'opposizione, in questo caso il Movimento 5 Stelle, non abbia veramente capito l'importanza di questa legge.
I territori di Pesaro e Tavullia sono due località che hanno un'eccellenza, quindi è giusto che vengano nominati perché la cultura motoristica può partire da Pesaro e da Tavullia che sono i punti di riferimento del nostro territorio per poi riuscire a promuovere questo tipo di cultura nell'intero territorio regionale.
Penso che la nostra regione sia fortunata perché ha delle unicità, ogni territorio ha le sue e questa è una delle tante di cui la nostra regione è piena.
E’ difficile non riconoscere che l'unicità, per quanto riguarda i motori, la terra dei piloti e dei motori, appartenga alla città di Pesaro ed alla città di Tavullia.
Ovviamente non ripeto le motivazioni perché le ho già evidenziate l'altra volta.

PRESIDENTE. Sub emendamento 3/1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 3/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4.
Emendamento 4/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Nella scorsa seduta avevo annunciato che avrei votato con il mio gruppo in modo contrario a questa proposta di legge e voterò in maniera contraria ancora più convintamente oggi perché la dimostrazione di quanto questa legge sia propedeutica all'economia marchigiana l'abbiamo avuta la scorsa seduta quando alla chetichella i Consiglieri della maggioranza se ne sono andati ed hanno permesso a noi della minoranza di far mancare il numero legale.
L'importanza di questa legge per l'economia marchigiana è significata in questo atteggiamento dei Consiglieri della maggioranza.
Voterò ancora più convintamente perché, nonostante le motivazioni di assoluta inopportunità, non si riescono a trovare fondi per garantire i diritti essenziali ai marchigiani più svantaggiati, si vogliono destinare risorse a Pesaro e Tavullia e si accusa, con la solita faccia tosta, perdonatemi, il Movimento 5 Stelle di avere una visione gretta e limitata dato che l'Emilia-Romagna ha destinato un milione di euro per la tradizione motoristica.
La tradizione motoristica di Pesaro è la Benelli, la Benelli è fallita ed è stata presa dai cinesi, che a loro volta sono falliti, mentre l'Emilia-Romagna, che ha destinato un milione, ha Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, due circuiti di Gran Premio motociclistico e automobilistico, quindi mi sembra che il paragone sia inopportuno e forse anche irriverente.
E' vero che Valentino Rossi è di Tavullia ed è un grande campione, io faccio il tifo e ricordo i duelli con Marquez che seguivo davanti alla televisione gridando in favore di Valentino Rossi, per cui sono un appassionato di moto, a 18 anni avevo il “Benellino 50”, come molti di noi, però Valentino Rossi, ricordiamoci, è un uomo che dichiara 90 milioni all'anno e qualche anno fa è stato accusato di avere occultato 60 milioni di euro al fisco ed ha patteggiato per 20 milioni che ha pagato in contanti.
Questa cosa della terra dei motori mi sembra quasi un festeggiamento per le primarie di Renzi. Ho visto le foto con il Sindaco di Pesaro, con il Consigliere Biancani, quindi questa terra dei motori doveva essere un atto di forza del Partito Democratico e di festeggiamento per le primarie vinte da Renzi, consentitemi questa cosa un po' con il sorriso, un po' con la verità.
Ho sentito nelle comunicazioni di oggi che è stata presentata la mozione 245 firmata dal Consigliere Biancani, è una mozione, non è una proposta di legge, per suggerire le sedie job per portare gli handicappati al mare, sulle spiagge, questo mi sembra un argomento importante su cui fare una proposta di legge, anziché una mozione, si poteva fare una proposta di legge dicendo che gli stabilimenti ogni 100 ombrelloni o 100 sdraie devono avere due sedie sedie job per portare gli handicappati in mare.
Mi sarebbe sembrata una attenzione particolare ai marchigiani più svantaggiati e di questo non si è fatta una proposta di legge, non si è fatta una proposta di legge sulle sedie job per i diversamente abili, ma per dare 50.000 euro a Pesaro e Tavullia …

PRESIDENTE. Consigliere Maggi si attenga all'argomento dei motori.

Giovanni MAGGI. Mi hanno provocato, Presidente, chiedo scusa.
Esprimo la contrarietà.
Questa cosa mi ricorda che lei Consigliere Biancani ha dichiarato ai giornali, tra l'altro credo che sia proprio l'arroganza del potere, che questa proposta di legge sarà approvata la prossima seduta del Consiglio, ma il Consiglio non è sovrano? Lei come fa a dire che verrà approvata? Lasci che prima il Consiglio si esprima senza che lei dica questa cosa, mi ricorda il Marchese del Grillo che diceva “Io sono io e voi non siete niente”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Con questa proposta di legge penso che si riconosca, si valorizzi e si promuova non solo il patrimonio motoristico del nostro territorio che, come sappiamo, vanta una tradizione antica e diffusa, ma ne determina anche un elemento identitario che comporta, per il nostro territorio, innovazione tecnologica e competitività produttiva.
Non solo, questa legge la ritengo molto importante anche sul piano dello sviluppo turistico di un target specifico come quello degli amanti dei motori. Occorre avere la capacità di promuovere questo brand, fare sistema e mettere in rete le varie iniziative a livello regionale.
Mi piace pensare che le Marche siano una regione al plurale e proprio da questo concetto dobbiamo ripartire, siamo fatti da molteplici perle che solo se messe insieme vanno a formare una collana di inestimabile valore, non ci possiamo permettere di dividerci in futili campanilismi territoriali.
Una regione come la nostra deve essere capace di creare eventi di sistema che producano valore da nord a sud, dal mare agli Appennini, coinvolgendo ogni singolo territorio e lo si può fare, ritengo, solamente costruendo una rete di specificità. Per questo voto convintamente questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Intervengo velocemente per la mia dichiarazione di voto anche perché abbiamo già fatto il dibattito lo scorso Consiglio. Mi sembra inutile ripetere le motivazioni, però voglio ricordare i motivi per cui sono estremamente favorevole a questo atto che ho controfirmato, non solo perché è una proposta legata a Pesaro, qualcuno la lega a questo ragionamento, ma perché è importante cercare di valorizzare le eccellenze che noi abbiamo, quindi il voto favorevole è dovuto a questo.
Abbiamo diverse eccellenze, come quella dello sport, che vanno valorizzate. Anche nella passata legislatura abbiamo fatto dei dibattiti in Consiglio e ricordo la difesa e la presa di posizione sulla città di Jesi, che è il centro mondiale della scherma. Sarebbe sciocco non riconoscere questo e non rendersi conto che la proposta di legge, che stanzia solo 50.000 euro e non grandissime cifre, tende a valorizzare un progetto turistico e di immagine per tutta la regione Marche. Si basa non sull'appartenenza o sulla figura di un campione, nel caso specifico Valentino Rossi, ma sul movimento, sulla storia del motociclismo che può rappresentare e diffondere le Marche, lo dico perché conosco bene, anche se abito lontano dalla città di Pesaro, la realtà. L'ho detto l'altra volta e lo ripeto, ci sono due musei che non sono così conosciuti, uno è tra i primi musei al mondo ed è di Morbidelli, un museo particolarissimo, nato dalla passione per il motociclismo, che ha fatto qualcosa di eccezionale che andrebbe messo in evidenza ed in circuito; l'altro è un museo storico appartenente alla Benelli, quindi c'è qualcosa di più del campione Valentino Rossi o di suo padre, o di Morbidelli che correva in Formula 1 e di tutto il resto; tra parentesi c'è anche una scuola a cui ha dato vita Valentino che, lo dicevo l'altra volta, ha piazzato nel penultimo mondiale ai primi tre posti Fenati e Morbidelli, che appartengono a questa scuola.
C'è qualcosa di molto importante e credo che fare queste sfumature e legarle alla sola questione del territorio, perché appartenenti a Pesaro, sia sbagliato.
Abbiamo un valore importantissimo che deve essere valorizzato e credo che i 50.000 euro non bastino, c'è bisogno di investimenti privati, di crederci, di trovare altre risorse in qualcosa che può dare una risposta non solo a quel territorio, ma a tutta la regione Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Voglio dire che, su queste cose sapete come la penso, per quanto riguarda i soldi ci sono figli e figliastri e questo per me stona.
E' giusto destinare somme alla scherma, ai motori, dove ci sono eccellenze, non ci sono dubbi, ma la settimana scorsa per la festa dell'olio di San Severino non avete cacciato una lira! E' vero che sono un appassionato dell'olio e 5 mila euro li ho messi direttamente io, poi 3, 4 mila la Pro loco, 2 o 3 mila la Sindaca che aveva promesso dei soldi, ma così non va bene perché la rassegna monovarietale dell'Assam è una rassegna della Regione finanziata da “Zura”. Pensate che follie accadono!
Volete dare 50.000 euro al pesarese, non fa una piega, io con le moto ho gareggiato per 20 anni e ne ho possedute a decine, io faccio un’analisi cruda tra figli e figliastri. Se avessi governato non avrei permesso che ci fossero figli e figliastri perché siamo tutti figli di un unico territorio. Questa è la cosa triste, schifosa, vergognosa, tanto che non ve ne fate un'idea e se avessi governato io avrei imposto la mia visione politica non come governate voi che avete paura dell'ombra, a me sarebbe bastato mezzo punto, mezzo voto per imporre la visione unitaria del territorio.
E' giusto dare soldi lassù, ma non si può fare figli e figliastri, è sbagliato! La rassegna regionale dell'Assam è stata finanziata da me, è possibile questo?
Anche il prossimo anno ripeteremo la manifestazione a San Severino e siccome l'Assessore ha questa colpa da farsi perdonare, io farò una proposta: con i soldi nostri la ripetiamo perché a me l'olio piace e la faccio, però voto contro, no per le moto perché è giusto, ma perché fare figli e figliastri è una cosa brutta, lo dico ai Consiglieri Biancani e Traversini, è tanto brutto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Faccio una breve premessa prima di entrare nel merito di questa proposta di legge.
Credo che per ciascuno di noi abbia un compito importante, per non dire prioritario, quello di occuparsi della promozione dei nostri territori, del recupero di alcune attività culturali, perché rappresentano le nostre radici, quindi se vogliamo sviluppare alcune tematiche, se vogliamo in qualche modo rendere attrattiva la nostra regione, i nostri territori, è naturale che dobbiamo partire da quello che siamo stati, dobbiamo prendere consapevolezza di quello che siamo stati per avere la certezza di quello che siamo, quindi è giustissimo che le comunità, le istituzioni, in modo particolare la Regione Marche, che tra l'altro è una regione composita, che ha tante tradizioni, tante sfaccettature, tanti territori diversi e quindi può mettere insieme tante virtuosità, si occupi di questo aspetto.
Chi mi conosce sa benissimo del mio impegno, tutto spassionato, nella ricerca, ad esempio, della cultura e delle tradizioni contadine che tanto hanno dato negli anni passati a questa nostra collettività, attraverso il recupero di alcune manifestazioni che in qualche modo accompagnavano la vita dei campi. Credo che sia stato uno dei grandi momenti importanti del territorio piceno con la raccolta di canti, di tradizioni popolari, mai finanziato dalle istituzioni.
Dico questo perché? Perché questa legge secondo me è superflua, non ha senso, se si vuole promuovere un territorio o una tradizione particolare, come questa, si parte dalle realtà che ci sono, voi non mi potete dire che è una legge ecumenica che riguarda tutto il territorio perché c'è qualche corridore anche ad Ascoli o Fermo dato che specificatamente si fa riferimento a due Comuni, e guarda caso si fa riferimento specificatamente anche a delle situazioni che ci sono in questi due Comuni, c'è già una mototeca storica marchigiana nelle Officine Benelli e c'è anche, mi sembra, il museo Morbidelli.
Esistono già delle strutture e se uno vuole fare la promozione di una tradizione che già è consolidata e si è sviluppata attraverso delle strutture e degli atti mette insieme le istituzioni che ci sono, i privati che lavorano in questo senso, fa un protocollo - le istituzioni lavorano in questo modo - ed ognuno mette qualcosa se ci vuole spendere denaro, ma non occorre una legge perché significa fare quello che ha detto il Consigliere Zura Puntaroni.
Vi ricordo qualcosa, questa è una tradizione che parte dal 1910, ma ci sono le rievocazioni storiche in questa regione che hanno qualche anno in più, parliamo di 8, 9 secoli. I Consiglieri del Piceno che mi hanno preceduto su questi scranni hanno presentato diverse proposte di legge per avere una disposizione normativa che riconoscesse definitivamente la rievocazione storica in modo tale che ogni anno in bilancio non si dovesse pietire il contributo e ci fossero i soldi. Va bene? Questo dobbiamo dire, è stato fatto al di là del riconoscimento formale di una manifestazione di interesse regionale, che non significa assolutamente nulla, perché ad esempio la Quintana di Ascoli ha avuto il riconoscimento a livello nazionale. Il Ministero del turismo dagli anni '60 riconosce questa manifestazione di interesse nazionale, ma non è stata mai fatta una legge che riconosca le manifestazioni di interesse storico, finanziate annualmente con disposizioni di bilancio.
Qui si arriva a cosa? Non solo a mettere dei fondi questo anno e il prossimo anno, ma il comma 2 dell'articolo 4 prevede: “Per gli anni successivi la spesa è autorizzata con rispettive leggi di bilancio”. Ragazzi, non ci siamo! Non mi venite a dire che qui siamo ecumenici, che ogni norma interessa tutto il territorio, che noi siamo Consiglieri regionali e che quindi dobbiamo guardare la totalità del nostro territorio. Non ci siamo proprio! Qui non si guarda per nulla a tutto il territorio, qui si guarda un certo territorio nel quale si va a potenziare qualcosa che già esiste, dimenticando che ce ne sono altri che non hanno nulla e che da anni chiedono di avere qualcosa.
Qui i due musei, la mototeca regionale e il museo Morbidelli, ci sono già, qualcuno li sta finanziando, magari privati, allora coinvolgiamo i privati se ancora ci sono, ci sono splendidi professionisti corridori che guadagnano fior di milioni l'anno, mettano mano al portafoglio e facciano un atto di liberalità non dando 50.000 euro che dà la Regione, ma 500.000 euro per potenziare queste strutture.
Questo è quello che dobbiamo fare, coinvolgere le realtà, le potenzialità dei nostri territori, la Regione non può spendere 50.000 euro questo anno togliendoli da un capitolo che riguarda la cultura o il turismo. Non so dove stanno, non credo che stiano nell'attività produttiva, non credo che vengano tolti dal sociale, peggio ancora, sarà un capitolo che prevede la promozione dei territori, promozione della cultura, promozione di quello che volete voi. Questo anno non abbiamo ancora fatto un atto per promuovere, attraverso delle iniziative, l'entroterra terremotato e poi spendiamo 50.000 euro per fare qualcosa che già esiste, che i privati potrebbero finanziare o che comunque il Comune di Pesaro e il Comune di Tavullia potrebbero fare perché non credo che il Comune di Pesaro non possa mettere mano, se proprio necessita, al proprio bilancio per spendere 50.000 euro.
Non ha senso, questa è una legge che non ha senso e dimostra la partigianeria dell'atto stesso. Questa è la vera motivazione politica. Se volevate potenziare questa tradizione motoristica era semplice, la Regione poteva farsi carico di un accordo tra le istituzioni presenti sui territori e i privati che lavorano in questo settore, un bellissimo protocollo che diceva: “Vogliamo fare un potenziamento di queste strutture per valorizzare questa cultura ed ognuno ci mette qualcosa”, lo vogliamo mettere? Perfetto, a mo’ di contributo e finiva qui, ma no che si fa una legge per dare ogni anno delle risorse a questa struttura per valorizzare una tradizione di 70 anni quando ci sono tradizioni di 700, 800 anni che stanno lì a pietire ogni anno 10.000 euro per poter fare le loro rievocazioni che portano decine di migliaia di turisti. Poi potremmo fare i conti attraverso la statistica: quante persone passano su questa mototeca e quanti vanno a vedere Mondavio o la Quintana, o qualche altra manifestazione storica.
Ma dove sta la strategia? Dove sta la programmazione di questo territorio, di questa regione dal punto di vista dell'attrattività? Prendere in mano le eccellenze tutte e trattarle tutte allo stesso modo, così non fate, per cui oggi sono molto amareggiato nel vedere ancora una volta che si viaggia per piccoli interventi, per marchette, per soddisfare alcune esigenze, che non capisco dove ci porteranno.
Spero che i cittadini marchigiani comincino ad aprire gli occhi su una politica che non può più andare avanti in questo modo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che il problema sia un altro, non è quello dell'approvazione della legge, è quello della mancanza di programmazione del territorio regionale. In Aula assistiamo a momenti di vera schizofrenia per quanto riguarda una progettazione che non prevede programmi di sviluppo per i territori. Questa è l'ennesima prova! Pochi giorni fa avete approvato la legge sulla tutela dell'infanzia e dell'adolescenza che interessa una specifica città della provincia di Pesaro, questa è la contestazione di fondo. Per il nostro territorio pieno di eccellenze manca una programmazione seria, senza dimenticare la drammatica situazione che stiamo attraversando in questo periodo per cui tutte le altre sono favole. Questa è una realtà evidente che serve a dare una risposta a qualche decina, a qualche centinaia di preferenze per qualche signore di questo territorio.
Questa cosa è palpabile, è sotto gli occhi di tutti! Avete sentito che c'è il problema di una comunità che produce ricchezza, prodotti di alta qualità, e la Regione non interviene, intervengono i privati. E’ ridicola questa cosa, Presidente, si fa una manifestazione a livello mondiale sull'olio e non si interviene come Regione? Ma che scherziamo! E’ ridicolo, ce ne rendiamo conto!
Poi parliamo di moto e non parliamo di Quintana? Non parliamo delle feste medievali di Offagna, dove l'anno scorso ho dovuto chiedere una cortesia all'Assessore per farci mettere qualche soldo? Perché uno deve andare a pietire e queste manifestazioni non rientrano in un progetto per il territorio? Presidente, questo è il problema, questa è la contestazione di fondo, manca la progettualità, manca l'iniziativa, c'è una schizofrenia negli interventi che sono sporadici ed interessano quel territorio o qualcuno.
Questa è la situazione! Non vi contestiamo perché fate là questa cosa, ma perché non c'è una visione regionale di interesse complessivo, è l'aspetto fondamentale e noi, Presidente, dopo due anni e mezzo, ancora non lo vediamo. Il problema è anche questo.
All'inizio tutti abbiamo compreso la necessità di un assestamento, ma dopo due anni ancora non vediamo niente. Questo è il problema di fondo, se lei presenta dei progetti, noi avremmo soddisfazione nel discuterli e nel dare anche qualche contributo.
In questo contesto non possiamo che rimarcare la nostra contrarietà a questi progetti schizofrenici che servono soltanto al territorio, a qualcuno, per raccogliere qualche decina o centinaia di preferenze necessarie per la candidatura in Consiglio regionale.
Questo è il problema di fondo, bisogna che i marchigiani lo sappiano, queste non sono leggi che intervengono per un cambiamento, non danno risposte al territorio della regione Marche, non danno una risposta alla comunità marchigiana, ma danno risposte a singole persone e ad interessi locali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Stare sul pesarese oggi, guardando l'ordine del giorno, è come mangiare tartufi sulle moto, perché abbiamo tutte cose che riguardano il vostro territorio, non so come avviene …, se all’aria il tartufo acquista o perde.
Non immaginavo che si sviluppasse questo dibattito visto che l’avevamo già fatto l'ultima volta, ma ringrazio tutti gli intervenuti che ho ascoltato con piacere perché, come sempre faccio, Consigliere Biancani, non dò mai per scontate le ragioni di un voto, anche se poi alla fine uno è anche ininfluente, ma le cerco attraverso le motivazioni che l'Aula offre e qui celebriamo il valore del parlamentarismo, che tanti disprezzano e che invece serve perché il ragionamento può produrre qualcosa di buono.
Parto dall'ultima considerazione del Consigliere Zaffiri che ho sentito e che condivido, è vero che per molti aspetti si sta andando avanti con una sorta di schizofrenia, ma non da oggi, o da un anno e mezzo, ma da parecchi anni. La programmazione in questo Paese sostanzialmente è finita negli anni '80, forse negli anni '90, e faceva si che la Regione Marche approvasse una legge per restaurare i teatri delle Marche, più di 35, o le biblioteche, lo dico perché chi ha firmato quella norma portava il mio stesso cognome, quindi le ho viste da ragazzo a casa mia. Questo però è legato alla cultura tendenzialmente municipalista che ci caratterizza, e per questo sarei ben lieto che la nuova legge elettorale delle Marche prevedesse il collegio unico regionale, così questo problema lo risolviamo, non siamo più Consiglieri di una città o di una valle, ma diventiamo Consiglieri dell'intera regione, come d'altra parte è in Germania dove eleggono la metà dei deputati in un collegio unico nazionale, 80.000 milioni di persone. Invece noi siamo molto legati al territorio e lo presentiamo come un valore.
La realtà vera, al cui riguardo non mi sento di imputare nessuno, è proprio il dato della mancanza di fondi. Quando non ci sono i fondi per fare cose di grande respiro e quando nasce una iniziativa bella, come un museo sulle moto, la allarghiamo, vediamo tutto quello che c'è nel campo dello sport, questo è il ragionamento, quindi non troviamo 50.000 euro, ne troviamo 500.000 e mettiamo in moto musei ed iniziative che riguardano il campo dello sport.
E' recentemente scomparso, lo abbiamo anche ricordato, un grande ciclista delle mie parti.
Non ci stanno le risorse, quindi la riflessione va fatta al di là delle polemiche politiche, tutte legittime, ma andrebbe fatta un po' più a fondo, quindi è chiaro che c'è l'intervento spot.
A questo riguardo l'altra contestazione, anche questa apparentemente giusta: “C'è bisogno di una legge per fare questa roba?” Siamo reduci da una seduta lunga, quasi 10 ore, sulla cosiddetta legge omnibus, come l'abbiamo chiamata, nella quale tutti sono saltati sul carro, tutti, proponendo leggi per cose che già esistono, per cose che non dovrebbero esistere. Ieri abbiamo quasi concluso l'attività della Commissione regolamento per quanto riguarda il Comitato di valutazione delle leggi, lo faremo, vedremo quante leggi sono dei doppioni, quante leggi dovrebbero essere abolite. Anche qui: la legge serve? È uno strumento, potremmo regolarci in maniera differente, certo, ma non può essere imputato semplicemente a questa esperienza, tante e tante altre potrebbero essere evitate.
Nella sostanza, credo che questa iniziativa di legge, che non è quello che viene raccomandato, non sia la semplice manifestazione che muore lì, una tantum, ma viene collegata ad una iniziativa museale che già esiste, che probabilmente non è adeguatamente conosciuta e che può essere veicolata attraverso un nome di alto prestigio presso un pubblico molto più ampio. La spesa non è esorbitante anche perché la prima è più significativa, negli anni si parla di 10.000 euro e non è legata al fatto che uno possa amare o non amare le moto, a me non piacciono, mi fanno paura solo a vederle circolare, figuriamoci a montarci sopra, credo di non aver visto mai una gara motociclistica in vita mia, non penso che sia un peccato, a me piace il podismo, quindi vado a vedere le gare di podismo, ma non mi piace la moto, come non mi piacciono le auto, però non è questo il punto.
A partire dalla mia città, ho visto che sono stati finanziati il museo Gigli, il museo della musica, il museo dell'immigrazione, è stato finanziato anche qualcosa di privato in campo leopardiano, quindi a confronto la città di Recanati ha ricevuto più di mezzo milione negli anni e se andiamo a fare questo tipo di valutazione è finita, se dovessimo fare l'equilibrio chi ha preso di più, di chi ha preso di meno, scenderemo in un meschino mercato marchettaro. Invece dobbiamo fare una valutazione, preso atto di tutte queste cose che, ripeto, possono apparire ragionevoli, ma non sono realistiche, tra la ragionevolezza e la realtà ci sono, come dice bene il Consigliere Celani, tante altre cose che potremmo finanziare. Infinite. Mentre parlava ho fatto l'elenco delle eccellenze della mia città, lasciamo perdere Leopardi e Gigli, che già sono noti a livello mondiale, ne ho segnate almeno altre 20 se vado indietro nella storia. Ad esempio il mercato che faceva Recanati nel '400, ci sono studi storici, approfondimenti fatti dalle Università di Macerata e di Ancona, solo questo meriterebbe tanto. Le Marche sono una ricchezza però questo non significa, scusate io sono un appassionato del passato, molto meno del presente e tanto meno del futuro, che se nasce una cosa nuova non la guardiamo per niente perché dobbiamo ancora da guardare quelle del '600 o del '700, è giusto, sono bellissime, ma c'è anche l'attualità che va seguita, c'è qualcosa di buono che nasce anche nel nostro tempo. Quindi in piena coscienza e senza polemiche sostengo questa iniziativa, per quello che vale il mio povero ed unico voto, ma lo faccio volentieri perché penso che questa discussione che è nata oggi non debba morire qui e nelle sedi opportune i Presidenti dovrebbero raccogliere le idee per dire: “Benissimo, tutto quello che abbiamo detto, se è vero e se è possibile, portiamolo al ragionamento conclusivo”, se è vero e se è possibile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Bene ha fatto il Consigliere Marconi ad entrare nel merito delle ragioni e degli interventi fatti dai colleghi della minoranza, Consiglieri Zaffiri, Celani ed altri. Come ha detto giustamente il Consigliere Marconi, questa discussione di oggi deve servirci per partire da qui, confrontarci ulteriormente e proporre atti che possano rispondere a queste ricchezze marchigiane.
Mi permetto di aggiungere un segmento al ragionamento che ha fatto il Consigliere Marconi, la riforma costituzionale non è stata confermata il 4 dicembre, questo è un dato di fatto, ma il riordino del Titolo V della nostra Costituzione, per quanto riguarda risorse e bilanci per le Regioni, è stato fatto per cui la discrezionalità della spesa delle Regioni si è ridotta notevolmente - voi conoscete benissimo questo dato, come lo conosco io - quindi abbiamo poche risorse a disposizione e non è possibile purtroppo sostenere tutte le iniziative che invece andrebbero supportate, non solo come fatto storico, identitario, ma anche culturale, turistico.
Non possiamo permetterci un bilancio inteso come fondo unico ma, in qualche modo, anche se a me non piace, dobbiamo guardare ad un bilancio a strisce.
Dopo di me interverrà l'Assessore che potrà dirci che dentro questo bilancio a strisce ci sono fondi non di poco conto, in questa situazione di difficoltà, per la cultura, per lo sport, per il turismo e riusciamo in parte a sostenere tutte quelle manifestazioni, il Consigliere Celani ha ricordato la Giostra della Quintana, io potrei ricordare il Palio dell'Assunta, le Feste medievali da Offagna a Filottrano a Corinaldo e potrei continuare, oppure le grandi manifestazioni nazionali, lunedì prossimo c'è la Festa dei Ceri a Gubbio che ha un richiamo europeo o il Palio di Siena, siamo dentro questa Italia centrale con una lunga storia e con grandi ricchezze.
Per ritornare alla legge sui motori, perché non la guardiamo nel senso giusto? Al di là del passaggio simpatico, perché lo definisco così, che ha fatto il Consigliere Maggi, ho ascoltato anche le ragioni che ha portato e non ho capito se ad un certo punto votare questa legge sarebbe come votare la mozione Renzi. Per molti di noi non cambierebbe nulla, ma siamo abituati a scindere fra quello che è l'interesse generale e quella che è una posizione in un partito che è parte, e rispetto al bene comune vede l'insieme, anche perché la politica deve essere quel luogo in cui si decide per il bene comune. Ma al di là di questi aspetti più particolari, questa legge credo che vada letta come la valorizzazione di una grande ricchezza e di una specificità.
Il Consigliere Marconi ha ricordato un nostro grande campione che purtroppo è scomparso, l’abbiamo ricordato in quest'Aula 15 giorni fa, il grande Michele Scarponi, nel territorio abbiamo tanti campioni che hanno arricchito il medagliere olimpico nazionale.
Da 20 anni vivo a Jesi, sono un arceviese, so quello che significa la scherma per il medagliere olimpico del Coni, per il medagliere olimpico nazionale, ma so anche quello che significa Rossi, Morbidelli o Fenati. Quindi da un lato c'è questa ricchezza e dall'altro nell'articolo 1 si parla chiaramente, non soltanto di un elemento identitario e di coesione, ma di innovazione, di competitività, di continuità con la specifica vocazione produttiva locale.
Tra l'altro ricordo, sono intervenuto anche la volta scorsa, che la Benelli che produce in parte qui e in parte in Cina utilizza il porto di Ancona settimanalmente, quindi in qualche modo si intreccia con la nostra economia, non soltanto con le aziende produttive ma anche con la trasportistica e con il porto.
Non voglio allargare di più il ragionamento, possiamo muoverci con alcune leggi che possiamo definire anche di settore, se vogliamo, sappiamo però che il quadro è difficile, è pesante, ripeto, lo dirà l'Assessore Pieroni, e nonostante queste difficoltà riusciamo a sostenere e a supportare, ma queste complessità non devono far venire meno la nostra creatività, la valorizzazione di quella creatività che troviamo nei territori e la motoristica nel pesarese è un fatto di grande creatività.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Ho ascoltato con grande attenzione per lo meno gli ultimi interventi, a partire dal Consigliere Celani e gli altri che mi hanno preceduto. Sicuramente nella sostanza le riflessioni che sono emerse sono anche condivisibili e su quelle poi chiarirò alcune questioni.
Non è pensabile che possa essere contrapposto ad una serie di altre situazioni un progetto che nasce, ricordo, da una visita che feci a nome del Presidente nel pesarese, a queste bellissime strutture dedicate al motociclismo, tenendo conto che questa legge parte si da questa iniziativa, ma tocca tutta la regione Marche perché il percorso collegato al sistema delle moto ha tantissimi appassionati e sportivi.
E' chiaro che dotarsi di una normativa evita, a seconda delle amministrazioni, di non portare avanti un progetto fortemente impattante sul territorio, perché poi dobbiamo tener conto che questo percorso riguarda anche la valorizzazione turistica dei nostri territori, quindi una serie di progettualità che dovrà essere dimostrata e finalizzata a fronte dell'intervento della Regione Marche relativo alla cifra che avete detto.
E' indubbio, e qui lo dico con grande chiarezza, che tutti dobbiamo lavorare per inserire in questo nostro progetto, che oggi ha una grande valenza pubblica, anche i privati. Lo ricordava il Consigliere Celani, ci sono privati che oggi hanno grande visibilità nella nostra regione a livello mondiale, quindi credo che tutti insieme dobbiamo fare un giusto percorso per condividere questa nostra idea collegata alla legge e tramite il motociclismo, tramite questi appassionati, valorizzare tutti i territori della nostra regione.
Voi sapete meglio di me, siete più esperti di me, che gli appassionati di motociclismo sono coloro che si muovono di più nelle aree interne, quindi in questo caso daremo un’ulteriore opportunità per tenere alta l'attenzione sulle nostre aree interne, sia quelle all'interno del cratere che quelle fuori. Nel complesso ritengo che questa legge darà un ulteriore impulso alla valorizzazione dei nostri territori.
Devo dire che alcune riflessioni possono essere condivisibili, ad esempio quella di tener conto della grande tradizione che abbiamo nei nostri territori. Le rievocazioni storiche sono tantissime, hanno rilevanza e vanno al di fuori dei confini marchigiani, per questo voglio ricordare che abbiamo una legge che in parte va a inserirsi nel contesto delle rievocazioni storiche, non è mai stata finanziata, è la legge dell'11 febbraio 2010 “Interventi regionali in favore dell'Associazione marchigiana rievocazioni storiche”, associazione che comprende il maggior numero di organismi che realizzano le iniziative storiche di rilevanza.
Alcuni giorni fa ho riletto questa norma perché il Consigliere Celani nel suo intervento, nell'ultimo Consiglio regionale, evidenziava le sue preoccupazioni e le sue attenzioni, è giusto che la Giunta regionale le tenga in considerazione partendo da questa legge che a mio avviso dovrà essere riposizionata secondo le esigenze e le attualità anche dal punto di vista economico. Credo che questo possa essere comunque un punto di partenza, quindi inviare la legge alla Commissione perché possa esaminarla.
E' altrettanto vero che, non credo che sia giusto, lo dico con grande franchezza, il problema non è che non ci sono 50.000 euro, che forse sono pochi rispetto ai temi che andiamo a toccare ed al tessuto che dobbiamo valorizzare, ma alcune questioni che oggi sono state toccate come amministrazione regionale dovremmo metterle all'attenzione di questo Consiglio regionale. Per quello che mi riguarda invierò alla Commissione competente questa legge che dovrà essere rivisitata e rimodulata.
Come è stata molto importante la legge sulla fisarmonica, sulla quale c'è stato un voto trasversale con tutte le differenziazioni che sono state messe in evidenza, su alcune questioni di rilevanza regionale, che travalicano i nostri confini, creare opportunità tramite una legge significa dare un messaggio forte all'esterno. Ripeto, come dice sempre il Presidente, queste leggi poi devono essere finanziate, altrimenti rimangono una bella nota che il Consiglio regionale fa, sono bellissime negli atti predisposti ma poi nella sostanza non hanno nessun valore.
Voglio ricordare, ed approfitto di questa opportunità che mi date anche grazie agli interventi che sono stati fatti, che come Giunta regionale, per quello che riguarda il settore della cultura e dei beni culturali, stiamo imboccando un percorso che riteniamo possa essere interessante in particolar modo per le aree interne e ancor più per le aree colpite dal sisma che stanno all'interno del cratere. Stiamo seguendo due obiettivi, uno adesso vedremo come inserire una parte minore, utilizzando il bilancio ordinario, ma il nostro grande obiettivo è quello di sfruttare l'opportunità che è venuta, in questo caso bisogna anche dirlo, dall'intuizione del Ministero collegata al Mille proroghe, le quattro Regioni hanno 4.000.000 di euro e noi stiamo chiedendo il giusto riconoscimento in percentuale per la Regione Marche. La cifra che verrà riconosciuta alla nostra Regione sarà dedicata a tre province: Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e lo snodo che stiamo definendo con i vertici del Ministero riguarda l'autonomia delle Regioni a poter utilizzare questi fondi, cioè che non vengano definiti e decisi dal Ministero o dai dirigenti nazionali.
Se riuscissimo a realizzare questo percorso, sicuramente, voi potete capire, i fondi che metteremo a disposizione delle tre Province, in particolar modo per le aree del cratere, saranno un bel messaggio che daremo al sistema, non soltanto dei Sindaci e delle amministrazioni, ma a tutto il sistema collegato alla cultura e al turismo di queste aree.
Pochi giorni fa ho portato in Giunta ed è stata dalla stessa condivisa, in primis dal Presidente, una comunicazione collegata al bando delle strutture ricettive private che uscirà entro la prima settimana di giugno al massimo, un bando che è atteso da qualche tempo ed è un messaggio forte che vogliamo dare, naturalmente le attenzioni inserite riguardano anche le aree interne.
Nessuno di noi della Giunta nasconde le criticità e le difficoltà che abbiamo in questo momento in tutti i settori, ma da parte della Giunta e da parte dei miei colleghi per quello che riguarda la cultura c'è una grande attenzione per valorizzare in particolar modo le aree interne del cratere.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Sarò brevissimo. Ringrazio il Presidente che parlerà dopo di me e tutti i componenti della maggioranza che sono intervenuti a favore di questa proposta di legge, ovviamente anche l’Assessore, perché hanno intuito e capito il valore di questo provvedimento.
Questa legge non ha preso le risorse, come si fa normalmente, da capitoli dedicati all’emergenza o da altri, ma a dicembre abbiamo votato il bilancio 2016 nel quale erano già previsti dei fondi per la promozione e la valorizzazione della cultura motoristica. Quindi un percorso che è iniziato nel 2016 all’interno della Commissione cultura. Abbiamo fatto un emendamento al piano della cultura 2016 con il quale abbiamo chiesto di procedere entro tale anno alla realizzazione e quindi alla stesura di questa proposta di legge, non siamo riusciti a farla, l’abbiamo rimandata al 2017 però le risorse le avevamo messe a bilancio, quindi non vengono tolte da nessun capitolo. Questo a testimoniare la serietà di chi ha portato avanti questo provvedimento, che non è andato a prendere risorse da altri capitoli.
Ringrazio soprattutto i Consiglieri Traversini, Giacinti e Rapa che hanno cofirmato insieme a me questa proposta di legge.
Mi rammarico che l’opposizione non sia riuscita a capire l’unicità di cui il nostro territorio regionale deve andare orgoglioso. Qualche mese fa abbiamo approvato una legge, che aveva presentato direttamente l’Assessore, che riguardava la promozione della cultura della fisarmonica ed il Comune di Castelfidardo, l’abbiamo votata tutti con grande entusiasmo, presumibilmente c’è un pregiudizio rispetto ad un territorio, sicuramente la maggioranza non ce l’ha, ma probabilmente ce l’ha l’opposizione.
Questa è una legge che va promossa e di cui tutti dobbiamo essere orgogliosi e secondo me sbagliate alla grande a non votarla.
Devo dire che il Movimento 5 Stelle del Comune di Pesaro, rispetto alle dichiarazioni del Consigliere Maggi, ha votato all’unanimità la creazione dell’associazione terra di piloti e motori perché crede molto in questo progetto a carattere regionale, quindi mi sembra strano che il Movimento 5 Stelle a livello regionale voti contro, quando a livello comunale ha votato a favore.
Per quanto riguarda mettere insieme altre cose che si potevano fare, secondo me sbagliamo percorso se andiamo a mettere in contrapposizione una scelta rispetto ad un’altra. Sono tante quelle che si possono fare, questa sicuramente è importante, quindi ringrazio la maggioranza per averla capita e per averla sostenuta con forza anche grazie agli interventi che ci sono stati.
Non è usuale che una legge abbia la possibilità di andare due volte in Consiglio regionale, quindi ringrazio il Movimento 5 Stelle, che l’altra volta ha richiesto la verifica del numero legale, che mi ha dato la possibilità di promuoverla due volte, siamo riusciti a parlare della stessa legge per due volte, quindi grazie all’opposizione per avermi dato questa opportunità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Anch’io ringrazio, l’altra volta non c’ero, quindi mi accodo al Consigliere Biancani nel ringraziamento.
Il vero paradosso non è tanto il fatto che oggi facciamo la legge e che come Regione andiamo a riconoscere i motori, è esattamente il contrario, e cioè che fino ad oggi non ci sia stato da parte della Regione un’attenzione particolare su una valenza non di grandezza regionale, ma mondiale.
Ascoltando il Consigliere Maggi ho capito che lui “non sa”, “ignora”, non dice una cosa per cattiva volontà politica, veramente non conosce, non ha un’idea di cosa sia il fenomeno dei motori nel nostro territorio regionale. Per esempio, ho capito che non sa che Tavullia è come Loreto, meta di pellegrinaggio, ci sono persone che, tutti i giorni, da tutto il mondo, vanno a Tavullia per vedere la città di Valentino Rossi. Tavullia non ha avuto un centesimo di sostegno per gestire ad esempio una navetta, un trasporto pubblico, una qualunque forma per rispondere ad un flusso così importante di persone che vanno a vedere Tavullia. Voi non l’avete mai vista, ma Tavullia è niente, non ha qualche attrattiva particolare, vanno lì perché è la città di Valentino.
Il problema è che non ci si sia minimamente preoccupati di dire: “Come mai non facciamo niente? Come mai non si fa niente in quella situazione?” E questo è niente, è un aspetto, un particolare contingente legato alla storia straordinaria di Valentino Rossi.
Sapete quanti mondiali sono stati vinti fra piloti, macchine e motori in quel territorio? Avete un’idea? Parliamo di titoli mondiali e non di uno sport che non vede nessuno, ma di uno sport che è sotto i riflettori dell’intero pianeta, tra i più popolari dell’intero pianeta e la verità è che fino ad oggi non è stato fatto niente! Questo è il punto vero! Non c’è stato nessun tipo di segnale, attenzione, per poter cogliere questo valore, perché oggi essere sotto i riflettori del mondo è un valore in termini di comunicazione, di immagine, racconta quello che sei, perché la meccanica dei motori, sempre storia, è quella che ha originato tutta la meccanica pesarese. Il titolare della BS lavorava in un tornio alla Benelli; la Benelli Armi, che vi assicuro è un’eccellenza mondiale, nasce dalla stessa storia, la meccanica legata ai settori più diversi, dal vetro e via dicendo, nasce dalla storia dei motori.
Quanti mondiali ha vinto la TM? 15 l’anno scorso. E’ una azienda che produce motori per go kart, supermotard, moto da enduro, ha una produzione di 1.500 moto l’anno che vende in 90 Paesi in tutto il mondo.
La particolarità di questa cosa è che noi ad oggi non l’abbiamo minimamente riconosciuta, mentre la Quintana 10.000 euro li ha avuti, forse li ha avuti anche l’anno precedente e l’anno prima ancora all’interno delle sue edizioni, quindi una qualche attenzione l’ha avuta. Da questo punto di vista quello che è stato fatto fino ad oggi è stato fatto perché i Comuni hanno fatto il loro dovere e perché i privati si sono impegnati.
Lo sa qualcuno che abbiamo il secondo museo di moto storiche a livello europeo? Lo sanno gli appassionati e lo sanno quelli che vanno là. Questo valore aggiunto non è mai stato riconosciuto e segnalato.
La legge specifica per un settore è una forma che io non amo, ma ne capisco il senso è la volontà di fare emergere e rendere evidente che anche alla Regione interessa, per iniziativa del Consiglio, impegnarsi verso una carta, un cluster, lo chiameremo dal punto di vista turistico, il quale è andato avanti spontaneamente senza nessun tipo di attenzione o di impegno particolare, e lavorare per rafforzarlo significa dare una risposta. Quindi la legge si incardina molto bene e risponde dove non c’è stato nulla.
Paragonare all’olio …, dire che sull’olio non c’è strategia quando è dal ’93 che si lavora per il riconoscimento dell’Igp per l’olio marchigiano. Questa Giunta è quella che ha raggiunto l’obiettivo e vi assicuro che nel mondo dell’olio, abbiamo visto i cuochi lunedì, questo risultato è ritenuto straordinario che dà valore aggiunto ad un sistema. Sull’olio non ci sono stati finanziamenti regionali? Fiumi di denaro da questo punto di vista, quindi in una visione che è di grande attenzione e di grande strategia, come si fa a dire, mi riferisco all’intervento del Consigliere Zura Puntaroni, che la Regione non è interessata all’olio in maniera strategica? La visione strategica del Consigliere Zaffiri è: quanti finanziamenti sono andati alla mostra internazionale dell’olio monovarietale? Questa è la mancanza o la presenza di visione strategica, forse la visione strategica è avere ottenuto l’Igp per l’olio Marche, forse quella è la visione strategica che ha dato un valore aggiunto ad ogni goccia d’olio prodotta in questa regione. Chiaro?
L’ignoranza si può giustificare, ma non è un vanto, ma adesso voglio essere più cattivo. Nel momento in cui c’è l’Emilia Romagna che ha una tradizione, perché la terra dei motori è a cavallo tra le due regioni - anche loro - e che per la prima volta decide di investire fortemente da questo punto di vista - sapete molto bene che c’è un movimento nel nord delle Marche che guarda con grande attenzione all’Emilia-Romagna - voi pensate che noi possiamo stare a guardare e non mettere in campo una nostra iniziativa?
Il Movimento 5 Stelle è opaco da questo punto di vista, non si è mai espresso con chiarezza se è contrario al fatto che i Comuni marchigiani vadano in Emilia-Romagna, ed è ora che lo faccia, ma per chiarezza, oppure dica: “Noi siamo d’accordo che i Comuni marchigiani vadano in Emilia-Romagna”, allora capirei ancora di più la presa di posizione ed il fatto che secondo loro oggi è sbagliato sostenere la terra dei motori. Se la loro posizione è che è bene che questi Comuni transitino verso altre Regioni, allora è chiaro che il punto di vista espresso oggi non è nella contrapposizione fra i territori marchigiani, ma è l’affermazione di una linea politica e se non è così è bene che vi esprimiate con chiarezza. In Emilia-Romagna lo fanno ormai a “tappetino”, il Movimento 5 Stelle emiliano-romagnolo dalla mattina alla sera propaganda e fa iniziative per portare i Comuni dall’altra parte. Il Movimento 5 Stelle dei territori di confine, vedi Gabicce, ha assunto questa come linea: “Noi vogliamo portare Gabicce in Emilia Romagna” nero su bianco sui giornali, a me interessa sapere cosa ne pensa il Movimento 5 Stelle delle Marche, se è bene che il nostro territorio regionale mantenga la sua integrità o mandi pezzi, come ho detto io: l’accorpamento a rate, del nostro territorio verso una Regione piuttosto che un’altra.
E’ bene che questa chiarezza si faccia, altrimenti su singoli provvedimenti possiamo pensare ben altro rispetto quello che si dichiara e si dice. Faremo certo un bel regalo nel caso di Tavullia perché l’Emilia-Romagna avrà tanti difetti ma quello che abbiamo di buono nelle Marche lo vede con grande lucidità, i bike hotel romagnoli dove mandano le biciclette? Nelle Marche, quindi guardano con grande lucidità, sappiamo qual è il disegno e sappiamo qual è la strategia.
Da parte nostra credo che con questa iniziativa segniamo una attenzione nei confronti di imprese straordinarie che ancora oggi operano a livello planetario un cluster turistico fatto di beni che purtroppo conosciamo noi, ma neanche tutti quelli che stanno in quest’Aula, in termini di valore, di qualità. Invito a visitarli ed a conoscerli per poter poi avere una cognizione di causa. E’ un’opportunità più unica che rara avere uno degli sportivi più famosi al mondo, penso che sia tra i primi tre più conosciuti in tutto il mondo, che ha realizzato materialmente un trasferimento di valore sul territorio già attrattivo per quello che già esisteva in precedenza, quindi con questa legge, secondo me, diamo un segnale molto chiaro, facciamo un nostro percorso e lo portiamo avanti.
Certo 50.000 euro sono pochi e non sono certamente in grado di reggere quello che potrebbe essere un’azione più ampia e congiunta, però segnano questa presenza, questa attenzione, questa volontà di essere vicini ad un valore che possiamo distribuire in termini di ritorno per la nostra Regione e quando parliamo di regione, per tutti noi che lavoriamo in questa Aula.
Ringrazio il Consigliere Biancani e tutti quelli che hanno sostenuto questa iniziativa perché hanno, secondo me, nel momento opportuno, centrato un segnale che andava assolutamente offerto a quella parte del nostro territorio regionale.

PRESIDENTE. Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Talè e Traversini.

Proposta di legge n. 132. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Biancani, Talè, Traversini.
Favorevoli: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Volpini.
Contrari: Bisonni, Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Marcozzi, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 11
ad iniziativa dei Consiglieri Marconi, Rapa, Micucci
“Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1998, n. 30 ‘Interventi a favore della famiglia’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 11 dei Consiglieri Marconi, Rapa, Micucci.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Questa proposta di legge è stata presentata parecchio tempo fa, non dico in senso polemico il fatto che arrivi all’approvazione ed all’esame solo oggi, e questo tempo di riflessione nella legislatura in corso torna utile in quanto i contenuti di questo provvedimento sono in gran parte già nella prassi, quindi una volta tanto facciamo una legge che non è il frutto cervellotico di qualcuno, ma è qualcosa che si è consolidato nel tempo.
Faccio riferimento da subito ai contenuti. Il primo riguarda campagne di sensibilizzazione e prevenzione della salute, in modo particolare contro ogni forma di dipendenza per una corretta educazione alimentare, in collaborazione con i Comuni, l’Azienda sanitaria e le associazioni previste nella Consulta della famiglia.
Questa cosa è frutto di una lunga meditazione e di una lunga valutazione dell’esperienza nel campo dei servizi sociali perché ci siamo resi conto, con un po’ di ritardo, che le campagne di sensibilizzazione sulle dipendenze, se ne fanno praticamente per tutte, non hanno alcuna seria efficacia se vengono rivolte solo ai soggetti direttamente interessati. Ad esempio la recente legge sulla dipendenza patologica da gioco d’azzardo, se la campagna non viene rivolta all’interezza delle famiglie, ma soltanto a chi già gioca, è quasi completamente inutile, perché chi gioca continuerà a giocare e gli unici che possono aiutarlo, la famiglia, i corpi sociali intermedi, le comunità, qui le abbiamo elencate tutte, fino agli specialisti della nostra azienda sanitaria, non servono a nulla.
Un altro argomento che abbiamo introdotto in questa modifica della legge 30, che mi permetto di ricordare risale al 1998, è l’istituzione del logo “impresa amica della famiglia”, è una iniziativa a cui ne seguono altre. Abbiamo già istituito il logo “impresa amica del sociale”.
“Impresa amica della famiglia” perché in alcune situazioni abbiamo notato che il dato culturale, cioè il segnalare questo tipo di sensibilità nei confronti delle famiglie, è già registrato dagli operatori economici.
Faccio riferimento a questo riguardo all’ultimo emendamento presentato dalla Commissione, su suggerimento verbale del Consigliere Giancarli e fatto proprio dal Presidente Volpini e poi da tutta la Commissione, con il quale si aggiunge il punto f bis) o punto g) come preferite, alla fine dell’articolato del comma 2, articolo 2 e l’emendamento, ce l’avete sotto, dice una cosa estremamente interessante, credo che non a caso sia stato votato all’unanimità, cioè promuove fra i criteri, fra i punti attraverso i quali concedere il logo, anche la chiusura degli esercizi commerciali, industriali, artigianali, non ha importanza, chiaramente qui è soprattutto l’esercizio commerciale, per almeno il 50% dei giorni festivi comprendenti capodanno, Pasqua, festa della liberazione, festa dei lavoratori, festa della Repubblica, Ferragosto e Natale.
Servirà il logo? Alcune imprese già lo fanno e lo scrivono fuori dai loro negozi: “questo esercizio resta chiuso in questi giorni …”, e lo fanno per una scelta, quella di favorire la famiglia o le famiglie dei lavoratori che lì esercitano la loro attività, ma anche per far respirare le famiglie impiegate sei giorni a lavorare ed a consumare.
In questa disposizione del logo vengono introdotti altri criteri particolarmente volti alla tutela della madre lavoratrice ed anche del lavoratore padre, ovviamente, ma in modo particolare della madre lavoratrice che, come sappiamo, in questa cultura post industriale subisce esattamente le stesse pressioni, non dico angherie, ma le stesse difficoltà che subiva sostanzialmente nell’800. Il fatto di essere donna e in questo caso di essere madre viene tenuto in scarsissima considerazione, e lo sappiamo, perché in molti casi, in troppi casi, le donne sono costrette a firmare indecorose dichiarazioni in bianco prima di essere assunte, prevedendo un licenziamento, che non potrebbe essere dato, nel caso di una o più maternità nel corso del rapporto di lavoro.
Viene prevista la formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo parentale e avanti: family card, asili nido aziendali, eccetera. Quindi una serie di cose che andiamo a registrare e che dovrebbero fare cultura attraverso questa legge dicendo: questa impresa pone una particolare attenzione alla famiglia ed in questo caso, ancora più approfondita, alla donna lavoratrice perché ovviamente ed oggettivamente è più esposta dell’uomo, visto che non siamo riusciti ancora a far partorire i maschi, qualcuno ci proverà in futuro, ma per il momento ancora non ci siamo riusciti.
Un’altra cosa che consacra il logo, l’unica cosa forse nuova in questo provvedimento, è un’iniziativa già presa in passato che ho risollecitato al Presidente di questo Consiglio ed è la non istituzione, perché è già istituita, della festa internazionale della famiglia, il 15 maggio, è una iniziativa dell’Onu, molte Regioni, molti Comuni la fanno, penso fra tutti al Comune di Ascoli Piceno che è stato uno dei primi dove non a caso abbiamo fatto la festa della famiglia nel 2011, che viene riconsacrata con questa legge.
Questa norma non prevede spesa perché mi auguro che la legge n. 30, Assessore Cesetti, non sia fra quelle che dimentichiamo. L’anno scorso siamo riusciti a metterci alla fine 1.200.000 euro, ed è fra le poche leggi nel campo più vasto del sociale che siamo riusciti a rifinanziare nonostante le oggettive difficoltà. Certo poi lo faremo insieme perché la votiamo tutti, però sappiamo quanto conta la proposta rispetto alla decisione.
L’ultima cosa che devo spiegare è quella relativa alla valutazione di impatto familiare. Questa attività che trova un nome era già presente nell’articolo 4 della legge in quanto la Consulta regionale della famiglia da quando è stata istituita, nel 1998, esercita questa attività, semplicemente non era adeguatamente disciplinata e noi lo facciamo.
Cosa fa sostanzialmente la Consulta a questo riguardo? Come in tante altre consulte, dà una valutazione preventiva rispetto alle leggi, agli atti amministrativi di competenza del Consiglio regionale e, dove ci si riesce, Assessore Bravi, con difficoltà, ma questo è dentro la sensibilità politica più che la garanzia delle procedure, anche agli atti di Giunta di particolare rilevanza.
E’ stato un articolo un po’ difficile da formulare perché riportare una prassi, che aveva avuto passaggi diversi, in una legge non è stato semplice, mentre è stato semplice, Presidente Mastrovincenzo, per quanto riguarda gli atti del Consiglio, come ogni Consigliere riceve l’atto del Consiglio, così il Presidente della Consulta sa che c’è una proposta di legge ed ha un tempo molto limitato, appena 30 giorni, per esprimere un eventuale parere da mandare alla Commissione competente riguardo alla valutazione di questo impatto. Chiaramente il campo di questo intervento poteva essere circoscritto e non circoscritto, abbiamo deciso di circoscriverlo in maniera ampia, quindi non stretta, ma di per sé non è un problema, in teoria potevamo dire che la Consulta si esprime su tutte le leggi perché tutte la leggi in qualche maniera hanno attinenza alla famiglia, cos’è che non ha attinenza con il nucleo fondamentale della società? Di fatto poi è di competenza delle Commissioni, perché la Consulta non ha né potere referente né tanto meno di proposta, al massimo può fare delle segnalazioni, quindi in teoria può anche esprimere un suo parere se ha tempo da perdere sulla nuova organizzazione, sul nuovo piano delle cave e torbiere della Regione Marche, ma ovviamente in questo caso ha poco da dire in maniera pregnante.
Ecco perché nell'articolo 4 ter, al comma 1, mi rivolgo al Consigliere Bisonni che ha proposto un emendamento, è stata alla fine trovata una sintesi unanime, concordemente voluta, della definizione di “anche indirettamente” perché non era facile dire come circoscrivere, indirettamente o direttamente; direttamente potrebbe essere il nulla, perché in teoria è il nulla, indirettamente può essere un concetto molto più largo. Poi, ripeto, non è un problema dirimente, l’importante è che questa finestra sia stata aperta, ecco il motivo per cui l’abbiamo messo, Consigliere Bisonni. Non c’era, ma è necessario che ci sia, altrimenti ci autolimitiamo e poi l’autolimitazione arriva, perché se in I Commissione perviene un parere della Consulta della famiglia sulla nuova legge elettorale la Commissione potrà dire: “Va bene, c’è questo parere ma chi se ne frega” perché non è che la famiglia in quanto tale esprime una valutazione, in quel caso il soggetto che esprime una valutazione è il singolo cittadino attraverso le forze politiche, ovviamente, perché la legge elettorale è materia che riguarda l’intera comunità presa però nei suoi soggetti giuridici, che sono appunto i cittadini.
Ben diversa è tutta l’ampia materia dei servizi sociali, ma abbiamo visto, e potevamo scrivere anche questo, che non è solo la materia dei servizi sociali, ma è anche quella urbanistica, del lavoro, del commercio, della cultura, della scuola, allora non trovando un altro termine è stato indicato: “che riguardano indirettamente la famiglia”, altrimenti non avremmo avuto nessun tipo di criterio. Ma, ripeto, non sarà un problema perché poi il lavoro è della Consulta.
L’atto che viene valutato è anche quello della Giunta, ma si è prevista una procedura diversa, in questo caso non potrebbe essere altrimenti, visto l'iter con il quale vengono prodotti gli atti amministrativi. Non si possono mandare preventivamente gli atti della Giunta a consultazione di chicchessia, non è possibile, non è prevedibile, questo l’ho spiegato anche alla Consulta, ma vengono segnalati eventualmente dalla Giunta su iniziativa dell’Assessore competente al sostegno della famiglia, il quale verifica, attraverso l’ordine del giorno che riceve, come il Presidente del Consiglio fa per gli atti del Consiglio, se c’è qualche provvedimento che magari può attendere 5 giorni in più ed essere valutato. Se la valutazione nel giro di pochissimi giorni non giunge la procedura non può essere interrotta. Su questo non sono assolutamente ideologico perché credo che le cose debbano essere fatte e concluse.
Diverso è l’atto del Consiglio che ha un iter molto più lungo, dalla presentazione a quando viene approvato passano mesi o addirittura anni, a meno che non sia una proposta di Giunta che necessita di rapida approvazione.
Chiudo con i ringraziamenti di rito, ma in questo caso non formali, per primo al Consigliere Micucci ed al Consigliere Rapa che mi hanno sostenuto e con i quali ho condiviso questo processo perché, ripeto, non è stata una legge finalizzata ad una cosa, ma un atto che tenta la rivisitazione della legge 30 aggiornando quattro, cinque aspetti fondamentali che a distanza di quasi 20 anni, cioè dal 1998, meritavano questa attenzione.
Ringrazio anche per i contributi, non vedo la Consigliera Malaigia, che forse è assente giustificata, poi magari lo ricorderà la Consigliera Leonardi della minoranza, che ha prodotto una proposta molto interessante che la Commissione ha accolto all’unanimità, ma non la presento per non togliere lavoro agli altri colleghi.
Ringrazio anche la Consigliera Leonardi con la quale sin dall’inizio, come relatrice di minoranza, mi sono seriamente confrontato. Ringrazio anche la stessa Consulta perché questa proposta nasce, questo è proprio un caso di valutazione di impatto, colleghi Consiglieri, in seguito ad una serie di osservazioni formulate nella chiusura della legislatura precedente e in apertura della nuova, che i proponenti hanno raccolto e portato all’attenzione del Consiglio. Sono quelle belle cose, quelle buone prassi che riusciamo ogni tanto a fare e la partecipazione delle organizzazioni collaterali alla Giunta ed al Consiglio producono un buon risultato.
Non faccio mai ringraziamenti agli uffici perché sono già pagati, però in questo caso mi sento di fare una nota alla Segretaria della IV Commissione e al Segretario generale perché sul procedimento della Vif, in effetti, ci siamo impantanati per diverse settimane in quanto non era per nulla facile introdurre una procedura che di fatto veniva svolta in maniera molto artigianale, molto sommaria, trovare per questa una definizione giuridica con tutte le parole giuste e le virgole al punto giusto non è stato semplice ed io stesso non ero riuscito, pur dalla mia ampissima esperienza in campo legislativo, a risolvere questo problema, invece gli uffici hanno collaborato in maniera determinante per superarlo, al di là delle competenze, anche competenze economiche, l’hanno fatto con una passione ed una dedizione ammirevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. La proposta di legge che discutiamo questa mattina propone delle modifiche e delle integrazioni alla legge regionale del 10 agosto 1998 n. 30 che disciplina “Interventi a favore della famiglia”, riconoscendo al nucleo fondante della nostra società, la famiglia, un valore essenziale da tutelare e valorizzare in ogni suo aspetto, per questo attraverso questa legge, che integra quella esistente, si è deciso di intervenire su diversi ambiti. In primis quello della salute attraverso l’avvio di campagne di promozione e di sensibilizzazione con cadenza biennale contro ogni forma di dipendenza. Sappiamo bene, l’abbiamo trattato pochi mesi fa in quest’Aula quando abbiamo esaminato la proposta di legge contro il gioco d’azzardo patologico, quanto ogni tipo di dipendenza abbia degli effetti devastanti non solo sul soggetto colpito ma anche su tutto il nucleo familiare e questo vale per le dipendenze da droga, da alcool, dal gioco e per ogni altro tipo di dipendenza. Quindi attraverso la sensibilizzazione e le campagne di prevenzione bisogna intervenire per la tutela della salute di tutto il nucleo familiare.
Secondo aspetto, che reputo molto importante, è quello legato all’ambito turistico e l'ha ricordato il Consigliere Marconi, su proposta della Consigliera Malaigia, abbiamo voluto inserire un fattore importante che riguarda la promozione turistica di pacchetti, quindi un’offerta turistica dedicata alla famiglia che ovviamente caratterizza il nostro territorio, per quanto riguarda gli aspetti classici, dal mare, alla cultura, alla montagna, che possa essere anche un'attrattiva, prevedendo delle tutele e degli accorgimenti a questo settore importantissimo.
Altra forma legata al turismo è quella rivolta alle persone con ridotta autonomia questo perché possano insieme al nucleo familiare trarre dalle politiche regionali un vantaggio anche nell’accoglienza turistica.
Alla Giunta viene affidato, attraverso questo atto, il compito di dare attuazione alle disposizioni generali che la legge propone in ambito turistico mediante degli incontri specifici con gli operatori per predisporre delle offerte insieme a chi il turismo lo fa in prima persona, sia per la famiglia che per le persone con ridotta autonomia personale.
Un altro settore importante al quale con questa legge si dà un ruolo all’interno della tutela della famiglia è quello legato al lavoro ed all’impresa. Viene istituito il logo “impresa amica della famiglia”, un marchio che deve in qualche modo riconoscere il valore delle imprese, ce ne sono già molte ed in questo caso vogliamo premiarle anche a livello esteriore, che si fanno parte attrice di politiche a tutela della famiglia, attraverso l’introduzione di forme di flessibilità, di telelavoro, oppure di programmi che favoriscono il reinserimento, ad esempio, dopo il periodo della maternità o della paternità, o anche attraverso l’attivazione di bonus-bebé o di nidi aziendali, tutte forme che aiutano il genitore lavoratore a non abbandonare il mondo del lavoro.
Attraverso un emendamento, che è uscito all’unanimità dalla Commissione e che poi verrà votato ad integrazione della legge, è stato inserito, per il calcolo e per l’ottenimento di questo marchio “impresa amica della famiglia”, il rispetto delle festività, almeno il 50% delle festività.
Vengo da un Comune in cui il commercio vive un momento di sofferenza, quindi spesso, non solo da me ma un po’ dappertutto, c’è la tendenza, attraverso l’apertura 7 giorni su 7, a contrastare questo fenomeno, però abbiamo visto, in particolar modo nella grande distribuzione ma anche nel piccolo negozio, che a volte queste logiche penalizzano la famiglia perché nell’unico momento in cui c’è la possibilità di stare tutti insieme e di fare qualcosa uno o entrambi i genitori devono lavorare, quindi riconoscere anche il valore di queste festività per agevolare ed aiutare la famiglia credo che sia un altro aspetto importante.
Attraverso questa legge viene istituita anche la festa della famiglia che avrà luogo il 15 maggio proprio per valorizzare il ruolo che noi vogliamo darle.
La cosa che ha più effetto nelle politiche regionali è l’introduzione della Valutazione di impatto familiare (Vif) sugli atti sia dell’Assemblea legislativa che della Giunta proprio per poter valutare l’incidenza che le nostre politiche hanno, in ambito regionale e familiare, perché è sempre bene verificare se un’idea, in questo caso tradotta in forma legislativa, produce effettivamente o meno gli effetti che si prevedono quando viene portata in votazione.
Voglio ricordare una cosa: la famiglia deve essere al centro dell’azione della politica, senza famiglia, che è la cellula base della società, credo che non si possa costruire nulla e non si possa certamente pensare di risolvere i problemi del Paese e quando si parla di famiglia, è ovvio, ma per quanto mi riguarda penso sia necessario specificarlo, si intende l’unica famiglia, quella società naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, così come riconosciuta dalla nostra Costituzione all’articolo 29.
Mi piace ricordare come Fratelli d’Italia si sia battuto anche a livello nazionale - credo che questa nostra legge abbia determinati effetti, ma penso che sia importante che tutte le politiche, in particolar modo quelle del Governo, tengano conto dell’importanza della famiglia - e che il 3 marzo 2016 alla Camera fu approvata una mozione proposta da Fratelli d’Italia avente come prima firmataria Giorgia Meloni che impegnava il Governo ad ideare e realizzare, dotandolo di strumenti finanziari adeguati, un piano a tutela della famiglia e della natalità.
Noi dobbiamo guardare i dati dell’Istat che oggi sono drammatici: ci sono sempre meno bambini, dall’Unità d’Italia ad oggi nessun dato è stato così negativo, mentre cresce la popolazione anziana. Se l’Italia continua in questa direzione sappiamo che andremo al collasso per questo è importante realizzare delle azioni concrete che vadano a vantaggio della famiglia.
Ricordo che quella mozione fu approvata all’unanimità, credo quindi che le politiche a sostegno della famiglia vadano inserite come una priorità della politica, non solo regionale ma anche nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Il tema centrale e fondamentale della famiglia è in continua evoluzione con dinamiche e problematiche in costante mutamento.
L’adeguamento e l’aggiornamento costanti, anche normativi ed istituzionali, sono dunque fondamentali per affrontare in maniera mirata e puntuale simili problematiche.
Bene, dunque, qualsiasi approfondimento tecnico, scientifico, sociale che proceda in questa direzione, ma si eviti di caricare ed appesantire la componente burocratica perché gli interventi tesi alla tutela e alla salvaguardia dei nuclei familiari, anche sulla scia delle battaglie sulla parità dei sessi e sull’equilibrio, purtroppo ancora precario, tra famiglia e mondo del lavoro e della loro stabilità e serenità, devono essere sempre più mirati e, appunto, tempestivi.
In questo senso chiedo che la valutazione di impatto familiare (Vif), paradossalmente, contribuisca a snellire i processi di sostegno della famiglia, nulla in contrario all’istituzione di una festa della famiglia anche se a mio avviso una tale iniziativa rappresenta solo una marginale cornice nel quadro della problematica generale.
Stesso dicasi per la limitazione degli orari dei pubblici esercizi e della somministrazione di alcolici regolata da normative nazionali.
Le imposizioni non servono se i principi virtuosi non si radicano nella comunità e sappiamo tutti quanto lungo ed impervio sia il sentiero che porta a centrare questo obiettivo.
Con mere limitazioni si rischia di sortire l’effetto contrario, per questo motivo stiamo a parlare della punta dell’iceberg per un tema che va affrontato in maniera sicuramente più strutturata ed organica a partire dall’analisi della società di oggi e dalla miriade di componenti che incidono sui ritmi della famiglia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Vorrei fare un appello alla IV Commissione, al Presidente Volpini ed ai componenti, perché avevamo fatto un emendamento, che per un disguido non è stato consegnato nei termini dovuti.
All’articolo 2, comma 2, lettera a) si dice “progetti articolati per consentire alle lavoratrici madri ed al lavoratore padre di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro”, siccome nel nostro ordinamento due donne o due uomini ed un figlio di uno dei due è un nucleo familiare, a chi ha un figlio con due donne nel nucleo familiare o a chi ha un figlio con due uomini nel nucleo familiare non viene concessa la flessibilità del lavoro? Questo è discriminante nei confronti di quel bambino o di quella bambina, per cui pregherei la Commissione di mettere anziché “alla lavoratrice madre o al lavoratore padre”, “ai genitori lavoratori”.
L’emendamento era questo, penso che sia un atto per superare questa discriminazione nei confronti di chi nella famiglia non ha uomo o non ha una donna, soprattutto nei confronti del figlio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Anche noi della Lega esprimiamo una considerazione positiva nei confronti di tutti i Consiglieri che hanno lavorato su questa legge che era ferma dal 1998 e che quindi doveva essere rivitalizzata.
Credo che in Commissione ci sia stato un contributo positivo da parte di tutti i membri, per quanto ci riguarda esprimiamo una valutazione favorevole e un voto positivo a questa legge.
Voglio ricordare, hanno già accennato questo problema sia la Consigliera Leonardi, relatrice di minoranza, che il Consigliere Marconi, relatore di maggioranza, l’aspetto che riguarda l’incentivo e gli investimenti da fare per cercare di trovare una giusta accoglienza, in alberghi e in posti nei quali passare alcune ore in un contesto di aggregazione, a famiglie che hanno delle persone in difficoltà, meno fortunate che fanno riferimento alla famiglia stessa.
Penso che questo sia un aspetto importante che dovrà far parte di un progetto di servizi che come Regione Marche dovremmo incentivare, rivolto a chi vorrà essere protagonista sul territorio offrendo questo servizio alle famiglie che si trovano in questa situazione. Questo era un emendamento presentato dalla Consigliera Malaigia, recepito all’unanimità dalla Commissione, nella quale, ritengo, si è svolto un buon dibattito e si è trovata una soluzione positiva.
Mi sento però di esprimere una considerazione politica alla fine del mio intervento, riferita in modo particolare ai colleghi Consiglieri, su questa legge, che noi riteniamo molto importante, ho visto, ho notato ed ho ascoltato poca attenzione dell’Aula, nelle leggi cosiddette marchettare, di cui abbiamo parlato poc’anzi, c’è molta più partecipazione, penso che questo sia un errore politico molto grave e credo che le leggi che interessano la nostra comunità siano da guardare e da ascoltare con molta più attenzione.
Come gruppo Lega Nord ho espresso una valutazione positiva, quindi un voto a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Consigliere Zaffiri, abbiamo provato ad inserire nella legge qualche riferimento alle moto, non c’è venuto in mente niente, forse dovevamo citare l’apetto, in modo tale che la famiglia fosse tutta riunita dentro l’apetto e forse ci sarebbe stato più interesse per la discussione.
A parte le battute, credo che sia già intervenuto ampiamente il Consigliere Marconi, questo è un momento importante nel senso che la famiglia ha un ruolo determinante e fondamentale nello statuto sociale italiano, riconosciuto peraltro in primis dalla Costituzione, quindi non ci devono essere visioni ideologiche separate su questo tema, nel senso che, indipendentemente dalla propria fede o dal proprio pensiero ideologico, la cellula fondamentale della società italiana e non solo è la famiglia e penso che sia positivo laddove si può intervenire per rafforzare questo elemento e questo nucleo.
Mi sembra che il voto, da quello che posso capire, sia ampiamente condiviso su questa norma che andremo ad approvare, a conferma di quanto sto dicendo.
In particolare credo che l’inserimento del Vif sia un elemento importante e fondamentale perché si acclara che quando viene approvata una legge o una norma di Giunta in qualche modo ci deve essere anche una valutazione sull’impatto familiare perché è chiaro, lo dicono le norme fiscali e non, non è la stessa cosa parlare per una persona e parlare per un nucleo familiare, quindi penso che una valutazione di questo tipo sia importante e vada inserita e e ben fa la Regione Marche a prevederla, perché va e deve andare a tutela dell'organismo familiare.
E’ una cosa importante, è una cosa che riguarderà, non solo la norma, ma l’uso e i costumi, nel senso che la legge che andremo ad approvare andrà declinata, anche se non credo che sarà facile far entrare nei meccanismi degli uffici, dei legislatori, di chi quotidianamente approva norme, a volte anche in fretta e furia, questo meccanismo.
Penso che un ruolo fondamentale lo giocherà la Consulta della famiglia che entra in collaborazione diretta con gli uffici e ne va del buon andamento della società, in questo caso marchigiana ed italiana in generale.
Questo è un elemento rilevante, poi è chiaro che noi possiamo, come spesso avviene in quest’Aula, legiferare su materie di nostra competenza, in questo caso possiamo legiferare per l’attribuzione del logo, per l’individuazione del premio che verrà dato a quelle attività produttive che si accostano alle famiglie, perché, come dico spesso in questi casi, è vero che - abbiamo approvato poco fa la normativa sulle moto - chi va in moto ha il portafoglio, chi va in macchina ha il portafoglio, ma anche le famiglie hanno il portafoglio in tasca e spesso non consumano per 1 o per 2 ma per 4, per 5 o per 6, quindi credo che sia importante per gli operatori turistici, per gli operatori commerciali essere attrattivi nei confronti di questi nuclei che spostano anche importanti giri economici e se uno vuole essere meno poetico e più pragmatico anche in questi termini si può fare una valutazione positiva.
Mi auguro che questa legge, che modifica una norma del 1998, ed è questo il lavoro che dovremmo fare noi come Consiglieri, ma tutto il mondo politico/istituzionale, possa portare queste idee all’interno dei gruppi economici che vengono coinvolti in questa normativa perché, ripeto, è importante anche e soprattutto da un punto di vista economico valorizzare certe imprese.
Mi auguro che questa legge possa fungere da volano nei confronti di questi operatori e possa dare ancora maggior dignità alle vicende familiari.
In merito all’emendamento che proponeva adesso il Consigliere Maggi, se ho ben capito, il problema non si pone perché nell’articolo in discussione si parla della lavoratrice madre o del lavoratore padre, non si mette in antagonismo i due, comunque anche le famiglie separate hanno la tutela del padre o della madre e se vogliamo allargare questo concetto anche ai nuclei fatti solamente da donne o solamente da uomini, credo che la legge già lo tratti perché parliamo di nuclei in cui ci sono solo madri o solo padri, se questo era il tema. Non c’è una visione filosofica o religiosa di fronte a questa interpretazione, mi sembra che la norma già così tratti un alveo completo, peraltro la Costituzione e le norme nazionali danno delle definizioni e a quelle ci siamo attenuti nel redigere questa normativa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Esprimo gratitudine ed estrema gioia alla IV Commissione, esprimo questo giudizio con questi aggettivi perché di famiglia si parla poco.
Mi rendo conto che la delega alla famiglia è estremamente delicata, estremamente difficile, lavora nel volontariato e non emerge alla luce del sole, quindi credo che sia importante rivisitare questa legge perché si dia visibilità a quello che resta il più grande ammortizzatore sociale e su questo non ci piove.
Ringrazio i Consiglieri Marconi, Rapa, Micucci e tutta la IV Commissione che hanno lavorato, nello stesso tempo voglio portare un piccolo contributo ed il primo riguarda la Consulta.
Ho trovato grande disponibilità nella Consulta a lavorare su temi a tutto tondo, a 360°, nell’ultima Consulta, si ricorderanno anche i Consiglieri qui presenti, abbiamo avuto anche testimonianze dirette e questo a dimostrare che deve emergere un tessuto di esperienza dove i genitori, in quel caso erano giovani madri, esprimono il sostegno che la famiglia merita.
Chiaramente nella Consulta, che è variegata nella sua formazione, emerge tutto l’aspetto sociale, etico, economico, quindi per me è un grande punto di forza.
Secondo punto, vorrei dire che la legge tocca, prima ho ascoltato la Consigliera Leonardi, i punti fondamentali emersi anche dalla Consulta sui quali si stanno facendo bandi, sui quali nell'Assessorato si sta lavorando e mi sembra importante mettere in evidenza i temi della conciliazione lavoro-famiglia, dei nidi, dei disabili, delle assunzioni nelle aziende. Adesso stiamo lavorando, ancora non è pronto, ma ci stiamo lavorando, su un bando che prevede il sostegno pomeridiano ai figli, anche di aiuto allo studio. Abbiamo voluto mettere questa cosa che è uscita dalla Consulta. Il fatto è che non c’è solo la riduzione delle ore di lavoro per una madre e un padre, o il telelavoro, come ha detto la Consigliera Leonardi, ma vogliamo aggiungere anche l'aspetto del sostegno allo studio fino ai ragazzi di 14 anni per rimpinguare e valorizzare quelle realtà territoriali che come volontariato operano in questo senso.
Molto bene il tema del turismo, anzi ho avuto modo di vedere come il cicloturismo, ad esempio, visto che qua parliamo tanto di biciclette, abbia previsto anche dei percorsi per i ragazzini disabili, coinvolgendo le famiglie in pacchetti di 3 o 4 giorni, nei posti stupendi che noi abbiamo, permettendo una vacanza e permettendo un tema di giustizia e di dignità, quindi ben venga tutto questo.
Devo anche dire che legato a questo tema della famiglia ce n’è un altro molto importante, sul quale dobbiamo lavorare tutti, cercherò di farlo con bandi ad hoc, è una problematica di tutti ed è quella dei padri over 40/50 che perdono il lavoro, è una grossa realtà di disagio familiare sulla quale dobbiamo lavorare.
Questi erano i quattro piccoli spunti emersi da quanto la Consigliera Leonardi diceva, da quanto dicevano i Consiglieri Micucci e Marconi, mi sembra importante mettere il dito su questo tema.
Direi anche come Assessorato di lavorare sulla festa della famiglia per non fare un pour parler o una ricognizione annuale, giusto così per farla, ma per dare un significato diverso. Vorrei mettere tutta la mia volontà e cercare di reperire qualche risorsa - non c'entra ma faccio questo esempio perché spiega - per questo stiamo lavorando su Maria Montessori e stiamo cercando di organizzare qualcosa di grande, sto cercando di farlo nell’Assessorato, perché Maria Montessori è conosciuta in America, è conosciuta in Cina ed è poco valorizzata in Italia, per di più è nata a Chiaravalle, quindi mi sembra che ci siano delle cose che vadano fatte per Dna.
Vi ringrazio e pensiamo anche al tema della famiglia.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2.
Emendamento 2/1 a firma della IV Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Bisonni, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Sandro BISONNI. Vorrei illustrare l’emendamento ed i motivi che mi hanno spinto a scriverlo, molto serenamente, per vedere se le motivazioni sono condivise.
Vorrei togliere le parole “anche indirettamente” perché qui si dice che la Vif deve essere fatta su tutti gli atti che riguardano anche indirettamente la famiglia. La sanità riguarda la famiglia, il lavoro riguarda la famiglia, se mai questa Assemblea dovesse fare una legge sui cambiamenti climatici penso che indirettamente potrebbe riguardare la famiglia, se facessimo una legge sull’astronomia penso che indirettamente poterbbe riguardare la famiglia, tutto può essere ricondotto alla famiglia per cui la questione è molto opinabile, la parola indirettamente ha dentro tutto.
Il comma 2 dice che la Vif è richiesta dal Presidente del Consiglio-Assemblea legislativa e dal Presidente della Giunta regionale alla Consulta, quindi leggendo questo interpreto così: il Presidente del Consiglio ed il Presidente della Giunta fanno una richiesta alla Consulta per effettuare questa Vif. Secondo me si rischia di eccedere nella burocrazia perché se su tutti gli atti dobbiamo fare la Vif, la Consulta farà solo quello probabilmente da qui a …
Poi mi pongo anche il problema se il Presidente del Consiglio ed il Presidente della Giunta non fanno la richiesta, perché c’è scritto “è richiesta”, quindi parte dal Presidente del Consiglio e dal Presidente della Giunta e se si dimenticano di farla, cosa succede? Una legge potrebbe essere impugnata?
Proporrei, e credo che questo non comprometta nulla, di togliere “anche indirettamente” lasciando “che riguardano la famiglia” in modo da introdurre una certa discrezionalità e questo, se lo introduciamo per legge, secondo me, non può portare ad impugnative perché è a discrezione del Presidente della Giunta o del Presidente del Consiglio fare questa richiesta.
Penso che questo non comprometta nulla, lascia solo un po’ più di discrezionalità ed evita una burocrazia eccessiva a mio modo di vedere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ringrazio anche il Consigliere Bisonni perché con questo emendamento, l’ho già spiegato prima, ma forse non in maniera approfondita, e lui adesso lo ha motivato, ci dà l’opportunità di spiegare una cosa che non è usuale e l’osservazione che fa il Consigliere Bisonni entra nell'iter della norma. Qui non sapendo, Presidente Mastrovincenzo, mi rivolgo soprattutto a lei perché è direttamente investito dalla questione, abbiamo scaricato l’onere della prova, rovesciandolo, non su chi trasmette l’atto, che darebbe luogo al ragionamento che fa il Consigliere Bisonni, ma su chi lo riceve, ecco perché c’è stato suggerito anche dagli uffici quel “anche indirettamente”. Se il Presidente avesse avuto l’onere di decidere cosa è di competenza della famiglia e cosa no si sarebbero potute creare situazioni di difficoltà. Il Presidente, come ho spiegato prima, come tutti gli altri atti li trasmette al Presidente della Consulta che li riceve tutti, quindi “sull’indirettamente” ci siamo e a questo punto il problema è tutto dentro la Consulta la quale ha un tempo molto limitato, 30 giorni, per poter produrre l’osservazione.
E' ovvio che la Consulta, essendo fatta di persone non pagate, retribuite, gettonate, come in altri comitati e consulte, perché non hanno neanche gli esoneri per poter partecipare a queste attività, sono tutti volontari che si riuniscono, farà quello che potrà fare con un comitato ristretto, ed è chiaro, Consigliere Bisonni, che la selezione degli atti è responsabilità loro. Da un punto di vista giuridico l’unica responsabilità del Presidente è quella di inviarli per una richiesta, e come succede, Presidente Mastrovincenzo, per Cal e Crel, organismi previsti dallo Statuto, non deve dare pareri obbligatoriamente. Mi spiego? Il parere obbligatorio non c’è, nel senso che se lo danno lo danno, se non lo danno l’iter va avanti lo stesso. Se questo avviene per Cal e Crel figuriamoci per la Consulta della famiglia, quindi il problema è estremamente circoscritto e limitato al caso.
Andando avanti, fra un anno, se dovessimo avere oggettive difficoltà o dovessero sorgere contrasti, Consigliere Bisonni, più di natura politica che di natura giuridica, perché non ci sono nemmeno i presupposti per una osservazione di natura giuridica, possiamo aggiustarlo, ma all’oggi è l’unica soluzione che siamo riusciti a trovare in questo senso, quindi propongo di mantenere il testo così come con la Consulta, la Commissione e gli uffici l'abbiamo prodotto, perché è l’unico modo per non dare al Presidente del Consiglio la responsabilità di quali atti trasmettere.

PRESIDENTE. Se ho capito bene, Consigliere, tutti gli atti dovrebbero essere trasmessi alla Consulta della famiglia?

Luca MARCONI. Si, per i quali non scatta automaticamente l’onere di questa cosa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Consigliere Marconi, gli atti che riguardano la famiglia, anche indirettamente, sono il mondo, l’universo, la galassia. Io sono a favore della famiglia, ma dico attenzione a non creare complicazioni alla Presidenza nel dover trasmettere alla Consulta tutti gli atti che dovessero riguardare la famiglia, perché significherebbe trasmettere di tutto e di più, dalla sanità ..., cioè tutto ciò che riguarda la famiglia …

(interrompe il Consigliere Marconi)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Togliere anche “indirettamente” e lasciare “che riguardano la famiglia” non compromette la logica della legge, invece evita una eccessiva burocrazia perché “anche indirettamente” significa comprendere tutto lo scibile umano. Significa atti, sopra atti che burocratizzeranno tantissimo gli uffici interessati.
Secondo me questo non va a favore dell’obiettivo che si vuole cogliere, ma complicherà solo il lavoro degli uffici perché qualsiasi cosa, anche l’astronomia, riguarda la famiglia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Non intervengo nel merito. In questa regione ci sono moltissime Consulte, oltre alla Consulta della famiglia c’è anche la Consulta dell’immigrazione, la Consulta dei disabili e tante altre, poi abbiamo due organi previsti dallo Statuto, che sono il Cal e il Crel e che hanno un altro livello, non intervengo nel merito, Presidente, però sul piano istituzionale dite voi cosa è più corretto fare per evitare complicazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Capisco quanto dice il Consigliere Marconi, ma attenti perché in questo modo noi andiamo a fare delle scelte. Faccio un esempio: se io faccio una norma che modifica il sistema dei trasporti la mando alla famiglia e non alla Consulta degli studenti che ogni mattina prendono il pullman per andare a scuola? Lo studente viene dalla famiglia, ma c’è il maggiorenne, l’universitario, quindi stiamo attenti perché questo significa dare sfogo ad un qualcosa di cui onestamente se ne può fare a meno. Ragioniamoci! Se la struttura ci ha ragionato 15 giorni, ragioniamo su questo aspetto 15 giorni e 10 minuti per capire se vale la pena o meno perché, ripeto, qui si fa una classificazione: la famiglia, la cellula della società, è importante, ma ci sono anche altre realtà singole che possono essere interessate ai provvedimenti e che sono inserite all’interno delle Consulte di cui ha parlato prima il Consigliere Busilacchi. Che facciamo? A quelli non glieli mandiamo? Alla Consulta dell'handicap, alla Consulta degli immigrati, alla Consulta degli studenti. Ne abbiamo tante, ogni atto va ad incidere su quel settore. Credo che una riflessione possa essere fatta.
(…) Senza dubbio lo dice la legge, ma perché la legge lo dice qui e non lo dice per altri settori? Ci sono anche altre categorie di cittadini che devono essere tutelate al pari di chi compone il nucleo familiare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che questo argomento sia legato alle leggi ed ai provvedimenti della famiglia, non a quelli che possono interessare! Se c’è un provvedimento, una legge legata alla famiglia …, l’esempio del trasporto del Consigliere Celani, secondo me non è legato, la legge sulla famiglia prevede di sensibilizzare una Consulta e la Consulta decide.
Sono perfettamente d’accordo, questo è il senso della cosa e non c'entra più il Presidente che autonomamente deve decidere, perché io sinceramente non me la sento di responsabilizzare il Presidente che potrebbe dire: “Questo va alla Consulta, questo no”. Domani potrebbe esserci un altro Presidente che può interpretare la stessa cosa in un altro modo e credo che così, dal momento che tutto va alla Consulta, ci sia una applicazione più ampia possibile di democrazia, poi la Consulta decide, non decide il Presidente, io sono per far decidere alla Consulta, perché ci sono persone diverse, sensibilità diverse e interpretazioni diverse.

PRESIDENTE. Per fare chiarezza su questo punto due minuti di sospensione e poi riprendiamo.

La seduta è sospesa alle ore 12,40

La seduta riprende alle ore 13,35

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Emendamento 2/1 bis a firma del Consigliere Volpini (in qualità di Presidente della IV Commissione) a nome di tutta la Commissione che recita così: “L’articolo 4 ter così come inserito dal comma 1 dell’articolo 2 è sostituito dal seguente “1. La Vif è effettuata dalla Consulta, ai sensi della lettera d) del comma 1 dell’articolo 4, sugli atti sottoposti al suo esame dal Presidente della Consulta stessa. 2. Con proprio atto di organizzazione interna, il Consiglio-Assemblea legislativa e la Giunta regionale definiscono termini e modalità per l’acquisizione della Vif”. Lo pongo in votazione, qualora fosse approvato decadrebbe l’emendamento del Consigliere Bisonni. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Bisonni. Decaduto

Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 11, così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 123
ad iniziativa del Consigliere Traversini
“Modifiche alla legge regionale 3 aprile 2013 n. 5 ‘Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 123 del Consigliere Traversini.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Si tratta di un lavoro riguardante la modifica della legge concernente la ricerca, la raccolta e la coltivazione dei tartufi. Una norma che è stata già riformata e modificata nel 2013, di cui sono stato relatore, in maniera abbastanza corposa e che aveva introdotto delle novità, ne cito alcune perché sono importanti:
il concetto di ricerca, che non c’era prima ed impediva, per esempio, nel caso di contestazione al tartufaio, che andava in zone o in periodi non permessi dalla legge, di sollevare contravvenzione e verbale perché poteva essere sanzionato solo nel momento in cui veniva preso a portar fuori il tartufo, con cui si è estesa la possibilità di avere una vigilanza più accurata;
aver dato grande spazio alla coltivazione ed introdotto il concetto del tartufo come prodotto agricolo. La possibilità dell’ampliamento delle tartufaie coltivate è stato uno degli elementi fondamentali di quella legge, così come tante altre cose che sono contenute.
Non avevamo preso però in considerazione, ma non per disattenzione, ma perché non ce n’era la necessità, il fatto di mettere un limite ad una delle caratteristiche della coltivazione e dello sviluppo del tartufo, cioè la tartufaia, quindi si a tartufaie controllate o a tartufaie coltivate. Non avevamo messo limiti, nel senso che nelle Marche si poteva tranquillamente chiedere l’autorizzazione per una tartufaia di x ettari di terreno. Questo ha cominciato a creare dei grossi problemi negli ultimi periodi, soprattutto in alcune amministrazioni, in alcuni luoghi della regione e le tartufaie controllate, è questo il problema, non sono coltivate, perché quelle coltivate - ci siamo già espressi in tantissime occasioni - non solo vanno alimentate, ma sono un patrimonio importantissimo del tartufo.
Le tartufaie controllate sono naturali, nel senso che si parla essenzialmente di tartufo bianco pregiato, quello che economicamente rende di più e che non può essere coltivato, quindi si dà la possibilità con l'autorizzazione di chiudere, di restringere, quindi possono andare a tartufi solo ed esclusivamente i titolari della tartufaia.
C’erano diverse richieste, si sta aprendo questa nuova stagione delle tartufaie, i Sindaci ed alcuni amministratori del territorio hanno fatto presente questo problema, per cui abbiamo ritenuto importante, da parte nostra, legiferare.
Abbiamo fatto anche un altro passaggio molto importante, non abbiamo preso la scorciatoia, non c’erano da cambiare chissà quante cose, ma era solo da mettere dei limiti alle tartufaie controllate, però come Commissione abbiamo ritenuto che l’argomento fosse importante e che dovesse essere discusso con i crismi della legge, della modifica della legge e non usare una norma di semplificazione, per esempio, altrimenti l’avremmo già approvata mettendo una quota limite alle tartufaie controllate.
In realtà abbiamo fatto un iter, condiviso con tutta la Commissione, che è durato un mese e mezzo e che ha dato la possibilità di vedere altre sfaccettature e correggere anche delle piccole cose. Quindi un buon lavoro legato ad uno dei patrimoni della regione Marche, molto importante soprattutto perché è una eccellenza a livello nazionale.
Ricordo che la legge nazionale sui tartufi, parlando del tuber magnatum pico, che è il tartufo bianco pregiato, cita il tartufo di Alba e di Acqualagna. Questo riconoscimento che è venuto da tanti anni, identifica la cittadina della regione Marche come la tipologia del tartufo bianco.
Le Marche, non solo Acqualagna, hanno un grandissimo valore per quello che riguarda il tartufo, sia bianco che nero. Valore da un punto di vista commerciale, il valore che sta soprattutto nella promozione turistica.
Ieri in Commissione abbiamo avuto delle audizioni con i rappresentanti del Consorzio vitivinicolo della regione Marche e c’è stato detto che è stato presentato un progetto del “tartufo tutto l’anno”, che sta a significare un’integrazione tra varie tipologie di tartufo, perché non c’è solo il bianco, c’è il nero pregiato, il bianchetto, che coprono tutto l’anno, e danno un’importanza, una copertura dal punto di vista della promozione turistica/economica sicuramente rilevante.
Va ricordato anche che il tartufo nasce e cresce in alcuni territori, soprattutto nelle aree interne e guarda caso alcuni tartufi, come il bianco, crescono nelle aree colpite dal terremoto, quindi è uno degli elementi importanti per la valorizzazione ed il rilancio di questi luoghi. Qualcosa di estremamente importante.
Abbiamo modificato pochissime cose dando questa risposta, tenendo conto delle varie posizioni scaturite dalle audizioni, che non sono tra loro così vicine. Siamo partiti per far veloci, per riuscire a parlare ed a portare a termine questa proposta di modifica, da una legge approvata alcuni anni fa dall’Umbria, che prevedeva 3 ettari per le tartufaie controllate e 15 ettari per i consorzi di tartufaie controllate, 3 ettari per il singolo individuo e 15 per il consorzio, e su questo abbiamo fatto le audizioni. Alcuni hanno detto che andava bene, pochi, mentre molti altri che era troppo breve e che andava estesa. C’è anche chi ha fatto la proposta, molto interessante, di fare il ragionamento fatto nella Regione Piemonte: di valutare quant’è il territorio tartufigeno vocato alla tradizione del tartufo e dare una percentuale massima da ricoprire come tartufaie controllate.
L’abbiamo ritenuta una buona idea, il problema è che ha bisogno di soldi e di tempo, è una cosa che si potrà programmare anche utilizzando le risorse del territorio. Le unioni montane, per esempio, che sono sul territorio possono dare una risposta insieme alla Regione, però è una cosa estremamente interessante.
E’ chiaro che va messo un limite e noi lo abbiamo concordato, o abbiamo cercato di concordarlo, in una logica che potesse stare nella risposta che la stessa Corte Costituzionale ha dato alla Regione Umbria, dicendo che la Regione è competente e lo può fare, però la Regione nel mettere quei limiti ha subito ricorsi, è stata giudicata, ma nel dire questo ha anche ricordato l’importanza della raccolta libera. Come per i funghi, c'è storicamente la libertà di andare a tartufi, che non è una cosa solo di piacere, ma in alcune zone rappresenta una integrazione al reddito di alcune categorie, tra cui sicuramente gli agricoltori, ma anche di tante altre figure. E’ un settore economico di estrema importanza.
Abbiamo cercato di trovare questo equilibrio, gli articoli che vado a presentare sono pochi, abbiamo inserito la valorizzazione delle tartufaie controllate, quelle gestite da enti pubblici, perché la tartufaia controllata, lo spiego meglio, è quella naturale, dove nascono i tartufi in maniera naturale, però per essere autorizzata, per essere riconosciuto il valore, per non più di 5 anni in base alla legge, poi deve essere rinnovata, il titolare deve comunque agire e fare dei miglioramenti rispetto alla situazione dell’habitat. Quindi deve intervenire, oltre che tabellare o recintare, che non è obbligatorio, basta tabellare, in maniera non massiccia, senza trasformazioni per migliorare anche la produzione. C’è questo limite, ci sono queste prescrizioni che devono essere seguite nella tartufaia controllata.
La tartufaia controllata prevede anche di gestire una parte del territorio e nel momento in cui un ente pubblico chiede di farla può essere una ricerca di valorizzazione del territorio e non una chiusura.
Per quello che riguarda l’estensione della tartufaia controllata abbiamo posto dei limiti superiori a quelli dell’Umbria, i quali sono abbastanza restrittivi anche se il territorio è molto simile, che condivide con noi territorialmente la gran parte della “ricchezza tartufo”. L'abbiamo leggermente ampliata anche perché le richieste che sono venute dalla Commissione erano di dare uno spazio maggiore, tant’è che anche il Crel nel parere che ha dato, arrivato solo questa mattina, quindi non abbiamo potuto analizzarlo … Avevamo visto che la posizione di alcune associazioni di categoria all’interno della Commissione era di 10 ettari, quindi tenendo conto delle posizioni, c’era addirittura chi sosteneva che andavano bene anche 3 ettari, abbiamo cercato di trovare una giusta proporzione per i territori marchigiani ponendo a 6 ettari l’estensione massima della tartufaia controllata, con un unico proprietario. Dopodiché c’è la possibilità per i Consorzi o per altre forme associative di aventi diritto di arrivare a 25 ettari, e mi sembrano dimensioni di grande importanza. Sapete benissimo che non si può pensare che, nel momento in cui si ha una tartufaia controllata, cioè naturale, di 25 ettari o di 6 ettari, la superficie sia tutta coperta da tartufi, non è così, il tartufo in alcune zone del territorio non cresce dappertutto, ma solo in alcune zone. Quindi è anche più restrittivo.
Va ricordata anche un’altra cosa, nelle norme previste dai regolamenti della Regione non è possibile fare tartufaia controllata, ad esempio, dove ci sono fossi già autorizzati ed indicati dal demanio, che devono essere fuori dalla tartufaia controllata, quindi ci sono già una serie di vincoli naturali che limitano l’ampliamento. Questo per quanto riguarda le dimensioni, 6 e 25 ettari per il consorzio.
Abbiamo cancellato parte dell’articolo della vecchia legge, il comma 4 dell’articolo 15, che riguardava gli usi civici, in quanto andava in senso contrario rispetto ai ragionamenti che stiamo facendo, e prevedeva che la raccolta fosse riservata solo agli aventi diritto. Gli usi civici spesso hanno dimensioni - le Università agrarie - di centinaia e centinaia di ettari, quindi se è logico porre dei limiti alla semplice tartufaia è ancora più logico abrogare questo comma che prevedeva delle possibilità così ampie ed assurde, anche se devo dire che la presenza del tartufo non è così importante in questi territori.
Un altro aspetto che abbiamo toccato è quello dei fondi derivanti dai tesserini per i tartufi. C’era una ripartizione che veniva fatta, perché era prevista dalla legge, e prevedeva - c’era la presenza della Provincia, cosa che ora non c’è più - il 10% alla Regione, il 40% alla Provincia ed il 50% alle Comunità montane, a cui sono subentrate le Unioni montane, non essendoci più la Provincia si poteva stabilire una percentuale 50 e 50, mentre la proposta che noi andiamo a fare è 70 e 30.
Cosa significano queste percentuali? Significano poco perché purtroppo l’ammontare complessivo dei tesserini del 2015/2016 era intorno ai 350.000 euro, quindi sapete benissimo che quel 20%, di qua o di là, significa 70.000 euro che vengono distribuiti nel territorio interno alle Unioni montane. Significa anche dare responsabilità e aumentare le competenze di questi enti che già fanno questo servizio. Credo che sia una delle cose che dobbiamo portare avanti come Regione, altrimenti non siamo un ente legislativo ma un ente gestore, invece è sempre più necessario governare dal centro e dare più responsabilità ed utilizzare le risorse che ci sono sui territori. Molte Unioni montane, lo so perché le conosco in maniera diretta, hanno nella propria pianta organica molti agronomi che svolgono questa funzione, la fanno con competenza, quindi questi pochi soldi, questi 70.000 euro in più, saranno utilizzati, sotto la direzione e concordati con la Regione, per dare un servizio in più diretto, tant’è che oggi l’autorizzazione per costruire una tartufaia controllata è di competenza dell’Unione montana che decide, quindi basta allargare questo, comunque si parla di 70.000 euro che verranno distribuiti in tutta la regione Marche.
Abbiamo fatto un emendamento per una questione puramente tecnica, quando c’è il fermo di un tartuficoltore e gli viene contestato un certo comportamento, perché magari va fuori dal periodo, viene disposta l’ammenda ed il conseguente ritiro del tesserino e del prodotto, la contestazione deve essere fatta in sede di accertamento. Si aggiunge questa parola che dà una maggiore chiarezza nell’applicazione (è la stessa cosa già prevista nella legge sui funghi). E' stata richiesta per migliorare la procedura.
Questi sono i pochi cambiamenti che abbiamo apportato, ma che danno una risposta. So che nei territori che hanno sollevato il problema c’è più tranquillità, in conseguenza anche del modo in cui sarà portata avanti l’approvazione di questa legge, perché almeno c’è un limite ed una regola.
Anche a livello nazionale c’è una discussione sulla legge dei tartufi, è chiaro che se dovessero venir fuori dei cambiamenti noi ci adegueremo, intanto abbiamo messo un limite ad una situazione che cominciava a diventare preoccupante relativamente a qualcosa che è un valore importante nell’economia ed anche nelle politiche della Regione Marche.
Un’ultima osservazione, so che è stato presentato dalla Consigliera Leonardi un emendamento molto interessante con il quale chiede che il 10% della quota regionale, quindi circa 8-9 mila euro, venga utilizzato per valorizzare il tartufo nelle zone interessate dal terremoto. Benissimo, il problema qual è? Chi è contrario a dare 8-9 mila euro? Con questi euro però non si risolvono i problemi, c’è una soluzione diversa, adesso non c’è l’Assessore Casini, nel Psr a livello nazionale ci sono già 60 milioni di euro per i territori colpiti dal terremoto e si sta discutendo del riparto di 300 milioni di cui 150 dovrebbero arrivare nelle Marche, chiedo, quindi, alla Consigliera Leonardi di ritirare l’emendamento e di impegnarci, d’accordo con l’Assessore Casini, perché questi 7-8 mila euro sono difficili da distribuire ed alla fine verranno presi dai 250 milioni di euro circa legati allo sviluppo delle aree terremotate.
Questo è il lavoro che è stato fatto e devo ringraziare i colleghi per aver deciso di non utilizzare il metodo della semplificazione e di approfondire l’argomento, tenendo conto delle varie posizioni e dando un contributo ad una situazione diventata di emergenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Non voglio appesantire ulteriormente l’illustrazione perché il Presidente Traversini si è ampiamente soffermato sugli aspetti diretti, indiretti e sui risvolti di una legge che apparentemente sembra molto semplice e di facile interpretazione perché consta di 3 articoli, ma al di là della semplice lettura, credo che contenga qualcosa di molto più pregnante.
Innanzitutto ogni volta che si va a normare degli interessi o delle aspettative contrapposte c’è sempre un po’ di difficoltà, c’è sempre il rischio di non tener conto di alcune situazioni, di scontentare qualche categoria.
Gli interessi contrapposti sono abbastanza evidenti, sono le aspettative, le velleità, di tutti coloro, liberi cittadini, che vanno alla ricerca del tartufo nelle aree non coltivate e di chi vorrebbe avere più disponibilità di aree per avere tartufaie coltivate o controllate.
Conciliare queste situazioni è stato sempre abbastanza difficile, tanto è vero che la legge 5/2013, che noi andiamo a modificare, non contemperava assolutamente questi termini, non c’erano vincoli e nelle prime audizioni abbiamo avuto qualche difficoltà nel recepire le volontà degli auditi perché sono arrivati con sollecitazioni completamente diverse.
Innanzitutto abbiamo dovuto spiegare perché operavamo - e questa era una delle motivazioni - a tutte quelle associazioni di conduttori di tartufaie che ci hanno detto: “E’ in fase di discussione il piano nazionale della filiera del tartufo 2017/2020, quindi sarebbe il caso di soprassedere”. Infatti la legge 752/1985 potrebbe essere modificata in senso più aperto, più liberale, per cui non sarebbe il caso di introdurre dei vincoli restrittivi. Noi invece abbiamo ritenuto che, nelle more della modifica della legge 752, fosse necessario intervenire nella giusta misura, quindi il fatto di essere partiti prima da un numero - mi sembra che fossero 3 ettari elevabili ad un massimo di 15, poi ci siamo spostati a 6 per arrivare a 25 nel caso di consorzi - potrebbe essere una cosa molto significativa a condizione che, poi ne parlerò quando illustrerò l’articolo 2 che destina il gettito della tassa riscossa dai cercatori, le tartufaie controllate siano oggetto di processi di miglioramento. Questo è molto importante. Va bene la controllata gestita dal singolo oppure dalle associazioni, è bene che sia tabellata, in alcune situazioni anche recintata, tenuto conto dei regimi vincolistici che ci sono nella zona, tanto è vero che la legge regionale 5/2013 lo prevede pure. L'importante è che la Regione, nel momento in cui verifica la possibilità di fare tartufaie controllate, accerti, veda e imponga dei piani di miglioramento. Miglioramento significa gestione del territorio, del bosco, del sottobosco, con tutta la vegetazione in modo tale che la collettività ne possa trarre vantaggio anche quando la tartufaia controllata non esiste più. Credo che abbiamo contemperato nel modo giusto le esigenze dei liberi cittadini e di coloro che ne fanno una vera e propria attività dal punto di vista economico.
La modifica dell’articolo 13 della legge 5/2013 è contenuta nell’articolo 2 e sulle percentuali del 70% e del 30% ho discusso con il Presidente Traversini perché ero favorevole all’inverso, poi il Presidente mi ha toccato il cuore parlando di montagna ed io che vengo da quei territori ho detto sì. Tutta la Commissione ha detto sì, ma l’importante è che le Unioni montane, a cui sarà affidata questa piccola somma del 70%, circa 200.000 euro, per tutta la regione, la impieghi per questo settore, l’importante è che non venga inserita nel calderone delle spese generali di funzionamento delle Unioni montane perché allora sarebbe veramente un guaio. Sono pochi spiccioli, le Unioni montane li debbono spendere per migliorare questi ambienti, per migliorare soprattutto le zone tartufigene da cui tutti ne possono trarre giovamento.
Ora come si possa fare questo, come la Regione possa controllare …, speriamo che i funzionari del Servizio possano in qualche modo interfacciarsi con le Unioni montane per far sì che il controllo possa avvenire nel modo dettagliato, così come lo abbiamo pensato seppur non scritto.
Non ho da aggiungere altro, credo che abbiamo fatto un buon lavoro contemperando le esigenze contrapposte. Se nell’arco dell’anno venisse modificata la legge 752 del 1985, prevedendo norme diverse, nessuno ci vieterà di tornarci sopra per modificare la norma regionale in base agli ordinamenti nazionali. Non credo che questo avverrà, ma se accadrà siamo disponibili, personalmente, ma anche la Commissione tutta, a tornarci sopra.
L’emendamento fatto dalla Consigliera Leonardi credo che sia un giusto atteggiamento di sensibilità verso questi territori, certo, purtroppo la somma è esigua, qualche migliaia di euro, difficile da utilizzare in quanto sorge il problema: utilizzarla dove? La spendiamo nel nord delle Marche? La spendiamo nel sud delle Marche? Nella zona di Roccafluvione dove c'è il tartufo nero pregiato? In altre zone? Qualche problema potrebbe nascere, quindi se c’è l’impegno del Consiglio, ma soprattutto dell’Assessorato, di utilizzare una parte dei fondi del Psr per fare manifestazioni all’interno di questi territori, sicuramente sarà molto più interessante che non utilizzare queste poche migliaia di euro. Utilizzare qualcosa come 30, 40 mila euro in queste zone per potenziare delle manifestazioni nel corso dell’anno, dato che già esistono, sarebbe il modo giusto per far sì che diventino elementi di grande promozione e di attrattività dei territori colpiti dal sisma. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie. Ringrazio il Consigliere Traversini per l’intervento con cui viene accolto “il succo” dell’emendamento da me presentato.
Il principio alla base dell’emendamento - ora il Presidente della Commissione mi chiede di ritirarlo - era quello di destinare una quota parte delle risorse, quelle della Regione, per la promozione legata al tartufo delle zone terremotate. Sappiamo che una parte dell’economia agricola di molti territori colpiti dal sisma è legata anche alla produzione ed alla raccolta del tartufo, quindi poter destinare, anche in maniera eccezionale, una quota parte a queste zone andava nell’ottica di risollevare, di dare un contributo anche minimo a questa economia.
Ora il Presidente mi ha rassicurato rispetto al fatto che verranno destinate delle risorse in maniera specifica per la promozione del tartufo, magari se mi dite , se ne è a conoscenza, su quale parte dei fondi del PSR verranno prese. Ringrazio e chiedo una delucidazione in merito, in modo da poter ritirare in maniera consapevole l’emendamento, sapendo che non verrà accolto all’interno di questo atto, ma lo stesso obiettivo sarà perseguito con altre tipologie di fondi. Quindi non nel discorso dell’agricoltura in generale, che è importantissimo e va anche in quella direzione, ma nel discorso specifico dei tartufi. Se mi vorrà dare una delucidazione specifica in merito, se così sarà, annuncio di ritirare l’emendamento vista la volontà di accogliere il principio che è alla base.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Le rispondo dicendole che in questo momento abbiamo già la certezza che alcune somme sono finalizzate alla valorizzazione di tutto ciò che è agricoltura: agricoltura montana, agricoltura all’interno delle aree colpite dal terremoto e sono il 17% del Psr.
Abbiamo utilizzato queste somme a valere sul 2016 per pagare il contributo di 9.800.000 euro di nostra competenza, 400 euro a bovino e 60 euro ad ovino, i bovini sono stati 24.700 nel cratere, una somma piuttosto alta. Rimangono tutte le annualità e sono ancora 5, quindi sono circa 60 milioni di euro, a questi si aggiunge il riparto che stiamo discutendo e già si è deciso a livello nazionale, nell’ultima Commissione politiche agricole, di destinare e di dividere il 3% di tutti i Psr delle Regioni e il 6% del Psn, quindi nazionale, che è pari a circa 300 milioni di euro, tra le 4 Regioni. Voi sapete che noi siamo quelli che hanno subìto più danni, quindi si parte da una percentuale del 50% che sono 150 milioni di euro, tutto quello che è sopra è ancora in fase di trattativa. Questo pacchetto avrà, è già stato stabilito con la Comunità europea, un percorso più veloce rispetto alle modifiche del Psr per avere queste somme disponibili in tempi brevi, ci si augura entro l’anno. Sarà una somma di circa, minimo, 50 milioni di euro più 10 milioni del 17%, saranno circa 60 milioni di euro l’anno da utilizzare per le strategie delle aree interne colpite dal terremoto, tra le quali c’è ovviamente anche il tartufo.
Sul tartufo abbiamo delle iniziative in corso ad Amandola, abbiamo, per esempio, un vivaio che vende delle piante, sia quercus che noccioli, per impiantare le tartufaie. E' un lavoro che stiamo già facendo, sicuramente queste somme saranno utilizzate e saranno a mio avviso anche più consistenti perchè parlo di numeri diversi rispetto alla percentuale.
Condivido l’idea di utilizzare queste somme per il tartufo, mi impegno a prevedere tra gli interventi che verranno attuati, rispetto alla strategia delle aree interne per l’utilizzo di questi fondi, anche la valorizzazione del tartufo che comunque è già nella programmazione regionale.
Le somme sono diverse, quando saranno ufficiali ..., il 17% è ufficiale già stanziato, l’altro è stato ufficializzato nelle sedute della Commissione politiche agricole, dovremo fare il riparto tra le Regioni, però tutto il pacchetto è di 300 milioni di euro.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 01. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 bis.
Emendamento 3 bis/1 a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 bis, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 123, così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Relazione n. 10
della II Commissione assembleare
“Partecipazione della Regione Marche al meccanismo di ‘Allarme rapido - Early warning’ ai sensi del protocollo n. 2 del Trattato sull’Unione europea e sul funzionamento dell’Unione europea - Dialogo politico con le Camere del Parlamento italiano in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per gli stock di piccoli pelagici nel mare Adriatico e per le attività di pesca che sfruttano tali stock COM (2017) 97 final”.
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la relazione n. 10/17 della II Commissione.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Oggi abbiamo in Aula l’intero territorio marchigiano, dalle montagne e dai tartufi passiamo direttamente al mare ed al pesce azzurro.
Questo è un provvedimento molto importante perché, se ricordiamo bene, fu il primo atto che elaborò la II Commissione, un atto che arrivò d’urgenza proprio all’insediamento di questo nuovo Consiglio regionale, uno dei primi atti che portammo in Aula, perché in quel periodo stava scadendo la prima indicazione sulle linee guida di questa che possiamo chiamare tranquillamente campagna di ascolto e non early warning, così come la definiscono a livello europeo.
C’è una osservazione da fare che ci dà un po’ il quadro della situazione di tutto il comparto ittico della regione Marche. Gli ultimi dati che sono arrivati, ancora da elaborare dai nostri mercati ittici, purtroppo dicono che soprattutto il mercato del pesce azzurro ha avuto una drastica riduzione in questo ultimo anno e che c’è stata una riduzione nella pezzatura di questa specie la quale, come sappiamo, è una specie massiva. Quindi noi abbiamo elaborato nuovamente attraverso un percorso che abbiamo fatto in Commissione e che ha coinvolto tutte le associazioni di categoria, soprattutto questa volta ci si è soffermati sugli enti di ricerca, infatti c’è stato un supporto molto importante del Cnr.
Con queste osservazioni contiamo che non accada più quello che purtroppo è avvenuto nel settore della pesca, ma anche in altri settori, in particolare in quello dell’agricoltura, perché a Bruxelles non conoscono le nostre esigenze, soprattutto non hanno un monitoraggio preciso della situazione.
Come abbiamo fatto l’altra volta, abbiamo un po’ ristretto il campo delle osservazioni. Innanzitutto contiamo molto su questo provvedimento perché, lo avevamo già detto, la Regione Marche non è l’ultima arrivata sulla tutela del mare e dei prodotti ittici ed aveva già attivato negli anni passati dei piani di tutela di questi prodotti, piani che poi non erano stati approvati a Roma, non essendo in larga scala, in larga misura, su tutta la Gsa17, che sarebbe la parte del Mare Adriatico fino all’altezza di Brindisi, non essendoci un coordinamento soprattutto tra gli Stati membri, che oggi sono tutti componenti dell’Unione europea. Un provvedimento di restrizione darà sicuramente frutti migliori se interesserà un’area di mare molto grande, anziché riguardare uno specchio d’acqua molto limitato che rientra nelle competenze di una regione. Noi su questo piano abbiamo fatto delle osservazioni che riguardano quello che ho detto: che sia un provvedimento omogeneo e che sia riversato su tutti quanti gli Stati membri della Gsa17.
Abbiamo cercato di dare delle indicazioni che si legano un po’ con i provvedimenti degli ultimi anni, soprattutto con le restrizioni che sono state fatte sull’obbligo di sbarco, anche per il pesce azzurro c’è l’obbligo di sbarco quando si rientra in porto; abbiamo dato delle indicazioni importanti per il sostegno alle imprese, quindi se ci sarà una tutela ed una restrizione che porta ad una crescita del prodotto e anche ad una crescita della pezzatura si dovrà tener conto del difficile equilibrio delle nostre imprese, quello che ho detto all’inizio. La difficoltà del settore rispetto allo scorso anno, quando discutemmo questo provvedimento, è nettamente superiore.
Due osservazioni particolari, una è quella di supportare, qualsiasi provvedimento si faccia, il settore occupazionale, l’altra, anche questa è fondamentale, riguarda il supporto dell’ente scientifico, cercare di capire l’impatto del tonno nel mare Adriatico, in particolare del tonno rosso, in seguito ai 7/8 anni di tutela. Come sapete il tonno è una specie superprotetta che si nutre principalmente di piccoli pelagici. Ci sono segnalazioni dei pescatori ed anche dei dati scientifici. Per far capire bene a chi non è avvezzo al settore quello che sta accadendo nel Mare Adriatico con i tonni, è un po’ quello che sta succedendo con i cinghiali nelle nostre campagne. E’ una specie molto vorace e una crescita incontrollata del tonno rosso nel Mare Adriatico potrebbe essere pericolosa per la popolazione dei piccoli pelagici. Quindi noi chiediamo un monitoraggio a 360° e credo che questa volta, come non è accaduto in passato, l’Unione Europea avrà delle indicazioni territoriali molto dettagliate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Il Regolamento sui piccoli pelagici, come ha ricordato il Consigliere Urbinati, è la seconda volta che entra in Aula. Abbiamo lavorato in accordo con le associazioni di categoria ed il Cnr, che abbiamo audito e che hanno espresso delle osservazioni concordi tra loro.
Lo sforzo di pesca è eccessivo, lo stock ittico è sotto stress, si riscontra la diminuzione della taglia di oltre il 30%, una riduzione anche dell’età del pescato e si inizia a parlare di un sovrannumero dei tonni rossi che si cibano di piccoli pelagici.
Un altro aspetto che abbiamo già focalizzato nella precedente risoluzione è l’obbligo di sbarco che nella realtà dell’Adriatico potrebbe essere controproducente perché potrebbe innescare un mercato secondario del prodotto che finora viene pescato prevalentemente per errore, quindi sarebbe opportuno giungere a quote di catture specifiche per ogni imbarcazione. Questo c’è stato sottolineato con forza e preoccupazione dalle associazioni di categoria e dai colleghi eurodeputati a cui ho mandato per un loro commento la bozza di risoluzione, scendendo dalle quote di bacino, passando per le quote statali, solo così sarebbe possibile assicurare la sostenibilità ambientale, ma anche sociale ed economica dell’intero settore.
Occorre comunque attivare subito dei fermi tecnici, stabilire con esattezza le zone di tutela, individuare con certezza la flotta che opera nel settore per evitare anche trasferimenti di imbarcazioni da altri mari che entrerebbero in pesante competizione con la struttura “produttiva” del settore Adriatico.
E’ necessario in ogni caso, è emerso e abbiamo anche degli ottimi esempi a livello sia nazionale che europeo, creare dei marchi con dei prodotti tipici e soprattutto promuovere gli stessi perché la qualità del pesce dell’Adriatico è sicuramente di primo rilievo.
Apriamo il discorso dell’occupazione alla quale le quote, che dovrebbero essere assegnate ad ogni tipologia di imbarcazione, potrebbero dare una certa rassicurazione.
La riduzione da parte di Italia e Croazia dello sforzo di pesca dovrebbe coincidere con un aumento delle importazioni e questo non è un aspetto positivo che andrebbe in ogni caso calmierato.
Le piccole imprese che operano nel settore saranno coinvolte nell’applicazione di questa proposta e la preoccupazione dei riscontri, che si potrebbero avere su questo settore, come è accaduto in precedenza con il regolamento sul tonno rosso, vanno scongiurati. La libertà di accesso alle quote potrebbe essere preda delle associazioni più forti, invece noi abbiamo un sistema produttivo del settore che è piccolo, con una capacità finanziaria, tecnica e produttiva inferiore. Va in ogni caso calmierato.
Detto questo, tutti questi aspetti sono ben evidenziati nella risoluzione che mandiamo al Senato ed in Europa. In Commissione ci siamo trovati tutti concordi nel sostenerla e noi la sosteniamo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Intervengo solo per aggiungere poco perché i relatori hanno presentato benissimo il lavoro della risoluzione, un lavoro che stiamo portando avanti bene ed in estrema armonia.
In Commissione tutte le tematiche che riguardano la Commissione europea ed il lavoro che si fa in Europa vengono concordati, anche questa risoluzione è stata condivisa e gestita nel miglior modo possibile.
E’ importante ricordare che adesso prenderemo anche contatti con i Parlamentari europei per far presenti queste posizioni perché alla fine vengano avanti i risultati delle posizioni che noi assumiamo.
Un lavoro che continua, così come abbiamo fatto su altri temi, e tra poco presenteremo altre risoluzioni su altre questioni che riguardano i programmi europei. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione n. 37 a firma del Consigliere Traversini (in qualità di Presidente della II Commissione). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 419 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
"Realizzazione clinica privata nell’area fanese"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 419 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Il carattere d’urgenza dell’interrogazione l’avete definito voi perché in realtà questo dibattito è da circa un anno e mezzo che si sta facendo nell’Area vasta 1, ci sono stati anche dei dibattiti ufficiali, c’è dentro l’Assemblea dei Sindaci di Area vasta, insomma il tema è già stato trattato numerose volte, per cui il carattere d’urgenza …
La novità è che negli ultimi giorni si è riacceso il dibattito e c’è chi addirittura ha iniziato ad ipotizzare chi sarà il privato che investirà, quindi il dibattito è molto più avanti, addirittura già si ipotizzano i nomi di chi investirà.
In realtà, stando alle procedure, l'atto che deve approvare la Giunta, provvedimento fondamentale, è quello del fabbisogno, ovvero valutare, rispetto alla distribuzione dei posti per acuti su scala regionale, dove ci sono necessità in termini di implementazione, in forza di una distribuzione con un numero particolare basso anche per ragioni legate alla mobilità passiva.
Quando verrà fatto questo atto stimerà lo spazio per poter portare avanti questa iniziativa. Una volta stimato, quindi accertata anche da un punto di vista procedurale l’opportunità, la seconda decisione è quella di addivenire ad un bando per l’attribuzione dei posti o per l'assegnazione alla sanità pubblica.
Tutti quanti sappiamo che noi, in termini di personale, siamo al di sopra del tetto del 2020, che è calcolato sul 2004 meno X%. E’ molto probabile che l’unico modo per attivare questi posti sia attraverso il rapporto con il privato.
Noi non abbiamo mai nascosto che, tra le modalità per poter recuperare in termini di mobilità passiva e integrare una presenza del pubblico nell’Area vasta 1, la situazione sia particolare perché l’Area vasta 1 è l’unica che non ha una clinica privata. L’Area vasta 2 ha, mi sembra, un paio di cliniche private, l’Area vasta 3 lo stesso, anche l’Area vasta 4, pur piccola, ha la clinica privata e l’Area vasta 5, mi sembra, 2, l’unica Area vasta a non avere la presenza di strutture private è l’Area vasta 1 che ha anche il numero più basso di posti letto per acuti attivato ed è anche quella in cui si registra più mobilità passiva, quindi quelle caratteristiche le centra tutte.
Rispetto all’interrogazione non è corretto dire, come dice il testo, “acconsentire”, perché noi non acconsentiamo nulla, ma esiste una sequenza di valutazioni già espresse pubblicamente di fatti che porteranno, a mio giudizio, una volta approvato il fabbisogno, ad un bando per la ricerca di un investitore che voglia realizzare una struttura di questo tipo, con una definizione anche più chiara del numero dei posti letto, perché quel punto è oggettivo, e delle attività, a integrazione dell’offerta pubblica del territorio, andando a rispondere ai bisogni importanti.
Credo che il nome emerso in queste ore sulle colonne della cronaca locale sia nato perché oggi è la struttura privata, abbiamo guardato i numeri, alla quale maggiormente si rivolgono fuori regione gli abitanti dell’Area vasta 1, in realtà non c’è nessuna necessità che sia quella la soluzione, quindi il percorso prevederà anche l’adeguata pubblicità che permetterà di concorrere a chi riterrà opportuno farlo.
Mi sembra importante l’occasione che mi dà il Consigliere Fabbri per chiarire questo aspetto rispetto al dibattito che si è aperto nelle ultime ore nel territorio dell’Area vasta 1.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie. Non sono soddisfatto e sono anche preoccupato perché l’analisi che ha fatto il Presidente Ceriscioli è corretta. Abbiamo alta mobilità passiva, abbiamo pochi posti letto, ma li avete tolti voi con la delibera 735, ne avete tolti 99.
La mobilità passiva è chiaramente incentivata dal fatto che non abbiamo i servizi, però i costi per la sanità non diminuiscono. Avevamo un servizio pubblico che erogava, fino ad alcuni anni fa, una quantità ed una qualità di prestazioni che adesso stanno decadendo.
A mio avviso stiamo andando contro i dettami della Costituzione che vuole che la sanità sia universalistica, fino adesso il sistema pubblico aveva un suo perché ed una sua efficacia che si sta gravemente e velocemente deteriorando.
Il privato che arriva, è questo che mi sconvolge nella posizione che il Presidente sta prendendo. Affermando che si punta ad avere una struttura di altissimo livello che nulla ha a che vedere con la sanità pubblica e quindi non in concorrenza, la dice lunga sulla capacità gestionale di questa Giunta, del sistema, di assicurare al cittadino una sanità efficiente.
Vi dovreste dimettere e fare un mea culpa.
Seconda cosa: le attività della clinica si rivolgerebbero alle assicurazioni, quindi ai manager e ad un target alto della popolazione, metà dei posti, 200, dovrebbero essere convenzionati, quindi introduciamo il sistema americano anche da noi? Queste cose non vengono denunciate dagli ex comunisti?
Questo a me lascia sbalordito, per cui richiedo fortemente un impegno della sanità pubblica nella nostra Area vasta che sta andando, per colpa vostra, in grave degrado.

Interrogazione n. 420 - a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
"Disagio per la chiusura dell’ufficio per il pagamento delle prestazioni sanitarie presso l’Azienda ospedali riuniti di Ancona nella giornata della Festa del Patrono del Comune di Ancona”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 420 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Parliamo della chiusura nel giorno del Patrono e mentre il Consigliere Fabbri dice che la sanità pubblica sta andando male, al contrario, finalmente quest’anno, notizia di oggi, Marche Nord non farà la pausa estiva, quindi rimarrà aperta non solo il Patrono, ma tutti i giorni, mentre di solito faceva 3/4 mesi di sospensione dell’attività.
Agli Ospedali Riuniti di Ancona c’è la tradizione di sospendere una serie di servizi per il Patrono e sono 10 anni che quello sportello è chiuso in quel giorno, giorno in cui non vengono fatte neanche le visite - quindi nell’elenco Cup nel giorno del Patrono non vengono fatte le attività - che normalmente richiedono l’utilizzo immediato dello sportello. E' logico che le altre forme di pagamento sono aperte h24 per 365 giorni all’anno.
Probabilmente la cosa si è verificata, almeno questa è l’ipotesi che viene fatta, a seguito della possibilità che hanno alcuni medici, anche se il Cup non ha posti, di aggiungere spazi per una decina di visite, ma capite che parlando di Torrette 10 visite sono il nulla in termini di attività. Mantenere uno sportello aperto per una attività che viene fatta sulla possibilità che hanno i medici di agire o per l’emergenza, che comunque ha i suoi canali e non ha certo il problema di pagare il ticket in quanto si ha la risposta senza il bisogno di passare per la cassa, mi risulta una cosa nuova.
Fino ad oggi si è operato in una maniera, non ci sono stati particolari disservizi ed ha permesso nella giornata del Santo Patrono, anche a quelli che stanno alla cassa, di poter godere della festività senza di fatto avere particolari ripercussioni.
Sapete bene che il ticket, specie nelle prestazioni di urgenza, che sono quelle che vengono garantite il giorno stesso, può essere pagato anche nei giorni successivi, quindi non c’è un disservizio da questo punto di vista.
L’idea dell’Azienda è di mantenere questa impostazione ormai decennale perché si è visto che funziona ed è confacente all’erogazione dei servizi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Quindi lei mi conferma che non ci sono state prenotazioni per quel giorno e che i cittadini che sono venuti da fuori città o fuori Area vasta per andare all’Ospedale di Torrette non hanno vissuto il disagio di vedere chiuse le casse per il pagamento del ticket.
Secondo lei questa è una prassi che va avanti da 10 anni e mi domando se a livello regionale sia corretto che questa cosa continui ad avvenire, perché comunque sia è un servizio che a mio parere dovrebbe essere garantito come gli altri.
Nella mia question time ho chiesto se aveva intenzione di far si che questa cosa non accadesse, poi ben venga che proprio oggi anche Marche Nord abbia deciso di tenere aperto nei giorni festivi, ma mi auguro che questa cosa sia allargata anche alle strutture della Regione. Grazie.

Interrogazione n. 422 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia
“Sindacati e RSU regionale - mancato confronto con la Giunta sulla riorganizzazione del personale dipendente della Giunta regionale (modifiche alla legge regionale n. 20/2001)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 422 dei Consiglieri Zaffiri e Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Consegnerò al Consigliere Zaffiri la risposta scritta, però se mi viene consentito vorrei rispondere a braccio per necessità di sintesi.
Sostanzialmente si lamenta, con questa interrogazione a risposta immediata, un mancato confronto con le organizzazioni sindacali in occasione del varo da parte di questo Consiglio regionale della legge regionale 15 del 28 aprile 2017.
E’ una lamentela che per la verità è pervenuta anche, è vero, dalle organizzazioni sindacali, però la trovo del tutto irrituale e proverò a dire perché.
Innanzitutto per quel che ci riguarda la proposta di legge 130 del 2017 ad iniziativa della Giunta regionale, poi approvata dal Consiglio regionale, con legge regionale 15 del 28 aprile 2017, all’articolo 11 apporta alcune modifiche alla legge regionale 20 del 15 ottobre 2001 in questi termini: l’articolo 5 modificato, definisce le nuove funzioni della Segreteria generale alla quale è preposto il Segretario generale, sostanzialmente la modifica attiene al fatto che l’individuazione delle posizioni non dirigenziali viene proposta alla Giunta, che ne è competente, dal Segretario generale, sentiti i dirigenti dei servizi ed il capo di gabinetto. In precedenza le posizioni non dirigenziali venivano individuate su proposte dei dirigenti dei servizi, ma sia chiaro è sempre la Giunta che decide, perché questa disposizione? Forse per accentrare i poteri sul Segretario generale? No, deriva dalla necessità di un coordinamento del Segretario generale, che ovviamente deve raccogliere le indicazioni che provengono dai dirigenti dei servizi, operare una sintesi e fare la proposta alla Giunta che poi dovrà decidere.
Si tratta dell’esigenza di un migliore coordinamento della macchina organizzativa, in precedenza invece queste proposte venivano fatte dai dirigenti dei servizi, tra l’altro non si capiva se dovessero essere fatte dai dirigenti dei servizi o dai dirigenti di P.F., comprenderà il Consigliere Zaffiri che poteva creare qualche problema. Oggi c’è questo migliore coordinamento, d’altra parte decide la Giunta ed è evidente che dirà: Che dicono i dirigenti che devono essere sentiti?” Nessun problema, ma credo che sia stata una modifica, tra l’altro disposta da questo Consiglio regionale, quanto mai opportuna.
Le altre modifiche riguardano le conferenze dei servizi, le segreterie particolari dei componenti della Giunta e del Presidente, i requisiti di nomina del Segretario generale, nonché l’abrogazione di alcune norme.
Voglio dire agli interroganti ed a quest’Aula che della revisione organizzativa finora attuata dalla Giunta regionale, con le delibere di Giunta regionale della fine dell’anno e dell’inizio del 2017, è stata data puntuale comunicazione alla delegazione sindacale tramite informative ed incontri, l’ultimo del 29 marzo 2017 ed il prossimo è fissato per il 16 maggio 2017, tra l’altro tra i punti all’ordine del giorno di questo incontro ci sono i criteri per il conferimento delle posizioni non dirigenziali, inoltre ulteriori incontri sono in programmazione con la delegazione sindacale di parte dirigenziale.
Tutto si può dire meno che non ci sia un confronto, che io definirei quasi permanente, tra la Giunta e le organizzazioni sindacali.
Proprio per questa ragione e per le caratteristiche dell’intervento normativo, teso tra l’altro al miglior coordinamento delle disposizioni della legge regionale 20 del 2001, ed il suo adeguamento alle disposizioni dell’articolo 19 del decreto legislativo 165/2001, non si è ritenuto che le stesse violassero in alcun modo l’ipotesi del recente protocollo delle relazioni sindacali, i cui contenuti vanno ben oltre i limiti di una corretta gestione delle stesse relazioni sindacali.
Per questi motivi che ho sinteticamente esposto, non si ravvisano i motivi per adottare l’invocata sospensione del provvedimento, tra l’altro, lo dico al Consigliere Zaffiri, la proposta è alquanto irrituale ed irricevibile, perché mai potrebbe essere disposta la sospensione di quello che ormai è un provvedimento legislativo con un atto amministrativo della Giunta? Anche volessimo, ma non vogliamo, non potremmo farlo e quindi non lo facciamo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Pensavo già di ricevere dall’Assessore una risposta di questo genere, che non dà una risposta a Sandro Zaffiri, la dà alla Cgil, alla Cisl, alla Uil ed ai rappresentanti sindacali unitari di base, in riferimento ad una nota che probabilmente molti Consiglieri hanno ed anche la Giunta, dalla quale si può rilevare la pesantezza della stessa, riferita in modo particolare alla Giunta, la quale evidenzia che non c'è stato un confronto. Questo di fatto è il senso del documento della Cgil, Cisl e Uil.
Non viaggiate in buone acque, questo è un dato di fatto, per quanto riguarda la struttura di questa Regione, l’esecutivo in modo particolare, i dirigenti, siete senza Segretario, avete avuto un Segretario generale che vi ha abbandonato, è scappato, allora qualche difficoltà c’è, Assessore Cesetti, e far finta che non ci siano problemi è la cosa più brutta della politica.
Se questo documento fosse arrivato qualche tempo fa, con questa pesantezza, mi sarei preoccupato fortemente e mi sarei sentito offeso, invece no, voi fate finta di non ascoltare, fate finta di non comprendere il problema della mancanza di dialogo, perché questo documento vi chiede dialogo, vi chiede il confronto, e voi non lo date.
Dimostrate di essere anche arroganti perché non date segnali di democrazia, di confronto con le organizzazioni sindacali con le quali siete in contatto e con le quali non parlate dei problemi di cui non vi fa comodo parlare.
Credo che questa sia l’ennesima risposta dell’Assessore Cesetti che dà al Consigliere Zaffiri, ancora una volta sbaglia, e questo documento ne è l’ennesima prova. Credo che la Giunta e il Presidente Ceriscioli debbano riflettere su quanto scritto in questa nota. Penso che tutti abbiano la dignità politica per essere ascoltati.
Questa è la sintesi della situazione. Non li avete ascoltati, avete fatto male, venite ripresi in continuazione, vedremo come finiranno poi le ipotesi che state portando avanti fuori dal confronto, confronto che dovrebbe vedervi in buone relazioni con le parti sindacali. Questo non lo avete ancora attuato, fatto sta che siete senza figure importanti e siete ancora alla ricerca di queste persone, mentre la professionalità interna, caro Assessore Cesetti, non viene valorizzata. Questo è il messaggio forte contenuto in questo documento. Probabilmente siete abituati a percorrere altre strade, quelle dell’esterno, e a mortificare la professionalità interna.

Interrogazione n. 421 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
"Assegnazione in via prioritaria delle unità di gestione-cinghiale per la caccia di selezione agli imprenditori agricoli professionali e ai coltivatori diretti il cui fondo insiste nell’unità di gestione stessa”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 421 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Intanto una premessa, noi abbiamo fatto questo regolamento che dà la priorità agli agricoltori proprietari di un fondo di cacciare il cinghiale.
Questa scelta è stata condivisa in maniera importante con tutte le associazioni agricole delle Marche. Siamo la prima Regione che ha voluto dare un segnale forte e una duplice opportunità, la prima, quella di garantire prioritariamente agli agricoltori di abbattere i cinghiali nei propri fondi; la seconda, avere un maggior numero di abbattimenti, perché l’obiettivo della Regione Marche, di questo Assessorato, è quello di abbattere il maggior numero di cinghiali. Quando un agricoltore sul proprio terreno vede un cinghiale non deve chiamare tutto il sistema, ma può abbatterlo. Il regolamento va in questa direzione.
L’interrogazione serve ad esplicitare ed a chiarire meglio l’indirizzo di questo regolamento, quindi in esito all’interrogazione di cui in oggetto si rappresenta quanto segue:
la II Commissione consiliare in data 7 dicembre scorso, dopo diverse riunioni, si è espressa favorevolmente in ordine alla delibera di Giunta 1316 del 24 ottobre 2016 ad oggetto “Modifica ulteriore al regolamento regionale 23 marzo 2012 n. 3 “Disciplina per la gestione degli ungulati nel territorio regionale, in attuazione della legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7”;
la stessa Commissione consiliare ha dedicato diverse sedute alla materia, invitando ed ascoltando gli Ambiti territoriali di Caccia, le Associazioni di categoria (agricole, venatorie, ambientaliste) che hanno condiviso, nella fattispecie, la proposta di cui trattasi;
la motivazione che sta alla base della scelta proposta e condivisa trova origine nel riconoscimento della priorità, nell’assegnazione dell’unità di gestione per l’utilizzo del prelievo degli ungulati, a prescindere dal possesso della qualifica di selecacciatore, a chi trae reddito dal fondo agricolo compreso nella stessa unità di gestione a condizione che sia coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale.
E’ chiaro che tutto ciò non esclude i selettori proprietari di fondi nel rispetto delle norme.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Assessore, condivido la filosofia del suo ragionamento, il nostro obiettivo, l’obiettivo della Regione, non può che essere quello non soltanto di ridurre il danno, ma di eliminarlo. Danni zero, questo deve essere il nostro obiettivo, tra l’altro nel rispetto della legge regionale 7/1995 e anche della legge 157/1992 che agli articoli 18 e 19 prevede momenti di controllo della fauna selvatica e non soltanto rispetto ai danni all’agricoltura ma anche per più ragioni, dai motivi sanitari, alla selezione biologica, alla tutela del patrimonio storico ed artistico.
Il punto, Assessore e la ringrazio, che a mio avviso coglie la filosofia della mia interrogazione è la parte finale della sua risposta.
Ripeto, condivido tutta la filosofia, ma la parte finale è chiarissima perché noi stabiliamo delle priorità che riguardano i conduttori, i proprietari, gli imprenditori agricoli, ma i proprietari dei fondi, come dice lei, non possono essere esclusi, tutti, indipendentemente dal fatto che sono imprenditori a titolo principale o no.
Con questa precisazione, che sicuramente l’Assessore trasmetterà agli Ambiti territoriali di caccia, diamo la possibilità a tutti i coltivatori, siano essi imprenditori agricoli a titolo principale, siano essi proprietari di fondi, di partecipare alla selezione perché l’obiettivo non può essere che essere quello di eliminare il danno. Grazie Assessore.

Interrogazione n. 423 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Zura Puntaroni
“Accoglienza delle persone colpite dal sisma presso le strutture ricettive”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 423 del Consigliere Zura Puntaroni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Rispondo io, ma la risposta è condivisa anche dagli Assessori competenti, in particolar modo dall’Assessore alla protezione civile Sciapichetti e da tutto il sistema dei servizi sociali perché questo tipo di accoglienza, che è partita il giorno dopo del sisma (del 24 agosto e del 30 ottobre), ha coinvolto tutto il sistema della Regione Marche. Insieme abbiamo portato avanti un percorso e nei giorni successivi abbiamo accolto, grazie anche all’impegno da parte delle strutture ricettive, più di 12.000 nostri concittadini coinvolti in quelle drammatiche vicende, quindi un sistema, una macchina amministrativa che ha da subito dato una risposta immediata.
Ad oggi, consapevoli che i contratti con le strutture ricettive prevedevano alla data del 30 aprile la possibilità di prorogare l'accoglienza, sono ospitate meno di 4.000 persone, nella complessità dell’evento stiamo lavorando per definire con le strutture ricettive l’opportunità, per noi è la rigidità, che i nostri concittadini rimangano ospiti in dette strutture.
La Regione Marche già dai primi di gennaio ha avviato un percorso con le associazioni di categoria delle strutture ricettive perché consapevole che con l’avvicinarsi della stagione estiva alcune strutture, che ospitano questi terremotati, avrebbero avuto criticità e difficoltà a mantenerli. Abbiamo anche trovato delle strutture di supporto qualora fosse necessario.
Ad oggi, per quello che riguarda la provincia di Ascoli, in particolar modo i Comuni di Arquata e Acquasanta Terme, le due strutture di San Benedetto che ospitano circa 170/180 ospiti non hanno problemi e la disponibilità è fino al 30 giugno. Per questa data alcune questioni saranno definite e comunque in pochi metri ci sono altre strutture pronte ad accoglierli.
Le tre strutture del fermano, che accolgono circa 400 nostri concittadini, hanno dato la disponibilità ad ospitare fino alla fine del mese di maggio, poi si dovrà verificare la possibilità di alloggiare il 50% di questi ospiti.
Un’altra struttura del maceratese in località Potenza Picena, anche qui l'abbiamo scritto con chiarezza, dovrebbe continuare ad alloggiare questi nostri concittadini, ma in generale, al di là di questi numeri, in un incontro con i Sindaci abbiamo già detto … Credo che ieri ci sia stato un altro incontro con il Prefetto di Macerata, alcuni Sindaci, i nostri uffici, l’Assessore Sciapichetti ed un comitato che rappresenta questi concittadini, ed è stato detto con grande chiarezza che, per quello che riguarda la Regione Marche, questi dovranno rimanere nelle strutture dove oggi sono.
La Regione Marche non attiverà mai azioni forzose per lo spostamento, questo deve essere chiaro, lo dico in questo consesso che è il momento più alto dal punto di vista istituzionale della nostra Regione, contemporaneamente la Protezione civile in collaborazione con la struttura del mio Assessorato sta verificando la possibilità per chi lo vuole di spostarsi, in un’altra struttura, come è successo un paio di mesi fa nel Comune di Porto Recanati, dal campeggio Medusa 80 persone di loro volontà si sono spostate in un altro posto vicino, perché hanno capito le esigenze del camping.
Credo che l’azione fatta sino ad oggi dalla Regione Marche, con tutte le criticità, con tutti i problemi, che nessuno di noi vuole nascondere perché bisogna essere franchi su questa questione, abbia cercato di tenere conto delle esigenze dei nostri concittadini marchigiani, dando il più possibile ospitalità.
Naturalmente abbiamo cercato di trovare altre strutture disponibili perché la cosa grave sarebbe stata quella di farci trovare impreparati. Immagino cosa sarebbe potuto accadere se la Regione Marche non avesse trovato strutture alternative, qualora fossero state necessarie, come dicevo, in un raggio di 10/12 chilometri.
Anche qui siamo stati pronti, siamo partiti a gennaio/febbraio ed abbiamo elaborato tutte le opportune situazioni, è chiaro che, per quello che ci riguarda, noi non abbiamo nessuna difficoltà a garantire, a mantenere all’interno di queste strutture gli attuali ospiti. E' la finalità che ci diamo, chiaramente tutti siamo consapevoli che questa è una ospitalità temporanea, l’impegno e l’obiettivo finale sono quelli di far ritornare, questo è nel cuore di tutti noi, gli ospiti oggi lungo la costa nei loro territori con tutto quello che ne consegue.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Assessore Pieroni, lei non deve essere imbarazzato, stia tranquillo, non è che uno la vuole massacrare su una cosa che, tutto sommato, rispetto a quello che è stato il terremoto, è una quisquilia anche se per le persone è importante.
Mi domando: se lei ha problemi ad organizzare una fase temporanea che nel contesto di questo dramma rappresenta un milionesimo di cose da fare, pensi cosa sarà dopo? Mi confronto tutti i giorni con questa gente e io stesso sono terremotato perché ho un'abitazione da abbattere. Ci sono le procedure, le pratiche, eccetera, ed io stimolo il mio ingegnere ad andare sul portale per vedere i finanziamenti e lo stesso dice: “Guarda che dal portale non puoi accedere perché non è aperto, da Roma mancano i dati”, quindi mancano le istruzioni per operare. Anche le sue stesse istruzioni, Assessore, sono appannate e se ha dei problemi su una cosa elementare, alla fine non costa niente contentare, domani che arriveranno i problemi veri, lei Assessore dove andrà? E' sbandato, è morto.
Qui per prima cosa c’è da capire che quello che è successo è di una gravità “millenaria”, in 2.000 anni non era mai accaduta una cosa del genere, c’è un danno inestimabile, fra un paio di anni arriveremo ad una stima e su 130 Comuni avremo l’ordine di grandezza, roba di 80/100 miliardi, e lei di contro ha un Governo a Roma che tirando la cinghia può stanziare un miliardo l’anno.
Che devo fare da grande? Questa zona la lasciamo morire così? Passa un ciclo di 50 anni? Mi invento qualche idea geniale? Voglio coinvolgere 130 Comuni, 130 Università al mondo, non italiane, perché le nostre non sono adatte in questo senso? Ognuna adotta un Comune e porta delle idee innovative, qualcuna finanziabile. Voglio fare un’area altamente speculativa, che è differente da avere un’area franca? Speculativa è un’altra storia, nel senso che l’azienda, la multinazionale cinese - visto che qui abbiamo fatto una cosa speculativa per 30 anni - mi apre una fabbrica di 100/200/300 dipendenti, e quando in una famiglia tornano a lavorare due o tre persone, come era al tempo degli “scarpari” nella zona delle calzature, il mutuo per casa lo aprono loro. Qui il dramma e la mia provocazione sugli sfollati sono collegati al fatto che non c’è una mezza idea su quello che ne sarà di noi domani.
Assessore Pieroni, sa cosa vuol dire che non c’è una mezza idea? Lei è Assessore, quindi è la parte che governa limitatamente la Regione, ma è un Assessore e non ha una mezza idea, se fossi stato Assessore, se avesse comandato Salvini, sarei andato giù, avrei preso un note-book e glielo avrei dato sulla testa se non mi fosse stato a sentire, poi mi avrebbe cacciato dalla Lega, ma non me ne avrebbe fregato niente, ma io gli avrei date delle idee, capito?
Quello che critico di voi è che non andate su, non prendete un note-book e non glielo date sulla testa. No, perché lei è debole Assessore Pieroni, lei è mite, è tranquillo, ma qui la situazione è drammatica, in una situazione normale andrebbe bene un comportamento tranquillo, in una situazione drammatica tocca essere forti, aggressivi, determinati, perché qui c’è un cambiamento epocale, drammatico, unico, una realtà drammatica, questa ferita da sola si rimarginerà fra 50 anni. Lei la ricorderà, io no perché ho 62 anni.
La mia è una provocazione per metterla di fronte a situazioni gravissime, alla sua mancanza di capacità organizzativa, alla mancanza di determinazione, alla mancanza di aggressività, di violenza, sennò qui scompare mezza regione. Hai voglia a fare disquisizioni sui parchi, ieri con il Consigliere Bisonni e con la sua genialità siamo stati in 30 persone a parlare del nulla, a noi ci manca l’ABC per sopravvivere, e tra chi non lo capisce, tra chi non è aggressivo, tra chi lascia correre, tra chi campa oggi campa domani, vi dico che è imbarazzante stare qua dentro! Assessore Pieroni lo sa che per me è imbarazzante?

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Mi ha nominato, ha detto Bisonni! Mi fa piacere che per il Consigliere Zura Puntaroni il tema dei parchi non sia di interesse e si perda tempo a parlare di questa tematica, ne prendo atto.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. L'interrogazione 159 del Consigliere Maggi “Il punto sull'Aerdorica” è rinviata.
Il Consigliere mi ha chiesto la possibilità di fare una breve comunicazione, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Questa interrogazione ha come oggetto “Il punto su Aerdorica SpA”, io faccio parte della Commissione di indagine su Aerdorica, voglio quindi informare il Consiglio che ho accettato l’invito che è venuto dall’Assessore Cesetti e dal Presidente Mastrovincenzo nella Conferenza dei capigruppo e, visto che la prossima settimana ci sarà l’udienza del Tribunale fallimentare, quindi forse è inopportuno chiedere una risposta a questa interrogazione e fare una replica. Ho accettato perché non sta nelle mie corde il “tanto peggio tanto meglio”, ed anche perché questa interrogazione è del 15 aprile 2016, un anno più, un anno meno, posso anche aspettare. Grazie.

Interrogazione n. 317
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Inserimento lavorativo dei disabili”

Interrogazione n. 322
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“Categorie protette e diritto al lavoro per i disabili: la Regione e gli enti dipendenti non rispettano le quote annue”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno prevede l’interrogazione n. 317 del Consigliere Giancarli e l’interrogazione n. 322 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie. Sarò un po’ lunga perché la risposta è molto complessa.
Il primo punto dell’interrogazione chiede l’evoluzione delle assunzioni effettuate ai sensi della legge 68 nel triennio 2013/2015.
Innanzitutto si evidenzia il fatto che vi è una debolezza occupazionale delle persone affette da disabilità il cui inserimento è reso più difficile anche a fronte dell’attuale periodo di crisi, questo è quanto emerso dalla P.F. lavoro, però ci sono i dati ufficiali dal 2014 e 2015 declinati per per province, dai quali emerge che il pubblico assume, anche se non tantissimo, però assume:
Anno 2014:
Ancona 222: privati 219, pubblico 9;
Macerata 525: privati 510, pubblico 15;
Fermo 40: privati 39, pubblico 1;
Pesaro 122: privati 121, pubblico 1;
Ascoli 34: privati 34.
Anno 2015 più o meno sono gli stessi dati leggermente inferiori nella provincia di Fermo e nella provincia di Ascoli.
Tra questi non c’è la differenziazione, per essere corretti, tra il tempo determinato ed il tempo indeterminato, quindi le cifre cantano in modo alto, poi c’è da fare questa verifica.
Al punto 2 l'interrogazione chiedeva: in che misura la Regione e il sistema sanitario regionale hanno attuato le norme in materia di assunzione e diritto al lavoro dei disabili.
In questa risposta vorrei dire, Consigliere Giancarli, che tramite i centri per l’impiego, parto prima dalla mia delega, ci sono degli avvisi di avviamento al lavoro per i disabili, convenzioni di programma, avviamenti nominativi, convenzioni trilatere con le cooperative sociali di tipo B e con i privati e per questo si prosegue - tra l’altro lei chiedeva anche la modalità - con la stessa modalità, cioè affidando ai Ciof il reperimento, anche se con il cambiamento, che voi sapete avviene da due anni a questa parte e nell’ultimo anno in maniera forte tra le Regioni e i Centri per l’impiego, potremmo trovare anche un’altra modalità, e questa è l’intenzione.
Vorrei ricordare che la modalità di reperimento dei Centri per l’impiego è un po’ criticata, ma non è stata modificata e noi aspettiamo su questo, per inciso, notizie definitive dal Governo. Penso che questa postilla vada detta e riguarda quattro punti non da poco: le risorse, i lep, la stabilizzazione del personale e il rafforzamento, quindi non possiamo cambiare un metodo quando ancora non sappiamo l’entità della cosa.
Dopodiché vengo a dettagliare, sempre in questa parte, le scoperture e il relativo lavoro che viene fatto.
Si rappresenta quanto segue:
Ersu di Urbino ha rilevato n. 4 unità di scopertura e sono state coperte 3;
Ersu di Macerata non ha scoperture di lavoratori disabili;
Ersu di Camerino non ha scoperture;
Ersu di Ancona ha avuto 2 unità di scoperture nel 2013 e zero nell’anno 2014;
l’Ars nel triennio di riferimento ha avuto 2 scoperture, legge 68, che sono state coperte;
l’Erap Marche negli anni 2013/2014 ha rilevato un totale di 5 unità di scoperture ed 1 scopertura nel 2015;
l’Arpam ha una scopertura di n. 1 e n. 2 unità nel 2013/2014;
I Consorzi di bonifica non si conformano alle disposizioni normative del pubblico impiego;
gli Enti Parco hanno una situazione del personale precaria, viste anche le risorse economiche esigue;
il Servizio sanitario regionale - mi riferisco all’interrogazione 322 - evidenzia più che altro la difficoltà ad individuare le persone idonee a ricoprire i posti disponibili a causa della particolare tipologia dei servizi erogati. Si segue l’iter previsto dalla legge ma poi è difficile evidenziare, recuperare, trovare, ravvisare, le persone che possono essere assunte.
Al terzo punto si chiedeva con quali modalità la Regione vigila su tali adempimenti. La vigilanza regionale, come dicevo prima, è quella dei Ciof che seguono i criteri di cui ho parlato al punto 1.
Al quarto punto si chiedeva se erano state rilevate delle sostanziali differenze per alcune categorie di disabili. Diciamo che i soggetti più vulnerabili sono le persone con disabilità psichica, la sintetizzo perché sono pagine e pagine, poi è tutto scritto qua.
Nel quinto punto si chiede se sono state riscontrate difficoltà legate all’assunzione dei sordi. No, queste difficoltà non sono state riscontrate.
Al punto 6 si chiede indicazioni sul collocamento mirato. Qui oltre alla risposta che mi è stata data voglio dire che sta uscendo un bando sul collocamento mirato, ad hoc, per aziende che assumono disabili. Credo che questa cosa sia molto interessante, perché è la modalità con la quale possiamo recuperare questa ferita che resta.
Al punto 7 lei chiede quali riflessi ha sulla Regione l’entrata in vigore delle modifiche alla legge 68/99. Qui c’è una modifica perché la competenza relativa agli incentivi e l’assunzione dei disabili con il decreto 151 è transitata all’Inps, quindi continueremo a gestire l’erogazione degli incentivi per le assunzioni effettuate fino al 31 dicembre 2016 a valere sul Fondo nazionale dei disabili.
Al punto 8 lei chiede se l’organico dei 13 Centri per l’impiego marchigiani ha delle criticità. Si, ci sono delle criticità, però riconfermo quello che ho detto al punto 2, e cioè che non sono chiare, non ci sono state chiarite, io ho un numero che si aggira intorno alle 122 unità mancanti, ma non vorrei che venisse preso alla lettera perché è una verifica che stiamo facendo e c’è una trattativa tra Governo e Regioni molto difficile, molto ardua ed anche molto litigiosa.
All’ultimo punto lei chiede quali sono le maggiori criticità. Sintetizzo, le maggiori criticità si riscontrano nei Ciof di Ancona, di Jesi e di Fermo, anche qui vorrei aggiungere alla risposta una piccola osservazione, che è quella che io sto personalmente girando tutti i Ciof, tutti e 13, per vedere personalmente quali sono non solo le carenze, ma le esigenze di aggiornamento del personale, quanto intercettano la domanda e soprattutto qual è lo stato attuale delle strutture.
Il discorso dei Ciof, che lei ha chiesto per i disabili, ma mi allargo un po’, è molto complicato perché finché non abbiamo chiarezze dal Governo si fa fatica a decidere un lavoro ben preciso. Questo è entrato nella coscienza dei singoli Ciof e devo dire che abbiamo fatto un bel lavoro e ringrazio anche i colleghi, gli Assessori che mi hanno aiutato con i quali ho cercato di fare un bel lavoro andando “ad personam” proprio per togliere di mezzo le dicerie un po’ da bar. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Soprattutto grazie a lei Assessore.
Debbo dire che questa interrogazione con molti punti l’avevo costruita con il confronto con diverse associazioni di disabili, quindi mi rendo conto che era difficile, però la ringrazio perché lei mi ha risposto, non lo dico in modo formale.
Per me la domanda era complessa perché io sono parte di questa squadra, non volevo creare difficoltà a nessuno e debbo dire che rispetto a questa interrogazione c’è stata una risposta puntuale, non sono formali i ringraziamenti, non amo la piaggeria e ovviamente sono consapevole delle difficoltà che ci sono e credo che siano, da una parte, legate al lavoro, all’economia, alla disoccupazione, e determinano delle ricadute dirette anche sulla disabilità.
Le altre sono di carattere politico istituzionale, oggi è la seconda volta che cito la mancata conferma della riforma costituzionale ed il fatto che le Province sono sospese, a dir poco, non voglio parlare di pasticcio o di altro, ma tutto questo crea sicuramente delle difficoltà. Credo che la partita dei Centri per l’impiego, fa bene lei Assessore a visitarli e a confrontarsi con i responsabili, vada posta con forza stante la legislazione attuale sia in sede di Conferenza delle Regioni che in sede di Conferenza unificata, perché quell’accordo a tre che doveva essere provvisorio, Provincia/Stato/Regione, sta diventando, per la mancata conferma della riforma costituzionale, duraturo e provvisorio allo stesso tempo, quindi occorrono soluzioni.
Ovviamente il settore tale non è perché è parte della nostra società, questo è un aspetto molto delicato, ma vedo che lo sta seguendo con molta attenzione, quindi la ringrazio ancora e per quanto mi riguarda continuerò a seguirlo, ma soprattutto posso contare sul suo intervento diretto, immediato e continuo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. A differenza del Consigliere Giancarli non sono assolutamente soddisfatto della risposta dell’Assessore, perché ho recepito una cosa, probabilmente mi sbaglio, l’Assessore non è l’Assessore al personale della sanità. Questo è.
A noi non risultano questi dati, a noi risulta che nell'ambito della sanità è fortemente in difficoltà l'ambito delle categorie protette.
Si capisce, probabilmente nell’Assessorato alla sanità ci sono i parenti dei “genovesi”, quelli che non vogliono spendere, questo è il detto: i parenti dei genovesi sono quelli con le mani corte, allora le mani corte o con le braccia corte sono le categorie protette, Assessore.
Questo è il problema, io l’ho affrontato a mo’ di battuta, ma è un argomento molto serio. La nostra struttura pubblica è in difficoltà sulle categorie protette, non è possibile, Assessore, bisogna che lei intervenga anche in un altro settore che probabilmente, come ha detto, non è il suo, per far riempire di contenuti le caselle, il numero delle persone che bisogna assumere. Questo è un passaggio importante perché è inutile pensare di mandare gli ispettori del lavoro nelle ditte private, dall’artigiano, da quello che tira la carretta dalle 5,00 di mattina, qui la cosa è seria e bisogna che lei si impegni, altrimenti credo che sarà difficile esprimere delle considerazioni.
Mi fermo qui, il problema delle categorie protette è serio nella Regione Marche.
Là ci sono più di 20.000 dipendenti, non è il sistema che le raccontano i Direttori generali della sanità, c’è un problema che loro conoscono: quante persone devono assumere, la percentuale di quelle in difficoltà, si attrezzino allora per fare le assunzioni. Questo è il problema, altre cose sono tutte frittelle o chiacchiere.

Interrogazione n. 316
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Applicazione legge regionale 14/2006 – mancata convocazione dell’Assemblea legislativa sulla legge comunitaria regionale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 316 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bora.

Manuela BORA. La legge regionale 14/2006 indica tre adempimenti fondamentali:
1) la presentazione, da parte della Giunta regionale, entro il 31 maggio, della proposta di legge comunitaria regionale;
2) la presentazione al Consiglio, da parte della Giunta regionale, entro il 31 del rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie;
3) la convocazione, da parte del Consiglio, a seguito della presentazione della proposta di legge e del rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie, della sessione comunitaria in una specifica seduta.
Per il 2016, la P.F. politiche comunitarie e autorità di gestione Fesr e Fse, ha regolarmente presentato con delibera di Giunta regionale 1317 del 3 novembre 2016, il rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per la sessione comunitaria del Consiglio, che è stato regolarmente trasmesso all’Assemblea legislativa.
Riguardo al ritardo di approvazione del rapporto rispetto alla data prevista del 31 maggio, ne viene data motivazione all’interno del documento istruttorio della delibera stessa, attribuendone la causa alla lentezza con cui le varie strutture coinvolte hanno prodotto il materiale utile alla predisposizione del documento, nonostante i vari e ripetuti solleciti.
Si fa presente che il rapporto nasce a seguito di una procedura complessa, che dipende dal trasferimento dei necessari dati alla sua redazione da parte di tutte le strutture regionali che gestiscono risorse comunitarie.
Per quanto riguarda invece la proposta di legge comunitaria regionale, finalizzata all’individuazione nel corso dell’anno delle norme di disciplina comunitaria, che devono essere recepite a livello regionale, occorre innanzitutto specificare che la predisposizione annuale non è da intendersi obbligatoria.
Si tratta piuttosto di una opportunità, che recepisce quanto previsto dall’articolo 117 della Costituzione in materia di vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, e che consente alla Regione di riconoscere, annualmente, le norme comunitarie da recepire a livello regionale. In ogni caso la predisposizione della proposta di legge non è di competenza dell’Autorità di gestione dei fondi strutturali piuttosto della struttura competente in materia di attività normative.
Pertanto, riteniamo la legge regionale 14/2006 utile e necessaria.
Per quanto riguarda la presentazione della proposta di legge entro il termine del 31 maggio, si provvederà quando il quadro normativo europeo lo renderà necessario.
Riguardo invece la convocazione della seduta comunitaria dell’Assemblea legislativa, il Consigliere Fabbri dovrebbe sapere che la convocazione delle sedute non è competenza della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. La risposta a questa interrogazione sui fondi europei e la discussione in Aula della legge comunitaria non mi soddisfano, non mi soddisfano perché ci si nasconde dietro delle procedure burocratiche, il nervo è scoperto, non abbiamo mai seriamente parlato di fondi europei in quest’Aula, quindi io sollecito la Giunta, l’Assessore, il Consiglio, i colleghi Consiglieri a parlarne perché a questo famoso Consiglio monotematico convocato in sessione comunitaria, dovrebbero dedicate una o più sedute, questo per far capire l’importanza del discorso.
In questi giorni poi ci siamo confrontati sulla stampa, sul pericolo di disimpegno automatico da parte dell’Unione europea, sui soldi che non riusciamo a spendere, il bicchiere mezzo vuoto, il bicchiere mezzo pieno, parliamone, approfondiamo.
Manca una cabina di regia sui fondi europei perché ogni volta che ci portate un piano fate riferimento alla famosa tabellina che dice che nel settennio abbiamo 1.100.000.000, dopodiché non riusciamo ad impiegare nei tempi dovuti le risorse. Sembra che siano disponibili perché come Regione piangiamo miseria in qualsiasi settore, però nella proposta di legge 130, l’ultima volta, avete inserito una modifica che prevede che le modifiche sostanziali ai piani sopra il 3% non passeranno più in Consiglio e la Commissione avrà 20 giorni di tempo per definire la questione.
Non vedo una volontà da parte vostra di fare chiarezza sulla programmazione europea, quindi con questa interrogazione voglio portare alla ribalta la problematica, tra l'altro l'interrogazione è di sei mesi fa e il 31 maggio scade per legge anche il termine di quest’anno, quindi invito ad una maggiore attenzione ed auspico una discussione aperta perché sono gli unici soldi freschi esterni a cui riusciamo ad accedere, per cui vorrei che nelle Commissioni le cose siano approfondite a dovere.

Interrogazione n. 362
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Ampliamento dell’impianto di depurazione acque reflue urbane in località Villa Ponticcio, Castelfidardo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 362 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Tale progetto è stato assoggettato a valutazione d'impatto ambientale, presso la Provincia di Ancona, con esito positivo con le prescrizioni riportate nel Rapporto sull'impatto ambientale.
L'ampliamento dell'impianto risulta indispensabile al superamento della procedura d'infrazione 2014/2059 che altrimenti nel 2018 porterà alla condanna da parte della Corte di Giustizia Europea per inadempienza all'attuazione della direttiva 91/271/CEE.
L'ampliamento dell'impianto, con lavori pari ad un importo di 6.862.858 euro, è necessario per risolvere ambientalmente alcune criticità che sono rappresentabili sinteticamente in questi termini:
l'agglomerato di Castelfidardo è in procedura d'infrazione europea in quanto raccoglie il 97,9% delle acque reflue urbane prodotte (conforme) e di questi ne tratta solo 82,4%; la quota rimanete del 15,5%, pari circa a 13.000 abitanti equivalenti, non è adeguatamente trattato e si riversa nel fiume Musone e nel Torrente Aspio;
la qualità di questi corpi idrici è tra le peggiori della Regione Marche (Aspio e Musone = scarso, e foce fiume Musone = pessimo o cattivo);
tale situazione condiziona fortemente la qualità delle acque marine costiere e delle acque balneari.
Si rappresenta che, a seguito dell'interrogazione che evidenzia aspetti relativi all'inquinamento atmosferico e all'interferenza con la Rete Ecologica delle Marche, la Regione ha chiesto chiarimenti sia alla Provincia di Ancona, competente per il procedimento di VIA, che all'Arpam.
Il procedimento di valutazione d'impatto ambientale, presso la Provincia di Ancona, come già detto, si è concluso favorevolmente con atto n. 526/2017, per il quale sono state indicate diverse prescrizioni che riguardano le componenti aria, acqua, suolo, rumore, vegetazione e fauna e beni archeologici. L'area oggetto di variante ricade all'interno di un'area, molto più vasta, luogo della memoria storica risorgimentale della battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860. La Regione Marche, con legge regionale 5/2010 ha sancito l'importanza culturale, storica e turistica di quest'area.
Al momento non vi sono delibere e/o atti assunti ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge regionale n. 5/2010 e ad ogni buon conto dall'articolo 42 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesistico Ambientale Regionale si evince che, anche qualora l'area oggetto della Battaglia di Castelfidardo fosse stata perimetrata e fosse stata individuata, l'intervento in oggetto sarebbe stato fatto salvo, considerato che all'interno di tali ambiti "sono vietate le opere di mobilità e gli impianti tecnologici fuori terra, indicati all'articolo 45, salve, per le opere attinenti al regime idraulico, le derivazioni e captazioni d'acqua, il trattamento delle acque reflue nonché le opere necessarie all'attraversamento".
Attualmente la Regione Marche ha elaborato una serie di materiali, ancora in forma di bozza, per la revisione del Ppar, essi dovranno essere però discussi e condivisi con il livello statale, prima di aprire un confronto con le realtà locali della regione e poter così giungere all'approvazione di una variante generale al Ppar, adeguata alle prescrizioni del Codice.
Si rammenta infine che anche il Comune di Castelfidardo ha chiesto di conoscere, in attuazione allo spirito di collaborazione che caratterizza i rapporti tra i vari livelli di governo del territorio, se la Regione Marche intenda assumere delibere e/o atti, ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge regionale n. 5/2010. Tuttavia, proprio in attuazione dello spirito di collaborazione che deve caratterizzare i rapporti tra i vari livelli di governo del territorio è doveroso segnalare che, ai sensi dell'articolo 42 della deliberazione amministrativa n. 197 del 3 novembre 1989 e del Piano Paesistico Ambientale Regionale, compete agli strumenti urbanistici generali del Comune:
a) completare e verificare il censimento e l'identificazione dei luoghi della memoria storica;
b) definire gli ambiti di tutela relativi, in base a quanto stabilito dall'articolo 27 bis;
c) stabilire le prescrizioni per la tutela di tali luoghi al fine di conservarne e valorizzarne i caratteri peculiari.
Relativamente, inoltre, alla vicenda dell'ampliamento di un depuratore su aree destinate ad altro uso dallo strumento urbanistico comunale, si evidenzia che la zonizzazione del territorio e la conseguente definizione delle varie destinazioni d'uso ammissibili sono affidate alla esclusiva competenza del Comune che la esercita con piena potestà attraverso i propri strumenti di pianificazione urbanistica, nel rispetto di norme e leggi sovraordinate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Ringrazio l’Assessore e mi ritengo soddisfatto della risposta. Grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Le interrogazioni nn. 284 e 296 sono rinviate su richiesta dei proponenti.

Interrogazione n. 370
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Eventuale eccessivo sfruttamento dei boschi di conifere marchigiani che non hanno raggiunto il turno”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 370 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Ringrazio il Consigliere Bisonni perché mi dà l’opportunità di far vedere che gli uffici della Regione si sono mossi rispetto a questa problematica che è molto seria.
Faccio tutta la cronistoria così lei sarà al corrente di tutto quello che è stato fatto e dello stato attuale della situazione.
Nella prima decade di dicembre 2016, per effetto di una prima segnalazione di un cittadino, integrata in seguito con un'ulteriore segnalazione dello stesso, si è venuti a conoscenza del fatto che si stava verificando e diffondendo anche nel nostro territorio, soprattutto nella zona del fabrianese ed anche nei siti della Rete Natura 2000, la pratica della vendita di boschi in piedi, spesso soggetti ad uso civico, con cui si realizzano forti diradamenti in soprassuoli di conifere o misti, al fine di produrre grandi quantità di cippato per uso energetico, spesso neanche utilizzato nella regione Marche, quindi non sempre connesso ad un vantaggio dal punto di vista energetico.
Il funzionario responsabile ed il dirigente dell'allora struttura regionale competente, la P.F. forestazione, si sono immediatamente rivolti per le vie brevi e per e-mail al Comandante provinciale di Ancona dell'ex Corpo forestale dello Stato, e per conoscenza al Comandante regionale, segnalando in particolare che: "Siamo nel Parco naturale regionale Gola della Rossa e di Frasassi, Unione montana Esino-Frasassi, nel pregevole SIC in oggetto. Sempre più ditte di fuori regione acquistano in piedi, soprattutto da comunanze agrarie del fabrianese, come ci hanno informato, soprassuoli di conifere o misti per produrre cippato, mediante utilizzo di Forwarder e macchinari similari che danneggiano anche il suolo, soprattutto se umido o bagnato, oltre che il soprassuolo, si chiede di riferire alla PF forestazione sui casi della
zona, dato il danno ambientale che sembra occorso".
Il Comando provinciale competente del Corpo Forestale interpellato direttamente sulla questione non ha fornito nell'immediato alcun riscontro, probabilmente anche a causa dell'imminente entrata in vigore della legge che sopprimeva il Corpo Forestale dello Stato e di assegnazione del personale e dei mezzi dello stesso in buona parte all'Arma dei Carabinieri.
Si è sempre rimasti in animo, trascorso un ragionevole lasso di tempo dalla e-mail del 12 dicembre 2016 che tenesse conto della riorganizzazione statale, di sollecitare detta richiesta.
Successivamente la struttura regionale competente ha inviato in data 8 marzo 2017 due note PEC, rispettivamente all'Unione montana dell'Esino - Frasassi ed al Comando Regione Carabinieri forestale Marche dell'Arma dei Carabinieri.
Con tali note si chiedeva di riferire in merito alle autorizzazioni rilasciate, alla esecuzione dei lavori e se si fossero verificati danni al suolo ed al soprassuolo dovuti alla modalità di conduzione degli interventi selvicolturali, se i lavori fossero stati coerenti con la tutela paesaggistica, ambientale, idrogeologica e forestale che grava su tutti i boschi, con riferimento al decreto legislativo n. 42/2004 (vincolo paesaggistico), al Regio Decreto n. 3267/1923 (vincolo idrogeologico) ed alla disciplina concernente la tutela e la gestione dei boschi ricadenti nei siti della Rete Natura 2000 e quindi Sic e Zps riserve e parchi.
Era stata segnalata anche una questione molto importante, ed era quella che venivano aperte o allargate le infrastrutture della viabilità di servizio forestale e realizzati degli ampi piazzali mediante riduzione non autorizzata di superficie boscata, che servivano poi per la lavorazione, quindi si è provveduto a trasmettere all'Unione montana competente per territorio uno stralcio della documentazione fotografica pervenuta dal cittadino richiedendo di relazionare urgentemente all'amministrazione regionale.
Si è invitato altresì il Comando regionale Carabinieri forestale a voler eseguire i necessari ed urgenti controlli con eventuale applicazione delle forme sanzionatorie previste dalle leggi in materia di foreste, ambiente e dal regolamento forestale regionale, al fine di fronteggiare un fenomeno che poteva compromettere il paesaggio perché dal punto di vista ambientale queste aree sono molto delicate.
Nel caso specifico, l'autorità competente in materia forestale ed ambientale è l'Unione montana Esino-Frasassi che funge, per effetto delle leggi regionali in materia, da Ente Parco e da Ente gestore dei siti (SIC) e delle zone (ZPS e ZSC) tutelati dalle direttive comunitarie "habitat" e "uccelli"; l'Unione montana rilascia pertanto sia il nulla osta dell'Ente gestore dell'area naturale protetta, qualora gli interventi ricadano entro il perimetro del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, che il parere di valutazione di incidenza sui progetti ed interventi interessanti siti della Rete Natura 2000, quindi sia la valutazione di incidenza che l’autorizzazione.
Si precisa che il controllo dei tagli boschivi e l'accertamento delle eventuali trasgressioni non è una competenza regionale: solo nel caso in cui l'Ente locale competente all'accertamento od all'archiviazione dell'illecito amministrativo verbalizzato dagli agenti risulti esso stesso trasgressore od obbligato in solido e in questo caso si prevede il potere sostitutivo della Regione.
L'Unione montana ha riscontrato la richiesta regionale inviando copia dell'autorizzazione forestale ed il parere di valutazione di incidenza, con prescrizioni, rilasciati alla ditta richiedente, evidenziando la non competenza dell'ente a valutare eventuali difformità di intervento dell'esecutore rispetto alle autorizzazioni rilasciate.
Il Comando Regione Carabinieri forestale Marche non ha tuttora riscontrato la richiesta regionale, probabilmente attendendo gli sviluppi della necessaria attività investigativa messa in atto dal Comando gruppo provinciale competente per territorio.
Risulta dalle notizie di stampa che successivamente alla segnalazione effettuata dagli uffici regionali, il Comando gruppo dei Carabinieri forestale di Ancona ha provveduto a sequestrare su disposizione della Procura della Repubblica competente, il cantiere della pineta di Monte Fano di Fabriano.
Infine la P.F. interventi nel settore forestale al fine di prevenire eventuali ulteriori problematiche in materia, ha inviato in data 21 aprile 2017 una comunicazione rivolta a tutte le Unioni montane ed al Presidente dell'Uncem Marche circa la disponibilità, se ritenuto opportuno o necessario, di effettuare un incontro tecnico vertente sulle attività istruttorie precauzionali da considerare prima del rilascio delle autorizzazioni.
Si precisa che solo a seguito della conclusione delle attività investigative potrà essere più compiutamente informata l'Assemblea legislativa ed il Consigliere interrogante circa l'eventuale illiceità, penale e/o amministrativa dei comportamenti delle persone fisiche e giuridiche coinvolte dalle questioni segnalate, sia a livello autorizzativo che esecutivo.


PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Ringrazio l’Assessore per la risposta esaustiva e mi ritengo soddisfatto della risposta anche perché vedo che gli uffici si sono mossi, hanno fatto il loro dovere ed anche perché mi è sembrato di cogliere nella risposta stessa una sensibilità ed una attenzione da parte degli uffici, da parte dell’Assessorato, che condivido, nel rispetto di queste aree. Ricordo che a me interessano i parchi ed i boschi perché li ritengo di fondamentale importanza, sono aree protette, rientrano nella rete Natura 2000, quindi sono aree vincolate.
Grazie per la risposta, mi auguro Assessore che la Regione mantenga viva l’attenzione su questa problematica e sarei grato se, quando ci saranno le risultanze delle indagini, si possa essere messi a conoscenza di queste perché ritengo che la Regione abbia quanto meno il compito di vigilare su delle aree che sono estremamente importanti per il nostro territorio e che se fossero valorizzate come dovrebbero e potrebbero essere anche fonte di sviluppo e di turismo. Grazie.

Interrogazione n. 374
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Situazione personale sale operatorie Azienda ospedaliera universitaria ospedali riuniti di Ancona”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 374 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. L’azione disciplinare è stata avviata dal titolare del potere disciplinare (che non è la direzione ma il dirigente sovraordinato) ed è a tutt’oggi conclusa.
L’azienda riferisce che il turno di servizio è stato predisposto in ottemperanza alle disposizioni aziendali e nel rispetto di quanto disposto dal contratto di lavoro in tema di pronta disponibilità e di periodi di riposo dei turni medesimi.
Nel caso in esame, il dipendente, pur essendo a conoscenza del proprio programma di lavoro del 5 gennaio 2017 sin dal 23 dicembre 2016, non ha effettuato il turno pomeridiano di pronta disponibilità al servizio a garanzia dell’attività programmata di sedute operatorie delle diverse specialità chirurgiche a tutela dei bisogni di salute dei cittadini.
Questo per i punti 1 e 2, per il punto 3 la Giunta regionale ha approvato il piano di fabbisogno triennale del personale ed il piano occupazionale. Inoltre ha approvato il piano di fabbisogno triennale ed il piano occupazionale 2017, tali provvedimenti prevedono assunzioni specifiche per il rispetto della normativa in materia di orario di lavoro.
Relativamente all’organizzazione del blocco operatorio, l’azienda, proprio a seguito delle modifiche introdotte dall’articolo 14 dalla legge 161/2014, ha assunto personale infermieristico, con determina del 16 dicembre 2015 e con determina 307 del 25 maggio 2016, passando da n. 88 unità in servizio nel mese di settembre 2015 alle attuali 99 unità e la modifica del turno di servizio per il personale afferente al blocco operatorio, dopo un confronto con la Rsu aziendale avvenuto in data 9 settembre 2016, è stato attivato l'1 ottobre 2016.
L’inserimento della Regione Marche tra le Regioni benchmark deriva dal rapporto virtuoso tra il rispetto del tetto di spesa e il rispetto dei Lea, sono due parametri, il rispetto del tetto di spesa e il rispetto dei Lea non sono solo un parametro economico, quello che misura la Regione benchmark non è solo il parametro economico perché magari c’è anche chi economicamente è più bravo di noi, ma considera un equilibrio: garantire i conti in ordine e i Lea perché sarebbe troppo facile avere i conti in ordine e poi non dare i servizi, per capirci, vuol dire che magari altre Regioni sui Lea sono anche più brave, ma lo fanno con una spesa superiore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Che vengano garantiti i Lea questo è tutto da vedere, poi che altre Regioni si preoccupino magari di garantire maggiori servizi piuttosto che risparmiare sulla pelle dei cittadini, secondo me, va solo a vantaggio delle Regioni che lo fanno.
Forse Presidente nemmeno lei è convinto della risposta che le hanno dato gli uffici e mi auguro che non sia la replica al Ministero della salute quando ha chiesto dei chiarimenti in merito a questa problematica.
Per chi non lo sapesse il caso in particolare trattava di un infermiere che dopo 16 ore di lavoro nell’arco di 24 ore, è stato richiamato 5 ore dopo a lavorare, lo stesso infermiere ha messo per iscritto che non sarebbe potuto andare perché non si sentiva in grado, quindi ha fatto riferimento al suo diritto nel rispetto dei turni di riposo e l’Azienda ha risposto con un provvedimento disciplinare, questo perché? Perché l’Azienda non è stata in grado di attuare una programmazione che rispettasse le direttive europee per quanto riguarda le 11 ore di riposo e, come dice lei, è il direttore amministrativo che si occupa di applicare le sanzioni, ma io ricordo al Presidente Ceriscioli che è anche Assessore alla sanità che forse è il caso di fare una verifica delle disposizioni dei direttori amministrativi, che gestiscono le aziende della regione Marche, visto che lei ultimamente latita anche molto l’Aula. Purtroppo noi siamo costretti come Movimento 5 Stelle a chiederle puntualmente le dimissioni da Assessore alla sanità.
Mi spiace, non è sicuramente un fatto personale, però dopo due anni credo che qualche domanda se la deve porre e soprattutto non si deve domandare perché il Movimento 5 Stelle non si è espresso su Comuni che vogliono andare in Emilia-Romagna, lei si dovrebbe domandare perché i cittadini marchigiani vogliono andarsene dalle Marche, questa è la domanda che si dovrebbe porre.
Per quanto riguarda il caso specifico le ricordo, tante volte non avesse letto la mia successiva interrogazione, visto che questa non veniva mai iscritta all’ordine del giorno ne ho presentata un’altra per incalzare, che il decreto legislativo n. 66 del 2003 prevede le sanzioni non per i dipendenti che reclamano il diritto al riposo, ma per le aziende. Quindi, sulla base di queste informazioni, può chiedere un maggiore approfondimento agli uffici, la invito a verificare ed alla prossima interrogazione a darmi una risposta che sia più confacente e che soprattutto faccia vedere che lei si sta impegnando a garantire la sicurezza sia dei pazienti che la gestione del rischio clinico, specialmente per gli addetti ai lavori, Grazie.

Mozione n. 239
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Rischio chiusura ditta Sandro Baldini di Camerano per divieto accesso cavalcavia A14”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 239 del Consigliere Rapa, che ha la parola per illustrarla.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Questa mozione è stata presentata circa 20 giorni fa a dimostrazione della vicinanza al mondo dell’imprenditoria ed al mondo del lavoro.
Come sapete sono ormai diversi mesi che sono iniziati i problemi per la ditta Baldini di Camerano, quando Autostrade per l’Italia ha deciso di abbassare il tonnellaggio del cavalcavia 166 che garantisce l’accesso all'azienda impedendo di fatto il transito dei mezzi e l’accesso.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, l'impresa sta perdendo delle commesse, grossi appalti, ed il titolare si è visto costretto a procedere al licenziamento di 15 dipendenti che da due settimane hanno organizzato un presidio permanente all’ingresso del cavalcavia.
Siamo di fronte ad un caso unico in cui una azienda florida, una azienda con diverse commesse da onorare, è costretta a licenziare i propri dipendenti perché i propri mezzi non possono transitare attraverso quel ponte.
Riteniamo che una situazione del genere non sia più sostenibile, quindi chiediamo con questa mozione che la Regione, qualora nel lasso di tempo della presentazione non l'abbia fatto, si faccia carico di questa problematica costituendo in tempi brevissimi un tavolo di lavoro e di confronto tra Autostrade, il Comune di Camerano e la ditta Baldini per arrivare ad una soluzione e scongiurare la chiusura dell’azienda ed anche il licenziamento dei 15 dipendenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Mi compiaccio per la sensibilità del Consigliere Rapa, questa è una realtà veramente drammatica e kafkiana. Chi ha occasione di passare sulla strada “degli Zingari” può vedere i presidi degli operai che denunciano una situazione veramente anomala, per cui noi come gruppo Movimento 5 Stelle appoggiamo questa mozione che ha fatto il Consigliere Rapa e voteremo sicuramente e convintamente a favore, invitando cortesemente l’Assessore a darsi da fare perché nel momento in cui la situazione economica e occupazionale è così grave, chiudere una azienda che ha lavoro, che ha competenza e che ha professionalità per una motivazione pretestuosa come quella che ha addotto Autostrade SpA è una cosa che politicamente va condannata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Bene ha fatto il Consigliere Rapa a presentare questa mozione che la Lega Nord condivide anche perché riguarda un territorio importante per l’economia dell’hinterland anconetano, dove c’è questa azienda che è in difficoltà, una delle poche che non ha problemi di lavoro, ma ha problemi con la società Autostrade. E' una cosa vergognosa, la società Autostrade fa interventi senza sicurezza sulle autostrade e fa morire la gente, il comportamento di questa società è vergognoso.
Fra l’altro, lo voglio dire all’Assessore alla viabilità, ad Ancona nord ed a Senigallia i lavori di ampliamento delle corsie non sono ancora terminati, la società Autostrade - ormai è privata - introita soldi a non finire, bisogna intervenire pesantemente nei suoi confronti per far sì che termini i lavori, metta i lavori in sicurezza e risolva in tempi brevi il problema della ditta Baldini, perché non è possibile che 15 lavoratori, per colpa dell'inefficienza della società Autostrade, rimangano senza lavoro.
Assessore è una vergogna!

(interrompe l'Assessore Casini)

Sandro ZAFFIRI. La situazione è questa, le autostrade sono queste ed aggiungo che al casello di Ancona nord non c’è un parcheggio, il casello si trova nel territorio del Comune di Chiaravalle, quindi guardi con attenzione anche a questo problema.
Ha fatto bene il Consigliere Rapa a parlare di questo argomento perché su questo la società autostrade, perché nell’hinterland anconetano … Dio ce ne scampi!
Credo che lei Assessore debba prendere il toro per le corna ed affrontare società Autostrade, chieda un parcheggio per l’uscita Ancona nord, che è indispensabile, c’è poi il problema dei lavori per i caselli di Ancona nord e Senigallia e soprattutto la ditta Baldini deve riprendere il lavoro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Approfitto della mozione per ricordare che abbiamo un altro cavalcavia, quello che è crollato, e se l’Assessore interviene può cogliere l’occasione per darci qualche informazione in proposito. Dico una banalità, perché lo vediamo tutti, ma noi marchigiani del sud per raggiungere Ancona abbiamo due alternative: mezz’ora di fila in autostrada o un’ora di fila alla stazione d’Osimo, perché queste sono le code che ci sono in certe ore del giorno. Non si arriva più puntuali alle Conferenze dei capigruppo, Presidente, è impossibile, non ce la facciamo.
I lavori non procedono, appaiono e scompaiono cartelli che dicono il 15 maggio, il 31 di maggio, ogni tanto c’è un cartello che indica la prossima apertura, però non c’è un lavoro, arrivare all’estate in queste condizioni, con il traffico dei turisti che arriverà, è veramente drammatico.
Capisco che c’è stato un incidente grave, i morti, la magistratura starà facendo le indagini, non so se le ha completate, però, signori, il problema non è del cavalcavia crollato, ormai quello che è crollato, si è visto, e penso che anche i “perché” siano abbastanza chiari dato che hanno individuato la mancanza di cavalletti, di sostegni, eccetera, però per il resto mettere un ponte è un lavoro di due giorni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Solo per dire che come gruppo abbiamo presentato questa mozione e sappiamo, anche se la Regione non ha competenze dirette, quanta sensibilità ci sia da parte della Presidenza e dell’Assessore competente nel cercare di far capire alla società Autostrade e al Ministero che è impensabile, ed è una situazione quasi kafkiana, che una ditta che ha un lavoro stabile rischi di fallire e di chiudere per altre motivazioni.
Credo che al di là di tutto serva anche un po’ di buon senso, è chiaro che la società Autostrade deve fare questa benedetta verifica statica, mi dicono che ci vorrà poco tempo, e una volta chiarito questo - è indubbio capire quali sono le preoccupazioni delle autostrade - se ci sono le condizioni riaprire, altrimenti si trovano altre soluzioni.
Il Tavolo da noi richiesto è per dare un ulteriore stimolo alla società Autostrade che, a mio avviso, prende tempo.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. In riferimento a quanto ha detto il Consigliere Zaffiri, io non ho le deleghe per individuare i parcheggi nei Comuni o per decidere quello che deve fare la società Autostrade, premesso questo dovrebbe sapere quali sono le competenze in relazione alle strade, per esempio dovrebbe sapere che le Marche sono state l’unica Regione in Italia ad aver trasferito le strade ex Anas all’Anas, 800 chilometri, quindi non è profeta in patria, ma siamo stata l’unica Regione che l’ha fatto.
In questo caso noi ci rendiamo perfettamente conto di questa difficoltà grave ed è assurdo che ci sia ancora oggi questo blocco che impedisce ad una azienda così importante di poter lavorare dato che non può passare con i propri mezzi.
Abbiamo sollecitato più volte per le vie brevi, l’ultimo sollecito per iscritto, che è stato mandato alla società Autostrade per chiedere la verifica di idoneità statica, è del 4 maggio 2017, quindi non abbiamo sottovalutato il problema, abbiamo insistito con società Autostrade e stiamo aspettando una risposta che speriamo ci sia in tempi brevi.
La nostra interlocuzione con Autostrade per chiedere una immediata verifica è all’ordine del giorno perché ci rendiamo conto che è assurdo bloccare un'azienda, quando la verifica di carico può essere fatta con facilità.
Rispetto al cavalcavia il problema è diverso perché attiene anche alle indagini che si stanno svolgendo e lì si comincerà a ragionare sul rifacimento o meno quando ci sarà la possibilità di utilizzare appieno quelle aree.

PRESIDENTE. Mozione n. 239. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 146
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Valutazione ambientale del documento regionale di pianificazione faunistico-venatoria”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 146 del Consigliere Fabbri, che ha la parola per illustrarla.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. I piani ed i programmi che interessano la rete Natura 2000, presente all’interno del territorio marchigiano, sono soggetti alla procedura di valutazione di incidenza di cui al D.P.R. 357/1997.
In particolare il D.P.R. prevede all’articolo 5, comma 2, che i proponenti di piani territoriali urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunistico-venatori e loro varianti, predispongano uno studio per individuare e valutare gli effetti che il piano può avere sul sito, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.
Tutti i piani e i programmi che sono sottoposti a valutazione di incidenza rientrano nell’ambito di applicazione della valutazione ambientale strategica, la Vas, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera b) del disegno di legge 152/2006.
Questo disegno di legge indica esplicitamente che sono “Piano” o “Programma” (da sottoporre a Vas e a valutazione di incidenza) “gli atti e i provvedimenti di pianificazione e programmazione comunque denominati”, (articolo 5, comma 1, lettera e).
Le due procedure di valutazione in precedenza richiamate sono disciplinate nella regione Marche dalla legge regionale 7/2006 e dettagliate nelle linee guida di cui alla delibera di Giunta regionale 1813/2010 (Vas) e dalla delibera di Giunta regionale 220/2010 (valutazione di incidenza). Tramite tali linee guida, la Giunta regionale ha anche stabilito il coordinamento delle due procedure, previsto all’articolo 10 del decreto legislativo 152/2006.
Le procedure di valutazione ambientale strategica e di valutazione di incidenza non devono essere considerate un mero appesantimento burocratico, ma piuttosto uno strumento per la promozione dei livelli di qualità della vita umana da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente. Inoltre, attraverso la partecipazione del pubblico, rappresentano un ulteriore strumento di trasparenza.
Con la deliberazione n. 5 del 2010, la Giunta regionale ha emanato i criteri e gli indirizzi per la pianificazione faunistico-venatoria 2010/2015. Questo documento a tutti gli effetti era un piano o un programma, come definito dal decreto legge 152, e quindi andava, avendo nel territorio regionale dei siti di Natura 2000, sottoposto a Vas e a Vinca.
Il documento che ormai è scaduto non è stato sottoposto a questo procedimento perché, abbiamo parlato con gli uffici, si doveva mettere insieme a livello provinciale, alcune province avevano fatto questa valutazione altre no, ormai è scaduto e si sta redigendo il nuovo.
Con questa mozione noi impegniamo la Giunta ad attivare le necessarie procedure di valutazione ambientale strategica e di valutazione di incidenza, come previsto dalla normativa vigente, tutte le altre Regioni lo hanno fatto, sugli atti regionali di pianificazione faunistico-venatoria, comunque denominati. Ormai è chiaro che il prossimo piano faunistico-venatorio, anche se lo chiamiamo criteri regionali per l’approvazione, deve in ogni caso essere sottoposto ai due strumenti, quindi chiediamo attenzione per il prossimo provvedimento per consentire, soprattutto ai portatori di interesse, al pubblico, alle associazioni ambientaliste, a chiunque voglia fare delle osservazioni, di partecipare alla stesura e di condividerlo visto che lo riteniamo molto interessante ed importante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Brevemente solo per dire che lo spirito della mozione, secondo me, è interessante ed è giusto, tenendo conto anche che il piano faunistico, quindi l’atto che dovrà definire il percorso del piano faunistico, andrà in Giunta da qui a pochi giorni, entro il mese di maggio/giugno.
Credo che sia importante dare un indirizzo dell’Aula alla Giunta, ma soprattutto agli uffici che poi dovranno seguire il percorso del piano faunistico regionale.
Diventerà uno strumento unico, penso quindi che sia una grande occasione che tutti abbiamo per unificare il più possibile il sistema dei prelievi venatori, ambientali, che vanno da Pesaro fino ad Ascoli Piceno.
Ogni provincia aveva predisposto il proprio piano faunistico, con i giusti meriti e le criticità che portavano in sé, noi abbiamo una grande opportunità e l’obiettivo è che entro la fine del 2018 possa essere portato in Aula il piano faunistico regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Soltanto per dire che ho proposto due emendamenti a questa mozione. Con uno sostituiamo le parole “sugli atti regionali” con “sui prossimi atti regionali”, questo perché il Movimento 5 Stelle ha fatto ricorso al Tar per i precedenti atti fatti negli anni scorsi, anche nel 2016, allora mettiamo “sui prossimi” in modo tale che sia chiaro che per quelli già in corso non ci sono problemi e questa mozione non li va a toccare; con il secondo emendamento chiedo al Consigliere Fabbri di eliminare tutta la parte finale che va un po’ contro la maggioranza, con toni un po' polemici, togliendo questa parte la maggioranza può benissimo votare la mozione.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Abbiamo discusso prima con il Consigliere Talè, chiaramente era il “visto che”, erano considerazioni in quanto non avevo riscontrato l’esecuzione di una Vinca e di una Vas a livello regionale per il precedente piano, denunciavo questa cosa e rimarcavo il fatto che tutte le altre Regioni avevano correttamente proceduto alla valutazione.
Io voglio portare a casa il risultato, che il Consiglio dia indicazione chiara agli uffici e che sul prossimo atto, che adesso l’Assessore Pieroni ci ha detto essere imminentissimo nella sua uscita, siano applicate la Vas e la Vinca, come da normativa, a me interessa questo, quindi accolgo tranquillamente gli emendamenti perché non vogliamo fare polemica, vogliamo portare a casa il risultato, in modo che siamo sicuri che i portatori di interesse, come la legge consente giustamente, possano esprimersi sul merito del documento che uscirà. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 146/01 a firma del Consigliere Talè. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 146/1 a firma del Consigliere Talè. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione 146, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 145
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“La piaga del commercio abusivo nelle città marchigiane ed in particolar modo nelle località balneari”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 145 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Illustro questa mozione anche se non sono il primo firmatario, perché la Vicepresidente Malaigia oggi è assente.
Questa mozione è soltanto un invito, per quello che è possibile, alla responsabilità nel senso che tra pochi giorni inizierà nelle nostre spiagge, da San Benedetto a Gabicce, in particolar modo nelle località balneari, il fenomeno del commercio abusivo che nei periodi estivi, come sappiamo tutti, è purtroppo diffuso e va a discapito del turismo e della qualità del turismo.
Questa mozione chiede, per quello che è possibile fare, perché sappiamo che i margini, è ovvio, della Regione non sono ampi, assolutamente, di concordare o pressare o incidere o chiedere ai Comuni di essere più protagonisti e se è possibile, come abbiamo chiesto qua, di impegnare la Giunta per vedere se è possibile inserire sanzioni amministrative nei confronti di chi fa questa cosa, sensibilizzando i cittadini a non acquistare questi prodotti.
E’ una cosa di cui se ne parla tutti gli anni, lo scopo di questa mozione è questo, se i colleghi sono d’accordo vi chiedo di votarla e di vedere quello che è possibile fare da parte della Giunta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. E’ chiaro che la piaga del commercio abusivo, che spesso si manifesta nei periodi estivi e nelle località balneari, è un fenomeno che va combattuto sia che ci si trovi di fronte ad un cittadino comunitario che extracomunitario.
Mi risulta che la Regione Marche è una delle poche che in Italia ha già previsto a livello legislativo il divieto di lavorare come commerciante su aree pubbliche senza il possesso del documento unico di regolarità contributiva.
Esistono precise sanzioni per tutti coloro che risultano sprovvisti di queste autorizzazioni, pertanto le norme regionali ci sono e devono essere applicate, però ritengo una cosa interessante ed opportuna confrontarsi nella Commissione competente per costruire un'efficace campagna di sensibilizzazione, perché ritengo veramente importante creare un processo condiviso e soprattutto portarlo nella Commissione competente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Condivido quello che ha detto su questa mozione il Consigliere Rapa, siamo e sono, parlo a titolo personale in questo momento perché è una questione di valutazione personale ed etica, per la tutela del commercio, soprattutto e segnatamente in un momento così difficoltoso, e contro l’abusivismo di qualunque natura: bianchi, neri, cinesi o italiani.
Non posso votare però questa mozione perché dice che il commercio ambulante dei “vu cumprà” finanzia le cellule terroristiche, serve per acquistare armi da guerra che possono essere usate negli attentati in Europa. Il massimo viene fuori quando impegna la Giunta regionale a chiedere una legge speciale.
Io non posso condividere quanto è scritto in questa mozione, se c’è una mozione che è contro il commercio abusivo e che tutela il commercio in regola per una concorrenza reale, la voto e la sottoscrivo più volte, ma questa mozione, perdonatemi, non posso votarla, assolutamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Sono assolutamente favorevole all’intervento della Regione per una sensibilizzazione sul problema, sia per quanto riguarda le campagne informative, e questo mi sembra raccolga un ampio consenso trasversale, sia per azioni mirate anche un po’ più forti.
Abito a Porto Recanati, lo sapete, sulla costa, è un problema che tutti gli anni nel mio Comune viene affrontato, ma come in tutti gli altri Comuni costieri purtroppo ad armi impari perché il fenomeno del commercio abusivo è solo la punta di un iceberg e questi venditori fanno parte, forse malgrado loro, di un discorso di povertà e di illegalità. Attraverso queste merci che vengono vendute sulle spiagge, in realtà a monte si portano avanti anche altri tipi di traffici, dalla droga ad altre attività illegali perché c’è una ramificazione che non va solo per settori.
Andare a colpire quel settore riportandolo nella legalità vuol dire andare a contrastare tutto un sistema che è nella illegalità e tutelare realmente la salute delle persone perché queste merci, che molte volte vengono sequestrate, al di là del danno che fanno vendendo marchi contraffatti, quindi beni griffati che vengono copiati e di cui l’Italia è un’eccellenza, risultano tossiche, pensiamo alle spiagge in cui spesso vengono venduti vari giochi per i bambini molto dannosi per la salute.
Fare una azione di qualsiasi genere, che comprenda più settori, molto forte nei confronti del commercio abusivo, credo che sia a tutela dell’incolumità dei nostri concittadini e dei turisti che vengono nella nostra regione ma anche e soprattutto a tutela del commercio legale, quindi mi sento di sostenere questa mozione e mi auguro che si possa trovare una formula perché possa essere approvata da tutta l’Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Siamo assolutamente d’accordo nel combattere il commercio abusivo, mi sembra però che questa mozione vada oltre, alcune considerazioni le ha fatte il Consigliere Maggi, mi sembra che ci sia anche una sorta di leggera ipocrisia dietro questa mozione, nel senso che chi vende deve essere condannato alle peggiori sorti, mentre a chi acquista una pacca sulla spalla, un po’ di educazione civica e poco più. Ritengo che ci sia uno scompenso.
E’ chiaro che il commercio abusivo è una piaga, purtroppo in alcune zone lo viviamo non solo nei mesi estivi, ma tutto l’anno. Da una parte questo è segno di una vitalità di alcune zone marchigiane, che attraggono la parte positiva del commercio, delle attività ludico-sociali, ma purtroppo anche gli aspetti negativi, e se i commercianti vanno nelle zone più ricche perché trovano clienti, anche gli abusivi ci vanno perché trovano clienti.
L'ultimo comma della mozione può essere anche condivisibile, quello di fare una campagna di sensibilizzazione. Nel Comune dove risiedo da diversi mesi è stata fatta una cartellonistica simile a quella stradale per pubblicizzare il fatto che ci sono delle sanzioni, delle ammende nei confronti degli acquirenti, quindi in qualche modo si punta a dissuadere dall’acquisto, però per esperienza ho verificato, poi magari altri porteranno altre realtà, che prevedere delle sanzioni, fare campagne di sensibilizzazioni, aumentare le sanzioni a chi già non paga perché abusivo o perché non ha neanche la residenza, possiamo portarle anche a un milione di euro, mi sembra una foglia di fico.
L’unica cosa che abbiamo verificato sul campo e che funziona è quella del collegamento interforze. Se c’è da fare una battaglia nei confronti del Governo, con le difficoltà delle risorse, con tutto quello che sappiamo, è quella di implementare le forze dell’ordine, almeno nel periodo estivo, almeno nelle zone più vive della regione Marche e d’Italia, e l’altra cosa, anche a parità di forze attualmente presenti sul territorio, è che le amministrazioni locali, in particolare con le Prefetture e con le Questure, si mettano intorno ad un tavolo e programmino un’azione di forza nei confronti di questi fenomeni perché è l’unica cosa che, sperimentata in qualche modo, dissuade.
In Italia abbiamo Carabinieri, Polizia di Stato, Finanza, Forestali, Vigili urbani, non so quanti corpi seguono questa vicenda, però la tendenza, che fortunatamente negli ultimi anni mi sembra che si stia un po’ ravvedendo, è che ognuno lavora per proprio conto, non può funzionare perché le risorse economiche sono sempre meno, le risorse umane sono sempre meno e non può essere che due di un corpo, due di un altro, due di un altro ancora fanno le stesse cose.
Un raccordo si è verificato sul campo, ma questo spetta non tanto e non solo al Sindaco, men che meno al Presidente della Regione, ma ai Prefetti, ai Questori che stanno sul territorio e che sono preposti a questa funzione, quella di raccordare le forze dell’ordine e in qualche modo di organizzare, perché, ripeto, è stato sperimentato che laddove c’è una presenza continua, nel tempo, di queste forze, non a spot, una domenica si, una domenica no, un giorno si, un giorno no d’estate, questi fenomeni si alleggeriscono di gran lunga, poi una parte residuale rimarrà perché come c’è chi evade il fisco, come c’è chi ruba, tendenzialmente ci sarà anche questo, ma diventerà una presenza residuale e non assidua come invece in alcuni casi succede. Però, ripeto, se dobbiamo fare una battaglia comune non mi sembra che la mozione che oggi andiamo a votare sia su questa strada. Grazie

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie. Come tutti i Consiglieri qui presenti sono determinato a condannare il fenomeno dell’abusivismo, del commercio abusivo, tuttavia ritengo che le questioni che altri colleghi che mi hanno preceduto hanno evidenziato, ossia l’esistenza di leggi e la mancanza della loro applicazione, siano fondate.
Quello che manca non è tanto la legge, quanto la sua applicazione e sono d’accordo che si potrebbe fare una campagna di sensibilizzazione, magari anche un coordinamento, un tavolo di confronto con le forze dell’ordine per mettere in risalto questo fenomeno e riportarlo sotto i riflettori.
Non ritengo di votare ovviamente questa mozione ed in merito alle osservazioni che ha fatto il Consigliere Maggi, alle gravi affermazioni che leggo: “Le correnti di denaro provenienti dalla vendita di prodotti illegali e irregolari non denunciati arrivano a finanziare terrorismo, acquisto di armi da guerra”, mi domando se chi ha firmato questa mozione è a conoscenza di fatti specifici, allora, in tal caso, lo invito a fare le dovute denunce, se invece è un discorso generico, un chiacchiericcio, lo ritengo pura demagogia.
Voterò contro questa mozione non perché non sia determinato a combattere questo fenomeno, ma perché ritengo che le leggi già ci siano e manchi solo l’applicazione ed una sensibilizzazione al riguardo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Il mio sarà un brevissimo intervento. Tutti i Consiglieri hanno già chiarito la posizione che sta nella coscienza di tutti noi ed il fatto che non è più sostenibile la posizione degli abusivi che vendono prodotti, oltretutto di fronte ad attività commerciali, perché giustamente, il Consigliere Micucci ricordava un territorio che lui conosce bene, chi passeggia nelle nostre città, in particolar modo lungo la costa, vede gli abusivi che mettono a disposizione dei cittadini i prodotti di fronte ai negozi.
La cosa assurda è che i negozi che sono regolari, che fanno attività commerciale regolare, hanno continuamente il rischio e la spada di Damocle, magari arriva qualcuno che, per uno scontrino non rilasciato, infligge una multa molto importante.
Al di là delle varie mozioni e delle varie sollecitazioni che noi possiamo fare, visto che non abbiamo competenze e visto che ci sono già leggi molte definite, il Governo ha presentato una legge con cui dà maggiori poteri alle autorità territoriali, in questo caso ai Sindaci, senza trascurare i Prefetti. Credo che non sia più pensabile che nei nostri territori si vedano passare le forze dell’ordine, magari davanti a questi abusivi, senza nulla fare.
Da questa mozione, che io non voterò, deve partire un messaggio forte, dobbiamo cominciare a capire le esigenze dei nostri commercianti riconosciuti con partita Iva, non è più pensabile che ci siano situazioni in cui le forze dell’ordine non intervengono.
E' chiaro che di questo lassismo, al di là del numero degli agenti impiegati, gli abusivi se ne approfittano, soprattutto coloro che sono sopra di loro.
Non condivido la forzatura fatta nelle premesse dalla Lega Nord per giustificare questa mozione, ma penso che dobbiamo oggi far partire un messaggio importante che raggiunga i Prefetti ed i Sindaci dei nostri territori che debbono impegnarsi di più affinché vengano fatte rispettare leggi che ci sono, sia regionali che nazionali, con maggiore forza e con maggiore determinazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Al Consigliere Bisonni che ha detto se ci sono delle cose da denunciare, dico di prendere il Messaggero e di leggere a pagina 28.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione. n. 145. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16,30.














 

 
 
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