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Resoconto della seduta n.65 del 16/05/2017

SEDUTA N. 65 DEL 16 MAGGIO 2017

La seduta inizia alle ore 10,40

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 65 del 16 maggio 2017. Do per letto il processo verbale della seduta n. 63, del 26 aprile, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 248 del Consigliere Celani “Mantenimento del punto di primo intervento (PPI) presso l'ospedale di Tolentino (MC)”;
n. 249 dei Consiglieri Biancani, Bisonni, Giorgini, Rapa, Giacinti, Zura Puntaroni, Giancarli, Micucci “Trasporto pubblico regionale. Richiesta attivazione fondo perequativo e modifica criteri di riparto del fondo nazionale per il concorso dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale anche ferroviario, nelle Regioni a Statuto ordinario, istituito con legge 24 dicembre 2012, n. 228-art. 1, comma 301”;
n. 250 dei consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri “Proposta acquisizione archivio storico del Corriere Adriatico”.
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Talè e Urbinati.

Saluto alle scuole

PRESIDENTE. Prima di iniziare ci tengo a salutare i 34 alunni delle classi I^, II^ e III^ delle Scuole Medie Krueger di Osimo, Arcobaleno di San Biagio e Giovanni Paolo II di Osimo Stazione, appartenenti all'Istituto Comprensivo “Bruno da Osimo”.
Benvenuti ragazzi.

(Applausi)

Proposta di atto amministrativo n. 36
ad iniziativa della Giunta regionale
“Indirizzi per l’organizzazione del sistema regionale di informazione, formazione ed educazione ambientale (PTR-INFEA Marche) per il triennio 2017/2019”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 36 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie. Questo atto riguarda gli indirizzi per l'organizzazione del sistema regionale di informazione, di formazione e di educazione ambientale, quindi il programma triennale regionale Infea Marche per il triennio 2017-2019.
La Regione Marche già nel 1974 ha riconosciuto una stretta connessione tra il rispetto della norma ambientale e la coscienza ecologica del cittadino, dando il via ad una promozione di divulgazione delle problematiche ambientali e di formazione della coscienza ecologica dei cittadini, soprattutto rivolta ai giovani.
La Regione Marche nel corso degli anni ha promosso una serie di collaborazioni con gli enti locali, con i parchi e con i vari soggetti pubblici e privati, mettendo in piedi una progettualità ad alto livello di professionalità dal punto di vista ambientale e, tra questi soggetti, rientrano i Centri di educazione ambientale.
Dal 2010 sono state messe a disposizioni somme per finanziare i Centri di educazione ambientale, poi l'azzeramento dei trasferimenti statali ha ridotto le risorse disponibili per i progetti, facendo sì che i soggetti coinvolti portassero avanti dei progetti caratterizzati da una percentuale di cofinanziamento extra regionale e determinando anche tutta una serie di attività a pagamento.
Sono state individuate delle risorse esterne rispetto alle risorse regionali, gestendo a pagamento i servizi forniti dai Centri di educazione ambientale al fine di promuovere l'autonomia e la sostenibilità finanziaria di tali organismi, i quali non potevano e non possono tuttora dipendere dal finanziamento regionale.
I Cea sono stati indirizzati a lavorare in rete e ad aggregarsi sotto la guida di un ente pubblico con funzioni di coordinamento che fino ad oggi era svolto dalla Provincia o da un ente gestore di un'area protetta.
Il riconoscimento dei Cea attuali è avvenuto nel 2011 tramite un bando che è stato prorogato nel 2014. Attualmente il sistema regionale di educazione ambientale si articola in 44 Centri, che erogano servizi agli studenti, ai turisti, ai cittadini da parte di operatori qualificati, e sono raggruppati in 8 reti territoriali.
Il settore ha raggiunto dimensioni importanti in quanto impegna circa 240 operatori qualificati a livello regionale, ha coinvolto ben 2.300 classi e ha collaborato con oltre 180 partners istituzionali e sociali.
Nella programmazione, non possono non essere considerati quelli che sono stati gli effetti dei recenti eventi sismici che hanno determinato pesanti conseguenze su quasi il 50% dei Centri a livello regionale.
L'andamento degli stanziamenti, gli esiti di un questionario che è stato portato avanti da tutti e 44 i Cea sul territorio ed i recenti eventi sismici suggeriscono le seguenti linee guida per il proseguimento delle attività del 2017/2019.
Vengono confermati i punti di forza come la metodologia del lavoro in rete, la programmazione pluriennale da parte del Consiglio regionale e l'attuazione annuale da parte della Giunta regionale, l'allargamento della platea dei soggetti coordinatori, che ad oggi sono gli enti parchi o la Provincia, con l'inserimento sia dei Comuni che delle Unioni montane delle reti Cea; viene determinato altresì il numero massimo dei Cea che da 44 viene elevato a 45 e viene mantenuto il riconoscimento per le annualità 2017/2019 ai soggetti già titolari, in quanto il bando partirà dal prossimo anno, viene confermato inoltre il rinnovo del riconoscimento della titolarità per il 2018/2019 ai soggetti che posseggono i requisiti, quali: avere una sede, l'attrezzatura, avere del personale qualificato e coinvolgere soprattutto le scuole.
Questo requisito minimo non viene richiesto ai Cea che hanno la sede nel cratere, oggi sono 20 su 44, essi non devono ripresentare la domanda, ma vengono mantenuti a causa delle difficoltà in cui si trovano a dover vivere.
Ai Cea viene dato anche il riconoscimento della denominazione di Iat, ovviamente per quelli che ne fanno richiesta e sarà importante anche la promozione del sistema Infea attraverso accordi con l’Ufficio scolastico regionale.
Molto interessante è l'esito del questionario per la definizione di quelle che sono le linee guida, dalle quali si evince che i Centri di educazione ambientale si rivolgono soprattutto agli studenti per il 50%, ai turisti per il 25%, alle famiglie ed agli adulti per il 22% e ad altri soggetti per il 3%, quindi ad una grossa percentuale sia di studenti che di turisti.
I servizi offerti si prefiggono come obiettivi di promuovere il patrimonio naturale, paesaggistico, storico e culturale, di favorire i comportamenti ambientalmente virtuosi, innalzando il bagaglio informativo sul tema della sostenibilità con la formazione dei docenti sulle tematiche ambientali.
Dal questionario risultano inoltre le tematiche trattate dai Cea: tematiche ambientali legate alla biodiversità, all'educazione alimentare, al turismo sostenibile, alla mobilità dolce, all'agricoltura, alla pesca, ai cambiamenti climatici, alle energie sostenibili, quindi oggi i Cea sono dei punti di informazione di tipo ambientale a 360°.
Tra i servizi offerti dai Cea molto importanti sono le attività di laboratorio, perché rivolte soprattutto agli studenti, ed anche le escursioni che portano i cittadini direttamente sul territorio per far conoscere loro quelle che sono le bellezze culturali e storiche.
I dati dimostrano un salto culturale di qualità che vede l'ambiente non più relegato a temi settoriali, ma a temi trasversali, infatti tra le tematiche trattate dai Cea abbiamo l'agricoltura, la mobilità, l'energia, i rifiuti, il turismo.
Questo atto può sembrare forse non così importante, ma in realtà, dal mio punto di vista lo è, in quanto conferma che i Centri di educazione ambientale rivestono una rilevanza strategica per la promozione storico culturale ed ambientale del nostro territorio.
Ad oggi, non abbiamo purtroppo risorse a bilancio regionale per poter sostenere le attività di promozione che i Cea svolgono. Nell'anno 2016 sono stati stanziati 150.000 euro, per l'annualità in corso non sono state previste risorse e mi auguro che con la prossima variazione di bilancio regionale ci sia la possibilità di inserire una quota minima da affiancare alle risorse che gli stessi Centri riescono a recuperare.
Sono a conoscenza di un emendamento presentato dalla Consigliera Leonardi che verrà da lei illustrato meglio, sul quale ci siamo già confrontati e stiamo preparando un ulteriore emendamento correttivo vista l'importanza delle tematiche trattate, poi dopo la presentazione torneremo sull'emendamento. Grazie.

Saluto alle scuole

PRESIDENTE. Saluto gli alunni della Scuola Primaria di Sant'Ippolito, la loro insegnante e la dirigente scolastica che li accompagna. Sono arrivati secondi al Concorso nazionale “Le poesie dialettali”. Benvenuti anche a voi.

(Applausi)

(prosecuzione esame della proposta di atto amministrativo n. 36)

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Riguardo al tema che affrontiamo oggi, come già ho detto in Commissione, noi siamo bravi a trattare tutti le questioni del momento, le più in voga, però ci dimentichiamo che senza soldi le problematiche si affrontano male.
Le belle parole e le intenzioni, si scontrano con la mancanza di soldi e siccome da sempre “senza lillere non si lallera”, qualsiasi cosa possiamo elaborare, la più carina, che sia l'educazione ambientale oppure, l'altro giorno abbiamo trattato dell'unione dei parchi, non si sposta un chiodo.
L'unica cosa positiva, secondo me, come ho già detto al Presidente della Commissione, è che rimangono quei poli, quei Centri nelle zone terremotate e questo è interessante perché in un momento drammatico si può monitorare la situazione per capire quello che serve e quello che si può fare, non dimenticando che, quello che è bello, quello che serve e quello che si può fare, senza soldi si può fare molto poco. Ci manca solo di trasformare l'Italia in una macroregione di volontari a costo zero, altrimenti non si muove paglia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Apporto il mio contributo molto semplice, Presidente, perché è evidente che non solo in questo settore, ma in molti altri ci scontreremo sempre di più con la carenza di fondi.
Ricordo quando da Sindaco ho attivato il Centro di educazione ambientale di Villa Colloredo di Recanati, l'unico in Italia insieme a quello di Monza dentro le mura storiche di una città. Il Comune di Recanati stanziava 30 milioni di allora, più di 15.000 euro, solo per un centro. Qui abbiamo neanche 200.000 euro per tutti i centri sul territorio marchigiano.
Quindi è chiaro che dobbiamo completamente cambiare la prospettiva e la modalità su cui ragionare riguardo a queste realtà.
E’ evidente, poi che il Presidente avrà la possibilità di replicare, ce lo dirà ancora più chiaramente l'Assessore competente, che queste decine di Centri vivono grazie all'attività dei volontari, ai finanziamenti che dà la Regione e quelli che derivano dall'applicazione di piccole tariffe che servono soprattutto per le spese di mantenimento della struttura.
In questa ottica, ribadisco che al fine di riuscire ad ottenere qualche risultato, dobbiamo riattivare in maniera seria sia il servizio civile giovani, che in parte siamo riusciti a rifinanziare, sia altre forme di servizio civile, perché è l'unica strada che abbiamo per valorizzare quello che già esiste. Non dobbiamo fare altro che raccogliere la disponibilità di decine di migliaia di marchigiani, anziani e non, giovani e non, che possono mettersi a disposizione per attività di questo tipo, dalla cultura all'ambiente, questi sono i due grandi campi, perché è chiaro che le nostre non sono cose che da sole possono attirare - ognuna singolarmente presa - migliaia di persone ed avere un sistema tariffario tale da garantire lo stipendio per un custode o per altro personale, mentre i due settori insieme fanno sistema. E' questa nostra caratteristica, quella di essere così capillari e diffusi sul territorio che fa si che potremmo far leva proprio sulla forza e sulla capacità delle nostre piccole comunità.
Lo dico, Assessore Cesetti, sarà ormai la diciottesima volta che lo ricordo, abbiamo anche altre proposte di legge in questo senso che riguardano il servizio civile e con pochissimi fondi potremmo riuscire a mettere in movimento; una di queste proposte parla fra le tante attività socio sanitarie e culturali anche di quelle di natura ambientale.
Se non ci muoviamo in questa direzione, ripeto, con poche decine di migliaia di euro, penso che poco potremmo fare o poco potremmo sperare per il futuro.
Mi auguro che in sede di variazione di bilancio, e lo faremo insieme ai colleghi che hanno presentato la legge, potremo proporre, se non verrà fatto prima, apposito emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Nel leggere questo atto si ha purtroppo l'impressione di trovare poco e di essere di fronte ad un provvedimento dovuto, da fare in qualche modo, in maniera obbligata, dovendo riempire un po' di queste pagine.
E' una cornice che a parer mio garantisce, purtroppo, poca sostanza e lo si vede dal titolo, perché per la prima volta inseriamo il termine “indirizzi”, mentre nelle passate legislature si parlava di “programmi triennali”, quindi con una valenza certamente differente anche nella forma.
In che cosa si sostanzia questa differenza? Nel fatto che non ci sono risorse in questo atto, come non ce ne sono state nelle precedenti annualità 2015/2016.
Mi sono chiesta come facciamo a far funzionare questi Centri per l'educazione ambientale, che di fatto in questi anni hanno fatto miracoli per andare avanti e che sono molto importanti, soprattutto oggi! Su questo ho concentrato un emendamento per cercare in qualche modo di intervenire in quei territori che sono stati purtroppo, colpiti dal terremoto in cui questi presidi potrebbero essere certamente un importante volano di ripresa.
Mi è spiaciuto trovare un piano in cui la situazione del terremoto non era così aggiornata perché la tabella riportata nell'atto risale al 13 febbraio di quest'anno e ho riscontrato anche degli spazi vuoti rispetto alla posizione di questi Cea. Che cosa fanno oggi? Lavorano? In che condizioni sono? Hanno le strutture agibili?
A me è bastata una ventina di minuti di telefonate, fatte dai miei collaboratori, per avere un aggiornamento attuale della situazione dei Cea ed è stato chiesto loro: che cosa fate? A che punto siete? Com'è la vostra struttura? Siete in grado di dare un servizio?
Per indicare alcuni esempi, i dati che abbiamo del Cea di Smerillo parlano di un locale che è agibile, ma verrà parzialmente occupato dagli uffici comunali, quindi che fine farà il museo delle scienze naturali che si trova lì? Come si intende agire? Questo punto all'interno della proposta che oggi viene in approvazione non l'ho trovato.
Un altro esempio è quello del Cea di San Ginesio che ha una struttura inagibile al 70% e quindi è costretto a svolgere solamente delle attività esterne, ridimensionando in maniera molto importante la propria attività e di conseguenza anche gli introiti che consentono di andare avanti.
Fortunatamente abbiamo visto che quello di Tolentino è agibile, mentre quello di Torricchio, purtroppo, non ci ha dato nessun tipo di riscontro, nell'elenco della Regione viene indicato, ma noi non sappiamo ad oggi quali sono le sue condizioni.
Dopo questo giro di telefonate e questa disamina disarmante rispetto alla situazione dei Cea, all'agibilità o all’inagibilità delle strutture di una rete, Infea, che è molto importante, mi sarei aspettata sfogliando l'atto di trovare un impegno ed una pianificazione per il futuro. Invece su questo purtroppo, lo dico a malincuore, ho trovato poco o nulla e nel capitolo, nella parte più importante che è quella relativa alle risorse troviamo scritto che si comprende anche la definizione dei criteri con i quali “ripartire con bando le eventuali risorse stanziate in bilancio”. Risorse delle quali oggi non abbiamo contezza e non l'ha neanche la parte che amministra.
Penso che per tutte le persone che svolgono queste attività nei Cea, giovani e meno giovani, soprattutto delle aree del terremoto, vedere questo atto è un po' demoralizzante, se si aspettavano di trovare una ripresa importante anche per il rilancio di questi territori. Da qui l'emendamento.
Ringrazio anche il Presidente Biancani con il quale ci siamo confrontati prima dell'inizio del Consiglio, per aver preso in considerazione anche lo spirito che è alla base dell'emendamento per cercare di rivitalizzare un po' l'atto, facendolo uscire in maniera più concreta da una sorta di torpore nel quale a me sembra di averlo trovato, cercando di inserire degli spunti concreti.
Illustro l’emendamento. Per quanto riguarda le strutture e quindi la parte fisica ed anche materiale dei Cea che oggi si trovano nelle zone terremotate, la proposta è quella di andare a verificare, laddove c'è un piano delle alienazioni della Regione, se ci sono delle strutture logisticamente adeguate e vicine alle strutture oggi inagibili o parzialmente inagibili da utilizzare temporaneamente, nell'attesa che la ricostruzione e gli impegni relativi al terremoto facciano il proprio corso, ridando una struttura fisica idonea ed adeguata per svolgere queste attività.
Chiedo di inserire una parte relativa ai Cea che si trovano all'interno del cratere, facendo questa ricognizione dei beni immobili disponibili e di quelli dichiarati disponibili all'alienazione per valutare se temporaneamente possano essere dedicati a questo importante ruolo.
Chiedo inoltre che la Giunta regionale detti delle direttive ai servizi regionali competenti per quanto riguarda la fase istruttoria dei piani e dei programmi pluriennali ed annuali per prevedere delle misure economicamente idonee a sostegno della rete Infea delle Marche.
Infine chiedo che entro 60 giorni dall'approvazione di questo atto, la Giunta rediga un piano straordinario per la programmazione degli interventi di recupero o delocalizzazione dei Centri della rete Infea con un riavvio delle attività delle strutture dei Cea presenti nel paragrafo precedente.
Questo perché credo che questi Centri con l'attività che svolgono: di conoscenza del territorio, di attività nell'entroterra, di visite guidate, di valorizzazione della parte naturalistica, possono e debbono essere uno strumento importantissimo per il rilancio delle nostre comunità purtroppo pesantemente colpite dal terremoto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Inizio da quanto ha detto la Consigliera Leonardi.
Sicuramente discutiamo di un atto amministrativo abbastanza significativo ed importante per il nostro territorio. La dimostrazione è che è un atto che si faceva già dal 1974, quindi fin dalla prima legislatura di questa Regione si è pensato di dare importanza a quella che è la promozione e lo sviluppo dei territori anche attraverso una educazione ambientale di carattere prettamente civico. Sappiamo quanto questo è importante perché l'ambiente, sempre più negli anni, è diventato una risorsa, un bene da tutelare, ma anche una risorsa da sfruttare nei modi dovuti.
Negli anni si sono sempre succeduti dei programmi/progetti che hanno portato all'aggregazione di una rete di sistemi informativi e di promozione sui territori disposti in modo abbastanza omogeneo, facilitati dal fatto che noi abbiamo dei parchi nazionali, abbiamo delle riserve naturali, abbiamo dei luoghi dove ci sono state anche normative sovraordinate che ci hanno aiutato a sviluppare alcune progettualità.
Ovviamente questo è un atto particolarissimo perché in qualche modo dovrebbe andare a programmare delle attività nelle zone che a noi in questo momento interessano più di tutte, quelle aree interne colpite dal sisma che soffrono maggiormente di attenzione e anche di scarsità di risorse. Risorse non soltanto economiche, ma strutturali perché in questi territori, soprattutto nei Comuni del cratere delle province di Ascoli, Fermo e Macerata, sfido a trovare qualche struttura all'interno delle aree protette che possa essere utilizzata.
Dico che mi aspettavo qualcosa di più, qualcosa di meglio di una semplice delibera di indirizzo molto scarna, perché la prima parte è dedicata soltanto all'illustrazione di cosa sono i Cea, cosa giusta e doverosa, poi c'è l'illustrazione dei risultati di questo questionario, però manca l'assalto finale, manca l'aspetto progettuale di cosa effettivamente vogliamo fare in questi tre anni, ma soprattutto nei prossimi due anni il 2017 ed il 2018, per poter ridare vitalità a queste strutture.
Faccio fatica a capire cosa potrà fare la Giunta approvando il piano annuale, perché questo è un programma di indirizzo, vago, non c'è quasi nulla, pochissime risorse e demandiamo alla Giunta, così come dice la normativa, il piano annuale di interventi.
Scusate, ma vi siete posti il problema: che cosa farà la Giunta? Quale piano annuale? Cosa dirà?
Sugli indirizzi non c'è scritto nulla, le risorse sono scarsissime, appena 145.000 euro, nella speranza che ci sia un grosso cofinanziamento della rete, ma faccio fatica ad immaginare che questa volta la rete possa trovare il 70% degli investimenti totali, così come è stato negli anni passati, perché se voi vedete come sono andate le risorse a partire dagli ultimi 6, 7 anni, dal 2011, la rete ha sempre finanziato il 70% e quindi nel 2011/2012 ha finanziato con 1.214.000 euro, nel biennio 2015/2016 non ci sono state risorse e questo anno è previsto un investimento del 63% su 397.000 euro. Quindi non capisco che cosa potranno fare. Questo è il vero obiettivo! Non è una critica alla Commissione che probabilmente ha lavorato con gli atti che aveva, però il problema ce lo dobbiamo porre.
A tutto questo discorso che manca pone parzialmente rimedio, e per questo la ringrazio, l’emendamento della Consigliera Leonardi, che dice di capire se all'interno di queste aree ci sono strutture disponibili della Regione.
Possiamo già sapere, e la Commissione credo che lo sappia, che all'interno non c'è nulla. All'interno la Regione non ha immobili disponibili, ma qualora li avesse sarebbe un altro problema, perché magari ricadrebbero in zona rossa e non sarebbero utilizzabili.
Io mi aspettavo un atto di programmazione un po' più incisivo per quanto riguarda queste aree, un capitolo a parte per dire, ad esempio, che questi Cea, quelli più importanti che stanno all'interno dei parchi, non possono riattivare subito una attività ricettiva, prima facevano attività ricettiva molto importante, tanto è vero che nel primo Piano di promozione turistico triennale noi avevamo inserito un capitolo fatto per bene che riguardava il turismo scolastico proprio con la mira delle aree interne, con l'utilizzo dei parchi e delle strutture all'interno dei parchi ed era un progetto che già con l'Assessore Pieroni stavamo mettendo in moto utilizzando queste strutture.
Oggi questo è impensabile per quanto riguarda quei luoghi, però che cosa è pensabile? È pensabile che all'interno di questi territori si possano creare dei punti di accoglienza per far partire una serie di progettualità destinate ad esempio alle escursioni.
Se voi guardate nel nostro territorio piceno, dove abbiamo la fortuna di avere due parchi, l'Assessore Casini lo sa benissimo, dei Monti della Laga e dei Sibillini, si è sviluppata, già a partire dalla fine di marzo, una progettualità ed una serie di eventi in questo senso. I vecchi Cea esistenti nelle zone di Arquata, di Montemonaco e di Montegallo, hanno individuato dei percorsi all'interno delle aree interne, in modo particolare dei parchi, per poter riportare gente e funziona, vi dico che funziona.
Qual è il grosso problema? Che non abbiamo riferimenti, cioè non si sa dove accogliere questa gente, questo è il vero problema. Dove li accogliamo? C'è il punto di ritrovo, il bar sotto a Piedilama, la stazione di servizio dove c'è un piazzale e si può parcheggiare, ma non è quello che possiamo dare.
Ne avevo parlato, ma non vedo risultati, con l'Assessore Sciapichetti, noi potremo lavorare in questo senso, così come se ci fosse uno stato di emergenza abitativa, cioè basta mettere a disposizione quattro casette in legno, individuando le aree in sicurezza, come stanno facendo adesso mettendo le casette per le abitazioni, noi potremmo farci carico, è questione di 100.000 euro attinti anche dai fondi della protezione civile, laddove ci sono dei Cea che sono andati distrutti e che possono in questa primavera inoltrata e nella prossima stagione lavorare, di individuare dei punti di raccolta e di accoglienza, inserirci una di queste casette e farla diventare un punto di accoglienza, un punto di ritrovo per poter rimettere in moto l'attività.
Prendo spunto dall’emendamento presentato dalla Consigliera Leonardi, che mi sembra buono in quanto centra il problema dicendo: ma come facciamo laddove non ci sta nulla? Non possiamo aspettare che la Regione faccia la ricognizione dei beni immobili perché lo sappiamo, la Regione questi dati ce l'ha, basta vedere l'elenco dei beni demaniali disponibili, tempo 3 giorni e domani mattina, lo sappiamo, la risposta sarà certamente negativa.
Dobbiamo inserire qualcosa per cui mi impegno ad un sub emendamento da inserire nella prima parte dove si parla di …., va bene lavoriamo su questi per far si che si metta questo discorso, che ci sia la necessità, laddove sono stati distrutti, laddove sono inagibili, di individuare nelle immediate adiacenze, in tutta sicurezza, delle aree in cui inserire alcuni edifici provvisori prefabbricati che possano funzionare da punto di accoglienza.
Tra l'altro c'è una sincrasia incredibile, se io dico che i Cea possono funzionare da Iat, mettiamo in fila questa roba, se possono funzionare da Iat dove li facciamo funzionare? Nella stazione di servizio? Nel bar? No, è impossibile, sono degli atti importanti.
I Cea sono delle porte importanti all'interno dei parchi e lo sono anche da un punto di vista prettamente turistico, allora diamogli questa possibilità. Se il Presidente Biancani condivide inseriamo questo aspetto e poi con l'Assessore alla protezione civile Sciapichetti troviamo le risorse necessarie per comprare queste tre o quattro casette per darle ai Centri esistenti per farli ripartire con la loro attività.
Credo che sia un segnale molto importante di promozione del territorio. Giovedì andremo a Fonte Avellana, a 20 anni dalla firma di questa benedetta Carta, ma cominciamo a dire qualcosa di concreto, altrimenti continuiamo a parlare sempre di promozione - e va bene - però facciamo anche qualche atto concreto per queste persone, per dare un segnale - se lo condividete – ad esempio potremmo spendere 100.000 euro, per comprare quattro casette, dimostrando di voler andare avanti nel modo giusto. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Ormai ha detto tutto il Consigliere Celani, mi rimane ben poco da far notare, purtroppo quando parliamo del nostro territorio parliamo di una zona che ha il 62% dei danni totali di tutte e quattro le Regioni coinvolte dal terremoto, quindi è tutto difficile per noi.
Avevo già anticipato un po' questi problemi di cui stiamo parlando, ho presentato 10, 12 interrogazioni e mozioni, ma purtroppo ad oggi ancora nessuna è stata portata in Consiglio, quindi non ho potuto esprimere bene quello che volevo dire.
Ritengo sia importante questo atto, anche se credo abbia delle lacune, comunque si parla di formazione e di educazione ambientale. Sono ben 44, come diceva il Consigliere Biancani, i Centri attualmente attivi che svolgono un'azione importantissima con le scuole per la formazione dei ragazzi e, quando si parla di formazione dei ragazzi il tema è doppiamente importante. Questa formazione è importante non solo per capire il significato del rispetto per l'ambiente, ma significa altresì conoscere la memoria storica e le antiche tradizioni di quei posti.
Un'altra importante attività che svolgono i Centri di educazione ambientale è quella di creare un turismo sostenibile che parte dalla natura, dalla storia, dall'importanza artistica e culturale di determinati luoghi ormai quasi scomparsi. Anche l'enogastronomia del territorio è una cultura fondante della storia che per 2.000 anni è appartenuta ad esso.
Ben venga questo atto, ma dobbiamo ricordare che molti Centri che si trovano, come diceva il Consigliere Celani, nei Comuni terremotati, ad oggi sono inagibili e secondo me, occorre uno sforzo per reperire strutture, possibilmente anche valutando la possibilità per la Regione di acquistare delle abitazioni per metterle a disposizione dei terremotati, non solo come autonoma sistemazione, ma destinarle magari ai Cea che sono inagibili per svolgere l'attività.
Occorrono finanziamenti e una riattivazione immediata, altrimenti quei luoghi non verranno più recuperati, ve lo posso garantire, soprattutto se noi non ci affrettiamo a riattivare tutto il meccanismo del turismo di quei territori, li abbiamo persi.
Già in Commissione ho detto che sarebbe utile ed importante attuare una ricognizione immediata, questo sarebbe importante, e lancio un sasso al Presidente, nel chiedere di visitare - come III Commissione non siamo stati mai nei luoghi terremotati questo è gravissimo - perché credo rappresenti un esempio, anche se non dovuto, di partecipazione, di solidarietà a quei territori, ed i Cea ci danno l'opportunità di farlo, quindi lancio questo messaggio al Presidente della III Commissione.
Occorre fare una ricognizione, vedere quanti Cea sono inagibili, quanti si possono recuperare, se sono pervenute in quelle zone proposte di vendita di appartamenti, di abitazioni, perché ricordo che per la città dell'Aquila hanno fatto una cosa molto intelligente, la Regione Abruzzo ha acquistato le abitazioni che probabilmente non sarebbero state riattivate, ha dato in cambio appartamenti alle famiglie e in quei luoghi storici, in quelle abitazioni ristrutturate ha fatto centri per gli studenti, per l'Università dell'Aquila.
Noi possiamo fare la stessa cosa, prendere delle abitazioni che sono state danneggiate dal terremoto e che probabilmente non verranno ristrutturate, ricostruirle e metterle a disposizione dei Cea.
Credo che in questo momento sia l'unica cosa da fare per dare un ulteriore aiuto nelle zone colpite dal terremoto, con tempi immediati, affinché questa gente possa ripartire con la costruzione di strutture, perché se non si rimette in moto il meccanismo del turismo e delle attività produttive quei territori saranno morti per sempre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Oggi si sta discutendo un atto molto importante. Credo che i presenti in Aula ancora non abbiano recepito la portata di questo documento, che si cala nella nostra regione, la quale si trova in una situazione difficilissima, catastrofica, dovuta a quello che è successo pochi mesi fa.
Chiedo al Presidente Biancani con autorevolezza, ma nello stesso tempo con una vivacità politica, di riprendere un attimo in mano questo documento, e di sospendere i lavori dell'Aula, per cercare di incidere maggiormente su questo atto amministrativo, altrimenti approviamo un sacco vuoto che dovremo riempire, Presidente Biancani, con un po' di contenuti. I contenuti sono gli aiuti concreti, necessari affinché l'atto possa applicarsi, Presidente Minardi, altrimenti credo che stamattina non faremo una cosa interessante per la comunità marchigiana, La comunità è tutta interessata al terremoto, ci sono state delle prese di posizione forti, che condivido, di parlamentari del Partito Democratico che affermano che tutta la regione ha subìto pesanti effetti economici, anche il territorio di Pesaro, nonostante non abbia subìto il sisma, è stato coinvolto indirettamente perché alcune aziende lavoravano con quei territori, perciò Presidente Ceriscioli siamo in una situazione complessivamente difficile a livello regionale.
Stamattina è capitata all'ordine del giorno questa discussione molto importante, credo che con qualche emendamento questo atto possa essere integrato con più coesione, con più effetto, con delle risorse economiche. altrimenti non sarebbe, Presidente Minardi, una proposta di atto amministrativo. Per un atto amministrativo, Presidente Biancani, bisogna che ci siano delle risorse per una situazione che noi marchigiani dobbiamo assolutamente recuperare e da questo atto si capisce se andiamo in questo senso o se produciamo del vuoto.
Credo che dobbiamo produrre un atto completo, se ci riusciamo, se non ci riusciamo vedremo dove l'asticella si fermerà, però Presidente Biancani credo che sia necessario un attimo per ragionare e per cercare di completare il documento con più protagonismo.
Grazie, chiedo un attimo di sospensione per poter lavorare attorno a questo atto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Voglio dare un piccolo contributo, ribadendo quello che è stato detto, leggendo un dato che penso possa dare l'idea ai Consiglieri ed anche a chi ci ascolta da casa dell'entità della riduzione economica che è stata apportata, in questo documento leggiamo che le risorse nel 2011 ammontavano a circa 1.730.000 euro per poi ridursi nel 2014 ad 1.500.000 e passare nel 2016 a 397.000 euro, quindi una riduzione che definire drammatica è poco.
E' chiaro che con queste cifre sarà molto difficile per i Cea portare avanti le loro attività, rischiando anche di perdere quella rete già strutturata sul territorio.
Il fatto è ancora più grave se pensiamo che nell'annualità 2015/2016 non risultano fondi stanziati per queste attività, questo è il problema principale. E’ chiaro che bisogna approvare questo atto, e se non lo facciamo rischiamo che questi pochissimi fondi restino bloccati e le persone che aspettano questi denari per le loro attività già svolte, non li avranno, quindi è importantissimo approvare in giornata questo atto.
Mi unisco però alla preoccupazione degli altri Consiglieri sulla carenza dei fondi e mi auguro che tutti insieme riusciamo a formare una quadra, insieme all'Assessore al bilancio, per cercare di aumentare in maniera considerevole questi fondi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ho preparato due emendamenti seguendo quello che era l'emendamento principale della Consigliera Leonardi, lo stesso è stato ulteriormente integrato sulla base delle sollecitazioni emerse, e ci tengo a condividerlo con la Commissione. Sono d'accordo su due minuti di sospensione, ci possono stare, anche perché non abbiamo tantissimi punti all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 5 minuti.

La seduta è sospesa alle ore 11,25

La seduta riprende alle ore 11,40

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Visto che il lavoro è stato fatto, direi di riaprire la seduta.
Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Annuncio di ritirare il mio emendamento anche perché abbiamo discusso con il Presidente della Commissione e con gli altri Consiglieri che sono intervenuti portando un contributo.
Parte dell'emendamento che avevo fatto viene recepito all'interno degli emendamenti predisposti dal Presidente della Commissione Biancani, in particolar modo per la parte che riguarda le strutture ma anche per quella che è la volontà di reperire delle risorse attraverso la possibilità di attingere ai fondi europei anche per i Cea.
Ritiro il mio emendamento in modo che non vada in contrasto perché è stato - e di questo ringrazio il Presidente - parzialmente recepito ed accolto per quanto riguarda le finalità che mi ero prefissata nel presentarlo.

PRESIDENTE. Il suo emendamento Consigliera Leonardi è ritirato, giusto? Ok.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Si, illustro i due emendamenti che portano la mia firma e che si basano sia sul dibattito svoltosi, dove vengono recepite le indicazioni dell'Aula, sia, per buona parte, sull’emendamento della Consigliera Leonardi.
Un emendamento prevede la possibilità, quando si fanno i piani o i programmi pluriennali (Psr, Por, Fse, programma turistico regionale) di proporre anche misure a sostegno della rete Infea della regione Marche.
L'altro emendamento impegna la Giunta a fare una ricognizione dei propri beni disponibili all'interno e fuori del cratere nelle zone limitrofe a quelle interessate dal terremoto. Eventualmente, se ci fosse la disponibilità di questi beni, metterli a disposizione provvisoriamente e temporaneamente dei Centri di educazione ambientale, in quanto si riconosce ai Centri stessi, un’azione di promozione e di divulgazione del territorio insieme agli enti parco, in alcune realtà territoriali addirittura sono anche limitrofi e vicini.
Viene aggiunta anche la possibilità di utilizzare i fondi per il terremoto per realizzare strutture provvisorie, compete poi alla Giunta definirle - parliamo di due o tre strutture non di cento strutture nuove - in maniera tale, che fino a quando non verranno ricostruite le sedi ci possa essere la possibilità i avere un punto di accoglienza sul territorio per partire e fare in modo che i Cea possano svolgere la loro attività di promozione con l'ausilio degli Iat - come previsto dal piano - dando a loro una sede adeguata.
Ringrazio la Consigliera Leonardi per aver ritirato il suo emendamento e per aver accettato il mio, che ovviamente è mio perché sono il Presidente della Commissione, ma sicuramente rispecchia la volontà di tutto il Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 01 a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1 a firma della Consigliera Leonardi. Ritirato.

Emendamento 2 a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 36, così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 159
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Il punto su Aerdorica S.p.A.”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 159 del Consigliere Maggi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. L’interrogazione è un po’ datata. Consigliere Maggi, mi sarei aspettata …, anche se in questo anno sono successe molte cose tra cui l'esito della votazione all’unanimità dell’istituzione di una Commissione su Aerdorica ed il subentro di un Presidente della Commissione, per cui, a mio avviso non ha senso rispondere a questa interrogazione, tra l'altro mi sembrerebbe scavalcare compiti che sono trasversali alla Commissione votata all’unanimità da quest’Aula interferire un po’ sul ruolo del Presidente.
Lei ama sempre dire che a pensare male si fa peccato però spesso ci si azzecca, mi viene da dire, come mai lei si preoccupa tanto di quello che dicono quelli che rappresentano l’aeroporto di Rimini e non si interessa dell’aeroporto delle Marche, che è quello di Falconara? Non è che lei guarda all’Emilia Romagna con più interesse piuttosto che alla nostra regione che qui rappresentiamo?
Noi per esempio siamo più interessati a quello che succede a Falconara e quindi al nostro aeroporto.
Entrando nel merito, i punti che lei chiede 1, 2, 3, 4 e 5 - il 6 è come se fosse una specie di maledizione, poi magari entriamo anche nel merito, che per fortuna abbiamo scongiurato in un anno - sono delle richieste di accesso agli atti, e lei mi chiede in riferimento alla normativa europea applicata, di quali strumenti ed aiuti possiamo avvalerci. Lei fa il Consigliere, a prescindere da quello che sta facendo la Commissione d’inchiesta, lei potrebbe, come ho sempre detto, fare l’accesso agli atti amministrativi e chiedere agli uffici di fornirle tutti i dati perché ciò rientrerebbe nel ruolo di Consigliere. Per esempio potrebbe chiedere le motivazioni con cui la Giunta regionale ha avviato la procedura, anche se queste sono nel documento amministrativo, che è stato pubblicato sul sito della Regione, può scaricarlo o leggerlo on line. Non credo che siano queste le motivazioni politiche.
Detto questo, mi aspettavo che lei ritirasse l'interrogazione per evitare il cattivo gusto di dover fare una cosa quando c’è un Presidente di Commissione, che potrebbe chiedermi l’elenco degli atti degli atti amministrativi, che sono dieci pagine, e glieli fornirò comunque, come collaborazione del mio Assessorato e degli uffici alla Commissione di inchiesta.
Relativamente a quello che si sta facendo, perché lei scrive “se infine - questo lo scriveva un anno fa - questa situazione senza ritorno - io sono ben felice di poter dire che non era una situazione senza ritorno, quindi da un lato dice che ha ragione Rimini, dall’altro ci dice che abbiamo una situazione senza ritorno, quanto meno essendo lei marchigiano avrebbe potuto dare una speranza o magari un’idea - sta franando rovinosamente ogni giorno di più per manifeste incompetenze e scelte di responsabilità gestionali colpevoli e scellerate della politica - delle due, una; deve scegliere o sono gestionali o sono della politica, in Italia per lo meno le funzioni sono separate - la maggioranza abbia intenzione di lasciare che la situazione preoccupante precipiti nell’attuale emergenza irreparabile”, quindi parole come “senza ritorno”, “franando rovinosamente”, “attuale emergenza irreparabile”, “situazione occupazionale precipiti”.
Come voi sapete, perché è stato questo Consiglio ad approvare la legge 13 il 7 aprile, a seguito della legge sono state attivate tutte le procedure con la Comunità europea per chiarire e per spiegare che i 7 milioni di euro non erano e non sono aiuti di Stato, il 10 maggio 2017 è arrivata la Confort letter con la quale la Comunità europea ci anticipa un parere favorevole rispetto alla possibile erogazione dei 7 milioni che voi sapete bene, perché avete votato la legge, a cosa serviranno, quindi non sto qui a ripetere banalità che conoscete perfettamente, quindi non mi pare che in questo momento la situazione stia franando. Anzi!
Posso dire che rispetto a quello che abbiamo trovato quando siamo arrivati tutti noi, in amministrazione regionale, si stanno facendo delle scelte che sono state definite da tutti virtuose, e al contrario di quello che si pensava l’anno scorso - e solo per questo motivo mi fa piacere rispondere alla sua interrogazione - in un anno di gestione non è vero che tutto è franato. In realtà ci sono grandi speranze che l’Aerdorica possa riniziare a “volare” come dovrebbe, perché l’Aerdorica e l’aeroporto in particolare sono dei gioielli per la Regione Marche, anche se in passato sono stati maltrattati e questo è sotto gli occhi di tutti, ma non certo da questa Giunta regionale, né dall’attuale Assessore.
Per cui con grande orgoglio dico che al contrario, della rovinosa fine cui era destinata, in realtà l’Aerdorica sta camminando bene.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Che cosa debbo dire Assessore? La metafora che mi viene in mente è quella della boccia d’acqua che si rompe con il pesce rosso che si sbatte perché non ha più ossigeno e non riesce più a respirare. Ecco lei sembra il pesce rosso con la boccia rotta con questa risposta. Poi mi dice che avrei dovuto avere il buon gusto di ritirare l'interrogazione, ma lei fa parte di una Giunta che programma le interrogazioni dopo un anno, questa è del 15 aprile 2016 …

(Interrompe l'Assessore Casini)

Giovanni MAGGI. Poi ho un’altra interrogazione a cui cortesemente risponderà l’Assessore Bravi con la quale mi preoccupo degli assistenti di sostegno dell’anno scolastico 2016/2017 e l’Assessore Bravi avrà la compiacenza di rispondermi a fine anno scolastico 2016/2017.
Questa è veramente l’efficienza e la considerazione che la Giunta dà al ruolo dei Consiglieri, e non solo in questi casi.
Le voglio rivelare, Assessore Casini, che io sono in Consiglio di amministrazione di Air Riminum per cui cerco di mandare per aria Aerdorica e quindi far ripartire l’aeroporto di Rimini. Io parlavo, Assessore, di Air Riminum perché aveva fatto un esposto per dire che erano aiuti di Stato e la citavo come attrice dei fatti, solo per questo.
Lei così, sempre dibattendosi, visto che la boccia dell’acqua si è rotta e lei ha mancanza di ossigeno, ha tirato fuori questa amena considerazione nei miei confronti, che sono più interessato ad Air Riminum anziché all’aeroporto di Falconara.
Faccio parte insieme al Consigliere Fabbri, della Commissione d’indagine dell’aeroporto, e in effetti lei prende sempre le distanze da questo aeroporto dicendo che è un fiore all’occhiello, non so, come lo ha definito, nelle audizioni - voglio ricordarle che è la sua parte politica che ha fatto appassire questo fiore all’occhiello - la realtà supera qualunque fantasia e nell’ultima audizione che abbiamo fatto, si è parlato dell’aeroporto di Falconara come di un calesse riverniciato e, nel 2013 due funzionari della Regione sono stati mandati a scoperchiare la pentola di Aerdorica.
C’è tutta una visione colorita di queste cose, addirittura sono stati mandati lì per fermare i furti del denaro di Aerdorica, per cui l'infrastruttura delle Marche è un esempio in senso negativo e poi questa cosa del …
Vede tutti sono capaci di risollevare le sorti e dare un indirizzo ad una azienda, ad un’impresa quando 21,5 milioni di euro non sono propri, ma sono dei contribuenti marchigiani …

(Interrompe l'Assessore Casini)

Giovanni MAGGI. SI, certo, l’aeroporto è della Giunta ed i soldi sono dei contribuenti marchigiani. E' così Assessore, lei si dibatte sempre sul pavimento con la boccia rotta.
SI sente il rumore delle unghie sullo specchio perchè ha cominciato a rispondere a questa interrogazione dicendo: “E' un po’ datata”, poi ha detto che dovevo ritirarla per rispetto alla Commissione di indagine che c’è, ma non ha risposto affatto a quello che ho scritto. Ha fatto una considerazione di carattere politico veramente molto debole ed evanescente e non ha risposto e questa è la fotografia di come si sta muovendo lei e la sua maggioranza nei confronti dell’Aerdorica. Grazie.

Interrogazione n. 294
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Crollo della produzione di olio”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 294 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Anche questa interrogazione è un po’ datata, Consigliera Marcozzi, però rispondo dicendo che nel frattempo abbiamo ottenuto dei risultati, questo lo posso dire, con grande soddisfazione, questa è una cosa che fa piacere a tutti, quindi sicuramente è trasversale, l’Igp “indicazione geografica protetta” dell’olio delle Marche.
Dal 1993 la procedura è stata bocciata quattro volte e siamo riusciti, da poco tempo, ad ottenere questo importante riconoscimento, in quanto la pubblicazione ufficiale della Comunità europea è del 22 dello scorso mese.
C’è stato un crollo della produzione dell’olio, un calo importante, anche superiore in taluni casi al 60%, contro il 58% in tutta l’Italia, quindi a livello nazionale è stata una vera e propria catastrofe di questo prodotto, per due motivi: la mosca dell’ulivo e questioni climatiche.
Ora lei mi chiederà perché non abbiamo presentato istanza di calamità naturale? La legge 102 del 2004 non prevede che la mosca dell’ulivo possa essere considerata una calamità, non ci sono le condizioni base per poter attivare la richiesta di aiuti, pertanto non l'abbiamo fatta perché non vi erano i presupposti.
Nella nostra regione i nostri oli, come si diceva, sono molto pregiati, le 12 cultivar ci sono state riconosciute come Igp. Presentano tutte delle caratteristiche organolettiche particolari, tra l’altro trasversali, nel senso che tutte le cultivar hanno la medesima fluidità, hanno la medesima presenza di polifenoli e soprattutto hanno la medesima bassa acidità, pari a 0,4, questo ne fa un unicum, malgrado siano 12 cultivar diverse, ed è per questo che la Comunità europea ha accettato la possibilità di considerare l’Igp.
Che cosa sta facendo la Regione Marche? Noi sosteniamo l’olicoltura marchigiana, come la stiamo orientando? Con un supporto all’implementazione, verso l'installazione di nuovi impianti.
Sosteniamo i nuovi impianti anche dando 400 euro ad ettaro laddove ci sono delle coltivazioni che sono minacciate da erosione genetica, (misura 10), finanziamo l’implementazione dei nuovi impianti (misura 4,1), le capacità produttive e manageriali (misura 1), l’innovazione (misura 16.1) e dove l'abbiamo, anche il progetto di innovation broker (misura 16.2). Quest'anno è particolarmente importante la misura 3, che è quella di supporto e di aiuto all'ottenimento delle certificazioni. Quindi, per la nuova raccolta dell’olio, quando ci sarà, sarà importantissimo perché potrà essere riconosciuto l’Igp che fino adesso era soltanto il Qm oppure l’Olio di Cartoceto.
L’Assam tramite il Servizio agrometeo e fitosanitario, soprattutto per quello che riguarda la difesa dell’ulivo, svolge una attività di supporto attraverso i notiziari agrometeo settimanali e mediante dati pubblici resi disponibili sul sito www.meteo.marche.it. Sulla mosca dell’ulivo in particolare, le informazioni ed i suggerimenti sugli interventi di lotta sia larvicida che adulticida, sono divulgate settimanalmente già a partire dal mese di luglio.
Abbiamo un grande interesse, ad esempio, al recupero degli oliveti abbandonati e per renderne sostenibile economicamente la gestione anche attraverso il miglioramento della stessa. Non a caso l’Assam regionale in questa direzione crea nuove opportunità per i giovani e organizza corsi professionali sia di potatura che di tecnica colturale, effettuazione di concorsi pubblici, inoltre abbiamo creato l’elenco degli operatori abilitati alla potatura dell’ulivo; queste sono nuove risorse professionali.
Per quello che riguarda l’Assam, sono 20 anni che abbiamo un Panel professionale, è l’unico, ce ne sono solo due nelle Marche, presso il Centro agrochimico regionale di Jesi, accreditato da Accredia, dove vengono effettuate tutte le principali analisi chimiche a supporto dei produttori per la verifica del livello quali-quantitativo ed anche per le classificazioni merceologiche.
Per quello che riguarda l’erosione genetica abbiamo la legge regionale 12/2003 che valorizza tutte le varietà autoctone.
L’Assam organizza da ben 14 anni la rassegna degli oli monovarietali che quest’anno si è tenuta a San Severino. L’anno scorso si era tenuta ad Ascoli Piceno, avrei voluto trattenerla nella mia città, anch’essa ferita dal terremoto, e con un mio gesto di generosità, perché il Consigliere Zura Puntaroni ci teneva molto..., non ho sotto mano la stima delle somme investite, ma abbiamo fatto degli stand, c’è stata la presenza dell’Assam e del Psr, abbiamo organizzato delle dimostrazioni e dei convegni, quindi come Regione Marche e come Assam siamo stati molto presenti.
Faccio un piccolo inciso, se mi si chiedono dei soldi posso concedere dei contributi come Assessore in termini di qualità, di professionalità e di attenzione, gli altri contributi sono previsti all’interno del Psr. Il funzionamento dell’agricoltura e del suo bilancio è molto semplice, ci sono dei capitoli che hanno delle somme a disposizione e dei bandi ai quali bisogna partecipare, non esistono soldi che possono essere utilizzati in maniera diversa da queste forme.
Secondo me, la presenza professionale, soprattutto del capo Panel - esperto nella valutazione organolettica di oli di oliva - che è stato due giorni nella nostra regione - cosa non tanto comune da trovare - credo che sia stato un segno di grande interesse che la Regione Marche ha per l’olio.

PRESIDENTE. Ha la parola. Per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Assessore per la risposta. Non sono del tutto soddisfatta.
Innanzitutto l’interrogazione è datata 10 ottobre 2016 e da allora lei ha fatto molto, ha elencato tutto quello che è stato fatto: l’Igp dell’olio delle Marche riconosciuto, l’implementazione di nuovi impianti, il supporto alle certificazioni.
Lei ha anche elencato ciò che fa l’Assam, allora bisognerebbe dare qualche contributo all’Assam per tutto quello che sta facendo. Questo è quello che chiedono.
Ho fatto questa interrogazione perché a settembre la Coldiretti aveva lanciato l’allarme in merito al crollo dell’olio nelle Marche, addirittura si era attestato al 43% rispetto alla media nazionale del 38%, questi erano i dati divulgati dalla Coldiretti, quindi ho fatto affidamento sui loro dati, a questo però si aggiungono anche le frodi con un incremento del 278% del valore dei sequestri dei prodotti contraffatti o falsificati, addirittura quadruplicati rispetto all’anno precedente nelle Marche.
Questi sono i dati che ha divulgato la Coldiretti ed è per questo motivo che mi è stato chiesto di intervenire in Consiglio regionale con una interrogazione, quindi, confermo che avete fatto molto, ma secondo me, visto e considerato che lei ha elencato tutto quello che sta facendo l’Assam, allora è bene dare qualche contributo in più all’Assam.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. L’Assam siamo noi ed ha molte risorse, in quanto lavorando molto bene, riesce ad intercettare tanti fondi comunitari. Diciamo che è un braccio operativo ricco di grandi qualità tecnica e professionale. Non ha mai avuto problemi di soldi.

Jessica MARCOZZI. Bisogna comunque sostenere questa attività. Grazie.

Interrogazione n. 282
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Nomina incaricato per la ‘Valutazione del rischio sismico’ di strutture ospedaliere”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 282 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Riguardo alla vicenda concernente gli incarichi conferiti da parte di Asur Marche, l’Azienda è venuta a conoscenza dell’esistenza di un procedimento penale a seguito della richiesta di patrocinio legale da parte dei soggetti coinvolti.
Rispetto al procedimento penale, ad oggi, non sono ufficialmente pervenuti né lo stato di avanzamento né eventuali esiti, voi conoscete la procedura interna, rispetto ad eventuali provvedimenti giudiziari, quando vi è un procedimento penale in corso, si attende l’esito per fare poi gli atti conseguenti.
L'Azienda riferisce anche altre questioni relative all'interrogazione, come la complessa vicenda concernente le modalità di conferimento degli incarichi, che è stata svolta dagli organi inquirenti ed è rappresentata con dettaglio nell’avviso di garanzia che descrive il procedimento seguito dalla Direzione Asur, quindi, anche gli altri aspetti dell’interrogazione sono all’interno dello stesso procedimento seguito dalla magistratura.
In merito al caso, la Direzione dell’Asur può fornire solo elementi documentali, quindi per qualunque altra spiegazione di cui abbia necessità può fare esplicita richiesta all’Asur che è in attesa della parte relativa all’attività inquirente ed è disponibile su qualunque a rispondere a qualsiasi richiesta.
Il successivo incarico, quale ultimo punto dell’interrogazione, è esattamente quello indicato nell'interrogazione stessa ed è connesso anche alle esigenze di procedere all’effettuazione delle verifiche tecniche per la riduzione dei rischi delle strutture ospedaliere e/o strategiche di questa Azienda in caso di calamità - come dalla dicitura contenuta all’interno del contratto – quindi, nel dettaglio, può chiedere la documentazione all’Asur, che attende per qualunque altra iniziativa l’esito del procedimento penale.

PRESIDENTE. Ha la parola. Per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Che dire? Questa è una non risposta e sarebbe stato più opportuno accennarmelo prima, così avrei evitato di presentare un’interrogazione alla quale purtroppo il Presidente Ceriscioli non è in grado di rispondere.
Mi auguro, per le prossime volte, di evitare di fare queste figure barbine in sede di Consiglio regionale e magari di non suggerire ad un Consigliere regionale di accedere a della documentazione che è perfettamente reperibile e della quale sono già a conoscenza ed è in mio possesso. Se presento una interrogazione è perché vorrei avere qualcosa di più che non sia già reperibile on line. Grazie.

Interrogazione n. 331
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Oratorio Santa Lucia di Jesi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 331 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. L’Area vasta 2 ha motivato la posizione rispetto all’interrogazione con il fatto che la Confraternita stessa ha acquisito capacità giuridica con l’iscrizione nell’albo prefettizio, in data 9 aprile 2014, giuridicamente non era esistente prima di questa data e non può quindi pretendere un diritto di usucapione un soggetto che non esisteva 20 anni fa perché i termini dell’usucapione non sono maturati.
A seguito della sua interrogazione, abbiamo suggerito all'Asur di valutare costi e benefici di un affidamento dell’immobile in cambio della sua gestione e manutenzione, come sta avvenendo.
Se non ci sono i presupposti di diritto rispetto all'istituto dell’usucapione, questo non vieta, di trovare una forma giuridica che di fatto consenta di continuare come è avvenuto fino ad oggi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Sono io che ringrazio il Presidente Ceriscioli perché il nostro obiettivo era quello di far sì che questi locali fossero e potessero essere utilizzati. Mi sembra che la risposta del Presidente sia in questa direzione, quindi ringrazio.
La Confraternita Santa Lucia è presente a Jesi fin dai tempi del medio evo, credo che il Presidente abbia anche letto quello che ha rappresentato e che tuttora rappresenta per questa città, ma considerato che siamo anche in presenza di una situazione dinamica per quello che riguarda tutta la struttura ospedaliera - di cui parte sarà demolita - se il Presidente concorda, magari dopo le elezioni amministrative, potremmo coinvolgere il Presidente della Commissione Volpini, convocando un incontro con il Sindaco, con la Confraternita, per capire nel piano delle demolizioni e delle ristrutturazioni, come è possibile gestire l'aspetto del reperimento locali. Grazie ancora Presidente.

Interrogazione n. 312
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Carenza di organico dei docenti di sostegno per l’anno scolastico 2016/2017”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 312 del Consigliere Maggi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Il Consigliere Maggi al primo punto chiede se corrisponde al vero che i 14 vincitori concorsuali non sono stati assunti. Risponde al vero, perché il Miur nel 2016 aveva bandito questi concorsi per il reclutamento dei docenti di I e II grado, e la Regione Marche aveva già la sua graduatoria con questi 14 docenti. La Regione Toscana, che ha seguito le procedure concorsuali per tutte le Regioni, ha esibito la graduatoria il 19 ottobre 2016, in data successiva, affinché il Miur potesse provvedere alle assunzioni.
Quello che lei dice è giustissimo, anche se aggiungo che la graduatoria ha un’efficacia triennale, quindi noi ci stiamo muovendo affinché queste 14 persone abbiano il loro diritto ad essere assunte, ma la Toscana, a causa di un contenzioso insorto, ha ritardato.
Nel secondo punto, lei chiede quali azioni si intendono adottare per risolvere la carenza dei docenti di sostegno. La risposta è positiva. Le spiego che noi eravamo sotto al rapporto docenti/alunni, era di 1 a 3, siamo riusciti a portarlo 1 a 2 come le altre Regioni. Questa è la risposta alla sua osservazione e mi sembra importante ciò che abbiamo raggiunto, perché recuperare questo rapporto non è stato facile.
Devo dire che il Ministro ha avuto una certa sensibilità su questo, anche perché è una questione di giustizia, noi eravamo sbilanciati, il rapporto non è di 1 a 3, ma di 1 a 2.
Questo l'abbiamo ottenuto, direi di più, non vorrei dare dati fasulli come numeri, ma nelle Marche ci sono circa 6.000 disabili con 1.350 docenti assegnati in organico, più le cinque deroghe che abbiamo fatto per l’assunzione, riusciamo a coprire questo rapporto di 1 a 2 che mi sembra una buona cosa, lo voglio dire perché qualcosa va in porto.
Con la terza domanda lei chiede come intendiamo muoverci. Per i 14 posti, chiaramente faremo il possibile, prendo l’occasione di questa sua interessante interrogazione, per dire che stiamo lavorando sui corsi serali, dove siamo un po’ sotto organico, per l’orientamento musicale di I grado, questo l’ho detto già un’altra volta e voi lo sapete, che chiediamo almeno due scuole medie ad indirizzo musicale per provincia, due in più, non so se le otterremmo, soprattutto chiediamo di distinguere l’organico dei posti comuni, dall'organico potenziato, perché l’Ufficio scolastico regionale, su cui non mi esprimo, cosa fa? Il potenziato lo mette sul frontale, noi vogliamo una distinzione perché se viene potenziato, vuol dire che si potenzia la didattica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Credo che sia un momento storico perché in due anni è la prima volta che mi dichiaro soddisfatto di una risposta ad una interrogazione.
La ringrazio della risposta, in quanto nonostante questa interrogazione sia stata avanzata 8 mesi fa, lei ha dato una risposta precisa e circostanziata, al contrario della sua collega a cui gli uffici su Aerdorica hanno dato un malloppo di molte pagine, ma ha preferito per la risposta tirar fuori quella osservazione di dubbio gusto, anche poco rispettosa nei confronti di noi Consiglieri e del ruolo a cui siamo chiamati a svolgere. Comunque grazie Assessore.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Le interrogazioni nn. 319 e 324 sono rinviate, in accordo con la Conferenza dei capigruppo, perché riguardano entrambe le politiche regionali per la promozione della cultura della legalità e c’è una legge in Commissione che riguarda lo stesso tema, quindi è stato chiesto di fare un focus specifico, per cui oggi queste interrogazioni vengono rinviate.

Interrogazione n. 363
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Barriere fonoassorbenti sulla linea ferroviaria adriatica nelle Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 363 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. La Legge quadro sul rumore n. 447/95, nell'articolo 10, comma 5, prevede che le società e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture attuino piani di contenimento e di abbattimento del rumore nel caso del superamento dei valori limiti.
Tale decreto prevede che, entro 18 mesi dalla sua entrata in vigore (quindi entro il 5 agosto 2002), gli enti gestori individuino le aree dove sia stimato o rilevato il superamento dei limiti previsti e trasmettano i relativi dati agli Enti interessati (Ministero dell'Ambiente, Regioni e Comuni). Entro i successivi 18 mesi, e precisamente entro il 5 febbraio 2004, devono essere poi predisposti i piani di contenimento ed abbattimento del rumore da sottoporre all'approvazione degli Enti Locali competenti.
Gli interventi di risanamento previsti devono essere realizzati in funzione delle priorità individuate, entro 15 anni dalla data della loro approvazione e l'ordine di priorità dell'intervento è valutato secondo i criteri dell'articolo 3 del DM Ambiente 29 novembre 2000, in relazione alla numerosità e alla tipologia dei ricettori esposti e all'entità del superamento dei limiti imposti dalla normativa vigente per i livelli acustici.
In base alla normativa citata, gli interventi del piano di risanamento sono individuati per mitigare il rumore immesso nei ricettori localizzati nella fascia di pertinenza ferroviaria che si estende fino a 250 metri dall'asse del binario più esterno e, precisamente, nei ricettori di tipo residenziale della fascia A (fino a 100 m) e nei ricettori particolarmente sensibili dell'intera fascia.
Nei termini assegnati la RFI ha trasmesso la documentazione relativa alla mappatura acustica e al piano di risanamento di cui, con l'intesa dell'1 luglio 2004, la Conferenza Unificata Stato-Regioni ha approvato uno stralcio relativo agli interventi dei primi quattro anni.
Ad oggi è in corso presso il Ministero dell'ambiente l'iter approvativo del secondo stralcio.
La Regione con gli uffici ambiente e trasporti ha seguito la questione già dall'anno 2011 in cui sono state convocate riunioni con la RFI ed i Comuni dislocati lungo la linea adriatica per localizzare í ricettori esposti alla rumorosità eccedente i limiti di legge.
Nella suddetta circostanza tutti i Comuni, ad eccezione di Fano e Pesaro, si dichiararono contrari all'installazione di barriere antirumore per diversi motivi, quali ad esempio l'aumento dell'inquinamento atmosferico perché il pannello fonoassorbente limita la circolazione del vento, perché tali pannelli possono addirittura peggiorare il clima acustico, perché distraggono dalla guida i fruitori delle strade, perché se da un lato le barriere fonoassorbenti possono limitare il rumore ed essere quindi auspicabili, nel contempo limitano gli scorci e le vedute verso monte con danno per gli abitanti.
Nel corrente mese, 3 marzo u.s., il Ministero ha trasmesso, sulla piattaforma informatica dedicata alla Regione, Ufficio ambiente, lo stato attuale dell'avanzamento dei lavori da cui risulta:
a) alcuni Comuni - la maggioranza - hanno approvato il progetto e l'iter di installazione è in corso;
b) altri Comuni (tra i quali Mondolfo, Potenza Picena, Grottammare) hanno sospeso l'iter approvativo perché hanno ritenuto il progetto presentato dalla RFI, lesivo delle caratteristiche peculiari del territorio;
c) altri Comuni ancora, hanno sospeso l'iter per varie motivazioni.
L'istruttoria per l'approvazione del II stralcio del Piano degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore presentato da RFI, ai sensi del DM 29 novembre 2000, è tuttora in corso, con incontri e contatti periodici tra Ministero, Ispra, Regioni, Upi, Anci, RFI S.p.A. al fine di dirimere le varie problematiche emerse nel corso delle istruttorie.
La Regione Marche, quale ente coinvolto, sta seguendo l'iter di approvazione attraverso l'ufficio con competenza in inquinamento acustico (PF qualità dell'aria, bonifiche, fonti energetiche e rifiuti).

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Ringrazio l’Assessore Sciapichetti, come sempre molto preciso e puntuale sulla risposta e, pur non essendo una competenza prettamente regionale, ritengo sia un punto importante da continuare a monitorare. Grazie.

Mozione n. 144
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Provvedimenti economici, finanziari e commerciali, a seguito delle sanzioni alla Russia per la questione Ucraina”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 144 della Consigliera Marcozzi che ha la parola per illustrarla.

Jessica MARCOZZI. Le sanzioni in atto alla Russia hanno aggravato e aggravano la già drammatica condizione delle Marche testimoniata dalla sua retrocessione.
Data la situazione di crisi gli effetti delle sanzioni non sono superabili nella crescita del mercato interno, almeno a breve termine.
Su base locale le Marche risultano essere la Regione più esposta perché la sua esportazione, pari a 675 milioni di euro, rappresenta in valori percentuali, sul totale Italia, ben il 6,6% e l’incidenza dell’export russo sul proprio valore aggiunto regionale è pari all’1,9% a fronte di una media nazionale dello 0,7%.
La nostra regione ha perduto dal 2010 al 2014 in termini di Pil tra le Regioni europee ben 44 posizioni, retrocedendo dal 102° al 146° posto.
A livello territoriale e sub regionale il valore più negativo è ascrivibile fra tutte le province italiane a quella di Fermo (-4,9%). Fermo, forte del più grande polo calzaturiero su scala nazionale in termini di occupazione e fatturato, che incide significativamente sul Pil del proprio territorio, ha dunque pagato il prezzo più alto per l’applicazione del sistema sanzionatorio nei confronti della Russia.
Che cosa chiedo? Chiedo che il Presidente e la Giunta regionale sollecitino con determinazione ed urgenza un incontro Stato-Regioni da cui emerga la richiesta al Governo di farsi promotore nelle competenti sedi europee dell’adozione di provvedimenti tesi a far cessare il sistema sanzionatorio nei confronti della Russia, a chiedere alla Commissione europea, tramite il Governo italiano, l’istituzione di un fondo comune straordinario tra gli Stati membri al fine di contenere parzialmente o totalmente le ingenti perdite riscontrate dalle imprese delle Marche colpite dalle contro misure russe alle sanzioni, a richiedere alla Commissione europea tramite il Governo italiano provvedimenti a sostegno delle Regioni, in primis le Marche, che hanno subìto e stanno subendo in termini percentuali sull’export e sul Pil le maggiori perdite, a monitorare con gli strumenti di competenza regionale l’impatto delle sanzioni sul tessuto produttivo regionale ed in particolare sulle piccole e medie imprese, a sostenere le imprese con sede nella nostra regione operanti in Russia, attraverso attività commerciali di marketing, onde evitare che perdano competitività a favore di altri, ad attivare tutte le azioni possibili mediante la costituzione di un tavolo permanente Regione/banche/imprese/Università al fine di migliorare la conoscenza e le possibilità di intervento a favore del sistema delle imprese marchigiane, in particolare quelle rivolte, con le loro esportazioni, al mercato russo, ad attivarsi nel settore turistico con una particolare strategia rivolta al mercato russo e con azioni mirate compiute sia dagli operatori del settore che dalle istituzioni locali, affinché i cittadini russi che vengono nelle Marche possano conoscere maggiormente la qualità dei prodotti manifatturieri e agricoli offerti dal tessuto delle piccole e medie imprese regionali.
Questa mozione è stata presentata un anno fa, il 4 luglio 2016, quindi è datata, un'altra era stata presentata nel 2015 dal Consigliere Celani, ma ad oggi tutto è rimasto immutato e, visto e considerato che il Governo regionale e il Governo nazionale sono dello stesso colore politico ho fatto questa mozione per intervenire a livello nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Chiedo una brevissima sospensione perché so che l’Assessore Bora ha piacere di intervenire su questo tema, sta arrivando, se a questo punto formalizziamo una sospensione di qualche minuto le diamo l’occasione di intervenire.

PRESIDENTE. Sospendiamo per qualche minuto la seduta in attesa che arrivi l’Assessore.

La seduta è sospesa alle ore 12,30.

La seduta riprende alle ore 12,35.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Ringrazio la Consigliera Marcozzi per l’interrogazione che ci dà l’opportunità di tornare su un tema che è molto caro a noi marchigiani, quello della situazione sia economica ma anche commerciale che persiste a seguito delle sanzioni alla Russia per la questione Ucraina.
La Regione Marche risente della mutata e difficile situazione economica che sta vivendo la Federazione russa - legata principalmente al contesto internazionale, al forte deprezzamento del rublo, all'importante deflusso di capitali - in quanto la Russia è da sempre il nostro primo mercato estero di riferimento. Le Marche, infatti, intrattengono con la Federazione russa rapporti di carattere istituzionale, politico, culturale ed economico dal 1998.
Le sanzioni economiche introdotte nel 2014 dall'Unione europea nei confronti della Federazione russa e le contromisure adottate da Mosca nel 2015 infatti sono costate al "Made in Italy" ben 3,6 miliardi di euro, con l'export italiano verso la Federazione russa ampiamente ridimensionato e passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015, con una perdita del 34%.
Secondo i dati ROSSTAT, nel primo trimestre 2016 si registra un calo del 51,6% dell'interscambio tra Russia e Italia, analogamente a quello dei nostri principali competitors, come Germania e Olanda.
Si tratta però di una contingenza, dovuta a fattori economici, finanziari e valutari, perché i fondamentali macroeconomici della Federazione russa rimangono solidi, così come resta elevato il potenziale di sviluppo che nel medio-lungo periodo non potrà essere imbrigliato, con il Paese destinato a tornare a crescere.
La Russia - malgrado le difficoltà attuali - sta comunque andando nella direzione di una maggiore modernizzazione e diversificazione dell'economia che rende sempre più strategica l'opportunità e la possibilità di localizzare le proprie attività all'interno della Federazione che ha l'ambizione di configurarsi sempre più come base produttiva e distributiva per tutta l'Eurasia. A ciò va aggiunto il valore delle nostre piccole e medie imprese che hanno tecnologia, know-how, flessibilità e soprattutto la capacità di interagire con le omologhe locali, sia per sensibilità ed empatia che in ragione della comprovata complementarietà tra le due economie.
In questo scenario, interessanti opportunità sono offerte dai programmi federali di ammodernamento tecnologico dell'industria, per la partecipazione ai quali resta prioritario il canale degli accordi strategici con agenzie e fondi d'investimento statali e con istituzioni universitarie e di ricerca. Senza dubbio il varo dei 20 Decreti sulla sostituzione delle importazioni costituisce un punto di svolta della politica industriale della Federazione russa. Quella che può apparire come una criticità per le aziende straniere abituate ad esportare verso un mercato come la Russia può e deve essere interpretata come una grande opportunità. Naturalmente, per investire, occorre poter contare su solide basi strutturali e su una buona conoscenza del Paese, delle regole scritte e non scritte del business e appare dunque fondamentale il supporto delle istituzioni italiane presenti nel nostro Paese. Fondamentale in tutte le fasi, per evitare passi falsi ed agire con competenza e cognizione di causa. Per questo il Ministero dello sviluppo economico, l’Ufficio Ice di Mosca e l'Ambasciata d'Italia a Mosca con il contributo di tutte le componenti del Sistema Italia in Russia e la collaborazione delle autorità locali, ha predisposto la nuova guida per gli operatori italiani "Investire in Russia" che rappresenta un utile e dinamico compendio con tutte le informazioni economiche e normative necessarie per investire in Russia.
Tutto ciò premesso, in merito ai punti 1, 2, 3 della mozione si fa presente che:
il 28 ottobre 2015 la sottoscritta ha presentato a Roma, in sede di "Commissione attività produttive" della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Provincie, un documento, condiviso all'unanimità dalla Giunta regionale marchigiana, nel quale si invitava "il Governo Italiano e l'Unione Europa ad annullare le sanzione economiche adottate contro la Russia, nella convinzione che la soluzione di quella crisi locale non passa per le sanzioni o l'isolamento economico della Russia, ma debba essere risolta con gli strumenti del dialogo e della reciproca comprensione. Il documento è stato ritirato in quanto si è ritenuto che fosse "materia di competenza dei Consigli regionali";
in sede Europa, su richiesta della sottoscritta, che si è fatta promotrice delle esigenze del distretto calzaturiero marchigiano, manifestate, in occasione della fiera Obuv Mir Kozi di Mosca, dalla Presidente dell'Assocalzaturifici, Anna Rita Pilotti, l'Europarlamentare Nicola Danti ha presentato, il 21 ottobre 2015 un'interrogazione alla Commissione avente ad oggetto "Sanzioni economiche alla Russia e conseguenti ricadute sul comparto calzaturiero marchigiano". Nella risposta, del 18 gennaio 2016, si legge che: "Non è detto che l'attuale situazione dell'industria calzaturiera nella regione Marche sia effetto delle sanzioni imposte alla Russia. Appare più probabile che l'indebolimento della domanda russa sia dovuto al deterioramento della situazione economica in Russia, in particolare al calo dei prezzi petroliferi e a debolezze strutturali. Anche le esportazioni verso la Russia da parte di Paesi terzi che non applicano sanzioni sono infatti scese a livelli simili. La Commissione conferma che le imprese dell'industria calzaturiera possono beneficiare in particolare dalla serie di azioni proposte dal Programma operativo regionale Marche 2014-2020 parzialmente finanziate dal Fondo europeo di sviluppo regionale e nell'ambito del programma COSME finalizzato ad accrescere la competitività delle imprese";
nella seduta del 16 febbraio 2016 l'Assemblea Legislativa delle Marche, ha approvato la mozione n. 63 che ha impegnato il Presidente della Giunta a rappresentare al Governo Italiano, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, la necessità di superare lo strumento sanzionatorio nei confronti della Federazione russa, sollecitando altresì un maggiore impegno dell'Europa nel facilitare le relazioni tra Stati Uniti e Russia, condizione tra l'altro imprescindibile per la stabilità dello stesso Occidente. Inoltre, essa ha impegnato il Presidente della Giunta a chiedere, alla Commissione Europea, per il tramite del Governo italiano, l'istituzione di un fondo comune straordinario, tra gli Stati membri, al fine di limitare le ingenti perdite riscontrate dalle imprese marchigiane colpite dalle contromisure russe alle sanzioni. Da ultimo gli Assessori competenti sono stati, tra l'altro incaricati anche di monitorare il sostegno alle imprese marchigiane operanti in Russia, attraverso attività commerciali di marketing, onde evitare che perdano competitività.
Inoltre, pur attraversando una fase di tensione legata alle sanzioni europee nei confronti della Federazione Russa, la Regione Marche continua a intrattenere, pur tra crescenti difficoltà, relazioni politiche ed economiche, proseguendo il percorso intrapreso con enti territoriali russi regionali e infraregionali al fine di consolidare la collaborazione economico-commerciale, tecnico-scientifico e anche culturale con questo importante partner per il nostro sistema produttivo e per le nostre aziende.
Lo scorso 13 maggio il Presidente Ceriscioli, scriveva al Presidente della Camera di commercio della Federazione russa, nell'intento di rivitalizzare un accordo di cooperazione tra la Regione Marche e la Camera di Commercio e dell'Industria della Federazione russa, sottoscritto nel 2008 dall'allora Presidente russo Primakov. Ciò nell'intento di riprendere contatti diretti con le principali Camere di commercio regionali russe, al fine di vagliare nuove opportunità per le nostre aziende nell'ambito di una comune strategia di cooperazione.
Riguardo al punto 4 della mozione: l'azione 3.9. del Por Fesr Marche 2016-2020, che ha come obiettivo specifico "l'incremento del livello di internazionalizzazione dei sistemi produttivi", in assenza di risorse finanziarie regionali, costituisce un prezioso strumento di intervento di politica regionale che può essere utilizzato dalle piccole e medie imprese marchigiane sia per contrastare gli effetti negativi delle sanzioni sul tessuto produttivo marchigiano che a superare i limiti della dimensione aziendale.
In particolare, la sub azione 9.1 è direttamente finalizzata a realizzare "Progetti di promozione dell'export destinati a imprese e loro forme aggregate, individuate su base territoriale e settoriale" e si prevede che potranno partecipare alle agevolazioni previste dal bando "Progetto Paese Russia" di prossima emanazione, per la natura stessa del progetto, solo le aggregazioni di micro, piccole e medie imprese appartenenti allo stesso cluster o alla stessa filiera produttiva.
Anche il bando relativo alla sub azione 9.2 di "sostegno al consolidamento dell'export marchigiano e allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione" tra i criteri di valutazione il primo criterio di priorità riconosce al primo posto che la "priorità verrà accordata in base al numero maggiore di imprese aggregate, nel caso di contratto di rete o ATI”.
In relazione al successivo punto 5: la Regione Marche ha presentato, in sede di Commissione attività produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, del 21 giugno 2016, un Progetto interregionale a favore della promozione del settore calzaturiero e articoli di pelletteria, condiviso con Assocalzaturifici da realizzare nell'ambito di una Convenzione operativa con le Regioni Abruzzo, Campania, Puglia e Veneto e ICE-Agenzia-ITA.
Obiettivo del progetto è ricercare, avviare, mantenere e consolidare le vendite del settore calzature ed accessori su nuovi mercati promuovendo gli elementi costitutivi del Made in Italy, anche attraverso la realizzazione di una campagna promozionale integrata che si svilupperà lungo un anno solare.
Inoltre, nell'ambito dell'azione 3.9 del Por Fsre 2014-2020 si prevede di inserire nel bando "Progetto Paese Russia"; linee di intervento atte a finanziare tutte quelle azioni volte a costruire un'immagine integrata del cluster e/o della filiera produttiva e, in particolare, del Made in Marche. Si tratta di azioni di sostegno delle politiche di brand attraverso la valorizzazione dei caratteri costitutivi del Made in Marche, veicolandone i valori che determinano la qualità del prodotto, attraverso azioni di marketing strategico.
Per quanto concerne il punto 6: la Giunta regionale Marche, pur non avendo formalmente mai costituito un tavolo permanente con le banche, le imprese e le Università, sulle tematiche, di fatto lavora con esse in stretta sinergia da anni per fornire un fattivo supporto alle aziende del territorio nel processo di internazionalizzazione.
In particolare, per quanto concerne i rapporti con le banche, l'Ufficio internazionalizzazione ha avviato quest'anno un accordo di collaborazione con Unicredit che ha portato, lo scorso aprile, alla realizzazione, presso Confindustria Marche, di un "International Forum: Focus on Russia" al fine di fornire una panoramica del Paese e al contempo realizzare incontri individuali tra imprese e relatori al fine di approfondire tematiche specifiche.
Da ultimo, in merito al punto 7 si evidenzia come la Regione in questi ultimi anni abbia operato e continuerà ad operare ne prossimo triennio in modo sinergico sul mercato russo per quanto riguarda il settore del turismo in particolar modo per la promozione dei cluster di prodotti previsti nel piano triennale ed annuale del turismo. In particolare:
il mercato russo è stato considerato uno dei mercati obiettivi del turismo marchigiano (8% di arrivi e 9% di presenze nel territorio regionale);
il cluster Made in Marche. Gusto a km 0 e Shopping di qualità è stato considerato di grande rilievo per la nostra regione (in particolar modo l'enogastronomia e il Fashion).
Pertanto la Regione Marche sia mediante i fondi regionali che europei, in ottemperanza a quanto previsto nel piano triennale ha predisposto un piano di comunicazione e di promozione rivolto proprio al mercato russo:
promozione sul sito russo e sui siti dei maggiori tour operator russi ed italiani con particolare riferimento a quanto previsto nel punto 2;
partecipazione alla fiera del turismo di Mosca che si tiene ogni anno a novembre;
sito regionale anche in lingua russa dove si promuovono eventi e località marchigiane nel rispetto dei cluster di prodotti;
press tour con giornalisti russi che verranno a visitare principalmente i luoghi e le piccole imprese marchigiane del settore fashion ed enogastronomia;
incontri, work shop con tour operator russi ed italiani nella nostra regione. Importante sarà proprio la fiera TTI di Rimini ad ottobre dove verranno presi i dovuto contatti con i buyer russi e italiani finalizzati proprio a una serie di eventi che vorremmo organizzare nella nostra regione.
Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ringraziamo l’Assessore Bora per la lunga ed interessante disanima della questione.
Noi come Movimento 5 Stelle siamo senza se e senza ma, indipendenti, contro le sanzioni nei confronti della Russia sia che in percentuale influenzino poco o tanto l’economia marchigiana, segnatamente l’industria calzaturiera.
In Parlamento a Roma ed a Bruxelles ci stiamo battendo per togliere queste sanzioni nei confronti della Russia che non riguardano gli interessi dell’Italia, ma riguardano interessi di altri Paesi, soprattutto quelli più forti e più privilegiati nei nostri confronti, sia oltre oceano che nella Comunità europea. Per cui noi, come abbiamo fatto nella mozione che ha citato l’Assessore Bravi, che è stata votata all’unanimità, sia nella mozione della Consigliera Marcozzi, che in altre mozioni che verranno contro le sanzioni alla Russia, siamo per adoperarci in tutte le istituzioni, in tutte le sedi, affinché queste sanzioni vengano tolte, vengano soppresse.
Ci giunge notizia, non solo nel settore calzaturiero - si parla e si discute anche con imprenditori marchigiani – che, il protrarsi di queste sanzioni fa sì, che tutto il lavoro preparatorio di marketing, di contatti che le aziende italiane, segnatamente le aziende marchigiane, hanno fatto nei confronti della Russia e delle industrie russe, lo si sta perdendo perché altri fornitori stanno entrando al posto di quelli marchigiani ed italiani, e addirittura, le esigenze del mercato russo, che venivano soddisfatte dai prodotti marchigiani, oggi vengono modificate proprio nelle caratteristiche e nelle specificità, attraverso la produzioni di altri Paesi e di altri fornitori.
Questo protrarsi delle sanzioni è disastroso ed in questa sede ed in tutte le altre, ci batteremo perché queste sanzioni siano il più presto possibile eliminate.

PRESIDENTE. Consiglieri ricordo che prima il Vicepresidente aveva sospeso la seduta perché non c’erano interventi, adesso stanno fioccando, mi chiedo il perché di tutto questo. (…) Perchè avete sentito l'intervento dell'Assessore? Va bene.
Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Quando siamo usciti c’era un attimo di pausa in attesa dell’arrivo dell’Assessore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Ho chiesto se c’erano interventi, nessuno è intervenuto a quel punto mancava il parere della Giunta ed è stato chiesto di aspettare un attimo l'arrivo dell’Assessore Bora, ma nessuno ha chiesto la parola ed abbiamo atteso alcuni minuti prima di sospendere la seduta.

Piero CELANI. Faccio una considerazione prima di carattere politico. Noi su questo argomento siamo intervenuti abbondantemente un anno fa, ricordo una mozione presentata dal sottoscritto e firmata anche dal Consigliere Giancarli nella quale sostenevamo la pericolosità di queste sanzioni per il sistema economico marchigiano. La mozione fu votata da tutto il Consiglio.
Qual è il problema? E’ naturale che da soli facciamo fatica ad incidere su questa tematica, il problema è che qui c’è il fallimento della politica, del sistema occidentale, cioè, dell’Europa nei confronti di questo argomento.
Di questo dobbiamo prendere atto, c’è un fallimento totale. Perché è impossibile che dal 2014 non si sia trovata la quadra su un argomento di vitale importanza per il sistema economico, non soltanto marchigiano, ma italiano.
La questione è tutta politica a livello centrale, perché un problema Russia-Ucraina che scateni una tempesta di questo tipo nel settore economico delle esportazioni è inconcepibile. E' il fallimento totale della politica estera dell’Europa in primis e, italiana in seconda battuta, non avendo inciso nel modo adeguato su questi aspetti. Ogni volta che stanno per scadere i termini rinviati, adesso al 30 giugno ci sarà una proroga, ma abbiamo timore di che cosa? Questo non capisco.
Nel frattempo la Russia si sta orientando su altri produttori, su altri mercati, è naturale, lo dicono le statistiche, è difficile poi tornare a cercare lo stesso contraente di 4 anni fa, è difficilissimo perché ormai i Russi si sono rivolti e si stanno rivolgendo verso altri mercati per cui credo che un’azione incisiva del Governo italiano deve essere fatta.
Noi siamo quelli più penalizzati, perché probabilmente alla Lombardia, al Piemonte o al Lazio queste cose interessano relativamente, ma la Regione Marche ha il settore della calzatura, il settore dell’agroalimentare che sono fortemente penalizzati.
Credo che, al di là degli atti che giustamente ci ha citato l’Assessore Bora, atti che sono già stati fatti, ci vuole anche un’azione politica forte nei confronti di chi gestisce la politica estera italiana o quella economica nei confronti degli Stati membri comunitari, per dire che, così non si può andare avanti perché alla crisi già che abbiamo, consolidata, a partire dal 2007, c’è questa ddiminuzione delle esportazioni, c’è il terremoto, chi più ne ha più ne metta e non è possibile ancora non considerare questi effetti.
Penso che questa mozione debba ancora una volta essere considerata come un rafforzativo a quello che abbiamo detto, quindi non c’è nulla di polemico e di strano, un rafforzativo a quello che abbiamo detto, un invito alla Regione da un punto di vista prettamente politico, non serve fare atti, delibere e quant’altro, ma occorre adottare una azione politica forte nei confronti del Governo italiano affinché si imponga in Europa a costo di fare la voce fuori dal coro.
Noi non aderiamo al discorso di proroga che già si paventa a partire dall'1 luglio, sarebbe un disastro, la certificazione dell’incapacità politica è di non sapere incidere sulle scelte strategiche di un Governo che dovrebbe guardare alla totalità delle Regioni italiane - non deve guardare soltanto a quelle che interessano - per poter difendere l’economia di settore e l’economia globale. Questa è la cosa che ci tengo a dire, per cui mi auguro che tutti votino questa mozione intesa come rafforzamento politico senza polemica alcuna.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Sarò breve ed utilizzerò questo intervento anche come dichiarazione di voto, ovviamente favorevole a questa mozione.
Credo che in questi due anni che siamo in Consiglio regionale non sia stata la prima volta che parliamo di questo problema, ritengo che serva un rafforzativo rispetto all’effetto negativo che queste sanzioni hanno avuto sul nostro tessuto imprenditoriale, e quindi occorre un impegno per poter far capire anche al nostro Governo come queste misure, abbiano penalizzato purtroppo una parte economicamente importante e produttiva che è sempre stata una eccellenza delle Marche. Tutto ciò dovrebbe trovare un appoggio ed un riscontro positivo.
Mi auguro che le misure che sono contenute in questa mozione siano condivisibili e mi rifaccio anche a quello che ha appena detto il Consigliere Celani senza scendere nella polemica, ma per ribadire che tutta la Regione Marche reputa che il sostegno alle nostre imprese vada dato con fermezza e che le sanzioni alla Russia, che era un partner commerciale importante per alcuni settori strategici della nostra imprenditoria, debbano essere rimosse, quindi voto favorevolmente rispetto ad una mozione ed a un tema importante, perché se vogliamo rilanciare l’economia ed il lavoro dobbiamo farlo attraverso interventi concreti che possano veramente aiutare le nostre imprese.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Brevemente per fare una considerazione positiva su questa mozione e per invitare, soprattutto in termini politici, l’Aula a votarla, perché se l’Aula vota all’unanimità questa mozione, credo che il nostro Presidente, nel momento della Conferenza Stato-Regioni - che quotidianamente capita o chi lo rappresenta - possa chiedere al Governo un’urgente rivisitazione di questi rapporti internazionali. Purtroppo siamo caduti, come situazione politica nazionale ed internazionale, in un tranello perché è stata messa una sanzione ingiusta alla Russia che ha portato un grave disagio alla nostra economia ed ai nostri imprenditori.
Questo è un passaggio estremamente importante e credo che il Presidente, o chi per lui, quando ci rappresenterà al tavolo con il Governo, debba sostenere con forza in termini politici l’annullamento di queste sanzioni.
Questo è il problema politico, noi Presidente Ceriscioli, non possiamo come Regione subire delle indicazioni nazionali che vanno contro la nostra economia territoriale, questo è un aspetto di autonomia istituzionale, secondo me, molto importante che dovremmo rivendicare al tavolo delle trattative nazionali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Prendo la parola per motivare il voto contrario a questa mozione, al di là della sostanza sulla quale non mi addentro perché qui di confusione ne facciamo veramente tanta. In alcuni casi, Consigliere Busilacchi, solleviamo questioni di legittimità costituzionali sulle competenze della Regione e parliamo di sanità, in altri casi diventiamo tutti titolari di politiche estere, ma a parte questo, è il principio che non riesco a tollerare, non si capisce perché da una parte si invoca la fine di queste sanzioni, anzi si auspicano ovviamente tutte le libertà possibili e immaginabili in questo tipo di commercio che riguarda in maniera più o meno significativa i nostri territori - e questa è una tematica che chi Governa ha già sotto la sua attenzione - e dall’altra parte, si diventa protezionisti e pro dazi in tutte le altre aree del mondo.
Io sono favorevole, Presidente, all’idea che ci sia libertà dappertutto perché l’Italia non ha nessun motivo di temere niente, probabilmente le sanzioni servono a poco, come serve a poco qualsiasi tipo di dazio. Però in Italia, ne faccio una questione politica, come dice qualcuno, si fanno bandiere e barricate in nome di Trump che vuole l'istituzione dei dazi, e tutti si schierano con lui. Trump adesso non vuole più - sono tutti contenti - l’accordo del libero scambio sull’Atlantico che, se venisse fatto in maniera adeguata, con la tutela per i nostri prodotti, potrebbe essere un’occasione di aumento del Pil di almeno 10 punti in 20 anni, l'equivalente di mezzo punto all’anno, quindi non si capisce perché da una parte sì, dall’altra no.
Questa schizofrenia in termini di principio non la comprendo, la Cina no, quello forse si, l’Africa in parte, un altro Paese perché è più amico, un altro ancora perché è meno amico, o perché esporta su una ditta di casa mia, a Fermo, l'altro no, perché esporta a Pesaro!
Questo modo di vedere, non ha una coerenza politica, quindi ritengo, e lo dico agli amici proponenti che stimo, che non sia serio procedere in questo senso, no alle sanzioni, no a qualsiasi tipo di limitazione del commercio, ma dobbiamo dirlo in maniera chiara e uguale per tutti. La regione Marche in modo particolare ha solo da guadagnarci perché come prima Regione manifatturiera d’Italia - in termini percentuali, non in termini assoluti, in un contesto di nazione - l’Italia è fra le più importanti manifatturiere del mondo, quindi è solo una questione di natura politica, ripeto, non entro nel merito della questione, ma non è serio da parte di chi l’ha proposto toccare questo argomento, cercare di guadagnare qualche voto, verso chi in questo momento si trova in sofferenza e non considerare invece, i tanti produttori marchigiani che avrebbero tutto da guadagnare aprendo i nostri mercati anche ad altri Paesi.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Non ho anticipato il voto perché avevo capito che era stato detto prima che io arrivassi.
Voteremo contro non perché non condividiamo lo spirito di questa mozione, ma perché, come avete ascoltato dalla relazione che ho letto prima, sono cose che abbiamo già fatto. Al Consigliere Zaffiri ricordo che in Conferenza delle Regioni tutti i punti che vengono discussi prima devono necessariamente passare in Commissione.
La Commissione attività produttive viene coordinata dalla Regione Marche e dalla sottoscritta e prima ho detto proprio questo, che abbiamo già presentato in quella sede, un documento che ho dovuto ritirare perché tutti i colleghi all’unanimità hanno fatto presente che questa materia non è oggetto dei Consigli regionali.
Il motivo per cui, ripeto, voteremo contro è che abbiamo già fatto tutto quello che dovevamo fare e continueremo a farlo, però non è una competenza del Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Una cosa che sembrava ovvia, invece stimola tanto.
Questa volta devo riprendere il filo del discorso e controbattere un po’ quello che ha detto il Consigliere Marconi. Non è così, non è che gli imprenditori italiani devono guardare altri mercati, no, a quello ci guardano sempre, il problema è che per quel tipo di prodotto, che è un prodotto di lusso, ad esempio la calzatura, non trovi domani mattina un mercato alternativo a quello della Russia, che spende miliardi. Questo è il concetto!
Non facciamo di tutta l’erba un fascio, non stiamo qui a parlare a vanvera, dividendoci per l’aspetto politico.
La mozione è un invito, l'abbiamo detto, la Regione c’entra fino ad un certo punto perché l’azione è del Governo che deve essere forte a livello europeo, quindi dovremmo essere contro e ogni tanto battere i pugni contro la Merkel, e non sarò certamente io, l’ex Presidente del Consiglio che ha fatto il “bullo” su questa vicenda, lo facesse pure adesso, ci dobbiamo distinguere in Europa.
Il vero problema è questo, la chiusura del mercato della calzatura e dell’agroalimentare in Russia è un danno incredibile perché lì ci va un’esportazione di lusso e non possiamo prendere armi e bagagli e spostarla nel Congo Belga o in Senegal. Dove le vendi quelle scarpe che costano 1.000 euro al paio? Quale mercato trovi nell’immediato? Potrebbe pure essere che questo mercato fra 4, 5 anni riprenda, ma nel frattempo facciamo morire le imprese?
E’ un discorso serio, andate nel fermano, a Montegranaro, a Monteurano, parlate con gli imprenditori che fanno la calzatura di lusso. Le Marche non producono comodoty, perché se noi ci mettiamo a produrre comodoty, cose che fanno tutti, il fallimento delle nostre aziende sta dietro l’angolo. Noi ci distinguiamo e viviamo perché facciamo produzione di qualità che gli altri non fanno e non sanno fare e nel settore della calzatura siamo i primi proprio per questo, perché non facciamo comodoty, va bene? Un mercato come la Russia è fondamentale per quel tipo di prodotto che noi facciamo, se non capiamo questo, se la mettiamo sul piano della politica spicciola, della polemica e tutto il resto, fate un po’ voi, che vi dobbiamo dire? Vuol dire che non avete ancora capito come effettivamente vengono trattati questi problemi.
Io sono favorevolissimo alla mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Come Lega Nord, per quanto ci riguarda, voteremo a favore, ma avevo fatto un invito all’Aula affinché questa mozione passasse con un voto unanime perché politicamente ci avrebbe reso più forti.
Capisco che il Partito Democratico è subalterno, è molto evidente, anche in una mozione, alle linee guida del Governo. Questo è il problema, caro Assessore! Lei non venda fiaschi per fischi perché questo è il problema di fondo! Non avete un minimo di autonomia rispetto ad una situazione nazionale, questa è la prova – è inutile che lei ride, ma è così - andate a spiegare ai calzaturieri, compresa alla Presidente nazionale che è del vostro partito, che non siete a favore di questa mozione, perché le scarpe di questa qualità non si vendono, caro Consigliere Marconi, al primo bengalese che capita in giro per il mondo, si vendono soltanto in Paesi dove questa scarpa è ricercata e dobbiamo essere orgogliosi degli imprenditori della Regione Marche che producono prodotti di alta qualità, però non sanno, e bisogna che iniziamo a dirglielo, che hanno degli avversari e l'avversario è il Partito Democratico della Regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Ho ascoltato l’intervento del Consigliere Marconi, il mio era un invito ..., Consigliere Marconi lei non conosce bene il settore calzaturiero, chi va a vendere in Russia? Sono aziende di medie dimensioni che creano lavoro e, come ha detto il Consigliere Celani, che mi ha anticipato, questo tipo di prodotto non si riesce a vendere in tutte le nazioni, e chi vende in Russia lo fa da anni, non si è improvvisato in Russia, così, ha fatto delle ricerche di mercato ed è andato a vendere lì, in quella nazione.
Oggi con le sanzioni diventa veramente difficile trovare un mercato alternativo nell’immediato, nel futuro si, ma contestualmente lei deve pensare che queste aziende sono di medie dimensioni e ci sono tantissimi dipendenti che rischiano il posto di lavoro e lo scorso anno è stata approvata una mozione firmata congiuntamente dai Consiglieri Celani e Giancarli proprio su questa problematica.
Ho letto, Assessore Bora tutto quello che lei ha fatto, così come ho letto all’epoca quello che aveva fatto per il problema dei vongolari, però ad oggi non abbiamo ottenuto grandi risultati su questo tema delle sanzioni alla Russia.
Il nostro è un invito a sollecitare ancora di più che si faccia qualcosa perché non parliamo di una azienda di piccole dimensioni i cui i dipendenti possono trovare lavoro altrove, qui ci sono aziende che hanno un numero di dipendenti elevato, che va oltre i 100, e non è così semplice trovare lavoro in altre nazioni soprattutto per quel tipo di mercato.
Consigliere Marconi, la invito a capire che cosa producono perché non è un prodotto di bassa o media qualità, è un prodotto di alta qualità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Poche parole perché nel merito è già intervenuto l’Assessore Bora e quello che ha detto mi rappresenta completamente, nel senso che sono state anche ricordate nel dettaglio tutte le iniziative che sono state intraprese in questo anno e nel momento in cui abbiamo votato la mozione, tutti insieme; è vero, lo riconosco, abbiamo votato un atto di indirizzo, ma in questo anno la Giunta ha messo in campo una serie di iniziative che sono state ora ricordate.
Forse non si è compreso che noi siamo assolutamente per i mercati aperti, siamo assolutamente a favore di tutti gli strumenti che possiamo dare alle nostre aziende per esplorare questi mercati, quindi non c’è nulla nel merito, però va anche valutato un principio politico ed è chiaro che una mozione, nel momento in cui la Giunta ha già messo in campo determinate attività e l'ha fatto con grande chiarezza, formulata così come è, è un non riconoscimento di queste attività. Quindi proviamo a valutare che, quando siamo in una sede istituzionale che ha anche un valore politico, al di là del merito delle singole questioni c’è anche una lettura politica.
Per questa ragione e non per altre, legate alla politica internazionale o altri aspetti, ribadisco il nostro voto contrario, per le ragioni già esposte dall’Assessore Bora.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. In pratica qui si dice: siccome è stato fatto già abbastanza, qualcosa di più non si può fare! Che vuol dire non si riconosce, si riconosce, si dà atto, io nel mio intervento ho dato atto all’illustrazione dell’Assessore Bora, che ho ascoltato con grande interesse, però nel momento in cui c’è da sollecitare ancora un’azione nei confronti dell’economia marchigiana si dice no.
Per me che sono malizioso i casi sono due: o voi non accettate le cose buone che vengono dall’opposizione, o anteponete gli interessi del PD, in senso lato, a quelli degli imprenditori marchigiani, ed io a questa logica non ci sto. Per cui ribadisco ancora il voto favorevole del mio gruppo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. C’è il terremoto, ci sono mille cose, finisce il mondo, ma mica si possono passare ore a parlare di questo? Io mi dimetto, mi impicco, prendo una corda, fuggo, una cosa così non avveniva nemmeno in Provincia! E' una cosa devastante!

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 144. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Ora sospendiamo, su richiesta della Giunta, la seduta per un quarto d'ora e poi riprendiamo con la mozione 179.

La seduta è sospesa alle ore 13,15.

La seduta riprende alle ore 14,00.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, inverto l'ordine del giorno ed iniziamo con la mozione 186.

Mozione n. 186
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Rilevazioni statistiche del movimento turistico regionale”

Interrogazione n. 301
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni
“Portale del turismo della Regione Marche - Programma Istrice e Osservatorio regionale del turismo con dati vecchi e non aggiornati. Come si spendono i soldi dei marchigiani?”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 186 del Consigliere Fabbri e l’interrogazione n. 301 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, abbinate.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente, parliamo dell’Osservatorio regionale del turismo e di Istrice, il sistema informativo strutture ricettive.
C’è una legge regionale, la n. 9/2006, Testo unico per le norme regionali in materia di turismo, all’articolo 43 (Rilevazioni statistiche) prevede che: ai fini della rilevazione statistica del movimento turistico regionale, i titolari o gestori delle strutture ricettive comunicano settimanalmente gli arrivi e le presenze all’Osservatorio e purtroppo si è riscontrato che c’è una certa rilassatezza da parte degli operatori nel fornire i dati.
Viceversa gli articoli 44 e 45 della legge regionale 9/2006 disciplinano il sistema sanzionatorio per la mancata comunicazione delle rilevazioni statistiche, individuando i Comuni quali enti incaricati per la vigilanza. Quindi abbiamo lo strumento per fare pressione sui Comuni affinché vigilino in modo che gli operatori carichino in tempo i programmi.
Il sistema informativo Istrice è molto importante, ritengo che con la volatilità dei mercati, con il fatto che ormai le famiglie decidono all’ultimo momento dove andare, quanto stare in ferie ed alla prima nuvoletta lasciano l’albergo, così mi dicono gli operatori; è a favore degli operatori e di fondamentale importanza avere un sistema aggiornato che consente loro di gestire le promozioni, rendersi conto dell’andamento del mercato e capire come gestire il personale e quant’altro.
I Consiglieri della Lega poi illustreranno la loro interrogazione facendo delle puntualizzazioni sulla trasparenza e sull’efficacia del servizio, sui soldi spesi, sul software utilizzato.
Sappiamo che i dati caricati sul sistema sono molto vecchi, ho visto che negli ultimi mesi si sta procedendo verso la realizzazione di un Istrice 2, ci sono infatti tutta una serie di incontri per spiegare le nuove modalità di realizzazione e di applicazioni di questo sistema, ben venga, anche se, con la mozione chiedo di dare un’accelerazione, un’evidenza maggiore alla realizzazione ed all’applicazione di questo strumento perché diventi sempre più efficace.
Non ci dobbiamo scordare che il turismo è un settore fondamentale per la nostra regione, dobbiamo considerare, purtroppo, che gli eventi sismici degli scorsi mesi hanno piegato il settore, abbiamo moltissimi operatori in grave difficoltà, quindi questo sistema deve andare loro incontro per potenziare l’offerta e rendere l’azione promozionale molto più incisiva.
Occorre rafforzare anche la capacità statistica di elaborazione del dato che l’Osservatorio riceve, svincolandosi dall’intreccio dei dati che devono arrivare da altri enti, per i quali non si può aspettare, usiamo soprattutto i dati nostri, spingendo gli operatori, attraverso il controllo dei Comuni, a caricare il sistema in maniera molto più veloce.
Le novità introdotte dall’Istrice 2 sono positive, valuteremo poi la loro applicazione, è chiaro che bisogna fare chiarezza su tutto il sistema appalti, personale impiegato, costi e quant’altro, quindi mi associo all’interrogazione della Lega.
Con questa mozione voglio pungolare i Comuni e fare un’azione coordinata a livello di Consiglio regionale per rendere disponibili, in tempo reale, con modalità aggregata, i dati che gli operatori delle strutture ricettive marchigiane trasmettono all’Osservatorio regionale del turismo, con la specifica della percentuale di strutture ricettive che di volta in volta trasmettono gli stessi, in modo da rendersi conto della affidabilità del dato, quindi una questione tecnica ed uno sprone; a prevedere un metodo efficace ed omogeneo di comunicazione con i Comuni incaricati della vigilanza, affinché disciplinino la tempestiva trasmissione dei nominativi delle strutture ricettive inadempienti per consentire solleciti, se necessarie, sanzioni se dovute, perché è una cosa troppo importante per lasciarla senza un governo forte.
Ritengo che siano richieste di buon senso che si introducono in un discorso che si sta aggiornando anche a livello informatico e sia necessario fare un “pungolo” verso i Comuni, in modo che gli operatori siano molto solleciti nel fornire i dati che poi saranno utilizzati dagli operatori stessi. La mia sollecitazione con questa mozione è questa qua. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Ho chiesto la parola anticipando altri Consiglieri perché credo di poter portare un contributo sia alla mozione sia all'interrogazione presentata, a cui risponderò immediatamente, ma aggiungendo alcune riflessioni che secondo me permetteranno a questo Consiglio regionale di votare la mozione nella sua completezza.
La Regione Marche sta provvedendo ad avviare il nuovo sistema di rilevazione dei movimenti turistici, dei prezzi e delle aperture, denominato “Istrice2.turismo.marche.it” che permetterà ai gestori delle strutture ricettive di trasmettere i dati all'Osservatorio regionale del turismo, con un sistema informatico più moderno e in grado di generare il flusso per le Questure, nonché in grado di caricare dati da diversi sistemi gestionali.
Il sistema verrà avviato l'1 giugno 2017, quindi fra pochi giorni, e già le strutture ricettive sono state messe in grado di provare l'applicativo e di verificare i dati con la finalità di anticipare il lavoro di controllo dei dati inseriti e di avviare la formazione sulle attività da compiere secondo gli obblighi di legge.
Sono previsti in questo mese di maggio diversi incontri, organizzati insieme alle associazioni di categoria nelle principali località delle Marche, per illustrare le nuove modalità di lavoro e per comprendere le eventuali criticità evidenziate dai gestori delle strutture ricettive.
Con il nuovo software le strutture ricettive che non dispongono di sistemi gestionali propri potranno inserire i dati giornalmente, generare il file per le Questure e trasmetterlo direttamente alla Regione con la conseguenza che comunicheranno, entro le 24 ore, la movimentazione turistica anche all'Osservatorio al turismo.
Le strutture ricettive che hanno sistemi gestionali, trasmetteranno entro il 5 del mese successivo i movimenti turistici del mese, così come previsti dalla legge regionale 9/2016; i dati della movimentazione turistica comunicati da queste strutture saranno visibili entro il 6 del mese successivo.
Il nuovo software mette a disposizione delle strutture, alcune funzioni che consentirà loro di generare, in autonomia, i dati necessari per gli studi di settore e non sarà più necessario attendere i tempi di consolidamento dei dati da parte di Istat.
La nuova piattaforma software dispone anche di un sistema che consente di visualizzare i dati comunicati all'Osservatorio da parte delle strutture ricettive in tempo reale, pertanto, una volta avviata, sarà possibile accedere ad un sistema che consentirà di interrogare la banca dati strutture (ad esempio età, provenienza, presenze, arrivi, eccetera). Tale funzione potrà essere offerta a tutti i decisori del territorio al fine di disporre in modo diretto delle informazioni sui dati comunicati.
Dal mese di giugno, il nuovo sistema comincerà ad essere alimentato e già nella prima metà di luglio si potrà offrire un cruscotto di monitoraggio dei flussi per il mese di giugno 2017.
Il nuovo software prevede, a livello gestionale, diverse funzionalità di controllo e di sollecito degli adempienti. Inoltre è possibile gestire un meccanismo di comunicazione verso i soggetti preposti alla vigilanza che comunichi, per area territoriale, l'elenco delle strutture inadempienti.
Per quanto attiene invece la pubblicazione dei dati ufficiali da parte dell'Osservatorio, occorre attendere l'invio dei dati complessivi dell'anno precedente a Istat, che li deve validare per renderli ufficiali - su questa cosa dell'Osservatorio poi farò alcune valutazioni - e senza la validazione da parte di Istat il dato è da ritenersi provvisorio. Prima della pubblicazione ufficiale del flusso verificato da Istat, l'Osservatorio deve inoltre controllare che le elaborazioni degli stessi rispettino i requisiti posti dalle norme sul segreto statistico.
Nel 2016 i dati del 2015 sono stati trasmessi ad Istat in forma definitiva il 19 maggio 2016 e pubblicati sul sito regionale il 14 novembre 2016. Quest'anno, i dati del 2016 sono stati trasmessi in forma definitiva ad Istat l'8 maggio 2017 e siamo in attesa di riceverne la validazione.
Il nuovo sistema potrà accelerare i tempi di trasmissione del flusso verso Istat, ma comunque la pubblicazione dei dati ufficiali dovrà rispettare i tempi tecnici per il controllo e la correttezza delle informazioni pubblicate.
Le spese relative alla gestione dell'Osservatorio - e qui entro nel merito dell'interrogazione - comprensivo di servizi di sviluppo software, gestione e elaborazione dati dalla sua costituzione ad oggi sono pari a 251.000 euro. In allegato, il dettaglio delle spese suddivise per annualità con importo e soggetti aggiudicatari.
Le ditte che risultano essere state aggiudicatarie di appalti di beni e servizi (procedure ai sensi del decreto legislativo 163/2006) relativi al software dell'Osservatorio e a servizi per la gestione sono state: General Impianti, Ra Computer, Sia Spa, Gies Srl. Ad oggi risultano ancora da liquidare 7.449 euro.
Il personale interno coinvolto ad oggi risulta essere composto da due dipendenti, uno di categoria B e uno di categoria C, con attività ordinaria e costi determinati in base al vigente contratto di pubblico impiego.
I costi del personale esterno sono ricompresi nei compensi spettanti alle società di sviluppo, gestione ed elaborazione dati - quelle che hanno vinto - che hanno messo a disposizione personale tecnico per le specifiche esigenze ed i periodi di tempo di volta in volta necessari.
Ho voluto rispondere con numeri certi all'interrogazione e anche alla mozione che, per quello che mi riguarda, può essere votata tranquillamente perché impegna la Giunta su due questioni su cui stiamo già lavorando. La prima, in merito all'Osservatorio turistico, lunedì prossimo andrà in Giunta la proposta di riorganizzazione della costituzione del nuovo osservatorio turistico, prima erano 12 componenti, adesso li diminuiremo, perché vogliamo creare un soggetto più snello e li porteremo a 8, garantendo tutte le categorie che fanno riferimento al sistema della ricettività della nostra regione, quindi questo è un messaggio importante.
La seconda questione è che, come Giunta, ci siamo resi conto, naturalmente il Presidente per primo, che questo Osservatorio era molto farraginoso, voi avete visto che tutte le procedure sono molto lunghe e quello che invece interessa a noi, non dico in tempo reale, ma in tempo ragionevole, è poter dare una risposta al sistema turistico per quello che riguarda gli arrivi, le presenze e quant'altro.
Questo non soltanto come semplice informativa e come semplici informazioni che servono un po' a tutti noi, alla stampa, eccetera, ma soprattutto perché l'Osservatorio dovrà poi costruire e fare alcune proposte di progetto, partendo da questi dati, per età e quant'altro, su come la Regione Marche poi modellerà il sistema del turismo per l'anno successivo.
Un duplice obiettivo quindi, perché in questi due anni ci siamo resi conto che l'Osservatorio pur impegnandosi ha queste problematiche, pertanto non ci sono problemi a votare la mozione perché impegna la Giunta su questo percorso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Assessore per la risposta che ha dato alla nostra interrogazione che dice che siamo come prima, siamo allo stesso punto di partenza di quando abbiamo fatto l'interrogazione.
Lei non ci ha risposto, perché questa interrogazione nasce dalla notizia giornalistica apparsa su tutti i giornali locali relativa al fatto che centinaia di migliaia di indiani erano venuti qua nelle Marche. Se lei ha pagato o se la Regione ha pagato la società che ha fatto quel software o quel sistema informatico, dico solo: Dio ce ne scampi!
Il senso della nostra interrogazione partiva dalla situazione a cui lei poc'anzi purtroppo non ha risposto e se il sistema Istrice 2, che fra l'altro porta sfortuna, Assessore, perché lei è Assessore alla caccia, sa che gli istrici, poveretti, rimangono sempre in mezzo alla strada quando si cammina con la macchina, perciò dopo Istrice 1, Istrice 2, mi sembra che questo Istrice porti sfortuna, perché gli indiani entrano dentro, cliccano e scorrazzano per la nostra regione. Centinaia di migliaia di indiani turisti in questa regione Marche!
Io ho messo sul frivolo questa mia risposta, per disinnescare la sua risposta che tentava di essere seria, ma “tentava solo”.
Su questo turismo non ci siamo, Assessore. Morale della favola, il vero problema è questo: non ci siamo, siamo fuori binario. In una situazione drammatica come quella che sta attraversando la regione Marche il problema è ben altro.
Credo che noi siamo ancora una volta insoddisfatti di questa sua risposta e di come si sta muovendo la macchina organizzativa della nostra regione sul turismo.
Credo che la Giunta debba riguardare i suoi progetti, i suoi programmi e correggere dove si sbaglia o dove non si sta facendo niente. Bisogna capire, in merito al turismo, Assessore, non la politica, ma in generale se ci sono capacità manageriali da mettere insieme per progettare una cosa seria.
Questo non lo vedo all'orizzonte, noi della Lega non vediamo all'orizzonte questa programmazione, vorremo essere smentiti e la sfida che facciamo con la Giunta, con lei Assessore, è questa: vorremo essere sconfessati e quando ci verrà data l'opportunità di farlo lo evidenzieremo, oggi, abbiamo ancora delle considerazioni negative e rimaniamo sulla nostra posizione con l'invito a cambiare quel nome a quell'Istrice perché probabilmente non porta fortuna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Premesso che qualsiasi pubblicazione rientra nel quadro della trasparenza, e dunque non può che essere vista di buon grado, credo che la tempestività nella pubblicazione di dati così importanti, come quelli relativi al trend turistico delle Marche, sia ormai un elemento fondamentale e imprescindibile. In molti casi rappresenta anche un metro di valutazione per la programmazione delle politiche di promozione turistica.
E' inaccettabile che siamo fermi a tre anni fa, soprattutto in un'epoca in cui la comunicazione viaggia a suon di secondi, non di giorni o settimane. Ma vorrei semplicemente sottolineare che tutto ciò, fatta salva un'opportuna sollecitazione, non può in alcun modo rappresentare un ulteriore impegno per i nostri operatori già costretti a lottare quotidianamente con le dinamiche turistiche e spesso con le istituzioni che percorrono strade parallele rispetto a quelle indicate proprio dagli operatori.
Per questo motivo si garantisca l'efficienza del servizio e se ai privati si chiede tempestività, prima ci si assicuri dell'opportuna reattività del pubblico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Penso che la mozione apra un fronte a cui credo sia giusto rispondere anche perché la mia risposta forse è stata parziale e collegata al sistema dell'Osservatorio turistico, quindi vorrei ampliare perché lo stimolo è stato importante. La mozione stessa suggerisce uno stimolo.
Per quello che riguarda la promozione la Regione Marche ha ricalibrato l'approccio alla valorizzazione dei nostri territori sia dal punto di vista della promozione sia dal punto di vista dell'accoglienza, in quanto per noi, quest'anno, per la Regione Marche, per tutto il sistema ed in particolare per il sistema della ricettività tutta, con cui ci incontriamo in maniera abbastanza frequente, diventa l'anno “zero”. E' indubbio che il drammatico sisma che ha colpito il nostro territorio ha accelerato e ancor più impegna non solo la Giunta, ma credo tutti noi, a tenere alta l'asticella per quello che riguarda la valorizzazione e la promozione turistica.
Molto probabilmente non si è percepito l'impegno che stiamo facendo, ma credo che questo non attenga alla volontà di nessuno, né di chi è intervenuto, ma riguardi il fatto che i numeri non sono stati visti.
Noi siamo l'unica Regione in Italia che già da Natale ha iniziato a fare una campagna, molto probabilmente l'avrete vista anche voi, sulle reti Rai nazionali e sulle radio nazionali, dove abbiamo ripreso e valorizzato tutto il territorio delle Marche, dalle aree interne sino alla parte collinare. Abbiamo cambiato per dare un messaggio forte e devo dire grazie anche ai nostri 25 personaggi, a queste grandi personalità delle Marche che hanno messo a disposizione la loro immagine per dare un messaggio che è questo: viviamo le Marche.
Questo è il nuovo logo con cui le Marche hanno cambiato la modalità di promozione e di valorizzazione di questi territori.
I risultati ci stanno dando ragione, questo non è a detta degli uffici o del sistema, ma dei privati perché se voi pensate, sicuramente lo sapete, che nei primi mesi dell'anno, gennaio e febbraio, da Gabicce sino a San Benedetto del Tronto, passando anche per le aree interne, i dati delle prenotazioni erano in alcuni punti -70% per arrivare a -40/45% nelle Marche verso il nord.
Nelle zone più vicine alle aree colpite le prenotazioni erano a -70% - questi sono dati importanti che ci confortano e ci stimolano a continuare ed a spingere su questa promozione - oggi, invece, abbiamo avuto una ripresa molto interessante dove c'è un abbattimento del dato, siamo a -20% rispetto agli anni di grande crescita, che sono stati il 2015/2016, con la consapevolezza che c'è una crescita importante e continua, sulla quale dobbiamo impegnarci.
Impegnarci su questo, cosa significa per tutti noi? Significa maggiori investimenti, investimenti continui, affidarci sempre più a coloro che hanno capacità di presentare proposte.
La prima operazione che facciamo è quella di prevedere un ulteriore impegno per quello che riguarda l'utilizzo dei fondi europei che fanno riferimento all'asse 6 di alcuni milioni di euro per il triennio 2017/2019. Parliamo di quasi 6 milioni di euro di investimento per quello che riguarda la promozione, parliamo di 4 milioni che andremo a condividere con l'Enit, l'ente nazionale del turismo, per una campagna che vede protagoniste le 4 regioni. Questo impegno sarà soprattutto sulla parte dei social, noi vorremmo investire sui social in accordo con l'Enit, con cui abbiamo fatto un programma che utilizzerà al massimo questi 4 milioni di euro, naturalmente passando per le TV nazionali, sia di Stato che private e sia per le radio nazionali. Sulle radio nazionali credo che alcuni di noi avranno ascoltato stando in macchina “Tutto il calcio minuto per minuto”, noi abbiamo fatto un accordo con la radio nazionale per 340 passaggi, unica regione d'Italia che lo sta facendo. Credo che anche questa sia una opportunità perché sulle radio c'è un grande ascolto.
Ultima notizia che penso che sia interessante, quindi ogni Consigliere potrà poi fare l'azione, ricordo che la stessa Consigliera Marcozzi più volte ha sollecitato questa cosa, dalla prima decina di giugno uscirà, dopo 25 anni, il primo bando con cui la Regione rifinanzierà con propri fondi la riqualificazione e la ristrutturazione di tutto il sistema della ricettività privata.
Credo che questo sia un buon messaggio che diamo, dopo 25 anni la Regione ritorna ad investire, in questo momento ancor più importante per quello che riguarda i finanziamenti, fino ad un massimo di 200 mila euro a fondo perduto, anche questo è un buon messaggio, il bando sarà aperto, quindi vedremo che risposta avremo, io sono certo che avremo una risposta molto forte tant'è che lo stesso Presidente ha già dichiarato che se la risposta sarà quella che tutti noi ci aspettiamo è pronto ad aumentare e quindi ad investire su quel bando cifre molto importanti per dare massima copertura alle richieste che ci arriveranno.
Credo che stiamo lavorando su due settori, quello della ricettività privata con un fondo e quello della promozione che la Regione Marche deve fare, possono esserci altre iniziative, sugli Iat stiamo cercando di rielaborare il sistema, sicuramente c'è una attenzione che parte anche da quello che purtroppo ci è accaduto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie al PD che voterà questa mozione perché credo che sia necessaria anche in riferimento alla seconda parte dell'intervento dell'Assessore. Soprattutto penso che ci sia bisogno di questa mozione anche per chi vive il territorio anconetano. Faccio soltanto un esempio, lo faccio a quest'Aula, il sabato e la domenica arrivano i croceristi, li vediamo a spasso lungo il Corso e tutte le attività sono chiuse ed i bar sono chiusi, quella è la comunicazione, Assessore? Se lì non avete i terminali che funzionano, questo è già un problema, voi parlate di turismo ed il messaggio che noi mandiamo è che si arriva in una regione dove mancano i servizi. Questo è il problema di fondo.
Il problema è: cosa offriamo oggi? Ieri sono andato ad un Convegno fatto alle porte della nostra regione che alle ore 15,00 ha mandato un messaggio al mondo da una città confinante con la regione Marche per quanto riguarda il turismo. Cosa hanno fatto? Hanno fatto un accordo con Francoforte, il 2 giugno vanno a fare un accordo con l'aeroporto di San Pietroburgo, perché hanno detto che il turismo mondiale arriva in questi grandissimi aeroporti. Forse per farli arrivare ad Ancona, o nelle Marche, o nell'Italia centrale bisogna andarli a prendere a Francoforte.
Questo è un progetto! Ma di cosa parliamo? Quando ho detto capacità manageriali, Assessore …! Stiamo con i piedi per terra quando parliamo di queste cose! No gli spot, per me lo spot è che i 1.500 croceristi che arrivano al porto di Ancona vengano ricevuti bene, vengano portati in qualche luogo della regione Marche invece di farli passeggiare inutilmente lungo il Viale della Vittoria, dove è tutto chiuso e passano solo le macchine. Questa è la cartina tornasole, questo Assessore è importante e non le grandi cose che poi alla fine non servono a niente, come nel passato quando è stato invitato un grandissimo attore a livello mondiale che probabilmente nella regione Marche ha portato “zero” con la sua pubblicità.
Siccome siete lì vicino cominciamo ad offrire dei servizi e, siccome voi avete la frusta, perché i cavalli sono sul territorio, bisogna che i cavalli si organizzano e se questo manca, credo sia difficile parlare di cose serie. Ecco perché noi siamo scettici, ecco perché votiamo la mozione del Movimento 5 Stelle, non da pungolo, ma perché speriamo che diventi un impegno serio per questa Giunta, affinché si facciano cose serie per questa comunità marchigiana, che ad oggi ancora non vediamo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Vorrei intervenire solo per aggiungere alcune cose a quello che ha detto il Consigliere Zaffiri.
Ai primi di aprile ho presentato un'interrogazione proprio per incentivare la Giunta ad attuare un piano strategico in questa situazione straordinaria, anche perchè nella nostra zona, probabilmente anche nelle altre zone più a nord, il turismo ha perso tantissimo.
Noi non parliamo solo di turismo, ma anche di disoccupati, persone che hanno perso il lavoro, perché quando c'è il turismo significa che c'è anche l'occupazione e nel piceno si calcolano tra gli 8.000 e i 10.000 disoccupati in meno. Una situazione gravissima, ad esempio San Benedetto del Tronto, che non è nel cratere, ha 14.000 disoccupati, in tempi normali, in estate, c'era un senso di ripresa, ma in questa situazione non credo che succederà.
Ho presentato questa interrogazione, come ne ho presentate altre 11, ho lavorato da agosto a dicembre solo sul terremoto perché mi sento partecipe, vivo nel piceno, quindi ho tralasciato tutto, pensando solo al terremoto, purtroppo ancora ne devo vedere una in Consiglio, è da 4, 5 Consigli trascorsi, che non c'è una mia mozione o interrogazione.
Detto questo, credo che la situazione, caro Assessore, possa essere risolta solo con un piano strategico ben valutato e ben finanziato, se noi continuiamo a considerare questa situazione come di ordinaria amministrazione allora dovremmo lasciar perdere tutto perché non ha senso nemmeno parlarne.
Il mio voto sarà comunque favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Poche considerazioni, l'Assessore è già intervenuto, nel merito condivido le sue dichiarazioni e faccio una premessa di metodo, credo che tutti gli interventi che possono rafforzare i nostri osservatori, le nostre banche dati, gli strumenti anche statistici che noi possiamo avere per fare delle migliori scelte amministrative, una migliore amministrazione, siano da salutare con favore.
Due piccole considerazioni politiche perché nella mozione precedente alla pausa il Consigliere Maggi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha sostenuto che le forze di maggioranza votano contro a prescindere, questa è esattamente la dimostrazione che non è così, quando una mozione, che viene dalla minoranza, è buona, è costruttiva e positiva, non c'è assolutamente niente in contrario.
Va anche notato, Consigliere Zaffiri, che la Lega, giusto la scorsa settimana, è intervenuta ricordando che nel settore del turismo sia grave il fatto che ci siano dei migranti che sono ambulanti, persone che spesso sono costrette a scappare dai Paesi in cui sono perseguitate ed a venire qui, ed invece i croceristi che sono coloro che usufruiscono …, sono poveracci, prendo atto dell'incongruenza tra questi elementi.
Al di là di questi elementi di valutazione generale, voteremo a favore, come già ricordato dall'Assessore.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Mi voglio attenere esattamente a questa mozione, invitando in un prossimo futuro l'Assessore a portare in Aula un dibattito su quella che è la programmazione, su quello che sarà in futuro la riorganizzazione, ad esempio, nei territori di quello di cui abbiamo parlato stamattina, dei punti di informazione ed assistenza turistica.
Perché votare “si” a questa mozione? Perché avere a disposizione dei dati statistici non è soltanto un qualcosa che ci consente poi di fare la tabellina, questo sarebbe sciocco pensarlo. Fare la tabellina a fine anno o ai primi mesi dell'anno successivo, una bella torta colorata statistica con i numeri, rende tutti contenti. E' fondamentale averli in tempo reale perché oggi le politiche turistiche, le programmazioni, vanno fatte in tempo reale valutando i tagli oggettivi, i numeri, le persone, la qualità delle persone, i Paesi di provenienza e quant'altro.
E' fondamentale avere questi dati statistici, perché credo che i tecnici e l'Assessorato, possano aggiustare strada facendo le politiche di promozione sui territori, valutare quali mercati andare a trattare ed aggredire e quali mercati invece tralasciare, o quali su cui spingere, e così via, e lavorare sulla qualità del servizio che noi offriamo.
Attraverso i dati e quindi attraverso la frequenza di certe strutture è possibile anche captare quello che va e quello che non va e che tipo di investimento pubblico fare, nel senso di aiuto per poter migliorare questi servizi.
I dati sulle presenze sono molto importanti, non soltanto per quanto riguarda i siti alberghieri, ma anche gli extralberghieri, perché oggi questa regione può sollevarsi anche e soprattutto attraverso quel turismo, di cui abbiamo parlato in precedenza, ed attraverso l'entroterra, di cui parleremo, credo, giovedì prossimo a Fonte Avellana. Quindi è molto importante sapere che cosa succede, qual è il flusso all'interno della nostra regione, nelle strutture extralberghiere ed alberghiere, in modo tale che non vengano taroccati i numeri, altrimenti faremmo un pessimo servizio a noi comunità, a noi istituzione, magari illudendoci che arrivano da un certo settore ed invece sono relativi ad un altro.
L'ho riscontrato qualche anno fa quando ero in Provincia dove non avevamo in tempo reale questi dati precisi, faticavamo anche invitando i Comuni ad essere molto più presenti, attraverso le associazioni di categoria, per avere in tempo reale questi numeri, proprio per aggiustare queste politiche.
Ecco il motivo per cui questa mozione è un invito che va raccolto in termini molto pacati perché tutti quanti sappiamo quanto sia importante.
Voto positivamente, invitando ad una discussione futura, quando l'Assessore vorrà, prima in Commissione poi in Consiglio, per capire come riorganizzare questa rete informativa e di assistenza sui territori e chi è demandato in questo momento. Sono demandati ai Comuni? Sono demandati ai Consorzi? Come vogliamo trattare l'entroterra attraverso le pro loco? Che tipo di investimento vogliamo fare? Dovremmo capire come effettivamente fare questa promozione i cui risultati poi si vedranno attraverso i dati dell'Osservatorio se saranno azzeccati o meno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Vorrrei sottolineare, prima del voto, il doppio carattere della mozione del Consigliere Fabbri, uno è quello della disponibilità dei dati e quindi è l'evidenziazione di una carenza, il secondo è un invito alla professionalità.
Mi auguro, lo dico senza polemica Assessore, che nella ricerca della professionalità in questo settore di produzione di servizi e di beni così delicato, nulla sia lasciato al caso. Penso che la Regione si avvalga di professionisti seri, preparati, di documentata affidabilità e mi auguro anche che a fianco alle agenzie che propongono la comunicazione e i progetti, ci sia da parte degli uffici, una persona, un esperto di comunicazione che sappia valutare le proposte delle agenzie e dei tecnici che le preparano.
Ogni azienda media, anche piccola e grande, ha comunque l'esperto di comunicazione che valuta i progetti.
Ma dirò anche di più, quando la Barilla o qualunque altra azienda mette sul mercato un nuovo biscotto, un nuovo tipo di pasta, ci sono investimenti piuttosto cospicui che chiedono al target di riferimento, che solitamente nella pasta o nei biscotti sono le massaie, che tipo di gusto si chiede, quali sono le esigenze, addirittura qual è il packaging che fa leva emozionalmente sul consumo per cui quando il prodotto si vede sullo scaffale viene voglia di prenderlo. Tutto questo ormai è diventato una scienza, non una scienza esatta, perché non è 2 + 2 = 4, ma una scienza importante che regola tutta l'economia del mondo, in un momento in cui la Regione Marche è la regione della montagna, della collina, della buona cucina, del mare pulito con le 17 bandiere blu. Devo dire che il Consigliere Zaffiri ha citato l'esempio anconetano come esempio negativo, da non seguire, di approssimazione, ricordo che il traffico del porto superava il milione di visitatori e nessuno veniva, questo sicuramente è una responsabilità, non sua Assessore, ma della politica e della poca lungimiranza dei commercianti di Ancona, infatti, stanno sparendo tutti e sono sostituiti dalle catene di negozi di intimo e da cose completamente diverse.
Questo per dimostrare anche che la sopravvivenza di una economia e delle categorie commerciali vanno comunque verso una carenza di professionalità, che è stata dimostrata, per cui noi dobbiamo sapere con precisione perché la Regione Marche viene scelta, quali sono le caratteristiche della Regione Marche, credo poi che non solo i dati ex post ma anche i dati ex ante, nel senso che le ricerche di mercato, per capire quali sono gli orientamenti e aggiustare la qualità e la tipologia del servizio, siano necessari. La professionalità è l'indice che porta al successo o al fallimento di una iniziativa.
Credo che le Marche abbiano tutto, ho degli amici che vengono da fuori, li ho portati l'altro giorno ad Ostra - sono scoperte continue - è uno scrigno di bellezze che sicuramente non vengono valorizzate a sufficienza, e per questo voteremo la mozione del Consigliere Fabbri che, ringrazio con il Consigliere Busilacchi. Chiedo umilmente perdono per l'affermazione azzardata che ho fatto, va nel senso di correggere alcune cose, ovvero la indisponibilità dei dati che sono essenziali per correggere il servizio. Oggi tutto viaggia in tempo reale, non si possono usare i dati di una stagione per correggerne un'altra, durante la stagione già deve esserci l'aggiornamento del servizio, perché chi ha già prenotato e vede i propri desideri accontentati nella prenotazione di 5/10 giorni confermerà per la prossima stagione, ormai è così e ben fa lei Assessore ad impegnare risorse sul web. Io prenoto aerei, alberghi, guardo le località dove vado, faccio tutto on line, questa è sicuramente la strada da seguire e la nostra risorsa, la risorsa delle Marche, non è nella trivellazione dell'Adriatico, non è nel petrolio di scarsa qualità che si trova, ma è nel servizio, nella bellezza che le Marche offrono.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 186. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 179
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Realizzazione del Centro di diagnosi prenatale di II livello presso l’Ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 179 del Consigliere Bisonni che ha la parola per illustrarla.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Questa mozione si intitola “Realizzazione del Centro di diagnosi prenatale di II livello presso l’Ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche” non ho potuto intitolarla come avrei voluto, perché il titolo che avrei desiderato era “Salva vergogna”, questo è il titolo che avrei voluto conferire.
Spiego perché. Faccio una premessa, credo che se questa mozione venisse approvata oggi, servirebbe un po' a correggere l'errore, a lenire la vergognosa scelta, a mio giudizio, di trasferire la diagnosi prenatale di II livello dall'Ospedale di San Severino Marche all'Ospedale di Loreto.
Faccio notare che è una mozione presentata ad ottobre 2016, quando ancora il Centro di II livello a Loreto non era operativo e discutere questa mozione quando il centro è stato realizzato assume un altro aspetto, però non svilisce la mozione, non chiede di chiudere il Centro di Loreto, chiede semplicemente di ripristinare quello di San Severino.
Perché secondo me la scelta è stata sbagliata? Loreto non ha una storia, non ha mai avuto una storia, una tradizione, un'esperienza in questo campo, che io ricordi, non ha mai avuto un punto nascita, né i medici, né i macchinari, né le attrezzature ed altro che possano portare ad una giustificazione di quel luogo, come sito ideale per stabilire questa diagnosi di II livello. Inoltre l'Ospedale di Loreto si trova in pieno centro storico, non ha spazi adeguati, non ha parcheggi, ed è, dal punto di vista logistico, sicuramente inadeguato, non dispone di medici che sono stati rapiti, scippati, costretti all'immigrazione forzata, direi, perché chiudendo quello di San Severino Marche sono stati costretti a trasferirsi a Loreto.
Ma vediamo perché? Questa cosa nasce da una delibera di Giunta, la n. 855 del 12 ottobre, la quale diceva che bisognava individuare un sito per la diagnosi prenatale di II livello in zona baricentrica rispetto al territorio regionale, pur tenendo in considerazione l'esistente. Di esistente noi abbiamo una diagnosi prenatale di II livello a Pesaro e una diagnosi prenatale di III livello al Salesi di Ancona, 30 minuti circa di macchina. Allora verrebbe da chiedersi, se una mamma deve andare a fare un esame tra Loreto ed Ancona, probabilmente, visto che sono così vicini, sceglierà Ancona anche perché è di III livello, è più completa, ha tutte le strutture, se c'è un problema sarà sicuramente seguita meglio e via dicendo. Quindi la vicinanza con il Salesi depotenzia l'utilità del Centro di Loreto.
Viceversa San Severino Marche aveva ed ha gli ambulatori adeguati, le strutture, gli ampi spazi ed i macchinari all'avanguardia, perché fino a poco fa - anche se non era ufficializzato, formalmente non era riconosciuto come Centro di II livello - faceva le stesse identiche cose di un Centro di II livello, aveva esperienza, aveva uomini e donne di eccellente professionalità.
L'Ospedale di San Severino Marche è dotato di ampi parcheggi, ha un elisuperficie, cosa che ovviamente a Loreto non c'è …

(Interrompe l'Assessore Pieroni)

Sandro BISONNI. Perché Assessore se la prende, io mi sto rivolgendo all'Assemblea e lei ha, come credo, l'ambizione di ricandidarsi a Presidente della Regione a fine mandato, si ricordi che il sud delle Marche non dimentica questa scelta di aver chiuso all'Assessore alla sanità, non vedo perché lei ha questo …, mi correggerà quando vuole.
Rispetto alla delibera 855 che chiedeva una posizione baricentrica, San Severino Marche la rispetta appieno perché diventa punto di riferimento, avendo Pesaro ed Ancona, per tutte le Marche sud e per l'entroterra.
Presidente Ceriscioli, il Centro di diagnostica di II livello a San Severino, secondo me, le ripeto, è una scelta molto sbagliata.
San Severino inoltre è funzionale a molti Comuni dell'entroterra, che sono penalizzati dal terremoto.
In buona sostanza, San Severino aveva tutti i requisiti per poter mantenere quello che già esisteva, Loreto non li aveva e comunque questa mozione, lo ripeto e spero sia chiaro, non chiede nella maniera più assoluta - leggete quanto c'è scritto nella mozione - di chiudere Loreto, chiede semplicemente di ripristinare San Severino Marche, mantenendo la struttura di Loreto, se la volete mantenere, ridando almeno al sud delle Marche un punto importante di riferimento, come era il Centro di diagnostica di II livello di San Severino Marche, che ripeto va ripristinato. La mozione chiede questo, un impegno da parte della Giunta a ripristinare il Centro di II livello di diagnosi prenatale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Questa mozione mi trova d'accordo in quanto, a prescindere dal servizio in oggetto, seppur essenziale, fa leva su un principio quello della redistribuzione dei servizi sull'intero territorio regionale, in virtù è bene ricordarlo, dell'ottimizzazione del servizio.
In questo caso ci sono due sedi individuate per stabilire il centro di II livello della diagnosi prenatale.
Il primo, Loreto, ha tutta l'aria di rientrare in quel quadro più generale di progressivo accentramento Anconacentrico dei servizi sanitari, il secondo, invece, San Severino Marche, risponde a precisi requisiti sanitari e urbanistici che lo individuano come ideale per l'istituzione del centro.
Non si dimentichi oltretutto che San Severino Marche ha anche una posizione geografica, come ha detto il Consigliere Bisonni, strategica, vantaggiosa per le Marche del sud e per l'entroterra maceratese.
Per questi motivi l'amministrazione regionale non può girarsi dall'altra parte dinanzi a una proposta del genere, che non è quella di chiudere Loreto, così come ha detto il Consigliere, ma di ripristinare il Centro di II livello a San Severino Marche, cioè quello di diagnosi prenatale.
Sono d'accordo nel votare favorevolmente questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Intervengo sulla mozione, qui siamo tutti con la sanità e con il sociale e dobbiamo cercare di trovare nelle Marche un giusto equilibrio e su questa mozione, che capisco per l'emotività che nasce dal Consigliere Bisonni e del suo Comune, però alcune valutazioni per quello che riguarda il gruppo Uniti per le Marche secondo me è giusto farle.
Per mettere alcuni punti fermi: la struttura fino ad alcuni anni fa aveva una maternità che poi è stata trasferita da Loreto ad Osimo, ma aveva una maternità a tutti gli effetti funzionante, aveva numeri importanti ma poi negli anni, come è successo in altre strutture ospedaliere, ci sono state una serie di valutazioni ed è stata trasferita ad Osimo. Quindi a Loreto la maternità fino ad alcuni anni fa c'è sempre stata. Questo per dare la possibilità ai Consiglieri regionali di avere un quadro un po' più definito.
L'altro aspetto - non entro nel merito della struttura di San Severino Marche o Loreto e chi è più importante - è che la struttura di Loreto, e mi dispiace che il Consigliere Bisonni non l'abbia potuta visitare, forse si sarebbe reso conto, che è una struttura nuova ed ha le condizioni per poter garantire questo tipo di assistenza, ma al di là di queste valutazioni, che sono rimesse un po' alle coscienze di ognuno, quello che penso è che questa struttura di II livello collegata al sistema della maternità deve entrare in una logica regionale. Non penso che questa struttura non serva alla zona sud, quindi alla vallata del Musone, quando parliamo di Loreto parliamo di un territorio che fa riferimento a 100.000 persone perché la struttura di Loreto è inserita in un contesto collegato ad Osimo/Loreto/Recanati e anche se è di un'altra Area vasta copre un bacino di più di 100.000 persone. E' chiaro che dobbiamo partire da questa valutazione.
Al di là di questa situazione, questa struttura, questa specializzazione, che è stata inserita a Loreto, ha una rilevanza regionale e in alcuni casi anche extra regionale. Come ben sa il Consigliere Bisonni a queste strutture si rivolgono mamme che hanno necessità particolari, che devono effettuare visite particolari e sono i medici che poi le indirizzano a fare le visite che ritengono più giuste, ad esempio, o in strutture di III livello, quando necessitano di quel tipo di assistenza, o di II livello. Parliamo di mamme provenienti da tutta la regione Marche.
Dobbiamo ragionare sulla baricentricità, perché, premetto di essere ignorante sui chilometri, se diciamo ad una mamma di San Benedetto del Tronto di andare a San Severino Marche, quindi di fare tutto un percorso diverso, o di andare a Loreto, visto che la struttura di Loreto sta a 3 chilometri dall'uscita dell'autostrada ..., da questo punto di vista Consiglieri credo che non possiamo giocare su questa cosa, sappiamo bene che Loreto è baricentrica al sistema sanitario per questo tipo di servizio, per questo tipo di assistenza, a tutta la regione Marche. Questo lo possiamo dire tranquillamente tutti, poi se vogliamo dire che San Severino è più baricentrico rispetto a Loreto, diciamolo pure, io accetto tutto, però, come ha ricordato il Consigliere Maggi, non è una questione Loreto/Pieroni, ed in questo contesto credo che l'Asur Marche abbia fatto una giusta valutazione.
E' chiaro che il sistema sanitario va tutto tenuto in considerazione e sono convinto che a San Severino Marche dovranno essere inseriti una serie di servizi che potranno dare un respiro importante al territorio o ai territori della zona, però non possiamo dire che la struttura di San Severino Marche viene depauperata perché viene tolto questo tipo di servizio che non riguarda il territorio, ma l'intera regione Marche.
Se l'Asur ha scelto la struttura di Loreto è solo perché è più baricentrica e può garantire in maniera più serena la movimentazione delle mamme che in questa struttura possono arrivare con comodità ed in tempi più veloci.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Rapidamente per fare alcune brevissime considerazioni rispetto a questa mozione presentata dal Consigliere Bisonni.
Intanto rifugge da me qualsiasi logica di campanile, non ho per mio temperamento questa modalità di ragionamento, credo che siamo Consiglieri regionali, dell'intera regione, poi è chiaro che ognuno è espressione del proprio territorio.
In sanità oggi contano i numeri, i volumi di prestazioni, le best practices e le expertise, questi sono quei criteri, quelle condizioni che garantiscono la qualità dell'intervento sanitario e che sono garanzia per il paziente e per il cittadino, che questo tipo di prestazione sanitaria è costretto a ricevere.
Il fatto che nella nostra regione ci sia un unico centro, non nella nostra regione, perché l'equivoco sta proprio in questo, penso che nelle intenzioni della Giunta, il Centro di San Severino piuttosto che quello di Loreto, quello di Loreto piuttosto che quello di San Severino, non sia il centro della regione ma dell'Asur perché gli altri due, quello di Ancona e quello di Pesaro, fanno parte di due altre aziende.
Per cui ripeto quello che conta è l'expertise, la competenza, dei professionisti e la buona pratica dell'intervento. Non li conosco, quindi faccio un ragionamento in generale, perché voglio uscire da queste logiche.
Sulla baricentricità, sull'essere baricentro, io non ho le distanze nord-sud e est-ovest di dov'è San Severino, purtroppo spesso la baricentricità è determinata da altri criteri e allora mi viene in mente la baricentricità della sede amministrativa dell'Area vasta 2, è molto meno baricentrico Fabriano di altre, ma sulla baricentricità preferisco … Il Consigliere Giancarli, che ha una grande esperienza, mi dice che era in previsione della macroregione allora a quel punto diventava centrale anche Fabriano. Torno a ripetere, mi interessa che il Centro di San Severino abbia competenze, tecnologia, expertise per garantire la massima qualità possibile per una prestazione importante per donne che hanno delle particolari condizioni cliniche, le quali, per poter portare avanti una gravidanza sicura, una gravidanza scevra di rischi, hanno bisogno di quel tipo di importante prestazione sanitaria.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Sull'expertise, i medici sono stati presi da San Severino Marche e portati a Loreto o perlomeno è stata una scelta obbligata, quindi l'esperienza a Loreto non c'era, c'era a San Severino Marche, è stata presa ed esportata.
Sul discorso baricentrico, visto che siete tutti d'accordo sul fatto che Loreto è baricentrico, ma se stabiliamo che Loreto è baricentrico - a parte che il baricentro bisogna vederlo, perché se noi seguitiamo a ragionare per compartimenti stagni, l'Asur ragiona per conto suo, Marche nord ragiona per conto suo, qui il sistema è Marche, allora vediamo dove stanno gli altri due centri, uno sta a Pesaro, uno sta in Ancona a 30 minuti da Loreto, non dobbiamo ragionare per Asur, dobbiamo ragionare per sistema Marche - allora, una volta per tutte stabiliamo che l'inceneritore, Dio voglia non si faccia mai, si farà a Loreto, perché è baricentrico, così tutti i camion dell'immondizia arriveranno con velocità a Loreto, risparmieremo soldi, meno inquinamento e tutto.
Poi voglio ripetere che questa mozione ..., caro Consigliere Volpini, purtroppo le cose vanno male perché le scelte non vengono fatte con la logica e con il buon senso ma vengono fatte per motivazioni politiche. Ecco perché a Fabriano che si trova decentrata, non sono state fatte delle scelte logiche, ma quelle politicamente più convenienti, dopo, le cose vanno male.
Ripeto, questa mozione non chiede di chiudere Loreto e vi vorrei invitare a riflettere su questa cosa, pertanto lasciate Loreto se lo volete mantenere, ma ripristiniamo il Centro di diagnostica di II livello di San Severino Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Mi avete tirato! Caro Consigliere Volpini sa la stima che ho per lei, ma ha commesso degli errori. Forse ha dimenticato che c’è l’articolo 32 della Costituzione che dice che tutti hanno diritto a curarsi, hanno diritto alla salute, ma non basta questo. Una sentenza della Corte Costituzionale, che fa giurisprudenza, ha affermato che il diritto alla salute è un diritto incomprimibile da qualsiasi esigenza di bilancio, quindi non ci venite a dire che sono esigenze di bilancio.
Forse è vero che voi siete in una fase di mutazione genetica e quindi vi siete dimenticati, che l’istitutore del servizio sanitario nazionale è stato un certo Enrico Berlinguer che nella conferenza stampa di quel giorno - caso mai questo ricordo andasse sfumando - ve lo ricordo cari compagni, disse: “Da oggi la politica della sinistra in materia sanitaria dovrà essere improntata all’etica e all’equità sociale”. E' vero, ormai voi avete dimenticato tutto, però non scordatevi queste parole. Questo mio discorso va in generale perché qui abbiamo un Assessore, un Presidente, che da una vita fa parte di una storica Casa del Popolo che si chiama Villa Fastiggi, anche lui è in fase di mutazione genetica, però non vi scordate le parole di un certo Enrico Berlinguer.
Voterò a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 179. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Giancarli, Volpini, Busilacchi.
Favorevoli: Bisonni, Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Giacinti, Giancarli, Mastrovincenzo, Micucci, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. La mozione 228 è rinviata.

Mozione n. 230
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Volpini, Giancarli
“Rimborso spese per l’energia elettrica alle famiglie con malati dipendenti da apparecchiature elettromedicali”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 230 dei Consiglieri Pergolesi, Volpini, Giancarli.
Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Ringrazio il Presidente Volpini ed il Consigliere Giancarli, poi loro potranno aggiungere altro a quanto sto per dire.
Molti di voi conosceranno sicuramente il caso di uno jesino, sollevato anche a livello nazionale, denominato dallo stesso “bollette d’aria”.
Si tratta, in buona sostanza, di un ennesimo assurdo tutto italiano che colpisce i cittadini che, a causa di gravi patologie degenerative, si trovano costretti a vivere collegati 24 ore al giorno ad apparecchiature elettromedicali che consentono la respirazione e le funzioni vitali. Per queste persone l’energia elettrica, Consigliere Busilacchi, diventa indispensabile alla sopravvivenza.
In questo nostro “complicato” Paese, le famiglie di queste persone debbono incredibilmente, ancora oggi, nel 2017, accollarsi il costo dell’energia elettrica.
Solamente una piccola parte delle spese sostenute, infatti, viene rimborsata e, fra l’altro, a seguito di interventi normativi ottenuti grazie a persone che da anni si battono per questo.
Non sto a riassumere tutta la vicenda e tutte le promesse fatte anche da noti politici marchigiani che si sono susseguiti negli anni, è tutto facilmente visionabile sul sito.
Il preciso impegno che avevo preso insieme ai miei colleghi della Commissione sanità, durante una Commissione proposta dal Comune di Jesi alla quale siamo stati invitati io, il Consigliere Giancarli ed il presidente Volpini come componenti della Commissione regionale sanità, è stato mantenuto e la mozione approvata dal Consiglio comunale è stata riproposta anche in Regione e ringrazio i colleghi per averla condivisa con me.
Oggi questa Assemblea legislativa ha l’occasione di dare una risposta concreta a tutte quelle famiglie che sono costrette a farsi carico delle bollette di energia elettrica necessaria alla sopravvivenza dei propri cari che soffrono di gravi patologie degenerative come nel caso in questione.
Un atto doveroso da parte della Regione Marche, secondo me, che mi auguro venga riproposto anche dalle altre Regioni, ma soprattutto dallo stesso Governo, che attualmente dà dei contributi assolutamente insufficienti e inammissibili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Mi limiterò soltanto ad alcune brevissime considerazioni perché la mozione l'ha già illustrata la Consigliera Pergolesi, che ringraziamo, poi interverranno sicuramente sia il Presidente della Commissione Volpini che il Consigliere Busilacchi.
Per noi questa è una questione molto importante perché stiamo parlando di energia elettrica necessaria alla sopravvivenza delle persone. Energia elettrica necessaria alla respirazione di una persona, energia elettrica necessaria per vivere.
Noi abbiamo fatto questo incontro a Jesi, ci siamo incontrati, era presente il padre di questo ragazzo, abbiamo parlato anche con lui in videoconferenza, c’era la Commissione sanità, il Presidente Volpini, la Consigliera Pergolesi, è una situazione veramente toccante dal punto di vista umano, quindi noi crediamo che in un Paese civile, proprio perché parliamo di qualcosa di indispensabile per vivere, ciò debba essere garantito in modo certo, è un diritto, non solo il diritto alla salute, ed il diritto alla vita. Quindi oggi discutiamo questa mozione, però vogliamo fare in modo che, sia il Parlamento italiano, sia la Conferenza unificata, a partire dalla Conferenza delle Regioni, alla Conferenza Stato-Regioni, si facciano carico di questi e di altri problemi simili.
Partiamo dalla situazione delicatissima di una persona, è proprio partendo da questo caso che vogliamo contribuire a risolvere le situazioni di queste persone che vivono questo profondo disagio.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Assolutamente d’accordo con l’impegno chiesto dalla mozione, soprattutto con quanto affermato dal Consigliere Giancarli: energia elettrica necessaria alla sopravvivenza delle persone.
Da questi gesti e da questi provvedimenti si vede la reale attenzione di una amministrazione riguardo il sociale.
Uno sgravio dei costi extra delle bollette, in questo caso dell’energia elettrica, significa semplicemente andare incontro a quei nuclei familiari che, oltre al danno di dover assistere i familiari malati, fino a oggi hanno dovuto subìre la beffa dei costi lievitati.
Confermo quanto ha già detto il Consigliere Giancarli: il Parlamento italiano e la Conferenza Stato-Regioni, debbono farsi carico di queste problematiche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie. Anch’io mi unisco al ringraziamento per i colleghi che hanno sottoscritto questa mozione, che condivido.
In tanti conosciamo la storia di questo giovane, che giustamente interroga e si appella agli amministratori locali, regionali, anche utilizzando i social net work per far conoscere la sua situazione che però, come ha ricordato adesso il Consigliere Giancarli, è utile non solo a conoscere e a risolvere, ma può essere anche il simbolo di altre situazioni.
Quindi credo che sia nostro compito cercare di aiutare e di stare vicino a chi sta peggio, in questo caso al giovane di Jesi, alla sua situazione come a quella di tante altre persone.
Colgo l’occasione non solo per dare il voto favorevole a questa mozione, ma perchè credo che sia utile aprire una riflessione sul tema della non autosufficienza che sta cambiando molto nel Paese.
Condivido l’idea del dispositivo, di trovare una soluzione definitiva a questa questione, chiaramente il mutamento di questa condizione nel corso degli anni è legata da un lato al cambiamento dei bisogni e dall'altro alle modifiche delle politiche pubbliche.
Credo che sia utile e forse è il tempo di fare una riflessione a livello regionale per un aggiornamento sul sistema di tutte le politiche per la non autosufficienza, perché diventa difficile intervenire su una singola situazione, se non aggiorniamo periodicamente il quadro complessivo dei bisogni e degli interventi che mettiamo in campo.
Il voto di oggi non è solamente un essere d’accordo su questa singola mozione, ma anche l’auspicio che possiamo affrontare organicamente tutta questa partita.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Mi unisco anch’io ai ringraziamenti per i proponenti di questa mozione e dichiaro già da ora, ovviamente, il mio voto favorevole. Credo che oggi si apra, con un voto che mi sembra che si possa già prevedere all’unanimità, una parentesi più che positiva di questa Aula.
Mi auguro che da questa mozione ed in particolar modo dagli atti che ne seguiranno, che - saranno quelli che andranno, oltre alla volontà espressa, ad incidere effettivamente in maniera positiva sulla vita di chi ha già il peso di portare problematiche di salute così importanti - la Regione Marche possa aprire una parentesi positiva che sia non solo di stimolo per il Governo, ma anche per le altre Regioni.
Mi auguro che questa decisione possa vedere le Marche capofila di un cambiamento non solo culturale, ma soprattutto pratico perché poi queste persone hanno bisogno di atti concreti, che possano diventare un modello che le altre Regioni seguano e costringano in questo modo anche il Governo ad investire risorse reali a beneficio di chi ha un problema così serio, affinché non debba pagare la corrente di macchinari che consente loro di vivere, e ciò rappresenta un diritto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Un ringraziamento ai colleghi che hanno cercato di accendere una lampada su questo caso.
Cito questo caso perché molti di noi lo conoscono e sappiamo lo sforzo, Assessore Ceriscioli, che sta facendo questo ragazzo per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica, perciò la politica e l’amministrazione pubblica, su un fatto sul quale, avendo ascoltato anche con attenzione l’intervento del capogruppo del Partito Democratico, è necessario aprire una fase di attenzione, ma soprattutto una fase di proposte. La fase della proposta è questa, Assessore: queste persone dobbiamo guardarle per il futuro, perché sono persone grandi e chi li assiste lo è altrettanto, purtroppo, hanno il loro difficile percorso e rischiano di averne ulteriori.
Ho ascoltato il Consigliere Busilacchi che ha detto che su queste problematiche si apre una finestra, anzi più di una finestra, una porta. Credo che come Regione dobbiamo rivedere assolutamente i servizi che diamo a queste persone, Consigliere Giancarli, perché lei sa quanto me lo sforzo che sta facendo questo ragazzo, attualmente ed in futuro, perché guardando al suo futuro, accanto alle difficoltà che il Padre Eterno gli ha dato, in questa terra, rischia di avere ulteriori complicazioni perché le persone di cui parlavo prima, grandi, grandissimi - che lo assistono - prima o poi lo lasceranno.
Credo che bisogna fare, Assessore ..., lo ripeto non a caso, lo cito tre volte in questo intervento, non per i meriti ma per l’attenzione che bisogna dare al futuro, ciò significa che dobbiamo costruire delle strutture per poter assistere queste persone in grandi difficoltà quando rimarranno sole.
Questo è un problema, questo ragazzo in modo particolare, tramite i social, il web, sta trasmettendo a tutta la regione Marche, quello di cui ha bisogno. Consigliera Pergolesi lei sa quanto me, meglio di me, che sta chiedendo aiuto per far sì che questa cosa si realizzi.
Credo che l’impegno di quest’Aula vada oltre quello che avete presentato, va fatto un ulteriore sforzo per cercare di costruire un nuovo modello di assistenza che è la risposta che il giovane sta chiedendo per il suo futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Brevemente, ci sono momenti nella vita di chi amministra difficili, complicati, coinvolgenti sul piano emotivo ed a Jesi in quella serata, insieme alla Consigliera Pergolesi ed al Consigliere Giancarli, è stato uno di quelli. Una situazione simile la ricordo quando, ero Assessore ai servizi sociali del Comune di Senigallia, fummo costretti a fare un taglio - che poi riprendemmo, fortunatamente - del 50% delle ore, per l’Ape (assistenza domiciliare per i ragazzi disabili) perché ci fu un problema di bilancio. Fummo costretti a fare quell’operazione e le conseguenze di quella scelta portarono a degli incontri e a delle relazioni soprattutto con le famiglie perché il problema non era solo del malato, ma coinvolgeva l’intera famiglia, la coinvolgeva prima ancora che sul piano economico, sul piano affettivo e delle relazioni.
Sono un firmatario della mozione per cui penso che dobbiamo accogliere quel tipo di richiesta anche perché attualmente la richiesta di energia elettrica, cioè del costo dell’energia elettrica, viene evasa dall'azienda ai servizi alla persona di Jesi, quindi c’è comunque un intervento pubblico che peraltro non è la mission dell’azienda dei servizi alla persona della città di Jesi.
Visto che il Consigliere Busilacchi e gli altri hanno un po’ allargato la discussione, penso che il sociale come Regione e non solo da parte della Giunta ... Ricordo che in questa Aula appena seduti, alla prima seduta, tutti i gruppi, i capigruppo, non so se erano già stati nominati, ci furono ben 3 mozioni, per la richiesta di ripristinare il fondo sociale che invece era stato dimenticato dall’amministrazione precedente.
Penso che questa amministrazione con ritardi, qualche volta anche con difficoltà, forse altre volte anche con negligenza, la problematica del sociale l’ha messa sempre ai primi posti della sua agenda politica, soprattutto della sua agenda amministrativa. Non sto a ricordare le cifre che sul sociale sono state messe rispetto agli anni precedenti, una Regione che ha avuto una storia passata di welfare sicuramente vicino e di prossimità nei confronti ..., per cui penso che su questa strada dovremmo continuare tutti a lavorare magari con quella coralità che serve quando si tratta di problematiche di questo tipo.
In Commissione, visto che ho questo incarico, ci stiamo muovendo in questa direzione, su temi di questo tipo, al di là dei pronunciamenti facciamo anche degli atti concreti.
Su questo tema non siamo autonomi, lavoriamo su piani, su risorse che arrivano dal nazionale. Prima il Capogruppo parlava di una struttura per la non autosufficienza, ebbene c’è un piano della non autosufficienza del Governo, tra l’altro con dei fondi stanziati, quest’anno li hanno anche incrementati, con grande fatica, anche in seguito alla mobilizzazione delle associazioni e su quella noi lavoriamo. Ci sono progetti importanti e leggi importanti che questa Regione ha fatto in passato, penso a quello della vita indipendente, che permette a un determinato numero di disabili gravi della nostra regione di avere un contributo, poi magari ci sono spesso ritardi nei pagamenti perché esistono delle strane triangolazioni o comunque dei percorsi un po’ accidentali. C’è il finanziamento che arriva ad esempio nei confronti della Sla, perché la sclerosi laterale amiotrofica ha una legge propria, un tipo di finanziamento proprio, il Presidente ci ha detto che ultimamente anche quei fondi faticano ad arrivare, ed è confluito nella non autosufficienza.
Possiamo sicuramente fare di più, dovremmo fare di più, approfitto di questa sede e di questa discussione perché tutti, in nome di quella coralità, di cui prima ho parlato, magari nel momento del bilancio, dovremo discutere di numeri, di postare le cifre, magari tutti insieme avere in mente la discussione di stamattina e cercare di convogliare gli sforzi laddove c’è maggiore necessità e nei confronti della fragilità, della non autosufficienza, comunque delle persone che soffrono in genere.
Questa sarebbe la prosecuzione in temi più strutturali e più generali di quel piccolo impegno che abbiamo preso, quello di garantire la corrente elettrica ad una persona che per poter vivere ha bisogno di stare attaccata ad una macchina.
In quel caso la corrente elettrica è come se fosse un farmaco, altrimenti senza corrente elettrica non potrebbe vivere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie. Molto velocemente per dire che voterò con molta convinzione questa mozione, anzi voglio ringraziare la Consigliera Pergolesi, prima firmataria, e gli altri due che ce la propongono, perché qui non stiamo parlando di pagare un medicinale o altro, stiamo parlando di garantire il diritto alla vita ad una persona, estendendo tale diritto anche ad altre persone che magari in futuro o già sin d'ora, possono aver bisogno della corrente elettrica per vivere.
E' un’azione che merita tutta la nostra attenzione, merita il nostro voto e riprendendo una frase che ho letto su facebook che dice: “Vivere è dignitoso, sopravvivere no”, credo che questa mozione restituisca dignità non tanto a queste persone, quanto alla comunità marchigiana che con questo impegno aiuta un po' e tenta di semplificare la vita già complicata di queste persone malate.
Per cui ringrazio di nuovo la prima firmataria, i Consiglieri che l’hanno firmata e concludo con un auspicio, mi auguro che questa mozione non rimanga solo un atto di indirizzo politico, ma abbia concretezza e le azioni che oggi ci impegniamo ad adempiere vengano realizzate quanto prima.
Per questo sarebbe utile vedere che questa mozione che oggi andiamo a votare, abbia in seguito una concretizzazione in tempi rapidi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Voglio anch’io associarmi a quanto è stato detto fino adesso e ringraziare i firmatari di questa mozione.
Come ha detto un grande della storia: “La libertà è come l’aria, te ne accorgi quando non ce l’hai”, quindi l’aria è un elemento fondamentale della vita umana, e come tale, vivere, entra nella sacralità dell’individuo.
Non può una società che vuole essere tale, che vuole dare un segno di solidarietà e non solo, che vuole dare sacralità e dignità alla vita umana, non può che non prendere in considerazione una situazione di questo tipo.
Queste sono le cose concrete che dovrebbero essere fatte in immediatezza e mi auguro che effettivamente la Giunta possa elaborare una proposta in tempi molto rapidi e fare un censimento sul territorio regionale per vedere quante famiglie purtroppo si trovano in questa situazione, almeno diamo un segno di rispetto non soltanto di dignità ma proprio di sacralità della vita umana.
L’aria è un elemento fondamentale per tutti e quindi deve essere tale per tutti, in qualsiasi condizione l’uomo si possa trovare, noi dobbiamo assicurare che ci sia questo elemento fondamentale, che è segno non soltanto di vita, ma anche di libertà, quindi sono più che favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Al di là del clima di forte condivisione rispetto a questo atto, ricordiamo un po’ il percorso da un punto di vista delle risorse che racconta i contributi che vanno in questa direzione.
In principio fu la Regione Marche che con due milioni e mezzo circa di euro all’anno garantiva un aiuto supplementare, rispetto ai contributi che arrivavano attraverso i percorsi sanitari, per permettere di far fronte a spese collaterali ed a quella che era la necessità che gravava su una famiglia che doveva gestire un tema così importante.
Negli ultimi anni si sono aggiunti fondi statali che hanno integrato la quota regionale, nell’ultimo anno, la particolarità di una rivisitazione anche con un incremento di risorse statali dell’intero capitolo, ma dettando regole diverse, regole nuove.
Ogni volta che si cambia in questo settore è un problema perché le attenzioni, le sensibilità sono fortissime ed ogni cambiamento fa capire che si potrebbe perdere qualcosa della strada vecchia e ritrovarsi magari in difficoltà e via dicendo.
Il messaggio che abbiamo voluto dare come Regione ai cittadini marchigiani è stato quello di dire: “Seguiremo con attenzione il percorso e valuteremo un aiuto per quelli che a seguito di un cambio di regole, di impostazione nella contribuzione statale avessero bisogno di reintegrare risorse che vengono a mancare”.
Oggi dico che c'è un'incertezza non avendo una base di percorso certo, non essendo ridefinita la platea degli aventi diritto alle risorse e la distribuzione delle risorse stesse, non sappiamo neanche quelli che rimarranno fuori, cosa avevano prima, cosa avranno dopo.
Un lavoro che giustamente, come diceva mi sembra il capogruppo Busilacchi, ha bisogno in una fase di passaggio, di una attenzione proprio per non lasciare qualcuno sprovvisto di risorse necessarie per poter gestire al meglio questi passaggi.
Voglio anche ricordare che è molto importante il contributo dello Stato, sulla non autosufficienza. Abbiamo vissuto stagioni in cui il contributo era stato azzerato e se allora la Regione, che aveva capacità finanziarie non paragonabili a quelle di oggi, riusciva a sostituire quelle risorse con risorse proprie non è detto che in futuro, con le disponibilità estremamente limitate che oggi hanno le Regioni, si potesse fare la stessa cosa; quindi vanno presidiate tutte le sedi, a livello di governo nazionale, regionale, con l’intervento che normalmente in campo sociale dovrebbe arrivare anche dai Comuni per la parte più strettamente sociale.
L’atto a mio giudizio ha la forza di accendere e far presente a tutti quanti, a tutte le persone del nostro territorio regionale, che c’è una attenzione particolare da parte di tutta l’Assemblea, di tutto il Consiglio della Regione Marche, proprio perché mette sulla scala valoriale, la risposta ai bisogni primari della propria comunità e intende seguire anche in una fase di cambiamento, quella attenzione necessaria per rispondere alle esigenze così importanti ed essenziali.
Quel quadro segmentato, di cui ha parlato sempre il Consigliere Busilacchi, comprende diverse forme di risposta che spesso si sono stratificate negli anni con logiche diverse.
Ad esempio la Consigliera Malaigia ha detto che il tema del care leaver è molto importante, è cresciuto in termini di attenzione negli ultimi anni, la questione del “dopo di noi”, altro tema estremamente importante sulla disabilità grave, e così via. Abbiamo una varietà di strumenti che nella misura in cui vengono armonizzati permettono di avere un quadro complessivamente sotto controllo, quindi l’appoggio, il sostegno, il voto alla misura oltre al contenuto in sé, secondo me, ha questo valore aggiunto che è quello di dimostrare un'attenzione forte su temi di bisogni estremamente importanti che hanno i cittadini della nostra regione.
In questo il Consiglio manifesta la propria In attenzione e la propria presenza.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 230. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 236
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni
“Servizio di elisoccorso. Opportunità di cambiare rotta: affidamento della gestione al Corpo dei Vigili del Fuoco con conseguente risparmio per il bilancio regionale di almeno 6 milioni di euro”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozione n. 236 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, abbinate.
Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Quello che vorrei chiedere ai presentatori, se fosse possibile, prima di discutere la mozione, è di aprire un tavolo di verifica sugli aspetti fondamentali della mozione stessa, perché è ovvio che è interessante poter avere un soggetto totalmente pubblico che gestisce un servizio a costo ridotto, questi sono i contenuti della mozione, e a chi non interessa, penso che non sia materia di visioni politiche da contrapporre, però i dati che ho a disposizione sono molto diversi dalle premesse che costituiscono la mozione.
A me sembrerebbe utile ed importante, anche con l’obiettivo di portare avanti questo discorso, anziché affrontarlo in Aula, dove io porto dei dati e la mozione ne presenta di altri, l’Aula non è messa neanche in condizione di decidere, di poter fare un approfondimento tecnico preliminare, lo è magari in Commissione. Mi rendo disponibile anche a partecipare con alcuni esperti che ci portano dei dati in modo che ci possiamo confrontare e a quel punto poi, riguardo alla mozione, decideranno gli stessi presentatori cosa intendono fare e, se dovessero rivelarsi esatte le informazioni della mozione forse a maggior ragione tutti quanti la potremmo votare.
Quindi con sano pragmatismo in un percorso assolutamente tecnico, rivedere le premesse della mozione insieme con degli esperti e poi valutare il da farsi, se c’è disponibilità …

PRESIDENTE. Da parte mia che sono la prima firmataria, c’è disponibilità, sentiamo il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che il Presidente abbia introdotto un argomento per cercare di affrontare questo problema. Io lo so che ci sono due dati, ci sono due informazioni, c’è un’informazione che proviene dal mondo sanitario, lo so perché le telefonate sono arrivate, siccome siamo grandi, e ci sono altre informazioni che arrivano dai Vigili del Fuoco che sono diverse rispetto alle altre, sono in netta contrapposizione.
C’è un motivo che adesso qui in Aula è meglio evitare, come Lega Nord recepiamo la proposta del Presidente in quanto vogliamo costruire questa ipotesi che potrebbe essere utile per la comunità marchigiana. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Proposta di rinvio della mozione n. 236. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Al Consigliere Celani chiedo se fosse possibile, a nome del Partito Democratico, rinviare la mozione 223 alla prossima seduta perché il Consigliere che l’ha seguita per noi, oggi è assente e mi ha chiesto di poterla discutere quando ci sarà.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Non si può non accogliere anche se ho visto l’Assessore scalpitare.
Do atto all’Assessore Sciapichetti che su questo versante ha lavorato, stava già sul treno, stava nella carrozza, stava quasi pronto sul locomotore, perché ci siamo spesso confrontati. Io ho seguita questa cosa, spero che qualche risultato entro l’anno possa arrivare, accetto questo rinvio che mi chiede il gruppo con l’impegno poi di farla e votarla tutti, perché è un impegno di una semplicità incredibile perché interessa tutto il territorio. (…) Lo so che non può esprimersi adesso, però mi sembra che non possiamo deludere l’Assessore Sciapichetti che la voleva fare oggi, perché ha dei dati in mano interessanti, quindi a dimostrazione del suo lavoro, volevo, non per me ma per lui, trattare la mozione questa sera.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15,50
 

 
 
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