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Resoconto della seduta n.73 del 01/08/2017

SEDUTA N. 73 DELL'1 AGOSTO 2017

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 73 dell'1 agosto 2017. Do per letto il processo verbale della seduta n. 71 del 12 luglio, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
Comunico che
sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 155 ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Modifica dell'art. 10 della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 (Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche)”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali ai sensi dell'articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007 n. 4 e trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento Interno;
n. 156 ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Disposizioni urgenti per la semplificazione e l'accelerazione degli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi simici del 2016”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente, alla II Commissione assembleare ai fini di quanto previsto al comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
è stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
n. 41 ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “L.r. 9/2006 - Piano straordinario per lo sviluppo, la promozione e la valorizzazione delle Marche per la X legislatura - Integrazione D.A. 13/2015 - Atto di indirizzo”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale 10 aprile 2007 n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), numero 2), della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 e trasmessa alla I Commissione assembleare ai fini di quanto previsto al comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno;
è stata presentata la seguente proposta di regolamento:
n. 7 ad iniziativa dei Consiglieri Volpini, Giancarli, Micucci, Pergolesi, Talè, concernente: “Modifica al regolamento regionale 9 febbraio 2009, n. 3 'Attività funebri e cimiteriali ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale 1° febbraio 2005, n. 3'”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007 n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 276 della Consigliera Leonardi “Eliminazione barriere architettoniche: oltre allo Stato anche la Regine non finanzia più i Comuni”;
n. 277 del Consigliere Giorgini “Sopralluogo Arpam presso impianto "Piattaforma Ecologica s.r.l." e vigilanza da parte della Giunta regionale ai sensi della l.r 60/1997, art. 2 lettera e)";
n. 278 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia e Zura Puntaroni “Eredità finalizzata al progetto di ricerca in ambito oncologico”;
n. 279 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri e Zura Puntaroni “Sollecito alla Giunta a tutelare i docenti marchigiani supplenti temporanei”;
n. 280 della Consigliera Leonardi “Rilancio delle aree montane colpite dal terremoto: sostegno concreto per lo sviluppo turistico, economico e naturalistico dei bacini sciistici di Frontignano - Bolognola - Sassotetto - Monte Prata”.
L'Ufficio di Presidenza con deliberazione n. 532 del 18 luglio ha assegnato il Consigliere Gianluca Busilacchi al Gruppo Misto a decorrere dall'11 luglio 2017 e con determinazione n. 506 del 18 luglio ha preso atto della nomina di Fabio Urbinati come Presidente del Partito Democratico a decorrere dall'11 luglio 2017.
Comunico, inoltre, che Il Presidente della Giunta, in data 20 luglio, ha promulgato la legge regionale n. 24 “Variazione generale al bilancio di previsione 2017/2019 ai sensi del comma 1 dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 - (1° provvedimento)”.
Ha chiesto congedo il Consigliere Celani.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Come convenuto nella Conferenza dei capigruppo cominciamo con la proposta di legge n. 156.

Proposta di legge n. 156
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni urgenti per la semplificazione e l’accelerazione degli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi sismici del 2016”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 156 della Giunta regionale.
La discussione è aperta ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. L'atto che ci apprestiamo a discutere è molto importante e ringrazio la Giunta per averlo proposto. E' una legge che riguarda le disposizioni urgenti per la semplificazione e l'accelerazione degli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi sismici del 2016.
L'obiettivo di questa legge è quello di modificare la normativa regionale limitatamente alle zone interessate dalla ricostruzione che non può complicare la ricostruzione rispetto alla norma nazionale ed ai decreti legge che hanno come finalità l'accelerazione della stessa. Si è proceduto quindi verificando la norma regionale al fine di evitare incongruenze con la norma statale. La modifica della norma regionale sarà finalizzata ad una semplificazione chiara che permetta un'accelerazione della ricostruzione.
La situazione che ci troviamo ad affrontare è sicuramente straordinaria e richiede un intervento straordinario, quindi questa proposta di legge prevede una straordinarietà delle procedure per rispondere alla situazione non comune, ovviamente limitata alle zone interessate dalla ricostruzione post sisma.
Il decreto 189/2016, in particolar modo all'articolo 11 e all'articolo 16, prevede che i Comuni curino la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione dentro i centri storici e i nuclei urbani e rurali attraverso la predisposizione di strumenti urbanistici attuativi, tramite procedure semplificate che costituiscono varianti agli strumenti urbanistici, compresi i piani paesistici per consentire una ricostruzione più veloce - tali procedure di variante sarebbero già disciplinate dalla legge regionale 34/1992 - quindi lo Stato con la legge 189 individua procedure semplificate per quelli che vengono definiti gli strumenti urbanistici attuativi. Con tale atto vengono semplificate le procedure per la modifica degli strumenti attuativi, c'è però la necessità di semplificare, snellire, alcune norme regionali previste sempre dalla legge regionale 34/1992, in particolare varianti più puntuali che non sono attuabili con i piani attuativi più generali.
Le modifiche che noi andiamo ad apportare sono di variante rispetto agli strumenti urbanistici, oggi ovviamente previsti dalla legge regionale 34/1992, ma per interventi più puntuali e non per gli strumenti attuativi.
Le modifiche che intendiamo fare permetteranno di apportare le necessarie semplificazioni alla normativa regionale e consentiranno una ricostruzione post terremoto più veloce, senza, questo è importante, rinunciare al controllo ed alla qualità degli interventi e delle procedure.
La proposta di legge 156 è costituita da 7 articoli ed enuncerò in parte cosa prevedono.
L'articolo 1 individua l'ambito di applicazione di questa norma e definisce in modo chiaro che è legata a disposizioni urgenti e che si applica per accelerare e semplificare gli interventi di riparazione e di ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dall'evento sismico ed anche per consentire la ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni colpite, quelle circoscritte all'interno del cratere. Questa legge si applica esclusivamente ai territori dei Comuni della regione indicati all'articolo 1 del decreto legge 189/2016.
Il comma 3 è molto importante perché prevede che siano fatte salve le disposizioni contenute nella normativa statale vigente comunque più favorevoli, di maggiore semplificazione o contenenti l'ulteriore riduzione dei termini e dei procedimenti.
Questa legge evidenzia il fatto che noi come Regione Marche vogliamo essere vicini ai nostri concittadini, cercando di fare in modo che tutte le procedure che definiamo come Regione o che verranno definite dallo Stato, siano le più veloci possibile e verrà utilizzata quella che definisce la procedura più snella.
L'articolo 2 si occupa delle varianti ai piani regolatori generali e definisce, per quanto riguarda gli strumenti attuativi che già vengono disciplinati dal decreto legge 189, l'istituto della conferenza dei servizi di tipo decisorio, le varianti successivamente dovranno essere adottate ed approvate dai vari Comuni, quindi dai vari consigli comunali.
Da una parte si dà, ho sentito dire, troppo potere ai Sindaci. Dal mio punto di vista è importante dare più potere ai Sindaci che sono direttamente interessati e sono sul territorio. Ricordo che quando parliamo di Sindaco parliamo di Consiglio comunale, non è che il Sindaco si sveglia la mattina ed autorizza, è comunque un percorso di coinvolgimento dell'intero Consiglio comunale, parliamo del Comune non del Sindaco come persona fisica.
La legge 22 del 2011 prevede che le varianti non siano possibili fino a quando non si è costruito almeno il 70% di quello previsto dai piani regolatori, ovviamente noi andiamo in deroga rispetto a questa previsione, quindi nel momento in cui è necessario per la ricostruzione è possibile andare in deroga a questo tipo di previsione, questo è un altro aspetto importante.
Noi abbiamo fatto diverse Commissioni e ringrazio, scusate se non l'ho fatto subito, i componenti della III Commissione, perché abbiamo avuto questa proposta di legge martedì, abbiamo convocato la Commissione per mercoledì e lo stesso giorno abbiamo licenziato la legge, anche perché era importante riuscire a portare la legge a questo che è l'ultimo Consiglio regionale utile, per dare anche delle certezze ai territori ed ai cittadini. Abbiamo chiesto che venissero ridotti i tempi sia per il Cal che per il Crel. Ho telefonato prima per capire se avevano avuto modo di conoscere questo provvedimento e mi hanno detto che prima l'approvavamo meglio era, tant'è che abbiamo chiesto la riduzione dei tempi e loro dopo due o tre giorni ci hanno scritto dicendo che esprimevano parere favorevole a questa proposta di legge perché erano già stati coinvolti e in qualche modo già la conoscevano.
E' stato fatto anche e soprattutto dall'Assessore competente, la Vicepresidente Casini, un lavoro di coinvolgimento di tutti i territori, sia dei Sindaci che di tutte le che le realtà che poi si troveranno ad operare, per cercare di fare una norma che potesse essere il più possibile condivisa con tutti i territori. Abbiamo fatto una stima con il dott. Bucci, se per fare una pratica normale, se va bene, ci vogliono sei mesi, con questa normativa potremmo raggiungere i due mesi di iter, quindi una norma che semplifica molto rispetto a quanto previsto.
L'articolo 3 è l'articolo di cui abbiamo discusso molto in Commissione. Ovviamente ringrazio tutti i componenti che hanno lavorato con grande attenzione, anche ieri a legge licenziata abbiamo convocato la Commissione per avere la possibilità di approfondirla ulteriormente, per verificare gli emendamenti che sono stati presentati ed essere oggi nelle condizioni di aver già discusso gli emendamenti presentati dalla maggioranza o dall'opposizione.
L'articolo 3 è quello che riguarda le parziali difformità dal titolo abilitativo. Anche questo è un articolo importante perché da una parte considera, in base a quello che prevede l'articolo 34, comma 2 del d.p.r. 380/2001, tutte quelle difformità legate che possono in qualche modo compromettere la parte strutturale dell'edificio, in particolare il comma 1, vengono considerate come difformità che possono essere tenute per buone, dall'altra parte c'è il comma 3 che dice che vengono considerate conformi anche quelle modifiche possibili con il piano casa, perché sarebbe assurdo chiedere ad un cittadino che ha subìto il terremoto di demolire il fabbricato, cioè la parte che aveva realizzato, e poi ricostruirlo applicando il piano casa. Consideriamo quello che prevede il piano casa come una previsione che può essere compatibile e tollerata.
L'articolo 4 definisce le disposizioni speciali per la ricostruzione in territorio agricolo. Si prevede la possibilità di delocalizzare, qualora sia strettamente necessario, in considerazione degli obiettivi e delle difficoltà legate al singolo intervento, rispetto alla legge regionale 13/1990, articolo 4, comma 4, lettera b), cioè quello che prevede le deroghe per le abitazioni, o all'articolo 9, comma 2, lettera b) sempre della legge regionale 13 per quanto riguarda gli allevamenti zootecnici.
Ovviamente questa modifica della localizzazione è concessa solo nei casi in cui non è possibile ricostruire nel punto in cui si trovava il fabbricato oggetto dell'intervento.
L'articolo 5 fa riferimento alla possibilità di rientrare nelle procedure semplificate qualora un Comune volesse realizzare delle zone identificabili come aree sosta per camper che potrebbero essere necessarie per chi ha la seconda casa ed la voglia di stare per un tempo limitato vicino alla propria abitazione tornando al proprio paese.
La legge prevede inoltre la possibilità di realizzare tali aree con risorse di tipo privato.
L'articolo 6 l'abbiamo modificato con un emendamento direttamente in Commissione e disciplina l'applicazione della legge forestale e prevede che il comma 2, dell'articolo 12, della legge n. 6/2005 non si applica agli interventi di messa in sicurezza e di ripristino di infrastrutture stradali ed altre opere pubbliche nelle aree colpite dal sisma. Si è prevista una sorta di compensazione legata alle piante che vengono eliminate qualora si faccia un qualsiasi intervento pubblico o privato, in questo caso si dice che per interventi legati alle opere pubbliche questo tipo di compensazione non viene richiesta.
L'articolo 7 è quello dell'invarianza finanziaria.
Indicativamente ho descritto un po' tutta la norma.
Ci sono degli emendamenti, magari posso descrivere quelli che ho presentato io come Presidente di Commissione, qualche emendamento è stato condiviso all'unanimità, altri no.
Il primo va a modificare l'articolo 1 nel senso che vuol rendere più chiaro il fatto che questa legge è volta a semplificare e ad accelerare gli interventi di riparazione e di ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dagli eventi sismici del 2016, nonché a contribuire alla ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni colpite dal sisma.
Poi c'è l'emendamento 2.1 che va a modificare il comma 1, dell'articolo 2, è un emendamento che inserisce l'articolo 16, questo è importante, che prevede la conferenza permanente, anche questo un aspetto rilevante.
L'emendamento 3 va a modificare l'articolo 2, comma 2, dove viene aggiunta la parola “di questo articolo” dopo la parola “comma 1”, quindi un emendamento prettamente tecnico.
Saranno poi gli altri Consiglieri ad illustrare gli emendamenti che hanno presentato,.
Vi ringrazio, ritengo che portare questa proposta di legge oggi era importante perché voi sapete che a fine agosto decorre un anno dall'evento sismico e secondo me, come Regione Marche e come Consiglio regionale, spero tutto il Consiglio regionale, era importante dare un segnale visto che la ricostruzione sta partendo adesso e dalla fase di emergenza si sta passando alla fase in cui anche i singoli Comuni, i singoli cittadini, attraverso i loro tecnici, stanno presentando le pratiche. Era necessario dare una certezza dei tempi e delle procedure, sarebbe stato sbagliato o comunque non responsabile approvare questa legge a settembre o ad ottobre, perché se non l'avessimo approvata oggi l'avremmo rimandata al ritorno delle ferie estive, non è che non si poteva convocare un altro Consiglio, ma visto che la legge era talmente precisa, c'è stato il tempo, almeno in Commissione, di poterla verificare. Secondo me è un bel segnale essere riusciti ad anticipare questa proposta di legge.
Ovviamente questo non è il vangelo, nel momento in cui nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, ci dovessimo rendere conto con l'Assessore che è necessario integrarla o modificarla, nulla toglie che possa essere integrata anche in base alla reale verifica dei problemi che i nostri concittadini avranno nella presentazione dei progetti e nel portare avanti la fase della ricostruzione.
Mi auguro che venga votata all'unanimità, mi scuso se sono arrivato in ritardo, ma ero di là con alcuni Consiglieri di opposizione che volevano presentare degli emendamenti e mi hanno chiesto, prima di presentarli, di verificarli insieme a me in qualità di Presidente della III Commissione, anche perché loro ormai non li possono presentare, dovrei presentarli io per questo ero di là, mi stavo confrontando con alcuni Consiglieri rispetto ad emendamenti che volevano presentare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Pur con il tempo breve a disposizione, penso che abbiamo fatto una cosa carina, accettabile, potrebbe essere migliore, comunque in pochi giorni, secondo me, abbiamo fatto una cosa bella.
La cosa bella fatta è un raro esempio in due anni e mezzo che sto qui in Consiglio, la maggioranza ha coinvolto l'opposizione nel portare suggerimenti che poi ha accolto. In questo modo le cose scorrono via e le votano tutti, mentre quando la maggioranza si fissa su cose sbagliate ed ha comunque la forza di farle approvare, poi si partoriscono delle normative storte.
Quello che abbiamo fatto oggi, secondo me, si poteva fare anche 6, 8 mesi fa, però meglio tardi che mai, perché qui andiamo in giro, leggiamo i decreti del Governo di Roma che si accavallano l'uno sull'altro, una volta dicono che utilizzano la Guardia di Finanza per andare a controllare le partite Iva che hanno usufruito dei 5.000 euro, e quello è il meno, un'altra vota dicono che il processo di ricostruzione va verificato ed il 10% viene sorteggiato e controllato analiticamente, ed io mi domando se a Roma c'è qualcuno di buon senso, di fronte ad un evento catastrofico come questo, di portata immensa, su danni incalcolabili. Da Roma ancora oggi non ho sentito qualcuno dire: “La stima dei danni nelle tre regioni tra pubblico e privato è di tot”. Alla radio ho sentito parlare di “stima dei danni”, a Bruxelles abbiamo presentato una stima 21 miliardi, io vivo in un mondo di tecnici, sto a San Severino, tocco con mano la mia città, probabilmente ci sono danni per 700/800 milioni di euro, a Camerino e Castelraimondo ce ne sono per un paio di miliardi, a Tolentino un miliardo. Probabilmente su 130 Comuni la stima dei danni tra pubblico e privato, a bocce ferme, sarà una cosa insostenibile per qualsiasi Governo, roba di 70/80/100 miliardi, e qualcuno ancora pensa che con il decreto 34 io devo controllare tutto? La legittimità, la normativa, i volumi, se qualcuno sposta la casa, se qualcuno sposta un balcone, ma come gliene va a questa gente? Questi sono fuori dal mondo! Quindi sono contento di questa proposta che abbiamo fatto in Commissione che va in parte ..., per quel poco che può la Regione, perché la Regione su questa cosa ha competenze minime, per quel poco diciamo che forse abbiamo fatto bella figura con i nostri concittadini terremotati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. L'Aula questa mattina, dopo 12 mesi circa dall'evento, sta discutendo anche se in ritardo l'avvio di una maggiore responsabilità ai Sindaci, come ha detto il Consigliere Zura Puntaroni. C'è un detto che dice “meglio tardi che mai”.
Meglio tardi che mai perché chi ipotizza che la ricostruzione si possa fare senza le responsabilità dirette dei Sindaci, è fuori da qualsiasi logica amministrativa e le cose le vediamo in queste ore, Assessore Bravi, le vediamo in questo momento perché se le leggi vengono scritte con le zampe della gallina poi dobbiamo chiamare la Finanza per controllare. Che cosa? Un articolo di legge non è stato scritto bene e siccome probabilmente abbiamo splafonato con i soldi, mandiamo la Finanza a controllare tutto. Domani mandiamo a controllare tutti i metri quadrati di una ricostruzione? Bisogna che correggiamo il tiro. Il Consigliere Zura Puntaroni ha detto che a Roma non si rendono conto, no, a Roma non si sono resi conto che è un'altra cosa quella che stiamo attraversando noi come Regione Marche.
E allora io dentro quest'Aula, fuori, chiedo alla Giunta una sensibilizzazione per intervenire con maggiore forza verso l'esecutivo per far si che non si ricada negli errori di cui in queste ore si sta discutendo e che sono sulle pagine di tutti i giornali. Se l'Inps paga due volte una persona è l'Inps che si deve accorgere, perché questo sta accadendo e lo sappiamo. Non si può mandare la Finanza a nome della Procura della Repubblica, che apre tutto, come è accaduto ieri, in giro per la regione Marche, dove ci sono imprenditori che hanno spostato la loro attività da un'altra parte. E' arrivata la finanza perché fa parte di quel 5% a cui accennava l'Assessore Bravi.
E' una cosa assurda, cari colleghi Consiglieri, quello che sta accadendo. Perchè? Basta leggere l'articolo 45, cosa c'è scritto? Che i soldi vengono dati a condizione che? No, c'è scritto “a tutti”, probabilmente poi c'è il furbetto che li prende due volte, però c'è un ente erogatore, Assessore Sciapichetti, che deve controllare se Zaffiri compare due volte. Io non posso andare a Monteprandone ed a Fermo, dove ho due uffici e fare due domande. Sono sempre Zaffiri. E allora si risponde con questo intervento pesante della Guardia di Finanza? Ma cosa siamo fuori di testa? Questo è il problema di fondo!
Su questa legge stamattina abbiamo parlato con il Presidente Biancani perché c'erano due o tre cose piccolissime, una è stata raccolta in un ordine del giorno con il quale impegneremo la Giunta, se verrà approvato, a dare un supporto tecnico a tutti i Comuni anche a quelli più piccoli magari per la stessa modulistica che vale da A a B, è una cosa molto semplice, poi è stato recepito dal Presidente un piccolo emendamento su un articolo che rende più chiara la legge.
Noi aspettavamo, voi lo sapete, la maggioranza lo sa, questo provvedimento che va verso una responsabilizzazione maggiore dei Sindaci, non ci fermiamo qui, non siamo soddisfatti, le minoranze non sono soddisfatte di questa legge perché vogliamo più responsabilità ai Sindaci, incalzeremo la maggioranza affinché si impegni maggiormente verso il Governo centrale per far si che queste nostre richieste vengano prese in considerazione, altrimenti è chiaro che in una regione come le Marche, con il territorio danneggiato per due terzi, avremo delle difficoltà.
Se questo è lo spirito, come c'è sembrato quando abbiamo parlato con il Presidente Biancani della III Commissione e come ha detto il Consigliere Zura Puntaroni, è chiaro che noi andiamo verso un consenso positivo su questa legge, però, Assessore Casini, lei è del ramo, sappia che noi non ci fermeremo qui perché la incalzeremo, perché vogliamo ulteriori responsabilità per i Sindaci, perché lei deve essere convinta che senza il coinvolgimento dei Sindaci non si fa la ricostruzione in questo territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Devo dire che non abbiamo avuto molto tempo per chiarire questa proposta di legge che, secondo noi, potrebbe avere qualche lato positivo, ma anche parecchi lati oscuri che sarebbero da approfondire, ma non abbiamo avuto il tempo materiale per poterlo fare, quindi diamo la nostra idea di quello che è questo atto.
Ho chiesto in Commissione che su questo provvedimento venissero coinvolte le popolazioni visto che riguarda i territori, perché il decreto terremoto prevede che siano anche i cittadini a decidere quello che riguarda la loro vita e le loro abitazioni, ma non è stato preso in considerazione.
Avevo chiesto in Commissione - il Commissario per la ricostruzione ha preso come consulente Stefano Boeri, quindi un urbanista straordinario – magari di interpellare questo straordinario urbanista, anche perché probabilmente viene pagato, soprattutto sui pareri vincolanti che si daranno nelle conferenze decisorie. Quindi anche la partecipazione dei cittadini di quei territori non è stata presa in considerazione. Facciamo tutto d'autorità, facciamo la legge, la Giunta regionale prepara una legge che passa in Commissione ed oggi viene approvata, tutto in una settimana praticamente!
I cittadini sono degli ologrammi che stanno a guardare e non contano nulla, la partecipazione dei cittadini la prevede il decreto terremoto, non lo dico io!
Il decreto terremoto prevede il coinvolgimento delle popolazioni nelle decisioni che riguardano la ricostruzione o in qualsiasi atto che riguardi la zona del cratere, non lo dico io, non ho la facoltà di inventarmi le cose, quando parlo so quello che dico a differenza di altri!
E' chiaro che siamo in una situazione un po' complicata perché mettersi contro una proposta che da una parte semplifica e dall'altra deroga tutto ..., perché noi dobbiamo sapere che questa legge che stiamo approvando deroga ai piani regolatori, deroga al Par, deroga al Pai, fa i condoni, praticamente condona gli abusi edilizi perché il d.p.r. 380/2001, articolo 34, comma 2 ter, prevede per gli abusi parziali una percentuale massima del 2%, quindi questo deroga anche quel 2%.
Non voglio fare qualcosa che va contro un principio, che messa in mano a persone che hanno una coscienza potrebbe servire ad accelerare i tempi della ricostruzione, messa in mano a persone, a Sindaci, che non hanno questa coscienza, potrebbe creare dei danni enormi e magari poi ci vorranno 10, 20 anni per recuperarli.
In linea di massima, tenendo conto che i condoni sono materia concorrente, non so se la Regione, su questo metto un punto interrogativo, essendo materia concorrente che attiene alla di finanza pubblica, è in grado di poter fare dei condoni.
Questa è la domanda che mi pongo: la Regione può fare dei condoni senza avere un accordo con lo Stato essendo una materia concorrente? Questo è un punto di domanda che non ho molto chiaro. Essendo materia concorrente la Regione può tranquillamente legiferare a proprio piacimento e sovraordinarsi ad una competenza dello Stato?
Vedete io faccio parte della minoranza, e pur essendo d'accordo su alcuni capitoli di questa proposta di legge, devo fare il dovere per cui sono stato eletto, non posso essere assoggettato a situazione del momento.
Credo che occorresse più tempo per valutare bene, con maggiore serenità e con maggiore razionalità questa proposta di legge. Non avendo avuto il tempo magari, probabilmente, stiamo andando fuori dal seminato, però credo che qualcosa debba essere fatto, quindi non so, non ho capito se questa proposta di legge va a vantaggio delle popolazioni colpite dal terremoto oppure va a vantaggio di quelle zone che si fanno parte del cratere, come Ascoli, Macerata, Tolentino, Fabriano, ma che non hanno avuto i danni delle zone principali.
Questa è la domanda che ho posto in Commissione e che riorto in questo Consiglio, cioè: questa legge porterà dei benefici ai terremotati, quelli veri? Perché la legge dice “danneggiati o distrutti”, danneggiati può significare una crepa nel muro o una crepa nella tamponatura, quindi il dubbio che ho e sul quale ho pensato molto è questo: questa legge andrà a vantaggio dei cittadini terremotati e sarà una legge che sveltirà tantissimo le pratiche di ricostruzione oppure andrà a vantaggio di quei Comuni che pure essendo nel cratere non hanno avuto danni distruttivi? Questo è il punto di domanda che io pongo a questo Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Anch'io ho diversi punti di domanda. Intanto l'iter della legge è stato eccessivamente rapido, qualcuno dirà: “C'è l'urgenza!” Giusto c'è l'urgenza, ma è una proposta di legge presentata dalla Giunta il 25 luglio, venuta in Commissione d'urgenza il 27, quindi due giorni dopo, votata subito, perché c'era la necessità di votarla subito, chiesti con urgenza il parere del Cal e del Crel, ed oggi la votazione in Aula.
Oggettivamente tempo per approfondire con la dovuta serietà che merita questa legge non credo ce ne sia stato, penso per tutti i Consiglieri qui presenti.
Credo che tutti noi abbiamo letto la legge, non è che non l'abbiamo letta, l'abbiamo letta tutti, però non c'è stato il tempo di riflettere su quali siano le reali conseguenze che non appaiono magari ad una prima lettura, ma che sono più profonde.
Ho presentato una serie di emendamenti e nell'illustrare le mie perplessità illustrerò anche gli emendamenti così mi aiutano anche a spiegare i miei dubbi.
Innanzitutto l'articolo 1, tutta questa legge deve essere concentrata, abbinata, all'emergenza terremoto, se è così va bene, ma se questa legge lascia le maniche larghe all'interpretazione personale di qualcuno, allora stiamo dando forse degli strumenti troppo potenti.
Ecco perché ho presentato un emendamento per cambiare la parola “nonché”, sembra una sciocchezza però le parole sono importanti, leggo il comma 1: questa legge detta disposizioni urgenti volte a semplificare ed accelerare gli interventi di riparazione o di ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti - e fino a qui niente da eccepire - poi c'è scritto: nonché a contribuire alla ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni.
Allora “nonché” in italiano significa inoltre, non solo, quindi significa che tutto quello che sta prima può essere messo da parte ed oltre a quello, inoltre, questa legge si occupa di semplificare per contribuire alla ripresa delle normali condizioni di vita.
Si capisce l'intento ma, penso che siate d'accordo con me, la frase è anche soggetta ad una interpretazione perché dentro ci possono stare tante cose e se quelle tante cose vanno a margine o al di fuori della ricostruzione del terremoto, può essere pericoloso. Ecco perché io propongo con un emendamento di cambiare la parola “nonché” con la parola “necessari”, cioè gli immobili danneggiati o distrutti necessari a contribuire alla ripresa, in questo modo credo sia più chiaro.
Se questo è l'ambito, inserendo la parola “necessari” tutto rientra in una logica, altrimenti questa disposizione, che a mio avviso è soggetta ad interpretazione ed apre a spazi che vanno al di fuori o a margine della ricostruzione post terremoto, potrebbe essere uno strumento pericoloso. Perché pericoloso? E andiamo all'articolo 2, il Comune che cosa deve fare? Si dà un potere enorme – passatemi il termine - al Comune perché si dice che il Comune deve fare una conferenza dei servizi per adottare una variante e le varianti, c'è scritto, possono derogare - leggo testualmente - ai Piani territoriali di coordinamento provinciali, al Piano paesaggistico ambientale regionale, al Piano di inquadramento territoriale, all'articolo 11 della legge 22, quella sull'assetto idrogeologico, e inoltre il Comune diventa autorità competente nel procedimento di valutazione ambientale strategica.
Praticamente il Comune può, tramite questa conferenza dei servizi, passare sopra tutto l'ordinamento regionale che è attuale e vigente. Allora nasce una domanda: ricostruzione si, ricostruzione veloce si, ma a tutti i costi e sopra tutto?
Questa è una domanda che dobbiamo porci perché se, come ha detto il Consigliere Giorgini, questo strumento così potente va in mano a persone preparate e qualificate certamente uscirà qualcosa di positivo, ma se questo strumento così potente va in mano a persone incompetenti oppure in malafede, speriamo di no, potrebbe diventare un grosso problema, potrebbe dare adito, ad esempio, a speculazioni, potrebbe dare adito a costruzioni selvagge. Speriamo di no, però dobbiamo capire che stiamo dando uno strumento che va in deroga a tutto e che può andare in deroga a tutto. “Si, ma c'è il parere degli enti” su questo ho chiesto una cosa, infatti ho fatto un emendamento, perché la procedura al limite potrebbe anche starci, non è che la critico tout court, c'è secondo me un punto critico che è quello del silenzio assenso. La procedura della conferenza dei servizi per norma dello Stato prevede che se un ente, faccio un esempio: un parco oppure la Sovrintendenza alle belle arti, non partecipa scatta il meccanismo del silenzio assenso. In Commissione ho posto questo problema e mi è stato detto che noi non possiamo intervenire, giustamente, sul meccanismo della conferenza dei servizi pena l'illegittimità. Giusto, per cui ho fatto un emendamento che non agisce sul meccanismo della conferenza dei servizi, ma agisce a posteriori, su quello che i Comuni fanno dopo che la conferenza dei servizi è stata fatta, e dice che il Comune che ha acquisito un parere tramite silenzio assenso non può andare avanti, questo perché, secondo me è giusto, con uno strumento così potente ogni ente si assuma la propria responsabilità e dia un parere che mi auguro sia vincolante, neanche questo è chiaro, non il parere della Regione, non c'è scritto. Ma il parere degli altri enti. Che almeno questo meccanismo del silenzio assenso non valga perché purtroppo, Presidente, è capitato in altre occasioni, non in questo caso, ma per altre situazioni, conferenze di servizi indette il 31 dicembre, indette il 4 gennaio, ovviamente strumentalmente, per far si che le persone non andassero. Ecco allora che ritorna il discorso del Sindaco che potrebbe utilizzare male questo strumento, quindi con il mio emendamento chiedo che almeno non valga il silenzio assenso.
L'articolo 3 mi pone anche altri quesiti, non è un condono, tecnicamente non è un condono, però gli assomiglia tanto, perché noi con questo articolo diamo la possibilità di accedere al contributo a quei soggetti che hanno costruito in parziale difformità dal titolo edilizio. Se noi ammettiamo a contributo chi ha fatto un abuso edilizio e gli diamo dei soldi, anche se non lo condoniamo, in realtà stiamo in qualche modo legittimando l'abuso, perché attenzione i soldi li diamo non per ricostruire senza l'abuso, ma per ricostruire l'abuso edilizio, la difformità edilizia.
Ecco che ritorno alla domanda: ricostruzione si, ma a tutti i costi?
Per questo ho fatto un emendamento che chiede l'abrogazione non di tutto l'articolo, ma del comma 2 perché, secondo me, è quello che grida maggiore vendetta. Il comma 2 dell'articolo 3 parla di abusi minori, quindi verrebbe da dire: ma se sono abusi minori proprio su quelli ti accanisci? Si, proprio su quelli, mentre gli altri abusi che sono citati sono quelli al comma 1 che comprometterebbero la stabilità dell'edificio, al comma 3 il discorso del piano casa e delle volumetrie, quelli del comma 2 sono gli abusi minori che in una procedura normale potrebbero essere sanati, quindi la mia domanda è: perché dobbiamo dare soldi pubblici per ricostruire un abuso che potrebbe essere sanato? Te lo ricostruisci con i soldi tuoi, privati, oppure fai la procedura ordinaria di sanatoria e poi accedi al finanziamento pubblico.
Non ci è stato spiegato così, c'è scritto Assessore, glielo leggo: “Nell'osservanza del principio di certezza delle posizioni giuridiche e di tutela dell'affidamento dei privati, non rilevando al comma 1 le parziali difformità, rispetto al titolo abilitativo legittimamente rilasciato, che il Comune espressamente ha accertato nell'ambito del procedimento edilizio che non ha contestato come abuso edilizio e che non considerato rilevanti ai fini dell'agibilità dell'immobile. Le suddette tolleranze sono asseverate ad un tecnico abilitato – quindi un tecnico va lì ed abilita – anche contestualmente alla domanda di contributo” quindi c'è il tecnico che scrive: può accedere al contributo. Poi lei interverrà, a noi è stato spiegato così. Dico delle cose inesatte? In Commissione è venuto fuori questo e ci è stato spiegato così, ribadisco quindi che abbiamo avuto poco tempo per approfondire con la dovuta serenità tutta quanta la legge.
Comunque Assessore al di là di questo aspetto tutto l'articolo 3 pone un quesito di legittimità, secondo me, vedremo quello che succederà, perché, ripeto, non è un condono, ma gli assomiglia tantissimo, quindi al di là del particolare, l'articolo 3, secondo me, è del tutto discutibile e pone degli interrogativi etici.
In ultimo ho fatto un emendamento per abrogare l'articolo 4 che chiede di andare in deroga in territorio agricolo alle distanze, perché sinceramente, a parte casi molto particolari, ed allora bisognerebbe chiedersi se vale la pena fare una legge per il singolo cittadino, non lo so, io penso che in territorio agricolo di spazio ce ne sia, quindi la necessità di andare in deroga alle distanze minime in territorio agricolo mi rimane di difficile comprensione. C'è stato detto che sono casi molto particolari, però, ripeto, se ce ne sono, vale la pena di coinvolgere tutto il territorio marchigiano per dei casi singoli? Non lo so. (…) Quelli che sono nell'ambito di applicazione della legge, ossia quelli che hanno avuto la casa danneggiata dal sisma. Sempre con l'interpretazione che ho detto prima al comma 1 del “nonché” che secondo me lascia ampi spazi di interpretazione.
Per tutte queste cose, sinceramente, a me rimangono molti dubbi, non si vuole ostacolare un processo di ricostruzione, lungi da me farlo, però la domanda di ricostruzione a tutti i costi, se è giusto o non è giusto farla, è un è un dubbio che mi rimane.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Siamo a quasi un anno dalla ricorrenza del primo sisma e ci troviamo a discutere una legge che è arrivata, come purtroppo sta succedendo sempre più frequentemente in quest'Aula e non solo relativamente alle questioni del sisma, in tempi che definire non congrui per un'analisi approfondita credo che sia forse anche riduttivo.
Voglio cogliere la parte positiva di questa proposta di legge perché da quasi un anno a questa parte molte forze politiche, Fratelli d'Italia che rappresento sicuramente è fra quelle, hanno chiesto con forza un coinvolgimento da parte dei responsabili dell'emergenza, non solo dei Sindaci e dei territori, ed anche la possibilità di avere leggi speciali che consentano una ricostruzione efficace, rapida ed efficiente.
Devo dire che alla base di proposta di legge ci sono queste richieste che vengono da molte parti politiche, per questo ovviamente va guardata, e lo voglio dire in maniera chiara, positivamente.
Quando si va a trattare una materia così complessa come quella delle autorizzazioni urbanistiche e dei vincoli che si sormontano nelle diverse zone colpite dal sisma, è certo che su questo un'analisi più approfondita probabilmente va fatta. Proprio perché è diversa una ricostruzione a Castelsantangelo sul Nera da una ricostruzione a Tolentino o a Macerata perché parliamo di realtà completamente diverse, con inserimenti in parchi o in zone ambientali, che non possono assolutamente essere paragonate.
In questo caso abbiamo una omogeneizzazione del trattamento che se in parte è giusto, come dicevo prima, perché consente, e forse arriva anche in maniera tardiva, di accelerare quello che fino ad oggi è stato fatto con il freno a mano tirato, dall'altra la presentazione in tempi così rapidi non ci hanno consentito ..., nel proseguo della seduta vedremo se effettivamente ci sarà spazio per accogliere parte degli emendamenti che i vari gruppi hanno presentato oppure sarà un provvedimento che non verrà rivoluzionato dai contributi che si è cercato di dare.
Questo perché? Forse aspettare una settimana e fare il Consiglio, che avevamo anche ipotizzato, l'8 agosto poteva anche essere preso in considerazione, consentire magari un incontro della Commissione con una delegazione dei Sindaci coinvolti per sentire su questo la loro opinione - probabilmente l'avrà fatto l'Assessore, ma quando una legge passa per la Commissione credo che ci debba essere il tempo per fare le dovute audizioni in modo che anche i vari Commissari possano sentire per dare un contributo fattivo e propositivo non certo uno scontro o in maniera negativa - poteva essere un valore aggiunto.
In questo caso la fretta che certamente c'è e che da più parti è stata evocata, arriva ad un anno di distanza, quindi questa proposta di legge presentata in fretta, ad una settimana da un anno quasi dal sisma, sembra quasi una scusante per andare avanti.
Ora, mettersi contro questa legge onestamente sarebbe difficile perché è stata chiesta ed evocata a più voci da chi è in prima linea, quindi dai Sindaci e da chi rappresenta quei territori, è pur vero che vanno valutate e previste e soprattutto vanno controllate quelle situazioni nelle quali ci potrebbe essere un utilizzo un po' a maglie larghe di quelle che sono le procedure e le deroghe.
Non la faccio molto lunga perché i Consiglieri prima di me si sono addentrati anche nella parte tecnica dei singoli articoli, devo dire che di proposte come questa ce ne vorrebbero forse anche di più per risolvere le tante problematiche che girano intorno al sisma, ci vorrebbe anche da parte della Giunta e di chi le propone la sensibilità di coinvolgere in maniera più trasparente, più chiara ed anche con tempi dovuti tutta la parte politica che è rappresentata in quest'Aula, quindi tutte le minoranze che sono all'interno delle Commissioni e che siedono in questi banchi proprio perché, l'abbiamo sempre detto, il nostro contributo alla soluzione del dramma terremoto vuole essere fattivo e non vuole essere distruttivo o di contrapposizione politica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Credo che sia arrivato il tempo della coerenza, nel senso che dobbiamo decidere insieme quale linea tenere se andiamo sulla stampa a dire che i tempi sono eccessivamente lunghi, che le normative nazionali non possono essere quelle ordinarie per un evento straordinario come quello del sisma. Questa è stata la critica principale in questi mesi a tutti gli interventi governativi sugli appalti e compagnia cantando.
Si dice giustamente che un evento straordinario di questa portata non si può gestire solo ed esclusivamente con la norma ordinaria perché i tempi si allungano eccessivamente e le conseguenze ricadono soprattutto sui cittadini terremotati per la lentezza che le normative ordinarie hanno, per lo più dovuta, per chi vuole andare a riabitare i luoghi propri.
Oppure dobbiamo decidere se la linea da tenere è quella di guardare le norme, dell'avere più tempo a disposizione per fare gli emendamenti, per discutere con tutti, per fare tutto e quindi allungare i tempi.
Entrambe le cose non è dato portare avanti. Se andiamo nei territori a dire che si agisce lentamente, che la colpa è tutta del Governo, della Regione, poi qui dobbiamo essere conseguenti – come mi sembra di capire che alcuni gruppi faranno - quando si portano delle norme che in qualche modo puntano solo ed esclusivamente a snellire le procedure burocratiche e non a modificare le leggi o a far costruire nei parchi naturali o a fare chissà quali cose immonde, ma solo ed esclusivamente ad accelerare l'iter di legge, io penso che non si possa andare tanto per il sottile.
Questa norma è stata approvata le scorse settimane ed ha avuto tutti i passaggi canonici e non solo formali ma sostanziali, perché è stata approfondita in un primo passaggio in III Commissione, che poi il Presidente in maniera molto opportuna ha riconvocato in data straordinaria ieri per la seconda volta per ulteriori approfondimenti, per ragionare e valutare anche gli emendamenti che sono stati proposti, per cui se i Consiglieri hanno avuto modo, giustamente, di fare gli emendamenti e di analizzare, penso che i tempi siano stati tutti rispettati. Quindi credo che non si possa disquisire su questo, oppure abbiate il coraggio di andare dai cittadini a dire: “Guardate dobbiamo aspettare ancora qualche settimana o qualche mese perché non sono stato in grado di leggere bene tutto l'atto e vorrei ancora parlarne e discuterne”.
L'altra cosa che sottolineo è che non si può andare in giro per i territori e chiedere di dare più potere ai Sindaci, che i Sindaci vanno coinvolti, sennò le decisioni calano tutte dall'alto, e quando i Sindaci vengono chiamati, l'ultima volta la più eclatante in Conferenza dei servizi per scegliere la destinazione dei soldi degli SMS, giù a criticare i Sindaci che prendono queste scelte perché chissà da dove le hanno prese, non bisogna far scegliere ai Sindaci perché chissà cosa si nasconde dietro.
Questa norma che dà facoltà ai Sindaci, convocate le conferenze dei servizi, ascoltati tutti gli enti preposti, di prendere delle decisioni, a loro che sono stati eletti nel territorio e che si dice siano quelli che conoscono il territorio, conoscono i cittadini e quindi sanno operare, loro sì, le scelte migliori, non la Regione o il Governo che impongono le norme.
Però quando poi si allargano un po' le maglie per dare più autonomia ai Sindaci, allora si chiede come utilizzeranno questa norma, per fare cosa, per accontentare gli amici o gli amici degli amici e quindi è bene che qualcun altro controlli le scelte dei Sindaci che per inciso si sono già espressi su questa norma.
Ho letto pareri del Cal, il Consiglio delle autonomie locali, in cui si dicevano “delibera a parere favorevole a condizione che …” e poi seguivano due pagine di condizioni, quindi erano pareri favorevoli molto sub judice, in questa occasione leggo i pareri del Cal e del Crel che deliberano di esprimere parere favorevole. Punto! Senza nessuna obiezione, senza nessuna contestazione, di fatto accogliendo per intero la norma proposta. Anche qui abbiamo fatto delle consultazione, certamente, ma poi i Sindaci si esprimo attraverso gli organi ufficiali che li rappresentano, in questo caso il Cal.
Mi sembra di poter dire che dietro a questa norma non si nasconde alcunché, c’era da aggiustare qualche virgola, qualche punto, qualcosa, forse si, ma ripeto i passaggi che ci sono stati hanno accolto queste osservazioni, tant’è che alcuni emendamenti sono stati proposti dalla Commissione, alcuni li propongono i singoli Consiglieri, poi vedremo se saranno approvati o meno, quindi ripeto tutta questa discussione sull’eccessiva celerità mi sembra più strumentale che non effettiva.
Sui singoli provvedimenti non entro nel tecnico perché l'ha già fatto il relatore e lo farà l’Assessore, ma mi sembra di poter dire che gridare all’inciucio, gridare al condono mascherato, mi sembra una cosa che non sta né in cielo né in terra, nel senso che si parla di norme per accelerare leggi che sono già in vigore, l’articolo 34 è una sanatoria già prevista dalla legge, non ce la inventiamo noi.
Quindi, ripeto, in una situazione assolutamente di emergenza, la viviamo tutti noi perché tutti noi frequentiamo, chi ci abita, chi come Consigliere eletto dal territorio va spesso a verificare lo stato dell’arte, quei luoghi, quindi credo che sia giusto e corretto dare priorità, su una bilancia ipotetica, al favorire un ritorno in tempi brevi piuttosto che a qualche ipotetica, e mi auguro non concreta, possibilità che qualcuno possa abusare di questo. Penso che in questa fase vada dato maggior risalto alla necessità di far abitare nuovamente nel più breve tempo possibile quei luoghi, laddove ci saranno, mi auguro che non ci saranno, degli abusi mi sembra che il sistema di controllo stia dando ampia garanzia sul fatto che questi verranno condannati. Chi di voi sta nei territori sa dei controlli che stanno facendo la Guardia di Finanza ed altri enti in questi giorni per verificare se i contributi del Cas ed altri sono stati dati effettivamente a chi ne aveva bisogno o se qualcuno ha tentato in maniera impropria di abusarne. Lo stanno verificando, quindi laddove ci sono dei singoli casi di abuso, la verifica viene effettuata, lambiccarsi il cervello su ipotetici abusi per non dare una strada prioritaria alla ricostruzione credo che non sia assolutamente in linea con quello che è il nostro mandato in questo periodo di emergenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Mi sento di dire che condivido in pieno questa proposta di legge, anzi siamo in forte ritardo, questa proposta doveva arrivare in Aula molto prima. È’ un atto teso ad accelerare la ricostruzione post sisma e a dare più potere ai Sindaci, potere che noi avevamo già chiesto tempo fa, perché un evento straordinario come il sisma doveva essere gestito con provvedimenti straordinari e non con provvedimenti ordinari. Non è accettabile che nostri conterranei in difficoltà debbano attendere mesi e mesi per vedere anche un solo barlume alla fine del tunnel post sisma.
Purtroppo, duole ricordarlo, l’amministrazione nella gestione emergenziale straordinaria, post emergenziale, ma anche nell’ordinaria che stiamo vivendo ormai da mesi, ha manifestato grosse lacune e carenze gestionali ed amministrative.
Ora bene se questa proposta di legge è concepita come uno strumento utile per malaugurati nuovi eventi, ma il passato non può assolutamente essere cancellato.
Non parliamo poi dei tira e molla sui Comuni da inserire nel cratere, non parliamo dei ritardi incredibili ed imbarazzanti sulle casette. Ricordo che quando c’è stato il terremoto all’Aquila dopo 25 giorni c’erano le casette, questo è un dato di fatto, oggi siamo arrivati purtroppo ad un anno.
Non parliamo dei no urbanistici e politici ai privati cittadini che a spese proprie volevano attrezzarsi con strutture amovibili, non parliamo poi del mare magnum di distinzioni ed eccezioni che abbiamo vissuto dal 24 agosto 2016.
La proposta di legge introduce norme di semplificazione per le varianti degli strumenti urbanistici previsti dal decreto legge 189/2016. Insomma si semplifica il processo di approvazione delle varianti ai piani regolatori con la conferenza dei servizi decisoria e si consente di sanare anche situazioni precedenti al sisma.
E’ per questo motivo che io voterò favorevolmente questa proposta di legge, però ribadisco ancora una volta che un evento straordinario come il terremoto doveva essere gestito con provvedimenti straordinari e bisognava dare più potere ai Sindaci già da tempo, siamo veramente in netto ritardo. Grazie.

PRESIENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Solo per fare la mia dichiarazione di voto nel corso del dibattito, come ha già fatto la Consigliera Marcozzi.
Annuncio un voto favorevole anche se guardo con attenzione ad alcuni emendamenti che sono stati presentati e che il Presidente Biancani ha già nominato, poi vedremo nel corso della votazione che cosa faremo.
Metà del mio intervento è già stato assorbito da quello che ha detto il Consigliere Micucci che in maniera molto chiara ha posto la questione fondamentale, che poi è una questione aperta, non è detto, però dire “mettiamoci d’accordo” è un dato.
In questi mesi siamo stati subissati da interventi, da scritti anche di associazioni ambientaliste, non le nomino, e di associazioni che curano la difesa dei beni ambientali, culturali, architettonici, dicendo che quello che stavamo facendo rispetto alle tre ordinanze di Bertolaso, non so quante decine con quelle di adesso, con l’attuale governo …
Questa procedura così complessa, sicuramente elaborata, garantista perché questa è la parola giusta da un punto di vista costituzionale, non è una procedura rispettosa nei confronti delle popolazioni e irrispettosa nei confronti degli amministratori locali per cui li vogliamo far soffrire, il Governo, la Regione li vogliono far soffrire e vogliono rendere loro la vita più complicata, è il frutto dell’esperienza dell’Aquila. All'inizio all’Aquila tutti hanno applaudito all’italiana a Bertolaso perché correva, era veloce, faceva tutto, poi quando sono nati i problemi non hanno più applaudito ed anche in questo tipo di osservazioni nascono i distinguo. Questo moralismo e questo doppio pessimismo è folle! Cioè fare il conto con gli uomini, ho sentito anche questo tipo di ragionamento, noi mettiamo in campo una procedura, che non mi sembra tutto questo manicomio, il Consigliere Giorgini ha fatto riferimento ai Sindaci, non so se mi sono sbagliato, qualcuno ci risponderà, Assessore Casini, mi sembra che le procedure siano in capo ai consigli comunali, mi pare di aver letto questo, però se mi sono sbagliato ed ha ragione il Consigliere Giorgini ce lo dica perché ha annunciato che lui sa sempre quello che dice, probabilmente è così, ma se fossero i Sindaci è un problema, se le procedure, come è scritto qui, sono in capo ai consigli comunali c’è già un’evidenza pubblica di quello che viene fatto, c’è il controllo delle minoranze che mi sembra estremamente interessante.
Lo dico perché? Perché per la sistemazione delle casette in qualche Comune stanno scoppiando polemiche e ci si lamenta del fatto che i Sindaci fanno tutto per conto loro, però al tempo stesso ci si lamenta del fatto che si è andati troppo per le lunghe perché tra i Sindaci ed i pareri della protezione civile sono stati necessari mesi per trovare le aree adeguate. Non è anche qui un fatto di rispetto, le aree non sono facili da trovare. Ho visto Arquata ed qualche altra frazione lì intorno che sono state le prime a partite, hanno delle zone pianeggianti, le conosco, è stato facile, in qualche altro Comune della Val Nerina oggettivamente è difficile, perché c’è un fiume che si è sollevato, altre zone pure …, allora giustamente la Protezione civile mette i paletti e i Sindaci se il Comune è grosso hanno alternative, se il Comune è piccolo non le hanno e questa discussione che a volte è durata qualche settimana o mesi ha creato problemi.
Allora, qual è la procedura giusta che deve essere adottata? Credo che in questo caso il bilanciamento degli interessi e dei pesi sia adeguato. Gridare al lupo, al lupo, rispetto ad eventuali abusi quando ci sono accelerazioni di pratiche, riduzione di termini, si salta qualche passaggio, quando alla fine sei dentro quella struttura, in verità anche pesante perché mi permetto di ricordare che già per le normali norme urbanistiche, Assessore Casini, noi riceviamo continuamente delle sollecitazioni da parte di cittadini, degli organi professionali, degli amministratori che ci dicono che sono troppo pesanti, è un modo per dire non costruite, è un modo per dire non fate le cose, dopo siamo in Italia e si sa che quando si alleggerisce eccessivamente qualcuno se ne approfitta, ma su questo presupposto qui, cari colleghi della minoranza, in modo particolare qualcuno che ha fatto un intervento in proposito, non si fa più nulla, perché mentre ascoltavo qualche intervento mi è venuto da pensare che qui stiamo dando poteri relativamente a qualche piccolo condono, stiamo dando il dimezzamento dei tempi, stiamo dando l’accelerazione per quanto riguarda la vendita o l’acquisizione di patrimoni, ma in questo Paese noi abbiamo leggi che danno il potere ad alcuni nostri cittadini di metterci in galera, abbiamo leggi che danno potere ad alcuni nostri cittadini di usare le armi, di poter sparare in pubblico e non è che prima di sparare sentono il Consigliere Giorgini o sentono a me per dirci “Guarda sto sparando, è giusto oppure no?” Oppure convoca un Consiglio comunale, quello spara e basta! Anch’io so interpretare, non è solo lei quello che capisce tutto, io so quello che dico, lei forse non sapeva quello che diceva quando ha parlato dei Sindaci invece che dei consigli comunali, ci sono i consigli comunali per decidere non solo i Sindaci. Adesso se è vero ha ragione lei, se non è vero sta facendo un po’ di terrorismo perché dice che le varianti le fanno i Sindaci! Se c’è scritto questo non voto questo atto, Assessore, se lei mi dice che c’è scritto questo e questa è l’interpretazione, come dice il Consigliere Giorgini, io non lo voto, se invece è vero che sono i consigli comunali, allora lo voto.
Detto questo il potere che noi diamo ai poliziotti, ai magistrati, a chi ci mette in galera è un potere enorme, non è che io dando questo potere mi pongo la questione: ma saranno buoni? Saranno capaci?” Chi ragiona così è meglio che stia a casa e non entri nelle Aule, non si metta a ragionare di politica, perché lei quando dà la responsabilità a qualcuno la dà lei, noi siamo i legislatori e diamo questa responsabilità all’esecutivo, alle magistrature e sappiamo che questo stesso esecutivo, e queste stesse magistrature un giorno potranno chiamarci a rispondere di reati, perché poi c’è questo uso. Do un potere a qualcuno che mi potrà arrestare, ma questa è la logica di un sistema civile, di un sistema democratico, di un sistema fondato sul diritto, dove le leggi possono essere perfette ma poi trovi anche le persone che non sono sempre all’altezza di …, e si creano giustamente i contrappesi per le garanzie, ma non possiamo paralizzarci.
Credo che questo sia un timido movimento, tra le altre cose suffragato e sostenuto dalla normativa nazionale che va verso quella necessaria semplificazione, non voglio dire per forza accelerazione, minima per cui chiuso con questa estate la fase di emergenza, perché ormai si sta chiudendo sostanzialmente dappertutto, io monitoro qualche Comune, non li monitoro tutti e 87 perché non ce la farei, con l’autunno possiamo iniziare seriamente questo processo.
Riceviamo come notizia favorevole, per me è stata una grande gioia sapere che da domenica abbiamo riaperto la parte maceratese del Parco nazionale dei Sibillini, con l’apertura di Visso, Castelsant'Angelo, Ussita, quindi approfitto dell’occasione per dire ai cittadini marchigiani invadiamo quelle zone, non ci portiamo da mangiare, mangiamoci le torte o quel poco che ci possono dare per dare un segnale che significa rimettere in moto l’economia, perché con questo la rimettiamo in moto ed anche con la necessaria ricostruzione fatta con tutte le garanzie e tutti i controlli che comunque questa norma prevede.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Pensavo di intervenire per la dichiarazione di voto alla fine delle votazioni, ma visto che alcuni colleghi l'hanno fatto ora, approfitto così liberiamo quel momento e attendiamo la conclusione della discussione con l’intervento dell’Assessore Casini.
Credo che sia una legge attesa di cui l’obiettivo di fondo è largamente condivisibile, cioè quello di dare una risposta tempestiva, concreta, di celerità, di risoluzione che ci viene richiesta dai territori.
Penso che questo sia l’aspetto di fondo più utile da sottolineare e del resto vale anche la pena fare una riflessione: non si può da un lato lamentarsi dei ritardi e dall’altro, quando si mettono sul piatto proposte di legge che provano a risolvere quei ritardi, lamentarsi di qualcosa che non va.
Dopodiché certo le leggi possono contenere delle imprecisioni, degli errori, sono sempre migliorabili, questo vale per tutte le leggi, non esiste una legge perfetta.
Ora è chiaro che anch’io avrei qualcosa da dire sul fatto che è sempre utile ricordare che noi abbiamo un dovere, quello cioè di contemperare la celerità degli interventi, la tempestività, con la chiarezza delle norme, la tempestività con la partecipazione democratica, con il ruolo delle istituzioni, quindi è chiaro che quando si vuole mettere in campo un intervento tempestivo accadono delle cose di cui spesso anche noi ci lamentiamo, cioè del fatto che abbiamo poco tempo per vedere, per approfondire, però se si vuole essere tempestivi bisogna contemperare le due cose.
Come contributo alla discussione ho anche presentato alcuni emendamenti, credo che sia importante che tutte queste norme, che sono utili, che danno delle risposte, vengano utilizzate per le finalità che sono quelle indicate dall’articolo 1.
Tutti noi abbiamo il dovere, e credo che sia stato fatto in Commissione, adesso so che ci sarà un’altra Commissione che ci consentirà prima della votazione di misurare anche il peso delle singole norme, dei singoli emendamenti, ed abbiamo la necessità di far sì che tutto l’articolato vada esattamente nel senso indicato dalla legge e dalle sue finalità, che non ci sia il rischio, che è molto italiano, ce lo dobbiamo dire, che una volta fatta una norma, una legge, questa venga poi anche per finalità diverse. Questa è una cosa che non ci possiamo permettere!
Quindi anche a questo scopo ho presentato alcuni emendamenti che magari ribadiscono alcuni aspetti che sono già contenuti nelle finalità iniziali, però credo che sia utile avere la certezza della norma e cioè il fatto che, in linea di massima e in conclusione, questa proposta di legge, che sarà legge dopo la votazione, sia riferita a coloro che hanno subìto dei danni, per aiutarli, per permettere loro di accedere alle risorse della ricostruzione in modo corretto ed essendo queste le finalità credo che ci sia chiarezza.
Penso che gli emendamenti, alcuni anche prodotti dalla Commissione, possano andare in questo senso, così daremo una risposta ai tanti cittadini che in tutti questi mesi ce le hanno chieste.
Alla luce di tutto questo e tenendo conto di quello che detto, dichiaro il voto favorevole del Movimento democratico e progressista.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Innanzitutto un po' di emozione perché la legge 34 è del 1992, dopo 25 anni si tocca questa legge anche se parzialmente, soltanto per un quadro normativo che è limitato. Ho sentito e voglio sgomberare subito il campo da dubbi che avete manifestato poco fa e che sono forse anche legittimi.
Le norme che andiamo ad approvare si possono applicare soltanto per gli edifici che hanno avuto lesioni gravi o non gravi che sono certificate dalle schede Edes, non abbiamo il dubbio sul danno lieve, il danno lieve deve essere certificato secondo le schede Edes e quindi sappiamo che c'è, per il danno grave ugualmente, la norma non può essere applicata ad un edificio per il quale io, Anna Casini, sostengo che ci sia un danno lieve. Il danno lieve, il danno, lo certifica chi lo deve certificare.
Altra cosa è il perimetro. Il perimetro è quello dell'area del cratere, quindi non inseriamo queste norme in un quadro generale, ma è un quadro di riferimento ristretto.
Voglio ringraziare, per me è stata una grande emozione fare questo atto in maniera così veloce, è vero siamo stati veloci, ma non è vero che non siamo stati trasparenti e partecipativi. Abbiamo avuto molte riunioni, le ho avute io come Assessore all'urbanistica, le ha avute la Commissione, le hanno avute gli uffici, abbiamo avuto riunioni con Boeri, quindi siamo partiti dalle riunioni con Boeri alle riunioni con i cittadini, alle riunioni con gli ordini professionali che ci hanno chiesto dei punti specifici e ci hanno detto: “La legge regionale ha delle carenze che ci creano delle problematiche di tipo burocratico, potete risolverle e rendere più celeri le procedure?” Questo abbiamo fatto.
Non abbiamo introdotto nuove procedure oppure deroghe particolari, perché quando si parla di deroghe rispetto ai condoni non è che inseriamo nuove fattispecie rispetto alla conformità urbanistica. Noi diciamo, a differenza di come si fa in altre Regioni, questo lo dico al Consigliere Bisonni, dove prima si fa fare la Scia … Io ho la casa inagibile, ho fatto un bagnetto, quindi il piccolo abuso, nelle aree interne l'abuso è di “necessità”, può essere il bagno, può essere la finestra aperta, possono essere i 20 centimetri in più del solaio quando è stato rifatto, questi sono gli abusi minori, però quando il geometra, l'architetto, l'ingegnere vanno a vedere lo stato attuale, se lo trovano leggermente diverso dallo stato reale, lo stato attuale è approvato rispetto allo stato reale, lì si blocca tutto, ma non si blocca perché non si può sanare, si può sanare, addirittura la Regione Lazio fa sanare con la Scia.
Il problema è ridurre i termini, invece di far fare al povero disgraziato che ha avuto la casa lesionata prima la Scia e poi la procedura di ricostruzione, si fa un'unica procedura nella quale c'è un'autocertificazione nella quale il proprietario e il progettista dicono io ho commesso un abuso, la sanatoria è onerosa, non è che la sanatoria non è onerosa, chi dovrà sanare l'abuso dovrà pagare quello che lo Stato prevede, dopodiché se sarà sanabile, perché ci sono le fattispecie sanabili e non sanabili stabilite da una legge nazionale, a quel punto proseguirà il percorso di ricostruzione.
Non è che noi introduciamo il condono edilizio delle Marche, non è questo, la cosa che ci è stata chiesta, quella che i tecnici ci dicono è che ci sono delle piccole differenze che non consentono di presentare un progetto, perché se si presenta lo stato attuale non è uguale allo stato reale. Quindi questa è stata la prima cosa.
Come seconda cosa c'è stato chiesto da molti cittadini, a me è stato chiesto da molti cittadini, ho incontrato tanti Comitati, ho incontrato tanti Sindaci, li ho incontrati tutti, perché in tutte le riunioni che abbiamo fatto dei comitati i Sindaci erano presenti ed anche i tecnici comunali, è quella delle varianti, ma la variante in questo caso veloce. Tutti chiedo la possibilità di mettere delle strutture mobili tipo camper, tipo roulotte, questo non si può fare perché, mi dispiace e rispondo alla Consigliera Marcozzi, la legge nazionale 380 stabilisce che anche la roulotte se non sta in un campeggio è un volume e quindi non può stare lì, perché nella roulotte ci si cucina, ha degli scarichi, ha in ogni caso i reflui, c'è il problema della adduzione dell'acqua e quindi non la si può tenere perché in ogni caso determina una modificazione urbanistica. Questo lo dice la legge nazionale. Che cosa abbiamo detto noi? Facciamo velocizzare le varianti che possono anche individuare delle aree che siano però perimetrate, dove si fanno delle opere di urbanizzazione che servano a chi vuole tornare in quei luoghi e non ha ancora potuto mettere a posto la casa perché magari ci vorranno due o tre anni, per stare lì in estate, in un luogo che sia idoneo e non sia un mettere casette a destra ed a sinistra.
Credo che questa norma ..., e ringrazio tanto gli uffici che ci hanno lavorato, vorrei ringraziare l'avv. Nobile, il dirigente Bucci per la professionalità, lo conosco da 20 anni ed è stato un piacere lavorare con lui, ed il segretario generale, oltre che la Commissione tutta perché devo dire che il Presidente Biancani, ma tutti voi che siete in Commissione avete capito quale fosse lo spirito. Lo spirito di dire raccolgo delle esigenze ed all'interno del quadro normativo, che sia il dirigente Bucci che io conosciamo abbastanza per averci lavorato per oltre 20 anni, cerco di rendere più veloce tutto.
Non è vero che si cambiano le modalità, viene introdotta la possibilità di fare alcune varianti con l'articolo 15, comma 5, che invece di tenere pubblicata una cosa a 60 giorni, farla a 15, e Consigliere Giorgini non è vero che non c'è più la partecipazione, perché la legge sul terremoto dice che per la ricostruzione ..., non le norme regionali, ci mancherebbe altro che noi discutessimo con ogni cittadino la norma regionale, la norma regionale va discussa con le associazioni di categoria, con i comitati, con i Sindaci e con i consigli, non può essere approvata una variante urbanistica dal Sindaco, è vietato, è il consiglio comunale, se poi lei ritiene che i consigli comunali non siano rappresentativi, questa è una questione che attiene alle sue idee, perché io ritengo che in un Comune democraticamente eletto i consigli siano rappresentativi di tutti i cittadini e quindi credo che, come la legge stabilisce, spetti a loro approvare il piano regolatore.
Signori, anche oggi con la legge 34 è il consiglio che approva il piano regolatore, non lo abbiamo introdotto noi, le varianti ordinarie vengono adottate definitivamente ed approvate dai consigli comunali. E' già da 15 anni, questa cosa non la stiamo introducendo noi, insomma leggiamo le norme, l'articolo 26 della legge 34, noi stiamo semplicemente dicendo che invece di metterci 60 giorni ce ne metteremo 15 e parliamo di piccoli Comuni, perché in realtà i Comuni che beneficeranno di questa norma sono molto piccoli ed hanno delle esigenze veramente risibili.
Ripeto, non c'è nessuna deroga, c'è invece un grande snellimento perché, come prima diceva il Presidente Biancani, passiamo da una media di 6 mesi per una variante a 2 mesi. Questo non significa che non ci sarà la discussione sulla variante, significa solo che tutti gli enti dovranno essere più veloci nell'esprimere i pareri e questo mi sembra un atteggiamento virtuoso. Quindi credo che sia stato fatto un grande lavoro di squadra questa volta, è stato raccogliere le esigenze e cercare di risolverne alcune perché ce ne sono altre, come per esempio le zone paesaggisticamente tutelate che sono di competenza nazionale, quindi noi abbiamo semplicemente modificato, nella logica dello snellimento amministrativo, le norme regionali, ma non modificando le tipologie di chi approva perché, ripeto, i consigli comunali approvavano e approvano le varianti ordinarie ai piani regolatori, le approveranno un po' più velocemente nelle zone del cratere perché lì c'è la necessità di accelerare i tempi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Vorrei chiedere cinque minuti di sospensione per dare la possibilità alla III Commissione di valutare un ulteriore emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene sospendiamo la seduta e ci rivediamo fra poco.

La seduta è sospesa alle ore 12,00.

La seduta riprende alle ore 12,45.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1/2 a firma del Consigliere Bisonni. Decaduto.

Emendamento 1/3 a firma del Consigliere Busilacchi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2.
Emendamento 2/1 a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Busilacchi. Decaduto.

Emendamento 2/3 a firma a firma del Consigliere Bisonni. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3.
Emendamento 3/01 a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 3/1 a firma del Consigliere Busilacchi. Ritirato.

Emendamento 3/2 a firma del Consigliere Bisonni. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 3/2 bis a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 3/3 a firma del Consigliere Busilacchi. Ritirato.

Emendamento 3/3 bis a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4.
Emendamento 4/1 a firma del Consigliere Bisonni. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 4/2 a firma del Consigliere Zura Puntaroni. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8 (Dichiarazione d’urgenza). Maggioranza assoluta. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Zaffiri, Leonardi, Marcozzi. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Innanzitutto vorrei sottolineare il clima sicuramente più favorevole che c’è questa mattina in quest’Aula rispetto a quello che c’è stato due settimane fa quando abbiamo dato corso alla delibera sulla variazione di bilancio.
Credo che questo sia il clima adatto per parlare di temi così importanti che ci vedono in una situazione di emergenza, infatti quello che è emerso dagli interventi ha sottolineato più volte questo aspetto, perché l’impegno vero sin dal primo momento è stato quello, sono parole che noi abbiamo sempre ripetuto durante tutti i passaggi che hanno riguardato il terremoto, di accelerare i processi e questa è una cosa che dovrà andare avanti fino a quando non saremo in una situazione in cui la ricostruzione, noi ci auguriamo che possa essere completata nel più breve tempo possibile, sarà messa dentro a dei binari e potrà camminare in maniera molto spedita e veloce.
Noi in questo frangente, non è passato ancora un anno, abbiamo gettato delle basi importantissime. L'abbiamo detto sin dall'inizio ed eravamo presenti tutti quando nei convegni ed anche in quest’Aula spesso riprendevamo le parole di illustri professori che ci dicevano che in situazioni di emergenza non sono i territori che si devono piegare alle norme, ma sono le norme che si devono adattare a delle situazioni di straordinaria importanza.
Noi oltre che fare questo, l'abbiamo fatto con grandissimo rigore perché trovare l’equilibrio tra l’emergenza, la velocità di intervenire, e il rispetto rigoroso delle norme, implica un grandissimo lavoro e se non c’è un lavoro di squadra tra la parte politica, le strutture della Regione Marche, le strutture governative, diventa un lavoro molto difficile e complicato.
Credo che la legge di oggi sia un passo importantissimo, io non ho mai amato le materie urbanistiche, forse annoiano più di altre, sono più dentro le materie di bilancio, che sono ancora più noiose di queste, ognuno ha le sue predisposizioni, però credo che, da alcune cose che ho sentito stamattina in quest’Aula dall’Assessore, dagli interventi dei Consiglieri, dal Presidente della Commissione, sia importante velocizzare i processi. Di queste cose ne parlavamo anche in tempi in cui l'emergenza non c’era, perché spesso ci siamo resi conto della farraginosità di certi percorsi urbanistici non più al passo con i tempi, credo che ora il terremoto imponga di fare delle procedure, come abbiamo fatto oggi, condivise, ma dobbiamo essere bravi, e questo lo dico con grande senso di responsabilità e soprattutto di disponibilità da parte di tutta la maggioranza, ad accelerare anche i nostri processi, noi dobbiamo essere capaci di metabolizzare questi percorsi, queste norme in una maniera molto più veloce di quanto possa fare un Consiglio regionale in tempi normali.
Ringrazio tutti perché credo che questo sia lo spirito giusto con cui affrontare questa importantissima legge per proseguire nei prossimi interventi.
Gli interventi da fare sono tantissimi, lo sapete, leggiamo anche delle polemiche che ci sono su alcune procedure. Sul camminare insieme delle procedure e dell'avviamento dei controlli ricordo che noi siamo stati molto precisi e puntuali sin dall’inizio.
E’ chiaro che le procedure vanno avanti, ma è chiaro che parallelamente si muovono anche dei controlli rigorosi e più sarà accentuata la ripresa, più saranno accentuati i controlli.
Oggi sono molto soddisfatto e soprattutto molto fiducioso di quello che potrà dare questa normativa nei mesi a venire.
Credo che alla ripresa dopo la pausa estiva, passato un anno dal terremoto, oltre alle celebrazioni che ci saranno, potremmo fare il punto preciso su quello che è stato fatto e su come sta andando avanti la ricostruzione.
Sono molto fiducioso ed anche se tra mille polemiche noi siamo coscienti del lavoro che abbiamo fatto e siamo convinti che abbiamo messo in campo un impegno molto importante, che ci permetterà, nei prossimi anni, di dare risposte serie e concrete.
Grazie a tutti, chiaramente il voto del Partito Democratico sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questa mattina, concordiamo con il capogruppo Urbinati, c'è un clima diverso, però diciamo chiaramente al Consigliere Urbinati che sulle leggi quando c'è la disponibilità della maggioranza, del Partito Democratico, in Consiglio, nelle Commissioni, a discutere ad essere aperti è una vera democrazia, ma quando si arriva qua o si arriva in Commissione con l’arroganza del potere, prendere o lasciare, è chiaro che non c’è democrazia. Questo è evidente Consigliere Urbinati.
Come forze politiche di minoranza noi auspichiamo questo lavoro, perché questo è il nostro compito, però è soprattutto compito della maggioranza essere disponibile a poter ragionare, non dico di concludere positivamente, ma a ragionare, e questo è un aspetto, come lei sa benissimo, di democrazia.
Noi concordiamo pienamente sulle sue affermazioni che poc'anzi ha fatto, anche in riferimento a un ragionamento molto semplice che noi abbiamo già introdotto qualche minuto fa, si avvii un ruolo diverso per quanto riguarda i Sindaci. Questo è un aspetto essenziale. E' da settembre 2016 che diciamo che il ruolo dei Sindaci va cambiato, dovevano essere compresi nei provvedimenti del Governo. Prima ho detto meglio tardi che mai e il Partito Democratico delle Marche mi sembra che cominci a ragionare sul fatto che il ruolo dei Sindaci è indispensabile, Presidente Ceriscioli. E' indispensabile per la ricostruzione, perché se noi li coinvolgiamo maggiormente nelle loro responsabilità, i piani di ricostruzione partiranno ed andranno avanti, altrimenti moriranno là e passeranno 4, 5, 6, 7, 8 Presidenti, non lo so, 40 anni. Allora credo che questa sia l'impostazione giusta.
Noi questa mattina abbiamo detto, come forza di minoranza, che è l'avvio, lo sosteniamo, sosteniamo lei Assessore perché affermi nella sede centrale e soprattutto con il Commissario per la ricostruzione Errani, un ruolo ancora diverso e ancora più forte per i Sindaci. Questo passaggio è indispensabile.
Per quanto riguarda i controlli, l’ho detto stamattina e lo riaccenno in questo mio passaggio, noi siamo perfettamente d'accordo sui controlli, ma controlli su leggi fatte bene, capogruppo Urbinati, ma le leggi il legislatore le ha scritte male, ed ho detto stamattina con le zampe di gallina, perché qualche articolo del decreto 189, compreso l'articolo 45, per come è stato scritto è un mostro, siccome è stato scritto in modo sbagliato adesso si mettono in moto azioni coercitive per mandare un messaggio forte.
Questo metodo noi non lo accettiamo, lo denunciamo da dentro quest’Aula, lo denunceremo alla comunità marchigiana, perché è una cosa assurda che in una situazione difficile che tocca la regione Marche ci siano momenti sanzionatori e quando arrivano i controlli non vengono controllate le Partite Iva solo in merito all'articolo 45, questo è il problema di fondo che deve essere chiaro, viene controllato su tutto, anche cose che non hanno niente a che fare con il terremoto, con i 5.000 euro del terremoto che sono stati dati. Questo è un abuso di potere. Chi va a controllare è mandato da un terzo soggetto che ha ordinato di andare a fare il controllo. Questo ci fa imbufalire! Ci fa imbufalire questa situazione Presidente. E' una cosa assurda! Un conto sono i controlli, e vogliamo essere chiari e trasparenti anche dentro quest’Aula perché non vogliamo proteggere nessuno, un conto sono i controlli quando vengono fatti su una cosa iniqua, scritta male, non c’è bisogno che lo dica il Consigliere Zaffiri, basta prendere la legge.
Credo che la Giunta su questo aspetto debba fare una virata e debba intervenire perché non si diffonda in tutta la regione questo allarmismo che in queste ore sta emergendo, perché è da qualche ora che sono iniziati questi controlli.
Per questo motivo noi voteremo a favore e auspichiamo che questo, ripeto e concludo, sia l’avvio di un rapporto diverso, ma soprattutto che sia l’avvio per responsabilizzare maggiormente i Sindaci della nostra regione che sono incappati nel dramma del terremoto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Vorrei fare alcune considerazioni perché non credo che questa sia una proposta di legge sulla quale bisogna fare contestazioni politiche, non è il caso e non le voglio fare, solo alcune precisazioni.
Il fatto che il Consigliere Marconi abbia parlato del Sindaco, nei Comuni del cratere il Sindaco è quasi sempre il consiglio, quasi sempre, nella totalità, lei lo dovrebbe sapere,. Addirittura ci sono Comuni, lei non conosce forse le zone, magari ha parlato di Comuni più grandi, in cui il Sindaco decide, non credo che lei in questa Aula conti più del Presidente Ceriscioli, quindi decide il Presidente Ceriscioli anche in Giunta. Volevo far presente che i Sindaci hanno un potere enorme, anche sul consiglio.
Senza voler fare polemica con l'Assessore Casini, lei ha detto che ha contattato, torno sempre su quel punto lì, molti comitati, a me non risulta, comunque oggi qui ci sono due comitati, uno Arquata per Arquata, sono qui e non sanno nulla di quello che sta succedendo in Aula, lei ha detto, se non sbaglio, che il coinvolgimento dei cittadini non riguarda la costruzione, allora le leggo l’articolo 11 del decreto legge 189 che lei dovrebbe conoscere molto bene, sicuramente lo conosce bene:“Interventi su centri storici e su centri e nuclei urbani e rurali in vigore dal 18 dicembre 2016 modificato dalla legge 15/12/2016 n. 229 allegato 1. Entro 150 giorni dalla perimetrazione dei centri e nuclei individuati ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera e), gli uffici speciali per la ricostruzione, assicurando un ampio coinvolgimento delle popolazioni interessate, curano la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione ai sensi dell'articolo 3, comma 3, predisponendo strumenti urbanistici attuativi”. No, io sto parlando della partecipazione dei cittadini alle decisioni …, se me la spiega la ringrazio.
Vorrei concludere dicendo che il nostro voto sarà di astensione per il semplice fatto che non abbiamo avuto il tempo di approfondire questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Le spiego perché non mi piace che rimangano sospese delle cose.
L'articolo a cui lei ha fatto riferimento tratta delle perimetrazioni che non sono ancora iniziate, sono le perimetrazioni dei borghi delle frazioni molto colpite dal terremoto che verranno fatte dai Comuni insieme all'ufficio per la ricostruzione con la partecipazione di tutti i cittadini.
Questa legge non parla di queste cose, sono due cose completamente diverse, questa legge non parla dei piani attuativi di cui sopra, è una legge che attiene a delle fattispecie completamente diverse, quindi teniamole separate sennò si entra in confusione.
Come dice il Presidente: ricostruire una frazione come Pescara del Tronto, prendo quella che mi è più cara, è un procedimento molto lungo, prima di tutto non si sa se si potrà rifare, lì c’è tutta la questione geologica, ma c'è una questione antropologica, c'è una questione psicologica, c'è la questione di far ritrovare alle persone quello che hanno perso, cioè la motivazione, quindi ci vuole tempo, ci vorranno tempi di ascolto della popolazione molto lunghi.
Questa invece è parallela, laddove si può ricostruire lo si faccia velocemente lasciando le nostre energie alla discussione di come ricostruire dove forse non potremo più ricostruire né dov’era, né com’era.
Bisognerà che ce lo diranno i cittadini di quei luoghi, come vogliono e quali sono i luoghi che possono stimolare ancora le emozioni che davano quelli distrutti, non è un percorso facile, è molto difficile ed io sinceramente mi rammarico molto che non sia ancora iniziato perché noi non lo possiamo iniziare. Lei lo sa, non è una nostra competenza. Questo percorso doveva già essere iniziato, bisogna cominciare a pensare a questi luoghi, l’ha detto anche Boeri quando è venuto, bisogna cominciare a ragionare ed avere a disposizione figure che sanno anche trasfondere in quei luoghi ciò che desiderano i residenti e quelli delle seconde case e non è una cosa semplice.

Proposta di legge n. 156, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 319
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Politiche regionali per la promozione della cultura della legalità”

Interrogazione n. 324
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Insufficiente applicazione della legge regionale n. 16 del 7 luglio 2014 ‘Disposizioni per l’attuazione delle politiche regionali per la promozione della cultura della legalità”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 319 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia e l’interrogazione n. 324 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, L’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Queste interrogazioni alle quali rispondo, costituiscono anche l'occasione per affrontare più in generale il tema della sicurezza, della legalità, tra l’altro dopo parleremo della nuova legge che è all'esame ed all'attenzione di questo Consiglio regionale e che, secondo me, lo vedremo dopo, dà maggiori strumenti perché il tema di fondo, e lo dico in premessa nella risposta alle due interrogazioni, e questo noi lo sappiamo, è che le competenze dello Stato sono esclusive in materia di ordine pubblico e sicurezza.
Rispetto a queste l’istituzione Regione non ha la possibilità di utilizzare strumenti specifici per garantire quella che pure viene avvertita come un'assoluta priorità, un'esigenza da parte della nostra comunità.
Vedremo come le recenti disposizioni, ne parleremo dopo, di carattere nazionale, penso al decreto legge 14 poi convertito nella cosiddetta sicurezza integrata e sicurezza urbana, preveda un coinvolgimento, una sinergia tra tutte le istituzioni. Anche qui, dal mio punto di vista, è insufficiente il ruolo che viene delineato per la Regione, se ad esempio pensiamo ai patti della sicurezza che vengono stipulati tra Sindaci e Prefetti, la Regione non viene neanche menzionata, in tutto questo c’è un limite.
Passando nello specifico all’interrogazione del Consigliere Zaffiri, cercherò di sintetizzare la risposta molto lunga.
Con deliberazione n. 978 è stato modificato il protocollo d'intesa, siglato il 31 giugno 2011, tra l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati, la Prefettura di Pesaro-Urbino, la Regione Marche, la Provincia di Pesaro-Urbino, i Comuni di Fano, Isola del Piano e Pesaro, la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, alcune associazioni, finalizzato a dare una nuova destinazione d’uso ai beni sottoposti a confisca da parte dell'autorità giudiziaria nei Comuni di Fano, Isola del Piano e Pesaro al fine di creare attività di tipo agroturistico e didattico.
La modifica apportata dalla deliberazione di Giunta regionale n. 978 era dovuta al fatto che era stata constatata l'impossibilità per ragioni economiche di perseguire, in tempi brevi e nella sua integrità, il progetto iniziale, così come definito dal protocollo.
Nel 2014 il Sindaco di Isola del Piano unitamente al responsabile di “Libera terra Pesaro e Urbino” ha proposto di accantonare temporaneamente tale progetto originale più strettamente economico per privilegiare la progettualità di tipo culturale, didattico, e di sensibilizzazione del territorio proseguendo nella direzione già seguita nei primi anni e di assegnare in via transitoria il bene ad un soggetto sociale senza scopo di lucro.
Inoltre grazie ai tradizionali rapporti collaborativi attivati tra la Regione Marche e la Prefettura di Ancona, in virtù del protocollo di intesa a suo tempo sottoscritto tra il Ministero dell'interno e la Regione stessa, questo ente dispone dei dati SDI sulla delittuosità riferiti alle Province e ai Comuni delle Marche dal 2014 al 2015. A breve si invierà alla Prefettura la richiesta per avere la documentazione relativa all'anno 2016.
Per comprendere l'importanza e la ricaduta conoscitiva di queste informazioni si vuole ricordare che a partire dal 2004 è entrato in vigore il cosiddetto “sistema informativo SDI” (acronimo di sistema di indagine). Si tratta di una banca dati interamente informatizzata dove vengono registrati non solo i reati veri e propri ma anche ogni avvenimento di interesse per le forze dell’ordine. Entro l’anno l’ente regionale metterà a disposizione on-line in modo accessibile a tutti questa importante serie storica con una forte valenza strategica, anche di natura predittiva, sull’applicazione di politiche di sicurezza mirate soprattutto da parte dei Comuni.
La legge 16 del 2014, che ci apprestiamo ad abrogare, all’articolo 12 prevede che la Regione Marche promuova intese con organi dello Stato, Anci e Upi volte a costituire un tavolo di concertazione permanente in materia di politiche integrate di promozione della legalità.
Al tavolo sono invitati a partecipare i Prefetti, i Questori, il Procuratore generale della Repubblica, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale del Comune capoluogo di regione, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori. Il tavolo in particolare è volto a favorire lo scambio di conoscenze e di informazioni sui fenomeni dell’illegalità, coordinare le iniziative locali per la sicurezza con particolare riferimento alla promozione di intese ed accordi previsti dalla citata legge. Prevederemo poi la consulta in questa nuova disposizione.
Essendo attualmente una fase transitoria, in attesa dell’approvazione della proposta di legge n. 126 ,che abroga la legge 16, il tavolo sarà convocato solo quando verranno definite le nuove linee guida in materia e questo potrà sicuramente essere il luogo in cui avviare ulteriori iniziative in merito al fenomeno dell’infiltrazione mafiosa, conformemente a quanto previsto dalle nuove normative.
Infatti, tale proposta di legge prevede, all'interno della consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile, l’istituzione di una sede di concertazione sui beni e aziende sequestrati e confiscati al fine di favorire la promozione, consultazione e supporto delle attività di programmazione, monitoraggio e controllo nelle azioni di valorizzazione dell’utilizzo dei beni confiscati e la piena attuazione e il coordinamento tra le associazioni di volontariato e di promozione sociale, il mondo della cooperazione, le organizzazioni sindacali e le associazioni dei datori di lavoro più rappresentative a livello regionale.
In particolare la proposta di legge 126 istituisce interventi per prevenire l’usura, misure finalizzate ad un proficuo riutilizzo a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa attraverso l'assistenza agli enti locali assegnatari di tali beni, campagne di sensibilizzazione ed interventi di assistenza e di aiuto alle vittime innocenti dei reati di stampo mafioso, della criminalità organizzata, dei fenomeni corruttivi, dell’usura e del racket.
E’ prevista inoltre l’istituzione della Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie per la promozione della cittadinanza responsabile, che dovrà tenersi il 21 marzo di ogni anno, al fine di promuovere l’educazione, l'informazione e la sensibilizzazione in materia di legalità e di cittadinanza responsabile su tutto il territorio.
Tale proposta di legge è stata frutto di una proficua attività di studio e collaborazione che ha coinvolto tutte le forze dell’Assemblea legislativa, proprio nella considerazione dell’emergenza di nuovi fenomeni criminosi nella regione Marche, di cui la stessa vuole farsi carico nel limite delle competenze costituzionalmente previste e nella piena interazione con le istituzioni preposte alla sicurezza ed all'ordine pubblico.
Questa era in occasione dell’interrogazione del Consigliere Zaffiri, ma le due sono abbastanza coordinate.
Per quanto riguarda l’interrogazione del Consigliere Fabbri, nello specifico, questa Regione negli anni ha finanziato numerosi progetti presentati dagli enti locali per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nelle città marchigiane.
Dopo l’insediamento della Giunta, gli uffici competenti delle politiche di sicurezza urbana si sono trovati ad affrontare la predisposizione degli atti e dei pagamenti a saldo dei progetti in materia di sicurezza urbana presentati nelle annualità 2005/2012 nella fattispecie sono stati valutati i rendiconti delle attività realizzate da 36 enti locali.
Dopo queste accurate e approfondite valutazioni, si è proceduto al pagamento del saldo dei suddetti progetti: nel 2015 sono stati previsti a bilancio 294.000 euro, nel 2016 192.000 euro. Inoltre, poiché alcuni pagamenti sono rimasti in sospeso nell’annualità 2016, nel bilancio 2017 sono stati previsti ulteriori 80.000 euro per procedere al saldo conclusivo delle suddette progettualità.
Tali progetti hanno riguardato la maggior parte degli enti locali delle Marche, in particolare il bando era rivolto a Province, Comuni singoli con popolazione superiore a 5.000 abitanti, Unioni di Comuni e Unioni montane, raggruppamenti di Comuni e Ambiti territoriali.
I suddetti progetti hanno avuto ad oggetto il rafforzamento della prevenzione sociale nei confronti delle aree territoriali e dei soggetti a rischio di esposizione ad attività criminose, come potenziali vittime o autori dei reati; la riqualificazione urbanistica e la rivitalizzazione di parti del territorio e degli spazi pubblici con iniziative finalizzate al miglioramento delle condizioni di sicurezza e di maggiore libertà di movimento delle persone oltre che alla dissuasione delle manifestazioni di criminalità diffusa; lo sviluppo delle attività di prevenzione e di mediazione dei conflitti sociali e culturali; la prevenzione e la riduzione dei danni derivanti da atti vandalici; l’assistenza e l’aiuto alle vittime di reato e il potenziamento dell’attività di polizia locale.
Inoltre nel 2015 sono stati messi a bilancio 20.000 euro a seguito di una gara per la fornitura di servizi di inserimento dati presso la Procura della Repubblica di Ancona e del tribunale di Ancona.
Proprio in riferimento a ciò, grazie ai tradizionali rapporti collaborativi con il Ministero dell’interno e la Regione Marche, abbiamo a disposizione, come dicevo prima, i dati SDI sulla delittuosità riferiti alle Province e ai Comuni delle Marche.
Inoltre, al fine di promuovere e diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile coinvolgendo anche le organizzazioni del terzo settore che operano nel campo dell’educazione alla legalità e per il sostegno delle vittime, l’Assessorato nel 2017 proporrà la realizzazione di un vademecum destinato a tutti i nuclei familiari delle Marche in collaborazione con l'associazione “Insieme in sicurezza onlus”, è una raccolta di suggerimenti per vivere bene e in sicurezza rafforzando il senso di appartenenza alla stessa comunità. Uno strumento prezioso di cui la Regione Marche, tra le poche in Italia, si vuole dotare come segnale di attenzione e presenza sul territorio. L’intento è quello di perseguire il principio della ‘mutualità di vicinato’ che non è controllo ma significa aiuto e solidarietà, pienamente in linea con l’impegno assunto da questa amministrazione che è quello di dare sicurezza come bene primario soprattutto per i meno garantiti e gli indifesi.
Tale vademecum era già stato realizzato per essere divulgato nell'anno 2016 e per questo erano stati stanziati in bilancio 50.000 euro, ma dopo i drammatici eventi sismici che hanno travolto molta parte del nostro territorio le priorità sono cambiate ed il progetto si spera potrà essere realizzato nel corso del 2017. Difatti anche nel corrente anno è stato previsto lo stanziamento di 50.000 euro. Tra l’altro doveva essere divulgato in occasione della giornata sulla polizia locale che quest’anno non abbiamo celebrato purtroppo data la ricorrenza dell’ennesimo terremoto che ha colpito la nostra Regione.
Per ciò che concerne il programma per le politiche integrate per la promozione della cultura, nel 2016 e nel 2017, si fa presente che questo non è stato approvato dalla Giunta poiché le risorse stanziate sono state utilizzate per portare a termine i sopracitati progetti presentati dagli enti locali nelle scorse annualità, che per problemi di riorganizzazione della struttura operativa hanno subìto delle variazioni temporali.
Ciò però, come sopra elencato, non ha impedito di portare avanti quanto previsto dalla legge regionale n. 16/2014.
Per ciò che concerne la relazione sullo stato di attuazione e sugli effetti della legge in oggetto, l’articolo 17 stabilisce la cadenza biennale. La Giunta regionale si è insediata nel 2015, quindi era intenzione di questa amministrazione presentare tale documento nel corso del 2017, dopo aver preso piena consapevolezza della situazione regionale.
Allo stato attuale, però, è in fase di approvazione la legge n. 126 che delinea una nuova disciplina e una nuova articolazione, vengono previste la consulta e la presentazione di un programma, quindi con una disciplina diversa, più puntuale, quindi ovviamente rinviamo ormai a questo percorso che verrà delineato dalla proposta di legge 126.
Questa la sintesi delle risposte alle interrogazioni presentate dagli uffici che dovrebbero essere sempre molto più sintetiche, però, come dicevo prima, l'interrogazione del Consigliere Zaffiri, vado a braccio, fa riferimento giustamente a delle dichiarazioni prima del Procuratore della Repubblica del tribunale di Pesaro e poi del Procuratore generale presso la Corte di Appello di Ancona su fenomeni o presunti tali che interesserebbero la nostra regione Marche.
Qui il Consigliere Zaffiri cita riferimenti del Procuratore della Repubblica e del Procuratore Generale ed io mi permetto a titolo personale di evidenziare che è giusto ed è bene che le alte magistrature evidenzino elementi di criticità che ci sono anche nella nostra regione, però, voglio dirlo con estrema chiarezza, a me piacciono i magistrati che parlano con gli atti, quanto sono giudicanti dovrebbero parlare attraverso le sentenze, quando sono inquirenti, titolari dell'esercizio dell'azione penale, dovrebbero parlare attraverso gli atti, poi ben vengano alcune considerazioni, però è evidente che le dichiarazioni riportate giustamente dal Consigliere Zaffiri su alcuni fenomeni, sono delle vere e proprie notizie criminis e non mi spiego perché non si sia intervenuto per scoprire o debellare certi fenomeni.
Cito il Consigliere Zaffiri, non sono parole mie, che riporta a sua volta dichiarazioni del Procuratore Generale: “La mafia è dappertutto, qui comandano le lobby e la cocaina gira a fiumi”. La mafia è dappertutto, perché non si prendono i mafiosi? Qui comandano le lobby, le lobby sono come si deduce da qui sono delle forme “criminali”, le si vadano a prendere, le si arrestino, la cocaina gira a fiumi, si arrestino gli spacciatori. Quindi qui a ciascuno il suo, non si può descrivere una realtà o una regione a tinte così fosche e poi non cercare, come è doveroso, di fare pulizia. Questo mi sento di dire.
Ho detto prima, lo dico sia al Consigliere Zaffiri che al Consigliere Fabbri, che stante le competenze esclusive dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza la Regione difetta di elementi, di strumenti specifici, per poter intervenire in questa direzione.
Pensiamo ad esempio al fatto che la Regione non dispone neanche di una propria “polizia locale”, ha una competenza formativa sulla polizia locale, mentre il Sindaco dispone della polizia municipale, che è polizia locale, il Presidente della Provincia dispone, adesso un po' meno, della polizia provinciale, che pure è polizia locale ed ha compiti anche di ordine e sicurezza pubblica. Vi ricordate quando in quest'Aula abbiamo deciso, ad esempio, la riallocazione del personale della polizia provinciale presso le Province? Questo ci ha consentito come Regione Marche di mantenere quel corpo con la sua funzionalità e con la sua attività di prevenzione sul territorio, anche di repressione degli illeciti e di repressione dei reati. Questo l'abbiamo fatto come Regione Marche, come Consiglio regionale con la modifica legislativa.
Mentre le altre istituzioni dispongono della polizia locale, non ne dispone la Regione, quindi si impone in questi nostri tempi attuali e mai così difficili una riflessione sul concetto di sicurezza, che oggi caratterizza anche la condizione dei grandi centri.
Questa nostra nuova società che per certi versi sta diventando multietnica, richiede unicamente necessari interventi di sostegno per i nuovi consociati, una serie di misure volte a rassicurare la comunità anche rafforzando la percezione che tutte le pubbliche istituzioni concorrono unitamente alla gestione delle problematiche per soddisfare e realizzare l'interesse della coesione sociale.
In questa direzione sono giuste le indicazioni che provengono dagli interroganti, nasce pertanto l'esigenza di promuovere la sicurezza integrata per garantire la cosiddetta sicurezza urbana, bene definita, lo accennavo prima, dall'articolo 4 del decreto legge 14 del 2017 il quale ci dà un’indicazione pertinente.
Perché si è deciso di trattare unitamente queste due interrogazioni abbinate e la proposta di legge 126? Per la rilevanza del tema che trattano, quindi intervengo adesso e non lo farò dopo.
Dicevo della definizione di sicurezza urbana, dove si dice che si intende per sicurezza urbana il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione anche urbanistica, sociale e culturale e recupero delle aree dei siti degradati, l'eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità in particolar di tipo predatorio, la promozione della cultura del rispetto della legalità e l'affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile cui concorrono prioritariamente, anche con interventi integrati, lo Stato, le Regioni, le Province autonome e gli enti locali, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni. Quindi per garantire questo bene pubblico e per promuovere la sicurezza integrata, la recente disposizione normativa disciplina le modalità e gli strumenti di coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali.
Una di queste forme, lo dicevo prima, è costituita dai patti per la sicurezza urbana di cui all'articolo 5 della stessa legge. Patti sottoscritti tra il Prefetto e il Sindaco, quindi c’è un limite in questo della competenza della Regione, una Regione che vuole per la sua parte svolgere il proprio ruolo, quindi mi chiedo, e poi termino, perché ad esempio in questa nuova disposizione di legge di carattere nazionale molto importante non sia stato previsto un ruolo più incisivo che la Regione Marche possa esercitare? Perché ad esempio i patti sulla sicurezza possono essere giustamente sottoscritti tra Prefetti e Sindaci e non si coinvolge in questi la Regione come istituzione? D’altra parte non riteniamo che il tema della sicurezza, lo dico ai Consiglieri Fabbri e Zaffiri che giustamente hanno posto questo tema, che il fenomeno della sicurezza urbana, della sicurezza integrata, non sia un fenomeno da governare in area vasta? E non sia l'ambito regionale quello più importante perché non è che si può pensare alla sicurezza soltanto in un determinato luogo. Basta vedere gli stessi fenomeni che ci sono dietro, quelli che citavo prima, che sono l'inclusione sociale, la coesione sociale, anche la stessa criminalità di tipo predatorio non è che è si stanzia in un luogo e si ferma lì, ma c'è bisogno di una dimensione e di un governo su questo di area vasta per eccellenza. Perché non dovrebbe partecipare in questo patto il Presidente di una istituzione come quella regionale?
Quindi c'è da recuperare, secondo me, anche un ruolo istituzionale in questo tema da parte dell'istituzione Regione. Una Regione che vuole fare la sua parte e, secondo me, la legge che ci accingiamo ad approvare va in questa direzione anche per recuperare quel ruolo della Regione fino a quando gli viene consentito ovviamente, coerente con le finalità delle ultime disposizioni che sono adottate.
Credo che questa legge ci consentirà, a noi per la nostra responsabilità di Giunta insieme al Consiglio, attraverso gli strumenti previsti come la consulta, di dare maggiori, migliori e necessarie risposte verso la direzione auspicata anche dagli interroganti.
Credo in definitiva che la legge che ci accingiamo ad approvare ci consenta un percorso più delineato e più chiaro e ci dia la possibilità di incidere maggiormente.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Assessore per l'intervento che chiarisce poco o non chiarisce niente perché i problemi sollevati dalla mia interrogazione, come lei sa nella sua intelligenza, non sono contenuti nella proposta di legge 126 che non contiene queste cose.
Questa legge è possibile integrarla con quello che noi, io e il Consigliere Fabbri, abbiamo detto ed un'altra Regione d'Italia governata dal Partito Democratico ha recepito quelle osservazioni ed ha fatto la legge. Credo che il buonsenso richiamato prima, questa mattina in Aula, svanisca dopo pochi secondi.
Il problema non è, Assessore come dice lei, dei giudici, dei procuratori che sono andati in pensione, qualcuno dice che avevano dei sassolini nelle scarpe. Nelle Marche è venuta la Presidente Rosy Bindi e c’è stata la Commissione nazionale antimafia, basta leggere le dichiarazioni della Presidente Bindi quando se ne è andata dalla regione Marche. Punto! Basta leggerle, e siccome il Consigliere Zaffiri le ha lette, e dicono che siamo in una regione difficile - uso parole molto soft – come dicevano i Procuratori. Il Procuratore generale, Assessore, se ne è andato, era alla fine del suo mandato, ma quello che lo ha sostituito, che faceva addirittura le funzioni ed ha sostituito il procuratore Macrì, nell’anno dell'insediamento ha detto le stesse cose e non era uno che se ne doveva andare dopo qualche giorno dall'incarico ricevuto.
Noi con molta umiltà, con molta pazienza, sottoponiamo all'attenzione della maggioranza i problemi di questa regione che sono di una pesantezza enorme, se la maggioranza non li vuole recepire, mica è un problema nostro, è un problema della democrazia, è un problema di numeri, voi avete i numeri ...
Il consiglio che vi posso dare in modo semplice ed estemporaneo è che l’osservazione che facciamo è da recepire! Da recepire nell'interesse collettivo della regione Marche, perché noi viviamo qui, prima che succeda quello che è accaduto a 80/90 chilometri dal nostro confine pochi giorni fa, a Vieste. Vogliamo arrivare a quello che si è verificato a Vieste? Conosciamo tutti purtroppo quella scena orribile! Purtroppo nella regione Marche siamo su questa strada. Perché far finta, Assessore, che in questa regione non succede niente? Stabilimenti a nord delle Marche, in qualche comunità qui vicino ad Ancona senza scendere nei particolari. Per questo noi vogliamo con giusto modo sollevare queste cose, però non si venga a dire, perché questo mi fa arrabbiare, che la proposta di legge 126 contiene queste cose, la 126 all'articolo 18 contiene altre cose, Assessore, e mi fermo qui, non dico che cosa, basta leggere cosa contiene questo provvedimento. Questo è il problema di questa proposta di legge!
Credo che i marchigiani debbano sapere come si governa la regione Marche e se quest’Aula ha il coraggio, e io dico positivamente, di recepire queste osservazioni, nell'interesse di questa comunità di 1.400.000 marchigiani - osservazioni che sono state portate anche come emendamenti a questo atto oltre a quello che ha approvato prima – uscirà con una grande legge e darà una risposta alla comunità marchigiana che ne ha bisogno.
Tutti abbiamo il coraggio di fare questa cosa, che non è importante per la Lega Nord, non è importante per Sandro Zaffiri, e credo che non sia importante nemmeno per il Consigliere Fabbri, penso che sia importante per la comunità dare il segno che questa regione è forte politicamente e che nelle iniziative contro la criminalità, che c'è nella regione, c'è una politica forte rispetto ad una situazione che sta degenerando! Questo è quello che noi chiediamolo. Noi non chiediamo i miracoli, non chiediamo niente, chiediamo una politica forte per cercare di stroncare queste iniziative che oramai scorrazzano da Pesaro a San Benedetto in giro per questa regione Marche e arrivano anche nell'entroterra e portano persone che poi là vengono lasciate e poi sono prese da qualche attività che purtroppo le deve prelevare.
Queste sono le cose che accadono e noi vi chiediamo, questo sì ve lo chiediamo, con forza di avere il coraggio per far sì che questa legge venga arricchita di un passaggio importante che è ciò che contiene la nostra interrogazione e anche l'interrogazione del Consigliere Fabbri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Purtroppo sull'interrogazione non mi reputo soddisfatto. Forse la Regione pensa di combattere il malaffare, la mafia, di instaurare la legalità in maniera più efficace, con i convegni?
Io ho fatto un'interrogazione sul riutilizzo dei beni confiscati alle mafie che è dell'8 febbraio 2016, un anno e mezzo fa, mi era stato risposto che il censimento non lo facevano le Regioni ma il Ministero e che gli immobili sequestrati erano 35 con tre aziende, i dati erano del settembre 2015.
Nuovi dati non ci sono, allora siamo arrivati a due anni abbondanti di questa legislatura e siamo fermi ai dati della legislatura precedente.
Le convenzioni di cui chiedeva la legge sembra che ce ne siano una paio, si ha soltanto notizie esplicite di quella di Isola del Piano, che poi è stata riconvertita. Allora facciamo un centro studi, convegni, un centro culturale nella villa di Isola del Piano che è in mezzo alla campagna e per arrivarci ci vogliono mezz'ora e bisogna andarci apposta? Questo già la dice lunga.
I soldi che erano stati stanziati sono meno di 300.000 euro e i dati l’Assessore Cesetti li ha ridetti nel suo intervento, quindi, come atti concreti, in questa Regione per il contrasto alla mafia non si fa praticamente nulla.
Nella mia interrogazione del novembre scorso, che trattiamo oggi con molti mesi di ritardo, si chiedeva come mai non venisse applicata la legge 16 che prevede un programma annuale ed una relazione biennale? Del programma annuale non si ha traccia, della relazione biennale non si ha traccia.
Adesso si dice che con la nuova proposta di legge abroghiamo la 16, quindi nel 2014 la vecchia legislatura si è fatta bella con la legge, non l'ha applicata, perché la relazione doveva essere annuale e doveva arrivare a metà 2016, non è arrivata, doveva arrivare a carico di questa Giunta, quindi si abroga la vecchia normativa e si instaurano, a parte le medagliette, le consulte, a parte tutta la scenografia, a mio avviso, utile da una parte ma non sufficiente dall'altra, e si parla di una relazione che sarà triennale.
Siamo a metà 2017, 2018, 2019, 2020, nell'agosto 2020, quindi la prossima Giunta, noi qui non ci saremo più, presenterà la relazione triennale, quindi questa Giunta ha organizzato per non esprimersi nei primi due anni, applicando la 16, modifica la legge e porta la relazione a tre anni, quindi passa il quinquennio senza colpo ferire.
Ho presentato un emendamento, Assessore Cesetti, vediamo se passa. Ho chiesto che la relazione invece di essere triennale sia annuale. Mi è stato detto: “Perché annuale? I dati non sono i nostri, non abbiamo il tempo”. Bene, ho fatto un secondo emendamento, se bocciate il primo, in modo che sia biennale, per incastrare benevolmente e politicamente questa Giunta e dirle: “Mi vuoi dare i dati aggiornati sulle mafie, sulla criminalità, all'interno del tuo quinquennio di operato, oppure no?” Vediamo nella discussione dei prossimi minuti se questi due miei emendamenti passeranno oppure no, altrimenti ritengo di poter dire che la Regione Marche per contrastare le mafie organizza dei convegni.

Proposta di legge n. 126
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Cesetti, Sciapichetti, Talè, Busilacchi, Giancarli, Micucci, Traversini, Casini
“Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 126 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Cesetti, Sciapichetti, Talè, Busilacchi, Giancarli, Micucci, Traversini, Casini.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Il tema che si sta affrontando questa mattina è importante, direi importantissimo, nel senso che il tema della legalità ha una sua rilevanza. Le questioni che sono state poste dal Consigliere Zaffiri hanno altrettanta rilevanza e sono state fatte anche affermazioni forti che dette in Aula hanno un senso e un significato.
E’ chiaro che la Regione non ha una possibilità di intervento diretto nei confronti della lotta alla criminalità organizzata in quanto, come diceva prima l’Assessore Cesetti, non abbiamo neppure una forza dell'ordine che dipenda direttamente da noi. Abbiamo convenzioni con le Province per quello che riguarda la vigilanza e la pesca, però siamo un'Assemblea legislativa, quindi dobbiamo porci responsabilmente il problema del rispetto delle regole, dobbiamo avere a cuore il convivere civile, il rispetto delle regole e far sì che questo sia un patrimonio comune.
Da qui deriva la proposta di legge che stiamo discutendo, di cui il primo firmatario, come è stato detto, è il Presidente Mastrovincenzo e gli altri firmatari, li vorrei ricordare, sono il sottoscritto, l’Assessore Cesetti, l’Assessore Sciapichetti, i Consiglieri Talè, Busilacchi, Giancarli, Micucci e Traversini.
Credo che questa proposta di legge vada sostanzialmente ad intervenire nel merito di una serie di questioni, su cui poi entrerò, e va a sostituire la legge 16 del 2014 che non aveva avuto grande efficacia.
L’obiettivo della legge, poi entrerò di più nel merito dei singoli articoli, è quello di creare, di sviluppare nella nostra regione la cultura della legalità e per fare questo c'è bisogno della collaborazione di tutti, quindi degli enti locali, delle associazioni, delle associazioni di volontariato, delle scuole, delle università, delle pubbliche amministrazioni e anche delle società partecipate, come poi dirò successivamente.
Come obiettivo di carattere generale, abbiamo quello di realizzare attività didattiche al fine di elevare la sensibilizzazione rispetto a questo tema. Tra l'altro vorrei ricordare c’è stata una lectio magistralis fatta dal Presidente del Senato circa un anno fa, forse un po’ meno, era novembre dello scorso anno, all’Università politecnica delle Marche. Sappiamo quanto questo tema interessi il Presidente del Senato, non tanto come Presidente del Senato, a cui sta a cuore questa problematica, quanto perché è stato Procuratore nazionale antimafia. Tra l'altro vorrei ricordare che in questi giorni, in questi ultimi mesi, da maggio a luglio, abbiamo commemorato i 25 anni delle stragi di Capaci e di via d'Amelio in cui furono barbaramente uccisi il giudice Giovanni Falcone e il giudice Paolo Borsellino e le persone della loro scorta.
Sono passati 25 anni, per la cultura della legalità si deve sempre fare di più, c’è da realizzare un lavoro importante per sensibilizzare le giovani generazioni, ecco perché il coinvolgimento delle scuole anche con tesi di laurea e dottorati.
Altri obiettivi sono quelli di far conoscere meglio il fenomeno dell'usura, l'utilizzo del fondo previsto dalla legge 108/1996 per la solidarietà alle vittime oggetto di estorsione per usura. C'è una parte che riguarda la promozione di iniziative di informazione, di educazione, di divulgazione e sensibilizzazione in merito all'utilizzo responsabile del denaro. Ricordiamo che abbiamo recentemente approvato in quest’Aula la legge sulle ludopatie che ovviamente ha come obiettivo l’utilizzo responsabile del denaro. Il rischio che alcune persone possano poi finire nell'indebitamento ed anche nell’usura purtroppo è elevato.
Ci sono altri temi che riguardano il riutilizzo a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, la realizzazione di una consulta, l'istituzione della Giornata regionale in memoria delle vittime innocenti delle mafie che sarà celebrata il 21 marzo, l’istituzione di un logo “La forza della legalità” assegnato annualmente dal Consiglio regionale.
Andrei, cercando di essere il più sintetico possibile, ad analizzare l’articolato iniziando dall’articolo 1 che prevede che la Regione concorre, nelle sue competenze e nel rispetto delle competenze dello Stato, allo sviluppo dell'ordinata e civile convivenza della comunità regionale, della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile e promuove la legalità.
La Giunta regionale previo parere della competente I Commissione assembleare, presenta un programma per le politiche integrate per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.
L’articolo 2 definisce come attuare il programma.
L’articolo 3, questo è un passaggio importante, prevede la costituzione di una consulta regionale per la legalità che avrà una serie di competenze, su questo vorrei tornare, su quello che ha detto prima il Consigliere Zaffiri, con l’emendamento, non so se lo vorrà illustrare, che prevede la costituzione di una Commissione regionale antimafia. Vorrei valutare se non sia il caso di rafforzare le competenze della consulta provvedendo magari anche ad una maggiore presenza dei Consiglieri regionali. La consulta esercita una serie di funzioni: si rapporta con gli sportelli antiusura, formula proposte in merito al programma regionale, collabora per la redazione della relazione indicata dall’articolo 20 e predispone un rapporto periodico, questa è la parte più importante e centrale, con cadenza almeno triennale sulla situazione del crimine organizzato e mafioso e sui fenomeni corruttivi nelle Marche, sulla base del monitoraggio dei fenomeni che concorrono o possono favorirne lo sviluppo sul territorio regionale e del monitoraggio delle zone del territorio regionale maggiormente esposte ai fenomeni di criminalità mafiosa e di corruzione. In Commissione è stata fatta un'integrazione che prevede che il rapporto venga trasmesso al Consiglio regionale e reso pubblico.
La consulta, presieduta dal Presidente della Giunta regionale o suo delegato, prevede la presenza del Presidente dell’Assemblea legislativa o suo delegato, di due Consiglieri - se vogliamo si possono anche aumentare - uno di maggioranza e uno di minoranza, del Garante regionale per l'infanzia e l’adolescenza (Ombudsman), del Presidente del Corecom, di un rappresentante della consulta per la famiglia, di 5 rappresentanti, 1 per provincia, designati dall’Anci, 1 dall’Upi e di 5 esperti di qualificata e comprovata esperienza negli ambiti professionali ed accademici relativamente al tema della legalità.
Un passaggio importante relativo alla consulta che vorrei sottolineare è questo: alla consulta partecipano in qualità di invitati permanenti il rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale, ecco l’apertura alla scuola ed ai giovani, i rappresentati delle organizzazioni dei datori di lavoro e delle organizzazioni sindacali, possono essere altresì invitati i rappresentanti delle amministrazioni statali competenti nelle materie della giustizia e del contrasto alla criminalità, intendo i Questori, i Prefetti ed i Procuratori della Repubblica che amministrano la giustizia.
La legge prevede la possibilità di promuovere collaborazioni, sia con gli organi dello Stato che con enti pubblici nazionali e locali, al fine di favorire lo scambio delle conoscenze. Ovviamente questi accordi devono servire alla circolazione delle informazioni, alla circolazione delle notizie e permettere a tutti di avere i dati attinenti la promozione della cultura della legalità per indirizzare un coordinamento e l’integrazione con le iniziative realizzate nell’ambito delle politiche sociali.
E’ prevista la possibilità, lo dicevo prima, di fare accordi anche con le società a partecipazione pubblica, perché sappiamo bene che le società a partecipazione pubblica gestiscono servizi pubblici, quali il gas, l’acqua ed i rifiuti. Quindi c’è un tema aperto su cui bisogna tenere gli occhi sempre aperti sostenendo l’adozione di buone pratiche in materia di trasparenza e di responsabilità sociale.
L'articolo 8 prevede la collaborazione con le scuole, quindi promuove le iniziative finalizzate al coinvolgimento degli studenti. In particolare la Regione sostiene progetti denominati la “forza della legalità” volti a realizzare, con la collaborazione degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le università e le associazioni, attività didattica, laboratori, indagini, ricerche sui temi oggetto di questa legge, tesi di laurea e di dottorato, gemellaggi tra scuole diverse per avere anche scambi di informazioni soprattutto con quelle città o quei luoghi dove l’attività criminosa è maggiore, per aumentare la consapevolezza dei nostri giovani.
All’articolo 8 è stata fatta un'integrazione, è stata aggiunta, da parte della Commissione, la seguente frase: “iniziative a favorire all’interno delle scuole il contrasto e la denuncia di atti di intimidazione, violenza morale, bullismo, effettuati anche con strumenti telematici (cyberbullilsmo)”, sappiamo che questi sono due temi ed argomenti molto attuali.
All’articolo 9 è prevista l’istituzione di un logo denominato “la forza della legalità”. Questo logo viene individuato da parte dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e certifica l’operato delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti indicati da questa legge. Il logo è assegnato dall’Ufficio di Presidenza annualmente su proposta della consulta.
C’è un altro tema importante che riguarda la prevenzione dell'usura, anche qui la Regione promuove specifiche azioni di tipo educativo e culturale volte all’emersione di questa problematica in collaborazione con le istituzioni. La Regione al fine di prevenire il rischio di usura svolge iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione.
L'articolo 11 prevede che la Regione possa prevenire il ricorso all'usura anche attraverso iniziative finalizzate alla sensibilizzazione sull'utilizzo responsabile del denaro, questo è il riferimento che ho fatto alla legge 3, quella sulle ludopatie, che abbiamo approvato all’inizio dell’anno, per fare in modo che la sensibilizzazione sull’utilizzo responsabile del denaro eviti situazioni di indebitamento o sovrindebitamento e maggiore esposizione al rischio dell’usura.
L’articolo 12 riguarda i beni confiscati alla criminalità. Nella nostra regione ce ne sono, quindi la Regione contribuisce ad assicurare l’utilizzo a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, l'assistenza agli enti locali assegnatari di tali beni, nonché la concessione di contributi, perché questa legge prevede dei finanziamenti, finalizzati all'utilizzo in funzione sociale dei beni confiscati. Questo riguarda eventualmente anche le aziende confiscate alla criminalità organizzata che devono mantenere dei posti di lavoro, attraverso accordi anche con le organizzazioni sindacali.
La Regione nell’ambito delle proprie politiche sociali prevede campagne di sensibilizzazione ed interventi di assistenza e di aiuto alle vittime innocenti dei reati di stampo mafioso, in particolare l'assistenza per l’accesso ai servizi sociali territoriali e l’assistenza psicologica, cura ed aiuto delle vittime innocenti.
E’ prevista la possibilità per la Regione Marche, all’articolo 15, di tutelare la propria immagine e i propri interessi nei confronti della criminalità organizzata e mafiosa, quindi si può costituire parte civile a tutela dei propri diritti e dei propri interessi.
Le ultime cose, è prevista la giornata regionale in memoria delle vittime innocenti delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile, è prevista il 21 marzo, l’inizio della primavera, della rinascita, quindi anche questa sensibilità nei confronti del tema della legalità, credo che questa giornata sia ben abbinata.
Questa giornata ha il fine di promuovere l’educazione, l’informazione e la sensibilizzazione in materia di legalità e di cittadinanza responsabile su tutto il territorio. La giornata è celebrata attraverso iniziative promosse sul territorio regionale dal Consiglio e dalla Giunta.
Nella legge sono previsti finanziamenti che sono stati così definiti dalla Commissione competente, i 95.000 euro di quest'anno saranno utilizzati per affrontare le spese già in essere dei Comuni, i 300.000 euro previsti per gli anni futuri, 2018/2019, saranno così utilizzati: 240.000 per investimenti e 60.000 per parte corrente. I 95.000 euro già precedentemente stanziati, perché la cifra massima è di 300.000, ma non utilizzati in questa legge saranno destinati per la disabilità, così come è stato deciso dalla I Commissione assembleare.
Credo che questa legge sia importante per la nostra regione, dobbiamo avere la consapevolezza che la lotta alla criminalità non può farla il Consiglio regionale, ci sono organi deputati, ci sono le forze dell’ordine, le Procure della Repubblica, che hanno questo mandato da parte delle leggi dello Stato, credo che noi dobbiamo essere di supporto per fare in modo che nel territorio regionale la legalità e il rispetto delle regole siano sempre più diffusi e ci sia una consapevolezza maggiore soprattutto a partire dalle giovani generazioni, proprio per questo il Presidente Grasso, ex Procuratore nazionale Antimafia, si è rivolto agli studenti in modo chiaro e definito.
In questa legge possiamo trovare degli aspetti importanti per creare maggiore consapevolezza in merito della legalità.
Sull’emendamento, che ho capito sta molto a cuore al Consigliere Zaffiri, credo che si possa trovare una modalità, se vogliamo, di rafforzare le competenze della consulta però, francamente, immaginare che in questa regione si debba istituire una Commissione speciale antimafia, poi mi adeguo alla volontà dell’Aula, personalmente mi crea delle perplessità, sarebbe come riconoscere un ruolo che tra l’altro non è tra le competenze del Consiglio regionale, sarebbe riconoscere un compito che è delle forze dell’ordine, credo che, per quanto ci siano delle problematiche che non dobbiamo mai sottovalutar, questa regione sia ancora in grado di rispettare le regole. Parlavo con alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine ad una cerimonia di qualche giorno fa, il nostro è un territorio sostanzialmente sano e dobbiamo tenere l’asticella alta e gli occhi molto aperti perché nei luoghi sani le infiltrazioni possono essere viste di buon occhio da chi le vuole mettere in atto. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Premessa brevissima, la cultura della legalità, di questo si sta parlando con la legge 126, è un principio fondante del Movimento 5 Stelle, però credo che ci sia il rischio che queste leggi siano leggi solo di propaganda.
I marchigiani non sanno, e nessuno glielo dice, che nel corso di questi anni ci sono state tante leggi che riguardavano questo argomento, ne voglio citare brevemente, a volo d’uccello, qualcuna.
La legge del 1998 recitava “Partecipazione della Regione Marche alla lotta contro la devianza sociale, la criminalità comune, la criminalità economica e la criminalità organizzata”, abrogata con una legge del 2002 “Sistema integrato per le politiche di sicurezza, educazione alla legalità”, abrogata anch’essa con la legge n. 16 del 2014 “Disposizioni per l’attuazione delle politiche regionali per la promozione della cultura della legalità”. Questa che ho citato verrà abrogata dalla legge che stiamo discutendo in Aula, che recita “Norme per la promozione della legalità e della cittadinanza responsabile”, inoltre c'è la legge 63/1995 “Provvedimenti a favore delle scuole marchigiane e della società civile per contribuire allo sviluppo della coscienza civile costituzionale e democratica nella lotta contro la criminalità organizzata ed i poteri occulti”, forse è stata ispirata dal divino Otelma per i poteri occulti, attualmente vigente. Ci sono poi altre leggi che riguardano la cultura della criminalità e riferimenti ad altre leggi.
La legge 2/2005 “Norme regionali per l’occupazione, la tutela e la qualità del lavoro” alla lettera g), dell’articolo 34, intende valorizzare e promuovere interventi con particolare riguardo alla cultura della legalità.
La legge 27/2009 “Testo unico in materia di commercio, alla lettera 2, dell’articolo 83 prevede di “promuovere ed incentivare misure concrete per garantire una maggiore sicurezza alle imprese commerciali che all’interno dei loro luoghi di lavoro svolgono attività sottoposte a rischio della criminalità”.
Quindi questa cultura della legalità, nonostante la Regione possa fare poco, come diceva il relatore di maggioranza, ricorre spesso nelle leggi che si susseguono e che vengono abrogate una dopo l’altra.
La Giunta nel corso degli anni ha deliberato delle linee guida per lo svolgimento delle attività di cui alle leggi e nel 2006 ha terminato le linee guida per cui si è andati avanti alla rinfusa.
Dalla relazione sullo stato attuale della legge 2014 si rileva come queste leggi siano in gran parte completamente inattuate.
Ora l’Assessore Cesetti è andato via, ma ha prestato il fianco ad una critica quasi ironica che possiamo fare, quando ha citato il vademecum della legalità. Lui non è stato in I Commissione nella quale ho sentito che per il vademecum per la legalità da distribuire alle famiglie marchigiane sono stanziati 50.000 euro. Ho chiesto ai componenti della Commissione quante fossero le famiglie marchigiane, mi hanno detto circa 650.000 – sono esattamente 645.000 – 50.000 euro diviso 645.000 fa 0,07 centesimi con i quali non ci si compra neanche un foglio A4, per fare i vademecum da distribuire alle famiglie marchigiane. Queste sono solo chiacchiere e senza neanche il distintivo a questo punto.
Quindi il programma non è stato attuato e quello che ha detto il Consigliere Fabbri sulla confisca dei beni delle mafie l'abbiamo sentito.
Questa legge è un altro anello di una legislatura inapplicata che forse serve soltanto al marketing del PD per far vedere che si occupa della legalità, senza poi dare contenuti, sbocchi e fare azioni concrete. Quattro, cinque leggi e siamo al punto di partenza.
Non solo siamo al punto di partenza, la cultura della legalità, lo dicevano anche gli altri Consiglieri, è quella che latita perché la criminalità organizzata allunga le sue mani sempre di più sul tessuto produttivo e commerciale della nostra regione e la cultura della legalità, soprattutto nelle scuole, è un altro elemento di grande latitanza.
Noi del Movimento 5 Stelle cosa facciamo? Non è che ci limitiamo soltanto a bollare e a dire no a quello che viene fatto, come abbiamo fatto per le altre leggi che magari non abbiamo votato, come magari faremo con questa astenendoci dalla votazione, cerchiamo comunque, per il mandato che abbiamo ricevuto e per la nostra dignità di Consiglieri regionali, di migliorare le leggi e di migliorabile, soprattutto in questa legislatura, nelle leggi c’è molto.
La cultura della legalità, lo dicevo in precedenza, è un punto fondante del Movimento 5 Stelle, quindi abbiamo fatto degli emendamenti che, devo dare atto alla I Commissione, sono stati recepiti. Li dico velocemente: il rapporto che viene trasmesso all’Assemblea legislativa deve essere pubblico, e questo è un nostro emendamento, abbiamo messo nei rappresentanti della consulta due membri divisi per il territorio provinciale, in modo che tutte le province siano rappresentate, abbiamo inserito il cyberbullismo, visto che è una battaglia che l’Ombudsman sta facendo, l'abbiamo inserito come emendamento ed è stato accolto dalla I Commissione, quindi intimidazione e violenza morale, il bullismo effettuato anche con strumenti telematici. Il cyberbullismo è stato inserito dalla I Commissione che ha fatto proprio un nostro emendamento, perché è proprio nelle scuole che i piccoli criminali crescono, quindi abbiamo evidenziato particolarmente questa attenzione. Abbiamo chiesto di ridurre i finanziamenti, erano previsti 385.000 euro per la cultura della legalità, la Commissione ha recepito questo nostro emendamento e sono 300.000 anziché 385.000, rimane intatta la somma di 240.000 euro per gli investimenti e si riducono a 60.000 euro le spese correnti. Le spese per gli investimenti sono rimaste inalterate, perché noi siamo consapevoli che la cultura della legalità se ben fatta, se organizzata, se programmata bene, è un elemento importantissimo soprattutto nel momento storico che sta vivendo la nostra società.
Due emendamenti non sono stati recepiti e li stiamo riproponendo in Aula, uno è quello della soppressione dell’articolo 9 “Logo della forza della legalità”. Questo logo ricorre sempre, i Comuni devono avere il distintivo delle Giovani Marmotte con scritto “Comune che guarda i bambini”, “Comune che è per la legalità”, il Consiglio deve riunirsi e deve vedere a chi dare il logo della legalità, a chi toglierlo, come se il Consiglio avesse poco da fare. Secondo me queste cose, in confronto alla legalità, lasciano, lo dico in maniera cortese, perplessi.
Avevamo anche chiesto l’abrogazione, e la chiediamo anche in quest’Aula, dell’articolo 11 che recita “Interventi per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico”. C’è già una legge regionale, questo articolo è veramente … Io abito ad Ancona, la città di Ancona vede continuamente aperture di sale slot, di sale per giochi d’azzardo, lo Stato biscazziere sta facendo del gioco d’azzardo una sua entrata, una delle principali entrate.
Abbiamo fatto una legge regionale sul gioco d’azzardo e mettiamo nell’articolo 11 “Interventi per la prevenzione dell’usura legata al gioco d’azzardo patologico”, mentre abbiamo uno Stato che comunque incentiva il gioco d’azzardo. Nella città di Ancona, e penso anche nelle città più importanti, i grandi spazi lasciati da attività produttive e commerciali sfitti vengono presi da queste organizzazioni che gestiscono il gioco d’azzardo e le slot machine, questo con il bene placito dello Stato che su questo incassa soldi. Non è vero che sono lontani dai punti del bancomat, o dalle scuole, o dagli ospedali o da altre zone sensibili, perché in una città come Ancona tutto è molto ristretto e concentrato, e noi nella legge per la legalità continuiamo nell’ipocrisia di dire che dobbiamo contrastare la patologia del gioco d’azzardo e l'usura.
Se vogliamo essere Consiglieri seri, questa cosa la lasciamo alla legge che è stata approvata e la togliamo, è solo una propaganda, da questa legge della cultura della legalità.
Noi l'abbiamo chiesto e la Commissione ha ridotto lo stanziamento per la cultura della legalità previsto in questa legge, ma voglio dire e concludo che noi non siamo contrari a finanziare e creare iniziative e programmi per la cultura della legalità, noi siamo favorevoli anche ad aumentare gli stanziamenti per la cultura della legalità, soprattutto cominciando dalle scuole che non hanno più come materia d’insegnamento l’educazione civica, come si faceva quando io andavo a scuola, che hanno con i ragazzi gravi difficoltà, anche le famiglie hanno gravi difficoltà a mantenere il rapporto nei confronti dei figli, quindi siamo favorevoli allo stanziamento per progetti concreti, per iniziative che non siano di propaganda, ma che siano effettivamente finalizzate alla cultura della legalità che noi tuteliamo, difendiamo e vogliamo.
Questa legge è carente, questa legge è veramente evanescente, è figlia delle leggi precedenti che in linea di massima sono state abrogate da altre, comunque carenti come le precedenti.
Noi ci asterremo dal votare questa legge. Vedremo se questa legge sarà applicata. Adesso con il nuovo Regolamento e con la nuova legge sugli strumenti di verifica delle leggi, e noi ci saremo, potremo vedere e constatare se questa legge avrà l’esito che il relatore di maggioranza ha indicato. Quindi noi siamo qua a fare il nostro ruolo di Consiglieri, cerchiamo di mantenere la nostra dignità, perché con queste leggi e queste forme la nostra dignità di Consiglieri viene intaccata e sminuita ed a noi questa cosa non solo dispiace ma ci fa anche irritare molto per rispetto nei confronti di coloro che ci hanno dato il voto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Anche qui per annunciare preventivamente il voto favorevole e per fare qualche sottolineatura visto che gli interventi del relatore di maggioranza e di minoranza hanno offerto molti spunti validi e condivisibili.
Il valore della legge ha un senso per noi UdC se è legato al servizio alla persona, altrimenti pronunciare in termini assoluti il valore della legalità non ha nessun significato.
Questo ci tengo a sottolinearlo, Consigliere Maggi, perché fra le leggi che questo Paese ha avuto c’erano anche le leggi razziali, quindi non posso dire che la legge in quanto tale deve essere difesa e deve essere accettata. Certo in un sistema democratico, da noi tutti condiviso, la cosa è ben diversa, ma bisogna stare molto attenti che questa finalità ci sia, ci sia nella legge, ci sia nella sua applicazione e ci sia nell’educazione che la presuppone, la precede e la segue. Perché una legge se non ha un'educazione che la precede e che la segue penso che possa funzionare poco.
Se ho ben capito questa proposta di legge mira soprattutto ad assicurarsi una educazione, si è parlato della tanto bistrattata, ma validissima educazione civica, che dovrebbe seguire la legge.
Sarei stato ben più lieto che, Consigliere Minardi, non avessimo mai avuto bisogno di una legge di questo tipo, perché quando dobbiamo dire a noi stessi, in un sistema democratico, che dobbiamo affermare la legalità, questa già è una dichiarazione di fallimento.
Il rispetto della legge è il presupposto di qualsiasi convivenza civile, se questo rispetto non c’è, abbiamo un problema ben più grande di quello di fare una legge che serve perché in quella direzione tutto è utile, soprattutto se ci aiuta prima di tutto a vedere quanto una legge possa essere condivisa, e qui dovremo essere più attenti noi legislatori, non dimenticandoci di fare leggi bandiera o leggi spot, mi riferisco alle tante che facciamo, ma leggi che siano veramente l’espressione della grande maggioranza dei cittadini o che comunque possano essere condivise perché la tentazione sempre più latente di fare leggi di settore, leggi particolari, leggi che danno risposte a singoli problemi, è un modo sbagliato di fare la legislazione perché quelle cose si fanno con gli atti amministrativi, si fanno attraverso l’esecutivo.
Forse la nostra riflessione sarà ancora più interessante quando avremo istituito a settembre il comitato per la valutazione dell’attività legislativa, che è stato partorito insieme al Regolamento, dovremo renderci conto quanto serve effettivamente tanta legislazione che facciamo, perché poi una cosa brutta è, un po’ come le prescrizioni dei genitori, un genitore che dice “questa cosa non si fa”, poi il figlio la fa lo stesso e non c’è nessuna conseguenza, il modo migliore per far capire al figlio che la parola del genitore, cioè la legge, non è servita a niente.
Quando facciamo tante leggi che poi non riusciamo ad applicare o le lasciamo lì è un modo, anche questo sbagliato, per creare una cultura che non è rispettosa della legalità perché cresce nel cittadino la convinzione che una cosa sta scritta, ma sta lì, non si sa per chi. Quindi questo lo dico nella premessa che dovrebbe sostenere qualsiasi cultura legata al rispetto delle leggi.
Il dopo, non voglio entrare nei particolari perché giustamente questa proposta di legge fa una disamina e mette in conto una serie di iniziative che mirano ad arrivare a determinati obiettivi, poi i percorsi vanno fatti nel concreto, ma sicuramente un riferimento, non ho fatto emendamenti, ma mi auguro che ci sia nella programmazione, Consigliere Minardi, quell’attenzione alla piccola cosa, cioè da dove nasce una vera cultura della legalità? Il cittadino semplice cosa ti dice rispetto alla concentrazione o alla diffusione della malavita organizzata: “Tu governi, tu fai le leggi, tu dai le disposizioni alla polizia, pensaci tu!” Non può essere una preoccupazione del cittadino quella di dire c’è l’organizzazione malavitosa, che fa un cittadino contro un’organizzazione malavitosa?
Una cosa però si può fare, e questo è il grande insegnamento che ci viene tra tutte le Regioni d’Italia, più di tutte, più di altre, non le voglio mettere in una scala di priorità e di bontà, non voglio dare in anticipo marchi a nessuno tanto meno alle Regioni, dalla Sicilia. Dove in Sicilia la cultura della legalità è cresciuta? Dove i cittadini hanno preso consapevolezza di questo e hanno cominciato per le loro cose a comportarsi in maniera corretta rispetto alla legge. Dico la cosa più banale, il rispetto di una fila, il rispetto di una precedenza, di una prenotazione senza cercare un padrino o una madrina di turno che possa farmi scavalcare quelle procedure e quelle leggi, il rispetto della legge.
Questa è una cosa che cresce nella cultura dei cittadini, cresce e deve crescere anche quando si sa, e questa è una questione tutta italiana, che non tutti lo fanno, perché poi la giustificazione tutta italiota è questa: “Siccome non lo fa nessuno, anch’io mi unisco alla schiera di coloro che fanno i furbi” non dico gli illegali, ma i furbi. Quindi viviamo in questo clima un po’ a metà fra l’irregolarità, la regola, ai confini dell’illegalità, perché? Perché in fondo lo fanno tutti!
Questa è una cosa pericolosissima e questo andrebbe insegnato ai ragazzi, con tanti esempi positivi di persone che si sono fatte strada nella vita, nel mondo delle professioni, presso le dirigenze dello Stato e delle aziende pubbliche sempre rispettando le regole, senza farsi raccomandare da nessuno, senza prendere scorciatoie, senza scavalcare gli altri, coscienti del fatto che questo comportamento è un comportamento non solo lesivo della legge, ma soprattutto lesivo degli altri cittadini. Questo è il vero punto!
Io non mi innamoro del rispetto di una legge in sé, io dico che dobbiamo vivere in una condizione in cui civilmente ci rispettiamo, e non c’è un cittadino più giusto dell’altro, perché ricordando un po’ la famosa fattoria degli animali, questa storia viene fuori, tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali, in questo caso i maiali, sono più uguali degli altri perché? Perché hanno il privilegio di essere quelli che comandano ed hanno le leve del potere in mano. Questa è la prima cosa che ritengo debba essere tenuta nella giusta considerazione.
Una cultura che riscopre il senso della legge secondo la nostra Costituzione, anche qui stiamo attenti ai principi che ci diamo, il rispetto dovrebbe essere in quella direzione, ma che tocchi anche le cose più piccole.
L’autodisciplina è una parola che è stata quasi completamente dimenticata, oggi prevale l’autoreferenzialità, io sono io, sono al centro del mondo, il resto del mondo conta, ma solo quando io ho soddisfatto tutte le mie esigenze, quindi mi posso permettere di parcheggiare in seconda fila, mi posso permettere di fermarmi ad uno stop parlando con l’amico che sta lì e la gente che rimane dietro, mi posso permettere di sorpassare quando non dovrei e tanti altri comportamenti che purtroppo segnano la differenza rispetto al rispetto nei confronti degli altri.
Due cose pratiche, mi auguro, lo dico al Consigliere Maggi, che le sale da gioco che ha visto aprire siano tutte antecedenti all’approvazione della legge, perché altrimenti l’appello è chiaro, oggi a Macerata c’è una prima iniziativa di alcuni Sindaci che stanno applicando le leggi nei loro territori, facciamo crescere anche questo, questo è un modo! Quando una legge è sentita, come era sentita la legge sul gioco d’azzardo patologico, nell’applicazione ci sono amministratori, cittadini, che si lasciano coinvolgere poi le cose si vedono nel concreto. Quindi mi auguro che siano quelle e che i famosi cinquecento metri ci siano tutti perché tutti sono informati della nuova applicazione, quindi una casa da gioco, una qualsiasi attività da gioco, anche un “gratta e vinci” che dovesse essere aperto fuori dai quei limiti è illegale, non irregolare.
Riguardo al bullismo mi permetto di segnalare, al di là dei richiami della legge, se c’è questa urgenza, che abbiamo già alcune proposte di legge, una sicura l'ho presentata io, altre in itinere, che potrebbero darci una spinta in questo senso e lo dico soprattutto al professor Ceriscioli, perché in questa proposta di legge, ecco la cultura alla legalità, avrei trovato questo piccolo escamotage, cioè niente grandi spese, ma una cosa molto semplice, qualche spesa c’è Assessore Cesetti, ma l’idea è semplice ed è quella del mediatore scolastico, che non è uno psicologo, né un professore, ma un ragazzo. Nei casi di bullismo il mediatore lo facciamo fare, debitamente istruito, al ragazzo più grande che diventa leader di una cultura dell’accoglienza, del rispetto reciproco e della legalità rispetto a quelli più piccoli che fanno i bulli, un ragazzo del quinto, come era sempre nella logica dei comportamenti, che in senso positivo può coinvolgere gli altri.
L’ultima cosa, visto che si è fatto cenno al finanziamento, non perché ce l’abbia contro il finanziamento di questa legge che mi dicono addirittura ridotto, ma se ho ben capito si tratta di missioni già iscritte, non stiamo destinando a questa legge fondi nuovi rispetto a quelli già destinati ed ho visto che c’è la cancellazione di due leggi precedenti, lo dico altrimenti corriamo il rischio che rispetto a tante altre esigenze si sia voluto prediligere questa, questo è un modo diverso di intervenire su una cosa per la quale già alcune missioni, alcune previsioni di spesa, erano state stanziate ed iscritte in bilancio.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Credo che oggi questa legge che andiamo ad approvare sia sicuramente un ulteriore messaggio forte che come maggioranza diamo. E' chiaro che è partita dalla maggioranza, ringrazio i firmatari del PD, ma noi come maggioranza UdC ed Uniti per le Marche abbiamo da subito condiviso questo atto che credo che sia, al di là del fatto che è una proposta di grande civiltà e di grande progresso, un punto fermo che, per la prima volta, questa maggioranza mette al servizio di tutti i nostri concittadini marchigiani. E' un punto fermo perché oggi questo Consiglio regionale voterà questa legge che può essere migliorata, è una legge che nel tempo andrà monitorata, è una legge che nel tempo potrà essere ancor più rifinanziata, ma il fatto vero, il fatto importante è che oggi noi andiamo ad approvare questa legge che è collegata al sistema della legalità nella nostra regione.
E' una legge che secondo noi, Uniti per le Marche, darà una sveglia a tutti, a 360°, sia per quello che riguarda le istituzioni, quindi gli enti, ma anche per quell'associazionismo diffuso che può diventare un braccio operativo, il fiore all’occhiello, di questo progetto.
Per quello che possiamo, noi sosterremo con il nostro voto, il mio e quello del Consigliere Rapa, questa legge che spero abbia la giusta promozione all’esterno di questa Assemblea perché i nostri concittadini marchigiani devono capire che oggi è stata messa una pietra importante per creare un sistema della legalità che parte non sempre dalla magistratura, dalle forze dell’ordine, ma che può anche partire, come stiamo dimostrando oggi, dalle istituzioni.
Grazie ai firmatari, ma soprattutto un grazie a questa maggioranza che ha voluto portare in questo Consiglio regionale con forza questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Ho ascoltato l’Assessore Pieroni e credo che nel suo intervento sia racchiusa la sintesi della discussione: è una legge di maggioranza, i firmatari sono Consiglieri di maggioranza, quest’Aula non serve a niente perché chi non è in linea con questa impostazione, presentata un attimo fa dal relatore Minardi, non può presentare nessun emendamento che possa migliorare questo provvedimento, che possa integrare questa legge, come ad esempio hanno fatto altre Regioni.
Regioni che hanno fatto la stessa legge sulla trasparenza e la legalità e poi l’hanno integrata con un aspetto molto forte che è quello che noi della Lega stiamo sostenendo da diverso tempo: l’istituzione di una Commissione sull’infiltrazione mafiosa della criminalità organizzata.
Prima ho tentato di ragionare con la maggioranza se era possibile inserire nella consulta magari una sezione nella quale discutere l'argomento delle infiltrazioni in questo territorio. Mi è stato detto che non è possibile ed io alle persone della Regione che mi dicono che non è possibile rispondo: “E' possibile” perché altre Regioni a governo PD l’hanno fatto. Ho parlato prima, parlo adesso con cognizione di causa, quando intervengo ho le prove di quello che dico, altrimenti non intervengo. Quando intervengo sono convinto che le cose stanno in quei termini di conseguenza il buon senso dovrebbe prevalere nel ragionamento.
Avete detto bene: avete fatto una legge sulla trasparenza dove tentate di distribuire qualche migliaia di euro. Questa non è una legge sulla trasparenza, questa è una legge che va nel territorio marchigiano a distribuire una manciata di soldi. Ma scherziamo? Non recepite che le cose sono pesanti nella regione Marche per quanto riguarda le infiltrazioni mafiose, lo ripeto per l’ennesima volta, lo dice una vostra iscritta al Partito Democratico, l’onorevole Rosi Bindi. Punto! Ve l’ha detto e ve l'ha ripetuto e voi fate finta di non sentire, pazienza!
La legge sulla trasparenza firmatevela e votatevela, così come avete fatto.
Un giudizio negativo su questa legge noi lo esprimiamo e non siamo assolutamente d’accordo, non ha il senso delle interrogazioni.
Abbiamo chiesto a questo Consiglio, anche con una nota scritta, di parlare del problema delle infiltrazioni mafiose nella nostra regione, non è stato fatto, perché? Avete paura del confronto su queste cose? Avete paura della discussione? Perché non affrontate questo problema gruppo PD, di maggioranza, di questa comunità?
Noi vogliamo discutere, non vogliamo sfidare nessuno, vogliamo soltanto discutere per prendere coscienza della situazione esistente.
Mi si risponde, come dice l’Assessore Cesetti, in merito al problema dei giudici, si indaghi, ma non ci sono i giudici che parlano, ci sono le istituzioni, quella è una Commissione antimafia costituita dal Parlamento italiano e la Presidente è venuta qua e ha detto determinate cose.
Fate finta che i problemi non ci sono, noi ve li sottoponiamo. Prima ho tentato un ragionamento con l’Assessore Cesetti, ho detto che noi siamo disponibili purché venga recepito il fatto di istituire nella stessa Commissione un qualcosa, si può chiamare consulta, a noi non interessa, o Commissione di inchiesta, o altro, l’importante è che si rafforzi questa legge perché la legge 126, secondo noi, deve essere rafforzata per quanto riguarda l’aspetto delle infiltrazioni mafiose.
Se questa proposta verrà accolta noi esprimeremo una valutazione positiva, se non verrà presa in considerazione noi continueremo sulla nostra strada per evidenziare e denunciare con forza che la Regione Marche si sta riempiendo con infiltrazioni di criminalità organizzata ed è veramente preoccupante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Sono intervenuto sul tema mentre si discuteva dell’interrogazione, quindi non voglio approfittare del tempo e mi riporto a quanto ho detto in quell’occasione.
Le preoccupazioni del Consigliere Zaffiri sono meritevoli di attenzione, non lo nego, però non voglio ripetere il mio intervento.
Sulle considerazioni che riguardano la nostra regione, un po’ vaghe per la verità, non della Presidente della Commissione antimafia Rosi Bindi, ma di alti magistrati che nelle loro interviste deducono l’esistenza di gravi fatti criminali, ho detto e ribadisco che il magistrato che ha il potere deve andare a prendere. Non si può dire che nella nostra regione o nella città capoluogo, ripeto ancora una volta, la cocaina scorre a fiumi, ci sono le lobby, le associazioni criminali, la mafia …, arrestateli no? O se è per sentito dire, ma per sentito dire lo possiamo fare noi! Non si può accreditare questa idea, ma è evidente che non bisogna abbassare la guardia da tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata.
Quando il Consigliere Zaffiri cita gli esempi di estorsioni, incendi, io quando ero a Presidente della Provincia li portavo all’attenzione del comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica. Ci sono stati degli episodi nella nostra Porto San Giorgio - è vero Consigliera Marcozzi? - nei quali sono stati incendiati degli chalet, però da questo, ripeto, accreditare l’idea che nella nostra regione ci sia la necessità, Consigliere Zaffiri, di istituire una Commissione sulle infiltrazioni mafiose, credo che sia esagerato. L’ha fatto il Lazio? Avranno avuto le loro buone ragioni!
Non credo che qui ci siano le condizioni, anche perché non possiamo accreditare nella nostra regione un’idea che, dal mio punto di vista, non è vera. E' ovvio che dobbiamo stare attenti, è ovvio che ci sono tentativi, tra l’altro istituire una Commissione per fare che cosa? Quando parliamo della Commissione antimafia a livello nazionale, parliamo di una Commissione che ha gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria, noi istituiamo una Commissione che non ha alcun potere e che non può neanche chiedere “dati” per monitorare le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Ma questi sono dati a disposizione dell’autorità giudiziaria e al più della pubblica sicurezza, non possono essere a disposizione di una Commissione ed io non credo che si possa … C’è la Commissione su Aerdorica è evidente che la Commissione può sentire l’ex Presidente di Aerdorica e può chiedergli notizie, ma dubito, sarebbe irrituale, che la Commissione possa audire o sentire un Questore, un Prefetto, un Procuratore della Repubblica, ma stiamo scherzando? Non si può fare! E’ un’invasione di competenze che non si può fare!
Diverso è invece il discorso di mettere in atto iniziative anche di carattere preventivo che possano scongiurare l’insorgenza di questi fenomeni e li possa studiare.
Mi sono permesso di suggerire al Consigliere Zaffiri di riformulare il proprio emendamento e di rivisitare quelle competenze che lui voleva attribuire a questa sorta di Commissione antimafia regionale, molto irrituale, e di recuperare quelle funzioni all’interno della consulta con un emendamento all’articolo preposto, Consigliere Zaffiri se mi vuole ascoltare, per dire che c’è la disponibilità della maggioranza, come dice lei, a non essere sorda rispetto alle osservazioni della minoranza purché siano accettabili. Articolo 3, comma 2) “la consulta esercita anche funzioni di osservatorio ed in particolare: effettua l’analisi della realtà regionale mediante ricerca, acquisizione, conservazione di dati attinenti il settore della legalità”, si potrebbe aggiungere “anche al fine di: analizzare il livello di diffusione, penetrazione e consistenza della criminalità organizzata nel territorio regionale anche con riferimento ai singoli Comuni; prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività dell’amministrazione regionale - prevenire perché non ce ne sono, non si può accreditare un’idea diversa - e degli enti partecipati e sottoposti al suo controllo; monitorare le attività delle associazioni che effettuano sul territorio azioni di prevenzione dei fenomeni legati alla criminalità organizzata e che promuovono la cultura della legalità”. Questo si può fare, sarebbe buona cosa farlo, sarebbe utile, il resto è irrituale, invasione di competenza e per certi versi potrebbe anche essere illegittimo.
Quindi insisto con il Consigliere Zaffiri affinché possa raccogliere questa mia indicazione, la possa far propria, come è giusto che sia, e voglia presentare un emendamento in tal senso di cui ovviamente a buon ragione ne può rivendicare tutta la paternità.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Semplicemente per dire che voterò a favore di questa proposta di legge n. 126 perché le parole chiave in questa proposta di legge sono: la cultura della legalità, le competenze dello Stato e la collaborazione e sinergia tra le varie istituzioni. L'avevo già detto in Commissione.
Per quanto riguarda la Commissione che vuole istituire il Consigliere Zaffiri, ho fatto parte della Commissione d’indagine Banca Marche, noi non possiamo sostituirci in alcun modo alla magistratura, anche nella Commissione d’indagine noi avevamo solo poteri conoscitivi, cioè dovevamo far conoscere ciò che era avvenuto ma non potevamo in alcun modo sostituirci alla magistratura. E così nella proposta di legge 126 istituire una Commissione significa alla fine inserirci nella magistratura, nei poteri dell’attività giudiziaria. Questo mi sento di dirlo, l'avevo già detto in Commissione, quindi voterò a favore,
Viene anche istituita la consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile come osservatorio e organo di consulenza per la Giunta, però tutto questo non deve rimanere in alcun modo lettera morta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Su un tema così delicato ricordo che esattamente un anno e mezzo fa avevo presentato una mozione per chiedere l’istituzione di una Commissione speciale perché avevo dei dubbi “sull’isola felice”, come viene chiamala la regione Marche. Avevo molti dubbi anche perché ci sono state situazioni a San Benedetto, a Civitanova ed in altre parti e il Procuratore della Corte d’Appello Macrì, a cui faceva cenno l’Assessore, ora in pensione ..., ecco perché non si è mosso, è andato in pensione, io ho avuto la fortuna di parlargli di tutti questi dubbi e quando un Procuratore di una Corte d’appello, che non è un politico, dice delle cose, probabilmente un politico dovrebbe ascoltarle e non criticarle, un politico attento dovrebbe capire che qualcosa c’è!
Quando ho presentato questa mozione mi è stato detto che avevamo un organismo analogo, quindi non serviva ed è stata bocciata, adesso, un anno e mezzo dopo, viene presentato un emendamento, quindi si chiude la stalla dopo che i maiali sono scappati.
Ricordo che noi ad Ascoli abbiamo un super carcere dove vige il regime del 41 bis. Credete che un super carcere con il 41 bis non possa portare nei territori vicini, cioè al mare, della delinquenza associata alle persone che sono al 41bis?
Non sono io a doverlo dire a voi, basta una pausa di riflessione. Anche il senatore Morgoni, che non è del Movimento 5 Stelle, ha fatto un’interrogazione molto pesante che dice: “Civitanova base di cosche”!
Dobbiamo tenere gli occhi aperti e soprattutto le orecchie aperte, perché qualcosa nella regione Marche si sta muovendo e la politica regionale, non dico che debba indagare, perché ad indagare ci pensa la magistratura, deve essere molto attenta a quello che succede nella propria regione. Credo che sia un atto dovuto.
Voglio ricordare solo questo, di questo problema ne ho parlato esattamente un anno e mezzo fa, tanto è vero che la Regione Marche è stata l’unica presente alla sfilata che c’è stata a Roma per Borsellino proprio sul problema della mafia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Credo che sia una legge importante e ringrazio coloro che l’hanno proposta - l’ho sottoscritta anch’io - a partire dal Presidente Mastrovincenzo, dal Vicepresidente Minardi, dall’Assessore Cesetti, che nelle cose che ha detto qui in Aula, ma non solamente oggi, negli ultimi mesi, è impegnato su questo fronte. Credo quindi che oggi la votazione di questa proposta di legge sia particolarmente rilevante.
Particolarmente importante perché affronta in modo integrato questo tema, il tema della legalità, della trasparenza, della lotta alla criminalità. E' un argomento che va affrontato necessariamente in modo integrato, a partire dalla promozione della cultura della legalità, come dice bene la legge.
Abbiamo bisogno di fare iniziative nelle scuole, tra i più giovani, perché il contrasto alla illegalità deve diventare un fenomeno pervasivo, come pervasiva è purtroppo l’illegalità. Quindi vanno bene tutte le cose che sono scritte in questa legge e non ci ritorno perché già chi è intervenuto prima di me le ha dette in modo particolareggiato.
Mi fermo, Presidente Mastrovincenzo mi rivolgo a lei, su un aspetto che non è contenuto nella legge perché non può essere un aspetto normato, ma che riguarda il nostro ruolo, siamo rappresentanti delle istituzioni ma lavoriamo anche all’interno di una pubblica amministrazione e c’è un aspetto su cui credo che dobbiamo stare particolarmente attenti ed è la lotta alla corruzione.
La pubblica amministrazione in Italia per troppi anni è stata permeabile a fenomeni di corruzione e io credo che oggi gran parte dell’allontanamento dei cittadini dalla politica sia legato al fatto che probabilmente non siamo riusciti a dare delle risposte concrete ai problemi concreti, su questo ci dobbiamo impegnare di più, ma c’è anche un altro corno, c’è anche un altro aspetto, e cioè che troppo spesso la classe politica viene identificata come quella parte di gruppo dirigente del Paese che non è capace di frenare in modo efficace i fenomeni di corruzione nella pubblica amministrazione.
Penso che ci sia questo aspetto del quale non dobbiamo dimenticarci mai, altrimenti non svolgiamo fino in fondo il nostro lavoro.
Allora Presidente mi rivolgo a lei perché, come sappiamo, da qualche anno esiste la stazione unica appaltante nelle Marche, noi abbiamo votato qui un ordine del giorno in cui si diceva che anche l’Assemblea legislativa delle Marche l’avrebbe utilizzata, credo che sarebbe utile, magari a partire dal primo gennaio del prossimo anno, dare un segnale perché credo che i cittadini ne abbiano bisogno. Questa legge va certamente in questa direzione, però affrontiamo il tema della corruzione, perché troppo spesso non riusciamo a vedere, non riusciamo a governare un fenomeno che essendo pervasivo diventa incontrollabile.
Non dubito assolutamente della buona fede di tutta la politica nazionale, però non si può non notare quanta corruzione nella pubblica amministrazione ancora oggi esista.
Credo che a livello nazionale stia lavorando bene il Presidente Cantone e l’Anac, noi come istituzione dovremmo collaborare e poiché vedo che sono previste varie iniziative di promozione anche del Consiglio regionale, credo che non sarebbe male avere il Presidente Cantone ad una nostra iniziativa per parlare di questi temi, per parlare di tutte le modalità con cui possiamo contrastare la corruzione nella pubblica amministrazione.
Penso che sia un nostro impegno che può rendere anche questa legge più concreta e più efficace. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Brevemente, perché voglio intervenire sul dibattito che poc’anzi ho ascoltato.
Si dice che noi in questa Commissione dovremmo ascoltare istituzioni, che non compete a noi convocare, è vero, ma noi non ascoltiamo, caro Assessore Cesetti, queste persone, perché non è previsto della legge, questa è la differenza, noi non ascoltiamo, come lei dice, il Prefetto ed il Questore, non è questo l’argomento, questo è un altro film, è un’altra cosa. E rispetto alle considerazioni lei non può estrapolare quello che le fa più comodo, come ad esempio le considerazioni fatte dai giudici sulla brutta situazione nelle Marche.
Ho riferito della Commissione nazionale, la maggioranza non vuole prendere in considerazione questo argomento per affrontarlo seriamente, adesso con il Vicepresidente Minardi ho riproposto una mediazione sul tema, però voi non volete evidenziare questo problema che c’è e si capisce anche dai dibattiti che ho ascoltato nel territorio marchigiano su questo problema. Questa cosa voi non la dite solo qui, in quest’Aula, il Partito Democratico non dice queste cose solo qui dentro l’Aula, ma ho ascoltato anche amministratori del Comune di Ancona che non vogliono ragionare attorno a questo problema.
Purtroppo, caro Assessore Cesetti, il problema c’è, o lo affrontiamo seriamente o purtroppo questa regione rischia di andare alla deriva per quanto riguarda le infiltrazioni mafiose, come la regione a noi limitrofa che si chiama l’Emilia-Romagna.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3.
Emendamento 3/1 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. L’articolo 3 riporta al comma 2, lettera f) “predisposizione di un rapporto periodico con carenza almeno triennale sulla situazione del crimine organizzato e mafioso e sui fenomeni corruttivi nelle Marche”, con questo emendamento propongo di modificare “triennale” in “annuale” per il discorso che ho accennato prima in risposta all’interrogazione.
Abbiamo la legge n. 16 del 2014 che prevedeva una relazione biennale, questa relazione biennale da questa Giunta non è stata fatta, se approviamo oggi la legge prevediamo una relazione triennale che andrà ad agosto 2020, quindi passeranno cinque anni e la Giunta non fornirà alcun dato rispetto alla situazione della criminalità nelle Marche.
L’ho detto prima, se vogliamo effettivamente dare un segnale concreto e reale e di contrapposizione a questi fenomeni occorre ravvicinare il termine di questa relazione che va presentata all’Assemblea e resa pubblica, quindi propongo con questo emendamento di renderla annuale.
Qualora questo emendamento - illustro il successivo che è il 3/3 sempre a firma mia - non passasse, perché annuale potrebbe essere una cadenza troppo ravvicinata, visto che noi non disponiamo dei dati che vengono dal Ministero, c’è un secondo emendamento che porta la scadenza da “triennale” a “biennale” in modo che comunque questa Giunta e questa legislatura consegnino agli atti e soprattutto rendano fattibile questo contrasto alla criminalità con una relazione resa al pubblico all’interno del mandato, altrimenti effettivamente, come ho detto prima, questa Giunta vuole combattere le mafie soltanto con i convegni e con i bollini da dare ai Comuni, ma non si applica concretamente neanche nell’acquisizione dei dati che sono fondamentali.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. La cadenza triennale può sembrare lunga, quella annuale può sembrare effettivamente troppo ristretta anche perché c’è un lavoro da fare, una predisposizione di atti e tutta una serie di approfondimenti, per cui ritengo accettabile il secondo emendamento che ha presentato il Consigliere Fabbri per rendere il rapporto periodico a cadenza biennale, sentito anche l’Assessore Cesetti.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. A dimostrazione che la Giunta vuole lavorare intorno a questo adempimento, quindi come Giunta siamo assolutamente d’accordo.

PRESIDENTE. Viste le delucidazioni del Consigliere Minardi e dell’Assessore Cesetti, Consigliere Fabbri ritira il primo emendamento? Va bene.

Emendamento 3/1. Ritirato.

Emendamento 3/2 a firma del Consigliere Zaffiri. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 3/3 a firma del Consigliere Fabbri. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 3/4 a firma del Consigliere Zaffiri. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 3/5 a firma del Consigliere Zaffiri. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9.
Emendamento 9/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Come ho detto all’inizio nell’illustrazione, come relatore di minoranza, credo che questo logo della forza della legalità, logo del Comune dei bambini, logo che fa qualche cosa, che la Giunta deve determinare con regolamento, il Consiglio deve vedere a chi attribuire il logo e eventualmente valutare se toglierlo, sia veramente troppo macchinoso che poco ha a che vedere con la sostanza della proposta di legge.
Avevo fatto una battuta in I Commissione, è stata presa come una battuta, ma io ero serio: “Pensate se la Giunta o il Consiglio dà il logo della legalità ad un Comune il cui Sindaco, magari del PD, viene arrestato per corruzione!” Sembra una battuta, ma non lo è. Non è un’ipotesi remota quella di un Sindaco che viene arrestato, per cui questa cosa mi sembra inopportuna, per cui chiedo l’abrogazione di questo articolo che costringe la Giunta a fare un regolamento con i punti per stabilire a chi dare il logo, il Consiglio per dare il logo deve acquisire le domande che faranno i Comuni, deve verificare periodicamente se il Comune merita ancora il logo, questi mi sembrano più i punti del supermercato che una cosa concreta nei confronti della legalità. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 9/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11.
Emendamento 11/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Anche di questo avevo parlato durante l’intervento come relatore di minoranza. L’articolo 11 recita “interventi per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico”, siccome il gioco d’azzardo patologico è già stato regolamentato da una norma approvata in questo Consiglio regionale, mi sembra pleonastico fare questa precisazione, questa forzatura in questa legge che parla soltanto della prevenzione dell’usura del gioco d’azzardo, anche perché mi sembra una grave ipocrisia visto che lo Stato sta incentivando il gioco d’azzardo in tutte le città, piccole e grandi, e questa legge non contrasta assolutamente niente perché è una legge dello Stato che è stata approvata dalla stessa maggioranza di questa Regione. Quindi chiederei di abolire questo articolo per una questione di dignità intellettuale. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 11/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 15. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 16. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 17. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 18. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 19.
Emendamento 19/1 a firma del Consigliere Zaffiri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questo emendamento riguarda la discussione che abbiamo fatto questa mattina su questa legge.
La proposta della Lega Nord era di inserire in un articolo quanto abbiamo sostenuto precedentemente in termini di proposta politica.
Questo è il senso dell’emendamento: costituire anche nella Regione Marche quanto è stato fatto con l’articolo 3 dalla Regione Lazio per quanto riguarda il problema delle mafie in riferimento al territorio.
Spero fino all’ultimo secondo che questo emendamento possa essere recepito dall’Aula, in questo caso credo che nella Regione Marche ci sarà una legge che va verso il controllo del territorio in termini collegati alla criminalità organizzata. Per noi è un problema molto importante, visti i segnali che arrivano dal territorio, l'infiltrazione mafiosa nella regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Ci siamo confrontati sulla possibilità di rafforzare il ruolo della consulta dandole alcune funzioni relative a questa tematica, ovvero quella di analizzare il livello di diffusione e penetrazione della criminalità organizzata nel territorio regionale, però mi pare di capire che, da parte del Consigliere Zaffiri, c’è l’esigenza di fare all’interno della consulta una sezione specifica. Una sezione specifica significherebbe fare una Commissione, e credo che non sia opportuno, che si occuphi della problematica dell’antimafia, tra l’altro non avendo competenze, come invece ha la Commissione antimafia del Parlamento, per cui, anche dopo essermi confrontato con l’Assessore Cesetti, il mio parere è contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 19/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 19. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 20. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 126, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Siccome c’è del pubblico interessato ad una particolare mozione chiedo se può essere messa in votazione la mozione n. 270 “Ricorso per la dichiarazione di illegittimità costituzionale del ‘decreto legge vaccini’” per rispetto di coloro che sono venuti qui, magari non immediatamente ma dopo la prossima proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Non ho timore di apparire antipopolare, bisogna ricordare a tutti noi che gli ordini del giorno non si adeguano al pubblico, mai! Gli ordini del giorno si decidono insieme con la Conferenza dei capigruppo e le discussioni si fanno in modo ordinato, altrimenti le regole non valgono più.
Io credo che voi siate per le regole, quindi sono contrario alla deroga alle regole sempre, perché si creano dei precedenti che sono pericolosi perché, Consigliere Maggi, domani potrei chiamare 50 amici per fare in modo che una mozione che è all’ultimo punto dell’ordine del giorno venga votata prima superando quelle che cronologicamente sono iscritte prima.
Approfittando di questa cosa, Presidente, credo che su un tema delicato come quello dei vaccini sarebbe opportuna una discussione ordinata e poiché la Commissione ha licenziato una proposta di legge, chiedo, sarebbe utile, che la discussione avvenga in modo ordinato e forse sarebbe bene abbinare gli argomenti.
Questa è una mia personale convinzione ed ovviamente non impegna la maggioranza.

PRESIDENTE. Il Regolamento parla chiaro, ha fatto la proposta il Consigliere Maggi, si è espresso in maniera contraria il Consigliere Busilacchi, ora immagino a favore il Consigliere Zaffiri dopodiché si vota la proposta.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Sono d’accordo con quanto ha detto il Consigliere Busilacchi, non posso che condividere quanto ha evidenziato poc’anzi, però la mia memoria è vecchia, perché ha tanti anni, però si ricorda dell’altra seduta, quando abbiamo fatto l’ordine del giorno con i capigruppo, abbiamo deciso un certo regolamento, poi siamo venuti qua ed a maggioranza è stato chiesto il voto e l’ordine del giorno è stato cambiato.
Per questo sono favorevole alla proposta del Consigliere Maggi.

PRESIDENTE. Proposta di inversione dell’ordine del giorno richiesta dal Consigliere Maggi. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Proposta di legge n. 121
ad iniziativa dei Consiglieri Volpini, Giancarli, Talè, Busilacchi
“Dispensazione delle preparazioni magistrali a base di cannabis nell’ambito del Servizio sanitario regionale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 121 dei Consiglieri Volpini, Giancarli, Talè, Busilacchi.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Per illustrare una proposta di legge che ha visto quel clima unitario e quel clima di condivisione di cui parlava questa mattina il capogruppo nella sua dichiarazione di voto, rispetto alle problematiche che riguardavano la semplificazione delle procedure di ricostruzione post terremoto.
Questa è una proposta di legge che è stata discussa ampiamente in Commissione per diverso tempo, che ha visto la partecipazione anche di esperti farmacologi e del settore ed anche il contributo importante e fondamentale di rappresentanti del mondo dell’associazionismo che si interessano a questo problema.
E’ vero, si rivolge non ad una moltitudine di persone, ma ad un numero ristretto, non per questo non dobbiamo esserne interpreti, un gruppo di persone che soffrono e che magari non trovano nei rimedi tradizionali il motivo per sollevare la loro situazione di sofferenza e di disagio. Quindi ci è sembrato opportuno intervenire su questa materia anche alla luce di una serie di normative che si sono succedute, anche perché la Regione Marche, accanto ad altre Regioni, si era già dotata di una legge, la n. 1/2013, che riguarda la dispensazione dei prodotti a base di cannabis. Nel frattempo sono intervenute da parte del legislatore nazionale dei decreti ai quali, con questa legge, ci adeguiamo.
C’è stato il decreto del 23 gennaio 2013 che ha inserito nella tabella 2, sezione b) del decreto del Presidente della Repubblica i medicinali di origine vegetale a base di cannabis, prima di questo avevamo soltanto prodotti sintetici, uno su tutti, quello che era possibile reperire anche nella nostra regione che era il sativex, una associazione tra due principi attivi, il tetraidrocannabinolo e il cannabidiolo. Poi è intervenuto il decreto ministeriale del 9 novembre 2015 che disciplina le modalità per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni magistrali di origine vegetale a base di cannabis e ne definisce la modalità di dispensazione. In seguito a tale decreto è stato investito da parte del Ministero lo stabilimento chimico farmaceutico militare italiano che ha sede a Firenze per la produzione della cannabis di natura magistrale e di natura vegetale - sono delle famose inflorescenze femminili della cannabis sativa che è poi la pianta da cui prendono origine questi rimedi, - e produce un prodotto di nome F2 che ricorda molto nella composizione dei due principi attivi quello di importazione olandese, perché a tutt’oggi i preparati vegetali a base di cannabis li importiamo dall’Olanda.
Questa proposta di legge definisce in primo luogo anche le indicazioni di quelle problematiche, di quelle patologie che possono trovare sollievo con l’uso di questi preparati, premesso che i preparati che abbiamo inserito possono essere di varia natura: per le inalazioni e vaporizzazioni, per le tinture, gli oli, permettendo una somministrazione molto più precisa dal punto di vista delle posologie.
Le indicazioni sono quelle tradizionali, quelle che riguardano la terapia del dolore, che riguardano la spasticità della sclerosi multipla, che riguardano anche trattamenti chemioterapici, chiaramente l’utilizzo di questi prodotti può essere fatto quando i rimedi tradizionali non hanno la loro efficacia.
Altro elemento importante della legge, questo l'abbiamo mutuato da leggi fatte da altre Regioni, prevalentemente dalla Puglia e dal Piemonte, è che laddove ci fosse, e questa è un’evenienza che potrebbe essere anche abbastanza probabile, una difficoltà di reperimento di questi prodotti, sotto il controllo della Regione, dell’Istituto farmaceutico militare italiano, in collaborazione anche con il mondo dell’associazionismo ed anche con le università marchigiane, è possibile anche l’avvio di sperimentazioni di coltivazioni anche autonome, naturalmente debitamente autorizzate, questo è un elemento di garanzia, è un elemento anche fortemente innovativo.
Le indicazioni dell’uso di questi prodotti sono quelle di cui prima ho parlato e la legge disciplina anche le modalità di prescrizione e chi possono essere i prescrittori. E' chiaro che in prima battuta possono essere i medici specialisti rispetto alle problematiche in questione, quindi il terapista del dolore piuttosto che il neurologo nei confronti di alcune patologie neurologiche, ma nel prosieguo della terapia, secondo le necessità dei pazienti, possono essere anche prescritte, e questa è una novità importante, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta su un piano terapeutico appositamente redatto dallo specialista in questione.
Altro elemento di novità che si colloca nella filosofia di essere vicini agli utenti, a chi ha bisogno, quindi in una logica di prossimità, è quello che questi prodotti, sempre a carico del sistema sanitario nazionale, possono essere preparati e acquisiti non solo nelle farmacie ospedaliere o comunque nelle nostre farmacie ma anche nelle farmacie esterne convenzionate, proprio per rendere il più possibile vicino, il più possibile capillare il reperimento di questi prodotti.
Altro elemento importante della legge è quello di prevedere dei corsi di formazione nei confronti degli operatori, prevalentemente dei medici che spesso, nella stragrande maggioranza dei casi, non conoscono la legge ma nemmeno le modalità di questo tipo di terapia.
Una legge che inizialmente era partita con pochissimi articoli e, grazie al lavoro della Commissione e dei numerosi emendamenti apportati, è uscita una legge completamente diversa, l'atto che io relaziono, non è la legge del Consigliere Volpini, ma è la legge dell’intera Commissione.
E' con questo spirito che consegniamo all’Aula ed alla sua discussione questo provvedimento che, torno a ripetere, è rivolto nei confronti di persone, seppur non numerose, che hanno bisogno di attenzione e terapia come tutti gli altri.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Avrei voluto dilungarmi un po’ di più, però, visto che ci sono persone che stanno attendendo con impeto che venga approvata una mozione dell’ordine del giorno, cercherò di essere il più breve possibile.
Come giustamente ha fatto notare il Presidente della IV Commissione il lavoro di modifica di questa proposta di legge è stato accolto dalla maggioranza della Commissione, se non addirittura dall’unanimità.
Sono state ascoltate numerose associazioni e numerosi soggetti interessati, l’ordine dei farmacisti, c’è stata molta attenzione ed io vorrei ripercorrere un po’ la storia di questa proposta di legge che inizialmente era nata come un provvedimento con il quale la Regione Marche si faceva capofila dell’assolvimento di alcune indicazioni da parte del Governo, purtroppo questa legge approvata nel 2014 non vedeva l’attuazione in questa regione.
Su sollecito di una mia mozione approvata anch’essa all’unanimità ed un’interrogazione successiva, perché il Regolamento che ne prevedeva l’attuazione non era passato in Commissione, finalmente si è cominciato a mettere le mani alla vecchia proposta di legge e grazie anche al lavoro fatto in Commissione e a degli emendamenti proposti e sottoscritti, uno in particolare sottoscritto da me e dal Presidente Volpini e dal Consigliere Giancarli, finalmente nella Regione Marche sarà possibile avviare dei progetti pilota per la sperimentazione, la produzione e la preparazione di questi farmaci.
Questo era un punto al quale tenevo particolarmente, così si potranno ridurre i costi a carico del servizio sanitario ed a carico dei pazienti.
Altri emendamenti, poi recepiti come Commissione sanità, hanno riguardato con particolare attenzione la ricerca, l’informazione scientifica e l’inserimento, come ha già anticipato il Presidente Volpini, del pediatra di libera scelta, nonché l’erogazione in maniera omogenea su tutte le strutture della regione.
Questa proposta di legge vede l’approvazione del Movimento 5 Stelle anche perché la stragrande maggioranza degli emendamenti proposti in Commissione sono stati recepiti.
Noi come Movimento 5 Stelle continueremo a vigilare affinché l’attuazione e l’efficacia della legge sia ottima e mi auguro che il Consiglio regionale l’approvi all’unanimità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Niente sui contenuti perché sono stati presentati molto bene sia dal relatore di maggioranza che di minoranza, ma una piccola osservazione mi permetto di farla all’indirizzo del Consigliere Volpini perché mi è sembrato un po’ troppo modesto rispetto a questa composizione.
Voglio far notare all’Aula, non so se qualcuno si è accorto, che noi avevamo come testo proposto, io non l’ho firmato, solo tre articoli, ne sono stati riscritto un numero ben più considerevole, abbiamo gli articoli quater, quinquies, sexies, septies, octies, quindi un lavoro impressionante è stato fatto in Commissione, con molte sedute, nelle quali il Presidente Volpini con perizia da un punto di vista medico/sanitario, perché è un medico, ma anche con grande pazienza sul piano giuridico ci ha tirato fuori da una situazione che non era semplice, perché più di una volta abbiamo scritto, siamo tornati indietro, ci siamo autoemendati, perché effettivamente la materia è molto complessa.
Quindi plaudo a questo lavoro, a differenza di altre occasioni, dove partecipo attivamente con qualche competenza, qui veramente sono stato spettatore perché capivo poco di quello che veniva fatto essendo un argomento molto tecnico, ma credo che sia stato fatto un lavoro con grande buon senso e con estrema efficacia.
Come ha ricordato adesso anche la Consigliera Pergolesi i molti intervenuti del campo farmacologico e medico hanno sottoscritto riga per riga quanto è stato fatto.
Quindi il Consiglio vota serenamente questo atto serio del quale la politica e il popolo marchigiano può andare fiero, perché va a risolvere un problema molto grosso, seppur circoscritto nell’interesse, per fortuna, a poche persone. Non stiamo parlando di una grande massa di malati che hanno bisogno di questo tipo di intervento - non è una vera e propria terapia - sicuramente estremamente efficace, lo dico per sottolineare il fatto che non solo questa materia è strettamente nei binari del sanitario, perché abbiamo avuto alcune audizioni abbastanza curiose con qualcuno che plaudeva a questa legge come se fosse una sorta di liberalizzazione della cannabis, non è così, non stiamo facendo queste cose, è una cosa ben diversa. Quindi rispetto a questa eccitazione ideologica per la cannabis diciamo di no, perché abbiamo anche la morfina che usiamo purtroppo per le terapie del dolore in fase terminale per i malati oncologici, ma questo non significa che abbiamo liberalizzato la morfina. Non c’è niente di tutto questo, e lo sottolineo, perché ripeto un po’ di fraintendimento riguardo a questa eccitazione potrebbe nascere.
Grazie a tutti quelli che hanno lavorato a questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Interverrò anch’io brevemente ed utilizzerò questo intervento anche come dichiarazione di voto, confermando quello che è stato il voto positivo in Commissione sanità.
Un lavoro certamente lungo per una materia difficile in cui abbiamo messo al centro dell’attenzione il benessere e l’esigenza dei malati.
Anch’io voglio precisare bene, perché purtroppo quando si parla di cannabis a volte si aprono delle pagine che possono essere fraintese, che qui non c’è alcun discorso di liberalizzazione o legalizzazione delle droghe. Come Fratelli d’Italia ribadisco su questo tema un fermo “no”, quindi ci tengo a precisare, affinché non si creino fraintendimenti, che con questa legge si va incontro e si va a sanare, entrando nello specifico di una materia, patologie particolari per cui l’utilizzo di queste sostanze, con tutte le procedure che sono state anche ben spiegate ed approfondite durante la Commissione, vanno a tutelare patologie, in particolar modo al contrasto al dolore e i cannabinoidi, utilizzati attraverso determinati preparati, hanno una valenza laddove altri dispositivi farmacologici non hanno avuto effetto. Questo credo che sia molto importante per la tutela e la dignità dei malati.
Credo che il lavoro fatto in Commissione, che ha portato a deliberare un testo all’unanimità, sia stato completo ed ha avuto questo obiettivo condiviso da tutti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Un onere normativo, quello che oggi la Regione si trova ad affrontare, che va discusso con coscienza ed assoluta responsabilità.
Le parole chiave, a mio avviso, sono: “uso terapeutico”, ecco è lì la chiave di volta che moralmente non può spingermi alla contrarietà.
Siano determinanti le preparazioni magistrali, che quindi escludono business aziendali, siano determinanti soprattutto le categorie a cui la proposta di legge si rivolge e l’obiettivo stesso sia alleviare il dolore delle persone affette da determinati gravi patologie croniche anche dei malati terminali.
Dinanzi a tutto ciò la sensibilità mi spinge a leggere esclusivamente in chiave terapeutico l’uso del principio attivo.
E’ per questo motivo che voterò a favore di questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BIONNI. Grazie Presidente. Ricordo che circa un anno fa ero firmatario insieme ad altri di una mozione che voleva l’attuazione della legge per l’uso terapeutico della cannabis, devo dire però che questa legge che esce dalla Commissione è migliore rispetto alla precedente. Devo dire che è stato fatto un eccellente lavoro.
Credo che oggi andremo ad approvare una legge che è un atto di civiltà, non si tratta, come hanno già detto i colleghi, di liberalizzare la cannabis, ma si tratta semplicemente di regolarne l’uso per usi terapeutici.
Quindi, ripeto, un atto di civiltà dovuto ai malati che hanno bisogno di queste sostanze e di questi preparati.
Per cui ringrazio la Commissione e voterò a favore di questa legge che condivido e complimenti a chi ci ha lavorato con intensità.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Questo è sicuramente l’atto più importante di questa giornata e per questo voglio partire con i ringraziamenti che vanno a colui che ha fatto la proposta di legge, il Consigliere Volpini, che ha visto da subito tutta la maggioranza - Partito Democratico, Uniti per le Marche e Unione di Centro - coinvolta in questo importante percorso, che poi è stato condiviso con le giuste integrazioni, con le giuste riflessioni anche da tutta l’Assemblea regionale ed anche dagli altri Consiglieri di questo consesso.
Credo che noi oggi siamo qui per dare un ulteriore forte segnale ai più svantaggiati, anche se, come ha ricordato il Consigliere Volpini, sono una piccola parte. Credo che in alcuni casi ci si possa differenziare come istituzione, seguendo dei malati che possono essere numericamente pochi ma che hanno grandi problematiche.
Questa terapia che oggi andiamo a votare è un valore aggiunto sia dal punto di vista istituzionale che da quello della coscienza di ognuno, è per questo che come Uniti per le Marche voteremo questa proposta di legge. Ancora una volta l’intuizione partita da un Consigliere della maggioranza è stata poi condivisa da tutti, credo quindi che sia un ulteriore messaggio a tutto il nostro territorio marchigiano.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 quater. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 quinquies. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 sexies. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 septies. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 octies. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Come già annunciato il Movimento 5 Stelle voterà a favore di questa legge e ringrazia anche il Presidente Volpini, tutta la Commissione e la collega del Movimento 5 Stelle Consigliera Pergolesi.
Credo che in questo senso sia un bel segnale che la Regione dà a tutta la comunità nazionale,
Mi compiaccio dell’apertura e della lungimiranza che questa legge propone, visto che l’Assessore alla sanità se ne è andato per motivi che sappiamo, pregherei il Consigliere Volpini di vigilare, come tutta la maggioranza, affinchè questa legge venga applicata veramente, perché poi, nelle more di questa applicazione, molti, visto l’argomento particolare che tutta la maggioranza, tutto il Consiglio, ha recepito, potrebbero fare dei distinguo e potrebbero anche non rispettare o comunque evitare di applicare questa legge.
Una raccomandazione che forse non è neanche dovuta conoscendo la persona, però è importante vigilare che la legge venga applicata e che non venga trovata qualche scappatoia e devo dire che, permettetemi una piccola chiosa, accanto all’apertura ed alla lungimiranza di questa legge fa da contrappunto la grettezza di non aver anticipato una mozione. Questa mattina nella Conferenza dei capigruppo ci è stato detto: “L’Assessore Ceriscioli deve andare via per cui avete nulla in contrario di anticipare la proposta di legge 156?” Tutti noi Consiglieri, di maggioranza e di minoranza, abbiamo accettato di buon grado, nel rispetto del Presidente, di anticipare questa cosa. Ci sono due pesi e due misure ed io lo faccio notare all’Assemblea. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Come gruppo consiliare Uniti per le Marche ringraziamo la Commissione per l’ottimo lavoro svolto e votiamo convintamente questa proposta di legge che è di buon senso, va incontro alle esigenze terapeutiche ed è un segnale importante verso tutta la comunità marchigiana. Per cui voteremo favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Pleonastica dichiarazione di voto, ma intervengo per interloquire rispetto a quell’invito e a quella esortazione che ha fatto il Consigliere Maggi, che raccolgo e faccio notare che anche precedentemente, mi riferisco alla benedetta legge 1 del 2013, che era stata votata non da questo, ma dal Consiglio regionale precedente ed era rimasta nel cassetto. Noi siamo andati a tirarla fuori per fare quelle linee guida che poi sono risultate inefficaci perché nel frattempo era cambiata di nuovo la disposizione.
Quindi, come abbiamo fatto allora per una legge che non ci apparteneva, di cui non avevamo il timbro, tanto più è giusto e doveroso l'impegno collettivo, vista la condivisione di questa legge da parte dell’intero Consiglio regionale.
Credo che questa sia una bella pagina. Il Consigliere Bisonni ha parlato di una pagina di civiltà, penso che in questo frangente questa sorta di interlocuzione ci calzi molto. Quindi grazie per questo voto unanime ad una legge che è dell’intero Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Prendo la parola dopo l’intervento del Presidente della Commissione Volpini ed è questo l’intervento che mi sento in dovere di fare: l’importante è che questa legge non rimanga inapplicata perché dobbiamo aiutare le persone che purtroppo sono meno fortunate di noi, che soffrono, che stanno male. Credo che questo sia l’aspetto più importante.
L’Assessore non c’è, credo che anche dalle ultime cose che abbiamo discusso dentro quest’Aula non possono esserci eventuali costi perché pochi giorni fa sono stati ripartiti 242 milioni di euro che provengono da quel mondo, il mondo in cui deve essere applicata questa legge.
Credo non solo alla sensibilità del Consigliere Volpini, credo alla posizione politica di Assessore che svolge al 50% in sostituzione dell’Assessore. Penso che questa delega soffre ad arrivare, questo non c'entra niente, ma mi sento in dovere di dire e di sostenere quel documento delle confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil che rivendicano un Assessore della sanità.

Proposta di legge n. 121. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Una mozione d’ordine per una questione inerente il prossimo ordine del giorno che mi vede relatore, chiedo una sospensione di 10 minuti per un chiarimento in maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene. Accordata la sospensione. Ci rivediamo fra 10 minuti.

La seduta è sospesa alle ore 16.05

La seduta riprende alle ore 16,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Consiglieri riprendiamo. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. A nome della maggioranza lancio una proposta che è quella di accorpare la discussione della mozione della Consigliera Pergolesi, la n. 270, con quella della nostra legge dei vaccini. Chiedo alla Presidenza di portarla in Aula il prossimo Consiglio utile, come deciso oggi nella Conferenza dei capigruppo, del 12 settembre, ferma la contrarietà della maggioranza alla mozione della Consigliera Pergolesi.
Quindi noi chiediamo di accorpare la discussione della legge e della mozione, che avverrà nel Consiglio del 12 settembre. Grazie.

PRESIDENTE. Per l’intervento a favore di questa proposta ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Noi avevamo votato la nostra legge nell’ultima Commissione, legge votata a maggioranza, all’indomani dell’arrivo in Consiglio è intervenuto il decreto legge nazionale, per cui abbiamo ritenuto opportuno vedere la fine dell’iter del decreto legge, che è stato convertito in legge la settimana scorsa, quindi siamo oggi nelle condizioni di riprendere quel discorso e quel ragionamento sulla nostra proposta di legge e, considerati i due atti, mozione e legge istitutiva dell’obbligatorietà per i quattro vaccini, riteniamo giusta la proposta di abbinamento da farsi nella seduta che il Presidente riterrà opportuna.

PRESIDENTE. Contrari a questa proposta?
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Intervengo per la Consigliera Pergolesi che è parte in causa e sta arrivando adesso, se cortesemente il capogruppo della maggioranza può ripetere la sua proposta.

Romina PERGOLESI. Ero al bagno, si può andare al bagno?

PRESIDENTE. Non mi sembra che fosse al bagno perché se il bagno è esterno al Consiglio …, almeno affermi la verità, Consigliera Pergolesi, non è molto seria in questa affermazione quindi a questo punto votiamo la proposta del capogruppo Urbinati.

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Vuole ripeterla? Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Non è una semplice ripetizione che crea il problema. Noi abbiamo detto di accorpare la mozione 270 della Consigliera Pergolesi, fermo restando la nostra contrarietà all’atto. Non è che ci nascondiamo, noi siamo estremamente contrari all’atto della Consigliera Pergolesi, proponiamo di accorpare la mozione 270 alla nostra pdl sui vaccini chiedendo alla Presidenza di mettere gli atti nel primo Consiglio utile che, con molta probabilità, come deciso oggi in Conferenza dei capigruppo, sarà il 12 settembre. Grazie.

PRESIDENTE. La mozione è la 270. A questo punto votiamo.
Ha la parola, come oratore contro, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Accolgo volentieri la proposta del Consigliere Urbinati a patto di indire, lo anticipo già da adesso, noi lo chiederemo come Consiglieri, e mi auguro che anche l’opposizione sia d’accordo, un Consiglio straordinario, quindi coatto, per far sì che venga discussa la proposta di legge, con relativa seduta della Commissione, come da Regolamento, per approfondirne le discrepanze con il testo del decreto, come aveva anticipato il Consigliere Volpini nelle scorse sedute. Grazie.

PRESIDENTE. Preciso che, correggo su questo il capogruppo Urbinati, la mozione è la numero 270 in modo che rimanga a verbale, la proposta è chiara, non si parla di Consiglio straordinario, la proposta è di rinviare al primo Consiglio di settembre, il 12 settembre, e di abbinare la proposta di legge che la Commissione ha già varato con la mozione n. 270 della Consigliera Pergolesi.
Questa è la proposta e su questa votiamo.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di regolamento n. 6
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Modifica al Regolamento regionale 13 maggio 2004, n. 2. ‘Norme sull’utilizzazione del litorale marittimo della regione per finalità turistiche ricreative’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di regolamento n. 6 del Consigliere Giorgini.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Una legge di cui abbiamo discusso in II Commissione che riguarda l’argomento della difesa della costa.
Come sappiamo la Regione con l'articolo 31 della legge n. 10 del 17 maggio 1999, norma l’obbligo per i Comuni, poi girato ai concessionari di spiaggia e a chi gestisce le concessioni, del servizio del salvamento a mare.
Noi sappiamo bene, e viviamo la problematica della difesa della costa, quanti pezzi del nostro litorale subiscono ripetutamente e negli anni tantissime modifiche, modifiche dovute ad una erosione costiera naturale, ma spesso anche a lavori di difesa della costa o a lavori di difesa della viabilità stradale o ferroviaria che mutano totalmente la caratteristica del litorale marino.
Noi con questa legge, con questo aggiustamento, diamo facoltà ai Comuni, sempre attraverso l'autorità marittima, di segnalare quei tratti di costa dove non è più possibile la balneazione per far sì che non ci sia l’obbligo, per i concessionari di spiaggia o per chi ha una concessione di gestione diretta di un tratto di litorale marittimo, del servizio di salvataggio a mare.
Con questa legge andiamo solamente a dare al Comune la facoltà e l’opportunità di segnalare tempestivamente, ed agire in accordo con l’autorità marittima, la Guardia Costiera in questo caso, per cercare di esentare alcune aree dove vige già un divieto di balneazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. In Commissione questa proposta di legge è passata favorevolmente in quanto è semplicissima. E' una cosa circoscritta, deve essere adeguatamente motivata, ci vuole l’accordo tra il Comune e l’autorità marittima, per cui non c’è adito ad interpretazioni, quindi siamo chiaramente favorevoli a questa pdl che si compone di un unico articolo, dove non è possibile la balneazione non c’è l’obbligo di avere la vigilanza a mare. Tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Essendo la proposta di regolamento composta di un solo articolo, votando l'articolo 1 si vota l’intero provvedimento.
Proposta di regolamento n. 6. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 38
ad iniziativa della Giunta regionale
“Ulteriori modifiche alle norme tecniche di attuazione del Piano di gestione integrata delle aree costiere. Deliberazione del Consiglio regionale 2 febbraio 2005, n. 169”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 38 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. La proposta di modifica del piano di gestione integrata delle aree costiere prevede sostanzialmente la possibilità, laddove ci siano non frequentissimi casi, ma nella regione Marche ci sono, di litorali particolarmente ampi, quindi la distanza dal limite della concessione al limite della battigia è particolarmente ampia, la possibilità di derogare rispetto ad uno dei limiti che prevede questo piano di gestione, cioè il limite dei 25 metri, e la possibilità di arrivare fino ad un massimo del 40% e fino ad un massimo di 40 metri, quindi prolungare la possibilità di intervento con opere che siano, questo è un altro limite che pone questa modifica, rimovibili al termine della stagione.
Questo per consentire, in casi particolari, la possibilità da parte dei gestori di queste aree balneari di inserire, in uno spazio di battigia più ampio, servizi per i clienti, per la comunità che utilizzano gli stabilimenti balneari.
Questa è una richiesta arrivata dal territorio, da alcuni Comuni che hanno in alcune zone questa situazione, soprattutto zone che sono state modificate con gli anni. Questo è un elemento previsto nel piano di gestione integrata, il fatto che lo stesso piano venga posto a verifica ogni tot anni a seguito delle modifiche avvenute nel territorio.
Porto ad esempio il territorio che conosco meglio, quello di Civitanova, dove la realizzazione, ormai diversi decenni, fa del porto foraneo ha permesso ed ha causato di conseguenza un prolungamento, forse anche eccessivo, della spiaggia che si trova verso sud, quindi rispetto alla storica presenza degli stabilimenti balneari ha creato una spiaggia molto ampia e c'è una distanza enorme per cui i servizi non sempre sono a disposizione dei fruitori.
Con questa piccola modifica del regolamento, fermi restando tutti gli altri limiti, diciamo che permane comunque la tutela della spiaggia, tanto che la Commissione ha inteso bocciare una sorta di emendamento di modifica da parte del Cal che in qualche modo allargava ancora di più le maglie rispetto a questa nostra proposta. Questo per dare il segnale che con questa norma non andiamo a liberalizzare gli interventi sulla spiaggia, ma sono limitati a casi particolari e a necessità di servizi particolari.
Si sottopone oggi all'approvazione dell'Aula questa modifica, mi auguro con esito positivo.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Il Consigliere Micucci ha spiegato molto bene questa norma che andiamo ad approvare. Non è qualcosa di straordinario, ma dà un aiuto tangibile agli operatori che si sono trovati con questa manna dal cielo, perché oggi avere una spiaggia così grande è una manna.
Voglio dire solo due parole per evidenziare il problema. In realtà dobbiamo prendere atto che la profondità degli arenili è diventata molto disomogenea, in certe parti il mare arriva sotto gli chalet, in altre abbiamo cento e passa metri di spiaggia e questa diversità di metraggi di spiaggia tra un tratto di costa e l'altro, magari distanti poche centinaia di metri, è dovuta sia all'opera dell'uomo, quindi ai pennelli, queste cose un po' strane che si stanno facendo in tutte le coste italiane, ma anche al fatto che la scomposta dinamica del sistema costiero, che non è diventata più razionale ma come dicevo è scomposta, ed i suoi processi fisici, cioè le onde e le correnti, hanno creato una risposta dinamica del sistema costiero, ed il caso delle particelle sedimentarie, è tutto qui il problema, sempre molto più spesso si traduce in vistose variazioni morfobatimetriche, quindi tutti questi sedimenti non hanno più una razionalità nel tempo, come avevano negli anni precedenti, ma vanno a seconda di come vengono modificati dall'opera dell'uomo, o dei fiumi o dei torrenti.
Il problema dei cambiamenti climatici e dei sedimenti non coesivi, cioè sedimenti che non si aggrappano come granulometria e come qualità di prodotto a molte spiagge - questi sedimenti arrivano, molte volte rimangono, molte altre ritornano immediatamente al mare - sarà a sua volta un grave problema per le nostre spiagge e quindi per la nostra industria turistica, non solo oggi ma anche per il futuro.
Ho presentato una proposta di legge che ancora deve essere portata in Commissione che riguarda la tutela del litorale e delle coste e prevede anche questo problema.
Noi viviamo dell'industria del turismo, ricordatevelo, quindi questo atto amministrativo offre agli operatori balneari, che hanno la fortuna di avere una spiaggia di grandi proporzioni, la possibilità di avere maggiore disponibilità di suolo da dedicare ai servizi di spiaggia, quindi vengono messi nelle condizioni di poter dare un'offerta turistica più ampia e diversificata. Se uno ha una spiaggia di 100 metri, il turista che sta nell'ultimo ombrellone deve fare 100 metri per andare a prendere un gelato, se si realizza al centro un piccolo casotto, magari entro i 40 metri, può dare un servizio maggiore e migliore al turista.
E' chiaro che la struttura sarà completamente removibile e dovrà essere rimossa tassativamente a fine stagione, su questo ho fatto un emendamento accettato dal Presidente, anche il basamento, che sia di legno, che sia in prefabbricato, dovrà essere rimosso e a fine stagione dovrà essere ripristinato lo stato dei luoghi e dovrà rimanere solo la sabbia.
Per il resto il Consigliere Micucci ha spiegato tutto bene. Restano comunque validi ed in alcuni casi vincolanti i piani di spiaggia dei Comuni che sono quelli che legiferano sul litorale marino. Non credo che sia una cosa eccezionale perché riservata a pochi, però va comunque approvata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. In Commissione ho espresso la mia contrarietà a questa proposta di atto amministrativo in quanto non ne ravvedo sinceramente la necessità.
Qui si dice ci stiamo “preoccupando” di non far fare quindici passi al turista per andare a prendere il gelato. Noi stiamo facendo una modifica ad un atto amministrativo per non far fare 15 passi al turista che deve andare a prendere il gelato? E' questa la nostra preoccupazione?
A me sembra in realtà che dietro questa preoccupazione ci sia la richiesta di qualcuno, che viene accolta, di continuare a porre opere sul litorale.
Sono contrario allo sfruttamento dei beni demaniali in questa maniera, non credo che 15 passi in più costituiscano un problema, temo che le opere, anche se è vero che nella legge c'è scritto a chiare lettere che anche le fondazioni devono essere completamente rimosse, non essendoci i controlli sufficienti rimarranno lì vita natural durante. Se c'è la legge, ma nessuno controlla, avremmo delle opere in posizioni che la legge attuale non avrebbe consentito.
Secondo me, questa preoccupazione di far risparmiare 15 passi al turista per il gelato è una scusa, non ravvedo la necessità di questa proposta ed il mio voto sarà contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Voglio ringraziare i relatori e la Commissione che ha condiviso questo percorso, perché quando alcuni mesi fa tutte le associazioni di categoria del sistema della balneazione hanno richiesto un incontro con l'Assessore per portare avanti una serie di istanze che riguardano i 183 chilometri della nostra costa, tra queste c'era anche quella che oggi, spero, sarà approvata all'unanimità.
Dico questo perché l'obiettivo era duplice, il primo, lo sappiamo tutti, la Regione Marche – e questo è un segnale forte che dovremmo riuscire a dare – in questi tre anni che ci rimangono alla fine legislatura, potrebbe rimettere mano al piano della difesa della costa. Sarebbe il segnale più forte che ptremmo dare a tutto il sistema della costa, perché oggi è un piano della difesa della costa che - non è presente l'Assessore Sciapichetti con cui ci confrontiamo parecchie volte su questa tematica, io ho la competenza al demanio turistico e l'Assessore Sciapichetti ha la competenza alla difesa della costa - non è più sostenibile, perché ci sono altre esigenze, perché potrebbe essere visto ancora di più dal punto di vista ambientale, perché potrebbero esserci delle aree che necessitano di interventi diversi rispetto a quelli previsti dal piano della costa.
Le associazioni della balneazione, tutte, chiedevano una risposta almeno su quelle cose che non impattavano sulla difesa della costa e tra queste vi era, come ricordava il Consigliere Micucci ed anche il Consigliere Giorgini, l'esigenza di dare la possibilità a chi ne ha le condizioni, cioè a chi è al di sopra dei 100 metri - questo per evitare che le mareggiate e altro potessero creare criticità e problemi agli stessi balneari - di poter aggiungere strutture che potevano essere alla fine della stagione rimosse. Non tanto come ricorda il Consigliere Bisonni, detto così può sembrare un atto amministrativo ad personam, no, è un segnale che in questo momento come Giunta regionale e associazioni di categoria abbiamo voluto dare, su richiesta loro.
Oggi siamo in una fase di ripresa, ma quando è partito questo progetto eravamo tutti molto preoccupati che il turismo avesse dei contraccolpi rispetto al problema del terremoto, eravamo tutti preoccupati non solo della promozione, che doveva essere fatta, ma anche del sistema di accoglienza che doveva essere potenziato per dare maggiori possibilità. Il percorso è partito allora, parliamo dei mesi di febbraio e marzo.
E' chiaro che questa non è la panacea di tutto il sistema della balneazione, però è un ulteriore messaggio, è un ulteriore passo che come Consiglio regionale facciamo per dare una risposta a tutto questo sistema.
Credo che dare ulteriori opportunità alla balneazione, a queste oltre 2000 strutture che ci sono in questa zona, per chi rientra in questa normativa, è sicuramente motivo di attenzione.
Spero che il Consigliere Bisonni, conoscendolo, dopo aver approfondito questa questione possa ritornare sulla propria posizione perché avere una posizione unanime su questo atto amministrativo sarebbe un bel segnale che viene dato a tutto il sistema della balneazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Solo per dichiarare il voto favorevole a questa legge come un auspicio dato che nella mia zona, come in quella della Consigliera Leonardi, abbiamo il problema inverso, abbiamo cioè le strutture balneari dentro l'acqua, non abbiamo le spiagge da cento metri. Quindi esprimo una profonda invidia rispetto alle zone che ce li hanno, ma anche l'auspicio che presto le scogliere che sono già in corso di realizzazione e le altre che speriamo possano essere fatte ci mettano nelle condizioni di “subìre” questa legge e che oltre i 100 metri riporti gli oltre 250 metri di spiaggia che porto Recanati aveva all'inizio del '900.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Ho già detto come voterò, siccome però l'Assessore mi ha chiamato in causa, ribadisco che seguiterò nella mia idea e voterò contro.
Voglio dire solo tre cose, Assessore, se il problema della balneazione, del turismo lo volete affrontare facendo risparmiare 15 passi per andare a prendere il gelato, penso che siamo completamente fuori strada, le opere da fare sono altre, come la difesa della costa, la depurazione delle acque, le Marche sono in infrazione per la depurazione delle acque.
Affrontiamo i problemi seri, non mettiamo questi palliativi che non servono a niente se non a incentivare l'edificazione sul nostro litorale, io non sono contro il turismo, io sono a favore del turismo, ma il turismo soprattutto quello balneare si incentiva difendendo l'ambiente, avendo l'acqua pulita e delle coste non erose.
Questa è una politica giusta e sensata, investimenti su queste cose. Sulla depurazione delle acque state facendo zero! Su questo dovreste incidere non sui 15 passi per far prendere il gelato al turista!

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Voterò favorevolmente questa proposta di legge, ma concordo con quanto detto da chi mi ha preceduto.
Questi provvedimenti sono utili e vanno nella direzione delle richieste per superare alcune difficoltà da parte degli operatori, non possiamo però dimenticarci che in effetti il problema della balneazione delle acque, dell'inquinamento dei fiumi, che poi rendono difficile o impossibile un turismo di qualità, dovrebbero essere posti al primo piano non solo in termini ambientali ma anche e soprattutto, l'ho detto forse più di un anno fa all'Assessore al turismo, in termini di investimenti per il turismo.
Auspico che insieme a questi provvedimenti che oggi approviamo, non uno contro l'altro, uno in sostituzione dell'altro, se ne facciano anche di seri in termini di tutela e di depurazione delle acque.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Per dichiarare che voterò favorevolmente questa proposta di legge anche perché è chiaro e corretto tutto ciò che è stato detto, però bisogna iniziare a dare competitività alle aziende, in questo caso alle aziende balneari perché sul mercato bisogna offrire sempre più servizi ai turisti.
Non è solo una questione di ambiente, che pure è importante, iniziamo a dare delle offerte che possano rendere gli stabilimenti balneari competitivi con la ricettività che c'è in tutta la costa adriatica, per cui voteremo favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Vorrei precisare che con la Bolkestein sopra la testa nessuno va ad investire, a fare un casotto di legno, se non ne ha la necessità, quindi questa è una necessità assoluta che viene fuori da una richiesta necessaria. Non parliamo solo di gelato, ho fatto l'esempio del gelato per dire una cosa, chi è che investirebbe 50.000 euro per fare un casotto di legno con l'approssimarsi della scadenza della Bolkenstein? Evidentemente c'è un'esigenza primaria per cui deve essere fatto, non tutte le cose devono essere importanti ed anche le piccole cose fanno le grandi cose e io voterò a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 38. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 336
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Dustin Hoffman, testimonial della campagna ‘Marche. Le scoprirai all’infinito’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 336 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Nel 2009, con decreti del Dirigente del servizio turismo e promozione, n. 172 del 3 agosto e n. 193 del 27 agosto, è stata avviata la gara pubblica per l'affidamento da parte della Regione del contratto avente ad oggetto “Progettazione e realizzazione di filmati pubblicitari in lingua italiana ed inglese, funzionali alla promozione e al marketing territoriale dei progetti e/o aree individuati nell'ambito della progettazione integrata dell'asse 5 e del Por 2007-2013, considerati nella loro potenzialità di implementare l'attrattività del territorio marchigiano”.
Il contratto di cui sopra è stato aggiudicato, con decreto del Dirigente del servizio turismo e promozione, alla ditta Europroduzione S.r.l. di Roma, per un importo di 1.785.000 euro.
L'offerta economica presentata dalla Ditta Europroduzione, individuava Dustin Hoffman quale testimonial di prima grandezza a livello internazionale, per la realizzazione dei filmati promozionali, di cui la Regione ha acquisito il diritto esclusivo di utilizzo per tutto il territorio nazionale ed internazionale per il periodo dal 16 dicembre 2009 al 31 dicembre 2010.
I filmati sono stati utilizzati per la realizzazione di spot pubblicitari andati in onda sulle reti televisive e radiofoniche nazionali (Rai, Mediaset, Sky, eccetera), sui canali internet, sulla carta stampata e per la realizzazione di impianti pubblicitari in occasione di fiere o manifestazioni di settore, come ad esempio la BIT.
La strategia di comunicazione adottata per il 2010 ha avuto un'importanza decisiva nello sviluppo del mercato turistico regionale, come ha dimostrato un'indagine condotta congiuntamente dall'Istituto nazionale delle ricerche turistiche e dall'Unioncamere.
Secondo questo studio la scelta della destinazione Marche è stata influenzata, nel 2010, dalla campagna promozionale andata in onda sulle principali emittenti nazionali.
Tra i turisti che hanno visitato la regione nel 2010, per il 7,9% è stata decisiva l'influenza esercitata dal messaggio pubblicitario. Questa percentuale è risultata più che doppia rispetto alla media nazionale (3,7%) e si è tradotta in oltre 160.000 turisti.
L'influenza della pubblicità sui flussi turistici regionali per il 2010 assume ancora più importanza se confrontata con i dati (sempre forniti dall'Isnart) degli anni precedenti, quando solo l'1,7% dei turisti nel 2009 e lo 0,8% nel 2008 dichiarava di essere venuto nelle Marche dopo averne vista la pubblicità.
Alla luce dei dati sopra riportati e nel rispetto di quanto stabilito dalla deliberazione amministrativa dell'Assemblea regionale n. 20 dell'1 marzo 2011, con delibera di Giunta regionale n. 258 dell'8 marzo 2011 la Giunta ha autorizzato la prosecuzione della campagna "Marche, le scoprirai all'infinito", con il testimonial Dustin Hoffman.
Nello specifico, con tale atto, veniva dato mandato al Dirigente del Servizio turismo di acquisire i diritti di immagine del Testimonial Dustin Hoffman e per il loro utilizzo per campagne promozionali, per un ulteriore anno dalla sottoscrizione del contratto, sul territorio nazionale ed internazionale, veniva individuato, in accordo con il testimonial Dustin Hoffman, lo studio fotografico Bryan Adams Photography per la realizzazione delle opere fotografiche ad integrazione della campagna, nonché, su indicazione dell'Ufficio Ice di Los Angeles, lo studio legale Kaye Schoeler, per l'assistenza legale e contrattuale necessaria all'espletamento delle pratiche per la predisposizione e la sottoscrizione dei contratti di diritto USA.
L'onere derivante dalla attuazione della succitata deliberazione fu quantificato allora in 850.000 euro a copertura di tutte le spese occorrenti per la realizzazione della campagna.
A consuntivo il costo effettivo sostenuto è stato pari 703.287 euro ed è stato relativo, nel dettaglio:
• 527.060 euro per diritti di immagine del testimonial Dustin Hoffman;
• 118.000 euro per noleggio attrezzature, servizi e diritti di immagine dello studio Bryan Adams;
• 27.000 euro per assistenza legale e contrattuale (necessaria per un contratto di diritto USA);
• 30.655 euro per acquisizione e noleggio materiali e per gli allestimenti dei set fotografici e assistenza dell'Ufficio Ice di Los Angeles.
I diritti acquisiti come sopra hanno consentito di utilizzare l'immagine di Dustin Hoffman per il 2011 e 2012, per tutte le attività promozionali e di comunicazione realizzate in Italia ed all'estero dal sistema economico regionale, con particolare riferimento al turismo, all'agroalimentare ed ai settori della moda e delle calzature.
A tal proposito la delibera di Giunta del 24 maggio 2011, citata dal Sole 24 ore, tracciava le linee di indirizzo e le azioni da porre in essere mediante un piano attuativo integrato di comunicazione e promozione, subordinatamente all'effettivo reperimento delle risorse finanziarie necessarie alla sua realizzazione.
Come chiaramente disposto dalla succitata delibera di Giunta regionale, le attività effettivamente finanziate sono state complessivamente 2.929.000 euro ed hanno riguardato principalmente azioni sulla stampa, sul web, nelle sale cinematografiche, la partecipazione a fiere specializzate e l'organizzazione di eventi destinati ad operatori e giornalisti del settore.
Non essendo stato possibile reperire ulteriori risorse, non si è proceduto ad ulteriori campagne promozionali televisive, né per il mercato americano.
Nondimeno raffrontando i dati relativi ai flussi turistici dal 2009 (prima dell'acquisizione dei diritti d'immagine di Dustin Hoffman) al 2012 (scadenza dei termini per lo sfruttamento di tali diritti) si evidenzia un incremento del 41,8% degli arrivi e del 21% delle presenze (fonte: osservatorio regionale per il turismo). Pur non potendo fare una esatto riscontro matematico circa il rapporto tra somme spese e risultati ottenuti, è chiaro come, in un mercato altamente competitivo, dove le altre Regioni possono tradizionalmente contare su riferimenti attrattivi molto più forti di quelle marchigiani, come ad esempio la Toscana con Firenze e le colline del Montalcino, il Lazio con Roma ed il Veneto con Venezia, la promozione realizzata con un testimonial di altissimo profilo mondiale come Dustin Hoffman, ha consentito alle Marche di ottenere risultati lusinghieri, come chiaramente evidenziato anche dalla copiosa rassegna stampa del periodo.
L'evoluzione dei mercati e delle condizioni socioeconomiche comportano necessariamente una revisione delle modalità comunicative della promozione turistica che, per quanto riguarda le Marche sicuramente non è “personalizzata” sulla base del Dirigente competente, ma definita sulla base delle esigenze e delle disponibilità finanziarie.
Infine, non risulta in essere alcun progetto di partecipazione di Dustin Hoffman quale testimonial delle celebrazioni rossiniane, né, di conseguenza, è previsto alcun tipo di finanziamento per un progetto di tale tipo.
E' chiaro che parliamo di ormai 8, 9 anni fa, parliamo del 2009, parliamo di un periodo storico che ha permesso alle Marche di mantenere alta l'attenzione, oggi possiamo dire che le scelte che allora hanno portato a questo incarico, noi come amministrazione attuale non vogliamo e giustamente non possiamo entrare, sono state fatte dall'allora amministrazione che guidava la Regione Marche.
Il messaggio che vogliamo far passare l'avete visto oggi con “viviamo le Marche”. Siamo riusciti a costo zero, grazie soprattutto alla disponibilità ad avere più di 20 grandi personaggi marchigiani che hanno per vicinanza, per solidarietà, voluto essere testimonial della regione ed ancora oggi stanno passando spot, a livello nazionale, sulla Rai e sulle radio nazionali. In maniera molto moderata e sottovoce credo che stiamo raggiungendo oggi, 1 agosto, un risultato che forse dopo il 24 agosto di un anno fa, ma soprattutto dopo i primi dati che avevamo nei mesi di gennaio e febbraio di quest'anno, nessuno si sarebbe aspettato.
Il dato è che a fine maggio, stiamo aspettando gli ultimi, siamo sotto, rispetto al 2016 e al 2015, che sono stati per la Regione Marche degli anni in grande crescita dal punto di vista delle presenze sia straniere che italiane, di pochi punti percentuali.
Lo dico moderatamente perché ancora abbiamo di fronte a noi il mese di agosto, sperando anche in settembre, se la stagione, se la campagna di promozione che stiamo mettendo in piedi e con - di questo ne sono certo - l'impegno di tutti gli operatori della ricettività marchigiana per quello che riguarda l'accoglienza, la notte dei desideri che abbiamo mandato venerdì scorso e tutta una serie di iniziative che stiamo mettendo in campo, possiamo dire che forse manterremo il gap, perché sicuramente un piccolo gap ci sarà tra il 2016 e 2015 con il 2017, ma molto basso.
Questo ci permetterà di poter continuare questa campagna di promozione in particolar modo per il prossimo triennio con obiettivo nostro di investire i fondi Por-Fesr che sono ancora tre milioni e mezzo, quindi stiamo preparando un bando mirato su questa cosa, un bando europeo con tutte le normative e l'obiettivo è quello di investire una parte di questi famosi 248 milioni di euro che stanno arrivando per il sistema del terremoto per la promozione e l'accoglienza nella nostra regione.
Credo che questo triennio 2018/2020 sarà lo snodo fondamentale per mantere l'asticella alta, dopo quel drammatico sisma che io ho definito l'anno zero del turismo, sicuramente l'asticella è alta e siamo tutti impegnati affinché questo percorso possa dare i giusti risultati.
Ho voluto rispondere alle osservazioni, alle riflessioni, all'interrogazione presentata dalla Lega Nord ma ho voluto anche fare il quadro, anche se in maniera molto approssimativa e veloce, della situazione che stiamo vivendo in questi giorni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Assessore. Capisco quello che lei ha detto, lo sforzo che sta facendo e capisco che l'amministrazione precedente ha prodotto in termini economici oltre 3 milioni di euro circa per un americano che poi non ha fatto pubblicità nel suolo americano perché purtroppo, Assessore, le Marche sono quelle che stanno a 150 chilometri più giù di Rimini. Questo è lo slogan.
O questa marchigianità, o questo gruppo dirigente, quello precedente e quello attuale, supera questo gap di difficoltà che riguarda la pubblicità, sennò quello che lei dice continuamente è aria fritta, sono le piccole cose, riprendiamo cosa? Le Marche? Fatti male. Il sito è fatto malissimo, è solo per gli addetti ai lavori, ci va solo chi conosce questo sito. Mi sembra che oggi o domani c'è una iniziativa in una comunità privata dalle parti di Visso, questo privato forse ha saputo che poteva fare una iniziativa perché qualcuno non so ..., c'è stata una comunicazione che qualcuno gli ha detto.
Non ci siamo! Mi riferisco a “Risorgi Marche”, devi andare dentro il sito di Risorgi Marche, devi cliccare per vedere gli eventi e per chiedere di poter partecipare, ma un allevatore che non sa fare queste cose nel sito “Risorgi Marche” non ci va, non conosce e non sa.
Questi sono gli aspetti secondo me negativi. Lei ha voluto introdurre questo argomento ed io le rispondo con questa cosa qua.
Non c'è una progettualità, cosa si intende per progettualità? Si intendono le Marche!
O si fa uno sforzo, non di pubblicizzazione ma di conoscenza, per far conoscere le Marche, perché dietro le Marche c'è tutta una struttura, c'è la Regione, c'è la politica, c'è l'esecutivo, c'è la Giunta, c'è tutta una comunità.
Noi abbiamo vissuto fino ad oggi di questi spot, non c'è un “Progetto Marche”, forse non riesco a spiegarmi bene, ma si capisce senz'altro bene il concetto.
Fino a quando ci sarà la battuta che le Marche sono 150 chilometri a sud di Rimini, noi non possiamo parlare di turismo, Assessore, questo è il problema o si fanno conoscere le Marche aprendo un ventaglio di possibilità e dicendo queste sono le Marche, o c'è una struttura in questo settore che va avanti da anni ed è sempre la stessa.
Non lo so, qui occorre fare qualcosa di innovativo per cercare di mettere in mostra le Marche e renderle facilmente individuabili, perché se io vado in America ogni Stato si riconosce, vengo in Italia e ogni Regione si deve riconoscere:, Lombardia, Toscana, non si può rispondere con la battuta che queste Regioni hanno più investimenti o fanno altre cose, no, perché vuol dire che hanno pubblicizzato attraverso un sistema di comunicazione perché oggi il problema è quello della comunicazione … Si, Presidente, lo so che quando vi si toccano le cose che non vi vanno bene … per favore! E' un problema? Stiamo qui dentro fino a mezzanotte! Perché vi agitate? Qualcosa c'è quando uno si agita!
Per quanto riguarda il problema del turismo sappiamo che la campagna pubblicitaria è costata 3 milioni, l'amministrazione è cambiata e non si può dire niente, però credo che tre milioni dati agli albergatori e dati alla comunità marchigiana probabilmente sarebbero stati investiti meglio.

Interrogazione n. 447
ad iniziativa del Consigliere Minardi
“Sezione distaccata a Fano dell’Istituto tecnico e professionale agrario ‘Cecchi’: ritardi nell’applicazione del Piano di Dimensionamento scolastico 2017/2018”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 447 del Consigliere Minardi. Ha la parola per la risposta L’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. Sull’interrogazione del Consigliere Minardi la Giunta con la deliberazione n. 84 del 2017 ha adottato il “Programma dell’offerta formativa e della rete scolastica regionale per il 2017/2018 in conformità alle linee guida di cui alla deliberazione amministrativa n. 40 del 2016”.
Il Programma dell’offerta formativa, come sapete tutti, tiene conto delle specifiche voci e dei giudizi dati dalle Province e quindi giunge alla Regione la delibera con i desiderata che sono stati accolti dalle singole Province. Queste osservazioni vengono poi proposte alla I Commissione consiliare per un parere, e questo è avvenuto il 26 gennaio 2017.
Nella I Commissione dell’Assemblea legislativa ed al Cal, il Consiglio delle autonomie locali, è andato l’atto nel quale si chiedeva di tenere conto del fatto che il Cecchi insieme ad altri, non c’era solo la questione del Cecchi, era ritenuto, dall’Ufficio scolastico regionale, come appartenente ad un altro ambito territoriale, questo è sicuramente vero, però la volontà della I Commissione era quella di andare oltre questo discorso degli ambiti, che sinceramente è una questione più didattica che geografica, e quindi è stata bene accolta.
Dopodiché la nuova deliberazione è stata trasmessa all’Ufficio scolastico regionale per l’applicazione secondo le modifiche apportate dalla I Commissione.
Questa nuova applicazione, come proposta dalla Regione, chiede l’assegnazione dell’organico, che è di competenza esclusiva del Miur, e la diversificazione nelle articolazioni territoriali.
Chiaramente l’Ufficio scolastico regionale ci ha dato picche relativamente al Cecchi di Pesaro perché ha assunto la decisione di non autorizzare la sede distaccata di Fano, e c’è una nota del 4 luglio 2017, per carenza di iscrizioni.
In più occasioni ci siamo fatti carico di rivendicare questo caso specifico e anche altre situazioni molto complesse, l'applicazione della delibera di Giunta, ma l'interpretazione dell'Ufficio scolastico regionale è esasperatamente letterale e questo ci crea notevoli problemi sul territorio e come il Vicepresidente Minardi sa non è una questione solo legata al Cecchi, ma è riferita anche ad altri istituti.
Sinceramente devo dire, mi allargo un attimo dalla sua richiesta, che sul Cecchi è stato dato picche, sulle zone del sisma, prendo l'occasione per dire, è stato fatto un emendamento dove l'organico e le classi debbono tornare nella condizione presisma, io ringrazio la Ministra di questo emendamento, però sto cercando il Direttore per avere una graduatoria ed avere un riscontro di queste parole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore Bravi per la risposta che ha dato a questa interrogazione.
Certamente l'apertura della sezione distaccata del Cecchi a Fano è un tema aperto da tempo, ormai da qualche anno.
Purtroppo, nel bene o nel male, si era trovato finalmente il consenso di tutti i soggetti interessati, delle istituzioni scolastiche, degli enti locali, affinché il Cecchi aprisse una sede distaccata a Fano che era ed è indispensabile per due ordini di motivi, uno, perché il Cecchi è in una situazione di sovraffollamento pesantissimo, è una scuola che va molto bene, è attrattiva sul territorio, riesce ad avere mobilità attiva dalla limitrofa regione Emilia-Romagna. Ovviamente avendo la sede in una villa storica a Villa Caprile ha problemi di edilizia scolastica, problemi di spazi, spazi che sono stati anche reperiti al di fuori di Villa Caprile, ma non sono sufficienti.
Fano è la sede storica del polo dell'agricoltura perché a Fano c'è la sede del Cod, c'è la sede dell'Associazione allevatori, c'è il consorzio agrario, la vallata del Metauro si è contraddistinta fortemente nel settore dell'agricoltura, per cui era partita questa iniziativa da parte degli enti locali per aprire una sede distaccata a Fano, non solo per avere una sede distaccata ma anche per dare una risposta agli studenti che provenendo dalle due vallate del Metauro e del Cesano erano costretti a trasferirsi nella sede di Villa Caprile, che è a Pesaro, oltre Pesaro, a nord della città.
Sarebbe stata una risposta adeguata non solo dal punto di vista formativo per Fano ed il suo comprensorio ma anche dal punto di vista logistico per gli studenti.
Questa programmazione è stata fatta, do atto all'Assessore che la Giunta regionale ha fatto tutto quello che era nelle proprie competenze e nelle proprie possibilità anche dopo il parere che era stato dato dalla I Commissione, perché inizialmente c'erano dei dubbi sull'interpretazione di una circolare del Miur rispetto al fatto che la sede distaccata andava fuori dall'ambito, ma gli ambiti erano stati decisi recentemente e molto dopo che era stato fatto l'iter amministrativo per arrivare alla definizione dell'apertura della sede distaccata.
La I Commissione aveva dato un proprio parere alla Giunta e devo dire la verità la Giunta, l'Assessore Bravi con il servizio hanno recepito questa indicazione data dalla I Commissione condividendola.
Dopodiché il Direttore scolastico regionale non ha dato corso alla delibera, ed è questa la cosa che io ritengo grave, perché la pianificazione dell'offerta formativa spetta alla Regione, al Miur spetta dare corso attraverso i codici meccanografici ed attraverso il personale docente.
Questa volontà precisa, chiara e netta della Regione Marche non è stata accolta da parte del Direttore scolastico regionale, c'è stata una serie di “tira e molla” fra la Regione, il Comune, la Provincia che era altrettanto interessata perché doveva mettere a disposizione i locali a Fano, i locali liberi dell'attuale Istituto Battisti, nonostante questo si sono persi dei mesi che hanno portato a sbloccare la situazione a metà del mese di giugno, quando non c'erano più le condizioni ed i tempi per fare le iscrizioni direttamente sulla sede distaccata di Fano.
Vorrei ringraziare l'Assessore per il lavoro che è stato fatto, però credo che l'Ufficio scolastico regionale dovrà spiegare alle famiglie ed anche agli enti interessati, alla Regione in primis ma anche ai Comuni di Fano e Pesaro, perché non è stata autorizzata la sede distaccata a Fano, giustificandosi dopo mesi rispetto alla programmazione fatta per carenza di iscrizioni. Non è così, le iscrizioni ci sarebbero sicuramente state se sarebbero state create le condizioni da parte dell'Ufficio scolastico regionale nei momenti e nei tempi adeguati. Per cui a me dispiace molto sapere che qui ci sono delle responsabilità e devo purtroppo prendere atto che a volte la burocrazia sovrasta la volontà politica, è stato ed è palesemente chiaro.

Interrogazione n. 459
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Aggiornamento del fabbisogno residuo regionale di incenerimento dei rifiuti urbani”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 459 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Premesso che l'articolo 6, comma 3 del DPCM del 10 agosto 2016 indica che “entro il 30 giugno di ogni anno, la Regione possa (non debba) presentare al Ministero dell'Ambiente una richiesta di aggiornamento del fabbisogno residuo regionale di incenerimento. La richiesta è presentata in presenza di una nuova approvazione di piano regionale di gestione dei rifiuti oppure per variazioni documentate del fabbisogno riconducibili:
a) all'attuazione di politiche di prevenzione della produzione dei rifiuti e di raccolte differenziate;
b) all'esistenza di impianti di trattamento meccanico biologico caratterizzati da un'efficienza superiore rispetto ai valori indicati nel DPCM in questione;
c) all'uso di CSS superiori a quelli individuati nel DPCM in questione;
d) ad accordi interregionali volti ad ottimizzare le infrastrutture di trattamento dei rifiuti urbani".
In riferimento al punto 1 si precisa che il DPCM in questione non richiede tassativamente l'aggiornamento annuale dei dati di cui all'allegato 2 allo stesso DPCM relativi all'individuazione del fabbisogno residuo di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati, ma fornisce una possibilità per le Regioni di aggiornamento annuale dei dati e può essere invocata solo in presenza del sopraggiungere delle condizioni elencate che per maggiore chiarezza sono state riportate in premessa.
In riferimento al punto 2 non è stata inviata una richiesta di aggiornamento del fabbisogno residuo regionale di incenerimento in quanto non sono cambiate le condizioni che hanno portato all'individuazione del fabbisogno di incenerimento per la Regione Marche e precisamente:
- non è stato approvato un nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti;
- non sono documentabili variazioni del fabbisogno riconducibili:
a) all'attuazione di politiche di prevenzione della produzione dei rifiuti e di raccolte differenziate: le previsioni dell'attuazione delle politiche di prevenzione e di sviluppo della raccolta differenziata previste dal Piano regionale dei rifiuti sono già state ricomprese nell'attuale identificazione del fabbisogno residuo;
b) all'esistenza di impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) caratterizzati da un'efficienza superiore rispetto ai valori indicati nel DPCM in questione: non sono avvenute modifiche dell'efficienza degli impianti di TMB;
c) all'uso di CSS superiori a quelli individuati nel DPCM in questione: non sono avvenute modifiche rispetto alla quantificazione iniziale del fabbisogno;
d) accordi interregionali volti ad ottimizzare le infrastrutture di trattamento dei rifiuti urbani: non sono stati ancora stipulati accordi.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Mi spiace che non ci sia l'Assessore Sciapichetti e che abbia lasciato la risposta alla Vicepresidente Casini, perché non riesco a infierire come vorrei contro una donna, perché ho sempre una particolare attenzione verso le donne, ma su questo punto siete in quanto Giunta vergognosi e adesso spiego perché.
E' vero che non esiste l'obbligo che è stato citato dal DPCM, però nella seduta del 31 gennaio 2017 si è votata una risoluzione all'unanimità in cui si era preso un preciso impegno e l'impegno era che entro il 30 giugno 2017 questa comunicazione, questo aggiornamento del fabbisogno fosse fatto. Quindi non c'è bisogno dell'obbligo di legge perché l'impegno è stato preso qui in Aula, ma c'è un problema, avevo chiesto in caso di risposta negativa - già sapevo, quasi sempre so prima la risposta, sapevo che non c'era stata questa comunicazione – di conoscere perché non era stato mantenuto questo impegno da parte della Giunta e la risposta l'ha data: perché non ci sono dati nuovi, perché non ci sono fabbisogni nuovi documentati.
Allora voglio dare io dei dati. Questa Giunta da quando si è insediata si è tolta le vesti per dire in ogni sede, in ogni luogo, di essere contraria all'inceneritore, ma sappiamo che l'inceneritore si può evitare solo ad una condizione, anzi a due, la prima è quella di modificare lo “sblocca Italia”, nessuno però ha la volontà politica di farlo, la seconda è quella di ridurre i rifiuti conferiti in discarica sotto alle 90.000 tonnellate annue.
I dati li voglio dare io, perché immagino che lei Assessore, visto che si occupa di un'altra materia, non li conosca. Se noi dobbiamo evitare l'inceneritore dobbiamo scendere o stare intorno alle 90.000 tonnellate, sa quanti sono stati i rifiuti conferiti in discarica nel 2015? Mi riferisco al 2015 per un semplice fatto, il dato del 2016 ancora non è uscito, deve uscire in questi giorni lo sto attendendo con impazienza, quindi l'unico dato che abbiamo è quello del 2015. Dato ufficiale della Regione Marche, rapporto rifiuti della Regione Marche, nel 2015 la Regione Marche obiettivo 90.000 ha conferito in discarica 362.612 tonnellate di rifiuti, questo dato non coincide con il dato Ispra, perché l'Ispra che ci controlla dice che in realtà il dato è 373.872 tonnellate, quindi di più, c'è un motivo: non è che la Regione Marche ha dato dei numeri sbagliati, c'è un motivo sul calcolo, è una questione tecnica sul calcolo di come vengono considerati rifiuti conferiti in discarica. Ma nel 2015 la Regione Marche, siccome ha voluto fare la “splendida”, ha ricevuto pure rifiuti da altre Regioni, quindi il dato che ci comunica l'Ispra per il 2015 è di 460.000 tonnellate di rifiuti conferiti in discarica.
La domanda è questa: se questi sono i dati - i dati li dà la Regione Marche vogliamo prendere il dato più basso? 362.000 obiettivo 90.000 - io vorrei sapere come si pensa di evitare l'inceneritore se non si investe un centesimo di euro nell'impiantistica per il recupero dei materiali. Non si sta investendo niente, nemmeno un centesimo di euro, gli impianti sono quelli storici, quelli che avevamo, non si sta facendo niente di niente, non si sta investendo un euro.
A meno che non abbiate dei contatti particolari con nostro Signore e siate attrezzati per i miracoli, non c'è possibilità con questa politica che state attuando di evitare l'inceneritore.
Allora dovete essere onesti e dire ai marchigiani che voi l'inceneritore lo volete perché se non lo volete dovete investire sull'impiantistica per il recupero dei materiali, siamo a 360.000 tonnellate di rifiuti e dire che noi non vogliamo l'inceneritore senza investire un euro, significa prendere in giro i marchigiani. E' per questo che la vostra politica è vergognosa su questo tema! Vergogna!

PRESIDENTE. Ha la parola, per una breve precisazione, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Sicuramente la risposta che è stata fornita dagli uffici è insufficiente, lo dico e me ne assumo le responsabilità, perché lei ha chiesto una cosa e le è stato risposto un'altra.
La cosa più grave è che avrebbe dovuto leggerla anche l'Assessore Sciapichetti e tra l'altro il tecnico che l'ha preparata non l'ha nemmeno firmata, ma sarà mia premura informarmi chi ha presentato all'Assessore Sciapichetti, e casualmente letta da me, una risposta ad una sua interrogazione insufficiente e soprattutto fuori tema, perché lei ha chiesto un riferimento preciso, che era la mozione che abbiamo votato qui in Consiglio, ed invece ci hanno risposto con un articolo di legge.
Questa è una presa in giro e l'assicuro che questa cosa non finisce qui, nel senso che io cercherò di sapere chi è stato e per quale motivo ha risposto in questo modo, come diceva mio padre, come ti chiami? Ho mangiato i fagioli.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Ringrazio l'Assessore per l'impegno che prende, però il problema non è tanto la risposta, ma i fatti e quello che si sta facendo e adesso nelle Marche su questo tema si sta facendo zero.

Interrogazione n. 339
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Incendio del treno regionale n. 7091 che collega Ancona a Fabriano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 339 del Consigliere Maggi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Anche questa risposta non è firmata, ma andiamo oltre.
L'Assessorato ai trasporti e gli uffici competenti hanno richiesto a Trenitalia una dettagliata relazione con le motivazioni dell'accaduto e le misure che sono state adottate per fronteggiare la situazione.
In data 7 dicembre 2016 iI treno regionale, composto da due automotrici – non le elenco perchè sono una serie di numeri che a lei interessa poco - partiva regolarmente dalla stazione di Ancona secondo l'orario prescritto alle ore 7,15. Dopo aver percorso circa 3 chilometri e oltrepassata la parte centrale della Galleria del Castellano, il personale di condotta percepiva un bagliore provenire dalla coda del convoglio e prontamente provvedeva a disattivare i sistemi di propulsione per cercare di comprendere cosa potesse essere accaduto. Pochi istanti dopo veniva azionato il freno di emergenza da parte di un viaggiatore e il treno si arrestava immediatamente all'interno della galleria. La presenza di odore acre all'interno del convoglio, causato dal fumo, che nel frattempo si sprigionava dall'unità di propulsione, ha indotto alcuni viaggiatori ad azionare anche le maniglia di apertura di emergenza delle porte per uscire all'esterno del treno.
Il personale di servizio a bordo del treno, appurata la situazione in atto, provvedeva ad attivare tutte le comunicazioni con la sala operativa regionale di Ancona e con la centrale operativa di rete ferroviaria italiana (RFI) preposta alla gestione del traffico ferroviario, allertando i Vigili del fuoco e il 118 per le necessità di soccorso.
Il capotreno dopo aver aiutato i viaggiatori a scendere dal convoglio, li accompagnava a piedi fuori dalla galleria in direzione Varano. Il macchinista del treno si prodigava con l'estintore di bordo per arrestare la fuoriuscita di fumo ed estinguere il principio di incendio, provocato dalla perdita di olio ad alta temperatura con conseguente riversamento su parti calde del motore.
Alle ore 8,00 circa, una volta che i viaggiatori ed il Capo treno erano fuori dalla galleria, il macchinista con una sola motrice attiva, muoveva il treno conducendolo fino alla stazione di Varano. I viaggiatori e l'equipaggio hanno ricevuto le prime cure dagli operatori del 118 che erano ad attenderli all'uscita della galleria, poi a titolo precauzionale, sono stati accompagnati presso i pronto soccorso delle strutture sanitarie di Ancona Torrette, Osimo e Senigallia per essere sottoposti ad ulteriori accertamenti. In tarda mattinata/primo pomeriggio sono stati tutti dimessi.
La motrice oggetto dell'anomalia, appena rientrata presso le officine di Ancona, è stata sottoposta ad un controllo per determinare le possibili cause dell'avaria e dalle prime verifiche è stato constatato che la fuoriuscita di olio, poi riversatosi su parti calde del motore innescando alcune fiamme e fumo, è stata provocata dal grippaggio di un cuscinetto del gruppo motore/cambio/frizione.
La motrice è stata sottoposta regolarmente ai previsti cicli di manutenzione secondo i piani tecnici specifici, con le seguenti operazioni:
• revisione generale 25 giugno 2011,
• revisione intermedia 27 aprile 2016,
• revisione di turno 19 novembre 2016.
Si fa inoltre presente che il materiale Aln è stato ormai completamente eliminato dalla circolazione: viene utilizzato esclusivamente per la sostituzione dei mezzi nelle fasi di manutenzione. All'atto dell'acquisizione dell'ultimo Swing, previsto dal contratto, si reputa che anche in caso di manutenzione questi mezzi non saranno più utilizzati.
Per quanto riguarda il rinnovo del materiale rotabile si fa presente che il contratto di servizio con Trenitalia per gli anni 2015-2023, stipulato nel 2016, prevede investimenti da parte di Trenitalia per 53 milioni di euro oltre un contributo della Regione per 10 milioni. Tali risorse consentiranno di acquisire nel parco rotabile della direzione Marche 9 treni Jazz (capacità 300 posti a sedere) e 1 treno Swing (150 posti). Di questi mezzi sono stati già immessi in esercizio 2 treni Jazz consegnati nel 2016 e 1 nel 2017.
Oltre le sopraddette consegne, il precedente contratto ha consentito l'immissione in esercizio di ulteriori 4 treni Jazz.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Assessore, soprattutto per lo spirito di servizio, visto che ha preso il posto dell'Assessore Sciapichetti, ci ho sicuramente guadagnato!
Devo dire che non sono soddisfatto ovviamente, perché ho visto i treni Jazz quelli nuovi, sono 2 o 3, però il disservizio continua. Ho degli amici che fanno i pendolari, degli studenti, ed il disservizio sulla manutenzione dei treni è veramente molto pesante.
Ultimamente mi hanno detto che quando si rompe l'aria condizionata in una carrozza, siccome le carrozze non hanno più i vetri apribili, si rimane chiusi dentro sotto il sole. E' una continua lamentela da parte dei passeggeri sulle condizioni igienico sanitarie dei treni, sia per quanto riguarda i bagni sia per quanto riguarda la sporcizia delle carrozze, quindi inviterei ancora la Giunta, non lei, ma ovviamente l'Assessore competente, ad essere più pressante nella richiesta di un servizio non dico elementare, ma che raggiunga livelli di civiltà accettabili, per cui non si verifichino più queste lamentele continue.
A chiusura devo dire che ancora una volta ci troviamo ad affrontare un'interrogazione che è datata 30 dicembre 2016, nulla a che vedere con quella del Consigliere Fabbri che era di un anno e mezzo fa, quindi mi ritengo fortunato, comunque nel contesto devo dire che l'accelerazione, soprattutto delle mozioni e delle interrogazioni che hanno un carattere di contingenza, è essenziale per non rischiare di cadere nel ridicolo su risposte che non hanno più nessuna efficacia e nessuna ragione d'essere. Grazie.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Ringrazio la Vicepresidente che è lì pronta per la risposta, però se si tratta di dare un buon esempio io sono disponibile al rinvio a partire dalla mia, quindi adesso vedete voi.

PRESIDENTE. Sta chiedendo il rinvio?

Enzo GIANCARLI. Dicevo se c'è questa …, da parte mia e lo dico a partire da me perché altrimenti non sarei credibile, se si vuole rinviare si rinvii a partire da me.

PRESIDENTE. D'accordo. Il Consigliere Giancarli ha chiesto in rinvio dell'interrogazione n. 426, la Consigliera Marcozzi ha chiesto il rinvio dell'interrogazione n. 398, mentre all'interrogazione n. 437 della Consigliera Leonardi il Presidente Ceriscioli non ha lasciato alcuna risposta. Quindi andiamo avanti.

Interrogazione n. 372
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Interventi di manutenzione straordinaria edifici privati. Chiarimenti su deposito denuncia lavori”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 372 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Vorrei leggere per opportuna conoscenza, di chi è rimasto e di chi è interessato, questa interrogazione. Poi mi dovete dire se questa è un'interrogazione che può avere un qualche interesse dal punto di vista politico.
Il Consigliere Zaffiri mi chiede: “Se e quando un intervento di manutenzione straordinaria, che includa diffusi lavori di denudazione dei ferri longitudinali di travi e pilastri, con asportazione del copriferro fino ad 8 centimetri e ripristino della sezione utile con nuova malta cementizia, sia soggetto almeno a deposito della denuncia lavori per verifica di rispondenza della normativa sismica”.
Io non so rispondere, per questa risposta dal punto di vista tecnico basta chiedere ad un qualunque tecnico o andare nel Comune che ha verificato questa cosa.
Trovo veramente imbarazzante e un insulto a quest'Aula fare interrogazioni sui copriferri, se me l'avesse fatta su tutta la struttura pure pure, sui copriferro non le rispondo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Non ho rapporti con il Genio Civile, è chiaro che l'ho chiesto a lei perché ha questi rapporti, ma che scherziamo! L'ho chiesto a lei perché lei ha rapporti con il Genio Civile che è l'organo preposto a questa cosa qui!

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Non solo, io non ho la delega al Genio Civile, ma questo non è un problema di Genio Civile.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Chiedo scusa, Presidente, propongo il rinvio delle mozioni al prossimo Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sono contrario, per supportare e suffragare la mia contrarietà ricordo che la mozione del Consigliere Fabbri era di un anno e mezzo fa e la mia interrogazione del 30 dicembre 2016, per cui rinviare ancora è far cadere l'Aula e i Consiglieri nel ridicolo per le mozioni che hanno tempi biblici. Mi sembra poco rispettoso nei confronti nostri, della nostra dignità ma poco rispettoso anche nei confronti di chi ci ha votato e pertanto sono fortemente contrario alla elucubrazione che ha avuto il Consigliere Urbinati fuori e che ha esternato qui in Aula.

PRESIDENTE. Proposta di rinvio delle mozioni. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17,55





 

 
 
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