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Resoconto della seduta n.79 del 22/05/2012

SEDUTA N. 79 DEL 22 MAGGIO 2012

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 78 del 15 maggio 2012, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
E’ stata presentata la seguente proposta di legge:
- n. 202 in data 20 aprile, ad iniziativa popolare, concernente: “Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri della Regione Marche”, assegnata alla I Commissione in sede referente ed alla II Commissione per l’espressione del parere ai sensi dell’art. 69 del Regolamento Interno.
E’ stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
- n. 44 in data 11 maggio, ad iniziativa della Giunta Regionale, concernente: “Piano degli interventi per il diritto allo studio universitario nella Regione Marche per l'anno accademico 2012/2013 - Legge regionale 2 settembre 1996 n. 38, art. 4.'”, assegnata alla I Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell’Economia e del Lavoro per il parere di cui all’articolo 4, comma 1 della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 326 del Consigliere Bugaro “Cessione dei crediti che le imprese hanno nei confronti della Regione Marche, solo con la formula del 'pro soluto'”;
- n. 327 del Consigliere Latini “Dissesto Teatro Stabile - Ancona”;
- n. 328 del Consigliere Pieroni “Attuazione Direttiva Bolkestein per le concessioni demaniali”;
- n. 329 del Consigliere Marangoni “Bronzi dorati di Cartoceto a Pergola”;
- n. 330 del Consigliere Marangoni “Contro l'attribuzione ad una organizzazione finanziaria intergovernativa del fondo 'Salva-Stati'”;
- n. 331 del Consigliere Latini “Ancona – Villa Igea personale in esubero”;
- n. 332 dei Consiglieri Busilacchi, Badiali, Perazzoli, Giancarli, Sciapichetti “Crisi economica e diritto del lavoro”.
Il Presidente della Giunta regionale, in data 2 maggio 2012, ha promulgato la legge regionale n. 11 “Disciplina dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari di qualità” ed ha emanato il regolamento n. 4 “Modifiche al regolamento regionale 13 maggio 2004, n. 2 ‘Norme sull’utilizzazione del litorale marittimo della Regione per finalità turistiche ricreative’”.
Hanno chiesto congedo il Presidente Spacca, l'Assessore Mezzolani, i Consiglieri D’Anna e Comi.


Commemorazione in memoria di Melissa Bassi deceduta a seguito dell'attentato all'Istituto Morvillo-Falconi di Brindisi ed in memoria delle vittime del terremoto che ha colpito le province di Modena e Ferrara.

PRESIDENTE. Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo aprire i lavori di quest'Aula con l'invito ad un minuto di silenzio per i due avvenimenti che seppure molto diversi tra loro hanno entrambi sortito la perdita di vite umane.
Penso in primis all'efferato, inqualificabile, indicidibile, addirittura nemmeno definibile delitto di una studentessa di 16 anni che faceva la cosa più normale e tranquilla che può fare un ragazzo o una ragazza, ovvero recarsi a scuola.
Dunque in quel luogo in cui si costruisce il futuro delle persone e che sopratutto è tra quei luoghi in cui ci si dovrebbe sentire più protetti. La scuola è un luogo nel quale, insieme ai propri compagni di scuola, ai propri insegnanti, si apprende, si costruisce la prospettiva.
Invece lì Melissa Bassi ha incrociato la follia umana, ha incrociato uomini che non sono definibili nemmeno come belve, uomini che colpiscono proprio dove non si deve colpire.
La sacralità della vita è un fatto indiscutibile, ma il delitto è tanto più efferato quando non ci sono ragioni. Certo, non c'è mai una ragione per sopprimere una vita. Talvolta ci può essere il fatto istintivo, talvolta ci può essere, sempre ingiustamente ed assurdamente, la risposta ad un torto, ma nulla giustifica la soppressione di una vita. Però, facendo una scala quasi impossibile da fare, il peggiore dei delitti è quello che riguarda l'innocenza assoluta. L'innocenza di ragazzi che escono la mattina da casa per andare a scuola, in quel luogo dove i genitori sono certi che i loro ragazzi sono protetti, perchè tra le mura di quel luogo può albergare tutto meno che la violenza efferata che arriva fino a sopprimere una vita.
Non mi piace dire o ipotizzare chi è stato o chi non è stato; poi questa è la società della comunicazione, dobbiamo andare avanti fino alla prossima notizia gossipara ove magari fare una serie di trasmissioni in cui qualcuno sosterrà che è la mafia, altri il terrorismo, altri che è un pazzo. Ecco, io non entro in questa cosa. Peraltro in questi giorni ricorre una data importante, sono venti anni dall'uccisione di giudici che hanno fatto la storia di uomini del servizio per lo Stato; l'Assemblea legislativa attraverso l'Ufficio di Presidenza ha organizzato con i giovani rappresentanti delle istituzioni scolastiche un incontro proprio ieri per ricordare i venti anni della morte del giudice Falcone.
Rispetto a questo delitto, dicevo, non entro nelle ipotesi, voglio solo sottolinearne la gravità.
Qualsiasi matrice, qualsiasi motivo produce cose del genere ci lascia davvero stupìti ed incredibili come veramente la brutalità umana possa raggiungere certi livelli.
Cosa possiamo fare? Dico molto brevemente, senza alcuna inflessione retorica, quello che ho detto ieri in quest'Aula ai ragazzi che ho incontrato. Non dobbiamo mai attribuire ad altri il compito di fare qualcosa affinchè la società migliori. Indipendentemente dai ruoli più o meno importanti che abbiamo, indipendentemente dai luoghi che frequentiamo, ognuno di noi deve mettere il tassello nel mosaico della costruzione per una società migliore, più umana, in cui al centro c'è la persona. E possiamo farlo nelle grandi cose, quando siamo chiamati a fare atti importanti, ma lo dobbiamo fare anche nella quotidianità, cercando di ispirare tutti i nostri comportamenti alla tolleranza, alla inclusione, al rispetto del diritto altrui, alla comprensione, alle ragioni dell'altro, all'attenzione, al rispetto dei diritti, della sacralità della persona.
Viviamo in una società in cui tutti, io per primo, io più di tutti gli altri, siamo orientati a una gestione frenetica del quotidiano, siamo tutti presi da noi stessi, parliamo e spesso non ascoltiamo, guardiamo e spesso non vediamo, siamo ripiegati su un presente che ci assorbe, dimenticando che ognuno di noi il poco che può fare è mettere un tassello nel comportamento, nella correttezza, nel rispetto degli altri, sopratutto nella coerenza fra le cose che diciamo e i comportamenti che assumiamo.
Ecco, la morte di Melissa e il ferimento grave di altri ragazzi mi fa fare questa considerazione e so che è una considerazione condivisa dall'intera Assemblea legislativa regionale.
L'altro evento è naturalmente il terremoto. Il nostro Paese purtroppo vive una stagione difficile, ha una crisi finanziaria durissima e difficilissima ed ha difficoltà ad uscirne, quindi anche un evento naturale assume una gravità ancora maggiore. Ma in fondo sarebbe poca cosa, perchè più importante è che purtroppo anche in questo caso ci sono persone che hanno perso la vita.
In questa apertura di seduta voglio dunque ricordare Melissa e le sette persone che hanno perso la vita a seguito del terremoto che ha colpito il ferrarese e il modenese.
Chiedo quindi all'Assemblea legislativa, sapendo che tutti condividete questo momento, un minuto di silenzio.

(L'Assemblea legislativa osserva un minuto di silenzio)


Richieste ai sensi dell'art. 35, sesto comma, Regolamento interno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Ho chiesto la parola, Presidente, per sollecitare a lei un impegno nei confronti della Giunta.
Abbiamo visto che nel territorio alcuni soggetti pubblici, Sindaci e Assessori, sono in possesso dei piani di area vasta o degli schemi con cui stanno confrontandoci. Inoltre sui giornali abbiamo letto che i sindacati sono in discussione con i vertici dell'Asur regionale. Ecco. vorremmo sapere se i piani di area vasta che girano sono dei bluff da parte dell'Asur oppure se intendete rendere partecipi anche i Consiglieri regionali, legittimamente eletti in questa Assemblea legislativa regionale, rispetto alla riforma della sanità regionale.
La sanità regionale è un elemento estraneo a questa Assemblea legislativa quindi indicateci la via su cui dobbiamo intraprendere la discussione e quello che dobbiamo dire ai cittadini e alle parti che sono presenti sul territorio.
Se questa Assemblea legislativa ha una funzione, se questa Assemblea legislativa rappresenta ancora qualcosa, la mancanza di rispetto della Giunta e della Direzione generale dell'Asur nei confronti di quest'Aula è senza precedenti. Senza precedenti! E lo è sopratutto in questo momento proprio per quello che lei ha detto, Presidente.
La invito quindi a ripristinare la normalità, altrimenti mancano quei presupposti di collaborazione seria tra l'Assemblea legislativa e il Governo di questa Regione.

PRESIDENTE. Grazie Consigliere Acquaroli. Siccome l'invito è fatto alla Presidenza, ricordo che di questo argomento ne abbiamo parlato, su iniziativa mi pare della Consigliera Foschi, in un'altra occasione.
L'Assessore giustificò come atti di endoprocedimento però credo che di endo ormai ci sia rimasto ben poco, perchè, ecco, probabilmente il salumiere conosce meglio di un membro della Commissione sanità la proposta. Lo dico senza nessuna polemica però è chiaro che, insomma, siccome esistono dei sistemi per intercettare il parere, per far arrivare l'atto a una concertazione, come ad esempio l'istituto delle audizioni, chiedo che quanto meno l'atto ripristini la procedura interna all'Assemblea e possa essere oggetto di confronto nelle istituzioni.
Per carità, sono consapevole che talvolta nella costruzione di un atto l'Assessore si muova sui territori, con i Sindaci, però mi pare che i tempi e la diffusione del materiali sia tale che questo procedimento poi rischia di essere penalizzante nei confronti dei Consiglieri, addirittura di esautorarli dalla partecipazione alla discussione dell'atto.
Quindi, in risposta al Consigliere Acquaroli, faccio mia la richiesta, farò una lettera direttamente all'Assessore sollecitando un maggior rispetto dell'Assemblea legislativa.
Ha la parola il Consigliere Ricci...(...)

Massimo BINCI. Presidente, mi scusi, chiedo se si può avere il parere della dott.ssa Santoncini riguardo l'endoprocedimento. Nel momento in cui c'è già stato un confronto con gli enti locali secondo me non è più un endoprocedimento, quindi vorrei sapere se rientra tra i diritti dei Consiglieri e non tra le possibilità.

PRESIDENTE. La dott.ssa Santoncini è in grado di dare qualsiasi parere ma chiaramente non ora in Aula.
Ad ogni modo, indipendentemente dal parere della dott.ssa Santoncini, il mio parere è istituzionale e quindi farò questa lettera, perché, ripeto, un po' va bene, ma est modus in rebus in tutte le cose.


Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Come già detto alla Conferenza dei Capigruppo devo chiedere tre cose.
La prima è un rinvio ulteriore di seduta, ovvero al 29 maggio, della proposta di legge n. 133 sull'Erap. Le motivazioni le ho già spiegate ai Capigruppo. Non si tratta di nessun tatticismo particolare, ma semplicemente perchè occorre tempo per verificare qualche emendamento che possa in qualche modo sostenere di più le richieste dei territori.
La seconda richiesta è il rinvio, direi quasi scontato, della proposta di legge n. 183, in quanto sono assenti entrambi i relatori, di maggioranza il Consigliere Comi per ovvi motivi, di minoranza il Consigliere D'Anna che ha chiesto il congedo.
Chiedo inoltre l'iscrizione e l'accorpamento della mozione n. 332 al punto 8), cioè con la mozione n. 310 relativa al tema dell'articolo 18.

PRESIDENTE. Vi prego, Consigliere, un pò silenzio, non riesco davvero a capire cosa dice il Consigliere Ricci! Scusi, Consigliere, cosa chiede di abbinare alla mozione n. 310, la cui discussione, peraltro, era già iniziata la scorsa seduta?

Mirco RICCI. Una mozione presentata oggi dai Consiglieri Busilacchi, Badiali ed altri che è sullo stesso argomento. Ne chiedo l'iscrizione e l'accorpamento.

PRESIDENTE. Questa mozione dov'è, è iscritta?

Mirco RICCI. E' stata presentata questa mattina, Presidente, è la mozione n. 332.

PRESIDENTE. Bene, l'ho già comunicata quindi può essere iscritta. (…) Allora, la mozione n. 310 oggi viene votata, rispetto alla discussione era rimasto solo di voltarla. Dopodiché o le trasformiamo in risoluzione oppure si votano a parte.

Mirco RICCI. Presidente, io auspico una risoluzione, ma se le condizioni non ci sono votiamo gli atti separati.

PRESIDENTE. Va bene. Comunque trattiamo anche questa mozione n. 332.


PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Presidente, mi rifaccio a quello che diceva prima il Consigliere Acquaroli e la Consigliera Foschi la volta precedente. Le voglio cioè evidenziare, ad adiuvandum rispetto ai tasselli di cui lei parlava, che le nostre richieste erano precedenti al 30 aprile, entro tale data c'erano infatti determinate scadenze. Ma ancora, per tutto quello che ci siamo detti, non ne sappiamo nulla.
Inoltre, Presidente, la prego di voler intervenire su chi di dovere affinché io possa avere quelle risposte chieste al dott. Ruta e all'Assessore alla salute dal 27 ottobre 2011, cioè circa sette mesi fa, relativamente a dei report relativi alle liste d'attesa delle nostre Aree vaste. Attendo dal 27 ottobre ed ho reiterato questa domanda a metà marzo.
Quindi vorrei sapere da lei, quale mio “tutore”, che cosa devo fare. Devo fare delle diffide? Devo fare delle denunce? Che devo fare?!

PRESIDENTE. Mi deve segnalare questa cosa ed io ne farò oggetto di una lettera abbastanza dura, poi se non ci sarà una risposta la porterò in Aula. Perchè, ecco, da ottobre è esagerato.

Giulio NATALI. Presidente, le darò copia delle missive dopodichè mi affido al suo buonsenso.

PRESIDENTE. Come fatto in altre occasioni, verrà fatto.

Ha chiesto la parola la Consigliera Ortenzi, ne ha facoltà.

Rosalba ORTENZI. Per sollecitarle, Presidente, un intervento che ritengo urgente, ovvero un incontro con il Ministro Cancellieri in merito alla situazione del carcere di Montacuto, di Fermo, insomma, di tutti le carceri delle Marche, che come Assemblea legislativa insieme ad altri Consiglieri abbiamo visitato.
Gli eventi avvenuti nei giorni scorsi, un suicidio e un tentativo di autolesionismo, ci porta ad essere una regione che registra una posizione alta nella graduatoria di questi terribili fatti.
Abbiamo votato una mozione nel 2010, abbiamo votato all'unanimità un ordine del giorno o una risoluzione, non ricordo bene, inoltre io stessa ma anche altri colleghi abbiamo inviato sia a lei che al Presidente Spacca una lettera di sollecito.
Lei è stato molto attento riguardo a questa gravissima situazione dei detenuti nelle nostre carceri, ma credo che sia arrivato il momento di chiedere al Ministro, così come lo stesso ha fatto nei giorni scorsi presso il carcere dell'Asinara in Sardegna, non tanto di recarsi nella nostra regione, ma almeno un incontro proprio con lei, affinchè tutto quello che sta avvenendo nei nostri istituti di pena non avvenga più.
Oggi ci sarà una conferenza stampa, a cui saremo presenti, per presentare il Festival della Felicità di Pesaro. Gli indicatori di felicità sono soggettivi e debbono essere valutati bene, ma credo che dobbiamo essere prestare attenzione anche a chi non può tendere certo alla felicità ma per lo meno a una vita dignitosa e vivibile.
Credo, Presidente, che lei lo farà sicuramente.

PRESIDENTE. Sì, e mi auguro anche la Giunta, perchè, sì, il Presidente dell'Assemblea legislativa ha un peso importante, però, insomma...

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Presidente, ho presentato una mozione sui bronzi di Pergola. Quindi chiedo il rinvio, anche a nome del Consigliere D'Anna che ne ha presentata una analoga, del punto 9) dell'ordine del giorno che è appunto riguardante tutto un blocco di mozioni e interrogazioni connesse al problema dei Bronzi di Pergola.

PRESIDENTE. Va bene, accolto.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Chiedo di votare dopo lo svolgimento delle interrogazioni il punto 10), ovvero le mozioni n. 325 e 220 sul prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico. Sono mozioni che portano la firma dei Presidenti di tutti i Gruppi Assembleari.
Invece per per la prossima seduta chiedo di mettere al primo punto dell'ordine del giorno le mozioni, interrogazioni e interpellanze sulla situazione delle Province italiane e marchigiane.

PRESIDENTE. Se non ci sono pareri contrari, ma non mi pare, procediamo con l'ordine del giorno così modificato: rinvio dei punti 2), 3) e 9), iscrizione della mozione n. 332 come punto 8 bis), trattazione delle mozioni di cui punto 10).
Ho ricevuto una lettera da parte dei sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti – di loro mi sembra ci sia una rappresentanza in Aula -, ecco, queste sigle, come ho già dello alla Conferenza dei Capigruppo, chiedono di incontrare una delegazione dell'Assemblea legislativa sul tema della grave crisi in cui versa il settore relativo agli appalti delle Ferrovie dello Stato in relazione all'offerta ferroviaria che penalizza, come sappiamo, le Marche e quindi il lavoro e l'occupazione.
I rappresentanti di queste sigle, se vogliono, possono incontrare quei Capigruppo che riterranno di partecipare a tale confronto, che magari si può fissare per le ore 11,30 presso la sala agricoltura.


Interrogazione n. 576
del Consigliere Bucciarelli
“Contributo di duemila euro al Comune di Urbino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 576 del Consigliere Bucciarelli. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Petrini.

Paolo PETRINI. L'ASSAM, con decreto dell'amministratore unico n. 86 del 22 giugno 2011, ha autorizzato la stipula di una convenzione per la concessione di un contributo per € 2.000,00 omnicomprensivo, individuando nella festa dello studente 2011, tenutasi nei giorni 23-24-25 giugno, un utile strumento di divulgazione del marchio QM.
Analogamente, nel marzo dello scorso anno in occasione di Tipicità, l'ASSAM aveva organizzato eventi per pubblicizzare il marchio regionale QM.
L'ASSAM ha stipulato specifica convenzione esclusivamente con il Comune di Urbino su specifica richiesta avanzata dall'assessorato politiche giovanili del Comune.
Nella convenzione sono state previste tutte le attività in capo al Comune di Urbino per la divulgazione del marchio QM con il compenso riconosciuto dall'ASSAM.
Ricordo che la divulgazione del marchio QM all'interno di eventi organizzati dall'ASSAM e dalla Regione Marche o organizzati da terzi rientra pienamente tra le competenze dell'Agenzia stessa, per il ruolo in tema di divulgazione rivestendone un carattere strategico nel campo delle certificazioni dei prodotti di qualità.
L'attività di divulgazione dell'ASSAM sui temi della qualità e nello specifico del QM è svolta ormai da diversi anni ed è stata prevista anche nel programma di attività 2011 - "L'attività divulgativa sarà incentrata su iniziative volte alla conoscenza dei temi relativi al settore della certificazione dei prodotti di qualità e della rintracciabilità delle produzioni" ed inserita nel progetto dell'Autorità Pubblica di Controllo (APC) 2011: "la divulgazione cura lo sviluppo dei rapporti con le organizzazioni agroalimentari, consumatori, associazioni e soggetti pubblici per un confronto sulle tematiche del settore agroalimentare anche in relazione al territorio. A tale riguardo l'APC, per il 2011, provvederà ad organizzare almeno un evento di divulgazione sui temi della qualità rendendosi disponibile per altre attività di divulgazione relativamente ai marchi di qualità, inserite in eventi organizzati da terzi”.
II finanziamento delle attività di APC per il 2011 è stato approvato con dgr 1018 del I8 luglio 2011 nell'ambito della l.r. 23/2003 riconoscendo la divulgazione per la diffusione e conoscenza dei temi della qualità e della certificazione come spesa ammissibile.
La dgr 1018 tra l'altro riconosce, nell'analisi della relazione "APC 2010" dove analogamente sono state attivate azioni di divulgazione del marchio QM. “...il sostanziale raggiungimento degli obiettivi dell'APC coerentemente con gli indirizzi regionali in materia di politica agroalimentare...”
Si fa notare inoltre che la stessa dgr prevede, tra le diverse attività svolte dalla P.F. competitività e sviluppo dell'impresa agricola, linee di indirizzo per la realizzazione della Campagna istituzionale del marchio QM e che nella tipologia di intervento sono previste “alcune azioni residuali potranno essere svolte dalla Regione Marche o dall'ASSAM”.
Per quanto concerne la scelta di prevedere attività di divulgazione del marchio QM all'interno del centro operativo APC la stessa è motivata dal fatto che APC è l'Autorità Pubblica di Controllo della Regione Marche così come previsto all'art. 9 della l.r. 23/2003 che esercita funzioni di controllo e di vigilanza ed eroga servizi di certificazione per le produzioni d'origine ed il marchio QM.
Nel corso degli anni l'attività di certificazione si è ampliata notevolmente, migliorando il fatturato della stessa ASSAM riguardo a questa legge che contiene ovviamente anche la certificazione del marchio QM.
E' facile comprendere, pertanto, le ragioni che portano e continueranno a portare L'ASSAM ad investire sul marchio QM, visto l'incremento delle attività e le prospettive positive derivanti dall'attuale politica regionale sulla qualità (contributi in ambito PSR ed altro) ed in ragione del crescente sviluppo ed interesse rivolto a livello regionale ed internazionale sul marchio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Solo alcune brevi considerazioni. Assessore, se non avessi l'esperienza che ho direi che ci stiamo veramente coprendo di ridicolo. Dare all'associazione degli studenti di Urbino, che sembra essere il miniserbatoio dei voti dell'amministratore unico dell'Assam, che non è stato eletto, il compito di divulgare e di promuover il marchio QM delle Marche, che è cosa nobile, ha veramente del ridicolo.
Ed è grave che lei si presti a coprire questa cosa. Sul piano politico è grave, Assessore. Io la conosco come una persona seria, rigorosa, di grande esperienza, ma lei sta coprendo sul piano politico un'operazione clientelare, come clientelare è stata la nomina dell'amministratore unico. Non è accettabile!
Per cui, ecco, promuoverò una mozione per l'abolizione dell'Assam così com'è. Ci si riempie sempre la bocca parlando dei risparmi dei costi della politica, però lì, a mio modesto parere, è scandaloso che si mantenga un amministratore unico, che, guardi Assessore, e sono diverse volte che glielo dico, all'interno dell'Assam non costituisce sicuramente momento di serenità, almeno da quello che risulta a me. Inoltre è così tanto allegro nella spesa quotidiana addirittura da far promuovere dall'associazione degli studenti alla festa dello studente di Urbino la qualità dei prodotti marchigiani. E' veramente ridicolo!
E mi dispiace, ripeto, che lei si presti a coprire politicamente un'operazione del genere, ma comprendo, noblesse oblige!


Interrogazione n. 709
del Consigliere Cardogna
“Istanza di licenza di esplorazione per lo stoccaggio del biossido di carbonio nel Mar Adriatico di fronte al litorale di Senigallia”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 709 del Consigliere Cardogna. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Donati.

Sandro DONATI. Tale progetto dovrebbe essere anche sottoposto alla procedura di VIA di competenza del Ministero ambiente, anche se, ad oggi, questo non ci risulta essere stato depositato.
Presso la Regione Marche p.f. VAA non risulta trasmessa alcuna istanza e alcun progetto.
Dopo alcune ricerche è stato possibile appurare che è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Risorse Geotermiche (BUIG) n. 1 del 31 gennaio 2012 la seguente istanza: "Istanza di licenza di esplorazione per lo stoccaggio di biossido di carbonio - Sibillla - presentata dalla Società Indipendent gas management s.r.l.".
Da una corografia pubblicata l'area di esplorazione di 218 kmq è ubicata molto a largo della costa marchigiana all'altezza tra le città di Fano e Senigallia.
Stiamo acquisendo ulteriori informazioni presso il Ministero dello Sviluppo economico. Quindi ad oggi non è più possibile affermare altro. Terremo aggiornati sul corso dell'opera.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Intanto ringrazio l'Assessore per la risposta. Se ho capito bene – non so per quale motivo in quest'Aula purtroppo non si sente bene -, Assessore, alla Regione non risulta niente.
Ciò che raccomando è un'attenzione, non vorrei, come altre volte accaduto, che queste cose appaiano improvvisamente per poi precipitare in situazioni autorizzative che ci mettono in difficoltà.
Voglio sottolineare che questo è un altro di quei casi ove la legge permette a soggetti privati di presentare istanze e domande, seppure nelle more di decreti nazionali che dovrebbero individuare le aree dove poter eventualmente iniziare studi e ricerche.
Studi e ricerche che hanno già un finanziamento a livello europeo di circa 1 miliardo soltanto per l'individuazione di eventuali siti dove stoccare la CO2.
Risparmio commenti sul fatto che sono progetti che intendono catturare CO2 e poi sotterrarla nel mare Adriatico, però voglio ancora una volta sottolineare che vi troviamo, come è successo per il fotovoltaico e per tutte le energie rinnovabili, ad operare in assenza di decreti ministeriali orientati all'individuazione di queste aree. E questo fa sì che gli enti territoriali e locali siano esposti a forti contraddizioni e a forti tensioni perché appunto non c'è alcun strumento che regola a monte questo tipo di domande e poi anche di attese da parte dei soggetti proponenti.
Grazie, Assessore, ma raccomando una sua attenzione.


Interrogazione n. 609
del Consigliere Silvetti
“Abrogazione art. 36, comma 4, della l.r. 15 novembre 2010, n. 16”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 609 del Consigliere Silvetti. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Donati.

Sandro DONATI. Di seguito si riporta l'art. 36 (Norme in materia di impianti alimentati da fonti rinnovabili):
1. Nelle more del rilascio dell'autorizzazione unica di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, al fine di prevenire impatti negativi per l'ambiente e il paesaggio, gli impianti in corso di autorizzazione al 30 settembre 2010 devono adeguare il progetto alle prescrizioni di cui ai punti 6.8, 6.9 e 6.12 dell'allegato II della deliberazione dell'Assemblea legislativa 30 ottobre 2010, n. 13 "Individuazione delle aree non idonee di cui alle linee guida previste dall'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per l'installazione di impianti fotovoltaici a terra e indirizzi generali tecnico amministrativi. Legge regionale 4 agosto 2010, n. 12".
2. Le serre individuate ai sensi dell'articolo 20, comma 5, del decreto ministeriale 6 agosto 2010 sono soggette alla disciplina di cui all'atto approvato dall'Assemblea legislativa regionale ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della l.r. 4 agosto 2010 n. 12 (Modifica alla legge regionale 14 aprile 2004, n. 7 "Disciplina della valutazione dell'impatto ambientale").
3. L'atto di cui all'articolo 2, comma 2, della l.r. 12/2010 produce effetti dal giorno della sua approvazione da parte dell'Assemblea legislativa regionale.
4. Ai procedimenti in corso relativi a domande presentate prima dell'entrata in vigore dell'atto di cui all'articolo 2, comma 2, della l.r. 12/2010 si applicano le norme in vigore al momento della presentazione delle predette domande.
5. La disciplina degli impatti cumulativi applicabile agli impianti fotovoltaici a terra che determinano nel loro complesso una potenza superiore a 1.000 KW non si applica qualora la potenza dei singoli impianti sia inferiore o uguale a 20 KW.
L'atto di cui all'articolo 2, comma 2 della l.r n. 12/2010, richiamato dal comma 4 dell'art. 36 della l.r. n. 16/2010, è la DAALR n. 13/2010 "Individuazione delle aree non idonee di cui alle linee guida previste dall'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per l'installazione di impianti fotovoltaici a terra e indirizzi generali tecnico amministrativi.
L'interrogazione chiede l'abrogazione della norma che fa salvi i procedimenti considerati pendenti alla data di entrata in vigore delle "aree non idonee" (30 settembre 2010). Anche se poco chiara il comma 4 dell'art. 36 intendeva fare salve tutte le domande relative agli impianti FV che alla data del 30 settembre 2010 avessero presentato una domanda o di autorizzazione o di Valutazione (non a caso la legge regionale parla genericamente di domande contrariamente all'art. 2, comma 1, della l.r. n. 12/2010 che limitava l'effetto alle sole domande di autorizzazione unica d.lgs. n. 387/2003).Tale intento si desume anche dall'estratto verbale del Consiglio del 3 novembre 2010.
L'art. 36 comma 3 della Lr. n. 16/2010 ha chiarito che la deliberazione amministrativa dell'Assemblea legislativa regionale 13/2010 "Aree non idonee per impianti FV a terra" si applica dal giorno della sua approvazione in Assemblea (30 settembre 2010).
Pertanto ai fini dell'individuazione dei procedimenti pendenti occorre rappresentare quanto segue.
Alla data del 30 settembre 2010 i procedimenti di cui al d.Igs. 387/2003 si presentavano secondo la seguente casistica: a) istanze di autorizzazione unica (Autorità Competente Provincia); b) DIA (Autorità Competente Comune); c) Permessi di Costruire sostitutivi dell'autorizzazione unica di competenza dei Comuni ai sensi del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 19 febbraio 2007 (fa eccezione la Provincia di Pesaro Urbino) derivanti da istanze procedibili presentate in data antecedente il 25 agosto 2010, data di entrata in vigore del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 6 agosto 2010.
Con nota 28 ottobre 2010 avente oggetto "Procedimenti per l'autorizzazione alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra maggiori di 20 KW” il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che l'abrogazione disposta dall'art. 21, comma 2, del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 6 agosto 2010 non produce effetti sui procedimenti in corso in relazione ai quali rimangono ferme le competenze degli enti locali innanzi ai quali i procedimenti medesimi sono stati avviati.
In conclusione, ai fini della l.r. 12/2010, sono considerati in corso alla data di entrata in vigore della legge i procedimenti: di cui alle lettere a) e b) sopra citate derivanti da istanze procedibili presentate in data antecedente il 27 agosto 2010 secondo il criterio previsto dal punto 14.2 del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 10 settembre 2010; i Permessi di Costruire di cui alla lettera c).
Ai fini della deliberazione amministrativa dell'Assemblea legislativa regionale 13/2010 "aree non idonee per impianti FV" e con riferimento all'art. 36, comma 4, della I.r. 16/2010, sono considerati in corso alla data di approvazione della delibera consiliare i procedimenti: di cui alle lettere a) e b) sopra citate derivanti da istanze procedibili presentate in data antecedente il 30 settembre 2010 secondo il criterio previsto dal punto 14.2 del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 10 settembre 2010; i Permessi di Costruire di cui alla lettera c); attivati ai sensi della I.r. 7/2004 "Disciplina della procedura di valutazione di impatto ambientale" derivanti da istanze procedibili presentate in data antecedente il 30 settembre 2010.
Pertanto la Regione Marche, con l'art. 36, comma 4, della l.r. n. 16/2010, ha esteso il chiarimento che il MISE ha fornito con la nota del 6 agosto 2010 sulle domande di Valutazione di Impatto Ambientale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Io stamattina a stento sto cercando di mantenere la calma, perché, ecco, sono veramente esterrefatto!
Intanto perchè non ho ricevuto risposta all'unico quesito che sottoponevo, quando bastava dire sì o no e poi mi si argomentava tecnicamente. Lei, Assessore, mi ha letto quasi per tre volte la stessa risposta, mi ha cioè ribadito lo stesso concetto con gli stessi riferimenti normativi. Non si è accorto di questo, ma lo ha fatto, glielo assicuro. Le hanno sottoposto l'ennesima velina che è stato costretto a leggere. Quindi, mi creda, per quanto io rispetti la persona, oltre che l'Assessore e la figura politica, lei oggi non ha fatto una gran bella figura. Purtroppo mi ha rappresentato quanto in realtà non conosca la materia e quanto sia approssimativa la concezione del lavoro che dovrebbe svolgere al servizio non certo mio o dell'Assemblea bensì dei cittadini.
Io ora leggerò e approfondirò ulteriormente la copia della sua risposta, ma le posso assicurare che da quanto ho notato non solo sono assolutamente insoddisfatto della risposta, ma in essa credo ci siano anche delle gravi affermazioni, o delle approssimative, voglio sperare, ricostruzioni dei tecnici che le hanno sottoposto quel foglietto – sì, foglietto, perché tale è! -.
Pertanto apprendo che ad oggi la risposta non mi è dovuta. Io le avevo solo chiesto se c'era l'intenzione di abrogare un articolo della legge regionale del 2010, ma questo non è stato fatto, mi ha fatto un gran panegirico, una ricostruzione che conoscevo a memoria, ma nessuna risposta.
Le interrogazioni sono uno strumento legittimo, sono uno strumento con cui si fa politica, con cui si fa attività per i cittadini e per il territorio, quindi se gli riconosciamo una dignità, per cui ad un'interrogazione legittima si dà una risposta a tono, contestuale e utile, bene, altrimenti è meglio non ricorrere più a questo strumento, ci risparmiamo tre quarti d’ora e facciamo altro.
Assessore, io so benissimo che non è facile il compito che le compete, tra le sue deleghe questa in particolare non è semplice. Però, ecco, tutto il quadro normativo che sta dietro al fotovoltaico, che conosciamo molto bene, sappiamo quanto sia stato farraginoso, contraddittorio e schizofrenico, per non dire peggio, almeno in questa circostanza mi aspettavo si potesse per lo meno squarciare un raggio di sole, fare un minimo di chiarezza.
Ma purtroppo nella sua risposta questa chiarezza non c'è stata, quindi è chiaro che a questa non risposta seguiranno altre iniziative.


Interrogazione n. 724
del Consigliere Natali
“Rette comunità terapeutiche”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'’interrogazione n. 724 del Consigliere Natali è rinviata in quanto l'Assessore competente ha chiesto congedo.


Interrogazione n. 745
del Consigliere Binci
“Situazione economica finanziaria e sulle prospettive future dell'Aeroporto Regionale Raffaello Sanzio di Falconara”

Interrogazione n. 493
del Consigliere Zaffini
“Aerdorica S.p.A.”

Interrogazione n. 598
del Consigliere Zaffini
“Aerdorica S.p.A.”

Interrogazione n. 712
del Consigliere Latini
“Aerdorica - mancati versamenti dei lavoratori del trasporto al fondo di previdenza integrativa”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 745 del Consigliere Binci, l'interrogazione n. 493 del Consigliere Zaffini, l'interrogazione n. 598 del Consigliere Zaffini, l'interrogazione n. 712 del Consigliere Latini, abbinate. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Prima di dare alcune risposte organiche ai quesiti posti nelle interrogazioni vorrei fare in premessa un ragionamento.
L’Aerdorica è una delle società partecipate, la Regione Marche ha il 51%. E credo sia una partecipazione strategica rispetto alla quale, secondo me, dobbiamo fare attente valutazioni sulle scelte future che andremo a fare.
Ricordo, inoltre, che svolge anche un servizio pubblico di trasporto passeggeri e merci. Come tale quindi necessita, come in tutte le parti d'Italia, di una condivisione da parte della Regione delle spese di investimento e di altre questioni del genere.
Nei confronti di questa società negli ultimi tempi ho visto, anche sulla stampa, una specie di accanimento, ognuno sembra provi gusto a tirar fuori qualcosa che non va.
Certo, non tutte le cose andranno bene, ma dobbiamo anche stare attenti a non creare danni a una nostra azienda.
Voi sapete che c'è stato un bando di gara per la cessione del 40% delle azioni che è andato deserto, ed ora è in corso una trattativa privata rispetto alla quale, ovviamente, ci sono motivi assoluti di riservatezza che dobbiamo mantenere, se non altro fino a quando non ci saranno posizioni abbastanza chiare, rispetto alle quali poi sarà mio obbligo fornire le adeguate informazioni all'Assemblea legislativa regionale.
Per quanto inoltre riguarda i dati di bilancio relativi al 2011 siamo in attesa che lo stesso a giugno venga certificato, approvato e verificato dai revisori dei conti, dopodiché, ovviamente, forniremo all'Assemblea legislativa anche questi dati.
Posso però anticipare che per quanto riguarda il 2011 c'è stato un incremento del trasporto passeggeri di circa il 17% mentre per le merci è di circa l'11%.
Quindi dal punto di vista della produzione di servizi nonostante la situazione di crisi generale c’è comunque un andamento positivo.
Ma parallelamente ci sono anche delle difficoltà dal punto di vista della liquidità. Sapete che questi sono momenti difficili per tutte le società. La società Aerdorica nel proprio bilancio registra crediti per circa 6 milioni di euro, tutti esigibili, per cui questo crea un problema di liquidità. Oltre alle difficoltà che provengono dalla gestione ordinaria, in particolare dagli investimenti, richiesti in maniera obbligatoria all'Enac, per il rilascio della convenzione. Questi investimenti ammontano a circa 6 milioni e mezzo di euro, 2 milioni e mezzo sono stati realizzati mentre i lavori per 4 milioni devono essere ancora realizzati.
Certamente la situazione non è facile, però credo che nei ragionamenti sulle prospettive future di questo asset strategico – rispetto a cui dovremmo veramente fare un'attenzione, un’Assemblea legislativa – siamo nelle condizioni di poter accettare una proposta di privatizzazione, quindi di cessione delle quote azionarie a cui prima facevo riferimento, però a condizione che questa proposta abbia un significato strategico, cioè che serva per valorizzare, per incrementare il valore di questa struttura. Altrimenti potremmo fare anche altri ragionamenti. Il bilancio 2010, come ricordate, si era chiuso in sostanziale pareggio. Ci sono circa 9 milioni di debiti pregressi, che sicuramente pesano nella gestione ordinaria, ma non siamo più nelle condizioni dell'acqua alla gola, per cui possiamo ragionare, pur in presenza di difficoltà, in maniera più tranquilla.
Passo ora nello specifico alle varie interrogazioni presentate e alle quali si può dare anche una risposta più precisa ed articolata.
Della situazione finanziaria vi ho già detto, poi ne riparleremo appena verrà approvato il relativo bilancio.
Per quanto riguarda il funzionamento e la gestione dell'aeroporto delle Marche la struttura regionale ha provveduto ad erogare alla società Aerdorica l'anticipazione del contributo dell'importo di 1 milione e 900 mila euro per compensazioni oneri per il servizio pubblico in conto all'esercizio 2012, che sostanzialmente è la quota che ogni anno versiamo.
Sulle prospettive, come dicevo prima, adesso valutiamo questa offerta, comunque ne riparleremo.
Per ciò che riguarda le altre questioni segnalo quanto segue.
La Regione diversi mesi fa ha ufficialmente richiesto con una mia lettera il ritiro delle Audi A3 destinate ai quadri aziendali, però, poiché la risoluzione anticipata del contratto di affitto delle auto avrebbe comportato maggiori costi per l'azienda, i quadri hanno deciso di assumersi l'onere del canone mensile di noleggio. Per cui questo problema è risolto.
Il rapporto con la società Conrac è stato regolarizzato.
La cooperativa Ares ha ricevuto mensilmente il pagamento delle prestazioni e alla società Aerdorica non risulta il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori.
Per quanto riguarda i versamenti dei lavoratori del trasporto al fondo di pensione integrativa, la società di gestione dello scalo aeroportuale delle Marche informa che il debito alla data del 31 dicembre 2011 ammontava in euro 89.590 ed è stato parzialmente saldato per un ammontare di 50 mila euro in data 5 marzo ultimo scorso. Per le somme residue la società ha già programmato il relativo pagamento.
Queste sono le questioni particolari che c'erano nelle varie interrogazioni, per il resto il quadro generale è quello che ho detto poc’anzi.

Presidenza della Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Noi abbiamo svolto un lavoro di ricerca e di osservazioni (fatte anche grazie al nostro coordinatore del territorio d'Ancona, Zaffiri) sulla grave situazione dell'Aerdorica.
Quando si parla di bilanci la nostra Regione è fantasma. E così accade anche oggi. In Commissione avevamo chiesto i bilanci della Svim, ma ancora ci devono arrivare. Al dirigente dott. Ruta avevamo chiesto di venire a relazionare sui bilanci della sanità, appunto per sapere come vengono spesi i soldi dei marchigiani, ma è vacante. Ed ora anche qui, purtroppo, dobbiamo attendere il mese giugno, ma sappiamo bene che poi sarà luglio, agosto, settembre...

Luigi VIVENTI. Consigliere, stia tranquillo, mi prendo l'impegno di portare i dati non appena saranno certificati.

Roberto ZAFFINI. Bene, io mi fido dell'Assessore Viventi, però non mi fido del capitano Spacca, la mia incertezza deriva da questo.
Il problema, comunque, è che per capire un po’ come stanno le cose ci poteva venire presentato almeno il bilancio dell'anno precedente. Perché, ecco, a noi le cose risultano essere assolutamente diverse, seppure sia vero che ci sono segnali di buona volontà per andare incontro a quelle inadempienze che noi stessi abbiamo portato anche alla stampa.
Abbiamo una società di revisione che nella relazione del bilancio del 31 dicembre 2010 dichiara che i crediti verso le società poste in liquidazione sono ex Alitalia per 700 mila euro, Club Air per 1 milione e 700 mila euro, ma dicono che sarà di difficile esigibilità.
Ci sono però anche debiti verso l'Inps, debiti verso i fornitori che ci risultano essere ingenti. Qui si parla che c’è un credito di 6 milioni, però a noi risulta che i fornitori hanno un credito per 5 milioni. (...) Ah, di più, allora, ecco, quindi siamo a bilancio un pò in pareggio.
In ogni caso il dato di 50 mila euro versati al fondo previdenziale Prevaer è un buon segno, anche se dall'interrogazione del Consigliere Latini ci risultano altri numeri.
Poi c’è il tema del pagamento fornitura per indicatori dei segnali luminosi a favore della ditta Conrac, che avrebbe causato un pignoramento di circa 100 mila euro. E anche qui sono soldi.
Inoltre ci è stato detto che questo inverno l'aeroporto è stato una sorta di frigorifero, probabilmente la fornitura del gas non era stata erogata.
Insomma, le cose sono tante, di cui, ripeto, abbiamo informato la stampa, ma anche la stessa magistratura, quindi sicuramente ci saranno delle decisioni che andranno anche oltre il mio intervento.
Riguardo le cinque Audi nuove abbiamo entito che se le sono accollate. Certo, quando tu prendi il bambino con le mani nella marmellata poi è chiaro che si fa il passo indietro. Comunque sia potevano scegliersi delle Fiat Bravo, come fanno i nostri Assessori.
Nessuno ce l'ha con Aerdorica, però, ecco, anche l'appalto va deserto perché è una società che non dà delle garanzie di salute finanziaria.
Alcune carte, ripeto, sono in mano alla magistratura proprio per fare chiarezza su questi bilanci, che sono appunto il cardine di una società che si vuole proporre sul mercato in salute.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Ringrazio l'Assessore per la risposta, però ritengo, almeno per la mia interrogazione, che non sia stata completa su un aspetto.
Voglio intanto precisare che la mia interrogazione non è volta ad evidenziare le difficoltà di Aerdorica, che peraltro dalla risposta data mi sembra non ci siano, bensì per stimolare la Regione rispetto alla nuova situazione creatasi in generale per gli aeroporti italiani, visto ovvero quello studio di riorganizzazione degli aeroporti italiani che inserisce il Sanzio tra i diciotto aeroporti che entro tre anni saranno chiamati a verificare le condizioni di sostenibilità economiche.
Ecco, era rispetto a questo che chiedevo di sapere dalla Giunta regionale sia in merito alla situazione finanziaria, sia soprattutto riguardo le prospettive di gestione nei prossimi tre anni. In vista appunto delle valutazioni delle classificazioni di riorganizzazione degli aeroporti italiani, ma ancor di più, visto che è un aeroporto regionale a partecipazione maggioritaria della Regione Marche, per quelle azioni volte a favorire una gestione economica positiva, ossia per le politiche integrate di valorizzazione che la Regione stessa può intraprendere.
Io mi aspetto che in questi tre anni ci sia l'integrazione delle politiche di internazionalizzazione, delle politiche trasportistiche e di logistica, delle politiche turistiche, volte ad aumentare il traffico e quindi anche la gestione e la valorizzazione economica del traffico passeggeri. Affinchè la gestione economica diventi sempre più positiva, e che diventi positiva anche per la nostra Regione. Noi investiamo una quota parte annuale in base ormai a una situazione che prende atto sia del fatto che il nostro è un piccolo aeroporto regionale, e che tutte le altre Regioni limitrofe sostengono in misura assai maggiore, sia del fatto che su tutti gli atri tipi di trasporto (da quello su gomma a quello su ferro) gli interventi sono molto più sostanziosi, sono dell'ordine di decine di milioni di euro mentre qui da un paio di anni interveniamo con 1,5-2 milioni di euro all'anno.
Chiedo quindi un maggiore impegno della Regione. Condivido la riflessione dell'Assessore quando dice che in fondo siamo in una situazione stabile da un punto di vista del bilancio annuale, per cui, ecco, è anche possibile, se non c'è un'offerta strategica, non svendere. Abbiamo visto che il ricorso tout court alla privatizzazione molte volte è finalizzato allo smembramento, alla vendita, alla valorizzazione economica e finanziaria, che per noi sarebbe un vero disastro. Ecco perché con questa mia interrogazione chiedo un impegno della Giunta alla valorizzazione massima di questo strumento fondamentale, appunto l'aeroporto, però è anche fondamentale che ci sia l'integrazione delle politiche regionali, non ci si può ricordare dell'unico aeroporto regionale solo quando emergono problemi piccoli o grandi di bilancio, ci vuole una gestione come fosse un nostro patrimonio, come di fatto è, sono decenni che vi si fanno investimenti. Dunque va fatta una valorizzazione con l'integrazione di tutte quelle che sono le politiche regionali.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Ringrazio l'Assessore per la risposta. La mia interrogazione si concentra sopratutto su un aspetto prettamente lavorativo, ovvero il rischio del mancato versamento ai lavoratori del trasporto del fondo di previdenza integrativa. Una questione sollevata dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori stessi e diventata anche oggetto di polemica di ordine pubblico.
Questo rischio mi sembra sia rientrato, vista la risposta dell'Assessore Viventi e vista la situazione effettiva della gestione dell'Aerdorica e quindi dell'attività dei lavoratori del trasporto presso l'aeroporto di Falconara-Ancona, esso però evidenzia la difficoltà di una stabilizzazione per quanto riguarda la gestione. Riconosco che sia davvero difficile per un aeroporto come quello di Falconara, ma ritengo debba essere comunque più garantita per i lavoratori. I lavoratori, infatti, sono quelli che di questa situazione, ovvero delle prospettive del sistema del trasporto aereo nazionale ed in particolare delle ricadute per le Marche e l'Umbria, ne dovrebbero risentire di meno.
Di questa situazione l'aspetto fondamentale che voglio evidenziare è una maggiore attenzione riguardo la direzione gestionale e industriale del piano fatto da chi oggi è alla guida di Aerdorica, in particolar modo intendo il direttore e i suoi collaboratori. Perché è un piano, condiviso anche dal socio pubblico, cioè dalla Regione, su cui si è basata la ripartenza effettiva dell'aeroporto di Falconara e sopratutto la sua capacità di coagulare tutti quei viaggiatori che ad oggi preferiscono sedi aeroportuali minori a noi vicine, a partire da Forlì fino ad arrivare a Rimini.
Ecco, questo aspetto va tutelato. Per cui l’invito che faccio è che il Cda e anche il socio pubblico si facciano davvero parte garante affinché il rapporto fra direzione gestionale (amministrativa, industriale, lavoratori) sia sulla stessa lunghezza d'onda e sia in grado la prima di garantire la seconda in un futuro abbastanza stabile della situazione dell'aeroporto.


PRESIDENTE. Bene, la parte dedicata agli atti ispettivi è terminata. Passiamo quindi, come deciso alla Conferenza dei Capigruppo, al punto 4) dell’ordine del giorno.

Proposta di legge regionale n. 81
ad iniziativa della Giunta regionale
““Norme per la promozione e la disciplina del volontariato””
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 81 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Dico subito che c'è soddisfazione per la chiusura di un lungo percorso iniziato la scorsa legislatura. E’ stato lungo perché questa legge affronta in modo sostanziale alcuni nodi che, appunto, avevano incontrato nel corso di questi anni delle difficoltà. Nodi credo ora risolti dal lavoro di questa Assemblea e della V Commissione.
E la politica per poter essere credibile dovrebbe risolvere i nodi facendolo con approfondimento, partecipazione e anche con buona capacità di sintesi. Quindi, ecco, da questo punto di vista c'è soddisfazione.
Parlo di approfondimento perché su alcuni aspetti, che poi dirò, c'è stato il confronto, e c’è stato anche a livello nazionale. Qualche mese fa ho partecipato in qualità di relatore di maggioranza di questa legge a una iniziativa del Forum nazionale del terzo settore a Lucca, un momento che ha permesso di confrontare questo testo di legge con il lavoro che si sta facendo in altre Regioni. E’ stato sicuramente positivo.
Voglio qui ringraziare, ci tengo particolarmente, tutti gli uffici, è anche grazie a loro che noi Commissari abbiamo potuto svolgere un approfondimento serio. Ringrazio quindi la dott.ssa Alessandrelli e la dott.ssa Giannetti della V Commissione. Come pure il dott. Oreficini, infatti uno degli aspetti di questa proposta di legge riguarda anche il settore della protezione civile. E ringrazio naturalmente tutti i Commissari, a partire dal Presidente della Commissione fino al collega Natali che parlerà dopo di me.
In Commissione è stato fatto un lavoro serio su un settore che per la nostra regione è molto importante. Ed è stato fatto con partecipazione, abbiamo svolto molte audizioni, c'è stato un lungo confronto, direi assolutamente utile, con tutti gli operatori del terzo settore.
Devo dire che, in particolare, sia la consulta sia il centro servizi volontariato della nostra regione sono veramente un'eccellenza, così come il volontariato di protezione civile.
La strada che si è scelta è quindi un'altra risposta al problema della rappresentanza. Quando le leggi vengono condivise con chi si occupa di quel tema o di quel settore esse hanno una rappresentanza più forte, più alta. Per cui ritengo che il metodo utilizzato sia quello giusto.
Perché c'era la necessità di cambiare la legge n. 48 del 1995? I motivi sono due. Il primo è prevalentemente normativo. C’è una legge nazionale che addirittura è precedente alla legge n. 48/1995, è la n. 266 del 1991, quindi è molto vecchia, credo anch'essa necessiti di essere modificata, noi però intanto cambiamo la nostra. E perchè lo facciamo? Perché nel frattempo dal 1995 sono intervenute alcune modifiche normative importanti.
La prima è la 398 del 2000 che ha cambiato radicalmente la normativa nazionale sul settore del sociale. Tra l’altro all’articolo 5 essa riconosce giuridicamente per la prima volta il terzo settore, ripartendolo, appunto, in associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e cooperazione sociale. Inoltre norma tutto l’aspetto riguardante la concertazione e i piani di zona, che sono molto importanti.
Poi c’è stata la riforma della Costituzione, al Titolo V, articolo 118, si interviene anche in merito al volontariato.
Quindi di fronte a questi cambiamenti era opportuno fare una nuova legge.
L’altro ordine di ragioni riguarda il mondo del volontariato in sé, che in questi ultimi sedici anni è cambiato incredibilmente. Pensate, ad esempio, che in Italia negli ultimi dieci anni il numero delle associazioni di volontariato è aumentato del 152%.
Tutti noi, tutti i cittadini marchigiani possono essere orgogliosi di due record che le Marche hanno a livello nazionale. Il primo è che abbiamo il maggior numero di associazioni di volontariato per abitante, abbiamo 1.300 organizzazioni di volontariato, una ogni 1.021 abitanti. L’altro record è il numero di organizzazioni che sono istituzionalizzate, cioè che sono iscritte nei registri regionali previsti dalla legge 266.
Stiamo parlando per le Marche di circa 40 mila volontari, 330 mila soci, 1.600 dipendenti.
Quindi è una realtà assolutamente significativa che opera in vari settori. Quelli socio-sanitari sono per il 53%. E’ una realtà abbastanza giovane, l’80% delle associazioni marchigiane hanno meno di diciotto anni di vita. Inoltre sono associazioni mediamente piccole, cioè solamente il 12% ha più di una sede. Molto spesso, però, operano all’interno di federazioni nazionali, ossia, più del 50% delle associazioni fanno parte di una rete nazionale e fanno spesso accordi con le istituzioni pubbliche, cioè con Comuni, Province e Regione.
All’interno di questa rete, come dicevo prima, le realtà che federano queste associazioni costituiscono un’eccellenza.
Qualche giorno fa ho avuto modo di partecipare ad una attività formativa fatta dal CSV, devo dire che sono attività molto seguite e fatte molto bene. L’83% delle associazioni marchigiane utilizza il nostro Centro servizi di volontariato, che ritengo stia davvero svolgendo un lavoro importante ed egregio che non va taciuto. Infatti noi in questa legge lo riconosciamo ufficialmente come Centro di promozione sociale delle Marche.
Ora, dopo questa mia introduzione più di carattere politico, presento molto brevemente alcuni degli aspetti più significativi.
La legge si divide in quattro parti, una prima parte riguarda i princìpi, ed è l’articolo 1, poi gli articoli 2, 3 e 4 riguardano l’aspetto definitorio, che cosa è e che cosa non è il volontariato, gli articoli dal 5 al 10 riguardano il rapporto tra pubblico e terzo settore, infine gli ultimi due articoli, che sono una novità che introduciamo come Regione Marche, riguardano la rappresentanza del terzo settore.
Parlando con i giuristi mi dicono che spesso gli articoli 1 non servono perché i princìpi in fondo non aggiungono molto, invece secondo me sono una cosa importante, è proprio lì che c’è il riconoscimento più di carattere politico che la Regione Marche, in questo caso, dà al volontariato. Ritengo sia opportuno riconoscere la dignità del lavoro di chi opera nelle associazioni, siano essi volontari che dipendenti.
Voglio dire con grande chiarezza che dalle Regioni non può e non deve essere considerato un lavoro a basso costo, non può essere un servizio aggiuntivo che ci permette di alzare l’asticella dell’offerta pubblica nel sociale, deve invece avere un ruolo autonomo nella comunità marchigiana. E noi queste cose le diciamo con grande chiarezza all’articolo 1.
Gli articoli 2, 3 e 4 sono quelli definitori e che in parte risolvono alcuni nodi che c’erano.
Nell’articolo 3 si dice con grande chiarezza che cos’è e cosa non è un’organizzazione di volontariato, vengono ribaditi alcuni aspetti molto importanti. Ad esempio il fatto che i volontari vengono rimborsati dalle organizzazioni per le spese effettivamente prestate – non sono cioè dei rimborsi forfettari, sono dei rimborsi per le spese che vengono sostenute per le attività – e che devono essere assicurati contro malattie e infortuni.
Nell’articolo 4 – che è all’aspetto più significativo e che non nascondo ha creato anche un certo dibattito – si parla del volontariato di protezione civile. In questo articolo e poi nell’articolo 15 introduciamo una grande novità (che finora era prevista solamente nella regione Veneto), ossia l’istituzione di due registri, uno dei quali riguarda il volontariato di protezione civile, modificando così anche la legge regionale sulla protezione civile. In questo modo abbiamo dato dignità a quel tipo di volontariato, che comunque ha delle caratteristiche di diversità e si differenza rispetto al volontariato in senso stretto, anche per come è previsto dalla 266. Il rischio è stato quello di considerare questa diversità come un minus, invece alla fine ritengo sia stata data, pur nella distinzione, una pari dignità. Tra l’altro ho scoperto che anche la legge nazionale sembra ormai andare in tal senso. Dunque possiamo dire che su questo siamo abbastanza all’avanguardia.
Le altre parti della legge riguardano gli aspetti convenzionali, ossia come si interviene sui rapporti tra pubblico e terzo settore.
Riconosciamo, come dicevo, all’articolo 9 il CSV marchigiano come centro di promozione dell’azione di volontariato.
Gli ultimi due articoli istituiscono l’assemblea e il consiglio regionale del volontariato. Essi saranno organismi di rappresentanza di tutte le 1.300 organizzazioni di volontariato, che poi eleggeranno dei loro membri che le rappresenteranno. Il consiglio regionale del volontariato darà obbligatoriamente un parere su tutti gli atti che noi faremo su questo settore.
Pertanto credo sia stato fatto un buon lavoro e quindi c’è soddisfazione da parte del Partito Democratico e della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Quanto detto dal relatore di maggioranza mi trova pienamente d’accordo.
E’ stata una legge che ci ha un po’ fatto penare sul problema della protezione civile, che appunto è l’argomento che ha rallentato l’iter della legge. Una legge cioè che poteva venire in Aula già forse un mese fa, però la particolarità della protezione civile, con i suoi bilanci, con le sue nomine, con il suo dipendere dall’ente locale Comune, ha obbligato ad approfondimenti di un certo tipo e soprattutto ha obbligato a dividere le due situazioni. La genesi iniziale della legge non poteva far arrivare in Aula in quel modo.
Annuncio quindi il voto favorevole anche dei gruppi di minoranza.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Un brevissimo intervento perché le relazioni che mi hanno preceduto sono state ampiamente descrittive della situazione della promozione civica del volontariato. Voglio solo segnalare un aspetto che riguarda la questione contabile inerente la seconda Commissione di cui sono presidente.
La legge prevede per il 2012 una spesa di 125 mila euro, una somma non confacente alla realtà importantissima del volontariato, ma che comunque segnala lo sforzo effettivo della Regione Marche in una situazione davvero complessa e particolare di crisi per questo settore.
Vorrei evidenziare, come fatto ampiamente dai relatori, tre aspetti particolarmente importanti per il volontariato, che questa legge, anticipando le normative nazionali, cerca di mettere in luce o per lo meno cerca di far rilevare in maniera più importante rispetto all’attualità della legge stessa. La precedente legge era infatti del 1995, un’epoca in cui il volontariato, seppure fortemente radicato nel panorama della comunità nazionale, non aveva quella rilevanza a cui oggi tutti diamo per una serie di situazioni e di appuntamenti storici a cui il volontariato non ha mancato di parteciparvi.
Il primo importante aspetto è all’articolo 9. Ossia l’autonomia del Centro servizi di volontariato per quanto riguarda il sostegno e lo sviluppo del terzo settore, che avverrà attraverso l’erogazione di servizi gratuiti alle organizzazioni iscritte e non iscritte.
La legge, a mio avviso, dà veramente l’attuazione più concreta di quello che nel corso del tempo il volontariato stesso ha saputo portare avanti anche nella non applicazione di norme scritte bensì riferendosi alle istanze, alle esigenze dei cittadini, coniugandole con delle risposte davvero concrete.
Il secondo aspetto che voglio segnalare è l’identità delle organizzazioni di volontariato. L’articolazione più specifica di questa identità da parte della proposta di legge serve a scadenzare e a regolamentare in modo gerarchico la capacità di queste organizzazioni di essere punto di traino in maniera costante nel corso del tempo di quelle che sono le esigenze dei vari punti specifici che evidenzia il terzo settore in modo particolare. E serve anche a determinare la prevalenza delle prestazioni volontarie gratuite dei soci delle organizzazioni stesse, cosa che in passato era confuso all’interno della dizione della semplice attività del volontariato. Soprattutto serve ad evidenziare come le organizzazioni del volontariato curano gli interessi individuali dei soggetti che chiedono agli associati gli interventi. Cosa che mischia, in modo a mio avviso puntuale rispetto a una normativa avanzata, gli interessi personali con quelli collettivi, che invece in altri settori tendono a dividersi, diventando una sorta di egoismo dei primi rispetto ai secondi.
L’ultimo aspetto che voglio sollevare è presente all’articolo 2, ossia la certezza o comunque l’attestazione valoriale che il servizio di volontariato non è occasionale, non viene per rendere solidarietà spontanea a quello che all’inizio era la cosiddetta carità, non ha né fini di lucro né di remunerazione indiretta, ma avviene in una forma organizzata attraverso prestazioni volontarie svolte in modo individuale o di gruppo con le organizzazioni regolarmente costituite.
Ecco, qui ci si lega effettivamente a quello che è la legislazione più avanzata, a livello davvero europeo – l’Europa pone delle situazioni di volontariato da un punto di vista più laico rispetto alla nostra storia nazionale –, ci pone davvero su un solco di grande innovazione e soprattutto di grande riconoscimento, che certamente anche le modifiche che la Commissione ha apportato al testo base della proposta di legge evidenziano.
Infine, proprio su questi tre aspetti, il fatto fondamentale che la Regione convoca ogni tre anni la conferenza regionale del volontariato per fare lo screening e soprattutto per esaminare le problematiche individuate dall’assemblea stessa, pone una sorta di rilancio delle organizzazioni. Dunque credo sia una legge che, sia per il futuro a cui purtroppo andiamo incontro sia in generale per la capacità di essere portatori di interessi che andranno oltre il terzo settore, farà stato non solo nella nostra regione ma farà stato anche a livello nazionale.
Credo quindi che non si possa che plaudire questa proposta di legge e l’attività della Commissione che ci ha lavorato sopra.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Per dare atto alla Commissione e per ringraziare i relatori di maggioranza e di minoranza per l’ottimo lavoro svolto.
Oggi portiamo a compimento un percorso iniziato parecchio tempo fa, addirittura nella passata legislatura, approviamo una legge che interessa centinaia di migliaia di persone nelle Marche. Lo facciamo in maniera forse un poco distratta, ma riteno sia comunque un fatto assolutamente importante.
Il metodo va assolutamente valorizzato. Ringrazio ancora il relatore Busilacchi per aver esposto in maniera egregia i fini e il metodo che abbiamo usato.
La concertazione avvenuta con tutte le associazioni di volontariato è stato un fatto importante.
Alcuni punti della legge sono fondamentali, mettono la parola fine anche ad alcune polemiche che ci sono state in passato nel mondo del volontariato. Penso all’articolo 3 dove una volta per tutte si chiarisce quali sono le attività di volontariato, poi c’è il discorso del rimborso spese, cioè al volontario possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute per l’attività volontaria prestata. Negli ultimi anni soprattutto nella nostra regione il mondo del volontariato è esploso, quindi, ecco, prima nel riconoscere le associazioni pure di volontariato rispetto ad altre che magari erano un po’ borderline, qualche dubbio c’era, mentre ora la legge lo chiarisce con chiarezza..
Altro fatto meritorio di questa legge è che agli articoli 4 e 15 si definisce il volontariato della protezione civile. Una forma di volontariato diversa rispetto al volontariato puro, ma comunque sempre di volontariato si tratta. L’aver quindi istituito il registro di quel volontariato è un fatto assolutamente importante, perché viene riconosciuto ufficialmente un ruolo ad un mondo anch’esso molto partecipato e che si è fortemente radicato sul territorio.
Ritengo quindi che una volta tanto possiamo essere soddisfatti per il lavoro svolto e soprattutto soddisfatti perché quando si lavora insieme, quando c’è un clima unitario, l’Assemblea poi riesce a votare leggi importanti come appunto lo è questa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Ringrazio i colleghi che hanno lavorato alla redazione del testo.
Nella realtà marchigiana il tessuto del volontariato è molto presente e soprattutto ha un ruolo importante in tutti quei settori elencati nelle finalità di questa legge.
Di questa legge ritengo sia fondamentale, oltre alla costituzione dell’albo, che comunque già esisteva, la strutturazione delle funzioni che le associazioni di volontariato hanno all’interno dell’assemblea e del consiglio del volontariato. Sono funzioni che permettono l’espressione di pareri e quindi l’espressione delle volontà delle associazioni di volontariato sulle politiche regionali. E’ un fatto importante, è sì partecipazione, ma essendo le associazioni radicate profondamente su tutti i territori della regione, è anche un fatto di trasparenza dell’azione amministrativa degli enti locali e della Regione, oltreché un fatto di condivisione delle politiche regionali con il tessuto sociale di questa regione.
Secondo me questa parte è fondamentale, è cioè un altro strumento di partecipazione dei cittadini alle scelte fatte dalla comunità regionale, che quindi intervengono anche sugli atti di programmazione regionale. E’ un momento importante con il quale si dà accesso ai cittadini nelle loro forme di organizzazione di disposizione di servizio alla cittadinanza e di servizio per l’interesse collettivo. Insomma, si riconosce un impegno dei cittadini dando loro la possibilità di incidere sulle scelte politiche generali in tutti i settori in cui gli stessi intervengono.

PRESIDENTE. Non ci sono altre richieste di intervento quindi passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2.
Subemendamento n. 2/1/1 dei Consiglieri Acquaroli, Busilacchi (è sostitutivo dell’emendamento n. 2/1):
:
Alla lettera i) del comma 2 dell’articolo 2 dopo le parole “non agonistica” sono aggiunte le seguenti: “e ludico-ricreativa”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 2/1 del Consigliere Acquaroli. Decaduto.

Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5.
Emendamento n. 5/1 del Consigliere Acquaroli:
Dopo il comma 3 aggiungere il comma 3 bis:
“3 bis. Al volontario possono essere rimborsate le spese inerenti l’attività di volontariato prestata all’interno dell’organizzazione e le spese sostenute per l’attività di volontariato prestata.”
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 15. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 81, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di legge regionale n. 188
ad iniziativa dei Consiglieri Ortenzi, Massi, Giorgi, Marangoni, Perazzoli, Romagnoli, Traversini
“Offensiva sulla Linea Gotica estate-autunno 1944: valorizzazione dei documenti e dei luoghi”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 188 ad iniziativa dei Consiglieri Ortenzi, Massi, Giorgi, Marangoni, Perazzoli, Romagnoli, Traversini.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Questa legge recupera un patrimonio storico da valorizzare di quei territori che furono attraversati dalla Linea Gotica Che non è solo un fatto storico in sé per sé. Vorrei ricordare che la Linea Gotica fu costituita per volontà del feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring per rallentare l’avanzata delle truppe alleate. Una linea nel centro Italia che andava dal Tirreno fino all’Adriatico.
Un altro elemento storico da ricordare è che fu proprio Adolf Hitler a volere il nome di Linea Gotica. Anche se poi si accorse che un nome così importante nel momento in cui la linea stessa fosse stata superata avrebbe creato dei contraccolpi psicologici alle truppe tedesche e anche di risonanza a livello internazionale, quindi chiese di cambiarla in Linea Verde. Però per gli italiani rimase Linea Gotica.
Ma al di là della storia, in questo tracciato ideale sul territorio nazionale avvennero gli scontri più importanti delle truppe alleate e della Resistenza. Al confine della Linea Gotica questi scontri hanno infatti provocato quelli che sono considerati i fatti storici più importanti della Resistenza e della seconda Guerra Mondiale.
Dunque la legge è un modo per ricordare questi importanti fatti storici, per rimettere al futuro i valori in essi insiti. E’ una legge di pochissimi articoli che prende soprattutto la parte marchigiana attraversata dalla Linea Gotica affinchè si possano valorizzare i luoghi e i fatti accaduti, appunto, in questo periodo storico.
La legge valorizza, seppure dal punto di vista economico l’impegno della Giunta viste le difficoltà non può essere notevole, tutta una serie di progetti che si possono presentare nella valorizzazione dei siti, nella valorizzazione di percorsi escursionistici, nella valorizzazione, soprattutto, del senso stesso della legge, che è legato alle generazioni future in modo particolare delle scolaresche.
Insomma, tutta una serie di iniziative che vanno dalla didattica alla formazione ed informazione dei giovani.
E’ una proposta di legge discussa con ampia convergenza della prima Commissione, pur sapendo delle difficoltà economiche, per valorizzare un periodo storico importante che ha attraversato in maniera forte anche la regione Marche.
Concludo dicendo che questa legge fa parte di quel pacchetto di leggi dal valore non solo fortemente simbolico ma anche educativo rispetto alle nuove generazioni.
Quindi la Regione Marche farà bene ad approvarla e poi a realizzare.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Ovviamente concordo appieno con la relazione del relatore di maggioranza. E’ infatti una proposta di legge che nella prima Commissione ha viaggiato sempre all’unanimità, ha avuto la convergenza di tutte le componenti.
Puntiamo a dare uno strumento alla Regione, ma sopratutto ai Comuni, per valorizzare luoghi e per comunicare valori.
Ecco, su questo siamo stati sempre d’accordo. Si poteva discutere se potevamo inserirla nel piano culturale o, ad esempio, nelle attività che riguardano le vicende e i luoghi della Resistenza, però la ratio è stata quella di dare uno strumento a parte, specifico, perché così, ripeto, è un messaggio forte nei confronti dei Comuni.
La finalità è duplice, quella di far conoscere alle nuove generazioni ciò che è avvenuto come pure di fare attrazione turistica.
Va dato atto ai Comuni che fanno parte di quei luoghi, e anche a quell’associazionismo che ha già prodotto manifestazioni e rievocazioni con uomini e mezzi in costume d’epoca, di aver già fatto attrazione turistica, magari non extraregionale, seppure in parte sì, che però può soltanto crescere.
Ripeto, è una piccola somma, però conta molto il valore, conta molto il programma, poi starà alla Regione saper valorizzare anche questo strumento, servirsene per fare comunicazione e per coinvolgere le amministrazioni.
E’ chiaro, come diciamo sempre in questi casi, che è fondamentale la partecipazione delle scuole perché il messaggio, appunto, è prevalentemente diretto alle nuove generazioni.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Il Consigliere Massi ci ha illustrato in maniera molto bella questa proposta legge in Commissione, che inizialmente aveva presentato da solo, se ben ricordo, ma che successivamente, avendola posta a disposizione dell’intera Commissione, abbiamo sottoscritto tutti, me compreso.
In linea di massima concordo sull’importanza di questa legge dal punto di vista storico, culturale e anche per il risvolto turistico che può avere, seppur le risorse siano limitate.
Da una rilettura più attenta di questa proposta di legge mi sono però accorto che potremmo migliorarla. Infatti ho presentato un emendamento che a mio avviso renderebbe giustizia di una visione che secondo me non è sempre quella corretta.
L’emendamento riguarda l’articolo 1, comma 2, laddove si fa riferimento alla violenza sulla popolazione e alla lotta di liberazione dal nazifascismo. Con l’emendamento sostituisco le parole “violenze sulla popolazione e della lotta di liberazione dal nazifascismo” con le parole “violenze sulla popolazione e della lotta per la vittoria sul Hitlerismo”, citando per iscritto anche la Dichiarazione delle Nazioni unite del 1° gennaio 1942.
Questa Dichiarazione, che fu sottoscritta dai membri di allora (Stati Uniti, Regno Unito, Urss, Cina, Australia, ecc.), ventisei Paesi a cui negli anni se ne aggiunsero molti altri, parla, appunto, di lotta per la vittoria sull’hitlerismo. Non parla mai di fascismo, neanche di nazismo, anche se ovviamente nell’hitlerismo c’è il germe, purtroppo, di quello che divenne il nazismo.
Quindi se legiferiamo su questa legge, e mi piacerebbe farlo all’unanimità, non dovremmo ricadere nella solita visione partigiana – lo dico in senso buono, non in senso cattivo, in senso di parte – di continuare a parlare di nazifascismo. Una cosa è il fascismo, una cosa è il nazismo, altra cosa ancora è l’hitlerismo – tra l’altro l’equivoco sull’antifascismo c’è anche in altre leggi regionali, che io puntualmente ad ogni sessione di bilancio cerco di emendare, però senza successo, ma continuerò a farlo –.
Cioè, se noi vogliamo continuare a raccontare la storia dalla parte dei vincitori, bene, facciamolo pure, però, ecco, ogni tanto dovremmo ricordarci, in una logica di pacificazione nazionale (che spesso non riusciamo a farlo neanche durante i festeggiamenti del 25 aprile), che esistono anche i vinti. Inoltre, che c’erano bravissime persone tra i partigiani, ma che c’erano tra questi anche fior di assassini. Così come c’erano fior di assassini, massacratori e quant’altro tra i cosiddetti fascisti, ma poi c’erano brave persone anche da quella parte. Allora, ecco, se…(…)

PRESIDENTE. Consigliere Bucciarelli, la prego, se vuole può intervenire dopo.

Enzo MARANGONI. Ha parlato il provocatore regionale! Quindi, dicevo, se vogliamo continuare a parlare di nazifascismo, se vogliamo ricordarci dei sette fratelli Cervi e poi ci dimentichiamo dei sette fratelli Govoni ammazzati alla fine della guerra, bene, continuiamo pure a farlo! E non sto provocando, sto dicendo la verità. Ritengo che qualche volta dovremmo sicuramente ricordarci di quello che scrive Giampaolo Pansa “I vinti non dimenticano”.
Sono d’accordo su questa legge regionale, come ho detto, ma se vogliamo citare i documenti storici – parlo della Dichiarazione delle Nazioni unite del 1° gennaio 1942, l’ho qui con me – credo sia più onesto, e non facciamo nessuna offesa alla storia, anzi, la diciamo per quello che è, parlare non di nazifascismo bensì di vittoria sull’hitlerismo.
Quindi, fermo restando quanto contenuto in questo mio emendamento, sono concorde sulla finalità della legge.

PRESIDENTE. Non ci sono altre richieste di intervento quindi passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento n. 1/1 del Consigliere Marangoni:
Al comma 2 le parole “delle violenze sulla popolazione e della lotta di liberazione dal nazifascismo” sono sostituite dalle parole: “delle violenze sulla popolazione e della lotta per la vittoria sull’hitlerismo (cfr. Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1° gennaio 1942)”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2.
Emendamento n. 2/1 dei Consiglieri Giancarli, Latini, Sciapichetti:
Al comma 1 dopo la lettera d) è aggiunta la seguente lettera:
“d bis) l’istituzione di un premio nazionale “Renato Benedetto Fabrizi” antifascista italiano.
Ha chiesto la parola il Consigliere Zaffini, ne ha facoltà.

Roberto ZAFFINI. Questo è un blitz anconetano e quindi io della provincia di Pesaro non posso non intervenire. Sono allibito, perchè, come sempre, quelli di Ancona vogliono mettere l’obolo su ogni cosa.
La Linea Gotica si sviluppa nella provincia di Pesaro Urbino e poi qui mi ritrovo con un premio nazionale a “Renato Benedetto Fabrizi”, che, per carità, sarà un antifascista, sarà importante, ma cosa c’entra con la Linea Gotica?
Questo è un progetto di legge che riguarda una tematica storicamente conosciuta a livello internazionale, quindi sono assolutamente contrario ad inserire un nome all’interno di un contesto come questo. Si snatura la legge. Volevamo rimanere sopra le righe, allora cosa c’entra far compare il nome di un fondatore della cellula comunista. Peraltro c’è una città c’è ha già un museo storico, denominato museo Churchill, ove sono raccolti mezzi storici originali ecc., gli appassionati ci mettono l’anima e il cuore – alcuni di loro sono oggi presenti ai nostri lavori, li saluto -.
Inseriamo il premio nazionale magari in una marchetta nel bilancio previsionale, non andiamo a sporcare una legge del genere con un’iniziativa che, ripeto, non c’entra assolutamente niente.
Io posso anche essere a favore di dare un contributo a questa iniziativa, ma ritengo che questo non sia il contesto giusto, perché sia storicamente che dal punto di vista della finalità stessa della legge siamo fuori tema.

PRESIDENTE. Per favore, Consiglieri, un po’ di silenzio, sembra il mercato del pesce! Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Concordo con il ragionamento fatto dal Consigliere Zaffini. Non me ne vogliamo i colleghi, però, ecco, noi abbiamo altre due leggi che riguardano, una, la valorizzazione dei luoghi della lotta di liberazione nazionale, l’altra, il sostegno alle attività che ricordano la Resistenza.
Seppure come logica questo è un argomento contiguo, credo sia giusto il ragionamento del Consigliere Zaffini, ovvero, benissimo inserire il premio che dite voi nel piano che in Commissione faremo sulle attività della Resistenza.
Questa legge, invece. credo sia più una valorizzazione dei luoghi e un sostegno ai Comuni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Ebbene, qui…(…) Ah, allora esagero, e vado anche in controtendenza rispetto a quello che hanno detto i Consiglieri Zaffini e Massi, voglio cioè complimentarmi con i presentatori dell’emendamento, conferisco loro il premio per il marchettare dell’anno! Sì, perché questa è una marchetta!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Rifiuto l’approccio dei Consiglieri leghisti di oggi e di ieri, condivido invece quanto diceva il collega Massi.
Noi questo emendamento non l’abbiamo fatto come anconetani. Dino Latini è il Presidente della Commissione bilancio, il Consigliere Angelo Sciapichetti ed io siamo in Commissione bilancio (non porta la firma di Mirco Ricci perché in quel momento non era presente in Commissione), sicchè l’abbiamo fatto come Consiglieri di maggioranza della Commissione bilancio.
Noi siamo e rimaniamo dei Consiglieri regionali delle Marche. Questo approccio pesarese, anconetano, ascolano, non ci appartiene. Siamo abituati a vedere le Marche nel loro insieme. L’abbiamo asserito più volte e continuo a ripeterlo anche qui.
Noi non eravamo a conoscenza di quello che ha fatto presente ora il Consigliere Massi, quindici giorni fa abbiamo visto la legge sulla Giornata del Ricordo poi abbiamo visto questa sulla Linea Gotica, ma non avevamo visto una legge sulla Resistenza.
Questo evento è di carattere nazionale e quindi abbiamo voluto inserirlo. Ma ora di fronte all’intervento del collega Massi, che appunto ha argomentato, motivato e fatto presente la condivisione di inserire questo premio all’interno di un’altra legge, credo di poter dire, anche a nome dei colleghi Latini e Sciapichetti, che ritiriamo l’emendamento, anzi, i due emendamenti, quindi anche il successivo 3/1.

PRESIDENTE. Bene. Emendamenti n. 2/1 e n. 3/1. Ritirati.

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

(…) Bene, Assessore Giannini. Chiedo agli uffici di mettere agli atti che l’Assessore Giannini ha votato favorevole.

Articolo 3 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

(…) Il Consigliere Trenta dichiara di aver votato a favore.

Passiamo alle dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola la Consigliera Foschi, ne ha facoltà.

Elisabetta FOSCHI. Sosterrò, come tutto il PdL, questa proposta di legge, con l’auspicio che possa servire a valorizzare un museo esistente, che è una grande raccolta di documenti e oggetti che riguardano la Linea Gotica e che attualmente è forse poco considerato dalle Istituzioni. Ha luogo nel comune di Auditore e devo dire che per la raccolta di oggetti e documenti è davvero eccezionale.
Mi auguro che possa essere inserito in un circuito e valorizzato in questo senso, che questa legge intervenga a fare ciò. Perché, ripeto, la sua valorizzazione fino ad oggi è stata davvero lasciata all’iniziativa del Comune e di qualche privato.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 188. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di legge regionale n. 193
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifiche alla legge regionale 15 ottobre 2001, n. 20: “Norme in materia di organizzazione e di personale della Regione”
(Relazioni di maggioranza e minoranza e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 193 ad iniziativa della Giunta regionale. Diamo prima la parola al relatore di minoranza Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Questa proposta di legge modifica la legge regionale 15 ottobre 2001, n. 20 “Norme in materia di organizzazione e di personale della Regione”, fa riferimento al decreto legislativo 11 aprile 2006 n. 198 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”. Dà indicazioni sulla componente del personale della Regione.
In sostanza si recepiscono le direttive nazionali e si istituisce il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità (CUG). E’ unico in quanto vengono unificate le funzioni dei Comitati di pari opportunità e il Comitato paritetico per il fenomeno del mobbing. In questo Comitato è presente una componente di ogni organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa. Tutto questo è all’articolo 1.
L’articolo 2 introduce invece la pari opportunità. E’ l’unico punto in cui in Commissione c’è stato dibattito. Si riferiva cioè ad avere la metà dei generi, mentre questa cosa non è possibile in maniera totale, perché ci sono alcuni Comitati, come il Comitato interno valutazione o il Comitato della legislazione, che non possono garantire un’effettiva parità di genere.
L’opposizione di fronte a questa normativa si è quindi astenuta.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Latini.

Dino LATINI. In aggiunta all’intervento del collega Zaffini voglio segnalare tre punti.
Innanzitutto i principi da cui deriva questa proposta di legge, ovvero quelli fondamentali della parità di accesso e del trattamento al lavoro sia per uomini che per donne, e quindi l’obiettivo di garantire il pieno sviluppo della persona e il ripudio di ogni forma di discriminazione.
In questo senso abbiamo l’articolo 117 della Costituzione e gli articoli 3 e 4 dello Statuto della Regione Marche che appunto evidenziano l’attuazione dei principi fondamentali per la tutela dell’uomo nell’esplicazione del suo lavoro.
L’altro aspetto fondamentale è il recepimento della modifica alla l.r. 20/2001 e soprattutto l’applicazione dei quadri di riferimento a livello nazionale riguardo il contrastare la disparità tra i due generi negli organismi di rappresentanza di attività lavorativa. Il quadro di riferimento statale della materia è costituito dal decreto legislativo 198/2006 e dal decreto 165/2001, fino ad arrivare alla legge fondamentale del 4 novembre 2010, n. 183, che modificando il decreto legislativo 165 tende a garantire le pari opportunità tra uomini e donne e l’assenza di ogni forma di discriminazione sia diretta che indiretta.
E’ su questa base che è stata portata la presente proposta di legge, evidenziata in maniera esemplare il collega Zaffini, su cui voglio solo segnalare l’attività compiuta dalla Commissione.
La Commissione ha inserito all’articolo 1 il comma 5bis (precedentemente era invece inserito nell’articolo 2) che stabilisce per il CUG criteri di composizione specifici alla rappresentanza dei generi.
L’altro aspetto fondamentale è la soppressione dell’articolo 2, che conteneva le modifiche all’articolo 38 bis della l.r. 20/2001, ora appunto confluite nel comma 5 bis aggiunto dalla Commissione.
Questo per evitare di replicare l’articolo 38, mantenendolo in vigore, per il timore che criteri troppo stringenti applicabili a organismi di diversa natura e finalità potessero creare difficoltà nella costituzione degli stessi, per il rispetto appunto dei generi, dell’obiettivo finale della tutela di ogni soggetto nel suo mandato lavorativo. L’articolo 38 bis stabilisce infatti che i comitati e le commissioni operanti all’interno dell’amministrazione regionale debbono essere composti da entrambi i generi.
Dunque la volontà della norma che ci accingiamo a votare è quella di mettere a pieno titolo l’aspetto dei fattori che condizionano il funzionamento dell’organizzazione dell’ente, in grado di far mantenere una par conditio sia fra generi, sia fra attività lavorative espletate, sia fra obiettivi che entrambi, appunto, tendono ad ottenere.
Questo come elemento di razionalizzazione, ma soprattutto di equilibrio e di bilancio fra le posizioni diverse che le persone possono vedersi attuate nel momento in cui esplicano il mandato lavorativo, e quindi nel momento in cui esplicano anche le relative attività per la tutela dei loro diritti.

PRESIDENTE. Non ci sono richieste di intervento quindi passiamo alla votazione.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 1 bis/1 dei Consiglieri Latini, Pieroni, Malaspina, Eusebi, Massi. Ritirato.

Articolo 2. Soppresso.

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 193. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 42
ad iniziativa della Giunta regionale
“Programma degli interventi per l'anno 2012. Criteri e modalità per la concessione dei contributi ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 6 agosto 1997, n. 51: “Norme per il sostegno dell'informazione e dell'editoria locale”
(Relazione di maggioranza e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 42 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. E’ un atto molto semplice, è simile a quello dell’anno scorso, la spesa prevista è identica.
E’ un atto amministrativo che stabilisce le modalità, i criteri e le procedure per la concessione e la liquidazione dei contributi indicati dalla legge 51/1997.
Provvede quindi al consueto finanziamento delle iniziative; iniziative che hanno dato un esito positivo.
E’ prevista, in particolare, la concessione dei contributi a soggetti operanti in ambito regionale che svolgono attività di informazione televisiva, radiofonica, editoriale, per iniziative volte alla promozione dell’immagine della regione, alla diffusione della cultura regionale e alla divulgazione delle notizie relative alle azioni regionali.
Complessivamente la spesa prevista è di circa euro 211 mila, quindi, ripeto, è identica a quella dello scorso anno.
I finanziamenti per le attività di informazione radiofonica, televisiva, di sostegno della produzione di periodici e dell’editoria elettronica ammontano a euro 130 mila.
La Commissione ha fatto alcuni ritocchi per quanto attiene la distribuzione delle risorse all’interno degli interventi al fine di favorire il supporto all’editoria elettronica.
Dunque è un atto, come dire, tranquillo, è simile a quello dell’anno scorso, anche perché purtroppo i finanziamenti, come sappiamo bene, sono quelli che sono.

PRESIDENTE. Il relatore di minoranza è il Consigliere Marangoni. Vedo però che non è pervenuto. Quindi passiamo alla votazione dell’atto.

Proposta di atto amministrativo n. 42. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Mozione n. 310
dei Consiglieri Giorgi, Eusebi, Acacia Scarpetti
“Articolo 18”

Mozione n. 332
dei Consiglieri Busilacchi, Badiali, Perazzoli, Sciapichetti, Giancarli
“Crisi economica e diritto del lavoro”

(abbinate)
(Illustrazione mozione n. 332 e votazioni)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 310 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi, Acacia Scarpetti, a cui viene oggi abbinata la mozione n. 332 dei Consiglieri Busilacchi, Badiali, Perazzoli, Sciapichetti, Giancarli.
Il dibattito si era esaurito nella seduta scorsa, quindi passiamo alla votazione della mozione n. 310 così come presentata.
Ha chiesto la parola il Consigliere Busilacchi, ne ha facoltà.

Gianluca BUSILACCHI. Presidente, soltanto per sapere se procederemo alla votazione separata prima della mozione n. 310 e poi della mozione n. 332.

PRESIDENTE. Avete presentato una mozione, non una risoluzione, quindi non c’è altra strada, si votano le due mozioni separatamente.
Pongo in votazione la mozione n. 310.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Passiamo alla mozione n. 332. Ha chiesto la parola il Consigliere Busilacchi, ne ha facoltà.

Gianluca BUSILACCHI. Abbiamo già affrontato questo dibattito nella scorsa seduta dell’Assemblea legislativa quindi non rientro nel merito di tutti i punti.
L’aspetto di questa mozione che si differenzia rispetto a quella precedente è molto semplice. Il lavoro va tutelato, il diritto al lavoro va garantito tutto, indipendentemente dalle realtà, dalle fattispecie aziendali in cui si lavora, indipendentemente dal genere o dall’età.
Una riforma che sia riforma del mercato del lavoro oggi in Italia è opportuna, però deve essere affrontata in modo organico. Riguardo le ipotesi sugli ammortizzatori sociali e del mercato del lavoro in ogni riforma vanno evitate asimmetrie tra categorie, garantendo a tutti i lavoratori diritti sociali ed eque opportunità.
Credo che vada anche, è nel dispositivo della nostra mozione, garantita la tutela del diritto al lavoro per alcune fattispecie che oggi sono poco tutelate in Italia, come quella delle giovani generazioni. Chi cerca in prima occupazione è totalmente fuori dall’agenda pubblica. Alcune volte per avere un sistema troppo rigido si rischia di non proteggere chi è in cerca di prima occupazione o chi è precario.
Per cui sì a una riforma vera, che sia cioè una riforma progressiva del mercato del lavoro, no a qualcosa che svende i diritti dei lavoratori.

PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 332.

(L’Assemblea legislativa approva)

(…) Bene. Aumenta un voto a favore ed uno contro, ma il risultato non cambia.

Mozione n. 325
dei Consiglieri Giancarli, Silvetti, Badiali, Eusebi, Marangoni, Zaffini, Malaspina, Bucciarelli, Marinelli, D'Anna, Ricci, Pieroni
”Prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico”

Mozione n. 220
del Consigliere Latini
“Prolungamento del corridoio Baltico- Adriatico”

(abbinate)
(Votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 325 dei Consiglieri Giancarli, Silvetti, Badiali, Eusebi, Marangoni, Zaffini, Malaspina, Bucciarelli, Marinelli, D'Anna, Ricci, Pieroni, e la mozione n. 220 del Consigliere Latini, abbinate.
Se non vogliamo votare distintamente le due mozioni si potrebbe ipotizzare, se siete d’accordo, la votazione di una risoluzione.
(…) E’ d’accordo a fare che cosa? (…) Allora, prendiamo il testo della mozione n. 325 che ha più firme, ci aggiungiamo la firma dei Consiglieri Latini e Cardogna, e la presentiamo seduta stante come risoluzione. Siete d’accordo? (…) Bene.
Proposta di risoluzione dei Consiglieri Giancarli, Malaspina, Bucciarelli, Binci, Badiali, Cardogna, Latini, Ricci, Eusebi, Zaffini, Marangoni, Silvetti, Marinelli, Pieroni, D'Anna:
“L’Assemblea legislativa delle Marche
Considerato che la IV Commissione assembleare ha approvato, nella seduta del 10.05.2012, il Piano regionale infrastrutture, trasporto merci e logistica e che lo stesso approderà in aula solo dopo che il CAL e il CREL si saranno espressi con i pareri di competenza;
Visto, altresì, che nel suddetto Piano si dà conto della necessità di un prolungamento verso sud del Corridoio Baltico-Adriatico, in quanto trattasi di infrastruttura decisiva per lo sviluppo dell'economia regionale e nazionale;
Tenuto conto che una delegazione della IV e della VI Commissione assembleare ha incontrato a Bruxelles parlamentari europei della Commissione trasporti, non soltanto italiani, trovando disponibilità e attenzione sul problema del prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico;
Ritenuto inoltre che sul prolungamento del tracciato del Corridoio Baltico-Adriatico è intervenuto il positivo pronunciamento di tutte le Regioni d'Europa, nonché del Parlamento italiano;
Impegna il Presidente della Giunta regionale affinché intervenga con urgenza nei confronti del Governo per sostenere con fermezza le richieste di prolungamento del tracciato del Corridoio Baltico-Adriatico, considerato che la Commissione trasporti del Parlamento europeo sta lavorando in queste settimane al Regolamento che definisce la rete e le priorità della politica TEN-T 2014-2020 modificando la proposta della Commissione europea adottata nell'ottobre del 2011".
La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Ci vediamo martedì prossimo. La seduta è tolta.


La seduta termina alle ore 13,00







 

 
 
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