Testata sito

 

Resoconto della seduta n.87 del 16/01/2018

SEDUTA N. 87 DEL 16 GENNAIO 2018

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 87 del 16 gennaio 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 86 del 22 dicembre 2017, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico che l’interrogazione n. 524 della Consigliera Marcozzi è rinviata alla prossima seduta, così come la mozione n. 243 della Consigliera Leonardi.

Nomina

Elezione di due Consiglieri regionali componenti della Commissione per la vigilanza della biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale
(Articoli 150 e 151, comma 4, lettera c) del Regolamento interno) – voto limitato ad uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di due Consiglieri regionali componenti della Commissione per la vigilanza della biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale. Voto limitato ad uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Consigliere Segretario Rapa effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 30
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 29

Hanno ricevuto voti:
Boris Rapa n. 17,
Elena Leonardi n. 7,
Romina Pergolesi n. 4,
Luigi Zura Puntaroni n.1.

Proclamo eletti componenti della Commissione per la vigilanza della biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale i Consiglieri Boris Rapa e Elena Leonardi.

Elezione di sei Consiglieri regionali, di cui tre della maggioranza e tre delle minoranze, componenti della Giunta per il regolamento
(Articoli 43 e 151, comma 4, lettera b) del Regolamento interno) – voto limitato ad uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di sei Consiglieri regionali, di cui tre della maggioranza e tre delle minoranze, componenti della Giunta per il regolamento. Voto limitato ad uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Consigliere Segretario Rapa effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 29
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 29

Hanno ricevuto voti:
Fabio Urbinati n. 7,
Luca Marconi n. 6,
Romina Pergolesi n. 4,
Gianluca Busilacchi n. 4,
Sandro Zaffiri n. 4,
Piero Celani n. 4.

Proclamo eletti componenti della Giunta per il regolamento i Consiglieri Urbinati Fabio, Marconi Luca, Pergolesi Romina, Busilacchi Gianluca, Zaffiri Sandro, Celani Piero.

Interrogazione n. 517
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Diritto allo studio (istruzione superiore)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 517 del Consigliere Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. L’interrogazione si scagliona su due punti e rispondo nell’ordine.
L’importo dei fondi regionali per le borse di studio è stabilito con il bilancio di previsione con legge regionale. L’importo stanziato è confermato in 3 milioni di euro per le annualità 2018/2019,125
quindi 2017/2018/2019, per un totale di 3, 6, 9.
Tale importo va insieme ai fondi regionali derivanti dai proventi della tassa regionale e al fondo integrativo statale per l’anno 2016 e questi tre fondi ci permettono, ci hanno permesso di erogare per l’anno accademico 2016/2017 l’intero importo della borsa di studio, compresa la parte finanziaria, a tutti i soggetti richiedenti risultati idonei.
Questo è un risultato importante che condivido con piacere con tutta l’Assemblea in quanto per la prima volta nella nostra regione è possibile concedere la borsa intera a tutti gli idonei.
E’ chiaro in ogni caso che i servizi offerti agli studenti come qualità restano differenti e su questo è necessario lavorare.
In alcuni atenei non è del tutto soddisfacente l’alloggio e di questo ne abbiamo preso visione dall’incontro con gli studenti e con i responsabili degli ex Ersu.
Quindi l’obiettivo di assicurare la qualità dei servizi è quello che oggi ci prefiggiamo.
Per fornire il servizio mensa agli studenti e tutti gli altri servizi connessi al diritto allo studio, la Regione investe annualmente ulteriori 12 milioni quali contributo agli Ersu/Erdis per il costo del personale.
Inoltre la Regione è impegnata a sostenere investimenti per l’ampliamento, l’adeguamento e la riqualificazione degli alloggi in sinergia con le risorse nazionali per le quali è stata anche prospettata una bella progettualità al Ministero.
Comunque tra tutti gli interventi per il diritto allo studio stiamo parlando di 40 milioni.
Si tratta di risultati concreti che questa amministrazione ha conseguito dal momento dell’insediamento che permetteranno alla Regione Marche di ottenere anche una quota di fondo statale supplementare per l’anno accademico 2017/2018, in soldoni è la quota di premialità che non posso quantificare perché ancora deve avvenire, però si aggira intorno al 5%.
Purtroppo, fino ad ora, la quota di riparto dei fondi statali per ogni anno accademico di riferimento viene determinata con ritardo rispetto all’approvazione delle graduatorie degli Ersu o dell’Erdis, pertanto vi è un pronostico che la quota dei fondi statali non sarà superiore all’80% di quella dell’anno precedente.
Questa questione vorrei ribadirla perché alla Regione si chiede di dare certezze su questo, la Regione dà certezze sul suo bilancio, non su quello dei fondi nazionali, quindi è stato detto soprattutto agli studenti che non va chiesta alla Regione certezza su un fondo che arriverà più tardi e di questo non ha colpa la Regione.
Prima di effettuare una qualsiasi manovra correttiva sul bilancio regionale bisogna acquisire la certezza dell’ammontare del fondo integrativo statale a disposizione, quindi questa è stata una richiesta nella Commissione di tutti gli Assessori: di avere il fondo statale prima, oppure in sinergia con i fondi regionali altrimenti ci sono due momenti diversi di cui però ripeto la Regione non risponde.
Il secondo punto chiesto nell’interrogazione è quello dell’Erdis. Il Consiglio di Amministrazione di Erdis è stato istituito con l’elezione da parte del Consiglio dell’Assemblea delle Marche di quattro componenti (che corrispondono ai quattro Commissari straordinari degli Ersu delle Marche), il quinto componente designato dal Presidente del Consiglio degli studenti delle università marchigiane e dagli equivalenti organi di rappresentanza studentesca degli altri istituti di grado universitario non è stato ancora formalizzato correttamente per mancanza di accordi tra le rappresentanze studentesche marchigiane. Il Direttore dell’Erdis ha mediato un po’ la cosa per venire incontro ai ragazzi, ma io mi sono tenuta fuori da questo discorso perché li ho ricevuti per due anni, ogni 15 giorni, quindi ognuno si assuma le proprie responsabilità.
L’avvio dell’operatività del costituito Ente unico regionale (Erdis) di cui all’articolo 7 della legge regionale 20 febbraio 2017 n. 4 è stato fissato per esigenze organizzative amministrative alla data dell’1 gennaio 2018, da tale data con la piena operatività dell’Erdis verranno soppressi i 3 Ersu.
Qui lo vorrei attualizzare perché vedo che la risposta arriva fino al 31 dicembre, Erdis è partito, Erdis ha la sede legale presso la Regione Marche, Via Gentile da Fabriano. Grazie.


PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore per la risposta esauriente che mi soddisfa anche nel merito ovviamente. L’interrogazione era di alcuni mesi fa quando le due questioni, come lei ha ricordato, non erano state ancora risolte perché c’era una questione di fondi nazionali che dovevano arrivare, quindi la Regione si trovava nell’attesa di capire come adeguare il fondo regionale, cosa che poi è stata fatta con il bilancio.
Allora l’Erdis non era operativo, oggi nel frattempo sono passati alcuni mesi, come lei ha ricordato, entrambe le questioni sono state risolte e quindi la ringrazio e credo di essere soddisfatto anche nel merito della questione.
Penso che dovremmo continuare a monitorare la situazione, ogni anno in questi anni, il bilancio si fa carico della questione del diritto allo studio, lo facciamo sempre con il bilancio di previsione, è importante mantenere alta l’attenzione durante tutto il corso dell’anno sia sul tema degli idonei senza borsa, che purtroppo questo anno a causa di questi ritardi ce ne sono stati, che su altre questioni, come le residenze. So che per esempio ad Ancona ci sono alcune questioni, in particolare a Torrette, sul tema della residenza, però è chiaro che è opportuno mantenere su questo tema così importante, l’attenzione.
Sono contento che l’Erdis sia operativo e sia finalmente partito, come lei ricordava, da qualche settimana.
Apprendo da questa sua risposta che ancora gli studenti devono designare questo loro componente, credo che forse sia utile valutare, se ancora nei prossimi mesi non riusciranno a trovare una sintesi, se si possono operare eventualmente dei poteri sostitutivi in modo che anche il Consiglio di amministrazione possa decollare in modo efficace.
Comunque, al di là di questi aspetti di cornice, sono soddisfatto nel merito complessivo di quello che è stato fatto in queste ultime settimane da parte della Giunta. Grazie.

Interrogazione n. 471
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Prezzo al dettaglio del farmaco Bedrocan”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 471 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. I farmaci magistrali sono preparati dal farmacista su ricetta medica e il decreto ministeriale 18 agosto 93 stabilisce il prezzo al pubblico del farmaco.
Il Bedrocan è composto da infiorescenze di cannabis, importante per la seconda parte della risposta, che nel caso specifico risulta essere venduto, quello sollevato dall’interrogazione, dalla farmacia Madonna di Loreto di Pesaro e non di Urbino.
Il farmaco magistrale è a base di cannabis è stato tariffato per legge in base a quanto stabilito dalla tariffa nazionale del ’93, nel caso specifico si è rilevato che una ricetta del 5 luglio 2017 con 18 capsule è stata tariffata correttamente (c’è una tabella se vuole poi le lascio il dato specifico della tabella) per queste capsule il prezzo è di 25,90 euro. Al contrario alla ricetta del 23 giugno 2017 con 30 capsule da 100 milligrammi, la cannabis è stata tariffata erroneamente 77,70 euro anziché 27. Il prezzo di vendita doveva essere di 38,25 euro con una differenza di 50,70 euro.
La farmacia in questione sentita per le vie brevi sta provvedendo al rimborso dell’assistito della differenza il prezzo pari a 50,70 euro, inoltre ha dichiarato che è stato un errore materiale in quanto è stato applicato il prezzo precedente all’entrata in vigore il 19 giugno 2017 della tariffa di 9 euro al grammo della cannabis infiorescenza, decreto ministeriale.
Si precisa inoltre che la tariffa della Cannabis pari a 9 euro al grammo è stata confermata dalla recente nuova tariffa nazionale medicinale stabilita con decreto del ministero della sanità (GU 25 ottobre 2017). Quindi è stato riconosciuto l’errore e viene restituita la cifra.
Il secondo punto riguarda la disponibilità del prodotto. Gli utenti hanno notato la differenza perché, essendo stata la regione Marche fra le prime in Italia, hanno sperimentato la cannabis in termini sanitari, c’era quindi una grande disponibilità ed era facile poter avere il farmaco.
Oggi che tutte le Regioni stanno utilizzando il prodotto si verificano delle carenze, quindi non dovute alla nostra programmazione, o alle richieste, o all’attività, ma proprio al fatto che si sia allargato – questo penso sia un fatto positivo – l’uso del farmaco sul quale c’era un pregiudizio incomprensibile in tutto il Paese.
Il Ministero della salute ha comunicato che con l’autorizzazione e l’importazione risolverà questo problema.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Giustamente lei, Presidente Ceriscioli, ha evidenziato il prezzo di vendita indicato a livello ministeriale di 9 euro al grammo. Sono felice che venga rimborsata la differenza di 50 euro a chi ha dovuto pagare una cifra abnorme per un prodotto e una terapia che può alleviare il suo dolore, mi auguro che lei si adoperi per far inviare una nota a tutti i farmacisti per evitare che questo avvenga in futuro.
Riguardo invece alla produzione del farmaco in questione le ricordo che è passata un’ottima legge ad agosto 2017, approvata all’unanimità, che prevede all’articolo 5 che “La Giunta regionale, per ridurre il costo della cannabis e dei principi attivi cannabinoidi importati dall’estero, è autorizzata ad avviare azioni sperimentali o specifici progetti pilota con lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze o con altri soggetti autorizzati, secondo la normativa vigente, per la produzione di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis. Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale è autorizzata ad avviare progetti di ricerca e azioni sperimentali prodromici alla produzione da parte di soggetti autorizzati secondo la normativa vigente, di sostanze e preparazioni vegetali a base di cannabis con le Università marchigiane, le associazioni di soggetti privati affetti da patologie e altri soggetti portatori di interessi o di specifiche competenze”.
Presidente, quando è arrivata in IV Commissione la delibera che prevedeva le linee guida per l’attuazione della legge mancava l’incentivazione della produzione in loco, abbiamo fatto notare questa cosa agli uffici ed essendo passati ormai diversi mesi mi auguro che lei si attivi insieme alla sua Giunta per far si che venga attuato quanto prima l’articolo 35 e predisposta una delibera di Giunta che possa incentivare la produzione in loco ed evitare che in futuro pazienti che hanno bisogno e che da questo farmaco ricevono un sollievo per la loro tipologia di malattia … Mi auguro che questa cosa venga attuata quanto prima perché a livello nazionale c’è carenza e come Regione Marche auspico che possiamo essere i primi ad evitare che questa mancanza si protragga. Grazie.

Interrogazione n. 497
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Bando sulla competitività delle strutture balneari”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 497 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Nell’ambito della programmazione relativa ai fondi Por-Fesr 2014/2020 l’Assessorato al turismo della Regione Marche ha inteso rivolgere una particolare attenzione alla competitività di tutto il sistema imprenditoriale turistico regionale.
In questo quadro rientrano anche le imprese del balneare che costituiscono un pezzo importante dell’offerta dei servizi turistici marchigiani.
Il bando di finanziamento per gli interventi di qualificazione delle strutture ricettive, ancora non scaduto, ha suscitato notevole interesse da parte degli operatori marchigiani in quanto erano molti anni che si aspettava uno strumento che potesse sostenere la progettualità di investimento per la competitività delle imprese ricettive.
L’interrogazione del Consigliere Rapa, che chiede di promuovere un bando analogo per favorire la riqualificazione delle imprese balneari marchigiane, è certamente condivisibile, ma presenta alcune complessità relative alla normativa attuale legata alle concessioni delle imprese balneari stesse.
E’ infatti notorio che, in conseguenza della direttiva europea Bolkestein, le attuali concessioni demaniali hanno una scadenza fissata al 2020.
Una legge delega di riordino del sistema è stata approvata alla Camera ed è all’esame del Senato che purtroppo, con la fine della legislatura, non è certo che riesca ad approvarla.
In questo quadro d’incertezza, la programmazione di un intervento specifico del Por a favore delle piccole e medie imprese che gestiscono stabilimenti balneari presenta quindi diverse problematiche.
Tuttavia, ritenendo fondamentale dare una risposta anche a questa tipologia di impresa turistica, l’Assessorato al turismo si impegna a convocare un tavolo entro il mese di febbraio con le associazioni del settore per valutare il finanziamento di un intervento ad hoc a favore delle imprese del sistema balneare.

PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Pieroni perché ritengo importante questa risposta nell’ottica di una strada che porti alla competitività, ma soprattutto alla qualità dell’offerta turistica marchigiana, per cui grazie.

Interrogazione n. 511
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Situazione dell’immobile di proprietà della Regione Marche, sito ad Ancona in Via Cialdini n. 3”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 511 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con l'interrogazione il Consigliere Zaffiri chiede di conoscere quali iniziative si intendono intraprendere al fine di risolvere la situazione venutasi a creare nello stabile del numero civico 3 di Via Cialdini di Ancona di proprietà della Regione Marche e vuole altresì conoscere come si intenda valorizzare l’immobile stesso lasciato in stato di totale degrado ed abbandono ormai da anni.
Premesso ciò, deve precisarsi che l'attuale Amministrazione ha "ereditato" dalla precedente tale situazione che, nel frattempo, aveva avuto modo di consolidarsi, sebbene vi siano state fin dall'inizio diverse segnalazioni effettuate dai competenti uffici regionali alle Forze dell'Ordine, anche allo scopo di rappresentare la situazione di potenziale pericolo e di non governabilità, da parte della Regione stessa, dello stato di illegalità creatosi.
Per tutto il periodo dell'occupazione la Regione ha solo potuto garantire, in accordo con l'Amministrazione del condominio, limitati interventi esclusivamente a tutela dell'igiene pubblica.
Allo stato attuale la Giunta regionale sta individuando una soluzione abitativa alternativa finalizzata anche ad un progetto di autonomia delle persone interessate. Tali soluzioni prevedono la collaborazione con il Comune di Ancona e con un’organizzazione no profit del territorio.
A questo proposito deve anche evidenziarsi come, con nota circolare 3 novembre 2017, prot. n. 101618, il Prefetto di Ancona abbia rappresentato la necessità di far precedere eventuali operazioni di sgombero connesse al reato di invasione di edifici alla definizione delle misure alternative di cui sopra, questo anche all’esito della circolare Minniti ed è quello che noi stiamo facendo.
Per quanto riguarda le possibili attività di valorizzazione dell'immobile, successive al recupero della sua disponibilità, deve precisarsi che attualmente lo stabile è ricompreso nell'ambito dei beni disponibili e come tali, possono essere da subito inseriti in piani di alienazione. E' tuttavia allo studio la fattibilità di cessione del medesimo bene all'Erap Marche per la successiva destinazione a edilizia popolare.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Assessore perché sta affrontando questo argomento che io ritengo molto delicato per il territorio anconetano, avendo a che fare con una situazione particolare, mi fermo qui.
Il senso dell’interrogazione che ho posto all’attenzione della Regione Marche è che, essendo la struttura regionale, probabilmente questa, secondo me, non c’entra con questo problema, con questa situazione particolare, perché presumibilmente è il territorio che deve rispondere perché noi come Regione abbiamo una situazione molto delicata e particolare su quell’edificio.
Pertanto credo che le inadempienze siano del territorio, di questo ne sono matematicamente convinto, perché la circolare Minniti …, tutto quello che sta dietro riguarda un problema che va avanti da anni, con proteste, manifestazioni, ma non ci si è mai interessati.
Credo che la Regione debba sottrarsi da questa ipotesi di pericolo perché se succede qualcosa all’interno di quell’edificio avremo gli uffici legali impegnati a dare delle risposte. Assessore, la situazione è molto delicata e proprio per questo la Regione deve far sentire il suo fiato sull’ente locale che deve assolutamente sanare, risolvere questo problema, altrimenti credo che voi come esecutivo e noi come Regione gestiremo una cosa che non compete alla Regione e le responsabilità cadranno sui proprietari dell’edificio. Su questo non c’è ombra di dubbio, anche in termini giurisprudenziali e di legge, pertanto la Regione deve abbandonare senz’altro questo percorso chiamando in causa con più forza, con più autorevolezza, chi del territorio è responsabile.

Interrogazione n. 399
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Applicazione della legge regionale 4/2010: attività dell’osservatorio regionale per la cultura”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 399 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. La legge regionale n. 4/2010 all'articolo 9 prevede l'istituzione, presso la struttura regionale competente in materia, dell'Osservatorio regionale per la cultura che ha in particolare i seguenti compiti:
a) monitorare la spesa destinata alla cultura dei soggetti pubblici e privati;
b) svolgere rilevazioni, ricerche e analisi di settore;
c) valutare gli effetti delle politiche culturali con particolare attenzione a documentarne l'impatto economico ed occupazionale;
d) collaborare alla formazione del piano regionale di cui all'articolo 7 e alla programmazione delle attività della Regione.
Scopo dell'Osservatorio e del relativo Comitato Scientifico è supportare le attività di programmazione, monitoraggio e verifica delle politiche regionali del settore cultura.
Ai sensi della legge 4/10 è stato nominato un primo Comitato scientifico dell'Osservatorio con delibera di Giunta regionale n. 1579/2010, restato in carica fino a dicembre 2013.
Con delibera di Giunta regionale n. 1036/2011 sono state specificate le linee di attività dell'Osservatorio regionale della cultura indirizzate ad approfondire i seguenti filoni: studio per le linee guida di forme gestionali per biblioteche e musei; monitoraggio e meccanismi valutativi dello spettacolo; distretto culturale evoluto: analisi del sostegno alle industrie creative e alle imprese culturali; attivazione di 7 borse di studio-lavoro a sostegno dell'occupazione giovanile qualificata nel settore della valorizzazione dei beni culturali
La Regione ha aderito anche al progetto interregionale ORMA 2011/2012 nel settore delle politiche per lo spettacolo e la realizzazione di Osservatori regionali e ha collaborato con l'Osservatorio nazionale nel settore delle politiche dello spettacolo i cui risultati inerenti le professioni dello spettacolo nelle Marche sono stati pubblicati.
Per l’attività di raccolta ed elaborazione dei dati la Regione si è avvalsa dal 2011 al 2014 in virtù di specifiche convenzioni, della Società di sviluppo regionale (SVIM) (Delibere nn. 459/2011, 1328/2012, 884/2012, 1381/2013, 1427/2013, DDPF n. 351/2013) che ha eseguito raccolta ed analisi di dati di settore, monitoraggio del Sistema carta musei Marche, implementazione di un data base regionale delle istituzioni culturali, sviluppo di attività per il settore cultura, focalizzando maggiormente l'attenzione verso tematiche quali l'impresa creativa, l'economia della cultura e lo sviluppo a traino culturale.
Dal 2013 è stata avviata inoltre una partnership con la Fondazione Symbola nell'impostazione, realizzazione e presentazione del Rapporto annuale con l'obiettivo di analizzare e sviluppare modelli di riferimento per l'integrazione di cultura e manifattura nella economia regionale delle Marche.
Terminato l'incarico del Comitato scientifico dell'Osservatorio (dicembre 2013), per garantire lo svolgimento delle attività ad esso attribuite, è stato individuato all'interno dei vari settori della P.F. Cultura un gruppo di lavoro interno, che ha assicurato l'attività basilare in raccordo con Federculture e Symbola negli anni seguenti.
Va precisato che nel corso di questi anni le attività dell'Osservatorio sono state attuate sulla base delle esigue risorse disponibili per il settore.
Attualmente, in attuazione del Piano triennale della cultura 2017/2019 e del Programma annuale della cultura 2017, con delibera di Giunta regionale n. 1125 del 2 ottobre 2017 sono stati individuati i componenti del Comitato scientifico dell'Osservatorio per la cultura per approfondire i seguenti ambiti: economia e cultura; turismo culturale; patrimonio culturale; spettacolo dal vivo; cultura e territori; fondi europei per la cultura.
Nel corso della prima riunione (14 novembre 2017) sono state indicate le priorità delle future attività volte a predisporre un focus sull'area del cratere, in una visione della ricostruzione in cui la cultura svolga un ruolo strategico, e sulle aree interne, per le quali sono disponibili risorse.
Il Comitato verrà confermato a breve con nuova delibera fino a fine legislatura, utilizzando le risorse disponibili per il triennio 2018/2020.

PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Assessore Pieroni, non sono soddisfatto e sono preoccupato. Sono preoccupato perché lei ci ha appena detto che questa legge del 2010 è stata applicata fino al 2013, come da articolo 9, poi si è dato un incarico fino al 2014 alla Svim e dopo c’è stato un gruppo di lavoro interno che ha vivacchiato fino al 2017.
La mia interrogazione è di aprile 2017 e la delibera di Giunta regionale che ricostituisce l’Osservatorio regionale per la cultura è di ottobre.
Sono contento che in seguito alla mia interrogazione finalmente gli uffici e la Giunta si siano svegliati ed abbiano saputo che esisteva una legge del 2010 di fondamentale importanza, secondo le vostre dichiarazioni, anche se i fatti sono altri, però sono preoccupato. Perché? Perché dal 2014 e dopo la mia interrogazione, dalla quale sono passati 6 mesi, vi siete svegliati e adesso finalmente si ricomincia a fare qualcosa.
Questo la dice lunga anche sulla preparazione con cui lei è arrivato in Aula per darmi la risposta che ha letto così all’impronta.
Questa è la prova provata dell’attenzione che la Giunta dà alla cultura, purtroppo non mi sento di aggiungere altro.

Interrogazione n. 483
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Attuazione della legge regionale sulla prevenzione dei rischi di caduta dei lavoratori dall’alto”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 483 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. La risposta dell’ufficio è abbastanza lunga, però in realtà è semplice, nel senso che è stato fatto il lavoro per il regolamento, che di fatto è pronto, le ultime riunioni sono state fatte a fine 2017 in accordo anche con gli ordini professionali.
Il regolamento, cercando di incontrare queste esigenze, va a modificare alcuni aspetti della legge regionale e dopo il passaggio che ha avuto al legislativo verrà proposto non solo come regolamento, ma anche come modifica della legge per dare finalmente seguito a quell’importante provvedimento che attende ormai da troppo tempo di essere realizzato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. La ringrazio, Presidente, perché stiamo parlando di qualcosa che ha a che fare con la sicurezza e con la vita delle persone.
Come ben ricordava, ci siamo dati questo strumento normativo che prevede sistemi di ancoraggio permanenti sulle coperture degli edifici e ci sono articoli della legge molto chiari, l’importante è attuarla, come lei diceva, e se sono necessarie delle modifiche sicuramente debbono essere fatte perché la priorità è l’attuazione della stessa.
Tra l’altro anche nelle Marche continuano purtroppo gli incidenti sul lavoro e nel 2017 ci sono state 32 morti bianche, 3 in meno rispetto al 2016, però il dato è preoccupante perché parliamo di più di 30 persone che muoiono sul lavoro in una regione come la nostra.
Quindi, Presidente, quello che dico è che concordo con lei, non possiamo rassegnarci a subire morti sul lavoro, le norme sulla sicurezza devono essere rispettate con scrupolo e i controlli debbono essere attenti e rigorosi.
Noi come Regione Marche possiamo fare la nostra parte ed incidere su questi fronti, sia su quello dei controlli sia su quello della sicurezza, poi ci sono tanti altri enti che hanno la competenza in materia.
Anche i dati a cui facevo riferimento, 32 morti, dimostrano le condizioni di sicurezza precaria in cui lavorano molte persone e su questo c’è da fare un ragionamento più generale sul lavoro e credo che i lavori a termine non aiutano e non favoriscono sicuramente la sicurezza.
Dobbiamo fare in modo che non ci siano più morti sul lavoro, è una questione di civiltà e proprio perché è una questione di civiltà dobbiamo muoverci con molta determinazione.

Interrogazione n. 500
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Servizi sociosanitari. Finanziamento fondo solidarietà anno 2017”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 500 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Con la legge regionale di stabilità è stato istituito il fondo straordinario di solidarietà dotandolo di una disponibilità di 2 milioni di euro.
Le risorse sono destinate agli enti locali che si sostituiscono agli utenti inseriti in una delle strutture di cui alla legge regionale 21/2016, parzialmente o totalmente incapienti in base all’indicatore della situazione economica prevalente di cui al d.p.c.m. 159.
Il fondo viene trasferito agli ambiti territoriali sociali sulla base di criteri e modalità che stiamo approntando.
Nostro intendimento continua ad essere quello di coprire la parte della retta di accesso alle strutture di accoglienza per persone con problemi di salute mentale che risultano essere quelli più colpiti dalla modifica delle percentuali di compartecipazione conseguente all’adozione della delibera di Giunta regionale 1331/2014 che, come sappiamo, recepisce le indicazioni nazionali risalenti al 2001, mai recepite fino ad allora dalla Regione Marche.
I criteri di riparto e le modalità di utilizzo oltre che le procedure di rendicontazione - questa è la parola chiave, cioè va a coprire la rendicontazione chi ha sostenuto le spese al posto dell’utenza per quanto riguarda la quota di compartecipazione - saranno oggetto di apposito atto deliberativo che dovrà tener conto della presenza effettiva delle persone accolte nelle strutture interessate dal fondo, nell’anno 2017, con reddito inferiore alle soglie Isee che verranno definite nell’atto regionale stesso e che saranno uguali nell’intero territorio regionale.
La gestione del fondo verrà affidata agli ambiti territoriali sociali sia in sede di domanda che in fase di rendicontazione. In tal modo verranno coperte le spese aggiuntive in capo ai cittadini nell’intero anno 2017.
Questo è un meccanismo a rendicontazione, quello che si prevede di stornare, quindi riceveranno il contributo tutti quegli ambiti territoriali sociali che hanno sostenuto parte della quota dei cittadini e dovendo essere a rendicontazione si utilizzano i fondi 2018 per pagare il 2017. Era questo l’impegno preso dalla Giunta regionale nei confronti dell’applicazione di questa misura per venire incontro alle modificazioni che nel 2014 hanno cambiato, adeguandosi alla normativa nazionale, la situazione precedente che vedeva un contributo a carico degli enti locali in sostituzione del cittadino. Quindi un meccanismo che permette di recuperare quella forma e giustamente se avessimo messo i fondi nel 2017 non avremmo potuto utilizzarli per i noti meccanismi di finanza, il 2018 ci permette di pagare il 2017.
E’ evidente che andiamo a creare un circolo virtuoso che riprende ad alimentare quegli enti che sostengono i propri cittadini. Con i fondi che di fatto andremo a dare alla rendicontazione sarà possibile per loro finanziare il 2018, mettendo in moto l’intero meccanismo a tutela delle fasce più deboli, di chi ha un Isee basso e ha bisogno di questo contributo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Ringrazio per la risposta, però faccio notare una cosa al Presidente Ceriscioli: questa mancanza di contributo è un problema che parte dal 2015, quindi i fondi che sono stati promessi per il 2017 in realtà andavano a coprire le spese rendicontate del 2016, che sono quelle che sono venute a mancare.
Chi mi ha segnalato la questione lamenta che dal 2015 c’è questo problema, quindi è vero che è stato stanziato un fondo di solidarietà di 2 milioni di euro per il 2018/2019, però per il 2017, che doveva andare a coprire le spese del 2016, almeno quelle del 2016, non è stato stanziato nulla. E’ questo il problema.
Questa interrogazione è stata presentata il 4 ottobre, non so se ancora si fa in tempo ad aiutare queste famiglie per dar loro qualcosa delle rendicontazioni fatte nelle annualità 2015/2016, oppure non si fa più in tempo, però il problema è questo, Presidente.

Interrogazione n. 528
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Pericolo amianto e salute dei marchigiani. Quali azioni concrete sta attuando la Giunta regionale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 528 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. L’interrogazione della Consigliera Leonardi si sviluppa in 15 punti, quindi la risposta deve essere altrettanto lunga e precisa, chiedo scusa per la lunghezza, però 15 domande meritano 15 risposte.
Punto 1) Quanti sono i casi di mesotelioma di asbestosi e di carcinoma polmonare accertati negli ultimi 10 anni nelle Marche?
Dal 2006 ad oggi il Registro Mesoteliomi Marche ha raccolto 354 casi di mesotelioma, classificati come esposizione: certa, probabile e possibile.
Per quanto riguarda le altre due patologie sono disponibili i dati relativi alle malattie professionali denunciate (dati Inail): nel periodo 2006/ 2015 nelle Marche sono stati denunciati 64 casi di asbestosi e 132 casi di tumore maligno di trachea, bronchi, polmoni non specificati come secondari.
Punto 2) In quali località si registra il maggiore numero di casi di malattie di cui al punto precedente?
I 354 casi di mesotelioma rilevati nelle Marche dal 2006 ad oggi, sono così distribuiti per provincia di residenza:
Ancona – 184 (Ancona 68 casi, Falconara 20 casi),
Pesaro Urbino – 61 (Pesaro 18 casi, Fano 15 casi),
Macerata – 48 (Civitanova Marche 7 casi),
Fermo – 33 (Porto San Giorgio 6 casi),
Ascoli Piceno – 28 (Ascoli Piceno 9 casi).
Totale (Marche) – 354 (Fonte: Registro Mesoteliomi Marche - Università degli Studi di Camerino).
Da rilevare che la maggior parte dei casi definiti per esposizione (240 su 265) risulta correlata ad esposizione professionale (170 esposizione professionale certa, 24 probabile e 46 possibile).
Gli altri casi definiti sono correlabili: 14 ad esposizione domestica, 6 casi ad esposizione residenziale, 5 casi ad esposizione extraprofessionale.
Per 22 casi è in corso la valutazione, mentre per 67 casi l'esposizione risulta improbabile, ignota o non classificabile.
Per quanto riguarda i casi di asbestosi e di tumori maligni di trachea, bronchi, polmoni la distribuzione è riportata nella Tabella che segue.
Ancona - 50 casi asbestosi - 66 casi tumore polmonare,
Pesaro Urbino - 7 casi asbestosi - 30 casi tumore polmonare,
Macerata - 4 casi asbestosi - 18 casi tumore polmonare,
Ascoli Piceno - 3 casi asbestosi - 14 casi tumore polmonare,
Fermo - 0 casi asbestosi - 4 casi tumore polmonare,
Totale - 64 casi asbestosi - 132 casi tumore polmonare (Fonte: Inail, denunce malattie professionali).
Punto 3) A che livello di dettaglio e quanto aggiornata è la mappatura dei siti contenenti amianto o cemento amianto nel territorio regionale?
In sintesi, rispetto all'attività svolta dalla Regione:
- negli anni 2004/2005 è stato effettuato il censimento amianto;
- nell'anno 2007 il censimento amianto è stato utilizzato per la mappatura nazionale, georeferenziata;
- è disponibile la mappatura (graduatoria) regionale secondo le categorie di rischio previste dal DM 101/2003; per ogni categoria di ricerca del gruppo 1 è stata realizzata una graduatoria all'interno della quale i siti con presenza di amianto sono stati raggruppati in cinque classi di priorità definite nella "Procedura per la determinazione delle priorità di intervento". Considerando le tre graduatorie nel loro insieme, complessivamente risultano censiti 96 edifici in classe 1, 1.549 edifici in classe 2, 5.513 edifici in classe 3, 7.639 edifici in classe 4 e 25 in classe 5;
- l'obiettivo del Piano Regionale Prevenzione 2014/2018 di aggiornamento della mappatura (da realizzarsi per il 33% nell'anno 2016, per il 33% nell'anno 2017, per il 34% nell'anno 2018) è già sostanzialmente assicurato secondo la tempistica prevista.
Punto 4) Le determinazioni del gruppo di lavoro di cui alla delibera di Giunta regionale 3372/1999?
Il Gruppo Amianto della Regione Marche, nominato con delibera di Giunta regionale n. 3372 del 29 dicembre 1999, con lo specifico mandato di occuparsi delle problematiche di carattere tecnico-operativo, interpretativo ed organizzativo, al fine di uniformare in ambito regionale le attività previste dalla vigente normativa sull'amianto, composto dai rappresentanti dei Dipartimenti di Prevenzione e dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale è stato modificato, con aggiornamento dei componenti con decreto dirigenziali nel 2010 e nel 2016.
Nel corso degli anni tutti i gruppi di lavoro costituiti hanno fornito costante supporto di carattere tecnico-operativo, interpretativo ed organizzativo, al fine di uniformare in ambito regionale le attività previste dalla vigente normativa sull'amianto. Tra gli atti si segnalano:
- il censimento amianto - imprese ed edifici di cui alle deliberazioni di Giunta Regione Marche n. 2830 del 28 dicembre 2000 – 2174 del 18 settembre 2001 - n. 3170 del 28 dicembre 2001;
- gli indirizzi operativi approvati con Decreto del Dirigente del Servizio Sanità n. 33 del 30 Gennaio 2003, relativi a:
- "Linee guida per la presentazione all'organo di vigilanza del Piano di lavoro per la rimozione di materiali contenenti amianto in matrice friabile e compatta";
- "Rimozione dell'amianto in matrice compatta - liste di controllo per la verifica da parte delle Aziende unità sanitarie locali dei piani di lavoro, previsti dall'art. 34 del D.Lgs 277/91";
- Linee guida per la bonifica con la tecnica del GLOVE BAG";
- "Edifici con la presenza documentata di materiali contenenti amianto (MCA): Indirizzi operativi per i controlli periodici e la corretta manutenzione"; "Rimozione di amianto in matrice friabile".
- Decreto del dirigente della posizione di funzione prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro, n. 8/SPU del 21 marzo 2017, "Indirizzi operativi sugli interventi di vigilanza nei cantieri di bonifica dell'amianto compatto da parte dei SPSAL dei dipartimenti di prevenzione delle aree vaste dell'Asur";
- Decreto del dirigente della posizione di funzione prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro, n. 10/SPU del 20 aprile 2017 "Linee di Indirizzo sulla sorveglianza sanitaria in addetti a bonifica/rimozione di manufatti contenenti amianto in rapporto all'esposizione a fibre di amianto della Regione Marche";
- Decreto del dirigente della posizione di funzione prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro n. 28/SPU del 14 novembre 2017, "Indirizzi operativi per la gestione delle segnalazioni relative alla presenza di manufatti contenenti amianto, conglobato in matrice compatta, pervenute ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aree Vaste dell'Asur Marche e per il controllo degli edifici censiti".
Da ultimo si segnala che il gruppo attualmente operante sta fornendo supporto per l'informatizzazione degli adempimenti previsti dall'articolo 9 della legge 27 marzo 1992 n. 257 e dagli articoli 250 e 256 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, concernente le imprese che utilizzano amianto nei processi produttivi o che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dell'amianto, di cui all'accordo della Conferenza Stato - Regioni con atto n. 5 del 20 gennaio 2016.
Punto 5) Quanti e quali obiettivi del Piano regionale amianto sono stati realizzati e quali deficit si riscontrano allo stato attuale?
Tutte le attività previste dal Piano Regionale Amianto e dal Piano regionale della prevenzione 2014-2018 sono state svolte.
Il Piano regionale amianto (PRA) ed il conseguente censimento è stato approvato con deliberazioni di Giunta Regione Marche n. 2830 del 28 dicembre 2000, n. 2174 del 18 settembre 2001, n. 3170 del 28 dicembre 2001.
L'allegato A della delibera di Giunta regionale 3170 suddivideva il Piano regionale amianto in cinque fasi operative; al 2016 risultavano attuate le prime quattro fasi mentre risultava da completare la 5^ fase del Piano operativo. Detta fase prevede le seguenti azioni da mettere in atto con il contributo Dipartimenti di Prevenzione dell'Asur e dell 'Arpam:
- verifiche ispettive e prelievi semplici di base da parte dei servizi dell'Asur, secondo criteri di priorità;
- verifiche analitiche, ispezioni e prelievi in situazioni complesse da parte dell'Arpam, secondo criteri di priorità;
- trasmissione alla Regione degli elenchi di situazioni positive per presenza di materiale contenente amianto (MCA), censite e pesate in termini di gravità, da parte dei Servizi dell'Asur e dell'Arpam.
Con il Piano regionale della prevenzione (PRP) 2014/2018 è stata data attuazione alla 5^ fase del Piano regionale amianto laddove è prevista la verifica ispettiva sulle situazioni a maggior rischio pesate in termini di gravità.
Nel dettaglio il piano regionale amianto 2014/2018 prevede le seguenti azioni di verifica:
- anno 2016: controllo del 100% dei n. 96 dei siti/edifici in classe 1 (i controlli sono stati effettuati e regolarmente rendicontati dai Dipartimenti di prevenzione dell'Asur);
- anno 2017: controllo di 350 siti/edifici in classe 2;
- anno 2018: controllo di ulteriori n. 350 siti/edifici in classe 2 (l'attività è attualmente in programmazione).
Come vede le risposte sono molto dettagliate.
I punti da 6 a 9 non risultano di nostra competenza.
Punto 10) Quali sostegni sono apportati alle persone affette da malattie derivanti dall'amianto, anche di tipo psicologico?
I percorsi assistenziali ed i sostegni per le persone affette da patologie amianto-correlate non differiscono da quelli previsti per gli altri pazienti. Pertanto, vengono messe a disposizione tutte le figure professionali sanitarie necessarie per la gestione dei casi.
Punto 11) Quali strutture sanitarie regionali sono deputate e specializzate nelle diagnosi del mesotelioma e delle patologie correlate all'amianto e quali centri sono specializzati nella cura delle stesse?
A livello regionale il centro di riferimento per le patologie non neoplastiche e neoplastiche come il mesotelioma correlate ad amianto è l'Azienda ospedaliera universitaria ospedali riuniti di Ancona (Clinica di medicina del lavoro, Reparti di pneumologia, Chirurgia toracica e di oncologia).
Punto 12) Sono stati sviluppati protocolli di screening delle patologie asbesto-correlate e quali sono i centri di ricerca per i metodi diagnostici e di cura oncologica nella nostra Regione?
La Regione Marche, consapevole che i lavoratori ex esposti ad amianto rappresentano una popolazione che necessita di risposte sia sanitarie che etico-sociali, si sta impegnando in un programma di sorveglianza sanitaria che persegue i seguenti obbiettivi:
- sanitari veri e propri, al fine di incidere sull'evoluzione delle patologie respiratorie tenendo sotto controllo altri fattori concomitanti come le infezioni respiratorie (accesso gratuito a campagne di vaccinazioni quali antiinfluenzale e antipneumococcica) e fattori voluttuari come il fumo per i soggetti individuati ex esposti ad amianto;
- medico-assicurativi e medico-legali, consistenti in un riconoscimento da parte dell'Inail di malattia professionale nel caso venga identificata una patologia correlata all'amianto;
- etici-sociali, al fine di rendere il soggetto un attore consapevole nella tutela della propria salute in rapporto all'esposizione pregressa;
- epidemiologici, al fine di monitorare nei prossimi anni l'estensione, in rapporto a livello di esposizione, dei danni alla salute derivanti dall' amianto in ambito lavorativo.
Il programma prevede, dopo avere effettuato la stima di esposizione ad amianto per ciascun soggetto, accertamenti clinico-strumentali di primo livello effettuati dai Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Aree vaste Asur ed eventualmente accertamenti di secondo livello effettuati presso le strutture specialistiche ambulatoriali od ospedaliere presenti nella regione.
L'iter diagnostico per le patologie non neoplastiche amianto-correlate è ispirato, così come prevede il Piano regionale della prevenzione 2014/2018, ai più avanzati indirizzi scientifici e per rispondere a questa importante necessità l'Asur, nel 2017, ha organizzato proprio nelle Marche il primo corso per la classificazione dei radiogrammi del torace, esame che se ritenuto necessario in base ai rilievi clinici-anamnestici del soggetto, va classificato secondo le Linee guida internazionali da radiologi e medici del lavoro appositamente. Il corso è risultato di notevole importanza, in quanto non solo permette di avere a livello regionale personale formato per far fronte alle necessità della nostra popolazione lavorativa, ma anche di essere un punto di riferimento per le Regioni limitrofe prive di personale formato.
L'obiettivo specifico regionale che si intende raggiungere con questo programma è la presa in carico strutturata degli ex lavoratori esposti ad amianto al fine di incrementare la diagnosi precoce delle patologie asbesto correlate non neoplastiche, con la conseguente riduzione della morbilità delle patologie respiratorie e le relative complicanze, il riconoscimento delle patologie asbesto correlate indennizzate dall'Inail.
Inoltre, il programma permette di monitorare nel tempo i danni alla salute da amianto della popolazione lavorativa della nostra Regione.
Punto 13) Sono garantite adeguate prestazioni riabilitative alle persone affette da intersiziopatie asbestosi-correlate?
I percorsi riabilitativi per le persone affette da patologie amianto-correlate non differiscono da quelli previsti per gli altri pazienti. Pertanto, vengono messe a disposizione tutte le figure professionali sanitarie necessarie per la gestione dei casi. Da rilevare che per le patologie di asbestosi e di carcinoma polmonare l'Inail può erogare, ove ne ricorrano le condizioni previste dalle disposizioni dell'istituto stesso, la "rendita diretta", la "rendita di passaggio" (una tantum) ed i "soggiorni climatici".
Punto 14) Quali attività di sensibilizzazione ed educazione sono state messe in campo al fine della corretta informazione sulla riduzione dei rischi sanitari da amianto per la popolazione?
Sono state realizzate diverse attività, peraltro previste nelle delibere regionali di approvazione del censimento amianto.
Tra queste si evidenziano:
- anni 2002/2004: organizzazione di 13 incontri informativi nelle ex zone territoriali dell'ASUR diretti alle associazioni di categoria, enti pubblici e parti sociali, scuole, ordini e collegi professionali, associazioni datoriali e dei lavoratori. Negli incontri informativi erano anche presenti degli info point per la distribuzione di materiale divulgativo e box dedicati alla proiezione, ripetuta in continuo, di apposito materiale audiovisivo;
- anni 2002/2004: produzione di un folder illustrativo sugli obiettivi del censimento amianto, in cui venivano anche evidenziate le più frequenti situazioni di presenza e/o esposizione. Del folder furono distribuite 600.000 copie su tutto il territorio regionale;
- anni 2002/2003: attivazione di un numero verde per ogni Provincia (rimasti attivi oltre 1 anno) dedicati all'informazione della popolazione e di tutti i portatori di interesse sul tema amianto;
- anno 2007: congresso regionale di Pesaro con illustrazione dei risultati del censimento amianto.
Anche negli anni successivi l'azione informativa/formativa è stata costantemente garantita:
- dai "Sportelli Informativi" operanti nelle ex zone territoriali dell'Asur;
- dal Centro di formazione permanente in materia di amianto ubicato presso la ex zona territoriale di Urbino, previsto dalla delibera di Giunta regionale n. 2197 del 6 settembre 1999 e dalla delibera di Giunta regionale n. 1514 del 14 novembre 2011. Tale centro, da circa 18 anni, garantisce formazione mirata per la figura del Responsabile rischio amianto (RRA), così come definita dal DM 6 settembre ‘94 e per i lavoratori e i dirigenti di imprese che operano nelle attività di bonifica dell'amianto. Complessivamente sono state formate/abilitate circa 1500 persone e realizzati circa 90 corsi di formazione specifici.
Punto 15) Quali informazioni si intendono porre in atto al fine di risolvere questa vera e propria emergenza amianto?
Allo stato attuale l'attività di informazione/formazione e sensibilizzazione è prevista dalla Linea di itervento "Prevenzione Amianto" del Piano regionale della prevenzione 2014/2018, già citata.
In particolare è previsto che nel periodo di vigenza del Piano regionale di prevenzione vengano:
- attuate forme di informazione e assistenza qualificata nei confronti di tutti i portatori di interesse (lavoratori, datori di lavoro, cittadini) che coinvolgano diffusamente le organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale e dei lavoratori, i Comuni e le istituzioni scolastiche (il tutto anche attraverso la stipula di specifici accordi);
- adeguati gli sportelli informativi esistenti, già operanti presso i Dipartimenti di prevenzione delle aree vaste Asur.
Sempre riguardo alla comunicazione del rischio viene mantenuta l'attività del Registro mesoteliomi regionale (che opera dall'anno 2003), anche con riferimento a quanto previsto nella linea di intervento sulla sorveglianza sanitaria degli ex esposti.
Inoltre al fine di sviluppare e migliorare le competenze in materia di comunicazione nell'area ambiente e salute, previa intesa con l'Arpam, saranno poste in essere azioni sinergiche con la specifica linea di intervento "comunicazione del rischio".
Da rilevare che, in attuazione alle azioni previste sono state ad oggi realizzate:
- due mostre dal titolo "Bastamianto", realizzate nel Comune di Ancona e Civitanova Marche;
- attività formativa nei confronti dei lavoratori operanti nel cosiddetto cratere sismico; tale attività è finalizzata ad addestrare i lavoratori al "riconoscimento a vista" (previsto dall'attuale normativa sull'emergenza terremoto) dei materiali contenenti amianto nelle macerie.
Il punto 16 non risulta di nostra competenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Innanzitutto la ringrazio Assessore della lunga e articolata risposta, le chiedo la cortesia di potermi girare la parte scritta anche perché una certa vivacità dell’Aula ha reso un po’ difficile seguire le sue parole.
La ringrazio e guarderò bene ciò che ha scritto non solo nel piano sanitario ma nel piano di informazione e di formazione per riconoscere e conoscere questa vera e propria fibra killer, così è definito l’amianto. Anche i dati che lei ci ha fornito sulla parte medica credo che siano tutt’altro che rassicuranti, tenuto conto del fatto che purtroppo l’incubazione di queste patologie ha una possibile durata di 30/40 anni, quindi una maggiore esposizione quando l’amianto era molto utilizzato, con una ricaduta sanitaria successiva.
Il problema è che oggi ancora in moltissimi siti sono presenti fibre di amianto, quindi, mediante la parte che riguarda l’eventuale sostegno economico, investire attraverso dei bandi, attraverso dei fondi nella rimozione di queste realtà pericolose per tutti, infatti non riguardano solo chi lavora in determinate strutture, ma anche chi ha, vicino alla propria casa o all’interno della propria scuola, delle fibre di amianto che un domani sbriciolandosi potrebbero diventare pericolose anche se oggi sono integre.
Tutta questa parte era volta a comprendere se c’era una volontà in tal senso e mi è stato risposto che non è di competenza regionale, quindi ne deduco che non c’è una volontà di inserire una sorta di finanziamento. I primi punti mi ha detto che non erano di competenza, pensavo che si riferisse al suo Assessorato e che magari fossero di competenza di un altro, però mi ha dato anche delle risposte in campo sanitario, quindi è proprio un discorso che avete fatto in ambito regionale.
Questo mi dispiace perché so della difficoltà di reperire risorse per i tanti problemi che affliggono le Marche, però cercare di capire dove andare incontro ed aiutare nella rimozione potrebbe essere un fattore risolutivo molto importante per contrastare questo fenomeno che è molto diffuso e che, come ripeto, purtroppo, ha un’incidenza nella salute umana che avrà, secondo le previsioni che sono state fatte dal Cnr, dall’Ispes, dagli istituti specializzati, dei picchi nei prossimi anni.
Sono parzialmente soddisfatta, i dati che lei ha fornito, i censimenti, i controlli ed anche la formazione ci sono ma è del tutto evidente che non sono sufficienti per contrastare una piaga così importante.

Interrogazione n. 531
ad iniziativa del Consigliere Micucci
“Assunzioni personale medico 118 e pronto soccorso”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 531 del Consigliere Micucci.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Punto 1) L’Asur è obbligata ad assumere personale nel rispetto delle norme nazionali e delle disposizioni applicative regionali. Alle esigenze di emergenza si risponde attraverso i Pronto soccorso degli ospedali ed il Servizio territoriale 118.
La normativa nazionale di accesso è diversa per le assunzioni nei Pronto soccorso da quelle per il Servizio 118. Eventuali deroghe alla normativa specifica devono essere di natura nazionale. Quindi sono due meccanismi diversi e qualunque cosa in deroga deve essere prevista dalla normativa nazionale.
E’ chiaro che, come vale in generale per tutta la contrattualistica. dipende anche da condizioni d’annata, cioè tu puoi avere una finanziaria che apre spazi per un periodo e poi non averla più, quindi le condizioni sono legate alla dinamica delle leggi che spesso possono sembrare contraddittorie, perché in certi periodi fai scelte che poi non puoi più fare e viceversa.
Punto 2) I corsi di formazione abilitante per il personale medico da destinare al servizio territoriale 118 è adempimento dell’Asur. Tali corsi sono previsti dall’accordo collettivo nazionale e sono finalizzati a sopperire alla relativa carenza di personale. Tale corso consente ai medici l’accesso al convenzionamento a tempo determinato o indeterminato. Si fa la formazione perché si può accedere allo strumento del convenzionamento che viene utilizzato in prevalenza per la carenza delle figure rispetto alle altre possibilità.
Punto 3) E’ chiaro che questo punto è equivalente al punto 1), quindi nel momento in cui noi rispettiamo le indicazioni dei requisiti di carattere nazionale è evidente che ci possono sembrare giusti o ingiusti, più o meno affidabili, più o meno efficaci, poi bisogna applicarli, per cui il giudizio sul merito possiamo darlo, ma alla fine non ci cambia il risultato.
E’ vero che più volte in sede di finanziaria abbiamo provato ad introdurre strumenti normativi che consentissero di modificare quella che era impostazione, nel momento in cui vengono accolti c’è la possibilità di operare, quando non vengono accolti bisogna operare con quello che si ha a disposizione.
Punto 4) Le disposizione finalizzate alla stabilizzazione del personale precario sono di livello nazionale e non soggette a modificazioni da parte delle Regioni.
Un po’ la risposta e lo spirito dell’interrogazione sotto un certo profilo promette una condivisione in termini di sostanza, ma un’impossibilità in termini di diritto.
Punto 5) E’ evidente che se si dovessero aprire nelle normative nazionali spazi per forme di stabilizzazione, come è successo in passato, non ci sarebbe nessun problema ad utilizzarle ed a coglierle in termini positivi.
In mancanza di queste il meccanismo del convenzionamento risulta ad oggi il più efficace per poter dare una risposta al cittadino. Il sistema di convenzionamento, c’è chi preferisce quello e chi preferirebbe una stabilizzazione all’interno della struttura, è legato a regole di carattere nazionale, nella misura in cui avremo più spazi potremo comportarci diversamente, ad oggi siamo vincolati a queste disposizioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Presidente, quello che lei dice nella risposta è condivisibile, ma credo che gli uffici che l’hanno preparata non abbiano colto appieno il senso della richiesta, nel senso che è chiaro che la normativa nazionale va rispettata da tutti, il tema che ponevo, oltre alla stabilizzazione, e che in questa interrogazione è marginale, è quello della organizzazione, in particolare del personale di emergenza, nel senso che c’è una carenza atavica nella nostra regione e probabilmente a livello nazionale.
Non quando c’erano le finestre, ma poche settimane fa, alcune Regioni - ho sottomano gli esempi dell’Emilia-Romagna e della Lombardia, non sono riuscito a verificarle tutte, ma non credo che siano le sole - hanno individuato dei percorsi, immagino nel rispetto della normativa azionale o comunque non contestati da nessuno. In alcune specializzazioni, lei sa, ci sono le file, in questa purtroppo c’è una carenza atavica, non so se non vengono fatti rincorsi, ma non ci sono le file, sta di fatto che c’è una carenza.
Credo che ogni Regione debba organizzarsi, ripeto, nel rispetto della normativa nazionale per avere delle figure professionalmente preparate e possibilmente stabilizzate.
Mentre alcune Regioni stanno facendo questo percorso, immagino con soddisfazione degli utenti o almeno della parte amministrativa, visto che non è dato sapere di ricorsi o peggio ancora di ricorsi persi dalle amministrazioni pubbliche, purtroppo devo segnalare che nella nostra Regione questo tipo di percorso non è stato attivato. La cosa che mi sembra assurda, da cittadino della strada, è che alcune figure professionali sono preparate dal punto di vista amministrativo finché sono precarie, poi improvvisamente non sono più idonee e preparate - figure che hanno fatto corsi per il 118, che hanno delle specializzazioni o che sono state reputate idonee per svolgere quel ruolo nel 118 o nei pronto soccorso - non lo sono più e chiaramente con il tempo, mano a mano che le persone crescono, sia umanamente che professionalmente, vorrebbero dare un senso alla propria vita anche da un punto di vista professionale, quindi emigrano verso Regioni a volte anche limitrofe. Credo che questo sia un depauperamento per il sistema sanitario regionale perché, come ho detto nell’interrogazione, prepariamo professionalmente e bene delle figure che poi, per motivi, penso, anche condivisibili da un punto di vista umano, se ne vanno a lavorare da qualche altra parte.
Comprendo che parliamo di poche unità, forse il tema non è al centro delle tematiche e dell’università, nel senso che il ruolo dell’università sarebbe quello di verificare quali sono le esigenze del territorio e preparare del personale qualificato, anche in termini quantitativi, ed idoneo a rispondere a queste necessità, e questo non viene fatto.
Non so se l’influenza dell’università è anche su altre tematiche, però credo che sia arrivato il momento, attraverso le conferenze …, ripeto, a me sembra assurdo che alcune Regioni questo percorso lo abbiano attivato e do per scontato che l’abbiano fatto nel rispetto della legge, probabilmente c’è una interpretazione diversa, non lo so, però sta di fatto che questo avviene in Regioni limitrofe e non avviene da noi. Delle due l’una, sbagliano di là o sbagliamo noi, oppure là sono meno zelanti e da noi lo siamo di più, però credo che per dare una risposta sanitaria, poi il tema ricade sui nostri pazienti, perché alla fine la professionalità degli operatori ricade per fortuna o purtroppo sui pazienti finali, un percorso vada necessariamente attivato.
In IV Commissione abbiamo fatto anche un’audizione con gli uffici e con i soggetti interessati, al termine della quale le perplessità sono rimaste, nel senso che le motivazioni portate dagli uffici un po’ contrastavano con le esigenze, questa almeno è stata la mia impressione.
Credo che il tempo sia maturo per attivare un percorso, sennò tra un po’ rischieremo che l’università non sforna il personale e chi ha una specializzazione in altre materie va a lavorare in quelle specializzazioni. L’abbiamo sentito anche nella discussione sulla riforma sanitaria alla fine quello che conta di più sulla pelle della gente è il pronto soccorso, l’emergenza, perché poi i trasferimenti all’ospedale principale abbiamo tutti i mezzi ed i tempi per farli, su questo credo che sia ormai il momento che vada affrontato in tempi brevi. Grazie.

Mozione n. 299
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Promozione del vuoto a rendere per contenitori di vetro”

Mozione n. 306
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Giacinti, Giancarli, Urbinati, Traversini, Busilacchi, Marconi, Talè, Micucci
“Promozione del vuoto a rendere”
(abbinate)

(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 299 del Consigliere Fabbri e la mozione n. 306 dei Consiglieri Biancani, Giacinti, Giancarli, Urbinati, Traversini, Busilacchi, Marconi, Talè, Micucci, abbinate.
Le mozioni sono state sintetizzate, diciamo, in una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Biancani, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Urbinati, Traversini, Busilacchi, Marconi, Talè, Micucci, Maggi, Pergolesi, Bisonni, Celani, Zaffiri, Malaigia, Leonardi, Zura Puntaroni, Volpini, Giorgini, Mastrovincenzo, Rapa, Marcozzi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente in realtà la risoluzione è stata firmata da tutti quelli che avevano firmato la mozione più altri Consiglieri, praticamente quasi da tutti i Consiglieri che compongono quest’Aula.
Innanzitutto ringrazio il Consigliere Fabbri perché siamo partiti da due mozioni, una di cui il primo firmatario per la maggioranza sono io e l’altra il cui il primo firmatario è il Consigliere Fabbri.
Siccome l’argomento in linea di principio era condivisibile, abbiamo deciso di portare in Aula una risoluzione che potesse essere condivisa da noi due soprattutto ed anche da tutto il resto dell’Aula, perché riteniamo che questo sia un argomento importante e vale la pena trovare la sintesi e riuscire a votare in maniera unanime a livello di Consiglio regionale.
Dal 10 ottobre torna in Italia il vuoto a rendere, come previsto da un regolamento del Ministero dell’ambiente, pubblicato il 25 settembre nella Gazzetta Ufficiale, che attua il collegato ambientale previsto nella legge di stabilità del 2014 che aveva come obiettivo quello di ridurre la quantità di rifiuti, soprattutto monouso, quindi l’usa e getta, e di riutilizzarli, come ad esempio vetro e plastica, limitando la quantità da mandare in discarica.
Bisogna dire che all’estero il vuoto a rendere è già obbligatorio, infatti tutti gli esercizi che vendono le bibite sono costretti ad accettare i vuoti, anche se la specifica bottiglia non è stata acquistata nell’esercizio commerciale che poi accetta il vuoto.
In Germania sono gli stessi consumatori a pagare la cauzione che viene restituita nel momento in cui l’imballaggio viene riportato, in questo caso quando la bottiglia viene riconsegnata.
Gli imballaggi riutilizzabili sono inviati alla filiera del riuso, quelli riciclabili vengono riciclati, aiutando a diminuire sia i rifiuti abbandonati che da differenziare.
L’obiettivo di questa risoluzione è quello di sensibilizzare i consumatori e gli esercizi commerciali sull’importanza del riutilizzo e del riciclo e il sistema del vuoto a rendere sicuramente va in questa direzione.
Il nostro Consiglio regionale il 31 gennaio 2017 ha votato la Risoluzione n. 33 con la quale impegnava la Giunta regionale ad esercitare un ruolo di fattivo di supporto allo sviluppo di politiche che potevano consentire il conseguimento degli obiettivi della pianificazione, tra le quali rivestiva un ruolo strategico la riduzione della produzione di rifiuti attraverso l’attuazione del programma regionale della prevenzione dei rifiuti.
Va anche detto che all’interno del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche c’è una parte specifica che riguarda il programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti e il vuoto a rendere viene considerato tra le buone pratiche che dovremo portare avanti per ridurre la quantità dei rifiuti.
Il dispositivo della risoluzione, che poi è quello che impegna la Giunta, è quello di creare una vera e propria filiera locale attraverso un’indagine conoscitiva nella nostra regione finalizzata ad individuare tutti quei soggetti che sono interessati ad avviare la pratica del vuoto a rendere.
Al punto 2 del dispositivo è previsto un accordo di programma, già avviato dalla Regione Marche con tutti i soggetti interessati alla riduzione della produzione dei rifiuti, in attuazione della legge 32/2017 riguardante gli interventi di economia solidale, lotta agli sprechi e prime azioni di prevenzione dei rifiuti, che possa essere esteso a tutti quei soggetti che vogliono portare avanti la pratica del vuoto a rendere.
L’idea è quella di promuovere, in sinergia con tutti quei soggetti che organizzano le centinaia di attività nel nostro territorio (eventi enogastronomici, fiere, sagre, concerti), il principio del vuoto a rendere. Questa estate ad esempio mi sono trovato ad una iniziativa musicale, un festival, dove vado da oltre 20 anni, tutti gli anni a fine concerto il luogo era pieno di bottiglie di plastica o di vetro, l’anno scorso gli organizzatori dell’evento hanno deciso di far pagare 3 euro la bottiglia di plastica, la bottiglia di vetro ed il bicchiere di plastica, 3 euro che venivano riconsegnati nel momento in cui a fine serata le persone riportavano quello che avevano preso, la bottiglia ed il bicchiere.
Devo dire che in 6 sere, ho l’abbonamento e ci vado tutte le sere, non ho visto un bicchiere o una bottiglia abbandonata all’interno dell’area destinata al concerto, un’area stupenda perché parliamo della rocca malatestiana che veniva “violentata” annualmente durante i concerti dai rifiuti abbandonati.
Quindi l’idea di mettere una sorta di caparra per fare in modo che le persone non abbandonino le materie prime è fondamentale, ovviamente la mozione non punta solamente a questo, ma vuole creare una vera e propria filiera, cioè fare in modo che queste bottiglie o altri oggetti vengano riutilizzati senza dover essere riciclati, riutilizzandoli così come sono con dei processi di sanificazione che consentano il loro riutilizzo.
Dall’altra parte nella risoluzione si prevede che la Regione Marche, attraverso le risorse del Por-Fesr, del Psr o del Feap, sostenga apposite iniziative imprenditoriali finalizzate a promuovere e prevedere l’introduzione del vuoto a rendere.
Ultimo punto, sappiamo quelle che sono le criticità del bilancio della nostra Regione, ma sarebbe importante valutare la possibilità, da parte dell’Assessore Sciapichetti, penso che sia l’Assessore più direttamente competente, di sostenere la legge n. 41/2013 se non altro per quei Comuni che vogliono avviare dei percorsi virtuosi all’interno dei propri territori.
Ritengo che questa sia una risoluzione di civiltà, è un tornare indietro, perché una volta la pratica del vuoto a rendere (bottiglie del latte o altri alimenti) si faceva, è vero che oggi la sensibilità è aumentata perché si è passati da una raccolta indifferenziata totale a una raccolta che va a dividere i rifiuti, mi riferisco al porta a porta, all’umido, al vetro, alla plastica, quindi non siamo come 30 anni fa, però quello che si faceva prima, cioè recuperare completamente gli imballaggi, è sicuramente da riproporre e sarebbe importante riuscire, con le associazioni dei produttori, le associazioni di categoria e le stesse amministrazioni, a fare una attività, una azione che possa essere condivisa da tutti per tornare dove possibile a recuperare le materie prime importanti e da non sprecare.
Mi auguro che questa risoluzione venga votata all’unanimità e ringrazio il Consigliere Fabbri per aver accettato di fare un documento unitario. Grazie.

PRESIDENTE. Prima di lasciare la parola al Consigliere Fabbri, vorrei leggere correttamente tutti i nomi dei firmatari che sono: Biancani, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Urbinati, Traversini, Busilacchi, Marconi, Talè, Micucci, Maggi, Pergolesi, Bisonni, Celani, Zaffiri, Malaigia, Leonardi, Zura Puntaroni, Volpini, Giorgini, Mastrovincenzo, Rapa e Marcozzi.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. L’Assessore Casini mi ha detto che di aver mandato un documento, ma io non l’ho visto, altrimenti l'avrei preso in considerazione.
Il fatto è che nel nostro punto 4 si parla di Por-Fesr, Feap e Psr e dalle verifiche fatte dall’Assessore sembra che la risorse del Psr non siano utilizzabili, quindi per evitare di scrivere una cosa che non può essere portata avanti, chiedo di togliere, se siamo tutti d’accordo, il Psr, poi magari quello che le chiedo, Assessore, è se è possibile prendere l’impegno e inserire anche il Psr, oppure lo lasciamo e poi vediamo se è possibile.
Se l’Assessore è d’accordo direi di lasciarlo, poi vediamo se può essere attuato, se non può essere attuato vedremo, però tutti sappiamo che ci potrebbero essere dei problemi, quindi lo lasciamo e poi vedremo, se non è possibile sappiamo che l’abbiamo messo, ma dobbiamo fare ulteriori verifiche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. La risoluzione parte dalle due mozioni, la prima mozione sul vuoto a rendere l'ho presentata il 12 ottobre ed il 24 ottobre il PD con il Consigliere Biancani si è associato presentando la mozione n. 306.
Visto che l’argomento è di particolare interesse per tutti, abbiamo iniziato un fitto incontro e scambio di opinioni per trovare la quadra di una situazione che effettivamente a mio avviso rispecchia esattamente la fase di stallo in cui l’Italia e le Marche in questi decenni vivono. Perché? Perché all’estero la filiera del vuoto a rendere è obbligatoria e ci sono delle incentivazioni anche fiscali in moltissimi Paesi europei, ad esempio Germania, Danimarca, Estonia, Finlandia, Croazia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca.
In Italia abbiamo una normativa molto interessante che promuove il vuoto a rendere, la n. 221/2015, che considera la possibilità da parte dei Comuni di prevedere delle riduzioni tariffarie e delle esenzioni della tassa dei rifiuti in caso di effettuazioni di attività di prevenzione nella produzione dei rifiuti; abbiamo delle riduzioni tariffarie che devono essere commisurate alla quantità di rifiuti non prodotti, già previsti dal comma 659 della legge 147/2013, abbiamo l’articolo 39 della legge 221/2015 che istituisce in via sperimentale, per la durata di soli 12 mesi, su base volontaria, l’introduzione della filiera del vuoto a rendere. Siamo quindi in ritardo di anni perché con due anni di ritardo, a settembre 2017, il Ministero dell’ambiente ha pubblicato nel collegato ambientale un regolamento attuativo che introduce questa fase sperimentale. In Italia dopo 4/5 anni che la normativa prevede questa indicazione, sperimentiamo per un anno cose che, non dico in Germania perché non mi piace vincere facile, in Croazia, per dire, in Estonia già sono obbligatorie da tempo.
Detto questo, anche la Regione Marche si era mossa già da qualche anno su questo filone, necessario assolutamente, il programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti considera il vuoto a rendere come una buona pratica, ed è del 2015, abbiamo la legge regionale n. 41 del 2013 che promuove la prevenzione della riduzione dei rifiuti ed è uscito, con una delibera di Giunta regionale nel 2015, un regolamento per l’utilizzo del marchio dei “Comun liberi da rifiuti – Waste free”, i quali devono dimostrare quali sono le attività specifiche per evitare la produzione dei rifiuti.
Finalmente dopo 4/5 anni ci rendiamo conto che questa cosa è pienamente fattibile e abbiamo articolato in una serie di incontri e di discussioni il dispositivo di questa risoluzione, in maniera molto concreta perché impegniamo la Giunta alla creazione di una filiera locale per il riutilizzo del vuoto a rendere; vogliamo altresì estendere il potere e l’oggetto dell’accordo di programma, che la Regione con i soggetti interessati sta redigendo per l’applicazione della normativa recente sul riutilizzo delle eccedenze alimentari, estendendo le proprie competenze ed i contenuti, ai soggetti che vogliono aderire alla filiera del vuoto a rendere.
Ieri con il Consigliere Biancani abbiamo chiarito l’impostazione in maniera molto franca, non andremo ad utilizzare le poche risorse destinate alla normativa sulle eccedenze alimentari, eventualmente vedremo di aggiungerne altre perché hanno due ordini di grandezza e di importanza sociale differenti, anche se il vuoto a rendere è fondamentale.
Abbiamo introdotto l'incentivo, e mi ritengo soddisfatto, come buona pratica, per tutti gli enti che organizzano fiere, feste, sagre, concerti, iniziative pubbliche, iniziative enogastronomiche, per l'utilizzo del vuoto a rendere come prevenzione della produzione dei rifiuti. Verifichiamo con molta attenzione se all’interno degli strumenti europei può essere inserita qualche misura per incentivare il finanziamento della filiera stessa, quindi Feamp, Fesr e Psr, se possibile.
Chiudiamo con il quinto punto che mi interessa abbastanza perché si rivolge ai Comuni che sono i detentori del potere sulla gestione dei rifiuti, anche se purtroppo molti hanno abdicato a questo potere, lasciando troppa libertà ai rispettivi gestori, abbiamo decine di esempi in questo senso, però se la legge regionale n. 41 fosse adeguatamente, come chiediamo noi, rifinanziata penso che alcuni Comuni, che si ritengono virtuosi in questo campo, potrebbero facilmente applicare delle azioni per prevenire la produzione di rifiuti e quindi accedere alla premialità che dovrebbe essere.
Questa risoluzione è un passo che ritengo importante, il successivo è rivedere il piano di gestione dei rifiuti, era un punto che chiedevamo nella nostra mozione, ci ritorneremo sopra perché è una battaglia che non lasciamo perdere, ma questo è un utile passo.
Penso che ci sia largo consenso perché questa mattina quando abbiamo iniziato a far circolare la risoluzione 23 Consiglieri l’hanno voluta firmare, quindi ritengo che sia di particolare interesse, è chiaro che vigileremo sull'applicazione concreta della filiera perché sappiamo che non è impossibile, è dimostrato che è possibile, e non possiamo restare indietro in questo campo. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 235
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Pergolesi, Fabbri, Maggi
“Reintroduzione del “Piano delle aree” ex articolo 38, comma 1 bis della legge 12 settembre 2014 n. 133, abrogato con l’articolo 1, comma 240, lettera b) dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208”
(Ritiro)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 235 dei Consiglieri Giorgini, Pergolesi, Fabbri, Maggi.
Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Con la fine della legislatura il progetto di legge sul Piano delle aree è decaduto, quindi ritiro la mozione ed eventualmente la ripresenterò nella prossima legislatura. Grazie.

Mozione n. 256
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Legge 22 giugno 2016 n. 112 – Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Richiesta di intervento delle istituzioni competenti”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 256 della Consigliera Pergolesi che ha la parola.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Chiedo il rinvio della mozione ai prossimi mesi. Grazie.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni alla richiesta, do per approvato il rinvio.

Mozione n. 262
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Ospedale di Osimo – Mantenimento Reparto di pneumologia”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 262 del Consigliere Zaffiri, che ha la parola per l'illustrazione.

Sandro ZAFFIRI. La mozione è molto chiara, noi sappiamo cosa dovrà succedere ad Osimo, lo sanno tutti, andrà a finire nell’Inrca, però ancora devono partire i lavori per l’Inrca, questo è il problema! Noi non possiamo perdere la struttura di Osimo in attesa che arrivi l’Inrca. Questo è il problema!
Credo che questa mozione debba essere approvata dal Consiglio per questo motivo, quando arriverà l’Inrca, e sarà efficiente e funzionante, è chiaro che Osimo non ci sarà più.
Non sappiamo fra quanti anni sarà operativa l’Inrca, se tra 4, 5 anni, non lo sappiamo , dalla stampa si legge che i lavori sono partiti, io passo sotto il cantiere e vedo che non sono partiti. Non ci vuole uno scienziato per vedere se i lavori sono partiti, il cantiere è ancora chiuso, siamo nel 2018, credo il Consiglio dovrebbe approvare questa mozione proprio in questo senso, perché c’è una comunità, come quella di Osimo, che in attesa della realizzazione dell’ospedale dell’Inrca viene a perdere una parte della sua potenzialità. Questo è il problema! Questa mozione l’abbiamo fatta in questo senso, per questo territorio, se poi il Consiglio non recepisce questa nostra osservazione, questa nostra richiesta, credo che crei delle difficoltà ad una comunità.
Questo è il senso della mozione, non è che ad Osimo deve rimanere la pneumologia quando si aprirà la nuova struttura, è da bischeri pensare questa cosa, noi non siamo su questa lunghezza d’onda, siamo per le cose possibili oggi, per le cose reali e la cosa reale che voglio ricordare a quest’Aula è che la costruzione dell’Inrca è ancora distante e deve ancora venire, si legge che è partita però di fatto non lo è. E' una struttura di edilizia con servizi, sfido qualsiasi persona a dire che questo ospedale si può realizzare entro 36 mesi, dico 36 mesi per essere ottimista, perché sono 3 anni. Le strutture interne, i servizi interni all’ospedale, l’infrastruttura, tutto, ma che film abbiamo visto? Se tutto va bene ci vorranno 5 o 6 anni, nella speranza che non si fermino i lavori e penso che Osimo per 5 o 6 anni non possa rimanere senza un minimo di servizio. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Gli atti, non le intenzioni o le considerazioni a latere, prevedono oggi l’unità di pneumologia dentro l’Inrca Osimo finché non si fa la struttura nuova nell’ospedale ad Osimo che poi confluirà mantenendo, che è il secondo punto della mozione, la specialità all’Inrca Osimo quando staranno all’interno della stessa struttura.
Diciamo che la mozione confermerebbe quello che già è nei fatti e negli atti, quindi votarla o non votarla non cambia nulla, però è chiaro che all’esterno approvare una mozione che dice bisogna fare cose che stiamo già facendo può indurre in confusione, immaginando che la mozione possa aver cambiato qualcosa rispetto agli atti.
Se la mozione fosse approvata noi non dovremo fare assolutamente nulla, quindi invita la Giunta a non fare nulla, questa dovrebbe essere la mozione, a non cambiare quello che è già previsto. Questo è il testo corretto della mozione, non avendo mai espresso oltretutto la volontà di cambiare, quindi proprio a totale ciel sereno. E’ una modalità che io ritengo sbagliata, perché ha senso quello che propone il Consigliere Zaffiri di fronte ad un atto che va in un'altra direzione o che almeno manifesta l’intenzione di andare in quella direzione. Non c’è l’atto, non c’è l’intenzione, c’è solo la mozione.
L’Aula potrà giudicare e, ripeto, dal punto di vista della Giunta approvare o non approvare la mozione non cambia nulla perché quegli indirizzi sono già contenuti all’interno delle attività della programmazione delle previsioni delle reti cliniche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Dopo aver ascoltato l’Assessore, sono pienamente d’accordo, però invito la Giunta, questo è un invito, siccome non cambia niente, non cambia indirizzo, non cambia linea politica, non cambia niente, io non voglio sostenere la mozione, ma se è uguale, se è la stessa cosa che lei Assessore ha appena detto, a votarla, questo è il problema, se non la votate vuol dire che non è come dice lei, c’è qualcosa sotto e qualche preoccupazione può rimanere.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 262. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 279
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“Sollecito alla Giunta a tutelare i docenti marchigiani supplenti temporanei”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 279 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Questa mozione è stata presentata mesi fa, a luglio 2017, quando per l’ennesima volta si era ripresentato l’annoso problema dei supplenti temporanei della scuola che non sono pagati per mesi, per cui la situazione è che gli insegnanti debbono fare scuola senza percepire una retribuzione certa, nei tempi certi.
Il problema va avanti, a mia memoria, da oltre 20 anni, si sperava che con l’avvento delle nuove tecnologie e delle nuove procedure fosse risolto, ma purtroppo lo stesso Miur è dovuto intervenire in maniera risolutiva cercando di dare una svolta e nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 241 del 31 agosto 2016 ha stabilito l’obbligo di pagamento degli stipendi entro al massimo i 30 giorni dalla fine del mese in cui si è svolto il servizio.
Questo in realtà non è avvenuto sia per gli insegnanti marchigiani che di tutta la nazione, ma in particolare per gli insegnanti marchigiani, specialmente per quelli delle zone interne terremotate che si sono trovati ad affrontare anche le spese per gli spostamenti senza che per mesi fosse loro dato un centesimo.
Ora Miur e Mef si sono rimpallati le responsabilità e quello che chiedo, anche se ultimamente il Miur ha dichiarato di aver saldato tutti i conti, è un intervento presso il Ministero affinché vengano stanziati i fondi necessari per retribuire più puntualmente tutti gli insegnanti supplenti temporanei. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Leggo la risposta scritta che mi ha lasciato l’Assessore Bravi.
Con riferimento alla problematica posta con la mozione n. 279, possiamo dire, in primo luogo, che la Giunta regionale condivide le preoccupazioni espresse dai colleghi in quanto va sempre garantito il pagamento puntuale dello stipendio ai lavoratori, ancor di più quando, come nel caso della nostra regione, il personale della scuola, magari, è chiamato anche ad anticipare i costi di viaggio perché si è dovuto spostare dal luogo di lavoro per le conseguenze del sisma.
Ci siamo attivati presso l'Ufficio scolastico regionale per conoscere l'effettiva situazione nella nostra regione, ma ancora non abbiamo avuto riscontro dal momento che va effettuata un'indagine presso tutte le scuole, e questo un po' di tempo lo richiede, considerato anche il periodo.
Abbiamo acquisito notizie circa il fatto che ciascuna Istituzione scolastica ha un capitolo di spesa finalizzato al pagamento dei supplenti temporanei, con assegnazione di fondi figurativi, attribuiti in base a determinati criteri, descritti dal DPCM n. 241/2016.
La criticità evidenziata può ricondurre non tanto a problemi di disponibilità finanziaria, in quanto le risorse per le supplenze sono individuate prima di affidare l'incarico, quanto, piuttosto, dalle procedure e adempimenti tecnici ed amministrativi correlati alla elaborazione degli stipendi e alla liquidazione delle spettanze di ciascun supplente. Sicuramente il sistema informativo una volta a regime faciliterà le operazioni, ma rimane una serie di adempimenti correlati alla liquidazione ed erogazione delle spettanze (decreti di liquidazione, richiesta emissione mandati).
Il Miur è impiegato a standardizzare per cui nel breve-medio periodo la situazione dovrebbe migliorare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Velocemente avendo anche ascoltato la risposta dell’Assessore Bravi per il tramite dell’Assessore Sciapichetti, credo che la mozione possa essere condivisibile e votata, tenendo conto che la Giunta già si è anche mossa in questi mesi.
Il problema è oggettivo, ma è giusto sollecitarlo nella speranza che questa nuova normativa possa accelerare anche le incombenze e che si possa addivenire ad una retribuzione in tempi più celeri che, come è stato detto sia dalla Consigliera Malaigia che dall’Assessore Sciapichetti, sta nelle cose: è giusto che quando uno lavora venga retribuito.
Ha sottolineato la Consigliera Malaigia che purtroppo non è un tema politico attuale, dell’ultimo Governo, ma è un tema trasversale degli ultimi 20 anni, quindi un problema più amministrativo, anzi esclusivamente amministrativo che non politico, quindi è chiaro e giusto sollecitare gli uffici competenti affinché accelerino le pratiche per quanto possibile e in tempi brevi diano il giusto contributo ai lavoratori. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 279. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 281
ad iniziativa dei Consiglieri Urbinati, Traversini, Biancani, Giancarli, Micucci, Giacinti, Talè, Volpini
“Rafforzamento dell’insegnamento della storia contemporanea e dell’educazione civica nella scuola italiana”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 281 dei Consiglieri Urbinati, Traversini, Biancani, Giancarli, Micucci, Giacinti, Talè, Volpini.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. L’abbiamo scritto chiaramente nella mozione, noi non vogliamo partire, anche se le abbiamo messe al primo punto, da alcune leggi vigenti che sono molto importanti, come le leggi Scelba e Mancino, che vietano la ricostituzione del partito fascista, ma insistiamo sugli aspetti socio culturali, sul senso civico e quindi esprimiamo preoccupazione per il fatto che la coscienza storica nazionale non ha ancora raggiunto quel grado di maturità che deriva dalla conoscenza del passato e dalla meditazione sui valori fondamentali, sui principi fondanti della Repubblica.
Riteniamo che l’insegnamento della storia e dell’educazione civica non abbia ancora conseguito il posto che merita nel sistema dell’istruzione pubblica del nostro Paese, nella scuola italiana, nell’Università italiana, una spinta forte perché si acquisisca il valore culturale dell’insegnamento della storia; riteniamo altresì che lo spirito e la lettera della Costituzione repubblicana restano un saldo presidio a contrasto dell’apologia di fascismo, di qualsiasi atto violento e di revisionismo storico.
Tra l’altro noi facciamo una considerazione, prendiamo atto che in uno stato di diritto è la cultura liberale a dover prevalere, non è che ne prendiamo solo atto, siamo convinti, e la cultura liberale significa che ci opponiamo in qualche modo ad uno Stato etico che stabilisce il bene o il male, ma partiamo da questa cultura liberale, laica.
Riteniamo che, partendo dai principi, dai pilastri della nostra democrazia e della nostra repubblica, partendo da una spinta culturale necessaria e socio educativa che ci deve essere, l’insegnamento della storia debba avere un grande spazio. Quindi chiediamo alla Giunta regionale di concentrare i propri sforzi, ovviamente, noi qui diciamo, anche di concerto con i parlamentari marchigiani. La mozione è stata presentata in un altro momento, in questo i parlamentari marchigiani sono impegnati su altri temi, ma può essere anche oggetto di un incontro con gli stessi candidati affinché questi intervengano sul Ministro e sul Ministero della pubblica istruzione per ottenere che l’insegnamento della storia contemporanea e dell’educazione civica venga rafforzato e praticato nella scuola italiana.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Ieri ho letto con attenzione questa mozione, appena ho letto il titolo ho detto: “Bene”, una mozione che mi sento di condividere perché reputo assolutamente giusto e corretto l’insegnamento della storia, perché per tanti anni molti aspetti della storia più recente sono stati taciuti o sono stati raccontati solo con una visione, la storia invece deve essere approfondita ed è uno strumento importante per le nuove generazioni, per comprendere certi fenomeni, per comprendere la storia, per comprendere le cose negative e quelle positive in modo da avere un proprio bagaglio per muoversi meglio nella società di oggi.
Reputo parimenti importante, forse anche più importante, l’educazione civica nella scuola italiana, perché ci rendiamo conto che in tutte le realtà italiane e marchigiane ci sono degli episodi realmente molto preoccupanti, Ieri sera guardavo una trasmissione che parlava delle violenze dei ragazzini nei confronti di altri a Napoli, aggressioni di baby gang che hanno uno sprezzo della vita e dell’incolumità dei propri compagni, episodi che per quanto mi riguarda non solo sono preoccupanti ma di più quasi raccapriccianti.
Poi ho letto il testo e nel testo con grande dispiacere ho trovato anziché la volontà di fare di una battaglia di civiltà, che è quella dell’educazione civica, del rispetto della cosa pubblica, del rispetto di chi rappresenta le istituzioni, del rispetto delle forze dell’ordine che ci tutelano, del rispetto di chi deve garantire le leggi dello Stato e l’applicazione delle leggi che devono essere uguali per tutti, una volontà faziosa, come se tutto ciò che succede di grave in questa società fosse riconducibile a ciò che è successo 70 anni fa, è come se noi dobbiamo ricondurre i problemi di oggi, in una sorta di seduta spiritica collettiva, a qualcosa che appartiene alla storia.
In questo non mi ritrovo e trovo che una battaglia culturale, una battaglia di rispetto della civiltà, che passa dal non buttare le cose per terra, dal non imbrattare i muri di un edificio pubblico o di una casa, che passa dal rispettare ciò che è di tutti perché da tutti è stato pagato e da tutti deve essere fruito in maniera eguale, diventa una battaglia politico-ideologica.
Credo che si diminuisca e svilisca una volontà che invece reputo importante, non mi voglio addentrare in tanti esempi, ce ne sono, io faccio parte di quella destra che qualcuno guarda con paura, ma devo dire che in tutte le manifestazioni pubbliche, in tutte le manifestazioni di piazza, in tutti i cortei a cui io ho partecipato non ho mai visto scontri, non ho mai visto imbrattare un muro, non ho mai visto distruggere una vetrina, non ho mai visto attaccare le forze dell’ordine, non ho mai visto tutto ciò che per me è contro il rispetto delle leggi, è contro il rispetto dell’altro e della civiltà.
Cosa che non posso dire, lo dicono le immagini, di altre manifestazioni di altre forze politiche e questo mi dispiace perché è una strumentazione che trovo negativa.
Qualche giorno fa la leader del mio partito Giorgia Meloni è stata denunciata dall’Anpi perché nella nostra manifestazione di Partito Atreju ha intitolato una stanza nella quale si facevano dibattiti, incontri, presentazioni di libri, ad Italo Balbo.
Credo che inasprire e accendere una fiamma laddove c’è qualcosa che oggi non c’è più sia pericoloso, chiedo a tutti i proponenti di rinviare questa mozione, di riproporla senza quelle parti che accendono gli animi su qualcosa del passato che oggi non c’è, se andiamo a guardare il rispetto soprattutto dei giovani, di quello che vogliamo insegnare ai giovani, oggi non ne fanno parte.
La storia va insegnata, e sono d’accordo, e va guardata a 360°, va raccontata per le nefandezze fatte da tutti, perché tutti possano essere condannati per le cose negative fatte, va raccontata con un punto di vista e a 70 anni da quegli eventi credo che debba non essere demonizzata. Non dobbiamo gridare al lupo, al lupo, quando il lupo non c’è perché se poi arriva abbiamo gridato invano ed io credo che questo possa essere una cosa pericolosa. Se intitolavate una stanza, come alla vostra Leopolda, a Stalin o a Mao non credo che sareste stati denunciati da un partito di destra, anche perché non ne vedo in questo senso la pericolosità.
Quali sono i modelli che vogliamo dare? Subito ho pensato al Senato della Repubblica, ad una stanza intitolata a chi si è reso partecipe, mi dispiace quando muore un giovane è sempre un dramma, dell’assalto di una città, dell’assalto delle forze dell’ordine con un estintore in mano.
Qual è il messaggio che diamo ai nostri giovani? Intitolare una stanza a chi si è macchiato di queste cose o è un’altra cosa che vogliamo insegnare ai giovani, liberi, scevri da quella che è l’ideologia e la contrapposizione politica?
Chiedo di mettere da parte la contrapposizione, l’ideologia politica, soprattutto quando parliamo di cose di 70 anni fa che oggi non ci sono, nessuno guarda il pericolo …, mi stupisco, non guardiamo al pericolo dell’Isis, guardiamo al pericolo del fascismo che è morto e sepolto da 70 anni, nessuno, anche di quelli che erano in Aula qui, ha avuto un contatto diretto con il fascismo, figuriamoci le nuove generazioni. Perché dobbiamo andare a creare un nemico che non c’è? Guardiamo ai problemi reali e cerchiamo di fare una mozione, quella si che mi sentirei e vorrei poter votare, in cui si chiede di studiare la storia contemporanea perché è giusto. Ricordo mia madre che ci diceva: “Noi non potevamo parlare di queste cose, la storia recente era un tabù”, invece bisogna parlarne, ma bisogna parlarne liberi da ogni faziosità e bisogna insegnare il rispetto della cosa pubblica perché tutte le cose che sono state pagate dai nostri genitori, dai nostri nonni, da noi, tutte le cose che sono un bene pubblico vanno rispettate, ma questo lo si fa non andando a svegliare i fantasmi del passato, ma insegnando il valore delle cose.
Credo che in questo senso va la mozione e vi chiedo, se volete, di prendere 5 minuti per ragionarci, di rinviarla togliendo le parti faziose e per quanto mi riguarda non sto facendo una difesa del fascismo, non sto facendo un attacco all’antifascismo, voglio che sia chiaro, ma non voglio neanche che un principio che dovrebbe essere universale venga tirato per la giacchetta, soprattutto quando riguarda le giovani generazioni, in maniera secondo me fuorviante perché oggi non c’è, io non vedo un pericolo di questo genere. Vedo altri pericoli, vedo un lassismo, vedo un tamponare, spesso da parte delle famiglie, su episodi anche gravi fatti dai propri figli che vengono comunque archiviati sempre con una difesa e mai con un’assunzione di responsabilità delle nuove generazioni.
Un messaggio culturale che deve passare e che vorrei passasse da parte dell’Aula in maniera unanime e questa formulazione non credo che vada nella direzione di una mozione che nel titolo per quanto mi riguarda è assolutamente condivisibile, ma nell’enunciazione tira fuori qualcosa di fazioso e capzioso che riguarda, secondo me, una storia che oggi deve essere appunto consegnata alla storia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. E’ evidente che rispetto alle altre mozioni di questa mattina questa ci impegna in qualche chiacchierata più profonda, anche se il proponente è stato estremamente assertivo, come mi sembra assertiva anche la sua mozione.
E’ chiaro che la storia non possiamo pesarla sulla base della quantità dei morti che questa ha prodotto, e mi riferisco all’intervento della Consigliera Leonardi, tanto è vero che nel mese di gennaio prima e nel mese di febbraio poi in quest’Aula celebreremo due eventi, due ricordi, uno è la Giornata del ricordo e l’altro della memoria, che segnano due fatti che hanno riguardato i nostri concittadini, quello legato alla triste parentesi nazifascista in maniera molto più pesante, ma anche quello delle foibe che è stato per tanti anni, come diceva la Consigliera Leonardi, uno dei tanti fatti tenuti nascosti per opportunismo politico ed oggi riesumato.
Oggi abbiamo una sensibilità molto diversa da quella nella quale siamo cresciuti negli anni 60 e 70, dove la retorica antifascista serviva in qualche maniera a ricreare una condizione politica che pure ha prodotto alcune cose importanti, penso al Governo di unità nazionale, forse l’unico del periodo repubblicano nel quale è stato necessario che tutte le forze si ritrovassero, siccome era difficile ritrovarsi sui programmi, essendo ancora molto forte la tensione ideologica, l’unica cosa che si è potuta fare è richiamare quello.
Anche perché c’era un pericolo antifascista, ma la cosa curiosa è che il Partito comunista di allora aderì ad un governo Andreotti, in una forma non diretta, nel momento in cui il pericolo veniva dalle brigate rosse, prendendo nettamente le distanze da queste e facendo si che i propri iscritti, in modo particolare gli iscritti alla Cgil in tutte le fabbriche, finissero con non accettare più nessuna forma di convivenza con. Quindi i paradossi della storia sono veramente strani.
La domanda che ci possiamo fare è: c’è un rigurgito in questo senso? C’è una parte che non direi faziosa, ma partigiana, in cui al terzo capoverso richiama alcuni fatti gravi, non gravissimi, che sono accaduti a danno delle sedi del Partito Democratico, ma questi fatti sono inseriti in un contesto più ampio come quello che ci fa vedere, e lo mostrava Rete 4, quindi non un canale di sinistra, presente la Meloni in studio, alcuni episodi di raduni neofascisti a Roma, dove giovani romani, e non erano pochi, erano qualche centinaia, salutavano con il classico braccio destro levato al cielo.
Quindi è vero che non è un pericolo incombente, lo diceva anche la Meloni, perché c’è una destra democratica che ragiona in termini istituzionali e non ammicca come faceva invece un tempo il Movimento Sociale, che su questo ha avuto dimostrate dalla Magistratura larghe compromissioni con elementi eversivi neofascisti e non ha mai denunciato in maniera chiara il problema neofascista in Italia.
La mozione la collocherei su questo e per questo la voto e non vedo motivo per ritirarla. La colloco qui perché ci segnala il tema in maniera estremamente mite, come è il carattere di chi l’ha presentata, ed anche il primo proponente, il Consigliere Urbinati, è mite, non l’ho sentito mai usare toni accesi in quest’Aula, io li avrei usati perché il giudizio storico nei confronti del male qualunque esso sia deve essere radicale, non ho nella storia del mio partito atti di intolleranza, il mio partito è nato tollerante forse è finito per essere stato troppo tollerante, ma il vero punto è questo che la violenza ce l’avremo sempre, è l’atteggiamento dei violenti che va condannato, io non sono stato mai in un’Aula parlamentare con i cappi in mano, con le urla, con i fogli da tirare, questo l’hanno fatto i comunisti di Togliatti a suo tempo, e c’era quel clima che c’era, e l’hanno fatto i leghisti ed i missini in altri tempi, quindi è una questione di cultura.
Il proponente richiama giustamente, e mi piace questo richiamo storico, che la legge sull’antifascismo in Italia l’ha firmata per primo il Ministro che è passato alla storia, purtroppo in maniera negativa, come il capo dei cellerini, ma sono serviti pure i cellerini, perché se non avessimo avuto i cellerini nel 46/47/48 era un macello e a dar ragione a Scelba riguardo all’intervento dei cellerini di Stato fu proprio lo stesso Togliatti che in occasione del suo attentato disse chiaramente fermate tutto, l’ha fatto per ragioni di Stato, l’ha fatto perché l’Unione Sovietica non voleva rotture di scatole dall’Italia, non mi interessa, ma è stato fatto.
Allora il vero punto è qual è l’atteggiamento dei capi? Io dico, e l’avrei scritto qui, che i primi a fare i corsi devono essere gli esponenti politici ed i parlamentari di tutti i partiti o almeno di quei partiti che quando parlano in televisione usano toni e parole che non si addicono ad una classe politica moderata, liberale e democratica perché il primo presupposto della democrazia è il rispetto dell’avversario. Quando all’avversario si dà del ladro, e non è stato condannato, quando all’avversario si dà del fascista, e non è stato mai intollerante verso nessuno, quando all’avversario si dà qualsiasi forma di espressione dura e categorica, qualsiasi giudizio, il giudizio a volte pesa più di una bastonata perché una bastonata finisce lì, il giudizio resta e crea nel popolo la condizione di quello che stiamo vivendo, cioè un disincanto, un allontanamento.
Quindi il fatto di dire che la Costituzione repubblicana e con essa l’educazione civica venga ripresa nei suoi fondamenti, nei suoi valori tutti condivisi ..., perché noi in questa benedetta infelice e per tanti aspetti inutile seconda repubblica abbiamo fatto tre tentativi di riforma della Costituzione, uno solo è andato in porto, quello presentato dal Governo Prodi, gli altri due sono falliti, ma in tutte e tre queste riforme, due del centro destra, una del centro sinistra, nessuna ha toccato i primi articoli della Costituzione, nessuno ha rivisto i principi, tutti sono andati sulla seconda parte.
E' evidente che questa parte è condivisa da tutte le forze politiche democratiche presenti in Parlamento, e questo non può che rasserenarci, il vero punto è parlare di contrasto all’apologia del fascismo, che mi permetto di dire è un reato, come facciamo a dire che non siamo favorevoli al contrasto sull’apologia del fascismo? E' un reato, qualsiasi atto violento, come facciamo ad essere contrari e a dire che siamo contro qualsiasi atto violento? Sul revisionismo storico attenti perché girano libri nei quali è scritto che non è morto un ebreo, girano libri in cui c’è scritto che Hitler è stato manipolato non si sa da chi, qui abbiamo i documenti perché per fortuna nostra i tedeschi precisi e meticolosi più o meno come i sovietici, forse un po’ di meno, hanno scritto tutto, hanno documentato tutto ed hanno steso gli elenchi dei milioni di persone che sono state mandate nei campi di sterminio. Quindi qui il problema non è di dire rivango quello per mettermi contro un’altra parte, io questo non l’ho fatto mai, ma se c’è qualcuno che vuole cambiare la storia e cambiare la verità e mi impedisce di spiegare ai miei figli a scuola che c’è stato questa fatto che ha fatto morire 50 milioni di persone, questo no.
Dall’altra parte posso essere d’accordo su tutte le valutazioni riguardo al comunismo, le mie simpatie comuniste sono note a tutti, quindi è chiaro che per l’Italia questo è un dato di fatto.
Io non lo esalterei più di tanto e non direi che questa è chissà quale stravolgimento morale o quant’altro, però anche le discussioni sul rientro di Vittorio Emanuele III mi sono piaciute. Non mi attesto su quelle posizioni a volte un po’ radicali che la comunità ebraica ha, ma capisco la sensibilità della comunità ebraica, che considero fratelli maggiori nella fede, come diceva Giovanni Paolo II, non è possibile, in nessun modo, non so se avremo modo di parlarne in occasione della Giornata della memoria, celebrare un re che prima ha assistito in maniera neutrale, favorendo in tutti i modi l’affermazione violenta del fascismo a livello governativo, prima ancora addirittura ci ha fatto fare la prima guerra mondiale senza neanche la possibilità di un voto parlamentare, cosa che era previsto dallo Statuto Albertino, lo Statuto che i suoi predecessori Savoia gli avevano lasciato, e poi ha accettato che il fascismo entrasse, come è entrato, al potere, senza fare intervenire nessuna forza dell’ordine e nessun reparto dell’esercito e nel 1943 se l’è squagliata lasciando milioni di soldati in balia dei tedeschi. Questo non è revisionismo storico, questo non è neanche accanirsi contro qualcuno, ha fatto bene il Presidente Matterella a dire: “Benissimo, lo riportiamo in patria, lo ricongiungiamo ai suoi, ma non con gli onori di un capo dello Stato”, perché di questo non è degno. Non è degno di questi onori chi ha consentito che un regime che poi si è dimostrato immondo nel suo modo di operare abbia avuto una legittimazione storica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Come sempre quando parliamo di storia il Senatore Marconi è sempre preciso e dettagliato.
Consigliera Leonardi pensavo che questa mozione potessimo votarla tutti all’unanimità a prescindere, come si dice, nel senso che il deliberato chiede di concentrare i propri sforzi – di concerto anche con i parlamentari marchigiani affinchè intervengano sul Ministro alla pubblica istruzione - per ottenere che l’insegnamento della storia contemporanea e dell’educazione civica venga rafforzato e praticato.
Poi è chiaro che nelle premesse, nelle motivazioni che ci hanno spinto a presentare questa mozione ci sono dei fatti e non sono fatti che vanno a ricordare episodi di 70 anni fa, saremmo ridicoli a presentare mozioni attuali per vicende di 70 anni fa, ma il tema che non si può accantonare è che purtroppo nella mente di alcuni, e non solo di qualche sbandato che va a qualche manifestazione, anzi di sempre troppi amministratori, questi temi di 70 anni fa sono sempre attuali e su questo, siccome come dice il Consigliere Marconi il fascismo e l’apologia del fascismo sono reati, la Costituzione è bene difenderla tutti in maniera trasversale.
Non ci sono possibilità di mediazione, nel senso che la condanna deve essere forte e, ripeto, siccome nel nostro piccolo purtroppo qualche episodio lo abbiamo vissuto anche vicino a noi e non 70 anni fa, penso alle figurine di Anna Frank allo stadio Olimpico, penso alle svastiche sulla scuola di Pesaro pochi mesi fa, penso ad un Sindaco vicino al suo partito, se non proprio del suo partito, purtroppo della mia città, che invita i familiari stretti di Benito Mussolini a presentare dei libri con la giustificazione che in fondo parliamo di storia. Vorrei vedere quel Sindaco invitare e patrocinare un intervento della moglie di Totò Riina, credo che in fondo parliamo di storia, non si può dire che questo personaggio non abbia inciso, come la mafia che gli sta a fianco, nella storia italiana. Parliamo di storia? Un'amministrazione comunale deve avvalorare e patrocinare certi eventi? O di fronte alla domanda: “Ma per lei l’antifascismo è un valore”, rispondere: “Ma, non sono proprio sicuro”.
Questo è quello che a me fa timore, cioè non il fatto ..., per non parlare dell’ultimo episodio di ieri, drammatico, in cui un candidato alla Presidenza della Regione Lombardia, non del comitato di quartiere di Canicattì, con tutto il rispetto per Canicattì, parla di “razza bianca”. Se un candidato alla Regione Lombardia che è esposto politicamente e deve prendere i voti si permette di fare una affermazione del genere è perché comprende che c’è un humus fertile in cui questa affermazione cade e può attecchire, è questo il dramma.
Per questo è necessario parlare alle giovani generazioni, poi ai giovani, va bene, dobbiamo dire di non imbrattare i muri, di non sporcare, di essere civici, ma a me che me ne frega se sporcano un muro di fronte a questa affermazione, poi parliamo di tutto, certo, è giusto, ma se io devo dare una priorità di principi, benedetto Iddio, gli do questo come principio saldo: il rispetto di questi principi.
Se alcuni amministratori vengono meno a questi principi per interesse spicciolo, per qualche voto di qualche elettore, io mi preoccupo, sono fortemente preoccupato perché se andiamo a fare la storia di 70 o 80 anni fa in fondo quegli episodi nascevano da questo humus, da un certo qualunquismo, da una classe dirigente precedente che non aveva svolto al meglio il proprio mestiere, quindi forse qui una autocritica la dovremmo fare tutti. Una sinistra che fa i peli se questa legge deve essere messa con tre puntini o con due virgole ed un punto, o con tre virgole e due punti e poi si disunisce e fa vincere questi personaggi.
E’ chiaro che un'autocritica dobbiamo farla, ma sui valori credo che, ripeto, non dobbiamo lasciare spazio a nessun fraintendimento, per questo mi auguro che con tutti i distinguo poi sulle idee politiche che ognuno di noi ha e che è giusto che abbiamo nel rispetto della democrazia, ci sia una condivisione, sennò il rischio è di lasciare spazio a questi personaggi in cerca d’autore che poi un autore lo trovano per le debolezze nostre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Io sono d’accordo sia con l’intervento che ha fatto il Consigliere Marconi che con quello che ha fatto adesso il Consigliere Micucci.
Questa mozione la lascerei così com’è anche perché gli episodi che sono stati citati sono episodi preoccupanti. Il Consigliere Micucci ha citato il candidato alla Regione Lombardia che ha parlato di difesa della razza bianca e cito anche il Sindaco di Amatrice, candidato del Lazio, che ha detto che in fondo le leggi durante il fascismo non sono state poi tanto male, poi gli episodi che sono stati qui citati, soprattutto in questo momento in cui ricorrono gli 80 anni delle leggi razziali.
Per cui attenzione, la Costituzione è una Costituzione antifascista, come diceva qualcuno, è reato l’apologia al fascismo, o il centrodestra cambia la Costituzione oppure questa Costituzione, io mi auguro che non lo faccia mai e ci siamo opposti anche quando qualcuno del centro sinistra voleva cambiarla, è una Costituzione antifascista nata dall’antifascismo.
Mio padre è partito per il servizio militare è tornato dopo 11 anni per la guerra dell’impero, l’Albania, la guerra d’Africa, è stato prigioniero dei tedeschi, è stato due anni a Dortmund, a mangiare le bucce delle patate che mangiavano i soldati tedeschi.
Queste cose insegniamole bene ai nostri figli e non è fare dietrologia, è sicuramente un principio fondamentale su cui l’educazione dei ragazzi deve essere fondata, non la contrapposizione, la storia va insegnata, perché la storia è sicuramente l’esempio migliore da dare ai nostri ragazzi.
Poi senza fare troppa filosofia voglio scendere nel pratico, l’educazione civica è finita, quando andavo a scuola c’era l’educazione civica, l’insegnavano male, ma certi principi fondamentali venivano dati, qui basta uscire in strada, andare verso Corso Stamira per vedere che sulle strisce per l’attraversamento pedonale da una parte c’è una macchina e dall’altra parte c’è una macchina che occludono il passaggio pedonale; più avanti verso Piazza Pertini dove c’è il posto per i disabili ci sono sempre macchine che non espongono il simbolo dei disabili, allora è inutile parlare di barriere architettoniche, è inutile parlare di queste persone che sono più sfortunate di noi, quando poi non c’è il rispetto nell’immaginazione collettiva di queste persone, della disabilità o comunque il rispetto degli altri.
Il bullismo e il cyberg bullismo sono esempi di mancanza di educazione civica, il rispetto per gli altri e per la dignità degli altri non c’è più, i genitori non sono forse in grado di insegnare ai figli queste cose fondamentali.
Quando mi affianco ad una macchina e vedo che il genitore tira giù il finestrino e butta giù il pacchetto di sigarette vuoto con il figlio accanto o appallottola la carta e la butta fuori dal finestrino, io dico a questo maleducato: “Ma a casa tua fai così?” e questo mi risponde con una parolaccia, dicendo: “Fatti i fatti tuoi”, siamo veramente in allarme in questo nostro Paese.
Tutti i posti riservati agli handicappati se sono vicini all’ingresso di un centro commerciale sono comunque occupati, allora non c’è questa coscienza.
Ben venga questa mozione sia con l’insegnamento dell’antifascismo qui ripreso dalla Costituzione, sia per l’insegnamento nelle scuole fin da piccoli perché il rispetto per la dignità degli altri e la solidarietà nei confronti degli altri, che sembra ormai una cosa lontana e dimenticata, venga applicata. Sono d’accordo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Ho ascoltato con molta attenzione il tutto ed il contrario di tutto, perché nell’introduzione il Consigliere Giancarli ha cercato di motivare la mozione evidenziandola ed esponendola in Aula come senso civico, educazione civica nel mondo scolastico.
Io voglio riflettere su queste parole. Sono pienamente d’accordo con il Consigliere Giancarli su queste tre affermazioni, però sfido il Partito Democratico ad deve essere coerente con la storia che è avvenuta in questo periodo, altrimenti è una mozione di parte, per un grande partito che da grande comincia sempre di più ad assottigliarsi, perché probabilmente c’è una consequenzialità sulle cose che si dicono o si fanno. Anche in Aula abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto.
Per quanto riguarda le commemorazioni, faccio un esempio calcistico, c’è una commemorazione di serie A e una commemorazione di serie C, quest’Aula è protagonista di queste cose, anche l’anno scorso è stato fatto così, non c’è omogeneità di informazione.
Io sono d’accordo nel dare alla scuola una omogeneità di informazione, sono disposto anche a votare una mozione di questo genere, ma che contenga queste cose, se non contiene queste cose bisogna avere il coraggio di dire che è una cosa di parte, io credo, e sfido quest’Aula a dire che è di parte quello che sta accadendo.
Anche noi abbiamo subìto, non solo il PD, le sezioni distrutte, le subiamo anche noi della Lega queste cose.
Credo che quando parliamo di cultura e di dare un’informazione ai nostri giovani, affinché le cose non si ripetano, è una cosa, poi sentiamo su questo ragionamento mettere anche problemi di educazione civica che non hanno niente a che fare con questa impostazione.
Per questo mi sento di criticare al Partito Democratico che ritengo, personalmente, un grande partito che deve riflettere e deve farlo in termini diversi se vuole essere un grande partito perché le cose vanno messe tutte sopra il tavolo e credo che, nella coerenza di mettere tutti i fatti avvenuti sopra il tavolo, potrebbe anche essere riscritta la storia, perché la storia la scrivono i protagonisti, la scrive chi vince Queste sono le cose che non emergono e che vengono sempre nascoste.
Credo che l'impostazione che voi avete dato poteva avere un ruolo molto più ampio, si poteva anche chiedere di presentare la mozione in modo bipartisan, fate sempre le cose così, la storia è così, la cultura è così. Io sono stato sempre a fianco, per 30 anni, a chi nel mondo sindacale proviene da questa storia e da questa cultura, sempre così purtroppo, sempre questo modo!
Credo che invece sia necessario fotografare tutte le realtà e questo deve portare a delle soluzioni diverse perché non è pensabile che chi va con il viso coperto in piazza a protestare poi diventi eroe, questo non è possibile! Se questa è democrazia, io sono un frate!
Questa è la coerenza di un grande partito che vuole essere tale e quando affronta la discussione deve anche ammettere delle critiche o delle autocritiche perché non va tutto bene! Un minimo di autocritica, se questo non avviene credo che ci sia un protagonismo soltanto da una parte.
Mi avvio alla conclusione perchè non devo difendere nessuno, ho sentito delle citazioni in riferimento a quello che è successo qualche ora fa, credo che non sia semplice, ma le cose non possono essere strumentalizzate.
Questo è il passaggio, noi abbiamo un problema su quello che è stato detto poche ore fa, un problema reale che ha il Paese e che noi dobbiamo governare e gestire assolutamente in un altro modo, altrimenti si creano problemi.
Queste sono le cose che sono state dette e che altri hanno già prima di me evidenziato a livello nazionale.
Concludo rammaricato per la presentazione della mozione da parte di un partito cosiddetto di sinistra, che cita Scelba, contro i lavoratori, contro tutti, siamo al paradosso, questo è come il cacio sopra i maccheroni, abbiate un po’ di dignità, perché la dignità vi può fare più grandi, ma se non mettere un minimo di dignità credo che avrete dei grossi problemi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Potremmo discutere a lungo di questo tema, io invece cercherò di essere molto breve.
Il tema su cosa sia di parte, su cosa sia condiviso, se una mozione sia di parte, se la ricostruzione dei fatti e della storia siano di parte, tutte le letture della storia sono sempre di parte, dipendono dagli occhi dell’osservatore e i dibattiti politici sono l’effetto della prospettiva diversa di ognuno di noi, di questo si anima il dibattito politico e quindi giustamente questa mozione esprime una prospettiva e un punto di vista.
La storia però, i fatti, non sono mai di parte, i fatti della storia del nostro paese sono il portato dell’identità condivisa della comunità e della società italiana.
La storia e il ricordo della storia, noi faremo tra poco entro un mese due Consigli regionali sul tema della memoria, la memoria della storia serve a ricordare i fatti del passato, anche di 70 anni fa, per evitare, lo diremo tra qualche settimana, che gli errori fatti nel passato e documentati non siano più ripetuti.
Lo diciamo ogni anno e la Costituzione italiana è il portato di questa identità condivisa, noi abbiamo una Costituzione antifascista in Italia perché l’identità di questo Paese, l’identità repubblicana di questo Paese si è fondata tra le altre cose su questo aspetto.
Credo che sia particolarmente utile ricordarlo e mai sbagliato perché noi vediamo invece, ahimè, oggi in Italia e non solo, alcuni fatti, li ha ricordati molto bene il Consigliere Micucci, nelle curve italiane, nelle frange di alcuni movimenti giovanili, anche in manifestazioni di piazza, magari non imbrattano muri, ma credo che quello che è stato fatto con gli striscioni su Anna Frank sia molto più grave di una scritta su un muro.
Abbiamo letto qualche giorno fa che qualcuno, che evidentemente ha poco studiato la storia, ha ricordato la supremazia della razza bianca, addirittura è il candidato di molti di voi ad una Regione, forse gli sarebbero servite qualche lezione di educazione civica prima di dire queste aberrazioni.
Però non la voglio fare lunga perché rischia davvero di essere un dibattito infinito, credo che sia utile separare la ricostruzione, la prospettiva con cui ognuno di noi vede determinati fatti, legittima prospettiva, con l’oggettività di alcuni fatti gravissimi che non possono essere cancellati e le operazioni che noi facciamo ogni anno con le giornate della memoria servono per ricordare e rinforzare, anche in iniziative fatte presso i più giovani, come quella prevista da questa mozione che quindi voterò perché mi pare una operazione assolutamente utile.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni, a termine di regolamento ricordo che il Consigliere Zura Puntaroni può intervenire soltanto se in dissenso del suo capogruppo.

Luigi ZURA PUNTARONI. In dissenso con tutti non solo del mio capogruppo e dico perché.
Noi siamo stati qui mezz'ora a parlare del nulla, quando stamattina avete fatto tutti avanti e indietro, perché tutti i martedì c’è una questuaì. Sono venuti i frati che hanno l’esigenza di costruire una struttura per la chiesa, sono venuti gli altri per le tensostrutture, è venuto un altro per dei progetti da presentare, è venuto un altro ancora per il piano d’ambito delle Province e siccome sono cose secondarie, quando mi dicono: “Voi lì che fate?”, io rispondo noi affrontiamo problemi profondi che affondano nella notte dei tempi, perché sono passati 100 anni, ma siamo talmente acculturati che ci divertiamo a parlare di cose raffinatissime. Il terremoto? Il terremoto sarà fra 50 anni quando approfondiranno i temi di 50 anni prima, quindi io sono in dissenso con tutto e con tutti e voto contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Come i Consiglieri possono vedere questa mozione porta la firma di tutto il gruppo del PD o quasi, forse c’era qualche Consigliere fuori in quel periodo perché è stata presentata il 2 agosto.
Il primo firmatario è il nostro capogruppo, quindi è una scelta precisa del gruppo del Partito Democratico e tra l’altro è stata argomentata bene dal Vice capogruppo Micucci.
Devo dire che gli interventi che sono stati fatti dai Consiglieri Marconi, Maggi, Busilacchi hanno colto bene lo spirito di questa mozione, che non è una mozione di parte, è una mozione che sta da una parte, ma dalla parte della Costituzione e guardate non ho molto da aggiungere perché gli interventi sono stati profondi, però voglio dire che lo facciamo con tantissima tranquillità, una tranquillità che ci deriva dalla ricchezza e dalla bellezza di una delle Costituzioni più ricche, più interessanti del mondo, la Costituzione italiana.
E' vero che facciamo riferimento a più di 70 anni fa, perché il 25 aprile 1945 c’è stata la liberazione dell’Italia, sono quasi 73 anni, il 2 giugno 1946 gli italiani si sono pronunciati per la Repubblica, l'1 gennaio 1948 la Costituzione italiana è stata promulgata e non nella bellezza, ma nella concretezza la Costituzione italiana, Consigliere Zura Puntaroni, trova anche le risposte per quelle istanze a cui lei ha fatto riferimento perché ci sono non soltanto richiami fortissimi alla democrazia, alla libertà, alla giustizia sociale, ma alla pari dignità fra i cittadini, alla pace. Qui ho sentito parlare di violenze, la violenza è condannata e va condannata senza se e senza ma, non solo questo, c’è di più.
L’articolo 11 è un imperativo: l’Italia ripudia la guerra, quindi noi partendo da questa considerazione giungiamo ad un dispositivo preciso: impegna la Giunta regionale a concentrare i propri sforzi - sappiamo che la Giunta lo sta facendo, lo sta facendo l’Assessorato alla pubblica istruzione, lo fa la Giunta nel suo insieme, lo fa il Consiglio regionale - anche di concerto con i parlamentari marchigiani affinché questi intervengano sul Ministro della pubblica istruzione, per ottenere che l’insegnamento della storia contemporanea e dell’educazione civica venga rafforzato e praticato nella scuola italiana. E' un dispositivo chiarissimo, chi non vota questo dispositivo fa una scelta, ma è una scelta ideologica.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Chiedo la parola per dichiarazione di voto perché avevo fatto la richiesta di rinvio per poter giungere ad un atto condiviso, come è successo a me tante volte in questi due anni e mezzo, quando trovando da parte della maggioranza una condivisione sui principi, che attraverso una mozione volevo portare avanti, ma c’erano delle cose nel dispositivo che per la stessa non erano accettabili, mi è stato chiesto di rinviare e trovare una formulazione che potesse essere congiunta. Io mi sono mossa con questo spirito perché pensavo che il titolo potesse essere condiviso se libero da una faziosità, che mi dispiace, non è stata assolutamente non solo capita, ma recepita. Se aveste fatto una mozione, credo forse più coraggiosa, dicendo vogliamo ribadire i principi dell’antifascismo, sarebbe stata una cosa, così avete mascherato una volontà rispetto a due principi per me validissimi e sacrosanti: l’educazione civica e l’insegnamento della storia contemporanea.
Al Consigliere Micucci che è intervenuto voglio fare una precisazione perché qui non si tratta di sporcare con una cartaccia, io ho fatto un esempio di manifestazioni per fare la differenza e mi dispiace di non aver sentito la condanna di questa parte politica verso chi metteva a ferro e fuoco le città, dando alle fiamme auto, cassonetti, beni pubblici. Chi attaccava le forze dell’ordine erano gli antagonisti di sinistra, i centri sociali, fino ad arrivare ai black block, quindi un’area che con l’apologia del fascismo non ha nulla a che fare, noi dobbiamo scendere anche nella realtà dei fatti e quando non si denunciano e non si condannano queste cose reali perché strizzano l’occhio ad una parte politica, io credo che sia un comportamento, questo sì, fazioso e grave, che rischia di minare un principio che andrebbe benissimo per tutti.
Io sono d’accordo con quello che dice il Consigliere Giancarli e non mi sono mai tirata indietro a condannare la violenza e ciò che è sbagliato, non ho trovato lo stesso metro di misura da parte di un’area della sinistra perché io condanno gli attacchi alle sedi del PD, come condanno gli attacchi alle sedi della Lega, che non c’entrano nulla con l’apologia del fascismo.
Per cui avrei gradito e sarebbe stato, credo, un dibattito più libero da condizionamenti, che l’insegnamento dell’educazione civica e il dispositivo finale fossero liberi da una zavorra che qualcuno vuole mettere dentro per creare una contrapposizione, invece che andare verso una direzione comune. Questo mi dispiace perché penso che si sia persa una occasione che poteva essere invece giusta ed importante.
Nel dispositivo non si tratta di dichiararsi rispondenti a principi costituzionali dell’antifascismo, io sono a favore della Costituzione, io sono a favore del rispetto delle leggi, qui si tratta di insegnare il rispetto nell’educazione civica che non c’è e che non riguarda il fascismo di 70 anni fa, riguarda una crisi della società di oggi, riguarda una crisi dei valori, riguarda una crisi della nostra società che nulla ha a che fare con questo.
I problemi politici devono essere affrontati come problemi politici e condannata tutta la violenza, non guardata con minore enfasi quella che viene portata avanti da una parte più vicina alla propria. Questo purtroppo è un esempio che non riguarda la mia parte politica e vi ho fatto l’esempio concreto, ha riguardato e riguarda la vostra parte politica ed io mi sarei aspettata in questo una coerenza che non c’è e per questo voterò contro perché la strumentalizzazione politica di un principio sacrosanto, che è quello di dare alle nuove generazioni valori e principi, mi dispiace che venga tirato per la giacchetta in questo modo, che reputo controproducente ed invece che arrivare ad una mozione congiunta e condivisa crea una contrapposizione, una faziosità che francamente penso si sarebbe potuta evitare.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 281. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 308
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Esclusione della Regione Marche dall’esercizio di attività di direzione e coordinamento nei confronti di 'Aerdorica S.p.A.' e di aver agito nell’interesse imprenditoriale proprio o altrui in violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale (ex articolo 2497, comma 1, c.c.)”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 308 del Consigliere Maggi che ha la parola per l’illustrazione.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Questa è una mozione molto particolare che ha avuto un iter molto tribolato, per questo vuole coinvolgere la Giunta ed il Presidente in una aberrazione che all’interno dell’Aerdorica S.p.A. è stata messa.
Spiego meglio, Aerdorica S.p.A. è una società di capitali, quindi i soci non rispondono solidalmente con il debito della società, però Belluzzi, ai tempi della sua gestione, è andato alla Camera di Commercio ed ha scritto che la Regione risponde perché esercita attività di direzione e coordinamento, senza che siano stati dimostrati questi principi di direzione e coordinamento che fanno si che la Regione risponda in solido del debito, dei 40 milioni ed oltre, di Aerdorica.
Tempo fa ho fatto un’interrogazione, la n. 105 e ho chiesto chi ha autorizzato Aerdorica S.p.A. a scrivere, non solo sugli atti ufficiali, bilanci, eccetera, ma anche nel sito (se andate nel sito di Aerdorica S.p.A. c’è scritto) che la regione Marche esercita attività di direzione e controllo, quindi significa che risponde in solido, con i soldi dei marchigiani, del debito contratto da Aerdorica.
Facevo questa domanda e mi è stato risposto con altre cose, l’interrogazione n. 105 diceva: da quando la Regione Marche esercita la direzione ed il coordinamento? La risposta era: direzione e controllo.
La seconda domanda: con quali azioni si estrinseca l’azione di direzione e coordinamento? La risposta era: gestione e controllo.
Ho domandato mele e mi è stato risposto pere.
Sulla scorta di questa risposta ho fatto una mozione, per salvaguardare il denaro pubblico dallo sfacelo, dal disastro, dalla frana continua, negli anni, di Aerdorica.
Il capogruppo del PD Consigliere Urbinati ha chiesto, e l’Aula ha approvato, di rinviare questa mozione che chiedeva spiegazioni e di togliere la dicitura direzione e coordinamento dagli atti ufficiali di Aerdorica. Il Capogruppo Urbinati disse che c'era un bando di evidenza pubblica, che scadeva a fine dicembre, chiese quindi di rinviare questa mozione per non disturbare gli eventuali compratori delle azioni di maggioranza di Aerdorica.
Purtroppo, e lo dico sinceramente e di cuore, non si è fatto avanti nessuno per comprare la maggioranza di Aerdorica e giustamente la Presidenza ha messo in discussione la mozione.
Nel frattempo si è capito che la dicitura 'direzione e coordinamento' è stata messa da Belluzzi, in modo tale da poter fare garante la Regione di tutti i debiti che Aerdorica faceva. In un articolo pubblicato da Il Resto del Carlino in data 15 novembre Belluzzi dice “il fornitore doveva sapere che c’era un garante”.
Quindi l’attività di direzione e controllo, che rende solidale la Regione nel debito di Aerdorica, è stata fatta da Belluzzi ed ai fornitori di beni e di servizi, che forse non davano più beni e servizi a “babbo morto”, perché il debito era molto elevato, ha detto: “Guardate che se non paga Aerdorica risponde la Regione Marche”.
Però in un eccesso di correttezza e di zelo l’Assessore Casini, quando la mozione è stata rinviata su richiesta del capogruppo, ha comunque voluto evidenziare alcune cose. Vi leggo quanto detto dall’Assessore Casini: “Il controllo di Regione Marche non comporta automaticamente ex lege che vi siano la direzione ed il coordinamento, di cui all’articolo 2497, in quanto serve che tale attività sia effettivamente svolta in concreto operando in base all’articolo 2497 sexies semplici presunzioni”. Termina tutto questo discorso con le parole: “Questo non è il caso di Aerdorica. E naturalmente il mio intervento è a favore del rinvio”, quindi l’Assessore Casini ha dichiarato che non c’è azione di direzione e coordinamento in Aerdorica, io ho il testo dell’intervento.
Nel frattempo nella Commissione di indagine di Aerdorica è stata audita l’attuale amministratore unico Massei ed alla mia domanda precisa l’amministratore Massei ha risposto: “Non c’erano i presupposti e non ci sono i presupposti perché l’azione di direzione e coordinamento sia svolta dalla Regione”, quindi vuol dire che la Regione Marche non svolge azione di direzione e coordinamento per cui non dovrebbe rispondere dei debiti della società Aerdorica in solido.
Questa mozione che è arrivata oggi cosa dice? Cosa chiede al Presidente ed all’Assessore? Chiede che venga dichiarato da parte della Regione, per le motivazioni che abbiamo detto e sintetizzato, che pur esercitando il controllo su Aerdorica S.p.A., ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile e pur essendo tenuta al consolidamento del suo bilancio, non sussiste la fattispecie dell’attività di direzione e coordinamento ai sensi di questo articolo nei confronti di Aerdorica S.p.A; a dichiarare in subordine che la Regione Marche non abbia agito, perché c’è la presunzione del controllo e coordinamento, ma la Regione Marche deve dimostrare con i documenti di aver esercitato questa direzione e coordinamento, nell’interesse imprenditoriale proprio o altrui in violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale della società medesima, ritenendosi categoricamente esclusa l’estensione della sua responsabilità nei confronti dei soci e dei creditori; a promuovere azioni di responsabilità nei confronti di coloro che hanno posto in essere eventuali azioni indebite e omissioni che hanno provocato danni patrimoniali e di immagine alla Regione Marche.
Cosa significa? Primo, che la Regione Marche deve togliere immediatamente la direzione e coordinamento da Aerdorica per non essere responsabile del debito; secondo, di svolgere azioni nei confronti di chi ha fatto scrivere questa azione di direzione e coordinamento e non ha prodotto, come dice il codice civile, nei bilanci, nelle assemblee dei soci, nelle note integrative al bilancio, i fatti per cui la Regione Marche è intervenuta nella società Aerdorica per i propri interessi o altrui. Quindi di attivarsi nei confronti di chi ha messo indebitamente questa dichiarazione e di attivarsi anche nei confronti di chi questa dichiarazione non l’ha tolta, visto che non c’erano i presupposti per mantenerla.
Questa mozione chiede al Presidente ed alla Giunta di togliere la responsabilità in solido della Regione Marche nella gestione di Aerdorica, visto che leggendo il codice civile non ci sono stati e non ci sono i presupposti, togliersi dalla responsabilità solidale del debito di Aerdorica, visto che, lo dichiara Belluzzi, questa dichiarazione è stata messa perché i fornitori, considerato il passivo della società di Aerdorica, non fornivano più beni e servizi per cui Belluzzi è andato alla Camera di Commercio ed ha messo questa dicitura in modo che potesse dire ai fornitori, che non volevano più prestare beni e servizi: “Guardate Aerdorica è per le pezze, però risponde dei debiti e delle forniture la Regione Marche”.
Chiedo questa azione di giustizia nei confronti del denaro pubblico dei marchigiani, che questa Giunta deve fare assolutamente.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Consigliere Maggi, che titolo di studi ha lei? Per curiosità! Dico questo perché è una questione molto tecnica ed io mi sono di avvalsa dell’ufficio legislativo e dei nostri preposti uffici tecnici perché la questione è veramente molto particolare. Per questo la sentivo e ribadisco quello che ho già dichiarato avendo risposto anche l’altra volta, malgrado il nostro capogruppo avesse chiesto di sospendere la discussione perché nel frattempo era ancora in vigore il bando per la vendita delle azioni. Io le ripeto quello che ho già detto.
Leggo perché sono questioni molto tecniche che di politico hanno ben poco, sono proprio adempimenti ex lege, leggo così come hanno scritti i tecnici.
Aerdorica è sottoposta al controllo di Regione Marche ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, il controllo di Regione Marche non comporta automaticamente per legge che vi siano la direzione ed il coordinamento di cui all’articolo 2497 in quanto serve che tale attività sia effettivamente svolta in concreto, operando in base all’articolo 2497 sexies semplici presunzioni.
In base all’articolo 2497 le società o gli enti che esercitano il coordinamento rispondono verso i soci ed i creditori sociali quando agiscono nell’interesse proprio, cioè di Regione Marche, ovvero in violazione del principio di corretta gestione societaria.
Nessuna di tale circostanza, requisiti e presupposti normativi, ricorre nel caso della società Aerdorica, ovvero non vi è stata nessuna decisione della Regione Marche, e non degli organi della società, che abbia prodotto un danno ad Aerdorica S.p.A..
Le azioni disciplinate dalle suddette norme del codice civile sono riconosciute ai soci o ai creditori sociali quando l’attività di direzione e coordinamento della controllante ha prodotto un danno all’integrità del patrimonio della controllata. Questo non è il caso di Aerdorica.
Le tematiche trattate hanno natura prettamente tecnico giuridica acclarato che la Regione Marche quale socio controllante non ha mai assunto decisioni in danno della società. La conservazione o meno della dicitura direzione e coordinamento è del tutto ininfluente ai fini dell’insorgere di una eventuale responsabilità in proprio della Regione. Tanto precisato, compete all’organo amministrativo della società assumere eventuali decisioni al riguardo.
La mia proposta è di non accogliere la mozione presentata, poi il mio capogruppo deciderà.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Lei dice che la Regione Marche non svolge attività di direzione e coordinamento, però non vuol togliere questa dicitura dagli atti ufficiali che comporta …, quindi rimane la dicitura di attività di direzione e controllo? Se rimane questa dicitura fa si che i fornitori prestino servizi e beni perché la Regione Marche li garantisce, se la togliete, perché non ci i presupposti, vuol dire che la Regione Marche non risponde in solido. Mi spieghi bene perché non ho capito, la toglie o non la toglie?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Questo problema nasce con il contenzioso di Aerdorica perché lì c’è un problema penale, lì ci sono i contributi. E' inutile che meniamo il can per l’aia. C’è un contenzioso perché l’Aerdorica ha debiti ed ha il problema di regolarizzare i contributi, non con voi, ma la Regione ne risponde, questa è una copertura di un problema esistente all’interno della società di cui la Regione oggi ha oltre l’80%, questo è il problema.
L’Amministratore si è premurato di proteggersi e di proteggere tutte le amministrazioni precedentemente passate ed arrivate nell’Aerdorica. Questo è il problema di fondo.
Il problema di fondo è che i fornitori …, è così, se questa società, l’esecutivo, la Giunta, la mettevano fuori chi è che pagava? La Regione pagava i fornitori che avanzavano i soldi, è una cosa naturale, è inutile che dite …
Lei cita l’ufficio legale, ma l’ufficio legale è lo stesso che ha fatto il bando precedentemente - non bando - per vendere Aerdorica, è quello a cui il vostro Ministero ha detto che non andava bene, è la continuità di un percorso.
Credo che il Consigliere Maggi abbia posto un problema serio ed abbia lanciato all’esecutivo una scialuppa di salvataggio per togliere questa dicitura, se voi non la volete prendere sono problemi vostri che però fate ricadere sulla comunità marchigiana. Questo è il problema!
Questa è una società …., prima avete fatto ritirare delle mozioni a me, poi al Movimento 5 Stelle perché si vendeva, non avete venduto niente perché in quelle condizioni - non volete ancora capire, né lei né il Presidente - quella società non si vende e non la venderete, anzi la porterete alla chiusura e verso il fallimento.
Fra l’altro in questo momento ci sono i lavoratori che hanno due mesi di stipendi arretrati, la tredicesima ed il mese di dicembre non sono stati pagati, che altro c’è da pagare? Ci sono da pagare le retribuzioni della regolarizzazione della denuncia dei redditi, avete due stipendi e mezzo da pagare che la Massei non paga, fra l’altro, due mesi e mezzo per 100 lavoratori fanno 250 persone che avanzano lo stipendio. Questa è la realtà di questa società, ma che film avete visto?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Rimango basito. Assessore, sia tollerante nei confronti dei miei limiti, se io non capisco, lei me lo spiega.
Lei dice la Regione Marche non ha svolto attività di direzione e controllo, quindi questa dicitura che c’è è arbitraria, perché il codice civile dice che quando si dichiara che si fa azione di direzione e controllo bisogna dimostrare nei bilanci, nelle assemblee, quali sono state le azioni che il socio, in questo caso laq Regione Marche, ha svolto in favore proprio o di altri a nocumento di Aerdorica. Lei ha detto che tutte queste cose non sono state fatte dalla Regione.
Quando io le chiedo di trarne le conseguenze e quindi di togliere la dicitura direzione e coordinamento da parte della Regione Marche, che dice ai fornitori che risponde la Regione Marche dei debiti che non può assolvere la Aerdorica, lei mi dice noi non la togliamo.
Io sarò limitato, ma non riesco a capire perché da una parte mi dice che non c’è azione di coordinamento e dall’altra invece …
Quindi a questo punto se voi mi bocciate questa mozione - Presidente posso, dirle una cosa, voglio dirla anche al Consigliere Giacinti - mi vedo costretto, oppure fate una risoluzione, a fare un esposto alla Procura perché voi state violando la legge, state violando palesemente la legge perché la legge dice di dimostrare con gli atti che state facendo … Basta che lo domandate anche al giovane di studio del commercialista o dell’avvocato … Fatemi l’esposto!
Presidente mi risponda lei perché io non riesco a capire l’Assessore Casini. Se voi non fate azione di direzione e coordinamento nell’Aerdorica e quindi non agite in favore vostro o di altri con nocumento dell’Aerdorica, non agite in favore e nell’interesse di Aerdorica, perché questo dice il codice, ma agite in favore del socio Regione Marche o di altri, se non fate questo, e l’Assessore ha dichiarato che voi non fate, dovete togliere la dicitura.
Perché non togliete la dicitura? Non l'ho capito. Mantenere la dicitura comporta la responsabilità ed i fornitori credono che voi siete responsabili, invece voi dite che non siete responsabili, qui non è questione di parole, è questione di fatti, è questione di coerenza.
Consigliere Giacinti, se lo può spiegare lo spieghi perché io forse non mi spiego, ma voglio dire la coerenza, qui non si tratta di essere tecnici, o l’azione di coordinamento la svolge e quindi la Regione sta agendo in favore proprio e non di Aerdorica e di altri, oppure se non la svolge quella dicitura deve essere tolta perché inganna i fornitori dicendo che la Regione Marche risponde in proprio. A me sembra così semplice! Me lo spieghi lei!
Io voto a favore, prendetevi la responsabilità di votare contro questa cosa, nel senso che è illegale mantenere quella dicitura se non ci sono, come dice l’Assessore Casini, i presupposti. Leggetevi il codice, domandate ad un vostro commercialista, qui ce ne sono due, domandate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Se uno non si spiega e non capisce, secondo me qualche domanda se la dovrebbe fare, ma detto questo rispondo sui pagamenti dei dipendenti.
I pagamenti dei dipendenti vengono fatti nel mese corrente per il mese precedente, e questo è da un anno e mezzo. Siccome è stata detta una menzogna, sto dicendo quello che è. E' stata detta una cosa non vera, cioè che i dipendenti non vengono pagati da due mesi e mezzo, i dipendenti vengono pagati il mese corrente per il mese precedente e questa cosa è stata decisa un anno e mezzo fa insieme ai dipendenti ed è così in molte altre aziende, quindi non è vero che non ci sono gli stipendi degli ultimi due mesi e mezzo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 308. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 315
ad iniziativa del Consigliere Micucci
“Ripristino del PPI presso l’ospedale di comunità di Cingoli situato nella zona del c.d. cratere sismico”

Mozione n. 321
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Ospedale di Cingoli”

Mozione n. 325
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia
“Ospedale di Cingoli - ripristino del Servizio di radiologia e del PPI”

Mozione n. 327
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Leonardi
“Ospedale di Cingoli: assunzione personale sanitario e ripristino servizi a tutela della popolazione nel Comune di Cingoli incluso nell'area del cratere sismico”
(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 315 del Consigliere Micucci, la mozione n. 321 della Consigliera Marcozzi, la mozione n. 325 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia e la mozione n. 327 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Laonardi.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Questa mozione nasce da un lavoro congiunto che è stato svolto negli ultimi mesi dalla Giunta regionale insieme al Partito Democratico del Comune di Cingoli che hanno individuato alcune carenze, alcune difficoltà dell’ospedale di Cingoli ed hanno intrapreso un percorso comune che si sintetizza sostanzialmente in questa mozione.
Ho visto con un certo piacere che per una volta non è la maggioranza che insegue la minoranza, come a volte siamo accusati di fare, ma a seguito di questa mozione presentata dal sottoscritto, ovviamente in rappresentanza del Partito Democratico, sono giunte delle mozioni che nel deliberato sono un copia incolla della mozione presentata dal Partito Democratico salvo alcuni passaggi, mi permetto di dire, un po’ polemici nella presentazione della proposta.
Premesso la riforma sanitaria che c’è stata, premesso purtroppo gli eventi sismici tra l’agosto e il novembre 2016, premesso che a seguito di questi eventi la Giunta regionale ha chiesto al Ministero la possibilità di sospendere i provvedimenti per le chiusure dei PPI e quindi di salvaguardare queste realtà, premesso che il Ministero ha di fatto accolto questa richiesta proveniente dalla Giunta regionale, quello che si chiede con questa mozione è il ripristino del punto di primo intervento nell’ospedale di Cingoli. Punto di primo intervento che dal luglio 2017 era stato modificato in base alla normativa precedente in PAT, tenendo conto anche che all’interno dell’ospedale di Cingoli sono già presenti 10 posti letto per cure intermedie e un reparto di 30 posti letto per lunga degenza, con una presenza medica qualificata all’interno dello stesso reparto. Si chiede, anche a seguito del pensionamento del medico radiologo presente nell’ospedale di Cingoli, l’immediata riattivazione della figura del radiologo e su questo entriamo in un dettaglio più tecnico, quindi la mozione non ci si addentra se non in termini generali nell'adeguare le strutture ed il personale in base a queste nuove esigenze che vengono chieste.
Ripeto, ho dato un’occhiata alle altre mozioni mi sembra di poter dire che ..., tranne per un passaggio e mi sembra fuori luogo inserire in una mozione una fognatura, qui siamo in un Consiglio regionale, credo che dovremmo dare delle indicazioni di diverso aspetto tra l’altro mi dicono, ma questo va verificato, ma credo che sia così, che l’immobile sia di proprietà del Comune, quindi anche lì poi ci sarebbe da verificare se è oggetto di questa mozione o se sarebbe da sollecitare il Comune ad intervenire, ma, ripeto, non credo che un Consiglio regionale debba addentrarsi sulla fognatura da aggiustare, queste sono vicende amministrative che i dirigenti dell'Asur insieme all’amministrazione comunale devono risolvere nei tempi più brevi.
Credo che questa mozione possa essere votata.
Salto direttamente la manfrina intermedia, visto e apprezzato che a seguito di questa mozione presentata dal Partito Democratico, di fatto tutte le forze presenti nel Consiglio regionale ne hanno presentata una, non è mia volontà dividere il Consiglio regionale su un tema che riguarda una comunità marchigiana e sul quale di fatto, a parte le schermaglie politiche, mi sembra che ci sia una condivisione, c’è quindi la disponibilità del sottoscritto, se le altre forze vogliono firmarla anch’esse, a presentare una risoluzione nella quale però, ci tengo a precisarlo, si ricalchi sostanzialmente la mozione presentata da me che mi pare scevra da una serie di polemiche politiche, che posso comprendere, ma che non condivido, e che di fatto fa il quadro della situazione e chiede sostanzialmente le stesse cose all’amministrazione comunale ed all’amministrazione sanitaria della Regione.
Su questo passaggio do la mia disponibilità, ho preparato già il testo della risoluzione, se c’è la volontà, altrimenti andiamo al voto , ripeto, credo che si possa evitare, ognuno con la propria mozione.
Se i firmatari delle altre mozioni sono disponibili c’è la mia disponibilità a far sottoscrivere questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Questa mozione, Consigliere Micucci, è stata da me concordata con il Sindaco di Cingoli, Saltamartini, perché la problematica della soppressione del punto di primo intervento io non la conoscevo bene, non essendo di Cingoli.
Ci sono alcune critiche che sono state fatte dal Sindaco, capisco che la critica spesso non viene accettata, ma visto e considerato che siamo in democrazia nella mozione 281 le critiche dovevano essere accettate da parte di questa minoranza e non vedo perché, in questo momento, alcune critiche vere ..., le ripeto che la mozione è stata presentata da me, ma in accordo con il Sindaco che è della stessa parte politica.
Faccio una cronostoria. Nel 2016 i degenti dell’ospedale di Cingoli a seguito del terremoto e del conseguente crollo dei muri furono ricoverati a Jesi ed a Macerata.
Il Comune di Cingoli e l’Asur 2 che cosa hanno fatto? Hanno predisposto le misure di ripristino delle condizioni di sicurezza e solo dopo soli tre mesi l’ospedale è stato riaperto in pieno regime.
Che cosa accade nel gennaio 2017? A soli due mesi dalle devastanti scosse, la direzione Asur 2 decide di eliminare il punto di primo intervento e lo sostituisce con il Pat, questa trasformazione ha reso di fatto completamente inagibile il servizio di pronto soccorso in quanto il personale sanitario addetto al Pat si limita semplicemente ad accompagnare i richiedenti presso le strutture ospedaliere di Macerata e di Jesi.
Stando all’amministrazione comunale di Cingoli, ed è per questo che le dico che la mia premessa non l’ho inventata, si tratta di uno sperpero di risorse pubbliche che richiedono una revisione della misura adottata.
Il Comune di Cingoli si è trovato impreparato a fronteggiare questa evenienza che peraltro è stata adottata nel momento in cui, a seguito della ferita sismica, avrebbe avuto bisogno di richiedere un aiuto maggiore.
Dobbiamo però fare alcune considerazioni. L’ospedale di Cingoli è l’unico ospedale veramente montano nella nostra regione, dovrebbe godere delle provvidenze e delle garanzie previste dall’articolo 44 della Costituzione. Invece che cosa gli è stato riservato? E’ stato riservato un trattamento opposto, ma questo non lo dice la sottoscritta, lo dice l’amministrazione comunale, la diretta interessata.
La dirigenza sanitaria regionale, Consigliere Micucci, si sarebbe rifiutata di inviare l’atto di trasformazione del punto di primo intervento in Pat, che il Comune avrebbe potuto impugnare al Tar delle Marche, in quanto assumeva che il provvedimento ablatorio non era richiesto in quanto si sarebbe trattato di semplice attuazione del piano sanitario regionale.
Tuttavia, per confutare tale comportamento giuridicamente rilevante il Comune di Cingoli avrebbe dovuto adire le vie legali con un aumento dei costi e della litigiosità tra enti pubblici, strada che il Comune ha deciso di non percorrere ed invece ha chiesto di potersi confrontare con i dirigenti Asur per mettere in rilievo che ad avviso dell’amministrazione comunale la soppressione del punto di primo intervento comportava uno spreco delle risorse pubbliche ed un rilevante disagio sociale oltre che un disservizio molto grande.
A tutt’oggi l’attesa minima al pronto soccorso dell’ospedale di Jesi, a Macerata è la stessa cosa, è di molte ore e non si comprende quale sia la ragione per non utilizzare efficacemente le risorse umane e gli strumentali esistenti a Cingoli ,specie per la diagnostica e l’impiego della Tac donata dalla Fondazione Banca Marche.
Sono stati fatti numerosi articoli in merito, sono usciti sulla stampa locale che mettevano in rilievo il pessimo stato del servizio sanitario di emergenza. Nulla è cambiato nel corso di questi mesi.
La Regione Marche ha giustamente e legittimamente previsto che per lenire i disagi delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 alcuni ospedali dei comuni del cratere, ma non solo, potevano continuare a mantenere in vita il punto di primo intervento, questo è stato fatto escludendo l’ospedale di Cingoli.
A seguito poi del pensionamento dell’unico medico di radiologia, avvenuto a fine novembre, l’Asur ha ridotto il servizio di radiologia a solo due giorni la settimana e non ha mai integrato il personale medico dei reparti post acuzie come da organigramma.
Il fatto ha rilievo poiché la carenza era stata segnalata con grande anticipo e nonostante ciò non si è provveduto alla programmazione della sostituzione, peraltro il servizio di riabilitazione in un ospedale post acuzie, con questa denominazione, è stato notevolmente destrutturato, manca il personale specializzato e quello medico.
C’è un’altra criticità che il Consigliere Micucci dice che non dobbiamo mettere in evidenza qui nel Consiglio regionale, però il Sindaco lo ha messo in evidenza perché è una problematica, che lei ha già detto Consigliere, che si trascina da almeno tre anni, puntualmente segnalato ma ancora irrisolto, quindi non lo segnalo qui perché è avvenuto da pochi giorni, ma sono tre anni, dalla fognatura sotto l’ospedale fuoriesce un odore insopportabile che invade gli uffici, stanze e camere ospedaliere.
In queste condizioni il Comune di Cingoli ritiene che l’attività posta in essere dai dirigenti dell’Asur regionale sia gravemente lesiva dei canoni costituzionali che reggono l’azione dell’amministrazione pubblica in termini d imparzialità, efficienza, efficacia ed adeguatezza del sistema sanitario.
Il Consiglio comunale di Cingoli nella seduta del 18 settembre 2017, ripercorro tutte le tappe, ha sfiduciato i dirigenti sanitari regionali ritenendo che i problemi di cui sopra siano anche la conseguenza di una gestione dell’amministrazione non condivisibile.
Resta a questo punto il tema della discriminazione di trattamento tra i Comuni del cratere sismico, che non risulta cosa di poco conto.
La problematica come sopra esposta è stata sollevata dal Sindaco di Cingoli con missiva protocollo 19770 del 30 novembre 2017, il Sindaco Saltamartini ha anche richiesto con missiva protocollo 20420, del dicembre 2017 al Presidente della IV Commissione Volpini informale audizione per discutere delle condizioni del plesso ospedaliero di Cingoli..
A questo punto noi chiediamo la stessa cosa, l’impegno da parte del Presidente e della Giunta a ripristinare con atto urgente il punto di primo intervento nell’ospedale di Cingoli e le condizioni di funzionalità di un nocosomio che vede ricoverati ogni giorno oltre 40 degenti con tutta la medicina e la diagnostica per tutte le popolazioni della vallata del San Vicino e lungo il fiume Musone gravemente danneggiate e colpite dall’ondata sismica del 2016.
Ci sono delle critiche, ma critiche vere e serie, ed io ho ripercorso tutte le tappe di ciò che ha fatto l’amministrazione comunale.
Per quanto riguarda la fognatura sono tre anni che c’è questa problematica, quindi mi auguro che anche questa mozione possa essere votata oppure facciamo una risoluzione, come ha chiesto il Consigliere Micucci. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Innanzitutto chiedo un suggerimento: se quello che devo dire lo posso dire con tre parole o devo metterci mezz’ora anch’io. Io preferirei tre parole. Posso con tre parole? Cingoli chiede che vengano ripristinati i servizi che c’erano prima anche perché la zona sapete com’è. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Non mi sento di dare torto a quanto affermato dalla Consigliera Marcozzi, certo è che se c’è una volontà di aprire, di firmare una risoluzione tutti quanti insieme, diamo un esempio, un primo step per l’interessamento della Regione a questo ospedale di comunità che sicuramente merita molto di più di quello che ha, soprattutto la popolazione, visto che è una zona montana e visto anche il recente sisma.
Credo che valga la pena di accendere un faro ed eventualmente di provare a potenziare per quello che è possibile la struttura, ma soprattutto l’organico.
Come sapete benissimo noi stiamo portando avanti una battaglia per l’assunzione ed il ripristino di alcuni posti letto anche in altre strutture e sicuramente quella dell’ospedale di Cingoli è una struttura che merita di avere un servizio di radiologia efficace ed efficiente, visto che quello di Camerano è stato chiuso e tra le varie strutture indicate nella risposta all’accesso agli atti che ho fatto era indicata anche la struttura di Cingoli, quindi se da una parte chiudiamo i servizi a Camerano e poi a Cingoli non riusciamo a mantenerli efficienti ed efficaci secondo me ci sono dei problemi che vanno assolutamente risolti.
Ringrazio il Consigliere Micucci per l’apertura che ha fatto, considerandola come un primo step per andare avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.


Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Sono fra i firmatari di una delle quattro mozione presentate che vengono discusse oggi che fondamentalmente più o meno dicono la stessa cosa o giungono più o meno alla stessa richiesta.
Dico subito che sono assolutamente favorevole a sottoscrivere una risoluzione congiunta per esprimere una volontà unica da parte dell’Aula cosa che, per quanto mi riguarda, ma credo sia arrivata anche a parecchi altri Consiglieri se non a tutti, lo stesso Sindaco di Cingoli aveva chiesto sollecitando l’intervento per quelle problematiche che sono qui oggi.
In particolar modo la trasformazione del punto di primo intervento e in riferimento alla deroga, che in quest’Aula era stata già annunciata, ricordo proprio a seguito di una mia mozione sul punto di primo intervento di Recanati, la risposta era stata che la deroga era possibile ed era stata richiesta da parte della Regione Marche per le zone colpite dal terremoto.
Non si capisce pertanto perché Cingoli fosse stata esclusa, io sono stata a visitare l’ospedale diversi mesi fa, già quando c’era questa trasformazione nell’aria, non ancora compiuta, e la preoccupazione e l’attivazione sia dei cittadini che delle istituzioni era forte.
Dopo le premesse che ho fatto per dire che sono assolutamente favorevole ad una risoluzione, quindi ad andare in questa direzione, faccio però un piccolo appunto, non me ne vogliate se faccio un po’ la voce fuori dal coro.
Mi sembra un po’ strano che i provvedimenti della Giunta, dell’organo esecutivo della Regione, debbano essere concordati ed attivati attraverso una mozione della sua stessa maggioranza, piuttosto che avere un atto della Giunta che concretizza quello che già mesi fa aveva detto rispetto ai punti di primo intervento e la non trasformazione in Pat per i territori colpiti dal sisma. Farlo attraverso una mozione mi sembra un po’ una incongruenza nella linearità di quelli che dovrebbero essere gli atti, mi sarei aspettata dalla Giunta, quindi dal Presidente e dall’Assessore alla sanità che ha dettato una linea in quest’Aula, che ha risposto ad una situazione similare di trasformazione rinviata del punto di primo intervento dell’ospedale di Recanati, dicendo che nelle zone terremotate si era chiesta una deroga e si andava in questo senso, una consequenzialità per tutti i territori e che per intervenire nell’ospedale di Cingoli non ci fosse la necessità di fare un atto, di esprimere una volontà attraverso un atto dell’Aula.
Ben venga che poniamo rimedio, attraverso queste quattro mozioni e
con una risoluzione, ad una mancanza in questo senso, le sviste ci possono essere, però mi ha un po’ stupito la scelta fatta di arrivare a mettere una pezza ad una problematica che di fatto, anche attraverso le pagine di stampa, anche attraverso gli appelli dell’amministrazione comunale, non era sconosciuta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che evidenziando questo problema, di cui si sta discutendo in riferimento alle mozioni presentate, si cerchi di salvaguardare un territorio che è fortemente in difficoltà. Lei Presidente scende da Pesaro probabilmente non si accorge o non si è ancora accorto delle difficoltà di molti territori nella nostra regione Marche, uno di questi è Cingoli.
Cingoli non è servito da una strada per il collegamento verso la Vallesina, è un problema molto importante per questa comunità che guarda questa valle e lì c’è un problema, un problema di comunicazione e di cercare di velocizzare questa possibilità per la comunità.
Presidente, lei interviene applicando, l’ho detto già altre volte, lo ripeto qui stamattina, delle direttive del governo centrale come se fosse una persona che non governa la regione, ma un impiegato di questa struttura, ligio ai doveri di una circolare nazionale. Allora non servirebbe la politica, io invece sostengo che la politica serve, serve l’esecutivo, però lei è molto fuori da questi problemi, è disattento nei confronti di queste comunità.
Nello stesso tempo lei ed il suo gruppo, il suo partito, dentro quest'Aula ci dite, anche fuori, che l’entroterra, che le zone particolari e belle della regione Marche devono essere valorizzate, ma lei si rende conto di essere in continua contraddizione? Oppure no? Perché se non si rende conto è un ragionamento, ma se si rende conto credo che non si dovrebbe comportare così. Questo è il problema!
Noi crediamo che sulla comunità di Cingoli ci debba essere un forte investimento per mantenere la struttura, sennò parliamo di aria fritta e credo che, Consigliere Micucci, la risoluzione non può che andare in questo contesto se vuole fare un servizio a quel territorio. Non può che andare in questo contesto, quello di mantenere i servizi per una comunità difficile, fuori dalle normali realtà, fuori dalla Vallesina, fuori da Macerata, e si potrebbe anche aprire un discorso per vedere dove questa comunità si può allocare, ma credo che non sia questo il problema, il problema è che lì c’è una realtà territoriale importante per la comunità marchigiana, perché è fatta di comuni, e non può non essere presa in considerazione in termini positivi.
Se la risoluzione ha come obiettivo la valorizzazione del territorio nel mantenere una sanità efficiente per questa popolazione, ha senso, altrimenti credo che ci prendiamo in giro, diciamo belle parole, facciamo ottime considerazioni, ma poi come sempre nei fatti ci comportiamo in un modo diverso. Di documenti, Assessore, ne ho visti tanti, provenivano non dal mondo della politica, provenivano dal mondo sindacale, dicevano di conservare o di valorizzare degli aspetti o dei problemi importanti, ma alla fine non c’era scritto niente.
Questo documento ha un senso, colleghi Consiglieri che avete presentato queste mozioni, noi sosterremo questa eventuale risoluzione, se contiene queste cose, altrimenti è meglio non fare niente e lasciare questa comunità in difficoltà, come il buon Presidente ci ha abituato, circostanze in cui non si interviene sugli aspetti importanti. E' inutile che lei dica in tutte le parti che ha migliorato ed ha fatto, la realtà purtroppo ..., una cosa è la comunicazione, Presidente, il suo maestro purtroppo è scivolato sulla comunicazione, parlo di Renzi, è logico, lei ha copiato molto da Renzi, comunicazione, però se si va nel territorio si trovano le difficoltà,quindi i problemi non si sono risolti, Presidente!
Attenzione, Presidente, io la voglio aiutare e sono talmente bravo nell'aiutarla che credo che il problema di Cingoli debba essere rivisto nella sua struttura sanitaria per dare un servizio efficiente a questa comunità perché i servizi, dalla strada alle infrastrutture, non esistono. Credo che questo sia un passaggio importante e lei non può essere sordo rispetto a questo appello che viene fatto con forza per risolvere questo problema, il ripristino dei servizi tolti a Cingoli.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Sortisco con un consiglio al nostro Presidente della Giunta: stia attento a chi la vuole aiutare perché ogni aiuto ha il suo prezzo.
Sto alla mozione che chiede quattro cose: l’immediato ripristino nell’ospedale di comunità di Cingoli del punto di primo intervento, e già bastava questo; provvedere all’adeguamento dell’organico medico del reparto di lungo degenza ospedaliera che andrà a coprire anche l’attività di detto PPI, questo non è indifferente perché bastava quello, perché il PPI come era stato concepito è stato cancellato perché oggi non esiste più nella organizzazione sanitaria nazionale o regionale, però la differenza fra un PPI e un PAT è proprio questa, la presenza di medici dei reparti di lunga degenza o di medicina; coprire celermente il posto vacante per intervenuto pensionamento del medico radiologo, è un servizio e penso che questo sia già nelle previsioni, poi ci sono da trovare i medici perché di questi tempi il problema è trovarli; poi dopo puntuale ed obiettiva ricognizione degli uffici preposti ad adeguare alle nuove esigenze le necessarie attrezzature.
Sottoscrivo questa mozione, l’avrei sottoscritta, ma con il nuovo regolamento non è possibile, bisogna presentarne un’altra, non si possono aggiungere firme, perché possono venire iniziative dei Consiglieri regionali di maggioranza anche incrociando volontà che sorgono da Comuni o da popolazioni ben circoscritte. Non è detto che per ogni cosa che dobbiamo fare o che vogliamo fare, chiediamo il permesso a papà Ceriscioli, non c’è questa dinamica, voglio tranquillizzare i componenti della minoranza, il nostro Presidente ci lascia largamente liberi, forse troppo, rispetto ad altre legislature, non lo so, di agire come vogliamo e il Consigliere Micucci che non ha certamente bisogno della mia difesa, ha fatto questo.
L’ha fatto con dei Consiglieri di minoranza che sono anche gli stessi della coalizione alla quale ha aderito l’Udc, quindi sono ben lieto di questa iniziativa che troverà da parte della Giunta risposte senza minaccia, cioè noi non stiamo minacciando il Presidente che se non farà le cose che qui abbiamo indicato verrà bastonato in senso politico o altro, noi impegniamo e chiediamo alla Giunta che si impegni in questa direzione, dentro una logica che ci sembra comprensibile. Poi la Giunta ed il Presidente saranno liberi di valutarla e liberi di dire si, di dire no, di dire ni, secondo quello che riterranno più opportuno fare, Presidente. Noi la votiamo in questa logica, in un corretto rapporto fra istituzioni, dove il Consiglio è organo di stimolo in questo caso, di sollecitazione non di ispezione, e la Giunta è l’organo che ha la responsabilità finale di quello che deve fare e su questa responsabilità sarà valutata.
Su questo, e ripeto, me non c’è nemmeno bisogno di una risoluzione, non so che cosa avete deciso fra capigruppo, ma penso che non ce ne sia neanche bisogno perché se non siamo d’accordo su queste quattro cose, possiamo fare una risoluzione per verificare che non siamo d’accordo su tutte le premesse. Quindi io lo faccio perché sono ormai le 14,30, i più non hanno pranzato, ce ne vogliamo andare a casa oppure ci fermiamo un’ora e andiamo alle 19,00 di stasera. Mi sembra chiaro che più delle cose che ha scritto il Consigliere Micucci nel dispositivo della mozione non si possano dire, oppure se ne possono dire altre, solo per dire che rispetto a questo non si può dire, ecco perché non possiamo essere d’accordo ad una risoluzione, che abbiamo un’area montana dimenticata da Dio, dagli uomini e dal Governatore/Re, non si può dire perché nella nostra area montana …, e quando si parla bisogna conoscere le altre aree montane d’Italia, perché i confronti si fanno con le altre aree montane, io sfido chiunque, a cominciare dalla Lombardia e Veneto, che hanno una grande area montana ed hanno notevoli ospedali di rete nell’area montana, per non parlare del Trentino Alto Adige che ovviamente è tutta area montana, noi abbiamo nell’area montana area vasta 1: due ospedali di rete, Presidente, Urbino e Pergola, 3 di comunità, Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, nell’area vasta 2, che ha una montagna abitata che non arriva a 600 metri, quindi è una montagna collinare, ha Fabriano come ospedale di rete, Arcevia, Sassoferrato e Cingoli, 3 ospedali di comunità di cui stiamo parlando, l’area vasta 4 non ha l'area montana perché ha un restringimento vallivo che finisce addosso ad Amandola, c’è solo un Comune e quel comune ha un ospedale che è ancora di rete, nell’area vasta 3 abbiamo un ospedale di rete con più di 100 posti letto su due sedi, che è Camerino e San Severino, e 2 ospedali di comunità, Matelica e Tolentino. Dire che con 15 presidi ospedalieri di rete e di comunità abbiamo abbandonato la montagna veramente ce ne passa.
Allora non si possono fare risoluzioni con queste premesse, la risoluzione che si può fare è quella che ha proposto Silvio Berlusconi al PD, Silvio Berlusconi a “Porta a porta” a domanda risponde: “Se vince il centro destra governo per conto mio”, ma se è costretto a fare alleanze che fa? E Berlusconi: “Non devo fare alleanze perché vinco” perché Berlusconi non è stupido, quando parla sa quello che dice. Siccome il giornalista per la terza volta lo ha interpellato, gli ha detto: “Guarda se proprio c’è bisogno di voti questo è il programma del centro destra, se il PD ci sta e lo sottoscrive integralmente si fa il Governo insieme”, vale anche per la risoluzione presentata dal Consigliere Micucci, visto che questa è seria e ragionevole se la minoranza o le minoranze che hanno presentato tre mozioni in coda a questa, le vogliono sottoscrivere, le possono sottoscrivere tranquillamente.
L’ultima cosa che mi sento di dire è una riflessione, Presidente, che lancio a lei e lancio a questo territorio perché è della mia provincia e molte volte l’ho frequentato, come lo ha frequentato anche il Presidente che mi sembra ci sia andato diverse volte oltre ad aver ricevuto non so quante volte il Sindaco di Cingoli, forse ha ricevuto il Sindaco di Cingoli più del Sindaco di Recanati, che è del PD, questo a dimostrazione del fatto che la sua disponibilità verso chiunque è larga, io l’ho incontrato almeno un paio di volte davanti al suo ufficio, quindi è giusto fare questo ed è giusto intrattenere questo tipo di rapporto anche se poi gli stessi Sindaci vengono a manifestare a Recanati insieme a Zaffiri, insieme a Maggi, dicendo che lei è un incompetente, un inconcludente, però sono sempre quelli.
Quindi a parte questi giochi delle parti che non riesco a capire perché io sono ancora ancorato alla prima Repubblica e questa disinvoltura istituzionale non ce l’ho, però una riflessione seria la vorrei fare in merito alla dislocazione di questa area vasta, abbiamo questa anomalia che va spiegata, due minuti, proprio in relazione al territorio di Cingoli, quando si dice che Cingoli è un comune in territorio montano, si dice una cosa vera per un quinto, perché il territorio montano sarebbe sopra i 700 metri, ma Cingoli non ci arriva a 700 metri se non per la parte della pista di ciclocross, per il resto il comune di Cingoli è intorno ai 550/600 metri, che però non è poco, è un punto anche di difficile accesso, su questa parte del territorio cingolano insistono 2.000 e poco più abitanti, la gran parte della popolazione cingolana, e questa è l’anomalia, risiede verso la Valle del Potenza o verso la Vallesina, cioè verso Jesi, più verso la Valle del Potenza che verso la Vallesina, ad un’altitudine media di 250/300/400 metri perché arriva quasi a ridosso di Villa Potenza che è una frazione di Macerata a 120 metri di altitudine.
Cingoli ha una sua difficoltà logistica, non tanto perché sta in montagna, ma perché ha un territorio sparso, quindi gli stessi cingolani sono stati stressati nel dilemma di dire: “Vado più facilmente verso Jesi o verso Macerata?” La distanza è identica solo che una parte di popolazione consistente gravita di più sulla provincia di Macerata.
Diverso il discorso per gli altri due Comuni, Poggio ed Apiro, che sono decisamente, soprattutto Apiro, sull’area jesina, essendo stati Cingoli, Poggio e Apiro un’unica comunità montana da sempre, è ovvio che alla fine hanno deciso per quella direzione.
Però in questo senso una piccola riflessione la farei, perché al di là di tutte queste storie giuste, a me piacciono le cose un po’ più strutturali, cioè mettere in conto, e solo come ipotesi, solo come algoritmo, il fatto che questo territorio possa essere meglio servito in Provincia di Macerata o nell’area jesina, perché poi vedo che continuamente con l’area jesina nascono tensioni di vario tipo, quindi c’è una oggettiva difficoltà in questo senso e visto che, nota di merito, l’attuale nostro direttore di area vasta è cingolano, chi meglio di lui può esaminare questa ipotesi e valutare, naturalmente con l’accordo delle popolazioni locali. Nessuno immagina uno stravolgimento dall’atto però io un gesto, un piccolo sforzo all’intelligenza pratica lo farei per dire: “Vale la pena che? O vale la pena che?” perché questi equivoci si ripetono continuamente e sarebbe anche interessante, Presidente, vedere dai dati dove vanno i cingolani, quali sono gli ospedali di rete maggiormente frequentati. La popolazione anziana per gioco forza, avendo Cingoli, anche questa ulteriore anomalia, l’unico ospedale di comunità che ha conservato la lungo degenza, un privilegio assoluto che è stato concesso a Cingoli, che non è stato concesso a Loreto, che non è stato concesso a Recanati. Cingoli proprio per questa sua particolarità ce l’ha avuta, diciamole queste cose, sennò sembra che qualcuno ha deciso di farci una croce sopra e la tomba sotto, non è così.
C’è stata sempre una grande attenzione verso questo territorio, al di là del fatto che chi ci abita urli o non urli, perché le ragioni vengono su da sole e vengono riconosciute non sulla base delle urla o delle pressioni, ma sulla base dell’intelligenza e della bontà che è ancora un criterio che in qualche maniera regge la vita politica di questa regione e con essa chi l’amministra.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Molto velocemente per dire che io ho sottoscritto la risoluzione proposta dal Consigliere Micucci perché mi sembra equilibrata ed afferma un principio, penso, condiviso da tutti, ossia quello di ripristinare il punto di primo intervento a Cingoli, e questa mi sembra la cosa più importante. Dopodichè nel dispositivo c’è anche la richiesta di integrare al più presto il personale in modo da garantire il regolare funzionamento, quindi mi sembra che questa risoluzione possa sintetizzare bene le necessità sia del territorio che di tutte le istanze espresse dai vari Consiglieri per cui l’ho sottoscritta convintamente e altrettanto convintamente la voterò.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. La mozione presentata dal Consigliere Micucci, alla quale sono poi seguite altre mozioni che mi sembrano molto simili a parte qualche impostazione diversa di carattere generale, nasce da un incontro, non so se lo ha detto nella sua relazione, proprio per approfondire alcuni problemi contingenti che si stavano sviluppando all’interno della struttura e ragionare su alcune opportunità.
La domanda logica che credo sia stata fatta anche nel dibattito era: “Perché nel momento in cui noi abbiamo chiesto al Governo una deroga per il mantenimento dei PPI in area sisma, questa deroga è stata di fatto applicata in alcune strutture come Tolentino e in altre no?”
La spiegazione è abbastanza semplice, nella trasformazione dei 13 ospedali in strutture territoriali Cingoli ha mantenuto un privilegio perché a differenza delle altre, per ragioni di equilibrio e di necessità, si sono mantenuti i posti a lungo degenza, attraverso i posti a lungo degenza di fatto, lo ha spiegato il Consigliere Marconi, rimangono in struttura medici internisti e quindi il PAT sostanzialmente equivale al PPI. Quindi non si era posta la questione perché di fatto già le condizioni di Cingoli lo davano in una situazione diversa rispetto alle altre strutture.
Il riconoscimento del PPI come chiede la mozione di fatto rende esplicito quello che c’è oggi, quello che ci sarà domani nel PPI, ma la cosa ancora più significativa dopodomani, perché prima o poi la deroga sul PPI, magari non accadrà, però possiamo anche immaginare che fra qualche anno, in una condizione diversa, possa arrivare l’indicazione di portare ad uno standard generale i PPI nelle altre realtà e Cingoli a differenza degli altri, mantenendo questo assetto, anche se dovesse venir meno la dicitura PPI, manterrebbe un servizio di quella natura, finché ci sarà la lungo degenza. Ecco spiegato lo scuro arcano, il contrasto fra Consiglio e Giunta nella scelta del PPI.
La proposta che fa la mozione di esplicitarlo è coerente con gli spazi che abbiamo ottenuto a livello nazionale, con l’area sisma, con il servizio che oltretutto è quello che meno ci impegnerebbe nell’essere attivato, quindi la proposta può essere accolta.
Il resto riguarda un po’ il tema di tutti, ovvero noi disegniamo la riforma, prevediamo determinati strumenti, poi per una serie di ragioni, il più delle volte legate alla difficoltà di reperire il personale specialmente nelle aree interne della regione, non sempre un servizio al personale, che è previsto nello schema, ma non perché qualcuno lo abbia tolto, cancellato o eliminato, per le difficoltà oggettive di reperirlo.
Quindi la tensione a fare in modo che queste strutture possano avere tutto il personale è più che legittima, è condivisa ed è il momento politico anche per farlo sapere. Non c’è un gioco che vuole portare via i medici dalle strutture per mettere sotto tensione la popolazione, sono necessità che nascono da difficoltà oggettive su alcune specialità, alcune da molto tempo, come l’attività legata alla radiologia, altre più recenti, come la difficoltà a reperire pediatri o figure per l’emergenza che sono specializzazioni di cui si fa fatica a reperire, è un po’ anche l’oggetto della mozione di prima, figure specializzate al servizio del sistema.
Più in generale anche laddove le difficoltà sono meno, si fa più fatica a collocare le aree interne rispetto ad altre posizioni per mille ragioni che possiamo immaginare, di praticità, di carriera, di percorso, di obiettivi che i medici si danno, quindi più sull’oggi legate alla propria destinazione, però la mozione di fatto cosa dice? Quello che è previsto dentro le strutture venga portato avanti.
Sugli investimenti è il punto che stiamo perseguendo un po’ dappertutto, su Recanati credo che un elemento di svolta sia stato rendere espliciti investimenti che erano attesi da tantissimo tempo e l’aver realizzato l’investimento ha dato un segno importante non solo in termini concreti, passando da un mammografo anteguerra ad uno bello, tecnologico, di maggior qualità, che irradia di meno, quindi è anche migliore per la salute, ma l’investimento è anche il segno che si crede in quella struttura. Quando il cittadino vede investire, oltre al valore intrinseco dell’investimento coglie anche il senso che c’è un impegno in uno schema, in un disegno di sanità regionale di mantenere quegli obiettivi.
Consigliere Zaffiri, lei non può solo dire che con il Governo dobbiamo avere un rapporto di contrapposizione e chissà cosa, noi con il Governo abbiamo portato a casa la riesumazione di 202 milioni che ci hanno permesso di fare tanti di questi investimenti. Avere avuto quei 202 milioni penso sia importante per i cittadini nel momento in cui vedono le risposte. 202 milioni nascono da cosa? Dai 30 milioni in più che tutti gli anni, grazie al mantenimento ed al rispetto di quegli obiettivi, la Regione ha e di nuovo può metterli a disposizione. Nel 2017 li abbiamo messi direttamente nei budget delle aziende, in passato non erano stati spesi, i 202 milioni ce li hanno fatti riattivare e sono fondi che sono finiti a vantaggio della comunità.
Oggi la stima che c’è nei confronti di una Regione che in maniera molto seria persegue gli obiettivi stando dentro un quadro di regole, cosa non sbagliata per una amministrazione, è anche ripagata da un atteggiamento estremamente positivo di un Governo che ci ha dato 200 milioni in più nel 2017 e circa 30 milioni tutti gli anni. E' la cifra che prendiamo rispetto a quello che dovrebbe essere un finanziamento ordinario per la nostra Regione, quindi una cifra importante che va tutta a favore della salute.
Quando rendicontiamo, è questa la cosa incredibile, noi raccontiamo dei fatti misurabili, controllabili, che uno confonda la rendicontazione con la propaganda per certi versi può essere lusinghiero, perché vuol dire che il dato della rendicontazione è stato preso bene, ma non c’entra niente con la propaganda. Se si dice che l’Asur al 2017 ha 834 persone in più che ci lavorano rispetto a quelle che c’erano nel giugno 2015, non è propaganda, è un dato, ci sono 830 persone in più che lavorano e io immagino che medici ed infermieri in più che lavorano sia a vantaggio di un sistema che segnalava nella difficoltà di avere numeri insufficienti di personale, un bisogno un po’ diffuso nell’intera Asur.
Se diciamo che l’Asur ha fatto 25 milioni di euro di investimenti in un anno non stiamo parlando da imbonitori, ogni investimento ha una fattura, ha un riscontro, ha una carta, perché noi siamo la pubblica amministrazione, non siamo qualcosa di astratto, e rendicontiamo alla Corte dei Conti, al Ministero, al Mef, tutti ci chiedono dati, quindi tracciati, riconosciuti, pubblicati e inviati ai soggetti preposti a controllare ed a verificare la nostra attività, la nostra azione.
Se nel budget di Asur hanno avuto l’anno scorso X milioni in più da spendere direttamente anche questo è un fatto perché, ve lo spiegavo prima, grazie ad una serie di meccanismi 30 milioni siamo riusciti a darli a budget, anziché tenerli da parte con il rischio che un Governo meno attento non ci desse la possibilità di riattivarlo.
Più personale, più risorse per la gestione, più investimenti, sono fatti, poi nella valutazione di questi fatti si aprirà un confronto, ma noi non possiamo negare i fatti, o li neghiamo perché portiamo dei numeri che dicono una cosa diversa rispetto all’affermazione fatta, oppure dobbiamo riconoscere che quell’affermazione è vera e da lì iniziare i nostri ragionamenti.
Abbiamo fatto la rendicontazione per Marche Nord, l’abbiamo fatta per Torrette, tutti quanti hanno raccontato la stessa storia: siamo aumentati in termini di personale, siamo aumentati in termini di budget, abbiamo fatto molti più investimenti di quelli che si facevano prima, hanno fatto lo stesso racconto, tutti hanno aumentato la produzione, tutti hanno rispettato il 90%, anche questo misurato, segnalato e dato, dell’obiettivo nazionale sulle liste d’attesa per le prime visite su 43 specialità. Tutti numeri certificati e verificabili.
Se la rendicontazione viene paragonata alla propaganda ed ogni dato che viene affermato, senza avere un pezzo d’appoggio, un foglio, un documento, un atto che dice che quello non è vero, viene tacciato come una forma di pura comunicazione, per me è vero esattamente il contrario.
Sa Consigliere Zaffiri qual è la comunicazione? Quello che dice che non è vero senza avere neanche un fogliettino che gli vada a dire che la sua affermazione ha senso, questa è la comunicazione deteriore, è quella che non va bene, quando invece arriva un professionista che ti legge i suoi numeri, tutti elaborati, comunicati, segnalati, misurati, quello ti porta dei fatti, dei dati, dei risultati. Ci possono piacere, ci possono non piacere, male che vada uno può sempre dire si poteva fare meglio, hai fatto 20 milioni di investimenti, ma ne potevi fare 22, si, ma ne potevo fare anche zero, magari come è stato fatto 5 anni prima.
Quindi sono tante le possibilità, ma non riconoscere nemmeno i fatti, non dire che lì lavorano 800 e passa persone in più, volendo fare a tutti i costi propaganda, è questo che non va bene.
Poi il paragone fra il mio stile comunicativo e quello di Renzi mi sembra che neanche quest’Aula possa contenere un simile paragone, ma lo dico per Renzi, non per me, lui é veramente un uomo nato per la comunicazione, io penso di avere tanti pregi, uno no di sicuro: quello della comunicazione, quello non ce l’ho, se volete ve lo certifico io senza dover cercare una carta voi perché è una modalità di intendere il governo, l’attività, il valore della accountability c’è, misurare le cose che facciamo, far conoscere queste misurazioni, perché attraverso la misurazione ci si rende conto di quello che succede e si prendono i provvedimenti e le iniziative conseguenti, si crea quell’humus condiviso sul quale tutti quanti poi possono portare la loro progettualità.
L’ho sempre fatto, continuo a farlo, ma non è comunicazione è un’altra cosa, è una modalità con cui si intende il lavoro di governo.
Sono più che favorevole alla mozione, abbiamo avuto modo di condividerla a seguito di un incontro, rispecchia l’esigenza reale di poter vedere anche rappresentato, sotto il profilo chiamiamolo simbolico, un servizio che viene fatto e l’altra tensione importante è quella di promuovere le riforme che prevedono determinati servizi ed è bene che questi servizi siano pienamente nelle disponibilità della propria comunità.

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Micucci, Pergolesi, Bisonni, Maggi, Leonardi, Marcozzi, Zura Puntaroni, Malaigia, Zaffiri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Ovviamente apprezzo, ma non torno sulle parole del Presidente che ha ben spiegato il rapporto tra Giunta e Consiglio e in questo caso il rapporto con il gruppo, quindi non ci torno.
Ringrazio il Consigliere Marconi per aver esplicitato ancora meglio il testo della mozione e apprezzo il fatto che tutto il Consiglio e gli estensori delle altre mozioni hanno concordato di sottoscrivere una risoluzione che ricalchi per intero la mozione da me presentata, salvo, come avete visto, una piccola correzione grammaticale nel senso che i punti 2 e 3 vengono sintetizzati in un unico punto perché secondo il regolamento, che per me è ancora un po’ indigesto, la risoluzione necessita di una piccola modifica rispetto alla mozione.
Permettetemi in questa valutazione assolutamente positiva del dibattito e della conclusione due piccole precisazioni sui tempi, io non metto in dubbio che gli altri Consiglieri conoscevano al pari di me la tematica del Comune di Cingoli, rilevo che la mia mozione è stata presentata il 23 novembre, poi tutti abbiamo ricevuto, credo, due lettere del Sindaco, una a fine novembre e l'altra a metà dicembre, poi le mozioni del 14 dicembre, del 29 dicembre e del 15 gennaio, questo rispetto alla tempistica. Poi per quanto riguarda la valutazione delle affermazioni degli amministratori, in questo caso del Sindaco di Cingoli, non metto in dubbio la sua buona fede ma non la Bibbia, per cui se lo ha detto il Sindaco di Cingoli assolutamente è così, tutti gli altri amministratori vorrebbero gli ospedali dentro casa, i migliori servizi, le migliori funzioni.
Nell’ambito di una valutazione complessiva regionale è chiaro che non tutte le affermazioni o le richieste fatte dai Sindaci, in questo caso dal Sindaco di Cingoli, possono essere accolte, credo che attraverso questa mozione, ripeto, sono felice che tutti alla fine la sottoscriviamo e si vada nell’indirizzo, il Presidente abbia appena esposto la soluzione migliore dati gli elementi degli ospedali di comunità, delle deroghe per il terremoto e di quant’altro.
Quindi colgo positivamente la cosa e credo che oggi, insieme, facciamo un buon servizio alla comunità del Comune di Cingoli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Siccome il Presidente fa un sacco di propaganda e comunica bene, si è scordato di dire che sulla strada 502 per Cingoli sono stati già stanziati 18 milioni su 540.000 euro dell'Anas per la messa in sicurezza della frana e 450.000 euro per il fondo e la manutenzione.
Non ho fatto in tempo a calcolare tutte le altre aliquote che ci sono che fanno parte delle manutenzioni ordinarie, questi sono fondi dedicati per quella strada, sono quasi un milione di euro ed il resto invece c’è, ma non è valutabile in questo momento, se volete ve lo faccio sapere.
Questi sono fondi dell’Anas che sono stati assegnati poco tempo fa, quindi penso che i lavori inizieranno a primavera, non credo subito.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Sinceramente questi ultimi interventi mi hanno lasciato un po’ perplessa perché si sta facendo il gioco del rimbalzo delle responsabilità tra destra e sinistra, quando qui si sta parlando di un territorio che ha subìto un sisma, che ha delle difficoltà oggettive dal punto di vista geografico e che merita rispetto tanto quanto la popolazione che sta lungo la costa.
Ben vengano i contributi per riparare la strada che consente di arrivare in maniera più sicura al comune di Cingoli, continuare a ribadire quindici volte almeno che la Giunta rendiconta …, non ha fatto altro che rispettare le normative!
Spero che questo sia un primo passo per far si che nell’ospedale di comunità di Cingoli si possa implementare soprattutto dal punto di vista dell’organico, perché se da una parte il Presidente Ceriscioli si vanta di aver fatto numerose assunzioni, dall’altra dice che ci sono difficoltà nel reperire personale specializzato, quindi delle due l’una, l’importante è che venga garantito un servizio per la popolazione.
Dichiaro il voto favorevole del Movimento 5 Stelle. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15,05.
 

 
 
Consiglio - Assemblea legislativa delle Marche
Piazza Cavour 23 - 60121 Ancona
TEL. 07122981  FAX 0712298203  PEC assemblea.marche@emarche.it
Codice Fiscale  80006310421