Resoconto della seduta n.96 del 28/12/2022
SEDUTA N. 96 DEL 28 DICEMBRE 2022

La seduta inizia alle ore 11,30

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 96 del 28 dicembre 2022. Do per letto il processo verbale della seduta n. 95 del 20 dicembre 2022, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Proposta di atto amministrativo n. 43
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Bilancio di previsione finanziario 2023/2025 dell’Assemblea legislativa regionale. Programma annuale e triennale di attività e di gestione 2023/2025 dell’Assemblea legislativa regionale”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 43 dell’Ufficio di Presidenza.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Pasqui.

Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Buongiorno. Lo Statuto della Regione Marche afferma il principio di autonomia organizzativa, finanziaria e contabile del Consiglio regionale. La legge regionale 30 giugno 2003, n. 14, "Riorganizzazione della struttura organizzativa del Consiglio regionale" ha dato attuazione a tali principi.
L'autonomia del bilancio consiliare è altresì riconosciuta dalla normativa nazionale ad opera del decreto legislativo n. 118 del 2011, che ha introdotto l'armonizzazione dei bilanci pubblici e, con particolare riferimento, ai bilanci consiliari.
Se da un lato la riforma conferma espressamente l'autonomia contabile e di bilancio dei Consigli regionali, dall'altro impone l'adozione di determinati schemi di bilancio e il rispetto di specifici principi e regole contabili, al fine di garantire il consolidamento e la trasparenza dei bilanci pubblici e l'omogeneizzazione dei sistemi contabili. In particolare, ai sensi del comma 2 del succitato articolo 67, il Consiglio adotta il medesimo sistema contabile e gli schemi di bilancio e rendiconto della Regione, adeguandosi ai principi generali e applicati allegati al decreto legislativo n. 118 del 2011.
Pertanto, il Consiglio regionale delle Marche approva il bilancio di previsione finanziario 2023-2024-2025 secondo lo schema uniforme previsto per tutte le Regioni, ossia con le previsioni di entrata per titoli (secondo la fonte di provenienza) e tipologie (in base alla natura) e le previsioni di spesa per missioni (funzioni principali e obiettivi strategici perseguiti dall'ente) e programmi (aggregati omogenei di attività volti a perseguire gli obiettivi definiti nell'ambito delle missioni).
Le previsioni finanziarie di durata triennale, con carattere autorizzatorio e aggiornamento annuale, rappresentano il quadro delle risorse che il Consiglio regionale prevede di acquisire e del relativo impiego.
In particolare nel bilancio assembleare sono state individuate quattro Missioni: Missione 1 "Servizi Istituzionali generali e di gestione"; Missione 5 "Tutela e Valorizzazione dei beni e delle attività culturali", Missione 20 "Fondi e accantonamenti" e Missione 99 "Partite di giro".
La Missione 1 (Servizi Istituzionali generali e di gestione) contiene le spese inerenti il funzionamento a supporto delle attività istituzionali proprie dell'Assemblea legislativa regionale, dei suoi organismi interni nonché degli Organismi regionali di garanzia.
La Missione 5 (Tutela e Valorizzazione dei beni e delle attività culturali) comprende le spese relative alla Biblioteca dell'Assemblea legislativa, intesa come polo di promozione della cultura e conservazione del patrimonio bibliotecario.
La Missione 20 (Fondi e accantonamenti) contiene i fondi di riserva istituiti secondo le disposizioni del decreto legislativo 118/2011.
La Missione 99 (Partite di giro) contiene le somme trattenute e pagate, per conto terzi, in virtù di disposizioni di legge.
Le Missioni sono poi suddivise in Programmi, i quali rappresentano gli aggregati omogenei delle attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell'ambito delle Missioni medesime.
Nell'impostazione della proposta di bilancio di previsione finanziario 2023-2024-2025 si è cercato di razionalizzare e contenere la spesa, riqualificandola in relazione alle reali esigenze funzionali e agli obiettivi concretamente realizzabili tenuto conto del Programma annuale e triennale di attività, nel rispetto delle norme della legislazione nazionale e regionale in tema di contenimento della spesa.
Nella parte spesa del bilancio di previsione finanziario 2023-2024-2025 sono iscritte le previsioni di competenza per ciascun anno (e di cassa per il solo 2023) articolate in missioni relative a spese sostenute dal Consiglio regionale come di seguito descritto. Passando all'analisi dei dati finanziari del triennio considerato, rispettivamente per gli esercizi finanziari 2023, 2024 e 2025 sono previste spese di competenza per il 2023 a 22.044.231 euro, per il 2024 a 21.547.945 euro, per il 2025 a 21.530.679 euro ed entrate di competenza per le stesse rispettive somme. Volendo distinguere le voci, il fabbisogno degli Organismi regionali di garanzia ammonta a 465.696 euro per il triennio.
Si evidenzia che il 90% delle spese sono obbligatorie in quanto si riferiscono a indennità dei Consiglieri, vitalizi agli ex Consiglieri, retribuzioni del personale e dirigenti assegnati agli uffici consiliari, personale dei gruppi consiliari e delle segreterie dell'Ufficio di Presidenza.
Nel predisporre il bilancio di previsione 2023/2025 si è tenuto conto dell'andamento della spesa consiliare, del contesto regionale e di finanza pubblica, dell'aumento delle spese consiliari obbligatorie derivanti principalmente dall'applicazione del nuovo contratto nazionale al personale del comparto e dall'adeguamento lstat dei vitalizi erogati agli ex Consiglieri regionali. Il quadro generale ha portato l'Ufficio di Presidenza ad assumere un approccio improntato a criteri di particolare prudenza ed essenzialità soprattutto per quanto riguarda le spese di funzionamento, iscrivendo negli stanziamenti esclusivamente le somme relative al buon andamento degli uffici consiliari.
Tale criterio, già utilizzato, nell'esercizio 2022, permette di monitorare il fabbisogno consiliare, evitando di generare avanzi di amministrazione che possono essere utilizzati dalla Regione solo dopo la parifica del rendiconto (ottobre, novembre di ogni anno), quando l'esercizio finanziario è al termine.
Il bilancio pluriennale 2023/2025 aumenta rispetto al bilancio di previsione assestato dell'8,40% l'aumento di spesa si registra nei capitoli delle spese obbligatorie.
Il bilancio pluriennale del Consiglio per il triennio 2023/2025 non presenta particolari variazioni nelle spese di funzionamento nonostante siano state abrogate le norme di riduzione della spesa contenute nel DL 78/2011.
Le spese di competenza previste per il 2023 ammontano complessivamente a 22.044.231 euro di cui 21.750.295 euro provenienti dal bilancio regionale, 115.696 euro quali contributi dell'Agcom, 40.000 euro quali somme da restituire alla Regione a seguito di entrate proprie ed infine 138.240 euro quale fondo di accantonamento per il fine mandato, alimentato dalle ritenute effettuate mensilmente ai Consiglieri sull'indennità di carica. Le spese per il funzionamento del Consiglio al netto degli organismi di Garanzia ammontano a 21.400.295 euro.
Passando all'esame analitico della ripartizione delle somme complessive del bilancio tra le Missioni e Programmi nei quali si articola la spesa assembleare, si evidenzia quanto segue.
Lo stanziamento previsto ammonta a 21.657.491 euro al lordo degli organismi di Garanzia e corrisponde alla quasi totalità delle spese assembleari.
Al suo interno il Programma 1 "Organi istituzionali" prevede una spesa totale per il 2023 di 13.483.946,23 euro; in tale programma è opportuno fare una distinzione tra il fabbisogno per il funzionamento dell'Assemblea (13.018.250,23 euro) e quello degli Organismi regionali di garanzia (465.696 euro).
Relativamente a detto Programma, rispetto allo stanziamento assestato del 2022, si registra un aumento delle spese obbligatorie del 6,51% (+ 824.596 euro) derivante principalmente dalle seguenti voci:
- 285.522 euro a titolo di somme erogate agli ex Consiglieri regionali tenuto conto dell'aumento previsto dalla legge regionale 30 maggio 2019, n. 14 (Disposizioni per la rideterminazione degli assegni vitalizi diretti e indiretti e assegni di reversibilità) che dispone all'articolo 4 la rivalutazione automatica annuale sulla base dell'indice Istat;
- 200.000 euro per far fronte agli adempimenti conseguenti a quanto disposto dai commi 3 quater e 3 quinquies dell'articolo 7 ter della legge regionale n. 23/1995, così come da ultimo modificato dalla legge regionale n. 14/2019, relativamente alle richieste presentate dai Consiglieri regionali di rinuncia al trattamento previdenziale e conseguente richiesta di restituzione delle trattenute operate nel periodo di esercizio del mandato. Si evidenzia che tali somme sono accantonate in apposito fondo del bilancio della Regione Marche e non rappresentano maggiore spesa in quanto alimentato dalle ritenute operate sulle indennità dei Consiglieri;
- 30.194 euro di Oneri Irap calcolati sugli importi precedenti;
- 54.287 euro relativi al trattamento omnicomprensivo ai dipendenti assegnati ai gruppi consiliari e relativi oneri. Il maggiore importo deriva dalla rideterminazione del valore della posizione economica D6 secondo il nuovo valore tabellare del CCNL del 16 novembre 2022 e i parametri definiti con la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 3/2020 concernente i budget spettanti ai singoli Gruppi assembleari.
- 124.369 euro per il fabbisogno degli Organismi di Garanzia;
- la restante somma deriva dal fabbisogno per il programma di attività dell'Ufficio di Presidenza.
Il Programma 3 "Gestione economica, finanziaria, programmazione e provveditorato" prevede, per l'anno 2023, uno stanziamento totale di 860.500 euro in aumento rispetto al 2022 di 180.005,85 euro (+ 26,42%).
L'incremento è dovuto ai maggiori costi del servizio di tesoreria, aumento della tassa rifiuti, manutenzioni delle sedi ed acquisto beni ed accessori, manutenzioni impianti antincendio, servizio pulizia, fotocopiatrici ed altro.
Programma 8 "Statistica e sistemi informativi".
La spesa per il 2023 ammonta a 253.598 euro in aumento rispetto al 2022 dell'11,31% (25.775 euro). Nel programma le maggiori spese si registrano nella voce Servizio di connettività dati per consentire la proroga del contratto in scadenza a maggio (10.095 euro), licenze software per la stipula di nuovi contratti e aumentare la sicurezza informatica (13.493 euro), manutenzioni postazioni di lavoro e attrezzature informatiche per ampliamento contratto con la Regione Marche per la conservazione Marche Digip (10.157 euro). Le maggiori spese sono state parzialmente finanziate da economie all'interno del programma.
Programma 10 "Risorse Umane".
La spesa per il 2023 ammonta a 6.999.446 euro in aumento rispetto al 2022 del 6,1% (402.215,74 euro). Gli aumenti, come già anticipato nel Programma 1 per i dipendenti assegnati ai Gruppi consiliari, derivano dall'applicazione del nuovo valore tabellare del CCNL siglato il 16 novembre 2022 per i dipendenti del comparto e di quelli assegnati alle segreterie dell'Ufficio di Presidenza conteggiati con il nuovo parametro alla categoria D7.
E' inoltre previsto nel 2023 di procedere all'espletamento del concorso pubblico per il reclutamento di tre categorie C con un presumibile costo annuale di 72.000 euro più gli oneri.
Si ricorda che a carico di questo programma sono iscritte dal 2019 le risorse relative al trattamento economico fondamentale del personale del comparto, del personale dirigente, del personale delle Segreterie particolari dell'Ufficio di Presidenza nonché ai relativi oneri.
Infine, è istituito un fondo per spese impreviste quantificato in 100.000 euro nel triennio per far fronte a spese durante l'esercizio non prevedibili e non ricorrenti e il Fondo per spese obbligatorie per 110.000 euro.
Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

xxxAndrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Questo bilancio del Consiglio regionale, che ci apprestiamo a votare, ha di per sé pochi spazi di manovra perché, come è scritto nell’atto stesso, l'aumento delle spese obbligatorie legate al nuovo contratto nazionale del personale del comparto e l’adeguamento Istat dei vitalizi assorbe risorse che non possono essere destinate ovviamente ad altro.
E’ confermato però, come già è avvenuto lo scorso anno in sede di assestamento, un aumento delle risorse assegnate alle autorità indipendenti, in particolare spicca anche alla luce del registro del ristretto margine di manovra delle risorse del Consiglio, la conferma di quanto già autorizzato con l’assestamento del bilancio 2022, vale a dire il raddoppio del finanziamento alla Commissione pari opportunità rispetto ai precedenti anni 2020 e 2021. La Commissione utilizzerà nel 2023 circa metà di questo suo budget per assegnare, sulla base di proprie autonome scelte, contributi e iniziative promosse da soggetti pubblici e privati. Ovviamente non voglio mettere in dubbio la validità delle iniziative che saranno sicuramente meritevoli, ma ritengo opportuno far riflettere questa Assemblea sul fatto che, con questa scelta finanziaria contenuta nel bilancio che oggi andiamo a votare, si riconosce di fatto ad un soggetto autonomo rispetto all’Assemblea legislativa, la Commissione pari opportunità, la possibilità di gestire risorse con margini di ampia discrezionalità, risorse che sono aumentate nel corso dell’ultimo anno e che sono state confermate per il prossimo.
Proprio perché la parte delle risorse che il Consiglio regionale può gestire liberamente è piuttosto modesta, andrebbe utilizzata nel modo più efficiente ed efficace possibile, con una chiara visione di ciò che vogliamo realizzare, visione che purtroppo manca nel programma annuale e triennale incluso nel bilancio. Mi riferisco in particolare alle risorse finanziarie destinate al nostro ruolo di rappresentanza della comunità marchigiana, di promozione e sviluppo del dibattito culturale, in particolare in occasione delle giornate celebrative; tali risorse devono essere utilizzate per iniziative ben programmate sin dall’inizio dell’anno, quello che chiediamo e che abbiamo già richiesto in Ufficio di Presidenza è di programmare all’inizio dell’anno tutte le iniziative previste per l’anno in corso, ovviamente per l’anno nuovo. Una programmazione accurata e trasparente che permetta un miglior uso delle somme a disposizione, che soprattutto permetta un coinvolgimento effettivo delle varie componenti della società civile, in particolar modo associazioni, scuole, cittadini, che possono costruire percorsi partecipativi più accurati e possono avere più tempo per impostare i loro contributi celebrativi e per elaborare la produzione da condividere con l’Assemblea legislativa e con tutta la comunità, ad esempio, cercando di rafforzare il rapporto di collaborazione con le scuole.
Questo vale soprattutto per le giornate celebrative, in particolare per la Giornata della memoria, del Ricordo, per la Giornata dedicata a Carlo Urbani, la Giornata regionale del divertimento in sicurezza, la Giornata regionale in onore delle vittime del terrorismo e anche altre iniziative che ogni anno organizziamo per mantenere vivo il ricordo di un passato che comunque ci guida nel vivere il presente e nel costruire il futuro.
Inoltre, un’osservazione che ritengo di dover esporre riguarda la promozione delle iniziative che valorizzano la nostra regione alla quale l’Assemblea legislativa concorre con la concessione da parte dell’Ufficio di Presidenza di patrocini. Ebbene, da tempo è stata evidenziata la necessità di aggiornare i criteri di concessione affinché le iniziative vengano scelte sulla base di parametri il più possibile oggettivi, che premino quelle che effettivamente esaltino gli aspetti storici e culturali delle Marche e che nascono dalle realtà sociali, culturali, sportive e dei nostri territori. Mi aspetto quindi una accelerazione nella definizione di nuovi criteri che abbiamo richiesto da tempo e finora sempre rinviati in Ufficio di Presidenza.
Quanto al personale, mi auguro che vengano espletate al più presto le procedure concorsuali sospese. Il Vicepresidente Pasqui ha fatto riferimento alla categoria C , ricordo che abbiamo aggiornato il piano del fabbisogno e che c’è un concorso fermo dal 2018, quindi che venga dato avvio alle procedure concorsuali per le categorie C e D previste dei piani di fabbisogno, Credo che sia necessario un potenziamento dei servizi affari legislativi e coordinamento delle Commissioni assembleari perché è quello che supporta meglio tutti i Consiglieri nel proprio ruolo di legislatori.
Se vogliamo veramente che il Consiglio regionale, che rappresenta democraticamente tutta la regione, assolva con dignità e pienezza le sue funzioni legislative, di indirizzo e controllo del Governo regionale, così come previsto nello Statuto, dobbiamo essere messi nelle condizioni di esercitare queste funzioni con tutti i supporti necessari, anche e soprattutto con il prezioso contributo di una struttura tecnica legislativa che ci possa coadiuvare nella costruzione di un sistema normativo semplice e adeguato alla realtà. Ovviamente oggi noi abbiamo già questo tipo di servizio, ma la richiesta è che venga potenziato.
Rafforzare la nostra capacità legislativa, di indirizzo e controllo può senz’altro contribuire ad attenuare quella progressiva compressione delle prerogative consiliari, quella subalternità rispetto alla Giunta regionale che di fatto questa Assemblea legislativa subisce da quando è iniziata questa nuova legislatura.
Mi auguro che queste mie riflessioni possano essere in qualche modo condivise anche da chi siede nei banchi della maggioranza per poter lavorare meglio tutti insieme per il bene dei marchigiani.
Per queste motivazioni appena esposte, dichiaro che, per quanto riguarda il gruppo del Partito Democratico, daremo un voto contrario al bilancio di previsione 2023/2025 dell’Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirco BILO’. Grazie, Presidente. Voglio sottolineare l'importanza di questa legge, di questa iniziativa dell'Assemblea legislativa del bilancio, per evidenziare quanto impegno e quanto lavoro dal Presidente agli uffici, quindi, bisogna qualche volta ricordarlo e non fare solo un mero passaggio di contabilità.
Soprattutto accendere un faro per quanto riguarda gli organi di garanzia, dal Presidente del Corecom al Garante dei diritti alla persona, al Presidente della Commissione pari opportunità tra uomo e donna, strumenti importantissimi a cui l’Assemblea legislativa tutta deve dare una maggiore attenzione per quanto riguarda il supporto, quindi il necessario per poter svolgere al meglio il loro lavoro. Spesso lavorano in silenzio, ma svolgono un’attività veramente importante..
Voglio ringraziare dal Segretario generale a tutto il personale, a tutta la struttura che sta facendo un buon lavoro.
Da parte mia c'è la considerazione che è un buon bilancio, poi ci sarà il Presidente del gruppo che dichiarerà il voto del gruppo Lega, ma personalmente sono soddisfatto.
Accendiamo l’attenzione sugli organi di garanzia dandogli maggiore importanza, anche con il supporto del personale perché fanno un lavoro importante di cui spesso non ci accorgiamo, ma nella società civile le associazioni li tengono nella debita considerazione. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 43. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ora mettiamo in votazione l'inserimento della proposta di atto amministrativo n. 42 al punto 2.
Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Abbiamo avuto modo di approfondire in maniera adeguata nella Conferenza dei Presidenti, ovviamente da parte nostra c’è la totale contrarietà nel merito e non voglio approfittare del tempo per ricordarlo, è stato anche oggetto di ampia discussione sulla stampa e il blitz che si è cercato di mettere in campo è stato un po' sconfessato dall'azione, penso alla Consigliera Vitri e al gruppo dei Sindaci che si sono visti improvvisamente …, tra l’altro chiedendo lumi a tutti rispetto a questo percorso perché sembrava assolutamente impossibile che, al di là del tracciato che era partito qualche mese fa, questa cosa dovesse improvvisamente giungere in Aula, quando? Durante la sessione di bilancio. Tra l’altro, Presidente, è una modalità molto pericolosa perché può anche inficiare e condizionare il nostro lavoro.
Un atto che arriva con il parere contrario del Cal e del Crel, un atto che non ha nessuna motivazione d'urgenza, addirittura si è palesato di possibili risorse che si sarebbero perse, 80.000 euro per il Parco del San Bartolo, ma poi andremo a vedere perché, o li avete persi oppure l’atto che facciamo alla fine di questo dibattito non porterà nessun tipo di vantaggio.
Presidente, ripeto, nel metodo è imbarazzante, siamo nella sessione di bilancio, abbiamo lavorato e ci siamo concentrati su questo, non c’è nessuna motivazione d'urgenza e viene scritto d’imperio.
Mi sorprende, lo devo dire, il Presidente della Commissione Consigliere Serfilippi che è stato sempre particolarmente attento a questo tipo di percorso quando aveva un altro ruolo, oggi da Presidente di Commissione che forzi un passaggio è inopportuno, non è contemplabile.
Come abbiamo detto, ovviamente, da parte del gruppo assembleare del Partito Democratico un voto contrario rispetto a questa proposta.

PRESIDENTE. Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Brevemente, è chiaro che ognuno svolge il proprio ruolo, chi è chiamato a governare deve fare leggi, deve prendere provvedimenti, deve fare le cose, chi è all'opposizione, soprattutto quando ha governato in precedenza, tenta di difendere i suoi fortini. Questa è la verità vera di tutto.
Ricordo il Crel, l’implementazione del Crel (il Consiglio regionale di economia e lavoro) che apriva a nuove competenze: gli ordini professionali, le Università, eccetera, è stata presa come una lesa maestà, oggi sui Parchi c’è da parte di chi governa la volontà di incidere in senso ambientale, in senso di provvedimenti e di sostegno economico.
Aggiungo che questa legge è un anno che è in discussione, non è un colpo di mano che tre o quattro settimane fa è stata presentata e adesso con un blitz …, è un anno che è in discussione, anzi si sarebbe dovuta approvare ben prima, è stata rinviata proprio per trovare una coralità, una coralità che non c’è e chi deve governare alla fine deve governare.
Quindi noi riteniamo che questa sia una legge equilibrata sui Parchi, che toglie potere ai soliti noti, nel caso di specie, conosco la Gola della Rossa/Frasassi, la Comunità montana che ha Comuni che non c’entrano niente con il Parco governa il Parco e Genga ha il 60% del Parco e non è nella Comunità montana, ma di che stiamo parlando! La stessa cosa al San Bartolo, di che stiamo parlando! Il Comune di Genga ha il 60% del Parco, Genga e Arcevia, che è governata dal centro-sinistra, tra l’altro, Arcevia è governata dal centro-sinistra.
Noi riteniamo che chi governa ha la responsabilità e chi ha la responsabilità deve governare, chiaro? Questo è il quadro e su questo noi insistiamo per l’approvazione di questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Ha ragione il Consigliere Ciccioli, di cosa stiamo parlando? Io ero convinto che fosse la legge sui Parchi, la mia dichiarazione vale per quell’atto e non ovviamente per questo, sul quale c’è la piena disponibilità del nostro gruppo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Solo per precisare, il Consigliere Mangialardi è intervenuto su questo tema ed io ho replicato su questo tema. Però, Presidente, dato che questa discussione si sarebbe dovuta fare, la facciamo adesso e abbiamo chiuso qui, va bene lo stesso.

PRESIDENTE. Sono d’accordo, quando sarà il momento della proposta di legge sui parchi gli interventi sono stati fatti adesso.
Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 42. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 42
ad iniziativa della Giunta regionale
“Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2023-2025 della Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 42 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Cicccioli.

Carlo CICCIOLI. Innanzitutto farei delle premesse, questo è un atto molto complesso, 145 pagine, è l’atto scritto a cui si rinvia, ma è il primo documento forte di questa legislatura perché i precedenti due bilanci(Defr) sono stati fortemente condizionati dalle vicende esterne che abbiamo vissuto: il Covid, le misure straordinarie, la pandemia, la crisi economica, l’impossibilità di prendere misure in un contesto ordinario. Questo è il primo Defr in condizioni, non voglio dire ordinarie perché veniamo da una situazione di conflitto nel centro dell’Europa che ha provocato gravi problemi energetici e rialzo di tutte le materie prime, delle bollette e via di seguito, con difficoltà anche di approvvigionamento per quanto riguarda alcune materie. La notizia di oggi è che la Russia ha chiuso i rifornimenti di petrolio a chi ha imposto determinate norme comuni, quindi siamo in una situazione complessa.
Nelle Marche la realtà è complicata ulteriormente dalle vicende dell’alluvione che indubbiamente ha inciso nel tessuto socio-economico, come anche, grazie a Dio questa volta non in maniera così drammatica, le conseguenze del nuovo sciame sismico.
Questo è importante perché sono trascorsi i primi due anni di legislatura, ci sono i prossimi tre anni sui quali questo documento impatta. Aggiungo che c'è una rilevanza particolare, tutti sanno della programmazione europea, 2021/2027 e tutti sanno che in genere i primi due anni sono progettazione e costruzione di norme, mentre nei successivi cinque ci sono gli investimenti e si sviluppano i programmi, quindi sostanzialmente impattano gli ultimi cinque anni di programmazione europea. Vorrei ricordare che le Marche hanno avuto, essendo una regione in transizione, un aumento del budget, 1,36 miliardi di contributi europei straordinari, in parte straordinari e in parte ordinari, pari a oltre 200 milioni l’anno per investimenti, che sono una cifra significativa, extrabilancio ordinario.
Poi c’è il bilancio ordinario della Regione che è condizionato dallo Stato, prima nella Conferenza dei Presidenti di gruppo ho detto che è singolare la modalità con cui le Regioni devono approvare i loro bilanci, tutti sanno che il bilancio dello Stato, che condiziona per i trasferimenti il bilancio delle Regioni, ancora non è stato approvato, verrà approvato il 29 al Senato, anche se in prima lettura alla Camera ormai è consolidato. Pensiamo che sulla sanità abbiamo appreso dalle decisioni della Conferenza Stato-Regioni solo il 5 dicembre, era un venerdì, notificati il lunedì successivo, i trasferimenti con la quota pro-capite, che è stata ritoccata, non è quella ordinaria, perché le Regioni del sud hanno rivendicato un aumento del 15% circa del loro budget, inferiore secondo loro a quello delle altre Regioni, che erano tarati più sull’età delle persone, sulla longevità e sul fatto che più una Regione ha la popolazione giovane meno costa, ma questo dà delle difficoltà.
Se potessi fare una proposta sarebbe che lo Stato deve fare le sue leggi entro il 31 dicembre, mentre le Regioni devono fare la legge di bilancio entro il 31 gennaio per permettere con fluidità di preparare i documenti contabili e tutte le scelte, tanto più che i Comuni poi lo fanno entro il 28 febbraio, addirittura fino ad aprile, ci sono una serie di deroghe.
Noi abbiamo lavorato in tempi strettissimi, ma molto più larghi rispetto al passato. Il Consigliere Marinelli ha fatto uno studio statistico di tutti gli anni, quanti giorni erano stati dati, a volte addirittura 6 giorni, stavolta 19 giorni, anche se c’era in mezzo Natale e Santo Stefano e via di seguito, quindi le festività, ma dicembre è il mese delle festività.
Qual è la logica con cui questa amministrazione si è mossa? Cito una frase, poi dirò di chi è, una sorta di pragmatismo illuminato”, pragmatismo perché abbiamo affrontato i problemi da un punto di vista pragmatico, soprattutto ascoltando, ascoltando le categorie. Stiamo facendo grande tesoro delle proposte che ci vengono dal mondo del lavoro, dalle categorie economiche che sviluppano ricchezza. La ricchezza chi la produce? L’impresa, l’impresa industriale, l’impresa commerciale, l’impresa artigiana, l’impresa agricola, quindi non è stato un caso, per esempio, che nelle nomine dell’Interporto, quando ci fu il cambio di gestione, noi abbiamo scelto un rappresentante della Confartigianato, che è l'autotrasporto, un rappresentante dell'impresa locale, un rappresentante della Confcooperative, che è la cooperazione. Questa politica dell’ascolto ci ha portato a fare i documenti.
Il problema di ogni bilancio e di questo è la sanità, tutti i bilanci regionali sono imperniati dal 70 all'80% circa, secondo le Regioni, sulla sanità, che ha un peso fortissimo e l'orientamento del documento economico finanziario è quello di andare prima possibile nella direzione dell'utilizzare l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie per poter ridurre il peso del personale, attraverso una informatizzazione diffusa che possa anche da remoto gestire le prestazioni e quindi la spesa.
Devo dire che sul Piano nazionale di ripresa e resilienza l'Europa in questo caso arriva dopo, l’Europa nei primi decenni è stata caratterizzata dal fatto di essere avanti, adesso abbiamo un’Europa che spesso arriva dopo - nell'innovazione - è fatta più di regole che di proposte anticipatorie. C'è un libro interessante del Prof. XY dell’Università di Firenze “La dittatura delle regole”, dittatura delle regole che in qualsiasi situazione istituzionale deprime. Fu così in Unione Sovietica, un sistema di regole, di pianificazione economica che portò alla miseria, ma sta diventando così anche in Europa. Le norme schiacciano le imprese, la libera attività, il libero mercato, e questa è una misura depressiva.
Mi sento di dire che questo bilancio è codificato dalle leggi dello Stato, che sono: i trasferimenti, i tributi, ulteriori rendite patrimoniali, ulteriori gettiti che vengono riconosciuti alla Regione, ma ormai i bilanci per tutte le Regioni iniziano ad essere insufficienti e siccome gli Stati versano quota parte all'Europa, l’Europa è quella che ridistribuisce risorse ulteriori, aggiuntive, allora una delle cose che ci siamo posti in Regione, anch’io personalmente, è che il bilancio vero, ulteriore, lo facciamo con i fondi aggiuntivi dell’Europa, in questo caso il Piano nazionale di ripresa e resilienza pari a 1,2 miliardi circa l'anno, lo dicevo prima, per i prossimi cinque anni. Aggiungo anche la gestione di questi, noi dobbiamo arrivare come Regione .., e qui ahimè siamo indietro perché abbiamo ereditato delle cose che non funzionano abbastanza bene, invece vogliamo incentivarle, implementarle notevolmente perché poi questi fondi sono figurativi e se noi non li utilizziamo, non vengono messi a terra, come si dice oggi, non c’è spesa … Quindi noi dobbiamo accelerare sulla rendicontazione, sulla possibilità che chi ne usufruisce abbia poi gli stralci successivi di finanziamento, una cosa che riteniamo fondamentale.
Quali sono le cose strategiche? Innanzitutto assistiamo in tutto l'Occidente, ma anche in Italia, a processi di deindustrializzazione, noi non dobbiamo ripiegarci e rinunciare all'impresa, l'industria rimarrà uno dei fattori importanti della vita economica, però accanto a questo uno dei settori sostitutivo nell'occupazione e nel reddito è sicuramente il turismo e lì abbiamo il progetto strategico dell'Agenzia turistica che abbiamo formato e che deve partire in questi giorni, a gennaio. Noi dobbiamo guardare al turismo come una fonte importantissima per l'occupazione, per l'attrazione della nostra regione, per la possibilità di creare nuove attività, ma anche per consentire all'industria con il turismo di proporre prodotti dato che oggi lo shopping turistico è sempre più presente nel mondo, per cui dobbiamo catturarne una parte.
L’altro progetto è la Svem che decollerà a gennaio, è vero che abbiamo approvato la legge, ma stiamo ancora subendo le precedenti gestioni e all’inizio dell’anno dovrà partire con gli organi tecnici, la direzione ed altre cose.
L'altro aspetto strategico è la valorizzazione dei borghi e dei centri storici, su cui noi insistiamo parecchio, qual è il brand delle Marche? Il suo territorio, il suo territorio è l’Appennino, siamo una regione diffusa, policentrica, come dicono i sociologi, diffusa con piccoli Comuni, ricchissima di risorse e8 di giacimenti culturali, monumentali, storici, di aspetti che sono fortemente attrattivi. Siccome non ho pregiudizi e schemi, il modello …, è vero che la Toscana ha Firenze, che ha significato tanto nella storia, a Firenze sono nate le prime banche, cinquecento/seicento anni fa, quindi è chiaro che c'è un'altra storia, ma la Toscana è un modello secondo me di riferimento perché la nostra regione può diventare simile alla Toscana e aggiungo che se verrà finalmente realizzata, giacente da 30 anni, la Fano-Grosseto, ci sarà una fluidità di affluenza di turisti, che esonderà dalla Toscana, in cui spesso c’è il sold out, tutto pieno, rifiuta i turisti che invece potrebbero essere redistribuiti nell’Italia centrale, in particolare nelle Marche con quella strada. Un po' arriveranno all’Umbria, ma ha un’attrattività minore rispetto alle Marche, che ha anche l’aspetto della costa.
Quindi la valorizzazione dei centri …, vado un po' a volo d’uccello, non ho una relazione scritta, i centri storici del nostro entroterra, che hanno avuto un ruolo importantissimo nella nostra storia, nei secoli passati, stanno morendo, stanno morendo per lo spopolamento, la gente se ne va, c’è una riduzione dei servizi, ovviamente meno gente c’è, meno i servizi stanno in piedi, cominciando dal privato. Se un negozio o un ristorante non ha l'utenza non si regge, quindi non chiude per cattiveria, la stessa cosa vale per le banche, gli uffici postali e tutti gli altri servizi. Noi dobbiamo creare un modello di attrattività e su questo ha fatto un discorso la legge dei piccoli Comuni, che rende attrattivo il trasferimento delle persone in questi luoghi in cui la qualità della vita è migliore, ma è più difficile poi dal punto di vista dei servizi. Quindi, il modello che vogliamo creare, quello dei piccoli borghi, è un modello articolato che si basa su due cose: la digitalizzazione del territorio, su cui dobbiamo investire ancora di più, qualcosa è stato già fatto in questi tempi terribili del Covid e se la banda larga e le prestazioni per le imprese, per le famiglie, arrivano dappertutto è chiaro che è più facile vivere lì. Stessa cosa per l’accessibilità delle infrastrutture, è chiaro che se tu hai la Pedemontana completata, hai le Intervallive completate e via di seguito, la residenza è certamente migliore. Questo è strategico per noi.
Sulla cultura noi dobbiamo valorizzare, poi vedremo un emendamento, ciò che attrae, una cosa che attrae per esempio è il fatto che Federico II di Svevia sia nato 800 anni fa in questa regione, c’è addirittura la richiesta dello Stato della Baviera di fare gemellaggi e cose che porterebbero ovviamente ad un canale privilegiato e a presenze culturali. Noi dobbiamo cogliere le opportunità che abbiamo, i grandi artisti che sono nati nel nostro territorio, i grandi musicisti che sono nati nel nostro territorio, i grandi cantanti lirici che sono nati nel nostro territorio, che sono fenomeni di richiamo.
Oggi tutta la politica di esserci si basa sui testimonial, sulla testimonianza, se tu hai il grande cantante, il grande calciatore, il grande artista, l’eminenza culturale, musicale, su questo dovremo fare uno sforzo fortissimo.
Aggiungo le risorse umane, secondo tutti - io sono andato per ascoltare e umilmente imparare ai vari forum degli industriali sul bene più prezioso che c’è in una azienda - il bene più prezioso che c’è in una azienda, ovviamente sono necessari i capitali, gli investimenti, l’innovazione tecnologica, è le persone! Noi dobbiamo fare una politica di risorse umane nella nostra regione e a mano a mano che c’è la possibilità assumere a seguito dei pensionamenti, portare energie nuove dentro la struttura regionale, è fondamentale perché energie nuove significano persone che hanno entusiasmo, che vengono da altre esperienze, non è male venire da altre esperienze, dal privato. Quando facevo il medico nelle strutture alcuni dirigenti, primari e professori universitari mi dicevano che un medico per riuscire a dare buone prestazioni deve aver prestato servizio almeno in tre strutture diverse, tre ospedali diversi, perché è più elastico, capisce meglio e afferra le problematiche. La stessa cosa secondo me per il personale, se viene da più esperienze dà di più, ovviamente ci sono altri problemi come la formazione professionale, che secondo me è un tema che dovremo approfondire e non standardizzare sul vecchio, cose nuove, master. A questo anche la sicurezza delle scuole, che con gli eventi che ci sono stati sono …, giro le schede per vedere cosa altro c’è di importante.
Sui beni culturali, secondo noi è molto importante questa vicenda di Villa Bonaccorsi che può diventare anche …, l'acquisizione da parte dello Stato, la gestione dal territorio, vediamo se la Regione o il Comune, potrebbe essere anche questo un elemento importante di richiamo insieme alle dimore storiche. Abbiamo approvato una legge sulle dimore storiche, di cui sono primo firmatario, nelle Marche, grazie a Dio, ce ne sono tantissime, vanno valorizzate, vanno sostenute e devono diventare motivi di attrazione. Ormai il turismo ricco, ovviamente tutti i turismi interessano, ma il turismo ricco, quello che porta tanti soldi, è quello che va nella dimore storiche, che vuole visitare i castelli, che vuole andare negli impianti sportivi di nicchia, è quello che noi dobbiamo riuscire a sviluppare perché porta soldi.
Un'altra cosa su cui mi voglio soffermare riguarda l'edilizia, il 110%, c'è anche una proposta, non so se riusciremo a farle. La domanda che la gente si pone è: “Ma è giusto che il contribuente paghi il rifacimento di facciate o ristrutturazioni antisismiche ai privati?”, la domanda rimane sospesa, però il 110% ha rimesso in moto l’edilizia, che è un settore importantissimo per il nostro Paese perché sviluppa i materiali e l’approvvigionamento, quindi su questo ci sarà una riflessione.
C’è poi il problema dell'agricoltura, anche questo è molto importante, l'agricoltura che era un’area desueta vede il ritorno di giovani, le vecchie storiche famiglie degli agricoltori si esauriscono, ma ci sono dei giovani che investono nell'agricoltura, nelle coltivazioni di nicchia, nell'agriturismo, nella ricettività ed altre cose. Tra l’altro il fenomeno delle terre incolte sviluppa il rischio idrogeologico grave. L'abbandono della terra, del territorio, da parte degli agricoltori sviluppa il rischio idrogeologico, sul quale noi investiamo 21 milioni di euro contro i 4 milioni delle amministrazioni precedenti, 21 milioni in una situazione certamente di emergenza, che è stata sempre trascurata.
Altra cosa che ritengo di trattare è quella dei rifiuti, sui quali deve essere fatta una politica importante perché sono una rendita oltre che una perdita,
Infine, vorrei ricordare l’acqua, la gestione delle risorse idriche è un problema del futuro a cui guardare, noi stiamo osservando la situazione per dare delle risposte e per evitare la crisi idrica che più di una volta ha colpito questa regione, anche se non in forma drammatica.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Io la pregherei, con il consenso ovviamente dei colleghi, se sarà necessario, di darmi qualche minuto in più e lo restituirò tutto nell’intervento e nella replica che magari non farò, questo anche per dare una mano agli uffici perché l’ho studiato, ho preparato una relazione scritta, che però voglio declinare in questa Aula e avvantaggiare gli uffici che magari possono trascrivere l’intervento.
Io mi atterrò al Defr, Presidente, come atto della programmazione generale e non mi addentrerò né mi soffermerò sulle singole missioni e programmi perché il Documento di economia e finanza regionale è un fondamentale ed obbligatorio atto della programmazione generale per le Regioni nel quale queste espongono il proprio programma di Governo nel rispetto del "Principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio" di cui all'allegato 4/1 del D.Lgs. 118/2011.
Il Documento è, quindi, strutturato in: Missioni, Programmi e Obiettivi. E’ chiamato in sostanza a definire - all'interno di un processo di analisi, comparata e ordinata, delle politiche e dei piani per il governo del territorio - le linee strategiche dell'Amministrazione e precede il bilancio di previsione che invece, all'interno del perimetro programmatico disegnato dal Defr, ne costituisce lo strumento concretamente operativo dal punto di vista finanziario.
Esso in sostanza costituisce, o meglio dovrebbe costituire, il momento più alto e significativo della programmazione regionale che invece, nel Documento oggi alla nostra attenzione, è del tutto assente anche perché, e per l'ennesima volta, nella correlata previsione finanziaria del triennio 2023/2025 non vi è alcuna corrispondenza tra il bilancio ed il Defr.
Infatti, la Giunta non ha individuato in alcun modo, come era suo dovere, gli obiettivi generali della programmazione economico-sociale e della pianificazione territoriale, né ha stabilito, come pure era suo dovere, le forme e i modi della partecipazione degli Enti locali all'elaborazione dei piani e dei programmi regionali limitandosi ad una mera operazione di copia e incolla con i documenti degli scorsi anni, e questo è fotograficamente evidente.
Ne costituisce la prova, che il processo di programmazione non abbia tenuto conto dell’evoluzione della gestione dell’ente e non vi sia stato il coinvolgimento dei portatori di interesse, di questa perdita di memoria, la protesta delle Organizzazioni sindacali che anche di recente hanno proprio rivendicato, inascoltate, "un ruolo da protagonisti tanto nella programmazione quanto nel monitoraggio della gestione delle risorse straordinarie che la Regione avrà a disposizione" anche con i fondi del Pnrr.
Vi è di più in quanto Cgil, Cisl e Uil - nel documento del dicembre 2022 dal titolo #versomarche2025/Per un nuovo sviluppo delle Marche - denunciano addirittura che "A due anni di distanza – sono parole loro - dall'insediamento di questa Giunta, in un contesto politico e socio-economico davvero complicato, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l'insussistenza di relazioni sindacali adeguate ad affrontare la situazione attuale e rivendicano come determinante il contributo delle parti sociali tutte, auspicando una nuova stagione di partecipazione come precondizione per rendere più solide le relazioni democratiche". Non è dato vedere dove sia stato quindi questo confronto con le parti sociali.
Ed anche il Consiglio regionale dell'economia e del lavoro nell'esprimere parere sulla proposta di atto amministrativo n. 42/2022 (Defr) "ritiene opportuno ribadire la necessità di un forte impegno nel metodo della concertazione, sottolineando la necessità di investire in maniera strutturata su percorsi partecipativi con le parti sociali, in un frangente di grande trasformazione e crisi questo diventa un elemento di portata straordinaria per gestirne la complessità". Niente di tutto questo invece è dato rinvenire nel documento!
E se, come riportato in parte motiva della DGR di approvazione, il Defr al nostro esame "costituisce la cornice programmatica della fase centrale della legislatura" (2023-2025) esso non è altro che una ulteriore occasione persa per la Giunta regionale che ancora una volta ha disatteso l'importanza straordinaria di un documento che dovrebbe costituire invece il momento più significativo della programmazione regionale, all'esito di una sintesi politica e programmatica tra ciò che è stato ed è accaduto; tra ciò che è stato fatto e che si doveva e poteva fare. E questo tanto più oggi all'esito delle gravi emergenze con le quali è stata costretta a misurarsi la nostra Regione.
Nelle linee del Documento si parla di un contesto sociale, economico, sanitario e ambientale difficile nel quale le Marche si trovano ad operare, senza però indicare la strada per superarlo o attenuarne le conseguenze.
Un contesto difficile del quale il Governo regionale non porta ovviamente alcuna responsabilità in ordine alle cause che lo hanno determinato, ma rispetto al quale del tutto assenti sono state e sono le azioni di competenza per farvi fronte e per avviare serie ed efficaci politiche di sostegno, non potendo ritenersi sufficiente la clausola di stile che "la Giunta regionale si è attivata sia mobilitando le risorse interne (quali se sono inesistenti) sia sollecitando gli atti di livello nazionale, come la richiesta dello stato di emergenza dopo il terremoto che ha interessato la costa marchigiana a partire da novembre”. Sono parole scritte nel documento, non sono parole mie, ma sono alquanto insufficienti.
Un Documento di programmazione che possa ritenersi tale "di fronte a questo contesto" non può limitarsi ad affermare che "l'Amministrazione ha innovato profondamente l'approccio, impostandolo al realismo e alla flessibilità operativa in risposta alle esigenze che emergono dal territorio e dalle comunità"! Affermazione che, in una con quella relativa alla presunta, quanto smentita, "applicazione della modalità strutturale della concertazione" ed alla inesistente "apertura sistematica al dialogo con le rappresentanze economiche e sociali della Regione" ben può derubricarsi anche questa a clausola di stile e come tale inadeguata rispetto ai compiti ed ai doveri della politica. Voi dite “l’apertura sistematica al dialogo con le rappresentanze economiche e sociali”, lo ribadisce anche il relatore di maggioranza, ma sono le Organizzazioni sindacali che nel documento del 2022 dicono che tutto questo non è vero e lo lamentano pesantemente.
Ancora una volta niente di nuovo rispetto agli scorsi anni se è vero che nel Documento al nostro esame si afferma che "in continuità con gli scorsi anni, il contesto generale a livello economico e sociale si mantiene complesso e ciò si riflette inevitabilmente anche sugli aspetti finanziari della Amministrazione regionale", tanto che si ammette che ancora una volta, e per il terzo anno, "la manovra finanziaria regionale 2023/2025 si ispira alla massima prudenza nella programmazione ed allocazione della spesa corrente, considerata la necessità di assicurare la copertura all'incremento di alcune spese obbligatorie strategiche", questo scrivete! Obiettivo, tra l'altro, quest'ultimo reiteratamente disatteso come dimostra il definanziamento di leggi regionali sbandierate come "riforme già avviate in piena coerenza con il Programma di Governo di legislatura" molte delle quali adottate in assenza della necessaria copertura finanziaria, su tutte la riforma del Servizio sanitario regionale di cui alla legge regionale 19/2022, adottata in violazione dei principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica che prioritariamente il Defr dovrebbe garantire.
Ed ancora una volta nel Documento al nostro esame sono del tutto assenti la sostanza programmatica e la strategia politica che ne dovrebbero costituire, rispettivamente, il corpo e l'anima; manca sostanzialmente la voce della politica che invece appare piegata alle ragioni della burocrazia.
Ne è prova quando si ammette nel Documento che "la manovra di bilancio regionale si aggira su un ammontare di 5 miliardi di euro, per circa tre quarti impegnato nella sanità" e quando ci si arrende all'ordine della burocrazia per la quale "i margini di flessibilità lasciati alla discrezionalità non sono ampi, per l'esigenza di assicurare le spese obbligatorie e riservare risorse in risposta, per quanto possibile, alle esigenze che emergono in un momento così difficile per tutto il territorio e la comunità regionale".
Risposte ritenute da subito impossibili come risulta evidente dalla mancata previsione nel bilancio della pur minima risorsa per il territorio e la comunità regionale se è vero che nessun sostegno è stato previsto per il caro energia che ha piegato famiglie ed imprese e nessuna risorsa è stata stanziata per le famiglie ed imprese vittime della furia dei recenti eventi alluvionali che hanno colpito l'anconetano ed il pesarese.
Non vi è chi non veda come le poche risorse previste siano molto riduttive rispetto ad un margine che, detratta la sanità, comunque si aggira su 1,5 miliardi di euro, ma è evidente che questo margine viene trattenuto cautelativamente a dispetto della necessità di liberare risorse per fronteggiare le emergenze del sistema sociale, economico e produttivo che mette seriamente a rischio la coesione sociale.
Anche in questo caso ne costituisce prova evidente, visto che i fondi "sono stati reperiti nell'ambito dell'assestamento di bilancio 2022/2024", l'accantonamento del fondo crediti dubbia esigibilità "quantificato in 238 milioni di euro, rispetto all'importo accantonato in occasione del rendiconto 2021 pari a 163 milioni".
Come rileva l'Organo di Revisione, il suddetto "importo è pari a circa il 58,86% della parte complessivamente accantonata, e con aumento rispetto al periodo precedente pari a oltre il 45%". Importi questi smodatamente esagerati anche rispetto alle più pessimistiche previsioni.
In sostanza è del tutto assente la visione e la proposta programmatica rispetto alle opportunità che nella nostra Regione devono essere colte ed anche rispetto ai problemi che devono essere risolti.
Quante volte abbiamo detto in questa Aula e scritto in atti istituzionali e politici delle emergenze della nostra Regione e di come esse abbiano determinato un peggioramento delle condizioni lavorative e delle condizioni economico organizzative delle nostre imprese con uno scivolamento di tante famiglie marchigiane in una situazione di crescente disagio sociale.
I dati Istat mettono in rilievo che nella nostra Regione "la scarsa propensione delle imprese marchigiane a migliorare il benessere lavorativo, promuovere iniziative a beneficio dell'ambiente, del territorio e delle comunità, mentre gli indici di vulnerabilità sociale nelle Marche evidenziano criticità crescenti soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne".
Nel Defr era necessario programmare, come chiesto in tanti nostri atti ispettivi e dalle Organizzazioni sindacali, "criteri di premialità per le imprese che promuovono processi di miglioramento delle condizioni di lavoro, di sostenibilità ambientale e di welfare territoriale, attraverso patti e accordi con i lavoratori”, sono parole scritte in nostri atti, ricordo quelli a prima firma del Consigliere Mastrovincenzo e scritte nel documento delle Organizzazioni sindacali.
Dinanzi ai rischi di inoccupazione e disoccupazione in uno alla scarsa partecipazione ad attività formative sarebbe stato necessario prevedere misure per valorizzare "le capacità delle persone, migliorandone le conoscenze e le competenze attraverso il sistema dell'istruzione e della formazione, recuperando i ritardi, riducendo la dispersione scolastica e promuovendo la riqualificazione dei lavoratori e l'apprendimento permanente degli adulti".
Questo documento, come anche suggerito (inascoltate) dalle Organizzazioni sindacali, doveva avere "l'obiettivo ambizioso ma necessario di proporre uno sviluppo sostenibile della nostra regione, in grado di ridurre le disuguaglianze a partire da quelle di genere, generazionali, territoriali (con un'attenzione particolare alle aree interne) e di incrementare gli interventi a tutela dell'ambiente, lavorando per la messa in sicurezza di edifici e territori" e con particolare attenzione a: "sanità - welfare; lavoro di qualità (sicuro, stabile e adeguatamente retribuito); investimenti pubblici per una rinnovata politica economica industriale".
E non ci si può lavare la coscienza affermando che si segue il dibattito sull'autonomia differenziata e si "persegue nella richiesta di adeguate risorse finanziarie per il settore sanitario, strutturalmente sotto finanziato a livello nazionale", questo è vero, ma non è sufficiente giustificarsi con questo.
Ed anche la circostanza che "nel periodo del Covid i sistemi sanitari regionali hanno sostenuto spese che il Governo nazionale non ha proceduto a rifondere completamente" non può essere addotta sempre e ad ogni dove: per i mancati stanziamenti nel bilancio di previsione e, nel contempo, a giustificazione dei mancati ristori agli enti gestori.
E gli enti gestori si occupano della parte più fragile della nostra popolazione che se non adeguatamente assistita e sostenuta nelle strutture socio-assistenziali sarà costretta a rivolgersi alle strutture sanitarie con tutte le prevedibili conseguenze in termini di organizzazione e costi per le famiglie e per il Servizio sanitario regionale.
Dichiara il Presidente degli enti gestori delle Marche che sostanzialmente lamenta di essere stato inascoltato, le sue parole sono queste: “La politica regionale sugli anziani non ha nessun interesse!” Sono parole sue.
E, per fortuna, che sembra sia stata mantenuta la riduzione dell'Irap al 3,9% per le Aziende pubbliche di servizi alla persona, che venne ridotta di mia iniziativa quando ero Assessore al bilancio dall’8% al 3,9%, ed abbiamo presentato emendamenti per aumentare gli stanziamenti a favore degli enti gestori.
Perché la oggettiva difficoltà di reperire le risorse necessarie per il settore sanitario non ha impedito una riforma in sanità che determinerà maggiori e notevoli costi oltreché sicuri disservizi e sebbene varata ad una invarianza finanziaria censurata pesantemente dal Governo.
Una riforma del Servizio sanitario regionale che doveva essere preceduta dal varo del Piano socio-sanitario regionale che doveva essere l’occasione per riequilibrare le disuguaglianze esistenti nei territori.
Un Piano socio-sanitario con il quale la Regione avrebbe dovuto anche promuovere lo sviluppo di una rete ospedaliera efficace, equilibrata sul territorio, coerente con il DM 70/2015 e l'attuazione del DM 77/22, con particolare riguardo alle case, agli ospedali ed agli infermieri di comunità.
La strategia finanziaria per il terzo anno consecutivo risulta assente nonostante la positiva situazione finanziaria ereditata dagli esercizi precedenti come dimostrano l’approvazione del rendiconto 2020/2021. Questa Giunta ha ricevuto in eredità bilanci solidi, lo ha ammesso, in equilibrio di cassa e redatti a sostegno di una visione programmatica volta al futuro della nostra comunità e con essi ha anche ricevuto l'opportunità di concludere le tante progettualità in atto.
Questa Giunta negli anni precedenti non ha mai varato le promesse "manovre integrative", mai, sempre rinviate, né ha prestato attenzione a seguito dell’irruzione della pandemia sanitaria prima, la guerra e il conseguente aumento anche speculativo del costo energetico.
Questa imperizia è ancora più grave perché non tiene conto, come osservato dalle organizzazioni sindacali, che i dati della crisi del nostro sistema produttivo "indicano come le Marche stiano perdendo l'aggancio con le regioni più avanzate e registrino un arretramento di tutto il sistema economico: tasso di imprenditorialità in calo, crescente acquisizione delle imprese da parte di capitali stranieri, diminuzione del peso delle medie imprese e aumento di quelle ad alta intensità energetica".
Si aggiunga che alla crisi economica e dei nostri specifici settori e distretti produttivi, che da oltre 3 lustri morde la nostra regione tanto che sono state dichiarate 3 aree di crisi, si sono sommati gli effetti della crisi del credito, gli effetti e le conseguenze dei terremoti, l'irruzione della pandemia, della guerra, la crisi energetica e la drammatica alluvione.
Come pure richiesto dalle Organizzazioni sindacali è necessaria in definitiva "una politica industriale che incentivi i progetti di filiera e di ricerca, che promuova la creazione di reti collaborative, che concentri ed integri tutte le risorse a disposizione e non le disperda in sovvenzioni a pioggia e che quindi realizzi progetti in grado di aumentare la produttività del sistema economico, creando buona occupazione".
E' necessario sviluppare ed attuare la progettualità, condivisa in appositi tavoli interistituzionali, di cui ai progetti di riqualificazione e riconversione industriale delle aree di crisi previo aggiornamento, se necessario, alle mutate esigenze ed all'interno di un percorso condiviso.
Era necessario raccogliere la sfida, tanto decantata quanto poco praticata, della ZES per quelle agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative che possono avvantaggiare le imprese del nostro territorio.
E' evidente - anche oggi e più di ieri vista l'assenza di risorse regionali - che la unica leva rilevante e determinante per il rilancio e lo sviluppo regionale è rappresentata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) tanto che a pagina 9 dell'atto amministrativo si legge che "Nella descrizione delle Missioni e dei Programmi viene esplicitato il ruolo riservato alle risorse ed alla progettualità del Piano nazionale per la ripresa e la Resilienza”.
Si dice anche in questo piano che ci sono risorse per 1,7 miliardi, pari a 1.104 euro pro capite, quindi ne discende che il Pnrr "è un'occasione storica per diminuire le diseguaglianze, proteggere e rilanciare l'occupazione, accelerare la transizione ecologica e digitale e rafforzare la coesione sociale”.
Questa Giunta potrà disporre di ingenti risorse come nessun altro Governo nella storia della Regione Marche ha mai avuto perché oltre a queste ci sono le risorse della programmazione 2021/2027, con un incremento del 66% rispetto alla programmazione ordinaria relativa al periodo 2014/2020.
E per tacere che "la Giunta regionale ha deciso di utilizzare i margini di flessibilità, previsti per le Regioni in transizione”.
In definitiva anche in questo anno la totale assenza di programmazione ci consegna un Documento senza un'anima, senza una visione, senza la pur minima idea di come vogliamo che sia la nostra Regione tra vent'anni e quando si afferma che "la Regione ha inoltre costituito un tavolo regionale con le parti sociali, al fine di consentire la partecipazione ed il confronto sull'attuazione" si dimentica che sono proprio le Organizzazioni sindacali a denunciare nel loro documento del dicembre 2022 che "A due anni di distanza, dall'insediamento di questa Giunta, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l'insussistenza di relazioni sindacali adeguate auspicando una nuova stagione di partecipazione".
In sostanza non è dato riconoscere nel Documento alcuna idea e visione programmatica di come dispiegare le risorse del Pnrr e quelle della Programmazione 2021/2027 e neanche vi sono idee di come cogliere le tante opportunità ricevute in eredità.
Presidente, se mi concede il tempo io rinuncio alla replica e all’intervento, altrimenti mi fermo e nella replica continuo la relazione perché …

PRESIDENTE. A sua discrezione, però dobbiamo complessivamente contenere i tempi. Se vuole concludere, va benissimo.

Fabrizio CESETTI. Pensiamo all'enorme mole di risorse ed alla possibilità di investimenti, anche attraverso il ricorso al debito, per colmare i ritardi e il deficit infrastrutturale della nostra Regione nella consapevolezza di quanto le infrastrutture stesse siano un campo sconfinato: treni, aeroporti, porti, scuole, ospedali, fibra, strade, ponti e che investire in esse sia anche l'unica strada per esplorare nuove vie di sviluppo e, più in generale, per tornare a crescere.
Ed allora, quando nel Documento si evidenziano le opportunità per gli interventi infrastrutturali, si doveva assumere la responsabilità di indicare specificatamente quali sono prioritari, e si dovevano cogliere le opportunità che sono derivate da quello che riconobbe a suo tempo, circa due anni fa, il Ministro dello sviluppo economico, quando disse che le Marche erano "una delle regioni più irraggiungibili d'Italia" e che il "Governo nazionale dovrà assumere le decisioni opportune per superare finalmente queste criticità" facendo riferimento all'attuale condizione della A14 nel tratto a sud di Porto Sant'Elpidio. Oggi quel Ministro è ancora più importante perché è il Ministro dell’economia in un governo politico, e allora questo andava indicato prioritariamente all’interno del Defr, invece no, ci dice soltanto che è stata avviata la progettazione.
In definitiva se è vero, come è vero e come viene enunciato, che l'Ente Regione dispone di ingenti risorse ci saremmo aspettati, per esse, una progettualità puntuale e, soprattutto, più condivisa perché le relative scelte riguardano e guardano al futuro ed esso non può essere ricondotto al perimetro delle decisioni solo tecniche vista l'assenza della visione politica che invece dovrebbe mostrarsi ed aprirsi al confronto ed al dialogo con i più.
Nei Defr degli scorsi anni si ipotizzava una "stagione di profonde riforme" e oggi si rivendicano come linee qualificanti l’istituzione di Atim, ancora non operativa, e di Svem, utili invece soltanto per occupare il potere e commissariare la politica.
Sono state, invece, approvate soltanto norme-manifesto le cui finalità neanche sono state proposte nel Defr, né con il bilancio, sono state adeguatamente finanziate tanto che si è fatta incetta di quelle che voi chiamate le "marchette elettorali", ma ne parleremo dopo.
E' questa la dimostrazione di come la Giunta regionale perda troppo spesso la memoria e di come le forze politiche di maggioranza non credano agli atti approvati da questo Consiglio regionale e smentiscano le dichiarazioni da loro fatte e gli impegni da loro assunti in questa sede perché altrimenti non avrebbero dovuto consentire di togliere tutte le risorse, nella annualità 2023, dai Fondi speciali per il finanziamento sia degli oneri correnti che di investimento derivanti da nuovi provvedimenti legislativi al fine di stanziare risorse per la "Tabella E" con assegnazione di milioni di euro di contributi senza progettualità e volti esclusivamente a soddisfare le richieste dei singoli Consiglieri di maggioranza all'interno di una spartizione che si voleva addirittura condividere con l'opposizione. Quelle risorse sono state tutte tolte, sui circa 2 milioni di investimento ci avete lasciato 500 euro, su circa 1 milione di corrente 14.500 euro.
E se le vergognose parole del Capogruppo Ciccioli sulla Tabella C (ora Tabella E) come "vicenda incredibile... al limite della contestazione penale del traffico di influenze", pronunciate in questa Aula in occasione del primo bilancio, sono diventate metodo di governo, la "stagione di profonde riforme" declamata più volte si è arresa ancora prima di iniziare e lo ha fatto con disonore.
Ricorderà il Consigliere Ciccioli quando affermava con riferimento a detta Tabella che "grazie a Dio il Presidente Acquaroli ha voluto abolirla". E, magari per consolarsi, il Consigliere Ciccioli, potrà sempre chiedere che un Magistrato faccia "indagini con le intercettazioni che oggi si possono fare a posteriori" per "vedere le comunicazioni tra chi ha preso soldi dalla Tabella E" perché, sono parol sue, del Consigliere Ciccioli, "lì si chiedono i soldi e lì vengono dati."
Nella mia lunga esperienza politica non ho mai invocato, e mai invocherò, neanche in quest'Aula, l'intervento di un Magistrato, ma a tempo debito con gli strumenti istituzionali e della politica chiederò conto al Presidente ed alla Giunta regionale delle modalità di stanziamento e di erogazione delle risorse allocate in Tabella E.
Noi abbiamo su questo lasciato tutte quelle risorse, ma noi abbiamo stabilito dei fondi precisi dove le abbiamo destinate: il fondo per contribuire alle utenze domestiche delle famiglie; il fondo per contributi ai Comuni per manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici; il fondo per valorizzare i beni culturali e storici; il fondo per le attività culturali; il fondo per interventi nello sport e nel tempo libero; per attività di promozione turistica; per la riqualificazione degli spazi pubblici e per le manutenzioni straordinarie.
Con un ulteriore emendamento normativo alla legge di stabilità si attribuisce alla Giunta il potere di disciplinare l'utilizzo dei fondi stessi con proprie DGR, previo parere della Commissione assembleare competente.
Noi non neghiamo che ci sia la necessità di queste risorse, ma riteniamo che per conseguire questi obiettivi sia necessario prevedere per ogni Missione un fondo generico che la Giunta assegnerà sulla base di criteri predeterminati e ben definiti ai quali tutti potranno concorrere.
L'aver consentito l'indecoroso mercanteggiare della Tabella E è stato il corrispettivo di un bilancio ancora una volta tecnico e ciò è tanto vero che nel Defr si afferma testualmente, con un'operazione di copia-incolla con il Defr dello scorso anno, che "la manovra finanziaria regionale 2023/2025 si inspira alla massima prudenza nella programmazione ed allocazione della spesa corrente, considerata la necessità di assicurare la copertura all'incremento di alcune spese obbligatorie", in questa frase è stato cambiato soltanto il numero 2 con il numero 3, il numero 5 con il numero 4. E’ lo stesso documento, è stato copiato.
Ed allora nella dichiarata incapacità di programmare si è pensato bene di soddisfare gli appetiti dei tanti e dei più.
In coerenza con il Defr, si doveva varare una manovra del bilancio centrale 2023/2025 che, oltre a mantenere invariato il bilancio precedente così come assestato, doveva e poteva aggiungere risorse per un vasto programma di investimenti legati al governo del territorio, al dissesto idrogeologico e alla difesa della costa, alla viabilità, all'edilizia sanitaria, alla mobilità, all'ambiente, cultura e turismo, alla sicurezza degli edifici scolastici e delle infrastrutture pubbliche.
Era necessario programmare il pieno utilizzo delle risorse comunitarie anche per dispiegare nel triennio 2023/2025 tutte le attività previste in termini di investimenti territoriali integrati ricomprendendo la piena attuazione delle Aree di crisi e delle Aree interne.
Per conseguire questi obiettivi doveva e poteva essere un bilancio con una cornice espansiva oggi possibile grazie a disposizioni pensate e volute dalle Regioni, ed in particolare dalla Regione Marche, quali il debito autorizzato e non contratto per investimenti e la reiscrizione dell'avanzo vincolato.
Ci ricorda l'Organo di Revisione "Per l'anno 2023 è autorizzato il ricorso al debito, per far fronte a effettive esigenze di cassa, a copertura del disavanzo di amministrazione derivante da Danc per finanziare spesa di investimento" tanto che ci dice il Collegio di Revisione che "per il finanziamento degli investimenti è autorizzato nel triennio il ricorso all'indebitamento rispettivamente per: 247 milioni sul 2023, 91 milioni sul 2024, 155 milioni sul 2025”.
Per tacere, come pure ci ricorda l'Organo di Revisione, "L'indebitamento può essere contratto attraverso la stipula di mutui" e questa è all'evidenza una opportunità per una Regione che negli anni precedenti ha ridotto in modo consistente l'indebitamento.
Avviandomi a concludere, anche in questa occasione devo rilevare che non si scorge nel Defr e nel bilancio una visione di futuro, manca in definitiva la determinazione per cogliere le opportunità - pur presenti in un tempo, il nostro, difficile ed avverso - per progettare un futuro possibile, migliore e credibile.
Concludo dicendo che se il pessimismo della burocrazia, che vede il pericolo in ogni opportunità, vince sull’ottimismo della politica, che invece dovrebbe vedere l’opportunità in ogni pericolo, anche in questa annualità il bilancio ha perso ed addirittura smarrito la sua funzione che è soprattutto politica in quanto gli equilibri di bilancio, che pure devono essere mantenuti e perseguiti, non possono essere un fine esclusivo, ma un mezzo necessario ed una opportunità da cogliere.
Presidente, le chiedo di poter consegnare agli atti l’intervento integrale perché alcuni passaggi li ho dovuti saltare per ragioni di tempo, quindi lo consegno così è più comodo anche per l’ufficio il resoconto stenografico, lo consegno perché saltandoli, per lo meno dal mio punto di vista, tante cose non sono state dette, mentre era necessario ribadirle.

PRESIDENTE. L’intervento del Consigliere Cesetti viene acquisito agli atti, per fare parte integrale e sostanziale del resoconto.
(*) Comunico anche che il Consigliere Santarelli ha fatto presente che nella votazione della proposta di atto amministrativo n. 43 erroneamente ha votato diversamente da quanto intendeva fare: quindi correggere il suo voto in favorevole.
Comunico che, considerato l’orario di partenza del Consiglio odierno, il termine per la presentazione dei subemendamenti è prorogato dalle ore 13,00 alle ore 14,00 quindi la scadenza per la presentazione dei subemendamenti è alle ore 14,00.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Oggi ci troviamo a discutere un documento di particolare rilevanza, come ha detto il Consigliere Cesetti, che manca, come lo scorso anno, di un’anima perché si tratta ancora una volta dell'ennesimo taglia e incolla.
Un documento che alterna elenchi di meri buoni propositi a carenze e dimenticanze da censurare che la dicono lunga sull'importanza che attribuite a certe tematiche.
Il Consigliere Cesetti ha ben evidenziato tutte le criticità esistenti.
A partire dal lavoro. Se da un lato è apprezzabile l'intenzione, ormai rinnovata di anno in anno, di potenziare i Servizi per l'impiego e di valorizzare le esperienze di workers buy out soprattutto per lavoratori fuoriusciti da crisi aziendali, dall'altro nulla si dice ad esempio su come si intendano contrastare le chiusure o le delocalizzazioni di multinazionali e su come si intenda supportare i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro.
Non si valorizza affatto l'occupazione femminile, si liquida in tre parole il tema rilevante del collocamento delle persone disabili e non si parla dei Neet, i giovani che non studiano né lavorano che rappresentano il 16% del totale, a cui si aggiungono i 2.500 che emigrano in altre regioni o all'estero per poter realizzare il proprio futuro. Le Marche non sono quindi una regione "per giovani": così si disperde un potenziale incredibile necessario allo sviluppo. Occorrerebbero sostegno alla vulnerabilità e incentivi che premino il talento e la capacità di intrapresa oltre a politiche mirate al contrasto della povertà educativa e indirizzate a rendere i giovani realmente protagonisti del loro futuro.
Nulla si dice su quella che rappresenta ormai nelle Marche una vera emergenza, l’hja detto bene il Consigliere Cesetti, gli infortuni e le morti sul lavoro. Su questo ricordo un anno fa, quest'Aula ha approvato all'unanimità una risoluzione che impegnava la Giunta su aspetti fondamentali: l'aumento delle risorse per il finanziamento delle attività di prevenzione, l'incremento del numero degli addetti alle attività di prevenzione e protezione dai rischi in ambito lavorativo da parte dell'Asur, la definizione al più presto del Piano mirato di prevenzione così come previsto dal Piano nazionale 2020/2025. Tutte cose previste nella nostra risoluzione, che sono però rimaste parole vuote. Si tace anche sul lavoro irregolare quando il tasso di irregolarità registrato dalle ispezioni ha raggiunto l'83%.
Nel testo che oggi verrà approvato non si affronta concretamente un tema importantissimo come quello della lotta alle disuguaglianze. Non lo dico io, ma il rapporto della Caritas secondo cui nel nostro Paese ci sono purtroppo oltre 5,5 milioni di poveri, di cui un 1,4 milioni bambini; la povertà assoluta interessa 2 milioni di famiglie, soprattutto quelle più numerose e questa tristissima realtà va ampliandosi di anno in anno anche nella nostra regione. Due anni fa, peraltro, il Presidente Acquaroli l'aveva messo bene in evidenza nella sua relazione di insediamento, e su questo anche l'Assessore Saltamartini si era preso impegni precisi nella seconda seduta del Consiglio regionale di questa legislatura. Purtroppo agli annunci, alle parole, non avete fatto seguire i fatti.
Da questo punto di vista, se è vero che il Pnrr prevede cospicui finanziamenti per dare risposte all'emergenza della povertà estrema, il Consiglio regionale, a gennaio, aveva impegnato la Giunta a reperire ulteriori risorse da destinare agli Ambiti, ripristinando almeno il finanziamento stanziato nel 2020 dall'amministrazione di centro-sinistra.
Di fatto tutto il settore del welfare non è stato governato in alcun modo in questi due anni. Il sistema è andato avanti per inerzia, senza una strategia complessiva di governo del welfare da parte della Giunta regionale, senza un confronto costante con gli Ambiti sociali, con il terzo settore (la cooperazione, l'associazionismo). Nel merito e guardando ai prossimi anni, penso sia necessaria innanzitutto una riflessione sul sostegno alla non autosufficienza riqualificando e sviluppando l'assistenza in direzione di un vero e proprio sistema della domiciliarità. Va perseguita l'implementazione di un fondo indistinto regionale, non vincolato a progettualità specifiche, che permetta agli Ambiti di rispondere ai bisogni diffusi sul territorio. Occorre rilanciare e qualificare la rete dei servizi territoriali socio-sanitari, promuovere interventi contro l'esclusione sociale e per il sostegno alle famiglie in condizione di fragilità.
Sulle politiche sanitarie, come lo scorso anno, annunciate l'imminente approvazione di un nuovo Piano socio-sanitario regionale che in realtà non vede mai la luce e che invece avreste dovuto predisporre prima della infausta legge n. 19 dell'agosto scorso sugli assetti istituzionali e organizzativi.
Parlate dell'emergenza-urgenza da potenziare e riorganizzare soprattutto nelle aree interne, quando in realtà la rete è completamente in tilt ovunque, soprattutto per la carenza di almeno 70 medici; questo causa evidentemente mancanza di copertura dei turni e la demedicalizzazione delle ambulanze. Con ovvie ripercussioni anche sui pronto soccorso, già fortemente in difficoltà che costringono i cittadini ad inaccettabili ed estenuanti attese anche di oltre 15 ore, di questo ho avuto due tristi esperienze nell’ultimo mese, con attese spasmodiche e veramente estenuanti.
Una riga generica, solo una riga generica su 145 pagine di Defr è dedicata a un problema fondamentale quello della riduzione dei tempi di attesa, per le prestazioni ambulatoriali, diagnostiche e per gli interventi chirurgici. Un problema che si è aggravato con la pandemia e a cui voi siete incapaci di dare soluzioni, nonostante le tante promesse a riguardo. Servono regole certe, trasparenti ed esigibili per accedere alle prestazioni sanitarie pubbliche, nei tempi stabiliti dalla normativa nazionale e all'interno di ambiti territoriali congrui.
Le Marche poi, secondo i dati Agenas, hanno la maglia nera in Italia per i costi per la mobilità passiva. Dopo gli ottimi risultati ottenuti nel 2020 dalla amministrazione di centro-sinistra su questo versante, c'è stato un aumento del 16% nel 2021. La nostra regione spende di più, ma cura di meno ed è chiaro quindi che c'è qualcosa che non va: non è così che si garantisce il diritto alla salute. I cittadini marchigiani hanno diritto di potersi curare nella propria regione, ma per garantire questo è indispensabile avere una rete ospedaliera efficiente e un'adeguata assistenza territoriale, che siano in grado di soddisfare i requisiti di qualità.
I servizi territoriali vengono tutti o quasi potenziati a parole e sacrificati nei fatti; di salute mentale, consultori, neuropsichiatria infantile, dipendenze patologiche e demenze praticamente non si parla affatto o si citano in due parole. E sono tutti servizi essenziali per cui si dovrebbe incrementare, e di molto, la dotazione di personale.
Questo documento presenta altre grandi lacune a partire, ad esempio, dal tema dell'istruzione e del diritto allo studio. Nella Missione 4 si parla di edilizia scolastica, di IFTS, di ITS, di borse di ricerca. Tutti aspetti sicuramente rilevanti, ma non si spende una parola sulla tematica dell'alternanza scuola lavoro e non una parola sulla grave problematica della dispersione scolastica. Nelle Marche il 35% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha un basso livello di istruzione. Questo comporta evidentemente un maggior rischio di inoccupazione e disoccupazione.
E sul diritto allo studio, in particolar modo sul diritto allo studio per l'istruzione superiore universitaria occorrerebbe aprire un discorso approfondito per andare verso una legge di riforma nella nostra regione.
Sul trasporto pubblico locale, che purtroppo viene utilizzato da meno dell'1% dei lavoratori della nostra regione, e che invece, oltre ad essere un volano per tutto il sistema economico e produttivo, rappresenta a tutti gli effetti un servizio pubblico a forte valenza sociale, è evidente che ci troviamo davanti a un costante sottofinanziamento da parte dello Stato.
Credo però che la Regione abbia un ruolo assolutamente rilevante anche su questa materia: è indispensabile un suo intervento che superi l'attuale frammentazione, che riorganizzi la rete, aggiorni le tratte, riduca il costo per gli utenti oltre ad investire ovviamente sull'ammodernamento del parco mezzi.
Occorre inoltre investire sulla mobilità sostenibile, anche per via dell'aumento del costo dei carburanti e del metano che sta mettendo in ginocchio i bilanci delle aziende.
Sulla Missione 17, in particolare sulle fonti energetiche, si omette che nelle Marche si sta verificando una preoccupante riduzione delle energie rinnovabili, in controtendenza rispetto al resto d'Italia. E' quindi evidente che il nuovo Piano regionale dovrà puntare sempre più all'integrazione dello sviluppo industriale con la tutela ambientale, prevedere una semplificazione burocratica per incentivare l'utilizzo delle rinnovabili, dare maggior impulso alla creazione delle comunità energetiche rinnovabili.
Trasporto pubblico locale, rifiuti, acqua, energia sono elementi portanti di una politica territoriale di sviluppo sostenibile, che va elaborata in modo partecipato e condiviso e a cui gli enti locali, le forze economiche e sociali possono sicuramente dare il loro contributo. Ma di questo "metodo" nel documento non c'è traccia.
Concludo. Avete pensato a distribuire mance insignificanti in giro per il territorio ma, dolosamente, non avete finanziato leggi che avete approvato voi, a partire da quella sulla riforma sanitaria, e quella sulla psicologia scolastica, che avevate osannato in pompa magna sui mezzi di comunicazione; non avete dato continuità a leggi importanti che abbiamo approvato tutti insieme nella scorsa legislatura: il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, il contrasto alla ludopatia e al gioco d'azzardo, il Parlamento degli studenti qui in Consiglio regionale.
Il Presidente Acquaroli poi, già nella sua relazione di insediamento due anni fa, aveva insistito molto sul concetto di coinvolgimento e di partecipazione ai processi decisionali da parte dei cittadini, delle parti sociali e delle associazioni, coinvolgimento che non c’è mai stato.
Credo che anche da questo punto di vista non possano bastare le parole, il tema della partecipazione non è contemplato in questo testo e nel bilancio non è previsto nulla per il rifinanziamento della legge 31 del 2020, approvata alla fine della scorsa legislatura, che riguarda proprio la partecipazione all'elaborazione della valutazione delle politiche pubbliche da parte dei comitati cittadini, delle associazioni, delle parti sociali.
E infine mi rivolgo a lei Presidente Latini: ancora una volta non finanziate la legge che istituisce la Giornata Carlo Urbani. Gli anni scorsi avevamo protestato vivacemente per questa grave mancanza e voi avevate dato false rassicurazioni. Poi però è successo un fatto nuovo: in quest'Aula il 21 marzo scorso, proprio dopo la seduta dedicata al nostro medico e scienziato, avevamo approvato all'unanimità una risoluzione che prevedeva lo stanziamento di 30 mila euro per il 2023 in occasione del ventennale della morte di Carlo Urbani e invece a bilancio non c'è nulla. E' chiaro che allora si tratta di una scelta. Una scelta che tradisce la volontà del Consiglio regionale e offende la memoria di Carlo Urbani. Una scelta che purtroppo si commenta da sola. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Come a voi noto il Documento di economia e finanza regionale (Defr) per il periodo 2023/2025 è l'elemento cardine del percorso di programmazione nazionale e regionale e viene costruito sulla base delle previsioni del decreto legislativo n. 118/2011, in particolare dall'allegato 4/1 intitolato "Principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio".
Il Defr costituisce infatti il documento in cui viene esposta l'articolazione del Programma di Governo della legislatura, attraverso la definizione delle strategie dell'Amministrazione, tenendo conto delle indicazioni della programmazione nazionale (nello specifico della nota di aggiornamento al Def nazionale) in vista della successiva implementazione finanziaria nel bilancio di previsione.
Non ci possiamo dimenticare che dall'insediamento questa maggioranza si è trovata ad affrontare una serie di problemi gravi dal punto di vista economico e sociale: crisi sistema bancario marchigiano, che non è stata solo la chiusura di una banca, ma la mancanza di credito a favore di imprese e famiglie; ricostruzione post-terremoto in tre province delle Marche, ricostruzione che a mio avviso è stata lenta e insufficiente, a tutt'oggi i risultati sono insoddisfacenti; la pandemia per due anni; l’alluvione e l’ultimo terremoto ad Ancona.
Il quadro economico mondiale, già gravemente compromesso dalla pandemia, sta vivendo un ulteriore importante aggravamento a seguito della guerra russo-ucraina, che sta generando una serie di criticità nel sistema economico riconducibili all'impennata dei prezzi delle materie prime e dei prodotti energetici in particolare.
Ciononostante, in base all'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia - mi permetto di dare alcuni dati - nella media del primo semestre 2022 il prodotto marchigiano sarebbe cresciuto sostanzialmente in linea con il dato nazionale al 5,7%, anche se nel terzo trimestre l'acuirsi dei rincari energetici ha alimentato un po’ di incertezza e condizionato le attese sulle prospettive di breve termine.
Nell'industria l'attività è cresciuta in tutti i principali settori di specializzazione della manifattura regionale. In particolare si è manifestato un importante aumento delle vendite nel calzaturiero.
Le esportazioni sono cresciute in misura ampia, interessando tutti i comparti.
Nel settore delle costruzioni è continuata la fase espansiva iniziata nella seconda parte del 2020, queste cose non le ho scritte io, non le ha scritte la maggioranza, ma le ha scritte la Banca d’Italia.
Nel terziario, il commercio ha beneficiato della crescita dei consumi delle famiglie.
La stagione turistica estiva è stata particolarmente positiva, con aumento di presenze di visitatori sia italiani che stranieri.
Il recupero dell'occupazione avviatosi lo scorso anno è proseguito, il numero di lavoratori è aumentato in modo diffuso. Il saldo cumulato tra assunzioni e cessazioni di contratti di lavoro dipendente nel settore privato, non agricolo, si è mantenuto su livelli superiori al 2021.
Agli incrementi dei tassi di occupazione e di partecipazione si è associato un calo del tasso di disoccupazione.
Il miglioramento dell'occupazione ha sostenuto i redditi delle famiglie e favorito l'ulteriore recupero dei consumi.
I prestiti alle imprese hanno accelerato manifestando vivacità e ripresa.
Tra i finanziamenti alle famiglie sono aumentati sia i mutui per l'acquisto di abitazioni sia il credito al consumo.
Le Marche possono guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Ci sono tanti segnali che danno l'economia in netta ripresa.
A fronte di tale contesto, l'Amministrazione ha innovato profondamente l'approccio al Defr, impostandolo al realismo, alla cautela e alla massima flessibilità operativa in risposta alle esigenze che emergono dal territorio e dalle comunità.
Attraverso il Defr sono state pertanto individuate alcune priorità di intervento che hanno consentito di indirizzare il bilancio di previsione 2023/2025.
Il Defr tiene conto della legge regionale n. 18/2021 (Disposizioni di organizzazione e di ordinamento del personale della Giunta regionale), che ha profondamente innovato gli strumenti di governance regionale ed ha ridefinito la struttura organizzativa dell'Ente.
In particolare il Defr si interfaccia con il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) mediante l'indicazione delle strutture organizzative responsabili delle Missioni e dei Programmi, nonché con la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile definita in coerenza con l'Agenda 2030 dell'ONU.
Il Defr privilegia una strategia finanziaria multifondo, ossia persegue la massima valorizzazione delle risorse comunitarie e nazionali in affiancamento alle risorse proprie. In particolare, le risorse ordinarie della programmazione 2021/2027 assegnate alla Regione Marche ammontano a circa 1,036 miliardi di euro, dei quali 690 milioni sono riconducibili alla programmazione Fesr e 346 milioni alla programmazione Fse plus.
Si registra quindi un incremento di risorse di circa il 66% rispetto alla programmazione ordinaria relativa al periodo della vecchia programmazione 2014/2020, anche a causa del riconoscimento dello status di "regione in transizione" intervenuto per il peggioramento della situazione socio-economica regionale, oltre che per la modifica dei parametri che qualificano le categorie di regioni.
È importante segnalare che la Giunta regionale ha deciso di utilizzare i margini di flessibilità, previsti per le Regioni in transizione e quelle meno sviluppate, che consentono l'istituzione della cosiddetta ‘programmazione complementare’.
I Programmi comunitari Fesr e Fse plus sono quindi stati affiancati da due Programmi operativi complementari (POC) del valore di 154 milioni di euro (risorse statali che non necessitano di co-finanziamento regionale e dotate di maggiore flessibilità).
La programmazione comunitaria implica una quota di compartecipazione a valere sul bilancio regionale: l'Amministrazione se ne è fatta carico nella consapevolezza che ogni euro di risorse proprie consente un moltiplicatore di ben sei volte nel valore totale a disposizione dello sviluppo regionale (Bilancio di previsione).
Inoltre, nella descrizione delle Missioni e dei Programmi del presente Defr viene esplicitato il ruolo riservato alle risorse ed alla progettualità del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr), nella consapevolezza che il rafforzamento del modello organizzativo e di governance regionale rappresenta un rilevante strumento per l’attivazione di tutte le opportunità offerte dal Pnrr. Sono state definite le competenze in capo alle varie strutture organizzative regionali.
E’ stato adottato il piano territoriale e attivato il progetto “mille esperti”, ricordo che il progetto “mille esperti” è relativo esclusivamente al Pnrr, sulla base delle risorse assegnate alla Regione Marche sono stati selezionati 30 esperti attinti dalle graduatorie inviate dal Dipartimento della funzione pubblica e sono stati tutti contrattualizzati a dicembre 2021. I 30 esperti condividono e collaborano con gli uffici regionali, con gli uffici provinciali e con gli uffici degli enti locali. Il progetto regionale è governato da una cabina di regia alla quale partecipano il sottoscritto, l’Anci, l’Upi e l’Uncem.
Quindi il progetto “mille esperti” è in via di predisposizione, un cruscotto informativo nell'ambito del portale ISI Pnrr Marche interconnesso con la piattaforma nazionale Regis, il sistema nazionale di monitoraggio del Pnrr.
La Regione ha inoltre costituito un tavolo regionale con le parti sociali al fine di consentire la partecipazione e il confronto sull’attuazione in linea con l'approccio partecipativo e concertativo già adottato dalla Regione anche con riferimento alla programmazione comunitaria.
Questa imponente quantità di risorse saranno spese per finanziare i progetti Fesr degli enti pubblici per 25 milioni di euro più 313 milioni di euro relativi alle imprese.
Per quanto riguarda l’Fse le risorse saranno destinate per 194 milioni di euro alle persone con corsi di formazioni politiche per l'impiego e per 91 milioni di euro agli enti pubblici, gli Ambiti territoriali, sociali e comunali.
Riteniamo che mai come in questo Documento di economia e finanza sono state indicate le linee programmatiche in grado di tracciare la strada per contrastare la crisi, non lasciar nessuno indietro e rilanciare il nostro territorio con interventi a 360°.
Ho preso degli appunti sugli interventi, sia del Consigliere Cesetti, che non è in Aula, che del Consigliere Mastrovincenzo. Ricordo, e sto parlando del trasporto pubblico locale, che le Marche sono un fanalino di coda da tantissimi anni, da oltre vent'anni e sapete bene che le Marche - escluse le Regioni a Statuto speciale – quindi, Basilicata, Molise, Umbria, e Marche, sono quart’ultime come popolazione e nel riparto generale ancora viaggiano al 2,17%, mentre le tre Regioni che ho appena detto hanno percentuali di riparto maggiori, considerate che il riparto per l'anno in corso è stato di 5 miliardi e noi prendiamo il 2,17% di quella somma.
Cosa è successo quest'anno in seguito alle misure Covid? Lo Stato ha dato altri 75 milioni di euro. Nella Conferenza delle Regioni abbiamo, posso dirlo, puntato i piedi, abbiamo fatto valere la nostra posizione, pensate che di quei 75 milioni abbiamo portato a casa più del 3%. Chiederemo che questa percentuale sia stabile nel prosieguo della programmazione dei fondi che lo Stato trasferisce per il trasporto pubblico locale. Questo è molto importante perché finora il trasferimento si è basato sempre sulla spesa storica, invece noi diciamo che il riparto deve essere in funzione della spesa standard e sulla qualità dei servizi.
Consigliere Mastrovincenzo, le ricordo che abbiamo ottenuto come trasporto pubblico locale la somma di 157 milioni di euro perché le cinque società pubbliche che operano nella nostra regione non riuscivano, a causa pandemia, ad andare avanti e programmare il loro futuro, bene, questo è stato prorogato al 2026 così le aziende pubbliche potranno, con questi 157 milioni in 10 anni, parliamo di 15 milioni l'anno, programmare i propri investimenti.
Passo al Consigliere Cesetti. Da quando sono Assessore, sono passati appena due mesi, principalmente ho dedicato tre quarti del mio tempo alla situazione del bilancio, mi sono occupato nel restante 25% del trasporto pubblico locale e degli enti gestori, sentirmi dire che l'amministrazione, la Giunta ed io in prima persona perché ho questa delega, non si sia occupata degli enti gestori …, la invito a chiedere agli enti gestori quante volte hanno visto il sottoscritto. Le dico che ci siamo visti molte volte e come amministrazione regionale abbiamo già dato 5 milioni di euro, quelli già liquidati, e con il bilancio che andremo ad approvare in giornata, mi auguro, destineremo altri 6,6 milioni di euro, quindi sono 11,6 milioni. Poi la legge 43/2020 all'articolo 10 prevede l'Irap agevolata al 3,9%. Consigliere Cesetti, noi questa percentuale l’abbiamo mantenuta, anche se ieri mentre stavo preparando i miei interventi e studiando ancora il bilancio ci sono arrivate false notizie, non da lei, dagli enti gestori, uno che sta pure fuori dall'Europa ci ha detto: “Ah! Ci aumentate all’8%”. Le solite chiacchiere che girano, voglio rassicurare lei e l’Aula che lrap rimarrà al 3,9%.
Un'altra cosa che voglio dirle, è che lei prima ha fatto un lungo elenco dicendo manca questo e questo, manca la politica. Le ricordo che nel mio secondo intervento sul bilancio di previsione snocciolerò tutte le risorse che abbiamo messo nella sanità, nel sociale, nelle infrastrutture, quanto abbiamo dato per l’ultimazione degli ospedali, ma sarò più chiaro nel mio prossimo intervento.
Ricordo che quello che muove tutto, e lo ha rilevato anche lei, Consigliere Cesetti, sono i cofinanziamenti europei. Se una regione come la nostra non investiva un'importantissima cifra, come quella che abbiamo avuto noi, che ha un moltiplicatore di 1 a 6, quindi le dico già il risultato finale, abbiamo investito 140 milioni di euro, per sei sono 840 milioni di euro su 1,036 miliardi che abbiamo a disposizione con la programmazione Fesr e Fse. Con quei soldi, con quelle risorse sicuramente riusciremo a dare risposte ai cittadini marchigiani, alle famiglie ed alle imprese.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Magari la risposta dell'Assessore sarebbe stata più gradita alla fine degli interventi e non all'inizio.
Innanzitutto, Assessore, le dico di far controllare il Defr perché c'è ancora il nome del precedente Assessore al bilancio, in più pagine, magari sarebbe carino che lei chiedesse ai …

(interventi fuori microfono)

Anna CASINI. Esatto, essendo identico a quello dell’anno scorso lei troverà in talune pagine, che io non le dico perché è bene che i suoi uffici se le studino, vadano a trovare e a cercare i punti dove ancora c’è il nome del precedente Assessore al bilancio. Non è carino e di questo mi sono dispiaciuta per lei.
Le dico inoltre che l’Agenda non è 2030, ma è 20/30 per tutta l’Europa. Entriamo poi nel merito delle missioni, io mi sono un po' preoccupata quando ho visto che nelle missioni non solo ci sono scritte le stesse cose, ma in talune pagine ci sono esattamente le stese cose ripetute più volte.
Prima si è parlato con grande enfasi dell'agricoltura che sarebbe stata, secondo il relatore di maggioranza, desueta, ora io le do alcuni numeri che sono all'interno del documento che lei stesso ha predisposto e le dico, per esempio, che per quello che riguarda la misura relativa allo stato d'avanzamento del finanziamento delle risorse del piano di sviluppo rurale del 2014, perché lei saprà bene che è sempre lo stesso in quanto ci sono stati due anni in transizione, sono stati approvati esattamente 9.000 progetti per l'agricoltura biologica e se oggi siamo la terza regione d'Italia per superficie a biologico lo dobbiamo anche a quello che è stato fatto negli anni precedenti la nuova programmazione. Per lo sviluppo delle aziende agricole e per le imprese ci sono anche i giovani che hanno una percentuale altissima perché nel piano di sviluppo rurale c'è, ma c’era già nel 2014, un premio per i giovani che si insediano in agricoltura e i progetti approvati nelle Marche sono 678, progetti di nuove aziende agricole oppure di innovazione e di implementazione delle stesse.
Questo lo dico perché è giusto che anche chi è relatore di maggioranza parta da una base solida, che è quella dell'agricoltura delle Marche che va sicuramente implementata, certamente va aiutata, certamente vanno risolti dei problemi, come quelli grandissimi della zootecnia, però non si può dire che sia un’area desueta perché è un insulto a tutti gli agricoltori e agli allevatori della regione Marche, soprattutto ai giovani che si sono insediati e sono centinaia.
In merito alla difesa del suolo prima è stato detto: “Abbiamo messo 21 milioni di euro in tre anni” viva Dio, abbiamo avuto una catastrofe nelle Marche, 21 milioni di euro, come ha ricordato prima il Consigliere Cesetti, li aveva messi lui nella provincia di Fermo in un anno, quindi non ci sembra che sia stato fatto uno sforzo così grande.
Anche sui rifiuti, in questa Aula ho sentito parlare di Ata unica, che c’è una gestione dei rifiuti provinciale che non va bene, sono d’accordo, che va migliorata, faremo l’Ata unica, faremo la nuova legge urbanistica, sono passati due anni e mezzo, abbiamo visto una legge urbanistica che per fortuna è stata messa dall'Assessore nel cassetto perché bastava leggere quello che hanno scritto l’Anci e l’Upi per inorridire. Sui rifiuti non abbiamo visto nulla di nulla, non c'è il Piano regionale, non è stato neanche abbozzato, quindi quando parliamo di ambiente parliamo anche di questo.
Per quello che riguarda la cooperazione e sviluppo, basta guardare il parere del Crel, quindi non lo ripeto perché lei, Assessore, lo conosce benissimo, quindi non ribadisco quello che c'è scritto in tema di cooperazione.
La strategia regionale per lo sviluppo sostenibile lei l’ha citata. Bene, Assessore, che abbiamo lasciato il capitolo, peccato che avreste dovuto integrarla con le altre missioni, perché quella non è una missione da sola, è una missione trasversale che deve informare tutte le altre missioni, dato che quello è un modus di pianificare e progettare tutte le missioni.
Per quello che riguarda la scuola mi dispiace che non sia stato citato assolutamente, lo dico all'Assessore, ma non sarà stata certo lei, tutto quello che si sta facendo in tema di edilizia sanitaria, parlo di edilizia sanitaria nel cratere con i fondi della ricostruzione. Farebbe bene la Regione a scriverlo perché non di sola ventilazione si vive nelle Marche. Va benissimo la ventilazione, per carità, interventi per il ricambio dell'aria, che esistono dalla notte dei tempi, va bene che vengano fatti, però di scuole se ne stanno facendo, se ne sono fatte e se ne faranno tante, forse alcune non tanto utili perché magari si poteva programmare a bocce ferme una aggregazione, soprattutto nelle aree interne, importante, o un mantenimento. L’Assessore sta lavorando molto su questo tema, soprattutto degli insegnanti, quindi mi sarebbe piaciuto che fosse scritto - sicuramente non lo ha fatto lei - in maniera più ampia rispetto allo scorso anno, dato che è stato copiato tale e quale. Insomma mi sarebbe piaciuto vedere qualcosa in più.
Sulla sanità invece mi farebbe piacere sapere che fine hanno fatto le interlocuzioni del Mef e del Ministero della sanità sulla legge 19 di modifica della legge 13, perché a tutt'oggi a me non risulta che siano state sciolte le riserve sul fatto che la riforma del Servizio sanitario sia a isorisorse. Non mi pare che sia stato sciolto il nodo perché il Mef chiedeva delle cose ben precise, come pure il Ministero della salute, per cui dall’1 gennaio inizierà questa modifica sostanziale dell'organizzazione sanitaria della regione, ma non sappiamo se la legge è “perfetta”, non siamo ancora riusciti a saperlo.
Per quello che riguarda la missione 8.2 mi aspetto che la diatriba tra l’Erap e la Giunta si risolva, nel senso che la Giunta ha proposto la nomina di dirigenti dei Presidi, come lei saprà, prima che lei si insediasse, ed il Presidente dell’Erap si è rifiutato di nominarli ed ha prodotto un documento che è tenuto in camera caritatis perché riservato, io non conosco, ma lei lo conoscerà, nel quale XY spiega le motivazioni per cui non vuole nominare, e non entro nel merito, questo lo deve fare lei, però è opportuno che si cominci a nominare.
Rispetto alle risorse per l’Erap lei saprà che la legge di bilancio dello Stato ha ridotto i trasferimenti alle Regioni, quindi abbiamo poco da sorridere ed io mi auguro che si riesca a vendere tutti gli immobili perché con la precedente Giunta abbiamo provato a vendere gli immobili di proprietà e meno appetibili di Erap, ma c'è stata poca richiesta perché i prezzi purtroppo erano alti e non potevamo ridurli per la questione del famoso decreto Lupi, che lei conoscerà meglio di me, però oggi si può provvedere a ridurre i costi e magari a vedere di rendere più appetibile la vendita per poter poi reinvestire, mi auguro, nell’acquisto, perché si possono anche acquistare, come abbiamo fatto con la precedente Giunta, degli immobili già realizzati così da evitare tutte le procedure di approvazione: variante urbanistica, eccetera. Ci sono tanti immobili che non sono utilizzati perché abbiamo volumetrie superiori rispetto al numero degli abitanti e alle necessità di nuovi vani utili, per cui, come è stato fatto in precedenza, penso che possa essere fatto anche adesso.
Quando si parla dell'ambiente, noi come Marche abbiamo perso la Presidenza di Itaca, abbiamo avuto la Presidenza di Itaca che è l’Istituto per la trasparenza degli appalti, oggi abbiamo la Presidenza di un tavolo tecnico, i tavoli tecnici sono diversi all'interno di Itaca, la Presidente è diventata quella che era la mia Vicepresidente, bravissima, tra l'altro, un Assessore del Veneto, una donna, molto brava, sono contenta per lei, ma mi dispiace molto per le Marche perché nessuno si è interessato delle nomine che si fanno in Conferenza delle Regioni, quindi noi abbiamo perso questa Presidenza che è importante a livello sia nazionale che internazionale, anche perché Itaca ha rappresentato nel penultimo Expo l'Italia in tema di energia. Voglio dire, mi è sembrato molto strano, siccome parlate di Itaca e ne parlate in maniera entusiastica, che abbiate rinunciato alla presidenza, che l’Assessore del Veneto è stata ben felice di prendere.
Insomma, tante parole ripetute rispetto all'anno scorso e poca sostanza, soprattutto, Assessore, poca programmazione. E’ chiaro che da lei in due mesi non si poteva pretendere lo sconvolgimento, però ci aspettavamo magari qualcosa di più soprattutto nel Defr dal punto di vista della visione perché poi i numeri ce li dirà, anche se li siamo visti, li conosciamo, sappiamo che il 75% circa è sanità.
Insomma, ci aspettavamo un cambio di passo anche e soprattutto nell’interlocuzione, come s'è detto prima, che poco c'è stata, checché se ne dica, con i sindacati, con le associazioni, di cui si è vantato prima il relatore di maggioranza, ma a noi arrivano le lamentele sulla poca condivisione. Se molti soggetti scrivono o dicono che non sono stati abbastanza consultati, evidentemente il problema della condivisione, della concertazione rimane.
Discuteremo dopo degli altri temi, però il giudizio complessivo, che non accollo a lei, non può che essere negativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Intanto mi lasci dire, Presidente, che il prossimo anno sulla questione del bilancio occorrerà avere maggior rispetto di questa Aula perché non è immaginabile che qualcuno possa seriamente approfondire un bilancio di queste dimensioni in così poco tempo e credo che non valga neppure la giustificazione che chi c'era prima l’ha fatto, credo che l’abbia fatto con una condivisione. Noi su questo abbiamo già avuto atteggiamenti di assoluto rispetto, però le chiedo maggiore attenzione, non è immaginabile andare avanti in questa maniera.
I contenuti degli interventi dei Consiglieri che mi hanno preceduto, in particolare quelli di opposizione, hanno completato, hanno rappresentato in maniera compiuta il quadro, il significato e il senso di questo bilancio di previsione 2023/2025.
Chi ha avuto esperienze amministrative sa bene che il bilancio, in realtà il secondo, non il terzo, alla luce di quello che il Consigliere Ciccioli ha detto e cioè che i primi due bilanci sono stati meramente conservativi e replicativi del passato, dovrebbe essere il segnale, la traccia, il solco del cambiamento che la maggioranza di questa Regione ha sbandierato sul programma e direi in questa Aula in molte occasioni.
Esprimerò un pensiero su questo, ma non prima di aver chiesto ai vari Consiglieri regionali ed anche all'Assessore …, indipendentemente dal fatto che si è insediato da poco tempo, ma la Giunta è un organo collegiale, quindi lei sale su un treno in corsa del quale peraltro si deve fare almeno carico.
Ebbene, sono trascorsi due anni e mezzo, questo è il terzo bilancio che segna in maniera indelebile la direzione di marcia, segnala i cambiamenti, traccia le differenze rispetto al passato, semmai il passato fosse stato così drammatico come lo si è dipinto. Questa considerazione che noi facciamo non può prescindere dal fatto che avete governato per due anni e mezzo e alcuni riferimenti evidenziano che, davvero, avete dimostrato incapacità. Traccio due linee principali.
Voi governate con voi stessi e governate per voi stessi, è una locuzione, una espressione diversa, ma ha lo stesso spirito di quello a cui ha fatto riferimento molto puntualmente il relatore di minoranza, il Consigliere Cesetti. Governate con voi stessi, da soli, e per voi stessi perché non condividete con nessuno dei corpi intermedi di questa regione, non condividete, non discutete, non ascoltate i sindacati. Non so a chi faccia riferimento il Consigliere Ciccioli quando racconta che ha condiviso con le parti sociali, credo che siano parole buttate al vento, senza davvero una corrispondenza reale. Da questo punto di vista non condividete con le associazioni, non condividete con gli enti gestori, Assessore, poi glielo dirò in un emendamento, faccio fatica ad essere nei suoi confronti … Ma quando lei racconta che in questo bilancio immettete 6.555.000 euro ad integrazione dei 4 milioni, la domanda che le faccio subito è: lei sa nel 2021 la disponibilità di risorse destinate agli enti gestori? E’ quella che conta, non se voi oggi ci mettete 6.555.000, occorre comprendere quanto c'era nel 2021. E’ chiaro questo? Se nel 2021, come si dovrebbe verificare, c'erano più soldi significa che voi avete sentito i gestori, ma le cose che vi hanno detto sono entrate da un orecchio e sono uscite dall'altro, perché voi gli avete tolto i soldi, poi glielo dimostrerò, senza considerare … Noi abbiamo fatto degli emendamenti, anzi alcuni di noi, che tendono a dare una risposta, per esempio, agli enti gestori, lo diremo dopo, e questo è un segnale di quello che questo bilancio fa. Voi abbandonate i buoni propositi di un paio di bilanci e addirittura vi dimenticate di un sistema, della fragilità delle persone anziane. Ricordo che questo sistema è costituito da 14.000 posti letto, 16.000 dipendenti e voi lo umiliate togliendo risorse e non comprendendo, per esempio, cosa sta accadendo in quel sistema: aumento dei costi dell'energia, aumento dell'inflazione, dopo che per 15 anni non c'è stato da questo punto di vista un adeguamento delle tariffe. Probabilmente lei o qualcuno dei suoi colleghi ci dirà che quelli di prima non l’hanno fatto, bene, quelli di prima non l’hanno fatto, ma voi in due anni e mezzo non avete assunto questo problema.
Ho detto prima che governate con voi stessi, basta vedere quello che state facendo con la questione dei parchi, voi modificate la legge sui parchi e praticamente mettete le mani sulla gestione dei parchi dal centro, una roba che è inaccettabile da questo punto di vista.
Poi smentite voi stessi, non rifinanziate le leggi, adesso è andato via il Consigliere Ciccioli, ma quanti pistolotti ci ha fatto in IV Commissione sulla salute mentale, sulla psicologia, pistolotti per cui uno andava a casa e si metteva a piangere, anche se non governava, ed oggi voi levate le risorse. Guardate, c'è da ridere, ma c'è da piangere!
E che cosa fate parallelamente? Saccheggiate la Tabella E, destinate 240 milioni di euro alla tabella E che, per chi ci ascolta, è la tabella delle cosiddette “marchette”, in realtà non sono tutte marchette perché, per esempio, lì sono allocate risorse per il trasporto ferroviario, dico quelle più alte. Dal punto di vista del metodo, quando inserite investimenti così importanti non metteteli in tabella E, dimostra la vostra incapacità di pianificazione, di quei 230 milioni oltre la metà è spesa corrente e la gran parte sono piccole risorse, piccole mance, chiamiamole come vi pare, rispetto agli amici degli amici.
Questa è una cosa grave, e lo dico senza conoscere il passato, ma chi l'ha preceduta ed anche il Consigliere Ciccioli hanno usato parole invereconde rispetto a questo utilizzo, ed oggi voi saccheggiate il bilancio di oltre 100 milioni per destinarli agli amici degli amici, io spero che lei su questo possa …

(interventi fuori microfono)

Romano CARANCINI. Presidente, io capisco, per carità, ma almeno …
Dopo andiamo a guardare, lo dico a lei come lo dico spesso all'Assessore Saltamartini, a pagina 11 negli indirizzi finanziari voi scrivete che dal punto di vista finanziario intendete fare l’ottimizzazione delle risorse finanziarie, sono trascorsi tre bilanci, Assessore, e non ho visto una manovra di razionalizzazione della spesa corrente. Lei è stato Sindaco, razionalizzare la spesa corrente significa ottimizzarla, utilizzarla, per altre situazioni che si ritengono prioritarie. Non c'è una sola manovra di ottimizzazione della spesa corrente, c'è l'attenzione degli uffici, comprensibile, all'indebitamento regionale, ma è evidente che se voi non investite e, al di là della previsione, quello che conta è il consuntivo perché poi è lì, e guardate che i consuntivi in termini di investimenti praticamente piangono, sono di fatto allo zero dopo due anni e mezzo, lo ricordo sempre, il tempo come fattore determinante.
Non c'è un metodo, ecco perché i Consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo e Casini hanno detto: “Ma se qualcuno vi facesse una domanda, cosa vi ricordate di questi tre anni di questa Giunta?” a me verrebbe da dire, a parte le smentite, la legge sulla sanità, la legge sulla riorganizzazione sanitaria. Voi avevate detto che era una legge a costo zero, come mai nel bilancio oggi ci inserite 700.000 euro per coprire quello che non avete avuto il coraggio di dire, voi inserite con una voce specifica 700.000 euro, smentite voi stessi!
Di cosa vi sareste dovuti occupare nelle missioni e nei programmi? Non vi siete occupati di sanità, e poi diremo, casa e famiglia, non c'è una sola risorsa per i giovani rispetto al sistema della casa, rispetto alle risorse per la famiglia, di fatto ridotte, non c'è una visione in merito alla missione che riguarda le Università, non avete capito che - lo dico adesso all'Assessore, visto che mi sembra da questo punto di vista capace di ascoltare - noi abbiamo un sistema delle Università che è unico in tutta Italia, non siamo riusciti a metterle all'interno di un percorso istituzionalizzato che le valorizzasse. Il sistema del welfare, ha detto benissimo il Consigliere Mastrovincenzo, le aree interne, non c'è una riforma, un indirizzo per le aree interne, addirittura le scuole, le aree interne moriranno perché non c'è un'azione forte da questo punto di vista.
Come lo possiamo definire? Vi siete fatti un selfie con questo bilancio, vi siete guardati da soli e non avete guardato la regione, avete gettato la maschera rispetto ad un politica che riguardo alle tante aspettative è assolutamente deludente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. E’ evidente sempre che tutti gli sforzi, gli impegni sono perfettibili, se uno dicesse: “Questo documento di programmazione economica finanziaria è perfetto”, ovviamente sarebbe acritico.
Detto questo, è stato fatto un grande sforzo, 145 pagine in cui non viene lasciato fuori nulla ed ho trovato, devo dire francamente, un po' noiosi gli interventi dei Consiglieri di opposizione, un po’ senza verve, ripetitivi, eccetera. Prima mi ha detto il Consigliere Assenti, che è sempre molto ironico: “E’ possibile che questi vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto?” oppure dicono: “Vergogna, scandaloso”. Il bicchiere è più che mezzo pieno! Se mi domando se abbiamo fatto il massimo, uno si guarda allo specchio e può dire che forse si poteva fare meglio, ma se mi confronto siamo stati meravigliosi!
Abbiamo fatto ripartire una regione, sulle infrastrutture da Falconara ad Ancona è tutto un cantiere, è inutile dire: “Noi ci avevamo pensato”, noi le facciamo, voi ci avevate pensato per 25 anni e non le avete fatte, noi le facciamo, a parte i 5 chilometri della Vallesina, noi siamo stati dentro gli uffici Anas dalla sera alla mattina per far fare …. La Guinza, che interessa la provincia di Pesaro, da quanti anni è bloccata? Finalmente abbiamo ottenuto dal governo i fondi. Sull'alluvione, lo dico francamente, non ero ottimista di riuscire ad avere 400 milioni subito, tra riparazione dei danni e investimenti. Noi stiamo facendo in un sistema di relazioni con il governo nazionale e con gli enti, Anas, Autorità portuale di Ancona ed altri. Abbiamo fatto dei salti in avanti incredibili.
Devo dire la verità, in passato guardavo con una certa invidia quello che facevano le altre Regioni, dico due confinanti: l’Abruzzo e l'Emilia-Romagna, l’Abruzzo riusciva ad ottenere sempre tutto. Quando noi non avevamo neanche le intervallive, l’Abruzzo aveva già tre autostrade perché aveva un rapporto privilegiato con il governo centrale, con gli stanziamenti e via di seguito; l’Emilia-Romagna lo stesso. Ricordo l’infrastruttura del porto di Ravenna e mi chiedevo: ma perché Ravenna che ha un porto canale va avanti e il porto di Ancona è bloccato? Siamo riusciti a fare cose importanti, torneranno le grandi navi, ci sono in corso degli accordi sia con MSC che con la Costa, che ormai è diventata Carnival.
I voli, le Marche si stanno sbloccando, certo ci sarebbe da fare sempre di più e meglio, però stiamo facendo tantissimo, quindi sono soddisfatto.
Come sempre la soddisfazione è parziale, uno vorrebbe fare tutto e invece non lo fa, però ringrazio la Giunta Acquaroli per quello che sta facendo perché sta facendo bene, dovrà fare anche meglio. L’obiettivo è: fare ancora di più e ancora meglio, intercettare ancora più soldi, mettere a punto una rete di attrazione dei contributi europei che ci facciano diventare una tra le regioni migliori in Italia per spesa. Noi non abbiamo un meccanismo di rendicontazione adeguata dei fondi per incassare subito i fondi europei, perché ereditiamo il passato, queste cose vanno dette, adesso dobbiamo farlo e farlo è faticoso, fare è sempre faticoso, però stiamo facendo non voglio dire benissimo, ma abbastanza bene.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 1 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora.
Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Cercando di completare il ragionamento che avevo fatto in discussione generale, attraverso alcuni emendamenti al Defr, proviamo a contribuire rispetto al quadro generale della visione, dell’indirizzo, dell'accentuazione di alcuni temi.
Il primo riguarda evidentemente il sistema delle Università e delle Accademie, come avevo anticipato brevemente prima, noi abbiamo da questo punto di vista un quadro generale in rapporto alle dimensioni, all'articolazione territoriale e ai residenti, un numero di Università particolarmente importante e soprattutto integrate dal punto di vista della vocazione sull'intero territorio, a queste vanno aggiunte alcune Accademie particolarmente importanti, l’Accademia di belle arti di Macerata e anche l'Accademia di Urbino, oltre addirittura ai Conservatori.
Proponiamo di inserire all'interno del Defr questo passaggio che sostanzialmente impegna la Regione ad istituzionalizzare un tavolo, un organismo a guida Regione Marche, all'interno del quale partecipano tutte le Università e le città ospitanti. Con quale fine? E’ evidente, lo avete fatto nella legge 19, immagino ed ho ascoltato che intendete farlo nel nuovo Piano socio-sanitario, utilizzare le Università per altri obiettivi sotto il profilo culturale e sociale, bene, costituire e istituzionalizzare questo raccordo, questo gruppo di lavoro attorno alla Regione credo che possa essere un elemento di condivisione delle politiche e di suggerimento, oltre ad un aspetto che non viene mai indicato e che riguarda la promozione di questi enti così importanti.
Riuscire ad attrarre giovani con particolari politiche di comunicazione, di consapevolezza rispetto al territorio nazionale, è certamente un tema centrale, non nascondo che questo tipo di proposta l'avevamo già presentata in un altro bilancio, il precedente Assessore alla cultura, istruzione e sport in quell'occasione ci disse: “Lo sto facendo, anzi l’ho già fatto”, sono trascorsi tre anni e non è stato fatto. E’ a costo zero, è un impegno che caratterizza in realtà una eccellenza di questa terra.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Qui il problema è che gli emendamenti arrivano sempre all’ultimo minuto, non vengono avviati agli uffici per la verifica di quello che accade, questo ad esempio riguarda in particolare chi si occupa di istruzione, cioè i due Assessori, in particolare l’Assessore Biondi, anche se riguarda anche la formazione.
Dico francamente che ad una prima lettura dell’emendamento non ci vedo niente che possa inibire, eccetera, l'apertura verso le Università, però mi chiedo: che logica c'è, quando noi inserimmo nel Crel un rappresentante delle quattro Università marchigiane fui contestato, adesso siede un rappresentante dei Rettori delle quattro Università marchigiane, qui abbiamo la stessa cosa, ovviamente gli organismi sono completamente diversi, il Crel dà un parere sulle leggi che facciamo, sugli atti che compiamo, mentre qui è una rete.
Costituire una rete permanente tra le quattro Università marchigiane, i Conservatori e il Ministero della ricerca secondo me non è assolutamente una cosa negativa, è un orientamento, un'indicazione che secondo me può essere accettato.
Come relatore di maggioranza do un parere positivo, con lo spirito di collaborazione che spesso non c’è da parte dell’opposizione, ma c’è da parte della maggioranza che quando una cosa …, come accadde tempo fa con un emendamento del Consigliere Carancini che fu accolto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Intanto ringrazio perché questo approccio, al di là del diritto dell'opposizione di esprimere anche le critiche rispetto al bilancio, fa ben sperare.
Lo dico in questo primo passaggio, le modifiche al Defr sono quasi tutte non finanziarie e ricordo al Consigliere Ciccioli che sono state depositate tempestivamente, quindi da questo punto di vista il fatto che non siano state viste …
Tra l’altro è molto semplice, ha una vocazione importante, è un contributo, mi verrebbe da dire ideale, che può marcare, caratterizzare quell'indirizzo politico che il Defr intende orientare per acquisire, condividere alcune questioni che non sono inserite o forse non vengono sufficientemente valorizzate. Quindi, l'eventuale voto positivo è molto importante.
L'Assessore competente può avere il tempo, ribadisco a costo zero, di lavorare su quello che può costituire una punta di diamante rispetto alla politica della formazione delle Università, delle Accademie e dei Conservatori, dentro una serie di condivisioni di linee che li accomuna. Sono tutti enti di istruzione superiore, quindi per quanto mi riguarda, non so il gruppo, voterò favorevolmente.

PRESIDENTE. Emendamento 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 2 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Questo è un altro emendamento, Presidente, che va nel Defr, ma che troverà, lo dico ai Consiglieri di maggioranza e di opposizione, un correlato intervento anche in sede finanziaria.
Non è altro, Presidente, lo ricordo a lei perché c'è quasi una frustrazione, la questione degli alberi. E’ una mozione presentata oramai, credo, un anno in mezzo fa, ancora non discussa, che tende evidentemente a marcare e a segnalare una questione di carattere ambientale. Autorevolissimi studiosi, cito XY per tutti, individuano attraverso la piantumazione degli alberi sui vari territori uno degli elementi decisivi per poter disinnescare, ridurre l'impatto dell'inquinamento, quindi del gas serra.
Credo che le Regioni da questo punto di vista dovrebbero mettere in campo un'azione virtuosa attraverso il contributo indirizzato ai Comuni per poter individuare nuove aree di piantumazione che, dentro un quadro generale, anche di tutte le altre Regioni, può apportare solo benefici.
Questo emendamento è inserito esclusivamente all'interno del Defr, non ha impatti finanziari e paradossalmente potrebbe essere - la speranza è che venga approvato anche in sede finanziaria - un indirizzo politico ben chiaro rispetto a quelle che saranno le tante risorse che arriveranno sul territorio rispetto alla questione ambientale.
Tra l'altro la piantumazione si ricollega anche al dissesto idrogeologico, che ha la possibilità di un intervento eterogeneo attraverso opere, ma può essere protetto anche grazie alla piantumazione degli alberi. Sembra una sciocchezza, ma voglio ricordare che da questo punto di vista l’attuale governo sta lavorando ad una proposta di legge che riguarda la piantumazione degli alberi.
Credo che l'ambiente e questa semplice azione di buone pratiche possano essere apprezzati e inseriti all'interno del Defr.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Come relatore di maggioranza dico che questo è un altro emendamento per cui non intravedo problemi ad inserirlo.
Ovviamente il discorso del clima è molto complesso, sono curioso per natura, quindi vado a leggere le cose più particolari, e sul clima ci sono scuole di pensiero molto diverse, entrambe accreditate, entrambe con evidenti motivazioni serie e accettabili. Per esempio uno dei capi degli “anti Greta”, è il professor XX, fratello di YY, che è un cosiddetto negazionista, professore universitario, fisico, eccetera. Cosa dice XX? Sostiene che le modificazioni del clima esulano, se non in maniera minimale, dalle attività umane, dice che nella storia millenaria della terra quando erano attivi nel mondo, ed erano in piena combustione, ben 450 vulcani attivi, che poi si sono spenti, grazie a Dio, qualcuno è ancora attivo, bruciavano in condizioni drammatiche nella biosfera e non accadevano cambiamenti, quindi che ci siano periodi di glaciazioni, periodici di siccità, ce lo racconta la Bibbia e via di seguito.
Detto questo, il Consigliere Carancini qui mi colpisce nei sentimenti, perché la festa dell'albero, come lui sa, la forestazione e la guardia forestale sono tutte cose che appartengono ad una sensibilità politica che guarda all'ambiente ed alla natura in termini estremamente seri e adeguati.
La piantumazione, secondo me, è una cosa assolutamente positiva, soprattutto per l’urbanizzazione esagerata che si è verificata nelle nostre città. Spesso nei piani regolatori non sono stati rispettati i spazi verdi, a volte ci sono stati spazi verdi che sono stati tenuti bloccati per evidenti equilibri nella pianificazione urbana, poi successivamente con delle varianti quegli spazi verdi che erano nel piano regolatore regionale sono diventati aree fabbricabili o comunque insediamenti per altre cose. Quindi, il fatto che si recuperi il verde, spazi verdi di forestazione …, tra l'altro non so se è ancora in atto, ma la Forestale dava ai privati la possibilità di avere piante gratuitamente, molto scuole hanno fatto dei piccoli giardini con gli alberi donati dallo Stato.
Questo emendamento è largamente accoglibile, mi sembra che non abbia motivi per essere controverso, quindi do un parere positivo.

PRESIDENTE. Ha la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Pochi secondi per condividere le osservazioni che ha fatto anche il Consigliere Ciccioli, aggiungo, l’ho dimenticato di dire, che nell'emendamento di indirizzo politico si fa riferimento anche alla possibilità di trovare forme possibili di incentivazione per tutte quelle imprese che intendono favorire la piantumazione.
Guardate, anche qui siamo in un contesto solo apparentemente semplicistico, è in realtà un'azione che può essere per le aziende stesse, quindi per il settore privato, addirittura di marketing, quindi è un indirizzo politico sull'ambiente che da questo punto di vista può favorire anche una coscienza e una consapevolezza nei cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 2 Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 3 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo ha una vocazione leggermente diversa che cerco di spiegare molto semplicemente.
Assessore, mi rivolgo in particolare a lei perché so che lei dovrebbe essere l’Assessore ai trasporti ed alla mobilità. Nell'ambito del trasporto pubblico locale su gomma, nel segmento urbano, i concessionari, cioè coloro che oggi operano all'interno dei vari Comuni o Comuni integrati, ricevono dalla Regione un contributo che copre un terzo dei costi, in particolare in termini assoluti viene erogato un contributo al chilometro che dovrebbe essere il valore unitario equivalente fra tutti gli operatori. Questa situazione attualmente non c'è perché passiamo da 2,30 euro del Comune di Ancona, all’1,40 euro del Comune di Fermo, di Macerata e altri.
Ora senza togliere a nessuno, credo che un impegno, speriamo, dell'Aula e da parte sua per poter ristabilire una uguaglianza sostanziale in termini di contributi rispetto a vari operatori sia un'azione seria, non di sinistra, non di destra, non di centro, del quinto, del sesto polo.
Aggiungo, se le differenze tra operatori sui vari territori avessero una ponderazione che può aggiornare una maggiore percentuale ad alcuni territori, perché non si può fare a meno di dire evidentemente che una città che fa 5 milioni di chilometri non è uguale a una che ne fa 1, però le differenze sono talmente grandi che credo che l’Aula le possa dare il mandato, attraverso l'indicazione del Defr, che è uno strumento importante, per poter riequilibrare in termini ponderati i contributi alle società concessionarie del trasporto pubblico locale su gomma in ambito urbano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Consigliere, da quando mi sono insediato sul trasporto pubblico locale ho riscontrato quello che ho detto poc'anzi, che la Regione Marche a livello statale non deve continuare ad avere una percentuale così bassa, quindi mi impegnerò, lo so, ho due anni e mezzo di tempo, a portare nei tavoli romani, al Ministero delle infrastrutture e trasporti, questa problematica del trasporto pubblico locale per far dare alla nostra Regione quella percentuale, che ritengo le spetti.
L'altra cosa che ho riscontrato è che nella ripartizione della torta la Provincia di Fermo è quella più penalizzata, se non ricordo male Fermo ha 18 chilometri pro-capite quando le altre Province viaggiano tutte sopra il 20, chiaramente bisogna ripartire meglio questa percentuale e dare a Fermo quello che le spetta, è la provincia più piccola, è quella che ha meno abitanti, però bisogna che qualcun altro si sacrifichi.
Quindi, il mio parere è favorevole ed invito i Consiglieri di maggioranza a votare favorevolmente questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Intanto per ringraziare l'Assessore Brandoni perché ha colto perfettamente nel segno, credo che il tempo, un anno, ci sia per poter lavorare su questo valore, su questo indirizzo. Tenga conto che l'impressione, anche alla luce di quelle che sono le risorse europee, anche dello Stato, può consentire questo intervento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Intervengo per dire che il 10% forse è un appiattimento troppo forte, perché ci sono situazioni diverse, secondo me dare il 10% della differenza tra chi gestisce Ancona e chi gestisce Ussita non è la stessa cosa.
Ritengo che sul 10% possiamo discutere e vedere come sistemare la situazione, sicuramente sono d’accordo, però sul 10% ho qualche perplessità, quindi potremmo togliere il 10% in modo da valutare e riequilibrare senza creare ulteriori danni alle situazioni in difficoltà.

PRESIDENTE. Siamo già in dichiarazione di voto, Consigliere Marinelli bisogna fare un subemendamento, d’accordo con il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Sono d’accordo perché viene colto lo spirito, ovviamente l'individuazione del 10% è calcolata sui dati che ho a disposizione su tutti i capoluoghi di provincia, quindi ho fatto questa valutazione, però, siccome va nello spirito di un riequilibrio, mi pare perfettamente condivisibile.
Se il subemendamento lo fa il Consigliere Marinelli va bene, altrimenti posso farlo io, è sufficiente togliere le parole “comunque non superiore al 10%”.

PRESIDENTE. Quindi il subemendamento è stralciare le parole “comunque non superiore al 10%”.
Ha la parola l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Va bene anche per me, chiaramente il Consigliere Marinelli ha sollevato il problema delle aree interne e questa è una giusta precisazione, o va ridotto o va tolto del tutto, con il Consigliere Carancini è stato deciso di togliere completamente la percentuale, meglio così.

PRESIDENTE. Subemendamento 3/1 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Marinelli: “Le parole ‘comunque non superiore al 10%’ sono soppresse”. Lo pongo in votazione per alzata di mano per il malfunzionamento del sistema.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Emendamento 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 4 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento che riguarda un'antica sofferenza del territorio della provincia di Macerata, cioè la Val Potenza, una delle valli più importanti della regione Marche.
Posso citare il Consigliere Marinelli che conosce bene la situazione, che in realtà sta avviando uno sviluppo importante perché attraverso la Quadrilatero, a questo punto, dalla vallata del Musone a quella del Potenza arriverà trasversalmente un’infrastruttura importante, quello che però manca è un'infrastruttura che dai monti verso il mare possa, da questo punto di vista, rendere onore e rispettare quella vallata. Vallata che raccoglie tra l'altro Comuni importanti ed imprese importanti, cito solamente Guzzini, Clementoni, la National Security vicino a Porto Recanati, che è un'azienda che si occupa di petrolio e soprattutto di bonifiche, insomma tante aziende lungo quella direttrice e quella dorsale.
Va detto che la Giunta regionale, che attualmente governa, ha intenzione di muoversi su questa linea, non a caso abbiamo fatto anche una riunione, un incontro con le persone del territorio rispetto a questa infrastruttura.
Che cosa tende a fare questo emendamento? Tende ad introdurre un impegno della Regione non sulla realizzazione della strada, ma rispetto alla previsione, alla destinazione di alcune risorse che possono aiutare ad analizzare una possibile progettazione, cioè manca una previsione finanziaria determinante per poter cominciare ad avviare un lavoro, se l'avessimo fatto del 2020 probabilmente ci saremmo trovati avvantaggiati.
Ricordo che nel frattempo alla fine di questo anno si inaugurerà a Villa Potenza il Nuovo Centro Fiere, una struttura finanziata con circa 18 milioni di euro che diventerà, come lo è stata nel passato, un baricentro dell’agricoltura in quella vallata particolarmente importante.
Nessun impegno finanziario, solo un impegno a destinare, ad individuare risorse per una progettazione, un'analisi di questa infrastruttura.
Con la Consigliera Menghi e con il Vicepresidente della Provincia ci siamo incontrati proprio a Sant'Egidio e in un'ottica, mi pare di poter dire, poi la Consigliera Menghi dirà se è così o no, collaborativa abbiamo detto: “Lavoriamo insieme”.
Allora avere l'impegno nel 2023 di individuare risorse per la progettazione, per una possibile …, perché lì c'è una sorta di non chiarezza, quindi spero che da questo punto di vista possa essere raccolto anche questo indirizzo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per dire che, mi dispiace che non ci sia l’Assessore Baldelli presente, stiamo lavorando su questi tratti ed anche la Provincia sta predisponendo in parte la progettazione in base alle risorse che ha. Sicuramente stiamo andando nella stessa direzione, quindi penso che vada accolto l’emedamento, se fosse stato presente l’Asessore avrebbe dato una risposta più precisa, però posso confermare che su questo si sta lavorando, quindi da parte nostra possiamo esprimere un voto favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’anno scorso avevo fatto molti emendamenti al Defr, tutti puntualmente respinti, questo anno ne ho presentato uno solo. Siccome il DEFR è stato fatto ed è stato copiato di sana pianta da quello dell'anno scorso è evidente che se avessi ripresentato quegli emendamenti sarebbero stati ugualmente respinti, quindi ci penso bene a fare emendamenti che vi possano andar bene, non credo proprio.
Ripresento questo emendamento primo perché l’ho presentato l’anno scorso e perché riguarda gli interventi infrastrutturali dell'area di crisi complessa fermano-maceratese, che l'anno scorso venne respinto, venne votato dalla Consigliera Marcozzi.
Su quell’emendamento identico c'è stata una mia mozione, discussa la scorsa volta, sulla quale i Consiglieri di maggioranza Marcozzi, Putzu e Marinangeli si sono trovati d'accordo, tanto è vero che l’abbiamo rinviata per mettere in campo una risoluzione unitaria che vada nella identica direzione. Se voi andate a prendere quella mozione i fatti sono questi.
Con questo emendamento si chiede se si stanziano le risorse? No. Si chiede se si ritiene prioritaria la ricerca e l'assegnazione di risorse per la realizzazione, l’adeguamento, il potenziamento di opere essenziali per lo sviluppo dell'intero territorio del distretto pelli-calzature fermano-maceratese e si elencano.
Badate bene, colleghi, che questo emendamento è identico a quella mozione e sono identiche le opere all'interno della progettualità dell'area di crisi complessa fermano-maceratese di cui all'accordo di programma approvato dalla Giunta regionale, condiviso con il governo nazionale.
Questa progettualità è all'interno dell'area di crisi, è tratta da lì e siccome nel Defr non c'è, come ho già detto nella mia relazione che ho depositato, è molto generico, sul punto si dice che non c'è questa progettualità dell'area di crisi e genericamente che il governo nazionale dovrà assumere le decisioni opportune per superare finalmente queste criticità, l’attuale condizione della A14 nel tratto a sud di Porto Sant’Elpidio di sicuro è per le Marche la più rilevante delle criticità. E’ molto generico e allora l'emendamento va nella direzione di centrare bene quella progettualità che, ripeto, è agli atti della Regione. Tra l’altro, voglio aggiungere che questa progettualità, inserita all'interno del Piano di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi complessa fermano-maceratese, approvato dalla Regione Marche, approvato nell'accordo di programma con il governo nazionale, è stata confermata anche da questa Giunta. Quindi mi sembra il minimo che la realizzazione di questi progetti e la ricerca dei finanziamenti, anche sfruttando le opportunità del Pnrr, siano tra gli obiettivi programmatici del Defr, rispetto ai quali tra l’altro anche i colleghi di maggioranza del fermano-maceratese si sono dichiarati favorevoli.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Su questo mi sento di condividere l'emendamento presentato dai Consiglieri Cesetti e Mangialardi perché è vero che noi abbiamo fatto una risoluzione condivisa e che il Defr, è evidente, è un po’ generico e non comprende quella progettualità dell'area di crisi complessa, quindi credo che questo emendamento vada nella direzione, così come ha detto il Consigliere Cesetti, di centrare bene questa progettualità, per cui sono favorevole, Anche perché, ripeto, noi Consiglieri abbiamo scritto una risoluzione votata insieme al Consigliere di minoranza, che viene riportata nel Defr, era generica e quindi è puntuale e precisa.

PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Voglio ringraziare il Consigliere Cesetti per aver fatto questo emendamento che, come ha spiegato anche la Consigliera Marcozzi, è in linea con quello che abbiamo votato tutti insieme, ovviamente su molte cose ci sta già lavorando la Giunta Acquaroli, ringrazio per questo il Presidente Acquaroli e l'Assessore Baldelli che hanno avuto una maggiore sensibilità per la nostra zona.
Questo dimostra anche che la Giunta Acquaroli sta lavorando in questo senso, quindi aggiungo che anche noi come Fratelli d’Italia diamo parere favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Per invitare tutto il Consiglio a votare questo emendamento - e ringrazio il collega - che è in linea e conferma un po’ quello che è già abbiamo sostenuto, condiviso e votato in questa Aula, l'attenzione per un territorio, anche perché più volte abbiamo tutti in maniera unanime concordato sul fatto che si deve in qualche modo colmare un gap che purtroppo è oggettivo ed evidente.
La proposta di emendamento dal mio punto di vista va condivisa ed accettata, peraltro nell'elencazione che fa il Consigliere Cesetti c’è una serie di interventi su cui già questa amministrazione si sta impegnando e in parte ha destinato risorse, ha intavolato quello che si chiede, nella volontà di andare verso la ricerca e l'assegnazione di risorse magari nazionali.
Su questo voglio ricordare l’impegno della Giunta Acquaroli in merito al discorso della realizzazione della terza corsia su cui già diversi incontri sono stati fatti con i Ministeri e con Società Autostrade, quindi per confermare che questo emendamento è linea anche su quello che si sta facendo e che si dovrà fare.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ringrazio i colleghi di maggioranza per aver espresso un preannunciato voto favorevole a questo atto . Ripeto, non è un ringraziamento così perché, badate bene, l'anno scorso un identico emendamento non venne approvato, ad eccezione della Consigliera Marcozzi. Quest'anno viene approvato ed io li voglio ringraziare.
E’ vero che l'attuale governo regionale si sta impegnando in questa direzione, ma c’è da dire che prima si era impegnata la vecchia Giunta perché questa è una progettualità della vecchia Giunta, condivisa da me che ero l’Assessore per le aree di crisi, dalla Vicepresidente di allora Casini, oggi vicecapogruppo, Assessore alle infrastrutture.
La progettualità inserita all'intero di questo emendamento è stata tratta dalla delibera di approvazione della richiesta dell'area di crisi complessa fermano-maceratese, è identica, è la stessa progettualità che, ripeto, questa amministrazione - non poteva essere diversamente - ha riconfermato.
Ad esempio, abbiamo finanziato il tratto della Lungo Tenna, la cui gara è stata espletata in questi giorni, i 5 milioni per il Lungo Tenna, gli interventi della rotatoria di San Marco alle Paludi oppure la Corte di Torre San Patrizio, o la rotatoria sopra l’ospedale, o le opere di adduzione all’ospedale, sono tutte opere finanziate da noi col Fondo di sviluppo e coesione, la ripartizione di 55 milioni di euro di cui 11 milioni alla Provincia di Fermo. Giustamente poi questa amministrazione è andata avanti.
Ricordo che l’unica variazione di bilancio che è stata fatta in questa Aula, ad iniziativa del Consigliere Putzu e votata da tutto il gruppo PD, prevedeva 2,4 milioni di euro per il collegamento e la progettazione del casello di Porto Sant’Elpidio, quindi è evidente …, però è un risultato perché questo atto l'anno scorso non è stato approvato. Crediamo che sia molto importante perché, come ha detto la Consigliera Marcozzi, è un intervento che centra una programmazione puntuale sulle opere infrastrutturali dell'area fermano-maceratese.

PRESIDENTE. Emendamento 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 6 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Mi fa piacere che ci sia l'Assessore Aguzzi e che possa ascoltare, anche qui, un contributo di indirizzo all’Aula che parte evidentemente dal dramma dell’alluvione nella zona anconetana.
Attraverso questo emendamento, Assessore e colleghi, si tende ad individuare, a scrivere nero su bianco, che l'amministrazione regionale si impegna direi immediatamente - ho l'impressione o comunque spero che l’Assessore si sia già mosso su questo - e nell'ambito degli impegni individui come investimento appositi strumenti di informazione per i cittadini, come credo l'Assessore sa con la modernità e soprattutto tecnologicamente oggi le opportunità sono infinite.
Lo ribadisco ancora una volta per l'esperienza vissuta, credo che il primo investimento, la prima linea di indirizzo, peraltro finanziariamente penso che non sia neppure un'enormità, sia quella di approfondire, studiare e investire su questa opportunità di comunicazione. Sono convinto che possa essere un elemento importante, sperando di non utilizzarlo mai, ma lei immagina e i colleghi credo comprendono che quello strumento potrebbe essere utilizzato anche per altre emergenze che non siano analoghe, quindi inserirlo nel Defr può essere la testimonianza di un impegno immediato e anche concreto rispetto ai cittadini in relazione ad una lacuna e ad un vulnus di cui tutti abbiamo dovuto prendere atto.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Per quel che mi riguarda va benissimo che sia inserito questo emendamento, quindi votato, anche se ci tengo a dire che rispetto a quanto sollevato la nostra Protezione civile si è già mossa e noi abbiamo già finanziato con i fondi arrivati dalla ordinanza della Protezione civile nazionale, esattamente abbiamo portato avanti due convenzioni con la Fondazione Cima, che è un centro di competenza della Protezione civile nazionale che studia appositamente le soluzioni migliori per affrontare le cosiddette emergenze e per prevenirle.
Delle due convenzioni una riguarda le questioni che ha posto il Consigliere Carancini in questo senso, un sistema di allertamento che sia più “adatto” agli eventi sempre più eccezionali ed estremi perché è inutile negare che è così. Non si vuole nulla togliere a quello che è già in funzione, che è stato pienamente ripristinato, anche là dove aveva subìto dei danni a causa degli eventi eccezionali del 15 settembre ma, al di là di questo, occorre prevedere un sistema di allertamento, uso dire più efficace, più adeguato a quanto può ancora succedere di eccezionale n prospettiva perché vediamo che gli eventi sono sempre più inediti e più gravi.
E’ stata già portata avanti questa convenzione finanziata con 50.000 euro con la Fondazione Cima, che è un ente accreditato legato alla Protezione civile nazionale.
Oltre a questo, che è già la prima risposta che di fatto vale per questo emendamento, ci tengo anche a dire che con ulteriori 130.000 euro sempre la Fondazione Cima è stata incaricata di verificare tutte le opere sul fiume Misa e Nevola che erano state previste nel 2016 all'indomani dell’allora alluvione per adeguarle con ulteriori, in questo caso non sistemi di allertamento, opere che possano prevenire e mitigare eventuali nuovi eventi eccezionali.
Ci tengo a dire che ci siamo già mossi, è già stato incaricato, sono state fatte le convenzioni e finanziate, se però vogliamo rafforzare il tutto con l’inserimento in questo documento, per quel che mi riguarda va benissimo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Pochi secondi, intanto per ringraziare l’Assessore Aguzzi della disponibilità e soprattutto di aver colto l'importanza, e non è la prima volta. Anche nella discussione problematica della richiesta di dimissioni avevamo insistito molto su questo perché noi pensiamo, ribadisco, non sulla base estemporanea o immaginaria, che l'esperienza della comunicazione ai cittadini, quindi l’efficacia dello strumento utilizzato, sia determinante per la vita. E’ accaduto per quanto riguarda il terremoto perché alcuni Comuni quella strumentazione la utilizzarono, è accaduto per altre vicende nella nostra città, è una piccola parte molto importante del segmento dell'informazione, che non vale evidentemente solo nel corso, ma talvolta nell’anticipazione, dico solo di un'ora o di due ore, ovviamente rispetto a caratteristiche evidenti, mette il cittadino nella consapevolezza di non compiere, per esempio, delle azioni, che in quel momento privo di una informazione magari viene spontaneo realizzare.
Ecco perché è il tratto che riguarda il rapporto fra l'istituzione e il cittadino, la notifica, l'SMS, la telefonata in automatico, non bisogna su questo essere parchi e risparmiosi, tra l'altro in termini assoluti quel valore finanziario di spesa, che è un investimento perché va verso le questioni inerenti la vita, è buono come l'avrebbe considerato il precedente Presidente del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 7 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Non vedo la Consigliera Menghi, vedo in Aula il Presidente Baiocchi e mi fa piacere.
Questo emendamento è un indirizzo che almeno come Partito Democratico riteniamo particolarmente importante e parte dal presupposto che non sempre, anzi quasi mai, le risorse che vengono destinate al sistema sociale sono sufficienti rispetto alle risposte che devono essere erogate alle persone.
Credo che i componenti della Commissione possano testimoniare quante volte ci siamo trovati purtroppo ad avere situazioni nelle quali dato un importo di investimento la possibilità di coprire tutti i bisogni diventava insufficiente.
Questo emendamento tende a individuare un indirizzo politico di uguaglianza, cercando anche di ispirarsi alla norma costituzionale, quindi cerca di individuare, laddove sia possibile perché non sempre le disposizioni di legge lo consentono, le risorse con un rapporto di progressività rispetto ai redditi delle persone. Che cosa voglio dire? Che a fronte dell’insufficienza si può da questo punto di vista avere attenzione per le persone più fragili, che hanno anche minor reddito.
Scusatemi, sto parlando dell’emendamento 8, ho sbagliato tutto.

PRESIDENTE. Faccia l’intervento sul 7 poi sull’8 è già intervenuto e andremo alla votazione diretta.

Romano CARANCINI. L’emendamento 7 in realtà, sempre sul sociale, riguarda i cosiddetti tirocini di inclusione sociale, per chi non avesse dimestichezza, che cosa sono? Sono delle risorse che vengono destinate a persone fragili per poter avviare all'interno delle comunità, delle città, un'attività di lavoro. Posso portare una mia testimonianza, ma anche altri Sindaci possono fare lo stesso, è uno strumento particolarmente importante perché, vi assicuro, consente a tante persone, che ovviamente non hanno la possibilità, di entrare all'interno della vita quotidiana della propria comunità, di poter cominciare un'attività che poi porta evidentemente a relazioni.
Va detto che i tirocini di inclusione sociale (Tis) nell'ambito della nuova programmazione Fesr sono di molto aumentati a conferma dell'impostazione che aveva dato …, credo che nei prossimi sei anni siano dedicati ai Tis oltre 15 milioni, quello che si intende apportare è il principio che, quando sono previste indistintamente risorse per i Tis e per altre misure, si possa individuare all'interno delle misure stesse una parte specificatamente dedicata ai Tis. Questo sul presupposto che il tirocinio di inclusione sociale sta diventando davvero un fattore determinante di integrazione di tante persone fragili che vivono fuori. Faccio un esempio, lo dico perché mi fa piacere ricordarlo e perché può riguardare, ripeto, tutti gli altri territori, l’Anfas che si occupa di persone fragili ha attivato una serie di interventi Tis negli anni scorsi che hanno portato davvero dei benefici incredibili, me lo raccontavano i dirigenti, per i ragazzi down che si trovano a contatto quotidiano con le persone, che si trovano a gestire negozi, attività, ovviamente hanno al fianco dei tutor.
Ecco, credo che inserire una specifica indicazione sui Tis sia una buona cosa dal punto di vista sociale. Peraltro le risorse sono quelle previste dall’Europa o addirittura dalla Regione stessa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Brevemente per dire che credo molto in questo emendamento, è una integrazione che non solo non mi dispiace, ma vedo di buon occhio.
Credo molto nel discorso del tirocinio di inclusione sociale, in sostanza borse lavoro, in genere semestrali, ce ne sono anche di trimestrali o annuali. Fino adesso sono state usate soprattutto per persone svantaggiate, invece nell'indirizzo uscito dalla nuova finanziaria, le dichiarazioni che sono state fatte a livello di welfare dal nuovo governo nazionale e dalla stessa Presidente del Consiglio, sono nella direzione di eliminare, se non in termini assistenzialisti per persone che non hanno possibilità di lavorare per motivi di invalidità o altro, il reddito di cittadinanza e sostituirlo da borse lavoro.
L’idea di tirocini e borse lavoro al posto del reddito permette di dare un sollievo a persone senza lavoro ed anche di costruire un percorso vero di inserimento lavorativo, che è esattamente l’opposto dell'assistenzialismo, tu svolgi un lavoro formativo per un certo periodo che ti permette poi con più facilità di inserirti nel lavoro. Ci sono dei problemi da valutare se può essere un solo tirocinio di inclusione sociale, cioè solo una borsa lavoro o più borse lavoro, qui c’è da verificare.
Certamente questo è un modo diverso per promuovere l'autonomia, quindi la possibilità di conquistarsi un lavoro vero, rispetto all’assistenzialismo, che è una forma di parassitismo su cui ci sono anche dal punto di vista della formazione psicologica del soggetto …, un conto è essere protagonista del lavoro, un conto è avere un sussidio. Si tratta di due condizioni completamente diverse sulle quali il mio giudizio per una è assolutamente positivo, l’inclusione lavorativa con un percorso di lavoro, e sull’altra negativa, aspettare l’assegno a casa, tra l’altro eviterebbe tutte le truffe, tutti i procedimenti giudiziari, tutte le manipolazioni che ci sono stati in questi ultimi due anni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Debbo dire che ho apprezzato l’intervento del Consigliere Ciccioli su questo tema e voglio aggiungere che un altro settore in cui il Tis può avere un impatto significativo riguarda i detenuti, così come le persone fragili. Da questo punto di vista l'emendamento rispetto all’esperienza umana lavorativa è quella della reintroduzione, della reintegrazione all'interno delle comunità. Poi sappiamo tutti che non sempre le buone azioni producono buoni risultati, ma aver recuperato, avere impegnato persone fragili piuttosto che detenuti o altre persone dentro una comunità, che offre opportunità, credo che sia una nota positiva, quindi grazie per la disponibilità al voto di questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 8 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Su questo emendamento mi sono già espresso, riguarda il principio di uguaglianza rispetto alla destinazione delle risorse sociali, quando c'è un’incapienza e i soggetti hanno redditi superiori, credo che si possa approvare, è anche un indirizzo per la nostra Commissione che spesso si trova di fronte a queste problematiche.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Questo tema è stato affrontato con le associazioni della disabilità e la condizione di disabilità prescinde dal discorso del reddito e della progressività nel senso che le somme poste a disposizione sono così concertate per la successiva somministrazione agli interessati in base ai progetti individuali. Non c’è una norma generale, si parla di progetti individuali sulla base delle condizioni soggettive, questa è la ragione per cui esprimo il parere contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Prendo atto delle dichiarazioni dell’Assessore Saltamartini, però credo che lui non abbia avuto la possibilità di analizzare che molto spesso, perché è capitato nelle nostre Commissioni, a fronte di risorse 10 con l’individuazione potenziale di utilizzo di 20, è evidente che 10 restano fuori, ma chi resta fuori?
L'emendamento tende ad individuare nell'ambito di questo concetto la possibilità che a beneficiarne sia la persona che ha un reddito inferiore rispetto all’altra, quindi il criterio reddituale diventa, quando è possibile, perché non sempre lo è, un elemento descrittivo e di scelta.

PRESIDENTE. Emendamento 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Questo è un l'emendamento che riguarda gli enti gestori, di cui abbiamo parlato in sede di discussione.
La situazione del sistema degli enti gestori è drammatica, adesso non c’è l'Assessore competente, ovviamente c'è una condizione aggravata dalla pandemia e dalla oramai quasi impossibilità di andare avanti nella propria attività, dal punto di vista della gestione del conto economico, da parte di questi gestori.
Questo specifico emendamento riguarda in particolare il cosiddetto costo della tariffa, per chi non avesse dimestichezza o non ne abbia avuta, come capita, ad oggi il costo giornaliero della residenza protetta è di 66 euro, la quota a carico dell'ospite è di 33 euro, la quota a carico del sistema pubblico è di 30 euro, la quota sanitaria è di 3 euro.
La determinazione di 66 euro arriva dal 2005, da una delibera di Giunta regionale del 2005, quindi oggi è ancora di 66 euro, tra il 2005 e il 2022 c’è stato un aumento dell'inflazione di circa il 20%, e diciamo che la valutazione è fatta per difetto, questo vuol dire che oggi rispetto all'aumento del costo della vita, il gestore, il pur bravissimo gestore, si trova ad avere una minore possibilità di sostegno che vale almeno 14 euro al giorno. Fin qui i gestori hanno fatto miracoli, per chi ha avuto la possibilità, e va detto che questa attenzione in relazione alla tariffa della residenza protetta finora non è stata mai assunta.
Attraverso questo emendamento si chiede che nell'ambito di questo esercizio finanziario, cioè entro il 2023, la Regione riesca ad individuare delle risorse che possano aiutare a completare, a coprire quella che è una situazione drammatica, aggiungo, anche a causa di quello che è accaduto negli ultimi due anni e cioè: l'aumento del costo dell'energia e del combustibile, penso anche, come discutevo qualche giorno fa, al costo del denaro in banca. Oggi i gestori si trovano in una condizione drammatica che necessiterebbe di un approfondimento e un eventuale studio di quello che gli stessi potranno avere in più rispetto alla tariffa del 2005.
E’ un tema che credo non appartenga alla sensibilità politica di alcuno.
Ricordo a tutti che gli enti senza scopo di lucro, per gran parte pubblici, gestiscono, assistono e sono vicini ai nostri anziani, il rischio che possano esserci delle situazioni drammatiche si scaricherebbero in taluni casi sui Comuni, quindi un intervento della Regione, che finalmente dopo 15 anni possa approfondire la questione e almeno individuare una risorsa pari a 14 euro al giorno, credo che sia un elemento che nobiliterebbe l’Aula rispetto ad uno dei temi centrali di cui si parlava nella discussione generale.
Credo che il Consiglio regionale si debba caratterizzare per interventi selettivi, che possano far comprendere che la Regione guarda al sistema degli anziani con grande attenzione e direi anche pragmatismo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Questo emendamento tratta di un tema che francamente è da tempo alla nostra attenzione. Il problema degli enti gestori è molto complesso ed è emerso in maniera drammatica con il Covid perché gli enti gestori si sono dovuti fornire di attrezzature protettive per la prevenzione, in tutte le case di riposo, case protette, Rsa, ci sono stati dei decessi che hanno determinato improvvisamente perdita di rette, dal punto di vista umano è il decesso, dal punto di vista economico è la riduzione delle rette, poi c’è stata la regola del distanziamento per cui si sono dovute attrezzare e in alcuni casi le stanze che erano adibite a due o tre pazienti hanno dovuto ridurre la presenza, quindi è stato molto complesso.
Io sono stato particolarmente attento in questi due anni per formazione professionale, per conoscenza del problema, a queste istanze. Vorrei ricordare che nel 2020 sono stati dati agli enti gestori 11 milioni di euro a ristoro dell’attività che avevano svolto e delle difficoltà; nel 2021 ben 14 milioni di cui una parte proveniente dai Fondi europei, era possibile utilizzare i fondi svincolati in seguito alla pandemia Covid; quest’anno abbiamo già liquidato 5 milioni e in questo bilancio ci sono altri 6 milioni che si riferiscono sempre al 2022, quindi parliamo di 11 milioni. Complessivamente una cifra adeguata, sempre insufficiente, ma adeguata, ho detto 11 milioni nel 2020, l’anno più drammatico, 14 milioni nel 2021, anche per far fronte ai ristori, e 11 milioni nel 2022.
Esiste poi un problema di fondo che è la revisione delle rette, sul quale noi dobbiamo trattare. Proprio nella giornata di domani ci dovrebbe essere un incontro per andare nell'anno 2023 nella direzione di una revisione complessiva. Quindi siamo assolutamente attenti come maggioranza, ho detto che anche personalmente sono intervenuto più volte agli incontri proprio per sensibilizzare le strutture finanziarie perché a volte i problemi gestionali sono diversi dai problemi della ragioneria e delle risorse disponibili.
Detto questo, non possiamo votare questo emendamento che già dà delle indicazioni sulle quali invece è aperta una trattativa. Che ci sia ascolto è indubbio da parte sia dell’Assessore Brandoni, che ha partecipato a vari incontri, che dell’Assessore alla sanità Saltamartini, quindi finanze il socio-sanitario, però questo emendamento così come è stato scritto non è accoglibile per cui dichiaro come relatore di maggioranza il voto contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Credo che sia un’occasione persa, Consigliere Ciccioli, perché l'emendamento al Defr affronta, come lei stesso riconosce, un tema che sta sul campo, non è pensabile di accettare o di voltarsi dall'altra parte rispetto alla questione della tariffa della residenza protetta. Davvero siamo in una condizione di assoluta difficoltà.
E’ un'occasione persa perché credo che approvare questo emendamento avrebbe lanciato un messaggio chiaro, mi viene da dire, a se stessi e ai cittadini marchigiani. La critica che facevo prima su questo tema è che occorre farsi meno selfie, guardarsi meno addosso e guardare dalla parte in cui c'è necessità di guardare, non votarlo - magari nel 2023 farete l'adeguamento ed io sarò il primo a riconoscerlo - significa mandare un messaggio negativo al sistema complessivo.
Nell'emendamento non c'è nessuna imposizione particolare, c'è solamente la presa d'atto, peraltro con un richiamo, per esempio, al costo della vita degli ultimi 15 anni, che certamente non è mio, ma è dell'Istat.
Da questo punto di vista si perde un'occasione importante perché il tema del welfare, del sociale e degli anziani all'interno del sistema sociale avrebbe potuto essere un segnale forte, distinto, che sa selezionare, individuare da quale parte l'Assemblea legislativa regionale è giusto che si volga, che guardi, ecco perché penso che da questo punto di vista che sia un'occasione persa il voto negativo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Voglio dire al Consigliere Carancini che, ho letto l’emendamento e l’ho sentito parlare, ho dei seri dubbi che oggi attualmente il costo di una residenza protetta, parlo della quota pro paziente, quella che paga la famiglia, sia di 33 euro rispetto al costo totale di 66 euro. Secondo me quella quota è più alta per l'utente, è attualmente più alta, non mi pare questo un dato sicuro, perlomeno rispetto a certe residenze che conosco.
Ovviamente la quota non è di 33 euro su 66 euro, se il costo totale rispetto all’intervento Asur e all’intervento famiglia è di 66 euro, la famiglia non paga 33 euro, ma paga molto di più.

(interventi fuori microfono)

Giorgio CANCELLIERI. Va sicuramente ridiscussa tutta la questione del costo delle residenze protette, Rsa, case di riposo, che va ridefinita sulla base dell’aumento dei costi delle quote pro paziente e pro ente pubblico, per cui mi allineo dicendo che va fatta una discussione e si dovrebbe decidere anche sulla linea di quello che ha detto il Consigliere Ciccioli.
Per questo attualmente, prudenzialmente anche rispetto a questo dato che non riesco a capire, perché non è così, la quota pro famiglia è più alta, noi votiamo contro, ma siamo d’accordo sul principio di intervenire, sicuramente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. La quota è ripartita al 50%, quindi la quota per chi partecipa al servizio è di 33 euro per le famiglie e di 33 euro per la sanità. Ai 33 euro per le famiglie si aggiungono dei servizi aggiuntivi che vengono proposti alle famiglie stesse, quindi può variare verso l’alto. Comunque la quota è ripartita al 50% e per il momento è fissata a 66 euro, 33 più 33 …

(interventi fuori microfono)

Filippo SALTAMARTINI. Sto dicendo che le famiglie in relazione ai servizi pagano di più.
Questo è un tema che dobbiamo certamente sviluppare perché c’è carenza di residenze protette e posti letto nelle residenze assistite.

PRESIDENTE. Emendamento 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Sempre seguendo la linea che abbiamo condiviso, di apportare in maniera seria alcune nostre proposte nel piano di indirizzo, questo emendamento si inserisce nella missione 13 dell’Assessore Saltamartini.
Da quale analisi parte? Parte dal fatto che è stata approvata la legge 19, che dovrebbe entrare in vigore l’1 gennaio 2023, quindi tra pochissimi giorni.
Cercando di essere coerenti e seri rispetto anche all'impostazione che abbiamo dato in sede di discussione, abbiamo messo a disposizione – ed io sono convinto che l'Assessore questo lo riconosca - una serie di dati che segnalano disuguaglianze fra i vari territori. Ovviamente non si può scrivere un emendamento di sette pagine, ho individuato due elementi, in particolare il numero dei dipendenti e il numero dei posti letto.
Quello che tende ad introdurre questo emendamento è che la Giunta in questo periodo, in questo anno, in questo esercizio, si impegni, tanto che faccio riferimento al 31 dicembre 2023, non dico ad annullare, ma ad attenuare questo tipo di disuguaglianze. E’ la battaglia che è stata fatta dal Partito Democratico in sede di approvazione di quella legge, noi riteniamo e ritenevamo che prima della legge sulla riorganizzazione andasse approvata la legge sul Piano socio-sanitario e in particolare ridotte, attenuate, ponderate le disuguaglianze sui territori.
Cito alcuni dati in questo emendamento che farebbero quasi rabbrividire, questo non vuol dire che nei territori non c’è assistenza. Il sistema sanitario, il sistema del personale, il sistema degli OSS sono determinanti, decisivi, ricchissimi, ma è evidente che chi ha la guida politica deve farsi carico rispetto ai territori di una sostanziale uguaglianza.
Oggi a maggior ragione, dico io, sulla base dell’impostazione che è stata data, che personalmente e neanche il gruppo abbiamo condiviso, quella cioè delle cinque Aziende sanitarie territoriali, oltre alle due già esistenti che, almeno secondo la nostra opinione, non faranno altro che, purtroppo, ridurre il servizio.
Quindi questo indirizzo, che è forte rispetto al quadro inserito nel Defr, può essere un elemento di impegno serio nei confronti dei territori che peraltro, come pure hanno indicato anche altri miei colleghi del Partito Democratico, hanno manifestato addirittura proteste nei giorni scorsi, quindi è un impegno a lavorare per ristabilire un equilibrio.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il tema trattato dal Consigliere Carancini è centrale e dirimente di tutta la struttura della riforma sanitaria e di tutto quello che dovremo compiere: la corretta ed equa ripartizione del Fondo sanitario regionale.
Come funzionava e come ha funziona fino ad oggi? Fino ad oggi il Fondo sanitario regionale veniva ripartito sulla base del dato storico, si dice “gli ospedali sono quelli non si modificano”, quindi il dato storico era il criterio orientatore e quando c’erano delle somme aggiuntive rispetto ai bilanci precedenti la ripartizione andava fatta sull'elemento delle teste, degli abitanti.
Condivido quello che dice il Consigliere Carancini, penso che tutti i colleghi lo condividano, ci sono delle palesi sperequazioni tra i territori, però il dato di riproporzionare la somma sulla base degli abitanti noi l’abbiamo modificato nella legge di riforma, prevedendo un criterio di ripartizione sulla base della domanda. Ni dobbiamo dare garanzie a tutti sulla base della domanda dei territori.
La stessa modifica che viene fatta, dall'Asur alle Aziende sanitarie territoriali, tende ad andare in questa direzione, è il tema dirimente fra tutti, quindi è molto complesso e nelle prossime settimane dovremo andare a ricollocare il Fondo sanitario per superare le diseguaglianze che sono enormi, disuguaglianze molto complicate e radicate perché, ripeto, il criterio era quello dell’elemento storico, a quel punto noi ci confronteremo effettivamente sui tempi.
Certo è che tra i criteri non c’è solo quello della domanda, c’è anche quello della risposta, quanti medici, quanti infermieri sono presenti nelle strutture? Quanti servizi sono presenti in un determinato territorio? Ma soprattutto il tema dei temi: cosa dobbiamo dare alla sanità privata? Questo determina un ulteriore problema perché la sanità privata è prevalentemente presente nelle province del centro-sud ed è assente nel centro-nord dove si registra il più alto indice di mobilità.
Riassumendo, il criterio orientatore che abbiamo fissato nella legge di riforma n. 19 è quello di dare risposte in rapporto alla domanda e offerta e dovremo cominciare a verificare dove l’offerta è più bassa e lì fare affluire maggiori risorse rispetto alla ripartizione del Fondo sanitario nazionale e regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato l'Assessore Saltamartini, qui non c'è un'indicazione della ripartizione in base agli abitanti, questo emendamento non ha la supponenza, la presunzione di chiedere questo, dice solo quello che lei oggi ci conferma: che c'è una disuguaglianza e prende come riferimento, per dimostrare, non per usare parole al vento, il personale e i posti letto. Non c'è un'indicazione su quale criterio utilizzare, c'è solo la richiesta all’amministrazione, al governo regionale, di ristabilire, anzi io ho usato, se lei ha ascoltato, il termine ponderare. Tra l'altro, aggiungo, non so se in un anno si farà, ma se già all'interno del documento fondamentale di indirizzo, del fondamentale tema, della fondamentale situazione che è la sanità, si individua la possibilità di un passo in avanti tale che nel prossimo anno noi potremo, in sede di rendiconto, renderci conto, prendere atto che quelle differenze … Ovviamente ho indicato questo, ma penso alla stessa spesa pro capite per cittadino che, come lei ben sa, è un elemento, è un criterio di Agenas rispetto alla ripartizione. E’ certamente fondamentale l'analisi dei bisogni, ma l'analisi dei bisogni non supera la necessità di riportare equilibrio.
Questo è il senso dell'emendamento, non c'è un indirizzo che viene dato con la presunzione di usare questo piuttosto che un altro, chiediamo solo che nell'atto di indirizzo della missione 13 possa essere introdotto questo principio, che peraltro sta nelle vostre carte. Io non faccio altro che, ripeto, trasmettere all'esterno, attraverso questi emendamenti, impegni sufficientemente precisi. E’ evidente che se questo dato è di oggi, il prossimo anno dovesse essere ridimensionato, quindi avere una linea tendenziale di ristabilire le differenze, perché possono essere sui posti letto, sul personale, sul costo pro capite rispetto ad alcune questioni che riguardano il governo, insomma ci sono tanti criteri e tanti indicatori, credo che questo sia un impegno serio che questa Aula può prendere, ripeto, in coerenza con quello che peraltro anche lo stesso Assessore stamattina ci ha confermato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Mi esprimo come relatore di maggioranza, questo emendamento, che è circostanziato, gliene do atto, a mio parere ed anche a parere dell’Assessorato è intempestivo innanzitutto perché àncora la riorganizzazione e la riqualificazione ai decreti ministeriali 70/2015 e 77/2022, che sono i due decreti citati, che ormai sono in corso di revisione.
La pandemia è stata una sorta di elettroshock sul sistema sanitario, anzi io direi sui sistemi sanitari, dalla Germania agli Stati Uniti ed oggi lo vediamo in Cina e le norme che sono state costituite su un altro quadro di salute e di patologie, oggi non sono più rispondenti. Chi c'era a Fermo all'intervento del Ministro della salute avrà ascoltato che noi dobbiamo andare nella direzione di una revisione delle politiche sanitarie, innanzitutto questo, ovviamente lo dico io e lascia il tempo che trova, con un incremento delle risorse per la spesa sanitaria, che si sono rivelate inadeguate, tanto è vero che si è intervenuto con i Fondi europei e con i Fondi nazionali per riuscire a far fronte alla maggiorazione della spesa in epoca di pandemia.
Anche sul quadro dei fabbisogni attuali ci sono dei bisogni di salute che sono in questo momento abbastanza in ombra, nel senso che sono esigenze meno forti, mentre ce ne sono altre che sono diventate molto più impellenti, quindi una revisione …
La sanità è stata normata con una serie di criteri, di indicatori, che oggi non sono più rispondenti alle esigenze reali, quindi, cosa sta facendo la Regione Marche? Sta cercando di costruire, attraverso le convenzioni con l'Università Bicocca di Milano, per gli aspetti più socio- economici e statistic,i e l'Università Politecnica nelle Marche, più sui bisogni sanitari, un Piano che sia più adeguato alle nuove esigenze. Noi non dobbiamo auto obbligarci nel documento ad ancorarci a norme che sono dette dagli stessi … desuete. Tra l'altro in questo momento anche sulla revisione dei vertici sanitari, quindi l'Istituto superiore di sanità ... E’ chiaro che ex post è molto semplice dare giudizi, però le insufficienze del Comitato tecnico scientifico che ha gestito il Covid, riviste oggi con le affermazioni di allora, sono state delle sciocchezze incredibili.
Credo che siamo in una interfase e in questa non dobbiamo legarci le mani da soli, credo che l'Assessorato, i servizi e soprattutto le referenze, che raccoglieremo dal territorio, ci guideranno nella revisione delle strutture.
Però non posso dimenticare che in questo bilancio noi abbiamo assegnato dei fondi sia per le case della salute che per la sanità territoriale, che per gli ospedali, per la nuova edificazione, che sono in misura veramente consistente anche rispetto al passato.

PRESIDENTE. Emendamento 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo, Assessore, riguarda la famosa partita degli ospedali e la classificazione, lo dico al Consigliere Ciccioli perché mi ero sbagliato pure io, perché nel precedente emendamento non parlavo deI decreti ministeriali n. 70 e n. 77 parlavo di un'altra cosa, ma ormai lo abbiamo superato.
Questo è un po' la linea che a noi sembra seria da introdurre all'interno del Defr, che propone che la Giunta regionale in questo anno di governo individui in forma puntuale il quadro della rete ospedaliera sul territorio marchigiano.
Ricordo a tutti che a governare questo sistema vi sono due decreti ministeriali il n. 70, che riguarda gli ospedali in senso stretto, e il n. 77 che disciplina gli ospedali di comunità.
Non so se il Consigliere Ciccioli farà le capriole, ma non è in vista la revisione del decreto ministeriale 70 né tantomeno del 77, che è stato approvato poco tempo fa, quindi lo invito ad essere realista.
Quello che vorrei che fosse compreso dalla Giunta regionale, quando si parla di ospedali di primo livello, ospedali di base e ospedali di secondo livello, è che il messaggio secondo il quale ci sono più ospedali, per esempio, di primo livello su uno stesso territorio provinciale, che contravviene alla individuazione, al criterio del decreto ministeriale n. 70, non fa che acuire, aggravare, secondo noi anche colpevolmente, il sistema, ad esempio dal lato finanziario perché è evidente che non potremo avere a Civitanova Marche, a Macerata e a Camerino tre ospedali di primo livello, ognuno con almeno 14 unità operative complesse, perché replicheremo dal punto di vista del personale sia il personale medico che il personale infermieristico e le OSS, uno spreco di risorse in termini di capitale umano e di capitale medico, che invece in relazione alle funzioni dovrebbe essere distribuito.
In questo emendamento, Assessore, si fa riferimento anche al Piano nazionale di ripresa e resilienza, il quale dopo l'approvazione delle linee guida, che è avvenuta all'inizio dell'anno 2022, ad oggi non vede nessun altro atto che serve ad individuare il fabbisogno del personale e nello stesso tempo il protocollo funzionale, perché noi abbiamo individuato le infrastrutture, ma non abbiamo individuato né il fabbisogno né il modello funzionale. Come funzioneranno? Cosa fa? Chi fa cosa all’interno degli ospedali di comunità, delle case di comunità e ovviamente dei centri operativi territoriali? Senza considerare da questo punto di vista che naturalmente tutto ciò non ci consente di programmare e capire il fabbisogno sanitario nei prossimi anni.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Questo emendamento non può essere raccolto perché collide esattamente con la scelta politica che la Giunta regionale e l’attuale maggioranza hanno adottato in merito alle strutture degli ospedali per acuti. Noi ci siamo attenuti alla preesistente visione del presidio unico basato su più plessi, quindi riteniamo che questa visione non possa essere revocata in dubbio proprio perché è la struttura di base di una piattaforma politica che è stata votata dai cittadini. Peraltro il Covid a nostro giudizio ha corroborato questa scelta nel momento in cui la sanità di prossimità è stata la domanda prevalente nei tre anni di Covid, quindi c’è stata una previgenza da parte nostra sulla individuazione degli ospedali per acuti. Peraltro voglio dire, non in spirito di conflittualità con il Consigliere Carancini, cerchiamo di intenderci, che l'ospedale di base ha tre livelli di specializzazione: medicina, ortopedia e chirurgia, quindi, non può essere un ospedale di base quello di Civitanova Marche o quello di un'altra città o di Urbino perché ha delle specializzazioni in numero pari a quelle degli ospedali di primo livello.
Quindi, confermiamo le scelte che abbiamo fatto e dobbiamo respingere questo emendamento.
Sulla questione invece delle case di comunità del decreto ministeriale n. 77, ho portato all’approvazione della Giunta due giorni fa una delibera con cui si individuano il numero dei medici, degli infermieri e degli OSS, che saranno necessari per l'applicazione del Pnrr. Questo l’abbiamo concertato con Agenas, con il Ministero della salute, queste persone sono circa 2.500, se non sbaglio, e potranno essere finanziate dal Pnrr ed esulano dal tetto. In questo momento noi ci troviamo in questa situazione: l’individuazione di investimenti Pnrr sulle case di comunità, sugli ospedali di comunità, l’individuazione del numero del personale che sarà necessario attingere, in realtà la preoccupazione di tutti gli Assessori a livello regionale è che il numero degli infermieri che ci serve probabilmente non esiste sul mercato, c’è una indisponibilità delle professioni sanitarie necessarie per l'attuazione del Pnrr, medici soprattutto e infermieri, però il progetto ormai è partito.
Infine, in ordine alla congruità del Piano socio-sanitario vigente sul Presidio unico di Area vasta, non c’è dubbio che vale, il decreto ministeriale Balduzzi è del 2015, se dal 2015 al 2021 il Presidio unico di Area vasta su tre plessi ha funzionato ed è stato congruente con il decreto ministeriale Balduzzi, noi non ne ricaviamo l’illeicità, quindi per noi si conferma la previsione che abbiamo esplicitato più volte in quest’Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Non dico che lo prevedevo, ma pensavo che l'Assessore Saltamartini nel frattempo avesse compreso la gravità della situazione. A me non dà fastidio che la pensi diversamente da me, dà fastidio che non la dica correttamente rispetto agli ospedali di primo livello unico, al di là dell'utilizzo improprio - no nel caso di Macerata - del termine unico perché unico non è. E’ evidente questo, chi ragiona in malafede, chi conosce la questione sa bene che mai si è parlato di ospedale unico, si è parlato di ospedale di primo livello, è un unico di primo livello, questo si vuol dire.
Contesto anche un'altra questione che ascolto ancora una volta dall’Assessore Saltamartini e cioè il fatto che la precedente amministrazione avrebbe impostato l'ospedale di primo livello su più stabilimenti, cito Macerata e provincia, non è così, la precedente Giunta aveva avviato il percorso di adeguamento al D.M. 70/2015, è evidente che non è stato portato a termine, ma invece era in itinere.
C'è un aspetto che lei non ci dice e che io fino alla fine del mandato continuerò a dire, voi avete citato, lo dico anche al Consigliere Cancellieri, molto spesso la sanità del Veneto, andate a guardare quello che ha raccontato il Governatore sul sistema sanitario, che nel Veneto una delle sue battaglie più serie è stata quella di individuare secondo il D.M. 70/2015 gli ospedali di secondo livello, di primo livello e di base, è stata una battaglia non semplice, di cui va orgoglioso perché i dati del Veneto sulla sanità sono positivi.
C'è un altro elemento che cito ai colleghi e all’Assessore Saltamartini, lui sa bene che noi non siamo in regola sull’obiettivo Maeston rispetto alla questione dell’edilizia ospedaliera, cioè classificazione, noi non possiamo accedere a premialità perché non ci stiamo adeguando al decreto ministeriale 70/2015.
Ora credo che da questo punto di vista sia semplice comprendere che a Civitanova Marche piuttosto che a Camerino …, non è che le unità operative complesse siano statiche, come oggi a Macerata non ci sono solo 14 unità operative complesse, ma è la duplicazione in un ambito territoriale di 40 chilometri di chirurgie, cardiologie e tutte le altre unità operative complesse che fanno perdere di vista la serietà, l’appropriatezza dell’utilizzo del personale medico e dell'altro personale. Vi invito a riflettere su questo, ne trarrebbe giovamento il sistema e la salute dei cittadini, oltre ad un evidente vantaggio dal punto di vista finanziario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per chiarire che il D.M. 70 prevedeva l’adeguamento e la creazione di presidi unici per Area vasta, tant’è, e parlo per esperienza, che Fano e Pesaro hanno un presidio unico con i reparti unificati tra Fano e Pesaro, quindi abbiamo due ospedali di primo livello, nonostante il presidio sia unico.
Questo è quello che succede nella mia provincia, per questo motivo sia questa proposta emendativa che quella seguente le voterò negativamente, contrariamente a quanto fatto fino adesso perché vanno a toccare un punto nodale del programma del Movimento 5 Stelle, quindi non posso fare altrimenti.
Nello stesso tempo aspetto con ansia di vedere questo Piano socio-sanitario proposto dal centro-destra per verificare se tutto quanto è stato promesso in campagna elettorale verrà realizzato nel migliore dei modi.
Devo però dire, Assessore mi riferisco a lei, che quello che ha detto prima mi ha spaventato. Quando veniva l’ex Presidente di Regione nella mia provincia faceva lo stesso identico discorso che ha fatto lei, dicendo che nel pesarese c'era la mobilità passiva perché non c'era il privato, a differenza di altre province. Quando ho sentito lei dire questa cosa mi ha fatto sobbalzare sulla sedia, quindi, spero di aver compreso male e di non trovare sorprese nel Piano socio-sanitario, se così sarà naturalmente non ci vedrà per niente clementi. Ci tenevo a chiarire questo aspetto perché l’ho trovata una dichiarazione preoccupante. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 12 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Guardi, ha una rilevanza relativa perché per un errore di copia incolla nella missione 13 viene riportato lo stesso stralcio, è per dare un contributo di razionalità, cioè viene scritto lo stesso prezzo sopra e sotto, è sufficiente guardare, se poi non lo si vuole approvare non fa nulla.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. E’ un aggiustamento di drafting del testo.

PRESIDENTE. Emendamento 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Per dire che votiamo con soddisfazione il documento perché tra l’altro è stato integrato,. Chi voleva notarlo, avrà notato che non c’è stato pregiudizio sugli emendamenti presentati, tanto è vero che alcuni presentati dall’opposizione li abbiamo accolti, ovviamente la parte che mette in discussione la nostra linea politica non era possibile accoglierla, è noto.
Crediamo che sia un documento che predisponga i prossimi tre anni ad una azione politica molto forte in tema di progettualità, in tema di valutazione della visione e di tutto ciò che si ritiene di fare per far progredire questa regione.
Questo è il senso di questo documento che ovviamente in corso d'opera cercheremo di arricchire, ci saranno altre opportunità in sede di assestamento di bilancio, di variazione di bilancio e altro per poter dare maggiore impulso al rilancio della nostra regione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio entrambi i relatori, soprattutto il relatore di minoranza Consigliere Cesetti, che ha fatto una relazione molto dettagliata che ho apprezzato, come ho apprezzato diversi interventi fatti dai Consiglieri di opposizione in cui sinceramente mi riconosco perché questo Defr presenta dei difetti, alcune omissioni, alcune parti che non vengono supportate da una relativo stanziamento di risorse a bilancio e questo lo vedremo dopo quando sul bilancio e sulla legge di stabilità farò la mia relazione.
Comunque il voto sarà contrario anche se apprezzo il cambio di strategia perché l'anno scorso avevo presentato come Movimento 5 Stelle tanti emendamenti al Defr, alcuni andavano a toccare punti che ho scoperto quest'anno essere strategici per la maggioranza, l'anno scorso evidentemente non lo erano, come la continuità territoriale, sulla quale avevo fatto due, tre formule diverse per provare a farla passare, ma ho trovato sempre le porte chiuse. Questo è per fare i complimenti al Consigliere Carancini perché se io ho desistito, lui non lo ha fatto e oggi ha avuto almeno un po’ di soddisfazione, quindi mai desistere.
Il voto del Movimento 5 Stelle sarà contro il Defr. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per affermare che il gruppo Lega vota convintamente questo atto, e di questo voglio ringraziare sia l’Assessore che la struttura e tutti coloro che hanno lavorato.
Come Presidente di Commissione ringrazio i componenti e i relatori che lo hanno valutato attentamente, abbiamo fatto molte riunioni, tutto sommato quest’anno c’è stato un tempo abbastanza ampio, abbiamo avuto 19 giorni da quando l'atto è stato presentato all’approvazione, cosa che negli ultimi 6/7 anni non era mai successa. Diciamo che è stato valutato molto attentamente e sicuramente le misure o quello che nel piano è stato previsto vanno nella direzione dello sviluppo della nostra regione, della crescita e dell’aiuto alle attività produttive, soprattutto ci auguriamo che dopo due anni di pandemia, guerre e alluvioni si possano avere gli ultimi anni quasi normali, in modo da poter attuare i nostri programmi e non rincorrere sempre le emergenze.
Grazie alla struttura e grazie all’Assessore che è riuscito a mettere insieme questa situazione, il meglio che si poteva fare. Grazie, Assessore, stiamo andando nella giusta direzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare in primis l’Assessore Brandoni e tutta la struttura, il nostro voto è favorevole.
Ho sentito dire dai banchi della minoranza che non c'è una visione, ritengo il contrario, che ci sia una visione di medio e di lungo periodo, lo vedremo adesso nella legge stabilità e nel bilancio di previsione, quindi il nostro è un voto assolutamente favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio i due relatori, quello di maggioranza e quello di minoranza, dalle impostazioni si vedono e le due visioni completament antagoniste rispetto a questo documento.
Il Defr del terzo anno è quello che fotografa le azioni messe in campo, soprattutto quello che proietta inevitabilmente il disegno nel futuro, questo invece fotocopia, che non è cosa da poco.
Sono molto tranquillo su tutti gli emendamenti che sono stati accolti almeno saranno oggetto di struttura del prossimo Defr, fotocopieranno quello che è successo quest’anno e lo andranno ad inserire …

(interventi fuori microfono)

Maurizio MANGIALARDI. Non è un problema, se quelli con i quali si incide sulle scelte di carattere economico vengono bocciati, è ovvio che tra un albero piantato e una scelta strategica in ambito sanitario è più facile trovare la convergenza sul primo, ma il Defr che avete proposto non è condiviso da nessuno.
L'Assessore Brandoni ha detto: “Noi ci confrontiamo” ma …

(interventi fuori microfono)

Maurizio MANGIALARDI. Io sto qui in assoluto silenzio ad ascoltare anche le amenità più terribili, però se voi non siete buoni ad ascoltare a me non interessa niente.
Assessore Brandoni, non potete dire: “Noi ci siamo confrontati con tutti”, andate a vedere cosa scrivono le organizzazioni sindacali, l’ha detto prima il Consigliere Cesetti, sugli enti gestori prendete la dichiarazione del Presidente coordinatore e vi accorgerete che le somme, l’ha detto il Consigliere Carancini, che avete indicato sono assolutamente inadeguate, lo dice il Presidente degli enti gestori Marche che parla di un impegno di 23 milioni di euro, che avete completamente disatteso, sono scelte che poi andremo a vedere nel bilancio.
Per fare operazioni diverse avete tolto nella legge 157 all’articolo 3 1.400.000 euro che servono per compensare l'errore che avete commesso e che abbiamo stigmatizzato in occasione della mancata invarianza finanziaria della legge 19, e li distribuite con la tabella E. La andremo a vedere perché io non dimentico, ho ascoltato le parole espresse in questa Aula che il Consigliere Cesetti in maniera magistrale ha richiamato, rispetto anche a profili di illegittimità, se non di atteggiamenti non congrui tanto da richiamare la magistratura.
Un Defr senza respiro, senza visione e lo dico perché sono state riportate le parole del Consigliere Assenti sempre particolarmente preciso, non è che noi possiamo dire quanto ci piace, guardare il bicchiere mezzo pieno, il bicchiere è vuoto per le scelte che avete fatto, non avete pensato di dirottare risorse agli alluvionati, non avete messo risorse o indicazioni precise per la crisi energetica, quindi, chiudo con il voto recuperato dalla relazione del Consigliere Cesetti, che ringrazio ancora. Mi spiace perché sul terzo bilancio la presenza del Presidente sarebbe stata opportuna, ma anche di questo noi ce ne facciamo sempre una grande ragione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Voglio fare uno scambio di ringraziamenti con i Consiglieri di maggioranza, sicuramente sono stati un augurio per il mio primo intervento sul bilancio di previsione, quindi li ringrazio. Colgo anche l’occasione per ringraziare la struttura che è altamente qualificata, al servizio della Regione e non è al servizio di qualcuno, non lo era prima e non ritengo che lo sia oggi.
Per quanto riguarda quello che ha appena detto il Consigliere Mangialardi, ieri sera dal rappresentante degli enti gestori Marche in una telefonata, non ho mai detto bugie, non le dirò oggi, ho ricevuto i ringraziamenti per gli 11,6 milioni, se poi a me dice una cosa e al Consigliere Mangialardi dice che è insoddisfatto …
Ricordo che nel 2021 per i costi degli enti gestori sono stati messi a disposizione 14 milioni, per i costi del 2020 erano stati messi 11 milioni, quest'anno abbiamo messo 11,6 milioni, non siamo poi così lontani dalle cifre che vengono dette in questa Aula.
Invito i Consiglieri di maggioranza a votare questo documento, che è in linea con la politica del centro-destra che guida questa amministrazione regionale dal 2020. C'è una rotta, la stiamo perseguendo e la stiamo portando avanti, tutto è migliorabile, sarà migliorabile anche questo, chiaramente sapete bene che la manovra di bilancio non è la Bibbia, quindi con il tempo avremo modo di modificare qualcos’altro.
Invito tutta la maggioranza ad esprimere un voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 42, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Iscrizione della proposta di legge n. 157 (punto 3). La pongo in voazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Iscrizione della proposta dilegge n. 158 (punto 4). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Queste due proposte di legge, secondo gli articoli del Regolamento interno sulla sessione di bilancio, hanno una discussione unica, quindi adesso svolgeremo le relazioni di maggioranza e di minoranza di entrambi gli atti, dopodiché continueremo la discussione nel merito. Potranno abbandonare l’Aula soltanto i componenti della I Commissione che dovrà valutare i subemendamenti, gli altri devono continuare a rimanere in Aula per svolgere l’attività normale.

Proposta di legge n. 157
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni per la formazione del bilancio 2023-2025 della Regione Marche (Legge di stabilità 2023)”

Proposta di legge n. 158
ad iniziativa della Giunta regionale
“Bilancio di previsione 2023/2025”
(Discussione generale congiunta)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le proposte di legge n. 157 e n. 158 della Giunta regionale.
La discussione generale congiunta è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, le due proposte di legge che ci apprestiamo a discutere e a votare in Aula, mi auguro all'unanimità, la proposta di legge n. 157 “Disposizioni per la formazione del bilancio 2023/2025 della Regione Marche”, la cosiddetta legge di stabilità, e la proposta di legge n. 158 “Bilancio di previsione 2023/2025” sono state redatte secondo i principi del decreto legislativo 118/2011.
Una manovra di bilancio 2023/2025 improntata alla cautela, si caratterizza principalmente per le emergenze che si sono susseguite negli ultimi periodi, dal Covid 19 all’alluvione, per arrivare a novembre 2022 con il sisma.
Nonostante tutto ciò la nostra amministrazione regionale non si è fermata solo al tamponamento delle emergenze, ma ha cercato di guardare, di avere una visione di medio e lungo periodo, a differenza di ciò che ho ascoltato nella relazione del Documento di economia e finanza precedentemente dai banchi dell'opposizione.
Voglio anche ricordare che la finanza regionale per il 2023/2025 è stata condizionata da elementi di incertezza a causa del contesto economico finanziario e dalle misure adottate dal Governo per contrastare la crisi energetica con interventi volti a ridurre la crescita dei prezzi del gas e delle materie prime a favore delle famiglie e delle imprese.
L’economia globale, l'economia europea, sono in marcato rallentamento, i segnali di una ripresa sono condizionati dalla crescita dei prezzi dell'energia e dall'innalzamento dei tassi di interesse in risposta alla salita dell'inflazione.
Da ultima la legge di bilancio 2021 dello Stato ha previsto un ulteriore concorso alla finanza pubblica da parte delle Regioni dal 2023 al 2025 di 200 milioni di euro. Per le Marche il riparto del contributo alla finanza pubblica ammonta a 6 milioni di euro, ma rispetto alla complessità del contesto economico sociale in cui si muove l’azione dell’amministrazione un supporto di grande rilevanza viene anche dalla nuova programmazione comunitaria 2021/2027, come ha detto recentemente il nostro Assessore Brandoni.
Le risorse ordinarie della programmazione comunitaria 2021/2027 assegnate alla Regione Marche ammontano quasi ad 1 miliardo di euro dei quali 690 milioni di euro sono riconducibili alla programmazione Fesr e 346 milioni alla programmazione Fse + con un incremento di circa il 66% rispetto alla programmazione ordinaria relativa al periodo 2014/2020, questo anche a causa del riconoscimento dello status di Regione in transizione, intervenuto per la modifica dei parametri che qualificano le categorie di Regione. Qui voglio fare una precisazione al Consigliere Cesetti, quando ha parlato di Zona economica speciale ha detto che abbiamo sbandierato la Zona economica speciale e poi abbiamo lasciato tutto lì. Consigliere Cesetti, mi assumo tutta la responsabilità perché lei sa benissimo che non abbiamo sbandierato la Zona economica speciale, ma il gruppo regionale di Forza Italia insieme all'Assessore, insieme al Vicepresidente, con il precedente Governo Draghi, ha ottenuto l'estensione della Zona economica speciale anche alle Marche e non l’abbiamo sbandierata. L’abbiamo ottenuta il 16 luglio 2022 con l’accordo di partenariato, su questo Consigliere Cesetti mi assumo tutte le responsabilità, perché sappiamo benissimo che la Zona economica speciale è vantaggiosissima per le Marche, così come lo è stata per le altre Regioni del sud: tassazione a metà, credito d’imposta fino al 90% degli investimenti effettuati. Non abbiamo solo sbandierato, abbiamo ottenuto l'estensione della Zona economica speciale anche alle Marche, dopo che l'Abruzzo l’aveva ottenuta grazie al Porto di Ancona.
La manovra di bilancio per il 2023/2025 si inserisce in un contesto che ha richiesto la massima prudenza nella programmazione ed allocazione della spesa corrente considerata la necessità di assicurare la copertura alle spese obbligatorie e ad una serie di interventi ritenuti strategici.
La manovra di bilancio agisce quindi sull’ottimizzazione della spesa corrente coadiuvata dalle risorse comunitarie al fine di creare le sinergie per il perseguimento delle politiche strategiche regionali e liberare risorse per proseguire il percorso di forte sostegno agli investimenti, ed è quello che in questa manovra noi abbiamo fatto, nonostante le tante difficoltà. Voglio ricordare ai Consiglieri di minoranza che in tre mesi e mezzo abbiamo dovuto subire il sisma a novembre e l’alluvione il 16 settembre.
Gli indirizzi della manovra di bilancio 2023/2025 si possono così riassumere: previsione di agevolazioni fiscali; pieno rispetto dei principi normativi sull'armonizzazione dei bilanci e dei vincoli di finanza pubblica imposti alle amministrazioni regionali, cosa che lei Consigliere quando era Assessore sbandierava, cioè l'equilibrio di bilancio, questo l’abbiamo ottenuto grazie anche all'Assessore, alla struttura, alla lungimiranza della Giunta, nonostante le numerose difficoltà; potenziamento della spesa per investimenti a sostegno dello sviluppo regionale anche in considerazione delle opportunità derivanti dall'inquadramento delle Marche fra le Regioni in transizione e dall'utilizzo del Pnrr, e qui ricordo che è stata ottenuta grazie a questa amministrazione l'estensione della Zona economica speciale alle Marche; rimodulazione e riqualificazione della spesa regionale complessiva al fine di rendere più efficiente ed efficace il perseguimento degli obiettivi economico finanziario strategici; previsioni di bilancio in coerenza con le priorità dei documenti di programmazione strategica e di efficienza della spesa regionale.
Di fronte a queste emergenze, agli elementi di incertezza, a causa del contesto economico finanziario in cui abbiamo prodotto questo bilancio di previsione 2023/2025, abbiamo avuto una visione di medio e lungo periodo, perché? Andiamo a ciò che abbiamo previsto, Assessore, lei lo ha detto e ripetuto anche in Commissione, 150 milioni per gli investimenti in sanità, al primo posto abbiamo messo la sanità perché rappresenta quasi l’80% del bilancio della nostra Regione e in questi due anni abbiamo investito per il completamento di alcuni ospedali, sto parlando dell’Inrca, del Salesi e dell’Ospedale di Fermo, oltre 150 milioni di euro.
Sappiamo benissimo che abbiamo bisogno di medici, c'è carenza, e abbiamo allora inserito risorse pari a 6,9 milioni di euro per borse di studio per la formazione dei medici di medicina generale e per la formazione di medici specialisti per dare risposte al grido di allarme per la mancanza di medici, investiamo quindi nella formazione di laureati in medicina generale con 110 corsi di studio per medici di medicina generale e 42 per medici specialisti.
9 milioni di euro per l’acquisto di strumenti e di attrezzature per la medicina del territorio, ad esempio le case di comunità, vi sembra poco? Parliamo sempre di sanità e questa fornitura di apparecchiature sanitarie per le case di comunità, case della salute e studi associati di medicina generale, abbiamo investito 9 milioni di euro e con questo attrezzeremo gli studi medici di macchinari necessari per accorciare le liste di attesa negli ospedali. Ricordo che qualche settimana fa è stato inaugurato a Sant’Elpidio a Mare il Polo dei medici di medicina, il primo della nostra provincia.
Legato alla sanità, vado al sociale, il progetto di vita indipendente a cui abbiamo destinato 10 milioni di euro, che riguarda le persone con disabilità, in poche parole questo progetto finanzia un'assistente alla persona malata, che non è fine a se stesso, circa 9 mila euro che percepirà in un anno, alla famiglia allevierà i costi del classico badante, quindi per i periodi di ferie e malattia della persona che assiste il disabile in casa. Per questo abbiamo destinato 10 milioni di euro.
6 milioni di euro per gli enti gestori, per le Rsa e per le altre case di riposo.
140 milioni di euro per il cofinanziamento dei programmi comunitari Fesr, Fse, Feasr e Feamp, è guardare al medio e lungo periodo. Il nostro bilancio ha subito ristrettezze, è sempre più difficile e lo sarà con i trasferimenti minori dello Stato, di chi ho parlato in precedenza, quindi dobbiamo guardare con ottimismo alla mole di risorse che sono a disposizione con i Fondi europei.
Sapete bene che il moltiplicatore di questa somma non è altro che il cofinanziamento e possiamo valutare un moltiplicatore da 1 a 6: in poche parole se mettiamo 10 portiamo a casa 60.
Oltre 21 milioni di euro per manutenzione ordinaria e straordinaria di opere idrauliche. Il dissesto idrogeologico, ritengo che la materia non sia solo all’ordine del giorno per quanto è successo, ma credo che prevedere sia sempre meglio ed economico che arrivare successivamente. Quindi al fondo per il dissesto idrogeologico abbiamo destinato 21 milioni di euro.
2,5 milioni di euro per l’emergenza alluvione: contributi a famiglie e imprese per auto e furgoni. I contributi, per quanto riguarda i beni mobili, non erano stati mai dati. Ho ascoltato dai banchi della minoranza che abbiamo messo poche risorse per l’alluvione, Consiglieri, da Roma, dal Governo centrale sono arrivate delle ingenti risorse per gli alluvionati.
1 milione di euro per contributi a favore dei Comuni per l'installazione nelle aule delle scuole di impianti di ventilazione meccanica finalizzati al ricambio di aria.
9,5 milioni di euro per contributi straordinari all’Enac per la compensazione degli oneri del servizio pubblico sui servizi aerei di linea da e per l’aeroporto di Ancona, volti ad assicurare una programmazione di voli nazionali per le più importanti località italiane. Il limite è che l’aereo sta fermo nelle stazioni aeroportuali tra il ritorno e l'andata, le compagnie che si sono aggiudicate il bando potrebbero sfruttare questo tempo per raggiungere località della Croazia o della Serbia, Ecco, questo discorso potrebbe essere anche allargato ad uno dei voli che non è ancora stato deciso, ovvero quello per Napoli, frutto di uno studio che è stato fatto sulla presenza di napoletani sul suolo marchigiano e sul flusso di movimento verso la città partenopea. Su questo tema (definito voli di continuità) sono stati investiti 9 milioni di euro ed ha un ulteriore fine poiché i nostri imprenditori si sono spesso lamentati di non poter raggiungere la capitale industriale italiana, cioè Milano, e Roma. Questo è un dato di fatto che ho toccato con mano perché non ho mai potuto prendere un volo da Falconara.
Tante cose sono state fatte, ma dai banchi dell’opposizione si dice che non c'è una visione, ma cosa avete letto? Abbiamo due documenti diversi?
2,5 milioni di euro per contributi a favore delle famiglie per l’acquisto e l'installazione di pannelli fotovoltaici. C’è poi il tema dell’energia rinnovabile a cui destiniamo 2,5 milioni per l'installazione di impianti per le famiglie a basso reddito. In breve, questo progetto consiste nell'installazione di pannelli, esposti nei balconi delle case, che possono essere attaccati alla corrente domiciliare con una semplice presa, abbattendo del 25% i consumi della spesa elettrica.
Andiamo poi agli investimenti per le infrastrutture. La sottoscritta quando era nei banchi dell'opposizione ha sempre lamentato la mancanza di infrastrutture, che rappresentano il volano per l'economia di una regione. Per le infrastrutture viarie abbiamo cifre approssimative: 85 milioni di euro per le strade, 15 milioni per le ciclovie e 2,5 milioni per i porti.
Adesso sfido dai banchi della minoranza a ribadire che su questo bilancio di previsione 2023/2025 e sulla legge di stabilità non c’è una visione di medio e lungo periodo, dopo tutto questo elenco.
Siamo intervenuti sulle emergenze, ma non abbiamo tamponato solo le emergenze, abbiamo avuto una visione di medio e lungo periodo, cosa che negli anni passati non ho mai visto.
Ora andiamo, ho pochissimo tempo Presidente, però ci provo, a vedere la legge nel dettaglio, mi sono soffermata su quello che è stato fatto perché ne ho ascoltate veramente tante dai banchi della minoranza, sul fatto che questa amministrazione non ha una visione politica di medio e lungo periodo. Falso, assolutamente falso.
Per quanto riguarda la legge 157 di stabilità vado veloce perché ho perso tantissimo tempo per spiegare ai banchi della minoranza che noi la visione politica ce l’abbiamo, lo stesso per quanto riguarda la Zona economica speciale ugualmente, che è stata ottenuta grazie a questa maggioranza.
La legge di stabilità contiene il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione 2023/2025 e norme che realizzano effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio stesso; consta di 11 articoli.
Il capo I (articoli da 1 a 3) contiene disposizioni generali; il capo II (articoli da 4 a 8) contiene le disposizioni proposte dalle strutture organizzative regionali competenti per materia; il capo III contiene una modifica normativa predisposta in ottemperanza agli accordi intercorsi con il Mef; il capo IV (articoli 10 e 11) reca le disposizioni finali.
Alla proposta è allegata la relazione tecnico finanziaria (allegato B) prevista dall’articolo 8 della legge regionale 31/2021.
Andiamo velocemente all’articolato. L'articolo 1 definisce il quadro finanziario di riferimento per il triennio 2023/2025. Ricordo che c’è un emendamento perché c’è un errore sui dati, io leggo l'articolato, poi gli emendamenti li discuteremo successivamente. La previsione di entrata per l’anno 2023 è pari a 5.767.581.000 euro, la previsione di entrata per il 2024 è pari a 5.132.445.800 euro, la previsione di entrata per l’anno 2025 è pari a 4.936.887.000 euro.
L’articolo 2 contiene le seguenti autorizzazioni di spesa: al comma 1, autorizza il rifinanziamento di interventi previsti dalla legislazione regionale indicati nella tabella B, che potete vedere. Rifinanziamenti autorizzazione per il 2023 pari a 3.295.000, 2024 pari a 2.800.000, autorizzazione per il 2025 pari a 65.000. Al comma 2 autorizza i cofinanziamenti regionali di programmi statali indicati nella tabella D1, cofinanziamenti regionali per il 2023 pari a 6.744.000, per il 2024 pari a 5.128.000, per il 2025 pari a 4.671.000. Al comma 3 autorizza i cofinanziamenti regionali ai programmi comunitari indicati nella tabella D2: per il 2023 pari a 32.227.000 euro, per il 2024 pari a 50.195.000 euro, nel 2025 pari a 62.000.000 di euro. Al comma 4 autorizza gli interventi allegati nella tabella E, cioè: autorizzazione di spesa 213.000.000 per il 2023, 224.000.000 per il 2024, 285.000.000 per il 2025.
L’articolo 3 dispone in merito ai fondi speciali iscritti nella Missione 20 Programma 3 dello stato di previsione della spesa ai sensi dell'articolo 49 del decreto legislativo 118/2011: fondo speciale per il finanziamento degli oneri correnti 300.000 per l'anno 2023 e 450.000 per l’anno 2024; fondo speciale per il finanziamento degli oneri di investimenti derivanti da nuovi provvedimenti legislativi, che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio, 1.400.000 per il 2023 e 438.000 nell’annualità 2024.
Articolo 4, proroga l’agevolazione relativa alla riduzione dell'aliquota Iva del 4,13% di cui al citato 5 bis, lettera b), articolo 1 della legge regionale 35/2001, in scadenza al 31 dicembre 2022, la proroga per il 2023, 2024, 2025. Naturalmente le minori entrate sono compensate nello stato di previsione della spesa del medesimo bilancio 2023/2025.
Articolo 5, prevede l'esenzione del bollo auto per i nuovi autoveicoli con potenza massima non superiore a 66 kilowatt, con alimentazione ibrida, benzina/elettrica o gasolio/elettrica, inclusiva di alimentazione termica. La riduzione del reddito, che è pari a 1,5 milioni, è computata nello stato di previsione delle entrate 2023/2025 e contestualmente compensata nello stato di previsione della spesa del medesimo bilancio 2023/2025.
L’articolo 6 è volto ad incentivare coloro che sono intenzionati ad avvicinarsi al mondo venatorio. L’incentivo avrà anche come ulteriore effetto quello di favorire l'incremento degli operatori dedicati al prelievo e al controllo di specie problematiche, come il cinghiale, attraverso le numerose iniziative messe in atto per la messa in sicurezza del territorio. La disposizione genera una riduzione degli stanziamenti iscritti al Titolo 1 dello stato di previsione delle entrate che trova contestuale copertura nella riduzione degli stanziamenti iscritti a carico della Missione 16, Programma 2 della spesa correlata.
Lo stanziamento per l'anno 2025 pari ad euro 1.774.212 tiene conto sia del trend negativo delle entrate accertate dei precedenti anni e sia degli effetti delle esenzioni relative alle annualità 2023/2024/2025. La riduzione del gettito sopra evidenziato computata nello stato di previsione 2023/2025 è contestualmente compensata nello stato di previsione della spesa del medesimo bilancio 2023/2025.
L'articolo 7, la disposizione modifica la legge regionale 35/2021 rideterminando (in aumento di 10.000 euro) l’importo del contributo della Regione per le spese di funzionamento quantificate in euro 855.800 nella legge regionale 35/2021 per l'anno 2023. La modifica si rende necessaria per allineare la spesa del personale Atim agli importi stabiliti con il rinnovo del contratto collettivo nazionale funzioni locali.
L'articolo 8 è stato soppresso.
L’articolo 9 ottempera agli impegni assunti con il Mef a riscontro delle osservazioni formulate sull'articolo 11 della legge regionale del 20/2022. L'aggiornamento normativo, come richiesto dal Mef, si rende necessario per consentire al Tesoriere di procedere ai pagamenti previsti dall'articolo 58, comma 5, del decreto legislativo 118/2011 anche in assenza di formale richiesta da parte dell’ente alla Regione Marche di allinearsi a quanto previsto.
Articolo 9 bis (Modifiche alla l.r. 22/2021) che non spiego perché non ho tempo, ho anche la legge di bilancio.
Articolo 9 ter (Compensazione degli oneri di servizio pubblico sui servizi aerei di linea da e per l'aeroporto di Ancona verso i principali aeroporti nazionali), Ne ho già parlato prima. Articolo 9 quater (Contributo straordinario agli enti titolari dell'autorizzazione all’esercizio delle strutture residenziali extra ospedaliere sanitarie, sociosanitarie e sociali della Regione Marche).
Articolo 9 quinquies (Ratifica dell’intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per l'istituzionalizzazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome).
Articolo 9 sexies (Modifiche alla legge regionale 19/2022). Riguarda l'organizzazione del servizio sanitario regionale.
L’Articolo 9 septies modifica all’articolo 27 della legge regionale 18/2021.
Articolo 9 octies (Modifiche alla legge regionale 13/2020).
Articolo 9 nonies (Modifiche alla legge regionale 26/1996).
Articolo 9 decies (Modifiche alla legge regionale 23/1995).
L’articolo 10 attesta il rispetto degli equilibri di bilancio e la copertura finanziaria. La disposizione ha natura ordinamentale,
L'articolo 11 stabilisce l’entrata in vigore della legge a decorrere dall’1 gennaio 2023. Stante la sua natura ordinamentale non ha impatti finanziari.
Questa è la legge di stabilità.
Il bilancio di prevenzione consta di 12 articoli.
L'articolo 1 approva lo stato di previsione delle entrate e delle spese per ognuno dei tre esercizi finanziari del bilancio di previsione 2023/2024/2025, natura autorizzatoria. Sono previste entrate di competenza per euro 5.767.581.000 euro per l'anno 2023 e di cassa per euro 8.581.000.000 euro.
L’articolo 2 approva gli allegati al bilancio previsti dal decreto legislativo 118/2011.
L'articolo 3 approva l’elenco del patrimonio immobiliare della Regione Marche.
L’articolo 4 contiene le disposizioni generali per la gestione degli stanziamenti di entrata, attengono all’accertamento delle entrate degli esercizi 2023/2024/2025 e alle riscossioni nell’esercizio finanziario del 2023.
L'articolo 5 contiene disposizioni generali per la gestione degli stanziamenti di spesa.
L’articolo 6 disciplina l'utilizzo anticipato delle quote di avanzo vincolato dell’esercizio 2021.
L'articolo 7 dispone in merito ai fondi di riserva previsti da norme, iscritti a carico dei capitoli della missione 20.
L'articolato 8 autorizza il ricorso al debito per la copertura del disavanzo e rinnova le autorizzazioni alla contrazione dei mutui già autorizzati in anni precedenti e non contratti per 169.000.000 di euro.
L’articolo 9 autorizza l'indebitamento per nuovi investimenti nel triennio 2023/2025 per 324.000.000 di euro.
L’articolo 10 definisce le modalità e condizioni per la contrazione dei mutui.
L'articolo 11 autorizza la Giunta regionale ad effettuare le variazioni di bilancio ai sensi del decreto legislativo 118/2011).
L’articolo 12 reca disposizioni in merito all'entrata in vigore della presente legge.
Termino sui capitolati, però ribadisco alla minoranza che c'è una visione, c'è una progettualità, cosa che voi non avete assolutamente letto. Abbiamo letto due proposte di legge diverse oppure vi invito a riguardare le due proposte n. 157 e n. 158. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Vorrei solo far notare l'assenza quasi totale della maggioranza in Aula in questo momento. Non chiederò la verifica del numero legale perché non vorrei mettere in difficoltà la maggioranza, la Commissione non è ancora iniziata e prenderà il via dopo la mia relazione, questi sono gli accordi, anche perché io sono la Vicepresidente di Commissione.
Non chiedo il numero legale per senso di responsabilità, però vorrei far notare che questo è l’atto più importante che andremo a votare quest’anno e in Aula della maggioranza c’è l’Assessore, per carità, lo ringrazio per essere presente, ma sono i Consiglieri che l’andranno a votare e mi farebbe piacere che ascoltassero quanto meno una relazione su cui abbiamo lavorato a Natale, a Santo Stefano e la Vigilia . Va bene, comunque io mi accingo a fare la mia relazione di minoranza.
La proposta di legge n. 157, concernente: "Disposizioni per la formazione del bilancio 2023-2025 della Regione Marche", costituisce la legge di stabilità regionale ai sensi del decreto 118/2011 che disciplina la contabilità armonizzata della pubblica amministrazione, ed in conformità all'ordinamento contabile della Regione Marche. Essa contiene il quadro finanziario di riferimento previsto per il periodo compreso nel bilancio di previsione e le principali norme che realizzano effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio di previsione.
Nell'articolo 1 si definisce il quadro finanziario di riferimento per il triennio 2023/2025, ovvero le previsioni delle entrate su cui l'ente fa affidamento per il prossimo triennio.
Nell'articolo 2 si autorizzano il rifinanziamento di alcuni interventi previsti dalle leggi regionali elencate nella tabella B; i cofinanziamenti regionali di programmi statali, indicati nella tabella D1; i cofinanziamenti regionali di programmi comunitari, indicati nella tabella D2; e le autorizzazioni di spesa per la realizzazione di interventi al di fuori dalle previsioni legislative, indicati nella tabella E. Vorrei ricordare che questa tabella E è di nuova inserzione perché è stata abolita la C ed è stata creata la E, ero da poco entrata in questa Assemblea legislativa quando dai banchi della maggioranza qualche Consigliere si è beato di questa scelta ed io dissi, ed è tutt’ora a verbale, di stare attenti perché era facile che nel giro di breve la tabella E diventasse una tabella C e oggi abbiamo la dimostrazione di quanto avvenuto, anzi forse peggio perché c’è stata prima una operazione moralistica che sinceramente avreste potuto evitare di fare.
Nell'articolo 3 sono previsti due fondi speciali per il finanziamento degli oneri correnti e di investimento derivanti da nuovi provvedimenti legislativi, peraltro già quasi completamente utilizzati per la copertura finanziaria degli emendamenti presentati in Commissione dagli esponenti della maggioranza che incrementano le autorizzazioni di spesa della tabella E, circostanza osservata criticamente anche nel parere del Crel, che la giudica "non lungimirante" ed io considero questa affermazione un eufemismo. Questi fondi, originariamente di 1,7 milioni di euro, anche quest'anno sono stati esautorati dalla loro funzione di finanziare le nuove leggi, ma sono stati largamente utilizzati per le varie elargizioni dei Consiglieri di maggioranza a favore dei territori che costituiscono il loro collegio elettorale. Scorrendo gli emendamenti si fanno presto i conti: 80 mila euro per ogni Consigliere di maggioranza, l’anno scorso erano 50, quest’anno sono aumentati di quasi la metà. Un utilizzo di risorse pubbliche censurabile e discriminatorio. La pratica delle cosiddette "marchette", tanto criticata dagli stessi attuali esponenti della maggioranza quando erano all'opposizione, ma che oggi non si fanno scrupolo di utilizzare per coltivare il proprio collegio elettorale. E' ora di porre fine a questa pratica clientelare e l’Assessore è d’accordo con me, soprattutto in un momento come questo, in cui le istituzioni si dovrebbero mobilitare per aiutare i cittadini più deboli e le piccole imprese ad attraversare una crisi epocale scatenata dalla moltiplicazione del costo delle bollette, un caro energia che rischia di mettere in ginocchio il Paese e impoverire definitivamente la classe media. Per questo motivo ho presentato un emendamento per dirottare quelle risorse a tale finalità, oltre ad emendamenti diretti ad utilizzare questi fondi per il finanziamento delle troppe leggi regionali che rimangono inattuate, finalizzando le risorse agli interventi previsti, con tutte le garanzie di imparzialità ed equità che prevede la legge e la buona amministrazione, sul punto torneremo abbondantemente quando ci sarà la discussione degli emendamenti.
Nell'articolo 4 si proroga l'aliquota Irap vigente per il triennio 2023-2025.
Nell'articolo 5 si pone un limite all'esenzione del bollo per le auto ibride, ponendo un limite di potenza del motore stabilito in 66 kilowatt. Così facendo vengono esclusi dall'agevolazione i motori ibridi a maggiore componente elettrica, premiando quindi le autovetture più inquinanti tra quelle ibride, in completo contrasto con gli obiettivi che la Regione si era prefissata introducendo l'agevolazione nel 2017. Un tipico esempio di quanto sta a cuore la riduzione delle emissioni climalteranti e la tutela dell'ambiente a questa miope amministrazione regionale, questo emendamento che poi presenterò dopo, l’ho presentato in Commissione ed è stato sonoramente bocciato, come tutti gli emendamenti che ho presentato in Commissione e che mi accingerò a ripresentare tra poco in Aula.
Nell'articolo 6 si autorizza l'esenzione al pagamento della tassa di concessione regionale per l'abilitazione alla caccia per i primi tre anni a decorrere dal suo rilascio, anche su questo articolo ho presentato un emendamento soppressivo che è stato bocciato in Commissione e vedremo che fine farà tra poco.
Nell'articolo 7 si prevede un aumento di 10 mila euro della dotazione finanziaria dell'Atim.
Nella proposta della Giunta c'era l'articolo 8, che è vero come ha detto la Consigliera Marcozzi che è stato espunto, questo articolo però prevedeva il trasferimento alle Province di alcune competenze in materia di VIA e di AIA, in particolare per quanto riguarda gli allevamenti, e l'avocazione di alcune competenze esercitate dalle Province in materia di corsi d'acqua e infrastrutture stradali. Un tentativo maldestro della Giunta regionale di approfittare della legge di stabilità per modificare in modo sostanziale la legge n. 11 del 2019 "Disposizioni in materia di Valutazione di Impatto Ambientale" senza passare per una discussione nella Commissione consiliare competente e senza neppure interpellare le Province. In Commissione bilancio avevo presentato un emendamento soppressivo di questo articolo, evidenziando la nota di protesta pervenuta dall'Upi, che non è stato accolto. E' stato necessario il parere negativo espresso su questo articolo dal Consiglio delle Autonomie Locali per indurre la stessa Commissione bilancio a sopprimere la norma. Una ennesima dimostrazione di come questa maggioranza si rapporta sempre con un approccio pregiudiziale nei confronti degli argomenti sollevati dall'opposizione, quanto meno dal Movimento 5 Stelle.
Nell'articolo 9 si apportano modifiche, concordate con il Mef, alla legge regionale 31/2001 "Ordinamento contabile della Regione Marche e strumenti di programmazione". La disposizione ha carattere ordinamentale.
In Commissione bilancio sono stati aggiunti nove articoli, dal 9 bis al 9 decies. Per brevità commenterò solo i più significativi.
L’articolo 9 ter autorizza la spesa per il cofinanziamento delle compensazioni degli oneri di servizio pubblico sui servizi aerei di linea da e per l'aeroporto di Ancona verso i principali aeroporti nazionali, ci torno anche se ne ha parlato lungamente la Consigliera Marcozzi, per un motivo ben preciso, queste compensazioni derivano dall'inserimento dell'aeroporto di Ancona tra quelli che garantiscono i voli di continuità territoriale, e quindi meritevoli di contribuzione pubblica. Una battaglia intrapresa lo scorso anno dal Movimento 5 Stelle ad iniziativa della Senatrice Xx e e proseguita dal Presidente della Commissione lavori pubblici della scorsa legislatura Senatore YY. A tale proposito ricordo ai colleghi che lo scorso anno avevo presentato non un emendamento, ma una serie di emendamenti (cercando di trovare la vostra sensibilità), tra cui uno al Defr che richiamava proprio la necessità di prevedere il cofinanziamento regionale di tali oneri di servizio pubblico, emendamento pregiudizialmente respinto, come d'uso da parte di questa maggioranza per qualsiasi iniziativa provenga dal Movimento 5 Stelle, anche se di buon senso e condivisa nel merito.
L’articolo 9 quater autorizza la spesa per un contributo straordinario di 6.655.000 euro per il 2023 alle strutture residenziali extraospedaliere sanitarie, socio-sanitarie e sociali. Un contributo del tutto insufficiente a coprire i maggiori costi a carico di queste strutture causati dalla crisi energetica, dall'inflazione e dalle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19, ne abbiamo parlato anche prima in riferimento al Defr, però qui parliamo soprattutto di numeri e a nostro avviso mancano all'appello circa 3 milioni rispetto alle somme stanziate lo scorso anno.
L’articolo 9 septies modifica la legge regionale 18 approvata l'anno scorso in materia di organizzazione e ordinamento del personale della Giunta, prevedendo la possibilità per ciascun Assessore di nominare un consulente esterno. L'inopportunità di una simile previsione è evidente, sia per il costo, sia perché gli Assessori hanno già a loro disposizione le competenze specifiche dei dirigenti e dei responsabili di funzione che compongono la struttura amministrativa e gestionale dell'ente. Anche in questo caso ho presentato un emendamento soppressivo di quest'articolo, che ritengo anche in contrasto con le norme che disciplinano il pubblico impiego, di fatto o si cerca di sistemare altre sei persone creando una poltrona ad hoc oppure non c’è fiducia nei confronti dei dirigenti che comunque avete confermato voi, delle due l’una.
L’articolo 9 decies modifica la disciplina del trattamento indennitario dei Consiglieri regionali prevedendo il ripristino dello stipendio intero a favore dei Consiglieri regionali che svolgono nel corso del mandato un'altra attività professionale con compensi superiori a 3.200 euro al mese. Attualmente i Consiglieri regionali che nel corso del mandato continuano a fare un altro lavoro o professione che frutta loro oltre 3.200 euro al mese, ricevono dalla Regione la metà dell'indennità di carica. Questa riduzione di stipendio è stata eliminata con l'emendamento alla legge di stabilità presentato dal Presidente dell'Assemblea legislativa Latini, un emendamento pro domo sua, data la sua professione. Per effetto della modifica i Consiglieri che nel corso del mandato continuano ad effettuare un altro lavoro o professione riceveranno lo stipendio intero dalla Regione come coloro che si dedicano a tempo pieno a fare i Consiglieri regionali. Considero questa modifica inopportuna, sia nel merito, sia perché cambia le regole del gioco a legislatura regionale in corso. Anche su questo punto vorrei sottolineare che ho già presentato un emendamento in Commissione ed anche questo è stato bocciato, adesso lo ripresento tra poco e vediamo.
Con l'articolo 10 si attesta il rispetto degli equilibri di bilancio e la copertura finanziaria, e nell'articolo 11 è contenuta la dichiarazione d'urgenza.
La legge di stabilità è oggi sottoposta all'approvazione dell'Assemblea legislativa insieme alla proposta di legge n. 158 che approva il bilancio regionale 2023-2025, ovvero l'atto fondamentale di programmazione finanziaria dell'Ente, contenente le previsioni delle entrate e l'allocazione delle risorse negli stanziamenti di spesa, la dimostrazione del mantenimento a preventivo degli equilibri finanziari ed i prospetti obbligatori previsti dal decreto 118/2011.
Non mi dilungherò nella descrizione dell'articolato, già illustrato dalla relatrice di maggioranza.
Il bilancio non è solamente uno strumento tecnico, ma ha una fondamentale valenza politica, in quanto dovrebbe essere la coerente esplicitazione, in termini di allocazione di risorse, delle linee programmatiche di governo esposte dal Presidente Acquaroli ad inizio mandato e delle linee strategiche e dei programmi operativi previsti dalla Giunta nel Documento di economia e finanza regionale che è appena stato approvato.
I motivi di insoddisfazione derivano in primo luogo dal "modus operandi" adottato da questa maggioranza, che comprime e svilisce le prerogative dell'Assemblea legislativa e vorrei sottolineare svilisce e comprime le prerogative di tutti i Consiglieri dell’Assemblea legislativa, anche di quelli di maggioranza e adesso vi spiego il perché.
Mi riferisco all'inaccettabile contrazione dei tempi della procedura di esame ed approvazione delle tre proposte di legge che compongono il ciclo di bilancio: il Defr, la legge di stabilità e la legge di bilancio. Tale contrazione non consente un esame approfondito da parte dei gruppi e della competente I Commissione consiliare e anche in questo caso ci tengo a dire di tutti i gruppi e di tutti i componenti della Commissione consiliare perché la responsabilità del voto è di tutti, maggioranza compresa. Quest'anno si è arrivati addirittura ad approvare le proposte di legge in I Commissione senza neppure la relazione del Collegio dei Revisori, solo ieri alle ore 12,45 è stata messa a disposizione dei Consiglieri. Ho dovuto preparare gli emendamenti e questa relazione di minoranza senza aver potuto visionare per tempo il parere del Collegio dei Revisori. Si continua ad abusare del senso di responsabilità delle minoranze, le quali, coscienti dei danni che deriverebbero ai cittadini dall'esercizio provvisorio del bilancio, si astengono dall'esercitare le proprie prerogative in modo intransigente, su questo punto vorrei anche informare tutti i Consiglieri che ieri ho inoltrato al Segretario generale una richiesta di parere sulla legittimità della procedura messa in campo, il quale alla Conferenza dei Presidenti di gruppi ha letto la sua risposta e mi farebbe piacere riceverla via mail.
Ho già detto a proposito della persistente cattiva abitudine di stanziare importi a disposizione dei Consiglieri di maggioranza per contributi discrezionali e rispondenti alle richieste provenienti dai referenti politici del proprio collegio elettorale, piuttosto che finanziare adeguatamente le leggi approvate dall'Assemblea legislativa, che in molti casi rimangono lettera morta per l'assenza dei fondi necessari alla loro attuazione e anche questo, se permettete, svilisce il nostro ruolo perché siamo stati mesi a discutere di leggi che magari sono passate anche all’unanimità e non sono state finanziate, quindi sono lettera morta. Ed è per questo che ho presentato tutti emendamenti di finanziamento di legge, di mio non troverete in tabella E nessuna richiesta di finanziamento, ma solo il finanziamento di leggi che mi vedono d’accordo, come leggi della passata legislatura, ad esempio quella sul cyberbullismo, o la legge sulla lettura oppure leggi che sono state approvate da questa legislatura.
Tra le tante leggi regionali che giacciono del tutto inapplicate, perché non finanziate, mi limito ad elencare solo alcune di quelle proposte e approvate da questa stessa maggioranza, che non sono state finanziate per gli anni 2023 e seguenti:
- legge regionale n. 10/2021 "Interventi regionali di promozione e sostegno dell'istituzione dei gruppi di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili e delle comunità energetiche rinnovabili", firmatari i Consiglieri Antonini, Bilò, Biondi, Cancellieri, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Serfilippi; nessun finanziamento in tabella A ed io ho presentato anche oggi, come ho fatto in Commissione, un emendamento per finanziare questa legge che ritengo molto importante;
- legge regionale n. 17/2021 "Istituzione dell'itinerario ebraico marchigiano", firmatari i consiglieri Rossi, Antonini, Marcozzi, Latini, Ciccioli, Marinelli, Bilò, questa legge è stata finanziata per 10.000 euro, che ritengo insufficienti, per la sensibilità della Consigliera Elezi che ha visto un suo emendamento di questa entità approvato in Commissione ed io stessa nella filosofia che ho sposato, cioè quella di prevedere il finanziamento che passa per legge ho votato a favore l’emendamento della Consigliera di maggioranza;
- legge regionale. n. 23/2021 "Istituzione del servizio di psicologia scolastica", firmatari i Consiglieri Ausili, Assenti, Baiocchi, Borroni, Ciccioli, Leonardi, Putzu, Santarelli, questa è una legge fondamentale, tutti i giorni leggiamo di questioni che riguardano i nostri giovani, recentemente si è suicidato un ragazzino di Fano di 16 anni, questa è una legge che io ho votato con molta soddisfazione quando è passata in Aula ed ho scoperto che purtroppo è anche questa una legge non finanziata in tabella A, quindi io ne ho chiesto il finanziamento sia in Commissione ed oggi torno a richiederlo in Aula;
- legge regionale n. 6/2022 "Tutela, valorizzazione e promozione delle infiorate artistiche quale espressione del patrimonio culturale immateriale della Regione Marche", firmatari i Consiglieri Marinelli, Menghi, Cancellieri, Antonini, Serfilippi, Marinangeli, Biondi, Bilò; nessun finanziamento in tabella A, questa legge è stata fortemente criticata dall’opposizione tanto che insieme al saltarello è diventato l’emblema delle leggine che questa Assemblea approva senza senso, perché un senso non lo abbiamo trovato, ma evidentemente non lo trova neanche la maggioranza, quindi oggi io per dispetto ho tolto i 60.000 euro delle luminarie per Castelraimondo e li ho messi per il finanziamento della legge sulle infiorate, perché questa norma ci è stata decantata tanto dal primo firmatario che guarda caso è il Presidente della Commissione Consigliere Marinelli a cui chiedo di togliere i soldi per le luminarie della sua città, in un momento storico in cui tutte le città hanno cercato di spendere il meno possibile per le luminarie, a Castelraimondo addirittura 60.000 euro, per fare un esempio Pesaro ne ha speso 20.000 ed ha 90.000 abitanti.
Anche i Consiglieri che sono stati i promotori e primi firmatari di queste leggi regionali si sono guardati bene dallo spendere un euro degli 80.000 messi a loro disposizione dalla Giunta per finanziare e dare applicazione alle leggi da loro stessi volute, ma hanno preferito farsi approvare i soliti emendamenti "marchetta": dal campetto parrocchiale alle rievocazioni storiche, dal campo di tiro a volo al gioco delle bocce, dal palco per le feste di piazza alle fioriere, dalle luminarie a progetti per "attività ludico ricreative" non meglio specificati.
Al di là del discutibile "modus operandi", se entriamo nel merito delle politiche che il bilancio esprime dobbiamo evidenziare il segnale negativo che emerge dal raffronto tra gli stanziamenti di questo bilancio rispetto alle previsioni definitive dell'anno 2022:.
missione 4 (istruzione e diritto allo studio) prevede stanziamenti diminuiti dell'80% rispetto alle previsioni definitive relative all'anno 2022;
missione 5 (tutela e valorizzazione beni e attività culturali) -79%;
missione 6 (politiche giovanili, sport e tempo libero) -23%;
missione 7 (sviluppo e valorizzazione del turismo) -61%;
missione 8 (assetto del territorio ed edilizia abitativa) -50%;
missione 9 (sviluppo sostenibile e tutela del turismo e dell'ambiente) -61%;
missione 12 (diritti sociali, politiche sociali e famiglie) -61%.
Questi sono numeri riscontrabili nel bilancio.
Le suddette percentuali si riferiscono agli stanziamenti nella proposta di bilancio presentata in I Commissione, non essendoci stato messo a disposizione il riepilogo generale delle spese per missioni aggiornato (manca l’allegato 5).
Questi tagli drastici non sono certo dovuti a maggiori fondi stanziati per la sanità, che dipendono da entrate vincolate ed autonome, e che sono rimasti pressoché costanti nella misura di circa 3,4 miliardi di euro.
A di là dei soliti toni trionfalistici della Giunta, non ci sembra che negli stanziamenti effettivi di bilancio questa amministrazione regionale sia stata conseguente alle tante buone intenzioni declinate nel Defr (in cui peraltro rileviamo importanti omissioni evidenziate anche dalle osservazioni da parte del Cal e del Crel).
Non resta pertanto che sperare che nel corso del prossimo anno la Giunta sia in grado di intercettare nuove risorse nazionali ed europee e di metterle a disposizione della spesa mediante opportune variazioni o nell’assestamento, altrimenti andremo incontro ad una drastica riduzione sia dei servizi che degli investimenti.
E' infatti abbondante la dotazione ordinaria di fondi strutturali derivanti dalla programmazione europea 2021-2027, che prevede per le Marche un aumento del 66% della dotazione rispetto alla programmazione 2014-2020, arrivando alla importante cifra di 1.036.000.000 di euro. Questo anche per il riconoscimento dello status di "Regione in transizione", avvenuta sia per il peggioramento della situazione socio-economica regionale, sia per il cambiamento dei parametri di valutazione delle situazioni regionali rispetto alla media europea.
A questi fondi si aggiungono quelli derivanti dal Fondo di sviluppo e coesione e quelli del Pnrr.
Ci auguriamo che questa amministrazione sarà in grado di cogliere appieno la storica opportunità offerta da questi fondi, ma sinceramente comincio a dubitarne fortemente, visto il deficit programmatorio. Grazie.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Sono le 16,37, alle 17,00 scade il termine per la prenotazione di chi vuole intervenire nel merito. I componenti della I Commissione possono lasciare l'Aula per la valutazione dei subemendamenti da parte della I Commissione.
Ha la parola il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. Chiedo una cosa, visto che c’è la Commissione è possibile sospendere la seduta magari per mezz’ora?

PRESIDENTE. Consigliere, è preferibile mantenere i lavori anche se più a rilento per il semplice fatto che poi abbiamo difficoltà a far ripartire nei tempi la seduta, il mio consiglio, per esperienza, è di mantenerci in questa situazione.
Chi chiede di intervenire ha la facoltà di farlo fino alle ore 17,00.
Il lavoro della Commissione è terminato, quindi chiedo ai Consiglieri di riprendere posto in Aula e ovviamente coloro che desiderano intervenire nel merito delle due proposte di legge nn. 157 e 158 possono prenotarsi.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ho letto ed ho anche guardato molto bene questo bilancio, il Defr, la legge di stabilità, per capire cosa si annidasse tra le pieghe di questi atti. Anche su questo ho buttato giù una relazione scritta, di solito non lo faccio mai, però il mio intervento sarà a braccio perché i limiti di tempo non consentono la declinazione di una relazione scritta.
Dico subito che per l'ennesima volta questo non è un bilancio, non vedo l’Assessore Brandoni, che ovviamente di questo non bilancio non porta alcuna responsabilità perché lui è arrivato adesso, da poche settimane, anzi, rispetto ad un non bilancio, di cui l'Assessore, ripeto, non porta alcuna responsabilità, anzi se vogliamo possiamo apprezzare lo sforzo politico di essere riuscito in tempo.
I suoi colleghi dovrebbero apprezzare un'ulteriore questione. Sono stato tentato, Assessore Brandoni, il mio capogruppo lo sa, di mandare in esercizio provvisorio questa Regione e non sarebbe stato difficile perché, l’Assessore Brandoni mi insegna come tutti gli altri, non ci vuole nulla a fare 2.000, 3.000, 4.000 emendamenti al Defr, al bilancio ed alla legge di stabilità, che in modo automatico avrebbero portato la Regione in esercizio provvisorio e con il mio gruppo, ma anche da solo, l’ho dimostrato, ho sufficiente resistenza.
La Regione sarebbe andata in esercizio provvisorio, sono stato tentato, non l’ho fatto, l’ho condiviso con il gruppo perché non potevamo fare questo torto alla Regione Marche, che è la casa comune, ma soprattutto non potevamo fare il torto ad un Assessore arrivato adesso, da poche settimane. E’ stato anche un atto di rispetto nei suoi confronti, ci tengo a dirlo. Assore Brandoni, le chiedo formalmente nel prossimo anno, che sarà il quarto, perché questo è il terzo bilancio, di non arrivare con questi tempi, che soprattutto non si arrivi con questi metodi e con quello che è un non bilancio, altrimenti lo sconto non ci sarà più.
Questo non è un bilancio, anzi. La Consigliera Marcozzi, che è uscita, ne ha decantato la qualità, ma questo è addirittura un bilancio in riduzione, come ha dimostrato la relatrice di minoranza con quelle cifre, meno, meno, meno. E che non sia un bilancio, per l'ennesima volta, lo si ammette negli atti presentati dalla Giunta, si dice che la manovra di bilancio regionale si aggira su un ammontare di 5 miliardi di euro, per circa tre quarti impegnato nella sanità, come è comprensibile i margini di flessibilità lasciati alla discrezionalità non sono ampi per l'esigenza di assicurare le spese obbligatorie e riservare risorse (è scritto qua) per questo l’articolazione (leggo quello che ha scritto la Giunta) degli interventi nel prossimo bilancio di previsione per il triennio 2023/2025 sarà in coerenza con il recente assestamento del bilancio 2022/2024 (questo è scritto a pagina 6 di 145 del Documento di economia e finanza regionale), quindi è un bilancio fatto sull'assestato, non è un bilancio vero di previsione, è un atto che si piega completamente sull'assestato 2022/2024 (pagina 6 di 145). Questo è.
La Consigliera Marcozzi non c’è perché probabilmente fa fatica ad ascoltare questo, è la dimostrazione che la relatrice maggioranza non ha letto il bilancio oppure se lo ha letto si è cimentata in una operazione di abilità, per carità, per cercare di vendere l’invendibile, e la Consigliera Ruggeri ha dimostrato come questo bilancio sia in riduzione. Non ci sono risorse e si rinvia a variazioni successive per l’ennesima volta.
Vi ricordate, il bilancio del 2020, era il primo bilancio, era tecnico, comprensibilmente, perché eravate arrivati da poco e si rinviava a successive variazioni, che non ci sono mai state; l'anno scorso secondo bilancio, si disse che era un bilancio tecnico e si rinviava a successive variazioni, che non ci sono mai state, tant’è che si è approvato un assestamento, lo dico alla Presidenza, prima ancora che venisse approvato il rendiconto perché il bilancio 2021 era all'esame della Corte dei Conti per il giudizio di parifica; oggi si fa un bilancio e si dice, lo ripeto per l'ennesima volta qualora lo dimentichiate, che è in coerenza con il recente assestamento del bilancio 2022/2024, rispetto al quale ci sono delle riduzioni che ha evidenziato prima la Consigliera Ruggeri.
Non si dà con questo bilancio alcuna risposta alle aspettative della nostra comunità, si parla del dialogo con le parti sociali, quale dialogo con le parti sociali se c’è questo documento “Verso Marche 2025” del dicembre 2022 di Cgil-Cisl-Uil, i quali ovviamente lamentano l'assenza di qualsiasi confronto con questa Giunta regionale, non con lei Assessore che è arrivato adesso. Lo dicono Cgil-Cisl-Uil, sarà vero perché non ho motivo di non credere all'Assessore Brandoni, però quando si dice che non ci sono le risorse per i ristori agli enti gestori, quelli che gestiscono le Aziende per il servizio alla persona e le Fondazioni private, l'Assessore sa che le ex Ipab si sono trasformate in Azienda per il servizio alle persone e in Fondazioni private, sono i cosiddetti enti gestori.
Il rappresentante degli enti gestori Marche signor XY, cominciamo a fare i nomi, in un comunicato diramato dice testualmente … Io non so cosa vi siete detti ieri, Assessore, ma alla fine vi dovete mettere d'accordo tra di voi o lei Assessore si deve mettere d’accordo con se stesso o XY si deve mettere d'accordo con se stesso, perché XY dice, leggo testualmente: “Noi avevamo dimostrato che i rimborsi necessari dovevano essere sui 20 milioni. Anno scorso abbiamo accettato 14 milioni perché c'era l'impegno per il 2023, niente di tutto questo, la politica regionale sugli anziani non ha nessun interesse, come pure per tutto il sociale. Solito pianto che lo Stato non ha trasferito fondi per la sanità, ora noi faremo un comunicato stampa dicendo che saremo costretti ad aumentare le rette”. Queste che ho letto sono le dichiarazioni di XY, questo è, e a questo noi stiamo. Se non è così l’Assessore si faccia chiedere scusa, altrimenti è così se non viene smentito, noi a questo dobbiamo stare e ci dobbiamo attestare.
Il sindacato dice che non c'è stato confronto a due anni di distanza, basta leggere questo documento.
Allora che dire? In questo bilancio non c'è il finanziamento delle leggi, Assessore, neanche di questo lei porta responsabilità, però non c'è, ed il finanziamento delle leggi è un obbligo costituzionale, è l’articolo 81 che stabilisce che ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte. E’ l'articolo 81 terzo comma letto con l'articolo 97 comma primo e con l'articolo 119 comma primo. Articolo 97 ”Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito”; l’articolo 119, ve lo ripeto per l'ennesima e poi vi dirò perché, ci dice che i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto degli equilibri dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea. Quell’Europa, che a voi ha dato tutte queste risorse e che voi decantate per programmare la vostra attività, voi la dovete rispettare anche nel finanziare le leggi ed allora quando si prevede …, neanche di questo l’Assessore porta la responsabilità, ma di una cosa sì, la porta, quando all'articolo 5, comma 2, si prevedeva il fondo speciale per il finanziamento degli oneri correnti e derivanti da nuovi provvedimenti legislativi, poi fondo speciale per il finanziamento degli oneri di investimento derivanti da nuovi provvedimenti legislativi, questa previsione è un obbligo costituzionale, è l'articolo 81 che vi ho letto, che ci dice che ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte. Voi non l'avevate fatto, lo avevate messo qua questo obbligo costituzionale. Ad esempio il Governo sulla legge 19 del 2022, quella della riforma del Servizio sanitario regionale, vi ha detto quello che vi dicevamo noi, noi avevamo presentato un ordine del giorno in cui paventavamo la violazione dell'articolo 81 della Costituzione. Il Governo vi ha detto le stesse cose, vi ha detto che quella legge non poteva essere ad invarianza finanziaria, voi lo avete previsto, ma poi che cosa avete fatto? Qui Assessore lei porta la responsabilità di questo perché non si è opposto, non so se poteva. Sa che cosa ha fatto, Assessore, la Commissione? Ha cancellato questi fondi, del fondo speciale per il finanziamento degli oneri correnti derivanti da leggi su circa 800.000 euro sono rimasti 14.500 euro, sul fondo speciale per il finanziamento degli oneri di investimenti su circa 1.900.000 euro solo 500 euro, cifra vergognosa, insultante.
E’ un insulto alla Costituzione, all’articolo 81, terzo comma, è una vergogna istituzionale, 500 euro, e sapete dove sono andati a finire? Nella tabella E, dove è stato finanziato lo scambio, quello che il Consigliere Ciccioli, non io, definiva il traffico di influenze e sapete che cosa avete finanziato tra l'altro con 80.000 euro? La sistemazione a Osimo di un campo di bocce in Via del Passatempo. Voi avete cancellato un obbligo costituzionale e l'avete imbrattato, altro che i quadri imbrattati dagli ambientalisti, con l’insulto di un finanziamento in riduzione su un obbligo costituzionale, Assessore e Vicepresidente Saltamartini, con la riduzione di un finanziamento di almeno 80.000 euro per finanziare un campo di bocce in Comune di Osimo in Via del Passatempo. E’ una vergogna e ve lo dice chi tanti anni fa giocando a Rubbianello, ad una gara di bocce, da Presidente della Provincia vinse il trofeo perché arrivò primo ed ha la coppa ancora depositata in Provincia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirco BILO’. Grazie, Presidente, Cari colleghi e colleghe, mi sia consentito ricordare all'Aula, ai Consiglieri presenti, il quadro storico e socio-economico in cui questa manovra finanziaria si inserisce. Lo faccio convinto che sia la base per ogni discorso intellettualmente onesto.
Questo bilancio regionale di previsione ha dovuto fare i conti, dopo il dramma del Covid e lo shock economico annesso, con i costi straordinari sostenuti per l'emergenza sanitaria, con gli ulteriori costi energetici crescenti, con previsioni quasi impossibili da pianificare, con un'inflazione a doppia cifra e scenari geopolitici ed economici internazionali tra i più instabili degli ultimi decenni.
Cari Colleghi è o non è la verità la situazione appena descritta? E' o non è la stessa situazione che vivono tutte le Regioni Italiane, anche governate dal PD. Vi sembrano questioni ascrivibili alla responsabilità di questo Governo regionale? Della Giunta Acquaroli? Del Governo di centro-destra?
Alle attuali condizioni appena descritte andrebbero aggiunte anche alcune precondizioni del passato: la crisi economica, il fallimento di Banca Marche, il sisma e l'inefficace azione di ricostruzione, Io scivolamento delle Marche a regione in transizione. Su questo, cari colleghi del Partito Democratico, magari qualche responsabilità ce l'avete anche voi. Forse molto più di qualche. Naturalmente non l'avete mai riconosciuto e non pretendo certo che lo facciate ora.
Non possiamo nascondere le difficoltà che abbiamo avuto nel far quadrare spese dei servizi che richiedono sempre maggiori sforzi incrementali, e degli investimenti con l'aumento del costo di materie prime ed energia.
Nonostante il momento difficile e drammatico che stiamo affrontando, questa Giunta regionale, questa maggioranza, è stata capace di costruire una manovra che non solo non prevede l'aumento delle tasse, ma che conferma misure che permettono ai cittadini marchigiani di avere servizi strategici come sanità, trasporti, welfare, casa, formazione e studio.
E' in primo luogo un bilancio che assicura l'equilibrio finanziario, la tenuta del sistema sanitario regionale sul quale stiamo lavorando per cambiare organizzazione ed implementare le strutture presenti attraverso il Pnrr.
E' un bilancio che offre una direzione di crescita per il tessuto delle imprese, un bilancio che attua una politica di tenuta e potenziamento del welfare, che investe nella tutela dell'ambiente e che scommette sulle Marche protagoniste, capaci di uscire dall'isolamento geografico potenziando infrastrutture, strade ed aeroporto.
In una manovra fatta con cautela e nel rispetto degli equilibri di bilancio abbiamo garantito il cofinanziamento di tutti i fondi europei. Alcune di queste misure serviranno per ricerca, innovazione, introduzione di tecnologia avanzate, digitalizzazione e per la crescita sostenibile e la competitività delle Pmi. Vogliamo rendere protagoniste le nostre imprese, in Italia e nel mondo.
Lo vogliamo fare accelerando verso una ripartenza che vogliamo ancorare a binari solidi, creando le migliori condizioni possibili per il sistema regionale, delle imprese, del lavoro e dei territori. Abbiamo iniziato in questo già negli anni precedenti attuando una serie di riforme storiche come la legge sullo sviluppo delle start-up innovative, la legge per il rafforzamento delle filiere strategiche, la nuova legge sull'artigianato, la nuova legge sul commercio, la legge sugli investimenti strategici, gli accordi con Ice, Simest, Sace e Camera di Commercio delle Marche, volti a favorire l'internazionalizzazione.
Siamo certi che il combinato disposto tra il cambiamento del quadro normativo sommato ai fondi declinati in bandi e misure dei piani di finanziamento già licenziati andranno in questa direzione e sono altrettanto sicuro che l'assessore Antonini saprà guidare al meglio questa fase.
Vogliamo rendere sicuri i nostri territori. Dobbiamo essere seri. Va detto un grazie al Governo che con celerità ha stanziato la cifra 400 milioni di euro per i territori colpiti dall'alluvione. Spiace che ci siano Sindaci che in modo strumentale, per pura propaganda, oggi lamentino un'assenza dello Stato e della Regione. Sono accuse non veritiere e voglio sottolineare come la Regione Marche abbia voluto contribuire anche in questo bilancio con risorse proprie di 2,5 milioni di euro per un contributo per chi ha perso l'auto o il furgone industriale che si sommano alle cifre precedenti già stanziate quest'anno. Un impegno vero, altroché assenza.
Ma vogliamo investire ancora di più sulla prevenzione. Vogliamo farlo investendo sull'ambiente non a parole, ma attraverso i fatti concreti e per questa ragione nel bilancio regionale sono garantiti 21 milioni di euro nel triennio per i fondi per il dissesto idrogeologico. Una cifra record.
Quante volte abbiamo sentito la frase "bisognerebbe investire di più e prevenire" senza poi vedere un solo euro a bilancio? Noi non l'abbiamo solo detto, ma lo abbiamo anche fatto.
Su questo tema sottolineo anche gli effetti benefici che avrà l'approvazione recente dell'emendamento alla finanziaria che darà agli agricoltori, veri custodi del territorio, la possibilità di prendersi cura degli alvei dei nostri corsi d'acqua, cosa vietata finora e che era causa spesso di accumuli torrenziali e straripamenti, che tanto hanno messo alla prova recentemente i nostri territori. Di questo ringrazio gli onorevoli della Lega XX e YY per la firma di questo importantissimo emendamento.
E' questa la tutela dell'ambiente che ci piace. Concretezza e zero burocrazia.
Vogliamo rendere le Marche collegate al resto del mondo. E per questa ragione sarà finanziata la continuità territoriale con voli aerei dall'Aeroporto delle Marche verso le principali città italiane con l'impiego di oltre 9 milioni di euro in tre anni a cui si somma l'impegno del governo con 6 milioni (2022/2024) per fare ripartire i voli da e per Ancona, Milano, Roma e Napoli.
Senza collegamenti non c'è sviluppo economico e la nostra azione rappresenta una decisa risposta a sostegno della crescita e dello sviluppo delle aziende marchigiane, anche nell'ottica dell'attrazione d'investimento di capitali nel nostro territorio. Un'incredibile leva per il futuro della nostra regione, finalmente riconnessa ai maggiori poli industriali e di investimento nazionali.
Questo naturalmente si accompagna ad un programma di investimenti infrastrutturali senza precedenti che questo bilancio triennale pianifica e finanzia.
Aggiungo che proprio ieri al Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS), sono andati in porto due fondamentali atti per le infrastrutture delle Marche:
- 150 milioni per l'adeguamento della Galleria della Guinza;
- approvato il progetto definitivo dell'Intervalliva di Macerata, tratto Sforzacosta (svincolo SS 77) - Pieve e collegamento al capoluogo, tratto Pieve - Mattei: il costo dell'investimento attualmente stimato ammonta a 83.385.000 euro.
Vogliamo rendere le Marche una regione per una sanità di prossimità. Al problema della carenza dei medici rispondiamo con i fatti.
Per il 2023 sono confermate le 110 nuove borse di studio per i medici di medicina generale e 42 nuove borse per i medici specialisti. Per il 2023 la medicina del territorio sarà rafforzata con l'acquisto e la fornitura di apparecchiature sanitarie per le case di comunità, case della salute e studi associati di MMG e PLS, per oltre 9 milioni sul triennio 2023/2025.
Per il triennio sono assicurati Fondi per progetti di Vita indipendente per 10 milioni di euro.
E anche su questo tema alla spesa corrente si sommano gli investimenti con cifre record per nuovi ospedali, per le case di comunità, per le case della salute, per l'efficientamento sismico, energetico.
Potrei aggiungere molto altro, a cominciare dal bonus per l'installazione di impianti per l'energia rinnovabile da destinare alle famiglie a basso reddito (2,5 milioni di euro), una misura moderna e strategica.
Potrei continuare sottolineando l'implementazione di risorse per gli impianti di ventilazione meccanica controllata nelle scuole, una scelta che alcuni di voi hanno sempre minimizzato, ma che si è rivelata all'avanguardia e lungimirante.
Potrei continuare mettendo in evidenza i nuovi corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, i ristori per gli enti gestori, a cui saranno destinati ulteriori 6 milioni di euro per l'anno in corso (per un totale di oltre 11 mm n di euro) e molto altro. Molto molto altro.
Tutto questo, lo sottolineo nuovamente, lo abbiamo messo in campo in attesa di definire col Governo, insieme a tutte le Regioni, la copertura dei costi Covid sostenuti e gli interventi sul caro bollette che colpisce anche ospedali e strutture sanitarie, così come i bilanci degli enti locali.
Colleghi di minoranza, questa Giunta e questa maggioranza stanno cambiando questa Regione.
Sanità, ambiente, infrastrutture, imprese, sviluppo, lavoro, agricoltura, sono tutte materie sulle quali stiamo intervenendo e sulle quali abbiamo progetti, obiettivi declinati con finanziamenti specifici che in questo bilancio trovano risorse che certamente vogliamo implementare nel corso dell'anno.
Lo sta facendo con coraggio, serietà e determinazione in un contesto storico ed economico difficile. Con rigore ed equilibrio questo bilancio guarda alla concretezza e alla sostanza con azioni concrete a beneficio della comunità marchigiana e alle fasce più deboli, e lo fa senza aumentare la pressione fiscale e senza rinunciare allo sviluppo infrastrutturale. E' un qualcosa di cui siamo fieri.
E' un bilancio che con convinzione sosteniamo convinti di essere nella giusta direzione per la nostra comunità, per la nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta di legge n. 157.
Articolo 1.

Emendamento 1/1 a firma del Presidente della I Commissione: “All’articolo 1 sono apportate le seguenti modifiche: alla lettera a) l’importo di 5.767.581.835,80 euro è sostituito dall’importo 5.762.713.055,34 euro; alla lettera b) l’importo di 5.132.445.800,76 euro è sostituito dall’importo di 5.125.402.593,44 euro; alla lettera c) l’importo di 4.936.887.225,07 è sostituito dall’importo di 4.936.737.941,99 euro”. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2.
Ci sono vari emendamenti, dal 2/1/1 al 2/35. Applichiamo l’articolo 101 del Regolamento interno, ogni Consigliere può fare un intervento sugli emendamenti che ha presentato e sull’articolo.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Solo per chiedere, lo faccio una volta sola all’inizio del dibattimento, il voto per appello nominale su tutti gli emendamenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Brevemente, i miei emendamenti fatti insieme al Consigliere Mangialardi riguardano l’articolo 2 e fanno riferimento alla tabella E, di cui abbiamo parlato poc'anzi ed è inutile tornarci sopra con le polemiche.
Questi interventi a pioggia, ho già detto, sono un errore, tra l'altro secondo me c’è anche la violazione dell'articolo 81 della Costituzione perché si vanno a ridurre le risorse previste dall’articolo 5 per finanziare leggi regionali.
Il finanziamento di leggi regionali è un obbligo costituzionalmente previsto, quindi, mi rivolgo al mio capogruppo Consigliere Mangialardi, penso che anche il Governo dovrebbe rilevare qualcosa quando esamina la legge di stabilità della Regione Marche. Ad esempio sulla legge di riforma del Servizio sanitario regionale ha detto che non poteva essere ad invarianza finanziaria, ci dovete mettere delle risorse, in questa come in altre leggi.
La Giunta mette le risorse, quindi stabilisce un fondo all'articolo 5, la Commissione le toglie per metterle sulla cosiddetta tabella E, quella delle “marchette” elettorali, capite che questa cosa non va bene, comunque questo è.
Tra l’altro una tabella E di centinaia di milioni di euro, Presidente, non si è mai vista, perché non sono solo le “marchette” elettorali, ma ci sono anche interventi per realizzare ospedali, infrastrutture, eccetera, Mettere questi interventi in tabella E e poi non finanziare le leggi denota una incapacità di programmazione a breve ed a lungo termine.
Questi emendamenti che ho presentato a cosa tendono? L’ho detto prima, io non contesto la facoltà di concedere contributi, né contesto la pretesa di ottenerli, ci sono quei contributi, per carità, ci possono anche essere per il campo di bocce di Osimo in frazione Passatempo, anche se Passatempo è riferito a qualcosa di più nobile, forse ai Templari che passavano in quelle zone. Campo di bocce in frazione Passatempo, mai collocazione fu più evocativa. Io non contesto questo, però ritengo che questi contributi vadano dati all'interno di criteri predeterminati e predefiniti e all’interno di un percorso di legalità, imparzialità e trasparenza.
Per questo ho previsto, ripeto, io non ho tolto alcuna risorsa, un fondo per contribuire alle spese relative alle utenze domestiche dei nuclei familiari in condizioni di disagio; un fondo per contributi ai Comuni per le manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici - certo, li davo anch'io, ci mancherebbe - dei contributi ai Comuni per interventi di tutela e valorizzazione dei beni culturali di interesse storico; fondo per contributi ai Comuni per interventi sulle attività culturali ed interventi diversi nel settore culturale; fondo per contributi ai Comuni per interventi nello sport e nel tempo libero; fondo per contributi ai Comuni di attività di promozione turistica; fondo per contributi ai Comuni per la qualificazione di spazi pubblici; da ultimo, fondo per contributi agli enti locali per manutenzioni straordinarie stradali e nuove opere stradali, perché agli enti locali? Perché le strade sono di proprietà comunale e di proprietà provinciale, quindi Comuni e Province.
Vedete con un ulteriore emendamento normativo, di cui parleremo dopo, alla legge di stabilità si attribuisce alla Giunta il potere di disciplinare l'utilizzo dei fondi stessi, con proprie deliberazioni, previo parere della Commissione assembleare competente. Però questo avviene sulla base di criteri predeterminati, della serie è giusto dare contributi ai Comuni per sistemare le scuole e le strade, ma bisogna darli a tutti coloro che ne hanno effettiva esigenza e che ci siano condizioni predeterminate e prestabilite dalla Giunta, che tutti siano messi sullo stesso piano e non ci siano figli e figliastri.
In questo senso vanno gli emendamenti che ho presentato e credo che sia una cosa giusta ed opportuna.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Velocemente cercherò di dire quali sono gli interventi che ho proposto tramite emendamenti all'articolo 2.
Condivido il ragionamento che ha fatto il Consigliere Cesetti e già anticipo che voterò a favore di tutti gli emendamenti che prevedono l'istituzione di fondi, mentre andrò a selezionare gli interventi puntuali che presentano veramente delle urgenze, ce ne sono pochi, mi sembra un paio del PD, uno del Consigliere Biancani e forse uno della Consigliera Casini.
Mi sono regolata cercando di finanziare le leggi che ritengo importanti, che non sono state finanziate, naturalmente per coprire queste spese sono andata a limare quei famosi 80.000 euro che sono stati dati ai Consiglieri di maggioranza e limando ho trovato diverse fonti di finanziamento, quindi ho creato, come primo emendamento, un fondo per contribuire al pagamento delle bollette del gas ed energia elettrica a favore delle famiglie più bisognose. Il fondo in origine era di oltre 2 milioni di euro, poi l’ho dovuto subemendare per restringere un po' il finanziamento.
Il secondo ed il terzo emendamento prevedono il finanziamento della legge di rimozione e smaltimento di amianto negli immobili privati, qui cosa è successo? Che in tabella E c'è un contributo per il 2023 di 200.000 euro, ho chiesto il motivo in Commissione e non mi è stato detto, quindi, siccome esiste una legge regionale, tra l'altro voluta fortemente dagli ex Consiglieri del Movimento 5 Stelle che ha le stesse finalità, penso che sia meglio finanziare la legge, anche perché con il terzo emendamento ho previsto per il 2024 un finanziamento di 100.000 euro, cosa che non si può fare con gli emendamenti puntuali così come previsti dalla maggioranza.
C’è poi la legge di promozione del libro e della lettura che riguarda le biblioteche, le associazioni, le iniziative editoriali, che è stata approvata nel 2020 in coda di legislatura e che non è mai stata finanziata né attuata, invece la ritengo importante anche perché al proprio interno ha dei progetti per l'avvicinamento alla lettura anche per i ragazzi che presentano delle disabilità o problemi specifici dell'apprendimento, che sono, come sapete, sempre più numerosi.
C'è il finanziamento di una legge che prevede l'istituzione del servizio di assistenza psicologica nelle scuole, che vede come primo firmatario il Consigliere Ausili, anche questa è recentissima, la 23/2021, e questo anno non viene finanziata.
Ho presentato altri emendamenti per prevedere il finanziamento della legge regionale che prevede l'assistenza alle famiglie con servizi per l'infanzia, per l'adolescenza e il sostegno alle funzioni genitoriali, anche questa non ha finanziamenti.
L’ottavo emendamento che ho preparato è per la legge regionale di finanziamento alle comunità energetiche, questa era sottoscritta come primo firmatario dall'attuale Assessore Antonini, non è finanziata.
Gli altri emendamenti chiedono il finanziamento della legge regionale che prevede interventi di carattere educativo per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Vorrei ricordare che un emendamento di questo tipo l'avevo presentato anche due anni fa ed era passato, in effetti vi eravate dimenticati di finanziare questa legge già tre anni fa, quindi mi auguro che anche questa volta ci sia modo di trovare nelle pieghe del bilancio la possibilità di finanziarla.
Poi c’è l'emendamento più consistente rispetto a quello presentato dalla Consigliera Elezi ed approvato in Commissione, per l'itinerario ebraico, legge di cui è primo firmatario il Consigliere Rossi.
Poi per le infiorate artistiche togliendo, come ho detto prima, i 60.000 euro per le luminarie di Castelraimondo. Questa legge ha come primo firmatario il Presidente della I Commissione Consigliere Marinelli.
Poi la legge sulla fisarmonica di cui il primo firmatario è il Consigliere Bilò, anche di questa chiedo il finanziamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Condivido la relazione introduttiva del Consigliere Cesetti, che mi ha anticipato, e in gran parte anche quella della Consigliera Ruggeri.
Faccio riferimento agli emendamenti presentati all’articolo 2 della proposta di legge n. 157. Il primo è il 2/14 ed è una richiesta di finanziamento di 400.000 euro per il completamento della manutenzione straordinaria delle scogliere Sottomonte/Levante. L’ho presentato perché negli ultimi 3 bilanci non ci sono mai stati finanziamenti diretti a favore dell’amministrazione comunale di Pesaro, mentre sono molti i Comuni che sono stati finanziati direttamente, l'ultima ripartizione dei bilanci con i fondi europei ha visto Pesaro con lo 0,7% rispetto a circa 40 milioni di euro che sono stati ripartiti.
Mi sembra il minimo assegnare queste risorse anche perché fino ad oggi il Comune ha sempre partecipato ad un sistema che era già in vigore in precedenza, cioè quello di fare bandi con i cofinanziamenti. Oggi ha già risorse assegnate per sistemare le scogliere, una parte di Sottomonte, una parte di Levante, ma per completare l’intervento mancano 400.000 euro. Non si capisce perché tutti gli altri Comuni hanno milioni di euro assegnati senza cofinanziamento, mentre la città di Pesaro deve sempre cofinanziare per poter fare gli interventi di manutenzione.
L’altro emendamento è il 2/17 che riguarda un contributo di 80.000 euro a favore dell’Autorità portuale. Ricordo che avevo già posto questo problema anche attraverso una interrogazion. L’accordo di programma tra Regione Marche e Autorità portuale prevedeva inizialmente la definizione, la progettazione, gli studi per realizzare due aree a mare per i sedimenti legati ai dragaggi, ebbene, la Regione ha finanziato solamente l’area a sud delle Marche e non quella a nord, quindi la progettazione per l’individuazione dell’area nord per i dragaggi non è ancora partita per mancanza di risorse.
L’altro emendamento è il 2/29 con cui si chiede un finanziamento di 500.000 euro per evitare il crollo della parte dell’ex manicomio di proprietà di Asur, mi riferisco all’ex manicomio San Benedetto di Pesaro. Ricordo che la Regione Marche ha autorizzato il Comune di Pesaro a partecipare ad un bando, che si è aggiudicato 15 milioni di euro, è già stato fatto il bando di gara per la progettazione definitiva per poi andare a gara entro il 2024, a tutt’oggi della parte di Asur (quindi Regione) di circa 6.000 mq. ancora non si sa niente, non è stata finanziata con nessuna risorsa, non si è capito l’utilizzo che vorrà fare la Regione di questi spazi. Mi sembra importante prevedere queste risorse perché il tetto in gran parte è già crollato e se non viene sistemato si rischia il collasso della struttura, ma oggi, con un intervento che partirà, mi sembra grave lasciare un edificio così importante all'abbandono senza la possibilità di metterlo almeno in sicurezza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Premesso che sono d'accordo con quanto hanno detto sia la Consigliera Ruggeri che il Consigliere Cesetti sull'opportunità della tabella E, ma soprattutto sull’incoerenza dei membri, di alcuni membri di questo Consiglio che hanno sollevato gli scudi contro la famosa tabella C, che aveva tutt'altra struttura, veniva condivisa con gli uffici, veniva concertata e non era un elenco di interventi. Ne leggo alcuni: sostituire l’illuminazione, intervento per la Parrocchia di San Michele Arcangelo, l'Arcidiocesi di Ancona, devo dire che la fa da padrone Osimo nella tabella perché riceve tante risorse: contributo per l'arredo urbano, l'acquisto di palchi mobili per gli eventi, acquisto di tribune mobili per gli eventi e per le manutenzioni straordinarie, sostituzione della copertura di un tiro al volo , copertura del campo di bocce sempre in una frazione di Osimo, come ha detto il Consigliere Cesetti.
Non ci sembrano soldi buttati via, ma che ci siano delle priorità.
Ho pensato di emendare l'articolo 2 perché c'è un'esigenza puntuale che avevamo sottolineato ed evidenziato all’allora Assessore al bilancio, che all’epoca aveva la delega al terremoto, probabilmente ce la riavrà. Abbiamo adesso il Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze e a lei potremo chiedere di trovare delle risorse per l’opera di cui le parlerò a breve. Sarà importante che ci siano sia il Sottosegretario di Stato che il Commissario alla ricostruzione, ci sarà la possibilità di discutere con loro, ma serve necessariamente un cofinanziamento, cosa che era stata chiesta sia dai Comuni di Castel di Lama e di Ascoli Piceno, ma soprattutto dalla Provincia di Ascoli Piceno perché questa opera è il Ponte dell’Ancaranese, un ponte sul fiume Tronto, carrabile, che unisce la sponda ascolana con la sponda teramana ed è importantissimo perché collega tutta la viabilità, anche quella della zona industriale del Consorzio di industrializzazione. Essendo un ponte che è a metà di proprietà di due Regioni ha necessità di una concertazione, che il Commissario alla ricostruzione si era proposto di fare e di mettere anche dei soldi perché il ponte ha subìto dei danni con il terremoto, risorse anche a valere sui fondi del sisma.
Quindi, oggi chiedo di poter mettere delle risorse come contributo straordinario alla Povincia di Ascoli Piceno per la realizzazione del Ponte sull’Ancaranese, sapendo bene che questi 2,8 milioni non sono sufficienti, ma potranno essere …, vista questa congiuntura che dai media leggo perché il Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze è stata nominata con decreto pubblicato il 24 dicembre, quindi è cosa certa, ed i media e i social media dicono anche che ci sarà come Commissario alla ricostruzione l’ex Assessore al bilancio, quindi credo che la nostra azione sarà essere semplificata rispetto a questi interventi.
Mi auguro che questo emendamento venga approvato e che sia un cofinanziamento che possa essere utile a finanziare l'intera opera che si aggira intorno ai 9/10 milioni di euro, ed è di fondamentale importanza.
Sono andata contro i miei principi, chiedo scusa anche ai colleghi, che mi vedono contraria alla tabella E, però in questo caso c'è un'emergenza territoriale che è stata urlata e richiesta e che potrebbe essere risolta con l'accoglimento di questo emendamento, che è il 2/20/1.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho presentato alcuni emendamenti che fanno riferimento un po’ ai temi che ho posto in primo piano in vari Consigli regionali con alcuni atti di cui sono stata prima firmataria (interrogazioni e mozioni).
Partirei proprio dall’emendamento 2/1 che fa riferimento al problema delle rette dei nidi, che nelle Marche sono le più alte d'Italia per cui le famiglie hanno la compartecipazione in assoluto più alta. Un bambino o una bambina iscritto al nido costa in media 1.140 euro nelle Marche e la metà viene sostenuta dall’ente gestore del nido, mi sembra quindi una priorità intervenire ed è per questo che con un emendamento abbiamo chiesto 900.000 euro per una compartecipazione Stato-Regione per la gestione dei Poli educazione istruzione 0/6 anni del programma “Buona scuola”. Dove ho reperito queste risorse? Ho cercato di limarle in diverse voci del bilancio, dove mi sembrava che ci fossero degli stanziamenti quasi superflui, oserei dire, in particolare per stanziamenti che molto spesso sono dovuti per bandi pubblici, valorizzazione dei prodotti tipici, contributi straordinari per progetti di attività ludico ricreativa non meglio definiti, contributi per il finanziamento e l’attività della Fondazione Marche Cultura, che purtroppo negli ultimi mesi è stata lasciata in stand by, trasferimenti per i servizi in convenzione con la Camera di Commercio, non meglio definiti anche questi, mentre mi sembra davvero una priorità che questa Giunta ponga in primo piano l’abbassamento delle rette dei nidi.
I dati evidenziano infatti che le Marche dopo la Basilicata sono la regione dove le famiglie partecipano di più alla spesa complessiva per i nidi, come ho detto, con il 28,8% della compartecipazione, a differenza delle altre Regioni le Marche non hanno nessuna politica di sostegno economico, basti ricordare che ad oggi la Regione riceve dallo Stato 6 milioni di euro per le annualità 2021/2022/2023 a questi si aggiungono 1,5 milioni di euro corrispondenti al 25% del fondo assegnato dalla Giunta, come stabilito da una delibera di Giunta di qualche settimana fa.
Questo è stato sbandierato come un grande risultato in realtà e solo il minimo, il 25%, dovuto proprio per legge, quindi è necessario che questo stanziamento sia elevato almeno al 33%, come chiedo con l’emendamento 2/1.
Altro tema importante di cui sono stata promotrice in Consiglio regionale è quello relativo agli screening mammografici. E’ stata approvata lo scorso mese di febbraio all'unanimità una mozione, che anche noi abbiamo condiviso, per l’ampliamento delle fasce di età delle donne aventi diritto allo screening gratuito. E’ stata ampliata la fascia come avviene in altre Regioni, consentendo alle donne dai 40 anni in poi di essere convocate, chiamate (prima si poteva accedere solo dopo i 49 anni), tuttavia non è stato dato alcun seguito a questa mozione approvata all’unanimità e non ci sono le risorse nel bilancio per fare in modo che il personale medico possa aumentare gli screening in quanto si calcola che almeno una fascia di età di circa 10 anni in più di donne ne avrà diritto, non è stato fatto nel 2022, non è previsto nemmeno per il 2023. In questo caso, per quella che abbiamo voluto definire una fase di sperimentazione, propongo con il mio emendamento all’articolo un fondo per la sperimentazione dell'ampliamento delle fasce 40/49 anni e 70/74 anni, come previsto dalla mozione, di 750.000 euro, che abbiamo reperito anche qui in diverse voci del bilancio dove effettivamente si potevano limare perché in molti casi le definirei quasi delle mancette.
Altro punto fondamentale su cui mi voglio soffermare è quello relativo alla medicina di genere, in questo caso con l’emendamento 2/33 chiedo di istituire un fondo per il recepimento e il potenziamento del piano per l'applicazione e la diffusione della medicina di genere, già prevista all’articolo 3 della legge 3/2018. Non è stato messo nulla nel bilancio, quindi chiediamo in questo caso di stanziare almeno 250.000 euro, che sono reperiti tra circa 10 voci che ho trovato nel bilancio, una in particolare mi ha colpito: 60.000 euro contributi per iniziative di carattere rilevante, rilevante per chi? Per cosa? Come? Non è dato sapersi e non è stato chiarito, addirittura ci sono spese per la realizzazione di alcuni incarichi professionali, 50.000 euro, spese per partecipazione organizzazione manifestazioni e convegni relazioni pubbliche, pubblicità nel settore attività produttive non meglio identificate, insomma una serie di voci nel bilancio in cui è necessario intervenire e magari trasferirle al potenziamento della medicina di genere.
Vado a terminare con gli ultimi due emendamenti uno che ripropongo, purtroppo in passato non era stato accolto, relativo al sostegno delle Guardie ecologiche volontarie con uno stanziamento di soli 50.000 euro alla voce tutela e valorizzazione e recupero ambientale. Potremmo dar modo alle Guardie ecologiche volontarie, riconosciute da una legge regionale, di intervenire in un settore fondamentale. L’ultima alluvione che ha devastato il nostro territorio ha dimostrato ancora una volta la necessità di controlli capillari su cui anche le Guardie ecologiche volontarie hanno un ruolo indispensabile, eppure a tutt’oggi non hanno nemmeno le risorse per la benzina per i propri mezzi.
Infine, mi rivolgo al neo Assessore al bilancio, ripropongo un emendamento che riguarda le risorse per le fusioni dei Comuni, Assessore, io ero rimasta in sospeso con una promessa del suo predecessore, che aveva garantito che avrebbe rivisto gli stanziamenti per le fusioni dei Comuni, cosa che non è mai stata fatta, quindi la invito a farsene carico ed oggi con un emendamento all’articolo 2 chiedo di stanziare 50.000 euro. Il suo predecessore con me aveva ammesso di avere rivisto in modo inadeguato e poco equilibrato gli stanziamenti per le fusioni, tanto che i nuovi criteri decisi penalizzavano i Comuni a tal punto che Fiastra con 640 abitanti aveva lo stesso contributo dalla Regione di Vallefoglia che ha 16.000 abitanti, penalizzati anche tanti altri Comuni come Sassocorvaro, Auditore. 8 sono in tutto le fusioni nella nostra regione: Colli al Metauro, Sassocorvaro e Auditore, Terre Roveresche, Tre Castelli, Valfornace e Vallefoglia, tutti penalizzati con i nuovi criteri a discapito dei Comuni più piccoli, quindi mi auguro che questi emendamenti possano essere accolti.
Infine, non ho presentato un emendamento ad hoc sul caro energia perché è stato fatto dai miei colleghi, quindi mi auguro che venga accolto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Da parte mia due emendamenti, il 2/9 e il 2/25.
Il primo attiene ad un incremento del fondo per i lavori del Palasport di Fabriano, era previsto un fondo di 500.000 euro per il 2023, con questo emendamento chiedo di incrementarlo di ulteriori 250.000 euro sottraendoli dal finanziamento del Palasport di Montegranaro, per cui era previsto un finanziamento di 1 milione di euro, cosicchè entrambe le strutture sportive possono avere un finanziamento complessivo di 750.000 euro. Credo che sia una cosa equa e giusta.
Per quanto concerne il secondo emendamento si tratta di una proposta di contributo straordinario all'Associazione Gruppo Solidarietà (GruSol) per l'attività del centro documentazione delle politiche sociali. E’ un'importante associazione che opera dagli anni ’80 a Maiolati, i Consiglieri credo che la conoscano perché spesso scrive a tutti noi proposte di interrogazioni, lettere, sollecitazioni molto interessanti. Da questo punto di vista so che ha avuto assicurazioni anche dai Consiglieri della maggioranza di un sostegno economico in questa legge di stabilità, propongo l’inserimento a bilancio per il 2023 di 10.000 euro, già in passato questo Gruppo di solidarietà è stato sostenuto per l’attività di promozione, informazione, formazione, in particolar modo per quanto riguarda le persone non autosufficienti, le fragilità in genere. E’ un punto di riferimento fondamentale per tutti gli operatori del sociale, le associazioni, gli ambiti sociali ed ha un centro di documentazione di altissimo livello. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. I miei emendamenti sono tre, ma prima non posso non sottolineare ancora una volta la sconfitta attraverso la tabella E della programmazione. Invito l'Assessore a guardare bene i contenuti di questa tabella, ci sono investimenti di qualche migliaio di euro che riguardano Comuni, non sto evidentemente ad indicarli, che stanno necessariamente dentro la gestione comunale, non è pensabile dare 3.000 euro, 5.000 euro per una statua o per un'altra, quello che sollecito è un intervento che da questo punto di vista tenga conto della serietà perché davvero è la negazione della programmazione.
I tre interventi che propongo come emendamenti insieme ad altri Consiglieri sono: il 2/3 che riguarda un intervento che vale 4 milioni di euro e che attiene all’importantissimo investimento che ha fatto l'Accademia di Belle Arti di Macerata, che è in fortissima espansione dal punto di vista dei servizi e soprattutto degli studenti, che ha investito all'interno della città acquisendo un importante stabile storico. Questo investimento ovviamente non copre la manutenzione che oggi è quantificata in circa 8 milioni, credo che la Regione, sempre nell’indirizzo, sempre aderendo alla filosofia di valorizzare strutture così importanti dal punto di vista culturale, possa contribuire per una cifra di 4 milioni di euro, che verrebbe articolata su due annualità: il 2023 per 1,5 milioni e il 2024 per 2,5 milioni e verrebbe attinta dal contributo per la realizzazione di ciclovie di interesse regionale del Metauro, annualità del 2024, credo che sarebbe un segnale importante per la città e soprattutto un riconoscimento ad una struttura, ad una ente di alta formazione, come l'Accademia.
Il secondo emendamento, collegato a quello che avevo presentato nel Defr, riguarda la piantumazione degli alberi, è un intervento di 1,5 milioni, articolato su tre annualità 2023, 2024, 2025, 500.000 euro per ogni anno, e vengono ridotti, in maniera correlata, dalle spese per gli interventi di realizzazione e manutenzioni opere idrauliche. C'è una connessione rispetto all'insieme, alla quantità significativa dell'investimento sulle manutenzioni idrauliche, che ovviamente ha una connessione particolarmente importante.
Il terzo emendamento riguarda l'ospedale di Macerata, l'Assessore Saltamartini continua ad affermare, direi in maniera non corretta, che c'è un progetto e che ci sono dei fondi. Assessore, lei sa meglio di me che non c'è un progetto e non ci sono fondi, per il progetto deve ancora essere scelto il progettista attraverso il bando, dopo la scelta del progettista ci sarà la necessità della progettazione e poi, come voi avete scelto, il tempo dell'appalto integrato. Quindi, da questo punto di vista ho individuato 79.500.000 euro, che sono le risorse riguardanti l'ospedale in aggiunta ai 60 milioni che attualmente esistono, ovviamente gli importi sono riferiti al masterplan dell'edilizia sanitaria che l'Assessore Baldelli ci ha rilasciato a febbraio 2022. Lì la programmazione, diciamo la quantificazione valeva circa 140 milioni, noi andiamo ad attingere rispetto a queste cifre:
- su due investimenti, uno riguarda il parcheggio a servizio dell’ospedale di Torrette, che andrebbe nel 2024, l’altro sempre per Torrette e sempre nel 2024 di altri 4 milioni, sarebbero 5 milioni complessivi;
- sulla realizzazione della intervalliva Macerata-Villa Potenza, che voi avete collocato nel 2025. Sapete meglio di me che quella infrastruttura non sarà mai realizzata, quindi siamo andati ad attingere su quel cespite per quanto riguarda la questione riconducibile al territorio maceratese;
- sulle risorse destinate al Salesi ed all’Inrca. Nel masterplan dell’Assessore Baldelli i maggiori costi per Salesi e Inrca ammontano a circa 47 milioni circa, complessivamente nel bilancio per queste due infrastrutture sanitarie ci sono, nella tabella E, 110 milioni, non si riesce a capire a quale ragione. Quindi, senza togliere nulla rispetto a quella che è la previsione del masterplan, il residuo, cioè i 50 milioni, è attinto lì.
Credo che sarebbe un segnale importante per tre significativi interventi che riguardano ovviamente gli istituti formativi superiori, l'ambiente e ovviamente l'edilizia sanitaria.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Faccio riferimento all’emendamento 2/10, ovviamente quasi come pretesto perché se dovessero essere accolti, come spero, gli emendamenti che sono stati illustrati dal Consigliere Cesetti e recuperati anche dall’intervento della Consigliera Ruggeri, questo emendamento sarei disponibile a ritirarlo.
Quello che sta accadendo oggi rispetto all’utilizzo della tabella E è veramente imbarazzante per tutti, queste risorse, con una ripartizione tra l’altro nemmeno equa, che ad ogni Consigliere vengono accreditate tramite l'emendamento penso che sia una cosa che non si è mai vista perché, come ha ricordato prima il Consigliere Cesetti, è stato elemento di dibattito in quest’Aula, la tabella C aveva un suo valore, riconosceva al territorio una serie di esigenze che normalmente transitavano attraverso i Consiglieri e poi arrivavano dentro un quadro complessivo della proposta di Giunta che veniva sottoposta al Consiglio. Questa volta invece vengono certificate le risorse assegnate, Assessore sono certificate perché quando un Consigliere presenta l’emendamento fino al concorrere della cifra propria assegnata, 80.000 euro - sono individuabili: di Anna Casini che fa l’emendamento, di Manuela Bora, di Mangialardi – e per 80.000 euro quegli emendamenti verranno accolti. Capisce che è una cosa oltremodo imbarazzante.
Il Consigliere Cesetti dice non è responsabilità sua, però questo fatto accade in questo bilancio su una proposta che arriva in Consiglio. So che serve anche per tenere abbastanza tranquilla la maggioranza perché ognuno dei Consiglieri può rispondere al territorio, quindi si sente appagato non del lavoro complessivo che fa all’interno di questa assise, ma da una protezione territoriale che qualche volta ha una finalità almeno di comunità, mentre altre volte sono prevende puntuali. Se parliamo di 1.000 euro, 2.000 euro, 5.000 euro sono prebende puntuali. Lei non c'era quando ci prendevamo tutte le sottolineature da parte dei Consiglieri che ringraziavano il Presidente Acquaroli per aver cancellato la tabella C e aver riportato un percorso di normalità all'interno della gestione del bilancio regionale. Se poi andiamo a vedere dove sono state sottratte le risorse questo fa ancora più alterare perché sono state tolte alla sanità, era una osservazione, lo abbiamo detto a più voci in questa giornata, la risposta al Ministero della sanità rispetto alla l.r. 19, che aveva dei limiti che dovevano essere compensati e lei giustamente, forse ascoltando gli uffici, ha riproposto nell'articolo 3 1,4 milioni di euro in parte straordinaria e circa 800 mila. 1,4 milioni di euro passano a 500 euro, lo dovete raccontare fuori che servono per le prebende, lo dovete raccontare fuori, poi non è il problema di Passatempo, qui è tutto un Passatempo distribuito sul territorio attraverso un emendamento che ha nome e cognome, per questo chiedo il voto per appello nominale.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Per illustrare gli emendamenti. Il primo, che riguarda il contributo di 35.000 euro all'Università Politecnica delle Marche, non fa altro che raccogliere la richiesta inviata da quest'ultima a tutto il Consiglio regionale, ancora prima in realtà agli Assessori competenti, affinché venga dato seguito ad un interessantissimo progetto nato e pensato a seguito dei recenti eventi alluvionali che, insieme alla suscettibilità e al rischio idrogeologico che caratterizzano la regione Marche, hanno nuovamente spostato l'attenzione sulla necessità di interventi a tutela del territorio.
In particolare il progetto denominato “Linee guida sulla gestione di suoli medio alto collinari marchigiani per la riduzione di fenomeni degradativi del suolo e conseguente impatto sulle zone costiere” ha lo scopo di individuare buone pratiche di tutela dei suoli agrari nella zona medio alta collinare della regione Marche, finalizzate alla riduzione di fenomeni degradativi del suolo e del conseguente impatto che queste pratiche potrebbero avere nelle aree costiere in occasione di eventi intensi.
In particolare questo progetto prevede l'individuazione di un’area pilota appartenente ad un sottobacino idrografico che per condizioni naturali antropiche abbia elementi di interazione tra attività umana e processi degradativi del suolo oggetto di studio, le caratteristiche topografiche di gestione dell’area individuata sono note a tutti i Consiglieri, che hanno già ricevuto dall'Università Politecnica nelle Marche un breve sunto delle caratteristiche. Anche Legambiente Marche ha aderito a questo progetto che è davvero molto interessante se si considera che il controllo dei processi degradativi del suolo ha un impatto diretto sulla tutela e sulla conservazione di queste risorse, ma anche effetti importanti sul controllo della qualità delle acque del bacino che confluiscono in mare.
Per la sua realizzazione sono necessari 35.000 euro, importo se vogliamo esiguo, soprattutto se vengono considerati i possibili vantaggi futuri. A copertura di questo importo abbiamo pensato di ridurre le risorse iscritte a carico del capitolo di spesa per la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e per la pulizia delle acque, quindi un capitolo assolutamente congruo.
L’altro emendamento invece è il byke ospitality ed è pensato in una logica di sostegno a favore della mobilità dolce, nella piena consapevolezza che il mercato del turismo in bicicletta sta sempre più prendendo piede. Il sostegno a questo tipo di progetti lo abbiamo ascoltato anche oggi in occasione della discussione del Defr, ma lo ascoltiamo anche spesso per bocca di tanti Assessori della Giunta Acquaroli, che si riempiono la bocca di queste parole. E’ l'occasione questa per dimostrare che davvero si vuole sostenere progetti che di fatto facilitano l’ingresso nelle strutture ricettive, nel mondo della Federazione ciclistica italiana, al fine di ottenere la qualifica di byke ospitality approvata dalla Federazione stessa. Per la sua prosecuzione, soprattutto implementazione, sono necessari circa 30.000 euro che con questo emendamento abbiamo pensato di prelevare dal fondo per l'attività di promozione turistica con le società sportive, in una logica anche qui di coerenza con la finalità del fondo stesso, anche a vantaggio di tutto il sistema turistico delle Marche.
Infine, ma non meno importante, c'è un emendamento che arriva dopo una serie di tentativi di dialogo purtroppo tutti miseramente falliti, attivati fin dall'inizio della legislatura nei confronti della maggioranza e volti ad impegnare la Giunta a riscrivere a bilancio le risorse necessarie per l'attuazione del Patto dei Sindaci delle Marche, tentativi dicevo, tutti caduti nel vuoto. Non vedo qui il neo Assessore Antonini a cui vorrei rivolgere un'ulteriore richiesta di dialogo, quel progetto aveva riscosso dei grandi frutti in passato ed era portato portava avanti Svim, ora Svem. In quest’ottica abbiamo predisposto un emendamento che prevede una dotazione finanziaria di 150.000 euro da inserire in tabella E, potrebbe sembrare oneroso come emendamento, in realtà è uno stanziamento parecchio inferiore rispetto ai 270.000 euro stanziati nella scorsa legislatura e che la Giunta Acquaroli, in particolare l’ex Vicepresidente, immediatamente cancellò dal bilancio.
Confido nel voto determinato e favorevole dei Consiglieri tutti, in particolar modo di quelli di maggioranza perché approvando questo emendamento, reintegrando queste risorse nella manovre di bilancio, potremo insieme dare un segnale concreto di attenzione a temi tanto fondamentali per il futuro dei nostri figli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Lupini.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Per illustrare l'emendamento che è una proposta che riguarda le politiche sociali ed in particolare i progetti sperimentali rispetto alla disabilità.
Credo che la legge 18 dovrebbe essere sempre rimpolpata e rifinanziata ogni anno, ma questo mio suggerimento, questa mia sollecitazione va a sostegno dei tanti progetti sperimentali che hanno dato ottimi risultati, ottimi frutti nei territori regionali che rischiano di non avere sufficienti risorse per proseguire il loro lavoro.
Un lavoro che parla di inclusione sociale come secondo noi dovrebbe essere intesa, attraverso costruzione di percorsi lavorativi, di veri progetti che vanno a sostenere l'autonomia delle persone con disabilità, che sono in grado di entrare in tali sperimentazioni, quindi per fare questo, ringrazio anche gli uffici per il sostegno nella costruzione, ho pensato di proporre una cifra che sicuramente non è esaustiva, ma è un segnale di sostegno a coloro che finora si sono dovuti un po’ arrangiare con le risorse presenti per il sociale e per l'inclusione sociale. Invece con questa cifra mi auguro che, non solo sarà votata oggi da tutti i colleghi Consiglieri, ma appoggiata anche dall'Assessore e rimpolpata in avanti proprio, più soggetti possibili potranno nel territorio regionale seguire magari anche una pista già tracciata di buone prassi da replicare nel prossimo futuro.
Questo è il mio suggerimento, andare a finanziare con 40.000 euro gli oneri di funzionamento del Centro regionale di ricerca e documentazione sulle disabilità della legge regionale 18, che va proprio a parlare di disabilità in modo più ampio, quindi, prendendo queste risorse e aggiungendole al fondo di riserva delle spese obbligatorie, chiedo il sostegno dell'Aula per quei progetti non solo che verranno costruiti …, ci auguriamo, nel tempo sempre di più perché questo è un po’ il futuro dell’inclusione sociale che va non solo integrata con gli interventi sanitari.
In questa Aula più e più volte abbiamo parlato di integrazione socio-sanitaria e alcuni di questi progetti che tutti conosciamo sono dei veri esempi di buona pratica di integrazione socio-sanitaria e di inclusione sociale, questa è la mia sollecitazione all'Aula rispetto alla proposta di legge n. 157. Grazie.

PRESIDENTE. Subemendamento 2/1/1 a firma della Consigliera Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/1 a firma dei Consiglieri Vitri, Biancani. Decaduto perché dichiarato inammissibile.

Emendamento 2/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Noi sottoscrittori di questo emendamento voteremo a favore.
Come ho detto questo è un fondo per contributi ai Comuni per manutenzioni straordinarie di edifici scolastici di 1.833.000 euro, la cui copertura è presa dai contributi puntuali della tabella E, poi ci sarà l’emendamento, quello normativo, che assegna alla Giunta la possibilità di dare questi contributi, però sulla base di criteri predefiniti e sentita la Commissione consiliare.
Credo, come ho detto prima, che sia un atto di giustizia per salvaguardare i principi di legalità, di imparzialità e di buon andamento, affinché ogni Comune venga messo nella condizione di poter attinge a questo fondo coerentemente con altri. Faranno le domande, la Giunta stabilirà i criteri, poi le risorse saranno assegnate. La Commissione, come è giusto che sia, darà il suo parere.
A me non sfugge che queste risorse comunque sono arrivate anche su indicazione dei Consiglieri regionali di maggioranza e credo che sia una cosa giusta che nella tabella E si immetti un metodo accettabile, se vogliamo anche innovativo, che salvaguardia i principi basilari nella gestione della cosa pubblica.
Come vede la copertura di questo emendamento di 1.833.000 euro, ripeto, per fondi a tutti i Comuni marchigiani, non soltanto ad alcuni, viene presa dove? Ad esempio dal contributo al Comune di Vallefoglia, di cui il Sindaco è un mio carissimo amico, ma è giusto che parteci come tutti gli altri; dal contributo straordinario per il Comune di Monte Grimano Terme; dai contributi sulla ventilazione; dal contributo al Comune di Maltignano e al Comune di Fabriano. Perché i contributi soltanto a questi Comuni quando ce ne sono altri 230? Mettiamo tutti nelle stesse condizioni.
Credo che sia un atto di giustizia che sarà ben accolto anche dai Comuni che magari hanno le stesse esigenze di questi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Penso di parlare a nome della maggioranza, questo emendamento va a modificare la tabella E, che è stata condivisa da tutta la maggioranza, quindi lo bocciamo.

PRESIDENTE. Emendamento 2/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/3 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli (2), Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/4 a firma del Consigliere Serfilippi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Questo è un emendamento sul quale la maggioranza voterà a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo contro, Presidente, perché prima la maggioranza ha condiviso il voto contrario ad un fondo che determinava giustizia sostanzialmente. Ripeto, legalità, imparzialità e buon andamento e guarda caso la maggioranza condivide l'emendamento del Consigliere Serfilippi, che tra l’altro è un amico che ho sempre apprezzato ed apprezzo molto, che era rimasto un po' fuori da quella singolare spartizione.
Assessore Brandoni, ci sono stati dei latori del gruppo di maggioranza … , questa partita spartitoria è stata proposta anche a noi attraverso la mia persona, ovviamente abbiamo detto di no.
Siccome il Consigliere Serfilippi era rimasto fuori ha pensato bene di mettere 50.000 euro per arrivare agli 80.000 euro per dare il contributo a chi? Alla Diocesi di Fano per interventi edilizi della Casa di comunità della Parrocchia di San Paolo al Vallato di Fano e sono stati tolti a chi? Al contributo straordinario per il Comune di Mombaroccio per la riqualificazione del Convento, quindi diciamo che tra frati e preti ci si intende. Per carità, io sono un cattolico quasi praticante, capisco, però questa è una roba che non si guarda, specialmente dopo che è stato respinto il nostro emendamento.
Voi mi dovete dire come questo emendamento soddisfa, ripeto, il requisito di legalità. Lo soddisfa perché ovviamente lo fate con legge, e chi vi dice nulla, sono io il primo a dire che con legge si può fare, però può essere sempre impugnata dal Governo o magari anche da qualcun altro perché una legge non può essere in violazione dell’articolo 81 della Costituzione, anche perché avete tolto le risorse dai fondi per le leggi che devono essere finanziate. Dove sta il requisito di imparzialità? Ditemelo voi! Dove sta il principio di buon andamento perché prima di finanziare i conventi - è vero che abbiamo il concordato - finanziate le scuole. Avete detto no al fondo che ho fatto io, volete finanziare prima le scuole, i contributi per la messa in sicurezza delle scuole? Dei fiumi? Delle infrastrutture pubbliche? Dopo magari i frati, quindi votiamo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Vorrei chiarire che il Consigliere Serfilippi ha già avuto i suoi 80.000 euro, sono nel sentiero ciclo pedonale Metauro/Arzilla, li ha avuti tutti.
Gli emendamenti che ha presentato in Aula sono gli stessi che gli sono stati bocciati in Commissione, allora mi sono detta tra me e me: vediamo cosa succede in Aula perché se glieli approvano abbiamo un candidato Sindaco in pectore, se glieli bocciano ancora non hanno scelto chi candidare a Sindaco a Fano. Quindi, colgo l’occasione per congratularmi con il Consigliere Serfilippi che secondo me sarà anche un buon candidato, come lo sarebbe stato 5 anni fa.
Detto questo, naturalmente spiegherò al Parroco della mia Parrocchia che è proprio il Vallato, il motivo per cui voterò contro questo emendamento dato che rientra in una logica, come ha detto giustamente oggi il Consigliere Serfilippi sul giornale, che come opposizione abbiamo rifiutato.
Personalmente l’ho detto in Commissione e l’ho fatto mettere a verbale, ne approfitto anche per dirlo qui, nessuno mai mi ha avvicinato, nessuno mai mi ha proposto spartizioni di alcun tipo, davano per scontato che il Movimento 5 Stelle non ci sarebbe stato e sono stati lungimiranti, perché mi piace fare le cose alla luce del sole. Gli emendamenti che secondo me sono importanti li ho fatti in trasparenza sia in Commissione che in Aula, li ho protocollati sono questi, verranno al 100% immagino tutti bocciati, non importa, me ne dispiace naturalmente, però lo facciamo alla luce del sole.
Ripeto, io ho chiesto solo finanziamenti di legge senza passaggi di nessun tipo in tabella E. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Solamente per tranquillizzare i colleghi dell'opposizione che questo emendamento non è frutto di maggiori richieste e mi dispiace che sia il PD che il Movimento 5 Stelle votino no a questo contributo, che di fatto già c'è in bilancio per la casa di comunità del Vallato, che è un impegno che la Giunta si è presa con l’assestamento di bilancio e visto che verrà inaugurata a breve è veramente un investimento molto importante per il territorio di Fano, per il quartiere del Vallato, non solo perché sarà a servizio di tutta la comunità. Al posto di erogarlo nel 2024 lo anticipiamo al 2023.
Stessa cosa per quanto riguarda il contributo straordinario al Comune di Mombaroccio per la riqualificazione del convento, che è un’altra opera importante che rimane finanziata completamente, quindi spostiamo solamente 50.000 euro dal 2023 al 2024, rimangono 250.000 euro sul 2023 e si aggiungono 50.000 euro sul 2024. E’ solamente uno storno di fondi, niente di più verso il Consigliere Serfilippi che non si candida a Sindaco di Fano.

PRESIDENTE. Emendamento 2/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, (3), Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Lupini, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

(3) Il Consigliere Ciccioli vota a favore dell’emendamento 2/4.

Emendamento 2/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Decaduto, quindi non viene messo in votazione.
L’approvazione dell’emendamento 2/4 fa decadere il 2/5.
Decade perché l’emendamento 2/4 prende 50.000 euro da Mombaroccio e toglie una quota parte dell’emendamento successivo con il quale le sue iniziative sono finanziate con l’emendamento di 200.000 euro di Mombaroccio.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Su questo ci dobbiamo mettere d’accordo, anche se non me ne dolgo più di tanto perché comunque verrà respinto, ma non è che con l’approvazione di un emendamento di 50.000 euro si può fare fuori un emendamento di 501.000, non mi sembra che questo sia possibile, quantomeno devo avere la possibilità di subemendare, quindi subemendo, altrimenti se facciamo così basta saperlo.
Il Vicepresidente Saltamartini annuisce perché capisce anche lui che non può essere, se facciamo così qui è finita con gli emendamenti, devo avere la possibilità quantomeno di subemendare.

PRESIDENTE. No, non c’è questa possibilità, glielo spiego, gli emendamenti sono stati presentati, quindi aveva la possibilità di subemendare nel termine che abbiamo dato delle ore 14,00.

Fabrizio CESETTI. Presidente, ma non potevo sapere che questo veniva approvato, mi consenta. A me la facoltà di subemendare mi deve essere concessa all’atto della detrazione della risorsa che copre il mio emendamento, sennò come faccio a saperlo, che vado a subemendare?

PRESIDENTE. No, la conoscenza secondo me deriva dal fatto che l’intervento della Chiesa di Fano deriva da quello di Mombaroccio, di cui lei o chiunque come Consigliere poteva prendere visione. Una volta appurato che poteva succedere questa cosa in via preventiva doveva inserire il subemendamento, che sarebbe scattato nel caso in cui l'emendamento 2/4 veniva approvato. Questa è la logica.

Fabrizio CESETTI. Presidente, se è così a questo punto non ci si lamenti se la prossima volta si fanno 3.000 emendamenti e si va in esercizio provvisorio perché questo non può essere! Questa si chiama tagliola, ma la cosiddetta tagliola che si applica anche in Parlamento ha un requisito diverso perché tu non puoi tagliare un mio emendamento da 500.000 con un emendamento da 50.000, non esiste una cosa di questo tipo. E quando lo so io? Se su ogni emendamento che si presume possa essere approvato ci deve essere un subemendamento qui non finiamo più, ma non finiamo più nell’economia dei lavori d’Aula. Poi, Presidente, io so bene che questo non è un problema perché basta dire “ammettiamolo” e poi lo respingete, però diventa una questione …
So bene che il mio emendamento non verrà approvato e ci sta perché c’è la logica e la forza dei numeri della maggioranza, ma non ci sta che il mio emendamento non venga messo ai voti perché un emendamento da 50.000 uccide uno di 500.000. Non può essere.

PRESIDENTE. Comprendo il suo ragionamento, sono sicuro di condividerlo vista la forza con cui l’ha spiegato ed anche il ragionamento che ci sta dietro, però la forma che prevede i termini per la presentazione di subemendamenti è legata al fatto di poter modificare gli emendamenti che già si conoscono, altrimenti verrebbe meno questa situazione e non potremo praticamente più valutarla se non avere in continuazione dei subemendamenti in funzione del fatto che magari un emendamento viene in parte stralciato anche se non completamente.
Mi riprometto con il Segretario generale per le prossime volte di valutare con più attenzione rispettando la forma e la sostanza che ci dà il Regolamento per quanto riguarda l’attuazione delle votazioni sui subemendamenti, ma di non procedere all’inserimento in questo momento di un subemendamento che sarebbe una deroga eccezionale che determinerebbe una voragine dal punto di vista del rispetto della formalità. Lo dico con il cuore cercando di comprendere …

Fabrizio CESETTI. Ripeto, ho promesso che non avrei fatto storie quest’anno, non farò storie, sono un uomo di parola, però questo non va bene.
Presidente, posso anche accettare il fatto che lei non deroghi, ma se è così doveva essere messo ai voti prima il mio emendamento perché, se vogliamo, il mio emendamento è più lontano rispetto a quello di Mombaroccio, quindi prima doveva essere votato il mio, lo respingevate e poi votavate quello del Consigliere Serfilippi. C'è anche questo tema perché se è così, se siamo d'accordo che il subemendamento deve essere fatto in quella prospettiva, lei deve essere d'accordo con me che si mette ai voti prima l'emendamento più lontano, e qual è l’emendamento più lontano? E’ l’emendamento che mette 500.000 euro rispetto a quello di 50.000, quindi, prima doveva essere messo ai voti questo, poi se veniva respinto, veniva messo ai voti quell’altro, questo è il punto.
Però, ripeto, non è un problema, tanto veniva respinto, non è un problema se così è, però è una questione di principio, io sono leale, il prossimo anno portatevi la branda.

PRESIDENTE. Grazie dell’intervento. Chiudo e non interveniamo più su questa fase, poi i suggerimenti che lei ha dato, anzi la posizione che lei ha dato diventerà suggerimento di valutazione, riflessione e tentativo di risoluzione anche di questo aspetto, cioè del subemendamento dell'ultimo momento determinato da una eventuale approvazione o reiezione dell'emendamento precedente. Segnalo però che è stato messo l'emendamento del Consigliere Serfilippi 2/4 perché va a forzare la missione 4, mentre l'emendamento 2/5 va a forzare la missione 5, che viene dopo, ecco la cronologia degli emendamenti.
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Se posso, Presidente, velocemente, per dire che mi sembra strano che nei tre anni precedenti non sia mai avvenuto un caso analogo, siamo sicuri che li abbiamo gestiti in questo modo? Non ho visto decadere un emendamento perché è stato approvato un emendamento precedente, io non ho memoria di un evento di questo tipo.

PRESIDENTE. Se non ci sono state contestazioni in passato … Porto solo la mia esperienza personale di Presidente della Commissione di bilancio alcuni anni fa e funzionava in questo modo e continua a funzionare in questo modo. In questo periodo non ci sono state contestazioni di sorta, o quanto meno a me non risulta, però le valutazioni, le proposte che ha fatto e che ha avanzato il Consigliere Cesetti saranno valutate e troveremo una formula che in qualche modo possa essere messa all'attenzione di tutti i Consiglieri affinché ci sia un termine ulteriore, immediato, prima delle votazioni o a seguito delle votazioni degli emendamenti. Voi capite che se apriamo adesso un termine per il subemendamento in ogni situazione dovremmo farlo, quindi la branda la dovremmo avere adesso, ma non è tanto avere la branda o meno, il rispetto degli atti non è legato al tempo che occorre per la loro discussione e votazione, quanto perché il Regolamento interno, da sempre interpretato, prevede la situazione che abbiamo attuato in questo momento.

Emendamento 2/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo su questo, ma mi rifaccio anche a prima. A parte che lei, Presidente, potrebbe dare per subemendato l’emendamento nella parte che è stata “coperta” dall’emendamento del Consigliere Serfilippi, per quanto riguarda il voto, se non si mette quello più lontano, ma faccio presente, me lo ha fatto notare la mia collaboratrice, che il mio emendamento è sulla missione 5.1, mentre l’emendamento del Consigliere Serfilippi è sulla missione 5.2, allora mi spiegate perché viene messo ai voti prima l’emendamento del Consigliere Serfilippi che è sulla missione 5.2 e dopo il mio che è sulla missione 5.1? Me lo dovete spiegare. Non è un problema e non è una minaccia, ci mancherebbe che io stia qui a fare minacce, ma se è così poi ve lo insegno io il Regolamento …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Ma quale orario! Si dà per subemendato per la parte coperta, Consigliere Serfilippi lo capisce anche lei …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Ma che granchio, lei può uccidere con un emendamento da 50.000 uno di 500.000?
Comunque ho finito, Presidente, non è un problema.
Questo emendamento stabilisce un fondo per contributi ai Comuni per interventi di attività culturali ed interventi diversi nel settore culturale.
Qui ci sono una infinità di marchette elettorali che sono il frutto del peccato e mi meraviglio di come il frutto del peccato possa essere messo a copertura di un’opera di bene quale un intervento su un convento di frati, voi date copertura per un intervento …

PRESIDENTE. Consigliere, fermiamoci e torniamo indietro perché sul rilievo ultimo che ha fatto lei ha ragione e gli uffici mi hanno detto che è così, quindi ricominciamo …

Fabrizio CESETTI. Mi capita sempre troppo spesso, Presidente, di aver ragione.

PRESIDENTE. Però deve ammettere che non siamo in una posizione irrigidita.

Fabrizio CESETTI. Questo le fa onore, ma non è un fatto di rigidità, è un fatto di legalità.

PRESIDENTE. Torniamo indietro e riprendiamo la situazione.
La missione che riguarda il suo emendamento precede la missione che riguarda l’emendamento del Consigliere Serfilippi, c’è stata una impostazione diversa e ci siamo accorti a seguito dell’insistenza, e qui si dimostra la ricerca della verità.
L’emendamento 2/4 del Consigliere Serfilippi rimane, non fa decadere l’emendamento 2/5, che diventa come fondo contributi ai Comuni per la tutela e la realizzazione di beni culturali di interesse storico non di 500.001 euro, ma di 450.001 perché è automaticamente subemendato per i 50.000 euro tolti dal contributo per Mombaroccio, va bene?

Fabrizio CESETTI. Quindi, la Presidenza accoglie il principio che dicevo io del subemendamento …

PRESIDENTE. Automaticamente non può essere, non perché la propone il Consigliere interessato, ma perché automaticamente l’importo economico non può essere quello.

Fabrizio CESETTI. E diciamo che questa conversione alla forza della ragione è stata determinata dal fatto che la mia collaboratrice si è accorta del tema della missione, va bene così.

PRESIDENTE. Torno a specificare, l’automatico stralcio è perché la sua missione precede la missione che interessa, quindi automaticamente …, non è in generale, voglio spiegare questo, la missione a cui lei attinge è una missione che precede quella che interessa l’emendamento del Consigliere Serfilippi.

Fabrizio CESETTI. Presidente, la ringrazio, però il punto è questo, se la mia collaboratrice non si fosse accorta di questo particolare ci sarebbe consolidato un principio sbagliato.

PRESIDENTE. Devo dire, a difesa della democraticità del Consiglio regionale, che abbiamo discusso mezz'ora proprio perché nessuno era convinto delle proprie posizioni o lo era in maniera ostinata. Anche lei, pur avendo reclamato il principio, aveva accettato una decisione che sarebbe stata sbagliata da parte del sottoscritto, altrettanto quando è arrivata la collaboratrice a dire che effettivamente l'ultima impostazione, l'ultimo rilievo che aveva fatto era giusto, non ho, d'accordo con l’Ufficio di Presidenza, lesinato il ritorno indietro e aver capito che quello che diceva, quindi direi che è una sottolineatura della democrazia che si svolge in questo Consiglio regionale.

Emendamento 2/5. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI Subemendato a 400.001 euro.
A dimostrazione che il gruppo PD dispone di una squadra di collaboratori attenti e validi, anche se qualche volta, Assessore Brandoni, devono sottostare alle bizze dell’ex Assessore perché io sono un po’ …, però c’è anche questo, che diamo l’opportunità ai nostri collaboratori di dare il meglio di loro, cosa che non gli sarebbe possibile se non ci fossimo noi.
Questo fondo è per contributi ai Comuni per interventi di tutela e realizzazione di beni di interesse culturale, anche qui li togliamo a diversi Comuni, anche qui li togliamo ai Padri Carmelitani, al Santuario, al Comune di Mombaroccio, Fermignano, sono tutti contributi per la valorizzazione dei beni culturali di interesse storico, che è un principio giusto, ci mancherebbe altro, però perché voi date questi giusti contributi soltanto ad alcuni a dispetto di altri? La giustizia vorrebbe, la legalità, l’imparzialità, il buon andamento, vorrebbe che ci fosse un fondo rispetto al quale tutti possano attingere sulla base di criteri predeterminati.
Tra l’altro vorrei ricordare, e lo ricordo all’Assessore così il prossimo anno si regolerà, che c'è anche una legge in questo senso per la valorizzazione dei beni di interesse storico culturale, c'è una legge che prioritariamente deve essere finanziata prima delle marchette elettorali perché, come ho detto prima, c'è un obbligo costituzionalmente previsto, quello che l'articolo 81 ci dice - e lo ribadisco, non per annoiarvi o perché mi piace ascoltarmi, ma lo ribadisco perché lo possa sentire il Governo quando valuterà questa legge – è che ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte, perché? Perché la legge di per sé è imparziale, è giusta e prevede criteri predeterminati sulla base dei quali tutti possono concorrere.
E allora perché voi togliete quelle risorse e le mettete puntuali e le date al Comune di Gabicce, al Convento dei Padri Carmelitani, a Mombaroccio, al Comune di Ostra, gli altri sono figli di un Dio minore? Perché non sono amici vostri? E’ giusto questo? Lo potete fare? Fatelo, ma ve ne assumete la responsabilità, votiamo a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Noi come gruppo di maggioranza votiamo contro perché va a toccare la tabella E che, come ripeto, è condivisa.
Si è scaldato molto il Consigliere Cesetti, però voglio ricordare che nella tabella C c’erano alcuni che erano figli di un Dio minore, andiamo a riprendere quella tabella ed è la stessa identica cosa, anche peggio.
E’ inutile fare la predica quando cinque anni fa avete fatto molto peggio, quindi noi votiamo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Penso che con questa storia “voi facevate peggio, noi stiamo facendo meglio, facciamo uguale, facciamo simile, però siamo più bravi, siamo stati votati, facciamo come ci pare”, sia ora di finirla, basta!
La tabella C l'abbiamo criticata tutti, penso che l'abbiano criticata anche i nostri Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle precedentemente. Loro, come ho fatto io, chiedevano i finanziamenti per le leggi e tramite la tabella A passavano, ma adesso questa tabella A, se permettete, dopo tutto il moralismo che ci avete fatto sopra, anche in questa Aula, è inaccettabile.
Apprezzo invece lo sforzo del Consigliere Cesetti che ha previsto tutti questi fondi perché questo è un esempio dei fondi che ha fatto lui, come mi sembra abbia fatto anche la Consigliera Vitri, allora, voterò favorevolmente l'emendamento proprio perché sono andati a limare la tabella E, che è inaccettabile e se volete continueremo a dirlo fino a notte fonda, visto che il Consigliere Cesetti ha deposto la bandiera della pace. Se volete andiamo avanti così per ore.
Non è accettabile la tabella E, la possiamo raccontare come vi pare, ma se volete ad ogni intervento ve lo ripeteremo e non è che è meglio di quella precedente, se va bene è uguale.

PRESIDENTE. Emendamento 2/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo, Presidente, è l’ennesimo fondo per contributi ai Comuni per interventi ed attività culturali, interventi diversi nel settore culturale.
Non ripeterò le stesse cose.
Innanzitutto facciamola finita con questa storia che la tabella C era la stessa cosa, primo non era così perché non è mai esistito nella mia gestione del bilancio che siano pervenuti emendamenti per oltre 1.700.000 euro e si sono tolte risorse dai fondi per le leggi, che sono obbligatorie per Costituzione, e si siano messe nelle marchette. Non è mai avvenuto, è sempre avvenuto che prevedeva i costi puntuali la Giunta, su indicazione degli uffici. Al precedente Assessore al bilancio che mi rimproverava il finanziamento al tirassegno di Montegiorgio gli dissi, e lo dico anche qui, a parte che a Montegiorgio c’era un Sindaco di centro-destra, che il tirassegno è di proprietà del demanio militare, del Ministero della difesa, quindi quella è la dimostrazione, e c’era la richiesta dell’ufficio, la richiesta del servizio competente, non la richiesta dei Frati francescani. Questa è la differenza!
Poi c’è un’altra cosa che voi avete detto tramite il capogruppo del Partito del Presidente: “La tabella C, grazie a Dio, il Presidente Acquaroli ha voluto abolirla, è una vicenda incredibile, al limite della contestazione penale e del traffico di influenze. Nella tabella C siamo al limite, se un magistrato avesse fatto delle indagini con le intercettazioni, che oggi si possono fare a posteriori, avrebbe potuto vedere le comunicazioni tra chi ha preso i soldi dalla tabella C con i contributi e chi li ha dati - queste sono parole del Consigliere Ciccioli - un magistrato potrebbe fare questo, qui si deduce un traffico di influenze”. Io non andrò dal magistrato, ma queste cose le devo dire. Quindi la Consigliera Marcozzi non può dire che noi facevamo peggio perché non facevamo le cose che diceva il Consigliere Ciccioli e che diceva a vostro nome, perché voi le avete votate, che non le avrebbe fatto più! Ha scomodato perfino Dio, “grazie a Dio il Presidente Acquaroli ha voluto abolirla” e oggi grazie ai frati del Consigliere Serfilippi la tabella C viene resuscitata per volontà del popolo del centro-destra. Complimenti! Consigliera Marcozzi, occhio a dire a me che io facevo quello che state facendo voi, perché io non ci vado da un magistrato, ma un magistrato mi può sempre ascoltare e può verificare se ci sono state telefonate su di me, con me telefonate non ci sono state quando davo i contributi con la tabella C, non so se la stessa cosa può essere detta da voi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Visto con un po’ di distacco questo dibattito, mi sento di fare alcune affermazioni: i numeri sono i numeri e sui numeri non si può …, il numero è quello. Nelle precedenti tabelle C ci furono 189 piccoli contributi dati qua e là, gestione Assessore Cesetti, questa volta, le ho contate, ci sono solo 21 piccole mancette, 21 contro 189, quindi la bilancia pesa forte sulla vecchia gestione, mentre è molto leggera su quella attuale, che pur potrebbe ridursi a zero.
Vedo però tante stranezze, per esempio le interpretazioni, sapete che l’interpretazione spesso è abusiva, la candidatura del Consigliere Serfilippi a Sindaco mi suggestiona, però mi suggestiona anche la possibile candidatura della Consigliera Ruggeri, che facendo dei sorrisini al PD potrebbe anche porsi come candidato Sindaco. Abbiamo tutta una serie di scenari imprevedibili, che giudico affascinanti.
Mi sento di dire che se nella percentuale del bilancio queste cose, che erano piuttosto pesanti, sono diventate lo 0,0004, cioè lo lo 0,4 per 10.000 del bilancio, siamo verso l’irrilevanza. Probabilmente questa maggioranza pecca nel non utilizzare questo strumento, che a mio parere è lo strumento della discrezionalità, deve essere mirato su grandi cose, questo mi sento di sottolinearlo, non su piccole cose, ma su grandi. Ognuno ha indirizzato qualche soldo da qualche parte, qualcuno è stato più bravo e più abile ed ha indirizzato due o tre contributi, altri più modesti, però sulle grandi cose no, sulle grandi cose se è discrezionale …, ma su un’opera pubblica, su un investimento, su un evento di grande rilevanza … Ci può stare che uno fa una mostra che è di rilevanza, non la mostra di un amico, o fa un’opera pubblica su una città o anche su un servizio alla città, questo secondo me non è disdicevole, ma è una cosa accettabile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Presidente, per chiarire con il Consigliere Cesetti, per quanto riguarda la tabella C sono molto chiara e corretta su questo.
Mai sono intervenuta sulla tabella C, non ho mai detto nulla, sulla tabella C io sono molto sincera, l’ho utilizzata perché arrivavano delle richieste. Nel 2019 la Diocesi di Fermo per la chiesetta di legno a Cresarola aveva bisogno di contributi, allora che cosa ho fatto? Ho parlato con l’ex Presidente e gli ho detto: “Presidente, guardi, hanno bisogno di queste risorse” e sono state date. Sulla tabella C non ho mai utilizzato la parola marchette, però ho detto che criticate la tabella E in cui ci sono spese per investimenti.
Non mi sono andata a vedere, a spulciare voce per voce la tabella C, ma non erano tutti investimenti, però, ripeto, ci tengo a precisare che la tabella C l’ho utilizzata per spese di investimento, come ho fatto per la tabella E, ma non ho mai utilizzato la parola marchette perché non mi appartiene e perché non è bello rinfacciare questo in Aula, anche perché non è assolutamente così, non lo credo, a volte ci sono le richieste dei Comuni e naturalmente il Consigliere se ne fa portavoce.

PRESIDENTE. Emendamento 2/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Prima di andare avanti, per non far salire la nostra esuberanza nelle opposizioni e trascendere anche in aspetti personali che potrebbe poi far interrompere o comunque farci deviare dal lavoro che stiamo svolgendo, prego di mantenerci tutti sugli argomenti, ovviamente con la libertà più ampia di esprimere le vostre posizioni.
A 20 secondi dal termine della dichiarazione vi richiamerò a chiudere, a 10 secondi oltre il termine stabilito da questo momento in poi, per forza, interromperò la possibilità di parlare, nel senso che non toglierò la parola, ma il collegamento con il microfono.
L’emendamento 2/7, erroneamente compreso nel pacchetto degli emendamenti alla proposta di legge 157 (legge di stabilità), è stato inserito nel pacchetto degli emendamenti alla proposta di legge 158 (bilancio) e classificato con il numero 2/01, quindi lo vedremo nella proposta di legge successiva.
Subemendamento 2/8/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, questo è un subemendamento in quanto mancava una copertura di 240.000 euro. E’ un fondo per contributi ai Comuni per interventi nello sport e tempo libero. E’ un fondo di 1.262.000 al quale tutti possono attingere in condizioni di parità e sulla base di criteri predeterminati e predefiniti, anche qui per soddisfare i criteri di imparzialità, legalità e buon andamento.
Dove vengono prese queste risorse? E’ un fondo a cui tutti devono partecipare. Per quale motivo si danno dei contributi al Comune di Osimo, dove c’è una amministrazione di centro-sinistra, di 200.000 euro per una struttura geotecnica sportiva, di 65.000 per la manutenzione e messa in sicurezza di un impianto sportivo denominato Skatepark, un contributo straordinario di 80.000 euro per la famosa realizzazione della copertura della struttura sportiva adibita al gioco delle bocce sita in frazione Passatempo. Sono 345.000 euro al Comune di Osimo, io li ho tolti per metterli nel fondo, come ho tolto al Comune di Porto San Giorgio, al Comune di Capodarco compartecipazione per il premio di Capodarco – questo lo chiamo l’emendamento XY – al Comune di Porto San Giorgio, al Comune di Fermo e via dicendo.
Qual è la differenza, Presidente? Certo, lo facevo anch'io, ma a me non mi inseguivano le parole, mentre le parole del Consigliere Ciccioli lo inseguiranno da qui in avanti ed inseguiranno tutti voi perché io vi chiederò con atti ispettivi - sapete quanto stimi ed apprezzi tutti, siamo amici – se è vero quello che ha detto il Consigliere Ciccioli, perché nessuno potrà dire - io facevo la tabella C, la utilizzavo - che c’è stata una telefonata tra me ed un percettore di contributi, nessuno lo potrà dire.

PRESIDENTE. Subemendamento 2/8/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi.
Astenuti: Lupini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Inammissibile.

Emendamento 2/9 a firma del Consigliere Mastrovincenzo. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. L’ho illustrato prima, si tratta di riequilibrare spese di contributi per lavori ai Palasport. 1 milione di euro è previsto per il Palasport di Montegranaro, 500.000 euro per quello di Fabriano, nella proposta riequilibrio a 750.000 il contributo sia per Fabriano che per Montegranaro, sottraendo 250.000 euro al contributo per il Palasport di Montegranaro per portarlo a quello di Fabriano. Credo che sia un fatto di equità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti (in dissenso dal gruppo di appartenenza).

Fabrizio CESETTI. Voto contro questo emendamento. Il Consigliere Mastrovincenzo lo sa, di lui ho anche apprezzato la lungimiranza, che per carità dal suo punto di vista … Perché non posso votare questo emendamento? Semplice, per la stessa logica, perché è un emendamento puntuale che tra l'altro va a togliere, secondo lui per un riequilibrio che c’è nel ragionamento, al Palasport di Montegranaro. Qualcuno dira: “Perché a Montegranaro …? Io l’ho tolti prima a Fermo, a Porto San Giorgio, perché secondo me a Montegranaro non vanno tolti? E’ semplice, lì c’è una amministrazione di centro-destra, il Palasport di Montegranaro venne deciso tre anni fa sotto la gestione della precedente Giunta e si decise d'accordo con il Comune di finanziare, insieme al Comune, la realizzazione di quel Palasport, che era iniziata tempo fa, che doveva essere completato. Oggi questa amministrazione mettendo le risorse, in questo caso giustamente in tabella E, completa quell’intervento che non si può lasciare a metà, tutto qui. E’ solo questo il motivo per cui voto contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 2/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Ausili, Bilò, Cancellieri, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/10 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Su questo emendamento per coerenza, anche se è del mio capogruppo e dei miei colleghi, devo votare contro, anche se capisco che di fronte a un'infinità di interventi puntuali, che avete fatto voi, possa essere un’esigenza, però per coerenza voto contro perché avevo previsto un fondo in cui dovevano confluire tutte le risorse adibite a spazi pubblici, quindi per coerenza devo votare contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per spiegare la ratio dell'espressione dei miei voti e non interverrò più. Lo spiego adesso come l’ho spiegato in Commissione. Per quanto riguarda gli emendamenti puntuali in tabella E dell’opposizione anche in Commissione mi sono sempre astenuta e continuerò a farlo in Aula perché a mio avviso sono delle provocazioni, io le interpreto in questo modo, sono emendamenti che non hanno speranza di passare, per cui anche se non mi piace per niente l'utilizzo della tabella E in questo caso specifico il mio voto sarà un'astensione, mentre è stata una bocciatura di quelli di maggioranza in quanto lì c'era una finalità del tutto diversa. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 2/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/11 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente, Io capisco, però per coerenza con la mia coscienza e con le mie azioni non posso neanche essere scalfito dalla provocazione.
Anche in questo emendamento si stabilisce un fondo consistente di 634.000 euro per contributi ai Comuni per attività di promozione turistica, per tutti i Comuni. Giusti sono questi contributi che voi avete previsto, ma non possono essere dati agli amici politici, devono essere dati sulla base di criteri predeterminati. Dove trovo la copertura? La copertura di 634.000 euro sull’annualità 2023, 250.000 euro sull’annualità 2024. Qui vengono previsti al Comune di Apecchio 50.000 euro, a Montegiorgio 40.000 euro, vedete lo tolgo anche al Comune Montegiorgio, c’è il Convento ex Sant’Agostino, il Parroco è un mio carissimo amico, tra l’altro una persona eccezionale, però dev'essere fatto un fondo dove tutti quanti possono attingere.
Ricordo che a quel Parroco anch'io detti un contributo di 20/30 mila euro con la tabella C, ma era per la realizzazione di un ascensore per abbattere le cosiddette barriere architettoniche, con una logica diversa, partita da una richiesta dell’ufficio. Venne dato quel contributo in tabella C, ma non in questo modo, quindi lo tolgo anche lì.
Tutti contributi puntuali per fare un fondo straordinario per contributi ai Comuni all’interno del quale tutti possono attingere e quindi ci attinge anche il Comune di Montegiorgio, come il Comune di Civitanova Marche e via dicendo, sulla base di criteri predeterminati.
Credo che sia una cosa giusta, le risorse sono quelle, non le vado a togliere da un’altra parte.

PRESIDENTE. Emendamento 2/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/12 a firma dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui voto contrario per coerenza con quello che ho detto fino adesso, non posso fare diversamente.

PRESIDENTE. Emendamento 2/12. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Cesetti, Ciccioli, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/13 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.


Fabrizio CESETTI. Anche questo, Presidente, è un fondo per contributi ai Comuni per la realizzazione degli spazi pubblici. Poc'anzi ho votato contro un emendamento a firma dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini per coerenza con quello che ho sempre detto, la mia coscienza e le mie azioni. Vedete, se c'era quel fondo, se voi votaste questo emendamento, legittimanente questo contributo richiesto con l’emendamento bocciato confluirebbe lì, perché si tratta della realizzazione di un parcheggio e io prevedo un fondo per contributi ai Comuni per attività di promozione turistica, quindi il torto che mi avete costretto a fare ai miei colleghi del gruppo, lo potete emendare votando questo emendamento di modo che il parcheggio Nazario Sauro al Comune di Agugliano possa competere all’interno di questo fondo perché si tratta di un fondo per spazi pubblici.
Questo è il motivo per cui raccomando l'approvazione di questo emendamento e tra l’altro la copertura, Presidente, anche qui voglio dirlo, è un fondo importante di 290.000 euro e si prendono 20.000 dal Comune di Fermignano per riqualificazione di un’area pubblica, 10.000 euro dal Comune di Belvedere Ostrense per la riqualificazione dei giardini e della scalinata pubblica, non si capisce cosa si può fare con 10.0000 euro, 50.000 euro, dal Comune di Numana per il rifacimento strutturale illuminazione della piazza Miramare di Marcelli di Numana, dal Comune di Porto San Giorgio per l’arredo urbani di Viale Cavallotti, e via dicendo, quindi tolgo tutte queste cose puntuali, che è una cosa che non si guarda, per un fondo a disposizione di tutti e perché tutti siano messi nella stessa condizione e non si facciano figli e figliastri.

PRESIDENTE. Emendamento 2/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti: Acciarri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/14 a firma dei Consiglieri Biancani, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sull’emendamento del Consigliere Biancani voto a favore, per una ragione semplice, qui si tratta della manutenzione straordinaria delle scogliere Sottomonte/Levante del Comune di Pesaro, un intervento consistente di 400.000 euro. Siccome voi in tabella E avete messo anche interventi, l’abbiamo detto prima, l’ho detto io ed anche il Consigliere Carancini, di cui non c'è la minima programmazione, ci sono centinaia di milioni di euro con i quali finanziate gli ospedali, le infrastrutture viarie, finanziate di tutto e di più con decine e decine di milioni, quindi il Consigliere Biancani, in mancanza di una progettualità, che voi avete ucciso con la tabella C, cosa deve fare? E’ un intervento di 400.000 euro che non si può definire una marchetta elettorale, questa se del caso è una soubrette di lusso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Il Consigliere Cesetti, che è una persona abile, in questo momento si contraddice clamorosamente, lui dice che noi facciamo marchette ai Comuni, ha citato Porto San Giorgio, Numana, ma l'emendamento del compagno di partito, che addirittura mette soldi per il suo Comune, lo vota e li toglie alla ventilazione meccanica per la quale ci saranno dei bandi per le scuole.
Questa, caro Consigliere Cesetti, si chiama incoerenza, mi dispiace, non volevo rispondere, però la sua incoerenza su questa votazione regna sovrana, perché se lei giustifica dicendo che al contrario delle nostre questa non è una marchetta si sbaglia, quindi le chiedo di non intervenire più per un semplice motivo perché se interviene ogni volta e accusa noi di una marchetta e poi l’avalla, quando noi prevediamo fondi per la ventilazione meccanica nelle scuole, per i giovani, per i bambini, per far fare una marchetta al compagno di partito significa che non ha senso il suo intervento. Potremmo ascoltarla comunque volentieri o chi non ha voglia potrebbe uscire dall’Aula, mi creda su questo intervento non potevo cedere, era impossibile perché lei non può criticare continuamente gli interventi che vengono fatti dai Consiglieri regionali per i Comuni chiamandoli marchette e poi il suo compagno di partito fa una marchetta clamorosa per il suo Comune. Le dico pure che sono stati dati fondi sulle scogliere, come è successo anche a lei Consigliere Cesetti, e li abbiamo confermati, è successo per Porto Sant’Elpidio, 4,5 milioni, vi siete vantati tanto di averli previsti, ma noi li abbiamo confermati, così come i fondi che l’Assessore Aguzzi per le scogliere ha trovato con il Fesr o i fondi che sono stati trovati per la piattaforma Rendis, o i fondi del Pnrr che sono stati dati ai Comuni per la difesa della costa, però non mi sembra che non sia uguale il rifacimento di una piazza o altro di un Comune con le scogliere, sono la stessa cosa, sono sempre opere pubbliche per la comunità, quindi quello che fa il Consigliere Bilò o il Consigliere Marinangeli o qualcun altro è la stessa cosa e lei in questo momento la sta avallando.
Non ci vedo nulla di male se un Consigliere regionale dà un’opportunità a dei Comuni, d’altronde voi siete fautori di questo e non mi sembra che ci dobbiamo scandalizzare, non mi sono mai scandalizzato, però è altrettanto vero che questo intervento non lo doveva fare lei, lo poteva fare il Consigliere Santarelli, lo poteva fare la Consigliera Ruggeri, lo poteva fare la Consigliera Lupini, ma fatto da lei un po’ mi fa arrabbiare. Oltretutto se non è questa una marchetta …, è la stessa marchetta che, come dice lei, abbiamo fatto noi, quindi se lei non vota questo bilancio, se lei toglie fondi con i suoi emendamenti …, ora lo posso anche dire, emendamenti pretestuosi, e sono dispiaciuto perché gli stessi emendamenti che lei ha fatto, togliendo fondi a dei Comuni, accusando colleghi in maggioranza che li hanno fatti, che non hanno fatto nulla di scandaloso, per dare un’opportunità ad un territorio, adesso lei li avalla togliendo i soldi dalla ventilazione meccanica, se li avesse tolti ad altri Comuni con l'emendamento del compagno Biancani poteva andare, ma toglierli agli alunni delle scuole direi che è vergognoso, per fare contento il compagno di partito e magari il Sindaco di Pesaro a cui servono per la campagna elettorale, che credo perdente ancora una volta per il Partito Democratico. Voto contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 2/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/15 a firma dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ovviamente il mio voto è in dissenso e voto contro. Al Consigliere Putzu dico che se lui s'arrabbia con me fa due fatiche, se si dispiace mi dispiace per lui.
Al Consigliere Putzu capita spesso, non perché non sia capace di capire, ma perché è fuori, assente, ma dovrebbe sapere, sennò diteglielo voi, che io ho votato contro tre emendamenti del mio gruppo alla Tabella E. Perché su questo voto a favore? Perché l’emendamento di 400.000 euro per le scogliere è un emendamento in tabella E per investimenti, come si mettono per Porto Sant’Elpidio, anche lì li abbiamo messi in tabella E. In mancanza di una progettualità questa maggioranza, che non è capace di mettere a terra, ha fatto la tabella E dove ci sono interventi di investimento enormi, quindi deve trovare ingresso per forza, in mancanza di progettualità, l'emendamento della scogliera. Ma voi capite che un conto sono 400.000 euro per le scogliere a contributo di Pesaro, un conto è il contributo di 35.000 euro al Comune di Agugliano, fatto da una mia collega di gruppo, sul quale ho coerentemente votato contro, coerentemente con quello che ho detto, ma l’ho detto prima, il Consigliere Putzu non ha ascoltato, stava fuori.
C’è un mio passaggio sul Documento di economia e finanza regionale che ho inserito lì, lì ho scritto la differenza tra il contributo alla bocciofila in Frazione Passatempo e il contributo alle scogliere, che sono due cose diverse. Questo è necessario metterlo in tabella E. Ad esempio poi ci sarà più tardi un mio emendamento in tabella E in cui prevedo un finanziamento, ne parleremo dopo, alla Lungo Tenna, che pure il Consigliere Putzu ha finanziato, anche lì lo metto. Sono incoerente? No, lo devo mettere lì perché non c’è una progettualità, voi avete inserito tutto lì dentro, avete visto la tabella E? Per forza devo mettere un intervento sulle scogliere, come faccio a dire no al Consigliere Biancani, dico sì, come poi dirò sì alla Lungo Tenna e vediamo lei che dice.

PRESIDENTE. Emendamento 2/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Cesetti, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi, (4).
Astenuti: Lupini, Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Si aggiungono due voti contrari: Ciccioli e Putzu.

Emendamento 2/16 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. E’ una dichiarazione di voto che tende a far sì che il Consiglio approvi questo emendamento, che è coerente con l'emendamento approvato nel Documento economico di finanza regionale, perfettamente coerente. E’ un investimento, cerca di marcare un tema che riguarda l'ambiente, quindi da questo punto di vista mi sembra puntuale.
Quello che si ascolta talvolta è una discussione surreale, diciamoci la verità, perché naturalmente i voti appaiono coerenti e incoerenti nello stesso tempo. Quello che credo si debba raccogliere da questa discussione, Assessore Brandoni, è che il prossimo bilancio debba essere regolato rispetto alla tabella E in maniera seria, perché questa è la degenerazione della degenerazione di quello che voi avevate condannato in maniera, non da lei, ma da chi l'ha preceduta, direi inaccettabile, insieme al Consigliere Ciccioli.
Gli investimenti di questo genere, quelli significativi, a cui ha fatto riferimento anche il Consigliere Biancani, sono inseriti in tabella E necessariamente perché voi introducete un meccanismo tale che nella tabella, che dovrebbe essere residuale rispetto alla programmazione, inserite un costo complessivo di 230 milioni di cui la metà a investimento; mettete addirittura 90, oltre 100 milioni per le ferrovie, per la rete della mobilità. Questi investimenti vanno fatti con la programmazione, non con la tabella E, non all'ultimo minuto.
Nello stesso tempo non sono d'accordo sulle osservazioni che fa il Consigliere Cesetti rispetto al voto della coerenza perché se la maggioranza, se questo governo introduce un mostro, lo definirei il sacco delle risorse dei cittadini marchigiani, ed all'ultimo momento prevede dentro questa tabella somme addirittura irrisorie, cioè somme di poche migliaia di euro rispetto alla gestione dei Comuni, che non so neppure se possono essere considerati investimenti, perché se io metto 3.000 euro o 2.000 euro, come avete fatto voi, nella tabella E per costruire una statua o addirittura per mettere i fiori in una via, voi capite bene che non è un investimento, che va gestito all'interno dei Comuni, quindi credo che, seppure il principio che introduce quegli emendamenti, Presidente, sia un aspetto importante, ne va della dignità del Consiglio regionale che non può approvare una tabella E infarcita di decine di piccoli interventi di 1.000 euro, 3.000 euro, 4.000 euro. Francamente mi vergogno abbastanza di questo, quello che è stato il tentativo del Consigliere Cesetti di introdurre un criterio, vuol dire anche che nel passato ugualmente si è sbagliato, ma qui siete arrivati, almeno la mia opinione, ad una degenerazione.
Facciamo partecipare tutti, l’introduzione del principio è corretto, tra l'altro credo che sia rispettoso anche delle regole della partecipazione pubblica di tutti i Comuni, ma nello stesso tempo penso che non è incoerente votare favorevolmente ad emendamenti che sono costretti, sono trascinati in questo metodo rispetto a ciò che voi intendete utilizzare.

PRESIDENTE. Emendamento 2/16. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Contrari: Assenti, Ausili, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi, (5).
Astenuti: Lupini, Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Ci sono i voti favorevoli dei Consiglieri Baiocchi ed Elezi.

Emendamento 2/16 bis a firma del Presidente della I Commissione. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 2/17 a firma dei Consiglieri Biancani, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Immagino in dissenso, ma coerentemente con la mia coscienza e le mie azioni perché conta la mia coscienza per quel che mi riguarda.
Su questo emendamento, che è puntuale, voterò contro a differenza di quello di prima del Consigliere Biancani per cui ho votato a favore per le motivazioni che ho detto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Io invece voterò a favore perché questo emendamento è esattamente in linea con quanto come Movimento 5 Stelle chiediamo da almeno un decennio, anzi, era una cosa che sinceramente andava fatta ben prima, comunque sia ben venga, mi sembra che un emendamento così può essere inserito come emergenza, questo sì ed è l’emendamento del Consigliere Biancani che voterò favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, Biancani.

Andrea BIANCANI. Solo per dire che non è un emendamento puntuale, ma prevede risorse che dovrebbero essere assegnate all’Autorità portuale per iniziare lo studio anche dell’area nord delle Marche, da Senigallia in su, e non riguarda Pesaro come città in particolare, ma tutte le città del nord delle Marche che hanno un porto. Al sud delle Marche è già iniziato da oltre un anno perché la Regione ha finanziato lo studio solo per il sud e non per il nord.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Su questo emendamento il gruppo Rinasci Marche si posiziona in maniera contraria.
Per quanto concerne lo studio propedeutico all'utilizzo dell’immissione in mare di sedimenti di dragaggio, ricordo a questa Aula che la Regione Marche per circa 10/15 anni ha avuto un gruppo di lavoro sulla costa, un gruppo di eccellenza, che in house riusciva a fare queste azioni, quindi è un proposito per il futuro perché un gruppo che studia la costa va potenziato con strumenti propri. Mi spiace che l’Assessore Aguzzi non ci sia, ma lo ricorderò anche a lui che ha questa delega.
Rispetto al settore della costa noi dovremmo potenziare come Regione Marche, quindi, vedere ed inserire 80.000 euro puntualmente nella zona nord, su Pesaro, ma toglierli alla promozione e valorizzazione dei prodotti agricoli, grazie ai quali oggi la nostra regione può guardare al futuro per il turismo enogastronomico, ma soprattutto rilanciare l'agricoltura che è uno dei beni preziosi per il nostro futuro … Visto l’andazzo dell'economia nazionale ed internazionale dovremo tornare a recuperare dei percorsi interni immediati nella regione Marche, per cui questi emendamenti fatti in questa maniera per il nostro gruppo non sono utili, quindi voteremo contro.

PRESIDENTE. Emendamento 2/17. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Lupini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/17 bis a firma del Presidente della I Commissione. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Subemendamento 2/18/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo emendamento è un contributo straordinario alla Provincia di Fermo per l'ampliamento della Strada Provinciale Lungo Tenna. Inizialmente era un emendamento di 5 milioni, l’ho dovuto ridurre a 4 milioni con un subemendamento perché le risorse erano state impegnate.
Mi rivolgo adesso ai Consiglieri di maggioranza del fermano, della provincia di Fermo, questo è un emendamento innanzitutto coerente con l'unico emendamento che ho fatto al Defr e che è stato approvato, a dimostrazione che le cose non le faccio a caso. E’ ovvio che tendo sempre a conseguire un risultato, come è giusto che sia, per dare concretezza alle azioni.
Quindi è un emendamento conseguente, è conseguente ad un finanziamento che ha fatto la precedente Giunta, è conseguente al finanziamento di 2.450.000 euro fatto con la variazioni di bilancio proposta dal Consigliere Putzu e votata anche da noi ed è coerente, chiedo attenzione ai colleghi del fermarlo, perché va in tabella E per le stesse considerazioni che ho fatto sull'emendamento del Consigliere Biancani.
In tabella E alla Missione 10 Programma 5 ‘Viabilità e infrastrutture” ci sono centinaia di milioni di euro, tutti interventi che vi risparmio da elencare, non c’è un euro per la Provincia di Fermo, in questa tabella su centinaia di milioni non c'è un euro per la Provincia di Fermo, il Sindaco di Fermo, noto campione di surf, qualche giorno fa facendo un dibattito in radio, c’era anche il Consigliere Putzu, ha detto di aver ricevuto garanzie da questa amministrazione sui finanziamenti per la rete viaria, ecco qua, non c'è un euro per la viabilità della provincia di Fermo. Pensate che ci sono, ad esempio, per le spese di realizzazione della bretella di Civitanova Marche 30 milioni, 24,5 milioni per la Macerata-Villa Potenza, 9,8 milioni per Cingoli, 1,5 milioni per il Potenza, quindi su Macerata già 30 milioni, cose necessarie, assolutamente, poi altri 5,3 milioni, ma per la Provincia di Fermo non c'è un euro, ad eccezione di un piccolo finanziamento per l’Ospedale di cui dopo parleremo, di 2,4 milioni di euro.
Questa è la tabella E della programmazione della rete viaria, Missione 10 Programma 5 ‘viabilità e infrastrutture’, noi non abbiamo risorse di gruppo sennò sarebbe da farci manifesti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Senza fare alcuna polemica voteremo contro questo emendamento perché va a modificare la tabella E, come ho già detto in precedenza, concordata con tutta maggioranza.
Per quanto riguarda la Provincia di Fermo ha bene citato il Consigliere Cesetti la bretella di Civitanova Marche, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare, c'è un'importante infrastruttura a livello viario nella provincia di Fermo, tanto che il Sindaco di Sant’Elpidio a Mare, proprio la scorsa settimana, è venuto a parlare con l'Assessore Baldelli, quindi non è assolutamente vero che non ci sono investimenti per le infrastrutture nella provincia di Fermo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda questo emendamento anche Fratelli d’Italia voterà contro per un semplice motivo.
Voglio ringraziare l’Assessore Baldelli, il Presidente Acquaroli e la Giunta che dalla programmazione europea mettono fondi per la Lungo Tenna, molto probabilmente credo che potrebbero andare sul Poc per darli in modo generico, poi magari vedremo se mi sbaglio o meno. Siccome sono opportunità che l’Europa ci offre credo che sia importante già con quei fondi andare avanti, così come con la variazione di bilancio che abbiamo approvato, anche lì abbiamo messo ulteriori fondi.
Questo subemendamento va a modificare la tabella E, quindi non serve utilizzare altri fondi regionali perché credo, e per questo ringrazio ancora, che la Giunta li stia trovando con la nuova programmazione europea.
Aggiungo che sulla questione dell'Ospedale, non so se il Consigliere Cesetti ha avuto modo di approfondire, sui 35 milioni di euro per l’adeguamento normativo alle strutture sanitarie in corso di realizzazione, 30 milioni vanno a Fermo, anche questo è importante magari dirlo, per quanto riguarda le altre opere, che ha citato prima la Consigliera Marcozzi, ad esempio la scorsa Giunta neanche sapeva di cosa parlava in merito a quell’opera perché, ce lo ricordiamo, l’opera che collega il casello di Civitanova Marche a Sant’Elpidio a Mare, quindi il proseguimento di Via Einaudi, neanche l’aveva mai trattata, questo ovviamente è importante dirlo.
L’attuale amministrazione regionale ci ha voluto credere ed investirci, soprattutto per andare veloci alla progettazione e credo che a breve avremo delle risposte importanti, proprio per questo votiamo contro al subemendamento Cesetti.

PRESIDENTE. Subemendamento 2/18/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/18 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Inammissibile.

Subemendamento 2/19/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo è un emendamento, ovviamente prevedendo la bocciatura dell'altro, che stabilisce un fondo, Consigliere Marinelli, per contributi agli enti locali per manutenzioni straordinarie stradali e nuove opere stradali, che ho dovuto ridurre perché era molto più alto, da 15 milioni a 9.470.000 perché a tutti venga data la possibilità.
Il Consigliere Putzu dice che finanzierà la viabilità di Fermo con i Poc, perché questa opportunità non la date anche agli altri? Diamogli quello, ma mettiamo qualcosa su Fermo perché su Fermo, Consigliera Marcozzi, non c’è nulla. I 2.450.000 di quelle variazioni sono spese per la progettazione del collegamento, dovete sapere di cosa parlate, lì non c'è un euro, mentre qui si danno milioni e milioni di euro per interventi infrastrutturali, opere viarie a tutte le Province: Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, opere previste e necessarie tra l’altro, infatti la copertura non la tolgo a qualcun altro. Sono necessarie le opere per Macerata perché erano quelle che avevamo progettato noi, figuriamoci se non sono necessarie, però io dico che si può trovare uno spazio all'insegna dell'equità per prevedere delle risorse con un fondo, ad esempio, da cui può attingere anche Macerata, Pesaro, Ascoli Piceno, Ancona e Fermo, perché su Fermo non c'è un euro e poco fa abbiamo votato l'unico emendamento all'unanimità al Documento di economia e finanza in cui venivano declinate le opere necessarie per il distretto pelli-calzature dell’area di crisi complessa, che tra l’altro riguarda anche la provincia di Macerata. Una progettualità definita da noi che voi avete votato e confermato. Come si fa nella tabella E a non mettere un euro per queste opere? Per la Provincia di Fermo non c’è nulla.
Se avete votato contro l’emendamento Lungo Tenna dovete votare questo, altrimenti politicamente ve ne verrà chiesto conto, almeno stabilite un fondo per le manutenzioni di 9 milioni, me lo hanno già ridotto da 15 milioni a 9 milioni, affinché tutti possano attingere lì, tutte e cinque le Province, tutti i Comuni, non soltanto quelli di Ancona, Pesaro, Macerata e Ascoli Piceno e nulla a Fermo. Qui non c’è nulla per Fermo e questo non è possibile, dovete essere coerenti con voi stessi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Solo per chiarire alcuni aspetti. C’è il tentativo di rappresentare il fatto che Fermo non abbia nessuna risorsa, io ho avuto modo di vedere la famosa tabella E e non distinguo in questo caso opere viarie da altri tipi di investimento. La Provincia di Fermo ha 3.651.780 euro di risorse che rispetto alle altre quattro Province rappresenta percentualmente un'attenzione importantissima. Poi se vogliamo andare a focalizzare l'attenzione sul discorso viario, chi mi ha preceduto ha già messo in evidenza alcuni interventi programmati su cui si sta cercando di lavorare e fare chiarezza con i fondi comunitari, non ultimo la previsione del collegamento della bretella da Via Einaudi a Civitanova Marche che va a finire in zona Cascinale Sant’Elpidio a Mare.
Questo per tentare un attimo di non far passare un messaggio che possa far pensare che Fermo sia completamente trascurata o ancora peggio i rappresentanti della Provincia di Fermo siano assenti e latitanti. E’ vero esattamente il contrario perché, ripeto, dalla tabella E, dai conti che ho fatto, Fermo ha 3.651.780, Ascoli Piceno ne ha 1.206.00, Macerata ne ha 2.206.000, magari i colleghi delle altre Province faranno questa verifica, però questo è per dire che Fermo è fortemente attenzionata da parte di tutta questa maggioranza.

PRESIDENTE. Sub emendamento 2/19/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/19 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Inammissibile.

Subemendamento 2/20/1 a firma dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Carancini, Bora. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Molto velocemente, l’ho già spiegato e presentato prima. E’ il famoso Ponte sull’Ancaranese che collega la sponda del fiume Tronto in sinistra idrografica, quindi da Ascoli Piceno verso Teramo, che è anche ubicato nella zona industriale, quindi soggetta a tantissimo traffico, soprattutto di veicoli pesanti.
Il Presidente della Provincia ha fatto più volte appello ed il precedente Assessore al bilancio ha detto che avrebbe trovato comunque delle risorse per poter finanziare l'opera, questo non è stato, quindi credo che sia importante cominciare qui, dalla Regione Marche, anche perché poi si potrà coinvolgere, volendo, anche la Regione Abruzzo anche perché, l’ho detto prima, il precedente Commissario alla ricostruzione aveva detto che se l’opera fosse stata cofinanziata dalla Regione Marche avrebbe potuto anche mettere delle risorse visto che il ponte sul quale stanno facendo adesso le verifiche di carico per la stabilità ha subito dei danni anche dal terremoto. Potrebbe esserci un'azione sinergica.
Le risorse vengono prese dalle spese di progettazione di opere pubbliche, non vengono sottratte a nulla di più urgente o di più necessario.
Un ponte che rischia di essere chiuso e di separare completamente sia dal punto di vista nord-sud che est-ovest una provincia.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Dal territorio i portavoce del Movimento 5 Stelle mi hanno rappresentato che questa è una vera e propria emergenza, quindi capisco l'inserimento in questo caso in tabella E e il voto del Movimento sarà favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Subemendamento 2/20/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/20 a firma dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Carancini, Bora. Inammissibile.

Emendamento 2/21 a firma della Consigliera Lupini, che ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Ho già esposto il mio emendamento che ha davvero una finalità con un respiro regionale che favorirebbe nuove progettualità per i disabili che non si possono finanziarie con l'attuale legge 18.
Diciamo che in questo caso l'utilizzo di questa famigerata tabella E a me sembra che abbia una buona finalità, un utilizzo anche illuminato e lungimirante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Questo emendamento, come ha detto la Consigliera Lupini, va a finanziare nuove progettualità per la disabilità, quindi esprimiamo parere favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento 2/21. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 2/22 a firma del Consigliere Serfilippi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voterò a favore di questo emendamento, perché è un emendamento, questo sì, che deve trovare … Se qualcuno ha il coraggio di dire che il potenziamento della convenzione Centro diurno Alzheimer Margherita è una marchetta, gli metto le mani addosso. Questa è una cosa giusta.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Noi questo emendamento lo voteremo favorevolmente, potenzia il Centro diurno Alzheimer Margherita, quindi la maggioranza voterà a favore.

PRESIDENTE. Emendamento 2/22. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Mangialardi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Biancani, Carancini, Lupini, Ruggeri, Vitri.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Subemendamento 2/23/1 a firma della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voto a favore.
Intervengo perché ho seguito il bilancio ed ho l’autorizzazione del Consigliere Mangialardi. Tra l’altro voglio dire, non volevo dirlo, che l’emendamento di prima del Consigliere Serfilippi non solo è una cosa giusta, ma voglio ricordare a questa Aula che circa due mesi fa ho discusso un atto ispettivo con il quale sollecitavo la riapertura ed il sostegno dei centri Alzheimer della nostra regione, quindi il voto che ho espresso poc'anzi è coerente con quello che più volte ho evocato in questa Aula. Ci sono dei miei atti ispettivi, nel caso di specie era il Centro Alzheimer di Montegranaro di cui invocavo all’Assessore Saltamartini la riapertura. Vedo che il Consigliere Putzu annuisce, come vedete io sono sempre coerente con me stesso anche perché assistito grazie a Dio da un'ottima memoria.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Velocemente perché già in parte ho presentato prima questi emendamenti.
Questo è l’istituzione di un fondo per le famiglie indigenti per pagare le bollette di gas e di luce per 1.823.000 euro, in riduzione rispetto all'emendamento presentato attraverso il subemendamento perché alcune voci che avevo inserito non erano più disponibili.
Vorrei anche dire, Presidente, che prima ho presentato per errore, perché avevo sotto il pacco degli altri emendamenti, gli emendamenti di legge che sono all'articolo 2 del bilancio, quindi poi non li illustrerò. Grazie.

PRESIDENTE. Subemendamento 2/23/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/23 a firma della Consigliera Ruggeri. Inammissibile.

Subemendamento 2/24/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Raccomando l'approvazione di questo emendamento che tra l’altro è coerente, anche se non uguale, altrimenti sarebbe stato inammissibile, a quello che noi abbiamo presentato in sede di assestamento. A quel tempo era per un fondo energia per le famiglie, questo è un fondo per contribuire alle spese relative alle utenze domestiche dei nuclei familiari in condizioni di disagio, adesso oltre alle utenze per luce e gas ci si è messa anche l’acqua con vari aumenti.
Questo è un fondo di 3.260.000 euro così ridotto perché alcune risorse sono state impegnate, comunque è ancora un fondo consistente. Pensiamo che se diamo, come volevamo dare allora, 150 euro a famiglia per dare una mano noi copriamo 22.000 famiglie, non una, se vogliamo dare 200 euro ne copriamo 15.000, se vogliamo dare 300 euro ne copriamo 10.000. E’ un contributo che può dare una mano a tanti che magari hanno il distacco delle utenze.
La copertura viene data da una riduzione di emendamenti dove c'è copertura, ovviamente sono risorse che non sono state impegnate, altrimenti l’emendamento sarebbe stato inammissibile. Quindi ne raccomando l'approvazione. Magari vedete bene le coperture.
Dico al Consigliere Marinangeli a proposito di prima, che è sempre molto attento e puntuale, quando legge la tabella E non salti le righe, non salti le pagine, perché lei legge, ma salta le pagine e le risorse di cui parla che non ci stanno, se va a prendere la tabella E ci sono centinaia di milioni per tutte le Province, non c'è nulla per Fermo, un paio di milioni, quindi …


(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, lo so che lei si spazientisce, ma è il prezzo che deve pagare per stare in maggioranza, quantomeno mi deve ascoltare, poi vota contro, però mi deve ascoltare, questo sì. Se la cosa la turba non ci posso fare niente.
Raccomando l’approvazione di questo emendamento perché in questo bilancio non c’è un euro per dare una mano in questo momento alle famiglie bisognose, ai cittadini bisognosi, come tra l'altro raccomandano anche le organizzazioni sindacali in quel documento che ho citato poc’anzi.

PRESIDENTE. Subemendamento 2/24/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/24 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Inammissibile

Emendamento 2/25 a firma del Consigliere Mastrovincenzo, che ha la parola per dichiarazione di voto.

Antonio MASTROVINCENZO. Questo è un emendamento che già ho illustrato prima, quindi non mi rimane che rinnovare ovviamente l'intenzione di voto favorevole.
Credo che si tratti di un contributo importante per un'associazione che svolge un'opera rilevante anche per i Consiglieri regionali perché è di continuo stimolo offrendo approfondimenti e sollecitazioni per i Consiglieri regionali e per tutti gli operatori del sociale, svolgendo attività di promozione, informazione e formazione sul territorio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Intervengo solamente per dire che fino adesso ci avete fatto la filippica sulle marchette e sugli emendamenti marchetta, questo è un contributo direttamente ad una associazione, con tutto il rispetto per l’associazione che sicuramente è meritevole, anche a noi pervengono richieste da tante associazioni meritorie che hanno bisogno di soldi.
Il criterio che ha spinto questa maggioranza alle famose marchette sono compartecipazioni ad esigenze del territorio, che provengono dagli enti locali e dai Comuni, tralasciamo il Centro Alzheimer Margherita perché quella è un’altra cosa sulla quale siamo intervenuti ed abbiamo garantito maggiori risorse per ampliare il convenzionamento di fronte ad una esigenza della comunità. E’ un discorso a parte che non riguarda una associazione.
Il mio intervento era solo per dire che ci avete fatto la predica fino ad oggi, probabilmente il lupo perde il pelo ma non il vizio, quindi se fate questo emendamento siete incoerenti rispetto a tutto quello che avete detto sui giornali, ci avete fatto anche una conferenza stampa oggi, poi dal Consigliere Mastrovincenzo arriva un emendamento di questo genere, che è fuori luogo rispetto alla narrazione che avete fatto come Partito Democratico. Ci tenevo solamente ad evidenziare questa cosa e spero che i colleghi siano rientrati.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti (interviene in dissenso dal gruppo di appartenenza).

Fabrizio CESETTI. Per coerenza voterò contro, l’ho spiegato anche al Consigliere Mastrovincenzo, però, Consigliere Serfilippi, io voto contro per coerenza, non è come dice lei perché quando i colleghi di minoranza presentano questi emendamenti puntuali è prima di tutto un atto di legittima difesa dinanzi alla vostra prepotenza e per dare voce a coloro a cui voi l’avete negata non prevedendo quei contributi che abbiamo firmato noi.
Il Consigliere Mastrovincenzo con questo emendamento dà voce a quelle associazioni che voi avete escluso a discapito di altre.
Voto contro per coerenza, ma il Consigliere Mastrovincenzo questo emendamento lo ha presentato con dignità, capito, Consigliere Serfilippi? Per dare voce a coloro a cui voi l’avete negata attraverso quella spartizione indecorosa, allora perché quei contributi che avete dato voi sì e questo no? Se aveste votato il mio emendamento il Consigliere Mastrovincenzo questo l’avrebbe ritirato perché c’era quel contributo che riguardava tutti, facendo così deve dare voce in questa Aula a chi voce non ce l’ha perché voi gliela avete negata, è questa la differenza, Consigliere Serfilippi. E’ questo che dovete capire e nonostante noi abbiamo rifiutato le proposte che voi avete fatto, per carità non c’era nulla di indecoroso, proposte leali tramite me, immediatamente rifiutate dal gruppo, allora perché non si deve dare voce?
Ha fatto bene a farlo, io voterò contro per coerenza, ma lui ha fatto bene perché emerga anche in quest’Aula che voi con la vostra prepotenza spartitoria da una parte avete dato un mare di contributi ai vostri amici e li avete negati ad altri.
Il Consigliere Mastrovincenzo ha voluto dare voce a tutti quelli che sono stati sopraffatti dalla vostra prepotenza spartitoria, voterò contro solo per coerenza però, ripeto, l'emendamento del Consigliere Mastrovincenzo è un atto di dignità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Elezi.

Lindita ELEZI. Mi esprimo per la Lega in maniera contraria, ma voglio dire anche una cosa al Consigliere Cesetti che sta facendo l’avvocato del popolo, non capisco, da una parte dice voto contro, però dall’altra parte si dà ragione. Sono una new entry e mi fa un po’ confusione questa cosa, quindi chiedo: è l’avvocato del popolo? Ok, ma quale parte del popolo? Poi da una parte dice no, non lo voto, allora deve essere coerente fino alla fine, non lo voti e bastam però difende.

PRESIDENTE. Emendamento 2/25. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Rossi, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Cesetti, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Santarelli, Serfilippi, (6).
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 2/26 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. E’ qui che vi volevo, Consigliera Elezi, ci conosciamo da tempo, la confusione è caratteristica dei popoli persi, io non ci posso fare nulla, ho spiegato le ragioni per cui ho votato contro e per cui il Consigliere Mastrovincenzo secondo me ha presentato quell'emendamento, sapendo tra l’altro che voi avreste votato contro, non è nato ieri.
Questo è un emendamento che sostituisce, non c’è l’Assessore Baldelli …, prima il Consigliere Putzu ha detto che per l’Ospedale di Fermo ci sono 35 milioni per le strutture sanitarie, di cui 30 milioni per l’Ospedale di Fermo, però non è indicato l’Ospedale di Fermo, viene indicato “strutture”. Quando mettevo i soldi per l’Ospedale di Fermo, ci ho messo 70 milioni nel primo bilancio e 30 milioni negli ultimi, riportavo finanziamento per la realizzazione dell’Ospedale di Fermo. Infatti, cosa faccio con questo emendamento? Chiedo di modificare la rubrica in modo che non ci siano dubbi, chiedo di modificare “spese per l’adeguamento normativo strutture sanitarie in corso di realizzazione annualità 2024” con “spese per l’adeguamento normativo della struttura sanitaria nuovo Ospedale di Fermo in corso di realizzazione”, se è per Fermo scriviamolo, perché dobbiamo mettere in modo indistinto “strutture sanitarie in corso di realizzazione” in modo che quel fondo può essere utilizzato per tutti, per chi arriva prima. E’ normale che sia così, è un giochetto che io conosco da tempo …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. No, questo è il giochetto che fecero quando tolsero i soldi la prima volta, la Giunta Spacca con l’Assessore al bilancio, all’Ospedale di Fermo, 9 novembre 2013.
So di che parlo, c’era questo gioco, tu metti: “strutture sanitarie in corso di realizzazione”, ci sta Fermo, ci sta l’Inrca, ci sta il Salesi, ci stanno anche altre, allora mettiamoci Fermo, sennò chi le utilizza? Allora, vediamo quello che succede.

PRESIDENTE. Emendamento 2/26. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/27 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Adesso voglio vedere qui la coerenza, infatti l'Assessore Baldelli è uscito. Questo emendamento, dopo che avete negato l'altro, prevede almeno 8 milioni, non è un'esagerazione, per “spese per la realizzazione del nuovo Ospedale di Fermo, investimenti, eccetera”, vedete come sono coerente? Io so quello che faccio, appunto perché l’ho fatto, dove li tolgo questi soldi? Voi mettete “spese per la realizzazione del nuovo Ospedale Inrca e Ospedali dell’Area vasta 1”, togliamo queste risorse e le mettiamo per Fermo. Adesso come fate a votare contro questo emendamento? Avete detto che c’erano questi soldi, quindi diciamolo sono 8 milioni, mica 30. Sapete cosa succederà? A gennaio mi farò promotore di “iniziative pubbliche”, un confronto pubblico sull'Ospedale di Fermo, che sta andando avanti bene anche grazie all’Assessore Saltamartini, che comunque si impegna, finanziato da noi.
Sulle infrastrutture dove le risorse non ci sono, lo dico adesso, a gennaio, con calma, quando si rifà un po’ il tempo, faremo una bella iniziativa ed inviterò tutti e tre per parlare di questa fantomatica tabella E. Le strutture le metteremo per bene con le slide e vedremo le risorse che avete dato alle altre province e quelle che avete dato a Fermo e spiegherò quanto è importante mettere finanziamenti dedicati all’Ospedale di Fermo, anziché metterli in modo indistinto per le strutture ospedaliere. Quali? Chi mi dice che i 30 milioni sono per Fermo? Perché non lo scriviamo?
In quest’Aula non ci ascolta nessuno, quindi noi faremo iniziative sul territorio, tanto voi avete fatto il bilancio 2023/2025, parte finale della legislatura, signori, comincia la campagna elettorale, per voi è cominciata con la tabella E perché in assenza della possibilità della programmazione, che avete fatto? Contributi a pioggia per fare campagna elettorale, però la campagna elettorale la comincio pure io per le regionali, per il Comune di Fermo, per i Comuni dove si vota, saremo da gennaio sempre in campagna elettorale perché è giusto che la gente capisca, conosca, però noi ci andremo con atti inoppugnabili.

PRESIDENTE. Emendamento 2/27. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Cesetti.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Sul’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Credo che sia corretto nei confronti di tutti noi sapere che fine dobbiamo fare. Sono le ore 20,00, tutto può andar bene, la cosa che però vorrei venisse valorizzata o comunque considerata è che non solo abbiamo avuto i tempi ristretti rispetto alla conoscenza del bilancio, ma ora sarebbe opportuno darsi un orario, che sia fra mezz’ora o fra un’ora e poi ritornare domani.
L’anno scorso c’è stato un atto vergognoso, abbiamo discusso una legge alle due del mattino, se si vuole avere questo atteggiamento inaccettabile, se l’idea è quella di arrivare alle 3 del mattino, non è rispettoso di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Non concedo la parola perché so bene le posizioni per aver parlato nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi questa mattina di questo tema e averlo riaffrontato durante la discussione attraverso la chat, quindi, metto in votazione la prosecuzione notturna fino all’esaurimento delle proposte di legge. Purtroppo non possiamo fare altrimenti, c’è una posizione come la sua, Consigliere Carancini, che chiede di sospendere e di riprendere domani, ce n’è un’altra che chiede di continuare ad oltranza, quindi metto in votazione la prosecuzione notturna fino ad esaurimento degli argomenti posti all’ordine del giorno.
In questo senso due interventi, uno a favore ed uno contro.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Alle 19 ho mandato un messaggio a tutti voi. Ho raccolto le situazioni, la maggioranza è per continuare, la minoranza in parte è per continuare, in parte no.
Qual è il tema?

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. No, non è una dittatura. Io ho vissuto in passato … Non ammetto, sennò qui stiamo un’altra ora a parlare di una situazione che affrontiamo tutti gli anni, che ho vissuto dal 2010 al 2015 e che vivo adesso.
Ho proposto di continuare in notturna fino all’esaurimento degli argomenti perché è il tema che è stato discusso nella Conferenza dei Presidenti di gruppo e in chat alle ore 19,00, con la quale ho raccolto le vostre posizioni puntuali: i capigruppo della maggioranza e parte della minoranza sono per continuare, un’altra parte invece per sospendere ad una determinata ora.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Sì, il rispetto delle persone, ma non è come dite voi perché la Conferenza dei Presidenti di gruppo ha deciso in un deteminato modo ed io mi ci sono attenuto ed ho raccolto le indicazioni che voi ….

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Senta, lei si metta seduto e le chiedo, per favore, di dare a me la possibilità senza interloquire perché se il suo gruppo non le racconta quello che viene deciso nella Conferenza dei Presidenti, lo faccio io in questo momento. Nella riunione di questa mattina si è deciso che verso le ore 19/20 ci saremmo ragguagliati per andare avanti o meno. Io alle ore 19 ho mandato a tutti i capigruppo un messaggio chiedendo: “Cosa si fa?” Ed ho raccolto via messaggio le disponibilità o meno. Rifare, quindi, la Conferenza dei Presidenti di gruppo significa perdere tempo perché le posizioni le ho già raccolte Non ho sentito nessun capogruppo che mi ha chiesto di sospendere e di procedere alla Conferenza dei Presidenti di gruppo. Lei purtroppo non rappresenta un gruppo, ma una persona, giustamente, ed io mi attengo a quelle che sono le disposizioni e le decisioni della Conferenza. Quindi, vi pongo un quesito, che viene deciso in maniera democratica, più di questo non posso fare perché se decido di sospendere vado contro le intenzioni dei componenti dell’Assemblea, se decido di andare avanti ugualmente. Rimetto a voi la decisione, con la più classifica delle regole: prima di votare un intervento a favore e uno contro.
Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Chiedo a quest’Aula un po’ più di dignità e soprattutto il rispetto delle regole che ci siamo dati. Io non ricevuto nessun messaggio in chat …

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. La prego di continuare.

Luca SANTARELLI. Presidente, c’eravamo detti, in particolar modo con i gruppi piccoli, che hanno avuto il materiale con i tempi …
Non ha rispetto delle persone. Parlo una volta ogni morte di Papa e mi parla sempre sopra.

(interventi fuori microfono)

Luca SANTARELLI Non è la questione di aver fatto bene o male, ma l’anno scorso abbiamo fatto le 4 e nella seconda parte del bilancio sono andato tipo automa. Credo che chi sta nei gruppi piccoli, come ad esempio la Consigliera Ruggeri, che ha fatto una sbornia di relazione, studio approfondito, non riuscirà a votare il bilancio con una certa responsabilità, allora guardiamoci tutti in faccia, sono le 20,30, senza cena, io i turni li ho fatti e di notte verso le ore 4/5 si rischiava di fare errori, però lì moriva la gente, qui non muore, però se si fanno errori nelle votazioni abbiamo la responsabilità verso una regione.
Dico solo una cosa, a me questo teatrino …, ad esempio, il Consigliere Carancini fuori da qui è una persona normale, ma quando è in Aula fa delle cose … E’ giusto parlare però al microfono, a microfono si fa capire agli altri che secondo la mia opinione sarebbe utile interrompere, tornare domani mattina alle 9,00 e per le 15,00 del pomeriggio finire. Diamo un segnale rispettoso verso tutti. Ognuno di noi domani non avrà la testa imbambolata, anche perché l’anno scorso il giorno dopo il bilancio sono dovuto stare sul divano tutto il giorno!
Per me il voto è contrario, se poi il Presidente si prende la responsabilità di fare le 3 anche quest’anno, noi non garantiamo di rimanere in Aula oltre le 2 di notte, oltre l’1 non lo so, a quel punto se a mezzanotte butta male andiamo via perché non è giusto rimanere qui, come l’anno scorso, in condizioni pietose.

PRESIDENTE. Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Io sono favorevole ad andare avanti perché credo che noi siamo Consiglieri regionali, siamo ben pagati dai cittadini marchigiani, non credo che se facciamo qualche ora in più ci fa male.
D’altronde capisco e mi rendo conto delle difficoltà del Consigliere Santarelli che essendo da solo nel gruppo ha più problemi ad approfondire un bilancio, ci mancherebbe altro, non voglio contraddirlo su questo, però credo che sia importante andare avanti per chiudere. Anche per un semplice motivo, non so se il Consigliere Santarelli si è reso conto del teatrino a cui abbiamo assistito oggi, sono intervenuti su tutto, hanno voluto fare i protagonisti, facciamoglielo fare fino alle 4, alle 5 del mattino. Credo che qui dobbiamo essere seri, come giustamente ha detto lei, dobbiamo votare un bilancio, facciamo gli interventi che dobbiamo fare, portiamo le proposte, ma se facciamo meno interventi che accusano l’altro e ci concentriamo sul fare proposte utili per la comunità non si arriva alle 3 o alle 4, questo è poco ma sicuro.
Questo per dimostrare che ci vuole serietà, siamo in un Consiglio regionale, purtroppo vedo che nonostante l’ora dobbiamo ancora fare molto, arriviamo fino alla fine, perché sinceramente fare le 3, le 4, le 5 della mattina …
Credo che sia anche una nostra prerogativa perché essendo Consiglieri regionali dobbiamo andare avanti, non abbiamo un orario di lavoro, quando andiamo in giro per il territorio non timbriamo il cartellino dalle 8 fino alle 18, sappiamo quando usciamo, ma non sappiamo quando torniamo.
Secondo me andando avanti non facciamo nulla di male, anzi, facciamo un servizio ai cittadini marchigiani, quindi, chiedo all’Aula di votare favorevolmente la proposta del Presidente Latini, di andare avanti ad oltranza in modo da finire il bilancio il prima possibile perché prima l’approviamo e prima va nel Bur e prima riusciamo a dare risposte ai cittadini.
E’ vero che un giorno magari il PD dirà che non dice nulla, però a noi non piace perdere tempo, il bilancio c’è, andiamo avanti anche perché non ci vedo nulla di male.

PRESIDENTE. Prosecuzione ad oltranza della seduta (ai sensi dell’articolo 50, ultimo comma, per alzata di mano, non per votazione elettronica). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proseguiamo con l’attività del Consiglio.
Emendamento 2/28 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ricordo all’Aula che avete detto che c’è il finanziamento per l'Ospedale di Fermo, quindi votate questo emendamento, un ulteriore emendamento di 4,8 milioni di euro nel 2023 e 2,6 milioni di euro nel 2024.
Con l’occasione, Presidente, tanto parliamo di questo, si è deciso di andare ad oltranza, è vero, come dice il Consigliere Putzu, che siamo pagati per fare i Consiglieri regionali, ci mancherebbe altro. Da quando è iniziata questa legislatura all'85% sono qua tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, entro la mattina prima delle 8 e vado via verso le 14, qualche volta anche la sera tardi, però sul bilancio non ci siamo solo noi, ad esempio ci sono gli uffici. Tra l’altro voglio cogliere l’occasione per ringraziare gli uffici del Consiglio e della I Commissione che si sono prodigati in un'opera altamente qualificata e li voglio ringraziare.
Voglio dire ai colleghi che ci sono anche gli uffici, gli uomini e le donne che prestano attività per il Consiglio regionale, che noi costringiamo a stare qua. Quell’attività per cui siamo pagati la possiamo continuare anche domani mattina, non stando qui fino a domani mattina, alle 9, facendo la notte, facendola fare al personale del Consiglio, poi magari domattina ognuno di voi va a fare i fatti propri o va in vacanza o magari va al lavoro. Questo è il punto, perché se avete un attaccamento al dovere, dovreste venire qua domani mattina.
Capisco che c'è qualcuno che neanche ha letto il bilancio, e ci sta, però ad esempio ci sono quelli come me che si sono dovuti studiare il Defr, il bilancio, la legge stabilità, la proposta di legge n. 158, il Defr dell’anno scorso a causa del copia incolla, mi sono preparato gli emendamenti ed ho letto gli emendamenti e le relazioni degli altri e da qua non sono uscito mai perché devo seguire dato che sono nella Commissione bilancio, per il mio gruppo devo seguire. Ho la fortuna di avere esperienza e grazie a Dio un fisico che mi consente di starci, ma devo starci con la testa ed io a differenza di tanti altri l’ho letto.
Secondo me, Presidente, lei poteva fare con un atto di autorità il rinvio a domani mattina, perché non è giusto nei confronti di quelli che lavorano, non è giusto soprattutto per il personale dipendente del Consiglio che è costretto a stare qua con attenzione da questa mattina. Non è giusto, non è giusto per questo Consiglio perché noi, come si diceva prima, come ha detto il Consigliere Santarelli, se lavoriamo fino alle 5, 6 di mattina non possiamo farlo bene.

PRESIDENTE. Emendamento 2/28. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/29 a firma dei Consiglieri Biancani, Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 2/30/1 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Questo è l'emendamento a cui ho fatto riferimento in precedenza, che farebbe giustizia delle tante frottole raccontate a proposito dell'ospedale di Macerata, che, come viene dichiarato, ha sia le risorse che la progettazione. Qui non ci sono né progettazione né risorse, mettiamo con questo emendamento le somme mancanti in relazione al masterplan dell'edilizia sanitaria preparato dall'Assessore Baldelli.
Credo che sia un segnale corretto rispetto a quello che viene raccontato nei territori, quindi chiedo all’Aula di votare favorevolmente, peraltro in perfetta coerenza con gli emendamenti al Defr e soprattutto con le regole, quindi da questo punto di vista credo che sia coerente rispetto agli impegni assunti e vincolanti del decreto ministeriale 70/2015.

PRESIDENTE. Subemendamento 2/30/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Mangialardi, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/30 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Inammissibile.

Emendamento 2/31 a firma del Consigliere Serfilippi, che ha la parola per dichiarazione di voto.

Luca SERFILIPPI. Ritiro l’emendamento Presidente.

Fabrizio CESETTI. Lo faccio proprio e chiedo che venga messo ai voti.
Volete giocare e giochiamo, dopo in Commissione, Consigliere Putzu glielo faccio vedere se mantenete la parola!

PRESIDENTE. Emendamento 2/31. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 2/32/1 a firma della Consigliera Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/32 a firma dei Consiglieri Vitri, Biancani. Inammissibile.

Subemendamento 2/33/1 a firma della Consigliera Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/33 a firma dei Consiglieri Vitri, Biancani. Inammissibile.

Emendamento 2/34 a firma dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Su questo emendamento voto in modo favorevole perché è un fondo, non è un trasferimento al Comune X o Y, relativo ai trasferimenti ai Comuni per acquisizione di servizi di supporto tecnico finalizzato all’adesione al Patto dei Sindaci. Questo sì che è un emendamento giusto, che soddisfa i criteri di legalità, di imparzialità e di buon andamento.
Tra l'altro l’adesione al Patto dei Sindaci sappiamo che è un percorso istituzionale e anche programmatico importante, che deve e può essere sostenuto dalla Regione Marche, oltretutto le risorse vengono attinte da: spese per la promozione e la valorizzazione prodotti agricoli - amministrazioni locali, spese per la promozione e la valorizzazione prodotti agricoli - trasferimento ad altri soggetti, spese per la promozione e la valorizzazione prodotti agricoli, acquisizione di beni e servizi per la valorizzazione e promozione delle produzioni agroalimentari.
Sono tutte risorse che all’epoca erano state previste tra l’altro dal precedente Assessore all’agricoltura per preparare la sua compagna elettorale, poi è andato in Parlamento, come aveva voluto e previsto.
E’ un emendamento giusto, opportuno, anche se l’ora è tarda, ma la volete fare voi perché evidentemente vi concentrate meglio. Questo capita anche a me, veniamo pagati per questo ed io resisto, quindi se dobbiamo fare le ore piccole, Vicepresidente Saltamartini, io sono sempre del parere che sulle cose bisogna andare fino in fondo …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Consigliere Rossi, lei deve parlare con i suoi colleghi di maggioranza perché gli atti di prepotenza perlomeno con me non funzionano e le assicuro, Consigliere, che noi abbiamo dato una parola, abbiamo contenuto gli emendamenti. Io l’anno scorso ne ho fatti 50 sul Defr, quest’anno ne ho fatto 1 perché avevo dato la parola al Consigliere Marinelli, Presidente della Commissione, e lui lo può confermare. Avevo detto che da parte nostra non ci sarebbe stata la minima attività ostruzionistica, infatti abbiamo visto l’emendamento al Defr, l’avete votato anche voi, gli altri emendamenti erano tutti diretti alla costituzione di fondi indistinti per soddisfare quei requisiti.
Qui non potete trovare un solo un emendamento ostruzionistico, ma un emendamento che possa essere definito, se vogliamo, di parte, di territorio, emendamenti nell’interesse generale, quindi su questo voterò a favore.

PRESIDENTE. Emendamento 2/34. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2/34 bis a firma del Presidente della Commissione. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Visto l'atteggiamento di totale e completa chiusura io con rammarico voto contro.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Menghi, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 2/35 dei Consiglieri Vitri, Biancani. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voterò a favore di questo emendamento perché anche questo prevede un fondo straordinario, non puntuale, a favore dei piccoli Comuni. Vengono bene identificati piccoli Comuni.
Voglio dire al mio gruppo, con il quale mi scuso se magari lo terrò qui qualche minuto in più, che io non sopporto gli atti di prepotenza, a me dispiace essere costretto a fare così perché se c'è un atto di prepotenza io lo pratico fino in fondo a dimostrazione che non mi voglio piegare ad esso,
Capisco che magari qualcuno abbia fretta, ma io non ci posso fare nulla perché potevamo andare a domani, non è stato, quindi continuo imperterrito nel mio modo di fare.
Questo è un fondo straordinario, mi attengo a questo e ovviamente prendo tutto il tempo a disposizione. E’ normale, l’avete voluto voi, …

(interventi fuori microfono)

Fabrizio CESETTI. Tranquilli non mi stanco, come resistenza non c'è nessun problema.
Questo emendamento prevede 50.000 euro nel 2023 e 150.000 euro nel 2024, si tolgono 20.000 euro al Comune di Castelraimondo previsti per il completamento e la sistemazione dell’immobile denominato Lanciano Forum, si toglie il contributo straordinario al Comune di Fermo di 5.000 euro per la compartecipazione ai lavori di rifacimento e adeguamento degli impianti acustici della Parrocchia di Sant'Antonio da Padova, ma vi rendete conto? Giustamente la Consigliera Vitri l’ha tolto. Noi diamo 5.000 euro alla Parrocchia Sant’Antonio da Padova, e che ci fa con 5.000 euro? Poi un contributo straordinario al Comuni di Belvedere Ostrense di 10.000 euro per la riqualificazione dei giardini e della scalinata pubblica, 15.000 euro contributo straordinario al Comune di Petriolo per il rifacimento del parapetto a fioriere della via del Castellano lungo Belvedere dei Sibillini, poi contributo straordinario al Comune di Montegranaro per perseguire il completamento dei lavori al palazzetto dello sport. Voto a favore.

PRESIDENTE. Emendamento 2/35. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 2, così come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo contro questo articolo perché c’è una tabella E che, lo abbiamo detto poc'anzi, non si è mai vista. Ci sono oltre 200 milioni di euro per investimenti, è l’abdicazione degli investimenti e non c'è quasi niente ad esempio per la Provincia di Fermo. La politica degli investimenti abdica a se stessa e si consegna inerme alla tabella E, che è quella dei finanziamenti puntuali, che uccide qualsiasi tipo di programmazione perché sono di per sé estemporanei.
Una tabella E, tra l'altro, che ha accolto al suo interno quegli interventi che denotano un'incapacità a progettare i grandi interventi infrastrutturali, pensiamo alle strade, alle scuole, a tutte le infrastrutture pubbliche, che denotano un’incapacità a programmare, tutte quelle “marchette” elettorali”, è un termine vostro, che noi abbiamo denunciato più volte, per cui c'è stato un mercimonio all'interno della Commissione, almeno fossero uscite dalla Giunta.
Qual è il discorso? E’ questa anche la differenza con il passato che qualcuno disconosce, se quelle proposte fossero uscite dalla Giunta quale sarebbe stata la differenza? Che l'atto di Giunta, il Vicepresidente me lo insegna, viene adottato su una proposta del Servizio competente - vedete, l’Assessore Saltamartini capisce il gioco ed annuisce - sulle proposte dei servizi competenti che assumono la responsabilità gestionale e tecnica dello stanziamento, cioè viene chiesto. Quando finanziai, quello che mi ricordava il precedente Assessore al bilancio, il tirassegno di Montegiorgio … Voto contro.

PRESIDENTE. Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L'articolo 3 rigurda i fondi speciali per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio.
Vedete, non è che io intervengo per perdere tempo, ci mancherebbe, adesso vi spiego - mi rivolgo al Vicepresidente Saltamartini perché è il Vicepresidente ed oggettivamente a differenza vostra il gioco lo conosce - io intervengono non per perdere tempo, ma per spenderlo bene, che è una cosa diversa e dare anche a voi un’opportunità, vi spiego.
Quante volte ho detto prima, l’ho scritto anche nella relazione al Defr, che l'articolo 3 prevedeva, l’ha previsto la Giunta, badate bene, “un fondo speciale per il finanziamento degli oneri correnti derivanti da nuovi provvedimenti legislativi che si perfezionano dopo l’approvazione del bilancio”, c'erano 300.000 euro nell'annualità 2023, 450.000 euro nell’annualità 2024, poi un fondo speciale per il finanziamento degli oneri di investimento, 1.400.000 euro nell'annualità 2023, 438.000 euro nell’annualità 2024, già erano insufficienti, erano talmente insufficienti che in Commissione l’avevo detto, tant’è che gli uffici della Commissione mi avevano ribattuto e con i miei collaboratori avevamo preparato un emendamento per aggiungerli.
Poi, visto quello che avete fatto - il Vicepresidente sa che l’articolo 81, comma 3, della Costituzione prevede che “ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte” - era previsto questo fondo speciale, solo che con la tabella E, per soddisfare le marchette, i fondi correnti sono diventati da 800.000 a 14.500, gli altri da quasi 2 milioni a 500 euro.
Una volta approvata questa legge, sull’articolo 3 il capogruppo Mangialardi farà una noticina al Governo e vedremo che succede perché il Governo sulla legge 19 del Servizio sanitario regionale vi ha fatto le osservazioni che vi facevamo noi, e con la nota gli diremo che di fatto l’abolizione dell’articolo 3 viola l’articolo 81, comma 3, della Costituzione, e sono le stesse indicazioni del Governo.
Il mio non è un intervento ostruzionistico, non è un intervento per perdere tempo, ma per spendere bene il tempo.

PRESIDENTE. Articolo 3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Chiedo la verifica del numero legale, così stanno dentro!

PRESIDENTE. Non possiamo considerare quelli che sono entrati. Quindi, i Consiglieri Ausili, Rossi, Marcozzi non possono essere considerati nella verifica del numero legale.

Presenti: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Bora, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Latini, Livi, Mangialardi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Ruggeri, Serfilippi.
Assenti: Acquaroli, Elezi, Lupini, Santarelli, Vitri

PRESIDENTE. Bene possiamo procedere.
Articolo 4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5.
Emendamento 5/1 a firma del Consigliere Latini. Ritirato.

Subemendamento 5/2/1 a firma della Consigliera Ruggeri, ha chiesto la parola per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Naturalmente voterò favorevolmente questo emendamento che ho spiegato nella relazione.
Velocemente ricordo ai Consiglieri che la Regione comunque dal 2023 ha limitato l'esenzione del bollo per le auto a trazione ibrida e con sorpresa abbiamo appreso che tale agevolazione rimane solo per le auto ibride, quelle più inquinanti, viene tolta proprio a quelle a più bassa emissione di CO2 come le full hybrid e le plugging in.
Con il nostro emendamento chiediamo che l'agevolazione dell'esenzione dal pagamento del bollo auto rimanga per tutte le autovetture di costo inferiore a 35.000 euro più Iva, che emettono meno di 60 g di CO2 per chilometro. Praticamente abbiamo selezionato i parametri che esistono nella legge nazionale perché ci sembrano più rispondenti alle finalità di questa esenzione, cioè andare a premiare chi produce meno CO2. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voterò favorevolmente quest'emendamento, anche qui non per perdere tempo, ma per spenderlo bene perché nelle motivazioni di questo emendamento si dice che l'articolo 5 della legge di stabilità pone dei limiti all’intervento agevolativo a favore dell’acquisto di veicoli nuovi a trazione ibrida, che attualmente è in vigore nella regione Marche, agevolazione consistente nell’esenzione del pagamento del bollo per i primi sei anni dall'acquisto. Sapete chi aveva introdotto questa norma? L’avevo introdotta io da Assessore al bilancio, a quel tempo, quindi non posso essere d’accordo che oggi la si voglia limitare, forse me l’aveva sollecitata il Consigliere Mangialardi, però solitamente io accolgo le sollecitazioni solo quando sono coerenti con i miei obiettivi.
Il limite che viene posto riguarda la potenza del motore espressa in kilovattore. Dice giustamente la Consigliera Ruggeri, dato il progressivo aumento del numero delle auto ibride che vengono immatricolate, è ragionevole oggi porre una limitazione all’incentivo introdotto nel 2017, ma basare tale limitazione sulla potenza del veicolo è del tutto contraria alle finalità che il provvedimento agevolativo voleva raggiungere, ovvero l'incentivo all'acquisto di automobili meno inquinanti rispetto a quelle a motore termico basate esclusivamente sulla combustione dell’idrocarburi.
Consigliera Ruggeri, quando la introdussi questa norma andava in quella direzione, perché ricordo bene che dopo la sua introduzione, l'anno successivo, ci furono mille immatricolazioni in più di auto ibride. Quindi è un risultato importante incentivare oggi l'acquisto di questo tipo di autovetture, che, ahimè, tra l’altro costano più care, ma è un modo diverso per intendere la mobilità e la tutela dell'ambiente. Tra l’altro va anche nella direzione di contenere i costi, anzi sarebbe auspicabile magari dal Governo nazionale qualche misura di sostegno.

PRESIDENTE. Subemendamento 5/2/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 5/2 a firma della Consigliera Ruggeri. Inammissibile.

Articolo 5. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L’articolo 5, sul quale voteremo contro perché è stato bocciato l’emendamento della Consigliera Ruggeri, prevede: “A decorrere dall’1 gennaio 2023, i nuovi autoveicoli con potenza complessiva non superiore a 66 kilowatt con alimentazione ibrida benzina-elettrica o gasolio-elettrica, inclusiva di alimentazione termica o benzina-idrogeno, immatricolati per la prima volta nella regione Marche nel corso dell’anno 2023, sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica regionale per il primo periodo fisso e per le cinque annualità successive”. Perché potenza complessiva non superiore a 66? Prevede altresì: “Dall’applicazione del comma 1 deriva un minore gettito annuo stimato in 1,5 milioni di euro per ciascun esercizio del bilancio di previsione 2023/2025, computato nello stanziamento iscritto con questa legge al Titolo 1 “Etrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa, dello stato di previsione delle entrate è già compensato nello stato di previsione delle spese del bilancio di previsione 2023/2025”.
Quindi, noi che facciamo? Togliamo questa agevolazione per salvaguardare gli equilibri di bilancio dimenticando che gli equilibri di bilancio non possono essere un fine, ma un mezzo per conseguire l'interesse di una comunità. In questo caso dovrebbero essere un mezzo per conseguire che cosa? L’incentivazione all'acquisto di questo tipo di auto che, ripeto, vanno nella direzione di una mobilità sostenibile e ovviamente per dare anche una mano all'ambiente e alla sicurezza stradale. Tra l’altro è notorio che le auto ibride, per questo a me non piacciono, sono meno potenti delle altre, non perché io usi macchine potenti.
E’ stato un errore madornale, primo, aver bocciato l’emendamento della Consigliera Ruggeri, secondo, insistere su questo articolo che comunque toglie dalle tasche dei cittadini marchigiani 1,5 milioni di euro per ammissione consacrata in questo articolo 5. Questa è una cosa ingiusta che non fa bene alla nostra comunità. Votiamo contro.

PRESIDENTE. Articolo 5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6.
Emendamento 6/1 a firma della Consigliera Ruggeri, ha chiesto la parola per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Questa proposta è per l'eliminazione dell'incentivo regionale al rilascio di nuove licenze di caccia. Vorremmo che la tassa di concessione regionale per il rilascio delle nuove licenze sia versata al Centro recupero animali selvatici Cras. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voterò a favore perché questo è un emendamento giusto.
Anche qui, non pensiate che il mio sia un intervento ostruzionistico, per perdere tempo, ma per spendere il tempo e adesso vi spiego perché.
Articolo 6, cosiddetto articolo dell’ex Assessore alle attività produttive ed alla caccia che l’anno scorso - vi ricordate che lamentavo questa cosa qua - aveva previsto che la tassa non fosse dovuta per l'anno di conseguimento dell’abilitazione e per gli anni successivi, sostanzialmente un favore al mondo dei cacciatori, sempre a dispetto dell'ambiente e della tutela della fauna.
La ringrazio Consigliere Cancellieri, io le extrasistele le faccio venire a voi …
Torniamo sull’argomento, per dire che non è ostruzionistico, la Consigliera Ruggeri mette le risorse per il soccorso della fauna selvatica in difficoltà. Voi sapete che il soccorso per la fauna in difficoltà lo fanno i volontari dei Centri di recupero, i quali hanno un rimborso spese, proprio ieri mattina ho ricevuto una telefonata - noi abbiamo la fortuna che viviamo questa nostra attività - di un signore di cui non faccio il nome del Comune di Monte Urano, che fa il volontario in questi centri, che lamentava il pagamento del rimborso.

PRESIDENTE. Emendamento 6/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 6. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voto contro perché non è stato accolto l'emendamento della Consigliera Ruggeri e continuo l'intervento perché non dico fesserie.
Ieri mattina ho ricevuto una telefonata da un volontario che fa l'attività di recupero con la propria autovettura, il quale ha diritto al rimborso spese che viene stabilito “per convenzione” con questi gruppi di volontari, che lamentava addirittura che deve ricevere come rimborso spese la somma di 20.000 euro. Allora dico una cosa: perché diamo le risorse ai cacciatori che ammazzano gli animali e le togliamo o non le diamo ai volontari che recuperano gli animali morti, ma dove stiamo?
E voi pensate che questo mio intervento sia ostruzionistico, ma in che mondo viviamo? C’è un signore di Monte Urano che fa il volontario nei Centri di recupero degli animali, che ieri mattina mi ha telefonato per dirmi. “Assessore, devo ancora prendere 20.000 euro!”, gli ho risposto di mandami una mail e che avrei parolato con il Servizio, cosa che ho fatto.
Per questo non posso votare favorevolmente questo articolo dopo che avete respinto quell'emendamento, magari se fossimo andati a domani mattina avrei potuto parlare con l'Assessore, il quale mi avrebbe rassicurato sulla retribuzione delle spese, e non saremo stati qui a fare ora tarda perché dall'applicazione di questo articolo tra l'altro c'è un importo stimato, pensate un po', di 2.268 euro, roba da matti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Solo per puntualizzare alcune cose perché il Consigliere Cesetti ha fatto molta confusione. Innanzitutto i Cras sono finanziati anche dovutamente, quindi è già presente in bilancio un finanziamento per l’attività di recupero degli animali, poi le risorse del tesserino non vanno ai cacciatori, vanno soprattutto per pagare i danni che la fauna selvatica fa ai campi coltivati ed agli agricoltori. Quindi, vi invito a parlare anche con tanti altri agricoltori che hanno puntualmente, notizia abbastanza diffusa in questi ultimi tempi, devastazioni da parte dei cinghiali, della fauna selvatica in generale, soprattutto dei cinghiali sui campi coltivati, per cui gli agricoltori hanno un risarcimento che viene finanziato dagli Atc, che a loro volta hanno i contributi da parte della Regione attraverso la riscossione dei tesserini dei cacciatori. Alla fine i cacciatori attraverso il pagamento del tesserino, della tassa regionale vanno a finanziare i danni che provengono dalla fauna selvatica. La storia è un po’ diversa rispetto a quella che il Consigliere Cesetti ha appena raccontato.
Questo giusto per puntualizzare e per avere un quadro reale della situazione non fantasioso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Per dire che voterò contro l’articolo 6 e anche per ricordare all'Assessore che questo articolo pesa 1.512 euro, quindi mi sa che gli agricoltori ci fanno poco con una cifra del genere per i danni causati dalla fauna selvatica. Naturalmente anche i Cras ci farebbero molto poco con queste risorse, però di questo stiamo parlando.
E’ un ammiccamento a una clientela chiara, che non è solo dell’ex Assessore all’agricoltura e alla caccia perché abbiamo diversi cacciatori in Giunta. L’anno scorso c'erano dei messaggi video di auguri di Natale nei quali si incensava per una modifica di questo tipo, quindi evidentemente basta poco, basta un occhiolino e i cacciatori sono contenti. Questo è, di questo si sta parlando.
La cifra è irrisoria e chiaramente anche il mio emendamento voleva semplicemente essere uno stimolo, non altro, non cambierà sicuramente le sorti del bilancio regionale una cifra di questo tipo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Io tutto posso accettare meno di essere additato come persona confusa, cosa che per me è un’offesa enorme.

PRESIDENTE. L’Assessore ha detto che ha fatto confusione.

Fabrizio CESETTI. Uno che fa confusione è un uomo confuso.

PRESIDENTE. Replichi così chiudiamo!

Fabrizio CESETTI. Voglio dire all’Assessore di usare le parole giuste perché dire confuso a me … Ho una lucidità che fa paura.
Già gli ha risposto la Consigliera Ruggeri e, a dimostrazione che non sono confuso, preannuncio che domani depositerò un'interrogazione se è vero che devono essere corrisposti ancora i rimborsi spese ai volontari che si dedicano al recupero degli animali selvatici. Domattina la deposito a dimostrazione che non sono confuso, che quando sono qui non sparo fesserie, ma parlo a ragion veduta e parlo a ragion veduta anche quando devo intervenire in siffatta materia perché voi mi date gli argomenti, lo ha detto la Consigliera Ruggeri, in quanto fate una norma che prevede 1.512 euro per il 2023 e 2.268 euro per il 2024, è una prebenda concessa al mondo dei cacciatori, gli agricoltori non c'entrano nulla. Io come l'Assessore Aguzzi sono iscritto ai coltivatori diretti, sono un avvocato coltivatore diretto con tanto di partita Iva e mi dedico, oltre all’attività istituzionale, a fare l’avvocato quando ho tempo, a fare l’agricoltore e ci prendo il tempo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, l’Assessore Antonini.

Andre Maria ANTONINI. Io non ho detto che lei è confuso, ho detto che ha fatto confusione, che in italiano sono due concetti completamente differenti, se ha fatto confusione non significa che è confuso, assolutamente, mi creda, non è corretto quello che ha detto.
Seconda cosa, va bene l’interrogazione però dovrebbe farla al Cras perché il volontario è pagato dal Cras non dalla Regione, la Regione paga il Cras, probabilmente questo volontario ha problemi con il Cras e non con la Regione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. In maniera telegrafica pretenderei che ci fosse rispetto per la categoria venatoria, sia da parte del Consigliere Cesetti che, soprattutto, dalla Consigliera Ruggeri perché non vedo cosa ci sia di male se un Assessore manda gli auguri ai cacciatori.
Vorrei ricordare che i cacciatori, a differenza del vostro leader nazionale, sono tutte persone con la fedina penale pulita, sono persone rispettabili, sono persone che vivono il territorio, quindi dovreste avere rispetto e smetterla di criminalizzare questa categoria. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Rossi, io non criminalizzo i cacciatori, non ci penso minimamente, non criminalizzo i cacciatori perché tra l’altro il mio povero babbo lo era, dico semplicemente che quello è un favore reso ai cacciatori, ed ho detto pure chi l’ha fatto.
Chi criminalizza i cacciatori? Che facciano quello che devono fare all’interno delle regole, che devono rispettare come rispettano, dei piani, dei programmi. Qualche volta fanno attività utili oltre che a loro stessi anche alla collettività, come quando ad esempio vanno a caccia del cinghiale o alle cosiddette caccie in deroga autorizzate e disciplinate, previo parere dell’Ispra, che tra l’altro è obbligatorio, ma non vincolante.
Noi purtroppo di questo ne sappiamo qualcosa, figuriamoci, ingiustamente sono stato più volte additato di fare “dei favori” ai cacciatori, cosa che non ho mai pensato. Addirittura, vi ricordate, l'anno scorso in occasione della discussione della legge di bilancio e della legge di stabilità feci passare in Commissione un emendamento che vietava la caccia con l’arco, quello venne approvato in Commissione, con il plauso del capogruppo Consigliere Ciccioli, perché prevedere la caccia con l’arco, oltre ad infliggere all’animale una sofferenza inutile, è inaccettabile.
Guardate bene, voi non dovete dimenticare una cosa, e la voglio dire a dimostrazione, Presidente, che io non parlo a caso perché la tutela degli animali recentemente è stata inserita in Costituzione, se non sbaglio all’articolo 9, è un inserimento recente e su questo ci ho fatto una mozione a firma del gruppo PD, quindi so di che parlo.
Voi pensate che faccio ostruzionismo, ma non lo faccio, è perché ho argomenti sostanziali, è la differenza che passa tra noi e voi, noi le cose le viviamo, voi le osservate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Per chiarire che il Presidente del Movimento 5 Stelle non ha assolutamente la fedina penale sporca, quindi inviterei il Consigliere Rossi a ritirare quanto ha detto perché non corrisponde a verità.
Detto questo, ci tengo anche a chiarire che in questa assise esistono movimenti politici …, e non è il leader del Movimento 5 Stelle, è necessario che il Consigliere Rossi si aggiorni perché è rimasto indietro di almeno 10 anni.
Detto questo, in quest’Aula ci sono movimenti politici uno diverso dagli altri, con posizione politica diverse sui temi e questo bisogna accettarlo. Non esiste, Consigliere Rossi, il pensiero unico, neanche sulla caccia, quindi se il Movimento 5 Stelle preferisce dare finanziamenti, parliamo di 1.500 euro, ai Cras piuttosto che ai cacciatori per fargli prendere il patentino fatevene una ragione. Bocciate l’emendamento, ma finiamola lì, senza andare a straparlare di cose che c’entrano poco o niente con il tema che stiamo affrontando.
Naturalmente voterò contro l’articolo, Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Casini, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Soppresso.

Articolo 8 bis. (Articolo aggiuntivo)
Emendamento 8 bis/1 a firma dei Consiglieri Biancani, Vitri. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Questo emendamento chiede il finanziamento della legge 15/2028 “Interventi di sostegno per la valorizzazione della cultura fotografica”, annualità 2023, ricordo che la Regione Marche è l’unica Regione d'Italia che ha fatto una legge nel 2018 che valorizza la cultura fotografica, riconosce, in due articoli principali, il 2 e il 3, Senigallia come città della fotografia e tutto il territorio regionale. Sono due anni che non viene finanziato l’articolo 2, ma viene finanziata solamente Senigallia, chiedo nuovamente di finanziare con questi 40.000 euro anche il resto delle Marche, facendo dei bandi pubblici perché la legge non era pensata solo per Senigallia, ma anche per tutto il resto delle Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi votiamo a favore di questo emendamento che, inserito nella legge di stabilità n. 157, va a finanziare una legge regionale, che questo Consiglio ha approvato, e questo è coerente con quello che ho detto da stamattina. Mi sto sgolando, è prioritario finanziare le leggi perché, come ha detto il Consigliere Biancani, sempre molto sintetico ma intelligente, non si può finanziare soltanto Senigallia in quanto si contraddice la finalità della legge dato e se è un finanziamento è puntuale diventa una marchetta, invece finanziare una legge regionale con uno stanziamento significa mettere tutti nella condizione di poter accedere alle risorse, poche o tante che siano. E’ un percorso di equilibrio, predeterminato, di trasparenza, di legalità, di imparzialità, di economicità degli atti che poi si vanno a produrre con quei finanziamenti, quindi soddisfa tutti questi requisiti.
Tra l'altro c’è un ulteriore requisito che soddisfa, quello che ho detto poc'anzi, l’articolo 81 della Costituzione che ci dice che prioritariamente ogni legge deve essere finanziata, ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte e quando si fa una legge di bilancio, la legge di stabilità prioritariamente deve finanziare le leggi regionali perché quello è un obbligo degli articoli 81 e 97 comma 1 della Costituzione, che ci dice che le pubbliche amministrazioni in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico. Una legge definanziata non garantisce l’equilibrio di bilancio perché è definanziata e contraddice il 119.

PRESIDENTE. Emendamento 8 bis/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 9. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per dire che l'articolo 8 non è in votazione perché è stato accettato il suggerimento del Cal che ricalca in pieno l'emendamento firmato da me, che è stato invece bocciato in Commissione, quindi non c'è più l'articolo 8, ma abbiamo votato direttamente l'emendamento 8 bis/1, adesso invece siamo all’approvazione dell'articolo 9, Recepimento di indicazioni del Mef, quindi ci asterremo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Chi di prepotenza agisce di prepotenza se del caso perisce, quindi mi spiace.
Questo è un articolo che accoglie delle richieste del Mef, ma siccome voi non rispettate mai nulla di quello che vi si chiede …, questi non rispettano nulla, rispettano solo quello che credono, poi il Mef, il Governo fanno orecchie da mercante, fanno le raccomandazioni e poi non le verificano, la solita storia, come quella sulla legge 18/2021 e sulla legge 19/2022.
Perché dovrei votare a favore o astenermi su un articolo del genere: “Resta fermo che il tesoriere effettua autonomamente pagamenti senza mandato nei casi previsti dalla legge”, perché? Chi l’ha detto questo? Perché questo avveniene specialmente quando, devo concludere quello che dicevo prima, in questa Regione non si rispetta il principio che impone di finanziare le leggi e di rispettare gli equilibri di bilancio. Ripeto, è il 119 che dice che i Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno autonomia finanziaria e di entrata e di spesa nel rispetto degli equilibri dei relativi bilanci e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
Ovviamente noi possiamo fare una cosa - lo dico per gli uffici, non per me perché sto bene così, se decidiamo di aggiornarci a domani mattina mi assumo l'impegno di non fare alcun intervento, mi impegno e sono un uomo di parola, domani non farò nessun intervento, anzi quegli interventi che magari sono costretto a fare li farà il capogruppo per me. Mi impegno domani a non intervenire mai, c'è un impegno formale da parte mia, però andiamo a domani, ma non per me perché come vedete io sto bene, ho l’acqua, adesso mi faccio portare qualcosa da mangiare e poi posso stare tranquillo, lo dico per voi e per gli uffici. Ribadisco, se sospendiamo e iniziamo domani mattina mi impegno a non intervenire più, altrimenti, purtroppo, mi dovete sopportare e tra l’altro è un bel sopportare perché sono dibattimenti importanti.

PRESIDENTE. Articolo 9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Lupini, Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9 bis.
Emendamento 9 bis/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è un emendamento soppressivo dell’articolo 9 bis che modifica la legge regionale 22/2021, ma la legge regionale 22/2021 l’hanno approvata ieri di fatto e già c’è l'esigenza di modificarla e di inserirla nella legge di stabilità con la scusa, tra l’altro non veritiera, che avrebbe una rilevanza finanziaria? E’ una scusa perché altrimenti, in difetto dell'omnibus, non potrebbe fare ingresso un emendamento del genere nella legge 157, che è la legge di stabilità. Allora, si inventano che: al comma 2 dell’articolo 11 sono soppresse le parole “e 15”; al comma 1 dell’articolo 22 sono soppresse le parole seguenti “al dettaglio”; al comma 3 dell’articolo 56 le parole “della comunicazione prevista per gli esercizi di vicinato” sono sostituite dalle seguenti “del titolo abitativo”;e le parole “della comunicazione stessa” sono sostituite dalle seguenti “dello stesso titolo abilitativo”. Roba da matti, dove sta la rilevanza finanziaria di questo articolo? Poi, alla lettera d) , al comma 6 dell’articolo 68, dopo le parole “applicazione della sanzione di cui all’articolo 72” sono aggiunte le seguenti “comma 3”; al comma 2 dell’articolo 71 le parole “accertato il mancato utilizzo del posteggio nei termini su indicati” sono sostituite dalle seguenti “oltre ai casi previsti dalla lettera a) e dalla presente lettera; il comma 2 articolo 72 è sostituito dal seguente “chiunque eserciti l'attività di commercio su aree pubbliche in aree demaniali senza il titolo abilitativo ed il nulla osta dell'autorità competente è soggetto alla sanzione amministrativa prevista dal comma 3 del presente articolo”.
Questa è la riscrittura della legge, non capisco per quale motivo …, Consigliera Ruggeri, lei è la Vicepresidente della Commissione, mi dovete spiegare per quale misterioso motivo ai miei emendamenti, ai nostri emendamenti, che non avevano una rilevanza finanziaria, c'è stato detto che erano inammissibili, mentro questo sì, mi dite dove sta la rilevanza finanziaria di quello che vi ho detto? Non esiste!
Dopo il comma 5 dell’articolo 72 è aggiunto il seguente “5 bis. Si applica la sanzione amministrativa questa accessoria della confisca della merce e delle attrezzature …”, senza indicare neanche, non lo può indicare, qual è la rilevanza finanziaria, quindi alla fine che fanno “per ogni altra violazione delle disposizionidi questo capo …”, la presa in giro.
Presidente, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Prima di mettere in votazione l’emendamento 9 bis/1 facciamo la verifica del numero legale.

Presenti: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi, Vitri.
Assenti: Acquaroli, Bora, Mangialardi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Pasqui, Ruggeri, Santarelli.

PRESIDENTE. Presenti 23, quindi possiamo procedere.
Emendamento 9 bis/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Vitri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 9 bis. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi votiamo contro l’articolo 9 bis dopo che inspiegabilmente è stato bocciato il nostro emendamento soppressivo.
Ripeto, non si può dire ai Consiglieri regionali voi non potete presentare emendamenti che comportano variazioni alla legge se non hanno una rilevanza finanziaria, non essendo un omnibus la legge di stabilità, questo è giusto, però poi mi dovete dire dove sta la rilevanza finanziaria dell'articolo 9 bis. Alla fine hanno messo un emendamento: “2 bis. Per ogni altra violazione delle disposizioni al presente capo e del regolamento attuativo si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a 1.500 euro”. Tra l’altro questa non è una rilevanza finanziaria, questa è una sanzione che viene indicata, non è la riscossione di una sanzione perché la riscossione ha rilevanza finanziaria, ma non la previsione della sanzione, la sanzione amministrativa è una pena. Allora, non è che si può mettere qui una righetta per rendere ammissibile un articolo che tra l’altro riscrive completamente la legge 22/2021, che avete fatto poc’anzi.
Questa è l’ulteriore dimostrazione che vi siete sbagliati, vi siete sbagliati a farla, non la finanziate. Io non ho capito, ma è la dimostrazione che sono leggi manifesto quelle che avete fatto per coprire il vuoto della vostra programmazione politico-amministrativo. Fate leggi per dire abbiamo fatto l’Atim così facciamo il turismo, però ancora non funziona (c’è un articolo oggi), quindi leggi manifesto come questa, abbiamo fatto la legge sulle attività commerciali, però poi fate delle modifiche che la riscrive completamente. Votiamo contro.

PRESIDENTE. Articolo 9 bis. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri,Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9 ter. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è il gioco delle tre carte, è una specie della storia degli ospedali. Noi mettiamo il finanziamento di 35 milioni per il completamento delle strutture ospedaliere, quali? Tutte, quindi nessuna! Perché come gli serve li prende dalla copertura. Non esiste, non c’è, non è così. Non si possono realizzare tre ospedali e prevedere la stessa copertura per tutti e tre, questa è la stessa cosa. L’articolo dice che “la Regione concorre a titolo di cofinanziamento, fino all’importo massimo di euro 3 milioni - non è uno scherzo - per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, alle compensazioni degli oneri del servizio pubblico sui servizi aerei di linea da e per l’aeroporto di Ancona verso i principali aeroporti nazionali, accettati da vettori all’esito delle relative gare d'appalto europee espletate dall’Enac, ai sensi degli articoli 16 e 17 del Regolamento del Parlamento europeo. La copertura della spesa di cui al comma 1 è garantita dalle risorse iscritte con la presente legge a carico della Missione 10, Programma 04, Titolo 1 dello stato di previsione 2023/2025”. Udite, udite, sapete qual è la Missione 10? Vedete che non faccio ostruzionismo, ma reggo il gioco. Qual è la Missione 10, Programma 04, Titolo 1? Sono le risorse previste nella tabella E, Missione 10, Programma 04 “Contributi straordinari all’Enac per consentire la compensazione degli oneri del servizio pubblico”, quindi si toglie dall’Enac e si mettono qua. Il gioco delle tre carte, carta vince, carta perde, carta perde, carta vince, e alla fine, l'abbiamo detto, finanziamo gli aerei di linea e le risorse sono sempre le stesse.
A chi ha scritto questo articolo faccio i complimenti perché è un artista, un giocoliere del bilancio, alla fine eccolo qua: contributo straordinario all’Enac, quindi noi li togliamo all’Enac e li mettiamo di qua, roba che non si può raccontare, di solito il bilancio lo capisco, ma capisco la politica.

PRESIDENTE. Articolo 9 ter. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9 quater.
Ci sono diversi emendamenti.
Subemendamento 9 quater/1/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Come ha visto, Presidente, c'è poco di ostruzionistico in quello che dico, mi pare che parli di cose serie, perché quando voi fate il gioco delle tre carte, che togliete il soldi all’Enac per darli …, che ostruzionismo è? Dico la verità, che voi non conoscete perché non avete letto il bilancio, altrimenti avreste dovuto avere un sussulto delle vostre coscienze, per forza di cose un sussulto avreste dovuto averlo, ma non l’avete letto.
Questo è un subemendamento che porta a 11.055.000 euro i contributi ai cosiddetti enti gestori dei quali abbiamo parlato a lungo, quegli enti gestori il cui Presidente in un comunicato diramato, pubblico, dice: “Avevamo dimostrato che i rimborsi necessari dovevano essere sui 20 milioni, l’anno scorso abbiamo accettato 14 milioni perché c'era l’impegno per il 2023. Niente di tutto questo, la politica regionale sugli anziani non ha nessun interesse, come pure per tutto il sociale. Solito pianto che lo Stato non ha trasferito fondi per la sanità. Ora noi faremo un comunicato stampa dicendo che saremo costretti ad aumentare le rette”.
Perché è importante questo emendamento? L’ho scritto nel Defr, segno evidente che non faccio ostruzionismo. Voi non potete utilizzare da una parte il fatto che lo Stato non trasferisce per giustificare un bilancio fatto in riduzione e dall’altra non rimborsare gli enti gestori. Anche qui, non potete fare il gioco carta vince, carta perde.
Rimborsare gli enti gestori, che si sono misurati anche nella sfida del Covid, è importante perché sono quelli che gestiscono le aziende del servizio alla persona, sono le Fondazioni private che gestiscono le RsA, le residenze protette. Questo è importante perché le risorse non date agli enti gestori …, che si occupano della parte più fragile della nostra comunità, della popolazione anziana. E’ ingiusto non dare ristori e se non li diamo, tra l'altro, è un pessimo investimento perché se le persone non vengono curate nelle strutture socio-sanitarie vanno in ospedale, vanno ad intasare gli ospedali. E’ questo che dobbiamo capire, che oggi il sostegno alle strutture socio-sanitarie è fondamentale per tutti,. Allora, noi cosa chiediamo?

PRESIDENTE. Subemendamento 9 quater/1/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Lupini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9 quater/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Inammissibile.

Emendamento 9 quater/2 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Penso che ci sia poco da sorridere su un emendamento di questo tipo, anche irridendo chi prova a fare il proprio dovere. Irridete un emendamento come questo rispetto al quale la vostra forza di maggioranza vi consente di votare contro.
Mi rivolgo ancora una volta all'Assessore, lo scorso anno, l’avete detto voi stessi, avete investito 14 milioni di euro per gli enti gestori ed in questo bilancio oltre ai 4/5 milioni, a me risultano 4 milioni, che avete già individuato ce ne mettete altri 6.655.000, questo vuol dire che alla fine della giostra … Si tenga conto, lo dico anche per chi ci ascolta fuori, che queste risorse non fanno riferimento al 2023, riguardano la copertura del 2022 perché nel 2023 non c'è un euro, questo vuol dire che non ci sono finanziamenti per il 2023 ed il 2022 finanziate con un taglio di spesa del 30% gli enti gestori pubblici che assistono i nostri anziani. Questi sono i fatti.
Ora ho provato dentro questa logica – credo - di serietà di un Consiglio regionale, ripeto un po' quello che ho anticipato in sede di Defr, che sostanzialmente replica le parole dette dal Consigliere Cesetti, lo ribadisco, ci sono 16.000 dipendenti nelle strutture pubbliche della regione Marche, 16.000 dipendenti, ed i bilanci, credo che lei da Assessore li abbia conosciuti, sono in grande sofferenza, questi enti presentano nel conto economico perdite quasi consolidate da due bilanci.
Naturalmente tutto questo è a parte rispetto al costo della tariffa, abbiamo inserito 3.345.000 per garantire rispetto al 2020 la stessa cifra. Credo che sia un atto serio approvare un emendamento di questo tipo.
Tenete conto che le risorse che sono state individuate sono attinte dal fondo crediti di dubbia esigibilità, che è esuberante rispetto alla situazione normale. Noi abbiamo messo nel fondo crediti di dubbia esigibilità somme addirittura superiori a quelle che sono le somme obbligatorie. Sarebbe serio, Assessore, riconoscere a queste strutture pubbliche questa somma che pareggerebbe per il 2022 le risorse. Non si va a togliere nulla, ma - ribadisco - riguarda il fondo crediti di dubbia esigibilità che è nettamente superiore al dovuto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Consigliere, ricordo che i 14 milioni erano stati inseriti l'anno scorso, nel 2020 erano 11 milioni, per puntualizzare le cifre. Poi ricordo che queste maggiorazioni sono dovute a un post Covid, speriamo di essere arrivati alla fine, quando molti dei pazienti dovevano stare uno per stanza, mentre prima c’erano più persone in una stanza. Il Covid purtroppo ha imposto dei costi in più, auguriamoci che questa cosa abbia fine, comunque già da febbraio avremo dei confronti con gli enti gestori e non lasceremo nessuno indietro.

PRESIDENTE. Emendamento 9 quater/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 9 quater. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, non so cosa farà il gruppo, però io voterò a favore di questo articolo, nonostante sia stato bocciato il mio emendamento e nonostante sia stato bocciato l’emendamento del Consigliere Carancini.
Avete perso un'ottima occasione per dare maggiore risorse agli enti gestori, perché voterò a favore? Perché nonostante l'inspiegabile, arrogante, incomprensibile respingimento del mio emendamento e dell'emendamento del Consigliere Carancini, comunque questa legge per l'anno 2023 autorizza un contributo straordinario di 6.655.000 euro, che è insufficiente, ma sicuramente è meglio di niente. Io non sono permaloso perché quando bocciate i miei emendamenti a me non interessa nulla, a me spiace per la nostra comunità. In questo caso spiace per gli enti gestori, non è che a me viene qualcosa, non è che per dispetto voto contro ad una cosa che è assolutamente insufficiente, che però è una cosa giusta. Se anche non vengono messe quelle risorse, si mettono 6.655.000 euro a favore degli enti titolari dell'esercizio delle strutture residenziali extraospedaliere e sono risorse necessarie che sono finalizzate, come lo erano i nostri emendamenti, a concorrere alla copertura dei maggiori costi determinati dalla crisi energetica e dal conseguente incremento dell'inflazione nonché del perdurare della necessità di mantenere comportamenti anti pandemici anche dopo la cessazione dello stato di emergenza da Covid 19, questo devono fare.
Ci sono strutture sanitarie che gestiscono queste attività, l’Assessore Saltamartini lo sa bene, in modalità global service con cooperative che tra l’altro garantiscono anche la cosiddetta clausola sociale, quindi il mantenimento del posto di lavoro, molto spesso, per fortuna, con personale altamente specializzato e professionale. Questo vale sia per le aziende di servizi alla persona, molto presenti in provincia di Macerata, sia per le fondazioni, presenti nella provincia di Fermo, nella provincia di Ancona e via dicendo.
Ad esempio le cooperative, che gestiscono in modalità global service, per gli aumentati costi anche energetici hanno chiesto un adeguamento dei contratti, talvolta minacciando anche la rescissione.
Questi contributi sono necessari, quelli che avevamo detto noi erano il minimo, questi sono sufficienti, ma comunque sono qualcosa, quindi voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Brevemente. Ho ascoltato le dichiarazione del Consigliere Cesetti, prima dell'Assessore, che ovviamente è competente in materia per quanto riguarda il finanziamento degli enti erogatori, però bisogna ristabilire la verità, le cose come stanno.
Non è che la Regione non ha fatto uno sforzo, nel 2020 a fine anno proprio per correre incontro alle esigenze legittime e giustificatissime di questi enti gestori, come ho ricordato questa mattina, la Giunta Acquaroli, neo insediata, ha erogato 11 milioni di euro oltre alle rette ordinarie; nel 2021, nella situazione tragica del Covid e di ulteriori costi per il personale aggiuntivo, i costi dei materiali per la prevenzione e via di seguito e del calo del numero dei presenti, addirittura 14 milioni; quest’anno siamo arrivati a 5 milioni più 6 milioni, 5 milioni già erogati e 6 milioni che andranno liquidati in seguito per arrivare a circa 11,5 milioni a ristoro dell’anno 2022, quello in corso.
C’è una trattativa sul 2023 proprio per ascoltare questi enti, domani la struttura tecnica li riceverà per iniziare a fare un dialogo sul futuro, ma parliamo dell'anno 2023, quindi c'è un dialogo aperto.
E’ un tema sensibile su cui io personalmente e l’Assessore siamo sensibilissimi, come Sindaco di Falconara ha seguito il “Gerundini”, quindi conosce la materia dall’interno e non solo dall’esterno. E’ sicuramente un impegno preso e manterremo la parola, poi ovviamente esiste il dettaglio tecnico, esistono i fondi da recuperare. Per esempio l’anno scorso è stato possibile recuperare i fondi europei perché c'era una clausola liberatoria che permetteva di usarli, quest’anno non è possibile.
Sicuramente andiamo in questa direzione, siamo molto sensibili, mi sembra che …, andare oltre e dire adesso dovete accettare questo, no! Nel 2023 noi tratteremo questa partita.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini (in dissendo dal gruppo di appartenenza).

Romano CARANCINI. Presidente il mio voto è in dissenso da quello del gruppo - mi pare che il Consigliere Cesetti abbia dichiarato il voto favorevole - e la motivazione è chiara perché credo che le ragioni che adduce l'Assessore Brandoni non siano comprensibili, non lo sono perché al di là di ogni sofisma, di ogni argomentazione, quello che oggi esce da questo Consiglio regionale nel bilancio …

PRESIDENTE. Fate silenzio, chi deve parlare per favore esca dall’Aula.

Romano CARANCINI. Voglio dire a quello che resta di questo Consiglio regionale, Presidente e Consiglieri, è che avete tagliato il 25% delle risorse che erano nel bilancio scorso relative alle nostre residenze per i nostri anziani. C'è poco da dire, Consigliere Ciccioli, si parla addirittura di trattativa, ma ancora pensiamo che gli enti che fanno questo servizio vengono a lucrare rispetto alla situazione data? Se lo ricorda quello che ha detto prima, che il tema delle tariffe è fermo dal 2005, lo assumete?
Voi ancora una volta raccontate frottole e rinviate, buttare la palla in calcio d’angolo. E’ una cosa seria, i nostri enti sono strumenti determinanti, vi voltate dall'altra parte, non vi chiediamo a nome nostro, sono loro stessi che vi gridano e vi chiedono di poter pareggiare almeno lo stanziamento dell'anno scorso. Lo ripeto per chi non avesse ascoltato bene, queste sono le risorse del 2022, non del 2023. Consigliere Ciccioli, nel 2023 avete messo zero, quindi da questo punto di vista è un tema di grande coscienza anche perché ribadisco che le risorse non vengono tolte a nessuno, non vengono tolte ad altri cespiti utili, è una cosa semplice, ma non perché dovete seguire quello che il Partito Democratico dice o che dico io, lo sottolineo perché è un tema di cui dovremmo farci carico, un Consiglio regionale che non si occupa di questo non ha coscienza. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 9 quater. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Mangialardi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Vitri, (7).
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

(7) Il voto del Consigliere Biancani è contrario.

Articolo 9 quater.1 (articolo aggiuntivo)
Emendamento 9 quater.1/1 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Anche questo ha come riferimento e come destinazione queste strutture, intanto va detto, lo voglio ricordare perché credo che la ricostruzione delle situazioni vada regolarmente fatta, che il governo regionale precedente aveva già fatto sul tema dell'Irap riguardante queste nostre aziende uno sforzo importante, riducendolo mi pare nel 2020 da oltre l'8% al 3,9%.
Il quadro attuale consentirebbe, con un investimento e uno stanziamento molto limitato, di azzerare, quindi ridurre ancora quel 3,9%, che ovviamente si riferisce non ad aziende che fanno profitti, ma ad aziende che curano i nostri anziani. Uno sforzo significativo e dico anche una risposta seria sarebbe quella di poter azzerare l’Irap per queste specifiche destinazioni.
So anche che questi enti, oltre che con noi, hanno parlato con i Consiglieri di maggioranza e rispetto a questo tema hanno avuto non rassicurazioni, ma certamente un interessamento.
Non avete approvato uno stanziamento, questa sarebbe una norma straordinaria per alleviare in maniera temporanea, per un solo anno, le casse di questi enti senza scopo di lucro che, ribadisco, curano i nostri anziani.
Credo che azzerare nel 2023/2024/2025 fino a quando voi governerete questa regione e lo stanziamento ammonta a circa 500.000 euro, io credo che addirittura in assenza dell'altra attenzione e sensibilità sia una scelta importante, una scelta che va nella direzione che attenua la situazione drammatica di tutti questi enti. Penso che possa essere una scelta che verrebbe molto apprezzata complessivamente. Lo ricordo, non sono enti che fanno profitti, questo mi pare assolutamente da ricordare.

PRESIDENTE. Emendamento 9 quater.1/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mangialardi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9 quater.1/2 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Questo lo ritiro, Presidente, perché è un emendamento rispetto al quale in Commissione è stato assicurato che l'aliquota Irap del 3,9% è operativa, ovviamente se così non è chiedo all'Assessore di discuterlo, ma mi pare che anche all'interno del parere dei Revisori vi sia suggellata questa situazione. Riguardava l'ipotesi in cui l'interpretazione di quella modifica fatta dal governo regionale precedente si fermasse agli esercizi 2021/2022. Se c'è questa conferma ovviamente lo ritiro Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. C'è questa conferma, Consigliere Carancini, per il 2023 l'Irap è al 3,9%.

PRESIDENTE. Emendamento 9 quater.1/2. Ritirato.

Articolo 9 quinquies. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Su questo emendamento, sempre a titolo personale, poi il gruppo deciderà, voto favorevolmente perché di fatto è un articolo aggiunto alla legge di stabilità con un emendamento immagino della Giunta perché la ratifica dell'intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per l’istituzionalizzazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome è ai sensi del 117, comma 8, della Costituzione e dell'articolo 21, comma 2, dello Statuto della Regione Marche. Ho invocato più volte la Costituzione in quest’Aula, ci mancherebbe altro che una volta tanto che la rispettate, non la rispettate mai …
Io non voto contro, voto a favore, questo è il comma 1, ovviamente poi l'intesa acquista efficacia dall’entrata in vigore dell’ultima legge regionale di ratifica per cui si confermerà il contributo annuale a favore del Centro interregionale di studi e documentazioni, il cosiddetto Cinsedo della Conferenza delle Regioni. Questa è una struttura importante perché sappiamo bene che la Regione Marche, come tutte le altre, si relaziona con le altre Regioni all'interno di questi importanti organismi, che tra l'altro sono propedeutici per tutte le attività all'interno della Conferenza Stato-Regioni, che danno pareri e talvolta concordano anche quelle che sono le leggi, la ripartizione del fondo sanitario nazionale, che tarda sempre a venire, tant’è che sempre si è costretti, e questo purtroppo è così, ogni volta a fare le assegnazioni provvisorie sulla base dei fondi degli anni precedenti.
Il Cinsedo della Conferenza delle Regioni svolge un'attività molto importante. Peccato che la Regione Marche, l’ha detto la Consigliera Casini all’inizio di seduta, abbia perso la direzione di un importante organismo come Itaca, dove tra l'altro la Conferenza delle Regioni dà delle indicazioni important.
Ripeto, su questo emendamento, che una volta tanto rispetta il dettato costituzionale, quelli che sono i meccanismi interistituzionali tra Regioni, non posso non votare a favore perché è giusto ed opportuno.

PRESIDENTE. Articolo 9 quinquies. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Mangialardi, Marcozzi, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Lupini, Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9 sexies. Abbiamo tre o quattro emendamenti.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo articolo, come si evince bene dal testo, comporta modifiche alla legge regionale 19/2022, che riordina il Servizio sanitario regionale ed entrerà in vigore l’1 gennaio 2023, prevede la soppressione di Asur e di Marche Nord alla data del 31 dicembre 2022 e l’avvio con la persona giuridica delle nuove Ats dall’1 gennaio.
Questa norma, l'abbiamo detto più volte, non è stata impugnata dinanzi alla Corte costituzionale dal Governo, che l’ha interloquita e ha fatto dei rilievi alla Regione, che a sua volta si è impegnata ad accoglierli per evitare l'impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale, la modifica all’articolo 9 sexies.
Qui ad esempio c'era un rilievo specifico, non lo vado a prendere per ragioni di tempo perché non voglio approfittare ulteriormente, da parte del Ministero dell'economia, faceva riferimento ad un parere del Collegio dell’organo di revisione, se non vado errato, allora questa norma viene modificata per accogliere i rilievi del Governo, altrimenti l’avrebbe impugnata.
Il primo emendamento dice che “gli atti sono trasmessi entro 15 giorni dall’adozione”, però a pena di decadenza ci va aggiunto. Va bene togliere l’organo del Revisore o il Collegio dei revisori, va bene perché lo dice il Governo, ma se noi mettiamo alla fine “pena di decadenza”, ovviamente ripristiniamo quella finalità anti-osservazione e la rendiamo compatibile con l’osservazione stessa.

PRESIDENTE. Emendamento 9 sexies/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi questo lo votiamo favorevolmente e l’ho espresso abbastanza dettagliatamente, quindi mi riporto a quanto detto poc’anzi.

PRESIDENTE. Emendamento 9 sexies/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 9 sexies/2/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Questo emendamento è stato riformulato come subemendamento perché l'emendamento che avevo presentato era inammissibile in quanto identico ad uno già presentato da me in sede di discussione della legge 19 e, non essendo passati i sei mesi previsti dal Regolamento, è inammissibile, quindi che ho fatto? Ho pensato bene di modificare la data del 31 dicembre 2022 con il 31 dicembre 2023.
Questo emendamento prevede di posticipare la data di cessazione dell’Asur perché qui c'è un'esigenza e la ravvisano anche le Organizzazioni sindacali, basta vedere quel documento del dicembre 2022 di Cgil-Cisl-Uil che concordano su un fatto, che mandare in vigore questa legge prima della adozione del Piano socio-sanitario sia un errore madornale. Io non ho potuto ripresentare degli emendamenti in tal senso perché sarebbero stati inammissibili, un errore madornale perché il Piano socio-sanitario deve essere l'occasione, è il piano regolatore della sanità. Quindi prima dobbiamo fare quel piano regolatore, che tra l’altro dovrebbe servire a riequilibrare le disuguaglianze che ci sono nei territori in termini di posti letto, di reti cliniche, di risorse umane e strumentali, economiche, quando si è riequilibrato allora sì che si dà la personalità giuridica, perché non ci può essere personalità giuridica, autonomia giuridica, se non c'è autonomia gestionale, organizzativa, economico-finanziaria, altrimenti è una finzione.
Le Aree vaste non potranno competere tra di loro, devono competere sullo stesso piano, una squadra di serie A non può giocare con una squadra di serie C, perché la squadra di serie C perde, non solo perde, il tema è questo, ma nessuno va a vederla e se noi abbiamo un territorio, un’area dove la disuguaglianza è evidente i cittadini non si rivolgeranno lì.

PRESIDENTE. Subemendamento 9 sexies/2/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Lupini, Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9 sexies/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Inammissibile.

Subemendamento 9 sexies/3/1. A firma dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.



(in fase di completamento)

Allegato A

Testo dell’intervento del Consigliere Cesetti, di cui è stata richiesta la pubblicazione in allegato al resoconto della seduta odierna, ai sensi dell’articolo 55, comma 2 del Regolamento interno.

Fabrizio CESETTI (relatore di minoranza della proposta di atto amministrativo n. 42). Il DEFR è un fondamentale ed obbligatorio atto della programmazione generale per le Regioni nel quale queste espongono il proprio programma di Governo nel rispetto del “Principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio” di cui all’allegato 4/1 del D. Lvo 118/2011.
Il DEFR è, quindi, strutturato in: a) Missioni, che rappresentano le funzioni principali e le finalità strategiche perseguite dall’Amministrazione nel medio periodo, anche mediante il ricorso a enti strumentali e società partecipate; b) Programmi, che rappresentano le linee programmatiche e gli indirizzi operativi, volti a perseguire le finalità delle missioni; c) Obiettivi, che rappresentano le azioni concrete che contribuiscono al conseguimento dei risultati attesi dei programmi.
Il DEFR è chiamato dalla legge a definire - all’interno di un processo di analisi, comparata e ordinata, delle politiche e dei piani per il governo del territorio - le linee strategiche dell’Amministrazione e precede il Bilancio di previsione che invece, all’interno del perimetro programmatico disegnato dal DEFR, ne costituisce lo strumento concretamente operativo dal punto di vista finanziario.
Esso in sostanza costituisce, o meglio dovrebbe costituire, il momento più alto e significativo della programmazione regionale che invece, nel Documento oggi alla nostra attenzione, è del tutto assente anche perché, e per l’ennesima volta, nella correlata previsione finanziaria del triennio 2023-2025 non vi è alcuna corrispondenza tra il bilancio ed il DEFR.
Infatti, la Giunta non ha individuato in alcun modo, come era suo dovere, gli obiettivi generali della programmazione economico-sociale e della pianificazione territoriale, né ha stabilito, come pure era suo dovere, le forme e i modi della partecipazione degli Enti locali all’elaborazione dei piani e dei programmi regionali limitandosi ad una mera operazione di copia ed incolla con i documenti degli scorsi anni.
Ha pure dimenticato la Giunta regionale che “il processo di programmazione, si svolge nel rispetto delle compatibilità economico-finanziarie e tenendo conto della possibile evoluzione della gestione dell’ente, richiede il coinvolgimento dei portatori di interesse…” e che “attraverso l’attività di programmazione, le amministrazioni concorrono al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti in ambito nazionale, in coerenza con i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica emanati in attuazione degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione e ne condividono le conseguenti responsabilità”.
Ne costituisce la prova più evidente, di questa perdita di memoria, la protesta delle Organizzazioni sindacali che anche di recente hanno proprio rivendicato, inascoltate, “un ruolo da protagonisti tanto nella programmazione quanto nel monitoraggio della gestione delle risorse straordinarie che la Regione avrà a disposizione” anche con i fondi del PNRR.
Vi è di più in quanto Cgil Cisl e Uil - nel documento del Dicembre 2022 dal titolo #versomarche2025 / Per un nuovo sviluppo delle Marche (Lavoro di qualità, sanità e welfare più forti e più vicini ai bisogni, innovazione, per uno sviluppo sostenibile anche sul piano sociale ed ambientale) – denunciano addirittura che “A due anni di distanza, dall’insediamento di questa Giunta, in un contesto politico e socio economico davvero complicato, Cgil Cisl e Uil ribadiscono l’insussistenza di relazioni sindacali adeguate ad affrontare la situazione attuale e rivendicano come determinante il contributo delle parti sociali tutte, auspicando un nuova stagione di partecipazione come precondizione per rendere più solide le relazioni democratiche”.
Ed anche il Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro nell’esprimere parere sulla proposta di atto amministrativo n. 42/2022 (DEFR) “ritiene opportuno ribadire la necessità di un forte impegno nel metodo della concertazione, sottolineando la necessità di investire in maniera strutturata su percorsi partecipativi con le parti sociali, in un frangente di grande trasformazione e crisi questo diventa un elemento di portata straordinaria per gestirne la complessità”.
Niente di tutto questo invece!
E se, come riportato in parte motiva della DGR di approvazione, il DEFR al nostro esame “costituisce la cornice programmatica della fase centrale della legislatura” (2023-2025) esso non è altro che una ulteriore occasione persa per la Giunta regionale che ancora una volta ha disatteso l’importanza straordinaria di un documento che dovrebbe costituire invece il momento più significativo della programmazione regionale, all’esito di una sintesi politica e programmatica tra ciò che è stato ed è accaduto; tra ciò che è stato fatto e che si doveva e poteva fare; su come giudichiamo le azioni messe in campo; su come intendiamo correggere le azioni amministrative e le decisioni politiche; su quali risorse disponiamo; sulle occasioni perse e non colte.
E questo tanto più oggi all’esito delle gravi emergenze con le quali è stata costretta a misurarsi la nostra Regione.
Nelle linee del DEFR si parla di un contesto sociale, economico, sanitario e ambientale difficile nel quale le Marche si trovano ad operare, senza però indicare la strada per superarlo o attenuarne le conseguenze.
Un contesto difficile del quale il Governo regionale non porta ovviamente alcuna responsabilità in ordine alle cause che lo hanno determinato, ma rispetto al quale del tutto assenti sono state e sono le azioni di competenza per farvi fronte e per avviare serie ed efficaci politiche di sostegno, non potendo ritenersi sufficiente la clausola di stile che “la Giunta regionale si è attivata sia mobilitando le risorse interne (invece inesistenti) sia sollecitando gli atti di livello nazionale, come la richiesta dello stato di emergenza dopo il terremoto che ha interessato la costa marchigiana a partire da novembre).
Un documento di programmazione che possa ritenersi tale “di fronte a questo contesto” non può limitarsi ad affermare che “l’Amministrazione ha innovato profondamente l’approccio, impostandolo al realismo e alla flessibilità operativa in risposta alle esigenze che emergono dal territorio e dalle comunità”! Affermazione che, in una con quella relativa alla presunta, quanto smentita, “applicazione della modalità strutturale della concertazione” ed alla inesistente “apertura sistematica al dialogo con le rappresentanze economiche e sociali della Regione” ben può derubricarsi anche questa a clausola di stile e come tale inadeguata rispetto ai compiti ed ai doveri della politica.
Ancora una volta niente di nuovo rispetto agli scorsi anni se è vero che nel Documento al nostro esame si afferma – prendendo a prestito l’ennesima clausola di stile - che “in continuità con gli scorsi anni, il contesto generale a livello economico e sociale si mantiene complesso e ciò si riflette inevitabilmente anche sugli aspetti finanziari della Amministrazione regionale”, tanto che si ammette che ancora una volta, e per il terzo anno, “la manovra finanziaria regionale 2023-2025 si ispira alla massima prudenza nella programmazione ed allocazione della spesa corrente, considerata la necessità di assicurare la copertura all’incremento di alcune spese obbligatorie strategiche”. Obiettivo, tra l’altro, quest’ultimo reiteratamente disatteso come dimostra il definanziamento di leggi regionali sbandierate come “riforme già avviate in piena coerenza con il Programma di Governo di legislatura” molte delle quali adottate in assenza della necessaria copertura finanziaria, su tutte la riforma del Servizio Sanitario regionale di cui alla L.R. 19/2022, ed in violazione dei principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica che prioritariamente il DEFR dovrebbe garantire.
Ed ancora una volta nel Documento al nostro esame sono del tutto assenti la sostanza programmatica e la strategia politica che ne dovrebbero costituire, rispettivamente, il corpo e l’anima; manca sostanzialmente la voce della politica che invece appare piegata alle ragioni della burocrazia.
Ne è prova quando si ammette che “la manovra di bilancio regionale si aggira su un ammontare di 5 miliardi di euro, per circa tre quarti impegnato nella sanità” e quando ci si arrende all’ordine della burocrazia per la quale “i margini di flessibilità lasciati alla discrezionalità non sono ampi, per l’esigenza di assicurare le spese obbligatorie e riservare risorse in risposta, per quanto possibile, alle esigenze che emergono in un momento così difficile per tutto il territorio e la comunità regionale”.
Risposte ritenute da subito impossibili come risulta evidente dalla mancata previsione nel Bilancio della pur minima risorsa per il territorio e la comunità regionale se è vero che nessun sostegno è stato previsto per il caro energia che ha piegato famiglie ed imprese e nessuna risorsa è stata stanziata per le famiglie ed imprese vittime della furia dei recenti eventi alluvionali che hanno colpito l’anconetano ed il pesarese.
Non vi è chi non veda come le poche risorse previste siano molto riduttive rispetto ad un margine che, detratta la sanità, comunque si aggira su 1,5 miliardi di euro, ma è evidente che questo margine viene trattenuto cautelativamente a dispetto della necessità di liberare risorse per fronteggiare le emergenze del sistema sociale, economico e produttivo che mette seriamente a rischio la coesione sociale.
Anche in questo caso ne costituisce prova evidente, visto che i fondi “sono stati reperiti nell’ambito dell’assestamento di bilancio 2022-2024”, l’accantonamento del fondo crediti dubbia esigibilità “quantificato in € 238.230.870,30, rispetto all’importo accantonato in occasione del rendiconto 2021 pari a € 163.517.502,93”.

Come rileva l’Organo di Revisione, il suddetto “importo è pari a circa il 58,86% della parte complessivamente accantonata, e con aumento rispetto al periodo precedente pari a oltre il 45%”.
Importi questi smodatamente esagerati anche rispetto alle più pessimistiche previsioni.
In sostanza è del tutto assente la visione e la proposta programmatica rispetto alle opportunità che nella nostra Regione devono essere colte ed anche rispetto ai problemi che devono essere risolti.
Quante volte abbiamo detto in questa Aula e scritto in atti istituzionali e politici delle emergenze della nostra Regione e di come esse abbiano determinato un peggioramento delle condizioni lavorative e delle condizioni economico organizzative delle nostre imprese (molte delle quali a conduzione familiare con la particolare, ma assai diffusa, figura del proprietario lavoratore) con uno scivolamento di tante famiglie marchigiane in una situazione di crescente disagio sociale.
I dati Istat mettono in rilievo nella nostra Regione “la scarsa propensione delle imprese marchigiane a migliorare il benessere lavorativo, promuovere iniziative a beneficio dell’ambiente, del territorio e delle comunità, mentre gli indici di vulnerabilità sociale nelle Marche evidenziano criticità crescenti soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne”.
Nel DEFR era necessario programmare, come chiesto in tanti nostri atti ispettivi e dalle OOSS, “criteri di premialità per le imprese che promuovono processi di miglioramento delle condizioni di lavoro, di sostenibilità ambientale e di welfare territoriale, attraverso patti e accordi con i lavoratori”.
Dinanzi ai rischi di inoccupazione e disoccupazione in uno alla scarsa partecipazione ad attività formative sarebbe stato necessario prevedere misure per valorizzare “le capacità delle persone, migliorandone le conoscenze e le competenze attraverso il sistema dell’istruzione e della formazione, recuperando i ritardi, riducendo la dispersione scolastica e promuovendo la riqualificazione dei lavoratori e l’apprendimento permanente degli adulti” (cfr. Doc. OOSS Dicembre 2022).
Questo documento, come anche suggerito (inascoltate) dalle Organizzazioni sindacali, doveva avere “l’obiettivo ambizioso ma necessario di proporre uno sviluppo sostenibile della nostra regione, in grado di ridurre le disuguaglianze a partire da quelle di genere, generazionali, territoriali (con un’attenzione particolare alle aree interne) e di incrementare gli interventi a tutela dell’ambiente, lavorando per la messa in sicurezza di edifici e territori” e con particolare attenzione a: “sanità – welfare; lavoro di qualità (sicuro, stabile e adeguatamente retribuito); investimenti pubblici per una rinnovata politica economica industriale”.

E non ci si può lavare la coscienza affermando che si segue il dibattito sull’autonomia differenziata e si “persegue nella richiesta di adeguate risorse finanziarie per il settore sanitario, strutturalmente sotto finanziato a livello nazionale”.
Ed anche la circostanza che “nel periodo del Covid i sistemi sanitari regionali hanno sostenuto spese che il Governo nazionale non ha proceduto a rifondere completamente” non può essere addotta sempre e ad ogni dove: per i mancati stanziamenti nel bilancio di previsione e, nel contempo, a giustificazione dei mancati ristori agli enti gestori.
E gli enti gestori si occupano della parte più fragile della nostra popolazione che se non adeguatamente assistita e sostenuta nelle strutture socio-assistenziali sarà costretta a rivolgersi alle strutture sanitarie con tutte le prevedibili conseguenze in termini di organizzazione e costi per le famiglie e per il SSR.
Dichiara il Presidente degli enti gestori delle Marche (circa 40 strutture) che “noi avevamo dimostrato che i rimborsi necessari dovevano essere sui 20 milioni; Anno scorso abbiamo accettato 14 perché c’era l’impegno per il 23: Niente di tutto questo. La politica regionale sugli anziani non ha nessun interesse! Come pure per tutto il sociale. Solito pianto che lo stato non ha trasferito fondi per la sanità. Ora noi faremo un comunicato stampa dicendo che saremo costretti ad aumentare rette”,
E, per fortuna, che è stata mantenuta la riduzione dell’IRAP al 3,9% (invece dell’8%) per le Aziende pubbliche di servizi alla persona, così come disposto con L.R. n. 43 del 3/8/2020 adottata su proposta del sottoscritto a quel tempo assessore al bilancio.
L’oggettiva difficoltà di reperire le risorse necessarie per il settore sanitario non ha impedito una riforma in sanità che determinerà maggiori e notevoli costi oltreché sicuri disservizi e sebbene varata ad una invarianza finanziaria censurata pesantemente dal Governo.
Una riforma del Servizio sanitario regionale che doveva essere preceduta dall’adozione del Piano socio-sanitario regionale per un necessario riequilibrio in tutto il territorio regionale in termini di posti letto, risorse umane e strumentali, reti cliniche per superare e porre rimedio alle disuguaglianze sociali e territoriali esistenti.
Un Piano socio-sanitario regionale con il quale la Regione avrebbe dovuto anche promuovere lo sviluppo di una rete ospedaliera efficace, equilibrata sul territorio, coerente con il DM 70/2015 e l’attuazione del DM 77/22, in particolare rispetto allo sviluppo delle case, degli ospedali e degli infermieri di comunità.
La strategia finanziaria per il terzo anno consecutivo risulta assente nonostante la positiva situazione finanziaria ereditata dalla precedente legislatura come comprovato dal rendiconto degli esercizi 2020 e 2021pure ricevuti in eredità con il Bilancio 2020-2022 approvato dalla precedente Giunta regionale e restato sostanzialmente inalterato.
Invero questa Giunta ha ricevuto in eredità bilanci solidi, in equilibrio di cassa e redatti a sostegno di una visione programmatica volta al futuro della nostra Comunità e con essi ha anche ricevuto l’opportunità di concludere le tante progettualità in atto.
Questa Giunta regionale non ha mai varato negli anni precedenti le promesse “manovre integrative” nonostante l’evidenza delle sopraggiunte “nuove esigenze dello scenario economico, sociale e pandemico” ed anche oggi si mostra indifferente e/o impotente dopo che, come osservano le organizzazioni sindacali, “l’irruzione della pandemia sanitaria prima, la guerra e il conseguente aumento anche speculativo del costo energetico poi, hanno determinato il rischio di un peggioramento delle condizioni lavorative e di uno scivolamento dei cittadini marchigiani in una situazione di crescente disagio sociale”.
Questa imperizia è ancora più grave perché non tiene conto, come osservato dalle OOSS, che i dati della crisi del nostro sistema produttivo “indicano come le Marche stiano perdendo l’aggancio con le regioni più avanzate e registrino un arretramento di tutto il sistema economico: tasso di imprenditorialità in calo, crescente acquisizione delle imprese da parte di capitali stranieri, diminuzione del peso delle medie imprese e aumento di quelle ad alta intensità di energia (10 punti superiore alla media nazionale)”.
Si aggiunga che alla crisi economica e dei nostri specifici settori e distretti produttivi - che da oltre 3 lustri morde la nostra Regione tanto che sono state dichiarate 3 aree di crisi complessa (Fabrianese; Piceno-Valvibrata; Fermano-Maceratese) – si sono sommati gli effetti della crisi del credito con il fallimento di Banca Marche; gli effetti e le conseguenze dei terremoti 2016/2017 e, come già detto, l’irruzione della pandemia sanitaria, la guerra, la crisi energetica e la recente drammatica alluvione che ha colpito l’Anconetano ed il Pesarese.
Come pure richiesto dalle OOSS è necessaria “una politica industriale che incentivi i progetti di filiera e di ricerca, che promuova la creazione di reti collaborative, (es. Tavolo della Moda), che concentri ed integri tutte le risorse a disposizione e non le disperda in sovvenzioni a pioggia e che quindi realizzi progetti in grado di aumentare la produttività del sistema economico, creando buona occupazione”.
E’ necessario sviluppare ed attuare la progettualità, condivisa in appositi tavoli interistituzionali, di cui ai progetti di riqualificazione e riconversione industriale delle aree di crisi complessa previo aggiornamento, se necessario, alle mutate esigenze ed all’interno di un percorso condiviso.
Era necessario raccogliere la sfida, tanto decantata quanto poco praticata, della ZES per quelle agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative che possono avvantaggiare le imprese del nostro territorio e ciò al fine di aprire un confronto “sia per individuare i criteri che le modalità di attuazione che per avviare un progetto che guardi ad una visione di sviluppo d’insieme per l’intero territorio regionale” (Doc. OOSS Dicembre 2022).
E’ evidente - anche oggi e più di ieri vista l’assenza di risorse regionali - che l’ unica leva rilevante e determinante per il rilancio e lo sviluppo regionale è rappresentata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) tanto che a pag. 9 dell’atto amministrativo n. 42/2022 si deduce che “Nella descrizione dellee Missioni e dei Programmi del presente DEFR viene esplicitato il ruolo riservato alle risorse ed alla progettualità del Piano Nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR)”.
E se è vero che “secondo i dati recentemente forniti dalla Banca d’Italia, agli enti delle Marche sono state destinate finora risorse per 1,7 miliardi, pari a 1.104 euro pro capite, concentrati negli interventi associati alla missione dedicata all’inclusione e alla coesione sociale nonché a quella relativa alla rivoluzione verde e transizione ecologica” (cfr. Doc. 42/2022), ne discende che il PNRR “è un’occasione storica per diminuire le diseguaglianze, proteggere e rilanciare l’occupazione, accelerare la transizione ecologica e digitale e rafforzare la coesione sociale” (cfr. Doc. OOSS).
In definitiva questa Giunta potrà disporre di ingenti risorse come nessun altro Governo nella storia della Regione Marche ha mai avuto se è vero che, oltre al PNRR, “Il periodo di programmazione 2021-2027, nel quale siamo appena entrati, vede l’attivazione di due importantissimi strumenti (ordinario e straordinario) che vanno a costituire un pacchetto complessivo di stanziamenti di 1.824,83 miliardi di euro, per la UE27…...con un incremento i circa il 66% rispetto alla programmazione ordinaria relativa al periodo 2014-20”.
E per tacere che “la Giunta regionale ha deciso di utilizzare i margini di flessibilità, previsti per le Regioni in transizione e quelle meno sviluppate, che consentono la variazione delle percentuali di cofinanziamento e hanno comportato l’istituzione della c.d. Programmazione complementare”, tutto questo con evidenti vantaggi per le risorse di competenza regionale.
Di questo sembra essere consapevole almeno chi ha redatto il Documento, tanto che nello stesso vengono elencate tutte queste enormi opportunità senza però poter mettere in campo la minima idea sul come utilizzarle, perché questo doveva essere il compito della Giunta che invece non ha saputo e/o voluto svolgere, tanto che, si ammette, “La programmazione delle risorse 2021-27, proprio per l’avvio in contemporanea delle misure straordinarie del PNRR, è partita con un ritardo consistente”.
In definitiva anche in questo anno la totale assenza di programmazione ci consegna un Documento senza un’anima, senza una visione, senza la pur minima idea di come vogliamo che sia la nostra Regione tra vent’anni e quando si afferma che “la Regione ha inoltre costituito un tavolo regionale con le parti sociali, al fine di consentire la partecipazione ed il confronto sull’attuazione, in linea con l’approccio partecipativo e concertativo già adottato dalla regione anche con riferimento alla programmazione comunitaria” si dimentica che sono proprio le OOSS a denunciare nel loro documento del Dicembre 2022 che “A due anni di distanza, dall’insediamento di questa Giunta,...Cgil Cisl e Uil ribadiscono l’insussistenza di relazioni sindacali adeguate…..auspicando una nuova stagione di partecipazione…”.
In sostanza non è dato riconoscere nel Documento alcuna idea e visione programmatica di come dispiegare le risorse del PNRR e quelle della Programmazione 2021-2027 e neanche vi sono idee di come cogliere le tante opportunità ricevute in eredità.
Pensiamo all’enorme mole di risorse ed alla possibilità di investimenti, anche attraverso il ricorso al debito, per colmare i ritardi e il deficit infrastrutturale della nostra Regione nella consapevolezza di quanto le infrastrutture stesse siano un campo sconfinato: treni, aeroporti, porti, scuole, ospedali, fibra, strade, ponti e che investire in esse sia anche l’unica strada per esplorare nuove vie di sviluppo e, più in generale, per tornare a crescere.
Ed allora, quando nel Documento si evidenziano le opportunità per gli interventi infrastrutturali, si doveva assumere la responsabilità di indicare specificatamente gli interventi prioritari, come ad esempio la terza corsia dell’A14 mettendo definitivamente a tacere le insensate ipotesi dell’arretramento utili solo per restare immobili e paralizzati nell’imbuto in cui i territori sono stati cacciati.
Dovevano essere colte senza tentennamenti le opportunità derivanti dalla presa d’atto dell’allora Ministro dello Sviluppo Economico, ed oggi Ministro dell’Economia, che nel definire le Marche “una delle regioni più irraggiungibili d’Italia” ha dichiarato che il “Governo nazionale dovrà assumere le decisioni opportune per superare finalmente queste criticità” e l’attuale condizione della A 14 nel tratto a Sud di Porto Sant’Elpidio è di sicuro per le Marche la più rilevante delle criticità.
Rispetto a questo intervento assolutamente strategico e risolutivo per il sud delle Marche nel DEFR ci si limita alla generica affermazione che “Di fondamentale importanza sarà inoltre la progettazione del completamento a 3 corsie della A14 nel tratto del Sud delle Marche, per la quale ASPI ha già avviato la progettazione di fattibilità tecnico-economica”, dimenticando che occorre concretizzare la sola risposta nell’immediato davvero utile e possibile per la nostra comunità, ovvero la realizzazione in tempi brevi della terza corsia autostradale nel tratto da Porto Sant’Elpidio a Pedaso.
Opera, questa, per cui si sono da tempo espressi favorevolmente il Consiglio dei Ministri e la Commissione parlamentare per le questioni regionali, anche sulla base dei pareri favorevoli della Regione Marche, della Provincia di Fermo e di gran parte dei Comuni interessati, nonché delle positive valutazioni circa l’impatto ambientale da parte degli organi competenti.
Stride con il comune buon senso di come non si voglia cogliere l’opportunità della nascita di un Governo politico, che addirittura ha assunto a modello il Governo di centro destra delle Marche, dove il più importante dei Ministri ha ben consapevole che è necessario assumere tutte le decisioni necessarie “per superare finalmente queste criticità”.
In definitiva se è vero, come è vero e come viene enunciato, che l’Ente Regione dispone di ingenti risorse ci saremmo aspettati, per esse, una progettualità puntuale e, soprattutto, più condivisa perché le relative scelte riguardano e guardano al futuro ed esso non può essere ricondotto nel perimetro delle decisioni solo tecniche vista l’assenza della visione politica che invece dovrebbe mostrarsi ed aprirsi al confronto ed al dialogo con i più.
Nei DEFR degli scorsi anni si ipotizzava una “stagione di profonde riforme” che altro non sono rivelate se non una modalità ed un alibi per coprire le inefficienze del Governo regionale rispetto alla soluzione di tanti problemi che ha dovuto fronteggiare la nostra Comunità all’esito delle emergenze che l’hanno colpita e che sono tuttora in atto, tanto che nell’odierno DEFR si afferma ancora e per l’ennesima volta che questo Governo regionale “prosegue, pertanto, nella proiezione delle attività sul triennio 2023-2025, la implementazione di alcune riforme già avviate”.
Si rivendicando, addirittura, come linee qualificanti l’istituzione di ATIM, ancora non operativa, e SVEM, utili invece soltanto per occupare il potere e commissariare la Politica.

Sono state, invece, approvate soltanto norme-manifesto le cui finalità neanche sono state proposte nel DEFR, né con il Bilancio sono state adeguatamente finanziate tanto che si è fatta incetta di “marchette elettorali”.
E’ questa la dimostrazione di come la Giunta regionale perda troppo spesso la memoria e di come le forze politiche di maggioranza non credano agli atti approvati da questo Consiglio regionale e smentiscano le dichiarazioni da loro fatte e gli impegni da loro assunti in questa sede perché altrimenti non avrebbero dovuto consentire di togliere tutte le risorse, nella annualità 2023, dai Fondi speciali per il finanziamento sia degli oneri correnti che di investimento derivanti da nuovi provvedimenti legislativi al fine di stanziare risorse per la “Tabella E” con assegnazione di milioni di euro di contributi senza progettualità e volti esclusivamente a soddisfare le richieste dei singoli Consiglieri di maggioranza all’interno di una indecorosa spartizione che si voleva addirittura condividere con l’opposizione.
Ed in merito è significativo il parere del CREL quando afferma che non si “investe nel futuro della Regione Marche”.
E se le vergognose parole del Capogruppo Ciccioli sulla Tabella C (ora Tabella E) come “vicenda incredibile… al limite della contestazione penale del traffico di influenze”, pronunciate in questa Aula in occasione del primo bilancio, sono diventate metodo di governo, la “stagione di profonde riforme” declamata più volte si è arresa ancora prima di iniziare e lo ha fatto con disonore.
Ricorderà Ciccioli quando affermava con riferimento a detta Tabella che “grazie a Dio il Presidente Acquaroli ha voluto abolirla”. E, magari per consolarsi, potrà sempre chiedere, Ciccioli, che un Magistrato faccia “indagini con le intercettazioni che oggi si possono fare a posteriori” per “vedere le comunicazioni tra chi ha preso soldi dalla Tabella E” perché, sono parole di Ciccioli, “lì si chiedono i soldi e lì vengono dati.”
Nella mia lunga esperienza politica, a differenza di Ciccioli, non ho mai invocato, e mai invocherò, neanche in quest’Aula, l’intervento di un Magistrato, ma a tempo debito con gli strumenti istituzionali e della politica chiederò conto al Presidente ed alla Giunta regionale delle modalità di stanziamento e di erogazione delle risorse allocate in Tabella E.
Comunque, già in questa sede ho presentato emendamenti correttivi che, pur non modificando i saldi e l’entità delle risorse assegnate alle singole Missioni e Programmi, costituiscono: Fondo per contribuire alle spese relative alle utenze domestiche dei nuclei familiari in condizioni di disagio; Fondo per contributi ai Comuni per manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici; Fondo per contributi ai Comuni per interventi di tutela e valorizzazione dei beni culturali di interesse storico; Fondo per contributi ai Comuni per interventi nelle attività culturali e interventi diversi nel settore culturale; Fondo per contributi ai Comuni per interventi nello sport e nel tempo libero; Fondo per contributi ai Comuni per attività di promozione turistica; Fondo per contributi ai Comuni per la riqualificazione degli spazi pubblici; Fondo per contributi agli Enti locali per manutenzioni straordinarie stradali e nuove opere stradali.
Con un ulteriore emendamento normativo alla legge di stabilità si attribuisce alla Giunta il potere di disciplinare l’utilizzo dei fondi stessi con proprie DGR, previo parere della Commissione assembleare competente.
Infatti, non nego la facoltà per la maggioranza di concedere contributi, né nego il diritto di pretenderli specialmente ove necessario per il bene della Comunità; ma dette facoltà e diritti si devono dispiegare e realizzare all’interno di un percorso di trasparenza che salvaguardi i criteri di legalità, imparzialità e buon andamento.
Per conseguire questi obiettivi è necessario appunto prevedere per ogni Missione un fondo generico che la Giunta assegnerà sulla base di criteri predeterminati e ben definiti ai quali tutti potranno concorrere.
L’aver consentito l’indecoroso mercanteggiare della Tabella E è stato il corrispettivo di un bilancio ancora una volta tecnico e ciò è tanto vero che nel DEFR si afferma testualmente, con un’operazione di copia-incolla con il DEFR dello scorso anno, che “la manovra finanziaria regionale 2023-2025 si inspira alla massima prudenza nella programmazione ed allocazione della spesa corrente, considerata la necessità di assicurare la copertura all’incremento di alcune spese obbligatorie strategiche”.
Ed allora nella dichiarata incapacità di programmare si è pensato bene di soddisfare gli appetiti dei tanti e dei più.
Invece, considerato che il triennio 2023-2025 costituisce la fase centrale e terminale di questa legislatura regionale, sarebbe stata doverosa la presentazione di un Documento che avesse declinato progetti, iniziative e obiettivi con la messa a terra delle correlate risorse affinché il DEFR e lo stesso Bilancio, ancora oggi nuovamente ed ingiustificatamente ridotti a meri adempimenti burocratici, potessero riappropriarsi della loro funzione programmatica di fondamentale importanza per la vita dell’Istituzione e altrettanto fondamentale strumento per la politica che deve guidare l’Istituzione stessa.
In coerenza con il DEFR, si doveva varare una manovra del Bilancio centrale 2023-2025 che, oltre a mantenere invariato il bilancio precedente, così come assestato, doveva e poteva aggiungere risorse per un vasto programma di investimenti legati al governo del territorio, al dissesto idrogeologico e alla difesa della costa, alla viabilità, all’edilizia sanitaria, alla mobilità, all’ambiente, cultura e turismo, alla sicurezza degli edifici scolastici e delle altre infrastrutture pubbliche.
Era necessario programmare il pieno utilizzo delle risorse comunitarie anche per dispiegare nel triennio 2023-2025 tutte le attività previste in termini di investimenti territoriali integrati ricomprendendo la piena attuazione delle Aree di crisi e delle Aree interne (passate da tre a cinque ricomprendendo tutto l’arco appenninico).
Per conseguire questi obiettivi doveva e poteva essere un Bilancio con una cornice espansiva oggi possibile grazie a disposizioni pensate e volute dalle Regioni, ed in particolare dalla Regione Marche, quali il debito autorizzato e non contratto per investimenti e la reiscrizione dell’avanzo vincolato.
Come ricorda, infatti, l’Organo di Revisione “Per l’anno 2023 è autorizzato il ricorso al debito, per far fronte a effettive esigenze di cassa, a copertura del disavanzo di amministrazione derivante da DANC (Debito autorizzato ma non contratto) per finanziare spesa di investimento…” tanto che ci dice il Collegio di Revisione che “Per il finanziamento degli investimenti è autorizzato nel triennio il ricorso all’indebitamento rispettivamente per:
- € 77.703.034,33 per l’anno 2023 (al netto del DANC pari ad € 169.623.110,65. L’importo risultante dal bilancio sarebbe di € 247.326.144,98);
- € 91.237.185,33 per l’anno 2024;
- € 155.901.111,00 per l’anno 2025.”
Per tacere che, come pure ci ricorda l’Organo di Revisione, “L’indebitamento può essere contratto attraverso la stipula di mutui…” e questa è all’evidenza una opportunità per una Regione che negli anni precedenti ha ridotto in modo consistente l’indebitamento.
Avviandomi a concludere, anche in questa occasione devo rilevare che non si scorge nel DEFR e nel Bilancio una visione di futuro, mentre si vede bene che mancano il coraggio delle scelte, la forza delle azioni ed anche la passione della politica, all’evidenza piegata alle ragioni della burocrazia.
Manca in definitiva la determinazione per cogliere le opportunità - pur presenti in un tempo, il nostro, difficile ed avverso - per progettare un futuro possibile, migliore e credibile.
E se il pessimismo della burocrazia che “vede il pericolo in ogni opportunità” vince sull’ottimismo della politica che invece dovrebbe vedere “l’opportunità in ogni pericolo” anche in questa annualità il Bilancio ha perso ed addirittura smarrito la sua funzione che è soprattutto politica in quanto gli equilibri di bilancio, che pure devono essere mantenuti e perseguiti, non possono essere un fine esclusivo ma un mezzo necessario ed una opportunità da cogliere!