Resoconto della seduta n.97 del 20/11/2012
SEDUTA N. 97 DEL 20 NOVEMBRE 2012

La seduta inizia alle ore 10,10.


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 97 del 20 novembre 2012. Do per letto il processo verbale della seduta n. 96 del 13 novembre 2012, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Comunico che:
Sono state presentate le seguenti proposte di legge regionali:
n. 226 in data 15 novembre, ad iniziativa delle Consigliere Giorgi, Ortenzi, concernente: “Promozione di azioni istituzionali contro la violenza sulle donne e contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale”, assegnata alla V Commissione in sede referente;
n. 267 in data 30 ottobre, ad iniziativa del Consigliere Marangoni concernente: “Tutela del Colle dell'Infinito di Recanati. Valorizzazione paesaggistico ambientale e sostegno economico dei luoghi di memoria storica leopardiani”, assegnata alla I Commissione in sede referente e alla II Commissione per il parere di cui all'articolo 69 del regolamento interno;
n. 268 in data 19 novembre, ad iniziativa del Consigliere Latini, concernente: “Controlli regionali sulla qualità e appropriatezza delle prestazioni sanitarie. Modificazioni alla legge regionale 20 giugno 2003, n. 13 ‘Riorganizzazione del sistema sanitario regionale’”, assegnata alla V Commissione in sede referente.
Sono state presentate le seguenti proposte di atti amministrativi:
n. 49 in data 15 novembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Legge regionale n. 24/2011, articolo 4, approvazione del Piano regionale per le politiche giovanili”, assegnata alla I Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali si sensi dell'articolo 11, comma 2 lettera c) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 1 lettera b) n. 2 della legge regionale n. 15/2008;
n. 50 in data 15 novembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Variante al Piano regionale di gestione dei rifiuti: adeguamento del Programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica (approvato con deliberazione amministrativa n. 151/2004) e del Piano regionale di gestione dei rifiuti, (approvato con delibera del Consiglio regionale n. 284/99), relativamente al punto 4,2 “Criteri per la localizzazione di nuovi impianti”. Revoca delibazione amministrativa n. 151/2004. Decreto legislativo 152/06. Legge regionale 25/09”, assegnata alla IV Commissione in sede referente, al Consiglio regionale delle Autonomie Locali ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio dell'economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4 , comma 1, lettera b) n. 2 della legge regionale n. 15/2008;
n. 51 in data 15 novembre, ad iniziativa della Giunta regionale concernente: “Revoca deliberazione n. 34 del 15/11/2011 e approvazione del programma di sviluppo rurale della Regione Marche in attuazione del Reg. CE n. 1068 del Consiglio del 20 settembre 2005”, assegnata alla III Commissione in sede referente, alla II e VI Commissione per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento Interno, al Consiglio delle Autonomie Locali ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera c) della l.r. n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera b) della legge regionale n. 15/2008.
E' stata presentata la seguente proposta di deliberazione (proposta di legge alle Camere):
n. 18 in data 15 novembre, ad iniziativa della Consigliera Giorgi, concernente “Proposta di legge regionale alle Camere "Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e trasmetta per opportuna conoscenza al Consiglio delle Autonomie Locali e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro.
E’ stata presentata la seguente proposta di regolamento interno:
n. 6 in data 14 novembre 2012, ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, concernente: “Modalità di approvazione del bilancio di previsione per l'anno 2013 e sostituzione dell'articolo 28 ter” (iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna).
E' stata presentata la seguente proposta di petizione:
n. 6 in data 15 novembre, ad iniziativa del Comune di Pesaro VI° Quartiere San Bartolo - Il Presidente Massimo D'Angeli, concernente: “Fiorenzuola di Focara, Pesaro. Salvaguardia stabilità centro storico” assegnata alla IV Commissione per conoscenza.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 429 del Consigliere Carloni “Danni nubifragi novembre 2012: deroga patto di stabilità interno”;
n. 430 del Consigliere Marangoni “Attuale inalienabilità del Castello di Brunforte di Loro Piceno”;
n. 431 del Consigliere Latini “Salvaguardia della costa dall'erosione e mareggiate”;
n. 432 del Consigliere Latini “Rispetto del cronoprogramma per il completamento dell'Ospedale di Jesi Carlo Urbani”.
Ha chiesto congedo per la seduta odierna il consigliere Marinelli.

Sull'ordine del giorno.

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti ha condiviso questo percorso: viene saltato il punto 1, vengono evase le tre interpellanze, viene iscritta al punto 2 bis, perché urgente, la mozione n. 360 a firma dei consiglieri Cardogna, Pieroni, Latini, Giorgi, Ricci, poi si prosegue con gli altri atti come da ordine del giorno.
Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Presidente, mi scusi, nella seduta del 22 maggio 2012, io le chiesi di intervenire, rifacendomi ad una istanza già fatta dai Consiglieri Acquaroli e Foschi, perché c'erano delle richieste precedenti al 30 aprile ad uffici della sanità a cui non avevano dato corso.
Le chiedevo di intervenire su chi di dovere, per avere risposte a quelle richieste fatte al Dott. Ruta, all'Assessore alla sanità, il 27 ottobre 2011, ben sette mesi prima del maggio 2012, relativamente a dei report riguardanti le liste di attesa nelle nostre Aree vaste.
Lei rispondeva: “Mi deve segnalare questa cosa per iscritto ed io ne farò oggetto di una lettera abbastanza dura”. La sua lettera è del 24 maggio 2012 al Presidente della Giunta, all'Assessore ed a me per conoscenza, successivamente ci sono state altre richieste, altre e-mail mandate a questi uffici, le posso elencare 14 giugno 2012, 16 luglio 2012.
Presidente lei mi deve dire se dobbiamo fare gli espropri proletari, se dobbiamo tornare a questo, con chi dobbiamo parlare. Io devo capire, l'Assessore è qui ed è il responsabile politico, a me non interessa quello che succede tra Ciccarelli, Ruta e compagnia cantando, non mi interessa più nulla, però lei capisce che da novembre 2011 è passato un anno! Se la Regione della trasparenza e la sanità dell'appropriatezza è questa, ci possiamo fare dei manifesti.

PRESIDENTE. Io ho fatto naturalmente, quello che era in mio potere, purtroppo devo registrare come direbbe lei, che è un noto latinista, tamquant non esset, nel senso che posso fare, come dico spesso, nei confronti degli Assessori, nella fattispecie, dell'Assessore Mezzolani, soltanto un’operazione di moral suasion.
Oltre a questo dico che il Consigliere Natali, mi consenta Assessore, ne avrebbe ben d'onde di esternare la sua indignazione, a meno che il tempo di risposta non corrisponda ai tempi delle liste d'attesa, solo questo giustifica un atteggiamento, non credo nemmeno dell'Assessore, ma della struttura, alla quale, peraltro, va detto, che i Consiglieri regionali hanno il diritto di conoscere gli atti e le strutture hanno il dovere di fornirli, altrimenti assumeremo atteggiamenti ancora più rigidi, perché un anno di attesa non è giustificabile.
Io posso capire, gli uffici sono impegnati, sono il primo a non guardare il giorno su queste cose e mi rendo conto avendo fatto anche l'Assessore che le strutture spesso sono sotto tensione rispetto all'attività, però, è passato un anno e questo non si giustifica; è evidente.
L'Assessore provvederà a chiedere agli uffici di provvedere in tempi rapidi.
Ha la parola il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Due settimane fa avevamo previsto la discussione della mozione n. 416, poi, doveva essere discussa la scorsa settimana ma per una serie di motivi non è stata trattata, oggi è al punto 17 dell'ordine del giorno e io chiedo di metterla in discussione questa mattina, perché dovevamo essere già partiti, qualche settimana fa, con questo impegno che non si è potuto assumere.

PRESIDENTE. La mettiamo dopo gli atti al punto 9 bis, la prima che trattiamo. Bene passiamo alle interpellanze.

Interpellanza n. 41
del Consigliere Marangoni
“Assistenza sanitaria agli stranieri temporaneamente presenti in Italia. Perché questo trattamento per gli stranieri è sempre valido mentre per i disoccupati italiani dura solo un periodo? Perché questa differenza tra il tetto di indigenza per gli italiani e l'accesso alle cure gratuite per gli extracomunitari? Quanto costano alla sanità marchigiana le prestazioni sanitarie per gli immigrati non regolari?”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interpellanza n. 41 del Consigliere Marangoni. Ha la parola per illustrarla.

Enzo MARANGONI. Con questa interpellanza intendo porre il tema dell'assistenza agli stranieri temporaneamente in Italia, perché su questo ci sono degli abusi.
C'è una vera e propria sprecopoli su questo tema della sanità marchigiana.
La mia è una interpellanza che ho proposto a luglio 2012 ed in questi giorni sono stato imitato, ho qui una rassegna stampa, da un Consigliere regionale della Romagna, del PdL, Luca Bartolini, che ha proposto una cosa analoga in Romagna.
In pratica, accade che in un periodo così difficile per l'economia, dove ci sono pesantissimi tagli alla sanità e la chiusura di piccoli ospedali, lo vediamo tutti i giorni nella nostra regione, c'è un vero e proprio abuso nel trattamento sanitario per gli stranieri temporaneamente in Italia, non quelli che sono da anni residenti, ma quelli che risultano temporaneamente presenti in Italia.
L'abuso in cosa consiste: c'è un trattamento privilegiato, in pratica, rispetto a quello di milioni di italiani. Gli abusi sono tali e tanti per cui si è di fatto instaurato un vero e proprio meccanismo di turismo sanitario, specialmente, da alcuni paesi al di là dell'Adriatico. Si arriva, si fanno le cure che servono, comprese quelle dentistiche, e si torna a casa.
Questo è quello che sta accadendo nelle Marche e ci tengo a precisare, tanto per evitare le solite obiezioni che mi immagino potranno venire, che non viene messo in discussione il diritto alla salute, soprattutto, alle cure essenziali di emergenza per gli stranieri, non viene messa in discussione l'assistenza al parto per le donne straniere, ci mancherebbe altro, la Costituzione italiana e la legge nazionale sanciscono questo diritto per tutti, anche per chi è temporaneamente in Italia e non è residente.
Nessuno mette in dubbio il diritto alla salute di tutti, ci mancherebbe, ma quello che dico è che la Regione Marche ha interpretato in modo estensivo la legge nazionale, lo ha fatto con proprie leggi, con propri regolamenti ma, soprattutto, con pratiche attuative che estendono sine die senza termine, di fatto, questo diritto. E' un abuso del diritto. Perché dall'est Europa, ma anche da paesi come la Nigeria, il Marocco ed altri, si viene in Italia e si fa l'immediata iscrizione come STP, significa straniero temporaneamente presente in Italia, questo al fine di poter accedere gratuitamente alle prestazioni sanitarie anche quelle non permesse dalla normativa che alla fine vengono di fatto concesse, senza nessuna partecipazione alle spese, tipo esami di laboratorio o radiografie o prestazioni dentistiche o altro. Al contrario di quanto accade per i marchigiani. Dopo aver usufruito di queste cure mediche, anche molto costose, tornano a casa, ringraziano, perché questo è il paese del ben godi.
Altre volte, invece, accade che restano qui, affascinati da questa regione del ben godi. Loro non pagano nemmeno il ticket e nemmeno la partecipazione alla prestazione, non pagano nulla, pagano tutto i marchigiani con le loro tasse.
Allora visto che il rapporto del Censis rivela che 9 milioni di italiani non possono accedere alle cure sanitarie per mancanza di soldi, io mi chiedo come mai nelle Marche un clandestino o un turista sanitario che viene apposta per fregare lo Stato, la Regione, in questo caso, è trattato meglio di una persona italiana, svantaggiata dal punto di vista economico? Come mai? Ci sono italiani che superano di poco gli 8.000 euro annui lordi, che sono 660 euro lordi mensili, che non hanno diritto all'esenzione che, invece, spetta sempre e in ogni caso agli extra comunitari inclusi i clandestini o a qualunque titolo si trovino in Italia.
Un'altra cosa incredibile è che la Regione Marche, non lo Stato italiano, la Regione Marche permette agli STP, quindi, stranieri temporaneamente presenti, le cure essenziali e continuative tramite accesso diretto senza prenotazione ed impegnativa, cioè, non devono nemmeno fare la prenotazione, nemmeno l'impegnativa, quindi mentre le liste di attesa durano un anno, magari anche due anni per la mammografia, per esempio, o comunque per fare un esame qualsiasi si va mediamente dai tre ai sei mesi, questi signori hanno diritto immediato, senza pagare nulla per la prestazione e senza prenotazione. Allora mi chiedo: come mai c'è questa totale gratuità di queste prestazioni sanitarie e come mai ci sono persone che dopo i sei mesi, a cui hanno diritto per legge, ottengono per legge, previsti anche questi, ulteriori sei mesi? La legge dice che gli STP hanno diritto a sei mesi di queste cure, poi in casi eccezionali, hanno diritto ad altri sei mesi, invece, nelle Marche si va avanti per anni perché i centri preposti danno, con gli amministrativi che sono agli sportelli per queste cose, immagino su indicazione della politica, di fatto l'autorizzazione sine die per anni.
Allora si tratta di capire come mai c'è questa disparità di trattamento tra marchigiani e STP. C'è un vero e proprio abuso, c'è una sprecopoli nell'ambito della sanità e a seguito di questo esposto, di questa interpellanza che ho fatto, chiedo alla Giunta, all'Assessore di rispondere in merito ai nove punti che sono indicati.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Premesso che gli stranieri temporaneamente presenti, sono coloro i quali, non essendo in regola con il permesso di soggiorno, non sono di norma iscrivibili al SSE, per costoro l'art. 35, comma 3 del T.U. (D.lgs. n. 286/1998) prevede che "Agli stranieri non in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque le cure essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva".
Sono in particolare garantiti:
- la tutela sociale della gravidanza e della maternità, a parità di trattamento con le cittadine italiane, ai sensi delle leggi 29 luglio 1975, n. 405, 22 maggio 1978, n. 194 e del Decreto del Ministro della Sanità 6 marzo 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1995, a parità di trattamento con i cittadini italiani;
- la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione sui Diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (L.n. 176 del 27 maggio 1991);
- le vaccinazioni secondo la normativa e nell'ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni;
- gli interventi di profilassi internazionale;
- la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai;
- cura, prevenzione e riabilitazione in materia di tossicodipendenza (Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, emanate con DPR n. 309 del 9 ottobre 1990 (Suppl. Ord. alla G.U. n. 255 del 31 ottobre 1990) e successive modifiche ed integrazioni).
L'individuazione delle cure essenziali è di esclusiva competenza del Ministero della Salute e l'accertamento dell'essenzialità della prestazione, come per l'urgenza, rientra nell'ambito della responsabilità del medico (Circ. Ministero della Salute n. 5 del 24 marzo 2000). E' stato, altresì, affermato dalla legge il principio della continuità delle cure urgenti ed essenziali, nel senso di assicurare all'infermo il ciclo terapeutico e riabilitativo completo riguardo alla possibile risoluzione dell'evento morboso (Circ. Ministero della Salute n. 5 del 24 marzo 2000) anche qui di fronte ai casi che si sono verificati e alle incertezze delle norme di legge c'è stata una Circolare del Ministero della Salute, citata prima. L'articolo 43, del comma 8 del. DPR 394/99 delega alle Regioni italiane l'organizzazione dei servizi sanitari, ovvero la definizione di chi deve fornire l'assistenza sanitaria di base: "le Regioni quindi individuano le modalità più opportune per garantire quelle cure essenziali e continuative, che possono essere erogate nell'ambito delle strutture della medicina del territorio o nei presidi sanitari accreditati, strutture in forma poliambulatoriale od ospedaliera, eventualmente in collaborazione con organismi di volontariato aventi esperienza specifica. Tali ipotesi organizzative, in quanto funzionanti come strutture di primo livello, dovranno comunque prevedere l'accesso diretto senza prenotazione né impegnativa".
Con la Risoluzione A7-0032/2011 (punto 22) il Parlamento europeo invita gli Stati membri "ad assicurare che i gruppi più vulnerabili, compresi i migranti sprovvisti di documenti, abbiano diritto e possano di fatto beneficiare della parità di accesso al sistema sanitario" (punto 5), "a garantire che tutte le donne in gravidanza e i bambini, indipendentemente dal loro status, abbiano diritto alla protezione sociale quanto definita nella loro legislazione nazionale, e di fatto la ricevano”.
L'assistenza sanitaria nei confronti degli stranieri privi di permesso di soggiorno viene erogata attraverso il rilascio del codice individuale STP (Straniero Temporaneamente Presente) che identifica l'assistito per tutte le prestazioni erogabili con finalità prescrittive e di rendicontazione.
Il codice STP viene rilasciato allo straniero privo di permesso di soggiorno a seguito di una dichiarazione, e non autocertificazione, dei propri dati anagrafici (Circ. Ministero della Salute n. 5 del 24 marzo 2000) previa cosiddetta dichiarazione di indigenza, obbligatoria per la concessione del codice STP attraverso cui l'immigrato temporaneamente presente potrà ricevere le prestazioni e pagare il ticket al pari dei cittadini italiani. Il codice STP viene utilizzato per ricevere le prestazioni sanitarie essenziali a parità di condizioni con il cittadino italiano per quanto riguarda le quote di partecipazione alla spesa, quindi, ticket.
La struttura sanitaria deve in ogni caso provvedere anche in assenza di documenti d'identità alla registrazione delle generalità fornite dall'assistito, non solo perché il beneficiario delle prestazioni non può, in linea di principio, rimanere anonimo, ma anche ai fini degli adempimenti dell'articolo 4 del DPR 394/99 e della rilevazione di casi di malattie infettive e diffusive soggette a notifica obbligatoria..
Il codice STP ha validità su tutto il territorio nazionale e durata di 6 mesi - si segnala, ad esempio, che la Regione Veneto ha disposto come periodo di validità 12 mesi rinnovabili - ed è rinnovabile in caso di permanenza dello straniero sul territorio nazionale.
I dati registrati dalla ASL/struttura sanitaria sono riservati e possono essere comunicati solo su richiesta ufficiale scritta da parte dell'autorità giudiziaria.
Quindi si precisa ciò che segue rispetto ai punti 1) e 2) cioè il costo totale stimato degli ambulatori STP è di circa13.000 euro al mese.
Non sono noti i costi dettagliati delle singole prestazioni erogate, né a livello nazionale, né a livello locale, né per gli italiani, né per gli immigrati, infatti proprio per tale motivo per l'assistenza sanitaria ai cittadini residenti si eroga una quota capitale "pesata" onnicomprensiva. .
A tale proposito si segnala che la Regione Marche con l'Agenzia nazionale per i servizi Sanitari sta conducendo un lavoro per la stima dei costi per il macrolivello ospedaliero degli immigrati residenti e STP a confronto con gli italiani.
Proprio attraverso questo lavoro possiamo affermare che per quanto riguarda la principale fonte di spesa, il macrolivello ospedaliero, il numero complessivo dei ricoveri degli immigrati non iscrivibili al SSN, mostra un netto calo ed è passato da 1.282 nel 2006, pari allo 0,4% di tutti i ricoveri effettuati Presso le strutture della regione Marche, a 743 nel 2010, ultimo dato disponibile, pari allo 0,3% del totale dei ricoveri; il costo medio del ricovero è mediamente inferiore del 15% a quello degli italiani e il costo complessivo stimato è pari allo 0,3% del totale dei costi per il macrolivello ospedaliero, di cui circa 1/3 è a carico del Ministero dell'Interno.
Infine si sottolinea che, ai sensi del comma 3 dell'articolo 35 del T.U., il rimborso relativo all'onere delle prestazioni ospedaliere urgenti o comunque essenziali, per malattia ed infortunio, e cioè quelle urgenti erogate tramite pronto soccorso e quelle essenziali, ancorché continuative, erogate in regime di ricovero, compreso il ricovero diurno, cioè il day hospital o in via ambulatoriale sono a carico del Ministero dell'Interno; solamente il rimborso relativo all'onere delle prestazioni di cui al comma 3 dell'articolo 35 del T.U., punti a - f, è a carico della Regione, per le quali la Regione riceve una quota di finanziamento annuale dal CIPE.
Al punto 3) la domanda qui espressa richiederebbe una diversa formulazione nel senso che: le prestazioni sanitarie sono erogate agli STP con le stesse quote di partecipazione alla spesa, a parità con i cittadini italiani, ovvero lo straniero STP paga il ticket al pari degli italiani ed è esonerato dalla quota di partecipazione alla spesa in analogia con il cittadino residente, per quanto concerne :
- le prestazioni erogate a tutela della gravidanza e della maternità secondo il D. M. 10.09.98,
- le prestazioni di prevenzione erogabili attraverso le articolazioni territoriali del Dipartimento di Prevenzione secondo il Piano Nazionale dei Vaccini, screening, prevenzione HIV, (D.M. n.1 febbraio, 1991),
- le prestazioni erogabili in esenzione, secondo i criteri e i limiti previsti dalla normativa in atto per i cittadini italiani, in presenza di patologie croniche, patologie rare e stati invalidanti,
- età/condizione anagrafica (inferiore ai 6 o superiore ai 65 anni), alle stesse condizioni con i cittadini italiani.
A tale proposito si sottolinea che:
- il codice STP non dà diritto all'esenzione dal ticket se non per le stesse condizioni degli italiani, quindi, il rinnovo del codice STP non comporta l'erogazione di prestazioni esenti ticket ad oltranza,
- agli STP non possono essere rilasciati i codici di esenzione E01, E02, E03, E04, E99 come agli italiani in quanto non residenti in Italia e nella Regione Marche. Qualora il cittadino straniero, privo di permesso di soggiorno ed in possesso del codice STP, si trovi in condizioni di indigenza, non potendo avere i suddetti codici di esenzione annuale, può solamente avere il codice di esenzioni X01 che vale esclusivamente per la specifica prestazione effettuata, questo è sancito dal D.M. del 17 marzo 2008. Pertanto non esiste disparità nei confronti dei marchigiani; viceversa esiste una disparità di trattamento a sfavore degli immigrati STP.
Si fa presente che per quanto riguarda l'accertamento del reddito, questo viene effettuato dall'operatore del servizio consultando l'Agenzia delle Entrate per tutti i cittadini residenti attraverso il Sistema TS del Ministero delle Finanze e, quindi purtroppo, in Italia, sfuggono gli evasori fiscali sia italiani che stranieri e i non residenti in Italia. A tale proposito, per indicazioni nazionali, vi sono situazioni di disparità anche tra cittadini italiani in quanto l'esenzione dal ticket spetta per legge ai disoccupati ed ai pensionati al minimo, nonché agli altri soggetti il cui reddito deve essere calcolato tenendo conto della consistenza del nucleo familiare, ma non agli inoccupati.
Per quanto riguarda il punto 4), ne ho già parlato prima. E giungo al punto 5) che la Regione Marche, al fine di adempiere all'articolo 43, comma 8 del DPR 394/99 e in analogia ad altre Regioni e P.A. italiane ha emendato la DGR 1561 del 28.12.2006 al fine di garantire l'assistenza di medicina di base agli STP presso i presidi distrettuali dell'ASUR Marche. Si fa presente che altre Regioni hanno assegnato agli STP il medico di medicina generale, scelta ritenuta legittima dalla Corte Costituzionale con Sentenza n. 299 del 2010. Pertanto la Regione Marche intende continuare a dare piena attuazione alla DGR 1561/2006 al fine di dare un livello minimo di assistenza di base agli STP ai sensi di quelle che sono state le indicazioni nazionali dentro il quadro europeo che abbiamo prima definito.
Si sottolinea che i punti di erogazione di assistenza di base agli immigrati non iscrivibili al SSN sono indispensabili al fine di:
- contenere il ricorso improprio al Pronto Soccorso e al ricovero ospedaliero in urgenza;
- contrastare la diffusione delle malattie trasmissibili, in un'ottica di tutela della salute collettiva;
- evitare al paziente inutili giri con ripetizioni di esami presso vari servizi e naturalmente, qui ci sarebbe uno spreco, in un'ottica di efficacia ed efficienza del sistema;
- evitare costose sanzioni da parte della Commissione Amministrativa Europea. Se non si applicano queste normative.
Si precisa che presso i suddetti ambulatori viene fornita assistenza di medicina generale per un totale regionale di circa 83 ore alla settimana, ovvero 4.980 minuti di assistenza ore alla settimana per una stima di 25.000 pazienti STP adulti e minori ovvero 0,20 minuti di assistenza per settimana disponibile per ciascun immigrato STP, meno di un quarto della disponibilità di assistenza garantita agli italiani, che è di circa 0,90 minuti/settimana/residente; tali dati dimostrano che i cittadini marchigiani non subiscono da questo trattamento un danno o alcuna discriminazione.
Al punto 6) per i motivi sopra esposti, particolarmente al punto 5), gli ambulatori STP sono economicamente sostenibili per la Regione Marche.
Per quanto riguarda i punti 7) , 8), 9) si precisa che agli ambulatori STP accedono in modo diretto e senza impegnativa, così come gli italiani accedono in modo diretto al medico di medicina generale, solamente immigrati non iscrivibili al SSN e non cittadini con regolare permesso di soggiorno che, essendo iscritti al SSN, hanno il proprio medico di medicina generale.
Per tutte le altre situazioni, prestazioni di II livello, di diagnosi e cura si applicano le conduzioni di accesso previste per il cittadino italiano, ovvero tramite prenotazione CUP.
Secondo le indicazioni normative nazionali il codice STP viene rilasciato allo straniero privo di permesso di soggiorno a seguito di una dichiarazione, e non autocertificazione, dei propri dati anagrafici, questo secondo la Circolare del Ministero della Salute n. 5 del 24 marzo 2000, previa cosiddetta dichiarazione di indigenza, obbligatoria per la concessione del codice STP, attraverso cui l'immigrato STP potrà ricevere le prestazioni e pagare il ticket al pari degli italiani; il codice STP ha validità 6 mesi rinnovabili fintanto che persiste tale condizione e pertanto la Regione Marche intende continuare ad attenersi alle indicazioni nazionali del Ministero della Salute e del Ministero dell'Interno,.
Per quanto riguarda il pagamento del ticket. si ribadisce quanto riportato al punto 3), in particolare che attraverso il codice STP l'immigrato potrà ricevere le prestazioni pagando il ticket al pari degli italiani.
In conclusione: l'assistenza fornita agli immigrati STP è di livello nettamente inferiore a quella fornita agli italiani per quanto riguarda la disponibilità di medicina generale, la mancanza di assistenza pediatrica, il minore ricorso al ricovero e la minore intensità di cura richiesta.
La spesa sanitaria è fortemente a rischio di aumentare qualora non venga potenziato l'accesso alla medicina di primo livello per adulti e bambini e alla prevenzione, considerato che i ricoveri in urgenza, il mancato controllo delle malattie trasmissibili, il mancato accesso allo screening, la mancata assistenza pediatrica di base, con conseguenti maggiore durata dei ricoveri e maggior peso dei DRG pediatrici, comportano un aumento dei costi per la sanità nazionale e regionale
Si sottolinea infine che gli operatori del Servizio sanitario regionale ricevono costanti aggiornamenti sulla corretta applicazione della normativa relativa all'assistenza sanitaria agli immigrati attraverso puntuali corsi di aggiornamento e un help-desk telematico svolto dall'Osservatorio sulle Diseguaglianze nella Salute dell'ARS Marche.
Questa è la situazione che sta dentro poi a indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria entro un documento che è stato elaborato dal Ministero della salute in accordo con la la Commissione della Salute e la Conferenza delle Regioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replicare, il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Replico brevemente al poema che ci ha letto poco fa l'Assessore, è un poema, in cui nella prima parte ha ricordato la legislazione esistente, che conosco perfettamente, e nella seconda parte ogni volta che parlava gli si allungava il naso perché sembrava Pinocchio.
Ha parlato di parità di accesso, stesse condizioni degli italiani. Ha detto che non esiste disparità di trattamento, che non c'è nessuna discriminazione per i marchigiani ed il naso gli si è allungato ogni volta. Grandi bugie, grandissime bugie.
Allora lei non è informato che esiste un turismo sanitario vero e proprio, esistono delle reti organizzative, se viene in provincia di Macerata la porto a Civitanova, a Porto Recanati, a Corridonia, dove di fatto esistono delle agenzie non ufficiali, ovviamente, un canale informale che favorisce ed organizza il trasferimento di persone, da alcuni paesi in Italia, per usufruire dei benefici del nostro sistema sanitario e poi tornano a casa. Glieli presento io, se vorrà farmi visita. Altro che bugie come ci ha raccontato finora.
Non ha risposto alla domanda principale che è quella al punto 8. Come la Regione intende ripristinare la durata del STP per un periodo di sei mesi con il solo rinnovo di ulteriori e definitivi sei mesi.
Questo dice la legge e nelle Marche non è applicata perché ci sono casi di STP che durano anni, ci sono stranieri regolari, e non clandestini,. che trovano più conveniente falsificare le informazioni e i dati per continuare ad essere STP, perché è conveniente. Altro che non c'è disparità! La disparità ce l'hanno i marchigiani e gli italiani nei confronti degli STP.
Complimenti per le bugie che ci ha raccontato.

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, va tutto bene, ma il linguaggio … Può non essere d'accordo con quello che ha detto l’Assessore ma prima di parlare di bugie, stia molto attento. No guardi, non siamo in un bar del suo paese, chiaro?

Interpellanza n. 42
del Consigliere Latini
“Grave crisi del turismo”
(Rinvio)

Interpellanza n. 43
del Consigliere Latini
“Rischio idrogeologico dei piccoli comuni marchigiani”
(Rinvio)

Interpellanze n. 42 e n. 43 non è presente il Consigliere interpellante, quindi, passiamo al punto 11 così come d’accordo.

Mozione n. 360
dei Consiglieri Cardogna, Pieroni, Latini, Giorgi, Ricci
“Designazione dell'Area Adriatico–Ionica quale area marina particolarmente sensibile (PSSA) per la prevenzione e gestione degli inquinamenti costieri da navi: una strategia ambientale per la Macro regione”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 360 dei Consiglieri Cardogna, Pieroni, Latini, Giorgi, Ricci. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Mi corre l'obbligo di ringraziare i Consiglieri che con me hanno firmato questa mozione.
Prenderò pochissimo tempo, perché la mozione presentata, che avete nella vostra documentazione, è molto articolata ed anche perché trattiamo di argomenti su cui già questo Consiglio ha dimostrato una grande sensibilità.
L'iniziativa che abbiamo realizzato è finalizzata a migliorare la salvaguardia dell'ecosistema costiero e marino dell'Adriatico, proponendo di elevare gli standard richiesti per la navigazione nell'area Adriatico-Ionica in una ottica internazionale di protezione ambientale.
Preservare l'ambiente dell'Adriatico, migliorare la sua accessibilità e le comunicazioni, sono alcuni obiettivi in agenda della Macro Regione Adriatica.
L'Adriatico e lo Ionio sono mari particolarmente sensibili, vulnerabili per le proprie caratteristiche, sottoposti ad intensi volumi di traffico anche petrolifero, a presenza di oleodotti, di impianti di rigassificazioni di siti hoff-shore per l'estrazione del gas.
Risulta evidente che una efficace difesa di questi ambiti può essere realizzata solo attraverso iniziative promosse su scala di bacino.
Ecco, quindi, che la mozione ha la finalità di promuovere l'avvio di una strategia ambientale per la Macro Regione che si concretizza, soprattutto, nella designazione dell'area adriatico ionica o di sue parti, quali aree marine particolarmente sensibili per la prevenzione degli inquinamenti causati dalle navi.
L'attribuzione dello status di area marina particolarmente sensibile costituisce così un efficace strumento di prevenzione da adottare in settori nei quali siano evidenti i valori caratteristici dell'area e l'esposizione connessa al traffico marittimo internazionale.
Si tratta, quindi, concretamente di attivare le necessarie procedure presso il governo nazionale italiano affinché vengano sensibilizzati i governi nazionali compresi nella Macro Regione tramite l'iniziativa adriatico ionica ed avviate le procedure per la designazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Condivido l'impianto della mozione nella sua interezza, però, devo fare una sottolineatura, che non è una contraddizione e che mi porterà a votare contro, per questo voglio che rimanga agli atti.
C'è il rischio che questa mozione, non nello spirito positivo che è stato illustrato dal Consigliere Cardogna, venga strumentalizzata e piegata ad alcune dinamiche che vedono interessata l'area del Conero, alla quale sono completamente contrario, mi riferisco all'istituzione dell'area marina protetta che sarebbe un flagello per l'economia della nostra costa.
Questa mozione potrebbe essere strumentalizzata e piegata a quel tipo di disegno al quale io legittimamente mi oppongo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Io ho ascoltato ed ho letto la mozione di indirizzo nella sua complessità, su cui sostanzialmente mi ritrovo anche come gruppo socialista.
È chiaro che voglio anch'io puntualizzare, all'amico Cardogna, relatore di questa mozione, che dovrà essere indicato, con grande chiarezza, che questa mozione non riguarda, come ricordava il Vicepresidente Bugaro, la situazione legata all'eventuale costituzione dell'area marina del Conero e quant'altro. Perché, altrimenti, usciamo da questo punto di vista ed entriamo in un aspetto molto più politico, dove dovremmo aprire un confronto, un dibattito forte, rispetto ad una mozione che ha valenza di indirizzo e che io ho firmato.
Sono convinto che l'intento del presentatore della mozione Consigliere Cardogna è legato ad un indirizzo complessivo, ma ho sentito che entriamo nello specifico e su questo io non mi ritrovo, se dovessimo votare, pur rimanendo fortemente legato all'impostazione di carattere generale e di indirizzo, ritirerò la mia firma.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Eusebi.

Paolo EUSEBI. Sarò velocissimo ed intervengo per informare i firmatari ed in primis il Consigliere Cardogna che i timori che esprime il Vicepresidente Bugaro, li capisco, ma non credo che di questo stiamo parlando. Ne parleremo ed eventualmente ci divideremo se viene fuori l'argomento. Informo che noi come "Tutela del mare", e in questo senso va la mozione anche nella sua parzialità, stiamo per firmare una convenzione con i pescatori, i quali verranno forniti di dispositivi per una vigilanza più puntuale del mare e abbiamo attivato un corso, sempre come "Tutela del mare", per i nostri dipendenti regionali affinché possano formare i tecnici comunali, nel caso di deprecabilissime, eventuali emergenze di sversamenti e quant'altro. E' solo una notizia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Io intervengo per dichiarare la mia adesione a questa mozione, mi sembra lodevole l'iniziativa che si spinge a prendere l'Assessorato regionale perché se di Macro Regione parliamo, dobbiamo cominciare intanto a dare dei contenuti a quello che rischia di diventare una scatola vuota.
Se vogliamo dare dei contributi, quale miglior modo che partire dai beni ambientali, dai beni naturali che noi abbiamo, quindi, bene fanno i proponenti quando impegnano la Giunta, il Presidente della Regione ad avviare tutte quelle attività conoscitive per individuare nell'area della Macro Regione Adriatica, tutte quelle aree di particolare pregio, interesse naturalistico che possano essere, in uno scenario europeo e mondiale, luogo di attrazione e attrezzandolo bene, luogo di un turismo colto, di un turismo che venga da noi per motivi precisi perché solo qui, magari, si trovano degli ecosistemi, come ad esempio il mosciolo selvatico di Portonovo che è un presidio slow food e che ha caratteristiche uniche al mondo. Se a queste caratteristiche se ne sommassero altre perché non proteggerle? Cosa dovremmo fare? Proteggere un bene ambientale, un bene naturale, valorizzarlo in un contesto generale di promozione del territorio sarebbe un danno per l'economia? Da quando in qua è questo? Quindi sono fortemente convinto che occorra svolgere una giusta iniziativa all'interno della Macro Regione Adriatica affinché si avvii finalmente anche sul piano turistico, una promozione che abbia un respiro europeo e che guardi al mondo anziché cercare sempre, come si dice, la tempesta nel bicchiere di casa nostra dove è molto più facile dividerci, dove è molto più facile fare emergere i particolarismi, che invece penalizzano il bisogno di un discorso generale complessivo che riguardi anche l'economia.

PRESIDENTE. Mozione n. 360. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Torniamo all'ordine del giorno con il punto 3.

Proposta di Regolamento interno n. 6
Ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Modalità di approvazione del Bilancio di Previsione per l’anno 2013 e sostituzione dell’articolo 28 ter”

(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di regolamento interno n. 6 ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza.
Ha la parola la relatrice Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. L'Ufficio di Presidenza, in ottemperanza al secondo comma dell'articolo 10 del Regolamento interno che stabilisce che l'unico organo competente alla formulazione di proposte di modifica del Regolamento, porta all'approvazione dell'Aula questa modifica che consta di due articoli.
Spiego le motivazioni. La proposta di legge finanziaria e la proposta di legge di approvazione del bilancio annuale e pluriennale, con tutti gli allegati previsti dalla legislazione vigente in materia di ordinamento contabile, in base all'articolo 51, comma 2, dello Statuto regionale delle Marche, devono essere approvate dall'Assemblea legislativa regionale entro il 31 dicembre di ogni anno.
Il Regolamento inoltre all'articolo 28 bis stabilisce termini particolari entro i quali la Commissione competente deve concludere l'esame referente e l'Assemblea stessa deve essere convocata, in sessione di bilancio, per l'approvazione delle due proposte legislative.
La particolare congiuntura economica del presente momento storico, impone alla Regione, invece, di attendere le decisioni del legislatore nazionale relative alla legge di stabilità 2013, per una corretta elaborazione degli atti di programmazione economica e finanziaria regionale.
Pertanto ai fini dell'approvazione del bilancio di previsione regionale per l'anno 2013 appare necessario derogare al dettato regolamentare, svincolando l'approvazione degli atti di programmazione economica e finanziaria dalla rigidità di una tempistica predeterminata. Sto parlando del primo articolo della proposta di modifica di Regolamento. Un articolo che vale solo per l'anno 2013, una modifica che verrà applicata solo per questo anno. Con questa modifica noi abbiamo deciso che la migliore soluzione adottabile, quindi, per superare questa problematica che dovrebbe essere temporanea, è quella di demandare alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi assembleari la programmazione dei lavori relativi all'approvazione del bilancio di previsione per l'anno 2013.
L'articolo 2, invece, è un articolo che modifica il Regolamento, contestualmente quindi, è opportuno prevedere anche la possibilità di una approvazione disgiunta delle proposte di legge relative rispettivamente al rendiconto ed all'assestamento di bilancio mantenendo sempre però la precedenza dell'approvazione della prima rispetto alla seconda, in ossequio ai principi di contabilità pubblica.
Una proposta di modifica di Regolamento dettata dalle necessità contingenti, ripeto, l'articolo 1 è solo per l'anno 2013, invece, l'articolo 2 modifica l'articolo 28 bis del regolamento sostituendolo con questa proposta diventando, quindi, 28 ter.
Chiedo, quindi, l'approvazione all'Aula proprio per una necessità di produrre e di continuare i lavori in Aula nella giusta tempistica.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di Regolamento Interno n. 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Non vedo il relatore della proposta di legge n. 234. C'è la Commissione ancora in corso? (...) Molto male. Non posso fare altro che passare .., però non vedo nemmeno Giancarli che è il relatore della proposta di legge n. 237, allora passiamo al punto sette.

Proposta di legge n. 236
Dei Consiglieri Sciapichetti, Ortenzi, Perazzoli, Traversini, Giancarli, Busilacchi
“Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica”

(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 236 ad iniziativa dei Consiglieri Sciapichetti, Ortenzi, Perazzoli, Traversini, Giancarli, Busilacchi.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. Io, veramente, Presidente pensavo che .. in Commissione non l'abbiamo ancora finita, però sono pronto.

PRESIDENTE. Prego non ho capito?

Luca ACACIA SCARPETTI. Ero rimasto che ci doveva essere ancora un passaggio in Commissione, però …

PRESIDENTE. Di questa proposta di legge? E' iscritta all'ordine del giorno dalla seduta scorsa, allora, non la trattiamo oggi, la cancelliamo e la portiamo la prossima seduta. E' lei il relatore! Però era iscritta dalla volta scorsa ma se però lei dice che non è pronta, io la cancello, non la trattiamo e quando siete pronti la mettiamo all'ordine del giorno.

Luca ACACIA SCARPETTI. Si, la Commissione, adesso non c'è il Presidente, mi ha chiesto di dire ..

PRESIDENTE. La struttura tecnica ha compreso? Non iscriviamo all'ordine del giorno proposte di legge che non hanno concluso l'iter in Commissione come dice il relatore. Perfetto. Direi di passare allora al punto 8 dell'ordine del giorno.

Proposta di legge n. 191
Dei Consiglieri Silvetti, Giancarli
“Sostegno alla Fondazione Chiaravalle Montessori per la valorizzazione del pensiero e dell'opera di Maria Montessori"

(Nuova titolazione) "Interventi per la valorizzazione del pensiero e dell’opera di Maria Montessori”

(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 191 dei Consiglieri Silvetti e Giancarli.
Ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. A dire la verità, pensavo anch'io che si facesse la prossima volta, quindi mi ha trovato un attimo disorientata.
La proposta di legge è molto semplice, composta solo da quattro articoli.
E' nata come sostegno all'attività della Fondazione Chiaravalle Montessori, costituita dal Comune di Chiaravalle dal 2007, per promuovere la figura di una grande donna, che ha dato lustro alla nostra regione, al Paese e al mondo intero: Maria Montessori.
La proposta di legge è stata modificata dalla I^ Commissione ed è stata licenziata all'unanimità. Una legge che concede contributi per divulgare a livello regionale, nazionale ed internazionale il pensiero e l'opera di Maria Montessori.
Non elenco i pregi, le qualità e il grande valore della dottoressa Montessori perché, credo, che tutti conosciamo quanto abbia fatto e quanto abbia promosso nel corso dei tempi, degli anni, attraverso le sue intuizioni, dal punto di vista pedagogico, didattico. Di tutto questo poi se sono avvalse le istituzioni scolastiche, scientifiche, sanitarie.
Rappresenta una delle figure di più alto profilo nel panorama culturale e pedagogico italiano del '900. Ha impostato ed avviato il diritto all'educazione per tutti i bambini ed anche per quella fascia di soggetti diversamente abili, io stessa, ad esempio, ho avuto modo di insegnare per tre anni nell'Istituto Montessori di Fermo e debbo dire che si hanno dei risultati egregi e di alta qualità.
Questa legge prevede un contributo per tutte le attività previste nell'articolo 2, sono, appunto, i contributi regionali per la realizzazione di convegni, di seminari di studio, per il recupero dei testi originari, per ampliare il patrimonio museale ed anche quello librario, per iniziative di carattere didattico, scientifico ed altro. Tutto questo lo potremo fare, lo abbiamo indicato in Commissione, solo dall'anno 2013.
Ringrazio i colleghi Giancarli e Silvetti che si sono prodigati ed hanno sollecitato affinchè questa legge arrivasse sia in Commissione ma soprattutto venisse votata oggi in Assemblea.
L'entità della spesa finanziaria sarà indicata e stabilita con la legge finanziaria, nel rispetto degli equilibri di bilancio. I contributi saranno erogati attraverso criteri e modalità che la Giunta regionale dovrà stabilire dopo aver sentito la Commissione competente.
Ringrazio i colleghi, anche a titolo personale, perché per esperienza posso dire che dell'opera, del lavoro, delle intuizioni di Maria Montessori ce ne siamo avvalsi tutti e credo che per le future generazioni sarà importante avere una documentazione e la possibilità di accedere ad atti e a strumenti per avvalersene.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Marangoni.

Enzo MARANGONI. Concordo con quanto ha detto la collega, è una legge che ha trovato piena unanimità e consenso all'interno della Commissione, quindi, non ho cose particolari da aggiungere. Ringrazio anch'io i colleghi Silvetti e Giancarli per questa felice proposta di legge, è una figura che fa onore alla nostra Regione, quindi, dobbiamo assolutamente valorizzare il pensiero e l'opera di Maria Montessori.
Concordo con quanto detto dalla collega Ortenzi.

PRSIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Capisco che dobbiamo discutere e approvare l'assestamento, quindi, non entro nel merito, ma voglio ringraziare la Presidente della I^ Commissione Consigliera Ortenzi, il relatore di minoranza Consigliere Marangoni ed il primo firmatario della proposta di legge Consigliere Silvetti.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 dei Consiglieri Ciriaci, Silvetti, Giancarli, Acacia Scarpetti, Pieroni, Malaspina, Romagnoli, Marinelli, Massi, Ricci. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Soppresso.

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4/bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 191 così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)


PRESIDENTE. Vedo che la Commissione non ha ancora terminato i lavori, quindi, passiamo alla proposta di legge n. 237.

Proposta di legge n. 237
Ad iniziativa della Giunta regionale
“Interventi in materia di microzonazione sismica”

(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 237 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Siamo in presenza di una proposta di legge della Giunta regionale, una proposta importante che fa seguito ad alcune scelte e decisioni assunte a livello nazionale. E' una proposta significativa perché dà impulso allo sviluppo delle attività connesse con la mitigazione del rischio sismico.
Sono previste risorse, messe a disposizione dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, ed è stato istituito un fondo per la prevenzione del rischio sismico, 44 milioni di euro per l'anno 2010, 145 per l'anno 2011, 195 per ciascuno degli anni 2012, 2013, 2014. Ci troviamo, quindi, di fronte ad un piano nazionale di ampia portata e ritenuto di tale importanza, da essere stato il solo, in questi tempi di tagli, queste non sono mie parole, a non subire rimodulazioni. Sottolineo, in tempi di tagli, per queste risorse non ci sono state rimodulazioni, proprio per il significato profondo ed innovativo che questa legge ha.
Si muove su due filoni di attività, la valutazione della vulnerabilità degli edifici con priorità per quelli strategici e, quindi, interventi per il loro miglioramento sismico, e l'effettuazione degli studi di microzonazione sismica, che consentono di stabilire, in maniera scientifica, se particolari tipologie di terreno producono effetti di amplificazione delle onde sismiche, aumentandone la pericolosità. Si va, quindi, in direzione di quelli che sono gli strumenti urbanistici, che sulla base delle conoscenze tecnico scientifiche, debbono ridurre e, quindi, mitigare il rischio sismico.
Non mi dilungo perché il Vicepresidente Silvetti, relatore di minoranza, valuterà ulteriori aspetti, ulteriori elementi e anche approfondimenti che in Commissione abbiamo fatto.
Per quanto mi riguarda voglio ringraziare il Consigliere Marangoni perché, se non ho capito male, ha ritirato tutti gli emendamenti e, da questo punto di vista, c'è la disponibilità della Commissione ad andare avanti anche su quelle che sono state alcune indicazioni dello stesso Consigliere Marangoni.
Una legge che ha un forte valore tecnico e scientifico e con questo spirito viene proposta e, spero, approvata.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Ho poco da aggiungere. Questa proposta di legge, per quello che ci riguarda, continua il percorso che la nostra Commissione sta ponendo in essere dall'inizio, un'attività rivolta ed attenta a quelle che possono essere le possibilità che la legislazione nazionale ci dà in termini di prevenzione e messa in sicurezza del territorio.
Credo che sia uno degli aspetti più critici e più importati su cui questo Consiglio è chiamato costantemente a pronunciarsi per ottimizzare le risorse che arrivano dallo Stato. Questo tipo di attività coofinanziata da Regione e Stato consente all'ente Regione di dare una risposta con il coinvolgimento di quelle che sono le figure preposte sul territorio, e faccio riferimento all'ordine dei geologi, ed una contestuale formazione di cui la Regione si farà carico.
Con lo studio della microzonizzazione, uno studio specifico rivolto sul territorio, si tende a dare una risposta certa, concreta a quella che è l'esigenza della prevenzione e della messa in sicurezza.
Anch'io colgo l'atteggiamento positivo da parte del collega Marangoni, che in maniera assolutamente puntuale e tecnica, ha sollevato una serie di osservazioni che hanno consentito alla Commissione di svolgere i dovuti approfondimenti, che continueranno anche una volta approvata questa legge. Altro non devo aggiungere.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Ringrazio anch'io i colleghi, il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli ed il relatore di minoranza Consigliere Silvetti.
Su questi temi sono intervenuto varie volte, c'è anche pendente una mia interrogazione la n. 840 dell'11 giugno 2012 alla quale non è ancora giunta risposta. In questa interrogazione affermo un principio fondamentale, ho scritto e lo cito testualmente: "che le mappe di pericolosità sono differenti da quelle di rischio e che la mappatura sismica regionale fornisce solo dati generali, mentre per la progettazione dei manufatti occorre tener conto di altri parametri la cui valutazione è demandata agli enti locali con relativa microzonazione sismica".
Ho lavorato con alcuni geologi ed ho presentato a questa legge sette emendamenti per renderla più puntuale. Ne abbiamo parlato ieri in Commissione ed abbiamo convenuto che in fase di Regolamento attuativo terremo conto di questi sette emendamenti che ho presentato.
Il Regolamento attuativo passerà in Commissione, se non mi sbaglio abbiamo stabilito questo, c'è, infatti, un emendamento in questo senso che, tra l'altro, oltre a richiedere il parere della Commissione competente sul regolamento attuativo, di cui discuteremo, prevede anche una riduzione opportuna da dodici mesi a centoventi giorni, che è il tempo più che sufficiente per fare un regolamento attuativo.
Ho inoltre chiesto in Commissione, e mi è stato assicurato e per questo ringrazio i colleghi, che su questo tema verrà audito l'Ordine dei geologi. Quindi in funzione delle rassicurazioni che mi sono state date sui miei emendamenti, sul regolamento e sul tempo più congruo, più breve per fare il regolamento, ho deciso di ritirare gli emendamenti, ne parleremo, poi, in fase di approvazione del regolamento in Commissione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Camela.

Valeriano CAMELA. A proposito di questa importantissima normativa che sta maturando, il Collegio dei geometri della provincia di Ascoli, con il coordinamento del Presidente del Collegio dei geometri di Ascoli, ed i consigli provinciali dei geometri si sono recentemente riuniti in una bellissima location del nostro territorio, a sud delle Marche. Ho avuto modo di partecipare a questa riunione e di dire anche la mia sull'opportunità di questa normativa.
La tematica è molto importante ai fini della prevenzione e riduzione del rischio sismico. Dopo il tragico evento sismico che ha colpito l'Abruzzo si è sviluppata una forte azione di sensibilizzazione verso la prevenzione sismica che ha portato il Governo, nel 2010, ad individuare importanti risorse economiche da destinare alle Regioni per l'effettuazione degli studi di microzonizzazione sismica e di altri interventi.
Questi studi sono molto importanti perché consentono di suddividere il territorio in base alla risposta, alla sollecitazione delle onde sismiche e, quindi, sono importanti perché consentono di orientare gli interventi edificatori verso le porzioni di territorio a minore pericolosità, oltre che ad intervenire in maniera mitigatoria sugli edifici già realizzati, che insistono in zone con particolare criticità. Quindi, è una importante azione regolamentatoria e dalla individuazione delle aree più protette, dal punto di vista sismico, deriveranno incrementi del valore patrimoniale di questi appezzamenti di terreno, di queste aree di territorio. Quindi, speriamo che i lavori di individuazione e di ripartizione di queste aree di maggiore e minore rischio siano molto affidabili, molto credibili, molto scientifici ed incontestabili, per evitare anche contenziosi che potrebbero emergere nel tempo.

PRESIDENTE. Invito l'Aula ad un maggiore silenzio, altrimenti, non si sentono gli interventi.
Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Condivido anch'io il sostegno a questa legge, è una legge che parte da risorse nazionali, una legge virtuosa che andrebbe applicata a livello di programmazione a tutti gli altri settori della programmazione pubblica e che permetterà, partendo dalle situazioni più a rischio, di mettere in sicurezza questo nostro territorio.
Certamente non vorrei che questi studi realizzassero l'elenco delle aree più appetibili dal punto di vista urbanistico, nel senso che dove non c'è rischio, allora, si fa una bella variante urbanistica perché lì vale la pena di costruire,. Penso che debba essere applicata anche alle zone dove si è costruito per far si che gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione urbana vadano a raggiungere quegli obiettivi, che tra l'altro, noi avevamo confermato sia nelle leggi per il piano casa che per il piano di riqualificazione urbanistica e avevamo messo come premialità e, comunque, come intervento minimo, la stabilizzazione da un punto di vista sismico. Deve essere uno strumento per elevare quelle che sono le conoscenze e anche per indirizzare e migliorare quelle che sono le tecnologie in campo edile.
Una legge positiva che Sinistra Ecologia e Libertà sostiene con entusiasmo.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi io passerei alla votazione. Consigliere Marangoni, prima non ho sentivo, non ho capito se gli emendamenti li ha ritirati o meno (...) Perfetto grazie. Passiamo alla votazione.

Articolo 1.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4.
Emendamento 4/1 del Presidente della Commissione Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 237, emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi.


Proposta di legge n. 234
Ad iniziativa della Giunta regionale
“Rendiconto generale della Regione per l’anno 2011”

Proposta di legge n. 258
Ad iniziativa della Giunta regionale
"Assestamento del bilancio 2012"

(Discussione congiunta)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 234 della Giunta regionale e la proposta di legge n. 258 della Giunta regionale, i relatori di maggioranza e di minoranza di entrambi gli atti sono i Consiglieri Ricci e Zinni. Se siete d'accordo, se l'Aula è d'accordo, direi di trattare i due punti congiuntamente, fare cioè un'unica relazione sia di maggioranza che di minoranza. Non ci sono pareri contrari, quindi la proposta viene accolta. Vi pregherei nel giro di mezz'ora di iscrivervi per gli interventi, così programmiamo i lavori. Questa è una proposta complessa, ha molti articoli, abbiamo bisogno di programmare i lavori, entro mezzogiorno vorrei avere l'elenco dei richiedenti la parola.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Per prima cosa ringrazio la Commissione, dal suo Presidente ai Componenti, ed anche, in relazione al contatto diretto con l'assessorato e con l’Assessore Marcolini, i Dirigenti che danno sempre una mano, perché il lavoro sul rendiconto e sull'assestamento è abbastanza complicato e complesso, tratta di numeri.
Devo dire che il mio partito, ma credo tutta la maggioranza, ha letto con attenzione la relazione della Corte dei Conti rispetto alla rispondenza, alla precisione del rendiconto e si coglie, anche, un giudizio molto positivo sul documento stesso. L'assestamento di bilancio in qualche modo mantiene quell'azione, quella intensità, anche di interventi rispetto al programma, alle priorità indicate nella nostra azione di governo.
L'assestamento assume, come ovvio, il saldo dell'esercizio precedente, ma quello che io voglio dire stamattina, affinché sia chiaro al di la delle parole, non lo voglio dire ad un’Aula già avvertita ed imparata, come si dice, su alcune questioni, ma lo voglio dire ai marchigiani, attraverso la stampa, che sempre presente e puntuale, può riferire ciò che significano i numeri di questo assestamento di bilancio, le cifre, la testa dura dei numeri, come si diceva una volta.
E' un assestamento di bilancio che mette a disposizione della comunità marchigiana, come risorse aggiuntive, una cifra pari a trenta milioni di euro circa.
E' una risorsa consistente, è ovvio che per poterla in qualche modo utilizzare bisogna recuperarla e il recupero a volte avviene anche per vicende fortuite, per contingenze tant'è che di questi trenta milioni di euro, dodici milioni arrivano da una sentenza vinta con l'Api. Altri derivano dalla lotta all'evasione, in modo particolare, dalle tasse automobilistiche per circa sei milioni di euro, dalla riduzione dei costi del personale per circa 1,14 milioni di euro e dagli altri vari aggiustamenti, che non sto qui a riassumere. Sono numeri complicati da leggere nell'analitico ed anche nel dettaglio ed hanno a che fare con trenta milioni di risorse aggiuntive che possono essere utilizzate per la comunità delle Marche.
Le priorità scelte, noi le condividiamo pienamente, vanno ad implementare i capitoli di grande interesse, a partire dai sette milioni per l'Inrca di Ancona. Sono risorse importanti per una realtà come quella dell'Inrca, per la ricerca, per la clinica per l'anziano, in modo particolare, quindi ,sono risorse che tornano nel campo della sanità e del sociale.
Tre milioni circa per l'Aerdorica, tremilioniduecentonovantaseimila per il fondo per la non autosufficienza, queste prime due cifre, a parte l'Aerdorica, segnalano che l'attenzione della Regione Marche rispetto alla sfera del sociale, dei servizi sociali, rimane invariata, anzi, c'è un incremento costante di risorse.
Tremilionicentocinquantamila per l'assistenza residenziale ai disabili, due milioni per l'ecoefficienza energetica, due milioni di euro per il progetto dell'internazionalizzazione, per il turismo unmilioneduecentomila euro, risorse che vengono utilizzate in questi settori.
Sul versante della spesa occorre evidenziare che la Regione Marche sta applicando l'approccio virtuoso di una spending review incisiva ma solidale, già da alcuni anni, ben prima del decreto legislativo degli ultimi mesi, con questo approccio sono state ridotte le spese di funzionamento del personale, come dicevo, giungendo in alcuni casi ad un sostanziale azzeramento degli oneri sostenuti, come il caso della spesa per le consulenze.
Evidente che l'assestamento 2012, non sfugge a nessuno, è chiaro, avviene in un momento in cui non sembra affatto attenuarsi la gravità della crisi economica e finanziaria che ormai dal 2008 ha colpito l'intera comunità nazionale, le Regioni e gli enti locali.
La situazione italiana è migliorata negli ultimi mesi ma resta comunque incerta ed esposta a rischi ancora notevoli. Il paese pur costituendo il settimo sistema economico del mondo e pur vantando il secondo settore manifatturiero, rischia più di altri, essendo penalizzato dal livello elevatissimo del debito pubblico, dalla forte dipendenza economica, dall'andamento del commercio internazionale e dai troppo bassi ritmi di crescita.
In questa situazione anche la finanza regionale resta fortemente condizionata, subisce gli effetti delle manovre governative realizzate negli ultimi anni per far fronte al rischio del default.
E' un fatto che per una riduzione drastica, per non dire azzeramento dei trasferimenti statali, per i vincoli alla spesa posti dal patto di stabilità interno, per i limiti al ricorso al credito per la Regione, gli spazi di manovra sono ormai fortemente ridotti.
Ciò nonostante il 2012 si sta chiudendo nel rispetto degli equilibri di bilancio e nel mantenimento degli stessi livelli di finanziamento per i settori ritenuti prioritari, quelli che poc’anzi ho cercato di elencare, quelli sono prioritari, come ad esempio il sociale, il lavoro, la difesa dei ceti meno abbienti, le attività produttive, la cultura e i giovani.
Sul versante delle entrate pesano sia la rilevante contrazione dei trasferimenti da parte del livello centrale, che la riduzione significativa dei gettiti tributari correttamente quantificata dall’assestamento, in conseguenza dell’ulteriore aggravarsi della situazione economica finanziaria e della conseguente revisione al ribasso del gettito delle entrate tributarie regionali, previsti in sede di approvazione di bilancio di previsione del 2012 nel dicembre 2011. Le variazioni apportate interessano i tributi propri, le addizionali, le compartecipazioni e i tributi erariali, in particolare si evidenziano il minor gettito atteso dalla tassa automobilistica per otto milioni di euro circa, la riduzione della quota regionale dell’accise sulla benzina, per due milioni e mezzo circa. Inoltre diminuisce in modo significativo il gettito atteso sia dalla manovra Irap otto milioni di euro che quello dell’addizionale regionale dell’Irpef unmilionetrecentomila euro. Per entrambi i tributi le previsioni aggiornate sono state assunte sulla base delle ultime stime fornite dal Mef fino al 2013.
Per quanto riguarda le entrate tributarie del 2012, destinate al finanziamento della sanità, Irap, addizionale regionale dell’Irpef e compartecipazione regionale all’Iva, le variazioni riportano un ridimensionamento complessivo di ventidue milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali.
Va tuttavia evidenziato che in questo difficile frangente, la Regione Marche non ha aumentato la pressione fiscale.
Per cui l’assestamento, come dicevo, si compone di quelle cifre che sono state in qualche modo ridistribuite e sono stati implementati quei capitoli.
Io credo che relativamente all’assestamento 2012 sia utile e giusto sottolineare il mantenimento inalterato del finanziamento al sociale, anzi, se noi consideriamo che c’è stato una continua riduzione di trasferimenti, i cosiddetti tagli lineari, aver mantenuto invariato il finanziamento per il sociale, vuol dire aver aumentato e implementato quella spesa che oggi noi possiamo dire è di circa diecimilioni di euro. Mantenere una quota, una cifra su un settore, su un capitolo in evidente riduzione dei trasferimenti dello Stato, comporta aumentare, aggiungere nuove cifre, aggiungere nuove risorse.
Questo è l’altro elemento che si accoppia, in qualche modo, a queste risorse aggiuntive dei trenta milioni di euro.
L’iniziativa più che lodevole che la Giunta regionale, il Governo delle Marche ripeterà anche per quest’anno, è la disponibilità, la messa a disposizione per il sistema degli enti locali e per il territorio delle risorse per il patto di stabilità verticale di circa ottantadue milioni di euro.
Possiamo dare una risposta, se pure in tempo di vacche magre, alla comunità marchigiana nel suo insieme.
Sono stati quattro anni di crisi, siamo riusciti, in qualche modo, a recuperare risorse aggiuntive ed a garantire il patto di stabilità, è ovvio che non possiamo fermarci qui, noi abbiamo bisogno, per il prossimo anno, non solo di utilizzare come elemento compensativo questi trenta milioni spalmati sul 2013 ma di poter discutere in maniera organica, contestuale, intrecciata, il passaggio dell’assestamento con quello del bilancio preventivo e di essere in grado, rispetto alle strette finanziarie che noi troveremo anche nel 2013, di produrre ulteriori risparmi.
Penso al tema della sanità ed alla declinazione puntuale della riforma che abbiamo messo in campo, dolorosa ma da lì possono venire altri risparmi.
Come altri risparmi dovranno assolutamente venire dall’applicazione, non tanto del decreto del Governo sui costi della politica, ma anche da azioni dirette nostre, tant’è che a partire da gennaio prossimo il costo dei Gruppi consiliari si ridurrà del 50%.
Insomma un’attenzione anche alla costruzione di un bilancio preventivo che continua sulla via del risparmio e della razionalizzazione anche per il 2013.
E’ chiaro che, per chiudere e farla breve, noi ci stiamo avvicinando anche alla tornata elettorale, l’approccio del Governo Monti non può più essere solo questo, non può più essere un approccio ai temi del territorio solo attraverso la riduzione dei trasferimenti per far fronte al default, occorre che ci sia un atteggiamento diverso, di costruire insieme il futuro di questo paese, delle Regioni. Occorre che alcuni temi, alcuni servizi ricevano una maggiore attenzione, occorre che accanto ai sacrifici, si torni ad investire sul sostegno ai territori, sull’equità sociale, noi lo chiediamo a questo Governo ma lo chiederemo, senz’altro, anche a quello che verrà.
Votando oggi questo assestamento credo che la comunità marchigiana possa essere in qualche modo consapevole che sul territorio per i cittadini, per i servizi ci saranno risorse aggiuntive, per sostenere, in modo particolare, quei settori sensibili che sono al centro della nostra azione di governo ed allo stesso tempo poter dire ad alcuni Comuni che erano in gravi difficoltà, che potranno godere anche quest’anno del contributo della Regione attraverso le risorse provenienti dal patto di stabilità per circa ottantadue milioni.
Al di là di tante parole, Assessore Marcolini, credo che in questo momento contano i numeri, la crudezza dei numeri, ma in questo caso le risorse aggiuntive possono in qualche modo mettere un segno positivo sull’azione di questa Giunta, di questa maggioranza, negli interessi della comunità delle Marche.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Zinni.

Giovanni ZINNI. Signori Consiglieri devo dire che ho trovato profondamente interessante la relazione della Corte dei Conti al rendiconto generale.
Ora a premessa, come relatore di minoranza, l’onestà intellettuale mi impone di dire che sono dei conti formalmente in regola, quindi, non cercherò di fare un intervento che cerchi di trovare qualche scoop ma un intervento che parli di politica, laddove sembra che gli atteggiamenti degli ultimi tempi portino ad avere un Governo nazionale neocentralista e che, probabilmente, in futuro ci vedrà sempre meno protagonisti di scelte politiche.
La critica principale che mi sento di fare sul rendiconto è quella che la strutturazione dello stesso è articolata su una parte che è attinente la realtà, cioè su quello che effettivamente si è fatto nell’anno in corso, e una parte che ci trasciniamo dal passato. Questa parte che ci trasciniamo dal passato composta: dai residui attivi, dai residui passivi, dalle reiscrizioni, è una mole assolutamente significativa e, forse, ci dice che in passato, in quegli anni la politica ha promesso tutto a tutti. La maggioranza del centro sinistra di questi anni ha cercato di avere un approccio, lo dico francamente ed è una critica squisitamente politica opinabile, ma la penso così, ha avuto un approccio molto assistenzialistico con il territorio. E' stato, addirittura, un assistenzialismo omnicomprensivo, ripeto, si è cercato di mettere dentro il bilancio tutto e il contrario di tutto.
Ora, probabilmente, non è solo colpa della Giunta se ci sono delle lungaggini, la formazione strutturale dei residui attivi e passivi è il frutto di un percorso che non è solo politico, è anche tecnico e comprensivo di mille sfaccettature. Ritengo, però, che questo ci dice chiaramente che, forse, qualcuno ha promesso nel territorio, in ogni Comune, in ogni Provincia, ad ogni associazione di categoria, ad ogni settore, che avrebbe fatto tutto. Questo già di per se è un concetto impossibile, poi se vogliamo aggiungere il trend negativo di trasferimento delle risorse finanziarie avviato con il Governo Berlusconi, con il decreto 78 ed ampiamente sostenuto, rafforzato, moltiplicato, dal Governo Monti con l’appoggio anche del Partito Democratico. Questo sia chiaro.
A livello nazionale questo processo di riduzione dei fondi statali, purtroppo, ha visto coinvolti tutti i partiti di riferimento, è evidente che un margine di legittimità questa operazione ce l’ha per forza, la democrazia non ci può piacere solo quando ne traiamo vantaggio, forse, però, tutta questa riduzione è avvenuta con troppa celerità, senza una riflessione profonda su quelle che sono le strutture della Regione.
Altra critica interessante della relazione della sezione di Controllo della Corte dei Conti è attinente la difficile capacità, la Corte dei Conti usa il termine riconciliazione fra l’analisi dei conti dei bilanci delle Aziende sanitarie con i conti propri della Regione.
Riconosce la Corte che questo avviene per una differenziazione temporale anche della costruzione dei conti stessi, ma è di tutta evidenza che la Regione Marche paga un prezzo politico troppo alto fra quella che è la gestione, individuata dalla Giunta e dalla maggioranza politica di quelle che sono le aziende sanitarie, e quella che è l’attività propria del Consiglio di indirizzo e controllo.
Questo è un rendiconto che non fotografa minimamente, in maniera chiara, quella virtuosità sanitaria che emerge da indici e parametri che sono propri dei bilanci sanitari, quindi, io credo che la riflessione politica sia che questo Consiglio, merita ed ha il dovere, di riappropriarsi un po’ di più della discussione politica in materia di sanità, a maggior ragione oggi, che questo Governo Monti a differenza di quello di Berlusconi, dell’ultimo Governo Berlusconi che non ha tagliato i fondi complessivi della sanità, ha iniziato nell’ambito della spending review a prevedere una riduzione delle risorse sanitarie.
Altra critica importante della Corte dei Conti è sicuramente quella di appropriarsi in maniera più precisa e puntuale del concetto di bilancio di cassa, vale a dire quella parte del bilancio che è attinente le uscite e le entrate reali, fisiche della Regione Marche, rispetto alle entrate e alle uscite per competenza.
Un bilancio costruito sulle competenze può essere anche il libro dei sogni, a fronte di un bilancio di cassa che invece consentirebbe a questo Consiglio, se meglio edulcorato all’interno delle procedure finanziarie di svolgere anche qui un ruolo più forte di controllo e indirizzo anche, e vengo al tema centrale, nell’ambito della programmazione.
Credo che una buona programmazione sia quella di dire al cittadino, all’associazione di categoria, a tutti quei soggetti che sono interessati ai nostri conti, che un buon modo di programmare è quello di dire che fra la programmazione di competenza e il bilancio di cassa ci si discosta molto poco, fra ciò che dico di fare e ciò che sono in grado di fare il dislivello deve essere poco, altrimenti, un rendiconto generale e tutti gli atti derivati e consequenziali non sono credibili. La virtuosità della Regione Marche, se non impara a creare una grande operazione di trasparenza e soprattutto chiare intenzioni politiche prima, fra la programmazione e la cassa, rischia di rimanere solamente una virtuosità che ci può far comodo, quando si va a trattare con il Governo, e di questo ne do atto alla maggioranza che fa bene a rivendicare la sua virtuosità sanitaria nei tavoli nazionali, ma un’altra cosa è dire al cittadino se determinati reparti rimarranno, se determinate prestazioni sanitarie rimarranno e soprattutto se e quali presidi ospedalieri rimarranno. Discussione che questo rendiconto ci dice chiaramente di iniziare, chi inizia bene è a metà dell’opera, se questo Consiglio anticipa questo tipo di discussioni forse farà un’opera buona.
Sul piano delle entrate c’è da dire che la Corte riconosce un miglioramento della lotta all’evasione, ma io vorrei ricordare che ci sono, comunque, settecentoundici quasi settecentododici milioni di euro di tributi da riscuotere, e credo che prima di vantarsi, Consigliere Ricci di non aver aumentato il carico fiscale, dovremmo riflettere sul dato se è possibile ridurre tale carico.
Faccio un esempio, io ho posto il problema per il porto di Ancona, che non è il porto di Ancona ma il porto della regione Marche, vi è un imposta regionale per chi è in concessione demaniale che è un onere aggiuntivo che potremmo togliere alle imprese. Il Ministero ha interpretato la nostra legge ed ha detto, sostanzialmente, che non dovevamo farla, nella giurisprudenza ci sono solo tre casi in Italia, due sono a favore di chi dice di togliere questa imposta ed una è contro.
L’opportunità politica di iniziare ad aiutare le imprese non può che nascere dalla capacità di capire le situazioni e, in un momento di crisi economica come questa, non possiamo non tenere conto anche di quelle piccole operazioni che non danno un gettito complessivo così alto, ma togliendo l’imposta potrebbero dare ossigeno a delle imprese. Così come l’addizionale regionale Irpef che da un lato ci viene confezionata dal Governo statale con una cornice ben precisa e di difficile elaborazione, ma dall’altra, non ha visto la Regione protagonista nel cercare di toglierla o di ridurla.
Potrei continuare freddamente ore sui conti, ma credo che sarebbe un lavoro sterile, visto che ognuno di voi ha avuto modo non solo di leggere gli atti ma anche di fare gli emendamenti all’assestamento di bilancio.
Mi sento di segnalare un paio di questioni. La prima è che ancora una volta il tema della sicurezza rimane orfano di una istituzione che se ne faccia carico. Nella nostra finanziaria, e di conseguenza nel rendiconto che fotografa i conti, non c’è un centesimo per le polizie locali e non c’è un centesimo per la lotta al crimine.
Ora io spero che questa Regione calendarizzi il prima possibile le proposte di legge sul riordino delle polizie locali e spero che a breve, quando inizieremo il dibattito della finanziaria, qualcuno abbia il coraggio nel centro sinistra di iniziare a metterci qualche soldo.
Sul tema dell’Erap, la scommessa del Presidente Spacca di semplificare chiudendo gli Erap locali e fare un Erap unico vede oggi delle resistenze pesanti anche dal Cal, dal Consiglio delle Autonomie Locali. Io ero contento che l’Assessore Canzian avesse, finalmente, presentato delle variazioni normative che andassero incontro alla vendita agli attuali affittuari delle case popolari e che si era costruita una normativa, che forse non era la migliore, ma era sicuramente un primo passo significativo in questo senso. Vediamo che questa scommessa dell’Erap unico sta fallendo, perché troviamo continue resistenze locali, e non si capisce perché, a vendere le case popolari a chi ci abita. Purtroppo, la maggioranza ha pensato bene di baipassare questo problema e di togliere questa normativa da questo assestamento di bilancio. Io ne sono profondamente rattristato e credo che sarà uno dei tanti elementi che indurrà il mio Gruppo a votare contro.
Sulla Svim, la Svim fa una attività importante, ma c’è da chiedersi se questa attività importante dia un reale beneficio a tutto il sistema manifatturiero marchigiano, che noi sappiamo essere composto da piccole imprese, spesso familiari che hanno oggettive difficoltà a sostenere il dramma dell’economia globale. E’ evidente che non è sufficiente ragionare in termini di qualità del prodotto, qualità del brand e quant’altro e Svim, a mio avviso, utilizza fin troppa autonomia politica rispetto alla Regione Marche. Anche qui la Svim ha sostanzialmente commissariato in parte la capacità politica del Consiglio regionale di fare delle scelte, perché oramai si occupa di tutto ciò che ha pertinenza ed attinenza economica, mi sento di dire che alcuni progetti sono molto validi, molto utili a talune aziende ma il grosso del lavoro costa di più del beneficio che deriva a tutto il sistema imprenditoriale marchigiano. Su questo credo che una riflessione prima o poi questo Consiglio sarà costretto a farla.
Ci sono poi altre spese che meritano di essere ricordate, il mio gruppo, all’inizio dell’anno presentò vari emendamenti alla finanziaria per aumentare la spesa sull’artigianato, sul turismo, sul commerci, ci fu detto che era demagogia, che non era necessario, ed ora in assestamento sono state inserite tutte quelle variazioni che noi avevamo chiesto: ci sono decine di migliaia di euro in più sull’artigianato, sul turismo e sul commercio. Forse avevamo ragione noi.
Noi oggi siamo chiamati a una sfida nei confronti dei cittadini: rendere credibile la nostra attività. Su questo gioco forza entrano in campo anche i costi della politica. Sappiamo tutti che la Conferenza delle Regioni ha elaborato un buon lavoro di revisione delle indennità, delle spese dei Gruppi consiliari e credo che oggi tutti abbiamo la maturità di fare una assunzione di responsabilità in questo senso, prendendo l’impegno politico di recepire nella finanziaria, fra qualche giorno, questo grande messaggio di autoriforma, su questo versante mi sento di fare un invito alla Giunta: non commettiamo l’errore di credere che il problema siano i Gruppi consiliari, non commettiamo l’errore di credere che il problema siano solo i Consiglieri regionali, la Regione Marche spende migliaia di euro e da anni è sempre in aumento, in assestamento di bilancio ci sono delle variazioni in aumento, per la convegnistica della Giunta, per la comunicazione della Giunta, sull’operazione mediatica della Giunta di rasserenare il territorio su ciò che sta facendo. La scommessa la dovete giocare anche voi in Giunta, cercando di ridurre questo tipo di costi, esattamente come dovrà fare la politica, perché non ha meno dignità il convegno organizzato da un gruppo consiliare rispetto ad un convegno organizzato da un Assessore. Quel che contano sono i progetti veri, i progetti che hanno un seguito, i progetti che danno dei benefici, non mi permetto di dire che voi non ne facciate, ma sul versante delle spese credo che anche la Giunta debba recitare un piccolo mea culpa insieme al Consiglio.
Concludo dicendo che l’auspicio è che la finanziaria tenga conto di quello che la Corte dei Conti dice, infatti l’ultima grande riflessione che può apparire banale, ma banale non è, dice cercate di usare il rendiconto come fotografia per fare meglio il bilancio preventivo l’anno successivo. Cercate di prendere coscienza, fino in fondo, di ciò che sono spese, impegni, previsioni di entrate sballate che non esistono, che sono virtuali, cercate di non avere la tentazione di metterle per dare la sensazione di un bilancio più voluminoso. Questa, ovviamente, è la mia interpretazione, non quel che dice la Corte dei Conti ovviamente, cercate di fare una finanziaria migliore per l’anno successivo. Auspico che sulla finanziaria, che tra breve discuteremo si faccia questa grande opera di semplificazione della costruzione dei nostri bilanci, affinché la Regione Marche, a prescindere da chi governa, diventi un palazzo di vetro.
Se noi faremo questo, la politica riuscirà a risollevare il rapporto fra l’istituzione ed il cittadino, altrimenti non ci sarà rinuncia a vitalizi o riduzione di spese dei gruppi consiliari che ci darà lustro nel breve periodo.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Anch'io ho letto con molto piacere la relazione di controllo della Corte dei Conti sull’assestamento e sul rendiconto del bilancio. Quello che emerge è che effettivamente le Marche sono double face, nel senso che abbiamo una bella mela rossa, luccicante fuori ma con un vermicello dentro che continua a rosicchiare e continua con dei vizi, diciamo, anche storici. C'è senz’altro la mela rossa e, quindi, il bene, per cui la nostra Regione appare tra le più virtuose come tenuta dei bilanci, malgrado le avversità economiche che stiamo affrontando. Va bene il sociale, va bene il fondo per la disabilità, va bene il fondo per i giovani e per la lotta all’evasione. Però, ci sono, come dicevo, dei vizi storici, anche dal punto di vista della formulazione di questo rendiconto, come ha accennato il Consigliere Zinni. Si continua a fare previsione di cassa assumendo l’ipotesi che, nel corso dell’anno, tutte le previsioni di entrata e di spesa, nonché tutti i residui attivi e passivi, possano giungere alla riscossione ed al pagamento. Questo effettivamente non è così. Questa è una nota che viene dalla Corte dei Conti, che dovremmo rispettare, prevista all’articolo 5 della legge n. 39 del 2011. C’è, quindi, la necessità di fornire un carattere di effettività al piano annuale dei pagamenti concordati con la tesoreria.
Altra cosa positiva: l’Agenzia di rating ci dà la doppia A, quindi, siamo all’apparenza meglio dello Stato italiano, abbiamo un bilancio sanitario apparentemente in equilibrio.
Adesso, però, passiamo al vermicello che è dentro a questa mela, che ci dice che abbiamo il vizio storico di finanziare, in modo assistenziale, alcune partecipate come la Aerdorica, la Svim e, come new entry per indebitamento, l’Irma che risulta avere ventuno milioni di indebitamento e vorrei che qualcuno me lo spiegasse.
Sono cifre pesanti per una Regione come la nostra e il rendiconto viene fatto in modo molto specifico con una azione di controllo di queste spese.
Veniamo alla politica di gestione. Come ho detto bene il sociale, bene tutto quello che è attinente alla persona, ma per quello che riguarda l’economia non vedo iniziative importanti per sopperire a questa crisi che è feroce, oppure, lo vedo ma lo vedo in modo verticistico, lo vedo in un modo, diciamo, molto accentrato alla merlonia più che alle Marche. Siamo tutti contenti dell’accordo di programma che è stato possibile firmare e che prevede trentacinque milioni di euro per i Comuni intorno alla crisi delle aziende Merloni. Ma ci accorgiamo che ci sono altri distretti importantissimi, come quello del mobile di Pesaro, dove purtroppo oggi alla Sifa, un’azienda storica, con 100 dipendenti, leader nella produzione dell’arredo bar di Colbordolo, sono in sciopero! Per questo noi chiediamo una attenzione maggiore per tutte le peculiarità industriali della nostra Regione ma qui non vediamo delle risposte, per lo meno le vediamo solo verso un’area geografica in modo particolare, a tutti ben conosciuta e questo secondo noi, è una cosa che non da pregio alla nostra Regione.
Per continuare, vediamo anche la domotica che non parte, non decolla, ci sono soldi su soldi su questo progetto ma ancora non si vede niente, solo parole. Tutti questi viaggi in Cina che il nostro ammiraglio Spacca fa continuamente mi fanno ricordare gli anni 80 quando gli arabi arrivavano da noi, alla fiera di Pesaro, gli sceicchi vedevano i mobili e li compravano cash. C’era un evidente impegno immediato sulle nostre casse, qui sono anni e anni e guardando i dati dell’export verso la Cina e verso i paesi dell’oriente non superano il 5%. Dico: “Cosa stiamo facendo da un punto di vista economico per le nostre piccole e medie imprese che sono l’ossatura?” Abbiamo veramente una sofferenza terribile nelle imprese artigiane, il terziario è in estrema difficoltà e, purtroppo, non si vede quasi niente da questo punto di vista.
In questo rendiconto è stato fatto sicuramente qualcosa, anzi molto per il sociale ma dal punto di vista della economia, ecco il nostro Governatore che ci spiegherà tutti questi viaggi in Cina (...) perché noi siamo qui e siamo contenti di questi viaggi che qualche cosa prima o poi daranno, perché sennò veramente non capiamo, (...) questo non lo so, me lo dirà lei (...). Allora ci sono tante cose che vanno bene, come ho detto, lei non ha sentito l’inizio in cui ho detto che le Marche sono una mela rossa con un vermicello dentro. C’è il lato positivo: la mela rossa e c’è questo vermicello che è dentro e che dobbiamo ammazzare che impedisce di liberare tutte le energie dell’economia delle Marche.
Allora io mi chiedo, adesso si parla della Fano Grosseto con un pedaggio, una strada che oramai è diventata una comica, una incompiuta del centro Italia, in assoluto, come mai da noi si prevede un pedaggio mentre nella quadrilatero che guarda caso che è nella merlonia, non si paga niente? Mi dovete spiegare come funziona, noi della Provincia di Pesaro-Urbino, siamo dei figli minori o siamo veramente dei romagnoli del sud? Queste sono tante cose, anche perché sempre di più c’è gente che effettivamente …
Per chiudere la green economy, vedo che si è avvicinato il Presidente, che è qualcosa di assolutamente positivo. Ma mi chiedo se la green economy è quella che abbiamo visto finora, allora siamo in alto mare! Abbiamo visto grandi proteste per il biogas, abbiamo visto i pannelli solari coprire parte delle nostre colline, gran parte delle nostre colline, anche in punti molto pregevoli. Sono tutte cose che devono essere gestite in maniera differente e con un occhio a tutte le Marche perché abbiamo tutti gli stessi diritti per essere riconosciuti anche economicamente.
Voglio ricordare anche i fondi Bei, i fondi della Banca di Investimento Europea, e vedo ancora una volta premiata con trentacinque milioni su cento, la Provincia di Ancona e la mia Provincia è ultima con cinque milioni, quindi sono tante le cose che ci pongono la questione di figli minori, per non parlare, poi, del dragaggio dei porti, per non parlare dell’erosione marina in cui, purtroppo, vedo ancora pochi soldi investiti in questo assestamento.
Anch’io potrei continuare all’infinito su certi dati però mi fermo qui, probabilmente in dichiarazione di voto farò altri punti della situazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Io vorrei porre l’attenzione su quello che è un vizio dell’assestamento di bilancio, che si conferma anche quest’anno, esattamente come l’anno scorso e l’anno precedente. Siamo di fronte ad un utilizzo improprio della legge di assestamento di bilancio e, in certi casi, addirittura ad un utilizzo illegittimo, contrario alla stessa legge.
Ci sono norme che nulla hanno a che fare con l’assestamento di bilancio. L’assestamento di bilancio, come tutti sappiamo, dovrebbe rappresentare l’aggiustamento degli scostamenti e limitarsi soltanto agli scostamenti di tipo numerario economico, contabile, tra il paventato, il previsto e quanto è stato realizzato ad una certa data.
Non lo dico io, lo dice la legge della Regione Marche sull’assestamento di bilancio, la legge regionale n. 31 del 2001 che all’articolo 28 confina l’assestamento di bilancio su quanto è previsto ai punti a, b, c, cioè residui, saldo finanziario e ammontare presunto della giacenza.
Questo dovrebbe essere l’assestamento di bilancio, c’è un'eccezione, come l’Assessore ben sa, l'articolo 5, terzo comma, prevede che la legge finanziaria, e si applica anche al bilancio, può disporre di semplificazioni procedurali, integrazioni e adattamenti alla normativa regionale in coerenza con gli obiettivi della programmazione, nel quadro della compatibilità finanziaria. Cioè a saldi invariati, possiamo tutto sommato, nell'ambito del compatibile finanziariamente, ovviare a certi errori che si fanno dal punto di vista legislativo, parliamoci chiaro, certe sviste ci possono stare anche nell'assestamento di bilancio. Quello che non ci può stare è tutto quello che eccede questo concetto, tanto è vero che il comma quattro, dell'articolo 5 della legge 31 del 2001, dice che la legge finanziaria, quindi si applica anche alla legge dell'assestamento di bilancio, non può contenere norme di carattere ordinamentale ed organizzativo. E qui casca l'asino.
Perché nell'assestamento di bilancio che stiamo per approvare ci sono decine e decine di norme di carattere organizzativo e ordinamentale che nulla hanno a che fare con il concetto tecnico-giuridico che presiede all'assestamento di bilancio vero e proprio. Potrei citare decine e decine di casi e magari qualche volta lo farò anche in fase di discussione articolo per articolo, ma adesso a titolo esemplificativo, tra le oltre trenta nuove leggi che ho contato, che stanno qua dentro, che nulla centrano con l'assestamento di bilancio, ne cito a campione due, che sono come dei pugni in un occhio, per esempio all'articolo 23 ter si parla di razionalizzazione organizzativa: "La Giunta regionale, l'Ufficio di Presidenza predispongono nell'ambito della programmazione triennale del fabbisogno, per gli anni 2013, 2014 e 2015 un piano per la copertura dei posti vacanti della dirigenza mediante concorso". Cioè noi nell'assestamento di bilancio 2012 facciamo questa norma che riguarda il 2013, 2014, 2015. Che cosa centra con l'assestamento di bilancio questa roba? Oppure, sempre per stare nelle cose che veramente non stanno nè in cielo, nè in terra, l'articolo 21 riguarda i canoni dell'utenza dell'acqua pubblica per l'anno 2013, noi nell'assestamento di bilancio 2012 prevediamo quanto costerà l'acqua pubblica l'anno prossimo, ma cosa centra?
Allora in questo modo, così facendo, non solo si violano le norme di legge ma si fanno leggi omnibus che privano questo Consiglio regionale del suo ruolo perché queste vere e proprio leggi, che non centrano nulla con l'assestamento di bilancio, non passano in Commissione, non vengono discusse, non vengono analizzate, non vengono valutate dai Consiglieri.
Siamo all'assurdo per cui decine e decine di norme passano qua dentro e altre ne passeranno con il bilancio fra un mese, mentre in questo momento abbiamo esattamente centoquarantadue proposte di legge giacenti nelle cinque Commissioni. Abbiamo centoquarantadue proposte di legge giacenti che le Commissioni stanno valutando o valuteranno. Questa è una vergogna, perché c'è una contraddizione chi dovrebbe fare l'attività legislativa, cioè il Consiglio e, quindi, le Commissioni, non la fa e chi dovrebbe fare l'attività esecutiva, amministrativa, il potere esecutivo cioè la Giunta, si sostituisce alle Commissioni ed ai Consiglieri. Tra l'altro ricordo, non per fare polemica ma perché è giusto dirlo, che nell'ambito delle centoquarantadue proposte di legge giacenti in Commissione restano sempre al palo tutte le proposte di legge presentate dai Consiglieri di minoranza, perché i Presidenti delle Commissioni sono tutti di maggioranza e neanche si degnano di metterle a calendario. Quindi, doppia vergogna.
Abbiamo questa contraddizione enorme, questa violazione della legge, per cui la legge di assestamento di bilancio è piena zeppa di leggi vere e proprie che passano sopra la testa dei Consiglieri, non vengono discusse, non vengono analizzate, vengono di fatto imposte in questa sede e lo stesso accadrà con il bilancio vero e proprio.
Passi quello che riguarda l'integrazione, cioè i piccoli aggiustamenti, modifiche ce ne possono essere, ma non va bene tutto quello che ha carattere organizzativo e ordinamentale, perché si tratta di un vero e proprio abuso, a mio avviso, e tra l'altro giuridicamente scorretto. Vorrei vedere se qualcuno impugnasse da questo punto di vista una legge contenuta qua dentro, vorrei vedere come va a finire, se per caso questo non potesse inficiare anche l'interno della normativa. Mi farebbe proprio piacere una cosa del genere, vedere come va a finire.
Mi riservo, poi, in fase di singoli articoli di intervenire caso, per caso, laddove non è ammissibile che si tratti il Consiglio in questo modo, con delle vere e proprie forzature e con un vero e proprio abuso in certi casi, rispetto a quello che dovrebbe essere l'ambito corretto dell'assestamento di bilancio.
Il fatto, poi, che sia una consuetudine, peraltro vigente anche nel Parlamento nazionale, così come è stata vigente gli anni scorsi, non mi dice nulla, le consuetudini non possono essere contrarie alla legge, il fatto che si sia sempre fatto così, non è un giustificativo per nulla e per nessuno. Assolutamente. Le consuetudini contrarie alla legge non esistono, sono nulle.
E' una violazione continua che state facendo, voi maggioranza. L'ho notato quest'anno, l'ho visto l'anno scorso e l'anno precedente e continuerò a dirlo, state violando la legge e questo non va bene.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Io non ho molto da aggiungere, perché condivido la relazione di maggioranza del Consigliere Ricci, come pure, sono d'accordo su alcune considerazioni che ha fatto il Consigliere Zinni, ad esempio quando parla del Governo del paese e di questa politica neocentralista.
Noi siamo in presenza di un documento di programmazione economica e finanziaria per il 2013, che è ancora di segno meno, noi questo assestamento lo facciamo in una situazione di crisi e, appunto, dentro una volontà centralista.
Una volontà che è opposta a quella, ad esempio, della Giunta regionale che mette a disposizione del sistema delle autonomie decine e decine di milioni per il patto di stabilità, trasferendo notevoli quote di capacità di spesa dalla Regione, alle istituzioni locali. Già questo mi sembra un dato alquanto significativo. Siccome ho sentito, prima di me, sia la Lega Nord che la lega Sud, credo che si debba ripartire dalla dimensione Marche, cioè queste Marche vanno dal Montefeltro ai Sibillini, da Gabicce a San Benedetto del Tronto e noi, l'abbiamo ribadito più volte, vorremmo recuperare la storia e il Montefeltro nella sua interezza, quindi l'unità storica delle Marche.
Al Consigliere Marangoni dico anche ma, veramente, è convinto che le Commissioni non licenziano per l'Aula proposte di legge? Io su questo sono disponibile a confrontarmi, e credo con me i colleghi della Commissione, in qualsiasi momento, e tra l'altro voglio dire, non sono licenziate soltanto le proposte della Giunta, certo quelle della Giunta sono molte, sono significative, ma ci sono molte proposte di legge di iniziativa consiliare, dei singoli Consiglieri, dei singoli Gruppi o di più Consiglieri, anche questa mattina è stata licenziata una legge a firma di un Consigliere anche se autorevole, ma comunque di minoranza, Silvetti.
Io credo di poter dire, e questo lo condivido ancor più di altri aspetti, che il progetto è un progetto estremamente positivo e ci sono alcuni segnali forti che vanno in direzione della riduzione dei costi, rafforzando la democrazia. Penso al superamento che c'è stato dei tanti consigli di amministrazione e al ruolo maggiore che è stato dato ai Sindaci, penso ad alcuni provvedimenti che sono stati citati dal Consigliere Zinni, come quello della riduzione del numero dei Consiglieri regionali. Un’annotazione che però voglio fare, è che fra qualche mese, andremo al rinnovo del Parlamento e rinnoveremo il Parlamento senza aver visto la riduzione o il dimezzamento del numero dei parlamentari. Questo andava fatto, anche qui brevemente, per due ragioni. Una di efficienza, di rafforzamento della democrazia e l'altra perché il rigore deve essere praticato non soltanto in periferia ma anche al centro.
Sono d'accordo con chi sottolineava la necessità di tenere alta la tensione, la discussione sulla sanità, e soprattutto qui faccio una puntualizzazione, le politiche dei tagli del Governo non possono prevalere sul servizio sanitario pubblico, con tutto quello che questo significa. Ovviamente, da parte nostra anche attenzione ai piani di area vasta, alle dotazioni organiche, a quello che nel territorio si muove, non perdendo mai di vista il cittadino, chi ha diritto alla salute, quindi, diritto alla salute garantito, ma anche gli operatori, i medici, i paramedici, i tecnici, gli amministrativi e così via.
Oltre il parere del Cal c'è una relazione che a mio avviso è molto importante, che è del Crel, il Comitato Regionale dell’Economia e del Lavoro, questa relazione è, forse, più spinta di quella che viene fatta dall'Assessore Marcolini, perché evidentemente l'Assessore Marcolini ha il ruolo di dirigere, di assumere la responsabilità della parte finanziaria ma anche politica della Giunta, questa invece viene fatta da un soggetto terzo, un soggetto protagonista del territorio marchigiano. Sono gli imprenditori, sono le organizzazioni sindacali, sono i soggetti della partecipazione. E' veramente una relazione completa, che riconosce non soltanto un metodo ma mette in evidenza che, per il terzo anno consecutivo, l'approvazione dell'assestamento avviene in una fase che consente di avere direttamente maggiori dati, maggiori misure, maggiore rispetto alla normativa regionale ma, soprattutto, a quella statale, quindi, un approccio pragmatico perché si decide, si fa l'assestamento quando ci sono maggiori elementi.
C'è un dato, ne potrei citare molti, ma ne cito uno, nonostante i tagli, nonostante quella politica centralista a cui facevo riferimento, le risorse regionali messe a disposizione aumentano, anche se non di molto, aumentano di ventisei milioni di euro e c'è un lungo elenco in campo sociale. Addirittura si parla di welfare state, io credo che questa sia una parola coraggiosa, che il Crel pronuncia ma che per noi è allo stesso tempo una sfida, perché sul piano dei servizi, delle politiche sociali delle attenzioni alle persone, soprattutto, di quelle che hanno maggiori bisogni, e penso alla non autosufficienza, all'assistenza ai diversamente abili e così via, dobbiamo essere attenti ma qui i numeri, non vedo stamattina l'Assessore Marconi, parlano da soli.
C'è tutto un ragionamento sulla struttura produttiva dalla ricerca ai processi, le reti di innovazione, la creazione di imprese in settore ad elevato contenuto tecnologico, lo stesso trasferimento tecnologico, la ricerca interna alle imprese, le strutture qualificate sempre in questo settore, la promozione e la valorizzazione delle produzioni marchigiane di qualità, e così via.
Potrei continuare e credo che sia doveroso soffermarsi un attimo su quello che è accaduto un mese fa circa, cioè la firma dell'accordo sull'Antonio Merloni. E' chiaro che ha ragione il Presidente Spacca quando dice che la firma è un punto di partenza, non è un punto di arrivo, perché il lavoro e l'impresa non si creano per decreto. Sono d'accordo Presidente con questa sua considerazione, ma qui dobbiamo costruire progetti e investimenti e questo rapporto con il mondo imprenditoriale ci aiuta. Noi dobbiamo aiutare, accompagnare le imprese a presentare progetti, investimenti per poter utilizzare al meglio tutte queste risorse che toccano non soltanto Fabriano ma cinquantasei Comuni della nostra regione compresi quelli del pesarese, compresi quelli della Vallesina, la città di Jesi, il Comune di Monsano e così via.
Queste scelte credo che siano quelle che di fatto mantengono la nostra regione anche in un momento di difficoltà tra le prime regioni d'Europa.
Per questo dobbiamo cercare di fare sempre più, sempre meglio, in modo partecipato, trasparente, responsabile, dobbiamo aiutare a costruire, a mio avviso, un’alternativa politica al Governo del paese, a quello romano, perché qui noi una consapevolezza ce l'abbiamo, la crescita non è contrapposta al risanamento, anzi, è la condizione perché questo sia possibile. Una delle scelte per ritornare a crescere comporta inevitabilmente un cambio di paradigma, il passaggio da un approccio quantitativo ad uno qualitativo.
Non ci può essere ricerca esasperata di redditività, tanto più a breve, al contrario la crescita endogena e il radicamento nel territorio, la logica di sistema, l'integrazione nell'organizzazione dei servizi e delle politiche di innovazione e di ricerca sono quelle che garantiscono il futuro e, quindi, reti anche di imprese, collaborazioni tecnologiche, commerciali, forme di aggregazione per accrescere la massa critica. Noi siamo consapevoli che dobbiamo anche governare un passaggio difficile, di emergenza, ma credo che con questo cambio di paradigma possiamo farlo.
Nelle Marche abbiamo una storia collettiva, abbiamo saputo costruire una forte coesione, una forte convergenza tra imprese, istituzioni locali, parti sociali, imprenditoriali, industrie, artigianato, mondo dell'agricoltura.
Presidente non so se è per me che debbo (...) però parlare quando c'è molta confusione. un minimo in più …

PRESIDENTE. Io richiamo sempre, però, con scarso successo.

Enzo GIANCARLI. Presidente lei ha ragione, ma parte del tempo l'ho speso perché facevo fatica a parlare.

PRESIDENTE. Prego continui.

Enzo GIANCARLI. Le chiedo scusa e vado alla conclusione.
Scuola, università, centri di ricerca, li conoscete questi centri di ricerca che sono nelle Marche, con un'attenzione, alle reti non soltanto materiali ma anche immateriali.
Questo a mio avviso è la strategia che ci pone dentro un quadro positivo del rapporto tra crescita, risorse ambientali, coesione sociale e modelli di welfare, come fattori di competitività. Io credo di poter dire che in questa regione noi siamo consapevoli e che noi il welfare non lo viviamo come un centro di costo ma come un fattore di competitività. C'è una cultura diversa, non è e non può essere un centro di costo, quindi, qui passa il benessere marchigiano e la sfida di mantenerlo anche attraverso incisive politiche attive del lavoro, soprattutto, con una attenzione fortissima verso i giovani, verso le nuove generazioni.
Credo che questo è quello che dobbiamo fare. Dobbiamo farlo con una consapevolezza politica, dobbiamo farlo con la nostra storia, che è quella delle autonomie locali, della sussidiarietà, dell'autogoverno, dobbiamo farlo anche con la passione e l'intelligenza politica e, non ultimo, con una forte etica, perché questo ci consente di ridurre anche le disuguaglianze, sia nei redditi che nelle opportunità, perché queste politiche garantiscono tutti, soprattutto i figli delle persone più deboli e danno la possibilità anche dell'ascensione sociale.
Io credo che questo assestamento contiene queste politiche, queste scelte e crea le condizioni per un buon bilancio di previsione che rafforza, ancora una volta, il ruolo della Regione Marche.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Intervengo in qualità di Presidente della Commissione per ringraziare i componenti ed i commissari del lavoro compiuto e per portare alcune valutazioni in più rispetto a quelle che sono state fornite dai componenti commissari e da chi mi ha preceduto.
Io vorrei sottolineare, in modo oggettivo, la forte qualificazione che questo assestamento presenta in termini di crismi funzionali, per quanto riguarda la tenuta finanziaria, economica e gestionale della Regione Marche. E' un dato che credo debba essere sottolineato, non in termini di maggioranza o di valutazione politica, ma in termini istituzionali, amministrativi, per la capacità che lo scheletro della Regione Marche, l'organigramma complessivo della Regione, indipendentemente da chi è deputato in questo momento alla sua guida, ha in funzione del panorama italiano e, quindi, del Governo, rispetto alla comunità.
Avere un avanzo di ventisei milioni di euro, con l'applicazione di quattro manovre finanziarie correttive, dei tagli da maggio 2010, è la dimostrazione di una forza di scelta prima di tutto di obiettivi che determinano, poi, quella opportunità di dare risultati soddisfacenti, sia in termini gestionali che in termini di rapporto alle esigenze che si devono andare a coprire.
Questo è il risultato maggiore che la Giunta nel suo complesso, l'Assessorato deputato ha nello specifico. Quello di un controllo gestionale continuo, giornaliero, ad horas, che permette l'impegno di spesa immediato, la funzionalità, diciamo così, di quella che è la spesa stessa rispetto agli obiettivi posti.
Facendo una rapida statistica personale, quello che risulta più evidente di questo assestamento non è solo l'avanzo che si ha in termini di amministrazione, ma la possibilità di aver coperto oltre il 90% degli impegni assunti in un arco di dieci mesi, pechè questo è il termine che si prende a riferimento, è un dato di enorme efficienza organizzativa e strutturale dell'ente rispetto alle esigenze.
Il secondo aspetto che vorrei sottolineare è l'importanza di aver mantenuto in questi anni, e soprattutto nel 2012, due obiettivi fondamentali, il discorso del sociale, cioè la copertura di tutti i tagli che il Governo centrale ha compiuto rispetto agli enti locali ed alla Regione, quindi, il fatto che la Regione Marche si sia di fatto sostituita alla funzione sociale senza, in qualche modo, venir meno a quello che era il suo impegno di natura solidaristica, ai bisogni che le persone e i cittadini affrontano nella domanda agli enti locali, in particolar modo ai Comuni.
L'altro aspetto transociale è l'obiettivo della tutela della piccola e media impresa che costituisce, al di là del settore primario, secondario o terziario, la funzionalità strategica di quello che è il cuore, l'essenza della marchigianità.
Terzo elemento che segnalo è l'opportunità che questo assestamento comporta per il bilancio di previsione. La forza di traino per un bilancio di previsione del 2013 che si presenterà ancor più rigido, non per sprechi o per malgestione di qualsiasi specie, ma perché andranno a regime tutti i i tagli compiuti dalle manovre correttive, da quella del maggio 2010 di Tremonti, fino ad arrivare all'ultima del Governo Monti, che determinano per le Regioni e gli enti locali un fardello davvero pesantissimo.
Mi rimetto, ovviamente, ad una valutazione di natura strettamente politica ma se questi tagli fossero stati operati anche in sede centrale, soprattutto, nell'ambito dei Ministeri, senza una parziale riduzione orizzontale di quel 10%, che è più formale che incisiva, certamente l'Italia, le Regioni, gli enti locali e, quindi, le comunità vivrebbero una stagione più positiva per quanto riguarda le risposte ai cittadini.
Ultima valutazione che faccio, e che ritengo ancor più pregnante, è che per il secondo anno consecutivo, la Regione anche se non compare nell'ambito dell'assestamento riesce ad aiutare concretamente gli enti locali che devono rispettare il patto di stabilità, con un impegno complessivo di oltre ottanta milioni di euro. Il che significa allungare una mano solidaristica ai Comuni, farli uscire almeno per il 2012, da quelle che sono le maglie rigidissime di un patto di stabilità che li avrebbe portati ad un dissesto, con tutte le conseguenze di natura negativa che le sanzioni sul patto di stabilità determinano.
Su questo credo che la Regione Marche, a mio avviso, ed è un invito che faccio, si deve fare capofila o sostenere una battaglia per una valutazione meno rigida del patto di stabilità e, in questo senso concludo, la relazione della Corte dei Conti nazionale, rispetto all'attività ed al bilancio del Governo offre un'ampia sintesi di quello che potrebbe essere un'applicazione interpretativa del vero patto di stabilità che, certamente, deve tener conto dei rigidi sistemi europei, a cui nessuno può derogare, ma anche dell'applicazione e, quindi, delle ricadute che si hanno sulla comunità che si rappresenta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Anch'io resterò nei tempi prescritti dal regolamento.
Noi approviamo un assestamento di bilancio e va dato atto all'amministrazione, all'Assessore competente, di averlo sviluppato tenendo conto di tutte le opportunità che un assestamento di bilancio può dare. Quindi, una manovra complessiva che dà delle risposte, in questo momento di grande difficoltà congiunturale, che stiamo tutti vivendo, che stanno vivendo le famiglie, gli imprenditori, gli stessi enti locali. E' chiaro che un'operazione dove vengono riposizionate in un assestamento di bilancio le situazioni che hanno grande valenza sanitaria, e mi riferisco come ricordava il capogruppo Ricci, relatore di maggioranza, alla problematica legata all'Inrca e alle varie situazioni di carattere sociale che hanno un risvolto importante in tutto il territorio, è aver dato ancor più, se ce ne fosse stato bisogno, una grande risposta ai nostri concittadini marchigiani, tenendo conto che le risorse del sociale inviate dal Governo nazionale, dal Ministero competente, sono state sostanzialmente tagliate. Credo che aver garantito, nell’anno 2012, queste risorse agli enti locali, e di conseguenza alle situazioni di carattere sociale più penalizzate, è un risultato importante che va marcato e rimarcato fortemente da questa Giunta, da questa maggioranza e da questo Consiglio se voterà questo assestamento di bilancio.
Da questo punto di vista voglio sollecitare, se ce ne fosse bisogno ma non credo, il completamento dell'iter finanziario legato alla definizione dei trentuno Co.E.S.R. che dovranno essere sviluppati nella Regione Marche, dal pesarese all'ascolano e che ormai stanno completando il percorso finanziario, un percorso nel quale non è stato semplice recuperare queste cifre, a garanzia di chi ha problematiche, dei diversamente abili in maniera grave. Se riusciamo a completare, entro quest'anno, l'iter daremo un'ulteriore risposta importane all'associazionismo e soprattutto alle famiglie di questi giovani che ne hanno grande bisogno.
E' vero e ritengo che dopo un anno di questo governo, non ho difficoltà a dirlo perché ormai una serie di dati sono pubblici, i risultati che gli italiani e tutti noi ci aspettavamo sono stati molto blandi, sia per l'abbattimento del debito pubblico che per la crescita dello sviluppo Italia, che riguarda le imprese ed anche le famiglie. Abbiamo visto che i dati danno risposte poco confortanti, non ultima la diminuzione del prodotto interno lordo, che è la dimostrazione, ancora una volta, che seppur alcune scelte erano necessarie, negli ultimi mesi è mancata la politica di crescita. Io credo che è mancata una politica di crescita perché c'è una scarsa cultura di chi oggi ci governa. Non dobbiamo dimenticarcelo questo è un Governo di tecnici, ma non di tecnici di vari settori, ma tecnici che vengono da esperienze prettamente legate al mondo bancario o ad istituzioni che poco hanno a che fare con l'imprenditoria, con il sociale e con il sanitario.
Se oggi la Regione Marche e noi possiamo, ragionevolmente, dire che per merito di questo assestamento, per merito delle iniziative che sono state portate avanti in questo anno, tanto è stato fatto per dare un livello socialmente accettabile, in particolar modo, al ceto medio, questo è un risultato che va ascritto a questa amministrazione regionale.
E' chiaro che dobbiamo essere attenti, questo non possiamo nascondercelo, alle scelte che prossimamente faremo, perché pochi giorni ci separano dalla scelta che riguarda la sanità della nostra regione in merito all'aspetto economico del bilancio sanitario. Questo deve essere la nostra guida, ma dobbiamo tener conto e fare delle scelte che coprano complessivamente tutto il territorio regionale, che diano ai nostri concittadini la sensazione di una sanità pubblica spalmata su tutto il territorio, in maniera equa ed uniforme. Evitando delle sacche dove ci possono essere criticità ma, su questo punto, sono convinto che la politica della Regione, in questi ultimi giorni, fino al 31 dicembre, sarà attenta.
Concludo ritornando sul patto di stabilità. Questa iniziativa è stata intrapresa per il secondo anno dalla Giunta Spacca, è un'iniziativa che ha dato un grande respiro, un importante respiro agli enti locali, permettendo loro di coprire e fare quei pagamenti a tutta un'imprenditoria che stava aspettando. Tenendo conto che in alcuni casi i Comuni avrebbero la capacità potenziale per poter pagare, ma questo "benedetto", chiamiamolo così per non dire un'altra parola, patto di stabilità impedisce un percorso chiaro. Ben venga, allora, questa iniziativa per il secondo anno consecutivo della Giunta ed un invito che faccio all'Assessore Marcolini, al Presidente Spacca, è quello di tener conto delle poche situazioni, particolari situazioni, che non creano un precedente ma che hanno bisogno di una giusta attenzione, per quello che riguarda il patto di stabilità e per definire bene questo aspetto.
Concludo dichiarando il voto del Gruppo socialista favorevole all'assestamento.
Ho ritenuto di presentare alcuni emendamenti perché ci sono delle situazioni che si sono costruite in questo anno, questi emendamenti sono a disposizione dell'Aula e vedremo quali saranno le risposte e le attenzioni che verranno poste dalla Giunta stessa.

PRESIDENTE. Do la parola per la relazione finale all'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Voglio ringraziare sinceramente quanti sono intervenuti nel dibattito, perché il tono assolutamente prevalente è stato quello di responsabilità, di conoscenza dei problemi del contesto che abbiamo di fronte e di condivisione di un percorso che cerca di salvare le poste essenziali che definiscono le politiche regionali.
Condividendo assolutamente la relazione di maggioranza che ha messo in evidenza esattamente il percorso, la logica allocativa delle risorse, mi limito a tre osservazione generali ed a due o tre particolari.
La prima è di carattere politico generale. Pochi giorni fa, sono passati 12 mesi, dal varo del Governo Monti e non posso non condividere quello che tutti avete osservato, anche lo stesso relatore di minoranza, non soltanto la mancata interruzione ma l'approfondimento di una linea neocentralista, la riduzione indiscriminata delle risorse di quello che viene definito lo Stato ordinamento, lo Stato considerato dal Titolo V equiordinato rispetto alle Regioni, alle Province, ai Comuni. E’ passata una logica semplificatrice, grossolana, per certi versi anche primitiva, di cancellazione dei rami bassi e di accentramento delle poche possibilità al centro, quindi, non è soltanto quello che discuteremo nei prossimi mesi, l'insistenza ossessiva sugli squilibri di finanza pubblica a causa delle difficoltà che stiamo attraversando. Le speranze riposte nelle riforme strutturali rischiano di essere illusorie nell'attuale situazione nazionale ed europea, data la carenza di domanda aggregata e l'enorme capacità produttiva inutilizzata. I provvedimenti di riduzione della spesa andrebbero accompagnati da una politica di sostegno e spero che lo sviluppo che si sta affermando in Europa possa, nei prossimi mesi, rappresentare il ritorno ad una situazione normale anche in Italia.
Mi pare che le esigenze di correzione comincino a diventare maggioritarie, non soltanto nell'opinione pubblica ma anche nei partiti che si apprestano alla prossima campagna elettorale.
Dico questo perché non soltanto il decreto 78 e, quindi, le leggi Tremonti e Berlusconi, lo diceva il Consigliere Zinni con onestà, ma decreti successivi, per ben tre volte, durante l'esercizio dell'anno sono intervenuti riducendo drammaticamente la possibilità di programmazione corretta delle poste, secondo equilibri di bilancio prevedibili.
Ho sentito il Consigliere Marangoni richiamare le possibilità di legge dell'assestamento in base alla legge nazionale n. 76 ed alla legge regionale n. 31, ma come si fa, se non si ha una capacità profetica, che umanamente non è disponibile, ad organizzare un bilancio di un Comune, di una Provincia, di una Regione quando per tre volte a bilancio approvato vengono tagliate risorse dell'ordine del 25%!
Questo io chiedo, e dico che quello che siamo riusciti a fare sul piano regionale è un fatto notevole, sono contento che qui sia stato riconosciuto, non soltanto dai rappresentanti della maggioranza ma in una logica di grande onestà, anche da quelli dell'opposizione.
Voglio sintetizzarli in tre fatti. Il primo è che non abbiamo ridotto i servizi, non soltanto sanitari, capitolo sempre più importante e decisivo, non quelli socio-assistenziali, come è stato sottolineato dal relatore di maggioranza, che addirittura sono aumentati di 10 milioni rispetto al 2010, ma abbiamo consegnato con l'assestamento un aumento delle cifre disponibile di trentamilionicinquecentomila euro ai settori cruciali di cui si è già parlato.
Abbiamo fatto questo senza inasprire i dati della pressione fiscale, voglio ricordare un dato che metteremo in evidenza nel prossimo preventivo, nel 2004 la pressione fiscale dava un risultato di centosessantanove milioni di gettito, nel 2011 abbiamo un gettito di centotre milioni, abbiamo ridotto di oltre il 60% la riduzione della pressione fiscale.
Non solo è calato il reddito, Consigliere Binci, sono calate le aliquote, perché dopo aver portato in salvo il sistema sanitario, abbiamo ridotto il sistema delle addizionali regionali Irpef e Irap riportandole sotto la media nazionale, (...) no lo abbiamo fatto noi, Consigliere Bucciarelli, lo abbiamo fatto noi e fortunatamente (...) E’ corretto ricordare quelli che si sono, come dire, sobbarcati l'urto di una manovra progressiva come quella che abbiamo fatto nel 2002. Va ricordato, soltanto, che da quel picco del 2004 siamo scesi, non solo, come diceva il Consigliere Binci, per una caduta del reddito e, quindi, una caduta anche delle imposte, ma abbiamo ridotto di sessantasei milioni circa, cinquantacinque milioni per le aliquote e undici milioni per quello che riguarda il gettito che arriveranno a venti milioni entro la fine dell'anno per il 2012, faccio riferimento al 2011. A questo aggiungiamo il fatto clamoroso, di cui fortunatamente il sistema delle autonomie locali ci dà conto, di un patto verticale per circa ottantadue milioni, rinunciando ad una capacità di spesa regionale, restituendola a Comuni e Province, cioè alle imprese che devono incassare risorse impegnate da due anni, penso alle macchine per lo spalamento della neve che fanno riferimento non al 2012 ma all'inverno del 2011 e ancora sono in attesa di liquidazione, oppure, penso alla possibilità di non mandare fuori patto circa settanta Comuni e tre Province su cinque. Penso che questo ci venga riconosciuto e siamo contenti di questo risultato.
Terzo elemento generale che vorrei mettere in evidenza e che è già stato sottolineato, è che si è aperta una sessione finanziaria, lo ricordava anche il Presidente della IV Commissione Giancarli, che ha messo in linea il rendiconto, l'assestamento e il preventivo, in una logica unitaria, sapendo che i trenta milioni e mezzo che stiamo deliberando adesso e che io spero il Consiglio vorrà approvare nella manovra, avranno come dire, semplicemente una traduzione a partire dalle prime settimane del 2013 e, quindi, sarà un elemento, un carburante, che avrà fortunatamente un impatto sul bilancio 2013 che si preannuncia terribile, perché l'asticella dei tagli del Governo al sistema delle Regioni si è alzato da quattro miliardi a quattro miliardi in mezzo dal 2011, 2012, 2013 in base alle manovre di Berlusconi e il Governo attuale ha alzato l'asticella da quattro miliardi e mezzo a cinque miliardi e sette, ben sopra le somme storicamente trasferite alle Regioni che ammontano a cinque miliardi e cento, i seicento milioni che mancano all'appello, quindi il Governo non darà più un euro alle Regioni, verranno scaricati sulla riduzione del patto di stabilità. Il 2013, avendo messo in sicurezza i conti, come stiamo dicendo in assestamento, secondo la proposta che ci accingiamo a votare, è esattamente l'anno di passaggio, possiamo fruire dei trenta milioni che abbiamo messo in disparte, ma dobbiamo essere consapevoli delle strettoie, della tenaglia a cui dobbiamo fare riferimento. Per la sanità, innanzitutto, tra centoottanta e duecento milioni in corso di accertamento, da qui alla fine dell'anno daremo le cifre precise nel preventivo, si prevede complessivamente una riduzione di circa mezzo miliardo, allora voi capite che le riduzioni per il 2013 rischiano, se in maniera indifferenziata, di paralizzare tutta l'attività regionale.
Devo dire che abbiamo avviato un processo concertativo con Comuni e Province, per quello che riguarda le funzioni residue in capo alle Province e gli spacchettamenti di queste tra Comune e Regione, ed anche con le forze economiche e quelle sociali, per un percorso concertativo che individui le scelte fondamentali su cui concentrare le superstiti risorse. Per questo io richiamo la responsabilità, non solo oggi, dell'Aula sugli emendamenti, perché rispetto ai bisogni, per quanto microscopi e reali sono, devono tener conto del contesto in cui ci troviamo ad operare e della necessità di un bisogno di sintesi.
Abbiamo fatto un ottimo lavoro con la II Commissione e gli interventi che vanno tradizionalmente in tabella C, quelli che non sono inquadrabili secondo le leggi ordinarie, non prevedibili e urgenti, abbiamo cercato in qualche maniera di recuperarli.
Uscire da quel seminato significa creare problemi non solubili per il bilancio 2013, anzi, il bilancio assestato 2012 non è altro che la premessa, la prima parte, l'introduzione al bilancio 2013.
Io penso che abbiamo fatto un buon lavoro: aver portato un bilancio da seicentosessanta milioni a seicentonovanta milioni, non aver diminuito i servizi, avere efficentato la lotta all'evasione fiscale, che è arrivata a oltre sette milioni, pensavamo sei all'inizio della discussione e possiamo rendicontare sette, aver risparmiato sull'efficentamento del personale. Siamo alla vigilia di un ulteriore recesso delle partecipate a cui la Regione ha dato un contributo storico, la premessa è generalizzata, è uscire programmaticamente da tutte le avventure, non strategiche, in cui la Regione è coinvolta, per non rimanere prigionieri di meccanismi di finanziamento ma anche per poter allocare liberamente le poche risorse che rimangono con l'esclusione della Sanità.
Penso che sia stato fatto un buon lavoro, che ha reso consapevole l'Aula delle difficoltà che abbiamo e delle ridotte possibilità che rappresentano un sentiero stretto ancora percorribile, se useremo tutti senso di responsabilità e anche critica costruttiva,cosa che mi pare il dibattito abbia dimostrato.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Proposta di legge n. 234
Ad iniziativa della Giunta regionale
“Rendiconto generale della Regione per l’anno 2011”

(Votazione)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta di legge n. 234
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)
(...) Non avevate capito! Ripetiamo la votazione!

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. o pongo in votazione. (...) Ormai la votazione è aperta, l’appello nominale lo facciamo sull’articolo 6.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Massi, Trenta, Ciriaci.
Favorevoli: Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Malaspina, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Spacca, Traversini, Mezzolani(*).
Contrari: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Bugaro, Carloni, Ciriaci, D'Anna, Foschi, Marangoni, Massi, Natali, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zinni
Astenuti: nessuno.
(...) Correggiamo il voto dell'Assessore Mezzolani da contrario a favorevole (*).

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 234. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Non risulta il mio voto negativo al rendiconto, ho votato positivamente il coordinamento tecnico, perché è un atto tecnico e, quindi, non ha nessuna valenza politica, è solo per far si che le norme siano scritte in maniera più corretta. Lo ricordo a qualcuno che è stato fra questi banchi.
Il mio voto negativo al rendiconto non è stato registrato, quindi, lo lascio a verbale. Al fine di non alimentare speculazioni puerili.

Proposta di legge n. 258
Ad iniziativa della Giunta regionale
“Assestamento del Bilancio 2012”

(votazione)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6.
Emendamento 6/1 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 6/2 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 6 bis/1 dei Consiglieri Zinni e Bucciarelli, introduce l'articolo 6 bis.
Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Su questo emendamento mi sento di parlare, soprattutto, ai Consiglieri regionali che non vengono eletti nella provincia di Ancona, perché vorrei che comprendessero profondamente, l'importanza di questo argomento che è attinente il porto di Ancona, ma che è attinente a tutto un indotto derivato nelle Marche di chi ha a che fare con imprese importanti site in concessione demaniale all'interno dell'autorità portuale.
Penso che tutti avete visto la lettera che è stata inviata dall'Autorità portuale firmata unitamente a tutte le associazioni di categoria regionali, Confindustria, Confartigianato, eccetera, quindi voi capite che questa partita è (...) gli operatori sono i beneficiari del mio emendamento, del nostro emendamento Consigliere Bucciarelli, quindi, è evidente che adesso, prima di parlare di loro, diciamo che c'è stata una considerazione complessiva del mondo economico marchigiano, che reputa importante cercare di intervenire su questa materia per sgravare di oneri le imprese che a cascata hanno un indotto marchigiano.
Ora mi risulta che l'Autorità portuale insieme alle associazioni di categoria e agli operatori faranno sentire e motiveranno meglio questa proposta in una conferenza stampa da qui a breve, a pochi giorni. Io mi sento di lasciare agli atti, oggi, due elementi importanti: il primo non è che la Regione non possa fare imposte regionali sulle aree concesse, sulle aree demaniali concesse, tutt'altro, e questo spiega perché viene fatta ad esempio sui cosiddetti stabilimenti balneari, ma circolare interpretativa del Ministero, due sentenze su tre di giurisprudenza, hanno stabilito che questo non possa avvenire sulle aree demaniali all'interno dell'Autorità portuale, ovviamente nella Regione c'è chi ritiene, sia gli uffici tecnici che l'Assessore, che la risposta tecnica sia diversa.
Allora io sono disposto, e spero anche il collega Bucciarelli, a fare un passo indietro oggi, in assestamento, visto che la correttezza dell'emendamento è tale che non abbiamo voluto forzare la mano su un ragionamento passato del rendiconto, fermo restando che ci sono dei contenziosi in atto e che la richiesta dell'Autorità portuale e degli operatori è anche di scontare, ciò che è il pregresso, però, per non fare pasticci tecnici il mio emendamento, emendamento sottoscritto anche dal Consigliere Bucciarelli, era finalizzato ad aprire chiaramente la partita in maniera netta e chiara dal 2013.
Ora io e spero che il collega Bucciarelli concordi con me, sono disposto a ritirare tale emendamento se c'è un impegno politico forte dell'Assessorato ad aprire un tavolo con i soggetti interessati, per confrontarsi serenamente con l'Autorità portuale, le associazioni di categoria, gli operatori e i componenti della Commissione finanze su un argomento del genere in maniera politicamente eterogenea ma anche territorialmente eterogenea. Ripeto, questa non è la battaglia per il porto di Ancona, è una battaglia per il porto della regione e del suo indotto economico, se c'è questa disponibilità del Governatore Spacca e dell'Assessore Marcolini ad aprire un tavolo del genere, prima che portiamo la finanziaria in Aula dopo di che, ognuno farà le sue scelte, se troveremo una sintesi meglio per tutti, se non si troverà vedremo, poi, cosa succederà da un punto di vista politico, ma attendendo questa conferenza stampa, se c'è questa disponibilità, e questo impegno politico, io ritengo che si possa bypassare oggi l'assestamento come veicolo per questo tipo di norma e riportare la centralità dell'argomento, come giusto che sia, a una proposta di legge finalizzata di settore o eventualmente nella programmazione finanziaria che ci rientra visto che parliamo di tributi.
Se c'è questo impegno e se il collega Bucciarelli è d'accordo sono disposto a ritirarlo in questa sede per aprire questo tavolo di confronto poi sarà quel che sarà.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Sebbene non abbia sottoscritto questo emendamento, ho presentato esattamente il medesimo emendamento in Commissione e volevo in Aula, un chiarimento da parte dell'Assessore su questo punto, fatta salva chiaramente tutta la legittimità di questo atto, di questa imposizione che, però, non esiste in altre Regioni e, quindi, rischia in una fase così delicata e così critica di esporre alcune imprese, che operano nell'ambito del nostro porto, ad una situazione di difficoltà dal punto di vista della concorrenza. Su questo punto vorrei capire se è possibile venire incontro a queste imprese aprendo un tavolo di confronto anche per quanto riguarda la modalità di pagamento rispetto all'imposizione.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Marcolini.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Il tema è indubbiamente importante, devo dire che c'è la disponibilità da parte nostra ad aprire un tavolo che riguardi il futuro, sapendo tre cose, per evitare fraintendimenti o malintesi che si svelerebbero come tali fra quindici giorni.
Primo: questa legge è legittima e costituzionale.
Secondo: l'Autorità portuale si è assunta una responsabilità, assicurando le aziende che ospita all'interno dell'area portuale di un'extraterritorialità che nessuno ha mai potuto garantire.
Terzo: si sono cumulati ritardi di pagamento di oltre tre anni e, quindi, gli oneri che si sobbarcheranno le imprese sono obiettivamente rilevanti.
Quello che io posso dire, fin da adesso, è che la disponibilità ad un tavolo c'è, per diluire il maturato, per valutare quello che abbiamo fatto in anni, anche lontani, quando si è trattato di riqualificare l'attività portuale, abbiamo fatto delle politiche di incentivazione per l'uscita delle imprese, che non avevano un rapporto complementare con l'attività portuale e per l'attrazione incentivata di quell'attività che invece qualificavano la struttura e che in qualche maniera possono essere compensative.
Per rassicurare i membri dell’Assemblea sul comportamento della Regione segnalo il parere di uno dei massimi esperti di diritto commerciale, Victor Uckmar, e la sentenza della Commissione tributaria di I grado, che ci confermano la pienezza del diritto che noi abbiamo esercitato. Quindi, per il futuro io sono disposto a valutare qual è il gettito e, impegnandoci a trovare le sostituzioni di quel gettito, a valutare l'ammontare della tassa, la diluizione e anche la retrocessione di una parte di quel gettito, a quelle imprese che si trovano in situazioni delicate. Valutando insieme, però, l'equilibrio finanziario, la sostituzione della tassa e la diluizione degli impegni sottesi. Dopo di che, questa è l'onestà, ci piacerebbe a tutti diminuire le tasse e aumentare la spesa ma non abbiamo questa facoltà.
Io apprezzo l'atteggiamento che è stato offerto, io sono convinto che un tavolo sia sempre utile aprirlo, per poi vedere, quando va male i termini della diluizione e dell'integrazione di politiche di sostegno, se riuscissimo a trovare sostituti di entrate paragonabile a quella a cui dovremmo rinunciare con una nuova legge, saremmo tutti quanti contenti di poterlo fare.

PRESIDENTE. Emendamento 6 bis/1 dei Consiglieri Zinni e Bucciarelli. Ritirato.

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 7 bis/1 della II Commissione, istitutivo dell'art. 7 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9.
Emendamento 9/01 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 9/1 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 9, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. L'articolo 11 dice: “Il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 3 agosto 2010 n. 11 “Misure urgenti in materia di contenimento della spesa”, è sostituito dal seguente: “Lo svolgimento da parte dei dipendenti regionali, in conseguenza di nomina, designazione o proposta della Regione, di attività comunque, denominate e non rientranti nei compiti e doveri d'ufficio oppure la partecipazione degli stessi a commissioni, comitati, collegi o organi collegiali di competenza regionale, effettuate al di fuori del normale orario di lavoro, danno diritto oltre che al rimborso delle spese sostenute e documentate secondo i criteri e le modalità vigenti, unicamente a un gettone di presenza o un'indennità giornaliera di trenta euro”.
Ma questa è tipicamente una norma organizzativa, vietata dal comma quattro dell'articolo 5, Assessore, mi spiega cosa centra con l'assestamento di bilancio questa cosa?
Assessore Marcolini, sto commentando, stiamo votando l'articolo 11 che dice che se il personale partecipa a commissioni ha diritto a trenta euro, ma questa è tipicamente una norma di carattere organizzativo, vietata dal comma quattro, articolo 5 della legge 31, cosa c'entra con l'assestamento di bilancio questa roba?
Cioè ha a che fare con i soldi ma non è che tutto (...) ma come? Non è che per tutto quello che riguarda i soldi c'è l'assestamento di bilancio, lo vieta il comma quattro dell'articolo 5, e tipicamente non può contenere norme di carattere ordinamentale ed organizzativo, lo dice la legge (...) va bene ci entra tutto come il minestrone!

PRESIDENTE. Articolo 11. Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14.
Emendamento 14/1 del Consigliere Bugaro. Ritirato.

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 14 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 15. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 15 bis/1 del Consigliere Cardogna, istitutivo dell'art. 15 bis. Ritirato.
Emendamento 15 bis/2 della Consigliera Paola Giorgi. Ritirato

Articolo 16. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Sempre un chiarimento all'Assessore Marcolini, questo articolo, se capisco bene, velocizza i tempi a vantaggio dei non autosufficienti. Bene per quanto riguarda rimborsi, i fondi. Lo voto. Va bene, però anche questo non c'entra nulla con l'assestamento di bilancio onestamente. Però in particolare chiedo la sua attenzione su questo articolo, al 3 bis, faccio veramente fatica perché dice “Per l'attuazione degli interventi territoriali di cui all'articolo 37 della legge 25 del 2008 da effettuarsi nel 2013” è qui la cosa bella, la chicca, “è autorizzata la spesa di novemilioniduecentomila euro", ma casomai andrà messa nel bilancio di previsione del 2013, non nell'assestamento di bilancio 2012. Mi spieghi lei che è esperto, io lo sono in parte, cioè noi mettiamo dentro il bilancio 2012 novemilioniduecentomila euro per il 2013? Come funziona questa roba, non riesco a capire, che assestamento di bilancio è questo?

PRESIDENTE. Articolo 16. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 17. Soppresso.

Articolo 17 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 18. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 19. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 19 bis.
Emendamento 19 bis/1 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 19 bis/2 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 19 bis, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 20.
Emendamento 20/1 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 20, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 21. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Io ogni tanto chiedo qualche chiarimento, in realtà sto saltando molti articoli che meriterebbero chiarimenti, almeno quelli più evidenti. Qui noi votiamo i canoni dell'utenza dell'acqua pubblica del 2013, cioè noi adesso approviamo questo articolo che prevede che a decorrere dall'anno 2013, cioè dall'anno prossimo, i canoni cambiano come indicato, tutti i canoni.
Ma cosa centra con l'assestamento di bilancio questa roba? Torno a fare una domanda tecnica, chiedo per cortesia che qualcuno mi risponda, l'Assessore o il Presidente della Commissione, non c'entra nulla tecnicamente (…) stiamo votando l'articolo 21 che riguarda i canoni dell'utenza e l'acqua pubblica e dice che a decorrere dall'anno prossimo, cioè dal 2013, i canoni cambiano in un certo modo a seconda di quanto indicato voce per voce, cambiano i prezzi, le tariffe. Ma cosa c'entra con l'assestamento di bilancio 2012, questa roba? Non c'entra nulla, tecnicamente non sta in piedi, non c'è un fondamento giuridico. Nell'assestamento di bilancio 2012, l'ho detto prima, bisogna fare le cose indicate nell'articolo 28 della legge, cioè sposto certe partite da A a B, le aumento, le diminuisco, ma di quest'anno, non del 2013, E’ una norma illegittima questa, non sta in piedi. Se qualcuno vi fa causa, la vince. Non ha senso, io non capisco onestamente.

PRESIDENTE. Articolo 21. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 22.
Emendamento 22/1 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 22, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 22 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 22 ter. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Chiedo ancora all'Assessore se mi vuole rispondere o al Presidente della Commissione. E’ la terza volta che chiedo ma non ottengo mai risposte. Anche l’art. 22 ter è un caso emblematico. Non faccio un discorso di merito ma di metodo attenzione, quindi, mi rivolgo al Presidente della Commissione Latini o all'Assessore Marcolini. Parliamo di razionalizzazione organizzativa del personale dirigente, il piano dei concorsi, i posti vacanti, per quanto riguarda il 2013 non solo ma anche 2014 e 2015. Stiamo votando una norma che riguarda i prossimi tre anni in una legge, l'assestamento di bilancio 2012, che dovrebbe riguardare gli spostamenti di soldi dalla partita A alla partita B. Ma cosa c’entra questa roba? Ho capito che non c'è stato il tempo di sistemarla, ma questo non è una norma interpretativa, non è un errore, non è un aggiustamento, questa è una norma di legge vera e propria. Come si fa a metterla qua dentro. Se c'è questa esigenza facciamo in fretta e prima di Natale la rivotiamo velocemente in Commissione, ma non sta in piedi che facciamo il fabbisogno del personale dirigente per i prossimi tre anni nell'articolo 22 ter dell'assestamento di bilancio.
Queste cose gridano vendetta, ma è un esempio di quello che stiamo facendo qua dentro. Non va bene, se fosse un aggiustamento, una robetta, una interpretazione, un errore, per carità ci sta tutto, ma qui stiamo violando, ripeto, le norme di legge. Questa è una norma di carattere organizzativo, una legge vera e propria che stiamo infilando in una legge in cui non c'entra niente, che riguarda solo le partite contabili del 2012. Faccio appello al buon senso, anche perché se qualcuno sarà fuori dal concorso o lo perderà, ve lo impugnerà e ci avrà ragione. Chiedo un chiarimento, no so, almeno rispondete.

Dino LATINI. Rispondo per quanto riguarda la metodica utilizzata dalla Commissione soprattutto, negli ultimi due assestamenti che è stata è proprio quella di evitare la votazione, nell'ambito del corpo normativo della legge, di semplici norme appunto legislative che non interessano l'aspetto contabile e finanziario. Giustamente chiedeva il collega Marangoni perché è stato introdotto questo articolo 22 ter e la spiegazione, che in qualche modo possiamo fornire al collega, è di natura effettivamente contabile, perché l'applicazione della norma che tende a una revisione riduzione della spesa del personale sanitario è sul triennio 2013-2014 ma è anche vero che l'applicazione immediata comporta una revisione, una riduzione di quello che è il personale nell'ambito dell'anno 2012.
Siccome parliamo del personale sanitario è ancora più importante, perché solo attraverso questa riduzione economica si può in qualche modo intervenire nell'ambito del fondo del sistema sanitario regionale per la riconversione delle persone, cioè il famoso turn-over, altrimenti, c'è il rischio che senza quella decurtazione alcuni posti vacanti si troveranno, anche in questi ultimi mesi, scoperti. Parliamo di persone che sono a tempo determinato, nell'ambito della sanità e che non hanno più la locazione finanziaria per poter proseguire le loro attività.

PRESIDENTE. Articolo 22 ter. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 23. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. No, questo è importantissimo perché condiziona la votazione finale. Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. (inizio intervento fuori microfono) … dato che c'è un parere difforme del Cal, della Conferenza delle Autonomie Locali, esistendo il vincolo della maggioranza assoluta, suggerisco di votare contro, di riproporre la stessa formulazione spiegando al Cal di cosa si tratta e riproponendolo nel bilancio preventivo. Votare contro il 24 per ritirarlo.

PRESIDENTE. E' chiarissimo. Il Cal dà parere favorevole all'impianto a condizione che venga soppresso l'articolo 24. L'Assessore ha chiarito l'articolo successivo e adesso votiamo l'emendamento 23 bis/1. Quello che diceva l'Assessore è riferito all'art. 24.

Emendamento 23 bis/1 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sull'articolo 24 ci fermiamo un attimo perché c'è un problema tecnico. Qualcuno chiede la parola? Noi intanto verifichiamo tecnicamente. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. L'emendamento che abbiamo presentato all'articolo 24 va nella direzione del parere del Cal e nella indicazione che ha espresso l'Assessore Marcolini, quindi, in qualche modo chiarisce due posizioni che sono: quella della proposta che fa il Cal nella direzione dell'applicazione degli articoli nn. 24, 25 e 38 e, nello stesso tempo, salva la parte, il terzo comma dell'articolo stesso, che è in funzione e non c’entra sulla situazione specifica ed è quello che chiedeva specificamente l'Assessore Marcolini. Chiedo, quindi, su questo l’applicazione, questa è la posizione della Commissione.

PRESIDENTE. Un attimo, il voto del Cal è favorevole a condizione della soppressione, quindi tertium non datur degli articoli 24 e 25.
Io chiedo di verificare se l'emendamento così come proposto dalla Commissione incrocia il nostro regolamento, per cui la soppressione equivale ad un emendamento che di fatto recepisce le ragioni per cui è stata chiesta la soppressione. Se lo recepisce, non c'è bisogno del voto a maggioranza assoluta, così come previsto, se invece non lo recepisce … io questo voglio sapere.
Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Pur essendo recipiente l'indicazione del Cal, c'è un problema di merito, che con l'Assessore all'edilizia non condividiamo, quindi, come dire, c'è un problema di ritematizzazione della questione con più tempo, per offrire al Cal elementi di valutazione, che speriamo, possa accogliere. Quindi, pur essendo l'emendamento recipiente come l'indicazione del Cal noi siamo contrari a questa proposizione perché un conto è rispettare il potere del Cal, altra cosa è sostituire la potestà legislativa del Consiglio con quella del Cal.
Suggerisco di votare contro sia all'emendamento della II Commissione che all'articolo 24 per ritematizzare la discussione nei prossimi giorni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Se l’Assessore Canzian può rispondere, mi è arrivata voce che questo articolo è importante per il Comune di Ancona, che avrebbe già iniziato a operare sulla vendita delle case popolari a degli affittuari, e considerato che la norma che lei ha proposto ha creato questo incidente diplomatico con il Cal, ma questa parte dovrebbe rimanere esterna, io vorrei capire, da lei tecnicamente, perché a questo punto l'emendamento della Commissione fa un danno, vorrei capire se effettivamente è vero che il Comune di Ancona può avere un danno da questa operazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Mi dispiace ma io non sono d'accordo con la richiesta dell'amico Marcolini. Non è possibile che si lavori così, questa materia non deve stare nell'assestamento perché è una materia da discutere nelle leggi. Prima è passato un emendamento sugli agriturismi, sul quale in III Commissione abbiamo discusso per lungo tempo, qui è passato senza che ce ne siamo accorti.

PRESIDENTE. Scusi, quell'emendamento sugli agriturismi io l'ho fatto un anno fa ed è stato respinto; l'ho ritrovato oggi e mi piacerebbe sapere chi è stato così potente da farlo passare...

Paolo PERAZZOLI. Torno a dire che queste materie non dovrebbero stare nell’assestamento. Ma una volta che viene messa impropriamente, la Commissione può proporre una modifica, e siccome è una modifica al volere della Giunta, questa dice: “Votiamo contro”. Allora ditelo se dobbiamo votare a favore di qualunque cosa proponete. Io non la voto.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Io credo che questo malinteso sia nato su una base reale che è il parere espresso dal Consiglio delle autonomie locali, che per la verità non entra nel merito del contenuto dei due articoli in questione, ma mette in discussione, così come suggeriva il collega Perazzoli, lo strumento attraverso il quale si è inteso legiferare, cioè la legge di assestamento.
Tant'è vero che si esprime dicendo: “Rinviando le modifiche in esse contenute ad un apposito provvedimento normativo che disciplini in modo organico le tematiche affrontate”, quindi, è un problema di strumento legislativo e non di contenuto.
Per quanto concerne le considerazioni fatte dal Consigliere Zinni, l'emendamento del collega Latini, pur condivisibile, è reso inefficace dalla non approvazione dei contenuti dei due articoli, il 24 e il 25, per evitare, come dire, confusioni e anche provvedimenti inefficaci, perché, poi, l'alienazione è legata alla messa a punto di un programma di alienazioni. Di per sè quest'emendamento è condivisibile, tant'è che lo presenteremo nello strumento idoneo, che è il bilancio preventivo tra 15, 20 giorni.
io credo che in questa fase, onde evitare come dire fibrillazioni e anche provvedimenti non utili, sia auspicabile che i due articoli, il 24 e il 25 non vengano, così come il Cal ha suggerito, approvati, analogamente all'emendamento del consigliere Latini; il tutto verrà affrontato in maniera organica in sede di bilancio di previsione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Devo dire che è stato fatto un discreto pasticcio su questo argomento, Assessore, anche perché una volta che si fa una fuga in avanti, credo che sia anche opportuno che uno argomenti fino in fondo politicamente perché questa fuga in avanti è stata fatta.
Quando è arrivato questo articolo in Commissione era stato narrato con delle finalità, poi, ad un certo punto, è venuto fuori il Cal e voi avete fatto marcia indietro. Dopo di che, viene riferito che l'emendamento che ha firmato il Consigliere Latini è assolutamente necessario per mettere nelle condizioni, chi sta già vendendo, di andare avanti.
Adesso lei dice che questa è una fuga in avanti, allora la dichiarazione di voto nostra è che noi prendiamo le distanze da questo metodo e ci teniamo a dire, agli affittuari che abitano nelle case popolari, che non è colpa nostra se non riescono a comprare la casa perché c'è la Giunta che continua a rimandare.
Lei Assessore oggi si è preso un impegno, la attendiamo al varco fra 15 giorni, in ogni caso ci asterremo sull'emendamento presentato dal Consigliere Latini, perché a tutt'oggi, non abbiamo ancora capito se è necessario, se non è necessario, se fa bene o se fa male.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Mi capita raramente ma sono d'accordo con il compagno Perazzoli e con il compagno Marcolini, nel senso che io ho presentato una interpellanza, mesi fa, ancora non ha avuto risposta, favorevole alla vendita delle case popolari, ovviamente, con priorità a chi ci abita. Questa norma va in quella direzione, ci sono dei problemi che sappiamo, va bene, d'accordo, però almeno risponde ad un bisogno.
E' vero che non siamo nel tema, mi pare che ho fatto parecchi interventi in questo senso, quindi, sono d'accordo sia col metodo ma anche con il merito perché in effetti risponde ad un bisogno. L'assestamento di bilancio può avere un senso quando sana un errore e l'errore sta nella precedente legge, c'è una legge precedente che prevede la vendita delle case popolari che non è mai stata applicata; questa è la realtà!
In questo caso, quindi, ha senso metterla nell'assestamento, perché è la sanatoria di un errore, la mancata applicazione di una legge precedente. Caro amico Perazzoli, in questo caso ha proprio senso perché sana la mancata applicazione di una legge precedente che già prevedeva l'alienazione delle case popolari, che non è mai stata applicata. E’ vero bisogna fare una legge ad hoc, d'accordo, però questo caso, al limite, ci può stare nell'assestamento di bilancio. Uno dei casi rari in cui ci può stare. Quindi, in questo caso avrei votato volentieri a favore, la voterò fra un mese quando discuteremo il bilancio (…) esatto.

PRSIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Effettivamente si è oscillato un po' su questi articoli, io sono per accogliere la proposta dell'Assessore Marcolini, ma sono anche per cogliere il significato vero di quanto scrive il Cal nel suo parere. Il Cal dice: “Siano soppressi gli articoli 24 e 25 il comma uno dell’art. 35 rinviando le modifiche in essi contenute ad un apposito provvedimento normativo che disciplini in modo organico le tematiche affrontate”. Quindi, mi pare che il Cal si sia pronunciato chiaramente e credo che per quel che riguarda la Commissione competente in pochi giorni si possa licenziare un testo, anche perché quando leggo apposito provvedimento normativo non credo che si riferisca al bilancio di previsione.

PRESIDENTE. A questo punto metterei in votazione l'emendamento della Commissione. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Visto il dibattito ritiro l'emendamento, sottolineo, però, nella sostanza, che questa problematica esiste e che se non viene affrontata con il bilancio di previsione metteremo in difficoltà molti enti locali che hanno già deciso e attuato il pacchetto alienazione, e quindi, su questo concetto, mi trovo d’accordo con il sollecito che faceva il Consigliere Marangoni perché è un tema che è già stato affrontato in applicazione della legge da parte di molti enti locali.

Emendamento 24/1 della II Commissione. Ritirato.
Emendamento 24/2 del Consigliere Bugaro. Ritirato.

Articolo 24. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 25.
Emendamento 25/1 della II Commissione, soppressivo dell’art. 25. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 26. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Abbiamo tre emendamenti che introducono l’articolo 26 bis, il primo è il 26 bis/1 a firma del Consigliere Natali, identico al 26 bis/2 a firma del Consigliere Comi. Se passa o non passa il primo, passa e non passa il secondo.
Ha la parola il Consigliere Comi.

Francesco COMI. Presidente, voglio spiegare ai colleghi Consiglieri se hanno pazienza il senso di questo emendamento.
L'emendamento del Consigliere Natali è identico al successivo emendamento che ho firmato io a nome dell'intera Commissione, per cui per evitare che si voti contro l'emendamento del Consigliere Natali, voglio spiegare perché lo condivido e perchè ritiro il mio.
Il voto a favore dell’emendamento del Consigliere Natali ci aiuta a superare un problema formale. Con la modifica del luglio scorso, con la legge n. 17, abbiamo modificato i criteri per la selezione all'accesso alla funzione di Direttore di Distretto e nella legge n. 13 abbiamo scritto che il Direttore del Distretto è nominato sulla base di alcuni requisiti dal Direttore d'Area vasta e decade, essendo il rapporto fiduciario, con il venir meno della figura del Direttore d'Area vasta. Noi abbiamo optato fra due possibili alternative, quella del concorso o quella del rapporto fiduciario, per quella del rapporto fiduciario, però, al tempo stesso abbiamo detto che venuto meno il Direttore viene meno anche il Direttore di Distretto.
Questa disposizione che abbiamo condiviso come Commissione, purtroppo, è contraddetta dal contratto collettivo nazionale all'articolo 27 della categoria, dalla legge nazionale che riguarda la materia e dalla giurisprudenza. La giurisprudenza stabilisce che lo spoil system, ovvero il superamento a rotazione di tutti i dirigenti con il venir meno delle figure apicali, non può essere applicato, per cui malgrado la volontà politica della Commissione e del Consiglio regionale siano andati in direzione opposta, oggi dobbiamo presentare un emendamento che corregge quella prescrizione normativa perché siamo esposti al rischio dell'impugnativa, essendo in contrasto con la giurisprudenza, con il diritto e con la contrattazione collettiva. Ecco perché ho presentato questo emendamento e, se l'ho fatto, non è stato per una valutazione di merito. Lo voglio dire a chi lo ha bocciato in Commissione II: non c'è una valutazione di merito.

PRESIDENTE. Emendamento 26 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 26 bis/2 del Consigliere Comi. Decaduto.

Emendamento 26 bis/3 del Consigliere Natali. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 27. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 27 bis/1 del Consigliere Massi, istitutivo dell’articolo 27 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 28.
Emendamento 28/1 del Consigliere Massi.
Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Su questo articolo dico quanto segue: a mio avviso dovremmo riflettere, lancio uno spunto per il futuro, più che altro sull'utilità o meno del CORECOM. Per le funzioni che ha, per come le svolge, non dico quello delle Marche, ma in generale, ho dei fortissimi dubbi che questo istituto abbia un senso. Vedo degli articoli sostenibili che riducono il numero da sette a tre, nel senso che cambiamo le modalità di elezione, va bene, ma invito il Consiglio, per il futuro, a fare un passo in avanti e magari prima della fine della legislatura a prendere qualche decisione un po' più coraggiosa su questo istituto, fermo restando che sappiamo che c'è la legge nazionale, quindi, non so quanto potremo svincolarci.
Colgo anche l'occasione per dire che tra i requisiti elettivi dei membri del CORECOM la legge nazionale e quella regionale prevedono l'indipendenza dal sistema politico e dal mondo dei media, della comunicazione, e se vogliamo far finta di niente, facciamo finta di niente, ma sappiamo che questa indipendenza non c'è, quasi mai, o mai, al momento dell'elezione, ma almeno mi auguro che ci sia dal giorno dell'elezione in poi.
Mi spiace vedere continuamente firmati comunicati stampa, prese di posizione a firma di un membro del CORECOM, con la dicitura responsabile enti locali del partito X o Y, non faccio pubblicità negativa e, quindi, non dico il partito, non mi interessa, non è questo il mio obiettivo, non voglio denigrare né la persona, né il partito, ma come si fa a firmarsi il responsabile enti locali del partito X o Y quando si è membri del CORECOM Il buon senso, non dovrei essere io a dirlo, in questo contesto, in questo momento, dovrebbe spingere, almeno l'interessato, ad astenersi da certe prese di posizione o per lo meno firmarle in questo senso.
L'obiettivo dell'intervento non era tanto questo, era in generale, auspico una riforma seria del CORECOM

Emendamento 28/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 28/2 del Consigliere Bugaro.
Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Chiedo Presidente, un voto favorevole su questo emendamento perché prevede la riduzione a tre membri del del CORECOM, da subito. Il CORECOM è un’istituzione importante, ma può essere tranquillamente amministrata da tre componenti. Il Comitato venga da subito adeguato ai tempi che stiamo vivendo.

PRESIDENTE. Stiamo valutando quest'emendamento perché la richiesta in esso contenuta è già prevista nell'articolo 28, comma 1 sexies. L'articolo 28 prevede già la riduzione, però la prevede a partire dalla prossima legislatura. Certo deve essere scritto per legge che è da subito.
Emendamento 28/2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 28. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 29. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 30. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 31. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 32. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 33. Lo pongo in votazione.
(…) Abbiamo votato l'articolo 33 e mi si richiede la ripetizione della votazione. (…) L’appello nominale non è ammissibile, dobbiamo ripetere solo la votazione perché ci sono stati degli errori. L’appello nominale va chiesto prima. Ripetiamo per motivi tecnici la votazione.
Articolo 33. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 33 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sub emendamento 33 ter/1/1 dei Consiglieri Giancarli, Ricci. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Abbiamo presentato questo sub emendamento perché crediamo che tutte le azioni che vanno in direzione dell'allargamento della democrazia debbano essere sostenute. Per noi democrazia significa rispetto delle regole, dei diritti, certezza del diritto, trasparenza, rispetto delle leggi, quindi, non ci sembra che il compito di allargare la partecipazione debba essere in capo al responsabile del procedimento. Il responsabile del procedimento deve attenersi esclusivamente alle leggi, altra cosa, è la figura e la direzione politica che, a nostro avviso, su questi aspetti è di competenza dell'Assessore all'ambiente.
Queste sono le ragioni del nostro sub emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Solo per dire che accolgo l'indicazione del sub emendamento e sono soddisfatta che l’indirizzo indicato dal mio emendamento sia stato accolto in maniera favorevole.

PRESIDENTE. Sub Emendamento 33 ter/1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 33 ter/1 della Consigliera Giorgi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 33 ter/2 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 34. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 35.
Emendamento 35/1 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Dovrebbe decadere l’emendamento 35/2. Il problema è questo: decade il 35/2, perché non c'è più l'articolo 35 in quanto è stato soppresso dall'emendamento 35/1. L'emendamento 35/1 ha soppresso l'articolo 35 su cui c'è anche l’emendamento n. 35/2 ma non c'è più la sostanza. Io chiedo, perché su questo ho un dubbio, se possiamo trasformare l'emendamento 35/2 in una proposta di articolo ad esempio l’articolo 34 bis? (…) Il problema è stato risolto quanto alla possibilità di modifica, adesso il tema su cui io non sono proprio convinto, è se impatta sul parere del Cal. Perché il parere del Cal, come il caso precedente, ci costringe alla maggioranza assoluta se non facciamo quello che ci chiede. Bisogna capire se soppresso il 35 e approvato un eventuale 34 bis, ottemperiamo ai voleri del Cal oppure no. Questo è il tema. L’interpretazione che diamo è questa: trasformiamo quell'emendamento in un articolo e lo chiamiamo 34 bis. Questo ci pone il problema con il giudizio del Cal? No, perché questo è un articolo nuovo, quindi, non è andato al parere del Cal ed io ho solo l'obbligo di metterlo ai voti, poi, passa o non passa, però, non posso non metterlo ai voti.
Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Ringrazio per la soluzione tecnica che avete trovato come Presidenza e come uffici tecnici, questo è un articolo di buon senso, perché si tratta di salvare dallo sfratto delle case popolari, persone di 80 anni malate, che abitano in quelle case da vent'anni. Spiego il perché. Quando abbiamo fatto la legge 4 giugno 2012 n. 18 abbiamo alzato da due volte a due volte e mezzo il limite I.S.E.E. salvando molte situazioni, però, pochi mesi prima alcuni Comuni avevano mandato la lettera di disdetta, di decadenza, dalla casa popolare a persone che avevano superato di pochissimo le due volte di reddito ma erano nelle due volte mezzo. Con questo emendamento chiediamo, se lo sfratto non è ancora avvenuto, se non è in fase esecutiva, di lasciarle li.
Ho trovato largo consenso in tutta la Commissione, dal Consigliere Ricci a tutti gli altri e mi auguro che questo emendamento venga votato all'unanimità, al di la della politica, che non ha nessun senso, si tratta di buon senso.
Ringrazio anche per l'emendamento tecnico, per la soluzione tecnica che evita il problema del Cal, però se la maggioranza fosse qualificata saremo ancora più tranquilli.

PRESIDENTE. Emendamento 34 bis, anzi chiamiamolo emendamento 35 bis/1 ad iniziativa dei Consiglieri Ricci, Binci, Camela, Marangoni, Silvetti Acquaroli, istitutivo dell'articolo 35 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 36.
Emendamento 36/1 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 36, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 37. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 38.
Emendamento 38/1 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/2 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/3 del Consigliere Massi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/4 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/5 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/6 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/6 bis della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 38/7 del Consigliere Zinni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/8 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/9 della Il Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 38/10 del Consigliere Zaffini. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/11 del Consigliere Zinni.
Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Stiamo andando troppo veloci, bisogna spezzare un attimo. Presidente, questo è un emendamento semplice, con il quale chiedo un’assunzione di responsabilità al Consiglio visto che il prestito d'onore è stato uno strumento molto utilizzato ed è andato in esaurimento. Tanti giovani vi hanno partecipato per provare ad aprire nuove imprese, io chiedo di rifinanziarlo per i due mesi rimanenti visto che parliamo di assestamento, ovviamente due mesi non consentono grandi cifre perché non si riuscirebbe neanche ad evadere le pratiche, però, mettere cinquantamila euro per rimpinguare il prestito d'onore ed andare ad esaurimento fino a dicembre, mi sembra una cosa seria. Si tratterebbe di togliere cinquantamila euro alla Svim che rispetto ai milioni di euro che ottiene in aumento anche in assestamento, dice poco. Vi invito ad un’assunzione di responsabilità. Lo dico anche all'Assessore Marcolini, 50.000 euro in più per il prestito d'onore, togliendoli alla Svim, per novembre e dicembre, può voler dire avviare due, tre, quattro giovani imprenditori al lavoro. Mi sembra una cosa seria.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. Solo per dire al Consigliere Zinni che entro Natale esce il nuovo bando per il prestito d'onore, per cui l’abbiamo già finanziato e la graduatoria vecchia è già esaurita, per cui non c'è problema. Non c'è bisogno del rifinanziamento e tra l'altro, il prestito d'onore funziona, non attraverso uno stanziamento ulteriore, funziona a garanzia, per cui voglio dire che lo stock è già stato assicurato e, quindi, non c'è problema. Adesso parte il nuovo prestito d'onore per altre circa seicento nuove attività e in più c'è il prestito d'onore per il Piceno, attraverso un accordo con la Fondazione Cassa di Risparmio, mettiamo a disposizione tremilioni di euro per un finanziamento specifico al prestito d'onore per il Piceno, oltre a quello che facciamo per l'intera Regione, per cui non c'è problema.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Presidente, a me e alla Consigliera Foschi non ci ha preso il voto sull'emendamento 38/9 relativo alla tabella C. Siamo andati rapidamente ma ci tengo a spiegare che la risorsa di duecentododicimila euro che abbiamo aggiunto all'U.P.B. 31607 per un fondo per neo laureati e neo diplomati non viene dal fondo invariato di riserva della Giunta, anche se imputato al fondo di riserva per le spese invariate. Ci tengo a dire che si tratta dell'avanzo di amministrazione del bilancio del Consiglio regionale, su proposta univoca di tutti e tre i membri del Collegio dei Revisori dei Conti si è deciso di impiegare, d'accordo con il Presidente del Consiglio regionale, l'eventuale avanzo per un impegno condiviso e la cosa più opportuna ci è sembrata finanziare il fondo che si rivolge ai neo laureati ed ai neo diplomati. Le chiedo di aggiungere anche il mio voto.

PRESIDENTE. Nei favorevoli all’emendamento 38/9 aggiungiamo i consiglieri Foschi e Carloni.

Emendamento 38/11. Lo pongo in votazione

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/12 della II Commissione latini. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 38/13 del Consigliere Zaffini. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. In questo emendamento si parla di contributi straordinari, io reputo, in questo momento molto più importante e straordinario, finanziare, con una quota parte dei duemilionisettecentomila euro riportati nell'assestamento di bilancio per la Svim, l'evento della recente alluvione.

Emendamento 38/13. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/14 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 38/15 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 38/16 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 38/17 del Consigliere Cardogna.
Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. E' andato via, avrebbe dovuto ritirarlo.

PRESIDENTE. Se non c'è lo dobbiamo votare, non possiamo ritirarlo.

Emendamento 38/17. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/18 del Consigliere Pieroni. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Soltanto per illustrare il significato di questo mio emendamento. Da qui a pochi giorni entreremo nel 2013 ed i Comuni che sono qui menzionati, il Comune di Castelfidardo, in primis, e il Comune di Mondolfo, sono i Comuni dove è nata la prima industria della fisarmonica, 150 anni fa.
Nel 2013 festeggeremo i 150 anni dell’industria della fisarmonica nelle Marche ed ho ritenuto opportuno presentare questo emendamento, che vuole essere significativo ed evidenzia l'attenzione del Consiglio regionale, della Giunta regionale su iniziative che non sono solo di carattere culturale ma iniziative che promuovono, per questi 150 anni, tutto un percorso che dà maggiore visibilità alla fisarmonica nella Regione Marche, considerato che ci sono tantissime imprese, operatori e tutto un indotto dietro la fisarmonica.
Questo mio emendamento vuol significare l'attenzione che la Regione Marche a su questo momento così importante, per i 150 anni della fondazione dell'industria della fisarmonica nella Regione Marche.

PARESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. (inizio intervento fuori microfono) ... in quanto l'iniziativa è all'oggetto della programmazione culturale regionale non per quell'importo ma per un importo ritenuto congruo dagli stessi organizzatori. Ci sarà un impegno in bilancio preventivo.

Moreno PIERONI. Prendo atto delle parole e della sensibilità dell'Assessore Marcolini su questo argomento e spero che l'importo, se non questo, sia abbastanza giusto per dare rilievo ad entrambi i Comuni.

PRESIDENTE. Emendamento 38/18. Ritirato

Emendamento 38/19 del Consigliere Pieroni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/20 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 38/21 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 38/22 del Consigliere Bugaro. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 38/23 del Consigliere Bugaro. Ritirato.
Emendamento 38/24 del Consigliere Bugaro. Ritirato.
Emendamento 38/25 del Consigliere Bugaro. Ritirato.

Emendamento 38/26 della II Commissione Latini. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 38, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 39.
Emendamento 39/1 della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 39, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 40. Soppresso

Articolo 41 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Prima di passare alla votazione dell'intera proposta di legge, comunico che sono stati presentati due ordini del giorno. Pongo in votazione quello a firma dei Consiglieri Pieroni, D'Anna.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Il secondo ordine del giorno è a firma dei Consiglieri Latini, Zaffini, Carloni, Giancarli, Ricci, Sciapichetti, Zinni e Binci. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Vorrei pregare i presentatori di modificare quest'ordine del giorno perché, secondo me, può essere interpretato in maniera sbagliata. Prego i presentatori di modificarlo, il rischio è che parlando di ridurre del 50% le spese di funzionamento dei Gruppi noi andiamo contro la definizione della legge che la Conferenza Stato Regioni sta predisponendo, allora va precisato, perché rischiamo di avere un profilo sbagliato su questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Guardate, la verità è che questo è un ordine del giorno molto ottimistico rispetto alle risorse che nel 2013 verranno date ai Gruppi. E' stato stabilito a livello nazionale, ed è stato già approvato nel decreto del Governo, che ciò che percepirà ogni Gruppo consiliare è pari alla metà di quanto riconosciuto dalla Regione che riconosce di meno. L'importo della Regione che riconosce di meno è 10.000 euro, quindi, tutte le Regioni di Italia dal 2013 potranno riconoscere ai Gruppi massimo 5.000 euro per ogni consigliere, quindi, anche noi, non per questo ordine del giorno ma perché così è stabilito dalla legge.
Quindi è inutile e sbagliato perché contravverrebbe ad una norma, quindi io consiglierei di ritirarlo. (...) Allora leggiamo una cosa diversa, qui c'è scritto che il Consiglio si impegna ad approvare nell'ambito del bilancio la riduzione del 50% delle spese di funzionamento dei gruppi. Stiamo parlando di una cosa che è superata.
Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Tra le righe il Consigliere Zinni dice che abbiamo parlato già troppo, questo è un emendamento che in Commissione scaturiva da un altro tipo di vicenda ed era a sostegno di un ragionamento molto più articolato. Siccome è suscettibile di diverse interpretazioni, tanto vale ritirarlo, io tolgo la mia firma, così come credo anche gli altri.

PRESIDENTE. Probabilmente il ragionamento era troppo articolato. La proposta di ordine del giorno viene ritirata.
Ha la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Nel mio intervento precedente mi sono scordato di dire una cosa, secondo me, molto importante, fatta notare dalla Corte dei Conti sull'organizzazione sanitaria e qui mi rivolgo all'Assessore Mezzolani e per interposta persona al Dott. Ruta. La Corte dei Conti cita a proposito dell'organizzazione sanitaria della nostra Regione "che non si può non rilevare come il carattere fortemente verticistico della struttura nell'ambito della quale l'area vasta è qualificata come unità amministrativa autonoma ai soli fini della contrattazione collettiva, potrebbe frustrare le effettività dei criteri di differenziazione e valorizzazione della vocazione distintiva aziendale che rappresenta il proprio del sistema medesimo". Per me questa è un'annotazione molto importante perché noi abbiamo intrapreso una strada di organizzazione sanitaria che, in questo inciso è messa in evidenza dalla Corte dei Conti, ha ventimila dipendenti controllati in modo verticistico e questo, secondo me, è una cosa molto importante da non trascurare, non a caso io ed il collega D'Anna abbiamo presentato una proposta di legge specifica sulle Aree vaste.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 258, così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ci vediamo martedì prossimo. Buon pomeriggio.

La seduta è tolta alle ore 15,00.