Resoconto seduta n.167 del 02/02/2010

SEDUTA N. 167 DEL 2 FEBBRAIO 2010


Presidenza del Presidente
Raffaele Bucciarelli


La seduta inizia alle ore 10,30


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 166 del 26 gennaio 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
- n. 147/10, in data 20 gennaio 2010, ad iniziativa della Giunta regionale concernente: “Programma promozionale turistico regionale. Anno 2010”, assegnata alla III Commissione in sede referente, alla Il Commissione per il parere ai sensi dell’articolo 69 del regolamento interno, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere ai sensi dell’art. 11, comma 2, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell’economia e del lavoro per l’espressione del parere ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lett. b) della legge regionale n. 15/2008;
- n. 148/10, in data 27 gennaio 2010, ad iniziativa della Giunta regionale “Criteri di ripartizione dei progetti speciali di competenza regionale. Fondo sanitario regionale dell’anno 2009. Spesa di parte corrente”, assegnata alla V Commissione in sede referente ed alla II Commissione per il parere ai sensi dell’articolo 69 del regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 400/10, del Consigliere D’Anna “Crisi della Pershing”;
- n. 401/10, del Consigliere Silvetti “Sospensione studi di settore per il comprensorio di Fabriano”;
- n. 402/10, del Consigliere Brandoni “Situazione delle Unità operative della Sampsistemi Spa (Gruppo Maccaferri) di Ascoli Piceno e Montecosaro”.
Ha chiesto congedo l’Assessore Carrabs.


Interrogazione n. 1340
del Consigliere Brandoni
“Attuazione del protocollo d’intesa per il sostegno ai lavoratori ed alle imprese nelle situazioni di crisi”

Interrogazione n. 1412
della Consigliera Mollaroli
“Effettiva attuazione del protocollo d’intesa con istituti bancari a favore di lavoratori in CIG/CIGS”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1340 del Consigliere Brandoni e l’interrogazione n. 1412 della Consigliera Mollaroli, abbinate. Ha la parola l’Assessore Badiali.

Fabio BADIALI. Questa interrogazione riguarda l’attuazione del protocollo d’intesa per il sostegno ai lavoratori e alle imprese nelle situazioni di crisi.
Dopo una prima fase di attuazione del protocollo, in cui sono emerse alcune difficoltà procedurali delle banche, in particolare nell’omogeneità d’interpretazione a livello territoriale delle disposizioni stabilite nel protocollo, come pure nelle diverse riunioni tenutesi a livello regionale, il sistema si è normalizzato, ad oggi ci risulta funzionare decisamente meglio.
Abbiamo fatto l’accordo con i vari direttori degli istituti di credito a livello centrale, ma i vari dirigenti hanno ognuno interpretato in maniera personale, non è stata infatti presentata nessuna bozza generale. Successivamente abbiamo incontrato di nuovo i direttori generali che a questo punto hanno dato disposizione a tutte le filiali di agire tutti in un determinato modo.
Questo non significa che non vi siano ancora casi particolari in cui possono emergere difficoltà, ma sono sporadici. Comunque attraverso una grande collaborazione tra banche, OOSS e Regione si riesce sempre a trovare una soluzione. Certo, non tutti i casi al 100% vengono risolti, ci sono casi particolari che non si riescono sempre ad interpretare o a comprendere, ci sono situazioni familiari completamente differenti l’una dall’altra, ma anche qui con il buonsenso e con una grande collaborazione si è poi riusciti di solito a risolvere il problema.
Infatti qualsiasi ulteriore problema venga rilevato la Regione si adopera immediatamente con i referenti regionali delle banche, che hanno mostrato sempre disponibilità, per fare in modo che a livello territoriale tutto venga risolto favorevolmente per i lavoratori.
Grande disponibilità hanno dimostrato le OO.SS., le aziende ed in particolare i lavoratori stessi, che nonostante la sacrosanta urgente necessità di percepire l’indennità, hanno avuto, in diversi casi, la pazienza di attendere il perfezionamento delle procedure con grandissima dignità. Ci sono stati alcuni lavoratori che hanno dovuto aspettare qualche mese, ma in ogni caso c’è stato molto prima questo finanziamento che quello che doveva arrivare dall’INPS.
Siamo a conoscenza del fatto che alcuni istituti di credito hanno dovuto incrementare le risorse destinate agli anticipi in quanto erano in via di esaurimento quelle inizialmente previste. Ci sono istituti di credito che hanno messo in campo all’inizio dell’anno 2009 delle risorse, 1 milione di euro per ogni istituto di credito, ma che sono finite, quindi hanno rimpinguato con altre risorse. Ciò significa che tutto sommato ha funzionato abbastanza bene.
Proprio in questi giorni inizieremo a chiedere ai diversi istituti bancari i dati relativi ai risultati, ai numeri precisi che emergono dall’attuazione dell’anticipo bancario e in generale stiamo raccogliendo tutte le informazioni utili a verificare l’efficacia dello strumento.
Convocheremo incontri ad hoc con le OOSS, con l’Inps e, ovviamente, con gli istituti bancari, ciò al fine di analizzare e valutare questo anno di attuazione in previsione di un ragionamento complessivo per una eventuale conferma dell’accordo per il 2010, con le modifiche e le integrazioni necessarie sulla base dell’esperienza attuale migliorando e rendendo più efficiente lo strumento.
Stiamo cercando di indire un incontro con tutte le organizzazioni sindacali e con l’Inps e soprattutto con gli istituti di credito per prolungare anche nel 2010 quello che abbiamo fatto nel 2009, tenendo però conto delle difficoltà, degli errori o di quei miglioramenti, visto appunto l’esperienza passata, che si potrebbero ottenere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Brandoni.

Giuliano BRANDONI. Intanto la risposta conferma l’utilità di queste interrogazioni, la mia e quella della Consigliera Mollaroli, perché tra l’atto e il fatto la distanza della procedura era particolarmente intasata, c’erano delle situazioni, come l’Assessore ci ha confermato, che meritavano un’attenzione, una cura, una sollecitazione che appunto anche queste interrogazioni hanno consentito.
Inoltre c’è un’altra questione che resta aperta e che dovrà essere indagata e risolta. Essa riguarda l’uniformità dei trattamenti. Qui le situazioni sono articolate, le azioni degli istituti di credito sono diversi.
Qui nessuno vuole trovarsi nella situazione di ricordare le amare considerazioni che Mackie Messer faceva delle banche nell’Opera da tre soldi. Noi vogliamo, invece, che gli istituti di credito siano momenti di spinta e di contributo al sistema economico generale, non altro.
Quindi se hanno aderito ad un protocollo debbono essere richiamati in maniera attenta. Perché, come ha ricordato l’Assessore nella sua risposta, l’impegno dei lavoratori, la pazienza – come ha detto lui –, la disponibilità delle organizzazioni sindacali sono sì tutti elementi, ma in questo momento ci deve anche essere il sollecito, la cura, l’attenzione, la partecipazione vera degli istituti di credito. Sarà dunque lì, Assessore, che lei dovrà condurre il massimo di spinta, di vigilanza, di richiamo alle responsabilità.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mollaroli.

Adriana MOLLAROLI. Ringrazio l’Assessore per la risposta. Certamente egli sa bene che le questioni poste con le interrogazioni dal Consigliere Brandoni e da me non sono infondate. Come sa bene che c’è stato un comportamento non rispettoso dell’accordo da parte delle banche della nostra regione e che c’è invece stato un comportamento assolutamente molto corretto da parte delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori stessi.
Il ruolo delle banche in questo momento è fondamentale. Approfitto per lanciare un sostegno a chi in questi giorni – mi pare sia apparso in un articolo del Il Sole 24 Ore di domenica, non ricordo la firma – proponeva di fare comitati provinciali con banche, organizzazioni sindacali e organizzazioni imprenditoriali per verificare sul territorio e con gli attori del territorio lo stato e la possibilità di sostenere davvero le imprese in questo momento di difficoltà. Anzi, sollecito l’Assessore a prendere iniziative in questo senso.
Concludo invitando, come è stato anticipato anche dall’Assessore, ad accelerare questo percorso, quindi invito a fare una verifica. L’accordo è stato firmato il 31 marzo, oggi siamo il 2 febbraio, credo pertanto ci siano tutte le condizioni per verificare i comportamenti reali delle banche, documentandoli. Per fornire così all’opinione pubblica e soprattutto ai lavoratori che con l’anticipo della cassa integrazione da parte delle banche si potrebbero risolvere molti dei gravi problemi di disagio economico che si stanno vivendo in questo momento.
Quindi non abbandoniamo questo percorso, anche se il contesto è quello della campagna elettorale, anzi, proprio prima del voto cerchiamo di fornire ai marchigiani e all’intera opinione pubblica i dati e le informazioni sui comportamenti delle banche e del rispetto di questo importante accordo.


Interrogazione n. 1227
del Consigliere D’Anna
“Vertiginoso aumento di tumori infantili nelle Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1227 del Consigliere D’Anna. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In merito all’interrogazione indicata in oggetto, quindi per gli argomenti di competenza sui punti 1, 2, 3 si comunica quanto segue.
Dalla relazione sulla situazione epidemiologica dei tumori nei bambini delle Marche, predisposta in data 14 aprile 2009 dall’Università di Camerino – Dipartimento di medicina sperimentale e sanità pubblica – Sezione di scienze igienistiche e sanitarie-ambientali – U.O. Registri tumori e di patologia – che ad ogni buon fine si allega in copia che poi consegnerò al Consigliere D’Anna – si evince che il presunto raddoppio dei casi di tumori infantili nel quadriennio 1998-2002 nella regione Marche, rispetto al quadriennio 1988-1992, segnalato dal settimanale L’Espresso, deriva da un’errata lettura dei dati 1988-1992. Ciò in quanto il RTIAM (Registro tumori infantili e negli adolescenti delle Marche) ha iniziato a raccogliere dati solo nel 1990.
La stessa relazione evidenzia come il reale incremento annuo nel periodo esaminato delle patologie considerate sia stato inferiore a quello nazionale…

PRESIDENTE. Scusi, Assessore. Per favore, Consiglieri, un po’ di attenzione, è veramente difficile ascoltare quello che dice l’Assessore!

Almerino MEZZOLANI. Consiglieri, se vi disturbo smetto! Stavo dicendo che la stessa relazione evidenzia come il reale incremento annuo nel periodo esaminato delle patologie considerate, sia stato inferiore a quello nazionale, in quanto il dato nazionale aveva un’incidenza del 2% e quello marchiano solamente dell’1%.
Relativamente ai punti dell’interrogazione, ossia in quale area della nostra regione si riscontrano i casi più numerosi di tumori nei bambini e se ne sono state ipotizzate le cause, si riporta quanto indicato nella relazione del 14 aprile 2009 dell’Università di Camerino. Cioè: “L’analisi preliminare dei casi complessivi (M+F) di tutti i tumori diagnosticati nelle età 0-19 anni delle Marche indica chiaramente che i bambini si ammalano più frequentemente nella ASL 13 (Zona territoriale di Ascoli Piceno, 310,1) in quella di Fano (283,3) ed in quella di Fermo (280,6), a cui fanno seguito i tassi rilevati nelle ASL di Civitanova Marche (278,6), Senigallia (259,9), Ancona (258,2), che risultano tutti più alti del valore medio regionale che è do 252,1. Negli adolescenti marchigiani l’incidenza tumorale complessiva è più elevata nella ASL 4 (Zona territoriale di Senigallia, 373,9) e in quella di Jesi (321,4), mentre in tutte le altre ASL i tassi sono più bassi del valore regionale (274,7)”.
In merito al quesito n. 2, che chiede quanti e quali sono le strutture pubbliche (scuole, asili, ospedali, uffici pubblici) contenenti amianto e in che quantità e forma, si precisa quanto segue.
Dalla relazione predisposta dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche in data 17 marzo 2009, risultano censite le seguenti strutture: 326 scuole con amianto solo compatto; 83 scuole con amianto friabile; 35 ospedali con amianto solo compatto; 1 ospedale con amianto friabile; 1415 edifici aperti al pubblico con amianto solo compatto; 58 edifici aperti al pubblico con amianto friabile.
Il data base relativo a tali strutture è a disposizione presso la PF Sanità pubblica del Servizio salute.
In merito al quesito n. 3, cioè se sono state eseguite misurazioni di presenza di radon (gas radioattivo e cancerogeno presente nel terreno e in alcuni materiali da costruzione) negli edifici scolastici e pubblici e quali i dati e i risultati, dalla relazione predisposta dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche, sempre in data 17 marzo 2009, risulta che nelle Marche è stato effettuato un monitoraggio della misura di gas radon nelle abitazioni nel biennio 1991-1993 su un campione di 239 abitazioni situate in 12 comuni delle Marche.
I risultati di tale indagine avevano evidenziato un valore medio annuo di concentrazione di gas radon nelle abitazioni della regione Marche monitorate pari a 29 +/- 2 Bq/m3. Tale valore è risultato essere fra i valori più bassi rilevati nelle varie regioni italiane. La media nazionale è risultata pari a 70 +/- 1 Bq/m3.
Successivamente dal 1999 sono state effettuate ulteriori misurazioni a seguito di specifiche richieste da parte dei soggetti interessati in abitazioni e luoghi di lavoro.
Nessuna delle misure effettuate ha riguardato edifici scolastici; in nessuna delle suddette misure, sia in ambito lavorativo che residenziale, è stato superato il livello di riferimento di 400 Bq/m3 (non esiste una normativa specifica ma solo la raccomandazione europea 90/143/EURATOM).
Al Consigliere D’Anna consegnerò ora la relazione citata in premessa che è stata predisposta dall’Università di Camerino.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Ritengo che questo sia un argomento importante e fondamentale. Da quanto accertato emergono numeri drammatici, anche se l’Assessore ha evidenziato numeri diversi rispetto a quelli riportati sulla stampa.
Parto dall’ultimo richiamato, il radon, un gas pericoloso. L’Assessore ha detto che sono state monitorate circa 300 abitazioni in tutta la regione Marche, aggiungendo anche – cosa secondo me molto grave – che nelle scuole non sono state fatte rilevazioni. Secondo me, invece, considerato che le scuole sono frequentate soprattutto da ragazzi, dovrebbero essere proprio quelli i primi luoghi su cui fare gli accertamenti.
Peraltro la stessa raccomandazione della Comunità europea dovrebbe essere un dovere di ogni Regione, ossia quello di verificare se per i nostri ragazzi c’è il rischio… Consiglieri, magari questa cosa non vi interessa, i tumori infantili sono per voi una stupidaggine! Qui se i nostri ragazzi muoiono non interessa a nessuno, è preferibile parlottare di altre cose! Se in quest’Aula non si ha neppure la capacità di ascoltare proposte che possono andare incontro a realtà drammatiche che esistono nel nostro territorio, allora è meglio che ce ne andiamo tutti a casa! Ma vedo che la cosa continua ancora ad interessare poco!
Io ho chiesto anche di fare una verifica sugli istituti scolastici per quanto riguarda la presenza di amianto. Tra l’altro in questi giorni si è parlato di polveri sottili, infatti la città di Ancona è saltata alla ribalta nazionale per occupare il terzo posto nella classifica delle città più inquinate da pm10. Allora credo che questa interrogazione, presentata già diversi mesi fa, abbia proprio centrato quelle serissime problematiche di inquinamento che ci sono nella nostra regione.
In questi giorni si sta parlando anche della vicenda Turbogas di Corinaldo. Io ho certo apprezzato l’atteggiamento di un po’ tutte le forze politiche nei confronti di questo potenziale nuovo impianto inquinante, ho apprezzato la mobilitazione delle migliaia di persone che hanno partecipato alle assemblee, però qui ci preoccupa di un qualcosa che ancora deve nascere, quando invece c’è poi una totale disattenzione su ciò che già esiste. E’ infatti molto preoccupante sapere che Ancona risulta la terza città in Italia con più polveri sottili, quindi è una città con un maggiore inquinamento, e che esistono dati allarmanti come quelli emersi ora dalla relazione dell’Assessore. Una relazione peraltro non completa in quanto non si è data lettura di una parte, che andrò a leggere personalmente, da dove invece risultano dati ancora più precisi e preoccupanti.
E’ giusto preoccuparsi di potenziali forme di inquinamento future, ma qui abbiamo già in corso una situazione drammatica, come ci ha detto l’Assessore, in quanto si sono riscontrati molti casi di tumore nei bambini.
L’analisi preliminare fatta nelle Marche dei tumori diagnosticati, che va da un’età da 0 a 19 anni, indica chiaramente che i bambini si ammalano più frequentemente nella Zona territoriale 13… Scusi, Consigliera Mammoli, so che la cosa a lei non la interessa…(…), ma abbia pazienza, innanzitutto è educazione rispettare chi parla, poi credo che questo argomento dovrebbe riguardare tutti, invece qui sembra che per qualcuno la campagna elettorale sia più importante dei tumori infantili! Dovete assumervi anche la responsabilità del comportamento che tenete in quest’Aula!
Stavo dicendo che i bambini si ammalano più frequentemente nelle zone territoriali di Ascoli Piceno, Fano e Fermo, dunque dati preoccupanti che devono obbligarci ad un atteggiamento diverso. Un atteggiamento diverso soprattutto nel prendere quei provvedimenti fondamentali al fine di evitare che questi tumori continuino ad aumentare.
Nella parte della relazione che l’Assessore non ha letto ci sono ulteriori ed importanti informazioni che credo vadano comunque citate. Per esempio si dice che per gli anni 1990-2006 risultano complessivamente 748 casi con diagnosi di tumore in soggetti di età tra lo 0 e i 19 anni, 418 maschi e 330 femmine; la frequenza totale dei tumori infantili è stata complessivamente di 574 casi, 319 maschi e 255 femmine, mentre i tumori degli adolescenti sono 174 casi. Si dice inoltre che la distribuzione complessiva dei casi di tumore diagnosticati nelle età infantili e negli adolescenti delle Marche negli anni dal 1990 a 1996 è: da 1 a 4 anni 104 maschi e 111 femmine, per un totale di 215; da 5 a 9 anni 71 maschi e 54 femmine per un totale di 125…

PRESIDENTE. Per cortesia, Consigliere, sono sette minuti che parla, la prego di concludere.

Giancarlo D’ANNA. Ho finito, Presidente, ma visto che l’Assessore non l’ha letto questa parte lo devo fare necessariamente io.

PRESIDENTE. Ho capito, Consigliere, però lei per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta ha cinque minuti di tempo, ne sono passati sette!

Giancarlo D’ANNA. Caro Presidente, qui si parla di 748 casi di bambini con tumore, c’è poco da essere soddisfatti! Se non dire, al di là di quelle che sono le intenzioni, che i provvedimenti adottati per ridurre l’inquinamento, sia quello causato da polveri sottili, sia quello provocato dell’amianto, non sono insufficienti, è scandaloso, è una vergogna nazionale, quindi devono essere presi immediati provvedimenti!


Interrogazione n. 1292
del Consigliere Pistarelli
“Revoca della deliberazione della Giunta regionale 88/2008 sui rimborsi spesa per assistenza oncologica e della deliberazione 812/2008 sui rimborsi per assistenza ospedaliera non oncologica”
(Decadenza)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1292 del Consigliere Pistarelli decade per assenza del Consigliere interrogante.


Interrogazione n. 1169
del Consigliere D’Isidoro
“Aiuti al settore agricolo”
(Ritiro)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1169 del Consigliere D’Isidoro viene ritirata.


Interrogazione n. 1342
del Consigliere Giannotti
“Contributi per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici residenziali privati”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1342 del Consigliere Giannotti viene rinviata in quanto l’Assessore ha chiesto congedo.


Interrogazione n. 1367
della Consigliera Romagnoli
“Fondo di solidarietà e sostegno alle famiglie con lavoratori dipendenti disoccupati residenti nelle Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1367 della Consigliera Romagnoli. Ha la parola l’Assessore Amagliani.

Marco AMAGLIANI. La risposta a questa interrogazione sarà brevissima in quanto meramente numerica.
La graduatoria è stata approvata con il decreto n. 56 del 29 maggio 2009, contestualmente è stata erogata la prima rata quadrimestrale di € 800,00 ai n. 1.820 soggetti beneficiari del contributo; con il decreto n. 106 del 29 settembre 2009 è stata erogata la seconda rata quadrimestrale di € 800,00 ai n. 1.071 soggetti beneficiari che hanno confermato il loro stato di disoccupazione; la terza ed ultima rata del contributo sarà erogata a febbraio 2010 ai soggetti beneficiari che confermeranno entro il 26 gennaio 2010 il loro stato di disoccupazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Romagnoli.

Franca ROMAGNOLI. Questa interrogazione è intercorsa prima della seconda tranche, in quanto più persone sollecitavano la corresponsione di questi soldi, che trattandosi di fondo per la disoccupazione sono necessari e quindi anche urgenti anche nella loro erogazione.
Il primo stanziamento era sicuramente insufficiente, ora però prendo atto che ci sarà una terza erogazione che dovrebbe così coprire l’intera lista dei richiedenti. Nonostante sia già passato un anno meglio che la graduatoria si sia esaurita o quanto meno che si faccia il prima possibile.
Lo scopo di questa interrogazione su un simile tema era esclusivamente di sollecitazione, quindi non certamente speculativo.


Interrogazione n. 1349
dei Consiglieri Procaccini, Brandoni
“Concessione di un contributo al Comune di Massignano (AP) per la realizzazione di un sottopasso ferroviario”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1349 dei Consiglieri Procaccini, Brandoni, viene rinviata perché l’Assessore ha chiesto congedo.


Interrogazione n. 1356
della Consigliera Ciriaci
“Richiesta progetto tv spot regione Marche – Dustin Hoffman”

Interrogazione n. 1358
del Consigliere Pistarelli
“Dustin Hoffman nella campagna promozionale della regione”

Interrogazione n. 1425
del Consigliere Brandoni
“Possibili iniziative legali rispetto alle affermazioni sulla campagna promozionale dell’immagine delle Marche”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le interrogazioni n. 1356 della Consigliera Ciriaci, n. 1358 del Consigliere Pistarelli, n. 1425 del Consigliere Brandoni. Ha la parola l’Assessore Solazzi.

Vittoriano SOLAZZI. Risponderò in modo abbinato alle interrogazione n. 1356 e n. 1358, poi a parte risponderò all’interrogazione n. 1425.
In relazione alle interrogazioni n. 1356 e n. 1358 si comunica quanto segue.
La Giunta regionale consapevole della grave e complessa situazione occupazionale, soprattutto di quella giovanile, nell’intento di trovare nuove opportunità per l’economia regionale e di investire maggiormente sui settori del turismo e della cultura, ha ritenuto opportuno attuare specifiche azioni in tali comparti, come il bando di gara oggetto della presente interrogazione.
L’Ente intende infatti sviluppare tali comparti cogliendo appieno le potenzialità che possono offrire con le conseguenti positive ripercussioni in termini occupazionali soprattutto per i giovani.
In questo senso, considerato che le Marche hanno ancora difficoltà ad essere percepite come regione capace di offrire e soddisfare le varie offerte turistiche, la Giunta regionale si è attivata per creare un’immagine turistica e promozionale nuova ed accattivante rispetto al passato, al fine di raggiungere ampie fasce di pubblico e i vari segmenti di utenza, nonché migliorare le performances nel settore turistico vista la sua importanza e valenza economico-produttiva.
Si è puntato, quindi, su una promozione dell’immagine complessiva ed unitaria della regione, in grado anche di accompagnare all’estero i prodotti e le aziende interessate a conquistare nuove quote di mercato. Facendo in modo che il “prodotto Marche” sia colto non solo nella sua dimensione economica, ma come espressione della civiltà del fare che contraddistingue da sempre il nostro territorio, nell’ambito di una strategia destinata a intercettare le nuove tendenze del turismo che parlano di marketing esperienziale.
Lo spot nasce quindi da una seria ed attenta analisi che ha considerato le criticità del sistema turistico ed ha colto l’esigenza di dare una spinta propulsiva al settore, migliorando e rafforzando la percezione delle Marche.
Il nuovo spot si inserisce nella serie di azioni promozionali che sono state avviate nel 2009, come la partecipazione alle maggiori manifestazioni nazionali ed internazionali, le nuove iniziative e strategie di comunicazione, gli spot radiofonici sulle reti nazionali, la promozione nelle piazze delle principali città italiane, tramite un truck personalizzato, tra cui i soggiorni/premio nelle Marche, le azioni di sostegno al settore tra cui gli incentivi per ammodernare le strutture ricettive, la produzione di materiale informativo e promozionale in formato digitale, l’avvio della riorganizzazione degli Uffici IAT, il rilevamento online del movimento turistico per monitorare con tempestività i flussi in rapporto alle azioni poste in essere e alle strategie di intervento.
Considerato l’importo ragguardevole posto a base di gara, si è ritenuto di dover scegliere la procedura aperta, alla quale potevano partecipare, sia in forma singola che associata, tutti i soggetti, anche quelli aventi sede nel territorio della regione, in possesso dei requisiti previsti.
Nel dettaglio il bando di gara contemplava:
- la progettazione e realizzazione di n. 2 filmati di soggetto diverso in versione 30, 15 e 7 secondo ciascuno, nelle lingue italiano e inglese e di n. 1 filmato in versione 120 secondi contenente, riadattati, i due filmati di cui sopra;
- l’attuazione dell’idea progettuale tramite ricorso a “testimonial d’eccellenza” in grado di promuovere efficacemente l’immagine della Marche;
- la realizzazione dei filmati con espliciti riferimenti visivi al logo nonché ai mezzi di informazione/promozione (sito web) delle Marche e una programmazione delle uscite dei filmati pubblicitari (versioni da 30, 15 e 7 secondi) sui canali RAI, SKY, MEDIASET, LA7, con onere ricompreso nell’importo di aggiudicazione;
- al soggetto aggiudicatario si richiedeva inoltre di garantire (ricomprendendo le spese nell’importo di aggiudicazione): l’assunzione in carico delle funzioni di ufficio stampa per l’organizzazione di conferenze, finalizzate alla presentazione dei filmati anche con la presenza del regista e del testimonial; la collaborazione col committente per la realizzazione di una sezione all’interno del sito istituzionale, dedicata ai filmati (contenente video di backstage e foto di scena, rough grafici e intervista al regista e al testimonial relativa al lavoro svolto e al legame maturato con le Marche); l’acquisto dei diritti di utilizzazione delle eventuali immagini o sequenze filmiche utilizzate per i filmati laddove non si tratti di riprese originali.
Alla gara è stata data prontamente e tempestivamente adeguata pubblicità nelle modalità di seguito riportate, in linea con le indicazioni di cui alla comunicazione interpretativa della Commissione europea 2006/C179/02:
- in data 5 agosto 2009 pubblicazione del bando sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, sul sito istituzionale della Regione Marche (www.regione.marche.it, sezione bandi) e sul sito del turismo (www.turismo.marche.it, sezione bandi e documentazione);
- in data 7 agosto 2009 pubblicazione del bando sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (www.serviziocontrattipubblici.it);
- in data 13 agosto 2009 pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione Marche.
In particolare, riguardo alla pubblicazione del bando sul BUR si precisa che essendo la gara stata indetta in data 3 agosto 2009 il primo bollettino utile per la pubblicazione è stato quello del 13 agosto 2009. Come è noto, infatti, per ragioni di natura tecnica i documenti da pubblicare sul Bollettino vanno trasmessi entro il giovedì di ogni settimana per essere pubblicati nel numero che esce il giovedì della settimana successiva.
Le offerte pervenute sono state due, inoltre, in seguito alla valutazione di una commissione appositamente nominata, il servizio di cui trattasi è stato aggiudicato alla ditta EUROPRODUZIONE s.r.l. che ha presentato un’offerta omnicomprensiva di €. 1.785.000,00, dalla quale si rileva la seguente suddivisione delle spese per tipologia di attività:
a) Testimonial (prestazione artistica e diritti di sfruttamento, fino al 31 dicembre 2010) €. 700.000,00;
b) Riprese (professionalità impegnate, pre-produzione, realizzazione riprese, locations, acquisto diritti immagini o sequenze filmiche non originali, post-produzione) €. 337.000,00;
c) realizzazione di una campagna pubblicitaria Tv finalizzata a valorizzare il brand “Regione Marche” ed a trasferire al più alto numero di individui l’offerta turistica (aree di intervento copertura nazionale reti sopra indicate) €. 700.000,00;
d) attività stampa (ufficio stampa, organizzazione conferenze stampa, servizi stampa) €. 48.000,00. Totale €. 1.785.000,00.
Da annotare che dalla documentazione presentata dalla ditta EUROPRODUZIONE s.r.l. aggiudicataria, si rileva che la proposta di campagna promozionale sulle emittenti televisive nazionali, alla quale è destinata la somma di 700.000,00 € come sopra specificato, prevede la messa in onda di un numero complessivo di 1.087 spot (527 da 7 secondi - 287 da 15 secondi - 274 da 30 secondi) nelle fasce orarie di maggiore ascolto, prime time ed area dell’informazione TG.
Riguardo ai passaggi televisivi si evidenzia che i costi dei singoli spot sono molto diversi tra di loro, in quanto molteplici sono le varianti che incidono quali il periodo di programmazione, l’emittente, la durata dello spot, la fascia oraria ecc. Per una programmazione di uno spot da 15 secondi all’interno del TG5, ad esempio, i costi possono variare da € 4.250,00 ad € 61.600,00 a seconda della fascia oraria di programmazione.
Si precisa ad ogni modo che la proposta di campagna promozionale sulle diverse emittenti televisive nazionali generaliste con profilo più “alto” e canali SKY di maggiore rilievo, presentata dalla ditta aggiudicataria EUROPRODUZIONE s.r.l. con riferimento ai listini 2009 in assenza di quelli per l’anno 2010, ha un valore di € 2.403.362,00.
La ditta non ha indicato le concessionarie di pubblicità eventualmente contattate, ma ha dichiarato di avere rapporti costanti e molto ben avviati con tutti i più importanti soggetti che operano nel mercato televisivo e quindi anche con tutte le più importanti concessionarie ed aziende pubblicitarie nazionali.
Il monitoraggio che sarà attuato per questa azione è quello previsto di solito nelle gare d’appalto, cioè verifiche e controlli circa il rispetto delle disposizioni del capitolato di gara e del contratto.
Considerato che lo spot è finalizzato a realizzare una campagna promozionale per posizionare in maniera chiara ed evidente le Marche come metà turistica di eccellenza, dalla forte suggestione e come territorio da scoprire ed amare, si prevede che a beneficiarne sarà l’intero comparto turistico nel suo complesso e quindi anche i giovani che possono operare nel settore dell’accoglienza e dell’informazione.
A tal fine è stato realizzato il nuovo portale regionale www.turismo.marche.it , quale strumento fondamentale per accedere alla straordinaria offerta turistica marchigiana.
Si stanno, nel contempo, valutando ulteriori interventi con uscite dello spot sulle principali sale cinematografiche e nei paesi esteri con priorità nell’America del nord, nel nord Europa e nel centro Europa.
Il piano di promozione sarà coordinato, in sinergia con le delegazioni estere dell’ENIT (Agenzia nazionale del turismo), con una implementazione delle attività di promo-commercializzazione che vedranno anche il diretto coinvolgimento degli operatori del settore. L’avvio di questa ulteriore fase avverrà nella seconda metà del 2010, al fine di ottenere risultati efficaci già a partire dalla stagione primaverile del 2011.
Con particolare riferimento all’America, va evidenziato che la Regione ha già avviato significative azioni promozionali negli Stati Uniti e in Canada. Ha altresì organizzato nelle Marche alcuni Educational Tour rivolti a giornalisti ed operatori americani e canadesi. Nel 2009, in collaborazione con l’Enit e l’Alitalia Skyteam del Nord America, è stato realizzato un Educational Tour, che oltre a promuovere il territorio regionale, prevedeva la “certificazione” degli operatori americani che intendono operare sul nostro mercato, in considerazione del fatto che le potenzialità turistiche di questo Paese sono notevoli anche in questa delicata fase di recessione economica internazionale.
Avere come testimoniai il famoso attore Dustin Hoffman ha già portato la Regione alla ribalta mondiale e ciò costituisce una grande opportunità che sicuramente contribuirà in modo determinante a qualificare e rafforzare l’immagine delle Marche.
Riguardo infine alla natura dei fondi destinati all’iniziativa si precisa che il bando di gara è finanziato tramite risorse derivanti:
- dal POR MARCHE - FESR 2007/2013 - Asse V “Valorizzazione dei territori” - Obiettivo specifico 5.3 Promuovere le risorse del territorio - Obiettivo operativo 5.3.1 Promuovere attività di marketing e di promozione del territorio. Categoria di spesa 60;
- dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) 2007-2013, Intervento 5.1.1 Campagna unitaria di marketing e promozione delle Marche.
Riguardo ai fondi POR, la scheda dell’intervento 5.3.1.60.01 prevede che lo stesso sia finalizzato alla promozione e al marketing territoriale dei progetti e/o aree ricadenti nell’ambito della progettazione integrata dell’Asse 5 e attuato attraverso la stesura di uno o più bandi di selezione per la fornitura dei beni e servizi necessari al conseguimento degli obiettivi di asse. Da ciò si evince che le attività di promozione rientranti nell’intervento sono, ovviamente, legate anche alla progettazione integrata dell’Asse 5.
Il termine per la presentazione di tali progetti integrati scadeva il 10 ottobre 2008, quindi prima di tale data non è stato possibile progettare alcuna attività di promozione. Ne consegue che, mancando i contenuti, i fondi disponibili negli anni precedenti al 2009 (2007 e 2008) non sono stati utilizzati.
Successivamente con nota prot. 0287764 del 27 maggio 2009 del Segretario generale sono stati costituiti i gruppi di lavoro per il supporto nell’esame di ammissibilità e nella valutazione dei progetti presentati. Sulla base dell’attività dei gruppi di lavoro sono state delineate, attraverso i progetti presentati, delle tematiche comunicate dalla P.F. Politiche comunitarie con nota ID 2708118 del 30 luglio 2009. Di conseguenza è stato possibile definire il bando di gara in questione che è stato prontamente emesso il 3 agosto e pubblicato sul BUR il 13 agosto 2009, come sopra specificato, al fine di poter concludere l’iter amministrativo entro l’anno e non perder il finanziamento europeo.
Riguardo ai fondi FAS, la scheda dell’intervento prevede specificatamente come modalità di attuazione lo sviluppo di una campagna di comunicazione delle Marche, finalizzata a rendere riconoscibile il territorio come sistema integrato di risorse culturali, ambientali, turistiche e produttive e di posizionarne l’immagine in termini di attrattività per il mercato italiano ed estero.
L’oggetto della procedura di cui al decreto n. 172/TEP del 3 dicembre 2009 risulta quindi essere perfettamente coerente anche con le prescrizioni della scheda FAS dell’intervento e ne consegue la congruità dell’utilizzo dei fondi in questione.
In merito all’interrogazione n. 1425 del Consigliere Brandoni si comunica quanto segue.
La Giunta regionale, nell’ambito dell’iniziativa finalizzata a promuovere l’immagine delle Marche attraverso la realizzazione di spot promozionali che vedono la partecipazione dell’attore americano Dustin Hoffman come testimonial, ha deciso di pubblicare su You Tube i video relativi al backstage e alla bozza di lavoro del filmato da 120 secondi destinata alla distribuzione nelle sale cinematografiche. Ciò al fine di aprire un dibattito su questo importante progetto e di sentire le opinioni e i suggerimenti della community.
Alcuni di questi suggerimenti si sono rivelati utili, tanto che sono stati recepiti nella versione finale dello spot.
Oltre a questo dibattito costruttivo e specifico sono apparse, sempre su You Tube, affermazioni del tutto gratuite e lesive sia della reputazione di soggetti riconducibili all’Amministrazione regionale che dell’attore stesso. Ciò che si censura non sono le critiche dell’operato dell’Amministrazione regionale, che rappresentano l’essenza dì un qualsiasi dibattito e che in alcuni casi possono anche rivelarsi costruttive, bensì l’utilizzo di espressioni offensive ed ingiuriose.
Per questa ragione, come già dichiarato nella nota informativa pubblicata sempre su You Tube, si ribadisce che l’Amministrazione regionale si riserva di valutare l’opportunità di intraprendere nei confronti degli autori di queste affermazione offensive, ingiuriose e non veritiere, azioni a tutela di persone ed enti.
Riguardo alle informazioni circa la campagna promozionale in oggetto, premesso che il bando è pubblico e quindi chiunque può prendere visione delle condizioni della gara, si ritiene che questa Amministrazione abbia fornito dettagliate informazioni all’opinione pubblica sulle sue caratteristiche attraverso l’organizzazione di ben tre conferenze stampa, la pubblicazione della nota informativa su You Tube e le varie interviste ed articoli apparsi sulla stampa sia regionale che nazionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Non sono assolutamente soddisfatta in quanto la risposta dell’Assessore ha creato in me molti più dubbi di quelli che già avevo in precedenza.
Leggendo gli appunti che ho preso durante il suo intervento, Assessore, mi rendo conto di quanto ancora più improbabile potesse essere l’aggiudicazione di questa gara ad una società del territorio, tutto è stato fatto in modo che nessuno potesse accedervi; si guardi ad esempio il numero delle domande. Infatti ci siamo chiesti come mai siano state presentate solo due domande, ci siamo chiesti se all’interno di questo bando si sia data la possibilità alle aziende di partecipare. Ossia a quelle aziende strutturate del nostro territorio, aziende visibili, aziende che creano benessere, aziende che danno lavoro. Aziende realizzate da giovani in modo sperimentale, quei giovani quindi che avevano delle buone speranze di poter vedere aggiudicati alcuni bandi o magari anche una sola parte di essi.
Un altro dubbio, Assessore, è come mai tutto ciò che ci ha illustrato costa così poco. Tutti sappiamo – siamo tutti in campagna elettorale – quanto costa uno spot, sappiamo quanto può costare poter avere soddisfazione da un attore come Hoffman, quel personaggio che abbiamo così tanto esaltato e quindi delegato a promuoverci all’esterno. Qui invece la somma, conglobata di tutto, è francamente minima. Lei stesso ha detto che solo la spesa degli acquisti degli spot supera di molto 2 milioni e 400 mila euro.
Assessore, non voglio contestare l’operato di questa Regione o la regolarità degli atti e di un bando, tutt’altro, perché comunque ho stima di questa organizzazione, così come ho stima di tutti coloro che lavorano al suo interno a partire dai dirigenti. Però facciamo in modo che la chiarezza, Assessore, non sia solo quella delle carte, la chiarezza ci vuole anche nella volontà, nell’attenzione che dovremmo avere nei confronti di un territorio che sta soffrendo. Perché un territorio va premiato, Assessore, dunque se ci sono degli spiragli questi vanno anche colti. Per cui non è possibile che quei giovani che vogliono avvicinarsi a questi bandi, ossia quei giovani che vogliono testimoniare il territorio dove vivono, il territorio dove sono vissuti i loro genitori, i loro nonni, gente che ha contribuito a realizzare le tipicità, la cultura, il benessere del nostro territori, non possano poi avere un collegamento con la Regione e quindi essere presi in considerazione.


Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Così come concordato dalla Conferenza dei Capigruppo, pongo in votazione l’anticipazione del punto 6) all’ordine del giorno di cui alla proposta di atto amministrativo n. 137 “Piano triennale per lo spettacolo 2010-2012. Legge regionale 3 aprile 2009, n. 11, articolo 6”.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 137
della Giunta regionale
“Piano triennale per lo spettacolo 2010/2012 – Legge regionale 3 aprile 2009, n. 11, articolo 6”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 137 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Mammoli.

Katia MAMMOLI. A livello nazionale i fondi per lo spettacolo fanno tutti parte di un fondo unico che ricomprende i vari settori della musica, del teatro, della danza, ecc.. Fino a qualche mese fa noi non lo avevamo però poi con l’approvazione della legge sullo spettacolo dal vivo abbiamo ricompreso un fondo unico per i vari settori delle spettacolo.
La legge prevede alcune suddivisioni molto chiare, il sostegno ai soggetti, il sostegno ai progetti, la regolamentazione dell’intervento per gli enti locali, altra parte altrettanto importante.
Il sostegno ai soggetti è quello che si sarebbe dovuto sancire attraverso i cosiddetti PIR, cioè gli Enti di prioritario interesse regionale. Sennonché, anche per un’esigenza di ulteriore chiarezza da parte del livello nazionale su questo settore, si è deciso di posticipare di circa un anno la regolamentazione, quindi la nomina dei PIR.
E questo è dunque il motivo per cui oggi portiamo a questa Assemblea legislativa il piano triennale per il pubblico spettacolo, che in realtà se la data sarà ora di un anno sarà un piano annuale.
I PIR all’interno della legge erano i soggetti a cui si sarebbe dovuto dare il sostegno, i progetti sono invece quelli che costituiscono il sistema dello spettacolo regionale fatto attraverso tutta una serie di proposte ed iniziative andate avanti nel corso degli anni e che possono ora essere riproposte e rinnovate. Quindi anche questi riceveranno il finanziamento del fondo unico dello spettacolo.
Nella nostra regione ci sono punti di forza e punti di debolezza. Tra i punti di forza c’è il fatto che tutti i settori dello spettacolo vengono ricompresi all’interno del sistema regionale dello spettacolo. Abbiamo un importante organismo per la distribuzione e la promozione (AMAT), abbiamo un altro organismo per la produzione (qui parlo del settore della prosa e quindi mi riferisco al Teatro Stabile), abbiamo diversi soggetti che fanno produzione e circuitazione di teatro per ragazzi, inoltre abbiamo il teatro di figura con Inteatro e altre imprese di produzione.
Quindi all’interno della regione Marche il settore della prosa è abbastanza coperto, ci sono molti soggetti che con competenze diverse e con professionalità notevoli seguono questo settore.
Per la musica è altrettanto, anche se non abbiamo gli enti lirici, a questa regione infatti non è stata mai riconosciuta la possibilità di avere un ente lirico. Ricordo che in passato alcuni teatri di tradizione hanno tentato di mettersi insieme proprio per riuscire ad avere tale riconoscimento e il conseguente finanziamento. Ma considerato che gli enti lirici esistenti in Italia assorbono già grandissima parte del FUS nazionale, da parte dello Stato non vi fu nessun interesse a far sorgere in altre regioni ulteriori enti lirici.
Sapete che con i teatri di tradizione o con la lirica minore ci sono meno costi fissi, nel senso che non ci sono le masse che fanno parte in pianta organica dell’ente lirico, come ad esempio l’orchestra, ciò consente di fare spettacoli di grande dignità con costi enormemente inferiori rispetto a quelli che un ente lirico può sopportare. Certamente sapete che nell’ente lirico quando le figure sono in pianta stabile devono essere retribuite anche se non lavorano e questo ovviamente comporta un costo enorme.
Dunque gli enti lirici hanno questo grandissimo budget all’interno del FUS nazionale, che è quindi il motivo, nonostante i tentativi fatti da parte dei soggetti politici e soprattutto dei teatri, del fatto che tale riconoscimento non ci sia stato.
Manca dunque un ente lirico, però c’è un ente musicale, l’Orchestra Filarmonica, ente riconosciuto a livello nazionale. Ci sono inoltre i due teatri di tradizione, il Teatro Pergolesi e lo Sferisterio di Macerata, anch’essi ricevono finanziamenti nazionali. Abbiamo poi i festival, tra i più importanti c’è il ROF. Abbiamo anche altre attività di lirica ordinaria, come il teatro di Ascoli, il teatro delle Muse di Ancona, il teatro di Fermo.
Quindi all’interno di questo settore la Regione Marche è sicuramente ben coperta, ci sono soggetti di assoluto interesse e di grande importanza.
Anche nella danza ci sono interessanti organismi di distribuzione e di formazione. Non ci sono invece compagnie particolari di balletto, mentre esistono in altre regioni italiane.
Non ci sono neppure compagnie di prosa, ma anche queste esistono in altre regioni. Per esempio il Teatro Stabile non ha una sua compagnia fissa, promuove e forma i propri spettacoli attraverso la scelta di registi, compagnie ecc..
Questi sono dunque gli aspetti positivi. Ho detto che la nostra regione è completamente coperta in tutti i settori dello spettacolo. Un aspetto positivo che peraltro è andato crescendo, sia per l’impegno dei soggetti, sia per l’impegno della politica regionale e soprattutto locale che vi ha investito fortemente.
Quali sono invece le problematiche? Ovviamente la scarsità dei finanziamenti soprattutto in campo nazionale. Quando ho detto che gli enti lirici da soli assorbono quasi tutti i finanziamenti del FUS potete ben capire che per gli altri non rimane tanto. Questi soggetti vanno avanti quasi solo con contributi di carattere pubblico, le sponsorizzazioni o la presenza dei privati non è altissima, però poi ci sono anche alcuni soggetti dove i finanziamenti dei privati sono abbastanza importanti, ma questo non riguarda tutto il patrimonio regionale.
Come ho detto poc’anzi c’è una scarsa presenza delle compagnie sia di prosa che di balletto. Inoltre c’è la difficoltà di lavorare in rete. Un sistema, questo, sorto con l’impegno politico, ma soprattutto con l’impegno di carattere locale e dei vari soggetti. Quindi la difficoltà di mettersi in rete è evidente, anche se oggi sia nella prosa come nella lirica c’è comunque il tentativo di mettere in rete per permettere che gli spettacoli prodotti dai festival o dai teatri di tradizione possano essere riproposti anche in altri teatri. Dobbiamo anche considerare, infatti, i costi che comporta uno spettacolo soprattutto di lirica.
Le finalità della legge, ripetute in questo Piano, non le ripeto, le abbiamo già discusse, ma voglio comunque ribadire la volontà di mettersi in rete e di adottare linguaggi diversi, la volontà di innovazione e di apertura ai nuovi soggetti.
Insomma, gli impegni della Regione sono volti soprattutto a supportare un sistema dove si sono evidenziate alcune debolezze.
Per quanto riguarda i soggetti la Regione anticiperà fino al 90% i contributi nazionali e regionali, in modo da consentire a chi lavora come soggetto privato di non dover pagare i tassi di interesse per anticipazioni fatte a livello bancario.
Questo serve a quei soggetti (fondazioni, associazioni, ecc.) che lavorano con questo sistema piuttosto che per quelli che lavorano direttamente ad esempio con il teatro comunale. Sarebbe infatti illogico che la Regione per questa anticipazione si sostituisca ad un altro ente pubblico come appunto il Comune. Sicché, ripeto, è per agevolare i soggetti che agiscono a livello privato.
C’è inoltre il sostegno ai progetti di interesse regionale che operano con continuità e con qualità, e questo avviene attraverso il bando.
Poi ci sono progetti di interesse provinciale e locale, anche questi avvengono tramite bando. Una proposta inserita nella legge regionale in modo che anche questi, con una loro programmazione fatta in accordo con i Comuni e con le Province, possano, in una operazione la più trasparente possibile, partecipare ad un bando.
L’altro settore interessante è quello dello spettacolo nel distretto culturale. Quando ci riferiamo alla cultura non parliamo soltanto di un’operazione di crescita della popolazione marchigiana dal punto di vista sociale, culturale, ecc., ma parliamo anche di un soggetto che opera a livello economico. E gli operatori culturali sono tanti. La cultura muove un budget molto elevato, quindi il teatro dal vivo nelle Marche si cala benissimo nel progetto distretto culturale.
C’è poi il discorso della banca dati delle professioni dello spettacolo dal vivo. E’ importante infatti che la Regione sappia quali sono i professionisti che lavorano nello spettacolo dal vivo al fine di poter capire dove sono le ricchezze e le carenze.
Ancora, c’è il sostegno alle attività di artisti marchigiani, sia che operino all’interno della regione che fuori. Ho poc’anzi detto che non esistono compagnie vere e proprie né di danza né di prosa, che sono compagnie tipicamente marchigiane, però è ovvio che ci sono comunque artisti marchigiani, quindi questi vanno aiutati non solo a portare fuori i loro spettacoli ma anche ad organizzarsi per una crescita di questo settore.
Dell’anticipazione del 90% ho già parlato. Questa naturalmente andrà a favore di quei soggetti che hanno un contributo abbastanza elevato del FUS. Perché per quei soggetti che ricevono magari 15-20 mila euro capite bene che è un po’ ridicolo dare un’anticipazione per una cifra così minima.
Ci sono inoltre i progetti di interesse provinciale e locale, come ho già detto, ed i progetti di iniziativa regionale. Questi ultimi sono quei progetti su cui la stessa Regione lavora per portarli avanti, quindi non avvengono attraverso bandi.
Un aspetto molto importante è che quest’anno nel settore della cultura c’è un finanziamento più alto rispetto agli anni precedenti. Questo ci consente non soltanto di portare avanti, così come stabilito nella legge, tutte le prospettive e le scelte che abbiamo fatto confronti dei soggetti, ma anche di sovvenzionare gli stessi progetti. Avere un capitolo più elevato ritengo sia un vantaggio per tutti come pure una grande soddisfazione.
Altra cosa secondo me interessante sono gli indicatori di efficienza e di efficacia del Piano. A volte sono stati dati contributi, sia agli enti locali che a quei soggetti che lavorano direttamente con la Regione, per progetti, proposte, ecc., ora però ci sono appunto degli indicatori che andranno a verificare lo stato di salute del sistema dello spettacolo dal vivo nelle Marche al fine di evidenziare tutte le possibili valutazioni pro o contro.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliera Romagnoli.

Franca ROMAGNOLI. Questo atto, signori Consiglieri, giunge in maniera tardiva, incompleta e soprattutto inadeguata rispetto alla rivoluzione che la legge sullo spettacolo dal vivo annunciava. Una rivoluzione che è stata sicuramente travagliata, sappiamo quanti passaggi di testi ha comportato e anche quanti rimpasti di Assessori si sono succeduti. Allora partorimmo un topolino, e poi questo Piano, che doveva avvenire in tempi brevi ma che invece ha avuto numerosi rinvii e travagli in Giunta proprio in ciò che doveva essere l’essenza, la bandiera di questa legge, ossia l’individuazione coraggiosa e responsabile dei soggetti di primario interesse regionale. Tutta la legge ruotava su questo.
Il Piano doveva dirci questo, per fare in modo che si razionalizzassero gli interventi, per fare in modo che si sapesse chi, dove, quando, quanto i vari enti locali facessero in tema di cultura. Insomma per far sì che la Regione si riappropriasse – era un po’ questa la ratio di una legge sullo spettacolo – delle sue funzioni di programmazione e di coordinamento, in modo da evitare che gli enti locali facessero e disfacessero a loro piacimento oppure che sui territori si facessero duplicazioni di spettacoli, di offerta teatrale, culturale.
Dunque è per questo che si ritenne che la Regione avesse dovuto fortemente, ma non in maniera centralistica, fare chiarezza per consentire una maggiore efficienza al sistema cultura e soprattutto la sua realizzazione attraverso gli operatori, attraverso le più forti e buone risorse che in termini culturali e di spettacolo abbiamo, messe in rete con gli enti locali.
Tutto questo doveva esprimersi in maniera abbastanza emblematica con l’indicazione dei soggetti di primario interesse regionale. Cioè dovevamo sapere quali erano quei soggetti che a prescindere dalla programmazione di volta in volta avevano diritto, in quanto soggetti stabili, soggetti che potevano offrire una programmazione di eccellenza. Insomma quel raccordo regionale non localistico che doveva essere garantito da soggetti individuati a priori, mettendo tutto il resto a bando e facendo in modo che le Province e gli enti potessero partecipare.
Questo non è avvenuto, non perché si è preferito il principio della trasparenza, il principio di mettere tutto a bando, il principio di mettere tutti ai nastri di partenza, ma perché l’Amministrazione regionale in più occasioni, rinviando in Giunta questo argomento, non è riuscita a fare la sintesi tra i territori e tra i soggetti che chiedevano tale riconoscimento. Una volta si inseriva le Muse, un’altra volta si lasciavano fuori altri teatri, un’altra volta ancora si inseriva la Form. Insomma, sappiamo come si è fatta tirare la giacchetta da tutti i soggetti maggiori o minori del territorio, poi come sempre, piratescamente, non si è riusciti a fare la sintesi. Peraltro questa messa a bando è transitoria in attesa che avvenga l’individuazione dei PIR.
Quindi, come dicevo, questo Piano triennale è tardivo in quanto lo si approva a ridosso delle elezioni, è una sorta di enunciazione di manifesto di princìpi. Peraltro non si sa con quanto verrà finanziato, non si sa quali saranno i finanziamenti, soprattutto non si sa come questo coordinamento dovrà avvenire.
Quindi è un’ipoteca sulla futura legislatura ma che è inopportuna politicamente. Fare un Piano triennale ad una settimana dall’indizione dei comizi elettorali è o no – chiedo a voi – una contraddizione in termini? Triennale di chi! Stiamo vincolando la futura legislatura a fare, anzi, a modificare, perché questo manifesto è una specie di spot di princìpi che ognuno poi sui territori, visto che c’è questa mancanza di coordinamento regionale, se lo venderà al miglior richiedente. Comunque, conoscendo l’andazzo di questa Regione, conoscendo quello che è avvenuto sul dire e disdire costantemente in tema di cultura, credo che uno dei primi atti della futura legislatura, qualsiasi essa sia, sarà di revocare e di tornare da capo e forse di prendere il coraggio a quattro mani e di individuare – lì sì, e non ora, il periodo elettorale è il meno confacente – i soggetti di primario interesse regionale.
Oggi si è scelto di non scegliere, magari lo si farà dopo, allora è un atto pieno di ipocrisia e soprattutto è un atto inutile. E’ una programmazione, ripeto, che o si rimette a quello che farà la futura legislatura – forse lì sceglieranno magari prima delle elezioni in modo da non avere fibrillazioni elettorali – oppure, se questo è vincolante, si va a dire al futuro quello che un’Assemblea in fase di scioglimento vorrebbe fare.
Ecco quindi l’inutilità politica, l’inopportunità, la tardività, l’incompletezza di questo atto.
Dico questo perché, ripeto, sui PIR, cioè sui soggetti di primario interesse regionale, si era costruita l’ossatura della precedente legge, ma non perché si volesse dare il riconoscimento a tizio anziché a caio, ma perché significava capacità di programmazione e di coordinamento, significava dire: “la Regione fa questo, coordina tutto il resto, ma c’è un assetto che deve fare da pilota nella politica culturale e dello spettacolo dal vivo”. Questo non siete stati capaci di farlo!
Per non dire che il fallimento era completo si è deciso di portare questo Piano in Assemblea legislativa il 2 febbraio. Un atteggiamento decisamente di ignavia politica che non possiamo supportare né politicamente né da un punto di vista di metodo sostanziale.
Quindi la nostra contrarietà è definitiva, salvo eventualmente procedere ad un’astensione soltanto per evitare di dire di no a quelle aspettative che comunque il mondo dello spettacolo ha, ma che, ripeto, non sono in ogni caso soddisfatte e appagate da un atto simile.
La nostra è dunque una forte critica e una forte censura al metodo e alla tempistica di questo atto.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola la Consigliera Mollaroli.

Adriana MOLLAROLI. Farò alcune brevissime considerazioni per mettere in evidenza l’importanza di questo atto e quindi anche per precisare alcune delle considerazioni fatte dalla relatrice di minoranza.
Sui tempi ovviamente non possiamo dire nulla, i tempi sono questi, oggi è il 2 febbraio, quindi nessuno può negare che siamo ormai in un clima fortemente condizionato dal contesto elettorale.
Questo atto è un piano triennale che dà operatività alla nuova legge sullo spettacolo approvata da questa Assemblea legislativa nella primavera scorsa. E’ dunque uno dei primi atti significativi, che tra l’altro precede il Piano operativo annuale, che passerà nella nostra Commissione per un parere, che mette nelle condizioni i tanti soggetti che operano nello spettacolo di avere certezze finanziarie per dar vita alla loro programmazione.
Quindi non possiamo bloccare un atto di questa natura.
Gli obiettivi e il valore di questo strumento è stato messo in evidenza in maniera molto precisa dalla relatrice di maggioranza, Consigliera Romagnoli, ma che comunque ha insistito anche sui punti di debolezza.
Anche noi avremmo preferito che la Giunta avesse avuto il coraggio di definire i soggetti di primario interesse regionale. Questo lo abbiamo sollecitato, abbiamo fatto una legge che dava tempo alla Giunta di rielaborare, ma poi la Giunta ha ritenuto che in questo momento non c’erano le condizioni. Sicché è sì un punto di debolezza che però non deve inficiare il valore complessivo da dare a questo atto.
E’ un atto che comunque consente, con l’emendamento che abbiamo fatto nel bilancio, ai soggetti che ne hanno le caratteristiche di chiedere l’anticipazione, quindi si mette in condizione di tranquillità finanziaria. Inoltre prevede dei bandi. Peraltro è stata l’Assemblea legislativa a suggerire fortemente alla Giunta questo percorso, ossia il fatto di riconoscere sì questi soggetti di primario interesse regionale però aprendo alla creatività dell’azione dei tanti soggetti che operano nelle Marche e metterli nelle condizioni di accedere alle risorse.
E questo nell’atto c’è. Infatti in gran parte le risorse verranno assegnate per progetti di interesse regionale ai soggetti che ne avranno le caratteristiche.
Quindi non è un Piano chiuso, non ci sono soltanto i soliti noti, ci sono aperture verso il nuovo, aspetto assolutamente importante.
Alle Province diamo risorse ma chiediamo loro un contributo del 25%. Inoltre si rimodulano progetti di interesse locale.
Quindi a me sembra, seppure con questo difetto d’origine che io non voglio assolutamente nascondere, un buon Piano. Credo inoltre sia corretto approvarlo anche in questo passaggio elettorale, perché molti soggetti hanno attività che non possono rispettare né i calendari della politica né le scadenze elettorali. Macerata Opera Festival, il Rossini Opera Festival, Klezmer, Network Jazz devono fare le loro programmazione, quindi la Regione dovrà anche dire come le sostiene, in che tempi, in che modi.
Quindi ritengo sia assolutamente un atto dovuto, mi auguro che l’Assemblea legislativa l’approvi, così potremo accelerare anche il percorso del Piano operativo annuale, ossia quello che avrà caratteristiche operative e che indicherà con precisione cosa sostenere e con quanto.
Queste dunque sono le ragioni per le quali invito l’Assemblea legislativa ad approvare questo atto.

PRESIDENTE. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 137. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 119
della Giunta regionale
“Piano regionale dei porti – Legge regionale 5 settembre 1992, n. 46”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 119 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. La Regione Marche è tra le poche Regioni d’Italia, insieme alla Toscana, la Campania, la Calabria, il Lazio e la Puglia, che si dota del Piano dei porti.
Tra l’altro lo si fa in assenza di linee di indirizzo nazionali. In modo particolare è assente un’indicazione generale per quanto riguarda la nautica da diporto.
Uno dei problemi più consistenti… Presidente, rinuncio all’intervento, in quest’Aula sembra non serva! Farlo o non farlo sarebbe uguale!

PRESIDENTE. Come dice, Consigliere?

Mirco RICCI. Rinuncio all’intervento, tanto non serve!

PRESIDENTE. Bene, la discussione è aperta, se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione. Consiglieri, chiedo un po’ di attenzione! Non è veramente possibile lavorare in questo modo, siamo in fase di votazione ma ognuno di voi fa il chiacchiericcio…Consiglieri, sospendo la seduta per cinque minuti!

La seduta è sospesa alle ore 11,50


La seduta riprende alle ore 11,55

PRESIDENTE. Invito le Consigliere e i Consiglieri a prendere posto. Passiamo alla votazione.
Subemendamento n. 001 dei Consiglieri Altomeni, Mollaroli:
Dopo le parole “con la possibilità di aumento dei posti barca” aggiungere: “all’interno del perimetro attuale”.
Ha la parola il Consigliere Altomeni.

Michele ALTOMENI. E’ un emendamento che cerca di dare una riposta chiara ad un problema affrontato in Commissione. E’ un emendamento che toglie ogni dubbio. La richiesta dei cittadini auditi, che mi sembrava essere la volontà anche della Commissione, era che le eventuali riqualificazioni e sistemazioni del porto non andassero ad incrementare la superficie del porto attuale. Quindi questo emendamento, firmato da me e dalla Consigliera Mollaroli, chiarisce la questione, nel senso che è possibile fare miglioramenti del porto, messa in sicurezza, ecc., però lasciando il perimetro attuale.
Chi conosce quel territorio sa che su questa vicenda c’è stato un lungo dibattito, mi sembrava che sulla questione si fosse anche giunti ad una valutazione condivisa sul fatto che il porto di Gabicce venisse adeguato nella sua forma attuale, ma senza ampliamento di posti barca se non appunto all’interno dell’attuale superficie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Il progetto è stato respinto dalla maggioranza delle persone di buonsenso in quanto triplicava l’attuale porto da 150 a 450 posti barca, una proposta respinta a furor di popolo. Però con il mio emendamento n. 1 si è giunti ad una sintesi, cioè che all’interno del piccolo porticciolo di Vallugola, che è dentro il parco, è possibile soltanto fare una riqualificazione, cioè che i posti barca in più vengano ricavati all’interno dell’attuale porto riqualificato.
Tuttavia un porto, per esigenze anche di carattere nautico e di possibilità di far entrare le imbarcazioni al suo interno, potrebbe aver bisogno nell’arco del tempo anche della modifica dell’imboccatura, perché cambiano le correnti, perché si insabbia, perché le imbarcazioni cambiano nell’arco del tempo. Quindi dire limitatamente al confine attuale vuol dire impedire anche il più piccolo intervento di riqualificazione ovvero impedire di migliorare l’ingresso stesso al porto.
Se pensiamo che ogni parola più o meno equilibrata corrisponda all’ampliamento del porto, è un aspetto di fatto scongiurato. Perché noi parliamo di messa in sicurezza, riqualificazione, sistemazione, ma senza l’aumento dei volumi a terra. Questo penso sia più che sufficiente a garantire a quel porto di essere migliorato ovviamente senza aumentare il perimetro, però ascriverlo significherebbe ridursi a non fare nulla, mi sembra eccessivo.
Ho cercato in queste settimane di confrontarmi con tutti, con le Istituzioni, con il Parco, con i comitati, per cercare di cogliere una sintesi, quindi credo che ciò che ho proposto con l’emendamento sia del tutto ragionevole.
Andare ulteriormente a restringere il campo della riqualificazione mi sembra sbagliato, per cui credo che questo subemendamento, seppure di buonsenso e che colgo fino in fondo nella sua essenza, sia però eccessivo, restringe troppo, non permette quasi nemmeno di fare l’ordinaria manutenzione.
Quindi mi sembra opportuno non accoglierlo, però sarà comunque l’Assemblea legislativa a decidere.

PRESIDENTE. Subemendamento n. 001. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Subemendamento n. 01 del Consigliere Giannotti:
Nell’emendamento n. 1 sopprimere, al terzo capoverso, le parole: “(con procedura di cui al SPR 509/97)”.
Ha la parola il Consigliere Giannotti.

Roberto GIANNOTTI. Ritengo che il riferimento inserito fra parentesi nell’emendamento n. 1 sia improprio in quanto riguarda i nuovi bacini portuali.

PRESIDENTE. Subemendamento n. 01. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 1 del Consigliere Ricci:
A pag. 149 della Relazione generale dopo le parole “Il fondale del bacino è piuttosto ridotto (circa -2,00 m).” sono aggiunte le seguenti: “Il Piano indica come interventi prioritari quelli finalizzati alla messa in sicurezza degli attuali bacini portuali ed il miglioramento delle imboccature esistenti per assicurare la tranquillità degli ormeggi anche in occasione di mareggiate e per ridurre l’interrimento dei fondali.
La messa in sicurezza dei bacini portuali esistenti consentirà, nel contempo, una migliore utilizzazione degli specchi acquei con la possibilità di aumento dei posti barca.
Tale previsione di massima potrà essere attuata solo mediante l’approvazione (con procedura di cui al D.P.R. 509/97) di uno specifico ed equilibrato progetto di messa in sicurezza e riqualificazione dell’attuale bacino portuale.”
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Subemendamento n. 002 del Consigliere Giannotti:
L’emendamento 2 è sostituito dal seguente: “Baia Vallugola 150, 30, 180”.
Ha la parola il Consigliere Giannotti.

Roberto GIANNOTTI. Credo sia veramente preoccupante il fatto che il dibattito in questa Assemblea legislativa venga strangolato dalle pressioni, da una parte della sinistra antagonista che cavalca la tigre dell’ambientalismo fine a se stesso, dall’altra da posizioni radicali...(…) Consigliera Mollaroli, lei sta a Fano, allora a me sembra ridicolo che il dibattito sullo strumento di programmazione delle attività portuali si incentri sul porto di Vallugola! E’ ridicolo! E’ ridicolo! Diciamolo ai marchigiani! E’ ridicolo, è ridicolo! Lo dico anche per lei, Consigliera! Si interessi di più del suo porto! Si interessi dello smaltimento dei fanghi, della cassa di colmata che ancora manca, del porto di Fano che è bloccato per l’inerzia della politica regionale! Mi fate ridere!
L’intervento sul piano dei porti è ridotto alla battaglia ambientalista contro la possibilità di riqualificazione e valorizzazione di un porticciolo della provincia pesarese. Ripeto, questa storia è ridicola!
Si vogliono porre paletti di questa natura allo sviluppo turistico di una delle zone più belle della regione, che peraltro non verrebbe comunque impattata. Infatti il dibattito che c’è stato ha portato a ridimensionare le richieste della controparte, e a me sembrava che la previsione inserita nel piano dei porti di aumentare di cinquanta posti barca non fosse la fine del mondo.
Stamattina ho visto che avete costretto anche il Presidente della Commissione di assumere questa posizione, ma mi sono comunque permesso di dire, Assessore Rocchi, almeno salvaguardiamo il diritto di fare interventi di riqualificazione e valorizzazione.
La proposta è quindi quella di inserire nel piano ulteriori trenta posti barca nel porticciolo di Vallugola.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Nell’emendamento n. 1 appena votato, Consigliere Giannotti, c’è scritto: “La messa in sicurezza dei bacini portuali esistenti consentirà, nel contempo, una migliore utilizzazione degli specchi acquei con la possibilità di aumento dei posti barca”.
Sappiamo che l’esigenza dei posti barca nelle Marche ammonta a circa 4.000 domande, per cui c’è una carenza a cui dovremmo dare una risposta.
La riqualificazione all’interno di questo contesto può prevedere un posto barca in più, due, cinque, ma porre il limite di trenta o di cinquanta o di altro mi sembra già contenuto all’interno dell’emendamento sopracitato, si dice infatti che all’interno degli specchi acquei esistenti si può ottenere, riqualificando la struttura, anche un aumento dei posti barca.
In realtà con l’emendamento appena votato diamo una risposta anche a esigenze di spazi per il diportismo, perché prevalentemente è di questo che parliamo.

PRESIDENTE. Subemendamento n. 002. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 02 (sostitutivo) del Consigliere Ricci:
A pag. 214 della relazione generale (Tabella porti turistici – numeri di posti barca) nella parte concernente la Baia Vallugola è soppresso il numero “50” relativo all’aumento dei posti barca.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 2 del Consigliere Ricci. Decaduto.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 119, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 140
della Giunta regionale
“Programma triennale regionale aree protette (PTRAP) 2010/2012 – Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 7”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 140 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Comi.

Francesco COMI. Il 31 dicembre 2009 è scaduto il programma triennale regionale per le aree protette 2007/2009 approvato nell’anno 2007. Quindi, affinché la programmazione regionale di settore e quella delle singole aree protette possa proseguire, occorre che oggi l’Assemblea legislativa proceda tempestivamente all’approvazione della nuova proposta secondo quanto già elaborato dalla Commissione e dalla Giunta.
Per conoscenza faccio sapere ai Consiglieri che il sistema delle aree naturali protette alle quali ci rivolgiamo con questa programmazione è formato da due parchi nazionali, quattro parchi regionali, tre riserve naturali e statali, tre riserve regionali, e copre una superficie complessiva di 90 mila ettari pari ad oltre il 10% del territorio marchigiano.
In totale con i programmi pregressi sono stati finora trasferiti circa 27,7 milioni di euro per investimenti e circa 26,6 milioni di euro per le spese di funzionamento.
Il nuovo PTRAP 2010/2012 si pone in continuità con quelli precedenti sia per quanto riguarda gli obiettivi perseguiti fin dall’emanazione dei primi sia per quelli più innovativi introdotti dal programma 2007/2009.
Il nuovo strumento di programmazione deve quindi assicurare le risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio immobiliare e mobiliare costituito in questi anni, nonché delle infrastrutture e dotazioni tecnico e strumentali a servizio dell’utenza e dei soggetti gestori delle aree protette. Ma deve anche proseguire la politica improntata ad una visione di sistema delle problematiche inerenti la conservazione, il recupero, la valorizzazione, l’informazione e l’educazione ambientale, con particolare riferimento alle azioni tese alla realizzazione della rete ecologica regionale per il ruolo prioritario che svolgono nella difesa della natura.
In questo contesto assumono rilevanza tematiche ambientali molto sensibili e di particolare attualità, quale ad esempio i cambiamenti climatici verso cui devono essere orientate le politiche di intervento dei parchi o delle riserve nei prossimi anni. Fornendo così un contributo qualificante in termini di comportamenti virtuosi che possano essere di riferimento anche per il territorio esterno ai loro confini.
Con questo strumento attraverso i criteri discipliniamo anche l’impiego di risorse ingenti, sia per quello che riguarda le spese relative alla parte corrente (circa 2,5 milioni di euro), sia per quello che riguarda le spese di investimento (circa 1,9 milioni di euro).
In questa fase, al di là dei criteri di ripartizione, abbiamo assegnato alla nuova istituenda riserva del Monte San Vicino circa 250 mila euro tra spese di investimento e spese correnti.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Lippi.

Leonardo LIPPI. L’atto è stato dibattuto in Commissione e ha trovato l’unanimità.
Sono state aggiunte somme destinate alla nuova riserva di Roti. Si è dunque preso atto che l’avvio di una nuova riserva necessita di nuove risorse per garantire la tabellazione e l’individuazione della stessa. Inoltre è per permettere ai cittadini di non incorrere in sanzioni amministrative e penali legate alla non conoscenza della nuova riserva.
Quindi il nostro voto è favorevole.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 140. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 146
dei Consiglieri Giannini, Santori
“Modifiche ed integrazioni alle norme tecniche di attuazione del Piano di Gestione integrata delle aree costiere deliberazione 2 febbraio 2005, n. 169 e successive modificazioni”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 146 ad iniziativa dei Consiglieri Giannini, Santori. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Questa proposta di atto amministrativo vuole semplicemente consentire in via temporanea strutture ambientalmente compatibili. Ossia è una modifica ai piani spiaggia, con la possibilità di realizzare interventi anche di fronte agli stabilimenti balneari con strutture temporanee, ciò al fine di garantire una migliore stagione turistica.
Nel pesarese è stata fatta una cosa ancora più consistente, sulla fascia retrostante gli stabilimenti balneari abbiamo consentito nei piani spiaggia strutture fisse. In questo caso, invece, sono sul fronte, quindi non possono che essere temporanee e non possono che essere compatibili, anche nei materiali, sia con l’attività turistica che con la tutela dell’arenile.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Lippi.

Leonardo LIPPI. Soltanto per annunciare il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Altomeni.

Michele ALTOMENI. Purtroppo non ho potuto partecipare alla discussione in Commissione su questo atto dove avrei espresso il mio parere negativo, allora lo faccio ora in Aula anche a nome del mio Gruppo.
Questa è una norma che nasce male. Il problema vero è che c’è un problema su un singolo comune che anziché fare la cosa più normale, cioè quella di adeguare il proprio piano spiaggia alle normative regionali, chiede di cambiare le normative regionali per adeguarle alle sue esigenze. Questa è una cosa che dal punto di vista procedurale è inaccettabile.
Come è altrettanto inaccettabile anche nel merito. Su questo ci siamo dati delle norme molto chiare, quindi rischiamo, ripeto, per fare un favore ad un’amministrazione e quindi per affrontare un problema molto specifico e puntuale, di creare problemi su tutta la riviera adriatica.
Sappiamo tutti che ci sono problemi di erosione di spiaggia o di mancanza di spazi effettivi durante la stagione balneare da destinare ai bagnanti, però continuiamo a fare modifiche alle regole. Sicché le spiagge stanno diventando tutto meno che spiagge, si continuano a creare strutture che sacrificano gli spazi realmente destinati alla balneazione.
E questa è una norma che va esattamente in tale direzione, quindi su questo atto il mio parere è contrario.

PRESIDENTE. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 146. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Presidente, chiedo che venga rinviata alla prossima seduta la discussione della proposta di atto amministrativo n. 145 relativa al Piano del Parco del Conero.

PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta di rinvio alla prossima seduta assembleare della proposta di atto amministrativo n. 145.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 144
della Giunta regionale
“Approvazione con prescrizioni del Piano del Parco del Monte San Bartolo”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 144 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Non avrei chiesto il rinvio di questo atto per nessun motivo, nel senso che il Parco del San Bartolo attende da anni il suo piano.
Il Parco del San Bartolo è, come quello del Conero, un parco che intreccia la città, ha al suo interno aree di grande peso floristico e ambientale, come la falesia, i borghi medievali di Casteldimezzo e di Fiorenzuola di Focara, oltre a quella parte più a sud-ovest che è dentro la città.
Costruire un piano del parco in queste condizioni si è trattato veramente di fare un lavoro di sintesi che ritengo sia stato fatto in maniera adeguata. Un lavoro fatto anche con il contributo sostanziale degli uffici di questa Regione che hanno cercato di ragionare attorno al Parco del San Bartolo guardando sempre con attenzione agli elementi di tutela ambientale, come, ripeto, l’area della falesia, l’area costiera e le parti di grande eccellenza che riguardano il crinale.
Però questo Parco ha avuto la necessità di essere considerato anche in relazione ai piani regolatori del Comune di Gabicce e del Comune di Pesaro, non solo perché il piano regolatore regola un territorio, ma perché, come ho già detto, ha alcune parti antropizzate come quelle lungo la statale 16.
Quindi si è trattato di costruire un piano del parco con grande attenzione ai temi dell’ambiente. Senza dimenticare che all’interno di questo Parco ci sono anche attività economiche e agricole di grande rilievo e di grande eccellenza, e allo stesso tempo si è cercato di verificare, ripeto, la compatibilità fra alcune richieste dei Comuni di Gabicce e di Pesaro. Insomma si è voluta trovare la sintesi più ampia possibile.
Mi sembra pertanto che il piano che arriva oggi in Aula abbia raggiunto questa sintesi.
Il dibattito che abbiamo sviluppato sul porto di Vallugola, che è sì all’interno del piano dei porti ma lo troviamo anche all’interno del Piano del San Bartolo, ci dà la misura del tentativo di raggiungere da un lato la migliore tutela possibile, dall’altro rendere compatibili alcuni strumenti di pianificazione territoriale.
Alcuni emendamenti li ho presentati anch’io per cercare di recuperare una relazione diretta tra piano del parco e piano dei porti limitatamente a Vallugola.
Dovrei parlare molto più a lungo per sviluppare punto per punto le varie e tantissime osservazioni e le prescrizioni proposte degli uffici su tutte le misure, sugli abitati o rispetto al piano casa, ma non voglio andare così in profondità, peraltro credo non ci sia neppure un’attenzione adeguata di quest’Aula.
In ogni caso ritengo che questo atto abbia raccolto in maniera adeguata le indicazioni raggiunte, quindi la sintesi mi pare del tutto onorevole: tutela piena delle aree floristiche e paesistiche, qualche accoglimento di alcune indicazioni dei Comuni di Gabicce e di Pesaro, dell’Ente parco e anche della comunità ed in modo particolare di quei comitati che hanno tenuto alta l’attenzione rispetto alle problematiche di carattere ecologico e ambientale.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Lippi.

Leonardo LIPPI. Brevemente per dire che anche su questo atto è stato fatto un lavoro molto approfondito in Commissione. Abbiamo presentato un emendamento che è stato approvato oggi in Commissione, quindi il nostro parere è favorevole.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Altomeni.

Michele ALTOMENI. Anche qui purtroppo non sono molto d’accordo, nel senso che non credo sia stata fatta una buona sintesi. Credo sia stato creato un precedente non positivo, è la prima volta in questi cinque anni che rispetto all’interlocuzione che la Giunta fa con il territorio riguardo alle osservazioni, prescrizioni e così via su un piano di un’area naturalistica, la Commissione stravolge gran parte di quelle prescrizioni che hanno a che fare con lo sviluppo urbanistico di quel territorio.
Siamo in presenza di un parco che dovrebbe adeguare i suoi strumenti urbanistici e le sue previsioni di sviluppo urbanistico sulla base di una funzione turistica, naturalistica, ecc.. Siamo di fronte ancora una volta ad Enti locali che da una parte beneficiano del fatto di avere sul loro territorio un parco naturale, quindi lo promuovono, però poi non sono disposti a venire a compromessi con le esigenze che questo aspetto comporta. Si vuole la moglie ubriaca e la botte piena, ossia si vuole un’area tutelata, i vantaggi che un parco comporta per il territorio e per il suo sviluppo turistico, ma allo stesso tempo non si vuole rinunciare a nulla dal punto di vista dello sviluppo urbanistico e in alcuni casi della speculazione edilizia.
Purtroppo la Commissione ha riaperto una serie di questioni che all’interno della valutazione che ha fatto la Giunta erano state arginate, quindi l’atto che arriva oggi in Aula secondo me non è assolutamente condivisibile.
Abbiamo presentato alcuni emendamenti, ma non su tutta la filiera come invece sarebbe stato necessario, che quindi solo in parte, qualora approvati, potrebbero riuscire a rimettere un po’ in carreggiata questo atto.
Credo che sia stato fatto un pessimo lavoro, è un pessimo servizio per la comunità, la fretta non è mai buona consigliera, si è voluto infatti liquidare un atto importante come questo in pochissimo tempo...(...) Sì, ci sono voluti quattordici anni per discuterne poi solo con due riunioni di Commissione si è voluto risolvere un problema complesso come appunto questo del parco del San Bartolo. La saggezza avrebbe forse voluto che o fosse arrivato in Commissione con qualche settimana di anticipo oppure che si fosse semplicemente preso atto che i tempi non c’erano e che quindi le valutazioni non sarebbero potute essere serene e condivise. Sfido qualunque componente della Commissione a dire di avere una conoscenza approfondita e adeguata dell’atto. Sappiamo bene infatti che non è così, a parte ovviamente il relatore di maggioranza che ha approfondito la questione nel dettaglio.
Quindi il mio giudizio è assolutamente negativo, comunque per valutare il nostro parere finale sull’atto vedremo come andrà sugli emendamenti.

Presidenza del Vicepresidente
Francesco Comi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giannotti.

Roberto GIANNOTTI. Finalmente questo atto arriva in Aula dopo sette anni di ritardo. Se vi ricordate su questo argomento già in altre due occasioni avevo chiesto l’assunzione da parte della Giunta regionale dei poteri sostitutivi. Infatti la legge prevedeva, in caso di inadempienza da parte degli organismi, la possibilità di intervenire per approvare uno strumento fondamentale di cui tutti cogliamo l’importanza. Ossia di quel piano che doveva venire immediatamente dopo l’istituzione e l’avvio dell’attività del Parco.
Prendo atto che finalmente si recupera una gravissima inadempienza istituzionale di cui è responsabile in primo luogo il sistema delle autonomie locali.
Questo mi porta anche a rilanciare un aspetto di questa vicenda. Ossia che è bene, amici dell’Assemblea legislativa, che intervenga una norma legislativa che eviti di confermare la lottizzazione politica degli enti parco, perché fin quando durerà questa logica, questo costume, le conseguenze saranno gravissime. Non voglio oggi, sarebbe fuori luogo, richiamare ad esempio le polemiche rispetto alla maggioranza politica del Comune di Pesaro, che ha usato la presidenza dell’Ente parco come strumento di ricatto nei confronti di quello o quell’altro soggetto politico della maggioranza.
Voglio dire che bisogna recuperare la piena potestà decisiva dei Comuni e la piena potestà decisiva dell’Assemblea legislativa. E’ bene infatti che in rappresentanza non ci vada il funzionario di turno che magari deve obbedire a logiche di lobbies, bensì che se ne faccia carico dell’esercizio appunto della rappresentanza dell’Assemblea legislativa chi ha la delega, per cui che ci vada l’Assessore.
Fatta questa premessa ed espressa anche la soddisfazione per il superamento di questa gravissima anomalia, devo dire che anche oggi risento enunciare dal mio amico Altomeni, ossia da questa sinistra antagonista cose assurde. Consigliere Brandoni, non avete più il polso della sensibilità del Paese – l’ho detto anche l’altra volta –, continuate ancora a fare battaglie di retroguardia, e lo fate anche dal punto di vista culturale. Ma che logica è la vostra! La logica della riserva indiana, la logica di un Parco da tenere lì incontaminato, dove è scritta! E’ mai possibile che non vi facciate carico per una volta delle esigenze vere di chi nel parco ci vive! Nel parco ci sono persone che ci vivono e che ci lavorano, quindi è giusto che nelle forme più compatibili il diritto alla vita, il diritto all’impresa venga difeso.
A me sembra, invece, che prevalga questo retaggio della riserva: “E’ bello, ci vado la domenica, quindi deve essere incontaminato”. Poi magari la gente che ci vive non può nemmeno sistemare il mattone della propria casa o l’impianto idrico!
Il parco deve essere dunque uno strumento che aiuta lo sviluppo. Chi è esperto in questo settore sa quanto sia importante che ci sia una mediazione giusta rispetto all’esigenza di tutela e dello sviluppo. A me sembra, invece, che permanga una posizione di chiusura.
Caro Consigliere Altomeni, bisogna che tutti – lo dico anche per me – impariamo a rispettare il volere del popolo, ma non soltanto di una parte di esso, di tutto il popolo. E il popolo in quelle situazioni è rappresentato dalle Istituzioni elette. Allora come si fa a banalizzare il contributo rispetto alla valutazione di questo strumento del comitato dell’Ente Parco da una parte e delle Amministrazioni comunali interessate, Gabicce e Pesaro, dall’altra. Come si fa! Magari lo si fa per rispondere a sollecitazioni di qualche lobbies, che ha sì pur titolo di esistere, ma che non può certamente sostituirsi al sistema delle autonomie locali.
La Commissione ha fatto una mediazione rispetto alle posizioni, che io ad esempio condivido, ossia quella di rispettare l’indirizzo dato dai Comuni, come appunto ha detto lo stesso Presidente della Commissione. Quindi è una posizione misurata, anche se magari su alcune scelte le posizioni nelle assemblee elettive possono essere state discordi.
Ho presentato soltanto un emendamento tecnico in quanto ho trovato un errore nel dispositivo della delibera della Commissione che mi permetterò di illustrare al momento della votazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Brandoni.

Giuliano BRANDONI. Su tutti i muri della nostra regione è scritto uno slogan: “La storia del nostro futuro”. Bene, credo che oggi possiamo avere una anticipazione del rischio del nostro futuro. La possiamo avere su un atto – le considerazioni tecniche le ha fatte meglio di me il Consigliere Altomeni – che nasceva da un obiettivo generale, quello di realizzare della nostra regione una vasta area di protezione del territorio e di valorizzazione attraverso strumenti come appunto quello del parco.
Invece questo atto così importante viene sfigurato da una riflessione che chiamerei concertazione corporativa e che è in qualche modo la cifra complessiva di una progettualità politica che rischia di essere il nostro futuro.
Ho preso la parola come monito a questa maggioranza e come monito che deve andare oltre e riflettere nella comunità marchigiana su quello che può essere un paradigma capace di diventare ossimorico a quindici anni di buon governo.
Queste prove tecniche di concertazione corporativa si trovano oggi a confliggere non con qualche lobbie, come diceva il Consigliere Giannotti, ma con soggetti che rappresentano l’interesse generale, quali le associazioni ambientaliste, quali i comitati dei cittadini, o come la riflessione più articolata che vuole delle Marche una regione che ha fatto della valorizzazione e della protezione del territorio la sua condizione per l’oggi e per il domani.
Non ci sarebbero stati i poetici – così qualcuno li ha definiti, io ho più rispetto per la poesia, non lo farei mai – passaggi dello spot di Dustin Hoffman se non ci fosse stata un’attenzione diversa e non concertativa collegata alle lobbies e ai piccoli interessi, che magari oggi vediamo rappresentata dentro questa snaturazione di un atto che usciva dalla Giunta come atto congruo e direi in sintonia con un percorso che ha durato quindici anni.
Quindi attenzione a queste prove di futuro che oggi vediamo esprimersi in questa forma e con questi risultati.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Amagliani.

Marco AMAGLIANI. Soltanto per dire che quest’atto ha avuto una lunghissima gestazione. Più volte il Consigliere Giannotti, ma non soltanto lui, ha interrogato il sottoscritto per verificare quali fossero il tempi per il licenziamento di questo atto dovuto.
Io credo di aver portato in Giunta un atto che corrispondeva esattamente a quello che le popolazioni si aspettavano.
Ho avuto anche la possibilità di intervenire ad un’affollatissima assemblea a Gabicce nella quale i presenti – vi assicuro che erano moltissimi – davano un attestato di simpatia nei confronti del lavoro svolto dagli uffici, dalla Giunta regionale, insomma di tutto ciò che era stato licenziato.
Più volte ho assistito ad operazioni di questo tipo, e lo dico quando ormai siamo alla fine dei lavori di questa legislatura. Ci sono ad esempio atti importantissimi che ormai non vedranno mai la luce. Uno di questi è la normativa sulla gestione delle risorse idriche che credo sia un atto innovativo. Ma al di là delle tante cose che ho ascoltato, sia da destra che da sinistra, sulla riduzione dei costi della politica, sull’affidamento dell’acqua che non è una merce, ecc, quell’atto giace comunque da circa tre anni in Commissione, nessuno l’ha fatto emergere, nessuno l’ha portato in votazione. E dire che quell’atto in un colpo solo dava una risposta, esso sì, ai costi della politica, risparmiava almeno 400 mila euro all’anno per i consigli di amministrazione dell’ATO, oltre a riaffidare alla cosa pubblica la gestione delle risorse idriche. Ma quell’atto lì oggi so bene che non vedrà mai la luce.
Per cui cosa dire dell’atto che oggi trovo in quest’Aula? Non è certamente l’atto che il sottoscritto ha portato in Giunta. E’ una cosa sostanzialmente diversa? Non è nemmeno questo. Io penso che dobbiamo misurare i pesi e i contrappesi. C’è una questione su tutte che riguarda il porto di Vallugola e il sottoscritto in scienza e coscienza ha fatto su questo un emendamento specifico – peraltro non è l’unico, vedo che quasi identico al mio ce n’è uno della Consigliera Mollaroli e del Consigliere Altomeni, è scritto in modo diverso ma dice sostanzialmente la stessa cosa –.
Dunque ritengo che su quest’atto dobbiamo trovare una sintesi e licenziarlo in quanto è un atto dovuto così come quello del Parco del Conero. Se non lo facessimo non faremmo un danno a noi, non sposteremmo voti a destra o a sinistra, ma faremmo solo un danno a quelle popolazioni che siamo chiamati ad amministrare. Credo che dovremmo farlo nel modo migliore possibile anche raggiungendo un livello di compromesso accettabile, che sia dunque un compromesso nobile e non ignobile.
Quindi, seppure conosca i lavori fatti dalla Commissione, l’emendamento che metto in campo, come fanno anche altri, ritengo possa ridare dignità a questo atto. Un atto che non è, ripeto, esattamente quello che il sottoscritto voleva, quello che la Giunta ha licenziato, ma è evidente che quest’Aula si assumerà le responsabilità di ciò che approverà, ossia di ciò che riserverà per quelle popolazioni.
I piani dei parchi possono anche essere presi con una concezione insufficiente rispetto a ciò che effettivamente valgono, ma tenete conto che comunque hanno una validità superiore ai piani regolatori generali dei territori. Quindi credo che quest’Aula debba riservare l’attenzione dovuta a un atto di questa natura.

Presidenza del Presidente
Raffaele Bucciarelli

PRESIDENTE. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.
Emendamento n. 1 dei Consiglieri Mollaroli, Altomeni:
Al punto 2.4, ultimo periodo, dopo le parole “delle strutture esistenti” aggiungere il seguente periodo: “e solo qualora non comporti alcun incremento volumetrico.”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Subemendamento n. 02 dei Consiglieri Altomeni, Mollaroli:
Dopo le parole “di risanamento e riqualificazione del porto” aggiungere: “all’interno del perimetro attuale”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 2 del Consigliere Ricci:
Alla prescrizione 2.4 le parole “sono ammessi interventi di risanamento e di riqualificazione del porto, secondo le previsioni del Piano regionale dei porti” sono sostituite dalle seguenti: “sono ammessi interventi di messa in sicurezza, di risanamento e di riqualificazione del porto, secondo le previsioni del Piano regionale dei porti; non è ammessa la realizzazione di nuovi servizi o il potenziamento di quelli esistenti”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 3 dei Consiglieri Mollaroli, Altomeni. Decaduto.

Emendamento n. 4 dell’Assessore Amagliani. Decaduto.

Emendamento n. 5 dei Consiglieri Altomeni, Brandoni:
Riscrivere il punto 12.8 dell’allegato A dell’atto in oggetto nel seguente modo:
o 12.8 Motivazione: In via Palmanova di Pesaro relativamente alla Zona DB R3 (Superficie fondiaria 6086 mq e superficie fondiaria 3031 mq) si ritiene che l’edificazione nuova in concessione convenzionata (C.C0.451) non debba essere realizzata onde innescare, anche sul fronte collinare, fenomeni di urbanizzazione spinta che è bene, a difesa degli aspetti paesaggistici, resti confinata e conclusa nel versante opposto della strada. Disposizione: In via Palmanova di Pesaro relativamente alla Zona DB R3 (Superficie fondiaria 6086 mq e superficie fondiaria 3031 mq) la nuova edificazione nuova in concessione convenzionata (C,C0.451) non è da attuare.
Ha la parola il Consigliere Altomeni.

Michele ALTOMENI. Qui siamo di fronte ad uno degli aspetti di cui ho parlato prima, esso riguarda una delle situazioni dove pesantemente si va ad incidere sul territorio.
La Giunta aveva giustamente motivato il respingimento delle previsioni che i Comuni avevano inviato in Giunta, ma la Commissione ha ritenuto di sbloccare questa lottizzazione di noti costruttori locali e così via.
Allora con questo emendamento vogliamo provare a risolvere almeno una delle questioni più controverse dal punto di vista urbanistico di quel territorio.
Quindi ora vogliamo vedere se la minoranza fa quello che dice oppure se dice cose diverse da quelle che pensa realmente. Ci confrontiamo su una questione molto specifica, vedremo come sarà il voto su questo emendamento anche per futura memoria.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Inviterei innanzitutto coloro che hanno parlato prima di me a guardare il Piano del parco affinché si rendano conto che tra le tantissime prescrizioni e osservazioni la Commissione ne ha recuperate solo cinque-sei, insomma poche.
Tra l’altro, Consigliere Giannotti, non abbiamo semplicemente preso pari pari le proposte dei Comuni, ma abbiamo cercato di verificarle. Tra l’altro le abbiamo tutte ridotte. Abbiamo cioè cercato di rendere compatibili le proposte dei Comuni con il Piano del parco, riducendo quasi sempre, alcune addirittura annullandole, le previsioni dei Comuni.
Quindi parlare di piano che è stato stravolto lo respingo. Il Piano del San Bartolo non è stato stravolto, il Piano del San Bartolo assomiglia a qualcosa che si può tranquillamente considerare uno strumento che permette di valorizzare quell’area e quindi non mortifica le previsioni dei Comuni.
Consigliere Altomeni, nell’area di via Palmanova negli anni novanta il Comune di Pesaro prevedeva un’area ad espansione edilizia di circa 18-20 mila mq. Oggi in quell’area è necessario realizzare due parcheggi perché c’è la piscina olimpionica del Parco della Pace. E per realizzare quei due parcheggi, a costo ricavato dagli oneri di urbanizzazione in convenzione, risulta una edificabilità di 1.500 mq. Quindi avremmo due parcheggi, 1.500 mq di edificato e in convenzione anche 6 ettari che vengono dati dal privato alla comunità come verde pubblico.
Quindi questa cosa, che è a 30 metri dalla Statale 16, non è, secondo me, solo compatibile ma è anche legittima. Per cui, ripeto, si realizzeranno i parcheggi, si farà una piccola lottizzazione e si avranno circa 6 ettari di verde pubblico.
Allora un conto è non condividere un percorso, un conto è parlare di stravolgimento. Qui non si stravolge proprio niente, vi invito a guardare meglio gli atti. Propongo quindi di votare contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Il Consigliere Altomeni chiede su questo emendamento n. 5 la votazione per appello nominale a nome anche dei Consiglieri Amagliani e Brandoni.
Proclamo l’esito della votazione:
Favorevoli: Bucciarelli, Altomeni, Amagliani, Binci, Brandoni, D’Anna, Luchetti, Procaccini.
Contrari: Benatti, Brini, Natali, Cesaroni, Ciriaci, Giannini, Giannotti, Lippi, Mammoli, Massi, Mezzolani, Pistarelli, Ricci, Romagnoli, Solazzi.
Astenuti: D’Isidoro.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 5 bis della IV Commissione:
Dopo la prescrizione 12.20 è inserita la seguente ulteriore prescrizione:
12.21 – motivazione:
Il Piano del Parco San Bartolo prevede norme estremamente severe e restrittive anche in tema di insediamenti agricoli;
Il Piano in discussione prevede di fatto modifiche e limitazioni alla legge regionale n. 13/1990, di oltre 40 volte il suo potenziale previsto nel resto del territorio regionale;
Considerato che eventuali ottimizzazioni e migliorie delle aziende agricole sono possibili nelle sole zone DE del parco e non nelle zone A, B, C.
Considerato che, anche e soprattutto in un parco, l’attività agricola e/o zootecnica sono un valore aggiunto, sia in termini sociali, che turistici, che naturalistici in quanto vettori di biodiversità;
Considerato che le Norme Tecniche di attuazione del Piano non prevedendo l’utilizzo dello sportello unico in variante al PRG e prevedendo all’articolo 25 come data ultima di utilizzo delle norme gli appoderamenti fatti entro il 27 maggio 1996, non limitano ma di fatto bloccano qualsiasi possibilità di intervento in agricoltura;
Considerato che tali previsioni di fatto non permetterebbero alcun intervento in campo agricolo/zootecnico;
Considerato che per le considerazioni sopra esposte il parco necessita di alcune implementazioni alle sue attività agricole, oggi pressoché rare;
Considerato che il Piano del Parco è stato adottato dall’Ente Parco in data 11 febbraio 2008;
Disposizione all’articolo 25 comma 3 delle NTA, si sostituisce la data “27 maggio 1996”, “costituiscono riferimento fondiario per l’applicazione delle presenti norme”, con la data “10 febbraio 2008”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 6 dei Consiglieri Altomeni, Brandoni:
A pag. 59 degli allegati, con riferimento al punto riguardante “Osservazioni da 30 a 61 compresa”, eliminare la modifica approvata in Commissione e cioè “L’osservazione è accolta limitatamente alla realizzazione del parcheggio”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 7 del Consigliere Giannotti:
A pag. 60 nel paragrafo “Prescrizione n. 15 relativa alle controdeduzioni alle osservazioni” sostituire nella osservazione n. 82 le parole “si ritiene di dover accogliere l’osservazione trattandosi di tutela dei centro storico di Casteldimezzo” con le seguenti: “l’osservazione non è da accogliere in quanto la trasformazione è coerente con gli strumenti urbanistici comunali”.
Ha la parola il Consigliere Giannotti.

Roberto GIANNOTTI. Vorrei rivolgermi al Presidente e al Vicepresidente della Commissione. La Commissione nell’esaminare le osservazioni ha recepito l’esigenza respingendo l’osservazione n. 82, ma non ha respinto analoga obiezione che era stata fatta da un altro privato. Quindi l’emendamento serve a sanare questa anomalia. E’ un fatto completamente tecnico.

PRESIDENTE. Emendamento n. 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 144, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 143
della Giunta regionale
“”Programma di sviluppo rurale della Regione Marche 2007/2013 in attuazione del Regolamento CE n. 1698 del Consiglio del 20 settembre 2009"”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 143 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Brevemente per dire che in questo c’è un aggiustamento di metà periodo in base anche ad una serie di consultazioni con la Comunità europea. Ci sono circa 15 milioni di euro di finanziamenti aggiuntivi della Comunità europea con l’Health Check che in parte vanno a finanziare alcuni nuovi interventi a favore degli agricoltori e in parte (8 milioni di euro) vanno a potenziare le risorse sulla banda larga a servizio delle imprese agricole dei territori interni.
Ci sono delle precisazioni per interventi di investimento. Considerato che siamo nella fase finale di utilizzo delle risorse, viste le difficoltà delle imprese agricole e visto anche che per il settore agricolo è bloccato l’accesso al credito, la Commissione è intervenuta diminuendo il massimale, quindi l’intensità di aiuto, da 1 milione di euro a 500 mila euro, ciò al fine di permettere ad una platea più ampia di imprenditori agricoli di poter accedere ai finanziamenti.
Tra i criteri di priorità ne è stato inserito uno molto importante, ossia quello di premiare le aziende agricole munite di punto vendita aziendale, quelle cioè che hanno accorciato la filiera creando appunto un proprio punto vendita.
Nella sottomisura delle energie rinnovabili si è introdotta la possibilità di utilizzare le risorse, oltre che per il fotovoltaico, le biomasse ed il minieolico, anche per l’utilizzo, ad esempio nell’idrico, dei salti delle acque, oppure per il geotermico o per il solare termico. Ovviamente tutto sempre all’interno delle necessità aziendali.
E’ stato inoltre indicato il limite per le singole imprese per l’utilizzo delle biomasse mettendo la condizione minima di almeno il 70% di biomasse provenienti dal fondo agricolo.
La Commissione, che ha approvato questo testo all’unanimità, ha anche inserito con degli emendamenti – anch’essi approvati questa mattina dalla Commissione – una misura di semplificazione nel calcolo delle superfici da conteggiare. Ossia, laddove ci sarà la presenza di alberature il calcolo dovrà essere considerato quello che deriva dal conteggio di AGEA, una misurazione che viene presa annualmente, di conseguenza è una semplificazione che evita costi agli agricoltori.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Cesaroni.

Enrico CESARONI. Questo atto amministrativo è una modifica al PSR che è stato approvato anche dall’opposizione. L’abbiamo discusso con le organizzazioni di categoria, abbiamo fatto un bel lavoro in Commissione e le modifiche apportate sono state approvate all’unanimità.
Quindi anche noi sosteniamo questo atto in quanto porta sviluppo sul territorio e finanziamenti all’agricoltura. Voglio però anche evidenziare che comunque è un atto che arriva in ritardo, infatti secondo me queste stesse modifiche dovevano risultare già sul primo PSR. Oggi facciamo sì questa modifica ma magari i fondi sono già finiti. Comunque mi auguro che gli eventuali pochi fondi rimasti verranno utilizzati nel miglior modo possibile.
Abbiamo ridotto anche la quota dei finanziamenti per cercare di dare contribuiti a più aziende possibili (le abbiamo quasi raddoppiate) del territorio regionale.
Sull’energia rinnovabile abbiamo dato la possibilità di fare qualsiasi tipo di investimento da parte dell’agricoltore a servizio delle aziende agricole.
Questo PSR ha 15 milioni di euro di finanziamenti in più distribuiti su tutte le misure. Più avanti, quando in Giunta regionale arriveranno le domande per i contributi, cercheremo di indirizzare tali finanziamenti su quelle attività agricole che potranno portare sviluppo e progresso al territorio, cercando di privilegiare soprattutto chi lavora in agricoltura, chi vive con il reddito agricolo, dunque non chi non vive di questo reddito o chi ha solo la proprietà.
Pertanto essendo fortemente d’accordo su questo voteremo positivamente sia sull’atto che sugli emendamenti concordati in Commissione.

PRESIDENTE. La discussione è aperta, se nessuno chiede la parola passiamo all’esame degli emendamenti.

Emendamento n. 1 dei Consiglieri Cesaroni, Binci. Ritirato.

Subemendamento n. 02 della III Commissione:
Nella voce “criteri di priorità” pagg. 299, 305, 323, 333, 336, 342, 371, 374, 377, 385, 390, 392, 396, 399, 402, 415, sopprimere la parola “prevalentemente”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 2 dei Consiglieri Cesaroni, Binci. Decaduto.

Subemendamento n. 03 della III Commissione:
Misura 1.2.1.
Pag. 309 “Azioni e tipologie degli investimenti”. Inserire dopo le parole “sono ammissibili” le parole: “indipendentemente dalla figura giuridica del beneficiario”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 3 dei Consiglieri Cesaroni, Binci. Decaduto.

Subemendamento n. 04 della III Commissione:
Misura 1.2.1.
Pag. 309, alla lettera d) aggiungere dopo le parole “e altri interventi analoghi” la frase: “Possono essere ammessi, in deroga, anche i seguenti lavori: tinteggiature, demolizioni, tracciatura, movimentazione terra (se in possesso dei mezzi necessari”, recinzioni, ecc.”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 4 dei Consiglieri Cesaroni, Binci. Decaduto.

Subemendamento n. 5 della III Commissione:
Misura 2.1.1.
Pag. 370 “Limitazioni alle condizioni di ammissibilità”.
Al quarto trattino dopo “deve essere garantito un carico di bestiame allevato compreso tra 0,3 e 2,0 UBA ad ettaro di superficie a foraggere” inserire: “Nel calcolo delle superfici si deve tener conto esclusivamente dell’occupazione del suolo rilevata ed accertata da AGEA”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 5 dei Consiglieri Cesaroni, Binci. Decaduto.

Subemendamento n. 6 della III Commissione:
Misura 2.1.1
Pag. 372 “Limitazioni alle condizioni di ammissibilità”.
Al quarto trattino con il seguente: “deve essere garantito un carico di bestiame allevato compreso tra 0,3 e 2,0 UBA ad ettaro di superficie a foraggere” inserire: “Nel calcolo delle superfici si deve tener conto esclusivamente dell’occupazione del suolo rilevata ed accertata da AGEA”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 6 dei Consiglieri Cesaroni, Binci. Decaduto.

Emendamento n. 6 bis della III Commissione:
A pag. 373, Misura 212, paragrafo “intensità e tipologia di aiuto”, al comma relativo al calcolo delle disgressività delle indennità compensative, al primo trattino sostituire la frase “80 ettari di SAU” con la frase: “40 ettari di SAU”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 6 ter della III Commissione:
A pag. 373, Misura 212, paragrafo “intensità e tipologia di aiuto”, al comma relativo al calcolo delle disgressività delle indennità compensative, al terzo trattino sostituire la frase “i primi 120 ettari” con la frase: “i primi 80 ettari”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Subemendamento n. 07 della III Commissione:
Misura 2.2.1.
Pag. 409 “Aiuti all’impianto”.
Inserire alla lettera b) dopo la parola “Preparazione” le parole: “e sistemazione”.
Comunque, Consiglieri, questa cosa è incredibile, questi subemendamenti sono identici nelle parole e persino nella punteggiatura agli emendamenti! Per cui dichiaro questo subemendamento inammissibile!

Emendamento n. 7 dei Consiglieri Cesaroni, Binci:
Misura 2.2.1.
Pag. 409 “Aiuti all’impianto”.
Inserire alla lettera b) dopo la parola “Preparazione” le parole: “e sistemazione”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 8 dei Consiglieri Cesaroni, Binci:
Misura 2.2.1.
Pag. 410 “Premio annuale a copertura della perdita di credito”.
Dopo la tabella delle compensazioni inserire la seguente frase: “E’ consentito un limitato uso pascolativo dell’area rimboschita a condizione che non vengano arrecati danni alle piante nel limite massimo di 0,2 UBA ettaro”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 143, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Sull’ordine dei giorno

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Presidente, prima avevo chiesto di rinviare alla prossima seduta assembleare la proposta di atto amministrativo n. 145 (punto 8) dell’ordine del giorno odierno) in quanto in Commissione avevamo bisogno di recepire le valutazioni di incidenza. Ora saremmo pronti, quindi chiedo che all’Assemblea di discutere anche questo punto.

PRESIDENTE. Consigliera Ortenzi, non è prassi usuale votare tutto e poi il contrario di tutto, però propongo comunque all’Assemblea legislativa di accogliere questa richiesta e quindi di discutere la proposta di atto amministrativo n. 145.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 145
della Giunta regionale
“Approvazione con prescrizioni della variante al Piano del Parco del Conero”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 145 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Questa variante riconferma l’impostazione metodologica della precedente, quindi recepisce, anche se parzialmente, le prescrizioni all’epoca mosse dalla Regione.
Il Piano, come di consueto, suddivide il territorio in base al diverso grado di protezione, prevedendo riserve integrali e orientate, aree di protezione e di promozione economica e sociale.
Delle tre possibilità che la legge regionale offre (approvazione con o senza prescrizioni, rinvio all’Ente parco per la sua rivisitazione e riadozione) si è scelta l’approvazione con prescrizioni.
Nel territorio del Parco sono presenti aree della Rete ecologica europea “Natura 2000” (SIC e ZPS), è necessario quindi che il Piano sia sottoposto alla Valutazione di incidenza.
Riguardo alla Valutazione ambientale strategica (VAS), il Piano non vi deve soggiacere perché ricorrono le condizioni di esenzione previste dal d.lgs. n. 152/2006, dalla l.r. n. 6/2007, dalla legge n. 4/2008 e dalla delibera di Giunta regionale n. 1400/2008.
La Variante è stata sottoposta alla verifica di conformità con le disposizioni normative e programmatiche vigenti, così come dispone la legge regionale n. 157/1995. A tale verifica hanno contribuito sia l’Autorità di bacino regionale che le Soprintendenze per i beni archeologici delle Marche e per i beni architettonici e per il paesaggio delle Marche, che hanno avanzato le loro osservazioni alla variante attraverso rilievi e suggerimenti. L’esito della verifica ha condotto alla formulazione delle prescrizioni che oggi si propongono all’Assemblea legislativa (allegato A) che, qualora recepite, renderanno il Piano conforme alla normativa e ai programmi che si intendono attuare nel Parco del Conero.

PRESIDENTE. Essendo assente il relatore di minoranza apro la discussione. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.

Emendamento n. 1 dell’Assessore Amagliani:
Alla prescrizione n. 2,48 relativa all’articolo 224 le parole “fino al 20 per cento” sono sostituite dalle parole : “fino al 10 per cento”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 2 della Consigliera Ortenzi:
La prescrizione n. 2.65 – art. 300 (APS 17 – Foce del Musone) è soppressa.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 145, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di regolamento n. 17/09
della Giunta regionale
“Disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica in attuazione della legge regionale 19 luglio 1992, n. 29”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di regolamento n. 17/09 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Altomeni.

Michele ALTOMENI. Sarò molto breve anche perché è un atto passato con la condivisione di tutta la Commissione.
La Regione Marche con la legge n. 29 del 1992 ha istituito la figura delle guardie ecologiche volontarie. Tali figure operavano sulla base di un regolamento che in questi anni è naturalmente stato posto a verifiche sul suo funzionamento e sulla sua adeguatezza. Per cui dopo questi anni di esperienza si è appunto deciso di fare uno nuovo regolamento piuttosto che apportare tutta una serie di modifiche al vecchio.
Questo regolamento interviene su alcune piccole problematicità che il servizio ha avuto in questi anni e ne specifica alcune funzioni.
Va detto in premessa che il ruolo svolto da queste figure è molto importante, supportano infatti tutta una serie di strutture che operano sul territorio e che sono preposte ai controlli delle norme ambientali, al rispetto delle regole ecc..
Questo regolamento rispetto al precedente prevede, ad esempio, che le guardie debbano essere accorpate in un’associazione, in modo che l’ente pubblico, la Provincia in particolare e la Regione, abbiano come interlocutore un soggetto giuridico aggregante e quindi non le singole guardie. Ciò permette anche di chiedere a tali associazioni di concordare, attraverso convenzioni e protocolli d’intesa, le attività, quindi di regolamentare meglio l’operatività delle guardie e delle associazioni che le rappresentano.
L’altra modifica che si inserisce in questo regolamento riguarda la formazione delle guardie stesse. Ossia si introduce in maniera esplicita – alcune Province lo hanno già fatto altre no – che le guardie debbano essere formate, appunto a carico della Provincia, per svolgere al meglio la loro funzione.
Quindi non si tratta di modifiche trascendentali, ma sono comunque modifiche che migliorano l’operatività di queste guardie sul territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Parrucci.

Pietro Enrico PARRUCCI. Voglio solo aggiungere a quanto dichiarato dal Consigliere Altomeni che un aspetto importante di questa regolamentazione è soprattutto quello che riguarda il coordinamento del ruolo regionale con quello provinciale ed in particolare la ripartizione dei fondi. Fondi che fino adesso venivano dati in maniera impropria proprio per il fatto che le guardie forestali di una provincia, che non facevano formazione o le cose previste nel vecchio regolamento, venivano poi penalizzate in quanto la Provincia stessa non era finanziata dalla Regione.
Con questo regolamento, invece, viene attuata in ugual misura per tutte le Province la possibilità appunto di fare corsi di perfezionamento per queste guardie volontarie. E per questo le Province vengono retribuite con i finanziamenti regionali.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di regolamento n. 17/09. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di legge regionale n. 358
della Giunta regionale
“Norme per l’attuazione delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 358 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Giannini.

Sara GIANNINI. Questa proposta di legge prevede le norme per l’attuazione delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo. E’ una legge che esegue una norma dello Stato con la quale le Regioni vengono delegate ad esercitare una parte delle funzioni che riguardano i territori costieri e quindi il demanio.
La proposta è stata avanzata dalla Giunta ed è giunta al termine di una consultazione con le associazioni di categoria.
A me sembra che, oltre alle indicazioni che vengono stabilite come competenze tra Comuni e Regione che congiuntamente esercitano, vi sia un aspetto rilevante, ossia l’indicazione delle concessioni marittime per venti anni; su questo c’è una discussione a livello nazionale, avanzata attraverso l’associazione degli stabilimenti balneari, in merito alla direttiva Bolkestein.
Quindi anche in questa regione riteniamo che queste attività debbano essere salvaguardate. C’è una misura del Governo che proroga al 2015 la proposta per quanto riguarda le aree da mettere a gara, e in questo tempo si prevede che ci possa essere un accordo tra le Regioni, il Governo e l’Europa per far sì che ci sia la tutela delle modalità di offerta turistica balneare.
Inoltre abbiamo istituito gli uffici decentrati del demanio nei comuni di San Benedetto, Porto San Giorgio, Civitanova, Senigallia e Fano. Il criterio è stato quello di istituirli presso i comuni dove vi è il maggior numero di stabilimenti balneari.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Santori.

Vittorio SANTORI. Mi associo alle dichiarazioni rese dal relatore di maggioranza, che sono di natura tecnica. Condivido la buona impostazione della legge che altro non fa che ripartire tra la Regione e i singoli Comuni le competenze e le funzioni amministrative che derivano dal d.lgs. n. 112/1998.
In particolare vengono delineate le competenze specifiche dei Comuni per il rilascio, il rinnovo e la modifica delle autorizzazioni di concessioni dei beni demaniali marittimi, il rilascio, la modifica, il rinnovo e la revoca delle concessioni di nulla osta per l’esercizio del commercio sempre sulle aree marittime, l’adozione del piano particolareggiato. Tutte azioni che spettano ai Comuni, mentre le funzioni di programmazione, pianificazione ed indirizzo sono rimaste ovviamente di competenza regionale.
Quindi è un atto da approvare, anche se forse lo avremmo già dovuto fare qualche anno fa, ossia nel momento in cui c’erano i decreti attuativi, per cui dal 1993 in poi.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Giannotti.

Roberto GIANNOTTI. Presidente, sembra non si trovino due emendamenti presentati del sottoscritto.

PRESIDENTE. Consigliere, gli uffici mi dicono che su questo atto non ci sono emendamenti. Lei ne ha le copie?

Roberto GIANNOTTI. No, Presidente, con me non ne ho copia e non riesco neppure a parlare con la mia segreteria.

PRESIDENTE. Vuole comunque intervenire Consigliere?

Roberto GIANNOTTI. Sì, certo.

PRESIDENTE. Prego, parli pure.

Roberto GIANNOTTI. Questa norma interviene su una materia delicata – fra l’altro su questo ci sono atti ispettivi diversi, uno è della Consigliera Giannini e uno è del sottoscritto – e abbastanza complicata, la durata delle concessioni demaniali.
Non so se i Consiglieri sanno che questa è una materia fatta oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea. La Commissione europea ha detto: “non ci va bene la scadenza automatica del contratto di concessione con i concessionari, quindi bisogna che venga recepito il principio della libertà, per cui le concessioni dopo un tot di anni devono essere messe all’asta”. Ovvero che il rinnovo non sia più automatico così come è stato in passato. E questo evidentemente ha determinato una situazione di grande disagio negli operatori turistici, ma direi anche nell’utenza, infatti questo nuovo percorso non può non avere implicazioni anche sulle tariffe.
Rispetto a questo c’è stata una forte mobilitazione dei concessionari. Inoltre c’è stato un impegno concreto del Governo, in modo particolare del Ministro Fitto e del mio amico On. Pizzolante di Rimini che si è fatto carico di questa situazione.
Per cui, siccome bisognava in qualche modo adempiere a questo dictat della Commissione, nel decreto milleproroghe il Governo ha proposto la proroga automatica dei contratti in essere al 2015; poi si sa che c’è stato un errore proprio nella battitura materiale, ossia la legge parla di 2012, ma in sede di conversione c’è l’impegno del Parlamento di portare questo provvedimento al 2015.
Però la questione rimane comunque in piedi rispetto ad un’esigenza legittima. Qui non si tratta di fare la difesa di una casta. Scusate, ma qual è quel concessionario di spiaggia che nella precarietà della concessione in essere fa una scelta di investimento, di qualificazione, di valorizzazione della sua struttura? Lo capite da soli!
Quindi c’è l’esigenza che venga affrontato il problema della durata.
Il Governo ha attivato il tavolo tecnico con le Regioni – non so chi sia l’Assessore che segue tale questione –, per cui credo sia positivo che da parte delle Assemblee elettive ci sia una sollecitazione forte affinché si definisca una modalità che salvaguardi il diritto dei concessionari di spiaggia. Magari introduciamo il principio del diritto di prelazione per i concessionari, allunghiamo i contratti. Insomma, dobbiamo tener conto che la qualificazione di questo patrimonio ricettivo passa attraverso una durata non minima della concessione.
Dopodiché, considerando le competenze, il provvedimento di oggi è un punto interrogativo. Non vorrei, Consigliera Giannini, che di fronte alla mia e alla sua onestà intellettuale questo provvedimento sia uno spot elettorale della Giunta regionale per dire ai concessionari: “avete visto…?”! (…) Infatti ora lo spot lo faccio io dicendo che abbiamo approvato questo provvedimento che non ha possibilità di incidenza però esprime comunque in maniera forte la volontà nella sua interezza dell’Assemblea legislativa di farsi carico delle problematiche dei concessionari di spiaggia e quindi di risolverle positivamente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Mi sembra opportuna l’azione di pressione che fa questa legge sia in sede governativa che in sede europea. Certamente è logico che la Comunità europea ragioni in base al trattato di Lisbona al cui interno c’è appunto il principio della libera concorrenza e quindi l’obbligo delle gare per l’affidamento dei servizi. L’applicazione delle leggi non può però essere acritica e senza una lettura della diversità dei territori dell’Unione europea. Infatti in tutte le situazioni in cui c’erano particolarità ogni singolo Stato ha cercato di fare battaglie per evidenziare la propria particolarità.
E quella delle concessioni demaniali e della struttura turistica a rete ampia è una particolarità dell’Italia. Allora non possiamo non mettere in campo tutte le nostre risorse, sia amministrative, sia giuridiche, sia di pressione, per far valere i diritti di quei cittadini italiani che magari hanno investito in questo settore un anno e mezzo fa che ma non erano a conoscenza dell’applicazione di questa direttiva. Chi ha investito per esempio 200 o 500 mila euro per un’attività commerciale e che pensava di poter sviluppare tranquillamente ora si trova che tra tre anni – limite che lo Stato ha individuato nella prima trattativa con la Comunità europea – va a decadere, ma certamente in tre anni un’attività non ha sicuramente ancora iniziato ad essere remunerativa.
Quindi benvenga un’azione da parte dell’Assemblea legislativa delle Marche che evidenzi che i tantissimi operatori del turismo balneare sono un punto di forza – benché si parli di stagionalizzazione, di valorizzazione delle risorse interne, degli agriturismo, ecc. –, essi infatti rappresentano il 70-80% dal turismo marchigiano. Così come è anche in altre regioni come l’Abruzzo, il Veneto, l’Emilia Romagna, forse meno al sud d’Italia ma comunque anche nella costa tirrenica il turismo balneare c’è.
Sono tematiche particolari, nazioni infatti come la Francia, l’Inghilterra, la Danimarca, la Germania non sono interessate a questo settore in quanto per il loro clima freddo il mare non viene utilizzato come risorsa turistica.
Come Consigliere regionale l’unico invito che mi sento di fare agli stessi operatori, anche come gruppi di imprenditori, è quello di trovare pool di avvocati che difendano i loro diritti presso la Comunità europea. E’ certamente positiva la pressione delle Istituzioni politiche ma queste molte volte mediano gli interessi di pochi. Peraltro in questo momento nella logica europea gli operatori balneari sono solo italiani, e all’interno delle trattative che lo Stato italiano sta facendo con la Comunità europea quella degli operatori balneari è sicuramente minima proprio perché hanno un fatturato minore. Quindi è una categoria che rischia di essere sorpassata dagli allevatori padani o da altre categorie che hanno lobbies più forti.
Dunque invito la Giunta a portare alla Conferenza Stato-Regioni questo atto.
Secondo me è un atto da perorare sia in sede istituzionale che in sede di rappresentanze degli operatori ma anche da un punto di vista giuridico. Quindi è bene incaricare legali del diritto comunitario affinché ci sia una difesa legale presso tutte le sedi a Bruxelles. E’ un contenzioso che deve avere corpo, altrimenti sarebbe un contenzioso visto come fosse solo una bega burocratica da risolvere, quando invece riguarda un settore che ricopre l’80% del turismo italiano.
Si tratta pertanto di una questione molto importante, quindi invito la stessa Giunta ad indicare agli operatori di consorziarsi e di fare azioni legali e congiunte presso le sedi comunitarie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Vicepresidente Santori.

Vittorio SANTORI. Consigliere Binci e Consigliere Giannotti mi rendo conto del problema che avete sollevato, e sono d’accordo con voi, ma poiché oggi la materia ci impone di occuparci soltanto delle questioni amministrative, sarebbe il caso di puntualizzare anche l’altra parte, quella che qui non compare, ossia quella che riguarda gli interessi dei nostri concessionari di spiaggia.
A tale proposito voglio informarvi che circa venti giorni fa ho presentato una mozione che riguarda proprio questa spinta, cioè quella di chiedere alla Giunta regionale in sede di Conferenza Stato-Regioni di farsi portatrice degli interessi specifici di questa categoria. Una categoria che solo in Italia è organizzata in una certa maniera e che fa investimenti forti. E quindi contrattare una sorta di rinnovo quasi automatico sulla base di altri criteri che oggi, invece, non sono presenti.
Pertanto, se siete d’accordo, direi di portare all’ordine del giorno della prossima seduta questa mozione, magari la modificheremo come riterranno giusto fare le parti politiche ed esprimere poi su di essa una votazione unanime.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Solazzi.

Vittoriano SOLAZZI. Sarò brevissimo. Intanto condivido questa ultima proposta del Vicepresidente Santori. Anche se, per la verità, il testo di questa proposta di legge all’articolo 4 contiene una normativa che già dà una risposta immediata rispetto ai pericoli paventati negli interventi che mi hanno preceduto. Ossia laddove si estende la durata della concessione fino a venti anni e laddove si prevede che con una deliberazione della Giunta regionale dovranno essere stabiliti i criteri “per il rilascio delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricettive nonché le modalità per il loro rinnovo”. Quindi da una parte scongiuriamo un pericolo, dall’altra gettiamo le basi affinché la materia venga normata in modo adeguato.
Voglio solo aggiungere, condividendo ciò che ha detto il collega Binci, che in questi anni questo settore, un settore a pieno titolo nel comparto delle attività turistiche, ha dato prova di grande maturità operando investimenti che hanno sicuramente qualificato l’offerta turistica del nostro territorio. E questo va riconosciuto.
Allora vorrei fosse possibile, nei tanti problemi che vive questo nostro Paese e che vive l’Europa, che un’attenzione venga incentrata anche sui concessionari di spiaggia, che anche rispetto ad altri imprenditori hanno dato in questo settore un grande segnale di volerci investire e di crederci.
Mi chiedo allora che cosa accadrebbe se non normassimo in modo da dare un minimo di stabilità, sia rispetto a chi, come ha detto il collega Binci, ha fatto un investimento poco tempo fa e quindi dove i tempi di ammortamento sono inevitabilmente lunghi, sia rispetto agli investimenti che potrebbero non venire più attivati, andandosi così sicuramente a degenerare una parte importante dell’intero settore turistico.
Certamente i problemi nel sistema Italia rispetto ad altri Paesi europei sono diversi. E nel nostro Paese la qualificazione delle aree demaniali da parte degli operatori è sicuramente uno dei punti forti dell’offerta turistica. Quando parliamo di strutture e infrastrutture che non sono all’altezza di una sfida che è sempre più globale, magari non si parla di questo settore, invece è proprio questo, per gli investimenti che sono stati effettuati in questo anno, che rappresenta appunto una eccellenza.
Qui non si tratta di sposare la causa di un gruppo. Per carità, mi rendo anche conto delle esigenze di chi vuole entrare nel mercato, ma non è possibile neppure tacere rispetto ad una normativa che mi pare tanto, al di là di riprendere l’osservazione europea, possa puntare a creare – come ormai avviene in molti comparti dell’economia – una multinazionale che si impossessi di tutte le spiagge italiane, quindi con una cattiva interpretazione di questa globalizzazione i cui danni si producono a distanza di qualche tempo rispetto alle scelte che fatte.
L’appello a tutta l’Assemblea legislativa è dunque quello di votare questa legge, con l’intento anche di andare incontro alla proposta fatta dal Vicepresidente Santori, inoltre con l’intento di impegnarci unitariamente affinché il Governo non impugni questa legge.

PRESIDENTE. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 358. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Comunicazione del Presidente in merito alla precedente votazione di cui alla proposta di atto amministrativo n. 145 “Approvazione con prescrizioni della variante al Piano del Parco del Conero”

PRESIDENTE. Informo i Consiglieri di un fatto increscioso avvenuto relativamente alla votazione dell’atto relativo al Piano del Parco del Conero. Ossia, la Commissione all’unanimità aveva approvato un emendamento ma che non è arrivato alla Presidenza e di conseguenza non l’ho potuto mettere in votazione. Quindi, se siamo tutti d’accordo, vi proporrei di azzerare tutte le votazioni (sono soltanto quattro) e ripeterle, mi sembra il modo migliore per recuperare. (…) (questo punto segue poche righe più avanti)


Proposta di legge regionale n. 363
Consiglieri Brandoni, Comi, Ricci, Lippi, Pistarelli
Modifica alla legge regionale 2 agosto 2007, n. 10 ad oggetto “Riconoscimento dei consiglieri della regione Marche cessati dal mandato”
(Rinvio in Commissione)

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Petrini.

Paolo PETRINI. Presidente, dalla lettura della proposta di legge n. 363 relativa al riconoscimento dell’Associazione dei Consiglieri della Regione Marche cessati dal mandato, la Giunta ha ravvisato qualche problematicità, sia per quanto riguarda il profilo finanziario, sia e ancor più per quanto riguarda gli istituti previsti per l’assunzione che hanno qualche profilo di illegittimità. Quindi chiedo di questo atto il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta dell’Assessore Petrini di rinviare in Commissione della proposta di legge n. 363.

(L’Assemblea legislativa approva)


Discussione in Aula sulle sopra espresse comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Consiglieri, ho già spiegato come è la situazione, credo che il problema non sia né della Commissione né della Presidenza bensì dell’intera Assemblea legislativa, è per questo che l’ho posto. Eventualmente per accelerare i tempi, sempre se siamo d’accordo, magari votiamo solo l’emendamento di che trattasi. (…) Allora non c’era l’unanimità! Prego, Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Scusate, Consiglieri, ma qui non si tratta di un fatto politico, è stato solo un disguido avvenuto durante un cambio di presidenza da Comi a Bucciarelli.
L’ufficio ha presentato un emendamento sulla valutazione di incidenza, che è un fatto dovuto e nient’altro. L’avremmo sicuramente votato, però non essendo stato distribuito di conseguenza non è neppure arrivato al tavolo del Presidente Bucciarelli. Tutto qui! Ma se ora non lo votiamo…

PRESIDENTE. Mi scusi, Consigliera Ortenzi, ma a questo punto gli uffici mi dicono che è meglio presentare una proposta di modifica che sarà inserita al primo punto dell’ordine del giorno della prossima seduta.


Proposta di legge regionale n. 194
dei Consiglieri Giannotti, Capponi, Brini, Bugaro, Ciriaci, Cesaroni, Santori, Tiberi
“Interventi regionali a favore delle Associazioni storiche marchigiane”

Proposta di legge regionale n. 311
dei Consiglieri Giannotti, Brini, Capponi, Ciriaci, Lippi, Cesaroni, Bugaro, Tiberi
“Interventi regionali in favore delle Associazioni storiche marchigiane”

Nuova titolazione: Interventi regionali in favore dell’Associazione marchigiana rievocazioni storiche”
(abbinate)
(Votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 194 ad iniziativa dei Consiglieri Giannotti, Capponi, Brini, Bugaro, Ciriaci, Cesaroni, Santori, Tiberi e la proposta di legge n. 311 dei Consiglieri Giannotti, Brini, Capponi, Ciriaci, Lippi, Cesaroni, Santori, Tiberi, abbinate. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere D’Isidoro.

Antonio D’ISIDORO. Questo atto, Presidente, si potrebbe votare anche senza discussione visto che è stato accolto all’unanimità con cartone preparatorio delle due leggi presentate dalla minoranza.

PRESIDENTE. Bene, se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Ha la parola il Consigliere Giannotti.

Roberto GIANNOTTI. “62 meno 1 uguale 61”, bel numero, eh! (…) Sì, do i numeri, ma prima mi ha fatto sorridere l’Assessore Amagliani quando, scandalizzato, citava i ritardi. Vede, Assessore, capisco che lei viva, almeno nella sua immaginazione, in un Paese dove la libertà non esiste, allora abituarsi ad un Paese democratico come il nostro probabilmente è difficile! Ma da a qui a non capire che su alcune questioni concrete ci può essere un rapporto fra maggioranza e opposizione, credo sia troppo!
Venire qui e scandalizzarsi perché una norma tecnica, cioè una leggina, tarda ad essere approvata, di fronte al macigno rappresentato da una posizione di pregiudiziale politica nei confronti di tutto il portato legislativo delle opposizioni, questo sì che è grave!
Io sarei stato contento se lei avesse detto: “mi dispiace per questo ritardo così come mi dispiace quello sulle leggi sulla famiglia, sul bonus scuola, sulla sussidiarietà”. Infatti tutte le proposte di legge presentate dall’opposizione dall’inizio della legislatura ad oggi sono ancora tutte nel cassetto, perché questa maggioranza non solo è contraria e quindi vuole bocciarle – e lo può fare in quanto esercita un suo diritto –, ma addirittura perché si rifiuta di discuterle evitando di assumersi le proprie responsabilità.
Quindi non ingigantiamo problemi di rapporti fra alleati ma andiamo al nodo della questione, ossia ad una problematica che comunque nella prossima legislatura dovrà essere ripresa.
Questo è per dirvi che la legge sulle rievocazioni storiche è una delle proposte di legge dell’opposizione. Tolto il Garante per l’infanzia i provvedimenti neutrali approvati sono stati pochissimi.
Comunque, rivendico la titolarità di aver esercitato la proposta su questa materia, sono contento di aver convinto l’Assessore, sono contento di aver trovato una solidarietà attiva da parte della Commissione assembleare e quindi sono contento che questo atto sia diventato legge.
Mi sarei aspettato magari anche una cosa diversa, mi sarei aspettato un intervento riferito più alle singole associazioni, invece si è scelta la strada del configurare come interlocutore l’associazione delle associazioni. Ma rimane comunque il fatto che le Marche ritengono che sia giusto incoraggiare, aiutare e valorizzare quelle associazioni che tanto fanno di positivo per il mantenimento e il recupero di quella tradizione che si esprime nella nostra regione.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 194, abbinata alla proposta di legge n. 311. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di legge regionale n. 225
dei Consiglieri Bucciarelli, Altomeni
“Disposizioni contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”
(Votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 225 ad iniziativa dei Consiglieri Bucciarelli, Altomeni. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Altomeni.

Michele ALTOMENI. Presidente, rinuncio alla relazione.

PRESIDENTE. Bene, il relatore di minoranza è assente, quindi apro la discussione. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 194. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,00