Resoconto della seduta n.6 del 16/12/2025
SEDUTA N. 6 DEL 16 DICEMBRE 2025

La seduta inizia alle ore 10:25

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 6 del 16 dicembre 2025. Do per letto il processo verbale della seduta n. 5 del 2 dicembre 2025, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Ha chiesto congedo il Consigliere Canafoglia.

Interrogazione n. 13
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Caso XX. Sottrazione internazionale di minori”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 13 del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado a rispondere a questa interrogazione chiedendo di nuovo scusa se nella precedente seduta non è stata fornita la risposta.
Vado a leggere quanto riportato dagli uffici.
Non avendo in merito alla questione alcun dato o documento, registrato dagli atti d’ufficio, sono state acquisite informazioni direttamente dal territorio e, nello specifico, tramite il coordinatore dell'ATS10 Unione Montana dell'Esino Frasassi, all'interno del quale ricade il Comune di Sassoferrato, residenza del signor XY.
È stata acquisita in data 4 dicembre l'allegata relazione dell'assistente sociale del Comune di Sassoferrato, che ha conosciuto il caso in esame, la quale riporta gli esiti dell'indagine socio-ambientale presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Ancona.
La Procura, rilevando la nascita del minore in Grecia e la sua permanenza, dopo 3 anni ancora fuori dall'Italia, evidenziando, altresì, che non erano giunte istanze o richieste da parte di alcuna autorità e di non dover fatto ricorso al Tribunale per i minorenni delle Marche, disponeva l'archiviazione del procedimento.
Il caso dal punto di vista giurisdizionale è stato archiviato, questo è quello che è pervenuto agli uffici del nostro Dipartimento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Il caso non è assolutamente archiviato, anzi, è una questione di cui dibattiamo oramai da anni, era maturata anche una mozione votata all'unanimità da questo Consiglio regionale perché la vicenda riguarda due cittadini marchigiani, XY e sua figlia. XY non ha il completo diritto di paternità sulla figlia e la figlia che non ha il diritto ad avere un padre.
Quindi, cosa chiediamo? Chiediamo che, nonostante gli sforzi, anche del Ministero degli Esteri, che vorrei ringraziare, nasca con forza, finalmente, da quest'Aula una voce unanime affinché la Presidenza del Consiglio dei Ministri affronti in maniera seria e definitiva la questione, come ha affrontato in maniera seria e definitiva tante altre vicende analoghe.
La questione, tra l'altro, apre un pericoloso precedente giuridico, questo lo vogliamo sempre ribadire, se uno nasce all'estero può essere sottratto e rimanere lì, senza che il genitore che resta in Italia abbia il diritto di frequentazione del proprio figlio.
Noi vogliamo solo giustizia, vogliamo che la Presidente del Consiglio intervenga sulla questione, abbiamo fiducia nel suo intervento, che possa prendere completamente a cuore la vicenda perché riguarda un Paese dell'Unione europea. Con tutto il rispetto per i Paesi extraeuropei, qui si tratta di un nostro Paese fratello, che fa parte dell'Unione europea: la Grecia. Quindi bisogna intervenire, bisogna che con il Consiglio regionale si possa, magari, fare un intergruppo che possa affrontare, al di là delle idee e delle appartenenze politiche, la questione, anche perché sta a cuore a tutti, perché questo Consiglio regionale si è espresso in maniera ben chiara e a favore di XY e di sua figlia. XY per l'ennesimo Natale non ha il diritto di frequentazioni con sua figlia, che a sua volta non ha diritto di frequentare suo padre. Tutto ciò è una vergogna tutta europea. Bisogna che politicamente si intervenga sul caso, come in maniera politica si è intervenuto su tanti altri casi analoghi. Grazie.

Interrogazione n. 15
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Grave carenza di personale medico presso il reparto di Medicina dell’Ospedale di Pergola (PU) e rischio per la continuità assistenziale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 15 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado a riportare quanto relazionatomi dall'AST 1 di Pesaro Urbino rispetto a questa interrogazione.
In primo luogo si evidenzia che la dotazione organica dell'AST Pesaro Urbino non è definita per singola Unità operativa, ma per i ruoli professionali complessivi dell'area della Dirigenza sanitaria, secondo la normativa vigente. Ne consegue che non esiste alcuna dotazione organica formalmente assegnata all'Unità operativa complessa di medicina interna di Pergola, né è possibile riferirsi a numeri predefiniti per il singolo reparto.
La determinazione delle risorse mediche da assegnare alle singole unità operative avviene pertanto sulla base di criteri oggettivi, quali il volume dell'attività realmente svolta e la complessità clinica dei ricoveri.
In tale prospettiva si evidenzia che, a partire dal 2019, la capacità ricettiva dell’Unità operativa complessa è stata significativamente ridotta: fino a giugno 2019, infatti, erano attivi 30 posti letto, di cui 20 di medicina interna e 10 di lungodegenza, mentre a seguito dell'emergenza Covid e dei successivi interventi di adeguamento e ammodernamento strutturale, ancora in corso, risultano oggi operativi solamente 16 posti letto (13 per la medicina interna e 3 per la lungodegenza), così come risulta dai modelli inviati trimestralmente al Dipartimento della Regione Marche.
Si tratta, quindi, di un dimezzamento della dotazione originaria che comporta inevitabilmente anche una rimodulazione del fabbisogno di personale.
Anche nell'evenienza in cui si applicasse il criterio, invocato dalla CIMO, degli 8 medici presenti (1 primario e 7 medici), la suddetta riduzione dei posti letto avvenuta in passato (da 30 a 16) avrebbe comunque portato ad una proporzionale riduzione del personale medico.
In effetti, la dotazione del personale medico della medicina di Pergola con riferimento all'anno 2025 è stata sempre adeguata con la previsione della presenza di almeno 5 medici, così come di seguito rappresentato: 3 medici strutturati più alcuni turni di cooperativa, fino a marzo, mentre a partire da aprile 2025 i medici strutturali potevano passare dai 3 ai 4 più contratti di liberi professionisti, 2 se i medici strutturali erano 3 o 1 se i medici strutturali erano 4, con una media superiore rispetto a quella che potrebbe essere la proporzione da 30 a 16 rispetto all'organico passato. Nel mese di novembre, a seguito della cessazione di un medico strutturato, la Direzione medica di presidio comunicava formalmente al Direttore dell'Unità operativa le misure straordinarie aggiuntive autorizzate dall'Azienda, consistenti in 10 turni di cooperativa per 60 ore per coprire la cessazione e 48 ore di attività aggiuntive estendibili e nell'incremento dell'impegno orario del dirigente con contratto libero professionale da 30 a 48 ore settimanali, per un totale di 126 ore aggiuntive destinate alla copertura del servizio. Per il mese di dicembre la Direzione strategica sta definendo una specifica soluzione a seconda degli orari.
In definitiva: i reparti di medicina interna e lungo degenza operano con livelli di attività ridotta, come abbiamo detto, 16 posti al posto dei 30 autorizzati per quanto sopra espresso; la complessità clinica media risulta molto modesta, con ricoveri a basso peso di DRG e scarsa rotazione dei posti letto; la dotazione di personale, integrata da medici della cooperativa o con contratti da liberi professionali, risulta adeguata in relazione all'attività svolta.
Per quanto riguarda la sostituzione è stata avviata la procedura per l'assunzione a tempo indeterminato di un medico sia presso l'ospedale di Pergola che presso un altro ospedale di Urbino, con la stessa procedura, ecco perché elenco anche Urbino; si sono attivati due nuovi contratti libero professionali con decorrenza 1 dicembre 2025.
Si evidenzia, da ultimo, che il sindacato CIMO non ha mai rappresentato tale situazione nelle sedi formali di confronto e contrattazione, che costituiscono l'ambito normale per affrontare le problematiche organizzative. Questo è quanto viene riportato dal Servizio. Grazie.

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, la pregherei di darmi la relazione che ha appena letto perché nella parte finale, quella che mi interessava di più, che riguarda il personale, le ore aggiunte eccetera, ho fatto un po’ di fatica perché lei ha anche accelerato.
Quello che mi pare evidente è che c'è stata una riduzione delle prestazioni nell'ospedale di Pergola a fronte dei 30 milioni che questa Giunta ha deciso di investire per interventi di ristrutturazione e riqualificazione della struttura, quindi, in perfetta controtendenza rispetto a quello che è stato l'investimento anche economico.
Degli 8 medici che dovrebbero essere in servizio lei dice che ne bastano 4, anzi 5, dopo approfondirò, è evidentemente ne ho perso uno per strada.
Del bando di cui ha parlato, immagino sia quello uscito il 17 novembre, che ho trovato anch'io, e ricordo che la mia interrogazione l'ho presentata il 14 novembre ed il 13 è uscita la denuncia del sindacato.
Quello che viene da dire come prima cosa è che forse non dovremmo aspettare le denunce sui giornali né le interrogazioni in Aula per intervenire, ma forse sarebbe bene per una buona programmazione anticipare i problemi.
Quella era la situazione, immagino che fosse chiara, quantomeno al Direttore generale dell'AST.
Ho anche apprezzato, Assessore, che lei non sia corso subito ai giornali per dare questa risposta, ma me l'ha data in maniera precisa in Aula, di questo la ringrazio, soprattutto le auguro buon lavoro, avrà tanto da fare e complesso perché i problemi in sanità sono impegnativi, sono radicati, sovrapposti, quindi non sarà facile districarsi. Noi cercheremo di fare sempre un’opposizione costruttiva nel merito. Non si offenda se ogni tanto tireremo fuori dei piccoli o dei grandi problemi, ma lo facciamo per darle la possibilità di approfondire meglio alcune situazioni, che secondo noi a volte restano sommerse. Grazie.

Interrogazione n. 16
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Riattivazione dell’Osservatorio regionale sul disagio adolescenziale e giovanile”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 16 del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Nobili per aver acceso un faro su quella che è una problematica evidente, un'ultima azione, lo vogliamo dire, lo voglio dire, ci tengo, anche il finanziamento per ogni AST di 170.000 euro di budget per le dipendenze.
Sappiamo che è un mondo dove spesso il disagio giovanile e la dipendenza possono collimare. Parlo di dipendenze perché oggi ne stanno uscendo fuori molte, anche nuove rispetto a quelle che erano maggiormente conosciute all'epoca.
Effettivamente l'avvicendamento col nuovo Garante nei primi mesi dell'anno 2021 ed il conseguente periodo di riordinamento dell'attività dell'Ufficio hanno protratto l'avvio dei lavori dell'Osservatorio. Va precisato che la mancata operatività è dipesa anche dall'assenza di un passaggio formale di rinnovo del protocollo originario, necessario per garantire la piena legittimazione dell'organo. Questo è quello che mi riferiscono perché parliamo di un periodo in cui non ero coinvolto nei fatti.
La sospensione - scrive l'Ufficio - delle attività dell'Osservatorio non è stata determinata da una scelta di disimpegno, ma da una fase complessa di revisione organizzativa volta a integrare le funzioni dell'Osservatorio con i nuovi strumenti di governance introdotti dalla normativa regionale.
Inoltre, la composizione dell'Osservatorio definita con protocollo del 2019, non appare del tutto adeguata rispetto ai compiti operativi oggi richiesti, come il recupero e l’elaborazione sistematica dei dati provenienti da scuola, sanità, servizi sociali e giustizia minorile. Tale criticità rende indispensabile una revisione strutturale per assicurare competenze tecniche e strumenti informativi idonei alla sua effettiva operatività.
Nel frattempo sono stati attivati progetti di prevenzione nelle scuole, sportelli psicologici - lo testimonio anche da Sindaco, il finanziamento era sempre molto atteso da tutti i Comuni, specie quelli con i servizi scolastici - ed iniziative di contrasto alla dispersione scolastica, anche questo tramite ATS con fondi PNRR e NPS. Inoltre, con la legge regionale n. 23/2001 è stato istituito anche il Servizio di psicologia scolastica, che conosciamo molto bene, in quanto passato e fatto tramite gli Ambiti.
Vado avanti velocemente perché il tempo è tiranno e voglio dare anche delle prospettive per quanto concerne l'interrogazione.
I fenomeni recenti sono gravi, tanti fenomeni segnalati nelle Marche, come un po' in tutta Italia, per cui si ritiene necessario rafforzare il presidio istituzionale. Ci mancherebbe altro.
Pure in assenza di convocazioni formali dell'Osservatorio non è mai venuta meno la collaborazione con le Prefetture, gli Ambiti, l'Ufficio scolastico e con le Autorità giudiziarie (sull'Ambito posso testimoniare, dall'altra parte della barricata), attraverso protocolli operativi, tavoli tematici in occasione anche di emergenze puntuali e locali.
L'amministrazione, quindi, ritiene opportuno ripristinare una cabina di regia stabile. Questo ovviamente con tutto il carico che c'è all'inizio di una consigliatura, mi si permetta di dirlo perché arrivano input da tutte le parti, però questo è qualcosa che dobbiamo a queste generazioni. Andremo a vedere come poter strutturare, come poter andare a convocare questa regia unica, chiamiamolo Osservatorio, chiamiamolo in qualsiasi modo, valutando anche chi coinvolgere, perché spesso la problematica è anche questa, stare attenti sia alle inclusioni che alle esclusioni.
Confermiamo il nostro impegno a rafforzare gli strumenti di governance efficaci, a rafforzare la comunità educante, in attuazione il Patto educativo delle politiche regionali per la famiglia e per i giovani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Sono convinto che lei si porrà in forte discontinuità rispetto alle politiche di chi l'ha preceduta, sia sul versante sanitario che su quello sociale. Non c'è sfuggito il fatto che, ad esempio, sul diritto all'aborto e alla pillola abortiva lei ha preso una posizione decisamente in contrasto con quella che era stata assunta dal suo predecessore e spero che faccia altrettanto su temi così rilevanti, come quello del disagio giovanile.
Le risposte che le hanno fornito gli uffici sono pretestuose e del tutto insufficienti perché la verità vera è che in 5 anni la Giunta precedente e l'Assessore competente non hanno ritenuto la questione del disagio giovanile adolescenziale un tema importante. E’ stato del tutto trascurato, in modo di una gravità inaudita, nonostante le sollecitazioni che provenivano dai soggetti competenti.
L’Osservatorio, che non è stato attivato in 5 anni, era una prassi virtuosa su cui avevamo lavorato con l'allora Presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo, al tempo ero io il Garante per i diritti dei minorenni. Era stato il frutto di un rapporto molto intenso con una serie di soggetti che si occupavano della questione del disagio minorile e probabilmente, proprio perché quella prassi virtuosa, che era un esempio a livello nazionale, proveniva da un'amministrazione di colore diverso rispetto all'area a cui apparteneva il suo predecessore, ha fatto sì che venisse accantonato. Ecco, credo che questo sia un modo di fare politica sbagliato, soprattutto quando lo si fa sulla pelle dei soggetti più fragili.
Mi auguro che lei riesca a invertire, a correggere la rotta e a prendere in considerazione anche quegli spunti collaborativi che nascono dall'opposizione.
La riattivazione dell'Osservatorio sul disagio adolescenziale giovanile è uno strumento di fondamentale importanza. Guardi, non è assolutamente vero che è necessario porre in essere chissà quali approfondimenti per capire quali sono i soggetti da coinvolgere. Sono stati già tutti individuati, si tratta soltanto di convocare la cabina di regia. Sono tutti pronti a partecipare alla riunione, dal Tribunale per i minorenni alla Procura minorile, all’Anci, sta a lei fornire le giuste sollecitazioni.
All'inizio del prossimo anno l’Osservatorio potrebbe essere convocato e messo in condizione di lavorare, ne hanno bisogno soprattutto i giovani più fragili. Grazie.

Interrogazione n. 24
ad iniziativa del Consigliere Caporossi
“Disagio economico dei farmacisti dipendenti delle aziende private”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 24 del Consigliere Caporossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Investiti dalla problematica, vado a trasmettere quello che è giunto dagli Uffici competenti.
Premesso che il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle farmacie private rappresenta un passaggio fondamentale, che si auspica possa essere definito in tempi rapidi e con esiti positivi per tutte le parti coinvolte, si evidenzia che la disciplina delle retribuzioni e dei rapporti di lavoro è materia esclusiva della contrattazione nazionale tra le associazioni datoriali di categoria e le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori. Pertanto, la Regione Marche non ha competenza diretta, non può assumere un ruolo di mediazione o di intervento diretto nel processo di rinnovo del Contratto collettivo nazionale, trattandosi di un ambito riservato alle parti sociali a livello nazionale.
Si precisa, inoltre, che i farmacisti dipendenti non sono inquadrati nel contratto del commercio, ma sono regolati da un contratto collettivo specifico dedicato al personale delle farmacie private, che prevede per i farmacisti l'inquadramento obbligatorio al primo livello e il passaggio automatico all'area dei quadri dopo 2 anni di anzianità.
Ad oggi nella Regione Marche non si registrano criticità nei servizi farmaceutici né carenze di personale legate alle retribuzioni. Secondo un'indagine di Federfarma Marche, la maggior parte dei dipendenti percepisce salari superiori ai minimi tabellari (questo è quello che ci viene da Federfarma Marche).
Si evidenzia, infine, che l'Assessorato, pur non potendo entrare nel merito della contrattazione nazionale, seguirà con la debita attenzione l'andamento del settore farmaceutico e manterrà un dialogo costruttivo con le rappresentanze di categoria. Ho già incontrato Federfarma in due occasioni, nel rispetto delle competenze e dell'autonomia delle parti sociali, soprattutto ci avviciniamo al momento del rinnovo dei vari accordi tra Regione e farmacie e sotto questo punto di vista è serrato il dialogo con Federfarma. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. L'ultima affermazione dell'Assessore è confortante perché l'interrogazione aveva un senso, quello di considerare tutte le farmacie private, così come tutti i fornitori del sistema di beni e servizi, come dei collaboratori esterni nei confronti del Servizio sanitario nazionale. C’è una logica se noi abbiamo a mente la possibilità di avere una rete sussidiaria, come quella delle farmacie, per quanto riguarda N servizi, e già questo si comincia a sviluppare.
Dico subito che la frase per la quale le Marche sono più avanti delle altre non è confortata da un supporto quantomeno statistico, perché siamo allo stesso livello in termini di delega di servizi che vengono dati, da Farma-cup fino al resto. Comunque il sistema delle farmacie per sua natura può essere un valido supporto, appunto, per non irrigidire, e sarebbe impossibile, i costi fissi del sistema del Servizio sanitario nazionale per N questioni.
Dentro questo c'è un altro argomento fondamentale, Assessore, che è il fatto che anche le farmacie sono aggredite in questo momento da una concentrazione di acquisti da parte di multinazionali, non faccio nomi, ma basta vedere i loghi che ci stanno, che sono comparsi in tante farmacie, anche nella nostra regione, che sta a significare una concentrazione monopolistica o oligopolistica in poche mani. Questo riguarda non solo le farmacie, ma, per esempio, anche i laboratori di analisi privati che hanno lo stesso sistema. Ci sono orde di stranieri che arrivano e comprano i piccoli laboratori per avere una serie di accreditamenti minori, che possono significare avere poi una parte da protagonista all'interno del sistema di interlocuzione con la Regione.
Va benissimo il supporto che si deve dare, anche in assenza di una competenza specifica, ma questo conta poco, a tutti i lavoratori che ci sono. Ricordo che sono lavoratori laureati e spesso di grande livello, perlopiù di grande livello professionale e culturale, quindi si pensi a questa logica, una logica di sistema nella quale complessivamente tutto ciò che ruota attorno al Servizio sanitario va considerato come centrale. Solo la sussidiarietà orizzontale, nella quale in primis c'è ovviamente il terzo settore, ma ci stanno a tutti …

Interrogazione n. 22
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mastrovincenzo, Cesetti, Piergallini, Vitri, Mancinelli
“Chiusura del mattatoio comunale di Macerata”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 22 dei Consiglieri Catena, Mastrovincenzo, Cesetti, Piergallini, Vitri, Mancinelli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Rossi.

Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. Così come riportano gli interroganti, ovviamente il mattatoio non rappresenta soltanto un servizio, ma un presidio molto importante a beneficio dello sviluppo economico delle aree interne. A bilancio sono già previsti 100.000 euro quale sostegno alla ditta operante presso il mattatoio di Villa Potenza, al fine di garantire l'attività di mattazione.
Al di là di quella che è la continuità e la garanzia della continuità dell'attività di mattazione, stiamo verificando – peraltro i 100.000 euro sono destinati al Comune di Macerata, che poi dovrà erogarli quale sostegno alle attività di mattazione – con gli uffici, e contiamo di avere esito positivo ai fini della rivisitazione dei termini, la riapertura dei termini per la rendicontazione dei lavori di riorganizzazione, adeguamento ed efficientamento della struttura per circa 200.000 euro, che afferiscono ad un bando precedente, la cui riapertura consentirà di effettuare i lavori che ridurranno le spese di gestione del mattatoio di Villa Potenza. Due interventi finanziari fondamentali e coordinati, uno, ripeto, dedicato al sostegno ed alla gestione corrente delle attività di mattazione, l'altro agli investimenti, che, siamo certi, sapranno essere un valido sostegno per il proseguimento e la garanzia di questo presidio molto importante che, come ho detto prima, non è soltanto un’attività dedicata agli allevatori, ma rappresenta un simbolo rilevante per il nostro entroterra. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Sono soddisfatto delle decisioni della Giunta di impegnare questa somma per contribuire a sanare le difficoltà in cui versa il mattatoio di Macerata. però non sono soddisfatto della risposta nel suo complesso perché ci troviamo di fronte ad una inerzia da parte del Comune di Macerata e anche della Regione rispetto a quello che è un presidio, che ha una valenza non solo provinciale, ma anche regionale per il servizio pubblico che svolge, così tanto centrale nell'attività dell'agricoltura e di tutte le imprese che ruotano intorno al settore dell'agricoltura.
Pochi giorni fa il Sindaco di Macerata ha dichiarato pubblicamente che il Comune si è reso disponibile, attraverso un emendamento al bilancio di previsione 2026, a partecipare all'asta per l'acquisizione dell'immobile in cui è situato il mattatoio. L'asta si terrà il15 gennaio, evidentemente questo allunga i tempi, immagino, per la possibilità di riaprire dopo le vacanze natalizie il mattatoio.
Credo che in questi anni, questo è un problema annoso, sia mancata un'attenzione politica sul tema e anche una concertazione con le associazioni di categoria e tra la Regione e il Comune di Macerata per capire come intervenire da un punto di vista strutturale ed energetico sul vecchio impianto, che svolge una funzione essenziale. Si sono anche sottovalutate le conseguenze negative di un'eventuale chiusura della struttura e non si è considerato adeguatamente come sia importante avere un mattatoio funzionante sia per la tracciabilità delle produzioni che per il controllo sanitario, per la sostenibilità economica e logistica delle filiere stesse ed anche per la tutela delle aziende agricole, soprattutto quelle più fragili che sono nelle aree interne.
Pertanto, questo intervento arriva con grande ritardo e l'auspicio, l'augurio è che l’intervento coordinato con il Comune di Macerata possa essere sufficiente a garantire la continuità operativa di questo impianto. Questo perché dobbiamo dare coerenza alle enunciazioni che facciamo. Il Presidente Acquaroli recentemente ha dichiarato che dal destino dell'agricoltura dipende il destino del nostro territorio e lo ha dichiarato, giustamente, un settore strategico, quindi sarebbe opportuno mettere in campo azioni coerenti con le enunciazioni che si fanno. Grazie.

Interrogazione n. 28
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Determina n. 317/25 del Direttore generale AST Fermo - Assunzione giornalista pubblico presso AST Fermo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 28 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Sono a leggere il riscontro pervenuto dalla AST di Fermo, per cui la richiesta contenuta nell'interrogazione non trova fondamento nei dettami normativi vigenti, prima ancora che organizzativi e lavorativi.
Le amministrazioni pubbliche sulla disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni devono dotarsi di un Ufficio stampa.
Le linee di indirizzo della Regione Marche per la costituzione di atti aziendali delle AST hanno definito l'istituzione degli Uffici stampa (da non confondere con l'URP, che è un'altra cosa, la comunicazione diretta verso i cittadini).
La legge regionale n. 19 del 2022 “Organizzazione del Servizio sanitario regionale” ha espressamente previsto la partecipazione come concetto essenziale e strategico per migliorare i servizi. Su questo sono profondamente d'accordo, perché noi possiamo organizzare il servizio migliore possibile - e non lo faremo sicuramente, questo è chiaro - ma se non c'è una comunicazione forte dentro le comunità su cui agire, quei servizi rimarranno delle cattedrali nel deserto e l'Ufficio per il suo valore strategico, per l'importanza delle attività di ascolto e di partecipazione dei cittadini …, per cui l'Ufficio comunicazione, l’Ufficio relazioni per il pubblico, l'Ufficio stampa devono essere collocati in staff nelle Direzioni generali degli enti del Servizio sanitario regionale. Lo stesso accade per i Comuni, le Province. Da questo punto di vista la comunicazione è effettivamente un punto fiduciario, come unità organiche centrali, con funzione di promozione, programmazione, organizzazione e coordinamento delle attività dei rispettivi uffici.
Nell'atto aziendale (capitolo 4 punto 4.4.3) figura l'istituzione di un Ufficio stampa con il compito di filtrare e veicolare il flusso delle informazioni provenienti dall'interno dell'organizzazione verso gli organi di informazione, garantendo informazione esterna e interna. A tal riguardo il Dipartimento, con nota assunta a protocollo del 25 giugno 2025, ha trasmesso la scheda di concorso contenente il fabbisogno del profilo in questione, sottoscritta da tutti i componenti del Comitato di coordinamento degli enti, invitando l'AST di Fermo quale ente capofila dell'avvio della procedura (una procedura che riguarda più AST). La graduatoria derivante dall'espletamento della procedura concorsuale sarà utile all'attivazione di Uffici stampa nelle AST della Regione Marche.
Giova ricordare che i capitoli di spesa per i professionisti che comporranno gli Uffici stampa non andranno in alcun modo a incidere su quelli per figure professionali sanitarie e del comparto, per il quale stiamo adempiendo, già dal mese di novembre, al pagamento degli aumenti e degli arretrati, come previsto dal Contratto nazionale. Sono un'altra cosa.
Posso anche dire che in precedenza ci sono state attività del genere, lo sappiamo, lo abbiamo anche visto. Ricordo un’assunzione fatta nella AST 1 nella precedente consigliatura, addirittura di una persona con cui avevo personalmente un ottimo rapporto, che era la portavoce del precedente Presidente che entrò, come addetta stampa, mi sembra di ricordare, se non ricordo male, sennò chiedo venia perché vado con un ricordo personale, all’AST 1 di Pesaro Urbino.
Diciamo che non è una novità, è una prerogativa che può essere utilizzata da varie AST, anzi dovrebbe essere utilizzata da varie AST, perché, ripeto, se non c'è una comunicazione efficace di quello che si innova, di quello che si fa, di quello che si partecipa dentro, rivolta alle cittadinanze tante cose possono rimanere sterili e senza una attivazione. Di questo sono convinto, quindi, con questa convinzione, anche personale, chiudo l'illustrazione dell'interrogazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'Assessore non ha risposto alla domanda politica, perché noi qui facciamo politica, se non per dire che ci sarebbe stato un precedente, additando la portavoce dell'ex Presidente della Provincia, ma se fosse così non sarebbe certamente un precedente da prendere ad esempio, ma non è così - siccome mi aspettavo questa obiezione, che tra l'altro non mi riguarda – perché in quel caso mi pare che la portavoce del Presidente sia stata assunta all’esito di regolare concorso e come collaboratore amministrativo, che è cosa completamente diversa. Qui invece si parla dell’assunzione di un giornalista pubblico con contratto pieno e a tempo indeterminato.
Ciò posto, anch'io sono d'accordo sul fatto che un'Azienda sanitaria territoriale si debba e si possa dotare di un Ufficio stampa per la comunicazione perché è importante, ci mancherebbe altro, ma questo non si può fare a discapito di altre figure.
Tra l'altro, nel caso di specie, come noi diciamo nella nostra interrogazione, l’AST di Fermo ha già in essere un contratto per la rassegna stampa e per la comunicazione. C'è già un contratto che andrà in scadenza tra qualche mese.
Allora, dov'è la necessità di un'assunzione, di un concorso a tempo pieno ed indeterminato di un giornalista quando per i pediatri si fanno concorsi a tempo determinato? C'è una determina recente, mi pare la n. 397, recentissima, con la quale si assume il pediatra a tempo determinato ed il giornalista a tempo pieno.
Guardate, io ho fatto questa interrogazione - ci torneremo sopra - perché mi sono arrivate segnalazioni indignate di ex Sindaci, che hanno lavorato in sanità, di operatori, anche dall'esterno, da fuori Regione.
Tra l'altro si paventa, diciamo, l'intervento della politica in questa direzione, a cui è estraneo l’Assessore Calcinaro, per carità, perché la richiesta è stata fatta dal mese di aprile.
Su questo tema dovremmo tornarci, anche perché è la Corte dei Conti che dice …

Interpellanza n.3
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Proroga della DGR n. 1053/2024 e adozione del prezziario regionale per gli ausili rientranti nelle Tecnologie Assistive Digitali (classi 22 e 24 – elenco 2B del DPCM 12/1/2017). Profili di illegittimità, criticità applicative e ricadute sui diritti delle persone con disabilità nella Regione Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 3 del Consigliere Nobili, che ha la parola per l’illustrazione.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Assessore, questa è un'interpellanza che può apparire, anzi lo è, molto tecnica, porta all'attenzione dell'Aula una questione che è di particolare rilevanza per quanto riguarda la tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Qualche settimana addietro abbiamo celebrato la “Giornata dei diritti delle persone disabili” ed è opportuno essere conseguenti rispetto ad un impegno che viene dichiarato, ma che nella declinazione concreta scontra delle carenze significative.
L'interpellanza riguarda la proroga della delibera di Giunta regionale n. 1053 del 2024 e l'adozione di un prezziario regionale per gli ausili rientranti nelle cosiddette Tecnologie Assistive Digitali.
Su questo punto la normativa nazionale è molto chiara perché il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2017 e l'articolo 30 bis del decreto legge n. 50 del 2017 stabiliscono che questi ausili devono essere acquisiti esclusivamente tramite procedure di gara d'evidenza pubblica. Non è prevista dalla normativa nazionale la possibilità per le Regioni di sostituire questo modello con tariffe amministrative a prezziari regionali. La Regione Marche, invece, con la delibera di Giunta regionale, che le ho citato prima, la n. 1053 del 2024, ha introdotto e poi prorogato un prezziario che di fatto sostituisce la gara pubblica, ponendosi in evidente contrasto con il quadro normativo nazionale. Qui, Assessore, non è una questione esclusivamente di legittimità formale, non è una questione da legulei o da soggetti particolarmente attenti ai tecnicismi, perché le Tecnologie Assistive Digitali comprendono ausili essenziali; quali: comunicatori per persone non verbali, interfacce e sensori per gravi disabilità motorie. software di accessibilità per non vedenti e ipovedenti, sistemi di controllo dell'ambiente per la vita indipendente. Tutti noi sappiamo quanto è importante impegnarsi per garantire percorsi di vita indipendente a persone che hanno delle disabilità, poi però non siamo conseguenti.
Parliamo di strumenti che consentono di comunicare, studiare, lavorare, vivere e ci sono state numerose segnalazioni provenienti da associazioni del settore e da operatori qualificati che hanno evidenziato come le tariffe fissate dalla Regione risultino non sostenibili perché non allineate ai prezzi di mercato e non comprensive dei costi del servizio tecnico. Questo sta producendo effetti molto concreti: assistiti costretti a integrare le spese di tasca propria, ritardi e mancata fornitura degli ausili, disomogeneità territoriali rispetto ad altre Regioni.
Allora, con questa interpellanza le chiedo di fornire spiegazioni rispetto ai diritti garantiti dai LEA, di chiarire perché si sia scelto questo modello nonostante il divieto normativo, su quali basi istruttorie siano state determinate le tariffe, perché non è stato attivato alcun tavolo di confronto con gli stakeholder e soprattutto quali iniziative urgenti si intendono adottare per garantire la continuità delle forniture e il pieno rispetto dei LEA.
Guardi, questa interpellanza non è caratterizzata da una vis polemica. Si tratta di riportare la Regione Marche dentro il perimetro della legge e soprattutto dentro il perimetro dei diritti.
Attendiamo una risposta molto precisa da parte della Giunta regionale su questo tema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Cerco di rispondere ai sette quesiti e vado a leggere quanto giuntomi dagli uffici.
Al punto 1, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 prevede per la fornitura degli ausili di serie inclusi negli elenchi 2A e 2B, che vengano espletate procedure pubbliche di acquisto regionale o da parte delle singole ASL, in questo caso AST. La scelta della Regione Marche di prorogare l'accordo con le aziende ortoprotesiche, attive sul territorio regionale, per la fornitura di ausili, protesi a carico del Servizio sanitario regionale, adottato con delibera di Giunta regionale del 2024, nasce dalla necessità di non interrompere il servizio di erogazione dell'assistenza protesica agli aventi di diritto, nelle more dell'espletamento delle suddette procedure. Si rappresenta che la scelta di adottare un tariffario regionale è stata intrapresa anche da Regioni (tra le quali Puglia, Lombardia, Sardegna). In ogni caso l'espletamento di procedure pubbliche di acquisto da parte delle AST annulla la validità del tariffario.
Al punto 2, l'adozione di un tariffario regionale non osta l'espletamento di procedure pubbliche di acquisto (come detto anche sopra), anzi la Giunta regionale ha già dato mandato alle Ast di procedere in tal senso. Da un confronto con i referenti di altre Regioni è emerso come le stesse abbiano avuto difficoltà con l'adozione di gare regionali a causa della non partecipazione alle stesse da parte delle ditte fornitrici, con riferimento soprattutto a particolari tipologie di ausili, pertanto l'adozione di un tariffario regionale permette di ottemperare e garantire i LEA per questa materia.
Al punto 3, le tariffe dei dispositivi di serie inclusi negli elenchi 2A e 2B dell'allegato 5 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2017, adottate con la delibera di Giunta regionale n. 1053 del 2024, sono state oggetto di analisi da parte del gruppo di lavoro appositamente istituito con decreto ARS e di confronto con le associazioni di categoria in rappresentanza delle aziende ortoprotesiche del territorio regionale, le quali hanno valutato la fattibilità economica di tutti gli ausili inclusi nell'elenco. L'aggiornamento delle tariffe ha tenuto in considerazione l'evoluzione tecnologica degli ausili e le tariffe adottate in altre Regioni.
Al punto 4, sono stati avviati i confronti con le associazioni di categoria in rappresentanza delle aziende ortoprotesiche del territorio regionale e con le associazioni di pazienti che ne hanno fatto richiesta (per esempio l'Ente nazionale dei sordi). Sono stati avviati confronti, inoltre, con i rappresentanti dell'Associazione nazionale audioprotesisti professionali e dell'Associazione nazionale audioprotesisti, le due associazioni di riferimento.
Al punto 5, il tariffario contempla la fornitura degli ausili appartenenti alle classi 22 e 24, pertanto l'assistito non deve rinunciare al dispositivo prescritto. Si rappresenta, in ogni caso, che trattasi di LEA e come tali si riferiscono ad un’assistenza di base che viene garantita dal Servizio sanitario regionale. Come previsto dallo stesso decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, infatti, l'assistito può optare per un ausilio con caratteristiche diverse da quello prescritto per finalità estetiche o necessarie in relazione al proprio stile di vita, ma con onere a proprio carico relativamente alla differenza di prezzo.
Al punto 6, sospendere la delibera di Giunta regionale in questione significherebbe non garantire i LEA e, come già esposto, la stessa deliberazione non ostacola l'adozione e l'espletamento di procedure pubbliche di acquisto, siano regionali o delle singole Ast, ma, anzi, dà mandato alle singole AST di effettuarle. Pertanto non si ritiene di dover sospendere la deliberazione.
Si sta lavorando al fine di espletare le procedure pubbliche di acquisto regionali che consentano omogeneità territoriale e sostenibilità economica. Al fine di garantire l'appropriatezza prescrittiva e facilitare il percorso di accesso al dispositivo prescritto, sono state adottate, inoltre, procedure di digitalizzazione delle prescrizioni.
Si rappresenta, infine, che tutte le ditte presenti nell'elenco regionale dei fornitori …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Le chiedo che mi venga messa a disposizione questa risposta dalla quale mi sembra di evincere che lei prende atto che l'attivazione di procedure di gara non è una possibilità, ma un obbligo in quanto la normativa statale non lascia dubbi, non lascia margini interpretativi.
Peraltro, sono convinto che la risposta che le hanno fornito gli uffici su alcuni aspetti sia assolutamente insufficiente perché quando parla di aziende ortoprotesiche parla solo di alcune aziende che si occupano dei dispositivi digitali. Quindi, far riferimento esclusivamente a un determinato comparto ritengo che sia inadeguato, così come il fatto che lei sottolinea la rilevanza della circostanza, che io ho rappresentato con la mia interpellanza, riguardante la necessità che siano i soggetti che hanno bisogno dei dispositivi a dover integrare la spesa per poter entrare in possesso di questi fondamentali strumenti.
Allora, io voglio prendere ciò che di buono c'è nella sua risposta. Mi rendo conto che è una questione estremamente tecnica, difficile per lei, ma difficile anche per me, però siamo entrambi giuristi, abbiamo un minimo di confidenza con queste materie e prendiamo anche consapevolezza che dietro le sfumature tecniche ci sono diritti delle persone.
Parliamo della delibera della Giunta regionale, dei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma qui stiamo parlando soprattutto di strumenti che sono fondamentali per garantire una qualità di vita adeguata a persone che hanno problemi di disabilità. Allora, mi pare di capire che la Regione Marche si attiverà nel senso di procedere con le gare pubbliche. Di questa precisazione la ringrazio e confermo la richiesta con cui ho iniziato la replica: se può venire messa a disposizione la risposta in modo che ci sia poi la possibilità di approfondire ulteriormente. Grazie.

Interpellanza n. 4
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti
“Attuazione delle politiche di sicurezza nella Regione Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 4 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho presentato questa interpellanza perché credo sia indispensabile conoscere le intenzioni della Giunta Acquaroli in tema di politiche per la sicurezza.
Innanzitutto è doveroso inquadrare il tema partendo dagli articoli 117 e 118 della Costituzione, perché se da una parte è vero che la sicurezza rientra tra le materie di competenza esclusiva dello Stato, non dimentichiamolo, la sicurezza dipende dal Ministero degli Interni e non dai Comuni, d’altra è anche vero che si stabiliscono attraverso la legge statale forme di coordinamento fra Stato e Regioni.
Anche la Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibile l'intervento regionale in ambiti collegati alla sicurezza, anche con una sentenza antecedente alla riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001.
In particolare l'articolo 3 del decreto legge n. 14 del 2017 è la conseguenza del dettato costituzionale letto in una logica di collaborazione tra i livelli istituzionali anche sul tema della sicurezza. Lo Stato e le Regioni, infatti, devono chiudere accordi per la promozione della sicurezza integrata, anche diretti a disciplinare gli interventi a sostegno della formazione e dell'aggiornamento professionale del personale di polizia locale e possono sostenere interventi di sicurezza integrati, compresa l'adozione di misure di sostegno finanziario a favore dei Comuni maggiormente interessati da fenomeni di criminalità diffusa.
In particolare voglio far riferimento a due leggi regionali che chiedo alla Giunta Acquaroli di attuare pienamente. Nelle Marche sono in vigore: la legge regionale n. 1 del 17 febbraio 2014 “Disciplina in materia di ordinamento della polizia locale”, finanziata con 395.000 euro nel 2026, 395.000 nel 2027 e con 130.000 nel 2028; la legge 27 del 7 agosto 2017 “Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”, a cui sono destinati 60.000 euro nel 2026 e nel 2027, poi 50 .000 euro nel 2028. Nella prima legge si definiscono in maniera chiara le funzioni della Regione, dalla promozione dell'esercizio in forma associata delle funzioni di polizia locale e attività di ricerca e di documentazioni, al fine di individuare e programmare gli interventi più utili a migliorare, potenziare, innovare i servizi, di protocolli operativi tra polizia locale, Polizia di Stato o personale sanitario e altri soggetti e diverse strutture di polizia locale, fino alla determinazione di criteri e incentivi per l'introduzione di sistemi e strumenti innovativi nella gestione nell'attività dei corpi e dei servizi. Inoltre, è molto importante, vorrei far presente all'Assessore che la legge regionale del 2014 istituisce un Comitato tecnico consultivo come sede di confronto per l'individuazione delle politiche regionali in materia di polizia locale, nonché per la verifica della loro attuazione.
Allora, vorrei evidenziare all'Assessore, il Comitato tecnico consultivo negli ultimi 5 anni non ha mai lavorato, non ha fatto nulla, ci si riempie la bocca di sicurezza, ma in realtà ciò che la Regione poteva fare non l’ha fatto. Mi auguro che si cambi passo e vorrei sapere proprio oggi con questa interpellanza quando sarà nominato il Comitato, come lavorerà, se lavorerà a differenza del passato in maniera fattiva, concreta e anche preziosa per tutto il nostro territorio. Non solo, c’è un altro organo che non ha avuto strumenti per lavorare. La legge n. 27 del 2017 prevede la promozione di un sistema integrato di sicurezza territoriale attraverso iniziative e progetti volti ad attuare politiche sociali, educative e culturali che mirino alla promozione della legalità, accordi con le amministrazioni pubbliche in una logica di collaborazione istituzionale per lo scambio di ...

PRESIDENTE. Abbiamo detto di mantenere i tempi, vale per tutti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore E. Rossi.

Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. Presento questa sintesi in risposta all'interpellanza n. 4 del 2025. È un documento che non si limita a un secco elenco di attività, ma che delinea la visione strategica che la Regione Marche ha posto in essere per garantire una sempre maggiore sicurezza ai suoi cittadini nel pieno rispetto delle leggi fondamentali in materia.
La sicurezza non è per noi un mero esercizio di ordine pubblico, ma il fondamento imprescindibile su cui costruire una comunità resiliente, attenta alla legalità e alla responsabilità civica.
Prima di addentrarci nelle politiche attuate è doveroso ristabilire il quadro oggettivo. I dati in nostro possesso, lungi dal segnalare derive o allarmi, confermano la solidità del nostro tessuto sociale e l'efficacia delle azioni congiunte tra Istituzioni e Forze dell'ordine. È un dato di fatto incontrovertibile che, nonostante una lieve flessione tra il 2023 e il 2024, il trend generale dei reati nella Regione Marche mostra un calo significativo dal 2018. Ancora più eloquente l'ultima fotografia scattata dall'Osservatorio Censis che, per il terzo anno consecutivo, ha consacrato le Marche come la regione più sicura d'Italia per l'indice di sicurezza domestica e territoriale. Questo risultato non è frutto del caso, ma dell'impegno costante, della consapevolezza dei cittadini e della sinergia tra le amministrazioni locali e regionali.
La nostra strategia si è concentrata sul rafforzamento del pilastro fondamentale della sicurezza urbana: la polizia locale. Riteniamo, infatti, che l'agente di prossimità sia l'antenna più sensibile alle esigenze del territorio e per questo abbiamo investito in modo massiccio sulla sua dotazione tecnico-strumentale.
Nella legislatura 2020-2025 abbiamo stanziato risorse regionali per un ammontare complessivo di oltre 2,6 milioni di euro in politiche integrate di sicurezza, destinando la maggior parte, circa 1,9 milioni di euro, al potenziamento della polizia locale.
Questi fondi non sono stati erogati a pioggia, ma hanno permesso a 100 enti locali di acquisire strumenti di sorveglianza ed operativi all'avanguardia. Sono stati acquistati infatti 130 sistemi di lettura targhe OCR, essenziali per il controllo del traffico e intercettazione di veicoli sospetti; è stata incrementata la capacità di risposta con l'acquisto di 128 autoveicoli; l'implementazione di 290 ponti radio, migliorando la reattività sul campo; è stata rafforzata l'azione contro la criminalità organizzata e le frodi con l'acquisto di 464 strumenti per l'analisi del falso documentale.
In particolare le province di Ancona e Macerata hanno dimostrato una progettualità d'eccellenza, assorbendo una parte importante delle risorse destinate a questo specifico bando, ma occorre dire che tutte le province marchigiane hanno ricevuto fondi adeguati.
La sicurezza integrata si attua attraverso il dialogo e la collaborazione. Per questo abbiamo promosso attivamente la sottoscrizione dei Patti per la sicurezza urbana in stretta collaborazione con le Prefetture e i Comuni. Tra il 2024 e il 2025 abbiamo attivato ben tre patti che hanno coinvolto, tra le altre, le province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, finanziati con un totale di 290.000 euro. Questi accordi interistituzionali mirano a migliorare la percezione di sicurezza, a contrastare fenomeni complessi come la malamovida, il degrado urbano e combattere la criminalità predatoria. Essi finanziano servizi straordinari della polizia locale estendendo i turni serali e potenziando i sistemi di videosorveglianza, agendo così direttamente sul cuore delle preoccupazioni cittadine.
La nostra politica di sicurezza ha inoltre un chiaro volto sociale focalizzato sulla tutela delle fasce più vulnerabili. Abbiamo riposto con fermezza e interventi mirati a due emergenze sociali: la violenza di genere e le truffe ai danni degli anziani.
Per il contrasto alla violenza di genere abbiamo stanziato 200 mila euro nel biennio 2023-2024, focalizzando le risorse non solo sulla rete di supporto esistente, ma soprattutto sull'educazione delle giovani generazioni. Attraverso iniziative nelle scuole e il supporto ai minori, vittime di violenza assistita, puntiamo a formare una nuova coscienza civica fondata sul rispetto integrale della persona.
Inoltre, in attuazione della legge regionale n. 14 del 2023, abbiamo destinato 8.000 euro nel 2024 per progetti volti a prevenire e contrastare i reati patrimoniali contro gli anziani con l'attivazione di sportelli e iniziative di educazione digitale e sensibilizzazione. Infine, per onorare il sacrificio di coloro che servono la nostra comunità, abbiamo garantito borse di studio ai familiari delle vittime del dovere, erogando 70 borse nel triennio 2020-2024 per un totale di 45.000 euro.
La nostra azione non si ferma qui. In continuità con il lavoro svolto abbiamo già previsto nuovi stanziamenti per il 2025 in tema di patti per la sicurezza con un finanziamento previsto di quasi 200 mila euro per Pesaro e Fano, borse di studio e contrasto alla violenza di genere. In vista del 2026 il bilancio di previsione conferma la nostra ferma intenzione di investire prevedendo un impegno di 200 mila euro solo per spese di investimento a sostegno delle attività della polizia locale a cui si aggiungono fondi specifici per la legalità, le vittime del terrorismo e la sicurezza scolastica.

PRESIDENTE. Abbiamo detto, lo dico ancora una volta, di mantenere i tempi da regolamento e, quindi, di procedere in questo modo.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Mi fa piacere che abbia elencato quali sono stati gli interventi negli ultimi anni, quando lei non c'era ovviamente. E’ stato un resoconto di ciò che è stato fatto prima del suo arrivo da chi l'ha preceduta.
2,6 milioni di euro per le politiche integrate in materia di sicurezza. Sono stati investimenti importanti che anch'io apprezzo, acquisto di strumentazione, lei non ha fatto riferimento, ad esempio, agli alcool test, c'erano anche questi, sistema lettura targa, ponti radio, interventi validissimi e apprezzabili. Ciò che le chiedevo però era tutt'altro. Io non le ho chiesto cosa è stato fatto, le ho chiesto cosa farà lei, quali sono le sue intenzioni. Le ho chiesto in particolare se lei intende fare ciò che non è stato fatto. Ci sono due organi previsti dalle leggi regionali che lei non ha nemmeno nominato, purtroppo, mi spiace che siano ignorati. Non ha nemmeno fatto riferimento a ciò che chiedevo, quindi glielo ricordo.
La legge n. 1 del 2014 prevede un Comitato tecnico per l'individuazione delle politiche regionali in materia di polizia locale, nonché per la verifica della loro attuazione. Questo Comitato dovrà essere nominato per legge. è stato fatto anche 5 anni fa, ma io le ho chiesto: lavorerà il Comitato? Intendete farlo lavorare? Che funzioni avrà? Darete le gambe a questo Comitato per lavorare? Non mi ha risposto.
Seconda cosa, l'altra legge regionale a cui dovete dare piena attuazione, la legge n. 27 del 2017, al comma 1, dell'articolo 3 prevede un altro organo rilevante, la Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile, quale organo di consulenza e proposta alla Giunta regionale, nei confronti della quale svolge attività conoscitive, propositive e consultive nelle politiche regionali. Ciò che emerge, quindi, è la mancanza di una vera e propria strategia per la sicurezza negli ultimi 5 anni, ma da ciò che mi ha detto oggi anche in questa fase di partenza. Io non ho chiesto quali investimenti avete fatto, perché è ovvio e doveroso acquistare strumenti e dare ai Comuni risorse per acquistare strumentazioni, dalle telecamere agli alcol testa, io le ho chiesto se c'è una strategia per le politiche della sicurezza. Non mi ha detto nulla sul Comitato tecnico previsto dalla legge del 14, non mi ha detto nulla sulla Consulta regionale prevista dalla legge del 2017. Ancora più grave, c'è un programma che dovete presentare a 120 giorni dall'approvazione del bilancio. Tra poco noi approveremo il bilancio di previsione, tra una settimana, e voi avete 120 giorni per presentare il programma per le politiche integrate per la promozione della cultura della legalità. Non mi ha detto niente neanche su questo. Io tra 120 giorni tornerò a chiederglielo. Mi auguro ci sia questo programma perché non bastano gli slogan …

Interpellanza n. 5
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Politiche regionali sulla gestione dei rifiuti”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interpellanza va rinviata in quanto oggi è assente il Consigliere Mangialardi.

Mozione n. 8
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti
“Rapporto sulla violenza di genere nella Regione Marche – anno 2024”. Rafforzamento delle politiche regionali e impegno per la diffusione della cultura del consenso libero e consapevole”

Mozione n. 11
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Riconoscimento del reato di femminicidio e condanna di ogni tentativo volto a edulcorare o sminuire l’importanza della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”

Mozione n. 16
ad iniziativa dei Consiglieri Luconi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi
“Violenza di genere: ulteriore rafforzamento delle politiche regionali di contrasto e prevenzione”
(abbinate)
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 8 dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti, la mozione n. 11 del Consigliere Mangialardi e la mozione n. 16 dei Consiglieri Luconi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi (abbinate).
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Piergallini è appena rientrato in Aula, io ho preso la parola solo per dire che ha lavorato ad una proposta di risoluzione, quindi se va bene a tutti, al resto dell’opposizione ed alla maggioranza, potremmo prenderci 5 minuti per guardarla, per vedere se ci sono delle correzioni da apportare in modo da arrivare subito ad una votazione unanime. Grazie.

PRESIDENTE. Se la maggioranza è d'accordo, sospendiamo 5 minuti.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Sospendiamo per cercare …

PRESIDENTE. Va bene. 5 minuti di sospensione.

La seduta è sospesa alle 11:35.

La seduta riprende alle 12:20

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, è stata fatta una proposta di risoluzione sulle mozioni nn. 8, 11 e 16 (punto 3), che vengono rinviate perché si attende anche il Consigliere Mangialardi.
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Chiedo scusa, Presidente, il rinvio delle mozioni sulla violenza genere è perché manca il Consigliere Mangialardi, in quanto la nuova risoluzione deve contenere le firme di tutti, dando per scontato che tutti i presenti siano d'accordo.
Tutti quelli che hanno firmato le mozioni, se non firmano la risoluzione questa non è possibile. Questo è chiaro. Perfetto.

PRESIDENTE. Sì, esatto, Consigliere.

Mozione n. 10
ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri
“Finanziamento del Trasporto pubblico locale – Risorse regionali”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 10 dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Abbiamo presentato questa mozione il cui dispositivo finale recita: “Impegna la Giunta regionale a prevedere in sede di bilancio di previsione 2026/2028 un aumento stabile e strutturale del corrispettivo chilometrico riconosciuto ai gestori del trasporto pubblico locale che, per essere minimamente adeguato, dovrà prevedere l'impegno di spesa, ulteriore, aggiuntivo, oltre a quello previsto nel 2025, di almeno 9 milioni di euro annui”. Perché abbiamo presentato questa mozione? Perché i dati, i numeri riguardanti il trasporto pubblico locale, per la verità in tutta Italia, ma in particolare nella Regione Marche, dicono due verità molto evidenti, da un lato rispetto al periodo pre-pandemia, pre-crisi energetica e pre-crisi internazionale dovuta alla guerra in Ucraina, eccetera, rispetto al 2019 sono mutate strutturalmente le condizioni di equilibrio del servizio e del finanziamento del servizio.
Da un lato i costi sono aumentati, sono esplosi in maniera molto significativa, dall'altra, specie nei servizi urbani delle città, non solo nelle Marche, ma in tutta Italia, sono diminuiti i passeggeri, sono diminuiti i ricavi da titoli di viaggio, come si dice, da abbonamento e da biglietti. Quindi, la gestione del servizio è in sofferenza perché si è determinato uno squilibrio strutturale tra costi e ricavi del servizio. In alcune realtà questo pesa di più. Faccio l'esempio del bacino della provincia di Ancona e in particolare della gestione relativa al bacino che fa perno sull'azienda Conerobus. In particolare nel bacino di Ancona, nella provincia di Ancona, in questa realtà, i ricavi da titoli di viaggio erano tradizionalmente più alti, è diminuita fortemente l'utenza, per esempio, degli abbonamenti, si sono dimezzati gli abbonamenti tra il 2019 e oggi. C'è quindi uno squilibrio strutturale che deve essere riportato in equilibrio e per farlo i numeri e le analisi fatte da tutti, anche dalle associazioni di categoria, di impresa, che raggruppano i gestori del servizio pubblico locale, portano a concludere che, per riportare in equilibrio il rapporto tra costi e ricavi, è necessario aumentare il cosiddetto corrispettivo ed adeguarlo ai costi, alla nuova situazione, quella parte di prezzo del servizio che non è caricata sull'utenza, ma è per legge e per contratto è caricata sull'ente titolare del servizio, che dà in affidamento il servizio, cioè la Regione. Quindi presentiamo questa mozione per impegnare la Regione a fare quanto è necessario.
È necessario aumentare lo stanziamento dei fondi che la Regione Marche mette di suo, del proprio bilancio, in aggiunta alle risorse che vengono dal riparto del Fondo nazionale trasporti.
L'Assessore Baldelli due o tre sedute fa, un paio di sedute fa, se non ricordo male, disse in quest'Aula che ci sarebbe stata un'azione forte nei confronti del Governo nazionale per riequilibrare il contributo che arrivava alle Marche dal Fondo nazionale trasporti. Problema storico, verissimo, ma qui, Assessore Baldelli, c’è un altro tema e cioè quanto la Regione Marche mette di risorse proprie, del proprio bilancio, come fanno tutte le altre Regioni italiane, in aggiunta a quello che arriva dal finanziamento nazionale. Lei sempre in quell'occasione dichiarò in quest'Aula, nonché alla stampa, che sì, in effetti un problema di adeguamento dei corrispettivi c'era, quindi il problema esisteva (non ce lo siamo inventati noi strumentalmente) e che la Regione sarebbe intervenuta adeguando i corrispettivi - immagino che con adeguando si debba intendere aumentandoli, non credo in diminuzione - soprattutto che sarebbe stata una manovra strutturale, come si dice, non più ricorrendo ai contributi tardivi di anno in anno, ma strutturalmente, stabilmente, in maniera poliennale, rivedendo in aumento il corrispettivo.
Noi vogliamo che le parole pronunciate dall'Assessore diventino un impegno formale, per questo abbiamo mantenuto la mozione che avevamo presentato qualche settimana prima. Sennonché, Assessore, siamo molto preoccupati e vorremmo oggi avere qualche risposta da parte sua e della Giunta, oltre che ovviamente il sostegno alla nostra mozione, che speriamo possa essere votata anche dai Consiglieri di maggioranza perché dalla proposta di bilancio preventivo 2026-2028, che andrà in discussione in Aula il 22 di dicembre, ci risulta che lo stanziamento previsto per il trasporto pubblico locale su gomma, quello di cui stiamo parlando, sia addirittura inferiore a quello iniziale previsto nel 2025. Dai dati ci risulta che il bilancio preventivo del 2025 portava inizialmente uno stanziamento di 99,3 milioni, assestato a novembre 2025 a 113,9 milioni e oggi il bilancio di previsione 2026-2028 porta uno stanziamento di 95,7 milioni, addirittura inferiore a quello iniziale del bilancio preventivo 2025. Questo ci preoccupa moltissimo perché alla fine i numeri si devono tradurre in soldi, in finanziamenti e in risorse. Se l'Assessore annuncia l'adeguamento dei corrispettivi e se il bilancio di previsione, in base al quale quell'adeguamento dovrebbe essere realizzato, porta addirittura meno finanziamenti, meno stanziamenti non solo del bilancio assestato, ma addirittura del bilancio di previsione del 2025, francamente non riusciamo a comprendere come questo adeguamento potrà essere realizzato. Siamo più preoccupati perché in mancanza di decisioni la situazione precipita di giorno in giorno. Il passare del tempo, delle settimane, dei mesi, senza interventi, senza decisioni, senza fatti concreti, che riportino in equilibrio i costi e i ricavi, fa precipitare la situazione.
L'azienda Conerobus, in particolare, qualche giorno fa ha deliberato l'accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi di impresa, che tradotto significa che se entro 6 mesi non ci sono fatti, non dichiarazioni giornalistiche, che riportino in equilibrio il conto economico, tradotto costi e ricavi, si arriverà alla paralisi del servizio e l'azienda salta. E il problema non è solo l'azienda che salta ed i 400 dipendenti, ma salta il servizio perché se non si interviene nel giro di qualche settimana, non di qualche mese o di qualche anno, con fatti concreti nuovi, non saltano le corse, si fermano i mezzi. E le banche ed i fornitori, quelli che devono dare il carburante, i pezzi di ricambio, che devono fare la manutenzione, se non hanno certezze che il conto economico torni in equilibrio in tempi rapidi, non faranno più le forniture, non forniranno più il carburante, non faranno più le manutenzioni. Si fermerà il servizio.
Allora, e concludo, quello che noi proponiamo è chiaro, peraltro non lo proponiamo solo noi, lo chiede il collegio sindacale, lo chiedono i Revisori dei conti, lo chiedono le associazioni di categoria, lo chiedono i sindacati. Se non ritenete di fare queste scelte, fatene altre, ma fate qualche scelta. L'inerzia ed il non prendere nessuna decisione portano la situazione ad un punto di non ritorno. Quindi noi oggi insistiamo affinché la mozione sia approvata, ma insistiamo anche perché poi seguano atti conseguenti, concreti. Il primo atto è metterci i soldi, il resto …

PRESIDENTE. Chi vuole intervenire nella discussione? Attendiamo qualche minuto prima di chiudere la discussione. Chiediamo anche l'ingresso dei colleghi che sono fuori dell'Aula.
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Ci prendiamo qualche minuto, ma poi basta. Dopodiché se l'Assessore, che è qui, non ha niente da dire, io ne prendo atto ed andiamo a votare la mozione,

PRESIDENTE. No, Consigliera, il Presidente del Consiglio pro tempore sono io, quindi, come ho detto, ci prendiamo qualche minuto, è ovvio che non faremo notte qui, però se l'Assessore deve fare le sue chiamate, le può fare. Io chiedo agli altri …
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. L'Assessore è ovviamente liberissimo di fare quello che ritiene più opportuno. Se non vuole intervenire non interviene, se vuole intervenire è qui. Credo che la materia la conosca, non penso che debba fare il ripasso.

PRESIDENTE. Consigliera, glielo faremo sapere, non abbia fretta. Si consulta con chi si vuole consultare, quindi io ho chiesto qualche minuto all'Assemblea. Aspettiamo qualche altro minuto, sennò passiamo alla votazione.
Ha la parola l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Grazie ai Consiglieri per questa mozione, ma più per l'atto in sé, per aver sollevato una discussione su un tema che ritengo importante affrontare in Assemblea legislativa, che è quello del diritto alla mobilità dei marchigiani.
Si è già discusso nel Consiglio precedente, a seguito di una interrogazione, sullo stato dell'arte del trasporto della nostra Regione. Credo di essere stato abbastanza chiaro nell'avere individuato una serie di problemi che attanaglia il trasporto marchigiano, che riguarda, su due livelli, un finanziamento che viene dal Fondo nazionale dei trasporti ripartito fra le diverse Regioni secondo un metodo che non ci soddisfa, essendo la Regione Marche la meno finanziata, utilizzando anche uno degli elementi per individuare un finanziamento, quello pro capite.
Siamo l'ultima Regione d'Italia con un finanziamento nettamente inferiore al finanziamento medio pro capite. Quindi, la prima richiesta non è nei confronti del Governo nella ripartizione, ma nei confronti delle altre Regioni, che storicamente hanno stratificato un metodo di ripartizione, che non condividiamo. Tanto che la clausola di salvaguardia di questo finanziamento per la Regione Marche è pari nel trasferimento a 105 milioni di euro. Quest'anno abbiamo ottenuto la conferma di 113 milioni rispetto alla clausola di salvaguardia, confrontandoci coi colleghi e con le altre Regioni italiane, perché la Regione Marche non avrebbe potuto accettare un centesimo in meno rispetto a quella ripartizione che già ritiene non soddisfacente. E’ chiaro che ad un minor finanziamento corrispondono anche maggiori sacrifici, non solo per le aziende, ma, io dico, per l'utenza e quindi per il cittadino marchigiano. Quindi il primo risultato, rispetto ad una prima ipotesi di utilizzare e di ricorrere alla clausola di salvaguardia o al fondo attribuito alle Marche, lo abbiamo ottenuto sul piano nazionale.
Ripeto, tutti insieme: la Giunta regionale, l'Assemblea legislativa, le forze economiche e sociali, i lavoratori, le nostre famiglie devono trovare quell’unità necessaria per poi combattere una battaglia sul tavolo nazionale che cambi le modalità di ripartizione del fondo.
Sosteniamo fortemente lo strumento dei livelli adeguati dei servizi perché introduce un criterio che progressivamente dovrà portare un riequilibrio nell’erogazione dei fondi da parte delle Regioni nella ripartizione del Fondo nazionale trasporti.
Poi c'è l'altro tema, che anche lei, Consigliera, prima ha toccato, quello del tempo e della necessità di un adeguamento strutturale dei corrispettivi.
Avremo tempo anche nelle giornate, nelle assemblee che si terranno successivamente a questo, di analizzare il bilancio e di verificare come la Giunta regionale per il prossimo triennio ha chiesto risorse aggiuntive rispetto a quelle storicamente cristallizzatesi nel nostro bilancio, eliminando possibili interventi una tantum durante l'anno. Questo significherebbe non introdurre il principio dell'adeguamento strutturale dei corrispettivi, ma una cifra pari a circa 29 milioni di euro aggiuntivi, credo 28,5 milioni con 500 mila euro per interventi di investimento per le varie aziende, che riguardano, però, anche un obiettivo che dobbiamo prefiggerci di raggiungere: la lotta all'evasione perché chi non può far uso dei mezzi pubblici per difficoltà socio-economiche ovviamente deve essere sorretto, queste persone devono essere sorrette con altri strumenti che dobbiamo approntare fra amministrazioni comunali, benefici che devono essere previsti nei nostri piani.
Più 28 milioni di euro nel triennio 2026/2027/2028 per adeguare il corrispettivo - purtroppo non possiamo tornare indietro, nel 2025, perché stiamo già programmando il 2026 - pensando anche alla necessità di adeguare agli indici inflattivi ciò che è non è stato percepito o ciò che deve essere conguagliato per il 2025. Quindi ci troveremo nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, a confrontarci con le aziende per l'adeguamento dei corrispettivi.
Non entro, Consigliera, nel calcolo specifico che lei ha fatto del 2025 e del 2026, perché la richiesta aggiuntiva della Giunta regionale nella predisposizione del bilancio regionale è stata quella di ottenere nei 3 anni che abbiamo davanti, 2026/2027/2028, avendo un occhio anche per il 2025, i 28 milioni di euro nel trasporto. Ovviamente i calcoli sono stati fatti dal nostro ufficio che si occupa del trasporto e questa richiesta è stata girata all'ufficio bilancio che ha recepito la richiesta di 7 milioni di euro strutturali per annualità, per l'adeguamento dei corrispettivi. Ricordando che non dobbiamo ovviamente parlare solo di trasporto su gomma e non dobbiamo semplicemente risolvere il problema di Conerobus, di cui la stampa ogni giorno ci informa, ma dobbiamo parlare del trasporto nella sua interezza per non perdere l'obiettivo finale, che è quello di un adeguamento di corrispettivi per tutte le aziende. Non voglio entrare nemmeno nella discussione specifica di una singola azienda, l'ho detto nell’interrogazione precedente, perché in un momento di grave difficoltà per tutti, quello pandemico e quello post pandemico, ho chiesto che vengano studiate, e lo possiamo fare insieme, le buone prassi utilizzate da quattro aziende provinciali su cinque. Perché quattro aziende su cinque sono riuscite, comunque, con le difficoltà che abbiamo elencato, che abbiamo indicato anche in quest’Assemblea legislativa, a mantenere un equilibrio che purtroppo altre non sono riuscite a mantenere, che magari hanno visto accelerare nella fase post pandemica una situazione di debolezza, che io auspico venga risanata anche con gli aiuti ed i sostegni strutturali al sistema trasporto, che vogliamo approntare e che stiamo approntando. Grazie, Presidente, anche per il minuto in più che mi ha concesso.

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto. La discussione è chiusa, non si può interloquire.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.

Veleria MANCINELLI. Grazie, Presidente. E’ lo stesso, anche in dichiarazione di voto le cose si devono dire.
Intanto prendo atto che l'Assessore invita la maggioranza a votare la nostra mozione, perché se l'Assessore, dice che ha richiesto … Credo, Assessore, che servirà un mediatore culturale tra i componenti della Giunta.
L’Assessore dice che ha richiesto 28 milioni di euro, che sul triennio significano 9 milioni l'anno. Ha richiesto ed io gli ho domandato a chi? All'Ufficio ragioneria. Ma, Assessore, mi scusi, dovrebbe essere il contrario, non è che lei fa l'istanza e prega l'Ufficio ragioneria di destinare i soldi, semmai avrebbe dovuto interloquire con l'Assessore al bilancio.
Comunque prendo atto di quanto l'Assessore ha dichiarato qualche minuto fa, poi si è perso un po' sui numeri e siamo andati a finire sulle nuvole, che bisogna aumentare i corrispettivi, tanto che ha chiesto, non si è capito a chi, 28 milioni di euro. Noi nella mozione chiediamo 9 milioni in più rispetto a quelli stanziati nel 2025. Quindi, penso che l'Assessore sia d'accordo a votare la nostra mozione e invita la maggioranza a farlo.
In realtà è evidente che non è così e l'Assessore ha provato ad arrampicarsi sugli specchi. La realtà rimane la seguente: rispetto all'esigenza di stanziamento in più riconosciuta e confermata anche oggi dall'Assessore, al di là dei numeri che ha dato, ha confermato che servono stanziamenti in più e, rispetto all’esigenza di stanziamenti in più, i numeri di bilancio, della proposta di bilancio, che voi avete trasmesso alla Segreteria del Consiglio, che quindi la Giunta … Assessore, le do una notizia, la Giunta, di cui lei fa parte, ha approvato la proposta di bilancio, che porta 4 milioni in meno, non 28 milioni in più, 4 milioni in meno, non del bilancio assestato, quello di fine 2025, ma di quello iniziale. Ripeto, nel bilancio di previsione 2025 erano stanziati circa 99 milioni di euro, nel bilancio di previsione che la Giunta ha approvato per il 2026 sono stanziati 95,7 milioni, cioè 4 milioni in meno, no, 28 in più, questo se raffrontiamo i due bilanci di previsione. Mentre l'assestato 2025, cioè quello che è stato effettivamente messo in spesa, perché è necessario, porta 113 milioni, cioè nel 2025, prima dell'adeguamento dei corrispettivi che lo stesso Assessore riconosce necessario, avete stanziato nell'assestato, a novembre, 113 milioni, quindi servivano quantomeno 113 milioni e non bastano, tant'è che l'Assessore ha riconosciuto che bisogna stanziare di più. Con una coerenza aristotelica rispetto all'esigenza di stanziare più di 113 milioni, avete stanziato 95,7 milioni nella proposta di bilancio che andrà in Aula fra qualche giorno. È evidente che c'è, come dire, come vogliamo qualificarlo, uno scarso rapporto con la realtà, una presa in giro? Nel frattempo il servizio va a scatafascio,.
Assessore, non dobbiamo fare un gruppo di studio per confrontare le migliori pratiche nei prossimi mesi, perché nei prossimi mesi vi troverete, lei e la Giunta regionale, con il servizio che va a scatafascio e con i mezzi che si fermeranno. Non so se è chiaro.
Rispetto a questo, noi insistiamo perché oggi sia votata la mozione come stimolo alla Giunta a mettere i soldi, non a fare i gruppi di studio, quelli che il vostro stesso Assessore riconosce necessario mettere. Quindi, insistiamo perché sia approvata la mozione, ma, al di là dell'approvazione della mozione insistiamo perché prendiate decisioni oggi, ora, non fra otto ...

PRESIDENTE Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Su questa mozione credo che abbia già risposto .
Nella proposta di bilancio, che è stata approvata dalla Giunta, ci sono per la spesa corrente 96,5 milioni di euro per il prossimo triennio, ovvero 29 milioni per il 2026, 29 milioni per il 2027, 36 milioni per il 2028, che vanno a cofinanziare oltre il 20% della spesa complessiva del trasporto pubblico locale delle Marche.
Capisco, ovviamente quando si è l'opposizione si chiedono milioni di euro come se piovesse, ci mancherebbe altro, è normale, è scontato, è logico ed è anche giusto perché quando si fa opposizione, è normale, si deve proporre quello che …

(intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Consigliera Mancinelli, per cortesia. Grazie.
Prego, Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Capisco, ci mancherebbe altro, però dobbiamo anche ricordarci che l'opposizione, che oggi è opposizione, ha governato nelle Marche e ci sono oggi dei Consiglieri, che l'epoca del Governo Ceriscioli erano Assessori, che possono testimoniare quanto avevano investito nel trasporto pubblico locale. Su questo, ovviamente, dobbiamo anche politicamente fare un raffronto e renderci conto delle difficoltà economiche che ci sono ora anche a livello nazionale.
Mi rendo conto che il Governo nazionale ha grandi difficoltà nel fare un bilancio perché. sapete benissimo, non sono qui a fare l'avvocato difensore del Governo nazionale, che quando si fa un bilancio, uno si trova continuamente ad avere delle uscite non per colpa del Governo attuale, ma dei Governi precedenti, parlo ad esempio del super bonus, per cui ogni anno escono fuori fondi che purtroppo dobbiamo coprire perché quello è un debito e su questo dobbiamo ragionare tutti.
Credo che l'Assessore sia stato chiaro, penso che abbia dato una risposta. Il bilancio in Giunta è stato approvato, l'abbiamo votato anche in Commissione con la Consigliera Marcozzi e gli altri. Ritengo che questa sia la linea che la Giunta Acquaroli ha intrapreso.
Ovvio, capisco l'opposizione che chiede 9 milioni, immagino da dove li toglierà, perché farà un emendamento con il quale chiederà di mettere 9 milioni di euro, ma dovrà dire da dove toglierli. Quando uno fa delle proposte le risorse deve dire dove le mette e dove le toglie, perché la coperta è la stessa.
Tra l'altro, mi rendo anche conto che l'alleanza per la sconfitta faceva proposte per avere asili nido gratis, trasporto pubblico locale gratis, dare 30.000 euro alle giovani coppie per andare a vivere in montagna, giusto, però non ci ha mai detto da dove toglieva i fondi. Immagino che direte di toglierli all'Atim, la Consigliera Vitri è diventata ormai un volto televisivo sull'Atim, questo lo riconosco, però voi sapete meglio di me che se togliete i fondi dalla promozione, poi le Marche non riusciranno a farla, Bisogna rendersi conto quando si governa … La Consigliera Mancinelli è stata anche Sindaco della città capoluogo delle Marche, quindi sa come si fa un bilancio, tra l'altro 9 milioni di euro non sono 100 mila euro, 50 mila euro, parliamo di cifre importanti su cui tutti noi dobbiamo ragionare.
Ringrazio anche l'Assessore Baldelli per l'interlocuzione continua nella Conferenza Stato-Regioni, per dare l'opportunità alle Marche di avere un aumento del Fondo nazionale sul trasporto pubblico locale, sul quale sta lavorando. Lo voglio ringraziare insieme al Presidente Acquaroli.
Di certo non possiamo accogliere questa mozione pretestuosa, è vero che i fondi già ci sono, anche se mi permetto di dire che non bastano. Ovvio che non bastano i fondi, ma come non bastano per questo, non bastono anche per altre questioni fondamentali delle Marche.
Se si vuole fare demagogia politica, siamo tutti bravissimi a farla, ma se si vogliono fare proposte importanti per dare delle risposte ...
Credo che la Giunta regionale in un momento di difficoltà sia riuscita a dare risposte al traporto pubblico locale, sul quale, sono certo, con l'assestamento e con altre variazioni, interverremo con altri fondi, se ci saranno, questo bisogna dirlo.
Mi permetto anche di dire, facendo la dichiarazione di voto, che Fratelli d'Italia e la maggioranza voteranno contro questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Sì, per essere molto chiari, il fondo di compartecipazione regionale passa da 23 milioni …, quindi uno sforzo che facciamo tutti insieme, non è che lo fa la Giunta, lo fa quest’Assemblea legislativa per la Regione Marche e per il trasporto della nostra regione.
Non voglio nemmeno cadere nella polemica di contrapposizione politica, di chi offriva il trasporto gratis a chiunque, quando lo stesso partito oggi, in Aula, ci dice che non riusciamo, Consigliere Putzu, a sostenere, anzi non riuscivano a sostenere perché sono stati altri a non aver adeguato strutturalmente nel tempo il fondo dei corrispettivi.
Noi passiamo da circa 23 milioni di compartecipazione regionale … Lo dobbiamo sapere, colleghi, perché è evidente che se aumentiamo da circa 23 milioni a circa 30 milioni il fondo, 29,8 milioni di euro, le risorse le ottimizziamo nel trasporto pubblico, ovviamente, scegliendo di fare un'azione forte nel trasporto pubblico e non utilizzando quei fondi per altre attività, anche le stesse che l'Assemblea legislativa potrebbe richiedere.
Mentre tutti insieme dobbiamo confrontarci con le altre Regioni italiane affinché si cambino i criteri di ripartizione del Fondo nazionale trasporti, la Regione Marche aumenta la propria compartecipazione all'attività di trasporti, che verranno ovviamente erogati con l'adeguamento dei corrispettivi alle nostre aziende provinciali.
Ricordando molto chiaramente, Consigliera Mancinelli, che è evidente che l'Assessorato alle infrastrutture chiede all’Assessore Pantaloni l'adeguamento delle strutture perché è la coordinatrice del nostro bilancio, dell'attività dei singoli Assessorati, richiesta che verrà poi inoltrata all'ottimo Ufficio ragioneria di questa Regione Marche affinché si ottimizzino le azioni che la nostra Regione, dalla sanità al trasporto, alla cultura, al turismo, ai servizi sociali, deve erogare ai concittadini marchigiani. Per cui bene ha fatto l’Assessore Pantaloni a recepire le istanze dell'Assessorato alle infrastrutture, ai trasporti.
Ringrazio gli uffici, l'Ufficio trasporti della nostra Regione e l'Ufficio ragioneria per aver intrecciato le proprie competenze e le necessità di questa Regione, rafforzando la compartecipazione della Regione Marche di circa 7 milioni all'anno per l'adeguamento strutturale dei corrispettivi.
Me lo faccia dire, credo che anche voi dovreste votare il prossimo bilancio che prevede questo adeguamento perché è un risultato di tutti noi, è un sacrificio di tutti noi, è una correzione degli indirizzi e delle politiche del passato, di cui lei, anche giustamente, si è lamentata poc'anzi.
Stiamo facendo qualcosa di buono per il nostro trasporto, facciamolo tutti insieme, senza polemiche, quelle polemiche che nessuna risposta io le ho presentato …, invece vedo nella sua control etica un nervosismo che non serve in questa sede, che non serve soprattutto per affrontare il tema caldo e difficile del trasporto di Ancona, in cui ci sono responsabilità chiare e che potrebbero anche emergere.
Dico che in un momento così difficile è meglio tenere il tono della discussione molto più moderato, rispetto a quello che ho visto, anche nel suo nervosismo, Consigliera Mancinelli.
Stiamo facendo tutti il nostro lavoro, spero che lo faccia anche l'opposizione su questo tema con tanta responsabilità perché potremmo andare a vedere da quando alcune aziende perdono patrimonio netto, da quando perdono cassa, come è stato gestito il trasporto urbano in alcune realtà, non certo governato dal sottoscritto, dal Presidente Acquaroli o da questa maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. Leggo il dispositivo della mozione n. 10: “Per quanto sopra, impegna il Presidente e la Giunta regionale: 1) a prevedere in sede di bilancio di previsione 2026/2028 un aumento stabile e strutturale del corrispettivo chilometrico riconosciuto ai gestori di trasporto pubblico locale; che, per essere minimamente adeguato, dovrà prevedere l'impegno di spesa ulteriore per almeno 9 milioni di euro annui; 2) a procedere, previa negoziazione con le aziende titolari della gestione del servizio, alla modifica degli atti contrattuali che attualmente regolano il rapporto di affidamento”.
Mozione n. 10. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

Mozione n. 5
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini
“Taglio del Governo al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione e al Fondo morosità incolpevole. Richiesta stanziamento regionale”
(Discussione e votazione)

Presidente. L’ordine del giorno reca la mozione n. 5 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Questo è un tema che abbiamo dibattuto più volte negli anni scorsi ed anche recentemente in Aula, relativo al taglio di risorse che ormai da 3 anni colpisce le famiglie più in difficoltà del nostro Paese perché con la legge n. 197 del 2022, la legge di bilancio, il Governo Meloni non ha più rifinanziato il Fondo per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione previsto dalla legge n. 431 del 1998. Il fondo non è stato finanziato dal 2022, anche nelle successive leggi di bilancio, non risulta neanche nell'attuale legge di bilancio nazionale né nella proposta che verrà discussa qui in Aula lunedì prossimo, che riguarda il bilancio regionale.
Ricordo che in passato, in particolare, la legge n. 431 incideva pesantemente ed alle Marche venivano assegnati circa 7 milioni di euro e nel 2020, in tempo di Covid, l’allora amministrazione di centro-sinistra aveva stanziato ulteriori risorse, pari a 4 milioni di euro, per far fronte alle criticità derivanti anche dalla pandemia.
Nelle Marche la percentuale di cittadini a rischio povertà o esclusione sociale è del 13,6%, questo è un dato ISTAT, e le famiglie in povertà relativa sono l'11,6% della popolazione. Anche nella nostra regione migliaia di famiglie in condizioni di difficoltà economica hanno potuto beneficiare nel corso degli anni di questo sostegno importantissimo e pochi giorni fa in un convegno organizzato dall'ERAP il tema della casa, delle politiche per la casa, dell'abitazione, è stato al centro della discussione e il Presidente dell'ERAP ha sottolineato come questo problema possa diventare una vera e propria bomba sociale anche nella nostra regione.
Questa mozione, che avevamo già presentato nella scorsa legislatura, la ripresentiamo, di fatto invita la Giunta a sollecitare con forza e determinazione il Governo, anche nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni, affinché si rifinanzi il Fondo nazionale tagliato nel 2022 con il Governo Meloni; a garantire, nella prossima legge di bilancio di previsioni, cospicue risorse regionali per il sostegno agli affitti per le famiglie in difficoltà economica.
Ricordo che molti Comuni di centro-destra e di centro-sinistra si stanno già attivando in queste settimane per inserire a bilancio una posta specifica che possa aiutare le famiglie in difficoltà per il pagamento dei canoni di locazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ci sono interventi? Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Buongiorno. Innanzitutto il tema che è stato posto, oggetto della mozione, riguarda fondamentalmente due interventi. Uno è il fondo affitti, sul quale interagisce la normativa ISEE, che si applica su due fasce di reddito, una relativa all'assegno sociale e l'altra al doppio dell'assegno sociale, mentre il fondo morosità incolpevole agisce in un'altra modalità e ha riferimento chi, ad esempio, per fattori eccezionali ha perso lavoro, ma la richiesta va posta in essere dal proprietario dell'abitazione. Mentre il primo assume un connotato rilevante ai fini dell'intervento di natura economica, il fondo morosità incolpevole non ha riscosso molto successo in termini di accesso al fondo stesso. Ad ogni modo, occorre dire che durante la fase dell'emergenza epidemiologica, durante la crisi pandemica, come ha detto anche il Consigliere Mastrovincenzo, è stato concesso un contributo straordinario di 4 milioni di euro per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione per quelle famiglie che nel periodo previsto tra il mese di marzo e maggio 2020 avevano subito una riduzione del reddito familiare non inferiore al 30%. Tale eccezionale misura non è stata riproposta negli anni successivi, che hanno visto la ripresa delle normali attività lavorative, anche in considerazione dello scarso successo dell'erogazione del contributo per il quale sono state liquidate somme per non più di 1,4 milioni di euro. Ad ogni modo, il fondo nazionale per le locazioni è stato finanziato dallo Stato fino al 2022, mentre il fondo morosi incolpevoli fino al 2021. Ciononostante, per quest'ultimo la Regione Marche con propria delibera n. 1108 del 2023, a fronte delle economie disponibili degli anni precedenti, ha stanziato circa 700 mila euro e ha comunque attivato la misura ampliandola a tutti i Comuni marchigiani e non solo ai Comuni capoluogo ed a quelli dell'ATA.
Per cui, alla luce delle considerazioni qui dette, si ritiene che l'impegno da parte della Regione possa essere valevole ai fini di rappresentare il disagio legato alla soppressione di tale fondo, in modo che si possa lavorare per il ripristino degli stanziamenti statali. Tuttavia, mi occorre aggiungere, relativamente alla questione, che è stata delineata la proposta di un piano di morosità incolpevole, un decreto legislativo che è stato discusso nella Conferenza delle Regioni, ma che ancora non ha trovato attuazione piena e l'importo che si è valutato come impegno da parte dello Stato è all'incirca di 10 milioni di euro. Questa è l'ultima Conferenza Stato-Regioni.
Vorrei anche aggiungere che in ogni caso la Regione Marche è sempre attiva sul fronte della valutazione delle politiche abitative e del sostegno alle persone che godono purtroppo di condizioni di povertà e di povertà estrema. Tanto è vero che il piano nazionale di inclusione sociale, il cosiddetto housing, prevede, attraverso la delibera di Giunta regionale n. 1722 del 2022, il pronto intervento sociale, per cui sono stati erogati agli ambiti territoriali sociali circa 22.740.000 euro. Nel 2014, occorre rimarcare, c’erano solo 7 milioni di euro per dimora e povertà estrema, quindi nel corso degli anni sono stati fatti dei notevoli passi in avanti per intervenire sul pronto intervento sociale.
Cito anche il progetto “Integra” sull'housing sociale per euro 1.863.000, che sono stati erogati, il progetto “Come te” per contrastare la povertà educativa per oltre 3,5 di milioni euro e il PNRR con “Housing first e Stazioni di Posta” per 5.450.000 euro.
Occorre, inoltre, aggiungere che l'edilizia abitativa ha avuto un incremento, negli ultimi 3 anni, di 700 alloggi abitativi, allocandosi il numero complessivo degli alloggi gestiti dall'ERAP a 16.300. Aggiungo che questi sono passi importanti che vanno rivolti alla condizione di povertà, all'ausilio e alla possibilità che persone in povertà relativa o in povertà assoluta possano avere un'abitazione. L’impegno della Regione a sensibilizzare il Governo su questa materia e sull'implementazione dei fondi c'è.
Sicuramente non c'è una disponibilità di fondi regionali, che potranno essere naturalmente previsti previa discussione in seno al Consiglio regionale, ma allo stato attuale, come ben sapete e come tutti i Consiglieri regionali ben sanno, incide in maniera significativa la spesa sanitaria, anche con misure sottese al sostegno alla povertà, alla povertà estrema.
Sicuramente l'impegno, da un certo punto di vista, da parte della Regione ci sarà, sotto l'invio del messaggio alla Conferenza Stato-Regioni.
Sulla copertura finanziaria, non credo che attualmente le risorse siano disponibili per poter operare nel senso dovuto, rimangono comunque attuali gli impegni economici sui residui che abbiamo a disposizione per metterli a favore del finanziamento della morosità incolpevole e del fondo affitti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Ovviamente voteremo favorevolmente la mozione.
Prendo atto dell'impegno dell'Assessore nel riportare questa nostra richiesta a Roma e spero che non sia un impegno solo sulla carta, ma un impegno concreto.
Dopodiché, prendo atto, purtroppo, del fatto che non c'è alcun finanziamento rispetto a questo tema.
Assessore, lei ha citato i 16.000 alloggi di case popolari esistenti nella nostra regione. Sa bene, so che era presente al convegno sulla casa, che non sono assolutamente sufficienti, anche perché molti sono in condizioni precarie. Dico solo che in provincia di Ancona, dove c'è circa un terzo degli alloggi delle case popolari, sono oltre 600 le abitazioni in manutenzione o non agibili. Questo è un problema enorme.
Quindi, non dà risposte concrete e sa bene che la richiesta del Presidente dell'ERAP, che non è certo di nostra estrazione, è stata quella di aumentare e ampliare il numero e provvedere al più presto alla manutenzione delle case popolari, che sono in una situazione molto precaria. Tenendo presente che il 70% di quel patrimonio è stato edificato tra il 1948 e il 1990, sono case vecchie, che non danno una risposta concreta alla grande esigenza che c'è sul territorio con una povertà emergente sempre maggiore e con una richiesta sempre più alta.
Penso che il tema delle case, ne parleremo anche più in là perché ho presentato su questo argomento anche un'interpellanza, debba diventare centrale per l'amministrazione che governa la nostra regione e per il Consiglio regionale.
Dispiace prendere atto che su un argomento così importante, la povertà e l'accesso del sostegno all'affitto per le famiglie in condizioni di difficoltà economiche, non ci sia attenzione dovuta, non ci sia l'apertura, che ci saremmo aspettati ad inizio legislatura, per dare risposte concrete alle persone e alle famiglie in difficoltà della nostra regione.

PRESIDENTE. Mozione n. 5. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Come deciso dai capigruppo, va inserita in questo momento la mozione n. 15 dei Consiglieri Rossi e Seri. Un oratore a favore e uno contrario.
Iscrizione della mozione n. 15. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n.15
ad iniziativa dei Consiglieri G. Rossi, Seri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Sebastiani, Marinelli, Marconi, Putzu, Marcozzi
“Contrarietà alla Nuova PAC 2028/2034”
(Discussione e votazione)

Presidente. L’ordine del giorno reca la mozione n.15 dei Consiglieri G. Rossi, Seri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Sebastiani, Marinelli, Marconi, Putzu, Marcozzi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere G. Rossi.

ROSSI Giacomo. Grazi, Presidente. Cercherò di essere breve nell’esposizione. Esordisco con un ringraziamento, innanzitutto al Consigliere Seri che ha condiviso quest’iniziativa che è nata a seguito di un'altra iniziativa dell'Ente Bilaterale a Pesaro Urbino con tante associazioni di categoria, che ci hanno invitato a proporre questo atto, soprattutto il Presidente dell'Ente.
Un ringraziamento a tutti i capigruppo che hanno condiviso questa mozione, che non è la mozione di Giacomo Rossi, ma è la mozione di tutto il Consiglio regionale.
Fino adesso ci siamo, anche legittimamente, scontrati su tanti temi, ma su questo c'è la convergenza di tutti i gruppi politici. Questa convergenza c'è perché si va a manifestare una contrarietà alla nuova PAC 2028/2034. Contrarietà alla politica agricola comunitaria, che è stata cambiata dalla Commissione europea, che ha cambiato l'impostazione della PAC, facendo confluire in un unico documento quelli che nei precedenti periodi di programmazione comunitaria erano: l'asse 1, la PAC, e l’asse 2, il complemento di sviluppo rurale.
C'è stata e c'è l’intenzione di ridurre di 8 miliardi, dal 22 al 24%, rispetto alla precedente programmazione 2023/2027, le risorse per il nostro Paese. Questo taglio andrebbe in qualche maniera a devastare la nostra agricoltura e l'agricoltura marchigiana, visto che gran parte del reddito agricolo è dovuto al sostegno che l'Europa dà ai nostri agricoltori.
C'è un cambio anche di impostazione. Le Regioni avranno meno peso nella programmazione. Capite bene che ogni regione è differente ed ha la necessità di proporre una programmazione diversa.
Questo taglio è stato avversato da tutte le associazioni agricole dell'Unione europea di tutti i Paesi europei, che si riuniranno il 18 dicembre, domani l'altro a Bruxelles, per manifestare la loro contrarietà. Il sottoscritto sarà lì a manifestare, credo che ci saranno anche altri rappresentanti della Giunta, a dimostrazione che siamo tutti contrari. Non possiamo accettare questa mannaia nei confronti dei nostri agricoltori, soprattutto per gli agricoltori delle aree svantaggiate, quindi, chiediamo che il Governo possa attivarsi presso la Commissione europea al fine di ottenere una completa revisione di questa PAC.
È bene dire che, qui c'è anche una richiesta di emendamento, già il Masaf ha rappresentato la propria contrarietà e le perplessità espresse dalle associazioni agricole sulla questione.
Anche il Governo si è già fatto sentire. È nostro dovere farci sentire perché siamo un'Assemblea legislativa, un’Assemblea legislativa che può dare degli indirizzi. Noi la nostra voce la dobbiamo far sentire.
Non dividiamoci nella discussione. La Commissione europea è sostenuta dai partiti politici che hanno i loro rappresentanti all'interno delle varie coalizioni, io sono una lista civica, non ho nessun rappresentante al Parlamento europeo, è bene che si faccia pressione affinché a sua volta il Parlamento europeo possa fare pressione sulla Commissione europea per revisionare definitivamente questa intenzione sulla nuova PAC.
Io non parlo, non vado oltre, è chiaro che la nostra voce dobbiamo farla sentire, possiamo, ma in questo caso dobbiamo farla sentire, Credo che voterete tutti all'unanimità questa contrarietà e, ripeto, se usciamo coesi da questa Assemblea, con questo documento, faremo un servizio utile ai nostri agricoltori, ma soprattutto daremo un'impostazione unitaria a favore della nostra agricoltura, che non si può permettere questa nuova programmazione e non si può permettere questi tagli drastici.
Sono state fatte dalle associazioni di categoria delle previsioni su quello che potrà eventualmente comportare questa nuova PAC, sarà la distruzione della nostra agricoltura. Dobbiamo fare scudo insieme, dobbiamo uscire all'unanimità con una nuova … e con un'impostazione unitaria per farci sentire ancora più forti.
Il Governo è dalla nostra parte, credo che abbiamo una buona spalla per portare a Bruxelles le nostre istanze. Se usciremo con questa mozione, in maniera simbolica il sottoscritto giovedì metterà la letterina nella cassetta della posta per la Commissione europea. Però la questione è molto seria, bisogna intervenire, ancora ci sono i tempi, quindi la Commissione europea e la Presidente della Commissione europea devono assolutamente fare un passo indietro su questa programmazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Rossi per aver chiesto l'anticipazione ed aver ritirato la sua precedente mozione per consentire questo dibattito. Però ci tengo a precisare un aspetto che formalmente agli atti si è aggiunta la mia firma, ma in realtà quest’iniziativa che pare in orizzontale, non in verticale. … Ecco, no, per chiarezza, onestà intellettuale e politica va riconosciuto che nasce dopo un confronto di tutte le organizzazioni sindacali dell'agricoltura, che ci hanno chiesto un atto trasversale proprio per richiamare l'attenzione su questo tema. Lo discutiamo oggi anche perché il 18, è stato richiamata, c'è una grossa manifestazione a Bruxelles con la partecipazione di tutte le organizzazioni degli agricoltori in occasione del vertice dei capi di Governo.
Il tema è molto serio, soprattutto per l'Italia, la PAC ha rappresentato sempre l'unica vera politica comunitaria, che è quella dell'agricoltura. Non ci sono altri settori che hanno un riconoscimento così formale come l'agricoltura.
Con la proposta avanzata il 16 luglio dalla Commissione, con la creazione del fondo unico, di fatto viene a mancare questo aspetto politico, oltre ad alcuni aspetti sostanziali che per l'Italia fanno la differenza, che sono le risorse perché la questione del fondo unico …
Io traduco, avendo fatto anche l'amministratore, che molte volte si fanno cose uniche per giustificare o nascondere meglio i tagli, che vengono fatti sui vari fronti perché il fondo prevede meno risorse complessive di quelle che c'erano in passato e cuba un quarto di questi fondi per la PAC, l'agricoltura.
Voi capite che la riduzione dei fondi per un quarto ricade sull’agricoltura, che riguarda diversi miliardi per noi, anche come Marche. Rispetto alle altre Regioni italiane il reddito netto delle nostre imprese agricole è determinato per oltre il 40% dalla PAC, mentre nell'altro oscilla tra il 23 e il 27. Voi capite quale effetto possono avere queste cose se rimangono come sono?
Va detto che il Parlamento europeo ha preso una posizione netta. La Presidente ha già scritto una lettera minacciando la contrarietà nel voto di bilancio se non ci saranno modifiche. C'è stata una tiepida risposta che non ha dato adeguate proposte, adeguate modifiche.
La preoccupazione vera è che gli altri Paesi membri non hanno una sensibilità come quella italiana, forse quella francese che nell'agricoltura ha un forte traino, che quindi con alcuni semplici accorgimenti possono ammorbidire la loro posizione, quindi i Ministri dell'agricoltura di altri Paesi dello stesso Parlamento. Questa è una preoccupazione forte che c'è e per questo diventa importante parlare una voce unica. Al di là delle posizioni, non possiamo che trovarci tutti convinti e da qui nasce il documento a firma del Consigliere Rossi e mia, condiviso da tutti i capigruppo, i Presidenti dei gruppi. Questa è una bella risposta, soprattutto è la risposta che diamo al mondo agricolo e alle sue rappresentanze.
Una semplice cosa, perché non voglio ripetere questioni già richiamate, ingenuamente …, anche nello spirito di mantenere questa linearità e dare un segnale alla gente, per la quale la politica troppe volte si divide in modo strumentale, ma quando ci sono battaglie comuni da fare vanno fatte …. Questo mi ha sempre contraddistinto, mi è sempre appartenuto e mi devo ancora un po' abituare.
Ingenuamente, forse, ho accolto l'emendamento che il collega mi ha sottoposto che ha una chiave, una voce fortemente politica, che crea …, quindi ingenuamente l’ho firmato e chiedo nella correttezza, perché ovviamente è un documento che riguarda il nostro Consiglio regionale, non il governo, di aggiungere anche un altro elemento, perché, è vero, il Ministero dell’agricoltura ha già fatto rimostranze di contrarietà, quindi l'onestà politica lo riconosce, ma magari non sono venute dal nostro Commissario italiano all'interno della Commissione, quindi invitare lui a manifestare una contrarietà alla PAC, che poi arriva, parte dalla Commissione. L'altro elemento da aggiungere, penso sia scontato, è che i nostri europarlamentari della Regione, anche questi bipartisan, si stanno già adoperando perché di fatto, è vero, si sono già mossi e la dimostrazione è la lettera che la Presidente del Parlamento ha inviato alla Commissione. Mi permetto di avanzare questa proposta per coprire anche la mia ingenuità che mi ha portato a firmare l'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare i presentatori di questa mozione, i Consiglieri Rossi e Seri per aver sollecitato il Consiglio regionale a chiedere al Governo nazionale un impegno sulla revisione della PAC, che tra l'altro è stato chiesto anche dalle associazioni agricole, che saranno a Bruxelles. Permettetemi anche di dire che questo è stato già chiesto dal Ministro del MASAF Lollobrigida, che dopo aver portato a casa un risultato importante sulla pesca nel Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, fondamentale per dare un segnale al settore della pesca, ha avuto la meglio su questo tema.
Sono certo che questa mozione possa essere da stimolo al lavoro che già sta facendo il Ministro Lollobrigida, il Governo italiano, per l'agricoltura ed anche per la revisione della PAC.
Ecco, ci tengo a sottolineare l'impegno del Governo, ci tengo però anche a ringraziare tutti i gruppi che hanno condiviso questa mozione ed anche per l'emendamento fatto. Grazie.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Ha la parola il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Chiederei, se possibile, 2 minuti di sospensione perché abbiamo qualche perplessità sull'emendamento, per non mandare, diciamo, alla malora il lavoro fatto. Chiedo altri 2 minuti, se è possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Sospendiamo 2 minuti, cortesemente non allontaniamoci dall'Aula, così riprendiamo i lavori velocemente.

La seduta è sospesa alle ore 13:30

La seduta riprende alle ore 13:40

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Riprendiamo il lavori. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Con il chiarimento avuto e il conforto sul piano della procedura del Segretario generale, dello stesso Presidente, la situazione, se non ho capito male, è la seguente.
La mozione è stata presentata a firma di una serie di Consiglieri, compresa la sottoscritta ed altri Consiglieri di minoranza. Poi è stato presentato un emendamento alla mozione e perché sia ammissibile, non dico approvato, serve il consenso di tutti gli originari presentatori della mozione. Siccome questo consenso non c'è, perché io ed altri Consiglieri, Ruggeri e Nobili … Credo di poter dire, anche a nome loro, che non c'è il consenso all'ammissione dell'emendamento che, a questo punto, a norma di Regolamento, non è ammissibile a votazione, mentre va posta in votazione la mozione così come originariamente presentata. Chiedo, quindi, Presidente, che si proceda alla votazione. Grazie.

PRESIDENTE. Consigliera, prendo atto del ritiro delle firme, no, di presentazione, quindi l'emendamento diventa inammissibile.
Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Visto che l'emendamento è inammissibile, chiediamo, ovviamente, il ritiro della mozione per farla, quando sarà ora, insieme, se vogliamo farla, altrimenti la minoranza ne farà una, la maggioranza ne farà un’altra, visto che siamo in democrazia.
Tra l'altro l'emendamento, scritto dai due primi sottoscrittori della mozione, il Consigliere Rossi ed il Consigliere Seri, che voglio ringraziare per aver portato all'attenzione questo tema, specificava il lavoro fatto e la contrarietà del Ministro. E’ vero che per voi se un Ministro è di centro-destra non appartiene all'Italia, capisco che a volte il PD deve dipendere da altre nazioni, ma su questo abbiamo avuto un Ministro che ha difeso gli interessi italiani ed io speravo che questa volta il PD, leggendo la scritta Ministro del Masaf, non andasse fuori di testa, ma così è stato.
Capisco il Consigliere Seri che per problemi politici deve ritirare la firma, ci mancherebbe altro, però questo era per rafforzare qualcosa che stavamo già chiedendo perché il Ministro aveva già espresso la propria contrarietà incontrando le associazioni di categoria., quindi non abbiamo chiesto nulla di strano, però ci mancherebbe altro, se il PD non vuole votare insieme questo, chiediamo il ritiro della mozione, la faremo insieme, il centro-destra con il Consigliere Rossi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere G. Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Rimango allibito anche perché l'emendamento suggerito afferma una cosa vera, all'interno del dispositivo asserisce qualcosa che è avvenuto, rafforza e dice: "Il Ministro del MASAF ha già rappresentato la propria contrarietà e le perplessità espresse dalle associazioni agricole sulla questione”. Credo che questo sia inconfutabile, non sia niente di politico. Poi sull'altro punto ci possiamo aggiungere, se vi va bene, che il Governo e, ci aggiungiamo, il Parlamento europeo tramite anche gli eurodeputati del territorio, quindi tutti, hanno già svolto una fondamentale attività in materia agricola comunitaria. La questione mette d'accordo tutti. Se poi voi non la votate, a questo punto penso che sia veramente un pretesto. Perché se uno mi dice: "Ah, Ciccioli”, che c'entra Ciccioli Di Parlamentare europeo c'è solo Ciccioli? C'è anche Ricci, anche qualcun altro, voglio dire. Ragazzi, passate dalla parte del torto, non è il nostro obiettivo e tantomeno l'obiettivo mio e del Consigliere Seri, che in maniera molto lineare abbiamo collaborato.
Chiedo alla Consigliera Mancinelli ed anche al Consigliere Cesetti, che in qualche maniera hanno esperienze e possono mediare su questo, di non fare una figuraccia, c'è stato un confronto, usciamo con questo testo e via, sennò siamo costretti a rinviare, però è un peccato.
Voglio dire che noi diciamo una cosa vera, non diciamo che il Ministro Lollobrigida è bravo, brutto, cattivo, no, diciamo che anche il Ministero ha espresso contrarietà. In secondo luogo, diciamo che il Governo ed anche il Parlamento europeo e gli Europarlamentari del territorio hanno già svolto un'importante attività in materia agricola comunitaria. Punto. Dov'è la politicizzazione di questo testo? Se voi lo reputate politico, allora esco dall'Aula, vado via e amen.
Chiedo di poter inserire questo punto e portare un bel risultato di immagine del Consiglio regionale, ma soprattutto la nostra contrarietà alla manifestazione, agli agricoltori e a quello che vogliono le associazioni di categorie agricole aggiungendo questa cosa? Io penso di sì.
Se poi c'è una barriera ideologica immotivata, penso che … Troviamo …, ne abbiamo parlato con la Consigliera Mancinelli anche prima, quindi, ripeto, dopo il Governo inseriamo: “e il Parlamento europeo, anche tramite gli europarlamentari del territorio”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Consigliere Rossi, io vorrei votare questa mozione, anche se non sono in conflitto di interessi perché sono uno dei percettori della PAC, dato che tra le varie mie attività c'è anche quella di coltivatore diretto, quindi so bene che per il reddito degli agricoltori la PAC è di fondamentale importanza in questa direzione, quindi, una sua riforma in senso peggiorativo sarebbe un colpo mortale al settore di appartenenza. Lo conosco molto bene, sia perché, ripeto, sono figlio di contadini e sia perché ho la partita IVA anche come coltivatore diretto oltre che come avvocato. Perché questo emendamento va ritirato, secondo me? Perché non solo non ha senso, ma annulla la stessa mozione.
Consigliere Rossi, da una parte non è opportuno che un'Assemblea legislativa regionale, che è un'istituzione, dia patenti o giudizi sull'operato di altre istituzioni dello Stato, come il Governo e come lo stesso Ministero, ma dall’altra parte se nella mozione si “impegna il Presidente della Giunta regionale a mettere in atto tutte le iniziative necessarie nei confronti del Governo affinché si attivi presso la Commissione europea al fine di ottenere una completa revisione”, è una contraddizione in termini. Si può emendare dicendo che il Governo ha già svolto una rilevante attività in materia agricola? Ma se il Governo l'ha già svolta è inutile fare una mozione che impegna il Presidente della Giunta ad intervenire nei confronti del Governo. Se invece si toglie questo emendamento, si rafforza il vero senso politico della mozione, perché significa che impegna il Presidente e la Giunta ad intervenire presso il Governo per far sentire la voce dell'Assemblea legislativa affinché il Governo metta in atto ulteriori iniziative oltre a quelle già messe in campo. Questo è il senso, altrimenti non si spiega la seconda parte. La prima parte ha già rappresentato la propria contrarietà. Perché c'è bisogno di dirlo in una mozione se questo è un dato oggettivo, conclamato e pubblico?
Quindi, questo emendamento sotto il profilo, diciamo, politico, istituzionale e regolamentare è un non senso, che addirittura svilisce la mozione stessa.
Consigliere Rossi, diciamo che questa è un'interpretazione letterale, non soggettiva, oggettiva, quindi, ritirate l’emendamento e votiamo la mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente. Penso che il fatto che un esponente della minoranza ed uno della maggioranza abbiano presentato una mozione insieme e abbiano trovato l’apporto anche di altri capigruppo è una cosa importante perché dimostra che la questione è sentita da tutta l'Assemblea legislativa.
E’ un tema rilevante a livello di rapporto tra l’Unione europea e la periferia, le Marche. È fondamentale perché l'Assemblea legislativa difende gli agricoltori marchigiani e il testo della mozione è molto chiaro in questo senso. Ora la sostanza c'è tutta. Le forze politiche si sono confrontate sul testo non emendato, che è arrivato in Assemblea. All'improvviso è arrivato un emendamento identitario, che vuole specificare che in una qualche maniera il Governo ha già fatto qualcosa. Allora, noi dovremmo dire che anche in Commissione agricoltura i rappresentanti europei del PD hanno votato contro, ma i nostri rappresentanti non hanno bisogno di questa firma, credo che il Ministro dell'agricoltura non abbia bisogno di questa firma, penso che quello che conta sia la sostanza della mozione sulla quale c'è stato l'accordo, e non ha nessun problema ad essere votata in maniera unitaria senza emendamento.
Dico una cosa, invece, al Consigliere Rossi, la prego di non ritirare la sua firma dalla mozione, che decadrebbe, perché significherebbe darla vinta ad una parte dei suoi alleati, di chi la sostiene, che non vogliono che questa mozione unitaria venga approvata. Vi posso garantire che il Governo e il Ministro dell'agricoltura sono serenissimi. Nel dibattito è emerso chiaramente che si sono già attivati, io ho detto che anche i nostri Parlamentari si sono attivati, sono tutti contenti. La sostanza della mozione resta, basta votarla in maniera unitaria.
La prego, Consigliere, non ritiri la firma perché sarebbe un buon successo per gli agricoltori marchigiani e dimostrerebbe che la politica si occupa di cose concrete. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. A me sembrano un po’ le disquisizioni sul sesso degli angeli, no? I carteggi tra Lutero ed Erasmo, e vai lasciamo perdere.
Possiamo fare una cosa, se vogliamo lasciare gli emendamenti possiamo dire: “a mettere in atto tutte le ulteriori azioni necessarie per …”. Ecco, una parola salva anche il contenuto di quello che voi volete dire e poi inseriamo: “nel Parlamento europeo tramite anche gli eurodeputati del territorio”. Io credo che questa piccola modifica non infici niente, anzi, risponde anche a quello che ha detto il Consigliere Cesetti, perché comunque è vero che il Governo ha espresso la propria contrarietà, ma noi dobbiamo esprimere anche la nostra in maniera tale di dare peso ad un'azione politica, cioè il fatto che noi andiamo a chiedere al Governo … Dicevo, Consigliere Cesetti, “impegna a mettere in atto tutte le ulteriori azioni necessarie”. Inseriamo ‘ulteriori’ e diamo il senso anche all'osservazione che ha fatto lei e diamo … No, Consigliere Putzu, alla fine noi mettiamo per salvare anche quello che dice il Consigliere Cesetti. “Impegna a mettere in atto tutte le ulteriori azioni necessarie nei confronti …”, no? No, quindi non va bene.? Allora, va bene. Penso che sia una cosa …, se non si vuole votare, io faccio una cosa, la prendo e - posso ritirarla, Segretario? - ritiro la mozione e non dico, non faccio altre affermazioni perché sono in un'Assemblea pubblica e sono anche …, però posso dire che la delusione è totale, purtroppo devo rimangiarmi le parole che ho detto.
Penso che se si voleva trovare una quadra, la si poteva trovare, sia dall'una che dall'altra parte.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ritengo, per il momento a titolo personale, ma penso di poter convincere tutti i componenti della minoranza, che la proposta del Consigliere Rossi …, è un'opinione personale, sto parlando a titolo personale.

PRESIDENTE. Chiedo scusa. È per mozione d'ordine, immagino, quindi il tempo deve essere un minuto.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Mozione d'ordine, sono stato chiamato in causa dal Consigliere Rossi.

(intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Consigliere Putzu, mozione d'ordine
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non è lei che dirige l’Aula.
Io dico a titolo personale che secondo me il ritiro di entrambi gli emendamenti, con un emendamento che dice di mettere in atto tutte le ulteriori …, solo la parola ‘ulteriori’ rende la mozione votabile. Grazie.

PRESIDENTE. Considerato che il primo firmatario ha ritirato la firma, sostanzialmente ha ritirato la mozione.
Termina qui il Consiglio di oggi e ci vediamo al prossimo appuntamento.
Buona giornata a tutti.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13:55